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-The Project Gutenberg EBook of L'invasore, by Annie Vivanti
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and
-most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms
-of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll
-have to check the laws of the country where you are located before using
-this ebook.
-
-
-
-Title: L'invasore
-
-Author: Annie Vivanti
-
-Release Date: September 21, 2019 [EBook #60336]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INVASORE ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
-Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
-file was produced from images generously made available
-by The Internet Archive)
-
-
-
-
-
-
-L'INVASORE
-
-
-_Questo dramma che qui è pubblicato nel testo integrale[1] fu
-rappresentato per la prima volta a Milano dalla Compagnia Talli-Melato
-al Teatro Olympia nell'estate del 1915._
-
-_Interpreti principali: Maria Melato, Wera Podrecca, Pina Camera, Febo
-Mari._
-
-
-
-
- ANNIE VIVANTI
-
-
- L'INVASORE
-
- DRAMMA IN TRE ATTI
-
-
-
- MILANO
- Dott. RICCARDO QUINTIERI — Editore
- Corso Vitt. Emanuele, 26
-
-
-
-
- Opere di ANNIE VIVANTI
-
- LIRICA L. 4. —
- I DIVORATORI (Romanzo) » 3.50
- CIRCE (Il romanzo di Maria Tarnowska) » 3.50
- L'INVASORE (Dramma in tre atti) » 3. —
-
-
-
-
- PROPRIETÀ LETTERARIA.
-
- I diritti di riproduzione, di traduzione, di rappresentazione
- e di esecuzione sono riservati per tutti i paesi, compresi
- la Svezia, la Norvegia, l'Olanda.
-
- _Copyright by Annie Vivanti Chartres 1915._
-
- Per ottenere il diritto di rappresentazione rivolgersi alla
- Società Italiana degli Autori, Corso Venezia, 6 — Milano.
-
- Tipografia «MINERVA» — Via Fontana, 16 — Milano — Luglio 1915
-
-
-
-
-_PERSONAGGI._
-
-
- FLORIAN AUDET — Tenente di Cavalleria.
- IL CAPITANO FISCHER }
- IL TENENTE VON WEDEL } Ufficiali dell'armata
- IL CAPITANO GLOTZ } nemica.
- IL TENENTE FELDMANN }
- IL REVERENDO FRANK — Pastore Anglicano.
- IL DOTTOR BELL.
- DELIO AUSTIN — Tenente in un reggimento scozzese.
- FRITZ — Cameriere.
- CHÉRIE BRANDES.
- LUISA BRANDES — sua cognata.
- MIRELLA BRANDES — figlia di Luisa.
- LA SIGNORA FRANK.
- ANNA }
- MARY } sue figlie.
- JANE — Una infermiera della Croce Rossa.
- NELLY }
- LUCILLA }
- GIOVANNA } Giovinette amiche di Chérie.
- FANNY }
- LINA — Cameriera.
-
-Il primo atto si svolge nella casa del Dottor Brandes in un villaggio
-di un paese belligerante. — Il secondo atto in casa del Reverendo
-Frank, in Inghilterra. — Il terzo atto di nuovo in casa Brandes.
-
-
-
-
-ATTO PRIMO
-
-
- È sera.
-
- Una sala d'entrata nella casa del Dottor GIORGIO BRANDES. Stile
- fiammingo.
-
- A sinistra al primo piano tre scalini coperti di tappeto rosso
- conducono a un largo pianerottolo adorno di lampade elettriche e di
- piante.
-
- In fondo a sinistra la porta d'ingresso. Nel centro un largo
- caminetto.
-
- A destra verso il fondo una porta a due battenti con una tenda
- drappeggiata e rialzata.
-
- Al primo piano a destra una finestra.
-
- LUISA BRANDES, una bella e giovine donna, siede in atteggiamento
- d'abbandono su una poltroncina. Con le mani intrecciate e tese
- davanti a sè essa guarda nel vuoto; un'espressione d'abbattimento e
- di tristezza è sul suo volto.
-
- Nel fondo MIRELLA — una fanciulletta di quattordici anni, in corta
- veste chiara — s'affaccenda intorno a una tavola carica di fiori e
- di dolci.
-
-
-
-
-ATTO PRIMO.
-
-
-MIRELLA
-
- chiamando.
-
-Lina! Lina! Dove sono i marrons glacés?
-
-LINA
-
- Una domestica dal viso duro e
- inamabile appare sulla porta.
-
-Sono lì.
-
- Addita un piatto sulla tavola.
-
-MIRELLA
-
-Ma dove?
-
- alzando il piatto.
-
-Questi quattro miseri marroni, che paiono già rosicchiati?
-
-LINA
-
-Li avrà rosicchiati Lei. È tutto il giorno che li mangia.
-
- Volta le spalle ed esce.
-
-MIRELLA
-
-Ma guarda un po' che impertinente!
-
- Rivolgendosi a LUISA.
-
-Mamma! Hai sentito come mi risponde Lina?
-
-LUISA
-
- con un sospiro distratto.
-
-Che cosa c'è, cara?
-
-MIRELLA
-
- avanzandosi verso la madre col
- piatto in mano.
-
-Ha detto che i marrons glacés li ho mangiati io.
-
-LUISA
-
- sorridendo.
-
-Sarà anche vero; no, cara?
-
-MIRELLA
-
-Quand'anche; Lina non deve permettersi di dirlo. Del resto io ne avrò
-mangiato forse tre o quattro... o dodici... o così, ma non tutti.
-
-LUISA
-
- sorridendo.
-
-Vedo difatti che ne restano quattro.
-
-MIRELLA
-
- contando sulle dita.
-
-Uno per Chérie, uno per me, uno per te, poi vi sono le nostre invitate,
-uno per Fanny... E per Giovanna, Lucilla e Nelly, niente! Sarà meglio
-addirittura che non ce ne siano. Ti pare?
-
- Li mangia.
-
-Mamma! Cos'hai? Come sei triste!
-
- L'abbraccia.
-
-LUISA
-
-Ah bimba mia! Come potrei non esserlo? Tuo padre lontano... le notizie
-sempre più gravi....
-
-MIRELLA
-
-Mamma! stasera non pensare a malinconie. È la festa di Chérie e
-vogliamo essere allegre. Anche papà se fosse qui avrebbe voluto che si
-festeggiasse il compleanno di sua sorella, che adora tanto!... Ricordi?
-L'anno scorso ha voluto che si ballasse. Vogliamo ballare anche
-stasera.
-
-LUISA
-
- scattando.
-
-No! Non si balla col nemico in casa.
-
-MIRELLA
-
-Nemico?
-
- Sbigottita, guardandosi
- intorno.
-
-In casa? Dov'è questo nemico?
-
-LUISA
-
-È vicino, Mirella! è vicino! Tu non sai che cosa ci sovrasta.
-
-MIRELLA
-
-Non pensarci stasera, mamma! Non rattristare Chérie! Vedrai come s'è
-fatta bella. Mette il vestito nuovo, tutto bianco! Sembra una sposa....
-
- Carezzevole.
-
-Tieni, mangia questo marron. È l'ultimo.
-
-LUISA
-
-No, cara, no. Chiama qui Fritz. Ho bisogno di parlargli.
-
-MIRELLA
-
-Vado.
-
- Mettendo in bocca l'ultimo
- marron.
-
-Sai che anche Fritz mi fa uno strano effetto in questi giorni. È
-scortese, quasi villano. Non risponde quando gli si parla...
-
-LUISA
-
-Sarà preoccupato anche lui, poveretto.
-
-MIRELLA
-
-E lo trovo sempre a sussurrare con Lina...
-
-LUISA
-
- indulgente.
-
-Forse si vogliono bene. Avranno idea di sposarsi.
-
-MIRELLA
-
- ridendo.
-
-Oh Dio!... Così brutti! Tutt'e due!
-
- Corre alla porta.
-
-Fritz... Fritz!
-
- Al domestico che entra.
-
-Andate dalla mamma.
-
- FRITZ, un giovane servitore,
- dall'aria fosca, quasi truce,
- s'avvicina a LUISA mentre
- MIRELLA aiutata da LINA
- s'affaccenda ancora per poco
- intorno alla tavola ch'è in
- fondo alla scena. Indi MIRELLA
- esce, seguita da LINA.
-
-LUISA
-
- un po' timida, a FRITZ.
-
-Avete notizie? Vi sono novità?
-
-FRITZ
-
- Secco.
-
-Nossignora.
-
-LUISA
-
-Non sapete nulla di nuovo?
-
-FRITZ
-
-Nossignora.
-
- Ironico.
-
-Eccetto quello che c'è nel giornale della sera.
-
- Spiega un giornale e legge ad
- alta voce.
-
-«Si crede che il primo contatto tra i belligeranti avrà luogo nelle
-vicinanze di Fléron. Il nemico s'avanza dal Sud Est numerosissimo.»
-
- Appoggia con tono soddisfatto
- sull'ultima frase.
-
-LUISA
-
- Disperata.
-
-Ah, ho letto, ho letto!... Ma credevo che voi forse...
-
- esitante.
-
-... avreste avuto occasione di udire qualche cosa di più.
-
-FRITZ
-
-Io? Oh, nossignora.
-
- Quando LUISA non lo guarda un
- sorriso di scherno si disegna
- sulle labbra di FRITZ.
-
-LUISA
-
-Ditemi ancora, ditemi — che cosa vi ha detto il signor dottore iernotte
-quando partiva? L'avete lasciato nel treno, non è vero?
-
-FRITZ
-
-Sissignora.
-
-LUISA
-
-E che cosa ha detto?
-
-FRITZ
-
- freddo.
-
-Che salutassi tutti.
-
-LUISA
-
-No, no! Ripetetemi le sue precise parole...
-
-FRITZ
-
- Ironico.
-
-Ha detto: «Fritz, tu sei un servitore devoto e fedele...»
-
-LUISA
-
- Un poco timida e dubbiosa,
- guardandolo.
-
-È vero... è vero! Buon Fritz!
-
-FRITZ
-
- Sempre con un sorriso ironico
- e sinistro.
-
-Ha detto: «Lascio qui tutto ciò che ho di più caro.»
-
-LUISA
-
- commossa, congiungendo le
- mani.
-
-Ciò che ha di più caro!...
-
-FRITZ
-
-«Mia moglie, mia figlia e mia sorella.»
-
-LUISA
-
-Sì... sì... e poi?
-
-FRITZ
-
-M'ha detto: «Difendile, Fritz, se vengono quelle belve». Ha proprio
-detto così: «quelle belve!».
-
- Gli fiammeggiano gli occhi.
-
-LUISA
-
- ansante.
-
-Sì!
-
-FRITZ
-
-«Difendile», ha detto, «difendile colla vita.»
-
-LUISA
-
- Impetuosa.
-
-Ah! so che lo farete.
-
-FRITZ
-
- Sogghignando.
-
-Eh, Signora, è facile a dirsi...
-
- Un breve silenzio.
-
-LUISA
-
- sorridendo, con soavità.
-
-Fortunatamente per il momento «le belve» non ci sono.
-
-FRITZ
-
- con velato sarcasmo.
-
-No, no. Per il momento le belve non ci sono.
-
- Volge lo sguardo verso la
- finestra.
-
-LUISA
-
- Un poco impressionata
- dall'atteggiamento quasi
- minaccioso del servitore.
-
-E poi... dicevate... il treno è partito...
-
-FRITZ
-
- secco.
-
-Ma sì!
-
-LUISA
-
- sorpresa.
-
-Come parlate?
-
-FRITZ
-
-Ho detto, sissignora, il treno è partito.
-
-LUISA
-
- sospirando.
-
-Ah, mio Dio! Quale angoscia!... Chi l'avrebbe detto! Oggi è il 4
-agosto. Dieci giorni fa nessuno pensava alla guerra.
-
-FRITZ
-
- Fissandola.
-
-V'era chi ci pensava.
-
-LUISA
-
- Incredula, indietreggiando un
- poco.
-
-Da dieci giorni?
-
-FRITZ
-
- lentamente, con ferocia.
-
-No. _Da dieci — anni._
-
- Volta le spalle ed esce.
-
-LUISA
-
- smarrita, seguendolo con lo
- sguardo.
-
-Non capisco...
-
- La porta si apre bruscamente.
- LINA appare sulla soglia;
- anch'essa ha l'aria quasi
- insolente e il volto duro e
- ostile.
-
-LINA
-
-Il signor tenente Audet.
-
- Entra FLORIAN AUDET in
- uniforme d'ufficiale di
- cavalleria.
-
-LUISA
-
- Andandogli incontro, lieta e
- sorpresa.
-
-Florian! E come mai hai potuto venire?
-
-FLORIAN
-
- salutandola affettuosamente.
-
-Ufficialmente... non sono qui. Sono in giro a portare degli ordini
-urgenti... Devo tornar via subito. Giorgio dov'è?
-
-LUISA
-
- Angosciata.
-
-È partito! Pensa, Florian, partito. Hanno mandato a chiamarlo d'urgenza
-iernotte.
-
-FLORIAN
-
- Colpito.
-
-E dove è andato?
-
-LUISA
-
-Preciso non lo sapeva neppur lui. Aveva ordine di recarsi al deposito
-centrale a Tourgain. E di là l'avrebbero diretto a un'ambulanza da
-campo.
-
-FLORIAN
-
-Per Dio!... Sapevo che mancavano i medici. Ma non credevo che Giorgio
-partisse così presto.
-
- Con inquietudine repressa.
-
-Ma allora... siete sole voi altre tre? Voi, la piccola Mirella — e
-Chérie.
-
-LUISA
-
-Sì. Siamo sole.
-
-FLORIAN
-
- Quasi parlando a sè stesso.
-
-Per Dio!
-
-LUISA
-
- Paurosa.
-
-Cosa c'è?
-
-FLORIAN
-
-Niente.
-
- Una pausa.
-
-LUISA
-
- Incalzando.
-
-Ma sì... che cosa pensi?
-
-FLORIAN
-
- parlando con lentezza grave.
-
-Penso che dovrete avere coraggio.
-
-LUISA
-
- sconvolta.
-
-Ah! Non dirmi di aver coraggio, che mi fai paura!
-
-FLORIAN
-
- ripetendo lentamente e con
- enfasi significativa.
-
-Luisa! Dovrete avere... _molto_ coraggio.
-
-LUISA
-
- spaventata.
-
-Che cosa vuol dire?
-
-FLORIAN
-
-Vuol dire... che alle tre di questa mattina i nemici hanno passato la
-nostra frontiera.
-
-LUISA
-
- Esterrefatta.
-
-Hanno passato la frontiera?!
-
-FLORIAN
-
-Sì.
-
-LUISA
-
-Sono qui — nel nostro paese?
-
-FLORIAN
-
-Sono nel nostro paese.
-
-LUISA
-
-Dove?!
-
-FLORIAN
-
-A Verviers.
-
-LUISA
-
-A Verviers! A due ore di qui!...
-
- Si copre il viso.
-
-MIRELLA
-
- Entra correndo con una scatola
- di dolci a sorpresa in mano.
-
-Oh, guarda... c'è Lolò!
-
- Pone la scatola sulla tavola e
- saluta FLORIAN afferrandogli
- tutt'e due le mani e
- scotendole da parte a parte
- con gioia fanciullesca.
-
-FLORIAN
-
- squadrando la figuretta
- leggiadra con occhi di
- disapprovazione.
-
-Oh, che lusso, Mirella! Che cosa c'è?
-
- Ironico.
-
-Un ballo?
-
-MIRELLA
-
-Ma... la festa di Chérie! Non sei venuto apposta?
-
-FLORIAN
-
- amaramente.
-
-La festa di Chérie! È vero!... La festa di Chérie!
-
- Si accascia su una seggiola.
-
-MIRELLA
-
-Ma che Lolò! L'avevi dimenticato? Adesso glielo vado a dire. Vedrai che
-cosa ti farà!
-
-FLORIAN
-
- Passandosi la mano sulla
- fronte.
-
-Dov'è?
-
- La sua gravità contrasta
- coll'inconscia gaiezza della
- fanciulla.
-
-MIRELLA
-
-È disopra che si veste. Si fa una bellissima pettinatura, tutta a
-girigoggoli che pare una torta!
-
- Fa per correre via.
-
-FLORIAN
-
- Trattenendola.
-
-No! non dirle niente... Tanto devo andarmene subito. Ma tornerò.
-
-MIRELLA
-
- Distratta, guardando la
- tavola.
-
-Tornerai davvero?
-
- D'improvviso.
-
-Oh, guarda un po' quella Lina!... Ha dimenticato l'aranciata.
-
- Corre fuori a sinistra.
-
-FLORIAN
-
-Quanta incoscienza!
-
- A LUISA.
-
-Ma non dovreste avvisarle di ciò che accade... di ciò che le minaccia?
-
-LUISA
-
- Smarrita.
-
-Non so! non so! Giorgio mi ha detto di non spaventarle...
-
-FLORIAN
-
-Ma voi fate festa così, mentre...
-
-LUISA
-
-Oh! Io non faccio festa, Florian! Del resto non vengono che due o
-tre piccole amiche di Chérie... Non mi è parso il caso di vietarlo...
-rattristarla proprio oggi, che è il suo compleanno.
-
- Una pausa.
-
-E si era comperata apposta per stasera una veste nuova...
-
-FLORIAN
-
- Alzandosi e camminando in su e
- in giù.
-
-Le donne!... Che strane creature! Il disastro è alle porte, il mondo
-crolla sotto a una immane calamità... ed esse, perchè hanno delle vesti
-nuove — ballano!
-
-LUISA
-
-Credi che non dovrei permetterlo?... Manderò a dire a quelle bimbe...
-
-FLORIAN
-
-Ma no... ma no! Lasciatele ballare! Povere creature. Verrà l'ora del
-pianto!... Anche troppo presto.
-
- Stendendole la mano.
-
-Addio. Vado a portare questi due messaggi. Ma se posso, tornerò,
-non fosse che per un istante, a salutare Chérie. Se non tornassi...
-ditele...
-
- commosso.
-
-... ditele che le faccio tanti auguri.
-
-LUISA
-
-Glielo dirò.
-
-FLORIAN
-
-Ditele...
-
- Con improvvisa decisione
-
-Ah! ma tornerò. Farò in modo di tornare.
-
- Le bacia la mano ed esce
- rapidamente.
-
- LUISA resta sola qualche
- istante immobile e pensierosa.
-
-MIRELLA
-
- Rientrando.
-
-Ecco! Se non ero io, non c'era l'aranciata!
-
- Depone sulla tavola una
- caraffa d'aranciata.
-
-LUISA
-
-Mirella... senti, bambina mia.
-
- MIRELLA le va vicino e
- LUISA la cinge col braccio
- amorosamente.
-
-Se mandassimo a dire alle ragazze di non venire? Ti dispereresti?
-
-MIRELLA
-
- Interdetta.
-
-Di non venire?
-
-LUISA
-
-Tu non capisci, cara, come è grave il momento in cui ci troviamo.
-Questa guerra...
-
-MIRELLA
-
-Oh, mamma! Avevi promesso che fino a domani non ne parlavi più. Vuoi
-guastar tutto? Vuoi far piangere Chérie? Eccola! Guarda come s'è fatta
-bella!
-
-CHÉRIE
-
- Vestita tutta di velo bianco
- è apparsa sul pianerottolo in
- cima ai tre scalini.
-
-Signora cognata... signora nipote... ammiratemi!
-
- Fa una riverenza e scende con
- gesto di danza i tre scalini.
-
-Ma che faccie avete!... Dei bronci lunghi così...
-
- a MIRELLA.
-
-Che cosa è stato?
-
-MIRELLA
-
- Alzando le spalle.
-
-Oh! È per questa noiosa guerra...
-
-CHÉRIE
-
- Con aria di sollievo.
-
-Oh... la guerra?...
-
- crolla anche lei le spalle.
-
-Temevo peggio! Credevo che tu ne avessi fatta qualcuna delle tue.
-
- Va da LUISA, graziosa e
- sorridente.
-
-Luisa!... dà un bacio a tua cognata — diciottenne!
-
- L'abbraccia.
-
-E non pensare a malinconie.
-
-LUISA
-
-Ma cara, cara! Nè tu nè Mirella capite...
-
-CHÉRIE
-
-No, no, no! Stasera non vogliamo capir nulla! Domani, domani capiremo
-tutto. Pensa che non si compiono i diciott'anni che una sola volta
-nella vita.
-
-MIRELLA
-
-Oh, per quello, anche i quattordici non si compiono che una volta.
-Avrei potuto dirlo anch'io in Aprile.
-
- Abbraccia anche lei LUISA.
-
-CHÉRIE
-
- rincorrendo Mirella.
-
-Gelosa!
-
-MIRELLA
-
- fuggendo.
-
-Cattiva!
-
- Si volta e getta le braccia
- intorno al collo di CHÉRIE.
-
-CHÉRIE
-
- Facendo un giro di ballo con
- lei.
-
-Io ho diciott'anni! Io ho diciott'anni...
-
-MIRELLA
-
- cantando.
-
-Io ne ho quattordici....
-
-LUISA
-
-Chérie! Chérie, senti! Ho un messaggio per te.
-
-CHÉRIE
-
- smettendo di ballare.
-
-Da chi?
-
-LUISA
-
-Da Florian Audet.
-
- commossa.
-
-CHÉRIE
-
-Da Lolò? È stato qui?
-
-LUISA
-
-È stato qui un istante solo. Ma ha detto che se può, tornerà a
-salutarti.
-
-CHÉRIE
-
- Confusa e felice.
-
-Tornerà!
-
-MIRELLA
-
- Per farle dispetto.
-
-Ma forse non potrà.
-
-CHÉRIE
-
-Perchè no?
-
-LUISA
-
-Il suo squadrone deve partire da un momento all'altro. Sono già
-accampati sulla riva del fiume in attesa d'ordini.
-
-CHÉRIE
-
-Oh, povero Lolò! Avrei voluto vederlo.
-
- Abbassa il capo trastullandosi
- col ventaglio.
-
-LUISA
-
-Non chiamarlo Lolò! Adesso sei una signorina e non devi dare dei
-nomignoli a un giovinotto.
-
-CHÉRIE
-
- ridendo.
-
-Oh!... Lolò, un giovinotto!
-
-LUISA
-
-Ma mi pare. Un tenente di cavalleria!
-
-CHÉRIE
-
-Oh, per me è sempre lo stesso Lolò che aveva dodici anni quando io ne
-avevo sei.
-
-LUISA
-
-Oggi ne hai diciotto. Non è più il caso di darsi del tu.
-
- Esce.
-
-CHÉRIE
-
-Ma come! Devo dare dell'illustrissimo a Lolò?
-
-MIRELLA
-
- Sempre infantilmente
- dispettosa, ridendo.
-
-Oh, se parte! Chissà quando lo rivedrai.
-
- LINA, la domestica,
- apre la porta, e sempre
- coll'espressione di fredda
- ostilità, introduce due
- fanciulle vestite di chiaro
- che portano dei fiori in mano.
-
-LINA
-
-Le signorine Doré.
-
- CHÉRIE va al loro incontro.
-
-FANNY
-
- abbracciando CHÉRIE e dandole
- i fiori.
-
-Tanti auguri!...
-
-NELLY
-
-Tutte le felicità!
-
- Saluta CHÉRIE e MIRELLA.
-
-CHÉRIE
-
-Volete togliervi i mantelli?... Lina! Fai lume qui, nella mia camera...
-
- Apre la porta a destra. LINA,
- sempre col viso impassibile,
- entra a destra e vi accende il
- lume. S'intravvede una camera
- da letto con una finestra
- tonda nel centro della parete.
-
- Le quattro fanciulle vi
- entrano con LINA.
-
- La scena è vuota per un
- istante.
-
-FRITZ
-
- alla porta d'ingresso.
-
-La signorina Valesca.
-
- Entra un'altra giovinetta con
- una scatola di dolci e dei
- fiori.
-
-CHÉRIE
-
- Uscendo dalla camera a destra
- e correndole incontro.
-
-Oh, cara Lucilla!
-
- accettando il dono.
-
-Grazie! come sei buona.
-
- La conduce nella camera a
- destra.
-
- FRITZ e LINA rimangono soli un
- istante.
-
-FRITZ
-
-Lina!
-
-LINA
-
- sulla porta della camera.
-
-Cosa?
-
-FRITZ
-
-Ci siamo.
-
-LINA
-
-Oh Dio!
-
-FRITZ
-
- rapidamente a bassa voce.
-
-Tu stasera andrai a dormire in casa dei Wolkenstein.
-
-LINA
-
- agitata.
-
-Stasera?...
-
-FRITZ
-
-Stasera.
-
-LINA
-
-Oh, Dio! E dai Wolkenstein, sarò al sicuro?
-
-FRITZ
-
-Sì. Taci.
-
- Esce.
-
- Le fanciulle rientrano
- cinguettanti e sorridenti.
-
-FANNY
-
-Chi manca ancora?
-
-CHÉRIE
-
-La Jeannette.
-
-NELLY
-
-Oh, lei si fa sempre preziosa!
-
-LUCILLA
-
-Cosa facciamo? I proverbi?
-
-FANNY
-
-Avete detto che si ballava.
-
-MIRELLA
-
-La mamma non vuole.
-
-FANNY
-
- Alla tavola del buffet,
- mangiando dei dolci.
-
-Perchè non vuole?
-
-MIRELLA
-
-Per la guerra. Volete un po' di thè?
-
-FANNY
-
-Oh bella! Cosa c'entra la guerra?
-
- La porta s'apre ed entra
- JEANNETTE, leggiadra e
- sorridente.
-
-CHÉRIE
-
-Oh, ecco Jeannette!
-
- CHÉRIE abbraccia la nuova
- arrivata, a cui LINA toglie
- il mantello e lo porta nella
- camera a destra. Tutte ridono,
- chiacchierano e mangiano
- dolci.
-
-JEANNETTE
-
-La mamma non voleva che venissi...
-
-CHÉRIE.
-
-Perchè?
-
-JEANNETTE
-
-Per... per la guerra.
-
-TUTTE
-
- ridendo.
-
-Oh! ancora la guerra! Ma che cosa c'entra?
-
-JEANNETTE
-
-C'entra, che i nemici possono venir qui! Invadere il paese...
-
-CHÉRIE
-
-Oh Dio, che paura!
-
-MIRELLA
-
-Perchè paura? Sai bene che Lina la nostra domestica dice che sono così
-belli... biondi... affascinanti...
-
-FANNY
-
-Ho sentito dire anch'io che gli ufficiali sono irresistibili. Portano
-il busto! Hanno il vitino piccolo e i baffi così —
-
- Fa il gesto di baffi rivolti
- all'insù.
-
-CHÉRIE
-
-Va bene. Ma a vederli arrivar qui!... Mio Dio! Cosa si farebbe se, per
-esempio, entrassero adesso?
-
-MIRELLA
-
-Oh! Io farei una bella riverenza... così...
-
- Fa una piroetta e una
- riverenza.
-
-... e direi come dicono nel loro paese: _Grüss Gott!_ che vuol dire «Vi
-saluti Iddio!»
-
-FANNY
-
-Mi pare una buona idea. Certo sarebbero commossi. Ci saluterebbero
-così...
-
- saluta militarmente.
-
-... e tornerebbero via.
-
-TUTTE LE FANCIULLE
-
-Sì, sì!
-
- in coro, rivolte alla porta e
- facendo riverenza a dei nemici
- immaginari.
-
-_«Grüss Gott!»_
-
-MIRELLA
-
- ridendo e cingendo la vita a
- JEANNETTE.
-
-Facciamo un piccolo giro... uno solo...
-
- A LUCILLA.
-
-Tu ci suonerai un valzer. Il mio valzer...[2]
-
- Salgono correndo i tre gradini
- e spariscono a sinistra.
-
-NELLY
-
-Oh! tu, Chérie, cantaci prima qualche cosa...
-
-FANNY
-
-O recita la canzone della Regina Myrza.
-
-CHÉRIE
-
- ridendo.
-
-Io no! Mi vergogno.
-
- Si ode un valzer suonato nella
- stanza vicina.
-
-FANNY
-
-Sii buona!... Recita!
-
- Le porta una chitarra. CHÉRIE
- siede, mentre le altre due
- stanno in piedi accanto a lei.
-
-CHÉRIE
-
- accompagnandosi pianamente
- mentre il valzer lontano
- s'intona cogli accordi della
- chitarra.
-
- Recitato.
-
- «C'era una volta una regina bella
- «In un castello nero,
- «Sempre rinchiusa, ahimè! per destin fiero.»
-
- La porta s'apre ed appare
- FLORIAN AUDET. Egli si ferma
- sulla soglia ad ascoltare.
-
-CHÉRIE
-
- continua a recitare, ad occhi
- bassi, accompagnandosi con
- sommessi accordi.
-
- «Ma venne un cavalier dall'armi d'oro,
- «E sul veron la vide,
- «E le disse: «Fuggiam, vieni, t'adoro.»
-
- «Ella rispose: «Il muro è alto assai,
- «Ed è profondo il fosso,
- «Crudel la scolta e non s'addorme mai...»
-
- Gaia.
-
- «Rapì egli all'inferno un gran tizzone,
- «Ed abbruciò il castello!
- «E la dama strappò dalla prigione.»
-
-FANNY E NELLY
-
- ridendo.
-
-Oh!... brava! brava...
-
-CHÉRIE
-
- alzando gli occhi e vedendo
- FLORIAN che la guarda fisso in
- viso.
-
- «Voi... siete il cavalier leggiadro e forte,
- «Io son la prigioniera.
- «E vi voglio adorar fino alla morte.»
-
- Le due fanciulle l'applaudono,
- salutano FLORIAN AUDET, poi
- corrono via a sinistra a
- raggiungere le altre. Si ode
- ancora il valzer suonato nella
- stanza vicina.
-
-FLORIAN
-
-Ho un quarto d'ora di tempo. Sono venuto a salutarti.
-
-CHÉRIE
-
- Timida e graziosa.
-
-Grazie.
-
-FLORIAN
-
- Grave.
-
-Ho tante cose da dirti!...
-
-CHÉRIE
-
-Dimmele, Lolò... oh...
-
- correggendosi.
-
-... dimenticavo!
-
- si copre la bocca colla mano.
-
-FLORIAN
-
-Cosa dimenticavi?
-
- La musica cessa nella stanza
- accanto.
-
-CHÉRIE
-
-Che non devo dirti Lolò. E che non devo darti del tu.
-
-FLORIAN
-
-E come mai?
-
-CHÉRIE
-
-No! Da oggi in poi... io sono la signorina Chérie Brandes, e tu...
-
- con un grande inchino.
-
-... sei il signor tenente marchese Florian Audet.
-
-FLORIAN
-
-Per carità!
-
-CHÉRIE
-
-Ordini di mia cognata.
-
-FLORIAN
-
-Ma perchè?
-
-CHÉRIE
-
-Perchè ho diciott'anni.
-
-FLORIAN
-
- inchinandosi.
-
-Non mi resta che obbedire.
-
- Lunga pausa. Si guardano e non
- sanno che cosa dire.
-
-Fa caldo... _signorina!_
-
-CHÉRIE
-
- porgendogli il ventaglio.
-
-Desidera... _signore?_
-
- Ridono.
-
-Cosa sono tutte le cose che avete a dirmi?
-
-FLORIAN
-
- apre il ventaglio e fa vento
- prima a sè e poi a lei.
-
-Non posso... signorina! Con questo nuovo regolamento, mi pare di essere
-paralizzato.
-
-CHÉRIE
-
-Ma quasi quasi... a me piace! Tu mi sembri... voi mi sembrate una
-conoscenza nuova.
-
-FLORIAN
-
-Io non voglio essere una conoscenza nuova. Sono Lolò, che ti tirerà le
-treccie quando sei cattiva.
-
-CHÉRIE
-
-No, no! più niente Lolò. Ed io non ho più treccie...
-
- volge civettuola la nuca.
-
-Vedete?... Ti piaccio così?
-
-FLORIAN
-
-No. E bada che m'hai dato del tu.
-
-CHÉRIE
-
-Oh Dio! Anche tu!
-
- Un silenzio. Guardandolo.
-
-Io non so più come parlare...
-
-FLORIAN
-
-Neanch'io.
-
- Chérie lascia cadere il
- fazzoletto. Florian lo
- raccoglie.
-
-CHÉRIE
-
-Sentitelo!
-
- glielo avvicina al naso.
-
-È profumato! Posso profumarmi se voglio, da oggi in poi. Luisa mi ha
-dato una bottiglietta... grande così... si chiama _white rose._ Dice
-che sono anch'io una «white rose». Ma voi non capite l'inglese.
-
-FLORIAN
-
-Fin lì capisco anch'io —
-
- prendendole la mano.
-
-rosellina bianca!
-
-CHÉRIE
-
- odorando il fazzoletto.
-
-Com'è dolce! Vi piace?
-
- Glielo fa sentire.
-
-FLORIAN
-
-No. Volete sapere qual'è il mio profumo prediletto?
-
-CHÉRIE
-
-Sì.
-
-FLORIAN
-
-Indovinatelo.
-
-CHÉRIE
-
-Violetta?... Peau d'Espagne?... Jockey Club?...
-
- Ad ogni parola FLORIAN scuote
- il capo.
-
-Oh, aspetta!... L'Origant di Coty...
-
-FLORIAN
-
-No.
-
- Una pausa.
-
-La benzina.
-
-CHÉRIE
-
-Oh che orrore. La benzina! Per cosa? Per l'automobile?
-
-FLORIAN
-
-No. Per voi.
-
-CHÉRIE
-
-Per me?
-
-FLORIAN
-
-Sì. Un giorno, forse un anno fa, si prendeva il thè, qui; e voi eravate
-in collera con me, non so più per che cosa. Vi siete rovesciata una
-tazza di thè sulla veste... e Luisa vi ha sgridata... Ricordate? Allora
-siete corsa via a pulirvi la veste... e quando siete tornata — tutta
-rossa e compunta — mi avete guardato!
-
- pausa.
-
-Sentivate di benzina in modo straordinario.
-
-Da allora in poi... la benzina...
-
- Con molto sentimento,
- prendendole la mano.
-
-... è sempre stato il mio profumo prediletto.
-
- Un silenzio.
-
-CHÉRIE
-
- commossa.
-
-Che belle cose voi dite! Sembrano prese da un libro.
-
-FLORIAN
-
- tenero.
-
-No... le ho inventate io... _signorina!_
-
-CHÉRIE
-
-Oh!... Come mi piace che mi diciate «signorina»! Non so perchè... ma...
-
- Pausa.
-
-FLORIAN
-
-Già. Anche a me fa quell'effetto.
-
-CHÉRIE
-
-Non ci daremo mai più del tu.
-
-FLORIAN
-
-Mai più.
-
-CHÉRIE
-
-È così rude e sgarbato.
-
-FLORIAN
-
-È vero. Vorrei avervi sempre detto signorina. Mi pare... non so come
-dirlo... di avere sprecato gli anni in cui... non mi sono accorto che
-eravate una signorina. Mi pare solo adesso di vedervi.
-
-CHÉRIE
-
- Alzando gli innocenti occhi su
- di lui.
-
-Anche a me.
-
- Una pausa.
-
-FLORIAN
-
- Con grande tristezza.
-
-E adesso... devo andar via.
-
-CHÉRIE
-
-Andrete lontano?
-
- MIRELLA e le altre giovinette
- entrano allegre.
-
- Prendono dalla tavola dei
- dolci a sorpresa e li fanno
- scoppiettare; ne tolgono
- dei cappelli di carta, dei
- fischietti, degli stornelli
- che leggono ad alta voce.
-
-MIRELLA
-
-Sentite lo stornello!
-
- leggendo.
-
- «Fiore di rosa,
- «So che m'amate e fate la sdegnosa.»
-
- Corre a portare due sorprese a
- CHÉRIE.
-
-Tieni Chérie!
-
- Poi torna correndo dalle
- altre.
-
-CHÉRIE
-
- a FLORIAN che ha guardato il
- suo orologio.
-
-Non guardate l'ora.
-
- Tendendogli una sorpresa.
-
-Tirate...
-
-FLORIAN
-
- grave e preoccupato.
-
-Vorrei parlarvi.
-
- Tirano la sorpresa e FLORIAN
- svolge distrattamente la carta
- collo stornello.
-
-CHÉRIE
-
-Leggete, leggete!
-
-FLORIAN
-
- Leggendo.
-
- «Fiorin di pero,
- «La vita è un sogno, la morte un mistero.»
-
- In tutta questa scena FLORIAN
- si sforza a celare sotto
- un'apparenza quasi gaia la
- profonda angoscia che è in
- lui.
-
-CHÉRIE
-
- ridendo.
-
-Oh! com'è poco interessante. Proviamo quest'altra.
-
- Tirano un'altra sorpresa A
- Chérie tocca lo stornello.
- Legge.
-
- «Fior di mimosa
- «Quando vorrete sarò vostra sp...»
-
- s'interrompe confusa.
-
- Si guardano lungamente
- silenziosi.
-
-Perchè mi guardate così grave?
-
-FLORIAN
-
-Chérie!
-
- Le afferra le mani.
-
-Devo andar via.
-
-CHÉRIE
-
-Andar via! così presto?
-
-FLORIAN
-
-Subito. Subito! Chissà quando vi rivedrò!
-
-CHÉRIE
-
-Oh, ma dove andate? A quest'ora? Il reggimento non può aver bisogno di
-voi a quest'ora!
-
- FLORIAN sorride amaramente.
-
-E poi oggi è la mia festa... Mandate a dire al colonnello che andrete
-domani.
-
-FLORIAN
-
- con traboccante agitazione,
- sentendo inevitabile e vicina
- l'ora in cui dovrà lasciar
- sole le donne incoscienti.
-
-Ma Chérie! Non sapete dunque niente, voi? Niente? Non avete letto i
-giornali? Vostro fratello, prima di partire non vi ha detto nulla?
-
-CHÉRIE
-
- Ingenua.
-
-Ma sì... so che vi sono state delle cattive notizie...
-
- Viene MIRELLA e circonda col
- braccio la cintura di CHÉRIE.
-
-MIRELLA
-
- A FLORIAN.
-
-Dammi il tuo stornello.
-
- Glielo prende di mano.
-
-FLORIAN
-
- sempre agitato.
-
-Di ciò che accade intorno a voi — non sapete niente?
-
-MIRELLA
-
- Infantile.
-
-Sì, sì! io so! So che i nemici ci fanno la guerra!
-
-CHÉRIE
-
-Oh, quello lo so anch'io!
-
- Con una crollatina di spalle.
-
-Ma i nemici... la guerra... per noi donne è così lontano tutto ciò!
-
-FLORIAN
-
- Fuori di sè.
-
-Lontano! Ma è a quaranta chilometri da qui.
-
-MIRELLA
-
-Quaranta chilometri?... Quanto è quaranta chilometri?
-
-CHÉRIE
-
- leggiera.
-
-Oh — come da qui a Verviers.
-
-FLORIAN
-
- Lento e scandendo le parole.
-
-I nemici — sono — a Verviers.
-
-CHÉRIE
-
-A Verviers?! E che cosa fanno?!
-
-FLORIAN
-
-Che cosa fanno?
-
- Feroce.
-
-Dio! Dio!
-
- Con un ruggito d'ira.
-
-_Che cosa fanno?!_
-
-MIRELLA
-
- Allegra.
-
-Bravo, Lolò. Va a vedere. Poi domani ce lo dici.
-
- Corre via a raggiungere le
- altre fanciulle.
-
-CHÉRIE
-
-Tornerete davvero domani?
-
-FLORIAN
-
-Domani!
-
- Amaramente.
-
-Ah, no. Non domani — nè per tanti domani... Ditemi addio — piccola
-white rose!
-
-CHÉRIE
-
-Addio...
-
- Si ode il valzer suonato
- pianamente nella stanza
- vicina.
-
- Gli dà la mano.
-
-Non so dirvi... quanto mi rattrista che partiate.
-
- Con semplicità e mestizia.
-
-Non ho neppur più voglia di ballare.
-
-FLORIAN
-
- Angosciato.
-
-Chérie!... Ditemi una parola... datemi un ricordo... qualche cosa da
-portar via con me.
-
-CHÉRIE
-
-Volete questo stornello?
-
- Con soavità.
-
- «Fior di mimosa,
- «Quando vorrete — sarò vostra sposa.»
-
- Glielo porge.
-
-FLORIAN
-
- prendendolo e recandolo alle
- labbra colla mano di CHÉRIE.
-
-Chérie! Per nessun altro mai sarà questa piccola mano?
-
-CHÉRIE
-
- grave.
-
-Mai.
-
-FLORIAN
-
-Addio! Oh! vedo le lagrime nei vostri cari occhi! così puri... così
-puri! si direbbe che non hanno mai guardato altro che il cielo!
-
-CHÉRIE
-
- commossa.
-
-Addio.
-
-FLORIAN
-
-Addio, Chérie!...
-
- Egli sa che questo è forse un
- addio eterno. Con soffocato
- impeto di dolore.
-
-Addio.
-
- Esce.
-
- CHÉRIE va alla finestra e sta
- immobile guardando giù.
-
- Entra FRITZ e va rapidamente
- verso di lei.
-
-FRITZ
-
- con voce dura
-
-Signorina —
-
-CHÉRIE
-
- volgendosi sconvolta.
-
-Oh... Fritz!
-
-FRITZ
-
-Devo passare.
-
- La prende rudemente pel
- braccio e l'allontana dalla
- finestra. Indi si sporge lui
- a guardar fuori. Con gesto
- rapido si toglie un fazzoletto
- dalla tasca e lo lega
- all'imposta.
-
-CHÉRIE
-
- sbigottita.
-
-Ma Fritz! che cosa fate?... Salutate quelli che partono?
-
-FRITZ
-
- fissandola negli occhi con
- insolenza.
-
-No. Quelli — che arrivano.
-
- Esce.
-
-CHÉRIE
-
- a LUISA che rientra.
-
-Luisa! Hai visto Fritz? Hai sentito che cosa ha detto?
-
-LUISA
-
- terrorizzata.
-
-Non capisco... Mio Dio, mio Dio...
-
- Si guardano costernate. Le
- fanciulle appaiono gaie e
- ridenti sul pianerottolo, e
- danzano una quadriglia.
-
- D'improvviso si ode lontano
- il rombo d'un cannone. Tutte
- si fermano. Vi è un istante di
- silenzio.
-
-NELLY
-
- ridendo nervosamente.
-
-Che cosa sarà stato?
-
-JEANNETTE
-
-Un saluto per la festa di Chérie!
-
- Tutte ridono.
-
-LUISA
-
-Bimbe care — andate a casa. Lina e Fritz vi accompagneranno.
-
-TUTTE
-
-Oh... andare a casa! Ma è presto!... siamo appena arrivate...!
