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-The Project Gutenberg EBook of La espressione dei sentimenti dei nostri
-volatili domestici, by Teodoro Pascal
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
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-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of
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-Title: La espressione dei sentimenti dei nostri volatili domestici
-
-Author: Teodoro Pascal
-
-Release Date: April 25, 2017 [EBook #54603]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
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-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ESPRESSIONE DEI ***
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-Produced by Rosemarie della Scala and Barbara Magni
-(original images from Biblioteca Scolastica - Istituto
-Tecnico Agrario "G. Garibaldi", Roma)
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- TEODORO PASCAL
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- LA ESPRESSIONE DEI SENTIMENTI
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- DEI NOSTRI VOLATILI DOMESTICI
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- CATANIA
- FRANCESCO BATTIATO — EDITORE
- 1915.
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- PROPRIETÀ LETTERARIA
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- Catania — Tip. Operaia Nicolosi & Giuffrida
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-La espressione dei sentimenti dei nostri volatili domestici.
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-=Generalità.= — Il Darwin s'è occupato con molta precisione della
-espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali[1] e le
-sue osservazioni su questo argomento interessano anche, benchè
-parzialmente, l'avicoltore. Noi, in seguito ad esperienza personale ed
-in seguito a dati fornitici da varie nostre conoscenze, passeremo in
-rassegna, per quanto ci riuscirà, la espressione dei sentimenti nelle
-specie avicole ed avremo anche la cura di non omettere nulla di quanto
-in proposito c'insegna il Darwin. L'illustre osservatore consultò anche
-il parere dei suoi predecessori in siffatta materia e, coordinando le
-idee di questi alle sue, fondò la teoria dei principi generali della
-espressione: detti principi, che illuminano il complesso dei gesti
-involontari dell'uomo e degli animali, nonchè le loro espressioni
-dovute alle emozioni ed alle sensazioni, si riducono a tre e sono:
-
- 1º Principio dell'associazione delle abitudini utili;
- 2º Principio dell'antitesi;
- 3º Principio degli atti dovuti alla costituzione
- del sistema nervoso.
-
-
-=Principio dell'associazione delle abitudini utili.=[2] — In questo
-campo entrano in azione principalmente le manifestazioni dovute alla
-potenza dell'abitudine. Per spiegare i movimenti complessi degli
-animali, il Darwin dice che i fisiologi affermano: il potere conduttore
-delle fibre nervose cresce colla frequenza della loro eccitazione.
-
-E nè si può negare che la predisposizione a certi movimenti
-acquisiti sia ereditaria; noi osserviamo questa eredità in diverse
-specie dell'avicoltura: sono degni di menzione i cosidetti colombi
-capitombolanti (Columba gyrantes, gyratrix), i colombi pavoni, i
-colombi gozzuti, i polli, il tacchino.
-
-Il gruppo dei colombi capitombolanti conta molti rappresentanti i
-quali hanno comuni fra di loro ben poche proprietà: difatti avvi
-delle razze abbastanza piccole, mentre altre sono di statura mezzana,
-altre razze hanno il becco sottile e lungo ed altre lo hanno corto e
-conico, di modo che anche un buon conoscitore delle razze di colombi
-potrà talvolta non saper conoscere un rappresentante del gruppo in
-questione. Epperò questi colombi si discernono facilmente da tutti al
-loro volo particolare che potremo chiamare volo capitombolante e che
-consiste nei capitomboli eseguiti all'indietro dai colombi durante
-il volo. Il modo di capitombolare varia però notevolmente a norma
-delle razze e talvolta persino fra singoli rappresentanti d'una stessa
-razza, così abbiamo colombi che capitombolano ad intervalli durante il
-volo, altri che capitombolano continuamente sino a piombare sfiniti
-sui tetti, altri che capitombolano quasi a fior di terra, altri che
-si rotolano addirittura per terra (colombi di Lotan), altri che non
-capitombolano affatto, ma che hanno pur tuttavia il volo più alto
-degli altri gruppi di colombi e contemporaneamente alquanto diverso
-negli infiniti giri che percorrono in aria e nello sbattere delle
-ali. Per noi i capitombolanti ad intervalli offrono più interesse
-di quelli che capitombolano continuamente poichè il loro volo dura
-più a lungo e le loro capriole hanno più attrattiva, perchè sono
-ansiosamente attese dall'osservatore che non può fare ammeno di
-provare un dilettevole senso di sorpresa ad ogni capriola. Talvolta
-questi pennuti saltimbanchi volano dimenticando il loro mestiere: ne
-possediamo diversi che si distinguono per la loro infingardaggine
-di capitombolare, ma che però, aizzati continuamente al volo collo
-sbattere delle mani da varie persone, vengono colti da timor panico
-ed allora capitombolano discretamente bene. Il modo strano di eseguire
-capriole in aria e per terra è senza dubbio dovuto ad una eccitazione
-del sistema nervoso: questa eccitazione, al dire del Prütz, non è altro
-che un'affezione di epilessia resa ereditaria nei colombi e sviluppata
-dall'uomo mediante apposita educazione; difatti capitombolano bene i
-colombi capitombolanti che si sogliono tener chiusi nel colombaio dando
-loro la libertà ogni tanto e capitombolano male i colombi tenuti liberi
-tutto il giorno. Questi individui dànno spesso discendenti che non
-sono saltimbanchi: l'abitudine del vivere in libertà influisce dunque
-a rimettere il sistema nervoso nel suo equilibrio normale, mentre
-che la prigionia o lo eccitamento al volo che si provoca nei colombi,
-perseguitandoli continuamente e spaventandoli col battere delle mani,
-nonchè il barbaro sistema di tenerli a stecchetto, dando loro il cibo
-con parsimonia dopo un numero stabilito di giri in aria, sono tutte
-cause che maggiormente squilibrano i nervi di quelle povere vittime.
-
-Non meno interessanti sono i movimenti dei colombi pavoni — questi
-graziosi uccelli muovono il collo con un tremolio continuo che si
-trasmette a tutto il corpo: questo fenomeno è pure dovuto ad una
-eccitazione nervosa che sta in relazione coll'ampiezza della loro coda
-a ventaglio. Difatti le timoniere dei colombi pavoni superano sempre
-il numero di dodici, mentre che lo stesso è normale per le timoniere
-degli altri colombi: si vuole che le stesse arrivano talvolta sino a
-40 e certamente simili soggetti sono estremamente rari. Ordinariamente
-si riscontrano 16 timoniere: da un negoziante di uccelli, certo
-Querei, abbiamo osservati diversi pavoncelli di Scozia a 12 timoniere
-e ci siamo convinti che il tremolìo del collo e del corpo è molto
-meno accentuato di un loro compagno a 16 timoniere. Ciò prova forse
-che il tremolìo stia in ragione diretta della quantità di timoniere
-che possiede il colombo, e se così fosse, si dovrebbe dedurre che
-il movimento oscillante e speciale dei colombi pavoni rappresenti lo
-sforzo che questi fanno di sopportare lo sproporzionato peso della loro
-coda.
-
-Ma allora che dovremmo dire dei colombi capitombolanti, a qual motivo
-dovremmo attribuire le loro capriole? Queste sono provocate da un
-sentimento di timore o di gioia? Noi crediamo che coi loro capitomboli
-i colombi soddisfano ambedue i sentimenti, e difatti abbiam già detto
-che inseguiti o eccitati al volo con rumori si scuotono dalla loro
-pigrizia: è evidente che l'inseguimento li spaventi; finalmente abbiamo
-pure accennato che tenuti rinchiusi cominciano subito a capitombolare
-appena si lasciano volare all'aria libera ed in tal caso trattasi
-evidentemente d'una manifestazione di gioia, di benessere. Il prof.
-Bonizzi nel suo pregevole libro sui colombi si esprime così su questo
-argomento: «Dicesi che questo bizzarro costume dei capitomboli dia a
-loro il modo di evitare gli uccelli da preda che li inseguissero.»
-
-I colombi gozzuti sono caratteristici per la loro posa e pel loro
-incesso diametralmente opposti a quelli degli altri colombi — si
-mantengono diritti e camminano a passi corti e ciò fanno per sostenere
-il peso del loro enorme gozzo.
-
-Così continuando si potrebbero citare i colombi fiorentini, i maltesi
-ed altri ed altri per i loro movimenti speciali acquisiti coll'eredità
-e colla selezione artificiale, ma in siffatto modo andremmo troppo per
-le lunghe, e perciò riepilogando quanto esponemmo per i colombi che
-maggiormente offrono un campo d'osservazione per l'argomento che ci
-intrattiene, diremo, per rispondere al concetto del Darwin che _certi
-atti si associano ad altri atti ed a diversi stati di spirito_, quanto
-segue: nei colombi capitombolanti l'atto di volare si associa all'atto
-di capitombolare ovvero allo stato di spirito che indica timore e
-talvolta benessere; nei colombi pavoni l'atto del camminare si associa
-all'atto del tremolìo del corpo e del collo e nei colombi gozzuti
-l'atto del camminare si associa all'atto di gonfiare il gozzo.
