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If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - - - -Title: La espressione dei sentimenti dei nostri volatili domestici - -Author: Teodoro Pascal - -Release Date: April 25, 2017 [EBook #54603] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ESPRESSIONE DEI *** - - - - -Produced by Rosemarie della Scala and Barbara Magni -(original images from Biblioteca Scolastica - Istituto -Tecnico Agrario "G. Garibaldi", Roma) - - - - - - - TEODORO PASCAL - - - LA ESPRESSIONE DEI SENTIMENTI - - DEI NOSTRI VOLATILI DOMESTICI - - - - CATANIA - FRANCESCO BATTIATO — EDITORE - 1915. - - - - - PROPRIETÀ LETTERARIA - - Catania — Tip. Operaia Nicolosi & Giuffrida - - - - -La espressione dei sentimenti dei nostri volatili domestici. - - -=Generalità.= — Il Darwin s'è occupato con molta precisione della -espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali[1] e le -sue osservazioni su questo argomento interessano anche, benchè -parzialmente, l'avicoltore. Noi, in seguito ad esperienza personale ed -in seguito a dati fornitici da varie nostre conoscenze, passeremo in -rassegna, per quanto ci riuscirà, la espressione dei sentimenti nelle -specie avicole ed avremo anche la cura di non omettere nulla di quanto -in proposito c'insegna il Darwin. L'illustre osservatore consultò anche -il parere dei suoi predecessori in siffatta materia e, coordinando le -idee di questi alle sue, fondò la teoria dei principi generali della -espressione: detti principi, che illuminano il complesso dei gesti -involontari dell'uomo e degli animali, nonchè le loro espressioni -dovute alle emozioni ed alle sensazioni, si riducono a tre e sono: - - 1º Principio dell'associazione delle abitudini utili; - 2º Principio dell'antitesi; - 3º Principio degli atti dovuti alla costituzione - del sistema nervoso. - - -=Principio dell'associazione delle abitudini utili.=[2] — In questo -campo entrano in azione principalmente le manifestazioni dovute alla -potenza dell'abitudine. Per spiegare i movimenti complessi degli -animali, il Darwin dice che i fisiologi affermano: il potere conduttore -delle fibre nervose cresce colla frequenza della loro eccitazione. - -E nè si può negare che la predisposizione a certi movimenti -acquisiti sia ereditaria; noi osserviamo questa eredità in diverse -specie dell'avicoltura: sono degni di menzione i cosidetti colombi -capitombolanti (Columba gyrantes, gyratrix), i colombi pavoni, i -colombi gozzuti, i polli, il tacchino. - -Il gruppo dei colombi capitombolanti conta molti rappresentanti i -quali hanno comuni fra di loro ben poche proprietà: difatti avvi -delle razze abbastanza piccole, mentre altre sono di statura mezzana, -altre razze hanno il becco sottile e lungo ed altre lo hanno corto e -conico, di modo che anche un buon conoscitore delle razze di colombi -potrà talvolta non saper conoscere un rappresentante del gruppo in -questione. Epperò questi colombi si discernono facilmente da tutti al -loro volo particolare che potremo chiamare volo capitombolante e che -consiste nei capitomboli eseguiti all'indietro dai colombi durante -il volo. Il modo di capitombolare varia però notevolmente a norma -delle razze e talvolta persino fra singoli rappresentanti d'una stessa -razza, così abbiamo colombi che capitombolano ad intervalli durante il -volo, altri che capitombolano continuamente sino a piombare sfiniti -sui tetti, altri che capitombolano quasi a fior di terra, altri che -si rotolano addirittura per terra (colombi di Lotan), altri che non -capitombolano affatto, ma che hanno pur tuttavia il volo più alto -degli altri gruppi di colombi e contemporaneamente alquanto diverso -negli infiniti giri che percorrono in aria e nello sbattere delle -ali. Per noi i capitombolanti ad intervalli offrono più interesse -di quelli che capitombolano continuamente poichè il loro volo dura -più a lungo e le loro capriole hanno più attrattiva, perchè sono -ansiosamente attese dall'osservatore che non può fare ammeno di -provare un dilettevole