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-Project Gutenberg's I tre moschettieri, vol. IV, by Alexandre Dumas
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
-of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll
-have to check the laws of the country where you are located before using
-this ebook.
-
-
-
-Title: I tre moschettieri, vol. IV
-
-Author: Alexandre Dumas
-
-Translator: Angiolo Orvieto
-
-Release Date: November 6, 2019 [EBook #60644]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I TRE MOSCHETTIERI, VOL. IV ***
-
-
-
-
-Produced by Barbara Magni and the Online Distributed
-Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was
-produced from images made available by The Internet Archive)
-
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-
- I TRE
- MOSCHETTIERI
-
-
- DI
-
- Alessandro Dumas
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- VERSIONE
- DI ANGIOLO ORVIETO.
-
- VOL. IV.
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-
- Napoli,
- GIOSUÈ RONDINELLA EDITORE
- Strada Trinità Maggiore nº 27
- 1853
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- TIPOGRAFIA DI G. PALMA.
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-
-CONTINUAZIONE DEL CAPITOLO XLVIII.
-
-
-Ma come lo abbiamo detto, Bazin non aveva, col suo felice ritorno,
-tolto che una parte della inquietudine che agitava i quattro amici. I
-giorni dell'aspettativa sono lunghi, e d'Artagnan soprattutto avrebbe
-scommesso che in quell'epoca i giorni avevano quarant'otto ore. Egli
-dimenticò la lentezza obbligata della navigazione, esagerò la potenza
-di milady, assegnava a questa donna che gli compariva come un demonio,
-degli ausiliari soprannaturali come lei: al più piccolo rumore egli
-s'immaginava che venivano ad arrestarlo, e che conducevano Planchet per
-confrontarlo con lui, e i suoi amici. Vi è di più, la sua confidenza,
-altra volta così grande pel degno Piccardo, diminuiva di giorno in
-giorno. Questa inquietudine era così forte che si comunicava a Porthos
-ed Aramis, e non vi era che Athos che rimaneva impassibile, come se
-nessun pericolo si agitasse intorno a lui, e che egli respirasse la sua
-atmosfera abituale.
-
-Il sedicesimo giorno particolarmente, erano così manifesti questi segni
-di agitazione in d'Artagnan, e nei suoi due amici, ch'essi non potevano
-stare un momento nello stesso posto, ma erravano come ombre sulla via
-per la quale doveva giungere Planchet.
-
-— Davvero, diceva Athos, voi non siete uomini, ma siete ragazzi: se
-una donna vi può fare una sì gran paura. Ebbene! di che si tratta? di
-essere imprigionati? e noi saremo da qualcuno tolti alla prigione; ne
-è stata cavata la signora Bonacieux? Di essere decapitati? ma tutti
-i giorni, nella trincea, noi andiamo allegramente ad esporci a molto
-peggio di ciò, mentre una palla può fracassarci una gamba, ed io sono
-persuaso che faccia maggiormente soffrire un chirurgo nel tagliare
-una gamba, di quello che il boia a tagliarci la testa. State dunque
-tranquilli; fra due, fra quattro, fra sei ore al più tardi Planchet
-sarà qui; egli ha promesso di esservi, ed io ho grandissima fede nelle
-promesse di Planchet, che ha la ciera di essere un bravo giovinetto.
-
-— Ma s'egli non giunge? disse d'Artagnan.
-
-— Ebbene! se egli non giunge, è segno che sarà stato ritardato sulla
-strada, ecco tutto. Può essere caduto da cavallo, può aver fatto una
-capriola per di sopra un ponte, può aver corso così forte da aver
-guadagnato un mal di petto. Eh! signori, pensiamo agli avvenimenti
-possibili. La vita è una gran corona di piccole miserie che il filosofo
-sgranella ridendo. Siate filosofi come me, signori, mettetevi a
-tavola e beviamo; niente fa comparire l'avvenire color di rosa, come
-l'osservarlo a traverso un bicchiere di chambertin.
-
-— Va benissimo rispondeva d'Artagnan, ma io sono stanco di dover
-temere, bevendo fresco, che il vino non sorta dalla cantina di milady.
-
-— Voi siete molto difficile! disse Athos; una donna così bella.
-
-— Una donna da bollo! disse Porthos con un grossolano sorriso.
-
-Athos fremette, posò la sua mano sulla sua fronte per asciugarne il
-sudore, e si alzò a sua volta mosso da un movimento nervoso che egli
-non potè comprimere.
-
-Il giorno passò, e la sera giunse più lentamente; ma finalmente venne;
-le bettole si empirono di bevitori. Athos, che aveva intascata la sua
-parte del diamante, non lasciava più il Farfallone; egli aveva trovato
-il signore de Busigny, che, del resto, loro aveva dato un magnifico
-pranzo, un bevitore degno di lui. Essi giuocavano dunque assieme
-come d'ordinario, quando suonarono sette ore: s'intesero passare le
-pattuglie che andavano a raddoppiare i posti. A sette ore e mezzo battè
-la ritirata.
-
-— Siamo perduti, disse d'Artagnan all'orecchio di Athos.
-
-— Volete dire che abbiamo perduto, disse tranquillamente Athos cavando
-con flemma dieci luigi dalla sua saccoccia, e gettandoli sulla tavola.
-Andiamo, signori, continuò egli, batte la ritirata; andiamo a dormire.
-
-E Athos uscì dal Farfallone seguito da d'Artagnan. Aramis veniva loro
-dietro dando il braccio a Porthos, ed accozzava dei versi, e Porthos si
-strappava di tratto in tratto qualche pelo dai suoi baffi in segno di
-disperazione.
-
-Ma ecco ad un tratto, nella oscurità, si disegna una ombra la di cui
-ombra e famigliare a d'Artagnan, ed una voce ben conosciuta gli dice:
-
-— Signore, io vi porto il vostro mantello, perchè questa sera fa fresco.
-
-— Planchet! gridò d'Artagnan ebbro di gioia.
-
-— Planchet! gridarono Porthos ed Aramis.
-
-— Ebbene! sì Planchet, disse Athos; che cosa vi è di meraviglioso? egli
-aveva promesso di essere di ritorno a otto ore ed ecco che suonano le
-otto. Bravo! Planchet, voi siete un giovine di parola, e se mai aveste
-a lasciare il vostro padrone, io vi riserbo un posto al mio servizio.
-
-— Ohi no, giammai, disse Planchet, io non lascerò giammai il signor
-d'Artagnan.
-
-E nello stesso tempo d'Artagnan sentì che Planchet gli faceva scorrere
-in mano un piccolo biglietto.
-
-D'Artagnan aveva una gran volontà di abbracciare Planchet; ma egli
-ebbe paura che questo segno di effusione, dato al suo lacchè in mezzo
-alla strada, non sembrasse straordinario a qualche passaggiero, e si
-contenne.
-
-— Io ho il biglietto, disse egli ad Athos ed ai suoi amici.
-
-— Sta bene, disse Athos, entriamo nelle vostre camere, e lo leggeremo.
-
-Il biglietto bruciava la mano di d'Artagnan; egli voleva affrettare
-il passo, ma Athos gli prese il braccio e lo passò sotto il suo, e fu
-mestieri al giovane di regolare la sua corsa con quella del suo amico.
-
-Finalmente si entrò negli alloggi, fu acceso un lume, e mentre che
-Planchet stava sulla porta affinchè i quattro amici non fossero
-sorpresi, d'Artagnan con mano tremante ruppe il sigillo, e aprì la
-lettera tanto aspettata.
-
-Ella conteneva una mezza riga di scritto in inglese, e di una
-concisione tutta spartana:
-
- _«Thank you: be easy.»_
-
-Ciò che voleva dire: «Grazie; siate tranquillo.»
-
-Athos prese la lettera dalle mani di d'Artagnan, raccostò al lume, e
-vi appiccò il fuoco, non lasciandone un pezzo che non fosse ridotto in
-cenere.
-
-Quindi, chiamando Planchet,
-
-— Ora, bravo giovane, gli disse, tu puoi reclamare le settecento lire;
-ma tu non arrischiavi gran cosa con un biglietto come questo.
-
-— Ciò non è per mancanza di non avere inventato modi per custodirlo,
-disse Planchet.
-
-— Ebbene! disse d'Artagnan, raccontaci come è andato.
-
-— Diamine, ciò è lungo, signore.
-
-— Tu hai ragione, Planchet, d'altronde la ritirata è battuta, e noi
-saremmo rimarcati se conservassimo il lume acceso più degli altri.
-
-— Sia, disse d'Artagnan, andiamo a letto; dormi bene, Planchet.
-
-— In fede mia, signore, questa sarà la prima volta dopo sedici giorni.
-
-— Ed io pure! disse d'Artagnan.
-
-— Ed io pure! disse Porthos.
-
-— Ed io pure! disse Aramis.
-
-— Ebbene! volete che vi confessi la verità? ed io pure! disse Athos.
-
-
-
-
-CAPITOLO XLIX.
-
-FATALITÀ
-
-
-Frattanto milady, ebbra di collera, ruggendo sul cassero del bastimento
-come una lionessa che venga imbarcata, aveva tentato di gettarsi in
-mare per riguadagnare la costa, poichè non poteva farsi un'idea ch'ella
-era stata insultata da d'Artagnan, minacciata da Athos, e che lasciava
-la Francia senza vendicarsi di loro. Ben presto quest'idea era divenuta
-per essa talmente insopportabile, che col rischio di ciò che poteva
-accaderle di terribile per se stessa, aveva supplicato il capitano
-di gettarla sulla costa; il capitano, sollecito di sfuggire alla sua
-falsa posizione, posto fra le crociere francesi ed inglesi, come un
-pipistrello fra i sorci e gli uccelli, aveva gran fretta d'approdare in
-Inghilterra; rifiutò dunque ostinatamente di obbedire a ciò che egli
-prendeva per un capriccio di donna, promettendo alla sua passaggiera,
-che, del resto, gli era stata raccomandata in modo particolare dal
-ministro, di gettarla, se il mare ed i francesi lo permettevano,
-in un qualche porto della Brettagna, sia a Loirent, sia a Brest. Ma
-frattanto, il vento era contrario, il mare cattivo: si bordeggiava,
-e si correvano piccole bordate. Nove giorni dopo la uscita dalla
-Charente, milady, pallida pei suoi dispiaceri e per la sua rabbia,
-vedeva comparire soltanto le coste azzurre di Finistère.
-
-Ella calcolò che per traversare questa parte della Francia, e per
-ritornare vicino al ministro, le abbisognavano almeno quattro giorni;
-aggiungete questi quattro giorni agli altri nove già trascorsi, erano
-tredici, durante i quali potevano accadere tanti avvenimenti importanti
-a Londra. Ella pensò che, senza alcun dubbio, il ministro diventerebbe
-furioso pel suo ritorno, e che per conseguenza sarebbe più disposto a
-dare ascolto ai reclami che venissero fatti contro di lei, di quello
-che a quelli che poteva far essa contro degli altri, e per conseguenza
-lasciò passare Loirent e Brest senza insistere col capitano, che dal
-canto suo, si guardava bene dall'avvisarla. Milady continuò dunque la
-sua strada, e il giorno stesso in cui Planchet s'imbarcava a Portsmouth
-per la Francia, la messaggiera di Sua Eccellenza entrava trionfante nel
-porto.
-
-Tutta la città era agitata da un movimento straordinario: quattro gran
-vascelli recentemente costrutti erano stati lanciati in mare. In piedi,
-sopra uno di questi ricoperto d'oro abbagliante, secondo il suo solito,
-pei diamanti e le pietre preziose, col suo cappello ornato di una piuma
-bianca che gli cadeva sopra una spalla, si vedeva Buckingham circondato
-da uno stato maggiore quasi brillante quanto lui.
-
-Era una di quelle belle e rare giornate di estate in cui l'Inghilterra
-si ricorda che vi è un sole. L'astro pallido, ma pure splendido
-ancora, era al suo tramonto, imporporando e cielo ad un tempo e mare,
-con strisce di fuoco, e gettando sulle torri e le vecchie case della
-città un raggio d'oro che faceva sfavillare i vetri, come il riflesso
-d'un incendio. Milady respirando quest'aria del mare più viva e più
-balsamica all'avvicinarsi della terra contemplando tutta la potenza di
-questi preparativi, ch'essa era incaricata di distruggere, tutta la
-forza di quest'armata, che doveva combattere da se sola con qualche
-sacco d'oro, si paragonò mentalmente a Giuditta, la terribile Ebrea,
-quando penetrò nel campo degli Assirii, e che vide la massa enorme di
-carri, di cavalli, di uomini ed armi che un gesto della sua mano doveva
-dissipare come nube di fumo.
-
-Entrarono in rada, ma mentre si apprestavano a gettar l'ancora, un
-piccolo cutter, formidabilmente armato, si avvicinò al bastimento
-mercantile, annunziandosi come guarda coste, fece mettere in mare
-la sua lancia, che si diresse verso la scala. La lancia conteneva
-un ufficiale e otto rematori. L'ufficiale solo montò a bordo, ove fu
-ricevuto con tutta la deferenza che inspira l'uniforme.
-
-L'ufficiale si trattenne alcuni istanti col capitano, gli fece leggere
-alcune carte di cui era portatore, e dietro un ordine del capitano
-mercantile, tutto l'equipaggio del bastimento, marinari e passeggieri,
-fu chiamato sul ponte.
-
-Dopo che fu fatto questo appello, l'ufficiale s'informò ad alta voce
-del punto di partenza del brick, della sua strada, delle sue fermate,
-ed a tutte le domande, il capitano soddisfece senza esitazione e senza
-difficoltà. Allora l'ufficiale cominciò a passare la sua rivista di
-tutte le persone, le une dopo le altre, e fermandosi a milady, la
-considerò con grande attenzione ma senza indirizzarle una sola parola.
-
-Quindi ritornò al capitano, gli disse ancora alcune parole, e come
-se fosse stato a lui che d'ora innanzi doveva obbedire il bastimento,
-comandò una manovra che l'equipaggio tosto eseguì. Allora il bastimento
-si rimise in via, sempre scortato dal piccolo cutter, che vogava
-d'accordo con lui, minacciando il suo fianco colla bocca dei suoi
-cinque cannoni, nel mentre che la barca lo seguiva nel solco del
-naviglio, debole punto dietro una così enorme massa.
-
-Durante l'esame che l'ufficiale aveva fatto di milady, milady, come
-si crederà bene, lo aveva dal canto suo divorato con lo sguardo. Ma,
-per quanto fosse grande l'abitudine che questa donna dagli occhi
-di fuoco aveva per leggere nel cuore di coloro dei quali aveva
-bisogno d'indovinare i segreti, ella questa volta ritrovò un viso
-di una tale impassibilità, che alle sue investigazioni non ne seguì
-alcuna scoperta. L'ufficiale che si era fermato davanti a lei, e
-che l'aveva silenziosamente studiata con tanta cura, poteva avere
-l'età di venticinque a ventisei anni, era bianco di viso, aveva gli
-occhi blu chiari un poco infossati; la bocca sottile e ben disegnata,
-restava immobile nelle sue corrette linee; il suo mento vigorosamente
-pronunciato, dinotava che la forza di volontà, nel tipo volgare
-britannico, non è ordinariamente che ostinazione; una fronte un poco
-fuggente, come si addice ai poeti, agli entusiasti e ai soldati,
-era appena ombrata da una capigliatura corta e chiara, che come la
-barba che copriva l'estremità inferiore del viso, era di un bel color
-castagno scuro.
-
-Quando rientrarono nel porto, era già notte; la nebbia inspessiva
-ancora l'oscurità, e formava intorno ai fanali ed alle lanterne un
-cerchio, simile a quello che circonda la luna quando il tempo minaccia
-di diventar piovoso. L'aria che si respirava era trista, umida e
-fredda.
-
-Milady, quella donna così forte, si sentiva premere suo malgrado.
-
-L'ufficiale si fece insegnare quali erano i pacchi di milady, fece
-portare il suo bagaglio nella lancia, e quando fu fatta questa
-operazione, la invitò a discendere, presentandole egli stesso il
-braccio.
-
-Milady guardò quest'uomo ed esitò.
-
-— Chi siete voi! signore, domandò ella, che avete la bontà di occuparvi
-in un modo così particolare di me?
-
-— Voi dovete vederlo, signora, dal mio uniforme. Io sono un ufficiale
-della marina inglese, rispose il giovane.
-
-— Ma in fine, è forse di abitudine che gli ufficiali della marina
-inglese si mettano sotto gli ordini dei loro compatrioti quando
-approdano in un porto della Gran-Brettagna, e spingano la galanteria
-fino a condurli a terra?
-
-— Sì milady, questo è l'uso, non già per galanteria, ma per prudenza,
-che in tempo di guerra gli stranieri sieno condotti in un albergo
-designato, affinchè, fino a perfetta informazione su di essi, restino
-sotto la sorveglianza del governo.
-
-Queste parole furono pronunciate con la gentilezza la più squisita e
-la calma la più perfetta. Però esse non ebbero il dono di convincere
-milady.
-
-— Ma io non sono straniera, signore, disse ella coll'accento più puro
-che fosse mai risuonato da Portsmouth a Manchester; io mi chiamo lady
-de Winter, e questa misura...
-
-— Questa misura è generale, milady, e voi tentereste invano di
-sottrarvici.
-
-— Io dunque vi seguirò, signore.
-
-E, accettando la mano dell'ufficiale, cominciò a discendere la scala,
-in fondo alla quale l'aspettava la lancia. L'ufficiale la seguì:
-un gran mantello era steso a poppa, l'ufficiale la fece sedere sul
-mantello e si assise vicino a lei.
-
-— Vogate, diss'egli ai marinari.
-
-Gli otto remi caddero in mare formando un sol colpo, non battendo che
-con un sol colpo, e la lancia sembrò volare sulla superficie delle
-acque.
-
-In capo a cinque minuti si toccò terra.
-
-L'ufficiale saltò sullo scalo e offrì la mano a milady.
-
-Una carrozza aspettava.
-
-— Questa carrozza è per noi? domandò milady.
-
-— Sì, milady, rispose l'ufficiale.
-
-— L'albergo è molto lontano di qui?
-
-— All'estremità opposta della città.
-
-— Andiamo, disse milady.
-
-Ella salì risolutamente in carrozza.
-
-L'ufficiale vegliò affinchè gli equipaggi fossero solidamente attaccati
-dietro la cassa, e terminata questa operazione prese posto vicino a
-milady e chiuse lo sportello.
-
-Tosto, senza che fosse dato alcun ordine, e senza che vi fosse stato
-bisogno d'indicare la destinazione, il cocchiere partì al galoppo e
-s'internò nelle strade della città.
-
-Un ricevimento così strano doveva essere per milady un'ampia materia
-di riflessione; così, vedendo che il giovane ufficiale non sembrava
-menomamente disposto ad attaccare conversazione, ella si appoggiò in un
-angolo della carrozza, e passò in rivista le une dopo le altre tutte le
-supposizioni che si presentavano al suo spirito.
-
-Frattanto, in capo ad un quarto d'ora, meravigliata della lunghezza
-della strada, si accostò verso lo sportello per vedere da che parte era
-condotta. Non si vedevano più case; fra le tenebre comparivano soltanto
-degli alberi, come fantasmi neri, che corressero gli uni dopo gli
-altri.
-
-Milady rabbrividì.
-
-— Ma noi non siamo più in città, signore, disse ella.
-
-Il giovine ufficiale osservò il silenzio.
-
-— Io non anderò più avanti se voi non mi dite dove mi conducete, ve ne
-prevengo, signore.
-
-Questa minaccia non ottenne veruna risposta.
-
-— Ah! questa è troppo forte! grido milady. Soccorso! soccorso!
-
-Nessuna voce rispose alla sua; la carrozza continuava a correre con
-rapidità. L'ufficiale sembrava una statua.
-
-Milady lo guardò con una di quelle terribili espressioni, particolari
-al suo viso, e che mancavano tanto raramente del loro effetto. La
-collera faceva scintillare i suoi occhi nelle tenebre.
-
-Il giovane rimase impassibile.
-
-Milady volle aprire lo sportello per precipitarvisi.
-
-— Fate attenzione, signora, disse freddamente l'ufficiale, voi vi
-ucciderete saltando.
-
-Milady si riassise colla schiuma alla bocca. L'ufficiale si accostò, e
-la guardò a sua volta, e parve sorpreso di vedere questa figura non ha
-guari così bella, sconvolta per la rabbia e divenuta quasi schifosa.
-L'astuta creatura capì che si perdeva lasciando vedere in tal modo
-l'interno dell'anima sua; ella rasserenò i suoi lineamenti, e con una
-voce gemebonda:
-
-— In nome del cielo, signore, ditemi se è a voi, se è al vostro
-governo, se è ad un qualche nemico che io debbo attribuire la violenza
-che mi viene fatta.
-
-— Non vi si fa alcuna violenza, signora, e ciò che vi accade è il
-risultato di una misura semplicissima che siamo costretti di prendere
-con tutti quelli che sbarcano in Inghilterra.
-
-— Allora voi non mi conoscete, signore?
-
-— È la prima volta che ho l'onore di vedervi.
-
-— E, sul vostro onore, voi non avete alcun soggetto di rancore contro
-di me?
-
-— Alcuno: ve lo giuro.
-
-E vi era tanta serenità e sangue freddo, ed anche dolcezza nella voce
-di questo giovane, che milady si rassicurò.
-
-Finalmente, dopo un'ora circa di cammino la carrozza si fermò davanti
-un cancello di ferro che chiudeva una via scavata, conducente ad un
-castello di forma severa, massiccio ed isolato. Allora, siccome le
-ruote giravano sopra una sabbia fina, milady intese un vasto muggito
-che riconobbe pel rumore del mare che viene ad infrangersi contro una
-costa scoscesa.
-
-La carrozza passò sotto due vôlte, finalmente si fermò in un cortile
-tetro e quadrato. Quasi subito la portiera si aprì, il giovane saltò
-leggermente a terra, presentò la sua mano a milady che si appoggiò e
-discese a sua volta con molta calma.
-
-— Io dunque sono sempre prigioniera, disse milady guardando intorno
-a se e riportando i suoi occhi sul giovane ufficiale col più grazioso
-sorriso; ma io non lo sarò lungamente, ne sono sicura, aggiunse ella.
-La mia coscienza e la vostra gentilezza, signore, me ne sono garanti.
-
-Per quanto fosse lusinghiero il complimento, l'ufficiale non rispose
-una parola; ma cavando dalla sua cinta un piccolo fischietto d'argento
-simile a quello che si servono per dare il comando sui bastimenti da
-guerra, fischiò tre volte sopra diverse ondulazioni; tosto comparvero
-parecchi uomini, staccarono i cavalli fumanti, e posero la carrozza
-nella sua rimessa.
-
-L'ufficiale, sempre con la stessa tranquilla cortesia, invitò la
-sua prigioniera a entrare in casa. Questa, sempre col massimo viso
-sorridente, lo prese pel braccio, ed entrò con lui sotto una porta
-bassa, illuminata soltanto nel fondo che conduceva ad una scala di
-pietra a chiocciola; si fermarono quindi davanti ad una porta massiccia
-che, dopo l'introduzione di una chiave che il giovane portava seco,
-girò pesantemente sui suoi cardini, e dette apertura alla camera
-destinata a milady. Con un solo sguardo la prigioniera abbracciò
-l'appartamento nelle sue più piccole parti.
-
-Era una camera il di cui mobiglio era molto proprio per una prigione,
-ma nello stesso tempo molto rigido per un uomo in libertà. Però
-le sbarre alle finestre, e i chiavistelli all'esterno della porta
-decidevano il pensiero sul conto di una prigione.
-
-Per un istante tutta la forza d'animo di questa creatura, sebbene
-temperata alle sorgenti le più rigorose, l'abbandonò. Ella cadde sopra
-una sedia, incrociò le braccia, abbassando la testa, ed aspettando ad
-ogni istante di vedere entrare un giudice per interrogarla.
-
-Ma non entrò alcuno, se non che due o tre soldati di marina che
-portarono il suo equipaggio, lo deposero in un canto e si ritirarono
-senza dir parola.
-
-L'ufficiale presiedeva a tutti questi particolari con quella stessa
-calma che milady gli aveva costantemente veduta, non pronunciando una
-parola, e facendosi obbedire con un gesto della sua mano, o con un
-soffio del suo fischietto.
-
-Si sarebbe detto che fra quest'uomo e i suoi inferiori la lingua
-parlata non esisteva o era divenuta inutile.
-
-Finalmente milady non potè contenersi più lungamente, e ruppe il
-silenzio.
-
-— In nome del cielo, signore, gridò essa, che vuol dire tuttociò che
-accade? fissate le mie irresoluzioni: io ho coraggio per ogni pericolo
-che prevedo, per ogni disgrazia che comprendo. Dove sono io, e che cosa
-sono io? sono io libera? e perchè queste sbarre e queste porte? sono io
-prigioniera? qual delitto ho io commesso?
-
-— Voi siete qui nell'appartamento che vi è destinato, signora. Ho
-ricevuto l'ordine di venirvi a prendere in mare, e di condurvi in
-questo castello. Io credo di avere adempito a quest'ordine con tutto
-il rigore di un soldato, ma nello stesso tempo con tutta la cortesia di
-un gentiluomo. Qui termina, almeno per ora, l'incarico che mi era stato
-imposto di compiere vicino a voi; il resto spetta ad un'altra persona.
-
-— E quest'altra persona, chi è? domandò milady, non potete voi dirmi il
-suo nome?
-
-In questo momento s'intese per le scale un gran rumore di speroni;
-alcune voci passarono e si estinsero, ed il rumore di un passo isolato
-si avvicinò fino alla porta.
-
-— Questa persona, eccola qui, signora disse l'ufficiale sgombrando il
-passo, e ponendosi nell'attitudine del rispetto e della sommessione.
-
-Nello stesso tempo la porta si aprì. Un uomo comparve sulla soglia.
-
-Egli era senza cappello, portava la spada al fianco e contorceva il
-fazzoletto.
-
-Milady credè riconoscere fra l'ombre quest'ombra; si appoggiò con una
-mano sul sostegno del suo seggio, ed innoltrò la testa come per andare
-incontro ad una certezza.
-
-Allora lo straniero si avvicinò lentamente, e a misura che
-s'innoltrava, entrando nel cerchio luminoso proiettato dalla lampada,
-milady indietreggiava involontariamente.
-
-Quindi allorchè ella non ebbe più alcun dubbio.
-
-— E che! fratello mio, gridò essa al colmo dello stupore, siete voi?
-
-— Sì, bella dama, rispose lord de Winter facendo un saluto per metà
-cortese, e per metà ironico, io stesso.
-
-— E allora questo castello...?
-
-— È mio.
-
-— Questa camera....
-
-— È la vostra.
-
-— Io sono dunque vostra prigioniera?...
-
-— Presso a poco.
-
-— Non diciamo grandi parole; sediamo, e parliamo tranquillamente come
-convien di fare tra un fratello ed una sorella.
-
-Quindi voltandosi verso la porta, e vedendo che il giovane ufficiale
-aspettava gli ultimi suoi ordini.
-
-— Sta bene, diss'egli, io vi ringrazio; ora lasciateci sig. Felton.
-
-
-
-
-CAPITOLO L.
-
-CIARLATA TRA FRATELLO E SORELLA
-
-
-Durante il tempo che lord de Winter mise a chiudere la porta, a
-spingere un catenaccio e ad avvicinare una sedia al seggio di sua
-cognata, milady, distratta, immerse il suo sguardo nella profondità
-del possibile, e scuoprì tutta la trama che non avea potuto neppure
-intravedere fino a che ignorava in quali mani era caduta. Ella
-conosceva suo cognato per un gentiluomo, franco cacciatore, giuocatore,
-intraprendente con le donne, ma di una forza al disotto della mezzana
-per gl'intrighi. Come aveva egli potuto scuoprire il suo arrivo? farla
-arrestare e perchè la riteneva egli?
-
-Athos le aveva detto qualche parola che provava che la conversazione
-che aveva tenuta col ministro era stata udita da orecchie straniere,
-ma non poteva ammettere che le fosse stata scavata una contromina così
-pronta e ardita. Ella temè ben più, che le sue precedenti operazioni in
-Inghilterra fossero state scoperte. Buckingham poteva avere indovinato
-ciò che essa era, e che era stata essa che gli aveva tagliati di dosso
-i due puntali, e che per vendicarsi di questo piccolo tradimento...
-Ma Buckingham era incapace di portarsi ad un eccesso contro una donna,
-particolarmente se questa donna poteva essere scusata coll'agire per un
-sentimento di gelosia.
-
-— Sì, parliamo, fratello mio, disse ella con una specie di
-rassegnazione, decisa come era di cavare da questa conversazione tutti
-gli schiarimenti di cui poteva aver bisogno in seguito, ad onta di
-tutte le dissimulazioni che avesse potuto presentare lord de Winter.
-
-— Voi dunque vi siete decisa a ritornare in Inghilterra, disse lord de
-Winter, malgrado la risoluzione che mi avete così spesso manifestata
-a Parigi di non rimettere più mai il piede sul territorio della
-Gran-Brettagna.
-
-Milady rispose a questa domanda con un'altra domanda.
-
-— Prima di tutto, diss'ella, ditemi in che modo avete potuto tenermi
-gli occhi addosso, e ciò tanto severamente da essere in antecedenza
-prevenuto non solo del mio arrivo, ma ancora del giorno, dell'ora e del
-porto dove arriverei?
-
-— Ma ditemi voi stessa, mia cara cognata, riprese egli, ciò che venite
-a fare in Inghilterra.
-
-— Io vengo a vedervi, riprese milady, senza sapere quanto essa
-aggravava con questa risposta i sospetti che aveva fatti nascere nello
-spirito di suo cognato la lettera di d'Artagnan, e volendo soltanto
-cattivarsi la benevolenza del suo uditore con una menzogna.
-
-— Ah! per veder me, disse sardonicamente de Winter.
-
-— Senza dubbio, per vedervi. Che cosa vi è di meraviglioso?
-
-— E voi nel venire in Inghilterra non avete altro scopo che quello di
-vedermi?
-
-— No.
-
-— Così è per me solo che vi siete data la pena di traversare la Manica?
-
-— Per voi solo.
-
-— Peste! che tenerezza, sorella mia!
-
-— Ma non sono io la vostra più prossima parente? domandò milady con un
-tuono della più commovente ingenuità.
-
-— Ed anche la mia sola ereditiera, non è vero? disse a sua volta lord
-de Winter, fissando i suoi occhi su quelli di milady, vale a dire per
-mezzo di vostro figlio.
-
-Qualunque fosse la possanza ch'ella avesse su di se stessa, milady non
-potè esimersi dal fremere, e siccome, nel pronunciare le ultime parole
-che lord de Winter aveva dette, egli posò la mano sul braccio di sua
-cognata, così questo fremito non gli sfuggì.
-
-In fatti il colpo era diretto e profondo. La prima idea che venne allo
-spirito di milady, fu che era stata tradita da Ketty; e che questa
-aveva raccontato al barone l'interessata avversione di cui essa aveva
-lasciato sfuggire imprudentemente i segni davanti alla sua servente,
-e si ricordò pure la furiosa ed imprudente uscita ch'essa aveva fatta
-contro d'Artagnan, quando questi aveva salvata la vita di suo cognato.
-
-— Io non capisco, milord, diss'ella, per guadagnar tempo e far parlare
-il suo avversario, che volete dire? vi è forse qualche senso nascosto
-sotto le vostre parole.
-
-— Oh! mio Dio, no, disse lord de Winter con una apparente bonarietà.
-Voi avete il desiderio di venirmi a vedere, e venite in Inghilterra.
-Io apprendo questo desiderio, o piuttosto io dubito che voi lo
-proviate, e per risparmiarvi tutte le noie di un arrivo notturno in
-un porto, tutte le fatiche di uno sbarco, invio uno dei miei ufficiali
-incontro a voi, io metto una carrozza sotto i suoi ordini, ed egli vi
-trasporta qui in questo castello, di cui io sono il governatore, ove
-vengo tutti i giorni, e dove, affinchè il nostro desiderio di vederci
-sia soddisfatto, vi faccio preparare una camera. Che cosa vi è di
-meraviglioso in tutto ciò che vi dico più che in quello che voi avete
-detto a me?
-
-— No, ciò che io trovo di straordinario, si è che voi siete stato
-prevenuto del mio arrivo.
-
-— Eppure è la cosa più semplice, mia cara cognata: non avete voi
-veduto che il capitano del vostro piccolo bastimento, entrando in
-rada, per ottenere il suo ingresso nel porto, ha mandato avanti una
-lancia che portava il libro ossia il registro delle persone a bordo?
-io sono comandante del porto, mi è stato presentato questo libro, vi ho
-riconosciuto il vostro nome. Il cuore mi ha detto ciò che or ora mi ha
-confirmato la vostra bocca, vale a dire, con quale scopo voi vi siete
-esposta ai pericoli di un mare pieno di rischi, o per lo meno tanto
-faticoso in questo momento, e vi ho inviato incontro il mio cutter. Voi
-sapete il resto.
-
-Milady capì che lord de Winter mentiva, e ciò non fece che spaventarla
-sempre più.
-
-— Fratello mio, non è stato, continuò essa milord Buckingham che ho
-veduto sul varo questa sera nel giungere?
-
-— Egli stesso. Oh! capisco che la sua vista deve avervi colpita,
-riprese Lord de Winter; voi venite da un paese che si deve occupare
-molto di lui, e io so che i suoi armamenti contro la Francia
-preoccupano molto il ministro vostro amico.
-
-— Mio amico il ministro! gridò milady, vedendo che su questo punto come
-sull'altro milord de Winter sembrava istrutto di tutto.
-
-— Non è egli dunque vostro amico? rispose negligentemente il barone.
-Ah! perdono, io lo credeva. Ma noi ritorneremo a milord duca più tardi.
-Non ci allontaniamo dalla piega sentimentale che aveva presa la nostra
-conversazione. Voi venite, dunque, per vedermi?
-
-— Sì.
-
-— Ebbene! io vi ho risposto che sarete servita a seconda dei vostri
-desiderii, e che noi ci vedremo tutti i giorni.
-
-— Debbo io dunque rimanere eternamente qui? domandò milady con un certo
-spavento.
-
-— Vi trovereste forse male alloggiata, sorella mia? domandate ciò che
-vi manca, e io mi affretterò di farvelo dare.
-
-— Ma io qui non ho nè la mia cameriera, nè la mia servitù.
-
-— Voi avrete tutto, signora; ditemi su qual piede il vostro primo
-marito aveva montata la vostra casa, e quantunque io non sia che vostro
-cognato, ve la monterò sullo stesso piede.
-
-— Il mio primo marito? gridò milady guardando Lord de Winter con occhi
-spaventati.
-
-— Sì, il vostro marito francese; io non parlo di mio fratello. Del
-resto, se voi lo avete dimenticato, siccome egli vive ancora io
-potrò scrivergli, ed egli mi farà rimettere le informazioni su questo
-argomento.
-
-Un sudor freddo stillò dalla fronte di milady.
-
-— Voi scherzate diss'ella con voce sorda.
-
-— Ne ho fors'io l'aspetto? domandò il barone alzandosi, e facendo un
-passo indietro.
-
-— O piuttosto voi m'insultate, continuò ella stringendo colle sue mani
-convulse i due bracciali del seggio, e sollevandosi sui pugni.
-
-— Insultarvi! io? disse Lord de Winter con disprezzo, in verità,
-signora, credete voi che sia possibile?
-
-— Signore, disse milady, voi siete ubriaco, o insensato. Uscite, e
-inviatemi le mie donne.
-
-— Le donne sono poco secrete, sorella mia; non potrei farvi io da
-cameriere? in questo modo tutti i nostri segreti resterebbero in
-famiglia.
-
-— Insolente, gridò milady.
-
-E come mossa da una molla balzò verso il barone, che l'aspettò con
-impassibilità, ma però con una mano sulla guardia della spada.
-
-— Eh! eh, diss'egli so bene che avete l'abitudine di assassinare la
-gente: ma io mi so difendere, ve ne prevengo, fosse anche contro di
-voi.
-
-— Oh! avete ragione, disse milady e voi mi fate l'effetto di essere
-abbastanza vile per portare la mano sopra una donna.
-
-— Se ciò accadesse, avrei la mia scusa. La mia mano, d'altronde
-non sarebbe la prima mano di uomo che si sarà posata sopra di voi,
-m'immagino:
-
-E il barone indicò con un gesto lento ed accusatore la spalla sinistra
-di milady, che egli quasi toccò colla punta del dito. Milady mandò un
-ruggito sordo, e rinculò fino all'angolo opposto della camera, come una
-pantera che si accovaccia per slanciarsi
-
-— Oh! ruggite pure quanto volete! gridò Lord de Winter, ma non tentate
-di mordere, poichè ve ne prevengo, la cosa ricadrebbe in vostro
-pregiudizio: qui non vi sono regalatori che regalino in antecedenza le
-successioni; qui non vi sono cavalieri erranti che vengono a muovermi
-lite per la bella dama che ritengo prigioniera: ma io ho già pronti dei
-giudici che disporranno di una donna abbastanza svergognata per venire
-ad introdursi, bigama, nella famiglia di Lord de Winter, mio fratello
-maggiore, e i suoi giudici, vi rimanderanno al carnefice che vi farà le
-due spalle uguali.
-
-Gli occhi di milady mandavano tali lampi che, quantunque Lord de Winter
-fosse uomo, e armato davanti ad una donna disarmata, egli sentì il
-freddo della paura penetrargli fino al fondo dell'anima; egli però non
-tralasciò, che anzi con un furore sempre crescente;
-
-— Sì, capisco dopo avere ereditato da mio fratello, vi sarebbe stato
-dolce l'ereditare anche da me; ma sappiatelo in antecedenza, voi potete
-uccidermi, o farmi uccidere, le mie precauzioni sono di già state
-prese: neppure uno scellino di quanto io possedo passerà nelle vostre
-mani, nè in quelle di vostro figlio. Non siete voi già abbastanza
-ricca, voi che possedete quasi un mezzo milione? e non potevate voi
-fermarvi su la vostra strada fatale, se non facevate il male per
-la sola gioia infinita e suprema di farlo? Oh! sentite, io ve lo
-dico, se la memoria di mio fratello non mi fosse sacra, voi andreste
-a imputridire in un carcere di stato, o a rallegrare a Tyburn la
-curiosità dei marinari! Io mi tacerò ma voi sopportate tranquillamente
-la vostra cattività. Fra quindici o venti giorni io partirò per la
-Rochelle coll'armata; ma, il giorno innanzi della mia partenza, verrà
-e prendervi un vascello, che io vedrò partire, e che vi condurrà nelle
-vostre colonie del Sud, e siate tranquilla, io vi darò un compagno che
-vi brucerà le cervella al tentativo che arrischiate per ritornare in
-Inghilterra o sul continente.
-
-Milady ascoltava con un'attenzione che dilatava i suoi occhi infiammati.
-
-— Ma fino a quell'ora, continuò Lord de Winter, voi rimarrete in questo
-castello; le mura ne sono grosse, le porte ne sono forti, i catenacci
-sono solidi, e la vostra finestra sbarrata dà a picco sul mare. Gli
-uomini del mio equipaggio, che mi sono affezionati per la vita e per la
-morte, montano la guardia intorno a questo appartamento e sorvegliano
-tutti i passaggi che conducono al cortile; poi, giunta al cortile,
-vi resterebbe ad attraversare tre cancelli di ferro. La consegna è
-precisa: un passo, un gesto, una parola che simuli una evasione, e si
-farà fuoco contro di voi. Se vi si trova morta, sono persuaso che la
-giustizia inglese mi sarà obbligata di avere risparmiato a lei questa
-briga. Ah! i vostri lineamenti riprendono la loro calma, il vostro viso
-ritrova la sua sicurezza! dieci giorni, quindici giorni, dite voi; bah!
-di qui a là, io ho lo spirito inventore, mi verrà una qualche idea; io
-ho lo spirito infernale, e ritroverò qualche vittima. Di qui a quindici
-giorni, voi vi dite, io sarò fuori di qui. Ebbene! provatevici.
-
-Milady, vedendosi indovinata, si cacciò le unghie nelle carni per
-domare ogni movimento che avesse potuto dare alla sua fisonomia un
-significato qualunque, oltre quello dell'angoscia.
-
-Lord de Winter continuò:
-
-— In quanto all'ufficiale che solo qui comanda in mia assenza, voi lo
-avete veduto, dunque lo conoscete di già: egli sa, come voi vedete,
-osservare una consegna, poichè voi non siete venuta da Portsmouth a
-qui senza aver tentato di farlo parlare. Che ne dite? una statua di
-marmo avrebbe potuto essere più impassibile e più muta? voi avete
-già esperimentato il potere delle vostre seduzioni su molti uomini,
-e disgraziatamente vi siete sempre riuscita: ma tentate su quello,
-perdinci! se voi ci venite a capo, io vi dichiaro essere il demonio.
-
-Quindi andò verso la porta e l'aprì in fretta.
-
-— Che si chiami il signor Felton, diss'egli. Aspettate anche un
-momento, ed io vi raccomanderò a lui.
-
-Fra questi due personaggi successe uno strano silenzio, durante
-il quale s'intese il rumore di un passo lento e regolare che si
-avvicinava. Ben presto nell'ombra del corridoio, si vide a designarsi
-una forma umana, e il giovane sottotenente, col quale noi abbiamo già
-fatto conoscenza, si fermò sul limitare della porta, aspettando gli
-ordini del barone.
-
-— Entrate, mio caro John, disse lord de Winter; entrate, e chiudete la
-porta.
-
-Il giovane uffiziale entrò.
-
-— Ora disse il barone, guardate questa donna: ella è giovane, ella
-è bella, ella possiede tutte le seduzioni della terra: ebbene!
-questo è un mostro che ha venticinque anni, si è reso colpevole di
-tanti delitti quanti se ne possono leggere negli archivi dei nostri
-tribunali. La sua voce previene in suo favore, la sua bellezza serve di
-esca alle vittime; ella tenterà di sedurvi, fors'anche potrà tentare
-di uccidervi. Io vi ho tolto dalla miseria, vi ho fatto nominare
-sottotenente, vi ho salvato una volta la vita, voi sapete in quale
-occasione; io sono per voi non solo un protettore, ma un amico; non
-solo un benefattore, ma un padre. Questa donna è venuta in Inghilterra
-per cospirare contro la mia vita; io tengo questo serpente fra le
-mani: ebbene! io vi faccio chiamare e vi dico: «amico Felton John,
-figlio mio, difendimi, e soprattutto difenditi da questa donna. Giura
-sulla tua salute di conservarla pel gastigo che ella ha meritato! John
-Felton, io mi affido alla tua parola; John Felton io credo alla tua
-lealtà».
-
-— Milord, disse il giovane ufficiale caricando il suo sguardo con tutto
-l'odio che poteva ritrovare nel suo cuore; milord: io vi giuro che sarà
-fatto ciò che desiderate.
-
-Milady ricevette questo sguardo colla rassegnazione di una vittima:
-era impossibile di vedere un'espressione più sottomessa e più dolce
-di quella che allora regnava nel suo bel viso. Lord de Winter stesso
-appena vi avrebbe riconosciuta la tigre che un momento prima si
-preparava a combattere.
-
-— Ella non uscirà mai da questa camera, intendete, John, continuò il
-barone; ella non corrisponderà con alcuno, ella non parlerà che con
-voi, se pure voi vorrete farle l'onore d'indirrizzarle la parola.
-
-— Basta, milord, ed io ho giurato.
-
-— Ed ora, signora, disse il barone, cercate di fare la vostra pace con
-Dio, poichè dagli uomini siete già stata giudicata.
-
-Milady lasciò cadere la sua testa come s'ella si fosse sentita
-schiacciare sotto il peso di questo giudizio. Lord de Winter uscì
-facendo un gesto a Felton, che uscì dietro di lui, e chiuse la porta.
-
-Un istante dopo si sentì nel corridoio il passo pesante di un soldato
-di marina, che colla mannaia a cintola, e il moschetto alla spalla,
-faceva la sentinella.
-
-Milady per qualche minuto restò nella stessa posizione, poichè
-pensò che forse era guardata dal buco della serratura; quindi rialzò
-lentamente la testa, che aveva ripreso una formidabile espressione
-di minaccia e di sfida; corse ad ascoltare alla porta, guardò per la
-finestra, e ritornando a raggrupparsi del suo vasto seggio, si mise a
-pensare.
-
-
-
-
-CAPITOLO LI.
-
-L'UFFICIALE
-
-
-Frattanto il ministro Richelieu aspettava le notizie d'Inghilterra, ma
-non giungeva alcun'altra notizia se non che dispiacente e minacciosa.
-Abbenchè la Rochelle fosse investita, abbenchè potesse sembrar certo il
-successo, mercè le precauzioni prese, e soprattutto per l'azione della
-diga, che non lasciava penetrare nessuna barca nella città assediata,
-il blocco poteva ancora durare lungamente, e questo era un grande
-affronto per le armate del re, e un grande incomodo pel ministro che
-aveva non più a intorbidare fra il re Luigi XIII e la regina Anna, la
-cosa essendo già fatta, ma a riaccomodare il signor de Bassompierre che
-si era intorbidato col duca Angouleme!
-
-La città, ad onta della incredibile perseveranza del suo governatore,
-aveva tentato una specie di ammutinamento per arrendersi. Il
-governatore aveva fatto impiccare gli ammutinati. Questa esecuzione
-calmò le teste più calde, che allora si decisero a lasciarsi morire
-di fame; questa morte loro sembrava più lenta, e meno sicura che il
-trapasso per istrangolazione.
-
-Dal canto loro, di tempo in tempo gli assedianti prendevano dei
-messaggieri, che i Roccellesi inviavano a Buckingham, o delle spie
-che Buckingham inviava ai Roccellesi. Nell'uno, e nell'altro caso
-il processo era presto fatto. Il ministro diceva una sola parola:
-Impiccate! s'invitava il re a venire a vedere questa funzione. Il re
-veniva languidamente, si metteva in buon posto per vedere l'operazione
-in tutte le sue minuzie: ciò lo distraeva sempre un poco, e gli faceva
-tollerare l'assedio con pazienza; ma ciò non gl'impediva di annoiarsi
-mortalmente, e di parlare tutti i momenti del suo ritorno a Parigi; di
-modo che, se i messaggieri, o i spioni fossero mancati, Sua Eccellenza,
-ad onta di tutta la sua immaginazione, si sarebbe ritrovato molto
-imbarazzato.
-
-Ciò non ostante il tempo passava, i Roccellesi non si arrendevano,
-l'ultimo spione che era stato preso aveva una lettera. Questa diceva
-bene a Buckingham che la città era agli ultimi estremi, ma invece
-di soggiugnere: «Se il vostro soccorso non giugne prima di quindici
-giorni, noi ci arrenderemo», soggiungeva semplicemente «Se il vostro
-soccorso non giugne prima di quindici giorni, quando arriverà, noi
-saremo tutti morti dalla fame».
-
-I Roccellesi non avevano dunque altra speranza che in Buckingham;
-Buckingham era il loro salvatore. Era evidente che se un giorno essi
-sapevano in modo sicuro che non potevano più contare su Buckingham, il
-loro coraggio sarebbe caduto colla loro speranza.
-
-Il ministro aspettava dunque con grande impazienza le notizie
-d'Inghilterra che gli annunziassero che Buckingham non verrebbe più.
-
-La quistione di prendere la città di viva forza era stata più d'una
-volta dibattuta nel consiglio del re, ma era sempre stata ributtata.
-Primieramente la Rochelle sembrava impenetrabile; quindi il ministro,
-che che ne dicesse, sapeva bene che l'orrore del sangue sparso in
-questo incontro, in cui i Francesi dovevano battersi contro i Francesi,
-era un movimento retrogrado di sessant'anni, impresso alla politica,
-e il ministro era in quell'epoca ciò che in oggi si chiama un uomo di
-progresso. In fatti, il saccheggio della Rochelle, e il massacro di tre
-o quattro mila ugonotti che si fossero fatti uccidere, rassomigliava
-troppo, nel 1628, al massacro del San Bartolomeo nel 1572. Finalmente,
-oltre a tuttociò, questo mezzo estremo al quale il re, quantunque buon
-cattolico, non ripugnava menomamente, veniva sempre a vuoto contro
-l'argomento dei generali assedianti che dicevano! «La Rochelle non si
-può prendere in altro modo che con la fame».
-
-Il ministro non poteva allontanare dal suo spirito il timore in cui lo
-gettava il suo terribile emissario: poichè aveva compreso, egli pure,
-le strane proposizioni di questa donna, ora serpente, ora lionessa.
-L'aveva ella tradito? era ella morta? In ogni caso egli la conosceva
-abbastanza per sapere che agendo per lui, o contro lui, amica o
-nemica essa non rimarrebbe immobile senza grandi impedimenti: ma donde
-venivano questi impedimenti? era ciò che non poteva sapere.
-
-Del resto egli contava, e con ragione, sopra milady, poichè aveva
-indovinato, negli antecedenti di questa donna, delle cose così
-terribili che appena il suo alto grado poteva coprire; e sentiva che
-per una causa, o per l'altra, questa donna era a lui venduta, non
-potendo ritrovare che in lui un appoggio superiore al pericolo che la
-minacciava.
-
-Risolse dunque di fare la guerra egli solo, e di non aspettare nessun
-estraneo soccorso che come una eventualità favorevole. Continuò a far
-lavorare la famosa diga che doveva affamare la Rochelle, e frattanto
-gettò gli occhi su questa disgraziata città che racchiudeva tante
-profonde miserie, e tante eroiche virtù, e ricordandosi il motto di
-Luigi XI, suo predecessore politico, come egli fu il predecessore
-di Robespierre, si ricordò questa massima del compare di Tristan:
-«Dividere per regnare».
-
-Enrico IV assediando Parigi faceva gettare per di sopra alle mura del
-pane e dei viveri. Il ministro fece gettare dei piccioli biglietti
-nei quali rappresentava ai Roccellesi come la condotta dei loro
-capi era ingiusta, egoista e barbara. Questi capi avevano del grano
-in abbondanza, e non lo dividevano; essi adottavano per massima,
-poichè essi pure avevano delle massime, che poco importava che le
-donne, i fanciulli ed i vecchi morissero, purchè gli uomini che
-dovevano difendere le mura, fossero forti e ben nutriti. Fin là, sia
-attaccamento sia impotenza di reagire contro essa, questa massima,
-senza essere generalmente adottata, era però passata dalla teoria
-alla pratica; ma i biglietti vennero a portarvi del danno. I biglietti
-ricordavano agli uomini che questi fanciulli, che questi vecchi, che
-queste donne che si lasciavano morire, erano i loro figli, le loro
-mogli, i loro padri; che sarebbe più giusto che ciascuno fosse ridotto
-alla comune miseria affinchè una stessa posizione facesse prendere
-risoluzioni unanimi.
-
-Ma al momento in cui il ministro vedeva già fruttare il suo espediente,
-e si applaudiva di averlo messo in uso, un abitante della Rochelle,
-che era potuto passare attraverso le file dei realisti, Dio sa come,
-tanto era grande e triplicata la sorveglianza di Bassompierre, di
-Schomberg, e del duca d'Angouléme, sorvegliati essi stessi dal
-ministro; un abitante della Rochelle, dicevamo, entrò in Città
-venendo da Portsmouth, dicendo che aveva veduta una flotta magnifica
-pronta a mettere alle vele prima di otto giorni. Di più, Buckingham
-annunziava al governatore, che la gran lega contro la Francia stava
-per dichiararsi, e che il regno stava per essere investito nello stesso
-tempo dalle armate inglesi, spagnole, ed imperiali. Questa lettera fu
-letta pubblicamente su tutte le piazze, ne fu affissa una copia agli
-angoli delle strade, e quelli che tentavano di aprire delle trattative,
-risoluti di aspettare questo soccorso così prontamente annunziato, le
-interruppero.
-
-Questa impreveduta circostanza ridestò in Richelieu le sue primiere
-inquietudini, e lo forzò a rivoltare di nuovo i suoi occhi dall'altra
-parte del mare.
-
-In questo mentre, eccetto le inquietudini del suo solo e vero capo,
-l'armata realista menava gioconda vita; i viveri non mancavano al
-campo, e neppure il danaro. Tutti i corpi rivalizzavano d'audacia e di
-allegria. Prendere degli spioni e impiccarli, fare delle spedizioni
-azzardate sulla diga, o sul mare, immaginare delle follie, eseguirle
-freddamente, tale era il passatempo che faceva trovar corti all'armata
-questi giorni così lunghi, non solamente per i Roccellesi, che erano
-corrosi dalla fame e dall'ansietà, ma ancora pel ministro che li
-bloccava così strettamente.
-
-Qualche volta quando il ministro, cavalcando sempre come l'ultimo
-gendarme dell'armata, girava il suo sguardo pensieroso sopra queste
-operazioni così lente a seconda del suo desiderio, che elevavano
-sotto i suoi ordini gl'ingegneri che faceva venire da tutti gli angoli
-della Francia; se si incontrava in un moschettiere della compagnia di
-Tréville, egli si avvicinava a lui, e lo guardava in modo singolare,
-e non lo riconoscendo per uno dei nostri quattro compagni, lasciava
-andare altrove il suo sguardo profondo, e il suo vasto pensiero.
-
-Un giorno in cui divorato da una noia mortale, senza speranze di
-trattative con la città, senza notizie dell'Inghilterra, il ministro
-era uscito col solo scopo di uscire accompagnato soltanto da Cahusac
-e da Houdinière lungo la spiaggia, unendo l'immensità delle sue idee
-colla immensità dell'Oceano, giunse, al piccolo passo del suo cavallo,
-sopra una collina, di dove scoprì dietro una siepe, sdraiati sull'erba,
-e al sicuro da un troppo gran sole, sotto l'ombra di un gruppo di
-alberi, sette uomini circondati da bottiglie vuote. Quattro di questi
-uomini erano i nostri moschettieri, intenti ad ascoltare la lettura di
-una lettera che uno di essi aveva ricevuta; questa lettera era così
-importante, che aveva fatto abbandonare sopra un sasso le carte e i
-dadi. Gli altri tre erano occupati a levare il tappo ad una enorme
-damigiana di vino di Collioure; erano i lacchè di questi signori.
-
-Il ministro, come abbiamo detto, era di cattivo umore, e quando era in
-questa situazione di spirito, niente raddoppiava più il suo malo umore,
-quanto la allegria degli altri. D'altronde egli aveva una singolare
-preoccupazione, ed era quella di creder sempre che le stesse cause
-della sua tristezza, cagionassero la allegria degli altri. Facendo
-segno a Houdinière e a Cahusac di fermare, discese da cavallo, e si
-avvicinò a questi allegri sospetti, sperando che la sabbia avesse
-coperto il rumore dei suoi passi, e mercè la siepe che velava il suo
-cammino, poter sentire qualche parola di questa conversazione che
-gli sembrava tanto interessante. A dieci passi soltanto dalla siepe
-riconobbe la pronunzia guascona di d'Artagnan, e siccome egli sapeva
-già che questi uomini erano moschettieri, non dubitò più che gli altri
-tre fossero quelli che venivano nel campo chiamati gl'inseparabili,
-vale a dire Athos, Porthos ed Aramis.
-
-Si penserà facilmente se il suo desiderio di sentire la conversazione
-si aumentò per questa nuova scoperta; i suoi occhi presero una strana
-espressione e con un passo di tigre si avanzò verso la siepe, ma non
-aveva ancora potuto afferrare che vaghe sillabe e senza alcun senso
-positivo, allorquando un grido sonoro e corto lo fece fremere, e attirò
-l'attenzione dei moschettieri.
-
-— Ufficiale! gridò Grimaud.
-
-— Voi parlate, io credo, disse Athos sollevandosi sopra un gomito e
-affascinando Grimaud col suo sguardo fiammeggiante.
-
-Per questo Grimaud non aggiunse parola, e si contentò di stendere il
-dito indicatore verso la direzione della siepe, denunziando con questo
-gesto il ministro e la sua scorta.
-
-Con un solo sbalzo i quattro moschettieri furono in piedi e salutarono
-con rispetto.
-
-Il ministro sembrava esser furioso.
-
-— Sembra che i sig. moschettieri si facciano guardare? diss'egli. Forse
-che gl'Inglesi vengono per terra, o sarebbe forse che i moschettieri si
-considerano come ufficiali superiori?
-
-— Mio-signore, riprese Athos, poichè, in mezzo al generale spavento,
-egli solo aveva conservata la calma e quel sangue freddo da gran
-Signore, che non lo abbandonavano mai; Mio-signore, i moschettieri,
-quando non sono di servizio o che il loro servizio è terminato,
-giuocano ai dadi, bevono e sono ufficiali più che superiori pei loro
-lacchè.
-
-— Dei lacchè, brontolò il ministro, dei lacchè che hanno la consegna di
-avvertire i loro padroni quando passa qualcuno; questi non sono lacchè,
-sono sentinelle!
-
-— Sua Eccellenza vede bene, frattanto, che se non avessimo presa
-questa precauzione, noi saremmo stati esposti a lasciarla passare senza
-presentargli i nostri rispetti, e offrirgli i nostri ringraziamenti per
-la grazia che ci ha fatta di riunire a noi d'Artagnan, continuò Athos.
-D'Artagnan, voi che poco fa desideravate questa occasione di esprimere
-la vostra gratitudine a Sua Eccellenza, eccola giunta, approfittatene.
-
-Queste parole furono pronunciate con quella flemma imperturbabile che
-distingueva Athos nelle ore di pericolo, e quella eccessiva gentilezza
-che in certi momenti faceva di lui un re più maestoso che i re di
-nascita.
-
-D'Artagnan s'avvicinò e balbettò alcune parole di ringraziamento, che
-ben presto sparirono sotto il torbido sguardo del ministro.
-
-— Non importa, signori, continuò il ministro senza sembrare menomamente
-sviato dalla sua prima intenzione, per l'incidente che Athos aveva
-sollevato; non importa, io non amo che dei semplici soldati, perchè
-hanno il vantaggio di servire in un corpo privilegiato, facciano tutti
-i gran signori, la disciplina è uguale a tutti.
-
-Athos lasciò il ministro terminare compiutamente la sua frase, e
-inchinandosi in segno di assentimento, riprese a sua volta.
-
-— La disciplina, Mio-signore, non è stata in alcun modo, io spero,
-dimenticata da noi. Noi non siamo di servizio e abbiamo creduto, non
-essendo di servizio di potere impiegare il nostro tempo come meglio ci
-pareva. Se siamo abbastanza fortunati perchè Vostra Eccellenza abbia
-qualche ordine particolare da darci, siamo pronti ad obbedire Vostra
-Eccellenza; Vostra Eccellenza vede, continuò Athos aggrottando il
-sopracciglio, perchè questa specie d'interrogazione cominciava a fargli
-perdere la pazienza, che per esser pronti al più piccolo segnale noi
-siamo usciti con le nostre armi.
-
-E col dito mostrò al ministro i quattro fucili in fascio vicino al
-luogo sul quale erano le carte e i dadi.
-
-— Che vostra Eccellenza voglia credere, che noi ci saremmo posti
-davanti ad essa, aggiunse d'Artagnan, se avessimo potuto supporre che
-ella veniva a questa parte con così piccola scorta.
-
-Il ministro si morse i baffi, e un poco ancora le labbra.
-
-— Sapete voi di chi avete l'aspetto, sempre insieme come in questo
-momento, armati come voi siete, e vegliati dai lacchè? disse il
-ministro, voi avete l'aria di quattro cospiratori.
-
-— Oh! in quanto a questo, Mio signore, è vero, disse Athos, e noi
-cospiriamo, come l'altra mattina Vostra Eccellenza ha potuto vederlo;
-soltanto però contro i Roccellesi.
-
-— Eh! signori politici, riprese il ministro aggrottando a sua volta
-il sopracciglio, si potrebbe forse ritrovare nei vostri cervelli il
-segreto di molte cose se vi si potesse leggere, come voi leggevate in
-quella lettera, che avete nascosta quando mi avete veduto venire.
-
-Il rossore montò al viso di Athos; egli fece un passo verso Sua
-Eccellenza.
-
-— Si direbbe, che voi ci sospettate in realtà, Mio-Signore, e
-che subiamo un vero interrogatorio. Se la cosa è così, che Vostra
-Eccellenza si degni spiegarsi, e noi sapremo almeno a qual partito
-appigliarci.
-
-— E quando questo fosse un vero interrogatorio, riprese il ministro,
-altri più di voi lo hanno subito, signor Athos, e vi hanno risposto.
-
-— Per questo, Mio signore, io ho detto a Vostra Eccellenza che non
-aveva che ad interrogarci, e che noi eravamo pronti a rispondere.
-
-— Che cosa è quella lettera che stavate leggendo, sig. Aramis, e che
-avete nascosta?
-
-— Una lettera di donna, Mio-Signore.
-
-— Oh! capisco, disse il ministro; bisogna essere discreto per questa
-specie di lettere, ma però si possono mostrare ad un confessore, e voi
-sapete che io...
-
-— Mio-Signore, disse Athos con una calma tanto più terribile, in
-quanto che sapeva di giuocare la sua testa nel fare questa risposta,
-Mio-Signore la lettera è di una donna, ma però non è sottoscritta nè da
-Marion Delorme, nè dalla sig. de Combalet, nè dalla sig. de Chaulnes.
-
-Il ministro divenne pallido come la morte. Un lampo giallo uscì dai
-suoi occhi. Egli si voltò come per dare un ordine a Cahusac, e a
-Houdinière. Athos vide il movimento, fece un passo verso i moschetti,
-su i quali i suoi amici avevano già fissati gli occhi, come uomini
-mal disposti a lasciarsi arrestare. Il ministro era il terzo; i
-moschettieri, compresivi i lacchè, erano sette: giudicò che la partita,
-quand'anche fosse stata uguale, Athos e i suoi compagni avrebbero
-allora realmente cospirato; e con uno di quei rapidi cambiamenti che
-teneva sempre a sua disposizione, tutta la sua collera terminò in un
-sorriso.
-
-— Andiamo, andiamo, diss'egli, voi siete bravi giovanotti, fieri al
-sole, fedeli nell'oscurità, e non vi è nessun male di farsi sorvegliare
-quando si sorveglia così bene gli altri. Signori, io non ho dimenticata
-la notte in cui mi serviste di scorta per andare al Colombaio Rosso. Se
-vi fosse qualche pericolo da temere nella strada che debbo percorrere,
-io vi pregherei accompagnarmi; ma siccome non ve ne è alcuno, restate
-dove siete, terminate le vostre bottiglie, la vostra partita e la
-vostra lettera. Addio, signori.
-
-E rimontando sul suo cavallo che Cabusac gli aveva condotto li salutò
-con la mano e si allontanò.
-
-I quattro giovani in piedi ed immobili lo seguirono cogli occhi, senza
-dire una sola parola fino a che fu scomparso.
-
-Si guardarono quindi tutti in viso.
-
-Avevan tutti la faccia costernata, poichè, ad onta dell'amichevole
-addio di Sua Eccellenza, essi capivano che il ministro se n'andava
-colla rabbia nel cuore.
-
-Athos sorrideva con un sorriso sdegnoso.
-
-Quando il ministro fu fuori della voce e della vista.
-
-— Questo Grimaud ha gridato troppo tardi, interruppe Porthos, che aveva
-conservato una gran volontà di far cadere il suo cattivo umore sopra
-qualcuno. Grimaud voleva rispondere per scusarsi; Athos, alzò il dito,
-e Grimaud tacque.
-
-— Avreste voi data la lettera, Aramis? disse d'Artagnan.
-
-— Io, disse Aramis con la voce la più melodiosa, io era deciso, se
-egli esigeva che gli avessi consegnata la lettera, io gli presentava
-la lettera con una mano, e coll'altra gli trapassava la mia spada
-attraverso il corpo.
-
-— Me lo aspettava bene, disse Athos; ecco perchè mi sono gettato fra
-voi e lui. In verità, quest'uomo è bene imprudente a parlare in tal
-guisa ad altri uomini. Si direbbe che non ha mai avuto che fare che con
-donne e con dei ragazzi.
-
-— Mio caro Athos, disse d'Artagnan, io ammiro; ma frattanto, dopo
-tutto, noi eravamo dalla parte del torto.
-
-— Come, dalla parte del torto! disse Athos. E di chi è dunque
-quest'aria che noi respiriamo? di chi è questo Oceano sul quale
-estendiamo i nostri sguardi? di chi è questa lettera della vostra
-amica? forse del ministro? Sull'onor mio, quest'uomo si immagina
-che tutto il mondo sia suo. Voi eravate là, balbettanti, stupefatti,
-annientati; si sarebbe detto che la Bastiglia si erigeva avanti a voi,
-e che quella gigantesca Medusa vi cambiava in pietra. Forse che si
-chiama cospirare, sentiamo, l'essere innamorato? voi siete innamorato
-di una donna che il ministro ha fatta imprigionare, voi volete
-toglierla dalle mani del ministro; questa è una partita che giocate con
-Sua Eccellenza. Questa lettera, è il vostro giuoco. Perchè mostrate voi
-il vostro giuoco al vostro avversario? che egli lo indovini, alla buona
-ora! noi parimente indoviniamo il suo.
-
-— Infatti, disse d'Artagnan, ciò che voi dite è pieno di buon senso.
-
-— In questo caso, non si parli più di ciò che è accaduto, e che Aramis
-riprenda la lettura della lettera di sua cugina al punto in cui è stata
-interrotta dal ministro.
-
-Aramis cavò la lettera di saccoccia; i tre amici si riavvicinarono a
-lui, e i tre lacchè si raggrupparono di nuovo intorno alla damigiana.
-
-— Voi non avevate lette che due righe, disse d'Artagnan; riprendete
-adunque la lettura dal suo principio.
-
-— Volentieri, disse Aramis:
-
- «Mio caro cugino, io credo bene che mi deciderò a partire per
- Béthune, ove mia sorella ha fatto entrare la piccola servente
- nel convento delle carmelitane. Questa povera giovinetta si è
- rassegnata, ella sa che non può vivere in altro luogo senza che
- sia in pericolo la salute della sua anima. Però se gli affari della
- nostra famiglia si accomoderanno nel modo che desideriamo, io credo
- che ella correrà il rischio di dannarsi, e che ritornerà vicino
- a coloro che la desiderano, tanto più che sa che si pensa sempre
- a lei. Frattanto, essa non è troppo disgraziata, tutto ciò che le
- resta a desiderare, è una lettera del suo pretendente. Io so bene
- che questa specie di derrata passa difficilmente fra le inferriate,
- ma oltre a tutto, come ve ne ho date pruove, mio caro cugino, io
- non sono molto mal destra e m'incarico della vostra commissione.
- Mia sorella vi ringrazia della vostra buona e continua rimembranza:
- per un istante ella ha avuto grandi inquietudini, ma finalmente
- ora si è alcun poco tranquillizzata, avendo inviato un suo commesso
- laggiù affinchè non accada niente di imprevisto.
-
- «Addio, mio caro cugino: dateci le vostre notizie il più spesso
- che potete, vale a dire tutte le volte che credete poterlo fare con
- sicurezza. Vi abbraccio.
-
- Maria Michon»
-
-— Oh! quanto vi devo, Aramis! gridò d'Artagnan. Cara Costanza!
-finalmente ho avuto le sue notizie! ella vive, ella è al sicuro in un
-convento; ella è a Béthune; dove credete voi che sia Béthune, Athos?
-
-— Sulle frontiere dell'Artois e della Fiandra; una volta che sia tolto
-l'assedio, noi potremo andare a fare un giro da quella parte.
-
-— E non vi vorrà molto, bisogna sperarlo, disse Porthos: questa mattina
-pure è stata impiccata una spia, che ha dichiarato che i Roccellesi
-sono ridotti a mangiare il cuoio delle loro scarpe. Supponendo che,
-dopo aver mangiato il cuoio, mangino la suola, io non vedo più che cosa
-loro rimanga dopo, a meno che non si mangino gli uni gli altri.
-
-— Poveri stupidi! disse Athos vuotando un bicchiere di eccellente
-vino di Bordeaux, che, senza avere in quell'epoca la riputazione
-che gode oggi giorno, non meritava però meno: poveri stupidi! come
-se la Religione Cattolica non fosse la più vera avvantaggiosa, e la
-più aggradevole di tutte le religioni? riprese egli dopo aver fatto
-sbattere la sua lingua contro il palato, però sono brava gente. Ma
-che diavolo fate dunque, Aramis? continuò Athos, voi richiudete questa
-lettera in saccoccia?
-
-— Sì, disse d'Artagnan, Athos ha ragione, bisogna bruciarla. Ed
-ancora se basta, il ministro potrebbe forse avere qualche segreto per
-esplorare le ceneri.
-
-— Ma che volete voi fare di questa lettera? domandò Porthos.
-
-— Vieni qui, Grimaud, disse Athos.
-
-Grimaud si alzò ed obbedì.
-
-— Per punirvi di aver parlato senza permesso, amico mio, voi mangerete
-questo pezzo di carta, poi, per ricompensarvi del servizio che ci avete
-reso, beverete dopo questo bicchiere di vino. Ecco prima la lettera.
-Masticate con energia.
-
-Grimaud sorrise, e tenendo gli occhi fissi sul bicchiere che Athos
-aveva riempito colmo, masticò la lettera e la inghiottì.
-
-— Bravo! padron Grimaud, disse Athos, ora prendete questo. Bene. Io vi
-dispenso dal dire grazie.
-
-Grimaud bevè silenziosamente il bicchiere di vino di Bordeaux, ma i
-suoi occhi alzati al cielo parlavano, durante il tempo che percorse in
-questa operazione, un linguaggio, che per esser muto, non era però meno
-espressivo.
-
-— Ed ora, disse Athos, ammenocchè il ministro non abbia l'ingegnosa
-idea di fare aprire il ventre a Grimaud, io credo che possiamo essere
-presso a poco tranquilli.
-
-In questo mentre Sua Eccellenza continuava la sua melanconica
-passeggiata, e mormorava sotto i suoi baffi.
-
-— Decisamente bisogna che questi quattro diventino del mio partito.
-
-
-
-
-CAPITOLO LII.
-
-PRIMO GIORNO DI PRIGIONIA
-
-
-Ritorniamo a milady, che uno sguardo gettato sulle coste di Francia ci
-ha fatto perdere di vista un istante.
-
-Noi la ritroveremo nella stessa disperata posizione ove l'abbiamo
-lasciata, scavandosi un abisso di cupe riflessioni, innanzi alla porta
-del quale ella ha quasi lasciato la speranza, poichè per la prima volta
-ella dubita, per la prima volta ella teme.
-
-In due occasioni la sua fortuna le aveva mancato, in due occasioni ella
-si vedeva scoperta e tradita, e in queste occasioni essa aveva urtato
-contro il suo genio fatale; che senza dubbio le era inviato dal signore
-per combatterla, per attaccarla. D'Artagnan l'ha vinta, essa, genio
-possente del male.
-
-Egli abusò del suo amore, l'umiliò nel suo orgoglio, la deluse nella
-sua ambizione, ed ora, che la perde nella sua fortuna, che la colpisce
-nella sua libertà, che la minaccia ancora nella sua vita. Che più, egli
-ha alzato un canto della sua maschera, questa egida con cui ella si
-cuopre e che la rende così forte.
-
-D'Artagnan ha sviato da Buckingham, che essa odia, come odia tutto
-ciò che ha amato, la tempesta di cui lo minacciava Richelieu nella
-persona della regina. D'Artagnan si è fatto passare per de Wardes,
-pel quale ella aveva un ardente trasporto da tigre, indomabile, come
-lo hanno tutte le donne di questo carattere. D'Artagnan conobbe quel
-fatal segreto che ha giurato che niun uomo avrebbe mai conosciuto senza
-morire. Finalmente, al momento in cui essa aveva ottenuto una firma
-in bianco da Richelieu, col mezzo della quale essa poteva vendicarsi
-del suo nemico, la firma in bianco le viene strappata dalle mani, ed è
-d'Artagnan che la tiene prigioniera, e che è sul punto di farla inviare
-in qualche immondo Botany-bay, in qualche Tyburn infame dell'oceano
-indiano.
-
-Perchè tutto ciò le viene senza dubbio da d'Artagnan; e da chi altro
-potrebbero venirle tante onte ammassate sulla sua testa, se non da lui?
-Egli solo ha potuto trasmettere a Lord de Winter tutti questi terribili
-segreti, che ha scoperti gli uni dopo gli altri per una specie di
-fatalità. Egli conosceva suo cognato, doveva avergli scritto.
-
-Quando odio essa distillava! là, immobile e cogli occhi ardenti e
-fissi, nel suo deserto appartamento, come gli scoppi dei suoi sordi
-ruggiti, che qualche volta le sfuggono dal fondo del suo petto,
-accompagnano il rumore della ondata, che sale, rumoreggia, mugisce, e
-viene ad infrangersi come una disperazione eterna ed imponente contro
-gli scogli sui quali è fabbricato questo castello, tetro ed orgoglioso!
-come al chiarore dei lampi che la sua collera tempestosa fa brillare
-nel suo spirito, ella concepisce contra la signora Bonacieux, contro
-Buckingham, e soprattutto contro d'Artagnan, dei magnifici progetti
-di vendetta perduti nel remoto! Sì, ma per vendicarsi bisogna esser
-libero, quando si è prigioniere bisogna sapere aprire una serratura,
-rompere dei chiavacci, smurare delle sbarre, scavare un pavimento;
-tutte imprese che possono condurre al suo scopo un uomo paziente
-e forte, ma davanti alle quali devono andare a vuoto le febbrili
-irritazioni di una donna.
-
-D'altronde, per far tutto ciò, bisogna avere il tempo, dei mesi, degli
-anni, ed ella non ha che dieci o dodici giorni, per quanto le ha detto
-lord de Winter, suo fratello e terribile carceriere.
-
-Eppure se essa fosse un uomo tenterebbe tutto, e forse riuscirebbe: e
-perchè dunque il cielo si è in tal modo sbagliato mettendo quest'anima
-ardente in questo corpo debole e delicato?
-
-Fu per questo che i primi momenti della prigionia riuscirono terribili:
-alcune convulsioni di rabbia che essa non potè sormontare, pagarono
-il suo debito di femminile debolezza alla natura. Ma a poco a poco
-sormontò la foga della sua pazza collera, disparvero i fremiti nervosi
-che avevano agitato il suo corpo, e si ripiegò su se stessa come un
-serpente stanco che ha bisogno di riposo.
-
-— Andiamo, andiamo, io era folle di lasciarmi in tal modo trasportare,
-disse ella, fissandosi sullo specchio che riflettè ai suoi occhi il suo
-avvampante sguardo, col quale sembrava che interrogasse se stessa. Non
-usiamo violenza! la violenza è una pruova di debolezza; e per primo, io
-non sono mai riuscita a niente con questo mezzo. Forse, se io usassi
-della mia forza contro delle donne, potrei avere la combinazione di
-ritrovarne anche più deboli di me, e per conseguenza di vincerle; ma è
-contro ad uomini che io mi batto; e per essi io non sono che una donna.
-Combattiamo adunque da donna. La mia forza è nella mia debolezza.
-
-Allora, come per render conto a se stessa dei cambiamenti che poteva
-imporre alla sua fisonomia così espressiva e così immobile, essa le
-fece assumere successivamente tutte le espressioni, da quella della
-collera che corrugava i suoi lineamenti, fino a quella del più dolce,
-del più affettuoso e del più seducente sorriso. Quindi i suoi capelli
-sotto le sue sapienti mani presero quelle ondulazioni che ella credè
-potere aiutare le grazie del suo viso. Finalmente, contenta di se
-stessa, mormorò:
-
-— Andiamo, non vi è ancora niente di perduto, io sono sempre bella.
-
-Erano circa le otto della sera. Milady scoperse un letto, e pensò che
-il riposo di alcune ore rinfrescherebbe non solo la sua testa e le
-sue idee, ma ancora il suo colorito. Però, prima di andare in letto,
-le venne un idea anche migliore: essa aveva inteso parlare di cena,
-essendo già da un'ora in quella camera non potevano tardar molto a
-portarle il vitto. La prigioniera non volle perder tempo e risolse di
-far fin da quella prima sera alcuni tentativi per acquistare terreno,
-studiando i caratteri delle persone alle quali era stata confidata la
-sua custodia.
-
-Un lume apparve sulla porta; questo lume annunciava il ritorno dei suoi
-carcerieri. Milady, che si era alzata, si rigettò prestamente sulla sua
-poltrona, colla testa rovesciata indietro, i suoi bei capelli snodati e
-sparsi, la sua gola per metà nuda sotto i suoi merletti scomposti, con
-una mano sul cuore e l'altra pendente.
-
-Furono tolti i catenacci, la porta cigolò sopra i suoi cardini, alcuni
-passi rintronarono nella camera, e si avvicinarono.
-
-— Ponete là questa tavola, disse una voce che la prigioniera riconobbe
-per quella di Felton. L'ordine fu eseguito.
-
-— Voi porterete dei lumi e cambierete la sentinella, continuò Felton.
-
-E questo doppio ordine che diede ai medesimi individui il sottotenente,
-provò a Milady che i suoi servitori erano quegli stessi uomini che
-erano i suoi guardiani, vale a dire soldati.
-
-Gli ordini di Felton erano, del resto, eseguiti con una silenziosa
-rapidità, che dava una buona idea dello stato florido nel quale egli
-manteneva la disciplina.
-
-Finalmente Felton, che non aveva ancora guardata Milady, si voltò verso
-di lei.
-
-— Ah! ah! disse egli, ella dorme; sta bene, al suo svegliarsi cenerà.
-
-E fece alcuni passi per uscire.
-
-— Ma, mio tenente, disse un soldato meno stoico del suo capo, e che si
-era avvicinato a milady, questa donna non dorme.
-
-— Come ella non dorme? disse Felton, e che fa essa allora?
-
-— Essa è svenuta. Il suo viso è pallidissimo, ed io ho un
-bell'ascoltare, non sento la sua respirazione.
-
-— Avete ragione disse, Felton dopo aver guardato milady dal posto in
-cui era, senza fare un passo verso di lei. Andate a prevenire lord de
-Winter che la sua prigioniera è svenuta, poichè non so che farle, non
-essendo stato preveduto il caso.
-
-Il soldato uscì per obbedire agli ordini del suo ufficiale. Felton si
-assise sopra una sedia, che per caso si trovava vicina alla porta, e
-aspettò, senza dire una parola, senza fare un gesto. Milady possedeva
-quella grand'arte tanto studiata dalle donne di veder tutto coll'aiuto
-di uno specchio, di un riflesso, di un'ombra. Ella vide Felton che le
-voltava le spalle; continuò a guardarlo per dieci minuti circa, e in
-questi dieci minuti, l'impassibile guardiano non si voltò neppure una
-volta.
-
-Essa pensò allora che lord de Winter sarebbe venuto ad aumentare, colla
-sua presenza, una nuova forza nel suo carceriere. Fallita la prima
-pruova, essa prese un altro partito, come donna che conta sulle proprie
-risorse; in conseguenza, alzò la testa, aprì gli occhi e sospirò
-debolmente.
-
-A questo sospiro, Felton finalmente si voltò.
-
-— Ah! eccovi risvegliata, disse egli; io non ho adunque più nulla da
-fare qui. Se voi avrete bisogno di qualche cosa, chiamerete.
-
-— Oh! mio Dio! quanto ho sofferto, mormorò milady con quella voce
-armoniosa che, simile a quella delle incantatrici, incantava tutti
-quelli che voleva perdere.
-
-E nel raddrizzarsi nel suo seggio, assunse una posizione la più
-graziosa e più abbandonata di quella che aveva quando era svenuta.
-
-Felton si alzò.
-
-— Voi sarete servita in questo modo, tre volte il giorno, signora,
-disse egli; la mattina a nove ore, nel giorno a un'ora, e la sera a
-otto ore. Se ciò non vi accomoda, potete indicare le vostre ore in vece
-di quelle che vi ho proposte, e su questo punto noi ci conformeremo ai
-vostri desiderii.
-
-— Ma dovrò dunque sempre restare sola in questa grande e trista camera?
-domandò milady.
-
-— Una donna delle vicinanze è stata prevenuta, e quando prima sarà al
-castello, essa verrà tutte le volte che desidererete la sua presenza.
-
-— Io vi ringrazio, signore, rispose umilmente la prigioniera.
-
-Felton fece un leggiero saluto e si diresse verso la porta. Al momento
-in cui stava per oltrepassare il limitare, lord de Winter comparve nel
-corridoio, seguito dal soldato che era stato a portare la notizia dello
-svenimento di milady, egli teneva in mano una boccetta di sali.
-
-— Ebbene! che cosa è che, accade qui? disse egli con voce beffarda,
-vedendo la sua prigioniera in piedi e Felton in atto di partire. Questa
-morta è adunque risuscitata? Perdinci! Felton, figlio mio, e non ti sei
-accorto che ti hanno preso per un novizio e che ti giuocano il primo
-atto di una commedia, di cui avremo senza dubbio il piacere di seguire
-tutto lo sviluppo?
-
-— L'ho pensato anch'io, milord, disse Felton; ma siccome la prigioniera
-è una donna, così ho voluto avere i riguardi che ogni uomo ben nato
-deve ad una donna, se non per essa, almeno per se stesso.
-
-Milady fremette in tutte le parti del suo corpo. Queste parole di
-Felton passavano come un diaccio in tutte le sue vene.
-
-— Così, riprese de Winter ridendo, questi bei capelli saggiamente
-snodati, questa pelle bianca e questo languido sguardo, non ti hanno
-ancora sedotto cuore di pietra?
-
-— No, milord, rispose l'impassibile giovane, e credetemi bene, vi vuol
-altro che degli artifizii e delle civetterie di donne per corrompermi.
-
-— In questo caso mio bravo tenente, lasciamo milady pensare ad
-altre astuzie, e noi andiamo a cena. Oh! siate tranquillo, ella ha
-l'immaginazione feconda, e il secondo atto della commedia non tarderà a
-seguitare il primo.
-
-A queste parole lord de Winter passò il suo braccio sotto quello di
-Felton, e lo condusse via ridendo.
-
-— Oh! troverò ben io ciò che ti abbisogna, mormorò milady fra i denti,
-povero monaco fallito, povero soldato convertito, che ti sei tagliato
-il tuo uniforme in una cocolla.
-
-— A proposito, riprese de Winter fermandosi sulla porta, milady questo
-scacco non deve togliervi l'appetito. Assaggiate questo pollo e questi
-pesci che, sulla mia parola d'onore non ho fatti avvelenare. Io sono
-molto contento del mio cuoco, e siccome egli non deve ereditar nulla
-da me, ho in lui una piena ed intera confidenza. Fate voi dunque
-come faccio io. Addio cara sorella. A rivederci al vostro prossimo
-svenimento.
-
-Questo era quanto poteva sopportare milady; le sue mani si contraevano
-sul seggio, i suoi denti stridevano sordamente, i suoi occhi seguivano
-il movimento della porta che si chiudeva dietro a lord de Winter
-e Felton, e quando si vide sola, fu invasa da una nuova crisi di
-disperazione; essa gettò gli occhi sulla tavola, vide brillare un
-coltello, si slanciò e lo afferrò, ma il suo disinganno fu crudele, la
-lama era rotonda, e di argento flessibile.
-
-Uno scoppio di risa rumoreggiò dietro la porta mal chiusa e che si
-riaprì.
-
-— Ah! Ah! gridò lord de Winter, ah! ah! vedi tu bene, mio bravo Felton,
-vedi tu ciò che io ti aveva detto! Questo coltello era per te, figlio
-mio, ella ti avrebbe ucciso; vedi tu questa è una delle sue risorse
-per sbarazzarsi così, in un modo o nell'altro, delle persone che la
-incomodano. Se io ti avessi dato ascolto, il coltello sarebbe stato
-appuntato e d'acciaio; allora era finita per te, o Felton, ella ti
-avrebbe sgozzato, e dopo te avrebbe scannato tutti noi. Guarda, vedi
-Felton, come ella sa tener bene un coltello?
-
-Infatti, milady teneva ancora in mano l'arme inoffensiva; queste ultime
-parole, quest'ultimo insulto sciolsero le sue mani, le sue forze, e
-perfino la sua volontà.
-
-Il coltello cadde per terra.
-
-— Avete ragione, milord, disse Felton con un accento di profondo
-disgusto che si ripercuotè fino nel fondo del cuore di Milady, avete
-ragione, ed io aveva torto.
-
-Ed entrambi uscirono di nuovo.
-
-Ma questa volta, milady prestò il suo orecchio più attento della prima
-volta, ed intese i loro passi allontanarsi e perdersi nel fondo del
-corridoio.
-
-— Io son perduta mormorò essa; eccomi in potere di gente sulle quali
-io non avrò più presa, e che saranno per me come statue di bronzo e
-di granito, essi mi sanno a memoria e si sono armati dell'egida contro
-tutte le mie armi. Però è impossibile, riprese dopo un momento, che la
-cosa finisca come essi hanno deciso.
-
-Infatti, come l'indicava quest'ultima riflessione, questo ritorno
-instintivo alla speranza, il timore ed i sentimenti deboli non
-galleggiavano lungo tempo in quell'anima profonda. Milady si mise a
-tavola, si cibò di diverse vivande, bevè un poco di vino di Spagna, e
-sentì ritornarsi tutta la sua risoluzione.
-
-Prima di andare a letto, essa aveva già comentato, analizzato,
-rivoltato in tutti gli aspetti, esaminato su tutti i punti, le parole,
-i passi, le gesta, i segni e perfino il silenzio dei suoi carcerieri;
-da questo studio profondo, abile e sapiente, ne era risultato che
-Felton era il meno invulnerabile di tutti.
-
-Una parola particolarmente ritornava al pensiero della prigioniera:
-
-— «Se io ti avessi ascoltato» aveva detto lord de Winter a Felton.
-
-Dunque Felton aveva parlato in suo favore, poichè lord de Winter non
-aveva voluto ascoltare Felton.
-
-— Debole o forte, ripeteva milady, questo uomo dunque ha avuto un
-lampo di pietà nell'animo suo. Da questo lampo farò nascere un incendio
-che lo divorerà. In quanto all'altro, egli mi teme, e sa ciò che deve
-aspettarsi da me, se io posso fuggire dalle sue mani; è dunque inutile
-il tentar niente su lui; ma Felton, questa è un'altra cosa, egli è un
-giovane ingenuo, puro, e che sembra virtuoso. Quello là vi è mezzo da
-prenderlo.
-
-E milady se ne andò a letto e si addormì col sorriso sulle labbra;
-se qualcuno l'avesse veduta dormente, avrebbe creduto vedere una
-giovinetta che sognasse la corona di fiori che doveva mettersi sulla
-fronte nella prossima festa.
-
-
-
-
-CAPITOLO LIII.
-
-SECONDO GIORNO DI PRIGIONIA
-
-
-Milady sognava che alfine aveva nelle mani d'Artagnan, che assisteva al
-suo supplizio, ed era la vista del suo odioso sangue che colava sotto
-la mannaia del carnefice, quello che delineava quel grazioso sorriso
-sulle sue labbra.
-
-Ella dormiva come dorme un prigioniero assorto nella sua prima speranza.
-
-L'indomani, quando entrarono nella camera, ella era ancora in letto.
-Felton si era fermato nel corridoio; egli conduceva la donna di cui
-aveva parlato la sera innanzi, e che allora era giunta. Questa donna
-entrò e si avvicinò al letto di milady offrendole i suoi servigi.
-
-Milady era abitualmente pallida: il suo colorito poteva ingannare una
-persona che la vedeva per la prima volta.
-
-— Ho la febbre diss'ella; non ho dormito un istante in questa lunga
-notte. Io soffro orribilmente; sareste voi più umana di quello che non
-lo sono stato ieri con me? Tutto ciò che io chiedo, del resto, è il
-permesso di poter rimanere in letto.
-
-— Volete che si mandi a chiamare un medico? disse la donna.
-
-Felton ascoltava questo dialogo senza dire una parola.
-
-Milady rifletteva che più sarebbe circondata da gente, e più avrebbe
-avuto gente da impietosire, e per conseguenza verrebbe raddoppiata la
-sorveglianza di lord de Winter. D'altronde il medico poteva dichiarare
-che la malattia era finta; e milady, dopo aver perduta la prima
-partita, non voleva perdere anche la seconda.
-
-— Andare a cercare un medico diss'ella, e a che pro? questi signori
-hanno ieri dichiarato che il mio male era una commedia. Oggi accadrebbe
-senza dubbio lo stesso, perchè da ieri sera in qua hanno avuto tutto il
-tempo di prevenire il dottore.
-
-— Allora, disse Felton impazientandosi, dite voi stessa signora che
-cura volete seguire.
-
-— E lo so io? mio Dio! io sento che sto male, ecco tutto. Che mi si dia
-tutto ciò che si vuole, poco m'importa.
-
-— Andate a cercare lord de Winter, disse Felton, stancato da queste
-continue lamentazioni.
-
-— O no, no, gridò milady, no signore, non lo chiamate, ve ne scongiuro,
-io sto bene; non lo chiamate, non ho bisogno di niente.
-
-Ella mise una veemenza così soprannaturale in questa esclamazione, che
-Felton, trascinato, fece alcuni passi nella camera.
-
-Egli è commosso, pensò milady.
-
-— Però, signora, disse Felton, se voi _realmente_ soffrite, si manderà
-a cercare un medico, e se vi burlate di noi, ebbene ciò sarà tanto
-peggio per voi, ma almeno dal canto nostro non avremo niente da
-rimproverarci.
-
-Milady non rispose, ma, rovesciando la sua bella testa sull'origliere,
-si strusse in lacrime ed in singhiozzi.
-
-Felton la guardò un istante con la sua impassibilità ordinaria, quindi
-accorgendosi che la crisi minacciava di prolungarsi, uscì. La donna lo
-seguì, lord de Winter non comparve.
-
-— Io credo, che comincio a veder chiaro, mormorò milady con una gioia
-selvaggia, cacciandosi sotto i lenzuoli, per nascondere agli occhi di
-chi poteva spiarla questo slancio d'interna soddisfazione.
-
-Passarono così due ore.
-
-— Ora è tempo che la malattia cessi, disse ella leviamoci, e oggi
-otteniamo qualche successo. Io non ho che dieci giorni da disporre, e
-questa sera ne saranno trascorsi due.
-
-Entrando la mattina nella camera di milady le persone di servizio, le
-avevano portata la colezione. Ora ella aveva pensato che non avrebbero
-tardato a venirla a portar via, e che in questo momento rivedrebbe
-Felton.
-
-Milady non s'ingannava. Felton ricomparve, e senza fare attenzione se
-milady aveva o no toccato i cibi della colezione, fece un cenno perchè
-portassero fuori la tavola che ordinariamente apportavano già servita.
-
-Felton uscì per ultimo, egli teneva la chiave in mano.
-
-Milady stesa sopra un seggio vicino al camminetto, bella, pallida e
-rassegnata, sembrava una santa vergine che aspettasse il martirio.
-
-Felton si avvicinò a lei e disse:
-
-— Lord de Winter, che è cattolico come voi, signora, ha pensato che
-la privazione dei riti e delle cerimonie della vostra religione,
-potesse forse esservi penosa; egli acconsente adunque che voi leggiate
-ogni giorno l'ordinario della _vostra messa_, ed eccovi un libro che
-contiene il rituale.
-
-All'aria con cui Felton depose questo libro sulla piccola tavola vicino
-alla quale era milady, al tuono con cui pronunciò queste due parole
-_vostra messa_, al sorriso sdegnoso con cui le accompagnò, milady alzò
-la testa e guardò l'ufficiale più attentamente.
-
-Allora, alla seria pettinatura, all'abito di esagerata semplicità, a
-quella fronte pulita come il marmo, ma dura ed impenetrabile come il
-medesimo, essa riconobbe uno di quei cupi Puritani che aveva sì spesso
-incontrati, tanto alla corte del re Giacomo, che a quella del re di
-Francia, ove malgrado la rimembranza del S. Bartolomeo, essi qualche
-volta venivano a cercare un rifugio.
-
-Essa ebbe dunque una di quelle subitanee inspirazioni, come soltanto ne
-ricevono le persone di grande spirito nelle grandi crisi, nei momenti
-supremi che devono decidere della loro vita o della loro fortuna.
-
-Queste due parole: _vostra messa_, e un semplice colpo d'occhio gettato
-a Felton, le avevano infatti rivelato tutta l'importanza della risposta
-che stava per fare.
-
-Ma con quella rapidità d'intelligenza che le era particolare, essa non
-formulò la risposta; ma le si presentò spontanea sulle labbra.
-
-— Io? diss'ella, con un accento di sdegno accordato all'unisono di
-quello che aveva rimarcato nel giovine ufficiale, io, signore, la _mia
-messa_! Lord de Winter, il cattolico corrotto, sa bene che io non sono
-della sua religione, e che questo è un laccio che vuol tendermi.
-
-— E di qual religione siete, voi dunque, signora? domandò Felton con
-una meraviglia, che, ad onta del suo impero su se stesso, egli non potè
-interamente nascondere.
-
-— Io lo dirò, gridò milady con una finta esaltazione, il giorno in cui
-avrò sofferto abbastanza per la mia fede.
-
-Lo sguardo di Felton scoprì a milady tutta l'estensione dello spazio
-che le si era aperto con questa risposta.
-
-— Io sono nelle mani dei miei nemici, continuò ella con quel tuono
-di entusiasmo che sapeva essere familiare ai Puritani. Ebbene! che
-il mio Dio mi salvi o che io perisca pel mio Dio! ecco la risposta
-che vi prego di fare a lord de Winter. E in quanto a questo libro,
-aggiunse ella mostrando il rituale con la punta del dito, ma senza
-toccarlo, come se avesse temuto di imbrattarsi con questo tocco,
-potete riportarlo, e servirvene anche voi stesso, poichè senza dubbio
-voi siete doppiamente complice di lord de Winter, complice nella sua
-persecuzione, complice nella sua eresia.
-
-Felton non rispose, prese il libro con lo stesso sentimento di
-ripugnanza che aveva già manifestato, e si ritirò pensieroso.
-
-Lord de Winter venne verso le cinque ore di sera. Milady aveva avuto
-il tempo di combinarsi un piano di condotta; essa lo ricevette come una
-donna che avesse ripresi tutti i suoi vantaggi.
-
-— Sembra, disse il barone sedendosi sopra una seggiola dirimpetto a
-quella che occupava milady, e stendendo senza alcun riguardo i suoi
-piedi verso il camminetto, sembra, disse egli, che noi abbiamo fatto
-una piccola apostasia?
-
-— Che volete voi dire signore?
-
-— Voglio dire che dall'ultima volta in cui ci siamo veduti, voi avete
-cambiata religione. Avreste forse per caso sposato un terzo marito
-protestante?
-
-— Spiegatevi, milord, riprese la prigioniera con maestà, poichè vi
-dichiaro che ascolto le vostre parole ma che non le comprendo.
-
-— Allora è perchè voi non avete alcuna religione; amo meglio così,
-riprese beffeggiando lord de Winter.
-
-— Certamente ciò sarebbe più a seconda dei vostri principii, riprese
-freddamente milady.
-
-— Oh! io vi confesso che ciò mi è del tutto lo stesso.
-
-— Oh! voi non avete bisogno di fare questa confessione sulla vostra
-indifferenza in materia di religione, milord, le vostre scostumatezze o
-i vostri delitti ne fanno fede.
-
-— Per bacco! voi parlate di scostumatezze, signora Messalina? voi
-parlate di delitti, lady-Macbeth? o io ho male inteso, o voi per bacco
-siete molto imprudente!
-
-— Voi parlate così perchè siamo ascoltati, signore, rispose freddamente
-milady, e perchè volete interessare i vostri carcerieri e i vostri
-agozini contro di me.
-
-— I miei carcerieri! i miei agozini! Eh! eh! signora, voi la prendete
-in tuono poetico, e la commedia di ieri sera, questa sera si volta in
-tragedia. Del resto, fra otto giorni voi sarete dove dovete essere, e
-il mio impegno sarà terminato.
-
-— Impegno infame! impegno empio! riprese milady colla esaltazione di
-una vittima che provoca il suo giudice.
-
-— Io credo sulla mia parola d'onore! disse de Winter alzandosi, che
-l'astuta divenga pazza. Andiamo, andiamo, calmatevi, signora puritana,
-o vi farò mettere in segreto. Perdinci! è il mio vino di Spagna che vi
-sale alla testa, non è vero? ma siate tranquilla, questa ebrietà non
-avrà conseguenze.
-
-E lord de Winter si ritirò dicendo parolacce, cosa che, in quell'epoca,
-era un'abitudine affatto cavalleresca.
-
-Felton infatti era dietro la porta e non aveva perduto una parola di
-tutta questa scena. Milady aveva indovinato giusto.
-
-— Sì, va! va! disse ella a suo cognato, le conseguenze, al contrario,
-si avvicinano: ma tu non le saprai, imbecille, che allorquando non sarà
-più tempo di evitarle.
-
-Il silenzio si ristabilì: scorsero due ore; fu portata la cena, e si
-trovò milady occupata a fare le sue preghiere, preghiere che ella aveva
-imparate da un vecchio servitore del suo secondo marito, che era uno
-dei più austeri puritani. Ella sembrava in estasi, e parve che non
-facesse attenzione a quanto accadeva intorno a lei. Felton fece segno
-perchè non fosse disturbata, e quando tutto fu in ordine, uscì senza
-far rumore coi suoi soldati.
-
-Milady sapeva che poteva essere spiata, essa continuò dunque le
-sue preghiere sino alla fine, e le sembrò che il soldato che era di
-sentinella alla sua porta non camminasse più dello stesso passo, e
-stesse ad ascoltarla.
-
-Pel momento ella non desiderava di meglio, si rialzò, si mise a tavola,
-mangiò poco, e non bevè che acqua.
-
-Un'ora dopo vennero a portar via la tavola; ma milady rimarcò che
-questa volta Felton non accompagnava i soldati.
-
-Egli dunque temeva di vederla troppo spesso.
-
-Ella si rivoltò per sorridere, perchè in questo sorriso vi era una tale
-espressione di trionfo che questo solo sarebbe bastato per denunziarla.
-
-Essa lasciò ancora scorrere una mezz'ora, e siccome in questo momento
-tutto era silenzio nel vecchio castello, siccome non si sentiva che
-l'eterno rumore dell'ondata, quella respirazione immensa dell'oceano,
-colla sua voce pura, armoniosa e vibrante, essa cominciò il primo
-versetto di quel salmo allora in favore presso i puritani.
-
- « — _Oh! signore, tu ci abbandoni, per giudicare se noi siamo
- forti, ma in seguito sei tu che dài, colla tua celeste mano, la
- palma ai nostri sforzi._
-
-Mentre cantava, milady ascoltava; il soldato di guardia alla sua porta
-si era fermato come se fosse stato tramutato in pietra. Milady potè
-dunque giudicare dell'effetto che aveva prodotto.
-
-Allora essa continuò il suo canto con un fervore e un sentimento
-inesprimibile; le sembrò che i suoni si spandessero di lontano sotto
-le volte, e che andassero come un incantesimo a raddolcire il cuore
-dei suoi carcerieri. Però sembrava che il soldato in sentinella, senza
-dubbio zelante cattolico, scotesse l'incanto, poichè attraverso il
-finestrello della porta che egli aprì:
-
-— Tacete dunque, signora, diss'egli, il vostro canto è tristo come
-un _De profundis_ e se oltre il diletto di stare qui di guarnigione,
-è ancora necessario l'ascoltare simili cose, sarà da non poter più
-resistere.
-
-— Silenzio! disse allora una voce grave, che milady riconobbe per
-quella di Felton, e di che cosa vi immischiate voi? vi è forse stato
-ordinato di impedire a questa donna di cantare? no. Vi è stato detto
-di custodirla, e di far fuoco sopra di lei se tentasse di fuggire.
-Custoditela; ma non aggiungete niente alla consegna.
-
-Un'espressione di indicibile gioia illuminò il viso di milady; ma
-questa espressione fu fuggitiva come il riflesso di un lampo, e senza
-sembrare di avere inteso il dialogo, di cui non aveva perduto una
-parola, essa riprese, dando alla sua voce tutta la grazia, tutta la
-estensione e tutta la seduzione che il demonio vi aveva messa:
-
- « — _Per tanti pianti, tanta miseria, per il mio esilio e per i
- miei ferri, io ho la mia gioventù, la mia preghiera, e Dio che
- conterà i mali che ho sofferti._
-
-Questa voce, di una inaudita estensione e di una sublime passione,
-dava alla poesia rozza ed incolta di questi salmi una magia ed una
-espressione che i Puritani più esaltati ritrovavano raramente nei canti
-dei loro fratelli, e che erano costretti di ornare con tutte le risorse
-della loro immaginazione. Felton credè sentire cantare l'angelo che
-consolava i tre Ebrei nella fornace.
-
- «_Ma, il giorno della liberazione verrà per tutti noi Dio è
- giusto e forte! e se illude la nostra speranza, ci resta sempre il
- martirio e la morte._
-
-Questa strofetta, nella quale la terribile incantatrice mise tutta
-l'anima sua, finì di portare il disordine nel cuore del giovane
-ufficiale; aprì improvvisamente la porta, e milady lo vide comparire
-pallido come sempre, ma con gli occhi ardenti e quasi stravolti.
-
-— Perchè cantate voi in tal modo, disse egli, e con una simile voce?
-
-— Perdono, signore, disse milady con dolcezza, dimenticava che i miei
-canti non sono d'uso in questa casa. Io forse vi ho offeso nelle vostre
-credenze, ma ciò è senza volerlo, ve lo giuro. Perdonatemi adunque un
-fallo che può esser grande, ma che certamente è involontario.