-
-Esempi salienti che illustrano il principio dell'associazione delle
-abitudini utili con atti dovuti all'eredità li riscontriamo anche
-nei polli. Così è caratteristica la camminatura goffa e ridicola
-della razza cocincinese, della razza padovana nana — quest'ultima
-specialmente provoca il riso poichè, le gambe estremamente corte,
-obbligano l'animale a muoversi come le anitre che dimenano il corpo
-saltellando. I polli padovani veggono poco a causa dell'impedimento
-del loro enorme ciuffo e perciò camminano colla testa alta ed il loro
-collo allora ha un tremolìo non molto dissimile da quello dei pavoni.
-Ma l'esempio il più interessante di associazioni ereditarie ce l'offre
-il tacchino maschio. Questo animale, cretino per eccellenza, cambia
-a vista d'occhio il colore della sua faccia caruncolosa e gli occhi,
-o per lo meno le parti ad esso immediate, entrano maggiormente in
-azione. Difatti il Darwin giustamente osserva che le diverse condizioni
-d'animo, si manifestano molto spesso colla vista: qui vi è dunque
-un'associazione di date condizioni d'animo con una sensazione quale è
-la vista e perciò gli organi di questo senso, gli occhi sono quelli
-che subiscono l'influenza di molte sensazioni e per conseguenza,
-nel tacchino, le parti immediate all'occhio cambiano maggiormente di
-colore.
-
-Epperò vi sono atti che vengono compiuti in date circostanze
-indipendentemente dall'abitudine, e che sembrano dovuti alla imitazione
-ovvero ad una specie di simpatia: ad illustrare questa affermazione del
-Darwin noi possiamo citare il fatto non molto raro delle galline che
-cantano come i galli e che talvolta, dimentiche del loro sesso gentile,
-sogliono anche corteggiare le compagne caracolando e strisciando le
-ali proprio come il più focoso gallo. A chiunque ha tenuto colombi non
-sarà certo sfuggita l'osservazione che talvolta le femmine sogliono
-disimpegnare, ben inteso illusoriamente, le funzioni amorose del
-maschio e nemmeno possiamo passar sotto silenzio la libidine furibonda
-del maschio dell'anitra, del tacchino, ecc. che spesso e volentieri
-si permettono l'atto mostruoso di darsi all'amplesso amoroso colle
-galline. Le galline che cantano, i tacchini e le anitre che compiono
-atti incestuosi, sono ritenuti di cattivo augurio dal popolino e spesso
-pagano colla vita i loro abusi di libidine.
-
-Agli atti per abitudine, a quelli per imitazione e simpatia, il Darwin
-aggiunge quelli dovuti alle così dette azioni riflesse, azioni che egli
-attribuisce alla eccitazione d'un nervo periferico che trasmette la sua
-influenza a date cellule nervose le quali, alla loro volta provocano
-l'azione di muscoli o di determinate ghiandule, tutto ciò, almeno nella
-maggior parte dei casi, può esser prodotto senza veruna sensazione. La
-tosse, lo starnuto, la respirazione, ecc., fanno parte delle azioni
-riflesse che potremo altrimenti definire come azioni involontarie.
-I sussulti causati da rumori e mosse repentini si manifestano nei
-volatili anche sotto forma di azioni riflesse come sarebbero, per
-esempio i battiti del cuore che sollevano il petto con violenza, la
-contrazione dell'iride, allorchè la retina viene irritata da viva
-luce, ecc. Le azioni riflesse che rispondono ad un bisogno acquisito
-possono variare leggermente, e ciò indipendentemente dalla volontà e
-dall'abitudine, se dovranno adattarsi ad un bisogno determinato.
-
-Finalmente poniamo termine al primo principio della espressione citando
-due esempi di azioni riflesse rilevate dal Darwin:
-
-«Il potere straordinario che ha il pollo, pochissime ore dalla
-nascita, di dar di becco a piccole briciole onde nutrirsi, sembra
-esser messo in azione dal senso dell'udito; perocchè nei polli nati a
-calore artificiale, un buon osservatore trovò che battendo coll'unghia
-sopra una tavola, in modo da imitare lo strepito cui fa la chioccia,
-ei potè loro apprendere a pigliare il nutrimento.» Cotal fatto è
-certamente noto a più d'un allevatore e noi lo conoscevamo per propria
-esperienza indipendentemente dalla lettura del Darwin. Un esempio
-abbastanza analogo lo abbiamo anche nei polli adulti che, chiamati,
-vengono a prendere il pasto e similmente nei colombi, nei tacchini,
-ecc. Veramente in questo caso non vi è estranea l'educazione data ai
-volatili per far loro comprendere la chiamata al pasto, mentre che
-nell'esempio dei pulcini abbiamo un accorrere spontaneo indipendente
-dall'educazione; ma vuolsi considerare che nei volatili domestici
-l'udito si è assuefatto da diverse generazioni alle chiamate dell'uomo
-e che l'atto del correre verso di lui per sfamarsi è diventato in tal
-caso un'abitudine ereditaria messa in azione dall'udito. Il secondo
-esempio del Darwin che riguarda le azioni riflesse nei volatili lo
-abbiamo nell'anitra tadorna:
-
-«L'anitra tadorna vive sulle sabbie lasciate allo scoperto dalla marea,
-e quando scopre la traccia di un verme prende a battere il suolo, quasi
-danzando sopra il pertugio, onde ne esce il verme. Ora il signor St.
-John riferisce che quando le sue anitre tadorne addomesticate venivano
-a chiedergli il cibo, battevano il terreno con un movimento impaziente
-e rapido. Questo può dunque considerarsi quasi come il loro modo di
-esprimere la fame.»
-
-
-=Principio dell'antitesi.=[3] — Il Darwin illumina questo suo principio
-con esempi molto convincenti, ma nelle sue osservazioni non entrano in
-ballo i nostri volatili e perciò ci è caro di citare un esempio pratico
-che non può sfuggire alle osservazioni dell'avicultore.
-
-Immaginatevi una splendida giornata primaverile: il fiero gallo,
-circondato dalle sue galline, gode ora scorazzando sul verde prato, ora
-sdraiandosi sui fianchi al sole ora spolverandosi nella sabbia, ergendo
-le penne per meglio usufruire del calore solare e del beneficio del
-bagno di sabbia. Supponete che tanta felicità venga improvvisamente
-disturbata dall'avvicinarsi d'un gallo rivale: voi vedrete allora il
-pacifico sultano diventar furibondo all'istante, le piume arruffate
-del corpo vengono lisce, quelle del collo si rizzano smisuratamente,
-l'occhio dapprima languido di languore orientale diventa terribilmente
-truce, il povero Don Giovanni del pollaio batte le ali e guarda fisso
-l'avversario. Come spiegare questo contrasto di espressione? Stando
-dunque alla teoria del Darwin possiamo dire che i movimenti esprimenti
-la collera nel gallo sono in antitesi a quelli esprimenti il benessere
-e che in generale gli atti che stanno in antitesi fra di loro sono
-innati o ereditari giacchè corrispondono alle differenti razze di
-galline.
-
-
-=Principio degli atti dovuti alla costituzione del sistema nervoso.=
-— Il Darwin sostiene che l'organismo non esegue alcun movimento che
-non sia determinato dalla costituzione del sistema nervoso, e che in
-tal caso non si tratta di atti compiuti sotto l'impero della volontà o
-dell'abitudine, nè di quelli provenienti dal principio dell'antitesi.
-
-Le sensazioni di dolore nelle specie avine sono molto visibili dagli
-atti che fa l'animale tormentato e sono appunto questi atti che stanno
-in relazione col sistema nervoso, epperò generalmente gli stessi sono
-anche compiuti, benchè parzialmente, sotto l'impero della volontà. Così
-osserviamo, p. es., una gallina che trovasi in procinto di deporre
-l'uovo: la povera bestiola dà segni manifesti che è tormentata da
-un dolore poichè manda gemiti interrotti e rauchi, la respirazione
-è affannosa, il corpo è in sudore — evidentemente tutti questi atti
-stanno in relazione col sistema nervoso e sono indipendenti dalla
-volontà, epperò non si può disconoscere che, coi gemiti interrotti e
-rauchi, la gallina si sforza di sfuggire al dolore che la tormenta. La
-gallina che cura l'incubazione delle uova è anche sotto l'impero di
-forti sensazioni nervose: così essa è invasa da un tremore muscolare
-causato dalla febbre che la divora. E non è meno saliente l'esempio dei
-polli quando si ammazzano: la vittima si contorce fortemente tanto che
-fa mestieri trattenergli le ali e le gambe — con tale atto il pollo è
-spinto dal dolore a sfuggire alla causa che lo produce.