senso di sorpresa ad ogni capriola. Talvolta -questi pennuti saltimbanchi volano dimenticando il loro mestiere: ne -possediamo diversi che si distinguono per la loro infingardaggine -di capitombolare, ma che però, aizzati continuamente al volo collo -sbattere delle mani da varie persone, vengono colti da timor panico -ed allora capitombolano discretamente bene. Il modo strano di eseguire -capriole in aria e per terra è senza dubbio dovuto ad una eccitazione -del sistema nervoso: questa eccitazione, al dire del Prütz, non è altro -che un'affezione di epilessia resa ereditaria nei colombi e sviluppata -dall'uomo mediante apposita educazione; difatti capitombolano bene i -colombi capitombolanti che si sogliono tener chiusi nel colombaio dando -loro la libertà ogni tanto e capitombolano male i colombi tenuti liberi -tutto il giorno. Questi individui dànno spesso discendenti che non -sono saltimbanchi: l'abitudine del vivere in libertà influisce dunque -a rimettere il sistema nervoso nel suo equilibrio normale, mentre -che la prigionia o lo eccitamento al volo che si provoca nei colombi, -perseguitandoli continuamente e spaventandoli col battere delle mani, -nonchè il barbaro sistema di tenerli a stecchetto, dando loro il cibo -con parsimonia dopo un numero stabilito di giri in aria, sono tutte -cause che maggiormente squilibrano i nervi di quelle povere vittime. - -Non meno interessanti sono i movimenti dei colombi pavoni — questi -graziosi uccelli muovono il collo con un tremolio continuo che si -trasmette a tutto il corpo: questo fenomeno è pure dovuto ad una -eccitazione nervosa che sta in relazione coll'ampiezza della loro coda -a ventaglio. Difatti le timoniere dei colombi pavoni superano sempre -il numero di dodici, mentre che lo stesso è normale per le timoniere -degli altri colombi: si vuole che le stesse arrivano talvolta sino a -40 e certamente simili soggetti sono estremamente rari. Ordinariamente -si riscontrano 16 timoniere: da un negoziante di uccelli, certo -Querei, abbiamo osservati diversi pavoncelli di Scozia a 12 timoniere -e ci siamo convinti che il tremolìo del collo e del corpo è molto -meno accentuato di un loro compagno a 16 timoniere. Ciò prova forse -che il tremolìo stia in ragione diretta della quantità di timoniere -che possiede il colombo, e se così fosse, si dovrebbe dedurre che -il movimento oscillante e speciale dei colombi pavoni rappresenti lo -sforzo che questi fanno di sopportare lo sproporzionato peso della loro -coda. - -Ma allora che dovremmo dire dei colombi capitombolanti, a qual motivo -dovremmo attribuire le loro capriole? Queste sono provocate da un -sentimento di timore o di gioia? Noi crediamo che coi loro capitomboli -i colombi soddisfano ambedue i sentimenti, e difatti abbiam già detto -che inseguiti o eccitati al volo con rumori si scuotono dalla loro -pigrizia: è evidente che l'inseguimento li spaventi; finalmente abbiamo -pure accennato che tenuti rinchiusi cominciano subito a capitombolare -appena si lasciano volare all'aria libera ed in tal caso trattasi -evidentemente d'una manifestazione di gioia, di benessere. Il prof. -Bonizzi nel suo pregevole libro sui colombi si esprime così su questo -argomento: «Dicesi che questo bizzarro costume dei capitomboli dia a -loro il modo di evitare gli uccelli da preda che li inseguissero.» - -I colombi gozzuti sono caratteristici per la loro posa e pel loro -incesso diametralmente opposti a quelli degli altri colombi — si -mantengono diritti e camminano a passi corti e ciò fanno per sostenere -il peso del loro enorme gozzo. - -Così continuando si potrebbero citare i colombi fiorentini, i maltesi -ed altri ed altri per i loro movimenti speciali acquisiti coll'eredità -e colla selezione artificiale, ma in siffatto modo andremmo troppo per -le lunghe, e perciò riepilogando quanto esponemmo per i colombi che -maggiormente offrono un campo d'osservazione per l'argomento che ci -intrattiene, diremo, per rispondere al concetto del Darwin che _certi -atti si associano ad altri atti ed