-
-Milady era così bella in questo momento, l'estasi religiosa nella
-quale si trovava immersa dava una tale espressione alla sua fisonomia;
-che Felton, abbagliato, credè vedere l'angelo che poco prima gli era
-sembrato di ascoltare soltanto.
-
-— Sì, sì, rispose egli, sì, voi disturbate, voi agitate le persone che
-abitano il castello.
-
-E il povero, insensato non si accorgeva egli stesso della incoerenza
-dei suoi discorsi, nel mentre che milady immergeva il suo occhio di
-lince nel più profondo del suo cuore.
-
-— Io mi tacerò disse milady abbassando gli occhi, con tutta la dolcezza
-che poteva dare alla sua voce, con tutta la rassegnazione che potè
-imprimere al suo portamento.
-
-— No, no, signora, disse Felton, soltanto cantate più sommessa,
-particolarmente la notte.
-
-A queste parole Felton, sentendo che non avrebbe potuto conservare
-più lungamente il suo tuono severo colla prigioniera, si slanciò fuori
-dell'appartamento.
-
-— Avete fatto bene, tenente, disse il soldato, questi canti sconvolgono
-l'anima; però si finisce coll'assuefarcisi: la voce è così bella!
-
-
-
-
-CAPITOLO LIV.
-
-IL TERZO GIORNO DI PRIGIONIA
-
-
-Felton era venuto, ma vi era ancora un passo da fare; bisognava
-trattenerlo, o piuttosto bisognava che egli da se solo restasse, e
-milady non vedeva che oscuramente il mezzo che doveva condurla a questo
-risultato.
-
-Era necessario ancora di più: bisognava farlo parlare, per potergli
-parlare; poichè milady sapeva bene, che la sua maggiore seduzione stava
-nella sua voce, che percorreva con tanta abilità tutta la gamma dei
-tuoni, dalla parola umana fino al linguaggio celeste.
-
-Eppure, ad onta della sua seduzione, milady poteva fallare, poichè
-Felton era prevenuto, e ciò contro la più piccola combinazione.
-D'allora, essa sorvegliò tutte le sue azioni, tutte le sue parole, fino
-al più semplice moto dei suoi occhi, fino al suo gesto, fino alla sua
-respirazione che si poteva interpetrare come un sospiro. Finalmente
-studiò tutto come fa un abile comico, al quale viene data una parte
-nuova da rappresentare in un genere che non è assuefatto di recitare.
-
-In faccia a lord de Winter, la sua condotta era più facile, e questa
-era stata fissata fin dalla sera innanzi. Restar muta e sostenuta alla
-sua presenza, di tempo in tempo irritarlo con una parola di disprezzo,
-spingerlo alle minacce ed alle violenze che fossero in opposizione
-colla sua rassegnazione; tali erano i suoi progetti. Felton forse
-vedrebbe, non direbbe niente, ma vedrebbe.
-
-La mattina Felton venne, come negli altri giorni; ma milady lo lasciò
-presiedere a tutti i preparativi della colezione senza indirizzargli
-la parola. Così, al momento in cui egli stava per ritirarsi, essa ebbe
-un lampo di speranza, perchè credeva che fosse sul punto d'indirizzarle
-la parola, ma le di lui labbra si mossero senza che uscisse verun suono
-dalla sua bocca, e facendo uno sforzo su se stesso, richiuse nel di lui
-cuore le parole che stavano per sfuggirgli dalle labbra, e partì.
-
-Verso mezzogiorno entrò lord de Winter.
-
-Era una bella giornata d'estate, un raggio del pallido sole
-d'Inghilterra, che illumina ma non riscalda, passava attraverso le
-sbarre.
-
-Milady guardava dalla sua finestra, e faceva sembiante di non sentire
-la porta che si apriva.
-
-— Ah! ah! disse lord de Winter, dopo aver fatta la comica, dopo aver
-fatta la tragica, ora fa la malinconica!
-
-La prigioniera non rispose.
-
-— Sì, sì, continuò lord de Winter, capisco; voi amereste molto d'essere
-in libertà su queste spiagge; voi vorreste, sopra un buon naviglio,
-fendere i flutti di questo mare verde come lo smeraldo, voi vorreste,
-sia per terra sia per mare, tendermi un'imboscata, nel modo che sapete
-così bene combinare. Pazienza! pazienza! fra quattro giorni vi sarà
-permesso l'andare a bordo, il mare vi sarà aperto, più aperto forse di
-quello stesso che vorreste, poichè fra quattro giorni l'Inghilterra si
-sarà sbarazzata di voi.
-
-Milady congiunse le mani, alzò gli occhi verso il cielo:
-
-— Signore, Signore, diss'ella con un'angelica soavità di gesto o
-d'intonazione: perdonate a quest'uomo come io stessa perdono a lui.
-
-— Sì, prega, maledetta! gridò il barone, la tua preghiera è tanto
-più generosa, in quanto che tu sei in potere di un uomo che non ti
-perdonerà mai.
-
-Ed egli uscì.
-
-Al momento in cui usciva uno sguardo penetrò fra la porta socchiusa, ed
-essa scoperse Felton, che si ritirava prestamente per non essere veduto
-da lei.
-
-Allora essa si gittò in ginocchio e si mise a pregare.
-
-— Mio Dio! mio Dio! diss'ella, voi sapete per qual santa causa io
-soffro; datemi dunque la forza di soffrire.
-
-La porta si aprì dolcemente, la bella oratrice finse di non sentirne il
-rumore, e, con una piena di lagrime, continuò:
-
-— Dio vendicatore! Dio di bontà! lascerete voi compiersi gli orribili
-progetti di quest'uomo?
-
-Allora soltanto essa finse di sentire il rumore dei passi di Felton,
-e, sorgendo rapida come il pensiero, arrossì, come se avesse avuto
-vergogna di essersi fatta sorprendere in ginocchio.
-
-— Io non voglio disturbare quelli che pregano, signora, disse Felton,
-non v'incomodate dunque per me, ve ne scongiuro.
-
-— Come sapete voi ch'io pregava, signore? disse milady con voce
-soffocata dai singhiozzi: v'ingannate signore io non pregava.
-
-— Credete dunque, signora, rispose Felton con la sua solita voce grave,
-quantunque un poco più addolcita, che io mi creda d'avere il diritto
-di proibire ad una creatura di prosternarsi davanti al suo Creatore?
-D'altronde il pentimento sta bene ai colpevoli, qualunque sia il
-delitto che abbiano commesso, un colpevole ai piedi di Dio mi è sacro.
-
-— Colpevole, io! disse milady con un sorriso che avrebbe disarmato
-l'angelo punitore. Colpevole! oh! mio Dio! tu sai se io lo sono!...
-Dite che io sono condannata, signore, alla buon'ora!... ma, voi lo
-sapete, Dio, che ama i martiri, permette che qualche volta sieno
-condannati anche gl'innocenti.
-
-— Foste voi condannata, foste voi innocente, foste voi martire, ragione
-di più, rispose Felton per pregare, io stesso vi aiuterò colle mie
-preghiere.
-
-— Oh! voi siete un giusto; gridò milady precipitandosi ai suoi piedi:
-io non posso più contenermi lungamente, perchè temo di mancare di forza
-al momento in cui mi abbisognerà sostenere la lotta, e confessare la
-mia fede; ascoltate dunque la preghiera di una donna alla disperazione.
-Voi siete ingannato, signore! Ma non si tratta di ciò; io non vi
-domando che una grazia, e se voi me l'accorderete, io vi benedirò
-continuamente in questo mondo e nell'altro.
-
-— Parlate al padrone, signora, disse Felton; fortunatamente io non sono
-incaricato nè di perdonare, nè di punire, ed è al più alto che Dio ha
-rimesso questo potere.
-
-— No: a voi, a voi solo. Ascoltatemi, piuttosto che contribuire alla
-mia perdita, piuttosto che contribuire alla mia ignominia...
-
-— Se avete meritata quest'onta, signora, se avete meritata questa
-ignominia, fa d'uopo subirla offerendola a Dio.
-
-— Che dite mai? oh! voi non mi capite; quando parlo d'ignominia, voi
-credete che io parli di un gastigo qualunque, della prigione, o della
-morte? Piacesse al cielo! che importa a me la prigione o la morte?
-
-— Sono io che non vi capisco più, signora, disse Felton.
-
-— O che fate sembiante di non capirmi più, signore; rispose la
-prigioniera con un sorriso di dubbio.
-
-— No, signora, sul mio onore da soldato, sulla mia fede da cristiano!
-
-— Come! voi ignorate la mente di lord de Winter a mio riguardo?
-
-— Io l'ignoro.
-
-— Impossibile, voi siete il suo confidente.
-
-— Io non mento mai, signora.
-
-— Oh! eppure si nasconde troppo poco, perchè non si abbia a indovinarlo.
-
-— Non cerco d'indovinar niente, signora, aspetto che mi sieno fatte le
-confidenze, e, fuori di ciò che mi ha detto alla vostra presenza, lord
-de Winter non mi ha confidato niente.
-
-— Ma, gridò Milady con un incredibile accento di verità, voi dunque
-non siete il suo complice? voi dunque non sapete ch'egli mi destina ad
-un'onta, che tutti i gastighi della terra non saprebbero uguagliare in
-orrore?
-
-— V'ingannate, signora; disse Felton arrossendo; lord de Winter non è
-capace di un tal delitto.
-
-— Buono! disse milady fra se stessa; senza sapere di che si tratta,
-egli lo chiama delitto.
-
-Poi ad alta voce:
-
-— L'amico dell'infame è capace di tutto!
-
-— Chi chiamate voi infame? disse Felton.
-
-— Vi sono forse in Inghilterra due uomini cui possa convenire questo
-titolo?
-
-— Voi volete parlare di Giorgio Villiers? disse Felton a cui si
-infiammarono gli occhi.
-
-— Che i pagani, i gentili, gl'infedeli chiamano duca di Buckingham,
-riprese milady; non avrei creduto che vi fosse un inglese in tutta
-l'Inghilterra che avesse avuto bisogno di una così lunga spiegazione
-per riconoscere quello di cui voleva parlarvi.
-
-— La mano del Signore è stesa su di lui, egli non sfuggirà al gastigo
-che merita.
-
-Felton, sul conto del duca, non faceva che esprimere il sentimento
-di esecrazione che tutti gl'Inglesi avevano votato a colui, che
-i cattolici stessi chiamavano l'esattore, il concussionario, il
-libertino, e che i Puritani chiamavano semplicemente Satanasso.
-
-— Oh! mio Dio! mio Dio! io vi prego d'inviare a questo uomo il gastigo
-che gli è dovuto, voi sapete che questa non è la propria vendetta che
-proseguo, è la liberazione di tutto un popolo che imploro.
-
-— Lo conoscete voi dunque? domandò Felton.
-
-— Finalmente egli m'interroga! disse fra se stessa milady al colmo
-della gioia, per essere giunta così presto ad un così gran risultato.
-
-— Oh! s'io lo conosco! oh! sì per mia disgrazia, per mia disgrazia
-eterna!
-
-E milady si contorse le braccia, come accade nel parossismo del dolore.
-
-Felton sentì senza dubbio che la sua forza lo abbandonava, fece alcuni
-passi verso la porta; la prigioniera, che non lo perdeva di vista, gli
-balzò dietro e lo fermò.
-
-— Signore, siate buono, siate clemente, ascoltate una mia preghiera!
-quel coltello, che la fatai prudenza del barone mi ha tolto, perchè
-sa l'uso che io voleva farne,... ho! ascoltatemi fino alla fine!
-quel coltello restituitemelo per un solo minuto secondo, per grazia,
-per pietà! abbraccio le vostre ginocchia, vedete! Voi chiuderete la
-porta... Non sarà già contro di voi che me ne servirò,... Dio! odiar
-voi che siete il solo uomo giusto che sia qui, buono, misericordioso,
-e forse anche il mio salvatore! un minuto quel coltello; un minuto, un
-sol minuto, e ve lo renderò pel finestrino della porta! nient'altro che
-un minuto, e mi avrete salvato l'onore!
-
-— Uccidervi! gridò Felton con terrore, dimenticando di togliere le sue
-mani dalle mani della sua prigioniera; uccidervi!
-
-— Io ho detto, signore, mormorò milady abbassando la voce, e
-lasciandosi cadere prosternata sul pavimento, io ho detto il mio
-secreto! egli sa tutto, mio Dio! io sono perduta!
-
-Felton rimaneva in piedi immobile ed indeciso.
-
-Egli dubita ancora, pensò milady; ma ho finto abbastanza la verità.
-
-Si sentì camminare nel corridoio; milady riconobbe il passo lento di
-lord de Winter.
-
-Felton pure lo riconobbe, e fece un passo verso la porta.
-
-Milady si slanciò:
-
-— Oh! non una parola, diss'ella con voce concentrata: non una parola
-di tutto ciò che vi ho detto, a quest'uomo, o io son perduta; o siete
-voi... voi...
-
-Quindi siccome i passi si avvicinavano, ella si tacque per timore che
-la sua voce fosse intesa, appoggiando con un gesto d'infinito terrore
-la sua bella mano sulla bocca di Felton.
-
-Felton respinse dolcemente milady, che andò a cadere sopra una poltrona.
-
-Lord de Winter passò davanti alla porta senza fermarsi, e s'intese il
-rumore dei suoi passi che si allontanavano.
-
-Felton pallido come la morte, rimase alcuni istanti coll'orecchio teso
-ad ascoltare; poi, quando il rumore fu estinto del tutto, respirò come
-un uomo che esce da un sogno, e si slanciò fuori dell'appartamento.
-
-— Ah! disse milady, ascoltando a sua volta i passi di Felton, che
-si allontanavano nella direzione opposta a quelli di lord de Winter,
-finalmente il tutto è mio!
-
-Poi la sua fronte si oscurò.
-
-— S'egli parla al barone, diss'ella, io sono perduta; poichè il barone,
-che sa bene che io non mi ucciderei, mi metterà un coltello fra le
-mani in faccia sua ed allora s'accorgerà che tutta questa grande
-disperazione non era che un giuoco.
-
-Essa andò a mettersi davanti al suo specchio, e si guardò; giammai non
-era stata così bella.
-
-— Oh! sì, diss'ella sorridendo, ma costui non parlerà!
-
-La sera lord de Winter accompagnò la cena.
-
-— Signore gli disse milady, la vostra presenza è essa un accessorio
-obbligato alla mia prigionia, e non potreste risparmiarmi l'aumento di
-torture che mi cagionano le vostre visite?
-
-— Come mai, cara sorella, disse de Winter, non mi avete voi
-sentimentalmente annunciato con quella bocca oggi così crudele per me,
-che siete venuta in Inghilterra col solo scopo di vedermi con tutto
-il vostro comodo? godimento di cui mi dicevate, voi risentiste così
-fortemente la privazione, che avete tutto arrischiato per questo,
-mal di mare, tempesta, prigionia? Ebbene! eccomi, siate soddisfatta;
-d'altronde questa volta la mia visita ha un motivo.
-
-Milady fremette, ella credè che Felton avesse parlato; giammai in sua
-vita, forse, questa donna che aveva provate tante emozioni possenti e
-opposte, non aveva sentito battersi così violentemente il cuore.
-
-Essa era seduta; lord de Winter prese una scranna, la tirò vicino a
-lei, e le si assise da presso; quindi, prendendo dalla saccoccia un
-foglio che spiegò lentamente:
-
-— Prendete, le disse, io voleva mostrarvi questa specie di passaporto,
-che da ora in avanti vi servirà di numero d'ordine nella via che io
-acconsento a lasciarvi.
-
-Poi riportando il suo sguardo da milady sul foglio, egli lesse:
-
-«Ordine di condurre a...
-
-— Il nome è in bianco interruppe de Winter; se voi avete qualche
-preferenza indicatemela, e per poco che sia un migliaio di leghe da
-Londra, sarà esaudita la vostra domanda. Io dunque riprendo:
-
- «Ordine di condurre a... la nominata Carlotta Backson, col
- marchio della giustizia del regno di Francia, ma liberata dopo
- la punizione; ella dimorerà in codesta residenza, senza mai
- allontanarsi più di trenta leghe. In caso di tentativo di evasione,
- le sarà applicata la pena di morte. Le saranno dati cinque
- _schellings_ il giorno pel suo alloggio e nutrimento.»
-
-— Quest'ordine non mi concerne, disse freddamente milady, poichè porta
-un nome che non è il mio.
-
-— Un nome! avete voi forse un nome?
-
-— Ho quello di un vostro fratello.
-
-— V'ingannate; mio fratello non è che il vostro secondo marito. Il
-primo vive ancora. Ditemi il suo nome, ed io lo metterò invece del nome
-di Carlotta Backson. No, voi non lo avete... voi mantenete il silenzio.
-Sta bene; sarete registrata sotto il nome di Carlotta Backson.
-
-Milady restò silenziosa, solamente, questa volta non era più per
-terrore. Essa credè l'ordine pronto per essere eseguito, pensò che
-lord de Winter avesse sollecitata la sua partenza; credè di essere
-condannata a partire la stessa sera; nel suo spirito era tutto perduto
-per un istante, quando ad un tratto s'occorse che l'ordine non era
-fornito di alcuna firma.
-
-La gioia, che provò per questa scoperta, fu così grande, che non potè
-nasconderla.
-
-— Sì, sì, disse Lord de Winter che aveva rimarcato ciò che in lei
-accadeva, sì, voi cercate le firme, e dite fra voi stessa: «Tutto non
-è ancora perduto, poichè quest'atto non è ancora firmato: mi si mostra
-per spaventarmi, ecco tutto». V'ingannate, domani quest'atto sarà
-inviato a lord Buckingham; dopo domani ritornerà firmato di suo proprio
-pugno, e munito del suo sigillo, e ventiquattr'ore dopo, sono io che
-ve lo garantisco, esso riceverà il suo principio di esecuzione. Addio,
-signora; ecco quanto io aveva a dirvi.
-
-— Ed io risponderò, signore, che questo è un abuso di potere, che
-questo esilio sotto un nome supposto è una vera infamia.
-
-— Amate voi meglio di essere impiccata col vostro vero nome, milady?
-Voi lo sapete, le leggi inglesi sono inesorabili sull'abuso che si
-fa del matrimonio; spiegatevi francamente. Quantunque il mio nome, o
-piuttosto quello di mio fratello, si trovi mischiato in questo affare,
-io arrischierò lo scandalo di un pubblico processo, per essere sicuro
-che con un sol colpo io sia sbarazzato di voi.
-
-Milady non rispose, ma divenne pallida come un cadavere.
-
-— Oh! vedo bene che voi amate molto la peregrinazione. A meraviglia,
-signora, evvi un proverbio che dice che i viaggi formano la gioventù.
-In fede mia, voi non avete torto del tutto, e il vivere è sempre una
-buona cosa. È per questo che io non mi curo punto che me la togliate.
-Resta ora a regolare l'affare dei cinque scellini; io mi mostro un
-poco parsimonioso; non è vero? Ciò è perchè temo che voi corrompiate
-i vostri guardiani. D'altronde vi resteranno sempre le vostre grazie
-per sedurli, a meno che i vostri scacchi con Felton non vi abbiano
-disgustata coi tentativi di questo genere.
-
-— Felton non ha parlato, disse fra se stessa milady; allora niente è
-ancora perduto.
-
-— E adesso, a rivederci, signora: domani ritornerò ad annunziarvi la
-partenza del mio messaggiero.
-
-Lord de Winter si alzò, salutò ironicamente milady e uscì.
-
-Milady respirò; essa aveva ancora quattro giorni per se, quattro giorni
-le basterebbero per sedurre Felton.
-
-Però le venne una terribile idea; ed era che lord de Winter avrebbe
-forse mandato Felton stesso per far vidimare l'ordine da Buckingham;
-in questo modo Felton le veniva tolto, poichè per riuscire nel
-suo progetto abbisognava alla prigioniera la magia di una continua
-seduzione.
-
-Frattanto una cosa sola la tranquillizzava come abbiamo detto: Felton
-non aveva parlato.
-
-Essa non volle sembrare commossa dalle minacce di lord de Winter, si
-mise a tavola e mangiò.
-
-Poi, come aveva fatto il giorno innanzi, si mise in ginocchio, e disse
-le sue preghiere ad alta voce. Come nel giorno innanzi, il soldato si
-fermò dal camminare e porse ascolto.
-
-Ben presto essa sentì dei passi più leggieri di quelli della
-sentinella, che venivano dal fondo del corridoio, e si fermarono
-davanti alla sua porta.
-
-— È lui, diss'ella.
-
-E allora cominciò lo stesso canto religioso che la sera innanzi aveva
-tanto esaltato Felton.
-
-Ma quantunque la sua voce dolce, piena e sonora, fosse vibrata più
-armoniosa e toccante che mai, la porta rimase chiusa. Parve a milady
-di doverne augurar bene; in uno degli sguardi furtivi ch'essa lanciava
-al piccolo finestrino, scoperse a traverso il socchiuso sportello, gli
-occhi ardenti del giovane; ma fosse realtà o visione, questa volta egli
-ebbe su se stesso la forza di non entrare.
-
-Soltanto, alcuni minuti dopo che milady ebbe terminato il suo canto
-religioso, essa credè sentire un profondo sospiro; poi, gli stessi
-passi ch'essa aveva intesi avvicinarsi, li sentì pure allontanarsi
-lentamente, e come con dispiacere.
-
-
-
-
-CAPITOLO LV.
-
-QUARTO GIORNO DI PRIGIONIA
-
-
-L'indomani, quando Felton entrò da milady, la ritrovò in piedi
-sopra una sedia, che teneva fra le mani una corda formata con alcuni
-fazzoletti di tela battista, stracciati in istrisce, intrecciate le
-une con le altre, e legate tutte insieme. Al rumore che fece Felton
-nell'aprire la porta, milady saltò leggermente giù dalla sedia, e cercò
-di nascondere dietro a se questa corda improvvisata che teneva in mano.
-
-Il giovane era ancora più pallido dell'ordinario, e i suoi occhi, rossi
-per la veglia, indicavano che avevano passata una notte febbrile.
-
-Però la sua fronte era armata di una serenità più austera che mai.
-
-Egli si avanzò lentamente verso milady, che si era seduta, e prendendo
-una estremità della treccia mortifera, che, suo malgrado, e forse
-avvedutamente, essa aveva lasciata uscire.
-
-— Che cosa è questo, signora? domandò egli freddamente.
-
-— Questo? niente, disse milady sorridendo con quella dolorosa
-espressione che sapeva tanto bene dare al suo sorriso. La noia, voi non
-lo ignorate, è il più mortale nemico dei prigionieri. Io mi annoiava, e
-mi sono divertita ad intrecciare questa corda.
-
-Felton portò lo sguardo al disopra del luogo ove aveva veduto milady in
-piedi sulla seggiola, e a quello ove essa allora si trovava seduta, e
-vide, al disopra della di lei testa, nel muro un arpione che serviva ad
-attaccarvi delle picche o delle armi.
-
-Egli fremette, e la prigioniera vide questo fremito, perchè, quantunque
-avesse gli occhi abbassati, non le sfuggiva niente.
-
-— E che facevate voi in piedi su questa seggiola? domandò egli.
-
-— Che v'importa? rispose milady.
-
-— Ma, rispose Felton, io desidero saperlo.
-
-— Non m'interrogate, disse la prigioniera; voi sapete bene che a noi
-veri cristiani ci è proibito il mentire.
-
-— Ebbene, disse Felton, ve lo dirò io quello che facevate, o piuttosto
-che volevate fare. Voi stavate per compiere l'opera fatale che meditate
-nel vostro spirito. Pensatevi, signora; se il vostro spirito proibisce
-la menzogna, proibisce pure severamente il suicidio.
-
-— Sì, lo credo, ma quando una delle sue creature, perseguitata
-ingiustamente, è posta fra il suicidio ed il disonore, credetemi,
-signore, rispose milady con un suono di profonda convinzione, a me pare
-che possa scegliere il suicidio e il martirio.
-
-— Voi dite troppo, o troppo poco; parlate, signora, in nome del cielo
-spiegatevi!
-
-— Che io vi racconti i miei infortunii, perchè voi li riteniate per
-favole! che io vi dica i miei progetti, perchè li andiate a denunziare
-al mio persecutore! No, signore; D'altronde che v'importa la vita o la
-morte di una infelice condannata? Voi non garantite che del mio corpo,
-non è vero? e, purchè presentiate un cadavere che sia riconosciuto
-pel mio, non vi verrà chiesto di più, e fors'anche avrete una doppia
-ricompensa.
-
-— Io! signora, io! gridò Felton; supporre che io accattassi mai il
-prezzo della vostra vita, oh! voi non pensate a quello che dite?
-
-— Lasciatemi fare, Felton, lasciatemi fare, disse milady esaltandosi.
-Ogni soldato deve essere ambizioso, non è vero? voi siete tenente;
-ebbene! voi seguirete il mio convoglio col grado di capitano.
-
-— Ma che vi ho dunque fatto? disse Felton costernato; perchè voi mi
-carichiate di una simile risponsabilità in faccia a Dio e agli uomini?
-Fra qualche giorno sarete mandata lungi di qui; signora, la vostra vita
-non sarà più sotto la mia custodia, e aggiunse egli con un sospiro,
-allora... voi ne farete ciò che vorrete.
-
-— Così, gridò milady, come se non avesse potuto resistere ad una santa
-indignazione, voi uomo pietoso, voi che siete chiamato un giusto, voi
-non domandate che una cosa, ed è di non essere incolpato, inquietato
-per la mia morte?
-
-— Io debbo vegliare sulla vostra vita, signora, e vi veglierò.
-
-— Ma capite voi bene la missione che adempite? sarebbe crudele se io
-fossi colpevole; qual nome le dareste voi, qual nome le darebbe il
-Signore se fossi innocente?
-
-— Io sono soldato signora, e adempio gli ordini che ho ricevuti.
-
-— Credete voi che nel giorno dell'ultimo giudizio, Dio separerà i
-carnefici ciechi dai giudici iniqui? voi non volete che si uccida il
-mio corpo, e vi fate l'agente di quello che vuole uccidere l'anima mia!
-
-— Ma, io ve lo ripeto, disse Felton oppresso, non vi minaccia nessun
-pericolo, ed io rispondo di lord de Winter come di me stesso.
-
-— Insensato! gridò milady, povero insensato che osa rispondere di
-un altro uomo, quando i più saggi, quando i più timorosi dell'ira
-celeste non osano neppure rispondere di se stessi, e che si associa al
-partito più forte e più fortunato per opprimere il più debole e lo più
-sventurato!
-
-— Impossibile! signora; impossibile, mormorò Felton, che sentiva nel
-fondo del suo cuore l'aggiustatezza di questo argomento; prigioniera,
-voi non ricupererete per mezzo mio la libertà; viva, voi non perderete
-per mezzo mio la vita.
-
-— Sì, ma io perderò bene ciò che mi è mille volte più caro della vita;
-io perderò l'onore, Felton, e siete voi, che io farò responsabile
-davanti a Dio e davanti agli uomini della mia onta e della mia infamia!
-
-Questa volta per quanto fosse impassibile, o simulasse di esserlo, non
-potè resistere all'influenza secreta che si era già impadronita di lui.
-Vedere questa donna, così bella, bianca come la più candida visione,
-vederla volta a volta disperata o minacciosa, subire ad un tempo
-l'ascendente del dolore e della bellezza, era troppo per un cervello
-minato dai sogni ardenti della fede estetica, era troppo per un cuore
-corroso ad un tempo dall'amore pel cielo, che arde, dall'odio degli
-uomini, che divora.
-
-Milady vide il turbamento, sentì per induzione la fiamma delle ardenti
-passioni opposte che ardevano col sangue nelle vene del giovane
-fanatico, e a guisa di un abile generale, che vedendo il nemico pronto
-a rinculare, cammina su di lui mandando un grido di vittoria, essa si
-alzò, bella come un'antica sacerdotessa, come una vergine inspirata,
-coi capelli sparsi, tenendosi con una mano la veste, pudicamente
-riportata sul suo petto, collo sguardo illuminato di quel fuoco che
-aveva già portato il disordine nel giovane puritano, si avanzò verso
-di lui, gridando con tutta la veemenza della sua voce così dolce, alla
-quale, nell'occasione, essa sapeva dare un accento così terribile.
-
- — «_Abbandona Abaal la sua vittima, getta ai leoni il martire. Dio
- ti farà pentire! io grido a lui dall'abisso._»
-
-Felton rimase come petrificato.
-
-— Chi siete voi! chi siete voi! gridò egli giungendo le mani; siete voi
-un angelo ovvero un demonio? vi chiamate voi Eloa o Astart?
-
-— Non mi hai tu ancora riconosciuta Felton? io non sono nè un angelo nè
-un demonio; io sono una figlia della terra, io sono una sorella della
-credenza, ecco tutto.
-
-— Sì, sì, disse Felton, io ne dubitava ancora, ma adesso lo credo.
-
-— Tu credi, e frattanto sei complice di questo figlio di Belial che si
-chiama lord de Winter! tu credi, e frattanto mi lasci nelle mani dei
-miei nemici, del nemico dell'Inghilterra, del nemico di Dio! tu credi,
-e frattanto mi abbandoni a colui che riempie e lorda il mondo colle sue
-eresie e col libertinaggio, a questo infame Sardanapalo che i ciechi
-chiamano il duca di Buckingham e che i credenti chiamano l'Anticristo!
-
-— Io, abbandonarvi a Buckingham, io! che dite voi mai?
-
-— Essi avranno gli occhi, gridò milady, e non vedranno, essi avranno
-orecchi e non udiranno.
-
-— Sì, sì, disse Felton passando le sue mani sulla sua fronte coperta
-di sudore, come per strappare il suo ultimo dubbio, sì, io riconosco
-la voce che mi parla nei miei sogni, sì, io riconosco i lineamenti
-dell'angelo che mi appare ogni notte, gridando all'anima mia che non
-può dormire: «colpisci, salva l'Inghilterra, salva te stesso perchè tu
-morrai senza aver disarmato Dio!» parla, parla! gridò Felton, ora io
-posso comprenderti.
-
-Un lampo di gioia terribile, ma rapido come il pensiero sguizzò
-dall'occhio di milady.
-
-Per quanto fosse fuggitivo questo lampo omicida, Felton lo vide e
-rabbrividì come se questo lampo avesse illuminato gli abissi del cuore
-di questa donna.
-
-Felton si ricordò ad un tratto gli avvertimenti di lord de Winter,
-le seduzioni di milady, i suoi primi tentativi al momento del suo
-arrivo; egli rinculò di un passo, abbassò la testa, ma senza cessare di
-guardarla, come se, affascinato da questa strana creatura i suoi occhi
-non avessero potuto staccarsi da lei...
-
-Milady non era donna da sbagliarsi sul senso di questa esitazione.
-Sotto queste emozioni apparenti, il suo sangue freddo agghiacciato
-non l'abbandonava punto. Prima che Felton le avesse risposto, e che
-essa fosse stata costretta di riprendere quella conversazione, così
-difficile a sostenersi sul medesimo punto di esaltazione, essa lasciò
-ricadere le sue mani, come se la debolezza della donna riprendesse il
-di sopra sull'entusiasmo della inspirata.
-
-— Ma, no, disse essa, non sta a me l'essere la Giuditta che libererà
-Betulia da questo Oloferne. La spada dell'Eterno è troppo pesante
-pel mio braccio. Lasciatemi dunque fuggire il disonore colla morte,
-lasciatemi rifugiare nel martirio. Io non vi chiedo nè la libertà,
-come farebbe un colpevole, nè la vendetta come farebbe una pagana.
-Lasciatemi morire, ecco tutto. Io vi supplico, io vi imploro in
-ginocchio: lasciatemi morire, e il mio ultimo sospiro sarà una
-benedizione al mio salvatore.
-
-A questa voce dolce e supplichevole, a questo sguardo timido ed
-abbattuto, Felton si rimproverò. A poco a poco, l'incantatrice aveva
-rivestito quella sembianza magica che assumeva e lasciava a volontà,
-vale a dire, la bellezza, la dolcezza, le lagrime, e soprattutto
-l'irresistibile attrattiva della voluttà mistica, la più divorante
-delle voluttà.
-
-— Ahimè! disse Felton, io non posso che una cosa sola, compiangervi
-se mi provate che siete una vittima. Ma lord de Winter ha delle note
-crudeli contro di voi. Voi siete cristiana, voi siete mia sorella in
-religione; io mi sento strascinato verso di voi, io che non ho mai
-amato che il mio benefattore, io che nella mia vita, non ho ritrovato
-che dei traditori e degli empii. Ma voi, signora, voi così bella in
-realtà, voi così pura in apparenza, perchè lord de Winter vi perseguita
-in tal modo, voi avete dunque commesso delle grandi iniquità?
-
-— Essi avranno gli occhi, ripetè milady con un accento di indicibile
-dolore, e non vedranno; essi avranno le orecchie e non udranno.
-
-— Ma allora, gridò il giovane ufficiale, parlate dunque.
-
-— Confidarvi la mia onta, gridò milady col rosso del pudore sul viso,
-poichè spesso il delitto dell'uno è l'onta dell'altro. Confidare la mia
-onta a voi uomo, io donna! Oh! continuò essa riportando pudicamente le
-sue mani sui suoi begli occhi, oh! giammai! giammai io lo potrei!
-
-— A me, ad un fratello! gridò Felton.
-
-Milady lo guardò lungamente con una espressione che il giovane
-ufficiale prese per un dubbio, ma che però non era che una penetrante
-osservazione, e soprattutto una viva volontà di affascinarlo.
-
-Felton, a sua volta supplicante congiunse le mani.
-
-— Ebbene! disse milady, io mi affido al mio fratello, io oserò...
-
-In questo momento si sentì il passo di lord de Winter ma questa volta
-il terribile cognato di Milady non si contentò, come aveva fatto la
-sera innanzi, di passare avanti la porta, e di allontanarsi: egli si
-fermò, due parole con la sentinella, quindi aprì la porta e comparve.
-
-Durante queste due parole, Felton aveva vivamente indietreggiato,
-dimodochè quando comparve lord de Winter egli era lontano dalla
-prigioniera.
-
-Il barone entrò lentamente, e portando il suo sguardo scrutatore dalla
-prigioniera al giovine ufficiale.
-
-— È scorso lungo tempo John, disse egli, che voi siete qui. Questa
-donna vi ha forse raccontato i suoi delitti? allora capirei la durata
-di questa conversazione.
-
-Felton fremette, e milady sentì che sarebbe stata perduta se non veniva
-in aiuto del giovane puritano sconcertato.
-
-— Ah! voi temete che la vostra prigioniera vi sfugga? disse essa.
-Ebbene! domandate al vostro carceriere qual grazia io sollecitava
-momenti sono.
-
-— Voi domandavate una grazia? disse il barone sospettoso.
-
-— Sì, milord, riprese il giovane confuso.
-
-— E qual grazia? sentiamo, aggiunse lord de Winter.
-
-— Un coltello che essa mi avrebbe restituito dal finestrino della porta
-un minuto dopo averlo ricevuto, rispose Felton.
-
-— Dunque vi è qualcuno nascosto qui, che la nostra graziosa prigioniera
-vuole scannare? replicò lord de Winter colla sua voce irrisoria e
-beffarda.
-
-— Vi sono io, rispose milady.
-
-— Io vi ho dato la scelta fra l'America e Tiburn, riprese lord de
-Winter; scegliete Tyburn, milady: la corda, credetemi, è anche più
-sicura del coltello.
-
-Felton impallidì e fece un passo in avanti, pensando che, al momento in
-cui egli era entrato, milady aveva in mano una corda.
-
-— Avete ragione, disse questa, ed io vi aveva già pensato.
-
-Poi soggiunse con voce sorda:
-
-— E vi penserò ancora.
-
-Felton sentì scorrere un fremito fin dentro le midolla delle sue ossa.
-Probabilmente lord de Winter si accorse di questo movimento.
-
-— Non ti fidare, John, disse egli; John amico mio, mi sono riposato su
-te; sta in guardia, io ti ho avvisato. D'altronde abbi coraggio, figlio
-mio fra tre giorni, noi saremo liberati da questa creatura, ed ella non
-potrà più nuocere ad alcuno nel luogo ove la invio.
-
-— Voi lo sentite! gridò milady con una forte esclamazione, dimodochè il
-barone credè che essa si indirizzasse al cielo, e Felton comprese che
-si indirizzasse a lui. Felton abbassò la testa e diventò astratto.
-
-Il barone prese l'ufficiale per le braccia girando la testa sulla sua
-spalla, per non perdere di vista milady, fino a che fu uscito.
-
-— Andiamo, andiamo, disse la prigioniera quando fu chiusa la porta, io
-non sono ancora così avanzata quanto credeva. De Winter ha cambiato la
-sua ordinaria stolidezza in una sconosciuta prudenza; che cosa è il
-desiderio di vendetta, e come questo desiderio forma l'uomo! quanto
-a Felton, egli esita. Ah! questo non è un uomo risoluto come quel
-maledetto d'Artagnan.
-
-Frattanto milady aspettò con impazienza, poichè dubitava bene che non
-sarebbe scorsa la giornata senza che rivedesse Felton. Finalmente,
-un'ora dopo la scena che abbiamo raccontata, essa intese che qualcuno
-parlava a bassa voce alla porta, quindi ben presto la porta si aprì e
-riconobbe Felton.
-
-Il giovine si avanzò rapidamente nella camera; lasciando la porta
-aperta dietro di se, e facendo segno a milady di tacere. Egli aveva il
-viso sconvolto.
-
-— Che volete da me? diss'ella.
-
-— Ascoltate, riprese Felton a bassa voce; io ho allontanata la
-sentinella per poter restar qui senza che si possa sentire ciò che vi
-dico. Il barone mi ha raccontato una storia spaventosa.
-
-Milady prese il suo sorriso di vittima rassegnata e scosse la testa.
-
-— O voi siete il demonio, continuò Felton, o il barone mio benefattore,
-mio padre, è un mostro. Io vi conosco da quattro giorni, ed amo lui
-da dieci anni; posso dunque esitare fra voi due; non vi spaventate di
-ciò che vi dico; io ho bisogno di essere convinto; questa sera, dopo
-mezzanotte io verrò a vedervi, e voi mi convincerete.
-
-— No, Felton, no, fratello mio, diss'essa, il sacrificio è troppo
-grande, ed io capisco ciò che vi costa. No, io sono perduta, non vi
-perdete con me. La mia morte sarà più eloquente della mia vita, e il
-silenzio del cadavere vi convincerà anche meglio che le parole della
-prigioniera.
-
-— Tacete, signora! gridò Felton, e non mi parlate in tal guisa; io sono
-venuto perchè mi promettiate sull'onore, perchè mi giuriate su quanto
-avete di più sacro, che non attenterete alla vostra vita.
-
-— Io non vi posso promettere niente, disse milady, poichè nessuno più
-di me rispetta un giuramento; e se io promettessi mi abbisognerebbe
-mantenere.
-
-— Ebbene! disse Felton, impegnatevi soltanto fino al momento in
-cui mi avrete riveduto. Se, dopochè mi avrete riveduto persisterete
-ancora, allora sarete libera, ed io stesso vi darò l'arme che mi avete
-domandata.
-
-— Sì, disse milady, per voi aspetterò.
-
-— Giuratelo.
-
-— Lo giuro pel nostro Dio, siete voi contento?
-
-— Bene, disse Felton. A questa notte.
-
-E si slanciò fuori dell'appartamento, chiudendo la porta, aspettando
-di fuori coll'arme del soldato alla mano, come se avesse montata la
-guardia.
-
-Il soldato ritornò, Felton gli rese la sua arme.
-
-Allora, attraverso il finestrino a cui essa si era accostata, milady
-vide il giovane segnarsi con un delirante fervore e andarsene pel
-corridoio con un trasporto di gioia.
-
-In quanto ad essa, ritornò al suo posto con un sorriso di selvaggio
-disprezzo sulle labbra e ripetè bestemmiando quel nome terribile
-di Dio, pel quale essa aveva giurato, senza aver mai imparato a
-conoscerlo.
-
-
-
-
-CAPITOLO LVI.
-
-QUINTO GIORNO DI PRIGIONIA
-
-
-Frattanto milady era giunta ad un mezzo trionfo, e l'ottenuto successo
-raddoppiava le sue forze.
-
-Non era difficile il vincere, come aveva fatto fino allora, degli
-uomini pronti a lasciarsi sedurre, e che la galante educazione della
-corte trascinava presto in un laccio; milady era assai bella per
-allettare i sensi, ed era abbastanza destra per superare tutti gli
-ostacoli dello spirito.
-
-Ma questa volta, essa aveva a lottare contro una natura selvaggia,
-concentrata, insensibile a forza di austerità; la religione e la
-penitenza avevano ridotto Felton un uomo inaccessibile alle ordinarie
-seduzioni; egli ravvolgeva nella sua testa, esaltava dei piani talmente
-vasti, dei progetti talmente tumultuosi, che non vi restava più luogo
-per l'amore, sentimento che si nutrisce negli ozi, e ingrandisce colla
-corruzione.
-
-Milady aveva dunque fatto breccia, colla sua falsa virtù nell'opinione
-di un uomo prevenuto contro essa; e con la sua bellezza, nel cuore
-e nei sensi di un uomo candido e puro. Finalmente essa erasi data la
-misura di quei mezzi sconosciuti da essa stessa fino allora, con quella
-esperienza fatta sopra un individuo il più ribelle che la natura e la
-religione possono sottomettere al suo studio.
-
-Ben molte volte, ciò nonostante, durante la serata, essa aveva
-disperato della sorte di se stessa; non invocava Dio, lo sappiamo, ma
-aveva fede nel genio del male, in quella immensa sovranità che regna in
-tutte le circostanze della vita umana, e alla quale, come nella favola
-araba, un seme di granato bastò per ricostruire un mondo perduto.
-
-Milady, ben preparata a ricevere Felton, potè drizzare le sue batterie
-per la notte, essa sapeva che non aveva più che due giorni, e che
-una volta segnato l'ordine da Buckingham (e Buckingham lo avrebbe
-firmato tanto più facilmente che questo ordine era redatto con un
-nome supposto, e non avrebbe potuto riconoscere la donna di cui si
-trattava) una volta dato quest'ordine, il barone la farebbe imbarcare
-sul momento, e sapeva altresì che le donne condannate alla deportazione
-usano delle armi assai meno possenti nelle loro seduzioni, che le
-pretese donne virtuose, la di cui bellezza è illuminata dal sole della
-società, di cui la voce della moda vanta lo spirito e che un riflesso
-d'aristocrazia indora con la sua ingannevole luce. Essere una donna
-condannata ad una pena miserabile ed infamante, non è un impedimento a
-esser bella, ma è un ostacolo a divenir possente. Come tutte le persone
-di un genio reale, milady conosceva il mezzo che conveniva alla natura
-ed ai suoi mezzi. La povertà le ripugnava, l'abiezione la diminuiva di
-due terzi della sua grandezza. Milady non era regina; era necessario
-alla sua dominazione il piacere dell'orgoglio soddisfatto. Comandare
-agli esseri inferiori era per essa piuttosto un'umiliazione che una
-soddisfazione.
-
-Certamente, essa sarebbe ritornata dal suo esilio, e non ne dubitava
-neppure un solo istante; ma quanto tempo sarebbe durato questo esilio?
-per una natura attiva ed ambiziosa come quella di milady, i giorni
-che non vengono occupati a salire, sono giorni infausti. Come chiamare
-dunque i giorni che vengono impiegati a discendere! Perdere un anno,
-due anni, è quanto a dire una eternità; ritornare dopo la disgrazia e
-dopo la morte di Richelieu; ritornare quando d'Artagnan e i suoi amici,
-felici e trionfanti, avessero ricevuto dalla regina la ricompensa da
-loro bene acquistata pei servigi che le avevano resi: queste erano tali
-idee divoratrici, che una donna come milady, non poteva sopportare.
-Del resto, l'uragano che rumoreggiava intorno a lei raddoppiava la sua
-forza. Ella avrebbe fatto scoppiare i muri della sua prigione se per un
-momento solo il suo corpo avesse potuto assumere le proporzioni del suo
-spirito.
-
-Quindi, ciò che ancora più che la tormentava in mezzo a tutto ciò era
-la rimembranza del ministro, che doveva egli mai pensare, che doveva
-egli mai dire del suo silenzio, diffidente, inquieto, sospettoso come
-egli era? Il ministro, non solamente suo unico appoggio, non solamente
-suo unico protettore nel presente, ma ancora il principale istrumento
-della sua vendetta per l'avvenire! Essa lo conosceva; e sapeva che al
-suo ritorno, dopo un viaggio inutile, essa avrebbe un bell'aringare
-sulla sua prigionia, un bell'esaltare le subìte sofferenze, il ministro
-risponderebbe con quella calma irrisoria dello scettico possente ad un
-tempo per la forza e pel genio «non bisognava lasciarsi prendere!»
-
-Allora milady riuniva tutta la sua energia, mormorando nel fondo del
-suo pensiero il nome di Felton, il solo raggio di luce che penetrava
-fino a lei nell'infimo ove era piombata, e come un serpente che avvolge
-e scontorce i suoi anelli per convincere se stesso della propria forza,
-essa avviluppava in antecedenza Felton nelle mille pieghe della sua
-inventiva immaginazione.
-
-Frattanto il tempo passava, le ore, le une dopo le altre, sembravano
-risvegliare la campana così di fuga, ciascun colpo del battente di
-bronzo ripercuotevasi nel cuore della prigioniera.
-
-A nove ore, lord de Winter fece la sua consueta visita, guardò
-la finestra e le sbarre, esplorò il pavimento e i muri, visitò il
-camminetto e le porte, senza che, durante questa lunga e minuta visita,
-nè egli nè milady pronunciassero una sola parola.
-
-Senza dubbio entrambi capivano che la situazione era troppo grave per
-perdere il tempo in parole inutili o in collere senza effetti.
-
-— Andiamo, andiamo, disse il barone nel lasciarla, anche per questa
-notte non potrete fuggire.
-
-A dieci ore, Felton venne a porre una sentinella. Milady riconobbe il
-di lui passo, essa ora lo indovinava, come una innamorata indovina
-quello dello amante del suo cuore, e frattanto milady detestava e
-disprezzava questo debole fanatico.
-
-Non era ancor giunta l'ora convenuta; Felton non entrava.
-
-Due ore dopo, quando suonò mezzanotte, la sentinella fu cambiata,
-questa volta era giunta l'ora. Da quel momento milady aspettò con
-impazienza.
-
-La nuova sentinella cominciò a passeggiare nel corridoio.
-
-Dopo dieci minuti, venne Felton.
-
-Milady si mise in ascolto.
-
-— Ascolta, disse il giovane alla sentinella, non ti allontanare da
-questa porta sotto verun pretesto, perchè tu sai che nella notte scorsa
-è stato punito un soldato per aver lasciato un istante il suo posto;
-eppure sono stato io, che durante questa corta assenza ho fatto la
-guardia in sua vece.
-
-— Sì, lo so, disse il soldato.
-
-— Ti raccomando adunque la più esatta sorveglianza... Io aggiunse egli,
-entro per visitare una seconda volta la camera di questa donna, che,
-ho timore, abbia dei sinistri progetti su se stessa, e che ho ricevuto
-l'ordine di sorvegliare.
-
-— Buono, mormorò milady, ecco l'austero puritano che non mente.
-
-In quanto al soldato si contentò di sorridere.
-
-— Per bacco! mio tenente, disse egli, voi non siete disgraziato nel
-dovere eseguire una simile commissione.
-
-Felton arrossì. In tutt'altra circostanza avrebbe rimproverato il
-soldato che si permetteva un simile scherzo, ma la sua coscienza
-mormorava troppo altamente perchè la sua bocca osasse parlare.
-
-— Se io chiamo, disse egli, vieni; nello stesso modo che se qualcuno si
-avanza, chiamami.
-
-— Sì, mio tenente, disse il soldato.
-
-Felton entrò da milady, ed essa si alzò.
-
-— Ah! eccovi? disse essa.
-
-— Io vi aveva promesso di venire, disse Felton e sono venuto.
-
-— Voi mi avete promesso pur anche un'altra cosa.
-
-— E che dunque, mio Dio! disse il giovane, che ad onta del suo impero
-su se stesso, si sentiva le ginocchia tremare e il sudore inondare la
-fronte.
-
-— Voi avete promesso di portarmi un coltello, e di lasciarmelo dopo il
-nostro colloquio.
-
-— Non mi parlate di ciò, signora, disse Felton; non vi è situazione,
-per quanto sia terribile, che autorizzi una creatura di Dio a darsi la
-morte. Io ho riflettuto, che non doveva mai rendermi colpevole di un
-simil peccato.
-
-— Ah! voi avete riflettuto? disse la prigioniera ritornando a sedere
-sul seggio con un sorriso di disprezzo, io pure ho riflettuto!
-
-— A che?
-
-— Che non aveva niente da dire ad un uomo che non mi mantiene la sua
-parola.
-
-— Oh! mio Dio! mormorò Felton.
-
-— Voi potete ritirarvi, disse milady; io non parlerò.
-
-— Ecco il coltello, disse Felton cavando di saccoccia l'arme che
-secondo la sua promessa, egli aveva portata, ma che esitava a
-consegnare alla sua prigioniera.
-
-— Vediamolo, disse milady.
-
-— Per fare che?
-
-— Sul mio onore, io ve lo restituirò sull'istante. Voi potrete metterlo
-su questa tavola e vi porrete fra quello e me.
-
-Felton stese l'arma a milady che ne esaminò attentamente la tempra e ne
-provò la punta sulla estremità di un dito.
-
-— Bene, disse essa, rendendo al giovine ufficiale il coltello, questo è
-un bello e buono acciaio... Felton, voi siete un amico fedele.
-
-Felton riprese l'arma e la posò sulla tavola, come era stato convenuto
-fra lui e la sua prigioniera.
-
-Milady lo seguì con gli occhi, e fece un gesto di soddisfazione.
-
-— Ora, disse essa, ascoltatemi.
-
-La raccomandazione era inutile, il giovine ufficiale stava in piedi
-davanti a lei, aspettando le sue parole per divorarle.
-
-— Felton, disse milady con una solennità piena di malinconia, Felton
-se vostra sorella, la figlia di vostro padre vi dicesse: «Giovine
-ancora, assai bella per disgrazia, mi si fece cadere con un laccio; io
-resistei: mi si moltiplicarono intorno le imboscate, le violenze; io
-resistei: si bestemmiò la religione che io servo, il Dio che adoro,
-perchè chiamai in mio soccorso questo Dio e questa religione; io ho
-resistito: allora mi furono prodigati gli oltraggi, e, siccome non
-potevano perdere l'anima mia, hanno voluto diffamare per sempre il mio
-corpo; finalmente...»
-
-Milady si fermò, e un amaro sorriso passò sopra le di lei labra.
-
-— Ma infine, disse Felton, che vi hanno fatto?
-
-— «Una sera finalmente fu risoluto di paralizzare questa resistenza
-che non si poteva vincere; una sera fu mischiato nella mia acqua un
-possente narcotico; appena ebbi terminata la mia cena, che mi sentii a
-poco a poco cadere in uno sconosciuto torpore. Quantunque fossi senza
-diffidenza, un vago timore mi prese, e cercai di lottare contro il
-sonno. Mi alzai, volli correre alla finestra, chiamare soccorso, ma
-le gambe si rifiutarono di portarmivi. Mi sembrava che il soffitto si
-abbassasse e mi schiacciasse sotto il suo peso; stendeva le braccia,
-cercava di parlare, non potei mandare che suoni inarticolati; un
-torpore irresistibile si impadroniva di me; mi appoggiai ad un divano,
-sentendo di essere vicina a cadere: ma ben presto questo appoggio fu
-insufficiente per le deboli braccia, e caddi sopra un ginocchio, poi
-sopra entrambi; volli pregare, ma la mia lingua era agghiacciata....
-caddi sul pavimento in preda ad un sonno che rassomigliava alla morte.
-
-«Io non ho conservata alcuna rimembranza di tutto il tempo che
-durò questo sonno; la sola cosa che mi ricordo è che mi risvegliai
-trasportata in una camera rotonda, il di cui mobilio era sontuoso, e
-nella quale la luce non penetrava che da una apertura praticata nel
-soffitto. Del resto non appariva nessuna porta che desse accesso a
-questo ambiente: si sarebbe detta una sontuosa prigione.
-
-«Passò lungo tempo prima che potessi rendermi conto del luogo ove
-mi ritrovava e di tutti i particolari che racconto. Il mio spirito
-sembrava lottare invano per iscuotere le pesanti tenebre di questo
-sonno, dal quale io non poteva strapparmi; aveva delle vaghe percezioni
-di uno spazio percorso, di un rotolio di carrozza, ma tutto ciò era
-così cupo, e così confuso nel mio pensiero, che questi avvenimenti
-sembravano appartenere a tutt'altra vita che alla mia, ma però
-ammalgamata alla mia da un fantastico accoppiamento.
-
-«Per qualche tempo, lo stato nel quale mi ritrovava mi sembrò così
-strano, che mi parve di sognare. A poco a poco mi si presentò la
-realtà piena di terrore: non era più nella casa che io abitava; per
-quanto poteva giudicare dalla luce del sole, il giorno era già passato
-di due terzi; ed il giorno innanzi era già sera avanzata quando mi
-addormentai; il mio sonno era dunque durato circa vent'ore. Che cosa
-era dunque accaduto durante questo lungo sonno?
-
-«Mi alzai vacillante. Tutti i miei movimenti, lenti e intorpiditi,
-attestavano che l'influenza del narcotico non si era ancora del tutto
-dissipata. Del resto, questa camera era ammobiliata per ricevere una
-donna, e la civetta più consumata non poteva avere nessun desiderio
-che non fosse stato soddisfatto in un volgere d'occhi intorno a questa
-camera.
-
-«Certamente non era io la prima detenuta che fosse stata racchiusa in
-questa splendida prigione, ma voi lo capirete. Felton, più la prigione
-era bella, e più io aveva di che spaventarmi.
-
-«Sì, era una prigione, perchè tentai invano di uscirne; esplorai
-tutti i muri per giungere a scoprire una porta, dappertutto i muri
-rispondevano con un suono cupo e sordo.
-
-«Feci circa venti volte il giro di quella camera, cercando un'uscita
-qualunque; non ve ne erano. Caddi spossata dalla fatica e dallo
-spavento sopra un sofà.
-
-«Frattanto la notte veniva a grandi passi, e colla notte si aumentavano
-i miei terrori. Io non sapeva se doveva rimanere ove mi ritrovava, mi
-sembrava di essere circondata da sconosciuti pericoli, nei quali stava
-per cadere ad ogni passo. Quantunque non avessi mangiato niente dal
-giorno innanzi, il mio spavento mi impediva di sentire fame.
-
-«Nessun rumore dall'esterno, che mi permettesse di misurare il tempo,
-giungeva fino a me; io presumeva soltanto che potessero essere sette
-ad otto ore di sera, perchè eravamo nel mese di ottobre e faceva notte
-intera.
-
-«Ad un tratto il cigolìo di una porta che girava sopra i suoi gangheri
-mi fece rabbrividire; un globbo di fuoco che apparve dall'alto
-dall'invetriata dell'apertura del soffitto, gettando una viva luce
-nella camera, mi fece accorta con ispavento che un uomo stava in piedi
-nel mezzo della camera, a pochi passi da me.
-
-«Una tavola preparata per due apparecchiata con un abbondante cena, era
-sorta come per incanto nel mezzo dell'appartamento.
-
-«Quest'uomo era colui che mi perseguitava da più di un anno, che aveva
-giurato il mio disonore, e che, dalle prime parole che uscirono dalla
-sua bocca, mi fece comprendre che non mi restava alcuna speranza di
-essere resa alla libertà.
-
-— Infame mormorò Felton.
-
-— Oh! sì, infame! gridò milady, vedendo l'interesse che il giovane
-ufficiale, la di cui anima sembrava sospesa alle sue labbra, prendeva a
-questo racconto; oh! sì, infame! egli credè che fosse bastato il farmi
-rapire dalla mia casa perchè tutto fosse detto, e non veniva sperando
-che io avessi accettata la mia onta, poichè la mia onta era consumata,
-ma veniva ad offrirmi la sua fortuna in compenso del mio amore.
-
-«Tutto ciò che il cuore di una donna può contenere di superbo
-disprezzo, e di parole sdegnose, lo versai su quest'uomo; senza dubbio
-egli era assuefatto a simili rimproveri, mi ascoltò calmo, sorridente
-e colle braccia incrociate sul petto; poi, quando credè che io avessi
-detto tutto, si avanzò per afferrarmi la mano; balzai verso la tavola,
-presi un coltello, e ne volsi la punta contro il mio petto.
-
-« — Fate un passo di più, gli dissi, ed oltre al mio disonore, voi
-avrete ancora la mia morte da rimproverarvi.
-
-«Senza dubbio nel mio sguardo, nella mia voce, in tutta la mia persona
-spiccò quella verità di gesto, di attitudine, di accento, che porta la
-convinzione anche nelle anime le più perverse, poichè si fermò.
-
-« — La vostra morte? mi diss'egli, oh! no, voi siete una troppa
-graziosa prigioniera perchè io acconsenta a perdervi così. Addio, mia
-bella, aspetterò per farvi una visita che vi ritroviate in migliori
-disposizioni.
-
-«A queste parole, mandò un fischio; il globo di luce che illuminava
-la camera risalì, e disparve. Io mi ritrovai di nuovo immersa nelle
-tenebre. Si riprodusse il rumore di una porta che si apre e si chiude,
-ed un istante dopo ricomparve il globo fiammeggiante, discese, e mi
-ritrovai sola.
-
-«Questo momento fu spaventoso; se avessi avuto ancora qualche dubbio
-pel mio infortunio, questi dubbi si sarebbero svaniti in una disperante
-realtà; io era in potere di un uomo che non solo io detestava, ma che
-disprezzava; di un uomo che mi aveva già data prova fatale di ciò che
-poteva osare.
-
-— Ma chi era dunque quest'uomo? domandò Felton.
-
-Milady non rispose a questa interrogazione, e continuò in questi
-termini.
-
-— Io passai la notte sopra di una poltrona, fremendo al più piccolo
-rumore, perchè circa la mezzanotte la lampada si spense, mi ritrovai
-nella oscurità; ma la notte trascorse senza alcuna nuova apparizione
-del mio persecutore; venne il giorno, la tavola era scomparsa; io aveva
-conservato soltanto il coltello in mano.
-
-«Questo coltello era tutta la mia speranza.
-
-«Era oppressa dalla fatica, la veglia faceva bruciare i miei occhi,
-non aveva osato di dormire un solo istante. La luce del giorno mi
-tranquillizzò; andai a gettarmi sul mio letto, non senza il mio
-coltello liberatore che nascosi sotto il cuscino.
-
-«Quando mi svegliai, una nuova tavola era apparecchiata.
-
-«Questa volta a dispetto dei miei terrori, a dispetto delle mie
-angosce, mi si fece sentire una fame divoratrice; erano quarantotto
-ore che io non aveva toccato cibo; mangiai nel pane ed alcune frutta,
-poi, ricordandomi il narcotico misto nell'acqua che aveva bevuta, non
-accostai la bocca a quella che si ritrovava preparata sulla tavola, ed
-andai a riempiere il mio bicchiere ad una fontana di marmo scavata nel
-muro al di sopra della toletta.
-
-«Però, ad onta di questa precauzione, non rimasi meno in angoscia per
-qualche tempo; ma questa volta i miei timori non erano fondati: passai
-la giornata senza provar nulla di ciò che temeva..
-
-«Ebbi la precauzione di vuotare per metà la bottiglia affinchè non si
-accorgessero della mia diffidenza.
-
-«Venne la sera, ma per quanto fosse profonda l'oscurità, i miei occhi
-cominciarono ad abituarvisi; vidi in mezzo alle tenebre la tavola
-sprofondarsi nel pavimento; un quarto d'ora dopo essa ricomparve
-portando la mia cena, un istante dopo, mercè la solita lampada a globo,
-la mia camera tornò ad essere illuminata.
-
-«Io ero risoluta di non mangiare che cibi nei quali fosse impossibile
-immischiarvi nessun sonnifero; due uova ed alcune frutta composero
-il mio pasto, quindi andai ad attignere l'acqua alla mia fontana
-protettrice e la bevetti.
-
-«Alle prime sorsate, mi parve che non avesse più lo stesso gusto di
-prima; mi prese un rapido sospetto; mi fermai, ma ne aveva già bevuto
-un mezzo bicchiere.
-
-«Gettai il rimanente, ed aspettai col sudore dello spavento sulla
-fronte.
-
-«Senza fallo qualche invisibile testimonio mi aveva veduto prendere
-l'acqua a questa fontana, ed aveva approfittato della mia stessa
-confidenza per meglio assicurare la mia perdita, così freddamente
-risoluta, così crudelmente proseguitata.
-
-«Non era ancora trascorsa una mezz'ora, che si riprodussero gli stessi
-sintomi, soltanto questa volta, che io non aveva bevuto che un mezzo
-bicchiero d'acqua lottai più lungo tempo, e invece di addormirmi del
-tutto, caddi in uno stato di sonnolenza, che mi lasciava tutto il
-sentimento di ciò che accadeva intorno a me, mentre mi toglieva la
-forza di fuggire.
-
-«Mi trascinai verso il mio letto per cercarvi la sola difesa che mi
-restava, il mio coltello salvatore, ma non potei giungere fino al
-capezzale, caddi in ginocchio, aggruppata ad una delle colonne da
-piedi.»
-
-Felton impallidì spaventosamente, e un fremito convulso corse per tutte
-le sue membra.
-
-— E ciò che vi era di spaventoso, continuò milady colla voce alterata,
-come se essa provasse ancora la stessa angoscia di quel terribile
-momento, era che in quella volta io aveva la conoscenza del pericolo
-che mi minacciava; era che la mia anima, se posso dirlo, vegliava sul
-mio corpo addormentato; era che vedeva, che sentiva, è vero, come se
-fosse stato in sogno, ma ciò era ancor più spaventoso.
-
-«Vidi la lampada che risaliva e mi lasciava a poco a poco nella
-oscurità.
-
-«Quindi intesi il cigolìo ben conosciuto della porta, quantunque quella
-porta non si fosse aperta che due volte.
-
-«Sentii istintivamente che qualcuno si avvicinava a me; si narra che
-i disgraziati perduti nei deserti dell'America sentono collo stesso
-istinto l'avvicinarsi del serpente.
-
-«Volli fare uno sforzo, tentai di mandare un grido, mi rialzai pure, ma
-per subito ricadere.»
-
-— Ma ditemi dunque, chi era il vostro persecutore? gridò il giovane
-ufficiale.
-
-Milady vide con un sol colpo d'occhio tutto il soffrire che essa
-ispirava a Felton calcando sopra ciascun particolare del suo racconto.
-Quanto più essa gli avesse dilaniato profondamente il cuore, più
-sicuramente egli la vendicherebbe. Essa continuò adunque questa volta
-come se non avesse inteso la sua esclamazione, o come se avesse pensato
-che non era ancor giunto il momento di rispondere.
-
-— Io lo intesi esclamare nello scorgermi: «Questi miserabili puritani!
-sapeva bene che stancano i loro carnefici, ma non li credeva così forti
-coi loro seduttori».
-
-Felton l'ascoltava senza far intendere altra cosa che una specie di
-sordo ruggito: soltanto il sudore grondava dalla sua fronte di marmo, e
-colla sua mano nascosta sotto l'abito, s'internava nel petto le unghie.
-
-— Il primo movimento, ritornando in me, riprese milady, fu di cercare
-sotto il capezzale il coltello che non avea potuto arrivare a prendere.
-Se non aveva potuto servire alla difesa, poteva almeno servire alla
-espiazione.
-
-«Ma nel riprendere il mio coltello, Felton, mi venne una terribile
-idea. Vi ho giurato di dirvi tutto, e vi dirò tutto: vi ho promesso la
-verità, io la dirò, dovesse essa perdermi.»
-
-— Vi venne l'idea di vendicarvi di questo uomo, non è vero? gridò
-Felton.
-
-— Ebbene! sì, disse milady; questa idea non è da cristiano, lo so;
-senza dubbio l'eterno nemico della nostra anima me la soffiava nello
-spirito, finalmente che vi dirò, Felton? continuò milady col tuono di
-una donna che si accusa di un delitto, mi venne questa idea, e non mi
-lasciò più. Forse è quel pensiero omicida di cui oggi sconto la pena.
-
-— Continuate, continuate, disse Felton; ho fretta di vedervi giungere
-alla vendetta.
-
-— Oh! risolsi che l'avrei compiuta il più presto possibile; non
-dubitava punto ch'egli sarebbe ritornato la notte vegnente. Nella
-giornata io non aveva nulla a temere.
-
-«Così, quando venne l'ora della colezione, non esitai a mangiare e
-bere; aveva risoluto di far sembiante di cenare, ma di non prendere
-niente; doveva dunque col nutrimento della mattina combattere il
-digiuno della sera.
-
-«Nascosi un bicchier d'acqua della colezione, essendo stata la
-sete quella che mi aveva fatto soffrire di più quando era rimasta
-quarantott'ore senza nè mangiare nè bere.
-
-«La giornata trascorse senza avere altra influenza su me che
-confermarmi nella presa risoluzione; ebbi soltanto cura che il mio
-viso non tradisse in alcun modo il pensiero del mio cuore, perchè non
-dubitava di non essere continuamente spiata; molte volte ancora sentii
-un sorriso sulle mie labbra, Felton, io non oso ridire a quale idea io
-sorrideva, voi mi prendereste in orrore.»
-
-— Continuate, continuate, disse Felton, voi vedete che io ascolto, e
-smanio di giungere alla fine.
-
-— Venne la sera, continuò milady, si compirono gli ordinari
-avvenimenti; durante l'oscurità, come d'ordinario fu imbandita la mia
-cena, poi si accese la lampada, e io mi misi a tavola.
-
-«Mangiai soltanto alcune frutta, feci sembiante di versare dell'acqua
-della bottiglia, ma non bevei che quella che aveva conservata nel
-mio bicchiere; la sostituzione del resto fu fatta con abbastanza di
-sveltezza perchè i miei spioni, se ne aveva, non concepissero alcun
-sospetto.
-
-«Dopo cena, detti i medesimi segni di torpore della sera innanzi;
-ma questa volta, come se soccombessi alla fatica, o come mi fossi
-famigliarizzata col pericolo, feci sembiante di addormirmi.
-
-«Questa volta aveva ritrovato il mio coltello, e mentre io fingeva di
-dormire, la mia mano stringeva convulsivamente la impugnatura.
-
-«Scorsero due ore senza che accadesse nulla di nuovo. Questa volta, oh
-mio Dio! chi me lo avrebbe detto la sera innanzi? cominciai a temere
-ch'egli non venisse.
-
-«Finalmente vidi la lampada alzarsi lentamente e scomparire nel
-soffitto: la mia camera si riempì di tenebre, ma feci uno sforzo per
-fendere con lo sguardo l'oscurità.
-
-«Per circa dieci minuti non intesi altro rumore che quello dei battiti
-del mio cuore.
-
-«Implorava il cielo perchè egli venisse.
-
-«Finalmente intesi il ben conosciuto cigolio della porta che si apriva
-e si chiudeva; intesi, ad onta della grossezza del tappeto, un passo
-che faceva scrocchiare il pavimento; vidi; ad onta dell'oscurità,
-un'ombra che si avvicinava a me.»
-
-— Affrettatevi, affrettatevi! interruppe Felton: non vedete che
-ciascuna delle vostre parole mi brucia come piombo fuso?
-
-— Allora, continuò milady, allora riunii tutte le mie forze, mi
-ricordai che il momento della vendetta o piuttosto della giustizia era
-suonato, mi riguardai come un'altra Giuditta, e teneva il mio coltello
-in mano, e quando io lo vidi vicino a me, allora, coll'ultimo grido del
-dolore e della disperazione, lo colpii nel bel mezzo del petto.
-
-«Miserabile! egli aveva preveduto tutto, il suo petto era ricoperto da
-una maglia d'acciaio, il coltello si spuntò.
-
-«Ah! ah! gridò egli afferrando il braccio e strappandomi l'arma che
-mi aveva così mal servito, voi volete prendervela con la mia vita,
-mia bella puritana; ma questo è qualche cosa più che odio, questa
-è ingratitudine. Andiamo, andiamo, calmatevi, mia bella fanciulla;
-avrei creduto che vi foste addolcita. Io non sono di quei tiranni che
-custodiscono le donne per forza. Voi non mi amate? io ne dubitava colla
-mia ordinaria fatuità; ne sono convinto. Domani voi sarete libera.
-
-«Io non aveva altro desiderio che quello che mi uccidesse.
-
-« — State in guardia, gli dissi, poichè la mia libertà è il vostro
-disonore.
-
-« — Spiegatevi, mia bella Sibilla..
-
-« — Sì, poichè appena uscita di qui, dirò tutto: dirò la violenza
-che avete usata verso di me; dirò la mia prigionia: denunzierò questo
-palazzo d'infamia! voi siete posto troppo in alto, milord, ma tremate!
-al di sopra di voi vi è il re! al di sopra del re vi è Dio.
-
-«Per quanto il mio persecutore sembrasse padrone di se stesso, lasciò
-sfuggirsi un movimento di collera. Io non potei vedere l'espressione
-del suo viso, ma sentii fremere il suo braccio, sul quale io aveva
-posta la mia mano.
-
-« — Allora voi non uscirete più di qui, disse egli.
-
-« — Bene! bene! gridai; allora il luogo del mio supplizio sarà pure
-il luogo della mia tomba. Bene! io morirò qui, e voi vedrete se un
-fantasma che accusa sia ancor più terribile di un vivo che minaccia.
-
-« — Non vi sarà lasciata alcun'arme.
-
-« — Ve ne è una che la disperazione ha messo alla portata di ogni
-creatura che ha il coraggio di servirsene, io mi lascerò morire di
-fame.
-
-« — Vediamo, disse il miserabile, la pace non val meglio di una simile
-guerra? io vi rendo la libertà sull'istante, vi proclamerò la stessa
-virtù, vi soprannominerò la Lucrezia d'Inghilterra.
-
-« — Ed io dirò che voi ne siete il Sextus, io vi denunzierò a Dio, e
-se fa d'uopo che, come Lucrezia, io sottoscrivi la mia denunzia col mio
-sangue, la sottoscriverò.
-
-« — Ah! ah! disse il mio nemico in tuono derisorio, allora è un'altra
-cosa. In fede mia, in fin dei conti, voi state bene qui, non vi
-mancherà niente, e se vi lascerete morire di fame, sarà colpa vostra.
-
-«A queste parole egli si ritirò, intesi aprirsi e chiudersi la porta,
-rimasi inabissata, meno ancora, ve lo confesso, dal dolore, che
-dall'onta di non essere stata vendicata.
-
-«Egli mantenne la sua parola; tutta la giornata, tutta la notte
-dell'indomani passò senza che comparisse; io pure però gli mantenni la
-mia parola, e non mangiai nè bevvi nulla, ed era, come gli avea detto,
-risoluta di lasciarmi morire di fame.
-
-«Passai il giorno e la notte pregando, poichè sperava che Dio mi
-avrebbe perdonato il mio suicidio.
-
-«La seconda notte la porta si aprì; io era stesa sul pavimento, le
-forze cominciavano ad abbandonarmi.
-
-«Al momento mi sollevai, sorreggendomi sopra una mano.
-
-« — Ebbene! mi disse una voce che suonava in un modo troppo terribile
-al mio orecchio, perchè non la riconoscessi tosto: ebbene! siamo noi
-un poco raddolciti, e pagheremo la nostra libertà con una semplice
-promessa di silenzio? Sentite, io sono un buon principe, aggiunse egli,
-e quantunque non ami i Puritani, io rendo loro giustizia; egualmente
-che alle Puritane, quando sono belle. Andiamo, fatemi un piccolo
-giuramento sulla croce, io non vi domando di più.
-
-« — Sulla croce! gridai rialzandomi, perchè al suono di questa voce
-aborrita, io aveva ritrovate tutte le mie forze: sulla croce giuro che
-nessuna promessa, nessuna minaccia, nessuna tortura mi chiuderà mai la
-bocca. Sulla croce giuro di denunziarvi ovunque come un assassino, un
-ladrone d'onore, un vile; sulla croce giuro, se mai giungerò ad uscire
-di qui, di domandare vendetta contro voi a tutto il genere umano.
-
-« — State all'erta, disse la voce con un tuono di minaccia che io non
-aveva per anche inteso, poichè ho un mezzo supremo, che non impiegherò
-che agli ultimi estremi, per farvi chiudere la bocca, o almeno per
-impedire che si creda ad una sola parola di quanto sarete per dire.
-
-«Io raccolsi tutte le mie forze per rispondere con uno scoppio di risa.
-
-«Egli si accorse che oramai fra di noi si era aperta una guerra a morte.
-
-« — Ascoltate, disse egli, io vi lascio ancora il rimanente di questa
-notte e tutto il giorno di domani: riflettete. Promettete di tacere, e
-la ricchezza, gli onori, ed anche la considerazione vi circonderanno;
-minacciate di parlare, ed io vi condannerò all'infamia.
-
-« — Voi? gridai io, voi!
-
-« — All'infamia perpetua, incancellabile!
-
-« — Voi! ripetei... oh! Felton, ve lo assicuro, io lo credeva insensato.
-
-« — Sì, io, riprese egli.
-
-« — Ah! lasciatemi, gli dissi, uscite, se non volete che io m'infranga
-la testa contro i muri, e sotto gli occhi vostri.
-
-« — Sta bene! diss'egli, voi lo volete? A dimani sera.
-
-« — A dimani sera, risposi lasciandomi ricadere, e mordendo il tappeto
-per la rabbia.»
-
-Felton si appoggiava ad un mobile, e milady vedeva con gioia che forse
-sarebbe mancato la forza al giovane uffiziale prima della fine del
-racconto.
-
-
-
-
-CAPITOLO LVII.
-
-UN MEZZO DI TRAGEDIA CLASSICA
-
-
-Dopo un momento di silenzio, impiegato da milady a contemplare il
-giovane che l'ascoltava, essa continuò il suo racconto:
-
-« — Erano quasi tre giorni che io non aveva nè mangiato, nè bevuto,
-diss'ella, e soffriva atroci torture; qualche volta mi sembrava che
-alcune nubi mi chiudessero la fronte, che mi velassero gli occhi: era
-il delirio.
-
-«Venne la sera: io era così debole che ad ogni istante sveniva, ed ogni
-volta che sveniva ringraziava Dio, perchè credeva di morire.
-
-«Nel mezzo di uno di questi svenimenti, intesi aprirsi la porta, il
-terrore mi richiamò alla vita.
-
-«Il mio persecutore entrò seguito da un uomo mascherato, egli pure si
-era mascherato, ma lo riconobbi al suo passo, lo riconobbi alla sua
-voce, lo riconobbi a quell'aspetto imponente che l'inferno ha dato alla
-sua persona per disgrazia pell'umanità.
-
-« — Ebbene, mi diss'egli, vi siete voi decisa a farmi il giuramento che
-vi ho chiesto?
-
-« — Voi lo avete detto, i Puritani non hanno che una parola; la mia,
-l'avete intesa: essa è di perseguitarvi sulla terra al tribunale degli
-uomini, in cielo al tribunale di Dio!
-
-« — Voi dunque persistete?
-
-« — E lo giuro innanzi a quel Dio che mi ascolta; io prenderò il mondo
-tutto intero a testimonio del vostro delitto, e ciò fino a che abbia
-ritrovato un vendicatore.
-
-« — Voi siete una prostituta, diss'egli con voce tonante, e subirete il
-supplizio delle prostitute! Infamata davanti agli occhi degli uomini
-che voi invocherete, cercate di provar prima a questo mondo che non
-siete nè colpevole, nè pazza.
-
-«Quindi volgendosi all'uomo che lo accompagnava:
-
-« — Carnefice, fa il tuo dovere!»
-
-— Oh! il suo nome, il suo nome! gridò di nuovo Felton; il suo nome!
-ditemelo!
-
-— Allora malgrado le mie grida, malgrado la mia resistenza, perchè
-cominciai a capire allora che si trattava di qualche cosa peggiore
-della morte, il carnefice mi afferrò, mi rovesciò per terra, mi strinse
-colle sue funi, e, soffocata, quasi fuori dei sensi invocando Dio,
-mandai ad un tratto uno spaventevole grido di dolore e di vergogna, un
-ferro rovente, un ferro rosso, il marchio del carnefice si era posto
-sopra una mia spalla.
-
-Felton mandò un ruggito.
-
-— Osservate, disse milady alzandosi con una maestà da regina,
-osservate, Felton, vedete come si è inventato un nuovo martirio per
-la giovinetta pura, e non pertanto vittima della brutalità di uno
-scellerato. Imparate a conoscere il cuore degli uomini, e d'ora innanzi
-fatevi meno facilmente l'istrumento delle loro ingiuste vendette.
-
-Milady con un gesto rapido aprì la sua veste, stracciò la fina battista
-che cuopriva la sua spalla, e arrossendo per una finta collera, e per
-una ben giuocata vergogna, mostrò al giovane l'impronta incancellabile
-che disonorava una così bella spalla.
-
-— Ma, gridò Felton, è un giglio quello che io vedo!
-
-— Ed ecco precisamente dove sta l'infamia, rispose milady. Col marchio
-dell'Inghilterra, sarebbe stato necessario provare qual'era stato
-il tribunale che mi aveva condannata, ed io avrei fatto un pubblico
-appello a tutti i tribunali del regno; ma col marchio di Francia... ah!
-con esso, io sono stata seriamente infamata.
-
-Questo era troppo soffrire per Felton.
-
-Pallido, immobile, atterrito da questa rivelazione orribile, abbagliato
-dalla bellezza sovrumana di questa donna che si svelava a lui con una
-impudenza che ritrovò sublime, finì per cadere in ginocchio innanzi a
-lei, come cosa santa; il marchio d'infamia disparve, rimase soltanto la
-beltà.
-
-— Perdono, perdono, disse Felton, oh! perdono!
-
-Milady lesse nei suoi occhi: amore, amore!
-
-— Perdono di che? domandò essa.
-
-— Perdono di essermi unito ai vostri persecutori.
-
-Milady gli stese la mano.
-
-— Così bella! così giovane! gridò Felton coprendo questa mano di baci.
-
-Milady lasciò cadere sopra di lui uno di quegli sguardi che di uno
-schiavo fanno un re.
-
-Felton era puritano, così lasciò la mano di questa donna per baciarle i
-piedi.
-
-Egli già non l'amava più, ma l'adorava.
-
-Quando questa crisi fu passata, quando milady sembrò aver ripreso il
-suo sangue freddo, che non aveva mai perduto:
-
-— Ah! ora non ho più che una sola cosa a chiedervi, ed è il nome del
-vostro vero carnefice; poichè per me non ne vedo che uno, l'altro era
-soltanto un istrumento.
-
-— E che, fratello, ho io ancora bisogno di nominartelo? tu non l'hai
-ancora indovinato?
-
-— Che? riprese Felton, lui!... sempre... sempre lui!.. Che! il vero
-colpevole?...
-
-— Il vero colpevole, disse milady, è il distruttore dell'Inghilterra,
-il persecutore dei veri credenti, il vile rapitore dell'onore di tante
-donne, colui che, per capriccio del suo cuore corrotto, sta per far
-versare tanto sangue all'Inghilterra, che oggi protegge i protestanti,
-ma che domani li tradirà.
-
-— Buckingham! è dunque Buckingham! gridò Felton esasperato.
-
-Milady nascose il suo viso fra le mani, come se non avesse potuto
-sopportare la vergogna che le cagionava questo nome.
-
-— Buckingham! il carnefice di questa angelica creatura! gridò Felton.
-E tu non l'hai fulminato, o giusto cielo! e tu lo hai lasciato nobile,
-onorato, potente per la nostra perdita comune!
-
-— Dio abbandona quelli che si abbandonano da se stessi, disse milady.
-
-— Ma egli dunque vuole aggravare sul suo capo il gastigo riservato ai
-maledetti, continuò Felton con una crescente esaltazione. Vuole dunque
-che la vendetta umana prevenga la vendetta celeste!
-
-— Gli uomini lo temono, e lo risparmiano.
-
-— Ah! io disse Felton, io non lo temo, e non lo risparmierò...
-
-Milady sentì l'anima sua cospergersi di una gioia infernale.
-
-— Ma in qual modo lord de Winter, mio protettore, mio padre, trovasi
-immischiato in tutto ciò?
-
-— Ascoltate, Felton, riprese milady, perchè a fianco degli uomini vili
-e dispregevoli vi sono delle nature grandi e generose; io aveva un
-fidanzato un uomo che io amava, e ch'egli amava me; un cuore come il
-vostro, Felton, un uomo come voi. Andai da lui, e gli raccontai tutto;
-egli mi conosceva, e non pose alcun dubbio sulla verità del racconto.
-Era un gran signore; era un uomo sotto tutti i rapporti uguale a
-Buckingham. Egli non disse una parola, cinse soltanto la spada, si
-avviluppò nel suo mantello, e si portò sulla piazza Buckingham.
-
-— Sì, sì capisco, disse Felton, quantunque con simili uomini non sia la
-spada che si deve adoprare ma il pugnale.
-
-— Buckingham era partito il giorno innanzi, inviato come ambasciatore
-in Ispagna, dove andò a chiedere la mano della infante pel re Carlo I.,
-che allora non era che principe di Galles. Il mio fidanzato ritornò.
-
-— Ascoltate, mi disse, quell'uomo è partito, ed in conseguenza si è
-involato pel momento alla mia giusta vendetta; ma frattanto, siamo
-uniti come dobbiamo esserlo, poi fidatevi a lord de Winter per
-vendicare il suo onore e quello di sua moglie.
-
-— Lord de Winter! gridò Felton.
-
-— Sì, disse milady, ed ora dovete capire tutto, non è vero? Buckingham
-rimase assente quasi un anno; otto giorni prima del suo arrivo, lord de
-Winter morì improvvisamente, lasciandomi sua sola erede. Da qual parte
-veniva il colpo? Dio solo che sa tutto, lo sa senza dubbio; io non
-accuso nessuno.
-
-— Oh! quale abisso! quale abisso! gridò Felton.
-
-— Lord de Winter morì senza dir niente a suo fratello. Il segreto
-terribile doveva esser nascosto a tutti fino a che scoppiasse come
-un fulmine sul capo del colpevole; il vostro protettore aveva veduto
-con pena questo matrimonio con suo fratello con una giovinetta senza
-fortuna. Sentii che non poteva aspettarmi alcun appoggio da un uomo
-disingannato nelle sue speranze di eredità. Passai in Francia, risolsi
-di restarvi il rimanente della mia vita; ma tutti i miei beni sono
-in Inghilterra; chiuse le comunicazioni per la guerra, fui privata
-di tutto, e mi fu forza di ritornarvi; sono sei giorni che approdai a
-Portsmouth.
-
-— Ebbene? disse Felton.
-
-— Ebbene, Buckingham seppe senza dubbio il mio ritorno, ne parlò a lord
-de Winter, di già prevenuto contro di me; gli disse che sua cognata era
-una prostituta, una donna bollata. La voce nobile e pura di mio marito
-non era più là per difendermi. Lord de Winter credè tutto ciò che gli
-fu detto con tanta maggiore facilità, in quanto che ha interesse a
-crederlo. Egli mi fece arrestare e condurre qui, e mi mise sotto la
-vostra custodia. Voi sapete il resto: dopo domani sarò bandita, sarò
-deportata; dopo domani sarò relegata fra le donne infami! Oh! la trama
-è bene ordita, andate! il complotto è abile, e il mio onore non vi
-sopravviverà. Voi vedete bene che è necessario che io muoia, Felton;
-Felton, datemi quel coltello.
-
-E a queste parole, come se tutte le sue forze fossero spossate,
-milady si lasciò cadere debole e languente fra le braccia del giovane
-uffiziale.
-
-— No, no, disse egli, no, tu vivrai, tu vivrai onorata e pura, tu
-vivrai per trionfare dei tuoi nemici.
-
-Milady lo respinse lentamente con la mano, attirandolo con lo sguardo.
-
-— Oh! la morte! la morte! disse ella velando la sua voce e le sue
-palpebre, oh! la morte piuttosto che la vergogna. Felton, fratello mio,
-amico mio, io te ne scongiuro.
-
-— No, gridò Felton, no, tu vivrai e sarai vendicata.
-
-— Felton, io porto disgrazia a tutti quelli che mi si avvicinano.
-Felton, abbandonatemi; Felton, lasciatemi morire.
-
-— Ebbene! noi moriremo dunque insieme! gridò egli.
-
-Diversi colpi rintronarono alla porta.
-
-— Ascolta, diss'ella, noi siamo stati intesi. Essi vengono, è finita
-per noi, noi siamo perduti.
-
-— No, disse Felton, è la sentinella che mi previene che sta per passare
-la ronda.
-
-— Allora correte alla porta e aprite voi stesso.
-
-Felton obbedì; questa donna era già tutto il suo pensiero, tutta la sua
-anima.
-
-Egli si trovò in faccia un sergente che comandava una pattuglia di
-sorveglianza.
-
-— Ebbene! che cosa c'è, domandò il giovine tenente.
-
-— Voi mi avete detto di aprire la porta se avessi inteso chiamare
-soccorso, disse il soldato, ma vi siete soltanto dimenticato di
-consegnarmi la chiave. Vi ho inteso gridare senza capire ciò che
-dicevate; volli aprire la porta, essa era chiusa al di dentro, allora
-ho chiamato il sergente.
-
-— Ed eccomi qua, disse il sergente.
-
-Felton, sconvolto, quasi pazzo, rimase senza voce.
-
-Milady capì che stava a lei di impadronirsi della situazione; ella
-corse alla tavola e prese il coltello che vi aveva deposto Felton.
-
-— E con qual dritto volete voi impedirmi di morire? diss'ella.
-
-— Gran Dio! gridò Felton vedendo il coltello luccicare nella di lei
-mano.
-
-In questo momento uno scroscio d'ironico riso si fece sentire nel
-corridoio.
-
-Il barone, attirato dal rumore, in veste da camera, colla sua spada
-sotto il braccio stava in piedi sulla soglia della porta.
-
-— Ah! ah! diss'egli eccoci all'ultimo atto della tragedia; voi
-lo vedete Felton, il dramma ha seguìto tutte le fasi che io aveva
-indicate, ma siate tranquillo, il sangue non colerà.
-
-Milady capì che ella era perduta se non dava tosto a Felton una pruova
-immediata e terribile del suo coraggio.
-
-— V'ingannate milord, diss'ella, il sangue scorrerà, e possa questo
-ricadere sopra quelli che lo fanno scorrere.
-
-Felton gettò un grido e si precipitò verso di lei; ma era troppo tardi,
-milady si era colpita.
-
-Ma il coltello aveva fortunatamente incontrato (noi dovremmo dire
-destramente) la stecca di ferro che in quell'epoca difendeva come una
-corazza il petto delle donne; esso vi era strisciato sopra, stracciando
-la veste, ed era penetrato a fior di pelle fra la carne e le coste.
-
-La veste di milady rimase però tosto macchiata di sangue.
-
-Milady era caduta rovescioni e sembrava svenuta.
-
-Felton strappò il coltello.
-
-— Vedete, milord, disse egli, con aria tetra, ecco una donna che stava
-sotto la mia custodia e che si è uccisa.
-
-— State tranquillo, Felton, disse lord de Winter, ella non è morta,
-i demonii non muoiono così facilmente; state tranquillo e andate ad
-aspettarmi nella mia camera:
-
-— Ma, milord...
-
-— Andate, io ve l'ordino.
-
-A questa ingiunzione del suo superiore, Felton obbedì, ma nell'uscire
-nascose il coltello sul suo petto.
-
-In quanto a lord de Winter egli si contentò chiamare la donna che
-serviva milady, e quand'essa fu venuta, dopo averle raccomandata la
-prigioniera sempre svenuta, la lasciò sola con lei.
-
-Però siccome poteva darsi, ad onta dei suoi sospetti, che la ferita
-potesse essere grave, inviò sull'istante medesimo un uomo a cavallo per
-cercare un medico.
-
-
-
-
-CAPITOLO LVIII.
-
-EVASIONE
-
-
-Come lo aveva pensato lord de Winter, la ferita di milady non era
-pericolosa; così come si trovò sola con la donna che il barone aveva
-fatta chiamare e che si disponeva a spogliarla, riaprì gli occhi.
-
-Però bisognava rappresentare la parte della debolezza e del dolore, ciò
-non era cosa difficile per una commediante come milady. Così la povera
-servente fu compiutamente ingannata dalla sua prigioniera, che, ad onta
-delle sue istanze, essa si ostinò a vegliare tutta la notte.
-
-Ma la presenza di questa donna non impediva a milady di pensare.
-
-Non vi era più alcun dubbio, Felton era convinto, Felton era suo.
-Un angelo se fosse apparso al giovane per accusare milady, nella
-disposizione d'animo in cui egli si ritrovava, lo avrebbe certamente
-preso per un inviato del demonio. Milady sorrideva a questo pensiero
-poichè Felton era oramai la sua sola speranza, il suo solo mezzo di
-salute.
-
-Ma lord de Winter poteva averlo preso in sospetto; Felton ora poteva
-essere esso stesso sorvegliato.
-
-Verso le quattro ore del mattino, giunse il medico; ma dal momento in
-cui milady si era colpita, la ferita si era di già chiusa. Il medico
-non potè dunque misurarne la direzione, nè la profondità; riconobbe
-soltanto dal polso della malata che il caso non era grave.
-
-La mattina milady sotto il pretesto che non aveva dormito nella notte
-e che aveva bisogno di riposo, rimandò la donna che vegliava vicino a
-lei.
-
-Essa aveva una speranza, ed era che Felton venisse all'ora della
-colezione, ma Felton non venne.
-
-I suoi timori eransi forse realizzati? Felton preso in sospetto dal
-barone, le sarebbe forse mancato nel momento decisivo? Essa non aveva
-più che un giorno. Lord de Winter le aveva annunziato il suo imbarco
-pel 23, e si era già alla mattina del 22.
-
-Ciò nonostante essa aspettava ancora pazientemente l'ora del pranzo.
-
-Quantunque ella non avesse mangiato la mattina, il pranzo fu portato
-nell'ora solita: milady vide allora con spavento che l'uniforme dei
-soldati che la guardavano era cambiato.
-
-Allora si azzardò di domandare ciò che fosse accaduto di Felton.
-
-Le fu risposto che Felton era montato a cavallo un'ora innanzi e che
-era partito.
-
-S'informò se il barone era sempre al castello; il soldato rispose di
-sì, e che aveva l'ordine di prevenirlo se la prigioniera desiderasse
-parlargli.
-
-Milady rispose che si trovava troppo debole pel momento, e che il solo
-suo desiderio era di rimaner sola.
-
-Il soldato uscì lasciando il pranzo apparecchiato.
-
-Felton era stato allontanato, i soldati di marina erano stati cambiati;
-dunque si diffidava di Felton.
-
-Quest'era l'ultimo colpo portato alla prigioniera.
-
-Rimasta sola ella si alzò: quel letto in cui si teneva per prudenza e
-perchè fosse creduta gravemente ferita la bruciava come un braciere
-ardente. Essa gettò uno sguardo sulla porta; il barone aveva fatto
-inchiodare un asse nel finestrino; egli temeva senza dubbio che mercè
-quest'apertura essa giungesse ancora, con qualche diabolico mezzo, a
-sedurre le guardie.
-
-Milady sorrise di gioia; dunque poteva abbandonarsi ai suoi trasporti
-senza essere osservata: Ella percorse le camere colla esaltazione di
-una pazza furiosa o di una tigre racchiusa nella gabbia di ferro.
-
-Certamente se le fosse rimasto il coltello, avrebbe pensato, non già ad
-uccidere se stessa, ma questa volta ad uccidere il barone.
-
-A sei ore lord de Winter entrò, ed era armato fino ai denti.
-Quest'uomo, nel quale fino allora milady non aveva veduto che un
-gentiluomo elegante e civile, era divenuto un ammirabile carceriere.
-Sembrava preveder tutto, prevenire tutto.
-
-Un solo sguardo vibrato sopra milady lo fece accorto di ciò che passava
-nella di lei anima.
-
-— Sia diss'egli, ma per oggi non potrete uccidermi, voi siete
-senz'armi, e d'altronde io sono in guardia. Voi avevate incominciato a
-pervertire il mio povero Felton; egli subiva di già la vostra infernale
-influenza, ma io ho voluto salvarlo, e voi non lo vedrete più. Tutto
-è finito: riunite le cose vostre; domani partirete. Aveva fissato
-d'imbarcarvi il 24, ma ho riflettuto che più la cosa sarebbe stata
-vicina, e più sarebbe stata sicura: Domani a mezzogiorno avrò l'ordine
-del vostro esilio, firmato da Buckingham. Se voi direte una sola parola
-a chiunque siasi, prima che siate salita sulla nave, il mio sergente vi
-farà saltar le cervella; egli già ne ha l'ordine. Se sulla nave direte
-una parola a chiunque siasi, prima che il capitano ve n'abbia dato il
-permesso, egli vi farà gettare in mare; ciò è di già convenuto fra noi.
-A rivedervi; ecco quanto per oggi ho a dirvi; domani vi rivedrò per
-dirvi addio.
-
-Dette queste parole, il barone uscì.
-
-Milady aveva ascoltata tutta questa tirata col sorriso dello sdegno
-sulle labbra, ma colla rabbia nel cuore.
-
-Fu servita la cena: milady sentì che aveva bisogno di forze; ella
-non sapeva ciò che poteva accadere nel corso di quella notte che si
-avvicinava minacciosa, poichè grossi nuvoloni si ravvolgevano in cielo,
-e continui lampi annunziavano un uragano.
-
-L'uragano scoppiò verso le dieci ore della sera; milady provava una
-specie di consolazione nel vedere la natura armonizzarsi col disordine
-del suo cuore. Il fulmine rimbombava per l'aria come la collera nel
-suo pensiero; le sembrava che la bufèra passando scarmigliasse la sua
-fronte come gli alberi di cui curvava i rami, e svelleva le frondi;
-essa urlava come l'uragano, e la sua voce si perdeva nella gran voce
-della natura, che pure sembrava gemere e disperarsi.
-
-Di tratto in tratto ella guardava un anello che portava al suo dito.
-Sotto la pietra di questo anello vi stava un veleno sottile e violento;
-questa era l'ultima sua risorsa.
-
-Ad un trattò intese battere ad un vetro, e al chiarore di un lampo,
-vide il viso di un uomo comparire dietro le sbarre.
-
-Essa corse alla finestra e l'aprì.
-
-— Felton! gridò ella, io sono salva!
-
-— Sì, disse Felton, ma silenzio! mi necessita il tempo per segare
-le sbarre della vostra inferriata; guardate soltanto di non essere
-osservata dal finestrino della porta.
-
-— Oh! questa è una pruova che il cielo è per noi, Felton, riprese
-milady, hanno chiuso il finestrino con un asse.
-
-— Sta bene! Dio li ha resi insensati, disse Felton.
-
-— Ma che cosa debbo fare io? domandò milady.
-
-— Niente; richiudete soltanto la finestra, andate a riposarvi e
-stendetevi sul letto vestita; quando avrò finito, batterò ai vetri. Ma
-potrete voi seguirmi?
-
-— Oh! sì.
-
-— La vostra ferita?...
-
-— Mi fa soffrire, ma non m'impedisce di camminare.
-
-— Tenetevi dunque pronta al primo segnale.
-
-Milady richiuse la finestra spense il lume, e andò, come gli era
-stato raccomandato da Felton, a stendersi sul letto. Tra il fragore
-dell'uragano, ella sentiva lo stridore della lima sulle sbarre, ed al
-chiarore di ciaschedun lampo vedeva l'ombra di Felton dietro i vetri.
-
-Essa passò un'ora senza respirare, anelante, col sudore sulla fronte,
-ed il cuore stretto da spaventevole angoscia, ad ogni piccolo movimento
-che sentiva nel corridoio.
-
-Vi sono delle ore lunghe quanto un anno.
-
-In capo ad un'ora Felton battè di nuovo.
-
-Milady balzò dal suo letto e andò ad aprire; erano state tolte due
-sbarre e presentavano un'apertura sufficiente per passarvi un uomo.
-
-— Siete voi pronta? domandò Felton.
-
-— Sì; debbo io portar meco qualche cosa?
-
-— Dell'oro, se ne avete.
-
-— Fortunatamente mi hanno lasciato tutto quello che io aveva.
-
-— Tanto meglio, perchè ho impiegato tutto il mio a noleggiare il
-naviglio.
-
-— Prendete, disse milady mettendo nelle mani di Felton un sacco pieno
-d'oro.
-
-Felton prese il sacco e lo gettò ai piedi del muro.
-
-— Ora, diss'egli volete venire?
-
-— Eccomi.
-
-Milady montò sopra una sedia e passò tutto il suo tronco fuori della
-finestra; essa vide allora il giovane ufficiale sospeso al disopra
-dell'abisso da una scala di corde.
-
-Per la prima volta un movimento di terrore le ricordò che era donna.
-
-Il vuoto la spaventò.
-
-— Io lo aveva dubitato, disse Felton.
-
-— Non è niente, disse milady, io discenderò cogli occhi chiusi.
-
-— Avete confidenza in me? disse Felton.
-
-— Voi me lo domandate?
-
-— Ravvicinate le vostre due mani, incrociatele. Sta bene.
-
-Felton le legò i due polsi con un fazzoletto, e, al disopra del
-fazzoletto con una corda.
-
-— Che fate? domandò milady con sorpresa.
-
-— Passate le vostre braccia intorno al mio collo, e non temete di
-niente.
-
-— Ma io vi farò perdere l'equilibrio, e precipiteremo entrambi.
-
-— State tranquilla, io sono marinaro.
-
-Non vi era un secondo da perdere; milady passò le due braccia intorno
-al collo di Felton, e si lasciò scivolare fuori della finestra.
-
-Felton si mise a discendere i gradini lentamente, ad uno ad uno.
-Malgrado il peso dei due corpi, il soffio dell'uragano li dondolava
-nell'aria.
-
-Ad un tratto Felton si fermò:
-
-— Che c'è, domandò milady.
-
-— Silenzio disse Felton, odo dei passi!
-
-— Noi siamo scoperti!
-
-Per alcuni istanti fu fatto silenzio.
-
-— No, disse Felton, non è niente.
-
-— Ma infine questo rumore!
-
-— È quello della pattuglia che passa sul sentiero di ronda?
-
-— E dov'è questo sentiero di ronda?
-
-— Precisamente al di sotto di noi.
-
-— Ella dunque ci scoprirà.
-
-— No, se non fanno lampi.
-
-— Essa urterà all'estremità della scala?
-
-— Fortunatamente è più corta di sei piedi.
-
-— Eccoli! mio Dio!
-
-— Silenzio!
-
-Entrambi rimasero sospesi, immobili e senza tirare il fiato a venti
-piedi dal suolo; frattanto i soldati passavano loro di sotto ridendo e
-parlando.
-
-Vi fu pei fuggitivi un momento terribile.
-
-La pattuglia passò; s'intese il rumore dei passi che si allontanavano,
-e il mormorio delle voci che andava indebolendosi.
-
-— Ora, disse Felton, noi siamo salvi!
-
-Milady mandò un sospiro e svenne.
-
-Felton continuò a discendere. Giunto in fondo alla scala, e quando
-non sentì più appoggio per i suoi piedi, si aggrappò colle sole mani,
-finalmente, giunto all'ultimo scalino, si lasciò pendere sulla forza
-dei suoi pugni, e toccò terra, si abbassò, raccolse il sacco d'oro, e
-lo prese fra i denti.
-
-Sollevò milady fra le braccia, e si allontanò prestamente dalla parte
-opposta a quella che aveva presa la pattuglia. Ben presto lasciò il
-sentiero di ronda, discese a traverso gli scogli, e, giunto sulla riva
-del mare, fece sentire un leggiero fischio.
-
-Un segnale uguale gli rispose, e cinque minuti dopo vide comparire una
-barca montata da quattro uomini.
-
-Questa si avvicinò alla riva tanto quanto potè, ma non vi era
-abbastanza fondo perchè potesse toccare l'approdo.
-
-Felton si gettò nell'acqua fino alla cinta, non volendo consegnare a
-nessuno il prezioso fardello.
-
-Fortunatamente la tempesta cominciava a calmarsi, e frattanto il mare
-era ancora violento: la piccola barca trabalzava sui flutti come un
-guscio di noce.
-
-— Allo sloop! disse Felton, e remate con vigore.
-
-I quattro uomini si misero a remare; ma i flutti erano troppo grossi
-perchè i remi vi avessero molta presa al di sopra.
-
-Tuttavolta si allontanavano dal castello, questa era la cosa
-principale. La notte era profondamente tenebrosa, ed era oramai
-impossibile il poter distinguere la barca dalla riva.
-
-Un punto nero fluttuava sull'alto mare.
-
-Questo era lo sloop.
-
-Nel mentre che la barca si avvicinava dal canto suo con tutta la forza
-dei suoi quattro remi, Felton slegava la corda ed il fazzoletto dalle
-mani di milady.
-
-Quindi, quando le mani furono slegate, prese dell'acqua la spruzzò sul
-di lei viso.
-
-Milady mandò un sospiro ed aprì gli occhi.
-
-— Ove sono io? diss'ella.
-
-— Salvata! rispose il giovane ufficiale.
-
-— Oh! salvata! salvata! gridò essa. Sì, ecco il cielo, ecco il mare!
-Quest'aria che io respiro è quella della libertà ah! grazie, Felton,
-grazie!...
-
-Il giovane la strinse contro il suo cuore.
-
-— Ma che cosa mi sento io dunque nelle mani? domandò milady, mi sembra
-che mi abbiano infranti i polsi fra una morsa.
-
-Infatti, milady sollevò le sue braccia; essa aveva i polsi intorpiditi.