-
-LUISA
-
-Correte — correte! Ho paura di tenervi qui. Ho paura!
-
- Tutte le fanciulle si
- sparpagliano come un volo
- di passerette. Indossano
- i mantelli celesti, rosa,
- bianchi, baciano LUISA, CHÉRIE
- e MIRELLA.
-
-Addio! Addio!
-
- Un secondo rombo di cannone
- le ferma tutte immobili sulla
- porta.
-
-NELLY
-
- tra il riso e lo spavento.
-
-I nemici?
-
-LE ALTRE
-
-Uh! che paura! Addio... Addio!...
-
- Escono.
-
- LUISA, CHÉRIE e MIRELLA
- rimangono sole.
-
-CHÉRIE
-
- dopo un breve silenzio
- guardandosi attorno.
-
-Non so... mi pare di essere in un sogno...
-
-MIRELLA
-
- ancora sorridendo.
-
- Fiorin di pero
- La vita è un sogno, la morte un mistero!
-
-CHÉRIE
-
- a LUISA abbassando la voce.
-
-E... se... se davvero venissero qui?
-
-MIRELLA
-
-Chi?... Chi?...
-
-LUISA
-
- mettendole un braccio al
- collo.
-
-I nemici... quelli che sono a Verviers.
-
-MIRELLA
-
- frivola e bambinesca.
-
-Oh, se vengono, vorrei che venissero questa sera, mentre siamo vestite
-così!...
-
- Fa svolazzare la gonna di
- tulle.
-
- S'ode un nuovo rombo di
- cannone.
-
-CHÉRIE
-
-Luisa!... Luisa! Ho paura.
-
- Nasconde il volto sulla spalla
- di LUISA.
-
-LUISA
-
- terrorizzata.
-
-Oh Dio, Dio! — Florian, dove sarà? Se potessimo richiamarlo.
-
- Corre alla porta.
-
-Fritz! Fritz!...
-
- Dopo un istante.
-
-Lina!
-
-LINA
-
- in giacca e cappello con una
- borsetta in mano, freddamente.
-
-Sì? Cosa vuole?
-
-LUISA
-
-Ma — Lina! come parli?... E dove vai? — Dov'è Fritz?
-
-LINA
-
-È uscito.
-
-LUISA
-
-Uscito?... Ma dove è andato?
-
-LINA
-
- con un cattivo sorriso.
-
-Adesso andrò a vedere.
-
-CHÉRIE
-
-Ma no, Lina! Sta qui con noi!...
-
-LUISA
-
-Vi vieto di uscire.
-
-LINA
-
- con insolenza.
-
-Oh! Passato il tempo dei divieti.
-
- Esce e chiude la porta.
-
-CHÉRIE
-
-Ma che cosa accade?...
-
-LUISA
-
-Non capisco.
-
-CHÉRIE
-
-Siamo sole!... E pensa, Luisa, pensa! Se... _quelli_ venissero — che
-cosa faremmo?
-
-LUISA
-
-Per carità! Non pensiamoci!
-
-CHÉRIE
-
-Ma bisogna pensare. Bisogna essere preparate a tutto. Dobbiamo
-pensare...
-
-LUISA
-
-Ma, mia cara, non verrebbero qui.
-
-CHÉRIE
-
-Non credi?
-
-LUISA
-
-Qui? In casa nostra? A far che? Ma andrebbero... non so...
-all'albergo...
-
-CHÉRIE
-
-Credi? All'albergo?...
-
- Una pausa.
-
-Non posso imaginare...
-
- Un altro silenzio.
-
-Già, che cosa verrebbero a fare in questo paesetto?... Cosa potrebbero
-volere da noi?
-
-MIRELLA
-
- cominciando ad impressionarsi.
-
-Avete paura davvero?...
-
- Ride, nervosa.
-
-CHÉRIE
-
-Se mai... certo non verranno — ma se mai... quando picchiassero giù
-alla porta, bisognerebbe dire che non li possiamo ricevere.
-
- S'ode fuori delle voci e un
- clichettio di sciabole.
-
-MIRELLA
-
- correndo alla finestra con uno
- strillo.
-
-Ma sono qui...
-
-LUISA E CHÉRIE
-
-No!...
-
-MIRELLA
-
-Sono qui, vi dico! Sono in cinque o sei. Non picchiano! Sono entrati.
-C'è Fritz... è lui che apre la porta! Vengono su. Oh Dio, vengono su!
-
- Stanno tutt'e tre immobili
- guardando la porta; questa
- s'apre sbattuta villanamente
- dal di fuori.
-
- Entrano il capitano FISCHER,
- quarantenne, il tenente VON
- WEDEL, bel giovane di ventisei
- anni, e tre soldati.
-
-IL CAPITANO FISCHER
-
- guardandosi intorno senza
- badare alle donne. Al tenente
- VON WEDEL.
-
-Dunque qui, dove siamo?
-
-VON WEDEL
-
- leggendo una carta.
-
-Giorgio Brandes, medico e ufficiale di riserva, quattro in famiglia —
-12 stanze, scuderia, due cavalli, una motocicletta, cantina, telefono.
-
-IL CAPITANO FISCHER.
-
-Uomini adulti?
-
-VON WEDEL
-
-Uno solo, il dottore. Partito iersera — per la capitale, credo. Deve
-aver preso la strada di Tourgain.
-
-FISCHER
-
-C'era un nostro incaricato qui?
-
-VON WEDEL
-
-Sì, certo Fritz Müller.
-
-FISCHER
-
-Dov'è questo Müller?
-
-VON WEDEL
-
-Il domestico. Era lui dabbasso, che ci ha aperto
-
-FISCHER
-
-Ah. Vediamo le stanze.
-
- Consultando la carta.
-
-Tre a questo piano, quattro di sopra —
-
- A VON WEDEL gettando uno
- sguardo sulle tre donne.
-
-Tu sta qui.
-
- Esce seguito dai tre soldati.
-
-VON WEDEL
-
- Sta un momento immobile
- guardando da LUISA a CHÉRIE,
- da CHÉRIE a MIRELLA e ancora
- CHÉRIE. Un lento cinico
- sorriso gli si disegna sul
- volto. Poi si volge e va alla
- tavola del buffet.
-
-Toh! Un banchetto... Si direbbe che ci aspettavate!
-
- Prende un sandwich.
-
- A LUISA.
-
-Vi aspettavate di vederci? O è una bella sorpresa che vi facciamo?
-
-LUISA
-
- esterrefatta.
-
-Signore — spero che avrete la bontà di tornar via. Mio marito non è qui.
-
-VON WEDEL
-
- ridendo.
-
-Ah davvero? Sono desolato. Aspetteremo che ritorni.
-
-LUISA
-
-Ma non torna stasera.
-
-VON WEDEL
-
-Ah no? Che marito poco galante!... E dove sarebbe andato?
-
-LUISA
-
- ingenua.
-
-A Tourgain, per la via di Landor.
-
-VON WEDEL
-
- Attento.
-
-Ah, per la via di Landor? — Solo?
-
-MIRELLA
-
- A LUISA.
-
-Taci mamma! Non dirlo!
-
-VON WEDEL
-
- Ridendo.
-
-Ma guarda guarda, come siamo furbe e diplomatiche!
-
- Ironico a MIRELLA.
-
-Posso chiedere alla mamma se il papà è fumatore?
-
- Le donne si guardano
- sbigottite.
-
-VON WEDEL
-
- secco, impaziente.
-
-Sigari... sigarette, ne avete in casa? Sì? Andatele a prendere. Su,
-donna, movetevi. Ho i polmoni che si struggono dalla voglia di un
-Nestor.
-
- LUISA fissandolo con occhi
- trasognati s'avvia lentamente
- verso la scalinata — sale e
- sparisce.
-
-VON WEDEL
-
- S'avvicina a CHÉRIE e MIRELLA
- che indietreggiano.
-
-Ebbene, colombelle? Ci aspettavate dunque!... Vi siete vestite da festa
-per riceverci? Eh!...
-
- Pizzica la guancia a CHÉRIE.
-
-Come ti chiami tu?
-
- Le due ragazze indietreggiano
- terrorizzate.
-
-Carolina?... Eh? Maria?... Teresina?... Eh?
-
- Le prende il mento.
-
-Rispondi.
-
-CHÉRIE
-
- senza fiato
-
-Chérie.
-
-VON WEDEL
-
-Cosa mi dici? _Chérie?_ Caruccia anche tu.
-
- Si china in avanti per
- baciarla.
-
-MIRELLA
-
- lanciandosi su di lui con un
- grido.
-
-No!... No!
-
- Fa per percuoterlo.
-
-VON WEDEL
-
- ridendo dell'ira di MIRELLA.
-
-Ah, che piccola vipera!... Aspetta un po' — vedrai cosa ti faccio!
-
- LUISA entra portando delle
- scatole di sigarette. Le
- depone sul tavolo.
-
-VON WEDEL
-
- a LUISA.
-
-Brava. E da bere cos'avete? Qui —
-
- additando il tavolo.
-
-... non vedo che sciroppi. Sciampagna ne avete? E cognac? e rhum? e
-kirsch? Portate qui tutto.
-
- A MIRELLA.
-
-Viperetta, va anche tu — e porta qui tutto. Fa presto — va — va.
-
-MIRELLA
-
-No!...
-
- Avviticchiandosi a CHÉRIE.
-
-VON WEDEL
-
-Hai paura che te l'ammazzi, tua sorella?
-
-MIRELLA
-
-Non è mia sorella.
-
-VON WEDEL
-
-E cos'è?
-
-MIRELLA
-
-È mia zia.
-
-VON WEDEL
-
- ridendo.
-
-Ah — è tua zia? Anch'io ho una zia. Ma non è così. Le scambieremo; va
-bene, vipera? Ti darò la mia zia, e tu mi darai la tua. Va bene?
-
-MIRELLA
-
-No!...
-
-VON WEDEL
-
- feroce.
-
-Va a prendere da mangiare... corri o ti strozzo...
-
- MIRELLA fugge.
-
-LUISA
-
-Signore... noi... noi non siamo che donne...
-
-VON WEDEL
-
-Eh! me ne accorgo.
-
- Le prende il braccio.
-
-LUISA
-
- piangendo.
-
-Anche voi... avrete delle donne a casa vostra...
-
-VON WEDEL
-
-Oh là! là! là! Non cominciamo cogli appelli ai sentimenti nobili.
-Abbiamo fame e sete. _Marsch_, buona donna.
-
- LUISA si volge per partire.
-
-E se pensate di scappare... se fra tre minuti non è tutto qui in
-tavola, io mi mangio questa colombella — capite? Me la mangio — _aah!_
-
- Afferra il braccio di CHÉRIE e
- se lo porta alla bocca.
-
- LUISA esce barcollando.
-
- a CHÉRIE.
-
-Che parentela hai con quella Niobe piangente?
-
-CHÉRIE
-
- a bassa voce.
-
-È mia cognata.
-
-VON WEDEL
-
-Eh? Non capisco. Parla più forte. Tua cognata?... Caruccia!
-
- Pizzicandole il mento.
-
-E io sarò tuo cognato, va bene?
-
- Rientra il Capitano FISCHER.
- Si ferma sulla porta a dare
- degli ordini ai tre soldati
- che lo seguono.
-
-FISCHER
-
-Direte al capitano Glotz e al tenente Feldmann di venir qui. Avranno
-le due stanze all'est. Voi cenerete all'osteria e quattro ordinanze e
-quattro uomini verranno a dormire qui nelle soffitte. Sarete qui alle
-undici. Non vi ubbriacate.
-
- I soldati salutano e fanno per
- partire.
-
-Oh! E lasciate stare le donne di malaffare.
-
-Capite? Non voglio che mi si avveleni il battaglione.
-
- Pausa.
-
-Donne non ne mancano.
-
- I soldati salutano ed escono.
-
-FISCHER
-
- avanzandosi.
-
-Tutto fatto. E qui si mangia?
-
-VON WEDEL
-
- Salutando.
-
-Sì, mio capitano.
-
-FISCHER
-
- sciogliendosi la cintura.
-
-Smetti pure il capitano. Qui torniamo cugini, Hans. Eh, che porcheria
-d'un paese. Quell'animale d'un parroco!... Guardate qui cos'ho sugli
-stivali.
-
- Sporge un piede.
-
-Fango e sangue! Bah!... E ho qualche cosa al braccio...
-
- Si toglie la giubba.
-
-VON WEDEL
-
-Ma sei ferito.
-
-FISCHER
-
-Già.
-
- Guardando CHÉRIE.
-
-Cosa fa quella ballerina? Venga qui.
-
- Le fa cenno di avvicinarsi.
-
-Ha paura d'un povero ferito?
-
- Si è tolto la giubba, e la
- manica della camicia appare
- macchiata di sangue.
-
-VON WEDEL
-
- Ridendo.
-
-È mia cognata.
-
- La caccia innanzi verso
- FISCHER.
-
-FISCHER
-
- Ridendo.
-
-Tua cognata? Brutto animale! Te la sei già accaparrata? Tu mi porti
-sempre via di sotto al naso ciò che c'è di meglio. Maledetti i tuoi
-ventisei anni.
-
-VON WEDEL
-
- additando la piccola MIRELLA
- che entra portando delle
- bottiglie.
-
-Eh! guarda com'è carina la viperetta qui.
-
-FISCHER
-
-Peuh! Il sapor di latte non mi dice niente.
-
- Vede LUISA che entra recando
- altre bottiglie e bicchieri.
-
-Oh! Ecco piuttosto...
-
-VON WEDEL
-
- con una grossolana risata.
-
-Quella è la Niobe piangente.
-
- CHÉRIE tenta fuggire ma egli
- la prende per un braccio e la
- trattiene.
-
-FISCHER
-
- Va incontro a LUISA e le
- prende le bottiglie dalle
- mani.
-
-Bella signora — come vedete sono malconcio.
-
- Additandole il braccio ferito.
-
-Portatemi dell'acqua calda e fatemi da suora.
-
-LUISA
-
- con voce sorda.
-
-Di sopra c'è acqua calda.
-
-FISCHER
-
- sdraiandosi sul divano.
-
-Ah, ma io la voglio qui.
-
-VON WEDEL
-
- ridendo mentre stura la
- bottiglia di cognac.
-
-La Niobe si preoccupa dei suoi tappeti, eh?
-
- Sputa sul tappeto.
-
-Lurido paese.
-
- LUISA esce barcollando.
-
-VON WEDEL
-
- a CHÉRIE e MIRELLA.
-
-Avanti con questa cena. Servite il capitano.
-
- Beve.
-
- CHÉRIE e MIRELLA restano
- immobili guardandosi in
- faccia. Stanno vicine l'una
- all'altra, terrorizzate e
- incerte.
-
-VON WEDEL
-
- con uno scoppio di voce.
-
-Servite il capitano.
-
- Le due ragazze prendono piatti
- e bicchieri e li porgono
- al Capitano FISCHER che è
- sdraiato sul divano.
-
-FISCHER
-
-Non voglio che un cognac. Questo braccio mi fa maledettamente male.
-
- A MIRELLA.
-
-Dite a quella donna che faccia presto coll'acqua calda.
-
-MIRELLA
-
-Sì. Lo dirò.
-
- Volgendosi a CHÉRIE.
-
-Vieni anche tu con me.
-
-VON WEDEL
-
- afferrando CHÉRIE.
-
-Ah già! Così scappate tutt'e due! No! Una deve sempre star qui.
-
- Ride.
-
-E noi la strozzeremo se le altre non tornano!
-
-MIRELLA
-
-Sto qui io.
-
- A Chérie.
-
-Va a chiamar la mamma.
-
-CHÉRIE
-
- ansante guardando dai due
- uomini a MIRELLA.
-
-No!
-
-MIRELLA
-
- fissandola con grandi occhi.
-
-Va, ti dico.
-
- Mentre CHÉRIE le passa
- accanto.
-
-E chiama Fritz!
-
-CHÉRIE
-
- piano.
-
-Ci ha tradite.
-
- Esce.
-
-VON WEDEL
-
-Eh la viperetta —
-
- Si sdraia in poltrona.
-
-ho fame. Puoi servire anche me.
-
-MIRELLA
-
- con aria selvatica e audace.
-
-Voi? Cosa siete voi? Tenente? Io no. Io non servo che i capitani.
-
- Versa un altro bicchierino di
- cognac a FISCHER.
-
-FISCHER
-
- ridendo.
-
-Toh, Hans! Prendi e metti ciò alla bottoniera.
-
- Beve.
-
-VON WEDEL
-
- ridendo.
-
-Impertinente rospicciattolo!
-
- Si alza e va al tavolo.
-
-FISCHER
-
- a Mirella.
-
-Chissà che odio hai in cuore contro di noi! Di' la verità.
-
-MIRELLA
-
-Io? Ma niente affatto. Sono contenta che siate arrivati. M'annoiavo a
-morte. E poi... io so il tedesco.
-
- Fa una piroetta e getta un
- bacio a FISCHER.
-
-«_Grüss Gott!_»
-
-FISCHER
-
- ridendo.
-
-Quanti anni hai?
-
-MIRELLA
-
- pronta.
-
-E tu?
-
- I due ufficiali ridono.
-
-FISCHER
-
-Non hai paura di noi?
-
-MIRELLA
-
-Io — paura? Paura!
-
- Ride convulsa.
-
-Ma anzi... non ho mai visto...
-
- Tira un fiato come un
- singulto.
-
-... nessuno di più bello... Vi aspettavo alla finestra... Non avete
-visto?
-
- A FISCHER sedendogli accanto
- sul bracciolo del divano.
-
-Ti fa sempre male il braccio?
-
-FISCHER
-
-Sì. Guarda.
-
- Scopre la ferita.
-
-MIRELLA
-
- con un brivido.
-
-Oh!
-
-FISCHER
-
-Ti fa pena?
-
-MIRELLA
-
-No, mi fa schifo.
-
-FISCHER
-
- ridendo.
-
-Che bel tipo!
-
- Entra LUISA portando una
- catinella d'acqua, e serviette
- e bende.
-
- Essa depone in terra la
- catinella accanto al divano.
-
-FISCHER
-
- con ammirazione guardando
- LUISA.
-
-Ah! ecco la mia suora di carità!... Grazie, bella signora!... Dite
-un po', vostro marito è medico, non è vero? Avrete in casa qualche
-disinfettante... dell'acido borico? Del sublimato?
-
-LUISA
-
-Sì.
-
-FISCHER
-
-Portatemene, vi prego.
-
- LUISA esce a sinistra e
- ritorna quasi subito con una
- fialetta in mano.
-
-FISCHER
-
- prendendo la fialetta.
-
-Cos'è? «Sublimato»... Ecco... una tabletta nell'acqua. Così.
-
- Le rende la fialetta che
- essa depone sopra una mensola
- dietro al divano.
-
-Grazie, bella Samaritana. Volete aiutarmi?... Volete fasciare la ferita
-al nemico? Al nemico... ammiratore?
-
- LUISA s'inginocchia accanto a
- lui e gli fascia la ferita.
-
-VON WEDEL
-
- a LUISA
-
-Dov'è rimasta la colombella?
-
-LUISA
-
-Non so...
-
-VON WEDEL
-
-Vado a cercarla.
-
-MIRELLA
-
- con un grido.
-
-No! Non voglio!
-
-VON WEDEL
-
-Oh bella questa! E come vuoi impedirlo?
-
- Va alla porta.
-
-MIRELLA
-
- precipitandosi.
-
-Vengo anch'io. Non voglio che tu le faccia male.
-
-VON WEDEL
-
- ridendo.
-
-Vieni pure, scorpioncino.
-
- VON WEDEL esce con MIRELLA.
-
-LUISA
-
-Mio Dio!
-
- Si slancia per seguirli.
-
-FISCHER
-
- Trattenendola.
-
-Restate qui. Von Wedel non le farà nulla.
-
- Mostrandole il braccio.
-
-Guardate piuttosto che ferita profonda!... E voi... me ne fate
-un'altra, guardandomi con quegli occhi così dolci e paurosi.
-
-Avete paura di me?
-
- Pausa.
-
-LUISA
-
- con un singhiozzo.
-
-Sì.
-
-FISCHER
-
-Perchè? Non sono un selvaggio... non vi farò niente. Siamo più teneri
-noi altri nordici colle donne, che non i vostri egoisti d'uomini.
-
- Accarezzandole il viso.
-
-Assai più teneri...
-
-LUISA
-
- scoppiando in pianto.
-
-Per pietà!... per pietà!
-
-FISCHER
-
- bonario.
-
-Ma sì, ma sì, avrò pietà. Non è un oltraggio dirvi che siete bella e
-che mi piacete...
-
- La porta si apre ed entrano
- il Capitano GLOTZ e il tenente
- FELDMANN.
-
-GLOTZ
-
- sulla porta.
-
-Ma guarda un po' che dolce quadro d'intimità!... Ti disturbiamo?
-
-FISCHER
-
- alzandosi.
-
-No — no! venite. Ho trovato una Samaritana che m'ha fasciato la ferita.
-Avete messaggi?
-
-GLOTZ
-
-Niente. Per stasera si sta qui. Domattina alle cinque si prosegue su
-Tirlemont.
-
-FISCHER
-
-Avete pranzato?
-
-FELDMANN
-
-Niente. Siamo affamati.
-
-GLOTZ
-
-Qui c'è da sfamarsi...
-
- Spingono la tavola verso il
- centro.
-
- Entra VON WEDEL conducendo
- pel braccio CHÉRIE, che ha
- uno scialletto sulle spalle,
- seguita da MIRELLA che piange.
-
-VON WEDEL
-
-Preda di guerra!... Voleva fuggire, la colomba. Per punirla le
-legheremo le ali.
-
- Toglie lo scialletto a CHÉRIE
- e fa per legarle le braccia
- dietro alle spalle.
-
-MIRELLA
-
- strillando.
-
-Non voglio.
-
- Con impeto d'infantile
- ira alza la mano per
- schiaffeggiare VON WEDEL.
-
-VON WEDEL
-
- Afferrandole il braccio e
- torcendoglielo con finta
- collera.
-
-Ah! E a questo scorpioncino schiacceremo la testa.
-
-FISCHER
-
- paterno.
-
-Via, lasciale stare, Hans.
-
-GLOTZ
-
- sempre a tavola.
-
-I piagnistei mi guastano l'appetito.
-
- Sogguardando le due fanciulle.
-
-Cosa sono? Paiono ballerine.
-
-FELDMANN
-
- mangiando.
-
-Brave!... Brave! Se è così, ballate per divertirci.
-
-FISCHER
-
- facendo sedere LUISA accanto a
- lui sul divano.
-
-Sorridete un poco, suora di carità! Bevete un sorso di champagne con me.
-
- Le porge il suo bicchiere
-
-LUISA
-
-No! no!
-
-FISCHER
-
-Prego... un sorso...
-
-FELDMANN
-
-Al capitano bisogna obbedire.
-
- Anch'egli siede accanto a
- LUISA sul divano e le prende
- le mani.
-
-LUISA
-
- piangendo.
-
-Per pietà!... La casa è vostra... ma lasciateci andar via... ve ne
-imploro.
-
-GLOTZ
-
- Che non ha smesso di mangiare.
-
-Ma sì. Mandatele via tutte quante! Mi guastano l'appetito.
-
-VON WEDEL
-
-Mia cognata no. La voglio qui.
-
- Mette lo scialletto intorno a
- CHÉRIE stringendone le braccia
- dietro le spalle.
-
- A MIRELLA.
-
-Rospo... tu puoi andare a letto.
-
-MIRELLA
-
-No! non vado a letto. Sto qui.
-
- A FISCHER.
-
-Vero, capitano, che mi fai star qui?...
-
- Vedendo sua madre che piange
- seduta tra FISCHER e FELDMANN
- sul divano.
-
-Perchè fai spavento a mia mamma? Lasciala andare, e parla con me. Io
-non ho paura...
-
-LUISA
-
- piangendo.
-
-Mirella, Mirella, va via!
-
-FELDMANN
-
- Prendendo la chitarra.
-
-Chi fa musica di voialtre?
-
-VON WEDEL
-
-Sarà il rospo!
-
- Ride forte. A CHÉRIE.
-
-Oppure sei tu, colombella?
-
- L'attira a sè.
-
-CHÉRIE
-
- singhiozzando.
-
-Lasciatemi.
-
-MIRELLA
-
- D'improvviso guardandosi
- intorno.
-
-Ah!
-
- Con uno strillo terribile.
-
-Mamma, mamma! Ho paura! Mandali via. Mandali via! Ho paura!
-
-GLOTZ
-
- sempre a tavola.
-
-Questa qui mi dà fastidio davvero. Mi rovina la digestione.
-
- A FELDMANN.
-
-Portala via e chiudila in soffitta.
-
-FELDMANN
-
- ridendo.
-
-Sta bene. In soffitta ci sono otto soldati —
-
- Abbranca MIRELLA.
-
-LUISA
-
- con un urlo, strappandosi alla
- stretta di FISCHER.
-
-No! no... Dio!
-
- Cade in ginocchi davanti a
- FISCHER.
-
-Non permettete!...
-
-FISCHER
-
- severo a FELDMANN.
-
-Non permetto.
-
-FELDMANN
-
-Allora, dove la metto? Se al capitano Glotz fa venire l'indigestione...
-
-VON WEDEL
-
-Chiudila in cantina. Lì c'è nessuno...
-
- Ridendo.
-
-... eccetto sorci e rospi e ragni come lei.
-
-FISCHER
-
- bruscamente a FELDMANN.
-
-Chiudetela davvero in cantina. Sarà meglio. E voi...
-
- Con un'occhiata severa.
-
-... tornate qui subito. Capite? Subito.
-
-FELDMANN
-
-Capisco.
-
- Saluta, e porta fuori MIRELLA
- che piange e si dibatte.
-
-FISCHER
-
- A LUISA.
-
-Non piangete, signora. Ringraziatemi piuttosto.
-
- Additando VON WEDEL e GLOTZ
- che bevono il cognac.
-
-Non capite che per la vostra bambina è meglio così?
-
-LUISA
-
-Lasciate andare anche noi... anche noi...
-
-VON WEDEL
-
-Che cosa dice? Vuol andare in cantina anche lei?
-
- Ride sguaiatamente.
-
-La mia cognatina in nessun modo va. Che ne dici, Glotz?
-
-GLOTZ
-
- Senza alzare gli occhi.
-
-Ho fame io.
-
- Si indovina nel contegno
- burbero di GLOTZ un celato
- desiderio di venire in aiuto
- delle donne e salvarle per
- quanto è possibile dalla
- brutalità degli altri tre.
-
-VON WEDEL
-
-Ho fame anch'io.
-
- Stringendo CHÉRIE.
-
-Da tanto tempo digiuno!
-
-CHÉRIE
-
-Non mi tenete così... scioglietemi le braccia.
-
-VON WEDEL
-
-No, no. Mi piaci così... in mio potere.
-
- Avvicina il suo viso al viso
- di CHÉRIE.
-
-Non chiudere gli occhi. Guardami bene in faccia. Son brutto? No, eh?
-Adesso bevi questo cognac.
-
- Le mette il bicchiere alle
- labbra.
-
-_Eins — zwei — drei_ — bevilo!
-
- CHÉRIE distoglie il volto.
-
-FISCHER
-
- Sempre sul divano, a LUISA
- che s'è gettata in ginocchio
- davanti a lui.
-
-Ma non vi disperate così. Alla vostra bambina non accadrà nulla.
-Andiamo pure a vedere...
-
- Si alza.
-
-Ma è un buon uomo, Feldmann. Tutt'al più le avrà dato qualche scoppola
-per farla star zitta. Andiamo, andiamo... non piangete...
-
- Escono.
-
-GLOTZ
-
- venendo avanti.
-
- A VON WEDEL che tiene sempre
- serrata nello scialletto la
- piangente CHÉRIE.
-
-Cosa tormenti le donne, tu? Non sarebbe meglio mandarla a farci del
-caffè?
-
-VON WEDEL
-
- A CHÉRIE.
-
-Quell'uomo è brutale. È tutto stomaco. Io no. Sono tutta poesia.
-
- Beve il cognac e abbraccia
- CHÉRIE.
-
-GLOTZ
-
- sedendole dall'altro lato.
-
-Non gli credete. È più brutale lui di me.
-
- Accende una sigaretta.
-
-La disturba il fumo, signorina?
-
-VON WEDEL
-
-Ma no... fuma anche lei — guarda!
-
- Si sporge avanti e le caccia
- una boccata di fumo sulle
- labbra.
-
-Bella mia, se non bevi... guarda che ti dò da bere, io — allo stesso
-modo... come t'ho dato io il fumo. Capisci?... O non capisci?
-
- Le porge un calice di
- champagne e la forza a bere.
-
-CHÉRIE
-
- singhiozzando.
-
-Mio Dio! Mio Dio! Non c'è nulla, nulla ch'io possa dirvi perchè abbiate
-pietà?
-
-VON WEDEL
-
-Che male ti facciamo? Ecco, guarda, ti sciolgo le braccia.
-
- Toglie lo scialletto col quale
- la teneva prigioniera.
-
-CHÉRIE
-
- Coprendosi il volto.
-
-Orrore!... Orrore!...
-
-VON WEDEL
-
- ridendo.
-
-Ma che? Che cosa è un orrore? Glotz, qui, è un bel giovane... E
-anch'io... Via, non mi pare di essere ripugnante.
-
-GLOTZ
-
-Guardi, signorina. Se vuole assicurarsi la nostra benevolenza non
-piagnucoli così. Pensi che da tre giorni non vediamo che lacrime,
-non udiamo che lamenti ed urli. Non ci fanno proprio più nessuna
-impressione.
-
-VON WEDEL
-
-Anzi, ci urtano i nervi. Se tu ridessi, ballassi, cantassi, faresti di
-noi ciò che vuoi tu.
-
-GLOTZ
-
-Già. Divertiteci un poco!... Affascinateci!... domateci!
-
-VON WEDEL
-
-E bevi dell'altro champagne.
-
-CHÉRIE
-
- Beve.
-
-Non piangerò più. Non piangerò più.
-
- Ripresa dal terrore.
-
-Ma non farete nulla alla piccina!
-
-VON WEDEL
-
-Al rospo? Chi vuoi che lo tocchi?
-
-CHÉRIE
-
-Nè a mia cognata.
-
-GLOTZ
-
-Niente, niente. Non faremo niente a nessuno. La Niobe, del resto, è
-sotto l'ala del capitano Fischer che ha moglie e figli a casa.
-
-CHÉRIE
-
-Ah!
-
- Con un gran sospiro.
-
-Ha moglie... e figli?...
-
-VON WEDEL
-
-Sì, la moglie è grassa così!
-
- CHÉRIE sorride.
-
-E cinque figli.
-
-CHÉRIE
-
- sorridendo.
-
-Oh Dio! Che bella cosa... Mi piace pensare che ha cinque figli... Non
-so perchè, ma mi sento un po' più rassicurata...
-
- Con ingenuità soave a VON
- WEDEL.
-
-Voi non li avete... cinque figli?
-
-VON WEDEL
-
- Facendola bere.
-
-No. Noi no. Ma li potremmo avere.
-
-GLOTZ
-
-E subito!
-
-VON WEDEL
-
-E con entusiasmo!
-
-CHÉRIE
-
- Guardando dall'uno all'altro.
-
-Mi pare di avere un po' meno paura di voi...
-
-GLOTZ
-
-Eh! lo champagne...
-
-VON WEDEL
-
-E il nostro fascino personale...
-
-CHÉRIE
-
-No. No. È perchè avete detto che vi piacciono i bambini. Allora non
-potete essere proprio cattivi...
-
-VON WEDEL
-
- ridendo.
-
-I bambini! Ma sono una passione per noi. Non pensiamo ad altro...
-
- Le bacia la nuca.
-
-CHÉRIE
-
- Ritraendosi.
-
-Non fate così!
-
-GLOTZ
-
-Bevete una goccia anche dal mio bicchiere.
-
-CHÉRIE
-
-No — no! Ho paura che mi vada alla testa.
-
-VON WEDEL
-
-E quand'anche? Che male ci sarebbe?
-
- Feroce.
-
-Avanti!
-
- La forza a bere.
-
-CHÉRIE
-
- Già briaca, sorridendo.
-
-Ma pensate un po'!... Se io mi ubbriacassi...
-
- Ride.
-
-VON WEDEL
-
-Adesso ci canti qualche cosa.
-
-CHÉRIE
-
-Oh! mi gira la testa.
-
-GLOTZ
-
- prendendo la chitarra.
-
-Non importa. Io tengo la chitarra e tu la suoni.
-
- L'attira a sè.
-
-VON WEDEL
-
- Irritato, a GLOTZ.
-
-Non far l'imbecille.
-
-GLOTZ
-
- un po' brillo.
-
-Tu accoppati...
-
- Mette un braccio intorno a
- CHÉRIE.
-
-VON WEDEL
-
- Feroce.
-
-Vuoi litigare?
-
-GLOTZ
-
-Io no. T'amo troppo.
-
- Mette l'altro braccio intorno
- a VON WEDEL.
-
-VON WEDEL
-
-Allora beviamo alla fratellanza! — Vieni qua, colomba, che t'insegniamo
-a bere alla fratellanza come fanno gli studenti tedeschi.
-
- Dà un calice a GLOTZ, uno a
- CHÉRIE, e ne prende uno per
- sè.
-
-GLOTZ
-
- cantando.
-
-«_Cram pim — pam — pampuli! Crampampuli!_»
-
-VON WEDEL
-
- Intrecciando le braccia con
- quelle di CHÉRIE e di GLOTZ.
-
-«_Immer fidel und sans-souci — trink'ich mein Glass crampampuli._»
-
-GLOTZ E VON WEDEL
-
-«_Cram pim — pam — pampuli — Cram pampuli!_»
-
- bevono.
-
- La porta s'apre... MIRELLA
- pallida stravolta colla veste
- lacera appare sulla soglia. Si
- arresta un istante immobile
- con gli occhi sbarrati
- guardando CHÉRIE tra i due
- uomini ubbriachi.
-
-CHÉRIE
-
- Tra il singhiozzo e le risa.
-
-Mirella... Mirella...
-
- corre da lei.
-
-MIRELLA
-
-Dio!... Dio!...
-
-CHÉRIE
-
- avvicinandola.
-
-Ridi... devi ridere! Hanno detto che se ridiamo non ci fanno niente...
-
-MIRELLA
-
- Guardandola con terrore.
-
-Dio!... Dio!...
-
-VON WEDEL
-
- Volgendosi e vedendo MIRELLA.
-
-Oh! ecco il rospo!... Sei stata in cantina, rospo?
-
- ride sguaiato.
-
-MIRELLA
-
- Sottovoce e ansante a CHÉRIE.
-
-La mamma... l'hanno presa di forza e chiusa in camera...
-
-CHÉRIE
-
- Passandosi una mano sulla
- fronte e cercando di tornare
- in sè.
-
-Corri fuori... corri... cerca aiuto...
-
-MIRELLA
-
-Siamo imprigionati in casa! Vi sono due soldati sulla porta... Ho
-voluto passare... allora uno m'ha dato un pugno... e l'altro... l'altro
-ha cercato di stringermi... non so... di stritolarmi...
-
-VON WEDEL
-
-Olà! Cosa mormori, rospiciattolo? Va via, va via.
-
-MIRELLA
-
- Terrorizzata a CHÉRIE.
-
-Perchè, perchè mi mandano via? Cosa vogliono farti?
-
-CHÉRIE
-
- smarrita.
-
-Non lo so, non lo so...
-
-MIRELLA
-
-Ti ammazzeranno?
-
-CHÉRIE
-
-Forse... Non piangere! Se piangiamo ci ammazzano tutt'e due.
-
-VON WEDEL
-
- Cantando mentre GLOTZ
- strimpella sulla chitarra.
-
-«_Immer fidel und sans-souci — trink'ich mein Glass crampampuli_»..
-
-CHÉRIE
-
-Se potessimo spaventarli...
-
-MIRELLA
-
-O ucciderli.
-
-CHÉRIE
-
-Ti guardano! Ridi, Mirella, ridi!
-
- Poi, appena VON WEDEL si
- rivolge a parlare con GLOTZ.
-
-Se potessimo pensare a qualche cosa!... per farli andar via!
-
- Vedendo FISCHER che entra.
-
-Senti, ho un'idea —
-
- Susurrano insieme.
-
-GLOTZ
-
- A FISCHER, che è rientrato.
-
-Oh, capitano! E dove siete stato?
-
-VON WEDEL
-
- con una risata grossolana.
-
-Hai consolato la piangente Niobe?
-
-FISCHER
-
- Depresso, come chi ha commesso
- una vile azione, e ne è
- pentito.
-
-Bah! lurido mondo.
-
-VON WEDEL
-
-Ma non hai mangiato, tu?
-
-FISCHER
-
- amaramente.
-
-Eh va! ho pranzato e cenato. Vado a dormire.
-
-GLOTZ
-
-Un momento, capitano.
-
- Si toglie di tasca una carta
- topografica e la spiega
- davanti a FISCHER. I tre
- uomini si consultano, parlando
- a bassa voce tra loro.
-
-CHÉRIE
-
- Che ha preso dalla mensola la
- fiala di sublimato corrosivo —
- piano, a MIRELLA.
-
-Io lo farò.
-
- Va in punta de' piedi alla
- tavola e, cauta, mentre gli
- uomini non l'osservano, prende
- la bottiglia di cognac.
-
-MIRELLA
-
- Fuori di sè.
-
-Non farlo! Non farlo! Ti vedranno.
-
-CHÉRIE
-
-Lo so! Oh Dio, Dio! Non ne ho il coraggio!
-
- Rimette sul tavolo la
- bottiglia di cognac.
-
-MIRELLA
-
- colpita da un'idea.
-
-Ma potremmo dire che... l'abbiamo fatto! Così si spaventerebbero e
-andrebbero via.
-
-CHÉRIE
-
-Oh! No! ci ucciderebbero subito.
-
-MIRELLA
-
-Credi?
-
-CHÉRIE
-
-Sì, sì, credo. Ma quasi — lo preferirei.
-
-MIRELLA
-
- spaurita.
-
-Preferiresti — che ci uccidessero subito? Ma cosa dici! Perchè?
-
-CHÉRIE
-
-Non so perchè. Ma sento che lo preferirei.
-
-VON WEDEL
-
- separando CHÉRIE da MIRELLA.
-
-Basta di susurri...
-
- Alzando tra le braccia CHÉRIE
- e facendola sedere sul tavolo.
- A FISCHER.
-
-Guarda cugino! Una colombella briaca...
-
- CHÉRIE ride debole e
- insensata, tenendo chiusa
- nella mano la fialetta di
- sublimato.
-
-FISCHER
-
-Lasciate stare le donne.
-
- Esce.
-
-VON WEDEL
-
-Già. Sazio lui, esaurito l'argomento.
-
- A GLOTZ, additando CHÉRIE.
-
-Guarda un po', Glotz, come è bella quando ride!
-
- CHÉRIE ride guardando
- MIRELLA che si mette a ridere
- nervosamente anche lei.
-
-GLOTZ
-
- Guardando dall'una all'altra.
-
-E perchè ridete così?
-
-VON WEDEL
-
-È il vino.
-
-CHÉRIE
-
-No, no! Non è il vino...
-
-VON WEDEL
-
-E allora che cos'è?
-
-CHÉRIE
-
- sempre ridendo.
-
-Penso... che se sapeste ciò che so io — non sareste qui!
-
- ride come presa
- dall'isterismo.
-
-VON WEDEL
-
-E dove saremmo?
-
-CHÉRIE
-
-Sareste... dal dottore!
-
-VON WEDEL
-
-Ma ci siamo!
-
-CHÉRIE
-
-Appunto perchè ci siete, andreste, correndo... da un altro dottore!
-
-MIRELLA
-
-Sì, sì! correndo!
-
- ride.
-
-VON WEDEL
-
-Cosa vuol dire?
-
-GLOTZ
-
- a VON WEDEL.
-
-Vuol dire che ha bevuto troppo.
-
-CHÉRIE
-
-No... no!... siete voi — voi, che avete bevuto troppo — da quella
-bottiglia!
-
- Addita la caraffa del rhum che
- i due hanno quasi vuotata.
-
-GLOTZ
-
- sconvolto.
-
-Eh?
-
-MIRELLA
-
-Già... proprio da quella bottiglia...
-
-CHÉRIE
-
-Ormai...
-
- ride.
-
-... avete bevuto!
-
-MIRELLA
-
- battendo le mani.
-
-Già... già... ormai avete bevuto...
-
-CHÉRIE
-
-E fareste meglio ad andare subito dal dottore...
-
-MIRELLA
-
-Subito... subito!
-
-VON WEDEL
-
-Che storie sono queste? Sei ubbriaca — vero?
-
- Le afferra il braccio.
-
-CHÉRIE
-
-Sì... sono ubbriaca... o non avrei detto... ciò che ho detto.
-
-GLOTZ
-
- a VON WEDEL.
-
-Che cosa tiene in mano? Guarda un po'...
-
-CHÉRIE
-
-Niente... niente.
-
- Cela ostentatamente dietro
- alla schiena la fialetta del
- sublimato.
-
-VON WEDEL
-
-Dà qui.
-
- forzandola ad aprire la mano.
-
-Cosa diavolo?
-
- Le toglie di mano la fialetta
- e legge esterrefatto.
-
-«_Sublimato corrosivo!_» Sublimato!...
-
- Lanciandosi su CHÉRIE.
-
-Ah! strega!... canaglia!...
-
-CHÉRIE
-
- scoppiando in pianto.
-
-Ma no! no... non ho fatto niente —
-
-MIRELLA
-
-Non ha fatto niente!
-
-GLOTZ
-
- a VON WEDEL.
-
-Lascia stare, va! Ce ne saremmo accorti.
-
-VON WEDEL
-
-Oh per Dio... se non l'hanno fatta ce la volevano fare.
-
-CHÉRIE
-
-No! no! Non è vero.
-
-VON WEDEL
-
-Vero o non vero — me la pagherai.
-
- CHÉRIE balza dalla tavola e
- fugge verso la porta a destra.
- GLOTZ l'afferra e la ferma.
-
-MIRELLA
-
- strillando.
-
-Ma abbiamo fatto per ridere...
-
-CHÉRIE
-
-Per ridere...
-
-VON WEDEL
-
-Sta bene — adesso rideremo! Anche noi!
-
- Afferra CHÉRIE che
- indietreggia contro la porta
- drappeggiata.
-
-MIRELLA
-
- balzandogli adosso come una
- tigre.
-
-Lasciatela! lasciatela!
-
-VON WEDEL
-
- aprendo col piede la porta e
- guardando nella camera ancora
- illuminata.