a diversi stati di spirito_, quanto -segue: nei colombi capitombolanti l'atto di volare si associa all'atto -di capitombolare ovvero allo stato di spirito che indica timore e -talvolta benessere; nei colombi pavoni l'atto del camminare si associa -all'atto del tremolìo del corpo e del collo e nei colombi gozzuti -l'atto del camminare si associa all'atto di gonfiare il gozzo. - -Esempi salienti che illustrano il principio dell'associazione delle -abitudini utili con atti dovuti all'eredità li riscontriamo anche -nei polli. Così è caratteristica la camminatura goffa e ridicola -della razza cocincinese, della razza padovana nana — quest'ultima -specialmente provoca il riso poichè, le gambe estremamente corte, -obbligano l'animale a muoversi come le anitre che dimenano il corpo -saltellando. I polli padovani veggono poco a causa dell'impedimento -del loro enorme ciuffo e perciò camminano colla testa alta ed il loro -collo allora ha un tremolìo non molto dissimile da quello dei pavoni. -Ma l'esempio il più interessante di associazioni ereditarie ce l'offre -il tacchino maschio. Questo animale, cretino per eccellenza, cambia -a vista d'occhio il colore della sua faccia caruncolosa e gli occhi, -o per lo meno le parti ad esso immediate, entrano maggiormente in -azione. Difatti il Darwin giustamente osserva che le diverse condizioni -d'animo, si manifestano molto spesso colla vista: qui vi è dunque -un'associazione di date condizioni d'animo con una sensazione quale è -la vista e perciò gli organi di questo senso, gli occhi sono quelli -che subiscono l'influenza di molte sensazioni e per conseguenza, -nel tacchino, le parti immediate all'occhio cambiano maggiormente di -colore. - -Epperò vi sono atti che vengono compiuti in date circostanze -indipendentemente dall'abitudine, e che sembrano dovuti alla imitazione -ovvero ad una specie di simpatia: ad illustrare questa affermazione del -Darwin noi possiamo citare il fatto non molto raro delle galline che -cantano come i galli e che talvolta, dimentiche del loro sesso gentile, -sogliono anche corteggiare le compagne caracolando e strisciando le -ali proprio come il più focoso gallo. A chiunque ha tenuto colombi non -sarà certo sfuggita l'osservazione che talvolta le femmine sogliono -disimpegnare, ben inteso illusoriamente, le funzioni amorose del -maschio e nemmeno possiamo passar sotto silenzio la libidine furibonda -del maschio dell'anitra, del tacchino, ecc. che spesso e volentieri -si permettono l'atto mostruoso di darsi all'amplesso amoroso colle -galline. Le galline che cantano, i tacchini e le anitre che compiono -atti incestuosi, sono ritenuti di cattivo augurio dal popolino e spesso -pagano colla vita i loro abusi di libidine. - -Agli atti per abitudine, a quelli per imitazione e simpatia, il Darwin -aggiunge quelli dovuti alle così dette azioni riflesse, azioni che egli -attribuisce alla eccitazione d'un nervo periferico che trasmette la sua -influenza a date cellule nervose le quali, alla loro volta provocano -l'azione di muscoli o di determinate ghiandule, tutto ciò, almeno nella -maggior parte dei casi, può esser prodotto senza veruna sensazione. La -tosse, lo starnuto, la respirazione, ecc., fanno parte delle azioni -riflesse che potremo altrimenti definire come azioni involontarie. -I sussulti causati da rumori e mosse repentini si manifestano nei -volatili anche sotto forma di azioni riflesse come sarebbero, per -esempio i battiti del cuore che sollevano il petto con violenza, la -contrazione dell'iride, allorchè la retina viene irritata da viva -luce, ecc. Le azioni riflesse che rispondono ad un bisogno acquisito -possono variare leggermente, e ciò indipendentemente dalla volontà e -dall'abitudine, se dovranno adattarsi ad un bisogno determinato. - -Finalmente poniamo termine al primo principio della espressione citando -due esempi di azioni riflesse rilevate dal Darwin: - -«Il potere straordinario che ha il pollo, pochissime ore dalla -nascita, di dar di becco a piccole briciole onde nutrirsi, sembra -esser