-
-— Ahimè! disse Felton guardando quelle belle mani e scuotendo
-dolorosamente la testa.
-
-— Ah! non è niente, non è niente! gridò milady, ora mi ricordo.
-
-Milady girò gli occhi intorno a se.
-
-— Ecco qui, disse Felton, mostrandole il sacco d'oro.
-
-— Che cosa è questo bastimento? domandò milady.
-
-— Quello che ho noleggiato per voi.
-
-— E dove mi condurrà?
-
-— Dove voi vorrete, purchè prima mi gettiate a Portsmouth.
-
-— E che cosa andate a fare a Portsmouth? domandò milady.
-
-— A compiere gli ordini che ho ricevuti da lord de Winter, disse Felton
-con un cupo sorriso.
-
-— Quali ordini? domandò milady.
-
-— Voi dunque non mi capite, disse Felton.
-
-— No, spiegatevi, ve ne prego.
-
-— Siccome egli diffidava di me, ha voluto sorvegliarvi da se stesso,
-e mi ha inviato in sua vece a far firmare da Buckingham l'ordine della
-vostra deportazione.
-
-— Ma s'egli diffidava di voi, come mai vi ha confidato quest'ordine?
-
-— Era io obbligato a sapere ciò che io portava, mentre non mi aveva
-detto niente, ed il segreto l'ho saputo soltanto da voi?
-
-— È giusto. E voi andate a Portsmouth?
-
-— E non ho tempo da perdere. È domani il 23, e Buckingham parte dopo
-domani colla flotta.
-
-— Egli parte dopo domani! e per dove?
-
-— Per la Rochelle.
-
-— Fa d'uopo ch'egli non parta! gridò milady, dimenticando per un
-momento la sua ordinaria presenza di spirito.
-
-— State tranquilla, rispose Felton, egli non partirà.
-
-Milady fremette di gioia: essa lesse nel più profondo del cuore del
-giovane che la morte di Buckingham vi era scritta a chiari caratteri.
-
-— Felton, diss'ella voi siete un uomo grande come Giuda Maccabeo! se
-voi morrete, io morrò con voi, ecco tutto ciò che posso dirvi.
-
-— Silenzio! disse Felton siamo giunti.
-
-Infatti toccarono lo sloop.
-
-Felton montò pel primo la scala, e prese la mano a milady, nel mentre
-che i marinari la sostenevano, perchè il mare era ancora grosso.
-
-Un istante dopo; essi erano sul ponte.
-
-— Capitano, disse Felton, ecco la persona di cui vi ho parlato e che
-bisogna condurre sana e salva sulle coste di Francia.
-
-— Pel prezzo di mille doppie.
-
-— Io ve ne ho già date cinquecento.
-
-— È giusto, disse il capitano.
-
-— Ecco le altre cinquecento, riprese milady portando la mano sul sacco
-d'oro.
-
-— No, disse il capitano, io non ho che una parola, e questa l'ho
-impegnata con questo giovane; le altre cinquecento doppie non mi sono
-dovute che giungendo a Boulogne.
-
-— E vi giungeremo noi?
-
-— Sani e salvi, quanto è vero che io mi chiamo Giacomo Butter.
-
-— Ebbene! disse milady, se voi manterrete la vostra parola, non saranno
-cinquecento, ma mille doppie che vi darò al nostro arrivo.
-
-— Evviva voi! allora, mia bella dama, gridò il capitano, e possa Dio
-inviarmi spesso degli avventori come Vostra Signoria.
-
-— E frattanto, disse Felton, conduceteci nella piccola baia di
-Chichester, davanti a Portsmouth: voi sapete che è convenuto che ci
-dovete condurre là?
-
-Il capitano rispose soltanto comandando la manovra necessaria, e verso
-le sette ore del mattino il piccolo bastimento gettava l'ancora nella
-baia designata.
-
-Durante questa traversata, Felton aveva raccontato tutto a milady:
-in qual modo invece di andare a Londra, aveva noleggiato il piccolo
-bastimento, in qual modo era ritornato, come aveva scalato il muro,
-piantando negli interstizii delle pietre, a misura che saliva, dei
-ramponi per assicurare i suoi piedi, e come finalmente, giunto alle
-sbarre, aveva attaccata la scala. Milady sapeva il resto.
-
-Dal canto suo, milady cercò d'incoraggiare Felton nel suo progetto; ma,
-alle prime parole che uscirono dalla sua bocca, ella s'accorse bene che
-il giovane fanatico aveva piuttosto bisogno di essere moderato che di
-essere incoraggiato.
-
-Fu convenuto che milady aspetterebbe Felton fino a dieci ore; se a
-dieci ore egli non fosse di ritorno, essa partirebbe.
-
-Allora, supponendo ch'egli fosse libero la raggiungerebbe in Francia al
-convento delle Carmelitane di Bèthune.
-
-
-
-
-CAPITOLO LIX.
-
-CIÒ CHE ACCADDE A PORTSMOUTH IL 23 AGOSTO 1628
-
-
-Felton prese congedo da milady, come un fratello da una sorella quando
-va a fare una semplice passeggiata, baciandole la mano.
-
-Tutta la sua persona sembrava nello stato della calma la più ordinaria:
-solamente una luce straordinaria brillava dai suoi occhi, simili al
-riflesso della febbre. La sua fronte era più pallida dell'ordinario;
-i suoi denti erano serrati e la sua parola aveva un accento breve e
-conciso, che indicava che qualche gran progetto tenebroso si agitava
-nella sua mente.
-
-Fino a che rimase sulla barca che lo conduceva a terra, restò col
-viso voltato verso milady, che, in piedi sul ponte, lo seguiva collo
-sguardo. Entrambi erano abbastanza tranquilli sul timore di essere
-perseguitati. Nessuno entrava mai nella camera di milady prima delle
-nove ore, e vi abbisognavano almeno tre ore per venire dal castello a
-Londra.
-
-Felton mise piede a terra, salì lo scalo che mette sull'alto della
-spiaggia, salutò milady un'ultima volta, e prese la sua corsa verso la
-città.
-
-Dopo cento passi, siccome il terreno si andava abbassando, non poteva
-più vedere che l'albero dello sloop.
-
-Corse tosto nella direzione di Portsmouth, di cui vedeva a se di
-faccia, fra la nebbia matutina ad un mezzo miglio circa di distanza,
-innalzarsi le torri e le case.
-
-Al di là di Portsmouth il mare era coperto di vascelli; i di cui
-alberi, simili ad una foresta di pioppi sfrondati dall'inverno, si
-libravano sotto il soffio del vento.
-
-Felton, nella rapida sua corsa, si ripeteva alla memoria tutto ciò
-che, due anni di meditazioni ascetiche e un lungo soggiorno in mezzo
-ai Puritani, gli avevano somministrato di accuse vere o false contro il
-favorito di Giacomo VI. e di Carlo I.
-
-Quando paragonava i pubblici delitti di questo ministro, delitti
-massimi, rumorosi, europei, se si poteva dir così, coi delitti privati
-e sconosciuti di cui lo aveva incolpato milady, Felton ritrovava che
-il più colpevole dei due uomini che riuniva Buckingham, il pubblico ed
-il privato, era quello di cui il popolo non conosceva la vita. Ciò era
-perchè il suo amore, così strano, così nuovo, così ardente, gli faceva
-vedere le infami accuse immaginarie di lady de Winter, come si vede a
-traverso di una lente che ingrandisce, allo stato di mostri spaventosi,
-degli atomi impercettibili in realtà in confronto di una formica.
-
-La rapidità della corsa accendeva ognor più il suo sangue, l'idea che
-lasciava dietro a se, esposta ad una spaventosa vendetta, la donna che
-amava, o piuttosto che adorava come cosa santa, l'emozione passata, la
-fatica presente, tutto esaltava ognor più l'anima sua al di sopra dei
-sentimenti umani.
-
-Entrò in Portsmouth verso le otto ore del mattino. Tutta la popolazione
-era in piedi. Il tamburo batteva per le strade e sul porto; le truppe
-d'imbarco discendevano verso il mare.
-
-Felton giunse al palazzo dell'ammiragliato, coperto di polvere e
-grondando sudore. Il suo viso, ordinariamente pallido, era color di
-porpora pel calore e la collera. La sentinella volle respingerlo, ma
-Felton chiamò il capo posto, e, cavando di saccoccia la lettera di cui
-era il latore:
-
-— Messaggio pressante per parte di lord de Winter, diss'egli.
-
-Al nome di lord de Winter, che si sapeva uno dei più intimi di Sua
-Grazia; il capo posto ordinò che fosse lasciato passare Felton, che del
-resto portava egli stesso l'uniforme di ufficiale di marina.
-
-Felton si slanciò nel palazzo.
-
-Nel momento in cui entrava nel vestibolo, un uomo entrava pure
-polveroso ed anelante lasciando alla porta un cavallo di posta, che
-appena fermato cadde sui ginocchi.
-
-Felton ed egli si indirizzarono contemporaneamente a Patrick, il
-cameriere di confidenza del duca. Felton nominò il barone de Winter,
-lo sconosciuto non volle nominare nessuno, e pretendeva ch'era al solo
-duca ch'egli poteva farsi riconoscere. Entrambi insistevano per passare
-uno innanzi l'altro.
-
-Patrick che sapeva che lord de Winter era in affari di servizio ed
-in relazioni d'amicizia col duca, dette la preferenza a quello che
-veniva in suo nome. L'altro fu obbligato di aspettare, e fu facile
-l'accorgersi quanto malediva questo ritardo.
-
-Il cameriere fece traversare a Felton una gran sala, nella quale
-aspettavano i deputati della Rochelle, condotti dal principe di
-Soubise, e lo introdusse nel gabinetto ove Buckingham, che usciva dal
-bagno, compiva la sua toaletta, alla quale, quella volta come sempre,
-impiegava una straordinaria attenzione.
-
-— Il tenente Felton, disse Patrick, per parte di lord de Winter.
-
-— Per parte di lord de Winter, ripetè Buckingham: fatelo entrare.
-
-Felton entrò. In questo momento, Buckingham gettava sopra un canapè
-una ricca veste da camera ricamata in oro per indossare una casacca
-militare di velluto cremisi tutta ricamata in perle.
-
-— E perchè il barone non è venuto egli stesso? domandò Buckingham.
-Questa mattina io lo aspettava.
-
-— Mi ha incaricato di dire a Vostra Grazia, rispose Felton, che
-gli dispiaceva moltissimo di non poter venire per la guardia che è
-costretto di fare al suo castello.
-
-— Sì, sì, disse Buckingham, lo so, egli ha una prigioniera.
-
-— È precisamente per questa prigioniera che io veniva a parlare a
-Vostra Grazia, riprese Felton.
-
-— Ebbene! parlate.
-
-— Ciò che debbo dirvi non deve essere inteso che da voi milord.
-
-— Lasciateci, Patrick, disse Buckingham, ma tenetevi pronto al suono
-del mio campanello; vi chiamerò quanto prima.
-
-Patrick uscì.
-
-— Noi siamo soli, signore, disse Buckingham, parlate.
-
-— Milord, disse Felton, il barone de Winter vi ha scritto ultimamente
-per pregarvi di firmare un ordine d'imbarco relativo ad una giovine
-donna chiamata Carlotta Backson.
-
-— Sì, signore, ed io gli risposi di portarmi o d'inviarmi quest'ordine,
-che lo avrei firmato.
-
-— Date, disse il duca.
-
-E, prendendo dalle mani di Felton, gettò sopra il foglio uno sguardo
-rapido. Allora accorgendosi ch'era ben quello che gli era stato
-annunziato, lo pose sulla tavola, prese una penna, e si accingeva a
-firmarlo.
-
-— Perdono, milord, disse Felton arrestando il duca, ma, Vostra Grazia
-sa ella che il nome di Carlotta Backson non è il vero nome di questa
-donna.
-
-— Si, signore, lo so, riprese il duca bagnando la penna nel calamaio.
-
-— Allora, Vostra Grazia conosce il suo vero nome? domandò Felton con
-voce corta.
-
-— Lo conosco.
-
-Il duca avvicinò la penna alla carta, Felton impallidì.
-
-— E conoscendo il suo vero nome, riprese Felton, Vostra Grazia segnerà
-egualmente?
-
-— Senza dubbio, disse Buckingham, e piuttosto due volte che una.
-
-— Io non posso credere, continuò Felton con una voce che diveniva
-sempre più espressiva e marcata, che Vostra Grazia sappia che si tratta
-di lady de Winter.
-
-— Lo so perfettamente; sono però meravigliato che lo sappiate anche voi.
-
-— E Vostra Grazia firmerà quest'ordine senza rimorsi?
-
-Buckingham guardò questo giovane con mala faccia.
-
-— E che, signore! sapete voi che le interrogazioni che mi fate sono
-strane, e che io sono ben buono a rispondervi?
-
-— Rispondeteci, milord, disse Felton; la situazione è forse più grave
-di quello che credete.
-
-Buckingham pensò che il giovane, venendo per parte di lord de Winter,
-parlasse senza dubbio in nome suo, e si raddolcì.
-
-— Senza alcun rimorso, diss'egli, ed il barone sa, al pari di me, che
-lady de Winter è una gran colpevole, e che è quasi un farle grazia il
-limitare la sua pena alla deportazione.
-
-Il duca pose la penna sulla carta.
-
-— Voi non firmerete quest'ordine, milord, disse Felton facendo un passo
-verso il duca.
-
-— Io non firmerò quest'ordine, disse Buckingham; e perchè?
-
-— Perchè voi discenderete in voi stesso, e farete giustizia a milady.
-
-— Le si renderebbe giustizia inviandola a Tyburn, disse il duca; milady
-è un'infame.
-
-— Mio-signore, milady è un angelo voi lo sapete bene, ed io vi domando
-la sua libertà.
-
-— E che! disse Buckingham, siete voi un pazzo per parlarmi in tal guisa!
-
-— Milord, scusatemi, io parlo come posso; io mi contengo. Però, milord,
-pensate a quello che siete per fare, e temete di oltrepassare la
-misura.
-
-— Come sarebbe a dire?... Dio mi perdoni, gridò Buckingham, ma io credo
-ch'egli minacci!
-
-— No, milord, io prego ancora, e vi dico; che una goccia di acqua basta
-per fare andare di fuori il vaso pieno colmo, uno sbaglio leggero basta
-ad attirarsi sul capo il gastigo risparmiato fino a questo giorno, ad
-onta di tanti delitti.
-
-— Signor Felton, disse il duca, uscite tosto di qui, e andatevi sul
-momento a consegnare agli arresti.
-
-— E voi, mi ascolterete fino alla fine, milord; voi avete sedotto
-questa giovane, voi l'avete oltraggiata, lordata; riparate i vostri
-falli verso di essa, lasciatela partire liberamente, e non esigerò
-altra cosa da voi.
-
-— Voi non esigerete altro, disse Buckingham guardando Felton con
-meraviglia, e calcando sopra ciascuna sillaba di queste quattro parole
-che aveva pronunciate.
-
-— Milord, continuò Felton, esaltandosi a misura che parlava, state in
-guardia; tutta l'Inghilterra è stanca delle vostre iniquità; milord,
-voi avete abusato del potere reale che avete quasi usurpato; milord,
-voi siete in orrore agli uomini e a Dio. Dio vi punirà più tardi, ma io
-vi punirò oggi stesso.
-
-— Ah! questo è troppo, gridò Buckingham facendo un passo verso la porta.
-
-Felton gli sbarrò la strada.
-
-— Io vi domando umilmente, signore, l'ordine che sia messa in libertà
-lady de Winter; pensate che questa è la donna che avete disonorata.
-
-— Ritiratevi, signore, disse Buckingham, altrimenti io chiamerò e vi
-farò scacciare dai miei servi!
-
-— Voi non chiamerete, disse Felton gettandosi tra il duca ed il
-tiratoio del campanello tutto incrostato d'argento, guardatevene,
-milord, voi siete qui fra le mani di Dio.
-
-— Fra le mani del diavolo, vorrete dire! gridò Buckingham alzando la
-voce per attirare gente, senza però chiamare direttamente.
-
-— Firmate, signore, firmate la libertà di lady de Winter, disse Felton
-presentando un foglio al duca.
-
-— Per forza? voi vi sbagliate, olà! Patrick!
-
-— Firmate; milord!
-
-— Giammai!
-
-— Giammai?
-
-— Gente, a me! gridò il duca.
-
-E nello stesso tempo saltò alla sua spada.
-
-Ma Felton non gli dette il tempo di cavarla; egli teneva già aperto
-sotto il suo vestito il coltello con cui si era ferita milady; con uno
-sbalzo fu sopra al duca.
-
-In questo momento Patrick entrava nella sala gridando:
-
-— Milord, una lettera di Francia.
-
-— Di Francia, gridò Buckingham dimenticando tutto nel pensare da chi
-gli veniva quella lettera.
-
-Felton approfittò di quel momento e gl'immerse fino al manico il
-coltello nel fianco.
-
-— Ah! traditore, gridò Buckingham, tu mi hai ucciso!
-
-— All'assassino! urlò Patrick.
-
-Felton girò lo sguardo intorno a se per fuggire, e, vedendo la porta
-libera, si slanciò nella camera vicina, che era quella, come abbiamo
-detto, ove aspettavano i deputati della Rochelle; la traversò correndo,
-e si precipitò verso la scala; ma sul primo gradino incontrò lord
-de Winter, che, vedendolo pallido, stravolto, livido, e con una mano
-macchiata di sangue, gli saltò al collo gridando:
-
-— Io lo sapeva! Io aveva indovinato! troppo tardi di un minuto. Ah!
-disgraziato che sono!
-
-Felton non fece alcuna resistenza; lord de Winter lo rimise fra le mani
-delle guardie, che lo condussero, aspettando nuovi ordini, sopra una
-piccola terrazza che dominava il mare, ed egli si slanciò nel gabinetto
-di Buckingham.
-
-Al grido mandato dal duca, alla chiamata di Patrick, l'uomo che Felton
-aveva incontrato nell'anticamera si precipitò nel gabinetto.
-
-Ritrovò il duca steso sopra un sofà, stringendosi la sua ferita con
-mano convulsa.
-
-— Laporte, disse il duca con voce moribonda, Laporte vieni tu per parte
-sua.
-
-— Sì, Mio-signore, rispose il servo fedele della regina Anna, ma forse
-troppo tardi.
-
-— Silenzio! Laporte, potreste essere inteso. Patrick, non lasciare
-entrare nessuno. Oh! io non saprei ciò che ella mi fa dire... Mio Dio!
-io muoio!
-
-E il duca svenne.
-
-Frattanto lord de Winter, i deputati, i capi della spedizione, gli
-ufficiali della casa del duca avevano fatto irruzione nella sua camera:
-ovunque si sentivano grida di disperazione. La notizia che riempiva il
-palazzo di pianto, di gemiti ne uscì ben presto, e si sparse per tutta
-la città.
-
-Un colpo di cannone annunziò ch'era accaduto qualche cosa di nuovo e di
-inatteso.
-
-Lord de Winter si strappava i capelli.
-
-— Troppo tardi di un minuto! gridava egli. Troppo tardi di un minuto!
-mio Dio! mio Dio! che disgrazia!
-
-Infatti alle sette del mattino erano andati a dirgli che una scala
-di corda fluttuava ad una delle finestre del castello. Egli era
-corso subito nella camera di milady, aveva ritrovata la camera
-vuota, la finestra aperta e le sbarre segate; si era ricordato la
-raccomandazione verbale che gli aveva trasmesso d'Artagnan col mezzo
-del suo messaggiero, aveva tremato pel duca, e correndo alle scuderie,
-senza perdere il tempo di fare insellare il suo cavallo, era montato
-sul primo che aveva trovato era corso volando, era balzato abbasso il
-cortile, aveva salilo precipitosamente la scala, e sul primo scalino,
-come abbiamo detto, incontrò Felton.
-
-Il duca però non era morto; egli ritornò in se, riaprì gli occhi, e la
-speranza rientrò nel cuore di tutti.
-
-— Signori, diss'egli, lasciatemi solo con Patrick e Laporte... Ah!
-siete voi, de Winter? Voi mi avete inviato questa mattina un pazzo
-singolare! vedete lo stato in cui mi ha messo!
-
-— Ah! milord, gridò il barone, milord, io non ne avrò più pace!
-
-— E tu avrai torto, mio buon de Winter disse Buckingham stendendogli la
-mano. Io non conosco un uomo che meriti di essere compianto per tutta
-la vita di un altro uomo. Ma lasciateci, ve ne prego.
-
-Il barone uscì singhiozzando.
-
-Non rimase nel gabinetto che il duca, Laporte e Patrick. Ovunque si
-cercava un medico e non si poteva rinvenire.
-
-— Voi vivrete, milord, voi vivrete, ripeteva in ginocchio davanti al
-sofà del duca il messaggero della regina Anna.
-
-— Che cosa mi scriveva essa? disse debolmente Buckingham, mandando a
-rivi il sangue, e vincendo i suoi atroci dolori per sentire parlare di
-quella ch'egli amava; che mi scriveva essa? leggetemi la sua lettera.
-
-— Oh! milord! fece Laporte.
-
-— Ebbene! Laporte, non vedi tu che io non ho tempo da perdere?
-
-Laporte ruppe il sigillo e mise la pergamena davanti agli occhi del
-duca, ma Buckingham tentò invano di distinguere la scrittura.
-
-— Leggi, dunque, leggi, diss'egli, io non ci vedo più, ben presto non
-potrò più neppure sentire, e dovrò morire senza sapere ciò che essa mi
-ha scritto.
-
-Laporte non fece più alcuna difficoltà e lesse:
-
- «Milord.
-
- «Per tutto ciò che ho sofferto da che vi conosco, da voi, e per
- voi, vi scongiuro, se vi sta a cuore il mio riposo, d'interrompere
- i grandi armamenti che fate contro la Francia, e di cessare da una
- guerra, di cui ad alta voce si dà per causa visibile la religione,
- e di cui si dice a bassa voce che il solo vostro amore per me ne
- è la causa nascosta. Questa guerra può cagionare non solo per la
- Francia e per l'Inghilterra grandi catastrofi, ma anche per voi,
- milord, delle disgrazie di cui non saprei mai consolarmi.
-
- «Vegliate sulla vostra vita, che viene minacciata, e mi sarà più
- cara ancora dal momento che io non sarò più obbligata di vedere in
- voi un nemico.
-
- «_Vostra affezionata_
- «ANNA»
-
-Buckingham raccolse tutti i residui della sua vita per ascoltare questa
-lettera; quando fu finita, come se egli si fosse ritrovato in un amaro
-disinganno:
-
-— Non avete voi nient'altro da dirmi a viva voce, Laporte? domandò egli.
-
-— Sì, milord; la regina mi ha incaricato di dirvi che vegliate su voi,
-perchè era stata avvisata che sareste assassinato.
-
-— È tutto qui! tutto! ripetè Buckingham con impazienza.
-
-— Mi aveva pure incaricato dirvi ch'essa vi ama sempre.
-
-— Ah! fece Buckingham, lodato il cielo! la nuova della mia morte non le
-giungerà dunque come quella di un estraneo.
-
-Laporte si struggeva in lagrime.
-
-— Patrick, disse il duca, portatemi il bauletto ove erano i puntali di
-diamanti.
-
-Patrick portò l'oggetto domandato, che Laporte riconobbe per aver
-appartenuto alla regina.
-
-— Ora la borsa di seta bianca ove sono le sue cifre ricamate in perle.
-
-Patrick obbedì.
-
-— Prendete, Laporte, disse Buckingham ecco i soli regali che io ebbi da
-lei, questo bauletto d'argento, e queste due lettere. Voi restituirete
-il tutto a Sua Maestà; e per ultimo ricordo... (egli cercava intorno a
-se qualche oggetto prezioso.)... vi aggiungerete...
-
-Egli cercava ancora; ma i suoi sguardi appannati per la vicina morte
-non si abbatterono che sopra il coltello caduto dalle mani di Felton, e
-fumante ancora del sangue vermiglio di cui era ricoperta la lama.
-
-— E vi aggiungerete questo coltello, disse il duca stringendo la mano
-di Laporte.
-
-Potè ancora mettere la borsa nel fondo del bauletto d'argento, vi
-lasciò cadere il coltello, facendo segno a Laporte che non poteva più
-parlare; quindi, in un'ultima convulsione, che questa volta non ebbe la
-forza di combattere, cadde dal sofà sul pavimento.
-
-Patrick mandò un gran grido.
-
-Buckingham volle sorridere un'ultima volta, ma la morte arrestò il
-suo pensiero che rimase impresso sulle labbra e sulla fronte, come un
-ultimo addio d'amore.
-
-In questo momento giunse il medico del duca tutto affannato; egli era
-già a bordo del vascello ammiraglio; furono obbligati di andarlo a
-ritrovare là.
-
-Si avvicinò al duca, prese la sua mano, la tenne per alcuni istanti fra
-le sue e la lasciò ricadere.
-
-— Tutto è inutile, diss'egli; è morto!
-
-— Morto! morto! ripete Patrick.
-
-A questo grido tutta la folla rientrò nella sala, e dappertutto non fu
-più che costernazione e tumulto.
-
-Tosto che lord de Winter vide Buckingham spirato, corse a Felton che i
-soldati custodivano sempre sulla terrazza del palazzo.
-
-— Miserabile diss'egli al giovane, che dopo la morte di Buckingham
-aveva ritrovata quella calma e quel sangue freddo che non dovevano più
-abbandonarlo. Miserabile! che hai tu fatto?
-
-— Io mi sono vendicato, diss'egli.
-
-— Taci? disse il barone, dì, che tu hai servito d'istrumento a quella
-maledetta donna: ma io te lo giuro, questo delitto sarà il suo ultimo
-delitto.
-
-— Io non so che cosa v'intendete di dire, riprese tranquillamente
-Felton; ignoro di che volete parlare, milord; io ho ucciso il duca
-di Buckingham perchè ha rifiutato due volte a voi stesso di nominarmi
-capitano; io l'ho punito della sua ingiustizia, ecco tutto.
-
-De Winter stupefatto guardava i soldati che legavano Felton, e non
-sapeva che pensare di una simile insensibilità.
-
-Una sola cosa spandeva una nube sulla fronte di Felton; ad ogni passo,
-ad ogni voce che udiva, l'ingenuo puritano credeva riconoscere il
-passo e la voce di milady che venisse a gettarsi nelle sue braccia per
-accusarsi e perdersi con lui.
-
-Ad un tratto egli fremette, il suo sguardo si fissò sopra un punto
-del mare che, dalla altezza ove era, ei dominava per intero; con
-quello sguardo da aquila del marinaro, egli aveva riconosciuto là, ove
-qualunque altro non avrebbe veduto che una barchetta fluttuare sulle
-onde, la vela dello sloop, che si dirigeva verso le coste di Francia.
-
-Egli impallidì, portò la mano sopra il suo cuore che si spezzava, e
-comprese tutto il tradimento.
-
-— Un'ultima grazia, diss'egli al barone.
-
-— E quale? domandò questi.
-
-— Che ora è?
-
-Il barone cavò l'orologio.
-
-— Nove ore meno dieci minuti, diss'egli.
-
-Milady aveva affrettata la sua partenza di un'ora e mezzo: tosto che si
-fece sentire il colpo di cannone che annunziava il fatale avvenimento,
-essa aveva ordinato di levare l'ancora.
-
-La barca vogava sotto un cielo azzurro ad una grande distanza dalla
-costa.
-
-— Dio lo ha voluto! disse Felton colla rassegnazione di un fanatico, ma
-però senza poter staccare gli occhi da quello schifo, a bordo del quale
-credeva senza dubbio distinguere il bianco fantasma di quella alla
-quale aveva sacrificata la vita.
-
-De Winter seguì il suo sguardo, esaminò il suo soffrire e indovinò
-tutto.
-
-— Ora sarai punito _solo_, miserabile disse il lord a Felton, che si
-lasciava trasportare con gli occhi sempre rivolti al mare; ma io ti
-giuro sulla memoria di mio fratello, che ho tanto amato, che la tua
-complice non sarà salvata.
-
-Felton abbassò la testa senza pronunciare una sillaba.
-
-Quando a de Winter, discese rapidamente le scale e corse al porto.
-
-
-
-
-CAPITOLO LX.
-
-IN FRANCIA
-
-
-Il primo timore del re d'Inghilterra, Carlo I, nel sapere questa morte,
-fu che una così terribile notizia non scoraggiasse i Roccellesi.
-Egli tentò, dice Richelieu nelle sue memorie, di nasconderla loro
-il più lungamente possibile, fece chiudere tutti i porti del regno, e
-prendendo somma cura che non uscisse alcun vascello fino a che l'armata
-che Buckingham aveva preparata non fosse partita, e in mancanza di
-Buckingham, s'incaricò egli stesso di sorvegliare la partenza.
-
-Egli spinse il rigore di quest'ordine fino a ritenere in Inghilterra
-l'ambasciatore di Danimarca che aveva preso congedo, e l'ambasciatore
-ordinario d'Olanda, che doveva ricondurre nel porto di Flessigna le
-navi delle Indie, che Carlo I, aveva fatto restituire alle Provincie
-unite.
-
-Ma siccome non pensò a dare quest'ordine se non che cinque ore dopo
-l'avvenimento, vale a dire dopo le due pomeridiane, due navigli erano
-già partiti dal porto: l'uno conduceva, come noi sappiamo, milady,
-la quale, dubitando dapprima dell'avvenimento, fu poscia confermata
-nella sua credenza vedendo la bandiera nera sventolare all'albero del
-vascello.
-
-In quanto al secondo bastimento, noi diremo più tardi chi portava e
-come partì.
-
-Frattanto non accadeva nulla di nuovo al campo della Rochelle. Il re
-soltanto, che si annoiava fortemente, come, ma forse anche un poco più
-di prima, risolse di andare incognito a passare la festa di S. Luigi
-al castello di S. Germano, chiese al ministro di fargli preparare una
-scorta di venti moschettieri. Il ministro che qualche volta era preso
-dalla stessa noia, accordò con gran piacere questo congedo al suo
-reale tenente, il quale promise di essere di ritorno verso il 13 di
-settembre.
-
-Il sig. de Tréville, prevenuto da Sua Eccellenza preparò la sua scorta,
-e siccome, senza conoscerne la causa egli sapeva il vivo desiderio
-ed anche l'imperioso bisogno che i suoi amici aveano di ritornare a
-Parigi, li designò per far parte della scorta.
-
-I quattro giovani seppero la notizia un quarto d'ora dopo dal sig. de
-Tréville, perchè furono i primi ai quali la comunicò. Fu allora che
-d'Artagnan apprezzò il favore, che gli era stato accordato dal ministro
-facendolo passare ai moschettieri. Senza questa circostanza, egli
-sarebbe stato costretto di restare al campo quando partivano i suoi
-compagni.
-
-Si vedrà più tardi che questa impazienza di ritornare verso Parigi
-aveva per causa il pericolo che doveva correre la sig. Bonacieux,
-nell'incontrarsi al convento di Béthune con milady sua mortale nemica.
-Così, come da noi si disse, Aramis aveva scritto immediatamente a
-Maria Michon, quella imbiancatrice di Tours, che aveva tante belle
-conoscenze, affinchè ottenesse dalla regina l'autorizzazione alla
-signora Bonacieux di uscire dal convento e di ritirarsi sia in Lorena
-sia nel Belgio. La risposta non si era fatta aspettare, e otto o dieci
-giorni dopo Aramis aveva ricevuto la seguente lettera:
-
- «Mio caro cugino, ecco, l'autorizzazione di mia sorella per
- ritirare dal convento di Béthune la piccola servente per la quale
- pensate che l'aria di quei luoghi non faccia bene alla sua salute;
- mia sorella v'invia questa autorizzazione con gran piacere, perchè
- ama moltissimo questa giovane, alla quale si riserva di essere
- utile per l'avvenire.
-
- «Vi abbraccio.
-
- «MARIA MICHON»
-
-A questa lettera era congiunta l'autorizzazione conceputa in questi
-termini.
-
- «La superiora del convento di Béthune rimetterà nelle mani della
- persona che le presenterà questo biglietto la novizia che era
- entrata nel suo convento dietro una mia raccomandazione.
-
- «Dal Louvre li 10 Agosto 1628.
-
- «ANNA»
-
-Si capirà facilmente, come queste relazioni di parentela fra Aramis e
-una lavandaia, che chiamava la regina sua sorella, avevano divertito le
-conversazioni dei nostri giovanotti; ma Aramis, dopo avere arrossito
-due o tre volte fino nel bianco degli occhi, per i grossolani scherzi
-di Porthos, aveva pregato i suoi amici di non ritornare più sopra
-questo argomento, dichiarando che, se gli fosse stata detta una sola
-parola di più, non avrebbe più impegnata sua cugina in questa specie di
-affari.
-
-Non si parlò dunque più di Maria Michon fra i quattro moschettieri, che
-d'altronde avevano ciò che volevano, vale a dire l'ordine di levare
-la signora Bonacieux dal convento delle Carmelitane di Béthune. È
-vero che quest'ordine non serviva loro gran cosa fintantochè erano al
-campo della Rochelle. D'Artagnan era sul punto di domandare al sig.
-de Tréville un congedo, confidandogli bonariamente l'importanza della
-sua partenza, quando gli fu trasmessa unitamente a' tre suoi compagni,
-la notizia che il re stava per partire con una scorta di venti
-moschettieri alla volta di Parigi, e che essi avrebbero fatto parte di
-questa scorta.
-
-La gioia fu grande. Si mandarono innanzi i lacchè coi bagagli, e si
-partì il sedici alla mattina.
-
-Il ministro accompagnò Sua maestà da Surgéres a Mauzes, e là, il re
-ed il suo ministro presero congedo l'uno dall'altro colle più grandi
-dimostrazioni di amicizia.
-
-Frattanto il re, che cercava distrazioni, mentre camminava il più
-presto che gli era possibile, poichè desiderava di essere a Parigi il
-23, si fermava di tempo in tempo per veder volare le gazze, distrazione
-il di cui gusto gli era stato in altri tempi ispirato da Luynes,
-primo marito della signora de Chevreuse, e pel quale aveva sempre
-conservata una grande predilezione. Sopra i venti moschettieri, sedici
-si rallegravano ogni volta che accadeva questo bel passatempo; ma
-quattro brontolavano alla meglio. D'Artagnan particolarmente soffriva
-di continui rumori alle orecchie, che Porthos spiegava in questo modo:
-
-— Una gran dama mi ha imparato che ciò vuol dire che si parla di voi in
-qualche luogo. Finalmente la scorta traversò Parigi il 22 nella notte;
-il re ringraziò il signor de Tréville e gli permise di distribuire dei
-congedi per quattro giorni, a condizione che nessuno dei favoriti si
-presentasse in luogo pubblico, sotto pena della Bastiglia.
-
-I quattro primi congedi che furono accordati, come ciascuno può ben
-pensare, furono ai nostri quattro amici; vi fu di più, Athos ottenne
-dal signor de Tréville sei giorni invece di quattro, e fece mettere nei
-sei giorni due notti di più; poichè partirono il 24 nella sera, e per
-compiacenza pure del signor de Tréville il congedo, con una post-data,
-era segnato il 25 nella mattina.
-
-— Eh! mio Dio, diceva d'Artagnan, che come ognun sa non dubitava mai
-di niente, mi sembra che noi ci prendiamo bene molti imbarazzi per una
-cosa semplicissima: in due giorni, e facendo crepare due o tre cavalli
-(poco m'importa, io ho del danaro), io sarò a Béthune, io rimetterò la
-lettera della regina alla superiora, e ricondurrò il caro tesoro che
-vado a cercare, non già nella Lorena, non già nel Belgio, ma a Parigi,
-ove sarà meglio nascosto, particolarmente fino a tanto che il ministro
-sarà alla Rochelle. Poi, una volta di ritorno dalla campagna, metà per
-la protezione di sua cugina, metà in favore di ciò che abbiamo fatto
-personalmente per essa, otterremo dalla regina tutto ciò che vorremo.
-Restate dunque qui, non vi stancate con inutili fatiche, io e Planchet
-bastiamo per una spedizione così semplice.
-
-A queste parole Athos rispondeva tranquillamente:
-
-— Noi pure abbiamo del denaro, perchè io non ho ancora bevuto del
-tutto il residuo del diamante, e Porthos ed Aramis non ne hanno ancora
-mangiata tutta la loro parte. Noi dunque faremo crepare tanto bene
-quattro cavalli quanto uno. Ma pensate d'Artagnan, aggiunse egli con
-voce così cupa che il suo accento fece fremere il giovane, pensate
-che Béthune è una città ove il ministro ha dato appuntamento ad una
-donna che, ovunque ella va, porta seco disgrazie. Se voi non aveste
-a che fare se non che con quattro uomini, d'Artagnan, io vi lascerei
-andar solo. Ma voi avete che fare con questa donna, andiamoci tutti e
-quattro, e piaccia a Dio che, con i nostri servi, noi possiamo essere
-in un numero sufficiente.
-
-— Voi mi spaventate, Athos, gridò d'Artagnan; che cosa temete voi
-dunque?
-
-— Tutto, rispose Athos.
-
-D'Artagnan esaminò il viso dei suoi compagni che, come quello di Athos,
-portavano la impronta di una profonda inquietudine, e fu continuata
-la strada al passo forzato dei loro cavalli, senza aggiungere una sola
-parola.
-
-La sera del 25, mentre entravano in Arras, d'Artagnan appena aveva
-messo piede a terra davanti all'albergo dell'Orso d'oro per bere un
-bicchiere di vino, un cavaliere uscì dal cortile della porta, ove aveva
-cambiato il cavallo, partendo al gran galoppo e con un cavallo fresco
-alla volta di Parigi. Al momento in cui passava dalla gran porta nella
-strada, il vento aprì alquanto il mantello in cui era avviluppato,
-quantunque fosse il mese di agosto, e alzò la falda del suo cappello,
-che il viaggiatore ricalcò prestamente sulla sua fronte.
-
-D'Artagnan che aveva lo sguardo fisso su quest'uomo, divenne
-pallidissimo e lasciò cadere il suo bicchiere.
-
-— Che avete, signore? disse Planchet. Oh! signori, accorrete; il mio
-padrone si sente male.
-
-I tre amici accorsero e ritrovarono d'Artagnan che invece di sentirsi
-male, correva al suo cavallo. Essi lo fermarono sulla soglia della
-porta.
-
-— Ebbene! dove diavolo vai tu dunque così? gli gridò Athos.
-
-— È lui! gridò d'Artagnan pallido per la collera e col sudore alla
-fronte, lasciatemi, che io lo raggiunga.
-
-— Ma chi? gli domandò Athos.
-
-— Lui! quell'uomo!
-
-— Qual uomo?
-
-— Quell'uomo maledetto, il mio cattivo genio, che ho sempre veduto
-quando sono stato minacciato da qualche disgrazia, colui che
-accompagnava l'orribile donna quando la incontrai per la prima volta,
-colui che cercava quando provocai l'amico Athos, colui che ho veduto la
-mattina stessa del giorno in cui la sig. Bonacieux fu rapita, l'uomo di
-Méung infine; io l'ho veduto, è lui! l'ho riconosciuto quando il vento
-ha mezzo aperto il suo mantello.
-
-— Diavolo? disse Athos pensieroso.
-
-— In sella! signori, in sella perseguitiamolo, e lo raggiungeremo.
-
-— Mio caro, disse Aramis, pensate che egli va alla parte opposta a
-quella ove andiamo noi, che egli ha un cavallo fresco e che i nostri
-sono stanchi, che per conseguenza noi faremo crepare i nostri, senza
-neppure aver la fortunata combinazione di raggiungerlo.
-
-— Eh! signore gridò uno stalliere correndo dietro lo sconosciuto, eh,
-signore, eh!
-
-— Amico mio, disse d'Artagnan, una mezza doppia per quel pezzo di
-foglio.
-
-— In fede mia, signore, con tutto il piacere; eccolo.
-
-Lo stalliere, contento della buona giornata che aveva fatta, rientrò
-nel cortile dell'albergo.
-
-D'Artagnan spiegò il foglio.
-
-— Ebbene? domandarono i suoi amici accostandosi a lui.
-
-— Niente altro che una parola! disse d'Artagnan.
-
-— Sì, disse Aramis, ma questa parola è il nome di una città.
-
-— «Armentières» lesse Porthos, Armentières? non so che cosa sia.
-
-— Questo è il nome di una città ed è scritto di sua mano! gridò Athos.
-
-— Andiamo, andiamo, custodiamo gelosamente questo foglio, disse
-d'Artagnan; forse non ho male spesa la mia ultima doppia. A cavallo,
-amici miei, a cavallo!
-
-E i quattro compagni si slanciarono al galoppo sulla strada di Béthune.
-
-
-
-
-CAPITOLO LXI.
-
-IL CONVENTO DELLE CARMELITANE DI BÉTHUNE
-
-
-I grandi delinquenti portano seco una specie di predestinazione che
-loro fa sormontare tutti gli ostacoli e scampare da tutti i pericoli,
-fino a che giunge il momento, in cui la Provvidenza stancata ha
-designato lo scoglio contro cui debbono infrangersi.
-
-Era così di milady. Ella passò attraverso i navigli delle due nazioni
-che incrociavano i mari, e giunse a Boulogne senza alcun accidente.
-
-Sbarcando a Portsmouth, milady era un'Inglese che le persecuzioni della
-Francia scacciavano dalla Rochelle. Sbarcando a Boulogne, dopo due
-giorni di traversata, essa si fece credere una Francese che gl'Inglesi
-perseguitavano per l'odio che avevano contro la Francia.
-
-Milady d'altronde aveva il più efficace dei passaporti, la bellezza
-e la generosità con la quale spendeva le sue doppie. Superate le
-formalità di uso per mezzo di un sorriso affabile e di maniere eleganti
-presso un governatore che le baciò la mano, essa non si fermò a
-Boulogne se non che il tempo necessario per mettere alla posta una
-lettera così concepita.
-
-A Sua Eccellenza il duca di Richelieu, al campo davanti la Rochelle.
-
- «Vostra Eccellenza si tranquillizzi, Sua Grazia, il duca di
- Buckingham, non partirà più per la Francia.
-
- «Boulogne 25 la sera.
-
- «MILADY DI ***»
-
- «P. S. secondo il desiderio di Vostra Eccellenza, io mi porto
- al convento delle Carmelitane di Béthune, ivi aspetterò i suoi
- ordini.»
-
-Effettivamente, la stessa sera, milady si mise in viaggio; la notte la
-sorprese; si fermò e dormì in un albergo, poi l'indomani a cinque ore
-del mattino partì, e tre ore dopo giunse a Béthune.
-
-Essa si fece indicare il convento delle Carmelitane e tosto vi entrò.
-La superiora le venne incontro, milady mostrò l'ordine del ministro,
-l'abbadessa le fece dare una camera e la fece servire della colezione.
-
-Tutto il passato si era cancellato agli occhi di questa donna, e collo
-sguardo fisso verso l'avvenire, essa, non vedeva che l'alta fortuna che
-le riserbava il ministro, che era stato così fortunatamente servito,
-senza che il suo nome fosse mischiato in niente in questo sanguinoso
-affare. Le passioni sempre nuove che la consumavano davano alla sua
-vita l'apparenza di quelle nubi che salgono al cielo, riflettendo ora
-l'azzurro, ora il fuoco, ora il nero della tempesta e che non lasciano
-altre tracce se non che le devastazioni e la morte.
-
-Dopo la colezione, l'abbadessa venne a farle la sua visita. Nel
-chiostro vi sono poche distrazioni, e la buona superiora aveva fretta
-di fare la sua conoscenza colla nuova pensionaria.
-
-Milady voleva piacere all'abbadessa. Ciò era cosa facile a questa donna
-effettivamente superiore: essa tentò di essere amabile, e fu graziosa,
-seducendo la superiora colla sua conversazione così variata e colle sue
-grazie sparse in tutta la persona.
-
-L'abbadessa, che era di nobilissima famiglia, amava soprattutto le
-storie di corte, che tanto difficilmente giungevano fino all'estremità
-del regno, e che soprattutto hanno tanta pena a superare i muri dei
-conventi, sulle soglie dei quali vanno a spirare tutti i rumori del
-mondo.
-
-Milady, al contrario, era molto al corrente di tutti gli intrighi
-aristocratici, in mezzo dei quali, da cinque o sei anni, essa viveva
-costantemente: si mise dunque a raccontare alla buona abbadessa le
-consuetudini mondane della corte di Francia, miste alle esagerate
-devozioni del re. Le fece la cronaca scandalosa dei signori e delle
-signore della corte, che l'abbadessa conosceva perfettamente di nome,
-toccò leggermente gli amori della regina e di Buckingham, parlando
-molto, perchè si parlasse poco.
-
-Ma l'abbadessa si contentò di ascoltare e di sorridere senza
-rispondere. Però tostochè milady si accorse che questo genere di
-racconto la divertiva, continuò e fece cadere le conversazione sul
-ministro.
-
-Era però molto imbarazzata; ignorava se l'abbadessa era realista o
-ministeriale. Essa si tenne in un prudente mezzo. Ma l'abbadessa dal
-canto suo, si mantenne in una riserva anche più prudente, si contentò
-di fare un profondo inchino con la testa, tutte le volte che la
-viaggiatrice pronunciava il nome di Sua Eccellenza. Milady cominciò
-a credere che si sarebbe grandemente annoiata in questo convento.
-Risolse dunque di arrischiar qualche cosa per saper subito a qual
-partito attenersi. Volendo vedere fin dove giungerebbe la discrezione
-dell'abbadessa, essa si mise a dir male con dissimulazione sul
-principio, quindi molto circostanziatamente del ministro, raccontando
-i suoi amori con la signora d'Aiguillon, con Marrion de Lorme e con
-qualche altra donna galante.
-
-L'abbadessa ascoltò più attentamente, a poco a poco si animò e sorrise.
-
-— Buono! disse milady, essa prende gusto al mio discorso. Se essa non è
-ministeriale, però non vi mette fanatismo.
-
-Allora cominciò a raccontare le persecuzioni esercitate dal ministro
-sopra i suoi nemici. L'abbadessa si contentò di segnarsi, senza
-approvare nè disapprovare.
-
-Ciò confermò milady nella sua opinione, che la religiosa era piuttosto
-realista di quello che ministeriale. Milady continuò riscaldandosi
-sempre più.
-
-— Io sono molto ignorante sopra tutte queste materie, disse finalmente
-l'abbadessa, ma per quanto noi siamo allontanate dalla corte, per
-quanto siamo poste al di fuori degli interessi del mondo, abbiamo dei
-tristissimi esempi delle verità che mi raccontate, e una delle nostre
-pensionate ha sofferto molto per le vendette e le persecuzioni del
-ministro.
-
-— Una delle vostre pensionate! disse milady. Oh! mio Dio, quanto la
-compiango, povera donna!
-
-— E avete ragione, poichè essa è bene da compiangersi. Prigionia,
-minacce, cattivi trattamenti, essa ha sofferto di tutto, ma dopo tutto
-ciò, riprese l'abbadessa, il ministro forse avrà avuto dei motivi
-plausibili per agire in tal modo, e quantunque essa abbia le sembianze
-di un angelo, non bisogna sempre giudicare le persone dall'apparenza.
-
-— Buono, disse milady a se stessa, io forse sto per scuoprire qualche
-cosa in questo luogo, io sono in vena.
-
-E si studiò di dare al suo viso l'espressione del più perfetto candore.
-
-— Pur troppo! disse milady, io lo so; si dice che non bisogna credere
-alle fisonomie; ma a che cosa dunque si dovrà credere, se non si
-crede alla più bell'opera del Signore? In quanto a me, io forse sarò
-ingannata per tutta la mia vita, ma mi fiderò sempre ad una persona il
-di cui viso mi inspiri simpatia.
-
-— Voi dunque sareste tentata di credere, disse l'abbadessa, che questa
-giovane è innocente?
-
-— Il ministro non punisce sempre i soli delitti, disse milady; vi sono
-certe virtù che egli perseguita più severamente che i vizi.
-
-— Permettetemi, signora, di esprimervi la mia sorpresa, disse
-l'abbadessa.
-
-— E su che cosa? domandò milady con ingenuità.
-
-— Sul linguaggio che voi tenete.
-
-— Che cosa ritrovate, dunque di maraviglioso nel mio linguaggio?
-domandò sorridendo milady.
-
-— Voi siete amica del ministro, mentre è desso che vi manda qui, eppure.
-
-— Eppure io ne dico male, riprese milady compiendo il pensiero della
-superiora.
-
-— Per lo meno, voi non ne dite bene.
-
-— E perchè io non sono amica, ma soltanto sua vittima, disse sospirando
-milady.
-
-— Però, questa lettera colla quale vi raccomanda a me...
-
-— È per me un ordine di rinserrarmi in una specie di prigione, da cui
-mi farà togliere per mezzo di qualcuno de' suoi satelliti.
-
-— E perchè dunque non siete fuggita?
-
-— E dove dovevo andare? Credete che vi sia un angolo sulla terra ove
-non possa arrivarvi il ministro, se si vuol dare la pena di stendere
-la mano?... Se fossi stata un uomo, a tutto rigore sarebbe stato
-possibile, ma una donna!... Che volete che faccia una donna? La giovane
-pensionata che avete qui ha mai tentato di fuggire?
-
-— No è vero, ma essa è un'altra cosa; io credo che sia trattenuta in
-Francia da qualche amore.
-
-— Allora, disse milady con un sospiro, se ella ama, non è del tutto
-infelice.
-
-— Così, disse l'abbadessa guardando milady con un crescente interesse,
-debbo considerare in voi un altra povera perseguitata.
-
-— Pur troppo sì! disse milady.
-
-L'abbadessa guardò un istante milady con inquietudine, come se
-scorgesse nel suo spirito un nuovo pensiero.
-
-— Voi non siete nemica della nostra santa fede? diss'ella balbettando.
-
-— Io! gridò milady, io, protestante? oh! no: io attesto a Dio, che ci
-sente, che sono al contrario una fervente cattolica.
-
-— Allora, signora!, disse l'abbadessa sorridendo, tranquillizzatevi, la
-casa ove siete non vi sarà una prigione molto dura, e noi faremo tutto
-ciò che si potrà per alleggerire la vostra prigionia. Vi è di più, voi
-ritroverete qui questa giovane perseguitata, senza dubbio per qualche
-intrigo di corte; essa è amabile graziosa, e vi piacerà.
-
-— Come la chiamate voi?
-
-— Ella mi è stata raccomandata da qualcuno di rango elevato sotto il
-nome di Ketty, io poi non ho cercato di sapere se questo sia il suo
-vero nome.
-
-— Ketty! gridò milady; che! ne siete voi ben sicura?...
-
-— Che si faccia chiamare così? sì, signora; la conosceste voi?
-
-Milady sorrise all'idea che le era venuta, che questa giovane potesse
-essere la sua antica cameriera. A questa giovane si attaccava una
-rimembranza... una rimembranza di collera, e un desiderio di vendetta
-aveva sconvolti i lineamenti di milady, che però tosto ripresero la
-loro espressione calma e benevola, che questa donna, dai cento visi,
-loro aveva momentaneamente tolta.
-
-— E quando potrò io vedere questa giovane dama, per la quale sento già
-una così gran simpatia? domandò milady.
-
-— Questa sera, disse l'abbadessa, forse anche nella giornata. Ma voi mi
-diceste che viaggiate da quattro giorni, come pure, che questa mattina
-vi siete alzata alle cinque; voi dunque dovete aver bisogno di riposo;
-andate in letto e dormite, all'ora di pranzo vi sveglieremo.
-
-Quantunque milady avesse benissimo potuto fare a meno di dormire;
-sostenuta da tutte le eccitazioni che una nuova passione, che una
-nuova avventura faceva provare al suo cuore avido d'intrighi, essa non
-accettò meno l'offerta della superiora. Da dodici o quindici giorni,
-ell'era passata a traverso a sempre nuove emozioni, che il suo corpo di
-ferro ne poteva ancora sostenere la fatica ma l'animo suo aveva bisogno
-di riposo.
-
-Ella dunque prese congedo dall'abbadessa, e si coricò dolcemente
-cullata dalle sue idee di vendetta, alle quali era stata naturalmente
-ricondotta dal nome di Ketty. Si rammentava la promessa quasi
-illimitata che le aveva fatta il ministro, qualora fosse riuscita
-nella sua intrapresa. Essa vi era riuscita, essa poteva vendicarsi di
-d'Artagnan.
-
-Una sola cosa spaventava milady, ed era la rimembranza di suo marito,
-il conte della Fère, che aveva creduto morto o almeno espatriato, e che
-lo ritrovava in Athos, l'amico migliore di d'Artagnan.
-
-E così, s'egli era l'amico di d'Artagnan, doveva dunque averlo
-assistito in tutte le mine, per mezzo delle quali la regina aveva
-sconvolti ed annullati i progetti di sua Eccellenza; se egli era
-l'amico di d'Artagnan, doveva essere nemico del ministro, ed essa
-contava di poterlo avvolgere nella vendetta, fra le pieghe della quale
-contava di soffocare il giovane moschettiere.
-
-Tutte queste speranze erano aggradevoli pensieri per milady, così
-cullata da queste, si addormì ben presto.
-
-Essa fu svegliata da una voce dolce che risuonò ai piedi del suo letto.
-Aprì gli occhi e vide l'abbadessa, accompagnata da una giovinetta coi
-capelli biondi, di colorito delicato, che fissava sovr'essa uno sguardo
-pieno di benevolenza e di curiosità.
-
-Il viso di questa giovane le era del tutto sconosciuto; entrambi si
-esaminavano con scrupolosa attenzione, ricambiandosi i complimenti
-d'uso. Entrambe erano bellissime, ma due bellezze del tutto diverse.
-Frattanto milady sorrideva, riconoscendo di vincerla di molto sulla
-giovane pel portamento maestoso, e pei modi aristocratici. Vero è però
-che l'abito da novizia che portava la giovane, non era molto favorevole
-per sostenere questo confronto.
-
-L'abbadessa le presentò l'una all'altra: poi quando fu compiuto questa
-formalità, siccome i suoi doveri la chiamavano alla chiesa, lasciò le
-due giovani sole.
-
-La novizia, vedendo milady in letto, voleva seguire la superiora, ma
-milady la trattenne.
-
-— Come, signora, le diss'ella, appena vi ho veduta, e volete già
-privarmi della vostra presenza, sulla quale, ve lo confesso, io contava
-alcun poco, pel tempo che avrò qui da passare?
-
-— No, signora, rispose la novizia; temeva soltanto di avere scelto male
-il tempo; voi dormivate, voi siete affaticata.
-
-— Ebbene! disse milady, che cosa possono desiderare le persone che
-dormono? un buono svegliarsi; e voi me lo avete fornito, permettetemi
-di goderne a tutto comodo.
-
-E stendendole una mano, l'attirò sopra una sedia ch'era vicina al letto.
-
-La novizia si assise.
-
-— Mio Dio, diss'ella, quanto sono disgraziata! Ecco sei mesi che sono
-qui senza l'ombra di una distrazione; voi giungete, la vostra presenza
-poteva essermi di una graziosissima compagnia, ed ecco che secondo
-tutte le probabilità, da un momento all'altro io sto per lasciare il
-convento.
-
-— Come! disse milady, voi dunque uscirete presto?
-
-— Almeno, lo spero disse la novizia con una espressione di gioia che
-ella non si curava di nascondere menomamente.
-
-— Mi pare che mi sia stato detto che voi avete sofferto per opera del
-ministro, continuò milady. Questo sarebbe stato un motivo di più di
-simpatia fra di noi.
-
-— È dunque vero, quanto mi ha detto la buona superiora, che voi pure
-siete una vittima del ministro.
-
-— Zitto, disse milady, anche fra queste mura non parliamo così di lui:
-tutte le mie disavventure provengono solo dall'aver detto presso a
-poco lo stesso davanti ad una donna che credeva mia amica e che mi ha
-tradita. Siete pure vittima di un tradimento?
-
-— No, disse la novizia, ma per il mio affetto ad una donna che amava e
-per la quale avrei data e darei la mia vita.
-
-— Vi ha ella forse abbandonata?
-
-— Fui abbastanza ingiusta per crederlo; ma da due o tre giorni ho avuto
-la pruova del contrario, e ringrazio Iddio. Mi sarebbe costato troppo
-il credere che ella mi avesse abbandonata. Ma voi, signora, continuò
-la novizia, mi sembra che siate libera e che se voleste fuggire non
-dipenderebbe che da voi.
-
-— E dove volete che io vada, senza amici, senza danaro, in una parte
-della Francia che non conosco, ove...?
-
-— Oh! gridò la novizia, in quanto agli amici ne avrete ovunque vorrete,
-voi sembrate così buona, e siete così bella.
-
-— Ciò non impedisce, aggiunse milady addolcendo il suo sorriso in modo
-tale da dargli un'espressione angelica, che io sia sola e perseguitata.
-
-— Ascoltate, disse la novizia, bisogna avere una viva speranza nel
-cielo; vedete voi, viene sempre il momento in cui il bene che si è
-fatto perora la vostra causa davanti a Dio, e osservate, forse questa è
-una fortuna per voi, per quanto io sia umile e senza potere, l'avermi
-qui incontrata, poichè se io esco di qui, posso avere qualche amico
-possente che dopo essersi messo in campagna per me, potrà mettersi pure
-in campagna per voi.
-
-— Oh! quando io ho detto di esser sola, disse milady sperando di far
-parlare la novizia, parlando essa stessa, non è già che io non abbia
-pure qualche conoscenza di alto bordo; ma queste conoscenze tremano
-avanti al ministro. La regina stessa non osa sostenere la lotta contro
-il terribile ministro, ed io ho la pruova che Sua Maestà, ad onta del
-suo cuore eccellente, è stata costretta più di una volta di abbandonare
-alla collera di sua Eccellenza le persone che l'avevano servita.
-
-— Credetemi, signora, la regina può far sembiante di abbandonare
-qualcuno, ma non bisogna credere alle apparenze; più le persone a
-lei devote sono perseguitate, e più ella pensa ad esse; e spesso, nel
-momento in cui esse credono che ella meno pensi a loro, hanno la pruova
-di un buon ricordo.
-
-— Ah! disse milady, lo credo, la regina è così buona.
-
-— Oh! voi dunque la conoscete questa bella e nobile regina, poichè ne
-parlate in tal guisa? gridò la novizia con entusiasmo.
-
-— Cioè, riprese milady respinta nelle sue trincee, io non ho l'onore
-di conoscerla personalmente, ma conosco un buon numero dei suoi
-amici i più intimi. Io conosco il signor de Putange, ho conosciuto in
-Inghilterra il signor Dujart; conosco il signor de Tréville.
-
-— Il signor de Tréville? gridò là novizia, voi conoscete il signor de
-Tréville?
-
-— Sì, perfettamente, ed anche molto.
-
-— Il capitano dei moschettieri del re?
-
-— Il capitano dei moschettieri del re.
-
-— Oh! ma, voi vedrete, disse la novizia, che in breve compiremo la
-nostra conoscenza, e che saremo per diventare amiche. Se conosceste il
-signor de Tréville, voi dovete essere andata in casa sua?
-
-— Spesso, disse milady che, entrata una volta in via e accorgendosi che
-la menzogna riusciva, voleva spingere le cose all'estremo.
-
-— In casa sua, voi dovete aver veduto qualcuno dei suoi moschettieri?
-
-— Tutti quelli che egli riceve abitualmente, rispose milady per la
-quale questa conversazione cominciava a prendere un interesse reale.
-
-— Nominatemi qualcuno di quelli che conoscete, e voi vedrete che sono
-miei amici.
-
-— Ma, disse Milady imbarazzata, io conosco il signor de Ferruassac.
-
-La novizia la lasciò dire, poi vedendo che si fermava.
-
-— Non conoscete voi diss'ella, un gentiluomo chiamato Athos?
-
-Milady divenne così pallida come le lenzuola del suo letto, e per
-quanto fosse padrona di se stessa, non potè trattenersi dal mandare un
-grido afferrando la mano della sua interlocutrice, e divorandola con lo
-sguardo.
-
-— Che avete voi? Ah! mio Dio! domandò questa povera giovane, ho forse
-detto qualche cosa che vi abbia offesa?
-
-— No ma questo nome mi ha colpita, perchè io pure ho conosciuto questo
-gentiluomo, e mi sembrava strano di ritrovare qualcuna che non lo
-conoscesse molto.
-
-— Oh! sì molto, molto, e non solamente lui, ma ancora i suoi amici,
-Porthos ed Aramis.
-
-— In verità, io conosco essi pure, gridò milady che si sentì il freddo
-penetrare fino al fondo del cuore.
-
-— Ebbene! se voi li conoscete, dovete sapere che sono buoni e
-bravi compagni. Perchè non vi indirizzate ad essi, se avete bisogno
-d'appoggio?
-
-— Per vero dire, non sono strettamente legata in amicizia con nessuno
-di essi, io li conosco per averne sentito parlare da uno dei loro
-amici, il sig. d'Artagnan.
-
-— Voi conoscete il sig. d'Artagnan! gridò la novizia, afferrando a sua
-volta le mani di milady, e divorandola con gli occhi.
-
-Quindi rimarcando la strana espressione del viso di milady.
-
-— Perdono, signora, diss'ella, voi lo conoscete, ed in che titolo?
-
-— Ma, riprese milady imbarazzata, col titolo d'amico.
-
-— Voi m'ingannate, signora, disse la novizia, voi siete stata sua
-innamorata?
-
-— Siete voi che lo siete stata, disse milady.
-
-— Io? disse la novizia.
-
-— Sì, voi; ora vi riconosco, voi siete la signora Bonacieux.
-
-La giovane indietreggiò per la sorpresa ed il terrore.
-
-— Oh! non negate, rispondete, riprese milady.
-
-— Ebbene! sì, signora: io l'amo disse la novizia; siamo noi rivali?
-
-La faccia di milady si accese di un fuoco talmente selvaggio, che in
-tutt'altra circostanza la signora Bonacieux sarebbe fuggita per lo
-spavento; ma in allora si trovava tutta in preda alla gelosia.
-
-— Vediamo, dite, signora, riprese la Bonacieux con una energia di cui
-non si sarebbe creduta capace: siete voi stata sua innamorata?
-
-— Oh! no! gridò milady con un accento che non ammetteva alcun dubbio
-sulla verità, mai! mai!
-
-— Vi credo, disse la signora Bonacieux, ma perchè allora avete gridato
-in tal modo?
-
-— Come! voi non capite ancora? disse milady, che si era già rimessa del
-suo turbamento ed aveva ripreso il suo sangue freddo.
-
-— Che cosa volete che io capisca? io non so niente.
-
-— Voi non capite che il signor d'Artagnan, essendo mio amico, mi aveva
-per sua confidente?
-
-— Davvero!
-
-— Voi non capite che io so tutto; il vostro rapimento dalla piccola
-casa di San Germano, la sua disperazione, quella dei suoi amici, le
-loro ricerche da quel momento; e come volete che io non mi meravigli
-quando, senza pensarci, mi ritrovo vicino a voi, di cui abbiamo tanto
-spesso parlato assieme? di voi, che egli mi aveva fatta amare prima
-ancora che vi vedessi? ah! cara Costanza, io dunque vi trovo! io dunque
-finalmente vi vedo!
-
-E milady stese le sue braccia alla signora Bonacieux, che, convinta
-da ciò che le aveva detto, non vide più in questa donna, che un
-momento prima aveva creduta sua rivale, se non che un'amica sincera ed
-affezionata.
-
-— Ah! perdonatemi! diceva ella stringendola al petto, io l'amo tanto!
-
-Queste due donne si tennero così per un istante abbracciate.
-Certamente, se le forze di Milady fossero state della portata del
-suo odio, la signora Bonacieux non sarebbe uscita che morta da questo
-abbraccio.
-
-Ma non potendola soffocare, le sorrise.
-
-— Oh! bella cara, bella cara piccola, disse Milady, quanto sono felice
-di vedervi! lasciatemi guardarvi.
-
-E dicendo queste parole, effettivamente la divorava con lo sguardo.
-
-— Sì, siete voi. Ah! dopo di ciò ch'egli mi ha detto, ora vi riconosco
-bene.
-
-La povera giovane non poteva dubitar di ciò che passava di
-spaventosamente crudele dietro il baluardo di quella pura fronte,
-dietro quegli occhi così brillanti, ov'ella non leggeva che
-interessamento e compassione.
-
-— Allora voi sapete ciò che ho sofferto, poichè egli vi ha detto
-quello che ha sofferto lui, disse Costanza. Ma soffrire per lui è una
-felicità.
-
-Milady ripetè macchinalmente.
-
-— Sì, è una felicità.
-
-Ella pensava a tutt'altra cosa.
-
-— E poi, continuò la signora Bonacieux, il mio supplizio tocca il suo
-termine; domani, fors'anche questa sera, io lo rivedrò, e allora il
-passato non esisterà più.
-
-— Questa sera? domani? gridò Milady, strappata dalla sua distrazione
-con queste parole; che volete dire? aspettate forse qualche sua
-notizia?
-
-— Io aspetto lui stesso.
-
-— Lui stesso? d'Artagnan, qui!
-
-— Sì, lui stesso.
-
-— Ma, è impossibile! egli non ritornerà a Parigi che dopo la presa
-della città.
-
-— Voi credete così: ma vi è forse qualche cosa di impossibile al mio
-d'Artagnan, nobile e leale gentiluomo?
-
-— Oh! ma io non posso credere...
-
-— Ebbene! leggete! disse nell'eccesso dal suo orgoglio e della sua
-gioia la disgraziata giovane, presentando una lettera a Milady.
-
-— Lo scritto della signora de Chevreuse! disse fra se stessa Milady.
-Oh! era ben sicura ch'essi aveano delle intelligenze con questo mezzo.
-
-Ella lesse avidamente queste poche linee.
-
- «Mia cara fanciulla, tenetevi pronta; il _nostro amico_ verrà ben
- presto, e non verrà che per togliervi dalla prigione, ove la vostra
- sicurezza esigeva che steste nascosta; preparatevi dunque alla
- partenza, e non disperate mai di noi.
-
- «Il nostro coraggioso _Guascone_ si è mostrato bravo e fedele come
- sempre; ditegli che da certo luogo gli si serba riconoscenza pel
- dato avviso.»
-
-— Sì, sì, disse milady, la lettera è precisa: e sapete voi che cosa sia
-questo avviso?
-
-— No. Io credo che avrà prevenuta la regina di qualche nuova
-macchinazione del ministro.
-
-— Sì, sarà questo senza dubbio, disse milady restituendo la lettera
-alla sig. Bonacieux, e lasciandosi ricadere sul petto la sua testa
-pensierosa.
-
-In questo mentre s'intese il galoppo di un cavallo.
-
-— Oh! gridò la signora Bonacieux slanciandosi alla finestra sarebbe
-egli di già?
-
-Milady era rimasta nel suo letto, pietrificata dalla sorpresa; le
-giungevano ad un tratto tante cose inaspettate, che per la prima volta
-la sua testa la venne meno.
-
-— Lui! lui! mormorò ella; sarebbe lui?
-
-E si rimaneva nel suo letto con gli occhi fissi.
-
-— Ah! no, disse la sig. Bonacieux, è un uomo che non conosco; sembra
-che venga qui. Si rallenta la sua corsa, si ferma alla porta, suona.
-
-Milady balzò fuori del suo letto.
-
-— Siete voi ben sicura che non sia lui? disse ella.
-
-— Oh! sì, sicurissima.
-
-— Voi forse avrete veduto male.
-
-— Se vedessi anche solo la piuma del suo cappello, e l'estremità del
-suo tabarro, lo riconoscerei.
-
-Milady frattanto si vestiva.
-
-— Non importa, quest'uomo viene qui, dite voi?
-
-— Sì, è entrato.
-
-— Sarà per voi, o per me?
-
-— Oh! mio Dio quanto sembrate agitata!
-
-— Sì, lo confesso, non ho la vostra confidenza, io temo tutto dal
-ministro.
-
-— Zitto, disse la sig. Bonacieux, qualcuno viene.
-
-Effettivamente la porta si aprì, ed entrò la superiora.
-
-— Siete voi che giungete da Boulogne? domandò ella a milady.
-
-— Sì, sono io rispose.
-
-E cercando di ricuperare il suo sangue freddo:
-
-— Chi mi domanda?
-
-— Un uomo che non vuol dire il suo nome, viene per parte del ministro.
-
-— E che vuole parlarmi? domandò milady.
-
-— Che vuole parlare ad una dama giunta da Boulogne.
-
-— Allora, fatelo entrare, signora, ve ne prego.
-
-— Oh! mio Dio! mio Dio! signora sarebbe questa qualche cattiva notizia?
-
-— Ne ho timore.
-
-— Vi lascio con questo straniero, ma subito dopo la sua partenza, ve lo
-prometto, ritornerò.
-
-— Sì, davvero! ve ne prego.
-
-La superiora e la sig. Bonacieux uscirono.
-
-Milady rimase sola, con gli occhi fissi sulla porta. Un istante dopo
-s'intese il rumore degli speroni che risuonavano per le scale, quindi
-si avvicinavano al passo, poscia la porta si aprì, e comparve un
-uomo[1].
-
-Milady mandò un grido di gioia; quest'uomo era il conte di Rochefort,
-l'anima dannata di Sua Eccellenza.
-
-
-
-
-CAPITOLO LXII.
-
-DUE VARIETÀ DI DEMONII
-
-
-— Ah! gridarono assieme Rochefort e milady: siete voi!
-
-— Sì, sono io.
-
-— E giungete? domandò Milady.
-
-— Dalla Rochelle. E voi?
-
-— Dall'Inghilterra.
-
-— Buckingham?
-
-— Morto, o ferito mortalmente. Siccome io partiva senza aver potuto
-ottenere nulla da lui, un fanatico puritano lo ha assassinato.
-
-— Ah! fece Rochefort con un sorriso, ecco una combinazione ben
-fortunata che soddisferà grandemente Sua Eccellenza. L'avete voi
-prevenuto?
-
-— Gli ho scritto da Boulogne. Ma voi come vi ritrovate qui?
-
-— Sua Eccellenza, inquieto, mi ha mandato in traccia di voi.
-
-— Io sono giunta soltanto ieri.
-
-— E che cosa avete fatto da ieri?
-
-— Non ho perduto il mio tempo.
-
-— Io non ne dubito.
-
-— Sapete voi chi ho incontrato qui?
-
-— No.
-
-— Indovinatelo.
-
-— E come volete?
-
-— Quella giovane che la regina ha fatto togliere di prigione.
-
-— L'amica del piccolo d'Artagnan?
-
-— Sì, la sig. Bonacieux, di cui il ministro ignorava il ritiro.
-
-— Ebbene! ecco ancora un'altra combinazione che può andare del pari
-coll'altra. Davvero che il ministro è un uomo privilegiato.
-
-— Capirete la mia meraviglia quando mi sono ritrovata a testa a testa
-con lei?
-
-— Vi conosce essa?
-
-— No.
-
-— Allora vi considera come un'estranea.
-
-Milady sorrise.
-
-— Io sono la sua migliore amica.
-
-— Sul mio onore non vi siete che voi, mia cara contessa, disse
-Rochefort, per operare simili prodigi.
-
-— Ed è stato bene: sapete voi che cosa sta per accadere?
-
-— No.
-
-— Domani o dopo domani verranno a prenderla con un ordine della regina.
-
-— Davvero! e chi verrà?
-
-— D'Artagnan e i suoi amici.
-
-— In verità ne faranno tante che saremo obbligati di mandarli alla
-Bastiglia.
-
-— E perchè ciò non è già stato fatto?
-
-— Che volete! perchè il ministro ha per costoro una debolezza che non
-capisco.
-
-— Davvero? Ebbene! Rochefort, riferitegli questo: ditegli che la nostra
-conversazione all'albergo del Colombaio rosso è stata intesa da questi
-quattro uomini; ditegli che dopo la sua partenza, uno di essi è salito
-nella mia camera e mi ha strappato il salvo-condotto che mi aveva dato.
-Ditegli ch'essi hanno prevenuto lord de Winter della mia partenza per
-l'Inghilterra; che, questa volta ancora, poco è mancato che non sia
-andato fallita la mia missione, come essi hanno fatto andar fallita
-quella dei puntali, ditegli che fra questi quattro, due soli sono da
-temersi, d'Artagnan e Athos; ditegli che il terzo, Aramis, è l'amante
-della signora di Chevreuse; bisogna lasciar viver costui, egli ci può
-esser utile, si sa il suo segreto; in quanto al quarto, Porthos, è un
-imbecille, un vanaglorioso, una nullità, che non se ne occupi neppure.
-
-— Ma in questo momento questi quattro uomini debbono ritrovarsi
-all'assedio della Rochelle.
-
-— Io lo credeva al par di voi; ma una lettera che la sig. Bonacieux ha
-ricevuto dalla sig. de Chevreuse, e ch'essa ha avuta l'imprudenza di
-comunicarmi, mi fa credere che questi quattro uomini ora trovansi in
-cammino per venir qui.
-
-— Diavolo! e come fare?
-
-— Che vi ha detto il ministro sul conto mio?
-
-— Di prendere i vostri dispacci o scritti o verbali, e di ritornare per
-la posta. Quando saprà ciò che avete fatto, penserà a quello che dovete
-fare.
-
-— Io dunque debbo restar qui?
-
-— Qui, o nelle vicinanze.
-
-— E non potete condurmi con voi?
-
-— No, l'ordine è formale; nelle vicinanze del campo potreste essere
-riconosciuta, e la vostra presenza, voi lo sapete, comprometterebbe Sua
-Eccellenza, particolarmente ora, dopo quello che è accaduto laggiù.
-Soltanto, ditemi prima, dove aspetterete le notizie del ministro,
-affinchè io possa sempre sapere ove potervi ritrovare;
-
-— Ascoltate, è probabile che non potrò restare qui.
-
-— Perchè?
-
-— Dimenticate che i miei nemici possono giungere da un momento
-all'altro?
-
-— È vero, ma allora questa piccola donna sfuggirà a Sua Eccellenza.
-
-— Bah! disse milady con un sorriso che non apparteneva che a lei sola:
-voi dimenticate che io sono la sua migliore amica.
-
-— Ah! è vero: io posso dunque dire al ministro, in rapporto di questa
-donna...
-
-— Ch'egli sia tranquillo.
-
-— E nient'altro? egli saprà cosa vuol dire?
-
-— Egli lo indovinerà.
-
-— Ora, vediamo, posso io far nulla?
-
-— Ripartire sull'istante; mi sembra che le notizie che vi ho date
-meritino bene la pena di sollecitare.
-
-— La mia carrozza si è rotta entrando a Lilliers.
-
-— A meraviglia!
-
-— Come, a meraviglia?
-
-— Sì, io ho bisogno della vostra carrozza.
-
-— E come potrò io allora...?
-
-— A cavallo.
-
-— Voi ne parlate con facilità, ma sono ottanta leghe!
-
-— E che cosa sono?
-
-— Ebbene! si faranno. E poi?
-
-— Nel passare da Lilliers mi manderete la vostra carrozza, con ordine
-al vostro cocchiere di mettersi a mia disposizione.
-
-— Bene.
-
-— Voi senza dubbio avete nel portafogli qualche ordine del ministro?
-
-— Io ho il mio _Pieno-Potere_.
-
-— Voi lo mostrerete all'abbadessa, e le direte che oggi o domani
-verrà qualcuno a cercarmi, e che io debba seguire la persona che si
-presenterà in vostro nome.
-
-— Benissimo! non dimenticate di trattarmi con durezza, parlando di me
-con l'abbadessa.
-
-— E a che pro?
-
-— Io sono una vittima del ministro. Io debbo inspirare confidenza a
-questa buona e piccola Bonacieux.
-
-— È giusto. Ora volete voi farmi un rapporto di tutto ciò che è
-accaduto?
-
-— Vi ho raccontati gli avvenimenti, voi avete buona memoria, ripetete
-le cose come ve le ho raccontate; un foglio si può perdere.
-
-— Avete ragione; che io sappia soltanto dove ritrovarvi, affinchè non
-abbia da correre inutilmente nelle vicinanze.
-
-— È giusto, aspettate.
-
-— Volete voi una carta geografica?
-
-— È inutile, io conosco questi paesi a meraviglia.
-
-— E quando dunque vi siete stata?
-
-— Vi sono stata allevata.
-
-— Davvero!
-
-— Vedete che è buono a qualche cosa l'essere stata allevata in queste
-parti.
-
-— Voi dunque mi aspetterete?...
-
-— Lasciatemi riflettere un istante... ah! ecco ad Armentières.
-
-— E che cosa è Armentières.
-
-— Una piccola città posta sulle rive della Lys. Io non avrò che a
-traversare il fiume per essere in paese straniero.
-
-— A meraviglia; ma è ben inteso che voi non traverserete il fiume se
-non che in caso di pericolo.
-
-— Ciò s'intende bene.
-
-— E in questo caso, come saprò io dove siete?
-
-— Voi, non avrete bisogno del vostro lacchè?
-
-— No.
-
-— È uomo sicuro?
-
-— A tutte prove.
-
-— Datemelo; nessuno lo conosce, io lo lascerò nel luogo da cui parto,
-ed egli vi condurrà dove sarò.
-
-— E voi dite che mi aspetterete ad Argentières.
-
-— No, ad Armentières.
-
-— Scrivetemi questo nome sopra un pezzo di carta, affinchè io non
-l'abbia a dimenticare. Il nome di una città non può compromettere, non
-è vero?
-
-— Eh! chi lo sa? Non importa, disse milady scrivendo il nome sopra un
-mezzo foglio di carta, io mi comprometto.
-
-— Bene, disse Rochefort prendendo dalle mani di milady il foglio,
-ch'egli piegò e nascose nella fodera del cappello. D'altronde siate
-tranquilla, io farò come fanno i fanciulli, ripeterò lungo la strada
-questo nome, pel caso in cui dovessi perdere il foglio. Ora abbiamo
-detto tutto?
-
-— Credo.
-
-— Esaminiamo bene; Buckingham morto o gravemente ferito, la vostra
-conversazione col ministro udita dai quattro moschettieri; lord de
-Winter prevenuto del vostro arrivo in Inghilterra; d'Artagnan e Athos
-alla Bastiglia; Aramis l'amante della sig. de Chevreuse; Porthos un
-imbecille; inviarvi la carrozza il più presto possibile; mettere il mio
-lacchè a vostra disposizione; fare di voi una vittima del ministro,
-acciò l'abbadessa non abbia da concepire alcun sospetto; Armentières
-sulle rive del Lys. Sta, bene così?
-
-— In verità, mio caro cavaliere, voi siete un miracolo di memoria. A
-proposito, aggiungete una cosa...
-
-— E quale?
-
-— Ho veduto dei bellissimi boschi che confinano col giardino del
-convento. Dite che mi è permesso di passeggiare in questi boschi; chi
-sa forse avrò bisogno di uscire da una porta di dietro.
-
-— Voi pensate a tutto.
-
-— E voi dimenticate una cosa.
-
-— E quale?
-
-— Di chiedermi se ho bisogno di danaro.
-
-— È giusto, quanto volete?
-
-— Tutto ciò che avete in oro.
-
-— Io ho circa cinquecento doppie.
-
-— Io ne ho altrettante, con mille doppie si fa fronte a tutto. Vuotate
-le vostre saccocce.
-
-— Ecco fatto.
-
-— Sta bene. E voi partite?
-
-— Fra un'ora, il tempo per mangiare qualche cosa, nel mentre che
-manderò a cercare un cavallo di posta?
-
-— A meraviglia. Addio, conte.
-
-— Addio, contessa.
-
-— Raccomandatemi al ministro.
-
-— Raccomandatemi a Satanasso.
-
-Milady e Rochefort si cambiarono un sorriso e si separarono.
-
-Un'ora dopo, Rochefort partiva al gran galoppo del suo cavallo; cinque
-ore dopo egli passava per Arras.
-
-I nostri lettori sanno già come esso era stato riconosciuto da
-d'Artagnan, e come questo riconoscimento inspirando dei timori ai
-quattro moschettieri, aveva data una nuova attività al loro viaggio.
-
-
-
-
-CAPITOLO LXIII.
-
-UNA GOCCIA D'ACQUA
-
-
-Non appena Rochefort fu uscito, che la sig. Bonacieux rientrò. Ella
-ritrovò milady col viso ridente.
-
-— Ebbene! disse la giovane, ciò che voi temevate è accaduto: questa
-sera o domani il ministro vi manderà a prendere.
-
-— E come lo sapete voi?
-
-— L'ho inteso dalla bocca stessa del messaggiero.
-
-— Venite a sedervi qui presso a me, disse milady.
-
-— Eccomi.
-
-— Aspettiamo che mi assicuri che non siamo intese da alcuno.
-
-Milady sì alzò, andò alla porta, l'aprì, guardò da una parte e
-dall'altra nel corridoio, richiuse la porta e ritornò a sedere presso
-la sig. Bonacieux.
-
-— Allora, diss'ella, ha sostenuto bene la sua parte.
-
-— Chi.
-
-— Colui che si è presentato all'abbadessa come un inviato del ministro.
-
-— Era dunque una parte finta che sosteneva?
-
-— Sì figlia mia.
-
-— Quest'uomo non è dunque...?
-
-— Quest'uomo, disse milady abbassando la voce, è mio fratello.
-
-— Vostro fratello! gridò la sig. Bonacieux.
-
-— Non vi è che voi che sappia questo segreto, figlia mia; se voi lo
-confidaste a chiunque siesi al mondo, io sarei perduta, forse anche
-voi.
-
-— Oh! mio Dio!
-
-— Ascoltate: ecco ciò che accade: mio fratello che veniva in mio
-soccorso per togliermi di qui a viva forza, se faceva d'uopo, ha
-incontrato l'emissario del ministro che veniva a cercarmi. Egli lo ha
-seguito. Giunto in un luogo della strada solitario e fuor di mano, ha
-impugnata la spada, e ha intimato al messaggiero di rimettergli i fogli
-che portava. Il messaggiero ha voluto difendersi, mio fratello lo ha
-ucciso.
-
-— Oh! fece la sig. Bonacieux fremendo.
-
-— Era il solo mezzo, pensateci. Allora mio fratello risolse di
-sostituire la furberia alla forza; ha preso i fogli, e si è presentato
-qui come lo stesso emissario del ministro, e, fra un'ora o due, verrà
-con una carrozza a prendermi per parte di Sua Eccellenza.
-
-— Capisco, è vostro fratello che vi manderà questa carrozza.
-
-— Precisamente: ma questo non è tutto, quella lettera che voi avete
-ricevuta e che credete che sia della sig. de Chevreuse...
-
-— Ebbene?
-
-— Essa è falsa.
-
-— In che modo?
-
-— Sì, è falsa: è un laccio che vi è stato teso affinchè non opponiate
-resistenza quando si verrà a cercarvi.
-
-— Ma è d'Artagnan quello che verrà.
-
-— Disingannatevi. D'Artagnan e i suoi amici sono trattenuti all'assedio
-della Rochelle.
-
-— Ma come lo sapete voi?
-
-— Mio fratello ha incontrato degli emissari del ministro in abito da
-moschettieri. Sareste stata chiamata alla porta, avreste creduto di
-aver che fare con amici, e vi avrebbero rapita per ricondurvi a Parigi.
-
-— Ah! mio Dio! la mia testa si perde in questo caos d'iniquità. Io
-sento che se ciò dura, riprese la signora Bonacieux portando le mani
-alla sua fronte, diverrò pazza.
-
-— Aspettate.
-
-— Che?
-
-— Sento i passi di un cavallo; è quello di mio fratello che riparte,
-voglio dargli un ultimo addio; venite.
-
-Milady aprì la finestra e fece segno alla signora Bonacieux di venirla
-a raggiungere; la giovane vi andò.
-
-Rochefort passava al galoppo.
-
-— Addio, fratello, gridò milady.
-
-Il cavaliere alzò la testa, vide le due giovani, e, correndo, fece un
-segno amichevole colla mano.
-
-— Ah! che buon Giorgio! diss'ella richiudendo la finestra, con una
-espressione di fisonomia piena di affezione e di malinconia.
-
-Ed ella ritornò a sedersi al suo posto, come se fosse stata immersa in
-riflessioni del tutto personali.
-
-— Cara signora! disse la Bonacieux, perdono se vi interrompo, ma, che
-cosa mi consigliereste di fare? Mio Dio! voi avete più esperienza di
-me; parlate, io vi ascolto.
-
-— Primieramente, disse milady, può darsi che io sbagli, e che
-d'Artagnan e suoi amici vengono realmente in vostro soccorso.
-
-— Oh! sarebbe stata una cosa troppo bella, gridò la signora Bonacieux,
-e tanta felicità non è per me.
-
-— Allora, voi capirete, questa non sarebbe che una quistione di tempo,
-una specie di corsa a chi arriverà il primo: se sono i vostri amici
-che la vincono in rapidità, voi sarete salva; se sono i satelliti del
-ministro, voi sarete perduta.
-
-— Oh! sì! sì, perduta senza misericordia! che fare dunque? che fare?
-
-— Vi sarebbe un mezzo molto semplice, e molto naturale.
-
-— Quale? dite.
-
-— Sarebbe quello di aspettare nascosta alle vicinanze, e assicurarsi in
-tal modo chi sono gli uomini che verranno a demandare di voi.
-
-— Ma dove aspettare?
-
-— Oh! questa non è domanda da farsi; io pure mi fermo e mi nascondo a
-qualche lega di qui, aspettando che venga mio fratello a raggiungermi;
-ebbene! io vi condurrò meco, noi ci nasconderemo e aspetteremo assieme.
-
-— Ma non mi si lascerà partire, io sono qui quasi prigioniera.
-
-— Siccome si crede che io parta dietro un ordine del ministro, così non
-si crederà che voi abbiate molta premura a seguirmi.
-
-— Ebbene?
-
-— Ebbene! la carrozza è alla porta, voi mi direte addio, salirete sul
-montatoio per stringermi fra le vostre braccia un'ultima volta, il
-domestico di mio fratello che viene a prendermi è prevenuto; egli farà
-un segnale al postiglione e partiremo al galoppo.
-
-— Ma se d'Artagnan venisse?
-
-— E non lo sapremo noi?
-
-— In che modo?
-
-— Niente di più facile; noi rimarremo a Bèthune questo domestico di
-mio fratello, del quale ve l'ho detto, noi possiamo fidarci; prenderà
-un travestimento e si pianterà dirimpetto al convento. Se verranno gli
-emissarii del ministro, egli non si muoverà; se sarà d'Artagnan con i
-suoi amici, li condurrà nel luogo ove saremo.
-
-— Egli dunque li conosce?
-
-— Senza fallo; e non ha veduto d'Artagnan in casa mia? Avete ragione.
-Così, tutto va bene, tutto è per lo meglio; ma noi ci allontaneremo di
-qui?
-
-— Di sette o otto ore tutto al più; noi ci porremo sulla frontiera, per
-esempio, ed al primo segnale, usciremo dalla Francia!
-
-— E di qui a là, che fare?
-
-— Aspettare.
-
-— Se frattanto arriveranno?
-
-— La carrozza di mio fratello giungerà prima di loro.
-
-— E se io mi troverò lontana da voi quando verranno a cercarvi, per
-esempio a pranzo, o a cena?
-
-— Fate una cosa?
-
-— E quale?
-
-— Dite alla vostra buona superiora che, per lasciarci il meno
-possibile, voi le chiedete il permesso di fare il vostro pasto con
-meco.
-
-— Lo permetterà ella?
-
-— E che inconveniente vi può essere?
-
-— Benissimo! in questo modo noi non ci lasceremo più un istante.
-
-— Ebbene discendete da lei per esporle la vostra domanda; io mi sento
-la testa pesante, e vado a fare una passeggiata in giardino.
-
-— Andate; e dove vi ritroverò io?
-
-— Qui fra un'ora.
-
-— Qui fra un'ora! oh! quanto siete buona, io vi ringrazio.
-
-— E come potrei non interessarmi a voi? quand'anche non foste bella e
-graziosa, non siete voi l'amica di uno dei miei migliori amici?
-
-— Caro d'Artagnan! oh! quanto vi ringrazierà.
-
-— Lo spero bene. Andiamo, tutto è convenuto; discendiamo.
-
-— Voi andate in giardino?
-
-— Sì.
-
-— Seguite questo corridoio, una piccola scala vi ci condurrà.
-
-— A meraviglia, grazie.
-
-E le due donne si lasciarono contraccambiandosi un grazioso sorriso.
-
-Milady aveva detto la verità, ella si sentiva le testa pesante, poichè
-i suoi progetti mal classificati si cozzavano come in un caos. Essa
-aveva bisogno di restar sola, per mettere un poco d'ordine alle sue
-idee alquanto confuse, una forma distinta, e un piano stabilito.
-
-Ciò che vi era di più pressante, era di rapire la signora Bonacieux,
-di metterla in un luogo di sicurezza e là ad ogni evento farsene un
-ostaggio. Milady cominciò a dubitare della riuscita di questo duello
-terribile, in cui i suoi nemici impiegavano tanta perseveranza, quanto
-ella usava di accanimento.
-
-D'altronde, essa sentiva, come si sente venire un uragano, che questo
-esito era vicino, e non poteva a meno di essere terribile.
-
-La cosa dunque principale per lei, come abbiamo detto, era di custodire
-la sig Bonacieux fra le sue mani; la signora Bonacieux era la vita di
-d'Artagnan; era più della sua vita, era quella della donna ch'egli
-amava. Era, nel caso di avversa fortuna, un mezzo di trattare e di
-ottenere buone condizioni.
-
-Ora questo punto era stabilito. La signora Bonacieux, senza diffidenza
-la seguiva; una volta nascosta con lei ad Armentières, era facile farle
-credere che d'Artagnan non era venuto a Béthune. In quindici giorni
-al più Rochefort sarebbe stato di ritorno. In questi quindici giorni
-d'altronde, essa avrebbe pensato a ciò che doveva fare per vendicarsi
-dei quattro amici. Quindi, grazie al cielo, non si sarebbe annoiata,
-perchè avrebbe avuto il più dolce passatempo che gli avvenimenti
-avrebbero accordato ad una donna di questo carattere: una buona
-vendetta da perfezionarsi.
-
-Mentre essa sembrava distratta, girava gli occhi intorno e si fissava
-in testa la topografia del giardino. Milady era come un buon generale
-che prevede tutto, la vittoria assieme e la sconfitta, e che è
-disposto, a seconda degli eventi della battaglia, a camminare in avanti
-o a battersi in ritirata.
-
-In capo ad un'ora, intese una dolce voce che la chiamava: era la
-signora Bonacieux. La buona abbadessa aveva naturalmente acconsentito a
-tutto; e per incominciare, esse avrebbero cenato assieme.
-
-Giungendo nel cortile, intesero il rumore di una carrozza che si
-fermava alla porta.
-
-Milady ascoltò.
-
-— Sentite voi? disse ella.
-
-— Sì, il rumore di una carrozza.
-
-— È quella che ci manda mio fratello.
-
-— Oh! mio Dio!
-
-— Su via, coraggio!
-
-Fu suonato alla porta del convento, milady non si era ingannala.
-
-— Salite nella vostra camera, disse ella alla signora Bonacieux, forse
-avrete qualche gioiello che desiderate portare con voi?
-
-— Io ho delle lettere.
-
-— Ebbene? andate a cercarle; e venite a raggiungermi nella mia camera,
-noi ceneremo in fretta; forse viaggeremo una parte della notte, bisogna
-mettersi in forze.
-
-— Gran Dio! disse la signora Bonacieux mettendosi una mano sul petto,
-il mio cuore batte in modo da soffocarmi, io non posso camminare!
-
-— Coraggio! andiamo, coraggio! pensate che fra un quarto d'ora siete
-salva, e pensate che quello che siete per fare lo fate per lui.
-
-— Oh! sì, tutto per lui. Voi mi avete reso il mio coraggio con questa
-sola parola. Andate, io vi raggiungerò.
-
-— Milady salì precipitosamente nella sua camera; essa vi trovò il
-lacchè di Rochefort, e gli dette le sue istruzioni.
-
-Egli doveva aspettare alla porta; se per caso i moschettieri
-comparivano, la carrozza partiva al galoppo faceva il giro del convento
-e andava ad aspettare milady in un piccolo villaggio che era situato
-all'altra parte di quel bosco.
-
-In questo caso, milady avrebbe traversato il giardino e sarebbe giunta
-al villaggio a piedi; noi lo abbiamo già detto, milady conosceva
-perfettamente questa parte della Francia.
-
-Se i moschettieri non comparivano, le cose sarebbero andate come
-era stato convenuto. La sig. Bonacieux montava in carrozza sotto il
-pretesto di dirle addio, ed era rapita così.
-
-La sig. Bonacieux entrò, e per togliere ogni sospetto, se pure essa ne
-aveva, milady ripetè avanti a lei al lacchè l'ultima parte delle sue
-istruzioni.
-
-Costei fece alcune interrogazioni sulla carrozza; ad essa erano
-attaccati tre cavalli, condotti da un postiglione; il lacchè di
-Rochefort doveva fare da corriere, precedendola a cavallo.
-
-Era a torto che Milady credeva che la sig. Bonacieux avesse dei
-sospetti; la povera giovane era troppo pura per sospettare in un'altra
-donna una simile perfidia: d'altronde, il nome della contessa de
-Winter, che essa aveva sentito pronunciare dall'abbadessa, le era
-affatto sconosciuto, ed ignorava egualmente che una donna avesse potuto
-avere una parte così grande e così fatale alle disgrazie della sua
-vita.
-
-— Voi lo vedete, disse milady quando il lacchè fu uscito, tutto è
-pronto. L'abbadessa non dubita di niente, e crede che mi sieno venuti
-a cercare per parte del ministro. Quest'uomo va a dare le ultime
-disposizioni; prendete qualche piccola cosa, bevete un dito di vino e
-partiamo.
-
-— Sì, disse macchinalmente la sig. Bonacieux, sì, partiamo.
-
-Milady le fece segno di sedere davanti ad essa, le versò un piccolo
-bicchiere di vino di Spagna e le presentò il petto di un pollo.
-
-— Vedete diss'ella, che tutto ci seconda; ecco la notte che
-sopraggiunge; alla punta del giorno arriveremo al luogo del nostro
-ritiro, e nessuno potrà sospettare dove siamo. Vediamo, coraggio,
-prendete qualche cosa.
-
-La sig. Bonacieux mangiò macchinalmente qualche boccata, e bagnò le sue
-labbra nel bicchiere.
-
-— Andiamo adunque, disse milady portando il proprio bicchiere alle sue
-labbra, fate come me.
-
-Ma al momento in cui essa avvicinava il bicchiere alle labbra, la mano
-rimaneva sospesa, perchè aveva inteso il lontano rumore di cavalli
-messi al galoppo che si avvicinavano; poi, quasi nello stesso tempo, le
-sembrò di sentire il nitrito di questi.
-
-Un tal rumore la tolse dalla sua gioia, come il rumore di un uragano
-sveglia da un bel sogno; essa impallidì, corse alla finestra, nel
-mentre che la sig. Bonacieux alzandosi tutta tremante, si appoggiava
-alla sedia per non cadere.
-
-Non si vedeva ancor niente: si sentiva soltanto il galoppo più
-distintamente.
-
-— Oh! mio Dio! disse la sig. Bonacieux, che è questo rumore?
-
-— Quello dei nostri amici o dei nostri nemici, disse milady con un
-terribile sangue freddo. Restate qui dove siete, io anderò a vedere.
-
-La signora Bonacieux rimase in piedi, muta, immobile e pallida come una
-statua.
-
-Frattanto il rumore diveniva più forte; i cavalli non parevano più
-essere che alla distanza di cento passi; se non si distinguevano
-ancora, ciò era perchè la strada formava un gomito. Tuttavolta il
-rumore era così distinto che si sarebbero potuti contare dal battere
-dei loro ferri.
-
-Milady guardava con tutta la potenza della sua attenzione: faceva
-precisamente abbastanza chiaro perchè potesse distinguere quelli che
-venivano.
-
-Ad un tratto, alla voltata della strada, vide rilucere i cappelli
-gallonati e ondeggiare le piume; essa contò due, poi otto cavalieri.
-Uno di essi precedeva gli altri per la distanza di due cavalli.
-
-Milady mandò un ruggito. In quello che stava alla testa riconobbe
-d'Artagnan.
-
-— Oh! mio Dio! mio Dio! gridò la sig. Bonacieux, che cosa è dunque?
-
-— È l'uniforme delle guardie del ministro; non c'è un istante da
-perdere, gridò milady. Fuggiamo, fuggiamo.
-
-— Sì, sì, fuggiamo, ripetè la sig. Bonacieux, ma senza poter fare un
-passo, ritrovandosi inchiodata dal terrore nel posto ove era.
-
-S'intesero i cavalli che passavano sotto la finestra.
-
-— Venite dunque, ma venite dunque! gridava milady, cercando di
-trascinare la giovine pel braccio. Per mezzo del giardino, noi possiamo
-ancora fuggire, io ne ho la chiave; ma affrettiamoci, fra cinque minuti
-sarà troppo tardi.
-
-La sig. Bonacieux tentò di camminare, fece due passi, e cadde in
-ginocchio.
-
-Milady tentò di sollevarla, e di portarla, ma non vi riuscì.
-
-In questo momento s'intese il rotolio della carrozza, che, alla vista
-dei moschettieri partiva al galoppo. Poi rintronarono tre o quattro
-colpi di fucile.
-
-— Un'ultima volta, volete voi venire? gridò milady.
-
-— Oh! mio Dio! mio Dio! voi vedete bene che mi mancano le forze fuggite
-sola.
-
-— Fuggir sola, lasciarvi così! no, no, giammai! gridò milady.
-
-Ad un tratto un livido lampo brillò nei suoi occhi, corse alla tavola,
-versò nel bicchiere della Bonacieux ciò che contenevasi nella legatura
-del suo anello, che aperse con una prontezza singolare.
-
-Era un grano rossastro che si sciolse sul momento.
-
-Poi prendendo il bicchiere con mano ferma:
-
-— Bevete, disse ella, questo vino vi darà le forze, bevete.
-
-Ed avvicinò il bicchiere alle labbra della giovine; che bevve
-macchinalmente.
-
-— Ah! non è così, che io voleva vendicarmi, disse milady con un sorriso
-infernale, rimettendo il bicchiere sulla tavola, in fede mia! si fa
-quello che si può.
-
-E tosto si slanciò fuori dell'appartamento.
-
-La sig. Bonacieux la guardò fuggire senza poter seguirla; essa era come
-quelle genti che sognano di essere perseguitate e tentano invano di
-camminare.
-
-Passarono alcuni minuti, un rumore spaventevole rintronò; ad ogni
-istante la sig. Bonacieux si aspettava di vedere ricomparire milady,
-che non ritornava.
-
-Molte volte, forse dal terrore, un freddo sudore colò dalla sua fronte
-ardente.
-
-Finalmente, s'intese il rumore della porta che si apriva; quindi quello
-degli stivali e degli speroni che salivano le scale; successe un gran
-mormorio di voci che andavano avvicinandosi, in mezzo alle quali le
-sembrava di sentir pronunciare il suo nome.
-
-Ad un tratto gettò un gran grido di gioia, e si slanciò verso la porta:
-essa aveva riconosciuto la voce di d'Artagnan.
-
-— D'Artagnan! d'Artagnan! gridò ella, siete voi? per di qui!
-
-— Costanza! rispose il giovane, dove siete voi? mio Dio!
-
-Nello stesso momento la porta della cella cedè all'urto, anzichè
-aprirsi. Molti uomini si precipitarono nella camera, la sig. Bonacieux
-era caduta sopra una sedia, senza poter fare un movimento.
-
-D'Artagnan gettò una pistola che aveva ancor fumante in mano, e cadde
-in ginocchio davanti alla sua innamorata. Athos rimise la sua alla
-cintura; Porthos e Aramis, che tenevano le spade nude, le rimisero nel
-fodero.
-
-— Oh! d'Artagnan, mio diletto d'Artagnan, tu dunque vieni finalmente!
-tu non mi avevi ingannata; sei veramente tu!
-
-— Sì, sì. Costanza. Finalmente siamo riuniti!
-
-— Oh! _ella_ aveva un bel dire che tu non saresti venuto, io sperava
-sordamente; io non ho voluto fuggire.
-
-— Oh! come ho fatto bene! come sono felice!
-
-A questa parola _ella_, Athos, che si era seduto tranquillamente, si
-alzò ad un tratto.
-
-— _Ella_? chi _ella_? domandò d'Artagnan.
-
-— La mia compagna quella che per amicizia voleva sottrarmi ai miei
-persecutori; quella che, prendendovi per guardie del ministro si è data
-alla fuga.
-
-— La vostra compagna, gridò d'Artagnan diventando più pallido del velo
-bianco della sua amica; di qual compagna volete voi parlare?
-
-— Di quella la di cui carrozza stava alla porta; di una donna che si
-dice vostra amica, d'Artagnan; di quella donna a cui avete raccontato
-tutto.
-
-— Il suo nome! gridò d'Artagnan; mio Dio! non sapete voi il suo nome?
-
-— Lo sapeva! fu pronunciato avanti a me; aspettate; ma che cosa è
-questo... mio Dio! la testa si confonde, io non ci vedo più.
-
-— A me! amici miei, a me! le sue mani sono di gelo, gridò d'Artagnan;
-ella sta male. Gran Dio, ella perde i sentimenti.
-
-Nel mentre che Porthos chiamava soccorso in tutta la forza della sua
-voce, Aramis corse alla tavola per prendere un bicchier d'acqua, ma si
-fermò vedendo l'orribile alterazione del viso di Athos, che in piedi,
-davanti alla tavola, coi capelli irti, i lineamenti agghiacciati per lo
-stupore, guardava uno dei bicchieri, e sembrava in preda al dubbio il
-più orribile.