-
-Bene! Tutto quel che ci vuole!... Glotz! legala al letto!
-
- Afferrando MIRELLA.
-
-Quanto a te, scorpione, t'insegnerò io a mentire.
-
-MIRELLA
-
- strillando.
-
-Ah, mi uccidi?
-
-VON WEDEL
-
-Aspetta, aspetta...
-
- Con una sciarpa rimasta su di
- una sedia la lega rapidamente
- alla ringhiera. MIRELLA
- piange.
-
-CHÉRIE
-
- Che s'è inginocchiata ai piedi
- di GLOTZ.
-
-Perdonatemi — perdonatemi! lasciatemi andare! Ho detto per farvi paura.
-Ho detto per ridere... non abbiamo fatto niente, niente!
-
-GLOTZ
-
- crollando le spalle.
-
-Lo so, lo so. Non urlare. Tanto andava lo stesso a finire così.
-
- Guardando VON WEDEL.
-
-È un bruto quello lì.
-
-CHÉRIE
-
- cingendogli i ginocchi.
-
-Salvatemi... salvatemi! Oh mio Dio, cosa mi farà?
-
-GLOTZ
-
-Bah! Se non è lui è un altro. Guai ai vinti, povera creatura.
-
-CHÉRIE
-
-Oh, voi siete buono — lo so che siete buono, lasciatemi fuggire —
-
- Di fuori si odono voci di
- soldati ubbriachi che cantano
- «_Deutschland über Alles_».
-
-GLOTZ
-
-Dove volete fuggire? Sentite — sentite i soldati ubbriachi. L'inferno è
-scatenato.
-
-VON WEDEL
-
- Che ha legato stretto MIRELLA
- alla ringhiera col piccolo
- viso folle di paura rivolto
- alla porta aperta della camera
- da letto.
-
-Ecco — e tu starai qui — starai qui — a vedere!
-
- Va verso CHÉRIE e fa per
- trascinarla verso la camera.
-
- A GLOTZ
-
-Prendila per i piedi...
-
-GLOTZ
-
-Io no.
-
-VON WEDEL
-
-Vigliacco!
-
-GLOTZ
-
-Vigliacco tu!
-
- Apre la porta ed esce. Sulla
- soglia incontra FRITZ che
- entra.
-
-MIRELLA
-
-Fritz! aiuto — aiuto!
-
-CHÉRIE
-
- con un grido di gioia.
-
-Ah, Fritz!...
-
-FRITZ
-
- con sogghigno beffardo.
-
-Oh! guarda, guarda! La santarellina che da un anno fa la superba con
-me!...
-
- L'afferra, e con VON WEDEL la
- trascina nella camera vicina.
-
- La porta resta aperta.
-
-MIRELLA
-
- sola, legata alla ringhiera,
- pazza di terrore.
-
-Ah! no! — no! — no...
-
- I suoi occhi si dilatano per
- l'orrore di ciò che vede.
- Si dibatte, si contorce,
- strilla... e traverso i suoi
- urli di creatura torturata si
- indovina l'atroce misfatto che
- si compie davanti a lei.
-
- Nella strada passa una banda
- militare; le fiamme d'una
- casa incendiata illuminano la
- scena.
-
-
- CALA IL SIPARIO.
-
-
-
-
-ATTO SECONDO
-
-
- Un paesaggio di campagna inglese.
-
- Un terrazzo con sfondo di giardino in casa del Reverendo FRANK,
- pastore Anglicano.
-
- La Signora FRANK seduta in una poltrona di vimini lavora ad una
- sciarpa di lana grigia.
-
- DELIO ALLEN, nell'uniforme khaki d'ufficiale degli Highlanders
- Scozzesi, a cavalcioni su una seggiola regge una matassa di lana
- grigia che MARY svolge e raggomitola.
-
- ANNA in veste da tennis siede su uno sgabello facendo saltellare
- sulla racchetta delle palle da tennis.
-
- Le due fanciulle sono giovanissime, gaie e graziose.
-
-
-
-
-ATTO II.
-
-
-MARY
-
-Delio! Ecco la quarta volta che lasci cadere la lana. Sei noioso.
-
-DELIO
-
-Mille scuse, severissima cugina.
-
-ANNA
-
- Lanciando a DELIO una occhiata
- ridente.
-
-Trovo che Delio è veramente più decorativo che utile.
-
-DELIO
-
-È già qualche cosa. Potevate benissimo avere un cugino che non fosse nè
-l'uno nè l'altro.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
- sorridendo.
-
-Fate dei discorsi molto stolti. E alla vigilia della partenza di Delio
-per il fronte non dovreste rammentare di lui che le sue molte virtù.
-
-ANNA
-
-Oh! come la mamma lo protegge!
-
-MARY
-
-La virtù di tener dritta una matassa Delio non l'ha davvero. Preferisco
-due sedie.
-
- Toglie la matassa a DELIO,
- la mette sulle spalliere di
- due sedie e vi gira intorno
- dipanando la lana.
-
-DELIO
-
-Collocato a riposo!
-
- Alla Signora FRANK.
-
-Cara zia, se le tue figlie non fossero tue figlie direi che sono due
-tigri ircane. Domani parto per le trincee — ed esse oggi dichiarano di
-preferire alle mie volonterose braccia due vili insensibili sedie.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Hai ragione, Delio. Queste nostre ragazze inglesi a forza di sport e di
-educazione superiore non hanno più sentimento.
-
-MARY
-
-No. Siamo prosaiche, pratiche, positive.
-
- Si vede giungere in fondo
- al giardino la figura mite e
- dignitosa del reverendo WALTER
- FRANK pastore Anglicano.
-
-Ah, ecco Papà!
-
- Gli corre incontro; anche
- ANNA va incontro al padre
- e ciascuna gli prende
- amorosamente il braccio.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
- al marito.
-
-Hai già finito i tuoi appunti per la predica di domani?
-
-MARY
-
- subito.
-
-Sì, sì, li ha finiti!
-
-ANNA
-
-E in nessun modo lo lasciamo tornare a rinchiudersi in casa. Vero, papà?
-
-IL REVERENDO
-
-Non li ho finiti, mie care. È venuto il missionario di Kingsway a
-dirmi tante cose tristi. Voglio soltanto rammentarvi che uno dei
-nostri reggimenti Scozzesi passa di qui tra poco. Non vorrei che lo
-dimenticaste.
-
-ANNA
-
-Mai più!
-
-MARY
-
-No, no! tutto è preparato laggiù sul terrazzo. Una cesta di arancie,
-molti pacchi di cioccolatte e sigarette, e tutte le sciarpe di lana...
-
-ANNA
-
- alla madre.
-
-Questa che fai tu, è pronta?
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Sì — ecco, puoi prenderla.
-
- facendone un piccolo rotolo
- legato.
-
-ANNA
-
-È la venticinquesima!
-
-IL REVERENDO
-
-Brave! Ecco venticinque soldati che non sentiranno freddo al collo per
-merito vostro...
-
- ANNA corre a portare la
- sciarpa in fondo al terrazzo.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
- a suo marito.
-
-Che cosa ti ha detto il missionario?
-
-IL REVERENDO
-
-Che sono arrivati anche oggi altri treni di profughi in condizioni
-desolanti. Mi dice che abbiamo qui delle migliaia di questi infelici.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Delle migliaia!
-
- Con rammarico.
-
-E noi non ne abbiamo accolti che tre.
-
-ANNA
-
-Oh! Gli Smith che sono milionari ne hanno una sola, e le fanno fare la
-sguattera.
-
-IL REVERENDO
-
-Anna! Non parlar male del prossimo.
-
-ANNA
-
-Ma è vero, babbo mio! E anche i Webster hanno licenziato le loro serve
-e fanno far tutto alle due profughe di Liegi che a casa loro erano
-signore dell'aristocrazia. Bel modo di fare la carità.
-
-IL REVERENDO
-
-Cara Anna, per due famiglie che approfittano delle altrui disgrazie,
-ve ne sono centinaia che sono caritatevoli davvero. Quanto a voialtre
-spero che avrete tutti i riguardi per le infelici che noi ospitiamo.
-
-ANNA
-
- ridendo.
-
-Oh, Mary non fa che correre in su e in giù con tazze di thè, tuorli
-d'uova sbattute e fiori.
-
-DELIO
-
-E mi ha portato via tutti i miei romanzi francesi per prestarli a
-quelle donne. Anche il mio Balzac, edizione di lusso.
-
-MARY
-
-Non ti vergogni di lagnartene?
-
-ANNA
-
-Fanno una tale pietà!... Hanno tutt'e tre tanta paura negli occhi!
-Paiono folli di spavento.
-
-MARY
-
-La più piccola non ha mai aperto bocca dacchè è arrivata. Credo che sia
-muta.
-
-IL REVERENDO
-
-Al comitato mi hanno detto che erano ottime persone — moglie, figlia e
-sorella di un dottore.
-
-ANNA
-
-Misericordia! E paiono pezzenti.
-
-MARY
-
-Paiono spaventa-passeri!
-
-IL REVERENDO
-
-Povere creature!
-
- Si alza.
-
-Adesso vado a terminare i miei appunti per la predica di domani. Ho
-scelto per testo: «Nutrite le mie agnelle.»
-
-ANNA
-
-Ma torna presto, papà.
-
-IL REVERENDO
-
-Starò pochi minuti.
-
-MARY
-
- affettuosa.
-
-Fa una predichetta breve!...
-
- Il Reverendo sorride e rientra
- in casa.
-
-ANNA
-
- a sua madre.
-
-Vuoi lasciarmi prestar qualche veste a quelle poverette? C'è la mia
-«princesse» lilla che per la piccina andrebbe benissimo...
-
-MARY
-
-E qualche mia camicetta, e la mia sottana di piqué bianco...
-
-ANNA
-
-Per Chérie il mio vestito rosa starebbe come dipinto —
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Adesso non esagerate. I grandi entusiasmi di voialtre ragazze non
-durano mai.
-
-DELIO
-
- che ha ripreso la matassa di
- lana.
-
-Già. Io ne so qualche cosa.
-
-ANNA
-
-Tu? Che cosa sai?
-
-MARY
-
-A che cosa alludi?... E prova a tener tese queste braccia.
-
- Dipana la matassa.
-
-DELIO
-
-Ma io ero uno dei vostri grandi entusiasmi. Appena arrivato da Oxford
-era «cugino Delio!» qui — «cugino Delio!» lì — «Delio ci insegnerà il
-tango» —
-
-ANNA
-
-Ma se il tango non lo sapevi neppur tu!
-
-DELIO
-
-Questo è un dettaglio. — «Delio ci insegnerà a nuotare» —
-
-MARY
-
-E vuoi che facciamo dei bagni adesso, in ottobre?
-
-DELIO
-
-«Delio deve giuocare con noi al tennis! Delio, vieni a giuocare al
-Lacrosse!»
-
-ANNA
-
-Già! al Lacrosse ci hai dato delle stangate sulla testa che abbiam
-dovuto stare a letto otto giorni.
-
-MARY
-
-E per poco non ci veniva la meningite.
-
-DELIO
-
-Sì... sì... va benissimo! Ma il fatto sta che io ero uno dei vostri
-grandi entusiasmi, e che adesso non lo sono più. E domani vado al
-fronte... forse a morire!
-
-ANNA
-
-Oh! se muori ridiventerai un nostro grande entusiasmo.
-
-MARY
-
-Anche se torni ferito ti adoreremo.
-
-ANNA
-
-Ti cureremo!... ti fasceremo le membra mutilate.
-
-MARY
-
-Ti appoggerai su di noi invece che sulle stampelle.
-
- Finisce la matassa.
-
-DELIO
-
- alzandosi.
-
-Ma insomma — occorre proprio essere storpi o monchi per farsi voler
-bene da voi?
-
-MARY
-
-Capirai bene che non possiamo intenerirci per i mali che non hai.
-
-ANNA
-
-Per i dolori che non soffri.
-
-DELIO
-
- sentimentale.
-
-E che cosa ne sapete voi delle mie sofferenze?
-
-MARY
-
- Scorgendo il Dottor BELL che
- arriva.
-
-A proposito di sofferenze — ecco il dottore!
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Oh buon giorno, caro dottore.
-
- Va incontro al Dottor BELL che
- entra.
-
-IL DOTTORE
-
-Buongiorno, signora Frank... Salute, care figliole.
-
- Le ragazze lo salutano
- amicamente.
-
-Ah, Delio!, e quando si va al fronte?
-
-DELIO
-
-Domani, dottore.
-
-IL DOTTORE
-
-Domani? Bene! — Auguri!
-
- Gli stringe forte la mano.
-
-DELIO
-
-Grazie. — Ho promesso a Mary di uccidere con questa mano sette nemici.
-
-ANNA
-
-E ha promesso di portarmene uno vivo perchè io me lo uccida da me.
-
-IL DOTTORE
-
- ridendo.
-
-Che ferocia!
-
- Siede.
-
-E come stanno le nostre rifugiate?
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Sempre più tristi e depresse.
-
-MARY
-
-Vado a chiamarle! Sono in fondo al giardino.
-
-ANNA
-
-Vengo anch'io.
-
-DELIO
-
-Un momento!
-
- guardando l'orologio.
-
-Devo dirvi addio, cuginette. Vado a salutare la nonna, e tornerò qui
-stasera.
-
-ANNA
-
-Addio, Delio!
-
-MARY
-
-Io ti dirò addio — quando ritorni.
-
- Corre con ANNA in fondo al
- giardino.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
- con ansia affettuosa a DELIO.
-
-Sta attento con quella motocicletta! Non andare all'impazzata.
-
-DELIO
-
- sorridendo.
-
-Cara zia Clara! Quanto sei buona! Io credo che se tu venissi con me
-nelle trincee, diresti ai nemici: «Un momento!... Prego! Qui c'è mio
-nipote Delio. Voltate i fucili dall'altra parte.»
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Oh sì!
-
- Con gravità.
-
-E lo dirò — ogni mattina e sera — a Chi sai tu.
-
-DELIO
-
- baciandole la mano.
-
-Grazie.
-
- Esce.
-
- Il DOTTORE e la Signora FRANK
- rimangono soli.
-
-IL DOTTORE
-
-Ebbene? Mi sembrate sopra pensiero.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Caro dottore, ho molte cose sul cuore. Lasciar partire Delio è uno
-strazio. L'amo come se fosse un figlio mio. E poi, la presenza di
-queste tre disgraziate...
-
- sospira.
-
-Non so dirvi a qual punto esse mi turbano.
-
-IL DOTTORE
-
-Poverette! Non mi sembrano molto esigenti.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Esigenti? Ma non vogliono mai nulla. La loro umiltà è commovente. Ma...
-non so... qualche cosa di sinistro aleggia intorno a loro.
-
- Pausa.
-
-Quando vedo Mary e Anna andar da loro... abbracciarle... mi viene
-freddo... come se le mie figlie entrassero in un mondo buio,
-sconosciuto... Non so come spiegarmi...
-
-IL DOTTORE
-
-Vietatelo.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Impossibile. Non capirebbero... mi crederebbero crudele. E poi quel
-sant'uomo che è mio marito predica — l'amore! Dice che la carità non
-si fa coll'ospitare e nutrire i disgraziati, ma coll'amarli. E le
-mie due pazzerelle non domandano di meglio! Direi quasi che quelle
-meste creature esercitino su di loro un fascino speciale. Mary e Anna
-sembrano subire l'attraenza strana del mistero che avvolge quelle
-tragiche esistenze.
-
-IL DOTTORE
-
-Lo credo. Lo capisco.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Saranno buone, saranno sante creature; ma — ve lo confesso — mi
-fanno paura. Già, la piccina, dacchè è qui, non ha ancora mai aperto
-bocca!... Non ha mai sorriso, non ha mai parlato. Io credo — temo — che
-abbia la mente turbata.
-
-IL DOTTORE
-
-Eh! Potrebbe darsi, pur troppo, che fosse un caso di psicosi causata
-dallo spavento, dal dispiacere... O peggio, potrebbe essere un caso di
-demenza precoce — che, pur troppo, è inguaribile.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Oh! speriamo di no!... Anna l'adora questa fanciulla. Non fa che
-guardarla. Cerca di spiarle negli occhi il primo bagliore d'un
-sorriso... E Mary non è felice che quando si trova tra quelle altre
-due macabre figure i cui volti pallidi racchiudono chi sa quali orrendi
-misteri... Cosa avranno visto, cosa avranno subíto, queste donne?
-
- Una pausa.
-
-Come è amaro per me mettere a contatto di tali sinistri misteri le
-candide anime delle mie bimbe!
-
-IL DOTTORE
-
-Ecco uno dei mille problemi minori creati dalla guerra.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Lo so, lo so che è un problema minore. So che in confronto alle
-atrocità, alle sofferenze che straziano il mondo, questa sofferenza
-mia è insignificante. Ma per una madre, di cui la meta nella vita è
-stata quella di sorvegliare con amorosa ansia le pure anime delle sue
-figlie, che le ha vedute fiorire come gigli nel più perfetto candore
-— è doloroso — anche se è un dovere di carità cristiana che lo impone
-— dover strappare da quei vergini cuori il velo dell'innocenza.
-Credetemi, è doloroso! Ed ogni madre sentirà questo con me.
-
-IL REVERENDO
-
- che si è avvicinato coi suoi
- appunti in mano.
-
-Clara —
-
- Posandole una mano sulla
- spalla.
-
-è questo un sacrificio che diamo in olocausto alla guerra. Tutti
-dobbiamo dare ciò che abbiamo di più caro. Altri genitori danno i loro
-figli... E questi a loro volta danno il sangue loro, senza rimpianto.
-Noi — noi diamo ciò che di più prezioso abbiamo — non il tetto e
-il pane soltanto — ma, se ci viene richiesta, anche la celestiale
-innocenza delle nostre figlie. Esse per poter compatire le miserie
-umane devono conoscerle.
-
-La vera carità non dev'essere cieca. L'incoscienza deve morire perchè
-possa nascere la pietà.
-
- Restano immobili guardando
- avvicinarsi dal fondo del
- giardino prima ANNA che
- circonda col braccio la
- piccola figura china di
- MIRELLA, in logora veste
- nera. Indi tra le due tragiche
- figure di CHÉRIE e di LUISA,
- viene MARY, bionda e ridente.
- È vivido il contrasto tra le
- due chiare gioconde fanciulle
- inglesi e le tetre profughe.
-
-ANNA
-
- affettuosamente a MIRELLA.
-
-Ecco il buon dottore. Gli dirai almeno buongiorno.
-
- MIRELLA guarda fisso innanzi a
- sè senza rispondere. Pare che
- non oda nulla.
-
-IL DOTTORE
-
- accarezza il volto della
- fanciulla poi si volge a LUISA
- e CHÉRIE.
-
-Ah! e come stiamo oggi?
-
- a LUISA.
-
-Ancora vertigini e deliquio?
-
-LUISA
-
- a bassa voce.
-
-Sì.
-
-MARY
-
-E ha sempre nausea quando mangia.
-
- A questa frase pronunciata con
- chiara ingenuità da sua figlia
- un fremito d'ansia passa sul
- volto della signora FRANK.
-
-IL DOTTORE
-
- bonario.
-
-Eh! il patema d'animo.
-
- a LUISA.
-
-Non avete nessuna notizia di vostro marito?
-
-LUISA
-
-Nessuna.
-
-IL DOTTORE
-
-Ecco! per farvi guarire basterebbe una bella lettera annunciante il suo
-arrivo in congedo...
-
-LUISA
-
- con un singhiozzo.
-
-Ah — no! no!
-
-MARY
-
- spingendo avanti CHÉRIE.
-
-E la mia piccola amica qui, guardi com'è pallida, dottore!
-
-IL DOTTORE
-
-Niente niente. Bistecche ed aria fresca...
-
-MARY
-
- insistendo.
-
-Ma le senta un poco il polso. Oggi mi ha detto che le pare d'aver
-qualche cosa al cuore.
-
-IL DOTTORE
-
- a CHÉRIE.
-
-E che cosa si sente?
-
-CHÉRIE
-
- a voce bassa.
-
-Niente.
-
-MARY
-
- a Chérie.
-
-Ma perchè non dici quello che hai detto stamattina a me?
-
- In un gran silenzio MARY
- dichiara.
-
-Tutt'a un tratto stamattina è diventata pallida pallida, e ha dato un
-grido. Dice che le è parso di sentire sotto al cuore come un batter
-d'ali — così... brrr!
-
- Per illustrare ciò che dice,
- MARY tende le mani in aria e
- le fa oscillare imitando un
- tremolìo d'ali.
-
- Vi è un istante di silenzio
- costernato. Tutti guardano
- CHÉRIE. Anche LUISA si volge
- a guardarla, con viso di
- sbigottimento e terrore.
-
-IL DOTTORE
-
- aggrottando le ciglia.
-
-Niente, niente. Sarà un fenomeno d'anemia.
-
- Volgendosi alla Signora FRANK
- e abbassando la voce.
-
-Se crede possiamo entrare. — Sarà bene ch'io la visiti...
-
-ANNA
-
- che ha udito.
-
-Oh no! no! Adesso a momenti passano i soldati. E poi c'è la
-trasformazione!
-
- Guardando le due ragazze con
- un sorrisetto birichino.
-
-La trasformazione come nella Cenerentola.
-
-MARY
-
- ridendo.
-
-Sicuro! Noi vi facciamo da madrine... Andiamo! È già tutto combinato!
-
- Prende pel braccio CHÉRIE e
- MIRELLA.
-
-Andiamo a farvi belle! Il dottore per oggi scriverà una ricetta di
-fantasia!
-
-ANNA
-
- a MIRELLA.
-
-Vorrei tanto sentire la tua voce! Dimmi una parola — una sola. Dimmi
-almeno che mi capisci.
-
- MIRELLA nè la guarda nè
- risponde.
-
-Vorrei vederti sorridere...
-
-CHÉRIE
-
- sconsolata.
-
-Non può, non può sorridere — povera Mirella!
-
- Le quattro ragazze entrano in
- casa.
-
-LUISA
-
- Seguendole con lo sguardo
- ansioso.
-
-Dove vanno?
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Le mie figliole vogliono far mettere alla vostra bimba e a Chérie delle
-vesti più chiare. Sperano così di rallietarle un poco. E voi, cara, non
-vorreste cambiare questo vestito nero...
-
-LUISA
-
-Ah, no!... Non potrei. Il mio lutto è eterno.
-
- Si copre il volto.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Sedete...
-
- Le dà la poltrona di vimini.
-
- Il Dottore e il Reverendo
- FRANK parlano sottovoce nel
- fondo del terrazzo.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Quanto siete triste, povera donna! Vorrei potervi confortare.
-
-LUISA
-
-Lo potete forse... Signora! Ma lo vorrete?
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Con tutto il cuore. Che cosa vi occorre?
-
-LUISA
-
- cupa.
-
-Mi occorre... l'aiuto del medico.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Ma eccolo!...
-
- Additando il Dottor BELL.
-
-È un angelo d'uomo e uno scienziato valente.
-
- al Dottore.
-
-Dottore... venite qui. Abbiamo bisogno di voi.
-
-IL REVERENDO
-
-Vi lascio...
-
-LUISA
-
- impulsivamente.
-
-Oh!...
-
- gli stende la mano.
-
-Voi siete il medico dell'anima... ed è tanto malata l'anima mia!
-
-IL REVERENDO
-
- prendendole la mano.
-
-Sono onorato della vostra confidenza, Signora.
-
- Le siede accanto.
-
-LUISA
-
- al Dottor BELL.
-
-Dottore!...
-
- Poi rivolgendosi alla Signora
- FRANK.
-
-Signora!... Oh Dio, non so come dirlo!... Mi accade la più orribile
-delle sciagure —
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Parlate, cara.
-
-LUISA
-
- Si copre il viso colle mani
- poi con improvviso impeto
- angoscioso.
-
-L'onta che ho subíto — _si perpetua in me!_
-
- Vi è un istante di silenzio
- costernato.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
- comprendendo.
-
-Oh!... povera donna.
-
-IL DOTTORE
-
- a bassa voce.
-
-Ne siete sicura?
-
-LUISA
-
- ansante.
-
-Sicura... sicura!... Oh in quale strazio vivo da questi quattro mesi,
-dapprima sotto l'incubo spaventoso del dubbio — ed ora sotto l'orrore
-della certezza! Giorno e notte ho sperato... ho sperato che non sarebbe
-così. — Ho sperato che un giorno mi sarebbe concesso l'oblio! Mi dicevo
-che dopo molto tempo — dopo un anno... dopo tanti anni forse — il
-ricordo orribile sparirebbe dalla mia mente, il brivido mi escirebbe
-dalle carni. Invece — no!
-
- balza in piedi.
-
-L'onta s'è fatta eterna! la violenza s'è fatta umana! il delitto è vivo
-— e palpita in me!
-
- Una lunga pausa.
-
-IL REVERENDO
-
- ponendole una mano sul capo
- chino.
-
-Coraggio, figlia mia.
-
-LUISA
-
-Ah ne avrò, ne avrò del coraggio! Affronterò la morte, con letizia, con
-gratitudine!
-
- al Dottor BELL.
-
-Dottore, dottore! Se muoio non me n'importa. Ma il delitto non deve
-vivere. Ciò che fu concepito nell'odio e nell'orrore non deve, non deve
-vedere la luce.
-
-IL DOTTORE
-
- colpito.
-
-Signora! che cosa mi domandate?
-
-LUISA
-
-Domando la liberazione... immediata, completa! E se voi, dottore, non
-vi sentite di darmela, la morte me la darà!
-
-IL REVERENDO
-
- grave.
-
-Povera donna. Voi siete vittima di un atroce delitto, è vero. Tutta la
-nostra pietà vi è dovuta — e l'avrete. Rimarrete in questa casa come
-una nostra figlia, diletta e sacra. Avrete da noi tutte le cure, tutte
-le tenerezze. E nell'ora del vostro supremo martirio voi non sarete
-abbandonata.
-
-LUISA
-
- ritraendosi inorridita.
-
-Cosa dite — cosa dite —
-
-IL REVERENDO
-
- sempre più grave.
-
-Dico che perchè voi avete sofferto della nequizia umana non avete
-il diritto nè di proporvi nè di spingere altri a commettere un atto
-delittuoso.
-
-LUISA
-
-Un atto delittuoso? Ma il delitto sarebbe di rassegnarmici. Di vivere
-per altri cinque mesi questa tortura, eppoi di dare la vita a ciò che
-non può, che non deve vivere.
-
- Alla Signora FRANK.
-
-Signora! voi che siete donna — dovete capire —
-
- Colle mani nei capelli.
-
-capire che cosa è stata quella notte... colla porta aperta... i soldati
-ubbriachi nella casa! Ah, io vorrei nascondere la faccia sotto la terra
-quando ci penso.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
-Povera donna!
-
-LUISA
-
-Mille volte al giorno ringrazio Iddio che la mia bambina — ammutolita
-per chi sa quale spavento! — non possa domandarmi: «Mamma, cos'hai?
-Che cosa pensi?» Dovrei dirle: «Penso che sono maledetta tra le donne,
-che sono indegna di alzare la fronte. Penso che porto nel mio seno un
-essere immondo che renderà eterna l'onta che ho patito»... Ah!
-
- Con violenza folle.
-
-Ma io mi strapperò gli occhi prima di vederlo, mi lacererò il petto
-prima di nutrirlo... e con queste mani — se nasce — lo strangolerò!
-
-IL REVERENDO
-
-Donna, voi bestemmiate.
-
-LUISA
-
-No, no! non bestemmio. Pensate... pensate... che ho un marito — che
-m'ama — che combatte per noi nelle trincee! che un giorno, se il
-cielo è pietoso, tornerà! E volete che io gli vada incontro recando in
-braccio il figlio d'un nemico?...
-
- Un silenzio.
-
-Ma io lo sento... sento che divento pazza sotto quest'incubo, pazza
-di terrore e d'odio. Cerco di sfuggire a me stessa, di sottrarmi alla
-velenosa cosa che è in me, che ogni giorno prende maggiore forza,
-ogni giorno diviene più vitale, ogni giorno m'invade di più. Dottore,
-dottore! è un cancro — un cancro vivente che è in me! — Toglietemelo,
-liberatemene, o mi darò la morte.
-
- S'accascia col viso in grembo
- alla Signora FRANK, che le
- pone in atto d'infinita pietà
- la mano sul capo.
-
-IL DOTTORE
-
- rivolto al Reverendo FRANK.
-
-Voi sarete sdegnato contro di me, caro amico; sarete forse più che
-sdegnato... troverete forse nella vostra coscienza la necessità di
-denunciarmi. Ma io intendo liberare questa donna.
-
-IL REVERENDO
-
-Voi — voi commettereste un delitto simile? Vi rendereste reo d'un
-crimine?
-
-IL DOTTORE
-
-Reo o non reo — davanti a questo caso sento l'obbligo d'intervenire.
-
-IL REVERENDO
-
-Uccidereste un essere umano?
-
-IL DOTTORE
-
-Non è quasi ancora un essere umano. Per me questa donna è afflitta
-da un morbo, da una infermità. Essa porta in sè un male che va
-estirpato. Se questa donna in queste stesse condizioni fosse tisica,
-si ammetterebbe senz'altro l'intervento. Orbene, essa è ammalata, essa
-è psicopatica. Il continuare in queste condizioni mette a repentaglio
-la sua vita e la sua ragione. Il dottore ha il diritto — anzi — ha il
-sacrosanto dovere di salvarla se può.
-
-IL REVERENDO
-
-A spese della vita umana ch'essa porta in sè?
-
-IL DOTTORE
-
-Sì, sì. A spese di questo germe di vita, malefico e intossicato.
-
-Se questa creatura vive sarà un deficiente o un delinquente, concepito
-nell'odio, nella brutalità, nell'alcoolismo. E la madre andrà al
-cimitero o al manicomio. — Ditemi ciò che volete, io la libererò.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
- Impetuosa.
-
-E farete bene, sant'uomo che siete!
-
-IL REVERENDO
-
-Clara, Clara! Anche tu sei senza coscienza. Non s'infrangono
-impunemente le leggi divine...
-
-IL DOTTORE
-
-Non è per legge divina che questa sciagurata si trova oggi in queste
-condizioni. Ogni legge divina ed umana è stata infranta dagli immondi
-bruti che la guerra ha scatenato. La legge divina dà alla donna il
-diritto di selezione. Essa ha il diritto di scegliere chi sarà il padre
-delle sue creature. E questo sacrosanto diritto è stato violato.
-
-LUISA
-
- Congiungendo le mani con un
- singhiozzo di gratitudine.
-
-Ah, dottore, dottore!
-
-IL DOTTORE
-
- Con fermezza, volgendosi verso
- il Reverendo.
-
-Prendo su di me qualsiasi responsabilità.
-
-IL REVERENDO
-
-Dottore; noi siamo dei vecchi amici. Con quanto affetto, con quanta
-autorità ho, vi prego — vi comando di desistere dal vostro proposito.
-
-IL DOTTORE
-
-Farò ciò che sento essere mio dovere.
-
-IL REVERENDO
-
- con dolore, ma risoluto.
-
-Ed io farò il mio.
-
-LA SIGNORA FRANK
-
- Commossa, prendendo dolcemente
- il braccio di suo marito.
-
-Che sarà — di pregare per loro!
-
-LUISA
-
- Baciandole con fervore la
- mano.
-
-Oh, Signora!
-
- MARY e ANNA entrano correndo.
-
-MARY
-
-Guardate!... Guardate Chérie e Mirella!
-
- Queste entrano timidamente,
- vestite d'abiti chiari e
- diafani.
-
- MIRELLA cammina come in sogno.
- CHÉRIE sorride, trasfigurata e
- gaia.
-
-MARY
-
- Indicando MIRELLA.
-
-Vedete Cenerentolina trasformata? Aspetta, Mirella! anche per te ci
-vogliono le scarpette incantate, come nella leggenda.
-
- Rientra in casa correndo.
-
-CHÉRIE
-
- a LUISA.
-
-Mi pare... non so... questa veste... questa gente così buona... Mi pare
-di svegliarmi da un sogno spaventoso. Dimmi, Luisa, tutto ciò che è
-accaduto a casa nostra, l'abbiamo sognato... l'abbiamo sognato — non è
-vero?
-
-LUISA
-
- agitata e febbrile.
-
-Sì, sì, abbiamo sognato. Tra poco non resterà più nulla, più nulla di
-quel sogno spaventoso.
-
-CHÉRIE
-
-Io sovente penso così. Penso... che non è stato vero!
-
-LUISA
-
- appassionata.
-
-Chérie! _Non è stato vero!_ Nulla rimarrà, nulla! Saremo quelle di
-prima...
-
-CHÉRIE
-
-Ah! se anche la piccola Mirella tornasse quella di prima!
-
-LUISA
-
- soffocata.
-
-Guardala!
-
- CHÉRIE si volge e guarda
- MIRELLA che MARY ha sollevata
- e messa a sedere in alto sopra
- il muricciuolo in mezzo ai
- fiori. Ora MARY, china davanti
- a lei, la calza di scarpette
- bianche. ANNA è corsa in casa,
- ed ora ritorna recando uno
- specchietto in mano.
-
-ANNA
-
-Guardati, Mirella!
-
- MIRELLA nella sua veste
- bianca, circondata di fiori,
- si guarda nello specchio e —
- lentamente, meravigliosamente
- — schiude le labbra al
- sorriso.
-
-CHÉRIE
-
- Con un grido di letizia.
-
-Ah Luisa, guarda! Mirella sorride!
-
- Corre a MIRELLA e la prende
- tra le braccia.
-
-ANNA
-
- Alla Signora FRANK e agli
- altri.
-
-Ha sorriso! Mirella ha sorriso... Avete visto?
-
-LUISA
-
- Alla Signora FRANK.
-
-Ah! che giornata meravigliosa è questa, che ha reso il sorriso alla mia
-bambina e la speranza a me. Non la scorderò mai questa giornata mille
-volte benedetta!
-
- Si rivolge timida nella sua
- gioia anche verso il Reverendo
- FRANK, ma questi gravemente
- si scosta da lei e con viso
- severo e addolorato entra in
- casa.
-
-LUISA
-
- Alla Signora FRANK seguendo
- collo sguardo il Reverendo.
-
-Una sola cosa mi affanna. Se... egli non perdonasse!
-
-LA SIGNORA FRANK
-
- Baciando in fronte LUISA.
-
-Ha già perdonato. — È un'anima angelica.
-
- Entra in casa.
-
- Il DOTTORE e LUISA la seguono.
-
- Le quattro fanciulle restano
- sole.
-
- S'ode di fuori, ancora
- lontano, il canto dei soldati
- inglesi.
-
- «_It's a long long way to Tipperary,_
- «_It's a long way to go..._»
-
- Il canto continua.
-
-CHÉRIE
-
- a MARY.
-
-Che cosa sono quei canti?
-
-MARY
-
-Ah eccoli! sono gli Highlanders Scozzesi! È il reggimento di Delio!
-Una parte va già oggi a Southampton ad imbarcarsi. Andiamo, andiamo
-in fondo al terrazzo — abbiamo già lì le ceste di sigarette, arance e
-doni...
-
-CHÉRIE
-
-Vanno in Francia?
-
-MARY
-
- abbracciandola.
-
-E nel Belgio!
-
- MARY e CHÉRIE corrono in fondo
- al terrazzo e sventolano i
- fazzoletti.
-
-ANNA
-
- a MIRELLA.
-
-Vieni Mirella! Vieni anche tu.
-
- MIRELLA si lascia condurre in
- fondo al terrazzo — indi sta
- immobile come una statuetta
- guardando giù.
-
- MARY, ANNA e CHÉRIE lanciano
- fiori, pacchi di sigarette,
- cioccolatte e arance ai
- soldati che passano sotto al
- terrazzo, invisibili, ma dei
- quali s'ode il passo e il
- canto.
-
-VOCI DI SOLDATI
-
- «_Good bye, Piccadilly_,
- «_Farewell, Leicester Square!_
- «_It's a long long way to Tipperary_,
- «_But my heart's right there._»
-
-ANNA
-
- ridendo.
-
-Guarda quel biondino!...
-
- Lancia giù una scatola di
- sigarette.
-
-MARY
-
- gettando arance.
-
-Addio! addio! felice ritorno!...
-
-CHÉRIE
-
- sventolando il fazzoletto.
-
-Buona fortuna!...
-
- Si ode il «Piffero» trionfale
- degli Highlanders Scozzesi.
-
-CHÉRIE
-
-Ah! quando si udrà quel suono nel Belgio? Nel mio villaggio?... Sarà la
-vittoria — la vittoria e la pace!
-
-ANNA
-
-Arrivederci, Tommy!
-
-MARY
-
- col noto grido dei soldati
- inglesi.
-
-«Siamo forse scoraggiati?»
-
-VOCI DI SOLDATI
-
- in coro tuonante.
-
-«No!»
-
-MARY
-
-«Siamo forse tristi?»
-
- Le Voci
-
-«No!»
-
-ANNA
-
-«Temiamo la morte?»
-
-LE VOCI
-
-«No!...» Urrà!
-
-CHÉRIE
-
-Se andate nel Belgio salutatemi Givray...
-
-LE VOCI
-
-Urrà!
-
- Il canto riprende e
- s'allontana.
-
-LUISA
-
- con un mantello e un velo esce
- vacillante dalla casa.
-
-LUISA
-
-Chérie!... Mirella!
-
-CHÉRIE
-
- correndo a lei.
-
-M'hai chiamato?
-
-LUISA
-
-Conduci qui Mirella.
-
- CHÉRIE va a prendere la
- fanciulla e la conduce da
- LUISA.
-
-CHÉRIE
-
- a LUISA.
-
-Esci? Dove vai?
-
-LUISA
-
-Te lo dirò.
-
- Inginocchiata davanti a
- MIRELLA.
-
-Oh Mirella, Mirella! Vado via. Dì: «addio, mamma!» Dì: «addio, mamma!»
-
- Piange nascondendo il viso
- nella veste della fanciulla.
- MIRELLA immobile la guarda
- senza espressione.
-
-CHÉRIE
-
-Luisa, cara! Che cos'hai?
-
-LUISA
-
- a MIRELLA, singhiozzando.
-
-Quale miracolo ci vuole per richiamare la tua piccola anima quaggiù? È
-volata via — dì? È volata via — come una rondinella, spaventata dalle
-infamie degli uomini? Non tornerà più?... non tornerà più?
-
- La bacia appassionatamente con
- tristezza.
-
- A CHÉRIE.
-
-Riconducila via! E poi — torna!
-
- CHÉRIE obbedisce. Indi ritorna
- subito a LUISA. MARY, ANNA
- e la figuretta immobile di
- MIRELLA rimangono per alcuni
- istanti in fondo al terrazzo,
- poi escono andando nel
- giardino.
-
-CHÉRIE
-
- a LUISA.
-
-Luisa! Parlami.
-
-LUISA
-
-Sì; devo parlarti. Finora non ho mai osato. Ma ora... ora bisogna ch'io
-ti parli.
-
-CHÉRIE
-
- tremante.
-
-Di che cosa?
-
-LUISA
-
- quasi senza voce.
-
-Di... quella sera...
-
-CHÉRIE
-
-Ah no! non parlarne! Hai detto che era un sogno!... Hai detto che era
-un sogno!...
-
-LUISA
-
-Chérie, sorellina mia! Per te, forse, per te! Non ho mai osato
-chiederti nulla. Ti ho visto un tale terrore negli occhi... E poi
-sempre lo sguardo allucinato di Mirella era su noi. Dimmi — per te,
-forse, non fu che un sogno?
-
-CHÉRIE
-
-Non so... non so! Che cosa è accaduto? Cosa è stato vero di ciò che
-— ripensandoci — mi agghiaccia il cuore? Certo deliravo!... Hanno
-preso Mirella — l'hanno legata alla ringhiera... col piccolo viso
-folle rivolto alla porta di camera mia... quella porta drappeggiata di
-rosso....
-
- Come forsennata, rivivendo la
- terribile ora.
-
-Poi... poi hanno legato anche me!
-
- piangendo.
-
-Oh Dio, Dio, Dio!... e c'era Fritz! Fritz — che rideva!... O me lo sono
-sognato? Vedi...
-
-.. io non riesco... non riesco... a dividere il sogno dalla realtà. Ho
-come un velo qui...
-
- con gesto agitato e ripetuto
- come per togliersi qualche
- cosa dalla fronte.
-
-una specie di ragnatela... che non posso strappare.
-
-LUISA
-
-Mia povera Chérie!
-
-CHÉRIE
-
- cercando di ricordarsi.
-
-Mi pare allora d'essere passata di deliquio in deliquio... e c'era chi
-strillava... strillava... Ero io?
-
- Aggrappandosi a LUISA.
-
-Credi che ero io?
-
-LUISA
-
- rabbrividendo.
-
-Ah!
-
-CHÉRIE
-
-Non so perchè strillavo! Non avevo paura di morire... Mi pare, oh
-Dio!... mi pare anzi che volevo morire! Volevo morire. E non mi
-uccidevano. Mi stritolavano... mi dilaniavano... e Fritz, il terribile
-Fritz — rideva!...
-
-E poi, più niente!
-
- Un silenzio.
-
-Non mi ricordo più niente. Mi sono svegliata su quel battello, in
-alto mare, fra tanta gente... E tu, e Mirella mi stavate accanto e mi
-guardavate con occhi di desolazione.
-
-LUISA
-
-Povera, povera creatura!
-
-CHÉRIE
-
-Ma ormai tutto è passato. Perchè ne riparli? Perchè? Hai detto che
-eravamo come prima —
-
-LUISA
-
- prendendole la mano e
- parlandole da vicino.
-
-Sei certa d'essere come prima?
-
- CHÉRIE la guarda sbigottita
- senza comprendere.
-
-Sei certa?
-
- Un silenzio.
-
-_Ti senti_ — come prima?
-
-CHÉRIE
-
- paurosa.
-
-Sì... credo. Non so... Il dottore mi dice... che sono anemica — che
-sono scossa... ma che presto tornerò sana e allegra. Dice che scorderò
-tutto...
-
-LUISA
-
- esitante, turbata da ciò che
- deve dire.
-
-Io... io — non sono come prima.
-
-CHÉRIE
-
- agitata.
-
-Perchè? Come? Cos'hai?
-
-LUISA
-
-Io devo partire. Vado questa sera stessa col dottore. Egli mi curerà.
-Egli mi guarirà.
-
-CHÉRIE
-
-Ma perchè? Che male hai? Mi fai paura...
-
-LUISA
-
-Povera Chérie innocente! Come dirti... come dirti?... Ah, con quale
-brutalità devo aprire i tuoi occhi alla vita!
