diff options
Diffstat (limited to 'old/60644-0.txt')
| -rw-r--r-- | old/60644-0.txt | 8592 |
1 files changed, 0 insertions, 8592 deletions
diff --git a/old/60644-0.txt b/old/60644-0.txt deleted file mode 100644 index 73a31a0..0000000 --- a/old/60644-0.txt +++ /dev/null @@ -1,8592 +0,0 @@ -Project Gutenberg's I tre moschettieri, vol. IV, by Alexandre Dumas - -This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and -most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions -whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms -of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at -www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll -have to check the laws of the country where you are located before using -this ebook. - - - -Title: I tre moschettieri, vol. IV - -Author: Alexandre Dumas - -Translator: Angiolo Orvieto - -Release Date: November 6, 2019 [EBook #60644] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I TRE MOSCHETTIERI, VOL. IV *** - - - - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - - - - - - - I TRE - MOSCHETTIERI - - - DI - - Alessandro Dumas - - - VERSIONE - DI ANGIOLO ORVIETO. - - VOL. IV. - - - - Napoli, - GIOSUÈ RONDINELLA EDITORE - Strada Trinità Maggiore nº 27 - 1853 - - - - - TIPOGRAFIA DI G. PALMA. - - - - -CONTINUAZIONE DEL CAPITOLO XLVIII. - - -Ma come lo abbiamo detto, Bazin non aveva, col suo felice ritorno, -tolto che una parte della inquietudine che agitava i quattro amici. I -giorni dell'aspettativa sono lunghi, e d'Artagnan soprattutto avrebbe -scommesso che in quell'epoca i giorni avevano quarant'otto ore. Egli -dimenticò la lentezza obbligata della navigazione, esagerò la potenza -di milady, assegnava a questa donna che gli compariva come un demonio, -degli ausiliari soprannaturali come lei: al più piccolo rumore egli -s'immaginava che venivano ad arrestarlo, e che conducevano Planchet per -confrontarlo con lui, e i suoi amici. Vi è di più, la sua confidenza, -altra volta così grande pel degno Piccardo, diminuiva di giorno in -giorno. Questa inquietudine era così forte che si comunicava a Porthos -ed Aramis, e non vi era che Athos che rimaneva impassibile, come se -nessun pericolo si agitasse intorno a lui, e che egli respirasse la sua -atmosfera abituale. - -Il sedicesimo giorno particolarmente, erano così manifesti questi segni -di agitazione in d'Artagnan, e nei suoi due amici, ch'essi non potevano -stare un momento nello stesso posto, ma erravano come ombre sulla via -per la quale doveva giungere Planchet. - -— Davvero, diceva Athos, voi non siete uomini, ma siete ragazzi: se -una donna vi può fare una sì gran paura. Ebbene! di che si tratta? di -essere imprigionati? e noi saremo da qualcuno tolti alla prigione; ne -è stata cavata la signora Bonacieux? Di essere decapitati? ma tutti -i giorni, nella trincea, noi andiamo allegramente ad esporci a molto -peggio di ciò, mentre una palla può fracassarci una gamba, ed io sono -persuaso che faccia maggiormente soffrire un chirurgo nel tagliare -una gamba, di quello che il boia a tagliarci la testa. State dunque -tranquilli; fra due, fra quattro, fra sei ore al più tardi Planchet -sarà qui; egli ha promesso di esservi, ed io ho grandissima fede nelle -promesse di Planchet, che ha la ciera di essere un bravo giovinetto. - -— Ma s'egli non giunge? disse d'Artagnan. - -— Ebbene! se egli non giunge, è segno che sarà stato ritardato sulla -strada, ecco tutto. Può essere caduto da cavallo, può aver fatto una -capriola per di sopra un ponte, può aver corso così forte da aver -guadagnato un mal di petto. Eh! signori, pensiamo agli avvenimenti -possibili. La vita è una gran corona di piccole miserie che il filosofo -sgranella ridendo. Siate filosofi come me, signori, mettetevi a -tavola e beviamo; niente fa comparire l'avvenire color di rosa, come -l'osservarlo a traverso un bicchiere di chambertin. - -— Va benissimo rispondeva d'Artagnan, ma io sono stanco di dover -temere, bevendo fresco, che il vino non sorta dalla cantina di milady. - -— Voi siete molto difficile! disse Athos; una donna così bella. - -— Una donna da bollo! disse Porthos con un grossolano sorriso. - -Athos fremette, posò la sua mano sulla sua fronte per asciugarne il -sudore, e si alzò a sua volta mosso da un movimento nervoso che egli -non potè comprimere. - -Il giorno passò, e la sera giunse più lentamente; ma finalmente venne; -le bettole si empirono di bevitori. Athos, che aveva intascata la sua -parte del diamante, non lasciava più il Farfallone; egli aveva trovato -il signore de Busigny, che, del resto, loro aveva dato un magnifico -pranzo, un bevitore degno di lui. Essi giuocavano dunque assieme -come d'ordinario, quando suonarono sette ore: s'intesero passare le -pattuglie che andavano a raddoppiare i posti. A sette ore e mezzo battè -la ritirata. - -— Siamo perduti, disse d'Artagnan all'orecchio di Athos. - -— Volete dire che abbiamo perduto, disse tranquillamente Athos cavando -con flemma dieci luigi dalla sua saccoccia, e gettandoli sulla tavola. -Andiamo, signori, continuò egli, batte la ritirata; andiamo a dormire. - -E Athos uscì dal Farfallone seguito da d'Artagnan. Aramis veniva loro -dietro dando il braccio a Porthos, ed accozzava dei versi, e Porthos si -strappava di tratto in tratto qualche pelo dai suoi baffi in segno di -disperazione. - -Ma ecco ad un tratto, nella oscurità, si disegna una ombra la di cui -ombra e famigliare a d'Artagnan, ed una voce ben conosciuta gli dice: - -— Signore, io vi porto il vostro mantello, perchè questa sera fa fresco. - -— Planchet! gridò d'Artagnan ebbro di gioia. - -— Planchet! gridarono Porthos ed Aramis. - -— Ebbene! sì Planchet, disse Athos; che cosa vi è di meraviglioso? egli -aveva promesso di essere di ritorno a otto ore ed ecco che suonano le -otto. Bravo! Planchet, voi siete un giovine di parola, e se mai aveste -a lasciare il vostro padrone, io vi riserbo un posto al mio servizio. - -— Ohi no, giammai, disse Planchet, io non lascerò giammai il signor -d'Artagnan. - -E nello stesso tempo d'Artagnan sentì che Planchet gli faceva scorrere -in mano un piccolo biglietto. - -D'Artagnan aveva una gran volontà di abbracciare Planchet; ma egli -ebbe paura che questo segno di effusione, dato al suo lacchè in mezzo -alla strada, non sembrasse straordinario a qualche passaggiero, e si -contenne. - -— Io ho il biglietto, disse egli ad Athos ed ai suoi amici. - -— Sta bene, disse Athos, entriamo nelle vostre camere, e lo leggeremo. - -Il biglietto bruciava la mano di d'Artagnan; egli voleva affrettare -il passo, ma Athos gli prese il braccio e lo passò sotto il suo, e fu -mestieri al giovane di regolare la sua corsa con quella del suo amico. - -Finalmente si entrò negli alloggi, fu acceso un lume, e mentre che -Planchet stava sulla porta affinchè i quattro amici non fossero -sorpresi, d'Artagnan con mano tremante ruppe il sigillo, e aprì la -lettera tanto aspettata. - -Ella conteneva una mezza riga di scritto in inglese, e di una -concisione tutta spartana: - - _«Thank you: be easy.»_ - -Ciò che voleva dire: «Grazie; siate tranquillo.» - -Athos prese la lettera dalle mani di d'Artagnan, raccostò al lume, e -vi appiccò il fuoco, non lasciandone un pezzo che non fosse ridotto in -cenere. - -Quindi, chiamando Planchet, - -— Ora, bravo giovane, gli disse, tu puoi reclamare le settecento lire; -ma tu non arrischiavi gran cosa con un biglietto come questo. - -— Ciò non è per mancanza di non avere inventato modi per custodirlo, -disse Planchet. - -— Ebbene! disse d'Artagnan, raccontaci come è andato. - -— Diamine, ciò è lungo, signore. - -— Tu hai ragione, Planchet, d'altronde la ritirata è battuta, e noi -saremmo rimarcati se conservassimo il lume acceso più degli altri. - -— Sia, disse d'Artagnan, andiamo a letto; dormi bene, Planchet. - -— In fede mia, signore, questa sarà la prima volta dopo sedici giorni. - -— Ed io pure! disse d'Artagnan. - -— Ed io pure! disse Porthos. - -— Ed io pure! disse Aramis. - -— Ebbene! volete che vi confessi la verità? ed io pure! disse Athos. - - - - -CAPITOLO XLIX. - -FATALITÀ - - -Frattanto milady, ebbra di collera, ruggendo sul cassero del bastimento -come una lionessa che venga imbarcata, aveva tentato di gettarsi in -mare per riguadagnare la costa, poichè non poteva farsi un'idea ch'ella -era stata insultata da d'Artagnan, minacciata da Athos, e che lasciava -la Francia senza vendicarsi di loro. Ben presto quest'idea era divenuta -per essa talmente insopportabile, che col rischio di ciò che poteva -accaderle di terribile per se stessa, aveva supplicato il capitano -di gettarla sulla costa; il capitano, sollecito di sfuggire alla sua -falsa posizione, posto fra le crociere francesi ed inglesi, come un -pipistrello fra i sorci e gli uccelli, aveva gran fretta d'approdare in -Inghilterra; rifiutò dunque ostinatamente di obbedire a ciò che egli -prendeva per un capriccio di donna, promettendo alla sua passaggiera, -che, del resto, gli era stata raccomandata in modo particolare dal -ministro, di gettarla, se il mare ed i francesi lo permettevano, -in un qualche porto della Brettagna, sia a Loirent, sia a Brest. Ma -frattanto, il vento era contrario, il mare cattivo: si bordeggiava, -e si correvano piccole bordate. Nove giorni dopo la uscita dalla -Charente, milady, pallida pei suoi dispiaceri e per la sua rabbia, -vedeva comparire soltanto le coste azzurre di Finistère. - -Ella calcolò che per traversare questa parte della Francia, e per -ritornare vicino al ministro, le abbisognavano almeno quattro giorni; -aggiungete questi quattro giorni agli altri nove già trascorsi, erano -tredici, durante i quali potevano accadere tanti avvenimenti importanti -a Londra. Ella pensò che, senza alcun dubbio, il ministro diventerebbe -furioso pel suo ritorno, e che per conseguenza sarebbe più disposto a -dare ascolto ai reclami che venissero fatti contro di lei, di quello -che a quelli che poteva far essa contro degli altri, e per conseguenza -lasciò passare Loirent e Brest senza insistere col capitano, che dal -canto suo, si guardava bene dall'avvisarla. Milady continuò dunque la -sua strada, e il giorno stesso in cui Planchet s'imbarcava a Portsmouth -per la Francia, la messaggiera di Sua Eccellenza entrava trionfante nel -porto. - -Tutta la città era agitata da un movimento straordinario: quattro gran -vascelli recentemente costrutti erano stati lanciati in mare. In piedi, -sopra uno di questi ricoperto d'oro abbagliante, secondo il suo solito, -pei diamanti e le pietre preziose, col suo cappello ornato di una piuma -bianca che gli cadeva sopra una spalla, si vedeva Buckingham circondato -da uno stato maggiore quasi brillante quanto lui. - -Era una di quelle belle e rare giornate di estate in cui l'Inghilterra -si ricorda che vi è un sole. L'astro pallido, ma pure splendido -ancora, era al suo tramonto, imporporando e cielo ad un tempo e mare, -con strisce di fuoco, e gettando sulle torri e le vecchie case della -città un raggio d'oro che faceva sfavillare i vetri, come il riflesso -d'un incendio. Milady respirando quest'aria del mare più viva e più -balsamica all'avvicinarsi della terra contemplando tutta la potenza di -questi preparativi, ch'essa era incaricata di distruggere, tutta la -forza di quest'armata, che doveva combattere da se sola con qualche -sacco d'oro, si paragonò mentalmente a Giuditta, la terribile Ebrea, -quando penetrò nel campo degli Assirii, e che vide la massa enorme di -carri, di cavalli, di uomini ed armi che un gesto della sua mano doveva -dissipare come nube di fumo. - -Entrarono in rada, ma mentre si apprestavano a gettar l'ancora, un -piccolo cutter, formidabilmente armato, si avvicinò al bastimento -mercantile, annunziandosi come guarda coste, fece mettere in mare -la sua lancia, che si diresse verso la scala. La lancia conteneva -un ufficiale e otto rematori. L'ufficiale solo montò a bordo, ove fu -ricevuto con tutta la deferenza che inspira l'uniforme. - -L'ufficiale si trattenne alcuni istanti col capitano, gli fece leggere -alcune carte di cui era portatore, e dietro un ordine del capitano -mercantile, tutto l'equipaggio del bastimento, marinari e passeggieri, -fu chiamato sul ponte. - -Dopo che fu fatto questo appello, l'ufficiale s'informò ad alta voce -del punto di partenza del brick, della sua strada, delle sue fermate, -ed a tutte le domande, il capitano soddisfece senza esitazione e senza -difficoltà. Allora l'ufficiale cominciò a passare la sua rivista di -tutte le persone, le une dopo le altre, e fermandosi a milady, la -considerò con grande attenzione ma senza indirizzarle una sola parola. - -Quindi ritornò al capitano, gli disse ancora alcune parole, e come -se fosse stato a lui che d'ora innanzi doveva obbedire il bastimento, -comandò una manovra che l'equipaggio tosto eseguì. Allora il bastimento -si rimise in via, sempre scortato dal piccolo cutter, che vogava -d'accordo con lui, minacciando il suo fianco colla bocca dei suoi -cinque cannoni, nel mentre che la barca lo seguiva nel solco del -naviglio, debole punto dietro una così enorme massa. - -Durante l'esame che l'ufficiale aveva fatto di milady, milady, come -si crederà bene, lo aveva dal canto suo divorato con lo sguardo. Ma, -per quanto fosse grande l'abitudine che questa donna dagli occhi -di fuoco aveva per leggere nel cuore di coloro dei quali aveva -bisogno d'indovinare i segreti, ella questa volta ritrovò un viso -di una tale impassibilità, che alle sue investigazioni non ne seguì -alcuna scoperta. L'ufficiale che si era fermato davanti a lei, e -che l'aveva silenziosamente studiata con tanta cura, poteva avere -l'età di venticinque a ventisei anni, era bianco di viso, aveva gli -occhi blu chiari un poco infossati; la bocca sottile e ben disegnata, -restava immobile nelle sue corrette linee; il suo mento vigorosamente -pronunciato, dinotava che la forza di volontà, nel tipo volgare -britannico, non è ordinariamente che ostinazione; una fronte un poco -fuggente, come si addice ai poeti, agli entusiasti e ai soldati, -era appena ombrata da una capigliatura corta e chiara, che come la -barba che copriva l'estremità inferiore del viso, era di un bel color -castagno scuro. - -Quando rientrarono nel porto, era già notte; la nebbia inspessiva -ancora l'oscurità, e formava intorno ai fanali ed alle lanterne un -cerchio, simile a quello che circonda la luna quando il tempo minaccia -di diventar piovoso. L'aria che si respirava era trista, umida e -fredda. - -Milady, quella donna così forte, si sentiva premere suo malgrado. - -L'ufficiale si fece insegnare quali erano i pacchi di milady, fece -portare il suo bagaglio nella lancia, e quando fu fatta questa -operazione, la invitò a discendere, presentandole egli stesso il -braccio. - -Milady guardò quest'uomo ed esitò. - -— Chi siete voi! signore, domandò ella, che avete la bontà di occuparvi -in un modo così particolare di me? - -— Voi dovete vederlo, signora, dal mio uniforme. Io sono un ufficiale -della marina inglese, rispose il giovane. - -— Ma in fine, è forse di abitudine che gli ufficiali della marina -inglese si mettano sotto gli ordini dei loro compatrioti quando -approdano in un porto della Gran-Brettagna, e spingano la galanteria -fino a condurli a terra? - -— Sì milady, questo è l'uso, non già per galanteria, ma per prudenza, -che in tempo di guerra gli stranieri sieno condotti in un albergo -designato, affinchè, fino a perfetta informazione su di essi, restino -sotto la sorveglianza del governo. - -Queste parole furono pronunciate con la gentilezza la più squisita e -la calma la più perfetta. Però esse non ebbero il dono di convincere -milady. - -— Ma io non sono straniera, signore, disse ella coll'accento più puro -che fosse mai risuonato da Portsmouth a Manchester; io mi chiamo lady -de Winter, e questa misura... - -— Questa misura è generale, milady, e voi tentereste invano di -sottrarvici. - -— Io dunque vi seguirò, signore. - -E, accettando la mano dell'ufficiale, cominciò a discendere la scala, -in fondo alla quale l'aspettava la lancia. L'ufficiale la seguì: -un gran mantello era steso a poppa, l'ufficiale la fece sedere sul -mantello e si assise vicino a lei. - -— Vogate, diss'egli ai marinari. - -Gli otto remi caddero in mare formando un sol colpo, non battendo che -con un sol colpo, e la lancia sembrò volare sulla superficie delle -acque. - -In capo a cinque minuti si toccò terra. - -L'ufficiale saltò sullo scalo e offrì la mano a milady. - -Una carrozza aspettava. - -— Questa carrozza è per noi? domandò milady. - -— Sì, milady, rispose l'ufficiale. - -— L'albergo è molto lontano di qui? - -— All'estremità opposta della città. - -— Andiamo, disse milady. - -Ella salì risolutamente in carrozza. - -L'ufficiale vegliò affinchè gli equipaggi fossero solidamente attaccati -dietro la cassa, e terminata questa operazione prese posto vicino a -milady e chiuse lo sportello. - -Tosto, senza che fosse dato alcun ordine, e senza che vi fosse stato -bisogno d'indicare la destinazione, il cocchiere partì al galoppo e -s'internò nelle strade della città. - -Un ricevimento così strano doveva essere per milady un'ampia materia -di riflessione; così, vedendo che il giovane ufficiale non sembrava -menomamente disposto ad attaccare conversazione, ella si appoggiò in un -angolo della carrozza, e passò in rivista le une dopo le altre tutte le -supposizioni che si presentavano al suo spirito. - -Frattanto, in capo ad un quarto d'ora, meravigliata della lunghezza -della strada, si accostò verso lo sportello per vedere da che parte era -condotta. Non si vedevano più case; fra le tenebre comparivano soltanto -degli alberi, come fantasmi neri, che corressero gli uni dopo gli -altri. - -Milady rabbrividì. - -— Ma noi non siamo più in città, signore, disse ella. - -Il giovine ufficiale osservò il silenzio. - -— Io non anderò più avanti se voi non mi dite dove mi conducete, ve ne -prevengo, signore. - -Questa minaccia non ottenne veruna risposta. - -— Ah! questa è troppo forte! grido milady. Soccorso! soccorso! - -Nessuna voce rispose alla sua; la carrozza continuava a correre con -rapidità. L'ufficiale sembrava una statua. - -Milady lo guardò con una di quelle terribili espressioni, particolari -al suo viso, e che mancavano tanto raramente del loro effetto. La -collera faceva scintillare i suoi occhi nelle tenebre. - -Il giovane rimase impassibile. - -Milady volle aprire lo sportello per precipitarvisi. - -— Fate attenzione, signora, disse freddamente l'ufficiale, voi vi -ucciderete saltando. - -Milady si riassise colla schiuma alla bocca. L'ufficiale si accostò, e -la guardò a sua volta, e parve sorpreso di vedere questa figura non ha -guari così bella, sconvolta per la rabbia e divenuta quasi schifosa. -L'astuta creatura capì che si perdeva lasciando vedere in tal modo -l'interno dell'anima sua; ella rasserenò i suoi lineamenti, e con una -voce gemebonda: - -— In nome del cielo, signore, ditemi se è a voi, se è al vostro -governo, se è ad un qualche nemico che io debbo attribuire la violenza -che mi viene fatta. - -— Non vi si fa alcuna violenza, signora, e ciò che vi accade è il -risultato di una misura semplicissima che siamo costretti di prendere -con tutti quelli che sbarcano in Inghilterra. - -— Allora voi non mi conoscete, signore? - -— È la prima volta che ho l'onore di vedervi. - -— E, sul vostro onore, voi non avete alcun soggetto di rancore contro -di me? - -— Alcuno: ve lo giuro. - -E vi era tanta serenità e sangue freddo, ed anche dolcezza nella voce -di questo giovane, che milady si rassicurò. - -Finalmente, dopo un'ora circa di cammino la carrozza si fermò davanti -un cancello di ferro che chiudeva una via scavata, conducente ad un -castello di forma severa, massiccio ed isolato. Allora, siccome le -ruote giravano sopra una sabbia fina, milady intese un vasto muggito -che riconobbe pel rumore del mare che viene ad infrangersi contro una -costa scoscesa. - -La carrozza passò sotto due vôlte, finalmente si fermò in un cortile -tetro e quadrato. Quasi subito la portiera si aprì, il giovane saltò -leggermente a terra, presentò la sua mano a milady che si appoggiò e -discese a sua volta con molta calma. - -— Io dunque sono sempre prigioniera, disse milady guardando intorno -a se e riportando i suoi occhi sul giovane ufficiale col più grazioso -sorriso; ma io non lo sarò lungamente, ne sono sicura, aggiunse ella. -La mia coscienza e la vostra gentilezza, signore, me ne sono garanti. - -Per quanto fosse lusinghiero il complimento, l'ufficiale non rispose -una parola; ma cavando dalla sua cinta un piccolo fischietto d'argento -simile a quello che si servono per dare il comando sui bastimenti da -guerra, fischiò tre volte sopra diverse ondulazioni; tosto comparvero -parecchi uomini, staccarono i cavalli fumanti, e posero la carrozza -nella sua rimessa. - -L'ufficiale, sempre con la stessa tranquilla cortesia, invitò la -sua prigioniera a entrare in casa. Questa, sempre col massimo viso -sorridente, lo prese pel braccio, ed entrò con lui sotto una porta -bassa, illuminata soltanto nel fondo che conduceva ad una scala di -pietra a chiocciola; si fermarono quindi davanti ad una porta massiccia -che, dopo l'introduzione di una chiave che il giovane portava seco, -girò pesantemente sui suoi cardini, e dette apertura alla camera -destinata a milady. Con un solo sguardo la prigioniera abbracciò -l'appartamento nelle sue più piccole parti. - -Era una camera il di cui mobiglio era molto proprio per una prigione, -ma nello stesso tempo molto rigido per un uomo in libertà. Però -le sbarre alle finestre, e i chiavistelli all'esterno della porta -decidevano il pensiero sul conto di una prigione. - -Per un istante tutta la forza d'animo di questa creatura, sebbene -temperata alle sorgenti le più rigorose, l'abbandonò. Ella cadde sopra -una sedia, incrociò le braccia, abbassando la testa, ed aspettando ad -ogni istante di vedere entrare un giudice per interrogarla. - -Ma non entrò alcuno, se non che due o tre soldati di marina che -portarono il suo equipaggio, lo deposero in un canto e si ritirarono -senza dir parola. - -L'ufficiale presiedeva a tutti questi particolari con quella stessa -calma che milady gli aveva costantemente veduta, non pronunciando una -parola, e facendosi obbedire con un gesto della sua mano, o con un -soffio del suo fischietto. - -Si sarebbe detto che fra quest'uomo e i suoi inferiori la lingua -parlata non esisteva o era divenuta inutile. - -Finalmente milady non potè contenersi più lungamente, e ruppe il -silenzio. - -— In nome del cielo, signore, gridò essa, che vuol dire tuttociò che -accade? fissate le mie irresoluzioni: io ho coraggio per ogni pericolo -che prevedo, per ogni disgrazia che comprendo. Dove sono io, e che cosa -sono io? sono io libera? e perchè queste sbarre e queste porte? sono io -prigioniera? qual delitto ho io commesso? - -— Voi siete qui nell'appartamento che vi è destinato, signora. Ho -ricevuto l'ordine di venirvi a prendere in mare, e di condurvi in -questo castello. Io credo di avere adempito a quest'ordine con tutto -il rigore di un soldato, ma nello stesso tempo con tutta la cortesia di -un gentiluomo. Qui termina, almeno per ora, l'incarico che mi era stato -imposto di compiere vicino a voi; il resto spetta ad un'altra persona. - -— E quest'altra persona, chi è? domandò milady, non potete voi dirmi il -suo nome? - -In questo momento s'intese per le scale un gran rumore di speroni; -alcune voci passarono e si estinsero, ed il rumore di un passo isolato -si avvicinò fino alla porta. - -— Questa persona, eccola qui, signora disse l'ufficiale sgombrando il -passo, e ponendosi nell'attitudine del rispetto e della sommessione. - -Nello stesso tempo la porta si aprì. Un uomo comparve sulla soglia. - -Egli era senza cappello, portava la spada al fianco e contorceva il -fazzoletto. - -Milady credè riconoscere fra l'ombre quest'ombra; si appoggiò con una -mano sul sostegno del suo seggio, ed innoltrò la testa come per andare -incontro ad una certezza. - -Allora lo straniero si avvicinò lentamente, e a misura che -s'innoltrava, entrando nel cerchio luminoso proiettato dalla lampada, -milady indietreggiava involontariamente. - -Quindi allorchè ella non ebbe più alcun dubbio. - -— E che! fratello mio, gridò essa al colmo dello stupore, siete voi? - -— Sì, bella dama, rispose lord de Winter facendo un saluto per metà -cortese, e per metà ironico, io stesso. - -— E allora questo castello...? - -— È mio. - -— Questa camera.... - -— È la vostra. - -— Io sono dunque vostra prigioniera?... - -— Presso a poco. - -— Non diciamo grandi parole; sediamo, e parliamo tranquillamente come -convien di fare tra un fratello ed una sorella. - -Quindi voltandosi verso la porta, e vedendo che il giovane ufficiale -aspettava gli ultimi suoi ordini. - -— Sta bene, diss'egli, io vi ringrazio; ora lasciateci sig. Felton. - - - - -CAPITOLO L. - -CIARLATA TRA FRATELLO E SORELLA - - -Durante il tempo che lord de Winter mise a chiudere la porta, a -spingere un catenaccio e ad avvicinare una sedia al seggio di sua -cognata, milady, distratta, immerse il suo sguardo nella profondità -del possibile, e scuoprì tutta la trama che non avea potuto neppure -intravedere fino a che ignorava in quali mani era caduta. Ella -conosceva suo cognato per un gentiluomo, franco cacciatore, giuocatore, -intraprendente con le donne, ma di una forza al disotto della mezzana -per gl'intrighi. Come aveva egli potuto scuoprire il suo arrivo? farla -arrestare e perchè la riteneva egli? - -Athos le aveva detto qualche parola che provava che la conversazione -che aveva tenuta col ministro era stata udita da orecchie straniere, -ma non poteva ammettere che le fosse stata scavata una contromina così -pronta e ardita. Ella temè ben più, che le sue precedenti operazioni in -Inghilterra fossero state scoperte. Buckingham poteva avere indovinato -ciò che essa era, e che era stata essa che gli aveva tagliati di dosso -i due puntali, e che per vendicarsi di questo piccolo tradimento... -Ma Buckingham era incapace di portarsi ad un eccesso contro una donna, -particolarmente se questa donna poteva essere scusata coll'agire per un -sentimento di gelosia. - -— Sì, parliamo, fratello mio, disse ella con una specie di -rassegnazione, decisa come era di cavare da questa conversazione tutti -gli schiarimenti di cui poteva aver bisogno in seguito, ad onta di -tutte le dissimulazioni che avesse potuto presentare lord de Winter. - -— Voi dunque vi siete decisa a ritornare in Inghilterra, disse lord de -Winter, malgrado la risoluzione che mi avete così spesso manifestata -a Parigi di non rimettere più mai il piede sul territorio della -Gran-Brettagna. - -Milady rispose a questa domanda con un'altra domanda. - -— Prima di tutto, diss'ella, ditemi in che modo avete potuto tenermi -gli occhi addosso, e ciò tanto severamente da essere in antecedenza -prevenuto non solo del mio arrivo, ma ancora del giorno, dell'ora e del -porto dove arriverei? - -— Ma ditemi voi stessa, mia cara cognata, riprese egli, ciò che venite -a fare in Inghilterra. - -— Io vengo a vedervi, riprese milady, senza sapere quanto essa -aggravava con questa risposta i sospetti che aveva fatti nascere nello -spirito di suo cognato la lettera di d'Artagnan, e volendo soltanto -cattivarsi la benevolenza del suo uditore con una menzogna. - -— Ah! per veder me, disse sardonicamente de Winter. - -— Senza dubbio, per vedervi. Che cosa vi è di meraviglioso? - -— E voi nel venire in Inghilterra non avete altro scopo che quello di -vedermi? - -— No. - -— Così è per me solo che vi siete data la pena di traversare la Manica? - -— Per voi solo. - -— Peste! che tenerezza, sorella mia! - -— Ma non sono io la vostra più prossima parente? domandò milady con un -tuono della più commovente ingenuità. - -— Ed anche la mia sola ereditiera, non è vero? disse a sua volta lord -de Winter, fissando i suoi occhi su quelli di milady, vale a dire per -mezzo di vostro figlio. - -Qualunque fosse la possanza ch'ella avesse su di se stessa, milady non -potè esimersi dal fremere, e siccome, nel pronunciare le ultime parole -che lord de Winter aveva dette, egli posò la mano sul braccio di sua -cognata, così questo fremito non gli sfuggì. - -In fatti il colpo era diretto e profondo. La prima idea che venne allo -spirito di milady, fu che era stata tradita da Ketty; e che questa -aveva raccontato al barone l'interessata avversione di cui essa aveva -lasciato sfuggire imprudentemente i segni davanti alla sua servente, -e si ricordò pure la furiosa ed imprudente uscita ch'essa aveva fatta -contro d'Artagnan, quando questi aveva salvata la vita di suo cognato. - -— Io non capisco, milord, diss'ella, per guadagnar tempo e far parlare -il suo avversario, che volete dire? vi è forse qualche senso nascosto -sotto le vostre parole. - -— Oh! mio Dio, no, disse lord de Winter con una apparente bonarietà. -Voi avete il desiderio di venirmi a vedere, e venite in Inghilterra. -Io apprendo questo desiderio, o piuttosto io dubito che voi lo -proviate, e per risparmiarvi tutte le noie di un arrivo notturno in -un porto, tutte le fatiche di uno sbarco, invio uno dei miei ufficiali -incontro a voi, io metto una carrozza sotto i suoi ordini, ed egli vi -trasporta qui in questo castello, di cui io sono il governatore, ove -vengo tutti i giorni, e dove, affinchè il nostro desiderio di vederci -sia soddisfatto, vi faccio preparare una camera. Che cosa vi è di -meraviglioso in tutto ciò che vi dico più che in quello che voi avete -detto a me? - -— No, ciò che io trovo di straordinario, si è che voi siete stato -prevenuto del mio arrivo. - -— Eppure è la cosa più semplice, mia cara cognata: non avete voi -veduto che il capitano del vostro piccolo bastimento, entrando in -rada, per ottenere il suo ingresso nel porto, ha mandato avanti una -lancia che portava il libro ossia il registro delle persone a bordo? -io sono comandante del porto, mi è stato presentato questo libro, vi ho -riconosciuto il vostro nome. Il cuore mi ha detto ciò che or ora mi ha -confirmato la vostra bocca, vale a dire, con quale scopo voi vi siete -esposta ai pericoli di un mare pieno di rischi, o per lo meno tanto -faticoso in questo momento, e vi ho inviato incontro il mio cutter. Voi -sapete il resto. - -Milady capì che lord de Winter mentiva, e ciò non fece che spaventarla -sempre più. - -— Fratello mio, non è stato, continuò essa milord Buckingham che ho -veduto sul varo questa sera nel giungere? - -— Egli stesso. Oh! capisco che la sua vista deve avervi colpita, -riprese Lord de Winter; voi venite da un paese che si deve occupare -molto di lui, e io so che i suoi armamenti contro la Francia -preoccupano molto il ministro vostro amico. - -— Mio amico il ministro! gridò milady, vedendo che su questo punto come -sull'altro milord de Winter sembrava istrutto di tutto. - -— Non è egli dunque vostro amico? rispose negligentemente il barone. -Ah! perdono, io lo credeva. Ma noi ritorneremo a milord duca più tardi. -Non ci allontaniamo dalla piega sentimentale che aveva presa la nostra -conversazione. Voi venite, dunque, per vedermi? - -— Sì. - -— Ebbene! io vi ho risposto che sarete servita a seconda dei vostri -desiderii, e che noi ci vedremo tutti i giorni. - -— Debbo io dunque rimanere eternamente qui? domandò milady con un certo -spavento. - -— Vi trovereste forse male alloggiata, sorella mia? domandate ciò che -vi manca, e io mi affretterò di farvelo dare. - -— Ma io qui non ho nè la mia cameriera, nè la mia servitù. - -— Voi avrete tutto, signora; ditemi su qual piede il vostro primo -marito aveva montata la vostra casa, e quantunque io non sia che vostro -cognato, ve la monterò sullo stesso piede. - -— Il mio primo marito? gridò milady guardando Lord de Winter con occhi -spaventati. - -— Sì, il vostro marito francese; io non parlo di mio fratello. Del -resto, se voi lo avete dimenticato, siccome egli vive ancora io -potrò scrivergli, ed egli mi farà rimettere le informazioni su questo -argomento. - -Un sudor freddo stillò dalla fronte di milady. - -— Voi scherzate diss'ella con voce sorda. - -— Ne ho fors'io l'aspetto? domandò il barone alzandosi, e facendo un -passo indietro. - -— O piuttosto voi m'insultate, continuò ella stringendo colle sue mani -convulse i due bracciali del seggio, e sollevandosi sui pugni. - -— Insultarvi! io? disse Lord de Winter con disprezzo, in verità, -signora, credete voi che sia possibile? - -— Signore, disse milady, voi siete ubriaco, o insensato. Uscite, e -inviatemi le mie donne. - -— Le donne sono poco secrete, sorella mia; non potrei farvi io da -cameriere? in questo modo tutti i nostri segreti resterebbero in -famiglia. - -— Insolente, gridò milady. - -E come mossa da una molla balzò verso il barone, che l'aspettò con -impassibilità, ma però con una mano sulla guardia della spada. - -— Eh! eh, diss'egli so bene che avete l'abitudine di assassinare la -gente: ma io mi so difendere, ve ne prevengo, fosse anche contro di -voi. - -— Oh! avete ragione, disse milady e voi mi fate l'effetto di essere -abbastanza vile per portare la mano sopra una donna. - -— Se ciò accadesse, avrei la mia scusa. La mia mano, d'altronde -non sarebbe la prima mano di uomo che si sarà posata sopra di voi, -m'immagino: - -E il barone indicò con un gesto lento ed accusatore la spalla sinistra -di milady, che egli quasi toccò colla punta del dito. Milady mandò un -ruggito sordo, e rinculò fino all'angolo opposto della camera, come una -pantera che si accovaccia per slanciarsi - -— Oh! ruggite pure quanto volete! gridò Lord de Winter, ma non tentate -di mordere, poichè ve ne prevengo, la cosa ricadrebbe in vostro -pregiudizio: qui non vi sono regalatori che regalino in antecedenza le -successioni; qui non vi sono cavalieri erranti che vengono a muovermi -lite per la bella dama che ritengo prigioniera: ma io ho già pronti dei -giudici che disporranno di una donna abbastanza svergognata per venire -ad introdursi, bigama, nella famiglia di Lord de Winter, mio fratello -maggiore, e i suoi giudici, vi rimanderanno al carnefice che vi farà le -due spalle uguali. - -Gli occhi di milady mandavano tali lampi che, quantunque Lord de Winter -fosse uomo, e armato davanti ad una donna disarmata, egli sentì il -freddo della paura penetrargli fino al fondo dell'anima; egli però non -tralasciò, che anzi con un furore sempre crescente; - -— Sì, capisco dopo avere ereditato da mio fratello, vi sarebbe stato -dolce l'ereditare anche da me; ma sappiatelo in antecedenza, voi potete -uccidermi, o farmi uccidere, le mie precauzioni sono di già state -prese: neppure uno scellino di quanto io possedo passerà nelle vostre -mani, nè in quelle di vostro figlio. Non siete voi già abbastanza -ricca, voi che possedete quasi un mezzo milione? e non potevate voi -fermarvi su la vostra strada fatale, se non facevate il male per -la sola gioia infinita e suprema di farlo? Oh! sentite, io ve lo -dico, se la memoria di mio fratello non mi fosse sacra, voi andreste -a imputridire in un carcere di stato, o a rallegrare a Tyburn la -curiosità dei marinari! Io mi tacerò ma voi sopportate tranquillamente -la vostra cattività. Fra quindici o venti giorni io partirò per la -Rochelle coll'armata; ma, il giorno innanzi della mia partenza, verrà -e prendervi un vascello, che io vedrò partire, e che vi condurrà nelle -vostre colonie del Sud, e siate tranquilla, io vi darò un compagno che -vi brucerà le cervella al tentativo che arrischiate per ritornare in -Inghilterra o sul continente. - -Milady ascoltava con un'attenzione che dilatava i suoi occhi infiammati. - -— Ma fino a quell'ora, continuò Lord de Winter, voi rimarrete in questo -castello; le mura ne sono grosse, le porte ne sono forti, i catenacci -sono solidi, e la vostra finestra sbarrata dà a picco sul mare. Gli -uomini del mio equipaggio, che mi sono affezionati per la vita e per la -morte, montano la guardia intorno a questo appartamento e sorvegliano -tutti i passaggi che conducono al cortile; poi, giunta al cortile, -vi resterebbe ad attraversare tre cancelli di ferro. La consegna è -precisa: un passo, un gesto, una parola che simuli una evasione, e si -farà fuoco contro di voi. Se vi si trova morta, sono persuaso che la -giustizia inglese mi sarà obbligata di avere risparmiato a lei questa -briga. Ah! i vostri lineamenti riprendono la loro calma, il vostro viso -ritrova la sua sicurezza! dieci giorni, quindici giorni, dite voi; bah! -di qui a là, io ho lo spirito inventore, mi verrà una qualche idea; io -ho lo spirito infernale, e ritroverò qualche vittima. Di qui a quindici -giorni, voi vi dite, io sarò fuori di qui. Ebbene! provatevici. - -Milady, vedendosi indovinata, si cacciò le unghie nelle carni per -domare ogni movimento che avesse potuto dare alla sua fisonomia un -significato qualunque, oltre quello dell'angoscia. - -Lord de Winter continuò: - -— In quanto all'ufficiale che solo qui comanda in mia assenza, voi lo -avete veduto, dunque lo conoscete di già: egli sa, come voi vedete, -osservare una consegna, poichè voi non siete venuta da Portsmouth a -qui senza aver tentato di farlo parlare. Che ne dite? una statua di -marmo avrebbe potuto essere più impassibile e più muta? voi avete -già esperimentato il potere delle vostre seduzioni su molti uomini, -e disgraziatamente vi siete sempre riuscita: ma tentate su quello, -perdinci! se voi ci venite a capo, io vi dichiaro essere il demonio. - -Quindi andò verso la porta e l'aprì in fretta. - -— Che si chiami il signor Felton, diss'egli. Aspettate anche un -momento, ed io vi raccomanderò a lui. - -Fra questi due personaggi successe uno strano silenzio, durante -il quale s'intese il rumore di un passo lento e regolare che si -avvicinava. Ben presto nell'ombra del corridoio, si vide a designarsi -una forma umana, e il giovane sottotenente, col quale noi abbiamo già -fatto conoscenza, si fermò sul limitare della porta, aspettando gli -ordini del barone. - -— Entrate, mio caro John, disse lord de Winter; entrate, e chiudete la -porta. - -Il giovane uffiziale entrò. - -— Ora disse il barone, guardate questa donna: ella è giovane, ella -è bella, ella possiede tutte le seduzioni della terra: ebbene! -questo è un mostro che ha venticinque anni, si è reso colpevole di -tanti delitti quanti se ne possono leggere negli archivi dei nostri -tribunali. La sua voce previene in suo favore, la sua bellezza serve di -esca alle vittime; ella tenterà di sedurvi, fors'anche potrà tentare -di uccidervi. Io vi ho tolto dalla miseria, vi ho fatto nominare -sottotenente, vi ho salvato una volta la vita, voi sapete in quale -occasione; io sono per voi non solo un protettore, ma un amico; non -solo un benefattore, ma un padre. Questa donna è venuta in Inghilterra -per cospirare contro la mia vita; io tengo questo serpente fra le -mani: ebbene! io vi faccio chiamare e vi dico: «amico Felton John, -figlio mio, difendimi, e soprattutto difenditi da questa donna. Giura -sulla tua salute di conservarla pel gastigo che ella ha meritato! John -Felton, io mi affido alla tua parola; John Felton io credo alla tua -lealtà». - -— Milord, disse il giovane ufficiale caricando il suo sguardo con tutto -l'odio che poteva ritrovare nel suo cuore; milord: io vi giuro che sarà -fatto ciò che desiderate. - -Milady ricevette questo sguardo colla rassegnazione di una vittima: -era impossibile di vedere un'espressione più sottomessa e più dolce -di quella che allora regnava nel suo bel viso. Lord de Winter stesso -appena vi avrebbe riconosciuta la tigre che un momento prima si -preparava a combattere. - -— Ella non uscirà mai da questa camera, intendete, John, continuò il -barone; ella non corrisponderà con alcuno, ella non parlerà che con -voi, se pure voi vorrete farle l'onore d'indirrizzarle la parola. - -— Basta, milord, ed io ho giurato. - -— Ed ora, signora, disse il barone, cercate di fare la vostra pace con -Dio, poichè dagli uomini siete già stata giudicata. - -Milady lasciò cadere la sua testa come s'ella si fosse sentita -schiacciare sotto il peso di questo giudizio. Lord de Winter uscì -facendo un gesto a Felton, che uscì dietro di lui, e chiuse la porta. - -Un istante dopo si sentì nel corridoio il passo pesante di un soldato -di marina, che colla mannaia a cintola, e il moschetto alla spalla, -faceva la sentinella. - -Milady per qualche minuto restò nella stessa posizione, poichè -pensò che forse era guardata dal buco della serratura; quindi rialzò -lentamente la testa, che aveva ripreso una formidabile espressione -di minaccia e di sfida; corse ad ascoltare alla porta, guardò per la -finestra, e ritornando a raggrupparsi del suo vasto seggio, si mise a -pensare. - - - - -CAPITOLO LI. - -L'UFFICIALE - - -Frattanto il ministro Richelieu aspettava le notizie d'Inghilterra, ma -non giungeva alcun'altra notizia se non che dispiacente e minacciosa. -Abbenchè la Rochelle fosse investita, abbenchè potesse sembrar certo il -successo, mercè le precauzioni prese, e soprattutto per l'azione della -diga, che non lasciava penetrare nessuna barca nella città assediata, -il blocco poteva ancora durare lungamente, e questo era un grande -affronto per le armate del re, e un grande incomodo pel ministro che -aveva non più a intorbidare fra il re Luigi XIII e la regina Anna, la -cosa essendo già fatta, ma a riaccomodare il signor de Bassompierre che -si era intorbidato col duca Angouleme! - -La città, ad onta della incredibile perseveranza del suo governatore, -aveva tentato una specie di ammutinamento per arrendersi. Il -governatore aveva fatto impiccare gli ammutinati. Questa esecuzione -calmò le teste più calde, che allora si decisero a lasciarsi morire -di fame; questa morte loro sembrava più lenta, e meno sicura che il -trapasso per istrangolazione. - -Dal canto loro, di tempo in tempo gli assedianti prendevano dei -messaggieri, che i Roccellesi inviavano a Buckingham, o delle spie -che Buckingham inviava ai Roccellesi. Nell'uno, e nell'altro caso -il processo era presto fatto. Il ministro diceva una sola parola: -Impiccate! s'invitava il re a venire a vedere questa funzione. Il re -veniva languidamente, si metteva in buon posto per vedere l'operazione -in tutte le sue minuzie: ciò lo distraeva sempre un poco, e gli faceva -tollerare l'assedio con pazienza; ma ciò non gl'impediva di annoiarsi -mortalmente, e di parlare tutti i momenti del suo ritorno a Parigi; di -modo che, se i messaggieri, o i spioni fossero mancati, Sua Eccellenza, -ad onta di tutta la sua immaginazione, si sarebbe ritrovato molto -imbarazzato. - -Ciò non ostante il tempo passava, i Roccellesi non si arrendevano, -l'ultimo spione che era stato preso aveva una lettera. Questa diceva -bene a Buckingham che la città era agli ultimi estremi, ma invece -di soggiugnere: «Se il vostro soccorso non giugne prima di quindici -giorni, noi ci arrenderemo», soggiungeva semplicemente «Se il vostro -soccorso non giugne prima di quindici giorni, quando arriverà, noi -saremo tutti morti dalla fame». - -I Roccellesi non avevano dunque altra speranza che in Buckingham; -Buckingham era il loro salvatore. Era evidente che se un giorno essi -sapevano in modo sicuro che non potevano più contare su Buckingham, il -loro coraggio sarebbe caduto colla loro speranza. - -Il ministro aspettava dunque con grande impazienza le notizie -d'Inghilterra che gli annunziassero che Buckingham non verrebbe più. - -La quistione di prendere la città di viva forza era stata più d'una -volta dibattuta nel consiglio del re, ma era sempre stata ributtata. -Primieramente la Rochelle sembrava impenetrabile; quindi il ministro, -che che ne dicesse, sapeva bene che l'orrore del sangue sparso in -questo incontro, in cui i Francesi dovevano battersi contro i Francesi, -era un movimento retrogrado di sessant'anni, impresso alla politica, -e il ministro era in quell'epoca ciò che in oggi si chiama un uomo di -progresso. In fatti, il saccheggio della Rochelle, e il massacro di tre -o quattro mila ugonotti che si fossero fatti uccidere, rassomigliava -troppo, nel 1628, al massacro del San Bartolomeo nel 1572. Finalmente, -oltre a tuttociò, questo mezzo estremo al quale il re, quantunque buon -cattolico, non ripugnava menomamente, veniva sempre a vuoto contro -l'argomento dei generali assedianti che dicevano! «La Rochelle non si -può prendere in altro modo che con la fame». - -Il ministro non poteva allontanare dal suo spirito il timore in cui lo -gettava il suo terribile emissario: poichè aveva compreso, egli pure, -le strane proposizioni di questa donna, ora serpente, ora lionessa. -L'aveva ella tradito? era ella morta? In ogni caso egli la conosceva -abbastanza