-
-Merita speciale attenzione ciò che dice il Darwin a proposito degli
-animali feriti: «Allorchè una ferita aggrava una estremità, od
-un'altra parte isolata del corpo, si constata di spesso nell'animale
-una disposizione a scuotere questa parte, quasi ei potesse
-contemporaneamente scuotere il male e sbarazzarsene. Gli è così che
-dovette stabilirsi l'abitudine di mettere energicamente in giuoco tutti
-i muscoli sotto l'influenza di un vivo dolore.»
-
-Abbiamo visto che nell'espressione della sofferenza gli organi della
-voce entrano essenzialmente in azione e perciò il Darwin si domanda
-in proposito che il fine utile che raggiungono queste grida medesime
-ha dovuto probabilmente aver anche un uffizio importante; e difatti
-come egli osserva giustamente, vediamo i piccoli di molti animali, nel
-dolore o nel pericolo, chiamare fragorosamente i genitori al soccorso:
-i pulcini dei polli, delle anitre e delle oche abusano come ognuno sa
-degli organi della loro voce, e talvolta chiamano sì incessantemente la
-madre, che finiscono per esaurire le loro forze vocali; ma assieme alla
-voce vengono messi in giuoco tutti i muscoli e perciò il momentaneo
-esaurimento degli organi vocali agisce sfavorevolmente sulle condizioni
-di salute delle povere bestiuole. Simili casi si verificano spesso
-colle cattive chioccie che non curano sempre bene la loro prole.[4]
-
-Le sensazioni del furore si manifestano nelle specie avine anche
-con atti speciali dovuti ad una irritazione generale del sistema
-muscolare: così vengono accelerati i battiti del cuore, i muscoli del
-petto entrano in azione ed il corpo trema tutto — egualmente le parti
-caruncolose della testa, le guance specialmente, diventano più rosse
-del solito.[5]
-
-La gioia nei volatili ha anche sintomi caratteristici che non
-possono sfuggire alla nostra attenzione e che consistono talvolta
-nell'esecuzione di movimenti inutili e, più spesso ancora,
-nell'emissione di suoni speciali. Non vi è mai capitato di osservare
-una nidiata di pulcini al mattino quando escono dal loro nido? Non vi è
-spettacolo più gaio — quelle piccole bestiuole dànno segni evidenti di
-gioia percorrendo rapidamente tutto il locale d'allevamento e pigolando
-di contentezza. Il gallo canta la sua vittoria, canta i suoi amori ed
-all'impiego dei mezzi vocali aggiunge un portamento fiero che indica
-gioia, soddisfazione.
-
-Il terrore fa tremare il corpo[6]. Darwin così racconta il terrore
-di cui furono invasi un canarino ed un pettirosso: «S'è visto un
-canarino atterrito, non solo tremare e venir bianco attorno la base
-del becco, ma benanco svenire, ed un giorno io coglieva in una stanza
-un pettirosso, il quale tramortì in maniera ch'io per un momento lo
-credetti morto.»
-
-Il Darwin scinde le emozioni e le sensazioni in due categorie:
-
- 1) Emozioni o sensazioni eccitanti,
- 2) » » deprimenti.
-
-Fanno parte della prima categoria: la collera, la gioia, mentre
-che un vivo dolore, la tristezza, lo spavento, ecc. sono sensazioni
-deprimenti.
-
-
-=Mezzi d'espressione dei nostri volatili domestici.= — Dopo la rassegna
-dei tre principii generali della espressione passeremo ad esporre
-_i mezzi d'espressione nelle specie avine_. Abbiamo già visto che
-in diverse sensazioni entrano in azione anche gli organi vocali: gli
-stessi sono dunque mezzi d'espressione.
-
-Le diverse specie avine mandano, sotto l'influenza delle varie
-sensazioni ed emozioni, suoni particolari di cui ognuno corrisponde ad
-uno stato d'animo, e detti suoni sono certamente ereditari.[7]
-
-Darwin crede che probabilmente non si darà mai una spiegazione completa
-alla causa o all'origine di ciascun suono particolare ad ogni stato
-d'animo, epperò afferma che certi animali, passando allo stato di
-domesticità, hanno assunto l'abitudine di emettere alcuni suoni che
-non erano loro particolari. Numerosi abbastanza sono gli esempi del
-genere che possiamo citare nelle specie avicole, noi ci limiteremo a
-descriverne i più salienti. I giornali d'avicoltura della Germania,
-nonchè le diverse opere dello stesso genere, si affaticano a battere
-la gran cassa ad una loro razza particolare (bergische Kräher) i di
-cui galli cantano a distesa molto lunga in paragone dei galli delle
-altre razze. Nè meno degni di menzione sono i colombi trombettieri
-detti altrimenti colombi tamburi (columba cristatae) che tubano in modo
-affatto diverso degli altri colombi: il suono della loro voce arieggia
-quello del tamburo e si potrebbe dire a ragione che invece di tubare,
-rullano. Il Prütz dice che vi sono maschi che rullano per ben 10 minuti
-con intervalli momentanei e che continuano a rullare per l'intera
-giornata e magari anche durante il pasto. A sentir rullare questi
-colombi sembra d'assistere ad uno spettacolo di tanti ventriloqui,
-poichè il loro suono particolare viene emesso, almeno nei toni
-secondari dall'interno senza l'intervento del becco. Abbiamo tutt'ora
-un pavone bianco la di cui voce differisce da quella di molti altri
-pavoni inquantochè la stessa è meno rauca e meno prolungata.
-
-La erezione delle piume è anche un efficace mezzo d'espressione e
-nei più dei casi quest'atto indica collera o spavento.[8] I galli si
-battono ergendo le penne del collo e certamente questo atto è inutile,
-anzi dannoso perchè nella lotta vengono strappate: lo stesso ne è
-delle chioccie che vengono avvicinate da cani, gatti, ecc. si può però
-conchiudere che nei due casi sovracitati la erezione delle piume abbia
-lo scopo di far sembrare l'animale più grande, più mostruoso, più
-temibile infine. È degna di nota la erezione delle piume della testa
-delle anitre muschiate — quest'atto è sempre associato al movimento
-speciale del collo che caratterizza questa specie: per esperienza
-personale possiamo sostenere che questa erezione si compie sotto
-l'influenza dell'amore, della collera e dello spavento — quando poi
-lo spavento degenera in terrore allora cessa immantinenti la erezione
-ed ha luogo l'atto della fuga precipitosa. Provatevi ad inseguire uno
-di questi individui mentre è intento a corteggiare una sua compagna:
-vedrete che il ciuffo di piume eretto sulla testa si abbasserà
-subitamente; introducete invece, all'epoca degli amori, un nuovo ospite
-al cospetto dello stesso individuo ed allora avrete tutto l'agio di
-osservare la subitanea erezione del ciuffo che in questo caso sarà la
-manifestazione della collera. Nemmeno va passato sotto silenzio che
-sotto l'impero di queste emozioni, l'anitra muschiata fa anche uso dei
-suoi scarsi mezzi vocali che si manifestano in soffio cadenzato.
-
-Valgano questi pochi esempi a mettere in evidenza che i principali
-mezzi d'espressione nelle specie avine consistono nell'impiego degli
-organi vocali e nella erezione parziale o totale delle appendici
-cutanee, le piume. Peraltro non va omesso che molti movimenti vengono
-determinati dall'automatismo senza di che i nostri polli, i nostri
-tacchini e tutti gli altri animali da cortile, sarebbero all'altezza
-dell'uomo nella espressione dei sentimenti.
-
-
-=Espressioni speciali dei nostri volatili domestici (fisiologia
-dell'amore, fisiologia della collera).= — Le dette espressioni offrono
-un campo d'osservazione molto vasto nella specie umana, nelle scimie
-ed in molti quadrupedi, mentre che per le specie avine esso campo
-è certamente molto più ristretto inquantochè, come ora dicemmo, le
-stesse offrono spesso movimenti improntati dall'automatismo. Epperò
-taluni sentimenti d'espressione meritano, nelle specie avine, un esame
-particolare, così non possiamo resistere alla tentazione di occuparci
-della espressione dell'amore e della collera.
-
-
-=Fisiologia dell'amore.= — Se le leggi d'amore governano la società
-umana, non è da meravigliarsi che anche i nostri pennuti del cortile
-siano da esse egualmente governati.