-
- Mentre essa parla CHÉRIE è
- stata presa da un tremito
- convulso. Ora con un grido
- balza in piedi e si pone una
- mano sul fianco.
-
-Ah! ancora! _ancora!_...
-
- Cogli occhi allucinati,
- estatici, guarda in faccia a
- LUISA.
-
-Che cos'ho?...
-
- In un susurro.
-
-Che cos'ho?!...
-
-LUISA
-
-Chérie!
-
-CHÉRIE
-
- come rapita in un'esaltazione
- immensa.
-
-Che cosa sento?... Luisa!... Luisa!... Che cosa — _vive_ — in me?!
-
- Un lungo silenzio.
-
-LUISA
-
- piangendo.
-
-Ah! anche su te, anche su te è caduta la mala sorte.
-
-CHÉRIE
-
-Che cos'è? Che cos'è?
-
-LUISA
-
-È la cosa terribile, Chérie!
-
- Stringendola tra le braccia.
-
-Chérie — tu sarai madre!
-
-CHÉRIE
-
- quasi senza voce.
-
-Madre!... Io!...
-
- Rimane immobile, estatica,
- come davanti ad una visione
- che l'abbaglia.
-
-LUISA
-
-Senti, Chérie, senti! Non disperarti. Il dottore salverà anche te.
-
- Abbassando la voce.
-
-Il figlio della tua vergogna non vedrà mai la luce.
-
-CHÉRIE
-
- sbigottita.
-
-Non vedrà mai... la luce...
-
-LUISA
-
-No — no! Questa sciagura non ti colpirà. Questo tuo bambino —
-
-CHÉRIE
-
- afferrandole il braccio.
-
-Questo... mio... bambino! Questo mio bambino... Luisa! Ciò che ho
-sentito fremere... in me... è — _il mio bambino?_
-
- Pronuncia queste tre
- parole con una soavità
- indescrivibile, lo sguardo
- estatico, le mani incrociate
- sul petto.
-
-LUISA
-
-Calmati, Chérie, angelo innocente! Anche tu sarai salvata da
-quest'onta. Il dottore prenderà su di sè questa duplice responsabilità.
-Il delitto di cui sei stata vittima non avrà conseguenze.
-
-CHÉRIE
-
-Quale delitto?... Io non comprendo.
-
-LUISA
-
- inorridita.
-
-Ma non ricordi — non ricordi ciò che è accaduto in quella notte della
-tua festa....
-
-CHÉRIE
-
- vagamente colla mano sulla
- fronte.
-
-Non ricordo... Sono svenuta... non ricordo più.
-
-LUISA
-
-Ma comprendi — comprendi —
-
- additando il DOTTORE che
- esce dalla casa seguito dal
- Reverendo FRANK.
-
-che — egli ti aiuterà. Egli ti salverà da quest'onta. Tu non sarai
-la tragica madre di una creatura ancor più tragica. Questa malefica
-fiammella di vita — egli la spegnerà.
-
-CHÉRIE
-
- con un grido selvaggio.
-
-No!
-
- Un grande silenzio.
-
-LUISA
-
- quasi senza voce.
-
-No?! Che cosa dici?
-
-CHÉRIE
-
-No! Non voglio.
-
- Il Reverendo muove verso di
- lei, grave e solenne, e le si
- ferma al fianco.
-
-LUISA
-
-Tu vuoi essere madre senza essere sposa!... Vuoi dare la vita
-a un essere malefico concepito nella lussuria, nel sacrilegio,
-nell'ubbriachezza?
-
-CHÉRIE
-
-Non so... non so! Non capisco ciò che dici... Non capisco ciò che
-sento....
-
- Indietreggiando, grandiosa.
-
-Ma so che qualche cosa di sacro è in me!
-
-LUISA
-
-Qualche cosa di sacro? Ma che cosa dici — che cosa dici! È una cosa
-mostruosa ciò che tu porti in seno.
-
-CHÉRIE
-
- stupita.
-
-Ma non è mio figlio? Non hai detto ch'era mio figlio?
-
- Guardando da LUISA al DOTTORE
- con occhi paurosi.
-
-Cosa volete fare? Volete portarmelo via? Non voglio — non voglio.
-
-IL REVERENDO
-
- posandole una mano sulla
- spalla.
-
-Ah, veramente è sacro ciò che s'è svegliato in quest'anima — il
-sacrosanto istinto della maternità!
-
- Al DOTTORE.
-
-I vili le hanno violato il corpo. E voi, volete dunque violarle l'anima?
-
- Un istante di silenzio.
-
-IL DOTTORE
-
-È arbitra lei dei suoi destini.
-
-LUISA
-
-Ma pensa — pensa all'avvenire. Pensa — a Florian. A Florian che ti
-vuole sua sposa...
-
-CHÉRIE
-
- come in sogno.
-
-Non lo ricordo.
-
-LUISA
-
-Ma pensa, pensa che il padre di questa creatura è l'abbietto soldato
-ubbriaco che ti prese e ti legò...
-
-CHÉRIE
-
-Non ricordo.
-
- Cogli occhi chiusi.
-
-Non ricordo... non ricordo.
-
-LUISA
-
-Non senti vergogna? Dolore? Rimorso?
-
-CHÉRIE
-
- Immobile, con voce dolcissima,
- rapita da un'estasi quasi
- ultra-terrena.
-
-Non sento nè vergogna, nè dolore, nè rimorso. Non sento più niente,
-non ricordo più niente... Non esiste che questo brivido nuovo, questo
-palpito di vita — questa cosa divina che s'agita in me!
-
- Con un fremito immenso.
-
-Ah! la mia creatura!... _vive, vive!_ — Colle sue piccole mani mi ha
-afferrato il cuore!
-
- Vacilla. Il Reverendo la
- sorregge tra le sue braccia.
-
-
- CALA IL SIPARIO.
-
-
-
-
-ATTO TERZO
-
-
- La sala d'entrata nella casa del Dottor BRANDES, come al Iº Atto.
-
- È sera.
-
- LUISA, accanto al fuoco, legge una lettera. Con impeto di gioia se
- la reca alle labbra.
-
- Si ode bussare alla porta d'entrata.
-
-
-
-
-ATTO III.
-
-
-LUISA
-
-Chi è?
-
- Una voce di donna risponde.
- LUISA apre la porta.
-
- Entra JANE, infermiera della
- Croce Rossa americana. Veste
- l'uniforme grigia e rossa,
- colla croce rossa sul braccio.
-
- Porta in mano una scodellina
- di latte e un piccolo pacco.
-
-JANE
-
-Eccomi.
-
-LUISA
-
- con un dito sul labbro per
- imporle silenzio.
-
-Un momento, cara Jane.
-
- Va in punta de' piedi a
- chiudere la porta drappeggiata
- della camera a destra.
-
-JANE
-
-Dorme?
-
- Si toglie il lungo mantello.
-
-LUISA
-
-Sì. Dormono tutt'e due. Da mezz'ora non s'è sentito un respiro.
-
-JANE
-
-Bene. Ecco il latte...
-
- Depone la scodella.
-
-... e guardate cos'ho qui!
-
-LUISA
-
-Un panino! Un panino bianco! Ma come avete fatto?
-
-JANE
-
- ridendo.
-
-Altissime influenze... corruzioni negli alti circoli governativi...
-
-LUISA
-
-Ah, si vede che siete americana! Tutto vi riesce. Ottenete ciò che
-volete.
-
-JANE
-
-È vero che ci fanno un po' la corte. Anche verso di me — la più
-umile rappresentante degli Stati Uniti — si dimostra una benevolenza
-inverosimile. Ma vedo che avete una lettera!
-
-LUISA
-
-Pensate, pensate! Da mio marito...
-
- Bacia appassionatamente il
- foglio.
-
-JANE
-
-Ma come avete fatto a riceverla?
-
-LUISA
-
- a bassa voce.
-
-Figuratevi che me l'ha portata un uomo — un uomo che pareva un
-contadino — sudicio, zoppo, d'aspetto truce. Ha battuto alla porta — e
-appena l'ho socchiusa m'ha gettato sulla faccia il foglio — così — ed è
-fuggito.
-
-JANE
-
-È strano. — Sulla busta non c'è niente?
-
-LUISA
-
-Ma non c'era busta! E sul foglio non vi sono che poche parole: «Sto
-bene. Vi rivedrò. Vi abbraccio.»
-
-JANE
-
-Ma come vi spiegate —
-
-LUISA
-
-Non so! Non capisco.
-
-JANE
-
-Non importa capire. Aspettate e confidate.
-
- Versa il latte in una
- casseruoletta e s'avvicina al
- fuoco.
-
-LUISA
-
-Sì — aspetto e confido.
-
- Piega il foglio e se lo cela
- in petto.
-
-JANE
-
- accennando alla porta
- drappeggiata.
-
-E Chérie? Si è alzata oggi?
-
-LUISA
-
-Sì.
-
-JANE
-
-È uscita!
-
-LUISA
-
- chinando il capo.
-
-Sì.
-
-JANE
-
- impetuosa.
-
-Ah — s'è dunque decisa? Ha trovato finalmente il coraggio...
-
-LUISA
-
- amaramente.
-
-Era meglio se non l'avesse trovato. Jane! Jane! Quella passeggiata!...
-quella breve terribile passeggiata attraverso questo paesello che ci ha
-viste nascere — ah! che Via Crucis è stata per noi!
-
-JANE
-
-Vi hanno detto qualche cosa?
-
-LUISA
-
-Niente — niente! Nessuno ci ha detto niente.
-
- Si copre il viso colle mani.
-
-Non fatemelo ricordare — non fatemelo ricordare!
-
-JANE
-
- dopo un breve silenzio.
-
-Ma nessuno vi ha salutato?
-
-LUISA
-
-Nessuno.
-
-JANE
-
-Povera Chérie...
-
- Sospira.
-
-Devo far bollire questo latte perchè trovi pronta la cena quando si
-sveglia.
-
- China sul fuoco vi mette a
- scaldare il latte.
-
-Coraggio! Presto avremo delle grandi notizie...
-
-LUISA
-
-Che notizie?
-
-JANE
-
- misteriosa.
-
-Mah! Non so — c'è in aria qualche cosa.
-
-LUISA
-
- balzando in piedi.
-
-Che cosa?!
-
-JANE
-
-Nulla di definito, di sicuro... ma lo vedete anche voi... l'arrivo
-di quel biglietto... Non so — non so. Sento che grandi eventi si
-preparano.
-
-LUISA
-
-Ah! tutto, tutto mi fa paura.
-
-JANE
-
-Paura?
-
-LUISA
-
-Sì. Ho i nervi malati dacchè sono tornata qui. Questo paese, che
-da bambina amavo tanto, oggi mi fa orrore. Ah, Jane! era meglio se
-avessimo lasciato confiscare questa nostra povera casa, piuttosto che
-obbedire all'ordine dei nostri padroni e conquistatori! Era meglio
-rimanere nel nostro esilio in Inghilterra, che non tornar qui ad essere
-scherno e dileggio di quanti ci conobbero — e per di più, sentirsi alla
-mercè delle belve che ci hanno conquistato.
-
-JANE
-
-Avete fatto il vostro dovere tornando qui. Non ve ne rammaricate.
-Quando vostro marito tornerà...
-
-LUISA
-
- scoraggiata.
-
-Ma come volete che torni? Come volete che torni? Questo biglietto può
-averlo scritto dei mesi fa. Forse è ferito. Forse è prigioniero.
-
-JANE
-
-Le ferite guariscono. I prigionieri si liberano. Tornerà. E troverà sua
-moglie che l'aspetta, e la sua casa in ordine, e il suo paese —
-
- abbassa la voce.
-
-— spazzato dal vile nemico e riconquistato alla libertà!
-
-LUISA
-
- agitata.
-
-Jane, che cosa vi fa dir questo?
-
-JANE
-
- col dito sulle labbra.
-
-Zitta!
-
- Guardandosi attorno.
-
-So quel che so — ma non posso parlare. So che la salvezza è alle porte.
-
-LUISA
-
-Che cosa dite!
-
-JANE
-
- sottovoce.
-
-Da un'ora all'altra — da un'ora all'altra!
-
-LUISA
-
- con angoscia.
-
-Ah!... E quando Giorgio tornerà, troverà Mirella, la sua bambina —
-muta! inconscia! Vagante nell'ombra della vita come un piccolo spettro.
-Ah povero Giorgio! Forse sarebbe meglio che non tornasse.
-
-JANE
-
-Ma Mirella guarirà.
-
-LUISA
-
- incredula e mesta.
-
-Ah! Ci vorrebbe un miracolo. Sono tanti mesi ormai...
-
-JANE
-
-Perchè la lasciate ancora da madame Doré? Ora potrebbe venir qui.
-Capisco che un mese fa, al vostro arrivo, l'abbiate condotta subito
-dalla vostra vecchia amica. Ma ora che Chérie è guarita...
-
- pausa.
-
-... ora che... l'evento è compiuto —
-
-LUISA
-
-Jane — io tremo — io tremo di lasciarla entrare in questa casa.
-
-JANE
-
- sorpresa.
-
-Perchè? Perchè vedrà il bambino di Chérie?
-
-LUISA
-
- Agitata.
-
-Non è questo.
-
-Ma perchè è qui — qui — dove noi siamo, in questa stanza stessa —
-che il terrore le ha sconvolto la mente. Qui, qui che l'orrore l'ha
-ammutolita. Non so — non so che cosa accadrà quando per la prima volta
-essa entrerà qui — quando rivedrà quella ringhiera a cui quei mostri
-l'hanno legata!... quando rivedrà — quella porta! Ah! quella porta!...
-
- Addita la porta drappeggiata
- della camera di CHÉRIE.
-
-Quella stanza dove gli orrori si sono compiuti che le hanno
-agghiacciata l'anima, che me l'hanno mutata in una piccola statua di
-terrore!
-
- Un silenzio.
-
-JANE
-
-Ma dovrete pur decidervi. Non potete lasciarla per sempre in casa
-d'estranei.
-
- Una pausa.
-
-E se...
-
- Le afferra la mano.
-
-... e se...
-
-LUISA
-
-Se cosa?
-
-JANE
-
-Se questa emozione — Luisa! non so — quasi non oso dirlo...
-
-LUISA
-
-Parlate!
-
-JANE
-
-Non potrebbe darsi che — come il trauma psichico le ha tolto la favella
-— il rinnovarsi della scossa morale...
-
-LUISA
-
- colpita.
-
-Ah, cosa dite! cosa dite!
-
- Si guardano a lungo.
-
-LA VOCE DI CHÉRIE
-
- nella stanza vicina.
-
-Luisa!
-
-LUISA
-
-Vengo, cara! vengo!
-
- Va alla porta a destra e
- l'apre.
-
-È qui la cara Jane...
-
- Torna indietro, guarda JANE un
- istante con occhio trasognato,
- indi esce rapidamente dal
- fondo.
-
-JANE
-
- parlando a CHÉRIE che ancora
- non è apparsa.
-
-Ecco pronta la cena per la paziente!... una cena da principessa di
-leggenda.
-
- Versa il latte caldo nella
- tazza e mette il panino su un
- piatto.
-
-LUISA
-
- che è andata a prendere un
- mantello ed ora l'indossa
- rapidamente.
-
-State qui, Jane. Avrete cura di loro. Io torno subito.
-
-JANE
-
-E dove andate a quest'ora?
-
-LUISA
-
- soffocata dall'ansia e insieme
- dalla speranza.
-
-Vado — a prendere Mirella!
-
- Le due donne si guardano
- per un istante con intensa
- commozione — poi LUISA esce
- rapidamente.
-
- CHÉRIE pallidissima appare
- nel vano della porta.
- Indossa una vestaglia bianca
- ma si ravvolge tutta,
- freddolosamente, in uno
- scialle scuro.
-
-CHÉRIE
-
- parlando con voce debole e
- spenta.
-
-Buona Jane!
-
-JANE
-
-Vieni, vieni vicino al fuoco.
-
-CHÉRIE
-
- venendo avanti lenta, e
- lasciandosi cadere nella
- poltrona che JANE le ha spinto
- accanto al fuoco.
-
-Dov'è Luisa?
-
-JANE
-
- portandole il latte.
-
-Torna subito. Adesso bevi — e mangia. Guarda cos'hai qui!
-
-CHÉRIE
-
-Oh!... un panino bianco!... Che meraviglia! Ma Luisa dov'è andata?
-
-JANE
-
- inginocchiata presso a lei
- regge la tazza di latte e
- le dà da mangiare come a un
- bambino.
-
-È andata — a prendere Mirella!
-
-CHÉRIE
-
-Oh Dio! A prendere Mirella! Mirella verrà qui!
-
-JANE
-
-Ma sì. Non vuoi mica che stia eternamente lontana quella povera
-creatura.
-
-CHÉRIE
-
-Ma allora...
-
-JANE
-
-Allora? Allora Mirella starà qui, ecco tutto.
-
- Le mette il cucchiaio alla
- bocca.
-
-Mangia.
-
-CHÉRIE
-
-Ma io dove mi nascondo?
-
-JANE
-
-Che idea! Perchè vuoi nasconderti?
-
-CHÉRIE
-
-Ma — il bambino!... Cosa dirà Mirella?
-
-JANE
-
-Ah...
-
- Con enfasi malinconica.
-
-... non dirà nulla, povera Mirella!
-
- CHÉRIE china il capo e si
- copre gli occhi colla mano.
-
-JANE
-
-Mangia.
-
-CHÉRIE
-
-Ho finito. Aspetta!
-
- S'alza, va alla porta
- drappeggiata e sta un istante
- in ascolto.
-
-JANE
-
-Cosa c'è?
-
-CHÉRIE
-
- volgendosi col viso illuminato
- da un sorriso raggiante.
-
-Dorme!... Che gioia!... Adesso per un'ora o due sarà savio come un
-cherubino!
-
- Ride.
-
- JANE non risponde.
-
- Un silenzio.
-
-CHÉRIE
-
- mettendo una mano sulla mano
- di JANE.
-
-Jane! Come è triste e terribile.
-
-JANE
-
-Che cosa?
-
-CHÉRIE
-
-Tutto. Ma più di tutto...
-
-JANE
-
-Più di tutto?
-
-CHÉRIE
-
-Il silenzio. Il silenzio che c'è intorno... a quella povera culla.
-
- JANE non risponde.
-
-Altre mamme parlano tutto il giorno dei loro bambini. Anch'io potrei
-parlarne — ma quando ne parlo... nessuno risponde.
-
- Un silenzio.
-
-Neppure tu.
-
-JANE
-
-Ma sì... rispondo...
-
-CHÉRIE
-
-Con altre mamme si fanno tanti discorsi... si vuol sapere il bambino
-come sta... come dorme, come cresce... Poi lo si guarda,
-
- con un singhiozzo.
-
-... e si ride! Si ride delle smorfiette che fa, della cuffietta che gli
-va a sghembo, delle fossette che ha nei gomiti... si ride!...
-
- Un silenzio.
-
-Del mio nessuno ride.
-
-JANE
-
- fredda.
-
-Ma sì. Perchè dici questo?
-
-CHÉRIE
-
- amaramente.
-
-È vero. Si ride! Oggi nella strada ho visto che si ride. Oh Dio!
-
- Si copre il viso.
-
-Con disprezzo, con ischerno si ride — di lui e di me! Ah, Jane, perchè
-non mi hai lasciata morire? Perchè non ci hai lasciati morire tutt'e
-due, quando io ero così vicina alla morte e lui — lui — non era ancora
-entrato nella vita?
-
-JANE
-
-Chérie! Non piangere così.
-
-CHÉRIE
-
-Sono uscita oggi portandolo in braccio. Mi sono detta che bisognava
-pure un giorno o l'altro... Ah, come mi hanno guardata! Con quale
-odio, con quale disprezzo! Gli uni ridevano, ridevano!... Gli altri
-distoglievano lo sguardo come se passasse una cosa orribile, che a
-guardarla portasse sventura.
-
- Scoppiando in pianto.
-
-Oh, Jane, Jane! non è tanto per me che mi dispero, come per lui, per
-questo povero essere che entra nella vita credendo di essere come gli
-altri bambini! credendo che tutti lo ameranno... Non sa lui, non sa che
-è odiato, disprezzato, maledetto! Non sa lui di essere uno sventurato
-che porta sventura.
-
-JANE
-
-Non dir questo.
-
-CHÉRIE
-
-A lui nessuno, nessuno rivolge un sorriso, un augurio, una benedizione.
-Neppure tu che sei tanto buona! neppure Luisa!... No! no!... è il
-mostro lui! è l'essere abbominato, detestato, di cui ci si vergogna
-come di una piaga, come di una deformità.
-
- Si accascia singhiozzando.
-
-JANE
-
-Non pensare a tristezze.
-
-CHÉRIE
-
-Ah! come passeremo nella vita lui ed io — tra le beffe, il dileggio,
-il disprezzo di tutti! Pensa, pensa! Doversi sempre nascondere, doversi
-sempre vergognare — sempre cercare di farsi scusare, lui ed io! Io che
-non volevo far nulla di male! Lui — lui che non sa di aver commesso —
-nascendo — un imperdonabile delitto!
-
-JANE
-
-Se piangi così farai male a te e a lui.
-
-CHÉRIE
-
-Farò male — a lui? Non piangerò — non piangerò!
-
- Si asciuga gli occhi.
-
- D'improvviso sorge in ascolto.
-
-Chi è? Vien su qualcuno! Chi sarà! chi sarà!
-
- Spaventata.
-
-Sarà Mirella che arriva?
-
-JANE
-
-Vado a guardare.
-
- CHÉRIE si appiatta contro
- la parete chiudendosi
- nello scialle come per
- rimpicciolirsi e sparire.
-
-JANE
-
- Apre l'uscio d'entrata esce
- sul pianerottolo e guarda giù.
- Volgendosi a CHÉRIE.
-
-È un uomo... un contadino.
-
- Parlando a qualcuno di fuori.
-
-Oh! Chi cercate?
-
- Non si ode la risposta.
-
-Avete sbagliato porta? Allora state più attento un'altra volta. — Come
-dite? Dei feriti? No, no. Non ci sono feriti qui. — Dei malati?...
-Sì, malati sì. — E che cosa vi riguarda chi è malato in questa casa? —
-Andate via subito o vi faccio arrestare.
-
- Rientra e chiude la porta.
-
-Che tipo! Una giubba di vecchio contadino... un cappellaccio... e,
-sotto, due occhi fiammeggianti e una faccia di... di...
-
-CHÉRIE
-
-Di che cosa?
-
-JANE
-
- come colpita da un'idea
- repentina.
-
-Di soldato! Che fosse — che fosse uno dei vostri?!
-
- Corre alla porta e la riapre.
-
-È partito.
-
- Resta un istante in
- ascolto poi si volge e dice
- rapidamente a CHÉRIE.
-
-Chérie — tua cognata è qui. Viene su per le scale.
-
-CHÉRIE
-
- spaurita.
-
-Con Mirella?
-
-JANE
-
-Sì.
-
-CHÉRIE
-
-Ah — non voglio — non voglio che mi veda!
-
-JANE
-
-È già qui.
-
- Per entrare nella camera a
- destra CHÉRIE dovrebbe passare
- davanti alla porta d'entrata.
- Dopo un istante d'incertezza
- ella fugge via a sinistra.
-
- Una pausa.
-
- JANE tiene fissi gli occhi
- sulla porta dalla quale deve
- entrare LUISA.
-
- LUISA appare sulla soglia —
- indi lentamente entra MIRELLA.
-
- Le due donne tengono gli
- occhi fissi sul volto della
- fanciulla con disperata
- angoscia d'attesa.
-
- MIRELLA entra lentissimamente
- ad occhi bassi. Sul limitare
- si ferma e gira intorno
- gli occhi trasognati che
- sembrano non veder nulla,
- non riconoscere nulla. Indi
- s'avanza rigida come un automa
- nella stanza.
-
-LUISA
-
- che ha seguito tremando ogni
- mossa di sua figlia.
-
-Mirella!
-
- Con un singhiozzo disperato.
-
-Mirella!
-
- MIRELLA volge gli occhi alla
- madre che si trova ritta
- sullo sfondo della porta
- drappeggiata e chiusa. MIRELLA
- fissa lo sguardo sul volto
- materno — poi, poco a poco i
- suoi occhi si dilatano; essa
- vede — dietro alla siloetta di
- LUISA — la porta fatale.
-
- Senza volgere il capo MIRELLA
- gira intorno lo sguardo
- pauroso che sempre è ripreso e
- fermato dalla terribile porta.
-
- Lentamente, cogli occhi
- sempre più terrorizzati essa
- indietreggia come per sfuggire
- ad un orrore che la minaccia.
-
- LUISA e JANE la guardano
- tremanti — e la vedono
- finalmente volgere il capo e
- guardarsi intorno per tutta la
- stanza.
-
-JANE
-
- trattenendo ancora LUISA
- che sta per lanciarsi verso
- MIRELLA.
-
-Aspettate!... Forse penetra il ricordo in lei!...
-
- Ma dopo un istante, cogli
- occhi ripresi dalla porta
- drappeggiata, MIRELLA lascia
- lentamente ricadere le braccia
- e rimane immobile nella posa
- d'annichilimento che le è
- abituale.
-
-LUISA
-
- con un singhiozzo, a JANE.
-
-Nulla!... nulla!...
-
-JANE
-
- confortandola.
-
-È tardi. Sarà stanca. Chissà... forse domani...
-
-LUISA
-
-Ah!
-
- LUISA scuote tristemente il
- capo.
-
-JANE
-
-Dove la mettete a dormire? Ci avete pensato?
-
-LUISA
-
-Sì, disopra, nella mia camera.
-
-JANE
-
-Ah — bene! E riposerete finalmente anche voi, dopo tante notti che non
-dormite. Ormai non avete più bisogno di vegliare Chérie.
-
-LUISA
-
-Povera Chérie.
-
- guardando MIRELLA.
-
-La mia grande sventura me l'ha fatta per un istante scordare.
-
-JANE
-
-Ah! Invero povera Chérie! Che rovina la sua vita! Che tragico problema
-che non ha scioglimento.
-
-LUISA
-
- cupa.
-
-Fuorchè nella morte.
-
-JANE
-
-Che cosa vuol dire?
-
-LUISA
-
- appassionata.
-
-Ah, non lo so! non lo so! Ma quando sono uscita oggi con lei — quando
-ho visto la gente che la guardava — lei e quella sua creatura di
-maleficio — ah!
-
- rabbrividisce.
-
-... io mi sono detta che al posto suo...
-
- CHÉRIE appare in fondo alla
- scena, e ascolta addossata al
- muro, ancora ravvolta nel suo
- scialle.
-
-JANE
-
-Che cosa?
-
-LUISA
-
-Al posto suo io mi ricorderei...
-
- scandendo le parole.
-
-... che a quattro passi c'è il fiume.
-
-JANE
-
-Cosa dite?
-
-LUISA
-
-C'è il fiume — per lei — e per lui!
-
- Prende per mano MIRELLA e sale
- lentamente le scale.
-
-JANE
-
- rimane un istante immobile,
- colpita dalle parole di LUISA.
-
- Indi con un sospiro prende il
- suo mantello e lo indossa per
- partire.
-
- Volgendosi vede CHÉRIE.
-
-Chérie! Ascoltavi!
-
-CHÉRIE
-
- come in un sogno.
-
-A quattro passi... c'è il fiume...
-
- pausa.
-
-Come ha detto? A quattro passi c'è il fiume...
-
- lunga pausa.
-
-... per lui... e per me...
-
-JANE
-
- sconvolta.
-
-Che cosa dici — dimentica quelle parole.
-
-CHÉRIE
-
- lentamente con soavità.
-
-No. Non le voglio dimenticare. Come mai non l'ho pensato anch'io? È un
-grande conforto!
-
- ripete come in sogno.
-
-A quattro passi... c'è il fiume. Per lui — e per me.
-
- Un silenzio.
-
- La porta d'entrata, lasciata
- socchiusa, ora si spalanca
- violentemente. FLORIAN AUDET,
- vestito da contadino, entra
- impetuoso.
-
-FLORIAN
-
- scorgendo dapprima
- l'infermiera e volgendosi a
- lei con veemenza.
-
-Signora, avete detto che in questa casa vi sono dei malati. Ditemi,
-devo saperlo — chi — chi è ammalato qui?
-
-JANE
-
-Con quale diritto —?
-
-FLORIAN
-
- Scorgendo CHÉRIE.
-
-Chérie!
-
-CHÉRIE
-
- cogli occhi stralunati.
-
-Florian!...
-
-FLORIAN
-
-Sì — sì — Florian.
-
- Getta giù il largo cappello,
- si toglie la giubba di
- contadino e appare vestito in
- una lacera uniforme belga.
-
-Sei tu, ammalata? Sei tu?
-
-CHÉRIE
-
- senza voce, indietreggiando da
- lui.
-
-Sì.
-
-FLORIAN
-
-Che cos'hai?
-
-JANE
-
- a CHÉRIE.
-
-Ha il diritto costui di interrogarti?
-
-CHÉRIE
-
- piano.
-
-Sì.
-
-JANE
-
-È un amico?
-
-CHÉRIE
-
-Sì.
-
-JANE
-
- abbracciando CHÉRIE.
-
-Senti, cara — io dovrei lasciarti e tornare all'ospedale. È già tanto
-tardi. Posso lasciarti?
-
-CHÉRIE
-
-Sì. Puoi lasciarmi.
-
- I suoi occhi esterrefatti sono
- fissi su FLORIAN.
-
-FLORIAN
-
- a JANE.
-
-Ma se è ammalata non rimanete qui? Non la curate?
-
- Volgendosi a CHÉRIE.
-
-Chi sta con te?
-
-CHÉRIE
-
- senza voce.
-
-Luisa.
-
-FLORIAN
-
-Ah, Luisa è qui! Sia lodato Iddio.
-
-JANE
-
-Buona notte Chérie!
-
- sulla soglia, a FLORIAN.
-
-Non l'agitate. È ancora tanto debole.
-
- Esce.
-
-FLORIAN
-
-Chérie! Chérie!
-
- Le prende ambo le mani.
-
-Cos'hai avuto?
-
- Essa non risponde.
-
-Ma parla. Cos'hai? Cos'hai? mi fai spavento.
-
-CHÉRIE
-
- con un filo di voce.
-
-Sono stata ammalata.
-
-FLORIAN
-
-Ma guarisci! — Guarirai?
-
-CHÉRIE
-
- cupa.
-
-Sì! — Sì! Guarirò.
-
-FLORIAN
-
-Chérie — mia piccola Chérie! Ti sei ricordata di me?
-
-CHÉRIE
-
-Sì.
-
-FLORIAN
-
-Sempre?
-
-CHÉRIE
-
-Sempre.
-
-FLORIAN
-
-Dimmi degli altri — Luisa? Mirella?
-
-CHÉRIE
-
-Sono entrambe qui.
-
- Una pausa.
-
-Mirella... non parla più...
-
-FLORIAN
-
- stupito.
-
-Non — parla più?!
-
-CHÉRIE
-
-No. È muta.
-
-FLORIAN
-
-Oh! per Dio! — Ma cosa vuol dire?
-
-CHÉRIE
-
- sempre con un filo di voce
- debolissima.
-
-S'è spaventata... la sera... quella sera... della mia festa...
-
-FLORIAN
-
-Ma come? — In che modo?
-
-CHÉRIE
-
-Sono venuti qui... i nemici... Hanno ucciso qualche cosa in lei. La sua
-anima.... non c'è più.
-
-FLORIAN
-
- preso da un brivido
- presciente.
-
-E — a te? — a te? cos'hanno fatto?
-
-CHÉRIE
-
- dopo un istante di silenzio.
-
-Peggio — che a lei.
-
-FLORIAN
-
- fuori di sè.
-
-No! Chérie! Dimmi che non è vero. Mio Dio! Mio Dio!
-
- Si accascia su una seggiola e
- nasconde il volto tra le mani.
-
- Dopo un silenzio.
-
-Ma parla, in nome del cielo, parla!
-
-CHÉRIE
-
- con infinita stanchezza.
-
-T'ho detto.
-
-FLORIAN
-
-Tutto — dimmi tutto!
-
- Feroce e forsennato.
-
-M'hai detto tutto?
-
-CHÉRIE
-
-No.
-
-FLORIAN
-
-Parla — per Dio — parla!
-
-CHÉRIE
-
-Come dirlo. Come dirlo?...
-
- Tendendo la mano verso la
- porta drappeggiata.
-
-Là dentro...
-
- cade in ginocchio ai piedi di
- FLORIAN.
-
-... c'è una culla!
-
- Scoppia in pianto.
-
-FLORIAN
-
- balzando in piedi.
-
-Cosa?
-
- Indietreggiando con orrore da
- lei.
-
-Tu... oh! tu — hai un figlio...
-
-CHÉRIE
-
- disperata.
-
-Abbi pietà! — pietà!...
-
-FLORIAN
-
- forsennato.
-
-Un figlio — d'un nemico? Ah....
-
- Alza il braccio con gesto
- d'anatema.
-
-CHÉRIE
-
- afferrandogli il braccio.
-
-No! Non maledirlo — non maledirlo — anche tu! Quel bambino — che
-nessuno mai ha benedetto!
-
- Un istante di silenzio.
-
-FLORIAN
-
- stupefatto e inorridito.
-
-È questo — ciò che tu mi dici? Questo — il tuo primo pensiero?... Una
-preghiera per lui! Una difesa di lui — dell'essere immondo a cui tu, tu
-disgraziata! hai dato la vita!
-
- CHÉRIE piange disperatamente
- gettata in terra ai suoi
- piedi.
-
-FLORIAN
-
- Afferrandola per i polsi e
- forzandola a sollevarsi e a
- guardarlo in faccia. Con un
- ruggito.
-
-Parla, parla ti dico!
-
-Voglio sapere!... come — quando —!
-
-CHÉRIE
-
-Non ricordo — non so più!
-
-FLORIAN
-
-Non ricordi? Menti — menti!
-
-CHÉRIE
-
- disperata.
-
-No! non ricordo — non ricordo! So che deliravo... mi avevano
-ubbriacata...
-
-FLORIAN
-
- con orrore.
-
-Ah!... Ti avevano ubbriacata. — Avanti. — Parla!
-
-CHÉRIE
-
- come ipnotizzata, ansante.
-
-Erano qui... qui... in questa stanza... hanno preso Mirella — l'hanno
-legata — lì — a quella ringhiera... e c'era uno che mi diceva... mi
-diceva...
-
-FLORIAN
-
- ruggendo.
-
-Cosa — ti diceva?!
-
-CHÉRIE
-
- sempre come allucinata.
-
-«Tanto andava lo stesso — a finire così! Tanto andava lo stesso a
-finire così!...»
-
- Piange disperatamente in terra
- davanti a lui.
-
-FLORIAN
-
-E poi...
-
-CHÉRIE
-
-E poi... e poi...
-
- Stralunata guardando la porta
- drappeggiata.
-
-... aspetta — aspetta!
-
- con un grido.
-
-Mi ricordo! Oh Dio! Mi ricordo.
-
-FLORIAN
-
- coi denti stretti.
-
-Disgraziata, parla!
-
-CHÉRIE
-
- con uno scoppio d'angoscia.
-
-Forzata! legata! percossa!... Colla violenza, coi pugni nella
-gola, mentre invocavo la morte con urli e strilli... Stritolandomi,
-morsicandomi le carni, rantolandomi sulla faccia delle bestemmie...
-così — così, ho conosciuto l'amore! Così — così mi è stata data la
-maternità!
-
- Cade prona col volto tra le
- mani.
-
- Un lungo silenzio.
-
-FLORIAN
-
- chino su di lei, quasi afono.
-
-Perchè, perchè hai messo al mondo questa creatura? Perchè — non l'hai
-ucciso prima che nascesse?
-
-CHÉRIE
-
-Non lo so! Non lo so. Vi era qualche cosa in me che non lo poteva fare.
-Qualche cosa di più forte della mia vergogna, di più forte del mio
-dolore. Al disopra dell'odio, dell'onta, dell'orrore... vi era qualche
-cosa — di divino!
-
-FLORIAN
-
- sdegnato.
-
-Cosa dici?
-
-CHÉRIE
-
-Ah, tu non lo capirai mai — tu sei un uomo! — Non lo puoi capire. Ma io
-— io ho sentito in me quel portento — il brivido di una vita creata da
-me! Ed era come se una voce — la voce stessa di Dio! — mi gridasse: «Tu
-non ucciderai!»
-
- Un lungo silenzio.
-
-FLORIAN
-
-Chérie! Che rovina la nostra vita!... Che rovina.
-
-CHÉRIE
-
-Lo so.
-
- Una pausa.
-
-FLORIAN
-
-Ascoltami, Chérie, ascoltami. Quello sciagurato essere è un
-predestinato al dolore e alla delinquenza — è vero? è vero?
-
-CHÉRIE
-
- con profonda amarezza.
-
-Sì — sì — sarà vero. Tutti lo dicono! Tutti!
-
-FLORIAN
-
-E lo senti anche tu — lo senti.
-
-CHÉRIE
-
-Sì — sì! Qualche volta, colla chiaroveggenza del delirio, io vedo
-l'avvenire quale sarà per me e per lui... Sento che questa creatura
-mi schianterà il cuore, mi strazierà, mi dilanierà come quella belva —
-suo padre! — che in quella notte mi ha cacciato i pugni nella gola...
-Qualche volta ho spavento di lui... ho spavento già adesso... Quando
-lo nutro credo che mi morderà... Quando grida odo già nella sua voce
-la minaccia... Quando mi chino su di lui mi mette le piccole mani negli
-occhi come se cercasse di strapparmeli!... Allora mi sembra che sia un
-demente — e che io pure di tenermelo stretto al cuore — pazza — sono
-pazza, pazza di non averlo ucciso, pazza di amarlo come l'amo — più
-della vita mia!
-
- Piange.
-
-FLORIAN
-
-Chérie, Chérie! Tu devi allontanarlo da te — allontanarlo!... Hai
-capito?
-
- Con uno sforzo.
-
-Poi cercheremo di scordarlo, tu ed io — tu ed io, insieme — cercheremo
-— di scordarlo!
-
-CHÉRIE
-
- Dopo un istante di silenzio,
- calma e grave.
-
-No.
-
-FLORIAN
-
-No? Perchè no? Se ti dico che lo dimenticherò — che cercherò di
-dimenticarlo.
-
-CHÉRIE
-
- con fermezza.
-
-Non io.
-
-FLORIAN
-
-Ma tu non vuoi, non puoi volere che questa creatura malefica ti separi
-per sempre dall'amore, dalla speranza, da altre maternità pure e
-gioconde...
-
-CHÉRIE
-
-Finchè vivo, io non lo abbandonerò.
-
-FLORIAN
-
-Ma folle, folle che sei — che cosa vuoi fare? Che cosa sarà di te?
-
-CHÉRIE
-
- affranta.
-
-Non lo so. So che dandogli la vita gli ho dato anche la vita mia.
-
-FLORIAN
-
- con subitanea decisione.
-
-Ebbene sia — sia!
-
- colla mano sulla fronte.
-
-Non si ragiona contro questo primitivo, portentoso istinto... Chérie —
-Chérie!... Io ti amo — ti amo come allora — come sempre...
-
- Si odono dei lontani clamori.
- Indi lontanissimo uno squillo
- di tromba e la trionfale
- musica della _Marseillaise_.
-
-Chérie! Senti!... senti! questa è la liberazione. Le nostre armate
-vittoriose si avanzano come un torrente di fuoco e di fiamma. Sono
-tutti intorno a noi. Siamo circondati dai nostri...
-
- spalanca le finestre.
-
-Chérie!...
-
- in un delirio di gioia.
-
-Chérie, scordiamo tutto — tutto — e siamo felici!
-
-CHÉRIE
-
- rapida.
-
-Florian — non è possibile — non è possibile. Io non ti amo più e tu non
-puoi più amarmi. Anche se in quest'ora lo credi — tutto è mutato, e tu
-non puoi amarmi più. Tu m'amavi perchè ero pura, lieta, gioconda — non
-sono più nulla di tutto ciò. Non vi è più nulla in me della Chérie che
-amavi. Tu devi dirmi addio e lasciarmi alla mia sorte.
-
-FLORIAN
-
-No! Tu sarai mia. E un giorno — tutto questo ci sembrerà un sogno.
-Avrai altri figli, figli che potrai amare, figli che ameremo entrambi
-senza rossore —
-
-CHÉRIE
-
- selvaggiamente.
-
-E questo! questo sarà il paria esecrato, sarà lo spettro che s'aggirerà
-vergognoso e umiliato tra quelli più fortunati di lui!...
-
-No mai! mai! — Sappi che questo essere abborrito e maledetto mi sta
-nelle viscere profondamente come prima di nascere... mi sta nel cuore,
-mi sta nell'anima, mi sta nel sangue — più di te!
-
-FLORIAN
-
-Più di me!
-
-CHÉRIE
-
-Sì, più di te. Parti Florian, parti — godi della nostra vittoria. Va —
-e scordami!
-
- La musica trionfante e i
- clamori di gioia s'avvicinano
- sempre più.
-
-FLORIAN
-
-Chérie, Chérie — pensa a ciò che fai.
-
-CHÉRIE
-
-Nulla, nulla di ciò che puoi dirmi può mutare la decisione che ho
-preso. La mia strada è chiara davanti a me.
-
-FLORIAN
-
-Chérie ti supplico, ti supplico!
-
-CHÉRIE
-
-Non straziarmi con preghiere vane. Dimmi addio e va.
-
-FLORIAN
-
-Ebbene — sia come tu vuoi. Se per te io non sono più nulla — vi è
-ancora chi mi chiama ed ha bisogno di me.
-
-CHÉRIE
-
-Ah — lo so! lo so!
-
- S'ode fuori l'Inno nazionale
- del Belgio.
-
-Senti la _Brabançonne!_ il grido del Belgio!.. La nostra patria ti
-chiama. Va, Florian, va. Da' la tua vita a lei.
-
-FLORIAN
-
- afferrandole le mani.
-
-Sì! Sì! a lei! Hai ragione. Non è questa l'ora dei rimpianti —
-non è questa l'ora degli amori! È l'ora santa e terribile della
-rivendicazione. Ora di sangue e di gloria!... Addio Chérie! addio.
-
-CHÉRIE
-
- piangendo.
-
-Addio.
-
-FLORIAN
-
-Penserai a me?
-
-CHÉRIE
-
-Sempre!
-
-FLORIAN
-
-Anch'io. Sempre. — Come finiva la tua canzone della principessa
-prigioniera?
-
-CHÉRIE
-
- con un singhiozzo.
-
-«Io vi voglio adorar fino alla morte».
-
-FLORIAN
-
-«Io vi voglio adorar fino alla morte».