per sapere che agendo per lui, o contro lui, amica o -nemica essa non rimarrebbe immobile senza grandi impedimenti: ma donde -venivano questi impedimenti? era ciò che non poteva sapere. - -Del resto egli contava, e con ragione, sopra milady, poichè aveva -indovinato, negli antecedenti di questa donna, delle cose così -terribili che appena il suo alto grado poteva coprire; e sentiva che -per una causa, o per l'altra, questa donna era a lui venduta, non -potendo ritrovare che in lui un appoggio superiore al pericolo che la -minacciava. - -Risolse dunque di fare la guerra egli solo, e di non aspettare nessun -estraneo soccorso che come una eventualità favorevole. Continuò a far -lavorare la famosa diga che doveva affamare la Rochelle, e frattanto -gettò gli occhi su questa disgraziata città che racchiudeva tante -profonde miserie, e tante eroiche virtù, e ricordandosi il motto di -Luigi XI, suo predecessore politico, come egli fu il predecessore -di Robespierre, si ricordò questa massima del compare di Tristan: -«Dividere per regnare». - -Enrico IV assediando Parigi faceva gettare per di sopra alle mura del -pane e dei viveri. Il ministro fece gettare dei piccioli biglietti -nei quali rappresentava ai Roccellesi come la condotta dei loro -capi era ingiusta, egoista e barbara. Questi capi avevano del grano -in abbondanza, e non lo dividevano; essi adottavano per massima, -poichè essi pure avevano delle massime, che poco importava che le -donne, i fanciulli ed i vecchi morissero, purchè gli uomini che -dovevano difendere le mura, fossero forti e ben nutriti. Fin là, sia -attaccamento sia impotenza di reagire contro essa, questa massima, -senza essere generalmente adottata, era però passata dalla teoria -alla pratica; ma i biglietti vennero a portarvi del danno. I biglietti -ricordavano agli uomini che questi fanciulli, che questi vecchi, che -queste donne che si lasciavano morire, erano i loro figli, le loro -mogli, i loro padri; che sarebbe più giusto che ciascuno fosse ridotto -alla comune miseria affinchè una stessa posizione facesse prendere -risoluzioni unanimi. - -Ma al momento in cui il ministro vedeva già fruttare il suo espediente, -e si applaudiva di averlo messo in uso, un abitante della Rochelle, -che era potuto passare attraverso le file dei realisti, Dio sa come, -tanto era grande e triplicata la sorveglianza di Bassompierre, di -Schomberg, e del duca d'Angouléme, sorvegliati essi stessi dal -ministro; un abitante della Rochelle, dicevamo, entrò in Città -venendo da Portsmouth, dicendo che aveva veduta una flotta magnifica -pronta a mettere alle vele prima di otto giorni. Di più, Buckingham -annunziava al governatore, che la gran lega contro la Francia stava -per dichiararsi, e che il regno stava per essere investito nello stesso -tempo dalle armate inglesi, spagnole, ed imperiali. Questa lettera fu -letta pubblicamente su tutte le piazze, ne fu affissa una copia agli -angoli delle strade, e quelli che tentavano di aprire delle trattative, -risoluti di aspettare questo soccorso così prontamente annunziato, le -interruppero. - -Questa impreveduta circostanza ridestò in Richelieu le sue primiere -inquietudini, e lo forzò a rivoltare di nuovo i suoi occhi dall'altra -parte del mare. - -In questo mentre, eccetto le inquietudini del suo solo e vero capo, -l'armata realista menava gioconda vita; i viveri non mancavano al -campo, e neppure il danaro. Tutti i corpi rivalizzavano d'audacia e di -allegria. Prendere degli spioni e impiccarli, fare delle spedizioni -azzardate sulla diga, o sul mare, immaginare delle follie, eseguirle -freddamente, tale era il passatempo che faceva trovar corti all'armata -questi giorni così lunghi, non solamente per i Roccellesi, che erano -corrosi dalla fame e dall'ansietà, ma ancora pel ministro che li -bloccava così strettamente. - -Qualche volta quando il ministro, cavalcando sempre come l'ultimo -gendarme dell'armata, girava il suo sguardo pensieroso sopra queste -operazioni così lente a seconda del suo desiderio, che elevavano -sotto i suoi ordini gl'ingegneri che faceva venire da tutti gli angoli -della Francia; se si incontrava in un moschettiere della compagnia di -Tréville, egli si avvicinava a lui, e lo guardava in modo singolare, -e non lo riconoscendo per uno dei nostri quattro compagni, lasciava -andare altrove il suo sguardo profondo, e il suo vasto pensiero. - -Un giorno in cui divorato da una noia mortale, senza speranze di -trattative con la città, senza notizie dell'Inghilterra, il ministro -era uscito col solo scopo di uscire accompagnato soltanto da Cahusac -e da Houdinière lungo la spiaggia, unendo l'immensità delle sue idee -colla immensità dell'Oceano, giunse, al piccolo passo del suo cavallo, -sopra una collina, di dove scoprì dietro una siepe, sdraiati sull'erba, -e al sicuro da un troppo gran sole, sotto l'ombra di un gruppo di -alberi, sette uomini circondati da bottiglie vuote. Quattro di questi -uomini erano i nostri moschettieri, intenti ad ascoltare la lettura di -una lettera che uno di essi aveva ricevuta; questa lettera era così -importante, che aveva fatto abbandonare sopra un sasso le carte e i -dadi. Gli altri tre erano occupati a levare il tappo ad una enorme -damigiana di vino di Collioure; erano i lacchè di questi signori. - -Il ministro, come abbiamo detto, era di cattivo umore, e quando era in -questa situazione di spirito, niente raddoppiava più il suo malo umore, -quanto la allegria degli altri. D'altronde egli aveva una singolare -preoccupazione, ed era quella di creder sempre che le stesse cause -della sua tristezza, cagionassero la allegria degli altri. Facendo -segno a Houdinière e a Cahusac di fermare, discese da cavallo, e si -avvicinò a questi allegri sospetti, sperando che la sabbia avesse -coperto il rumore dei suoi passi, e mercè la siepe che velava il suo -cammino, poter sentire qualche parola di questa conversazione che -gli sembrava tanto interessante. A dieci passi soltanto dalla siepe -riconobbe la pronunzia guascona di d'Artagnan, e siccome egli sapeva -già che questi uomini erano moschettieri, non dubitò più che gli altri -tre fossero quelli che venivano nel campo chiamati gl'inseparabili, -vale a dire Athos, Porthos ed Aramis. - -Si penserà facilmente se il suo desiderio di sentire la conversazione -si aumentò per questa nuova scoperta; i suoi occhi presero una strana -espressione e con un passo di tigre si avanzò verso la siepe, ma non -aveva ancora potuto afferrare che vaghe sillabe e senza alcun senso -positivo, allorquando un grido sonoro e corto lo fece fremere, e attirò -l'attenzione dei moschettieri. - -— Ufficiale! gridò Grimaud. - -— Voi parlate, io credo, disse Athos sollevandosi sopra un gomito e -affascinando Grimaud col suo sguardo fiammeggiante. - -Per questo Grimaud non aggiunse parola, e si contentò di stendere il -dito indicatore verso la direzione della siepe, denunziando con questo -gesto il ministro e la sua scorta. - -Con un solo sbalzo i quattro moschettieri furono in piedi e salutarono -con rispetto. - -Il ministro sembrava esser furioso. - -— Sembra che i sig. moschettieri si facciano guardare? diss'egli. Forse -che gl'Inglesi vengono per terra, o sarebbe forse che i moschettieri si -considerano come ufficiali superiori? - -— Mio-signore, riprese Athos, poichè, in mezzo al generale spavento, -egli solo aveva conservata la calma e quel sangue freddo da gran -Signore, che non lo abbandonavano mai; Mio-signore, i moschettieri, -quando non sono di servizio o che il loro servizio è terminato, -giuocano ai dadi, bevono e sono ufficiali più che superiori pei loro -lacchè. - -— Dei lacchè, brontolò il ministro, dei lacchè che hanno la consegna di -avvertire i loro padroni quando passa qualcuno; questi non sono lacchè, -sono sentinelle! - -— Sua Eccellenza vede bene, frattanto, che se non avessimo presa -questa precauzione, noi saremmo stati esposti a lasciarla passare senza -presentargli i nostri rispetti, e offrirgli i nostri ringraziamenti per -la grazia che ci ha fatta di riunire a noi d'Artagnan, continuò Athos. -D'Artagnan, voi che poco fa desideravate questa occasione di esprimere -la vostra gratitudine a Sua Eccellenza, eccola giunta, approfittatene. - -Queste parole furono pronunciate con quella flemma imperturbabile che -distingueva Athos nelle ore di pericolo, e quella eccessiva gentilezza -che in certi momenti faceva di lui un re più maestoso che i re di -nascita. - -D'Artagnan s'avvicinò e balbettò alcune parole di ringraziamento, che -ben presto sparirono sotto il torbido sguardo del ministro. - -— Non importa, signori, continuò il ministro senza sembrare menomamente -sviato dalla sua prima intenzione, per l'incidente che Athos aveva -sollevato; non importa, io non amo che dei semplici soldati, perchè -hanno il vantaggio di servire in un corpo privilegiato, facciano tutti -i gran signori, la disciplina è uguale a tutti. - -Athos lasciò il ministro terminare compiutamente la sua frase, e -inchinandosi in segno di assentimento, riprese a sua volta. - -— La disciplina, Mio-signore, non è stata in alcun modo, io spero, -dimenticata da noi. Noi non siamo di servizio e abbiamo creduto, non -essendo di servizio di potere impiegare il nostro tempo come meglio ci -pareva. Se siamo abbastanza fortunati perchè Vostra Eccellenza abbia -qualche ordine particolare da darci, siamo pronti ad obbedire Vostra -Eccellenza; Vostra Eccellenza vede, continuò Athos aggrottando il -sopracciglio, perchè questa specie d'interrogazione cominciava a fargli -perdere la pazienza, che per esser pronti al più piccolo segnale noi -siamo usciti con le nostre armi. - -E col dito mostrò al ministro i quattro fucili in fascio vicino al -luogo sul quale erano le carte e i dadi. - -— Che vostra Eccellenza voglia credere, che noi ci saremmo posti -davanti ad essa, aggiunse d'Artagnan, se avessimo potuto supporre che -ella veniva a questa parte con così piccola scorta. - -Il ministro si morse i baffi, e un poco ancora le labbra. - -— Sapete voi di chi avete l'aspetto, sempre insieme come in questo -momento, armati come voi siete, e vegliati dai lacchè? disse il -ministro, voi avete l'aria di quattro cospiratori. - -— Oh! in quanto a questo, Mio signore, è vero, disse Athos, e noi -cospiriamo, come l'altra mattina Vostra Eccellenza ha potuto vederlo; -soltanto però contro i Roccellesi. - -— Eh! signori politici, riprese il ministro aggrottando a sua volta -il sopracciglio, si potrebbe forse ritrovare nei vostri cervelli il -segreto di molte cose se vi si potesse leggere, come voi leggevate in -quella lettera, che avete nascosta quando mi avete veduto venire. - -Il rossore montò al viso di Athos; egli fece un passo verso Sua -Eccellenza. - -— Si direbbe, che voi ci sospettate in realtà, Mio-Signore, e -che subiamo un vero interrogatorio. Se la cosa è così, che Vostra -Eccellenza si degni spiegarsi, e noi sapremo almeno a qual partito -appigliarci. - -— E quando questo fosse un vero interrogatorio, riprese il ministro, -altri più di voi lo hanno subito, signor Athos, e vi hanno risposto. - -— Per questo, Mio signore, io ho detto a Vostra Eccellenza che non -aveva che ad interrogarci, e che noi eravamo pronti a rispondere. - -— Che cosa è quella lettera che stavate leggendo, sig. Aramis, e che -avete nascosta? - -— Una lettera di donna, Mio-Signore. - -— Oh! capisco, disse il ministro; bisogna essere discreto per questa -specie di lettere, ma però si possono mostrare ad un confessore, e voi -sapete che io... - -— Mio-Signore, disse Athos con una calma tanto più terribile, in -quanto che sapeva di giuocare la sua testa nel fare questa risposta, -Mio-Signore la lettera è di una donna, ma però non è sottoscritta nè da -Marion Delorme, nè dalla sig. de Combalet, nè dalla sig. de Chaulnes. - -Il ministro divenne pallido come la morte. Un lampo giallo uscì dai -suoi occhi. Egli si voltò come per dare un ordine a Cahusac, e a -Houdinière. Athos vide il movimento, fece un passo verso i moschetti, -su i quali i suoi amici avevano già fissati gli occhi, come uomini -mal disposti a lasciarsi arrestare. Il ministro era il terzo; i -moschettieri, compresivi i lacchè, erano sette: giudicò che la partita, -quand'anche fosse stata uguale, Athos e i suoi compagni avrebbero -allora realmente cospirato; e con uno di quei rapidi cambiamenti che -teneva sempre a sua disposizione, tutta la sua collera terminò in un -sorriso. - -— Andiamo, andiamo, diss'egli, voi siete bravi giovanotti, fieri al -sole, fedeli nell'oscurità, e non vi è nessun male di farsi sorvegliare -quando si sorveglia così bene gli altri. Signori, io non ho dimenticata -la notte in cui mi serviste di scorta per andare al Colombaio Rosso. Se -vi fosse qualche pericolo da temere nella strada che debbo percorrere, -io vi pregherei accompagnarmi; ma siccome non ve ne è alcuno, restate -dove siete, terminate le vostre bottiglie, la vostra partita e la -vostra lettera. Addio, signori. - -E rimontando sul suo cavallo che Cabusac gli aveva condotto li salutò -con la mano e si allontanò. - -I quattro giovani in piedi ed immobili lo seguirono cogli occhi, senza -dire una sola parola fino a che fu scomparso. - -Si guardarono quindi tutti in viso. - -Avevan tutti la faccia costernata, poichè, ad onta dell'amichevole -addio di Sua Eccellenza, essi capivano che il ministro se n'andava -colla rabbia nel cuore. - -Athos sorrideva con un sorriso sdegnoso. - -Quando il ministro fu fuori della voce e della vista. - -— Questo Grimaud ha gridato troppo tardi, interruppe Porthos, che aveva -conservato una gran volontà di far cadere il suo cattivo umore sopra -qualcuno. Grimaud voleva rispondere per scusarsi; Athos, alzò il dito, -e Grimaud tacque. - -— Avreste voi data la lettera, Aramis? disse d'Artagnan. - -— Io, disse Aramis con la voce la più melodiosa, io era deciso, se -egli esigeva che gli avessi consegnata la lettera, io gli presentava -la lettera con una mano, e coll'altra gli trapassava la mia spada -attraverso il corpo. - -— Me lo aspettava bene, disse Athos; ecco perchè mi sono gettato fra -voi e lui. In verità, quest'uomo è bene imprudente a parlare in tal -guisa ad altri uomini. Si direbbe che non ha mai avuto che fare che con -donne e con dei ragazzi. - -— Mio caro Athos, disse d'Artagnan, io ammiro; ma frattanto, dopo -tutto, noi eravamo dalla parte del torto. - -— Come, dalla parte del torto! disse Athos. E di chi è dunque -quest'aria che noi respiriamo? di chi è questo Oceano sul quale -estendiamo i nostri sguardi? di chi è questa lettera della vostra -amica? forse del ministro? Sull'onor mio, quest'uomo si immagina -che tutto il mondo sia suo. Voi eravate là, balbettanti, stupefatti, -annientati; si sarebbe detto che la Bastiglia si erigeva avanti a voi, -e che quella gigantesca Medusa vi cambiava in pietra. Forse che si -chiama cospirare, sentiamo, l'essere innamorato? voi siete innamorato -di una donna che il ministro ha fatta imprigionare, voi volete -toglierla dalle mani del ministro; questa è una partita che giocate con -Sua Eccellenza. Questa lettera, è il vostro giuoco. Perchè mostrate voi -il vostro giuoco al vostro avversario? che egli lo indovini, alla buona -ora! noi parimente indoviniamo il suo. - -— Infatti, disse d'Artagnan, ciò che voi dite è pieno di buon senso. - -— In questo caso, non si parli più di ciò che è accaduto, e che Aramis -riprenda la lettura della lettera di sua cugina al punto in cui è stata -interrotta dal ministro. - -Aramis cavò la lettera di saccoccia; i tre amici si riavvicinarono a -lui, e i tre lacchè si raggrupparono di nuovo intorno alla damigiana. - -— Voi non avevate lette che due righe, disse d'Artagnan; riprendete -adunque la lettura dal suo principio. - -— Volentieri, disse Aramis: - - «Mio caro cugino, io credo bene che mi deciderò a partire per - Béthune, ove mia sorella ha fatto entrare la piccola servente - nel convento delle carmelitane. Questa povera giovinetta si è - rassegnata, ella sa che non può vivere in altro luogo senza che - sia in pericolo la salute della sua anima. Però se gli affari della - nostra famiglia si accomoderanno nel modo che desideriamo, io credo - che ella correrà il rischio di dannarsi, e che ritornerà vicino - a coloro che la desiderano, tanto più che sa che si pensa sempre - a lei. Frattanto, essa non è troppo disgraziata, tutto ciò che le - resta a desiderare, è una lettera del suo pretendente. Io so bene - che questa specie di derrata passa difficilmente fra le inferriate, - ma oltre a tutto, come ve ne ho date pruove, mio caro cugino, io - non sono molto mal destra e m'incarico della vostra commissione. - Mia sorella vi ringrazia della vostra buona e continua rimembranza: - per un istante ella ha avuto grandi inquietudini, ma finalmente - ora si è alcun poco tranquillizzata, avendo inviato un suo commesso - laggiù affinchè non accada niente di imprevisto. - - «Addio, mio caro cugino: dateci le vostre notizie il più spesso - che potete, vale a dire tutte le volte che credete poterlo fare con - sicurezza. Vi abbraccio. - - Maria Michon» - -— Oh! quanto vi devo, Aramis! gridò d'Artagnan. Cara Costanza! -finalmente ho avuto le sue notizie! ella vive, ella è al sicuro in un -convento; ella è a Béthune; dove credete voi che sia Béthune, Athos? - -— Sulle frontiere dell'Artois e della Fiandra; una volta che sia tolto -l'assedio, noi potremo andare a fare un giro da quella parte. - -— E non vi vorrà molto, bisogna sperarlo, disse Porthos: questa mattina -pure è stata impiccata una spia, che ha dichiarato che i Roccellesi -sono ridotti a mangiare il cuoio delle loro scarpe. Supponendo che, -dopo aver mangiato il cuoio, mangino la suola, io non vedo più che cosa -loro rimanga dopo, a meno che non si mangino gli uni gli altri. - -— Poveri stupidi! disse Athos vuotando un bicchiere di eccellente -vino di Bordeaux, che, senza avere in quell'epoca la riputazione -che gode oggi giorno, non meritava però meno: poveri stupidi! come -se la Religione Cattolica non fosse la più vera avvantaggiosa, e la -più aggradevole di tutte le religioni? riprese egli dopo aver fatto -sbattere la sua lingua contro il palato, però sono brava gente. Ma -che diavolo fate dunque, Aramis? continuò Athos, voi richiudete questa -lettera in saccoccia? - -— Sì, disse d'Artagnan, Athos ha ragione, bisogna bruciarla. Ed -ancora se basta, il ministro potrebbe forse avere qualche segreto per -esplorare le ceneri. - -— Ma che volete voi fare di questa lettera? domandò Porthos. - -— Vieni qui, Grimaud, disse Athos. - -Grimaud si alzò ed obbedì. - -— Per punirvi di aver parlato senza permesso, amico mio, voi mangerete -questo pezzo di carta, poi, per ricompensarvi del servizio che ci avete -reso, beverete dopo questo bicchiere di vino. Ecco prima la lettera. -Masticate con energia. - -Grimaud sorrise, e tenendo gli occhi fissi sul bicchiere che Athos -aveva riempito colmo, masticò la lettera e la inghiottì. - -— Bravo! padron Grimaud, disse Athos, ora prendete questo. Bene. Io vi -dispenso dal dire grazie. - -Grimaud bevè silenziosamente il bicchiere di vino di Bordeaux, ma i -suoi occhi alzati al cielo parlavano, durante il tempo che percorse in -questa operazione, un linguaggio, che per esser muto, non era però meno -espressivo. - -— Ed ora, disse Athos, ammenocchè il ministro non abbia l'ingegnosa -idea di fare aprire il ventre a Grimaud, io credo che possiamo essere -presso a poco tranquilli. - -In questo mentre Sua Eccellenza continuava la sua melanconica -passeggiata, e mormorava sotto i suoi baffi. - -— Decisamente bisogna che questi quattro diventino del mio partito. - - - - -CAPITOLO LII. - -PRIMO GIORNO DI PRIGIONIA - - -Ritorniamo a milady, che uno sguardo gettato sulle coste di Francia ci -ha fatto perdere di vista un istante. - -Noi la ritroveremo nella stessa disperata posizione ove l'abbiamo -lasciata, scavandosi un abisso di cupe riflessioni, innanzi alla porta -del quale ella ha quasi lasciato la speranza, poichè per la prima volta -ella dubita, per la prima volta ella teme. - -In due occasioni la sua fortuna le aveva mancato, in due occasioni ella -si vedeva scoperta e tradita, e in queste occasioni essa aveva urtato -contro il suo genio fatale; che senza dubbio le era inviato dal signore -per combatterla, per attaccarla. D'Artagnan l'ha vinta, essa, genio -possente del male. - -Egli abusò del suo amore, l'umiliò nel suo orgoglio, la deluse nella -sua ambizione, ed ora, che la perde nella sua fortuna, che la colpisce -nella sua libertà, che la minaccia ancora nella sua vita. Che più, egli -ha alzato un canto della sua maschera, questa egida con cui ella si -cuopre e che la rende così forte. - -D'Artagnan ha sviato da Buckingham, che essa odia, come odia tutto -ciò che ha amato, la tempesta di cui lo minacciava Richelieu nella -persona della regina. D'Artagnan si è fatto passare per de Wardes, -pel quale ella aveva un ardente trasporto da tigre, indomabile, come -lo hanno tutte le donne di questo carattere. D'Artagnan conobbe quel -fatal segreto che ha giurato che niun uomo avrebbe mai conosciuto senza -morire. Finalmente, al momento in cui essa aveva ottenuto una firma -in bianco da Richelieu, col mezzo della quale essa poteva vendicarsi -del suo nemico, la firma in bianco le viene strappata dalle mani, ed è -d'Artagnan che la tiene prigioniera, e che è sul punto di farla inviare -in qualche immondo Botany-bay, in qualche Tyburn infame dell'oceano -indiano. - -Perchè tutto ciò le viene senza dubbio da d'Artagnan; e da chi altro -potrebbero venirle tante onte ammassate sulla sua testa, se non da lui? -Egli solo ha potuto trasmettere a Lord de Winter tutti questi terribili -segreti, che ha scoperti gli uni dopo gli altri per una specie di -fatalità. Egli conosceva suo cognato, doveva avergli scritto. - -Quando odio essa distillava! là, immobile e cogli occhi ardenti e -fissi, nel suo deserto appartamento, come gli scoppi dei suoi sordi -ruggiti, che qualche volta le sfuggono dal fondo del suo petto, -accompagnano il rumore della ondata, che sale, rumoreggia, mugisce, e -viene ad infrangersi come una disperazione eterna ed imponente contro -gli scogli sui quali è fabbricato questo castello, tetro ed orgoglioso! -come al chiarore dei lampi che la sua collera tempestosa fa brillare -nel suo spirito, ella concepisce contra la signora Bonacieux, contro -Buckingham, e soprattutto contro d'Artagnan, dei magnifici progetti -di vendetta perduti nel remoto! Sì, ma per vendicarsi bisogna esser -libero, quando si è prigioniere bisogna sapere aprire una serratura, -rompere dei chiavacci, smurare delle sbarre, scavare un pavimento; -tutte imprese che possono condurre al suo scopo un uomo paziente -e forte, ma davanti alle quali devono andare a vuoto le febbrili -irritazioni di una donna. - -D'altronde, per far tutto ciò, bisogna avere il tempo, dei mesi, degli -anni, ed ella non ha che dieci o dodici giorni, per quanto le ha detto -lord de Winter, suo fratello e terribile carceriere. - -Eppure se essa fosse un uomo tenterebbe tutto, e forse riuscirebbe: e -perchè dunque il cielo si è in tal modo sbagliato mettendo quest'anima -ardente in questo corpo debole e delicato? - -Fu per questo che i primi momenti della prigionia riuscirono terribili: -alcune convulsioni di rabbia che essa non potè sormontare, pagarono -il suo debito di femminile debolezza alla natura. Ma a poco a poco -sormontò la foga della sua pazza collera, disparvero i fremiti nervosi -che avevano agitato il suo corpo, e si ripiegò su se stessa come un -serpente stanco che ha bisogno di riposo. - -— Andiamo, andiamo, io era folle di lasciarmi in tal modo trasportare, -disse ella, fissandosi sullo specchio che riflettè ai suoi occhi il suo -avvampante sguardo, col quale sembrava che interrogasse se stessa. Non -usiamo violenza! la violenza è una pruova di debolezza; e per primo, io -non sono mai riuscita a niente con questo mezzo. Forse, se io usassi -della mia forza contro delle donne, potrei avere la combinazione di -ritrovarne anche più deboli di me, e per conseguenza di vincerle; ma è -contro ad uomini che io mi batto; e per essi io non sono che una donna. -Combattiamo adunque da donna. La mia forza è nella mia debolezza. - -Allora, come per render conto a se stessa dei cambiamenti che poteva -imporre alla sua fisonomia così espressiva e così immobile, essa le -fece assumere successivamente tutte le espressioni, da quella della -collera che corrugava i suoi lineamenti, fino a quella del più dolce, -del più affettuoso e del più seducente sorriso. Quindi i suoi capelli -sotto le sue sapienti mani presero quelle ondulazioni che ella credè -potere aiutare le grazie del suo viso. Finalmente, contenta di se -stessa, mormorò: - -— Andiamo, non vi è ancora niente di perduto, io sono sempre bella. - -Erano circa le otto della sera. Milady scoperse un letto, e pensò che -il riposo di alcune ore rinfrescherebbe non solo la sua testa e le -sue idee, ma ancora il suo colorito. Però, prima di andare in letto, -le venne un idea anche migliore: essa aveva inteso parlare di cena, -essendo già da un'ora in quella camera non potevano tardar molto a -portarle il vitto. La prigioniera non volle perder tempo e risolse di -far fin da quella prima sera alcuni tentativi per acquistare terreno, -studiando i caratteri delle persone alle quali era stata confidata la -sua custodia. - -Un lume apparve sulla porta; questo lume annunciava il ritorno dei suoi -carcerieri. Milady, che si era alzata, si rigettò prestamente sulla sua -poltrona, colla testa rovesciata indietro, i suoi bei capelli snodati e -sparsi, la sua gola per metà nuda sotto i suoi merletti scomposti, con -una mano sul cuore e l'altra pendente. - -Furono tolti i catenacci, la porta cigolò sopra i suoi cardini, alcuni -passi rintronarono nella camera, e si avvicinarono. - -— Ponete là questa tavola, disse una voce che la prigioniera riconobbe -per quella di Felton. L'ordine fu eseguito. - -— Voi porterete dei lumi e cambierete la sentinella, continuò Felton. - -E questo doppio ordine che diede ai medesimi individui il sottotenente, -provò a Milady che i suoi servitori erano quegli stessi uomini che -erano i suoi guardiani, vale a dire soldati. - -Gli ordini di Felton erano, del resto, eseguiti con una silenziosa -rapidità, che dava una buona idea dello stato florido nel quale egli -manteneva la disciplina. - -Finalmente Felton, che non aveva ancora guardata Milady, si voltò verso -di lei. - -— Ah! ah! disse egli, ella dorme; sta bene, al suo svegliarsi cenerà. - -E fece alcuni passi per uscire. - -— Ma, mio tenente, disse un soldato meno stoico del suo capo, e che si -era avvicinato a milady, questa donna non dorme. - -— Come ella non dorme? disse Felton, e che fa essa allora? - -— Essa è svenuta. Il suo viso è pallidissimo, ed io ho un -bell'ascoltare, non sento la sua respirazione. - -— Avete ragione disse, Felton dopo aver guardato milady dal posto in -cui era, senza fare un passo verso di lei. Andate a prevenire lord de -Winter che la sua prigioniera è svenuta, poichè non so che farle, non -essendo stato preveduto il caso. - -Il soldato uscì per obbedire agli ordini del suo ufficiale. Felton si -assise sopra una sedia, che per caso si trovava vicina alla porta, e -aspettò, senza dire una parola, senza fare un gesto. Milady possedeva -quella grand'arte tanto studiata dalle donne di veder tutto coll'aiuto -di uno specchio, di un riflesso, di un'ombra. Ella vide Felton che le -voltava le spalle; continuò a guardarlo per dieci minuti circa, e in -questi dieci minuti, l'impassibile guardiano non si voltò neppure una -volta. - -Essa pensò allora che lord de Winter sarebbe venuto ad aumentare, colla -sua presenza, una nuova forza nel suo carceriere. Fallita la prima -pruova, essa prese un altro partito, come donna che conta sulle proprie -risorse; in conseguenza, alzò la testa, aprì gli occhi e sospirò -debolmente. - -A questo sospiro, Felton finalmente si voltò. - -— Ah! eccovi risvegliata, disse egli; io non ho adunque più nulla da -fare qui. Se voi avrete bisogno di qualche cosa, chiamerete. - -— Oh! mio Dio! quanto ho sofferto, mormorò milady con quella voce -armoniosa che, simile a quella delle incantatrici, incantava tutti -quelli che voleva perdere. - -E nel raddrizzarsi nel suo seggio, assunse una posizione la più -graziosa e più abbandonata di quella che aveva quando era svenuta. - -Felton si alzò. - -— Voi sarete servita in questo modo, tre volte il giorno, signora, -disse egli; la mattina a nove ore, nel giorno a un'ora, e la sera a -otto ore. Se ciò non vi accomoda, potete indicare le vostre ore in vece -di quelle che vi ho proposte, e su questo punto noi ci conformeremo ai -vostri desiderii. - -— Ma dovrò dunque sempre restare sola in questa grande e trista camera? -domandò milady. - -— Una donna delle vicinanze è stata prevenuta, e quando prima sarà al -castello, essa verrà tutte le volte che desidererete la sua presenza. - -— Io vi ringrazio, signore, rispose umilmente la prigioniera. - -Felton fece un leggiero saluto e si diresse verso la porta. Al momento -in cui stava per oltrepassare il limitare, lord de Winter comparve nel -corridoio, seguito dal soldato che era stato a portare la notizia dello -svenimento di milady, egli teneva in mano una boccetta di sali. - -— Ebbene! che cosa è che, accade qui? disse egli con voce beffarda, -vedendo la sua prigioniera in piedi e Felton in atto di partire. Questa -morta è adunque risuscitata? Perdinci! Felton, figlio mio, e non ti sei -accorto che ti hanno preso per un novizio e che ti giuocano il primo -atto di una commedia, di cui avremo senza dubbio il piacere di seguire -tutto lo sviluppo? - -— L'ho pensato anch'io, milord, disse Felton; ma siccome la prigioniera -è una donna, così ho voluto avere i riguardi che ogni uomo ben nato -deve ad una donna, se non per essa, almeno per se stesso. - -Milady fremette in tutte le parti del suo corpo. Queste parole di -Felton passavano come un diaccio in tutte le sue vene. - -— Così, riprese de Winter ridendo, questi bei capelli saggiamente -snodati, questa pelle bianca e questo languido sguardo, non ti hanno -ancora sedotto cuore di pietra? - -— No, milord, rispose l'impassibile giovane, e credetemi bene, vi vuol -altro che degli artifizii e delle civetterie di donne per corrompermi. - -— In questo caso mio bravo tenente, lasciamo milady pensare ad -altre astuzie, e noi andiamo a cena. Oh! siate tranquillo, ella ha -l'immaginazione feconda, e il secondo atto della commedia non tarderà a -seguitare il primo. - -A queste parole lord de Winter passò il suo braccio sotto quello di -Felton, e lo condusse via ridendo. - -— Oh! troverò ben io ciò che ti abbisogna, mormorò milady fra i denti, -povero monaco fallito, povero soldato convertito, che ti sei tagliato -il tuo uniforme in una cocolla. - -— A proposito, riprese de Winter fermandosi sulla porta, milady questo -scacco non deve togliervi l'appetito. Assaggiate questo pollo e questi -pesci che, sulla mia parola d'onore non ho fatti avvelenare. Io sono -molto contento del mio cuoco, e siccome egli non deve ereditar nulla -da me, ho in lui una piena ed intera confidenza. Fate voi dunque -come faccio io. Addio cara sorella. A rivederci al vostro prossimo -svenimento. - -Questo era quanto poteva sopportare milady; le sue mani si contraevano -sul seggio, i suoi denti stridevano sordamente, i suoi occhi seguivano -il movimento della porta che si chiudeva dietro a lord de Winter -e Felton, e quando si vide sola, fu invasa da una nuova crisi di -disperazione; essa gettò gli occhi sulla tavola, vide brillare un -coltello, si slanciò e lo afferrò, ma il suo disinganno fu crudele, la -lama era rotonda, e di argento flessibile. - -Uno scoppio di risa rumoreggiò dietro la porta mal chiusa e che si -riaprì. - -— Ah! Ah! gridò lord de Winter, ah! ah! vedi tu bene, mio bravo Felton, -vedi tu ciò che io ti aveva detto! Questo coltello era per te, figlio -mio, ella ti avrebbe ucciso; vedi tu questa è una delle sue risorse -per sbarazzarsi così, in un modo o nell'altro, delle persone che la -incomodano. Se io ti avessi dato ascolto, il coltello sarebbe stato -appuntato e d'acciaio; allora era finita per te, o Felton, ella ti -avrebbe sgozzato, e dopo te avrebbe scannato tutti noi. Guarda, vedi -Felton, come ella sa tener bene un coltello? - -Infatti, milady teneva ancora in mano l'arme inoffensiva; queste ultime -parole, quest'ultimo insulto sciolsero le sue mani, le sue forze, e -perfino la sua volontà. - -Il coltello cadde per terra. - -— Avete ragione, milord, disse Felton con un accento di profondo -disgusto che si ripercuotè fino nel fondo del cuore di Milady, avete -ragione, ed io aveva torto. - -Ed entrambi uscirono di nuovo. - -Ma questa volta, milady prestò il suo orecchio più attento della prima -volta, ed intese i loro passi allontanarsi e perdersi nel fondo del -corridoio. - -— Io son perduta mormorò essa; eccomi in potere di gente sulle quali -io non avrò più presa, e che saranno per me come statue di bronzo e -di granito, essi mi sanno a memoria e si sono armati dell'egida contro -tutte le mie armi. Però è impossibile, riprese dopo un momento, che la -cosa finisca come essi hanno deciso. - -Infatti, come l'indicava quest'ultima riflessione, questo ritorno -instintivo alla speranza, il timore ed i sentimenti deboli non -galleggiavano lungo tempo in quell'anima profonda. Milady si mise a -tavola, si cibò di diverse vivande, bevè un poco di vino di Spagna, e -sentì ritornarsi tutta la sua risoluzione. - -Prima di andare a letto, essa aveva già comentato, analizzato, -rivoltato in tutti gli aspetti, esaminato su tutti i punti, le parole, -i passi, le gesta, i segni e perfino il silenzio dei suoi carcerieri; -da questo studio profondo, abile e sapiente, ne era risultato che -Felton era il meno invulnerabile di tutti. - -Una parola particolarmente ritornava al pensiero della prigioniera: - -— «Se io ti avessi ascoltato» aveva detto lord de Winter a Felton. - -Dunque Felton aveva parlato in suo favore, poichè lord de Winter non -aveva voluto ascoltare Felton. - -— Debole o forte, ripeteva milady, questo uomo dunque ha avuto un -lampo di pietà nell'animo suo. Da questo lampo farò nascere un incendio -che lo divorerà. In quanto all'altro, egli mi teme, e sa ciò che deve -aspettarsi da me, se io posso fuggire dalle sue mani; è dunque inutile -il tentar niente su lui; ma Felton, questa è un'altra cosa, egli è un -giovane ingenuo, puro, e che sembra virtuoso. Quello là vi è mezzo da -prenderlo. - -E milady se ne andò a letto e si addormì col sorriso sulle labbra; -se qualcuno l'avesse veduta dormente, avrebbe creduto vedere una -giovinetta che sognasse la corona di fiori che doveva mettersi sulla -fronte nella prossima festa. - - - - -CAPITOLO LIII. - -SECONDO GIORNO DI PRIGIONIA - - -Milady sognava che alfine aveva nelle mani d'Artagnan, che assisteva al -suo supplizio, ed era la vista del suo odioso sangue che colava sotto -la mannaia del carnefice, quello che delineava quel grazioso sorriso -sulle sue labbra. - -Ella dormiva come dorme un prigioniero assorto nella sua prima speranza. - -L'indomani, quando entrarono nella camera, ella era ancora in letto. -Felton si era fermato nel corridoio; egli conduceva la donna di cui -aveva parlato la sera innanzi, e che allora era giunta. Questa donna -entrò e si avvicinò al letto di milady offrendole i suoi servigi. - -Milady era abitualmente pallida: il suo colorito poteva ingannare una -persona che la vedeva per la prima volta. - -— Ho la febbre diss'ella; non ho dormito un istante in questa lunga -notte. Io soffro orribilmente; sareste voi più umana di quello che non -lo sono stato ieri con me? Tutto ciò che io chiedo, del resto, è il -permesso di poter rimanere in letto. - -— Volete che si mandi a chiamare un medico? disse la donna. - -Felton ascoltava questo dialogo senza dire una parola. - -Milady rifletteva che più sarebbe circondata da gente, e più avrebbe -avuto gente da impietosire, e per conseguenza verrebbe raddoppiata la -sorveglianza di lord de Winter. D'altronde il medico poteva dichiarare -che la malattia era finta; e milady, dopo aver perduta la prima -partita, non voleva perdere anche la seconda. - -— Andare a cercare un medico diss'ella, e a che pro? questi signori -hanno ieri dichiarato che il mio male era una commedia. Oggi accadrebbe -senza dubbio lo stesso, perchè da ieri sera in qua hanno avuto tutto il -tempo di prevenire il dottore. - -— Allora, disse Felton impazientandosi, dite voi stessa signora che -cura volete seguire. - -— E lo so io? mio Dio! io sento che sto male, ecco tutto. Che mi si dia -tutto ciò che si vuole, poco m'importa. - -— Andate a cercare lord de Winter, disse Felton, stancato da queste -continue lamentazioni. - -— O no, no, gridò milady, no signore, non lo chiamate, ve ne scongiuro, -io sto bene; non lo chiamate, non ho bisogno di niente. - -Ella mise una veemenza così soprannaturale in questa esclamazione, che -Felton, trascinato, fece alcuni passi nella camera. - -Egli è commosso, pensò milady. - -— Però, signora, disse Felton, se voi _realmente_ soffrite, si manderà -a cercare un medico, e se vi burlate di noi, ebbene ciò sarà tanto -peggio per voi, ma almeno dal canto nostro non avremo niente da -rimproverarci. - -Milady non rispose, ma, rovesciando la sua bella testa sull'origliere, -si strusse in lacrime ed in singhiozzi. - -Felton la guardò un istante con la sua impassibilità ordinaria, quindi -accorgendosi che la crisi minacciava di prolungarsi, uscì. La donna lo -seguì, lord de Winter non comparve. - -— Io credo, che comincio a veder chiaro, mormorò milady con una gioia -selvaggia, cacciandosi sotto i lenzuoli, per nascondere agli occhi di -chi poteva spiarla questo slancio d'interna soddisfazione. - -Passarono così due ore. - -— Ora è tempo che la malattia cessi, disse ella leviamoci, e oggi -otteniamo qualche successo. Io non ho che dieci giorni da disporre, e -questa sera ne saranno trascorsi due. - -Entrando la mattina nella camera di milady le persone di servizio, le -avevano portata la colezione. Ora ella aveva pensato che non avrebbero -tardato a venirla a portar via, e che in questo momento rivedrebbe -Felton. - -Milady non s'ingannava. Felton ricomparve, e senza fare attenzione se -milady aveva o no toccato i cibi della colezione, fece un cenno perchè -portassero fuori la tavola che ordinariamente apportavano già servita. - -Felton uscì per ultimo, egli teneva la chiave in mano. - -Milady stesa sopra un seggio vicino al camminetto, bella, pallida e -rassegnata, sembrava una santa vergine che aspettasse il martirio. - -Felton si avvicinò a lei e disse: - -— Lord de Winter, che è cattolico come voi, signora, ha pensato che -la privazione dei riti e delle cerimonie della vostra religione, -potesse forse esservi penosa; egli acconsente adunque che voi leggiate -ogni giorno l'ordinario della _vostra messa_, ed eccovi un libro che -contiene il rituale. - -All'aria con cui Felton depose questo libro sulla piccola tavola vicino -alla quale era milady, al tuono con cui pronunciò queste due parole -_vostra messa_, al sorriso sdegnoso con cui le accompagnò, milady alzò -la testa e guardò l'ufficiale più attentamente. - -Allora, alla seria pettinatura, all'abito di esagerata semplicità, a -quella fronte pulita come il marmo, ma dura ed impenetrabile come il -medesimo, essa riconobbe uno di quei cupi Puritani che aveva sì spesso -incontrati, tanto alla corte del re Giacomo, che a quella del re di -Francia, ove malgrado la rimembranza del S. Bartolomeo, essi qualche -volta venivano a cercare un rifugio. - -Essa ebbe dunque una di quelle subitanee inspirazioni, come soltanto ne -ricevono le persone di grande spirito nelle grandi crisi, nei momenti -supremi che devono decidere della loro vita o della loro fortuna. - -Queste due parole: _vostra messa_, e un semplice colpo d'occhio gettato -a Felton, le avevano infatti rivelato tutta l'importanza della risposta -che stava per fare. - -Ma con quella rapidità d'intelligenza che le era particolare, essa non -formulò la risposta; ma le si presentò spontanea sulle labbra. - -— Io? diss'ella, con un accento di sdegno accordato all'unisono di -quello che aveva rimarcato nel giovine ufficiale, io, signore, la _mia -messa_! Lord de Winter, il cattolico corrotto, sa bene che io non sono -della sua religione, e che questo è un laccio che vuol tendermi. - -— E di qual religione siete, voi dunque, signora? domandò Felton con -una meraviglia, che, ad onta del suo impero su se stesso, egli non potè -interamente nascondere. - -— Io lo dirò, gridò milady con una finta esaltazione, il giorno in cui -avrò sofferto abbastanza per la mia fede. - -Lo sguardo di Felton scoprì a milady tutta l'estensione dello spazio -che le si era aperto con questa risposta. - -— Io sono nelle mani dei miei nemici, continuò ella con quel tuono -di entusiasmo che sapeva essere familiare ai Puritani. Ebbene! che -il mio Dio mi salvi o che io perisca pel mio Dio! ecco la risposta -che vi prego di fare a lord de Winter. E in quanto a questo libro, -aggiunse ella mostrando il rituale con la punta del dito, ma senza -toccarlo, come se avesse temuto di imbrattarsi con questo tocco, -potete riportarlo, e servirvene anche voi stesso, poichè senza dubbio -voi siete doppiamente complice di lord de Winter, complice nella sua -persecuzione, complice nella sua eresia. - -Felton non rispose, prese il libro con lo stesso sentimento di -ripugnanza che aveva già manifestato, e si ritirò pensieroso. - -Lord de Winter venne verso le cinque ore di sera. Milady aveva avuto -il tempo di combinarsi un piano di condotta; essa lo ricevette come una -donna che avesse ripresi tutti i suoi vantaggi. - -— Sembra, disse il barone sedendosi sopra una seggiola dirimpetto a -quella che occupava milady, e stendendo senza alcun riguardo i suoi -piedi verso il camminetto, sembra, disse egli, che noi abbiamo fatto -una piccola apostasia? - -— Che volete voi dire signore? - -— Voglio dire che dall'ultima volta in cui ci siamo veduti, voi avete -cambiata religione. Avreste forse per caso sposato un terzo marito -protestante? - -— Spiegatevi, milord, riprese la prigioniera con maestà, poichè vi -dichiaro che ascolto le vostre parole ma che non le comprendo. - -— Allora è perchè voi non avete alcuna religione; amo meglio così, -riprese beffeggiando lord de Winter. - -— Certamente ciò sarebbe più a seconda dei vostri principii, riprese -freddamente milady. - -— Oh! io vi confesso che ciò mi è del tutto lo stesso. - -— Oh! voi non avete bisogno di fare questa confessione sulla vostra -indifferenza in materia di religione, milord, le vostre scostumatezze o -i vostri delitti ne fanno fede. - -— Per bacco! voi parlate di scostumatezze, signora Messalina? voi -parlate di delitti, lady-Macbeth? o io ho male inteso, o voi per bacco -siete molto imprudente! - -— Voi parlate così perchè siamo ascoltati, signore, rispose freddamente -milady, e perchè volete interessare i vostri carcerieri e i vostri -agozini contro di me. - -— I miei carcerieri! i miei agozini! Eh! eh! signora, voi la prendete -in tuono poetico, e la commedia di ieri sera, questa sera si volta in -tragedia. Del resto, fra otto giorni voi sarete dove dovete essere, e -il mio impegno sarà terminato. - -— Impegno infame! impegno empio! riprese milady colla esaltazione di -una vittima che provoca il suo giudice. - -— Io credo sulla mia parola d'onore! disse de Winter alzandosi, che -l'astuta divenga pazza. Andiamo, andiamo, calmatevi, signora puritana, -o vi farò mettere in segreto. Perdinci! è il mio vino di Spagna che vi -sale alla testa, non è vero? ma siate tranquilla, questa ebrietà non -avrà conseguenze. - -E lord de Winter si ritirò dicendo parolacce, cosa che, in quell'epoca, -era un'abitudine affatto cavalleresca. - -Felton infatti era dietro la porta e non aveva perduto una parola di -tutta questa scena. Milady aveva indovinato giusto. - -— Sì, va! va! disse ella a suo cognato, le conseguenze, al contrario, -si avvicinano: ma tu non le saprai, imbecille, che allorquando non sarà -più tempo di evitarle. - -Il silenzio si ristabilì: scorsero due ore; fu portata la cena, e si -trovò milady occupata a fare le sue preghiere, preghiere che ella aveva -imparate da un vecchio servitore del suo secondo marito, che era uno -dei più austeri puritani. Ella sembrava in estasi, e parve che non -facesse attenzione a quanto accadeva intorno a lei. Felton fece segno -perchè non fosse disturbata, e quando tutto fu in ordine, uscì senza -far rumore coi suoi soldati. - -Milady sapeva che poteva essere spiata, essa continuò dunque le -sue preghiere