-
-A nessun poeta sarà mai venuto in mente di cantare gli amori di un
-gallo; eppure quanta poesia, quanta felicità coniugale abbiamo da
-ammirare nei rapporti amorosi fra il gallo e la gallina. Il gallo,
-degno seguace dei principi di Maometto, vive in poligamia, ma un
-miglior marito, un miglior padre non lo troverete forse in tutto
-l'impero dei seguaci di Maometto. Ammiratelo il fiero gallo in mezzo
-alle sue galline; egli cerca disperatamente, raspando la terra e
-beccando fra le erbette, un ninnolo, un'inezia per le sue amate
-odalische; ad ogni momento le chiama a sè amorosamente e lor dice
-dolcemente: venite, servitevi, care le mie gallinelle, vi ho trovato
-un boccone di paradiso... un verme; muovetevi, agitatevi, correte
-da quest'altra parte, vi offro qualche cosa di più delicato, una
-lumachina; piano, eccone un'altra, ancora un'altra, beccate, mangiate,
-poichè godo della vostra felicità. E realmente questo è il linguaggio
-del premuroso gallo, poichè all'osservatore che contemplerà un simile
-quadro non isfuggirà che in questa bisogna il gallo usa continuamente
-dei suoi mezzi vocali emettendoli in tutte le cadenze e tonalità, dando
-loro una vera espressione la espressione dell'amore per le sue amate
-compagne.
-
-Le galline accorrono compiacenti a quel premuroso invito ed il gallo
-le ammira con sguardo soddisfatto, altro non domandando che la fedeltà
-coniugale per ricompensa. Difatti egli non tollera la presenza d'un
-rivale in casa sua, mentre che invece è premuroso verso gli eunuchi del
-cortile, i capponi: egli la pensa da vero sultano, padrone assoluto del
-suo harem.
-
-La gallina è affezionata al suo caro marito, ma, poveretta, il
-proverbio: «l'occasione fa il ladro» trova nel suo caso la più facile
-applicazione; e perciò quella infedele accetta volentieri la corte di
-un altro gallo. In tal caso essa è conscia della sua mala azione, e,
-quasi pentita e confusa per la vergogna, ritorna al marito fuggendo dal
-seduttore.
-
-Il gallo, voi lo sapete, non ingrassa mai, e ciò è più che naturale....
-egli si strugge d'amore: il poverino non mangia molto e domanda
-all'amore, allo sfogo della sua passione, il suo sostentamento.
-
-Ma se di dolore non si muore, come osserva Beppe Giusti, gli è che quel
-simpaticone intendeva parlare dell'uomo, poichè se egli avesse parlato
-dei nostri galli ben altrimenti si sarebbe espresso.
-
-Provatevi a mettere due galli assieme a poche galline, e vedrete che
-il più forte terrà a bada il più debole, proibendogli assolutamente
-le carezze alle galline. Quel povero sfortunato in amore, nei più
-dei casi, non tarderà a soccombere di dolore negli strazi d'un amore
-svanito.
-
-Tuttavia, siccome ogni regola conta le sue eccezioni, così talvolta
-osservasi un'alleanza fra due galli, un'alleanza che mira all'unione
-delle galline con ambedue i galli. In tal caso non di rado si osserva
-però una simpatia speciale di talune galline per un gallo piuttosto che
-per l'altro, ed allora formansi due famiglie divise: questo sembrerà
-strano, ma l'esperienza lo dimostra.
-
-Queste alleanze si verificano costantemente nella razza Bantam ed
-in particolar modo nella varietà Sebright. Sarà difatti noto a tutti
-gli avicoltori che questa graziosa razza inglese offre il vantaggio
-di potere unire sempre diversi galli, magari con un numero inferiore
-di galline, senza punto temere che quei compiacenti mariti abbiano a
-rompersi reciprocamente le corna per la gelosia. Questa scambievole
-tolleranza bisogna ricercarla nel fatto che, nella razza Bantam
-Sebright, il gallo feconda male la gallina, anzi alcuni di questi
-impotenti riescono addirittura sterili. Un cotal fenomeno è d'altronde
-difficile anzi difficilissimo a riscontrarsi nelle altre razze.
-
-I compiacenti galli Sebright, consci della loro debolezza, cercano
-d'aiutarsi a vicenda per perpetuare la loro discendenza, e, ligi alle
-teorie darwiniane, cercano in un'alleanza a base di compiacenza il
-modo di risolvere in comune ciò che uno solo difficilmente potrebbe
-conseguire. Questi piccoli filosofi conoscono bene il motto: «l'unione
-fa la forza.»
-
-A proposito di simpatia, ne volete sentire una bella? Eccovela: lo
-scrivente ebbe l'occasione di mettere assieme due galli polverara
-con cinque galline: ebbene, il credereste? nessuna di queste ultime
-correva mai alle chiamate premurose di un gallo, mentre che l'altro
-era un tesoro, l'idolo di tutte. Come spiegarsi cotal fatto? Dietro
-indagini eseguite sullo aspetto esterno dell'animale tanto abborrito,
-ci venne fatto di osservare che i cornetti di questo disgraziato
-erano eccezionalmente sviluppati in paragone del gallo favorito.... Al
-cortese lettore i commenti ed ai fautori della selezione le modifiche
-da apportare a quella escrescenza caruncolosa della razza polverara
-onde renderla meno sfortunata in amore.
-
-Ma se la gelosia del gallo è potente verso i suoi rivali, la
-stessa, è più potente ancora fra le galline, tanto che talvolta
-riesce impossibile di mettere di botto una gallina nuova arrivata
-in un branco. Le feroci comari le si avventano contro furiosamente
-beccandola sul capo al punto di denudarle magari il cranio. Forse, così
-praticando, quelle spietate intendono di renderla antipatica al loro
-legittimo marito. Il gallo ordinariamente, vede di buon occhio la nuova
-venuta e subito le fa richiesta di matrimonio; la poverina vorrebbe
-accettare, ma uno sguardo fugace dato alle comari la persuade che val
-meglio di rinunziarvi provvisoriamente. Poveretta, essa non sa più a
-qual santo votarsi, ma finalmente cede.... perchè non sa dire di no, e,
-vittima dell'amore, aspetta giustizia sommaria delle sue rivali. Queste
-spietate, le rinfacciano la sua audacia a colpi di becco, ma dopo un
-po' di tempo finiscono per persuadersi che il loro sultano è padrone
-della nuova favorita, e che bisogna rispettarla.
-
-Ed ora ci resterebbe a parlare dell'amore dei capponi — amico lettore,
-leggete Costantinopoli di De Amicis, e vi convincerete che l'amore di
-questi sventurati è l'amore degli eunuchi del Serraglio che egli ha
-saputo descrivere con una pietà che vi spezza il cuore: quelle pagine
-vergate da quella penna di oro, vi potranno benissimo anche ricordare i
-vostri poveri capponi. Pare strano ed incredibile, ma le galline hanno
-una tenerezza speciale per i capponi: bisogna proprio ammettere che la
-compassione ne sia il movente. Però talune galline, quelle di costumi
-corrotti, si beffano di quei poveri disgraziati, oltraggiandoli colle
-loro ironiche seduzioni. Poveri sventurati! e pensare che siete tanto
-buoni.... lessati.
-
-La febbre amorosa che strugge il gallo si manifesta nel suo canto, il
-canto d'amore: quanta melodia, quanto impeto di passione amorosa sgorga
-da quel suono vibrato e sonoro! Di notte verso le due, il gallo intuona
-il suo primo canto d'amore del giorno che sorge, per ricordare alle
-sue odalische che egli è sempre vivo, sempre pronto ai loro ordini, che
-egli è infine sempre il sovrano, il padrone dello harem.
-
-Non così si può dire della gallina. Questa non intuona il canto
-d'amore, tuttavia talvolta canta anche la gallina. Simili soggetti
-vengono considerati dal volgo come ermafroditi. Ma se alla gallina fa
-difetto il canto d'amore, essa ha un canto speciale per esprimere il
-suo amor materno. E giacchè ci siamo, tocchiamo gli argomenti sublimi:
-l'amor paterno, materno e fraterno: innalziamoci dunque nelle alte
-sfere del sentimento.
-
-È il gallo un buon padre? Sicuro: anzi la sua bontà è talvolta
-infinita. Date uno sguardo al cortile, ammirate la chioccia che
-guida la sua nidiata; il gallo guarda quel quadro gentile con viva
-compiacenza pensando che tutta quella società di marmocchi è frutto dei
-suoi ardenti amori. Sono abbastanza numerosi gli esempi di galli che
-accolgono delle intere schiuse sotto la loro diretta protezione; dei
-galli insomma, che disimpegnano benissimo le funzioni di chioccia.
-
-È notevole nel cappone il fenomeno che talvolta usa dei mezzi
-d'espressione delle chioccie assumendo anche l'incarico della
-incubazione delle uova. Per ciò conseguire si consiglia d'ubbriacare
-il paziente dopo avergli tirate le piume del ventre e quindi mettergli
-sotto le uova. Quel povero martire, che già fu trattato con pochi
-riguardi, lo si umilia di bel nuovo facendogli disimpegnare le funzioni
-del sesso al quale egli non appartiene. Poverino! egli è così buono
-che dopo la sbornia si sveglia col falso concetto d'essere una gallina
-e come tale accoglie volentieri le uova che gli furono messe sotto
-durante il sonno dell'ubbriacone. Infelice creatura; l'uomo ti coglie
-a tradimento ubbriacandoti, e ti toglie con ciò finanche l'ultima
-illusione del tuo sesso.