-
-— Oh! diceva Athos, oh! no! è impossibile! Dio non permetterà un simile
-delitto!
-
-— Dell'acqua! dell'acqua! gridava d'Artagnan, dell'acqua!
-
-— Oh! povera donna! oh! povera donna! mormorava Athos con voce dolorosa.
-
-La signora Bonacieux riaprì gli occhi sotto i baci di d'Artagnan.
-
-— Essa ritorna in se! gridò il giovane, oh! mio Dio! mio Dio! io ti
-ringrazio!
-
-— Signora, disse Athos, signora, in nome del cielo, chi ha bevuto in
-questo bicchiere vuoto?
-
-— Io, signore, rispose la giovane con voce moribonda.
-
-— Ma chi ha versato il vino che era in questo bicchiere?
-
-— _Ella._
-
-— Ma, chi era questa _ella_?
-
-— Ah! ora mi sovvengo, disse la sig. Bonacieux: la contessa de Winter.
-
-I quattro amici mandarono un solo ed unico grido ma quello di Athos
-dominò sopra gli altri.
-
-In quel momento il viso della sig. Bonacieux divenne livido, un dolor
-sordo l'atterrò, e cadde fra le braccia di Porthos e d'Aramis.
-
-D'Artagnan afferrò le mani di Athos con una angoscia impossibile a
-descriversi.
-
-— E che! diss'egli tu credi?...
-
-La sua voce si estinse in un singulto.
-
-— Io credo tutto, disse Athos mordendosi le labbra fino al sangue.
-
-— D'Artagnan, d'Artagnan, gridò la signora Bonacieux, ove sei tu? non
-mi lasciare, tu vedi bene che io muoio!.
-
-D'Artagnan lasciò le mani di Athos e corse ad essa.
-
-Il suo viso, così bello, era tutto sconvolto, i suoi occhi vitrei non
-avevano più lo sguardo, un tremito convulsivo agitava tutto il suo
-corpo, il sudore grondava dalla sua fronte.
-
-— In nome del Cielo, correte, chiamate Porthos, Aramis, chiamate
-soccorso!
-
-— Inutile, disse Athos, inutile, il veleno che essa versa non ha
-contravveleno.
-
-— Si, sì, soccorso! soccorso! mormorava la sig. Bonacieux; soccorso!
-
-Poi, riunendo tutte le sue forze, prese la testa del giovane
-moschettiere fra le sue mani, la guardò un istante, come se l'anima
-sua fosse passata per quello sguardo, e, con un grido, singhiozzando,
-appoggiò le sue labbra su quelle dell'amico.
-
-— Costanza! Costanza! gridò d'Artagnan.
-
-Un sospiro sfuggì dalla bocca della signora Bonacieux, sfiorando quella
-di d'Artagnan; questo sospiro era quello di quell'anima così casta e
-così innamorata, che saliva al cielo.
-
-D'Artagnan non stringeva più fra le sue braccia che un cadavere.
-
-Il giovane mandò un grido e cadde vicino alla sua bella, tanto pallido
-ed agghiacciato, quanto essa.
-
-Porthos pianse: Athos mostrò il pugno al cielo: Aramis si fece il segno
-della croce.
-
-In questo momento comparve un uomo sulla porta, quasi tanto pallido
-quanto lo erano quelli che stavano in camera; egli guardò intorno a se,
-vide la sig. Bonacieux morta e d'Artagnan svenuto.
-
-Egli comparve in quell'istante di stupore, che segue le grandi
-catastrofi.
-
-— Io non mi sono ingannato, disse colui; egli è il sig. d'Artagnan, e
-voi sarete i suoi amici, i signori Athos, Porthos ed Aramis.
-
-Quelli, i di cui nomi erano stati pronunziati, guardarono lo straniero
-con meraviglia; sembrava a tutti e tre di riconoscerlo.
-
-— Signori, riprese il nuovo venuto, voi siete senza fallo come me alla
-ricerca di una donna che, aggiunse egli con un terribile sorriso, deve
-essere passata per di qui, poichè vi vedo un cadavere.
-
-I tre amici rimasero muti; soltanto alla voce ed al viso si ricordavano
-di un uomo; che avevano già veduto, ma non potevano ricordarsi in quale
-circostanza.
-
-— Signori, continuò lo straniero, poichè non potete, o non volete
-riconoscere un uomo, che probabilmente vi deve per due volte la vita;
-bisogna bene che io mi nomini: io sono lord de Winter, il cognato di
-quella donna.
-
-I tre amici gettarono un grido di sorpresa.
-
-Athos si alzò e gli stese la mano.
-
-— Siate il ben venuto, milord, diss'egli, voi siete dei nostri.
-
-— Io sono partito cinque ore dopo di essa da Portsmouth, disse lord
-de Winter, sono giunto tre ore dopo di essa a Boulogne; l'ho fallita
-di venti minuti a Saint-Omer; finalmente, a Lilliers, ho perduto le
-sue tracce. Io andava a caso, informandomi presso tutti, quando vi ho
-veduti passare al galoppo; ho riconosciuto il signor d'Artagnan, vi ho
-chiamati; voi non mi avete risposto; volli seguirvi, ma, il mio cavallo
-era troppo stanco per andare colla stessa corsa dei vostri, e frattanto
-sembra che, ad onta della fretta che avevate, siate giunti ancora
-troppo tardi.
-
-— Voi lo vedete, disse Athos mostrando a lord de Winter la signora
-Bonacieux morta e d'Artagnan svenuto, che Porthos ed Aramis cercavano
-di richiamare in vita.
-
-— Sono dunque essi morti entrambi? domandò freddamente lord de Winter.
-
-— No, fortunatamente, rispose Athos, d'Artagnan non è che svenuto.
-
-— Ah! tanto meglio! disse lord de Winter.
-
-Infatti, in quel momento d'Artagnan riapriva gli occhi.
-
-Egli si sciolse dalle braccia di Porthos e di Aramis, e si gettò come
-un insensato sul corpo della sua innamorata.
-
-Athos si alzò, andò verso il suo amico con passo lento e solenne, lo
-abbracciò teneramente, e, siccome egli dava in singulti, gli disse con
-la sua voce così nobile e così persuasiva:
-
-— Amico, sii uomo: le donne piangono i morti, gli uomini li vendicano.
-
-— Oh! sì, disse d'Artagnan, sì, se è per vendicarla, io sono pronto a
-seguirvi.
-
-Athos approfittò di questi momenti di forza, che la speranza della
-vendetta rendeva al suo disgraziato amico, per far segno a Porthos e ad
-Aramis di andare a cercare la superiora.
-
-I due amici la incontrarono nel corridoio, ancora tutta turbata e
-spaventata da tanti avvenimenti; essa chiamò alcune religiose, che,
-contro tutte le regole monastiche vennero alla presenza di cinque
-uomini.
-
-— Signora, disse Athos passando il braccio di d'Artagnan sotto il
-suo, noi abbandoniamo alle vostre pietose cure il corpo di questa
-disgraziata donna. Essa fu un angiolo sulla terra, prima di andare ad
-essere un angiolo in cielo. Trattatela come una delle vostre sorelle:
-noi ritorneremo un giorno a pregare sulla sua tomba.
-
-D'Artagnan nascose il suo viso contro il petto di Athos fondendosi in
-lagrime.
-
-— Piangi, disse Athos, piangi, cuore pieno di amore, di gioventù, di
-vita. Ah! io vorrei pianger come te!
-
-E trascinò il suo amico, come un padre affettuoso, come un prete
-consolatore, come un grand'uomo che ha molto sofferto.
-
-Tutti e cinque, seguiti dai loro lacchè che tenevano i cavalli per
-le redini, si avanzarono allora verso la città di Béthune, di cui
-scorgevasi il sobborgo, e si fermarono davanti al primo albergo che
-ritrovarono.
-
-— Ma, disse d'Artagnan, non perseguiteremo noi quella donna?
-
-— Più tardi, disse Athos; debbo prendere prima alcune misure.
-
-— Essa ci sfuggirà, riprese il giovane, essa ci sfuggirà, Athos, e sarà
-colpa tua.
-
-— Io rispondo di lei, disse Athos.
-
-D'Artagnan aveva una tal confidenza nella parola del suo amico, che
-abbassò la testa, entrò nell'albergo senza risponder niente.
-
-Porthos e Aramis si guardavano, non comprendendo niente sulla
-assicurazione di Athos.
-
-Lord de Winter credeva che egli parlasse così, per calmare il dolore di
-d'Artagnan.
-
-— Ora, signori, disse Athos, allorquando si fu assicurato che vi erano
-cinque camere libere nell'albergo, ritiriamoci ciascuno nella nostra.
-D'Artagnan ha bisogno di restar solo per piangere, e voi per dormire.
-Io mi incarico di tutto, siate tranquilli.
-
-— Mi sembra però, disse lord de Winter che, se vi è qualche misura da
-prendere contro la contessa, ciò debba riguardare me pure; essa è mia
-cognata.
-
-— Ed essa è mia moglie! disse Athos.
-
-D'Artagnan fremette, poichè comprese che Athos era sicuro della
-sua vendetta, mentre rivelava un tal secreto; Porthos ed Aramis si
-guardarono impallidendo, lord de Winter pensò che Athos fosse pazzo.
-
-— Ritiratevi dunque, disse Athos, e lasciatemi fare; voi vedete
-bene che, nella mia qualità di marito, ciò mi riguarda. Soltanto,
-d'Artagnan, se non lo avete perduto, rimettetemi quel foglio che è
-sfuggito dal cappello di quell'uomo, e sul quale sta scritto il nome di
-una città.
-
-— Ah! disse d'Artagnan, ora comprendo; questo nome scritto di sua
-mano...
-
-— Vedi bene, disse Athos, che vi è un Dio nel Cielo!
-
-
-
-
-CAPITOLO LXIV.
-
-L'UOMO DAL MANTELLO ROSSO
-
-
-La disperazione di Athos aveva dato posto ad un dolore concentrato, che
-rendeva ancor più chiare e più brillanti le qualità di questo uomo.
-
-Tutto intento ad un solo pensiero, quello della promessa che aveva
-fatta e della responsabilità che aveva presa, egli si ritirò per ultimo
-nella sua camera, pregò l'albergatore di procurargli una carta della
-provincia, vi si curvò sopra, studiò le linee tracciate, riconobbe che
-quattro strade differenti si portavano da Béthune ad Armentières. E
-fece chiamare i quattro lacchè.
-
-Planchet, Grimaud, Mousqueton e Bazin si presentarono e ricevettero
-gli ordini chiari, puntuali e gravi di Athos. Essi dovevano partire
-alla punta del giorno dell'indomani, e portarsi ad Armentières,
-ciascuno per una strada differente. Planchet, il più intelligente dei
-quattro, doveva seguir quella che aveva presa la carrozza, sulla quale
-i tre amici avevano tirato, e che era accompagnata, si ricorderà, dal
-domestico di Rochefort.
-
-Athos mise i lacchè in campagna, primieramente perchè, dal momento
-che questi erano entrati al servizio suo e dei suoi amici, si era
-riconosciuto in loro delle qualità differenti ed essenziali; poi de'
-lacchè che interrogano, inspirano sempre nei paesani minor diffidanza
-dei loro padroni, e trovano maggior simpatia presso quelli ai quali
-s'indirizzano.
-
-Finalmente, milady conosceva i padroni nel mentre ch'essa non conosceva
-i servitori. Al contrario i servitori conoscevano tutti perfettamente
-milady.
-
-Tutti e quattro dovevano ritrovarsi alle undici antimeridiane in un
-punto indicato. Se avevano scoperto il luogo di ritirata di milady, tre
-rimanevano a guardarla, e il quarto ritornava a Béthune, per prevenire
-Athos, e servir di guida ai tre amici.
-
-Prese queste disposizioni, anche i servi si ritirarono.
-
-Athos allora si alzò dalla sedia, cinse la spada, si avviluppò nel
-mantello, e uscì dall'albergo; erano circa dieci ore di sera; si sa, in
-provincia le strade sono poco frequentate. Athos visibilmente cercava
-però qualcuno a cui potere indirizzare la parola. Finalmente incontrò
-un passaggiero ritardato, si avvicinò a lui e gli disse alcune parole.
-L'uomo al quale si era indirizzato indietreggiò con terrore; però
-rispose alle parole del moschettiere per mezzo di una indicazione.
-Athos offerse a questo uomo una mezza doppia per accompagnarlo; ma
-questi si rifiutò.
-
-Allora s'internò nelle strade che l'indicatore aveva designate col
-dito; ma giunto ad una croce-via si fermò di nuovo visibilmente
-imbarazzato; nella lusinga però che quivi passasse più facilmente
-qualcuno, si fermò. Di fatto, dopo pochi minuti passò un vigile della
-notte. Athos gli ripetè la stessa interrogazione che aveva già fatta
-alla prima persona incontrata. Il vigile lasciò scorgere lo stesso
-terrore, rifiutò egli pure di accompagnare Athos, e gli mostrò colla
-mano la via che doveva seguire.
-
-Athos camminò nella direzione mostrata, giunse al sobborgo indicato,
-nell'estremità opposta della città e del luogo ov'era alloggiato, in
-compagnia dei suoi amici. Là, parve di nuovo inquieto ed imbarazzato, e
-per la terza volta si fermò.
-
-Fortunatamente passava un mendicante, che si accostò ad Athos per
-dimandargli l'elemosina. Athos gli offerse uno scudo per accompagnarlo
-ove voleva andare; il mendicante esitò un istante, ma alla vista della
-moneta di argento che brillava nell'oscurità, si decise e camminò
-davanti ad Athos.
-
-Giunto all'angolo di una strada, gli mostrò di lontano una piccola
-casa, isolata solitaria e trista. Athos si avvicinò ad essa, nel
-mentre che il mendicante, il quale aveva ricevuto il suo salario, si
-allontanava a tutte gambe.
-
-Egli vi girò attorno per poter distinguere la porta in mezzo al color
-rossastro di cui era dipinta tutta quella casa. Nessun lume appariva
-attraverso le fenditure delle gelosie, nessun rumore poteva far
-supporre che questa casa fosse abitata; essa era muta e cupa come una
-tomba.
-
-Tre volte Athos battè senza che gli fosse risposto. Al terzo colpo,
-però, s'intesero dei passi avvicinarsi; finalmente la porta fu mezza
-aperta, e un uomo di alta statura, di colorito pallido, coi capelli e
-la barba nera, comparve.
-
-Athos e lui si cambiarono alcune parole a voce bassa, quindi l'uomo di
-alta statura fece segno al moschettiere che poteva entrare.
-
-L'uomo che Athos era venuto a cercare, e che aveva ritrovato con tanta
-pena, lo fece entrare in un laboratorio, in cui era occupato al legare
-con dei fili di ferro le ossa di uno scheletro. Tutto il corpo era già
-legato, la sola testa stava sopra la tavola.
-
-Tutto il resto del mobilio indicava che quest'uomo si occupava di
-scienze naturali; vi erano dei vasi di vetro pieni di serpenti, coi
-loro bigliettini indicanti le specie; delle lucertole diseccate,
-risplendenti come gli smeraldi, e attaccate sopra una tavola nera.
-Finalmente dei fasci di erbe selvatiche, odorifere, e senza dubbio
-dotate di virtù sconosciute al volgare degli uomini, erano attaccati al
-soffitto, e discendevano negli angoli dell'appartamento.
-
-Del resto nessun individuo di famiglia, nessun servitore: l'uomo di
-alta statura abitava solo in quella casa.
-
-Athos gettò un colpo d'occhio freddo ed indifferente su tutti gli
-oggetti che abbiamo descritti, e dopo l'invito di quello che era andato
-a ritrovare, si assise vicino a lui.
-
-Allora gli spiegò la causa della sua visita ed il servigio che
-reclamava: ma appena egli ebbe esposta la sua domanda, che lo
-sconosciuto, che era rimasto in piedi davanti al moschettiere rinculò
-pel terrore e si rifiutò. Allora Athos cavò di saccoccia un piccolo
-pezzo di carta su cui erano scritte due righe, accompagnate da
-una firma e da un sigillo, e lo presentò a quello che dava troppo
-prematuramente dei segni di ripugnanza. L'uomo dall'alta statura,
-appena ebbe lette le due linee, vista la sottoscrizione, e riconosciuto
-il sigillo, s'inchinò in segno di non avere altra obbiezione a fare, e
-di essere pronto ad obbedirlo.
-
-Athos non chiese di più, si alzò, uscì, riprese andandosene, la strada
-che aveva fatta nel venire, rientrò nell'albergo, e si chiuse nella sua
-camera.
-
-Alla punta del giorno d'Artagnan entrò da lui, e gli chiese che cosa si
-doveva fare.
-
-— Aspettare, rispose Athos.
-
-Alcuni istanti dopo, la superiora del monastero fece prevenire i
-moschettieri che i funerali della vittima di milady avrebbero avuto
-luogo nel mezzogiorno. In quanto alla avvelenatrice, non se ne erano
-ricevute notizie, soltanto ch'essa aveva dovuto fuggire dal giardino,
-nella sabbia del quale si erano riconosciute le impronte dei piedi
-di milady, e del quale si era ritrovata la porta chiusa: quanto alla
-chiave, era scomparsa.
-
-All'ora indicata, lord de Winter ed i quattro amici si portarono al
-convento; le campane suonavano a tutta tratta, la cappella era aperta,
-la sola gelosia del coro era chiusa. Il corpo era esposto nel mezzo del
-coro, vestito degli abiti di novizia. Da ciascun lato di esso, e dietro
-le gelosie che comunicavano col convento, era tutta la comunità delle
-Carmelitane che di là ascoltava l'ufficio divino, e univa il suo canto
-al canto dei preti, senza vedere i profani e senza essere veduta.
-
-Alla porta della cappella d'Artagnan sentì venirgli meno il coraggio,
-si voltò per cercare Athos, ma Athos era scomparso.
-
-Fedele alla sua missione di vendetta; si era fatto accompagnare in
-giardino, e là, sulla sabbia seguiva il passo leggiero di questa donna,
-che aveva lasciata una traccia sanguinosa ovunque era passata; si
-avanzò fino alla porta che metteva nel bosco, se la fece aprire, si
-internò nella foresta.
-
-Allora tutti i suoi dubbi si confermarono; la strada per la quale
-era passata la carrozza fuggendo, circondava la foresta. Athos seguì
-questo sentiero con gli occhi fissi al suolo; alcune piccole macchie di
-sangue, sparse o dall'uomo che serviva la carrozza come postiglione,
-o da uno dei cavalli, tracciavano qua e là la strada. In capo a tre
-quarti di lega a cinquanta passi circa da Festubet, compariva una
-macchia di sangue più grande. Il suolo era coperto di impronte di
-ferri di cavalli. Fra la foresta e questo luogo denunciatore, un poco
-più addietro delle peste dei cavalli, si scopriva la stessa traccia di
-piede che fu ritrovata in giardino.
-
-La carrozza si era qui fermata.
-
-In questa direzione milady era uscita dal bosco ed era salita in
-carrozza.
-
-Soddisfatto di questa scoperta, che confermava tutte le sue congetture,
-Athos ritornò all'albergo, e ritrovò Planchet che lo aspettava con
-impazienza.
-
-Tutto era avvenuto come lo aveva preveduto Athos.
-
-Planchet aveva seguita la stessa strada, aveva rimarcate le stesse
-tracce di sangue, come Athos; aveva riconosciuto il luogo ove si erano
-fermati i cavalli; ma era andato più avanti di Athos, di modo che,
-nel villaggio di Festubert, bevendo in un'osteria, e senza bisogno
-d'interrogare nessuno, aveva saputo che circa alle otto e mezzo della
-sera innanzi, un uomo ferito, che accompagnava una dama che viaggiava
-in legno di posta, era stato obbligato di fermarsi, non potendo andare
-più avanti. L'accidente veniva attribuito ai ladri che avevano voluto
-fermare la carrozza nel bosco. L'uomo era rimasto nel villaggio, e la
-dama aveva cambiati i cavalli e aveva continuata la sua strada.
-
-Planchet si mise in cerca del postiglione che aveva condotta la
-carrozza, e lo ritrovò. Egli aveva condotta la dama fino a Fromelles
-e da Fromelles era partita per Armentières. Planchet prese una strada
-traversa e a sette ore del mattino egli era ad Armentières.
-
-Non vi era che un albergo, quello della posta. Planchet andò a
-presentarvisi come un lacchè senza padrone, che cercava un posto. Non
-erano dieci minuti che parlava coi servi dell'albergo, che sapeva giù
-che una donna sola era arrivata alle undici di sera, aveva presa una
-camera, aveva fatto venire il padrone dell'albergo, e gli aveva detto
-che desiderava di dimorare per qualche tempo nelle vicinanze.
-
-Planchet non aveva bisogno di saperne di più. Corse al luogo
-dell'appuntamento, trovò gli altri tre lacchè, esatti al loro posto,
-li condusse, li situò in sentinella a tutte le uscite dell'albergo
-e ritornò da Athos, che terminava di ricevere le informazioni di
-Planchet, quando rientrarono i suoi amici.
-
-Tutti i visi erano tetri, perfino il dolce viso di Aramis.
-
-— Che cosa dobbiamo fare? domandò d'Artagnan.
-
-— Aspettare, rispose Athos.
-
-Ciascuno si ritirò, nella sua camera.
-
-Alle otto ore di sera, Athos dette l'ordine d'insellare i cavalli,
-fece prevenire lord de Winter e i suoi amici di tenersi pronti per la
-spedizione.
-
-In un istante tutti e cinque furono all'ordine; ciascuno visitò le sue
-armi e le preparò. Athos discese per ultimo e trovò d'Artagnan di già a
-cavallo, che si impazientava.
-
-— Pazienza, disse Athos, ci manca ancora qualcuno.
-
-I quattro cavalieri si guardarono intorno con meraviglia, poichè
-cercavano inutilmente nel loro spirito chi era quello che poteva
-mancare.
-
-— Aspettatemi, diss'egli, io ritornerò subito.
-
-E partì al galoppo.
-
-Un quarto d'ora dopo ritornò effettivamente accompagnato da un uomo
-mascherato, avvolto in un gran mantello rosso.
-
-Lord de Winter ed i tre moschettieri s'interrogarono con lo sguardo.
-Nessuno di loro potè informare gli altri, perchè tutti ignoravano chi
-era quest'uomo. Tutti però pensarono che la faccenda dovesse andare
-così: poichè la faccenda era diretta da Athos.
-
-A nove ore, guidati da Planchet, la cavalcata si mise in viaggio
-prendendo il cammino che aveva seguito la carrozza.
-
-Era un tristo spettacolo quello di questi sei uomini, che correvano
-in silenzio, immersi tutti nei proprii pensieri, cupi come la
-disperazione, tetri come il gastigo.
-
-
-
-
-CAPITOLO LXV.
-
-IL GIUDIZIO
-
-
-Era una notte tempestosa e oscura; grossi nuvoloni percorrevano il
-cielo, velando la chiarezza delle stelle. La luna non doveva alzarsi
-che alla mezzanotte.
-
-Alcune volte, al chiarore dei lampi che rischiaravano l'orizzonte, si
-scorgeva la strada che si presentava bianca e solitaria, quindi spento
-il chiarore, tutto ritornava nell'oscurità.
-
-Ad ogni tanto, Athos invitava d'Artagnan a mettersi in fila, perchè
-andava sempre qualche passo avanti, ma dopo un istante di obbedienza,
-ritornava nuovamente avanti. Non aveva che un pensiero, ed era quello
-di andare avanti, e vi andava.
-
-Traversarono in silenzio il villaggio di Festubert, ove era rimasto il
-domestico ferito: poscia traversarono il bosco di Rochebourg. Giunti ad
-Herlier, Planchet, che dirigeva sempre la colonna, prese a sinistra.
-
-Diverse volte, sia lord de Winter, sia Porthos, sia Aramis tentarono
-di attaccare il discorso coll'uomo dal mantello rosso; ma ad ogni
-interrogazione che gli veniva fatta, si era inchinato senza rispondere.
-I viaggiatori avevano capito allora che vi doveva essere qualche
-ragione perchè lo sconosciuto conservasse il silenzio, e cessarono dal
-volgergli il discorso.
-
-D'altronde, l'uragano ingrossava, i lampi si succedevano rapidamente,
-il tuono cominciava a rumoreggiare, e il vento precursore del
-temporale, fischiava a più potere.
-
-La cavalcata prese il gran trotto.
-
-Un poco al di là di Formelles; l'uragano scoppiò. Furono spiegati i
-mantelli; restavano ancora tre leghe da farsi; furono fatte sotto un
-torrente di pioggia.
-
-D'Artagnan si era tolto il cappello, e non aveva spiegato il mantello;
-trovava piacere a lasciarsi irrigare la fronte ardente e il corpo
-agitato dai brividi della febbre.
-
-Al momento in cui la piccola truppa aveva oltrepassato Coskal, e stava
-per giungere alla posta, un uomo addossato ad un albero si staccò dal
-tronco col quale era stato confuso nell'oscurità, e si avanzò fino in
-mezzo alla strada, mettendosi il dito sulle labbra.
-
-Athos riconobbe Grimaud.
-
-— Che vi è dunque! gridò d'Artagnan, avrebb'ella lasciato Armentières?
-
-Grimaud fece colla testa un segno affermativo. D'Artagnan ruotò i denti.
-
-— Silenzio d'Artagnan! disse Athos. Sono io che mi sono incaricato di
-tutto; sta dunque a me l'interrogare Grimaud. Dov'è essa? domandò a
-Grimaud.
-
-Grimaud stese la mano nella direzione della Lys.
-
-— Lungi di qui? domandò Athos.
-
-Grimaud presentò al suo padrone il suo indice piegato.
-
-— Soltanto? domandò Athos.
-
-Grimaud fece segno di sì.
-
-— Signori, disse, Athos, essa è una mezza lega di qui nella direzione
-del fiume.
-
-— Sta bene disse d'Artagnan: conduceteci Grimaud.
-
-Grimaud si mise ad attraversare i campi, e servì di guida alla
-cavalcata.
-
-In capo a cinquecento passi, si ritrovò un ruscello che fu traversato a
-guado.
-
-Al chiarore di un lampo, fu scoperto il villaggio d'Erquinhein.
-
-— È forse là? domandò d'Artagnan.
-
-Grimaud scosse la testa in segno negativo.
-
-— Silenzio dunque! disse Athos.
-
-E la truppa continuò il cammino.
-
-Balenò un altro lampo; Grimaud stese le braccia, ed al chiarore
-rossastro di un serpente di fuoco, si distinse una piccola casa
-isolata, vicina al fiume, a cento passi dal battello di traghetto.
-
-Una finestra era illuminata.
-
-— Noi ci siamo, disse Athos.
-
-In questo momento, un uomo nascosto in un fosso si alzò: era
-Mousqueton, il quale mostrò col dito la finestra illuminata.
-
-— Essa è là, diss'egli.
-
-— E Bazin? domandò Athos.
-
-— Nel mentre che io guardava la finestra, egli guardava la porta.
-
-— Bene! disse Athos, voi siete tutti fedeli servitori.
-
-Athos saltò da cavallo e consegnò le redini a Grimaud; quindi si avanzò
-sotto la finestra, dopo aver fatto segno al resto della sua truppa di
-girare dalla parte della porta.
-
-La piccola casa era circondata da una siepe foltissima, alta circa tre
-piedi. Athos l'oltrepassò, giunse fino alla finestra priva di sportelli
-al di fuori, ma le di cui mezze tendine erano esattamente tirate.
-
-Egli montò sul suo parapetto di pietra affinchè il suo occhio potesse
-oltrepassare l'altezza delle mezze tendine.
-
-Al chiarore di una lampada, egli vide una donna avviluppata in un gran
-manto di colore scuro, seduta sopra uno sgabello, vicino ad un fuoco
-quasi spento. I suoi gomiti erano appoggiati sopra una cattiva tavola,
-ed, essa appoggiava la sua testa sopra ambe le mani, bianche come
-l'avorio.
-
-Non si poteva distinguere il suo viso, ma un sorriso sinistro passò
-sulle labbra di Athos. Non vi era da ingannarsi: quella era la donna
-che egli cercava.
-
-In questo momento, un cavallo nitrì. Milady alzò la testa, vide dietro
-ai vetri il pallido viso di Athos, e mandò un grido.
-
-Athos capì che era stato riconosciuto, spinse la finestra col ginocchio
-e colla mano; questa cedè, i vetri si ruppero, e Athos, simile allo
-spettro della vendetta, saltò nel mezzo della camera, milady corse
-alla porta e l'aprì. Più pallido e più minaccioso ancora di Athos,
-d'Artagnan stava sulla soglia.
-
-Milady indietreggiò mandando un grido; d'Artagnan, credendo ch'essa
-avesse qualche mezzo di evasione, e temendo che loro non fuggisse, levò
-una pistola dalla sua cintola. Ma Athos alzò la mano:
-
-— Rimettete quell'arme al suo posto, d'Artagnan, disse egli; è
-necessario che questa donna sia giudicata e non assassinata. Aspettate
-ancora, d'Artagnan, e tutti sarete soddisfatti!
-
-— Entrate, o signori.
-
-E d'Artagnan obbedì, perchè Athos aveva la voce solenne e il gesto
-possente di un giudice supremo. Dietro a d'Artagnan, entrarono Porthos,
-Aramis, Lord de Winter, e l'uomo dal mantello rosso.
-
-I quattro servitori guardavano la porta e le finestre.
-
-Milady era ricaduta sul suo seggio colle mani stese, come per
-scongiurare questa terribile apparizione. Scorgendo suo cognato, essa
-gettò un grido terribile.
-
-— Chi domandate voi? gridò milady.
-
-— Noi domandiamo, disse Athos, Anna de Breuille, che prima si è
-chiamata la contessa della Fère, poi lady de Winter baronessa de
-Souffield.
-
-— Sono io, mormorò essa al colmo dello stupore, che volete da me?
-
-— Vogliamo giudicarvi secondo i vostri delitti, disse Athos, voi sarete
-libera di difendervi; giustificatevi, se potete. Signor d'Artagnan,
-spetta a voi di accusarla pel primo.
-
-D'Artagnan si avanzò.
-
-— Davanti a Dio e davanti agli uomini, disse egli io accuso questa
-donna di avere avvelenata Costanza Bonacieux, morta ieri sera.
-
-Egli si voltò verso Porthos ed Aramis.
-
-— Lo attestiamo, dissero con un sol movimento i due moschettieri.
-
-D'Artagnan continuò:
-
-— Davanti a Dio e davanti agli uomini, io accuso questa donna di avere
-voluto avvelenarmi col vino, che mi aveva inviato da Villeroy con una
-falsa lettera, come se il vino mi fosse stato mandato dai miei amici;
-Dio mi salvò, ma un uomo è morto in mia vece che si chiamava Brisemont.
-
-— Lo attestiamo, dissero colla stessa voce Porthos ed Aramis.
-
-— Davanti a Dio e davanti agli uomini, proseguì d'Artagnan, io accuso
-questa donna di avermi spinto all'uccisione del barone de Wardes,
-e siccome non vi è alcuno per attestare la verità di quest'accusa,
-l'attesto da me stesso. Ho detto.
-
-E d'Artagnan passò dall'altra parte della camera, con Porthos ed Aramis.
-
-— A voi, milord, disse Athos.
-
-Il barone si avvicinò a sua volta.
-
-— Davanti a Dio e davanti agli uomini, disse egli, io accuso questa
-donna di aver fatto assassinare il duca di Buckingham.
-
-— Il duca di Buckingham assassinato? gridarono ad una voce tutti gli
-assistenti.
-
-— Sì, disse il barone, assassinato: dietro la lettera di avviso che mi
-avete scritta, io aveva fatto arrestare questa donna, e l'aveva data
-in custodia ad un leale servitore; essa ha corrotto quest'uomo, gli ha
-messo il pugnale in mano, e gli ha fatto uccidere il duca, e in questo
-momento forse, Felton paga colla sua testa il delitto di questa furia.
-
-Un fremito percorse per mezzo i giudici alle rivelazioni di questi
-delitti sconosciuti.
-
-— Ma questo non è tutto, riprese lord de Winter, mio fratello, che
-l'aveva fatta sua erede, è morto in tre ore di una strana malattia, che
-lasciò delle macchie livide su tutto il corpo. Cognata, in che modo è
-morto vostro marito?
-
-— Orrore! gridarono Porthos ed Aramis.
-
-— Assassina di Buckingham, assassina di Felton, assassina di mio
-fratello, io domando giustizia contro di voi, e dichiaro che se non mi
-verrà fatta, me la farò da me!
-
-E lord de Winter andò a mettersi vicino a d'Artagnan, lasciando il
-posto libero ad un altro accusatore.
-
-Milady lasciò cadersi la fronte fra le sue mani, e tentò richiamare le
-sue idee confuse da una vertigine mortale.
-
-— A mia volta, disse Athos, tremando egli stesso, come trema il leone
-all'aspetto di un serpente; a mia volta io sposai questa donna quando
-era giovinetta; la sposai malgrado l'opposizione di tutta la mia
-famiglia le detti i miei beni, le detti il mio nome, e un giorno;
-m'accorsi che era infamata; questa donna è marchiata con un giglio
-sulla spalla sinistra.
-
-— Oh! disse milady alzandosi, io sfido di ritrovare il tribunale che ha
-pronunziato sopra di me questa infame sentenza, io sfido di ritrovare
-colui che l'ha eseguita.
-
-— Silenzio! disse una voce. A questo aspetta a me il rispondere.
-
-E l'uomo dal mantello rosso si avvicinò a sua volta.
-
-— Chi è quest'uomo? chi è quest'uomo? gridò milady soffocata dal
-terrore, i di cui capelli si snodarono e si dirizzarono sulla sua testa
-livida, come se fossero stati vivi.
-
-Tutti gli occhi si voltarono su quest'uomo, poichè egli era sconosciuto
-a tutti, eccetto che ad Athos. Athos pure lo guardava con tanto stupore
-quanto gli altri, ignorando il come poteva trovarsi immischiato in
-qualche cosa al dramma che si sviluppava in quel momento.
-
-Dopo essersi avvicinato a milady con passo lento e solenne, ed in modo
-che la sola tavola lo separasse da lei, lo sconosciuto si tolse la
-maschera.
-
-Milady guardò per qualche tempo, con un terrore crescente, questo
-pallido viso inquadrato da capelli e da barba nera, la di cui
-espressione era una impassibilità glaciale; poi ad un tratto:
-
-— Oh! no, no, disse ella alzandosi e indietreggiando fin contro il
-muro; no, questa è una apparizione infernale! non è lui! a me! a me!
-gridò essa con voce rauca, voltandosi verso il muro, come se avesse
-potuto aprirvi un passaggio con le sue mani.
-
-— Ma chi siete voi dunque? gridarono tutti i testimoni a questa scena.
-
-— Domandatelo a questa donna, disse l'uomo dal mantello rosso, poichè,
-vedete, bene, ella mi ha riconosciuto.
-
-— Il carnefice di Lille! il carnefice di Lille, grido milady in preda
-ad un insensato terrore, aggrappandosi con le mani al muro per non
-cadere.
-
-Tutti si allontanarono, e l'uomo dal mantello rosso restò solo in piedi
-in mezzo alla sala.
-
-— Oh! grazia! grazia! perdono, gridò la miserabile cadendo in ginocchio.
-
-Lo sconosciuto lasciò che si ristabilisse il silenzio.
-
-— Io ve lo diceva bene che ella mi aveva riconosciuto; riprese egli.
-Sì, io sono l'esecutore di giustizia della città di Lille, ed ecco la
-mia storia.
-
-Tutti gli occhi erano fissi su quest'uomo, di cui si udivano le parole
-con avida ansietà.
-
-— Questa giovane era altra volta una giovinetta tanto bella quanto lo è
-adesso. Essa era educanda in un convento di Templemard. Un giovine, di
-cuor semplice e credente, serviva la chiesa di questo convento; ella si
-accinse a sedurlo e vi riuscì. E chi non avrebbe ella sedotto?
-
-«Ma troppa distanza passava tra la condizione dell'uno e dell'altra; e
-però i loro legami non potevano durare lungamente senza perdersi tutti
-e due. Ella ottenne da lui che fuggirebbero dal paese, ma per fuggire
-dal paese, per involarsi assieme, per andare in un'altra parte della
-Francia, ove essi potessero vivere tranquilli, perchè sarebbero stati
-sconosciuti, vi voleva del danaro; nè l'uno nè l'altra ne avevano.
-Il giovane per far danaro commise un furto. Gli oggetti derubati
-furono venduti; ma, mentre si apprestavano a partire, furono entrambi
-arrestati.
-
-«Otto giorni dopo, ella aveva sedotto il figlio del carceriere e si era
-salvata. Il giovine fu condannato a dieci anni di ferri e al marchio.
-Io era l'esecutore della città di Lille, come disse questa donna. Fui
-obbligato di marchiare il colpevole; signori, egli era mio fratello.
-
-«Giurai allora che questa donna, che lo aveva perduto, che era più
-che sua complice poichè essa lo aveva spinto al delitto, dividerebbe
-almeno la punizione. Immaginai il luogo ove doveva essersi nascosta, la
-rinvenni, l'afferrai, la legai, e le impressi il medesimo marchio che
-io aveva impresso a mio fratello.
-
-«L'indomani del mio ritorno a Lille, mio fratello pervenne anch'egli
-a fuggire; fui accusato di complicità, e condannato a rimanere in
-prigione nel suo posto, fino a che non fosse ritornato a costituirsi
-prigioniero. Il mio povero fratello ignorava questo giudizio, egli
-raggiunse questa donna, fuggì con lei nel Berry, e là visse alcun tempo
-facendola passare per sua sorella.
-
-«Il signore di quel luogo, ove erano andati ad abitare questi pretesi
-due fratelli, divenne innamorato di lei al punto che le propose di
-sposarla. Allora essa lasciò quello che aveva perduto, per quello che
-voleva perdere, e divenne la contessa della Fère;
-
-Tutti gli occhi si voltarono verso Athos, di cui questo era il vero
-nome, il quale fece segno colla testa, che tutto ciò che aveva detto il
-carnefice era vero.
-
-— Allora, riprese questi, mio fratello pazzo disperato, deciso a
-sbarazzarsi di una esistenza alla quale aveva tolto tutto, onore e
-fortuna, il mio povero fratello ritornò a Lille, e sentendo il decreto
-che mi aveva condannato invece sua, si costituì prigioniero, e si
-impiccò la stessa sera all'inferriata della sua prigione. Del resto,
-bisogna che io renda giustizia a chi di dovere; quelli che mi avevano
-condannato mi mantennero la parola. Appena fu constata l'identità del
-cadavere, che fui rimesso in libertà. Ecco il delitto per cui l'accuso,
-ecco la causa per cui l'ho marchiata.
-
-— Sig. d'Artagnan, disse Athos, qual è la pena che voi reclamate per
-questa donna?
-
-— La pena di morte! rispose d'Artagnan.
-
-— Milord de Winter, continuò Athos, qual è la pena che reclamate contro
-questa donna?
-
-— La pena di morte! riprese lord de Winter.
-
-— Signori Porthos ed Aramis, riprese Athos, voi che siete i suoi
-giudici, qual è la pena che pronunciate contro questa donna?
-
-— La pena di morte! risposero con voce sorda i due moschettieri.
-
-Milady mandò un urlo spaventoso, e fece alcuni passi verso i suoi
-giudici, trascinandosi ginocchioni.
-
-Athos stese la mano verso di lei.
-
-— Anna de Breuille, contessa della Fère, milady de Winter, diss'egli, i
-vostri delitti hanno stancato gli uomini sulla terra e Dio in cielo. Se
-sapete qualche preghiera, recitatela, poichè siete condannata, e state
-per morire.
-
-A queste parole, che non le lasciavano alcuna speranza, si raddirizzò
-per quanto era alta, e volle parlare; ma la voce le mancò. Elle sentì
-che una mano possente ed implacabile l'afferrava per i capelli, e la
-trascinava così irrevocabilmente. Essa dunque non tentò pure di far
-resistenza e uscì dalla casa.
-
-Lord de Winter, d'Artagnan, Athos, Porthos, ed Aramis, ne uscirono
-dietro di lei; i servi seguirono i loro padroni, e la camera rimase
-solitaria con la sua finestra rotta, la porta aperta, e la lampada che
-ardeva tristamente sulla tavola.
-
-
-
-
-CAPITOLO LXVI.
-
-L'ESECUZIONE
-
-
-Era circa mezzanotte, la luna era in decrescenza, ed il color sanguigno
-era l'ultima traccia dell'uragano; la luna si alzava dietro la piccola
-città di Armentières, che staccava sopra l'orizzonte i neri profili
-delle case, della chiesa, del campanile traforato a giorno; dirimpetto
-il fiume Lys scorreva le sue acque simile ad un rivo di stagno fuso,
-nel mentre che, sull'altra riva, si vedeva la massa nera degli alberi,
-che si profilava sopra un cielo tempestoso, investito da grossi
-nuvoloni color di rame, che facevano una specie di crepuscolo nel mezzo
-della notte.
-
-A sinistra si alzava un vecchio molino abbandonato con le ali immobili;
-tra le rovine del quale una civetta faceva sentire il suo grido acuto,
-periodico e monotono. Qua e là, nella pianura, a diritta e a sinistra
-della stradella che percorreva il lugubre corteggio, apparivano alcuni
-alberi bassi o troncati, che sembravano spettri deformi, aggruppati per
-osservare gli uomini in quell'ora sinistra.
-
-Di tratto in tratto un largo lampo apriva l'orizzonte in tutta la sua
-larghezza, serpeggiava al di sopra della massa nera degli alberi, e
-veniva come una enorme scimitarra, a spaccare il cielo e l'acqua in
-due parti. Non un soffio di vento agitava l'atmosfera appesantita; un
-silenzio di morte opprimeva tutta la natura, il suolo era umido per
-la pioggia caduta, e gli alberi rianimati mandavano i loro profumi con
-maggiore energia.
-
-Due lacchè trascinavano milady, che tenevano ciascuno per un braccio,
-il carnefice camminava dietro. Lord de Winter, d'Artagnan, Athos,
-Porthos, ed Aramis camminavano dietro al carnefice. Planchet e Bazin
-venivano gli ultimi.
-
-I due lacchè condussero milady dalla parte del fiume; la sua bocca era
-muta, ma i suoi occhi parlavano con la loro inesplicabile eloquenza,
-supplicando or l'uno or l'altro ch'essa guardava. Siccome si trovava
-alcuni passi avanti, disse ai lacchè:
-
-— Mille doppie per ciascuno di voi se proteggete la mia fuga; ma se
-mi abbandonate ai vostri padroni, ho qui vicino dei vendicatori che vi
-faranno pagar cara la mia morte.
-
-Grimaud esitava, Mousqueton tremava con tutte le sue membra.
-
-Athos, che aveva intesa la voce di milady, si avvicinò prestamente;
-lord de Winter fece altrettanto.
-
-— Rimandate questi servi, disse egli; essa ha parlato loro, costoro non
-sono più sicuri.
-
-Si chiamò Planchet e Bazin, che presero il posto di Grimaud e
-Mousqueton.
-
-Giunti sulla riva del fiume, il carnefice si avvicinò a milady, e le
-legò i piedi e le mani.
-
-Allora essa ruppe il silenzio, per gridare:
-
-— Voi siete vili, siete miserabili assassini, vi mettete in dieci per
-sgozzare una povera donna; state in guardia, se io non sono soccorsa,
-sarò vendicata!...
-
-— Voi non siete una donna, disse freddamente Athos; voi non appartenete
-alla specie umana, voi siete un demonio fuggito dall'inferno, e noi vi
-ci faremo ritornare.
-
-— Oh! signori uomini virtuosi, disse milady, state attenti, perchè
-colui che toccherà un solo capello della mia testa è a sua volta un
-assassino.
-
-— L'esecutore può uccidere, senza per questo essere un assassino,
-signora, disse l'uomo dal mantello rosso battendo sulla sua larga
-spada; questo è l'ultimo giudice, ecco tutto. _Nachrichter_, come
-dicono i nostri vicini alemanni.
-
-E siccome egli la legava dicendo queste parole, milady mandò due o tre
-gridi selvaggi, che produssero un tetro e strano effetto, spandendosi
-per la notte e perdendosi nella profondità dei boschi.
-
-— Ma se io sono colpevole, se ho commessi i delitti di cui mi accusate,
-urlava milady, conducetemi avanti di un tribunale; voi non siete
-giudici per condannarmi.
-
-— Io aveva proposto Tyburn, disse lord de Winter, perchè non avete
-voluto accettarlo?
-
-— Perchè io non voglio morire, gridò milady dibattendosi, perchè sono
-troppo giovane per morire.
-
-— La donna, che avete avvelenata a Béthune, era più giovane ancora di
-voi, signora, eppure essa è morta, disse d'Artagnan.
-
-— Io entrerò in un chiostro, mi farò religiosa, disse milady.
-
-— Voi eravate in un chiostro, disse il carnefice, e ne siete uscita per
-perdere mio fratello.
-
-Milady mandò un grido di spavento e cadde in ginocchio.
-
-Il carnefice la sollevò fra le sue braccia, e volle portarla verso il
-battello.
-
-— Oh! mio Dio! gridò essa, mio Dio! volete voi annegarmi?
-
-Queste grida avevano qualche cosa di straziante, dimodochè d'Artagnan,
-che sulle prime era il più accanito contro milady, si lasciò andare
-contro un albero e vi appoggiò la testa, chiudendosi le orecchie con le
-palme delle mani, e ciò nonostante, ad onta di questo, sentiva ancora
-minacciare e gridare.
-
-D'Artagnan era il più giovine di tutti quegli uomini, e il cuore gli
-mancò.
-
-— Oh! io non posso vedere questo orribile spettacolo, disse egli; io
-non posso acconsentire che questa donna muoia così.
-
-Milady aveva intese queste parole, e si era attaccata ad un raggio di
-speranza.
-
-— D'Artagnan! d'Artagnan! gridò essa, sovvienti che ti ho amato!
-
-Il giovine si alzò e fece un passo verso di lei.
-
-Ma Athos cavò la sua spada, e gli tagliò il sentiero.
-
-— Se voi fate un passo di più, d'Artagnan, disse egli, noi incrocieremo
-le spade assieme.
-
-D'Artagnan cadde in ginocchio e pregò.
-
-— Andiamo, andiamo, continuò Athos, esecutore di giustizia, fa il tuo
-dovere.
-
-— Volentieri, signore, disse il carnefice, perchè, tanto è vero che
-io sono un buon cattolico, che credo fermamente essere io giusto nei
-compiere le mie funzioni sopra questa donna.
-
-— Sta bene.
-
-Athos fece un passo verso milady.
-
-— Io vi perdono, disse egli, il male che mi avete fatto; vi perdono il
-mio avvenire troncato, il mio onore perduto, il mio amore lordato e la
-mia salute per sempre compromessa, per la disperazione in cui mi avete
-gettato. Morite in pace!
-
-Lord de Winter si avvicinò egli pure.
-
-— Io vi perdono, diss'egli, l'avvelenamento di mio fratello,
-l'assassinio di Sua Grazia lord de Buckingham, vi perdono la morte del
-povero Felton, vi perdono tutti i vostri tentativi sulla mia persona.
-Morite in pace!
-
-— Ed io, disse d'Artagnan, perdonatemi, signora, di avere con una
-furberia indegna di un gentiluomo, provocata la vostra collera; e in
-compenso, vi perdono l'uccisione della mia povera amica e i vostri
-crudeli tentativi di vendetta sopra di me. Vi perdono e vi compiango.
-Morite in pace!
-
-— _I am lost!_ mormorò in inglese milady, _I must die_.
-
-Allora ella si alzò da sè, girò intorno sguardi luminosi che sembravano
-scaturire da un occhio di fiamme.
-
-Essa non vide niente.
-
-Essa ascoltò, e non intese niente.
-
-Ella non aveva intorno a se che dei nemici.
-
-— Ove vado a morire? domandò essa.
-
-— Sull'altra riva, rispose il carnefice.
-
-Allora egli la fece trascinare nella barca, e mentre stava per mettersi
-in piede per seguirla, Athos gli consegnò una somma di danaro.
-
-— Prendete, disse, ecco il prezzo della esecuzione, che si veda bene
-che noi agiamo da giudici.
-
-— Sta bene, disse il carnefice, ed ora questa donna sappia essa pure
-che io non eseguisco il mio mestiere, ma il mio dovere.
-
-E gettò il denaro nel fiume.
-
-— Vedete! disse Athos, questa donna ha un figlio, eppure ella non ha
-detto una parola di suo figlio!
-
-Il battello si allontanò verso la riva sinistra della Lys, portando la
-colpevole e l'esecutore. Tutti gli altri rimasero sulla riva destra,
-caduti in ginocchio, pregando per la condannata.
-
-Il battello scorreva lentamente lungo la corda del traghetto sotto
-il riflesso di una pallida nube, che in quel momento passava a piombo
-sull'acqua.
-
-Fu visto approdare all'altra riva, i personaggi si disegnavano in nero
-sull'orizzonte rossastro.
-
-Milady, durante il tragitto, era pervenuta a staccare la corda che le
-legava i piedi. Giungendo all'altra riva, saltò leggiermente a terra, e
-prese la fuga.
-
-Ma il suolo era umido: e giungendo sull'alto dell'argine, scivolò e
-cadde in ginocchio.
-
-Fu colta senza dubbio da un'idea superstiziosa: essa capì che il
-cielo le rifiutava il suo soccorso, e rimase nell'attitudine in cui si
-ritrovava, colla testa inchinata e le mani giunte.
-
-Allora fu visto dall'altra riva il carnefice alzare lentamente le
-due braccia, un raggio della luna riflettè sulla lama della larga sua
-spada, le due braccia ricaddero; s'intese il fischio della scimitarra
-e il grido della vittima, quindi una massa tronca si piegò sotto il
-colpo.
-
-Allora il carnefice si tolse il mantello rosso, lo stese per terra, vi
-trascinò sopra il corpo, vi gettò la testa, lo annodò ai quattro angoli
-lo caricò sulla sua spalla e rimontò nel battello.
-
-Giunto in mezzo alla Lys, fermò la banca, e sospendendo il suo fardello
-al disopra del fiume:
-
-— Lasciate passare la giustizia di Dio! gridò egli ad alta voce.
-
-E lasciò cadere il cadavere nel più profondo dell'acqua, che si
-richiuse sopra di esso.
-
-
-
-
-CAPITOLO LXVII.
-
-UN MESSAGGIO DEL MINISTRO
-
-
-Tre giorni dopo i quattro moschettieri rientravano a Parigi; essi erano
-rimasti nei limiti del loro congedo, e la stessa sera andarono dal sig.
-de Tréville, a fargli la solita visita di uso.
-
-— Ebbene! signori, domandò il loro capitano, vi siete voi divertiti
-nella vostra escursione?
-
-— Prodigiosamente! rispose Athos in nome suo e in quello dei suoi
-compagni.
-
-Il sei del successivo mese, il re mantenendo la promessa che aveva
-fatta al ministro di ritornare alla Rochelle, lasciò Parigi tutto
-stordito ancora dalla novella che vi si era sparsa che Buckingham era
-stato assassinato.
-
-Quantunque prevenuta, che l'uomo che essa amava tanto, correva un forte
-pericolo, la regina, quando le fu annunziato questa morte, non volle
-crederla; e giunse perfino a gridare imprudentemente.
-
-— È falso! egli mi ha scritto...
-
-Ma l'indomani bisognò bene prestar fede all'annunzio. Laporte,
-trattenuto come tutti gli altri in Inghilterra per ordine del re Carlo
-I, arrivò portatore dell'ultimo funebre regalo, che Buckingham inviava
-alla regina.
-
-La gioia del re era stata vivissima; non si dette alcuna pena di
-dissimularla, anzi la dimostrò con affettazione davanti alla regina;
-Luigi XIII, come tutti i cuori deboli mancava di generosità.
-
-Ma ben presto egli ritornò cupo e pensieroso; la sua fronte non era
-di quelle che si mantengono lungamente ilari; sentiva che ritornando
-al campo, andava a riprendere la sua schiavitù e ciò non ostante vi
-ritornava.
-
-Il ministro era per lui il serpente affascinatore, ed egli era
-l'uccello che saltellava di ramo in ramo senza potere sfuggirgli.
-
-Per questo il ritorno alla Rochelle era profondamente tristo. I quattro
-amici particolarmente formavano la meraviglia dei loro camerati, essi
-viaggiavano assieme uniti coll'occhio tetro e la testa bassa. Athos
-solo rialzava di tratto in tratto la sua fronte, un lampo balenava dai
-suoi occhi, un amaro sorriso passava sulle sue labbra; quindi simile ai
-suoi camerati, si lasciava nuovamente andare alle sue meditazioni.
-
-Appena giunta la scorta in una città, dopo che avevano condotto il re
-al suo alloggio, i quattro amici si recavano o al loro quartiere o in
-qualche osteria appartata, ove non giuocavano nè bevevano; parlavano
-soltanto a bassa voce, osservando con attenzione di non essere
-ascoltati da nessuno.
-
-Un giorno che il re aveva fatto alto sulla strada, per dar la caccia
-alla gazza, che i quattro moschettieri, secondo il loro costume, invece
-di seguire la caccia, si erano ritirati in una osteria posta sulla
-strada maestra; un uomo che veniva dalla Rochelle a tutta briglia, si
-fermò alla porta per bere un bicchiere di vino e penetrò il suo sguardo
-nell'interno della camera, ove stavano a tavola i quattro moschettieri.
-
-— Olà! signor d'Artagnan, non siete voi che vedo laggiù?
-
-D'Artagnan alzò la testa e mandò un grido di gioia; quell'uomo che lo
-chiamava era il suo fantasma, era lo sconosciuto di Méung, della strada
-Fossoyeurs, e di Arras.
-
-D'Artagnan cavò la spada e si slanciò verso la porta.
-
-Ma questa volta invece di fuggire, lo sconosciuto saltò giù del suo
-cavallo, e s'avvanzò incontro a d'Artagnan.
-
-— Ah! signore, disse il giovane, finalmente vi ho raggiunto. Questa
-volta non mi fuggirete.
-
-— Non era questa neppure la mia intenzione, perchè questa volta io vi
-cercava. In nome del re, io vi arresto.
-
-— Come! che dite voi? gridò d'Artagnan.
-
-— Io vi dico, signore, che dovete cedermi la vostra spada, e senza
-alcuna resistenza. Vi avverto che ne va della vostra testa.
-
-— Chi siete voi? gridò d'Artagnan abbassando la sua spada, senza però
-renderla ancora.
-
-— Io sono il cavaliere de Rochefort, rispose lo sconosciuto, scudiero
-di Sua Eccellenza il ministro Richelieu, ed ho l'ordine di condurvi a
-Sua Eccellenza.
-
-— Noi ritorniamo presso Sua Eccellenza, signor cavaliero, disse Athos
-avanzandosi, e voi vorrete accettare la parola del signor d'Artagnan
-che si recherà in linea retta alla Rochelle.
-
-— Io debbo consegnarlo nelle mani delle guardie, che lo ricondurranno
-al campo.
-
-— Faremo noi le loro veci, signore, sulla nostra parola da
-gentiluomini! Ma sulla nostra parola da gentiluomini pure, aggiunse
-Athos aggrottando il sopracciglio, il signor d'Artagnan non ci lascerà.
-
-Il signor Rochefort gettò un colpo d'occhio indietro, e vide che
-Porthos ed Aramis, si erano posti fra lui e la porta; egli capi che si
-trovava interamente a loro discrezione.
-
-— Signori, diss'egli, se il signor d'Artagnan mi cede la spada, e
-unisce la sua parola alla vostra, mi contenterò della vostra promessa
-di condurlo all'alloggio di Sua Eccellenza il ministro.
-
-— Voi avete la mia parola, signore, ed ecco la mia spada.
-
-— Ciò mi accomoda, tanto più, disse Rochefort, che debbo continuare il
-mio viaggio.
-
-— Se è per raggiungere milady, disse freddamente Athos, è inutile, voi
-non la ritrovereste.
-
-— Che cosa è dunque avvenuto di lei? domandò premurosamente Rochefort.
-
-— Ritornate al campo e lo saprete.
-
-Rochefort rimase un istante pensieroso; ma siccome non erano più che
-una giornata distanti da Surgéres, fin dove il ministro doveva venire
-incontro al re, risolse di seguire il consiglio di Athos e di ritornare
-con loro.
-
-D'altronde, questo ritorno gli offriva il vantaggio di sorvegliare da
-se stesso il suo prigioniero.
-
-Si rimisero in viaggio.
-
-L'indomani, a tre ore dopo il mezzogiorno, giunsero a Surgéres; il
-ministro vi aspettava Luigi XIII. Il ministro ed il re si cambiarono
-una quantità di carezze; si felicitarono della fortunata combinazione
-che sbarazzava la Francia del nemico accanito che ammutinava l'Europa
-contro di lei. Dopo di che, il ministro, ch'era stato prevenuto
-da Rochefort che d'Artagnan era arrestato, e che aveva fretta
-d'interrogarlo, prese congedo dal re, invitandolo di venire il giorno
-dopo a vedere i lavori della diga che erano stati terminati.
-
-Ritornando la sera al suo quartiere, al Ponte di Pierre, il ministro
-ritrovò in piedi, davanti alla porta della casa che egli abitava,
-d'Artagnan disarmato, e i tre moschettieri armati.
-
-Questa volta, siccome egli si ritrovava in forza, li riguardò
-severamente, e fece segno, coll'occhio e colla mano, a d'Artagnan di
-seguirlo.
-
-D'Artagnan obbedì.
-
-— Noi ti aspettiamo d'Artagnan, disse Athos abbastanza forte perchè il
-ministro lo sentisse.
-
-Sua Eccellenza aggrottò il sopracciglio, si fermò un istante, poi
-continuò il suo cammino, senza pronunciare una parola.
-
-D'Artagnan entrò dietro al ministro, e Rochefort dietro a d'Artagnan:
-alla porta furono messe le sentinelle.
-
-Sua Eccellenza si portò nella camera che gli serviva da gabinetto e
-fece segno a Rochefort d'introdurre il giovane moschettiere.
-
-Rochefort obbedì e si ritirò.
-
-D'Artagnan rimase solo in faccia al ministro: era la seconda conferenza
-con Richelieu: ed egli, confessò dopo, credeva che fosse stata
-l'ultima.
-
-Richelieu rimase in piedi appoggiato al camminetto, e vi era una tavola
-fra lui e d'Artagnan.
-
-— Signore, disse il ministro, voi siete stato arrestato per ordine mio.
-
-— Mi è stato detto, Eccellenza.
-
-— Sapete voi perchè.
-
-— No, Mio-signore, poichè la sola colpa per la quale io potrei essere
-arrestato, è ancora ignorata dal ministro.
-
-Richelieu guardò fissamente il giovane.
-
-— Olà! diss'egli, che volete dire con ciò?
-
-— Se Vostra Eccellenza vuol prima farmi conoscere i delitti di cui
-vengo imputato, io gli dirò in seguito i fatti che ho operati.
-
-— Voi siete imputato di delitti che hanno fatto cadere delle teste più
-alte della vostra, disse il ministro.
-
-— E quali, Eccellenza? domandò d'Artagnan con una calma che fece
-meraviglia allo stesso ministro.
-
-— Voi siete imputato di avere avuto corrispondenza coi nemici del
-regno, siete imputato di avere sorpreso i segreti dello stato, siete
-imputato di aver tentato di fare andare a vuoto i piani del vostro
-generale.
-
-— E chi è che m'imputa di tutto ciò, Eccellenza? disse d'Artagnan, che
-non si dubitava che l'accusa non venisse da milady, una donna marchiata
-dalla giustizia del suo paese, una donna che ha sposato un uomo in
-Francia e un altro in Inghilterra, una donna che ha avvelenato il suo
-secondo marito, e che ha tentato di avvelenare me pure.
-
-— Che dite voi dunque! signore!, gridò il ministro meravigliato, e di
-qual donna v'intendete voi parlare in tal guisa?
-
-— Di milady de Winter, rispose d'Artagnan; sì, di milady de Winter,
-di cui senza dubbio Vostra Eccellenza ignorava i delitti, quando la
-onorava della sua confidenza.
-
-— Signore, disse il ministro, se milady de Winter ha commesso i delitti
-che voi dite, ella sarà punita.
-
-— Essa lo è già, Eccellenza.
-
-— E chi l'ha punita?
-
-— Noi.
-
-— Essa dunque è in prigione?
-
-— Essa è morta.
-
-— Morta! ripetè il ministro che non poteva credere quanto udiva:
-morta!... non avete voi detto ch'essa è morta?
-
-— Tre volte essa ha tentato di uccidermi, ed io le ho perdonato,
-ma però ha ucciso la donna che io amava; allora i miei amici ed io
-l'abbiamo presa, giudicata e condannata.
-
-D'Artagnan raccontò allora l'avvelenamento della sig. Bonacieux nel
-convento delle Carmelitane di Béthune, il giudizio nella casa isolata,
-e la esecuzione sulle rive della Lys.
-
-Un fremito percorse tutto il corpo del ministro, eppure non fremeva
-tanto facilmente. Ad un tratto, come subendo l'influenza di un tacito
-pensiero, la fisonomia del ministro, cupo fino allora, si rischiarò a
-poco a poco, e giunse alla più perfetta serenità.
-
-— Così, diss'egli con una dolcezza che contrastava colla severità
-delle sue parole, voi vi siete costituiti giudici senza pensare che
-quelli che non hanno missione di punire, e puniscono, sono considerati
-assassini.
-
-— Eccellenza, io vi giuro che neppure per un momento, non ho mai
-avuto intenzione di difendere la mia testa contro di voi; io subirò
-il gastigo che Vostra Eccellenza vorrà infligermi. Non sono abbastanza
-attaccato alla vita per temere la morte.
-
-— Sì, lo so, voi siete un uomo di cuore, signore, disse il ministro con
-una voce quasi affettuosa; io posso dirvi pure in anticipazione che voi
-sarete condannato.
-
-— Un altro potrebbe rispondere a Vostra Eccellenza, che ha la sua
-grazia in saccoccia; ma io mi contento di dirvi ordinate, io sono
-pronto.
-
-— La vostra grazia? disse Richelieu sorpreso.
-
-— Sì, Eccellenza, disse d'Artagnan.
-
-— Firmata da chi? dal re forse?
-
-Il ministro pronunciò queste parole con una singolare espressione di
-disprezzo.
-
-— No da Vostra Eccellenza.
-
-— Da me! voi siete pazzo, signore.
-
-— Vostra Eccellenza riconoscerà senza dubbio il carattere.
-
-E d'Artagnan presentò al ministro il prezioso foglio che Athos aveva
-strappato a milady, e che aveva dato a d'Artagnan per salvaguardia.
-
-Il ministro prese il foglio, lo lesse lentamente, calcando la voce
-sopra ciascuna sillaba.
-
- «È per ordine mio e per il bene dello stato, che il portatore del
- presente ha fatto quello che ha fatto.
-
- «Dal campo della Rochelle li 3 agosto 1628.
-
- «RICHELIEU»
-
-Il ministro, dopo aver letto queste due linee, cadde in una profonda
-meditazione, ma non rese il foglio a d'Artagnan.
-
-— Egli medita il genere di morte che mi farà subire, diceva fra se il
-Guascone. Ebbene! in fede mia, vedrà come muore un gentiluomo.
-
-Il giovane moschettiere si ritrovava in eccellente disposizione per
-morire eroicamente.
-
-Richelieu pensava sempre, avvolgeva e svolgeva il foglio fra le mani.
-Finalmente alzò la testa, fissò il suo sguardo d'aquila su quella
-fisonomia leale, aperta, intelligente, lesse su quel viso, solcato
-dalle lagrime, i patimenti che da un mese aveva dovuto soffrire, e
-pensò, per la terza o quarta volta, quale avvenire aveva questo giovane
-di vent'anni, e quante risorse, colla sua attività ed il suo spirito,
-poteva offrire ad un buon padrone.
-
-Da un altro canto, i delitti, la potenza, il genio infernale di milady,
-lo aveva più di una volta spaventato. Egli provava una specie di gioia
-secreta, per essere stato sbarazzato per sempre da quel pericoloso
-complice.
-
-Stracciò lentamente il foglio che d'Artagnan gli aveva generosamente
-rimesso.
-
-— Io sono perduto, disse fra se d'Artagnan.
-
-E s'inchinò profondamente davanti al ministro, come uomo che dice:
-«Signore, sia fatta la vostra volontà».
-
-Il ministro si avvicinò alla tavola, e, senza sedere, scrisse alcune
-linee sopra una pergamena ch'era già per due terzi scritta, quindi vi
-appose il sigillo.
-
-— Questa è la mia condanna, diceva sempre fra se d'Artagnan; egli mi
-risparmia la noia della Bastiglia e la lentezza di un giudizio. Questa
-pure è un'amabilità per parte sua.
-
-— Prendete, signore, disse il ministro al giovane, io vi ho preso un
-foglio segnato in bianco, e ve ne rendo un altro. Manca il nome su
-questo brevetto; lo scriverete voi stesso.
-
-D'Artagnan prese la pergamena esitando, e vi gettò sopra lo sguardo.
-
-Era un brevetto di tenente nei moschettieri.
-
-D'Artagnan cadde ai piedi del ministro.
-
-— Eccellenza, diss'egli, la mia vita è vostra; disponetene d'ora
-innanzi; ma non merito il favore che mi accordate: io ho tre amici che
-sono più degni....
-
-— Voi siete un bravo giovane, interruppe il ministro, battendogli
-famigliarmente la mano sulla spalla, contento come era di aver domato
-questa natura ribelle; fate di quel brevetto ciò che più vi piacerà,
-poichè il nome è in bianco; ricordatevi soltanto che sono stato io che
-ve l'ho dato.
-
-— Io non lo dimenticherò mai, rispose d'Artagnan, Vostra Eccellenza può
-esserne certa.
-
-Il ministro si voltò e disse ad alta voce.
-
-— Rochefort!
-
-Il cavaliere, che senza dubbio stava dietro la porta, entrò subito.
-
-— Rochefort, disse il ministro, voi vedete il signor d'Artagnan; io
-lo ricevo nel numero dei miei amici. Così dunque abbracciatevi e siate
-saggi, se avete cura a conservare la testa.
-
-Rochefort e d'Artagnan si baciarono coll'estremità delle labbra, ma il
-ministro era là che li osservava col suo occhio vigilante.
-
-Essi uscirono dalla camera nello stesso tempo.
-
-— Noi ci ritroveremo in altro luogo, signore, non è vero? si dissero.
-
-— Quando vi piacerà, fece d'Artagnan.
-
-— Non mancherà l'occasione, rispose Rochefort.
-
-— Hum! fece Richelieu aprendo la porta.
-
-I due uomini si sorrisero, si strinsero la mano e salutarono Sua
-Eccellenza.
-
-— Noi cominciavamo ad impazientirci, disse Athos scorgendo d'Artagnan.
-
-— Eccomi, amici miei, rispose egli.
-
-— Libero?
-
-— Non sono libero ma in favore.
-
-— Voi ci racconterete....
-
-— Questa sera; ma, pel momento separiamoci.
-
-Infatti la sera, d'Artagnan andò all'alloggio di Athos, che ritrovò in
-vena di vuotare la sua bottiglia di vino di Spagna, occupazione cui si
-dava religiosamente tutte le sere.
-
-Gli raccontò quanto era avvenuto fra il ministro e lui, e cavando di
-saccoccia il brevetto:
-
-— Prendete, mio caro Athos, ecco, diss'egli, ciò che vi viene
-naturalmente.
-
-Athos sorrise col suo dolce e grazioso sorriso:
-
-— Amico, diss'egli, per Athos è troppo; pel conte della Fère è troppo
-poco; conservate questo brevetto, esso è vostro; pur troppo! mio Dio!
-voi lo avete acquistato assai caro.
-
-D'Artagnan uscì dalla camera di Athos ed entrò in quella di Porthos.
-
-Egli lo ritrovò vestito con un magnifico abito, coperto di splendidi
-ricami, che stava osservando allo specchio.
-
-— Ah! ah! disse Porthos, siete voi, caro amico; come trovate che mi
-stia questo vestito?
-
-— A meraviglia, ma io vengo a proporvene un altro, che vi starà ancor
-meglio.
-
-— E quale?
-
-— Quello di tenente dei moschettieri.
-
-D'Artagnan raccontò a Porthos il suo dialogo col ministro, e cavando il
-brevetto di saccoccia:
-
-— Prendete, mio caro, diss'egli, scrivetevi il vostro nome, sopra, e
-siatemi un buon superiore.
-
-Porthos gettò gli occhi sul brevetto lo restituì, con gran meraviglia
-del giovane.
-
-— Sì, diss'egli, ciò mi lusingherebbe molto, ma io non potrei godere
-lungamente di questo favore. Durante la spedizione di Bèthune, il
-marito della mia duchessa è morto, dimodochè lo scrigno del defunto mi
-stende le braccia, ed io sposerò la vedova. Osservate, per l'appunto,
-io stava provando il mio abito di nozze. Ritenete la tenenza per voi,
-mio caro, ritenetela.
-
-E la restituì a d'Artagnan.
-
-Il giovane entrò da Aramis.
-
-Lo ritrovò in ginocchio colla fronte appoggiata sul libro delle ore
-aperto.
-
-Gli raccontò la sua conversazione col ministro, e cavando per la terza
-volta il brevetto di saccoccia:
-
-— Voi, nostro amico, nostro lume, nostro protettore invisibile,
-diss'egli, accettate questo brevetto voi lo avete meritato più che
-ognun altro, colla vostra saggezza ed i vostri consigli, sempre seguiti
-da così felici risultati.
-
-— Ah! caro amico, disse Aramis, le nostre ultime avventure mi hanno
-disgustato del tutto colla vita dell'uomo d'armi. Questa volta il mio
-partito è preso irrevocabilmente: dopo l'assedio, io entrerò in un
-ritiro religioso. Conservate questo brevetto, d'Artagnan; il mestiere
-delle armi vi sta bene, voi siete un bravo ed avventuroso capitano.
-
-D'Artagnan coll'occhio umido di riconoscenza, e splendente di gioia,
-ritornò da Athos, che ritrovò sempre a tavola, guardando il suo ultimo
-bicchiere di malaga a traverso il chiarore che mandava la lampada.
-
-— Ebbene! diss'egli, essi pure lo hanno rifiutato.
-
-— Perchè nessuno, amico caro, ne è più degno di voi, disse Athos.
-
-Egli prese una penna scrisse sul brevetto il nome di d'Artagnan, e a
-lui lo rese.
-
-— Io non avrò più dunque amici, disse il giovane. Ahimè! più niente, se
-non che triste rimembranze.
-
-E lasciò cadere la sua testa fra le sue due mani nel mentre che due
-grosse lagrime scorrevano lungo le sue guance.
-
-— Voi siete giovane riprese Athos, e le vostre amare rimembranze hanno
-il tempo di cambiarsi in dolci ricordi.
-
-
-
-
-EPILOGO
-
-
-La Rochelle, privata del soccorso della flotta inglese e della
-diversione promessa da Buckingham, si arrese, dopo l'assedio di un
-anno. Il 28 ottobre 1628 fu firmata la capitolazione.
-
-Il re fece la sua entrata in Parigi il 23 dicembre dello stesso anno.
-Gli fu fatto un trionfo, come se ritornato fosse da una vittoria
-riportata sopra nemici e non sopra Francesi. Entrò pel sobborgo San
-Germano, passando sotto archi di verdura.
-
-D'Artagnan prese possesso del suo grado.
-
-Porthos lasciò il servizio e sposò nel successivo anno la sig.
-Coquenard. Lo scrigno desiderato conteneva trecentomila lire.
-
-Mousqueton ebbe una livrea magnifica e godè della sodisfazione tanto
-sospirata in tutta la sua vita, di poter montare, cioè, dietro una
-carrozza dorata.
-
-Aramis dopo un viaggio nella Lorena, disparve ad un tratto e cessò di
-scrivere ai suoi amici. Si seppe in seguito dalla sig. de Chevreuse che
-si era ritirato in un collegio di Nancy.
-
-Bazin divenne sagrestano.
-
-Athos restò moschettiere sotto gli ordini di d'Artagnan fino al 1633:
-epoca nella quale, in seguito ad un viaggio che fece a Boussilion,
-lasciò egli pure il servizio sotto il pretesto che doveva andare a
-raccogliere una eredità nel Bloisois.
-
-Grimaud seguì Athos.
-
-D'Artagnan si battè tre volte con Rochefort, e lo ferì tre volte.
-
-— Vi ucciderò probabilmente alla quarta, gli disse stendendogli la mano
-per rialzarlo.
-
-— È dunque meglio, per voi e per me, che ci fermiamo qui, rispose il
-ferito. Per bacco! io sono vostro amico più di quello che non credete;
-poichè, fino dal primo incontro, avrei potuto farvi mozzare la testa,
-dicendo una sola parola al ministro.
-
-Questa volta si abbracciarono di buon cuore, obliando il passato.
-
-Planchet ottenne da Rochefort il grado di sergente nel reggimento di
-Piemonte.
-
-Ii signor Bonacieux viveva molto tranquillamente, ignorando
-perfettamente ciò che era accaduto a sua moglie, senza punto
-inquietarsene. Un giorno ebbe l'imprudenza di ricordarsi alla memoria
-del ministro: il ministro gli fece rispondere, che avrebbe tosto
-proveduto perchè d'ora innanzi non gli mancasse più niente.
-
-Di fatti, l'indomani, il signor Bonacieux, essendo uscito alle sette
-di sera per portarsi al Louvre, non ricomparve più nella strada
-Fossoyeurs. Il parere di quelli che si credevano meglio informati fu,
-ch'egli fosse nutrito ed alloggiato in un qualche castello reale, a
-tutte spese della Sua Generosa Eccellenza.
-
-Le più circostanziate informazioni di tutti gli attori di questo
-romanzo si avranno nell'altro che vi fa seguito col titolo — VENTI ANNI
-DOPO.
-
-
- FINE DE' TRE MOSCHETTIERI.
-
-
-
-
-INDICE DELLE MATERIE.
-
-(VOL. IV.)
-
-
- _Continuazione del Capitolo XLVIII._ 5
- CAP. XLIX. _Fatalità._ 9
- CAP. L. _Ciarlata tra fratello e sorella._ 19
- CAP. LI. _L'ufficiale._ 28
- CAP. LII. _Primo giorno di prigionia._ 41
- CAP. LIII. _Secondo giorno di prigionia._ 50
- CAP. LIV. _Il terzo giorno di prigionia._ 59
- CAP. LV. _Quarto giorno di prigionia._ 69
- CAP. LVI. _Quinto giorno di prigionia._ 79
- CAP. LVII. _Un mezzo di tragedia classica._ 97
- CAP. LVIII. _Evasione._ 104
- CAP. LIX. _Ciò che accadde a Portsmouth il
- 23 agosto 1628._ 115
- CAP. LX. _In Francia._ 127
- CAP. LXI. _Il convento delle carmelitane di Béthune._ 134
- CAP. LXII. _Due varietà di demonii._ 150
- CAP. LXIII. _Una goccia d'acqua._ 156
- CAP. LXIV. _L'uomo dal mantello rosso._ 173
- CAP. LXV. _Il giudizio._ 180
- CAP. LXVI. _L'esecuzione._ 189
- CAP. LXVII. _Un messaggio del ministro._ 195
- _Epilogo._ 207
-
-
-
-
-NOTE:
-
-
-[1] Onde non faccia meraviglia ad alcuno il vedere con tanta
-facilità entrare gli uomini in questo convento di Carmelitane, è bene
-l'avvertire, che in quell'epoca, tutti i monasteri e conventi avevano
-un quartiere di foresteria, e che non si negava in esso ospitalità ai
-viaggiatori. (T.)
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
-
-
-
-
-
-End of Project Gutenberg's I tre moschettieri, vol. IV, by Alexandre Dumas
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I TRE MOSCHETTIERI, VOL. IV ***
-
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-<body>
-
-
-<pre>
-
-Project Gutenberg's I tre moschettieri, vol. IV, by Alexandre Dumas
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
-of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll
-have to check the laws of the country where you are located before using
-this ebook.
-
-
-
-Title: I tre moschettieri, vol. IV
-
-Author: Alexandre Dumas
-
-Translator: Angiolo Orvieto
-
-Release Date: November 6, 2019 [EBook #60644]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I TRE MOSCHETTIERI, VOL. IV ***
-
-
-
-
-Produced by Barbara Magni and the Online Distributed
-Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was
-produced from images made available by The Internet Archive)
-
-
-
-
-
-
-</pre>
-
-
-<div class="booktitle">
-<h1>
-I TRE<br />
-MOSCHETTIERI
-<span class="smaller">VOL. IV.</span>
-</h1>
-</div>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="titlepage">
-<p class="main-t">
-<span class="small">I TRE</span><br />
-MOSCHETTIERI
-</p>
-
-<p class="pad2">
-<span class="small">DI</span><br /><br />
-<span class="x-large">Alessandro Dumas</span>
-</p>
-
-<p class="pad2">
-VERSIONE<br />
-DI ANGIOLO ORVIETO.
-</p>
-
-<p class="pad1 small">
-VOL. IV.
-</p>
-
-<p class="pad4">
-<span class="large">Napoli,</span><br />
-<span class="small">GIOSUÈ RONDINELLA EDITORE<br />
-Strada Trinità Maggiore nº 27<br />
-1853</span>
-</p>
-</div>
-
-<div class="verso">
-<hr class="mid" />
-<p>
-TIPOGRAFIA DI G. PALMA
-</p>
-<hr class="mid" />
-</div>
-
-<div class="somm">
-<hr />
-<p class="center x-large"><a href="#indice" id="indfront">INDICE</a></p>
-<hr />
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
-</p>
-
-<h2 id="cap48">CONTINUAZIONE
-DEL
-CAPITOLO XLVIII.</h2>
-</div>
-
-<p>
-Ma come lo abbiamo detto, Bazin non aveva, col
-suo felice ritorno, tolto che una parte della inquietudine
-che agitava i quattro amici. I giorni dell'aspettativa
-sono lunghi, e d'Artagnan soprattutto avrebbe
-scommesso che in quell'epoca i giorni avevano quarant'otto
-ore. Egli dimenticò la lentezza obbligata della
-navigazione, esagerò la potenza di milady, assegnava
-a questa donna che gli compariva come un demonio,
-degli ausiliari soprannaturali come lei: al più piccolo
-rumore egli s'immaginava che venivano ad arrestarlo,
-e che conducevano Planchet per confrontarlo
-con lui, e i suoi amici. Vi è di più, la sua confidenza,
-altra volta così grande pel degno Piccardo, diminuiva
-di giorno in giorno. Questa inquietudine era così forte
-che si comunicava a Porthos ed Aramis, e non vi
-era che Athos che rimaneva impassibile, come se nessun
-pericolo si agitasse intorno a lui, e che egli respirasse
-la sua atmosfera abituale.
-</p>
-
-<p>
-Il sedicesimo giorno particolarmente, erano così
-manifesti questi segni di agitazione in d'Artagnan, e
-nei suoi due amici, ch'essi non potevano stare un momento
-<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
-nello stesso posto, ma erravano come ombre
-sulla via per la quale doveva giungere Planchet.
-</p>
-
-<p>
-— Davvero, diceva Athos, voi non siete uomini, ma
-siete ragazzi: se una donna vi può fare una sì gran
-paura. Ebbene! di che si tratta? di essere imprigionati?
-e noi saremo da qualcuno tolti alla prigione; ne è
-stata cavata la signora Bonacieux? Di essere decapitati?
-ma tutti i giorni, nella trincea, noi andiamo allegramente
-ad esporci a molto peggio di ciò, mentre
-una palla può fracassarci una gamba, ed io sono persuaso
-che faccia maggiormente soffrire un chirurgo
-nel tagliare una gamba, di quello che il boia a tagliarci
-la testa. State dunque tranquilli; fra due, fra quattro,
-fra sei ore al più tardi Planchet sarà qui; egli ha
-promesso di esservi, ed io ho grandissima fede nelle
-promesse di Planchet, che ha la ciera di essere un bravo
-giovinetto.
-</p>
-
-<p>
-— Ma s'egli non giunge? disse d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! se egli non giunge, è segno che sarà stato
-ritardato sulla strada, ecco tutto. Può essere caduto
-da cavallo, può aver fatto una capriola per di sopra
-un ponte, può aver corso così forte da aver guadagnato
-un mal di petto. Eh! signori, pensiamo agli avvenimenti
-possibili. La vita è una gran corona di piccole
-miserie che il filosofo sgranella ridendo. Siate filosofi
-come me, signori, mettetevi a tavola e beviamo; niente
-fa comparire l'avvenire color di rosa, come l'osservarlo
-a traverso un bicchiere di chambertin.
-</p>
-
-<p>
-— Va benissimo rispondeva d'Artagnan, ma io sono
-stanco di dover temere, bevendo fresco, che il vino
-non sorta dalla cantina di milady.
-</p>
-
-<p>
-— Voi siete molto difficile! disse Athos; una donna
-così bella.
-</p>
-
-<p>
-— Una donna da bollo! disse Porthos con un grossolano
-sorriso.
-</p>
-
-<p>
-Athos fremette, posò la sua mano sulla sua fronte
-<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
-per asciugarne il sudore, e si alzò a sua volta mosso
-da un movimento nervoso che egli non potè comprimere.
-</p>
-
-<p>
-Il giorno passò, e la sera giunse più lentamente;
-ma finalmente venne; le bettole si empirono di bevitori.
-Athos, che aveva intascata la sua parte del diamante,
-non lasciava più il Farfallone; egli aveva trovato il signore
-de Busigny, che, del resto, loro aveva dato un
-magnifico pranzo, un bevitore degno di lui. Essi giuocavano
-dunque assieme come d'ordinario, quando suonarono
-sette ore: s'intesero passare le pattuglie che
-andavano a raddoppiare i posti. A sette ore e mezzo
-battè la ritirata.
-</p>
-
-<p>
-— Siamo perduti, disse d'Artagnan all'orecchio di
-Athos.
-</p>
-
-<p>
-— Volete dire che abbiamo perduto, disse tranquillamente
-Athos cavando con flemma dieci luigi dalla
-sua saccoccia, e gettandoli sulla tavola. Andiamo, signori,
-continuò egli, batte la ritirata; andiamo a dormire.
-</p>
-
-<p>
-E Athos uscì dal Farfallone seguito da d'Artagnan.
-Aramis veniva loro dietro dando il braccio a Porthos,
-ed accozzava dei versi, e Porthos si strappava di tratto
-in tratto qualche pelo dai suoi baffi in segno di disperazione.
-</p>
-
-<p>
-Ma ecco ad un tratto, nella oscurità, si disegna una
-ombra la di cui ombra e famigliare a d'Artagnan, ed
-una voce ben conosciuta gli dice:
-</p>
-
-<p>
-— Signore, io vi porto il vostro mantello, perchè
-questa sera fa fresco.
-</p>
-
-<p>
-— Planchet! gridò d'Artagnan ebbro di gioia.
-</p>
-
-<p>
-— Planchet! gridarono Porthos ed Aramis.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! sì Planchet, disse Athos; che cosa vi è
-di meraviglioso? egli aveva promesso di essere di ritorno
-a otto ore ed ecco che suonano le otto. Bravo!
-Planchet, voi siete un giovine di parola, e se mai aveste
-<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
-a lasciare il vostro padrone, io vi riserbo un posto
-al mio servizio.
-</p>
-
-<p>
-— Ohi no, giammai, disse Planchet, io non lascerò
-giammai il signor d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-E nello stesso tempo d'Artagnan sentì che Planchet
-gli faceva scorrere in mano un piccolo biglietto.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan aveva una gran volontà di abbracciare
-Planchet; ma egli ebbe paura che questo segno di effusione,
-dato al suo lacchè in mezzo alla strada, non
-sembrasse straordinario a qualche passaggiero, e si
-contenne.
-</p>
-
-<p>
-— Io ho il biglietto, disse egli ad Athos ed ai suoi
-amici.
-</p>
-
-<p>
-— Sta bene, disse Athos, entriamo nelle vostre camere,
-e lo leggeremo.
-</p>
-
-<p>
-Il biglietto bruciava la mano di d'Artagnan; egli voleva
-affrettare il passo, ma Athos gli prese il braccio
-e lo passò sotto il suo, e fu mestieri al giovane di regolare
-la sua corsa con quella del suo amico.
-</p>
-
-<p>
-Finalmente si entrò negli alloggi, fu acceso un lume,
-e mentre che Planchet stava sulla porta affinchè
-i quattro amici non fossero sorpresi, d'Artagnan con
-mano tremante ruppe il sigillo, e aprì la lettera tanto
-aspettata.
-</p>
-
-<p>
-Ella conteneva una mezza riga di scritto in inglese,
-e di una concisione tutta spartana:
-</p>
-
-<p class="indl">
-<i>«Thank you: be easy.»</i>
-</p>
-
-<p>
-Ciò che voleva dire: «Grazie; siate tranquillo.»
-</p>
-
-<p>
-Athos prese la lettera dalle mani di d'Artagnan,
-raccostò al lume, e vi appiccò il fuoco, non lasciandone
-un pezzo che non fosse ridotto in cenere.
-</p>
-
-<p>
-Quindi, chiamando Planchet,
-</p>
-
-<p>
-— Ora, bravo giovane, gli disse, tu puoi reclamare
-le settecento lire; ma tu non arrischiavi gran cosa con
-un biglietto come questo.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ciò non è per mancanza di non avere inventato
-modi per custodirlo, disse Planchet.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! disse d'Artagnan, raccontaci come è andato.
-</p>
-
-<p>
-— Diamine, ciò è lungo, signore.
-</p>
-
-<p>
-— Tu hai ragione, Planchet, d'altronde la ritirata è
-battuta, e noi saremmo rimarcati se conservassimo il
-lume acceso più degli altri.
-</p>
-
-<p>
-— Sia, disse d'Artagnan, andiamo a letto; dormi
-bene, Planchet.
-</p>
-
-<p>
-— In fede mia, signore, questa sarà la prima volta
-dopo sedici giorni.
-</p>
-
-<p>
-— Ed io pure! disse d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Ed io pure! disse Porthos.
-</p>
-
-<p>
-— Ed io pure! disse Aramis.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! volete che vi confessi la verità? ed io
-pure! disse Athos.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap49">CAPITOLO XLIX.
-<span class="smaller">FATALITÀ</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Frattanto milady, ebbra di collera, ruggendo sul
-cassero del bastimento come una lionessa che venga
-imbarcata, aveva tentato di gettarsi in mare per riguadagnare
-la costa, poichè non poteva farsi un'idea
-ch'ella era stata insultata da d'Artagnan, minacciata
-da Athos, e che lasciava la Francia senza vendicarsi di
-loro. Ben presto quest'idea era divenuta per essa talmente
-insopportabile, che col rischio di ciò che poteva
-accaderle di terribile per se stessa, aveva supplicato
-il capitano di gettarla sulla costa; il capitano, sollecito
-di sfuggire alla sua falsa posizione, posto fra
-le crociere francesi ed inglesi, come un pipistrello fra
-i sorci e gli uccelli, aveva gran fretta d'approdare in
-Inghilterra; rifiutò dunque ostinatamente di obbedire
-<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
-a ciò che egli prendeva per un capriccio di donna,
-promettendo alla sua passaggiera, che, del resto, gli
-era stata raccomandata in modo particolare dal ministro,
-di gettarla, se il mare ed i francesi lo permettevano,
-in un qualche porto della Brettagna, sia a Loirent,
-sia a Brest. Ma frattanto, il vento era contrario,
-il mare cattivo: si bordeggiava, e si correvano piccole
-bordate. Nove giorni dopo la uscita dalla Charente,
-milady, pallida pei suoi dispiaceri e per la sua rabbia,
-vedeva comparire soltanto le coste azzurre di Finistère.
-</p>
-
-<p>
-Ella calcolò che per traversare questa parte della
-Francia, e per ritornare vicino al ministro, le abbisognavano
-almeno quattro giorni; aggiungete questi quattro
-giorni agli altri nove già trascorsi, erano tredici,
-durante i quali potevano accadere tanti avvenimenti importanti
-a Londra. Ella pensò che, senza alcun dubbio,
-il ministro diventerebbe furioso pel suo ritorno, e che
-per conseguenza sarebbe più disposto a dare ascolto
-ai reclami che venissero fatti contro di lei, di quello
-che a quelli che poteva far essa contro degli altri,
-e per conseguenza lasciò passare Loirent e Brest senza
-insistere col capitano, che dal canto suo, si guardava
-bene dall'avvisarla. Milady continuò dunque la
-sua strada, e il giorno stesso in cui Planchet s'imbarcava
-a Portsmouth per la Francia, la messaggiera di
-Sua Eccellenza entrava trionfante nel porto.
-</p>
-
-<p>
-Tutta la città era agitata da un movimento straordinario:
-quattro gran vascelli recentemente costrutti
-erano stati lanciati in mare. In piedi, sopra uno di
-questi ricoperto d'oro abbagliante, secondo il suo solito,
-pei diamanti e le pietre preziose, col suo cappello
-ornato di una piuma bianca che gli cadeva sopra
-una spalla, si vedeva Buckingham circondato da uno
-stato maggiore quasi brillante quanto lui.
-</p>
-
-<p>
-Era una di quelle belle e rare giornate di estate in
-<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
-cui l'Inghilterra si ricorda che vi è un sole. L'astro
-pallido, ma pure splendido ancora, era al suo tramonto,
-imporporando e cielo ad un tempo e mare, con
-strisce di fuoco, e gettando sulle torri e le vecchie case
-della città un raggio d'oro che faceva sfavillare i
-vetri, come il riflesso d'un incendio. Milady respirando
-quest'aria del mare più viva e più balsamica all'avvicinarsi
-della terra contemplando tutta la potenza
-di questi preparativi, ch'essa era incaricata di distruggere,
-tutta la forza di quest'armata, che doveva combattere
-da se sola con qualche sacco d'oro, si paragonò
-mentalmente a Giuditta, la terribile Ebrea, quando
-penetrò nel campo degli Assirii, e che vide la massa
-enorme di carri, di cavalli, di uomini ed armi che
-un gesto della sua mano doveva dissipare come nube
-di fumo.
-</p>
-
-<p>
-Entrarono in rada, ma mentre si apprestavano a gettar
-l'ancora, un piccolo cutter, formidabilmente armato,
-si avvicinò al bastimento mercantile, annunziandosi
-come guarda coste, fece mettere in mare la sua lancia,
-che si diresse verso la scala. La lancia conteneva
-un ufficiale e otto rematori. L'ufficiale solo montò a
-bordo, ove fu ricevuto con tutta la deferenza che inspira
-l'uniforme.
-</p>
-
-<p>
-L'ufficiale si trattenne alcuni istanti col capitano, gli
-fece leggere alcune carte di cui era portatore, e dietro
-un ordine del capitano mercantile, tutto l'equipaggio
-del bastimento, marinari e passeggieri, fu chiamato
-sul ponte.
-</p>
-
-<p>
-Dopo che fu fatto questo appello, l'ufficiale s'informò
-ad alta voce del punto di partenza del brick, della
-sua strada, delle sue fermate, ed a tutte le domande,
-il capitano soddisfece senza esitazione e senza difficoltà.
-Allora l'ufficiale cominciò a passare la sua rivista
-di tutte le persone, le une dopo le altre, e fermandosi
-a milady, la considerò con grande attenzione ma senza
-indirizzarle una sola parola.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
-</p>
-
-<p>
-Quindi ritornò al capitano, gli disse ancora alcune
-parole, e come se fosse stato a lui che d'ora innanzi doveva
-obbedire il bastimento, comandò una manovra
-che l'equipaggio tosto eseguì. Allora il bastimento si
-rimise in via, sempre scortato dal piccolo cutter, che
-vogava d'accordo con lui, minacciando il suo fianco
-colla bocca dei suoi cinque cannoni, nel mentre che la
-barca lo seguiva nel solco del naviglio, debole punto
-dietro una così enorme massa.
-</p>
-
-<p>
-Durante l'esame che l'ufficiale aveva fatto di milady,
-milady, come si crederà bene, lo aveva dal canto suo
-divorato con lo sguardo. Ma, per quanto fosse grande
-l'abitudine che questa donna dagli occhi di fuoco aveva
-per leggere nel cuore di coloro dei quali aveva bisogno
-d'indovinare i segreti, ella questa volta ritrovò
-un viso di una tale impassibilità, che alle sue investigazioni
-non ne seguì alcuna scoperta. L'ufficiale che si
-era fermato davanti a lei, e che l'aveva silenziosamente
-studiata con tanta cura, poteva avere l'età di venticinque
-a ventisei anni, era bianco di viso, aveva gli
-occhi blu chiari un poco infossati; la bocca sottile e
-ben disegnata, restava immobile nelle sue corrette linee;
-il suo mento vigorosamente pronunciato, dinotava
-che la forza di volontà, nel tipo volgare britannico,
-non è ordinariamente che ostinazione; una fronte un
-poco fuggente, come si addice ai poeti, agli entusiasti
-e ai soldati, era appena ombrata da una capigliatura
-corta e chiara, che come la barba che copriva l'estremità
-inferiore del viso, era di un bel color castagno
-scuro.
-</p>
-
-<p>
-Quando rientrarono nel porto, era già notte; la nebbia
-inspessiva ancora l'oscurità, e formava intorno ai
-fanali ed alle lanterne un cerchio, simile a quello che
-circonda la luna quando il tempo minaccia di diventar
-piovoso. L'aria che si respirava era trista, umida e
-fredda.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
-</p>
-
-<p>
-Milady, quella donna così forte, si sentiva premere
-suo malgrado.
-</p>
-
-<p>
-L'ufficiale si fece insegnare quali erano i pacchi di
-milady, fece portare il suo bagaglio nella lancia, e quando
-fu fatta questa operazione, la invitò a discendere,
-presentandole egli stesso il braccio.
-</p>
-
-<p>
-Milady guardò quest'uomo ed esitò.
-</p>
-
-<p>
-— Chi siete voi! signore, domandò ella, che avete la
-bontà di occuparvi in un modo così particolare di me?
-</p>
-
-<p>
-— Voi dovete vederlo, signora, dal mio uniforme.
-Io sono un ufficiale della marina inglese, rispose il
-giovane.
-</p>
-
-<p>
-— Ma in fine, è forse di abitudine che gli ufficiali della
-marina inglese si mettano sotto gli ordini dei loro compatrioti
-quando approdano in un porto della Gran-Brettagna,
-e spingano la galanteria fino a condurli a terra?
-</p>
-
-<p>
-— Sì milady, questo è l'uso, non già per galanteria,
-ma per prudenza, che in tempo di guerra gli stranieri
-sieno condotti in un albergo designato, affinchè, fino
-a perfetta informazione su di essi, restino sotto la sorveglianza
-del governo.
-</p>
-
-<p>
-Queste parole furono pronunciate con la gentilezza
-la più squisita e la calma la più perfetta. Però esse non
-ebbero il dono di convincere milady.
-</p>
-
-<p>
-— Ma io non sono straniera, signore, disse ella coll'accento
-più puro che fosse mai risuonato da Portsmouth
-a Manchester; io mi chiamo lady de Winter,
-e questa misura...
-</p>
-
-<p>
-— Questa misura è generale, milady, e voi tentereste
-invano di sottrarvici.
-</p>
-
-<p>
-— Io dunque vi seguirò, signore.
-</p>
-
-<p>
-E, accettando la mano dell'ufficiale, cominciò a discendere
-la scala, in fondo alla quale l'aspettava la lancia.
-L'ufficiale la seguì: un gran mantello era steso a
-poppa, l'ufficiale la fece sedere sul mantello e si assise
-vicino a lei.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Vogate, diss'egli ai marinari.
-</p>
-
-<p>
-Gli otto remi caddero in mare formando un sol colpo,
-non battendo che con un sol colpo, e la lancia sembrò
-volare sulla superficie delle acque.
-</p>
-
-<p>
-In capo a cinque minuti si toccò terra.
-</p>
-
-<p>
-L'ufficiale saltò sullo scalo e offrì la mano a milady.
-</p>
-
-<p>
-Una carrozza aspettava.
-</p>
-
-<p>
-— Questa carrozza è per noi? domandò milady.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, milady, rispose l'ufficiale.
-</p>
-
-<p>
-— L'albergo è molto lontano di qui?
-</p>
-
-<p>
-— All'estremità opposta della città.
-</p>
-
-<p>
-— Andiamo, disse milady.
-</p>
-
-<p>
-Ella salì risolutamente in carrozza.
-</p>
-
-<p>
-L'ufficiale vegliò affinchè gli equipaggi fossero solidamente
-attaccati dietro la cassa, e terminata questa
-operazione prese posto vicino a milady e chiuse lo
-sportello.
-</p>
-
-<p>
-Tosto, senza che fosse dato alcun ordine, e senza
-che vi fosse stato bisogno d'indicare la destinazione, il
-cocchiere partì al galoppo e s'internò nelle strade della
-città.
-</p>
-
-<p>
-Un ricevimento così strano doveva essere per milady
-un'ampia materia di riflessione; così, vedendo che
-il giovane ufficiale non sembrava menomamente disposto
-ad attaccare conversazione, ella si appoggiò in un
-angolo della carrozza, e passò in rivista le une dopo le
-altre tutte le supposizioni che si presentavano al suo
-spirito.
-</p>
-
-<p>
-Frattanto, in capo ad un quarto d'ora, meravigliata della
-lunghezza della strada, si accostò verso lo sportello
-per vedere da che parte era condotta. Non si vedevano
-più case; fra le tenebre comparivano soltanto degli
-alberi, come fantasmi neri, che corressero gli uni dopo
-gli altri.
-</p>
-
-<p>
-Milady rabbrividì.
-</p>
-
-<p>
-— Ma noi non siamo più in città, signore, disse ella.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
-</p>
-
-<p>
-Il giovine ufficiale osservò il silenzio.
-</p>
-
-<p>
-— Io non anderò più avanti se voi non mi dite dove
-mi conducete, ve ne prevengo, signore.
-</p>
-
-<p>
-Questa minaccia non ottenne veruna risposta.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! questa è troppo forte! grido milady. Soccorso!
-soccorso!
-</p>
-
-<p>
-Nessuna voce rispose alla sua; la carrozza continuava
-a correre con rapidità. L'ufficiale sembrava una
-statua.
-</p>
-
-<p>
-Milady lo guardò con una di quelle terribili espressioni,
-particolari al suo viso, e che mancavano tanto
-raramente del loro effetto. La collera faceva scintillare
-i suoi occhi nelle tenebre.
-</p>
-
-<p>
-Il giovane rimase impassibile.
-</p>
-
-<p>
-Milady volle aprire lo sportello per precipitarvisi.
-</p>
-
-<p>
-— Fate attenzione, signora, disse freddamente l'ufficiale,
-voi vi ucciderete saltando.
-</p>
-
-<p>
-Milady si riassise colla schiuma alla bocca. L'ufficiale
-si accostò, e la guardò a sua volta, e parve sorpreso
-di vedere questa figura non ha guari così bella, sconvolta
-per la rabbia e divenuta quasi schifosa. L'astuta
-creatura capì che si perdeva lasciando vedere in tal modo
-l'interno dell'anima sua; ella rasserenò i suoi lineamenti,
-e con una voce gemebonda:
-</p>
-
-<p>
-— In nome del cielo, signore, ditemi se è a voi, se
-è al vostro governo, se è ad un qualche nemico che io
-debbo attribuire la violenza che mi viene fatta.
-</p>
-
-<p>
-— Non vi si fa alcuna violenza, signora, e ciò che vi
-accade è il risultato di una misura semplicissima che
-siamo costretti di prendere con tutti quelli che sbarcano
-in Inghilterra.
-</p>
-
-<p>
-— Allora voi non mi conoscete, signore?
-</p>
-
-<p>
-— È la prima volta che ho l'onore di vedervi.
-</p>
-
-<p>
-— E, sul vostro onore, voi non avete alcun soggetto
-di rancore contro di me?
-</p>
-
-<p>
-— Alcuno: ve lo giuro.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
-</p>
-
-<p>
-E vi era tanta serenità e sangue freddo, ed anche
-dolcezza nella voce di questo giovane, che milady si
-rassicurò.
-</p>
-
-<p>
-Finalmente, dopo un'ora circa di cammino la carrozza
-si fermò davanti un cancello di ferro che chiudeva
-una via scavata, conducente ad un castello di forma severa,
-massiccio ed isolato. Allora, siccome le ruote giravano
-sopra una sabbia fina, milady intese un vasto
-muggito che riconobbe pel rumore del mare che viene
-ad infrangersi contro una costa scoscesa.
-</p>
-
-<p>
-La carrozza passò sotto due vôlte, finalmente si fermò
-in un cortile tetro e quadrato. Quasi subito la portiera
-si aprì, il giovane saltò leggermente a terra, presentò
-la sua mano a milady che si appoggiò e discese
-a sua volta con molta calma.
-</p>
-
-<p>
-— Io dunque sono sempre prigioniera, disse milady
-guardando intorno a se e riportando i suoi occhi sul giovane
-ufficiale col più grazioso sorriso; ma io non lo sarò
-lungamente, ne sono sicura, aggiunse ella. La mia
-coscienza e la vostra gentilezza, signore, me ne sono
-garanti.
-</p>
-
-<p>
-Per quanto fosse lusinghiero il complimento, l'ufficiale
-non rispose una parola; ma cavando dalla sua cinta
-un piccolo fischietto d'argento simile a quello che si
-servono per dare il comando sui bastimenti da guerra,
-fischiò tre volte sopra diverse ondulazioni; tosto comparvero
-parecchi uomini, staccarono i cavalli fumanti,
-e posero la carrozza nella sua rimessa.