sino alla fine, e le sembrò che il soldato che era di -sentinella alla sua porta non camminasse più dello stesso passo, e -stesse ad ascoltarla. - -Pel momento ella non desiderava di meglio, si rialzò, si mise a tavola, -mangiò poco, e non bevè che acqua. - -Un'ora dopo vennero a portar via la tavola; ma milady rimarcò che -questa volta Felton non accompagnava i soldati. - -Egli dunque temeva di vederla troppo spesso. - -Ella si rivoltò per sorridere, perchè in questo sorriso vi era una tale -espressione di trionfo che questo solo sarebbe bastato per denunziarla. - -Essa lasciò ancora scorrere una mezz'ora, e siccome in questo momento -tutto era silenzio nel vecchio castello, siccome non si sentiva che -l'eterno rumore dell'ondata, quella respirazione immensa dell'oceano, -colla sua voce pura, armoniosa e vibrante, essa cominciò il primo -versetto di quel salmo allora in favore presso i puritani. - - « — _Oh! signore, tu ci abbandoni, per giudicare se noi siamo - forti, ma in seguito sei tu che dài, colla tua celeste mano, la - palma ai nostri sforzi._ - -Mentre cantava, milady ascoltava; il soldato di guardia alla sua porta -si era fermato come se fosse stato tramutato in pietra. Milady potè -dunque giudicare dell'effetto che aveva prodotto. - -Allora essa continuò il suo canto con un fervore e un sentimento -inesprimibile; le sembrò che i suoni si spandessero di lontano sotto -le volte, e che andassero come un incantesimo a raddolcire il cuore -dei suoi carcerieri. Però sembrava che il soldato in sentinella, senza -dubbio zelante cattolico, scotesse l'incanto, poichè attraverso il -finestrello della porta che egli aprì: - -— Tacete dunque, signora, diss'egli, il vostro canto è tristo come -un _De profundis_ e se oltre il diletto di stare qui di guarnigione, -è ancora necessario l'ascoltare simili cose, sarà da non poter più -resistere. - -— Silenzio! disse allora una voce grave, che milady riconobbe per -quella di Felton, e di che cosa vi immischiate voi? vi è forse stato -ordinato di impedire a questa donna di cantare? no. Vi è stato detto -di custodirla, e di far fuoco sopra di lei se tentasse di fuggire. -Custoditela; ma non aggiungete niente alla consegna. - -Un'espressione di indicibile gioia illuminò il viso di milady; ma -questa espressione fu fuggitiva come il riflesso di un lampo, e senza -sembrare di avere inteso il dialogo, di cui non aveva perduto una -parola, essa riprese, dando alla sua voce tutta la grazia, tutta la -estensione e tutta la seduzione che il demonio vi aveva messa: - - « — _Per tanti pianti, tanta miseria, per il mio esilio e per i - miei ferri, io ho la mia gioventù, la mia preghiera, e Dio che - conterà i mali che ho sofferti._ - -Questa voce, di una inaudita estensione e di una sublime passione, -dava alla poesia rozza ed incolta di questi salmi una magia ed una -espressione che i Puritani più esaltati ritrovavano raramente nei canti -dei loro fratelli, e che erano costretti di ornare con tutte le risorse -della loro immaginazione. Felton credè sentire cantare l'angelo che -consolava i tre Ebrei nella fornace. - - «_Ma, il giorno della liberazione verrà per tutti noi Dio è - giusto e forte! e se illude la nostra speranza, ci resta sempre il - martirio e la morte._ - -Questa strofetta, nella quale la terribile incantatrice mise tutta -l'anima sua, finì di portare il disordine nel cuore del giovane -ufficiale; aprì improvvisamente la porta, e milady lo vide comparire -pallido come sempre, ma con gli occhi ardenti e quasi stravolti. - -— Perchè cantate voi in tal modo, disse egli, e con una simile voce? - -— Perdono, signore, disse milady con dolcezza, dimenticava che i miei -canti non sono d'uso in questa casa. Io forse vi ho offeso nelle vostre -credenze, ma ciò è senza volerlo, ve lo giuro. Perdonatemi adunque un -fallo che può esser grande, ma che certamente è involontario. - -Milady era così bella in questo momento, l'estasi religiosa nella -quale si trovava immersa dava una tale espressione alla sua fisonomia; -che Felton, abbagliato, credè vedere l'angelo che poco prima gli era -sembrato di ascoltare soltanto. - -— Sì, sì, rispose egli, sì, voi disturbate, voi agitate le persone che -abitano il castello. - -E il povero, insensato non si accorgeva egli stesso della incoerenza -dei suoi discorsi, nel mentre che milady immergeva il suo occhio di -lince nel più profondo del suo cuore. - -— Io mi tacerò disse milady abbassando gli occhi, con tutta la dolcezza -che poteva dare alla sua voce, con tutta la rassegnazione che potè -imprimere al suo portamento. - -— No, no, signora, disse Felton, soltanto cantate più sommessa, -particolarmente la notte. - -A queste parole Felton, sentendo che non avrebbe potuto conservare -più lungamente il suo tuono severo colla prigioniera, si slanciò fuori -dell'appartamento. - -— Avete fatto bene, tenente, disse il soldato, questi canti sconvolgono -l'anima; però si finisce coll'assuefarcisi: la voce è così bella! - - - - -CAPITOLO LIV. - -IL TERZO GIORNO DI PRIGIONIA - - -Felton era venuto, ma vi era ancora un passo da fare; bisognava -trattenerlo, o piuttosto bisognava che egli da se solo restasse, e -milady non vedeva che oscuramente il mezzo che doveva condurla a questo -risultato. - -Era necessario ancora di più: bisognava farlo parlare, per potergli -parlare; poichè milady sapeva bene, che la sua maggiore seduzione stava -nella sua voce, che percorreva con tanta abilità tutta la gamma dei -tuoni, dalla parola umana fino al linguaggio celeste. - -Eppure, ad onta della sua seduzione, milady poteva fallare, poichè -Felton era prevenuto, e ciò contro la più piccola combinazione. -D'allora, essa sorvegliò tutte le sue azioni, tutte le sue parole, fino -al più semplice moto dei suoi occhi, fino al suo gesto, fino alla sua -respirazione che si poteva interpetrare come un sospiro. Finalmente -studiò tutto come fa un abile comico, al quale viene data una parte -nuova da rappresentare in un genere che non è assuefatto di recitare. - -In faccia a lord de Winter, la sua condotta era più facile, e questa -era stata fissata fin dalla sera innanzi. Restar muta e sostenuta alla -sua presenza, di tempo in tempo irritarlo con una parola di disprezzo, -spingerlo alle minacce ed alle violenze che fossero in opposizione -colla sua rassegnazione; tali erano i suoi progetti. Felton forse -vedrebbe, non direbbe niente, ma vedrebbe. - -La mattina Felton venne, come negli altri giorni; ma milady lo lasciò -presiedere a tutti i preparativi della colezione senza indirizzargli -la parola. Così, al momento in cui egli stava per ritirarsi, essa ebbe -un lampo di speranza, perchè credeva che fosse sul punto d'indirizzarle -la parola, ma le di lui labbra si mossero senza che uscisse verun suono -dalla sua bocca, e facendo uno sforzo su se stesso, richiuse nel di lui -cuore le parole che stavano per sfuggirgli dalle labbra, e partì. - -Verso mezzogiorno entrò lord de Winter. - -Era una bella giornata d'estate, un raggio del pallido sole -d'Inghilterra, che illumina ma non riscalda, passava attraverso le -sbarre. - -Milady guardava dalla sua finestra, e faceva sembiante di non sentire -la porta che si apriva. - -— Ah! ah! disse lord de Winter, dopo aver fatta la comica, dopo aver -fatta la tragica, ora fa la malinconica! - -La prigioniera non rispose. - -— Sì, sì, continuò lord de Winter, capisco; voi amereste molto d'essere -in libertà su queste spiagge; voi vorreste, sopra un buon naviglio, -fendere i flutti di questo mare verde come lo smeraldo, voi vorreste, -sia per terra sia per mare, tendermi un'imboscata, nel modo che sapete -così bene combinare. Pazienza! pazienza! fra quattro giorni vi sarà -permesso l'andare a bordo, il mare vi sarà aperto, più aperto forse di -quello stesso che vorreste, poichè fra quattro giorni l'Inghilterra si -sarà sbarazzata di voi. - -Milady congiunse le mani, alzò gli occhi verso il cielo: - -— Signore, Signore, diss'ella con un'angelica soavità di gesto o -d'intonazione: perdonate a quest'uomo come io stessa perdono a lui. - -— Sì, prega, maledetta! gridò il barone, la tua preghiera è tanto -più generosa, in quanto che tu sei in potere di un uomo che non ti -perdonerà mai. - -Ed egli uscì. - -Al momento in cui usciva uno sguardo penetrò fra la porta socchiusa, ed -essa scoperse Felton, che si ritirava prestamente per non essere veduto -da lei. - -Allora essa si gittò in ginocchio e si mise a pregare. - -— Mio Dio! mio Dio! diss'ella, voi sapete per qual santa causa io -soffro; datemi dunque la forza di soffrire. - -La porta si aprì dolcemente, la bella oratrice finse di non sentirne il -rumore, e, con una piena di lagrime, continuò: - -— Dio vendicatore! Dio di bontà! lascerete voi compiersi gli orribili -progetti di quest'uomo? - -Allora soltanto essa finse di sentire il rumore dei passi di Felton, -e, sorgendo rapida come il pensiero, arrossì, come se avesse avuto -vergogna di essersi fatta sorprendere in ginocchio. - -— Io non voglio disturbare quelli che pregano, signora, disse Felton, -non v'incomodate dunque per me, ve ne scongiuro. - -— Come sapete voi ch'io pregava, signore? disse milady con voce -soffocata dai singhiozzi: v'ingannate signore io non pregava. - -— Credete dunque, signora, rispose Felton con la sua solita voce grave, -quantunque un poco più addolcita, che io mi creda d'avere il diritto -di proibire ad una creatura di prosternarsi davanti al suo Creatore? -D'altronde il pentimento sta bene ai colpevoli, qualunque sia il -delitto che abbiano commesso, un colpevole ai piedi di Dio mi è sacro. - -— Colpevole, io! disse milady con un sorriso che avrebbe disarmato -l'angelo punitore. Colpevole! oh! mio Dio! tu sai se io lo sono!... -Dite che io sono condannata, signore, alla buon'ora!... ma, voi lo -sapete, Dio, che ama i martiri, permette che qualche volta sieno -condannati anche gl'innocenti. - -— Foste voi condannata, foste voi innocente, foste voi martire, ragione -di più, rispose Felton per pregare, io stesso vi aiuterò colle mie -preghiere. - -— Oh! voi siete un giusto; gridò milady precipitandosi ai suoi piedi: -io non posso più contenermi lungamente, perchè temo di mancare di forza -al momento in cui mi abbisognerà sostenere la lotta, e confessare la -mia fede; ascoltate dunque la preghiera di una donna alla disperazione. -Voi siete ingannato, signore! Ma non si tratta di ciò; io non vi -domando che una grazia, e se voi me l'accorderete, io vi benedirò -continuamente in questo mondo e nell'altro. - -— Parlate al padrone, signora, disse Felton; fortunatamente io non sono -incaricato nè di perdonare, nè di punire, ed è al più alto che Dio ha -rimesso questo potere. - -— No: a voi, a voi solo. Ascoltatemi, piuttosto che contribuire alla -mia perdita, piuttosto che contribuire alla mia ignominia... - -— Se avete meritata quest'onta, signora, se avete meritata questa -ignominia, fa d'uopo subirla offerendola a Dio. - -— Che dite mai? oh! voi non mi capite; quando parlo d'ignominia, voi -credete che io parli di un gastigo qualunque, della prigione, o della -morte? Piacesse al cielo! che importa a me la prigione o la morte? - -— Sono io che non vi capisco più, signora, disse Felton. - -— O che fate sembiante di non capirmi più, signore; rispose la -prigioniera con un sorriso di dubbio. - -— No, signora, sul mio onore da soldato, sulla mia fede da cristiano! - -— Come! voi ignorate la mente di lord de Winter a mio riguardo? - -— Io l'ignoro. - -— Impossibile, voi siete il suo confidente. - -— Io non mento mai, signora. - -— Oh! eppure si nasconde troppo poco, perchè non si abbia a indovinarlo. - -— Non cerco d'indovinar niente, signora, aspetto che mi sieno fatte le -confidenze, e, fuori di ciò che mi ha detto alla vostra presenza, lord -de Winter non mi ha confidato niente. - -— Ma, gridò Milady con un incredibile accento di verità, voi dunque -non siete il suo complice? voi dunque non sapete ch'egli mi destina ad -un'onta, che tutti i gastighi della terra non saprebbero uguagliare in -orrore? - -— V'ingannate, signora; disse Felton arrossendo; lord de Winter non è -capace di un tal delitto. - -— Buono! disse milady fra se stessa; senza sapere di che si tratta, -egli lo chiama delitto. - -Poi ad alta voce: - -— L'amico dell'infame è capace di tutto! - -— Chi chiamate voi infame? disse Felton. - -— Vi sono forse in Inghilterra due uomini cui possa convenire questo -titolo? - -— Voi volete parlare di Giorgio Villiers? disse Felton a cui si -infiammarono gli occhi. - -— Che i pagani, i gentili, gl'infedeli chiamano duca di Buckingham, -riprese milady; non avrei creduto che vi fosse un inglese in tutta -l'Inghilterra che avesse avuto bisogno di una così lunga spiegazione -per riconoscere quello di cui voleva parlarvi. - -— La mano del Signore è stesa su di lui, egli non sfuggirà al gastigo -che merita. - -Felton, sul conto del duca, non faceva che esprimere il sentimento -di esecrazione che tutti gl'Inglesi avevano votato a colui, che -i cattolici stessi chiamavano l'esattore, il concussionario, il -libertino, e che i Puritani chiamavano semplicemente Satanasso. - -— Oh! mio Dio! mio Dio! io vi prego d'inviare a questo uomo il gastigo -che gli è dovuto, voi sapete che questa non è la propria vendetta che -proseguo, è la liberazione di tutto un popolo che imploro. - -— Lo conoscete voi dunque? domandò Felton. - -— Finalmente egli m'interroga! disse fra se stessa milady al colmo -della gioia, per essere giunta così presto ad un così gran risultato. - -— Oh! s'io lo conosco! oh! sì per mia disgrazia, per mia disgrazia -eterna! - -E milady si contorse le braccia, come accade nel parossismo del dolore. - -Felton sentì senza dubbio che la sua forza lo abbandonava, fece alcuni -passi verso la porta; la prigioniera, che non lo perdeva di vista, gli -balzò dietro e lo fermò. - -— Signore, siate buono, siate clemente, ascoltate una mia preghiera! -quel coltello, che la fatai prudenza del barone mi ha tolto, perchè -sa l'uso che io voleva farne,... ho! ascoltatemi fino alla fine! -quel coltello restituitemelo per un solo minuto secondo, per grazia, -per pietà! abbraccio le vostre ginocchia, vedete! Voi chiuderete la -porta... Non sarà già contro di voi che me ne servirò,... Dio! odiar -voi che siete il solo uomo giusto che sia qui, buono, misericordioso, -e forse anche il mio salvatore! un minuto quel coltello; un minuto, un -sol minuto, e ve lo renderò pel finestrino della porta! nient'altro che -un minuto, e mi avrete salvato l'onore! - -— Uccidervi! gridò Felton con terrore, dimenticando di togliere le sue -mani dalle mani della sua prigioniera; uccidervi! - -— Io ho detto, signore, mormorò milady abbassando la voce, e -lasciandosi cadere prosternata sul pavimento, io ho detto il mio -secreto! egli sa tutto, mio Dio! io sono perduta! - -Felton rimaneva in piedi immobile ed indeciso. - -Egli dubita ancora, pensò milady; ma ho finto abbastanza la verità. - -Si sentì camminare nel corridoio; milady riconobbe il passo lento di -lord de Winter. - -Felton pure lo riconobbe, e fece un passo verso la porta. - -Milady si slanciò: - -— Oh! non una parola, diss'ella con voce concentrata: non una parola -di tutto ciò che vi ho detto, a quest'uomo, o io son perduta; o siete -voi... voi... - -Quindi siccome i passi si avvicinavano, ella si tacque per timore che -la sua voce fosse intesa, appoggiando con un gesto d'infinito terrore -la sua bella mano sulla bocca di Felton. - -Felton respinse dolcemente milady, che andò a cadere sopra una poltrona. - -Lord de Winter passò davanti alla porta senza fermarsi, e s'intese il -rumore dei suoi passi che si allontanavano. - -Felton pallido come la morte, rimase alcuni istanti coll'orecchio teso -ad ascoltare; poi, quando il rumore fu estinto del tutto, respirò come -un uomo che esce da un sogno, e si slanciò fuori dell'appartamento. - -— Ah! disse milady, ascoltando a sua volta i passi di Felton, che -si allontanavano nella direzione opposta a quelli di lord de Winter, -finalmente il tutto è mio! - -Poi la sua fronte si oscurò. - -— S'egli parla al barone, diss'ella, io sono perduta; poichè il barone, -che sa bene che io non mi ucciderei, mi metterà un coltello fra le -mani in faccia sua ed allora s'accorgerà che tutta questa grande -disperazione non era che un giuoco. - -Essa andò a mettersi davanti al suo specchio, e si guardò; giammai non -era stata così bella. - -— Oh! sì, diss'ella sorridendo, ma costui non parlerà! - -La sera lord de Winter accompagnò la cena. - -— Signore gli disse milady, la vostra presenza è essa un accessorio -obbligato alla mia prigionia, e non potreste risparmiarmi l'aumento di -torture che mi cagionano le vostre visite? - -— Come mai, cara sorella, disse de Winter, non mi avete voi -sentimentalmente annunciato con quella bocca oggi così crudele per me, -che siete venuta in Inghilterra col solo scopo di vedermi con tutto -il vostro comodo? godimento di cui mi dicevate, voi risentiste così -fortemente la privazione, che avete tutto arrischiato per questo, -mal di mare, tempesta, prigionia? Ebbene! eccomi, siate soddisfatta; -d'altronde questa volta la mia visita ha un motivo. - -Milady fremette, ella credè che Felton avesse parlato; giammai in sua -vita, forse, questa donna che aveva provate tante emozioni possenti e -opposte, non aveva sentito battersi così violentemente il cuore. - -Essa era seduta; lord de Winter prese una scranna, la tirò vicino a -lei, e le si assise da presso; quindi, prendendo dalla saccoccia un -foglio che spiegò lentamente: - -— Prendete, le disse, io voleva mostrarvi questa specie di passaporto, -che da ora in avanti vi servirà di numero d'ordine nella via che io -acconsento a lasciarvi. - -Poi riportando il suo sguardo da milady sul foglio, egli lesse: - -«Ordine di condurre a... - -— Il nome è in bianco interruppe de Winter; se voi avete qualche -preferenza indicatemela, e per poco che sia un migliaio di leghe da -Londra, sarà esaudita la vostra domanda. Io dunque riprendo: - - «Ordine di condurre a... la nominata Carlotta Backson, col - marchio della giustizia del regno di Francia, ma liberata dopo - la punizione; ella dimorerà in codesta residenza, senza mai - allontanarsi più di trenta leghe. In caso di tentativo di evasione, - le sarà applicata la pena di morte. Le saranno dati cinque - _schellings_ il giorno pel suo alloggio e nutrimento.» - -— Quest'ordine non mi concerne, disse freddamente milady, poichè porta -un nome che non è il mio. - -— Un nome! avete voi forse un nome? - -— Ho quello di un vostro fratello. - -— V'ingannate; mio fratello non è che il vostro secondo marito. Il -primo vive ancora. Ditemi il suo nome, ed io lo metterò invece del nome -di Carlotta Backson. No, voi non lo avete... voi mantenete il silenzio. -Sta bene; sarete registrata sotto il nome di Carlotta Backson. - -Milady restò silenziosa, solamente, questa volta non era più per -terrore. Essa credè l'ordine pronto per essere eseguito, pensò che -lord de Winter avesse sollecitata la sua partenza; credè di essere -condannata a partire la stessa sera; nel suo spirito era tutto perduto -per un istante, quando ad un tratto s'occorse che l'ordine non era -fornito di alcuna firma. - -La gioia, che provò per questa scoperta, fu così grande, che non potè -nasconderla. - -— Sì, sì, disse Lord de Winter che aveva rimarcato ciò che in lei -accadeva, sì, voi cercate le firme, e dite fra voi stessa: «Tutto non -è ancora perduto, poichè quest'atto non è ancora firmato: mi si mostra -per spaventarmi, ecco tutto». V'ingannate, domani quest'atto sarà -inviato a lord Buckingham; dopo domani ritornerà firmato di suo proprio -pugno, e munito del suo sigillo, e ventiquattr'ore dopo, sono io che -ve lo garantisco, esso riceverà il suo principio di esecuzione. Addio, -signora; ecco quanto io aveva a dirvi. - -— Ed io risponderò, signore, che questo è un abuso di potere, che -questo esilio sotto un nome supposto è una vera infamia. - -— Amate voi meglio di essere impiccata col vostro vero nome, milady? -Voi lo sapete, le leggi inglesi sono inesorabili sull'abuso che si -fa del matrimonio; spiegatevi francamente. Quantunque il mio nome, o -piuttosto quello di mio fratello, si trovi mischiato in questo affare, -io arrischierò lo scandalo di un pubblico processo, per essere sicuro -che con un sol colpo io sia sbarazzato di voi. - -Milady non rispose, ma divenne pallida come un cadavere. - -— Oh! vedo bene che voi amate molto la peregrinazione. A meraviglia, -signora, evvi un proverbio che dice che i viaggi formano la gioventù. -In fede mia, voi non avete torto del tutto, e il vivere è sempre una -buona cosa. È per questo che io non mi curo punto che me la togliate. -Resta ora a regolare l'affare dei cinque scellini; io mi mostro un -poco parsimonioso; non è vero? Ciò è perchè temo che voi corrompiate -i vostri guardiani. D'altronde vi resteranno sempre le vostre grazie -per sedurli, a meno che i vostri scacchi con Felton non vi abbiano -disgustata coi tentativi di questo genere. - -— Felton non ha parlato, disse fra se stessa milady; allora niente è -ancora perduto. - -— E adesso, a rivederci, signora: domani ritornerò ad annunziarvi la -partenza del mio messaggiero. - -Lord de Winter si alzò, salutò ironicamente milady e uscì. - -Milady respirò; essa aveva ancora quattro giorni per se, quattro giorni -le basterebbero per sedurre Felton. - -Però le venne una terribile idea; ed era che lord de Winter avrebbe -forse mandato Felton stesso per far vidimare l'ordine da Buckingham; -in questo modo Felton le veniva tolto, poichè per riuscire nel -suo progetto abbisognava alla prigioniera la magia di una continua -seduzione. - -Frattanto una cosa sola la tranquillizzava come abbiamo detto: Felton -non aveva parlato. - -Essa non volle sembrare commossa dalle minacce di lord de Winter, si -mise a tavola e mangiò. - -Poi, come aveva fatto il giorno innanzi, si mise in ginocchio, e disse -le sue preghiere ad alta voce. Come nel giorno innanzi, il soldato si -fermò dal camminare e porse ascolto. - -Ben presto essa sentì dei passi più leggieri di quelli della -sentinella, che venivano dal fondo del corridoio, e si fermarono -davanti alla sua porta. - -— È lui, diss'ella. - -E allora cominciò lo stesso canto religioso che la sera innanzi aveva -tanto esaltato Felton. - -Ma quantunque la sua voce dolce, piena e sonora, fosse vibrata più -armoniosa e toccante che mai, la porta rimase chiusa. Parve a milady -di doverne augurar bene; in uno degli sguardi furtivi ch'essa lanciava -al piccolo finestrino, scoperse a traverso il socchiuso sportello, gli -occhi ardenti del giovane; ma fosse realtà o visione, questa volta egli -ebbe su se stesso la forza di non entrare. - -Soltanto, alcuni minuti dopo che milady ebbe terminato il suo canto -religioso, essa credè sentire un profondo sospiro; poi, gli stessi -passi ch'essa aveva intesi avvicinarsi, li sentì pure allontanarsi -lentamente, e come con dispiacere. - - - - -CAPITOLO LV. - -QUARTO GIORNO DI PRIGIONIA - - -L'indomani, quando Felton entrò da milady, la ritrovò in piedi -sopra una sedia, che teneva fra le mani una corda formata con alcuni -fazzoletti di tela battista, stracciati in istrisce, intrecciate le -une con le altre, e legate tutte insieme. Al rumore che fece Felton -nell'aprire la porta, milady saltò leggermente giù dalla sedia, e cercò -di nascondere dietro a se questa corda improvvisata che teneva in mano. - -Il giovane era ancora più pallido dell'ordinario, e i suoi occhi, rossi -per la veglia, indicavano che avevano passata una notte febbrile. - -Però la sua fronte era armata di una serenità più austera che mai. - -Egli si avanzò lentamente verso milady, che si era seduta, e prendendo -una estremità della treccia mortifera, che, suo malgrado, e forse -avvedutamente, essa aveva lasciata uscire. - -— Che cosa è questo, signora? domandò egli freddamente. - -— Questo? niente, disse milady sorridendo con quella dolorosa -espressione che sapeva tanto bene dare al suo sorriso. La noia, voi non -lo ignorate, è il più mortale nemico dei prigionieri. Io mi annoiava, e -mi sono divertita ad intrecciare questa corda. - -Felton portò lo sguardo al disopra del luogo ove aveva veduto milady in -piedi sulla seggiola, e a quello ove essa allora si trovava seduta, e -vide, al disopra della di lei testa, nel muro un arpione che serviva ad -attaccarvi delle picche o delle armi. - -Egli fremette, e la prigioniera vide questo fremito, perchè, quantunque -avesse gli occhi abbassati, non le sfuggiva niente. - -— E che facevate voi in piedi su questa seggiola? domandò egli. - -— Che v'importa? rispose milady. - -— Ma, rispose Felton, io desidero saperlo. - -— Non m'interrogate, disse la prigioniera; voi sapete bene che a noi -veri cristiani ci è proibito il mentire. - -— Ebbene, disse Felton, ve lo dirò io quello che facevate, o piuttosto -che volevate fare. Voi stavate per compiere l'opera fatale che meditate -nel vostro spirito. Pensatevi, signora; se il vostro spirito proibisce -la menzogna, proibisce pure severamente il suicidio. - -— Sì, lo credo, ma quando una delle sue creature, perseguitata -ingiustamente, è posta fra il suicidio ed il disonore, credetemi, -signore, rispose milady con un suono di profonda convinzione, a me pare -che possa scegliere il suicidio e il martirio. - -— Voi dite troppo, o troppo poco; parlate, signora, in nome del cielo -spiegatevi! - -— Che io vi racconti i miei infortunii, perchè voi li riteniate per -favole! che io vi dica i miei progetti, perchè li andiate a denunziare -al mio persecutore! No, signore; D'altronde che v'importa la vita o la -morte di una infelice condannata? Voi non garantite che del mio corpo, -non è vero? e, purchè presentiate un cadavere che sia riconosciuto -pel mio, non vi verrà chiesto di più, e fors'anche avrete una doppia -ricompensa. - -— Io! signora, io! gridò Felton; supporre che io accattassi mai il -prezzo della vostra vita, oh! voi non pensate a quello che dite? - -— Lasciatemi fare, Felton, lasciatemi fare, disse milady esaltandosi. -Ogni soldato deve essere ambizioso, non è vero? voi siete tenente; -ebbene! voi seguirete il mio convoglio col grado di capitano. - -— Ma che vi ho dunque fatto? disse Felton costernato; perchè voi mi -carichiate di una simile risponsabilità in faccia a Dio e agli uomini? -Fra qualche giorno sarete mandata lungi di qui; signora, la vostra vita -non sarà più sotto la mia custodia, e aggiunse egli con un sospiro, -allora... voi ne farete ciò che vorrete. - -— Così, gridò milady, come se non avesse potuto resistere ad una santa -indignazione, voi uomo pietoso, voi che siete chiamato un giusto, voi -non domandate che una cosa, ed è di non essere incolpato, inquietato -per la mia morte? - -— Io debbo vegliare sulla vostra vita, signora, e vi veglierò. - -— Ma capite voi bene la missione che adempite? sarebbe crudele se io -fossi colpevole; qual nome le dareste voi, qual nome le darebbe il -Signore se fossi innocente? - -— Io sono soldato signora, e adempio gli ordini che ho ricevuti. - -— Credete voi che nel giorno dell'ultimo giudizio, Dio separerà i -carnefici ciechi dai giudici iniqui? voi non volete che si uccida il -mio corpo, e vi fate l'agente di quello che vuole uccidere l'anima mia! - -— Ma, io ve lo ripeto, disse Felton oppresso, non vi minaccia nessun -pericolo, ed io rispondo di lord de Winter come di me stesso. - -— Insensato! gridò milady, povero insensato che osa rispondere di -un altro uomo, quando i più saggi, quando i più timorosi dell'ira -celeste non osano neppure rispondere di se stessi, e che si associa al -partito più forte e più fortunato per opprimere il più debole e lo più -sventurato! - -— Impossibile! signora; impossibile, mormorò Felton, che sentiva nel -fondo del suo cuore l'aggiustatezza di questo argomento; prigioniera, -voi non ricupererete per mezzo mio la libertà; viva, voi non perderete -per mezzo mio la vita. - -— Sì, ma io perderò bene ciò che mi è mille volte più caro della vita; -io perderò l'onore, Felton, e siete voi, che io farò responsabile -davanti a Dio e davanti agli uomini della mia onta e della mia infamia! - -Questa volta per quanto fosse impassibile, o simulasse di esserlo, non -potè resistere all'influenza secreta che si era già impadronita di lui. -Vedere questa donna, così bella, bianca come la più candida visione, -vederla volta a volta disperata o minacciosa, subire ad un tempo -l'ascendente del dolore e della bellezza, era troppo per un cervello -minato dai sogni ardenti della fede estetica, era troppo per un cuore -corroso ad un tempo dall'amore pel cielo, che arde, dall'odio degli -uomini, che divora. - -Milady vide il turbamento, sentì per induzione la fiamma delle ardenti -passioni opposte che ardevano col sangue nelle vene del giovane -fanatico, e a guisa di un abile generale, che vedendo il nemico pronto -a rinculare, cammina su di lui mandando un grido di vittoria, essa si -alzò, bella come un'antica sacerdotessa, come una vergine inspirata, -coi capelli sparsi, tenendosi con una mano la veste, pudicamente -riportata sul suo petto, collo sguardo illuminato di quel fuoco che -aveva già portato il disordine nel giovane puritano, si avanzò verso -di lui, gridando con tutta la veemenza della sua voce così dolce, alla -quale, nell'occasione, essa sapeva dare un accento così terribile. - - — «_Abbandona Abaal la sua vittima, getta ai leoni il martire. Dio - ti farà pentire! io grido a lui dall'abisso._» - -Felton rimase come petrificato. - -— Chi siete voi! chi siete voi! gridò egli giungendo le mani; siete voi -un angelo ovvero un demonio? vi chiamate voi Eloa o Astart? - -— Non mi hai tu ancora riconosciuta Felton? io non sono nè un angelo nè -un demonio; io sono una figlia della terra, io sono una sorella della -credenza, ecco tutto. - -— Sì, sì, disse Felton, io ne dubitava ancora, ma adesso lo credo. - -— Tu credi, e frattanto sei complice di questo figlio di Belial che si -chiama lord de Winter! tu credi, e frattanto mi lasci nelle mani dei -miei nemici, del nemico dell'Inghilterra, del nemico di Dio! tu credi, -e frattanto mi abbandoni a colui che riempie e lorda il mondo colle sue -eresie e col libertinaggio, a questo infame Sardanapalo che i ciechi -chiamano il duca di Buckingham e che i credenti chiamano l'Anticristo! - -— Io, abbandonarvi a Buckingham, io! che dite voi mai? - -— Essi avranno gli occhi, gridò milady, e non vedranno, essi avranno -orecchi e non udiranno. - -— Sì, sì, disse Felton passando le sue mani sulla sua fronte coperta -di sudore, come per strappare il suo ultimo dubbio, sì, io riconosco -la voce che mi parla nei miei sogni, sì, io riconosco i lineamenti -dell'angelo che mi appare ogni notte, gridando all'anima mia che non -può dormire: «colpisci, salva l'Inghilterra, salva te stesso perchè tu -morrai senza aver disarmato Dio!» parla, parla! gridò Felton, ora io -posso comprenderti. - -Un lampo di gioia terribile, ma rapido come il pensiero sguizzò -dall'occhio di milady. - -Per quanto fosse fuggitivo questo lampo omicida, Felton lo vide e -rabbrividì come se questo lampo avesse illuminato gli abissi del cuore -di questa donna. - -Felton si ricordò ad un tratto gli avvertimenti di lord de Winter, -le seduzioni di milady, i suoi primi tentativi al momento del suo -arrivo; egli rinculò di un passo, abbassò la testa, ma senza cessare di -guardarla, come se, affascinato da questa strana creatura i suoi occhi -non avessero potuto staccarsi da lei... - -Milady non era donna da sbagliarsi sul senso di questa esitazione. -Sotto queste emozioni apparenti, il suo sangue freddo agghiacciato -non l'abbandonava punto. Prima che Felton le avesse risposto, e che -essa fosse stata costretta di riprendere quella conversazione, così -difficile a sostenersi sul medesimo punto di esaltazione, essa lasciò -ricadere le sue mani, come se la debolezza della donna riprendesse il -di sopra sull'entusiasmo della inspirata. - -— Ma, no, disse essa, non sta a me l'essere la Giuditta che libererà -Betulia da questo Oloferne. La spada dell'Eterno è troppo pesante -pel mio braccio. Lasciatemi dunque fuggire il disonore colla morte, -lasciatemi rifugiare nel martirio. Io non vi chiedo nè la libertà, -come farebbe un colpevole, nè la vendetta come farebbe una pagana. -Lasciatemi morire, ecco tutto. Io vi supplico, io vi imploro in -ginocchio: lasciatemi morire, e il mio ultimo sospiro sarà una -benedizione al mio salvatore. - -A questa voce dolce e supplichevole, a questo sguardo timido ed -abbattuto, Felton si rimproverò. A poco a poco, l'incantatrice aveva -rivestito quella sembianza magica che assumeva e lasciava a volontà, -vale a dire, la bellezza, la dolcezza, le lagrime, e soprattutto -l'irresistibile attrattiva della voluttà mistica, la più divorante -delle voluttà. - -— Ahimè! disse Felton, io non posso che una cosa sola, compiangervi -se mi provate che siete una vittima. Ma lord de Winter ha delle note -crudeli contro di voi. Voi siete cristiana, voi siete mia sorella in -religione; io mi sento strascinato verso di voi, io che non ho mai -amato che il mio benefattore, io che nella mia vita, non ho ritrovato -che dei traditori e degli empii. Ma voi, signora, voi così bella in -realtà, voi così pura in apparenza, perchè lord de Winter vi perseguita -in tal modo, voi avete dunque commesso delle grandi iniquità? - -— Essi avranno gli occhi, ripetè milady con un accento di indicibile -dolore, e non vedranno; essi avranno le orecchie e non udranno. - -— Ma allora, gridò il giovane ufficiale, parlate dunque. - -— Confidarvi la mia onta, gridò milady col rosso del pudore sul viso, -poichè spesso il delitto dell'uno è l'onta dell'altro. Confidare la mia -onta a voi uomo, io donna! Oh! continuò essa riportando pudicamente le -sue mani sui suoi begli occhi, oh! giammai! giammai io lo potrei! - -— A me, ad un fratello! gridò Felton. - -Milady lo guardò lungamente con una espressione che il giovane -ufficiale prese per un dubbio, ma che però non era che una penetrante -osservazione, e soprattutto una viva volontà di affascinarlo. - -Felton, a sua volta supplicante congiunse le mani. - -— Ebbene! disse milady, io mi affido al mio fratello, io oserò... - -In questo momento si sentì il passo di lord de Winter ma questa volta -il terribile cognato di Milady non si contentò, come aveva fatto la -sera innanzi, di passare avanti la porta, e di allontanarsi: egli si -fermò, due parole con la sentinella, quindi aprì la porta e comparve. - -Durante queste due parole, Felton aveva vivamente indietreggiato, -dimodochè quando comparve lord de Winter egli era lontano dalla -prigioniera. - -Il barone entrò lentamente, e portando il suo sguardo scrutatore dalla -prigioniera al giovine ufficiale. - -— È scorso lungo tempo John, disse egli, che voi siete qui. Questa -donna vi ha forse raccontato i suoi delitti? allora capirei la durata -di questa conversazione. - -Felton fremette, e milady sentì che sarebbe stata perduta se non veniva -in aiuto del giovane puritano sconcertato. - -— Ah! voi temete che la vostra prigioniera vi sfugga? disse essa. -Ebbene! domandate al vostro carceriere qual grazia io sollecitava -momenti sono. - -— Voi domandavate una grazia? disse il barone sospettoso. - -— Sì, milord, riprese il giovane confuso. - -— E qual grazia? sentiamo, aggiunse lord de Winter. - -— Un coltello che essa mi avrebbe restituito dal finestrino della porta -un minuto dopo averlo ricevuto, rispose Felton. - -— Dunque vi è qualcuno nascosto qui, che la nostra graziosa prigioniera -vuole scannare? replicò lord de Winter colla sua voce irrisoria e -beffarda. - -— Vi sono io, rispose milady. - -— Io vi ho dato la scelta fra l'America e Tiburn, riprese lord de -Winter; scegliete Tyburn, milady: la corda, credetemi, è anche più -sicura del coltello. - -Felton impallidì e fece un passo in avanti, pensando che, al momento in -cui egli era entrato, milady aveva in mano una corda. - -— Avete ragione, disse questa, ed io vi aveva già pensato. - -Poi soggiunse con voce sorda: - -— E vi penserò ancora. - -Felton sentì scorrere un fremito fin dentro le midolla delle sue ossa. -Probabilmente lord de Winter si accorse di questo movimento. - -— Non ti fidare, John, disse egli; John amico mio, mi sono riposato su -te; sta in guardia, io ti ho avvisato. D'altronde abbi coraggio, figlio -mio fra tre giorni, noi saremo liberati da questa creatura, ed ella non -potrà più nuocere ad alcuno nel luogo ove la invio. - -— Voi lo sentite! gridò milady con una forte esclamazione, dimodochè il -barone credè che essa si indirizzasse al cielo, e Felton comprese che -si indirizzasse a lui. Felton abbassò la testa e diventò astratto. - -Il barone prese l'ufficiale per le braccia girando la testa sulla sua -spalla, per non perdere di vista milady, fino a che fu uscito. - -— Andiamo, andiamo, disse la prigioniera quando fu chiusa la porta, io -non sono ancora così avanzata quanto credeva. De Winter ha cambiato la -sua ordinaria stolidezza in una sconosciuta prudenza; che cosa è il -desiderio di vendetta, e come questo desiderio forma l'uomo! quanto -a Felton, egli esita. Ah! questo non è un uomo risoluto come quel -maledetto d'Artagnan. - -Frattanto milady aspettò con impazienza, poichè dubitava bene che non -sarebbe scorsa la giornata senza che rivedesse Felton. Finalmente, -un'ora dopo la scena che abbiamo raccontata, essa intese che qualcuno -parlava a bassa voce alla porta, quindi ben presto la porta si aprì e -riconobbe Felton. - -Il giovine si avanzò rapidamente nella camera; lasciando la porta -aperta dietro di se, e facendo segno a milady di tacere. Egli aveva il -viso sconvolto. - -— Che volete da me? diss'ella. - -— Ascoltate, riprese Felton a bassa voce; io ho allontanata la -sentinella per poter restar qui senza che si possa sentire ciò che vi -dico. Il barone mi ha raccontato una storia spaventosa. - -Milady prese il suo sorriso di vittima rassegnata e scosse la testa. - -— O voi siete il demonio, continuò Felton, o il barone mio benefattore, -mio padre, è un mostro. Io vi conosco da quattro giorni, ed amo lui -da dieci anni; posso dunque esitare fra voi due; non vi spaventate di -ciò che vi dico; io ho bisogno di essere convinto; questa sera, dopo -mezzanotte io verrò a vedervi, e voi mi convincerete. - -— No, Felton, no, fratello mio, diss'essa, il sacrificio è troppo -grande, ed io capisco ciò che vi costa. No, io sono perduta, non vi -perdete con me. La mia morte sarà più eloquente della mia vita, e il -silenzio del cadavere vi convincerà anche meglio che le parole della -prigioniera. - -— Tacete, signora! gridò Felton, e non mi parlate in tal guisa; io sono -venuto perchè mi promettiate sull'onore, perchè mi giuriate su quanto -avete di più sacro, che non attenterete alla vostra vita. - -— Io non vi posso promettere niente, disse milady, poichè nessuno più -di me rispetta un giuramento; e se io promettessi mi abbisognerebbe -mantenere. - -— Ebbene! disse Felton, impegnatevi soltanto fino al momento in -cui mi avrete riveduto. Se, dopochè mi avrete riveduto persisterete -ancora, allora sarete libera, ed io stesso vi darò l'arme che mi avete -domandata. - -— Sì, disse milady, per voi aspetterò. - -— Giuratelo. - -— Lo giuro pel nostro Dio, siete voi contento? - -— Bene, disse Felton. A questa notte. - -E si slanciò fuori dell'appartamento, chiudendo la porta, aspettando -di fuori coll'arme del soldato alla mano, come se avesse montata la -guardia. - -Il soldato ritornò, Felton gli rese la sua arme. - -Allora, attraverso il finestrino a cui essa si era accostata, milady -vide il giovane segnarsi con un delirante fervore e andarsene pel -corridoio con un trasporto di gioia. - -In quanto ad essa, ritornò al suo posto con un sorriso di selvaggio -disprezzo sulle labbra e ripetè bestemmiando quel nome terribile -di Dio, pel quale essa aveva giurato, senza aver mai imparato a -conoscerlo. - - - - -CAPITOLO LVI. - -QUINTO GIORNO DI PRIGIONIA - - -Frattanto milady era giunta ad un mezzo trionfo, e l'ottenuto successo -raddoppiava le sue forze. - -Non era difficile il vincere, come aveva fatto fino allora, degli -uomini pronti a lasciarsi sedurre, e che la galante educazione della -corte trascinava presto in un laccio; milady era assai bella per -allettare i sensi, ed era abbastanza destra per superare tutti gli -ostacoli dello spirito. - -Ma questa volta, essa aveva a lottare contro una natura selvaggia, -concentrata, insensibile a forza di austerità; la religione e la -penitenza avevano ridotto Felton un uomo inaccessibile alle ordinarie -seduzioni; egli ravvolgeva nella sua testa, esaltava dei piani talmente -vasti, dei progetti talmente tumultuosi, che non vi restava più luogo -per l'amore, sentimento che si nutrisce negli ozi, e ingrandisce colla -corruzione. - -Milady aveva dunque fatto breccia, colla sua falsa virtù nell'opinione -di un uomo prevenuto contro essa; e con la sua bellezza, nel cuore -e nei sensi di un uomo candido e puro. Finalmente essa erasi data la -misura di quei mezzi sconosciuti da essa stessa fino allora, con quella -esperienza fatta sopra un individuo il più ribelle che la natura e la -religione possono sottomettere al suo studio. - -Ben molte volte, ciò nonostante, durante la serata, essa aveva -disperato della sorte di se stessa; non invocava Dio, lo sappiamo, ma -aveva fede nel genio del male, in quella immensa sovranità che regna in -tutte le circostanze della vita umana, e alla quale, come nella favola -araba, un seme di granato bastò per ricostruire un mondo perduto. - -Milady, ben preparata a ricevere Felton, potè drizzare le sue batterie -per la notte, essa sapeva che non aveva più che due giorni, e che -una volta segnato l'ordine da Buckingham (e Buckingham lo avrebbe -firmato tanto più facilmente che questo ordine era redatto con un -nome supposto, e non avrebbe potuto riconoscere la donna di cui si -trattava) una volta dato quest'ordine, il barone la farebbe imbarcare -sul momento, e sapeva altresì che le donne condannate alla deportazione -usano delle armi assai meno possenti nelle loro seduzioni, che le -pretese donne virtuose, la di cui bellezza è illuminata dal sole della -società, di cui la voce della moda vanta lo spirito e che un riflesso -d'aristocrazia indora con la sua ingannevole luce. Essere una donna -condannata ad una pena miserabile ed infamante, non è un impedimento a -esser bella, ma è un ostacolo a divenir possente. Come tutte le persone -di un genio reale, milady conosceva il mezzo che conveniva alla natura -ed ai suoi mezzi. La povertà le ripugnava, l'abiezione la diminuiva di -due terzi della sua grandezza. Milady non era regina; era necessario -alla sua dominazione il piacere dell'orgoglio soddisfatto. Comandare -agli esseri inferiori era per essa piuttosto un'umiliazione che una -soddisfazione. - -Certamente, essa sarebbe ritornata dal suo esilio, e non ne dubitava -neppure un solo istante; ma quanto tempo sarebbe durato questo esilio? -per una natura attiva ed ambiziosa come quella di milady, i giorni -che non vengono occupati a salire, sono giorni infausti. Come chiamare -dunque i giorni che vengono impiegati a discendere! Perdere un anno, -due anni, è quanto a dire una eternità; ritornare dopo la disgrazia e -dopo la morte di Richelieu; ritornare quando d'Artagnan e i suoi amici, -felici e trionfanti, avessero ricevuto dalla regina la ricompensa da -loro bene acquistata pei servigi che le avevano resi: queste erano tali -idee divoratrici, che una donna come milady, non poteva sopportare. -Del resto, l'uragano che rumoreggiava intorno a lei raddoppiava la sua -forza. Ella avrebbe fatto scoppiare i muri della sua prigione se per un -momento solo il suo corpo avesse potuto assumere le proporzioni del suo -spirito. - -Quindi, ciò che ancora più che la tormentava in mezzo a tutto ciò era -la rimembranza del ministro, che doveva egli mai pensare, che doveva -egli mai dire del suo silenzio, diffidente, inquieto, sospettoso come -egli era? Il ministro, non solamente suo unico appoggio, non solamente -suo unico protettore nel presente, ma ancora il principale istrumento -della sua vendetta per l'avvenire! Essa lo conosceva; e sapeva che al -suo ritorno, dopo un viaggio inutile, essa avrebbe un bell'aringare -sulla sua prigionia, un bell'esaltare le subìte sofferenze, il ministro -risponderebbe con quella calma irrisoria dello scettico possente ad un -tempo per la forza e pel genio «non bisognava lasciarsi prendere!» - -Allora milady riuniva tutta la sua energia, mormorando nel fondo del -suo pensiero il nome di Felton, il solo raggio di luce che penetrava -fino a lei nell'infimo ove era piombata, e come un serpente che avvolge -e scontorce