-
-Nella nota V della sua traduzione «La espressione dei sentimenti
-nell'uomo e negli animali» il Canestrini parla dei capponi-chioccie:
-riportiamo per intero il brano che sommamente ci interessa:
-
-«Riferirò ancora il fatto strano che i capponi, dopo l'inchiocciamento,
-prendono le pose e compiono gli uffici delle chioccie.
-
-Ecco quanto scrive su questo argomento mio fratello Riccardo nel
-_Bollettino del Naturalista_ (anno X, n. 6, giugno 1890): «Sono
-in campagna in provincia di Padova e abito una casa vicina ad un
-allevatore di polli, il quale in questo momento possiede qualche
-centinaio di pulcini di diverse grandezze, che divise in squadre vanno
-pascolando pei campi. Fino dal primo giorno del mio arrivo rimasi non
-poco meravigliato nel vedere queste diverse squadre di pulcini diretti
-dalle solite chioccie, ma bensì da robusti capponi. Questi poveri
-evirati, cui non appartiene per nulla la brigata che conducono, imitano
-le femmine nel chiocciare in modo veramente ammirabile, sono vigili
-ed amorevoli, pronti ad assalire ed a difendere. Essi conservano molta
-costanza nell'adempimento della loro missione; cioè portano una serie
-di pulcini ad un grado di sviluppo voluto, si adattano di accettarne
-subito una seconda, poi una terza, e così di seguito, ciò che non fanno
-le chioccie. Si aggiunge a ciò che il cappone, per la sua statura e per
-la sua forza, s'impone ai nemici assai più d'una gallina, e che può
-dominare un numero di pulcini maggiore di questa. Come si ottengono
-questi capponi-chioccie? Ecco come procede il pollicultore di qui:
-mette un pizzico di tabacco da naso nella bocca dell'animale e poscia
-lo prende per le zampe e lo fa girare a braccio disteso obbligandolo a
-descrivere degli ampli circoli: ciò fatto lo unisce ai pulcini che deve
-allevare. Appena rinvenuto dell'ubbriachezza e dello sbalordimento,
-il cappone assume senz'altro la missione della chioccia. Invece del
-tabacco, secondo l'asserzione del conte dott. A. P. Ninni di Venezia,
-si può impiegare l'acquavite». Il fatto è abbastanza notorio nel
-Veneto; ma io non saprei spiegarlo, nè dire quale parte vi abbiano le
-pratiche succitate».
-
-Non parliamo poi dell'amor materno delle galline: il cuore
-s'intenerisce nel vedere le premure affettuose della chioccia verso
-i suoi pulcini. Un quadro più simpatico, più palpitante di teneri
-affetti, la natura non seppe idearlo. Quella madre ideale timida per
-natura, ora non teme più pericoli, e se qualche presunto pericolo si
-annunzia essa dà subito il suo grido d'allarme, ed i pulcini intimiditi
-corrono a nascondersi sotto le sue ali a chiedere protezione. Guai se
-un gatto, un cane, ecc. osa troppo accostarsi: la furente madre gli si
-avventa contro senza nulla paventare e costringe il nemico alla fuga.
-
-Però, come nella specie umana s'incontrano talvolta le cattive madri,
-così è facile d'imbattersi in galline che sono anche indegne di
-portare il santo nome di madre. Queste galline perverse abbondano
-particolarmente nelle razze sedentarie, e numerosi fatti sono a
-confermare queste nostre asserzioni: in tal caso l'unica punizione è
-la pena di morte. Possedemmo una gallina Langshan che cresceva i suoi
-pulcini con affetto particolare sino a circa il decimo giorno; da
-quell'epoca in poi quella perversa ne ammazzava giornalmente uno o due.
-L'anno dopo si ritentò la prova di farle allevare un'altra nidiata;
-quella tenera madre ripetette nuovamente l'atroce divertimento. Una
-gallina della razza Mora a seta, ebbe l'incarico di schiudere delle
-uova della sua specie assieme a certe altre di anatre; la schiusa
-fu favorevole, ma gli anatrotti vennero trucidati crudelmente dalla
-chioccia. Una gallina Langshan ebbe il coraggio di lasciare in asso
-una intera nidiata che era venuta alla luce da due o tre dì, per
-abbandonarsi agli amori d'un gallo che la corteggiava; quella megera
-non volle più saperne della propria prole. Così continuando potremmo
-citare altri numerosi fatti, ma abborriamo dal parlar male delle nostre
-galline, e perciò cerchiamo d'interessare chi ci legge con fatti che
-documentano la bontà dei nostri bipedi pennuti.
-
-Il dolore che prova la chioccia nella perdita della sua prole è
-immenso. Vi possiamo raccontare d'una chioccia alla quale venne
-prematuramente tolta la sua nidiata; la poverina si lasciò morir di
-fame pel dolore, mentre un'altra chioccia, piuttosto che rinunziare
-ai suoi piccini, preferì ritornare a covare altre uova. Durante
-l'allevamento la chioccia ha fatto voto di castità: essa rifiuta
-assolutamente le carezze del gallo per non scandalizzare la sua
-figliuolanza, ma è tempo perduto: già a due mesi cominciano a farsi
-sentire gli istinti amorosi nei galletti che.... orribile a dirsi,
-fanno l'occhio di triglia alle proprie sorelle. L'affettuosa madre
-finge di non vedere, ma finalmente si distriga di tanto putridume ed
-infligge alla sua prole il castigo dell'abbandono: per consolarsi poi,
-essa ritorna ai suoi amori.
-
-Non è privo d'interesse l'accordo che regna sovrano fra le singole
-nidiate; i pulcini si vogliono un bene matto fra di loro e si
-trastullano assieme. Ma col primo risveglio degli istinti amorosi
-i galletti cominciano già a manifestare la loro indole bellicosa e
-volentieri tirano di scherma per prepararsi alle future battaglie; le
-pollastre invece studiano i modi civettuoli per attirarsi la simpatia
-dei maschi, future speranze dei loro sogni d'amore. Epperò si osserva
-spesso una marcata antipatia fra pulcini, in particolar modo se di
-diverse razze: antipatia che talvolta è causa di tristi conseguenze. Or
-sono 5 o 6 anni allevammo, assieme a certi allievi cocincinesi, degli
-splendidi olandesi neri a ciuffo bianco; dopo del tempo fummo obbligati
-a separare le due razze, imperocchè i cocincinesi avevano una smania
-indescrivibile di beccare continuamente il cranio di quei piccoli
-generali in grande uniforme. Questi poveri bersagliati cominciavano
-addirittura a perdere il penacchio, e col cranio pelato sembravano
-generali in piccola tenuta. Bisogna ammettere in questo fatto una
-marcata antipatia per quel ciuffo enorme da parte degli allievi
-cocincinesi.
-
-Difficilmente il gallo amoreggia con altre specie e, se un sì mostruoso
-fatto avviene, non è mai coronato da successo. Così osserviamo una
-predilezione speciale d'un gallo verso una tacchina che volentieri
-accettava le carezze di quello scostumato; le uova però riuscivano
-sempre infeconde. La gallina in verità è meno pudica del gallo e
-più facilmente si dà agli amori illeciti se si tiene lontana da
-esso. Interessante è in tal caso il suo accoppiamento col fagiano,
-poichè è facile ottenere degli allievi. Questi ibridi sono, a quel
-che ne dice qualche scrittore che di essi se n'è occupato, molto
-indicati per essere arrostiti; il gusto delle loro carni deve essere
-eccellentissimo. Leggemmo un lungo articolo d'una gazzetta avicola
-tedesca nel quale si metteva in evidenza che la razza d'Amburgo altro
-non sia se non il prodotto d'incrocio fra fagiano e gallina. Il chiaro
-autore avrà forse anche ragione, ma vi sono molti _ma_ per poter
-credere a simili asserzioni.