-
- La bacia in fronte ed esce.
-
- CHÉRIE resta immobile,
- impietrita.
-
- Dopo un silenzio — lentamente
- come parlando in sogno.
-
-CHÉRIE
-
-A quattro passi c'è il fiume...
-
- Si avvia verso la porta
- drappeggiata.
-
-... per lui — e per me.
-
- Apre la porta. Un raggio
- lunare dalla finestra tonda la
- illumina tutta. Entra e chiude
- la porta dietro a sè.
-
- Passa qualche momento. La
- lampada sulla tavola ondeggia
- e quasi si spegne e la stanza
- è immersa nell'ombra.
-
- In cima agli scalini appare
- la figuretta di MIRELLA. Come
- un'allucinata essa si guarda
- intorno e i ricordi terribili
- l'afferrano, agghiacciandola
- d'orrore. Lenta trasognata
- soffermando lo sguardo su
- ogni oggetto noto si avanza
- silenziosa. Nei suoi occhi
- tremola il ricordo delle
- subíte atrocità.
-
- Sempre come una sonnambula
- scende i tre gradini e
- giunta all'ultimo il suo
- occhio si fissa sulla porta
- drappeggiata in faccia a lei.
- Un'onda di orrore la invade;
- essa indietreggia; ed ora
- sta rigida colle spalle alla
- ringhiera nell'atteggiamento
- identico del suo passato
- martirio. — Colle braccia
- dietro a sè, come legata alla
- ringhiera, fissa lo sguardo di
- demente sulla terribile porta.
-
- E questa lentamente si muove —
- si apre. Il terrore di MIRELLA
- s'accresce fino al parossismo,
- mentre guarda lenta aprirsi
- quella porta fatale...
-
- Ed ecco nel vano della porta,
- illuminata tutta dai raggi
- lunari che dalla finestra
- tonda le circondano il capo
- come di una perfetta aureola
- — appare CHÉRIE col bambino
- tra le braccia. Indossa ancora
- la sua bianca veste, ma un
- lungo velo azzurro le cinge la
- testa.
-
- Vede MIRELLA e s'arresta —
- immobile come una visione.
-
-MIRELLA
-
- Vedendo l'apparizione, che
- le sembra divina, cade in
- ginocchio con un grido.
-
-Ah!
-
- Fa il segno della croce e
- congiungendo le mani pronuncia
- con voce estatica:
-
-«Ti saluto, o Maria, piena di grazia...»
-
-CHÉRIE
-
- Scossa da un brivido immenso.
-
-Mirella! — Sono io!
-
- con un grido.
-
-Luisa!... Luisa!...
-
- A LUISA che appare sugli
- scalini.
-
-Mirella — _ha parlato!_...
-
-LUISA
-
- precipitandosi.
-
-Mirella! Mirella!
-
- Singhiozzando bacia le vesti e
- le mani della sua bambina.
-
-MIRELLA
-
- Come svegliata da un sogno.
-
-M'era parso...
-
- Guarda con estatico sorriso
- CHÉRIE col bimbo tra le
- braccia.
-
-... m'era parso...
-
-LUISA
-
- alzando il braccio con gesto
- solenne e grandioso verso
- CHÉRIE.
-
-Ah! sii benedetta — tu! — E il tuo bambino!
-
-
- CALA IL SIPARIO.
-
-
-
-
-IL VALZER DI MIRELLA
-
-
- [Illustrazione: Spartito musicale]
-
-
-
-
-NOTE:
-
-
-[1] Nella rappresentazione, il primo atto per ordine della censura
-finiva con l'entrata in scena dei soldati nemici.
-
-[2] Vedi in fondo al volume: _Il Valzer di Mirella_.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of L'invasore, by Annie Vivanti
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INVASORE ***
-
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-<pre>
-
-The Project Gutenberg EBook of L'invasore, by Annie Vivanti
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-
-
-Title: L'invasore
-
-Author: Annie Vivanti
-
-Release Date: September 21, 2019 [EBook #60336]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INVASORE ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
-Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
-file was produced from images generously made available
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-
-
-
-
-
-
-</pre>
-
-
-<div class="booktitle">
-<h1>
-L'INVASORE
-</h1>
-</div>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-<i>Questo dramma che qui è pubblicato nel
-testo integrale<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> fu rappresentato per la prima
-volta a Milano dalla Compagnia Talli-Melato
-al Teatro Olympia nell'estate del 1915.</i>
-</p>
-
-<p>
-<i>Interpreti principali: Maria Melato, Wera
-Podrecca, Pina Camera, Febo Mari.</i>
-</p>
-</div>
-<hr class="silver" />
-
-<div class="titlepage">
-<p class="large">
-ANNIE VIVANTI
-</p>
-
-<p class="pad2 main-t">
-L'INVASORE
-</p>
-
-<p class="pad2">
-DRAMMA IN TRE ATTI
-</p>
-
-<p class="pad4">
-<span class="large g">MILANO</span><br />
-Dott. RICCARDO QUINTIERI — Editore<br />
-<span class="small">Corso Vitt. Emanuele, 26</span>
-</p>
-</div>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="opere">
-<p class="title">
-Opere di ANNIE VIVANTI
-</p>
-
-<p>
-LIRICA <span class="last-r">L. 4.—</span>
-</p>
-
-<p>
-I DIVORATORI (Romanzo) <span class="last-r"> 3.50</span>
-</p>
-
-<p>
-CIRCE (Il romanzo di Maria Tarnowska) <span class="last-r"> 3.50</span>
-</p>
-
-<p>
-L'INVASORE (Dramma in tre atti) <span class="last-r"> 3.—</span>
-</p>
-
-</div>
-
-<div class="verso">
-<hr class="mid" />
-<p>
-PROPRIETÀ LETTERARIA.
-</p>
-
-<p>
-I diritti di riproduzione, di traduzione, di rappresentazione
-e di esecuzione sono riservati per tutti i paesi, compresi
-la Svezia, la Norvegia, l'Olanda.
-</p>
-
-<p>
-<i>Copyright by Annie Vivanti Chartres 1915.</i>
-</p>
-
-<p>
-Per ottenere il diritto di rappresentazione rivolgersi alla
-Società Italiana degli Autori, Corso Venezia, 6 — Milano.
-</p>
-
-<p>
-Tipografia «MINERVA» — Via Fontana, 16 — Milano — Luglio 1915
-</p>
-<hr class="mid" />
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span>
-</p>
-
-<p class="title">
-<i>PERSONAGGI.</i>
-</p>
-
-<ul>
-<li>FLORIAN AUDET — Tenente di Cavalleria.</li>
-<li>IL CAPITANO FISCHER — Ufficiale dell'armata nemica.</li>
-<li>IL TENENTE VON WEDEL — Ufficiale dell'armata nemica.</li>
-<li>IL CAPITANO GLOTZ — Ufficiale dell'armata nemica.</li>
-<li>IL TENENTE FELDMANN — Ufficiale dell'armata nemica.</li>
-<li>IL REVERENDO FRANK — Pastore Anglicano.</li>
-<li>IL DOTTOR BELL.</li>
-<li>DELIO AUSTIN — Tenente in un reggimento scozzese.</li>
-<li>FRITZ — Cameriere.</li>
-<li>CHÉRIE BRANDES.</li>
-<li>LUISA BRANDES — sua cognata.</li>
-<li>MIRELLA BRANDES — figlia di Luisa.</li>
-<li>LA SIGNORA FRANK.</li>
-<li>ANNA — sua figlia.</li>
-<li>MARY — sua figlia.</li>
-<li>JANE — Una infermiera della Croce Rossa.</li>
-<li>NELLY — Giovinetta amica di Chérie.</li>
-<li>LUCILLA — Giovinetta amica di Chérie.</li>
-<li>GIOVANNA — Giovinetta amica di Chérie.</li>
-<li>FANNY — Giovinetta amica di Chérie.</li>
-<li>LINA — Cameriera.</li>
-</ul>
-
-<p>
-Il primo atto si svolge nella casa del Dottor Brandes
-in un villaggio di un paese belligerante. — Il secondo
-atto in casa del Reverendo Frank, in Inghilterra. — Il
-terzo atto di nuovo in casa Brandes.
-</p>
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span>
-</p>
-
-<h2>ATTO PRIMO</h2>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-È sera.
-</p>
-
-<p>
-Una sala d'entrata nella casa del Dottor <span class="smcap">Giorgio
-Brandes</span>. Stile fiammingo.
-</p>
-
-<p>
-A sinistra al primo piano tre scalini coperti
-di tappeto rosso conducono a un largo pianerottolo
-adorno di lampade elettriche e di piante.
-</p>
-
-<p>
-In fondo a sinistra la porta d'ingresso. Nel
-centro un largo caminetto.
-</p>
-
-<p>
-A destra verso il fondo una porta a due battenti
-con una tenda drappeggiata e rialzata.
-</p>
-
-<p>
-Al primo piano a destra una finestra.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Luisa Brandes</span>, una bella e giovine donna, siede
-in atteggiamento d'abbandono su una poltroncina.
-Con le mani intrecciate e tese davanti
-a sè essa guarda nel vuoto; un'espressione d'abbattimento
-e di tristezza è sul suo volto.
-</p>
-
-<p>
-Nel fondo <span class="smcap">Mirella</span> — una fanciulletta di quattordici
-anni, in corta veste chiara — s'affaccenda
-intorno a una tavola carica di fiori e di dolci.
-</p>
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
-</p>
-
-<p class="title">
-ATTO PRIMO.
-</p>
-</div>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-chiamando.
-</p>
-
-<p>
-Lina! Lina! Dove sono i marrons glacés?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una domestica dal viso
-duro e inamabile appare
-sulla porta.
-</p>
-
-<p>
-Sono lì.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Addita un piatto sulla
-tavola.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma dove?
-</p>
-
-<p class="scene">
-alzando il piatto.
-</p>
-
-<p>
-Questi quattro miseri marroni, che paiono
-già rosicchiati?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p>
-Li avrà rosicchiati Lei. È tutto il giorno
-che li mangia.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Volta le spalle ed esce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma guarda un po' che impertinente!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Rivolgendosi a <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
-</p>
-
-<p>
-Mamma! Hai sentito come mi risponde
-Lina?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un sospiro distratto.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa c'è, cara?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-avanzandosi verso la
-madre col piatto in
-mano.
-</p>
-
-<p>
-Ha detto che i marrons glacés li ho mangiati
-io.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sorridendo.
-</p>
-
-<p>
-Sarà anche vero; no, cara?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Quand'anche; Lina non deve permettersi
-di dirlo. Del resto io ne avrò mangiato forse
-tre o quattro... o dodici... o così, ma non
-tutti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sorridendo.
-</p>
-
-<p>
-Vedo difatti che ne restano quattro.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-contando sulle dita.
-</p>
-
-<p>
-Uno per Chérie, uno per me, uno per te,
-poi vi sono le nostre invitate, uno per Fanny...
-<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
-E per Giovanna, Lucilla e Nelly, niente!
-Sarà meglio addirittura che non ce ne
-siano. Ti pare?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Li mangia.
-</p>
-
-<p>
-Mamma! Cos'hai? Come sei triste!
-</p>
-
-<p class="scene">
-L'abbraccia.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah bimba mia! Come potrei non esserlo?
-Tuo padre lontano... le notizie sempre più
-gravi....
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Mamma! stasera non pensare a malinconie.
-È la festa di Chérie e vogliamo essere
-allegre. Anche papà se fosse qui avrebbe voluto
-che si festeggiasse il compleanno di sua
-sorella, che adora tanto!... Ricordi? L'anno
-scorso ha voluto che si ballasse. Vogliamo
-ballare anche stasera.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-scattando.
-</p>
-
-<p>
-No! Non si balla col nemico in casa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Nemico?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sbigottita, guardandosi
-intorno.
-</p>
-
-<p>
-In casa? Dov'è questo nemico?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-È vicino, Mirella! è vicino! Tu non sai
-che cosa ci sovrasta.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Non pensarci stasera, mamma! Non rattristare
-Chérie! Vedrai come s'è fatta bella.
-Mette il vestito nuovo, tutto bianco! Sembra
-una sposa....
-</p>
-
-<p class="scene">
-Carezzevole.
-</p>
-
-<p>
-Tieni, mangia questo marron. È l'ultimo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-No, cara, no. Chiama qui Fritz. Ho bisogno
-di parlargli.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Vado.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Mettendo in bocca l'ultimo
-marron.
-</p>
-
-<p>
-Sai che anche Fritz mi fa uno strano effetto
-in questi giorni. È scortese, quasi villano.
-Non risponde quando gli si parla...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sarà preoccupato anche lui, poveretto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-E lo trovo sempre a sussurrare con Lina...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-indulgente.
-</p>
-
-<p>
-Forse si vogliono bene. Avranno idea di
-sposarsi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio!... Così brutti! Tutt'e due!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Corre alla porta.
-</p>
-
-<p>
-Fritz... Fritz!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Al domestico che entra.
-</p>
-
-<p>
-Andate dalla mamma.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Fritz</span>, un giovane servitore,
-dall'aria fosca,
-quasi truce, s'avvicina
-a <span class="smcap">Luisa</span> mentre <span class="smcap">Mirella</span>
-aiutata da <span class="smcap">Lina</span> s'affaccenda
-ancora per poco
-intorno alla tavola ch'è
-in fondo alla scena. Indi
-<span class="smcap">Mirella</span> esce, seguita da
-<span class="smcap">Lina</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-un po' timida, a <span class="smcap">Fritz</span>.
-</p>
-
-<p>
-Avete notizie? Vi sono novità?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Secco.
-</p>
-
-<p>
-Nossignora.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Non sapete nulla di nuovo?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-Nossignora.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ironico.
-</p>
-
-<p>
-Eccetto quello che c'è nel giornale della
-sera.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Spiega un giornale e
-legge ad alta voce.
-</p>
-
-<p>
-«Si crede che il primo contatto tra i belligeranti
-avrà luogo nelle vicinanze di Fléron.
-Il nemico s'avanza dal Sud Est numerosissimo.»
-</p>
-
-<p class="scene">
-Appoggia con tono soddisfatto
-sull'ultima frase.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Disperata.
-</p>
-
-<p>
-Ah, ho letto, ho letto!... Ma credevo che
-voi forse...
-</p>
-
-<p class="scene">
-esitante.
-</p>
-
-<p>
-... avreste avuto occasione di udire qualche
-cosa di più.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-Io? Oh, nossignora.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Quando <span class="smcap">Luisa</span> non lo
-guarda un sorriso di
-scherno si disegna sulle
-labbra di <span class="smcap">Fritz</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ditemi ancora, ditemi — che cosa vi ha
-detto il signor dottore iernotte quando partiva?
-<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
-L'avete lasciato nel treno, non è vero?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-Sissignora.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-E che cosa ha detto?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-freddo.
-</p>
-
-<p>
-Che salutassi tutti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no! Ripetetemi le sue precise parole...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ironico.
-</p>
-
-<p>
-Ha detto: «Fritz, tu sei un servitore devoto
-e fedele...»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un poco timida e dubbiosa,
-guardandolo.
-</p>
-
-<p>
-È vero... è vero! Buon Fritz!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sempre con un sorriso
-ironico e sinistro.
-</p>
-
-<p>
-Ha detto: «Lascio qui tutto ciò che ho di
-più caro.»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-commossa, congiungendo
-le mani.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ciò che ha di più caro!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-«Mia moglie, mia figlia e mia sorella.»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì... sì... e poi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-M'ha detto: «Difendile, Fritz, se vengono
-quelle belve». Ha proprio detto così: «quelle
-belve!».
-</p>
-
-<p class="scene">
-Gli fiammeggiano gli occhi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ansante.
-</p>
-
-<p>
-Sì!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-«Difendile», ha detto, «difendile colla
-vita.»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Impetuosa.
-</p>
-
-<p>
-Ah! so che lo farete.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sogghignando.
-</p>
-
-<p>
-Eh, Signora, è facile a dirsi...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un breve silenzio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sorridendo, con soavità.
-</p>
-
-<p>
-Fortunatamente per il momento «le belve»
-non ci sono.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con velato sarcasmo.
-</p>
-
-<p>
-No, no. Per il momento le belve non ci
-sono.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Volge lo sguardo verso la
-finestra.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un poco impressionata
-dall'atteggiamento quasi
-minaccioso del servitore.
-</p>
-
-<p>
-E poi... dicevate... il treno è partito...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-secco.
-</p>
-
-<p>
-Ma sì!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sorpresa.
-</p>
-
-<p>
-Come parlate?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-Ho detto, sissignora, il treno è partito.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sospirando.
-</p>
-
-<p>
-Ah, mio Dio! Quale angoscia!... Chi l'avrebbe
-detto! Oggi è il 4 agosto. Dieci giorni
-fa nessuno pensava alla guerra.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fissandola.
-</p>
-
-<p>
-V'era chi ci pensava.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Incredula, indietreggiando
-un poco.
-</p>
-
-<p>
-Da dieci giorni?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-lentamente, con ferocia.
-</p>
-
-<p>
-No. <i>Da dieci — anni.</i>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Volta le spalle ed esce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-smarrita, seguendolo con
-lo sguardo.
-</p>
-
-<p>
-Non capisco...
-</p>
-
-<p class="scene">
-La porta si apre bruscamente.
-<span class="smcap">Lina</span> appare sulla
-soglia; anch'essa ha l'aria
-quasi insolente e il
-volto duro e ostile.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p>
-Il signor tenente Audet.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Entra <span class="smcap">Florian Audet</span> in
-uniforme d'ufficiale di
-cavalleria.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Andandogli incontro, lieta
-e sorpresa.
-</p>
-
-<p>
-Florian! E come mai hai potuto venire?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-salutandola affettuosamente.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ufficialmente... non sono qui. Sono in giro
-a portare degli ordini urgenti... Devo tornar
-via subito. Giorgio dov'è?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Angosciata.
-</p>
-
-<p>
-È partito! Pensa, Florian, partito. Hanno
-mandato a chiamarlo d'urgenza iernotte.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Colpito.
-</p>
-
-<p>
-E dove è andato?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Preciso non lo sapeva neppur lui. Aveva
-ordine di recarsi al deposito centrale a Tourgain.
-E di là l'avrebbero diretto a un'ambulanza
-da campo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Per Dio!... Sapevo che mancavano i medici.
-Ma non credevo che Giorgio partisse
-così presto.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con inquietudine repressa.
-</p>
-
-<p>
-Ma allora... siete sole voi altre tre? Voi,
-la piccola Mirella — e Chérie.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Siamo sole.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Quasi parlando a sè
-stesso.
-</p>
-
-<p>
-Per Dio!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Paurosa.
-</p>
-
-<p>
-Cosa c'è?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Niente.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una pausa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Incalzando.
-</p>
-
-<p>
-Ma sì... che cosa pensi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-parlando con lentezza
-grave.
-</p>
-
-<p>
-Penso che dovrete avere coraggio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sconvolta.
-</p>
-
-<p>
-Ah! Non dirmi di aver coraggio, che mi
-fai paura!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ripetendo lentamente e
-con enfasi significativa.
-</p>
-
-<p>
-Luisa! Dovrete avere... <i>molto</i> coraggio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-spaventata.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa vuol dire?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Vuol dire... che alle tre di questa mattina i
-nemici hanno passato la nostra frontiera.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esterrefatta.
-</p>
-
-<p>
-Hanno passato la frontiera?!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono qui — nel nostro paese?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono nel nostro paese.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Dove?!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-A Verviers.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-A Verviers! A due ore di qui!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si copre il viso.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Entra correndo con una
-scatola di dolci a sorpresa
-in mano.
-</p>
-
-<p>
-Oh, guarda... c'è Lolò!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Pone la scatola sulla tavola
-e saluta <span class="smcap">Florian</span> afferrandogli
-tutt'e due le
-mani e scotendole da parte
-a parte con gioia fanciullesca.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-squadrando la figuretta
-leggiadra con occhi di
-disapprovazione.
-</p>
-
-<p>
-Oh, che lusso, Mirella! Che cosa c'è?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ironico.
-</p>
-
-<p>
-Un ballo?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma... la festa di Chérie! Non sei venuto
-apposta?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-amaramente.
-</p>
-
-<p>
-La festa di Chérie! È vero!... La festa di
-Chérie!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si accascia su una seggiola.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che Lolò! L'avevi dimenticato? Adesso
-glielo vado a dire. Vedrai che cosa ti farà!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Passandosi la mano sulla
-fronte.
-</p>
-
-<p>
-Dov'è?
-</p>
-
-<p class="scene">
-La sua gravità contrasta
-coll'inconscia gaiezza della
-fanciulla.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-È disopra che si veste. Si fa una bellissima
-<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
-pettinatura, tutta a girigoggoli che pare una
-torta!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fa per correre via.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Trattenendola.
-</p>
-
-<p>
-No! non dirle niente... Tanto devo andarmene
-subito. Ma tornerò.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Distratta, guardando la
-tavola.
-</p>
-
-<p>
-Tornerai davvero?
-</p>
-
-<p class="scene">
-D'improvviso.
-</p>
-
-<p>
-Oh, guarda un po' quella Lina!... Ha dimenticato
-l'aranciata.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Corre fuori a sinistra.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Quanta incoscienza!
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ma non dovreste avvisarle di ciò che accade...
-di ciò che le minaccia?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Smarrita.
-</p>
-
-<p>
-Non so! non so! Giorgio mi ha detto di
-non spaventarle...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma voi fate festa così, mentre...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! Io non faccio festa, Florian! Del resto
-<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
-non vengono che due o tre piccole amiche
-di Chérie... Non mi è parso il caso di vietarlo...
-rattristarla proprio oggi, che è il suo
-compleanno.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una pausa.
-</p>
-
-<p>
-E si era comperata apposta per stasera
-una veste nuova...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alzandosi e camminando
-in su e in giù.
-</p>
-
-<p>
-Le donne!... Che strane creature! Il disastro
-è alle porte, il mondo crolla sotto a una
-immane calamità... ed esse, perchè hanno
-delle vesti nuove — ballano!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Credi che non dovrei permetterlo?... Manderò
-a dire a quelle bimbe...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no... ma no! Lasciatele ballare! Povere
-creature. Verrà l'ora del pianto!... Anche
-troppo presto.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Stendendole la mano.
-</p>
-
-<p>
-Addio. Vado a portare questi due messaggi.
-Ma se posso, tornerò, non fosse che per
-un istante, a salutare Chérie. Se non tornassi...
-ditele...
-</p>
-
-<p class="scene">
-commosso.
-</p>
-
-<p>
-... ditele che le faccio tanti auguri.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Glielo dirò.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ditele...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con improvvisa decisione
-</p>
-
-<p>
-Ah! ma tornerò. Farò in modo di tornare.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le bacia la mano ed esce
-rapidamente.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> resta sola qualche
-istante immobile e pensierosa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Rientrando.
-</p>
-
-<p>
-Ecco! Se non ero io, non c'era l'aranciata!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Depone sulla tavola una
-caraffa d'aranciata.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Mirella... senti, bambina mia.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mirella</span> le va vicino e
-<span class="smcap">Luisa</span> la cinge col braccio
-amorosamente.
-</p>
-
-<p>
-Se mandassimo a dire alle ragazze di non
-venire? Ti dispereresti?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Interdetta.
-</p>
-
-<p>
-Di non venire?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu non capisci, cara, come è grave il
-momento in cui ci troviamo. Questa guerra...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, mamma! Avevi promesso che fino a
-domani non ne parlavi più. Vuoi guastar tutto?
-Vuoi far piangere Chérie? Eccola! Guarda
-come s'è fatta bella!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Vestita tutta di velo bianco
-è apparsa sul pianerottolo
-in cima ai tre scalini.
-</p>
-
-<p>
-Signora cognata... signora nipote... ammiratemi!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fa una riverenza e scende
-con gesto di danza i
-tre scalini.
-</p>
-
-<p>
-Ma che faccie avete!... Dei bronci lunghi
-così...
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa è stato?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alzando le spalle.
-</p>
-
-<p>
-Oh! È per questa noiosa guerra...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con aria di sollievo.
-</p>
-
-<p>
-Oh... la guerra?...
-</p>
-
-<p class="scene">
-crolla anche lei le spalle.
-</p>
-
-<p>
-Temevo peggio! Credevo che tu ne avessi
-fatta qualcuna delle tue.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Va da <span class="smcap">Luisa</span>, graziosa e
-sorridente.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
-</p>
-
-<p>
-Luisa!... dà un bacio a tua cognata — diciottenne!
-</p>
-
-<p class="scene">
-L'abbraccia.
-</p>
-
-<p>
-E non pensare a malinconie.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma cara, cara! Nè tu nè Mirella capite...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no, no! Stasera non vogliamo capir
-nulla! Domani, domani capiremo tutto. Pensa
-che non si compiono i diciott'anni che una
-sola volta nella vita.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, per quello, anche i quattordici non si
-compiono che una volta. Avrei potuto dirlo
-anch'io in Aprile.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Abbraccia anche lei
-<span class="smcap">Luisa.</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-rincorrendo Mirella.
-</p>
-
-<p>
-Gelosa!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-fuggendo.
-</p>
-
-<p>
-Cattiva!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si volta e getta le braccia
-intorno al collo di
-<span class="smcap">Chérie.</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Facendo un giro di ballo
-con lei.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
-</p>
-
-<p>
-Io ho diciott'anni! Io ho diciott'anni...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-cantando.
-</p>
-
-<p>
-Io ne ho quattordici....
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie! Chérie, senti! Ho un messaggio
-per te.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-smettendo di ballare.
-</p>
-
-<p>
-Da chi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Da Florian Audet.
-</p>
-
-<p class="scene">
-commossa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Da Lolò? È stato qui?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-È stato qui un istante solo. Ma ha detto
-che se può, tornerà a salutarti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Confusa e felice.
-</p>
-
-<p>
-Tornerà!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Per farle dispetto.
-</p>
-
-<p>
-Ma forse non potrà.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè no?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Il suo squadrone deve partire da un momento
-<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
-all'altro. Sono già accampati sulla riva
-del fiume in attesa d'ordini.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, povero Lolò! Avrei voluto vederlo.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Abbassa il capo trastullandosi
-col ventaglio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Non chiamarlo Lolò! Adesso sei una signorina
-e non devi dare dei nomignoli a un
-giovinotto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Oh!... Lolò, un giovinotto!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma mi pare. Un tenente di cavalleria!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, per me è sempre lo stesso Lolò che
-aveva dodici anni quando io ne avevo sei.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Oggi ne hai diciotto. Non è più il caso di
-darsi del tu.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma come! Devo dare dell'illustrissimo a
-Lolò?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sempre infantilmente dispettosa,
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Oh, se parte! Chissà quando lo rivedrai.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Lina</span>, la domestica, apre
-la porta, e sempre coll'espressione
-di fredda ostilità,
-introduce due fanciulle
-vestite di chiaro
-che portano dei fiori in
-mano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p>
-Le signorine Doré.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> va al loro incontro.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fanny</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-abbracciando <span class="smcap">Chérie</span> e
-dandole i fiori.
-</p>
-
-<p>
-Tanti auguri!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Nelly</span>
-</p>
-
-<p>
-Tutte le felicità!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Saluta <span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Volete togliervi i mantelli?... Lina! Fai lume
-qui, nella mia camera...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Apre la porta a destra.
-<span class="smcap">Lina</span>, sempre col viso
-impassibile, entra a destra
-e vi accende il lume.
-S'intravvede una camera
-<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
-da letto con una finestra
-tonda nel centro della
-parete.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le quattro fanciulle vi
-entrano con <span class="smcap">Lina</span>.
-</p>
-
-<p class="scene">
-La scena è vuota per un
-istante.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-alla porta d'ingresso.
-</p>
-
-<p>
-La signorina Valesca.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Entra un'altra giovinetta
-con una scatola di
-dolci e dei fiori.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Uscendo dalla camera a
-destra e correndole incontro.
-</p>
-
-<p>
-Oh, cara Lucilla!
-</p>
-
-<p class="scene">
-accettando il dono.
-</p>
-
-<p>
-Grazie! come sei buona.
-</p>
-
-<p class="scene">
-La conduce nella camera
-a destra.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Fritz</span> e <span class="smcap">Lina</span> rimangono
-soli un istante.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-Lina!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sulla porta della camera.
-</p>
-
-<p>
-Cosa?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-Ci siamo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-rapidamente a bassa voce.
-</p>
-
-<p>
-Tu stasera andrai a dormire in casa dei
-Wolkenstein.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-agitata.
-</p>
-
-<p>
-Stasera?...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-Stasera.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, Dio! E dai Wolkenstein, sarò al sicuro?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Taci.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esce.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le fanciulle rientrano
-cinguettanti e sorridenti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fanny</span>
-</p>
-
-<p>
-Chi manca ancora?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-La Jeannette.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Nelly</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, lei si fa sempre preziosa!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lucilla</span>
-</p>
-
-<p>
-Cosa facciamo? I proverbi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fanny</span>
-</p>
-
-<p>
-Avete detto che si ballava.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-La mamma non vuole.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fanny</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alla tavola del buffet,
-mangiando dei dolci.
-</p>
-
-<p>
-Perchè non vuole?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Per la guerra. Volete un po' di thè?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fanny</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh bella! Cosa c'entra la guerra?
-</p>
-
-<p class="scene">
-La porta s'apre ed entra
-<span class="smcap">Jeannette</span>, leggiadra e
-sorridente.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, ecco Jeannette!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> abbraccia la nuova
-arrivata, a cui <span class="smcap">Lina</span>
-toglie il mantello e lo porta
-nella camera a destra.
-Tutte ridono, chiacchierano
-e mangiano dolci.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jeannette</span>
-</p>
-
-<p>
-La mamma non voleva che venissi...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie.</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jeannette</span>
-</p>
-
-<p>
-Per... per la guerra.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Tutte</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Oh! ancora la guerra! Ma che cosa c'entra?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jeannette</span>
-</p>
-
-<p>
-C'entra, che i nemici possono venir qui!
-Invadere il paese...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio, che paura!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè paura? Sai bene che Lina la nostra
-domestica dice che sono così belli... biondi...
-affascinanti...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fanny</span>
-</p>
-
-<p>
-Ho sentito dire anch'io che gli ufficiali sono
-irresistibili. Portano il busto! Hanno il vitino
-piccolo e i baffi così&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fa il gesto di baffi rivolti
-all'insù.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Va bene. Ma a vederli arrivar qui!... Mio
-Dio! Cosa si farebbe se, per esempio, entrassero
-adesso?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! Io farei una bella riverenza... così...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fa una piroetta e una riverenza.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
-</p>
-
-<p>
-... e direi come dicono nel loro paese:
-<i>Grüss Gott!</i> che vuol dire «Vi saluti Iddio!»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fanny</span>
-</p>
-
-<p>
-Mi pare una buona idea. Certo sarebbero
-commossi. Ci saluterebbero così...
-</p>
-
-<p class="scene">
-saluta militarmente.
-</p>
-
-<p>
-... e tornerebbero via.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Tutte le fanciulle</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì!
-</p>
-
-<p class="scene">
-in coro, rivolte alla porta
-e facendo riverenza a
-dei nemici immaginari.
-</p>
-
-<p>
-<i>«Grüss Gott!»</i>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo e cingendo la vita
-a <span class="smcap">Jeannette</span>.
-</p>
-
-<p>
-Facciamo un piccolo giro... uno solo...
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Lucilla</span>.
-</p>
-
-<p>
-Tu ci suonerai un valzer. Il mio valzer...<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Salgono correndo i tre
-gradini e spariscono a
-sinistra.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Nelly</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! tu, Chérie, cantaci prima qualche
-cosa...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fanny</span>
-</p>
-
-<p>
-O recita la canzone della Regina Myrza.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Io no! Mi vergogno.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si ode un valzer suonato
-nella stanza vicina.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fanny</span>
-</p>
-
-<p>
-Sii buona!... Recita!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le porta una chitarra.
-<span class="smcap">Chérie</span> siede, mentre le
-altre due stanno in piedi
-accanto a lei.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-accompagnandosi pianamente
-mentre il valzer
-lontano s'intona cogli
-accordi della chitarra.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Recitato.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p class="i2"> «C'era una volta una regina bella</p>
-<p>«In un castello nero,</p>
-<p>«Sempre rinchiusa, ahimè! per destin fiero.»</p>
-</div>
-
-<p class="scene">
-La porta s'apre ed appare
-<span class="smcap">Florian Audet</span>.
-Egli si ferma sulla soglia
-ad ascoltare.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-continua a recitare, ad
-occhi bassi, accompagnandosi
-con sommessi
-accordi.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p class="i2"> «Ma venne un cavalier dall'armi d'oro,</p>
-<p>«E sul veron la vide,</p>
-<p>«E le disse: «Fuggiam, vieni, t'adoro.»</p>
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
-</p>
-<p class="i2"> «Ella rispose: «Il muro è alto assai,</p>
-<p>«Ed è profondo il fosso,</p>
-<p>«Crudel la scolta e non s'addorme mai...»</p>
-</div>
-
-<p class="scene">
-Gaia.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p class="i2"> «Rapì egli all'inferno un gran tizzone,</p>
-<p>«Ed abbruciò il castello!</p>
-<p>«E la dama strappò dalla prigione.»</p>
-</div>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fanny e Nelly</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Oh!... brava! brava...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-alzando gli occhi e vedendo
-<span class="smcap">Florian</span> che la guarda
-fisso in viso.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p class="i2"> «Voi... siete il cavalier leggiadro e forte,</p>
-<p>«Io son la prigioniera.</p>
-<p>«E vi voglio adorar fino alla morte.»</p>
-</div>
-
-<p class="scene">
-Le due fanciulle l'applaudono,
-salutano <span class="smcap">Florian
-Audet</span>, poi corrono via a
-sinistra a raggiungere le
-altre. Si ode ancora il valzer
-suonato nella stanza
-vicina.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ho un quarto d'ora di tempo. Sono venuto
-a salutarti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Timida e graziosa.
-</p>
-
-<p>
-Grazie.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Grave.
-</p>
-
-<p>
-Ho tante cose da dirti!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Dimmele, Lolò... oh...
-</p>
-
-<p class="scene">
-correggendosi.
-</p>
-
-<p>
-... dimenticavo!
-</p>
-
-<p class="scene">
-si copre la bocca colla
-mano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Cosa dimenticavi?
-</p>
-
-<p class="scene">
-La musica cessa nella
-stanza accanto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Che non devo dirti Lolò. E che non devo
-darti del tu.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-E come mai?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No! Da oggi in poi... io sono la signorina
-Chérie Brandes, e tu...
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un grande inchino.
-</p>
-
-<p>
-... sei il signor tenente marchese Florian
-Audet.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Per carità!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ordini di mia cognata.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma perchè?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè ho diciott'anni.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-inchinandosi.
-</p>
-
-<p>
-Non mi resta che obbedire.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Lunga pausa. Si guardano
-e non sanno che cosa
-dire.
-</p>
-
-<p>
-Fa caldo... <i>signorina!</i>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-porgendogli il ventaglio.
-</p>
-
-<p>
-Desidera... <i>signore?</i>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ridono.
-</p>
-
-<p>
-Cosa sono tutte le cose che avete a dirmi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-apre il ventaglio e fa
-vento prima a sè e poi
-a lei.
-</p>
-
-<p>
-Non posso... signorina! Con questo nuovo
-regolamento, mi pare di essere paralizzato.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma quasi quasi... a me piace! Tu mi sembri...
-voi mi sembrate una conoscenza nuova.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Io non voglio essere una conoscenza nuova.
-Sono Lolò, che ti tirerà le treccie quando
-sei cattiva.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no! più niente Lolò. Ed io non ho più
-treccie...
-</p>
-
-<p class="scene">
-volge civettuola la nuca.
-</p>
-
-<p>
-Vedete?... Ti piaccio così?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-No. E bada che m'hai dato del tu.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio! Anche tu!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un silenzio. Guardandolo.
-</p>
-
-<p>
-Io non so più come parlare...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Neanch'io.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Chérie lascia cadere il
-fazzoletto. Florian lo raccoglie.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sentitelo!
-</p>
-
-<p class="scene">
-glielo avvicina al naso.
-</p>
-
-<p>
-È profumato! Posso profumarmi se voglio,
-da oggi in poi. Luisa mi ha dato una bottiglietta...
-grande così... si chiama <i>white rose.</i>
-Dice che sono anch'io una «white rose». Ma
-voi non capite l'inglese.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Fin lì capisco anch'io&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-prendendole la mano.
-</p>
-
-<p>
-rosellina bianca!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-odorando il fazzoletto.
-</p>
-
-<p>
-Com'è dolce! Vi piace?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Glielo fa sentire.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-No. Volete sapere qual'è il mio profumo
-prediletto?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Indovinatelo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Violetta?... Peau d'Espagne?... Jockey
-Club?...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ad ogni parola <span class="smcap">Florian</span>
-scuote il capo.
-</p>
-
-<p>
-Oh, aspetta!... L'Origant di Coty...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-No.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una pausa.
-</p>
-
-<p>
-La benzina.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh che orrore. La benzina! Per cosa? Per
-l'automobile?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-No. Per voi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Per me?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Un giorno, forse un anno fa, si prendeva
-il thè, qui; e voi eravate in collera con
-me, non so più per che cosa. Vi siete rovesciata
-una tazza di thè sulla veste... e Luisa
-vi ha sgridata... Ricordate? Allora siete corsa
-via a pulirvi la veste... e quando siete tornata — tutta
-rossa e compunta — mi avete
-guardato!
-</p>
-
-<p class="scene">
-pausa.
-</p>
-
-<p>
-Sentivate di benzina in modo straordinario.
-</p>
-
-<p>
-Da allora in poi... la benzina...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con molto sentimento,
-prendendole la mano.
-</p>
-
-<p>
-... è sempre stato il mio profumo prediletto.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un silenzio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-commossa.
-</p>
-
-<p>
-Che belle cose voi dite! Sembrano prese da
-un libro.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-tenero.
-</p>
-
-<p>
-No... le ho inventate io... <i>signorina!</i>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh!... Come mi piace che mi diciate «signorina»!
-Non so perchè... ma...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Pausa.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Già. Anche a me fa quell'effetto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ci daremo mai più del tu.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Mai più.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-È così rude e sgarbato.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-È vero. Vorrei avervi sempre detto signorina.
-Mi pare... non so come dirlo... di avere
-sprecato gli anni in cui... non mi sono accorto
-che eravate una signorina. Mi pare
-solo adesso di vedervi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alzando gli innocenti
-occhi su di lui.
-</p>
-
-<p>
-Anche a me.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una pausa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con grande tristezza.
-</p>
-
-<p>
-E adesso... devo andar via.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Andrete lontano?
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mirella</span> e le altre giovinette
-entrano allegre.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
-</p>
-
-<p>
-Prendono dalla tavola
-dei dolci a sorpresa e li
-fanno scoppiettare; ne tolgono
-dei cappelli di carta,
-dei fischietti, degli stornelli
-che leggono ad alta
-voce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Sentite lo stornello!
-</p>
-
-<p class="scene">
-leggendo.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p>«Fiore di rosa,</p>
-<p>«So che m'amate e fate la sdegnosa.»</p>
-</div>
-
-<p class="scene">
-Corre a portare due sorprese
-a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Tieni Chérie!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Poi torna correndo dalle
-altre.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Florian</span> che ha guardato
-il suo orologio.
-</p>
-
-<p>
-Non guardate l'ora.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Tendendogli una sorpresa.
-</p>
-
-<p>
-Tirate...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-grave e preoccupato.
-</p>
-
-<p>
-Vorrei parlarvi.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Tirano la sorpresa e <span class="smcap">Florian</span>
-svolge distrattamente
-la carta collo stornello.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Leggete, leggete!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Leggendo.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p>«Fiorin di pero,</p>
-<p>«La vita è un sogno, la morte un mistero.»</p>
-</div>
-
-<p class="scene">
-In tutta questa scena
-<span class="smcap">Florian</span> si sforza a celare
-sotto un'apparenza quasi
-gaia la profonda angoscia
-che è in lui.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Oh! com'è poco interessante. Proviamo
-quest'altra.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Tirano un'altra sorpresa
-A Chérie tocca lo stornello.
-Legge.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p>«Fior di mimosa</p>
-<p>«Quando vorrete sarò vostra sp...»</p>
-</div>
-
-<p class="scene">
-s'interrompe confusa.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si guardano lungamente
-silenziosi.
-</p>
-
-<p>
-Perchè mi guardate così grave?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le afferra le mani.
-</p>
-
-<p>
-Devo andar via.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Andar via! così presto?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Subito. Subito! Chissà quando vi rivedrò!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, ma dove andate? A quest'ora? Il reggimento
-non può aver bisogno di voi a quest'ora!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Florian</span> sorride amaramente.
-</p>
-
-<p>
-E poi oggi è la mia festa... Mandate a dire
-al colonnello che andrete domani.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con traboccante agitazione,
-sentendo inevitabile e
-vicina l'ora in cui dovrà
-lasciar sole le donne incoscienti.
-</p>
-
-<p>
-Ma Chérie! Non sapete dunque niente, voi?
-Niente? Non avete letto i giornali? Vostro fratello,
-prima di partire non vi ha detto nulla?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ingenua.
-</p>
-
-<p>
-Ma sì... so che vi sono state delle cattive
-notizie...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Viene <span class="smcap">Mirella</span> e circonda
-col braccio la cintura di
-<span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Florian</span>.
-</p>
-
-<p>
-Dammi il tuo stornello.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Glielo prende di mano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sempre agitato.
-</p>
-
-<p>
-Di ciò che accade intorno a voi — non
-sapete niente?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Infantile.
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì! io so! So che i nemici ci fanno la
-guerra!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, quello lo so anch'io!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con una crollatina di
-spalle.
-</p>
-
-<p>
-Ma i nemici... la guerra... per noi donne
-è così lontano tutto ciò!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fuori di sè.
-</p>
-
-<p>
-Lontano! Ma è a quaranta chilometri da
-qui.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Quaranta chilometri?... Quanto è quaranta
-chilometri?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-leggiera.
-</p>
-
-<p>
-Oh — come da qui a Verviers.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Lento e scandendo le parole.
-</p>
-
-<p>
-I nemici — sono — a Verviers.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-A Verviers?! E che cosa fanno?!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa fanno?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Feroce.
-</p>
-
-<p>
-Dio! Dio!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con un ruggito d'ira.
-</p>
-
-<p>
-<i>Che cosa fanno?!</i>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Allegra.
-</p>
-
-<p>
-Bravo, Lolò. Va a vedere. Poi domani
-ce lo dici.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Corre via a raggiungere
-le altre fanciulle.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Tornerete davvero domani?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Domani!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Amaramente.