i suoi anelli per convincere se stesso della propria forza, -essa avviluppava in antecedenza Felton nelle mille pieghe della sua -inventiva immaginazione. - -Frattanto il tempo passava, le ore, le une dopo le altre, sembravano -risvegliare la campana così di fuga, ciascun colpo del battente di -bronzo ripercuotevasi nel cuore della prigioniera. - -A nove ore, lord de Winter fece la sua consueta visita, guardò -la finestra e le sbarre, esplorò il pavimento e i muri, visitò il -camminetto e le porte, senza che, durante questa lunga e minuta visita, -nè egli nè milady pronunciassero una sola parola. - -Senza dubbio entrambi capivano che la situazione era troppo grave per -perdere il tempo in parole inutili o in collere senza effetti. - -— Andiamo, andiamo, disse il barone nel lasciarla, anche per questa -notte non potrete fuggire. - -A dieci ore, Felton venne a porre una sentinella. Milady riconobbe il -di lui passo, essa ora lo indovinava, come una innamorata indovina -quello dello amante del suo cuore, e frattanto milady detestava e -disprezzava questo debole fanatico. - -Non era ancor giunta l'ora convenuta; Felton non entrava. - -Due ore dopo, quando suonò mezzanotte, la sentinella fu cambiata, -questa volta era giunta l'ora. Da quel momento milady aspettò con -impazienza. - -La nuova sentinella cominciò a passeggiare nel corridoio. - -Dopo dieci minuti, venne Felton. - -Milady si mise in ascolto. - -— Ascolta, disse il giovane alla sentinella, non ti allontanare da -questa porta sotto verun pretesto, perchè tu sai che nella notte scorsa -è stato punito un soldato per aver lasciato un istante il suo posto; -eppure sono stato io, che durante questa corta assenza ho fatto la -guardia in sua vece. - -— Sì, lo so, disse il soldato. - -— Ti raccomando adunque la più esatta sorveglianza... Io aggiunse egli, -entro per visitare una seconda volta la camera di questa donna, che, -ho timore, abbia dei sinistri progetti su se stessa, e che ho ricevuto -l'ordine di sorvegliare. - -— Buono, mormorò milady, ecco l'austero puritano che non mente. - -In quanto al soldato si contentò di sorridere. - -— Per bacco! mio tenente, disse egli, voi non siete disgraziato nel -dovere eseguire una simile commissione. - -Felton arrossì. In tutt'altra circostanza avrebbe rimproverato il -soldato che si permetteva un simile scherzo, ma la sua coscienza -mormorava troppo altamente perchè la sua bocca osasse parlare. - -— Se io chiamo, disse egli, vieni; nello stesso modo che se qualcuno si -avanza, chiamami. - -— Sì, mio tenente, disse il soldato. - -Felton entrò da milady, ed essa si alzò. - -— Ah! eccovi? disse essa. - -— Io vi aveva promesso di venire, disse Felton e sono venuto. - -— Voi mi avete promesso pur anche un'altra cosa. - -— E che dunque, mio Dio! disse il giovane, che ad onta del suo impero -su se stesso, si sentiva le ginocchia tremare e il sudore inondare la -fronte. - -— Voi avete promesso di portarmi un coltello, e di lasciarmelo dopo il -nostro colloquio. - -— Non mi parlate di ciò, signora, disse Felton; non vi è situazione, -per quanto sia terribile, che autorizzi una creatura di Dio a darsi la -morte. Io ho riflettuto, che non doveva mai rendermi colpevole di un -simil peccato. - -— Ah! voi avete riflettuto? disse la prigioniera ritornando a sedere -sul seggio con un sorriso di disprezzo, io pure ho riflettuto! - -— A che? - -— Che non aveva niente da dire ad un uomo che non mi mantiene la sua -parola. - -— Oh! mio Dio! mormorò Felton. - -— Voi potete ritirarvi, disse milady; io non parlerò. - -— Ecco il coltello, disse Felton cavando di saccoccia l'arme che -secondo la sua promessa, egli aveva portata, ma che esitava a -consegnare alla sua prigioniera. - -— Vediamolo, disse milady. - -— Per fare che? - -— Sul mio onore, io ve lo restituirò sull'istante. Voi potrete metterlo -su questa tavola e vi porrete fra quello e me. - -Felton stese l'arma a milady che ne esaminò attentamente la tempra e ne -provò la punta sulla estremità di un dito. - -— Bene, disse essa, rendendo al giovine ufficiale il coltello, questo è -un bello e buono acciaio... Felton, voi siete un amico fedele. - -Felton riprese l'arma e la posò sulla tavola, come era stato convenuto -fra lui e la sua prigioniera. - -Milady lo seguì con gli occhi, e fece un gesto di soddisfazione. - -— Ora, disse essa, ascoltatemi. - -La raccomandazione era inutile, il giovine ufficiale stava in piedi -davanti a lei, aspettando le sue parole per divorarle. - -— Felton, disse milady con una solennità piena di malinconia, Felton -se vostra sorella, la figlia di vostro padre vi dicesse: «Giovine -ancora, assai bella per disgrazia, mi si fece cadere con un laccio; io -resistei: mi si moltiplicarono intorno le imboscate, le violenze; io -resistei: si bestemmiò la religione che io servo, il Dio che adoro, -perchè chiamai in mio soccorso questo Dio e questa religione; io ho -resistito: allora mi furono prodigati gli oltraggi, e, siccome non -potevano perdere l'anima mia, hanno voluto diffamare per sempre il mio -corpo; finalmente...» - -Milady si fermò, e un amaro sorriso passò sopra le di lei labra. - -— Ma infine, disse Felton, che vi hanno fatto? - -— «Una sera finalmente fu risoluto di paralizzare questa resistenza -che non si poteva vincere; una sera fu mischiato nella mia acqua un -possente narcotico; appena ebbi terminata la mia cena, che mi sentii a -poco a poco cadere in uno sconosciuto torpore. Quantunque fossi senza -diffidenza, un vago timore mi prese, e cercai di lottare contro il -sonno. Mi alzai, volli correre alla finestra, chiamare soccorso, ma -le gambe si rifiutarono di portarmivi. Mi sembrava che il soffitto si -abbassasse e mi schiacciasse sotto il suo peso; stendeva le braccia, -cercava di parlare, non potei mandare che suoni inarticolati; un -torpore irresistibile si impadroniva di me; mi appoggiai ad un divano, -sentendo di essere vicina a cadere: ma ben presto questo appoggio fu -insufficiente per le deboli braccia, e caddi sopra un ginocchio, poi -sopra entrambi; volli pregare, ma la mia lingua era agghiacciata.... -caddi sul pavimento in preda ad un sonno che rassomigliava alla morte. - -«Io non ho conservata alcuna rimembranza di tutto il tempo che -durò questo sonno; la sola cosa che mi ricordo è che mi risvegliai -trasportata in una camera rotonda, il di cui mobilio era sontuoso, e -nella quale la luce non penetrava che da una apertura praticata nel -soffitto. Del resto non appariva nessuna porta che desse accesso a -questo ambiente: si sarebbe detta una sontuosa prigione. - -«Passò lungo tempo prima che potessi rendermi conto del luogo ove -mi ritrovava e di tutti i particolari che racconto. Il mio spirito -sembrava lottare invano per iscuotere le pesanti tenebre di questo -sonno, dal quale io non poteva strapparmi; aveva delle vaghe percezioni -di uno spazio percorso, di un rotolio di carrozza, ma tutto ciò era -così cupo, e così confuso nel mio pensiero, che questi avvenimenti -sembravano appartenere a tutt'altra vita che alla mia, ma però -ammalgamata alla mia da un fantastico accoppiamento. - -«Per qualche tempo, lo stato nel quale mi ritrovava mi sembrò così -strano, che mi parve di sognare. A poco a poco mi si presentò la -realtà piena di terrore: non era più nella casa che io abitava; per -quanto poteva giudicare dalla luce del sole, il giorno era già passato -di due terzi; ed il giorno innanzi era già sera avanzata quando mi -addormentai; il mio sonno era dunque durato circa vent'ore. Che cosa -era dunque accaduto durante questo lungo sonno? - -«Mi alzai vacillante. Tutti i miei movimenti, lenti e intorpiditi, -attestavano che l'influenza del narcotico non si era ancora del tutto -dissipata. Del resto, questa camera era ammobiliata per ricevere una -donna, e la civetta più consumata non poteva avere nessun desiderio -che non fosse stato soddisfatto in un volgere d'occhi intorno a questa -camera. - -«Certamente non era io la prima detenuta che fosse stata racchiusa in -questa splendida prigione, ma voi lo capirete. Felton, più la prigione -era bella, e più io aveva di che spaventarmi. - -«Sì, era una prigione, perchè tentai invano di uscirne; esplorai -tutti i muri per giungere a scoprire una porta, dappertutto i muri -rispondevano con un suono cupo e sordo. - -«Feci circa venti volte il giro di quella camera, cercando un'uscita -qualunque; non ve ne erano. Caddi spossata dalla fatica e dallo -spavento sopra un sofà. - -«Frattanto la notte veniva a grandi passi, e colla notte si aumentavano -i miei terrori. Io non sapeva se doveva rimanere ove mi ritrovava, mi -sembrava di essere circondata da sconosciuti pericoli, nei quali stava -per cadere ad ogni passo. Quantunque non avessi mangiato niente dal -giorno innanzi, il mio spavento mi impediva di sentire fame. - -«Nessun rumore dall'esterno, che mi permettesse di misurare il tempo, -giungeva fino a me; io presumeva soltanto che potessero essere sette -ad otto ore di sera, perchè eravamo nel mese di ottobre e faceva notte -intera. - -«Ad un tratto il cigolìo di una porta che girava sopra i suoi gangheri -mi fece rabbrividire; un globbo di fuoco che apparve dall'alto -dall'invetriata dell'apertura del soffitto, gettando una viva luce -nella camera, mi fece accorta con ispavento che un uomo stava in piedi -nel mezzo della camera, a pochi passi da me. - -«Una tavola preparata per due apparecchiata con un abbondante cena, era -sorta come per incanto nel mezzo dell'appartamento. - -«Quest'uomo era colui che mi perseguitava da più di un anno, che aveva -giurato il mio disonore, e che, dalle prime parole che uscirono dalla -sua bocca, mi fece comprendre che non mi restava alcuna speranza di -essere resa alla libertà. - -— Infame mormorò Felton. - -— Oh! sì, infame! gridò milady, vedendo l'interesse che il giovane -ufficiale, la di cui anima sembrava sospesa alle sue labbra, prendeva a -questo racconto; oh! sì, infame! egli credè che fosse bastato il farmi -rapire dalla mia casa perchè tutto fosse detto, e non veniva sperando -che io avessi accettata la mia onta, poichè la mia onta era consumata, -ma veniva ad offrirmi la sua fortuna in compenso del mio amore. - -«Tutto ciò che il cuore di una donna può contenere di superbo -disprezzo, e di parole sdegnose, lo versai su quest'uomo; senza dubbio -egli era assuefatto a simili rimproveri, mi ascoltò calmo, sorridente -e colle braccia incrociate sul petto; poi, quando credè che io avessi -detto tutto, si avanzò per afferrarmi la mano; balzai verso la tavola, -presi un coltello, e ne volsi la punta contro il mio petto. - -« — Fate un passo di più, gli dissi, ed oltre al mio disonore, voi -avrete ancora la mia morte da rimproverarvi. - -«Senza dubbio nel mio sguardo, nella mia voce, in tutta la mia persona -spiccò quella verità di gesto, di attitudine, di accento, che porta la -convinzione anche nelle anime le più perverse, poichè si fermò. - -« — La vostra morte? mi diss'egli, oh! no, voi siete una troppa -graziosa prigioniera perchè io acconsenta a perdervi così. Addio, mia -bella, aspetterò per farvi una visita che vi ritroviate in migliori -disposizioni. - -«A queste parole, mandò un fischio; il globo di luce che illuminava -la camera risalì, e disparve. Io mi ritrovai di nuovo immersa nelle -tenebre. Si riprodusse il rumore di una porta che si apre e si chiude, -ed un istante dopo ricomparve il globo fiammeggiante, discese, e mi -ritrovai sola. - -«Questo momento fu spaventoso; se avessi avuto ancora qualche dubbio -pel mio infortunio, questi dubbi si sarebbero svaniti in una disperante -realtà; io era in potere di un uomo che non solo io detestava, ma che -disprezzava; di un uomo che mi aveva già data prova fatale di ciò che -poteva osare. - -— Ma chi era dunque quest'uomo? domandò Felton. - -Milady non rispose a questa interrogazione, e continuò in questi -termini. - -— Io passai la notte sopra di una poltrona, fremendo al più piccolo -rumore, perchè circa la mezzanotte la lampada si spense, mi ritrovai -nella oscurità; ma la notte trascorse senza alcuna nuova apparizione -del mio persecutore; venne il giorno, la tavola era scomparsa; io aveva -conservato soltanto il coltello in mano. - -«Questo coltello era tutta la mia speranza. - -«Era oppressa dalla fatica, la veglia faceva bruciare i miei occhi, -non aveva osato di dormire un solo istante. La luce del giorno mi -tranquillizzò; andai a gettarmi sul mio letto, non senza il mio -coltello liberatore che nascosi sotto il cuscino. - -«Quando mi svegliai, una nuova tavola era apparecchiata. - -«Questa volta a dispetto dei miei terrori, a dispetto delle mie -angosce, mi si fece sentire una fame divoratrice; erano quarantotto -ore che io non aveva toccato cibo; mangiai nel pane ed alcune frutta, -poi, ricordandomi il narcotico misto nell'acqua che aveva bevuta, non -accostai la bocca a quella che si ritrovava preparata sulla tavola, ed -andai a riempiere il mio bicchiere ad una fontana di marmo scavata nel -muro al di sopra della toletta. - -«Però, ad onta di questa precauzione, non rimasi meno in angoscia per -qualche tempo; ma questa volta i miei timori non erano fondati: passai -la giornata senza provar nulla di ciò che temeva.. - -«Ebbi la precauzione di vuotare per metà la bottiglia affinchè non si -accorgessero della mia diffidenza. - -«Venne la sera, ma per quanto fosse profonda l'oscurità, i miei occhi -cominciarono ad abituarvisi; vidi in mezzo alle tenebre la tavola -sprofondarsi nel pavimento; un quarto d'ora dopo essa ricomparve -portando la mia cena, un istante dopo, mercè la solita lampada a globo, -la mia camera tornò ad essere illuminata. - -«Io ero risoluta di non mangiare che cibi nei quali fosse impossibile -immischiarvi nessun sonnifero; due uova ed alcune frutta composero -il mio pasto, quindi andai ad attignere l'acqua alla mia fontana -protettrice e la bevetti. - -«Alle prime sorsate, mi parve che non avesse più lo stesso gusto di -prima; mi prese un rapido sospetto; mi fermai, ma ne aveva già bevuto -un mezzo bicchiere. - -«Gettai il rimanente, ed aspettai col sudore dello spavento sulla -fronte. - -«Senza fallo qualche invisibile testimonio mi aveva veduto prendere -l'acqua a questa fontana, ed aveva approfittato della mia stessa -confidenza per meglio assicurare la mia perdita, così freddamente -risoluta, così crudelmente proseguitata. - -«Non era ancora trascorsa una mezz'ora, che si riprodussero gli stessi -sintomi, soltanto questa volta, che io non aveva bevuto che un mezzo -bicchiero d'acqua lottai più lungo tempo, e invece di addormirmi del -tutto, caddi in uno stato di sonnolenza, che mi lasciava tutto il -sentimento di ciò che accadeva intorno a me, mentre mi toglieva la -forza di fuggire. - -«Mi trascinai verso il mio letto per cercarvi la sola difesa che mi -restava, il mio coltello salvatore, ma non potei giungere fino al -capezzale, caddi in ginocchio, aggruppata ad una delle colonne da -piedi.» - -Felton impallidì spaventosamente, e un fremito convulso corse per tutte -le sue membra. - -— E ciò che vi era di spaventoso, continuò milady colla voce alterata, -come se essa provasse ancora la stessa angoscia di quel terribile -momento, era che in quella volta io aveva la conoscenza del pericolo -che mi minacciava; era che la mia anima, se posso dirlo, vegliava sul -mio corpo addormentato; era che vedeva, che sentiva, è vero, come se -fosse stato in sogno, ma ciò era ancor più spaventoso. - -«Vidi la lampada che risaliva e mi lasciava a poco a poco nella -oscurità. - -«Quindi intesi il cigolìo ben conosciuto della porta, quantunque quella -porta non si fosse aperta che due volte. - -«Sentii istintivamente che qualcuno si avvicinava a me; si narra che -i disgraziati perduti nei deserti dell'America sentono collo stesso -istinto l'avvicinarsi del serpente. - -«Volli fare uno sforzo, tentai di mandare un grido, mi rialzai pure, ma -per subito ricadere.» - -— Ma ditemi dunque, chi era il vostro persecutore? gridò il giovane -ufficiale. - -Milady vide con un sol colpo d'occhio tutto il soffrire che essa -ispirava a Felton calcando sopra ciascun particolare del suo racconto. -Quanto più essa gli avesse dilaniato profondamente il cuore, più -sicuramente egli la vendicherebbe. Essa continuò adunque questa volta -come se non avesse inteso la sua esclamazione, o come se avesse pensato -che non era ancor giunto il momento di rispondere. - -— Io lo intesi esclamare nello scorgermi: «Questi miserabili puritani! -sapeva bene che stancano i loro carnefici, ma non li credeva così forti -coi loro seduttori». - -Felton l'ascoltava senza far intendere altra cosa che una specie di -sordo ruggito: soltanto il sudore grondava dalla sua fronte di marmo, e -colla sua mano nascosta sotto l'abito, s'internava nel petto le unghie. - -— Il primo movimento, ritornando in me, riprese milady, fu di cercare -sotto il capezzale il coltello che non avea potuto arrivare a prendere. -Se non aveva potuto servire alla difesa, poteva almeno servire alla -espiazione. - -«Ma nel riprendere il mio coltello, Felton, mi venne una terribile -idea. Vi ho giurato di dirvi tutto, e vi dirò tutto: vi ho promesso la -verità, io la dirò, dovesse essa perdermi.» - -— Vi venne l'idea di vendicarvi di questo uomo, non è vero? gridò -Felton. - -— Ebbene! sì, disse milady; questa idea non è da cristiano, lo so; -senza dubbio l'eterno nemico della nostra anima me la soffiava nello -spirito, finalmente che vi dirò, Felton? continuò milady col tuono di -una donna che si accusa di un delitto, mi venne questa idea, e non mi -lasciò più. Forse è quel pensiero omicida di cui oggi sconto la pena. - -— Continuate, continuate, disse Felton; ho fretta di vedervi giungere -alla vendetta. - -— Oh! risolsi che l'avrei compiuta il più presto possibile; non -dubitava punto ch'egli sarebbe ritornato la notte vegnente. Nella -giornata io non aveva nulla a temere. - -«Così, quando venne l'ora della colezione, non esitai a mangiare e -bere; aveva risoluto di far sembiante di cenare, ma di non prendere -niente; doveva dunque col nutrimento della mattina combattere il -digiuno della sera. - -«Nascosi un bicchier d'acqua della colezione, essendo stata la -sete quella che mi aveva fatto soffrire di più quando era rimasta -quarantott'ore senza nè mangiare nè bere. - -«La giornata trascorse senza avere altra influenza su me che -confermarmi nella presa risoluzione; ebbi soltanto cura che il mio -viso non tradisse in alcun modo il pensiero del mio cuore, perchè non -dubitava di non essere continuamente spiata; molte volte ancora sentii -un sorriso sulle mie labbra, Felton, io non oso ridire a quale idea io -sorrideva, voi mi prendereste in orrore.» - -— Continuate, continuate, disse Felton, voi vedete che io ascolto, e -smanio di giungere alla fine. - -— Venne la sera, continuò milady, si compirono gli ordinari -avvenimenti; durante l'oscurità, come d'ordinario fu imbandita la mia -cena, poi si accese la lampada, e io mi misi a tavola. - -«Mangiai soltanto alcune frutta, feci sembiante di versare dell'acqua -della bottiglia, ma non bevei che quella che aveva conservata nel -mio bicchiere; la sostituzione del resto fu fatta con abbastanza di -sveltezza perchè i miei spioni, se ne aveva, non concepissero alcun -sospetto. - -«Dopo cena, detti i medesimi segni di torpore della sera innanzi; -ma questa volta, come se soccombessi alla fatica, o come mi fossi -famigliarizzata col pericolo, feci sembiante di addormirmi. - -«Questa volta aveva ritrovato il mio coltello, e mentre io fingeva di -dormire, la mia mano stringeva convulsivamente la impugnatura. - -«Scorsero due ore senza che accadesse nulla di nuovo. Questa volta, oh -mio Dio! chi me lo avrebbe detto la sera innanzi? cominciai a temere -ch'egli non venisse. - -«Finalmente vidi la lampada alzarsi lentamente e scomparire nel -soffitto: la mia camera si riempì di tenebre, ma feci uno sforzo per -fendere con lo sguardo l'oscurità. - -«Per circa dieci minuti non intesi altro rumore che quello dei battiti -del mio cuore. - -«Implorava il cielo perchè egli venisse. - -«Finalmente intesi il ben conosciuto cigolio della porta che si apriva -e si chiudeva; intesi, ad onta della grossezza del tappeto, un passo -che faceva scrocchiare il pavimento; vidi; ad onta dell'oscurità, -un'ombra che si avvicinava a me.» - -— Affrettatevi, affrettatevi! interruppe Felton: non vedete che -ciascuna delle vostre parole mi brucia come piombo fuso? - -— Allora, continuò milady, allora riunii tutte le mie forze, mi -ricordai che il momento della vendetta o piuttosto della giustizia era -suonato, mi riguardai come un'altra Giuditta, e teneva il mio coltello -in mano, e quando io lo vidi vicino a me, allora, coll'ultimo grido del -dolore e della disperazione, lo colpii nel bel mezzo del petto. - -«Miserabile! egli aveva preveduto tutto, il suo petto era ricoperto da -una maglia d'acciaio, il coltello si spuntò. - -«Ah! ah! gridò egli afferrando il braccio e strappandomi l'arma che -mi aveva così mal servito, voi volete prendervela con la mia vita, -mia bella puritana; ma questo è qualche cosa più che odio, questa -è ingratitudine. Andiamo, andiamo, calmatevi, mia bella fanciulla; -avrei creduto che vi foste addolcita. Io non sono di quei tiranni che -custodiscono le donne per forza. Voi non mi amate? io ne dubitava colla -mia ordinaria fatuità; ne sono convinto. Domani voi sarete libera. - -«Io non aveva altro desiderio che quello che mi uccidesse. - -« — State in guardia, gli dissi, poichè la mia libertà è il vostro -disonore. - -« — Spiegatevi, mia bella Sibilla.. - -« — Sì, poichè appena uscita di qui, dirò tutto: dirò la violenza -che avete usata verso di me; dirò la mia prigionia: denunzierò questo -palazzo d'infamia! voi siete posto troppo in alto, milord, ma tremate! -al di sopra di voi vi è il re! al di sopra del re vi è Dio. - -«Per quanto il mio persecutore sembrasse padrone di se stesso, lasciò -sfuggirsi un movimento di collera. Io non potei vedere l'espressione -del suo viso, ma sentii fremere il suo braccio, sul quale io aveva -posta la mia mano. - -« — Allora voi non uscirete più di qui, disse egli. - -« — Bene! bene! gridai; allora il luogo del mio supplizio sarà pure -il luogo della mia tomba. Bene! io morirò qui, e voi vedrete se un -fantasma che accusa sia ancor più terribile di un vivo che minaccia. - -« — Non vi sarà lasciata alcun'arme. - -« — Ve ne è una che la disperazione ha messo alla portata di ogni -creatura che ha il coraggio di servirsene, io mi lascerò morire di -fame. - -« — Vediamo, disse il miserabile, la pace non val meglio di una simile -guerra? io vi rendo la libertà sull'istante, vi proclamerò la stessa -virtù, vi soprannominerò la Lucrezia d'Inghilterra. - -« — Ed io dirò che voi ne siete il Sextus, io vi denunzierò a Dio, e -se fa d'uopo che, come Lucrezia, io sottoscrivi la mia denunzia col mio -sangue, la sottoscriverò. - -« — Ah! ah! disse il mio nemico in tuono derisorio, allora è un'altra -cosa. In fede mia, in fin dei conti, voi state bene qui, non vi -mancherà niente, e se vi lascerete morire di fame, sarà colpa vostra. - -«A queste parole egli si ritirò, intesi aprirsi e chiudersi la porta, -rimasi inabissata, meno ancora, ve lo confesso, dal dolore, che -dall'onta di non essere stata vendicata. - -«Egli mantenne la sua parola; tutta la giornata, tutta la notte -dell'indomani passò senza che comparisse; io pure però gli mantenni la -mia parola, e non mangiai nè bevvi nulla, ed era, come gli avea detto, -risoluta di lasciarmi morire di fame. - -«Passai il giorno e la notte pregando, poichè sperava che Dio mi -avrebbe perdonato il mio suicidio. - -«La seconda notte la porta si aprì; io era stesa sul pavimento, le -forze cominciavano ad abbandonarmi. - -«Al momento mi sollevai, sorreggendomi sopra una mano. - -« — Ebbene! mi disse una voce che suonava in un modo troppo terribile -al mio orecchio, perchè non la riconoscessi tosto: ebbene! siamo noi -un poco raddolciti, e pagheremo la nostra libertà con una semplice -promessa di silenzio? Sentite, io sono un buon principe, aggiunse egli, -e quantunque non ami i Puritani, io rendo loro giustizia; egualmente -che alle Puritane, quando sono belle. Andiamo, fatemi un piccolo -giuramento sulla croce, io non vi domando di più. - -« — Sulla croce! gridai rialzandomi, perchè al suono di questa voce -aborrita, io aveva ritrovate tutte le mie forze: sulla croce giuro che -nessuna promessa, nessuna minaccia, nessuna tortura mi chiuderà mai la -bocca. Sulla croce giuro di denunziarvi ovunque come un assassino, un -ladrone d'onore, un vile; sulla croce giuro, se mai giungerò ad uscire -di qui, di domandare vendetta contro voi a tutto il genere umano. - -« — State all'erta, disse la voce con un tuono di minaccia che io non -aveva per anche inteso, poichè ho un mezzo supremo, che non impiegherò -che agli ultimi estremi, per farvi chiudere la bocca, o almeno per -impedire che si creda ad una sola parola di quanto sarete per dire. - -«Io raccolsi tutte le mie forze per rispondere con uno scoppio di risa. - -«Egli si accorse che oramai fra di noi si era aperta una guerra a morte. - -« — Ascoltate, disse egli, io vi lascio ancora il rimanente di questa -notte e tutto il giorno di domani: riflettete. Promettete di tacere, e -la ricchezza, gli onori, ed anche la considerazione vi circonderanno; -minacciate di parlare, ed io vi condannerò all'infamia. - -« — Voi? gridai io, voi! - -« — All'infamia perpetua, incancellabile! - -« — Voi! ripetei... oh! Felton, ve lo assicuro, io lo credeva insensato. - -« — Sì, io, riprese egli. - -« — Ah! lasciatemi, gli dissi, uscite, se non volete che io m'infranga -la testa contro i muri, e sotto gli occhi vostri. - -« — Sta bene! diss'egli, voi lo volete? A dimani sera. - -« — A dimani sera, risposi lasciandomi ricadere, e mordendo il tappeto -per la rabbia.» - -Felton si appoggiava ad un mobile, e milady vedeva con gioia che forse -sarebbe mancato la forza al giovane uffiziale prima della fine del -racconto. - - - - -CAPITOLO LVII. - -UN MEZZO DI TRAGEDIA CLASSICA - - -Dopo un momento di silenzio, impiegato da milady a contemplare il -giovane che l'ascoltava, essa continuò il suo racconto: - -« — Erano quasi tre giorni che io non aveva nè mangiato, nè bevuto, -diss'ella, e soffriva atroci torture; qualche volta mi sembrava che -alcune nubi mi chiudessero la fronte, che mi velassero gli occhi: era -il delirio. - -«Venne la sera: io era così debole che ad ogni istante sveniva, ed ogni -volta che sveniva ringraziava Dio, perchè credeva di morire. - -«Nel mezzo di uno di questi svenimenti, intesi aprirsi la porta, il -terrore mi richiamò alla vita. - -«Il mio persecutore entrò seguito da un uomo mascherato, egli pure si -era mascherato, ma lo riconobbi al suo passo, lo riconobbi alla sua -voce, lo riconobbi a quell'aspetto imponente che l'inferno ha dato alla -sua persona per disgrazia pell'umanità. - -« — Ebbene, mi diss'egli, vi siete voi decisa a farmi il giuramento che -vi ho chiesto? - -« — Voi lo avete detto, i Puritani non hanno che una parola; la mia, -l'avete intesa: essa è di perseguitarvi sulla terra al tribunale degli -uomini, in cielo al tribunale di Dio! - -« — Voi dunque persistete? - -« — E lo giuro innanzi a quel Dio che mi ascolta; io prenderò il mondo -tutto intero a testimonio del vostro delitto, e ciò fino a che abbia -ritrovato un vendicatore. - -« — Voi siete una prostituta, diss'egli con voce tonante, e subirete il -supplizio delle prostitute! Infamata davanti agli occhi degli uomini -che voi invocherete, cercate di provar prima a questo mondo che non -siete nè colpevole, nè pazza. - -«Quindi volgendosi all'uomo che lo accompagnava: - -« — Carnefice, fa il tuo dovere!» - -— Oh! il suo nome, il suo nome! gridò di nuovo Felton; il suo nome! -ditemelo! - -— Allora malgrado le mie grida, malgrado la mia resistenza, perchè -cominciai a capire allora che si trattava di qualche cosa peggiore -della morte, il carnefice mi afferrò, mi rovesciò per terra, mi strinse -colle sue funi, e, soffocata, quasi fuori dei sensi invocando Dio, -mandai ad un tratto uno spaventevole grido di dolore e di vergogna, un -ferro rovente, un ferro rosso, il marchio del carnefice si era posto -sopra una mia spalla. - -Felton mandò un ruggito. - -— Osservate, disse milady alzandosi con una maestà da regina, -osservate, Felton, vedete come si è inventato un nuovo martirio per -la giovinetta pura, e non pertanto vittima della brutalità di uno -scellerato. Imparate a conoscere il cuore degli uomini, e d'ora innanzi -fatevi meno facilmente l'istrumento delle loro ingiuste vendette. - -Milady con un gesto rapido aprì la sua veste, stracciò la fina battista -che cuopriva la sua spalla, e arrossendo per una finta collera, e per -una ben giuocata vergogna, mostrò al giovane l'impronta incancellabile -che disonorava una così bella spalla. - -— Ma, gridò Felton, è un giglio quello che io vedo! - -— Ed ecco precisamente dove sta l'infamia, rispose milady. Col marchio -dell'Inghilterra, sarebbe stato necessario provare qual'era stato -il tribunale che mi aveva condannata, ed io avrei fatto un pubblico -appello a tutti i tribunali del regno; ma col marchio di Francia... ah! -con esso, io sono stata seriamente infamata. - -Questo era troppo soffrire per Felton. - -Pallido, immobile, atterrito da questa rivelazione orribile, abbagliato -dalla bellezza sovrumana di questa donna che si svelava a lui con una -impudenza che ritrovò sublime, finì per cadere in ginocchio innanzi a -lei, come cosa santa; il marchio d'infamia disparve, rimase soltanto la -beltà. - -— Perdono, perdono, disse Felton, oh! perdono! - -Milady lesse nei suoi occhi: amore, amore! - -— Perdono di che? domandò essa. - -— Perdono di essermi unito ai vostri persecutori. - -Milady gli stese la mano. - -— Così bella! così giovane! gridò Felton coprendo questa mano di baci. - -Milady lasciò cadere sopra di lui uno di quegli sguardi che di uno -schiavo fanno un re. - -Felton era puritano, così lasciò la mano di questa donna per baciarle i -piedi. - -Egli già non l'amava più, ma l'adorava. - -Quando questa crisi fu passata, quando milady sembrò aver ripreso il -suo sangue freddo, che non aveva mai perduto: - -— Ah! ora non ho più che una sola cosa a chiedervi, ed è il nome del -vostro vero carnefice; poichè per me non ne vedo che uno, l'altro era -soltanto un istrumento. - -— E che, fratello, ho io ancora bisogno di nominartelo? tu non l'hai -ancora indovinato? - -— Che? riprese Felton, lui!... sempre... sempre lui!.. Che! il vero -colpevole?... - -— Il vero colpevole, disse milady, è il distruttore dell'Inghilterra, -il persecutore dei veri credenti, il vile rapitore dell'onore di tante -donne, colui che, per capriccio del suo cuore corrotto, sta per far -versare tanto sangue all'Inghilterra, che oggi protegge i protestanti, -ma che domani li tradirà. - -— Buckingham! è dunque Buckingham! gridò Felton esasperato. - -Milady nascose il suo viso fra le mani, come se non avesse potuto -sopportare la vergogna che le cagionava questo nome. - -— Buckingham! il carnefice di questa angelica creatura! gridò Felton. -E tu non l'hai fulminato, o giusto cielo! e tu lo hai lasciato nobile, -onorato, potente per la nostra perdita comune! - -— Dio abbandona quelli che si abbandonano da se stessi, disse milady. - -— Ma egli dunque vuole aggravare sul suo capo il gastigo riservato ai -maledetti, continuò Felton con una crescente esaltazione. Vuole dunque -che la vendetta umana prevenga la vendetta celeste! - -— Gli uomini lo temono, e lo risparmiano. - -— Ah! io disse Felton, io non lo temo, e non lo risparmierò... - -Milady sentì l'anima sua cospergersi di una gioia infernale. - -— Ma in qual modo lord de Winter, mio protettore, mio padre, trovasi -immischiato in tutto ciò? - -— Ascoltate, Felton, riprese milady, perchè a fianco degli uomini vili -e dispregevoli vi sono delle nature grandi e generose; io aveva un -fidanzato un uomo che io amava, e ch'egli amava me; un cuore come il -vostro, Felton, un uomo come voi. Andai da lui, e gli raccontai tutto; -egli mi conosceva, e non pose alcun dubbio sulla verità del racconto. -Era un gran signore; era un uomo sotto tutti i rapporti uguale a -Buckingham. Egli non disse una parola, cinse soltanto la spada, si -avviluppò nel suo mantello, e si portò sulla piazza Buckingham. - -— Sì, sì capisco, disse Felton, quantunque con simili uomini non sia la -spada che si deve adoprare ma il pugnale. - -— Buckingham era partito il giorno innanzi, inviato come ambasciatore -in Ispagna, dove andò a chiedere la mano della infante pel re Carlo I., -che allora non era che principe di Galles. Il mio fidanzato ritornò. - -— Ascoltate, mi disse, quell'uomo è partito, ed in conseguenza si è -involato pel momento alla mia giusta vendetta; ma frattanto, siamo -uniti come dobbiamo esserlo, poi fidatevi a lord de Winter per -vendicare il suo onore e quello di sua moglie. - -— Lord de Winter! gridò Felton. - -— Sì, disse milady, ed ora dovete capire tutto, non è vero? Buckingham -rimase assente quasi un anno; otto giorni prima del suo arrivo, lord de -Winter morì improvvisamente, lasciandomi sua sola erede. Da qual parte -veniva il colpo? Dio solo che sa tutto, lo sa senza dubbio; io non -accuso nessuno. - -— Oh! quale abisso! quale abisso! gridò Felton. - -— Lord de Winter morì senza dir niente a suo fratello. Il segreto -terribile doveva esser nascosto a tutti fino a che scoppiasse come -un fulmine sul capo del colpevole; il vostro protettore aveva veduto -con pena questo matrimonio con suo fratello con una giovinetta senza -fortuna. Sentii che non poteva aspettarmi alcun appoggio da un uomo -disingannato nelle sue speranze di eredità. Passai in Francia, risolsi -di restarvi il rimanente della mia vita; ma tutti i miei beni sono -in Inghilterra; chiuse le comunicazioni per la guerra, fui privata -di tutto, e mi fu forza di ritornarvi; sono sei giorni che approdai a -Portsmouth. - -— Ebbene? disse Felton. - -— Ebbene, Buckingham seppe senza dubbio il mio ritorno, ne parlò a lord -de Winter, di già prevenuto contro di me; gli disse che sua cognata era -una prostituta, una donna bollata. La voce nobile e pura di mio marito -non era più là per difendermi. Lord de Winter credè tutto ciò che gli -fu detto con tanta maggiore facilità, in quanto che ha interesse a -crederlo. Egli mi fece arrestare e condurre qui, e mi mise sotto la -vostra custodia. Voi sapete il resto: dopo domani sarò bandita, sarò -deportata; dopo domani sarò relegata fra le donne infami! Oh! la trama -è bene ordita, andate! il complotto è abile, e il mio onore non vi -sopravviverà. Voi vedete bene che è necessario che io muoia, Felton; -Felton, datemi quel coltello. - -E a queste parole, come se tutte le sue forze fossero spossate, -milady si lasciò cadere debole e languente fra le braccia del giovane -uffiziale. - -— No, no, disse egli, no, tu vivrai, tu vivrai onorata e pura, tu -vivrai per trionfare dei tuoi nemici. - -Milady lo respinse lentamente con la mano, attirandolo con lo sguardo. - -— Oh! la morte! la morte! disse ella velando la sua voce e le sue -palpebre, oh! la morte piuttosto che la vergogna. Felton, fratello mio, -amico mio, io te ne scongiuro. - -— No, gridò Felton, no, tu vivrai e sarai vendicata. - -— Felton, io porto disgrazia a tutti quelli che mi si avvicinano. -Felton, abbandonatemi; Felton, lasciatemi morire. - -— Ebbene! noi moriremo dunque insieme! gridò egli. - -Diversi colpi rintronarono alla porta. - -— Ascolta, diss'ella, noi siamo stati intesi. Essi vengono, è finita -per noi, noi siamo perduti. - -— No, disse Felton, è la sentinella che mi previene che sta per passare -la ronda. - -— Allora correte alla porta e aprite voi stesso. - -Felton obbedì; questa donna era già tutto il suo pensiero, tutta la sua -anima. - -Egli si trovò in faccia un sergente che comandava una pattuglia di -sorveglianza. - -— Ebbene! che cosa c'è, domandò il giovine tenente. - -— Voi mi avete detto di aprire la porta se avessi inteso chiamare -soccorso, disse il soldato, ma vi siete soltanto dimenticato di -consegnarmi la chiave. Vi ho inteso gridare senza capire ciò che -dicevate; volli aprire la porta, essa era chiusa al di dentro, allora -ho chiamato il sergente. - -— Ed eccomi qua, disse il sergente. - -Felton, sconvolto, quasi pazzo, rimase senza voce. - -Milady capì che stava a lei di impadronirsi della situazione; ella -corse alla tavola e prese il coltello che vi aveva deposto Felton. - -— E con qual dritto volete voi impedirmi di morire? diss'ella. - -— Gran Dio! gridò Felton vedendo il coltello luccicare nella di lei -mano. - -In questo momento uno scroscio d'ironico riso si fece sentire nel -corridoio. - -Il barone, attirato dal rumore, in veste da camera, colla sua spada -sotto il braccio stava in piedi sulla soglia della porta. - -— Ah! ah! diss'egli eccoci all'ultimo atto della tragedia; voi -lo vedete Felton, il dramma ha seguìto tutte le fasi che io aveva -indicate, ma siate tranquillo, il sangue non colerà. - -Milady capì che ella era perduta se non dava tosto a Felton una pruova -immediata e terribile del suo coraggio. - -— V'ingannate milord, diss'ella, il sangue scorrerà, e possa questo -ricadere sopra quelli che lo fanno scorrere. - -Felton gettò un grido e si precipitò verso di lei; ma era troppo tardi, -milady si era colpita. - -Ma il coltello aveva fortunatamente incontrato (noi dovremmo dire -destramente) la stecca di ferro che in quell'epoca difendeva come una -corazza il petto delle donne; esso vi era strisciato sopra, stracciando -la veste, ed era penetrato a fior di pelle fra la carne e le coste. - -La veste di milady rimase però tosto macchiata di sangue. - -Milady era caduta rovescioni e sembrava svenuta. - -Felton strappò il coltello. - -— Vedete, milord, disse egli, con aria tetra, ecco una donna che stava -sotto la mia custodia e che si è uccisa. - -— State tranquillo, Felton, disse lord de Winter, ella non è morta, -i demonii non muoiono così facilmente; state tranquillo e andate ad -aspettarmi nella mia camera: - -— Ma, milord... - -— Andate, io ve l'ordino. - -A questa ingiunzione del suo superiore, Felton obbedì, ma nell'uscire -nascose il coltello sul suo petto. - -In quanto a lord de Winter egli si contentò chiamare la donna che -serviva milady, e quand'essa fu venuta, dopo averle raccomandata la -prigioniera sempre svenuta, la lasciò sola con lei. - -Però siccome poteva darsi, ad onta dei suoi sospetti, che la ferita -potesse essere grave, inviò sull'istante medesimo un uomo a cavallo per -cercare un medico. - - - - -CAPITOLO LVIII. - -EVASIONE - - -Come lo aveva pensato lord de Winter, la ferita di milady non era -pericolosa; così come si trovò sola con la donna che il barone aveva -fatta chiamare e che si disponeva a spogliarla, riaprì gli occhi. - -Però bisognava rappresentare la parte della debolezza e del dolore, ciò -non era cosa difficile per una commediante come milady. Così la povera -servente fu compiutamente ingannata dalla sua prigioniera, che, ad onta -delle sue istanze, essa si ostinò a vegliare tutta la notte. - -Ma la presenza di questa donna non impediva a milady di pensare. - -Non vi era più alcun dubbio, Felton era convinto, Felton era suo. -Un angelo se fosse apparso al giovane per accusare milady, nella -disposizione d'animo in cui egli si ritrovava, lo avrebbe certamente -preso per un inviato del demonio. Milady sorrideva a questo pensiero -poichè Felton era oramai la sua sola speranza, il suo solo mezzo di -salute. - -Ma lord de Winter poteva averlo preso in sospetto; Felton ora poteva -essere esso stesso sorvegliato. - -Verso le quattro ore del mattino, giunse il medico; ma dal momento in -cui milady si era colpita, la ferita si era di già chiusa. Il medico -non potè dunque misurarne la direzione, nè la profondità; riconobbe -soltanto dal polso della malata che il caso non era grave. - -La mattina milady sotto il pretesto che non aveva dormito nella notte -e che aveva bisogno di riposo, rimandò la donna che vegliava vicino a -lei. - -Essa aveva una speranza, ed era che Felton venisse all'ora della -colezione, ma Felton non venne. - -I suoi timori eransi forse realizzati? Felton preso in sospetto dal -barone, le sarebbe forse mancato nel momento decisivo? Essa non aveva -più che un giorno. Lord de Winter le aveva annunziato il suo imbarco -pel 23, e si era già alla mattina del 22. - -Ciò nonostante essa aspettava ancora pazientemente l'ora del pranzo. - -Quantunque ella non avesse mangiato la mattina, il pranzo fu portato -nell'ora solita: milady vide allora con spavento che l'uniforme dei -soldati che la guardavano era cambiato. - -Allora si azzardò di domandare ciò che fosse accaduto di Felton. - -Le fu risposto che Felton era montato a cavallo un'ora innanzi e che -era partito. - -S'informò se il barone era sempre al castello; il soldato rispose di -sì, e che aveva l'ordine di prevenirlo se la prigioniera desiderasse -parlargli. - -Milady rispose che si trovava troppo debole pel momento, e che il solo -suo desiderio era di rimaner sola. - -Il soldato uscì lasciando il pranzo apparecchiato. - -Felton era stato allontanato, i soldati di marina erano stati cambiati; -dunque si diffidava di Felton. - -Quest'era l'ultimo colpo portato alla prigioniera. - -Rimasta sola ella si alzò: quel letto in cui si teneva per prudenza e -perchè fosse creduta gravemente ferita la bruciava come un braciere -ardente. Essa gettò uno sguardo sulla porta; il barone aveva fatto -inchiodare un asse nel finestrino; egli temeva senza dubbio che mercè -quest'apertura essa giungesse ancora, con qualche diabolico mezzo, a -sedurre le guardie. - -Milady sorrise di gioia; dunque poteva abbandonarsi ai suoi trasporti -senza essere osservata: Ella percorse le camere colla esaltazione di -una pazza furiosa o di una tigre racchiusa nella gabbia di ferro. - -Certamente se le fosse rimasto il coltello, avrebbe pensato, non già ad -uccidere se stessa, ma questa volta ad uccidere il barone. - -A sei ore lord de Winter entrò, ed era armato fino ai denti. -Quest'uomo, nel quale fino allora milady non aveva veduto che un -gentiluomo elegante e civile, era divenuto un ammirabile carceriere. -Sembrava preveder tutto, prevenire tutto. - -Un solo sguardo vibrato sopra milady lo fece accorto di ciò che passava -nella di lei anima. - -— Sia diss'egli, ma per oggi non potrete uccidermi, voi siete -senz'armi, e d'altronde io sono in guardia. Voi avevate incominciato a -pervertire il mio povero Felton; egli subiva di già la vostra infernale -influenza, ma io ho voluto salvarlo, e voi non lo vedrete più. Tutto -è finito: riunite le cose vostre; domani partirete. Aveva fissato -d'imbarcarvi il 24, ma ho riflettuto che più la cosa sarebbe stata -vicina, e più sarebbe stata sicura: Domani a mezzogiorno avrò l'ordine -del vostro esilio, firmato da Buckingham. Se voi direte una sola parola -a chiunque siasi, prima che siate salita sulla nave, il mio sergente vi -farà saltar le cervella; egli già ne ha l'ordine. Se sulla nave direte -una parola a chiunque siasi, prima che il capitano ve n'abbia dato il -permesso, egli vi farà gettare in mare; ciò è di già convenuto fra noi. -A rivedervi; ecco quanto per oggi ho a dirvi; domani vi rivedrò per -dirvi addio. - -Dette queste parole, il barone uscì. - -Milady aveva ascoltata tutta questa tirata col sorriso dello sdegno -sulle labbra, ma colla rabbia nel cuore. - -Fu servita la cena: milady sentì che aveva bisogno di forze; ella -non sapeva ciò che poteva accadere nel corso di quella notte che si -avvicinava minacciosa, poichè grossi nuvoloni si ravvolgevano in cielo, -e continui lampi annunziavano un uragano. - -L'uragano scoppiò verso le dieci ore della sera; milady provava una -specie di consolazione nel vedere la natura armonizzarsi col disordine -del suo cuore. Il fulmine rimbombava per l'aria come la collera nel -suo pensiero; le sembrava che la bufèra passando scarmigliasse la sua -fronte come gli alberi di cui curvava i rami, e svelleva le frondi; -essa urlava come l'uragano, e la sua voce si perdeva nella gran voce -della natura, che pure sembrava gemere e disperarsi. - -Di tratto in tratto ella guardava un anello che portava al suo dito. -Sotto la pietra di questo anello vi stava un veleno sottile e violento; -questa era l'ultima sua risorsa. - -Ad un trattò intese battere ad un vetro, e al chiarore di un lampo, -vide il viso di un uomo comparire dietro le sbarre. - -Essa corse alla finestra e l'aprì. - -— Felton! gridò ella, io sono salva! - -— Sì, disse Felton, ma silenzio! mi necessita il tempo per segare -le sbarre della vostra inferriata; guardate soltanto di