-</p>
-
-<p>
-L'ufficiale, sempre con la stessa tranquilla cortesia,
-invitò la sua prigioniera a entrare in casa. Questa, sempre
-col massimo viso sorridente, lo prese pel braccio, ed
-entrò con lui sotto una porta bassa, illuminata soltanto
-nel fondo che conduceva ad una scala di pietra a
-chiocciola; si fermarono quindi davanti ad una porta
-massiccia che, dopo l'introduzione di una chiave che il
-giovane portava seco, girò pesantemente sui suoi cardini,
-<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
-e dette apertura alla camera destinata a milady.
-Con un solo sguardo la prigioniera abbracciò l'appartamento
-nelle sue più piccole parti.
-</p>
-
-<p>
-Era una camera il di cui mobiglio era molto proprio
-per una prigione, ma nello stesso tempo molto rigido
-per un uomo in libertà. Però le sbarre alle finestre, e i
-chiavistelli all'esterno della porta decidevano il pensiero
-sul conto di una prigione.
-</p>
-
-<p>
-Per un istante tutta la forza d'animo di questa creatura,
-sebbene temperata alle sorgenti le più rigorose,
-l'abbandonò. Ella cadde sopra una sedia, incrociò le
-braccia, abbassando la testa, ed aspettando ad ogni
-istante di vedere entrare un giudice per interrogarla.
-</p>
-
-<p>
-Ma non entrò alcuno, se non che due o tre soldati
-di marina che portarono il suo equipaggio, lo deposero
-in un canto e si ritirarono senza dir parola.
-</p>
-
-<p>
-L'ufficiale presiedeva a tutti questi particolari con
-quella stessa calma che milady gli aveva costantemente
-veduta, non pronunciando una parola, e facendosi
-obbedire con un gesto della sua mano, o con un soffio
-del suo fischietto.
-</p>
-
-<p>
-Si sarebbe detto che fra quest'uomo e i suoi inferiori
-la lingua parlata non esisteva o era divenuta inutile.
-</p>
-
-<p>
-Finalmente milady non potè contenersi più lungamente,
-e ruppe il silenzio.
-</p>
-
-<p>
-— In nome del cielo, signore, gridò essa, che vuol
-dire tuttociò che accade? fissate le mie irresoluzioni:
-io ho coraggio per ogni pericolo che prevedo, per ogni
-disgrazia che comprendo. Dove sono io, e che cosa sono
-io? sono io libera? e perchè queste sbarre e queste porte?
-sono io prigioniera? qual delitto ho io commesso?
-</p>
-
-<p>
-— Voi siete qui nell'appartamento che vi è destinato,
-signora. Ho ricevuto l'ordine di venirvi a prendere
-in mare, e di condurvi in questo castello. Io credo di
-avere adempito a quest'ordine con tutto il rigore di un
-soldato, ma nello stesso tempo con tutta la cortesia di
-<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
-un gentiluomo. Qui termina, almeno per ora, l'incarico
-che mi era stato imposto di compiere vicino a voi; il resto
-spetta ad un'altra persona.
-</p>
-
-<p>
-— E quest'altra persona, chi è? domandò milady, non
-potete voi dirmi il suo nome?
-</p>
-
-<p>
-In questo momento s'intese per le scale un gran rumore
-di speroni; alcune voci passarono e si estinsero, ed
-il rumore di un passo isolato si avvicinò fino alla porta.
-</p>
-
-<p>
-— Questa persona, eccola qui, signora disse l'ufficiale
-sgombrando il passo, e ponendosi nell'attitudine del rispetto
-e della sommessione.
-</p>
-
-<p>
-Nello stesso tempo la porta si aprì. Un uomo comparve
-sulla soglia.
-</p>
-
-<p>
-Egli era senza cappello, portava la spada al fianco e
-contorceva il fazzoletto.
-</p>
-
-<p>
-Milady credè riconoscere fra l'ombre quest'ombra;
-si appoggiò con una mano sul sostegno del suo seggio,
-ed innoltrò la testa come per andare incontro ad una
-certezza.
-</p>
-
-<p>
-Allora lo straniero si avvicinò lentamente, e a misura
-che s'innoltrava, entrando nel cerchio luminoso proiettato
-dalla lampada, milady indietreggiava involontariamente.
-</p>
-
-<p>
-Quindi allorchè ella non ebbe più alcun dubbio.
-</p>
-
-<p>
-— E che! fratello mio, gridò essa al colmo dello stupore,
-siete voi?
-</p>
-
-<p>
-— Sì, bella dama, rispose lord de Winter facendo
-un saluto per metà cortese, e per metà ironico, io stesso.
-</p>
-
-<p>
-— E allora questo castello...?
-</p>
-
-<p>
-— È mio.
-</p>
-
-<p>
-— Questa camera....
-</p>
-
-<p>
-— È la vostra.
-</p>
-
-<p>
-— Io sono dunque vostra prigioniera?...
-</p>
-
-<p>
-— Presso a poco.
-</p>
-
-<p>
-— Non diciamo grandi parole; sediamo, e parliamo
-tranquillamente come convien di fare tra un fratello ed
-una sorella.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
-</p>
-
-<p>
-Quindi voltandosi verso la porta, e vedendo che il
-giovane ufficiale aspettava gli ultimi suoi ordini.
-</p>
-
-<p>
-— Sta bene, diss'egli, io vi ringrazio; ora lasciateci
-sig. Felton.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap50">CAPITOLO L.
-<span class="smaller">CIARLATA TRA FRATELLO E SORELLA</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Durante il tempo che lord de Winter mise a chiudere
-la porta, a spingere un catenaccio e ad avvicinare una
-sedia al seggio di sua cognata, milady, distratta, immerse
-il suo sguardo nella profondità del possibile, e
-scuoprì tutta la trama che non avea potuto neppure
-intravedere fino a che ignorava in quali mani era caduta.
-Ella conosceva suo cognato per un gentiluomo, franco
-cacciatore, giuocatore, intraprendente con le donne,
-ma di una forza al disotto della mezzana per gl'intrighi.
-Come aveva egli potuto scuoprire il suo arrivo?
-farla arrestare e perchè la riteneva egli?
-</p>
-
-<p>
-Athos le aveva detto qualche parola che provava che
-la conversazione che aveva tenuta col ministro era stata
-udita da orecchie straniere, ma non poteva ammettere
-che le fosse stata scavata una contromina così
-pronta e ardita. Ella temè ben più, che le sue precedenti
-operazioni in Inghilterra fossero state scoperte. Buckingham
-poteva avere indovinato ciò che essa era, e
-che era stata essa che gli aveva tagliati di dosso i due
-puntali, e che per vendicarsi di questo piccolo tradimento...
-Ma Buckingham era incapace di portarsi ad un
-eccesso contro una donna, particolarmente se questa
-donna poteva essere scusata coll'agire per un sentimento
-di gelosia.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, parliamo, fratello mio, disse ella con una specie
-di rassegnazione, decisa come era di cavare da
-questa conversazione tutti gli schiarimenti di cui poteva
-<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
-aver bisogno in seguito, ad onta di tutte le dissimulazioni
-che avesse potuto presentare lord de Winter.
-</p>
-
-<p>
-— Voi dunque vi siete decisa a ritornare in Inghilterra,
-disse lord de Winter, malgrado la risoluzione
-che mi avete così spesso manifestata a Parigi di non rimettere
-più mai il piede sul territorio della Gran-Brettagna.
-</p>
-
-<p>
-Milady rispose a questa domanda con un'altra domanda.
-</p>
-
-<p>
-— Prima di tutto, diss'ella, ditemi in che modo avete
-potuto tenermi gli occhi addosso, e ciò tanto
-severamente da essere in antecedenza prevenuto non
-solo del mio arrivo, ma ancora del giorno, dell'ora e
-del porto dove arriverei?
-</p>
-
-<p>
-— Ma ditemi voi stessa, mia cara cognata, riprese
-egli, ciò che venite a fare in Inghilterra.
-</p>
-
-<p>
-— Io vengo a vedervi, riprese milady, senza sapere
-quanto essa aggravava con questa risposta i sospetti
-che aveva fatti nascere nello spirito di suo cognato la
-lettera di d'Artagnan, e volendo soltanto cattivarsi la
-benevolenza del suo uditore con una menzogna.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! per veder me, disse sardonicamente de Winter.
-</p>
-
-<p>
-— Senza dubbio, per vedervi. Che cosa vi è di meraviglioso?
-</p>
-
-<p>
-— E voi nel venire in Inghilterra non avete altro
-scopo che quello di vedermi?
-</p>
-
-<p>
-— No.
-</p>
-
-<p>
-— Così è per me solo che vi siete data la pena di traversare
-la Manica?
-</p>
-
-<p>
-— Per voi solo.
-</p>
-
-<p>
-— Peste! che tenerezza, sorella mia!
-</p>
-
-<p>
-— Ma non sono io la vostra più prossima parente?
-domandò milady con un tuono della più commovente
-ingenuità.
-</p>
-
-<p>
-— Ed anche la mia sola ereditiera, non è vero? disse
-<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
-a sua volta lord de Winter, fissando i suoi occhi su
-quelli di milady, vale a dire per mezzo di vostro figlio.
-</p>
-
-<p>
-Qualunque fosse la possanza ch'ella avesse su di se
-stessa, milady non potè esimersi dal fremere, e siccome,
-nel pronunciare le ultime parole che lord de Winter
-aveva dette, egli posò la mano sul braccio di sua
-cognata, così questo fremito non gli sfuggì.
-</p>
-
-<p>
-In fatti il colpo era diretto e profondo. La prima
-idea che venne allo spirito di milady, fu che era stata
-tradita da Ketty; e che questa aveva raccontato al
-barone l'interessata avversione di cui essa aveva lasciato
-sfuggire imprudentemente i segni davanti alla sua
-servente, e si ricordò pure la furiosa ed imprudente
-uscita ch'essa aveva fatta contro d'Artagnan, quando
-questi aveva salvata la vita di suo cognato.
-</p>
-
-<p>
-— Io non capisco, milord, diss'ella, per guadagnar
-tempo e far parlare il suo avversario, che volete dire?
-vi è forse qualche senso nascosto sotto le vostre
-parole.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio, no, disse lord de Winter con una apparente
-bonarietà. Voi avete il desiderio di venirmi a
-vedere, e venite in Inghilterra. Io apprendo questo desiderio,
-o piuttosto io dubito che voi lo proviate, e per
-risparmiarvi tutte le noie di un arrivo notturno in un
-porto, tutte le fatiche di uno sbarco, invio uno dei miei
-ufficiali incontro a voi, io metto una carrozza sotto i
-suoi ordini, ed egli vi trasporta qui in questo castello,
-di cui io sono il governatore, ove vengo tutti i giorni,
-e dove, affinchè il nostro desiderio di vederci sia soddisfatto,
-vi faccio preparare una camera. Che cosa vi è
-di meraviglioso in tutto ciò che vi dico più che in quello
-che voi avete detto a me?
-</p>
-
-<p>
-— No, ciò che io trovo di straordinario, si è che voi
-siete stato prevenuto del mio arrivo.
-</p>
-
-<p>
-— Eppure è la cosa più semplice, mia cara cognata:
-non avete voi veduto che il capitano del vostro piccolo
-<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
-bastimento, entrando in rada, per ottenere il suo
-ingresso nel porto, ha mandato avanti una lancia che
-portava il libro ossia il registro delle persone a bordo?
-io sono comandante del porto, mi è stato presentato
-questo libro, vi ho riconosciuto il vostro nome. Il cuore
-mi ha detto ciò che or ora mi ha confirmato la vostra
-bocca, vale a dire, con quale scopo voi vi siete esposta
-ai pericoli di un mare pieno di rischi, o per lo meno tanto
-faticoso in questo momento, e vi ho inviato incontro
-il mio cutter. Voi sapete il resto.
-</p>
-
-<p>
-Milady capì che lord de Winter mentiva, e ciò non
-fece che spaventarla sempre più.
-</p>
-
-<p>
-— Fratello mio, non è stato, continuò essa milord
-Buckingham che ho veduto sul varo questa sera nel
-giungere?
-</p>
-
-<p>
-— Egli stesso. Oh! capisco che la sua vista deve avervi
-colpita, riprese Lord de Winter; voi venite da un
-paese che si deve occupare molto di lui, e io so che i
-suoi armamenti contro la Francia preoccupano molto il
-ministro vostro amico.
-</p>
-
-<p>
-— Mio amico il ministro! gridò milady, vedendo che
-su questo punto come sull'altro milord de Winter sembrava
-istrutto di tutto.
-</p>
-
-<p>
-— Non è egli dunque vostro amico? rispose negligentemente
-il barone. Ah! perdono, io lo credeva. Ma noi
-ritorneremo a milord duca più tardi. Non ci allontaniamo
-dalla piega sentimentale che aveva presa la nostra
-conversazione. Voi venite, dunque, per vedermi?
-</p>
-
-<p>
-— Sì.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! io vi ho risposto che sarete servita a seconda
-dei vostri desiderii, e che noi ci vedremo tutti
-i giorni.
-</p>
-
-<p>
-— Debbo io dunque rimanere eternamente qui? domandò
-milady con un certo spavento.
-</p>
-
-<p>
-— Vi trovereste forse male alloggiata, sorella mia?
-domandate ciò che vi manca, e io mi affretterò di farvelo
-dare.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ma io qui non ho nè la mia cameriera, nè la mia
-servitù.
-</p>
-
-<p>
-— Voi avrete tutto, signora; ditemi su qual piede il
-vostro primo marito aveva montata la vostra casa, e
-quantunque io non sia che vostro cognato, ve la monterò
-sullo stesso piede.
-</p>
-
-<p>
-— Il mio primo marito? gridò milady guardando Lord
-de Winter con occhi spaventati.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, il vostro marito francese; io non parlo di mio
-fratello. Del resto, se voi lo avete dimenticato, siccome
-egli vive ancora io potrò scrivergli, ed egli mi farà rimettere
-le informazioni su questo argomento.
-</p>
-
-<p>
-Un sudor freddo stillò dalla fronte di milady.
-</p>
-
-<p>
-— Voi scherzate diss'ella con voce sorda.
-</p>
-
-<p>
-— Ne ho fors'io l'aspetto? domandò il barone alzandosi,
-e facendo un passo indietro.
-</p>
-
-<p>
-— O piuttosto voi m'insultate, continuò ella stringendo
-colle sue mani convulse i due bracciali del seggio,
-e sollevandosi sui pugni.
-</p>
-
-<p>
-— Insultarvi! io? disse Lord de Winter con disprezzo,
-in verità, signora, credete voi che sia possibile?
-</p>
-
-<p>
-— Signore, disse milady, voi siete ubriaco, o insensato.
-Uscite, e inviatemi le mie donne.
-</p>
-
-<p>
-— Le donne sono poco secrete, sorella mia; non potrei
-farvi io da cameriere? in questo modo tutti i nostri
-segreti resterebbero in famiglia.
-</p>
-
-<p>
-— Insolente, gridò milady.
-</p>
-
-<p>
-E come mossa da una molla balzò verso il barone,
-che l'aspettò con impassibilità, ma però con una mano
-sulla guardia della spada.
-</p>
-
-<p>
-— Eh! eh, diss'egli so bene che avete l'abitudine di
-assassinare la gente: ma io mi so difendere, ve ne prevengo,
-fosse anche contro di voi.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! avete ragione, disse milady e voi mi fate l'effetto
-di essere abbastanza vile per portare la mano sopra
-una donna.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Se ciò accadesse, avrei la mia scusa. La mia mano,
-d'altronde non sarebbe la prima mano di uomo
-che si sarà posata sopra di voi, m'immagino:
-</p>
-
-<p>
-E il barone indicò con un gesto lento ed accusatore
-la spalla sinistra di milady, che egli quasi toccò colla
-punta del dito. Milady mandò un ruggito sordo, e rinculò
-fino all'angolo opposto della camera, come una
-pantera che si accovaccia per slanciarsi
-</p>
-
-<p>
-— Oh! ruggite pure quanto volete! gridò Lord de
-Winter, ma non tentate di mordere, poichè ve ne prevengo,
-la cosa ricadrebbe in vostro pregiudizio: qui
-non vi sono regalatori che regalino in antecedenza le
-successioni; qui non vi sono cavalieri erranti che vengono
-a muovermi lite per la bella dama che ritengo
-prigioniera: ma io ho già pronti dei giudici che disporranno
-di una donna abbastanza svergognata per venire
-ad introdursi, bigama, nella famiglia di Lord de
-Winter, mio fratello maggiore, e i suoi giudici, vi
-rimanderanno al carnefice che vi farà le due spalle
-uguali.
-</p>
-
-<p>
-Gli occhi di milady mandavano tali lampi che, quantunque
-Lord de Winter fosse uomo, e armato davanti
-ad una donna disarmata, egli sentì il freddo della paura
-penetrargli fino al fondo dell'anima; egli però non
-tralasciò, che anzi con un furore sempre crescente;
-</p>
-
-<p>
-— Sì, capisco dopo avere ereditato da mio fratello,
-vi sarebbe stato dolce l'ereditare anche da me; ma sappiatelo
-in antecedenza, voi potete uccidermi, o farmi
-uccidere, le mie precauzioni sono di già state prese:
-neppure uno scellino di quanto io possedo passerà nelle
-vostre mani, nè in quelle di vostro figlio. Non siete
-voi già abbastanza ricca, voi che possedete quasi un
-mezzo milione? e non potevate voi fermarvi su la vostra
-strada fatale, se non facevate il male per la sola
-gioia infinita e suprema di farlo? Oh! sentite, io ve lo
-dico, se la memoria di mio fratello non mi fosse sacra,
-<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
-voi andreste a imputridire in un carcere di stato,
-o a rallegrare a Tyburn la curiosità dei marinari! Io
-mi tacerò ma voi sopportate tranquillamente la vostra
-cattività. Fra quindici o venti giorni io partirò per la
-Rochelle coll'armata; ma, il giorno innanzi della mia
-partenza, verrà e prendervi un vascello, che io vedrò
-partire, e che vi condurrà nelle vostre colonie del Sud,
-e siate tranquilla, io vi darò un compagno che vi brucerà
-le cervella al tentativo che arrischiate per ritornare
-in Inghilterra o sul continente.
-</p>
-
-<p>
-Milady ascoltava con un'attenzione che dilatava i
-suoi occhi infiammati.
-</p>
-
-<p>
-— Ma fino a quell'ora, continuò Lord de Winter, voi
-rimarrete in questo castello; le mura ne sono grosse,
-le porte ne sono forti, i catenacci sono solidi, e la vostra
-finestra sbarrata dà a picco sul mare. Gli uomini
-del mio equipaggio, che mi sono affezionati per la vita
-e per la morte, montano la guardia intorno a questo
-appartamento e sorvegliano tutti i passaggi che
-conducono al cortile; poi, giunta al cortile, vi resterebbe
-ad attraversare tre cancelli di ferro. La consegna è
-precisa: un passo, un gesto, una parola che simuli una
-evasione, e si farà fuoco contro di voi. Se vi si trova
-morta, sono persuaso che la giustizia inglese mi sarà
-obbligata di avere risparmiato a lei questa briga. Ah!
-i vostri lineamenti riprendono la loro calma, il vostro
-viso ritrova la sua sicurezza! dieci giorni, quindici
-giorni, dite voi; bah! di qui a là, io ho lo spirito inventore,
-mi verrà una qualche idea; io ho lo spirito infernale,
-e ritroverò qualche vittima. Di qui a quindici
-giorni, voi vi dite, io sarò fuori di qui. Ebbene! provatevici.
-</p>
-
-<p>
-Milady, vedendosi indovinata, si cacciò le unghie
-nelle carni per domare ogni movimento che avesse potuto
-dare alla sua fisonomia un significato qualunque,
-oltre quello dell'angoscia.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
-</p>
-
-<p>
-Lord de Winter continuò:
-</p>
-
-<p>
-— In quanto all'ufficiale che solo qui comanda in mia
-assenza, voi lo avete veduto, dunque lo conoscete di
-già: egli sa, come voi vedete, osservare una consegna,
-poichè voi non siete venuta da Portsmouth a qui senza
-aver tentato di farlo parlare. Che ne dite? una statua
-di marmo avrebbe potuto essere più impassibile
-e più muta? voi avete già esperimentato il potere delle
-vostre seduzioni su molti uomini, e disgraziatamente
-vi siete sempre riuscita: ma tentate su quello, perdinci!
-se voi ci venite a capo, io vi dichiaro essere il
-demonio.
-</p>
-
-<p>
-Quindi andò verso la porta e l'aprì in fretta.
-</p>
-
-<p>
-— Che si chiami il signor Felton, diss'egli. Aspettate
-anche un momento, ed io vi raccomanderò a lui.
-</p>
-
-<p>
-Fra questi due personaggi successe uno strano silenzio,
-durante il quale s'intese il rumore di un passo
-lento e regolare che si avvicinava. Ben presto nell'ombra
-del corridoio, si vide a designarsi una forma umana,
-e il giovane sottotenente, col quale noi abbiamo
-già fatto conoscenza, si fermò sul limitare della porta,
-aspettando gli ordini del barone.
-</p>
-
-<p>
-— Entrate, mio caro John, disse lord de Winter; entrate,
-e chiudete la porta.
-</p>
-
-<p>
-Il giovane uffiziale entrò.
-</p>
-
-<p>
-— Ora disse il barone, guardate questa donna: ella
-è giovane, ella è bella, ella possiede tutte le seduzioni
-della terra: ebbene! questo è un mostro che ha venticinque
-anni, si è reso colpevole di tanti delitti quanti
-se ne possono leggere negli archivi dei nostri tribunali.
-La sua voce previene in suo favore, la sua bellezza
-serve di esca alle vittime; ella tenterà di sedurvi,
-fors'anche potrà tentare di uccidervi. Io vi ho tolto
-dalla miseria, vi ho fatto nominare sottotenente, vi ho
-salvato una volta la vita, voi sapete in quale occasione;
-io sono per voi non solo un protettore, ma un amico;
-<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
-non solo un benefattore, ma un padre. Questa donna
-è venuta in Inghilterra per cospirare contro la
-mia vita; io tengo questo serpente fra le mani: ebbene!
-io vi faccio chiamare e vi dico: «amico Felton
-John, figlio mio, difendimi, e soprattutto difenditi da
-questa donna. Giura sulla tua salute di conservarla
-pel gastigo che ella ha meritato! John Felton, io mi
-affido alla tua parola; John Felton io credo alla tua
-lealtà».
-</p>
-
-<p>
-— Milord, disse il giovane ufficiale caricando il suo
-sguardo con tutto l'odio che poteva ritrovare nel suo
-cuore; milord: io vi giuro che sarà fatto ciò che desiderate.
-</p>
-
-<p>
-Milady ricevette questo sguardo colla rassegnazione
-di una vittima: era impossibile di vedere un'espressione
-più sottomessa e più dolce di quella che allora regnava
-nel suo bel viso. Lord de Winter stesso appena
-vi avrebbe riconosciuta la tigre che un momento prima
-si preparava a combattere.
-</p>
-
-<p>
-— Ella non uscirà mai da questa camera, intendete,
-John, continuò il barone; ella non corrisponderà con
-alcuno, ella non parlerà che con voi, se pure voi vorrete
-farle l'onore d'indirrizzarle la parola.
-</p>
-
-<p>
-— Basta, milord, ed io ho giurato.
-</p>
-
-<p>
-— Ed ora, signora, disse il barone, cercate di fare
-la vostra pace con Dio, poichè dagli uomini siete già
-stata giudicata.
-</p>
-
-<p>
-Milady lasciò cadere la sua testa come s'ella si fosse
-sentita schiacciare sotto il peso di questo giudizio.
-Lord de Winter uscì facendo un gesto a Felton, che
-uscì dietro di lui, e chiuse la porta.
-</p>
-
-<p>
-Un istante dopo si sentì nel corridoio il passo pesante
-di un soldato di marina, che colla mannaia a cintola,
-e il moschetto alla spalla, faceva la sentinella.
-</p>
-
-<p>
-Milady per qualche minuto restò nella stessa posizione,
-poichè pensò che forse era guardata dal buco
-<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
-della serratura; quindi rialzò lentamente la testa, che
-aveva ripreso una formidabile espressione di minaccia
-e di sfida; corse ad ascoltare alla porta, guardò per la
-finestra, e ritornando a raggrupparsi del suo vasto seggio,
-si mise a pensare.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap51">CAPITOLO LI.
-<span class="smaller">L'UFFICIALE</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Frattanto il ministro Richelieu aspettava le notizie
-d'Inghilterra, ma non giungeva alcun'altra notizia se
-non che dispiacente e minacciosa. Abbenchè la Rochelle
-fosse investita, abbenchè potesse sembrar certo il
-successo, mercè le precauzioni prese, e soprattutto per
-l'azione della diga, che non lasciava penetrare nessuna
-barca nella città assediata, il blocco poteva ancora
-durare lungamente, e questo era un grande affronto
-per le armate del re, e un grande incomodo pel ministro
-che aveva non più a intorbidare fra il re Luigi
-XIII e la regina Anna, la cosa essendo già fatta, ma a
-riaccomodare il signor de Bassompierre che si era intorbidato
-col duca Angouleme!
-</p>
-
-<p>
-La città, ad onta della incredibile perseveranza del
-suo governatore, aveva tentato una specie di ammutinamento
-per arrendersi. Il governatore aveva fatto
-impiccare gli ammutinati. Questa esecuzione calmò le
-teste più calde, che allora si decisero a lasciarsi morire
-di fame; questa morte loro sembrava più lenta,
-e meno sicura che il trapasso per istrangolazione.
-</p>
-
-<p>
-Dal canto loro, di tempo in tempo gli assedianti
-prendevano dei messaggieri, che i Roccellesi inviavano
-a Buckingham, o delle spie che Buckingham inviava
-ai Roccellesi. Nell'uno, e nell'altro caso il processo
-era presto fatto. Il ministro diceva una sola parola:
-Impiccate! s'invitava il re a venire a vedere questa
-<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
-funzione. Il re veniva languidamente, si metteva in
-buon posto per vedere l'operazione in tutte le sue minuzie:
-ciò lo distraeva sempre un poco, e gli faceva
-tollerare l'assedio con pazienza; ma ciò non gl'impediva
-di annoiarsi mortalmente, e di parlare tutti i momenti
-del suo ritorno a Parigi; di modo che, se i messaggieri,
-o i spioni fossero mancati, Sua Eccellenza,
-ad onta di tutta la sua immaginazione, si sarebbe ritrovato
-molto imbarazzato.
-</p>
-
-<p>
-Ciò non ostante il tempo passava, i Roccellesi non
-si arrendevano, l'ultimo spione che era stato preso
-aveva una lettera. Questa diceva bene a Buckingham
-che la città era agli ultimi estremi, ma invece di soggiugnere:
-«Se il vostro soccorso non giugne prima di
-quindici giorni, noi ci arrenderemo», soggiungeva
-semplicemente «Se il vostro soccorso non giugne prima
-di quindici giorni, quando arriverà, noi saremo
-tutti morti dalla fame».
-</p>
-
-<p>
-I Roccellesi non avevano dunque altra speranza che
-in Buckingham; Buckingham era il loro salvatore. Era
-evidente che se un giorno essi sapevano in modo sicuro
-che non potevano più contare su Buckingham, il
-loro coraggio sarebbe caduto colla loro speranza.
-</p>
-
-<p>
-Il ministro aspettava dunque con grande impazienza
-le notizie d'Inghilterra che gli annunziassero che
-Buckingham non verrebbe più.
-</p>
-
-<p>
-La quistione di prendere la città di viva forza era
-stata più d'una volta dibattuta nel consiglio del re, ma
-era sempre stata ributtata. Primieramente la Rochelle
-sembrava impenetrabile; quindi il ministro, che che
-ne dicesse, sapeva bene che l'orrore del sangue sparso
-in questo incontro, in cui i Francesi dovevano battersi
-contro i Francesi, era un movimento retrogrado di
-sessant'anni, impresso alla politica, e il ministro era
-in quell'epoca ciò che in oggi si chiama un uomo di
-progresso. In fatti, il saccheggio della Rochelle, e il
-<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
-massacro di tre o quattro mila ugonotti che si fossero
-fatti uccidere, rassomigliava troppo, nel 1628, al massacro
-del San Bartolomeo nel 1572. Finalmente, oltre
-a tuttociò, questo mezzo estremo al quale il re,
-quantunque buon cattolico, non ripugnava menomamente,
-veniva sempre a vuoto contro l'argomento
-dei generali assedianti che dicevano! «La Rochelle non
-si può prendere in altro modo che con la fame».
-</p>
-
-<p>
-Il ministro non poteva allontanare dal suo spirito
-il timore in cui lo gettava il suo terribile emissario:
-poichè aveva compreso, egli pure, le strane proposizioni
-di questa donna, ora serpente, ora lionessa. L'aveva
-ella tradito? era ella morta? In ogni caso egli la
-conosceva abbastanza per sapere che agendo per lui,
-o contro lui, amica o nemica essa non rimarrebbe immobile
-senza grandi impedimenti: ma donde venivano
-questi impedimenti? era ciò che non poteva sapere.
-</p>
-
-<p>
-Del resto egli contava, e con ragione, sopra milady,
-poichè aveva indovinato, negli antecedenti di questa
-donna, delle cose così terribili che appena il suo alto
-grado poteva coprire; e sentiva che per una causa, o
-per l'altra, questa donna era a lui venduta, non potendo
-ritrovare che in lui un appoggio superiore al pericolo
-che la minacciava.
-</p>
-
-<p>
-Risolse dunque di fare la guerra egli solo, e di non
-aspettare nessun estraneo soccorso che come una eventualità
-favorevole. Continuò a far lavorare la famosa
-diga che doveva affamare la Rochelle, e frattanto
-gettò gli occhi su questa disgraziata città che racchiudeva
-tante profonde miserie, e tante eroiche virtù,
-e ricordandosi il motto di Luigi XI, suo predecessore
-politico, come egli fu il predecessore di Robespierre,
-si ricordò questa massima del compare di Tristan:
-«Dividere per regnare».
-</p>
-
-<p>
-Enrico IV assediando Parigi faceva gettare per di
-sopra alle mura del pane e dei viveri. Il ministro fece
-<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
-gettare dei piccioli biglietti nei quali rappresentava ai
-Roccellesi come la condotta dei loro capi era ingiusta,
-egoista e barbara. Questi capi avevano del grano in
-abbondanza, e non lo dividevano; essi adottavano per
-massima, poichè essi pure avevano delle massime, che
-poco importava che le donne, i fanciulli ed i vecchi
-morissero, purchè gli uomini che dovevano difendere
-le mura, fossero forti e ben nutriti. Fin là, sia attaccamento
-sia impotenza di reagire contro essa, questa
-massima, senza essere generalmente adottata, era però
-passata dalla teoria alla pratica; ma i biglietti vennero
-a portarvi del danno. I biglietti ricordavano agli
-uomini che questi fanciulli, che questi vecchi, che queste
-donne che si lasciavano morire, erano i loro figli,
-le loro mogli, i loro padri; che sarebbe più giusto che
-ciascuno fosse ridotto alla comune miseria affinchè una
-stessa posizione facesse prendere risoluzioni unanimi.
-</p>
-
-<p>
-Ma al momento in cui il ministro vedeva già fruttare
-il suo espediente, e si applaudiva di averlo messo
-in uso, un abitante della Rochelle, che era potuto
-passare attraverso le file dei realisti, Dio sa come,
-tanto era grande e triplicata la sorveglianza di Bassompierre,
-di Schomberg, e del duca d'Angouléme,
-sorvegliati essi stessi dal ministro; un abitante della
-Rochelle, dicevamo, entrò in Città venendo da Portsmouth,
-dicendo che aveva veduta una flotta magnifica
-pronta a mettere alle vele prima di otto giorni. Di
-più, Buckingham annunziava al governatore, che la
-gran lega contro la Francia stava per dichiararsi, e
-che il regno stava per essere investito nello stesso
-tempo dalle armate inglesi, spagnole, ed imperiali.
-Questa lettera fu letta pubblicamente su tutte le piazze,
-ne fu affissa una copia agli angoli delle strade, e
-quelli che tentavano di aprire delle trattative, risoluti
-di aspettare questo soccorso così prontamente annunziato,
-le interruppero.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
-</p>
-
-<p>
-Questa impreveduta circostanza ridestò in Richelieu
-le sue primiere inquietudini, e lo forzò a rivoltare
-di nuovo i suoi occhi dall'altra parte del mare.
-</p>
-
-<p>
-In questo mentre, eccetto le inquietudini del suo
-solo e vero capo, l'armata realista menava gioconda
-vita; i viveri non mancavano al campo, e neppure il
-danaro. Tutti i corpi rivalizzavano d'audacia e di allegria.
-Prendere degli spioni e impiccarli, fare delle
-spedizioni azzardate sulla diga, o sul mare, immaginare
-delle follie, eseguirle freddamente, tale era il
-passatempo che faceva trovar corti all'armata questi
-giorni così lunghi, non solamente per i Roccellesi, che
-erano corrosi dalla fame e dall'ansietà, ma ancora pel
-ministro che li bloccava così strettamente.
-</p>
-
-<p>
-Qualche volta quando il ministro, cavalcando sempre
-come l'ultimo gendarme dell'armata, girava il suo
-sguardo pensieroso sopra queste operazioni così lente
-a seconda del suo desiderio, che elevavano sotto i suoi
-ordini gl'ingegneri che faceva venire da tutti gli angoli
-della Francia; se si incontrava in un moschettiere della
-compagnia di Tréville, egli si avvicinava a lui, e lo
-guardava in modo singolare, e non lo riconoscendo
-per uno dei nostri quattro compagni, lasciava andare
-altrove il suo sguardo profondo, e il suo vasto pensiero.
-</p>
-
-<p>
-Un giorno in cui divorato da una noia mortale, senza
-speranze di trattative con la città, senza notizie
-dell'Inghilterra, il ministro era uscito col solo scopo
-di uscire accompagnato soltanto da Cahusac e da Houdinière
-lungo la spiaggia, unendo l'immensità delle
-sue idee colla immensità dell'Oceano, giunse, al piccolo
-passo del suo cavallo, sopra una collina, di dove
-scoprì dietro una siepe, sdraiati sull'erba, e al sicuro
-da un troppo gran sole, sotto l'ombra di un gruppo
-di alberi, sette uomini circondati da bottiglie vuote.
-Quattro di questi uomini erano i nostri moschettieri,
-<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
-intenti ad ascoltare la lettura di una lettera che uno
-di essi aveva ricevuta; questa lettera era così importante,
-che aveva fatto abbandonare sopra un sasso le
-carte e i dadi. Gli altri tre erano occupati a levare il
-tappo ad una enorme damigiana di vino di Collioure;
-erano i lacchè di questi signori.
-</p>
-
-<p>
-Il ministro, come abbiamo detto, era di cattivo umore,
-e quando era in questa situazione di spirito,
-niente raddoppiava più il suo malo umore, quanto la
-allegria degli altri. D'altronde egli aveva una singolare
-preoccupazione, ed era quella di creder sempre che
-le stesse cause della sua tristezza, cagionassero la
-allegria degli altri. Facendo segno a Houdinière e a
-Cahusac di fermare, discese da cavallo, e si avvicinò
-a questi allegri sospetti, sperando che la sabbia avesse
-coperto il rumore dei suoi passi, e mercè la siepe
-che velava il suo cammino, poter sentire qualche parola
-di questa conversazione che gli sembrava tanto
-interessante. A dieci passi soltanto dalla siepe riconobbe
-la pronunzia guascona di d'Artagnan, e siccome
-egli sapeva già che questi uomini erano moschettieri,
-non dubitò più che gli altri tre fossero quelli
-che venivano nel campo chiamati gl'inseparabili, vale
-a dire Athos, Porthos ed Aramis.
-</p>
-
-<p>
-Si penserà facilmente se il suo desiderio di sentire
-la conversazione si aumentò per questa nuova scoperta;
-i suoi occhi presero una strana espressione e con
-un passo di tigre si avanzò verso la siepe, ma non aveva
-ancora potuto afferrare che vaghe sillabe e senza
-alcun senso positivo, allorquando un grido sonoro
-e corto lo fece fremere, e attirò l'attenzione dei moschettieri.
-</p>
-
-<p>
-— Ufficiale! gridò Grimaud.
-</p>
-
-<p>
-— Voi parlate, io credo, disse Athos sollevandosi sopra
-un gomito e affascinando Grimaud col suo sguardo
-fiammeggiante.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
-</p>
-
-<p>
-Per questo Grimaud non aggiunse parola, e si contentò
-di stendere il dito indicatore verso la direzione
-della siepe, denunziando con questo gesto il ministro
-e la sua scorta.
-</p>
-
-<p>
-Con un solo sbalzo i quattro moschettieri furono in
-piedi e salutarono con rispetto.
-</p>
-
-<p>
-Il ministro sembrava esser furioso.
-</p>
-
-<p>
-— Sembra che i sig. moschettieri si facciano guardare?
-diss'egli. Forse che gl'Inglesi vengono per terra,
-o sarebbe forse che i moschettieri si considerano
-come ufficiali superiori?
-</p>
-
-<p>
-— Mio-signore, riprese Athos, poichè, in mezzo al
-generale spavento, egli solo aveva conservata la calma
-e quel sangue freddo da gran Signore, che non lo abbandonavano
-mai; Mio-signore, i moschettieri, quando
-non sono di servizio o che il loro servizio è terminato,
-giuocano ai dadi, bevono e sono ufficiali più che
-superiori pei loro lacchè.
-</p>
-
-<p>
-— Dei lacchè, brontolò il ministro, dei lacchè che
-hanno la consegna di avvertire i loro padroni quando
-passa qualcuno; questi non sono lacchè, sono sentinelle!
-</p>
-
-<p>
-— Sua Eccellenza vede bene, frattanto, che se non
-avessimo presa questa precauzione, noi saremmo stati
-esposti a lasciarla passare senza presentargli i nostri
-rispetti, e offrirgli i nostri ringraziamenti per la grazia
-che ci ha fatta di riunire a noi d'Artagnan, continuò
-Athos. D'Artagnan, voi che poco fa desideravate
-questa occasione di esprimere la vostra gratitudine a
-Sua Eccellenza, eccola giunta, approfittatene.
-</p>
-
-<p>
-Queste parole furono pronunciate con quella flemma
-imperturbabile che distingueva Athos nelle ore di pericolo,
-e quella eccessiva gentilezza che in certi momenti
-faceva di lui un re più maestoso che i re di nascita.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan s'avvicinò e balbettò alcune parole di
-<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
-ringraziamento, che ben presto sparirono sotto il torbido
-sguardo del ministro.
-</p>
-
-<p>
-— Non importa, signori, continuò il ministro senza
-sembrare menomamente sviato dalla sua prima intenzione,
-per l'incidente che Athos aveva sollevato; non
-importa, io non amo che dei semplici soldati, perchè
-hanno il vantaggio di servire in un corpo privilegiato,
-facciano tutti i gran signori, la disciplina è uguale a
-tutti.
-</p>
-
-<p>
-Athos lasciò il ministro terminare compiutamente
-la sua frase, e inchinandosi in segno di assentimento,
-riprese a sua volta.
-</p>
-
-<p>
-— La disciplina, Mio-signore, non è stata in alcun
-modo, io spero, dimenticata da noi. Noi non siamo di
-servizio e abbiamo creduto, non essendo di servizio di
-potere impiegare il nostro tempo come meglio ci pareva.
-Se siamo abbastanza fortunati perchè Vostra
-Eccellenza abbia qualche ordine particolare da darci,
-siamo pronti ad obbedire Vostra Eccellenza; Vostra Eccellenza
-vede, continuò Athos aggrottando il sopracciglio,
-perchè questa specie d'interrogazione cominciava
-a fargli perdere la pazienza, che per esser pronti al
-più piccolo segnale noi siamo usciti con le nostre armi.
-</p>
-
-<p>
-E col dito mostrò al ministro i quattro fucili in fascio
-vicino al luogo sul quale erano le carte e i dadi.
-</p>
-
-<p>
-— Che vostra Eccellenza voglia credere, che noi ci
-saremmo posti davanti ad essa, aggiunse d'Artagnan,
-se avessimo potuto supporre che ella veniva a questa
-parte con così piccola scorta.
-</p>
-
-<p>
-Il ministro si morse i baffi, e un poco ancora le labbra.
-</p>
-
-<p>
-— Sapete voi di chi avete l'aspetto, sempre insieme
-come in questo momento, armati come voi siete, e vegliati
-dai lacchè? disse il ministro, voi avete l'aria di
-quattro cospiratori.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! in quanto a questo, Mio signore, è vero, disse
-Athos, e noi cospiriamo, come l'altra mattina Vostra
-<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
-Eccellenza ha potuto vederlo; soltanto però contro
-i Roccellesi.
-</p>
-
-<p>
-— Eh! signori politici, riprese il ministro aggrottando
-a sua volta il sopracciglio, si potrebbe forse ritrovare
-nei vostri cervelli il segreto di molte cose se vi si
-potesse leggere, come voi leggevate in quella lettera,
-che avete nascosta quando mi avete veduto venire.
-</p>
-
-<p>
-Il rossore montò al viso di Athos; egli fece un passo
-verso Sua Eccellenza.
-</p>
-
-<p>
-— Si direbbe, che voi ci sospettate in realtà, Mio-Signore,
-e che subiamo un vero interrogatorio. Se la cosa
-è così, che Vostra Eccellenza si degni spiegarsi, e noi
-sapremo almeno a qual partito appigliarci.
-</p>
-
-<p>
-— E quando questo fosse un vero interrogatorio,
-riprese il ministro, altri più di voi lo hanno subito,
-signor Athos, e vi hanno risposto.
-</p>
-
-<p>
-— Per questo, Mio signore, io ho detto a Vostra Eccellenza
-che non aveva che ad interrogarci, e che noi
-eravamo pronti a rispondere.
-</p>
-
-<p>
-— Che cosa è quella lettera che stavate leggendo, sig.
-Aramis, e che avete nascosta?
-</p>
-
-<p>
-— Una lettera di donna, Mio-Signore.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! capisco, disse il ministro; bisogna essere discreto
-per questa specie di lettere, ma però si possono
-mostrare ad un confessore, e voi sapete che io...
-</p>
-
-<p>
-— Mio-Signore, disse Athos con una calma tanto più
-terribile, in quanto che sapeva di giuocare la sua
-testa nel fare questa risposta, Mio-Signore la lettera è
-di una donna, ma però non è sottoscritta nè da Marion
-Delorme, nè dalla sig. de Combalet, nè dalla sig. de
-Chaulnes.
-</p>
-
-<p>
-Il ministro divenne pallido come la morte. Un lampo
-giallo uscì dai suoi occhi. Egli si voltò come per dare
-un ordine a Cahusac, e a Houdinière. Athos vide il movimento,
-fece un passo verso i moschetti, su i quali
-i suoi amici avevano già fissati gli occhi, come uomini
-<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
-mal disposti a lasciarsi arrestare. Il ministro era
-il terzo; i moschettieri, compresivi i lacchè, erano
-sette: giudicò che la partita, quand'anche fosse stata
-uguale, Athos e i suoi compagni avrebbero allora realmente
-cospirato; e con uno di quei rapidi cambiamenti
-che teneva sempre a sua disposizione, tutta la sua
-collera terminò in un sorriso.
-</p>
-
-<p>
-— Andiamo, andiamo, diss'egli, voi siete bravi giovanotti,
-fieri al sole, fedeli nell'oscurità, e non vi è nessun
-male di farsi sorvegliare quando si sorveglia così
-bene gli altri. Signori, io non ho dimenticata la notte
-in cui mi serviste di scorta per andare al Colombaio
-Rosso. Se vi fosse qualche pericolo da temere nella strada
-che debbo percorrere, io vi pregherei accompagnarmi;
-ma siccome non ve ne è alcuno, restate dove siete,
-terminate le vostre bottiglie, la vostra partita e la
-vostra lettera. Addio, signori.
-</p>
-
-<p>
-E rimontando sul suo cavallo che Cabusac gli aveva
-condotto li salutò con la mano e si allontanò.
-</p>
-
-<p>
-I quattro giovani in piedi ed immobili lo seguirono
-cogli occhi, senza dire una sola parola fino a che fu
-scomparso.
-</p>
-
-<p>
-Si guardarono quindi tutti in viso.
-</p>
-
-<p>
-Avevan tutti la faccia costernata, poichè, ad onta
-dell'amichevole addio di Sua Eccellenza, essi capivano
-che il ministro se n'andava colla rabbia nel cuore.
-</p>
-
-<p>
-Athos sorrideva con un sorriso sdegnoso.
-</p>
-
-<p>
-Quando il ministro fu fuori della voce e della vista.
-</p>
-
-<p>
-— Questo Grimaud ha gridato troppo tardi, interruppe
-Porthos, che aveva conservato una gran volontà
-di far cadere il suo cattivo umore sopra qualcuno.
-Grimaud voleva rispondere per scusarsi; Athos, alzò
-il dito, e Grimaud tacque.
-</p>
-
-<p>
-— Avreste voi data la lettera, Aramis? disse d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Io, disse Aramis con la voce la più melodiosa, io
-<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
-era deciso, se egli esigeva che gli avessi consegnata
-la lettera, io gli presentava la lettera con una mano,
-e coll'altra gli trapassava la mia spada attraverso il
-corpo.
-</p>
-
-<p>
-— Me lo aspettava bene, disse Athos; ecco perchè mi
-sono gettato fra voi e lui. In verità, quest'uomo è bene
-imprudente a parlare in tal guisa ad altri uomini.
-Si direbbe che non ha mai avuto che fare che con donne
-e con dei ragazzi.
-</p>
-
-<p>
-— Mio caro Athos, disse d'Artagnan, io ammiro; ma
-frattanto, dopo tutto, noi eravamo dalla parte del torto.
-</p>
-
-<p>
-— Come, dalla parte del torto! disse Athos. E di chi
-è dunque quest'aria che noi respiriamo? di chi è questo
-Oceano sul quale estendiamo i nostri sguardi? di chi
-è questa lettera della vostra amica? forse del ministro?
-Sull'onor mio, quest'uomo si immagina che tutto il
-mondo sia suo. Voi eravate là, balbettanti, stupefatti,
-annientati; si sarebbe detto che la Bastiglia si erigeva
-avanti a voi, e che quella gigantesca Medusa vi cambiava
-in pietra. Forse che si chiama cospirare, sentiamo,
-l'essere innamorato? voi siete innamorato di una
-donna che il ministro ha fatta imprigionare, voi volete
-toglierla dalle mani del ministro; questa è una partita
-che giocate con Sua Eccellenza. Questa lettera, è il
-vostro giuoco. Perchè mostrate voi il vostro giuoco al
-vostro avversario? che egli lo indovini, alla buona ora!
-noi parimente indoviniamo il suo.
-</p>
-
-<p>
-— Infatti, disse d'Artagnan, ciò che voi dite è pieno
-di buon senso.
-</p>
-
-<p>
-— In questo caso, non si parli più di ciò che è accaduto,
-e che Aramis riprenda la lettura della lettera di sua
-cugina al punto in cui è stata interrotta dal ministro.
-</p>
-
-<p>
-Aramis cavò la lettera di saccoccia; i tre amici si riavvicinarono
-a lui, e i tre lacchè si raggrupparono di nuovo
-intorno alla damigiana.
-</p>
-
-<p>
-— Voi non avevate lette che due righe, disse d'Artagnan;
-<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
-riprendete adunque la lettura dal suo principio.
-</p>
-
-<p>
-— Volentieri, disse Aramis:
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-«Mio caro cugino, io credo bene che mi deciderò
-a partire per Béthune, ove mia sorella ha fatto entrare
-la piccola servente nel convento delle carmelitane. Questa
-povera giovinetta si è rassegnata, ella sa che non
-può vivere in altro luogo senza che sia in pericolo la
-salute della sua anima. Però se gli affari della nostra
-famiglia si accomoderanno nel modo che desideriamo,
-io credo che ella correrà il rischio di dannarsi, e che
-ritornerà vicino a coloro che la desiderano, tanto più
-che sa che si pensa sempre a lei. Frattanto, essa non è
-troppo disgraziata, tutto ciò che le resta a desiderare,
-è una lettera del suo pretendente. Io so bene che questa
-specie di derrata passa difficilmente fra le inferriate,
-ma oltre a tutto, come ve ne ho date pruove, mio
-caro cugino, io non sono molto mal destra e m'incarico
-della vostra commissione. Mia sorella vi ringrazia
-della vostra buona e continua rimembranza: per un
-istante ella ha avuto grandi inquietudini, ma finalmente
-ora si è alcun poco tranquillizzata, avendo inviato
-un suo commesso laggiù affinchè non accada niente di
-imprevisto.
-</p>
-
-<p>
-«Addio, mio caro cugino: dateci le vostre notizie il
-più spesso che potete, vale a dire tutte le volte che credete
-poterlo fare con sicurezza. Vi abbraccio.
-</p>
-
-<p class="indr">
-Maria Michon»
-</p>
-</div>
-
-<p>
-— Oh! quanto vi devo, Aramis! gridò d'Artagnan.
-Cara Costanza! finalmente ho avuto le sue notizie! ella
-vive, ella è al sicuro in un convento; ella è a Béthune;
-dove credete voi che sia Béthune, Athos?
-</p>
-
-<p>
-— Sulle frontiere dell'Artois e della Fiandra; una volta
-che sia tolto l'assedio, noi potremo andare a fare un
-giro da quella parte.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
-</p>
-
-<p>
-— E non vi vorrà molto, bisogna sperarlo, disse Porthos:
-questa mattina pure è stata impiccata una spia,
-che ha dichiarato che i Roccellesi sono ridotti a mangiare
-il cuoio delle loro scarpe. Supponendo che, dopo
-aver mangiato il cuoio, mangino la suola, io non vedo
-più che cosa loro rimanga dopo, a meno che non si mangino
-gli uni gli altri.
-</p>
-
-<p>
-— Poveri stupidi! disse Athos vuotando un bicchiere
-di eccellente vino di Bordeaux, che, senza avere in
-quell'epoca la riputazione che gode oggi giorno, non
-meritava però meno: poveri stupidi! come se la Religione
-Cattolica non fosse la più vera avvantaggiosa, e
-la più aggradevole di tutte le religioni? riprese egli dopo
-aver fatto sbattere la sua lingua contro il palato,
-però sono brava gente. Ma che diavolo fate dunque,
-Aramis? continuò Athos, voi richiudete questa lettera
-in saccoccia?
-</p>
-
-<p>
-— Sì, disse d'Artagnan, Athos ha ragione, bisogna
-bruciarla. Ed ancora se basta, il ministro potrebbe forse
-avere qualche segreto per esplorare le ceneri.
-</p>
-
-<p>
-— Ma che volete voi fare di questa lettera? domandò
-Porthos.
-</p>
-
-<p>
-— Vieni qui, Grimaud, disse Athos.
-</p>
-
-<p>
-Grimaud si alzò ed obbedì.
-</p>
-
-<p>
-— Per punirvi di aver parlato senza permesso, amico
-mio, voi mangerete questo pezzo di carta, poi, per
-ricompensarvi del servizio che ci avete reso, beverete
-dopo questo bicchiere di vino. Ecco prima la lettera.
-Masticate con energia.
-</p>
-
-<p>
-Grimaud sorrise, e tenendo gli occhi fissi sul bicchiere
-che Athos aveva riempito colmo, masticò la lettera
-e la inghiottì.
-</p>
-
-<p>
-— Bravo! padron Grimaud, disse Athos, ora prendete
-questo. Bene. Io vi dispenso dal dire grazie.
-</p>
-
-<p>
-Grimaud bevè silenziosamente il bicchiere di vino
-di Bordeaux, ma i suoi occhi alzati al cielo parlavano,
-<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
-durante il tempo che percorse in questa operazione, un
-linguaggio, che per esser muto, non era però meno
-espressivo.
-</p>
-
-<p>
-— Ed ora, disse Athos, ammenocchè il ministro non
-abbia l'ingegnosa idea di fare aprire il ventre a Grimaud,
-io credo che possiamo essere presso a poco tranquilli.
-</p>
-
-<p>
-In questo mentre Sua Eccellenza continuava la sua
-melanconica passeggiata, e mormorava sotto i suoi
-baffi.
-</p>
-
-<p>
-— Decisamente bisogna che questi quattro diventino
-del mio partito.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap52">CAPITOLO LII.
-<span class="smaller">PRIMO GIORNO DI PRIGIONIA</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Ritorniamo a milady, che uno sguardo gettato sulle
-coste di Francia ci ha fatto perdere di vista un
-istante.
-</p>
-
-<p>
-Noi la ritroveremo nella stessa disperata posizione
-ove l'abbiamo lasciata, scavandosi un abisso di cupe riflessioni,
-innanzi alla porta del quale ella ha quasi lasciato
-la speranza, poichè per la prima volta ella dubita,
-per la prima volta ella teme.
-</p>
-
-<p>
-In due occasioni la sua fortuna le aveva mancato,
-in due occasioni ella si vedeva scoperta e tradita, e in
-queste occasioni essa aveva urtato contro il suo genio
-fatale; che senza dubbio le era inviato dal signore per
-combatterla, per attaccarla. D'Artagnan l'ha vinta, essa,
-genio possente del male.
-</p>
-
-<p>
-Egli abusò del suo amore, l'umiliò nel suo orgoglio,
-la deluse nella sua ambizione, ed ora, che la perde nella
-sua fortuna, che la colpisce nella sua libertà, che la
-minaccia ancora nella sua vita. Che più, egli ha alzato
-un canto della sua maschera, questa egida con cui ella
-si cuopre e che la rende così forte.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan ha sviato da Buckingham, che essa odia,
-come odia tutto ciò che ha amato, la tempesta di cui
-lo minacciava Richelieu nella persona della regina.
-D'Artagnan si è fatto passare per de Wardes, pel quale
-ella aveva un ardente trasporto da tigre, indomabile,
-come lo hanno tutte le donne di questo carattere. D'Artagnan
-conobbe quel fatal segreto che ha giurato che
-niun uomo avrebbe mai conosciuto senza morire. Finalmente,
-al momento in cui essa aveva ottenuto una
-firma in bianco da Richelieu, col mezzo della quale essa
-poteva vendicarsi del suo nemico, la firma in bianco
-le viene strappata dalle mani, ed è d'Artagnan che
-la tiene prigioniera, e che è sul punto di farla inviare
-in qualche immondo Botany-bay, in qualche Tyburn
-infame dell'oceano indiano.
-</p>
-
-<p>
-Perchè tutto ciò le viene senza dubbio da d'Artagnan;
-e da chi altro potrebbero venirle tante onte ammassate
-sulla sua testa, se non da lui? Egli solo ha potuto
-trasmettere a Lord de Winter tutti questi terribili
-segreti, che ha scoperti gli uni dopo gli altri per
-una specie di fatalità. Egli conosceva suo cognato, doveva
-avergli scritto.
-</p>
-
-<p>
-Quando odio essa distillava! là, immobile e cogli occhi
-ardenti e fissi, nel suo deserto appartamento, come
-gli scoppi dei suoi sordi ruggiti, che qualche volta
-le sfuggono dal fondo del suo petto, accompagnano il
-rumore della ondata, che sale, rumoreggia, mugisce,
-e viene ad infrangersi come una disperazione eterna
-ed imponente contro gli scogli sui quali è fabbricato
-questo castello, tetro ed orgoglioso! come al chiarore
-dei lampi che la sua collera tempestosa fa brillare nel
-suo spirito, ella concepisce contra la signora Bonacieux,
-contro Buckingham, e soprattutto contro d'Artagnan,
-dei magnifici progetti di vendetta perduti nel remoto!
-Sì, ma per vendicarsi bisogna esser libero, quando
-si è prigioniere bisogna sapere aprire una serratura,
-<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
-rompere dei chiavacci, smurare delle sbarre, scavare
-un pavimento; tutte imprese che possono condurre al
-suo scopo un uomo paziente e forte, ma davanti alle
-quali devono andare a vuoto le febbrili irritazioni di
-una donna.
-</p>
-
-<p>
-D'altronde, per far tutto ciò, bisogna avere il tempo,
-dei mesi, degli anni, ed ella non ha che dieci o dodici
-giorni, per quanto le ha detto lord de Winter, suo
-fratello e terribile carceriere.
-</p>
-
-<p>
-Eppure se essa fosse un uomo tenterebbe tutto, e
-forse riuscirebbe: e perchè dunque il cielo si è in tal
-modo sbagliato mettendo quest'anima ardente in questo
-corpo debole e delicato?
-</p>
-
-<p>
-Fu per questo che i primi momenti della prigionia
-riuscirono terribili: alcune convulsioni di rabbia che
-essa non potè sormontare, pagarono il suo debito di
-femminile debolezza alla natura. Ma a poco a poco sormontò
-la foga della sua pazza collera, disparvero i fremiti
-nervosi che avevano agitato il suo corpo, e si ripiegò
-su se stessa come un serpente stanco che ha bisogno
-di riposo.
-</p>
-
-<p>
-— Andiamo, andiamo, io era folle di lasciarmi in tal
-modo trasportare, disse ella, fissandosi sullo specchio
-che riflettè ai suoi occhi il suo avvampante sguardo, col
-quale sembrava che interrogasse se stessa. Non usiamo
-violenza! la violenza è una pruova di debolezza; e
-per primo, io non sono mai riuscita a niente con questo
-mezzo. Forse, se io usassi della mia forza contro
-delle donne, potrei avere la combinazione di ritrovarne
-anche più deboli di me, e per conseguenza di vincerle;
-ma è contro ad uomini che io mi batto; e per essi io
-non sono che una donna. Combattiamo adunque da donna.
-La mia forza è nella mia debolezza.
-</p>
-
-<p>
-Allora, come per render conto a se stessa dei cambiamenti
-che poteva imporre alla sua fisonomia così espressiva
-e così immobile, essa le fece assumere successivamente
-<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
-tutte le espressioni, da quella della collera che
-corrugava i suoi lineamenti, fino a quella del più dolce,
-del più affettuoso e del più seducente sorriso. Quindi
-i suoi capelli sotto le sue sapienti mani presero
-quelle ondulazioni che ella credè potere aiutare le grazie
-del suo viso. Finalmente, contenta di se stessa, mormorò:
-</p>
-
-<p>
-— Andiamo, non vi è ancora niente di perduto, io
-sono sempre bella.
-</p>
-
-<p>
-Erano circa le otto della sera. Milady scoperse un
-letto, e pensò che il riposo di alcune ore rinfrescherebbe
-non solo la sua testa e le sue idee, ma ancora il suo
-colorito. Però, prima di andare in letto, le venne un
-idea anche migliore: essa aveva inteso parlare di cena,
-essendo già da un'ora in quella camera non potevano
-tardar molto a portarle il vitto. La prigioniera non volle
-perder tempo e risolse di far fin da quella prima sera
-alcuni tentativi per acquistare terreno, studiando i
-caratteri delle persone alle quali era stata confidata la
-sua custodia.
-</p>
-
-<p>
-Un lume apparve sulla porta; questo lume annunciava
-il ritorno dei suoi carcerieri. Milady, che si era alzata,
-si rigettò prestamente sulla sua poltrona, colla
-testa rovesciata indietro, i suoi bei capelli snodati e
-sparsi, la sua gola per metà nuda sotto i suoi merletti
-scomposti, con una mano sul cuore e l'altra pendente.
-</p>
-
-<p>
-Furono tolti i catenacci, la porta cigolò sopra i suoi
-cardini, alcuni passi rintronarono nella camera, e si avvicinarono.
-</p>
-
-<p>
-— Ponete là questa tavola, disse una voce che la prigioniera
-riconobbe per quella di Felton. L'ordine fu
-eseguito.
-</p>
-
-<p>
-— Voi porterete dei lumi e cambierete la sentinella,
-continuò Felton.
-</p>
-
-<p>
-E questo doppio ordine che diede ai medesimi individui
-<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
-il sottotenente, provò a Milady che i suoi servitori
-erano quegli stessi uomini che erano i suoi guardiani,
-vale a dire soldati.
-</p>
-
-<p>
-Gli ordini di Felton erano, del resto, eseguiti con una
-silenziosa rapidità, che dava una buona idea dello stato
-florido nel quale egli manteneva la disciplina.
-</p>
-
-<p>
-Finalmente Felton, che non aveva ancora guardata
-Milady, si voltò verso di lei.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! ah! disse egli, ella dorme; sta bene, al suo
-svegliarsi cenerà.
-</p>
-
-<p>
-E fece alcuni passi per uscire.
-</p>
-
-<p>
-— Ma, mio tenente, disse un soldato meno stoico del
-suo capo, e che si era avvicinato a milady, questa donna
-non dorme.
-</p>
-
-<p>
-— Come ella non dorme? disse Felton, e che fa essa
-allora?
-</p>
-
-<p>
-— Essa è svenuta. Il suo viso è pallidissimo, ed io
-ho un bell'ascoltare, non sento la sua respirazione.
-</p>
-
-<p>
-— Avete ragione disse, Felton dopo aver guardato
-milady dal posto in cui era, senza fare un passo verso
-di lei. Andate a prevenire lord de Winter che la sua prigioniera
-è svenuta, poichè non so che farle, non essendo
-stato preveduto il caso.
-</p>
-
-<p>
-Il soldato uscì per obbedire agli ordini del suo ufficiale.
-Felton si assise sopra una sedia, che per caso
-si trovava vicina alla porta, e aspettò, senza dire una
-parola, senza fare un gesto. Milady possedeva quella
-grand'arte tanto studiata dalle donne di veder tutto
-coll'aiuto di uno specchio, di un riflesso, di un'ombra.
-Ella vide Felton che le voltava le spalle; continuò a
-guardarlo per dieci minuti circa, e in questi dieci minuti,
-l'impassibile guardiano non si voltò neppure una
-volta.
-</p>
-
-<p>
-Essa pensò allora che lord de Winter sarebbe venuto
-ad aumentare, colla sua presenza, una nuova forza
-nel suo carceriere. Fallita la prima pruova, essa prese
-<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
-un altro partito, come donna che conta sulle proprie
-risorse; in conseguenza, alzò la testa, aprì gli occhi
-e sospirò debolmente.
-</p>
-
-<p>
-A questo sospiro, Felton finalmente si voltò.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! eccovi risvegliata, disse egli; io non ho adunque
-più nulla da fare qui. Se voi avrete bisogno di
-qualche cosa, chiamerete.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio! quanto ho sofferto, mormorò milady
-con quella voce armoniosa che, simile a quella delle
-incantatrici, incantava tutti quelli che voleva perdere.
-</p>
-
-<p>
-E nel raddrizzarsi nel suo seggio, assunse una posizione
-la più graziosa e più abbandonata di quella che
-aveva quando era svenuta.
-</p>
-
-<p>
-Felton si alzò.
-</p>
-
-<p>
-— Voi sarete servita in questo modo, tre volte il
-giorno, signora, disse egli; la mattina a nove ore, nel
-giorno a un'ora, e la sera a otto ore. Se ciò non vi accomoda,
-potete indicare le vostre ore in vece di quelle
-che vi ho proposte, e su questo punto noi ci conformeremo
-ai vostri desiderii.
-</p>
-
-<p>
-— Ma dovrò dunque sempre restare sola in questa
-grande e trista camera? domandò milady.
-</p>
-
-<p>
-— Una donna delle vicinanze è stata prevenuta, e
-quando prima sarà al castello, essa verrà tutte le volte
-che desidererete la sua presenza.
-</p>
-
-<p>
-— Io vi ringrazio, signore, rispose umilmente la prigioniera.
-</p>
-
-<p>
-Felton fece un leggiero saluto e si diresse verso la
-porta. Al momento in cui stava per oltrepassare il limitare,
-lord de Winter comparve nel corridoio, seguito
-dal soldato che era stato a portare la notizia dello
-svenimento di milady, egli teneva in mano una boccetta
-di sali.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! che cosa è che, accade qui? disse egli con
-voce beffarda, vedendo la sua prigioniera in piedi e
-<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
-Felton in atto di partire. Questa morta è adunque risuscitata?
-Perdinci! Felton, figlio mio, e non ti sei accorto
-che ti hanno preso per un novizio e che ti giuocano
-il primo atto di una commedia, di cui avremo
-senza dubbio il piacere di seguire tutto lo sviluppo?
-</p>
-
-<p>
-— L'ho pensato anch'io, milord, disse Felton; ma
-siccome la prigioniera è una donna, così ho voluto avere
-i riguardi che ogni uomo ben nato deve ad una donna,
-se non per essa, almeno per se stesso.
-</p>
-
-<p>
-Milady fremette in tutte le parti del suo corpo. Queste
-parole di Felton passavano come un diaccio in tutte
-le sue vene.
-</p>
-
-<p>
-— Così, riprese de Winter ridendo, questi bei capelli
-saggiamente snodati, questa pelle bianca e questo
-languido sguardo, non ti hanno ancora sedotto cuore
-di pietra?
-</p>
-
-<p>
-— No, milord, rispose l'impassibile giovane, e credetemi
-bene, vi vuol altro che degli artifizii e delle civetterie
-di donne per corrompermi.
-</p>
-
-<p>
-— In questo caso mio bravo tenente, lasciamo milady
-pensare ad altre astuzie, e noi andiamo a cena. Oh!
-siate tranquillo, ella ha l'immaginazione feconda, e il
-secondo atto della commedia non tarderà a seguitare
-il primo.
-</p>
-
-<p>
-A queste parole lord de Winter passò il suo braccio
-sotto quello di Felton, e lo condusse via ridendo.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! troverò ben io ciò che ti abbisogna, mormorò
-milady fra i denti, povero monaco fallito, povero
-soldato convertito, che ti sei tagliato il tuo uniforme
-in una cocolla.
-</p>
-
-<p>
-— A proposito, riprese de Winter fermandosi sulla
-porta, milady questo scacco non deve togliervi l'appetito.
-Assaggiate questo pollo e questi pesci che, sulla
-mia parola d'onore non ho fatti avvelenare. Io sono
-molto contento del mio cuoco, e siccome egli non deve
-ereditar nulla da me, ho in lui una piena ed intera confidenza.
-<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
-Fate voi dunque come faccio io. Addio cara
-sorella. A rivederci al vostro prossimo svenimento.
-</p>
-
-<p>
-Questo era quanto poteva sopportare milady; le sue
-mani si contraevano sul seggio, i suoi denti stridevano
-sordamente, i suoi occhi seguivano il movimento
-della porta che si chiudeva dietro a lord de Winter e
-Felton, e quando si vide sola, fu invasa da una nuova
-crisi di disperazione; essa gettò gli occhi sulla tavola,
-vide brillare un coltello, si slanciò e lo afferrò, ma il
-suo disinganno fu crudele, la lama era rotonda, e di
-argento flessibile.
-</p>
-
-<p>
-Uno scoppio di risa rumoreggiò dietro la porta mal
-chiusa e che si riaprì.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! Ah! gridò lord de Winter, ah! ah! vedi tu
-bene, mio bravo Felton, vedi tu ciò che io ti aveva
-detto! Questo coltello era per te, figlio mio, ella ti
-avrebbe ucciso; vedi tu questa è una delle sue risorse
-per sbarazzarsi così, in un modo o nell'altro, delle persone
-che la incomodano. Se io ti avessi dato ascolto,
-il coltello sarebbe stato appuntato e d'acciaio; allora
-era finita per te, o Felton, ella ti avrebbe sgozzato, e
-dopo te avrebbe scannato tutti noi. Guarda, vedi Felton,
-come ella sa tener bene un coltello?
-</p>
-
-<p>
-Infatti, milady teneva ancora in mano l'arme inoffensiva;
-queste ultime parole, quest'ultimo insulto
-sciolsero le sue mani, le sue forze, e perfino la sua volontà.
-</p>
-
-<p>
-Il coltello cadde per terra.
-</p>
-
-<p>
-— Avete ragione, milord, disse Felton con un accento
-di profondo disgusto che si ripercuotè fino nel
-fondo del cuore di Milady, avete ragione, ed io aveva
-torto.
-</p>
-
-<p>
-Ed entrambi uscirono di nuovo.
-</p>
-
-<p>
-Ma questa volta, milady prestò il suo orecchio più
-attento della prima volta, ed intese i loro passi allontanarsi
-e perdersi nel fondo del corridoio.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Io son perduta mormorò essa; eccomi in potere
-di gente sulle quali io non avrò più presa, e che saranno
-per me come statue di bronzo e di granito, essi mi
-sanno a memoria e si sono armati dell'egida contro
-tutte le mie armi. Però è impossibile, riprese dopo un
-momento, che la cosa finisca come essi hanno deciso.
-</p>
-
-<p>
-Infatti, come l'indicava quest'ultima riflessione, questo
-ritorno instintivo alla speranza, il timore ed i sentimenti
-deboli non galleggiavano lungo tempo in quell'anima
-profonda. Milady si mise a tavola, si cibò di
-diverse vivande, bevè un poco di vino di Spagna, e
-sentì ritornarsi tutta la sua risoluzione.
-</p>
-
-<p>
-Prima di andare a letto, essa aveva già comentato,
-analizzato, rivoltato in tutti gli aspetti, esaminato su
-tutti i punti, le parole, i passi, le gesta, i segni e perfino
-il silenzio dei suoi carcerieri; da questo studio
-profondo, abile e sapiente, ne era risultato che Felton
-era il meno invulnerabile di tutti.
-</p>
-
-<p>
-Una parola particolarmente ritornava al pensiero
-della prigioniera:
-</p>
-
-<p>
-— «Se io ti avessi ascoltato» aveva detto lord de
-Winter a Felton.
-</p>
-
-<p>
-Dunque Felton aveva parlato in suo favore, poichè
-lord de Winter non aveva voluto ascoltare Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Debole o forte, ripeteva milady, questo uomo
-dunque ha avuto un lampo di pietà nell'animo suo.
-Da questo lampo farò nascere un incendio che lo divorerà.
-In quanto all'altro, egli mi teme, e sa ciò che
-deve aspettarsi da me, se io posso fuggire dalle sue
-mani; è dunque inutile il tentar niente su lui; ma Felton,
-questa è un'altra cosa, egli è un giovane ingenuo,
-puro, e che sembra virtuoso. Quello là vi è mezzo da
-prenderlo.
-</p>
-
-<p>
-E milady se ne andò a letto e si addormì col sorriso
-sulle labbra; se qualcuno l'avesse veduta dormente,
-avrebbe creduto vedere una giovinetta che sognasse
-<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
-la corona di fiori che doveva mettersi sulla fronte
-nella prossima festa.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap53">CAPITOLO LIII.
-<span class="smaller">SECONDO GIORNO DI PRIGIONIA</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Milady sognava che alfine aveva nelle mani d'Artagnan,
-che assisteva al suo supplizio, ed era la vista
-del suo odioso sangue che colava sotto la mannaia del
-carnefice, quello che delineava quel grazioso sorriso
-sulle sue labbra.
-</p>
-
-<p>
-Ella dormiva come dorme un prigioniero assorto nella
-sua prima speranza.
-</p>
-
-<p>
-L'indomani, quando entrarono nella camera, ella
-era ancora in letto. Felton si era fermato nel corridoio;
-egli conduceva la donna di cui aveva parlato la sera
-innanzi, e che allora era giunta. Questa donna entrò
-e si avvicinò al letto di milady offrendole i suoi
-servigi.
-</p>
-
-<p>
-Milady era abitualmente pallida: il suo colorito poteva
-ingannare una persona che la vedeva per la prima
-volta.
-</p>
-
-<p>
-— Ho la febbre diss'ella; non ho dormito un istante
-in questa lunga notte. Io soffro orribilmente; sareste
-voi più umana di quello che non lo sono stato ieri
-con me? Tutto ciò che io chiedo, del resto, è il permesso
-di poter rimanere in letto.
-</p>
-
-<p>
-— Volete che si mandi a chiamare un medico? disse
-la donna.
-</p>
-
-<p>
-Felton ascoltava questo dialogo senza dire una parola.
-</p>
-
-<p>
-Milady rifletteva che più sarebbe circondata da gente,
-e più avrebbe avuto gente da impietosire, e per
-conseguenza verrebbe raddoppiata la sorveglianza di
-lord de Winter. D'altronde il medico poteva dichiarare
-<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
-che la malattia era finta; e milady, dopo aver perduta
-la prima partita, non voleva perdere anche la seconda.
-</p>
-
-<p>
-— Andare a cercare un medico diss'ella, e a che
-pro? questi signori hanno ieri dichiarato che il mio
-male era una commedia. Oggi accadrebbe senza dubbio
-lo stesso, perchè da ieri sera in qua hanno avuto
-tutto il tempo di prevenire il dottore.
-</p>
-
-<p>
-— Allora, disse Felton impazientandosi, dite voi
-stessa signora che cura volete seguire.
-</p>
-
-<p>
-— E lo so io? mio Dio! io sento che sto male, ecco
-tutto. Che mi si dia tutto ciò che si vuole, poco m'importa.
-</p>
-
-<p>
-— Andate a cercare lord de Winter, disse Felton,
-stancato da queste continue lamentazioni.
-</p>
-
-<p>
-— O no, no, gridò milady, no signore, non lo chiamate,
-ve ne scongiuro, io sto bene; non lo chiamate,
-non ho bisogno di niente.
-</p>
-
-<p>
-Ella mise una veemenza così soprannaturale in questa
-esclamazione, che Felton, trascinato, fece alcuni
-passi nella camera.
-</p>
-
-<p>
-Egli è commosso, pensò milady.
-</p>
-
-<p>
-— Però, signora, disse Felton, se voi <i>realmente</i> soffrite,
-si manderà a cercare un medico, e se vi burlate
-di noi, ebbene ciò sarà tanto peggio per voi, ma almeno
-dal canto nostro non avremo niente da rimproverarci.
-</p>
-
-<p>
-Milady non rispose, ma, rovesciando la sua bella
-testa sull'origliere, si strusse in lacrime ed in singhiozzi.
-</p>
-
-<p>
-Felton la guardò un istante con la sua impassibilità
-ordinaria, quindi accorgendosi che la crisi minacciava
-di prolungarsi, uscì. La donna lo seguì, lord de Winter
-non comparve.
-</p>
-
-<p>
-— Io credo, che comincio a veder chiaro, mormorò
-milady con una gioia selvaggia, cacciandosi sotto i lenzuoli,
-<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
-per nascondere agli occhi di chi poteva spiarla
-questo slancio d'interna soddisfazione.
-</p>
-
-<p>
-Passarono così due ore.
-</p>
-
-<p>
-— Ora è tempo che la malattia cessi, disse ella leviamoci,
-e oggi otteniamo qualche successo. Io non ho
-che dieci giorni da disporre, e questa sera ne saranno
-trascorsi due.
-</p>
-
-<p>
-Entrando la mattina nella camera di milady le
-persone di servizio, le avevano portata la colezione.
-Ora ella aveva pensato che non avrebbero tardato a
-venirla a portar via, e che in questo momento rivedrebbe
-Felton.
-</p>
-
-<p>
-Milady non s'ingannava. Felton ricomparve, e senza
-fare attenzione se milady aveva o no toccato i cibi
-della colezione, fece un cenno perchè portassero fuori
-la tavola che ordinariamente apportavano già servita.
-</p>
-
-<p>
-Felton uscì per ultimo, egli teneva la chiave in
-mano.
-</p>
-
-<p>
-Milady stesa sopra un seggio vicino al camminetto,
-bella, pallida e rassegnata, sembrava una santa vergine
-che aspettasse il martirio.
-</p>
-
-<p>
-Felton si avvicinò a lei e disse:
-</p>
-
-<p>
-— Lord de Winter, che è cattolico come voi, signora,
-ha pensato che la privazione dei riti e delle cerimonie
-della vostra religione, potesse forse esservi penosa;
-egli acconsente adunque che voi leggiate ogni
-giorno l'ordinario della <i>vostra messa</i>, ed eccovi un libro
-che contiene il rituale.
-</p>
-
-<p>
-All'aria con cui Felton depose questo libro sulla piccola
-tavola vicino alla quale era milady, al tuono con
-cui pronunciò queste due parole <i>vostra messa</i>, al sorriso
-sdegnoso con cui le accompagnò, milady alzò la
-testa e guardò l'ufficiale più attentamente.
-</p>
-
-<p>
-Allora, alla seria pettinatura, all'abito di esagerata
-semplicità, a quella fronte pulita come il marmo, ma
-<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
-dura ed impenetrabile come il medesimo, essa riconobbe
-uno di quei cupi Puritani che aveva sì spesso incontrati,
-tanto alla corte del re Giacomo, che a quella
-del re di Francia, ove malgrado la rimembranza del
-S. Bartolomeo, essi qualche volta venivano a cercare
-un rifugio.
-</p>
-
-<p>
-Essa ebbe dunque una di quelle subitanee inspirazioni,
-come soltanto ne ricevono le persone di grande
-spirito nelle grandi crisi, nei momenti supremi che devono
-decidere della loro vita o della loro fortuna.
-</p>
-
-<p>
-Queste due parole: <i>vostra messa</i>, e un semplice colpo
-d'occhio gettato a Felton, le avevano infatti rivelato
-tutta l'importanza della risposta che stava per fare.
-</p>
-
-<p>
-Ma con quella rapidità d'intelligenza che le era particolare,
-essa non formulò la risposta; ma le si presentò
-spontanea sulle labbra.
-</p>
-
-<p>
-— Io? diss'ella, con un accento di sdegno accordato
-all'unisono di quello che aveva rimarcato nel giovine
-ufficiale, io, signore, la <i>mia messa</i>! Lord de Winter,
-il cattolico corrotto, sa bene che io non sono della sua
-religione, e che questo è un laccio che vuol tendermi.
-</p>
-
-<p>
-— E di qual religione siete, voi dunque, signora?
-domandò Felton con una meraviglia, che, ad onta del
-suo impero su se stesso, egli non potè interamente nascondere.
-</p>
-
-<p>
-— Io lo dirò, gridò milady con una finta esaltazione,
-il giorno in cui avrò sofferto abbastanza per la mia
-fede.
-</p>
-
-<p>
-Lo sguardo di Felton scoprì a milady tutta l'estensione
-dello spazio che le si era aperto con questa risposta.
-</p>
-
-<p>
-— Io sono nelle mani dei miei nemici, continuò ella
-con quel tuono di entusiasmo che sapeva essere familiare
-ai Puritani. Ebbene! che il mio Dio mi salvi o
-che io perisca pel mio Dio! ecco la risposta che vi prego
-di fare a lord de Winter. E in quanto a questo libro,
-<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
-aggiunse ella mostrando il rituale con la punta
-del dito, ma senza toccarlo, come se avesse temuto di
-imbrattarsi con questo tocco, potete riportarlo, e servirvene
-anche voi stesso, poichè senza dubbio voi siete
-doppiamente complice di lord de Winter, complice
-nella sua persecuzione, complice nella sua eresia.
-</p>
-
-<p>
-Felton non rispose, prese il libro con lo stesso sentimento
-di ripugnanza che aveva già manifestato, e si
-ritirò pensieroso.
-</p>
-
-<p>
-Lord de Winter venne verso le cinque ore di sera.
-Milady aveva avuto il tempo di combinarsi un piano
-di condotta; essa lo ricevette come una donna che avesse
-ripresi tutti i suoi vantaggi.
-</p>
-
-<p>
-— Sembra, disse il barone sedendosi sopra una seggiola
-dirimpetto a quella che occupava milady, e stendendo
-senza alcun riguardo i suoi piedi verso il camminetto,
-sembra, disse egli, che noi abbiamo fatto una
-piccola apostasia?
-</p>
-
-<p>
-— Che volete voi dire signore?
-</p>
-
-<p>
-— Voglio dire che dall'ultima volta in cui ci siamo
-veduti, voi avete cambiata religione. Avreste forse per
-caso sposato un terzo marito protestante?
-</p>
-
-<p>
-— Spiegatevi, milord, riprese la prigioniera con
-maestà, poichè vi dichiaro che ascolto le vostre parole
-ma che non le comprendo.
-</p>
-
-<p>
-— Allora è perchè voi non avete alcuna religione;
-amo meglio così, riprese beffeggiando lord de Winter.
-</p>
-
-<p>
-— Certamente ciò sarebbe più a seconda dei vostri
-principii, riprese freddamente milady.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! io vi confesso che ciò mi è del tutto lo stesso.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! voi non avete bisogno di fare questa confessione
-sulla vostra indifferenza in materia di religione,
-milord, le vostre scostumatezze o i vostri delitti ne
-fanno fede.
-</p>
-
-<p>
-— Per bacco! voi parlate di scostumatezze, signora
-Messalina? voi parlate di delitti, lady-Macbeth? o io
-<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
-ho male inteso, o voi per bacco siete molto imprudente!
-</p>
-
-<p>
-— Voi parlate così perchè siamo ascoltati, signore,
-rispose freddamente milady, e perchè volete interessare
-i vostri carcerieri e i vostri agozini contro di me.
-</p>
-
-<p>
-— I miei carcerieri! i miei agozini! Eh! eh! signora,
-voi la prendete in tuono poetico, e la commedia di ieri
-sera, questa sera si volta in tragedia. Del resto, fra
-otto giorni voi sarete dove dovete essere, e il mio impegno
-sarà terminato.
-</p>
-
-<p>
-— Impegno infame! impegno empio! riprese milady
-colla esaltazione di una vittima che provoca il suo giudice.
-</p>
-
-<p>
-— Io credo sulla mia parola d'onore! disse de Winter
-alzandosi, che l'astuta divenga pazza. Andiamo, andiamo,
-calmatevi, signora puritana, o vi farò mettere
-in segreto. Perdinci! è il mio vino di Spagna che vi
-sale alla testa, non è vero? ma siate tranquilla, questa
-ebrietà non avrà conseguenze.
-</p>
-
-<p>
-E lord de Winter si ritirò dicendo parolacce, cosa
-che, in quell'epoca, era un'abitudine affatto cavalleresca.
-</p>
-
-<p>
-Felton infatti era dietro la porta e non aveva perduto
-una parola di tutta questa scena. Milady aveva
-indovinato giusto.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, va! va! disse ella a suo cognato, le conseguenze,
-al contrario, si avvicinano: ma tu non le saprai,
-imbecille, che allorquando non sarà più tempo
-di evitarle.
-</p>
-
-<p>
-Il silenzio si ristabilì: scorsero due ore; fu portata
-la cena, e si trovò milady occupata a fare le sue preghiere,
-preghiere che ella aveva imparate da un vecchio
-servitore del suo secondo marito, che era uno dei
-più austeri puritani. Ella sembrava in estasi, e parve
-che non facesse attenzione a quanto accadeva intorno
-a lei. Felton fece segno perchè non fosse disturbata, e
-<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
-quando tutto fu in ordine, uscì senza far rumore coi
-suoi soldati.
-</p>
-
-<p>
-Milady sapeva che poteva essere spiata, essa continuò
-dunque le sue preghiere sino alla fine, e le sembrò
-che il soldato che era di sentinella alla sua porta
-non camminasse più dello stesso passo, e stesse ad ascoltarla.
-</p>
-
-<p>
-Pel momento ella non desiderava di meglio, si rialzò,
-si mise a tavola, mangiò poco, e non bevè che acqua.
-</p>
-
-<p>
-Un'ora dopo vennero a portar via la tavola; ma milady
-rimarcò che questa volta Felton non accompagnava
-i soldati.
-</p>
-
-<p>
-Egli dunque temeva di vederla troppo spesso.
-</p>
-
-<p>
-Ella si rivoltò per sorridere, perchè in questo sorriso
-vi era una tale espressione di trionfo che questo
-solo sarebbe bastato per denunziarla.
-</p>
-
-<p>
-Essa lasciò ancora scorrere una mezz'ora, e siccome
-in questo momento tutto era silenzio nel vecchio
-castello, siccome non si sentiva che l'eterno rumore
-dell'ondata, quella respirazione immensa dell'oceano,
-colla sua voce pura, armoniosa e vibrante, essa cominciò
-il primo versetto di quel salmo allora in favore
-presso i puritani.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-— «<i>Oh! signore, tu ci abbandoni, per giudicare se
-noi siamo forti, ma in seguito sei tu che dài, colla
-tua celeste mano, la palma ai nostri sforzi.</i>
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Mentre cantava, milady ascoltava; il soldato di guardia
-alla sua porta si era fermato come se fosse stato
-tramutato in pietra. Milady potè dunque giudicare dell'effetto
-che aveva prodotto.
-</p>
-
-<p>
-Allora essa continuò il suo canto con un fervore e
-un sentimento inesprimibile; le sembrò che i suoni si
-spandessero di lontano sotto le volte, e che andassero
-come un incantesimo a raddolcire il cuore dei suoi carcerieri.
-<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
-Però sembrava che il soldato in sentinella,
-senza dubbio zelante cattolico, scotesse l'incanto, poichè
-attraverso il finestrello della porta che egli aprì:
-</p>
-
-<p>
-— Tacete dunque, signora, diss'egli, il vostro canto
-è tristo come un <i>De profundis</i> e se oltre il diletto
-di stare qui di guarnigione, è ancora necessario l'ascoltare
-simili cose, sarà da non poter più resistere.
-</p>
-
-<p>
-— Silenzio! disse allora una voce grave, che milady
-riconobbe per quella di Felton, e di che cosa vi immischiate
-voi? vi è forse stato ordinato di impedire a
-questa donna di cantare? no. Vi è stato detto di custodirla,
-e di far fuoco sopra di lei se tentasse di fuggire.
-Custoditela; ma non aggiungete niente alla consegna.
-</p>
-
-<p>
-Un'espressione di indicibile gioia illuminò il viso di
-milady; ma questa espressione fu fuggitiva come il riflesso
-di un lampo, e senza sembrare di avere inteso
-il dialogo, di cui non aveva perduto una parola, essa
-riprese, dando alla sua voce tutta la grazia, tutta la
-estensione e tutta la seduzione che il demonio vi aveva messa:
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-— «<i>Per tanti pianti, tanta miseria, per il mio esilio
-e per i miei ferri, io ho la mia gioventù, la mia
-preghiera, e Dio che conterà i mali che ho sofferti.</i>
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Questa voce, di una inaudita estensione e di una sublime
-passione, dava alla poesia rozza ed incolta di
-questi salmi una magia ed una espressione che i Puritani
-più esaltati ritrovavano raramente nei canti dei
-loro fratelli, e che erano costretti di ornare con tutte
-le risorse della loro immaginazione. Felton credè sentire
-cantare l'angelo che consolava i tre Ebrei nella
-fornace.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-«<i>Ma, il giorno della liberazione verrà per tutti noi
-<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
-Dio è giusto e forte! e se illude la nostra speranza, ci
-resta sempre il martirio e la morte.</i>
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Questa strofetta, nella quale la terribile incantatrice
-mise tutta l'anima sua, finì di portare il disordine
-nel cuore del giovane ufficiale; aprì improvvisamente
-la porta, e milady lo vide comparire pallido come sempre,
-ma con gli occhi ardenti e quasi stravolti.
-</p>
-
-<p>
-— Perchè cantate voi in tal modo, disse egli, e con
-una simile voce?
-</p>
-
-<p>
-— Perdono, signore, disse milady con dolcezza, dimenticava
-che i miei canti non sono d'uso in questa casa.
-Io forse vi ho offeso nelle vostre credenze, ma ciò
-è senza volerlo, ve lo giuro. Perdonatemi adunque un
-fallo che può esser grande, ma che certamente è involontario.
-</p>
-
-<p>
-Milady era così bella in questo momento, l'estasi religiosa
-nella quale si trovava immersa dava una tale
-espressione alla sua fisonomia; che Felton, abbagliato,
-credè vedere l'angelo che poco prima gli era sembrato
-di ascoltare soltanto.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sì, rispose egli, sì, voi disturbate, voi agitate
-le persone che abitano il castello.
-</p>
-
-<p>
-E il povero, insensato non si accorgeva egli stesso
-della incoerenza dei suoi discorsi, nel mentre che milady
-immergeva il suo occhio di lince nel più profondo
-del suo cuore.
-</p>
-
-<p>
-— Io mi tacerò disse milady abbassando gli occhi,
-con tutta la dolcezza che poteva dare alla sua voce, con
-tutta la rassegnazione che potè imprimere al suo portamento.
-</p>
-
-<p>
-— No, no, signora, disse Felton, soltanto cantate più
-sommessa, particolarmente la notte.
-</p>
-
-<p>
-A queste parole Felton, sentendo che non avrebbe
-potuto conservare più lungamente il suo tuono severo
-colla prigioniera, si slanciò fuori dell'appartamento.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Avete fatto bene, tenente, disse il soldato, questi
-canti sconvolgono l'anima; però si finisce coll'assuefarcisi:
-la voce è così bella!
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap54">CAPITOLO LIV.
-<span class="smaller">IL TERZO GIORNO DI PRIGIONIA</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Felton era venuto, ma vi era ancora un passo da fare;
-bisognava trattenerlo, o piuttosto bisognava che
-egli da se solo restasse, e milady non vedeva che oscuramente
-il mezzo che doveva condurla a questo risultato.
-</p>
-
-<p>
-Era necessario ancora di più: bisognava farlo parlare,
-per potergli parlare; poichè milady sapeva bene,
-che la sua maggiore seduzione stava nella sua voce,
-che percorreva con tanta abilità tutta la gamma dei
-tuoni, dalla parola umana fino al linguaggio celeste.
-</p>
-
-<p>
-Eppure, ad onta della sua seduzione, milady poteva
-fallare, poichè Felton era prevenuto, e ciò contro
-la più piccola combinazione. D'allora, essa sorvegliò
-tutte le sue azioni, tutte le sue parole, fino al più semplice
-moto dei suoi occhi, fino al suo gesto, fino alla
-sua respirazione che si poteva interpetrare come un
-sospiro. Finalmente studiò tutto come fa un abile comico,
-al quale viene data una parte nuova da rappresentare
-in un genere che non è assuefatto di recitare.
-</p>
-
-<p>
-In faccia a lord de Winter, la sua condotta era più
-facile, e questa era stata fissata fin dalla sera innanzi.
-Restar muta e sostenuta alla sua presenza, di tempo
-in tempo irritarlo con una parola di disprezzo, spingerlo
-alle minacce ed alle violenze che fossero in opposizione
-colla sua rassegnazione; tali erano i suoi progetti.
-Felton forse vedrebbe, non direbbe niente, ma
-vedrebbe.
-</p>
-
-<p>
-La mattina Felton venne, come negli altri giorni;
-<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
-ma milady lo lasciò presiedere a tutti i preparativi
-della colezione senza indirizzargli la parola. Così, al
-momento in cui egli stava per ritirarsi, essa ebbe un
-lampo di speranza, perchè credeva che fosse sul punto
-d'indirizzarle la parola, ma le di lui labbra si mossero
-senza che uscisse verun suono dalla sua bocca, e facendo
-uno sforzo su se stesso, richiuse nel di lui cuore
-le parole che stavano per sfuggirgli dalle labbra, e
-partì.
-</p>
-
-<p>
-Verso mezzogiorno entrò lord de Winter.
-</p>
-
-<p>
-Era una bella giornata d'estate, un raggio del pallido
-sole d'Inghilterra, che illumina ma non riscalda,
-passava attraverso le sbarre.
-</p>
-
-<p>
-Milady guardava dalla sua finestra, e faceva sembiante
-di non sentire la porta che si apriva.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! ah! disse lord de Winter, dopo aver fatta la
-comica, dopo aver fatta la tragica, ora fa la malinconica!
-</p>
-
-<p>
-La prigioniera non rispose.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sì, continuò lord de Winter, capisco; voi
-amereste molto d'essere in libertà su queste spiagge;
-voi vorreste, sopra un buon naviglio, fendere i flutti
-di questo mare verde come lo smeraldo, voi vorreste,
-sia per terra sia per mare, tendermi un'imboscata, nel
-modo che sapete così bene combinare. Pazienza! pazienza!
-fra quattro giorni vi sarà permesso l'andare a
-bordo, il mare vi sarà aperto, più aperto forse di quello
-stesso che vorreste, poichè fra quattro giorni l'Inghilterra
-si sarà sbarazzata di voi.
-</p>
-
-<p>
-Milady congiunse le mani, alzò gli occhi verso il
-cielo:
-</p>
-
-<p>
-— Signore, Signore, diss'ella con un'angelica soavità
-di gesto o d'intonazione: perdonate a quest'uomo
-come io stessa perdono a lui.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, prega, maledetta! gridò il barone, la tua preghiera
-è tanto più generosa, in quanto che tu sei in
-potere di un uomo che non ti perdonerà mai.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ed egli uscì.
-</p>
-
-<p>
-Al momento in cui usciva uno sguardo penetrò fra
-la porta socchiusa, ed essa scoperse Felton, che si ritirava
-prestamente per non essere veduto da lei.
-</p>
-
-<p>
-Allora essa si gittò in ginocchio e si mise a pregare.
-</p>
-
-<p>
-— Mio Dio! mio Dio! diss'ella, voi sapete per qual
-santa causa io soffro; datemi dunque la forza di soffrire.
-</p>
-
-<p>
-La porta si aprì dolcemente, la bella oratrice finse
-di non sentirne il rumore, e, con una piena di lagrime,
-continuò:
-</p>
-
-<p>
-— Dio vendicatore! Dio di bontà! lascerete voi compiersi
-gli orribili progetti di quest'uomo?
-</p>
-
-<p>
-Allora soltanto essa finse di sentire il rumore dei
-passi di Felton, e, sorgendo rapida come il pensiero,
-arrossì, come se avesse avuto vergogna di essersi fatta
-sorprendere in ginocchio.
-</p>
-
-<p>
-— Io non voglio disturbare quelli che pregano, signora,
-disse Felton, non v'incomodate dunque per me,
-ve ne scongiuro.
-</p>
-
-<p>
-— Come sapete voi ch'io pregava, signore? disse milady
-con voce soffocata dai singhiozzi: v'ingannate signore
-io non pregava.
-</p>
-
-<p>
-— Credete dunque, signora, rispose Felton con la
-sua solita voce grave, quantunque un poco più addolcita,
-che io mi creda d'avere il diritto di proibire ad
-una creatura di prosternarsi davanti al suo Creatore?
-D'altronde il pentimento sta bene ai colpevoli, qualunque
-sia il delitto che abbiano commesso, un colpevole
-ai piedi di Dio mi è sacro.
-</p>
-
-<p>
-— Colpevole, io! disse milady con un sorriso che
-avrebbe disarmato l'angelo punitore. Colpevole! oh!
-mio Dio! tu sai se io lo sono!... Dite che io sono condannata,
-signore, alla buon'ora!... ma, voi lo sapete,
-Dio, che ama i martiri, permette che qualche volta
-sieno condannati anche gl'innocenti.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Foste voi condannata, foste voi innocente, foste
-voi martire, ragione di più, rispose Felton per pregare,
-io stesso vi aiuterò colle mie preghiere.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! voi siete un giusto; gridò milady precipitandosi
-ai suoi piedi: io non posso più contenermi lungamente,
-perchè temo di mancare di forza al momento
-in cui mi abbisognerà sostenere la lotta, e confessare
-la mia fede; ascoltate dunque la preghiera di una donna
-alla disperazione. Voi siete ingannato, signore! Ma
-non si tratta di ciò; io non vi domando che una grazia,
-e se voi me l'accorderete, io vi benedirò continuamente
-in questo mondo e nell'altro.
-</p>
-
-<p>
-— Parlate al padrone, signora, disse Felton; fortunatamente
-io non sono incaricato nè di perdonare, nè
-di punire, ed è al più alto che Dio ha rimesso questo
-potere.
-</p>
-
-<p>
-— No: a voi, a voi solo. Ascoltatemi, piuttosto che
-contribuire alla mia perdita, piuttosto che contribuire
-alla mia ignominia...
-</p>
-
-<p>
-— Se avete meritata quest'onta, signora, se avete
-meritata questa ignominia, fa d'uopo subirla offerendola
-a Dio.
-</p>
-
-<p>
-— Che dite mai? oh! voi non mi capite; quando parlo
-d'ignominia, voi credete che io parli di un gastigo
-qualunque, della prigione, o della morte? Piacesse al
-cielo! che importa a me la prigione o la morte?
-</p>
-
-<p>
-— Sono io che non vi capisco più, signora, disse
-Felton.
-</p>
-
-<p>
-— O che fate sembiante di non capirmi più, signore;
-rispose la prigioniera con un sorriso di dubbio.
-</p>
-
-<p>
-— No, signora, sul mio onore da soldato, sulla mia
-fede da cristiano!
-</p>
-
-<p>
-— Come! voi ignorate la mente di lord de Winter a
-mio riguardo?
-</p>
-
-<p>
-— Io l'ignoro.
-</p>
-
-<p>
-— Impossibile, voi siete il suo confidente.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Io non mento mai, signora.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! eppure si nasconde troppo poco, perchè non
-si abbia a indovinarlo.
-</p>
-
-<p>
-— Non cerco d'indovinar niente, signora, aspetto
-che mi sieno fatte le confidenze, e, fuori di ciò che mi
-ha detto alla vostra presenza, lord de Winter non mi
-ha confidato niente.
-</p>
-
-<p>
-— Ma, gridò Milady con un incredibile accento di
-verità, voi dunque non siete il suo complice? voi dunque
-non sapete ch'egli mi destina ad un'onta, che tutti
-i gastighi della terra non saprebbero uguagliare in
-orrore?
-</p>
-
-<p>
-— V'ingannate, signora; disse Felton arrossendo;
-lord de Winter non è capace di un tal delitto.
-</p>
-
-<p>
-— Buono! disse milady fra se stessa; senza sapere di
-che si tratta, egli lo chiama delitto.
-</p>
-
-<p>
-Poi ad alta voce:
-</p>
-
-<p>
-— L'amico dell'infame è capace di tutto!
-</p>
-
-<p>
-— Chi chiamate voi infame? disse Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Vi sono forse in Inghilterra due uomini cui possa
-convenire questo titolo?
-</p>
-
-<p>
-— Voi volete parlare di Giorgio Villiers? disse Felton
-a cui si infiammarono gli occhi.
-</p>
-
-<p>
-— Che i pagani, i gentili, gl'infedeli chiamano duca
-di Buckingham, riprese milady; non avrei creduto
-che vi fosse un inglese in tutta l'Inghilterra che avesse
-avuto bisogno di una così lunga spiegazione per riconoscere
-quello di cui voleva parlarvi.
-</p>
-
-<p>
-— La mano del Signore è stesa su di lui, egli non
-sfuggirà al gastigo che merita.
-</p>
-
-<p>
-Felton, sul conto del duca, non faceva che esprimere
-il sentimento di esecrazione che tutti gl'Inglesi avevano
-votato a colui, che i cattolici stessi chiamavano
-l'esattore, il concussionario, il libertino, e che i Puritani
-chiamavano semplicemente Satanasso.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio! mio Dio! io vi prego d'inviare a
-<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
-questo uomo il gastigo che gli è dovuto, voi sapete
-che questa non è la propria vendetta che proseguo, è
-la liberazione di tutto un popolo che imploro.
-</p>
-
-<p>
-— Lo conoscete voi dunque? domandò Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Finalmente egli m'interroga! disse fra se stessa milady
-al colmo della gioia, per essere giunta così presto
-ad un così gran risultato.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! s'io lo conosco! oh! sì per mia disgrazia, per
-mia disgrazia eterna!
-</p>
-
-<p>
-E milady si contorse le braccia, come accade nel
-parossismo del dolore.
-</p>
-
-<p>
-Felton sentì senza dubbio che la sua forza lo abbandonava,
-fece alcuni passi verso la porta; la prigioniera,
-che non lo perdeva di vista, gli balzò dietro e lo
-fermò.
-</p>
-
-<p>
-— Signore, siate buono, siate clemente, ascoltate
-una mia preghiera! quel coltello, che la fatai prudenza
-del barone mi ha tolto, perchè sa l'uso che io voleva
-farne,... ho! ascoltatemi fino alla fine! quel coltello
-restituitemelo per un solo minuto secondo, per grazia,
-per pietà! abbraccio le vostre ginocchia, vedete!
-Voi chiuderete la porta... Non sarà già contro di voi
-che me ne servirò,... Dio! odiar voi che siete il solo
-uomo giusto che sia qui, buono, misericordioso, e forse
-anche il mio salvatore! un minuto quel coltello; un
-minuto, un sol minuto, e ve lo renderò pel finestrino
-della porta! nient'altro che un minuto, e mi avrete
-salvato l'onore!
-</p>
-
-<p>
-— Uccidervi! gridò Felton con terrore, dimenticando
-di togliere le sue mani dalle mani della sua prigioniera;
-uccidervi!
-</p>
-
-<p>
-— Io ho detto, signore, mormorò milady abbassando
-la voce, e lasciandosi cadere prosternata sul pavimento,
-io ho detto il mio secreto! egli sa tutto, mio
-Dio! io sono perduta!
-</p>
-
-<p>
-Felton rimaneva in piedi immobile ed indeciso.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
-</p>
-
-<p>
-Egli dubita ancora, pensò milady; ma ho finto abbastanza
-la verità.
-</p>
-
-<p>
-Si sentì camminare nel corridoio; milady riconobbe
-il passo lento di lord de Winter.
-</p>
-
-<p>
-Felton pure lo riconobbe, e fece un passo verso la
-porta.
-</p>
-
-<p>
-Milady si slanciò:
-</p>
-
-<p>
-— Oh! non una parola, diss'ella con voce concentrata:
-non una parola di tutto ciò che vi ho detto, a
-quest'uomo, o io son perduta; o siete voi... voi...
-</p>
-
-<p>
-Quindi siccome i passi si avvicinavano, ella si tacque
-per timore che la sua voce fosse intesa, appoggiando
-con un gesto d'infinito terrore la sua bella mano
-sulla bocca di Felton.
-</p>
-
-<p>
-Felton respinse dolcemente milady, che andò a cadere
-sopra una poltrona.
-</p>
-
-<p>
-Lord de Winter passò davanti alla porta senza fermarsi,
-e s'intese il rumore dei suoi passi che si allontanavano.