messo in azione dal senso dell'udito; perocchè nei polli nati a -calore artificiale, un buon osservatore trovò che battendo coll'unghia -sopra una tavola, in modo da imitare lo strepito cui fa la chioccia, -ei potè loro apprendere a pigliare il nutrimento.» Cotal fatto è -certamente noto a più d'un allevatore e noi lo conoscevamo per propria -esperienza indipendentemente dalla lettura del Darwin. Un esempio -abbastanza analogo lo abbiamo anche nei polli adulti che, chiamati, -vengono a prendere il pasto e similmente nei colombi, nei tacchini, -ecc. Veramente in questo caso non vi è estranea l'educazione data ai -volatili per far loro comprendere la chiamata al pasto, mentre che -nell'esempio dei pulcini abbiamo un accorrere spontaneo indipendente -dall'educazione; ma vuolsi considerare che nei volatili domestici -l'udito si è assuefatto da diverse generazioni alle chiamate dell'uomo -e che l'atto del correre verso di lui per sfamarsi è diventato in tal -caso un'abitudine ereditaria messa in azione dall'udito. Il secondo -esempio del Darwin che riguarda le azioni riflesse nei volatili lo -abbiamo nell'anitra tadorna: - -«L'anitra tadorna vive sulle sabbie lasciate allo scoperto dalla marea, -e quando scopre la traccia di un verme prende a battere il suolo, quasi -danzando sopra il pertugio, onde ne esce il verme. Ora il signor St. -John riferisce che quando le sue anitre tadorne addomesticate venivano -a chiedergli il cibo, battevano il terreno con un movimento impaziente -e rapido. Questo può dunque considerarsi quasi come il loro modo di -esprimere la fame.» - - -=Principio dell'antitesi.=[3] — Il Darwin illumina questo suo principio -con esempi molto convincenti, ma nelle sue osservazioni non entrano in -ballo i nostri volatili e perciò ci è caro di citare un esempio pratico -che non può sfuggire alle osservazioni dell'avicultore. - -Immaginatevi una splendida giornata primaverile: il fiero gallo, -circondato dalle sue galline, gode ora scorazzando sul verde prato, ora -sdraiandosi sui fianchi al sole ora spolverandosi nella sabbia, ergendo -le penne per meglio usufruire del calore solare e del beneficio del -bagno di sabbia. Supponete che tanta felicità venga improvvisamente -disturbata dall'avvicinarsi d'un gallo rivale: voi vedrete allora il -pacifico sultano diventar furibondo all'istante, le piume arruffate -del corpo vengono lisce, quelle del collo si rizzano smisuratamente, -l'occhio dapprima languido di languore orientale diventa terribilmente -truce, il povero Don Giovanni del pollaio batte le ali e guarda fisso -l'avversario. Come spiegare questo contrasto di espressione? Stando -dunque alla teoria del Darwin possiamo dire che i movimenti esprimenti -la collera nel gallo sono in antitesi a quelli esprimenti il benessere -e che in generale gli atti che stanno in antitesi fra di loro sono -innati o ereditari giacchè corrispondono alle differenti razze di -galline. - - -=Principio degli atti dovuti alla costituzione del sistema nervoso.= -— Il Darwin sostiene che l'organismo non esegue alcun movimento che -non sia determinato dalla costituzione del sistema nervoso, e che in -tal caso non si tratta di atti compiuti sotto l'impero della volontà o -dell'abitudine, nè di quelli provenienti dal principio dell'antitesi. - -Le sensazioni di dolore nelle specie avine sono molto visibili dagli -atti che fa l'animale tormentato e sono appunto questi atti che stanno -in relazione col sistema nervoso, epperò generalmente gli stessi sono -anche compiuti, benchè parzialmente, sotto l'impero della volontà. Così -osserviamo, p. es., una gallina che trovasi in procinto di deporre -l'uovo: la povera bestiola dà segni manifesti che è tormentata da -un dolore poichè manda gemiti interrotti e rauchi, la respirazione -è affannosa, il corpo è in sudore — evidentemente tutti questi atti -stanno in relazione col sistema nervoso e sono indipendenti dalla -volontà, epperò non si può disconoscere che, coi gemiti interrotti e -rauchi, la gallina si sforza di sfuggire al dolore che