non essere -osservata dal finestrino della porta. - -— Oh! questa è una pruova che il cielo è per noi, Felton, riprese -milady, hanno chiuso il finestrino con un asse. - -— Sta bene! Dio li ha resi insensati, disse Felton. - -— Ma che cosa debbo fare io? domandò milady. - -— Niente; richiudete soltanto la finestra, andate a riposarvi e -stendetevi sul letto vestita; quando avrò finito, batterò ai vetri. Ma -potrete voi seguirmi? - -— Oh! sì. - -— La vostra ferita?... - -— Mi fa soffrire, ma non m'impedisce di camminare. - -— Tenetevi dunque pronta al primo segnale. - -Milady richiuse la finestra spense il lume, e andò, come gli era -stato raccomandato da Felton, a stendersi sul letto. Tra il fragore -dell'uragano, ella sentiva lo stridore della lima sulle sbarre, ed al -chiarore di ciaschedun lampo vedeva l'ombra di Felton dietro i vetri. - -Essa passò un'ora senza respirare, anelante, col sudore sulla fronte, -ed il cuore stretto da spaventevole angoscia, ad ogni piccolo movimento -che sentiva nel corridoio. - -Vi sono delle ore lunghe quanto un anno. - -In capo ad un'ora Felton battè di nuovo. - -Milady balzò dal suo letto e andò ad aprire; erano state tolte due -sbarre e presentavano un'apertura sufficiente per passarvi un uomo. - -— Siete voi pronta? domandò Felton. - -— Sì; debbo io portar meco qualche cosa? - -— Dell'oro, se ne avete. - -— Fortunatamente mi hanno lasciato tutto quello che io aveva. - -— Tanto meglio, perchè ho impiegato tutto il mio a noleggiare il -naviglio. - -— Prendete, disse milady mettendo nelle mani di Felton un sacco pieno -d'oro. - -Felton prese il sacco e lo gettò ai piedi del muro. - -— Ora, diss'egli volete venire? - -— Eccomi. - -Milady montò sopra una sedia e passò tutto il suo tronco fuori della -finestra; essa vide allora il giovane ufficiale sospeso al disopra -dell'abisso da una scala di corde. - -Per la prima volta un movimento di terrore le ricordò che era donna. - -Il vuoto la spaventò. - -— Io lo aveva dubitato, disse Felton. - -— Non è niente, disse milady, io discenderò cogli occhi chiusi. - -— Avete confidenza in me? disse Felton. - -— Voi me lo domandate? - -— Ravvicinate le vostre due mani, incrociatele. Sta bene. - -Felton le legò i due polsi con un fazzoletto, e, al disopra del -fazzoletto con una corda. - -— Che fate? domandò milady con sorpresa. - -— Passate le vostre braccia intorno al mio collo, e non temete di -niente. - -— Ma io vi farò perdere l'equilibrio, e precipiteremo entrambi. - -— State tranquilla, io sono marinaro. - -Non vi era un secondo da perdere; milady passò le due braccia intorno -al collo di Felton, e si lasciò scivolare fuori della finestra. - -Felton si mise a discendere i gradini lentamente, ad uno ad uno. -Malgrado il peso dei due corpi, il soffio dell'uragano li dondolava -nell'aria. - -Ad un tratto Felton si fermò: - -— Che c'è, domandò milady. - -— Silenzio disse Felton, odo dei passi! - -— Noi siamo scoperti! - -Per alcuni istanti fu fatto silenzio. - -— No, disse Felton, non è niente. - -— Ma infine questo rumore! - -— È quello della pattuglia che passa sul sentiero di ronda? - -— E dov'è questo sentiero di ronda? - -— Precisamente al di sotto di noi. - -— Ella dunque ci scoprirà. - -— No, se non fanno lampi. - -— Essa urterà all'estremità della scala? - -— Fortunatamente è più corta di sei piedi. - -— Eccoli! mio Dio! - -— Silenzio! - -Entrambi rimasero sospesi, immobili e senza tirare il fiato a venti -piedi dal suolo; frattanto i soldati passavano loro di sotto ridendo e -parlando. - -Vi fu pei fuggitivi un momento terribile. - -La pattuglia passò; s'intese il rumore dei passi che si allontanavano, -e il mormorio delle voci che andava indebolendosi. - -— Ora, disse Felton, noi siamo salvi! - -Milady mandò un sospiro e svenne. - -Felton continuò a discendere. Giunto in fondo alla scala, e quando -non sentì più appoggio per i suoi piedi, si aggrappò colle sole mani, -finalmente, giunto all'ultimo scalino, si lasciò pendere sulla forza -dei suoi pugni, e toccò terra, si abbassò, raccolse il sacco d'oro, e -lo prese fra i denti. - -Sollevò milady fra le braccia, e si allontanò prestamente dalla parte -opposta a quella che aveva presa la pattuglia. Ben presto lasciò il -sentiero di ronda, discese a traverso gli scogli, e, giunto sulla riva -del mare, fece sentire un leggiero fischio. - -Un segnale uguale gli rispose, e cinque minuti dopo vide comparire una -barca montata da quattro uomini. - -Questa si avvicinò alla riva tanto quanto potè, ma non vi era -abbastanza fondo perchè potesse toccare l'approdo. - -Felton si gettò nell'acqua fino alla cinta, non volendo consegnare a -nessuno il prezioso fardello. - -Fortunatamente la tempesta cominciava a calmarsi, e frattanto il mare -era ancora violento: la piccola barca trabalzava sui flutti come un -guscio di noce. - -— Allo sloop! disse Felton, e remate con vigore. - -I quattro uomini si misero a remare; ma i flutti erano troppo grossi -perchè i remi vi avessero molta presa al di sopra. - -Tuttavolta si allontanavano dal castello, questa era la cosa -principale. La notte era profondamente tenebrosa, ed era oramai -impossibile il poter distinguere la barca dalla riva. - -Un punto nero fluttuava sull'alto mare. - -Questo era lo sloop. - -Nel mentre che la barca si avvicinava dal canto suo con tutta la forza -dei suoi quattro remi, Felton slegava la corda ed il fazzoletto dalle -mani di milady. - -Quindi, quando le mani furono slegate, prese dell'acqua la spruzzò sul -di lei viso. - -Milady mandò un sospiro ed aprì gli occhi. - -— Ove sono io? diss'ella. - -— Salvata! rispose il giovane ufficiale. - -— Oh! salvata! salvata! gridò essa. Sì, ecco il cielo, ecco il mare! -Quest'aria che io respiro è quella della libertà ah! grazie, Felton, -grazie!... - -Il giovane la strinse contro il suo cuore. - -— Ma che cosa mi sento io dunque nelle mani? domandò milady, mi sembra -che mi abbiano infranti i polsi fra una morsa. - -Infatti, milady sollevò le sue braccia; essa aveva i polsi intorpiditi. - -— Ahimè! disse Felton guardando quelle belle mani e scuotendo -dolorosamente la testa. - -— Ah! non è niente, non è niente! gridò milady, ora mi ricordo. - -Milady girò gli occhi intorno a se. - -— Ecco qui, disse Felton, mostrandole il sacco d'oro. - -— Che cosa è questo bastimento? domandò milady. - -— Quello che ho noleggiato per voi. - -— E dove mi condurrà? - -— Dove voi vorrete, purchè prima mi gettiate a Portsmouth. - -— E che cosa andate a fare a Portsmouth? domandò milady. - -— A compiere gli ordini che ho ricevuti da lord de Winter, disse Felton -con un cupo sorriso. - -— Quali ordini? domandò milady. - -— Voi dunque non mi capite, disse Felton. - -— No, spiegatevi, ve ne prego. - -— Siccome egli diffidava di me, ha voluto sorvegliarvi da se stesso, -e mi ha inviato in sua vece a far firmare da Buckingham l'ordine della -vostra deportazione. - -— Ma s'egli diffidava di voi, come mai vi ha confidato quest'ordine? - -— Era io obbligato a sapere ciò che io portava, mentre non mi aveva -detto niente, ed il segreto l'ho saputo soltanto da voi? - -— È giusto. E voi andate a Portsmouth? - -— E non ho tempo da perdere. È domani il 23, e Buckingham parte dopo -domani colla flotta. - -— Egli parte dopo domani! e per dove? - -— Per la Rochelle. - -— Fa d'uopo ch'egli non parta! gridò milady, dimenticando per un -momento la sua ordinaria presenza di spirito. - -— State tranquilla, rispose Felton, egli non partirà. - -Milady fremette di gioia: essa lesse nel più profondo del cuore del -giovane che la morte di Buckingham vi era scritta a chiari caratteri. - -— Felton, diss'ella voi siete un uomo grande come Giuda Maccabeo! se -voi morrete, io morrò con voi, ecco tutto ciò che posso dirvi. - -— Silenzio! disse Felton siamo giunti. - -Infatti toccarono lo sloop. - -Felton montò pel primo la scala, e prese la mano a milady, nel mentre -che i marinari la sostenevano, perchè il mare era ancora grosso. - -Un istante dopo; essi erano sul ponte. - -— Capitano, disse Felton, ecco la persona di cui vi ho parlato e che -bisogna condurre sana e salva sulle coste di Francia. - -— Pel prezzo di mille doppie. - -— Io ve ne ho già date cinquecento. - -— È giusto, disse il capitano. - -— Ecco le altre cinquecento, riprese milady portando la mano sul sacco -d'oro. - -— No, disse il capitano, io non ho che una parola, e questa l'ho -impegnata con questo giovane; le altre cinquecento doppie non mi sono -dovute che giungendo a Boulogne. - -— E vi giungeremo noi? - -— Sani e salvi, quanto è vero che io mi chiamo Giacomo Butter. - -— Ebbene! disse milady, se voi manterrete la vostra parola, non saranno -cinquecento, ma mille doppie che vi darò al nostro arrivo. - -— Evviva voi! allora, mia bella dama, gridò il capitano, e possa Dio -inviarmi spesso degli avventori come Vostra Signoria. - -— E frattanto, disse Felton, conduceteci nella piccola baia di -Chichester, davanti a Portsmouth: voi sapete che è convenuto che ci -dovete condurre là? - -Il capitano rispose soltanto comandando la manovra necessaria, e verso -le sette ore del mattino il piccolo bastimento gettava l'ancora nella -baia designata. - -Durante questa traversata, Felton aveva raccontato tutto a milady: -in qual modo invece di andare a Londra, aveva noleggiato il piccolo -bastimento, in qual modo era ritornato, come aveva scalato il muro, -piantando negli interstizii delle pietre, a misura che saliva, dei -ramponi per assicurare i suoi piedi, e come finalmente, giunto alle -sbarre, aveva attaccata la scala. Milady sapeva il resto. - -Dal canto suo, milady cercò d'incoraggiare Felton nel suo progetto; ma, -alle prime parole che uscirono dalla sua bocca, ella s'accorse bene che -il giovane fanatico aveva piuttosto bisogno di essere moderato che di -essere incoraggiato. - -Fu convenuto che milady aspetterebbe Felton fino a dieci ore; se a -dieci ore egli non fosse di ritorno, essa partirebbe. - -Allora, supponendo ch'egli fosse libero la raggiungerebbe in Francia al -convento delle Carmelitane di Bèthune. - - - - -CAPITOLO LIX. - -CIÒ CHE ACCADDE A PORTSMOUTH IL 23 AGOSTO 1628 - - -Felton prese congedo da milady, come un fratello da una sorella quando -va a fare una semplice passeggiata, baciandole la mano. - -Tutta la sua persona sembrava nello stato della calma la più ordinaria: -solamente una luce straordinaria brillava dai suoi occhi, simili al -riflesso della febbre. La sua fronte era più pallida dell'ordinario; -i suoi denti erano serrati e la sua parola aveva un accento breve e -conciso, che indicava che qualche gran progetto tenebroso si agitava -nella sua mente. - -Fino a che rimase sulla barca che lo conduceva a terra, restò col -viso voltato verso milady, che, in piedi sul ponte, lo seguiva collo -sguardo. Entrambi erano abbastanza tranquilli sul timore di essere -perseguitati. Nessuno entrava mai nella camera di milady prima delle -nove ore, e vi abbisognavano almeno tre ore per venire dal castello a -Londra. - -Felton mise piede a terra, salì lo scalo che mette sull'alto della -spiaggia, salutò milady un'ultima volta, e prese la sua corsa verso la -città. - -Dopo cento passi, siccome il terreno si andava abbassando, non poteva -più vedere che l'albero dello sloop. - -Corse tosto nella direzione di Portsmouth, di cui vedeva a se di -faccia, fra la nebbia matutina ad un mezzo miglio circa di distanza, -innalzarsi le torri e le case. - -Al di là di Portsmouth il mare era coperto di vascelli; i di cui -alberi, simili ad una foresta di pioppi sfrondati dall'inverno, si -libravano sotto il soffio del vento. - -Felton, nella rapida sua corsa, si ripeteva alla memoria tutto ciò -che, due anni di meditazioni ascetiche e un lungo soggiorno in mezzo -ai Puritani, gli avevano somministrato di accuse vere o false contro il -favorito di Giacomo VI. e di Carlo I. - -Quando paragonava i pubblici delitti di questo ministro, delitti -massimi, rumorosi, europei, se si poteva dir così, coi delitti privati -e sconosciuti di cui lo aveva incolpato milady, Felton ritrovava che -il più colpevole dei due uomini che riuniva Buckingham, il pubblico ed -il privato, era quello di cui il popolo non conosceva la vita. Ciò era -perchè il suo amore, così strano, così nuovo, così ardente, gli faceva -vedere le infami accuse immaginarie di lady de Winter, come si vede a -traverso di una lente che ingrandisce, allo stato di mostri spaventosi, -degli atomi impercettibili in realtà in confronto di una formica. - -La rapidità della corsa accendeva ognor più il suo sangue, l'idea che -lasciava dietro a se, esposta ad una spaventosa vendetta, la donna che -amava, o piuttosto che adorava come cosa santa, l'emozione passata, la -fatica presente, tutto esaltava ognor più l'anima sua al di sopra dei -sentimenti umani. - -Entrò in Portsmouth verso le otto ore del mattino. Tutta la popolazione -era in piedi. Il tamburo batteva per le strade e sul porto; le truppe -d'imbarco discendevano verso il mare. - -Felton giunse al palazzo dell'ammiragliato, coperto di polvere e -grondando sudore. Il suo viso, ordinariamente pallido, era color di -porpora pel calore e la collera. La sentinella volle respingerlo, ma -Felton chiamò il capo posto, e, cavando di saccoccia la lettera di cui -era il latore: - -— Messaggio pressante per parte di lord de Winter, diss'egli. - -Al nome di lord de Winter, che si sapeva uno dei più intimi di Sua -Grazia; il capo posto ordinò che fosse lasciato passare Felton, che del -resto portava egli stesso l'uniforme di ufficiale di marina. - -Felton si slanciò nel palazzo. - -Nel momento in cui entrava nel vestibolo, un uomo entrava pure -polveroso ed anelante lasciando alla porta un cavallo di posta, che -appena fermato cadde sui ginocchi. - -Felton ed egli si indirizzarono contemporaneamente a Patrick, il -cameriere di confidenza del duca. Felton nominò il barone de Winter, -lo sconosciuto non volle nominare nessuno, e pretendeva ch'era al solo -duca ch'egli poteva farsi riconoscere. Entrambi insistevano per passare -uno innanzi l'altro. - -Patrick che sapeva che lord de Winter era in affari di servizio ed -in relazioni d'amicizia col duca, dette la preferenza a quello che -veniva in suo nome. L'altro fu obbligato di aspettare, e fu facile -l'accorgersi quanto malediva questo ritardo. - -Il cameriere fece traversare a Felton una gran sala, nella quale -aspettavano i deputati della Rochelle, condotti dal principe di -Soubise, e lo introdusse nel gabinetto ove Buckingham, che usciva dal -bagno, compiva la sua toaletta, alla quale, quella volta come sempre, -impiegava una straordinaria attenzione. - -— Il tenente Felton, disse Patrick, per parte di lord de Winter. - -— Per parte di lord de Winter, ripetè Buckingham: fatelo entrare. - -Felton entrò. In questo momento, Buckingham gettava sopra un canapè -una ricca veste da camera ricamata in oro per indossare una casacca -militare di velluto cremisi tutta ricamata in perle. - -— E perchè il barone non è venuto egli stesso? domandò Buckingham. -Questa mattina io lo aspettava. - -— Mi ha incaricato di dire a Vostra Grazia, rispose Felton, che -gli dispiaceva moltissimo di non poter venire per la guardia che è -costretto di fare al suo castello. - -— Sì, sì, disse Buckingham, lo so, egli ha una prigioniera. - -— È precisamente per questa prigioniera che io veniva a parlare a -Vostra Grazia, riprese Felton. - -— Ebbene! parlate. - -— Ciò che debbo dirvi non deve essere inteso che da voi milord. - -— Lasciateci, Patrick, disse Buckingham, ma tenetevi pronto al suono -del mio campanello; vi chiamerò quanto prima. - -Patrick uscì. - -— Noi siamo soli, signore, disse Buckingham, parlate. - -— Milord, disse Felton, il barone de Winter vi ha scritto ultimamente -per pregarvi di firmare un ordine d'imbarco relativo ad una giovine -donna chiamata Carlotta Backson. - -— Sì, signore, ed io gli risposi di portarmi o d'inviarmi quest'ordine, -che lo avrei firmato. - -— Date, disse il duca. - -E, prendendo dalle mani di Felton, gettò sopra il foglio uno sguardo -rapido. Allora accorgendosi ch'era ben quello che gli era stato -annunziato, lo pose sulla tavola, prese una penna, e si accingeva a -firmarlo. - -— Perdono, milord, disse Felton arrestando il duca, ma, Vostra Grazia -sa ella che il nome di Carlotta Backson non è il vero nome di questa -donna. - -— Si, signore, lo so, riprese il duca bagnando la penna nel calamaio. - -— Allora, Vostra Grazia conosce il suo vero nome? domandò Felton con -voce corta. - -— Lo conosco. - -Il duca avvicinò la penna alla carta, Felton impallidì. - -— E conoscendo il suo vero nome, riprese Felton, Vostra Grazia segnerà -egualmente? - -— Senza dubbio, disse Buckingham, e piuttosto due volte che una. - -— Io non posso credere, continuò Felton con una voce che diveniva -sempre più espressiva e marcata, che Vostra Grazia sappia che si tratta -di lady de Winter. - -— Lo so perfettamente; sono però meravigliato che lo sappiate anche voi. - -— E Vostra Grazia firmerà quest'ordine senza rimorsi? - -Buckingham guardò questo giovane con mala faccia. - -— E che, signore! sapete voi che le interrogazioni che mi fate sono -strane, e che io sono ben buono a rispondervi? - -— Rispondeteci, milord, disse Felton; la situazione è forse più grave -di quello che credete. - -Buckingham pensò che il giovane, venendo per parte di lord de Winter, -parlasse senza dubbio in nome suo, e si raddolcì. - -— Senza alcun rimorso, diss'egli, ed il barone sa, al pari di me, che -lady de Winter è una gran colpevole, e che è quasi un farle grazia il -limitare la sua pena alla deportazione. - -Il duca pose la penna sulla carta. - -— Voi non firmerete quest'ordine, milord, disse Felton facendo un passo -verso il duca. - -— Io non firmerò quest'ordine, disse Buckingham; e perchè? - -— Perchè voi discenderete in voi stesso, e farete giustizia a milady. - -— Le si renderebbe giustizia inviandola a Tyburn, disse il duca; milady -è un'infame. - -— Mio-signore, milady è un angelo voi lo sapete bene, ed io vi domando -la sua libertà. - -— E che! disse Buckingham, siete voi un pazzo per parlarmi in tal guisa! - -— Milord, scusatemi, io parlo come posso; io mi contengo. Però, milord, -pensate a quello che siete per fare, e temete di oltrepassare la -misura. - -— Come sarebbe a dire?... Dio mi perdoni, gridò Buckingham, ma io credo -ch'egli minacci! - -— No, milord, io prego ancora, e vi dico; che una goccia di acqua basta -per fare andare di fuori il vaso pieno colmo, uno sbaglio leggero basta -ad attirarsi sul capo il gastigo risparmiato fino a questo giorno, ad -onta di tanti delitti. - -— Signor Felton, disse il duca, uscite tosto di qui, e andatevi sul -momento a consegnare agli arresti. - -— E voi, mi ascolterete fino alla fine, milord; voi avete sedotto -questa giovane, voi l'avete oltraggiata, lordata; riparate i vostri -falli verso di essa, lasciatela partire liberamente, e non esigerò -altra cosa da voi. - -— Voi non esigerete altro, disse Buckingham guardando Felton con -meraviglia, e calcando sopra ciascuna sillaba di queste quattro parole -che aveva pronunciate. - -— Milord, continuò Felton, esaltandosi a misura che parlava, state in -guardia; tutta l'Inghilterra è stanca delle vostre iniquità; milord, -voi avete abusato del potere reale che avete quasi usurpato; milord, -voi siete in orrore agli uomini e a Dio. Dio vi punirà più tardi, ma io -vi punirò oggi stesso. - -— Ah! questo è troppo, gridò Buckingham facendo un passo verso la porta. - -Felton gli sbarrò la strada. - -— Io vi domando umilmente, signore, l'ordine che sia messa in libertà -lady de Winter; pensate che questa è la donna che avete disonorata. - -— Ritiratevi, signore, disse Buckingham, altrimenti io chiamerò e vi -farò scacciare dai miei servi! - -— Voi non chiamerete, disse Felton gettandosi tra il duca ed il -tiratoio del campanello tutto incrostato d'argento, guardatevene, -milord, voi siete qui fra le mani di Dio. - -— Fra le mani del diavolo, vorrete dire! gridò Buckingham alzando la -voce per attirare gente, senza però chiamare direttamente. - -— Firmate, signore, firmate la libertà di lady de Winter, disse Felton -presentando un foglio al duca. - -— Per forza? voi vi sbagliate, olà! Patrick! - -— Firmate; milord! - -— Giammai! - -— Giammai? - -— Gente, a me! gridò il duca. - -E nello stesso tempo saltò alla sua spada. - -Ma Felton non gli dette il tempo di cavarla; egli teneva già aperto -sotto il suo vestito il coltello con cui si era ferita milady; con uno -sbalzo fu sopra al duca. - -In questo momento Patrick entrava nella sala gridando: - -— Milord, una lettera di Francia. - -— Di Francia, gridò Buckingham dimenticando tutto nel pensare da chi -gli veniva quella lettera. - -Felton approfittò di quel momento e gl'immerse fino al manico il -coltello nel fianco. - -— Ah! traditore, gridò Buckingham, tu mi hai ucciso! - -— All'assassino! urlò Patrick. - -Felton girò lo sguardo intorno a se per fuggire, e, vedendo la porta -libera, si slanciò nella camera vicina, che era quella, come abbiamo -detto, ove aspettavano i deputati della Rochelle; la traversò correndo, -e si precipitò verso la scala; ma sul primo gradino incontrò lord -de Winter, che, vedendolo pallido, stravolto, livido, e con una mano -macchiata di sangue, gli saltò al collo gridando: - -— Io lo sapeva! Io aveva indovinato! troppo tardi di un minuto. Ah! -disgraziato che sono! - -Felton non fece alcuna resistenza; lord de Winter lo rimise fra le mani -delle guardie, che lo condussero, aspettando nuovi ordini, sopra una -piccola terrazza che dominava il mare, ed egli si slanciò nel gabinetto -di Buckingham. - -Al grido mandato dal duca, alla chiamata di Patrick, l'uomo che Felton -aveva incontrato nell'anticamera si precipitò nel gabinetto. - -Ritrovò il duca steso sopra un sofà, stringendosi la sua ferita con -mano convulsa. - -— Laporte, disse il duca con voce moribonda, Laporte vieni tu per parte -sua. - -— Sì, Mio-signore, rispose il servo fedele della regina Anna, ma forse -troppo tardi. - -— Silenzio! Laporte, potreste essere inteso. Patrick, non lasciare -entrare nessuno. Oh! io non saprei ciò che ella mi fa dire... Mio Dio! -io muoio! - -E il duca svenne. - -Frattanto lord de Winter, i deputati, i capi della spedizione, gli -ufficiali della casa del duca avevano fatto irruzione nella sua camera: -ovunque si sentivano grida di disperazione. La notizia che riempiva il -palazzo di pianto, di gemiti ne uscì ben presto, e si sparse per tutta -la città. - -Un colpo di cannone annunziò ch'era accaduto qualche cosa di nuovo e di -inatteso. - -Lord de Winter si strappava i capelli. - -— Troppo tardi di un minuto! gridava egli. Troppo tardi di un minuto! -mio Dio! mio Dio! che disgrazia! - -Infatti alle sette del mattino erano andati a dirgli che una scala -di corda fluttuava ad una delle finestre del castello. Egli era -corso subito nella camera di milady, aveva ritrovata la camera -vuota, la finestra aperta e le sbarre segate; si era ricordato la -raccomandazione verbale che gli aveva trasmesso d'Artagnan col mezzo -del suo messaggiero, aveva tremato pel duca, e correndo alle scuderie, -senza perdere il tempo di fare insellare il suo cavallo, era montato -sul primo che aveva trovato era corso volando, era balzato abbasso il -cortile, aveva salilo precipitosamente la scala, e sul primo scalino, -come abbiamo detto, incontrò Felton. - -Il duca però non era morto; egli ritornò in se, riaprì gli occhi, e la -speranza rientrò nel cuore di tutti. - -— Signori, diss'egli, lasciatemi solo con Patrick e Laporte... Ah! -siete voi, de Winter? Voi mi avete inviato questa mattina un pazzo -singolare! vedete lo stato in cui mi ha messo! - -— Ah! milord, gridò il barone, milord, io non ne avrò più pace! - -— E tu avrai torto, mio buon de Winter disse Buckingham stendendogli la -mano. Io non conosco un uomo che meriti di essere compianto per tutta -la vita di un altro uomo. Ma lasciateci, ve ne prego. - -Il barone uscì singhiozzando. - -Non rimase nel gabinetto che il duca, Laporte e Patrick. Ovunque si -cercava un medico e non si poteva rinvenire. - -— Voi vivrete, milord, voi vivrete, ripeteva in ginocchio davanti al -sofà del duca il messaggero della regina Anna. - -— Che cosa mi scriveva essa? disse debolmente Buckingham, mandando a -rivi il sangue, e vincendo i suoi atroci dolori per sentire parlare di -quella ch'egli amava; che mi scriveva essa? leggetemi la sua lettera. - -— Oh! milord! fece Laporte. - -— Ebbene! Laporte, non vedi tu che io non ho tempo da perdere? - -Laporte ruppe il sigillo e mise la pergamena davanti agli occhi del -duca, ma Buckingham tentò invano di distinguere la scrittura. - -— Leggi, dunque, leggi, diss'egli, io non ci vedo più, ben presto non -potrò più neppure sentire, e dovrò morire senza sapere ciò che essa mi -ha scritto. - -Laporte non fece più alcuna difficoltà e lesse: - - «Milord. - - «Per tutto ciò che ho sofferto da che vi conosco, da voi, e per - voi, vi scongiuro, se vi sta a cuore il mio riposo, d'interrompere - i grandi armamenti che fate contro la Francia, e di cessare da una - guerra, di cui ad alta voce si dà per causa visibile la religione, - e di cui si dice a bassa voce che il solo vostro amore per me ne - è la causa nascosta. Questa guerra può cagionare non solo per la - Francia e per l'Inghilterra grandi catastrofi, ma anche per voi, - milord, delle disgrazie di cui non saprei mai consolarmi. - - «Vegliate sulla vostra vita, che viene minacciata, e mi sarà più - cara ancora dal momento che io non sarò più obbligata di vedere in - voi un nemico. - - «_Vostra affezionata_ - «ANNA» - -Buckingham raccolse tutti i residui della sua vita per ascoltare questa -lettera; quando fu finita, come se egli si fosse ritrovato in un amaro -disinganno: - -— Non avete voi nient'altro da dirmi a viva voce, Laporte? domandò egli. - -— Sì, milord; la regina mi ha incaricato di dirvi che vegliate su voi, -perchè era stata avvisata che sareste assassinato. - -— È tutto qui! tutto! ripetè Buckingham con impazienza. - -— Mi aveva pure incaricato dirvi ch'essa vi ama sempre. - -— Ah! fece Buckingham, lodato il cielo! la nuova della mia morte non le -giungerà dunque come quella di un estraneo. - -Laporte si struggeva in lagrime. - -— Patrick, disse il duca, portatemi il bauletto ove erano i puntali di -diamanti. - -Patrick portò l'oggetto domandato, che Laporte riconobbe per aver -appartenuto alla regina. - -— Ora la borsa di seta bianca ove sono le sue cifre ricamate in perle. - -Patrick obbedì. - -— Prendete, Laporte, disse Buckingham ecco i soli regali che io ebbi da -lei, questo bauletto d'argento, e queste due lettere. Voi restituirete -il tutto a Sua Maestà; e per ultimo ricordo... (egli cercava intorno a -se qualche oggetto prezioso.)... vi aggiungerete... - -Egli cercava ancora; ma i suoi sguardi appannati per la vicina morte -non si abbatterono che sopra il coltello caduto dalle mani di Felton, e -fumante ancora del sangue vermiglio di cui era ricoperta la lama. - -— E vi aggiungerete questo coltello, disse il duca stringendo la mano -di Laporte. - -Potè ancora mettere la borsa nel fondo del bauletto d'argento, vi -lasciò cadere il coltello, facendo segno a Laporte che non poteva più -parlare; quindi, in un'ultima convulsione, che questa volta non ebbe la -forza di combattere, cadde dal sofà sul pavimento. - -Patrick mandò un gran grido. - -Buckingham volle sorridere un'ultima volta, ma la morte arrestò il -suo pensiero che rimase impresso sulle labbra e sulla fronte, come un -ultimo addio d'amore. - -In questo momento giunse il medico del duca tutto affannato; egli era -già a bordo del vascello ammiraglio; furono obbligati di andarlo a -ritrovare là. - -Si avvicinò al duca, prese la sua mano, la tenne per alcuni istanti fra -le sue e la lasciò ricadere. - -— Tutto è inutile, diss'egli; è morto! - -— Morto! morto! ripete Patrick. - -A questo grido tutta la folla rientrò nella sala, e dappertutto non fu -più che costernazione e tumulto. - -Tosto che lord de Winter vide Buckingham spirato, corse a Felton che i -soldati custodivano sempre sulla terrazza del palazzo. - -— Miserabile diss'egli al giovane, che dopo la morte di Buckingham -aveva ritrovata quella calma e quel sangue freddo che non dovevano più -abbandonarlo. Miserabile! che hai tu fatto? - -— Io mi sono vendicato, diss'egli. - -— Taci? disse il barone, dì, che tu hai servito d'istrumento a quella -maledetta donna: ma io te lo giuro, questo delitto sarà il suo ultimo -delitto. - -— Io non so che cosa v'intendete di dire, riprese tranquillamente -Felton; ignoro di che volete parlare, milord; io ho ucciso il duca -di Buckingham perchè ha rifiutato due volte a voi stesso di nominarmi -capitano; io l'ho punito della sua ingiustizia, ecco tutto. - -De Winter stupefatto guardava i soldati che legavano Felton, e non -sapeva che pensare di una simile insensibilità. - -Una sola cosa spandeva una nube sulla fronte di Felton; ad ogni passo, -ad ogni voce che udiva, l'ingenuo puritano credeva riconoscere il -passo e la voce di milady che venisse a gettarsi nelle sue braccia per -accusarsi e perdersi con lui. - -Ad un tratto egli fremette, il suo sguardo si fissò sopra un punto -del mare che, dalla altezza ove era, ei dominava per intero; con -quello sguardo da aquila del marinaro, egli aveva riconosciuto là, ove -qualunque altro non avrebbe veduto che una barchetta fluttuare sulle -onde, la vela dello sloop, che si dirigeva verso le coste di Francia. - -Egli impallidì, portò la mano sopra il suo cuore che si spezzava, e -comprese tutto il tradimento. - -— Un'ultima grazia, diss'egli al barone. - -— E quale? domandò questi. - -— Che ora è? - -Il barone cavò l'orologio. - -— Nove ore meno dieci minuti, diss'egli. - -Milady aveva affrettata la sua partenza di un'ora e mezzo: tosto che si -fece sentire il colpo di cannone che annunziava il fatale avvenimento, -essa aveva ordinato di levare l'ancora. - -La barca vogava sotto un cielo azzurro ad una grande distanza dalla -costa. - -— Dio lo ha voluto! disse Felton colla rassegnazione di un fanatico, ma -però senza poter staccare gli occhi da quello schifo, a bordo del quale -credeva senza dubbio distinguere il bianco fantasma di quella alla -quale aveva sacrificata la vita. - -De Winter seguì il suo sguardo, esaminò il suo soffrire e indovinò -tutto. - -— Ora sarai punito _solo_, miserabile disse il lord a Felton, che si -lasciava trasportare con gli occhi sempre rivolti al mare; ma io ti -giuro sulla memoria di mio fratello, che ho tanto amato, che la tua -complice non sarà salvata. - -Felton abbassò la testa senza pronunciare una sillaba. - -Quando a de Winter, discese rapidamente le scale e corse al porto. - - - - -CAPITOLO LX. - -IN FRANCIA - - -Il primo timore del re d'Inghilterra, Carlo I, nel sapere questa morte, -fu che una così terribile notizia non scoraggiasse i Roccellesi. -Egli tentò, dice Richelieu nelle sue memorie, di nasconderla loro -il più lungamente possibile, fece chiudere tutti i porti del regno, e -prendendo somma cura che non uscisse alcun vascello fino a che l'armata -che Buckingham aveva preparata non fosse partita, e in mancanza di -Buckingham, s'incaricò egli stesso di sorvegliare la partenza. - -Egli spinse il rigore di quest'ordine fino a ritenere in Inghilterra -l'ambasciatore di Danimarca che aveva preso congedo, e l'ambasciatore -ordinario d'Olanda, che doveva ricondurre nel porto di Flessigna le -navi delle Indie, che Carlo I, aveva fatto restituire alle Provincie -unite. - -Ma siccome non pensò a dare quest'ordine se non che cinque ore dopo -l'avvenimento, vale a dire dopo le due pomeridiane, due navigli erano -già partiti dal porto: l'uno conduceva, come noi sappiamo, milady, -la quale, dubitando dapprima dell'avvenimento, fu poscia confermata -nella sua credenza vedendo la bandiera nera sventolare all'albero del -vascello. - -In quanto al secondo bastimento, noi diremo più tardi chi portava e -come partì. - -Frattanto non accadeva nulla di nuovo al campo della Rochelle. Il re -soltanto, che si annoiava fortemente, come, ma forse anche un poco più -di prima, risolse di andare incognito a passare la festa di S. Luigi -al castello di S. Germano, chiese al ministro di fargli preparare una -scorta di venti moschettieri. Il ministro che qualche volta era preso -dalla stessa noia, accordò con gran piacere questo congedo al suo -reale tenente, il quale promise di essere di ritorno verso il 13 di -settembre. - -Il sig. de Tréville, prevenuto da Sua Eccellenza preparò la sua scorta, -e siccome, senza conoscerne la causa egli sapeva il vivo desiderio -ed anche l'imperioso bisogno che i suoi amici aveano di ritornare a -Parigi, li designò per far parte della scorta. - -I quattro giovani seppero la notizia un quarto d'ora dopo dal sig. de -Tréville, perchè furono i primi ai quali la comunicò. Fu allora che -d'Artagnan apprezzò il favore, che gli era stato accordato dal ministro -facendolo passare ai moschettieri. Senza questa circostanza, egli -sarebbe stato costretto di restare al campo quando partivano i suoi -compagni. - -Si vedrà più tardi che questa impazienza di ritornare verso Parigi -aveva per causa il pericolo che doveva correre la sig. Bonacieux, -nell'incontrarsi al convento di Béthune con milady sua mortale nemica. -Così, come da noi si disse, Aramis aveva scritto immediatamente a -Maria Michon, quella imbiancatrice di Tours, che aveva tante belle -conoscenze, affinchè ottenesse dalla regina l'autorizzazione alla -signora Bonacieux di uscire dal convento e di ritirarsi sia in Lorena -sia nel Belgio. La risposta non si era fatta aspettare, e otto o dieci -giorni dopo Aramis aveva ricevuto la seguente lettera: - - «Mio caro cugino, ecco, l'autorizzazione di mia sorella per - ritirare dal convento di Béthune la piccola servente per la quale - pensate che l'aria di quei luoghi non faccia bene alla sua salute; - mia sorella v'invia questa autorizzazione con gran piacere, perchè - ama moltissimo questa giovane, alla quale si riserva di essere - utile per l'avvenire. - - «Vi abbraccio. - - «MARIA MICHON» - -A questa lettera era congiunta l'autorizzazione conceputa in questi -termini. - - «La superiora del convento di Béthune rimetterà nelle mani della - persona che le presenterà questo biglietto la novizia che era - entrata nel suo convento dietro una mia raccomandazione. - - «Dal Louvre li 10 Agosto 1628. - - «ANNA» - -Si capirà facilmente, come queste relazioni di parentela fra Aramis e -una lavandaia, che chiamava la regina sua sorella, avevano divertito le -conversazioni dei nostri giovanotti; ma Aramis, dopo avere arrossito -due o tre volte fino nel bianco degli occhi, per i grossolani scherzi -di Porthos, aveva pregato i suoi amici di non ritornare più sopra -questo argomento, dichiarando che, se gli fosse stata detta una sola -parola di più, non avrebbe più impegnata sua cugina in questa specie di -affari. - -Non si parlò dunque più di Maria Michon fra i quattro moschettieri, che -d'altronde avevano ciò che volevano, vale a dire l'ordine di levare -la signora Bonacieux dal convento delle Carmelitane di Béthune. È -vero che quest'ordine non serviva loro gran cosa fintantochè erano al -campo della Rochelle. D'Artagnan era sul punto di domandare al sig. -de Tréville un congedo, confidandogli bonariamente l'importanza della -sua partenza, quando gli fu trasmessa unitamente a' tre suoi compagni, -la notizia che il re stava per partire con una scorta di venti -moschettieri alla volta di Parigi, e che essi avrebbero fatto parte di -questa scorta. - -La gioia fu grande. Si mandarono innanzi i lacchè coi bagagli, e si -partì il sedici alla mattina. - -Il ministro accompagnò Sua maestà da Surgéres a Mauzes, e là, il re -ed il suo ministro presero congedo l'uno dall'altro colle più grandi -dimostrazioni di amicizia. - -Frattanto il re, che cercava distrazioni, mentre camminava il più -presto che gli era possibile, poichè desiderava di essere a Parigi il -23, si fermava di tempo in tempo per veder volare le gazze, distrazione -il di cui gusto gli era stato in altri tempi ispirato da Luynes, -primo marito della signora de Chevreuse, e pel quale aveva sempre -conservata una grande predilezione. Sopra i venti moschettieri, sedici -si rallegravano ogni volta che accadeva questo bel passatempo; ma -quattro brontolavano alla meglio. D'Artagnan particolarmente soffriva -di continui rumori alle orecchie, che Porthos spiegava in questo modo: - -— Una gran dama mi ha imparato che ciò vuol dire che si parla di voi in -qualche luogo. Finalmente la scorta traversò Parigi il 22 nella notte; -il re ringraziò il signor de Tréville e gli permise di distribuire dei -congedi per quattro giorni, a condizione che nessuno dei favoriti si -presentasse in luogo pubblico, sotto pena della Bastiglia. - -I quattro primi congedi che furono accordati, come ciascuno può ben -pensare, furono ai nostri quattro amici; vi fu di più, Athos ottenne -dal signor de Tréville sei giorni invece di quattro, e fece mettere nei -sei giorni due notti di più; poichè partirono il 24 nella sera, e per -compiacenza pure del signor de Tréville il congedo, con una post-data, -era segnato il 25 nella mattina. - -— Eh! mio Dio, diceva d'Artagnan, che come ognun sa non dubitava mai -di niente, mi sembra che noi ci prendiamo bene molti imbarazzi per una -cosa semplicissima: in due giorni, e facendo crepare due o tre cavalli -(poco m'importa, io ho del danaro), io sarò a Béthune, io rimetterò la -lettera della regina alla superiora, e ricondurrò il caro tesoro che -vado a cercare, non già nella Lorena, non già nel Belgio, ma a Parigi, -ove sarà meglio nascosto, particolarmente fino a tanto che il ministro -sarà alla Rochelle. Poi, una volta di ritorno dalla campagna, metà per -la protezione di sua cugina, metà in favore di ciò che abbiamo fatto -personalmente per essa, otterremo dalla regina tutto ciò che vorremo. -Restate dunque qui, non vi stancate con inutili fatiche, io e Planchet -bastiamo per una spedizione così semplice. - -A queste parole Athos rispondeva tranquillamente: - -— Noi pure abbiamo del denaro, perchè io non ho ancora bevuto del -tutto il residuo del diamante, e Porthos ed Aramis non ne hanno ancora -mangiata tutta la loro parte. Noi dunque faremo crepare tanto bene -quattro cavalli quanto uno. Ma pensate d'Artagnan, aggiunse egli con -voce così cupa che il suo accento fece fremere il giovane, pensate -che Béthune è una città ove il ministro ha dato appuntamento ad una -donna che, ovunque ella va, porta seco disgrazie. Se voi non aveste -a che fare se non che con quattro uomini, d'Artagnan, io vi lascerei -andar solo. Ma voi avete che fare con questa donna, andiamoci tutti e -quattro, e piaccia a Dio che, con i nostri servi, noi possiamo essere -in un numero sufficiente. - -— Voi mi spaventate, Athos, gridò d'Artagnan; che cosa temete voi -dunque? - -— Tutto, rispose Athos. - -D'Artagnan esaminò il viso dei suoi compagni che, come quello di Athos, -portavano la impronta di una profonda inquietudine, e fu continuata -la strada al passo forzato dei loro cavalli, senza aggiungere una sola -parola. - -La sera del 25, mentre entravano in Arras, d'Artagnan appena aveva -messo piede a terra davanti all'albergo dell'Orso d'oro per bere un -bicchiere di vino, un cavaliere uscì dal cortile della porta, ove aveva -cambiato il cavallo, partendo al gran galoppo e con un cavallo fresco -alla volta di Parigi. Al momento in cui passava dalla gran porta nella -strada, il vento aprì alquanto il mantello in cui era avviluppato, -quantunque fosse il mese di agosto, e alzò la falda del suo cappello, -che il viaggiatore ricalcò prestamente sulla sua fronte. - -D'Artagnan che aveva lo sguardo fisso su quest'uomo, divenne -pallidissimo e lasciò cadere il suo bicchiere. - -— Che avete, signore? disse Planchet. Oh! signori, accorrete; il mio -padrone si sente male. - -I tre amici accorsero e ritrovarono d'Artagnan che invece di sentirsi -male, correva al suo cavallo. Essi lo fermarono sulla soglia della -porta. - -— Ebbene! dove diavolo vai tu dunque così? gli gridò Athos. - -— È lui! gridò d'Artagnan pallido per la collera e col sudore alla -fronte, lasciatemi, che io lo raggiunga. - -— Ma chi? gli domandò Athos. - -— Lui! quell'uomo! - -— Qual uomo? - -— Quell'uomo maledetto, il mio cattivo genio, che ho sempre veduto -quando sono stato minacciato da qualche disgrazia, colui che -accompagnava l'orribile donna quando la incontrai per la prima volta, -colui che cercava quando provocai l'amico Athos, colui che ho veduto la -mattina stessa del giorno in cui la sig. Bonacieux fu rapita, l'uomo di -Méung infine; io l'ho veduto, è lui! l'ho riconosciuto quando il vento -ha mezzo aperto il suo mantello. - -— Diavolo? disse Athos pensieroso. - -— In sella! signori, in sella perseguitiamolo, e lo raggiungeremo. - -— Mio caro, disse Aramis, pensate che egli va alla parte opposta a -quella ove andiamo noi, che egli ha un cavallo fresco e che i nostri -sono stanchi, che per conseguenza noi faremo crepare i nostri, senza -neppure aver la fortunata combinazione di raggiungerlo. - -— Eh! signore gridò uno stalliere correndo dietro lo sconosciuto, eh, -signore, eh! - -— Amico mio, disse d'Artagnan, una mezza doppia per quel pezzo di -foglio. - -— In fede mia, signore, con tutto il piacere; eccolo. - -Lo stalliere, contento della buona giornata che aveva fatta, rientrò -nel cortile dell'albergo. - -D'Artagnan spiegò il foglio. - -— Ebbene? domandarono i suoi amici accostandosi a lui. - -— Niente altro che una parola! disse d'Artagnan. - -— Sì, disse Aramis, ma questa parola è il nome di una città. - -— «Armentières» lesse Porthos, Armentières? non so che cosa sia. - -— Questo è il nome di una città ed è scritto di sua mano! gridò Athos. - -— Andiamo, andiamo, custodiamo gelosamente questo foglio, disse -d'Artagnan; forse non ho male spesa la mia ultima doppia. A cavallo, -amici miei, a cavallo! - -E i quattro compagni si slanciarono al galoppo sulla strada di Béthune. - - - - -CAPITOLO LXI. - -IL CONVENTO DELLE CARMELITANE DI BÉTHUNE - - -I grandi delinquenti portano seco una specie di predestinazione che -loro fa sormontare tutti gli ostacoli e scampare da tutti i pericoli, -fino a che giunge il momento, in cui la Provvidenza stancata ha -designato lo scoglio contro cui debbono infrangersi. - -Era così di milady. Ella passò attraverso i navigli delle due nazioni -che incrociavano i mari, e giunse a Boulogne senza alcun accidente. - -Sbarcando a Portsmouth, milady era un'Inglese che le persecuzioni della -Francia scacciavano dalla Rochelle. Sbarcando a Boulogne, dopo due -giorni di traversata, essa si fece credere una Francese che gl'Inglesi -perseguitavano per l'odio che avevano contro la Francia. - -Milady d'altronde aveva il più efficace dei passaporti, la bellezza -e la generosità con la quale spendeva le sue doppie. Superate le -formalità di uso per mezzo di un sorriso affabile e di maniere eleganti -presso un governatore che le baciò la mano, essa non si fermò a -Boulogne se non che il tempo necessario per mettere alla posta una -lettera così concepita. - -A Sua Eccellenza il duca di Richelieu, al campo davanti la Rochelle. - - «Vostra Eccellenza si tranquillizzi, Sua Grazia, il duca di - Buckingham, non partirà più per la Francia. - - «Boulogne 25 la sera. - - «MILADY DI ***» - - «P. S. secondo il desiderio di Vostra Eccellenza, io mi porto - al convento delle Carmelitane di Béthune, ivi aspetterò i suoi - ordini.» - -Effettivamente, la stessa sera, milady si mise in viaggio; la notte la -sorprese; si fermò e dormì in un albergo, poi l'indomani a cinque ore -del mattino partì, e tre ore dopo giunse a Béthune. - -Essa si fece indicare il convento delle Carmelitane e tosto vi entrò. -La superiora le venne incontro, milady mostrò l'ordine del ministro, -l'abbadessa le fece dare una camera e la fece servire della colezione. - -Tutto il passato si era cancellato agli occhi di questa donna, e collo -sguardo fisso verso l'avvenire, essa, non vedeva che l'alta fortuna che -le riserbava il ministro, che era stato così fortunatamente servito, -senza che il suo nome fosse mischiato in niente in questo sanguinoso -affare. Le passioni sempre nuove che la consumavano davano alla sua -vita l'apparenza di quelle nubi che salgono al cielo, riflettendo ora -l'azzurro, ora il fuoco, ora il nero della tempesta e che non lasciano -altre tracce se non che le devastazioni e la morte. - -Dopo la colezione, l'abbadessa venne a farle la sua visita. Nel -chiostro vi sono poche distrazioni, e la buona superiora aveva fretta -di fare la sua conoscenza colla nuova pensionaria. - -Milady voleva piacere