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If you are not located in the United States, you'll -have to check the laws of the country where you are located before using -this ebook. - - - -Title: L'invasore - -Author: Annie Vivanti - -Release Date: September 21, 2019 [EBook #60336] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INVASORE *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - - - - - -L'INVASORE - - -_Questo dramma che qui è pubblicato nel testo integrale[1] fu -rappresentato per la prima volta a Milano dalla Compagnia Talli-Melato -al Teatro Olympia nell'estate del 1915._ - -_Interpreti principali: Maria Melato, Wera Podrecca, Pina Camera, Febo -Mari._ - - - - - ANNIE VIVANTI - - - L'INVASORE - - DRAMMA IN TRE ATTI - - - - MILANO - Dott. RICCARDO QUINTIERI — Editore - Corso Vitt. Emanuele, 26 - - - - - Opere di ANNIE VIVANTI - - LIRICA L. 4. — - I DIVORATORI (Romanzo) » 3.50 - CIRCE (Il romanzo di Maria Tarnowska) » 3.50 - L'INVASORE (Dramma in tre atti) » 3. — - - - - - PROPRIETÀ LETTERARIA. - - I diritti di riproduzione, di traduzione, di rappresentazione - e di esecuzione sono riservati per tutti i paesi, compresi - la Svezia, la Norvegia, l'Olanda. - - _Copyright by Annie Vivanti Chartres 1915._ - - Per ottenere il diritto di rappresentazione rivolgersi alla - Società Italiana degli Autori, Corso Venezia, 6 — Milano. - - Tipografia «MINERVA» — Via Fontana, 16 — Milano — Luglio 1915 - - - - -_PERSONAGGI._ - - - FLORIAN AUDET — Tenente di Cavalleria. - IL CAPITANO FISCHER } - IL TENENTE VON WEDEL } Ufficiali dell'armata - IL CAPITANO GLOTZ } nemica. - IL TENENTE FELDMANN } - IL REVERENDO FRANK — Pastore Anglicano. - IL DOTTOR BELL. - DELIO AUSTIN — Tenente in un reggimento scozzese. - FRITZ — Cameriere. - CHÉRIE BRANDES. - LUISA BRANDES — sua cognata. - MIRELLA BRANDES — figlia di Luisa. - LA SIGNORA FRANK. - ANNA } - MARY } sue figlie. - JANE — Una infermiera della Croce Rossa. - NELLY } - LUCILLA } - GIOVANNA } Giovinette amiche di Chérie. - FANNY } - LINA — Cameriera. - -Il primo atto si svolge nella casa del Dottor Brandes in un villaggio -di un paese belligerante. — Il secondo atto in casa del Reverendo -Frank, in Inghilterra. — Il terzo atto di nuovo in casa Brandes. - - - - -ATTO PRIMO - - - È sera. - - Una sala d'entrata nella casa del Dottor GIORGIO BRANDES. Stile - fiammingo. - - A sinistra al primo piano tre scalini coperti di tappeto rosso - conducono a un largo pianerottolo adorno di lampade elettriche e di - piante. - - In fondo a sinistra la porta d'ingresso. Nel centro un largo - caminetto. - - A destra verso il fondo una porta a due battenti con una tenda - drappeggiata e rialzata. - - Al primo piano a destra una finestra. - - LUISA BRANDES, una bella e giovine donna, siede in atteggiamento - d'abbandono su una poltroncina. Con le mani intrecciate e tese - davanti a sè essa guarda nel vuoto; un'espressione d'abbattimento e - di tristezza è sul suo volto. - - Nel fondo MIRELLA — una fanciulletta di quattordici anni, in corta - veste chiara — s'affaccenda intorno a una tavola carica di fiori e - di dolci. - - - - -ATTO PRIMO. - - -MIRELLA - - chiamando. - -Lina! Lina! Dove sono i marrons glacés? - -LINA - - Una domestica dal viso duro e - inamabile appare sulla porta. - -Sono lì. - - Addita un piatto sulla tavola. - -MIRELLA - -Ma dove? - - alzando il piatto. - -Questi quattro miseri marroni, che paiono già rosicchiati? - -LINA - -Li avrà rosicchiati Lei. È tutto il giorno che li mangia. - - Volta le spalle ed esce. - -MIRELLA - -Ma guarda un po' che impertinente! - - Rivolgendosi a LUISA. - -Mamma! Hai sentito come mi risponde Lina? - -LUISA - - con un sospiro distratto. - -Che cosa c'è, cara? - -MIRELLA - - avanzandosi verso la madre col - piatto in mano. - -Ha detto che i marrons glacés li ho mangiati io. - -LUISA - - sorridendo. - -Sarà anche vero; no, cara? - -MIRELLA - -Quand'anche; Lina non deve permettersi di dirlo. Del resto io ne avrò -mangiato forse tre o quattro... o dodici... o così, ma non tutti. - -LUISA - - sorridendo. - -Vedo difatti che ne restano quattro. - -MIRELLA - - contando sulle dita. - -Uno per Chérie, uno per me, uno per te, poi vi sono le nostre invitate, -uno per Fanny... E per Giovanna, Lucilla e Nelly, niente! Sarà meglio -addirittura che non ce ne siano. Ti pare? - - Li mangia. - -Mamma! Cos'hai? Come sei triste! - - L'abbraccia. - -LUISA - -Ah bimba mia! Come potrei non esserlo? Tuo padre lontano... le notizie -sempre più gravi.... - -MIRELLA - -Mamma! stasera non pensare a malinconie. È la festa di Chérie e -vogliamo essere allegre. Anche papà se fosse qui avrebbe voluto che si -festeggiasse il compleanno di sua sorella, che adora tanto!... Ricordi? -L'anno scorso ha voluto che si ballasse. Vogliamo ballare anche -stasera. - -LUISA - - scattando. - -No! Non si balla col nemico in casa. - -MIRELLA - -Nemico? - - Sbigottita, guardandosi - intorno. - -In casa? Dov'è questo nemico? - -LUISA - -È vicino, Mirella! è vicino! Tu non sai che cosa ci sovrasta. - -MIRELLA - -Non pensarci stasera, mamma! Non rattristare Chérie! Vedrai come s'è -fatta bella. Mette il vestito nuovo, tutto bianco! Sembra una sposa.... - - Carezzevole. - -Tieni, mangia questo marron. È l'ultimo. - -LUISA - -No, cara, no. Chiama qui Fritz. Ho bisogno di parlargli. - -MIRELLA - -Vado. - - Mettendo in bocca l'ultimo - marron. - -Sai che anche Fritz mi fa uno strano effetto in questi giorni. È -scortese, quasi villano. Non risponde quando gli si parla... - -LUISA - -Sarà preoccupato anche lui, poveretto. - -MIRELLA - -E lo trovo sempre a sussurrare con Lina... - -LUISA - - indulgente. - -Forse si vogliono bene. Avranno idea di sposarsi. - -MIRELLA - - ridendo. - -Oh Dio!... Così brutti! Tutt'e due! - - Corre alla porta. - -Fritz... Fritz! - - Al domestico che entra. - -Andate dalla mamma. - - FRITZ, un giovane servitore, - dall'aria fosca, quasi truce, - s'avvicina a LUISA mentre - MIRELLA aiutata da LINA - s'affaccenda ancora per poco - intorno alla tavola ch'è in - fondo alla scena. Indi MIRELLA - esce, seguita da LINA. - -LUISA - - un po' timida, a FRITZ. - -Avete notizie? Vi sono novità? - -FRITZ - - Secco. - -Nossignora. - -LUISA - -Non sapete nulla di nuovo? - -FRITZ - -Nossignora. - - Ironico. - -Eccetto quello che c'è nel giornale della sera. - - Spiega un giornale e legge ad - alta voce. - -«Si crede che il primo contatto tra i belligeranti avrà luogo nelle -vicinanze di Fléron. Il nemico s'avanza dal Sud Est numerosissimo.» - - Appoggia con tono soddisfatto - sull'ultima frase. - -LUISA - - Disperata. - -Ah, ho letto, ho letto!... Ma credevo che voi forse... - - esitante. - -... avreste avuto occasione di udire qualche cosa di più. - -FRITZ - -Io? Oh, nossignora. - - Quando LUISA non lo guarda un - sorriso di scherno si disegna - sulle labbra di FRITZ. - -LUISA - -Ditemi ancora, ditemi — che cosa vi ha detto il signor dottore iernotte -quando partiva? L'avete lasciato nel treno, non è vero? - -FRITZ - -Sissignora. - -LUISA - -E che cosa ha detto? - -FRITZ - - freddo. - -Che salutassi tutti. - -LUISA - -No, no! Ripetetemi le sue precise parole... - -FRITZ - - Ironico. - -Ha detto: «Fritz, tu sei un servitore devoto e fedele...» - -LUISA - - Un poco timida e dubbiosa, - guardandolo. - -È vero... è vero! Buon Fritz! - -FRITZ - - Sempre con un sorriso ironico - e sinistro. - -Ha detto: «Lascio qui tutto ciò che ho di più caro.» - -LUISA - - commossa, congiungendo le - mani. - -Ciò che ha di più caro!... - -FRITZ - -«Mia moglie, mia figlia e mia sorella.» - -LUISA - -Sì... sì... e poi? - -FRITZ - -M'ha detto: «Difendile, Fritz, se vengono quelle belve». Ha proprio -detto così: «quelle belve!». - - Gli fiammeggiano gli occhi. - -LUISA - - ansante. - -Sì! - -FRITZ - -«Difendile», ha detto, «difendile colla vita.» - -LUISA - - Impetuosa. - -Ah! so che lo farete. - -FRITZ - - Sogghignando. - -Eh, Signora, è facile a dirsi... - - Un breve silenzio. - -LUISA - - sorridendo, con soavità. - -Fortunatamente per il momento «le belve» non ci sono. - -FRITZ - - con velato sarcasmo. - -No, no. Per il momento le belve non ci sono. - - Volge lo sguardo verso la - finestra. - -LUISA - - Un poco impressionata - dall'atteggiamento quasi - minaccioso del servitore. - -E poi... dicevate... il treno è partito... - -FRITZ - - secco. - -Ma sì! - -LUISA - - sorpresa. - -Come parlate? - -FRITZ - -Ho detto, sissignora, il treno è partito. - -LUISA - - sospirando. - -Ah, mio Dio! Quale angoscia!... Chi l'avrebbe detto! Oggi è il 4 -agosto. Dieci giorni fa nessuno pensava alla guerra. - -FRITZ - - Fissandola. - -V'era chi ci pensava. - -LUISA - - Incredula, indietreggiando un - poco. - -Da dieci giorni? - -FRITZ - - lentamente, con ferocia. - -No. _Da dieci — anni._ - - Volta le spalle ed esce. - -LUISA - - smarrita, seguendolo con lo - sguardo. - -Non capisco... - - La porta si apre bruscamente. - LINA appare sulla soglia; - anch'essa ha l'aria quasi - insolente e il volto duro e - ostile. - -LINA - -Il signor tenente Audet. - - Entra FLORIAN AUDET in - uniforme d'ufficiale di - cavalleria. - -LUISA - - Andandogli incontro, lieta e - sorpresa. - -Florian! E come mai hai potuto venire? - -FLORIAN - - salutandola affettuosamente. - -Ufficialmente... non sono qui. Sono in giro a portare degli ordini -urgenti... Devo tornar via subito. Giorgio dov'è? - -LUISA - - Angosciata. - -È partito! Pensa, Florian, partito. Hanno mandato a chiamarlo d'urgenza -iernotte. - -FLORIAN - - Colpito. - -E dove è andato? - -LUISA - -Preciso non lo sapeva neppur lui. Aveva ordine di recarsi al deposito -centrale a Tourgain. E di là l'avrebbero diretto a un'ambulanza da -campo. - -FLORIAN - -Per Dio!... Sapevo che mancavano i medici. Ma non credevo che Giorgio -partisse così presto. - - Con inquietudine repressa. - -Ma allora... siete sole voi altre tre? Voi, la piccola Mirella — e -Chérie. - -LUISA - -Sì. Siamo sole. - -FLORIAN - - Quasi parlando a sè stesso. - -Per Dio! - -LUISA - - Paurosa. - -Cosa c'è? - -FLORIAN - -Niente. - - Una pausa. - -LUISA - - Incalzando. - -Ma sì... che cosa pensi? - -FLORIAN - - parlando con lentezza grave. - -Penso che dovrete avere coraggio. - -LUISA - - sconvolta. - -Ah! Non dirmi di aver coraggio, che mi fai paura! - -FLORIAN - - ripetendo lentamente e con - enfasi significativa. - -Luisa! Dovrete avere... _molto_ coraggio. - -LUISA - - spaventata. - -Che cosa vuol dire? - -FLORIAN - -Vuol dire... che alle tre di questa mattina i nemici hanno passato la -nostra frontiera. - -LUISA - - Esterrefatta. - -Hanno passato la frontiera?! - -FLORIAN - -Sì. - -LUISA - -Sono qui — nel nostro paese? - -FLORIAN - -Sono nel nostro paese. - -LUISA - -Dove?! - -FLORIAN - -A Verviers. - -LUISA - -A Verviers! A due ore di qui!... - - Si copre il viso. - -MIRELLA - - Entra correndo con una scatola - di dolci a sorpresa in mano. - -Oh, guarda... c'è Lolò! - - Pone la scatola sulla tavola e - saluta FLORIAN afferrandogli - tutt'e due le mani e - scotendole da parte a parte - con gioia fanciullesca. - -FLORIAN - - squadrando la figuretta - leggiadra con occhi di - disapprovazione. - -Oh, che lusso, Mirella! Che cosa c'è? - - Ironico. - -Un ballo? - -MIRELLA - -Ma... la festa di Chérie! Non sei venuto apposta? - -FLORIAN - - amaramente. - -La festa di Chérie! È vero!... La festa di Chérie! - - Si accascia su una seggiola. - -MIRELLA - -Ma che Lolò! L'avevi dimenticato? Adesso glielo vado a dire. Vedrai che -cosa ti farà! - -FLORIAN - - Passandosi la mano sulla - fronte. - -Dov'è? - - La sua gravità contrasta - coll'inconscia gaiezza della - fanciulla. - -MIRELLA - -È disopra che si veste. Si fa una bellissima pettinatura, tutta a -girigoggoli che pare una torta! - - Fa per correre via. - -FLORIAN - - Trattenendola. - -No! non dirle niente... Tanto devo andarmene subito. Ma tornerò. - -MIRELLA - - Distratta, guardando la - tavola. - -Tornerai davvero? - - D'improvviso. - -Oh, guarda un po' quella Lina!... Ha dimenticato l'aranciata. - - Corre fuori a sinistra. - -FLORIAN - -Quanta incoscienza! - - A LUISA. - -Ma non dovreste avvisarle di ciò che accade... di ciò che le minaccia? - -LUISA - - Smarrita. - -Non so! non so! Giorgio mi ha detto di non spaventarle... - -FLORIAN - -Ma voi fate festa così, mentre... - -LUISA - -Oh! Io non faccio festa, Florian! Del resto non vengono che due o -tre piccole amiche di Chérie... Non mi è parso il caso di vietarlo... -rattristarla proprio oggi, che è il suo compleanno. - - Una pausa. - -E si era comperata apposta per stasera una veste nuova... - -FLORIAN - - Alzandosi e camminando in su e - in giù. - -Le donne!... Che strane creature! Il disastro è alle porte, il mondo -crolla sotto a una immane calamità... ed esse, perchè hanno delle vesti -nuove — ballano! - -LUISA - -Credi che non dovrei permetterlo?... Manderò a dire a quelle bimbe... - -FLORIAN - -Ma no... ma no! Lasciatele ballare! Povere creature. Verrà l'ora del -pianto!... Anche troppo presto. - - Stendendole la mano. - -Addio. Vado a portare questi due messaggi. Ma se posso, tornerò, -non fosse che per un istante, a salutare Chérie. Se non tornassi... -ditele... - - commosso. - -... ditele che le faccio tanti auguri. - -LUISA - -Glielo dirò. - -FLORIAN - -Ditele... - - Con improvvisa decisione - -Ah! ma tornerò. Farò in modo di tornare. - - Le bacia la mano ed esce - rapidamente. - - LUISA resta sola qualche - istante immobile e pensierosa. - -MIRELLA - - Rientrando. - -Ecco! Se non ero io, non c'era l'aranciata! - - Depone sulla tavola una - caraffa d'aranciata. - -LUISA - -Mirella... senti, bambina mia. - - MIRELLA le va vicino e - LUISA la cinge col braccio - amorosamente. - -Se mandassimo a dire alle ragazze di non venire? Ti dispereresti? - -MIRELLA - - Interdetta. - -Di non venire? - -LUISA - -Tu non capisci, cara, come è grave il momento in cui ci troviamo. -Questa guerra... - -MIRELLA - -Oh, mamma! Avevi promesso che fino a domani non ne parlavi più. Vuoi -guastar tutto? Vuoi far piangere Chérie? Eccola! Guarda come s'è fatta -bella! - -CHÉRIE - - Vestita tutta di velo bianco - è apparsa sul pianerottolo in - cima ai tre scalini. - -Signora cognata... signora nipote... ammiratemi! - - Fa una riverenza e scende con - gesto di danza i tre scalini. - -Ma che faccie avete!... Dei bronci lunghi così... - - a MIRELLA. - -Che cosa è stato? - -MIRELLA - - Alzando le spalle. - -Oh! È per questa noiosa guerra... - -CHÉRIE - - Con aria di sollievo. - -Oh... la guerra?... - - crolla anche lei le spalle. - -Temevo peggio! Credevo che tu ne avessi fatta qualcuna delle tue. - - Va da LUISA, graziosa e - sorridente. - -Luisa!... dà un bacio a tua cognata — diciottenne! - - L'abbraccia. - -E non pensare a malinconie. - -LUISA - -Ma cara, cara! Nè tu nè Mirella capite... - -CHÉRIE - -No, no, no! Stasera non vogliamo capir nulla! Domani, domani capiremo -tutto. Pensa che non si compiono i diciott'anni che una sola volta -nella vita. - -MIRELLA - -Oh, per quello, anche i quattordici non si compiono che una volta. -Avrei potuto dirlo anch'io in Aprile. - - Abbraccia anche lei LUISA. - -CHÉRIE - - rincorrendo Mirella. - -Gelosa! - -MIRELLA - - fuggendo. - -Cattiva! - - Si volta e getta le braccia - intorno al collo di CHÉRIE. - -CHÉRIE - - Facendo un giro di ballo con - lei. - -Io ho diciott'anni! Io ho diciott'anni... - -MIRELLA - - cantando. - -Io ne ho quattordici.... - -LUISA - -Chérie! Chérie, senti! Ho un messaggio per te. - -CHÉRIE - - smettendo di ballare. - -Da chi? - -LUISA - -Da Florian Audet. - - commossa. - -CHÉRIE - -Da Lolò? È stato qui? - -LUISA - -È stato qui un istante solo. Ma ha detto che se può, tornerà a -salutarti. - -CHÉRIE - - Confusa e felice. - -Tornerà! - -MIRELLA - - Per farle dispetto. - -Ma forse non potrà. - -CHÉRIE - -Perchè no? - -LUISA - -Il suo squadrone deve partire da un momento all'altro. Sono già -accampati sulla riva del fiume in attesa d'ordini. - -CHÉRIE - -Oh, povero Lolò! Avrei voluto vederlo. - - Abbassa il capo trastullandosi - col ventaglio. - -LUISA - -Non chiamarlo Lolò! Adesso sei una signorina e non devi dare dei -nomignoli a un giovinotto. - -CHÉRIE - - ridendo. - -Oh!... Lolò, un giovinotto! - -LUISA - -Ma mi pare. Un tenente di cavalleria! - -CHÉRIE - -Oh, per me è sempre lo stesso Lolò che aveva dodici anni quando io ne -avevo sei. - -LUISA - -Oggi ne hai diciotto. Non è più il caso di darsi del tu. - - Esce. - -CHÉRIE - -Ma come! Devo dare dell'illustrissimo a Lolò? - -MIRELLA - - Sempre infantilmente - dispettosa, ridendo. - -Oh, se parte! Chissà quando lo rivedrai. - - LINA, la domestica, - apre la porta, e sempre - coll'espressione di fredda - ostilità, introduce due - fanciulle vestite di chiaro - che portano dei fiori in mano. - -LINA - -Le signorine Doré. - - CHÉRIE va al loro incontro. - -FANNY - - abbracciando CHÉRIE e dandole - i fiori. - -Tanti auguri!... - -NELLY - -Tutte le felicità! - - Saluta CHÉRIE e MIRELLA. - -CHÉRIE - -Volete togliervi i mantelli?... Lina! Fai lume qui, nella mia camera... - - Apre la porta a destra. LINA, - sempre col viso impassibile, - entra a destra e vi accende il - lume. S'intravvede una camera - da letto con una finestra - tonda nel centro della parete. - - Le quattro fanciulle vi - entrano con LINA. - - La scena è vuota per un - istante. - -FRITZ - - alla porta d'ingresso. - -La signorina Valesca. - - Entra un'altra giovinetta con - una scatola di dolci e dei - fiori. - -CHÉRIE - - Uscendo dalla camera a destra - e correndole incontro. - -Oh, cara Lucilla! - - accettando il dono. - -Grazie! come sei buona. - - La conduce nella camera a - destra. - - FRITZ e LINA rimangono soli un - istante. - -FRITZ - -Lina! - -LINA - - sulla porta della camera. - -Cosa? - -FRITZ - -Ci siamo. - -LINA - -Oh Dio! - -FRITZ - - rapidamente a bassa voce. - -Tu stasera andrai a dormire in casa dei Wolkenstein. - -LINA - - agitata. - -Stasera?... - -FRITZ - -Stasera. - -LINA - -Oh, Dio! E dai Wolkenstein, sarò al sicuro? - -FRITZ - -Sì. Taci. - - Esce. - - Le fanciulle rientrano - cinguettanti e sorridenti. - -FANNY - -Chi manca ancora? - -CHÉRIE - -La Jeannette. - -NELLY - -Oh, lei si fa sempre preziosa! - -LUCILLA - -Cosa facciamo? I proverbi? - -FANNY - -Avete detto che si ballava. - -MIRELLA - -La mamma non vuole. - -FANNY - - Alla tavola del buffet, - mangiando dei dolci. - -Perchè non vuole? - -MIRELLA - -Per la guerra. Volete un po' di thè? - -FANNY - -Oh bella! Cosa c'entra la guerra? - - La porta s'apre ed entra - JEANNETTE, leggiadra e - sorridente. - -CHÉRIE - -Oh, ecco Jeannette! - - CHÉRIE abbraccia la nuova - arrivata, a cui LINA toglie - il mantello e lo porta nella - camera a destra. Tutte ridono, - chiacchierano e mangiano - dolci. - -JEANNETTE - -La mamma non voleva che venissi... - -CHÉRIE. - -Perchè? - -JEANNETTE - -Per... per la guerra. - -TUTTE - - ridendo. - -Oh! ancora la guerra! Ma che cosa c'entra? - -JEANNETTE - -C'entra, che i nemici possono venir qui! Invadere il paese... - -CHÉRIE - -Oh Dio, che paura! - -MIRELLA - -Perchè paura? Sai bene che Lina la nostra domestica dice che sono così -belli... biondi... affascinanti... - -FANNY - -Ho sentito dire anch'io che gli ufficiali sono irresistibili. Portano -il busto! Hanno il vitino piccolo e i baffi così — - - Fa il gesto di baffi rivolti - all'insù. - -CHÉRIE - -Va bene. Ma a vederli arrivar qui!... Mio Dio! Cosa si farebbe se, per -esempio, entrassero adesso? - -MIRELLA - -Oh! Io farei una bella riverenza... così... - - Fa una piroetta e una - riverenza. - -... e direi come dicono nel loro paese: _Grüss Gott!_ che vuol dire «Vi -saluti Iddio!» - -FANNY - -Mi pare una buona idea. Certo sarebbero commossi. Ci saluterebbero -così... - - saluta militarmente. - -... e tornerebbero via. - -TUTTE LE FANCIULLE - -Sì, sì! - - in coro, rivolte alla porta e - facendo riverenza a dei nemici - immaginari. - -_«Grüss Gott!»_ - -MIRELLA - - ridendo e cingendo la vita a - JEANNETTE. - -Facciamo un piccolo giro... uno solo... - - A LUCILLA. - -Tu ci suonerai un valzer. Il mio valzer...[2] - - Salgono correndo i tre gradini - e spariscono a sinistra. - -NELLY - -Oh! tu, Chérie, cantaci prima qualche cosa... - -FANNY - -O recita la canzone della Regina Myrza. - -CHÉRIE - - ridendo. - -Io no! Mi vergogno. - - Si ode un valzer suonato nella - stanza vicina. - -FANNY - -Sii buona!... Recita! - - Le porta una chitarra. CHÉRIE - siede, mentre le altre due - stanno in piedi accanto a lei. - -CHÉRIE - - accompagnandosi pianamente - mentre il valzer lontano - s'intona cogli accordi della - chitarra. - - Recitato. - - «C'era una volta una regina bella - «In un castello nero, - «Sempre rinchiusa, ahimè! per destin fiero.» - - La porta s'apre ed appare - FLORIAN AUDET. Egli si ferma - sulla soglia ad ascoltare. - -CHÉRIE - - continua a recitare, ad occhi - bassi, accompagnandosi con - sommessi accordi. - - «Ma venne un cavalier dall'armi d'oro, - «E sul veron la vide, - «E le disse: «Fuggiam, vieni, t'adoro.» - - «Ella rispose: «Il muro è alto assai, - «Ed è profondo il fosso, - «Crudel la scolta e non s'addorme mai...» - - Gaia. - - «Rapì egli all'inferno un gran tizzone, - «Ed abbruciò il castello! - «E la dama strappò dalla prigione.» - -FANNY E NELLY - - ridendo. - -Oh!... brava! brava... - -CHÉRIE - - alzando gli occhi e vedendo - FLORIAN che la guarda fisso in - viso. - - «Voi... siete il cavalier leggiadro e forte, - «Io son la prigioniera. - «E vi voglio adorar fino alla morte.» - - Le due fanciulle l'applaudono, - salutano FLORIAN AUDET, poi - corrono via a sinistra a - raggiungere le altre. Si ode - ancora il valzer suonato nella - stanza vicina. - -FLORIAN - -Ho un quarto d'ora di tempo. Sono venuto a salutarti. - -CHÉRIE - - Timida e graziosa. - -Grazie. - -FLORIAN - - Grave. - -Ho tante cose da dirti!... - -CHÉRIE - -Dimmele, Lolò... oh... - - correggendosi. - -... dimenticavo! - - si copre la bocca colla mano. - -FLORIAN - -Cosa dimenticavi? - - La musica cessa nella stanza - accanto. - -CHÉRIE - -Che non devo dirti Lolò. E che non devo darti del tu. - -FLORIAN - -E come mai? - -CHÉRIE - -No! Da oggi in poi... io sono la signorina Chérie Brandes, e tu... - - con un grande inchino. - -... sei il signor tenente marchese Florian Audet. - -FLORIAN - -Per carità! - -CHÉRIE - -Ordini di mia cognata. - -FLORIAN - -Ma perchè? - -CHÉRIE - -Perchè ho diciott'anni. - -FLORIAN - - inchinandosi. - -Non mi resta che obbedire. - - Lunga pausa. Si guardano e non - sanno che cosa dire. - -Fa caldo... _signorina!_ - -CHÉRIE - - porgendogli il ventaglio. - -Desidera... _signore?_ - - Ridono. - -Cosa sono tutte le cose che avete a dirmi? - -FLORIAN - - apre il ventaglio e fa vento - prima a sè e poi a lei. - -Non posso... signorina! Con questo nuovo regolamento, mi pare di essere -paralizzato. - -CHÉRIE - -Ma quasi quasi... a me piace! Tu mi sembri... voi mi sembrate una -conoscenza nuova. - -FLORIAN - -Io non voglio essere una conoscenza nuova. Sono Lolò, che ti tirerà le -treccie quando sei cattiva. - -CHÉRIE - -No, no! più niente Lolò. Ed io non ho più treccie... - - volge civettuola la nuca. - -Vedete?... Ti piaccio così? - -FLORIAN - -No. E bada che m'hai dato del tu. - -CHÉRIE - -Oh Dio! Anche tu! - - Un silenzio. Guardandolo. - -Io non so più come parlare... - -FLORIAN - -Neanch'io. - - Chérie lascia cadere il - fazzoletto. Florian lo - raccoglie. - -CHÉRIE - -Sentitelo! - - glielo avvicina al naso. - -È profumato! Posso profumarmi se voglio, da oggi in poi. Luisa mi ha -dato una bottiglietta... grande così... si chiama _white rose._ Dice -che sono anch'io una «white rose». Ma voi non capite l'inglese. - -FLORIAN - -Fin lì capisco anch'io — - - prendendole la mano. - -rosellina bianca! - -CHÉRIE - - odorando il fazzoletto. - -Com'è dolce! Vi piace? - - Glielo fa sentire. - -FLORIAN - -No. Volete sapere qual'è il mio profumo prediletto? - -CHÉRIE - -Sì. - -FLORIAN - -Indovinatelo. - -CHÉRIE - -Violetta?... Peau d'Espagne?... Jockey Club?... - - Ad ogni parola FLORIAN scuote - il capo. - -Oh, aspetta!... L'Origant di Coty... - -FLORIAN - -No. - - Una pausa. - -La benzina. - -CHÉRIE - -Oh che orrore. La benzina! Per cosa? Per l'automobile? - -FLORIAN - -No. Per voi. - -CHÉRIE - -Per me? - -FLORIAN - -Sì. Un giorno, forse un anno fa, si prendeva il thè, qui; e voi eravate -in collera con me, non so più per che cosa. Vi siete rovesciata una -tazza di thè sulla veste... e Luisa vi ha sgridata... Ricordate? Allora -siete corsa via a pulirvi la veste... e quando siete tornata — tutta -rossa e compunta — mi avete guardato! - - pausa. - -Sentivate di benzina in modo straordinario. - -Da allora in poi... la benzina... - - Con molto sentimento, - prendendole la mano. - -... è sempre stato il mio profumo prediletto. - - Un silenzio. - -CHÉRIE - - commossa. - -Che belle cose voi dite! Sembrano prese da un libro. - -FLORIAN - - tenero. - -No... le ho inventate io... _signorina!_ - -CHÉRIE - -Oh!... Come mi piace che mi diciate «signorina»! Non so perchè... ma... - - Pausa. - -FLORIAN - -Già. Anche a me fa quell'effetto. - -CHÉRIE - -Non ci daremo mai più del tu. - -FLORIAN - -Mai più. - -CHÉRIE - -È così rude e sgarbato. - -FLORIAN - -È vero. Vorrei avervi sempre detto signorina. Mi pare... non so come -dirlo... di avere sprecato gli anni in cui... non mi sono accorto che -eravate una signorina. Mi pare solo adesso di vedervi. - -CHÉRIE - - Alzando gli innocenti occhi su - di lui. - -Anche a me. - - Una pausa. - -FLORIAN - - Con grande tristezza. - -E adesso... devo andar via. - -CHÉRIE - -Andrete lontano? - - MIRELLA e le altre giovinette - entrano allegre. - - Prendono dalla tavola dei - dolci a sorpresa e li fanno - scoppiettare; ne tolgono - dei cappelli di carta, dei - fischietti, degli stornelli - che leggono ad alta voce. - -MIRELLA - -Sentite lo stornello! - - leggendo. - - «Fiore di rosa, - «So che m'amate e fate la sdegnosa.» - - Corre a portare due sorprese a - CHÉRIE. - -Tieni Chérie! - - Poi torna correndo dalle - altre. - -CHÉRIE - - a FLORIAN che ha guardato il - suo orologio. - -Non guardate l'ora. - - Tendendogli una sorpresa. - -Tirate... - -FLORIAN - - grave e preoccupato. - -Vorrei parlarvi. - - Tirano la sorpresa e FLORIAN - svolge distrattamente la carta - collo stornello. - -CHÉRIE - -Leggete, leggete! - -FLORIAN - - Leggendo. - - «Fiorin di pero, - «La vita è un sogno, la morte un mistero.» - - In tutta questa scena FLORIAN - si sforza a celare sotto - un'apparenza quasi gaia la - profonda angoscia che è in - lui. - -CHÉRIE - - ridendo. - -Oh! com'è poco interessante. Proviamo quest'altra. - - Tirano un'altra sorpresa A - Chérie tocca lo stornello. - Legge. - - «Fior di mimosa - «Quando vorrete sarò vostra sp...» - - s'interrompe confusa. - - Si guardano lungamente - silenziosi. - -Perchè mi guardate così grave? - -FLORIAN - -Chérie! - - Le afferra le mani. - -Devo andar via. - -CHÉRIE - -Andar via! così presto? - -FLORIAN - -Subito. Subito! Chissà quando vi rivedrò! - -CHÉRIE - -Oh, ma dove andate? A quest'ora? Il reggimento non può aver bisogno di -voi a quest'ora! - - FLORIAN sorride amaramente. - -E poi oggi è la mia festa... Mandate a dire al colonnello che andrete -domani. - -FLORIAN - - con traboccante agitazione, - sentendo inevitabile e vicina - l'ora in cui dovrà lasciar - sole le donne incoscienti. - -Ma Chérie! Non sapete dunque niente, voi? Niente? Non avete letto i -giornali? Vostro fratello, prima di partire non vi ha detto nulla? - -CHÉRIE - - Ingenua. - -Ma sì... so che vi sono state delle cattive notizie... - - Viene MIRELLA e circonda col - braccio la cintura di CHÉRIE. - -MIRELLA - - A FLORIAN. - -Dammi il tuo stornello. - - Glielo prende di mano. - -FLORIAN - - sempre agitato. - -Di ciò che accade intorno a voi — non sapete niente? - -MIRELLA - - Infantile. - -Sì, sì! io so! So che i nemici ci fanno la guerra! - -CHÉRIE - -Oh, quello lo so anch'io! - - Con una crollatina di spalle. - -Ma i nemici... la guerra... per noi donne è così lontano tutto ciò! - -FLORIAN - - Fuori di sè. - -Lontano! Ma è a quaranta chilometri da qui. - -MIRELLA - -Quaranta chilometri?... Quanto è quaranta chilometri? - -CHÉRIE - - leggiera. - -Oh — come da qui a Verviers. - -FLORIAN - - Lento e scandendo le parole. - -I nemici — sono — a Verviers. - -CHÉRIE - -A Verviers?! E che cosa fanno?! - -FLORIAN - -Che cosa fanno? - - Feroce. - -Dio! Dio! - - Con un ruggito d'ira. - -_Che cosa fanno?!_ - -MIRELLA - - Allegra. - -Bravo, Lolò. Va a vedere. Poi domani ce lo dici. - - Corre via a raggiungere le - altre fanciulle. - -CHÉRIE - -Tornerete davvero domani? - -FLORIAN - -Domani! - - Amaramente. - -Ah, no. Non domani — nè per tanti domani... Ditemi addio — piccola -white rose! - -CHÉRIE - -Addio... - - Si ode il valzer suonato - pianamente nella stanza - vicina. - - Gli dà la mano. - -Non so dirvi... quanto mi rattrista che partiate. - - Con semplicità e mestizia. - -Non ho neppur più voglia di ballare. - -FLORIAN - - Angosciato. - -Chérie!... Ditemi una parola... datemi un ricordo... qualche cosa da -portar via con me. - -CHÉRIE - -Volete questo stornello? - - Con soavità. - - «Fior di mimosa, - «Quando vorrete — sarò vostra sposa.» - - Glielo porge. - -FLORIAN - - prendendolo e recandolo alle - labbra colla mano di CHÉRIE. - -Chérie! Per nessun altro mai sarà questa piccola mano? - -CHÉRIE - - grave. - -Mai. - -FLORIAN - -Addio! Oh! vedo le lagrime nei vostri cari occhi! così puri... così -puri! si direbbe che non hanno mai guardato altro che il cielo! - -CHÉRIE - - commossa. - -Addio. - -FLORIAN - -Addio, Chérie!... - - Egli sa che questo è forse un - addio eterno. Con soffocato - impeto di dolore. - -Addio. - - Esce. - - CHÉRIE va alla finestra e sta - immobile guardando giù. - - Entra FRITZ e va rapidamente - verso di lei. - -FRITZ - - con voce dura - -Signorina — - -CHÉRIE - - volgendosi sconvolta. - -Oh... Fritz! - -FRITZ - -Devo passare. - - La prende rudemente pel - braccio e l'allontana dalla - finestra. Indi si sporge lui - a guardar fuori. Con gesto - rapido si toglie un fazzoletto - dalla tasca e lo lega - all'imposta. - -CHÉRIE - - sbigottita. - -Ma Fritz! che cosa fate?... Salutate quelli che partono? - -FRITZ - - fissandola negli occhi con - insolenza. - -No. Quelli — che arrivano. - - Esce. - -CHÉRIE - - a LUISA che rientra. - -Luisa! Hai visto Fritz? Hai sentito che cosa ha detto? - -LUISA - - terrorizzata. - -Non capisco... Mio Dio, mio Dio... - - Si guardano costernate. Le - fanciulle appaiono gaie e - ridenti sul pianerottolo, e - danzano una quadriglia. - - D'improvviso si ode lontano - il rombo d'un cannone. Tutte - si fermano. Vi è un istante di - silenzio. - -NELLY - - ridendo nervosamente. - -Che cosa sarà stato? - -JEANNETTE - -Un saluto per la festa di Chérie! - - Tutte ridono. - -LUISA - -Bimbe care — andate a casa. Lina e Fritz vi accompagneranno. - -TUTTE - -Oh... andare a casa! Ma è presto!... siamo appena arrivate...! - -LUISA - -Correte — correte! Ho paura di tenervi qui. Ho paura! - - Tutte le fanciulle si - sparpagliano come un volo - di passerette. Indossano - i mantelli celesti, rosa, - bianchi, baciano LUISA, CHÉRIE - e MIRELLA. - -Addio! Addio! - - Un secondo rombo di cannone - le ferma tutte immobili sulla - porta. - -NELLY - - tra il riso e lo spavento. - -I nemici? - -LE ALTRE - -Uh! che paura! Addio... Addio!... - - Escono. - - LUISA, CHÉRIE e MIRELLA - rimangono sole. - -CHÉRIE - - dopo un breve silenzio - guardandosi attorno. - -Non so... mi pare di essere in un sogno... - -MIRELLA - - ancora sorridendo. - - Fiorin di pero - La vita è un sogno, la morte un mistero! - -CHÉRIE - - a LUISA abbassando la voce. - -E... se... se davvero venissero qui? - -MIRELLA - -Chi?... Chi?... - -LUISA - - mettendole un braccio al - collo. - -I nemici... quelli che sono a Verviers. - -MIRELLA - - frivola e bambinesca. - -Oh, se vengono, vorrei che venissero questa sera, mentre siamo vestite -così!... - - Fa svolazzare la gonna di - tulle. - - S'ode un nuovo rombo di - cannone. - -CHÉRIE - -Luisa!... Luisa! Ho paura. - - Nasconde il volto sulla spalla - di LUISA. - -LUISA - - terrorizzata. - -Oh Dio, Dio! — Florian, dove sarà? Se potessimo richiamarlo. - - Corre alla porta. - -Fritz! Fritz!... - - Dopo un istante. - -Lina! - -LINA - - in giacca e cappello con una - borsetta in mano, freddamente. - -Sì? Cosa vuole? - -LUISA - -Ma — Lina! come parli?... E dove vai? — Dov'è Fritz? - -LINA - -È uscito. - -LUISA - -Uscito?... Ma dove è andato? - -LINA - - con un cattivo sorriso. - -Adesso andrò a vedere. - -CHÉRIE - -Ma no, Lina! Sta qui con noi!... - -LUISA - -Vi vieto di uscire. - -LINA - - con insolenza. - -Oh! Passato il tempo dei divieti. - - Esce e chiude la porta. - -CHÉRIE - -Ma che cosa accade?... - -LUISA - -Non capisco. - -CHÉRIE - -Siamo sole!... E pensa, Luisa, pensa! Se... _quelli_ venissero — che -cosa faremmo? - -LUISA - -Per carità! Non pensiamoci! - -CHÉRIE - -Ma bisogna pensare. Bisogna essere preparate a tutto. Dobbiamo -pensare... - -LUISA - -Ma, mia cara, non verrebbero qui. - -CHÉRIE - -Non credi? - -LUISA - -Qui? In casa nostra? A far che? Ma andrebbero... non so... -all'albergo... - -CHÉRIE - -Credi? All'albergo?... - - Una pausa. - -Non posso imaginare... - - Un altro silenzio. - -Già, che cosa verrebbero a fare in questo paesetto?... Cosa potrebbero -volere da noi? - -MIRELLA - - cominciando ad impressionarsi. - -Avete paura davvero?... - - Ride, nervosa. - -CHÉRIE - -Se mai... certo non verranno — ma se mai... quando picchiassero giù -alla porta, bisognerebbe dire che non li possiamo ricevere. - - S'ode fuori delle voci e un - clichettio di sciabole. - -MIRELLA - - correndo alla finestra con uno - strillo. - -Ma sono qui... - -LUISA E CHÉRIE - -No!... - -MIRELLA - -Sono qui, vi dico! Sono in cinque o sei. Non picchiano! Sono entrati. -C'è Fritz... è lui che apre la porta! Vengono su. Oh Dio, vengono su! - - Stanno tutt'e tre immobili - guardando la porta; questa - s'apre sbattuta villanamente - dal di fuori. - - Entrano il capitano FISCHER, - quarantenne, il tenente VON - WEDEL, bel giovane di ventisei - anni, e tre soldati. - -IL CAPITANO FISCHER - - guardandosi intorno senza - badare alle donne. Al tenente - VON WEDEL. - -Dunque qui, dove siamo? - -VON WEDEL - - leggendo una carta. - -Giorgio Brandes, medico e ufficiale di riserva, quattro in famiglia — -12 stanze, scuderia, due cavalli, una motocicletta, cantina, telefono. - -IL CAPITANO FISCHER. - -Uomini adulti? - -VON WEDEL - -Uno solo, il dottore. Partito iersera — per la capitale, credo. Deve -aver preso la strada di Tourgain. - -FISCHER - -C'era un nostro incaricato qui? - -VON WEDEL - -Sì, certo Fritz Müller. - -FISCHER - -Dov'è questo Müller? - -VON WEDEL - -Il domestico. Era lui dabbasso, che ci ha aperto - -FISCHER - -Ah. Vediamo le stanze. - - Consultando la carta. - -Tre a questo piano, quattro di sopra — - - A VON WEDEL gettando uno - sguardo sulle tre donne. - -Tu sta qui. - - Esce seguito dai tre soldati. - -VON WEDEL - - Sta un momento immobile - guardando da LUISA a CHÉRIE, - da CHÉRIE a MIRELLA e ancora - CHÉRIE. Un lento cinico - sorriso gli si disegna sul - volto. Poi si volge e va alla - tavola del buffet. - -Toh! Un banchetto... Si direbbe che ci aspettavate! - - Prende un sandwich. - - A LUISA. - -Vi aspettavate di vederci? O è una bella sorpresa che vi facciamo? - -LUISA - - esterrefatta. - -Signore — spero che avrete la bontà di tornar via. Mio marito non è qui. - -VON WEDEL - - ridendo. - -Ah davvero? Sono desolato. Aspetteremo che ritorni. - -LUISA - -Ma non torna stasera. - -VON WEDEL - -Ah no? Che marito poco galante!... E dove sarebbe andato? - -LUISA - - ingenua. - -A Tourgain, per la via di Landor. - -VON WEDEL - - Attento. - -Ah, per la via di Landor? — Solo? - -MIRELLA - - A LUISA. - -Taci mamma! Non dirlo! - -VON WEDEL - - Ridendo. - -Ma guarda guarda, come siamo furbe e diplomatiche! - - Ironico a MIRELLA. - -Posso chiedere alla mamma se il papà è fumatore? - - Le donne si guardano - sbigottite. - -VON WEDEL - - secco, impaziente. - -Sigari... sigarette, ne avete in casa? Sì? Andatele a prendere. Su, -donna, movetevi. Ho i polmoni che si struggono dalla voglia di un -Nestor. - - LUISA fissandolo con occhi - trasognati s'avvia lentamente - verso la scalinata — sale e - sparisce. - -VON WEDEL - - S'avvicina a CHÉRIE e MIRELLA - che indietreggiano. - -Ebbene, colombelle? Ci aspettavate dunque!... Vi siete vestite da festa -per riceverci? Eh!... - - Pizzica la guancia a CHÉRIE. - -Come ti chiami tu? - - Le due ragazze indietreggiano - terrorizzate. - -Carolina?... Eh? Maria?... Teresina?... Eh? - - Le prende il mento. - -Rispondi. - -CHÉRIE - - senza fiato - -Chérie. - -VON WEDEL - -Cosa mi dici? _Chérie?_ Caruccia anche tu. - - Si china in avanti per - baciarla. - -MIRELLA - - lanciandosi su di lui con un - grido. - -No!... No! - - Fa per percuoterlo. - -VON WEDEL - - ridendo dell'ira di MIRELLA. - -Ah, che piccola vipera!... Aspetta un po' — vedrai cosa ti faccio! - - LUISA entra portando delle - scatole di sigarette. Le - depone sul tavolo. - -VON WEDEL - - a LUISA. - -Brava. E da bere cos'avete? Qui — - - additando il tavolo. - -... non vedo che sciroppi. Sciampagna ne avete? E cognac? e rhum? e -kirsch? Portate qui tutto. - - A MIRELLA. - -Viperetta, va anche tu — e porta qui tutto. Fa presto — va — va. - -MIRELLA - -No!... - - Avviticchiandosi a CHÉRIE. - -VON WEDEL - -Hai paura che te l'ammazzi, tua sorella? - -MIRELLA - -Non è mia sorella. - -VON WEDEL - -E cos'è? - -MIRELLA - -È mia zia. - -VON WEDEL - - ridendo. - -Ah — è tua zia? Anch'io ho una zia. Ma non è così. Le scambieremo; va -bene, vipera? Ti darò la mia zia, e tu mi darai la tua. Va bene? - -MIRELLA - -No!... - -VON WEDEL - - feroce. - -Va a prendere da mangiare... corri o ti strozzo... - - MIRELLA fugge. - -LUISA - -Signore... noi... noi non siamo che donne... - -VON WEDEL - -Eh! me ne accorgo. - - Le prende il braccio. - -LUISA - - piangendo. - -Anche voi... avrete delle donne a casa vostra... - -VON WEDEL - -Oh là! là! là! Non cominciamo cogli appelli ai sentimenti nobili. -Abbiamo fame e sete. _Marsch_, buona donna. - - LUISA si volge per partire. - -E se pensate di scappare... se fra tre minuti non è tutto qui in -tavola, io mi mangio questa colombella — capite? Me la mangio — _aah!_ - - Afferra il braccio di CHÉRIE e - se lo porta alla bocca. - - LUISA esce barcollando. - - a CHÉRIE. - -Che parentela hai con quella Niobe piangente? - -CHÉRIE - - a bassa voce. - -È mia cognata. - -VON WEDEL - -Eh? Non capisco. Parla più forte. Tua cognata?... Caruccia! - - Pizzicandole il mento. - -E io sarò tuo cognato, va bene? - - Rientra il Capitano FISCHER. - Si ferma sulla porta a dare - degli ordini ai tre soldati - che lo seguono. - -FISCHER - -Direte al capitano Glotz e al tenente Feldmann di venir qui. Avranno -le due stanze all'est. Voi cenerete all'osteria e quattro ordinanze e -quattro uomini verranno a dormire qui nelle soffitte. Sarete qui alle -undici. Non vi ubbriacate. - - I soldati salutano e fanno per - partire. - -Oh! E lasciate stare le donne di malaffare. - -Capite? Non voglio che mi si avveleni il battaglione. - - Pausa. - -Donne non ne mancano. - - I soldati salutano ed escono. - -FISCHER - - avanzandosi. - -Tutto fatto. E qui si mangia? - -VON WEDEL - - Salutando. - -Sì, mio capitano. - -FISCHER - - sciogliendosi la cintura. - -Smetti pure il capitano. Qui torniamo cugini, Hans. Eh, che porcheria -d'un paese. Quell'animale d'un parroco!... Guardate qui cos'ho sugli -stivali. - - Sporge un piede. - -Fango e sangue! Bah!... E ho qualche cosa al braccio... - - Si toglie la giubba. - -VON WEDEL - -Ma sei ferito. - -FISCHER - -Già. - - Guardando CHÉRIE. - -Cosa fa quella ballerina? Venga qui. - - Le fa cenno di avvicinarsi. - -Ha paura d'un povero ferito? - - Si è tolto la giubba, e la - manica della camicia appare - macchiata di sangue. - -VON WEDEL - - Ridendo. - -È mia cognata. - - La caccia innanzi verso - FISCHER. - -FISCHER - - Ridendo. - -Tua cognata? Brutto animale! Te la sei già accaparrata? Tu mi porti -sempre via di sotto al naso ciò che c'è di meglio. Maledetti i tuoi -ventisei anni. - -VON WEDEL - - additando la piccola MIRELLA - che entra portando delle - bottiglie. - -Eh! guarda com'è carina la viperetta qui. - -FISCHER - -Peuh! Il sapor di latte non mi dice niente. - - Vede LUISA che entra recando - altre bottiglie e bicchieri. - -Oh! Ecco piuttosto... - -VON WEDEL - - con una grossolana risata. - -Quella è la Niobe piangente. - - CHÉRIE tenta fuggire ma egli - la prende per un braccio e la - trattiene. - -FISCHER - - Va incontro a LUISA e le - prende le bottiglie dalle - mani. - -Bella signora — come vedete sono malconcio. - - Additandole il braccio ferito. - -Portatemi dell'acqua calda e fatemi da suora. - -LUISA - - con voce sorda. - -Di sopra c'è acqua calda. - -FISCHER - - sdraiandosi sul divano. - -Ah, ma io la voglio qui. - -VON WEDEL - - ridendo mentre stura la - bottiglia di cognac. - -La Niobe si preoccupa dei suoi tappeti, eh? - - Sputa sul tappeto. - -Lurido paese. - - LUISA esce barcollando. - -VON WEDEL - - a CHÉRIE e MIRELLA. - -Avanti con questa cena. Servite il capitano. - - Beve. - - CHÉRIE e MIRELLA restano - immobili guardandosi in - faccia. Stanno vicine l'una - all'altra, terrorizzate e - incerte. - -VON WEDEL - - con uno scoppio di voce. - -Servite il capitano. - - Le due ragazze prendono piatti - e bicchieri e li porgono - al Capitano FISCHER che è - sdraiato sul divano. - -FISCHER - -Non voglio che un cognac. Questo braccio mi fa maledettamente male. - - A MIRELLA. - -Dite a quella donna che faccia presto coll'acqua calda. - -MIRELLA - -Sì. Lo dirò. - - Volgendosi a CHÉRIE. - -Vieni anche tu con me. - -VON WEDEL - - afferrando CHÉRIE. - -Ah già! Così scappate tutt'e due! No! Una deve sempre star qui. - - Ride. - -E noi la strozzeremo se le altre non tornano! - -MIRELLA - -Sto qui io. - - A Chérie. - -Va a chiamar la mamma. - -CHÉRIE - - ansante guardando dai due - uomini a MIRELLA. - -No! - -MIRELLA - - fissandola con grandi occhi. - -Va, ti dico. - - Mentre CHÉRIE le passa - accanto. - -E chiama Fritz! - -CHÉRIE - - piano. - -Ci ha tradite. - - Esce. - -VON WEDEL - -Eh la viperetta — - - Si sdraia in poltrona. - -ho fame. Puoi servire anche me. - -MIRELLA - - con aria selvatica e audace. - -Voi? Cosa siete voi? Tenente? Io no. Io non servo che i capitani. - - Versa un altro bicchierino di - cognac a FISCHER. - -FISCHER - - ridendo. - -Toh, Hans! Prendi e metti ciò alla bottoniera. - - Beve. - -VON WEDEL - - ridendo. - -Impertinente rospicciattolo! - - Si alza e va al tavolo. - -FISCHER - - a Mirella. - -Chissà che odio hai in cuore contro di noi! Di' la verità. - -MIRELLA - -Io? Ma niente affatto. Sono contenta che siate arrivati. M'annoiavo a -morte. E poi... io so il tedesco. - - Fa una piroetta e getta un - bacio a FISCHER. - -«_Grüss Gott!