la tormenta. La -gallina che cura l'incubazione delle uova è anche sotto l'impero di -forti sensazioni nervose: così essa è invasa da un tremore muscolare -causato dalla febbre che la divora. E non è meno saliente l'esempio dei -polli quando si ammazzano: la vittima si contorce fortemente tanto che -fa mestieri trattenergli le ali e le gambe — con tale atto il pollo è -spinto dal dolore a sfuggire alla causa che lo produce. - -Merita speciale attenzione ciò che dice il Darwin a proposito degli -animali feriti: «Allorchè una ferita aggrava una estremità, od -un'altra parte isolata del corpo, si constata di spesso nell'animale -una disposizione a scuotere questa parte, quasi ei potesse -contemporaneamente scuotere il male e sbarazzarsene. Gli è così che -dovette stabilirsi l'abitudine di mettere energicamente in giuoco tutti -i muscoli sotto l'influenza di un vivo dolore.» - -Abbiamo visto che nell'espressione della sofferenza gli organi della -voce entrano essenzialmente in azione e perciò il Darwin si domanda -in proposito che il fine utile che raggiungono queste grida medesime -ha dovuto probabilmente aver anche un uffizio importante; e difatti -come egli osserva giustamente, vediamo i piccoli di molti animali, nel -dolore o nel pericolo, chiamare fragorosamente i genitori al soccorso: -i pulcini dei polli, delle anitre e delle oche abusano come ognuno sa -degli organi della loro voce, e talvolta chiamano sì incessantemente la -madre, che finiscono per esaurire le loro forze vocali; ma assieme alla -voce vengono messi in giuoco tutti i muscoli e perciò il momentaneo -esaurimento degli organi vocali agisce sfavorevolmente sulle condizioni -di salute delle povere bestiuole. Simili casi si verificano spesso -colle cattive chioccie che non curano sempre bene la loro prole.[4] - -Le sensazioni del furore si manifestano nelle specie avine anche -con atti speciali dovuti ad una irritazione generale del sistema -muscolare: così vengono accelerati i battiti del cuore, i muscoli del -petto entrano in azione ed il corpo trema tutto — egualmente le parti -caruncolose della testa, le guance specialmente, diventano più rosse -del solito.[5] - -La gioia nei volatili ha anche sintomi caratteristici che non -possono sfuggire alla nostra attenzione e che consistono talvolta -nell'esecuzione di movimenti inutili e, più spesso ancora, -nell'emissione di suoni speciali. Non vi è mai capitato di osservare -una nidiata di pulcini al mattino quando escono dal loro nido? Non vi è -spettacolo più gaio — quelle piccole bestiuole dànno segni evidenti di -gioia percorrendo rapidamente tutto il locale d'allevamento e pigolando -di contentezza. Il gallo canta la sua vittoria, canta i suoi amori ed -all'impiego dei mezzi vocali aggiunge un portamento fiero che indica -gioia, soddisfazione. - -Il terrore fa tremare il corpo[6]. Darwin così racconta il terrore -di cui furono invasi un canarino ed un pettirosso: «S'è visto un -canarino atterrito, non solo tremare e venir bianco attorno la base -del becco, ma benanco svenire, ed un giorno io coglieva in una stanza -un pettirosso, il quale tramortì in maniera ch'io per un momento lo -credetti morto.» - -Il Darwin scinde le emozioni e le sensazioni in due categorie: - - 1) Emozioni o sensazioni eccitanti, - 2) » » deprimenti. - -Fanno parte della prima categoria: la collera, la gioia, mentre -che un vivo dolore, la tristezza, lo spavento, ecc. sono sensazioni -deprimenti. - - -=Mezzi d'espressione dei nostri volatili domestici.= — Dopo la rassegna -dei tre principii generali della espressione passeremo ad esporre -_i mezzi d'espressione nelle specie avine_. Abbiamo già visto che -in diverse sensazioni entrano in azione anche gli organi vocali: gli -stessi sono dunque mezzi d'espressione. - -Le diverse specie avine mandano, sotto l'influenza delle varie -sensazioni ed emozioni, suoni particolari di cui ognuno corrisponde ad -uno stato d'animo, e detti suoni sono certamente ereditari.