-</p>
-
-<p>
-Ah, no. Non domani — nè per tanti domani...
-Ditemi addio — piccola white rose!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Addio...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si ode il valzer suonato
-pianamente nella stanza
-vicina.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Gli dà la mano.
-</p>
-
-<p>
-Non so dirvi... quanto mi rattrista che partiate.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con semplicità e mestizia.
-</p>
-
-<p>
-Non ho neppur più voglia di ballare.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Angosciato.
-</p>
-
-<p>
-Chérie!... Ditemi una parola... datemi un
-ricordo... qualche cosa da portar via con me.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Volete questo stornello?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con soavità.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p>«Fior di mimosa,</p>
-<p>«Quando vorrete — sarò vostra sposa.»</p>
-</div>
-
-<p class="scene">
-Glielo porge.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-prendendolo e recandolo
-alle labbra colla mano
-di <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Chérie! Per nessun altro mai sarà questa
-piccola mano?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-grave.
-</p>
-
-<p>
-Mai.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Addio! Oh! vedo le lagrime nei vostri cari
-occhi! così puri... così puri! si direbbe che
-non hanno mai guardato altro che il cielo!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-commossa.
-</p>
-
-<p>
-Addio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Addio, Chérie!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Egli sa che questo è forse
-un addio eterno. Con
-soffocato impeto di dolore.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
-</p>
-
-<p>
-Addio.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esce.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> va alla finestra e
-sta immobile guardando
-giù.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Entra <span class="smcap">Fritz</span> e va rapidamente
-verso di lei.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con voce dura
-</p>
-
-<p>
-Signorina&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-volgendosi sconvolta.
-</p>
-
-<p>
-Oh... Fritz!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p>
-Devo passare.
-</p>
-
-<p class="scene">
-La prende rudemente pel
-braccio e l'allontana dalla
-finestra. Indi si sporge
-lui a guardar fuori. Con
-gesto rapido si toglie un
-fazzoletto dalla tasca e lo
-lega all'imposta.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sbigottita.
-</p>
-
-<p>
-Ma Fritz! che cosa fate?... Salutate quelli
-che partono?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-fissandola negli occhi
-con insolenza.
-</p>
-
-<p>
-No. Quelli — che arrivano.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Luisa</span> che rientra.
-</p>
-
-<p>
-Luisa! Hai visto Fritz? Hai sentito che cosa
-ha detto?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-terrorizzata.
-</p>
-
-<p>
-Non capisco... Mio Dio, mio Dio...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si guardano costernate.
-Le fanciulle appaiono
-gaie e ridenti sul pianerottolo,
-e danzano una
-quadriglia.
-</p>
-
-<p class="scene">
-D'improvviso si ode lontano
-il rombo d'un cannone.
-Tutte si fermano.
-Vi è un istante di silenzio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Nelly</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo nervosamente.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa sarà stato?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jeannette</span>
-</p>
-
-<p>
-Un saluto per la festa di Chérie!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Tutte ridono.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Bimbe care — andate a casa. Lina e Fritz
-vi accompagneranno.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Tutte</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh... andare a casa! Ma è presto!... siamo
-appena arrivate...!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Correte — correte! Ho paura di tenervi
-qui. Ho paura!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Tutte le fanciulle si sparpagliano
-come un volo
-<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
-di passerette. Indossano
-i mantelli celesti, rosa,
-bianchi, baciano <span class="smcap">Luisa</span>,
-<span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Addio! Addio!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un secondo rombo di
-cannone le ferma tutte
-immobili sulla porta.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Nelly</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-tra il riso e lo spavento.
-</p>
-
-<p>
-I nemici?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Le Altre</span>
-</p>
-
-<p>
-Uh! che paura! Addio... Addio!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Escono.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span>, <span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span>
-rimangono sole.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-dopo un breve silenzio
-guardandosi attorno.
-</p>
-
-<p>
-Non so... mi pare di essere in un sogno...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ancora sorridendo.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p>Fiorin di pero</p>
-<p>La vita è un sogno, la morte un mistero!</p>
-</div>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Luisa</span> abbassando la
-voce.
-</p>
-
-<p>
-E... se... se davvero venissero qui?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Chi?... Chi?...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-mettendole un braccio al
-collo.
-</p>
-
-<p>
-I nemici... quelli che sono a Verviers.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-frivola e bambinesca.
-</p>
-
-<p>
-Oh, se vengono, vorrei che venissero questa
-sera, mentre siamo vestite così!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fa svolazzare la gonna
-di tulle.
-</p>
-
-<p class="scene">
-S'ode un nuovo rombo di
-cannone.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Luisa!... Luisa! Ho paura.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Nasconde il volto sulla
-spalla di <span class="smcap">Luisa.</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-terrorizzata.
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio, Dio! — Florian, dove sarà? Se
-potessimo richiamarlo.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Corre alla porta.
-</p>
-
-<p>
-Fritz! Fritz!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Dopo un istante.
-</p>
-
-<p>
-Lina!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-in giacca e cappello con
-una borsetta in mano,
-freddamente.
-</p>
-
-<p>
-Sì? Cosa vuole?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma — Lina! come parli?... E dove vai? — Dov'è
-Fritz?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p>
-È uscito.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Uscito?... Ma dove è andato?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un cattivo sorriso.
-</p>
-
-<p>
-Adesso andrò a vedere.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no, Lina! Sta qui con noi!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Vi vieto di uscire.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Lina</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con insolenza.
-</p>
-
-<p>
-Oh! Passato il tempo dei divieti.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esce e chiude la porta.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma che cosa accade?...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Non capisco.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Siamo sole!... E pensa, Luisa, pensa! Se...
-<i>quelli</i> venissero — che cosa faremmo?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Per carità! Non pensiamoci!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma bisogna pensare. Bisogna essere preparate
-a tutto. Dobbiamo pensare...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma, mia cara, non verrebbero qui.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non credi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Qui? In casa nostra? A far che? Ma andrebbero...
-non so... all'albergo...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Credi? All'albergo?...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una pausa.
-</p>
-
-<p>
-Non posso imaginare...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un altro silenzio.
-</p>
-
-<p>
-Già, che cosa verrebbero a fare in questo
-paesetto?... Cosa potrebbero volere da noi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-cominciando ad impressionarsi.
-</p>
-
-<p>
-Avete paura davvero?...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ride, nervosa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Se mai... certo non verranno — ma se
-<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
-mai... quando picchiassero giù alla porta,
-bisognerebbe dire che non li possiamo ricevere.
-</p>
-
-<p class="scene">
-S'ode fuori delle voci e un
-clichettio di sciabole.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-correndo alla finestra
-con uno strillo.
-</p>
-
-<p>
-Ma sono qui...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa e Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono qui, vi dico! Sono in cinque o sei.
-Non picchiano! Sono entrati. C'è Fritz... è
-lui che apre la porta! Vengono su. Oh Dio,
-vengono su!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Stanno tutt'e tre immobili
-guardando la porta;
-questa s'apre sbattuta
-villanamente dal di
-fuori.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Entrano il capitano <span class="smcap">Fischer</span>,
-quarantenne, il
-tenente <span class="smcap">Von Wedel</span>, bel
-giovane di ventisei anni,
-e tre soldati.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il capitano Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-guardandosi intorno senza
-badare alle donne. Al
-tenente <span class="smcap">Von Wedel</span>.
-</p>
-
-<p>
-Dunque qui, dove siamo?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-leggendo una carta.
-</p>
-
-<p>
-Giorgio Brandes, medico e ufficiale di riserva,
-quattro in famiglia — 12 stanze, scuderia,
-due cavalli, una motocicletta, cantina,
-telefono.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il capitano Fischer.</span>
-</p>
-
-<p>
-Uomini adulti?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Uno solo, il dottore. Partito iersera — per
-la capitale, credo. Deve aver preso la strada
-di Tourgain.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-C'era un nostro incaricato qui?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, certo Fritz Müller.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Dov'è questo Müller?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Il domestico. Era lui dabbasso, che ci ha
-aperto
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah. Vediamo le stanze.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Consultando la carta.
-</p>
-
-<p>
-Tre a questo piano, quattro di sopra&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Von Wedel</span> gettando
-uno sguardo sulle tre
-donne.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu sta qui.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esce seguito dai tre soldati.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sta un momento immobile
-guardando da <span class="smcap">Luisa</span> a
-<span class="smcap">Chérie</span>, da <span class="smcap">Chérie</span> a <span class="smcap">Mirella</span>
-e ancora <span class="smcap">Chérie</span>.
-Un lento cinico sorriso
-gli si disegna sul volto.
-Poi si volge e va alla tavola
-del buffet.
-</p>
-
-<p>
-Toh! Un banchetto... Si direbbe che ci
-aspettavate!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Prende un sandwich.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Vi aspettavate di vederci? O è una bella sorpresa
-che vi facciamo?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-esterrefatta.
-</p>
-
-<p>
-Signore — spero che avrete la bontà di
-tornar via. Mio marito non è qui.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Ah davvero? Sono desolato. Aspetteremo
-che ritorni.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non torna stasera.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah no? Che marito poco galante!... E dove
-sarebbe andato?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ingenua.
-</p>
-
-<p>
-A Tourgain, per la via di Landor.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Attento.
-</p>
-
-<p>
-Ah, per la via di Landor? — Solo?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Taci mamma! Non dirlo!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Ma guarda guarda, come siamo furbe e
-diplomatiche!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ironico a <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Posso chiedere alla mamma se il papà è
-fumatore?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le donne si guardano
-sbigottite.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-secco, impaziente.
-</p>
-
-<p>
-Sigari... sigarette, ne avete in casa? Sì?
-Andatele a prendere. Su, donna, movetevi.
-Ho i polmoni che si struggono dalla voglia
-di un Nestor.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> fissandolo con occhi
-trasognati s'avvia
-lentamente verso la scalinata — sale
-e sparisce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-S'avvicina a <span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span>
-che indietreggiano.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ebbene, colombelle? Ci aspettavate dunque!...
-Vi siete vestite da festa per riceverci?
-Eh!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Pizzica la guancia a
-<span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Come ti chiami tu?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le due ragazze indietreggiano
-terrorizzate.
-</p>
-
-<p>
-Carolina?... Eh? Maria?... Teresina?...
-Eh?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le prende il mento.
-</p>
-
-<p>
-Rispondi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-senza fiato
-</p>
-
-<p>
-Chérie.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Cosa mi dici? <i>Chérie?</i> Caruccia anche tu.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si china in avanti per
-baciarla.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-lanciandosi su di lui con
-un grido.
-</p>
-
-<p>
-No!... No!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fa per percuoterlo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo dell'ira di <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ah, che piccola vipera!... Aspetta un po' — vedrai
-cosa ti faccio!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> entra portando delle
-scatole di sigarette. Le
-depone sul tavolo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Brava. E da bere cos'avete? Qui&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-additando il tavolo.
-</p>
-
-<p>
-... non vedo che sciroppi. Sciampagna ne avete?
-E cognac? e rhum? e kirsch? Portate qui
-tutto.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Viperetta, va anche tu — e porta qui tutto.
-Fa presto — va — va.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-No!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Avviticchiandosi a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Hai paura che te l'ammazzi, tua sorella?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Non è mia sorella.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-E cos'è?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-È mia zia.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Ah — è tua zia? Anch'io ho una zia. Ma
-<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
-non è così. Le scambieremo; va bene, vipera?
-Ti darò la mia zia, e tu mi darai la tua.
-Va bene?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-No!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-feroce.
-</p>
-
-<p>
-Va a prendere da mangiare... corri o ti
-strozzo...
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mirella</span> fugge.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Signore... noi... noi non siamo che donne...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh! me ne accorgo.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le prende il braccio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-piangendo.
-</p>
-
-<p>
-Anche voi... avrete delle donne a casa vostra...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh là! là! là! Non cominciamo cogli appelli
-ai sentimenti nobili. Abbiamo fame e
-sete. <i>Marsch</i>, buona donna.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> si volge per partire.
-</p>
-
-<p>
-E se pensate di scappare... se fra tre minuti
-non è tutto qui in tavola, io mi mangio
-<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
-questa colombella — capite? Me la mangio — <i>aah!</i>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Afferra il braccio di <span class="smcap">Chérie</span>
-e se lo porta alla
-bocca.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> esce barcollando.
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Che parentela hai con quella Niobe piangente?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a bassa voce.
-</p>
-
-<p>
-È mia cognata.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh? Non capisco. Parla più forte. Tua cognata?...
-Caruccia!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Pizzicandole il mento.
-</p>
-
-<p>
-E io sarò tuo cognato, va bene?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Rientra il Capitano <span class="smcap">Fischer</span>.
-Si ferma sulla
-porta a dare degli ordini
-ai tre soldati che lo seguono.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Direte al capitano Glotz e al tenente Feldmann
-di venir qui. Avranno le due stanze all'est.
-Voi cenerete all'osteria e quattro ordinanze
-e quattro uomini verranno a dormire
-qui nelle soffitte. Sarete qui alle undici. Non
-vi ubbriacate.
-</p>
-
-<p class="scene">
-I soldati salutano e fanno
-per partire.
-</p>
-
-<p>
-Oh! E lasciate stare le donne di malaffare.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
-</p>
-
-<p>
-Capite? Non voglio che mi si avveleni il battaglione.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Pausa.
-</p>
-
-<p>
-Donne non ne mancano.
-</p>
-
-<p class="scene">
-I soldati salutano ed escono.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-avanzandosi.
-</p>
-
-<p>
-Tutto fatto. E qui si mangia?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Salutando.
-</p>
-
-<p>
-Sì, mio capitano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sciogliendosi la cintura.
-</p>
-
-<p>
-Smetti pure il capitano. Qui torniamo cugini,
-Hans. Eh, che porcheria d'un paese.
-Quell'animale d'un parroco!... Guardate qui
-cos'ho sugli stivali.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sporge un piede.
-</p>
-
-<p>
-Fango e sangue! Bah!... E ho qualche cosa
-al braccio...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si toglie la giubba.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sei ferito.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Già.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Guardando <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Cosa fa quella ballerina? Venga qui.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le fa cenno di avvicinarsi.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ha paura d'un povero ferito?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si è tolto la giubba, e la
-manica della camicia appare
-macchiata di sangue.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ridendo.
-</p>
-
-<p>
-È mia cognata.
-</p>
-
-<p class="scene">
-La caccia innanzi verso
-<span class="smcap">Fischer</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Tua cognata? Brutto animale! Te la sei già
-accaparrata? Tu mi porti sempre via di sotto
-al naso ciò che c'è di meglio. Maledetti
-i tuoi ventisei anni.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-additando la piccola <span class="smcap">Mirella</span>
-che entra portando
-delle bottiglie.
-</p>
-
-<p>
-Eh! guarda com'è carina la viperetta qui.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Peuh! Il sapor di latte non mi dice niente.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Vede <span class="smcap">Luisa</span> che entra recando
-altre bottiglie e
-bicchieri.
-</p>
-
-<p>
-Oh! Ecco piuttosto...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con una grossolana risata.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
-</p>
-
-<p>
-Quella è la Niobe piangente.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> tenta fuggire ma
-egli la prende per un
-braccio e la trattiene.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Va incontro a <span class="smcap">Luisa</span> e le
-prende le bottiglie dalle
-mani.
-</p>
-
-<p>
-Bella signora — come vedete sono malconcio.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Additandole il braccio
-ferito.
-</p>
-
-<p>
-Portatemi dell'acqua calda e fatemi da
-suora.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con voce sorda.
-</p>
-
-<p>
-Di sopra c'è acqua calda.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sdraiandosi sul divano.
-</p>
-
-<p>
-Ah, ma io la voglio qui.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo mentre stura la
-bottiglia di cognac.
-</p>
-
-<p>
-La Niobe si preoccupa dei suoi tappeti,
-eh?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sputa sul tappeto.
-</p>
-
-<p>
-Lurido paese.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> esce barcollando.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
-</p>
-
-<p>
-Avanti con questa cena. Servite il capitano.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Beve.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span> restano
-immobili guardandosi in
-faccia. Stanno vicine
-l'una all'altra, terrorizzate
-e incerte.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con uno scoppio di voce.
-</p>
-
-<p>
-Servite il capitano.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le due ragazze prendono
-piatti e bicchieri e li porgono
-al Capitano <span class="smcap">Fischer</span>
-che è sdraiato sul
-divano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Non voglio che un cognac. Questo braccio
-mi fa maledettamente male.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Dite a quella donna che faccia presto coll'acqua
-calda.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Lo dirò.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Volgendosi a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Vieni anche tu con me.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-afferrando <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ah già! Così scappate tutt'e due! No! Una
-deve sempre star qui.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ride.
-</p>
-
-<p>
-E noi la strozzeremo se le altre non tornano!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Sto qui io.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A Chérie.
-</p>
-
-<p>
-Va a chiamar la mamma.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ansante guardando dai
-due uomini a <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-No!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-fissandola con grandi
-occhi.
-</p>
-
-<p>
-Va, ti dico.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Mentre <span class="smcap">Chérie</span> le passa
-accanto.
-</p>
-
-<p>
-E chiama Fritz!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-piano.
-</p>
-
-<p>
-Ci ha tradite.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh la viperetta&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si sdraia in poltrona.
-</p>
-
-<p>
-ho fame. Puoi servire anche me.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con aria selvatica e audace.
-</p>
-
-<p>
-Voi? Cosa siete voi? Tenente? Io no. Io
-non servo che i capitani.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Versa un altro bicchierino
-di cognac a <span class="smcap">Fischer</span>.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Toh, Hans! Prendi e metti ciò alla bottoniera.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Beve.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Impertinente rospicciattolo!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si alza e va al tavolo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a Mirella.
-</p>
-
-<p>
-Chissà che odio hai in cuore contro di noi!
-Di' la verità.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Io? Ma niente affatto. Sono contenta che
-siate arrivati. M'annoiavo a morte. E poi...
-io so il tedesco.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fa una piroetta e getta
-un bacio a <span class="smcap">Fischer</span>.
-</p>
-
-<p>
-«<i>Grüss Gott!</i>»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Quanti anni hai?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-pronta.
-</p>
-
-<p>
-E tu?
-</p>
-
-<p class="scene">
-I due ufficiali ridono.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Non hai paura di noi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Io — paura? Paura!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ride convulsa.
-</p>
-
-<p>
-Ma anzi... non ho mai visto...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Tira un fiato come un
-singulto.
-</p>
-
-<p>
-... nessuno di più bello... Vi aspettavo alla
-finestra... Non avete visto?
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Fischer</span> sedendogli accanto
-sul bracciolo del
-divano.
-</p>
-
-<p>
-Ti fa sempre male il braccio?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Guarda.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Scopre la ferita.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un brivido.
-</p>
-
-<p>
-Oh!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti fa pena?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-No, mi fa schifo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Che bel tipo!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Entra <span class="smcap">Luisa</span> portando
-una catinella d'acqua,
-e serviette e bende.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Essa depone in terra la
-catinella accanto al divano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con ammirazione guardando
-<span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ah! ecco la mia suora di carità!... Grazie,
-<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
-bella signora!... Dite un po', vostro marito è
-medico, non è vero? Avrete in casa qualche
-disinfettante... dell'acido borico? Del sublimato?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Portatemene, vi prego.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> esce a sinistra e
-ritorna quasi subito con
-una fialetta in mano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-prendendo la fialetta.
-</p>
-
-<p>
-Cos'è? «Sublimato»... Ecco... una tabletta
-nell'acqua. Così.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le rende la fialetta che
-essa depone sopra una
-mensola dietro al divano.
-</p>
-
-<p>
-Grazie, bella Samaritana. Volete aiutarmi?...
-Volete fasciare la ferita al nemico? Al
-nemico... ammiratore?
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> s'inginocchia accanto
-a lui e gli fascia
-la ferita.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Dov'è rimasta la colombella?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Non so...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Vado a cercarla.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un grido.
-</p>
-
-<p>
-No! Non voglio!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh bella questa! E come vuoi impedirlo?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Va alla porta.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-precipitandosi.
-</p>
-
-<p>
-Vengo anch'io. Non voglio che tu le faccia
-male.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Vieni pure, scorpioncino.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Von Wedel</span> esce con <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Mio Dio!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si slancia per seguirli.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Trattenendola.
-</p>
-
-<p>
-Restate qui. Von Wedel non le farà nulla.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Mostrandole il braccio.
-</p>
-
-<p>
-Guardate piuttosto che ferita profonda!...
-E voi... me ne fate un'altra, guardandomi
-con quegli occhi così dolci e paurosi.
-</p>
-
-<p>
-Avete paura di me?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Pausa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un singhiozzo.
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè? Non sono un selvaggio... non vi
-farò niente. Siamo più teneri noi altri nordici
-colle donne, che non i vostri egoisti d'uomini.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Accarezzandole il viso.
-</p>
-
-<p>
-Assai più teneri...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-scoppiando in pianto.
-</p>
-
-<p>
-Per pietà!... per pietà!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-bonario.
-</p>
-
-<p>
-Ma sì, ma sì, avrò pietà. Non è un oltraggio
-dirvi che siete bella e che mi piacete...
-</p>
-
-<p class="scene">
-La porta si apre ed entrano
-il Capitano <span class="smcap">Glotz</span>
-e il tenente <span class="smcap">Feldmann</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sulla porta.
-</p>
-
-<p>
-Ma guarda un po' che dolce quadro d'intimità!...
-Ti disturbiamo?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-alzandosi.
-</p>
-
-<p>
-No — no! venite. Ho trovato una Samaritana
-che m'ha fasciato la ferita. Avete messaggi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Niente. Per stasera si sta qui. Domattina
-alle cinque si prosegue su Tirlemont.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Avete pranzato?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Feldmann</span>
-</p>
-
-<p>
-Niente. Siamo affamati.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Qui c'è da sfamarsi...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Spingono la tavola verso
-il centro.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Entra <span class="smcap">Von Wedel</span> conducendo
-pel braccio <span class="smcap">Chérie</span>,
-che ha uno scialletto sulle
-spalle, seguita da <span class="smcap">Mirella</span>
-che piange.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Preda di guerra!... Voleva fuggire, la colomba.
-Per punirla le legheremo le ali.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Toglie lo scialletto a <span class="smcap">Chérie</span>
-e fa per legarle le
-braccia dietro alle spalle.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-strillando.
-</p>
-
-<p>
-Non voglio.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con impeto d'infantile ira
-alza la mano per schiaffeggiare
-<span class="smcap">Von Wedel</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Afferrandole il braccio e
-torcendoglielo con finta
-collera.
-</p>
-
-<p>
-Ah! E a questo scorpioncino schiacceremo
-la testa.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-paterno.
-</p>
-
-<p>
-Via, lasciale stare, Hans.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sempre a tavola.
-</p>
-
-<p>
-I piagnistei mi guastano l'appetito.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sogguardando le due
-fanciulle.
-</p>
-
-<p>
-Cosa sono? Paiono ballerine.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Feldmann</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-mangiando.
-</p>
-
-<p>
-Brave!... Brave! Se è così, ballate per divertirci.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-facendo sedere <span class="smcap">Luisa</span> accanto
-a lui sul divano.
-</p>
-
-<p>
-Sorridete un poco, suora di carità! Bevete
-un sorso di champagne con me.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le porge il suo bicchiere
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-No! no!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Prego... un sorso...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Feldmann</span>
-</p>
-
-<p>
-Al capitano bisogna obbedire.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Anch'egli siede accanto a
-<span class="smcap">Luisa</span> sul divano e le
-prende le mani.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-piangendo.
-</p>
-
-<p>
-Per pietà!... La casa è vostra... ma lasciateci
-andar via... ve ne imploro.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Che non ha smesso di
-mangiare.
-</p>
-
-<p>
-Ma sì. Mandatele via tutte quante! Mi guastano
-l'appetito.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Mia cognata no. La voglio qui.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Mette lo scialletto intorno
-a <span class="smcap">Chérie</span> stringendone
-le braccia dietro le
-spalle.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Rospo... tu puoi andare a letto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-No! non vado a letto. Sto qui.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Fischer</span>.
-</p>
-
-<p>
-Vero, capitano, che mi fai star qui?...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Vedendo sua madre che
-piange seduta tra <span class="smcap">Fischer</span>
-e <span class="smcap">Feldmann</span> sul divano.
-</p>
-
-<p>
-Perchè fai spavento a mia mamma? Lasciala
-andare, e parla con me. Io non ho
-paura...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-piangendo.
-</p>
-
-<p>
-Mirella, Mirella, va via!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Feldmann</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Prendendo la chitarra.
-</p>
-
-<p>
-Chi fa musica di voialtre?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Sarà il rospo!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ride forte. A <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Oppure sei tu, colombella?
-</p>
-
-<p class="scene">
-L'attira a sè.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-singhiozzando.
-</p>
-
-<p>
-Lasciatemi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-D'improvviso guardandosi
-intorno.
-</p>
-
-<p>
-Ah!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con uno strillo terribile.
-</p>
-
-<p>
-Mamma, mamma! Ho paura! Mandali via.
-Mandali via! Ho paura!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sempre a tavola.
-</p>
-
-<p>
-Questa qui mi dà fastidio davvero. Mi rovina
-la digestione.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Feldmann</span>.
-</p>
-
-<p>
-Portala via e chiudila in soffitta.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Feldmann</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
-</p>
-
-<p>
-Sta bene. In soffitta ci sono otto soldati&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-Abbranca <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un urlo, strappandosi
-alla stretta di <span class="smcap">Fischer</span>.
-</p>
-
-<p>
-No! no... Dio!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Cade in ginocchi davanti
-a <span class="smcap">Fischer</span>.
-</p>
-
-<p>
-Non permettete!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-severo a <span class="smcap">Feldmann</span>.
-</p>
-
-<p>
-Non permetto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Feldmann</span>
-</p>
-
-<p>
-Allora, dove la metto? Se al capitano Glotz
-fa venire l'indigestione...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Chiudila in cantina. Lì c'è nessuno...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ridendo.
-</p>
-
-<p>
-... eccetto sorci e rospi e ragni come lei.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-bruscamente a <span class="smcap">Feldmann</span>.
-</p>
-
-<p>
-Chiudetela davvero in cantina. Sarà meglio.
-E voi...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con un'occhiata severa.
-</p>
-
-<p>
-... tornate qui subito. Capite? Subito.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Feldmann</span>
-</p>
-
-<p>
-Capisco.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Saluta, e porta fuori <span class="smcap">Mirella</span>
-<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
-che piange e si dibatte.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Non piangete, signora. Ringraziatemi piuttosto.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Additando <span class="smcap">Von Wedel</span> e
-<span class="smcap">Glotz</span> che bevono il
-cognac.
-</p>
-
-<p>
-Non capite che per la vostra bambina è
-meglio così?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Lasciate andare anche noi... anche noi...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa dice? Vuol andare in cantina anche
-lei?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ride sguaiatamente.
-</p>
-
-<p>
-La mia cognatina in nessun modo va. Che
-ne dici, Glotz?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Senza alzare gli occhi.
-</p>
-
-<p>
-Ho fame io.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si indovina nel contegno
-burbero di <span class="smcap">Glotz</span> un celato
-desiderio di venire
-in aiuto delle donne e salvarle
-per quanto è possibile
-dalla brutalità degli
-altri tre.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Ho fame anch'io.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Stringendo <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Da tanto tempo digiuno!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non mi tenete così... scioglietemi le braccia.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no. Mi piaci così... in mio potere.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Avvicina il suo viso al
-viso di <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Non chiudere gli occhi. Guardami bene in
-faccia. Son brutto? No, eh? Adesso bevi questo
-cognac.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le mette il bicchiere alle
-labbra.
-</p>
-
-<p>
-<i>Eins — zwei — drei</i> — bevilo!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> distoglie il volto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sempre sul divano, a
-<span class="smcap">Luisa</span> che s'è gettata in
-ginocchio davanti a lui.
-</p>
-
-<p>
-Ma non vi disperate così. Alla vostra bambina
-non accadrà nulla. Andiamo pure a vedere...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si alza.
-</p>
-
-<p>
-Ma è un buon uomo, Feldmann. Tutt'al
-più le avrà dato qualche scoppola per farla
-star zitta. Andiamo, andiamo... non piangete...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Escono.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-venendo avanti.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Von Wedel</span> che tiene
-sempre serrata nello
-scialletto la piangente
-<span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Cosa tormenti le donne, tu? Non sarebbe
-meglio mandarla a farci del caffè?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Quell'uomo è brutale. È tutto stomaco. Io
-no. Sono tutta poesia.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Beve il cognac e abbraccia
-<span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sedendole dall'altro lato.
-</p>
-
-<p>
-Non gli credete. È più brutale lui di me.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Accende una sigaretta.
-</p>
-
-<p>
-La disturba il fumo, signorina?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma no... fuma anche lei — guarda!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si sporge avanti e le
-caccia una boccata di fumo
-sulle labbra.
-</p>
-
-<p>
-Bella mia, se non bevi... guarda che ti dò
-da bere, io — allo stesso modo... come t'ho
-dato io il fumo. Capisci?... O non capisci?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le porge un calice di
-champagne e la forza a
-bere.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-singhiozzando.
-</p>
-
-<p>
-Mio Dio! Mio Dio! Non c'è nulla, nulla
-ch'io possa dirvi perchè abbiate pietà?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Che male ti facciamo? Ecco, guarda, ti
-sciolgo le braccia.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Toglie lo scialletto col
-quale la teneva prigioniera.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Coprendosi il volto.
-</p>
-
-<p>
-Orrore!... Orrore!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Ma che? Che cosa è un orrore? Glotz, qui,
-è un bel giovane... E anch'io... Via, non mi
-pare di essere ripugnante.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Guardi, signorina. Se vuole assicurarsi la
-nostra benevolenza non piagnucoli così. Pensi
-che da tre giorni non vediamo che lacrime,
-non udiamo che lamenti ed urli. Non ci fanno
-proprio più nessuna impressione.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Anzi, ci urtano i nervi. Se tu ridessi, ballassi,
-cantassi, faresti di noi ciò che vuoi tu.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Già. Divertiteci un poco!... Affascinateci!...
-domateci!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-E bevi dell'altro champagne.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Beve.
-</p>
-
-<p>
-Non piangerò più. Non piangerò più.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ripresa dal terrore.
-</p>
-
-<p>
-Ma non farete nulla alla piccina!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Al rospo? Chi vuoi che lo tocchi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Nè a mia cognata.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Niente, niente. Non faremo niente a nessuno.
-La Niobe, del resto, è sotto l'ala del
-capitano Fischer che ha moglie e figli a casa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con un gran sospiro.
-</p>
-
-<p>
-Ha moglie... e figli?...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, la moglie è grassa così!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> sorride.
-</p>
-
-<p>
-E cinque figli.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sorridendo.
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio! Che bella cosa... Mi piace pensare
-che ha cinque figli... Non so perchè, ma mi
-sento un po' più rassicurata...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con ingenuità soave a
-<span class="smcap">Von Wedel</span>.
-</p>
-
-<p>
-Voi non li avete... cinque figli?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Facendola bere.
-</p>
-
-<p>
-No. Noi no. Ma li potremmo avere.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-E subito!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-E con entusiasmo!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Guardando dall'uno all'altro.
-</p>
-
-<p>
-Mi pare di avere un po' meno paura di
-voi...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh! lo champagne...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-E il nostro fascino personale...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No. No. È perchè avete detto che vi piacciono
-<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
-i bambini. Allora non potete essere
-proprio cattivi...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-I bambini! Ma sono una passione per noi.
-Non pensiamo ad altro...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le bacia la nuca.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ritraendosi.
-</p>
-
-<p>
-Non fate così!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Bevete una goccia anche dal mio bicchiere.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No — no! Ho paura che mi vada alla testa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-E quand'anche? Che male ci sarebbe?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Feroce.
-</p>
-
-<p>
-Avanti!
-</p>
-
-<p class="scene">
-La forza a bere.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Già briaca, sorridendo.
-</p>
-
-<p>
-Ma pensate un po'!... Se io mi ubbriacassi...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ride.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Adesso ci canti qualche cosa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! mi gira la testa.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-prendendo la chitarra.
-</p>
-
-<p>
-Non importa. Io tengo la chitarra e tu la
-suoni.
-</p>
-
-<p class="scene">
-L'attira a sè.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Irritato, a <span class="smcap">Glotz</span>.
-</p>
-
-<p>
-Non far l'imbecille.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-un po' brillo.
-</p>
-
-<p>
-Tu accoppati...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Mette un braccio intorno
-a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Feroce.
-</p>
-
-<p>
-Vuoi litigare?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Io no. T'amo troppo.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Mette l'altro braccio intorno
-a <span class="smcap">Von Wedel</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Allora beviamo alla fratellanza! — Vieni
-qua, colomba, che t'insegniamo a bere alla
-fratellanza come fanno gli studenti tedeschi.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Dà un calice a <span class="smcap">Glotz</span>, uno
-a <span class="smcap">Chérie</span>, e ne prende uno
-per sè.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-cantando.
-</p>
-
-<p>
-«<i>Cram pim — pam — pampuli! Crampampuli!</i>»
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Intrecciando le braccia
-con quelle di <span class="smcap">Chérie</span> e di
-<span class="smcap">Glotz</span>.
-</p>
-
-<p>
-«<i>Immer fidel und sans-souci — trink'ich
-mein Glass crampampuli.</i>»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz e Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-«<i>Cram pim — pam — pampuli — Cram
-pampuli!</i>»
-</p>
-
-<p class="scene">
-bevono.
-</p>
-
-<p class="scene">
-La porta s'apre... <span class="smcap">Mirella</span>
-pallida stravolta colla
-veste lacera appare sulla
-soglia. Si arresta un istante
-immobile con gli
-occhi sbarrati guardando
-<span class="smcap">Chérie</span> tra i due uomini
-ubbriachi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Tra il singhiozzo e le risa.
-</p>
-
-<p>
-Mirella... Mirella...
-</p>
-
-<p class="scene">
-corre da lei.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Dio!... Dio!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-avvicinandola.
-</p>
-
-<p>
-Ridi... devi ridere! Hanno detto che se ridiamo
-non ci fanno niente...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Guardandola con terrore.
-</p>
-
-<p>
-Dio!... Dio!...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Volgendosi e vedendo <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Oh! ecco il rospo!... Sei stata in cantina,
-rospo?
-</p>
-
-<p class="scene">
-ride sguaiato.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sottovoce e ansante a
-<span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-La mamma... l'hanno presa di forza e
-chiusa in camera...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Passandosi una mano
-sulla fronte e cercando
-di tornare in sè.
-</p>
-
-<p>
-Corri fuori... corri... cerca aiuto...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Siamo imprigionati in casa! Vi sono due
-soldati sulla porta... Ho voluto passare... allora
-uno m'ha dato un pugno... e l'altro...
-l'altro ha cercato di stringermi... non so...
-di stritolarmi...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Olà! Cosa mormori, rospiciattolo? Va via,
-va via.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Terrorizzata a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Perchè, perchè mi mandano via? Cosa vogliono
-farti?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-smarrita.
-</p>
-
-<p>
-Non lo so, non lo so...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti ammazzeranno?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Forse... Non piangere! Se piangiamo ci
-ammazzano tutt'e due.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Cantando mentre <span class="smcap">Glotz</span>
-strimpella sulla chitarra.
-</p>
-
-<p>
-«<i>Immer fidel und sans-souci — trink'ich
-mein Glass crampampuli</i>»..
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Se potessimo spaventarli...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-O ucciderli.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti guardano! Ridi, Mirella, ridi!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Poi, appena <span class="smcap">Von Wedel</span>
-si rivolge a parlare con
-<span class="smcap">Glotz</span>.
-</p>
-
-<p>
-Se potessimo pensare a qualche cosa!...
-per farli andar via!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Vedendo <span class="smcap">Fischer</span> che
-entra.
-</p>
-
-<p>
-Senti, ho un'idea&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-Susurrano insieme.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Fischer</span>, che è rientrato.
-</p>
-
-<p>
-Oh, capitano! E dove siete stato?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con una risata grossolana.
-</p>
-
-<p>
-Hai consolato la piangente Niobe?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Depresso, come chi ha
-commesso una vile azione,
-e ne è pentito.
-</p>
-
-<p>
-Bah! lurido mondo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non hai mangiato, tu?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-amaramente.
-</p>
-
-<p>
-Eh va! ho pranzato e cenato. Vado a dormire.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Un momento, capitano.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si toglie di tasca una
-carta topografica e la
-spiega davanti a <span class="smcap">Fischer</span>.
-I tre uomini si consultano,
-parlando a bassa voce
-tra loro.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Che ha preso dalla mensola
-la fiala di sublimato
-corrosivo — piano, a <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Io lo farò.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Va in punta de' piedi alla
-tavola e, cauta, mentre
-gli uomini non l'osservano,
-prende la bottiglia
-di cognac.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fuori di sè.
-</p>
-
-<p>
-Non farlo! Non farlo! Ti vedranno.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo so! Oh Dio, Dio! Non ne ho il coraggio!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Rimette sul tavolo la bottiglia
-di cognac.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-colpita da un'idea.
-</p>
-
-<p>
-Ma potremmo dire che... l'abbiamo fatto!
-Così si spaventerebbero e andrebbero via.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! No! ci ucciderebbero subito.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Credi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì, credo. Ma quasi — lo preferirei.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-spaurita.
-</p>
-
-<p>
-Preferiresti — che ci uccidessero subito?
-Ma cosa dici! Perchè?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non so perchè. Ma sento che lo preferirei.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-separando <span class="smcap">Chérie</span>
-da <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Basta di susurri...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alzando tra le braccia
-<span class="smcap">Chérie</span> e facendola sedere
-sul tavolo. A <span class="smcap">Fischer</span>.
-</p>
-
-<p>
-Guarda cugino! Una colombella briaca...
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> ride debole e insensata,
-tenendo chiusa
-nella mano la fialetta di
-sublimato.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fischer</span>
-</p>
-
-<p>
-Lasciate stare le donne.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Già. Sazio lui, esaurito l'argomento.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Glotz</span>, additando
-<span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Guarda un po', Glotz, come è bella quando
-ride!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> ride guardando
-<span class="smcap">Mirella</span> che si mette a
-ridere nervosamente anche
-lei.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Guardando dall'una all'altra.
-</p>
-
-<p>
-E perchè ridete così?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-È il vino.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no! Non è il vino...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-E allora che cos'è?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sempre ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Penso... che se sapeste ciò che so io — non
-sareste qui!
-</p>
-
-<p class="scene">
-ride come presa dall'isterismo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-E dove saremmo?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sareste... dal dottore!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma ci siamo!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Appunto perchè ci siete, andreste, correndo...
-da un altro dottore!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì! correndo!
-</p>
-
-<p class="scene">
-ride.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Cosa vuol dire?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Von Wedel</span>.
-</p>
-
-<p>
-Vuol dire che ha bevuto troppo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No... no!... siete voi — voi, che avete bevuto
-troppo — da quella bottiglia!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Addita la caraffa del
-rhum che i due hanno
-quasi vuotata.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sconvolto.
-</p>
-
-<p>
-Eh?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Già... proprio da quella bottiglia...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ormai...
-</p>
-
-<p class="scene">
-ride.
-</p>
-
-<p>
-... avete bevuto!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-battendo le mani.
-</p>
-
-<p>
-Già... già... ormai avete bevuto...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-E fareste meglio ad andare subito dal dottore...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Subito... subito!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Che storie sono queste? Sei ubbriaca — vero?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le afferra il braccio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì... sono ubbriaca... o non avrei detto...
-ciò che ho detto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Von Wedel</span>.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa tiene in mano? Guarda un po'...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Niente... niente.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Cela ostentatamente dietro
-alla schiena la fialetta
-del sublimato.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Dà qui.
-</p>
-
-<p class="scene">
-forzandola ad aprire la
-mano.
-</p>
-
-<p>
-Cosa diavolo?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le toglie di mano la fialetta
-e legge esterrefatto.
-</p>
-
-<p>
-«<i>Sublimato corrosivo!</i>» Sublimato!...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Lanciandosi su <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ah! strega!... canaglia!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-scoppiando in pianto.
-</p>
-
-<p>
-Ma no! no... non ho fatto niente&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ha fatto niente!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Von Wedel</span>.
-</p>
-
-<p>
-Lascia stare, va! Ce ne saremmo accorti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh per Dio... se non l'hanno fatta ce la
-volevano fare.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No! no! Non è vero.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Vero o non vero — me la pagherai.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> balza dalla tavola
-e fugge verso la porta
-a destra. <span class="smcap">Glotz</span> l'afferra
-e la ferma.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-strillando.
-</p>
-
-<p>
-Ma abbiamo fatto per ridere...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Per ridere...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Sta bene — adesso rideremo! Anche noi!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Afferra <span class="smcap">Chérie</span> che indietreggia
-contro la porta
-drappeggiata.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-balzandogli adosso come
-una tigre.
-</p>
-
-<p>
-Lasciatela! lasciatela!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-aprendo col piede la porta
-e guardando nella camera
-ancora illuminata.
-</p>
-
-<p>
-Bene! Tutto quel che ci vuole!... Glotz! legala
-al letto!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Afferrando <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Quanto a te, scorpione, t'insegnerò io a
-mentire.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-strillando.
-</p>
-
-<p>
-Ah, mi uccidi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Aspetta, aspetta...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con una sciarpa rimasta
-su di una sedia la lega
-rapidamente alla ringhiera.
-<span class="smcap">Mirella</span> piange.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Che s'è inginocchiata ai
-piedi di <span class="smcap">Glotz</span>.
-</p>
-
-<p>
-Perdonatemi — perdonatemi! lasciatemi
-andare! Ho detto per farvi paura. Ho detto
-per ridere... non abbiamo fatto niente, niente!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-crollando le spalle.
-</p>
-
-<p>
-Lo so, lo so. Non urlare. Tanto andava lo
-stesso a finire così.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Guardando <span class="smcap">Von Wedel</span>.
-</p>
-
-<p>
-È un bruto quello lì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-cingendogli i ginocchi.
-</p>
-
-<p>
-Salvatemi... salvatemi! Oh mio Dio, cosa
-mi farà?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Bah! Se non è lui è un altro. Guai ai vinti,
-povera creatura.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh, voi siete buono — lo so che siete buono,
-lasciatemi fuggire&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-Di fuori si odono voci di
-soldati ubbriachi che cantano
-«<i>Deutschland über
-Alles</i>».
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Dove volete fuggire? Sentite — sentite i soldati
-ubbriachi. L'inferno è scatenato.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Che ha legato stretto <span class="smcap">Mirella</span>
-alla ringhiera col
-piccolo viso folle di paura
-rivolto alla porta aperta
-della camera da
-letto.