all'abbadessa. Ciò era cosa facile a questa donna -effettivamente superiore: essa tentò di essere amabile, e fu graziosa, -seducendo la superiora colla sua conversazione così variata e colle sue -grazie sparse in tutta la persona. - -L'abbadessa, che era di nobilissima famiglia, amava soprattutto le -storie di corte, che tanto difficilmente giungevano fino all'estremità -del regno, e che soprattutto hanno tanta pena a superare i muri dei -conventi, sulle soglie dei quali vanno a spirare tutti i rumori del -mondo. - -Milady, al contrario, era molto al corrente di tutti gli intrighi -aristocratici, in mezzo dei quali, da cinque o sei anni, essa viveva -costantemente: si mise dunque a raccontare alla buona abbadessa le -consuetudini mondane della corte di Francia, miste alle esagerate -devozioni del re. Le fece la cronaca scandalosa dei signori e delle -signore della corte, che l'abbadessa conosceva perfettamente di nome, -toccò leggermente gli amori della regina e di Buckingham, parlando -molto, perchè si parlasse poco. - -Ma l'abbadessa si contentò di ascoltare e di sorridere senza -rispondere. Però tostochè milady si accorse che questo genere di -racconto la divertiva, continuò e fece cadere le conversazione sul -ministro. - -Era però molto imbarazzata; ignorava se l'abbadessa era realista o -ministeriale. Essa si tenne in un prudente mezzo. Ma l'abbadessa dal -canto suo, si mantenne in una riserva anche più prudente, si contentò -di fare un profondo inchino con la testa, tutte le volte che la -viaggiatrice pronunciava il nome di Sua Eccellenza. Milady cominciò -a credere che si sarebbe grandemente annoiata in questo convento. -Risolse dunque di arrischiar qualche cosa per saper subito a qual -partito attenersi. Volendo vedere fin dove giungerebbe la discrezione -dell'abbadessa, essa si mise a dir male con dissimulazione sul -principio, quindi molto circostanziatamente del ministro, raccontando -i suoi amori con la signora d'Aiguillon, con Marrion de Lorme e con -qualche altra donna galante. - -L'abbadessa ascoltò più attentamente, a poco a poco si animò e sorrise. - -— Buono! disse milady, essa prende gusto al mio discorso. Se essa non è -ministeriale, però non vi mette fanatismo. - -Allora cominciò a raccontare le persecuzioni esercitate dal ministro -sopra i suoi nemici. L'abbadessa si contentò di segnarsi, senza -approvare nè disapprovare. - -Ciò confermò milady nella sua opinione, che la religiosa era piuttosto -realista di quello che ministeriale. Milady continuò riscaldandosi -sempre più. - -— Io sono molto ignorante sopra tutte queste materie, disse finalmente -l'abbadessa, ma per quanto noi siamo allontanate dalla corte, per -quanto siamo poste al di fuori degli interessi del mondo, abbiamo dei -tristissimi esempi delle verità che mi raccontate, e una delle nostre -pensionate ha sofferto molto per le vendette e le persecuzioni del -ministro. - -— Una delle vostre pensionate! disse milady. Oh! mio Dio, quanto la -compiango, povera donna! - -— E avete ragione, poichè essa è bene da compiangersi. Prigionia, -minacce, cattivi trattamenti, essa ha sofferto di tutto, ma dopo tutto -ciò, riprese l'abbadessa, il ministro forse avrà avuto dei motivi -plausibili per agire in tal modo, e quantunque essa abbia le sembianze -di un angelo, non bisogna sempre giudicare le persone dall'apparenza. - -— Buono, disse milady a se stessa, io forse sto per scuoprire qualche -cosa in questo luogo, io sono in vena. - -E si studiò di dare al suo viso l'espressione del più perfetto candore. - -— Pur troppo! disse milady, io lo so; si dice che non bisogna credere -alle fisonomie; ma a che cosa dunque si dovrà credere, se non si -crede alla più bell'opera del Signore? In quanto a me, io forse sarò -ingannata per tutta la mia vita, ma mi fiderò sempre ad una persona il -di cui viso mi inspiri simpatia. - -— Voi dunque sareste tentata di credere, disse l'abbadessa, che questa -giovane è innocente? - -— Il ministro non punisce sempre i soli delitti, disse milady; vi sono -certe virtù che egli perseguita più severamente che i vizi. - -— Permettetemi, signora, di esprimervi la mia sorpresa, disse -l'abbadessa. - -— E su che cosa? domandò milady con ingenuità. - -— Sul linguaggio che voi tenete. - -— Che cosa ritrovate, dunque di maraviglioso nel mio linguaggio? -domandò sorridendo milady. - -— Voi siete amica del ministro, mentre è desso che vi manda qui, eppure. - -— Eppure io ne dico male, riprese milady compiendo il pensiero della -superiora. - -— Per lo meno, voi non ne dite bene. - -— E perchè io non sono amica, ma soltanto sua vittima, disse sospirando -milady. - -— Però, questa lettera colla quale vi raccomanda a me... - -— È per me un ordine di rinserrarmi in una specie di prigione, da cui -mi farà togliere per mezzo di qualcuno de' suoi satelliti. - -— E perchè dunque non siete fuggita? - -— E dove dovevo andare? Credete che vi sia un angolo sulla terra ove -non possa arrivarvi il ministro, se si vuol dare la pena di stendere -la mano?... Se fossi stata un uomo, a tutto rigore sarebbe stato -possibile, ma una donna!... Che volete che faccia una donna? La giovane -pensionata che avete qui ha mai tentato di fuggire? - -— No è vero, ma essa è un'altra cosa; io credo che sia trattenuta in -Francia da qualche amore. - -— Allora, disse milady con un sospiro, se ella ama, non è del tutto -infelice. - -— Così, disse l'abbadessa guardando milady con un crescente interesse, -debbo considerare in voi un altra povera perseguitata. - -— Pur troppo sì! disse milady. - -L'abbadessa guardò un istante milady con inquietudine, come se -scorgesse nel suo spirito un nuovo pensiero. - -— Voi non siete nemica della nostra santa fede? diss'ella balbettando. - -— Io! gridò milady, io, protestante? oh! no: io attesto a Dio, che ci -sente, che sono al contrario una fervente cattolica. - -— Allora, signora!, disse l'abbadessa sorridendo, tranquillizzatevi, la -casa ove siete non vi sarà una prigione molto dura, e noi faremo tutto -ciò che si potrà per alleggerire la vostra prigionia. Vi è di più, voi -ritroverete qui questa giovane perseguitata, senza dubbio per qualche -intrigo di corte; essa è amabile graziosa, e vi piacerà. - -— Come la chiamate voi? - -— Ella mi è stata raccomandata da qualcuno di rango elevato sotto il -nome di Ketty, io poi non ho cercato di sapere se questo sia il suo -vero nome. - -— Ketty! gridò milady; che! ne siete voi ben sicura?... - -— Che si faccia chiamare così? sì, signora; la conosceste voi? - -Milady sorrise all'idea che le era venuta, che questa giovane potesse -essere la sua antica cameriera. A questa giovane si attaccava una -rimembranza... una rimembranza di collera, e un desiderio di vendetta -aveva sconvolti i lineamenti di milady, che però tosto ripresero la -loro espressione calma e benevola, che questa donna, dai cento visi, -loro aveva momentaneamente tolta. - -— E quando potrò io vedere questa giovane dama, per la quale sento già -una così gran simpatia? domandò milady. - -— Questa sera, disse l'abbadessa, forse anche nella giornata. Ma voi mi -diceste che viaggiate da quattro giorni, come pure, che questa mattina -vi siete alzata alle cinque; voi dunque dovete aver bisogno di riposo; -andate in letto e dormite, all'ora di pranzo vi sveglieremo. - -Quantunque milady avesse benissimo potuto fare a meno di dormire; -sostenuta da tutte le eccitazioni che una nuova passione, che una -nuova avventura faceva provare al suo cuore avido d'intrighi, essa non -accettò meno l'offerta della superiora. Da dodici o quindici giorni, -ell'era passata a traverso a sempre nuove emozioni, che il suo corpo di -ferro ne poteva ancora sostenere la fatica ma l'animo suo aveva bisogno -di riposo. - -Ella dunque prese congedo dall'abbadessa, e si coricò dolcemente -cullata dalle sue idee di vendetta, alle quali era stata naturalmente -ricondotta dal nome di Ketty. Si rammentava la promessa quasi -illimitata che le aveva fatta il ministro, qualora fosse riuscita -nella sua intrapresa. Essa vi era riuscita, essa poteva vendicarsi di -d'Artagnan. - -Una sola cosa spaventava milady, ed era la rimembranza di suo marito, -il conte della Fère, che aveva creduto morto o almeno espatriato, e che -lo ritrovava in Athos, l'amico migliore di d'Artagnan. - -E così, s'egli era l'amico di d'Artagnan, doveva dunque averlo -assistito in tutte le mine, per mezzo delle quali la regina aveva -sconvolti ed annullati i progetti di sua Eccellenza; se egli era -l'amico di d'Artagnan, doveva essere nemico del ministro, ed essa -contava di poterlo avvolgere nella vendetta, fra le pieghe della quale -contava di soffocare il giovane moschettiere. - -Tutte queste speranze erano aggradevoli pensieri per milady, così -cullata da queste, si addormì ben presto. - -Essa fu svegliata da una voce dolce che risuonò ai piedi del suo letto. -Aprì gli occhi e vide l'abbadessa, accompagnata da una giovinetta coi -capelli biondi, di colorito delicato, che fissava sovr'essa uno sguardo -pieno di benevolenza e di curiosità. - -Il viso di questa giovane le era del tutto sconosciuto; entrambi si -esaminavano con scrupolosa attenzione, ricambiandosi i complimenti -d'uso. Entrambe erano bellissime, ma due bellezze del tutto diverse. -Frattanto milady sorrideva, riconoscendo di vincerla di molto sulla -giovane pel portamento maestoso, e pei modi aristocratici. Vero è però -che l'abito da novizia che portava la giovane, non era molto favorevole -per sostenere questo confronto. - -L'abbadessa le presentò l'una all'altra: poi quando fu compiuto questa -formalità, siccome i suoi doveri la chiamavano alla chiesa, lasciò le -due giovani sole. - -La novizia, vedendo milady in letto, voleva seguire la superiora, ma -milady la trattenne. - -— Come, signora, le diss'ella, appena vi ho veduta, e volete già -privarmi della vostra presenza, sulla quale, ve lo confesso, io contava -alcun poco, pel tempo che avrò qui da passare? - -— No, signora, rispose la novizia; temeva soltanto di avere scelto male -il tempo; voi dormivate, voi siete affaticata. - -— Ebbene! disse milady, che cosa possono desiderare le persone che -dormono? un buono svegliarsi; e voi me lo avete fornito, permettetemi -di goderne a tutto comodo. - -E stendendole una mano, l'attirò sopra una sedia ch'era vicina al letto. - -La novizia si assise. - -— Mio Dio, diss'ella, quanto sono disgraziata! Ecco sei mesi che sono -qui senza l'ombra di una distrazione; voi giungete, la vostra presenza -poteva essermi di una graziosissima compagnia, ed ecco che secondo -tutte le probabilità, da un momento all'altro io sto per lasciare il -convento. - -— Come! disse milady, voi dunque uscirete presto? - -— Almeno, lo spero disse la novizia con una espressione di gioia che -ella non si curava di nascondere menomamente. - -— Mi pare che mi sia stato detto che voi avete sofferto per opera del -ministro, continuò milady. Questo sarebbe stato un motivo di più di -simpatia fra di noi. - -— È dunque vero, quanto mi ha detto la buona superiora, che voi pure -siete una vittima del ministro. - -— Zitto, disse milady, anche fra queste mura non parliamo così di lui: -tutte le mie disavventure provengono solo dall'aver detto presso a -poco lo stesso davanti ad una donna che credeva mia amica e che mi ha -tradita. Siete pure vittima di un tradimento? - -— No, disse la novizia, ma per il mio affetto ad una donna che amava e -per la quale avrei data e darei la mia vita. - -— Vi ha ella forse abbandonata? - -— Fui abbastanza ingiusta per crederlo; ma da due o tre giorni ho avuto -la pruova del contrario, e ringrazio Iddio. Mi sarebbe costato troppo -il credere che ella mi avesse abbandonata. Ma voi, signora, continuò -la novizia, mi sembra che siate libera e che se voleste fuggire non -dipenderebbe che da voi. - -— E dove volete che io vada, senza amici, senza danaro, in una parte -della Francia che non conosco, ove...? - -— Oh! gridò la novizia, in quanto agli amici ne avrete ovunque vorrete, -voi sembrate così buona, e siete così bella. - -— Ciò non impedisce, aggiunse milady addolcendo il suo sorriso in modo -tale da dargli un'espressione angelica, che io sia sola e perseguitata. - -— Ascoltate, disse la novizia, bisogna avere una viva speranza nel -cielo; vedete voi, viene sempre il momento in cui il bene che si è -fatto perora la vostra causa davanti a Dio, e osservate, forse questa è -una fortuna per voi, per quanto io sia umile e senza potere, l'avermi -qui incontrata, poichè se io esco di qui, posso avere qualche amico -possente che dopo essersi messo in campagna per me, potrà mettersi pure -in campagna per voi. - -— Oh! quando io ho detto di esser sola, disse milady sperando di far -parlare la novizia, parlando essa stessa, non è già che io non abbia -pure qualche conoscenza di alto bordo; ma queste conoscenze tremano -avanti al ministro. La regina stessa non osa sostenere la lotta contro -il terribile ministro, ed io ho la pruova che Sua Maestà, ad onta del -suo cuore eccellente, è stata costretta più di una volta di abbandonare -alla collera di sua Eccellenza le persone che l'avevano servita. - -— Credetemi, signora, la regina può far sembiante di abbandonare -qualcuno, ma non bisogna credere alle apparenze; più le persone a -lei devote sono perseguitate, e più ella pensa ad esse; e spesso, nel -momento in cui esse credono che ella meno pensi a loro, hanno la pruova -di un buon ricordo. - -— Ah! disse milady, lo credo, la regina è così buona. - -— Oh! voi dunque la conoscete questa bella e nobile regina, poichè ne -parlate in tal guisa? gridò la novizia con entusiasmo. - -— Cioè, riprese milady respinta nelle sue trincee, io non ho l'onore -di conoscerla personalmente, ma conosco un buon numero dei suoi -amici i più intimi. Io conosco il signor de Putange, ho conosciuto in -Inghilterra il signor Dujart; conosco il signor de Tréville. - -— Il signor de Tréville? gridò là novizia, voi conoscete il signor de -Tréville? - -— Sì, perfettamente, ed anche molto. - -— Il capitano dei moschettieri del re? - -— Il capitano dei moschettieri del re. - -— Oh! ma, voi vedrete, disse la novizia, che in breve compiremo la -nostra conoscenza, e che saremo per diventare amiche. Se conosceste il -signor de Tréville, voi dovete essere andata in casa sua? - -— Spesso, disse milady che, entrata una volta in via e accorgendosi che -la menzogna riusciva, voleva spingere le cose all'estremo. - -— In casa sua, voi dovete aver veduto qualcuno dei suoi moschettieri? - -— Tutti quelli che egli riceve abitualmente, rispose milady per la -quale questa conversazione cominciava a prendere un interesse reale. - -— Nominatemi qualcuno di quelli che conoscete, e voi vedrete che sono -miei amici. - -— Ma, disse Milady imbarazzata, io conosco il signor de Ferruassac. - -La novizia la lasciò dire, poi vedendo che si fermava. - -— Non conoscete voi diss'ella, un gentiluomo chiamato Athos? - -Milady divenne così pallida come le lenzuola del suo letto, e per -quanto fosse padrona di se stessa, non potè trattenersi dal mandare un -grido afferrando la mano della sua interlocutrice, e divorandola con lo -sguardo. - -— Che avete voi? Ah! mio Dio! domandò questa povera giovane, ho forse -detto qualche cosa che vi abbia offesa? - -— No ma questo nome mi ha colpita, perchè io pure ho conosciuto questo -gentiluomo, e mi sembrava strano di ritrovare qualcuna che non lo -conoscesse molto. - -— Oh! sì molto, molto, e non solamente lui, ma ancora i suoi amici, -Porthos ed Aramis. - -— In verità, io conosco essi pure, gridò milady che si sentì il freddo -penetrare fino al fondo del cuore. - -— Ebbene! se voi li conoscete, dovete sapere che sono buoni e -bravi compagni. Perchè non vi indirizzate ad essi, se avete bisogno -d'appoggio? - -— Per vero dire, non sono strettamente legata in amicizia con nessuno -di essi, io li conosco per averne sentito parlare da uno dei loro -amici, il sig. d'Artagnan. - -— Voi conoscete il sig. d'Artagnan! gridò la novizia, afferrando a sua -volta le mani di milady, e divorandola con gli occhi. - -Quindi rimarcando la strana espressione del viso di milady. - -— Perdono, signora, diss'ella, voi lo conoscete, ed in che titolo? - -— Ma, riprese milady imbarazzata, col titolo d'amico. - -— Voi m'ingannate, signora, disse la novizia, voi siete stata sua -innamorata? - -— Siete voi che lo siete stata, disse milady. - -— Io? disse la novizia. - -— Sì, voi; ora vi riconosco, voi siete la signora Bonacieux. - -La giovane indietreggiò per la sorpresa ed il terrore. - -— Oh! non negate, rispondete, riprese milady. - -— Ebbene! sì, signora: io l'amo disse la novizia; siamo noi rivali? - -La faccia di milady si accese di un fuoco talmente selvaggio, che in -tutt'altra circostanza la signora Bonacieux sarebbe fuggita per lo -spavento; ma in allora si trovava tutta in preda alla gelosia. - -— Vediamo, dite, signora, riprese la Bonacieux con una energia di cui -non si sarebbe creduta capace: siete voi stata sua innamorata? - -— Oh! no! gridò milady con un accento che non ammetteva alcun dubbio -sulla verità, mai! mai! - -— Vi credo, disse la signora Bonacieux, ma perchè allora avete gridato -in tal modo? - -— Come! voi non capite ancora? disse milady, che si era già rimessa del -suo turbamento ed aveva ripreso il suo sangue freddo. - -— Che cosa volete che io capisca? io non so niente. - -— Voi non capite che il signor d'Artagnan, essendo mio amico, mi aveva -per sua confidente? - -— Davvero! - -— Voi non capite che io so tutto; il vostro rapimento dalla piccola -casa di San Germano, la sua disperazione, quella dei suoi amici, le -loro ricerche da quel momento; e come volete che io non mi meravigli -quando, senza pensarci, mi ritrovo vicino a voi, di cui abbiamo tanto -spesso parlato assieme? di voi, che egli mi aveva fatta amare prima -ancora che vi vedessi? ah! cara Costanza, io dunque vi trovo! io dunque -finalmente vi vedo! - -E milady stese le sue braccia alla signora Bonacieux, che, convinta -da ciò che le aveva detto, non vide più in questa donna, che un -momento prima aveva creduta sua rivale, se non che un'amica sincera ed -affezionata. - -— Ah! perdonatemi! diceva ella stringendola al petto, io l'amo tanto! - -Queste due donne si tennero così per un istante abbracciate. -Certamente, se le forze di Milady fossero state della portata del -suo odio, la signora Bonacieux non sarebbe uscita che morta da questo -abbraccio. - -Ma non potendola soffocare, le sorrise. - -— Oh! bella cara, bella cara piccola, disse Milady, quanto sono felice -di vedervi! lasciatemi guardarvi. - -E dicendo queste parole, effettivamente la divorava con lo sguardo. - -— Sì, siete voi. Ah! dopo di ciò ch'egli mi ha detto, ora vi riconosco -bene. - -La povera giovane non poteva dubitar di ciò che passava di -spaventosamente crudele dietro il baluardo di quella pura fronte, -dietro quegli occhi così brillanti, ov'ella non leggeva che -interessamento e compassione. - -— Allora voi sapete ciò che ho sofferto, poichè egli vi ha detto -quello che ha sofferto lui, disse Costanza. Ma soffrire per lui è una -felicità. - -Milady ripetè macchinalmente. - -— Sì, è una felicità. - -Ella pensava a tutt'altra cosa. - -— E poi, continuò la signora Bonacieux, il mio supplizio tocca il suo -termine; domani, fors'anche questa sera, io lo rivedrò, e allora il -passato non esisterà più. - -— Questa sera? domani? gridò Milady, strappata dalla sua distrazione -con queste parole; che volete dire? aspettate forse qualche sua -notizia? - -— Io aspetto lui stesso. - -— Lui stesso? d'Artagnan, qui! - -— Sì, lui stesso. - -— Ma, è impossibile! egli non ritornerà a Parigi che dopo la presa -della città. - -— Voi credete così: ma vi è forse qualche cosa di impossibile al mio -d'Artagnan, nobile e leale gentiluomo? - -— Oh! ma io non posso credere... - -— Ebbene! leggete! disse nell'eccesso dal suo orgoglio e della sua -gioia la disgraziata giovane, presentando una lettera a Milady. - -— Lo scritto della signora de Chevreuse! disse fra se stessa Milady. -Oh! era ben sicura ch'essi aveano delle intelligenze con questo mezzo. - -Ella lesse avidamente queste poche linee. - - «Mia cara fanciulla, tenetevi pronta; il _nostro amico_ verrà ben - presto, e non verrà che per togliervi dalla prigione, ove la vostra - sicurezza esigeva che steste nascosta; preparatevi dunque alla - partenza, e non disperate mai di noi. - - «Il nostro coraggioso _Guascone_ si è mostrato bravo e fedele come - sempre; ditegli che da certo luogo gli si serba riconoscenza pel - dato avviso.» - -— Sì, sì, disse milady, la lettera è precisa: e sapete voi che cosa sia -questo avviso? - -— No. Io credo che avrà prevenuta la regina di qualche nuova -macchinazione del ministro. - -— Sì, sarà questo senza dubbio, disse milady restituendo la lettera -alla sig. Bonacieux, e lasciandosi ricadere sul petto la sua testa -pensierosa. - -In questo mentre s'intese il galoppo di un cavallo. - -— Oh! gridò la signora Bonacieux slanciandosi alla finestra sarebbe -egli di già? - -Milady era rimasta nel suo letto, pietrificata dalla sorpresa; le -giungevano ad un tratto tante cose inaspettate, che per la prima volta -la sua testa la venne meno. - -— Lui! lui! mormorò ella; sarebbe lui? - -E si rimaneva nel suo letto con gli occhi fissi. - -— Ah! no, disse la sig. Bonacieux, è un uomo che non conosco; sembra -che venga qui. Si rallenta la sua corsa, si ferma alla porta, suona. - -Milady balzò fuori del suo letto. - -— Siete voi ben sicura che non sia lui? disse ella. - -— Oh! sì, sicurissima. - -— Voi forse avrete veduto male. - -— Se vedessi anche solo la piuma del suo cappello, e l'estremità del -suo tabarro, lo riconoscerei. - -Milady frattanto si vestiva. - -— Non importa, quest'uomo viene qui, dite voi? - -— Sì, è entrato. - -— Sarà per voi, o per me? - -— Oh! mio Dio quanto sembrate agitata! - -— Sì, lo confesso, non ho la vostra confidenza, io temo tutto dal -ministro. - -— Zitto, disse la sig. Bonacieux, qualcuno viene. - -Effettivamente la porta si aprì, ed entrò la superiora. - -— Siete voi che giungete da Boulogne? domandò ella a milady. - -— Sì, sono io rispose. - -E cercando di ricuperare il suo sangue freddo: - -— Chi mi domanda? - -— Un uomo che non vuol dire il suo nome, viene per parte del ministro. - -— E che vuole parlarmi? domandò milady. - -— Che vuole parlare ad una dama giunta da Boulogne. - -— Allora, fatelo entrare, signora, ve ne prego. - -— Oh! mio Dio! mio Dio! signora sarebbe questa qualche cattiva notizia? - -— Ne ho timore. - -— Vi lascio con questo straniero, ma subito dopo la sua partenza, ve lo -prometto, ritornerò. - -— Sì, davvero! ve ne prego. - -La superiora e la sig. Bonacieux uscirono. - -Milady rimase sola, con gli occhi fissi sulla porta. Un istante dopo -s'intese il rumore degli speroni che risuonavano per le scale, quindi -si avvicinavano al passo, poscia la porta si aprì, e comparve un -uomo[1]. - -Milady mandò un grido di gioia; quest'uomo era il conte di Rochefort, -l'anima dannata di Sua Eccellenza. - - - - -CAPITOLO LXII. - -DUE VARIETÀ DI DEMONII - - -— Ah! gridarono assieme Rochefort e milady: siete voi! - -— Sì, sono io. - -— E giungete? domandò Milady. - -— Dalla Rochelle. E voi? - -— Dall'Inghilterra. - -— Buckingham? - -— Morto, o ferito mortalmente. Siccome io partiva senza aver potuto -ottenere nulla da lui, un fanatico puritano lo ha assassinato. - -— Ah! fece Rochefort con un sorriso, ecco una combinazione ben -fortunata che soddisferà grandemente Sua Eccellenza. L'avete voi -prevenuto? - -— Gli ho scritto da Boulogne. Ma voi come vi ritrovate qui? - -— Sua Eccellenza, inquieto, mi ha mandato in traccia di voi. - -— Io sono giunta soltanto ieri. - -— E che cosa avete fatto da ieri? - -— Non ho perduto il mio tempo. - -— Io non ne dubito. - -— Sapete voi chi ho incontrato qui? - -— No. - -— Indovinatelo. - -— E come volete? - -— Quella giovane che la regina ha fatto togliere di prigione. - -— L'amica del piccolo d'Artagnan? - -— Sì, la sig. Bonacieux, di cui il ministro ignorava il ritiro. - -— Ebbene! ecco ancora un'altra combinazione che può andare del pari -coll'altra. Davvero che il ministro è un uomo privilegiato. - -— Capirete la mia meraviglia quando mi sono ritrovata a testa a testa -con lei? - -— Vi conosce essa? - -— No. - -— Allora vi considera come un'estranea. - -Milady sorrise. - -— Io sono la sua migliore amica. - -— Sul mio onore non vi siete che voi, mia cara contessa, disse -Rochefort, per operare simili prodigi. - -— Ed è stato bene: sapete voi che cosa sta per accadere? - -— No. - -— Domani o dopo domani verranno a prenderla con un ordine della regina. - -— Davvero! e chi verrà? - -— D'Artagnan e i suoi amici. - -— In verità ne faranno tante che saremo obbligati di mandarli alla -Bastiglia. - -— E perchè ciò non è già stato fatto? - -— Che volete! perchè il ministro ha per costoro una debolezza che non -capisco. - -— Davvero? Ebbene! Rochefort, riferitegli questo: ditegli che la nostra -conversazione all'albergo del Colombaio rosso è stata intesa da questi -quattro uomini; ditegli che dopo la sua partenza, uno di essi è salito -nella mia camera e mi ha strappato il salvo-condotto che mi aveva dato. -Ditegli ch'essi hanno prevenuto lord de Winter della mia partenza per -l'Inghilterra; che, questa volta ancora, poco è mancato che non sia -andato fallita la mia missione, come essi hanno fatto andar fallita -quella dei puntali, ditegli che fra questi quattro, due soli sono da -temersi, d'Artagnan e Athos; ditegli che il terzo, Aramis, è l'amante -della signora di Chevreuse; bisogna lasciar viver costui, egli ci può -esser utile, si sa il suo segreto; in quanto al quarto, Porthos, è un -imbecille, un vanaglorioso, una nullità, che non se ne occupi neppure. - -— Ma in questo momento questi quattro uomini debbono ritrovarsi -all'assedio della Rochelle. - -— Io lo credeva al par di voi; ma una lettera che la sig. Bonacieux ha -ricevuto dalla sig. de Chevreuse, e ch'essa ha avuta l'imprudenza di -comunicarmi, mi fa credere che questi quattro uomini ora trovansi in -cammino per venir qui. - -— Diavolo! e come fare? - -— Che vi ha detto il ministro sul conto mio? - -— Di prendere i vostri dispacci o scritti o verbali, e di ritornare per -la posta. Quando saprà ciò che avete fatto, penserà a quello che dovete -fare. - -— Io dunque debbo restar qui? - -— Qui, o nelle vicinanze. - -— E non potete condurmi con voi? - -— No, l'ordine è formale; nelle vicinanze del campo potreste essere -riconosciuta, e la vostra presenza, voi lo sapete, comprometterebbe Sua -Eccellenza, particolarmente ora, dopo quello che è accaduto laggiù. -Soltanto, ditemi prima, dove aspetterete le notizie del ministro, -affinchè io possa sempre sapere ove potervi ritrovare; - -— Ascoltate, è probabile che non potrò restare qui. - -— Perchè? - -— Dimenticate che i miei nemici possono giungere da un momento -all'altro? - -— È vero, ma allora questa piccola donna sfuggirà a Sua Eccellenza. - -— Bah! disse milady con un sorriso che non apparteneva che a lei sola: -voi dimenticate che io sono la sua migliore amica. - -— Ah! è vero: io posso dunque dire al ministro, in rapporto di questa -donna... - -— Ch'egli sia tranquillo. - -— E nient'altro? egli saprà cosa vuol dire? - -— Egli lo indovinerà. - -— Ora, vediamo, posso io far nulla? - -— Ripartire sull'istante; mi sembra che le notizie che vi ho date -meritino bene la pena di sollecitare. - -— La mia carrozza si è rotta entrando a Lilliers. - -— A meraviglia! - -— Come, a meraviglia? - -— Sì, io ho bisogno della vostra carrozza. - -— E come potrò io allora...? - -— A cavallo. - -— Voi ne parlate con facilità, ma sono ottanta leghe! - -— E che cosa sono? - -— Ebbene! si faranno. E poi? - -— Nel passare da Lilliers mi manderete la vostra carrozza, con ordine -al vostro cocchiere di mettersi a mia disposizione. - -— Bene. - -— Voi senza dubbio avete nel portafogli qualche ordine del ministro? - -— Io ho il mio _Pieno-Potere_. - -— Voi lo mostrerete all'abbadessa, e le direte che oggi o domani -verrà qualcuno a cercarmi, e che io debba seguire la persona che si -presenterà in vostro nome. - -— Benissimo! non dimenticate di trattarmi con durezza, parlando di me -con l'abbadessa. - -— E a che pro? - -— Io sono una vittima del ministro. Io debbo inspirare confidenza a -questa buona e piccola Bonacieux. - -— È giusto. Ora volete voi farmi un rapporto di tutto ciò che è -accaduto? - -— Vi ho raccontati gli avvenimenti, voi avete buona memoria, ripetete -le cose come ve le ho raccontate; un foglio si può perdere. - -— Avete ragione; che io sappia soltanto dove ritrovarvi, affinchè non -abbia da correre inutilmente nelle vicinanze. - -— È giusto, aspettate. - -— Volete voi una carta geografica? - -— È inutile, io conosco questi paesi a meraviglia. - -— E quando dunque vi siete stata? - -— Vi sono stata allevata. - -— Davvero! - -— Vedete che è buono a qualche cosa l'essere stata allevata in queste -parti. - -— Voi dunque mi aspetterete?... - -— Lasciatemi riflettere un istante... ah! ecco ad Armentières. - -— E che cosa è Armentières. - -— Una piccola città posta sulle rive della Lys. Io non avrò che a -traversare il fiume per essere in paese straniero. - -— A meraviglia; ma è ben inteso che voi non traverserete il fiume se -non che in caso di pericolo. - -— Ciò s'intende bene. - -— E in questo caso, come saprò io dove siete? - -— Voi, non avrete bisogno del vostro lacchè? - -— No. - -— È uomo sicuro? - -— A tutte prove. - -— Datemelo; nessuno lo conosce, io lo lascerò nel luogo da cui parto, -ed egli vi condurrà dove sarò. - -— E voi dite che mi aspetterete ad Argentières. - -— No, ad Armentières. - -— Scrivetemi questo nome sopra un pezzo di carta, affinchè io non -l'abbia a dimenticare. Il nome di una città non può compromettere, non -è vero? - -— Eh! chi lo sa? Non importa, disse milady scrivendo il nome sopra un -mezzo foglio di carta, io mi comprometto. - -— Bene, disse Rochefort prendendo dalle mani di milady il foglio, -ch'egli piegò e nascose nella fodera del cappello. D'altronde siate -tranquilla, io farò come fanno i fanciulli, ripeterò lungo la strada -questo nome, pel caso in cui dovessi perdere il foglio. Ora abbiamo -detto tutto? - -— Credo. - -— Esaminiamo bene; Buckingham morto o gravemente ferito, la vostra -conversazione col ministro udita dai quattro moschettieri; lord de -Winter prevenuto del vostro arrivo in Inghilterra; d'Artagnan e Athos -alla Bastiglia; Aramis l'amante della sig. de Chevreuse; Porthos un -imbecille; inviarvi la carrozza il più presto possibile; mettere il mio -lacchè a vostra disposizione; fare di voi una vittima del ministro, -acciò l'abbadessa non abbia da concepire alcun sospetto; Armentières -sulle rive del Lys. Sta, bene così? - -— In verità, mio caro cavaliere, voi siete un miracolo di memoria. A -proposito, aggiungete una cosa... - -— E quale? - -— Ho veduto dei bellissimi boschi che confinano col giardino del -convento. Dite che mi è permesso di passeggiare in questi boschi; chi -sa forse avrò bisogno di uscire da una porta di dietro. - -— Voi pensate a tutto. - -— E voi dimenticate una cosa. - -— E quale? - -— Di chiedermi se ho bisogno di danaro. - -— È giusto, quanto volete? - -— Tutto ciò che avete in oro. - -— Io ho circa cinquecento doppie. - -— Io ne ho altrettante, con mille doppie si fa fronte a tutto. Vuotate -le vostre saccocce. - -— Ecco fatto. - -— Sta bene. E voi partite? - -— Fra un'ora, il tempo per mangiare qualche cosa, nel mentre che -manderò a cercare un cavallo di posta? - -— A meraviglia. Addio, conte. - -— Addio, contessa. - -— Raccomandatemi al ministro. - -— Raccomandatemi a Satanasso. - -Milady e Rochefort si cambiarono un sorriso e si separarono. - -Un'ora dopo, Rochefort partiva al gran galoppo del suo cavallo; cinque -ore dopo egli passava per Arras. - -I nostri lettori sanno già come esso era stato riconosciuto da -d'Artagnan, e come questo riconoscimento inspirando dei timori ai -quattro moschettieri, aveva data una nuova attività al loro viaggio. - - - - -CAPITOLO LXIII. - -UNA GOCCIA D'ACQUA - - -Non appena Rochefort fu uscito, che la sig. Bonacieux rientrò. Ella -ritrovò milady col viso ridente. - -— Ebbene! disse la giovane, ciò che voi temevate è accaduto: questa -sera o domani il ministro vi manderà a prendere. - -— E come lo sapete voi? - -— L'ho inteso dalla bocca stessa del messaggiero. - -— Venite a sedervi qui presso a me, disse milady. - -— Eccomi. - -— Aspettiamo che mi assicuri che non siamo intese da alcuno. - -Milady sì alzò, andò alla porta, l'aprì, guardò da una parte e -dall'altra nel corridoio, richiuse la porta e ritornò a sedere presso -la sig. Bonacieux. - -— Allora, diss'ella, ha sostenuto bene la sua parte. - -— Chi. - -— Colui che si è presentato all'abbadessa come un inviato del ministro. - -— Era dunque una parte finta che sosteneva? - -— Sì figlia mia. - -— Quest'uomo non è dunque...? - -— Quest'uomo, disse milady abbassando la voce, è mio fratello. - -— Vostro fratello! gridò la sig. Bonacieux. - -— Non vi è che voi che sappia questo segreto, figlia mia; se voi lo -confidaste a chiunque siesi al mondo, io sarei perduta, forse anche -voi. - -— Oh! mio Dio! - -— Ascoltate: ecco ciò che accade: mio fratello che veniva in mio -soccorso per togliermi di qui a viva forza, se faceva d'uopo, ha -incontrato l'emissario del ministro che veniva a cercarmi. Egli lo ha -seguito. Giunto in un luogo della strada solitario e fuor di mano, ha -impugnata la spada, e ha intimato al messaggiero di rimettergli i fogli -che portava. Il messaggiero ha voluto difendersi, mio fratello lo ha -ucciso. - -— Oh! fece la sig. Bonacieux fremendo. - -— Era il solo mezzo, pensateci. Allora mio fratello risolse di -sostituire la furberia alla forza; ha preso i fogli, e si è presentato -qui come lo stesso emissario del ministro, e, fra un'ora o due, verrà -con una carrozza a prendermi per parte di Sua Eccellenza. - -— Capisco, è vostro fratello che vi manderà questa carrozza. - -— Precisamente: ma questo non è tutto, quella lettera che voi avete -ricevuta e che credete che sia della sig. de Chevreuse... - -— Ebbene? - -— Essa è falsa. - -— In che modo? - -— Sì, è falsa: è un laccio che vi è stato teso affinchè non opponiate -resistenza quando si verrà a cercarvi. - -— Ma è d'Artagnan quello che verrà. - -— Disingannatevi. D'Artagnan e i suoi amici sono trattenuti all'assedio -della Rochelle. - -— Ma come lo sapete voi? - -— Mio fratello ha incontrato degli emissari del ministro in abito da -moschettieri. Sareste stata chiamata alla porta, avreste creduto di -aver che fare con amici, e vi avrebbero rapita per ricondurvi a Parigi. - -— Ah! mio Dio! la mia testa si perde in questo caos d'iniquità. Io -sento che se ciò dura, riprese la signora Bonacieux portando le mani -alla sua fronte, diverrò pazza. - -— Aspettate. - -— Che? - -— Sento i passi di un cavallo; è quello di mio fratello che riparte, -voglio dargli un ultimo addio; venite. - -Milady aprì la finestra e fece segno alla signora Bonacieux di venirla -a raggiungere; la giovane vi andò. - -Rochefort passava al galoppo. - -— Addio, fratello, gridò milady. - -Il cavaliere alzò la testa, vide le due giovani, e, correndo, fece un -segno amichevole colla mano. - -— Ah! che buon Giorgio! diss'ella richiudendo la finestra, con una -espressione di fisonomia piena di affezione e di malinconia. - -Ed ella ritornò a sedersi al suo posto, come se fosse stata immersa in -riflessioni del tutto personali. - -— Cara signora! disse la Bonacieux, perdono se vi interrompo, ma, che -cosa mi consigliereste di fare? Mio Dio! voi avete più esperienza di -me; parlate, io vi ascolto. - -— Primieramente, disse milady, può darsi che io sbagli, e che -d'Artagnan e suoi amici vengono realmente in vostro soccorso. - -— Oh! sarebbe stata una cosa troppo bella, gridò la signora Bonacieux, -e tanta felicità non è per me. - -— Allora, voi capirete, questa non sarebbe che una quistione di tempo, -una specie di corsa a chi arriverà il primo: se sono i vostri amici -che la vincono in rapidità, voi sarete salva; se sono i satelliti del -ministro, voi sarete perduta. - -— Oh! sì! sì, perduta senza misericordia! che fare dunque? che fare? - -— Vi sarebbe un mezzo molto semplice, e molto naturale. - -— Quale? dite. - -— Sarebbe quello di aspettare nascosta alle vicinanze, e assicurarsi in -tal modo chi sono gli uomini che verranno a demandare di voi. - -— Ma dove aspettare? - -— Oh! questa non è domanda da farsi; io pure mi fermo e mi nascondo a -qualche lega di qui, aspettando che venga mio fratello a raggiungermi; -ebbene! io vi condurrò meco, noi ci nasconderemo e aspetteremo assieme. - -— Ma non mi si lascerà partire, io sono qui quasi prigioniera. - -— Siccome si crede che io parta dietro un ordine del ministro, così non -si crederà che voi abbiate molta premura a seguirmi. - -— Ebbene? - -— Ebbene! la carrozza è alla porta, voi mi direte addio, salirete sul -montatoio per stringermi fra le vostre braccia un'ultima volta, il -domestico di mio fratello che viene a prendermi è prevenuto; egli farà -un segnale al postiglione e partiremo al galoppo. - -— Ma se d'Artagnan venisse? - -— E non lo sapremo noi? - -— In che modo? - -— Niente di più facile; noi rimarremo a Bèthune questo domestico di -mio fratello, del quale ve l'ho detto, noi possiamo fidarci; prenderà -un travestimento e si pianterà dirimpetto al convento. Se verranno gli -emissarii del ministro, egli non si muoverà; se sarà d'Artagnan con i -suoi amici, li condurrà nel luogo ove saremo. - -— Egli dunque li conosce? - -— Senza fallo; e non ha veduto d'Artagnan in casa mia? Avete ragione. -Così, tutto va bene, tutto è per lo meglio; ma noi ci allontaneremo di -qui? - -— Di sette o otto ore tutto al più; noi ci porremo sulla frontiera, per -esempio, ed al primo segnale, usciremo dalla Francia! - -— E di qui a là, che fare? - -— Aspettare. - -— Se frattanto arriveranno? - -— La carrozza di mio fratello giungerà prima di loro. - -— E se io mi troverò lontana da voi quando verranno a cercarvi, per -esempio a pranzo, o a cena? - -— Fate una cosa? - -— E quale? - -— Dite alla vostra buona superiora che, per lasciarci il meno -possibile, voi le chiedete il permesso di fare il vostro pasto con -meco. - -— Lo permetterà ella? - -— E che inconveniente vi può essere? - -— Benissimo! in questo modo noi non ci lasceremo più un istante. - -— Ebbene discendete da lei per esporle la vostra domanda; io mi sento -la testa pesante, e vado a fare una passeggiata in giardino. - -— Andate; e dove vi ritroverò io? - -— Qui fra un'ora. - -— Qui fra un'ora! oh! quanto siete buona, io vi ringrazio. - -— E come potrei non interessarmi a voi? quand'anche non foste bella e -graziosa, non siete voi l'amica di uno dei miei migliori amici? - -— Caro d'Artagnan! oh! quanto vi ringrazierà. - -— Lo spero bene. Andiamo, tutto è convenuto; discendiamo. - -— Voi andate in giardino? - -— Sì. - -— Seguite questo corridoio, una piccola scala vi ci condurrà. - -— A meraviglia, grazie. - -E le due donne si lasciarono contraccambiandosi un grazioso sorriso. - -Milady aveva detto la verità, ella si sentiva le testa pesante, poichè -i suoi progetti mal classificati si cozzavano come in un caos. Essa -aveva bisogno di restar sola, per mettere un poco d'ordine alle sue -idee alquanto confuse, una forma distinta, e un piano stabilito. - -Ciò che vi era di più pressante, era di rapire la signora Bonacieux, -di metterla in un luogo di sicurezza e là ad ogni evento farsene un -ostaggio. Milady cominciò a dubitare della riuscita di questo duello -terribile, in cui i suoi nemici impiegavano tanta perseveranza, quanto -ella usava di accanimento. - -D'altronde, essa sentiva, come si sente venire un uragano, che questo -esito era vicino, e non poteva a meno di essere terribile. - -La cosa dunque principale per lei, come abbiamo detto, era di custodire -la sig Bonacieux fra le sue mani; la signora Bonacieux era la vita di -d'Artagnan; era più della sua vita, era quella della donna ch'egli -amava. Era, nel caso di avversa fortuna, un mezzo di trattare e di -ottenere buone condizioni. - -Ora questo punto era stabilito. La signora Bonacieux, senza diffidenza -la seguiva; una volta nascosta con lei ad Armentières, era facile farle -credere che d'Artagnan non era venuto a Béthune. In quindici giorni -al più Rochefort sarebbe stato di ritorno. In questi quindici giorni -d'altronde, essa avrebbe pensato a ciò che doveva fare per vendicarsi -dei quattro amici. Quindi, grazie al cielo, non si sarebbe annoiata, -perchè avrebbe avuto il più dolce passatempo che gli avvenimenti -avrebbero accordato ad una donna di questo carattere: una buona -vendetta da perfezionarsi. - -Mentre essa sembrava distratta, girava gli occhi intorno e si fissava -in testa la topografia del giardino. Milady era come un buon generale -che prevede tutto, la vittoria assieme e la sconfitta, e che è -disposto, a seconda degli eventi della battaglia, a camminare in avanti -o a battersi in ritirata. - -In capo ad un'ora, intese una dolce voce che la chiamava: era la -signora Bonacieux. La buona abbadessa aveva naturalmente acconsentito a -tutto; e per incominciare, esse avrebbero cenato assieme. - -Giungendo nel cortile, intesero il rumore di una carrozza che si -fermava alla porta. - -Milady ascoltò. - -— Sentite voi? disse ella. - -— Sì, il rumore di una carrozza. - -— È quella che ci manda mio fratello. - -— Oh! mio Dio! - -— Su via, coraggio! - -Fu suonato alla porta del convento, milady non si era ingannala. - -— Salite nella vostra camera, disse ella alla signora Bonacieux, forse -avrete qualche gioiello che desiderate portare con voi? - -— Io ho delle lettere. - -— Ebbene? andate a cercarle; e venite a raggiungermi nella mia camera, -noi ceneremo in fretta; forse viaggeremo una parte della notte, bisogna -mettersi in forze. - -— Gran Dio! disse la signora Bonacieux mettendosi una mano sul petto, -il mio cuore batte in modo da soffocarmi, io non posso camminare! - -— Coraggio! andiamo, coraggio! pensate che fra un quarto d'ora siete -salva, e pensate che quello che siete per fare lo fate per lui. - -— Oh! sì, tutto per lui. Voi mi avete reso il mio coraggio con questa -sola parola. Andate, io vi raggiungerò. - -— Milady salì precipitosamente nella sua camera; essa vi trovò il -lacchè di Rochefort, e gli dette le sue istruzioni. - -Egli doveva aspettare alla porta; se per caso i moschettieri -comparivano, la carrozza partiva al galoppo faceva il giro del convento -e andava ad aspettare milady in un piccolo villaggio che era situato -all'altra parte di quel bosco. - -In questo caso, milady avrebbe traversato il giardino e sarebbe giunta -al villaggio a piedi; noi lo abbiamo già detto, milady conosceva -perfettamente questa parte della Francia. - -Se i moschettieri non comparivano, le cose sarebbero andate come -era stato convenuto. La sig. Bonacieux montava in carrozza sotto il -pretesto di dirle addio, ed era rapita così. - -La sig. Bonacieux entrò, e per togliere ogni sospetto, se pure essa ne -aveva, milady ripetè avanti a lei al lacchè l'ultima parte delle sue -istruzioni. - -Costei fece alcune interrogazioni sulla carrozza; ad essa erano -attaccati tre cavalli, condotti da un postiglione; il lacchè di -Rochefort doveva fare da corriere, precedendola a cavallo. - -Era a torto che Milady credeva che la sig. Bonacieux avesse dei -sospetti; la povera giovane era troppo pura per sospettare in un'altra -donna una simile perfidia: d'altronde, il nome della contessa de -Winter, che essa aveva sentito pronunciare dall'abbadessa, le era -affatto sconosciuto, ed ignorava egualmente che una donna avesse potuto -avere una parte così grande e così fatale alle disgrazie della sua -vita. - -— Voi lo vedete, disse milady quando il lacchè fu uscito, tutto è -pronto. L'abbadessa non dubita di niente, e crede che mi sieno venuti -a cercare per parte del ministro. Quest'uomo va a dare le ultime -disposizioni; prendete qualche piccola cosa, bevete un dito di vino e -partiamo. - -— Sì, disse macchinalmente la sig. Bonacieux, sì, partiamo. - -Milady le fece segno di sedere davanti ad essa, le versò un piccolo -bicchiere di vino di Spagna e le presentò il petto di un pollo. - -— Vedete diss'ella, che tutto ci seconda; ecco la notte che -sopraggiunge; alla punta del giorno arriveremo al luogo del nostro -ritiro, e nessuno potrà sospettare dove siamo. Vediamo, coraggio, -prendete qualche cosa. - -La sig. Bonacieux mangiò macchinalmente qualche boccata, e bagnò le sue -labbra nel bicchiere. - -— Andiamo adunque, disse milady portando il proprio bicchiere alle sue -labbra, fate come me. - -Ma al momento