[7] - -Darwin crede che probabilmente non si darà mai una spiegazione completa -alla causa o all'origine di ciascun suono particolare ad ogni stato -d'animo, epperò afferma che certi animali, passando allo stato di -domesticità, hanno assunto l'abitudine di emettere alcuni suoni che -non erano loro particolari. Numerosi abbastanza sono gli esempi del -genere che possiamo citare nelle specie avicole, noi ci limiteremo a -descriverne i più salienti. I giornali d'avicoltura della Germania, -nonchè le diverse opere dello stesso genere, si affaticano a battere -la gran cassa ad una loro razza particolare (bergische Kräher) i di -cui galli cantano a distesa molto lunga in paragone dei galli delle -altre razze. Nè meno degni di menzione sono i colombi trombettieri -detti altrimenti colombi tamburi (columba cristatae) che tubano in modo -affatto diverso degli altri colombi: il suono della loro voce arieggia -quello del tamburo e si potrebbe dire a ragione che invece di tubare, -rullano. Il Prütz dice che vi sono maschi che rullano per ben 10 minuti -con intervalli momentanei e che continuano a rullare per l'intera -giornata e magari anche durante il pasto. A sentir rullare questi -colombi sembra d'assistere ad uno spettacolo di tanti ventriloqui, -poichè il loro suono particolare viene emesso, almeno nei toni -secondari dall'interno senza l'intervento del becco. Abbiamo tutt'ora -un pavone bianco la di cui voce differisce da quella di molti altri -pavoni inquantochè la stessa è meno rauca e meno prolungata. - -La erezione delle piume è anche un efficace mezzo d'espressione e -nei più dei casi quest'atto indica collera o spavento.[8] I galli si -battono ergendo le penne del collo e certamente questo atto è inutile, -anzi dannoso perchè nella lotta vengono strappate: lo stesso ne è -delle chioccie che vengono avvicinate da cani, gatti, ecc. si può però -conchiudere che nei due casi sovracitati la erezione delle piume abbia -lo scopo di far sembrare l'animale più grande, più mostruoso, più -temibile infine. È degna di nota la erezione delle piume della testa -delle anitre muschiate — quest'atto è sempre associato al movimento -speciale del collo che caratterizza questa specie: per esperienza -personale possiamo sostenere che questa erezione si compie sotto -l'influenza dell'amore, della collera e dello spavento — quando poi -lo spavento degenera in terrore allora cessa immantinenti la erezione -ed ha luogo l'atto della fuga precipitosa. Provatevi ad inseguire uno -di questi individui mentre è intento a corteggiare una sua compagna: -vedrete che il ciuffo di piume eretto sulla testa si abbasserà -subitamente; introducete invece, all'epoca degli amori, un nuovo ospite -al cospetto dello stesso individuo ed allora avrete tutto l'agio di -osservare la subitanea erezione del ciuffo che in questo caso sarà la -manifestazione della collera. Nemmeno va passato sotto silenzio che -sotto l'impero di queste emozioni, l'anitra muschiata fa anche uso dei -suoi scarsi mezzi vocali che si manifestano in soffio cadenzato. - -Valgano questi pochi esempi a mettere in evidenza che i principali -mezzi d'espressione nelle specie avine consistono nell'impiego degli -organi vocali e nella erezione parziale o totale delle appendici -cutanee, le piume. Peraltro non va omesso che molti movimenti vengono -determinati dall'automatismo senza di che i nostri polli, i nostri -tacchini e tutti gli altri animali da cortile, sarebbero all'altezza -dell'uomo nella espressione dei sentimenti. - - -=Espressioni speciali dei nostri volatili domestici (fisiologia -dell'amore, fisiologia della collera).= — Le dette espressioni offrono -un campo d'osservazione molto vasto nella specie umana, nelle scimie -ed in molti quadrupedi, mentre che per le specie avine esso campo -è certamente molto più ristretto inquantochè, come ora dicemmo, le -stesse offrono spesso movimenti improntati dall'automatismo. Epperò -taluni sentimenti d'espressione meritano, nelle specie avine, un esame -particolare, così non possiamo resistere alla tentazione di occuparci -della espressione dell'amore e della collera. - - -=Fisiologia dell'amore.