-</p>
-
-<p>
-Felton pallido come la morte, rimase alcuni istanti
-coll'orecchio teso ad ascoltare; poi, quando il rumore
-fu estinto del tutto, respirò come un uomo che esce
-da un sogno, e si slanciò fuori dell'appartamento.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! disse milady, ascoltando a sua volta i passi di
-Felton, che si allontanavano nella direzione opposta a
-quelli di lord de Winter, finalmente il tutto è mio!
-</p>
-
-<p>
-Poi la sua fronte si oscurò.
-</p>
-
-<p>
-— S'egli parla al barone, diss'ella, io sono perduta;
-poichè il barone, che sa bene che io non mi ucciderei,
-mi metterà un coltello fra le mani in faccia sua ed allora
-s'accorgerà che tutta questa grande disperazione
-non era che un giuoco.
-</p>
-
-<p>
-Essa andò a mettersi davanti al suo specchio, e si
-guardò; giammai non era stata così bella.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! sì, diss'ella sorridendo, ma costui non parlerà!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
-</p>
-
-<p>
-La sera lord de Winter accompagnò la cena.
-</p>
-
-<p>
-— Signore gli disse milady, la vostra presenza è essa
-un accessorio obbligato alla mia prigionia, e non potreste
-risparmiarmi l'aumento di torture che mi cagionano
-le vostre visite?
-</p>
-
-<p>
-— Come mai, cara sorella, disse de Winter, non mi
-avete voi sentimentalmente annunciato con quella bocca
-oggi così crudele per me, che siete venuta in Inghilterra
-col solo scopo di vedermi con tutto il vostro
-comodo? godimento di cui mi dicevate, voi risentiste così
-fortemente la privazione, che avete tutto arrischiato
-per questo, mal di mare, tempesta, prigionia? Ebbene!
-eccomi, siate soddisfatta; d'altronde questa volta la
-mia visita ha un motivo.
-</p>
-
-<p>
-Milady fremette, ella credè che Felton avesse parlato;
-giammai in sua vita, forse, questa donna che aveva
-provate tante emozioni possenti e opposte, non aveva
-sentito battersi così violentemente il cuore.
-</p>
-
-<p>
-Essa era seduta; lord de Winter prese una scranna,
-la tirò vicino a lei, e le si assise da presso; quindi, prendendo
-dalla saccoccia un foglio che spiegò lentamente:
-</p>
-
-<p>
-— Prendete, le disse, io voleva mostrarvi questa
-specie di passaporto, che da ora in avanti vi servirà
-di numero d'ordine nella via che io acconsento a lasciarvi.
-</p>
-
-<p>
-Poi riportando il suo sguardo da milady sul foglio,
-egli lesse:
-</p>
-
-<p>
-«Ordine di condurre a...
-</p>
-
-<p>
-— Il nome è in bianco interruppe de Winter; se voi
-avete qualche preferenza indicatemela, e per poco che
-sia un migliaio di leghe da Londra, sarà esaudita la
-vostra domanda. Io dunque riprendo:
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-«Ordine di condurre a... la nominata Carlotta Backson,
-col marchio della giustizia del regno di Francia,
-<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
-ma liberata dopo la punizione; ella dimorerà in codesta
-residenza, senza mai allontanarsi più di trenta leghe.
-In caso di tentativo di evasione, le sarà applicata la
-pena di morte. Le saranno dati cinque <i>schellings</i> il giorno
-pel suo alloggio e nutrimento.»
-</p>
-</div>
-
-<p>
-— Quest'ordine non mi concerne, disse freddamente
-milady, poichè porta un nome che non è il mio.
-</p>
-
-<p>
-— Un nome! avete voi forse un nome?
-</p>
-
-<p>
-— Ho quello di un vostro fratello.
-</p>
-
-<p>
-— V'ingannate; mio fratello non è che il vostro secondo
-marito. Il primo vive ancora. Ditemi il suo nome,
-ed io lo metterò invece del nome di Carlotta Backson.
-No, voi non lo avete... voi mantenete il silenzio.
-Sta bene; sarete registrata sotto il nome di Carlotta
-Backson.
-</p>
-
-<p>
-Milady restò silenziosa, solamente, questa volta non
-era più per terrore. Essa credè l'ordine pronto per essere
-eseguito, pensò che lord de Winter avesse sollecitata
-la sua partenza; credè di essere condannata a
-partire la stessa sera; nel suo spirito era tutto perduto
-per un istante, quando ad un tratto s'occorse che
-l'ordine non era fornito di alcuna firma.
-</p>
-
-<p>
-La gioia, che provò per questa scoperta, fu così grande,
-che non potè nasconderla.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sì, disse Lord de Winter che aveva rimarcato
-ciò che in lei accadeva, sì, voi cercate le firme, e dite
-fra voi stessa: «Tutto non è ancora perduto, poichè
-quest'atto non è ancora firmato: mi si mostra per spaventarmi,
-ecco tutto». V'ingannate, domani quest'atto
-sarà inviato a lord Buckingham; dopo domani ritornerà
-firmato di suo proprio pugno, e munito del suo
-sigillo, e ventiquattr'ore dopo, sono io che ve lo garantisco,
-esso riceverà il suo principio di esecuzione.
-Addio, signora; ecco quanto io aveva a dirvi.
-</p>
-
-<p>
-— Ed io risponderò, signore, che questo è un abuso di
-<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
-potere, che questo esilio sotto un nome supposto è una
-vera infamia.
-</p>
-
-<p>
-— Amate voi meglio di essere impiccata col vostro
-vero nome, milady? Voi lo sapete, le leggi inglesi sono
-inesorabili sull'abuso che si fa del matrimonio; spiegatevi
-francamente. Quantunque il mio nome, o piuttosto
-quello di mio fratello, si trovi mischiato in questo
-affare, io arrischierò lo scandalo di un pubblico processo,
-per essere sicuro che con un sol colpo io sia sbarazzato
-di voi.
-</p>
-
-<p>
-Milady non rispose, ma divenne pallida come un cadavere.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! vedo bene che voi amate molto la peregrinazione.
-A meraviglia, signora, evvi un proverbio che dice
-che i viaggi formano la gioventù. In fede mia, voi non
-avete torto del tutto, e il vivere è sempre una buona
-cosa. È per questo che io non mi curo punto che me la
-togliate. Resta ora a regolare l'affare dei cinque scellini;
-io mi mostro un poco parsimonioso; non è vero?
-Ciò è perchè temo che voi corrompiate i vostri guardiani.
-D'altronde vi resteranno sempre le vostre grazie per
-sedurli, a meno che i vostri scacchi con Felton non vi
-abbiano disgustata coi tentativi di questo genere.
-</p>
-
-<p>
-— Felton non ha parlato, disse fra se stessa milady;
-allora niente è ancora perduto.
-</p>
-
-<p>
-— E adesso, a rivederci, signora: domani ritornerò
-ad annunziarvi la partenza del mio messaggiero.
-</p>
-
-<p>
-Lord de Winter si alzò, salutò ironicamente milady
-e uscì.
-</p>
-
-<p>
-Milady respirò; essa aveva ancora quattro giorni
-per se, quattro giorni le basterebbero per sedurre
-Felton.
-</p>
-
-<p>
-Però le venne una terribile idea; ed era che lord de
-Winter avrebbe forse mandato Felton stesso per far vidimare
-l'ordine da Buckingham; in questo modo Felton
-le veniva tolto, poichè per riuscire nel suo progetto
-<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
-abbisognava alla prigioniera la magia di una continua
-seduzione.
-</p>
-
-<p>
-Frattanto una cosa sola la tranquillizzava come abbiamo
-detto: Felton non aveva parlato.
-</p>
-
-<p>
-Essa non volle sembrare commossa dalle minacce di
-lord de Winter, si mise a tavola e mangiò.
-</p>
-
-<p>
-Poi, come aveva fatto il giorno innanzi, si mise in
-ginocchio, e disse le sue preghiere ad alta voce. Come
-nel giorno innanzi, il soldato si fermò dal camminare
-e porse ascolto.
-</p>
-
-<p>
-Ben presto essa sentì dei passi più leggieri di quelli
-della sentinella, che venivano dal fondo del corridoio,
-e si fermarono davanti alla sua porta.
-</p>
-
-<p>
-— È lui, diss'ella.
-</p>
-
-<p>
-E allora cominciò lo stesso canto religioso che la
-sera innanzi aveva tanto esaltato Felton.
-</p>
-
-<p>
-Ma quantunque la sua voce dolce, piena e sonora,
-fosse vibrata più armoniosa e toccante che mai, la porta
-rimase chiusa. Parve a milady di doverne augurar
-bene; in uno degli sguardi furtivi ch'essa lanciava al
-piccolo finestrino, scoperse a traverso il socchiuso sportello,
-gli occhi ardenti del giovane; ma fosse realtà o
-visione, questa volta egli ebbe su se stesso la forza di
-non entrare.
-</p>
-
-<p>
-Soltanto, alcuni minuti dopo che milady ebbe terminato
-il suo canto religioso, essa credè sentire un profondo
-sospiro; poi, gli stessi passi ch'essa aveva intesi
-avvicinarsi, li sentì pure allontanarsi lentamente, e
-come con dispiacere.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap55">CAPITOLO LV.
-<span class="smaller">QUARTO GIORNO DI PRIGIONIA</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-L'indomani, quando Felton entrò da milady, la ritrovò
-in piedi sopra una sedia, che teneva fra le mani
-<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
-una corda formata con alcuni fazzoletti di tela battista,
-stracciati in istrisce, intrecciate le une con le altre, e
-legate tutte insieme. Al rumore che fece Felton nell'aprire
-la porta, milady saltò leggermente giù dalla sedia,
-e cercò di nascondere dietro a se questa corda improvvisata
-che teneva in mano.
-</p>
-
-<p>
-Il giovane era ancora più pallido dell'ordinario, e i
-suoi occhi, rossi per la veglia, indicavano che avevano
-passata una notte febbrile.
-</p>
-
-<p>
-Però la sua fronte era armata di una serenità più austera
-che mai.
-</p>
-
-<p>
-Egli si avanzò lentamente verso milady, che si era
-seduta, e prendendo una estremità della treccia mortifera,
-che, suo malgrado, e forse avvedutamente, essa
-aveva lasciata uscire.
-</p>
-
-<p>
-— Che cosa è questo, signora? domandò egli freddamente.
-</p>
-
-<p>
-— Questo? niente, disse milady sorridendo con quella
-dolorosa espressione che sapeva tanto bene dare al suo
-sorriso. La noia, voi non lo ignorate, è il più mortale
-nemico dei prigionieri. Io mi annoiava, e mi sono divertita
-ad intrecciare questa corda.
-</p>
-
-<p>
-Felton portò lo sguardo al disopra del luogo ove aveva
-veduto milady in piedi sulla seggiola, e a quello ove
-essa allora si trovava seduta, e vide, al disopra della
-di lei testa, nel muro un arpione che serviva ad attaccarvi
-delle picche o delle armi.
-</p>
-
-<p>
-Egli fremette, e la prigioniera vide questo fremito,
-perchè, quantunque avesse gli occhi abbassati, non le
-sfuggiva niente.
-</p>
-
-<p>
-— E che facevate voi in piedi su questa seggiola?
-domandò egli.
-</p>
-
-<p>
-— Che v'importa? rispose milady.
-</p>
-
-<p>
-— Ma, rispose Felton, io desidero saperlo.
-</p>
-
-<p>
-— Non m'interrogate, disse la prigioniera; voi sapete
-bene che a noi veri cristiani ci è proibito il mentire.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene, disse Felton, ve lo dirò io quello che facevate,
-<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
-o piuttosto che volevate fare. Voi stavate per
-compiere l'opera fatale che meditate nel vostro spirito.
-Pensatevi, signora; se il vostro spirito proibisce la
-menzogna, proibisce pure severamente il suicidio.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, lo credo, ma quando una delle sue creature,
-perseguitata ingiustamente, è posta fra il suicidio ed
-il disonore, credetemi, signore, rispose milady con un
-suono di profonda convinzione, a me pare che possa
-scegliere il suicidio e il martirio.
-</p>
-
-<p>
-— Voi dite troppo, o troppo poco; parlate, signora,
-in nome del cielo spiegatevi!
-</p>
-
-<p>
-— Che io vi racconti i miei infortunii, perchè voi li
-riteniate per favole! che io vi dica i miei progetti, perchè
-li andiate a denunziare al mio persecutore! No, signore;
-D'altronde che v'importa la vita o la morte di
-una infelice condannata? Voi non garantite che del mio
-corpo, non è vero? e, purchè presentiate un cadavere
-che sia riconosciuto pel mio, non vi verrà chiesto di
-più, e fors'anche avrete una doppia ricompensa.
-</p>
-
-<p>
-— Io! signora, io! gridò Felton; supporre che io accattassi
-mai il prezzo della vostra vita, oh! voi non pensate
-a quello che dite?
-</p>
-
-<p>
-— Lasciatemi fare, Felton, lasciatemi fare, disse milady
-esaltandosi. Ogni soldato deve essere ambizioso,
-non è vero? voi siete tenente; ebbene! voi seguirete il
-mio convoglio col grado di capitano.
-</p>
-
-<p>
-— Ma che vi ho dunque fatto? disse Felton costernato;
-perchè voi mi carichiate di una simile risponsabilità
-in faccia a Dio e agli uomini? Fra qualche giorno sarete
-mandata lungi di qui; signora, la vostra vita non
-sarà più sotto la mia custodia, e aggiunse egli con un
-sospiro, allora... voi ne farete ciò che vorrete.
-</p>
-
-<p>
-— Così, gridò milady, come se non avesse potuto
-resistere ad una santa indignazione, voi uomo pietoso,
-voi che siete chiamato un giusto, voi non domandate
-che una cosa, ed è di non essere incolpato, inquietato
-per la mia morte?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Io debbo vegliare sulla vostra vita, signora, e vi
-veglierò.
-</p>
-
-<p>
-— Ma capite voi bene la missione che adempite? sarebbe
-crudele se io fossi colpevole; qual nome le dareste
-voi, qual nome le darebbe il Signore se fossi innocente?
-</p>
-
-<p>
-— Io sono soldato signora, e adempio gli ordini che
-ho ricevuti.
-</p>
-
-<p>
-— Credete voi che nel giorno dell'ultimo giudizio,
-Dio separerà i carnefici ciechi dai giudici iniqui? voi
-non volete che si uccida il mio corpo, e vi fate l'agente
-di quello che vuole uccidere l'anima mia!
-</p>
-
-<p>
-— Ma, io ve lo ripeto, disse Felton oppresso, non vi
-minaccia nessun pericolo, ed io rispondo di lord de Winter
-come di me stesso.
-</p>
-
-<p>
-— Insensato! gridò milady, povero insensato che osa
-rispondere di un altro uomo, quando i più saggi, quando
-i più timorosi dell'ira celeste non osano neppure rispondere
-di se stessi, e che si associa al partito più
-forte e più fortunato per opprimere il più debole e lo
-più sventurato!
-</p>
-
-<p>
-— Impossibile! signora; impossibile, mormorò Felton,
-che sentiva nel fondo del suo cuore l'aggiustatezza
-di questo argomento; prigioniera, voi non ricupererete
-per mezzo mio la libertà; viva, voi non perderete
-per mezzo mio la vita.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, ma io perderò bene ciò che mi è mille volte
-più caro della vita; io perderò l'onore, Felton, e siete
-voi, che io farò responsabile davanti a Dio e davanti
-agli uomini della mia onta e della mia infamia!
-</p>
-
-<p>
-Questa volta per quanto fosse impassibile, o simulasse
-di esserlo, non potè resistere all'influenza secreta
-che si era già impadronita di lui. Vedere questa donna,
-così bella, bianca come la più candida visione, vederla
-volta a volta disperata o minacciosa, subire ad
-un tempo l'ascendente del dolore e della bellezza, era
-<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
-troppo per un cervello minato dai sogni ardenti della
-fede estetica, era troppo per un cuore corroso ad un
-tempo dall'amore pel cielo, che arde, dall'odio degli
-uomini, che divora.
-</p>
-
-<p>
-Milady vide il turbamento, sentì per induzione la
-fiamma delle ardenti passioni opposte che ardevano col
-sangue nelle vene del giovane fanatico, e a guisa di un
-abile generale, che vedendo il nemico pronto a rinculare,
-cammina su di lui mandando un grido di vittoria,
-essa si alzò, bella come un'antica sacerdotessa, come
-una vergine inspirata, coi capelli sparsi, tenendosi con
-una mano la veste, pudicamente riportata sul suo petto,
-collo sguardo illuminato di quel fuoco che aveva
-già portato il disordine nel giovane puritano, si avanzò
-verso di lui, gridando con tutta la veemenza della
-sua voce così dolce, alla quale, nell'occasione, essa sapeva
-dare un accento così terribile.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-— «<i>Abbandona Abaal la sua vittima, getta ai leoni
-il martire. Dio ti farà pentire! io grido a lui dall'abisso.</i>»
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Felton rimase come petrificato.
-</p>
-
-<p>
-— Chi siete voi! chi siete voi! gridò egli giungendo
-le mani; siete voi un angelo ovvero un demonio? vi chiamate
-voi Eloa o Astart?
-</p>
-
-<p>
-— Non mi hai tu ancora riconosciuta Felton? io non
-sono nè un angelo nè un demonio; io sono una figlia
-della terra, io sono una sorella della credenza, ecco
-tutto.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sì, disse Felton, io ne dubitava ancora, ma adesso
-lo credo.
-</p>
-
-<p>
-— Tu credi, e frattanto sei complice di questo figlio
-di Belial che si chiama lord de Winter! tu credi, e frattanto
-mi lasci nelle mani dei miei nemici, del nemico
-dell'Inghilterra, del nemico di Dio! tu credi, e frattanto
-<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
-mi abbandoni a colui che riempie e lorda il mondo
-colle sue eresie e col libertinaggio, a questo infame
-Sardanapalo che i ciechi chiamano il duca di Buckingham
-e che i credenti chiamano l'Anticristo!
-</p>
-
-<p>
-— Io, abbandonarvi a Buckingham, io! che dite voi
-mai?
-</p>
-
-<p>
-— Essi avranno gli occhi, gridò milady, e non vedranno,
-essi avranno orecchi e non udiranno.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sì, disse Felton passando le sue mani sulla sua
-fronte coperta di sudore, come per strappare il suo
-ultimo dubbio, sì, io riconosco la voce che mi parla nei
-miei sogni, sì, io riconosco i lineamenti dell'angelo che
-mi appare ogni notte, gridando all'anima mia che non
-può dormire: «colpisci, salva l'Inghilterra, salva te stesso
-perchè tu morrai senza aver disarmato Dio!» parla,
-parla! gridò Felton, ora io posso comprenderti.
-</p>
-
-<p>
-Un lampo di gioia terribile, ma rapido come il pensiero
-sguizzò dall'occhio di milady.
-</p>
-
-<p>
-Per quanto fosse fuggitivo questo lampo omicida,
-Felton lo vide e rabbrividì come se questo lampo avesse
-illuminato gli abissi del cuore di questa donna.
-</p>
-
-<p>
-Felton si ricordò ad un tratto gli avvertimenti di
-lord de Winter, le seduzioni di milady, i suoi primi tentativi
-al momento del suo arrivo; egli rinculò di un
-passo, abbassò la testa, ma senza cessare di guardarla,
-come se, affascinato da questa strana creatura i suoi
-occhi non avessero potuto staccarsi da lei...
-</p>
-
-<p>
-Milady non era donna da sbagliarsi sul senso di questa
-esitazione. Sotto queste emozioni apparenti, il suo
-sangue freddo agghiacciato non l'abbandonava punto.
-Prima che Felton le avesse risposto, e che essa fosse
-stata costretta di riprendere quella conversazione, così
-difficile a sostenersi sul medesimo punto di esaltazione,
-essa lasciò ricadere le sue mani, come se la debolezza
-della donna riprendesse il di sopra sull'entusiasmo
-della inspirata.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ma, no, disse essa, non sta a me l'essere la Giuditta
-che libererà Betulia da questo Oloferne. La spada
-dell'Eterno è troppo pesante pel mio braccio. Lasciatemi
-dunque fuggire il disonore colla morte, lasciatemi
-rifugiare nel martirio. Io non vi chiedo nè la libertà,
-come farebbe un colpevole, nè la vendetta come farebbe
-una pagana. Lasciatemi morire, ecco tutto. Io
-vi supplico, io vi imploro in ginocchio: lasciatemi morire,
-e il mio ultimo sospiro sarà una benedizione al mio
-salvatore.
-</p>
-
-<p>
-A questa voce dolce e supplichevole, a questo sguardo
-timido ed abbattuto, Felton si rimproverò. A poco
-a poco, l'incantatrice aveva rivestito quella sembianza
-magica che assumeva e lasciava a volontà, vale a dire,
-la bellezza, la dolcezza, le lagrime, e soprattutto l'irresistibile
-attrattiva della voluttà mistica, la più divorante
-delle voluttà.
-</p>
-
-<p>
-— Ahimè! disse Felton, io non posso che una cosa sola,
-compiangervi se mi provate che siete una vittima.
-Ma lord de Winter ha delle note crudeli contro di voi.
-Voi siete cristiana, voi siete mia sorella in religione; io
-mi sento strascinato verso di voi, io che non ho mai
-amato che il mio benefattore, io che nella mia vita, non
-ho ritrovato che dei traditori e degli empii. Ma voi,
-signora, voi così bella in realtà, voi così pura in apparenza,
-perchè lord de Winter vi perseguita in tal modo,
-voi avete dunque commesso delle grandi iniquità?
-</p>
-
-<p>
-— Essi avranno gli occhi, ripetè milady con un accento
-di indicibile dolore, e non vedranno; essi avranno
-le orecchie e non udranno.
-</p>
-
-<p>
-— Ma allora, gridò il giovane ufficiale, parlate dunque.
-</p>
-
-<p>
-— Confidarvi la mia onta, gridò milady col rosso del
-pudore sul viso, poichè spesso il delitto dell'uno è l'onta
-dell'altro. Confidare la mia onta a voi uomo, io donna!
-Oh! continuò essa riportando pudicamente le sue
-<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
-mani sui suoi begli occhi, oh! giammai! giammai io lo
-potrei!
-</p>
-
-<p>
-— A me, ad un fratello! gridò Felton.
-</p>
-
-<p>
-Milady lo guardò lungamente con una espressione che
-il giovane ufficiale prese per un dubbio, ma che però
-non era che una penetrante osservazione, e soprattutto
-una viva volontà di affascinarlo.
-</p>
-
-<p>
-Felton, a sua volta supplicante congiunse le mani.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! disse milady, io mi affido al mio fratello,
-io oserò...
-</p>
-
-<p>
-In questo momento si sentì il passo di lord de Winter
-ma questa volta il terribile cognato di Milady non
-si contentò, come aveva fatto la sera innanzi, di passare
-avanti la porta, e di allontanarsi: egli si fermò,
-due parole con la sentinella, quindi aprì la porta e comparve.
-</p>
-
-<p>
-Durante queste due parole, Felton aveva vivamente
-indietreggiato, dimodochè quando comparve lord de
-Winter egli era lontano dalla prigioniera.
-</p>
-
-<p>
-Il barone entrò lentamente, e portando il suo sguardo
-scrutatore dalla prigioniera al giovine ufficiale.
-</p>
-
-<p>
-— È scorso lungo tempo John, disse egli, che voi siete
-qui. Questa donna vi ha forse raccontato i suoi delitti?
-allora capirei la durata di questa conversazione.
-</p>
-
-<p>
-Felton fremette, e milady sentì che sarebbe stata
-perduta se non veniva in aiuto del giovane puritano
-sconcertato.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! voi temete che la vostra prigioniera vi sfugga?
-disse essa. Ebbene! domandate al vostro carceriere
-qual grazia io sollecitava momenti sono.
-</p>
-
-<p>
-— Voi domandavate una grazia? disse il barone sospettoso.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, milord, riprese il giovane confuso.
-</p>
-
-<p>
-— E qual grazia? sentiamo, aggiunse lord de Winter.
-</p>
-
-<p>
-— Un coltello che essa mi avrebbe restituito dal finestrino
-<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
-della porta un minuto dopo averlo ricevuto, rispose
-Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Dunque vi è qualcuno nascosto qui, che la nostra
-graziosa prigioniera vuole scannare? replicò lord de
-Winter colla sua voce irrisoria e beffarda.
-</p>
-
-<p>
-— Vi sono io, rispose milady.
-</p>
-
-<p>
-— Io vi ho dato la scelta fra l'America e Tiburn, riprese
-lord de Winter; scegliete Tyburn, milady: la corda,
-credetemi, è anche più sicura del coltello.
-</p>
-
-<p>
-Felton impallidì e fece un passo in avanti, pensando
-che, al momento in cui egli era entrato, milady aveva
-in mano una corda.
-</p>
-
-<p>
-— Avete ragione, disse questa, ed io vi aveva già
-pensato.
-</p>
-
-<p>
-Poi soggiunse con voce sorda:
-</p>
-
-<p>
-— E vi penserò ancora.
-</p>
-
-<p>
-Felton sentì scorrere un fremito fin dentro le midolla
-delle sue ossa. Probabilmente lord de Winter si accorse
-di questo movimento.
-</p>
-
-<p>
-— Non ti fidare, John, disse egli; John amico mio, mi
-sono riposato su te; sta in guardia, io ti ho avvisato.
-D'altronde abbi coraggio, figlio mio fra tre giorni, noi
-saremo liberati da questa creatura, ed ella non potrà
-più nuocere ad alcuno nel luogo ove la invio.
-</p>
-
-<p>
-— Voi lo sentite! gridò milady con una forte esclamazione,
-dimodochè il barone credè che essa si indirizzasse
-al cielo, e Felton comprese che si indirizzasse
-a lui. Felton abbassò la testa e diventò astratto.
-</p>
-
-<p>
-Il barone prese l'ufficiale per le braccia girando la
-testa sulla sua spalla, per non perdere di vista milady,
-fino a che fu uscito.
-</p>
-
-<p>
-— Andiamo, andiamo, disse la prigioniera quando
-fu chiusa la porta, io non sono ancora così avanzata
-quanto credeva. De Winter ha cambiato la sua ordinaria
-stolidezza in una sconosciuta prudenza; che cosa è
-<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
-il desiderio di vendetta, e come questo desiderio forma
-l'uomo! quanto a Felton, egli esita. Ah! questo non
-è un uomo risoluto come quel maledetto d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-Frattanto milady aspettò con impazienza, poichè dubitava
-bene che non sarebbe scorsa la giornata senza
-che rivedesse Felton. Finalmente, un'ora dopo la scena
-che abbiamo raccontata, essa intese che qualcuno parlava
-a bassa voce alla porta, quindi ben presto la porta
-si aprì e riconobbe Felton.
-</p>
-
-<p>
-Il giovine si avanzò rapidamente nella camera; lasciando
-la porta aperta dietro di se, e facendo segno a
-milady di tacere. Egli aveva il viso sconvolto.
-</p>
-
-<p>
-— Che volete da me? diss'ella.
-</p>
-
-<p>
-— Ascoltate, riprese Felton a bassa voce; io ho allontanata
-la sentinella per poter restar qui senza che si
-possa sentire ciò che vi dico. Il barone mi ha raccontato
-una storia spaventosa.
-</p>
-
-<p>
-Milady prese il suo sorriso di vittima rassegnata
-e scosse la testa.
-</p>
-
-<p>
-— O voi siete il demonio, continuò Felton, o il barone
-mio benefattore, mio padre, è un mostro. Io vi
-conosco da quattro giorni, ed amo lui da dieci anni;
-posso dunque esitare fra voi due; non vi spaventate di
-ciò che vi dico; io ho bisogno di essere convinto; questa
-sera, dopo mezzanotte io verrò a vedervi, e voi mi
-convincerete.
-</p>
-
-<p>
-— No, Felton, no, fratello mio, diss'essa, il sacrificio
-è troppo grande, ed io capisco ciò che vi costa. No,
-io sono perduta, non vi perdete con me. La mia morte
-sarà più eloquente della mia vita, e il silenzio del cadavere
-vi convincerà anche meglio che le parole della
-prigioniera.
-</p>
-
-<p>
-— Tacete, signora! gridò Felton, e non mi parlate in
-tal guisa; io sono venuto perchè mi promettiate sull'onore,
-perchè mi giuriate su quanto avete di più sacro,
-che non attenterete alla vostra vita.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Io non vi posso promettere niente, disse milady,
-poichè nessuno più di me rispetta un giuramento; e se
-io promettessi mi abbisognerebbe mantenere.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! disse Felton, impegnatevi soltanto fino
-al momento in cui mi avrete riveduto. Se, dopochè mi
-avrete riveduto persisterete ancora, allora sarete libera,
-ed io stesso vi darò l'arme che mi avete domandata.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, disse milady, per voi aspetterò.
-</p>
-
-<p>
-— Giuratelo.
-</p>
-
-<p>
-— Lo giuro pel nostro Dio, siete voi contento?
-</p>
-
-<p>
-— Bene, disse Felton. A questa notte.
-</p>
-
-<p>
-E si slanciò fuori dell'appartamento, chiudendo la
-porta, aspettando di fuori coll'arme del soldato alla mano,
-come se avesse montata la guardia.
-</p>
-
-<p>
-Il soldato ritornò, Felton gli rese la sua arme.
-</p>
-
-<p>
-Allora, attraverso il finestrino a cui essa si era accostata,
-milady vide il giovane segnarsi con un delirante
-fervore e andarsene pel corridoio con un trasporto
-di gioia.
-</p>
-
-<p>
-In quanto ad essa, ritornò al suo posto con un sorriso
-di selvaggio disprezzo sulle labbra e ripetè bestemmiando
-quel nome terribile di Dio, pel quale essa aveva
-giurato, senza aver mai imparato a conoscerlo.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap56">CAPITOLO LVI.
-<span class="smaller">QUINTO GIORNO DI PRIGIONIA</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Frattanto milady era giunta ad un mezzo trionfo, e
-l'ottenuto successo raddoppiava le sue forze.
-</p>
-
-<p>
-Non era difficile il vincere, come aveva fatto fino allora,
-degli uomini pronti a lasciarsi sedurre, e che la
-galante educazione della corte trascinava presto in un
-laccio; milady era assai bella per allettare i sensi, ed
-era abbastanza destra per superare tutti gli ostacoli
-dello spirito.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma questa volta, essa aveva a lottare contro una natura
-selvaggia, concentrata, insensibile a forza di austerità;
-la religione e la penitenza avevano ridotto Felton
-un uomo inaccessibile alle ordinarie seduzioni; egli
-ravvolgeva nella sua testa, esaltava dei piani talmente
-vasti, dei progetti talmente tumultuosi, che non vi restava
-più luogo per l'amore, sentimento che si nutrisce
-negli ozi, e ingrandisce colla corruzione.
-</p>
-
-<p>
-Milady aveva dunque fatto breccia, colla sua falsa
-virtù nell'opinione di un uomo prevenuto contro essa;
-e con la sua bellezza, nel cuore e nei sensi di un uomo
-candido e puro. Finalmente essa erasi data la misura
-di quei mezzi sconosciuti da essa stessa fino allora, con
-quella esperienza fatta sopra un individuo il più ribelle
-che la natura e la religione possono sottomettere al
-suo studio.
-</p>
-
-<p>
-Ben molte volte, ciò nonostante, durante la serata,
-essa aveva disperato della sorte di se stessa; non invocava
-Dio, lo sappiamo, ma aveva fede nel genio del male,
-in quella immensa sovranità che regna in tutte le
-circostanze della vita umana, e alla quale, come nella
-favola araba, un seme di granato bastò per ricostruire
-un mondo perduto.
-</p>
-
-<p>
-Milady, ben preparata a ricevere Felton, potè drizzare
-le sue batterie per la notte, essa sapeva che non
-aveva più che due giorni, e che una volta segnato l'ordine
-da Buckingham (e Buckingham lo avrebbe firmato
-tanto più facilmente che questo ordine era redatto con
-un nome supposto, e non avrebbe potuto riconoscere
-la donna di cui si trattava) una volta dato quest'ordine,
-il barone la farebbe imbarcare sul momento, e sapeva
-altresì che le donne condannate alla deportazione
-usano delle armi assai meno possenti nelle loro seduzioni,
-che le pretese donne virtuose, la di cui bellezza
-è illuminata dal sole della società, di cui la voce della
-moda vanta lo spirito e che un riflesso d'aristocrazia
-<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
-indora con la sua ingannevole luce. Essere una donna
-condannata ad una pena miserabile ed infamante, non
-è un impedimento a esser bella, ma è un ostacolo a divenir
-possente. Come tutte le persone di un genio reale,
-milady conosceva il mezzo che conveniva alla natura
-ed ai suoi mezzi. La povertà le ripugnava, l'abiezione
-la diminuiva di due terzi della sua grandezza. Milady
-non era regina; era necessario alla sua dominazione
-il piacere dell'orgoglio soddisfatto. Comandare agli
-esseri inferiori era per essa piuttosto un'umiliazione che
-una soddisfazione.
-</p>
-
-<p>
-Certamente, essa sarebbe ritornata dal suo esilio, e
-non ne dubitava neppure un solo istante; ma quanto
-tempo sarebbe durato questo esilio? per una natura attiva
-ed ambiziosa come quella di milady, i giorni che
-non vengono occupati a salire, sono giorni infausti. Come
-chiamare dunque i giorni che vengono impiegati a
-discendere! Perdere un anno, due anni, è quanto a dire
-una eternità; ritornare dopo la disgrazia e dopo la morte
-di Richelieu; ritornare quando d'Artagnan e i suoi
-amici, felici e trionfanti, avessero ricevuto dalla regina
-la ricompensa da loro bene acquistata pei servigi che
-le avevano resi: queste erano tali idee divoratrici, che
-una donna come milady, non poteva sopportare. Del resto,
-l'uragano che rumoreggiava intorno a lei raddoppiava
-la sua forza. Ella avrebbe fatto scoppiare i muri
-della sua prigione se per un momento solo il suo corpo
-avesse potuto assumere le proporzioni del suo spirito.
-</p>
-
-<p>
-Quindi, ciò che ancora più che la tormentava in mezzo
-a tutto ciò era la rimembranza del ministro, che doveva
-egli mai pensare, che doveva egli mai dire del suo
-silenzio, diffidente, inquieto, sospettoso come egli era?
-Il ministro, non solamente suo unico appoggio, non solamente
-suo unico protettore nel presente, ma ancora
-il principale istrumento della sua vendetta per l'avvenire!
-<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
-Essa lo conosceva; e sapeva che al suo ritorno,
-dopo un viaggio inutile, essa avrebbe un bell'aringare
-sulla sua prigionia, un bell'esaltare le subìte sofferenze,
-il ministro risponderebbe con quella calma irrisoria
-dello scettico possente ad un tempo per la forza e
-pel genio «non bisognava lasciarsi prendere!»
-</p>
-
-<p>
-Allora milady riuniva tutta la sua energia, mormorando
-nel fondo del suo pensiero il nome di Felton, il
-solo raggio di luce che penetrava fino a lei nell'infimo
-ove era piombata, e come un serpente che avvolge e
-scontorce i suoi anelli per convincere se stesso della
-propria forza, essa avviluppava in antecedenza Felton
-nelle mille pieghe della sua inventiva immaginazione.
-</p>
-
-<p>
-Frattanto il tempo passava, le ore, le une dopo le
-altre, sembravano risvegliare la campana così di fuga,
-ciascun colpo del battente di bronzo ripercuotevasi nel
-cuore della prigioniera.
-</p>
-
-<p>
-A nove ore, lord de Winter fece la sua consueta visita,
-guardò la finestra e le sbarre, esplorò il pavimento e i muri,
-visitò il camminetto e le porte, senza che,
-durante questa lunga e minuta visita, nè egli nè milady
-pronunciassero una sola parola.
-</p>
-
-<p>
-Senza dubbio entrambi capivano che la situazione era
-troppo grave per perdere il tempo in parole inutili o
-in collere senza effetti.
-</p>
-
-<p>
-— Andiamo, andiamo, disse il barone nel lasciarla,
-anche per questa notte non potrete fuggire.
-</p>
-
-<p>
-A dieci ore, Felton venne a porre una sentinella. Milady
-riconobbe il di lui passo, essa ora lo indovinava,
-come una innamorata indovina quello dello amante del
-suo cuore, e frattanto milady detestava e disprezzava
-questo debole fanatico.
-</p>
-
-<p>
-Non era ancor giunta l'ora convenuta; Felton non entrava.
-</p>
-
-<p>
-Due ore dopo, quando suonò mezzanotte, la sentinella
-<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
-fu cambiata, questa volta era giunta l'ora. Da quel
-momento milady aspettò con impazienza.
-</p>
-
-<p>
-La nuova sentinella cominciò a passeggiare nel corridoio.
-</p>
-
-<p>
-Dopo dieci minuti, venne Felton.
-</p>
-
-<p>
-Milady si mise in ascolto.
-</p>
-
-<p>
-— Ascolta, disse il giovane alla sentinella, non ti allontanare
-da questa porta sotto verun pretesto, perchè
-tu sai che nella notte scorsa è stato punito un soldato
-per aver lasciato un istante il suo posto; eppure sono
-stato io, che durante questa corta assenza ho fatto la
-guardia in sua vece.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, lo so, disse il soldato.
-</p>
-
-<p>
-— Ti raccomando adunque la più esatta sorveglianza...
-Io aggiunse egli, entro per visitare una seconda
-volta la camera di questa donna, che, ho timore, abbia
-dei sinistri progetti su se stessa, e che ho ricevuto
-l'ordine di sorvegliare.
-</p>
-
-<p>
-— Buono, mormorò milady, ecco l'austero puritano
-che non mente.
-</p>
-
-<p>
-In quanto al soldato si contentò di sorridere.
-</p>
-
-<p>
-— Per bacco! mio tenente, disse egli, voi non siete
-disgraziato nel dovere eseguire una simile commissione.
-</p>
-
-<p>
-Felton arrossì. In tutt'altra circostanza avrebbe rimproverato
-il soldato che si permetteva un simile scherzo,
-ma la sua coscienza mormorava troppo altamente
-perchè la sua bocca osasse parlare.
-</p>
-
-<p>
-— Se io chiamo, disse egli, vieni; nello stesso modo
-che se qualcuno si avanza, chiamami.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, mio tenente, disse il soldato.
-</p>
-
-<p>
-Felton entrò da milady, ed essa si alzò.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! eccovi? disse essa.
-</p>
-
-<p>
-— Io vi aveva promesso di venire, disse Felton e sono
-venuto.
-</p>
-
-<p>
-— Voi mi avete promesso pur anche un'altra cosa.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
-</p>
-
-<p>
-— E che dunque, mio Dio! disse il giovane, che ad
-onta del suo impero su se stesso, si sentiva le ginocchia
-tremare e il sudore inondare la fronte.
-</p>
-
-<p>
-— Voi avete promesso di portarmi un coltello, e di
-lasciarmelo dopo il nostro colloquio.
-</p>
-
-<p>
-— Non mi parlate di ciò, signora, disse Felton; non
-vi è situazione, per quanto sia terribile, che autorizzi
-una creatura di Dio a darsi la morte. Io ho riflettuto,
-che non doveva mai rendermi colpevole di un simil
-peccato.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! voi avete riflettuto? disse la prigioniera ritornando
-a sedere sul seggio con un sorriso di disprezzo,
-io pure ho riflettuto!
-</p>
-
-<p>
-— A che?
-</p>
-
-<p>
-— Che non aveva niente da dire ad un uomo che non
-mi mantiene la sua parola.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio! mormorò Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Voi potete ritirarvi, disse milady; io non parlerò.
-</p>
-
-<p>
-— Ecco il coltello, disse Felton cavando di saccoccia
-l'arme che secondo la sua promessa, egli aveva portata,
-ma che esitava a consegnare alla sua prigioniera.
-</p>
-
-<p>
-— Vediamolo, disse milady.
-</p>
-
-<p>
-— Per fare che?
-</p>
-
-<p>
-— Sul mio onore, io ve lo restituirò sull'istante. Voi
-potrete metterlo su questa tavola e vi porrete fra quello
-e me.
-</p>
-
-<p>
-Felton stese l'arma a milady che ne esaminò attentamente
-la tempra e ne provò la punta sulla estremità
-di un dito.
-</p>
-
-<p>
-— Bene, disse essa, rendendo al giovine ufficiale il
-coltello, questo è un bello e buono acciaio... Felton, voi
-siete un amico fedele.
-</p>
-
-<p>
-Felton riprese l'arma e la posò sulla tavola, come
-era stato convenuto fra lui e la sua prigioniera.
-</p>
-
-<p>
-Milady lo seguì con gli occhi, e fece un gesto di soddisfazione.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ora, disse essa, ascoltatemi.
-</p>
-
-<p>
-La raccomandazione era inutile, il giovine ufficiale
-stava in piedi davanti a lei, aspettando le sue parole per
-divorarle.
-</p>
-
-<p>
-— Felton, disse milady con una solennità piena di
-malinconia, Felton se vostra sorella, la figlia di vostro
-padre vi dicesse: «Giovine ancora, assai bella per disgrazia,
-mi si fece cadere con un laccio; io resistei: mi
-si moltiplicarono intorno le imboscate, le violenze; io resistei: si
-bestemmiò la religione che io servo, il Dio che
-adoro, perchè chiamai in mio soccorso questo Dio e questa
-religione; io ho resistito: allora mi furono prodigati
-gli oltraggi, e, siccome non potevano perdere l'anima
-mia, hanno voluto diffamare per sempre il mio corpo;
-finalmente...»
-</p>
-
-<p>
-Milady si fermò, e un amaro sorriso passò sopra le
-di lei labra.
-</p>
-
-<p>
-— Ma infine, disse Felton, che vi hanno fatto?
-</p>
-
-<p>
-— «Una sera finalmente fu risoluto di paralizzare
-questa resistenza che non si poteva vincere; una sera
-fu mischiato nella mia acqua un possente narcotico; appena
-ebbi terminata la mia cena, che mi sentii a poco
-a poco cadere in uno sconosciuto torpore. Quantunque
-fossi senza diffidenza, un vago timore mi prese, e cercai
-di lottare contro il sonno. Mi alzai, volli correre alla
-finestra, chiamare soccorso, ma le gambe si rifiutarono
-di portarmivi. Mi sembrava che il soffitto si abbassasse
-e mi schiacciasse sotto il suo peso; stendeva le braccia,
-cercava di parlare, non potei mandare che suoni inarticolati;
-un torpore irresistibile si impadroniva di me;
-mi appoggiai ad un divano, sentendo di essere vicina a
-cadere: ma ben presto questo appoggio fu insufficiente
-per le deboli braccia, e caddi sopra un ginocchio, poi
-sopra entrambi; volli pregare, ma la mia lingua era agghiacciata....
-caddi sul pavimento in preda ad un sonno
-che rassomigliava alla morte.
-</p>
-
-<p>
-«Io non ho conservata alcuna rimembranza di tutto
-<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
-il tempo che durò questo sonno; la sola cosa che mi ricordo
-è che mi risvegliai trasportata in una camera rotonda,
-il di cui mobilio era sontuoso, e nella quale la
-luce non penetrava che da una apertura praticata nel
-soffitto. Del resto non appariva nessuna porta che desse
-accesso a questo ambiente: si sarebbe detta una
-sontuosa prigione.
-</p>
-
-<p>
-«Passò lungo tempo prima che potessi rendermi conto
-del luogo ove mi ritrovava e di tutti i particolari
-che racconto. Il mio spirito sembrava lottare invano
-per iscuotere le pesanti tenebre di questo sonno, dal
-quale io non poteva strapparmi; aveva delle vaghe percezioni
-di uno spazio percorso, di un rotolio di carrozza,
-ma tutto ciò era così cupo, e così confuso nel mio
-pensiero, che questi avvenimenti sembravano appartenere
-a tutt'altra vita che alla mia, ma però ammalgamata
-alla mia da un fantastico accoppiamento.
-</p>
-
-<p>
-«Per qualche tempo, lo stato nel quale mi ritrovava
-mi sembrò così strano, che mi parve di sognare. A poco
-a poco mi si presentò la realtà piena di terrore: non
-era più nella casa che io abitava; per quanto poteva
-giudicare dalla luce del sole, il giorno era già passato
-di due terzi; ed il giorno innanzi era già sera avanzata
-quando mi addormentai; il mio sonno era dunque durato
-circa vent'ore. Che cosa era dunque accaduto durante
-questo lungo sonno?
-</p>
-
-<p>
-«Mi alzai vacillante. Tutti i miei movimenti, lenti
-e intorpiditi, attestavano che l'influenza del narcotico
-non si era ancora del tutto dissipata. Del resto, questa
-camera era ammobiliata per ricevere una donna, e
-la civetta più consumata non poteva avere nessun desiderio
-che non fosse stato soddisfatto in un volgere
-d'occhi intorno a questa camera.
-</p>
-
-<p>
-«Certamente non era io la prima detenuta che fosse
-stata racchiusa in questa splendida prigione, ma voi lo
-capirete. Felton, più la prigione era bella, e più io aveva
-di che spaventarmi.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
-</p>
-
-<p>
-«Sì, era una prigione, perchè tentai invano di uscirne;
-esplorai tutti i muri per giungere a scoprire una
-porta, dappertutto i muri rispondevano con un suono
-cupo e sordo.
-</p>
-
-<p>
-«Feci circa venti volte il giro di quella camera, cercando
-un'uscita qualunque; non ve ne erano. Caddi spossata
-dalla fatica e dallo spavento sopra un sofà.
-</p>
-
-<p>
-«Frattanto la notte veniva a grandi passi, e colla
-notte si aumentavano i miei terrori. Io non sapeva se
-doveva rimanere ove mi ritrovava, mi sembrava di essere
-circondata da sconosciuti pericoli, nei quali stava
-per cadere ad ogni passo. Quantunque non avessi mangiato
-niente dal giorno innanzi, il mio spavento mi impediva
-di sentire fame.
-</p>
-
-<p>
-«Nessun rumore dall'esterno, che mi permettesse
-di misurare il tempo, giungeva fino a me; io presumeva
-soltanto che potessero essere sette ad otto ore di
-sera, perchè eravamo nel mese di ottobre e faceva notte
-intera.
-</p>
-
-<p>
-«Ad un tratto il cigolìo di una porta che girava sopra
-i suoi gangheri mi fece rabbrividire; un globbo
-di fuoco che apparve dall'alto dall'invetriata dell'apertura
-del soffitto, gettando una viva luce nella camera,
-mi fece accorta con ispavento che un uomo stava in
-piedi nel mezzo della camera, a pochi passi da me.
-</p>
-
-<p>
-«Una tavola preparata per due apparecchiata con un
-abbondante cena, era sorta come per incanto nel mezzo
-dell'appartamento.
-</p>
-
-<p>
-«Quest'uomo era colui che mi perseguitava da più
-di un anno, che aveva giurato il mio disonore, e che,
-dalle prime parole che uscirono dalla sua bocca, mi fece
-comprendre che non mi restava alcuna speranza di
-essere resa alla libertà.
-</p>
-
-<p>
-— Infame mormorò Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! sì, infame! gridò milady, vedendo l'interesse
-che il giovane ufficiale, la di cui anima sembrava sospesa
-<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
-alle sue labbra, prendeva a questo racconto; oh!
-sì, infame! egli credè che fosse bastato il farmi rapire
-dalla mia casa perchè tutto fosse detto, e non veniva
-sperando che io avessi accettata la mia onta, poichè la
-mia onta era consumata, ma veniva ad offrirmi la sua
-fortuna in compenso del mio amore.
-</p>
-
-<p>
-«Tutto ciò che il cuore di una donna può contenere
-di superbo disprezzo, e di parole sdegnose, lo versai
-su quest'uomo; senza dubbio egli era assuefatto a simili
-rimproveri, mi ascoltò calmo, sorridente e colle
-braccia incrociate sul petto; poi, quando credè che io
-avessi detto tutto, si avanzò per afferrarmi la mano;
-balzai verso la tavola, presi un coltello, e ne volsi la punta
-contro il mio petto.
-</p>
-
-<p>
-« — Fate un passo di più, gli dissi, ed oltre al mio
-disonore, voi avrete ancora la mia morte da rimproverarvi.
-</p>
-
-<p>
-«Senza dubbio nel mio sguardo, nella mia voce, in
-tutta la mia persona spiccò quella verità di gesto, di
-attitudine, di accento, che porta la convinzione anche
-nelle anime le più perverse, poichè si fermò.
-</p>
-
-<p>
-« — La vostra morte? mi diss'egli, oh! no, voi siete
-una troppa graziosa prigioniera perchè io acconsenta
-a perdervi così. Addio, mia bella, aspetterò per farvi
-una visita che vi ritroviate in migliori disposizioni.
-</p>
-
-<p>
-«A queste parole, mandò un fischio; il globo di luce
-che illuminava la camera risalì, e disparve. Io mi ritrovai
-di nuovo immersa nelle tenebre. Si riprodusse il
-rumore di una porta che si apre e si chiude, ed un istante
-dopo ricomparve il globo fiammeggiante, discese, e
-mi ritrovai sola.
-</p>
-
-<p>
-«Questo momento fu spaventoso; se avessi avuto ancora
-qualche dubbio pel mio infortunio, questi dubbi
-si sarebbero svaniti in una disperante realtà; io era in
-potere di un uomo che non solo io detestava, ma che
-disprezzava; di un uomo che mi aveva già data prova
-fatale di ciò che poteva osare.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ma chi era dunque quest'uomo? domandò Felton.
-</p>
-
-<p>
-Milady non rispose a questa interrogazione, e continuò
-in questi termini.
-</p>
-
-<p>
-— Io passai la notte sopra di una poltrona, fremendo
-al più piccolo rumore, perchè circa la mezzanotte la
-lampada si spense, mi ritrovai nella oscurità; ma la notte
-trascorse senza alcuna nuova apparizione del mio persecutore;
-venne il giorno, la tavola era scomparsa; io
-aveva conservato soltanto il coltello in mano.
-</p>
-
-<p>
-«Questo coltello era tutta la mia speranza.
-</p>
-
-<p>
-«Era oppressa dalla fatica, la veglia faceva bruciare
-i miei occhi, non aveva osato di dormire un solo istante.
-La luce del giorno mi tranquillizzò; andai a gettarmi
-sul mio letto, non senza il mio coltello liberatore che
-nascosi sotto il cuscino.
-</p>
-
-<p>
-«Quando mi svegliai, una nuova tavola era apparecchiata.
-</p>
-
-<p>
-«Questa volta a dispetto dei miei terrori, a dispetto
-delle mie angosce, mi si fece sentire una fame divoratrice;
-erano quarantotto ore che io non aveva toccato
-cibo; mangiai nel pane ed alcune frutta, poi, ricordandomi
-il narcotico misto nell'acqua che aveva bevuta,
-non accostai la bocca a quella che si ritrovava preparata
-sulla tavola, ed andai a riempiere il mio bicchiere
-ad una fontana di marmo scavata nel muro al di sopra
-della toletta.
-</p>
-
-<p>
-«Però, ad onta di questa precauzione, non rimasi
-meno in angoscia per qualche tempo; ma questa volta
-i miei timori non erano fondati: passai la giornata senza
-provar nulla di ciò che temeva..
-</p>
-
-<p>
-«Ebbi la precauzione di vuotare per metà la bottiglia
-affinchè non si accorgessero della mia diffidenza.
-</p>
-
-<p>
-«Venne la sera, ma per quanto fosse profonda l'oscurità,
-i miei occhi cominciarono ad abituarvisi; vidi
-in mezzo alle tenebre la tavola sprofondarsi nel pavimento;
-un quarto d'ora dopo essa ricomparve portando
-<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
-la mia cena, un istante dopo, mercè la solita lampada
-a globo, la mia camera tornò ad essere illuminata.
-</p>
-
-<p>
-«Io ero risoluta di non mangiare che cibi nei quali
-fosse impossibile immischiarvi nessun sonnifero; due
-uova ed alcune frutta composero il mio pasto, quindi
-andai ad attignere l'acqua alla mia fontana protettrice
-e la bevetti.
-</p>
-
-<p>
-«Alle prime sorsate, mi parve che non avesse più
-lo stesso gusto di prima; mi prese un rapido sospetto;
-mi fermai, ma ne aveva già bevuto un mezzo bicchiere.
-</p>
-
-<p>
-«Gettai il rimanente, ed aspettai col sudore dello
-spavento sulla fronte.
-</p>
-
-<p>
-«Senza fallo qualche invisibile testimonio mi aveva
-veduto prendere l'acqua a questa fontana, ed aveva approfittato
-della mia stessa confidenza per meglio assicurare
-la mia perdita, così freddamente risoluta, così
-crudelmente proseguitata.
-</p>
-
-<p>
-«Non era ancora trascorsa una mezz'ora, che si riprodussero
-gli stessi sintomi, soltanto questa volta, che
-io non aveva bevuto che un mezzo bicchiero d'acqua
-lottai più lungo tempo, e invece di addormirmi del tutto,
-caddi in uno stato di sonnolenza, che mi lasciava tutto
-il sentimento di ciò che accadeva intorno a me, mentre
-mi toglieva la forza di fuggire.
-</p>
-
-<p>
-«Mi trascinai verso il mio letto per cercarvi la sola
-difesa che mi restava, il mio coltello salvatore, ma non
-potei giungere fino al capezzale, caddi in ginocchio, aggruppata
-ad una delle colonne da piedi.»
-</p>
-
-<p>
-Felton impallidì spaventosamente, e un fremito convulso
-corse per tutte le sue membra.
-</p>
-
-<p>
-— E ciò che vi era di spaventoso, continuò milady colla
-voce alterata, come se essa provasse ancora la stessa
-angoscia di quel terribile momento, era che in quella
-volta io aveva la conoscenza del pericolo che mi minacciava;
-era che la mia anima, se posso dirlo, vegliava
-<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
-sul mio corpo addormentato; era che vedeva, che sentiva,
-è vero, come se fosse stato in sogno, ma ciò era
-ancor più spaventoso.
-</p>
-
-<p>
-«Vidi la lampada che risaliva e mi lasciava a poco
-a poco nella oscurità.
-</p>
-
-<p>
-«Quindi intesi il cigolìo ben conosciuto della porta,
-quantunque quella porta non si fosse aperta che
-due volte.
-</p>
-
-<p>
-«Sentii istintivamente che qualcuno si avvicinava
-a me; si narra che i disgraziati perduti nei deserti dell'America
-sentono collo stesso istinto l'avvicinarsi del
-serpente.
-</p>
-
-<p>
-«Volli fare uno sforzo, tentai di mandare un grido,
-mi rialzai pure, ma per subito ricadere.»
-</p>
-
-<p>
-— Ma ditemi dunque, chi era il vostro persecutore?
-gridò il giovane ufficiale.
-</p>
-
-<p>
-Milady vide con un sol colpo d'occhio tutto il soffrire
-che essa ispirava a Felton calcando sopra ciascun
-particolare del suo racconto. Quanto più essa gli avesse
-dilaniato profondamente il cuore, più sicuramente
-egli la vendicherebbe. Essa continuò adunque questa
-volta come se non avesse inteso la sua esclamazione, o
-come se avesse pensato che non era ancor giunto il momento
-di rispondere.
-</p>
-
-<p>
-— Io lo intesi esclamare nello scorgermi: «Questi
-miserabili puritani! sapeva bene che stancano i loro
-carnefici, ma non li credeva così forti coi loro seduttori».
-</p>
-
-<p>
-Felton l'ascoltava senza far intendere altra cosa che
-una specie di sordo ruggito: soltanto il sudore grondava
-dalla sua fronte di marmo, e colla sua mano nascosta
-sotto l'abito, s'internava nel petto le unghie.
-</p>
-
-<p>
-— Il primo movimento, ritornando in me, riprese
-milady, fu di cercare sotto il capezzale il coltello che
-non avea potuto arrivare a prendere. Se non aveva
-potuto servire alla difesa, poteva almeno servire alla
-espiazione.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
-</p>
-
-<p>
-«Ma nel riprendere il mio coltello, Felton, mi venne
-una terribile idea. Vi ho giurato di dirvi tutto, e
-vi dirò tutto: vi ho promesso la verità, io la dirò, dovesse
-essa perdermi.»
-</p>
-
-<p>
-— Vi venne l'idea di vendicarvi di questo uomo, non
-è vero? gridò Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! sì, disse milady; questa idea non è da
-cristiano, lo so; senza dubbio l'eterno nemico della nostra
-anima me la soffiava nello spirito, finalmente che
-vi dirò, Felton? continuò milady col tuono di una donna
-che si accusa di un delitto, mi venne questa idea,
-e non mi lasciò più. Forse è quel pensiero omicida di
-cui oggi sconto la pena.
-</p>
-
-<p>
-— Continuate, continuate, disse Felton; ho fretta di
-vedervi giungere alla vendetta.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! risolsi che l'avrei compiuta il più presto possibile;
-non dubitava punto ch'egli sarebbe ritornato
-la notte vegnente. Nella giornata io non aveva nulla a
-temere.
-</p>
-
-<p>
-«Così, quando venne l'ora della colezione, non esitai
-a mangiare e bere; aveva risoluto di far sembiante
-di cenare, ma di non prendere niente; doveva dunque
-col nutrimento della mattina combattere il digiuno della
-sera.
-</p>
-
-<p>
-«Nascosi un bicchier d'acqua della colezione, essendo
-stata la sete quella che mi aveva fatto soffrire di
-più quando era rimasta quarantott'ore senza nè mangiare
-nè bere.
-</p>
-
-<p>
-«La giornata trascorse senza avere altra influenza
-su me che confermarmi nella presa risoluzione; ebbi
-soltanto cura che il mio viso non tradisse in alcun modo
-il pensiero del mio cuore, perchè non dubitava di
-non essere continuamente spiata; molte volte ancora
-sentii un sorriso sulle mie labbra, Felton, io non oso
-ridire a quale idea io sorrideva, voi mi prendereste in
-orrore.»
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Continuate, continuate, disse Felton, voi vedete
-che io ascolto, e smanio di giungere alla fine.
-</p>
-
-<p>
-— Venne la sera, continuò milady, si compirono gli
-ordinari avvenimenti; durante l'oscurità, come d'ordinario
-fu imbandita la mia cena, poi si accese la lampada,
-e io mi misi a tavola.
-</p>
-
-<p>
-«Mangiai soltanto alcune frutta, feci sembiante di
-versare dell'acqua della bottiglia, ma non bevei che
-quella che aveva conservata nel mio bicchiere; la sostituzione
-del resto fu fatta con abbastanza di sveltezza
-perchè i miei spioni, se ne aveva, non concepissero
-alcun sospetto.
-</p>
-
-<p>
-«Dopo cena, detti i medesimi segni di torpore della
-sera innanzi; ma questa volta, come se soccombessi
-alla fatica, o come mi fossi famigliarizzata col pericolo,
-feci sembiante di addormirmi.
-</p>
-
-<p>
-«Questa volta aveva ritrovato il mio coltello, e mentre
-io fingeva di dormire, la mia mano stringeva convulsivamente
-la impugnatura.
-</p>
-
-<p>
-«Scorsero due ore senza che accadesse nulla di nuovo.
-Questa volta, oh mio Dio! chi me lo avrebbe detto
-la sera innanzi? cominciai a temere ch'egli non venisse.
-</p>
-
-<p>
-«Finalmente vidi la lampada alzarsi lentamente e
-scomparire nel soffitto: la mia camera si riempì di tenebre,
-ma feci uno sforzo per fendere con lo sguardo
-l'oscurità.
-</p>
-
-<p>
-«Per circa dieci minuti non intesi altro rumore che
-quello dei battiti del mio cuore.
-</p>
-
-<p>
-«Implorava il cielo perchè egli venisse.
-</p>
-
-<p>
-«Finalmente intesi il ben conosciuto cigolio della
-porta che si apriva e si chiudeva; intesi, ad onta della
-grossezza del tappeto, un passo che faceva scrocchiare
-il pavimento; vidi; ad onta dell'oscurità, un'ombra che
-si avvicinava a me.»
-</p>
-
-<p>
-— Affrettatevi, affrettatevi! interruppe Felton: non
-<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
-vedete che ciascuna delle vostre parole mi brucia come
-piombo fuso?
-</p>
-
-<p>
-— Allora, continuò milady, allora riunii tutte le mie
-forze, mi ricordai che il momento della vendetta o piuttosto
-della giustizia era suonato, mi riguardai come
-un'altra Giuditta, e teneva il mio coltello in mano, e
-quando io lo vidi vicino a me, allora, coll'ultimo grido
-del dolore e della disperazione, lo colpii nel bel mezzo
-del petto.
-</p>
-
-<p>
-«Miserabile! egli aveva preveduto tutto, il suo petto
-era ricoperto da una maglia d'acciaio, il coltello si
-spuntò.
-</p>
-
-<p>
-«Ah! ah! gridò egli afferrando il braccio e strappandomi
-l'arma che mi aveva così mal servito, voi volete
-prendervela con la mia vita, mia bella puritana; ma questo
-è qualche cosa più che odio, questa è ingratitudine.
-Andiamo, andiamo, calmatevi, mia bella fanciulla;
-avrei creduto che vi foste addolcita. Io non sono di quei
-tiranni che custodiscono le donne per forza. Voi non
-mi amate? io ne dubitava colla mia ordinaria fatuità;
-ne sono convinto. Domani voi sarete libera.
-</p>
-
-<p>
-«Io non aveva altro desiderio che quello che mi
-uccidesse.
-</p>
-
-<p>
-« — State in guardia, gli dissi, poichè la mia libertà
-è il vostro disonore.
-</p>
-
-<p>
-« — Spiegatevi, mia bella Sibilla..
-</p>
-
-<p>
-« — Sì, poichè appena uscita di qui, dirò tutto: dirò
-la violenza che avete usata verso di me; dirò la mia
-prigionia: denunzierò questo palazzo d'infamia! voi siete
-posto troppo in alto, milord, ma tremate! al di sopra
-di voi vi è il re! al di sopra del re vi è Dio.
-</p>
-
-<p>
-«Per quanto il mio persecutore sembrasse padrone
-di se stesso, lasciò sfuggirsi un movimento di collera.
-Io non potei vedere l'espressione del suo viso, ma sentii
-fremere il suo braccio, sul quale io aveva posta la
-mia mano.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
-</p>
-
-<p>
-« — Allora voi non uscirete più di qui, disse egli.
-</p>
-
-<p>
-« — Bene! bene! gridai; allora il luogo del mio supplizio
-sarà pure il luogo della mia tomba. Bene! io morirò
-qui, e voi vedrete se un fantasma che accusa sia
-ancor più terribile di un vivo che minaccia.
-</p>
-
-<p>
-« — Non vi sarà lasciata alcun'arme.
-</p>
-
-<p>
-« — Ve ne è una che la disperazione ha messo alla
-portata di ogni creatura che ha il coraggio di servirsene,
-io mi lascerò morire di fame.
-</p>
-
-<p>
-« — Vediamo, disse il miserabile, la pace non val
-meglio di una simile guerra? io vi rendo la libertà sull'istante,
-vi proclamerò la stessa virtù, vi soprannominerò
-la Lucrezia d'Inghilterra.
-</p>
-
-<p>
-« — Ed io dirò che voi ne siete il Sextus, io vi denunzierò
-a Dio, e se fa d'uopo che, come Lucrezia, io
-sottoscrivi la mia denunzia col mio sangue, la sottoscriverò.
-</p>
-
-<p>
-« — Ah! ah! disse il mio nemico in tuono derisorio,
-allora è un'altra cosa. In fede mia, in fin dei conti, voi
-state bene qui, non vi mancherà niente, e se vi lascerete
-morire di fame, sarà colpa vostra.
-</p>
-
-<p>
-«A queste parole egli si ritirò, intesi aprirsi e chiudersi
-la porta, rimasi inabissata, meno ancora, ve lo confesso,
-dal dolore, che dall'onta di non essere stata vendicata.
-</p>
-
-<p>
-«Egli mantenne la sua parola; tutta la giornata, tutta
-la notte dell'indomani passò senza che comparisse; io
-pure però gli mantenni la mia parola, e non mangiai nè
-bevvi nulla, ed era, come gli avea detto, risoluta di
-lasciarmi morire di fame.
-</p>
-
-<p>
-«Passai il giorno e la notte pregando, poichè sperava
-che Dio mi avrebbe perdonato il mio suicidio.
-</p>
-
-<p>
-«La seconda notte la porta si aprì; io era stesa sul
-pavimento, le forze cominciavano ad abbandonarmi.
-</p>
-
-<p>
-«Al momento mi sollevai, sorreggendomi sopra una
-mano.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
-</p>
-
-<p>
-« — Ebbene! mi disse una voce che suonava in un
-modo troppo terribile al mio orecchio, perchè non la riconoscessi
-tosto: ebbene! siamo noi un poco raddolciti,
-e pagheremo la nostra libertà con una semplice promessa
-di silenzio? Sentite, io sono un buon principe,
-aggiunse egli, e quantunque non ami i Puritani, io rendo
-loro giustizia; egualmente che alle Puritane, quando
-sono belle. Andiamo, fatemi un piccolo giuramento
-sulla croce, io non vi domando di più.
-</p>
-
-<p>
-« — Sulla croce! gridai rialzandomi, perchè al suono
-di questa voce aborrita, io aveva ritrovate tutte le mie
-forze: sulla croce giuro che nessuna promessa, nessuna
-minaccia, nessuna tortura mi chiuderà mai la bocca. Sulla
-croce giuro di denunziarvi ovunque come un assassino,
-un ladrone d'onore, un vile; sulla croce giuro, se
-mai giungerò ad uscire di qui, di domandare vendetta
-contro voi a tutto il genere umano.
-</p>
-
-<p>
-« — State all'erta, disse la voce con un tuono di minaccia
-che io non aveva per anche inteso, poichè ho un
-mezzo supremo, che non impiegherò che agli ultimi
-estremi, per farvi chiudere la bocca, o almeno per impedire
-che si creda ad una sola parola di quanto sarete
-per dire.
-</p>
-
-<p>
-«Io raccolsi tutte le mie forze per rispondere con
-uno scoppio di risa.
-</p>
-
-<p>
-«Egli si accorse che oramai fra di noi si era aperta
-una guerra a morte.
-</p>
-
-<p>
-« — Ascoltate, disse egli, io vi lascio ancora il rimanente
-di questa notte e tutto il giorno di domani: riflettete.
-Promettete di tacere, e la ricchezza, gli onori,
-ed anche la considerazione vi circonderanno; minacciate
-di parlare, ed io vi condannerò all'infamia.
-</p>
-
-<p>
-« — Voi? gridai io, voi!
-</p>
-
-<p>
-« — All'infamia perpetua, incancellabile!
-</p>
-
-<p>
-« — Voi! ripetei... oh! Felton, ve lo assicuro, io lo
-credeva insensato.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
-</p>
-
-<p>
-« — Sì, io, riprese egli.
-</p>
-
-<p>
-« — Ah! lasciatemi, gli dissi, uscite, se non volete
-che io m'infranga la testa contro i muri, e sotto gli
-occhi vostri.
-</p>
-
-<p>
-« — Sta bene! diss'egli, voi lo volete? A dimani sera.
-</p>
-
-<p>
-« — A dimani sera, risposi lasciandomi ricadere, e
-mordendo il tappeto per la rabbia.»
-</p>
-
-<p>
-Felton si appoggiava ad un mobile, e milady vedeva
-con gioia che forse sarebbe mancato la forza al giovane
-uffiziale prima della fine del racconto.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap57">CAPITOLO LVII.
-<span class="smaller">UN MEZZO DI TRAGEDIA CLASSICA</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Dopo un momento di silenzio, impiegato da milady
-a contemplare il giovane che l'ascoltava, essa continuò
-il suo racconto:
-</p>
-
-<p>
-« — Erano quasi tre giorni che io non aveva nè mangiato,
-nè bevuto, diss'ella, e soffriva atroci torture;
-qualche volta mi sembrava che alcune nubi mi chiudessero
-la fronte, che mi velassero gli occhi: era il delirio.
-</p>
-
-<p>
-«Venne la sera: io era così debole che ad ogni istante
-sveniva, ed ogni volta che sveniva ringraziava Dio,
-perchè credeva di morire.
-</p>
-
-<p>
-«Nel mezzo di uno di questi svenimenti, intesi aprirsi
-la porta, il terrore mi richiamò alla vita.
-</p>
-
-<p>
-«Il mio persecutore entrò seguito da un uomo mascherato,
-egli pure si era mascherato, ma lo riconobbi
-al suo passo, lo riconobbi alla sua voce, lo riconobbi a
-quell'aspetto imponente che l'inferno ha dato alla sua
-persona per disgrazia pell'umanità.
-</p>
-
-<p>
-« — Ebbene, mi diss'egli, vi siete voi decisa a farmi
-il giuramento che vi ho chiesto?
-</p>
-
-<p>
-« — Voi lo avete detto, i Puritani non hanno che una
-<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
-parola; la mia, l'avete intesa: essa è di perseguitarvi
-sulla terra al tribunale degli uomini, in cielo al tribunale
-di Dio!
-</p>
-
-<p>
-« — Voi dunque persistete?
-</p>
-
-<p>
-« — E lo giuro innanzi a quel Dio che mi ascolta; io
-prenderò il mondo tutto intero a testimonio del vostro
-delitto, e ciò fino a che abbia ritrovato un vendicatore.
-</p>
-
-<p>
-« — Voi siete una prostituta, diss'egli con voce tonante,
-e subirete il supplizio delle prostitute! Infamata
-davanti agli occhi degli uomini che voi invocherete,
-cercate di provar prima a questo mondo che non siete
-nè colpevole, nè pazza.
-</p>
-
-<p>
-«Quindi volgendosi all'uomo che lo accompagnava:
-</p>
-
-<p>
-« — Carnefice, fa il tuo dovere!»
-</p>
-
-<p>
-— Oh! il suo nome, il suo nome! gridò di nuovo Felton;
-il suo nome! ditemelo!
-</p>
-
-<p>
-— Allora malgrado le mie grida, malgrado la mia resistenza,
-perchè cominciai a capire allora che si trattava
-di qualche cosa peggiore della morte, il carnefice
-mi afferrò, mi rovesciò per terra, mi strinse colle sue
-funi, e, soffocata, quasi fuori dei sensi invocando Dio,
-mandai ad un tratto uno spaventevole grido di dolore
-e di vergogna, un ferro rovente, un ferro rosso, il marchio
-del carnefice si era posto sopra una mia spalla.
-</p>
-
-<p>
-Felton mandò un ruggito.
-</p>
-
-<p>
-— Osservate, disse milady alzandosi con una maestà
-da regina, osservate, Felton, vedete come si è inventato
-un nuovo martirio per la giovinetta pura, e
-non pertanto vittima della brutalità di uno scellerato.
-Imparate a conoscere il cuore degli uomini, e d'ora
-innanzi fatevi meno facilmente l'istrumento delle loro
-ingiuste vendette.
-</p>
-
-<p>
-Milady con un gesto rapido aprì la sua veste, stracciò
-la fina battista che cuopriva la sua spalla, e arrossendo
-per una finta collera, e per una ben giuocata
-vergogna, mostrò al giovane l'impronta incancellabile
-che disonorava una così bella spalla.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ma, gridò Felton, è un giglio quello che io vedo!
-</p>
-
-<p>
-— Ed ecco precisamente dove sta l'infamia, rispose
-milady. Col marchio dell'Inghilterra, sarebbe stato
-necessario provare qual'era stato il tribunale che mi
-aveva condannata, ed io avrei fatto un pubblico appello
-a tutti i tribunali del regno; ma col marchio di
-Francia... ah! con esso, io sono stata seriamente infamata.
-</p>
-
-<p>
-Questo era troppo soffrire per Felton.
-</p>
-
-<p>
-Pallido, immobile, atterrito da questa rivelazione
-orribile, abbagliato dalla bellezza sovrumana di questa
-donna che si svelava a lui con una impudenza che
-ritrovò sublime, finì per cadere in ginocchio innanzi
-a lei, come cosa santa; il marchio d'infamia disparve,
-rimase soltanto la beltà.
-</p>
-
-<p>
-— Perdono, perdono, disse Felton, oh! perdono!
-</p>
-
-<p>
-Milady lesse nei suoi occhi: amore, amore!
-</p>
-
-<p>
-— Perdono di che? domandò essa.
-</p>
-
-<p>
-— Perdono di essermi unito ai vostri persecutori.
-</p>
-
-<p>
-Milady gli stese la mano.
-</p>
-
-<p>
-— Così bella! così giovane! gridò Felton coprendo
-questa mano di baci.
-</p>
-
-<p>
-Milady lasciò cadere sopra di lui uno di quegli sguardi
-che di uno schiavo fanno un re.
-</p>
-
-<p>
-Felton era puritano, così lasciò la mano di questa
-donna per baciarle i piedi.
-</p>
-
-<p>
-Egli già non l'amava più, ma l'adorava.
-</p>
-
-<p>
-Quando questa crisi fu passata, quando milady sembrò
-aver ripreso il suo sangue freddo, che non aveva
-mai perduto:
-</p>
-
-<p>
-— Ah! ora non ho più che una sola cosa a chiedervi,
-ed è il nome del vostro vero carnefice; poichè per
-me non ne vedo che uno, l'altro era soltanto un istrumento.
-</p>
-
-<p>
-— E che, fratello, ho io ancora bisogno di nominartelo?
-tu non l'hai ancora indovinato?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Che? riprese Felton, lui!... sempre... sempre
-lui!.. Che! il vero colpevole?...
-</p>
-
-<p>
-— Il vero colpevole, disse milady, è il distruttore
-dell'Inghilterra, il persecutore dei veri credenti, il
-vile rapitore dell'onore di tante donne, colui che, per
-capriccio del suo cuore corrotto, sta per far versare
-tanto sangue all'Inghilterra, che oggi protegge i protestanti,
-ma che domani li tradirà.
-</p>
-
-<p>
-— Buckingham! è dunque Buckingham! gridò Felton
-esasperato.
-</p>
-
-<p>
-Milady nascose il suo viso fra le mani, come se non
-avesse potuto sopportare la vergogna che le cagionava
-questo nome.
-</p>
-
-<p>
-— Buckingham! il carnefice di questa angelica creatura!
-gridò Felton. E tu non l'hai fulminato, o giusto
-cielo! e tu lo hai lasciato nobile, onorato, potente per
-la nostra perdita comune!
-</p>
-
-<p>
-— Dio abbandona quelli che si abbandonano da se
-stessi, disse milady.
-</p>
-
-<p>
-— Ma egli dunque vuole aggravare sul suo capo il
-gastigo riservato ai maledetti, continuò Felton con una
-crescente esaltazione. Vuole dunque che la vendetta
-umana prevenga la vendetta celeste!
-</p>
-
-<p>
-— Gli uomini lo temono, e lo risparmiano.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! io disse Felton, io non lo temo, e non lo risparmierò...
-</p>
-
-<p>
-Milady sentì l'anima sua cospergersi di una gioia infernale.
-</p>
-
-<p>
-— Ma in qual modo lord de Winter, mio protettore,
-mio padre, trovasi immischiato in tutto ciò?
-</p>
-
-<p>
-— Ascoltate, Felton, riprese milady, perchè a fianco
-degli uomini vili e dispregevoli vi sono delle nature
-grandi e generose; io aveva un fidanzato un uomo
-che io amava, e ch'egli amava me; un cuore come il
-vostro, Felton, un uomo come voi. Andai da lui, e
-gli raccontai tutto; egli mi conosceva, e non pose alcun
-<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span>
-dubbio sulla verità del racconto. Era un gran signore;
-era un uomo sotto tutti i rapporti uguale a Buckingham.
-Egli non disse una parola, cinse soltanto la
-spada, si avviluppò nel suo mantello, e si portò sulla
-piazza Buckingham.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sì capisco, disse Felton, quantunque con simili
-uomini non sia la spada che si deve adoprare ma il
-pugnale.
-</p>
-
-<p>
-— Buckingham era partito il giorno innanzi, inviato
-come ambasciatore in Ispagna, dove andò a chiedere
-la mano della infante pel re Carlo I., che allora non
-era che principe di Galles. Il mio fidanzato ritornò.
-</p>
-
-<p>
-— Ascoltate, mi disse, quell'uomo è partito, ed in
-conseguenza si è involato pel momento alla mia giusta
-vendetta; ma frattanto, siamo uniti come dobbiamo
-esserlo, poi fidatevi a lord de Winter per vendicare
-il suo onore e quello di sua moglie.
-</p>
-
-<p>
-— Lord de Winter! gridò Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, disse milady, ed ora dovete capire tutto, non
-è vero? Buckingham rimase assente quasi un anno; otto
-giorni prima del suo arrivo, lord de Winter morì
-improvvisamente, lasciandomi sua sola erede. Da qual
-parte veniva il colpo? Dio solo che sa tutto, lo sa senza
-dubbio; io non accuso nessuno.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! quale abisso! quale abisso! gridò Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Lord de Winter morì senza dir niente a suo fratello.
-Il segreto terribile doveva esser nascosto a tutti
-fino a che scoppiasse come un fulmine sul capo del colpevole;
-il vostro protettore aveva veduto con pena
-questo matrimonio con suo fratello con una giovinetta
-senza fortuna. Sentii che non poteva aspettarmi alcun
-appoggio da un uomo disingannato nelle sue speranze
-di eredità. Passai in Francia, risolsi di restarvi il rimanente
-della mia vita; ma tutti i miei beni sono in
-Inghilterra; chiuse le comunicazioni per la guerra, fui
-privata di tutto, e mi fu forza di ritornarvi; sono sei
-giorni che approdai a Portsmouth.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene? disse Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene, Buckingham seppe senza dubbio il mio
-ritorno, ne parlò a lord de Winter, di già prevenuto
-contro di me; gli disse che sua cognata era una prostituta,
-una donna bollata. La voce nobile e pura di
-mio marito non era più là per difendermi. Lord de
-Winter credè tutto ciò che gli fu detto con tanta maggiore
-facilità, in quanto che ha interesse a crederlo.
-Egli mi fece arrestare e condurre qui, e mi mise sotto
-la vostra custodia. Voi sapete il resto: dopo domani
-sarò bandita, sarò deportata; dopo domani sarò relegata
-fra le donne infami! Oh! la trama è bene ordita,
-andate! il complotto è abile, e il mio onore non vi
-sopravviverà. Voi vedete bene che è necessario che io
-muoia, Felton; Felton, datemi quel coltello.
-</p>
-
-<p>
-E a queste parole, come se tutte le sue forze fossero
-spossate, milady si lasciò cadere debole e languente
-fra le braccia del giovane uffiziale.
-</p>
-
-<p>
-— No, no, disse egli, no, tu vivrai, tu vivrai onorata
-e pura, tu vivrai per trionfare dei tuoi nemici.
-</p>
-
-<p>
-Milady lo respinse lentamente con la mano, attirandolo
-con lo sguardo.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! la morte! la morte! disse ella velando la sua
-voce e le sue palpebre, oh! la morte piuttosto che la
-vergogna. Felton, fratello mio, amico mio, io te ne
-scongiuro.
-</p>
-
-<p>
-— No, gridò Felton, no, tu vivrai e sarai vendicata.
-</p>
-
-<p>
-— Felton, io porto disgrazia a tutti quelli che mi si
-avvicinano. Felton, abbandonatemi; Felton, lasciatemi
-morire.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! noi moriremo dunque insieme! gridò
-egli.
-</p>
-
-<p>
-Diversi colpi rintronarono alla porta.
-</p>
-
-<p>
-— Ascolta, diss'ella, noi siamo stati intesi. Essi vengono,
-è finita per noi, noi siamo perduti.
-</p>
-
-<p>
-— No, disse Felton, è la sentinella che mi previene
-che sta per passare la ronda.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Allora correte alla porta e aprite voi stesso.
-</p>
-
-<p>
-Felton obbedì; questa donna era già tutto il suo pensiero,
-tutta la sua anima.
-</p>
-
-<p>
-Egli si trovò in faccia un sergente che comandava
-una pattuglia di sorveglianza.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! che cosa c'è, domandò il giovine tenente.
-</p>
-
-<p>
-— Voi mi avete detto di aprire la porta se avessi inteso
-chiamare soccorso, disse il soldato, ma vi siete
-soltanto dimenticato di consegnarmi la chiave. Vi ho
-inteso gridare senza capire ciò che dicevate; volli aprire
-la porta, essa era chiusa al di dentro, allora ho chiamato
-il sergente.
-</p>
-
-<p>
-— Ed eccomi qua, disse il sergente.
-</p>
-
-<p>
-Felton, sconvolto, quasi pazzo, rimase senza voce.
-</p>
-
-<p>
-Milady capì che stava a lei di impadronirsi della situazione;
-ella corse alla tavola e prese il coltello che
-vi aveva deposto Felton.
-</p>
-
-<p>
-— E con qual dritto volete voi impedirmi di morire?
-diss'ella.
-</p>
-
-<p>
-— Gran Dio! gridò Felton vedendo il coltello luccicare
-nella di lei mano.
-</p>
-
-<p>
-In questo momento uno scroscio d'ironico riso si
-fece sentire nel corridoio.
-</p>
-
-<p>
-Il barone, attirato dal rumore, in veste da camera,
-colla sua spada sotto il braccio stava in piedi sulla soglia
-della porta.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! ah! diss'egli eccoci all'ultimo atto della tragedia;
-voi lo vedete Felton, il dramma ha seguìto tutte
-le fasi che io aveva indicate, ma siate tranquillo, il
-sangue non colerà.
-</p>
-
-<p>
-Milady capì che ella era perduta se non dava tosto
-a Felton una pruova immediata e terribile del suo coraggio.
-</p>
-
-<p>
-— V'ingannate milord, diss'ella, il sangue scorrerà,
-e possa questo ricadere sopra quelli che lo fanno
-scorrere.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
-</p>
-
-<p>
-Felton gettò un grido e si precipitò verso di lei;
-ma era troppo tardi, milady si era colpita.
-</p>
-
-<p>
-Ma il coltello aveva fortunatamente incontrato (noi
-dovremmo dire destramente) la stecca di ferro che in
-quell'epoca difendeva come una corazza il petto delle
-donne; esso vi era strisciato sopra, stracciando la veste,
-ed era penetrato a fior di pelle fra la carne e le
-coste.
-</p>
-
-<p>
-La veste di milady rimase però tosto macchiata di
-sangue.
-</p>
-
-<p>
-Milady era caduta rovescioni e sembrava svenuta.
-</p>
-
-<p>
-Felton strappò il coltello.
-</p>
-
-<p>
-— Vedete, milord, disse egli, con aria tetra, ecco
-una donna che stava sotto la mia custodia e che si è
-uccisa.
-</p>
-
-<p>
-— State tranquillo, Felton, disse lord de Winter,
-ella non è morta, i demonii non muoiono così facilmente;
-state tranquillo e andate ad aspettarmi nella
-mia camera:
-</p>
-
-<p>
-— Ma, milord...
-</p>
-
-<p>
-— Andate, io ve l'ordino.
-</p>
-
-<p>
-A questa ingiunzione del suo superiore, Felton obbedì,
-ma nell'uscire nascose il coltello sul suo petto.
-</p>
-
-<p>
-In quanto a lord de Winter egli si contentò chiamare
-la donna che serviva milady, e quand'essa fu
-venuta, dopo averle raccomandata la prigioniera sempre
-svenuta, la lasciò sola con lei.
-</p>
-
-<p>
-Però siccome poteva darsi, ad onta dei suoi sospetti,
-che la ferita potesse essere grave, inviò sull'istante
-medesimo un uomo a cavallo per cercare un medico.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap58">CAPITOLO LVIII.
-<span class="smaller">EVASIONE</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Come lo aveva pensato lord de Winter, la ferita di
-<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
-milady non era pericolosa; così come si trovò sola con
-la donna che il barone aveva fatta chiamare e che si
-disponeva a spogliarla, riaprì gli occhi.
-</p>
-
-<p>
-Però bisognava rappresentare la parte della debolezza
-e del dolore, ciò non era cosa difficile per una commediante
-come milady. Così la povera servente fu compiutamente
-ingannata dalla sua prigioniera, che, ad onta
-delle sue istanze, essa si ostinò a vegliare tutta
-la notte.
-</p>
-
-<p>
-Ma la presenza di questa donna non impediva a milady
-di pensare.
-</p>
-
-<p>
-Non vi era più alcun dubbio, Felton era convinto,
-Felton era suo. Un angelo se fosse apparso al giovane
-per accusare milady, nella disposizione d'animo in cui
-egli si ritrovava, lo avrebbe certamente preso per un
-inviato del demonio. Milady sorrideva a questo pensiero
-poichè Felton era oramai la sua sola speranza, il suo
-solo mezzo di salute.
-</p>
-
-<p>
-Ma lord de Winter poteva averlo preso in sospetto;
-Felton ora poteva essere esso stesso sorvegliato.
-</p>
-
-<p>
-Verso le quattro ore del mattino, giunse il medico;
-ma dal momento in cui milady si era colpita, la ferita
-si era di già chiusa. Il medico non potè dunque misurarne
-la direzione, nè la profondità; riconobbe soltanto
-dal polso della malata che il caso non era grave.
-</p>
-
-<p>
-La mattina milady sotto il pretesto che non aveva
-dormito nella notte e che aveva bisogno di riposo, rimandò
-la donna che vegliava vicino a lei.
-</p>
-
-<p>
-Essa aveva una speranza, ed era che Felton venisse
-all'ora della colezione, ma Felton non venne.
-</p>
-
-<p>
-I suoi timori eransi forse realizzati? Felton preso in
-sospetto dal barone, le sarebbe forse mancato nel momento
-decisivo? Essa non aveva più che un giorno.
-Lord de Winter le aveva annunziato il suo imbarco pel
-23, e si era già alla mattina del 22.
-</p>
-
-<p>
-Ciò nonostante essa aspettava ancora pazientemente
-l'ora del pranzo.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
-</p>
-
-<p>
-Quantunque ella non avesse mangiato la mattina, il
-pranzo fu portato nell'ora solita: milady vide allora
-con spavento che l'uniforme dei soldati che la guardavano
-era cambiato.
-</p>
-
-<p>
-Allora si azzardò di domandare ciò che fosse accaduto
-di Felton.
-</p>
-
-<p>
-Le fu risposto che Felton era montato a cavallo
-un'ora innanzi e che era partito.
-</p>
-
-<p>
-S'informò se il barone era sempre al castello; il soldato
-rispose di sì, e che aveva l'ordine di prevenirlo se
-la prigioniera desiderasse parlargli.
-</p>
-
-<p>
-Milady rispose che si trovava troppo debole pel momento,
-e che il solo suo desiderio era di rimaner sola.
-</p>
-
-<p>
-Il soldato uscì lasciando il pranzo apparecchiato.
-</p>
-
-<p>
-Felton era stato allontanato, i soldati di marina erano
-stati cambiati; dunque si diffidava di Felton.
-</p>
-
-<p>
-Quest'era l'ultimo colpo portato alla prigioniera.
-</p>
-
-<p>
-Rimasta sola ella si alzò: quel letto in cui si teneva
-per prudenza e perchè fosse creduta gravemente ferita
-la bruciava come un braciere ardente. Essa gettò uno
-sguardo sulla porta; il barone aveva fatto inchiodare
-un asse nel finestrino; egli temeva senza dubbio che mercè
-quest'apertura essa giungesse ancora, con qualche
-diabolico mezzo, a sedurre le guardie.
-</p>
-
-<p>
-Milady sorrise di gioia; dunque poteva abbandonarsi
-ai suoi trasporti senza essere osservata: Ella percorse
-le camere colla esaltazione di una pazza furiosa o di
-una tigre racchiusa nella gabbia di ferro.
-</p>
-
-<p>
-Certamente se le fosse rimasto il coltello, avrebbe
-pensato, non già ad uccidere se stessa, ma questa volta
-ad uccidere il barone.
-</p>
-
-<p>
-A sei ore lord de Winter entrò, ed era armato fino
-ai denti. Quest'uomo, nel quale fino allora milady non
-aveva veduto che un gentiluomo elegante e civile, era
-divenuto un ammirabile carceriere. Sembrava preveder
-tutto, prevenire tutto.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
-</p>
-
-<p>
-Un solo sguardo vibrato sopra milady lo fece accorto
-di ciò che passava nella di lei anima.
-</p>
-
-<p>
-— Sia diss'egli, ma per oggi non potrete uccidermi,
-voi siete senz'armi, e d'altronde io sono in guardia. Voi
-avevate incominciato a pervertire il mio povero Felton;
-egli subiva di già la vostra infernale influenza, ma io
-ho voluto salvarlo, e voi non lo vedrete più. Tutto è
-finito: riunite le cose vostre; domani partirete. Aveva
-fissato d'imbarcarvi il 24, ma ho riflettuto che più la
-cosa sarebbe stata vicina, e più sarebbe stata sicura:
-Domani a mezzogiorno avrò l'ordine del vostro esilio,
-firmato da Buckingham. Se voi direte una sola parola
-a chiunque siasi, prima che siate salita sulla nave, il mio
-sergente vi farà saltar le cervella; egli già ne ha l'ordine.
-Se sulla nave direte una parola a chiunque siasi,
-prima che il capitano ve n'abbia dato il permesso, egli
-vi farà gettare in mare; ciò è di già convenuto fra noi.
-A rivedervi; ecco quanto per oggi ho a dirvi; domani
-vi rivedrò per dirvi addio.
-</p>
-
-<p>
-Dette queste parole, il barone uscì.
-</p>
-
-<p>
-Milady aveva ascoltata tutta questa tirata col sorriso
-dello sdegno sulle labbra, ma colla rabbia nel cuore.
-</p>
-
-<p>
-Fu servita la cena: milady sentì che aveva bisogno
-di forze; ella non sapeva ciò che poteva accadere nel
-corso di quella notte che si avvicinava minacciosa, poichè
-grossi nuvoloni si ravvolgevano in cielo, e continui
-lampi annunziavano un uragano.
-</p>
-
-<p>
-L'uragano scoppiò verso le dieci ore della sera; milady
-provava una specie di consolazione nel vedere la
-natura armonizzarsi col disordine del suo cuore. Il fulmine
-rimbombava per l'aria come la collera nel suo pensiero;
-le sembrava che la bufèra passando scarmigliasse
-la sua fronte come gli alberi di cui curvava i rami,
-e svelleva le frondi; essa urlava come l'uragano, e la
-sua voce si perdeva nella gran voce della natura, che
-pure sembrava gemere e disperarsi.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
-</p>
-
-<p>
-Di tratto in tratto ella guardava un anello che portava
-al suo dito. Sotto la pietra di questo anello vi stava
-un veleno sottile e violento; questa era l'ultima sua
-risorsa.
-</p>
-
-<p>
-Ad un trattò intese battere ad un vetro, e al chiarore
-di un lampo, vide il viso di un uomo comparire dietro
-le sbarre.
-</p>
-
-<p>
-Essa corse alla finestra e l'aprì.
-</p>
-
-<p>
-— Felton! gridò ella, io sono salva!
-</p>
-
-<p>
-— Sì, disse Felton, ma silenzio! mi necessita il tempo
-per segare le sbarre della vostra inferriata; guardate
-soltanto di non essere osservata dal finestrino
-della porta.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! questa è una pruova che il cielo è per noi,
-Felton, riprese milady, hanno chiuso il finestrino con
-un asse.
-</p>
-
-<p>
-— Sta bene! Dio li ha resi insensati, disse Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Ma che cosa debbo fare io? domandò milady.
-</p>
-
-<p>
-— Niente; richiudete soltanto la finestra, andate a
-riposarvi e stendetevi sul letto vestita; quando avrò
-finito, batterò ai vetri. Ma potrete voi seguirmi?
-</p>
-
-<p>
-— Oh! sì.
-</p>
-
-<p>
-— La vostra ferita?...
-</p>
-
-<p>
-— Mi fa soffrire, ma non m'impedisce di camminare.
-</p>
-
-<p>
-— Tenetevi dunque pronta al primo segnale.
-</p>
-
-<p>
-Milady richiuse la finestra spense il lume, e andò,
-come gli era stato raccomandato da Felton, a stendersi
-sul letto. Tra il fragore dell'uragano, ella sentiva
-lo stridore della lima sulle sbarre, ed al chiarore di
-ciaschedun lampo vedeva l'ombra di Felton dietro i
-vetri.
-</p>
-
-<p>
-Essa passò un'ora senza respirare, anelante, col sudore
-sulla fronte, ed il cuore stretto da spaventevole
-angoscia, ad ogni piccolo movimento che sentiva nel
-corridoio.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
-</p>
-
-<p>
-Vi sono delle ore lunghe quanto un anno.
-</p>
-
-<p>
-In capo ad un'ora Felton battè di nuovo.
-</p>
-
-<p>
-Milady balzò dal suo letto e andò ad aprire; erano
-state tolte due sbarre e presentavano un'apertura sufficiente
-per passarvi un uomo.
-</p>
-
-<p>
-— Siete voi pronta? domandò Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Sì; debbo io portar meco qualche cosa?
-</p>
-
-<p>
-— Dell'oro, se ne avete.
-</p>
-
-<p>
-— Fortunatamente mi hanno lasciato tutto quello
-che io aveva.
-</p>
-
-<p>
-— Tanto meglio, perchè ho impiegato tutto il mio
-a noleggiare il naviglio.
-</p>
-
-<p>
-— Prendete, disse milady mettendo nelle mani di
-Felton un sacco pieno d'oro.
-</p>
-
-<p>
-Felton prese il sacco e lo gettò ai piedi del muro.
-</p>
-
-<p>
-— Ora, diss'egli volete venire?
-</p>
-
-<p>
-— Eccomi.
-</p>
-
-<p>
-Milady montò sopra una sedia e passò tutto il suo
-tronco fuori della finestra; essa vide allora il giovane
-ufficiale sospeso al disopra dell'abisso da una scala di
-corde.
-</p>
-
-<p>
-Per la prima volta un movimento di terrore le ricordò
-che era donna.
-</p>
-
-<p>
-Il vuoto la spaventò.
-</p>
-
-<p>
-— Io lo aveva dubitato, disse Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Non è niente, disse milady, io discenderò cogli
-occhi chiusi.
-</p>
-
-<p>
-— Avete confidenza in me? disse Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Voi me lo domandate?
-</p>
-
-<p>
-— Ravvicinate le vostre due mani, incrociatele. Sta
-bene.
-</p>
-
-<p>
-Felton le legò i due polsi con un fazzoletto, e, al
-disopra del fazzoletto con una corda.
-</p>
-
-<p>
-— Che fate? domandò milady con sorpresa.
-</p>
-
-<p>
-— Passate le vostre braccia intorno al mio collo, e
-non temete di niente.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ma io vi farò perdere l'equilibrio, e precipiteremo
-entrambi.
-</p>
-
-<p>
-— State tranquilla, io sono marinaro.
-</p>
-
-<p>
-Non vi era un secondo da perdere; milady passò le
-due braccia intorno al collo di Felton, e si lasciò scivolare
-fuori della finestra.
-</p>
-
-<p>
-Felton si mise a discendere i gradini lentamente,
-ad uno ad uno. Malgrado il peso dei due corpi, il soffio
-dell'uragano li dondolava nell'aria.
-</p>
-
-<p>
-Ad un tratto Felton si fermò:
-</p>
-
-<p>
-— Che c'è, domandò milady.
-</p>
-
-<p>
-— Silenzio disse Felton, odo dei passi!
-</p>
-
-<p>
-— Noi siamo scoperti!
-</p>
-
-<p>
-Per alcuni istanti fu fatto silenzio.
-</p>
-
-<p>
-— No, disse Felton, non è niente.
-</p>
-
-<p>
-— Ma infine questo rumore!
-</p>
-
-<p>
-— È quello della pattuglia che passa sul sentiero di
-ronda?
-</p>
-
-<p>
-— E dov'è questo sentiero di ronda?
-</p>
-
-<p>
-— Precisamente al di sotto di noi.
-</p>
-
-<p>
-— Ella dunque ci scoprirà.
-</p>
-
-<p>
-— No, se non fanno lampi.
-</p>
-
-<p>
-— Essa urterà all'estremità della scala?
-</p>
-
-<p>
-— Fortunatamente è più corta di sei piedi.
-</p>
-
-<p>
-— Eccoli! mio Dio!
-</p>
-
-<p>
-— Silenzio!
-</p>
-
-<p>
-Entrambi rimasero sospesi, immobili e senza tirare
-il fiato a venti piedi dal suolo; frattanto i soldati passavano
-loro di sotto ridendo e parlando.
-</p>
-
-<p>
-Vi fu pei fuggitivi un momento terribile.
-</p>
-
-<p>
-La pattuglia passò; s'intese il rumore dei passi che
-si allontanavano, e il mormorio delle voci che andava
-indebolendosi.
-</p>
-
-<p>
-— Ora, disse Felton, noi siamo salvi!
-</p>
-
-<p>
-Milady mandò un sospiro e svenne.
-</p>
-
-<p>
-Felton continuò a discendere. Giunto in fondo alla
-<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
-scala, e quando non sentì più appoggio per i suoi piedi,
-si aggrappò colle sole mani, finalmente, giunto all'ultimo
-scalino, si lasciò pendere sulla forza dei suoi
-pugni, e toccò terra, si abbassò, raccolse il sacco d'oro,
-e lo prese fra i denti.
-</p>
-
-<p>
-Sollevò milady fra le braccia, e si allontanò prestamente
-dalla parte opposta a quella che aveva presa
-la pattuglia. Ben presto lasciò il sentiero di ronda, discese
-a traverso gli scogli, e, giunto sulla riva del mare,
-fece sentire un leggiero fischio.
-</p>
-
-<p>
-Un segnale uguale gli rispose, e cinque minuti dopo
-vide comparire una barca montata da quattro uomini.
-</p>
-
-<p>
-Questa si avvicinò alla riva tanto quanto potè, ma
-non vi era abbastanza fondo perchè potesse toccare
-l'approdo.
-</p>
-
-<p>
-Felton si gettò nell'acqua fino alla cinta, non volendo
-consegnare a nessuno il prezioso fardello.
-</p>
-
-<p>
-Fortunatamente la tempesta cominciava a calmarsi,
-e frattanto il mare era ancora violento: la piccola barca
-trabalzava sui flutti come un guscio di noce.
-</p>
-
-<p>
-— Allo sloop! disse Felton, e remate con vigore.
-</p>
-
-<p>
-I quattro uomini si misero a remare; ma i flutti erano
-troppo grossi perchè i remi vi avessero molta presa
-al di sopra.
-</p>
-
-<p>
-Tuttavolta si allontanavano dal castello, questa era
-la cosa principale. La notte era profondamente tenebrosa,
-ed era oramai impossibile il poter distinguere
-la barca dalla riva.
-</p>
-
-<p>
-Un punto nero fluttuava sull'alto mare.
-</p>
-
-<p>
-Questo era lo sloop.
-</p>
-
-<p>
-Nel mentre che la barca si avvicinava dal canto suo
-con tutta la forza dei suoi quattro remi, Felton slegava
-la corda ed il fazzoletto dalle mani di milady.
-</p>
-
-<p>
-Quindi, quando le mani furono slegate, prese dell'acqua
-la spruzzò sul di lei viso.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
-</p>
-
-<p>
-Milady mandò un sospiro ed aprì gli occhi.
-</p>
-
-<p>
-— Ove sono io? diss'ella.
-</p>
-
-<p>
-— Salvata! rispose il giovane ufficiale.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! salvata! salvata! gridò essa. Sì, ecco il cielo,
-ecco il mare! Quest'aria che io respiro è quella della
-libertà ah! grazie, Felton, grazie!...
-</p>
-
-<p>
-Il giovane la strinse contro il suo cuore.
-</p>
-
-<p>
-— Ma che cosa mi sento io dunque nelle mani? domandò
-milady, mi sembra che mi abbiano infranti i
-polsi fra una morsa.
-</p>
-
-<p>
-Infatti, milady sollevò le sue braccia; essa aveva i
-polsi intorpiditi.
-</p>
-
-<p>
-— Ahimè! disse Felton guardando quelle belle mani
-e scuotendo dolorosamente la testa.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! non è niente, non è niente! gridò milady, ora
-mi ricordo.
-</p>
-
-<p>
-Milady girò gli occhi intorno a se.
-</p>
-
-<p>
-— Ecco qui, disse Felton, mostrandole il sacco
-d'oro.
-</p>
-
-<p>
-— Che cosa è questo bastimento? domandò milady.
-</p>
-
-<p>
-— Quello che ho noleggiato per voi.
-</p>
-
-<p>
-— E dove mi condurrà?
-</p>
-
-<p>
-— Dove voi vorrete, purchè prima mi gettiate a
-Portsmouth.
-</p>
-
-<p>
-— E che cosa andate a fare a Portsmouth? domandò
-milady.
-</p>
-
-<p>
-— A compiere gli ordini che ho ricevuti da lord de
-Winter, disse Felton con un cupo sorriso.
-</p>
-
-<p>
-— Quali ordini? domandò milady.
-</p>
-
-<p>
-— Voi dunque non mi capite, disse Felton.
-</p>
-
-<p>
-— No, spiegatevi, ve ne prego.
-</p>
-
-<p>
-— Siccome egli diffidava di me, ha voluto sorvegliarvi
-da se stesso, e mi ha inviato in sua vece a far firmare
-da Buckingham l'ordine della vostra deportazione.
-</p>
-
-<p>
-— Ma s'egli diffidava di voi, come mai vi ha confidato
-quest'ordine?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Era io obbligato a sapere ciò che io portava,
-mentre non mi aveva detto niente, ed il segreto l'ho
-saputo soltanto da voi?
-</p>
-
-<p>
-— È giusto. E voi andate a Portsmouth?
-</p>
-
-<p>
-— E non ho tempo da perdere. È domani il 23, e
-Buckingham parte dopo domani colla flotta.
-</p>
-
-<p>
-— Egli parte dopo domani! e per dove?
-</p>
-
-<p>
-— Per la Rochelle.