-</p>
-
-<p>
-Ecco — e tu starai qui — starai qui — a
-vedere!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Va verso <span class="smcap">Chérie</span> e fa per
-trascinarla verso la camera.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Prendila per i piedi...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Io no.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Von Wedel</span>
-</p>
-
-<p>
-Vigliacco!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Glotz</span>
-</p>
-
-<p>
-Vigliacco tu!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Apre la porta ed esce.
-Sulla soglia incontra
-<span class="smcap">Fritz</span> che entra.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p>
-Fritz! aiuto — aiuto!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un grido di gioia.
-</p>
-
-<p>
-Ah, Fritz!...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Fritz</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con sogghigno beffardo.
-</p>
-
-<p>
-Oh! guarda, guarda! La santarellina che
-da un anno fa la superba con me!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-L'afferra, e con <span class="smcap">Von Wedel</span>
-la trascina nella camera
-vicina.
-</p>
-
-<p>
-La porta resta aperta.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sola, legata alla ringhiera,
-pazza di terrore.
-</p>
-
-<p>
-Ah! no! — no! — no...
-</p>
-
-<p class="scene">
-I suoi occhi si dilatano
-per l'orrore di ciò che vede.
-Si dibatte, si contorce,
-strilla... e traverso i
-suoi urli di creatura torturata
-si indovina l'atroce
-misfatto che si compie
-davanti a lei.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Nella strada passa una
-banda militare; le fiamme
-d'una casa incendiata
-illuminano la scena.
-</p>
-
-<p class="pad2 center large">
-CALA IL SIPARIO.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
-</p>
-
-<h2>ATTO SECONDO</h2>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Un paesaggio di campagna inglese.
-</p>
-
-<p>
-Un terrazzo con sfondo di giardino in casa del
-Reverendo <span class="smcap">Frank</span>, pastore Anglicano.
-</p>
-
-<p>
-La Signora <span class="smcap">Frank</span> seduta in una poltrona di
-vimini lavora ad una sciarpa di lana grigia.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Delio Allen</span>, nell'uniforme khaki d'ufficiale degli
-Highlanders Scozzesi, a cavalcioni su una seggiola
-regge una matassa di lana grigia che <span class="smcap">Mary</span>
-svolge e raggomitola.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Anna</span> in veste da tennis siede su uno sgabello
-facendo saltellare sulla racchetta delle palle da
-tennis.
-</p>
-
-<p>
-Le due fanciulle sono giovanissime, gaie e graziose.
-</p>
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
-</p>
-
-<p class="title">
-ATTO II.
-</p>
-</div>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-Delio! Ecco la quarta volta che lasci cadere
-la lana. Sei noioso.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-Mille scuse, severissima cugina.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Lanciando a <span class="smcap">Delio</span> una
-occhiata ridente.
-</p>
-
-<p>
-Trovo che Delio è veramente più decorativo
-che utile.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-È già qualche cosa. Potevate benissimo
-avere un cugino che non fosse nè l'uno nè
-l'altro.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sorridendo.
-</p>
-
-<p>
-Fate dei discorsi molto stolti. E alla vigilia
-della partenza di Delio per il fronte non
-dovreste rammentare di lui che le sue molte
-virtù.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! come la mamma lo protegge!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-La virtù di tener dritta una matassa Delio
-non l'ha davvero. Preferisco due sedie.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Toglie la matassa a <span class="smcap">Delio</span>,
-la mette sulle spalliere
-di due sedie e vi
-gira intorno dipanando
-la lana.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-Collocato a riposo!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alla Signora <span class="smcap">Frank</span>.
-</p>
-
-<p>
-Cara zia, se le tue figlie non fossero tue
-figlie direi che sono due tigri ircane. Domani
-parto per le trincee — ed esse oggi dichiarano
-di preferire alle mie volonterose braccia due
-vili insensibili sedie.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Hai ragione, Delio. Queste nostre ragazze
-inglesi a forza di sport e di educazione superiore
-non hanno più sentimento.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-No. Siamo prosaiche, pratiche, positive.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si vede giungere in fondo
-al giardino la figura
-mite e dignitosa del
-reverendo <span class="smcap">Walter Frank</span>
-pastore Anglicano.
-</p>
-
-<p>
-Ah, ecco Papà!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Gli corre incontro; anche
-<span class="smcap">Anna</span> va incontro al padre
-<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span>
-e ciascuna gli prende
-amorosamente il braccio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-al marito.
-</p>
-
-<p>
-Hai già finito i tuoi appunti per la predica
-di domani?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-subito.
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì, li ha finiti!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-E in nessun modo lo lasciamo tornare a
-rinchiudersi in casa. Vero, papà?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Non li ho finiti, mie care. È venuto il missionario
-di Kingsway a dirmi tante cose tristi.
-Voglio soltanto rammentarvi che uno dei
-nostri reggimenti Scozzesi passa di qui tra
-poco. Non vorrei che lo dimenticaste.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Mai più!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no! tutto è preparato laggiù sul terrazzo.
-Una cesta di arancie, molti pacchi di
-cioccolatte e sigarette, e tutte le sciarpe di
-lana...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-alla madre.
-</p>
-
-<p>
-Questa che fai tu, è pronta?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì — ecco, puoi prenderla.
-</p>
-
-<p class="scene">
-facendone un piccolo
-rotolo legato.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-È la venticinquesima!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Brave! Ecco venticinque soldati che non
-sentiranno freddo al collo per merito vostro...
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Anna</span> corre a portare la
-sciarpa in fondo al terrazzo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a suo marito.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa ti ha detto il missionario?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Che sono arrivati anche oggi altri treni di
-profughi in condizioni desolanti. Mi dice che
-abbiamo qui delle migliaia di questi infelici.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Delle migliaia!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con rammarico.
-</p>
-
-<p>
-E noi non ne abbiamo accolti che tre.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! Gli Smith che sono milionari ne hanno
-una sola, e le fanno fare la sguattera.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Anna! Non parlar male del prossimo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma è vero, babbo mio! E anche i Webster
-hanno licenziato le loro serve e fanno far
-tutto alle due profughe di Liegi che a casa
-loro erano signore dell'aristocrazia. Bel modo
-di fare la carità.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Cara Anna, per due famiglie che approfittano
-delle altrui disgrazie, ve ne sono centinaia
-che sono caritatevoli davvero. Quanto
-a voialtre spero che avrete tutti i riguardi
-per le infelici che noi ospitiamo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Oh, Mary non fa che correre in su e in giù
-con tazze di thè, tuorli d'uova sbattute e fiori.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-E mi ha portato via tutti i miei romanzi
-francesi per prestarli a quelle donne. Anche
-il mio Balzac, edizione di lusso.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ti vergogni di lagnartene?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Fanno una tale pietà!... Hanno tutt'e tre
-<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
-tanta paura negli occhi! Paiono folli di spavento.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-La più piccola non ha mai aperto bocca
-dacchè è arrivata. Credo che sia muta.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Al comitato mi hanno detto che erano ottime
-persone — moglie, figlia e sorella di un
-dottore.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Misericordia! E paiono pezzenti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-Paiono spaventa-passeri!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Povere creature!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si alza.
-</p>
-
-<p>
-Adesso vado a terminare i miei appunti
-per la predica di domani. Ho scelto per testo:
-«Nutrite le mie agnelle.»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma torna presto, papà.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Starò pochi minuti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-affettuosa.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
-</p>
-
-<p>
-Fa una predichetta breve!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Il Reverendo sorride e
-rientra in casa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a sua madre.
-</p>
-
-<p>
-Vuoi lasciarmi prestar qualche veste a
-quelle poverette? C'è la mia «princesse» lilla
-che per la piccina andrebbe benissimo...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-E qualche mia camicetta, e la mia sottana
-di piqué bianco...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Per Chérie il mio vestito rosa starebbe come
-dipinto&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Adesso non esagerate. I grandi entusiasmi
-di voialtre ragazze non durano mai.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-che ha ripreso la matassa
-di lana.
-</p>
-
-<p>
-Già. Io ne so qualche cosa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu? Che cosa sai?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-A che cosa alludi?... E prova a tener tese
-<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
-queste braccia.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Dipana la matassa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma io ero uno dei vostri grandi entusiasmi.
-Appena arrivato da Oxford era «cugino Delio!»
-qui — «cugino Delio!» lì — «Delio
-ci insegnerà il tango»&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma se il tango non lo sapevi neppur tu!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-Questo è un dettaglio. — «Delio ci insegnerà
-a nuotare»&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-E vuoi che facciamo dei bagni adesso, in
-ottobre?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-«Delio deve giuocare con noi al tennis!
-Delio, vieni a giuocare al Lacrosse!»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Già! al Lacrosse ci hai dato delle stangate
-sulla testa che abbiam dovuto stare a letto
-otto giorni.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-E per poco non ci veniva la meningite.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì... sì... va benissimo! Ma il fatto sta che
-<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
-io ero uno dei vostri grandi entusiasmi, e
-che adesso non lo sono più. E domani vado
-al fronte... forse a morire!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! se muori ridiventerai un nostro grande
-entusiasmo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-Anche se torni ferito ti adoreremo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti cureremo!... ti fasceremo le membra mutilate.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-Ti appoggerai su di noi invece che sulle
-stampelle.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Finisce la matassa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-alzandosi.
-</p>
-
-<p>
-Ma insomma — occorre proprio essere
-storpi o monchi per farsi voler bene da voi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-Capirai bene che non possiamo intenerirci
-per i mali che non hai.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Per i dolori che non soffri.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sentimentale.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
-</p>
-
-<p>
-E che cosa ne sapete voi delle mie sofferenze?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Scorgendo il Dottor <span class="smcap">Bell</span>
-che arriva.
-</p>
-
-<p>
-A proposito di sofferenze — ecco il dottore!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh buon giorno, caro dottore.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Va incontro al Dottor
-<span class="smcap">Bell</span> che entra.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Buongiorno, signora Frank... Salute, care
-figliole.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le ragazze lo salutano
-amicamente.
-</p>
-
-<p>
-Ah, Delio!, e quando si va al fronte?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-Domani, dottore.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Domani? Bene! — Auguri!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Gli stringe forte la mano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-Grazie. — Ho promesso a Mary di uccidere
-con questa mano sette nemici.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-E ha promesso di portarmene uno vivo
-perchè io me lo uccida da me.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Che ferocia!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Siede.
-</p>
-
-<p>
-E come stanno le nostre rifugiate?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Sempre più tristi e depresse.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-Vado a chiamarle! Sono in fondo al giardino.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Vengo anch'io.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p>
-Un momento!
-</p>
-
-<p class="scene">
-guardando l'orologio.
-</p>
-
-<p>
-Devo dirvi addio, cuginette. Vado a salutare
-la nonna, e tornerò qui stasera.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Addio, Delio!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-Io ti dirò addio — quando ritorni.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Corre con <span class="smcap">Anna</span> in fondo
-al giardino.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con ansia affettuosa a
-<span class="smcap">Delio</span>.
-</p>
-
-<p>
-Sta attento con quella motocicletta! Non
-andare all'impazzata.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sorridendo.
-</p>
-
-<p>
-Cara zia Clara! Quanto sei buona! Io credo
-che se tu venissi con me nelle trincee, diresti
-ai nemici: «Un momento!... Prego! Qui
-c'è mio nipote Delio. Voltate i fucili dall'altra
-parte.»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh sì!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con gravità.
-</p>
-
-<p>
-E lo dirò — ogni mattina e sera — a Chi
-sai tu.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Delio</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-baciandole la mano.
-</p>
-
-<p>
-Grazie.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esce.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Il <span class="smcap">Dottore</span> e la Signora
-<span class="smcap">Frank</span> rimangono soli.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Ebbene? Mi sembrate sopra pensiero.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Caro dottore, ho molte cose sul cuore. Lasciar
-partire Delio è uno strazio. L'amo
-come se fosse un figlio mio. E poi, la presenza
-di queste tre disgraziate...
-</p>
-
-<p class="scene">
-sospira.
-</p>
-
-<p>
-Non so dirvi a qual punto esse mi turbano.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Poverette! Non mi sembrano molto esigenti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Esigenti? Ma non vogliono mai nulla. La
-loro umiltà è commovente. Ma... non so...
-qualche cosa di sinistro aleggia intorno a
-loro.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Pausa.
-</p>
-
-<p>
-Quando vedo Mary e Anna andar da loro...
-abbracciarle... mi viene freddo... come se le
-mie figlie entrassero in un mondo buio, sconosciuto...
-Non so come spiegarmi...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Vietatelo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Impossibile. Non capirebbero... mi crederebbero
-crudele. E poi quel sant'uomo che
-è mio marito predica — l'amore! Dice che la
-carità non si fa coll'ospitare e nutrire i disgraziati,
-ma coll'amarli. E le mie due pazzerelle
-non domandano di meglio! Direi quasi
-che quelle meste creature esercitino su di
-loro un fascino speciale. Mary e Anna sembrano
-subire l'attraenza strana del mistero
-che avvolge quelle tragiche esistenze.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo credo. Lo capisco.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Saranno buone, saranno sante creature;
-ma — ve lo confesso — mi fanno paura. Già,
-la piccina, dacchè è qui, non ha ancora mai
-aperto bocca!... Non ha mai sorriso, non ha
-mai parlato. Io credo — temo — che abbia
-la mente turbata.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Eh! Potrebbe darsi, pur troppo, che fosse
-un caso di psicosi causata dallo spavento,
-dal dispiacere... O peggio, potrebbe essere
-un caso di demenza precoce — che, pur troppo,
-è inguaribile.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! speriamo di no!... Anna l'adora questa
-fanciulla. Non fa che guardarla. Cerca
-di spiarle negli occhi il primo bagliore d'un
-sorriso... E Mary non è felice che quando si
-trova tra quelle altre due macabre figure i cui
-volti pallidi racchiudono chi sa quali orrendi
-misteri... Cosa avranno visto, cosa avranno
-subíto, queste donne?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una pausa.
-</p>
-
-<p>
-Come è amaro per me mettere a contatto
-di tali sinistri misteri le candide anime delle
-mie bimbe!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Ecco uno dei mille problemi minori creati
-dalla guerra.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo so, lo so che è un problema minore.
-<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
-So che in confronto alle atrocità, alle sofferenze
-che straziano il mondo, questa sofferenza
-mia è insignificante. Ma per una madre,
-di cui la meta nella vita è stata quella
-di sorvegliare con amorosa ansia le pure
-anime delle sue figlie, che le ha vedute fiorire
-come gigli nel più perfetto candore — è
-doloroso — anche se è un dovere di carità
-cristiana che lo impone — dover strappare
-da quei vergini cuori il velo dell'innocenza.
-Credetemi, è doloroso! Ed ogni madre sentirà
-questo con me.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-che si è avvicinato coi
-suoi appunti in mano.
-</p>
-
-<p>
-Clara&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-Posandole una mano
-sulla spalla.
-</p>
-
-<p>
-è questo un sacrificio che diamo in olocausto
-alla guerra. Tutti dobbiamo dare ciò che
-abbiamo di più caro. Altri genitori danno i
-loro figli... E questi a loro volta danno il
-sangue loro, senza rimpianto. Noi — noi
-diamo ciò che di più prezioso abbiamo — non
-il tetto e il pane soltanto — ma, se ci
-viene richiesta, anche la celestiale innocenza
-delle nostre figlie. Esse per poter compatire
-le miserie umane devono conoscerle.
-</p>
-
-<p>
-La vera carità non dev'essere cieca. L'incoscienza
-deve morire perchè possa nascere la
-pietà.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Restano immobili guardando
-<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
-avvicinarsi dal
-fondo del giardino prima
-<span class="smcap">Anna</span> che circonda
-col braccio la piccola figura
-china di <span class="smcap">Mirella</span>,
-in logora veste nera. Indi
-tra le due tragiche figure
-di <span class="smcap">Chérie</span> e di <span class="smcap">Luisa</span>,
-viene <span class="smcap">Mary</span>, bionda e
-ridente. È vivido il contrasto
-tra le due chiare
-gioconde fanciulle inglesi
-e le tetre profughe.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-affettuosamente a <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ecco il buon dottore. Gli dirai almeno
-buongiorno.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mirella</span> guarda fisso innanzi
-a sè senza rispondere.
-Pare che non oda
-nulla.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-accarezza il volto della
-fanciulla poi si volge a
-<span class="smcap">Luisa</span> e <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ah! e come stiamo oggi?
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ancora vertigini e deliquio?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a bassa voce.
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-E ha sempre nausea quando mangia.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-A questa frase pronunciata
-con chiara ingenuità
-da sua figlia un
-fremito d'ansia passa
-sul volto della signora
-<span class="smcap">Frank</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-bonario.
-</p>
-
-<p>
-Eh! il patema d'animo.
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Non avete nessuna notizia di vostro marito?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Nessuna.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Ecco! per farvi guarire basterebbe una bella
-lettera annunciante il suo arrivo in congedo...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un singhiozzo.
-</p>
-
-<p>
-Ah — no! no!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-spingendo avanti <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-E la mia piccola amica qui, guardi com'è
-pallida, dottore!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Niente niente. Bistecche ed aria fresca...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-insistendo.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma le senta un poco il polso. Oggi mi ha
-detto che le pare d'aver qualche cosa al
-cuore.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-E che cosa si sente?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a voce bassa.
-</p>
-
-<p>
-Niente.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a Chérie.
-</p>
-
-<p>
-Ma perchè non dici quello che hai detto
-stamattina a me?
-</p>
-
-<p class="scene">
-In un gran silenzio <span class="smcap">Mary</span>
-dichiara.
-</p>
-
-<p>
-Tutt'a un tratto stamattina è diventata pallida
-pallida, e ha dato un grido. Dice che le
-è parso di sentire sotto al cuore come un
-batter d'ali — così... brrr!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Per illustrare ciò che
-dice, <span class="smcap">Mary</span> tende le mani
-in aria e le fa oscillare
-imitando un tremolìo
-d'ali.
-</p>
-
-<p>
-Vi è un istante di silenzio
-costernato. Tutti
-guardano <span class="smcap">Chérie</span>. Anche
-<span class="smcap">Luisa</span> si volge a guardarla,
-con viso di sbigottimento
-e terrore.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-aggrottando le ciglia.
-</p>
-
-<p>
-Niente, niente. Sarà un fenomeno d'anemia.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Volgendosi alla Signora
-<span class="smcap">Frank</span> e abbassando la
-voce.
-</p>
-
-<p>
-Se crede possiamo entrare. — Sarà bene
-ch'io la visiti...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-che ha udito.
-</p>
-
-<p>
-Oh no! no! Adesso a momenti passano i
-soldati. E poi c'è la trasformazione!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Guardando le due ragazze
-con un sorrisetto
-birichino.
-</p>
-
-<p>
-La trasformazione come nella Cenerentola.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Sicuro! Noi vi facciamo da madrine... Andiamo!
-È già tutto combinato!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Prende pel braccio <span class="smcap">Chérie</span>
-e <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Andiamo a farvi belle! Il dottore per oggi
-scriverà una ricetta di fantasia!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Vorrei tanto sentire la tua voce! Dimmi
-una parola — una sola. Dimmi almeno che
-mi capisci.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mirella</span> nè la guarda nè
-risponde.
-</p>
-
-<p>
-Vorrei vederti sorridere...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sconsolata.
-</p>
-
-<p>
-Non può, non può sorridere — povera Mirella!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le quattro ragazze entrano
-in casa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Seguendole con lo sguardo
-ansioso.
-</p>
-
-<p>
-Dove vanno?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Le mie figliole vogliono far mettere alla
-vostra bimba e a Chérie delle vesti più chiare.
-Sperano così di rallietarle un poco. E voi,
-cara, non vorreste cambiare questo vestito
-nero...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, no!... Non potrei. Il mio lutto è
-eterno.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si copre il volto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Sedete...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le dà la poltrona di vimini.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Il Dottore e il Reverendo
-<span class="smcap">Frank</span> parlano sottovoce
-nel fondo del terrazzo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Quanto siete triste, povera donna! Vorrei
-potervi confortare.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo potete forse... Signora! Ma lo vorrete?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Con tutto il cuore. Che cosa vi occorre?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-cupa.
-</p>
-
-<p>
-Mi occorre... l'aiuto del medico.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma eccolo!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Additando il Dottor <span class="smcap">Bell</span>.
-</p>
-
-<p>
-È un angelo d'uomo e uno scienziato valente.
-</p>
-
-<p class="scene">
-al Dottore.
-</p>
-
-<p>
-Dottore... venite qui. Abbiamo bisogno di
-voi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Vi lascio...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-impulsivamente.
-</p>
-
-<p>
-Oh!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-gli stende la mano.
-</p>
-
-<p>
-Voi siete il medico dell'anima... ed è tanto
-malata l'anima mia!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-prendendole la mano.
-</p>
-
-<p>
-Sono onorato della vostra confidenza, Signora.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le siede accanto.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-al Dottor <span class="smcap">Bell</span>.
-</p>
-
-<p>
-Dottore!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Poi rivolgendosi alla Signora
-<span class="smcap">Frank</span>.
-</p>
-
-<p>
-Signora!... Oh Dio, non so come dirlo!...
-Mi accade la più orribile delle sciagure&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Parlate, cara.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si copre il viso colle
-mani poi con improvviso
-impeto angoscioso.
-</p>
-
-<p>
-L'onta che ho subíto — <i>si perpetua in me!</i>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Vi è un istante di silenzio
-costernato.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-comprendendo.
-</p>
-
-<p>
-Oh!... povera donna.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a bassa voce.
-</p>
-
-<p>
-Ne siete sicura?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ansante.
-</p>
-
-<p>
-Sicura... sicura!... Oh in quale strazio
-vivo da questi quattro mesi, dapprima sotto
-l'incubo spaventoso del dubbio — ed ora
-sotto l'orrore della certezza! Giorno e notte
-ho sperato... ho sperato che non sarebbe
-<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
-così. — Ho sperato che un giorno mi sarebbe
-concesso l'oblio! Mi dicevo che dopo molto
-tempo — dopo un anno... dopo tanti anni
-forse — il ricordo orribile sparirebbe dalla
-mia mente, il brivido mi escirebbe dalle
-carni. Invece — no!
-</p>
-
-<p class="scene">
-balza in piedi.
-</p>
-
-<p>
-L'onta s'è fatta eterna! la violenza s'è fatta
-umana! il delitto è vivo — e palpita in me!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una lunga pausa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ponendole una mano
-sul capo chino.
-</p>
-
-<p>
-Coraggio, figlia mia.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah ne avrò, ne avrò del coraggio! Affronterò
-la morte, con letizia, con gratitudine!
-</p>
-
-<p class="scene">
-al Dottor <span class="smcap">Bell</span>.
-</p>
-
-<p>
-Dottore, dottore! Se muoio non me n'importa.
-Ma il delitto non deve vivere. Ciò che
-fu concepito nell'odio e nell'orrore non deve,
-non deve vedere la luce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-colpito.
-</p>
-
-<p>
-Signora! che cosa mi domandate?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Domando la liberazione... immediata,
-<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
-completa! E se voi, dottore, non vi sentite di
-darmela, la morte me la darà!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-grave.
-</p>
-
-<p>
-Povera donna. Voi siete vittima di un atroce
-delitto, è vero. Tutta la nostra pietà
-vi è dovuta — e l'avrete. Rimarrete in questa
-casa come una nostra figlia, diletta e sacra.
-Avrete da noi tutte le cure, tutte le tenerezze.
-E nell'ora del vostro supremo martirio
-voi non sarete abbandonata.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ritraendosi inorridita.
-</p>
-
-<p>
-Cosa dite — cosa dite&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sempre più grave.
-</p>
-
-<p>
-Dico che perchè voi avete sofferto della
-nequizia umana non avete il diritto nè di proporvi
-nè di spingere altri a commettere un
-atto delittuoso.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Un atto delittuoso? Ma il delitto sarebbe
-di rassegnarmici. Di vivere per altri cinque
-mesi questa tortura, eppoi di dare la vita a
-ciò che non può, che non deve vivere.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alla Signora <span class="smcap">Frank</span>.
-</p>
-
-<p>
-Signora! voi che siete donna — dovete capire&nbsp;—
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Colle mani nei capelli.
-</p>
-
-<p>
-capire che cosa è stata quella notte... colla
-porta aperta... i soldati ubbriachi nella casa!
-Ah, io vorrei nascondere la faccia sotto la
-terra quando ci penso.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p>
-Povera donna!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Mille volte al giorno ringrazio Iddio che
-la mia bambina — ammutolita per chi sa
-quale spavento! — non possa domandarmi:
-«Mamma, cos'hai? Che cosa pensi?» Dovrei
-dirle: «Penso che sono maledetta tra le
-donne, che sono indegna di alzare la fronte.
-Penso che porto nel mio seno un essere immondo
-che renderà eterna l'onta che ho patito»...
-Ah!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con violenza folle.
-</p>
-
-<p>
-Ma io mi strapperò gli occhi prima di vederlo,
-mi lacererò il petto prima di nutrirlo...
-e con queste mani — se nasce — lo strangolerò!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Donna, voi bestemmiate.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-No, no! non bestemmio. Pensate... pensate...
-che ho un marito — che m'ama — che
-combatte per noi nelle trincee! che un giorno,
-<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
-se il cielo è pietoso, tornerà! E volete
-che io gli vada incontro recando in braccio
-il figlio d'un nemico?...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un silenzio.
-</p>
-
-<p>
-Ma io lo sento... sento che divento pazza
-sotto quest'incubo, pazza di terrore e d'odio.
-Cerco di sfuggire a me stessa, di sottrarmi
-alla velenosa cosa che è in me, che ogni
-giorno prende maggiore forza, ogni giorno
-diviene più vitale, ogni giorno m'invade di
-più. Dottore, dottore! è un cancro — un
-cancro vivente che è in me! — Toglietemelo,
-liberatemene, o mi darò la morte.
-</p>
-
-<p class="scene">
-S'accascia col viso in
-grembo alla Signora
-<span class="smcap">Frank</span>, che le pone in atto
-d'infinita pietà la
-mano sul capo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-rivolto al Reverendo
-<span class="smcap">Frank</span>.
-</p>
-
-<p>
-Voi sarete sdegnato contro di me, caro
-amico; sarete forse più che sdegnato... troverete
-forse nella vostra coscienza la necessità
-di denunciarmi. Ma io intendo liberare
-questa donna.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Voi — voi commettereste un delitto simile?
-Vi rendereste reo d'un crimine?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Reo o non reo — davanti a questo caso
-sento l'obbligo d'intervenire.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Uccidereste un essere umano?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Non è quasi ancora un essere umano. Per
-me questa donna è afflitta da un morbo, da
-una infermità. Essa porta in sè un male che
-va estirpato. Se questa donna in queste stesse
-condizioni fosse tisica, si ammetterebbe
-senz'altro l'intervento. Orbene, essa è ammalata,
-essa è psicopatica. Il continuare in
-queste condizioni mette a repentaglio la sua
-vita e la sua ragione. Il dottore ha il diritto — anzi — ha
-il sacrosanto dovere di salvarla
-se può.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-A spese della vita umana ch'essa porta
-in sè?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì. A spese di questo germe di vita,
-malefico e intossicato.
-</p>
-
-<p>
-Se questa creatura vive sarà un deficiente
-o un delinquente, concepito nell'odio, nella
-brutalità, nell'alcoolismo. E la madre andrà
-al cimitero o al manicomio. — Ditemi ciò
-che volete, io la libererò.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Impetuosa.
-</p>
-
-<p>
-E farete bene, sant'uomo che siete!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Clara, Clara! Anche tu sei senza coscienza.
-Non s'infrangono impunemente le leggi divine...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Non è per legge divina che questa sciagurata
-si trova oggi in queste condizioni. Ogni
-legge divina ed umana è stata infranta dagli
-immondi bruti che la guerra ha scatenato.
-La legge divina dà alla donna il diritto di
-selezione. Essa ha il diritto di scegliere chi
-sarà il padre delle sue creature. E questo
-sacrosanto diritto è stato violato.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Congiungendo le mani
-con un singhiozzo di
-gratitudine.
-</p>
-
-<p>
-Ah, dottore, dottore!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con fermezza, volgendosi
-verso il Reverendo.
-</p>
-
-<p>
-Prendo su di me qualsiasi responsabilità.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p>
-Dottore; noi siamo dei vecchi amici. Con
-quanto affetto, con quanta autorità ho, vi
-<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
-prego — vi comando di desistere dal vostro
-proposito.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-Farò ciò che sento essere mio dovere.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con dolore, ma risoluto.
-</p>
-
-<p>
-Ed io farò il mio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La signora Frank</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Commossa, prendendo
-dolcemente il braccio di
-suo marito.
-</p>
-
-<p>
-Che sarà — di pregare per loro!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Baciandole con fervore
-la mano.
-</p>
-
-<p>
-Oh, Signora!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mary</span> e <span class="smcap">Anna</span> entrano
-correndo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-Guardate!... Guardate Chérie e Mirella!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Queste entrano timidamente,
-vestite d'abiti
-chiari e diafani.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mirella</span> cammina come
-in sogno. <span class="smcap">Chérie</span> sorride,
-trasfigurata e gaia.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Indicando <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Vedete Cenerentolina trasformata? Aspetta,
-<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
-Mirella! anche per te ci vogliono le scarpette
-incantate, come nella leggenda.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Rientra in casa correndo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Mi pare... non so... questa veste... questa
-gente così buona... Mi pare di svegliarmi da
-un sogno spaventoso. Dimmi, Luisa, tutto
-ciò che è accaduto a casa nostra, l'abbiamo
-sognato... l'abbiamo sognato — non è vero?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-agitata e febbrile.
-</p>
-
-<p>
-Sì, sì, abbiamo sognato. Tra poco non
-resterà più nulla, più nulla di quel sogno
-spaventoso.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Io sovente penso così. Penso... che non è
-stato vero!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-appassionata.
-</p>
-
-<p>
-Chérie! <i>Non è stato vero!</i> Nulla rimarrà,
-nulla! Saremo quelle di prima...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! se anche la piccola Mirella tornasse
-quella di prima!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-soffocata.
-</p>
-
-<p>
-Guardala!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> si volge e guarda
-<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
-<span class="smcap">Mirella</span> che <span class="smcap">Mary</span> ha
-sollevata e messa a sedere
-in alto sopra il
-muricciuolo in mezzo ai
-fiori. Ora <span class="smcap">Mary</span>, china
-davanti a lei, la calza
-di scarpette bianche.
-<span class="smcap">Anna</span> è corsa in casa, ed
-ora ritorna recando uno
-specchietto in mano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Guardati, Mirella!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mirella</span> nella sua veste
-bianca, circondata di
-fiori, si guarda nello
-specchio e — lentamente,
-meravigliosamente — schiude
-le labbra al sorriso.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con un grido di letizia.
-</p>
-
-<p>
-Ah Luisa, guarda! Mirella sorride!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Corre a <span class="smcap">Mirella</span> e la
-prende tra le braccia.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alla Signora <span class="smcap">Frank</span> e
-agli altri.
-</p>
-
-<p>
-Ha sorriso! Mirella ha sorriso... Avete
-visto?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alla Signora <span class="smcap">Frank</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ah! che giornata meravigliosa è questa,
-che ha reso il sorriso alla mia bambina e la
-<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
-speranza a me. Non la scorderò mai questa
-giornata mille volte benedetta!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si rivolge timida nella
-sua gioia anche verso il
-Reverendo <span class="smcap">Frank</span>, ma
-questi gravemente si
-scosta da lei e con viso
-severo e addolorato entra
-in casa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alla Signora <span class="smcap">Frank</span> seguendo
-collo sguardo il
-Reverendo.
-</p>
-
-<p>
-Una sola cosa mi affanna. Se... egli non
-perdonasse!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La Signora Frank</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Baciando in fronte <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ha già perdonato. — È un'anima angelica.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Entra in casa.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Il <span class="smcap">Dottore</span> e <span class="smcap">Luisa</span> la seguono.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le quattro fanciulle restano
-sole.
-</p>
-
-<p class="scene">
-S'ode di fuori, ancora
-lontano, il canto dei soldati
-inglesi.
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p>«<i>It's a long long way to Tipperary,</i></p>
-<p class="i2"> «<i>It's a long way to go...</i>»</p>
-</div>
-
-<p class="scene">
-Il canto continua.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Mary</span>.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa sono quei canti?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah eccoli! sono gli Highlanders Scozzesi!
-È il reggimento di Delio! Una parte va già
-oggi a Southampton ad imbarcarsi. Andiamo,
-andiamo in fondo al terrazzo — abbiamo già
-lì le ceste di sigarette, arance e doni...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Vanno in Francia?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-abbracciandola.
-</p>
-
-<p>
-E nel Belgio!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mary</span> e <span class="smcap">Chérie</span> corrono
-in fondo al terrazzo e
-sventolano i fazzoletti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Vieni Mirella! Vieni anche tu.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mirella</span> si lascia condurre
-in fondo al terrazzo — indi
-sta immobile
-come una statuetta
-guardando giù.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mary, Anna</span> e <span class="smcap">Chérie</span> lanciano
-fiori, pacchi di sigarette,
-cioccolatte e arance
-ai soldati che passano
-sotto al terrazzo,
-invisibili, ma dei quali
-s'ode il passo e il canto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Voci di Soldati</span>
-</p>
-
-<div class="poem">
-<p>«<i>Good bye, Piccadilly</i>,</p>
-<p>«<i>Farewell, Leicester Square!</i></p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span></p>
-<p>«<i>It's a long long way to Tipperary</i>,</p>
-<p>«<i>But my heart's right there.</i>»</p>
-</div>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Guarda quel biondino!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Lancia giù una scatola
-di sigarette.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-gettando arance.
-</p>
-
-<p>
-Addio! addio! felice ritorno!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sventolando il fazzoletto.
-</p>
-
-<p>
-Buona fortuna!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si ode il «Piffero» trionfale
-degli Highlanders
-Scozzesi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! quando si udrà quel suono nel Belgio?
-Nel mio villaggio?... Sarà la vittoria — la
-vittoria e la pace!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-Arrivederci, Tommy!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-col noto grido dei soldati
-inglesi.
-</p>
-
-<p>
-«Siamo forse scoraggiati?»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Voci di Soldati</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-in coro tuonante.
-</p>
-
-<p>
-«No!»
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mary</span>
-</p>
-
-<p>
-«Siamo forse tristi?»
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le Voci
-</p>
-
-<p>
-«No!»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Anna</span>
-</p>
-
-<p>
-«Temiamo la morte?»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Le Voci</span>
-</p>
-
-<p>
-«No!...» Urrà!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Se andate nel Belgio salutatemi Givray...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Le Voci</span>
-</p>
-
-<p>
-Urrà!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Il canto riprende e s'allontana.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un mantello e un
-velo esce vacillante dalla
-casa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie!... Mirella!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-correndo a lei.
-</p>
-
-<p>
-M'hai chiamato?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Conduci qui Mirella.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> va a prendere la
-fanciulla e la conduce
-da <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Esci? Dove vai?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Te lo dirò.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Inginocchiata davanti a
-<span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Oh Mirella, Mirella! Vado via. Dì: «addio,
-mamma!» Dì: «addio, mamma!»
-</p>
-
-<p class="scene">
-Piange nascondendo il viso
-nella veste della fanciulla.
-<span class="smcap">Mirella</span> immobile la guarda
-senza espressione.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Luisa, cara! Che cos'hai?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Mirella</span>, singhiozzando.
-</p>
-
-<p>
-Quale miracolo ci vuole per richiamare la
-tua piccola anima quaggiù? È volata via — dì?
-È volata via — come una rondinella,
-spaventata dalle infamie degli uomini? Non
-tornerà più?... non tornerà più?
-</p>
-
-<p class="scene">
-La bacia appassionatamente
-con tristezza.
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Riconducila via! E poi — torna!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> obbedisce. Indi
-<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span>
-ritorna subito a <span class="smcap">Luisa</span>.
-<span class="smcap">Mary</span>, <span class="smcap">Anna</span> e la figuretta
-immobile di <span class="smcap">Mirella</span> rimangono
-per alcuni istanti
-in fondo al terrazzo,
-poi escono andando
-nel giardino.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Luisa! Parlami.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì; devo parlarti. Finora non ho mai osato.
-Ma ora... ora bisogna ch'io ti parli.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-tremante.
-</p>
-
-<p>
-Di che cosa?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-quasi senza voce.
-</p>
-
-<p>
-Di... quella sera...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah no! non parlarne! Hai detto che era un
-sogno!... Hai detto che era un sogno!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie, sorellina mia! Per te, forse, per
-te! Non ho mai osato chiederti nulla. Ti ho
-visto un tale terrore negli occhi... E poi sempre
-lo sguardo allucinato di Mirella era su
-noi. Dimmi — per te, forse, non fu che un
-sogno?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non so... non so! Che cosa è accaduto?
-<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span>
-Cosa è stato vero di ciò che — ripensandoci — mi
-agghiaccia il cuore? Certo deliravo!...
-Hanno preso Mirella — l'hanno legata alla
-ringhiera... col piccolo viso folle rivolto alla
-porta di camera mia... quella porta drappeggiata
-di rosso....
-</p>
-
-<p class="scene">
-Come forsennata, rivivendo
-la terribile ora.
-</p>
-
-<p>
-Poi... poi hanno legato anche me!
-</p>
-
-<p class="scene">
-piangendo.
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio, Dio, Dio!... e c'era Fritz! Fritz — che
-rideva!... O me lo sono sognato? Vedi...
-</p>
-
-<p>
-.. io non riesco... non riesco... a dividere
-il sogno dalla realtà. Ho come un velo qui...
-</p>
-
-<p class="scene">
-con gesto agitato e ripetuto
-come per togliersi
-qualche cosa dalla fronte.
-</p>
-
-<p>
-una specie di ragnatela... che non posso
-strappare.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Mia povera Chérie!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-cercando di ricordarsi.
-</p>
-
-<p>
-Mi pare allora d'essere passata di deliquio
-in deliquio... e c'era chi strillava... strillava...
-Ero io?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Aggrappandosi a <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Credi che ero io?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-rabbrividendo.
-</p>
-
-<p>
-Ah!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non so perchè strillavo! Non avevo paura
-di morire... Mi pare, oh Dio!... mi pare anzi
-che volevo morire! Volevo morire. E non mi
-uccidevano. Mi stritolavano... mi dilaniavano...
-e Fritz, il terribile Fritz — rideva!...
-</p>
-
-<p>
-E poi, più niente!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un silenzio.
-</p>
-
-<p>
-Non mi ricordo più niente. Mi sono svegliata
-su quel battello, in alto mare, fra tanta
-gente... E tu, e Mirella mi stavate accanto
-e mi guardavate con occhi di desolazione.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Povera, povera creatura!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma ormai tutto è passato. Perchè ne riparli?
-Perchè? Hai detto che eravamo come
-prima&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-prendendole la mano e
-parlandole da vicino.
-</p>
-
-<p>
-Sei certa d'essere come prima?
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> la guarda sbigottita
-senza comprendere.
-</p>
-
-<p>
-Sei certa?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un silenzio.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
-</p>
-
-<p>
-<i>Ti senti</i> — come prima?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-paurosa.
-</p>
-
-<p>
-Sì... credo. Non so... Il dottore mi dice...
-che sono anemica — che sono scossa... ma
-che presto tornerò sana e allegra. Dice che
-scorderò tutto...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-esitante, turbata da ciò
-che deve dire.
-</p>
-
-<p>
-Io... io — non sono come prima.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-agitata.
-</p>
-
-<p>
-Perchè? Come? Cos'hai?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Io devo partire. Vado questa sera stessa
-col dottore. Egli mi curerà. Egli mi guarirà.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma perchè? Che male hai? Mi fai paura...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Povera Chérie innocente! Come dirti...
-come dirti?... Ah, con quale brutalità
-devo aprire i tuoi occhi alla vita!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Mentre essa parla <span class="smcap">Chérie</span>
-è stata presa da un
-tremito convulso. Ora
-con un grido balza in
-piedi e si pone una mano
-sul fianco.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! ancora! <i>ancora!</i>...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Cogli occhi allucinati, estatici,
-guarda in faccia
-a <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p>
-Che cos'ho?...
-</p>
-
-<p class="scene">
-In un susurro.
-</p>
-
-<p>
-Che cos'ho?!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-come rapita in un'esaltazione
-immensa.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa sento?... Luisa!... Luisa!... Che
-cosa — <i>vive</i> — in me?!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un lungo silenzio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-piangendo.
-</p>
-
-<p>
-Ah! anche su te, anche su te è caduta la
-mala sorte.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cos'è? Che cos'è?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-È la cosa terribile, Chérie!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Stringendola tra le braccia.
-</p>
-
-<p>
-Chérie — tu sarai madre!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-quasi senza voce.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
-</p>
-
-<p>
-Madre!... Io!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Rimane immobile, estatica,
-come davanti ad
-una visione che l'abbaglia.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Senti, Chérie, senti! Non disperarti. Il dottore
-salverà anche te.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Abbassando la voce.
-</p>
-
-<p>
-Il figlio della tua vergogna non vedrà mai
-la luce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sbigottita.
-</p>
-
-<p>
-Non vedrà mai... la luce...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-No — no! Questa sciagura non ti colpirà.
-Questo tuo bambino&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-afferrandole il braccio.
-</p>
-
-<p>
-Questo... mio... bambino! Questo mio
-bambino... Luisa! Ciò che ho sentito fremere...
-in me... è — <i>il mio bambino?</i>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Pronuncia queste tre parole
-con una soavità indescrivibile,
-lo sguardo
-estatico, le mani incrociate
-sul petto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Calmati, Chérie, angelo innocente! Anche
-<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span>
-tu sarai salvata da quest'onta. Il dottore
-prenderà su di sè questa duplice responsabilità.
-Il delitto di cui sei stata vittima non
-avrà conseguenze.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Quale delitto?... Io non comprendo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-inorridita.
-</p>
-
-<p>
-Ma non ricordi — non ricordi ciò che è
-accaduto in quella notte della tua festa....
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-vagamente colla mano
-sulla fronte.
-</p>
-
-<p>
-Non ricordo... Sono svenuta... non ricordo
-più.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma comprendi — comprendi&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-additando il <span class="smcap">Dottore</span> che
-esce dalla casa seguito
-dal Reverendo <span class="smcap">Frank</span>.
-</p>
-
-<p>
-che — egli ti aiuterà. Egli ti salverà da
-quest'onta. Tu non sarai la tragica madre di
-una creatura ancor più tragica. Questa malefica
-fiammella di vita — egli la spegnerà.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un grido selvaggio.
-</p>
-
-<p>
-No!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un grande silenzio.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-quasi senza voce.