in cui essa avvicinava il bicchiere alle labbra, la mano -rimaneva sospesa, perchè aveva inteso il lontano rumore di cavalli -messi al galoppo che si avvicinavano; poi, quasi nello stesso tempo, le -sembrò di sentire il nitrito di questi. - -Un tal rumore la tolse dalla sua gioia, come il rumore di un uragano -sveglia da un bel sogno; essa impallidì, corse alla finestra, nel -mentre che la sig. Bonacieux alzandosi tutta tremante, si appoggiava -alla sedia per non cadere. - -Non si vedeva ancor niente: si sentiva soltanto il galoppo più -distintamente. - -— Oh! mio Dio! disse la sig. Bonacieux, che è questo rumore? - -— Quello dei nostri amici o dei nostri nemici, disse milady con un -terribile sangue freddo. Restate qui dove siete, io anderò a vedere. - -La signora Bonacieux rimase in piedi, muta, immobile e pallida come una -statua. - -Frattanto il rumore diveniva più forte; i cavalli non parevano più -essere che alla distanza di cento passi; se non si distinguevano -ancora, ciò era perchè la strada formava un gomito. Tuttavolta il -rumore era così distinto che si sarebbero potuti contare dal battere -dei loro ferri. - -Milady guardava con tutta la potenza della sua attenzione: faceva -precisamente abbastanza chiaro perchè potesse distinguere quelli che -venivano. - -Ad un tratto, alla voltata della strada, vide rilucere i cappelli -gallonati e ondeggiare le piume; essa contò due, poi otto cavalieri. -Uno di essi precedeva gli altri per la distanza di due cavalli. - -Milady mandò un ruggito. In quello che stava alla testa riconobbe -d'Artagnan. - -— Oh! mio Dio! mio Dio! gridò la sig. Bonacieux, che cosa è dunque? - -— È l'uniforme delle guardie del ministro; non c'è un istante da -perdere, gridò milady. Fuggiamo, fuggiamo. - -— Sì, sì, fuggiamo, ripetè la sig. Bonacieux, ma senza poter fare un -passo, ritrovandosi inchiodata dal terrore nel posto ove era. - -S'intesero i cavalli che passavano sotto la finestra. - -— Venite dunque, ma venite dunque! gridava milady, cercando di -trascinare la giovine pel braccio. Per mezzo del giardino, noi possiamo -ancora fuggire, io ne ho la chiave; ma affrettiamoci, fra cinque minuti -sarà troppo tardi. - -La sig. Bonacieux tentò di camminare, fece due passi, e cadde in -ginocchio. - -Milady tentò di sollevarla, e di portarla, ma non vi riuscì. - -In questo momento s'intese il rotolio della carrozza, che, alla vista -dei moschettieri partiva al galoppo. Poi rintronarono tre o quattro -colpi di fucile. - -— Un'ultima volta, volete voi venire? gridò milady. - -— Oh! mio Dio! mio Dio! voi vedete bene che mi mancano le forze fuggite -sola. - -— Fuggir sola, lasciarvi così! no, no, giammai! gridò milady. - -Ad un tratto un livido lampo brillò nei suoi occhi, corse alla tavola, -versò nel bicchiere della Bonacieux ciò che contenevasi nella legatura -del suo anello, che aperse con una prontezza singolare. - -Era un grano rossastro che si sciolse sul momento. - -Poi prendendo il bicchiere con mano ferma: - -— Bevete, disse ella, questo vino vi darà le forze, bevete. - -Ed avvicinò il bicchiere alle labbra della giovine; che bevve -macchinalmente. - -— Ah! non è così, che io voleva vendicarmi, disse milady con un sorriso -infernale, rimettendo il bicchiere sulla tavola, in fede mia! si fa -quello che si può. - -E tosto si slanciò fuori dell'appartamento. - -La sig. Bonacieux la guardò fuggire senza poter seguirla; essa era come -quelle genti che sognano di essere perseguitate e tentano invano di -camminare. - -Passarono alcuni minuti, un rumore spaventevole rintronò; ad ogni -istante la sig. Bonacieux si aspettava di vedere ricomparire milady, -che non ritornava. - -Molte volte, forse dal terrore, un freddo sudore colò dalla sua fronte -ardente. - -Finalmente, s'intese il rumore della porta che si apriva; quindi quello -degli stivali e degli speroni che salivano le scale; successe un gran -mormorio di voci che andavano avvicinandosi, in mezzo alle quali le -sembrava di sentir pronunciare il suo nome. - -Ad un tratto gettò un gran grido di gioia, e si slanciò verso la porta: -essa aveva riconosciuto la voce di d'Artagnan. - -— D'Artagnan! d'Artagnan! gridò ella, siete voi? per di qui! - -— Costanza! rispose il giovane, dove siete voi? mio Dio! - -Nello stesso momento la porta della cella cedè all'urto, anzichè -aprirsi. Molti uomini si precipitarono nella camera, la sig. Bonacieux -era caduta sopra una sedia, senza poter fare un movimento. - -D'Artagnan gettò una pistola che aveva ancor fumante in mano, e cadde -in ginocchio davanti alla sua innamorata. Athos rimise la sua alla -cintura; Porthos e Aramis, che tenevano le spade nude, le rimisero nel -fodero. - -— Oh! d'Artagnan, mio diletto d'Artagnan, tu dunque vieni finalmente! -tu non mi avevi ingannata; sei veramente tu! - -— Sì, sì. Costanza. Finalmente siamo riuniti! - -— Oh! _ella_ aveva un bel dire che tu non saresti venuto, io sperava -sordamente; io non ho voluto fuggire. - -— Oh! come ho fatto bene! come sono felice! - -A questa parola _ella_, Athos, che si era seduto tranquillamente, si -alzò ad un tratto. - -— _Ella_? chi _ella_? domandò d'Artagnan. - -— La mia compagna quella che per amicizia voleva sottrarmi ai miei -persecutori; quella che, prendendovi per guardie del ministro si è data -alla fuga. - -— La vostra compagna, gridò d'Artagnan diventando più pallido del velo -bianco della sua amica; di qual compagna volete voi parlare? - -— Di quella la di cui carrozza stava alla porta; di una donna che si -dice vostra amica, d'Artagnan; di quella donna a cui avete raccontato -tutto. - -— Il suo nome! gridò d'Artagnan; mio Dio! non sapete voi il suo nome? - -— Lo sapeva! fu pronunciato avanti a me; aspettate; ma che cosa è -questo... mio Dio! la testa si confonde, io non ci vedo più. - -— A me! amici miei, a me! le sue mani sono di gelo, gridò d'Artagnan; -ella sta male. Gran Dio, ella perde i sentimenti. - -Nel mentre che Porthos chiamava soccorso in tutta la forza della sua -voce, Aramis corse alla tavola per prendere un bicchier d'acqua, ma si -fermò vedendo l'orribile alterazione del viso di Athos, che in piedi, -davanti alla tavola, coi capelli irti, i lineamenti agghiacciati per lo -stupore, guardava uno dei bicchieri, e sembrava in preda al dubbio il -più orribile. - -— Oh! diceva Athos, oh! no! è impossibile! Dio non permetterà un simile -delitto! - -— Dell'acqua! dell'acqua! gridava d'Artagnan, dell'acqua! - -— Oh! povera donna! oh! povera donna! mormorava Athos con voce dolorosa. - -La signora Bonacieux riaprì gli occhi sotto i baci di d'Artagnan. - -— Essa ritorna in se! gridò il giovane, oh! mio Dio! mio Dio! io ti -ringrazio! - -— Signora, disse Athos, signora, in nome del cielo, chi ha bevuto in -questo bicchiere vuoto? - -— Io, signore, rispose la giovane con voce moribonda. - -— Ma chi ha versato il vino che era in questo bicchiere? - -— _Ella._ - -— Ma, chi era questa _ella_? - -— Ah! ora mi sovvengo, disse la sig. Bonacieux: la contessa de Winter. - -I quattro amici mandarono un solo ed unico grido ma quello di Athos -dominò sopra gli altri. - -In quel momento il viso della sig. Bonacieux divenne livido, un dolor -sordo l'atterrò, e cadde fra le braccia di Porthos e d'Aramis. - -D'Artagnan afferrò le mani di Athos con una angoscia impossibile a -descriversi. - -— E che! diss'egli tu credi?... - -La sua voce si estinse in un singulto. - -— Io credo tutto, disse Athos mordendosi le labbra fino al sangue. - -— D'Artagnan, d'Artagnan, gridò la signora Bonacieux, ove sei tu? non -mi lasciare, tu vedi bene che io muoio!. - -D'Artagnan lasciò le mani di Athos e corse ad essa. - -Il suo viso, così bello, era tutto sconvolto, i suoi occhi vitrei non -avevano più lo sguardo, un tremito convulsivo agitava tutto il suo -corpo, il sudore grondava dalla sua fronte. - -— In nome del Cielo, correte, chiamate Porthos, Aramis, chiamate -soccorso! - -— Inutile, disse Athos, inutile, il veleno che essa versa non ha -contravveleno. - -— Si, sì, soccorso! soccorso! mormorava la sig. Bonacieux; soccorso! - -Poi, riunendo tutte le sue forze, prese la testa del giovane -moschettiere fra le sue mani, la guardò un istante, come se l'anima -sua fosse passata per quello sguardo, e, con un grido, singhiozzando, -appoggiò le sue labbra su quelle dell'amico. - -— Costanza! Costanza! gridò d'Artagnan. - -Un sospiro sfuggì dalla bocca della signora Bonacieux, sfiorando quella -di d'Artagnan; questo sospiro era quello di quell'anima così casta e -così innamorata, che saliva al cielo. - -D'Artagnan non stringeva più fra le sue braccia che un cadavere. - -Il giovane mandò un grido e cadde vicino alla sua bella, tanto pallido -ed agghiacciato, quanto essa. - -Porthos pianse: Athos mostrò il pugno al cielo: Aramis si fece il segno -della croce. - -In questo momento comparve un uomo sulla porta, quasi tanto pallido -quanto lo erano quelli che stavano in camera; egli guardò intorno a se, -vide la sig. Bonacieux morta e d'Artagnan svenuto. - -Egli comparve in quell'istante di stupore, che segue le grandi -catastrofi. - -— Io non mi sono ingannato, disse colui; egli è il sig. d'Artagnan, e -voi sarete i suoi amici, i signori Athos, Porthos ed Aramis. - -Quelli, i di cui nomi erano stati pronunziati, guardarono lo straniero -con meraviglia; sembrava a tutti e tre di riconoscerlo. - -— Signori, riprese il nuovo venuto, voi siete senza fallo come me alla -ricerca di una donna che, aggiunse egli con un terribile sorriso, deve -essere passata per di qui, poichè vi vedo un cadavere. - -I tre amici rimasero muti; soltanto alla voce ed al viso si ricordavano -di un uomo; che avevano già veduto, ma non potevano ricordarsi in quale -circostanza. - -— Signori, continuò lo straniero, poichè non potete, o non volete -riconoscere un uomo, che probabilmente vi deve per due volte la vita; -bisogna bene che io mi nomini: io sono lord de Winter, il cognato di -quella donna. - -I tre amici gettarono un grido di sorpresa. - -Athos si alzò e gli stese la mano. - -— Siate il ben venuto, milord, diss'egli, voi siete dei nostri. - -— Io sono partito cinque ore dopo di essa da Portsmouth, disse lord -de Winter, sono giunto tre ore dopo di essa a Boulogne; l'ho fallita -di venti minuti a Saint-Omer; finalmente, a Lilliers, ho perduto le -sue tracce. Io andava a caso, informandomi presso tutti, quando vi ho -veduti passare al galoppo; ho riconosciuto il signor d'Artagnan, vi ho -chiamati; voi non mi avete risposto; volli seguirvi, ma, il mio cavallo -era troppo stanco per andare colla stessa corsa dei vostri, e frattanto -sembra che, ad onta della fretta che avevate, siate giunti ancora -troppo tardi. - -— Voi lo vedete, disse Athos mostrando a lord de Winter la signora -Bonacieux morta e d'Artagnan svenuto, che Porthos ed Aramis cercavano -di richiamare in vita. - -— Sono dunque essi morti entrambi? domandò freddamente lord de Winter. - -— No, fortunatamente, rispose Athos, d'Artagnan non è che svenuto. - -— Ah! tanto meglio! disse lord de Winter. - -Infatti, in quel momento d'Artagnan riapriva gli occhi. - -Egli si sciolse dalle braccia di Porthos e di Aramis, e si gettò come -un insensato sul corpo della sua innamorata. - -Athos si alzò, andò verso il suo amico con passo lento e solenne, lo -abbracciò teneramente, e, siccome egli dava in singulti, gli disse con -la sua voce così nobile e così persuasiva: - -— Amico, sii uomo: le donne piangono i morti, gli uomini li vendicano. - -— Oh! sì, disse d'Artagnan, sì, se è per vendicarla, io sono pronto a -seguirvi. - -Athos approfittò di questi momenti di forza, che la speranza della -vendetta rendeva al suo disgraziato amico, per far segno a Porthos e ad -Aramis di andare a cercare la superiora. - -I due amici la incontrarono nel corridoio, ancora tutta turbata e -spaventata da tanti avvenimenti; essa chiamò alcune religiose, che, -contro tutte le regole monastiche vennero alla presenza di cinque -uomini. - -— Signora, disse Athos passando il braccio di d'Artagnan sotto il -suo, noi abbandoniamo alle vostre pietose cure il corpo di questa -disgraziata donna. Essa fu un angiolo sulla terra, prima di andare ad -essere un angiolo in cielo. Trattatela come una delle vostre sorelle: -noi ritorneremo un giorno a pregare sulla sua tomba. - -D'Artagnan nascose il suo viso contro il petto di Athos fondendosi in -lagrime. - -— Piangi, disse Athos, piangi, cuore pieno di amore, di gioventù, di -vita. Ah! io vorrei pianger come te! - -E trascinò il suo amico, come un padre affettuoso, come un prete -consolatore, come un grand'uomo che ha molto sofferto. - -Tutti e cinque, seguiti dai loro lacchè che tenevano i cavalli per -le redini, si avanzarono allora verso la città di Béthune, di cui -scorgevasi il sobborgo, e si fermarono davanti al primo albergo che -ritrovarono. - -— Ma, disse d'Artagnan, non perseguiteremo noi quella donna? - -— Più tardi, disse Athos; debbo prendere prima alcune misure. - -— Essa ci sfuggirà, riprese il giovane, essa ci sfuggirà, Athos, e sarà -colpa tua. - -— Io rispondo di lei, disse Athos. - -D'Artagnan aveva una tal confidenza nella parola del suo amico, che -abbassò la testa, entrò nell'albergo senza risponder niente. - -Porthos e Aramis si guardavano, non comprendendo niente sulla -assicurazione di Athos. - -Lord de Winter credeva che egli parlasse così, per calmare il dolore di -d'Artagnan. - -— Ora, signori, disse Athos, allorquando si fu assicurato che vi erano -cinque camere libere nell'albergo, ritiriamoci ciascuno nella nostra. -D'Artagnan ha bisogno di restar solo per piangere, e voi per dormire. -Io mi incarico di tutto, siate tranquilli. - -— Mi sembra però, disse lord de Winter che, se vi è qualche misura da -prendere contro la contessa, ciò debba riguardare me pure; essa è mia -cognata. - -— Ed essa è mia moglie! disse Athos. - -D'Artagnan fremette, poichè comprese che Athos era sicuro della -sua vendetta, mentre rivelava un tal secreto; Porthos ed Aramis si -guardarono impallidendo, lord de Winter pensò che Athos fosse pazzo. - -— Ritiratevi dunque, disse Athos, e lasciatemi fare; voi vedete -bene che, nella mia qualità di marito, ciò mi riguarda. Soltanto, -d'Artagnan, se non lo avete perduto, rimettetemi quel foglio che è -sfuggito dal cappello di quell'uomo, e sul quale sta scritto il nome di -una città. - -— Ah! disse d'Artagnan, ora comprendo; questo nome scritto di sua -mano... - -— Vedi bene, disse Athos, che vi è un Dio nel Cielo! - - - - -CAPITOLO LXIV. - -L'UOMO DAL MANTELLO ROSSO - - -La disperazione di Athos aveva dato posto ad un dolore concentrato, che -rendeva ancor più chiare e più brillanti le qualità di questo uomo. - -Tutto intento ad un solo pensiero, quello della promessa che aveva -fatta e della responsabilità che aveva presa, egli si ritirò per ultimo -nella sua camera, pregò l'albergatore di procurargli una carta della -provincia, vi si curvò sopra, studiò le linee tracciate, riconobbe che -quattro strade differenti si portavano da Béthune ad Armentières. E -fece chiamare i quattro lacchè. - -Planchet, Grimaud, Mousqueton e Bazin si presentarono e ricevettero -gli ordini chiari, puntuali e gravi di Athos. Essi dovevano partire -alla punta del giorno dell'indomani, e portarsi ad Armentières, -ciascuno per una strada differente. Planchet, il più intelligente dei -quattro, doveva seguir quella che aveva presa la carrozza, sulla quale -i tre amici avevano tirato, e che era accompagnata, si ricorderà, dal -domestico di Rochefort. - -Athos mise i lacchè in campagna, primieramente perchè, dal momento -che questi erano entrati al servizio suo e dei suoi amici, si era -riconosciuto in loro delle qualità differenti ed essenziali; poi de' -lacchè che interrogano, inspirano sempre nei paesani minor diffidanza -dei loro padroni, e trovano maggior simpatia presso quelli ai quali -s'indirizzano. - -Finalmente, milady conosceva i padroni nel mentre ch'essa non conosceva -i servitori. Al contrario i servitori conoscevano tutti perfettamente -milady. - -Tutti e quattro dovevano ritrovarsi alle undici antimeridiane in un -punto indicato. Se avevano scoperto il luogo di ritirata di milady, tre -rimanevano a guardarla, e il quarto ritornava a Béthune, per prevenire -Athos, e servir di guida ai tre amici. - -Prese queste disposizioni, anche i servi si ritirarono. - -Athos allora si alzò dalla sedia, cinse la spada, si avviluppò nel -mantello, e uscì dall'albergo; erano circa dieci ore di sera; si sa, in -provincia le strade sono poco frequentate. Athos visibilmente cercava -però qualcuno a cui potere indirizzare la parola. Finalmente incontrò -un passaggiero ritardato, si avvicinò a lui e gli disse alcune parole. -L'uomo al quale si era indirizzato indietreggiò con terrore; però -rispose alle parole del moschettiere per mezzo di una indicazione. -Athos offerse a questo uomo una mezza doppia per accompagnarlo; ma -questi si rifiutò. - -Allora s'internò nelle strade che l'indicatore aveva designate col -dito; ma giunto ad una croce-via si fermò di nuovo visibilmente -imbarazzato; nella lusinga però che quivi passasse più facilmente -qualcuno, si fermò. Di fatto, dopo pochi minuti passò un vigile della -notte. Athos gli ripetè la stessa interrogazione che aveva già fatta -alla prima persona incontrata. Il vigile lasciò scorgere lo stesso -terrore, rifiutò egli pure di accompagnare Athos, e gli mostrò colla -mano la via che doveva seguire. - -Athos camminò nella direzione mostrata, giunse al sobborgo indicato, -nell'estremità opposta della città e del luogo ov'era alloggiato, in -compagnia dei suoi amici. Là, parve di nuovo inquieto ed imbarazzato, e -per la terza volta si fermò. - -Fortunatamente passava un mendicante, che si accostò ad Athos per -dimandargli l'elemosina. Athos gli offerse uno scudo per accompagnarlo -ove voleva andare; il mendicante esitò un istante, ma alla vista della -moneta di argento che brillava nell'oscurità, si decise e camminò -davanti ad Athos. - -Giunto all'angolo di una strada, gli mostrò di lontano una piccola -casa, isolata solitaria e trista. Athos si avvicinò ad essa, nel -mentre che il mendicante, il quale aveva ricevuto il suo salario, si -allontanava a tutte gambe. - -Egli vi girò attorno per poter distinguere la porta in mezzo al color -rossastro di cui era dipinta tutta quella casa. Nessun lume appariva -attraverso le fenditure delle gelosie, nessun rumore poteva far -supporre che questa casa fosse abitata; essa era muta e cupa come una -tomba. - -Tre volte Athos battè senza che gli fosse risposto. Al terzo colpo, -però, s'intesero dei passi avvicinarsi; finalmente la porta fu mezza -aperta, e un uomo di alta statura, di colorito pallido, coi capelli e -la barba nera, comparve. - -Athos e lui si cambiarono alcune parole a voce bassa, quindi l'uomo di -alta statura fece segno al moschettiere che poteva entrare. - -L'uomo che Athos era venuto a cercare, e che aveva ritrovato con tanta -pena, lo fece entrare in un laboratorio, in cui era occupato al legare -con dei fili di ferro le ossa di uno scheletro. Tutto il corpo era già -legato, la sola testa stava sopra la tavola. - -Tutto il resto del mobilio indicava che quest'uomo si occupava di -scienze naturali; vi erano dei vasi di vetro pieni di serpenti, coi -loro bigliettini indicanti le specie; delle lucertole diseccate, -risplendenti come gli smeraldi, e attaccate sopra una tavola nera. -Finalmente dei fasci di erbe selvatiche, odorifere, e senza dubbio -dotate di virtù sconosciute al volgare degli uomini, erano attaccati al -soffitto, e discendevano negli angoli dell'appartamento. - -Del resto nessun individuo di famiglia, nessun servitore: l'uomo di -alta statura abitava solo in quella casa. - -Athos gettò un colpo d'occhio freddo ed indifferente su tutti gli -oggetti che abbiamo descritti, e dopo l'invito di quello che era andato -a ritrovare, si assise vicino a lui. - -Allora gli spiegò la causa della sua visita ed il servigio che -reclamava: ma appena egli ebbe esposta la sua domanda, che lo -sconosciuto, che era rimasto in piedi davanti al moschettiere rinculò -pel terrore e si rifiutò. Allora Athos cavò di saccoccia un piccolo -pezzo di carta su cui erano scritte due righe, accompagnate da -una firma e da un sigillo, e lo presentò a quello che dava troppo -prematuramente dei segni di ripugnanza. L'uomo dall'alta statura, -appena ebbe lette le due linee, vista la sottoscrizione, e riconosciuto -il sigillo, s'inchinò in segno di non avere altra obbiezione a fare, e -di essere pronto ad obbedirlo. - -Athos non chiese di più, si alzò, uscì, riprese andandosene, la strada -che aveva fatta nel venire, rientrò nell'albergo, e si chiuse nella sua -camera. - -Alla punta del giorno d'Artagnan entrò da lui, e gli chiese che cosa si -doveva fare. - -— Aspettare, rispose Athos. - -Alcuni istanti dopo, la superiora del monastero fece prevenire i -moschettieri che i funerali della vittima di milady avrebbero avuto -luogo nel mezzogiorno. In quanto alla avvelenatrice, non se ne erano -ricevute notizie, soltanto ch'essa aveva dovuto fuggire dal giardino, -nella sabbia del quale si erano riconosciute le impronte dei piedi -di milady, e del quale si era ritrovata la porta chiusa: quanto alla -chiave, era scomparsa. - -All'ora indicata, lord de Winter ed i quattro amici si portarono al -convento; le campane suonavano a tutta tratta, la cappella era aperta, -la sola gelosia del coro era chiusa. Il corpo era esposto nel mezzo del -coro, vestito degli abiti di novizia. Da ciascun lato di esso, e dietro -le gelosie che comunicavano col convento, era tutta la comunità delle -Carmelitane che di là ascoltava l'ufficio divino, e univa il suo canto -al canto dei preti, senza vedere i profani e senza essere veduta. - -Alla porta della cappella d'Artagnan sentì venirgli meno il coraggio, -si voltò per cercare Athos, ma Athos era scomparso. - -Fedele alla sua missione di vendetta; si era fatto accompagnare in -giardino, e là, sulla sabbia seguiva il passo leggiero di questa donna, -che aveva lasciata una traccia sanguinosa ovunque era passata; si -avanzò fino alla porta che metteva nel bosco, se la fece aprire, si -internò nella foresta. - -Allora tutti i suoi dubbi si confermarono; la strada per la quale -era passata la carrozza fuggendo, circondava la foresta. Athos seguì -questo sentiero con gli occhi fissi al suolo; alcune piccole macchie di -sangue, sparse o dall'uomo che serviva la carrozza come postiglione, -o da uno dei cavalli, tracciavano qua e là la strada. In capo a tre -quarti di lega a cinquanta passi circa da Festubet, compariva una -macchia di sangue più grande. Il suolo era coperto di impronte di -ferri di cavalli. Fra la foresta e questo luogo denunciatore, un poco -più addietro delle peste dei cavalli, si scopriva la stessa traccia di -piede che fu ritrovata in giardino. - -La carrozza si era qui fermata. - -In questa direzione milady era uscita dal bosco ed era salita in -carrozza. - -Soddisfatto di questa scoperta, che confermava tutte le sue congetture, -Athos ritornò all'albergo, e ritrovò Planchet che lo aspettava con -impazienza. - -Tutto era avvenuto come lo aveva preveduto Athos. - -Planchet aveva seguita la stessa strada, aveva rimarcate le stesse -tracce di sangue, come Athos; aveva riconosciuto il luogo ove si erano -fermati i cavalli; ma era andato più avanti di Athos, di modo che, -nel villaggio di Festubert, bevendo in un'osteria, e senza bisogno -d'interrogare nessuno, aveva saputo che circa alle otto e mezzo della -sera innanzi, un uomo ferito, che accompagnava una dama che viaggiava -in legno di posta, era stato obbligato di fermarsi, non potendo andare -più avanti. L'accidente veniva attribuito ai ladri che avevano voluto -fermare la carrozza nel bosco. L'uomo era rimasto nel villaggio, e la -dama aveva cambiati i cavalli e aveva continuata la sua strada. - -Planchet si mise in cerca del postiglione che aveva condotta la -carrozza, e lo ritrovò. Egli aveva condotta la dama fino a Fromelles -e da Fromelles era partita per Armentières. Planchet prese una strada -traversa e a sette ore del mattino egli era ad Armentières. - -Non vi era che un albergo, quello della posta. Planchet andò a -presentarvisi come un lacchè senza padrone, che cercava un posto. Non -erano dieci minuti che parlava coi servi dell'albergo, che sapeva giù -che una donna sola era arrivata alle undici di sera, aveva presa una -camera, aveva fatto venire il padrone dell'albergo, e gli aveva detto -che desiderava di dimorare per qualche tempo nelle vicinanze. - -Planchet non aveva bisogno di saperne di più. Corse al luogo -dell'appuntamento, trovò gli altri tre lacchè, esatti al loro posto, -li condusse, li situò in sentinella a tutte le uscite dell'albergo -e ritornò da Athos, che terminava di ricevere le informazioni di -Planchet, quando rientrarono i suoi amici. - -Tutti i visi erano tetri, perfino il dolce viso di Aramis. - -— Che cosa dobbiamo fare? domandò d'Artagnan. - -— Aspettare, rispose Athos. - -Ciascuno si ritirò, nella sua camera. - -Alle otto ore di sera, Athos dette l'ordine d'insellare i cavalli, -fece prevenire lord de Winter e i suoi amici di tenersi pronti per la -spedizione. - -In un istante tutti e cinque furono all'ordine; ciascuno visitò le sue -armi e le preparò. Athos discese per ultimo e trovò d'Artagnan di già a -cavallo, che si impazientava. - -— Pazienza, disse Athos, ci manca ancora qualcuno. - -I quattro cavalieri si guardarono intorno con meraviglia, poichè -cercavano inutilmente nel loro spirito chi era quello che poteva -mancare. - -— Aspettatemi, diss'egli, io ritornerò subito. - -E partì al galoppo. - -Un quarto d'ora dopo ritornò effettivamente accompagnato da un uomo -mascherato, avvolto in un gran mantello rosso. - -Lord de Winter ed i tre moschettieri s'interrogarono con lo sguardo. -Nessuno di loro potè informare gli altri, perchè tutti ignoravano chi -era quest'uomo. Tutti però pensarono che la faccenda dovesse andare -così: poichè la faccenda era diretta da Athos. - -A nove ore, guidati da Planchet, la cavalcata si mise in viaggio -prendendo il cammino che aveva seguito la carrozza. - -Era un tristo spettacolo quello di questi sei uomini, che correvano -in silenzio, immersi tutti nei proprii pensieri, cupi come la -disperazione, tetri come il gastigo. - - - - -CAPITOLO LXV. - -IL GIUDIZIO - - -Era una notte tempestosa e oscura; grossi nuvoloni percorrevano il -cielo, velando la chiarezza delle stelle. La luna non doveva alzarsi -che alla mezzanotte. - -Alcune volte, al chiarore dei lampi che rischiaravano l'orizzonte, si -scorgeva la strada che si presentava bianca e solitaria, quindi spento -il chiarore, tutto ritornava nell'oscurità. - -Ad ogni tanto, Athos invitava d'Artagnan a mettersi in fila, perchè -andava sempre qualche passo avanti, ma dopo un istante di obbedienza, -ritornava nuovamente avanti. Non aveva che un pensiero, ed era quello -di andare avanti, e vi andava. - -Traversarono in silenzio il villaggio di Festubert, ove era rimasto il -domestico ferito: poscia traversarono il bosco di Rochebourg. Giunti ad -Herlier, Planchet, che dirigeva sempre la colonna, prese a sinistra. - -Diverse volte, sia lord de Winter, sia Porthos, sia Aramis tentarono -di attaccare il discorso coll'uomo dal mantello rosso; ma ad ogni -interrogazione che gli veniva fatta, si era inchinato senza rispondere. -I viaggiatori avevano capito allora che vi doveva essere qualche -ragione perchè lo sconosciuto conservasse il silenzio, e cessarono dal -volgergli il discorso. - -D'altronde, l'uragano ingrossava, i lampi si succedevano rapidamente, -il tuono cominciava a rumoreggiare, e il vento precursore del -temporale, fischiava a più potere. - -La cavalcata prese il gran trotto. - -Un poco al di là di Formelles; l'uragano scoppiò. Furono spiegati i -mantelli; restavano ancora tre leghe da farsi; furono fatte sotto un -torrente di pioggia. - -D'Artagnan si era tolto il cappello, e non aveva spiegato il mantello; -trovava piacere a lasciarsi irrigare la fronte ardente e il corpo -agitato dai brividi della febbre. - -Al momento in cui la piccola truppa aveva oltrepassato Coskal, e stava -per giungere alla posta, un uomo addossato ad un albero si staccò dal -tronco col quale era stato confuso nell'oscurità, e si avanzò fino in -mezzo alla strada, mettendosi il dito sulle labbra. - -Athos riconobbe Grimaud. - -— Che vi è dunque! gridò d'Artagnan, avrebb'ella lasciato Armentières? - -Grimaud fece colla testa un segno affermativo. D'Artagnan ruotò i denti. - -— Silenzio d'Artagnan! disse Athos. Sono io che mi sono incaricato di -tutto; sta dunque a me l'interrogare Grimaud. Dov'è essa? domandò a -Grimaud. - -Grimaud stese la mano nella direzione della Lys. - -— Lungi di qui? domandò Athos. - -Grimaud presentò al suo padrone il suo indice piegato. - -— Soltanto? domandò Athos. - -Grimaud fece segno di sì. - -— Signori, disse, Athos, essa è una mezza lega di qui nella direzione -del fiume. - -— Sta bene disse d'Artagnan: conduceteci Grimaud. - -Grimaud si mise ad attraversare i campi, e servì di guida alla -cavalcata. - -In capo a cinquecento passi, si ritrovò un ruscello che fu traversato a -guado. - -Al chiarore di un lampo, fu scoperto il villaggio d'Erquinhein. - -— È forse là? domandò d'Artagnan. - -Grimaud scosse la testa in segno negativo. - -— Silenzio dunque! disse Athos. - -E la truppa continuò il cammino. - -Balenò un altro lampo; Grimaud stese le braccia, ed al chiarore -rossastro di un serpente di fuoco, si distinse una piccola casa -isolata, vicina al fiume, a cento passi dal battello di traghetto. - -Una finestra era illuminata. - -— Noi ci siamo, disse Athos. - -In questo momento, un uomo nascosto in un fosso si alzò: era -Mousqueton, il quale mostrò col dito la finestra illuminata. - -— Essa è là, diss'egli. - -— E Bazin? domandò Athos. - -— Nel mentre che io guardava la finestra, egli guardava la porta. - -— Bene! disse Athos, voi siete tutti fedeli servitori. - -Athos saltò da cavallo e consegnò le redini a Grimaud; quindi si avanzò -sotto la finestra, dopo aver fatto segno al resto della sua truppa di -girare dalla parte della porta. - -La piccola casa era circondata da una siepe foltissima, alta circa tre -piedi. Athos l'oltrepassò, giunse fino alla finestra priva di sportelli -al di fuori, ma le di cui mezze tendine erano esattamente tirate. - -Egli montò sul suo parapetto di pietra affinchè il suo occhio potesse -oltrepassare l'altezza delle mezze tendine. - -Al chiarore di una lampada, egli vide una donna avviluppata in un gran -manto di colore scuro, seduta sopra uno sgabello, vicino ad un fuoco -quasi spento. I suoi gomiti erano appoggiati sopra una cattiva tavola, -ed, essa appoggiava la sua testa sopra ambe le mani, bianche come -l'avorio. - -Non si poteva distinguere il suo viso, ma un sorriso sinistro passò -sulle labbra di Athos. Non vi era da ingannarsi: quella era la donna -che egli cercava. - -In questo momento, un cavallo nitrì. Milady alzò la testa, vide dietro -ai vetri il pallido viso di Athos, e mandò un grido. - -Athos capì che era stato riconosciuto, spinse la finestra col ginocchio -e colla mano; questa cedè, i vetri si ruppero, e Athos, simile allo -spettro della vendetta, saltò nel mezzo della camera, milady corse -alla porta e l'aprì. Più pallido e più minaccioso ancora di Athos, -d'Artagnan stava sulla soglia. - -Milady indietreggiò mandando un grido; d'Artagnan, credendo ch'essa -avesse qualche mezzo di evasione, e temendo che loro non fuggisse, levò -una pistola dalla sua cintola. Ma Athos alzò la mano: - -— Rimettete quell'arme al suo posto, d'Artagnan, disse egli; è -necessario che questa donna sia giudicata e non assassinata. Aspettate -ancora, d'Artagnan, e tutti sarete soddisfatti! - -— Entrate, o signori. - -E d'Artagnan obbedì, perchè Athos aveva la voce solenne e il gesto -possente di un giudice supremo. Dietro a d'Artagnan, entrarono Porthos, -Aramis, Lord de Winter, e l'uomo dal mantello rosso. - -I quattro servitori guardavano la porta e le finestre. - -Milady era ricaduta sul suo seggio colle mani stese, come per -scongiurare questa terribile apparizione. Scorgendo suo cognato, essa -gettò un grido terribile. - -— Chi domandate voi? gridò milady. - -— Noi domandiamo, disse Athos, Anna de Breuille, che prima si è -chiamata la contessa della Fère, poi lady de Winter baronessa de -Souffield. - -— Sono io, mormorò essa al colmo dello stupore, che volete da me? - -— Vogliamo giudicarvi secondo i vostri delitti, disse Athos, voi sarete -libera di difendervi; giustificatevi, se potete. Signor d'Artagnan, -spetta a voi di accusarla pel primo. - -D'Artagnan si avanzò. - -— Davanti a Dio e davanti agli uomini, disse egli io accuso questa -donna di avere avvelenata Costanza Bonacieux, morta ieri sera. - -Egli si voltò verso Porthos ed Aramis. - -— Lo attestiamo, dissero con un sol movimento i due moschettieri. - -D'Artagnan continuò: - -— Davanti a Dio e davanti agli uomini, io accuso questa donna di avere -voluto avvelenarmi col vino, che mi aveva inviato da Villeroy con una -falsa lettera, come se il vino mi fosse stato mandato dai miei amici; -Dio mi salvò, ma un uomo è morto in mia vece che si chiamava Brisemont. - -— Lo attestiamo, dissero colla stessa voce Porthos ed Aramis. - -— Davanti a Dio e davanti agli uomini, proseguì d'Artagnan, io accuso -questa donna di avermi spinto all'uccisione del barone de Wardes, -e siccome non vi è alcuno per attestare la verità di quest'accusa, -l'attesto da me stesso. Ho detto. - -E d'Artagnan passò dall'altra parte della camera, con Porthos ed Aramis. - -— A voi, milord, disse Athos. - -Il barone si avvicinò a sua volta. - -— Davanti a Dio e davanti agli uomini, disse egli, io accuso questa -donna di aver fatto assassinare il duca di Buckingham. - -— Il duca di Buckingham assassinato? gridarono ad una voce tutti gli -assistenti. - -— Sì, disse il barone, assassinato: dietro la lettera di avviso che mi -avete scritta, io aveva fatto arrestare questa donna, e l'aveva data -in custodia ad un leale servitore; essa ha corrotto quest'uomo, gli ha -messo il pugnale in mano, e gli ha fatto uccidere il duca, e in questo -momento forse, Felton paga colla sua testa il delitto di questa furia. - -Un fremito percorse per mezzo i giudici alle rivelazioni di questi -delitti sconosciuti. - -— Ma questo non è tutto, riprese lord de Winter, mio fratello, che -l'aveva fatta sua erede, è morto in tre ore di una strana malattia, che -lasciò delle macchie livide su tutto il corpo. Cognata, in che modo è -morto vostro marito? - -— Orrore! gridarono Porthos ed Aramis. - -— Assassina di Buckingham, assassina di Felton, assassina di mio -fratello, io domando giustizia contro di voi, e dichiaro che se non mi -verrà fatta, me la farò da me! - -E lord de Winter andò a mettersi vicino a d'Artagnan, lasciando il -posto libero ad un altro accusatore. - -Milady lasciò cadersi la fronte fra le sue mani, e tentò richiamare le -sue idee confuse da una vertigine mortale. - -— A mia volta, disse Athos, tremando egli stesso, come trema il leone -all'aspetto di un serpente; a mia volta io sposai questa donna quando -era giovinetta; la sposai malgrado l'opposizione di tutta la mia -famiglia le detti i miei beni, le detti il mio nome, e un giorno; -m'accorsi che era infamata; questa donna è marchiata con un giglio -sulla spalla sinistra. - -— Oh! disse milady alzandosi, io sfido di ritrovare il tribunale che ha -pronunziato sopra di me questa infame sentenza, io sfido di ritrovare -colui che l'ha eseguita. - -— Silenzio! disse una voce. A questo aspetta a me il rispondere. - -E l'uomo dal mantello rosso si avvicinò a sua volta. - -— Chi è quest'uomo? chi è quest'uomo? gridò milady soffocata dal -terrore, i di cui capelli si snodarono e si dirizzarono sulla sua testa -livida, come se fossero stati vivi. - -Tutti gli occhi si voltarono su quest'uomo, poichè egli era sconosciuto -a tutti, eccetto che ad Athos. Athos pure lo guardava con tanto stupore -quanto gli altri, ignorando il come poteva trovarsi immischiato in -qualche cosa al dramma che si sviluppava in quel momento. - -Dopo essersi avvicinato a milady con passo lento e solenne, ed in modo -che la sola tavola lo separasse da lei, lo sconosciuto si tolse la -maschera. - -Milady guardò per qualche tempo, con un terrore crescente, questo -pallido viso inquadrato da capelli e da barba nera, la di cui -espressione era una impassibilità glaciale; poi ad un tratto: - -— Oh! no, no, disse ella alzandosi e indietreggiando fin contro il -muro; no, questa è una apparizione infernale! non è lui! a me! a me! -gridò essa con voce rauca, voltandosi verso il muro, come se avesse -potuto aprirvi un passaggio con le sue mani. - -— Ma chi siete voi dunque? gridarono tutti i testimoni a questa scena. - -— Domandatelo a questa donna, disse l'uomo dal mantello rosso, poichè, -vedete, bene, ella mi ha riconosciuto. - -— Il carnefice di Lille! il carnefice di Lille, grido milady in preda -ad un insensato terrore, aggrappandosi con le mani al muro per non -cadere. - -Tutti si allontanarono, e l'uomo dal mantello rosso restò solo in piedi -in mezzo alla sala. - -— Oh! grazia! grazia! perdono, gridò la miserabile cadendo in ginocchio. - -Lo sconosciuto lasciò che si ristabilisse il silenzio. - -— Io ve lo diceva bene che ella mi aveva riconosciuto; riprese egli. -Sì, io sono l'esecutore di giustizia della città di Lille, ed ecco la -mia storia. - -Tutti gli occhi erano fissi su quest'uomo, di cui si udivano le parole -con avida ansietà. - -— Questa giovane era altra volta una giovinetta tanto bella quanto lo è -adesso. Essa era educanda in un convento di Templemard. Un giovine, di -cuor semplice e credente, serviva la chiesa di questo convento; ella si -accinse a sedurlo e vi riuscì. E chi non avrebbe ella sedotto? - -«Ma troppa distanza passava tra la condizione dell'uno e dell'altra; e -però i loro legami non potevano durare lungamente senza perdersi tutti -e due. Ella ottenne da lui che fuggirebbero dal paese, ma per fuggire -dal paese, per involarsi assieme, per andare in un'altra parte della -Francia, ove essi potessero vivere tranquilli, perchè sarebbero stati -sconosciuti, vi voleva del danaro; nè l'uno nè l'altra ne avevano. -Il giovane per far danaro commise un furto. Gli oggetti derubati -furono venduti; ma, mentre si apprestavano a partire, furono entrambi -arrestati. - -«Otto giorni dopo, ella aveva sedotto il figlio del carceriere e si era -salvata. Il giovine fu condannato a dieci anni di ferri e al marchio. -Io era l'esecutore della città di Lille, come disse questa donna. Fui -obbligato di marchiare il colpevole; signori, egli era mio fratello. - -«Giurai allora che questa donna, che lo aveva perduto, che era più -che sua complice poichè essa lo aveva spinto al delitto, dividerebbe -almeno la punizione. Immaginai il luogo ove doveva essersi nascosta, la -rinvenni, l'afferrai, la legai, e le impressi il medesimo marchio che -io aveva impresso a mio fratello. - -«L'indomani del mio ritorno a Lille, mio fratello pervenne anch'egli -a fuggire; fui accusato di complicità, e condannato a rimanere in -prigione nel suo posto, fino a che non fosse ritornato a costituirsi -prigioniero. Il mio povero fratello ignorava questo giudizio, egli -raggiunse questa donna, fuggì con lei nel Berry, e là visse alcun tempo -facendola passare per sua sorella. - -«Il signore di quel luogo, ove erano andati ad abitare questi pretesi -due fratelli, divenne innamorato di lei al punto che le propose di -sposarla. Allora essa lasciò quello che aveva perduto, per quello che -voleva perdere, e divenne la contessa della Fère; - -Tutti gli occhi si voltarono verso Athos, di cui questo era il vero -nome, il quale fece segno colla testa, che tutto ciò che aveva detto il -carnefice era vero. - -— Allora, riprese questi, mio fratello pazzo disperato, deciso a -sbarazzarsi di una esistenza alla quale aveva tolto tutto, onore e -fortuna, il mio povero fratello ritornò a Lille, e sentendo il decreto -che mi aveva condannato invece sua, si costituì prigioniero, e si -impiccò la stessa sera all'inferriata della sua prigione. Del resto, -bisogna che io renda giustizia a chi di dovere; quelli che mi avevano -condannato mi mantennero la parola. Appena fu constata l'identità del -cadavere, che fui rimesso in libertà. Ecco il delitto per cui l'accuso, -ecco la causa per cui l'ho marchiata. - -— Sig. d'Artagnan, disse Athos, qual è la pena che voi reclamate per -questa donna? - -— La pena di morte! rispose d'Artagnan. - -— Milord de Winter, continuò Athos, qual è la pena che reclamate contro -questa donna? - -— La pena di morte! riprese lord de Winter. - -— Signori Porthos ed Aramis, riprese Athos, voi che siete i suoi -giudici, qual è la pena che pronunciate contro questa donna? - -— La pena di morte! risposero con voce sorda i due moschettieri. - -Milady mandò un urlo spaventoso, e fece alcuni passi verso i suoi -giudici, trascinandosi ginocchioni. - -Athos stese la mano verso di lei. - -— Anna de Breuille, contessa della Fère, milady de Winter, diss'egli, i -vostri delitti hanno stancato gli uomini sulla terra e Dio in cielo. Se -sapete qualche preghiera, recitatela, poichè siete condannata, e state -per morire. - -A queste parole, che non le lasciavano alcuna speranza, si raddirizzò -per quanto era alta, e volle parlare; ma la voce le mancò. Elle sentì -che una mano possente ed implacabile l'afferrava per i capelli, e la -trascinava così irrevocabilmente. Essa dunque non tentò pure di far -resistenza e uscì dalla casa. - -Lord de Winter, d'Artagnan, Athos, Porthos, ed Aramis, ne uscirono -dietro di lei; i servi seguirono i loro padroni, e la camera rimase -solitaria con la sua finestra rotta, la porta aperta, e la lampada che -ardeva tristamente sulla tavola. - - - - -CAPITOLO LXVI. - -L'ESECUZIONE - - -Era circa mezzanotte, la luna era in decrescenza, ed il color sanguigno -era l'ultima traccia dell'uragano; la luna si alzava dietro la piccola -città di Armentières, che staccava sopra l'orizzonte i neri profili -delle case, della chiesa, del campanile traforato a giorno; dirimpetto -il fiume Lys scorreva le sue acque simile ad un rivo di stagno fuso, -nel mentre che, sull'altra riva, si vedeva la massa nera degli alberi, -che si profilava sopra un cielo tempestoso, investito da grossi -nuvoloni color di rame, che facevano una specie di crepuscolo nel mezzo -della notte. - -A sinistra si alzava un vecchio molino abbandonato con le ali immobili; -tra le rovine del quale una civetta faceva sentire il suo grido acuto, -periodico e monotono. Qua e là, nella pianura, a diritta e a sinistra -della stradella che percorreva il lugubre corteggio, apparivano alcuni -alberi bassi o troncati, che sembravano spettri deformi, aggruppati per -osservare gli uomini in quell'ora sinistra. - -Di tratto in tratto un largo lampo apriva l'orizzonte in tutta la sua -larghezza, serpeggiava al di sopra della massa nera degli alberi, e -veniva come una enorme scimitarra, a spaccare il cielo e l'acqua in -due parti. Non un soffio di vento agitava l'atmosfera appesantita; un -silenzio di morte opprimeva tutta la natura, il suolo era umido per -la pioggia caduta, e gli alberi rianimati mandavano i loro profumi con -maggiore energia. - -Due lacchè trascinavano milady, che tenevano ciascuno per un braccio, -il carnefice camminava dietro. Lord de Winter, d'Artagnan, Athos, -Porthos, ed Aramis camminavano dietro al carnefice. Planchet e Bazin -venivano gli ultimi. - -I due lacchè condussero milady dalla parte del fiume; la sua bocca era -muta, ma i suoi occhi parlavano con la loro inesplicabile eloquenza, -supplicando or l'uno or l'altro ch'essa guardava. Siccome si trovava -alcuni passi avanti, disse ai lacchè: - -— Mille doppie per ciascuno di voi se proteggete la mia fuga; ma se -mi abbandonate ai vostri padroni, ho qui vicino dei vendicatori che vi -faranno pagar cara la mia morte. - -Grimaud esitava, Mousqueton tremava con tutte le sue membra. - -Athos, che aveva intesa la voce di milady, si avvicinò prestamente; -lord de Winter fece altrettanto. - -— Rimandate questi servi, disse egli; essa ha parlato loro, costoro non -sono più sicuri. - -Si chiamò Planchet e Bazin, che presero il posto di Grimaud e -Mousqueton. - -Giunti sulla riva del fiume, il carnefice si avvicinò a milady, e le -legò i piedi e le mani. - -Allora essa ruppe il silenzio, per gridare: - -— Voi siete vili, siete miserabili assassini, vi mettete in dieci per -sgozzare una povera donna; state in guardia, se io non sono soccorsa, -sarò vendicata!... - -— Voi non siete una donna, disse freddamente Athos; voi non appartenete -alla specie umana, voi siete un demonio fuggito dall'inferno, e noi vi -ci faremo ritornare. - -— Oh! signori uomini virtuosi, disse milady, state attenti, perchè -colui che toccherà un solo capello della mia testa è a sua volta un -assassino. - -— L'esecutore può uccidere, senza per questo essere un assassino, -signora, disse l'uomo dal mantello rosso battendo sulla sua larga -spada; questo è l'ultimo giudice, ecco tutto. _Nachrichter_, come -dicono i nostri vicini alemanni. - -E siccome egli la legava dicendo queste parole, milady mandò due o tre -gridi selvaggi, che produssero un tetro e strano effetto, spandendosi -per la notte e perdendosi nella profondità dei boschi. - -— Ma se io sono colpevole, se ho commessi i delitti di cui mi accusate, -urlava milady, conducetemi avanti di un tribunale; voi non siete -giudici per condannarmi. - -— Io aveva proposto Tyburn, disse lord de Winter, perchè non avete -voluto accettarlo? - -— Perchè io non voglio morire, gridò milady dibattendosi, perchè sono -troppo giovane per morire. - -— La donna, che avete avvelenata a Béthune, era più giovane ancora di -voi, signora, eppure essa è morta, disse d'Artagnan. - -— Io entrerò in un chiostro, mi farò religiosa, disse milady. - -— Voi eravate in un chiostro, disse il carnefice, e ne siete uscita per -perdere mio fratello. - -Milady mandò un grido di spavento e cadde in ginocchio. - -Il carnefice la sollevò fra le sue braccia, e volle portarla verso il -battello. - -— Oh! mio Dio! gridò essa, mio Dio! volete voi annegarmi? - -Queste grida avevano qualche cosa di straziante, dimodochè d'Artagnan, -che sulle prime era il più accanito contro milady, si lasciò andare -contro un albero e vi appoggiò la testa, chiudendosi le orecchie con le -palme delle mani, e ciò nonostante, ad onta di questo, sentiva ancora -minacciare e gridare. - -D'Artagnan era il più giovine di tutti quegli uomini, e il cuore gli -mancò. - -— Oh! io non posso vedere questo orribile spettacolo, disse egli; io -non posso acconsentire che questa donna muoia così. - -Milady aveva intese queste parole, e si era attaccata ad un raggio di -speranza. - -— D'Artagnan! d'Artagnan! gridò essa, sovvienti che ti ho amato! - -Il giovine si alzò e fece un passo verso di lei. - -Ma Athos cavò la sua spada, e gli tagliò il sentiero. - -— Se voi fate un passo di più, d'Artagnan, disse egli, noi incrocieremo -le spade assieme. - -D'Artagnan cadde in ginocchio e pregò. - -— Andiamo, andiamo, continuò Athos, esecutore di giustizia, fa il tuo -dovere. - -— Volentieri, signore, disse il carnefice, perchè, tanto è vero che -io sono un buon cattolico, che credo fermamente essere io giusto nei -compiere le mie funzioni sopra questa donna. - -— Sta bene. - -Athos fece un passo verso milady. - -— Io vi perdono, disse egli, il male che mi avete fatto; vi perdono il -mio avvenire troncato, il mio onore perduto, il mio amore lordato e la -mia salute per sempre compromessa, per la disperazione in cui mi avete -gettato. Morite in pace! - -Lord de Winter si avvicinò egli pure. - -— Io vi perdono, diss'egli, l'avvelenamento di mio fratello, -l'assassinio di Sua Grazia lord de Buckingham, vi perdono la morte del -povero Felton, vi perdono tutti i vostri tentativi sulla mia persona. -Morite in pace! - -— Ed io, disse d'Artagnan, perdonatemi, signora, di avere con una -furberia indegna di un gentiluomo, provocata la vostra collera; e in -compenso, vi perdono l'uccisione della mia povera amica e i vostri -crudeli tentativi di vendetta sopra di me. Vi perdono e vi compiango. -Morite in pace! - -— _I am lost!