-</p>
-
-<p>
-— Fa d'uopo ch'egli non parta! gridò milady, dimenticando
-per un momento la sua ordinaria presenza
-di spirito.
-</p>
-
-<p>
-— State tranquilla, rispose Felton, egli non partirà.
-</p>
-
-<p>
-Milady fremette di gioia: essa lesse nel più profondo
-del cuore del giovane che la morte di Buckingham
-vi era scritta a chiari caratteri.
-</p>
-
-<p>
-— Felton, diss'ella voi siete un uomo grande come
-Giuda Maccabeo! se voi morrete, io morrò con voi, ecco
-tutto ciò che posso dirvi.
-</p>
-
-<p>
-— Silenzio! disse Felton siamo giunti.
-</p>
-
-<p>
-Infatti toccarono lo sloop.
-</p>
-
-<p>
-Felton montò pel primo la scala, e prese la mano a
-milady, nel mentre che i marinari la sostenevano, perchè
-il mare era ancora grosso.
-</p>
-
-<p>
-Un istante dopo; essi erano sul ponte.
-</p>
-
-<p>
-— Capitano, disse Felton, ecco la persona di cui vi
-ho parlato e che bisogna condurre sana e salva sulle
-coste di Francia.
-</p>
-
-<p>
-— Pel prezzo di mille doppie.
-</p>
-
-<p>
-— Io ve ne ho già date cinquecento.
-</p>
-
-<p>
-— È giusto, disse il capitano.
-</p>
-
-<p>
-— Ecco le altre cinquecento, riprese milady portando
-la mano sul sacco d'oro.
-</p>
-
-<p>
-— No, disse il capitano, io non ho che una parola, e
-questa l'ho impegnata con questo giovane; le altre
-cinquecento doppie non mi sono dovute che giungendo
-a Boulogne.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
-</p>
-
-<p>
-— E vi giungeremo noi?
-</p>
-
-<p>
-— Sani e salvi, quanto è vero che io mi chiamo Giacomo
-Butter.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! disse milady, se voi manterrete la vostra
-parola, non saranno cinquecento, ma mille doppie
-che vi darò al nostro arrivo.
-</p>
-
-<p>
-— Evviva voi! allora, mia bella dama, gridò il capitano,
-e possa Dio inviarmi spesso degli avventori come
-Vostra Signoria.
-</p>
-
-<p>
-— E frattanto, disse Felton, conduceteci nella piccola
-baia di Chichester, davanti a Portsmouth: voi sapete
-che è convenuto che ci dovete condurre là?
-</p>
-
-<p>
-Il capitano rispose soltanto comandando la manovra
-necessaria, e verso le sette ore del mattino il piccolo
-bastimento gettava l'ancora nella baia designata.
-</p>
-
-<p>
-Durante questa traversata, Felton aveva raccontato
-tutto a milady: in qual modo invece di andare a Londra,
-aveva noleggiato il piccolo bastimento, in qual
-modo era ritornato, come aveva scalato il muro, piantando
-negli interstizii delle pietre, a misura che saliva,
-dei ramponi per assicurare i suoi piedi, e come finalmente,
-giunto alle sbarre, aveva attaccata la scala.
-Milady sapeva il resto.
-</p>
-
-<p>
-Dal canto suo, milady cercò d'incoraggiare Felton
-nel suo progetto; ma, alle prime parole che uscirono
-dalla sua bocca, ella s'accorse bene che il giovane fanatico
-aveva piuttosto bisogno di essere moderato che
-di essere incoraggiato.
-</p>
-
-<p>
-Fu convenuto che milady aspetterebbe Felton fino
-a dieci ore; se a dieci ore egli non fosse di ritorno,
-essa partirebbe.
-</p>
-
-<p>
-Allora, supponendo ch'egli fosse libero la raggiungerebbe
-in Francia al convento delle Carmelitane di
-Bèthune.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
-</p>
-
-<h2 id="cap59">CAPITOLO LIX.
-<span class="smaller">CIÒ CHE ACCADDE A PORTSMOUTH IL 23 AGOSTO 1628</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Felton prese congedo da milady, come un fratello
-da una sorella quando va a fare una semplice passeggiata,
-baciandole la mano.
-</p>
-
-<p>
-Tutta la sua persona sembrava nello stato della calma
-la più ordinaria: solamente una luce straordinaria
-brillava dai suoi occhi, simili al riflesso della febbre.
-La sua fronte era più pallida dell'ordinario; i suoi
-denti erano serrati e la sua parola aveva un accento
-breve e conciso, che indicava che qualche gran progetto
-tenebroso si agitava nella sua mente.
-</p>
-
-<p>
-Fino a che rimase sulla barca che lo conduceva a
-terra, restò col viso voltato verso milady, che, in piedi
-sul ponte, lo seguiva collo sguardo. Entrambi erano
-abbastanza tranquilli sul timore di essere perseguitati.
-Nessuno entrava mai nella camera di milady prima
-delle nove ore, e vi abbisognavano almeno tre ore
-per venire dal castello a Londra.
-</p>
-
-<p>
-Felton mise piede a terra, salì lo scalo che mette
-sull'alto della spiaggia, salutò milady un'ultima volta,
-e prese la sua corsa verso la città.
-</p>
-
-<p>
-Dopo cento passi, siccome il terreno si andava abbassando,
-non poteva più vedere che l'albero dello
-sloop.
-</p>
-
-<p>
-Corse tosto nella direzione di Portsmouth, di cui
-vedeva a se di faccia, fra la nebbia matutina ad un
-mezzo miglio circa di distanza, innalzarsi le torri e le
-case.
-</p>
-
-<p>
-Al di là di Portsmouth il mare era coperto di vascelli;
-i di cui alberi, simili ad una foresta di pioppi
-sfrondati dall'inverno, si libravano sotto il soffio del
-vento.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
-</p>
-
-<p>
-Felton, nella rapida sua corsa, si ripeteva alla memoria
-tutto ciò che, due anni di meditazioni ascetiche
-e un lungo soggiorno in mezzo ai Puritani, gli avevano
-somministrato di accuse vere o false contro il favorito
-di Giacomo VI. e di Carlo I.
-</p>
-
-<p>
-Quando paragonava i pubblici delitti di questo ministro,
-delitti massimi, rumorosi, europei, se si poteva
-dir così, coi delitti privati e sconosciuti di cui lo
-aveva incolpato milady, Felton ritrovava che il più colpevole
-dei due uomini che riuniva Buckingham, il pubblico
-ed il privato, era quello di cui il popolo non conosceva
-la vita. Ciò era perchè il suo amore, così strano,
-così nuovo, così ardente, gli faceva vedere le infami
-accuse immaginarie di lady de Winter, come si
-vede a traverso di una lente che ingrandisce, allo stato
-di mostri spaventosi, degli atomi impercettibili in
-realtà in confronto di una formica.
-</p>
-
-<p>
-La rapidità della corsa accendeva ognor più il suo
-sangue, l'idea che lasciava dietro a se, esposta ad una
-spaventosa vendetta, la donna che amava, o piuttosto
-che adorava come cosa santa, l'emozione passata, la
-fatica presente, tutto esaltava ognor più l'anima sua
-al di sopra dei sentimenti umani.
-</p>
-
-<p>
-Entrò in Portsmouth verso le otto ore del mattino.
-Tutta la popolazione era in piedi. Il tamburo batteva
-per le strade e sul porto; le truppe d'imbarco discendevano
-verso il mare.
-</p>
-
-<p>
-Felton giunse al palazzo dell'ammiragliato, coperto
-di polvere e grondando sudore. Il suo viso, ordinariamente
-pallido, era color di porpora pel calore e la collera.
-La sentinella volle respingerlo, ma Felton chiamò
-il capo posto, e, cavando di saccoccia la lettera di
-cui era il latore:
-</p>
-
-<p>
-— Messaggio pressante per parte di lord de Winter,
-diss'egli.
-</p>
-
-<p>
-Al nome di lord de Winter, che si sapeva uno dei
-<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
-più intimi di Sua Grazia; il capo posto ordinò che fosse
-lasciato passare Felton, che del resto portava egli
-stesso l'uniforme di ufficiale di marina.
-</p>
-
-<p>
-Felton si slanciò nel palazzo.
-</p>
-
-<p>
-Nel momento in cui entrava nel vestibolo, un uomo
-entrava pure polveroso ed anelante lasciando alla porta
-un cavallo di posta, che appena fermato cadde sui
-ginocchi.
-</p>
-
-<p>
-Felton ed egli si indirizzarono contemporaneamente
-a Patrick, il cameriere di confidenza del duca. Felton
-nominò il barone de Winter, lo sconosciuto non volle
-nominare nessuno, e pretendeva ch'era al solo duca
-ch'egli poteva farsi riconoscere. Entrambi insistevano
-per passare uno innanzi l'altro.
-</p>
-
-<p>
-Patrick che sapeva che lord de Winter era in affari
-di servizio ed in relazioni d'amicizia col duca, dette la
-preferenza a quello che veniva in suo nome. L'altro
-fu obbligato di aspettare, e fu facile l'accorgersi quanto
-malediva questo ritardo.
-</p>
-
-<p>
-Il cameriere fece traversare a Felton una gran sala,
-nella quale aspettavano i deputati della Rochelle, condotti
-dal principe di Soubise, e lo introdusse nel gabinetto
-ove Buckingham, che usciva dal bagno, compiva
-la sua toaletta, alla quale, quella volta come sempre,
-impiegava una straordinaria attenzione.
-</p>
-
-<p>
-— Il tenente Felton, disse Patrick, per parte di lord
-de Winter.
-</p>
-
-<p>
-— Per parte di lord de Winter, ripetè Buckingham:
-fatelo entrare.
-</p>
-
-<p>
-Felton entrò. In questo momento, Buckingham gettava
-sopra un canapè una ricca veste da camera ricamata
-in oro per indossare una casacca militare di velluto
-cremisi tutta ricamata in perle.
-</p>
-
-<p>
-— E perchè il barone non è venuto egli stesso? domandò
-Buckingham. Questa mattina io lo aspettava.
-</p>
-
-<p>
-— Mi ha incaricato di dire a Vostra Grazia, rispose
-<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
-Felton, che gli dispiaceva moltissimo di non poter venire
-per la guardia che è costretto di fare al suo castello.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sì, disse Buckingham, lo so, egli ha una prigioniera.
-</p>
-
-<p>
-— È precisamente per questa prigioniera che io veniva
-a parlare a Vostra Grazia, riprese Felton.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! parlate.
-</p>
-
-<p>
-— Ciò che debbo dirvi non deve essere inteso che da
-voi milord.
-</p>
-
-<p>
-— Lasciateci, Patrick, disse Buckingham, ma tenetevi
-pronto al suono del mio campanello; vi chiamerò
-quanto prima.
-</p>
-
-<p>
-Patrick uscì.
-</p>
-
-<p>
-— Noi siamo soli, signore, disse Buckingham, parlate.
-</p>
-
-<p>
-— Milord, disse Felton, il barone de Winter vi ha
-scritto ultimamente per pregarvi di firmare un ordine
-d'imbarco relativo ad una giovine donna chiamata
-Carlotta Backson.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, signore, ed io gli risposi di portarmi o d'inviarmi
-quest'ordine, che lo avrei firmato.
-</p>
-
-<p>
-— Date, disse il duca.
-</p>
-
-<p>
-E, prendendo dalle mani di Felton, gettò sopra il
-foglio uno sguardo rapido. Allora accorgendosi ch'era
-ben quello che gli era stato annunziato, lo pose sulla
-tavola, prese una penna, e si accingeva a firmarlo.
-</p>
-
-<p>
-— Perdono, milord, disse Felton arrestando il duca,
-ma, Vostra Grazia sa ella che il nome di Carlotta Backson
-non è il vero nome di questa donna.
-</p>
-
-<p>
-— Si, signore, lo so, riprese il duca bagnando la
-penna nel calamaio.
-</p>
-
-<p>
-— Allora, Vostra Grazia conosce il suo vero nome?
-domandò Felton con voce corta.
-</p>
-
-<p>
-— Lo conosco.
-</p>
-
-<p>
-Il duca avvicinò la penna alla carta, Felton impallidì.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
-</p>
-
-<p>
-— E conoscendo il suo vero nome, riprese Felton,
-Vostra Grazia segnerà egualmente?
-</p>
-
-<p>
-— Senza dubbio, disse Buckingham, e piuttosto due
-volte che una.
-</p>
-
-<p>
-— Io non posso credere, continuò Felton con una voce
-che diveniva sempre più espressiva e marcata, che
-Vostra Grazia sappia che si tratta di lady de Winter.
-</p>
-
-<p>
-— Lo so perfettamente; sono però meravigliato che
-lo sappiate anche voi.
-</p>
-
-<p>
-— E Vostra Grazia firmerà quest'ordine senza rimorsi?
-</p>
-
-<p>
-Buckingham guardò questo giovane con mala faccia.
-</p>
-
-<p>
-— E che, signore! sapete voi che le interrogazioni
-che mi fate sono strane, e che io sono ben buono a rispondervi?
-</p>
-
-<p>
-— Rispondeteci, milord, disse Felton; la situazione
-è forse più grave di quello che credete.
-</p>
-
-<p>
-Buckingham pensò che il giovane, venendo per parte
-di lord de Winter, parlasse senza dubbio in nome
-suo, e si raddolcì.
-</p>
-
-<p>
-— Senza alcun rimorso, diss'egli, ed il barone sa, al
-pari di me, che lady de Winter è una gran colpevole,
-e che è quasi un farle grazia il limitare la sua pena alla
-deportazione.
-</p>
-
-<p>
-Il duca pose la penna sulla carta.
-</p>
-
-<p>
-— Voi non firmerete quest'ordine, milord, disse Felton
-facendo un passo verso il duca.
-</p>
-
-<p>
-— Io non firmerò quest'ordine, disse Buckingham; e
-perchè?
-</p>
-
-<p>
-— Perchè voi discenderete in voi stesso, e farete giustizia
-a milady.
-</p>
-
-<p>
-— Le si renderebbe giustizia inviandola a Tyburn,
-disse il duca; milady è un'infame.
-</p>
-
-<p>
-— Mio-signore, milady è un angelo voi lo sapete bene,
-ed io vi domando la sua libertà.
-</p>
-
-<p>
-— E che! disse Buckingham, siete voi un pazzo per
-parlarmi in tal guisa!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Milord, scusatemi, io parlo come posso; io mi contengo.
-Però, milord, pensate a quello che siete per fare,
-e temete di oltrepassare la misura.
-</p>
-
-<p>
-— Come sarebbe a dire?... Dio mi perdoni, gridò Buckingham,
-ma io credo ch'egli minacci!
-</p>
-
-<p>
-— No, milord, io prego ancora, e vi dico; che una
-goccia di acqua basta per fare andare di fuori il vaso
-pieno colmo, uno sbaglio leggero basta ad attirarsi sul
-capo il gastigo risparmiato fino a questo giorno, ad onta
-di tanti delitti.
-</p>
-
-<p>
-— Signor Felton, disse il duca, uscite tosto di qui,
-e andatevi sul momento a consegnare agli arresti.
-</p>
-
-<p>
-— E voi, mi ascolterete fino alla fine, milord; voi
-avete sedotto questa giovane, voi l'avete oltraggiata,
-lordata; riparate i vostri falli verso di essa, lasciatela
-partire liberamente, e non esigerò altra cosa da voi.
-</p>
-
-<p>
-— Voi non esigerete altro, disse Buckingham guardando
-Felton con meraviglia, e calcando sopra ciascuna
-sillaba di queste quattro parole che aveva pronunciate.
-</p>
-
-<p>
-— Milord, continuò Felton, esaltandosi a misura che
-parlava, state in guardia; tutta l'Inghilterra è stanca
-delle vostre iniquità; milord, voi avete abusato del potere
-reale che avete quasi usurpato; milord, voi siete
-in orrore agli uomini e a Dio. Dio vi punirà più tardi,
-ma io vi punirò oggi stesso.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! questo è troppo, gridò Buckingham facendo
-un passo verso la porta.
-</p>
-
-<p>
-Felton gli sbarrò la strada.
-</p>
-
-<p>
-— Io vi domando umilmente, signore, l'ordine che
-sia messa in libertà lady de Winter; pensate che questa
-è la donna che avete disonorata.
-</p>
-
-<p>
-— Ritiratevi, signore, disse Buckingham, altrimenti
-io chiamerò e vi farò scacciare dai miei servi!
-</p>
-
-<p>
-— Voi non chiamerete, disse Felton gettandosi tra
-il duca ed il tiratoio del campanello tutto incrostato
-<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
-d'argento, guardatevene, milord, voi siete qui fra le
-mani di Dio.
-</p>
-
-<p>
-— Fra le mani del diavolo, vorrete dire! gridò Buckingham
-alzando la voce per attirare gente, senza però
-chiamare direttamente.
-</p>
-
-<p>
-— Firmate, signore, firmate la libertà di lady de
-Winter, disse Felton presentando un foglio al duca.
-</p>
-
-<p>
-— Per forza? voi vi sbagliate, olà! Patrick!
-</p>
-
-<p>
-— Firmate; milord!
-</p>
-
-<p>
-— Giammai!
-</p>
-
-<p>
-— Giammai?
-</p>
-
-<p>
-— Gente, a me! gridò il duca.
-</p>
-
-<p>
-E nello stesso tempo saltò alla sua spada.
-</p>
-
-<p>
-Ma Felton non gli dette il tempo di cavarla; egli teneva
-già aperto sotto il suo vestito il coltello con cui
-si era ferita milady; con uno sbalzo fu sopra al duca.
-</p>
-
-<p>
-In questo momento Patrick entrava nella sala gridando:
-</p>
-
-<p>
-— Milord, una lettera di Francia.
-</p>
-
-<p>
-— Di Francia, gridò Buckingham dimenticando tutto
-nel pensare da chi gli veniva quella lettera.
-</p>
-
-<p>
-Felton approfittò di quel momento e gl'immerse fino
-al manico il coltello nel fianco.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! traditore, gridò Buckingham, tu mi hai ucciso!
-</p>
-
-<p>
-— All'assassino! urlò Patrick.
-</p>
-
-<p>
-Felton girò lo sguardo intorno a se per fuggire, e,
-vedendo la porta libera, si slanciò nella camera vicina,
-che era quella, come abbiamo detto, ove aspettavano
-i deputati della Rochelle; la traversò correndo, e si precipitò
-verso la scala; ma sul primo gradino incontrò
-lord de Winter, che, vedendolo pallido, stravolto, livido,
-e con una mano macchiata di sangue, gli saltò al collo
-gridando:
-</p>
-
-<p>
-— Io lo sapeva! Io aveva indovinato! troppo tardi di
-un minuto. Ah! disgraziato che sono!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
-</p>
-
-<p>
-Felton non fece alcuna resistenza; lord de Winter lo
-rimise fra le mani delle guardie, che lo condussero,
-aspettando nuovi ordini, sopra una piccola terrazza che
-dominava il mare, ed egli si slanciò nel gabinetto di
-Buckingham.
-</p>
-
-<p>
-Al grido mandato dal duca, alla chiamata di Patrick,
-l'uomo che Felton aveva incontrato nell'anticamera si
-precipitò nel gabinetto.
-</p>
-
-<p>
-Ritrovò il duca steso sopra un sofà, stringendosi la
-sua ferita con mano convulsa.
-</p>
-
-<p>
-— Laporte, disse il duca con voce moribonda, Laporte
-vieni tu per parte sua.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, Mio-signore, rispose il servo fedele della regina
-Anna, ma forse troppo tardi.
-</p>
-
-<p>
-— Silenzio! Laporte, potreste essere inteso. Patrick,
-non lasciare entrare nessuno. Oh! io non saprei ciò che
-ella mi fa dire... Mio Dio! io muoio!
-</p>
-
-<p>
-E il duca svenne.
-</p>
-
-<p>
-Frattanto lord de Winter, i deputati, i capi della
-spedizione, gli ufficiali della casa del duca avevano fatto
-irruzione nella sua camera: ovunque si sentivano
-grida di disperazione. La notizia che riempiva il palazzo
-di pianto, di gemiti ne uscì ben presto, e si sparse
-per tutta la città.
-</p>
-
-<p>
-Un colpo di cannone annunziò ch'era accaduto qualche
-cosa di nuovo e di inatteso.
-</p>
-
-<p>
-Lord de Winter si strappava i capelli.
-</p>
-
-<p>
-— Troppo tardi di un minuto! gridava egli. Troppo
-tardi di un minuto! mio Dio! mio Dio! che disgrazia!
-</p>
-
-<p>
-Infatti alle sette del mattino erano andati a dirgli che
-una scala di corda fluttuava ad una delle finestre del castello.
-Egli era corso subito nella camera di milady,
-aveva ritrovata la camera vuota, la finestra aperta e le
-sbarre segate; si era ricordato la raccomandazione verbale
-che gli aveva trasmesso d'Artagnan col mezzo del
-suo messaggiero, aveva tremato pel duca, e correndo
-<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
-alle scuderie, senza perdere il tempo di fare insellare
-il suo cavallo, era montato sul primo che aveva trovato
-era corso volando, era balzato abbasso il cortile, aveva
-salilo precipitosamente la scala, e sul primo scalino,
-come abbiamo detto, incontrò Felton.
-</p>
-
-<p>
-Il duca però non era morto; egli ritornò in se, riaprì
-gli occhi, e la speranza rientrò nel cuore di tutti.
-</p>
-
-<p>
-— Signori, diss'egli, lasciatemi solo con Patrick e
-Laporte... Ah! siete voi, de Winter? Voi mi avete inviato
-questa mattina un pazzo singolare! vedete lo stato
-in cui mi ha messo!
-</p>
-
-<p>
-— Ah! milord, gridò il barone, milord, io non ne
-avrò più pace!
-</p>
-
-<p>
-— E tu avrai torto, mio buon de Winter disse Buckingham
-stendendogli la mano. Io non conosco un uomo
-che meriti di essere compianto per tutta la vita di
-un altro uomo. Ma lasciateci, ve ne prego.
-</p>
-
-<p>
-Il barone uscì singhiozzando.
-</p>
-
-<p>
-Non rimase nel gabinetto che il duca, Laporte e Patrick.
-Ovunque si cercava un medico e non si poteva
-rinvenire.
-</p>
-
-<p>
-— Voi vivrete, milord, voi vivrete, ripeteva in ginocchio
-davanti al sofà del duca il messaggero della
-regina Anna.
-</p>
-
-<p>
-— Che cosa mi scriveva essa? disse debolmente Buckingham,
-mandando a rivi il sangue, e vincendo i
-suoi atroci dolori per sentire parlare di quella ch'egli
-amava; che mi scriveva essa? leggetemi la sua lettera.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! milord! fece Laporte.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! Laporte, non vedi tu che io non ho tempo
-da perdere?
-</p>
-
-<p>
-Laporte ruppe il sigillo e mise la pergamena davanti
-agli occhi del duca, ma Buckingham tentò invano di
-distinguere la scrittura.
-</p>
-
-<p>
-— Leggi, dunque, leggi, diss'egli, io non ci vedo più,
-<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
-ben presto non potrò più neppure sentire, e dovrò morire
-senza sapere ciò che essa mi ha scritto.
-</p>
-
-<p>
-Laporte non fece più alcuna difficoltà e lesse:
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-«Milord.
-</p>
-
-<p>
-«Per tutto ciò che ho sofferto da che vi conosco, da
-voi, e per voi, vi scongiuro, se vi sta a cuore il mio
-riposo, d'interrompere i grandi armamenti che fate
-contro la Francia, e di cessare da una guerra, di cui
-ad alta voce si dà per causa visibile la religione, e di
-cui si dice a bassa voce che il solo vostro amore per
-me ne è la causa nascosta. Questa guerra può cagionare
-non solo per la Francia e per l'Inghilterra grandi
-catastrofi, ma anche per voi, milord, delle disgrazie
-di cui non saprei mai consolarmi.
-</p>
-
-<p>
-«Vegliate sulla vostra vita, che viene minacciata, e
-mi sarà più cara ancora dal momento che io non sarò
-più obbligata di vedere in voi un nemico.
-</p>
-
-<p class="indr">
-«<i>Vostra affezionata</i><br />
-«<span class="smcap">Anna</span>»
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Buckingham raccolse tutti i residui della sua vita per
-ascoltare questa lettera; quando fu finita, come se egli
-si fosse ritrovato in un amaro disinganno:
-</p>
-
-<p>
-— Non avete voi nient'altro da dirmi a viva voce,
-Laporte? domandò egli.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, milord; la regina mi ha incaricato di dirvi che
-vegliate su voi, perchè era stata avvisata che sareste
-assassinato.
-</p>
-
-<p>
-— È tutto qui! tutto! ripetè Buckingham con impazienza.
-</p>
-
-<p>
-— Mi aveva pure incaricato dirvi ch'essa vi ama
-sempre.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! fece Buckingham, lodato il cielo! la nuova della
-<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
-mia morte non le giungerà dunque come quella di
-un estraneo.
-</p>
-
-<p>
-Laporte si struggeva in lagrime.
-</p>
-
-<p>
-— Patrick, disse il duca, portatemi il bauletto ove
-erano i puntali di diamanti.
-</p>
-
-<p>
-Patrick portò l'oggetto domandato, che Laporte riconobbe
-per aver appartenuto alla regina.
-</p>
-
-<p>
-— Ora la borsa di seta bianca ove sono le sue cifre
-ricamate in perle.
-</p>
-
-<p>
-Patrick obbedì.
-</p>
-
-<p>
-— Prendete, Laporte, disse Buckingham ecco i soli
-regali che io ebbi da lei, questo bauletto d'argento, e
-queste due lettere. Voi restituirete il tutto a Sua Maestà;
-e per ultimo ricordo... (egli cercava intorno a se
-qualche oggetto prezioso.)... vi aggiungerete...
-</p>
-
-<p>
-Egli cercava ancora; ma i suoi sguardi appannati per
-la vicina morte non si abbatterono che sopra il coltello
-caduto dalle mani di Felton, e fumante ancora del sangue
-vermiglio di cui era ricoperta la lama.
-</p>
-
-<p>
-— E vi aggiungerete questo coltello, disse il duca
-stringendo la mano di Laporte.
-</p>
-
-<p>
-Potè ancora mettere la borsa nel fondo del bauletto
-d'argento, vi lasciò cadere il coltello, facendo segno a
-Laporte che non poteva più parlare; quindi, in un'ultima
-convulsione, che questa volta non ebbe la forza
-di combattere, cadde dal sofà sul pavimento.
-</p>
-
-<p>
-Patrick mandò un gran grido.
-</p>
-
-<p>
-Buckingham volle sorridere un'ultima volta, ma la
-morte arrestò il suo pensiero che rimase impresso sulle
-labbra e sulla fronte, come un ultimo addio d'amore.
-</p>
-
-<p>
-In questo momento giunse il medico del duca tutto
-affannato; egli era già a bordo del vascello ammiraglio;
-furono obbligati di andarlo a ritrovare là.
-</p>
-
-<p>
-Si avvicinò al duca, prese la sua mano, la tenne per
-alcuni istanti fra le sue e la lasciò ricadere.
-</p>
-
-<p>
-— Tutto è inutile, diss'egli; è morto!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Morto! morto! ripete Patrick.
-</p>
-
-<p>
-A questo grido tutta la folla rientrò nella sala, e dappertutto
-non fu più che costernazione e tumulto.
-</p>
-
-<p>
-Tosto che lord de Winter vide Buckingham spirato,
-corse a Felton che i soldati custodivano sempre sulla
-terrazza del palazzo.
-</p>
-
-<p>
-— Miserabile diss'egli al giovane, che dopo la morte
-di Buckingham aveva ritrovata quella calma e quel
-sangue freddo che non dovevano più abbandonarlo. Miserabile!
-che hai tu fatto?
-</p>
-
-<p>
-— Io mi sono vendicato, diss'egli.
-</p>
-
-<p>
-— Taci? disse il barone, dì, che tu hai servito d'istrumento
-a quella maledetta donna: ma io te lo giuro,
-questo delitto sarà il suo ultimo delitto.
-</p>
-
-<p>
-— Io non so che cosa v'intendete di dire, riprese tranquillamente
-Felton; ignoro di che volete parlare, milord;
-io ho ucciso il duca di Buckingham perchè ha
-rifiutato due volte a voi stesso di nominarmi capitano;
-io l'ho punito della sua ingiustizia, ecco tutto.
-</p>
-
-<p>
-De Winter stupefatto guardava i soldati che legavano
-Felton, e non sapeva che pensare di una simile insensibilità.
-</p>
-
-<p>
-Una sola cosa spandeva una nube sulla fronte di Felton;
-ad ogni passo, ad ogni voce che udiva, l'ingenuo
-puritano credeva riconoscere il passo e la voce di milady
-che venisse a gettarsi nelle sue braccia per accusarsi
-e perdersi con lui.
-</p>
-
-<p>
-Ad un tratto egli fremette, il suo sguardo si fissò
-sopra un punto del mare che, dalla altezza ove era, ei
-dominava per intero; con quello sguardo da aquila del
-marinaro, egli aveva riconosciuto là, ove qualunque altro
-non avrebbe veduto che una barchetta fluttuare sulle
-onde, la vela dello sloop, che si dirigeva verso le coste
-di Francia.
-</p>
-
-<p>
-Egli impallidì, portò la mano sopra il suo cuore che
-si spezzava, e comprese tutto il tradimento.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Un'ultima grazia, diss'egli al barone.
-</p>
-
-<p>
-— E quale? domandò questi.
-</p>
-
-<p>
-— Che ora è?
-</p>
-
-<p>
-Il barone cavò l'orologio.
-</p>
-
-<p>
-— Nove ore meno dieci minuti, diss'egli.
-</p>
-
-<p>
-Milady aveva affrettata la sua partenza di un'ora e
-mezzo: tosto che si fece sentire il colpo di cannone che
-annunziava il fatale avvenimento, essa aveva ordinato
-di levare l'ancora.
-</p>
-
-<p>
-La barca vogava sotto un cielo azzurro ad una grande
-distanza dalla costa.
-</p>
-
-<p>
-— Dio lo ha voluto! disse Felton colla rassegnazione
-di un fanatico, ma però senza poter staccare gli occhi
-da quello schifo, a bordo del quale credeva senza dubbio
-distinguere il bianco fantasma di quella alla quale
-aveva sacrificata la vita.
-</p>
-
-<p>
-De Winter seguì il suo sguardo, esaminò il suo soffrire
-e indovinò tutto.
-</p>
-
-<p>
-— Ora sarai punito <i>solo</i>, miserabile disse il lord a
-Felton, che si lasciava trasportare con gli occhi sempre
-rivolti al mare; ma io ti giuro sulla memoria di
-mio fratello, che ho tanto amato, che la tua complice
-non sarà salvata.
-</p>
-
-<p>
-Felton abbassò la testa senza pronunciare una sillaba.
-</p>
-
-<p>
-Quando a de Winter, discese rapidamente le scale e
-corse al porto.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap60">CAPITOLO LX.
-<span class="smaller">IN FRANCIA</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Il primo timore del re d'Inghilterra, Carlo I, nel sapere
-questa morte, fu che una così terribile notizia non
-scoraggiasse i Roccellesi. Egli tentò, dice Richelieu nelle
-sue memorie, di nasconderla loro il più lungamente
-possibile, fece chiudere tutti i porti del regno, e prendendo
-<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
-somma cura che non uscisse alcun vascello fino a
-che l'armata che Buckingham aveva preparata non fosse
-partita, e in mancanza di Buckingham, s'incaricò egli
-stesso di sorvegliare la partenza.
-</p>
-
-<p>
-Egli spinse il rigore di quest'ordine fino a ritenere
-in Inghilterra l'ambasciatore di Danimarca che aveva
-preso congedo, e l'ambasciatore ordinario d'Olanda,
-che doveva ricondurre nel porto di Flessigna le navi
-delle Indie, che Carlo I, aveva fatto restituire alle Provincie
-unite.
-</p>
-
-<p>
-Ma siccome non pensò a dare quest'ordine se non che
-cinque ore dopo l'avvenimento, vale a dire dopo le due
-pomeridiane, due navigli erano già partiti dal porto:
-l'uno conduceva, come noi sappiamo, milady, la quale,
-dubitando dapprima dell'avvenimento, fu poscia confermata
-nella sua credenza vedendo la bandiera nera sventolare
-all'albero del vascello.
-</p>
-
-<p>
-In quanto al secondo bastimento, noi diremo più tardi
-chi portava e come partì.
-</p>
-
-<p>
-Frattanto non accadeva nulla di nuovo al campo della
-Rochelle. Il re soltanto, che si annoiava fortemente,
-come, ma forse anche un poco più di prima, risolse di
-andare incognito a passare la festa di S. Luigi al castello
-di S. Germano, chiese al ministro di fargli preparare
-una scorta di venti moschettieri. Il ministro che
-qualche volta era preso dalla stessa noia, accordò con
-gran piacere questo congedo al suo reale tenente, il quale
-promise di essere di ritorno verso il 13 di settembre.
-</p>
-
-<p>
-Il sig. de Tréville, prevenuto da Sua Eccellenza preparò
-la sua scorta, e siccome, senza conoscerne la causa
-egli sapeva il vivo desiderio ed anche l'imperioso bisogno
-che i suoi amici aveano di ritornare a Parigi, li designò
-per far parte della scorta.
-</p>
-
-<p>
-I quattro giovani seppero la notizia un quarto d'ora
-dopo dal sig. de Tréville, perchè furono i primi ai
-<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
-quali la comunicò. Fu allora che d'Artagnan apprezzò il
-favore, che gli era stato accordato dal ministro facendolo
-passare ai moschettieri. Senza questa circostanza,
-egli sarebbe stato costretto di restare al campo quando
-partivano i suoi compagni.
-</p>
-
-<p>
-Si vedrà più tardi che questa impazienza di ritornare
-verso Parigi aveva per causa il pericolo che doveva
-correre la sig. Bonacieux, nell'incontrarsi al convento
-di Béthune con milady sua mortale nemica. Così, come
-da noi si disse, Aramis aveva scritto immediatamente
-a Maria Michon, quella imbiancatrice di Tours, che aveva
-tante belle conoscenze, affinchè ottenesse dalla regina
-l'autorizzazione alla signora Bonacieux di uscire
-dal convento e di ritirarsi sia in Lorena sia nel Belgio.
-La risposta non si era fatta aspettare, e otto o dieci
-giorni dopo Aramis aveva ricevuto la seguente lettera:
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-«Mio caro cugino, ecco, l'autorizzazione di mia sorella
-per ritirare dal convento di Béthune la piccola
-servente per la quale pensate che l'aria di quei luoghi
-non faccia bene alla sua salute; mia sorella v'invia
-questa autorizzazione con gran piacere, perchè
-ama moltissimo questa giovane, alla quale si riserva
-di essere utile per l'avvenire.
-</p>
-
-<p>
-«Vi abbraccio.
-</p>
-
-<p class="indr">
-«<span class="smcap lowercase">MARIA MICHON</span>»
-</p>
-</div>
-
-<p>
-A questa lettera era congiunta l'autorizzazione conceputa
-in questi termini.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-«La superiora del convento di Béthune rimetterà
-nelle mani della persona che le presenterà questo biglietto
-la novizia che era entrata nel suo convento
-dietro una mia raccomandazione.
-</p>
-
-<p>
-«Dal Louvre li 10 Agosto 1628.
-</p>
-
-<p class="indr">
-«<span class="smcap lowercase">ANNA</span>»
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
-</p>
-
-<p>
-Si capirà facilmente, come queste relazioni di parentela
-fra Aramis e una lavandaia, che chiamava la regina
-sua sorella, avevano divertito le conversazioni dei
-nostri giovanotti; ma Aramis, dopo avere arrossito due
-o tre volte fino nel bianco degli occhi, per i grossolani
-scherzi di Porthos, aveva pregato i suoi amici di non
-ritornare più sopra questo argomento, dichiarando che,
-se gli fosse stata detta una sola parola di più, non avrebbe
-più impegnata sua cugina in questa specie di
-affari.
-</p>
-
-<p>
-Non si parlò dunque più di Maria Michon fra i quattro
-moschettieri, che d'altronde avevano ciò che volevano, vale
-a dire l'ordine di levare la signora Bonacieux
-dal convento delle Carmelitane di Béthune. È vero che
-quest'ordine non serviva loro gran cosa fintantochè
-erano al campo della Rochelle. D'Artagnan era sul punto
-di domandare al sig. de Tréville un congedo, confidandogli
-bonariamente l'importanza della sua partenza,
-quando gli fu trasmessa unitamente a' tre suoi compagni,
-la notizia che il re stava per partire con una scorta
-di venti moschettieri alla volta di Parigi, e che essi
-avrebbero fatto parte di questa scorta.
-</p>
-
-<p>
-La gioia fu grande. Si mandarono innanzi i lacchè
-coi bagagli, e si partì il sedici alla mattina.
-</p>
-
-<p>
-Il ministro accompagnò Sua maestà da Surgéres a
-Mauzes, e là, il re ed il suo ministro presero congedo
-l'uno dall'altro colle più grandi dimostrazioni di amicizia.
-</p>
-
-<p>
-Frattanto il re, che cercava distrazioni, mentre camminava
-il più presto che gli era possibile, poichè desiderava
-di essere a Parigi il 23, si fermava di tempo
-in tempo per veder volare le gazze, distrazione il di cui
-gusto gli era stato in altri tempi ispirato da Luynes,
-primo marito della signora de Chevreuse, e pel quale
-aveva sempre conservata una grande predilezione. Sopra
-i venti moschettieri, sedici si rallegravano ogni
-<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
-volta che accadeva questo bel passatempo; ma quattro
-brontolavano alla meglio. D'Artagnan particolarmente
-soffriva di continui rumori alle orecchie, che Porthos
-spiegava in questo modo:
-</p>
-
-<p>
-— Una gran dama mi ha imparato che ciò vuol dire
-che si parla di voi in qualche luogo. Finalmente la scorta
-traversò Parigi il 22 nella notte; il re ringraziò il
-signor de Tréville e gli permise di distribuire dei congedi
-per quattro giorni, a condizione che nessuno dei
-favoriti si presentasse in luogo pubblico, sotto pena
-della Bastiglia.
-</p>
-
-<p>
-I quattro primi congedi che furono accordati, come
-ciascuno può ben pensare, furono ai nostri quattro amici;
-vi fu di più, Athos ottenne dal signor de Tréville
-sei giorni invece di quattro, e fece mettere nei sei
-giorni due notti di più; poichè partirono il 24 nella sera,
-e per compiacenza pure del signor de Tréville il
-congedo, con una post-data, era segnato il 25 nella
-mattina.
-</p>
-
-<p>
-— Eh! mio Dio, diceva d'Artagnan, che come ognun
-sa non dubitava mai di niente, mi sembra che noi ci
-prendiamo bene molti imbarazzi per una cosa semplicissima:
-in due giorni, e facendo crepare due o tre cavalli
-(poco m'importa, io ho del danaro), io sarò a Béthune,
-io rimetterò la lettera della regina alla superiora,
-e ricondurrò il caro tesoro che vado a cercare, non
-già nella Lorena, non già nel Belgio, ma a Parigi, ove
-sarà meglio nascosto, particolarmente fino a tanto che
-il ministro sarà alla Rochelle. Poi, una volta di ritorno
-dalla campagna, metà per la protezione di sua cugina,
-metà in favore di ciò che abbiamo fatto personalmente
-per essa, otterremo dalla regina tutto ciò che
-vorremo. Restate dunque qui, non vi stancate con inutili
-fatiche, io e Planchet bastiamo per una spedizione
-così semplice.
-</p>
-
-<p>
-A queste parole Athos rispondeva tranquillamente:
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Noi pure abbiamo del denaro, perchè io non ho
-ancora bevuto del tutto il residuo del diamante, e Porthos
-ed Aramis non ne hanno ancora mangiata tutta la
-loro parte. Noi dunque faremo crepare tanto bene quattro
-cavalli quanto uno. Ma pensate d'Artagnan, aggiunse
-egli con voce così cupa che il suo accento fece fremere
-il giovane, pensate che Béthune è una città ove
-il ministro ha dato appuntamento ad una donna che,
-ovunque ella va, porta seco disgrazie. Se voi non aveste
-a che fare se non che con quattro uomini, d'Artagnan,
-io vi lascerei andar solo. Ma voi avete che fare
-con questa donna, andiamoci tutti e quattro, e piaccia
-a Dio che, con i nostri servi, noi possiamo essere in un
-numero sufficiente.
-</p>
-
-<p>
-— Voi mi spaventate, Athos, gridò d'Artagnan; che
-cosa temete voi dunque?
-</p>
-
-<p>
-— Tutto, rispose Athos.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan esaminò il viso dei suoi compagni che,
-come quello di Athos, portavano la impronta di una
-profonda inquietudine, e fu continuata la strada al passo
-forzato dei loro cavalli, senza aggiungere una sola
-parola.
-</p>
-
-<p>
-La sera del 25, mentre entravano in Arras, d'Artagnan
-appena aveva messo piede a terra davanti all'albergo
-dell'Orso d'oro per bere un bicchiere di vino, un
-cavaliere uscì dal cortile della porta, ove aveva cambiato
-il cavallo, partendo al gran galoppo e con un cavallo
-fresco alla volta di Parigi. Al momento in cui passava
-dalla gran porta nella strada, il vento aprì alquanto
-il mantello in cui era avviluppato, quantunque fosse
-il mese di agosto, e alzò la falda del suo cappello,
-che il viaggiatore ricalcò prestamente sulla sua fronte.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan che aveva lo sguardo fisso su quest'uomo,
-divenne pallidissimo e lasciò cadere il suo bicchiere.
-</p>
-
-<p>
-— Che avete, signore? disse Planchet. Oh! signori,
-accorrete; il mio padrone si sente male.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
-</p>
-
-<p>
-I tre amici accorsero e ritrovarono d'Artagnan che
-invece di sentirsi male, correva al suo cavallo. Essi lo
-fermarono sulla soglia della porta.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! dove diavolo vai tu dunque così? gli gridò
-Athos.
-</p>
-
-<p>
-— È lui! gridò d'Artagnan pallido per la collera e col
-sudore alla fronte, lasciatemi, che io lo raggiunga.
-</p>
-
-<p>
-— Ma chi? gli domandò Athos.
-</p>
-
-<p>
-— Lui! quell'uomo!
-</p>
-
-<p>
-— Qual uomo?
-</p>
-
-<p>
-— Quell'uomo maledetto, il mio cattivo genio, che
-ho sempre veduto quando sono stato minacciato da
-qualche disgrazia, colui che accompagnava l'orribile
-donna quando la incontrai per la prima volta, colui che
-cercava quando provocai l'amico Athos, colui che ho
-veduto la mattina stessa del giorno in cui la sig. Bonacieux
-fu rapita, l'uomo di Méung infine; io l'ho veduto,
-è lui! l'ho riconosciuto quando il vento ha mezzo
-aperto il suo mantello.
-</p>
-
-<p>
-— Diavolo? disse Athos pensieroso.
-</p>
-
-<p>
-— In sella! signori, in sella perseguitiamolo, e lo raggiungeremo.
-</p>
-
-<p>
-— Mio caro, disse Aramis, pensate che egli va alla
-parte opposta a quella ove andiamo noi, che egli ha un
-cavallo fresco e che i nostri sono stanchi, che per conseguenza
-noi faremo crepare i nostri, senza neppure
-aver la fortunata combinazione di raggiungerlo.
-</p>
-
-<p>
-— Eh! signore gridò uno stalliere correndo dietro lo
-sconosciuto, eh, signore, eh!
-</p>
-
-<p>
-— Amico mio, disse d'Artagnan, una mezza doppia
-per quel pezzo di foglio.
-</p>
-
-<p>
-— In fede mia, signore, con tutto il piacere; eccolo.
-</p>
-
-<p>
-Lo stalliere, contento della buona giornata che aveva
-fatta, rientrò nel cortile dell'albergo.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan spiegò il foglio.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene? domandarono i suoi amici accostandosi
-a lui.
-</p>
-
-<p>
-— Niente altro che una parola! disse d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, disse Aramis, ma questa parola è il nome di
-una città.
-</p>
-
-<p>
-— «Armentières» lesse Porthos, Armentières? non
-so che cosa sia.
-</p>
-
-<p>
-— Questo è il nome di una città ed è scritto di sua
-mano! gridò Athos.
-</p>
-
-<p>
-— Andiamo, andiamo, custodiamo gelosamente questo
-foglio, disse d'Artagnan; forse non ho male spesa
-la mia ultima doppia. A cavallo, amici miei, a cavallo!
-</p>
-
-<p>
-E i quattro compagni si slanciarono al galoppo sulla
-strada di Béthune.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap61">CAPITOLO LXI.
-<span class="smaller">IL CONVENTO DELLE CARMELITANE DI BÉTHUNE</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-I grandi delinquenti portano seco una specie di predestinazione
-che loro fa sormontare tutti gli ostacoli e
-scampare da tutti i pericoli, fino a che giunge il momento,
-in cui la Provvidenza stancata ha designato lo
-scoglio contro cui debbono infrangersi.
-</p>
-
-<p>
-Era così di milady. Ella passò attraverso i navigli
-delle due nazioni che incrociavano i mari, e giunse a
-Boulogne senza alcun accidente.
-</p>
-
-<p>
-Sbarcando a Portsmouth, milady era un'Inglese che
-le persecuzioni della Francia scacciavano dalla Rochelle.
-Sbarcando a Boulogne, dopo due giorni di traversata,
-essa si fece credere una Francese che gl'Inglesi
-perseguitavano per l'odio che avevano contro la
-Francia.
-</p>
-
-<p>
-Milady d'altronde aveva il più efficace dei passaporti,
-la bellezza e la generosità con la quale spendeva le sue
-<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span>
-doppie. Superate le formalità di uso per mezzo di un
-sorriso affabile e di maniere eleganti presso un governatore
-che le baciò la mano, essa non si fermò a Boulogne
-se non che il tempo necessario per mettere alla
-posta una lettera così concepita.
-</p>
-
-<p>
-A Sua Eccellenza il duca di Richelieu, al campo davanti
-la Rochelle.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-«Vostra Eccellenza si tranquillizzi, Sua Grazia, il
-duca di Buckingham, non partirà più per la Francia.
-</p>
-
-<p class="indl">
-«Boulogne 25 la sera.
-</p>
-
-<p class="indr">
-«<span class="smcap">Milady di ***</span>»
-</p>
-
-<p>
-«P. S. secondo il desiderio di Vostra Eccellenza, io
-mi porto al convento delle Carmelitane di Béthune,
-ivi aspetterò i suoi ordini.»
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Effettivamente, la stessa sera, milady si mise in viaggio;
-la notte la sorprese; si fermò e dormì in un albergo,
-poi l'indomani a cinque ore del mattino partì, e tre
-ore dopo giunse a Béthune.
-</p>
-
-<p>
-Essa si fece indicare il convento delle Carmelitane e
-tosto vi entrò. La superiora le venne incontro, milady
-mostrò l'ordine del ministro, l'abbadessa le fece dare
-una camera e la fece servire della colezione.
-</p>
-
-<p>
-Tutto il passato si era cancellato agli occhi di questa
-donna, e collo sguardo fisso verso l'avvenire, essa,
-non vedeva che l'alta fortuna che le riserbava il ministro,
-che era stato così fortunatamente servito, senza
-che il suo nome fosse mischiato in niente in questo
-sanguinoso affare. Le passioni sempre nuove che la
-consumavano davano alla sua vita l'apparenza di quelle
-nubi che salgono al cielo, riflettendo ora l'azzurro, ora
-il fuoco, ora il nero della tempesta e che non lasciano
-altre tracce se non che le devastazioni e la morte.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span>
-</p>
-
-<p>
-Dopo la colezione, l'abbadessa venne a farle la sua
-visita. Nel chiostro vi sono poche distrazioni, e la buona
-superiora aveva fretta di fare la sua conoscenza colla
-nuova pensionaria.
-</p>
-
-<p>
-Milady voleva piacere all'abbadessa. Ciò era cosa facile
-a questa donna effettivamente superiore: essa tentò
-di essere amabile, e fu graziosa, seducendo la superiora
-colla sua conversazione così variata e colle sue
-grazie sparse in tutta la persona.
-</p>
-
-<p>
-L'abbadessa, che era di nobilissima famiglia, amava
-soprattutto le storie di corte, che tanto difficilmente
-giungevano fino all'estremità del regno, e che soprattutto
-hanno tanta pena a superare i muri dei conventi,
-sulle soglie dei quali vanno a spirare tutti i rumori
-del mondo.
-</p>
-
-<p>
-Milady, al contrario, era molto al corrente di tutti
-gli intrighi aristocratici, in mezzo dei quali, da cinque
-o sei anni, essa viveva costantemente: si mise dunque
-a raccontare alla buona abbadessa le consuetudini
-mondane della corte di Francia, miste alle esagerate
-devozioni del re. Le fece la cronaca scandalosa dei signori
-e delle signore della corte, che l'abbadessa conosceva
-perfettamente di nome, toccò leggermente gli
-amori della regina e di Buckingham, parlando molto,
-perchè si parlasse poco.
-</p>
-
-<p>
-Ma l'abbadessa si contentò di ascoltare e di sorridere
-senza rispondere. Però tostochè milady si accorse
-che questo genere di racconto la divertiva, continuò
-e fece cadere le conversazione sul ministro.
-</p>
-
-<p>
-Era però molto imbarazzata; ignorava se l'abbadessa
-era realista o ministeriale. Essa si tenne in un prudente
-mezzo. Ma l'abbadessa dal canto suo, si mantenne
-in una riserva anche più prudente, si contentò
-di fare un profondo inchino con la testa, tutte le volte
-che la viaggiatrice pronunciava il nome di Sua Eccellenza.
-Milady cominciò a credere che si sarebbe grandemente
-<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span>
-annoiata in questo convento. Risolse dunque
-di arrischiar qualche cosa per saper subito a qual partito
-attenersi. Volendo vedere fin dove giungerebbe la
-discrezione dell'abbadessa, essa si mise a dir male con
-dissimulazione sul principio, quindi molto circostanziatamente
-del ministro, raccontando i suoi amori con
-la signora d'Aiguillon, con Marrion de Lorme e con
-qualche altra donna galante.
-</p>
-
-<p>
-L'abbadessa ascoltò più attentamente, a poco a poco
-si animò e sorrise.
-</p>
-
-<p>
-— Buono! disse milady, essa prende gusto al mio discorso.
-Se essa non è ministeriale, però non vi mette
-fanatismo.
-</p>
-
-<p>
-Allora cominciò a raccontare le persecuzioni esercitate
-dal ministro sopra i suoi nemici. L'abbadessa si
-contentò di segnarsi, senza approvare nè disapprovare.
-</p>
-
-<p>
-Ciò confermò milady nella sua opinione, che la religiosa
-era piuttosto realista di quello che ministeriale.
-Milady continuò riscaldandosi sempre più.
-</p>
-
-<p>
-— Io sono molto ignorante sopra tutte queste materie,
-disse finalmente l'abbadessa, ma per quanto noi
-siamo allontanate dalla corte, per quanto siamo poste
-al di fuori degli interessi del mondo, abbiamo dei tristissimi
-esempi delle verità che mi raccontate, e una
-delle nostre pensionate ha sofferto molto per le vendette
-e le persecuzioni del ministro.
-</p>
-
-<p>
-— Una delle vostre pensionate! disse milady. Oh!
-mio Dio, quanto la compiango, povera donna!
-</p>
-
-<p>
-— E avete ragione, poichè essa è bene da compiangersi.
-Prigionia, minacce, cattivi trattamenti, essa ha
-sofferto di tutto, ma dopo tutto ciò, riprese l'abbadessa,
-il ministro forse avrà avuto dei motivi plausibili
-per agire in tal modo, e quantunque essa abbia le sembianze
-di un angelo, non bisogna sempre giudicare le
-persone dall'apparenza.
-</p>
-
-<p>
-— Buono, disse milady a se stessa, io forse sto per
-<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
-scuoprire qualche cosa in questo luogo, io sono in
-vena.
-</p>
-
-<p>
-E si studiò di dare al suo viso l'espressione del più
-perfetto candore.
-</p>
-
-<p>
-— Pur troppo! disse milady, io lo so; si dice che non
-bisogna credere alle fisonomie; ma a che cosa dunque
-si dovrà credere, se non si crede alla più bell'opera
-del Signore? In quanto a me, io forse sarò ingannata
-per tutta la mia vita, ma mi fiderò sempre ad una persona
-il di cui viso mi inspiri simpatia.
-</p>
-
-<p>
-— Voi dunque sareste tentata di credere, disse l'abbadessa,
-che questa giovane è innocente?
-</p>
-
-<p>
-— Il ministro non punisce sempre i soli delitti, disse
-milady; vi sono certe virtù che egli perseguita più
-severamente che i vizi.
-</p>
-
-<p>
-— Permettetemi, signora, di esprimervi la mia sorpresa,
-disse l'abbadessa.
-</p>
-
-<p>
-— E su che cosa? domandò milady con ingenuità.
-</p>
-
-<p>
-— Sul linguaggio che voi tenete.
-</p>
-
-<p>
-— Che cosa ritrovate, dunque di maraviglioso nel mio
-linguaggio? domandò sorridendo milady.
-</p>
-
-<p>
-— Voi siete amica del ministro, mentre è desso che
-vi manda qui, eppure.
-</p>
-
-<p>
-— Eppure io ne dico male, riprese milady compiendo
-il pensiero della superiora.
-</p>
-
-<p>
-— Per lo meno, voi non ne dite bene.
-</p>
-
-<p>
-— E perchè io non sono amica, ma soltanto sua vittima,
-disse sospirando milady.
-</p>
-
-<p>
-— Però, questa lettera colla quale vi raccomanda a
-me...
-</p>
-
-<p>
-— È per me un ordine di rinserrarmi in una specie
-di prigione, da cui mi farà togliere per mezzo di
-qualcuno de' suoi satelliti.
-</p>
-
-<p>
-— E perchè dunque non siete fuggita?
-</p>
-
-<p>
-— E dove dovevo andare? Credete che vi sia un angolo
-sulla terra ove non possa arrivarvi il ministro, se
-<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
-si vuol dare la pena di stendere la mano?... Se fossi
-stata un uomo, a tutto rigore sarebbe stato possibile,
-ma una donna!... Che volete che faccia una donna? La
-giovane pensionata che avete qui ha mai tentato di
-fuggire?
-</p>
-
-<p>
-— No è vero, ma essa è un'altra cosa; io credo che
-sia trattenuta in Francia da qualche amore.
-</p>
-
-<p>
-— Allora, disse milady con un sospiro, se ella ama,
-non è del tutto infelice.
-</p>
-
-<p>
-— Così, disse l'abbadessa guardando milady con un
-crescente interesse, debbo considerare in voi un altra
-povera perseguitata.
-</p>
-
-<p>
-— Pur troppo sì! disse milady.
-</p>
-
-<p>
-L'abbadessa guardò un istante milady con inquietudine,
-come se scorgesse nel suo spirito un nuovo
-pensiero.
-</p>
-
-<p>
-— Voi non siete nemica della nostra santa fede? diss'ella
-balbettando.
-</p>
-
-<p>
-— Io! gridò milady, io, protestante? oh! no: io attesto
-a Dio, che ci sente, che sono al contrario una
-fervente cattolica.
-</p>
-
-<p>
-— Allora, signora!, disse l'abbadessa sorridendo,
-tranquillizzatevi, la casa ove siete non vi sarà una prigione
-molto dura, e noi faremo tutto ciò che si potrà
-per alleggerire la vostra prigionia. Vi è di più, voi ritroverete
-qui questa giovane perseguitata, senza dubbio
-per qualche intrigo di corte; essa è amabile graziosa,
-e vi piacerà.
-</p>
-
-<p>
-— Come la chiamate voi?
-</p>
-
-<p>
-— Ella mi è stata raccomandata da qualcuno di rango
-elevato sotto il nome di Ketty, io poi non ho cercato
-di sapere se questo sia il suo vero nome.
-</p>
-
-<p>
-— Ketty! gridò milady; che! ne siete voi ben sicura?...
-</p>
-
-<p>
-— Che si faccia chiamare così? sì, signora; la conosceste
-voi?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
-</p>
-
-<p>
-Milady sorrise all'idea che le era venuta, che questa
-giovane potesse essere la sua antica cameriera. A
-questa giovane si attaccava una rimembranza... una
-rimembranza di collera, e un desiderio di vendetta aveva
-sconvolti i lineamenti di milady, che però tosto ripresero
-la loro espressione calma e benevola, che questa
-donna, dai cento visi, loro aveva momentaneamente
-tolta.
-</p>
-
-<p>
-— E quando potrò io vedere questa giovane dama,
-per la quale sento già una così gran simpatia? domandò
-milady.
-</p>
-
-<p>
-— Questa sera, disse l'abbadessa, forse anche nella
-giornata. Ma voi mi diceste che viaggiate da quattro
-giorni, come pure, che questa mattina vi siete alzata
-alle cinque; voi dunque dovete aver bisogno di riposo;
-andate in letto e dormite, all'ora di pranzo vi sveglieremo.
-</p>
-
-<p>
-Quantunque milady avesse benissimo potuto fare a
-meno di dormire; sostenuta da tutte le eccitazioni che
-una nuova passione, che una nuova avventura faceva
-provare al suo cuore avido d'intrighi, essa non accettò
-meno l'offerta della superiora. Da dodici o quindici
-giorni, ell'era passata a traverso a sempre nuove emozioni,
-che il suo corpo di ferro ne poteva ancora sostenere
-la fatica ma l'animo suo aveva bisogno di riposo.
-</p>
-
-<p>
-Ella dunque prese congedo dall'abbadessa, e si coricò
-dolcemente cullata dalle sue idee di vendetta, alle
-quali era stata naturalmente ricondotta dal nome di
-Ketty. Si rammentava la promessa quasi illimitata che
-le aveva fatta il ministro, qualora fosse riuscita nella
-sua intrapresa. Essa vi era riuscita, essa poteva vendicarsi
-di d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-Una sola cosa spaventava milady, ed era la rimembranza
-di suo marito, il conte della Fère, che aveva
-creduto morto o almeno espatriato, e che lo ritrovava
-in Athos, l'amico migliore di d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span>
-</p>
-
-<p>
-E così, s'egli era l'amico di d'Artagnan, doveva
-dunque averlo assistito in tutte le mine, per mezzo
-delle quali la regina aveva sconvolti ed annullati i progetti
-di sua Eccellenza; se egli era l'amico di d'Artagnan,
-doveva essere nemico del ministro, ed essa contava
-di poterlo avvolgere nella vendetta, fra le pieghe
-della quale contava di soffocare il giovane moschettiere.
-</p>
-
-<p>
-Tutte queste speranze erano aggradevoli pensieri
-per milady, così cullata da queste, si addormì ben
-presto.
-</p>
-
-<p>
-Essa fu svegliata da una voce dolce che risuonò ai
-piedi del suo letto. Aprì gli occhi e vide l'abbadessa,
-accompagnata da una giovinetta coi capelli biondi, di
-colorito delicato, che fissava sovr'essa uno sguardo
-pieno di benevolenza e di curiosità.
-</p>
-
-<p>
-Il viso di questa giovane le era del tutto sconosciuto;
-entrambi si esaminavano con scrupolosa attenzione,
-ricambiandosi i complimenti d'uso. Entrambe erano
-bellissime, ma due bellezze del tutto diverse. Frattanto
-milady sorrideva, riconoscendo di vincerla di
-molto sulla giovane pel portamento maestoso, e pei
-modi aristocratici. Vero è però che l'abito da novizia
-che portava la giovane, non era molto favorevole per
-sostenere questo confronto.
-</p>
-
-<p>
-L'abbadessa le presentò l'una all'altra: poi quando
-fu compiuto questa formalità, siccome i suoi doveri la
-chiamavano alla chiesa, lasciò le due giovani sole.
-</p>
-
-<p>
-La novizia, vedendo milady in letto, voleva seguire
-la superiora, ma milady la trattenne.
-</p>
-
-<p>
-— Come, signora, le diss'ella, appena vi ho veduta,
-e volete già privarmi della vostra presenza, sulla quale,
-ve lo confesso, io contava alcun poco, pel tempo
-che avrò qui da passare?
-</p>
-
-<p>
-— No, signora, rispose la novizia; temeva soltanto
-di avere scelto male il tempo; voi dormivate, voi siete
-affaticata.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! disse milady, che cosa possono desiderare
-le persone che dormono? un buono svegliarsi; e
-voi me lo avete fornito, permettetemi di goderne a tutto
-comodo.
-</p>
-
-<p>
-E stendendole una mano, l'attirò sopra una sedia
-ch'era vicina al letto.
-</p>
-
-<p>
-La novizia si assise.
-</p>
-
-<p>
-— Mio Dio, diss'ella, quanto sono disgraziata! Ecco
-sei mesi che sono qui senza l'ombra di una distrazione;
-voi giungete, la vostra presenza poteva essermi di
-una graziosissima compagnia, ed ecco che secondo tutte
-le probabilità, da un momento all'altro io sto per
-lasciare il convento.
-</p>
-
-<p>
-— Come! disse milady, voi dunque uscirete presto?
-</p>
-
-<p>
-— Almeno, lo spero disse la novizia con una espressione
-di gioia che ella non si curava di nascondere menomamente.
-</p>
-
-<p>
-— Mi pare che mi sia stato detto che voi avete sofferto
-per opera del ministro, continuò milady. Questo
-sarebbe stato un motivo di più di simpatia fra di noi.
-</p>
-
-<p>
-— È dunque vero, quanto mi ha detto la buona superiora,
-che voi pure siete una vittima del ministro.
-</p>
-
-<p>
-— Zitto, disse milady, anche fra queste mura non
-parliamo così di lui: tutte le mie disavventure provengono
-solo dall'aver detto presso a poco lo stesso davanti
-ad una donna che credeva mia amica e che mi ha
-tradita. Siete pure vittima di un tradimento?
-</p>
-
-<p>
-— No, disse la novizia, ma per il mio affetto ad una
-donna che amava e per la quale avrei data e darei la
-mia vita.
-</p>
-
-<p>
-— Vi ha ella forse abbandonata?
-</p>
-
-<p>
-— Fui abbastanza ingiusta per crederlo; ma da due
-o tre giorni ho avuto la pruova del contrario, e ringrazio
-Iddio. Mi sarebbe costato troppo il credere che ella
-mi avesse abbandonata. Ma voi, signora, continuò
-la novizia, mi sembra che siate libera e che se voleste
-fuggire non dipenderebbe che da voi.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span>
-</p>
-
-<p>
-— E dove volete che io vada, senza amici, senza danaro,
-in una parte della Francia che non conosco,
-ove...?
-</p>
-
-<p>
-— Oh! gridò la novizia, in quanto agli amici ne avrete
-ovunque vorrete, voi sembrate così buona, e siete
-così bella.
-</p>
-
-<p>
-— Ciò non impedisce, aggiunse milady addolcendo
-il suo sorriso in modo tale da dargli un'espressione angelica,
-che io sia sola e perseguitata.
-</p>
-
-<p>
-— Ascoltate, disse la novizia, bisogna avere una viva
-speranza nel cielo; vedete voi, viene sempre il momento
-in cui il bene che si è fatto perora la vostra
-causa davanti a Dio, e osservate, forse questa è una
-fortuna per voi, per quanto io sia umile e senza potere,
-l'avermi qui incontrata, poichè se io esco di qui,
-posso avere qualche amico possente che dopo essersi
-messo in campagna per me, potrà mettersi pure in
-campagna per voi.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! quando io ho detto di esser sola, disse milady
-sperando di far parlare la novizia, parlando essa
-stessa, non è già che io non abbia pure qualche conoscenza
-di alto bordo; ma queste conoscenze tremano
-avanti al ministro. La regina stessa non osa sostenere la
-lotta contro il terribile ministro, ed io ho la pruova
-che Sua Maestà, ad onta del suo cuore eccellente, è
-stata costretta più di una volta di abbandonare alla
-collera di sua Eccellenza le persone che l'avevano servita.
-</p>
-
-<p>
-— Credetemi, signora, la regina può far sembiante
-di abbandonare qualcuno, ma non bisogna credere
-alle apparenze; più le persone a lei devote sono perseguitate,
-e più ella pensa ad esse; e spesso, nel momento
-in cui esse credono che ella meno pensi a loro,
-hanno la pruova di un buon ricordo.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! disse milady, lo credo, la regina è così buona.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! voi dunque la conoscete questa bella e nobile
-<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span>
-regina, poichè ne parlate in tal guisa? gridò la novizia
-con entusiasmo.
-</p>
-
-<p>
-— Cioè, riprese milady respinta nelle sue trincee,
-io non ho l'onore di conoscerla personalmente, ma conosco
-un buon numero dei suoi amici i più intimi. Io
-conosco il signor de Putange, ho conosciuto in Inghilterra
-il signor Dujart; conosco il signor de Tréville.
-</p>
-
-<p>
-— Il signor de Tréville? gridò là novizia, voi conoscete
-il signor de Tréville?
-</p>
-
-<p>
-— Sì, perfettamente, ed anche molto.
-</p>
-
-<p>
-— Il capitano dei moschettieri del re?
-</p>
-
-<p>
-— Il capitano dei moschettieri del re.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! ma, voi vedrete, disse la novizia, che in breve
-compiremo la nostra conoscenza, e che saremo per diventare
-amiche. Se conosceste il signor de Tréville,
-voi dovete essere andata in casa sua?
-</p>
-
-<p>
-— Spesso, disse milady che, entrata una volta in
-via e accorgendosi che la menzogna riusciva, voleva
-spingere le cose all'estremo.
-</p>
-
-<p>
-— In casa sua, voi dovete aver veduto qualcuno
-dei suoi moschettieri?
-</p>
-
-<p>
-— Tutti quelli che egli riceve abitualmente, rispose
-milady per la quale questa conversazione cominciava
-a prendere un interesse reale.
-</p>
-
-<p>
-— Nominatemi qualcuno di quelli che conoscete, e
-voi vedrete che sono miei amici.
-</p>
-
-<p>
-— Ma, disse Milady imbarazzata, io conosco il signor
-de Ferruassac.
-</p>
-
-<p>
-La novizia la lasciò dire, poi vedendo che si fermava.
-</p>
-
-<p>
-— Non conoscete voi diss'ella, un gentiluomo chiamato
-Athos?
-</p>
-
-<p>
-Milady divenne così pallida come le lenzuola del suo
-letto, e per quanto fosse padrona di se stessa, non potè
-trattenersi dal mandare un grido afferrando la mano
-della sua interlocutrice, e divorandola con lo
-sguardo.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Che avete voi? Ah! mio Dio! domandò questa povera
-giovane, ho forse detto qualche cosa che vi abbia
-offesa?
-</p>
-
-<p>
-— No ma questo nome mi ha colpita, perchè io pure
-ho conosciuto questo gentiluomo, e mi sembrava strano
-di ritrovare qualcuna che non lo conoscesse molto.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! sì molto, molto, e non solamente lui, ma ancora
-i suoi amici, Porthos ed Aramis.
-</p>
-
-<p>
-— In verità, io conosco essi pure, gridò milady che
-si sentì il freddo penetrare fino al fondo del cuore.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! se voi li conoscete, dovete sapere che
-sono buoni e bravi compagni. Perchè non vi indirizzate
-ad essi, se avete bisogno d'appoggio?
-</p>
-
-<p>
-— Per vero dire, non sono strettamente legata in
-amicizia con nessuno di essi, io li conosco per averne
-sentito parlare da uno dei loro amici, il sig. d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Voi conoscete il sig. d'Artagnan! gridò la novizia,
-afferrando a sua volta le mani di milady, e divorandola
-con gli occhi.
-</p>
-
-<p>
-Quindi rimarcando la strana espressione del viso di
-milady.
-</p>
-
-<p>
-— Perdono, signora, diss'ella, voi lo conoscete, ed
-in che titolo?
-</p>
-
-<p>
-— Ma, riprese milady imbarazzata, col titolo d'amico.
-</p>
-
-<p>
-— Voi m'ingannate, signora, disse la novizia, voi
-siete stata sua innamorata?
-</p>
-
-<p>
-— Siete voi che lo siete stata, disse milady.
-</p>
-
-<p>
-— Io? disse la novizia.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, voi; ora vi riconosco, voi siete la signora Bonacieux.
-</p>
-
-<p>
-La giovane indietreggiò per la sorpresa ed il terrore.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! non negate, rispondete, riprese milady.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! sì, signora: io l'amo disse la novizia;
-siamo noi rivali?
-</p>
-
-<p>
-La faccia di milady si accese di un fuoco talmente
-selvaggio, che in tutt'altra circostanza la signora Bonacieux
-sarebbe fuggita per lo spavento; ma in allora
-si trovava tutta in preda alla gelosia.
-</p>
-
-<p>
-— Vediamo, dite, signora, riprese la Bonacieux con
-una energia di cui non si sarebbe creduta capace: siete
-voi stata sua innamorata?
-</p>
-
-<p>
-— Oh! no! gridò milady con un accento che non ammetteva
-alcun dubbio sulla verità, mai! mai!
-</p>
-
-<p>
-— Vi credo, disse la signora Bonacieux, ma perchè
-allora avete gridato in tal modo?
-</p>
-
-<p>
-— Come! voi non capite ancora? disse milady, che
-si era già rimessa del suo turbamento ed aveva ripreso
-il suo sangue freddo.
-</p>
-
-<p>
-— Che cosa volete che io capisca? io non so niente.
-</p>
-
-<p>
-— Voi non capite che il signor d'Artagnan, essendo
-mio amico, mi aveva per sua confidente?
-</p>
-
-<p>
-— Davvero!
-</p>
-
-<p>
-— Voi non capite che io so tutto; il vostro rapimento
-dalla piccola casa di San Germano, la sua disperazione,
-quella dei suoi amici, le loro ricerche da quel
-momento; e come volete che io non mi meravigli quando,
-senza pensarci, mi ritrovo vicino a voi, di cui abbiamo
-tanto spesso parlato assieme? di voi, che egli
-mi aveva fatta amare prima ancora che vi vedessi? ah!
-cara Costanza, io dunque vi trovo! io dunque finalmente
-vi vedo!
-</p>
-
-<p>
-E milady stese le sue braccia alla signora Bonacieux,
-che, convinta da ciò che le aveva detto, non vide più
-in questa donna, che un momento prima aveva creduta
-sua rivale, se non che un'amica sincera ed affezionata.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! perdonatemi! diceva ella stringendola al petto,
-io l'amo tanto!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span>
-</p>
-
-<p>
-Queste due donne si tennero così per un istante abbracciate.
-Certamente, se le forze di Milady fossero
-state della portata del suo odio, la signora Bonacieux
-non sarebbe uscita che morta da questo abbraccio.
-</p>
-
-<p>
-Ma non potendola soffocare, le sorrise.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! bella cara, bella cara piccola, disse Milady,
-quanto sono felice di vedervi! lasciatemi guardarvi.
-</p>
-
-<p>
-E dicendo queste parole, effettivamente la divorava
-con lo sguardo.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, siete voi. Ah! dopo di ciò ch'egli mi ha detto,
-ora vi riconosco bene.
-</p>
-
-<p>
-La povera giovane non poteva dubitar di ciò che
-passava di spaventosamente crudele dietro il baluardo
-di quella pura fronte, dietro quegli occhi così brillanti,
-ov'ella non leggeva che interessamento e compassione.
-</p>
-
-<p>
-— Allora voi sapete ciò che ho sofferto, poichè egli
-vi ha detto quello che ha sofferto lui, disse Costanza.
-Ma soffrire per lui è una felicità.
-</p>
-
-<p>
-Milady ripetè macchinalmente.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, è una felicità.
-</p>
-
-<p>
-Ella pensava a tutt'altra cosa.
-</p>
-
-<p>
-— E poi, continuò la signora Bonacieux, il mio supplizio
-tocca il suo termine; domani, fors'anche questa
-sera, io lo rivedrò, e allora il passato non esisterà più.
-</p>
-
-<p>
-— Questa sera? domani? gridò Milady, strappata dalla
-sua distrazione con queste parole; che volete dire?
-aspettate forse qualche sua notizia?
-</p>
-
-<p>
-— Io aspetto lui stesso.
-</p>
-
-<p>
-— Lui stesso? d'Artagnan, qui!
-</p>
-
-<p>
-— Sì, lui stesso.
-</p>
-
-<p>
-— Ma, è impossibile! egli non ritornerà a Parigi che
-dopo la presa della città.
-</p>
-
-<p>
-— Voi credete così: ma vi è forse qualche cosa di
-impossibile al mio d'Artagnan, nobile e leale gentiluomo?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Oh! ma io non posso credere...
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! leggete! disse nell'eccesso dal suo orgoglio
-e della sua gioia la disgraziata giovane, presentando
-una lettera a Milady.
-</p>
-
-<p>
-— Lo scritto della signora de Chevreuse! disse fra
-se stessa Milady. Oh! era ben sicura ch'essi aveano
-delle intelligenze con questo mezzo.
-</p>
-
-<p>
-Ella lesse avidamente queste poche linee.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-«Mia cara fanciulla, tenetevi pronta; il <i>nostro amico</i>
-verrà ben presto, e non verrà che per togliervi dalla
-prigione, ove la vostra sicurezza esigeva che steste
-nascosta; preparatevi dunque alla partenza, e non disperate
-mai di noi.
-</p>
-
-<p>
-«Il nostro coraggioso <i>Guascone</i> si è mostrato bravo
-e fedele come sempre; ditegli che da certo luogo
-gli si serba riconoscenza pel dato avviso.»
-</p>
-</div>
-
-<p>
-— Sì, sì, disse milady, la lettera è precisa: e sapete
-voi che cosa sia questo avviso?
-</p>
-
-<p>
-— No. Io credo che avrà prevenuta la regina di qualche
-nuova macchinazione del ministro.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sarà questo senza dubbio, disse milady restituendo
-la lettera alla sig. Bonacieux, e lasciandosi ricadere
-sul petto la sua testa pensierosa.
-</p>
-
-<p>
-In questo mentre s'intese il galoppo di un cavallo.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! gridò la signora Bonacieux slanciandosi alla
-finestra sarebbe egli di già?
-</p>
-
-<p>
-Milady era rimasta nel suo letto, pietrificata dalla
-sorpresa; le giungevano ad un tratto tante cose inaspettate,
-che per la prima volta la sua testa la venne
-meno.
-</p>
-
-<p>
-— Lui! lui! mormorò ella; sarebbe lui?
-</p>
-
-<p>
-E si rimaneva nel suo letto con gli occhi fissi.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! no, disse la sig. Bonacieux, è un uomo che
-non conosco; sembra che venga qui. Si rallenta la sua
-corsa, si ferma alla porta, suona.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span>
-</p>
-
-<p>
-Milady balzò fuori del suo letto.
-</p>
-
-<p>
-— Siete voi ben sicura che non sia lui? disse ella.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! sì, sicurissima.
-</p>
-
-<p>
-— Voi forse avrete veduto male.
-</p>
-
-<p>
-— Se vedessi anche solo la piuma del suo cappello,
-e l'estremità del suo tabarro, lo riconoscerei.
-</p>
-
-<p>
-Milady frattanto si vestiva.
-</p>
-
-<p>
-— Non importa, quest'uomo viene qui, dite voi?
-</p>
-
-<p>
-— Sì, è entrato.
-</p>
-
-<p>
-— Sarà per voi, o per me?
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio quanto sembrate agitata!
-</p>
-
-<p>
-— Sì, lo confesso, non ho la vostra confidenza, io
-temo tutto dal ministro.
-</p>
-
-<p>
-— Zitto, disse la sig. Bonacieux, qualcuno viene.
-</p>
-
-<p>
-Effettivamente la porta si aprì, ed entrò la superiora.
-</p>
-
-<p>
-— Siete voi che giungete da Boulogne? domandò ella
-a milady.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sono io rispose.
-</p>
-
-<p>
-E cercando di ricuperare il suo sangue freddo:
-</p>
-
-<p>
-— Chi mi domanda?
-</p>
-
-<p>
-— Un uomo che non vuol dire il suo nome, viene
-per parte del ministro.
-</p>
-
-<p>
-— E che vuole parlarmi? domandò milady.
-</p>
-
-<p>
-— Che vuole parlare ad una dama giunta da Boulogne.
-</p>
-
-<p>
-— Allora, fatelo entrare, signora, ve ne prego.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio! mio Dio! signora sarebbe questa
-qualche cattiva notizia?
-</p>
-
-<p>
-— Ne ho timore.
-</p>
-
-<p>
-— Vi lascio con questo straniero, ma subito dopo
-la sua partenza, ve lo prometto, ritornerò.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, davvero! ve ne prego.
-</p>
-
-<p>
-La superiora e la sig. Bonacieux uscirono.
-</p>
-
-<p>
-Milady rimase sola, con gli occhi fissi sulla porta.
-Un istante dopo s'intese il rumore degli speroni che
-<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span>
-risuonavano per le scale, quindi si avvicinavano al passo,
-poscia la porta si aprì, e comparve un uomo<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a>.
-</p>
-
-<p>
-Milady mandò un grido di gioia; quest'uomo era il
-conte di Rochefort, l'anima dannata di Sua Eccellenza.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap62">CAPITOLO LXII.
-<span class="smaller">DUE VARIETÀ DI DEMONII</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-— Ah! gridarono assieme Rochefort e milady: siete
-voi!
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sono io.
-</p>
-
-<p>
-— E giungete? domandò Milady.
-</p>
-
-<p>
-— Dalla Rochelle. E voi?
-</p>
-
-<p>
-— Dall'Inghilterra.
-</p>
-
-<p>
-— Buckingham?
-</p>
-
-<p>
-— Morto, o ferito mortalmente. Siccome io partiva
-senza aver potuto ottenere nulla da lui, un fanatico
-puritano lo ha assassinato.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! fece Rochefort con un sorriso, ecco una combinazione
-ben fortunata che soddisferà grandemente
-Sua Eccellenza. L'avete voi prevenuto?
-</p>
-
-<p>
-— Gli ho scritto da Boulogne. Ma voi come vi ritrovate
-qui?
-</p>
-
-<p>
-— Sua Eccellenza, inquieto, mi ha mandato in traccia
-di voi.
-</p>
-
-<p>
-— Io sono giunta soltanto ieri.
-</p>
-
-<p>
-— E che cosa avete fatto da ieri?
-</p>
-
-<p>
-— Non ho perduto il mio tempo.
-</p>
-
-<p>
-— Io non ne dubito.
-</p>
-
-<p>
-— Sapete voi chi ho incontrato qui?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span>
-</p>
-
-<p>
-— No.
-</p>
-
-<p>
-— Indovinatelo.
-</p>
-
-<p>
-— E come volete?
-</p>
-
-<p>
-— Quella giovane che la regina ha fatto togliere di
-prigione.
-</p>
-
-<p>
-— L'amica del piccolo d'Artagnan?
-</p>
-
-<p>
-— Sì, la sig. Bonacieux, di cui il ministro ignorava
-il ritiro.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! ecco ancora un'altra combinazione che
-può andare del pari coll'altra. Davvero che il ministro
-è un uomo privilegiato.
-</p>
-
-<p>
-— Capirete la mia meraviglia quando mi sono ritrovata
-a testa a testa con lei?
-</p>
-
-<p>
-— Vi conosce essa?
-</p>
-
-<p>
-— No.
-</p>
-
-<p>
-— Allora vi considera come un'estranea.
-</p>
-
-<p>
-Milady sorrise.
-</p>
-
-<p>
-— Io sono la sua migliore amica.
-</p>
-
-<p>
-— Sul mio onore non vi siete che voi, mia cara contessa,
-disse Rochefort, per operare simili prodigi.
-</p>
-
-<p>
-— Ed è stato bene: sapete voi che cosa sta per accadere?
-</p>
-
-<p>
-— No.
-</p>
-
-<p>
-— Domani o dopo domani verranno a prenderla con
-un ordine della regina.
-</p>
-
-<p>
-— Davvero! e chi verrà?
-</p>
-
-<p>
-— D'Artagnan e i suoi amici.
-</p>
-
-<p>
-— In verità ne faranno tante che saremo obbligati
-di mandarli alla Bastiglia.
-</p>
-
-<p>
-— E perchè ciò non è già stato fatto?
-</p>
-
-<p>
-— Che volete! perchè il ministro ha per costoro una
-debolezza che non capisco.
-</p>
-
-<p>
-— Davvero? Ebbene! Rochefort, riferitegli questo:
-ditegli che la nostra conversazione all'albergo del Colombaio
-rosso è stata intesa da questi quattro uomini;
-ditegli che dopo la sua partenza, uno di essi è salito
-<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span>
-nella mia camera e mi ha strappato il salvo-condotto
-che mi aveva dato. Ditegli ch'essi hanno prevenuto
-lord de Winter della mia partenza per l'Inghilterra;
-che, questa volta ancora, poco è mancato che non sia
-andato fallita la mia missione, come essi hanno fatto andar
-fallita quella dei puntali, ditegli che fra questi quattro,
-due soli sono da temersi, d'Artagnan e Athos;
-ditegli che il terzo, Aramis, è l'amante della signora
-di Chevreuse; bisogna lasciar viver costui, egli ci può
-esser utile, si sa il suo segreto; in quanto al quarto,
-Porthos, è un imbecille, un vanaglorioso, una nullità,
-che non se ne occupi neppure.
-</p>
-
-<p>
-— Ma in questo momento questi quattro uomini debbono
-ritrovarsi all'assedio della Rochelle.
-</p>
-
-<p>
-— Io lo credeva al par di voi; ma una lettera che la
-sig. Bonacieux ha ricevuto dalla sig. de Chevreuse, e
-ch'essa ha avuta l'imprudenza di comunicarmi, mi fa
-credere che questi quattro uomini ora trovansi in cammino
-per venir qui.
-</p>
-
-<p>
-— Diavolo! e come fare?
-</p>
-
-<p>
-— Che vi ha detto il ministro sul conto mio?
-</p>
-
-<p>
-— Di prendere i vostri dispacci o scritti o verbali, e
-di ritornare per la posta. Quando saprà ciò che avete
-fatto, penserà a quello che dovete fare.
-</p>
-
-<p>
-— Io dunque debbo restar qui?
-</p>
-
-<p>
-— Qui, o nelle vicinanze.
-</p>
-
-<p>
-— E non potete condurmi con voi?
-</p>
-
-<p>
-— No, l'ordine è formale; nelle vicinanze del campo
-potreste essere riconosciuta, e la vostra presenza, voi
-lo sapete, comprometterebbe Sua Eccellenza, particolarmente
-ora, dopo quello che è accaduto laggiù. Soltanto,
-ditemi prima, dove aspetterete le notizie del
-ministro, affinchè io possa sempre sapere ove potervi
-ritrovare;
-</p>
-
-<p>
-— Ascoltate, è probabile che non potrò restare qui.
-</p>
-
-<p>
-— Perchè?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Dimenticate che i miei nemici possono giungere
-da un momento all'altro?
-</p>
-
-<p>
-— È vero, ma allora questa piccola donna sfuggirà
-a Sua Eccellenza.
-</p>
-
-<p>
-— Bah! disse milady con un sorriso che non apparteneva
-che a lei sola: voi dimenticate che io sono la sua
-migliore amica.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! è vero: io posso dunque dire al ministro, in
-rapporto di questa donna...
-</p>
-
-<p>
-— Ch'egli sia tranquillo.
-</p>
-
-<p>
-— E nient'altro? egli saprà cosa vuol dire?
-</p>
-
-<p>
-— Egli lo indovinerà.
-</p>
-
-<p>
-— Ora, vediamo, posso io far nulla?
-</p>
-
-<p>
-— Ripartire sull'istante; mi sembra che le notizie
-che vi ho date meritino bene la pena di sollecitare.
-</p>
-
-<p>
-— La mia carrozza si è rotta entrando a Lilliers.
-</p>
-
-<p>
-— A meraviglia!
-</p>
-
-<p>
-— Come, a meraviglia?
-</p>
-
-<p>
-— Sì, io ho bisogno della vostra carrozza.
-</p>
-
-<p>
-— E come potrò io allora...?
-</p>
-
-<p>
-— A cavallo.
-</p>
-
-<p>
-— Voi ne parlate con facilità, ma sono ottanta leghe!
-</p>
-
-<p>
-— E che cosa sono?
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! si faranno. E poi?
-</p>
-
-<p>
-— Nel passare da Lilliers mi manderete la vostra
-carrozza, con ordine al vostro cocchiere di mettersi a
-mia disposizione.
-</p>
-
-<p>
-— Bene.
-</p>
-
-<p>
-— Voi senza dubbio avete nel portafogli qualche ordine
-del ministro?
-</p>
-
-<p>
-— Io ho il mio <i>Pieno-Potere</i>.
-</p>
-
-<p>
-— Voi lo mostrerete all'abbadessa, e le direte che
-oggi o domani verrà qualcuno a cercarmi, e che io debba
-seguire la persona che si presenterà in vostro nome.
-</p>
-
-<p>
-— Benissimo! non dimenticate di trattarmi con durezza,
-parlando di me con l'abbadessa.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span>
-</p>
-
-<p>
-— E a che pro?
-</p>
-
-<p>
-— Io sono una vittima del ministro. Io debbo inspirare
-confidenza a questa buona e piccola Bonacieux.
-</p>
-
-<p>
-— È giusto. Ora volete voi farmi un rapporto di tutto
-ciò che è accaduto?
-</p>
-
-<p>
-— Vi ho raccontati gli avvenimenti, voi avete buona
-memoria, ripetete le cose come ve le ho raccontate;
-un foglio si può perdere.
-</p>
-
-<p>
-— Avete ragione; che io sappia soltanto dove ritrovarvi,
-affinchè non abbia da correre inutilmente nelle
-vicinanze.
-</p>
-
-<p>
-— È giusto, aspettate.
-</p>
-
-<p>
-— Volete voi una carta geografica?
-</p>
-
-<p>
-— È inutile, io conosco questi paesi a meraviglia.
-</p>
-
-<p>
-— E quando dunque vi siete stata?
-</p>
-
-<p>
-— Vi sono stata allevata.
-</p>
-
-<p>
-— Davvero!
-</p>
-
-<p>
-— Vedete che è buono a qualche cosa l'essere stata
-allevata in queste parti.
-</p>
-
-<p>
-— Voi dunque mi aspetterete?...
-</p>
-
-<p>
-— Lasciatemi riflettere un istante... ah! ecco ad Armentières.
-</p>
-
-<p>
-— E che cosa è Armentières.
-</p>
-
-<p>
-— Una piccola città posta sulle rive della Lys. Io non
-avrò che a traversare il fiume per essere in paese straniero.
-</p>
-
-<p>
-— A meraviglia; ma è ben inteso che voi non traverserete
-il fiume se non che in caso di pericolo.
-</p>
-
-<p>
-— Ciò s'intende bene.
-</p>
-
-<p>
-— E in questo caso, come saprò io dove siete?
-</p>
-
-<p>
-— Voi, non avrete bisogno del vostro lacchè?
-</p>
-
-<p>
-— No.
-</p>
-
-<p>
-— È uomo sicuro?
-</p>
-
-<p>
-— A tutte prove.
-</p>
-
-<p>
-— Datemelo; nessuno lo conosce, io lo lascerò nel
-luogo da cui parto, ed egli vi condurrà dove sarò.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span>
-</p>
-
-<p>
-— E voi dite che mi aspetterete ad Argentières.
-</p>
-
-<p>
-— No, ad Armentières.
-</p>
-
-<p>
-— Scrivetemi questo nome sopra un pezzo di carta,
-affinchè io non l'abbia a dimenticare. Il nome di una
-città non può compromettere, non è vero?
-</p>
-
-<p>
-— Eh! chi lo sa? Non importa, disse milady scrivendo
-il nome sopra un mezzo foglio di carta, io mi comprometto.
-</p>
-
-<p>
-— Bene, disse Rochefort prendendo dalle mani di
-milady il foglio, ch'egli piegò e nascose nella fodera
-del cappello. D'altronde siate tranquilla, io farò come
-fanno i fanciulli, ripeterò lungo la strada questo nome,
-pel caso in cui dovessi perdere il foglio. Ora abbiamo
-detto tutto?
-</p>
-
-<p>
-— Credo.
-</p>
-
-<p>
-— Esaminiamo bene; Buckingham morto o gravemente
-ferito, la vostra conversazione col ministro udita
-dai quattro moschettieri; lord de Winter prevenuto
-del vostro arrivo in Inghilterra; d'Artagnan e Athos
-alla Bastiglia; Aramis l'amante della sig. de Chevreuse;
-Porthos un imbecille; inviarvi la carrozza il più
-presto possibile; mettere il mio lacchè a vostra disposizione;
-fare di voi una vittima del ministro, acciò l'abbadessa
-non abbia da concepire alcun sospetto; Armentières
-sulle rive del Lys. Sta, bene così?
-</p>
-
-<p>
-— In verità, mio caro cavaliere, voi siete un miracolo
-di memoria. A proposito, aggiungete una cosa...
-</p>
-
-<p>
-— E quale?
-</p>
-
-<p>
-— Ho veduto dei bellissimi boschi che confinano col
-giardino del convento. Dite che mi è permesso di passeggiare
-in questi boschi; chi sa forse avrò bisogno di
-uscire da una porta di dietro.
-</p>
-
-<p>
-— Voi pensate a tutto.
-</p>
-
-<p>
-— E voi dimenticate una cosa.
-</p>
-
-<p>
-— E quale?
-</p>
-
-<p>
-— Di chiedermi se ho bisogno di danaro.
-</p>
-
-<p>
-— È giusto, quanto volete?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Tutto ciò che avete in oro.
-</p>
-
-<p>
-— Io ho circa cinquecento doppie.
-</p>
-
-<p>
-— Io ne ho altrettante, con mille doppie si fa fronte
-a tutto. Vuotate le vostre saccocce.
-</p>
-
-<p>
-— Ecco fatto.
-</p>
-
-<p>
-— Sta bene. E voi partite?
-</p>
-
-<p>
-— Fra un'ora, il tempo per mangiare qualche cosa,
-nel mentre che manderò a cercare un cavallo di posta?
-</p>
-
-<p>
-— A meraviglia. Addio, conte.
-</p>
-
-<p>
-— Addio, contessa.
-</p>
-
-<p>
-— Raccomandatemi al ministro.
-</p>
-
-<p>
-— Raccomandatemi a Satanasso.
-</p>
-
-<p>
-Milady e Rochefort si cambiarono un sorriso e si separarono.
-</p>
-
-<p>
-Un'ora dopo, Rochefort partiva al gran galoppo del
-suo cavallo; cinque ore dopo egli passava per Arras.
-</p>
-
-<p>
-I nostri lettori sanno già come esso era stato riconosciuto
-da d'Artagnan, e come questo riconoscimento
-inspirando dei timori ai quattro moschettieri, aveva
-data una nuova attività al loro viaggio.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap63">CAPITOLO LXIII.
-<span class="smaller">UNA GOCCIA D'ACQUA</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Non appena Rochefort fu uscito, che la sig. Bonacieux
-rientrò. Ella ritrovò milady col viso ridente.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! disse la giovane, ciò che voi temevate è
-accaduto: questa sera o domani il ministro vi manderà
-a prendere.
-</p>
-
-<p>
-— E come lo sapete voi?
-</p>
-
-<p>
-— L'ho inteso dalla bocca stessa del messaggiero.
-</p>
-
-<p>
-— Venite a sedervi qui presso a me, disse milady.
-</p>
-
-<p>
-— Eccomi.
-</p>
-
-<p>
-— Aspettiamo che mi assicuri che non siamo intese
-da alcuno.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span>
-</p>
-
-<p>
-Milady sì alzò, andò alla porta, l'aprì, guardò da una
-parte e dall'altra nel corridoio, richiuse la porta e ritornò
-a sedere presso la sig. Bonacieux.
-</p>
-
-<p>
-— Allora, diss'ella, ha sostenuto bene la sua parte.
-</p>
-
-<p>
-— Chi.
-</p>
-
-<p>
-— Colui che si è presentato all'abbadessa come un
-inviato del ministro.
-</p>
-
-<p>
-— Era dunque una parte finta che sosteneva?
-</p>
-
-<p>
-— Sì figlia mia.
-</p>
-
-<p>
-— Quest'uomo non è dunque...?
-</p>
-
-<p>
-— Quest'uomo, disse milady abbassando la voce, è
-mio fratello.
-</p>
-
-<p>
-— Vostro fratello! gridò la sig. Bonacieux.
-</p>
-
-<p>
-— Non vi è che voi che sappia questo segreto, figlia
-mia; se voi lo confidaste a chiunque siesi al mondo, io
-sarei perduta, forse anche voi.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio!
-</p>
-
-<p>
-— Ascoltate: ecco ciò che accade: mio fratello che
-veniva in mio soccorso per togliermi di qui a viva forza,
-se faceva d'uopo, ha incontrato l'emissario del ministro
-che veniva a cercarmi. Egli lo ha seguito. Giunto
-in un luogo della strada solitario e fuor di mano,
-ha impugnata la spada, e ha intimato al messaggiero
-di rimettergli i fogli che portava. Il messaggiero ha voluto
-difendersi, mio fratello lo ha ucciso.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! fece la sig. Bonacieux fremendo.
-</p>
-
-<p>
-— Era il solo mezzo, pensateci. Allora mio fratello
-risolse di sostituire la furberia alla forza; ha preso i
-fogli, e si è presentato qui come lo stesso emissario
-del ministro, e, fra un'ora o due, verrà con una carrozza
-a prendermi per parte di Sua Eccellenza.
-</p>
-
-<p>
-— Capisco, è vostro fratello che vi manderà questa
-carrozza.
-</p>
-
-<p>
-— Precisamente: ma questo non è tutto, quella lettera
-che voi avete ricevuta e che credete che sia della
-sig. de Chevreuse...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene?
-</p>
-
-<p>
-— Essa è falsa.
-</p>
-
-<p>
-— In che modo?
-</p>
-
-<p>
-— Sì, è falsa: è un laccio che vi è stato teso affinchè
-non opponiate resistenza quando si verrà a cercarvi.
-</p>
-
-<p>
-— Ma è d'Artagnan quello che verrà.
-</p>
-
-<p>
-— Disingannatevi. D'Artagnan e i suoi amici sono
-trattenuti all'assedio della Rochelle.
-</p>
-
-<p>
-— Ma come lo sapete voi?
-</p>
-
-<p>
-— Mio fratello ha incontrato degli emissari del ministro
-in abito da moschettieri. Sareste stata chiamata
-alla porta, avreste creduto di aver che fare con amici,
-e vi avrebbero rapita per ricondurvi a Parigi.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! mio Dio! la mia testa si perde in questo caos
-d'iniquità. Io sento che se ciò dura, riprese la signora
-Bonacieux portando le mani alla sua fronte, diverrò
-pazza.
-</p>
-
-<p>
-— Aspettate.
-</p>
-
-<p>
-— Che?
-</p>
-
-<p>
-— Sento i passi di un cavallo; è quello di mio fratello
-che riparte, voglio dargli un ultimo addio; venite.
-</p>
-
-<p>
-Milady aprì la finestra e fece segno alla signora Bonacieux
-di venirla a raggiungere; la giovane vi andò.
-</p>
-
-<p>
-Rochefort passava al galoppo.
-</p>
-
-<p>
-— Addio, fratello, gridò milady.
-</p>
-
-<p>
-Il cavaliere alzò la testa, vide le due giovani, e, correndo,
-fece un segno amichevole colla mano.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! che buon Giorgio! diss'ella richiudendo la finestra,
-con una espressione di fisonomia piena di affezione
-e di malinconia.
-</p>
-
-<p>
-Ed ella ritornò a sedersi al suo posto, come se fosse
-stata immersa in riflessioni del tutto personali.
-</p>
-
-<p>
-— Cara signora! disse la Bonacieux, perdono se vi
-interrompo, ma, che cosa mi consigliereste di fare?
-Mio Dio! voi avete più esperienza di me; parlate, io vi
-ascolto.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Primieramente, disse milady, può darsi che io sbagli,
-e che d'Artagnan e suoi amici vengono realmente
-in vostro soccorso.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! sarebbe stata una cosa troppo bella, gridò la
-signora Bonacieux, e tanta felicità non è per me.
-</p>
-
-<p>
-— Allora, voi capirete, questa non sarebbe che una
-quistione di tempo, una specie di corsa a chi arriverà
-il primo: se sono i vostri amici che la vincono in rapidità,
-voi sarete salva; se sono i satelliti del ministro,
-voi sarete perduta.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! sì! sì, perduta senza misericordia! che fare
-dunque? che fare?
-</p>
-
-<p>
-— Vi sarebbe un mezzo molto semplice, e molto naturale.
-</p>
-
-<p>
-— Quale? dite.
-</p>
-
-<p>
-— Sarebbe quello di aspettare nascosta alle vicinanze,
-e assicurarsi in tal modo chi sono gli uomini che
-verranno a demandare di voi.
-</p>
-
-<p>
-— Ma dove aspettare?
-</p>
-
-<p>
-— Oh! questa non è domanda da farsi; io pure mi
-fermo e mi nascondo a qualche lega di qui, aspettando
-che venga mio fratello a raggiungermi; ebbene! io vi
-condurrò meco, noi ci nasconderemo e aspetteremo assieme.
-</p>
-
-<p>
-— Ma non mi si lascerà partire, io sono qui quasi
-prigioniera.
-</p>
-
-<p>
-— Siccome si crede che io parta dietro un ordine del
-ministro, così non si crederà che voi abbiate molta
-premura a seguirmi.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene?
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! la carrozza è alla porta, voi mi direte addio,
-salirete sul montatoio per stringermi fra le vostre
-braccia un'ultima volta, il domestico di mio fratello
-che viene a prendermi è prevenuto; egli farà un segnale
-al postiglione e partiremo al galoppo.
-</p>
-
-<p>
-— Ma se d'Artagnan venisse?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span>
-</p>
-
-<p>
-— E non lo sapremo noi?
-</p>
-
-<p>
-— In che modo?
-</p>
-
-<p>
-— Niente di più facile; noi rimarremo a Bèthune questo
-domestico di mio fratello, del quale ve l'ho detto,
-noi possiamo fidarci; prenderà un travestimento e si
-pianterà dirimpetto al convento. Se verranno gli emissarii
-del ministro, egli non si muoverà; se sarà d'Artagnan
-con i suoi amici, li condurrà nel luogo ove saremo.
-</p>
-
-<p>
-— Egli dunque li conosce?
-</p>
-
-<p>
-— Senza fallo; e non ha veduto d'Artagnan in casa
-mia? Avete ragione. Così, tutto va bene, tutto è per lo
-meglio; ma noi ci allontaneremo di qui?
-</p>
-
-<p>
-— Di sette o otto ore tutto al più; noi ci porremo
-sulla frontiera, per esempio, ed al primo segnale, usciremo
-dalla Francia!
-</p>
-
-<p>
-— E di qui a là, che fare?
-</p>
-
-<p>
-— Aspettare.
-</p>
-
-<p>
-— Se frattanto arriveranno?
-</p>
-
-<p>
-— La carrozza di mio fratello giungerà prima di
-loro.
-</p>
-
-<p>
-— E se io mi troverò lontana da voi quando verranno
-a cercarvi, per esempio a pranzo, o a cena?
-</p>
-
-<p>
-— Fate una cosa?
-</p>
-
-<p>
-— E quale?
-</p>
-
-<p>
-— Dite alla vostra buona superiora che, per lasciarci
-il meno possibile, voi le chiedete il permesso di fare il
-vostro pasto con meco.
-</p>
-
-<p>
-— Lo permetterà ella?
-</p>
-
-<p>
-— E che inconveniente vi può essere?
-</p>
-
-<p>
-— Benissimo! in questo modo noi non ci lasceremo
-più un istante.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene discendete da lei per esporle la vostra domanda;
-io mi sento la testa pesante, e vado a fare una
-passeggiata in giardino.
-</p>
-
-<p>
-— Andate; e dove vi ritroverò io?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Qui fra un'ora.
-</p>
-
-<p>
-— Qui fra un'ora! oh! quanto siete buona, io vi ringrazio.
-</p>
-
-<p>
-— E come potrei non interessarmi a voi? quand'anche
-non foste bella e graziosa, non siete voi l'amica di
-uno dei miei migliori amici?
-</p>
-
-<p>
-— Caro d'Artagnan! oh! quanto vi ringrazierà.
-</p>
-
-<p>
-— Lo spero bene. Andiamo, tutto è convenuto; discendiamo.
-</p>
-
-<p>
-— Voi andate in giardino?
-</p>
-
-<p>
-— Sì.
-</p>
-
-<p>
-— Seguite questo corridoio, una piccola scala vi ci
-condurrà.
-</p>
-
-<p>
-— A meraviglia, grazie.
-</p>
-
-<p>
-E le due donne si lasciarono contraccambiandosi un
-grazioso sorriso.
-</p>
-
-<p>
-Milady aveva detto la verità, ella si sentiva le testa
-pesante, poichè i suoi progetti mal classificati si cozzavano
-come in un caos. Essa aveva bisogno di restar sola,
-per mettere un poco d'ordine alle sue idee alquanto
-confuse, una forma distinta, e un piano stabilito.
-</p>
-
-<p>
-Ciò che vi era di più pressante, era di rapire la signora
-Bonacieux, di metterla in un luogo di sicurezza
-e là ad ogni evento farsene un ostaggio. Milady cominciò
-a dubitare della riuscita di questo duello terribile,
-in cui i suoi nemici impiegavano tanta perseveranza,
-quanto ella usava di accanimento.
-</p>
-
-<p>
-D'altronde, essa sentiva, come si sente venire un uragano,
-che questo esito era vicino, e non poteva a meno
-di essere terribile.
-</p>
-
-<p>
-La cosa dunque principale per lei, come abbiamo
-detto, era di custodire la sig Bonacieux fra le sue mani;
-la signora Bonacieux era la vita di d'Artagnan; era
-più della sua vita, era quella della donna ch'egli amava.