_» - -FISCHER - - ridendo. - -Quanti anni hai? - -MIRELLA - - pronta. - -E tu? - - I due ufficiali ridono. - -FISCHER - -Non hai paura di noi? - -MIRELLA - -Io — paura? Paura! - - Ride convulsa. - -Ma anzi... non ho mai visto... - - Tira un fiato come un - singulto. - -... nessuno di più bello... Vi aspettavo alla finestra... Non avete -visto? - - A FISCHER sedendogli accanto - sul bracciolo del divano. - -Ti fa sempre male il braccio? - -FISCHER - -Sì. Guarda. - - Scopre la ferita. - -MIRELLA - - con un brivido. - -Oh! - -FISCHER - -Ti fa pena? - -MIRELLA - -No, mi fa schifo. - -FISCHER - - ridendo. - -Che bel tipo! - - Entra LUISA portando una - catinella d'acqua, e serviette - e bende. - - Essa depone in terra la - catinella accanto al divano. - -FISCHER - - con ammirazione guardando - LUISA. - -Ah! ecco la mia suora di carità!... Grazie, bella signora!... Dite -un po', vostro marito è medico, non è vero? Avrete in casa qualche -disinfettante... dell'acido borico? Del sublimato? - -LUISA - -Sì. - -FISCHER - -Portatemene, vi prego. - - LUISA esce a sinistra e - ritorna quasi subito con una - fialetta in mano. - -FISCHER - - prendendo la fialetta. - -Cos'è? «Sublimato»... Ecco... una tabletta nell'acqua. Così. - - Le rende la fialetta che - essa depone sopra una mensola - dietro al divano. - -Grazie, bella Samaritana. Volete aiutarmi?... Volete fasciare la ferita -al nemico? Al nemico... ammiratore? - - LUISA s'inginocchia accanto a - lui e gli fascia la ferita. - -VON WEDEL - - a LUISA - -Dov'è rimasta la colombella? - -LUISA - -Non so... - -VON WEDEL - -Vado a cercarla. - -MIRELLA - - con un grido. - -No! Non voglio! - -VON WEDEL - -Oh bella questa! E come vuoi impedirlo? - - Va alla porta. - -MIRELLA - - precipitandosi. - -Vengo anch'io. Non voglio che tu le faccia male. - -VON WEDEL - - ridendo. - -Vieni pure, scorpioncino. - - VON WEDEL esce con MIRELLA. - -LUISA - -Mio Dio! - - Si slancia per seguirli. - -FISCHER - - Trattenendola. - -Restate qui. Von Wedel non le farà nulla. - - Mostrandole il braccio. - -Guardate piuttosto che ferita profonda!... E voi... me ne fate -un'altra, guardandomi con quegli occhi così dolci e paurosi. - -Avete paura di me? - - Pausa. - -LUISA - - con un singhiozzo. - -Sì. - -FISCHER - -Perchè? Non sono un selvaggio... non vi farò niente. Siamo più teneri -noi altri nordici colle donne, che non i vostri egoisti d'uomini. - - Accarezzandole il viso. - -Assai più teneri... - -LUISA - - scoppiando in pianto. - -Per pietà!... per pietà! - -FISCHER - - bonario. - -Ma sì, ma sì, avrò pietà. Non è un oltraggio dirvi che siete bella e -che mi piacete... - - La porta si apre ed entrano - il Capitano GLOTZ e il tenente - FELDMANN. - -GLOTZ - - sulla porta. - -Ma guarda un po' che dolce quadro d'intimità!... Ti disturbiamo? - -FISCHER - - alzandosi. - -No — no! venite. Ho trovato una Samaritana che m'ha fasciato la ferita. -Avete messaggi? - -GLOTZ - -Niente. Per stasera si sta qui. Domattina alle cinque si prosegue su -Tirlemont. - -FISCHER - -Avete pranzato? - -FELDMANN - -Niente. Siamo affamati. - -GLOTZ - -Qui c'è da sfamarsi... - - Spingono la tavola verso il - centro. - - Entra VON WEDEL conducendo - pel braccio CHÉRIE, che ha - uno scialletto sulle spalle, - seguita da MIRELLA che piange. - -VON WEDEL - -Preda di guerra!... Voleva fuggire, la colomba. Per punirla le -legheremo le ali. - - Toglie lo scialletto a CHÉRIE - e fa per legarle le braccia - dietro alle spalle. - -MIRELLA - - strillando. - -Non voglio. - - Con impeto d'infantile - ira alza la mano per - schiaffeggiare VON WEDEL. - -VON WEDEL - - Afferrandole il braccio e - torcendoglielo con finta - collera. - -Ah! E a questo scorpioncino schiacceremo la testa. - -FISCHER - - paterno. - -Via, lasciale stare, Hans. - -GLOTZ - - sempre a tavola. - -I piagnistei mi guastano l'appetito. - - Sogguardando le due fanciulle. - -Cosa sono? Paiono ballerine. - -FELDMANN - - mangiando. - -Brave!... Brave! Se è così, ballate per divertirci. - -FISCHER - - facendo sedere LUISA accanto a - lui sul divano. - -Sorridete un poco, suora di carità! Bevete un sorso di champagne con me. - - Le porge il suo bicchiere - -LUISA - -No! no! - -FISCHER - -Prego... un sorso... - -FELDMANN - -Al capitano bisogna obbedire. - - Anch'egli siede accanto a - LUISA sul divano e le prende - le mani. - -LUISA - - piangendo. - -Per pietà!... La casa è vostra... ma lasciateci andar via... ve ne -imploro. - -GLOTZ - - Che non ha smesso di mangiare. - -Ma sì. Mandatele via tutte quante! Mi guastano l'appetito. - -VON WEDEL - -Mia cognata no. La voglio qui. - - Mette lo scialletto intorno a - CHÉRIE stringendone le braccia - dietro le spalle. - - A MIRELLA. - -Rospo... tu puoi andare a letto. - -MIRELLA - -No! non vado a letto. Sto qui. - - A FISCHER. - -Vero, capitano, che mi fai star qui?... - - Vedendo sua madre che piange - seduta tra FISCHER e FELDMANN - sul divano. - -Perchè fai spavento a mia mamma? Lasciala andare, e parla con me. Io -non ho paura... - -LUISA - - piangendo. - -Mirella, Mirella, va via! - -FELDMANN - - Prendendo la chitarra. - -Chi fa musica di voialtre? - -VON WEDEL - -Sarà il rospo! - - Ride forte. A CHÉRIE. - -Oppure sei tu, colombella? - - L'attira a sè. - -CHÉRIE - - singhiozzando. - -Lasciatemi. - -MIRELLA - - D'improvviso guardandosi - intorno. - -Ah! - - Con uno strillo terribile. - -Mamma, mamma! Ho paura! Mandali via. Mandali via! Ho paura! - -GLOTZ - - sempre a tavola. - -Questa qui mi dà fastidio davvero. Mi rovina la digestione. - - A FELDMANN. - -Portala via e chiudila in soffitta. - -FELDMANN - - ridendo. - -Sta bene. In soffitta ci sono otto soldati — - - Abbranca MIRELLA. - -LUISA - - con un urlo, strappandosi alla - stretta di FISCHER. - -No! no... Dio! - - Cade in ginocchi davanti a - FISCHER. - -Non permettete!... - -FISCHER - - severo a FELDMANN. - -Non permetto. - -FELDMANN - -Allora, dove la metto? Se al capitano Glotz fa venire l'indigestione... - -VON WEDEL - -Chiudila in cantina. Lì c'è nessuno... - - Ridendo. - -... eccetto sorci e rospi e ragni come lei. - -FISCHER - - bruscamente a FELDMANN. - -Chiudetela davvero in cantina. Sarà meglio. E voi... - - Con un'occhiata severa. - -... tornate qui subito. Capite? Subito. - -FELDMANN - -Capisco. - - Saluta, e porta fuori MIRELLA - che piange e si dibatte. - -FISCHER - - A LUISA. - -Non piangete, signora. Ringraziatemi piuttosto. - - Additando VON WEDEL e GLOTZ - che bevono il cognac. - -Non capite che per la vostra bambina è meglio così? - -LUISA - -Lasciate andare anche noi... anche noi... - -VON WEDEL - -Che cosa dice? Vuol andare in cantina anche lei? - - Ride sguaiatamente. - -La mia cognatina in nessun modo va. Che ne dici, Glotz? - -GLOTZ - - Senza alzare gli occhi. - -Ho fame io. - - Si indovina nel contegno - burbero di GLOTZ un celato - desiderio di venire in aiuto - delle donne e salvarle per - quanto è possibile dalla - brutalità degli altri tre. - -VON WEDEL - -Ho fame anch'io. - - Stringendo CHÉRIE. - -Da tanto tempo digiuno! - -CHÉRIE - -Non mi tenete così... scioglietemi le braccia. - -VON WEDEL - -No, no. Mi piaci così... in mio potere. - - Avvicina il suo viso al viso - di CHÉRIE. - -Non chiudere gli occhi. Guardami bene in faccia. Son brutto? No, eh? -Adesso bevi questo cognac. - - Le mette il bicchiere alle - labbra. - -_Eins — zwei — drei_ — bevilo! - - CHÉRIE distoglie il volto. - -FISCHER - - Sempre sul divano, a LUISA - che s'è gettata in ginocchio - davanti a lui. - -Ma non vi disperate così. Alla vostra bambina non accadrà nulla. -Andiamo pure a vedere... - - Si alza. - -Ma è un buon uomo, Feldmann. Tutt'al più le avrà dato qualche scoppola -per farla star zitta. Andiamo, andiamo... non piangete... - - Escono. - -GLOTZ - - venendo avanti. - - A VON WEDEL che tiene sempre - serrata nello scialletto la - piangente CHÉRIE. - -Cosa tormenti le donne, tu? Non sarebbe meglio mandarla a farci del -caffè? - -VON WEDEL - - A CHÉRIE. - -Quell'uomo è brutale. È tutto stomaco. Io no. Sono tutta poesia. - - Beve il cognac e abbraccia - CHÉRIE. - -GLOTZ - - sedendole dall'altro lato. - -Non gli credete. È più brutale lui di me. - - Accende una sigaretta. - -La disturba il fumo, signorina? - -VON WEDEL - -Ma no... fuma anche lei — guarda! - - Si sporge avanti e le caccia - una boccata di fumo sulle - labbra. - -Bella mia, se non bevi... guarda che ti dò da bere, io — allo stesso -modo... come t'ho dato io il fumo. Capisci?... O non capisci? - - Le porge un calice di - champagne e la forza a bere. - -CHÉRIE - - singhiozzando. - -Mio Dio! Mio Dio! Non c'è nulla, nulla ch'io possa dirvi perchè abbiate -pietà? - -VON WEDEL - -Che male ti facciamo? Ecco, guarda, ti sciolgo le braccia. - - Toglie lo scialletto col quale - la teneva prigioniera. - -CHÉRIE - - Coprendosi il volto. - -Orrore!... Orrore!... - -VON WEDEL - - ridendo. - -Ma che? Che cosa è un orrore? Glotz, qui, è un bel giovane... E -anch'io... Via, non mi pare di essere ripugnante. - -GLOTZ - -Guardi, signorina. Se vuole assicurarsi la nostra benevolenza non -piagnucoli così. Pensi che da tre giorni non vediamo che lacrime, -non udiamo che lamenti ed urli. Non ci fanno proprio più nessuna -impressione. - -VON WEDEL - -Anzi, ci urtano i nervi. Se tu ridessi, ballassi, cantassi, faresti di -noi ciò che vuoi tu. - -GLOTZ - -Già. Divertiteci un poco!... Affascinateci!... domateci! - -VON WEDEL - -E bevi dell'altro champagne. - -CHÉRIE - - Beve. - -Non piangerò più. Non piangerò più. - - Ripresa dal terrore. - -Ma non farete nulla alla piccina! - -VON WEDEL - -Al rospo? Chi vuoi che lo tocchi? - -CHÉRIE - -Nè a mia cognata. - -GLOTZ - -Niente, niente. Non faremo niente a nessuno. La Niobe, del resto, è -sotto l'ala del capitano Fischer che ha moglie e figli a casa. - -CHÉRIE - -Ah! - - Con un gran sospiro. - -Ha moglie... e figli?... - -VON WEDEL - -Sì, la moglie è grassa così! - - CHÉRIE sorride. - -E cinque figli. - -CHÉRIE - - sorridendo. - -Oh Dio! Che bella cosa... Mi piace pensare che ha cinque figli... Non -so perchè, ma mi sento un po' più rassicurata... - - Con ingenuità soave a VON - WEDEL. - -Voi non li avete... cinque figli? - -VON WEDEL - - Facendola bere. - -No. Noi no. Ma li potremmo avere. - -GLOTZ - -E subito! - -VON WEDEL - -E con entusiasmo! - -CHÉRIE - - Guardando dall'uno all'altro. - -Mi pare di avere un po' meno paura di voi... - -GLOTZ - -Eh! lo champagne... - -VON WEDEL - -E il nostro fascino personale... - -CHÉRIE - -No. No. È perchè avete detto che vi piacciono i bambini. Allora non -potete essere proprio cattivi... - -VON WEDEL - - ridendo. - -I bambini! Ma sono una passione per noi. Non pensiamo ad altro... - - Le bacia la nuca. - -CHÉRIE - - Ritraendosi. - -Non fate così! - -GLOTZ - -Bevete una goccia anche dal mio bicchiere. - -CHÉRIE - -No — no! Ho paura che mi vada alla testa. - -VON WEDEL - -E quand'anche? Che male ci sarebbe? - - Feroce. - -Avanti! - - La forza a bere. - -CHÉRIE - - Già briaca, sorridendo. - -Ma pensate un po'!... Se io mi ubbriacassi... - - Ride. - -VON WEDEL - -Adesso ci canti qualche cosa. - -CHÉRIE - -Oh! mi gira la testa. - -GLOTZ - - prendendo la chitarra. - -Non importa. Io tengo la chitarra e tu la suoni. - - L'attira a sè. - -VON WEDEL - - Irritato, a GLOTZ. - -Non far l'imbecille. - -GLOTZ - - un po' brillo. - -Tu accoppati... - - Mette un braccio intorno a - CHÉRIE. - -VON WEDEL - - Feroce. - -Vuoi litigare? - -GLOTZ - -Io no. T'amo troppo. - - Mette l'altro braccio intorno - a VON WEDEL. - -VON WEDEL - -Allora beviamo alla fratellanza! — Vieni qua, colomba, che t'insegniamo -a bere alla fratellanza come fanno gli studenti tedeschi. - - Dà un calice a GLOTZ, uno a - CHÉRIE, e ne prende uno per - sè. - -GLOTZ - - cantando. - -«_Cram pim — pam — pampuli! Crampampuli!_» - -VON WEDEL - - Intrecciando le braccia con - quelle di CHÉRIE e di GLOTZ. - -«_Immer fidel und sans-souci — trink'ich mein Glass crampampuli._» - -GLOTZ E VON WEDEL - -«_Cram pim — pam — pampuli — Cram pampuli!_» - - bevono. - - La porta s'apre... MIRELLA - pallida stravolta colla veste - lacera appare sulla soglia. Si - arresta un istante immobile - con gli occhi sbarrati - guardando CHÉRIE tra i due - uomini ubbriachi. - -CHÉRIE - - Tra il singhiozzo e le risa. - -Mirella... Mirella... - - corre da lei. - -MIRELLA - -Dio!... Dio!... - -CHÉRIE - - avvicinandola. - -Ridi... devi ridere! Hanno detto che se ridiamo non ci fanno niente... - -MIRELLA - - Guardandola con terrore. - -Dio!... Dio!... - -VON WEDEL - - Volgendosi e vedendo MIRELLA. - -Oh! ecco il rospo!... Sei stata in cantina, rospo? - - ride sguaiato. - -MIRELLA - - Sottovoce e ansante a CHÉRIE. - -La mamma... l'hanno presa di forza e chiusa in camera... - -CHÉRIE - - Passandosi una mano sulla - fronte e cercando di tornare - in sè. - -Corri fuori... corri... cerca aiuto... - -MIRELLA - -Siamo imprigionati in casa! Vi sono due soldati sulla porta... Ho -voluto passare... allora uno m'ha dato un pugno... e l'altro... l'altro -ha cercato di stringermi... non so... di stritolarmi... - -VON WEDEL - -Olà! Cosa mormori, rospiciattolo? Va via, va via. - -MIRELLA - - Terrorizzata a CHÉRIE. - -Perchè, perchè mi mandano via? Cosa vogliono farti? - -CHÉRIE - - smarrita. - -Non lo so, non lo so... - -MIRELLA - -Ti ammazzeranno? - -CHÉRIE - -Forse... Non piangere! Se piangiamo ci ammazzano tutt'e due. - -VON WEDEL - - Cantando mentre GLOTZ - strimpella sulla chitarra. - -«_Immer fidel und sans-souci — trink'ich mein Glass crampampuli_».. - -CHÉRIE - -Se potessimo spaventarli... - -MIRELLA - -O ucciderli. - -CHÉRIE - -Ti guardano! Ridi, Mirella, ridi! - - Poi, appena VON WEDEL si - rivolge a parlare con GLOTZ. - -Se potessimo pensare a qualche cosa!... per farli andar via! - - Vedendo FISCHER che entra. - -Senti, ho un'idea — - - Susurrano insieme. - -GLOTZ - - A FISCHER, che è rientrato. - -Oh, capitano! E dove siete stato? - -VON WEDEL - - con una risata grossolana. - -Hai consolato la piangente Niobe? - -FISCHER - - Depresso, come chi ha commesso - una vile azione, e ne è - pentito. - -Bah! lurido mondo. - -VON WEDEL - -Ma non hai mangiato, tu? - -FISCHER - - amaramente. - -Eh va! ho pranzato e cenato. Vado a dormire. - -GLOTZ - -Un momento, capitano. - - Si toglie di tasca una carta - topografica e la spiega - davanti a FISCHER. I tre - uomini si consultano, parlando - a bassa voce tra loro. - -CHÉRIE - - Che ha preso dalla mensola la - fiala di sublimato corrosivo — - piano, a MIRELLA. - -Io lo farò. - - Va in punta de' piedi alla - tavola e, cauta, mentre gli - uomini non l'osservano, prende - la bottiglia di cognac. - -MIRELLA - - Fuori di sè. - -Non farlo! Non farlo! Ti vedranno. - -CHÉRIE - -Lo so! Oh Dio, Dio! Non ne ho il coraggio! - - Rimette sul tavolo la - bottiglia di cognac. - -MIRELLA - - colpita da un'idea. - -Ma potremmo dire che... l'abbiamo fatto! Così si spaventerebbero e -andrebbero via. - -CHÉRIE - -Oh! No! ci ucciderebbero subito. - -MIRELLA - -Credi? - -CHÉRIE - -Sì, sì, credo. Ma quasi — lo preferirei. - -MIRELLA - - spaurita. - -Preferiresti — che ci uccidessero subito? Ma cosa dici! Perchè? - -CHÉRIE - -Non so perchè. Ma sento che lo preferirei. - -VON WEDEL - - separando CHÉRIE da MIRELLA. - -Basta di susurri... - - Alzando tra le braccia CHÉRIE - e facendola sedere sul tavolo. - A FISCHER. - -Guarda cugino! Una colombella briaca... - - CHÉRIE ride debole e - insensata, tenendo chiusa - nella mano la fialetta di - sublimato. - -FISCHER - -Lasciate stare le donne. - - Esce. - -VON WEDEL - -Già. Sazio lui, esaurito l'argomento. - - A GLOTZ, additando CHÉRIE. - -Guarda un po', Glotz, come è bella quando ride! - - CHÉRIE ride guardando - MIRELLA che si mette a ridere - nervosamente anche lei. - -GLOTZ - - Guardando dall'una all'altra. - -E perchè ridete così? - -VON WEDEL - -È il vino. - -CHÉRIE - -No, no! Non è il vino... - -VON WEDEL - -E allora che cos'è? - -CHÉRIE - - sempre ridendo. - -Penso... che se sapeste ciò che so io — non sareste qui! - - ride come presa - dall'isterismo. - -VON WEDEL - -E dove saremmo? - -CHÉRIE - -Sareste... dal dottore! - -VON WEDEL - -Ma ci siamo! - -CHÉRIE - -Appunto perchè ci siete, andreste, correndo... da un altro dottore! - -MIRELLA - -Sì, sì! correndo! - - ride. - -VON WEDEL - -Cosa vuol dire? - -GLOTZ - - a VON WEDEL. - -Vuol dire che ha bevuto troppo. - -CHÉRIE - -No... no!... siete voi — voi, che avete bevuto troppo — da quella -bottiglia! - - Addita la caraffa del rhum che - i due hanno quasi vuotata. - -GLOTZ - - sconvolto. - -Eh? - -MIRELLA - -Già... proprio da quella bottiglia... - -CHÉRIE - -Ormai... - - ride. - -... avete bevuto! - -MIRELLA - - battendo le mani. - -Già... già... ormai avete bevuto... - -CHÉRIE - -E fareste meglio ad andare subito dal dottore... - -MIRELLA - -Subito... subito! - -VON WEDEL - -Che storie sono queste? Sei ubbriaca — vero? - - Le afferra il braccio. - -CHÉRIE - -Sì... sono ubbriaca... o non avrei detto... ciò che ho detto. - -GLOTZ - - a VON WEDEL. - -Che cosa tiene in mano? Guarda un po'... - -CHÉRIE - -Niente... niente. - - Cela ostentatamente dietro - alla schiena la fialetta del - sublimato. - -VON WEDEL - -Dà qui. - - forzandola ad aprire la mano. - -Cosa diavolo? - - Le toglie di mano la fialetta - e legge esterrefatto. - -«_Sublimato corrosivo!_» Sublimato!... - - Lanciandosi su CHÉRIE. - -Ah! strega!... canaglia!... - -CHÉRIE - - scoppiando in pianto. - -Ma no! no... non ho fatto niente — - -MIRELLA - -Non ha fatto niente! - -GLOTZ - - a VON WEDEL. - -Lascia stare, va! Ce ne saremmo accorti. - -VON WEDEL - -Oh per Dio... se non l'hanno fatta ce la volevano fare. - -CHÉRIE - -No! no! Non è vero. - -VON WEDEL - -Vero o non vero — me la pagherai. - - CHÉRIE balza dalla tavola e - fugge verso la porta a destra. - GLOTZ l'afferra e la ferma. - -MIRELLA - - strillando. - -Ma abbiamo fatto per ridere... - -CHÉRIE - -Per ridere... - -VON WEDEL - -Sta bene — adesso rideremo! Anche noi! - - Afferra CHÉRIE che - indietreggia contro la porta - drappeggiata. - -MIRELLA - - balzandogli adosso come una - tigre. - -Lasciatela! lasciatela! - -VON WEDEL - - aprendo col piede la porta e - guardando nella camera ancora - illuminata. - -Bene! Tutto quel che ci vuole!... Glotz! legala al letto! - - Afferrando MIRELLA. - -Quanto a te, scorpione, t'insegnerò io a mentire. - -MIRELLA - - strillando. - -Ah, mi uccidi? - -VON WEDEL - -Aspetta, aspetta... - - Con una sciarpa rimasta su di - una sedia la lega rapidamente - alla ringhiera. MIRELLA - piange. - -CHÉRIE - - Che s'è inginocchiata ai piedi - di GLOTZ. - -Perdonatemi — perdonatemi! lasciatemi andare! Ho detto per farvi paura. -Ho detto per ridere... non abbiamo fatto niente, niente! - -GLOTZ - - crollando le spalle. - -Lo so, lo so. Non urlare. Tanto andava lo stesso a finire così. - - Guardando VON WEDEL. - -È un bruto quello lì. - -CHÉRIE - - cingendogli i ginocchi. - -Salvatemi... salvatemi! Oh mio Dio, cosa mi farà? - -GLOTZ - -Bah! Se non è lui è un altro. Guai ai vinti, povera creatura. - -CHÉRIE - -Oh, voi siete buono — lo so che siete buono, lasciatemi fuggire — - - Di fuori si odono voci di - soldati ubbriachi che cantano - «_Deutschland über Alles_». - -GLOTZ - -Dove volete fuggire? Sentite — sentite i soldati ubbriachi. L'inferno è -scatenato. - -VON WEDEL - - Che ha legato stretto MIRELLA - alla ringhiera col piccolo - viso folle di paura rivolto - alla porta aperta della camera - da letto. - -Ecco — e tu starai qui — starai qui — a vedere! - - Va verso CHÉRIE e fa per - trascinarla verso la camera. - - A GLOTZ - -Prendila per i piedi... - -GLOTZ - -Io no. - -VON WEDEL - -Vigliacco! - -GLOTZ - -Vigliacco tu! - - Apre la porta ed esce. Sulla - soglia incontra FRITZ che - entra. - -MIRELLA - -Fritz! aiuto — aiuto! - -CHÉRIE - - con un grido di gioia. - -Ah, Fritz!... - -FRITZ - - con sogghigno beffardo. - -Oh! guarda, guarda! La santarellina che da un anno fa la superba con -me!... - - L'afferra, e con VON WEDEL la - trascina nella camera vicina. - - La porta resta aperta. - -MIRELLA - - sola, legata alla ringhiera, - pazza di terrore. - -Ah! no! — no! — no... - - I suoi occhi si dilatano per - l'orrore di ciò che vede. - Si dibatte, si contorce, - strilla... e traverso i suoi - urli di creatura torturata si - indovina l'atroce misfatto che - si compie davanti a lei. - - Nella strada passa una banda - militare; le fiamme d'una - casa incendiata illuminano la - scena. - - - CALA IL SIPARIO. - - - - -ATTO SECONDO - - - Un paesaggio di campagna inglese. - - Un terrazzo con sfondo di giardino in casa del Reverendo FRANK, - pastore Anglicano. - - La Signora FRANK seduta in una poltrona di vimini lavora ad una - sciarpa di lana grigia. - - DELIO ALLEN, nell'uniforme khaki d'ufficiale degli Highlanders - Scozzesi, a cavalcioni su una seggiola regge una matassa di lana - grigia che MARY svolge e raggomitola. - - ANNA in veste da tennis siede su uno sgabello facendo saltellare - sulla racchetta delle palle da tennis. - - Le due fanciulle sono giovanissime, gaie e graziose. - - - - -ATTO II. - - -MARY - -Delio! Ecco la quarta volta che lasci cadere la lana. Sei noioso. - -DELIO - -Mille scuse, severissima cugina. - -ANNA - - Lanciando a DELIO una occhiata - ridente. - -Trovo che Delio è veramente più decorativo che utile. - -DELIO - -È già qualche cosa. Potevate benissimo avere un cugino che non fosse nè -l'uno nè l'altro. - -LA SIGNORA FRANK - - sorridendo. - -Fate dei discorsi molto stolti. E alla vigilia della partenza di Delio -per il fronte non dovreste rammentare di lui che le sue molte virtù. - -ANNA - -Oh! come la mamma lo protegge! - -MARY - -La virtù di tener dritta una matassa Delio non l'ha davvero. Preferisco -due sedie. - - Toglie la matassa a DELIO, - la mette sulle spalliere di - due sedie e vi gira intorno - dipanando la lana. - -DELIO - -Collocato a riposo! - - Alla Signora FRANK. - -Cara zia, se le tue figlie non fossero tue figlie direi che sono due -tigri ircane. Domani parto per le trincee — ed esse oggi dichiarano di -preferire alle mie volonterose braccia due vili insensibili sedie. - -LA SIGNORA FRANK - -Hai ragione, Delio. Queste nostre ragazze inglesi a forza di sport e di -educazione superiore non hanno più sentimento. - -MARY - -No. Siamo prosaiche, pratiche, positive. - - Si vede giungere in fondo - al giardino la figura mite e - dignitosa del reverendo WALTER - FRANK pastore Anglicano. - -Ah, ecco Papà! - - Gli corre incontro; anche - ANNA va incontro al padre - e ciascuna gli prende - amorosamente il braccio. - -LA SIGNORA FRANK - - al marito. - -Hai già finito i tuoi appunti per la predica di domani? - -MARY - - subito. - -Sì, sì, li ha finiti! - -ANNA - -E in nessun modo lo lasciamo tornare a rinchiudersi in casa. Vero, papà? - -IL REVERENDO - -Non li ho finiti, mie care. È venuto il missionario di Kingsway a -dirmi tante cose tristi. Voglio soltanto rammentarvi che uno dei -nostri reggimenti Scozzesi passa di qui tra poco. Non vorrei che lo -dimenticaste. - -ANNA - -Mai più! - -MARY - -No, no! tutto è preparato laggiù sul terrazzo. Una cesta di arancie, -molti pacchi di cioccolatte e sigarette, e tutte le sciarpe di lana... - -ANNA - - alla madre. - -Questa che fai tu, è pronta? - -LA SIGNORA FRANK - -Sì — ecco, puoi prenderla. - - facendone un piccolo rotolo - legato. - -ANNA - -È la venticinquesima! - -IL REVERENDO - -Brave! Ecco venticinque soldati che non sentiranno freddo al collo per -merito vostro... - - ANNA corre a portare la - sciarpa in fondo al terrazzo. - -LA SIGNORA FRANK - - a suo marito. - -Che cosa ti ha detto il missionario? - -IL REVERENDO - -Che sono arrivati anche oggi altri treni di profughi in condizioni -desolanti. Mi dice che abbiamo qui delle migliaia di questi infelici. - -LA SIGNORA FRANK - -Delle migliaia! - - Con rammarico. - -E noi non ne abbiamo accolti che tre. - -ANNA - -Oh! Gli Smith che sono milionari ne hanno una sola, e le fanno fare la -sguattera. - -IL REVERENDO - -Anna! Non parlar male del prossimo. - -ANNA - -Ma è vero, babbo mio! E anche i Webster hanno licenziato le loro serve -e fanno far tutto alle due profughe di Liegi che a casa loro erano -signore dell'aristocrazia. Bel modo di fare la carità. - -IL REVERENDO - -Cara Anna, per due famiglie che approfittano delle altrui disgrazie, -ve ne sono centinaia che sono caritatevoli davvero. Quanto a voialtre -spero che avrete tutti i riguardi per le infelici che noi ospitiamo. - -ANNA - - ridendo. - -Oh, Mary non fa che correre in su e in giù con tazze di thè, tuorli -d'uova sbattute e fiori. - -DELIO - -E mi ha portato via tutti i miei romanzi francesi per prestarli a -quelle donne. Anche il mio Balzac, edizione di lusso. - -MARY - -Non ti vergogni di lagnartene? - -ANNA - -Fanno una tale pietà!... Hanno tutt'e tre tanta paura negli occhi! -Paiono folli di spavento. - -MARY - -La più piccola non ha mai aperto bocca dacchè è arrivata. Credo che sia -muta. - -IL REVERENDO - -Al comitato mi hanno detto che erano ottime persone — moglie, figlia e -sorella di un dottore. - -ANNA - -Misericordia! E paiono pezzenti. - -MARY - -Paiono spaventa-passeri! - -IL REVERENDO - -Povere creature! - - Si alza. - -Adesso vado a terminare i miei appunti per la predica di domani. Ho -scelto per testo: «Nutrite le mie agnelle.» - -ANNA - -Ma torna presto, papà. - -IL REVERENDO - -Starò pochi minuti. - -MARY - - affettuosa. - -Fa una predichetta breve!... - - Il Reverendo sorride e rientra - in casa. - -ANNA - - a sua madre. - -Vuoi lasciarmi prestar qualche veste a quelle poverette? C'è la mia -«princesse» lilla che per la piccina andrebbe benissimo... - -MARY - -E qualche mia camicetta, e la mia sottana di piqué bianco... - -ANNA - -Per Chérie il mio vestito rosa starebbe come dipinto — - -LA SIGNORA FRANK - -Adesso non esagerate. I grandi entusiasmi di voialtre ragazze non -durano mai. - -DELIO - - che ha ripreso la matassa di - lana. - -Già. Io ne so qualche cosa. - -ANNA - -Tu? Che cosa sai? - -MARY - -A che cosa alludi?... E prova a tener tese queste braccia. - - Dipana la matassa. - -DELIO - -Ma io ero uno dei vostri grandi entusiasmi. Appena arrivato da Oxford -era «cugino Delio!» qui — «cugino Delio!» lì — «Delio ci insegnerà il -tango» — - -ANNA - -Ma se il tango non lo sapevi neppur tu! - -DELIO - -Questo è un dettaglio. — «Delio ci insegnerà a nuotare» — - -MARY - -E vuoi che facciamo dei bagni adesso, in ottobre? - -DELIO - -«Delio deve giuocare con noi al tennis! Delio, vieni a giuocare al -Lacrosse!» - -ANNA - -Già! al Lacrosse ci hai dato delle stangate sulla testa che abbiam -dovuto stare a letto otto giorni. - -MARY - -E per poco non ci veniva la meningite. - -DELIO - -Sì... sì... va benissimo! Ma il fatto sta che io ero uno dei vostri -grandi entusiasmi, e che adesso non lo sono più. E domani vado al -fronte... forse a morire! - -ANNA - -Oh! se muori ridiventerai un nostro grande entusiasmo. - -MARY - -Anche se torni ferito ti adoreremo. - -ANNA - -Ti cureremo!... ti fasceremo le membra mutilate. - -MARY - -Ti appoggerai su di noi invece che sulle stampelle. - - Finisce la matassa. - -DELIO - - alzandosi. - -Ma insomma — occorre proprio essere storpi o monchi per farsi voler -bene da voi? - -MARY - -Capirai bene che non possiamo intenerirci per i mali che non hai. - -ANNA - -Per i dolori che non soffri. - -DELIO - - sentimentale. - -E che cosa ne sapete voi delle mie sofferenze? - -MARY - - Scorgendo il Dottor BELL che - arriva. - -A proposito di sofferenze — ecco il dottore! - -LA SIGNORA FRANK - -Oh buon giorno, caro dottore. - - Va incontro al Dottor BELL che - entra. - -IL DOTTORE - -Buongiorno, signora Frank... Salute, care figliole. - - Le ragazze lo salutano - amicamente. - -Ah, Delio!, e quando si va al fronte? - -DELIO - -Domani, dottore. - -IL DOTTORE - -Domani? Bene! — Auguri! - - Gli stringe forte la mano. - -DELIO - -Grazie. — Ho promesso a Mary di uccidere con questa mano sette nemici. - -ANNA - -E ha promesso di portarmene uno vivo perchè io me lo uccida da me. - -IL DOTTORE - - ridendo. - -Che ferocia! - - Siede. - -E come stanno le nostre rifugiate? - -LA SIGNORA FRANK - -Sempre più tristi e depresse. - -MARY - -Vado a chiamarle! Sono in fondo al giardino. - -ANNA - -Vengo anch'io. - -DELIO - -Un momento! - - guardando l'orologio. - -Devo dirvi addio, cuginette. Vado a salutare la nonna, e tornerò qui -stasera. - -ANNA - -Addio, Delio! - -MARY - -Io ti dirò addio — quando ritorni. - - Corre con ANNA in fondo al - giardino. - -LA SIGNORA FRANK - - con ansia affettuosa a DELIO. - -Sta attento con quella motocicletta! Non andare all'impazzata. - -DELIO - - sorridendo. - -Cara zia Clara! Quanto sei buona! Io credo che se tu venissi con me -nelle trincee, diresti ai nemici: «Un momento!... Prego! Qui c'è mio -nipote Delio. Voltate i fucili dall'altra parte.» - -LA SIGNORA FRANK - -Oh sì! - - Con gravità. - -E lo dirò — ogni mattina e sera — a Chi sai tu. - -DELIO - - baciandole la mano. - -Grazie. - - Esce. - - Il DOTTORE e la Signora FRANK - rimangono soli. - -IL DOTTORE - -Ebbene? Mi sembrate sopra pensiero. - -LA SIGNORA FRANK - -Caro dottore, ho molte cose sul cuore. Lasciar partire Delio è uno -strazio. L'amo come se fosse un figlio mio. E poi, la presenza di -queste tre disgraziate... - - sospira. - -Non so dirvi a qual punto esse mi turbano. - -IL DOTTORE - -Poverette! Non mi sembrano molto esigenti. - -LA SIGNORA FRANK - -Esigenti? Ma non vogliono mai nulla. La loro umiltà è commovente. Ma... -non so... qualche cosa di sinistro aleggia intorno a loro. - - Pausa. - -Quando vedo Mary e Anna andar da loro... abbracciarle... mi viene -freddo... come se le mie figlie entrassero in un mondo buio, -sconosciuto... Non so come spiegarmi... - -IL DOTTORE - -Vietatelo. - -LA SIGNORA FRANK - -Impossibile. Non capirebbero... mi crederebbero crudele. E poi quel -sant'uomo che è mio marito predica — l'amore! Dice che la carità non -si fa coll'ospitare e nutrire i disgraziati, ma coll'amarli. E le -mie due pazzerelle non domandano di meglio! Direi quasi che quelle -meste creature esercitino su di loro un fascino speciale. Mary e Anna -sembrano subire l'attraenza strana del mistero che avvolge quelle -tragiche esistenze. - -IL DOTTORE - -Lo credo. Lo capisco. - -LA SIGNORA FRANK - -Saranno buone, saranno sante creature; ma — ve lo confesso — mi -fanno paura. Già, la piccina, dacchè è qui, non ha ancora mai aperto -bocca!... Non ha mai sorriso, non ha mai parlato. Io credo — temo — che -abbia la mente turbata. - -IL DOTTORE - -Eh! Potrebbe darsi, pur troppo, che fosse un caso di psicosi causata -dallo spavento, dal dispiacere... O peggio, potrebbe essere un caso di -demenza precoce — che, pur troppo, è inguaribile. - -LA SIGNORA FRANK - -Oh! speriamo di no!... Anna l'adora questa fanciulla. Non fa che -guardarla. Cerca di spiarle negli occhi il primo bagliore d'un -sorriso... E Mary non è felice che quando si trova tra quelle altre -due macabre figure i cui volti pallidi racchiudono chi sa quali orrendi -misteri... Cosa avranno visto, cosa avranno subíto, queste donne? - - Una pausa. - -Come è amaro per me mettere a contatto di tali sinistri misteri le -candide anime delle mie bimbe! - -IL DOTTORE - -Ecco uno dei mille problemi minori creati dalla guerra. - -LA SIGNORA FRANK - -Lo so, lo so che è un problema minore. So che in confronto alle -atrocità, alle sofferenze che straziano il mondo, questa sofferenza -mia è insignificante. Ma per una madre, di cui la meta nella vita è -stata quella di sorvegliare con amorosa ansia le pure anime delle sue -figlie, che le ha vedute fiorire come gigli nel più perfetto candore -— è doloroso — anche se è un dovere di carità cristiana che lo impone -— dover strappare da quei vergini cuori il velo dell'innocenza. -Credetemi, è doloroso! Ed ogni madre sentirà questo con me. - -IL REVERENDO - - che si è avvicinato coi suoi - appunti in mano. - -Clara — - - Posandole una mano sulla - spalla. - -è questo un sacrificio che diamo in olocausto alla guerra. Tutti -dobbiamo dare ciò che abbiamo di più caro. Altri genitori danno i loro -figli... E questi a loro volta danno il sangue loro, senza rimpianto. -Noi — noi diamo ciò che di più prezioso abbiamo — non il tetto e -il pane soltanto — ma, se ci viene richiesta, anche la celestiale -innocenza delle nostre figlie. Esse per poter compatire le miserie -umane devono conoscerle. - -La vera carità non dev'essere cieca. L'incoscienza deve morire perchè -possa nascere la pietà. - - Restano immobili guardando - avvicinarsi dal fondo del - giardino prima ANNA che - circonda col braccio la - piccola figura china di - MIRELLA, in logora veste - nera. Indi tra le due tragiche - figure di CHÉRIE e di LUISA, - viene MARY, bionda e ridente. - È vivido il contrasto tra le - due chiare gioconde fanciulle - inglesi e le tetre profughe. - -ANNA - - affettuosamente a MIRELLA. - -Ecco il buon dottore. Gli dirai almeno buongiorno. - - MIRELLA guarda fisso innanzi a - sè senza rispondere. Pare che - non oda nulla. - -IL DOTTORE - - accarezza il volto della - fanciulla poi si volge a LUISA - e CHÉRIE. - -Ah! e come stiamo oggi? - - a LUISA. - -Ancora vertigini e deliquio? - -LUISA - - a bassa voce. - -Sì. - -MARY - -E ha sempre nausea quando mangia. - - A questa frase pronunciata con - chiara ingenuità da sua figlia - un fremito d'ansia passa sul - volto della signora FRANK. - -IL DOTTORE - - bonario. - -Eh! il patema d'animo. - - a LUISA. - -Non avete nessuna notizia di vostro marito? - -LUISA - -Nessuna. - -IL DOTTORE - -Ecco! per farvi guarire basterebbe una bella lettera annunciante il suo -arrivo in congedo... - -LUISA - - con un singhiozzo. - -Ah — no! no! - -MARY - - spingendo avanti CHÉRIE. - -E la mia piccola amica qui, guardi com'è pallida, dottore! - -IL DOTTORE - -Niente niente. Bistecche ed aria fresca... - -MARY - - insistendo. - -Ma le senta un poco il polso. Oggi mi ha detto che le pare d'aver -qualche cosa al cuore. - -IL DOTTORE - - a CHÉRIE. - -E che cosa si sente? - -CHÉRIE - - a voce bassa. - -Niente. - -MARY - - a Chérie. - -Ma perchè non dici quello che hai detto stamattina a me? - - In un gran silenzio MARY - dichiara. - -Tutt'a un tratto stamattina è diventata pallida pallida, e ha dato un -grido. Dice che le è parso di sentire sotto al cuore come un batter -d'ali — così... brrr! - - Per illustrare ciò che dice, - MARY tende le mani in aria e - le fa oscillare imitando un - tremolìo d'ali. - - Vi è un istante di silenzio - costernato. Tutti guardano - CHÉRIE. Anche LUISA si volge - a guardarla, con viso di - sbigottimento e terrore. - -IL DOTTORE - - aggrottando le ciglia. - -Niente, niente. Sarà un fenomeno d'anemia. - - Volgendosi alla Signora FRANK - e abbassando la voce. - -Se crede possiamo entrare. — Sarà bene ch'io la visiti... - -ANNA - - che ha udito. - -Oh no! no! Adesso a momenti passano i soldati. E poi c'è la -trasformazione! - - Guardando le due ragazze con - un sorrisetto birichino. - -La trasformazione come nella Cenerentola. - -MARY - - ridendo. - -Sicuro! Noi vi facciamo da madrine... Andiamo! È già tutto combinato! - - Prende pel braccio CHÉRIE e - MIRELLA. - -Andiamo a farvi belle! Il dottore per oggi scriverà una ricetta di -fantasia! - -ANNA - - a MIRELLA. - -Vorrei tanto sentire la tua voce! Dimmi una parola — una sola. Dimmi -almeno che mi capisci. - - MIRELLA nè la guarda nè - risponde. - -Vorrei vederti sorridere... - -CHÉRIE - - sconsolata. - -Non può, non può sorridere — povera Mirella! - - Le quattro ragazze entrano in - casa. - -LUISA - - Seguendole con lo sguardo - ansioso. - -Dove vanno? - -LA SIGNORA FRANK - -Le mie figliole vogliono far mettere alla vostra bimba e a Chérie delle -vesti più chiare. Sperano così di rallietarle un poco. E voi, cara, non -vorreste cambiare questo vestito nero... - -LUISA - -Ah, no!... Non potrei. Il mio lutto è eterno. - - Si copre il volto. - -LA SIGNORA FRANK - -Sedete... - - Le dà la poltrona di vimini. - - Il Dottore e il Reverendo - FRANK parlano sottovoce nel - fondo del terrazzo. - -LA SIGNORA FRANK - -Quanto siete triste, povera donna! Vorrei potervi confortare. - -LUISA - -Lo potete forse... Signora! Ma lo vorrete? - -LA SIGNORA FRANK - -Con tutto il cuore. Che cosa vi occorre? - -LUISA - - cupa. - -Mi occorre... l'aiuto del medico. - -LA SIGNORA FRANK - -Ma eccolo!... - - Additando il Dottor BELL. - -È un angelo d'uomo e uno scienziato valente. - - al Dottore. - -Dottore... venite qui. Abbiamo bisogno di voi. - -IL REVERENDO - -Vi lascio... - -LUISA - - impulsivamente. - -Oh!... - - gli stende la mano. - -Voi siete il medico dell'anima... ed è tanto malata l'anima mia! - -IL REVERENDO - - prendendole la mano. - -Sono onorato della vostra confidenza, Signora. - - Le siede accanto. - -LUISA - - al Dottor BELL. - -Dottore!... - - Poi rivolgendosi alla Signora - FRANK. - -Signora!... Oh Dio, non so come dirlo!... Mi accade la più orribile -delle sciagure — - -LA SIGNORA FRANK - -Parlate, cara. - -LUISA - - Si copre il viso colle mani - poi con improvviso impeto - angoscioso. - -L'onta che ho subíto — _si perpetua in me!_ - - Vi è un istante di silenzio - costernato. - -LA SIGNORA FRANK - - comprendendo. - -Oh!... povera donna. - -IL DOTTORE - - a bassa voce. - -Ne siete sicura? - -LUISA - - ansante. - -Sicura... sicura!... Oh in quale strazio vivo da questi quattro mesi, -dapprima sotto l'incubo spaventoso del dubbio — ed ora sotto l'orrore -della certezza! Giorno e notte ho sperato... ho sperato che non sarebbe -così. — Ho sperato che un giorno mi sarebbe concesso l'oblio! Mi dicevo -che dopo molto tempo — dopo un anno... dopo tanti anni forse — il -ricordo orribile sparirebbe dalla mia mente, il brivido mi escirebbe -dalle carni. Invece — no! - - balza in piedi. - -L'onta s'è fatta eterna! la violenza s'è fatta umana! il delitto è vivo -— e palpita in me! - - Una lunga pausa. - -IL REVERENDO - - ponendole una mano sul capo - chino. - -Coraggio, figlia mia. - -LUISA - -Ah ne avrò, ne avrò del coraggio! Affronterò la morte, con letizia, con -gratitudine! - - al Dottor BELL. - -Dottore, dottore! Se muoio non me n'importa. Ma il delitto non deve -vivere. Ciò che fu concepito nell'odio e nell'orrore non deve, non deve -vedere la luce. - -IL DOTTORE - - colpito. - -Signora! che cosa mi domandate? - -LUISA - -Domando la liberazione... immediata, completa! E se voi, dottore, non -vi sentite di darmela, la morte me la darà! - -IL REVERENDO - - grave. - -Povera donna. Voi siete vittima di un atroce delitto, è vero. Tutta la -nostra pietà vi è dovuta — e l'avrete. Rimarrete in questa casa come -una nostra figlia, diletta e sacra. Avrete da noi tutte le cure, tutte -le tenerezze. E nell'ora del vostro supremo martirio voi non sarete -abbandonata. - -LUISA - - ritraendosi inorridita. - -Cosa dite — cosa dite — - -IL REVERENDO - - sempre più grave. - -Dico che perchè voi avete sofferto della nequizia umana non avete -il diritto nè di proporvi nè di spingere altri a commettere un atto -delittuoso. - -LUISA - -Un atto delittuoso? Ma il delitto sarebbe di rassegnarmici. Di vivere -per altri cinque mesi questa tortura, eppoi di dare la vita a ciò che -non può, che non deve vivere. - - Alla Signora FRANK. - -Signora! voi che siete donna — dovete capire — - - Colle mani nei capelli. - -capire che cosa è stata quella notte... colla porta aperta... i soldati -ubbriachi nella casa! Ah, io vorrei nascondere la faccia sotto la terra -quando ci penso. - -LA SIGNORA FRANK - -Povera donna! - -LUISA - -Mille volte al giorno ringrazio Iddio che la mia bambina — ammutolita -per chi sa quale spavento! — non possa domandarmi: «Mamma, cos'hai? -Che cosa pensi?» Dovrei dirle: «Penso che sono maledetta tra le donne, -che sono indegna di alzare la fronte. Penso che porto nel mio seno un -essere immondo che renderà eterna l'onta che ho patito»... Ah! - - Con violenza folle. - -Ma io mi strapperò gli occhi prima di vederlo, mi lacererò il petto -prima di nutrirlo... e con queste mani — se nasce — lo strangolerò! - -IL REVERENDO - -Donna, voi bestemmiate. - -LUISA - -No, no! non bestemmio. Pensate... pensate... che ho un marito — che -m'ama — che combatte per noi nelle trincee! che un giorno, se il -cielo è pietoso, tornerà! E volete che io gli vada incontro recando in -braccio il figlio d'un nemico?... - - Un silenzio. - -Ma io lo sento... sento che divento pazza sotto quest'incubo, pazza -di terrore e d'odio. Cerco di sfuggire a me stessa, di sottrarmi alla -velenosa cosa che è in me, che ogni giorno prende maggiore forza, -ogni giorno diviene più vitale, ogni giorno m'invade di più. Dottore, -dottore! è un cancro — un cancro vivente che è in me! — Toglietemelo, -liberatemene, o mi darò la morte. - - S'accascia col viso in grembo - alla Signora FRANK, che le - pone in atto d'infinita pietà - la mano sul capo. - -IL DOTTORE - - rivolto al Reverendo FRANK. - -Voi sarete sdegnato contro di me, caro amico; sarete forse più che -sdegnato... troverete forse nella vostra coscienza la necessità di -denunciarmi. Ma io intendo liberare questa donna. - -IL REVERENDO - -Voi — voi commettereste un delitto simile? Vi rendereste reo d'un -crimine? - -IL DOTTORE - -Reo o non reo — davanti a questo caso sento l'obbligo d'intervenire. - -IL REVERENDO - -Uccidereste un essere umano? - -IL DOTTORE - -Non è quasi ancora un essere umano. Per me questa donna è afflitta -da un morbo, da una infermità. Essa porta in sè un male che va -estirpato. Se questa donna in queste stesse condizioni fosse tisica, -si ammetterebbe senz'altro l'intervento. Orbene, essa è ammalata, essa -è psicopatica. Il continuare in queste condizioni mette a repentaglio -la sua vita e la sua ragione. Il dottore ha il diritto — anzi — ha il -sacrosanto dovere di salvarla se può. - -IL REVERENDO - -A spese della vita umana ch'essa porta in sè? - -IL DOTTORE - -Sì, sì. A spese di questo germe di vita, malefico e intossicato. - -Se questa creatura vive sarà un deficiente o un delinquente, concepito -nell'odio, nella brutalità, nell'alcoolismo. E la madre andrà al -cimitero o al manicomio. — Ditemi ciò che volete, io la libererò. - -LA SIGNORA FRANK - - Impetuosa. - -E farete bene, sant'uomo che siete! - -IL REVERENDO - -Clara, Clara! Anche tu sei senza coscienza. Non s'infrangono -impunemente le leggi divine... - -IL DOTTORE - -Non è per legge divina che questa sciagurata si trova oggi in queste -condizioni. Ogni legge divina ed umana è stata infranta dagli immondi -bruti che la guerra ha scatenato. La legge divina dà alla donna il -diritto di selezione. Essa ha il diritto di scegliere chi sarà il padre -delle sue creature. E questo sacrosanto diritto è stato violato. - -LUISA - - Congiungendo le mani con un - singhiozzo di gratitudine. - -Ah, dottore, dottore! - -IL DOTTORE - - Con fermezza, volgendosi verso - il Reverendo. - -Prendo su di me qualsiasi responsabilità. - -IL REVERENDO - -Dottore; noi siamo dei vecchi amici. Con quanto affetto, con quanta -autorità ho, vi prego — vi comando di desistere dal vostro proposito. - -IL DOTTORE - -Farò ciò che sento essere mio dovere. - -IL REVERENDO - - con dolore, ma risoluto. - -Ed io farò il mio. - -LA SIGNORA FRANK - - Commossa, prendendo dolcemente - il braccio di suo marito. - -Che sarà — di pregare per loro! - -LUISA - - Baciandole con fervore la - mano. - -Oh, Signora! - - MARY e ANNA entrano correndo. - -MARY - -Guardate!... Guardate Chérie e Mirella! - - Queste entrano timidamente, - vestite d'abiti chiari e - diafani. - - MIRELLA cammina come in sogno. - CHÉRIE sorride, trasfigurata e - gaia. - -MARY - - Indicando MIRELLA. - -Vedete Cenerentolina trasformata? Aspetta, Mirella! anche per te ci -vogliono le scarpette incantate, come nella leggenda. - - Rientra in casa correndo. - -CHÉRIE - - a LUISA. - -Mi pare... non so... questa veste... questa gente così buona... Mi pare -di svegliarmi da un sogno spaventoso. Dimmi, Luisa, tutto ciò che è -accaduto a casa nostra, l'abbiamo sognato... l'abbiamo sognato — non è -vero? - -LUISA - - agitata e febbrile. - -Sì, sì, abbiamo sognato. Tra poco non resterà più nulla, più nulla di -quel sogno spaventoso. - -CHÉRIE - -Io sovente penso così. Penso... che non è stato vero! - -LUISA - - appassionata. - -Chérie! _Non è stato vero!