-</p>
-
-<p>
-No?! Che cosa dici?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No! Non voglio.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Il Reverendo muove verso
-di lei, grave e solenne,
-e le si ferma al
-fianco.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Tu vuoi essere madre senza essere sposa!...
-Vuoi dare la vita a un essere malefico concepito
-nella lussuria, nel sacrilegio, nell'ubbriachezza?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non so... non so! Non capisco ciò che dici...
-Non capisco ciò che sento....
-</p>
-
-<p class="scene">
-Indietreggiando, grandiosa.
-</p>
-
-<p>
-Ma so che qualche cosa di sacro è in me!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Qualche cosa di sacro? Ma che cosa dici — che
-cosa dici! È una cosa mostruosa ciò
-che tu porti in seno.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-stupita.
-</p>
-
-<p>
-Ma non è mio figlio? Non hai detto ch'era
-mio figlio?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Guardando da <span class="smcap">Luisa</span> al
-<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span>
-<span class="smcap">Dottore</span> con occhi paurosi.
-</p>
-
-<p>
-Cosa volete fare? Volete portarmelo via?
-Non voglio — non voglio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Reverendo</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-posandole una mano
-sulla spalla.
-</p>
-
-<p>
-Ah, veramente è sacro ciò che s'è svegliato
-in quest'anima — il sacrosanto istinto della
-maternità!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Al <span class="smcap">Dottore</span>.
-</p>
-
-<p>
-I vili le hanno violato il corpo. E voi, volete
-dunque violarle l'anima?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un istante di silenzio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Il Dottore</span>
-</p>
-
-<p>
-È arbitra lei dei suoi destini.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma pensa — pensa all'avvenire. Pensa — a
-Florian. A Florian che ti vuole sua sposa...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-come in sogno.
-</p>
-
-<p>
-Non lo ricordo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma pensa, pensa che il padre di questa
-creatura è l'abbietto soldato ubbriaco che ti
-prese e ti legò...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ricordo.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Cogli occhi chiusi.
-</p>
-
-<p>
-Non ricordo... non ricordo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Non senti vergogna? Dolore? Rimorso?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Immobile, con voce dolcissima,
-rapita da un'estasi
-quasi ultra-terrena.
-</p>
-
-<p>
-Non sento nè vergogna, nè dolore, nè rimorso.
-Non sento più niente, non ricordo
-più niente... Non esiste che questo brivido
-nuovo, questo palpito di vita — questa cosa
-divina che s'agita in me!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con un fremito immenso.
-</p>
-
-<p>
-Ah! la mia creatura!... <i>vive, vive!</i> — Colle
-sue piccole mani mi ha afferrato il cuore!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Vacilla. Il Reverendo la
-sorregge tra le sue
-braccia.
-</p>
-
-<p class="pad2 center large">
-CALA IL SIPARIO.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span>
-</p>
-
-<h2>ATTO TERZO</h2>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La sala d'entrata nella casa del Dottor <span class="smcap">Brandes</span>,
-come al Iº Atto.
-</p>
-
-<p>
-È sera.
-</p>
-
-<p>
-<span class="smcap">Luisa</span>, accanto al fuoco, legge una lettera. Con
-impeto di gioia se la reca alle labbra.
-</p>
-
-<p>
-Si ode bussare alla porta d'entrata.
-</p>
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span>
-</p>
-
-<p class="title">
-ATTO III.
-</p>
-</div>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Chi è?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una voce di donna risponde.
-<span class="smcap">Luisa</span> apre la
-porta.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Entra <span class="smcap">Jane</span>, infermiera
-della Croce Rossa americana.
-Veste l'uniforme
-grigia e rossa, colla croce
-rossa sul braccio.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Porta in mano una scodellina
-di latte e un piccolo
-pacco.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Eccomi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un dito sul labbro
-per imporle silenzio.
-</p>
-
-<p>
-Un momento, cara Jane.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Va in punta de' piedi a
-chiudere la porta drappeggiata
-della camera a
-destra.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Dorme?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si toglie il lungo mantello.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Dormono tutt'e due. Da mezz'ora non
-s'è sentito un respiro.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Bene. Ecco il latte...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Depone la scodella.
-</p>
-
-<p>
-... e guardate cos'ho qui!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Un panino! Un panino bianco! Ma come
-avete fatto?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ridendo.
-</p>
-
-<p>
-Altissime influenze... corruzioni negli alti
-circoli governativi...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, si vede che siete americana! Tutto vi
-riesce. Ottenete ciò che volete.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-È vero che ci fanno un po' la corte. Anche
-verso di me — la più umile rappresentante
-degli Stati Uniti — si dimostra una
-benevolenza inverosimile. Ma vedo che avete
-una lettera!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Pensate, pensate! Da mio marito...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Bacia appassionatamente
-il foglio.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma come avete fatto a riceverla?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a bassa voce.
-</p>
-
-<p>
-Figuratevi che me l'ha portata un uomo — un
-uomo che pareva un contadino — sudicio,
-zoppo, d'aspetto truce. Ha battuto alla
-porta — e appena l'ho socchiusa m'ha gettato
-sulla faccia il foglio — così — ed è fuggito.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-È strano. — Sulla busta non c'è niente?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma non c'era busta! E sul foglio non vi
-sono che poche parole: «Sto bene. Vi rivedrò.
-Vi abbraccio.»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma come vi spiegate&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Non so! Non capisco.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Non importa capire. Aspettate e confidate.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Versa il latte in una casseruoletta
-e s'avvicina
-al fuoco.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì — aspetto e confido.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Piega il foglio e se lo cela
-in petto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-accennando alla porta
-drappeggiata.
-</p>
-
-<p>
-E Chérie? Si è alzata oggi?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-È uscita!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-chinando il capo.
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-impetuosa.
-</p>
-
-<p>
-Ah — s'è dunque decisa? Ha trovato finalmente
-il coraggio...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-amaramente.
-</p>
-
-<p>
-Era meglio se non l'avesse trovato. Jane!
-Jane! Quella passeggiata!... quella breve terribile
-passeggiata attraverso questo paesello
-che ci ha viste nascere — ah! che Via Crucis
-è stata per noi!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Vi hanno detto qualche cosa?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Niente — niente! Nessuno ci ha detto
-niente.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si copre il viso colle
-mani.
-</p>
-
-<p>
-Non fatemelo ricordare — non fatemelo
-ricordare!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-dopo un breve silenzio.
-</p>
-
-<p>
-Ma nessuno vi ha salutato?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Nessuno.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Povera Chérie...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sospira.
-</p>
-
-<p>
-Devo far bollire questo latte perchè trovi
-pronta la cena quando si sveglia.
-</p>
-
-<p class="scene">
-China sul fuoco vi mette
-a scaldare il latte.
-</p>
-
-<p>
-Coraggio! Presto avremo delle grandi notizie...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Che notizie?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-misteriosa.
-</p>
-
-<p>
-Mah! Non so — c'è in aria qualche cosa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-balzando in piedi.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa?!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Nulla di definito, di sicuro... ma lo vedete
-anche voi... l'arrivo di quel biglietto... Non
-so — non so. Sento che grandi eventi si preparano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! tutto, tutto mi fa paura.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Paura?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Ho i nervi malati dacchè sono tornata
-qui. Questo paese, che da bambina amavo
-tanto, oggi mi fa orrore. Ah, Jane! era meglio
-se avessimo lasciato confiscare questa nostra
-povera casa, piuttosto che obbedire all'ordine
-dei nostri padroni e conquistatori!
-Era meglio rimanere nel nostro esilio in Inghilterra,
-che non tornar qui ad essere scherno
-e dileggio di quanti ci conobbero — e per
-di più, sentirsi alla mercè delle belve che ci
-hanno conquistato.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Avete fatto il vostro dovere tornando qui.
-Non ve ne rammaricate. Quando vostro marito
-tornerà...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-scoraggiata.
-</p>
-
-<p>
-Ma come volete che torni? Come volete che
-torni? Questo biglietto può averlo scritto dei
-mesi fa. Forse è ferito. Forse è prigioniero.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Le ferite guariscono. I prigionieri si liberano.
-Tornerà. E troverà sua moglie che l'aspetta,
-e la sua casa in ordine, e il suo
-paese&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="scene">
-abbassa la voce.
-</p>
-
-<p>
-— spazzato dal vile nemico e riconquistato
-alla libertà!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-agitata.
-</p>
-
-<p>
-Jane, che cosa vi fa dir questo?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-col dito sulle labbra.
-</p>
-
-<p>
-Zitta!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Guardandosi attorno.
-</p>
-
-<p>
-So quel che so — ma non posso parlare.
-So che la salvezza è alle porte.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa dite!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sottovoce.
-</p>
-
-<p>
-Da un'ora all'altra — da un'ora all'altra!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con angoscia.
-</p>
-
-<p>
-Ah!... E quando Giorgio tornerà, troverà
-Mirella, la sua bambina — muta!
-inconscia! Vagante nell'ombra della vita come
-un piccolo spettro. Ah povero Giorgio!
-Forse sarebbe meglio che non tornasse.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma Mirella guarirà.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-incredula e mesta.
-</p>
-
-<p>
-Ah! Ci vorrebbe un miracolo. Sono tanti
-mesi ormai...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Perchè la lasciate ancora da madame Doré?
-Ora potrebbe venir qui. Capisco che un
-mese fa, al vostro arrivo, l'abbiate condotta
-subito dalla vostra vecchia amica. Ma ora
-che Chérie è guarita...
-</p>
-
-<p class="scene">
-pausa.
-</p>
-
-<p>
-... ora che... l'evento è compiuto&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Jane — io tremo — io tremo di lasciarla
-entrare in questa casa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sorpresa.
-</p>
-
-<p>
-Perchè? Perchè vedrà il bambino di Chérie?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Agitata.
-</p>
-
-<p>
-Non è questo.
-</p>
-
-<p>
-Ma perchè è qui — qui — dove noi siamo,
-in questa stanza stessa — che il terrore le ha
-sconvolto la mente. Qui, qui che l'orrore l'ha
-ammutolita. Non so — non so che cosa accadrà
-quando per la prima volta essa entrerà
-qui — quando rivedrà quella ringhiera a cui
-<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span>
-quei mostri l'hanno legata!... quando rivedrà — quella
-porta! Ah! quella porta!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Addita la porta drappeggiata
-della camera
-di <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Quella stanza dove gli orrori si sono compiuti
-che le hanno agghiacciata l'anima, che
-me l'hanno mutata in una piccola statua di
-terrore!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un silenzio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma dovrete pur decidervi. Non potete lasciarla
-per sempre in casa d'estranei.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una pausa.
-</p>
-
-<p>
-E se...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le afferra la mano.
-</p>
-
-<p>
-... e se...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Se cosa?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Se questa emozione — Luisa! non so — quasi
-non oso dirlo...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Parlate!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Non potrebbe darsi che — come il trauma
-psichico le ha tolto la favella — il rinnovarsi
-della scossa morale...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-colpita.
-</p>
-
-<p>
-Ah, cosa dite! cosa dite!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si guardano a lungo.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">La voce di Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-nella stanza vicina.
-</p>
-
-<p>
-Luisa!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Vengo, cara! vengo!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Va alla porta a destra e
-l'apre.
-</p>
-
-<p>
-È qui la cara Jane...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Torna indietro, guarda
-<span class="smcap">Jane</span> un istante con occhio
-trasognato, indi esce
-rapidamente dal
-fondo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-parlando a <span class="smcap">Chérie</span> che
-ancora non è apparsa.
-</p>
-
-<p>
-Ecco pronta la cena per la paziente!... una
-cena da principessa di leggenda.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Versa il latte caldo nella
-tazza e mette il panino
-su un piatto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-che è andata a prendere
-un mantello ed ora l'indossa
-rapidamente.
-</p>
-
-<p>
-State qui, Jane. Avrete cura di loro. Io
-torno subito.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-E dove andate a quest'ora?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-soffocata dall'ansia e
-insieme dalla speranza.
-</p>
-
-<p>
-Vado — a prendere Mirella!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le due donne si guardano
-per un istante con
-intensa commozione — poi
-<span class="smcap">Luisa</span> esce rapidamente.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> pallidissima appare
-nel vano della porta.
-Indossa una vestaglia
-bianca ma si ravvolge
-tutta, freddolosamente,
-in uno scialle
-scuro.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-parlando con voce debole
-e spenta.
-</p>
-
-<p>
-Buona Jane!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Vieni, vieni vicino al fuoco.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-venendo avanti lenta, e
-lasciandosi cadere nella
-poltrona che <span class="smcap">Jane</span> le ha
-spinto accanto al fuoco.
-</p>
-
-<p>
-Dov'è Luisa?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-portandole il latte.
-</p>
-
-<p>
-Torna subito. Adesso bevi — e mangia.
-Guarda cos'hai qui!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh!... un panino bianco!... Che meraviglia!
-Ma Luisa dov'è andata?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-inginocchiata presso a
-lei regge la tazza di latte
-e le dà da mangiare
-come a un bambino.
-</p>
-
-<p>
-È andata — a prendere Mirella!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh Dio! A prendere Mirella! Mirella verrà
-qui!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì. Non vuoi mica che stia eternamente
-lontana quella povera creatura.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma allora...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Allora? Allora Mirella starà qui, ecco tutto.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le mette il cucchiaio alla
-bocca.
-</p>
-
-<p>
-Mangia.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma io dove mi nascondo?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Che idea! Perchè vuoi nasconderti?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma — il bambino!... Cosa dirà Mirella?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con enfasi malinconica.
-</p>
-
-<p>
-... non dirà nulla, povera Mirella!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> china il capo e si
-copre gli occhi colla
-mano.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Mangia.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ho finito. Aspetta!
-</p>
-
-<p class="scene">
-S'alza, va alla porta
-drappeggiata e sta un
-istante in ascolto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Cosa c'è?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-volgendosi col viso illuminato
-da un sorriso
-raggiante.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span>
-</p>
-
-<p>
-Dorme!... Che gioia!... Adesso per un'ora
-o due sarà savio come un cherubino!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ride.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Jane</span> non risponde.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un silenzio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-mettendo una mano sulla
-mano di <span class="smcap">Jane</span>.
-</p>
-
-<p>
-Jane! Come è triste e terribile.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Tutto. Ma più di tutto...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Più di tutto?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Il silenzio. Il silenzio che c'è intorno... a
-quella povera culla.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Jane</span> non risponde.
-</p>
-
-<p>
-Altre mamme parlano tutto il giorno dei
-loro bambini. Anch'io potrei parlarne — ma
-quando ne parlo... nessuno risponde.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un silenzio.
-</p>
-
-<p>
-Neppure tu.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma sì... rispondo...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Con altre mamme si fanno tanti discorsi...
-<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span>
-si vuol sapere il bambino come sta... come
-dorme, come cresce... Poi lo si guarda,
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un singhiozzo.
-</p>
-
-<p>
-... e si ride! Si ride delle smorfiette che fa,
-della cuffietta che gli va a sghembo, delle fossette
-che ha nei gomiti... si ride!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un silenzio.
-</p>
-
-<p>
-Del mio nessuno ride.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-fredda.
-</p>
-
-<p>
-Ma sì. Perchè dici questo?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-amaramente.
-</p>
-
-<p>
-È vero. Si ride! Oggi nella strada ho visto
-che si ride. Oh Dio!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si copre il viso.
-</p>
-
-<p>
-Con disprezzo, con ischerno si ride — di
-lui e di me! Ah, Jane, perchè non mi hai
-lasciata morire? Perchè non ci hai lasciati
-morire tutt'e due, quando io ero così vicina
-alla morte e lui — lui — non era ancora
-entrato nella vita?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie! Non piangere così.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono uscita oggi portandolo in braccio.
-Mi sono detta che bisognava pure un giorno
-o l'altro... Ah, come mi hanno guardata! Con
-<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span>
-quale odio, con quale disprezzo! Gli uni ridevano,
-ridevano!... Gli altri distoglievano
-lo sguardo come se passasse una cosa orribile,
-che a guardarla portasse sventura.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Scoppiando in pianto.
-</p>
-
-<p>
-Oh, Jane, Jane! non è tanto per me che
-mi dispero, come per lui, per questo povero
-essere che entra nella vita credendo di essere
-come gli altri bambini! credendo che tutti
-lo ameranno... Non sa lui, non sa che è odiato,
-disprezzato, maledetto! Non sa lui di essere
-uno sventurato che porta sventura.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Non dir questo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-A lui nessuno, nessuno rivolge un sorriso,
-un augurio, una benedizione. Neppure tu che
-sei tanto buona! neppure Luisa!... No!
-no!... è il mostro lui! è l'essere abbominato,
-detestato, di cui ci si vergogna come di una
-piaga, come di una deformità.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si accascia singhiozzando.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Non pensare a tristezze.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! come passeremo nella vita lui ed io — tra
-le beffe, il dileggio, il disprezzo di tutti!
-<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span>
-Pensa, pensa! Doversi sempre nascondere,
-doversi sempre vergognare — sempre cercare
-di farsi scusare, lui ed io! Io che non
-volevo far nulla di male! Lui — lui che non
-sa di aver commesso — nascendo — un imperdonabile
-delitto!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Se piangi così farai male a te e a lui.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Farò male — a lui? Non piangerò — non
-piangerò!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si asciuga gli occhi.
-</p>
-
-<p class="scene">
-D'improvviso sorge in
-ascolto.
-</p>
-
-<p>
-Chi è? Vien su qualcuno! Chi sarà! chi
-sarà!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Spaventata.
-</p>
-
-<p>
-Sarà Mirella che arriva?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Vado a guardare.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> si appiatta contro
-la parete chiudendosi
-nello scialle come per
-rimpicciolirsi e sparire.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Apre l'uscio d'entrata esce
-sul pianerottolo e
-guarda giù. Volgendosi
-a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-È un uomo... un contadino.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Parlando a qualcuno di
-fuori.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! Chi cercate?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Non si ode la risposta.
-</p>
-
-<p>
-Avete sbagliato porta? Allora state più attento
-un'altra volta. — Come dite? Dei feriti?
-No, no. Non ci sono feriti qui. — Dei malati?...
-Sì, malati sì. — E che cosa vi riguarda
-chi è malato in questa casa? — Andate via subito
-o vi faccio arrestare.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Rientra e chiude la
-porta.
-</p>
-
-<p>
-Che tipo! Una giubba di vecchio contadino...
-un cappellaccio... e, sotto, due occhi
-fiammeggianti e una faccia di... di...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Di che cosa?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-come colpita da un'idea
-repentina.
-</p>
-
-<p>
-Di soldato! Che fosse — che fosse uno dei
-vostri?!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Corre alla porta e la
-riapre.
-</p>
-
-<p>
-È partito.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Resta un istante in ascolto
-poi si volge e dice
-rapidamente a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Chérie — tua cognata è qui. Viene su per
-le scale.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-spaurita.
-</p>
-
-<p>
-Con Mirella?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah — non voglio — non voglio che mi
-veda!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-È già qui.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Per entrare nella camera
-a destra <span class="smcap">Chérie</span> dovrebbe
-passare davanti
-alla porta d'entrata. Dopo
-un istante d'incertezza
-ella fugge via a sinistra.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una pausa.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Jane</span> tiene fissi gli occhi
-sulla porta dalla quale
-deve entrare <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> appare sulla soglia — indi
-lentamente
-entra <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le due donne tengono
-gli occhi fissi sul volto
-della fanciulla con disperata
-angoscia d'attesa.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mirella</span> entra lentissimamente
-ad occhi bassi. Sul
-limitare si ferma e gira
-intorno gli occhi trasognati
-che sembrano non
-veder nulla, non riconoscere
-nulla. Indi s'avanza
-rigida come un automa
-nella stanza.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-che ha seguito tremando
-ogni mossa di sua figlia.
-</p>
-
-<p>
-Mirella!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con un singhiozzo disperato.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span>
-</p>
-
-<p>
-Mirella!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Mirella</span> volge gli occhi
-alla madre che si trova
-ritta sullo sfondo della
-porta drappeggiata e
-chiusa. <span class="smcap">Mirella</span> fissa lo
-sguardo sul volto materno — poi,
-poco a poco i
-suoi occhi si dilatano;
-essa vede — dietro alla
-siloetta di <span class="smcap">Luisa</span> — la
-porta fatale.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Senza volgere il capo
-<span class="smcap">Mirella</span> gira intorno lo
-sguardo pauroso che
-sempre è ripreso e fermato
-dalla terribile porta.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Lentamente, cogli occhi
-sempre più terrorizzati
-essa indietreggia come
-per sfuggire ad un orrore
-che la minaccia.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> e <span class="smcap">Jane</span> la guardano
-tremanti — e la vedono
-finalmente volgere
-il capo e guardarsi intorno
-per tutta la stanza.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-trattenendo ancora <span class="smcap">Luisa</span>
-che sta per lanciarsi
-verso <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-Aspettate!... Forse penetra il ricordo in
-lei!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ma dopo un istante, cogli
-occhi ripresi dalla
-porta drappeggiata, <span class="smcap">Mirella</span>
-lascia lentamente
-ricadere le braccia e rimane
-immobile nella posa
-<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span>
-d'annichilimento che
-le è abituale.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un singhiozzo, a
-<span class="smcap">Jane</span>.
-</p>
-
-<p>
-Nulla!... nulla!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-confortandola.
-</p>
-
-<p>
-È tardi. Sarà stanca. Chissà... forse domani...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Luisa</span> scuote tristemente
-il capo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Dove la mettete a dormire? Ci avete pensato?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, disopra, nella mia camera.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah — bene! E riposerete finalmente anche
-voi, dopo tante notti che non dormite. Ormai
-non avete più bisogno di vegliare Chérie.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Povera Chérie.
-</p>
-
-<p class="scene">
-guardando <span class="smcap">Mirella</span>.
-</p>
-
-<p>
-La mia grande sventura me l'ha fatta per
-un istante scordare.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah! Invero povera Chérie! Che rovina la
-sua vita! Che tragico problema che non ha
-scioglimento.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-cupa.
-</p>
-
-<p>
-Fuorchè nella morte.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa vuol dire?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-appassionata.
-</p>
-
-<p>
-Ah, non lo so! non lo so! Ma quando sono
-uscita oggi con lei — quando ho visto la
-gente che la guardava — lei e quella sua
-creatura di maleficio — ah!
-</p>
-
-<p class="scene">
-rabbrividisce.
-</p>
-
-<p>
-... io mi sono detta che al posto suo...
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> appare in fondo
-alla scena, e ascolta addossata
-al muro, ancora
-ravvolta nel suo scialle.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cosa?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-Al posto suo io mi ricorderei...
-</p>
-
-<p class="scene">
-scandendo le parole.
-</p>
-
-<p>
-... che a quattro passi c'è il fiume.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Cosa dite?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p>
-C'è il fiume — per lei — e per lui!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Prende per mano <span class="smcap">Mirella</span>
-e sale lentamente le
-scale.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-rimane un istante immobile,
-colpita dalle parole
-di <span class="smcap">Luisa</span>.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Indi con un sospiro prende
-il suo mantello e lo
-indossa per partire.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Volgendosi vede <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Chérie! Ascoltavi!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-come in un sogno.
-</p>
-
-<p>
-A quattro passi... c'è il fiume...
-</p>
-
-<p class="scene">
-pausa.
-</p>
-
-<p>
-Come ha detto? A quattro passi c'è il
-fiume...
-</p>
-
-<p class="scene">
-lunga pausa.
-</p>
-
-<p>
-... per lui... e per me...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sconvolta.
-</p>
-
-<p>
-Che cosa dici — dimentica quelle parole.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-lentamente con soavità.
-</p>
-
-<p>
-No. Non le voglio dimenticare. Come mai
-<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span>
-non l'ho pensato anch'io? È un grande conforto!
-</p>
-
-<p class="scene">
-ripete come in sogno.
-</p>
-
-<p>
-A quattro passi... c'è il fiume. Per lui — e
-per me.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un silenzio.
-</p>
-
-<p class="scene">
-La porta d'entrata, lasciata
-socchiusa, ora si
-spalanca violentemente.
-<span class="smcap">Florian Audet</span>, vestito da
-contadino, entra impetuoso.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-scorgendo dapprima l'infermiera
-e volgendosi a
-lei con veemenza.
-</p>
-
-<p>
-Signora, avete detto che in questa casa vi
-sono dei malati. Ditemi, devo saperlo — chi — chi
-è ammalato qui?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Con quale diritto —?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Scorgendo <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Chérie!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-cogli occhi stralunati.
-</p>
-
-<p>
-Florian!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì — sì — Florian.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Getta giù il largo cappello,
-si toglie la giubba
-di contadino e appare
-<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span>
-vestito in una lacera uniforme
-belga.
-</p>
-
-<p>
-Sei tu, ammalata? Sei tu?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-senza voce, indietreggiando
-da lui.
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cos'hai?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ha il diritto costui di interrogarti?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-piano.
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-È un amico?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-abbracciando <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Senti, cara — io dovrei lasciarti e tornare
-all'ospedale. È già tanto tardi. Posso lasciarti?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì. Puoi lasciarmi.
-</p>
-
-<p class="scene">
-I suoi occhi esterrefatti
-sono fissi su <span class="smcap">Florian</span>.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-a <span class="smcap">Jane</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ma se è ammalata non rimanete qui? Non
-la curate?
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Volgendosi a <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Chi sta con te?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-senza voce.
-</p>
-
-<p>
-Luisa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, Luisa è qui! Sia lodato Iddio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Jane</span>
-</p>
-
-<p>
-Buona notte Chérie!
-</p>
-
-<p class="scene">
-sulla soglia, a <span class="smcap">Florian</span>.
-</p>
-
-<p>
-Non l'agitate. È ancora tanto debole.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Esce.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie! Chérie!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Le prende ambo le mani.
-</p>
-
-<p>
-Cos'hai avuto?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Essa non risponde.
-</p>
-
-<p>
-Ma parla. Cos'hai? Cos'hai? mi fai spavento.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un filo di voce.
-</p>
-
-<p>
-Sono stata ammalata.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma guarisci! — Guarirai?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-cupa.
-</p>
-
-<p>
-Sì! — Sì! Guarirò.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie — mia piccola Chérie! Ti sei ricordata
-di me?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Sempre?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sempre.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Dimmi degli altri — Luisa? Mirella?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono entrambe qui.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una pausa.
-</p>
-
-<p>
-Mirella... non parla più...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-stupito.
-</p>
-
-<p>
-Non — parla più?!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No. È muta.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Oh! per Dio! — Ma cosa vuol dire?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sempre con un filo di
-voce debolissima.
-</p>
-
-<p>
-S'è spaventata... la sera... quella sera...
-della mia festa...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma come? — In che modo?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sono venuti qui... i nemici... Hanno ucciso
-qualche cosa in lei. La sua anima.... non
-c'è più.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-preso da un brivido presciente.
-</p>
-
-<p>
-E — a te? — a te? cos'hanno fatto?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-dopo un istante di silenzio.
-</p>
-
-<p>
-Peggio — che a lei.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-fuori di sè.
-</p>
-
-<p>
-No! Chérie! Dimmi che non è vero. Mio
-Dio! Mio Dio!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si accascia su una seggiola
-e nasconde il volto
-tra le mani.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Dopo un silenzio.
-</p>
-
-<p>
-Ma parla, in nome del cielo, parla!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con infinita stanchezza.
-</p>
-
-<p>
-T'ho detto.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Tutto — dimmi tutto!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Feroce e forsennato.
-</p>
-
-<p>
-M'hai detto tutto?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-No.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Parla — per Dio — parla!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Come dirlo. Come dirlo?...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Tendendo la mano verso
-la porta drappeggiata.
-</p>
-
-<p>
-Là dentro...
-</p>
-
-<p class="scene">
-cade in ginocchio ai piedi
-di <span class="smcap">Florian</span>.
-</p>
-
-<p>
-... c'è una culla!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Scoppia in pianto.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-balzando in piedi.
-</p>
-
-<p>
-Cosa?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Indietreggiando con orrore
-da lei.
-</p>
-
-<p>
-Tu... oh! tu — hai un figlio...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-disperata.
-</p>
-
-<p>
-Abbi pietà! — pietà!...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-forsennato.
-</p>
-
-<p>
-Un figlio — d'un nemico? Ah....
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Alza il braccio con gesto
-d'anatema.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-afferrandogli il braccio.
-</p>
-
-<p>
-No! Non maledirlo — non maledirlo — anche
-tu! Quel bambino — che nessuno mai
-ha benedetto!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un istante di silenzio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-stupefatto e inorridito.
-</p>
-
-<p>
-È questo — ciò che tu mi dici? Questo — il
-tuo primo pensiero?... Una preghiera per
-lui! Una difesa di lui — dell'essere immondo
-a cui tu, tu disgraziata! hai dato la vita!
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> piange disperatamente
-gettata in terra
-ai suoi piedi.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Afferrandola per i polsi
-e forzandola a sollevarsi
-e a guardarlo in
-faccia. Con un ruggito.
-</p>
-
-<p>
-Parla, parla ti dico!
-</p>
-
-<p>
-Voglio sapere!... come — quando —!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ricordo — non so più!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Non ricordi? Menti — menti!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-disperata.
-</p>
-
-<p>
-No! non ricordo — non ricordo! So che
-deliravo... mi avevano ubbriacata...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con orrore.
-</p>
-
-<p>
-Ah!... Ti avevano ubbriacata. — Avanti. — Parla!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-come ipnotizzata, ansante.
-</p>
-
-<p>
-Erano qui... qui... in questa stanza... hanno
-preso Mirella — l'hanno legata — lì — a
-quella ringhiera... e c'era uno che mi diceva...
-mi diceva...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-ruggendo.
-</p>
-
-<p>
-Cosa — ti diceva?!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sempre come allucinata.
-</p>
-
-<p>
-«Tanto andava lo stesso — a finire così!
-Tanto andava lo stesso a finire così!...»
-</p>
-
-<p class="scene">
-Piange disperatamente
-in terra davanti a lui.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-E poi...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-E poi... e poi...
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Stralunata guardando
-la porta drappeggiata.
-</p>
-
-<p>
-... aspetta — aspetta!
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un grido.
-</p>
-
-<p>
-Mi ricordo! Oh Dio! Mi ricordo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-coi denti stretti.
-</p>
-
-<p>
-Disgraziata, parla!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con uno scoppio d'angoscia.
-</p>
-
-<p>
-Forzata! legata! percossa!... Colla violenza,
-coi pugni nella gola, mentre invocavo la morte
-con urli e strilli... Stritolandomi, morsicandomi
-le carni, rantolandomi sulla faccia
-delle bestemmie... così — così, ho conosciuto
-l'amore! Così — così mi è stata data la maternità!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Cade prona col volto tra
-le mani.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un lungo silenzio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-chino su di lei, quasi
-afono.
-</p>
-
-<p>
-Perchè, perchè hai messo al mondo questa
-creatura? Perchè — non l'hai ucciso prima
-che nascesse?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non lo so! Non lo so. Vi era qualche cosa
-<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span>
-in me che non lo poteva fare. Qualche cosa
-di più forte della mia vergogna, di più forte
-del mio dolore. Al disopra dell'odio, dell'onta,
-dell'orrore... vi era qualche cosa — di divino!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-sdegnato.
-</p>
-
-<p>
-Cosa dici?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah, tu non lo capirai mai — tu sei un
-uomo! — Non lo puoi capire. Ma io — io
-ho sentito in me quel portento — il brivido di
-una vita creata da me! Ed era come se una
-voce — la voce stessa di Dio! — mi gridasse:
-«Tu non ucciderai!»
-</p>
-
-<p class="scene">
-Un lungo silenzio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie! Che rovina la nostra vita!... Che
-rovina.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Lo so.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Una pausa.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ascoltami, Chérie, ascoltami. Quello sciagurato
-essere è un predestinato al dolore e
-alla delinquenza — è vero? è vero?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con profonda amarezza.
-</p>
-
-<p>
-Sì — sì — sarà vero. Tutti lo dicono!
-Tutti!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-E lo senti anche tu — lo senti.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì — sì! Qualche volta, colla chiaroveggenza
-del delirio, io vedo l'avvenire quale sarà
-per me e per lui... Sento che questa creatura
-mi schianterà il cuore, mi strazierà, mi dilanierà
-come quella belva — suo padre! — che
-in quella notte mi ha cacciato i pugni nella
-gola... Qualche volta ho spavento di lui... ho
-spavento già adesso... Quando lo nutro credo
-che mi morderà... Quando grida odo già nella
-sua voce la minaccia... Quando mi chino su
-di lui mi mette le piccole mani negli occhi come
-se cercasse di strapparmeli!... Allora mi
-sembra che sia un demente — e che io pure
-di tenermelo stretto al cuore — pazza — sono
-pazza, pazza di non averlo ucciso, pazza
-di amarlo come l'amo — più della vita mia!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Piange.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie, Chérie! Tu devi allontanarlo da te — allontanarlo!...
-Hai capito?
-</p>
-
-<p class="scene">
-Con uno sforzo.
-</p>
-
-<p>
-Poi cercheremo di scordarlo, tu ed io — tu
-ed io, insieme — cercheremo — di scordarlo!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Dopo un istante di silenzio,
-calma e grave.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span>
-</p>
-
-<p>
-No.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-No? Perchè no? Se ti dico che lo dimenticherò — che
-cercherò di dimenticarlo.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con fermezza.
-</p>
-
-<p>
-Non io.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma tu non vuoi, non puoi volere che questa
-creatura malefica ti separi per sempre
-dall'amore, dalla speranza, da altre maternità
-pure e gioconde...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Finchè vivo, io non lo abbandonerò.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ma folle, folle che sei — che cosa vuoi fare?
-Che cosa sarà di te?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-affranta.
-</p>
-
-<p>
-Non lo so. So che dandogli la vita gli ho
-dato anche la vita mia.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con subitanea decisione.
-</p>
-
-<p>
-Ebbene sia — sia!
-</p>
-
-<p class="scene">
-colla mano sulla fronte.
-</p>
-
-<p>
-Non si ragiona contro questo primitivo,
-<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span>
-portentoso istinto... Chérie — Chérie!... Io ti
-amo — ti amo come allora — come sempre...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si odono dei lontani clamori.
-Indi lontanissimo
-uno squillo di tromba e
-la trionfale musica della
-<i>Marseillaise</i>.
-</p>
-
-<p>
-Chérie! Senti!... senti! questa è la liberazione.
-Le nostre armate vittoriose si avanzano
-come un torrente di fuoco e di fiamma. Sono
-tutti intorno a noi. Siamo circondati dai nostri...
-</p>
-
-<p class="scene">
-spalanca le finestre.
-</p>
-
-<p>
-Chérie!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-in un delirio di gioia.
-</p>
-
-<p>
-Chérie, scordiamo tutto — tutto — e siamo
-felici!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-rapida.
-</p>
-
-<p>
-Florian — non è possibile — non è possibile.
-Io non ti amo più e tu non puoi più
-amarmi. Anche se in quest'ora lo credi — tutto
-è mutato, e tu non puoi amarmi più.
-Tu m'amavi perchè ero pura, lieta, gioconda — non
-sono più nulla di tutto ciò. Non vi
-è più nulla in me della Chérie che amavi. Tu
-devi dirmi addio e lasciarmi alla mia sorte.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-No! Tu sarai mia. E un giorno — tutto
-questo ci sembrerà un sogno. Avrai altri figli,
-<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span>
-figli che potrai amare, figli che ameremo
-entrambi senza rossore&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-selvaggiamente.
-</p>
-
-<p>
-E questo! questo sarà il paria esecrato,
-sarà lo spettro che s'aggirerà vergognoso e
-umiliato tra quelli più fortunati di lui!...
-</p>
-
-<p>
-No mai! mai! — Sappi che questo essere
-abborrito e maledetto mi sta nelle viscere profondamente
-come prima di nascere... mi sta
-nel cuore, mi sta nell'anima, mi sta nel sangue — più
-di te!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Più di me!
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sì, più di te. Parti Florian, parti — godi
-della nostra vittoria. Va — e scordami!
-</p>
-
-<p class="scene">
-La musica trionfante e
-i clamori di gioia s'avvicinano
-sempre più.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie, Chérie — pensa a ciò che fai.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Nulla, nulla di ciò che puoi dirmi può mutare
-la decisione che ho preso. La mia strada
-è chiara davanti a me.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Chérie ti supplico, ti supplico!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Non straziarmi con preghiere vane. Dimmi
-addio e va.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Ebbene — sia come tu vuoi. Se per te io
-non sono più nulla — vi è ancora chi mi
-chiama ed ha bisogno di me.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Ah — lo so! lo so!
-</p>
-
-<p class="scene">
-S'ode fuori l'Inno nazionale
-del Belgio.
-</p>
-
-<p>
-Senti la <i>Brabançonne!</i> il grido del Belgio!..
-La nostra patria ti chiama. Va, Florian, va.
-Da' la tua vita a lei.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-afferrandole le mani.
-</p>
-
-<p>
-Sì! Sì! a lei! Hai ragione. Non è questa
-l'ora dei rimpianti — non è questa l'ora degli
-amori! È l'ora santa e terribile della rivendicazione.
-Ora di sangue e di gloria!...
-Addio Chérie! addio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-piangendo.
-</p>
-
-<p>
-Addio.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Penserai a me?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-Sempre!
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span>
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-Anch'io. Sempre. — Come finiva la tua
-canzone della principessa prigioniera?
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un singhiozzo.
-</p>
-
-<p>
-«Io vi voglio adorar fino alla morte».
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Florian</span>
-</p>
-
-<p>
-«Io vi voglio adorar fino alla morte».
-</p>
-
-<p class="scene">
-La bacia in fronte ed
-esce.
-</p>
-
-<p class="scene">
-<span class="smcap">Chérie</span> resta immobile,
-impietrita.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Dopo un silenzio — lentamente
-come parlando
-in sogno.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p>
-A quattro passi c'è il fiume...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Si avvia verso la porta
-drappeggiata.
-</p>
-
-<p>
-... per lui — e per me.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Apre la porta. Un raggio
-lunare dalla finestra
-tonda la illumina tutta.
-Entra e chiude la porta
-dietro a sè.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Passa qualche momento.
-La lampada sulla
-tavola ondeggia e quasi
-si spegne e la stanza è
-immersa nell'ombra.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-In cima agli scalini appare
-la figuretta di <span class="smcap">Mirella</span>.
-Come un'allucinata
-essa si guarda intorno
-e i ricordi terribili
-l'afferrano, agghiacciandola
-d'orrore. Lenta
-trasognata soffermando
-lo sguardo su ogni oggetto
-noto si avanza silenziosa.
-Nei suoi occhi
-tremola il ricordo delle
-subíte atrocità.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Sempre come una sonnambula
-scende i tre
-gradini e giunta all'ultimo
-il suo occhio si fissa
-sulla porta drappeggiata
-in faccia a lei. Un'onda
-di orrore la invade;
-essa indietreggia; ed
-ora sta rigida colle spalle
-alla ringhiera nell'atteggiamento
-identico del
-suo passato martirio. — Colle
-braccia dietro a sè,
-come legata alla ringhiera,
-fissa lo sguardo
-di demente sulla terribile
-porta.
-</p>
-
-<p class="scene">
-E questa lentamente si
-muove — si apre. Il terrore
-di <span class="smcap">Mirella</span> s'accresce
-fino al parossismo,
-mentre guarda lenta aprirsi
-quella porta fatale...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Ed ecco nel vano della
-porta, illuminata tutta
-dai raggi lunari che dalla
-finestra tonda le circondano
-il capo come di
-<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span>
-una perfetta aureola — appare
-<span class="smcap">Chérie</span> col bambino
-tra le braccia. Indossa
-ancora la sua
-bianca veste, ma un lungo
-velo azzurro le cinge
-la testa.
-</p>
-
-<p class="scene">
-Vede <span class="smcap">Mirella</span> e s'arresta — immobile
-come una
-visione.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Vedendo l'apparizione,
-che le sembra divina, cade
-in ginocchio con un
-grido.
-</p>
-
-<p>
-Ah!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Fa il segno della croce
-e congiungendo le mani
-pronuncia con voce estatica:
-</p>
-
-<p>
-«Ti saluto, o Maria, piena di grazia...»
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Chérie</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Scossa da un brivido
-immenso.
-</p>
-
-<p>
-Mirella! — Sono io!
-</p>
-
-<p class="scene">
-con un grido.
-</p>
-
-<p>
-Luisa!... Luisa!...
-</p>
-
-<p class="scene">
-A <span class="smcap">Luisa</span> che appare sugli
-scalini.
-</p>
-
-<p>
-Mirella — <i>ha parlato!</i>...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-precipitandosi.
-</p>
-
-<p>
-Mirella! Mirella!
-</p>
-
-<p class="scene">
-Singhiozzando bacia le
-<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span>
-vesti e le mani della sua
-bambina.
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Mirella</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-Come svegliata da un
-sogno.
-</p>
-
-<p>
-M'era parso...
-</p>
-
-<p class="scene">
-Guarda con estatico sorriso
-<span class="smcap">Chérie</span> col bimbo tra
-le braccia.
-</p>
-
-<p>
-... m'era parso...
-</p>
-
-<p class="spk">
-<span class="smcap">Luisa</span>
-</p>
-
-<p class="scene">
-alzando il braccio con
-gesto solenne e grandioso
-verso <span class="smcap">Chérie</span>.
-</p>
-
-<p>
-Ah! sii benedetta — tu! — E il tuo bambino!
-</p>
-
-<p class="pad2 center large">
-CALA IL SIPARIO.
-</p>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span>
-</p>
-
-<h2><span class="smcap">il VALZER di MIRELLA</span></h2>
-</div>
-
-<div class="figcenter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span>
-</p>
-
-<a id="fill-190"></a>
- <img src="images/ill-190.jpg" alt="Valzer di Mirella - Annie Vivanti" />
-</div>
-
-<div class="figcenter"><a id="fill-191"></a>
- <img src="images/ill-191.jpg" alt="Valzer di Mirella - Annie Vivanti" />
-</div>
-
-<div class="footnotes">
-
-<h2>
-NOTE:
-</h2>
-
-<div class="footnote" id="note1">
-<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Nella rappresentazione, il primo atto per ordine della
-censura finiva con l'entrata in scena dei soldati
-nemici.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note2">
-<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Vedi in fondo al volume: <i>Il Valzer di Mirella</i>.</p>
-</div>
-</div>
-
-<div class="tnote">
-<p class="tntitle">
-Nota del Trascrittore
-</p>
-
-<p>
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
-minimi errori tipografici.
-</p>
-
-<p class="covernote">
-Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
-</p>
-</div>
-
-
-
-
-
-
-
-
-<pre>
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of L'invasore, by Annie Vivanti
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INVASORE ***
-
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