-Era, nel caso di avversa fortuna, un mezzo di trattare
-e di ottenere buone condizioni.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ora questo punto era stabilito. La signora Bonacieux,
-senza diffidenza la seguiva; una volta nascosta con lei
-ad Armentières, era facile farle credere che d'Artagnan
-non era venuto a Béthune. In quindici giorni al più
-Rochefort sarebbe stato di ritorno. In questi quindici
-giorni d'altronde, essa avrebbe pensato a ciò che doveva
-fare per vendicarsi dei quattro amici. Quindi,
-grazie al cielo, non si sarebbe annoiata, perchè avrebbe
-avuto il più dolce passatempo che gli avvenimenti avrebbero
-accordato ad una donna di questo carattere:
-una buona vendetta da perfezionarsi.
-</p>
-
-<p>
-Mentre essa sembrava distratta, girava gli occhi intorno
-e si fissava in testa la topografia del giardino. Milady
-era come un buon generale che prevede tutto, la
-vittoria assieme e la sconfitta, e che è disposto, a seconda
-degli eventi della battaglia, a camminare in avanti
-o a battersi in ritirata.
-</p>
-
-<p>
-In capo ad un'ora, intese una dolce voce che la chiamava:
-era la signora Bonacieux. La buona abbadessa
-aveva naturalmente acconsentito a tutto; e per incominciare,
-esse avrebbero cenato assieme.
-</p>
-
-<p>
-Giungendo nel cortile, intesero il rumore di una carrozza
-che si fermava alla porta.
-</p>
-
-<p>
-Milady ascoltò.
-</p>
-
-<p>
-— Sentite voi? disse ella.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, il rumore di una carrozza.
-</p>
-
-<p>
-— È quella che ci manda mio fratello.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio!
-</p>
-
-<p>
-— Su via, coraggio!
-</p>
-
-<p>
-Fu suonato alla porta del convento, milady non si
-era ingannala.
-</p>
-
-<p>
-— Salite nella vostra camera, disse ella alla signora
-Bonacieux, forse avrete qualche gioiello che desiderate
-portare con voi?
-</p>
-
-<p>
-— Io ho delle lettere.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene? andate a cercarle; e venite a raggiungermi
-<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span>
-nella mia camera, noi ceneremo in fretta; forse
-viaggeremo una parte della notte, bisogna mettersi in
-forze.
-</p>
-
-<p>
-— Gran Dio! disse la signora Bonacieux mettendosi
-una mano sul petto, il mio cuore batte in modo da soffocarmi,
-io non posso camminare!
-</p>
-
-<p>
-— Coraggio! andiamo, coraggio! pensate che fra un
-quarto d'ora siete salva, e pensate che quello che siete
-per fare lo fate per lui.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! sì, tutto per lui. Voi mi avete reso il mio coraggio
-con questa sola parola. Andate, io vi raggiungerò.
-</p>
-
-<p>
-— Milady salì precipitosamente nella sua camera; essa
-vi trovò il lacchè di Rochefort, e gli dette le sue
-istruzioni.
-</p>
-
-<p>
-Egli doveva aspettare alla porta; se per caso i moschettieri
-comparivano, la carrozza partiva al galoppo
-faceva il giro del convento e andava ad aspettare milady
-in un piccolo villaggio che era situato all'altra parte
-di quel bosco.
-</p>
-
-<p>
-In questo caso, milady avrebbe traversato il giardino
-e sarebbe giunta al villaggio a piedi; noi lo abbiamo
-già detto, milady conosceva perfettamente questa parte
-della Francia.
-</p>
-
-<p>
-Se i moschettieri non comparivano, le cose sarebbero
-andate come era stato convenuto. La sig. Bonacieux
-montava in carrozza sotto il pretesto di dirle
-addio, ed era rapita così.
-</p>
-
-<p>
-La sig. Bonacieux entrò, e per togliere ogni sospetto,
-se pure essa ne aveva, milady ripetè avanti a lei
-al lacchè l'ultima parte delle sue istruzioni.
-</p>
-
-<p>
-Costei fece alcune interrogazioni sulla carrozza; ad
-essa erano attaccati tre cavalli, condotti da un postiglione;
-il lacchè di Rochefort doveva fare da corriere,
-precedendola a cavallo.
-</p>
-
-<p>
-Era a torto che Milady credeva che la sig. Bonacieux
-<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span>
-avesse dei sospetti; la povera giovane era troppo
-pura per sospettare in un'altra donna una simile
-perfidia: d'altronde, il nome della contessa de Winter,
-che essa aveva sentito pronunciare dall'abbadessa,
-le era affatto sconosciuto, ed ignorava egualmente che
-una donna avesse potuto avere una parte così grande
-e così fatale alle disgrazie della sua vita.
-</p>
-
-<p>
-— Voi lo vedete, disse milady quando il lacchè fu
-uscito, tutto è pronto. L'abbadessa non dubita di niente,
-e crede che mi sieno venuti a cercare per parte del
-ministro. Quest'uomo va a dare le ultime disposizioni;
-prendete qualche piccola cosa, bevete un dito di vino
-e partiamo.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, disse macchinalmente la sig. Bonacieux, sì,
-partiamo.
-</p>
-
-<p>
-Milady le fece segno di sedere davanti ad essa, le versò
-un piccolo bicchiere di vino di Spagna e le presentò
-il petto di un pollo.
-</p>
-
-<p>
-— Vedete diss'ella, che tutto ci seconda; ecco la notte
-che sopraggiunge; alla punta del giorno arriveremo
-al luogo del nostro ritiro, e nessuno potrà sospettare
-dove siamo. Vediamo, coraggio, prendete qualche cosa.
-</p>
-
-<p>
-La sig. Bonacieux mangiò macchinalmente qualche
-boccata, e bagnò le sue labbra nel bicchiere.
-</p>
-
-<p>
-— Andiamo adunque, disse milady portando il proprio
-bicchiere alle sue labbra, fate come me.
-</p>
-
-<p>
-Ma al momento in cui essa avvicinava il bicchiere alle
-labbra, la mano rimaneva sospesa, perchè aveva inteso
-il lontano rumore di cavalli messi al galoppo che
-si avvicinavano; poi, quasi nello stesso tempo, le sembrò
-di sentire il nitrito di questi.
-</p>
-
-<p>
-Un tal rumore la tolse dalla sua gioia, come il rumore
-di un uragano sveglia da un bel sogno; essa impallidì,
-corse alla finestra, nel mentre che la sig. Bonacieux
-alzandosi tutta tremante, si appoggiava alla sedia
-per non cadere.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span>
-</p>
-
-<p>
-Non si vedeva ancor niente: si sentiva soltanto il galoppo
-più distintamente.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio! disse la sig. Bonacieux, che è questo
-rumore?
-</p>
-
-<p>
-— Quello dei nostri amici o dei nostri nemici, disse
-milady con un terribile sangue freddo. Restate qui dove
-siete, io anderò a vedere.
-</p>
-
-<p>
-La signora Bonacieux rimase in piedi, muta, immobile
-e pallida come una statua.
-</p>
-
-<p>
-Frattanto il rumore diveniva più forte; i cavalli non
-parevano più essere che alla distanza di cento passi; se
-non si distinguevano ancora, ciò era perchè la strada
-formava un gomito. Tuttavolta il rumore era così distinto
-che si sarebbero potuti contare dal battere dei
-loro ferri.
-</p>
-
-<p>
-Milady guardava con tutta la potenza della sua attenzione:
-faceva precisamente abbastanza chiaro perchè
-potesse distinguere quelli che venivano.
-</p>
-
-<p>
-Ad un tratto, alla voltata della strada, vide rilucere
-i cappelli gallonati e ondeggiare le piume; essa contò
-due, poi otto cavalieri. Uno di essi precedeva gli altri
-per la distanza di due cavalli.
-</p>
-
-<p>
-Milady mandò un ruggito. In quello che stava alla
-testa riconobbe d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio! mio Dio! gridò la sig. Bonacieux,
-che cosa è dunque?
-</p>
-
-<p>
-— È l'uniforme delle guardie del ministro; non c'è
-un istante da perdere, gridò milady. Fuggiamo, fuggiamo.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sì, fuggiamo, ripetè la sig. Bonacieux, ma senza
-poter fare un passo, ritrovandosi inchiodata dal terrore
-nel posto ove era.
-</p>
-
-<p>
-S'intesero i cavalli che passavano sotto la finestra.
-</p>
-
-<p>
-— Venite dunque, ma venite dunque! gridava milady,
-cercando di trascinare la giovine pel braccio. Per
-mezzo del giardino, noi possiamo ancora fuggire, io ne
-<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span>
-ho la chiave; ma affrettiamoci, fra cinque minuti sarà
-troppo tardi.
-</p>
-
-<p>
-La sig. Bonacieux tentò di camminare, fece due passi,
-e cadde in ginocchio.
-</p>
-
-<p>
-Milady tentò di sollevarla, e di portarla, ma non vi
-riuscì.
-</p>
-
-<p>
-In questo momento s'intese il rotolio della carrozza,
-che, alla vista dei moschettieri partiva al galoppo. Poi
-rintronarono tre o quattro colpi di fucile.
-</p>
-
-<p>
-— Un'ultima volta, volete voi venire? gridò milady.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio! mio Dio! voi vedete bene che mi mancano
-le forze fuggite sola.
-</p>
-
-<p>
-— Fuggir sola, lasciarvi così! no, no, giammai! gridò
-milady.
-</p>
-
-<p>
-Ad un tratto un livido lampo brillò nei suoi occhi,
-corse alla tavola, versò nel bicchiere della Bonacieux
-ciò che contenevasi nella legatura del suo anello, che
-aperse con una prontezza singolare.
-</p>
-
-<p>
-Era un grano rossastro che si sciolse sul momento.
-</p>
-
-<p>
-Poi prendendo il bicchiere con mano ferma:
-</p>
-
-<p>
-— Bevete, disse ella, questo vino vi darà le forze,
-bevete.
-</p>
-
-<p>
-Ed avvicinò il bicchiere alle labbra della giovine; che
-bevve macchinalmente.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! non è così, che io voleva vendicarmi, disse
-milady con un sorriso infernale, rimettendo il bicchiere
-sulla tavola, in fede mia! si fa quello che si può.
-</p>
-
-<p>
-E tosto si slanciò fuori dell'appartamento.
-</p>
-
-<p>
-La sig. Bonacieux la guardò fuggire senza poter seguirla;
-essa era come quelle genti che sognano di essere
-perseguitate e tentano invano di camminare.
-</p>
-
-<p>
-Passarono alcuni minuti, un rumore spaventevole
-rintronò; ad ogni istante la sig. Bonacieux si aspettava
-di vedere ricomparire milady, che non ritornava.
-</p>
-
-<p>
-Molte volte, forse dal terrore, un freddo sudore colò
-dalla sua fronte ardente.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span>
-</p>
-
-<p>
-Finalmente, s'intese il rumore della porta che si apriva;
-quindi quello degli stivali e degli speroni che salivano
-le scale; successe un gran mormorio di voci che
-andavano avvicinandosi, in mezzo alle quali le sembrava
-di sentir pronunciare il suo nome.
-</p>
-
-<p>
-Ad un tratto gettò un gran grido di gioia, e si slanciò
-verso la porta: essa aveva riconosciuto la voce di
-d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— D'Artagnan! d'Artagnan! gridò ella, siete voi? per
-di qui!
-</p>
-
-<p>
-— Costanza! rispose il giovane, dove siete voi? mio
-Dio!
-</p>
-
-<p>
-Nello stesso momento la porta della cella cedè all'urto,
-anzichè aprirsi. Molti uomini si precipitarono nella
-camera, la sig. Bonacieux era caduta sopra una sedia,
-senza poter fare un movimento.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan gettò una pistola che aveva ancor fumante
-in mano, e cadde in ginocchio davanti alla sua innamorata.
-Athos rimise la sua alla cintura; Porthos e
-Aramis, che tenevano le spade nude, le rimisero nel
-fodero.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! d'Artagnan, mio diletto d'Artagnan, tu dunque
-vieni finalmente! tu non mi avevi ingannata; sei
-veramente tu!
-</p>
-
-<p>
-— Sì, sì. Costanza. Finalmente siamo riuniti!
-</p>
-
-<p>
-— Oh! <i>ella</i> aveva un bel dire che tu non saresti venuto,
-io sperava sordamente; io non ho voluto fuggire.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! come ho fatto bene! come sono felice!
-</p>
-
-<p>
-A questa parola <i>ella</i>, Athos, che si era seduto tranquillamente,
-si alzò ad un tratto.
-</p>
-
-<p>
-— <i>Ella</i>? chi <i>ella</i>? domandò d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— La mia compagna quella che per amicizia voleva
-sottrarmi ai miei persecutori; quella che, prendendovi
-per guardie del ministro si è data alla fuga.
-</p>
-
-<p>
-— La vostra compagna, gridò d'Artagnan diventando
-più pallido del velo bianco della sua amica; di qual
-compagna volete voi parlare?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Di quella la di cui carrozza stava alla porta; di
-una donna che si dice vostra amica, d'Artagnan; di quella
-donna a cui avete raccontato tutto.
-</p>
-
-<p>
-— Il suo nome! gridò d'Artagnan; mio Dio! non sapete
-voi il suo nome?
-</p>
-
-<p>
-— Lo sapeva! fu pronunciato avanti a me; aspettate;
-ma che cosa è questo... mio Dio! la testa si confonde,
-io non ci vedo più.
-</p>
-
-<p>
-— A me! amici miei, a me! le sue mani sono di gelo,
-gridò d'Artagnan; ella sta male. Gran Dio, ella perde
-i sentimenti.
-</p>
-
-<p>
-Nel mentre che Porthos chiamava soccorso in tutta
-la forza della sua voce, Aramis corse alla tavola per
-prendere un bicchier d'acqua, ma si fermò vedendo l'orribile
-alterazione del viso di Athos, che in piedi, davanti
-alla tavola, coi capelli irti, i lineamenti agghiacciati
-per lo stupore, guardava uno dei bicchieri, e sembrava
-in preda al dubbio il più orribile.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! diceva Athos, oh! no! è impossibile! Dio non
-permetterà un simile delitto!
-</p>
-
-<p>
-— Dell'acqua! dell'acqua! gridava d'Artagnan, dell'acqua!
-</p>
-
-<p>
-— Oh! povera donna! oh! povera donna! mormorava
-Athos con voce dolorosa.
-</p>
-
-<p>
-La signora Bonacieux riaprì gli occhi sotto i baci
-di d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Essa ritorna in se! gridò il giovane, oh! mio Dio!
-mio Dio! io ti ringrazio!
-</p>
-
-<p>
-— Signora, disse Athos, signora, in nome del cielo,
-chi ha bevuto in questo bicchiere vuoto?
-</p>
-
-<p>
-— Io, signore, rispose la giovane con voce moribonda.
-</p>
-
-<p>
-— Ma chi ha versato il vino che era in questo bicchiere?
-</p>
-
-<p>
-— <i>Ella.</i>
-</p>
-
-<p>
-— Ma, chi era questa <i>ella</i>?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ah! ora mi sovvengo, disse la sig. Bonacieux: la
-contessa de Winter.
-</p>
-
-<p>
-I quattro amici mandarono un solo ed unico grido
-ma quello di Athos dominò sopra gli altri.
-</p>
-
-<p>
-In quel momento il viso della sig. Bonacieux divenne
-livido, un dolor sordo l'atterrò, e cadde fra le braccia
-di Porthos e d'Aramis.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan afferrò le mani di Athos con una angoscia
-impossibile a descriversi.
-</p>
-
-<p>
-— E che! diss'egli tu credi?...
-</p>
-
-<p>
-La sua voce si estinse in un singulto.
-</p>
-
-<p>
-— Io credo tutto, disse Athos mordendosi le labbra
-fino al sangue.
-</p>
-
-<p>
-— D'Artagnan, d'Artagnan, gridò la signora Bonacieux,
-ove sei tu? non mi lasciare, tu vedi bene che io
-muoio!.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan lasciò le mani di Athos e corse ad essa.
-</p>
-
-<p>
-Il suo viso, così bello, era tutto sconvolto, i suoi occhi
-vitrei non avevano più lo sguardo, un tremito convulsivo
-agitava tutto il suo corpo, il sudore grondava
-dalla sua fronte.
-</p>
-
-<p>
-— In nome del Cielo, correte, chiamate Porthos, Aramis,
-chiamate soccorso!
-</p>
-
-<p>
-— Inutile, disse Athos, inutile, il veleno che essa versa
-non ha contravveleno.
-</p>
-
-<p>
-— Si, sì, soccorso! soccorso! mormorava la sig. Bonacieux;
-soccorso!
-</p>
-
-<p>
-Poi, riunendo tutte le sue forze, prese la testa del giovane
-moschettiere fra le sue mani, la guardò un istante,
-come se l'anima sua fosse passata per quello sguardo, e, con
-un grido, singhiozzando, appoggiò le sue labbra
-su quelle dell'amico.
-</p>
-
-<p>
-— Costanza! Costanza! gridò d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-Un sospiro sfuggì dalla bocca della signora Bonacieux,
-sfiorando quella di d'Artagnan; questo sospiro
-<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span>
-era quello di quell'anima così casta e così innamorata,
-che saliva al cielo.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan non stringeva più fra le sue braccia che
-un cadavere.
-</p>
-
-<p>
-Il giovane mandò un grido e cadde vicino alla sua
-bella, tanto pallido ed agghiacciato, quanto essa.
-</p>
-
-<p>
-Porthos pianse: Athos mostrò il pugno al cielo: Aramis
-si fece il segno della croce.
-</p>
-
-<p>
-In questo momento comparve un uomo sulla porta,
-quasi tanto pallido quanto lo erano quelli che stavano
-in camera; egli guardò intorno a se, vide la sig. Bonacieux
-morta e d'Artagnan svenuto.
-</p>
-
-<p>
-Egli comparve in quell'istante di stupore, che segue
-le grandi catastrofi.
-</p>
-
-<p>
-— Io non mi sono ingannato, disse colui; egli è il sig.
-d'Artagnan, e voi sarete i suoi amici, i signori Athos,
-Porthos ed Aramis.
-</p>
-
-<p>
-Quelli, i di cui nomi erano stati pronunziati, guardarono
-lo straniero con meraviglia; sembrava a tutti e
-tre di riconoscerlo.
-</p>
-
-<p>
-— Signori, riprese il nuovo venuto, voi siete senza
-fallo come me alla ricerca di una donna che, aggiunse
-egli con un terribile sorriso, deve essere passata per
-di qui, poichè vi vedo un cadavere.
-</p>
-
-<p>
-I tre amici rimasero muti; soltanto alla voce ed al
-viso si ricordavano di un uomo; che avevano già veduto,
-ma non potevano ricordarsi in quale circostanza.
-</p>
-
-<p>
-— Signori, continuò lo straniero, poichè non potete,
-o non volete riconoscere un uomo, che probabilmente
-vi deve per due volte la vita; bisogna bene che io mi
-nomini: io sono lord de Winter, il cognato di quella
-donna.
-</p>
-
-<p>
-I tre amici gettarono un grido di sorpresa.
-</p>
-
-<p>
-Athos si alzò e gli stese la mano.
-</p>
-
-<p>
-— Siate il ben venuto, milord, diss'egli, voi siete dei
-nostri.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Io sono partito cinque ore dopo di essa da Portsmouth,
-disse lord de Winter, sono giunto tre ore dopo
-di essa a Boulogne; l'ho fallita di venti minuti a Saint-Omer;
-finalmente, a Lilliers, ho perduto le sue tracce.
-Io andava a caso, informandomi presso tutti, quando
-vi ho veduti passare al galoppo; ho riconosciuto il
-signor d'Artagnan, vi ho chiamati; voi non mi avete risposto;
-volli seguirvi, ma, il mio cavallo era troppo
-stanco per andare colla stessa corsa dei vostri, e frattanto
-sembra che, ad onta della fretta che avevate, siate
-giunti ancora troppo tardi.
-</p>
-
-<p>
-— Voi lo vedete, disse Athos mostrando a lord de
-Winter la signora Bonacieux morta e d'Artagnan svenuto,
-che Porthos ed Aramis cercavano di richiamare
-in vita.
-</p>
-
-<p>
-— Sono dunque essi morti entrambi? domandò freddamente
-lord de Winter.
-</p>
-
-<p>
-— No, fortunatamente, rispose Athos, d'Artagnan
-non è che svenuto.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! tanto meglio! disse lord de Winter.
-</p>
-
-<p>
-Infatti, in quel momento d'Artagnan riapriva gli
-occhi.
-</p>
-
-<p>
-Egli si sciolse dalle braccia di Porthos e di Aramis,
-e si gettò come un insensato sul corpo della sua innamorata.
-</p>
-
-<p>
-Athos si alzò, andò verso il suo amico con passo lento
-e solenne, lo abbracciò teneramente, e, siccome egli
-dava in singulti, gli disse con la sua voce così nobile
-e così persuasiva:
-</p>
-
-<p>
-— Amico, sii uomo: le donne piangono i morti, gli
-uomini li vendicano.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! sì, disse d'Artagnan, sì, se è per vendicarla,
-io sono pronto a seguirvi.
-</p>
-
-<p>
-Athos approfittò di questi momenti di forza, che la
-speranza della vendetta rendeva al suo disgraziato amico,
-per far segno a Porthos e ad Aramis di andare
-a cercare la superiora.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span>
-</p>
-
-<p>
-I due amici la incontrarono nel corridoio, ancora
-tutta turbata e spaventata da tanti avvenimenti; essa
-chiamò alcune religiose, che, contro tutte le regole
-monastiche vennero alla presenza di cinque uomini.
-</p>
-
-<p>
-— Signora, disse Athos passando il braccio di d'Artagnan
-sotto il suo, noi abbandoniamo alle vostre pietose
-cure il corpo di questa disgraziata donna. Essa
-fu un angiolo sulla terra, prima di andare ad essere un
-angiolo in cielo. Trattatela come una delle vostre sorelle:
-noi ritorneremo un giorno a pregare sulla sua
-tomba.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan nascose il suo viso contro il petto di
-Athos fondendosi in lagrime.
-</p>
-
-<p>
-— Piangi, disse Athos, piangi, cuore pieno di amore,
-di gioventù, di vita. Ah! io vorrei pianger come
-te!
-</p>
-
-<p>
-E trascinò il suo amico, come un padre affettuoso,
-come un prete consolatore, come un grand'uomo che
-ha molto sofferto.
-</p>
-
-<p>
-Tutti e cinque, seguiti dai loro lacchè che tenevano
-i cavalli per le redini, si avanzarono allora verso
-la città di Béthune, di cui scorgevasi il sobborgo, e si
-fermarono davanti al primo albergo che ritrovarono.
-</p>
-
-<p>
-— Ma, disse d'Artagnan, non perseguiteremo noi
-quella donna?
-</p>
-
-<p>
-— Più tardi, disse Athos; debbo prendere prima alcune
-misure.
-</p>
-
-<p>
-— Essa ci sfuggirà, riprese il giovane, essa ci sfuggirà,
-Athos, e sarà colpa tua.
-</p>
-
-<p>
-— Io rispondo di lei, disse Athos.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan aveva una tal confidenza nella parola
-del suo amico, che abbassò la testa, entrò nell'albergo
-senza risponder niente.
-</p>
-
-<p>
-Porthos e Aramis si guardavano, non comprendendo
-niente sulla assicurazione di Athos.
-</p>
-
-<p>
-Lord de Winter credeva che egli parlasse così, per
-calmare il dolore di d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ora, signori, disse Athos, allorquando si fu assicurato
-che vi erano cinque camere libere nell'albergo,
-ritiriamoci ciascuno nella nostra. D'Artagnan ha bisogno
-di restar solo per piangere, e voi per dormire.
-Io mi incarico di tutto, siate tranquilli.
-</p>
-
-<p>
-— Mi sembra però, disse lord de Winter che, se vi
-è qualche misura da prendere contro la contessa, ciò
-debba riguardare me pure; essa è mia cognata.
-</p>
-
-<p>
-— Ed essa è mia moglie! disse Athos.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan fremette, poichè comprese che Athos
-era sicuro della sua vendetta, mentre rivelava un tal
-secreto; Porthos ed Aramis si guardarono impallidendo,
-lord de Winter pensò che Athos fosse pazzo.
-</p>
-
-<p>
-— Ritiratevi dunque, disse Athos, e lasciatemi fare;
-voi vedete bene che, nella mia qualità di marito,
-ciò mi riguarda. Soltanto, d'Artagnan, se non lo avete
-perduto, rimettetemi quel foglio che è sfuggito
-dal cappello di quell'uomo, e sul quale sta scritto il
-nome di una città.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! disse d'Artagnan, ora comprendo; questo
-nome scritto di sua mano...
-</p>
-
-<p>
-— Vedi bene, disse Athos, che vi è un Dio nel
-Cielo!
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap64">CAPITOLO LXIV.
-<span class="smaller">L'UOMO DAL MANTELLO ROSSO</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-La disperazione di Athos aveva dato posto ad un
-dolore concentrato, che rendeva ancor più chiare e
-più brillanti le qualità di questo uomo.
-</p>
-
-<p>
-Tutto intento ad un solo pensiero, quello della promessa
-che aveva fatta e della responsabilità che aveva
-presa, egli si ritirò per ultimo nella sua camera,
-pregò l'albergatore di procurargli una carta della provincia,
-vi si curvò sopra, studiò le linee tracciate, riconobbe
-che quattro strade differenti si portavano da
-<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span>
-Béthune ad Armentières. E fece chiamare i quattro
-lacchè.
-</p>
-
-<p>
-Planchet, Grimaud, Mousqueton e Bazin si presentarono
-e ricevettero gli ordini chiari, puntuali e gravi
-di Athos. Essi dovevano partire alla punta del giorno
-dell'indomani, e portarsi ad Armentières, ciascuno
-per una strada differente. Planchet, il più intelligente
-dei quattro, doveva seguir quella che aveva presa
-la carrozza, sulla quale i tre amici avevano tirato,
-e che era accompagnata, si ricorderà, dal domestico
-di Rochefort.
-</p>
-
-<p>
-Athos mise i lacchè in campagna, primieramente
-perchè, dal momento che questi erano entrati al servizio
-suo e dei suoi amici, si era riconosciuto in loro
-delle qualità differenti ed essenziali; poi de' lacchè che
-interrogano, inspirano sempre nei paesani minor diffidanza
-dei loro padroni, e trovano maggior simpatia
-presso quelli ai quali s'indirizzano.
-</p>
-
-<p>
-Finalmente, milady conosceva i padroni nel mentre
-ch'essa non conosceva i servitori. Al contrario i servitori
-conoscevano tutti perfettamente milady.
-</p>
-
-<p>
-Tutti e quattro dovevano ritrovarsi alle undici antimeridiane
-in un punto indicato. Se avevano scoperto
-il luogo di ritirata di milady, tre rimanevano a guardarla,
-e il quarto ritornava a Béthune, per prevenire
-Athos, e servir di guida ai tre amici.
-</p>
-
-<p>
-Prese queste disposizioni, anche i servi si ritirarono.
-</p>
-
-<p>
-Athos allora si alzò dalla sedia, cinse la spada, si avviluppò
-nel mantello, e uscì dall'albergo; erano circa
-dieci ore di sera; si sa, in provincia le strade sono poco
-frequentate. Athos visibilmente cercava però qualcuno
-a cui potere indirizzare la parola. Finalmente incontrò
-un passaggiero ritardato, si avvicinò a lui e gli disse
-alcune parole. L'uomo al quale si era indirizzato indietreggiò
-con terrore; però rispose alle parole del moschettiere
-per mezzo di una indicazione. Athos offerse
-<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span>
-a questo uomo una mezza doppia per accompagnarlo;
-ma questi si rifiutò.
-</p>
-
-<p>
-Allora s'internò nelle strade che l'indicatore aveva
-designate col dito; ma giunto ad una croce-via si fermò
-di nuovo visibilmente imbarazzato; nella lusinga
-però che quivi passasse più facilmente qualcuno, si fermò.
-Di fatto, dopo pochi minuti passò un vigile della
-notte. Athos gli ripetè la stessa interrogazione che
-aveva già fatta alla prima persona incontrata. Il vigile
-lasciò scorgere lo stesso terrore, rifiutò egli pure di
-accompagnare Athos, e gli mostrò colla mano la via
-che doveva seguire.
-</p>
-
-<p>
-Athos camminò nella direzione mostrata, giunse al
-sobborgo indicato, nell'estremità opposta della città e
-del luogo ov'era alloggiato, in compagnia dei suoi amici.
-Là, parve di nuovo inquieto ed imbarazzato, e per
-la terza volta si fermò.
-</p>
-
-<p>
-Fortunatamente passava un mendicante, che si accostò
-ad Athos per dimandargli l'elemosina. Athos gli
-offerse uno scudo per accompagnarlo ove voleva andare;
-il mendicante esitò un istante, ma alla vista della
-moneta di argento che brillava nell'oscurità, si decise
-e camminò davanti ad Athos.
-</p>
-
-<p>
-Giunto all'angolo di una strada, gli mostrò di lontano
-una piccola casa, isolata solitaria e trista. Athos si
-avvicinò ad essa, nel mentre che il mendicante, il quale
-aveva ricevuto il suo salario, si allontanava a tutte
-gambe.
-</p>
-
-<p>
-Egli vi girò attorno per poter distinguere la porta
-in mezzo al color rossastro di cui era dipinta tutta quella
-casa. Nessun lume appariva attraverso le fenditure
-delle gelosie, nessun rumore poteva far supporre che
-questa casa fosse abitata; essa era muta e cupa come
-una tomba.
-</p>
-
-<p>
-Tre volte Athos battè senza che gli fosse risposto.
-Al terzo colpo, però, s'intesero dei passi avvicinarsi;
-<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span>
-finalmente la porta fu mezza aperta, e un uomo di alta
-statura, di colorito pallido, coi capelli e la barba nera,
-comparve.
-</p>
-
-<p>
-Athos e lui si cambiarono alcune parole a voce bassa,
-quindi l'uomo di alta statura fece segno al moschettiere
-che poteva entrare.
-</p>
-
-<p>
-L'uomo che Athos era venuto a cercare, e che aveva
-ritrovato con tanta pena, lo fece entrare in un laboratorio,
-in cui era occupato al legare con dei fili di
-ferro le ossa di uno scheletro. Tutto il corpo era già
-legato, la sola testa stava sopra la tavola.
-</p>
-
-<p>
-Tutto il resto del mobilio indicava che quest'uomo
-si occupava di scienze naturali; vi erano dei vasi di
-vetro pieni di serpenti, coi loro bigliettini indicanti le
-specie; delle lucertole diseccate, risplendenti come gli
-smeraldi, e attaccate sopra una tavola nera. Finalmente
-dei fasci di erbe selvatiche, odorifere, e senza dubbio
-dotate di virtù sconosciute al volgare degli uomini, erano
-attaccati al soffitto, e discendevano negli angoli dell'appartamento.
-</p>
-
-<p>
-Del resto nessun individuo di famiglia, nessun servitore:
-l'uomo di alta statura abitava solo in quella
-casa.
-</p>
-
-<p>
-Athos gettò un colpo d'occhio freddo ed indifferente
-su tutti gli oggetti che abbiamo descritti, e dopo l'invito
-di quello che era andato a ritrovare, si assise vicino
-a lui.
-</p>
-
-<p>
-Allora gli spiegò la causa della sua visita ed il servigio
-che reclamava: ma appena egli ebbe esposta la
-sua domanda, che lo sconosciuto, che era rimasto in
-piedi davanti al moschettiere rinculò pel terrore e si
-rifiutò. Allora Athos cavò di saccoccia un piccolo pezzo
-di carta su cui erano scritte due righe, accompagnate
-da una firma e da un sigillo, e lo presentò a quello
-che dava troppo prematuramente dei segni di ripugnanza.
-L'uomo dall'alta statura, appena ebbe lette le
-<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span>
-due linee, vista la sottoscrizione, e riconosciuto il sigillo,
-s'inchinò in segno di non avere altra obbiezione
-a fare, e di essere pronto ad obbedirlo.
-</p>
-
-<p>
-Athos non chiese di più, si alzò, uscì, riprese andandosene, la
-strada che aveva fatta nel venire, rientrò nell'albergo,
-e si chiuse nella sua camera.
-</p>
-
-<p>
-Alla punta del giorno d'Artagnan entrò da lui, e gli
-chiese che cosa si doveva fare.
-</p>
-
-<p>
-— Aspettare, rispose Athos.
-</p>
-
-<p>
-Alcuni istanti dopo, la superiora del monastero fece
-prevenire i moschettieri che i funerali della vittima di
-milady avrebbero avuto luogo nel mezzogiorno. In
-quanto alla avvelenatrice, non se ne erano ricevute notizie,
-soltanto ch'essa aveva dovuto fuggire dal giardino,
-nella sabbia del quale si erano riconosciute le impronte
-dei piedi di milady, e del quale si era ritrovata la porta chiusa:
-quanto alla chiave, era scomparsa.
-</p>
-
-<p>
-All'ora indicata, lord de Winter ed i quattro amici
-si portarono al convento; le campane suonavano a tutta
-tratta, la cappella era aperta, la sola gelosia del coro
-era chiusa. Il corpo era esposto nel mezzo del coro,
-vestito degli abiti di novizia. Da ciascun lato di esso, e
-dietro le gelosie che comunicavano col convento, era
-tutta la comunità delle Carmelitane che di là ascoltava
-l'ufficio divino, e univa il suo canto al canto dei preti,
-senza vedere i profani e senza essere veduta.
-</p>
-
-<p>
-Alla porta della cappella d'Artagnan sentì venirgli
-meno il coraggio, si voltò per cercare Athos, ma Athos
-era scomparso.
-</p>
-
-<p>
-Fedele alla sua missione di vendetta; si era fatto accompagnare
-in giardino, e là, sulla sabbia seguiva il
-passo leggiero di questa donna, che aveva lasciata una
-traccia sanguinosa ovunque era passata; si avanzò fino
-alla porta che metteva nel bosco, se la fece aprire, si
-internò nella foresta.
-</p>
-
-<p>
-Allora tutti i suoi dubbi si confermarono; la strada
-<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span>
-per la quale era passata la carrozza fuggendo, circondava
-la foresta. Athos seguì questo sentiero con gli occhi
-fissi al suolo; alcune piccole macchie di sangue,
-sparse o dall'uomo che serviva la carrozza come postiglione,
-o da uno dei cavalli, tracciavano qua e là la
-strada. In capo a tre quarti di lega a cinquanta passi
-circa da Festubet, compariva una macchia di sangue
-più grande. Il suolo era coperto di impronte di ferri di
-cavalli. Fra la foresta e questo luogo denunciatore, un
-poco più addietro delle peste dei cavalli, si scopriva la
-stessa traccia di piede che fu ritrovata in giardino.
-</p>
-
-<p>
-La carrozza si era qui fermata.
-</p>
-
-<p>
-In questa direzione milady era uscita dal bosco ed
-era salita in carrozza.
-</p>
-
-<p>
-Soddisfatto di questa scoperta, che confermava tutte
-le sue congetture, Athos ritornò all'albergo, e ritrovò
-Planchet che lo aspettava con impazienza.
-</p>
-
-<p>
-Tutto era avvenuto come lo aveva preveduto Athos.
-</p>
-
-<p>
-Planchet aveva seguita la stessa strada, aveva rimarcate
-le stesse tracce di sangue, come Athos; aveva
-riconosciuto il luogo ove si erano fermati i cavalli; ma
-era andato più avanti di Athos, di modo che, nel villaggio
-di Festubert, bevendo in un'osteria, e senza
-bisogno d'interrogare nessuno, aveva saputo che circa
-alle otto e mezzo della sera innanzi, un uomo ferito,
-che accompagnava una dama che viaggiava in legno di
-posta, era stato obbligato di fermarsi, non potendo
-andare più avanti. L'accidente veniva attribuito ai ladri
-che avevano voluto fermare la carrozza nel bosco.
-L'uomo era rimasto nel villaggio, e la dama aveva
-cambiati i cavalli e aveva continuata la sua strada.
-</p>
-
-<p>
-Planchet si mise in cerca del postiglione che aveva
-condotta la carrozza, e lo ritrovò. Egli aveva condotta
-la dama fino a Fromelles e da Fromelles era partita per
-Armentières. Planchet prese una strada traversa e a
-sette ore del mattino egli era ad Armentières.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span>
-</p>
-
-<p>
-Non vi era che un albergo, quello della posta. Planchet
-andò a presentarvisi come un lacchè senza padrone,
-che cercava un posto. Non erano dieci minuti che
-parlava coi servi dell'albergo, che sapeva giù che una
-donna sola era arrivata alle undici di sera, aveva presa
-una camera, aveva fatto venire il padrone dell'albergo,
-e gli aveva detto che desiderava di dimorare per qualche
-tempo nelle vicinanze.
-</p>
-
-<p>
-Planchet non aveva bisogno di saperne di più. Corse
-al luogo dell'appuntamento, trovò gli altri tre lacchè,
-esatti al loro posto, li condusse, li situò in sentinella
-a tutte le uscite dell'albergo e ritornò da Athos,
-che terminava di ricevere le informazioni di Planchet,
-quando rientrarono i suoi amici.
-</p>
-
-<p>
-Tutti i visi erano tetri, perfino il dolce viso di Aramis.
-</p>
-
-<p>
-— Che cosa dobbiamo fare? domandò d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Aspettare, rispose Athos.
-</p>
-
-<p>
-Ciascuno si ritirò, nella sua camera.
-</p>
-
-<p>
-Alle otto ore di sera, Athos dette l'ordine d'insellare
-i cavalli, fece prevenire lord de Winter e i suoi amici
-di tenersi pronti per la spedizione.
-</p>
-
-<p>
-In un istante tutti e cinque furono all'ordine; ciascuno
-visitò le sue armi e le preparò. Athos discese
-per ultimo e trovò d'Artagnan di già a cavallo, che si
-impazientava.
-</p>
-
-<p>
-— Pazienza, disse Athos, ci manca ancora qualcuno.
-</p>
-
-<p>
-I quattro cavalieri si guardarono intorno con meraviglia,
-poichè cercavano inutilmente nel loro spirito
-chi era quello che poteva mancare.
-</p>
-
-<p>
-— Aspettatemi, diss'egli, io ritornerò subito.
-</p>
-
-<p>
-E partì al galoppo.
-</p>
-
-<p>
-Un quarto d'ora dopo ritornò effettivamente accompagnato
-da un uomo mascherato, avvolto in un gran
-mantello rosso.
-</p>
-
-<p>
-Lord de Winter ed i tre moschettieri s'interrogarono
-con lo sguardo. Nessuno di loro potè informare gli
-<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span>
-altri, perchè tutti ignoravano chi era quest'uomo.
-Tutti però pensarono che la faccenda dovesse andare
-così: poichè la faccenda era diretta da Athos.
-</p>
-
-<p>
-A nove ore, guidati da Planchet, la cavalcata si mise
-in viaggio prendendo il cammino che aveva seguito
-la carrozza.
-</p>
-
-<p>
-Era un tristo spettacolo quello di questi sei uomini,
-che correvano in silenzio, immersi tutti nei proprii
-pensieri, cupi come la disperazione, tetri come il gastigo.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap65">CAPITOLO LXV.
-<span class="smaller">IL GIUDIZIO</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Era una notte tempestosa e oscura; grossi nuvoloni
-percorrevano il cielo, velando la chiarezza delle stelle.
-La luna non doveva alzarsi che alla mezzanotte.
-</p>
-
-<p>
-Alcune volte, al chiarore dei lampi che rischiaravano
-l'orizzonte, si scorgeva la strada che si presentava
-bianca e solitaria, quindi spento il chiarore, tutto ritornava
-nell'oscurità.
-</p>
-
-<p>
-Ad ogni tanto, Athos invitava d'Artagnan a mettersi
-in fila, perchè andava sempre qualche passo avanti,
-ma dopo un istante di obbedienza, ritornava nuovamente
-avanti. Non aveva che un pensiero, ed era quello
-di andare avanti, e vi andava.
-</p>
-
-<p>
-Traversarono in silenzio il villaggio di Festubert,
-ove era rimasto il domestico ferito: poscia traversarono
-il bosco di Rochebourg. Giunti ad Herlier, Planchet,
-che dirigeva sempre la colonna, prese a sinistra.
-</p>
-
-<p>
-Diverse volte, sia lord de Winter, sia Porthos, sia
-Aramis tentarono di attaccare il discorso coll'uomo dal
-mantello rosso; ma ad ogni interrogazione che gli veniva
-fatta, si era inchinato senza rispondere. I viaggiatori
-avevano capito allora che vi doveva essere qualche
-ragione perchè lo sconosciuto conservasse il silenzio,
-e cessarono dal volgergli il discorso.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span>
-</p>
-
-<p>
-D'altronde, l'uragano ingrossava, i lampi si succedevano
-rapidamente, il tuono cominciava a rumoreggiare,
-e il vento precursore del temporale, fischiava a più
-potere.
-</p>
-
-<p>
-La cavalcata prese il gran trotto.
-</p>
-
-<p>
-Un poco al di là di Formelles; l'uragano scoppiò. Furono
-spiegati i mantelli; restavano ancora tre leghe da
-farsi; furono fatte sotto un torrente di pioggia.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan si era tolto il cappello, e non aveva spiegato
-il mantello; trovava piacere a lasciarsi irrigare
-la fronte ardente e il corpo agitato dai brividi della
-febbre.
-</p>
-
-<p>
-Al momento in cui la piccola truppa aveva oltrepassato
-Coskal, e stava per giungere alla posta, un uomo
-addossato ad un albero si staccò dal tronco col quale
-era stato confuso nell'oscurità, e si avanzò fino in mezzo
-alla strada, mettendosi il dito sulle labbra.
-</p>
-
-<p>
-Athos riconobbe Grimaud.
-</p>
-
-<p>
-— Che vi è dunque! gridò d'Artagnan, avrebb'ella
-lasciato Armentières?
-</p>
-
-<p>
-Grimaud fece colla testa un segno affermativo. D'Artagnan
-ruotò i denti.
-</p>
-
-<p>
-— Silenzio d'Artagnan! disse Athos. Sono io che mi
-sono incaricato di tutto; sta dunque a me l'interrogare
-Grimaud. Dov'è essa? domandò a Grimaud.
-</p>
-
-<p>
-Grimaud stese la mano nella direzione della Lys.
-</p>
-
-<p>
-— Lungi di qui? domandò Athos.
-</p>
-
-<p>
-Grimaud presentò al suo padrone il suo indice piegato.
-</p>
-
-<p>
-— Soltanto? domandò Athos.
-</p>
-
-<p>
-Grimaud fece segno di sì.
-</p>
-
-<p>
-— Signori, disse, Athos, essa è una mezza lega di qui
-nella direzione del fiume.
-</p>
-
-<p>
-— Sta bene disse d'Artagnan: conduceteci Grimaud.
-</p>
-
-<p>
-Grimaud si mise ad attraversare i campi, e servì di
-guida alla cavalcata.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span>
-</p>
-
-<p>
-In capo a cinquecento passi, si ritrovò un ruscello
-che fu traversato a guado.
-</p>
-
-<p>
-Al chiarore di un lampo, fu scoperto il villaggio d'Erquinhein.
-</p>
-
-<p>
-— È forse là? domandò d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-Grimaud scosse la testa in segno negativo.
-</p>
-
-<p>
-— Silenzio dunque! disse Athos.
-</p>
-
-<p>
-E la truppa continuò il cammino.
-</p>
-
-<p>
-Balenò un altro lampo; Grimaud stese le braccia, ed
-al chiarore rossastro di un serpente di fuoco, si distinse
-una piccola casa isolata, vicina al fiume, a cento passi
-dal battello di traghetto.
-</p>
-
-<p>
-Una finestra era illuminata.
-</p>
-
-<p>
-— Noi ci siamo, disse Athos.
-</p>
-
-<p>
-In questo momento, un uomo nascosto in un fosso
-si alzò: era Mousqueton, il quale mostrò col dito la finestra
-illuminata.
-</p>
-
-<p>
-— Essa è là, diss'egli.
-</p>
-
-<p>
-— E Bazin? domandò Athos.
-</p>
-
-<p>
-— Nel mentre che io guardava la finestra, egli guardava
-la porta.
-</p>
-
-<p>
-— Bene! disse Athos, voi siete tutti fedeli servitori.
-</p>
-
-<p>
-Athos saltò da cavallo e consegnò le redini a Grimaud;
-quindi si avanzò sotto la finestra, dopo aver fatto
-segno al resto della sua truppa di girare dalla parte
-della porta.
-</p>
-
-<p>
-La piccola casa era circondata da una siepe foltissima,
-alta circa tre piedi. Athos l'oltrepassò, giunse fino
-alla finestra priva di sportelli al di fuori, ma le di
-cui mezze tendine erano esattamente tirate.
-</p>
-
-<p>
-Egli montò sul suo parapetto di pietra affinchè il suo
-occhio potesse oltrepassare l'altezza delle mezze tendine.
-</p>
-
-<p>
-Al chiarore di una lampada, egli vide una donna avviluppata
-in un gran manto di colore scuro, seduta sopra
-uno sgabello, vicino ad un fuoco quasi spento. I
-<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span>
-suoi gomiti erano appoggiati sopra una cattiva tavola,
-ed, essa appoggiava la sua testa sopra ambe le mani,
-bianche come l'avorio.
-</p>
-
-<p>
-Non si poteva distinguere il suo viso, ma un sorriso
-sinistro passò sulle labbra di Athos. Non vi era da ingannarsi:
-quella era la donna che egli cercava.
-</p>
-
-<p>
-In questo momento, un cavallo nitrì. Milady alzò la
-testa, vide dietro ai vetri il pallido viso di Athos, e
-mandò un grido.
-</p>
-
-<p>
-Athos capì che era stato riconosciuto, spinse la finestra
-col ginocchio e colla mano; questa cedè, i vetri si
-ruppero, e Athos, simile allo spettro della vendetta,
-saltò nel mezzo della camera, milady corse alla porta e
-l'aprì. Più pallido e più minaccioso ancora di Athos,
-d'Artagnan stava sulla soglia.
-</p>
-
-<p>
-Milady indietreggiò mandando un grido; d'Artagnan,
-credendo ch'essa avesse qualche mezzo di evasione, e
-temendo che loro non fuggisse, levò una pistola dalla
-sua cintola. Ma Athos alzò la mano:
-</p>
-
-<p>
-— Rimettete quell'arme al suo posto, d'Artagnan,
-disse egli; è necessario che questa donna sia giudicata
-e non assassinata. Aspettate ancora, d'Artagnan, e tutti
-sarete soddisfatti!
-</p>
-
-<p>
-— Entrate, o signori.
-</p>
-
-<p>
-E d'Artagnan obbedì, perchè Athos aveva la voce
-solenne e il gesto possente di un giudice supremo. Dietro
-a d'Artagnan, entrarono Porthos, Aramis, Lord de
-Winter, e l'uomo dal mantello rosso.
-</p>
-
-<p>
-I quattro servitori guardavano la porta e le finestre.
-</p>
-
-<p>
-Milady era ricaduta sul suo seggio colle mani stese,
-come per scongiurare questa terribile apparizione. Scorgendo
-suo cognato, essa gettò un grido terribile.
-</p>
-
-<p>
-— Chi domandate voi? gridò milady.
-</p>
-
-<p>
-— Noi domandiamo, disse Athos, Anna de Breuille,
-che prima si è chiamata la contessa della Fère, poi lady
-de Winter baronessa de Souffield.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Sono io, mormorò essa al colmo dello stupore, che
-volete da me?
-</p>
-
-<p>
-— Vogliamo giudicarvi secondo i vostri delitti, disse
-Athos, voi sarete libera di difendervi; giustificatevi,
-se potete. Signor d'Artagnan, spetta a voi di accusarla
-pel primo.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan si avanzò.
-</p>
-
-<p>
-— Davanti a Dio e davanti agli uomini, disse egli io
-accuso questa donna di avere avvelenata Costanza Bonacieux,
-morta ieri sera.
-</p>
-
-<p>
-Egli si voltò verso Porthos ed Aramis.
-</p>
-
-<p>
-— Lo attestiamo, dissero con un sol movimento i due
-moschettieri.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan continuò:
-</p>
-
-<p>
-— Davanti a Dio e davanti agli uomini, io accuso
-questa donna di avere voluto avvelenarmi col vino, che
-mi aveva inviato da Villeroy con una falsa lettera, come
-se il vino mi fosse stato mandato dai miei amici;
-Dio mi salvò, ma un uomo è morto in mia vece che si
-chiamava Brisemont.
-</p>
-
-<p>
-— Lo attestiamo, dissero colla stessa voce Porthos
-ed Aramis.
-</p>
-
-<p>
-— Davanti a Dio e davanti agli uomini, proseguì
-d'Artagnan, io accuso questa donna di avermi spinto all'uccisione
-del barone de Wardes, e siccome non vi è
-alcuno per attestare la verità di quest'accusa, l'attesto
-da me stesso. Ho detto.
-</p>
-
-<p>
-E d'Artagnan passò dall'altra parte della camera, con
-Porthos ed Aramis.
-</p>
-
-<p>
-— A voi, milord, disse Athos.
-</p>
-
-<p>
-Il barone si avvicinò a sua volta.
-</p>
-
-<p>
-— Davanti a Dio e davanti agli uomini, disse egli, io
-accuso questa donna di aver fatto assassinare il duca
-di Buckingham.
-</p>
-
-<p>
-— Il duca di Buckingham assassinato? gridarono ad
-una voce tutti gli assistenti.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Sì, disse il barone, assassinato: dietro la lettera
-di avviso che mi avete scritta, io aveva fatto arrestare
-questa donna, e l'aveva data in custodia ad un leale
-servitore; essa ha corrotto quest'uomo, gli ha messo il
-pugnale in mano, e gli ha fatto uccidere il duca, e in
-questo momento forse, Felton paga colla sua testa il
-delitto di questa furia.
-</p>
-
-<p>
-Un fremito percorse per mezzo i giudici alle rivelazioni
-di questi delitti sconosciuti.
-</p>
-
-<p>
-— Ma questo non è tutto, riprese lord de Winter,
-mio fratello, che l'aveva fatta sua erede, è morto in
-tre ore di una strana malattia, che lasciò delle macchie
-livide su tutto il corpo. Cognata, in che modo è
-morto vostro marito?
-</p>
-
-<p>
-— Orrore! gridarono Porthos ed Aramis.
-</p>
-
-<p>
-— Assassina di Buckingham, assassina di Felton, assassina
-di mio fratello, io domando giustizia contro di
-voi, e dichiaro che se non mi verrà fatta, me la farò
-da me!
-</p>
-
-<p>
-E lord de Winter andò a mettersi vicino a d'Artagnan,
-lasciando il posto libero ad un altro accusatore.
-</p>
-
-<p>
-Milady lasciò cadersi la fronte fra le sue mani, e
-tentò richiamare le sue idee confuse da una vertigine
-mortale.
-</p>
-
-<p>
-— A mia volta, disse Athos, tremando egli stesso,
-come trema il leone all'aspetto di un serpente; a mia
-volta io sposai questa donna quando era giovinetta; la
-sposai malgrado l'opposizione di tutta la mia famiglia
-le detti i miei beni, le detti il mio nome, e un giorno;
-m'accorsi che era infamata; questa donna è marchiata
-con un giglio sulla spalla sinistra.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! disse milady alzandosi, io sfido di ritrovare
-il tribunale che ha pronunziato sopra di me questa infame
-sentenza, io sfido di ritrovare colui che l'ha eseguita.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Silenzio! disse una voce. A questo aspetta a me il
-rispondere.
-</p>
-
-<p>
-E l'uomo dal mantello rosso si avvicinò a sua volta.
-</p>
-
-<p>
-— Chi è quest'uomo? chi è quest'uomo? gridò milady
-soffocata dal terrore, i di cui capelli si snodarono
-e si dirizzarono sulla sua testa livida, come se fossero
-stati vivi.
-</p>
-
-<p>
-Tutti gli occhi si voltarono su quest'uomo, poichè
-egli era sconosciuto a tutti, eccetto che ad Athos. Athos
-pure lo guardava con tanto stupore quanto gli altri,
-ignorando il come poteva trovarsi immischiato in
-qualche cosa al dramma che si sviluppava in quel momento.
-</p>
-
-<p>
-Dopo essersi avvicinato a milady con passo lento e
-solenne, ed in modo che la sola tavola lo separasse da
-lei, lo sconosciuto si tolse la maschera.
-</p>
-
-<p>
-Milady guardò per qualche tempo, con un terrore
-crescente, questo pallido viso inquadrato da capelli e
-da barba nera, la di cui espressione era una impassibilità
-glaciale; poi ad un tratto:
-</p>
-
-<p>
-— Oh! no, no, disse ella alzandosi e indietreggiando
-fin contro il muro; no, questa è una apparizione infernale!
-non è lui! a me! a me! gridò essa con voce rauca,
-voltandosi verso il muro, come se avesse potuto aprirvi
-un passaggio con le sue mani.
-</p>
-
-<p>
-— Ma chi siete voi dunque? gridarono tutti i testimoni
-a questa scena.
-</p>
-
-<p>
-— Domandatelo a questa donna, disse l'uomo dal
-mantello rosso, poichè, vedete, bene, ella mi ha riconosciuto.
-</p>
-
-<p>
-— Il carnefice di Lille! il carnefice di Lille, grido milady
-in preda ad un insensato terrore, aggrappandosi
-con le mani al muro per non cadere.
-</p>
-
-<p>
-Tutti si allontanarono, e l'uomo dal mantello rosso
-restò solo in piedi in mezzo alla sala.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Oh! grazia! grazia! perdono, gridò la miserabile
-cadendo in ginocchio.
-</p>
-
-<p>
-Lo sconosciuto lasciò che si ristabilisse il silenzio.
-</p>
-
-<p>
-— Io ve lo diceva bene che ella mi aveva riconosciuto;
-riprese egli. Sì, io sono l'esecutore di giustizia della
-città di Lille, ed ecco la mia storia.
-</p>
-
-<p>
-Tutti gli occhi erano fissi su quest'uomo, di cui si
-udivano le parole con avida ansietà.
-</p>
-
-<p>
-— Questa giovane era altra volta una giovinetta tanto
-bella quanto lo è adesso. Essa era educanda in un
-convento di Templemard. Un giovine, di cuor semplice
-e credente, serviva la chiesa di questo convento; ella
-si accinse a sedurlo e vi riuscì. E chi non avrebbe
-ella sedotto?
-</p>
-
-<p>
-«Ma troppa distanza passava tra la condizione dell'uno
-e dell'altra; e però i loro legami non potevano durare
-lungamente senza perdersi tutti e due. Ella ottenne
-da lui che fuggirebbero dal paese, ma per fuggire
-dal paese, per involarsi assieme, per andare in un'altra
-parte della Francia, ove essi potessero vivere tranquilli,
-perchè sarebbero stati sconosciuti, vi voleva del danaro;
-nè l'uno nè l'altra ne avevano. Il giovane per far
-danaro commise un furto. Gli oggetti derubati furono
-venduti; ma, mentre si apprestavano a partire, furono
-entrambi arrestati.
-</p>
-
-<p>
-«Otto giorni dopo, ella aveva sedotto il figlio del
-carceriere e si era salvata. Il giovine fu condannato a
-dieci anni di ferri e al marchio. Io era l'esecutore della
-città di Lille, come disse questa donna. Fui obbligato
-di marchiare il colpevole; signori, egli era mio
-fratello.
-</p>
-
-<p>
-«Giurai allora che questa donna, che lo aveva perduto,
-che era più che sua complice poichè essa lo aveva
-spinto al delitto, dividerebbe almeno la punizione. Immaginai
-il luogo ove doveva essersi nascosta, la rinvenni,
-<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span>
-l'afferrai, la legai, e le impressi il medesimo marchio
-che io aveva impresso a mio fratello.
-</p>
-
-<p>
-«L'indomani del mio ritorno a Lille, mio fratello
-pervenne anch'egli a fuggire; fui accusato di complicità,
-e condannato a rimanere in prigione nel suo posto,
-fino a che non fosse ritornato a costituirsi prigioniero.
-Il mio povero fratello ignorava questo giudizio, egli
-raggiunse questa donna, fuggì con lei nel Berry, e là
-visse alcun tempo facendola passare per sua sorella.
-</p>
-
-<p>
-«Il signore di quel luogo, ove erano andati ad abitare
-questi pretesi due fratelli, divenne innamorato di
-lei al punto che le propose di sposarla. Allora essa lasciò
-quello che aveva perduto, per quello che voleva
-perdere, e divenne la contessa della Fère;
-</p>
-
-<p>
-Tutti gli occhi si voltarono verso Athos, di cui questo
-era il vero nome, il quale fece segno colla testa, che
-tutto ciò che aveva detto il carnefice era vero.
-</p>
-
-<p>
-— Allora, riprese questi, mio fratello pazzo disperato,
-deciso a sbarazzarsi di una esistenza alla quale aveva
-tolto tutto, onore e fortuna, il mio povero fratello
-ritornò a Lille, e sentendo il decreto che mi aveva condannato
-invece sua, si costituì prigioniero, e si impiccò
-la stessa sera all'inferriata della sua prigione. Del
-resto, bisogna che io renda giustizia a chi di dovere;
-quelli che mi avevano condannato mi mantennero la parola.
-Appena fu constata l'identità del cadavere, che fui
-rimesso in libertà. Ecco il delitto per cui l'accuso, ecco
-la causa per cui l'ho marchiata.
-</p>
-
-<p>
-— Sig. d'Artagnan, disse Athos, qual è la pena che
-voi reclamate per questa donna?
-</p>
-
-<p>
-— La pena di morte! rispose d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Milord de Winter, continuò Athos, qual è la pena
-che reclamate contro questa donna?
-</p>
-
-<p>
-— La pena di morte! riprese lord de Winter.
-</p>
-
-<p>
-— Signori Porthos ed Aramis, riprese Athos, voi
-<span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span>
-che siete i suoi giudici, qual è la pena che pronunciate
-contro questa donna?
-</p>
-
-<p>
-— La pena di morte! risposero con voce sorda i due
-moschettieri.
-</p>
-
-<p>
-Milady mandò un urlo spaventoso, e fece alcuni passi
-verso i suoi giudici, trascinandosi ginocchioni.
-</p>
-
-<p>
-Athos stese la mano verso di lei.
-</p>
-
-<p>
-— Anna de Breuille, contessa della Fère, milady de
-Winter, diss'egli, i vostri delitti hanno stancato gli
-uomini sulla terra e Dio in cielo. Se sapete qualche
-preghiera, recitatela, poichè siete condannata, e state
-per morire.
-</p>
-
-<p>
-A queste parole, che non le lasciavano alcuna speranza,
-si raddirizzò per quanto era alta, e volle parlare;
-ma la voce le mancò. Elle sentì che una mano possente
-ed implacabile l'afferrava per i capelli, e la trascinava
-così irrevocabilmente. Essa dunque non tentò pure di
-far resistenza e uscì dalla casa.
-</p>
-
-<p>
-Lord de Winter, d'Artagnan, Athos, Porthos, ed Aramis,
-ne uscirono dietro di lei; i servi seguirono i loro
-padroni, e la camera rimase solitaria con la sua finestra
-rotta, la porta aperta, e la lampada che ardeva
-tristamente sulla tavola.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2 id="cap66">CAPITOLO LXVI.
-<span class="smaller">L'ESECUZIONE</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Era circa mezzanotte, la luna era in decrescenza, ed
-il color sanguigno era l'ultima traccia dell'uragano; la
-luna si alzava dietro la piccola città di Armentières,
-che staccava sopra l'orizzonte i neri profili delle case,
-della chiesa, del campanile traforato a giorno; dirimpetto
-il fiume Lys scorreva le sue acque simile ad un
-rivo di stagno fuso, nel mentre che, sull'altra riva, si
-vedeva la massa nera degli alberi, che si profilava sopra
-<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span>
-un cielo tempestoso, investito da grossi nuvoloni
-color di rame, che facevano una specie di crepuscolo
-nel mezzo della notte.
-</p>
-
-<p>
-A sinistra si alzava un vecchio molino abbandonato
-con le ali immobili; tra le rovine del quale una civetta
-faceva sentire il suo grido acuto, periodico e monotono.
-Qua e là, nella pianura, a diritta e a sinistra
-della stradella che percorreva il lugubre corteggio, apparivano
-alcuni alberi bassi o troncati, che sembravano
-spettri deformi, aggruppati per osservare gli uomini
-in quell'ora sinistra.
-</p>
-
-<p>
-Di tratto in tratto un largo lampo apriva l'orizzonte
-in tutta la sua larghezza, serpeggiava al di sopra della
-massa nera degli alberi, e veniva come una enorme scimitarra,
-a spaccare il cielo e l'acqua in due parti. Non
-un soffio di vento agitava l'atmosfera appesantita; un
-silenzio di morte opprimeva tutta la natura, il suolo
-era umido per la pioggia caduta, e gli alberi rianimati
-mandavano i loro profumi con maggiore energia.
-</p>
-
-<p>
-Due lacchè trascinavano milady, che tenevano ciascuno
-per un braccio, il carnefice camminava dietro.
-Lord de Winter, d'Artagnan, Athos, Porthos, ed Aramis
-camminavano dietro al carnefice. Planchet e Bazin
-venivano gli ultimi.
-</p>
-
-<p>
-I due lacchè condussero milady dalla parte del fiume;
-la sua bocca era muta, ma i suoi occhi parlavano con
-la loro inesplicabile eloquenza, supplicando or l'uno or
-l'altro ch'essa guardava. Siccome si trovava alcuni passi
-avanti, disse ai lacchè:
-</p>
-
-<p>
-— Mille doppie per ciascuno di voi se proteggete la
-mia fuga; ma se mi abbandonate ai vostri padroni, ho
-qui vicino dei vendicatori che vi faranno pagar cara la
-mia morte.
-</p>
-
-<p>
-Grimaud esitava, Mousqueton tremava con tutte le
-sue membra.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_191">[191]</span>
-</p>
-
-<p>
-Athos, che aveva intesa la voce di milady, si avvicinò
-prestamente; lord de Winter fece altrettanto.
-</p>
-
-<p>
-— Rimandate questi servi, disse egli; essa ha parlato
-loro, costoro non sono più sicuri.
-</p>
-
-<p>
-Si chiamò Planchet e Bazin, che presero il posto di
-Grimaud e Mousqueton.
-</p>
-
-<p>
-Giunti sulla riva del fiume, il carnefice si avvicinò a
-milady, e le legò i piedi e le mani.
-</p>
-
-<p>
-Allora essa ruppe il silenzio, per gridare:
-</p>
-
-<p>
-— Voi siete vili, siete miserabili assassini, vi mettete
-in dieci per sgozzare una povera donna; state in guardia,
-se io non sono soccorsa, sarò vendicata!...
-</p>
-
-<p>
-— Voi non siete una donna, disse freddamente Athos;
-voi non appartenete alla specie umana, voi siete
-un demonio fuggito dall'inferno, e noi vi ci faremo ritornare.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! signori uomini virtuosi, disse milady, state
-attenti, perchè colui che toccherà un solo capello della
-mia testa è a sua volta un assassino.
-</p>
-
-<p>
-— L'esecutore può uccidere, senza per questo essere
-un assassino, signora, disse l'uomo dal mantello rosso
-battendo sulla sua larga spada; questo è l'ultimo
-giudice, ecco tutto. <i>Nachrichter</i>, come dicono i nostri
-vicini alemanni.
-</p>
-
-<p>
-E siccome egli la legava dicendo queste parole, milady
-mandò due o tre gridi selvaggi, che produssero un
-tetro e strano effetto, spandendosi per la notte e perdendosi
-nella profondità dei boschi.
-</p>
-
-<p>
-— Ma se io sono colpevole, se ho commessi i delitti
-di cui mi accusate, urlava milady, conducetemi avanti
-di un tribunale; voi non siete giudici per condannarmi.
-</p>
-
-<p>
-— Io aveva proposto Tyburn, disse lord de Winter,
-perchè non avete voluto accettarlo?
-</p>
-
-<p>
-— Perchè io non voglio morire, gridò milady dibattendosi,
-perchè sono troppo giovane per morire.
-</p>
-
-<p>
-— La donna, che avete avvelenata a Béthune, era
-<span class="pagenum" id="Page_192">[192]</span>
-più giovane ancora di voi, signora, eppure essa è morta,
-disse d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Io entrerò in un chiostro, mi farò religiosa, disse
-milady.
-</p>
-
-<p>
-— Voi eravate in un chiostro, disse il carnefice, e ne
-siete uscita per perdere mio fratello.
-</p>
-
-<p>
-Milady mandò un grido di spavento e cadde in ginocchio.
-</p>
-
-<p>
-Il carnefice la sollevò fra le sue braccia, e volle portarla
-verso il battello.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! mio Dio! gridò essa, mio Dio! volete voi annegarmi?
-</p>
-
-<p>
-Queste grida avevano qualche cosa di straziante, dimodochè
-d'Artagnan, che sulle prime era il più accanito
-contro milady, si lasciò andare contro un albero
-e vi appoggiò la testa, chiudendosi le orecchie con le
-palme delle mani, e ciò nonostante, ad onta di questo,
-sentiva ancora minacciare e gridare.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan era il più giovine di tutti quegli uomini,
-e il cuore gli mancò.
-</p>
-
-<p>
-— Oh! io non posso vedere questo orribile spettacolo, disse
-egli; io non posso acconsentire che questa donna
-muoia così.
-</p>
-
-<p>
-Milady aveva intese queste parole, e si era attaccata
-ad un raggio di speranza.
-</p>
-
-<p>
-— D'Artagnan! d'Artagnan! gridò essa, sovvienti che
-ti ho amato!
-</p>
-
-<p>
-Il giovine si alzò e fece un passo verso di lei.
-</p>
-
-<p>
-Ma Athos cavò la sua spada, e gli tagliò il sentiero.
-</p>
-
-<p>
-— Se voi fate un passo di più, d'Artagnan, disse egli,
-noi incrocieremo le spade assieme.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan cadde in ginocchio e pregò.
-</p>
-
-<p>
-— Andiamo, andiamo, continuò Athos, esecutore di
-giustizia, fa il tuo dovere.
-</p>
-
-<p>
-— Volentieri, signore, disse il carnefice, perchè, tanto
-è vero che io sono un buon cattolico, che credo fermamente
-<span class="pagenum" id="Page_193">[193]</span>
-essere io giusto nei compiere le mie funzioni
-sopra questa donna.
-</p>
-
-<p>
-— Sta bene.
-</p>
-
-<p>
-Athos fece un passo verso milady.
-</p>
-
-<p>
-— Io vi perdono, disse egli, il male che mi avete fatto;
-vi perdono il mio avvenire troncato, il mio onore
-perduto, il mio amore lordato e la mia salute per sempre
-compromessa, per la disperazione in cui mi avete
-gettato. Morite in pace!
-</p>
-
-<p>
-Lord de Winter si avvicinò egli pure.
-</p>
-
-<p>
-— Io vi perdono, diss'egli, l'avvelenamento di mio
-fratello, l'assassinio di Sua Grazia lord de Buckingham,
-vi perdono la morte del povero Felton, vi perdono tutti
-i vostri tentativi sulla mia persona. Morite in pace!
-</p>
-
-<p>
-— Ed io, disse d'Artagnan, perdonatemi, signora, di
-avere con una furberia indegna di un gentiluomo, provocata
-la vostra collera; e in compenso, vi perdono l'uccisione
-della mia povera amica e i vostri crudeli tentativi
-di vendetta sopra di me. Vi perdono e vi compiango.
-Morite in pace!
-</p>
-
-<p>
-— <i>I am lost!</i> mormorò in inglese milady, <i>I must die</i>.
-</p>
-
-<p>
-Allora ella si alzò da sè, girò intorno sguardi luminosi
-che sembravano scaturire da un occhio di fiamme.
-</p>
-
-<p>
-Essa non vide niente.
-</p>
-
-<p>
-Essa ascoltò, e non intese niente.
-</p>
-
-<p>
-Ella non aveva intorno a se che dei nemici.
-</p>
-
-<p>
-— Ove vado a morire? domandò essa.
-</p>
-
-<p>
-— Sull'altra riva, rispose il carnefice.
-</p>
-
-<p>
-Allora egli la fece trascinare nella barca, e mentre
-stava per mettersi in piede per seguirla, Athos gli consegnò
-una somma di danaro.
-</p>
-
-<p>
-— Prendete, disse, ecco il prezzo della esecuzione,
-che si veda bene che noi agiamo da giudici.
-</p>
-
-<p>
-— Sta bene, disse il carnefice, ed ora questa donna
-sappia essa pure che io non eseguisco il mio mestiere,
-ma il mio dovere.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_194">[194]</span>
-</p>
-
-<p>
-E gettò il denaro nel fiume.
-</p>
-
-<p>
-— Vedete! disse Athos, questa donna ha un figlio,
-eppure ella non ha detto una parola di suo figlio!
-</p>
-
-<p>
-Il battello si allontanò verso la riva sinistra della
-Lys, portando la colpevole e l'esecutore. Tutti gli altri
-rimasero sulla riva destra, caduti in ginocchio, pregando
-per la condannata.
-</p>
-
-<p>
-Il battello scorreva lentamente lungo la corda del
-traghetto sotto il riflesso di una pallida nube, che in
-quel momento passava a piombo sull'acqua.
-</p>
-
-<p>
-Fu visto approdare all'altra riva, i personaggi si disegnavano
-in nero sull'orizzonte rossastro.
-</p>
-
-<p>
-Milady, durante il tragitto, era pervenuta a staccare
-la corda che le legava i piedi. Giungendo all'altra
-riva, saltò leggiermente a terra, e prese la fuga.
-</p>
-
-<p>
-Ma il suolo era umido: e giungendo sull'alto dell'argine,
-scivolò e cadde in ginocchio.
-</p>
-
-<p>
-Fu colta senza dubbio da un'idea superstiziosa: essa
-capì che il cielo le rifiutava il suo soccorso, e rimase
-nell'attitudine in cui si ritrovava, colla testa inchinata
-e le mani giunte.
-</p>
-
-<p>
-Allora fu visto dall'altra riva il carnefice alzare lentamente
-le due braccia, un raggio della luna riflettè
-sulla lama della larga sua spada, le due braccia ricaddero;
-s'intese il fischio della scimitarra e il grido della
-vittima, quindi una massa tronca si piegò sotto il colpo.
-</p>
-
-<p>
-Allora il carnefice si tolse il mantello rosso, lo stese
-per terra, vi trascinò sopra il corpo, vi gettò la testa,
-lo annodò ai quattro angoli lo caricò sulla sua spalla e
-rimontò nel battello.
-</p>
-
-<p>
-Giunto in mezzo alla Lys, fermò la banca, e sospendendo
-il suo fardello al disopra del fiume:
-</p>
-
-<p>
-— Lasciate passare la giustizia di Dio! gridò egli ad
-alta voce.
-</p>
-
-<p>
-E lasciò cadere il cadavere nel più profondo dell'acqua,
-che si richiuse sopra di esso.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_195">[195]</span>
-</p>
-
-<h2 id="cap67">CAPITOLO LXVII.
-<span class="smaller">UN MESSAGGIO DEL MINISTRO</span></h2>
-</div>
-
-<p>
-Tre giorni dopo i quattro moschettieri rientravano
-a Parigi; essi erano rimasti nei limiti del loro congedo,
-e la stessa sera andarono dal sig. de Tréville, a fargli
-la solita visita di uso.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! signori, domandò il loro capitano, vi siete
-voi divertiti nella vostra escursione?
-</p>
-
-<p>
-— Prodigiosamente! rispose Athos in nome suo e in
-quello dei suoi compagni.
-</p>
-
-<p>
-Il sei del successivo mese, il re mantenendo la promessa
-che aveva fatta al ministro di ritornare alla Rochelle,
-lasciò Parigi tutto stordito ancora dalla novella
-che vi si era sparsa che Buckingham era stato assassinato.
-</p>
-
-<p>
-Quantunque prevenuta, che l'uomo che essa amava
-tanto, correva un forte pericolo, la regina, quando
-le fu annunziato questa morte, non volle crederla; e
-giunse perfino a gridare imprudentemente.
-</p>
-
-<p>
-— È falso! egli mi ha scritto...
-</p>
-
-<p>
-Ma l'indomani bisognò bene prestar fede all'annunzio.
-Laporte, trattenuto come tutti gli altri in Inghilterra
-per ordine del re Carlo I, arrivò portatore dell'ultimo
-funebre regalo, che Buckingham inviava alla
-regina.
-</p>
-
-<p>
-La gioia del re era stata vivissima; non si dette alcuna
-pena di dissimularla, anzi la dimostrò con affettazione
-davanti alla regina; Luigi XIII, come tutti i cuori
-deboli mancava di generosità.
-</p>
-
-<p>
-Ma ben presto egli ritornò cupo e pensieroso; la sua
-fronte non era di quelle che si mantengono lungamente
-ilari; sentiva che ritornando al campo, andava a riprendere
-<span class="pagenum" id="Page_196">[196]</span>
-la sua schiavitù e ciò non ostante vi ritornava.
-</p>
-
-<p>
-Il ministro era per lui il serpente affascinatore, ed
-egli era l'uccello che saltellava di ramo in ramo senza
-potere sfuggirgli.
-</p>
-
-<p>
-Per questo il ritorno alla Rochelle era profondamente
-tristo. I quattro amici particolarmente formavano
-la meraviglia dei loro camerati, essi viaggiavano assieme
-uniti coll'occhio tetro e la testa bassa. Athos solo
-rialzava di tratto in tratto la sua fronte, un lampo balenava
-dai suoi occhi, un amaro sorriso passava sulle
-sue labbra; quindi simile ai suoi camerati, si lasciava
-nuovamente andare alle sue meditazioni.
-</p>
-
-<p>
-Appena giunta la scorta in una città, dopo che avevano
-condotto il re al suo alloggio, i quattro amici si
-recavano o al loro quartiere o in qualche osteria appartata,
-ove non giuocavano nè bevevano; parlavano
-soltanto a bassa voce, osservando con attenzione di non
-essere ascoltati da nessuno.
-</p>
-
-<p>
-Un giorno che il re aveva fatto alto sulla strada, per
-dar la caccia alla gazza, che i quattro moschettieri, secondo
-il loro costume, invece di seguire la caccia, si
-erano ritirati in una osteria posta sulla strada maestra;
-un uomo che veniva dalla Rochelle a tutta briglia, si
-fermò alla porta per bere un bicchiere di vino e penetrò
-il suo sguardo nell'interno della camera, ove stavano
-a tavola i quattro moschettieri.
-</p>
-
-<p>
-— Olà! signor d'Artagnan, non siete voi che vedo
-laggiù?
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan alzò la testa e mandò un grido di gioia;
-quell'uomo che lo chiamava era il suo fantasma,
-era lo sconosciuto di Méung, della strada Fossoyeurs,
-e di Arras.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan cavò la spada e si slanciò verso la porta.
-</p>
-
-<p>
-Ma questa volta invece di fuggire, lo sconosciuto
-<span class="pagenum" id="Page_197">[197]</span>
-saltò giù del suo cavallo, e s'avvanzò incontro a d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! signore, disse il giovane, finalmente vi ho
-raggiunto. Questa volta non mi fuggirete.
-</p>
-
-<p>
-— Non era questa neppure la mia intenzione, perchè
-questa volta io vi cercava. In nome del re, io vi
-arresto.
-</p>
-
-<p>
-— Come! che dite voi? gridò d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Io vi dico, signore, che dovete cedermi la vostra
-spada, e senza alcuna resistenza. Vi avverto che ne va
-della vostra testa.
-</p>
-
-<p>
-— Chi siete voi? gridò d'Artagnan abbassando la sua
-spada, senza però renderla ancora.
-</p>
-
-<p>
-— Io sono il cavaliere de Rochefort, rispose lo sconosciuto,
-scudiero di Sua Eccellenza il ministro Richelieu,
-ed ho l'ordine di condurvi a Sua Eccellenza.
-</p>
-
-<p>
-— Noi ritorniamo presso Sua Eccellenza, signor cavaliero,
-disse Athos avanzandosi, e voi vorrete accettare
-la parola del signor d'Artagnan che si recherà in
-linea retta alla Rochelle.
-</p>
-
-<p>
-— Io debbo consegnarlo nelle mani delle guardie, che
-lo ricondurranno al campo.
-</p>
-
-<p>
-— Faremo noi le loro veci, signore, sulla nostra parola
-da gentiluomini! Ma sulla nostra parola da gentiluomini
-pure, aggiunse Athos aggrottando il sopracciglio,
-il signor d'Artagnan non ci lascerà.
-</p>
-
-<p>
-Il signor Rochefort gettò un colpo d'occhio indietro,
-e vide che Porthos ed Aramis, si erano posti fra lui e
-la porta; egli capi che si trovava interamente a loro
-discrezione.
-</p>
-
-<p>
-— Signori, diss'egli, se il signor d'Artagnan mi cede
-la spada, e unisce la sua parola alla vostra, mi contenterò
-della vostra promessa di condurlo all'alloggio
-di Sua Eccellenza il ministro.
-</p>
-
-<p>
-— Voi avete la mia parola, signore, ed ecco la mia
-spada.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_198">[198]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Ciò mi accomoda, tanto più, disse Rochefort, che
-debbo continuare il mio viaggio.
-</p>
-
-<p>
-— Se è per raggiungere milady, disse freddamente
-Athos, è inutile, voi non la ritrovereste.
-</p>
-
-<p>
-— Che cosa è dunque avvenuto di lei? domandò premurosamente
-Rochefort.
-</p>
-
-<p>
-— Ritornate al campo e lo saprete.
-</p>
-
-<p>
-Rochefort rimase un istante pensieroso; ma siccome
-non erano più che una giornata distanti da Surgéres,
-fin dove il ministro doveva venire incontro al re, risolse
-di seguire il consiglio di Athos e di ritornare con
-loro.
-</p>
-
-<p>
-D'altronde, questo ritorno gli offriva il vantaggio
-di sorvegliare da se stesso il suo prigioniero.
-</p>
-
-<p>
-Si rimisero in viaggio.
-</p>
-
-<p>
-L'indomani, a tre ore dopo il mezzogiorno, giunsero
-a Surgéres; il ministro vi aspettava Luigi XIII. Il
-ministro ed il re si cambiarono una quantità di carezze;
-si felicitarono della fortunata combinazione che sbarazzava
-la Francia del nemico accanito che ammutinava
-l'Europa contro di lei. Dopo di che, il ministro,
-ch'era stato prevenuto da Rochefort che d'Artagnan
-era arrestato, e che aveva fretta d'interrogarlo, prese
-congedo dal re, invitandolo di venire il giorno dopo a
-vedere i lavori della diga che erano stati terminati.
-</p>
-
-<p>
-Ritornando la sera al suo quartiere, al Ponte di Pierre,
-il ministro ritrovò in piedi, davanti alla porta della
-casa che egli abitava, d'Artagnan disarmato, e i tre
-moschettieri armati.
-</p>
-
-<p>
-Questa volta, siccome egli si ritrovava in forza, li
-riguardò severamente, e fece segno, coll'occhio e colla
-mano, a d'Artagnan di seguirlo.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan obbedì.
-</p>
-
-<p>
-— Noi ti aspettiamo d'Artagnan, disse Athos abbastanza
-forte perchè il ministro lo sentisse.
-</p>
-
-<p>
-Sua Eccellenza aggrottò il sopracciglio, si fermò un
-<span class="pagenum" id="Page_199">[199]</span>
-istante, poi continuò il suo cammino, senza pronunciare
-una parola.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan entrò dietro al ministro, e Rochefort
-dietro a d'Artagnan: alla porta furono messe le sentinelle.
-</p>
-
-<p>
-Sua Eccellenza si portò nella camera che gli serviva
-da gabinetto e fece segno a Rochefort d'introdurre il
-giovane moschettiere.
-</p>
-
-<p>
-Rochefort obbedì e si ritirò.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan rimase solo in faccia al ministro: era la
-seconda conferenza con Richelieu: ed egli, confessò
-dopo, credeva che fosse stata l'ultima.
-</p>
-
-<p>
-Richelieu rimase in piedi appoggiato al camminetto,
-e vi era una tavola fra lui e d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Signore, disse il ministro, voi siete stato arrestato
-per ordine mio.
-</p>
-
-<p>
-— Mi è stato detto, Eccellenza.
-</p>
-
-<p>
-— Sapete voi perchè.
-</p>
-
-<p>
-— No, Mio-signore, poichè la sola colpa per la quale
-io potrei essere arrestato, è ancora ignorata dal ministro.
-</p>
-
-<p>
-Richelieu guardò fissamente il giovane.
-</p>
-
-<p>
-— Olà! diss'egli, che volete dire con ciò?
-</p>
-
-<p>
-— Se Vostra Eccellenza vuol prima farmi conoscere
-i delitti di cui vengo imputato, io gli dirò in seguito i
-fatti che ho operati.
-</p>
-
-<p>
-— Voi siete imputato di delitti che hanno fatto cadere
-delle teste più alte della vostra, disse il ministro.
-</p>
-
-<p>
-— E quali, Eccellenza? domandò d'Artagnan con
-una calma che fece meraviglia allo stesso ministro.
-</p>
-
-<p>
-— Voi siete imputato di avere avuto corrispondenza
-coi nemici del regno, siete imputato di avere sorpreso
-i segreti dello stato, siete imputato di aver tentato di
-fare andare a vuoto i piani del vostro generale.
-</p>
-
-<p>
-— E chi è che m'imputa di tutto ciò, Eccellenza?
-disse d'Artagnan, che non si dubitava che l'accusa non
-<span class="pagenum" id="Page_200">[200]</span>
-venisse da milady, una donna marchiata dalla giustizia
-del suo paese, una donna che ha sposato un uomo
-in Francia e un altro in Inghilterra, una donna che ha
-avvelenato il suo secondo marito, e che ha tentato di
-avvelenare me pure.
-</p>
-
-<p>
-— Che dite voi dunque! signore!, gridò il ministro
-meravigliato, e di qual donna v'intendete voi parlare
-in tal guisa?
-</p>
-
-<p>
-— Di milady de Winter, rispose d'Artagnan; sì, di
-milady de Winter, di cui senza dubbio Vostra Eccellenza
-ignorava i delitti, quando la onorava della sua
-confidenza.
-</p>
-
-<p>
-— Signore, disse il ministro, se milady de Winter
-ha commesso i delitti che voi dite, ella sarà punita.
-</p>
-
-<p>
-— Essa lo è già, Eccellenza.
-</p>
-
-<p>
-— E chi l'ha punita?
-</p>
-
-<p>
-— Noi.
-</p>
-
-<p>
-— Essa dunque è in prigione?
-</p>
-
-<p>
-— Essa è morta.
-</p>
-
-<p>
-— Morta! ripetè il ministro che non poteva credere
-quanto udiva: morta!... non avete voi detto ch'essa è
-morta?
-</p>
-
-<p>
-— Tre volte essa ha tentato di uccidermi, ed io le
-ho perdonato, ma però ha ucciso la donna che io amava;
-allora i miei amici ed io l'abbiamo presa, giudicata
-e condannata.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan raccontò allora l'avvelenamento della
-sig. Bonacieux nel convento delle Carmelitane di Béthune,
-il giudizio nella casa isolata, e la esecuzione
-sulle rive della Lys.
-</p>
-
-<p>
-Un fremito percorse tutto il corpo del ministro, eppure
-non fremeva tanto facilmente. Ad un tratto, come
-subendo l'influenza di un tacito pensiero, la fisonomia
-del ministro, cupo fino allora, si rischiarò a poco
-a poco, e giunse alla più perfetta serenità.
-</p>
-
-<p>
-— Così, diss'egli con una dolcezza che contrastava
-<span class="pagenum" id="Page_201">[201]</span>
-colla severità delle sue parole, voi vi siete costituiti
-giudici senza pensare che quelli che non hanno missione
-di punire, e puniscono, sono considerati assassini.
-</p>
-
-<p>
-— Eccellenza, io vi giuro che neppure per un momento,
-non ho mai avuto intenzione di difendere la
-mia testa contro di voi; io subirò il gastigo che Vostra
-Eccellenza vorrà infligermi. Non sono abbastanza attaccato
-alla vita per temere la morte.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, lo so, voi siete un uomo di cuore, signore,
-disse il ministro con una voce quasi affettuosa; io posso
-dirvi pure in anticipazione che voi sarete condannato.
-</p>
-
-<p>
-— Un altro potrebbe rispondere a Vostra Eccellenza,
-che ha la sua grazia in saccoccia; ma io mi contento
-di dirvi ordinate, io sono pronto.
-</p>
-
-<p>
-— La vostra grazia? disse Richelieu sorpreso.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, Eccellenza, disse d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Firmata da chi? dal re forse?
-</p>
-
-<p>
-Il ministro pronunciò queste parole con una singolare
-espressione di disprezzo.
-</p>
-
-<p>
-— No da Vostra Eccellenza.
-</p>
-
-<p>
-— Da me! voi siete pazzo, signore.
-</p>
-
-<p>
-— Vostra Eccellenza riconoscerà senza dubbio il carattere.
-</p>
-
-<p>
-E d'Artagnan presentò al ministro il prezioso foglio
-che Athos aveva strappato a milady, e che aveva dato
-a d'Artagnan per salvaguardia.
-</p>
-
-<p>
-Il ministro prese il foglio, lo lesse lentamente, calcando
-la voce sopra ciascuna sillaba.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-«È per ordine mio e per il bene dello stato, che il
-portatore del presente ha fatto quello che ha fatto.
-</p>
-
-<p>
-«Dal campo della Rochelle li 3 agosto 1628.
-</p>
-
-<p class="indr">
-«<span class="smcap">Richelieu</span>»
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_202">[202]</span>
-</p>
-
-<p>
-Il ministro, dopo aver letto queste due linee, cadde
-in una profonda meditazione, ma non rese il foglio a
-d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Egli medita il genere di morte che mi farà subire,
-diceva fra se il Guascone. Ebbene! in fede mia,
-vedrà come muore un gentiluomo.
-</p>
-
-<p>
-Il giovane moschettiere si ritrovava in eccellente
-disposizione per morire eroicamente.
-</p>
-
-<p>
-Richelieu pensava sempre, avvolgeva e svolgeva il
-foglio fra le mani. Finalmente alzò la testa, fissò il
-suo sguardo d'aquila su quella fisonomia leale, aperta,
-intelligente, lesse su quel viso, solcato dalle lagrime,
-i patimenti che da un mese aveva dovuto soffrire, e
-pensò, per la terza o quarta volta, quale avvenire aveva
-questo giovane di vent'anni, e quante risorse, colla
-sua attività ed il suo spirito, poteva offrire ad un buon
-padrone.
-</p>
-
-<p>
-Da un altro canto, i delitti, la potenza, il genio infernale
-di milady, lo aveva più di una volta spaventato.
-Egli provava una specie di gioia secreta, per essere
-stato sbarazzato per sempre da quel pericoloso
-complice.
-</p>
-
-<p>
-Stracciò lentamente il foglio che d'Artagnan gli aveva
-generosamente rimesso.
-</p>
-
-<p>
-— Io sono perduto, disse fra se d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-E s'inchinò profondamente davanti al ministro, come
-uomo che dice: «Signore, sia fatta la vostra volontà».
-</p>
-
-<p>
-Il ministro si avvicinò alla tavola, e, senza sedere,
-scrisse alcune linee sopra una pergamena ch'era già
-per due terzi scritta, quindi vi appose il sigillo.
-</p>
-
-<p>
-— Questa è la mia condanna, diceva sempre fra se
-d'Artagnan; egli mi risparmia la noia della Bastiglia
-e la lentezza di un giudizio. Questa pure è un'amabilità
-per parte sua.
-</p>
-
-<p>
-— Prendete, signore, disse il ministro al giovane, io
-<span class="pagenum" id="Page_203">[203]</span>
-vi ho preso un foglio segnato in bianco, e ve ne rendo
-un altro. Manca il nome su questo brevetto; lo scriverete
-voi stesso.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan prese la pergamena esitando, e vi gettò
-sopra lo sguardo.
-</p>
-
-<p>
-Era un brevetto di tenente nei moschettieri.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan cadde ai piedi del ministro.
-</p>
-
-<p>
-— Eccellenza, diss'egli, la mia vita è vostra; disponetene
-d'ora innanzi; ma non merito il favore che mi
-accordate: io ho tre amici che sono più degni....
-</p>
-
-<p>
-— Voi siete un bravo giovane, interruppe il ministro,
-battendogli famigliarmente la mano sulla spalla,
-contento come era di aver domato questa natura ribelle;
-fate di quel brevetto ciò che più vi piacerà, poichè
-il nome è in bianco; ricordatevi soltanto che sono
-stato io che ve l'ho dato.
-</p>
-
-<p>
-— Io non lo dimenticherò mai, rispose d'Artagnan,
-Vostra Eccellenza può esserne certa.
-</p>
-
-<p>
-Il ministro si voltò e disse ad alta voce.
-</p>
-
-<p>
-— Rochefort!
-</p>
-
-<p>
-Il cavaliere, che senza dubbio stava dietro la porta,
-entrò subito.
-</p>
-
-<p>
-— Rochefort, disse il ministro, voi vedete il signor
-d'Artagnan; io lo ricevo nel numero dei miei amici.
-Così dunque abbracciatevi e siate saggi, se avete cura
-a conservare la testa.
-</p>
-
-<p>
-Rochefort e d'Artagnan si baciarono coll'estremità
-delle labbra, ma il ministro era là che li osservava col
-suo occhio vigilante.
-</p>
-
-<p>
-Essi uscirono dalla camera nello stesso tempo.
-</p>
-
-<p>
-— Noi ci ritroveremo in altro luogo, signore, non è
-vero? si dissero.
-</p>
-
-<p>
-— Quando vi piacerà, fece d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Non mancherà l'occasione, rispose Rochefort.
-</p>
-
-<p>
-— Hum! fece Richelieu aprendo la porta.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_204">[204]</span>
-</p>
-
-<p>
-I due uomini si sorrisero, si strinsero la mano e salutarono
-Sua Eccellenza.
-</p>
-
-<p>
-— Noi cominciavamo ad impazientirci, disse Athos
-scorgendo d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-— Eccomi, amici miei, rispose egli.
-</p>
-
-<p>
-— Libero?
-</p>
-
-<p>
-— Non sono libero ma in favore.
-</p>
-
-<p>
-— Voi ci racconterete....
-</p>
-
-<p>
-— Questa sera; ma, pel momento separiamoci.
-</p>
-
-<p>
-Infatti la sera, d'Artagnan andò all'alloggio di Athos,
-che ritrovò in vena di vuotare la sua bottiglia di vino
-di Spagna, occupazione cui si dava religiosamente tutte
-le sere.
-</p>
-
-<p>
-Gli raccontò quanto era avvenuto fra il ministro e
-lui, e cavando di saccoccia il brevetto:
-</p>
-
-<p>
-— Prendete, mio caro Athos, ecco, diss'egli, ciò che
-vi viene naturalmente.
-</p>
-
-<p>
-Athos sorrise col suo dolce e grazioso sorriso:
-</p>
-
-<p>
-— Amico, diss'egli, per Athos è troppo; pel conte
-della Fère è troppo poco; conservate questo brevetto,
-esso è vostro; pur troppo! mio Dio! voi lo avete acquistato
-assai caro.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan uscì dalla camera di Athos ed entrò in
-quella di Porthos.
-</p>
-
-<p>
-Egli lo ritrovò vestito con un magnifico abito, coperto
-di splendidi ricami, che stava osservando allo
-specchio.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! ah! disse Porthos, siete voi, caro amico; come
-trovate che mi stia questo vestito?
-</p>
-
-<p>
-— A meraviglia, ma io vengo a proporvene un altro,
-che vi starà ancor meglio.
-</p>
-
-<p>
-— E quale?
-</p>
-
-<p>
-— Quello di tenente dei moschettieri.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan raccontò a Porthos il suo dialogo col
-ministro, e cavando il brevetto di saccoccia:
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_205">[205]</span>
-</p>
-
-<p>
-— Prendete, mio caro, diss'egli, scrivetevi il vostro
-nome, sopra, e siatemi un buon superiore.
-</p>
-
-<p>
-Porthos gettò gli occhi sul brevetto lo restituì, con
-gran meraviglia del giovane.
-</p>
-
-<p>
-— Sì, diss'egli, ciò mi lusingherebbe molto, ma io
-non potrei godere lungamente di questo favore. Durante
-la spedizione di Bèthune, il marito della mia duchessa
-è morto, dimodochè lo scrigno del defunto mi
-stende le braccia, ed io sposerò la vedova. Osservate,
-per l'appunto, io stava provando il mio abito di nozze.
-Ritenete la tenenza per voi, mio caro, ritenetela.
-</p>
-
-<p>
-E la restituì a d'Artagnan.
-</p>
-
-<p>
-Il giovane entrò da Aramis.
-</p>
-
-<p>
-Lo ritrovò in ginocchio colla fronte appoggiata sul
-libro delle ore aperto.
-</p>
-
-<p>
-Gli raccontò la sua conversazione col ministro, e cavando
-per la terza volta il brevetto di saccoccia:
-</p>
-
-<p>
-— Voi, nostro amico, nostro lume, nostro protettore
-invisibile, diss'egli, accettate questo brevetto voi
-lo avete meritato più che ognun altro, colla vostra saggezza
-ed i vostri consigli, sempre seguiti da così felici
-risultati.
-</p>
-
-<p>
-— Ah! caro amico, disse Aramis, le nostre ultime
-avventure mi hanno disgustato del tutto colla vita dell'uomo
-d'armi. Questa volta il mio partito è preso irrevocabilmente:
-dopo l'assedio, io entrerò in un ritiro
-religioso. Conservate questo brevetto, d'Artagnan;
-il mestiere delle armi vi sta bene, voi siete un bravo
-ed avventuroso capitano.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan coll'occhio umido di riconoscenza, e
-splendente di gioia, ritornò da Athos, che ritrovò sempre
-a tavola, guardando il suo ultimo bicchiere di malaga
-a traverso il chiarore che mandava la lampada.
-</p>
-
-<p>
-— Ebbene! diss'egli, essi pure lo hanno rifiutato.
-</p>
-
-<p>
-— Perchè nessuno, amico caro, ne è più degno di
-voi, disse Athos.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_206">[206]</span>
-</p>
-
-<p>
-Egli prese una penna scrisse sul brevetto il nome di
-d'Artagnan, e a lui lo rese.
-</p>
-
-<p>
-— Io non avrò più dunque amici, disse il giovane.
-Ahimè! più niente, se non che triste rimembranze.
-</p>
-
-<p>
-E lasciò cadere la sua testa fra le sue due mani nel
-mentre che due grosse lagrime scorrevano lungo le
-sue guance.
-</p>
-
-<p>
-— Voi siete giovane riprese Athos, e le vostre amare
-rimembranze hanno il tempo di cambiarsi in dolci
-ricordi.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_207">[207]</span>
-</p>
-
-<h2 id="epilogo">EPILOGO</h2>
-</div>
-
-<p>
-La Rochelle, privata del soccorso della flotta inglese
-e della diversione promessa da Buckingham, si arrese,
-dopo l'assedio di un anno. Il 28 ottobre 1628 fu
-firmata la capitolazione.
-</p>
-
-<p>
-Il re fece la sua entrata in Parigi il 23 dicembre
-dello stesso anno. Gli fu fatto un trionfo, come se ritornato
-fosse da una vittoria riportata sopra nemici e
-non sopra Francesi. Entrò pel sobborgo San Germano,
-passando sotto archi di verdura.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan prese possesso del suo grado.
-</p>
-
-<p>
-Porthos lasciò il servizio e sposò nel successivo anno
-la sig. Coquenard. Lo scrigno desiderato conteneva
-trecentomila lire.
-</p>
-
-<p>
-Mousqueton ebbe una livrea magnifica e godè della
-sodisfazione tanto sospirata in tutta la sua vita, di
-poter montare, cioè, dietro una carrozza dorata.
-</p>
-
-<p>
-Aramis dopo un viaggio nella Lorena, disparve ad
-un tratto e cessò di scrivere ai suoi amici. Si seppe in
-seguito dalla sig. de Chevreuse che si era ritirato in un
-collegio di Nancy.
-</p>
-
-<p>
-Bazin divenne sagrestano.
-</p>
-
-<p>
-Athos restò moschettiere sotto gli ordini di d'Artagnan
-fino al 1633: epoca nella quale, in seguito ad
-un viaggio che fece a Boussilion, lasciò egli pure il
-servizio sotto il pretesto che doveva andare a raccogliere
-una eredità nel Bloisois.
-</p>
-
-<p>
-Grimaud seguì Athos.
-</p>
-
-<p>
-D'Artagnan si battè tre volte con Rochefort, e lo
-ferì tre volte.
-</p>
-
-<p>
-— Vi ucciderò probabilmente alla quarta, gli disse
-stendendogli la mano per rialzarlo.
-</p>
-
-<p>
-— È dunque meglio, per voi e per me, che ci fermiamo
-<span class="pagenum" id="Page_208">[208]</span>
-qui, rispose il ferito. Per bacco! io sono vostro
-amico più di quello che non credete; poichè, fino dal
-primo incontro, avrei potuto farvi mozzare la testa,
-dicendo una sola parola al ministro.
-</p>
-
-<p>
-Questa volta si abbracciarono di buon cuore, obliando
-il passato.
-</p>
-
-<p>
-Planchet ottenne da Rochefort il grado di sergente
-nel reggimento di Piemonte.
-</p>
-
-<p>
-Ii signor Bonacieux viveva molto tranquillamente,
-ignorando perfettamente ciò che era accaduto a sua
-moglie, senza punto inquietarsene. Un giorno ebbe
-l'imprudenza di ricordarsi alla memoria del ministro:
-il ministro gli fece rispondere, che avrebbe tosto proveduto
-perchè d'ora innanzi non gli mancasse più
-niente.
-</p>
-
-<p>
-Di fatti, l'indomani, il signor Bonacieux, essendo
-uscito alle sette di sera per portarsi al Louvre, non ricomparve
-più nella strada Fossoyeurs. Il parere di
-quelli che si credevano meglio informati fu, ch'egli
-fosse nutrito ed alloggiato in un qualche castello reale,
-a tutte spese della Sua Generosa Eccellenza.
-</p>
-
-<p>
-Le più circostanziate informazioni di tutti gli attori
-di questo romanzo si avranno nell'altro che vi fa seguito
-col titolo — <span class="smcap lowercase">VENTI ANNI DOPO</span>.
-</p>
-
-<p class="pad2 center large">
-FINE DE' TRE MOSCHETTIERI.
-</p>
-
-<div class="somm">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_209">[209]</span>
-</p>
-
-<h2><a id="indice" href="#indfront">
-INDICE</a>
-<span class="smaller">DELLE MATERIE.</span></h2>
-
-<p class="center">
-(<span class="smcap">Vol. IV.</span>)
-</p>
-
-<table class="indice" summary="">
- <tr>
- <td>&nbsp;</td> <td><i>Continuazione del Capitolo XLVIII.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap48">5</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. XLIX.</td> <td><i>Fatalità.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap49">9</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. L.</td> <td><i>Ciarlata tra fratello e sorella.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap50">19</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LI.</td> <td><i>L'ufficiale.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap51">28</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LII.</td> <td><i>Primo giorno di prigionia.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap52">41</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LIII.</td> <td><i>Secondo giorno di prigionia.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap53">50</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LIV.</td> <td><i>Il terzo giorno di prigionia.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap54">59</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LV.</td> <td><i>Quarto giorno di prigionia.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap55">69</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LVI.</td> <td><i>Quinto giorno di prigionia.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap56">79</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LVII.</td> <td><i>Un mezzo di tragedia classica.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap57">97</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LVIII.</td> <td><i>Evasione.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap58">104</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LIX.</td> <td><i>Ciò che accadde a Portsmouth il 23 agosto 1628.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap59">115</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LX.</td> <td><i>In Francia.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap60">127</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LXI.</td> <td><i>Il convento delle carmelitane di Béthune.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap61">134</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LXII.</td> <td><i>Due varietà di demonii.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap62">150</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LXIII.</td> <td><i>Una goccia d'acqua.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap63">156</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LXIV.</td> <td><i>L'uomo dal mantello rosso.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap64">173</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LXV.</td> <td><i>Il giudizio.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap65">180</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LXVI.</td> <td><i>L'esecuzione.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap66">189</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td class="cap">CAP. LXVII.</td> <td><i>Un messaggio del ministro.</i></td> <td class="pag"><a href="#cap67">195</a></td>
- </tr>
- <tr>
- <td>&nbsp;</td> <td><i>Epilogo.</i></td> <td class="pag"><a href="#epilogo">207</a></td>
- </tr>
-</table>
-<hr />
-
-</div>
-
-<div class="footnotes">
-
-<h2>
-NOTE:
-</h2>
-
-<div class="footnote" id="note1">
-<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Onde non faccia meraviglia ad alcuno il vedere con tanta
-facilità entrare gli uomini in questo convento di Carmelitane,
-è bene l'avvertire, che in quell'epoca, tutti i monasteri
-e conventi avevano un quartiere di foresteria, e che
-non si negava in esso ospitalità ai viaggiatori. (T.)</p>
-</div>
-</div>
-
-<div class="tnote">
-<p class="tntitle">
-Nota del Trascrittore
-</p>
-
-<p>
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
-minimi errori tipografici.
-</p>
-
-<p class="covernote">
-Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
-</p>
-</div>
-
-
-
-
-
-
-
-
-<pre>
-
-
-
-
-
-End of Project Gutenberg's I tre moschettieri, vol. IV, by Alexandre Dumas
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I TRE MOSCHETTIERI, VOL. IV ***
-
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