_ Nulla rimarrà, nulla! Saremo quelle di -prima... - -CHÉRIE - -Ah! se anche la piccola Mirella tornasse quella di prima! - -LUISA - - soffocata. - -Guardala! - - CHÉRIE si volge e guarda - MIRELLA che MARY ha sollevata - e messa a sedere in alto sopra - il muricciuolo in mezzo ai - fiori. Ora MARY, china davanti - a lei, la calza di scarpette - bianche. ANNA è corsa in casa, - ed ora ritorna recando uno - specchietto in mano. - -ANNA - -Guardati, Mirella! - - MIRELLA nella sua veste - bianca, circondata di fiori, - si guarda nello specchio e — - lentamente, meravigliosamente - — schiude le labbra al - sorriso. - -CHÉRIE - - Con un grido di letizia. - -Ah Luisa, guarda! Mirella sorride! - - Corre a MIRELLA e la prende - tra le braccia. - -ANNA - - Alla Signora FRANK e agli - altri. - -Ha sorriso! Mirella ha sorriso... Avete visto? - -LUISA - - Alla Signora FRANK. - -Ah! che giornata meravigliosa è questa, che ha reso il sorriso alla mia -bambina e la speranza a me. Non la scorderò mai questa giornata mille -volte benedetta! - - Si rivolge timida nella sua - gioia anche verso il Reverendo - FRANK, ma questi gravemente - si scosta da lei e con viso - severo e addolorato entra in - casa. - -LUISA - - Alla Signora FRANK seguendo - collo sguardo il Reverendo. - -Una sola cosa mi affanna. Se... egli non perdonasse! - -LA SIGNORA FRANK - - Baciando in fronte LUISA. - -Ha già perdonato. — È un'anima angelica. - - Entra in casa. - - Il DOTTORE e LUISA la seguono. - - Le quattro fanciulle restano - sole. - - S'ode di fuori, ancora - lontano, il canto dei soldati - inglesi. - - «_It's a long long way to Tipperary,_ - «_It's a long way to go..._» - - Il canto continua. - -CHÉRIE - - a MARY. - -Che cosa sono quei canti? - -MARY - -Ah eccoli! sono gli Highlanders Scozzesi! È il reggimento di Delio! -Una parte va già oggi a Southampton ad imbarcarsi. Andiamo, andiamo -in fondo al terrazzo — abbiamo già lì le ceste di sigarette, arance e -doni... - -CHÉRIE - -Vanno in Francia? - -MARY - - abbracciandola. - -E nel Belgio! - - MARY e CHÉRIE corrono in fondo - al terrazzo e sventolano i - fazzoletti. - -ANNA - - a MIRELLA. - -Vieni Mirella! Vieni anche tu. - - MIRELLA si lascia condurre in - fondo al terrazzo — indi sta - immobile come una statuetta - guardando giù. - - MARY, ANNA e CHÉRIE lanciano - fiori, pacchi di sigarette, - cioccolatte e arance ai - soldati che passano sotto al - terrazzo, invisibili, ma dei - quali s'ode il passo e il - canto. - -VOCI DI SOLDATI - - «_Good bye, Piccadilly_, - «_Farewell, Leicester Square!_ - «_It's a long long way to Tipperary_, - «_But my heart's right there._» - -ANNA - - ridendo. - -Guarda quel biondino!... - - Lancia giù una scatola di - sigarette. - -MARY - - gettando arance. - -Addio! addio! felice ritorno!... - -CHÉRIE - - sventolando il fazzoletto. - -Buona fortuna!... - - Si ode il «Piffero» trionfale - degli Highlanders Scozzesi. - -CHÉRIE - -Ah! quando si udrà quel suono nel Belgio? Nel mio villaggio?... Sarà la -vittoria — la vittoria e la pace! - -ANNA - -Arrivederci, Tommy! - -MARY - - col noto grido dei soldati - inglesi. - -«Siamo forse scoraggiati?» - -VOCI DI SOLDATI - - in coro tuonante. - -«No!» - -MARY - -«Siamo forse tristi?» - - Le Voci - -«No!» - -ANNA - -«Temiamo la morte?» - -LE VOCI - -«No!...» Urrà! - -CHÉRIE - -Se andate nel Belgio salutatemi Givray... - -LE VOCI - -Urrà! - - Il canto riprende e - s'allontana. - -LUISA - - con un mantello e un velo esce - vacillante dalla casa. - -LUISA - -Chérie!... Mirella! - -CHÉRIE - - correndo a lei. - -M'hai chiamato? - -LUISA - -Conduci qui Mirella. - - CHÉRIE va a prendere la - fanciulla e la conduce da - LUISA. - -CHÉRIE - - a LUISA. - -Esci? Dove vai? - -LUISA - -Te lo dirò. - - Inginocchiata davanti a - MIRELLA. - -Oh Mirella, Mirella! Vado via. Dì: «addio, mamma!» Dì: «addio, mamma!» - - Piange nascondendo il viso - nella veste della fanciulla. - MIRELLA immobile la guarda - senza espressione. - -CHÉRIE - -Luisa, cara! Che cos'hai? - -LUISA - - a MIRELLA, singhiozzando. - -Quale miracolo ci vuole per richiamare la tua piccola anima quaggiù? È -volata via — dì? È volata via — come una rondinella, spaventata dalle -infamie degli uomini? Non tornerà più?... non tornerà più? - - La bacia appassionatamente con - tristezza. - - A CHÉRIE. - -Riconducila via! E poi — torna! - - CHÉRIE obbedisce. Indi ritorna - subito a LUISA. MARY, ANNA - e la figuretta immobile di - MIRELLA rimangono per alcuni - istanti in fondo al terrazzo, - poi escono andando nel - giardino. - -CHÉRIE - - a LUISA. - -Luisa! Parlami. - -LUISA - -Sì; devo parlarti. Finora non ho mai osato. Ma ora... ora bisogna ch'io -ti parli. - -CHÉRIE - - tremante. - -Di che cosa? - -LUISA - - quasi senza voce. - -Di... quella sera... - -CHÉRIE - -Ah no! non parlarne! Hai detto che era un sogno!... Hai detto che era -un sogno!... - -LUISA - -Chérie, sorellina mia! Per te, forse, per te! Non ho mai osato -chiederti nulla. Ti ho visto un tale terrore negli occhi... E poi -sempre lo sguardo allucinato di Mirella era su noi. Dimmi — per te, -forse, non fu che un sogno? - -CHÉRIE - -Non so... non so! Che cosa è accaduto? Cosa è stato vero di ciò che -— ripensandoci — mi agghiaccia il cuore? Certo deliravo!... Hanno -preso Mirella — l'hanno legata alla ringhiera... col piccolo viso -folle rivolto alla porta di camera mia... quella porta drappeggiata di -rosso.... - - Come forsennata, rivivendo la - terribile ora. - -Poi... poi hanno legato anche me! - - piangendo. - -Oh Dio, Dio, Dio!... e c'era Fritz! Fritz — che rideva!... O me lo sono -sognato? Vedi... - -.. io non riesco... non riesco... a dividere il sogno dalla realtà. Ho -come un velo qui... - - con gesto agitato e ripetuto - come per togliersi qualche - cosa dalla fronte. - -una specie di ragnatela... che non posso strappare. - -LUISA - -Mia povera Chérie! - -CHÉRIE - - cercando di ricordarsi. - -Mi pare allora d'essere passata di deliquio in deliquio... e c'era chi -strillava... strillava... Ero io? - - Aggrappandosi a LUISA. - -Credi che ero io? - -LUISA - - rabbrividendo. - -Ah! - -CHÉRIE - -Non so perchè strillavo! Non avevo paura di morire... Mi pare, oh -Dio!... mi pare anzi che volevo morire! Volevo morire. E non mi -uccidevano. Mi stritolavano... mi dilaniavano... e Fritz, il terribile -Fritz — rideva!... - -E poi, più niente! - - Un silenzio. - -Non mi ricordo più niente. Mi sono svegliata su quel battello, in -alto mare, fra tanta gente... E tu, e Mirella mi stavate accanto e mi -guardavate con occhi di desolazione. - -LUISA - -Povera, povera creatura! - -CHÉRIE - -Ma ormai tutto è passato. Perchè ne riparli? Perchè? Hai detto che -eravamo come prima — - -LUISA - - prendendole la mano e - parlandole da vicino. - -Sei certa d'essere come prima? - - CHÉRIE la guarda sbigottita - senza comprendere. - -Sei certa? - - Un silenzio. - -_Ti senti_ — come prima? - -CHÉRIE - - paurosa. - -Sì... credo. Non so... Il dottore mi dice... che sono anemica — che -sono scossa... ma che presto tornerò sana e allegra. Dice che scorderò -tutto... - -LUISA - - esitante, turbata da ciò che - deve dire. - -Io... io — non sono come prima. - -CHÉRIE - - agitata. - -Perchè? Come? Cos'hai? - -LUISA - -Io devo partire. Vado questa sera stessa col dottore. Egli mi curerà. -Egli mi guarirà. - -CHÉRIE - -Ma perchè? Che male hai? Mi fai paura... - -LUISA - -Povera Chérie innocente! Come dirti... come dirti?... Ah, con quale -brutalità devo aprire i tuoi occhi alla vita! - - Mentre essa parla CHÉRIE è - stata presa da un tremito - convulso. Ora con un grido - balza in piedi e si pone una - mano sul fianco. - -Ah! ancora! _ancora!_... - - Cogli occhi allucinati, - estatici, guarda in faccia a - LUISA. - -Che cos'ho?... - - In un susurro. - -Che cos'ho?!... - -LUISA - -Chérie! - -CHÉRIE - - come rapita in un'esaltazione - immensa. - -Che cosa sento?... Luisa!... Luisa!... Che cosa — _vive_ — in me?! - - Un lungo silenzio. - -LUISA - - piangendo. - -Ah! anche su te, anche su te è caduta la mala sorte. - -CHÉRIE - -Che cos'è? Che cos'è? - -LUISA - -È la cosa terribile, Chérie! - - Stringendola tra le braccia. - -Chérie — tu sarai madre! - -CHÉRIE - - quasi senza voce. - -Madre!... Io!... - - Rimane immobile, estatica, - come davanti ad una visione - che l'abbaglia. - -LUISA - -Senti, Chérie, senti! Non disperarti. Il dottore salverà anche te. - - Abbassando la voce. - -Il figlio della tua vergogna non vedrà mai la luce. - -CHÉRIE - - sbigottita. - -Non vedrà mai... la luce... - -LUISA - -No — no! Questa sciagura non ti colpirà. Questo tuo bambino — - -CHÉRIE - - afferrandole il braccio. - -Questo... mio... bambino! Questo mio bambino... Luisa! Ciò che ho -sentito fremere... in me... è — _il mio bambino?_ - - Pronuncia queste tre - parole con una soavità - indescrivibile, lo sguardo - estatico, le mani incrociate - sul petto. - -LUISA - -Calmati, Chérie, angelo innocente! Anche tu sarai salvata da -quest'onta. Il dottore prenderà su di sè questa duplice responsabilità. -Il delitto di cui sei stata vittima non avrà conseguenze. - -CHÉRIE - -Quale delitto?... Io non comprendo. - -LUISA - - inorridita. - -Ma non ricordi — non ricordi ciò che è accaduto in quella notte della -tua festa.... - -CHÉRIE - - vagamente colla mano sulla - fronte. - -Non ricordo... Sono svenuta... non ricordo più. - -LUISA - -Ma comprendi — comprendi — - - additando il DOTTORE che - esce dalla casa seguito dal - Reverendo FRANK. - -che — egli ti aiuterà. Egli ti salverà da quest'onta. Tu non sarai -la tragica madre di una creatura ancor più tragica. Questa malefica -fiammella di vita — egli la spegnerà. - -CHÉRIE - - con un grido selvaggio. - -No! - - Un grande silenzio. - -LUISA - - quasi senza voce. - -No?! Che cosa dici? - -CHÉRIE - -No! Non voglio. - - Il Reverendo muove verso di - lei, grave e solenne, e le si - ferma al fianco. - -LUISA - -Tu vuoi essere madre senza essere sposa!... Vuoi dare la vita -a un essere malefico concepito nella lussuria, nel sacrilegio, -nell'ubbriachezza? - -CHÉRIE - -Non so... non so! Non capisco ciò che dici... Non capisco ciò che -sento.... - - Indietreggiando, grandiosa. - -Ma so che qualche cosa di sacro è in me! - -LUISA - -Qualche cosa di sacro? Ma che cosa dici — che cosa dici! È una cosa -mostruosa ciò che tu porti in seno. - -CHÉRIE - - stupita. - -Ma non è mio figlio? Non hai detto ch'era mio figlio? - - Guardando da LUISA al DOTTORE - con occhi paurosi. - -Cosa volete fare? Volete portarmelo via? Non voglio — non voglio. - -IL REVERENDO - - posandole una mano sulla - spalla. - -Ah, veramente è sacro ciò che s'è svegliato in quest'anima — il -sacrosanto istinto della maternità! - - Al DOTTORE. - -I vili le hanno violato il corpo. E voi, volete dunque violarle l'anima? - - Un istante di silenzio. - -IL DOTTORE - -È arbitra lei dei suoi destini. - -LUISA - -Ma pensa — pensa all'avvenire. Pensa — a Florian. A Florian che ti -vuole sua sposa... - -CHÉRIE - - come in sogno. - -Non lo ricordo. - -LUISA - -Ma pensa, pensa che il padre di questa creatura è l'abbietto soldato -ubbriaco che ti prese e ti legò... - -CHÉRIE - -Non ricordo. - - Cogli occhi chiusi. - -Non ricordo... non ricordo. - -LUISA - -Non senti vergogna? Dolore? Rimorso? - -CHÉRIE - - Immobile, con voce dolcissima, - rapita da un'estasi quasi - ultra-terrena. - -Non sento nè vergogna, nè dolore, nè rimorso. Non sento più niente, -non ricordo più niente... Non esiste che questo brivido nuovo, questo -palpito di vita — questa cosa divina che s'agita in me! - - Con un fremito immenso. - -Ah! la mia creatura!... _vive, vive!_ — Colle sue piccole mani mi ha -afferrato il cuore! - - Vacilla. Il Reverendo la - sorregge tra le sue braccia. - - - CALA IL SIPARIO. - - - - -ATTO TERZO - - - La sala d'entrata nella casa del Dottor BRANDES, come al Iº Atto. - - È sera. - - LUISA, accanto al fuoco, legge una lettera. Con impeto di gioia se - la reca alle labbra. - - Si ode bussare alla porta d'entrata. - - - - -ATTO III. - - -LUISA - -Chi è? - - Una voce di donna risponde. - LUISA apre la porta. - - Entra JANE, infermiera della - Croce Rossa americana. Veste - l'uniforme grigia e rossa, - colla croce rossa sul braccio. - - Porta in mano una scodellina - di latte e un piccolo pacco. - -JANE - -Eccomi. - -LUISA - - con un dito sul labbro per - imporle silenzio. - -Un momento, cara Jane. - - Va in punta de' piedi a - chiudere la porta drappeggiata - della camera a destra. - -JANE - -Dorme? - - Si toglie il lungo mantello. - -LUISA - -Sì. Dormono tutt'e due. Da mezz'ora non s'è sentito un respiro. - -JANE - -Bene. Ecco il latte... - - Depone la scodella. - -... e guardate cos'ho qui! - -LUISA - -Un panino! Un panino bianco! Ma come avete fatto? - -JANE - - ridendo. - -Altissime influenze... corruzioni negli alti circoli governativi... - -LUISA - -Ah, si vede che siete americana! Tutto vi riesce. Ottenete ciò che -volete. - -JANE - -È vero che ci fanno un po' la corte. Anche verso di me — la più -umile rappresentante degli Stati Uniti — si dimostra una benevolenza -inverosimile. Ma vedo che avete una lettera! - -LUISA - -Pensate, pensate! Da mio marito... - - Bacia appassionatamente il - foglio. - -JANE - -Ma come avete fatto a riceverla? - -LUISA - - a bassa voce. - -Figuratevi che me l'ha portata un uomo — un uomo che pareva un -contadino — sudicio, zoppo, d'aspetto truce. Ha battuto alla porta — e -appena l'ho socchiusa m'ha gettato sulla faccia il foglio — così — ed è -fuggito. - -JANE - -È strano. — Sulla busta non c'è niente? - -LUISA - -Ma non c'era busta! E sul foglio non vi sono che poche parole: «Sto -bene. Vi rivedrò. Vi abbraccio.» - -JANE - -Ma come vi spiegate — - -LUISA - -Non so! Non capisco. - -JANE - -Non importa capire. Aspettate e confidate. - - Versa il latte in una - casseruoletta e s'avvicina al - fuoco. - -LUISA - -Sì — aspetto e confido. - - Piega il foglio e se lo cela - in petto. - -JANE - - accennando alla porta - drappeggiata. - -E Chérie? Si è alzata oggi? - -LUISA - -Sì. - -JANE - -È uscita! - -LUISA - - chinando il capo. - -Sì. - -JANE - - impetuosa. - -Ah — s'è dunque decisa? Ha trovato finalmente il coraggio... - -LUISA - - amaramente. - -Era meglio se non l'avesse trovato. Jane! Jane! Quella passeggiata!... -quella breve terribile passeggiata attraverso questo paesello che ci ha -viste nascere — ah! che Via Crucis è stata per noi! - -JANE - -Vi hanno detto qualche cosa? - -LUISA - -Niente — niente! Nessuno ci ha detto niente. - - Si copre il viso colle mani. - -Non fatemelo ricordare — non fatemelo ricordare! - -JANE - - dopo un breve silenzio. - -Ma nessuno vi ha salutato? - -LUISA - -Nessuno. - -JANE - -Povera Chérie... - - Sospira. - -Devo far bollire questo latte perchè trovi pronta la cena quando si -sveglia. - - China sul fuoco vi mette a - scaldare il latte. - -Coraggio! Presto avremo delle grandi notizie... - -LUISA - -Che notizie? - -JANE - - misteriosa. - -Mah! Non so — c'è in aria qualche cosa. - -LUISA - - balzando in piedi. - -Che cosa?! - -JANE - -Nulla di definito, di sicuro... ma lo vedete anche voi... l'arrivo -di quel biglietto... Non so — non so. Sento che grandi eventi si -preparano. - -LUISA - -Ah! tutto, tutto mi fa paura. - -JANE - -Paura? - -LUISA - -Sì. Ho i nervi malati dacchè sono tornata qui. Questo paese, che -da bambina amavo tanto, oggi mi fa orrore. Ah, Jane! era meglio se -avessimo lasciato confiscare questa nostra povera casa, piuttosto che -obbedire all'ordine dei nostri padroni e conquistatori! Era meglio -rimanere nel nostro esilio in Inghilterra, che non tornar qui ad essere -scherno e dileggio di quanti ci conobbero — e per di più, sentirsi alla -mercè delle belve che ci hanno conquistato. - -JANE - -Avete fatto il vostro dovere tornando qui. Non ve ne rammaricate. -Quando vostro marito tornerà... - -LUISA - - scoraggiata. - -Ma come volete che torni? Come volete che torni? Questo biglietto può -averlo scritto dei mesi fa. Forse è ferito. Forse è prigioniero. - -JANE - -Le ferite guariscono. I prigionieri si liberano. Tornerà. E troverà sua -moglie che l'aspetta, e la sua casa in ordine, e il suo paese — - - abbassa la voce. - -— spazzato dal vile nemico e riconquistato alla libertà! - -LUISA - - agitata. - -Jane, che cosa vi fa dir questo? - -JANE - - col dito sulle labbra. - -Zitta! - - Guardandosi attorno. - -So quel che so — ma non posso parlare. So che la salvezza è alle porte. - -LUISA - -Che cosa dite! - -JANE - - sottovoce. - -Da un'ora all'altra — da un'ora all'altra! - -LUISA - - con angoscia. - -Ah!... E quando Giorgio tornerà, troverà Mirella, la sua bambina — -muta! inconscia! Vagante nell'ombra della vita come un piccolo spettro. -Ah povero Giorgio! Forse sarebbe meglio che non tornasse. - -JANE - -Ma Mirella guarirà. - -LUISA - - incredula e mesta. - -Ah! Ci vorrebbe un miracolo. Sono tanti mesi ormai... - -JANE - -Perchè la lasciate ancora da madame Doré? Ora potrebbe venir qui. -Capisco che un mese fa, al vostro arrivo, l'abbiate condotta subito -dalla vostra vecchia amica. Ma ora che Chérie è guarita... - - pausa. - -... ora che... l'evento è compiuto — - -LUISA - -Jane — io tremo — io tremo di lasciarla entrare in questa casa. - -JANE - - sorpresa. - -Perchè? Perchè vedrà il bambino di Chérie? - -LUISA - - Agitata. - -Non è questo. - -Ma perchè è qui — qui — dove noi siamo, in questa stanza stessa — -che il terrore le ha sconvolto la mente. Qui, qui che l'orrore l'ha -ammutolita. Non so — non so che cosa accadrà quando per la prima volta -essa entrerà qui — quando rivedrà quella ringhiera a cui quei mostri -l'hanno legata!... quando rivedrà — quella porta! Ah! quella porta!... - - Addita la porta drappeggiata - della camera di CHÉRIE. - -Quella stanza dove gli orrori si sono compiuti che le hanno -agghiacciata l'anima, che me l'hanno mutata in una piccola statua di -terrore! - - Un silenzio. - -JANE - -Ma dovrete pur decidervi. Non potete lasciarla per sempre in casa -d'estranei. - - Una pausa. - -E se... - - Le afferra la mano. - -... e se... - -LUISA - -Se cosa? - -JANE - -Se questa emozione — Luisa! non so — quasi non oso dirlo... - -LUISA - -Parlate! - -JANE - -Non potrebbe darsi che — come il trauma psichico le ha tolto la favella -— il rinnovarsi della scossa morale... - -LUISA - - colpita. - -Ah, cosa dite! cosa dite! - - Si guardano a lungo. - -LA VOCE DI CHÉRIE - - nella stanza vicina. - -Luisa! - -LUISA - -Vengo, cara! vengo! - - Va alla porta a destra e - l'apre. - -È qui la cara Jane... - - Torna indietro, guarda JANE un - istante con occhio trasognato, - indi esce rapidamente dal - fondo. - -JANE - - parlando a CHÉRIE che ancora - non è apparsa. - -Ecco pronta la cena per la paziente!... una cena da principessa di -leggenda. - - Versa il latte caldo nella - tazza e mette il panino su un - piatto. - -LUISA - - che è andata a prendere un - mantello ed ora l'indossa - rapidamente. - -State qui, Jane. Avrete cura di loro. Io torno subito. - -JANE - -E dove andate a quest'ora? - -LUISA - - soffocata dall'ansia e insieme - dalla speranza. - -Vado — a prendere Mirella! - - Le due donne si guardano - per un istante con intensa - commozione — poi LUISA esce - rapidamente. - - CHÉRIE pallidissima appare - nel vano della porta. - Indossa una vestaglia bianca - ma si ravvolge tutta, - freddolosamente, in uno - scialle scuro. - -CHÉRIE - - parlando con voce debole e - spenta. - -Buona Jane! - -JANE - -Vieni, vieni vicino al fuoco. - -CHÉRIE - - venendo avanti lenta, e - lasciandosi cadere nella - poltrona che JANE le ha spinto - accanto al fuoco. - -Dov'è Luisa? - -JANE - - portandole il latte. - -Torna subito. Adesso bevi — e mangia. Guarda cos'hai qui! - -CHÉRIE - -Oh!... un panino bianco!... Che meraviglia! Ma Luisa dov'è andata? - -JANE - - inginocchiata presso a lei - regge la tazza di latte e - le dà da mangiare come a un - bambino. - -È andata — a prendere Mirella! - -CHÉRIE - -Oh Dio! A prendere Mirella! Mirella verrà qui! - -JANE - -Ma sì. Non vuoi mica che stia eternamente lontana quella povera -creatura. - -CHÉRIE - -Ma allora... - -JANE - -Allora? Allora Mirella starà qui, ecco tutto. - - Le mette il cucchiaio alla - bocca. - -Mangia. - -CHÉRIE - -Ma io dove mi nascondo? - -JANE - -Che idea! Perchè vuoi nasconderti? - -CHÉRIE - -Ma — il bambino!... Cosa dirà Mirella? - -JANE - -Ah... - - Con enfasi malinconica. - -... non dirà nulla, povera Mirella! - - CHÉRIE china il capo e si - copre gli occhi colla mano. - -JANE - -Mangia. - -CHÉRIE - -Ho finito. Aspetta! - - S'alza, va alla porta - drappeggiata e sta un istante - in ascolto. - -JANE - -Cosa c'è? - -CHÉRIE - - volgendosi col viso illuminato - da un sorriso raggiante. - -Dorme!... Che gioia!... Adesso per un'ora o due sarà savio come un -cherubino! - - Ride. - - JANE non risponde. - - Un silenzio. - -CHÉRIE - - mettendo una mano sulla mano - di JANE. - -Jane! Come è triste e terribile. - -JANE - -Che cosa? - -CHÉRIE - -Tutto. Ma più di tutto... - -JANE - -Più di tutto? - -CHÉRIE - -Il silenzio. Il silenzio che c'è intorno... a quella povera culla. - - JANE non risponde. - -Altre mamme parlano tutto il giorno dei loro bambini. Anch'io potrei -parlarne — ma quando ne parlo... nessuno risponde. - - Un silenzio. - -Neppure tu. - -JANE - -Ma sì... rispondo... - -CHÉRIE - -Con altre mamme si fanno tanti discorsi... si vuol sapere il bambino -come sta... come dorme, come cresce... Poi lo si guarda, - - con un singhiozzo. - -... e si ride! Si ride delle smorfiette che fa, della cuffietta che gli -va a sghembo, delle fossette che ha nei gomiti... si ride!... - - Un silenzio. - -Del mio nessuno ride. - -JANE - - fredda. - -Ma sì. Perchè dici questo? - -CHÉRIE - - amaramente. - -È vero. Si ride! Oggi nella strada ho visto che si ride. Oh Dio! - - Si copre il viso. - -Con disprezzo, con ischerno si ride — di lui e di me! Ah, Jane, perchè -non mi hai lasciata morire? Perchè non ci hai lasciati morire tutt'e -due, quando io ero così vicina alla morte e lui — lui — non era ancora -entrato nella vita? - -JANE - -Chérie! Non piangere così. - -CHÉRIE - -Sono uscita oggi portandolo in braccio. Mi sono detta che bisognava -pure un giorno o l'altro... Ah, come mi hanno guardata! Con quale -odio, con quale disprezzo! Gli uni ridevano, ridevano!... Gli altri -distoglievano lo sguardo come se passasse una cosa orribile, che a -guardarla portasse sventura. - - Scoppiando in pianto. - -Oh, Jane, Jane! non è tanto per me che mi dispero, come per lui, per -questo povero essere che entra nella vita credendo di essere come gli -altri bambini! credendo che tutti lo ameranno... Non sa lui, non sa che -è odiato, disprezzato, maledetto! Non sa lui di essere uno sventurato -che porta sventura. - -JANE - -Non dir questo. - -CHÉRIE - -A lui nessuno, nessuno rivolge un sorriso, un augurio, una benedizione. -Neppure tu che sei tanto buona! neppure Luisa!... No! no!... è il -mostro lui! è l'essere abbominato, detestato, di cui ci si vergogna -come di una piaga, come di una deformità. - - Si accascia singhiozzando. - -JANE - -Non pensare a tristezze. - -CHÉRIE - -Ah! come passeremo nella vita lui ed io — tra le beffe, il dileggio, -il disprezzo di tutti! Pensa, pensa! Doversi sempre nascondere, doversi -sempre vergognare — sempre cercare di farsi scusare, lui ed io! Io che -non volevo far nulla di male! Lui — lui che non sa di aver commesso — -nascendo — un imperdonabile delitto! - -JANE - -Se piangi così farai male a te e a lui. - -CHÉRIE - -Farò male — a lui? Non piangerò — non piangerò! - - Si asciuga gli occhi. - - D'improvviso sorge in ascolto. - -Chi è? Vien su qualcuno! Chi sarà! chi sarà! - - Spaventata. - -Sarà Mirella che arriva? - -JANE - -Vado a guardare. - - CHÉRIE si appiatta contro - la parete chiudendosi - nello scialle come per - rimpicciolirsi e sparire. - -JANE - - Apre l'uscio d'entrata esce - sul pianerottolo e guarda giù. - Volgendosi a CHÉRIE. - -È un uomo... un contadino. - - Parlando a qualcuno di fuori. - -Oh! Chi cercate? - - Non si ode la risposta. - -Avete sbagliato porta? Allora state più attento un'altra volta. — Come -dite? Dei feriti? No, no. Non ci sono feriti qui. — Dei malati?... -Sì, malati sì. — E che cosa vi riguarda chi è malato in questa casa? — -Andate via subito o vi faccio arrestare. - - Rientra e chiude la porta. - -Che tipo! Una giubba di vecchio contadino... un cappellaccio... e, -sotto, due occhi fiammeggianti e una faccia di... di... - -CHÉRIE - -Di che cosa? - -JANE - - come colpita da un'idea - repentina. - -Di soldato! Che fosse — che fosse uno dei vostri?! - - Corre alla porta e la riapre. - -È partito. - - Resta un istante in - ascolto poi si volge e dice - rapidamente a CHÉRIE. - -Chérie — tua cognata è qui. Viene su per le scale. - -CHÉRIE - - spaurita. - -Con Mirella? - -JANE - -Sì. - -CHÉRIE - -Ah — non voglio — non voglio che mi veda! - -JANE - -È già qui. - - Per entrare nella camera a - destra CHÉRIE dovrebbe passare - davanti alla porta d'entrata. - Dopo un istante d'incertezza - ella fugge via a sinistra. - - Una pausa. - - JANE tiene fissi gli occhi - sulla porta dalla quale deve - entrare LUISA. - - LUISA appare sulla soglia — - indi lentamente entra MIRELLA. - - Le due donne tengono gli - occhi fissi sul volto della - fanciulla con disperata - angoscia d'attesa. - - MIRELLA entra lentissimamente - ad occhi bassi. Sul limitare - si ferma e gira intorno - gli occhi trasognati che - sembrano non veder nulla, - non riconoscere nulla. Indi - s'avanza rigida come un automa - nella stanza. - -LUISA - - che ha seguito tremando ogni - mossa di sua figlia. - -Mirella! - - Con un singhiozzo disperato. - -Mirella! - - MIRELLA volge gli occhi alla - madre che si trova ritta - sullo sfondo della porta - drappeggiata e chiusa. MIRELLA - fissa lo sguardo sul volto - materno — poi, poco a poco i - suoi occhi si dilatano; essa - vede — dietro alla siloetta di - LUISA — la porta fatale. - - Senza volgere il capo MIRELLA - gira intorno lo sguardo - pauroso che sempre è ripreso e - fermato dalla terribile porta. - - Lentamente, cogli occhi - sempre più terrorizzati essa - indietreggia come per sfuggire - ad un orrore che la minaccia. - - LUISA e JANE la guardano - tremanti — e la vedono - finalmente volgere il capo e - guardarsi intorno per tutta la - stanza. - -JANE - - trattenendo ancora LUISA - che sta per lanciarsi verso - MIRELLA. - -Aspettate!... Forse penetra il ricordo in lei!... - - Ma dopo un istante, cogli - occhi ripresi dalla porta - drappeggiata, MIRELLA lascia - lentamente ricadere le braccia - e rimane immobile nella posa - d'annichilimento che le è - abituale. - -LUISA - - con un singhiozzo, a JANE. - -Nulla!... nulla!... - -JANE - - confortandola. - -È tardi. Sarà stanca. Chissà... forse domani... - -LUISA - -Ah! - - LUISA scuote tristemente il - capo. - -JANE - -Dove la mettete a dormire? Ci avete pensato? - -LUISA - -Sì, disopra, nella mia camera. - -JANE - -Ah — bene! E riposerete finalmente anche voi, dopo tante notti che non -dormite. Ormai non avete più bisogno di vegliare Chérie. - -LUISA - -Povera Chérie. - - guardando MIRELLA. - -La mia grande sventura me l'ha fatta per un istante scordare. - -JANE - -Ah! Invero povera Chérie! Che rovina la sua vita! Che tragico problema -che non ha scioglimento. - -LUISA - - cupa. - -Fuorchè nella morte. - -JANE - -Che cosa vuol dire? - -LUISA - - appassionata. - -Ah, non lo so! non lo so! Ma quando sono uscita oggi con lei — quando -ho visto la gente che la guardava — lei e quella sua creatura di -maleficio — ah! - - rabbrividisce. - -... io mi sono detta che al posto suo... - - CHÉRIE appare in fondo alla - scena, e ascolta addossata al - muro, ancora ravvolta nel suo - scialle. - -JANE - -Che cosa? - -LUISA - -Al posto suo io mi ricorderei... - - scandendo le parole. - -... che a quattro passi c'è il fiume. - -JANE - -Cosa dite? - -LUISA - -C'è il fiume — per lei — e per lui! - - Prende per mano MIRELLA e sale - lentamente le scale. - -JANE - - rimane un istante immobile, - colpita dalle parole di LUISA. - - Indi con un sospiro prende il - suo mantello e lo indossa per - partire. - - Volgendosi vede CHÉRIE. - -Chérie! Ascoltavi! - -CHÉRIE - - come in un sogno. - -A quattro passi... c'è il fiume... - - pausa. - -Come ha detto? A quattro passi c'è il fiume... - - lunga pausa. - -... per lui... e per me... - -JANE - - sconvolta. - -Che cosa dici — dimentica quelle parole. - -CHÉRIE - - lentamente con soavità. - -No. Non le voglio dimenticare. Come mai non l'ho pensato anch'io? È un -grande conforto! - - ripete come in sogno. - -A quattro passi... c'è il fiume. Per lui — e per me. - - Un silenzio. - - La porta d'entrata, lasciata - socchiusa, ora si spalanca - violentemente. FLORIAN AUDET, - vestito da contadino, entra - impetuoso. - -FLORIAN - - scorgendo dapprima - l'infermiera e volgendosi a - lei con veemenza. - -Signora, avete detto che in questa casa vi sono dei malati. Ditemi, -devo saperlo — chi — chi è ammalato qui? - -JANE - -Con quale diritto —? - -FLORIAN - - Scorgendo CHÉRIE. - -Chérie! - -CHÉRIE - - cogli occhi stralunati. - -Florian!... - -FLORIAN - -Sì — sì — Florian. - - Getta giù il largo cappello, - si toglie la giubba di - contadino e appare vestito in - una lacera uniforme belga. - -Sei tu, ammalata? Sei tu? - -CHÉRIE - - senza voce, indietreggiando da - lui. - -Sì. - -FLORIAN - -Che cos'hai? - -JANE - - a CHÉRIE. - -Ha il diritto costui di interrogarti? - -CHÉRIE - - piano. - -Sì. - -JANE - -È un amico? - -CHÉRIE - -Sì. - -JANE - - abbracciando CHÉRIE. - -Senti, cara — io dovrei lasciarti e tornare all'ospedale. È già tanto -tardi. Posso lasciarti? - -CHÉRIE - -Sì. Puoi lasciarmi. - - I suoi occhi esterrefatti sono - fissi su FLORIAN. - -FLORIAN - - a JANE. - -Ma se è ammalata non rimanete qui? Non la curate? - - Volgendosi a CHÉRIE. - -Chi sta con te? - -CHÉRIE - - senza voce. - -Luisa. - -FLORIAN - -Ah, Luisa è qui! Sia lodato Iddio. - -JANE - -Buona notte Chérie! - - sulla soglia, a FLORIAN. - -Non l'agitate. È ancora tanto debole. - - Esce. - -FLORIAN - -Chérie! Chérie! - - Le prende ambo le mani. - -Cos'hai avuto? - - Essa non risponde. - -Ma parla. Cos'hai? Cos'hai? mi fai spavento. - -CHÉRIE - - con un filo di voce. - -Sono stata ammalata. - -FLORIAN - -Ma guarisci! — Guarirai? - -CHÉRIE - - cupa. - -Sì! — Sì! Guarirò. - -FLORIAN - -Chérie — mia piccola Chérie! Ti sei ricordata di me? - -CHÉRIE - -Sì. - -FLORIAN - -Sempre? - -CHÉRIE - -Sempre. - -FLORIAN - -Dimmi degli altri — Luisa? Mirella? - -CHÉRIE - -Sono entrambe qui. - - Una pausa. - -Mirella... non parla più... - -FLORIAN - - stupito. - -Non — parla più?! - -CHÉRIE - -No. È muta. - -FLORIAN - -Oh! per Dio! — Ma cosa vuol dire? - -CHÉRIE - - sempre con un filo di voce - debolissima. - -S'è spaventata... la sera... quella sera... della mia festa... - -FLORIAN - -Ma come? — In che modo? - -CHÉRIE - -Sono venuti qui... i nemici... Hanno ucciso qualche cosa in lei. La sua -anima.... non c'è più. - -FLORIAN - - preso da un brivido - presciente. - -E — a te? — a te? cos'hanno fatto? - -CHÉRIE - - dopo un istante di silenzio. - -Peggio — che a lei. - -FLORIAN - - fuori di sè. - -No! Chérie! Dimmi che non è vero. Mio Dio! Mio Dio! - - Si accascia su una seggiola e - nasconde il volto tra le mani. - - Dopo un silenzio. - -Ma parla, in nome del cielo, parla! - -CHÉRIE - - con infinita stanchezza. - -T'ho detto. - -FLORIAN - -Tutto — dimmi tutto! - - Feroce e forsennato. - -M'hai detto tutto? - -CHÉRIE - -No. - -FLORIAN - -Parla — per Dio — parla! - -CHÉRIE - -Come dirlo. Come dirlo?... - - Tendendo la mano verso la - porta drappeggiata. - -Là dentro... - - cade in ginocchio ai piedi di - FLORIAN. - -... c'è una culla! - - Scoppia in pianto. - -FLORIAN - - balzando in piedi. - -Cosa? - - Indietreggiando con orrore da - lei. - -Tu... oh! tu — hai un figlio... - -CHÉRIE - - disperata. - -Abbi pietà! — pietà!... - -FLORIAN - - forsennato. - -Un figlio — d'un nemico? Ah.... - - Alza il braccio con gesto - d'anatema. - -CHÉRIE - - afferrandogli il braccio. - -No! Non maledirlo — non maledirlo — anche tu! Quel bambino — che -nessuno mai ha benedetto! - - Un istante di silenzio. - -FLORIAN - - stupefatto e inorridito. - -È questo — ciò che tu mi dici? Questo — il tuo primo pensiero?... Una -preghiera per lui! Una difesa di lui — dell'essere immondo a cui tu, tu -disgraziata! hai dato la vita! - - CHÉRIE piange disperatamente - gettata in terra ai suoi - piedi. - -FLORIAN - - Afferrandola per i polsi e - forzandola a sollevarsi e a - guardarlo in faccia. Con un - ruggito. - -Parla, parla ti dico! - -Voglio sapere!... come — quando —! - -CHÉRIE - -Non ricordo — non so più! - -FLORIAN - -Non ricordi? Menti — menti! - -CHÉRIE - - disperata. - -No! non ricordo — non ricordo! So che deliravo... mi avevano -ubbriacata... - -FLORIAN - - con orrore. - -Ah!... Ti avevano ubbriacata. — Avanti. — Parla! - -CHÉRIE - - come ipnotizzata, ansante. - -Erano qui... qui... in questa stanza... hanno preso Mirella — l'hanno -legata — lì — a quella ringhiera... e c'era uno che mi diceva... mi -diceva... - -FLORIAN - - ruggendo. - -Cosa — ti diceva?! - -CHÉRIE - - sempre come allucinata. - -«Tanto andava lo stesso — a finire così! Tanto andava lo stesso a -finire così!...» - - Piange disperatamente in terra - davanti a lui. - -FLORIAN - -E poi... - -CHÉRIE - -E poi... e poi... - - Stralunata guardando la porta - drappeggiata. - -... aspetta — aspetta! - - con un grido. - -Mi ricordo! Oh Dio! Mi ricordo. - -FLORIAN - - coi denti stretti. - -Disgraziata, parla! - -CHÉRIE - - con uno scoppio d'angoscia. - -Forzata! legata! percossa!... Colla violenza, coi pugni nella -gola, mentre invocavo la morte con urli e strilli... Stritolandomi, -morsicandomi le carni, rantolandomi sulla faccia delle bestemmie... -così — così, ho conosciuto l'amore! Così — così mi è stata data la -maternità! - - Cade prona col volto tra le - mani. - - Un lungo silenzio. - -FLORIAN - - chino su di lei, quasi afono. - -Perchè, perchè hai messo al mondo questa creatura? Perchè — non l'hai -ucciso prima che nascesse? - -CHÉRIE - -Non lo so! Non lo so. Vi era qualche cosa in me che non lo poteva fare. -Qualche cosa di più forte della mia vergogna, di più forte del mio -dolore. Al disopra dell'odio, dell'onta, dell'orrore... vi era qualche -cosa — di divino! - -FLORIAN - - sdegnato. - -Cosa dici? - -CHÉRIE - -Ah, tu non lo capirai mai — tu sei un uomo! — Non lo puoi capire. Ma io -— io ho sentito in me quel portento — il brivido di una vita creata da -me! Ed era come se una voce — la voce stessa di Dio! — mi gridasse: «Tu -non ucciderai!» - - Un lungo silenzio. - -FLORIAN - -Chérie! Che rovina la nostra vita!... Che rovina. - -CHÉRIE - -Lo so. - - Una pausa. - -FLORIAN - -Ascoltami, Chérie, ascoltami. Quello sciagurato essere è un -predestinato al dolore e alla delinquenza — è vero? è vero? - -CHÉRIE - - con profonda amarezza. - -Sì — sì — sarà vero. Tutti lo dicono! Tutti! - -FLORIAN - -E lo senti anche tu — lo senti. - -CHÉRIE - -Sì — sì! Qualche volta, colla chiaroveggenza del delirio, io vedo -l'avvenire quale sarà per me e per lui... Sento che questa creatura -mi schianterà il cuore, mi strazierà, mi dilanierà come quella belva — -suo padre! — che in quella notte mi ha cacciato i pugni nella gola... -Qualche volta ho spavento di lui... ho spavento già adesso... Quando -lo nutro credo che mi morderà... Quando grida odo già nella sua voce -la minaccia... Quando mi chino su di lui mi mette le piccole mani negli -occhi come se cercasse di strapparmeli!... Allora mi sembra che sia un -demente — e che io pure di tenermelo stretto al cuore — pazza — sono -pazza, pazza di non averlo ucciso, pazza di amarlo come l'amo — più -della vita mia! - - Piange. - -FLORIAN - -Chérie, Chérie! Tu devi allontanarlo da te — allontanarlo!... Hai -capito? - - Con uno sforzo. - -Poi cercheremo di scordarlo, tu ed io — tu ed io, insieme — cercheremo -— di scordarlo! - -CHÉRIE - - Dopo un istante di silenzio, - calma e grave. - -No. - -FLORIAN - -No? Perchè no? Se ti dico che lo dimenticherò — che cercherò di -dimenticarlo. - -CHÉRIE - - con fermezza. - -Non io. - -FLORIAN - -Ma tu non vuoi, non puoi volere che questa creatura malefica ti separi -per sempre dall'amore, dalla speranza, da altre maternità pure e -gioconde... - -CHÉRIE - -Finchè vivo, io non lo abbandonerò. - -FLORIAN - -Ma folle, folle che sei — che cosa vuoi fare? Che cosa sarà di te? - -CHÉRIE - - affranta. - -Non lo so. So che dandogli la vita gli ho dato anche la vita mia. - -FLORIAN - - con subitanea decisione. - -Ebbene sia — sia! - - colla mano sulla fronte. - -Non si ragiona contro questo primitivo, portentoso istinto... Chérie — -Chérie!... Io ti amo — ti amo come allora — come sempre... - - Si odono dei lontani clamori. - Indi lontanissimo uno squillo - di tromba e la trionfale - musica della _Marseillaise_. - -Chérie! Senti!... senti! questa è la liberazione. Le nostre armate -vittoriose si avanzano come un torrente di fuoco e di fiamma. Sono -tutti intorno a noi. Siamo circondati dai nostri... - - spalanca le finestre. - -Chérie!... - - in un delirio di gioia. - -Chérie, scordiamo tutto — tutto — e siamo felici! - -CHÉRIE - - rapida. - -Florian — non è possibile — non è possibile. Io non ti amo più e tu non -puoi più amarmi. Anche se in quest'ora lo credi — tutto è mutato, e tu -non puoi amarmi più. Tu m'amavi perchè ero pura, lieta, gioconda — non -sono più nulla di tutto ciò. Non vi è più nulla in me della Chérie che -amavi. Tu devi dirmi addio e lasciarmi alla mia sorte. - -FLORIAN - -No! Tu sarai mia. E un giorno — tutto questo ci sembrerà un sogno. -Avrai altri figli, figli che potrai amare, figli che ameremo entrambi -senza rossore — - -CHÉRIE - - selvaggiamente. - -E questo! questo sarà il paria esecrato, sarà lo spettro che s'aggirerà -vergognoso e umiliato tra quelli più fortunati di lui!... - -No mai! mai! — Sappi che questo essere abborrito e maledetto mi sta -nelle viscere profondamente come prima di nascere... mi sta nel cuore, -mi sta nell'anima, mi sta nel sangue — più di te! - -FLORIAN - -Più di me! - -CHÉRIE - -Sì, più di te. Parti Florian, parti — godi della nostra vittoria. Va — -e scordami! - - La musica trionfante e i - clamori di gioia s'avvicinano - sempre più. - -FLORIAN - -Chérie, Chérie — pensa a ciò che fai. - -CHÉRIE - -Nulla, nulla di ciò che puoi dirmi può mutare la decisione che ho -preso. La mia strada è chiara davanti a me. - -FLORIAN - -Chérie ti supplico, ti supplico! - -CHÉRIE - -Non straziarmi con preghiere vane. Dimmi addio e va. - -FLORIAN - -Ebbene — sia come tu vuoi. Se per te io non sono più nulla — vi è -ancora chi mi chiama ed ha bisogno di me. - -CHÉRIE - -Ah — lo so! lo so! - - S'ode fuori l'Inno nazionale - del Belgio. - -Senti la _Brabançonne!_ il grido del Belgio!.. La nostra patria ti -chiama. Va, Florian, va. Da' la tua vita a lei. - -FLORIAN - - afferrandole le mani. - -Sì! Sì! a lei! Hai ragione. Non è questa l'ora dei rimpianti — -non è questa l'ora degli amori! È l'ora santa e terribile della -rivendicazione. Ora di sangue e di gloria!... Addio Chérie! addio. - -CHÉRIE - - piangendo. - -Addio. - -FLORIAN - -Penserai a me? - -CHÉRIE - -Sempre! - -FLORIAN - -Anch'io. Sempre. — Come finiva la tua canzone della principessa -prigioniera? - -CHÉRIE - - con un singhiozzo. - -«Io vi voglio adorar fino alla morte». - -FLORIAN - -«Io vi voglio adorar fino alla morte». - - La bacia in fronte ed esce. - - CHÉRIE resta immobile, - impietrita. - - Dopo un silenzio — lentamente - come parlando in sogno. - -CHÉRIE - -A quattro passi c'è il fiume... - - Si avvia verso la porta - drappeggiata. - -... per lui — e per me. - - Apre la porta. Un raggio - lunare dalla finestra tonda la - illumina tutta. Entra e chiude - la porta dietro a sè. - - Passa qualche momento. La - lampada sulla tavola ondeggia - e quasi si spegne e la stanza - è immersa nell'ombra. - - In cima agli scalini appare - la figuretta di MIRELLA. Come - un'allucinata essa si guarda - intorno e i ricordi terribili - l'afferrano, agghiacciandola - d'orrore. Lenta trasognata - soffermando lo sguardo su - ogni oggetto noto si avanza - silenziosa. Nei suoi occhi - tremola il ricordo delle - subíte atrocità. - - Sempre come una sonnambula - scende i tre gradini e - giunta all'ultimo il suo - occhio si fissa sulla porta - drappeggiata in faccia a lei. - Un'onda di orrore la invade; - essa indietreggia; ed ora - sta rigida colle spalle alla - ringhiera nell'atteggiamento - identico del suo passato - martirio. — Colle braccia - dietro a sè, come legata alla - ringhiera, fissa lo sguardo di - demente sulla terribile porta. - - E questa lentamente si muove — - si apre. Il terrore di MIRELLA - s'accresce fino al parossismo, - mentre guarda lenta aprirsi - quella porta fatale... - - Ed ecco nel vano della porta, - illuminata tutta dai raggi - lunari che dalla finestra - tonda le circondano il capo - come di una perfetta aureola - — appare CHÉRIE col bambino - tra le braccia. Indossa ancora - la sua bianca veste, ma un - lungo velo azzurro le cinge la - testa. - - Vede MIRELLA e s'arresta — - immobile come una visione. - -MIRELLA - - Vedendo l'apparizione, che - le sembra divina, cade in - ginocchio con un grido. - -Ah! - - Fa il segno della croce e - congiungendo le mani pronuncia - con voce estatica: - -«Ti saluto, o Maria, piena di grazia...» - -CHÉRIE - - Scossa da un brivido immenso. - -Mirella! — Sono io! - - con un grido. - -Luisa!... Luisa!... - - A LUISA che appare sugli - scalini. - -Mirella — _ha parlato!