-
-Fra i pennuti del cortile, il colombo, non è meno degno di menzione
-del pollo per ciò che concerne la espressione dei suoi sentimenti
-d'amore, anzi le sue vicende amorose son circondate da un'aureola di
-poesia accompagnata da atti molto espressivi. Il colombo è monogamo,
-si sposa alla sua compagna per la vita e rare volte vien meno alla
-fedeltà coniugale: così un amatore di colombi ci narrò d'aver posseduto
-un colombo che menava vita comune con delle colombe e che non veniva
-mai meno agli obblighi d'incubazione rimpiazzando alternativamente il
-posto delle compagne che abbandonavano provvisoriamente le uova per
-prender cibo e per riposarsi. È noto a chiunque s'è occupato di colombi
-che in quella bisogna il maschio coadiuva la femmina — questa cova le
-uova dalle 4 pom. sino alle 10 ore ant. del seguente giorno beninteso
-approssimativamente. Nel caso ora sovracitato il maschio andava a
-dare il cambio prima ad una delle due compagne, la favorita, e poi
-all'altra, l'ultima ruota del carro: succedeva spesso che quest'ultima
-stanca dall'aspettare, abbandonava il nido e di tal modo le covate
-andavano sempre a male: il maschio però non lasciava mai di covarle un
-paio d'ore al giorno. Il chiaro prof. Bonizzi invece così racconta un
-caso di bigamia: «Per mia scienza conosco un caso nel quale appunto
-un colombo era bigamo, ma per tutta la buona stagione allevò sempre
-benissimo le due covate: notai che le due femmine erano d'indole assai
-pacifica non dominate dalla gelosia e quindi vi erano le condizioni
-favorevoli per non avere mai litigi, che avrebbero potuto impedire il
-buon andamento della covatura».
-
-È veramente degno di nota la premura con cui il maschio spinge la
-femmina al nido per imporle la deposizione delle uova. Questo atto del
-colombo trova la sua spiegazione nella gelosia, e difatti il Prütz
-afferma che dopo la fecondazione la femmina trovasi in uno stato
-che è talvolta accentuato nel gentil sesso della specie umana: essa
-sarebbe disposta ad accettare il coito da altri maschi ed allora il
-previggente marito la spinge a colpi di becco al nido e trova pace
-soltanto quando le uova son deposte. Durante la deposizione il cerbero
-geloso monta la guardia al nido: le uova vengono deposte sempre nelle
-ore pom. e cioè fra le 4 e le 7 il primo uovo e fra le 12 e le 2 il
-secondo — quest'ultimo con un intervallo di 3 giorni dalla deposizione
-del primo. Dalla deposizione del secondo uovo corrono 19 giorni prima
-che vengano a luce i piccini ed allora, più che durante il periodo
-dell'incubazione, l'amore dei genitori per la loro amata prole offre un
-quadro squisitamente gentile allo sguardo dell'osservatore. Nei primi
-10 giorni i piccini vengono amorosamente custoditi sotto la madre —
-questa, alla solita ora che soleva lasciare le uova, lascia ora anche
-i neonati per evacuare le feci, per ristorarsi e per riposarsi, nel
-mentre che il maschio assume provvisoriamente la cura della prole.
-Verso il 10º giorno i piccini che avevano gli occhi chiusi cominciano
-ad aprirli ed allora i genitori tralasciano la cura di riscaldarli
-sotto di loro nelle ore del giorno continuando tale pratica soltanto
-nella notte per altri 5 o 6 giorni. Nei primi 8 o 10 giorni della loro
-esistenza i neonati ricevono l'imbeccata dai genitori e la stessa
-consiste in una pappa sierosa che proviene dal rigonfiamento della
-mucosa dell'ingluvie, dopo questo lasso di tempo la pappa comincia
-a diminuire gradatamente venendo rimpiazzata equamente dai grani
-rammolliti nel gozzo finchè l'imbeccata si compone esclusivamente di
-grani rammolliti. La pappa sierosa che vomitano i colombi nel becco dei
-loro neonati non può essere emessa a volontà dai colombi, ma solamente
-nell'epoca che abbiamo sovraccennato: di tal modo se per un caso
-qualunque si volessero rimpiazzare i piccini nel nido con due di altra
-provenienza sarebbe indispensabile che gli stessi avessero la stessa
-età di quelli da rimpiazzare poichè in caso diverso la nutrizione non
-sarebbe confacente ai nuovi ospiti. Epperò il Prütz nel suo dotto libro
-sui colombi afferma che avvi dei colombi che si distinguono appunto per
-la loro speciale attitudine a covare: questi animali covano anche senza
-uova e perciò vengono chiamati _covatori della paglia_ (Strohbrüter);
-gli stessi si dànno il cambio regolarmente come se avessero le uova nel
-nido ed accettano di covare le uova che vengono loro affidate — queste
-se provengono da una incubazione di diversi giorni schiuderanno sotto
-i nuovi covatori in pochi giorni. I covatori della paglia non ostante
-che non hanno percorso lo stadio regolare dell'incubazione nutriscono i
-neonati egualmente come se avessero covato per 19 giorni cioè imbeccano
-i piccini con pappa sierosa. Questi colombi sterili sono preziosissimi
-nelle colombaie ove abbondano dei cattivi covatori e li abbiamo citati
-perchè ci offrono un sapiente esempio dell'amor paterno dei colombi:
-negli stessi questo sentimento è talmente innato che molti di loro
-adottano uova e piccioni non propri, un esempio d'amor paterno che
-trova riscontro, come già dicemmo, nei capponi-chioccie.
-
-Se però il colombo talvolta vien meno alla fedeltà coniugale, la
-colomba, più facilmente ancora, cade nel fango dell'adulterio e
-talvolta ha financo lo stomaco di abbandonare il proprio marito per
-unirsi ad un altro che gli ispira maggiore simpatia: questo caso si
-verifica particolarmente, al dire del Bonizzi, quando i maschi sono
-vecchi. La castità dei colombi è dunque un modo di dire, e chi ha
-allevato anche pochi di questi uccelli avrà potuto convincersi che
-il vizioso, il debosciato e la femmina spudorata non sono solamente
-trovabili nella specie umana, ma bensì anche fra le caste e pure
-colombelle.
-
-Gli atti che precedono l'accoppiamento dei colombi sono molto
-espressivi ed è specialmente caratteristico l'atto del bacio e delle
-carezze che si ripetono per diverso tempo prima che avvenga il coito:
-questo atto brutale, viene così circondato da un'aureola di poesia nel
-mentre che nel pollo predomina in quel momento la più eloquente prosa.
-
-Il fagiano nelle sue vicende amorose si comporta quasi a similitudine
-del pollo nel mentre che il pavone è molto meno espressivo di essi, e
-meno ancora lo è la gallina di Faraone.
-
-Molto espressivo è invece il tacchino nei suoi impeti amorosi: chi
-non conosce l'affetto delle tacchine per la prole, la loro passione
-all'incubazione, ecc. Il maschio non nutre tenerezza alcuna per la
-prole e per le compagne, ed in tutte le sue manifestazioni ha il
-sopravvento la massima espressione prosaica. Ciò che va notato in
-particolar modo è la sua libidine: un oggetto qualunque trovato a caso
-come una pantofola, una scarpa, ecc. viene preso d'assalto dal tacchino
-che vi ci compie sopra l'atto dell'accoppiamento ed orribile a dirsi,
-quest'atto lo vedemmo compiere incessantemente da due o tre tacchini
-sulla carogna d'un cane: d'altronde anche i colombi s'abbandonano a
-queste laidezze e similmente i polli, ma per quanto risulta per nostra
-scienza sono oggetto di libidine carogne della stessa specie. Epperò un
-animale tanto dedito ai piaceri venerei quale è il tacchino, per quanto
-ci consta, non è mai pederasta paziente come lo è talvolta il casto
-colombo e rarissime volte il gallo.
-
-Le anatre e le oche stanno allo stesso livello nella espressione dei
-sentimenti amorosi: l'istinto della maternità è anche alquanto bene
-sentito in queste due specie: l'anatra muschiata, p. es., cova con
-tutta facilità e non occorre, come per molte altre specie affini,
-prepararle un nido isolato e lontano dai rumori, poichè essa si adatta
-a covare come meglio può. Nelle anatre, questa specie è certamente la
-più propensa all'incubazione e rappresenta nei suoi congeneri ciò che è
-la razza Cocincinese nei polli: come madre è anche molto apprezzabile
-poichè circonda delle più assidue cure la sua prole, proteggendola
-energicamente da qualunque eventuale pericolo: così possiamo raccontare
-d'un piccolo gatto che venne trucidato da un'anatra muschiata bianca
-— il misero gattino, non ancora fermo in gambe, non ebbe la forza e la
-sveltezza di sfuggire alle continue beccate della furibonda chioccia.
-
-L'atto del coito nelle anatre è pure preceduto da mille affettuose
-carezze che si sogliono prodigare maschio e femmina e quando gli
-individui dispongono d'una vasca d'acqua quell'atto si compie sempre
-là dentro, astrazione fatta delle anatre muschiate che, non essendo
-estremamente proclive a tuffarsi nell'acqua come le loro congeneri, si
-fecondano anche fuori di quell'elemento.
-
-L'anatra del Labrador non è meno espressiva della muschiata nelle sue
-manifestazioni materne, e come questa, è pure covatrice assidua e madre
-eccellente: non così l'anatra di Rouen e nemmeno l'altra di Pechino che
-in generale sono meno espressive della muschiata e della Labrador.