_ mormorò in inglese milady, _I must die_. - -Allora ella si alzò da sè, girò intorno sguardi luminosi che sembravano -scaturire da un occhio di fiamme. - -Essa non vide niente. - -Essa ascoltò, e non intese niente. - -Ella non aveva intorno a se che dei nemici. - -— Ove vado a morire? domandò essa. - -— Sull'altra riva, rispose il carnefice. - -Allora egli la fece trascinare nella barca, e mentre stava per mettersi -in piede per seguirla, Athos gli consegnò una somma di danaro. - -— Prendete, disse, ecco il prezzo della esecuzione, che si veda bene -che noi agiamo da giudici. - -— Sta bene, disse il carnefice, ed ora questa donna sappia essa pure -che io non eseguisco il mio mestiere, ma il mio dovere. - -E gettò il denaro nel fiume. - -— Vedete! disse Athos, questa donna ha un figlio, eppure ella non ha -detto una parola di suo figlio! - -Il battello si allontanò verso la riva sinistra della Lys, portando la -colpevole e l'esecutore. Tutti gli altri rimasero sulla riva destra, -caduti in ginocchio, pregando per la condannata. - -Il battello scorreva lentamente lungo la corda del traghetto sotto -il riflesso di una pallida nube, che in quel momento passava a piombo -sull'acqua. - -Fu visto approdare all'altra riva, i personaggi si disegnavano in nero -sull'orizzonte rossastro. - -Milady, durante il tragitto, era pervenuta a staccare la corda che le -legava i piedi. Giungendo all'altra riva, saltò leggiermente a terra, e -prese la fuga. - -Ma il suolo era umido: e giungendo sull'alto dell'argine, scivolò e -cadde in ginocchio. - -Fu colta senza dubbio da un'idea superstiziosa: essa capì che il -cielo le rifiutava il suo soccorso, e rimase nell'attitudine in cui si -ritrovava, colla testa inchinata e le mani giunte. - -Allora fu visto dall'altra riva il carnefice alzare lentamente le -due braccia, un raggio della luna riflettè sulla lama della larga sua -spada, le due braccia ricaddero; s'intese il fischio della scimitarra -e il grido della vittima, quindi una massa tronca si piegò sotto il -colpo. - -Allora il carnefice si tolse il mantello rosso, lo stese per terra, vi -trascinò sopra il corpo, vi gettò la testa, lo annodò ai quattro angoli -lo caricò sulla sua spalla e rimontò nel battello. - -Giunto in mezzo alla Lys, fermò la banca, e sospendendo il suo fardello -al disopra del fiume: - -— Lasciate passare la giustizia di Dio! gridò egli ad alta voce. - -E lasciò cadere il cadavere nel più profondo dell'acqua, che si -richiuse sopra di esso. - - - - -CAPITOLO LXVII. - -UN MESSAGGIO DEL MINISTRO - - -Tre giorni dopo i quattro moschettieri rientravano a Parigi; essi erano -rimasti nei limiti del loro congedo, e la stessa sera andarono dal sig. -de Tréville, a fargli la solita visita di uso. - -— Ebbene! signori, domandò il loro capitano, vi siete voi divertiti -nella vostra escursione? - -— Prodigiosamente! rispose Athos in nome suo e in quello dei suoi -compagni. - -Il sei del successivo mese, il re mantenendo la promessa che aveva -fatta al ministro di ritornare alla Rochelle, lasciò Parigi tutto -stordito ancora dalla novella che vi si era sparsa che Buckingham era -stato assassinato. - -Quantunque prevenuta, che l'uomo che essa amava tanto, correva un forte -pericolo, la regina, quando le fu annunziato questa morte, non volle -crederla; e giunse perfino a gridare imprudentemente. - -— È falso! egli mi ha scritto... - -Ma l'indomani bisognò bene prestar fede all'annunzio. Laporte, -trattenuto come tutti gli altri in Inghilterra per ordine del re Carlo -I, arrivò portatore dell'ultimo funebre regalo, che Buckingham inviava -alla regina. - -La gioia del re era stata vivissima; non si dette alcuna pena di -dissimularla, anzi la dimostrò con affettazione davanti alla regina; -Luigi XIII, come tutti i cuori deboli mancava di generosità. - -Ma ben presto egli ritornò cupo e pensieroso; la sua fronte non era -di quelle che si mantengono lungamente ilari; sentiva che ritornando -al campo, andava a riprendere la sua schiavitù e ciò non ostante vi -ritornava. - -Il ministro era per lui il serpente affascinatore, ed egli era -l'uccello che saltellava di ramo in ramo senza potere sfuggirgli. - -Per questo il ritorno alla Rochelle era profondamente tristo. I quattro -amici particolarmente formavano la meraviglia dei loro camerati, essi -viaggiavano assieme uniti coll'occhio tetro e la testa bassa. Athos -solo rialzava di tratto in tratto la sua fronte, un lampo balenava dai -suoi occhi, un amaro sorriso passava sulle sue labbra; quindi simile ai -suoi camerati, si lasciava nuovamente andare alle sue meditazioni. - -Appena giunta la scorta in una città, dopo che avevano condotto il re -al suo alloggio, i quattro amici si recavano o al loro quartiere o in -qualche osteria appartata, ove non giuocavano nè bevevano; parlavano -soltanto a bassa voce, osservando con attenzione di non essere -ascoltati da nessuno. - -Un giorno che il re aveva fatto alto sulla strada, per dar la caccia -alla gazza, che i quattro moschettieri, secondo il loro costume, invece -di seguire la caccia, si erano ritirati in una osteria posta sulla -strada maestra; un uomo che veniva dalla Rochelle a tutta briglia, si -fermò alla porta per bere un bicchiere di vino e penetrò il suo sguardo -nell'interno della camera, ove stavano a tavola i quattro moschettieri. - -— Olà! signor d'Artagnan, non siete voi che vedo laggiù? - -D'Artagnan alzò la testa e mandò un grido di gioia; quell'uomo che lo -chiamava era il suo fantasma, era lo sconosciuto di Méung, della strada -Fossoyeurs, e di Arras. - -D'Artagnan cavò la spada e si slanciò verso la porta. - -Ma questa volta invece di fuggire, lo sconosciuto saltò giù del suo -cavallo, e s'avvanzò incontro a d'Artagnan. - -— Ah! signore, disse il giovane, finalmente vi ho raggiunto. Questa -volta non mi fuggirete. - -— Non era questa neppure la mia intenzione, perchè questa volta io vi -cercava. In nome del re, io vi arresto. - -— Come! che dite voi? gridò d'Artagnan. - -— Io vi dico, signore, che dovete cedermi la vostra spada, e senza -alcuna resistenza. Vi avverto che ne va della vostra testa. - -— Chi siete voi? gridò d'Artagnan abbassando la sua spada, senza però -renderla ancora. - -— Io sono il cavaliere de Rochefort, rispose lo sconosciuto, scudiero -di Sua Eccellenza il ministro Richelieu, ed ho l'ordine di condurvi a -Sua Eccellenza. - -— Noi ritorniamo presso Sua Eccellenza, signor cavaliero, disse Athos -avanzandosi, e voi vorrete accettare la parola del signor d'Artagnan -che si recherà in linea retta alla Rochelle. - -— Io debbo consegnarlo nelle mani delle guardie, che lo ricondurranno -al campo. - -— Faremo noi le loro veci, signore, sulla nostra parola da -gentiluomini! Ma sulla nostra parola da gentiluomini pure, aggiunse -Athos aggrottando il sopracciglio, il signor d'Artagnan non ci lascerà. - -Il signor Rochefort gettò un colpo d'occhio indietro, e vide che -Porthos ed Aramis, si erano posti fra lui e la porta; egli capi che si -trovava interamente a loro discrezione. - -— Signori, diss'egli, se il signor d'Artagnan mi cede la spada, e -unisce la sua parola alla vostra, mi contenterò della vostra promessa -di condurlo all'alloggio di Sua Eccellenza il ministro. - -— Voi avete la mia parola, signore, ed ecco la mia spada. - -— Ciò mi accomoda, tanto più, disse Rochefort, che debbo continuare il -mio viaggio. - -— Se è per raggiungere milady, disse freddamente Athos, è inutile, voi -non la ritrovereste. - -— Che cosa è dunque avvenuto di lei? domandò premurosamente Rochefort. - -— Ritornate al campo e lo saprete. - -Rochefort rimase un istante pensieroso; ma siccome non erano più che -una giornata distanti da Surgéres, fin dove il ministro doveva venire -incontro al re, risolse di seguire il consiglio di Athos e di ritornare -con loro. - -D'altronde, questo ritorno gli offriva il vantaggio di sorvegliare da -se stesso il suo prigioniero. - -Si rimisero in viaggio. - -L'indomani, a tre ore dopo il mezzogiorno, giunsero a Surgéres; il -ministro vi aspettava Luigi XIII. Il ministro ed il re si cambiarono -una quantità di carezze; si felicitarono della fortunata combinazione -che sbarazzava la Francia del nemico accanito che ammutinava l'Europa -contro di lei. Dopo di che, il ministro, ch'era stato prevenuto -da Rochefort che d'Artagnan era arrestato, e che aveva fretta -d'interrogarlo, prese congedo dal re, invitandolo di venire il giorno -dopo a vedere i lavori della diga che erano stati terminati. - -Ritornando la sera al suo quartiere, al Ponte di Pierre, il ministro -ritrovò in piedi, davanti alla porta della casa che egli abitava, -d'Artagnan disarmato, e i tre moschettieri armati. - -Questa volta, siccome egli si ritrovava in forza, li riguardò -severamente, e fece segno, coll'occhio e colla mano, a d'Artagnan di -seguirlo. - -D'Artagnan obbedì. - -— Noi ti aspettiamo d'Artagnan, disse Athos abbastanza forte perchè il -ministro lo sentisse. - -Sua Eccellenza aggrottò il sopracciglio, si fermò un istante, poi -continuò il suo cammino, senza pronunciare una parola. - -D'Artagnan entrò dietro al ministro, e Rochefort dietro a d'Artagnan: -alla porta furono messe le sentinelle. - -Sua Eccellenza si portò nella camera che gli serviva da gabinetto e -fece segno a Rochefort d'introdurre il giovane moschettiere. - -Rochefort obbedì e si ritirò. - -D'Artagnan rimase solo in faccia al ministro: era la seconda conferenza -con Richelieu: ed egli, confessò dopo, credeva che fosse stata -l'ultima. - -Richelieu rimase in piedi appoggiato al camminetto, e vi era una tavola -fra lui e d'Artagnan. - -— Signore, disse il ministro, voi siete stato arrestato per ordine mio. - -— Mi è stato detto, Eccellenza. - -— Sapete voi perchè. - -— No, Mio-signore, poichè la sola colpa per la quale io potrei essere -arrestato, è ancora ignorata dal ministro. - -Richelieu guardò fissamente il giovane. - -— Olà! diss'egli, che volete dire con ciò? - -— Se Vostra Eccellenza vuol prima farmi conoscere i delitti di cui -vengo imputato, io gli dirò in seguito i fatti che ho operati. - -— Voi siete imputato di delitti che hanno fatto cadere delle teste più -alte della vostra, disse il ministro. - -— E quali, Eccellenza? domandò d'Artagnan con una calma che fece -meraviglia allo stesso ministro. - -— Voi siete imputato di avere avuto corrispondenza coi nemici del -regno, siete imputato di avere sorpreso i segreti dello stato, siete -imputato di aver tentato di fare andare a vuoto i piani del vostro -generale. - -— E chi è che m'imputa di tutto ciò, Eccellenza? disse d'Artagnan, che -non si dubitava che l'accusa non venisse da milady, una donna marchiata -dalla giustizia del suo paese, una donna che ha sposato un uomo in -Francia e un altro in Inghilterra, una donna che ha avvelenato il suo -secondo marito, e che ha tentato di avvelenare me pure. - -— Che dite voi dunque! signore!, gridò il ministro meravigliato, e di -qual donna v'intendete voi parlare in tal guisa? - -— Di milady de Winter, rispose d'Artagnan; sì, di milady de Winter, -di cui senza dubbio Vostra Eccellenza ignorava i delitti, quando la -onorava della sua confidenza. - -— Signore, disse il ministro, se milady de Winter ha commesso i delitti -che voi dite, ella sarà punita. - -— Essa lo è già, Eccellenza. - -— E chi l'ha punita? - -— Noi. - -— Essa dunque è in prigione? - -— Essa è morta. - -— Morta! ripetè il ministro che non poteva credere quanto udiva: -morta!... non avete voi detto ch'essa è morta? - -— Tre volte essa ha tentato di uccidermi, ed io le ho perdonato, -ma però ha ucciso la donna che io amava; allora i miei amici ed io -l'abbiamo presa, giudicata e condannata. - -D'Artagnan raccontò allora l'avvelenamento della sig. Bonacieux nel -convento delle Carmelitane di Béthune, il giudizio nella casa isolata, -e la esecuzione sulle rive della Lys. - -Un fremito percorse tutto il corpo del ministro, eppure non fremeva -tanto facilmente. Ad un tratto, come subendo l'influenza di un tacito -pensiero, la fisonomia del ministro, cupo fino allora, si rischiarò a -poco a poco, e giunse alla più perfetta serenità. - -— Così, diss'egli con una dolcezza che contrastava colla severità -delle sue parole, voi vi siete costituiti giudici senza pensare che -quelli che non hanno missione di punire, e puniscono, sono considerati -assassini. - -— Eccellenza, io vi giuro che neppure per un momento, non ho mai -avuto intenzione di difendere la mia testa contro di voi; io subirò -il gastigo che Vostra Eccellenza vorrà infligermi. Non sono abbastanza -attaccato alla vita per temere la morte. - -— Sì, lo so, voi siete un uomo di cuore, signore, disse il ministro con -una voce quasi affettuosa; io posso dirvi pure in anticipazione che voi -sarete condannato. - -— Un altro potrebbe rispondere a Vostra Eccellenza, che ha la sua -grazia in saccoccia; ma io mi contento di dirvi ordinate, io sono -pronto. - -— La vostra grazia? disse Richelieu sorpreso. - -— Sì, Eccellenza, disse d'Artagnan. - -— Firmata da chi? dal re forse? - -Il ministro pronunciò queste parole con una singolare espressione di -disprezzo. - -— No da Vostra Eccellenza. - -— Da me! voi siete pazzo, signore. - -— Vostra Eccellenza riconoscerà senza dubbio il carattere. - -E d'Artagnan presentò al ministro il prezioso foglio che Athos aveva -strappato a milady, e che aveva dato a d'Artagnan per salvaguardia. - -Il ministro prese il foglio, lo lesse lentamente, calcando la voce -sopra ciascuna sillaba. - - «È per ordine mio e per il bene dello stato, che il portatore del - presente ha fatto quello che ha fatto. - - «Dal campo della Rochelle li 3 agosto 1628. - - «RICHELIEU» - -Il ministro, dopo aver letto queste due linee, cadde in una profonda -meditazione, ma non rese il foglio a d'Artagnan. - -— Egli medita il genere di morte che mi farà subire, diceva fra se il -Guascone. Ebbene! in fede mia, vedrà come muore un gentiluomo. - -Il giovane moschettiere si ritrovava in eccellente disposizione per -morire eroicamente. - -Richelieu pensava sempre, avvolgeva e svolgeva il foglio fra le mani. -Finalmente alzò la testa, fissò il suo sguardo d'aquila su quella -fisonomia leale, aperta, intelligente, lesse su quel viso, solcato -dalle lagrime, i patimenti che da un mese aveva dovuto soffrire, e -pensò, per la terza o quarta volta, quale avvenire aveva questo giovane -di vent'anni, e quante risorse, colla sua attività ed il suo spirito, -poteva offrire ad un buon padrone. - -Da un altro canto, i delitti, la potenza, il genio infernale di milady, -lo aveva più di una volta spaventato. Egli provava una specie di gioia -secreta, per essere stato sbarazzato per sempre da quel pericoloso -complice. - -Stracciò lentamente il foglio che d'Artagnan gli aveva generosamente -rimesso. - -— Io sono perduto, disse fra se d'Artagnan. - -E s'inchinò profondamente davanti al ministro, come uomo che dice: -«Signore, sia fatta la vostra volontà». - -Il ministro si avvicinò alla tavola, e, senza sedere, scrisse alcune -linee sopra una pergamena ch'era già per due terzi scritta, quindi vi -appose il sigillo. - -— Questa è la mia condanna, diceva sempre fra se d'Artagnan; egli mi -risparmia la noia della Bastiglia e la lentezza di un giudizio. Questa -pure è un'amabilità per parte sua. - -— Prendete, signore, disse il ministro al giovane, io vi ho preso un -foglio segnato in bianco, e ve ne rendo un altro. Manca il nome su -questo brevetto; lo scriverete voi stesso. - -D'Artagnan prese la pergamena esitando, e vi gettò sopra lo sguardo. - -Era un brevetto di tenente nei moschettieri. - -D'Artagnan cadde ai piedi del ministro. - -— Eccellenza, diss'egli, la mia vita è vostra; disponetene d'ora -innanzi; ma non merito il favore che mi accordate: io ho tre amici che -sono più degni.... - -— Voi siete un bravo giovane, interruppe il ministro, battendogli -famigliarmente la mano sulla spalla, contento come era di aver domato -questa natura ribelle; fate di quel brevetto ciò che più vi piacerà, -poichè il nome è in bianco; ricordatevi soltanto che sono stato io che -ve l'ho dato. - -— Io non lo dimenticherò mai, rispose d'Artagnan, Vostra Eccellenza può -esserne certa. - -Il ministro si voltò e disse ad alta voce. - -— Rochefort! - -Il cavaliere, che senza dubbio stava dietro la porta, entrò subito. - -— Rochefort, disse il ministro, voi vedete il signor d'Artagnan; io -lo ricevo nel numero dei miei amici. Così dunque abbracciatevi e siate -saggi, se avete cura a conservare la testa. - -Rochefort e d'Artagnan si baciarono coll'estremità delle labbra, ma il -ministro era là che li osservava col suo occhio vigilante. - -Essi uscirono dalla camera nello stesso tempo. - -— Noi ci ritroveremo in altro luogo, signore, non è vero? si dissero. - -— Quando vi piacerà, fece d'Artagnan. - -— Non mancherà l'occasione, rispose Rochefort. - -— Hum! fece Richelieu aprendo la porta. - -I due uomini si sorrisero, si strinsero la mano e salutarono Sua -Eccellenza. - -— Noi cominciavamo ad impazientirci, disse Athos scorgendo d'Artagnan. - -— Eccomi, amici miei, rispose egli. - -— Libero? - -— Non sono libero ma in favore. - -— Voi ci racconterete.... - -— Questa sera; ma, pel momento separiamoci. - -Infatti la sera, d'Artagnan andò all'alloggio di Athos, che ritrovò in -vena di vuotare la sua bottiglia di vino di Spagna, occupazione cui si -dava religiosamente tutte le sere. - -Gli raccontò quanto era avvenuto fra il ministro e lui, e cavando di -saccoccia il brevetto: - -— Prendete, mio caro Athos, ecco, diss'egli, ciò che vi viene -naturalmente. - -Athos sorrise col suo dolce e grazioso sorriso: - -— Amico, diss'egli, per Athos è troppo; pel conte della Fère è troppo -poco; conservate questo brevetto, esso è vostro; pur troppo! mio Dio! -voi lo avete acquistato assai caro. - -D'Artagnan uscì dalla camera di Athos ed entrò in quella di Porthos. - -Egli lo ritrovò vestito con un magnifico abito, coperto di splendidi -ricami, che stava osservando allo specchio. - -— Ah! ah! disse Porthos, siete voi, caro amico; come trovate che mi -stia questo vestito? - -— A meraviglia, ma io vengo a proporvene un altro, che vi starà ancor -meglio. - -— E quale? - -— Quello di tenente dei moschettieri. - -D'Artagnan raccontò a Porthos il suo dialogo col ministro, e cavando il -brevetto di saccoccia: - -— Prendete, mio caro, diss'egli, scrivetevi il vostro nome, sopra, e -siatemi un buon superiore. - -Porthos gettò gli occhi sul brevetto lo restituì, con gran meraviglia -del giovane. - -— Sì, diss'egli, ciò mi lusingherebbe molto, ma io non potrei godere -lungamente di questo favore. Durante la spedizione di Bèthune, il -marito della mia duchessa è morto, dimodochè lo scrigno del defunto mi -stende le braccia, ed io sposerò la vedova. Osservate, per l'appunto, -io stava provando il mio abito di nozze. Ritenete la tenenza per voi, -mio caro, ritenetela. - -E la restituì a d'Artagnan. - -Il giovane entrò da Aramis. - -Lo ritrovò in ginocchio colla fronte appoggiata sul libro delle ore -aperto. - -Gli raccontò la sua conversazione col ministro, e cavando per la terza -volta il brevetto di saccoccia: - -— Voi, nostro amico, nostro lume, nostro protettore invisibile, -diss'egli, accettate questo brevetto voi lo avete meritato più che -ognun altro, colla vostra saggezza ed i vostri consigli, sempre seguiti -da così felici risultati. - -— Ah! caro amico, disse Aramis, le nostre ultime avventure mi hanno -disgustato del tutto colla vita dell'uomo d'armi. Questa volta il mio -partito è preso irrevocabilmente: dopo l'assedio, io entrerò in un -ritiro religioso. Conservate questo brevetto, d'Artagnan; il mestiere -delle armi vi sta bene, voi siete un bravo ed avventuroso capitano. - -D'Artagnan coll'occhio umido di riconoscenza, e splendente di gioia, -ritornò da Athos, che ritrovò sempre a tavola, guardando il suo ultimo -bicchiere di malaga a traverso il chiarore che mandava la lampada. - -— Ebbene! diss'egli, essi pure lo hanno rifiutato. - -— Perchè nessuno, amico caro, ne è più degno di voi, disse Athos. - -Egli prese una penna scrisse sul brevetto il nome di d'Artagnan, e a -lui lo rese. - -— Io non avrò più dunque amici, disse il giovane. Ahimè! più niente, se -non che triste rimembranze. - -E lasciò cadere la sua testa fra le sue due mani nel mentre che due -grosse lagrime scorrevano lungo le sue guance. - -— Voi siete giovane riprese Athos, e le vostre amare rimembranze hanno -il tempo di cambiarsi in dolci ricordi. - - - - -EPILOGO - - -La Rochelle, privata del soccorso della flotta inglese e della -diversione promessa da Buckingham, si arrese, dopo l'assedio di un -anno. Il 28 ottobre 1628 fu firmata la capitolazione. - -Il re fece la sua entrata in Parigi il 23 dicembre dello stesso anno. -Gli fu fatto un trionfo, come se ritornato fosse da una vittoria -riportata sopra nemici e non sopra Francesi. Entrò pel sobborgo San -Germano, passando sotto archi di verdura. - -D'Artagnan prese possesso del suo grado. - -Porthos lasciò il servizio e sposò nel successivo anno la sig. -Coquenard. Lo scrigno desiderato conteneva trecentomila lire. - -Mousqueton ebbe una livrea magnifica e godè della sodisfazione tanto -sospirata in tutta la sua vita, di poter montare, cioè, dietro una -carrozza dorata. - -Aramis dopo un viaggio nella Lorena, disparve ad un tratto e cessò di -scrivere ai suoi amici. Si seppe in seguito dalla sig. de Chevreuse che -si era ritirato in un collegio di Nancy. - -Bazin divenne sagrestano. - -Athos restò moschettiere sotto gli ordini di d'Artagnan fino al 1633: -epoca nella quale, in seguito ad un viaggio che fece a Boussilion, -lasciò egli pure il servizio sotto il pretesto che doveva andare a -raccogliere una eredità nel Bloisois. - -Grimaud seguì Athos. - -D'Artagnan si battè tre volte con Rochefort, e lo ferì tre volte. - -— Vi ucciderò probabilmente alla quarta, gli disse stendendogli la mano -per rialzarlo. - -— È dunque meglio, per voi e per me, che ci fermiamo qui, rispose il -ferito. Per bacco! io sono vostro amico più di quello che non credete; -poichè, fino dal primo incontro, avrei potuto farvi mozzare la testa, -dicendo una sola parola al ministro. - -Questa volta si abbracciarono di buon cuore, obliando il passato. - -Planchet ottenne da Rochefort il grado di sergente nel reggimento di -Piemonte. - -Ii signor Bonacieux viveva molto tranquillamente, ignorando -perfettamente ciò che era accaduto a sua moglie, senza punto -inquietarsene. Un giorno ebbe l'imprudenza di ricordarsi alla memoria -del ministro: il ministro gli fece rispondere, che avrebbe tosto -proveduto perchè d'ora innanzi non gli mancasse più niente. - -Di fatti, l'indomani, il signor Bonacieux, essendo uscito alle sette -di sera per portarsi al Louvre, non ricomparve più nella strada -Fossoyeurs. Il parere di quelli che si credevano meglio informati fu, -ch'egli fosse nutrito ed alloggiato in un qualche castello reale, a -tutte spese della Sua Generosa Eccellenza. - -Le più circostanziate informazioni di tutti gli attori di questo -romanzo si avranno nell'altro che vi fa seguito col titolo — VENTI ANNI -DOPO. - - - FINE DE' TRE MOSCHETTIERI. - - - - -INDICE DELLE MATERIE. - -(VOL. IV.) - - - _Continuazione del Capitolo XLVIII._ 5 - CAP. XLIX. _Fatalità._ 9 - CAP. L. _Ciarlata tra fratello e sorella._ 19 - CAP. LI. _L'ufficiale._ 28 - CAP. LII. _Primo giorno di prigionia._ 41 - CAP. LIII. _Secondo giorno di prigionia._ 50 - CAP. LIV. _Il terzo giorno di prigionia._ 59 - CAP. LV. _Quarto giorno di prigionia._ 69 - CAP. LVI. _Quinto giorno di prigionia._ 79 - CAP. LVII. _Un mezzo di tragedia classica._ 97 - CAP. LVIII. _Evasione._ 104 - CAP. LIX. _Ciò che accadde a Portsmouth il - 23 agosto 1628._ 115 - CAP. LX. _In Francia._ 127 - CAP. LXI. _Il convento delle carmelitane di Béthune._ 134 - CAP. LXII. _Due varietà di demonii._ 150 - CAP. LXIII. _Una goccia d'acqua._ 156 - CAP. LXIV. _L'uomo dal mantello rosso._ 173 - CAP. LXV. _Il giudizio._ 180 - CAP. LXVI. _L'esecuzione._ 189 - CAP. LXVII. _Un messaggio del ministro._ 195 - _Epilogo._ 207 - - - - -NOTE: - - -[1] Onde non faccia meraviglia ad alcuno il vedere con tanta -facilità entrare gli uomini in questo convento di Carmelitane, è bene -l'avvertire, che in quell'epoca, tutti i monasteri e conventi avevano -un quartiere di foresteria, e che non si negava in esso ospitalità ai -viaggiatori. (T.) - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - - - - - -End of Project Gutenberg's I tre moschettieri, vol. IV, by Alexandre Dumas - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I TRE MOSCHETTIERI, VOL. IV *** - -***** This file should be named 60644-0.txt or 60644-0.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/0/6/4/60644/ - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. Special rules, set forth in the General Terms of Use part -of this license, apply to copying and distributing Project -Gutenberg-tm electronic works to protect the PROJECT GUTENBERG-tm -concept and trademark. Project Gutenberg is a registered trademark, -and may not be used if you charge for the eBooks, unless you receive -specific permission. If you do not charge anything for copies of this -eBook, complying with the rules is very easy. You may use this eBook -for nearly any purpose such as creation of derivative works, reports, -performances and research. They may be modified and printed and given -away--you may do practically ANYTHING in the United States with eBooks -not protected by U.S. copyright law. Redistribution is subject to the -trademark license, especially commercial redistribution. - -START: FULL LICENSE - -THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK - -To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase "Project -Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg-tm License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. - -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project -Gutenberg-tm electronic works - -1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm -electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to -and accept all the terms of this license and intellectual property -(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all -the terms of this agreement, you must cease using and return or -destroy all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your -possession. If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a -Project Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound -by the terms of this agreement, you may obtain a refund from the -person or entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph -1.E.8. - -1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be -used on or associated in any way with an electronic work by people who -agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few -things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works -even without complying with the full terms of this agreement. See -paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project -Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this -agreement and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm -electronic works. See paragraph 1.E below. - -1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the -Foundation" or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection -of Project Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual -works in the collection are in the public domain in the United -States. If an individual work is unprotected by copyright law in the -United States and you are located in the United States, we do not -claim a right to prevent you from copying, distributing, performing, -displaying or creating derivative works based on the work as long as -all references to Project Gutenberg are removed. Of course, we hope -that you will support the Project Gutenberg-tm mission of promoting -free access to electronic works by freely sharing Project Gutenberg-tm -works in compliance with the terms of this agreement for keeping the -Project Gutenberg-tm name associated with the work. You can easily -comply with the terms of this agreement by keeping this work in the -same format with its attached full Project Gutenberg-tm License when -you share it without charge with others. - -1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern -what you can do with this work. Copyright laws in most countries are -in a constant state of change. If you are outside the United States, -check the laws of your country in addition to the terms of this -agreement before downloading, copying, displaying, performing, -distributing or creating derivative works based on this work or any -other Project Gutenberg-tm work. The Foundation makes no -representations concerning the copyright status of any work in any -country outside the United States. - -1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg: - -1.E.1. The following sentence, with active links to, or other -immediate access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear -prominently whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work -on which the phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the -phrase "Project Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, -performed, viewed, copied or distributed: - - This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and - most other parts of the world at no cost and with almost no - restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it - under the terms of the Project Gutenberg License included with this - eBook or online at www.gutenberg.org. If you are not located in the - United States, you'll have to check the laws of the country where you - are located before using this ebook. - -1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is -derived from texts not protected by U.S. copyright law (does not -contain a notice indicating that it is posted with permission of the -copyright holder), the work can be copied and distributed to anyone in -the United States without paying any fees or charges. If you are -redistributing or providing access to a work with the phrase "Project -Gutenberg" associated with or appearing on the work, you must comply -either with the requirements of paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 or -obtain permission for the use of the work and the Project Gutenberg-tm -trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or 1.E.9. - -1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted -with the permission of the copyright holder, your use and distribution -must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any -additional terms imposed by the copyright holder. Additional terms -will be linked to the Project Gutenberg-tm License for all works -posted with the permission of the copyright holder found at the -beginning of this work. - -1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm -License terms from this work, or any files containing a part of this -work or any other work associated with Project Gutenberg-tm. - -1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this -electronic work, or any part of this electronic work, without -prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with -active links or immediate access to the full terms of the Project -Gutenberg-tm License. - -1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary, -compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including -any word processing or hypertext form. However, if you provide access -to or distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format -other than "Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official -version posted on the official Project Gutenberg-tm web site -(www.gutenberg.org), you must, at no additional cost, fee or expense -to the user, provide a copy, a means of exporting a copy, or a means -of obtaining a copy upon request, of the work in its original "Plain -Vanilla ASCII" or other form. Any alternate format must include the -full Project Gutenberg-tm License as specified in paragraph 1.E.1. - -1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying, -performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works -unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9. - -1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing -access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works -provided that - -* You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from - the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method - you already use to calculate your applicable taxes. The fee is owed - to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he has - agreed to donate royalties under this paragraph to the Project - Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments must be paid - within 60 days following each date on which you prepare (or are - legally required to prepare) your periodic tax returns. Royalty - payments should be clearly marked as such and sent to the Project - Gutenberg Literary Archive Foundation at the address specified in - Section 4, "Information about donations to the Project Gutenberg - Literary Archive Foundation." - -* You provide a full refund of any money paid by a user who notifies - you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he - does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm - License. You must require such a user to return or destroy all - copies of the works possessed in a physical medium and discontinue - all use of and all access to other copies of Project Gutenberg-tm - works. - -* You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of - any money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the - electronic work is discovered and reported to you within 90 days of - receipt of the work. - -* You comply with all other terms of this agreement for free - distribution of Project Gutenberg-tm works. - -1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project -Gutenberg-tm electronic work or group of works on different terms than -are set forth in this agreement, you must obtain permission in writing -from both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and The -Project Gutenberg Trademark LLC, the owner of the Project Gutenberg-tm -trademark. Contact the Foundation as set forth in Section 3 below. - -1.F. - -1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable -effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread -works not protected by U.S. copyright law in creating the Project -Gutenberg-tm collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm -electronic works, and the medium on which they may be stored, may -contain "Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate -or corrupt data, transcription errors, a copyright or other -intellectual property infringement, a defective or damaged disk or -other medium, a computer virus, or computer codes that damage or -cannot be read by your equipment. - -1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right -of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project -Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project -Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all -liability to you for damages, costs and expenses, including legal -fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT -LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE -PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE -TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE -LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR -INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH -DAMAGE. - -1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a -defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can -receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a -written explanation to the person you received the work from. If you -received the work on a physical medium, you must return the medium -with your written explanation. The person or entity that provided you -with the defective work may elect to provide a replacement copy in -lieu of a refund. If you received the work electronically, the person -or entity providing it to you may choose to give you a second -opportunity to receive the work electronically in lieu of a refund. If -the second copy is also defective, you may demand a refund in writing -without further opportunities to fix the problem. - -1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth -in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO -OTHER WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT -LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE. - -1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied -warranties or the exclusion or limitation of certain types of -damages. If any disclaimer or limitation set forth in this agreement -violates the law of the state applicable to this agreement, the -agreement shall be interpreted to make the maximum disclaimer or -limitation permitted by the applicable state law. The invalidity or -unenforceability of any provision of this agreement shall not void the -remaining provisions. - -1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the -trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone -providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in -accordance with this agreement, and any volunteers associated with the -production, promotion and distribution of Project Gutenberg-tm -electronic works, harmless from all liability, costs and expenses, -including legal fees, that arise directly or indirectly from any of -the following which you do or cause to occur: (a) distribution of this -or any Project Gutenberg-tm work, (b) alteration, modification, or -additions or deletions to any Project Gutenberg-tm work, and (c) any -Defect you cause. - -Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm - -Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of -computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It -exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations -from people in all walks of life. - -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's -goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will -remain freely available for generations to come. In 2001, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure -and permanent future for Project Gutenberg-tm and future -generations. To learn more about the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation and how your efforts and donations can help, see -Sections 3 and 4 and the Foundation information page at -www.gutenberg.org Section 3. Information about the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by -U.S. federal laws and your state's laws. - -The Foundation's principal office is in Fairbanks, Alaska, with the -mailing address: PO Box 750175, Fairbanks, AK 99775, but its -volunteers and employees are scattered throughout numerous -locations. Its business office is located at 809 North 1500 West, Salt -Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up to -date contact information can be found at the Foundation's web site and -official page at www.gutenberg.org/contact - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. Compliance requirements are not uniform and it takes a -considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up -with these requirements. We do not solicit donations in locations -where we have not received written confirmation of compliance. To SEND -DONATIONS or determine the status of compliance for any particular -state visit www.gutenberg.org/donate - -While we cannot and do not solicit contributions from states where we -have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition -against accepting unsolicited donations from donors in such states who -approach us with offers to donate. - -International donations are gratefully accepted, but we cannot make -any statements concerning tax treatment of donations received from -outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. - -Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation -methods and addresses. Donations are accepted in a number of other -ways including checks, online payments and credit card donations. To -donate, please visit: www.gutenberg.org/donate - -Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic works. - -Professor Michael S. Hart was the originator of the Project -Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be -freely shared with anyone. For forty years, he produced and -distributed Project Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of -volunteer support. - -Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as not protected by copyright in -the U.S. unless a copyright notice is included. Thus, we do not -necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper -edition. - -Most people start at our Web site which has the main PG search -facility: www.gutenberg.org - -This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, -including how to make donations to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to -subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. - |