_... - -LUISA - - precipitandosi. - -Mirella! Mirella! - - Singhiozzando bacia le vesti e - le mani della sua bambina. - -MIRELLA - - Come svegliata da un sogno. - -M'era parso... - - Guarda con estatico sorriso - CHÉRIE col bimbo tra le - braccia. - -... m'era parso... - -LUISA - - alzando il braccio con gesto - solenne e grandioso verso - CHÉRIE. - -Ah! sii benedetta — tu! — E il tuo bambino! - - - CALA IL SIPARIO. - - - - -IL VALZER DI MIRELLA - - - [Illustrazione: Spartito musicale] - - - - -NOTE: - - -[1] Nella rappresentazione, il primo atto per ordine della censura -finiva con l'entrata in scena dei soldati nemici. - -[2] Vedi in fondo al volume: _Il Valzer di Mirella_. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of L'invasore, by Annie Vivanti - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INVASORE *** - -***** This file should be named 60336-0.txt or 60336-0.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/0/3/3/60336/ - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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Information about the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by -U.S. federal laws and your state's laws. - -The Foundation's principal office is in Fairbanks, Alaska, with the -mailing address: PO Box 750175, Fairbanks, AK 99775, but its -volunteers and employees are scattered throughout numerous -locations. Its business office is located at 809 North 1500 West, Salt -Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up to -date contact information can be found at the Foundation's web site and -official page at www.gutenberg.org/contact - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. 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You may copy it, give it away or re-use it under the terms -of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at -www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll -have to check the laws of the country where you are located before using -this ebook. - - - -Title: L'invasore - -Author: Annie Vivanti - -Release Date: September 21, 2019 [EBook #60336] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INVASORE *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - - - - - -</pre> - - -<div class="booktitle"> -<h1> -L'INVASORE -</h1> -</div> - -<hr class="silver" /> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Questo dramma che qui è pubblicato nel -testo integrale<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> fu rappresentato per la prima -volta a Milano dalla Compagnia Talli-Melato -al Teatro Olympia nell'estate del 1915.</i> -</p> - -<p> -<i>Interpreti principali: Maria Melato, Wera -Podrecca, Pina Camera, Febo Mari.</i> -</p> -</div> -<hr class="silver" /> - -<div class="titlepage"> -<p class="large"> -ANNIE VIVANTI -</p> - -<p class="pad2 main-t"> -L'INVASORE -</p> - -<p class="pad2"> -DRAMMA IN TRE ATTI -</p> - -<p class="pad4"> -<span class="large g">MILANO</span><br /> -Dott. RICCARDO QUINTIERI — Editore<br /> -<span class="small">Corso Vitt. Emanuele, 26</span> -</p> -</div> - -<hr class="silver" /> - -<div class="opere"> -<p class="title"> -Opere di ANNIE VIVANTI -</p> - -<p> -LIRICA <span class="last-r">L. 4.—</span> -</p> - -<p> -I DIVORATORI (Romanzo) <span class="last-r"> 3.50</span> -</p> - -<p> -CIRCE (Il romanzo di Maria Tarnowska) <span class="last-r"> 3.50</span> -</p> - -<p> -L'INVASORE (Dramma in tre atti) <span class="last-r"> 3.—</span> -</p> - -</div> - -<div class="verso"> -<hr class="mid" /> -<p> -PROPRIETÀ LETTERARIA. -</p> - -<p> -I diritti di riproduzione, di traduzione, di rappresentazione -e di esecuzione sono riservati per tutti i paesi, compresi -la Svezia, la Norvegia, l'Olanda. -</p> - -<p> -<i>Copyright by Annie Vivanti Chartres 1915.</i> -</p> - -<p> -Per ottenere il diritto di rappresentazione rivolgersi alla -Società Italiana degli Autori, Corso Venezia, 6 — Milano. -</p> - -<p> -Tipografia «MINERVA» — Via Fontana, 16 — Milano — Luglio 1915 -</p> -<hr class="mid" /> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span> -</p> - -<p class="title"> -<i>PERSONAGGI.</i> -</p> - -<ul> -<li>FLORIAN AUDET — Tenente di Cavalleria.</li> -<li>IL CAPITANO FISCHER — Ufficiale dell'armata nemica.</li> -<li>IL TENENTE VON WEDEL — Ufficiale dell'armata nemica.</li> -<li>IL CAPITANO GLOTZ — Ufficiale dell'armata nemica.</li> -<li>IL TENENTE FELDMANN — Ufficiale dell'armata nemica.</li> -<li>IL REVERENDO FRANK — Pastore Anglicano.</li> -<li>IL DOTTOR BELL.</li> -<li>DELIO AUSTIN — Tenente in un reggimento scozzese.</li> -<li>FRITZ — Cameriere.</li> -<li>CHÉRIE BRANDES.</li> -<li>LUISA BRANDES — sua cognata.</li> -<li>MIRELLA BRANDES — figlia di Luisa.</li> -<li>LA SIGNORA FRANK.</li> -<li>ANNA — sua figlia.</li> -<li>MARY — sua figlia.</li> -<li>JANE — Una infermiera della Croce Rossa.</li> -<li>NELLY — Giovinetta amica di Chérie.</li> -<li>LUCILLA — Giovinetta amica di Chérie.</li> -<li>GIOVANNA — Giovinetta amica di Chérie.</li> -<li>FANNY — Giovinetta amica di Chérie.</li> -<li>LINA — Cameriera.</li> -</ul> - -<p> -Il primo atto si svolge nella casa del Dottor Brandes -in un villaggio di un paese belligerante. — Il secondo -atto in casa del Reverendo Frank, in Inghilterra. — Il -terzo atto di nuovo in casa Brandes. -</p> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span> -</p> - -<h2>ATTO PRIMO</h2> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -È sera. -</p> - -<p> -Una sala d'entrata nella casa del Dottor <span class="smcap">Giorgio -Brandes</span>. Stile fiammingo. -</p> - -<p> -A sinistra al primo piano tre scalini coperti -di tappeto rosso conducono a un largo pianerottolo -adorno di lampade elettriche e di piante. -</p> - -<p> -In fondo a sinistra la porta d'ingresso. Nel -centro un largo caminetto. -</p> - -<p> -A destra verso il fondo una porta a due battenti -con una tenda drappeggiata e rialzata. -</p> - -<p> -Al primo piano a destra una finestra. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Luisa Brandes</span>, una bella e giovine donna, siede -in atteggiamento d'abbandono su una poltroncina. -Con le mani intrecciate e tese davanti -a sè essa guarda nel vuoto; un'espressione d'abbattimento -e di tristezza è sul suo volto. -</p> - -<p> -Nel fondo <span class="smcap">Mirella</span> — una fanciulletta di quattordici -anni, in corta veste chiara — s'affaccenda -intorno a una tavola carica di fiori e di dolci. -</p> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> -</p> - -<p class="title"> -ATTO PRIMO. -</p> -</div> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -chiamando. -</p> - -<p> -Lina! Lina! Dove sono i marrons glacés? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p class="scene"> -Una domestica dal viso -duro e inamabile appare -sulla porta. -</p> - -<p> -Sono lì. -</p> - -<p class="scene"> -Addita un piatto sulla -tavola. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Ma dove? -</p> - -<p class="scene"> -alzando il piatto. -</p> - -<p> -Questi quattro miseri marroni, che paiono -già rosicchiati? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p> -Li avrà rosicchiati Lei. È tutto il giorno -che li mangia. -</p> - -<p class="scene"> -Volta le spalle ed esce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Ma guarda un po' che impertinente! -</p> - -<p class="scene"> -Rivolgendosi a <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> -</p> - -<p> -Mamma! Hai sentito come mi risponde -Lina? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un sospiro distratto. -</p> - -<p> -Che cosa c'è, cara? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -avanzandosi verso la -madre col piatto in -mano. -</p> - -<p> -Ha detto che i marrons glacés li ho mangiati -io. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -sorridendo. -</p> - -<p> -Sarà anche vero; no, cara? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Quand'anche; Lina non deve permettersi -di dirlo. Del resto io ne avrò mangiato forse -tre o quattro... o dodici... o così, ma non -tutti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -sorridendo. -</p> - -<p> -Vedo difatti che ne restano quattro. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -contando sulle dita. -</p> - -<p> -Uno per Chérie, uno per me, uno per te, -poi vi sono le nostre invitate, uno per Fanny... -<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> -E per Giovanna, Lucilla e Nelly, niente! -Sarà meglio addirittura che non ce ne -siano. Ti pare? -</p> - -<p class="scene"> -Li mangia. -</p> - -<p> -Mamma! Cos'hai? Come sei triste! -</p> - -<p class="scene"> -L'abbraccia. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ah bimba mia! Come potrei non esserlo? -Tuo padre lontano... le notizie sempre più -gravi.... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Mamma! stasera non pensare a malinconie. -È la festa di Chérie e vogliamo essere -allegre. Anche papà se fosse qui avrebbe voluto -che si festeggiasse il compleanno di sua -sorella, che adora tanto!... Ricordi? L'anno -scorso ha voluto che si ballasse. Vogliamo -ballare anche stasera. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -scattando. -</p> - -<p> -No! Non si balla col nemico in casa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Nemico? -</p> - -<p class="scene"> -Sbigottita, guardandosi -intorno. -</p> - -<p> -In casa? Dov'è questo nemico? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -È vicino, Mirella! è vicino! Tu non sai -che cosa ci sovrasta. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Non pensarci stasera, mamma! Non rattristare -Chérie! Vedrai come s'è fatta bella. -Mette il vestito nuovo, tutto bianco! Sembra -una sposa.... -</p> - -<p class="scene"> -Carezzevole. -</p> - -<p> -Tieni, mangia questo marron. È l'ultimo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -No, cara, no. Chiama qui Fritz. Ho bisogno -di parlargli. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Vado. -</p> - -<p class="scene"> -Mettendo in bocca l'ultimo -marron. -</p> - -<p> -Sai che anche Fritz mi fa uno strano effetto -in questi giorni. È scortese, quasi villano. -Non risponde quando gli si parla... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sarà preoccupato anche lui, poveretto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -E lo trovo sempre a sussurrare con Lina... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -indulgente. -</p> - -<p> -Forse si vogliono bene. Avranno idea di -sposarsi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Oh Dio!... Così brutti! Tutt'e due! -</p> - -<p class="scene"> -Corre alla porta. -</p> - -<p> -Fritz... Fritz! -</p> - -<p class="scene"> -Al domestico che entra. -</p> - -<p> -Andate dalla mamma. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Fritz</span>, un giovane servitore, -dall'aria fosca, -quasi truce, s'avvicina -a <span class="smcap">Luisa</span> mentre <span class="smcap">Mirella</span> -aiutata da <span class="smcap">Lina</span> s'affaccenda -ancora per poco -intorno alla tavola ch'è -in fondo alla scena. Indi -<span class="smcap">Mirella</span> esce, seguita da -<span class="smcap">Lina</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -un po' timida, a <span class="smcap">Fritz</span>. -</p> - -<p> -Avete notizie? Vi sono novità? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -Secco. -</p> - -<p> -Nossignora. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Non sapete nulla di nuovo? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -Nossignora. -</p> - -<p class="scene"> -Ironico. -</p> - -<p> -Eccetto quello che c'è nel giornale della -sera. -</p> - -<p class="scene"> -Spiega un giornale e -legge ad alta voce. -</p> - -<p> -«Si crede che il primo contatto tra i belligeranti -avrà luogo nelle vicinanze di Fléron. -Il nemico s'avanza dal Sud Est numerosissimo.» -</p> - -<p class="scene"> -Appoggia con tono soddisfatto -sull'ultima frase. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Disperata. -</p> - -<p> -Ah, ho letto, ho letto!... Ma credevo che -voi forse... -</p> - -<p class="scene"> -esitante. -</p> - -<p> -... avreste avuto occasione di udire qualche -cosa di più. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -Io? Oh, nossignora. -</p> - -<p class="scene"> -Quando <span class="smcap">Luisa</span> non lo -guarda un sorriso di -scherno si disegna sulle -labbra di <span class="smcap">Fritz</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ditemi ancora, ditemi — che cosa vi ha -detto il signor dottore iernotte quando partiva? -<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> -L'avete lasciato nel treno, non è vero? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -Sissignora. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -E che cosa ha detto? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -freddo. -</p> - -<p> -Che salutassi tutti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -No, no! Ripetetemi le sue precise parole... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -Ironico. -</p> - -<p> -Ha detto: «Fritz, tu sei un servitore devoto -e fedele...» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Un poco timida e dubbiosa, -guardandolo. -</p> - -<p> -È vero... è vero! Buon Fritz! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -Sempre con un sorriso -ironico e sinistro. -</p> - -<p> -Ha detto: «Lascio qui tutto ciò che ho di -più caro.» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -commossa, congiungendo -le mani. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> -</p> - -<p> -Ciò che ha di più caro!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -«Mia moglie, mia figlia e mia sorella.» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sì... sì... e poi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -M'ha detto: «Difendile, Fritz, se vengono -quelle belve». Ha proprio detto così: «quelle -belve!». -</p> - -<p class="scene"> -Gli fiammeggiano gli occhi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -ansante. -</p> - -<p> -Sì! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -«Difendile», ha detto, «difendile colla -vita.» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Impetuosa. -</p> - -<p> -Ah! so che lo farete. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -Sogghignando. -</p> - -<p> -Eh, Signora, è facile a dirsi... -</p> - -<p class="scene"> -Un breve silenzio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -sorridendo, con soavità. -</p> - -<p> -Fortunatamente per il momento «le belve» -non ci sono. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -con velato sarcasmo. -</p> - -<p> -No, no. Per il momento le belve non ci -sono. -</p> - -<p class="scene"> -Volge lo sguardo verso la -finestra. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Un poco impressionata -dall'atteggiamento quasi -minaccioso del servitore. -</p> - -<p> -E poi... dicevate... il treno è partito... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -secco. -</p> - -<p> -Ma sì! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -sorpresa. -</p> - -<p> -Come parlate? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -Ho detto, sissignora, il treno è partito. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -sospirando. -</p> - -<p> -Ah, mio Dio! Quale angoscia!... Chi l'avrebbe -detto! Oggi è il 4 agosto. Dieci giorni -fa nessuno pensava alla guerra. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -Fissandola. -</p> - -<p> -V'era chi ci pensava. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Incredula, indietreggiando -un poco. -</p> - -<p> -Da dieci giorni? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -lentamente, con ferocia. -</p> - -<p> -No. <i>Da dieci — anni.</i> -</p> - -<p class="scene"> -Volta le spalle ed esce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -smarrita, seguendolo con -lo sguardo. -</p> - -<p> -Non capisco... -</p> - -<p class="scene"> -La porta si apre bruscamente. -<span class="smcap">Lina</span> appare sulla -soglia; anch'essa ha l'aria -quasi insolente e il -volto duro e ostile. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p> -Il signor tenente Audet. -</p> - -<p class="scene"> -Entra <span class="smcap">Florian Audet</span> in -uniforme d'ufficiale di -cavalleria. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Andandogli incontro, lieta -e sorpresa. -</p> - -<p> -Florian! E come mai hai potuto venire? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -salutandola affettuosamente. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> -</p> - -<p> -Ufficialmente... non sono qui. Sono in giro -a portare degli ordini urgenti... Devo tornar -via subito. Giorgio dov'è? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Angosciata. -</p> - -<p> -È partito! Pensa, Florian, partito. Hanno -mandato a chiamarlo d'urgenza iernotte. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Colpito. -</p> - -<p> -E dove è andato? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Preciso non lo sapeva neppur lui. Aveva -ordine di recarsi al deposito centrale a Tourgain. -E di là l'avrebbero diretto a un'ambulanza -da campo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Per Dio!... Sapevo che mancavano i medici. -Ma non credevo che Giorgio partisse -così presto. -</p> - -<p class="scene"> -Con inquietudine repressa. -</p> - -<p> -Ma allora... siete sole voi altre tre? Voi, -la piccola Mirella — e Chérie. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sì. Siamo sole. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Quasi parlando a sè -stesso. -</p> - -<p> -Per Dio! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Paurosa. -</p> - -<p> -Cosa c'è? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Niente. -</p> - -<p class="scene"> -Una pausa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Incalzando. -</p> - -<p> -Ma sì... che cosa pensi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -parlando con lentezza -grave. -</p> - -<p> -Penso che dovrete avere coraggio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -sconvolta. -</p> - -<p> -Ah! Non dirmi di aver coraggio, che mi -fai paura! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -ripetendo lentamente e -con enfasi significativa. -</p> - -<p> -Luisa! Dovrete avere... <i>molto</i> coraggio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -spaventata. -</p> - -<p> -Che cosa vuol dire? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Vuol dire... che alle tre di questa mattina i -nemici hanno passato la nostra frontiera. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Esterrefatta. -</p> - -<p> -Hanno passato la frontiera?! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sono qui — nel nostro paese? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Sono nel nostro paese. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Dove?! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -A Verviers. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -A Verviers! A due ore di qui!... -</p> - -<p class="scene"> -Si copre il viso. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Entra correndo con una -scatola di dolci a sorpresa -in mano. -</p> - -<p> -Oh, guarda... c'è Lolò! -</p> - -<p class="scene"> -Pone la scatola sulla tavola -e saluta <span class="smcap">Florian</span> afferrandogli -tutt'e due le -mani e scotendole da parte -a parte con gioia fanciullesca. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -squadrando la figuretta -leggiadra con occhi di -disapprovazione. -</p> - -<p> -Oh, che lusso, Mirella! Che cosa c'è? -</p> - -<p class="scene"> -Ironico. -</p> - -<p> -Un ballo? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Ma... la festa di Chérie! Non sei venuto -apposta? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -amaramente. -</p> - -<p> -La festa di Chérie! È vero!... La festa di -Chérie! -</p> - -<p class="scene"> -Si accascia su una seggiola. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Ma che Lolò! L'avevi dimenticato? Adesso -glielo vado a dire. Vedrai che cosa ti farà! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Passandosi la mano sulla -fronte. -</p> - -<p> -Dov'è? -</p> - -<p class="scene"> -La sua gravità contrasta -coll'inconscia gaiezza della -fanciulla. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -È disopra che si veste. Si fa una bellissima -<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> -pettinatura, tutta a girigoggoli che pare una -torta! -</p> - -<p class="scene"> -Fa per correre via. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Trattenendola. -</p> - -<p> -No! non dirle niente... Tanto devo andarmene -subito. Ma tornerò. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Distratta, guardando la -tavola. -</p> - -<p> -Tornerai davvero? -</p> - -<p class="scene"> -D'improvviso. -</p> - -<p> -Oh, guarda un po' quella Lina!... Ha dimenticato -l'aranciata. -</p> - -<p class="scene"> -Corre fuori a sinistra. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Quanta incoscienza! -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Ma non dovreste avvisarle di ciò che accade... -di ciò che le minaccia? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Smarrita. -</p> - -<p> -Non so! non so! Giorgio mi ha detto di -non spaventarle... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ma voi fate festa così, mentre... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Oh! Io non faccio festa, Florian! Del resto -<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> -non vengono che due o tre piccole amiche -di Chérie... Non mi è parso il caso di vietarlo... -rattristarla proprio oggi, che è il suo -compleanno. -</p> - -<p class="scene"> -Una pausa. -</p> - -<p> -E si era comperata apposta per stasera -una veste nuova... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Alzandosi e camminando -in su e in giù. -</p> - -<p> -Le donne!... Che strane creature! Il disastro -è alle porte, il mondo crolla sotto a una -immane calamità... ed esse, perchè hanno -delle vesti nuove — ballano! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Credi che non dovrei permetterlo?... Manderò -a dire a quelle bimbe... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ma no... ma no! Lasciatele ballare! Povere -creature. Verrà l'ora del pianto!... Anche -troppo presto. -</p> - -<p class="scene"> -Stendendole la mano. -</p> - -<p> -Addio. Vado a portare questi due messaggi. -Ma se posso, tornerò, non fosse che per -un istante, a salutare Chérie. Se non tornassi... -ditele... -</p> - -<p class="scene"> -commosso. -</p> - -<p> -... ditele che le faccio tanti auguri. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Glielo dirò. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ditele... -</p> - -<p class="scene"> -Con improvvisa decisione -</p> - -<p> -Ah! ma tornerò. Farò in modo di tornare. -</p> - -<p class="scene"> -Le bacia la mano ed esce -rapidamente. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> resta sola qualche -istante immobile e pensierosa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Rientrando. -</p> - -<p> -Ecco! Se non ero io, non c'era l'aranciata! -</p> - -<p class="scene"> -Depone sulla tavola una -caraffa d'aranciata. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Mirella... senti, bambina mia. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mirella</span> le va vicino e -<span class="smcap">Luisa</span> la cinge col braccio -amorosamente. -</p> - -<p> -Se mandassimo a dire alle ragazze di non -venire? Ti dispereresti? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Interdetta. -</p> - -<p> -Di non venire? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Tu non capisci, cara, come è grave il -momento in cui ci troviamo. Questa guerra... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Oh, mamma! Avevi promesso che fino a -domani non ne parlavi più. Vuoi guastar tutto? -Vuoi far piangere Chérie? Eccola! Guarda -come s'è fatta bella! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Vestita tutta di velo bianco -è apparsa sul pianerottolo -in cima ai tre scalini. -</p> - -<p> -Signora cognata... signora nipote... ammiratemi! -</p> - -<p class="scene"> -Fa una riverenza e scende -con gesto di danza i -tre scalini. -</p> - -<p> -Ma che faccie avete!... Dei bronci lunghi -così... -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Che cosa è stato? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Alzando le spalle. -</p> - -<p> -Oh! È per questa noiosa guerra... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Con aria di sollievo. -</p> - -<p> -Oh... la guerra?... -</p> - -<p class="scene"> -crolla anche lei le spalle. -</p> - -<p> -Temevo peggio! Credevo che tu ne avessi -fatta qualcuna delle tue. -</p> - -<p class="scene"> -Va da <span class="smcap">Luisa</span>, graziosa e -sorridente. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> -</p> - -<p> -Luisa!... dà un bacio a tua cognata — diciottenne! -</p> - -<p class="scene"> -L'abbraccia. -</p> - -<p> -E non pensare a malinconie. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ma cara, cara! Nè tu nè Mirella capite... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No, no, no! Stasera non vogliamo capir -nulla! Domani, domani capiremo tutto. Pensa -che non si compiono i diciott'anni che una -sola volta nella vita. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Oh, per quello, anche i quattordici non si -compiono che una volta. Avrei potuto dirlo -anch'io in Aprile. -</p> - -<p class="scene"> -Abbraccia anche lei -<span class="smcap">Luisa.</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -rincorrendo Mirella. -</p> - -<p> -Gelosa! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -fuggendo. -</p> - -<p> -Cattiva! -</p> - -<p class="scene"> -Si volta e getta le braccia -intorno al collo di -<span class="smcap">Chérie.</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Facendo un giro di ballo -con lei. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> -</p> - -<p> -Io ho diciott'anni! Io ho diciott'anni... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -cantando. -</p> - -<p> -Io ne ho quattordici.... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Chérie! Chérie, senti! Ho un messaggio -per te. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -smettendo di ballare. -</p> - -<p> -Da chi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Da Florian Audet. -</p> - -<p class="scene"> -commossa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Da Lolò? È stato qui? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -È stato qui un istante solo. Ma ha detto -che se può, tornerà a salutarti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Confusa e felice. -</p> - -<p> -Tornerà! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Per farle dispetto. -</p> - -<p> -Ma forse non potrà. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Perchè no? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Il suo squadrone deve partire da un momento -<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> -all'altro. Sono già accampati sulla riva -del fiume in attesa d'ordini. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh, povero Lolò! Avrei voluto vederlo. -</p> - -<p class="scene"> -Abbassa il capo trastullandosi -col ventaglio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Non chiamarlo Lolò! Adesso sei una signorina -e non devi dare dei nomignoli a un -giovinotto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Oh!... Lolò, un giovinotto! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ma mi pare. Un tenente di cavalleria! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh, per me è sempre lo stesso Lolò che -aveva dodici anni quando io ne avevo sei. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Oggi ne hai diciotto. Non è più il caso di -darsi del tu. -</p> - -<p class="scene"> -Esce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ma come! Devo dare dell'illustrissimo a -Lolò? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Sempre infantilmente dispettosa, -ridendo. -</p> - -<p> -Oh, se parte! Chissà quando lo rivedrai. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Lina</span>, la domestica, apre -la porta, e sempre coll'espressione -di fredda ostilità, -introduce due fanciulle -vestite di chiaro -che portano dei fiori in -mano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p> -Le signorine Doré. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> va al loro incontro. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fanny</span> -</p> - -<p class="scene"> -abbracciando <span class="smcap">Chérie</span> e -dandole i fiori. -</p> - -<p> -Tanti auguri!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Nelly</span> -</p> - -<p> -Tutte le felicità! -</p> - -<p class="scene"> -Saluta <span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Volete togliervi i mantelli?... Lina! Fai lume -qui, nella mia camera... -</p> - -<p class="scene"> -Apre la porta a destra. -<span class="smcap">Lina</span>, sempre col viso -impassibile, entra a destra -e vi accende il lume. -S'intravvede una camera -<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> -da letto con una finestra -tonda nel centro della -parete. -</p> - -<p class="scene"> -Le quattro fanciulle vi -entrano con <span class="smcap">Lina</span>. -</p> - -<p class="scene"> -La scena è vuota per un -istante. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -alla porta d'ingresso. -</p> - -<p> -La signorina Valesca. -</p> - -<p class="scene"> -Entra un'altra giovinetta -con una scatola di -dolci e dei fiori. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Uscendo dalla camera a -destra e correndole incontro. -</p> - -<p> -Oh, cara Lucilla! -</p> - -<p class="scene"> -accettando il dono. -</p> - -<p> -Grazie! come sei buona. -</p> - -<p class="scene"> -La conduce nella camera -a destra. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Fritz</span> e <span class="smcap">Lina</span> rimangono -soli un istante. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -Lina! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p class="scene"> -sulla porta della camera. -</p> - -<p> -Cosa? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -Ci siamo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p> -Oh Dio! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -rapidamente a bassa voce. -</p> - -<p> -Tu stasera andrai a dormire in casa dei -Wolkenstein. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p class="scene"> -agitata. -</p> - -<p> -Stasera?... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -Stasera. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p> -Oh, Dio! E dai Wolkenstein, sarò al sicuro? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -Sì. Taci. -</p> - -<p class="scene"> -Esce. -</p> - -<p class="scene"> -Le fanciulle rientrano -cinguettanti e sorridenti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fanny</span> -</p> - -<p> -Chi manca ancora? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -La Jeannette. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Nelly</span> -</p> - -<p> -Oh, lei si fa sempre preziosa! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lucilla</span> -</p> - -<p> -Cosa facciamo? I proverbi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fanny</span> -</p> - -<p> -Avete detto che si ballava. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -La mamma non vuole. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fanny</span> -</p> - -<p class="scene"> -Alla tavola del buffet, -mangiando dei dolci. -</p> - -<p> -Perchè non vuole? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Per la guerra. Volete un po' di thè? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fanny</span> -</p> - -<p> -Oh bella! Cosa c'entra la guerra? -</p> - -<p class="scene"> -La porta s'apre ed entra -<span class="smcap">Jeannette</span>, leggiadra e -sorridente. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh, ecco Jeannette! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> abbraccia la nuova -arrivata, a cui <span class="smcap">Lina</span> -toglie il mantello e lo porta -nella camera a destra. -Tutte ridono, chiacchierano -e mangiano dolci. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jeannette</span> -</p> - -<p> -La mamma non voleva che venissi... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie.</span> -</p> - -<p> -Perchè? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jeannette</span> -</p> - -<p> -Per... per la guerra. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Tutte</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Oh! ancora la guerra! Ma che cosa c'entra? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jeannette</span> -</p> - -<p> -C'entra, che i nemici possono venir qui! -Invadere il paese... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh Dio, che paura! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Perchè paura? Sai bene che Lina la nostra -domestica dice che sono così belli... biondi... -affascinanti... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fanny</span> -</p> - -<p> -Ho sentito dire anch'io che gli ufficiali sono -irresistibili. Portano il busto! Hanno il vitino -piccolo e i baffi così — -</p> - -<p class="scene"> -Fa il gesto di baffi rivolti -all'insù. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Va bene. Ma a vederli arrivar qui!... Mio -Dio! Cosa si farebbe se, per esempio, entrassero -adesso? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Oh! Io farei una bella riverenza... così... -</p> - -<p class="scene"> -Fa una piroetta e una riverenza. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> -</p> - -<p> -... e direi come dicono nel loro paese: -<i>Grüss Gott!</i> che vuol dire «Vi saluti Iddio!» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fanny</span> -</p> - -<p> -Mi pare una buona idea. Certo sarebbero -commossi. Ci saluterebbero così... -</p> - -<p class="scene"> -saluta militarmente. -</p> - -<p> -... e tornerebbero via. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Tutte le fanciulle</span> -</p> - -<p> -Sì, sì! -</p> - -<p class="scene"> -in coro, rivolte alla porta -e facendo riverenza a -dei nemici immaginari. -</p> - -<p> -<i>«Grüss Gott!»</i> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo e cingendo la vita -a <span class="smcap">Jeannette</span>. -</p> - -<p> -Facciamo un piccolo giro... uno solo... -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Lucilla</span>. -</p> - -<p> -Tu ci suonerai un valzer. Il mio valzer...<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a> -</p> - -<p class="scene"> -Salgono correndo i tre -gradini e spariscono a -sinistra. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Nelly</span> -</p> - -<p> -Oh! tu, Chérie, cantaci prima qualche -cosa... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fanny</span> -</p> - -<p> -O recita la canzone della Regina Myrza. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Io no! Mi vergogno. -</p> - -<p class="scene"> -Si ode un valzer suonato -nella stanza vicina. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fanny</span> -</p> - -<p> -Sii buona!... Recita! -</p> - -<p class="scene"> -Le porta una chitarra. -<span class="smcap">Chérie</span> siede, mentre le -altre due stanno in piedi -accanto a lei. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -accompagnandosi pianamente -mentre il valzer -lontano s'intona cogli -accordi della chitarra. -</p> - -<p class="scene"> -Recitato. -</p> - -<div class="poem"> -<p class="i2"> «C'era una volta una regina bella</p> -<p>«In un castello nero,</p> -<p>«Sempre rinchiusa, ahimè! per destin fiero.»</p> -</div> - -<p class="scene"> -La porta s'apre ed appare -<span class="smcap">Florian Audet</span>. -Egli si ferma sulla soglia -ad ascoltare. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -continua a recitare, ad -occhi bassi, accompagnandosi -con sommessi -accordi. -</p> - -<div class="poem"> -<p class="i2"> «Ma venne un cavalier dall'armi d'oro,</p> -<p>«E sul veron la vide,</p> -<p>«E le disse: «Fuggiam, vieni, t'adoro.»</p> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> -</p> -<p class="i2"> «Ella rispose: «Il muro è alto assai,</p> -<p>«Ed è profondo il fosso,</p> -<p>«Crudel la scolta e non s'addorme mai...»</p> -</div> - -<p class="scene"> -Gaia. -</p> - -<div class="poem"> -<p class="i2"> «Rapì egli all'inferno un gran tizzone,</p> -<p>«Ed abbruciò il castello!</p> -<p>«E la dama strappò dalla prigione.»</p> -</div> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fanny e Nelly</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Oh!... brava! brava... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -alzando gli occhi e vedendo -<span class="smcap">Florian</span> che la guarda -fisso in viso. -</p> - -<div class="poem"> -<p class="i2"> «Voi... siete il cavalier leggiadro e forte,</p> -<p>«Io son la prigioniera.</p> -<p>«E vi voglio adorar fino alla morte.»</p> -</div> - -<p class="scene"> -Le due fanciulle l'applaudono, -salutano <span class="smcap">Florian -Audet</span>, poi corrono via a -sinistra a raggiungere le -altre. Si ode ancora il valzer -suonato nella stanza -vicina. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ho un quarto d'ora di tempo. Sono venuto -a salutarti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Timida e graziosa. -</p> - -<p> -Grazie. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Grave. -</p> - -<p> -Ho tante cose da dirti!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Dimmele, Lolò... oh... -</p> - -<p class="scene"> -correggendosi. -</p> - -<p> -... dimenticavo! -</p> - -<p class="scene"> -si copre la bocca colla -mano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Cosa dimenticavi? -</p> - -<p class="scene"> -La musica cessa nella -stanza accanto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Che non devo dirti Lolò. E che non devo -darti del tu. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -E come mai? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No! Da oggi in poi... io sono la signorina -Chérie Brandes, e tu... -</p> - -<p class="scene"> -con un grande inchino. -</p> - -<p> -... sei il signor tenente marchese Florian -Audet. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Per carità! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ordini di mia cognata. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ma perchè? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Perchè ho diciott'anni. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -inchinandosi. -</p> - -<p> -Non mi resta che obbedire. -</p> - -<p class="scene"> -Lunga pausa. Si guardano -e non sanno che cosa -dire. -</p> - -<p> -Fa caldo... <i>signorina!</i> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -porgendogli il ventaglio. -</p> - -<p> -Desidera... <i>signore?</i> -</p> - -<p class="scene"> -Ridono. -</p> - -<p> -Cosa sono tutte le cose che avete a dirmi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -apre il ventaglio e fa -vento prima a sè e poi -a lei. -</p> - -<p> -Non posso... signorina! Con questo nuovo -regolamento, mi pare di essere paralizzato. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ma quasi quasi... a me piace! Tu mi sembri... -voi mi sembrate una conoscenza nuova. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Io non voglio essere una conoscenza nuova. -Sono Lolò, che ti tirerà le treccie quando -sei cattiva. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No, no! più niente Lolò. Ed io non ho più -treccie... -</p> - -<p class="scene"> -volge civettuola la nuca. -</p> - -<p> -Vedete?... Ti piaccio così? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -No. E bada che m'hai dato del tu. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh Dio! Anche tu! -</p> - -<p class="scene"> -Un silenzio. Guardandolo. -</p> - -<p> -Io non so più come parlare... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Neanch'io. -</p> - -<p class="scene"> -Chérie lascia cadere il -fazzoletto. Florian lo raccoglie. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sentitelo! -</p> - -<p class="scene"> -glielo avvicina al naso. -</p> - -<p> -È profumato! Posso profumarmi se voglio, -da oggi in poi. Luisa mi ha dato una bottiglietta... -grande così... si chiama <i>white rose.</i> -Dice che sono anch'io una «white rose». Ma -voi non capite l'inglese. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Fin lì capisco anch'io — -</p> - -<p class="scene"> -prendendole la mano. -</p> - -<p> -rosellina bianca! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -odorando il fazzoletto. -</p> - -<p> -Com'è dolce! Vi piace? -</p> - -<p class="scene"> -Glielo fa sentire. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -No. Volete sapere qual'è il mio profumo -prediletto? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Indovinatelo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Violetta?... Peau d'Espagne?... Jockey -Club?... -</p> - -<p class="scene"> -Ad ogni parola <span class="smcap">Florian</span> -scuote il capo. -</p> - -<p> -Oh, aspetta!... L'Origant di Coty... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -No. -</p> - -<p class="scene"> -Una pausa. -</p> - -<p> -La benzina. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh che orrore. La benzina! Per cosa? Per -l'automobile? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -No. Per voi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Per me? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Sì. Un giorno, forse un anno fa, si prendeva -il thè, qui; e voi eravate in collera con -me, non so più per che cosa. Vi siete rovesciata -una tazza di thè sulla veste... e Luisa -vi ha sgridata... Ricordate? Allora siete corsa -via a pulirvi la veste... e quando siete tornata — tutta -rossa e compunta — mi avete -guardato! -</p> - -<p class="scene"> -pausa. -</p> - -<p> -Sentivate di benzina in modo straordinario. -</p> - -<p> -Da allora in poi... la benzina... -</p> - -<p class="scene"> -Con molto sentimento, -prendendole la mano. -</p> - -<p> -... è sempre stato il mio profumo prediletto. -</p> - -<p class="scene"> -Un silenzio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -commossa. -</p> - -<p> -Che belle cose voi dite! Sembrano prese da -un libro. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -tenero. -</p> - -<p> -No... le ho inventate io... <i>signorina!</i> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh!... Come mi piace che mi diciate «signorina»! -Non so perchè... ma... -</p> - -<p class="scene"> -Pausa. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Già. Anche a me fa quell'effetto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non ci daremo mai più del tu. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Mai più. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -È così rude e sgarbato. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -È vero. Vorrei avervi sempre detto signorina. -Mi pare... non so come dirlo... di avere -sprecato gli anni in cui... non mi sono accorto -che eravate una signorina. Mi pare -solo adesso di vedervi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Alzando gli innocenti -occhi su di lui. -</p> - -<p> -Anche a me. -</p> - -<p class="scene"> -Una pausa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Con grande tristezza. -</p> - -<p> -E adesso... devo andar via. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Andrete lontano? -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mirella</span> e le altre giovinette -entrano allegre. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> -</p> - -<p> -Prendono dalla tavola -dei dolci a sorpresa e li -fanno scoppiettare; ne tolgono -dei cappelli di carta, -dei fischietti, degli stornelli -che leggono ad alta -voce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Sentite lo stornello! -</p> - -<p class="scene"> -leggendo. -</p> - -<div class="poem"> -<p>«Fiore di rosa,</p> -<p>«So che m'amate e fate la sdegnosa.»</p> -</div> - -<p class="scene"> -Corre a portare due sorprese -a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Tieni Chérie! -</p> - -<p class="scene"> -Poi torna correndo dalle -altre. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Florian</span> che ha guardato -il suo orologio. -</p> - -<p> -Non guardate l'ora. -</p> - -<p class="scene"> -Tendendogli una sorpresa. -</p> - -<p> -Tirate... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -grave e preoccupato. -</p> - -<p> -Vorrei parlarvi. -</p> - -<p class="scene"> -Tirano la sorpresa e <span class="smcap">Florian</span> -svolge distrattamente -la carta collo stornello. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Leggete, leggete! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Leggendo. -</p> - -<div class="poem"> -<p>«Fiorin di pero,</p> -<p>«La vita è un sogno, la morte un mistero.»</p> -</div> - -<p class="scene"> -In tutta questa scena -<span class="smcap">Florian</span> si sforza a celare -sotto un'apparenza quasi -gaia la profonda angoscia -che è in lui. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Oh! com'è poco interessante. Proviamo -quest'altra. -</p> - -<p class="scene"> -Tirano un'altra sorpresa -A Chérie tocca lo stornello. -Legge. -</p> - -<div class="poem"> -<p>«Fior di mimosa</p> -<p>«Quando vorrete sarò vostra sp...»</p> -</div> - -<p class="scene"> -s'interrompe confusa. -</p> - -<p class="scene"> -Si guardano lungamente -silenziosi. -</p> - -<p> -Perchè mi guardate così grave? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Chérie! -</p> - -<p class="scene"> -Le afferra le mani. -</p> - -<p> -Devo andar via. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Andar via! così presto? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Subito. Subito! Chissà quando vi rivedrò! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh, ma dove andate? A quest'ora? Il reggimento -non può aver bisogno di voi a quest'ora! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Florian</span> sorride amaramente. -</p> - -<p> -E poi oggi è la mia festa... Mandate a dire -al colonnello che andrete domani. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -con traboccante agitazione, -sentendo inevitabile e -vicina l'ora in cui dovrà -lasciar sole le donne incoscienti. -</p> - -<p> -Ma Chérie! Non sapete dunque niente, voi? -Niente? Non avete letto i giornali? Vostro fratello, -prima di partire non vi ha detto nulla? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Ingenua. -</p> - -<p> -Ma sì... so che vi sono state delle cattive -notizie... -</p> - -<p class="scene"> -Viene <span class="smcap">Mirella</span> e circonda -col braccio la cintura di -<span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Florian</span>. -</p> - -<p> -Dammi il tuo stornello. -</p> - -<p class="scene"> -Glielo prende di mano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -sempre agitato. -</p> - -<p> -Di ciò che accade intorno a voi — non -sapete niente? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Infantile. -</p> - -<p> -Sì, sì! io so! So che i nemici ci fanno la -guerra! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh, quello lo so anch'io! -</p> - -<p class="scene"> -Con una crollatina di -spalle. -</p> - -<p> -Ma i nemici... la guerra... per noi donne -è così lontano tutto ciò! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Fuori di sè. -</p> - -<p> -Lontano! Ma è a quaranta chilometri da -qui. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Quaranta chilometri?... Quanto è quaranta -chilometri? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -leggiera. -</p> - -<p> -Oh — come da qui a Verviers. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Lento e scandendo le parole. -</p> - -<p> -I nemici — sono — a Verviers. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -A Verviers?! E che cosa fanno?! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Che cosa fanno? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> -</p> - -<p class="scene"> -Feroce. -</p> - -<p> -Dio! Dio! -</p> - -<p class="scene"> -Con un ruggito d'ira. -</p> - -<p> -<i>Che cosa fanno?!</i> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Allegra. -</p> - -<p> -Bravo, Lolò. Va a vedere. Poi domani -ce lo dici. -</p> - -<p class="scene"> -Corre via a raggiungere -le altre fanciulle. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Tornerete davvero domani? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Domani! -</p> - -<p class="scene"> -Amaramente. -</p> - -<p> -Ah, no. Non domani — nè per tanti domani... -Ditemi addio — piccola white rose! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Addio... -</p> - -<p class="scene"> -Si ode il valzer suonato -pianamente nella stanza -vicina. -</p> - -<p class="scene"> -Gli dà la mano. -</p> - -<p> -Non so dirvi... quanto mi rattrista che partiate. -</p> - -<p class="scene"> -Con semplicità e mestizia. -</p> - -<p> -Non ho neppur più voglia di ballare. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Angosciato. -</p> - -<p> -Chérie!... Ditemi una parola... datemi un -ricordo... qualche cosa da portar via con me. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Volete questo stornello? -</p> - -<p class="scene"> -Con soavità. -</p> - -<div class="poem"> -<p>«Fior di mimosa,</p> -<p>«Quando vorrete — sarò vostra sposa.»</p> -</div> - -<p class="scene"> -Glielo porge. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -prendendolo e recandolo -alle labbra colla mano -di <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Chérie! Per nessun altro mai sarà questa -piccola mano? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -grave. -</p> - -<p> -Mai. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Addio! Oh! vedo le lagrime nei vostri cari -occhi! così puri... così puri! si direbbe che -non hanno mai guardato altro che il cielo! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -commossa. -</p> - -<p> -Addio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Addio, Chérie!... -</p> - -<p class="scene"> -Egli sa che questo è forse -un addio eterno. Con -soffocato impeto di dolore. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> -</p> - -<p> -Addio. -</p> - -<p class="scene"> -Esce. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> va alla finestra e -sta immobile guardando -giù. -</p> - -<p class="scene"> -Entra <span class="smcap">Fritz</span> e va rapidamente -verso di lei. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -con voce dura -</p> - -<p> -Signorina — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -volgendosi sconvolta. -</p> - -<p> -Oh... Fritz! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p> -Devo passare. -</p> - -<p class="scene"> -La prende rudemente pel -braccio e l'allontana dalla -finestra. Indi si sporge -lui a guardar fuori. Con -gesto rapido si toglie un -fazzoletto dalla tasca e lo -lega all'imposta. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -sbigottita. -</p> - -<p> -Ma Fritz! che cosa fate?... Salutate quelli -che partono? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -fissandola negli occhi -con insolenza. -</p> - -<p> -No. Quelli — che arrivano. -</p> - -<p class="scene"> -Esce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Luisa</span> che rientra. -</p> - -<p> -Luisa! Hai visto Fritz? Hai sentito che cosa -ha detto? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -terrorizzata. -</p> - -<p> -Non capisco... Mio Dio, mio Dio... -</p> - -<p class="scene"> -Si guardano costernate. -Le fanciulle appaiono -gaie e ridenti sul pianerottolo, -e danzano una -quadriglia. -</p> - -<p class="scene"> -D'improvviso si ode lontano -il rombo d'un cannone. -Tutte si fermano. -Vi è un istante di silenzio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Nelly</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo nervosamente. -</p> - -<p> -Che cosa sarà stato? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jeannette</span> -</p> - -<p> -Un saluto per la festa di Chérie! -</p> - -<p class="scene"> -Tutte ridono. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Bimbe care — andate a casa. Lina e Fritz -vi accompagneranno. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Tutte</span> -</p> - -<p> -Oh... andare a casa! Ma è presto!... siamo -appena arrivate...! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Correte — correte! Ho paura di tenervi -qui. Ho paura! -</p> - -<p class="scene"> -Tutte le fanciulle si sparpagliano -come un volo -<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> -di passerette. Indossano -i mantelli celesti, rosa, -bianchi, baciano <span class="smcap">Luisa</span>, -<span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Addio! Addio! -</p> - -<p class="scene"> -Un secondo rombo di -cannone le ferma tutte -immobili sulla porta. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Nelly</span> -</p> - -<p class="scene"> -tra il riso e lo spavento. -</p> - -<p> -I nemici? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Le Altre</span> -</p> - -<p> -Uh! che paura! Addio... Addio!... -</p> - -<p class="scene"> -Escono. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span>, <span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span> -rimangono sole. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -dopo un breve silenzio -guardandosi attorno. -</p> - -<p> -Non so... mi pare di essere in un sogno... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -ancora sorridendo. -</p> - -<div class="poem"> -<p>Fiorin di pero</p> -<p>La vita è un sogno, la morte un mistero!</p> -</div> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Luisa</span> abbassando la -voce. -</p> - -<p> -E... se... se davvero venissero qui? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Chi?... Chi?... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -mettendole un braccio al -collo. -</p> - -<p> -I nemici... quelli che sono a Verviers. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -frivola e bambinesca. -</p> - -<p> -Oh, se vengono, vorrei che venissero questa -sera, mentre siamo vestite così!... -</p> - -<p class="scene"> -Fa svolazzare la gonna -di tulle. -</p> - -<p class="scene"> -S'ode un nuovo rombo di -cannone. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Luisa!... Luisa! Ho paura. -</p> - -<p class="scene"> -Nasconde il volto sulla -spalla di <span class="smcap">Luisa.</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -terrorizzata. -</p> - -<p> -Oh Dio, Dio! — Florian, dove sarà? Se -potessimo richiamarlo. -</p> - -<p class="scene"> -Corre alla porta. -</p> - -<p> -Fritz! Fritz!... -</p> - -<p class="scene"> -Dopo un istante. -</p> - -<p> -Lina! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p class="scene"> -in giacca e cappello con -una borsetta in mano, -freddamente. -</p> - -<p> -Sì? Cosa vuole? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ma — Lina! come parli?... E dove vai? — Dov'è -Fritz? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p> -È uscito. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Uscito?... Ma dove è andato? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un cattivo sorriso. -</p> - -<p> -Adesso andrò a vedere. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ma no, Lina! Sta qui con noi!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Vi vieto di uscire. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Lina</span> -</p> - -<p class="scene"> -con insolenza. -</p> - -<p> -Oh! Passato il tempo dei divieti. -</p> - -<p class="scene"> -Esce e chiude la porta. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ma che cosa accade?... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Non capisco. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Siamo sole!... E pensa, Luisa, pensa! Se... -<i>quelli</i> venissero — che cosa faremmo? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Per carità! Non pensiamoci! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ma bisogna pensare. Bisogna essere preparate -a tutto. Dobbiamo pensare... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ma, mia cara, non verrebbero qui. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non credi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Qui? In casa nostra? A far che? Ma andrebbero... -non so... all'albergo... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Credi? All'albergo?... -</p> - -<p class="scene"> -Una pausa. -</p> - -<p> -Non posso imaginare... -</p> - -<p class="scene"> -Un altro silenzio. -</p> - -<p> -Già, che cosa verrebbero a fare in questo -paesetto?... Cosa potrebbero volere da noi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -cominciando ad impressionarsi. -</p> - -<p> -Avete paura davvero?... -</p> - -<p class="scene"> -Ride, nervosa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Se mai... certo non verranno — ma se -<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> -mai... quando picchiassero giù alla porta, -bisognerebbe dire che non li possiamo ricevere. -</p> - -<p class="scene"> -S'ode fuori delle voci e un -clichettio di sciabole. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -correndo alla finestra -con uno strillo. -</p> - -<p> -Ma sono qui... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa e Chérie</span> -</p> - -<p> -No!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Sono qui, vi dico! Sono in cinque o sei. -Non picchiano! Sono entrati. C'è Fritz... è -lui che apre la porta! Vengono su. Oh Dio, -vengono su! -</p> - -<p class="scene"> -Stanno tutt'e tre immobili -guardando la porta; -questa s'apre sbattuta -villanamente dal di -fuori. -</p> - -<p class="scene"> -Entrano il capitano <span class="smcap">Fischer</span>, -quarantenne, il -tenente <span class="smcap">Von Wedel</span>, bel -giovane di ventisei anni, -e tre soldati. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il capitano Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -guardandosi intorno senza -badare alle donne. Al -tenente <span class="smcap">Von Wedel</span>. -</p> - -<p> -Dunque qui, dove siamo? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -leggendo una carta. -</p> - -<p> -Giorgio Brandes, medico e ufficiale di riserva, -quattro in famiglia — 12 stanze, scuderia, -due cavalli, una motocicletta, cantina, -telefono. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il capitano Fischer.</span> -</p> - -<p> -Uomini adulti? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Uno solo, il dottore. Partito iersera — per -la capitale, credo. Deve aver preso la strada -di Tourgain. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -C'era un nostro incaricato qui? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Sì, certo Fritz Müller. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Dov'è questo Müller? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Il domestico. Era lui dabbasso, che ci ha -aperto -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Ah. Vediamo le stanze. -</p> - -<p class="scene"> -Consultando la carta. -</p> - -<p> -Tre a questo piano, quattro di sopra — -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Von Wedel</span> gettando -uno sguardo sulle tre -donne. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> -</p> - -<p> -Tu sta qui. -</p> - -<p class="scene"> -Esce seguito dai tre soldati. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Sta un momento immobile -guardando da <span class="smcap">Luisa</span> a -<span class="smcap">Chérie</span>, da <span class="smcap">Chérie</span> a <span class="smcap">Mirella</span> -e ancora <span class="smcap">Chérie</span>. -Un lento cinico sorriso -gli si disegna sul volto. -Poi si volge e va alla tavola -del buffet. -</p> - -<p> -Toh! Un banchetto... Si direbbe che ci -aspettavate! -</p> - -<p class="scene"> -Prende un sandwich. -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Vi aspettavate di vederci? O è una bella sorpresa -che vi facciamo? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -esterrefatta. -</p> - -<p> -Signore — spero che avrete la bontà di -tornar via. Mio marito non è qui. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Ah davvero? Sono desolato. Aspetteremo -che ritorni. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ma non torna stasera. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Ah no? Che marito poco galante!... E dove -sarebbe andato? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -ingenua. -</p> - -<p> -A Tourgain, per la via di Landor. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Attento. -</p> - -<p> -Ah, per la via di Landor? — Solo? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Taci mamma! Non dirlo! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Ridendo. -</p> - -<p> -Ma guarda guarda, come siamo furbe e -diplomatiche! -</p> - -<p class="scene"> -Ironico a <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Posso chiedere alla mamma se il papà è -fumatore? -</p> - -<p class="scene"> -Le donne si guardano -sbigottite. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -secco, impaziente. -</p> - -<p> -Sigari... sigarette, ne avete in casa? Sì? -Andatele a prendere. Su, donna, movetevi. -Ho i polmoni che si struggono dalla voglia -di un Nestor. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> fissandolo con occhi -trasognati s'avvia -lentamente verso la scalinata — sale -e sparisce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -S'avvicina a <span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span> -che indietreggiano. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> -</p> - -<p> -Ebbene, colombelle? Ci aspettavate dunque!... -Vi siete vestite da festa per riceverci? -Eh!... -</p> - -<p class="scene"> -Pizzica la guancia a -<span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Come ti chiami tu? -</p> - -<p class="scene"> -Le due ragazze indietreggiano -terrorizzate. -</p> - -<p> -Carolina?... Eh? Maria?... Teresina?... -Eh? -</p> - -<p class="scene"> -Le prende il mento. -</p> - -<p> -Rispondi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -senza fiato -</p> - -<p> -Chérie. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Cosa mi dici? <i>Chérie?</i> Caruccia anche tu. -</p> - -<p class="scene"> -Si china in avanti per -baciarla. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -lanciandosi su di lui con -un grido. -</p> - -<p> -No!... No! -</p> - -<p class="scene"> -Fa per percuoterlo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo dell'ira di <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Ah, che piccola vipera!... Aspetta un po' — vedrai -cosa ti faccio! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> entra portando delle -scatole di sigarette. Le -depone sul tavolo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Brava. E da bere cos'avete? Qui — -</p> - -<p class="scene"> -additando il tavolo. -</p> - -<p> -... non vedo che sciroppi. Sciampagna ne avete? -E cognac? e rhum? e kirsch? Portate qui -tutto. -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Viperetta, va anche tu — e porta qui tutto. -Fa presto — va — va. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -No!... -</p> - -<p class="scene"> -Avviticchiandosi a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Hai paura che te l'ammazzi, tua sorella? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Non è mia sorella. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -E cos'è? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -È mia zia. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Ah — è tua zia? Anch'io ho una zia. Ma -<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> -non è così. Le scambieremo; va bene, vipera? -Ti darò la mia zia, e tu mi darai la tua. -Va bene? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -No!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -feroce. -</p> - -<p> -Va a prendere da mangiare... corri o ti -strozzo... -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mirella</span> fugge. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Signore... noi... noi non siamo che donne... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Eh! me ne accorgo. -</p> - -<p class="scene"> -Le prende il braccio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -piangendo. -</p> - -<p> -Anche voi... avrete delle donne a casa vostra... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Oh là! là! là! Non cominciamo cogli appelli -ai sentimenti nobili. Abbiamo fame e -sete. <i>Marsch</i>, buona donna. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> si volge per partire. -</p> - -<p> -E se pensate di scappare... se fra tre minuti -non è tutto qui in tavola, io mi mangio -<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> -questa colombella — capite? Me la mangio — <i>aah!</i> -</p> - -<p class="scene"> -Afferra il braccio di <span class="smcap">Chérie</span> -e se lo porta alla -bocca. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> esce barcollando. -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Che parentela hai con quella Niobe piangente? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -a bassa voce. -</p> - -<p> -È mia cognata. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Eh? Non capisco. Parla più forte. Tua cognata?... -Caruccia! -</p> - -<p class="scene"> -Pizzicandole il mento. -</p> - -<p> -E io sarò tuo cognato, va bene? -</p> - -<p class="scene"> -Rientra il Capitano <span class="smcap">Fischer</span>. -Si ferma sulla -porta a dare degli ordini -ai tre soldati che lo seguono. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Direte al capitano Glotz e al tenente Feldmann -di venir qui. Avranno le due stanze all'est. -Voi cenerete all'osteria e quattro ordinanze -e quattro uomini verranno a dormire -qui nelle soffitte. Sarete qui alle undici. Non -vi ubbriacate. -</p> - -<p class="scene"> -I soldati salutano e fanno -per partire. -</p> - -<p> -Oh! E lasciate stare le donne di malaffare. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> -</p> - -<p> -Capite? Non voglio che mi si avveleni il battaglione. -</p> - -<p class="scene"> -Pausa. -</p> - -<p> -Donne non ne mancano. -</p> - -<p class="scene"> -I soldati salutano ed escono. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -avanzandosi. -</p> - -<p> -Tutto fatto. E qui si mangia? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Salutando. -</p> - -<p> -Sì, mio capitano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -sciogliendosi la cintura. -</p> - -<p> -Smetti pure il capitano. Qui torniamo cugini, -Hans. Eh, che porcheria d'un paese. -Quell'animale d'un parroco!... Guardate qui -cos'ho sugli stivali. -</p> - -<p class="scene"> -Sporge un piede. -</p> - -<p> -Fango e sangue! Bah!... E ho qualche cosa -al braccio... -</p> - -<p class="scene"> -Si toglie la giubba. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Ma sei ferito. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Già. -</p> - -<p class="scene"> -Guardando <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Cosa fa quella ballerina? Venga qui. -</p> - -<p class="scene"> -Le fa cenno di avvicinarsi. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> -</p> - -<p> -Ha paura d'un povero ferito? -</p> - -<p class="scene"> -Si è tolto la giubba, e la -manica della camicia appare -macchiata di sangue. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Ridendo. -</p> - -<p> -È mia cognata. -</p> - -<p class="scene"> -La caccia innanzi verso -<span class="smcap">Fischer</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -Ridendo. -</p> - -<p> -Tua cognata? Brutto animale! Te la sei già -accaparrata? Tu mi porti sempre via di sotto -al naso ciò che c'è di meglio. Maledetti -i tuoi ventisei anni. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -additando la piccola <span class="smcap">Mirella</span> -che entra portando -delle bottiglie. -</p> - -<p> -Eh! guarda com'è carina la viperetta qui. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Peuh! Il sapor di latte non mi dice niente. -</p> - -<p class="scene"> -Vede <span class="smcap">Luisa</span> che entra recando -altre bottiglie e -bicchieri. -</p> - -<p> -Oh! Ecco piuttosto... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -con una grossolana risata. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> -</p> - -<p> -Quella è la Niobe piangente. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> tenta fuggire ma -egli la prende per un -braccio e la trattiene. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -Va incontro a <span class="smcap">Luisa</span> e le -prende le bottiglie dalle -mani. -</p> - -<p> -Bella signora — come vedete sono malconcio. -</p> - -<p class="scene"> -Additandole il braccio -ferito. -</p> - -<p> -Portatemi dell'acqua calda e fatemi da -suora. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -con voce sorda. -</p> - -<p> -Di sopra c'è acqua calda. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -sdraiandosi sul divano. -</p> - -<p> -Ah, ma io la voglio qui. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo mentre stura la -bottiglia di cognac. -</p> - -<p> -La Niobe si preoccupa dei suoi tappeti, -eh? -</p> - -<p class="scene"> -Sputa sul tappeto. -</p> - -<p> -Lurido paese. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> esce barcollando. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> -</p> - -<p> -Avanti con questa cena. Servite il capitano. -</p> - -<p class="scene"> -Beve. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> e <span class="smcap">Mirella</span> restano -immobili guardandosi in -faccia. Stanno vicine -l'una all'altra, terrorizzate -e incerte. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -con uno scoppio di voce. -</p> - -<p> -Servite il capitano. -</p> - -<p class="scene"> -Le due ragazze prendono -piatti e bicchieri e li porgono -al Capitano <span class="smcap">Fischer</span> -che è sdraiato sul -divano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Non voglio che un cognac. Questo braccio -mi fa maledettamente male. -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Dite a quella donna che faccia presto coll'acqua -calda. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Sì. Lo dirò. -</p> - -<p class="scene"> -Volgendosi a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Vieni anche tu con me. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -afferrando <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Ah già! Così scappate tutt'e due! No! Una -deve sempre star qui. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> -</p> - -<p class="scene"> -Ride. -</p> - -<p> -E noi la strozzeremo se le altre non tornano! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Sto qui io. -</p> - -<p class="scene"> -A Chérie. -</p> - -<p> -Va a chiamar la mamma. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -ansante guardando dai -due uomini a <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -fissandola con grandi -occhi. -</p> - -<p> -Va, ti dico. -</p> - -<p class="scene"> -Mentre <span class="smcap">Chérie</span> le passa -accanto. -</p> - -<p> -E chiama Fritz! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -piano. -</p> - -<p> -Ci ha tradite. -</p> - -<p class="scene"> -Esce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Eh la viperetta — -</p> - -<p class="scene"> -Si sdraia in poltrona. -</p> - -<p> -ho fame. Puoi servire anche me. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -con aria selvatica e audace. -</p> - -<p> -Voi? Cosa siete voi? Tenente? Io no. Io -non servo che i capitani. -</p> - -<p class="scene"> -Versa un altro bicchierino -di cognac a <span class="smcap">Fischer</span>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Toh, Hans! Prendi e metti ciò alla bottoniera. -</p> - -<p class="scene"> -Beve. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Impertinente rospicciattolo! -</p> - -<p class="scene"> -Si alza e va al tavolo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -a Mirella. -</p> - -<p> -Chissà che odio hai in cuore contro di noi! -Di' la verità. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Io? Ma niente affatto. Sono contenta che -siate arrivati. M'annoiavo a morte. E poi... -io so il tedesco. -</p> - -<p class="scene"> -Fa una piroetta e getta -un bacio a <span class="smcap">Fischer</span>. -</p> - -<p> -«<i>Grüss Gott!</i>» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Quanti anni hai? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -pronta. -</p> - -<p> -E tu? -</p> - -<p class="scene"> -I due ufficiali ridono. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Non hai paura di noi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Io — paura? Paura! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> -</p> - -<p class="scene"> -Ride convulsa. -</p> - -<p> -Ma anzi... non ho mai visto... -</p> - -<p class="scene"> -Tira un fiato come un -singulto. -</p> - -<p> -... nessuno di più bello... Vi aspettavo alla -finestra... Non avete visto? -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Fischer</span> sedendogli accanto -sul bracciolo del -divano. -</p> - -<p> -Ti fa sempre male il braccio? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Sì. Guarda. -</p> - -<p class="scene"> -Scopre la ferita. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un brivido. -</p> - -<p> -Oh! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Ti fa pena? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -No, mi fa schifo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Che bel tipo! -</p> - -<p class="scene"> -Entra <span class="smcap">Luisa</span> portando -una catinella d'acqua, -e serviette e bende. -</p> - -<p class="scene"> -Essa depone in terra la -catinella accanto al divano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -con ammirazione guardando -<span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Ah! ecco la mia suora di carità!... Grazie, -<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> -bella signora!... Dite un po', vostro marito è -medico, non è vero? Avrete in casa qualche -disinfettante... dell'acido borico? Del sublimato? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Portatemene, vi prego. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> esce a sinistra e -ritorna quasi subito con -una fialetta in mano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -prendendo la fialetta. -</p> - -<p> -Cos'è? «Sublimato»... Ecco... una tabletta -nell'acqua. Così. -</p> - -<p class="scene"> -Le rende la fialetta che -essa depone sopra una -mensola dietro al divano. -</p> - -<p> -Grazie, bella Samaritana. Volete aiutarmi?... -Volete fasciare la ferita al nemico? Al -nemico... ammiratore? -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> s'inginocchia accanto -a lui e gli fascia -la ferita. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Dov'è rimasta la colombella? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Non so... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Vado a cercarla. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un grido. -</p> - -<p> -No! Non voglio! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Oh bella questa! E come vuoi impedirlo? -</p> - -<p class="scene"> -Va alla porta. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -precipitandosi. -</p> - -<p> -Vengo anch'io. Non voglio che tu le faccia -male. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Vieni pure, scorpioncino. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> esce con <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Mio Dio! -</p> - -<p class="scene"> -Si slancia per seguirli. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -Trattenendola. -</p> - -<p> -Restate qui. Von Wedel non le farà nulla. -</p> - -<p class="scene"> -Mostrandole il braccio. -</p> - -<p> -Guardate piuttosto che ferita profonda!... -E voi... me ne fate un'altra, guardandomi -con quegli occhi così dolci e paurosi. -</p> - -<p> -Avete paura di me? -</p> - -<p class="scene"> -Pausa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un singhiozzo. -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Perchè? Non sono un selvaggio... non vi -farò niente. Siamo più teneri noi altri nordici -colle donne, che non i vostri egoisti d'uomini. -</p> - -<p class="scene"> -Accarezzandole il viso. -</p> - -<p> -Assai più teneri... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -scoppiando in pianto. -</p> - -<p> -Per pietà!... per pietà! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -bonario. -</p> - -<p> -Ma sì, ma sì, avrò pietà. Non è un oltraggio -dirvi che siete bella e che mi piacete... -</p> - -<p class="scene"> -La porta si apre ed entrano -il Capitano <span class="smcap">Glotz</span> -e il tenente <span class="smcap">Feldmann</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -sulla porta. -</p> - -<p> -Ma guarda un po' che dolce quadro d'intimità!... -Ti disturbiamo? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -alzandosi. -</p> - -<p> -No — no! venite. Ho trovato una Samaritana -che m'ha fasciato la ferita. Avete messaggi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Niente. Per stasera si sta qui. Domattina -alle cinque si prosegue su Tirlemont. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Avete pranzato? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Feldmann</span> -</p> - -<p> -Niente. Siamo affamati. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Qui c'è da sfamarsi... -</p> - -<p class="scene"> -Spingono la tavola verso -il centro. -</p> - -<p class="scene"> -Entra <span class="smcap">Von Wedel</span> conducendo -pel braccio <span class="smcap">Chérie</span>, -che ha uno scialletto sulle -spalle, seguita da <span class="smcap">Mirella</span> -che piange. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Preda di guerra!... Voleva fuggire, la colomba. -Per punirla le legheremo le ali. -</p> - -<p class="scene"> -Toglie lo scialletto a <span class="smcap">Chérie</span> -e fa per legarle le -braccia dietro alle spalle. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -strillando. -</p> - -<p> -Non voglio. -</p> - -<p class="scene"> -Con impeto d'infantile ira -alza la mano per schiaffeggiare -<span class="smcap">Von Wedel</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Afferrandole il braccio e -torcendoglielo con finta -collera. -</p> - -<p> -Ah! E a questo scorpioncino schiacceremo -la testa. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -paterno. -</p> - -<p> -Via, lasciale stare, Hans. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -sempre a tavola. -</p> - -<p> -I piagnistei mi guastano l'appetito. -</p> - -<p class="scene"> -Sogguardando le due -fanciulle. -</p> - -<p> -Cosa sono? Paiono ballerine. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Feldmann</span> -</p> - -<p class="scene"> -mangiando. -</p> - -<p> -Brave!... Brave! Se è così, ballate per divertirci. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -facendo sedere <span class="smcap">Luisa</span> accanto -a lui sul divano. -</p> - -<p> -Sorridete un poco, suora di carità! Bevete -un sorso di champagne con me. -</p> - -<p class="scene"> -Le porge il suo bicchiere -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -No! no! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Prego... un sorso... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Feldmann</span> -</p> - -<p> -Al capitano bisogna obbedire. -</p> - -<p class="scene"> -Anch'egli siede accanto a -<span class="smcap">Luisa</span> sul divano e le -prende le mani. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -piangendo. -</p> - -<p> -Per pietà!... La casa è vostra... ma lasciateci -andar via... ve ne imploro. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -Che non ha smesso di -mangiare. -</p> - -<p> -Ma sì. Mandatele via tutte quante! Mi guastano -l'appetito. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Mia cognata no. La voglio qui. -</p> - -<p class="scene"> -Mette lo scialletto intorno -a <span class="smcap">Chérie</span> stringendone -le braccia dietro le -spalle. -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Rospo... tu puoi andare a letto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -No! non vado a letto. Sto qui. -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Fischer</span>. -</p> - -<p> -Vero, capitano, che mi fai star qui?... -</p> - -<p class="scene"> -Vedendo sua madre che -piange seduta tra <span class="smcap">Fischer</span> -e <span class="smcap">Feldmann</span> sul divano. -</p> - -<p> -Perchè fai spavento a mia mamma? Lasciala -andare, e parla con me. Io non ho -paura... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -piangendo. -</p> - -<p> -Mirella, Mirella, va via! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Feldmann</span> -</p> - -<p class="scene"> -Prendendo la chitarra. -</p> - -<p> -Chi fa musica di voialtre? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Sarà il rospo! -</p> - -<p class="scene"> -Ride forte. A <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Oppure sei tu, colombella? -</p> - -<p class="scene"> -L'attira a sè. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -singhiozzando. -</p> - -<p> -Lasciatemi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -D'improvviso guardandosi -intorno. -</p> - -<p> -Ah! -</p> - -<p class="scene"> -Con uno strillo terribile. -</p> - -<p> -Mamma, mamma! Ho paura! Mandali via. -Mandali via! Ho paura! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -sempre a tavola. -</p> - -<p> -Questa qui mi dà fastidio davvero. Mi rovina -la digestione. -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Feldmann</span>. -</p> - -<p> -Portala via e chiudila in soffitta. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Feldmann</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> -</p> - -<p> -Sta bene. In soffitta ci sono otto soldati — -</p> - -<p class="scene"> -Abbranca <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un urlo, strappandosi -alla stretta di <span class="smcap">Fischer</span>. -</p> - -<p> -No! no... Dio! -</p> - -<p class="scene"> -Cade in ginocchi davanti -a <span class="smcap">Fischer</span>. -</p> - -<p> -Non permettete!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -severo a <span class="smcap">Feldmann</span>. -</p> - -<p> -Non permetto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Feldmann</span> -</p> - -<p> -Allora, dove la metto? Se al capitano Glotz -fa venire l'indigestione... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Chiudila in cantina. Lì c'è nessuno... -</p> - -<p class="scene"> -Ridendo. -</p> - -<p> -... eccetto sorci e rospi e ragni come lei. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -bruscamente a <span class="smcap">Feldmann</span>. -</p> - -<p> -Chiudetela davvero in cantina. Sarà meglio. -E voi... -</p> - -<p class="scene"> -Con un'occhiata severa. -</p> - -<p> -... tornate qui subito. Capite? Subito. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Feldmann</span> -</p> - -<p> -Capisco. -</p> - -<p class="scene"> -Saluta, e porta fuori <span class="smcap">Mirella</span> -<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> -che piange e si dibatte. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Non piangete, signora. Ringraziatemi piuttosto. -</p> - -<p class="scene"> -Additando <span class="smcap">Von Wedel</span> e -<span class="smcap">Glotz</span> che bevono il -cognac. -</p> - -<p> -Non capite che per la vostra bambina è -meglio così? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Lasciate andare anche noi... anche noi... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Che cosa dice? Vuol andare in cantina anche -lei? -</p> - -<p class="scene"> -Ride sguaiatamente. -</p> - -<p> -La mia cognatina in nessun modo va. Che -ne dici, Glotz? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -Senza alzare gli occhi. -</p> - -<p> -Ho fame io. -</p> - -<p class="scene"> -Si indovina nel contegno -burbero di <span class="smcap">Glotz</span> un celato -desiderio di venire -in aiuto delle donne e salvarle -per quanto è possibile -dalla brutalità degli -altri tre. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Ho fame anch'io. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> -</p> - -<p class="scene"> -Stringendo <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Da tanto tempo digiuno! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non mi tenete così... scioglietemi le braccia. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -No, no. Mi piaci così... in mio potere. -</p> - -<p class="scene"> -Avvicina il suo viso al -viso di <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Non chiudere gli occhi. Guardami bene in -faccia. Son brutto? No, eh? Adesso bevi questo -cognac. -</p> - -<p class="scene"> -Le mette il bicchiere alle -labbra. -</p> - -<p> -<i>Eins — zwei — drei</i> — bevilo! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> distoglie il volto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -Sempre sul divano, a -<span class="smcap">Luisa</span> che s'è gettata in -ginocchio davanti a lui. -</p> - -<p> -Ma non vi disperate così. Alla vostra bambina -non accadrà nulla. Andiamo pure a vedere... -</p> - -<p class="scene"> -Si alza. -</p> - -<p> -Ma è un buon uomo, Feldmann. Tutt'al -più le avrà dato qualche scoppola per farla -star zitta. Andiamo, andiamo... non piangete... -</p> - -<p class="scene"> -Escono. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -venendo avanti. -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Von Wedel</span> che tiene -sempre serrata nello -scialletto la piangente -<span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Cosa tormenti le donne, tu? Non sarebbe -meglio mandarla a farci del caffè? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Quell'uomo è brutale. È tutto stomaco. Io -no. Sono tutta poesia. -</p> - -<p class="scene"> -Beve il cognac e abbraccia -<span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -sedendole dall'altro lato. -</p> - -<p> -Non gli credete. È più brutale lui di me. -</p> - -<p class="scene"> -Accende una sigaretta. -</p> - -<p> -La disturba il fumo, signorina? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Ma no... fuma anche lei — guarda! -</p> - -<p class="scene"> -Si sporge avanti e le -caccia una boccata di fumo -sulle labbra. -</p> - -<p> -Bella mia, se non bevi... guarda che ti dò -da bere, io — allo stesso modo... come t'ho -dato io il fumo. Capisci?... O non capisci? -</p> - -<p class="scene"> -Le porge un calice di -champagne e la forza a -bere. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -singhiozzando. -</p> - -<p> -Mio Dio! Mio Dio! Non c'è nulla, nulla -ch'io possa dirvi perchè abbiate pietà? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Che male ti facciamo? Ecco, guarda, ti -sciolgo le braccia. -</p> - -<p class="scene"> -Toglie lo scialletto col -quale la teneva prigioniera. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Coprendosi il volto. -</p> - -<p> -Orrore!... Orrore!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Ma che? Che cosa è un orrore? Glotz, qui, -è un bel giovane... E anch'io... Via, non mi -pare di essere ripugnante. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Guardi, signorina. Se vuole assicurarsi la -nostra benevolenza non piagnucoli così. Pensi -che da tre giorni non vediamo che lacrime, -non udiamo che lamenti ed urli. Non ci fanno -proprio più nessuna impressione. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Anzi, ci urtano i nervi. Se tu ridessi, ballassi, -cantassi, faresti di noi ciò che vuoi tu. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Già. Divertiteci un poco!... Affascinateci!... -domateci! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -E bevi dell'altro champagne. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Beve. -</p> - -<p> -Non piangerò più. Non piangerò più. -</p> - -<p class="scene"> -Ripresa dal terrore. -</p> - -<p> -Ma non farete nulla alla piccina! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Al rospo? Chi vuoi che lo tocchi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Nè a mia cognata. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Niente, niente. Non faremo niente a nessuno. -La Niobe, del resto, è sotto l'ala del -capitano Fischer che ha moglie e figli a casa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ah! -</p> - -<p class="scene"> -Con un gran sospiro. -</p> - -<p> -Ha moglie... e figli?... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Sì, la moglie è grassa così! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> sorride. -</p> - -<p> -E cinque figli. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -sorridendo. -</p> - -<p> -Oh Dio! Che bella cosa... Mi piace pensare -che ha cinque figli... Non so perchè, ma mi -sento un po' più rassicurata... -</p> - -<p class="scene"> -Con ingenuità soave a -<span class="smcap">Von Wedel</span>. -</p> - -<p> -Voi non li avete... cinque figli? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Facendola bere. -</p> - -<p> -No. Noi no. Ma li potremmo avere. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -E subito! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -E con entusiasmo! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Guardando dall'uno all'altro. -</p> - -<p> -Mi pare di avere un po' meno paura di -voi... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Eh! lo champagne... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -E il nostro fascino personale... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No. No. È perchè avete detto che vi piacciono -<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> -i bambini. Allora non potete essere -proprio cattivi... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -I bambini! Ma sono una passione per noi. -Non pensiamo ad altro... -</p> - -<p class="scene"> -Le bacia la nuca. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Ritraendosi. -</p> - -<p> -Non fate così! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Bevete una goccia anche dal mio bicchiere. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No — no! Ho paura che mi vada alla testa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -E quand'anche? Che male ci sarebbe? -</p> - -<p class="scene"> -Feroce. -</p> - -<p> -Avanti! -</p> - -<p class="scene"> -La forza a bere. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Già briaca, sorridendo. -</p> - -<p> -Ma pensate un po'!... Se io mi ubbriacassi... -</p> - -<p class="scene"> -Ride. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Adesso ci canti qualche cosa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh! mi gira la testa. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -prendendo la chitarra. -</p> - -<p> -Non importa. Io tengo la chitarra e tu la -suoni. -</p> - -<p class="scene"> -L'attira a sè. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Irritato, a <span class="smcap">Glotz</span>. -</p> - -<p> -Non far l'imbecille. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -un po' brillo. -</p> - -<p> -Tu accoppati... -</p> - -<p class="scene"> -Mette un braccio intorno -a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Feroce. -</p> - -<p> -Vuoi litigare? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Io no. T'amo troppo. -</p> - -<p class="scene"> -Mette l'altro braccio intorno -a <span class="smcap">Von Wedel</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Allora beviamo alla fratellanza! — Vieni -qua, colomba, che t'insegniamo a bere alla -fratellanza come fanno gli studenti tedeschi. -</p> - -<p class="scene"> -Dà un calice a <span class="smcap">Glotz</span>, uno -a <span class="smcap">Chérie</span>, e ne prende uno -per sè. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -cantando. -</p> - -<p> -«<i>Cram pim — pam — pampuli! Crampampuli!</i>» -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Intrecciando le braccia -con quelle di <span class="smcap">Chérie</span> e di -<span class="smcap">Glotz</span>. -</p> - -<p> -«<i>Immer fidel und sans-souci — trink'ich -mein Glass crampampuli.</i>» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz e Von Wedel</span> -</p> - -<p> -«<i>Cram pim — pam — pampuli — Cram -pampuli!</i>» -</p> - -<p class="scene"> -bevono. -</p> - -<p class="scene"> -La porta s'apre... <span class="smcap">Mirella</span> -pallida stravolta colla -veste lacera appare sulla -soglia. Si arresta un istante -immobile con gli -occhi sbarrati guardando -<span class="smcap">Chérie</span> tra i due uomini -ubbriachi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Tra il singhiozzo e le risa. -</p> - -<p> -Mirella... Mirella... -</p> - -<p class="scene"> -corre da lei. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Dio!... Dio!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -avvicinandola. -</p> - -<p> -Ridi... devi ridere! Hanno detto che se ridiamo -non ci fanno niente... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Guardandola con terrore. -</p> - -<p> -Dio!... Dio!... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Volgendosi e vedendo <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Oh! ecco il rospo!... Sei stata in cantina, -rospo? -</p> - -<p class="scene"> -ride sguaiato. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Sottovoce e ansante a -<span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -La mamma... l'hanno presa di forza e -chiusa in camera... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Passandosi una mano -sulla fronte e cercando -di tornare in sè. -</p> - -<p> -Corri fuori... corri... cerca aiuto... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Siamo imprigionati in casa! Vi sono due -soldati sulla porta... Ho voluto passare... allora -uno m'ha dato un pugno... e l'altro... -l'altro ha cercato di stringermi... non so... -di stritolarmi... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Olà! Cosa mormori, rospiciattolo? Va via, -va via. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Terrorizzata a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Perchè, perchè mi mandano via? Cosa vogliono -farti? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -smarrita. -</p> - -<p> -Non lo so, non lo so... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Ti ammazzeranno? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Forse... Non piangere! Se piangiamo ci -ammazzano tutt'e due. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Cantando mentre <span class="smcap">Glotz</span> -strimpella sulla chitarra. -</p> - -<p> -«<i>Immer fidel und sans-souci — trink'ich -mein Glass crampampuli</i>».. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Se potessimo spaventarli... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -O ucciderli. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ti guardano! Ridi, Mirella, ridi! -</p> - -<p class="scene"> -Poi, appena <span class="smcap">Von Wedel</span> -si rivolge a parlare con -<span class="smcap">Glotz</span>. -</p> - -<p> -Se potessimo pensare a qualche cosa!... -per farli andar via! -</p> - -<p class="scene"> -Vedendo <span class="smcap">Fischer</span> che -entra. -</p> - -<p> -Senti, ho un'idea — -</p> - -<p class="scene"> -Susurrano insieme. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Fischer</span>, che è rientrato. -</p> - -<p> -Oh, capitano! E dove siete stato? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -con una risata grossolana. -</p> - -<p> -Hai consolato la piangente Niobe? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -Depresso, come chi ha -commesso una vile azione, -e ne è pentito. -</p> - -<p> -Bah! lurido mondo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Ma non hai mangiato, tu? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p class="scene"> -amaramente. -</p> - -<p> -Eh va! ho pranzato e cenato. Vado a dormire. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Un momento, capitano. -</p> - -<p class="scene"> -Si toglie di tasca una -carta topografica e la -spiega davanti a <span class="smcap">Fischer</span>. -I tre uomini si consultano, -parlando a bassa voce -tra loro. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Che ha preso dalla mensola -la fiala di sublimato -corrosivo — piano, a <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Io lo farò. -</p> - -<p class="scene"> -Va in punta de' piedi alla -tavola e, cauta, mentre -gli uomini non l'osservano, -prende la bottiglia -di cognac. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Fuori di sè. -</p> - -<p> -Non farlo! Non farlo! Ti vedranno. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Lo so! Oh Dio, Dio! Non ne ho il coraggio! -</p> - -<p class="scene"> -Rimette sul tavolo la bottiglia -di cognac. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -colpita da un'idea. -</p> - -<p> -Ma potremmo dire che... l'abbiamo fatto! -Così si spaventerebbero e andrebbero via. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh! No! ci ucciderebbero subito. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Credi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sì, sì, credo. Ma quasi — lo preferirei. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -spaurita. -</p> - -<p> -Preferiresti — che ci uccidessero subito? -Ma cosa dici! Perchè? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non so perchè. Ma sento che lo preferirei. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -separando <span class="smcap">Chérie</span> -da <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Basta di susurri... -</p> - -<p class="scene"> -Alzando tra le braccia -<span class="smcap">Chérie</span> e facendola sedere -sul tavolo. A <span class="smcap">Fischer</span>. -</p> - -<p> -Guarda cugino! Una colombella briaca... -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> ride debole e insensata, -tenendo chiusa -nella mano la fialetta di -sublimato. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fischer</span> -</p> - -<p> -Lasciate stare le donne. -</p> - -<p class="scene"> -Esce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Già. Sazio lui, esaurito l'argomento. -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Glotz</span>, additando -<span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Guarda un po', Glotz, come è bella quando -ride! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> ride guardando -<span class="smcap">Mirella</span> che si mette a -ridere nervosamente anche -lei. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -Guardando dall'una all'altra. -</p> - -<p> -E perchè ridete così? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -È il vino. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No, no! Non è il vino... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -E allora che cos'è? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -sempre ridendo. -</p> - -<p> -Penso... che se sapeste ciò che so io — non -sareste qui! -</p> - -<p class="scene"> -ride come presa dall'isterismo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -E dove saremmo? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sareste... dal dottore! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Ma ci siamo! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Appunto perchè ci siete, andreste, correndo... -da un altro dottore! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Sì, sì! correndo! -</p> - -<p class="scene"> -ride. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Cosa vuol dire? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Von Wedel</span>. -</p> - -<p> -Vuol dire che ha bevuto troppo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No... no!... siete voi — voi, che avete bevuto -troppo — da quella bottiglia! -</p> - -<p class="scene"> -Addita la caraffa del -rhum che i due hanno -quasi vuotata. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -sconvolto. -</p> - -<p> -Eh? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Già... proprio da quella bottiglia... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ormai... -</p> - -<p class="scene"> -ride. -</p> - -<p> -... avete bevuto! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -battendo le mani. -</p> - -<p> -Già... già... ormai avete bevuto... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -E fareste meglio ad andare subito dal dottore... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Subito... subito! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Che storie sono queste? Sei ubbriaca — vero? -</p> - -<p class="scene"> -Le afferra il braccio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sì... sono ubbriaca... o non avrei detto... -ciò che ho detto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Von Wedel</span>. -</p> - -<p> -Che cosa tiene in mano? Guarda un po'... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Niente... niente. -</p> - -<p class="scene"> -Cela ostentatamente dietro -alla schiena la fialetta -del sublimato. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Dà qui. -</p> - -<p class="scene"> -forzandola ad aprire la -mano. -</p> - -<p> -Cosa diavolo? -</p> - -<p class="scene"> -Le toglie di mano la fialetta -e legge esterrefatto. -</p> - -<p> -«<i>Sublimato corrosivo!</i>» Sublimato!... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> -</p> - -<p class="scene"> -Lanciandosi su <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Ah! strega!... canaglia!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -scoppiando in pianto. -</p> - -<p> -Ma no! no... non ho fatto niente — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Non ha fatto niente! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Von Wedel</span>. -</p> - -<p> -Lascia stare, va! Ce ne saremmo accorti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Oh per Dio... se non l'hanno fatta ce la -volevano fare. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No! no! Non è vero. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Vero o non vero — me la pagherai. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> balza dalla tavola -e fugge verso la porta -a destra. <span class="smcap">Glotz</span> l'afferra -e la ferma. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -strillando. -</p> - -<p> -Ma abbiamo fatto per ridere... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Per ridere... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Sta bene — adesso rideremo! Anche noi! -</p> - -<p class="scene"> -Afferra <span class="smcap">Chérie</span> che indietreggia -contro la porta -drappeggiata. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -balzandogli adosso come -una tigre. -</p> - -<p> -Lasciatela! lasciatela! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -aprendo col piede la porta -e guardando nella camera -ancora illuminata. -</p> - -<p> -Bene! Tutto quel che ci vuole!... Glotz! legala -al letto! -</p> - -<p class="scene"> -Afferrando <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Quanto a te, scorpione, t'insegnerò io a -mentire. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -strillando. -</p> - -<p> -Ah, mi uccidi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Aspetta, aspetta... -</p> - -<p class="scene"> -Con una sciarpa rimasta -su di una sedia la lega -rapidamente alla ringhiera. -<span class="smcap">Mirella</span> piange. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Che s'è inginocchiata ai -piedi di <span class="smcap">Glotz</span>. -</p> - -<p> -Perdonatemi — perdonatemi! lasciatemi -andare! Ho detto per farvi paura. Ho detto -per ridere... non abbiamo fatto niente, niente! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p class="scene"> -crollando le spalle. -</p> - -<p> -Lo so, lo so. Non urlare. Tanto andava lo -stesso a finire così. -</p> - -<p class="scene"> -Guardando <span class="smcap">Von Wedel</span>. -</p> - -<p> -È un bruto quello lì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -cingendogli i ginocchi. -</p> - -<p> -Salvatemi... salvatemi! Oh mio Dio, cosa -mi farà? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Bah! Se non è lui è un altro. Guai ai vinti, -povera creatura. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh, voi siete buono — lo so che siete buono, -lasciatemi fuggire — -</p> - -<p class="scene"> -Di fuori si odono voci di -soldati ubbriachi che cantano -«<i>Deutschland über -Alles</i>». -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Dove volete fuggire? Sentite — sentite i soldati -ubbriachi. L'inferno è scatenato. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p class="scene"> -Che ha legato stretto <span class="smcap">Mirella</span> -alla ringhiera col -piccolo viso folle di paura -rivolto alla porta aperta -della camera da -letto. -</p> - -<p> -Ecco — e tu starai qui — starai qui — a -vedere! -</p> - -<p class="scene"> -Va verso <span class="smcap">Chérie</span> e fa per -trascinarla verso la camera. -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Prendila per i piedi... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Io no. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Von Wedel</span> -</p> - -<p> -Vigliacco! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Glotz</span> -</p> - -<p> -Vigliacco tu! -</p> - -<p class="scene"> -Apre la porta ed esce. -Sulla soglia incontra -<span class="smcap">Fritz</span> che entra. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p> -Fritz! aiuto — aiuto! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un grido di gioia. -</p> - -<p> -Ah, Fritz!... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Fritz</span> -</p> - -<p class="scene"> -con sogghigno beffardo. -</p> - -<p> -Oh! guarda, guarda! La santarellina che -da un anno fa la superba con me!... -</p> - -<p class="scene"> -L'afferra, e con <span class="smcap">Von Wedel</span> -la trascina nella camera -vicina. -</p> - -<p> -La porta resta aperta. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -sola, legata alla ringhiera, -pazza di terrore. -</p> - -<p> -Ah! no! — no! — no... -</p> - -<p class="scene"> -I suoi occhi si dilatano -per l'orrore di ciò che vede. -Si dibatte, si contorce, -strilla... e traverso i -suoi urli di creatura torturata -si indovina l'atroce -misfatto che si compie -davanti a lei. -</p> - -<p class="scene"> -Nella strada passa una -banda militare; le fiamme -d'una casa incendiata -illuminano la scena. -</p> - -<p class="pad2 center large"> -CALA IL SIPARIO. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> -</p> - -<h2>ATTO SECONDO</h2> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Un paesaggio di campagna inglese. -</p> - -<p> -Un terrazzo con sfondo di giardino in casa del -Reverendo <span class="smcap">Frank</span>, pastore Anglicano. -</p> - -<p> -La Signora <span class="smcap">Frank</span> seduta in una poltrona di -vimini lavora ad una sciarpa di lana grigia. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Delio Allen</span>, nell'uniforme khaki d'ufficiale degli -Highlanders Scozzesi, a cavalcioni su una seggiola -regge una matassa di lana grigia che <span class="smcap">Mary</span> -svolge e raggomitola. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Anna</span> in veste da tennis siede su uno sgabello -facendo saltellare sulla racchetta delle palle da -tennis. -</p> - -<p> -Le due fanciulle sono giovanissime, gaie e graziose. -</p> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> -</p> - -<p class="title"> -ATTO II. -</p> -</div> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -Delio! Ecco la quarta volta che lasci cadere -la lana. Sei noioso. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -Mille scuse, severissima cugina. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p class="scene"> -Lanciando a <span class="smcap">Delio</span> una -occhiata ridente. -</p> - -<p> -Trovo che Delio è veramente più decorativo -che utile. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -È già qualche cosa. Potevate benissimo -avere un cugino che non fosse nè l'uno nè -l'altro. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p class="scene"> -sorridendo. -</p> - -<p> -Fate dei discorsi molto stolti. E alla vigilia -della partenza di Delio per il fronte non -dovreste rammentare di lui che le sue molte -virtù. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Oh! come la mamma lo protegge! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -La virtù di tener dritta una matassa Delio -non l'ha davvero. Preferisco due sedie. -</p> - -<p class="scene"> -Toglie la matassa a <span class="smcap">Delio</span>, -la mette sulle spalliere -di due sedie e vi -gira intorno dipanando -la lana. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -Collocato a riposo! -</p> - -<p class="scene"> -Alla Signora <span class="smcap">Frank</span>. -</p> - -<p> -Cara zia, se le tue figlie non fossero tue -figlie direi che sono due tigri ircane. Domani -parto per le trincee — ed esse oggi dichiarano -di preferire alle mie volonterose braccia due -vili insensibili sedie. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Hai ragione, Delio. Queste nostre ragazze -inglesi a forza di sport e di educazione superiore -non hanno più sentimento. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -No. Siamo prosaiche, pratiche, positive. -</p> - -<p class="scene"> -Si vede giungere in fondo -al giardino la figura -mite e dignitosa del -reverendo <span class="smcap">Walter Frank</span> -pastore Anglicano. -</p> - -<p> -Ah, ecco Papà! -</p> - -<p class="scene"> -Gli corre incontro; anche -<span class="smcap">Anna</span> va incontro al padre -<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> -e ciascuna gli prende -amorosamente il braccio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p class="scene"> -al marito. -</p> - -<p> -Hai già finito i tuoi appunti per la predica -di domani? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -subito. -</p> - -<p> -Sì, sì, li ha finiti! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -E in nessun modo lo lasciamo tornare a -rinchiudersi in casa. Vero, papà? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Non li ho finiti, mie care. È venuto il missionario -di Kingsway a dirmi tante cose tristi. -Voglio soltanto rammentarvi che uno dei -nostri reggimenti Scozzesi passa di qui tra -poco. Non vorrei che lo dimenticaste. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Mai più! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -No, no! tutto è preparato laggiù sul terrazzo. -Una cesta di arancie, molti pacchi di -cioccolatte e sigarette, e tutte le sciarpe di -lana... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p class="scene"> -alla madre. -</p> - -<p> -Questa che fai tu, è pronta? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Sì — ecco, puoi prenderla. -</p> - -<p class="scene"> -facendone un piccolo -rotolo legato. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -È la venticinquesima! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Brave! Ecco venticinque soldati che non -sentiranno freddo al collo per merito vostro... -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Anna</span> corre a portare la -sciarpa in fondo al terrazzo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p class="scene"> -a suo marito. -</p> - -<p> -Che cosa ti ha detto il missionario? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Che sono arrivati anche oggi altri treni di -profughi in condizioni desolanti. Mi dice che -abbiamo qui delle migliaia di questi infelici. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Delle migliaia! -</p> - -<p class="scene"> -Con rammarico. -</p> - -<p> -E noi non ne abbiamo accolti che tre. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Oh! Gli Smith che sono milionari ne hanno -una sola, e le fanno fare la sguattera. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Anna! Non parlar male del prossimo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Ma è vero, babbo mio! E anche i Webster -hanno licenziato le loro serve e fanno far -tutto alle due profughe di Liegi che a casa -loro erano signore dell'aristocrazia. Bel modo -di fare la carità. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Cara Anna, per due famiglie che approfittano -delle altrui disgrazie, ve ne sono centinaia -che sono caritatevoli davvero. Quanto -a voialtre spero che avrete tutti i riguardi -per le infelici che noi ospitiamo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Oh, Mary non fa che correre in su e in giù -con tazze di thè, tuorli d'uova sbattute e fiori. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -E mi ha portato via tutti i miei romanzi -francesi per prestarli a quelle donne. Anche -il mio Balzac, edizione di lusso. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -Non ti vergogni di lagnartene? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Fanno una tale pietà!... Hanno tutt'e tre -<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> -tanta paura negli occhi! Paiono folli di spavento. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -La più piccola non ha mai aperto bocca -dacchè è arrivata. Credo che sia muta. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Al comitato mi hanno detto che erano ottime -persone — moglie, figlia e sorella di un -dottore. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Misericordia! E paiono pezzenti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -Paiono spaventa-passeri! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Povere creature! -</p> - -<p class="scene"> -Si alza. -</p> - -<p> -Adesso vado a terminare i miei appunti -per la predica di domani. Ho scelto per testo: -«Nutrite le mie agnelle.» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Ma torna presto, papà. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Starò pochi minuti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -affettuosa. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> -</p> - -<p> -Fa una predichetta breve!... -</p> - -<p class="scene"> -Il Reverendo sorride e -rientra in casa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p class="scene"> -a sua madre. -</p> - -<p> -Vuoi lasciarmi prestar qualche veste a -quelle poverette? C'è la mia «princesse» lilla -che per la piccina andrebbe benissimo... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -E qualche mia camicetta, e la mia sottana -di piqué bianco... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Per Chérie il mio vestito rosa starebbe come -dipinto — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Adesso non esagerate. I grandi entusiasmi -di voialtre ragazze non durano mai. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p class="scene"> -che ha ripreso la matassa -di lana. -</p> - -<p> -Già. Io ne so qualche cosa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Tu? Che cosa sai? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -A che cosa alludi?... E prova a tener tese -<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> -queste braccia. -</p> - -<p class="scene"> -Dipana la matassa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -Ma io ero uno dei vostri grandi entusiasmi. -Appena arrivato da Oxford era «cugino Delio!» -qui — «cugino Delio!» lì — «Delio -ci insegnerà il tango» — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Ma se il tango non lo sapevi neppur tu! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -Questo è un dettaglio. — «Delio ci insegnerà -a nuotare» — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -E vuoi che facciamo dei bagni adesso, in -ottobre? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -«Delio deve giuocare con noi al tennis! -Delio, vieni a giuocare al Lacrosse!» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Già! al Lacrosse ci hai dato delle stangate -sulla testa che abbiam dovuto stare a letto -otto giorni. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -E per poco non ci veniva la meningite. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -Sì... sì... va benissimo! Ma il fatto sta che -<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span> -io ero uno dei vostri grandi entusiasmi, e -che adesso non lo sono più. E domani vado -al fronte... forse a morire! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Oh! se muori ridiventerai un nostro grande -entusiasmo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -Anche se torni ferito ti adoreremo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Ti cureremo!... ti fasceremo le membra mutilate. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -Ti appoggerai su di noi invece che sulle -stampelle. -</p> - -<p class="scene"> -Finisce la matassa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p class="scene"> -alzandosi. -</p> - -<p> -Ma insomma — occorre proprio essere -storpi o monchi per farsi voler bene da voi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -Capirai bene che non possiamo intenerirci -per i mali che non hai. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Per i dolori che non soffri. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p class="scene"> -sentimentale. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> -</p> - -<p> -E che cosa ne sapete voi delle mie sofferenze? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -Scorgendo il Dottor <span class="smcap">Bell</span> -che arriva. -</p> - -<p> -A proposito di sofferenze — ecco il dottore! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Oh buon giorno, caro dottore. -</p> - -<p class="scene"> -Va incontro al Dottor -<span class="smcap">Bell</span> che entra. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Buongiorno, signora Frank... Salute, care -figliole. -</p> - -<p class="scene"> -Le ragazze lo salutano -amicamente. -</p> - -<p> -Ah, Delio!, e quando si va al fronte? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -Domani, dottore. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Domani? Bene! — Auguri! -</p> - -<p class="scene"> -Gli stringe forte la mano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -Grazie. — Ho promesso a Mary di uccidere -con questa mano sette nemici. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -E ha promesso di portarmene uno vivo -perchè io me lo uccida da me. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Che ferocia! -</p> - -<p class="scene"> -Siede. -</p> - -<p> -E come stanno le nostre rifugiate? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Sempre più tristi e depresse. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -Vado a chiamarle! Sono in fondo al giardino. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Vengo anch'io. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p> -Un momento! -</p> - -<p class="scene"> -guardando l'orologio. -</p> - -<p> -Devo dirvi addio, cuginette. Vado a salutare -la nonna, e tornerò qui stasera. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Addio, Delio! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -Io ti dirò addio — quando ritorni. -</p> - -<p class="scene"> -Corre con <span class="smcap">Anna</span> in fondo -al giardino. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p class="scene"> -con ansia affettuosa a -<span class="smcap">Delio</span>. -</p> - -<p> -Sta attento con quella motocicletta! Non -andare all'impazzata. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p class="scene"> -sorridendo. -</p> - -<p> -Cara zia Clara! Quanto sei buona! Io credo -che se tu venissi con me nelle trincee, diresti -ai nemici: «Un momento!... Prego! Qui -c'è mio nipote Delio. Voltate i fucili dall'altra -parte.» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Oh sì! -</p> - -<p class="scene"> -Con gravità. -</p> - -<p> -E lo dirò — ogni mattina e sera — a Chi -sai tu. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Delio</span> -</p> - -<p class="scene"> -baciandole la mano. -</p> - -<p> -Grazie. -</p> - -<p class="scene"> -Esce. -</p> - -<p class="scene"> -Il <span class="smcap">Dottore</span> e la Signora -<span class="smcap">Frank</span> rimangono soli. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Ebbene? Mi sembrate sopra pensiero. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Caro dottore, ho molte cose sul cuore. Lasciar -partire Delio è uno strazio. L'amo -come se fosse un figlio mio. E poi, la presenza -di queste tre disgraziate... -</p> - -<p class="scene"> -sospira. -</p> - -<p> -Non so dirvi a qual punto esse mi turbano. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Poverette! Non mi sembrano molto esigenti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Esigenti? Ma non vogliono mai nulla. La -loro umiltà è commovente. Ma... non so... -qualche cosa di sinistro aleggia intorno a -loro. -</p> - -<p class="scene"> -Pausa. -</p> - -<p> -Quando vedo Mary e Anna andar da loro... -abbracciarle... mi viene freddo... come se le -mie figlie entrassero in un mondo buio, sconosciuto... -Non so come spiegarmi... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Vietatelo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Impossibile. Non capirebbero... mi crederebbero -crudele. E poi quel sant'uomo che -è mio marito predica — l'amore! Dice che la -carità non si fa coll'ospitare e nutrire i disgraziati, -ma coll'amarli. E le mie due pazzerelle -non domandano di meglio! Direi quasi -che quelle meste creature esercitino su di -loro un fascino speciale. Mary e Anna sembrano -subire l'attraenza strana del mistero -che avvolge quelle tragiche esistenze. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Lo credo. Lo capisco. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Saranno buone, saranno sante creature; -ma — ve lo confesso — mi fanno paura. Già, -la piccina, dacchè è qui, non ha ancora mai -aperto bocca!... Non ha mai sorriso, non ha -mai parlato. Io credo — temo — che abbia -la mente turbata. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Eh! Potrebbe darsi, pur troppo, che fosse -un caso di psicosi causata dallo spavento, -dal dispiacere... O peggio, potrebbe essere -un caso di demenza precoce — che, pur troppo, -è inguaribile. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Oh! speriamo di no!... Anna l'adora questa -fanciulla. Non fa che guardarla. Cerca -di spiarle negli occhi il primo bagliore d'un -sorriso... E Mary non è felice che quando si -trova tra quelle altre due macabre figure i cui -volti pallidi racchiudono chi sa quali orrendi -misteri... Cosa avranno visto, cosa avranno -subíto, queste donne? -</p> - -<p class="scene"> -Una pausa. -</p> - -<p> -Come è amaro per me mettere a contatto -di tali sinistri misteri le candide anime delle -mie bimbe! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Ecco uno dei mille problemi minori creati -dalla guerra. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p> -Lo so, lo so che è un problema minore. -<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> -So che in confronto alle atrocità, alle sofferenze -che straziano il mondo, questa sofferenza -mia è insignificante. Ma per una madre, -di cui la meta nella vita è stata quella -di sorvegliare con amorosa ansia le pure -anime delle sue figlie, che le ha vedute fiorire -come gigli nel più perfetto candore — è -doloroso — anche se è un dovere di carità -cristiana che lo impone — dover strappare -da quei vergini cuori il velo dell'innocenza. -Credetemi, è doloroso! Ed ogni madre sentirà -questo con me. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p class="scene"> -che si è avvicinato coi -suoi appunti in mano. -</p> - -<p> -Clara — -</p> - -<p class="scene"> -Posandole una mano -sulla spalla. -</p> - -<p> -è questo un sacrificio che diamo in olocausto -alla guerra. Tutti dobbiamo dare ciò che -abbiamo di più caro. Altri genitori danno i -loro figli... E questi a loro volta danno il -sangue loro, senza rimpianto. Noi — noi -diamo ciò che di più prezioso abbiamo — non -il tetto e il pane soltanto — ma, se ci -viene richiesta, anche la celestiale innocenza -delle nostre figlie. Esse per poter compatire -le miserie umane devono conoscerle. -</p> - -<p> -La vera carità non dev'essere cieca. L'incoscienza -deve morire perchè possa nascere la -pietà. -</p> - -<p class="scene"> -Restano immobili guardando -<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> -avvicinarsi dal -fondo del giardino prima -<span class="smcap">Anna</span> che circonda -col braccio la piccola figura -china di <span class="smcap">Mirella</span>, -in logora veste nera. Indi -tra le due tragiche figure -di <span class="smcap">Chérie</span> e di <span class="smcap">Luisa</span>, -viene <span class="smcap">Mary</span>, bionda e -ridente. È vivido il contrasto -tra le due chiare -gioconde fanciulle inglesi -e le tetre profughe. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p class="scene"> -affettuosamente a <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Ecco il buon dottore. Gli dirai almeno -buongiorno. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mirella</span> guarda fisso innanzi -a sè senza rispondere. -Pare che non oda -nulla. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p class="scene"> -accarezza il volto della -fanciulla poi si volge a -<span class="smcap">Luisa</span> e <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Ah! e come stiamo oggi? -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Ancora vertigini e deliquio? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -a bassa voce. -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -E ha sempre nausea quando mangia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span> -</p> - -<p class="scene"> -A questa frase pronunciata -con chiara ingenuità -da sua figlia un -fremito d'ansia passa -sul volto della signora -<span class="smcap">Frank</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p class="scene"> -bonario. -</p> - -<p> -Eh! il patema d'animo. -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Non avete nessuna notizia di vostro marito? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Nessuna. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Ecco! per farvi guarire basterebbe una bella -lettera annunciante il suo arrivo in congedo... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un singhiozzo. -</p> - -<p> -Ah — no! no! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -spingendo avanti <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -E la mia piccola amica qui, guardi com'è -pallida, dottore! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Niente niente. Bistecche ed aria fresca... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -insistendo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> -</p> - -<p> -Ma le senta un poco il polso. Oggi mi ha -detto che le pare d'aver qualche cosa al -cuore. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -E che cosa si sente? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -a voce bassa. -</p> - -<p> -Niente. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -a Chérie. -</p> - -<p> -Ma perchè non dici quello che hai detto -stamattina a me? -</p> - -<p class="scene"> -In un gran silenzio <span class="smcap">Mary</span> -dichiara. -</p> - -<p> -Tutt'a un tratto stamattina è diventata pallida -pallida, e ha dato un grido. Dice che le -è parso di sentire sotto al cuore come un -batter d'ali — così... brrr! -</p> - -<p class="scene"> -Per illustrare ciò che -dice, <span class="smcap">Mary</span> tende le mani -in aria e le fa oscillare -imitando un tremolìo -d'ali. -</p> - -<p> -Vi è un istante di silenzio -costernato. Tutti -guardano <span class="smcap">Chérie</span>. Anche -<span class="smcap">Luisa</span> si volge a guardarla, -con viso di sbigottimento -e terrore. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p class="scene"> -aggrottando le ciglia. -</p> - -<p> -Niente, niente. Sarà un fenomeno d'anemia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> -</p> - -<p class="scene"> -Volgendosi alla Signora -<span class="smcap">Frank</span> e abbassando la -voce. -</p> - -<p> -Se crede possiamo entrare. — Sarà bene -ch'io la visiti... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p class="scene"> -che ha udito. -</p> - -<p> -Oh no! no! Adesso a momenti passano i -soldati. E poi c'è la trasformazione! -</p> - -<p class="scene"> -Guardando le due ragazze -con un sorrisetto -birichino. -</p> - -<p> -La trasformazione come nella Cenerentola. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Sicuro! Noi vi facciamo da madrine... Andiamo! -È già tutto combinato! -</p> - -<p class="scene"> -Prende pel braccio <span class="smcap">Chérie</span> -e <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Andiamo a farvi belle! Il dottore per oggi -scriverà una ricetta di fantasia! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Vorrei tanto sentire la tua voce! Dimmi -una parola — una sola. Dimmi almeno che -mi capisci. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mirella</span> nè la guarda nè -risponde. -</p> - -<p> -Vorrei vederti sorridere... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -sconsolata. -</p> - -<p> -Non può, non può sorridere — povera Mirella! -</p> - -<p class="scene"> -Le quattro ragazze entrano -in casa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Seguendole con lo sguardo -ansioso. -</p> - -<p> -Dove vanno? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p> -Le mie figliole vogliono far mettere alla -vostra bimba e a Chérie delle vesti più chiare. -Sperano così di rallietarle un poco. E voi, -cara, non vorreste cambiare questo vestito -nero... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ah, no!... Non potrei. Il mio lutto è -eterno. -</p> - -<p class="scene"> -Si copre il volto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p> -Sedete... -</p> - -<p class="scene"> -Le dà la poltrona di vimini. -</p> - -<p class="scene"> -Il Dottore e il Reverendo -<span class="smcap">Frank</span> parlano sottovoce -nel fondo del terrazzo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p> -Quanto siete triste, povera donna! Vorrei -potervi confortare. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Lo potete forse... Signora! Ma lo vorrete? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p> -Con tutto il cuore. Che cosa vi occorre? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -cupa. -</p> - -<p> -Mi occorre... l'aiuto del medico. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p> -Ma eccolo!... -</p> - -<p class="scene"> -Additando il Dottor <span class="smcap">Bell</span>. -</p> - -<p> -È un angelo d'uomo e uno scienziato valente. -</p> - -<p class="scene"> -al Dottore. -</p> - -<p> -Dottore... venite qui. Abbiamo bisogno di -voi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Vi lascio... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -impulsivamente. -</p> - -<p> -Oh!... -</p> - -<p class="scene"> -gli stende la mano. -</p> - -<p> -Voi siete il medico dell'anima... ed è tanto -malata l'anima mia! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p class="scene"> -prendendole la mano. -</p> - -<p> -Sono onorato della vostra confidenza, Signora. -</p> - -<p class="scene"> -Le siede accanto. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -al Dottor <span class="smcap">Bell</span>. -</p> - -<p> -Dottore!... -</p> - -<p class="scene"> -Poi rivolgendosi alla Signora -<span class="smcap">Frank</span>. -</p> - -<p> -Signora!... Oh Dio, non so come dirlo!... -Mi accade la più orribile delle sciagure — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p> -Parlate, cara. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Si copre il viso colle -mani poi con improvviso -impeto angoscioso. -</p> - -<p> -L'onta che ho subíto — <i>si perpetua in me!</i> -</p> - -<p class="scene"> -Vi è un istante di silenzio -costernato. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p class="scene"> -comprendendo. -</p> - -<p> -Oh!... povera donna. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p class="scene"> -a bassa voce. -</p> - -<p> -Ne siete sicura? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -ansante. -</p> - -<p> -Sicura... sicura!... Oh in quale strazio -vivo da questi quattro mesi, dapprima sotto -l'incubo spaventoso del dubbio — ed ora -sotto l'orrore della certezza! Giorno e notte -ho sperato... ho sperato che non sarebbe -<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> -così. — Ho sperato che un giorno mi sarebbe -concesso l'oblio! Mi dicevo che dopo molto -tempo — dopo un anno... dopo tanti anni -forse — il ricordo orribile sparirebbe dalla -mia mente, il brivido mi escirebbe dalle -carni. Invece — no! -</p> - -<p class="scene"> -balza in piedi. -</p> - -<p> -L'onta s'è fatta eterna! la violenza s'è fatta -umana! il delitto è vivo — e palpita in me! -</p> - -<p class="scene"> -Una lunga pausa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p class="scene"> -ponendole una mano -sul capo chino. -</p> - -<p> -Coraggio, figlia mia. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ah ne avrò, ne avrò del coraggio! Affronterò -la morte, con letizia, con gratitudine! -</p> - -<p class="scene"> -al Dottor <span class="smcap">Bell</span>. -</p> - -<p> -Dottore, dottore! Se muoio non me n'importa. -Ma il delitto non deve vivere. Ciò che -fu concepito nell'odio e nell'orrore non deve, -non deve vedere la luce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p class="scene"> -colpito. -</p> - -<p> -Signora! che cosa mi domandate? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Domando la liberazione... immediata, -<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> -completa! E se voi, dottore, non vi sentite di -darmela, la morte me la darà! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p class="scene"> -grave. -</p> - -<p> -Povera donna. Voi siete vittima di un atroce -delitto, è vero. Tutta la nostra pietà -vi è dovuta — e l'avrete. Rimarrete in questa -casa come una nostra figlia, diletta e sacra. -Avrete da noi tutte le cure, tutte le tenerezze. -E nell'ora del vostro supremo martirio -voi non sarete abbandonata. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -ritraendosi inorridita. -</p> - -<p> -Cosa dite — cosa dite — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p class="scene"> -sempre più grave. -</p> - -<p> -Dico che perchè voi avete sofferto della -nequizia umana non avete il diritto nè di proporvi -nè di spingere altri a commettere un -atto delittuoso. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Un atto delittuoso? Ma il delitto sarebbe -di rassegnarmici. Di vivere per altri cinque -mesi questa tortura, eppoi di dare la vita a -ciò che non può, che non deve vivere. -</p> - -<p class="scene"> -Alla Signora <span class="smcap">Frank</span>. -</p> - -<p> -Signora! voi che siete donna — dovete capire — -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> -</p> - -<p class="scene"> -Colle mani nei capelli. -</p> - -<p> -capire che cosa è stata quella notte... colla -porta aperta... i soldati ubbriachi nella casa! -Ah, io vorrei nascondere la faccia sotto la -terra quando ci penso. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p> -Povera donna! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Mille volte al giorno ringrazio Iddio che -la mia bambina — ammutolita per chi sa -quale spavento! — non possa domandarmi: -«Mamma, cos'hai? Che cosa pensi?» Dovrei -dirle: «Penso che sono maledetta tra le -donne, che sono indegna di alzare la fronte. -Penso che porto nel mio seno un essere immondo -che renderà eterna l'onta che ho patito»... -Ah! -</p> - -<p class="scene"> -Con violenza folle. -</p> - -<p> -Ma io mi strapperò gli occhi prima di vederlo, -mi lacererò il petto prima di nutrirlo... -e con queste mani — se nasce — lo strangolerò! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Donna, voi bestemmiate. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -No, no! non bestemmio. Pensate... pensate... -che ho un marito — che m'ama — che -combatte per noi nelle trincee! che un giorno, -<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> -se il cielo è pietoso, tornerà! E volete -che io gli vada incontro recando in braccio -il figlio d'un nemico?... -</p> - -<p class="scene"> -Un silenzio. -</p> - -<p> -Ma io lo sento... sento che divento pazza -sotto quest'incubo, pazza di terrore e d'odio. -Cerco di sfuggire a me stessa, di sottrarmi -alla velenosa cosa che è in me, che ogni -giorno prende maggiore forza, ogni giorno -diviene più vitale, ogni giorno m'invade di -più. Dottore, dottore! è un cancro — un -cancro vivente che è in me! — Toglietemelo, -liberatemene, o mi darò la morte. -</p> - -<p class="scene"> -S'accascia col viso in -grembo alla Signora -<span class="smcap">Frank</span>, che le pone in atto -d'infinita pietà la -mano sul capo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p class="scene"> -rivolto al Reverendo -<span class="smcap">Frank</span>. -</p> - -<p> -Voi sarete sdegnato contro di me, caro -amico; sarete forse più che sdegnato... troverete -forse nella vostra coscienza la necessità -di denunciarmi. Ma io intendo liberare -questa donna. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Voi — voi commettereste un delitto simile? -Vi rendereste reo d'un crimine? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Reo o non reo — davanti a questo caso -sento l'obbligo d'intervenire. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Uccidereste un essere umano? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Non è quasi ancora un essere umano. Per -me questa donna è afflitta da un morbo, da -una infermità. Essa porta in sè un male che -va estirpato. Se questa donna in queste stesse -condizioni fosse tisica, si ammetterebbe -senz'altro l'intervento. Orbene, essa è ammalata, -essa è psicopatica. Il continuare in -queste condizioni mette a repentaglio la sua -vita e la sua ragione. Il dottore ha il diritto — anzi — ha -il sacrosanto dovere di salvarla -se può. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -A spese della vita umana ch'essa porta -in sè? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Sì, sì. A spese di questo germe di vita, -malefico e intossicato. -</p> - -<p> -Se questa creatura vive sarà un deficiente -o un delinquente, concepito nell'odio, nella -brutalità, nell'alcoolismo. E la madre andrà -al cimitero o al manicomio. — Ditemi ciò -che volete, io la libererò. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p class="scene"> -Impetuosa. -</p> - -<p> -E farete bene, sant'uomo che siete! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Clara, Clara! Anche tu sei senza coscienza. -Non s'infrangono impunemente le leggi divine... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Non è per legge divina che questa sciagurata -si trova oggi in queste condizioni. Ogni -legge divina ed umana è stata infranta dagli -immondi bruti che la guerra ha scatenato. -La legge divina dà alla donna il diritto di -selezione. Essa ha il diritto di scegliere chi -sarà il padre delle sue creature. E questo -sacrosanto diritto è stato violato. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Congiungendo le mani -con un singhiozzo di -gratitudine. -</p> - -<p> -Ah, dottore, dottore! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p class="scene"> -Con fermezza, volgendosi -verso il Reverendo. -</p> - -<p> -Prendo su di me qualsiasi responsabilità. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p> -Dottore; noi siamo dei vecchi amici. Con -quanto affetto, con quanta autorità ho, vi -<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> -prego — vi comando di desistere dal vostro -proposito. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -Farò ciò che sento essere mio dovere. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p class="scene"> -con dolore, ma risoluto. -</p> - -<p> -Ed io farò il mio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La signora Frank</span> -</p> - -<p class="scene"> -Commossa, prendendo -dolcemente il braccio di -suo marito. -</p> - -<p> -Che sarà — di pregare per loro! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Baciandole con fervore -la mano. -</p> - -<p> -Oh, Signora! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mary</span> e <span class="smcap">Anna</span> entrano -correndo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -Guardate!... Guardate Chérie e Mirella! -</p> - -<p class="scene"> -Queste entrano timidamente, -vestite d'abiti -chiari e diafani. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mirella</span> cammina come -in sogno. <span class="smcap">Chérie</span> sorride, -trasfigurata e gaia. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -Indicando <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Vedete Cenerentolina trasformata? Aspetta, -<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> -Mirella! anche per te ci vogliono le scarpette -incantate, come nella leggenda. -</p> - -<p class="scene"> -Rientra in casa correndo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Mi pare... non so... questa veste... questa -gente così buona... Mi pare di svegliarmi da -un sogno spaventoso. Dimmi, Luisa, tutto -ciò che è accaduto a casa nostra, l'abbiamo -sognato... l'abbiamo sognato — non è vero? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -agitata e febbrile. -</p> - -<p> -Sì, sì, abbiamo sognato. Tra poco non -resterà più nulla, più nulla di quel sogno -spaventoso. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Io sovente penso così. Penso... che non è -stato vero! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -appassionata. -</p> - -<p> -Chérie! <i>Non è stato vero!</i> Nulla rimarrà, -nulla! Saremo quelle di prima... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ah! se anche la piccola Mirella tornasse -quella di prima! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -soffocata. -</p> - -<p> -Guardala! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> si volge e guarda -<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> -<span class="smcap">Mirella</span> che <span class="smcap">Mary</span> ha -sollevata e messa a sedere -in alto sopra il -muricciuolo in mezzo ai -fiori. Ora <span class="smcap">Mary</span>, china -davanti a lei, la calza -di scarpette bianche. -<span class="smcap">Anna</span> è corsa in casa, ed -ora ritorna recando uno -specchietto in mano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Guardati, Mirella! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mirella</span> nella sua veste -bianca, circondata di -fiori, si guarda nello -specchio e — lentamente, -meravigliosamente — schiude -le labbra al sorriso. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Con un grido di letizia. -</p> - -<p> -Ah Luisa, guarda! Mirella sorride! -</p> - -<p class="scene"> -Corre a <span class="smcap">Mirella</span> e la -prende tra le braccia. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p class="scene"> -Alla Signora <span class="smcap">Frank</span> e -agli altri. -</p> - -<p> -Ha sorriso! Mirella ha sorriso... Avete -visto? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Alla Signora <span class="smcap">Frank</span>. -</p> - -<p> -Ah! che giornata meravigliosa è questa, -che ha reso il sorriso alla mia bambina e la -<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> -speranza a me. Non la scorderò mai questa -giornata mille volte benedetta! -</p> - -<p class="scene"> -Si rivolge timida nella -sua gioia anche verso il -Reverendo <span class="smcap">Frank</span>, ma -questi gravemente si -scosta da lei e con viso -severo e addolorato entra -in casa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Alla Signora <span class="smcap">Frank</span> seguendo -collo sguardo il -Reverendo. -</p> - -<p> -Una sola cosa mi affanna. Se... egli non -perdonasse! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La Signora Frank</span> -</p> - -<p class="scene"> -Baciando in fronte <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Ha già perdonato. — È un'anima angelica. -</p> - -<p class="scene"> -Entra in casa. -</p> - -<p class="scene"> -Il <span class="smcap">Dottore</span> e <span class="smcap">Luisa</span> la seguono. -</p> - -<p class="scene"> -Le quattro fanciulle restano -sole. -</p> - -<p class="scene"> -S'ode di fuori, ancora -lontano, il canto dei soldati -inglesi. -</p> - -<div class="poem"> -<p>«<i>It's a long long way to Tipperary,</i></p> -<p class="i2"> «<i>It's a long way to go...</i>»</p> -</div> - -<p class="scene"> -Il canto continua. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Mary</span>. -</p> - -<p> -Che cosa sono quei canti? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -Ah eccoli! sono gli Highlanders Scozzesi! -È il reggimento di Delio! Una parte va già -oggi a Southampton ad imbarcarsi. Andiamo, -andiamo in fondo al terrazzo — abbiamo già -lì le ceste di sigarette, arance e doni... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Vanno in Francia? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -abbracciandola. -</p> - -<p> -E nel Belgio! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mary</span> e <span class="smcap">Chérie</span> corrono -in fondo al terrazzo e -sventolano i fazzoletti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Vieni Mirella! Vieni anche tu. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mirella</span> si lascia condurre -in fondo al terrazzo — indi -sta immobile -come una statuetta -guardando giù. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mary, Anna</span> e <span class="smcap">Chérie</span> lanciano -fiori, pacchi di sigarette, -cioccolatte e arance -ai soldati che passano -sotto al terrazzo, -invisibili, ma dei quali -s'ode il passo e il canto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Voci di Soldati</span> -</p> - -<div class="poem"> -<p>«<i>Good bye, Piccadilly</i>,</p> -<p>«<i>Farewell, Leicester Square!</i></p> -<p><span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span></p> -<p>«<i>It's a long long way to Tipperary</i>,</p> -<p>«<i>But my heart's right there.</i>»</p> -</div> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Guarda quel biondino!... -</p> - -<p class="scene"> -Lancia giù una scatola -di sigarette. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -gettando arance. -</p> - -<p> -Addio! addio! felice ritorno!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -sventolando il fazzoletto. -</p> - -<p> -Buona fortuna!... -</p> - -<p class="scene"> -Si ode il «Piffero» trionfale -degli Highlanders -Scozzesi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ah! quando si udrà quel suono nel Belgio? -Nel mio villaggio?... Sarà la vittoria — la -vittoria e la pace! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -Arrivederci, Tommy! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p class="scene"> -col noto grido dei soldati -inglesi. -</p> - -<p> -«Siamo forse scoraggiati?» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Voci di Soldati</span> -</p> - -<p class="scene"> -in coro tuonante. -</p> - -<p> -«No!» -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mary</span> -</p> - -<p> -«Siamo forse tristi?» -</p> - -<p class="scene"> -Le Voci -</p> - -<p> -«No!» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Anna</span> -</p> - -<p> -«Temiamo la morte?» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Le Voci</span> -</p> - -<p> -«No!...» Urrà! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Se andate nel Belgio salutatemi Givray... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Le Voci</span> -</p> - -<p> -Urrà! -</p> - -<p class="scene"> -Il canto riprende e s'allontana. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un mantello e un -velo esce vacillante dalla -casa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Chérie!... Mirella! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -correndo a lei. -</p> - -<p> -M'hai chiamato? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Conduci qui Mirella. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> va a prendere la -fanciulla e la conduce -da <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Esci? Dove vai? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Te lo dirò. -</p> - -<p class="scene"> -Inginocchiata davanti a -<span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Oh Mirella, Mirella! Vado via. Dì: «addio, -mamma!» Dì: «addio, mamma!» -</p> - -<p class="scene"> -Piange nascondendo il viso -nella veste della fanciulla. -<span class="smcap">Mirella</span> immobile la guarda -senza espressione. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Luisa, cara! Che cos'hai? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Mirella</span>, singhiozzando. -</p> - -<p> -Quale miracolo ci vuole per richiamare la -tua piccola anima quaggiù? È volata via — dì? -È volata via — come una rondinella, -spaventata dalle infamie degli uomini? Non -tornerà più?... non tornerà più? -</p> - -<p class="scene"> -La bacia appassionatamente -con tristezza. -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Riconducila via! E poi — torna! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> obbedisce. Indi -<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> -ritorna subito a <span class="smcap">Luisa</span>. -<span class="smcap">Mary</span>, <span class="smcap">Anna</span> e la figuretta -immobile di <span class="smcap">Mirella</span> rimangono -per alcuni istanti -in fondo al terrazzo, -poi escono andando -nel giardino. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Luisa! Parlami. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sì; devo parlarti. Finora non ho mai osato. -Ma ora... ora bisogna ch'io ti parli. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -tremante. -</p> - -<p> -Di che cosa? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -quasi senza voce. -</p> - -<p> -Di... quella sera... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ah no! non parlarne! Hai detto che era un -sogno!... Hai detto che era un sogno!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Chérie, sorellina mia! Per te, forse, per -te! Non ho mai osato chiederti nulla. Ti ho -visto un tale terrore negli occhi... E poi sempre -lo sguardo allucinato di Mirella era su -noi. Dimmi — per te, forse, non fu che un -sogno? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non so... non so! Che cosa è accaduto? -<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span> -Cosa è stato vero di ciò che — ripensandoci — mi -agghiaccia il cuore? Certo deliravo!... -Hanno preso Mirella — l'hanno legata alla -ringhiera... col piccolo viso folle rivolto alla -porta di camera mia... quella porta drappeggiata -di rosso.... -</p> - -<p class="scene"> -Come forsennata, rivivendo -la terribile ora. -</p> - -<p> -Poi... poi hanno legato anche me! -</p> - -<p class="scene"> -piangendo. -</p> - -<p> -Oh Dio, Dio, Dio!... e c'era Fritz! Fritz — che -rideva!... O me lo sono sognato? Vedi... -</p> - -<p> -.. io non riesco... non riesco... a dividere -il sogno dalla realtà. Ho come un velo qui... -</p> - -<p class="scene"> -con gesto agitato e ripetuto -come per togliersi -qualche cosa dalla fronte. -</p> - -<p> -una specie di ragnatela... che non posso -strappare. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Mia povera Chérie! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -cercando di ricordarsi. -</p> - -<p> -Mi pare allora d'essere passata di deliquio -in deliquio... e c'era chi strillava... strillava... -Ero io? -</p> - -<p class="scene"> -Aggrappandosi a <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Credi che ero io? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -rabbrividendo. -</p> - -<p> -Ah! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non so perchè strillavo! Non avevo paura -di morire... Mi pare, oh Dio!... mi pare anzi -che volevo morire! Volevo morire. E non mi -uccidevano. Mi stritolavano... mi dilaniavano... -e Fritz, il terribile Fritz — rideva!... -</p> - -<p> -E poi, più niente! -</p> - -<p class="scene"> -Un silenzio. -</p> - -<p> -Non mi ricordo più niente. Mi sono svegliata -su quel battello, in alto mare, fra tanta -gente... E tu, e Mirella mi stavate accanto -e mi guardavate con occhi di desolazione. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Povera, povera creatura! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ma ormai tutto è passato. Perchè ne riparli? -Perchè? Hai detto che eravamo come -prima — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -prendendole la mano e -parlandole da vicino. -</p> - -<p> -Sei certa d'essere come prima? -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> la guarda sbigottita -senza comprendere. -</p> - -<p> -Sei certa? -</p> - -<p class="scene"> -Un silenzio. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> -</p> - -<p> -<i>Ti senti</i> — come prima? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -paurosa. -</p> - -<p> -Sì... credo. Non so... Il dottore mi dice... -che sono anemica — che sono scossa... ma -che presto tornerò sana e allegra. Dice che -scorderò tutto... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -esitante, turbata da ciò -che deve dire. -</p> - -<p> -Io... io — non sono come prima. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -agitata. -</p> - -<p> -Perchè? Come? Cos'hai? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Io devo partire. Vado questa sera stessa -col dottore. Egli mi curerà. Egli mi guarirà. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ma perchè? Che male hai? Mi fai paura... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Povera Chérie innocente! Come dirti... -come dirti?... Ah, con quale brutalità -devo aprire i tuoi occhi alla vita! -</p> - -<p class="scene"> -Mentre essa parla <span class="smcap">Chérie</span> -è stata presa da un -tremito convulso. Ora -con un grido balza in -piedi e si pone una mano -sul fianco. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> -</p> - -<p> -Ah! ancora! <i>ancora!</i>... -</p> - -<p class="scene"> -Cogli occhi allucinati, estatici, -guarda in faccia -a <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p> -Che cos'ho?... -</p> - -<p class="scene"> -In un susurro. -</p> - -<p> -Che cos'ho?!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Chérie! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -come rapita in un'esaltazione -immensa. -</p> - -<p> -Che cosa sento?... Luisa!... Luisa!... Che -cosa — <i>vive</i> — in me?! -</p> - -<p class="scene"> -Un lungo silenzio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -piangendo. -</p> - -<p> -Ah! anche su te, anche su te è caduta la -mala sorte. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Che cos'è? Che cos'è? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -È la cosa terribile, Chérie! -</p> - -<p class="scene"> -Stringendola tra le braccia. -</p> - -<p> -Chérie — tu sarai madre! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -quasi senza voce. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> -</p> - -<p> -Madre!... Io!... -</p> - -<p class="scene"> -Rimane immobile, estatica, -come davanti ad -una visione che l'abbaglia. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Senti, Chérie, senti! Non disperarti. Il dottore -salverà anche te. -</p> - -<p class="scene"> -Abbassando la voce. -</p> - -<p> -Il figlio della tua vergogna non vedrà mai -la luce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -sbigottita. -</p> - -<p> -Non vedrà mai... la luce... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -No — no! Questa sciagura non ti colpirà. -Questo tuo bambino — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -afferrandole il braccio. -</p> - -<p> -Questo... mio... bambino! Questo mio -bambino... Luisa! Ciò che ho sentito fremere... -in me... è — <i>il mio bambino?</i> -</p> - -<p class="scene"> -Pronuncia queste tre parole -con una soavità indescrivibile, -lo sguardo -estatico, le mani incrociate -sul petto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Calmati, Chérie, angelo innocente! Anche -<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span> -tu sarai salvata da quest'onta. Il dottore -prenderà su di sè questa duplice responsabilità. -Il delitto di cui sei stata vittima non -avrà conseguenze. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Quale delitto?... Io non comprendo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -inorridita. -</p> - -<p> -Ma non ricordi — non ricordi ciò che è -accaduto in quella notte della tua festa.... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -vagamente colla mano -sulla fronte. -</p> - -<p> -Non ricordo... Sono svenuta... non ricordo -più. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ma comprendi — comprendi — -</p> - -<p class="scene"> -additando il <span class="smcap">Dottore</span> che -esce dalla casa seguito -dal Reverendo <span class="smcap">Frank</span>. -</p> - -<p> -che — egli ti aiuterà. Egli ti salverà da -quest'onta. Tu non sarai la tragica madre di -una creatura ancor più tragica. Questa malefica -fiammella di vita — egli la spegnerà. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un grido selvaggio. -</p> - -<p> -No! -</p> - -<p class="scene"> -Un grande silenzio. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -quasi senza voce. -</p> - -<p> -No?! Che cosa dici? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No! Non voglio. -</p> - -<p class="scene"> -Il Reverendo muove verso -di lei, grave e solenne, -e le si ferma al -fianco. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Tu vuoi essere madre senza essere sposa!... -Vuoi dare la vita a un essere malefico concepito -nella lussuria, nel sacrilegio, nell'ubbriachezza? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non so... non so! Non capisco ciò che dici... -Non capisco ciò che sento.... -</p> - -<p class="scene"> -Indietreggiando, grandiosa. -</p> - -<p> -Ma so che qualche cosa di sacro è in me! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Qualche cosa di sacro? Ma che cosa dici — che -cosa dici! È una cosa mostruosa ciò -che tu porti in seno. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -stupita. -</p> - -<p> -Ma non è mio figlio? Non hai detto ch'era -mio figlio? -</p> - -<p class="scene"> -Guardando da <span class="smcap">Luisa</span> al -<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span> -<span class="smcap">Dottore</span> con occhi paurosi. -</p> - -<p> -Cosa volete fare? Volete portarmelo via? -Non voglio — non voglio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Reverendo</span> -</p> - -<p class="scene"> -posandole una mano -sulla spalla. -</p> - -<p> -Ah, veramente è sacro ciò che s'è svegliato -in quest'anima — il sacrosanto istinto della -maternità! -</p> - -<p class="scene"> -Al <span class="smcap">Dottore</span>. -</p> - -<p> -I vili le hanno violato il corpo. E voi, volete -dunque violarle l'anima? -</p> - -<p class="scene"> -Un istante di silenzio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Il Dottore</span> -</p> - -<p> -È arbitra lei dei suoi destini. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ma pensa — pensa all'avvenire. Pensa — a -Florian. A Florian che ti vuole sua sposa... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -come in sogno. -</p> - -<p> -Non lo ricordo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ma pensa, pensa che il padre di questa -creatura è l'abbietto soldato ubbriaco che ti -prese e ti legò... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non ricordo. -</p> - -<p class="scene"> -Cogli occhi chiusi. -</p> - -<p> -Non ricordo... non ricordo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Non senti vergogna? Dolore? Rimorso? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Immobile, con voce dolcissima, -rapita da un'estasi -quasi ultra-terrena. -</p> - -<p> -Non sento nè vergogna, nè dolore, nè rimorso. -Non sento più niente, non ricordo -più niente... Non esiste che questo brivido -nuovo, questo palpito di vita — questa cosa -divina che s'agita in me! -</p> - -<p class="scene"> -Con un fremito immenso. -</p> - -<p> -Ah! la mia creatura!... <i>vive, vive!</i> — Colle -sue piccole mani mi ha afferrato il cuore! -</p> - -<p class="scene"> -Vacilla. Il Reverendo la -sorregge tra le sue -braccia. -</p> - -<p class="pad2 center large"> -CALA IL SIPARIO. -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span> -</p> - -<h2>ATTO TERZO</h2> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La sala d'entrata nella casa del Dottor <span class="smcap">Brandes</span>, -come al Iº Atto. -</p> - -<p> -È sera. -</p> - -<p> -<span class="smcap">Luisa</span>, accanto al fuoco, legge una lettera. Con -impeto di gioia se la reca alle labbra. -</p> - -<p> -Si ode bussare alla porta d'entrata. -</p> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span> -</p> - -<p class="title"> -ATTO III. -</p> -</div> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Chi è? -</p> - -<p class="scene"> -Una voce di donna risponde. -<span class="smcap">Luisa</span> apre la -porta. -</p> - -<p class="scene"> -Entra <span class="smcap">Jane</span>, infermiera -della Croce Rossa americana. -Veste l'uniforme -grigia e rossa, colla croce -rossa sul braccio. -</p> - -<p class="scene"> -Porta in mano una scodellina -di latte e un piccolo -pacco. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Eccomi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un dito sul labbro -per imporle silenzio. -</p> - -<p> -Un momento, cara Jane. -</p> - -<p class="scene"> -Va in punta de' piedi a -chiudere la porta drappeggiata -della camera a -destra. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Dorme? -</p> - -<p class="scene"> -Si toglie il lungo mantello. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sì. Dormono tutt'e due. Da mezz'ora non -s'è sentito un respiro. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Bene. Ecco il latte... -</p> - -<p class="scene"> -Depone la scodella. -</p> - -<p> -... e guardate cos'ho qui! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Un panino! Un panino bianco! Ma come -avete fatto? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -ridendo. -</p> - -<p> -Altissime influenze... corruzioni negli alti -circoli governativi... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ah, si vede che siete americana! Tutto vi -riesce. Ottenete ciò che volete. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -È vero che ci fanno un po' la corte. Anche -verso di me — la più umile rappresentante -degli Stati Uniti — si dimostra una -benevolenza inverosimile. Ma vedo che avete -una lettera! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Pensate, pensate! Da mio marito... -</p> - -<p class="scene"> -Bacia appassionatamente -il foglio. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Ma come avete fatto a riceverla? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -a bassa voce. -</p> - -<p> -Figuratevi che me l'ha portata un uomo — un -uomo che pareva un contadino — sudicio, -zoppo, d'aspetto truce. Ha battuto alla -porta — e appena l'ho socchiusa m'ha gettato -sulla faccia il foglio — così — ed è fuggito. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -È strano. — Sulla busta non c'è niente? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ma non c'era busta! E sul foglio non vi -sono che poche parole: «Sto bene. Vi rivedrò. -Vi abbraccio.» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Ma come vi spiegate — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Non so! Non capisco. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Non importa capire. Aspettate e confidate. -</p> - -<p class="scene"> -Versa il latte in una casseruoletta -e s'avvicina -al fuoco. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sì — aspetto e confido. -</p> - -<p class="scene"> -Piega il foglio e se lo cela -in petto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -accennando alla porta -drappeggiata. -</p> - -<p> -E Chérie? Si è alzata oggi? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -È uscita! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -chinando il capo. -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -impetuosa. -</p> - -<p> -Ah — s'è dunque decisa? Ha trovato finalmente -il coraggio... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -amaramente. -</p> - -<p> -Era meglio se non l'avesse trovato. Jane! -Jane! Quella passeggiata!... quella breve terribile -passeggiata attraverso questo paesello -che ci ha viste nascere — ah! che Via Crucis -è stata per noi! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Vi hanno detto qualche cosa? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Niente — niente! Nessuno ci ha detto -niente. -</p> - -<p class="scene"> -Si copre il viso colle -mani. -</p> - -<p> -Non fatemelo ricordare — non fatemelo -ricordare! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -dopo un breve silenzio. -</p> - -<p> -Ma nessuno vi ha salutato? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Nessuno. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Povera Chérie... -</p> - -<p class="scene"> -Sospira. -</p> - -<p> -Devo far bollire questo latte perchè trovi -pronta la cena quando si sveglia. -</p> - -<p class="scene"> -China sul fuoco vi mette -a scaldare il latte. -</p> - -<p> -Coraggio! Presto avremo delle grandi notizie... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Che notizie? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -misteriosa. -</p> - -<p> -Mah! Non so — c'è in aria qualche cosa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -balzando in piedi. -</p> - -<p> -Che cosa?! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Nulla di definito, di sicuro... ma lo vedete -anche voi... l'arrivo di quel biglietto... Non -so — non so. Sento che grandi eventi si preparano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ah! tutto, tutto mi fa paura. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Paura? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sì. Ho i nervi malati dacchè sono tornata -qui. Questo paese, che da bambina amavo -tanto, oggi mi fa orrore. Ah, Jane! era meglio -se avessimo lasciato confiscare questa nostra -povera casa, piuttosto che obbedire all'ordine -dei nostri padroni e conquistatori! -Era meglio rimanere nel nostro esilio in Inghilterra, -che non tornar qui ad essere scherno -e dileggio di quanti ci conobbero — e per -di più, sentirsi alla mercè delle belve che ci -hanno conquistato. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Avete fatto il vostro dovere tornando qui. -Non ve ne rammaricate. Quando vostro marito -tornerà... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -scoraggiata. -</p> - -<p> -Ma come volete che torni? Come volete che -torni? Questo biglietto può averlo scritto dei -mesi fa. Forse è ferito. Forse è prigioniero. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Le ferite guariscono. I prigionieri si liberano. -Tornerà. E troverà sua moglie che l'aspetta, -e la sua casa in ordine, e il suo -paese — -</p> - -<p class="scene"> -abbassa la voce. -</p> - -<p> -— spazzato dal vile nemico e riconquistato -alla libertà! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -agitata. -</p> - -<p> -Jane, che cosa vi fa dir questo? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -col dito sulle labbra. -</p> - -<p> -Zitta! -</p> - -<p class="scene"> -Guardandosi attorno. -</p> - -<p> -So quel che so — ma non posso parlare. -So che la salvezza è alle porte. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Che cosa dite! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -sottovoce. -</p> - -<p> -Da un'ora all'altra — da un'ora all'altra! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -con angoscia. -</p> - -<p> -Ah!... E quando Giorgio tornerà, troverà -Mirella, la sua bambina — muta! -inconscia! Vagante nell'ombra della vita come -un piccolo spettro. Ah povero Giorgio! -Forse sarebbe meglio che non tornasse. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Ma Mirella guarirà. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -incredula e mesta. -</p> - -<p> -Ah! Ci vorrebbe un miracolo. Sono tanti -mesi ormai... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Perchè la lasciate ancora da madame Doré? -Ora potrebbe venir qui. Capisco che un -mese fa, al vostro arrivo, l'abbiate condotta -subito dalla vostra vecchia amica. Ma ora -che Chérie è guarita... -</p> - -<p class="scene"> -pausa. -</p> - -<p> -... ora che... l'evento è compiuto — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Jane — io tremo — io tremo di lasciarla -entrare in questa casa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -sorpresa. -</p> - -<p> -Perchè? Perchè vedrà il bambino di Chérie? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -Agitata. -</p> - -<p> -Non è questo. -</p> - -<p> -Ma perchè è qui — qui — dove noi siamo, -in questa stanza stessa — che il terrore le ha -sconvolto la mente. Qui, qui che l'orrore l'ha -ammutolita. Non so — non so che cosa accadrà -quando per la prima volta essa entrerà -qui — quando rivedrà quella ringhiera a cui -<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span> -quei mostri l'hanno legata!... quando rivedrà — quella -porta! Ah! quella porta!... -</p> - -<p class="scene"> -Addita la porta drappeggiata -della camera -di <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Quella stanza dove gli orrori si sono compiuti -che le hanno agghiacciata l'anima, che -me l'hanno mutata in una piccola statua di -terrore! -</p> - -<p class="scene"> -Un silenzio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Ma dovrete pur decidervi. Non potete lasciarla -per sempre in casa d'estranei. -</p> - -<p class="scene"> -Una pausa. -</p> - -<p> -E se... -</p> - -<p class="scene"> -Le afferra la mano. -</p> - -<p> -... e se... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Se cosa? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Se questa emozione — Luisa! non so — quasi -non oso dirlo... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Parlate! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Non potrebbe darsi che — come il trauma -psichico le ha tolto la favella — il rinnovarsi -della scossa morale... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -colpita. -</p> - -<p> -Ah, cosa dite! cosa dite! -</p> - -<p class="scene"> -Si guardano a lungo. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_156">[156]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">La voce di Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -nella stanza vicina. -</p> - -<p> -Luisa! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Vengo, cara! vengo! -</p> - -<p class="scene"> -Va alla porta a destra e -l'apre. -</p> - -<p> -È qui la cara Jane... -</p> - -<p class="scene"> -Torna indietro, guarda -<span class="smcap">Jane</span> un istante con occhio -trasognato, indi esce -rapidamente dal -fondo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -parlando a <span class="smcap">Chérie</span> che -ancora non è apparsa. -</p> - -<p> -Ecco pronta la cena per la paziente!... una -cena da principessa di leggenda. -</p> - -<p class="scene"> -Versa il latte caldo nella -tazza e mette il panino -su un piatto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -che è andata a prendere -un mantello ed ora l'indossa -rapidamente. -</p> - -<p> -State qui, Jane. Avrete cura di loro. Io -torno subito. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_157">[157]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -E dove andate a quest'ora? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -soffocata dall'ansia e -insieme dalla speranza. -</p> - -<p> -Vado — a prendere Mirella! -</p> - -<p class="scene"> -Le due donne si guardano -per un istante con -intensa commozione — poi -<span class="smcap">Luisa</span> esce rapidamente. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> pallidissima appare -nel vano della porta. -Indossa una vestaglia -bianca ma si ravvolge -tutta, freddolosamente, -in uno scialle -scuro. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -parlando con voce debole -e spenta. -</p> - -<p> -Buona Jane! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Vieni, vieni vicino al fuoco. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -venendo avanti lenta, e -lasciandosi cadere nella -poltrona che <span class="smcap">Jane</span> le ha -spinto accanto al fuoco. -</p> - -<p> -Dov'è Luisa? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_158">[158]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -portandole il latte. -</p> - -<p> -Torna subito. Adesso bevi — e mangia. -Guarda cos'hai qui! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh!... un panino bianco!... Che meraviglia! -Ma Luisa dov'è andata? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -inginocchiata presso a -lei regge la tazza di latte -e le dà da mangiare -come a un bambino. -</p> - -<p> -È andata — a prendere Mirella! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Oh Dio! A prendere Mirella! Mirella verrà -qui! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Ma sì. Non vuoi mica che stia eternamente -lontana quella povera creatura. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ma allora... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Allora? Allora Mirella starà qui, ecco tutto. -</p> - -<p class="scene"> -Le mette il cucchiaio alla -bocca. -</p> - -<p> -Mangia. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_159">[159]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ma io dove mi nascondo? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Che idea! Perchè vuoi nasconderti? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ma — il bambino!... Cosa dirà Mirella? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Ah... -</p> - -<p class="scene"> -Con enfasi malinconica. -</p> - -<p> -... non dirà nulla, povera Mirella! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> china il capo e si -copre gli occhi colla -mano. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Mangia. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ho finito. Aspetta! -</p> - -<p class="scene"> -S'alza, va alla porta -drappeggiata e sta un -istante in ascolto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Cosa c'è? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -volgendosi col viso illuminato -da un sorriso -raggiante. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_160">[160]</span> -</p> - -<p> -Dorme!... Che gioia!... Adesso per un'ora -o due sarà savio come un cherubino! -</p> - -<p class="scene"> -Ride. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Jane</span> non risponde. -</p> - -<p class="scene"> -Un silenzio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -mettendo una mano sulla -mano di <span class="smcap">Jane</span>. -</p> - -<p> -Jane! Come è triste e terribile. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Tutto. Ma più di tutto... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Più di tutto? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Il silenzio. Il silenzio che c'è intorno... a -quella povera culla. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Jane</span> non risponde. -</p> - -<p> -Altre mamme parlano tutto il giorno dei -loro bambini. Anch'io potrei parlarne — ma -quando ne parlo... nessuno risponde. -</p> - -<p class="scene"> -Un silenzio. -</p> - -<p> -Neppure tu. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Ma sì... rispondo... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Con altre mamme si fanno tanti discorsi... -<span class="pagenum" id="Page_161">[161]</span> -si vuol sapere il bambino come sta... come -dorme, come cresce... Poi lo si guarda, -</p> - -<p class="scene"> -con un singhiozzo. -</p> - -<p> -... e si ride! Si ride delle smorfiette che fa, -della cuffietta che gli va a sghembo, delle fossette -che ha nei gomiti... si ride!... -</p> - -<p class="scene"> -Un silenzio. -</p> - -<p> -Del mio nessuno ride. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -fredda. -</p> - -<p> -Ma sì. Perchè dici questo? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -amaramente. -</p> - -<p> -È vero. Si ride! Oggi nella strada ho visto -che si ride. Oh Dio! -</p> - -<p class="scene"> -Si copre il viso. -</p> - -<p> -Con disprezzo, con ischerno si ride — di -lui e di me! Ah, Jane, perchè non mi hai -lasciata morire? Perchè non ci hai lasciati -morire tutt'e due, quando io ero così vicina -alla morte e lui — lui — non era ancora -entrato nella vita? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Chérie! Non piangere così. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sono uscita oggi portandolo in braccio. -Mi sono detta che bisognava pure un giorno -o l'altro... Ah, come mi hanno guardata! Con -<span class="pagenum" id="Page_162">[162]</span> -quale odio, con quale disprezzo! Gli uni ridevano, -ridevano!... Gli altri distoglievano -lo sguardo come se passasse una cosa orribile, -che a guardarla portasse sventura. -</p> - -<p class="scene"> -Scoppiando in pianto. -</p> - -<p> -Oh, Jane, Jane! non è tanto per me che -mi dispero, come per lui, per questo povero -essere che entra nella vita credendo di essere -come gli altri bambini! credendo che tutti -lo ameranno... Non sa lui, non sa che è odiato, -disprezzato, maledetto! Non sa lui di essere -uno sventurato che porta sventura. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Non dir questo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -A lui nessuno, nessuno rivolge un sorriso, -un augurio, una benedizione. Neppure tu che -sei tanto buona! neppure Luisa!... No! -no!... è il mostro lui! è l'essere abbominato, -detestato, di cui ci si vergogna come di una -piaga, come di una deformità. -</p> - -<p class="scene"> -Si accascia singhiozzando. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Non pensare a tristezze. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ah! come passeremo nella vita lui ed io — tra -le beffe, il dileggio, il disprezzo di tutti! -<span class="pagenum" id="Page_163">[163]</span> -Pensa, pensa! Doversi sempre nascondere, -doversi sempre vergognare — sempre cercare -di farsi scusare, lui ed io! Io che non -volevo far nulla di male! Lui — lui che non -sa di aver commesso — nascendo — un imperdonabile -delitto! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Se piangi così farai male a te e a lui. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Farò male — a lui? Non piangerò — non -piangerò! -</p> - -<p class="scene"> -Si asciuga gli occhi. -</p> - -<p class="scene"> -D'improvviso sorge in -ascolto. -</p> - -<p> -Chi è? Vien su qualcuno! Chi sarà! chi -sarà! -</p> - -<p class="scene"> -Spaventata. -</p> - -<p> -Sarà Mirella che arriva? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Vado a guardare. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> si appiatta contro -la parete chiudendosi -nello scialle come per -rimpicciolirsi e sparire. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -Apre l'uscio d'entrata esce -sul pianerottolo e -guarda giù. Volgendosi -a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -È un uomo... un contadino. -</p> - -<p class="scene"> -Parlando a qualcuno di -fuori. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_164">[164]</span> -</p> - -<p> -Oh! Chi cercate? -</p> - -<p class="scene"> -Non si ode la risposta. -</p> - -<p> -Avete sbagliato porta? Allora state più attento -un'altra volta. — Come dite? Dei feriti? -No, no. Non ci sono feriti qui. — Dei malati?... -Sì, malati sì. — E che cosa vi riguarda -chi è malato in questa casa? — Andate via subito -o vi faccio arrestare. -</p> - -<p class="scene"> -Rientra e chiude la -porta. -</p> - -<p> -Che tipo! Una giubba di vecchio contadino... -un cappellaccio... e, sotto, due occhi -fiammeggianti e una faccia di... di... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Di che cosa? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -come colpita da un'idea -repentina. -</p> - -<p> -Di soldato! Che fosse — che fosse uno dei -vostri?! -</p> - -<p class="scene"> -Corre alla porta e la -riapre. -</p> - -<p> -È partito. -</p> - -<p class="scene"> -Resta un istante in ascolto -poi si volge e dice -rapidamente a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Chérie — tua cognata è qui. Viene su per -le scale. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -spaurita. -</p> - -<p> -Con Mirella? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_165">[165]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ah — non voglio — non voglio che mi -veda! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -È già qui. -</p> - -<p class="scene"> -Per entrare nella camera -a destra <span class="smcap">Chérie</span> dovrebbe -passare davanti -alla porta d'entrata. Dopo -un istante d'incertezza -ella fugge via a sinistra. -</p> - -<p class="scene"> -Una pausa. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Jane</span> tiene fissi gli occhi -sulla porta dalla quale -deve entrare <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> appare sulla soglia — indi -lentamente -entra <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p class="scene"> -Le due donne tengono -gli occhi fissi sul volto -della fanciulla con disperata -angoscia d'attesa. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mirella</span> entra lentissimamente -ad occhi bassi. Sul -limitare si ferma e gira -intorno gli occhi trasognati -che sembrano non -veder nulla, non riconoscere -nulla. Indi s'avanza -rigida come un automa -nella stanza. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -che ha seguito tremando -ogni mossa di sua figlia. -</p> - -<p> -Mirella! -</p> - -<p class="scene"> -Con un singhiozzo disperato. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_166">[166]</span> -</p> - -<p> -Mirella! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Mirella</span> volge gli occhi -alla madre che si trova -ritta sullo sfondo della -porta drappeggiata e -chiusa. <span class="smcap">Mirella</span> fissa lo -sguardo sul volto materno — poi, -poco a poco i -suoi occhi si dilatano; -essa vede — dietro alla -siloetta di <span class="smcap">Luisa</span> — la -porta fatale. -</p> - -<p class="scene"> -Senza volgere il capo -<span class="smcap">Mirella</span> gira intorno lo -sguardo pauroso che -sempre è ripreso e fermato -dalla terribile porta. -</p> - -<p class="scene"> -Lentamente, cogli occhi -sempre più terrorizzati -essa indietreggia come -per sfuggire ad un orrore -che la minaccia. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> e <span class="smcap">Jane</span> la guardano -tremanti — e la vedono -finalmente volgere -il capo e guardarsi intorno -per tutta la stanza. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -trattenendo ancora <span class="smcap">Luisa</span> -che sta per lanciarsi -verso <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -Aspettate!... Forse penetra il ricordo in -lei!... -</p> - -<p class="scene"> -Ma dopo un istante, cogli -occhi ripresi dalla -porta drappeggiata, <span class="smcap">Mirella</span> -lascia lentamente -ricadere le braccia e rimane -immobile nella posa -<span class="pagenum" id="Page_167">[167]</span> -d'annichilimento che -le è abituale. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un singhiozzo, a -<span class="smcap">Jane</span>. -</p> - -<p> -Nulla!... nulla!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -confortandola. -</p> - -<p> -È tardi. Sarà stanca. Chissà... forse domani... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Ah! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Luisa</span> scuote tristemente -il capo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Dove la mettete a dormire? Ci avete pensato? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Sì, disopra, nella mia camera. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Ah — bene! E riposerete finalmente anche -voi, dopo tante notti che non dormite. Ormai -non avete più bisogno di vegliare Chérie. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Povera Chérie. -</p> - -<p class="scene"> -guardando <span class="smcap">Mirella</span>. -</p> - -<p> -La mia grande sventura me l'ha fatta per -un istante scordare. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_168">[168]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Ah! Invero povera Chérie! Che rovina la -sua vita! Che tragico problema che non ha -scioglimento. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -cupa. -</p> - -<p> -Fuorchè nella morte. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Che cosa vuol dire? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -appassionata. -</p> - -<p> -Ah, non lo so! non lo so! Ma quando sono -uscita oggi con lei — quando ho visto la -gente che la guardava — lei e quella sua -creatura di maleficio — ah! -</p> - -<p class="scene"> -rabbrividisce. -</p> - -<p> -... io mi sono detta che al posto suo... -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> appare in fondo -alla scena, e ascolta addossata -al muro, ancora -ravvolta nel suo scialle. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Che cosa? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -Al posto suo io mi ricorderei... -</p> - -<p class="scene"> -scandendo le parole. -</p> - -<p> -... che a quattro passi c'è il fiume. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_169">[169]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Cosa dite? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p> -C'è il fiume — per lei — e per lui! -</p> - -<p class="scene"> -Prende per mano <span class="smcap">Mirella</span> -e sale lentamente le -scale. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -rimane un istante immobile, -colpita dalle parole -di <span class="smcap">Luisa</span>. -</p> - -<p class="scene"> -Indi con un sospiro prende -il suo mantello e lo -indossa per partire. -</p> - -<p class="scene"> -Volgendosi vede <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Chérie! Ascoltavi! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -come in un sogno. -</p> - -<p> -A quattro passi... c'è il fiume... -</p> - -<p class="scene"> -pausa. -</p> - -<p> -Come ha detto? A quattro passi c'è il -fiume... -</p> - -<p class="scene"> -lunga pausa. -</p> - -<p> -... per lui... e per me... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -sconvolta. -</p> - -<p> -Che cosa dici — dimentica quelle parole. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -lentamente con soavità. -</p> - -<p> -No. Non le voglio dimenticare. Come mai -<span class="pagenum" id="Page_170">[170]</span> -non l'ho pensato anch'io? È un grande conforto! -</p> - -<p class="scene"> -ripete come in sogno. -</p> - -<p> -A quattro passi... c'è il fiume. Per lui — e -per me. -</p> - -<p class="scene"> -Un silenzio. -</p> - -<p class="scene"> -La porta d'entrata, lasciata -socchiusa, ora si -spalanca violentemente. -<span class="smcap">Florian Audet</span>, vestito da -contadino, entra impetuoso. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -scorgendo dapprima l'infermiera -e volgendosi a -lei con veemenza. -</p> - -<p> -Signora, avete detto che in questa casa vi -sono dei malati. Ditemi, devo saperlo — chi — chi -è ammalato qui? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Con quale diritto —? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Scorgendo <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Chérie! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -cogli occhi stralunati. -</p> - -<p> -Florian!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Sì — sì — Florian. -</p> - -<p class="scene"> -Getta giù il largo cappello, -si toglie la giubba -di contadino e appare -<span class="pagenum" id="Page_171">[171]</span> -vestito in una lacera uniforme -belga. -</p> - -<p> -Sei tu, ammalata? Sei tu? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -senza voce, indietreggiando -da lui. -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Che cos'hai? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Ha il diritto costui di interrogarti? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -piano. -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -È un amico? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p class="scene"> -abbracciando <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Senti, cara — io dovrei lasciarti e tornare -all'ospedale. È già tanto tardi. Posso lasciarti? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sì. Puoi lasciarmi. -</p> - -<p class="scene"> -I suoi occhi esterrefatti -sono fissi su <span class="smcap">Florian</span>. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -a <span class="smcap">Jane</span>. -</p> - -<p> -Ma se è ammalata non rimanete qui? Non -la curate? -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_172">[172]</span> -</p> - -<p class="scene"> -Volgendosi a <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Chi sta con te? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -senza voce. -</p> - -<p> -Luisa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ah, Luisa è qui! Sia lodato Iddio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Jane</span> -</p> - -<p> -Buona notte Chérie! -</p> - -<p class="scene"> -sulla soglia, a <span class="smcap">Florian</span>. -</p> - -<p> -Non l'agitate. È ancora tanto debole. -</p> - -<p class="scene"> -Esce. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Chérie! Chérie! -</p> - -<p class="scene"> -Le prende ambo le mani. -</p> - -<p> -Cos'hai avuto? -</p> - -<p class="scene"> -Essa non risponde. -</p> - -<p> -Ma parla. Cos'hai? Cos'hai? mi fai spavento. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un filo di voce. -</p> - -<p> -Sono stata ammalata. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ma guarisci! — Guarirai? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -cupa. -</p> - -<p> -Sì! — Sì! Guarirò. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_173">[173]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Chérie — mia piccola Chérie! Ti sei ricordata -di me? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sì. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Sempre? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sempre. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Dimmi degli altri — Luisa? Mirella? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sono entrambe qui. -</p> - -<p class="scene"> -Una pausa. -</p> - -<p> -Mirella... non parla più... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -stupito. -</p> - -<p> -Non — parla più?! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No. È muta. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Oh! per Dio! — Ma cosa vuol dire? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -sempre con un filo di -voce debolissima. -</p> - -<p> -S'è spaventata... la sera... quella sera... -della mia festa... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_174">[174]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ma come? — In che modo? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sono venuti qui... i nemici... Hanno ucciso -qualche cosa in lei. La sua anima.... non -c'è più. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -preso da un brivido presciente. -</p> - -<p> -E — a te? — a te? cos'hanno fatto? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -dopo un istante di silenzio. -</p> - -<p> -Peggio — che a lei. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -fuori di sè. -</p> - -<p> -No! Chérie! Dimmi che non è vero. Mio -Dio! Mio Dio! -</p> - -<p class="scene"> -Si accascia su una seggiola -e nasconde il volto -tra le mani. -</p> - -<p class="scene"> -Dopo un silenzio. -</p> - -<p> -Ma parla, in nome del cielo, parla! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -con infinita stanchezza. -</p> - -<p> -T'ho detto. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_175">[175]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Tutto — dimmi tutto! -</p> - -<p class="scene"> -Feroce e forsennato. -</p> - -<p> -M'hai detto tutto? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -No. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Parla — per Dio — parla! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Come dirlo. Come dirlo?... -</p> - -<p class="scene"> -Tendendo la mano verso -la porta drappeggiata. -</p> - -<p> -Là dentro... -</p> - -<p class="scene"> -cade in ginocchio ai piedi -di <span class="smcap">Florian</span>. -</p> - -<p> -... c'è una culla! -</p> - -<p class="scene"> -Scoppia in pianto. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -balzando in piedi. -</p> - -<p> -Cosa? -</p> - -<p class="scene"> -Indietreggiando con orrore -da lei. -</p> - -<p> -Tu... oh! tu — hai un figlio... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -disperata. -</p> - -<p> -Abbi pietà! — pietà!... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -forsennato. -</p> - -<p> -Un figlio — d'un nemico? Ah.... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_176">[176]</span> -</p> - -<p class="scene"> -Alza il braccio con gesto -d'anatema. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -afferrandogli il braccio. -</p> - -<p> -No! Non maledirlo — non maledirlo — anche -tu! Quel bambino — che nessuno mai -ha benedetto! -</p> - -<p class="scene"> -Un istante di silenzio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -stupefatto e inorridito. -</p> - -<p> -È questo — ciò che tu mi dici? Questo — il -tuo primo pensiero?... Una preghiera per -lui! Una difesa di lui — dell'essere immondo -a cui tu, tu disgraziata! hai dato la vita! -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> piange disperatamente -gettata in terra -ai suoi piedi. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -Afferrandola per i polsi -e forzandola a sollevarsi -e a guardarlo in -faccia. Con un ruggito. -</p> - -<p> -Parla, parla ti dico! -</p> - -<p> -Voglio sapere!... come — quando —! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non ricordo — non so più! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Non ricordi? Menti — menti! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_177">[177]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -disperata. -</p> - -<p> -No! non ricordo — non ricordo! So che -deliravo... mi avevano ubbriacata... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -con orrore. -</p> - -<p> -Ah!... Ti avevano ubbriacata. — Avanti. — Parla! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -come ipnotizzata, ansante. -</p> - -<p> -Erano qui... qui... in questa stanza... hanno -preso Mirella — l'hanno legata — lì — a -quella ringhiera... e c'era uno che mi diceva... -mi diceva... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -ruggendo. -</p> - -<p> -Cosa — ti diceva?! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -sempre come allucinata. -</p> - -<p> -«Tanto andava lo stesso — a finire così! -Tanto andava lo stesso a finire così!...» -</p> - -<p class="scene"> -Piange disperatamente -in terra davanti a lui. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -E poi... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -E poi... e poi... -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_178">[178]</span> -</p> - -<p class="scene"> -Stralunata guardando -la porta drappeggiata. -</p> - -<p> -... aspetta — aspetta! -</p> - -<p class="scene"> -con un grido. -</p> - -<p> -Mi ricordo! Oh Dio! Mi ricordo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -coi denti stretti. -</p> - -<p> -Disgraziata, parla! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -con uno scoppio d'angoscia. -</p> - -<p> -Forzata! legata! percossa!... Colla violenza, -coi pugni nella gola, mentre invocavo la morte -con urli e strilli... Stritolandomi, morsicandomi -le carni, rantolandomi sulla faccia -delle bestemmie... così — così, ho conosciuto -l'amore! Così — così mi è stata data la maternità! -</p> - -<p class="scene"> -Cade prona col volto tra -le mani. -</p> - -<p class="scene"> -Un lungo silenzio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -chino su di lei, quasi -afono. -</p> - -<p> -Perchè, perchè hai messo al mondo questa -creatura? Perchè — non l'hai ucciso prima -che nascesse? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non lo so! Non lo so. Vi era qualche cosa -<span class="pagenum" id="Page_179">[179]</span> -in me che non lo poteva fare. Qualche cosa -di più forte della mia vergogna, di più forte -del mio dolore. Al disopra dell'odio, dell'onta, -dell'orrore... vi era qualche cosa — di divino! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -sdegnato. -</p> - -<p> -Cosa dici? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ah, tu non lo capirai mai — tu sei un -uomo! — Non lo puoi capire. Ma io — io -ho sentito in me quel portento — il brivido di -una vita creata da me! Ed era come se una -voce — la voce stessa di Dio! — mi gridasse: -«Tu non ucciderai!» -</p> - -<p class="scene"> -Un lungo silenzio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Chérie! Che rovina la nostra vita!... Che -rovina. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Lo so. -</p> - -<p class="scene"> -Una pausa. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ascoltami, Chérie, ascoltami. Quello sciagurato -essere è un predestinato al dolore e -alla delinquenza — è vero? è vero? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -con profonda amarezza. -</p> - -<p> -Sì — sì — sarà vero. Tutti lo dicono! -Tutti! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_180">[180]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -E lo senti anche tu — lo senti. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sì — sì! Qualche volta, colla chiaroveggenza -del delirio, io vedo l'avvenire quale sarà -per me e per lui... Sento che questa creatura -mi schianterà il cuore, mi strazierà, mi dilanierà -come quella belva — suo padre! — che -in quella notte mi ha cacciato i pugni nella -gola... Qualche volta ho spavento di lui... ho -spavento già adesso... Quando lo nutro credo -che mi morderà... Quando grida odo già nella -sua voce la minaccia... Quando mi chino su -di lui mi mette le piccole mani negli occhi come -se cercasse di strapparmeli!... Allora mi -sembra che sia un demente — e che io pure -di tenermelo stretto al cuore — pazza — sono -pazza, pazza di non averlo ucciso, pazza -di amarlo come l'amo — più della vita mia! -</p> - -<p class="scene"> -Piange. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Chérie, Chérie! Tu devi allontanarlo da te — allontanarlo!... -Hai capito? -</p> - -<p class="scene"> -Con uno sforzo. -</p> - -<p> -Poi cercheremo di scordarlo, tu ed io — tu -ed io, insieme — cercheremo — di scordarlo! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Dopo un istante di silenzio, -calma e grave. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_181">[181]</span> -</p> - -<p> -No. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -No? Perchè no? Se ti dico che lo dimenticherò — che -cercherò di dimenticarlo. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -con fermezza. -</p> - -<p> -Non io. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ma tu non vuoi, non puoi volere che questa -creatura malefica ti separi per sempre -dall'amore, dalla speranza, da altre maternità -pure e gioconde... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Finchè vivo, io non lo abbandonerò. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ma folle, folle che sei — che cosa vuoi fare? -Che cosa sarà di te? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -affranta. -</p> - -<p> -Non lo so. So che dandogli la vita gli ho -dato anche la vita mia. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -con subitanea decisione. -</p> - -<p> -Ebbene sia — sia! -</p> - -<p class="scene"> -colla mano sulla fronte. -</p> - -<p> -Non si ragiona contro questo primitivo, -<span class="pagenum" id="Page_182">[182]</span> -portentoso istinto... Chérie — Chérie!... Io ti -amo — ti amo come allora — come sempre... -</p> - -<p class="scene"> -Si odono dei lontani clamori. -Indi lontanissimo -uno squillo di tromba e -la trionfale musica della -<i>Marseillaise</i>. -</p> - -<p> -Chérie! Senti!... senti! questa è la liberazione. -Le nostre armate vittoriose si avanzano -come un torrente di fuoco e di fiamma. Sono -tutti intorno a noi. Siamo circondati dai nostri... -</p> - -<p class="scene"> -spalanca le finestre. -</p> - -<p> -Chérie!... -</p> - -<p class="scene"> -in un delirio di gioia. -</p> - -<p> -Chérie, scordiamo tutto — tutto — e siamo -felici! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -rapida. -</p> - -<p> -Florian — non è possibile — non è possibile. -Io non ti amo più e tu non puoi più -amarmi. Anche se in quest'ora lo credi — tutto -è mutato, e tu non puoi amarmi più. -Tu m'amavi perchè ero pura, lieta, gioconda — non -sono più nulla di tutto ciò. Non vi -è più nulla in me della Chérie che amavi. Tu -devi dirmi addio e lasciarmi alla mia sorte. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -No! Tu sarai mia. E un giorno — tutto -questo ci sembrerà un sogno. Avrai altri figli, -<span class="pagenum" id="Page_183">[183]</span> -figli che potrai amare, figli che ameremo -entrambi senza rossore — -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -selvaggiamente. -</p> - -<p> -E questo! questo sarà il paria esecrato, -sarà lo spettro che s'aggirerà vergognoso e -umiliato tra quelli più fortunati di lui!... -</p> - -<p> -No mai! mai! — Sappi che questo essere -abborrito e maledetto mi sta nelle viscere profondamente -come prima di nascere... mi sta -nel cuore, mi sta nell'anima, mi sta nel sangue — più -di te! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Più di me! -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sì, più di te. Parti Florian, parti — godi -della nostra vittoria. Va — e scordami! -</p> - -<p class="scene"> -La musica trionfante e -i clamori di gioia s'avvicinano -sempre più. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Chérie, Chérie — pensa a ciò che fai. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Nulla, nulla di ciò che puoi dirmi può mutare -la decisione che ho preso. La mia strada -è chiara davanti a me. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Chérie ti supplico, ti supplico! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_184">[184]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Non straziarmi con preghiere vane. Dimmi -addio e va. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Ebbene — sia come tu vuoi. Se per te io -non sono più nulla — vi è ancora chi mi -chiama ed ha bisogno di me. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Ah — lo so! lo so! -</p> - -<p class="scene"> -S'ode fuori l'Inno nazionale -del Belgio. -</p> - -<p> -Senti la <i>Brabançonne!</i> il grido del Belgio!.. -La nostra patria ti chiama. Va, Florian, va. -Da' la tua vita a lei. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p class="scene"> -afferrandole le mani. -</p> - -<p> -Sì! Sì! a lei! Hai ragione. Non è questa -l'ora dei rimpianti — non è questa l'ora degli -amori! È l'ora santa e terribile della rivendicazione. -Ora di sangue e di gloria!... -Addio Chérie! addio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -piangendo. -</p> - -<p> -Addio. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Penserai a me? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -Sempre! -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_185">[185]</span> -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -Anch'io. Sempre. — Come finiva la tua -canzone della principessa prigioniera? -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -con un singhiozzo. -</p> - -<p> -«Io vi voglio adorar fino alla morte». -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Florian</span> -</p> - -<p> -«Io vi voglio adorar fino alla morte». -</p> - -<p class="scene"> -La bacia in fronte ed -esce. -</p> - -<p class="scene"> -<span class="smcap">Chérie</span> resta immobile, -impietrita. -</p> - -<p class="scene"> -Dopo un silenzio — lentamente -come parlando -in sogno. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p> -A quattro passi c'è il fiume... -</p> - -<p class="scene"> -Si avvia verso la porta -drappeggiata. -</p> - -<p> -... per lui — e per me. -</p> - -<p class="scene"> -Apre la porta. Un raggio -lunare dalla finestra -tonda la illumina tutta. -Entra e chiude la porta -dietro a sè. -</p> - -<p class="scene"> -Passa qualche momento. -La lampada sulla -tavola ondeggia e quasi -si spegne e la stanza è -immersa nell'ombra. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_186">[186]</span> -</p> - -<p class="scene"> -In cima agli scalini appare -la figuretta di <span class="smcap">Mirella</span>. -Come un'allucinata -essa si guarda intorno -e i ricordi terribili -l'afferrano, agghiacciandola -d'orrore. Lenta -trasognata soffermando -lo sguardo su ogni oggetto -noto si avanza silenziosa. -Nei suoi occhi -tremola il ricordo delle -subíte atrocità. -</p> - -<p class="scene"> -Sempre come una sonnambula -scende i tre -gradini e giunta all'ultimo -il suo occhio si fissa -sulla porta drappeggiata -in faccia a lei. Un'onda -di orrore la invade; -essa indietreggia; ed -ora sta rigida colle spalle -alla ringhiera nell'atteggiamento -identico del -suo passato martirio. — Colle -braccia dietro a sè, -come legata alla ringhiera, -fissa lo sguardo -di demente sulla terribile -porta. -</p> - -<p class="scene"> -E questa lentamente si -muove — si apre. Il terrore -di <span class="smcap">Mirella</span> s'accresce -fino al parossismo, -mentre guarda lenta aprirsi -quella porta fatale... -</p> - -<p class="scene"> -Ed ecco nel vano della -porta, illuminata tutta -dai raggi lunari che dalla -finestra tonda le circondano -il capo come di -<span class="pagenum" id="Page_187">[187]</span> -una perfetta aureola — appare -<span class="smcap">Chérie</span> col bambino -tra le braccia. Indossa -ancora la sua -bianca veste, ma un lungo -velo azzurro le cinge -la testa. -</p> - -<p class="scene"> -Vede <span class="smcap">Mirella</span> e s'arresta — immobile -come una -visione. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Vedendo l'apparizione, -che le sembra divina, cade -in ginocchio con un -grido. -</p> - -<p> -Ah! -</p> - -<p class="scene"> -Fa il segno della croce -e congiungendo le mani -pronuncia con voce estatica: -</p> - -<p> -«Ti saluto, o Maria, piena di grazia...» -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Chérie</span> -</p> - -<p class="scene"> -Scossa da un brivido -immenso. -</p> - -<p> -Mirella! — Sono io! -</p> - -<p class="scene"> -con un grido. -</p> - -<p> -Luisa!... Luisa!... -</p> - -<p class="scene"> -A <span class="smcap">Luisa</span> che appare sugli -scalini. -</p> - -<p> -Mirella — <i>ha parlato!</i>... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -precipitandosi. -</p> - -<p> -Mirella! Mirella! -</p> - -<p class="scene"> -Singhiozzando bacia le -<span class="pagenum" id="Page_188">[188]</span> -vesti e le mani della sua -bambina. -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Mirella</span> -</p> - -<p class="scene"> -Come svegliata da un -sogno. -</p> - -<p> -M'era parso... -</p> - -<p class="scene"> -Guarda con estatico sorriso -<span class="smcap">Chérie</span> col bimbo tra -le braccia. -</p> - -<p> -... m'era parso... -</p> - -<p class="spk"> -<span class="smcap">Luisa</span> -</p> - -<p class="scene"> -alzando il braccio con -gesto solenne e grandioso -verso <span class="smcap">Chérie</span>. -</p> - -<p> -Ah! sii benedetta — tu! — E il tuo bambino! -</p> - -<p class="pad2 center large"> -CALA IL SIPARIO. -</p> - -<hr class="silver" /> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_189">[189]</span> -</p> - -<h2><span class="smcap">il VALZER di MIRELLA</span></h2> -</div> - -<div class="figcenter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_190">[190]</span> -</p> - -<a id="fill-190"></a> - <img src="images/ill-190.jpg" alt="Valzer di Mirella - Annie Vivanti" /> -</div> - -<div class="figcenter"><a id="fill-191"></a> - <img src="images/ill-191.jpg" alt="Valzer di Mirella - Annie Vivanti" /> -</div> - -<div class="footnotes"> - -<h2> -NOTE: -</h2> - -<div class="footnote" id="note1"> -<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>. </span>Nella rappresentazione, il primo atto per ordine della -censura finiva con l'entrata in scena dei soldati -nemici.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note2"> -<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>. </span>Vedi in fondo al volume: <i>Il Valzer di Mirella</i>.</p> -</div> -</div> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - - - - - - - - -<pre> - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of L'invasore, by Annie Vivanti - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INVASORE *** - -***** This file should be named 60336-h.htm or 60336-h.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/0/3/3/60336/ - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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Redistribution is subject to the -trademark license, especially commercial redistribution. - -START: FULL LICENSE - -THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK - -To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase "Project -Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg-tm License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. - -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project -Gutenberg-tm electronic works - -1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm -electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to -and accept all the terms of this license and intellectual property -(trademark/copyright) agreement. 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