-
-L'oca in generale è più garrula dell'anatra, ma è forse meno
-espressiva: epperò l'oca d'Egitto è insuperabile come madre ed è
-essenzialmente da menzionarsi per la sua fedeltà coniugale e per gli
-atti di coraggio che mette in evidenza quando ha prole da guidare: essa
-si avventa risolutamente anche all'uomo senza punto temerlo.
-
-Quando papà Dante pensò all'amore che muove il mondo, non escluse
-sicuramente i nostri pennuti del cortile dall'obbedienza alle leggi
-d'amore: noi vi abbiamo dimostrato che questi nostri bipedi nascono,
-crescono e muoiono per l'amore, e speriamo con ciò di aver colpito nel
-segno.
-
-
-=Fisiologia della collera.= — Come si manifestano le sensazioni
-della collera, del furore, lo abbiamo già accennato nella esposizione
-sommaria dei tre principi del Darwin: il nostro compito si restringe
-ora a mettere in evidenza, mediante cenni descrittivi, le cause che
-promuovono la collera nelle specie avine, nonchè gli atti ai quali
-queste si abbandonano allorchè subiscono l'influenza della stessa.
-
-In nessuna specie avina l'odio pel suo simile è tanto accentuato come
-nel gallo, mentre che lo stesso non odia affatto gli altri pennuti
-del cortile: così il più feroce gallo vive in buona intelligenza colle
-oche, colle anatre, col tacchino, colle faraone, ecc., ma non tollera
-la compagnia d'un suo simile.
-
-L'uomo, avido sempre di emozioni brutali, ha messo a profitto la
-ferocia accanita con cui si attaccano a morte quei fieri pennuti,
-creando i combattimenti dei galli, ma come se ciò non bastasse, ha
-fabbricato anche apposite razze di combattimento selezionando gli
-individui non solo a norma dei loro speciali requisiti fisici, ma anche
-in base al loro carattere feroce, crudele. Egli è evidente che, con
-siffatta selezione, i campioni che allietano quei barbari spettacoli
-debbono rappresentare il _non plus ultra_ della malvagità, della
-crudeltà, della ferocia.
-
-I greci emersero in questo genere di sport ed i romani furono loro
-degni imitatori: Columella, Plinio ed altri ne parlano e pare che Rodi
-aveva il primato in siffatti spettacoli. Sino alla fine del secolo
-scorso, in Inghilterra le arene dei galli erano frequentate dalla corte
-e perciò gli spettacoli erano solenni e sfarzosi: tanta depravazione di
-gentilezza d'animo trovò eco in Francia e nella Spagna.
-
-Attualmente continuano a darsi spettacoli del genere a Londra, a
-Parigi, a Madrid, ma gli stessi non hanno veste ufficiale e sono
-segretamente tollerati dalle autorità; ma a quanto sappiamo il pubblico
-che frequenta queste piccole arene è composto di un elemento ove la
-crapula, il vizio e la demoralizzazione hanno il sopravvento.
-
-Difatti ivi si tengono scommesse, si quotano i galli, ecc.,
-scommesse che hanno il loro riscontro nelle corse dei cavalli. Alle
-isole Filippine, alle isole della Sonda, a Giava, in Cina, ecc., i
-combattimenti dei galli sono sempre in gran voga come lo erano in
-Inghilterra nello scorso secolo: non vi è indigeno che non allevi galli
-da combattimento, non vi è indigeno che non frequenti le arene dei
-galli: anche colà le scommesse sono all'ordine del giorno ed un nostro
-amico, capitano di marina mercantile, ci diceva, non ha guari, di aver
-visto varie persone a Giava ridotte nella più desolante miseria; alla
-sua domanda: «come ha fatto Tizio a rovinarsi» gli si rispondeva: «si è
-rovinato coi galli». Da noi si risponderebbe: si è rovinato al lotto,
-si è rovinato al giuoco, si è rovinato colle belle donnine, ecc., ma
-certamente non si troverebbe nessun bell'umore rovinato coi galli.
-
-Il colombo non nutre certamente l'odio spietato per i suoi simili come
-il gallo, ma, astrazione fatta forse del fagiano, si può impunemente
-classificarlo subito dopo il pollo nella scala dell'odio, della gelosia
-e della collera degli animali da cortile. Vi sono razze di colombi
-che riesce impossibile di tenere nelle grandi colombaie a causa della
-loro malvagità: le stesse disturbano quelli intenti a covare e fanno
-perciò rompere le uova nei nidi, non di rado fanno perire i piccioni
-schiacciandoli o assalendoli a colpi di becco; egli è necessario che
-siffatto canagliume venga isolato dalle grandi colombaie. I colombi
-corrier pare che abbiano il primato nell'odio per i loro simili: noi
-per propria esperienza troviamo nel colombo romano il più perverso, il
-più feroce rappresentante dell'odio — se si volessero selezionare i più
-cattivi, siamo sicuri che in pochi anni avremmo una razza di colombi
-combattenti che potrebbero andare a rovinare in finanze gli indigeni di
-Giava. I colombi romani vanno tenuti in poche coppie in colombaie vaste
-ove non sianvi che pochi posatoi lungo i muri e fatti in modo che vi si
-possa collocare un sol colombo: i nidi che non siano mai scoperti sul
-davanti e fatti in modo che il colombo che cova non sia visto da fuori.
-
-È pure consigliabile la colombaia aperta poichè i colombi staranno
-spesso fuori e nel colombaio vi sarà perciò sempre più tranquillità:
-nella nostra colombaia che è rappresentata da una stanza quadrata
-di 4 metri per lato vi teniamo solamente 3 coppie che possono uscire
-per la finestra che è sempre spalancata — per costringere i colombi
-a non poltrire nella loro abitazione, e per vieppiù tenerli divisi,
-non mettiamo l'acqua nella stanza: con siffatta pratica quei furibondi
-sono costretti ad uscire per abbeverarsi ed hanno conseguentemente meno
-occasione di trovarsi tutti riuniti nella loro colombaia.
-
-Il tacchino, il pavone, la gallina di Faraone, l'oca e l'anatra, non
-hanno innato l'odio per i loro simili al punto dei galli, dei colombi,
-e fagiani, ecc., poichè concentrano tutte le loro ire, la loro gelosia
-sulle altre specie del cortile: così questi vigliacchi, consci della
-loro supremazia su d'un'altra specie, la tengono a bada mentre che
-l'evitano vigliaccamente quando ne conoscono la maggiore forza.
-
-Il più odioso di questi pennuti è certamente il pavone poichè
-sa fingere, sa nascondere i suoi tristi piani e metterli poi
-improvvisamente in esecuzione, e guai allora: le sue beccate sono
-rare ma mirano al segno. Abbiamo costantemente osservato nei nostri
-pavoni l'atto vigliacco di accostarsi indifferentemente al pollo,
-quindi ripiegare indietro il collo a forma di S e dopo una breve
-pausa stenderlo improvvisamente e colpire nell'occhio: un bel gallo
-Langshan ed un povero galletto Bantam, perdettero ciascuno un occhio
-in questo giuochetto del pavone. Nel compiere quell'atto vilissimo,
-il pavone mostra sempre il più ributtante cinismo: la povera vittima
-manda un acuto grido di dolore, ma il pavone non si dà la minima briga
-di inseguirlo, di guardarlo. Da quanto abbiamo accennato sul conto
-del pavone risulta che lo stesso va tenuto nei vastissimi cortili, nei
-parchi, ecc., poichè il suo contatto troppo immediato coi polli, che
-si verifica negli spazi ristretti, lo spinge più facilmente alle sue
-cattive azioni.
-
-Il tacchino maltratta i suoi compagni del cortile, ma i suoi atti
-sono per lo più ispirati sempre ai piaceri venerei piuttosto che alla
-malvagità innata del pavone.
-
-Buona, docile e soddisfatta si trova l'anatra in mezzo a tutti i
-pennuti del cortile: non così l'oca che eccede per la sua malvagità. Ed
-in fatto di malvagità ha il primato in particolar modo l'oca d'Egitto:
-l'occhio piccolo e giallastro, circondato da un disco di piume nere,
-contribuisce a mettere in evidenza il carattere malvagio di questo
-interessante Lamellirostro.
-
-Niente di più perverso dell'oca d'Egitto, che si compiace di regnare
-sovrana nel pollaio tenendo a bada tutti i polli, i tacchini e finanche
-le perfide galline di faraone, insomma quest'oca è un vero camorrista
-egiziano; però, purchè il pollaio sia un po' vasto, l'oca d'Egitto
-tollera la presenza dei polli tenendoli a rispettosa distanza, ma si
-commetterebbe un'imprudenza di volervi unire anche delle anitre per
-le quali ha il più profondo disprezzo di questo mondo. Succede spesso
-che nel gennaio, all'epoca della prima deposizione, l'oca non vi si
-mostra disposta ed è perciò contraria alle carezze del marito — guai!
-il furore il più cieco invade il maschio acceso di libidine, ed allora
-la povera moglie, in compenso del suo ostinato pudore, riceve solenni
-beccate sulla testa al punto da restarne totalmente pelata — la povera
-moglie si nasconde come meglio può e, se il parco abbonda di cespugli,
-potrà sottrarsi alle ire del marito libidinoso.
-
-
-NOTE:
-
-[1] Carlo Darwin — «La espressione dei sentimenti nell'uomo e negli
-animali.» (Versione italiana di Giovanni Canestrini).
-
-[2] Ecco come il Darwin pone questo suo principio: «In date condizioni
-dell'animo, per rispondere o per soddisfare a date sensazioni, a dati
-desiderii, ecc... certe azioni complesse sono d'una utilità diretta
-o indiretta; e tutte le volte che si rinnovella il medesimo stato
-di spirito, sia pure a un debole grado, la forza dell'abitudine e
-dell'associazione tende a produrre gli stessi movimenti, benchè d'uso
-veruno. Può nascere che atti ordinariamente associati per l'abitudine
-a certi stati di animo sieno in parte repressi dalla volontà; in tali
-casi, i muscoli sopratutto quei meno soggetti alla diretta influenza
-della volontà, possono tuttavia contrarsi e produrre movimenti che ci
-paiono espressivi. Altra volta per reprimere un movimento abituale,
-altri leggieri movimenti si compiono, e pur essi sono espressivi.
-
-[3] «Certe condizioni dell'animo, come abbiamo veduto nell'associazione
-delle abitudini utili, dànno luogo a certi movimenti abituali, che in
-origine furono realmente utili, e possono esserlo ancora; quando poi si
-produce uno stato d'animo affatto inverso, si manifesta una tendenza
-energica ed involontaria a movimenti inversi del pari, abbenchè non
-siano mai stati di utilità veruna.»
-
-È questo il concetto esposto dal Darwin epperò il principio
-dell'antitesi trova molti oppositori nello stesso campo dei darwinisti
-che lo trovano artefatto, inutile. I fenomeni di espressione possono
-spiegarsi ampiamente col 1º e col 3º principio del Darwin; tale è
-almeno l'opinione del Canestrini che in una sua nota dice: «Resta
-sempre indiscutibile il merito del Darwin di aver rilevato ed
-illustrato il fatto che sotto l'impero di contrari impulsi della
-volontà si compiono spesso atti di natura contraria.»
-
-[4] Riepilogo. — (DARWIN. _Espressione dei sentimenti_ — traduz.
-italiana per G. Canestrini). — La fluttuante irradiazione della forza
-nervosa delle cellule che han ricevuta la prima impressione, — la lunga
-abitudine d'una lotta penosamente sostenuta per isfuggire alla causa
-del dolore, — e finalmente la coscienza che l'azione muscolare è un
-sollievo, — questi tre elementi probabilmente concorsero a produrre
-la tendenza ai movimenti violenti, quasi convulsivi, provocati da un
-violento dolore fin negli organi della voce e che ne sono (è universale
-il consenso) la più perfetta manifestazione espressiva.
-
-[5] CARLO DARWIN. _La espressione dei sentimenti_ — traduz. italiana di
-G. Canestrini. — «Tutti questi sintomi del furore sono probabilmente
-dovuti in gran parte all'azione diretta del sensorio eccitato; taluni
-sembrano eziandio dipendere in modo esclusivo da quest'ultima causa.
-Tuttavia gli animali di ogni specie, e prima d'essi i loro progenitori,
-risposero alle minacce o all'attacco del nemico impiegando ogni loro
-energia per combattere e difendersi. Se un animale non si mette così in
-istato di piombar sul nemico, se non ne ha l'intenzione, o per lo meno
-il desiderio, non può dirsi, in verità, che sia furioso. Gli è così
-che un'abitudine ereditaria di sforzo muscolare ha dovuto associarsi
-al furore, e quest'abitudine agisce direttamente od indirettamente
-su parecchi organi, quasi nella stessa maniera con cui agisce un gran
-dolore fisico.»
-
-[6] Loco citato — «La pelle impallidisce ed il sudore gronda. Le
-secrezioni del canale alimentare e dei reni sono aumentate, e, in
-seguito al rilassamento dei muscoli sfinteri, involontariamente
-espulse.»
-
-[7] C. DARWIN. — _La espressione dei sentimenti_ — traduzione italiana
-di G. Canestrini. — «Egli è possibile che l'emissione dei suoni vocali
-non sia stata in principio che una involontaria ed inutile conseguenza
-della contrazione dei muscoli toracici e laringei, provocata dal dolore
-o dalla paura. Nullameno è un fatto che presentemente molti animali
-fanno uso della voce con iscopi ragionati e diversi, ed anche in alcune
-circostanze nelle quali sembra che l'abitudine abbia la prima parte.
-Gli animali che vivono in truppe o nei quali la voce costituisce un
-mezzo di reciproca comunicazione frequentemente impiegato, ne fanno uso
-in qualunque occasione, più volentieri di quelli che hanno differenti
-costumi. In virtù del principio di associazione, la voce, impiegata
-dapprima siccome un utile soccorso in diverse circostanze che eccitano
-nell'animale impressioni di piacere, di dolore, di rabbia, ecc.,
-divenne più tardi di uso abituale, tutte le volte che queste stesse
-sensazioni od emozioni si sono riprodotte, sia ad un grado minore, sia
-in condizioni interamente diverse.»
-
-«Presso un gran numero di specie, durante la stagione degli amori, i
-sessi si chiamano continuamente l'un l'altro; nè avviene di rado che
-il maschio cerchi anche di allettare o di eccitare la femmina. Pertanto
-sembra essere stato questo il primitivo uso della voce e l'origine del
-suo sviluppo; l'impiego degli organi vocali sarebbe dunque stato sul
-principio associato al preludio del piacere più vivo che l'individuo
-sappia sentire.»
-
-«Negli animali, si può perfettamente comprendere che i maschi usino la
-voce per piacere alle femmine e che trovino pur essi diletto nei loro
-esercizi di musica; ma, sino al presente è impossibile spiegare perchè
-producano certi suoni determinati, e donde venga la soddisfazione che
-ne ritraggono.»
-
-[8] «La erezione delle appendici cutanee è un atto riflesso,
-indipendente dalla volontà; quando esso si produce sotto l'influenza
-della collera o del terrore, bisogna considerarlo, non come
-un'attitudine acquistata per raggiungere qualche scopo, ma come
-un risultato collegato, almeno in gran parte, con un'affezione del
-sensorio. D'altra parte, moltissimi esempi tratti dalle classi più
-varie ci dimostrarono che l'erezione dei peli o delle penne è quasi
-sempre accompagnata da movimenti volontari diversi.»
-
-
-
-
-Opere complete di TEODORO PASCAL
-
-
- 1. =Le razze della gallina domestica=. Monografia esauriente
- delle principali razze. Ediz. S. T. E. N. L. 3,50
-
- 2. =Anatre ed Oche da prodotto=. Classificazione
- ed origine. Allevamento e sfruttamento.
- Ediz. S. T. E. N. » 4, —
-
- 3. =Colombi commestibili e sportivi=. Origine. Riproduzione.
- Abitazione. Nutrizione. Malattie. — Razze commestibili
- e razze sportive.
- Ediz. Battiato » 3,50
-
- 4. =Faggiani, tacchini, faraone, pavoni, anatre, oche,
- cigni=. Razze ed allevamento. 2ª. edizione
- rifatta. Ediz. Battiato » 2,50
-
- 5. =Importanza e risultati degli incrociamenti in
- avicoltura=. Ediz. Battiato » 0,50
-
- 6. =Le livree dei nostri volatili domestici in rapporto
- allo sport, alla produttività ed alla rusticità=.
- Ediz. Battiato » 0,50
-
- 7. =Le esigenze della gallina considerate in rapporto
- alle sue speciali caratteristiche di razza=.
- Ediz. Battiato » 0,50
-
- 8. =Il Mendelismo in rapporto all'Avicoltura=. Ediz.
- Battiato » 0,50
-
- 9. =La espressione dei sentimenti dei nostri volatili
- domestici=. Ediz. Battiato » 0,50
-
- 10. =Manuale teorico pratico d'Avicultura= _2ª edizione_.
- Ediz. Battiato » 2,50
-
-
-Per ricevere franco a domicilio i superiori libri basta solo indicare
-il numero d'ordine inviando vaglia del relativo importo all'editore F.
-BATTIATO — =Catania=.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of La espressione dei sentimenti dei
-nostri volatili domestici, by Teodoro Pascal
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ESPRESSIONE DEI ***
-
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-Professor Michael S. Hart was the originator of the Project
-Gutenberg-tm concept of a library of electronic works that could be
-freely shared with anyone. For forty years, he produced and
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