= — Se le leggi d'amore governano la società -umana, non è da meravigliarsi che anche i nostri pennuti del cortile -siano da esse egualmente governati. - -A nessun poeta sarà mai venuto in mente di cantare gli amori di un -gallo; eppure quanta poesia, quanta felicità coniugale abbiamo da -ammirare nei rapporti amorosi fra il gallo e la gallina. Il gallo, -degno seguace dei principi di Maometto, vive in poligamia, ma un -miglior marito, un miglior padre non lo troverete forse in tutto -l'impero dei seguaci di Maometto. Ammiratelo il fiero gallo in mezzo -alle sue galline; egli cerca disperatamente, raspando la terra e -beccando fra le erbette, un ninnolo, un'inezia per le sue amate -odalische; ad ogni momento le chiama a sè amorosamente e lor dice -dolcemente: venite, servitevi, care le mie gallinelle, vi ho trovato -un boccone di paradiso... un verme; muovetevi, agitatevi, correte -da quest'altra parte, vi offro qualche cosa di più delicato, una -lumachina; piano, eccone un'altra, ancora un'altra, beccate, mangiate, -poichè godo della vostra felicità. E realmente questo è il linguaggio -del premuroso gallo, poichè all'osservatore che contemplerà un simile -quadro non isfuggirà che in questa bisogna il gallo usa continuamente -dei suoi mezzi vocali emettendoli in tutte le cadenze e tonalità, dando -loro una vera espressione la espressione dell'amore per le sue amate -compagne. - -Le galline accorrono compiacenti a quel premuroso invito ed il gallo -le ammira con sguardo soddisfatto, altro non domandando che la fedeltà -coniugale per ricompensa. Difatti egli non tollera la presenza d'un -rivale in casa sua, mentre che invece è premuroso verso gli eunuchi del -cortile, i capponi: egli la pensa da vero sultano, padrone assoluto del -suo harem. - -La gallina è affezionata al suo caro marito, ma, poveretta, il -proverbio: «l'occasione fa il ladro» trova nel suo caso la più facile -applicazione; e perciò quella infedele accetta volentieri la corte di -un altro gallo. In tal caso essa è conscia della sua mala azione, e, -quasi pentita e confusa per la vergogna, ritorna al marito fuggendo dal -seduttore. - -Il gallo, voi lo sapete, non ingrassa mai, e ciò è più che naturale.... -egli si strugge d'amore: il poverino non mangia molto e domanda -all'amore, allo sfogo della sua passione, il suo sostentamento. - -Ma se di dolore non si muore, come osserva Beppe Giusti, gli è che quel -simpaticone intendeva parlare dell'uomo, poichè se egli avesse parlato -dei nostri galli ben altrimenti si sarebbe espresso. - -Provatevi a mettere due galli assieme a poche galline, e vedrete che -il più forte terrà a bada il più debole, proibendogli assolutamente -le carezze alle galline. Quel povero sfortunato in amore, nei più -dei casi, non tarderà a soccombere di dolore negli strazi d'un amore -svanito. - -Tuttavia, siccome ogni regola conta le sue eccezioni, così talvolta -osservasi un'alleanza fra due galli, un'alleanza che mira all'unione -delle galline con ambedue i galli. In tal caso non di rado si osserva -però una simpatia speciale di talune galline per un gallo piuttosto che -per l'altro, ed allora formansi due famiglie divise: questo sembrerà -strano, ma l'esperienza lo dimostra. - -Queste alleanze si verificano costantemente nella razza Bantam ed -in particolar modo nella varietà Sebright. Sarà difatti noto a tutti -gli avicoltori che questa graziosa razza inglese offre il vantaggio -di potere unire sempre diversi galli, magari con un numero inferiore -di galline, senza punto temere che quei compiacenti mariti abbiano a -rompersi reciprocamente le corna per la gelosia. Questa scambievole -tolleranza bisogna ricercarla nel fatto che, nella razza Bantam -Sebright, il gallo feconda male la gallina, anzi alcuni di questi -impotenti riescono addirittura sterili. Un cotal fenomeno è d'altronde -difficile anzi difficilissimo a riscontrarsi nelle altre razze. - -I compiacenti galli Sebright, consci della loro debolezza, cercano -d'aiutarsi a vicenda per perpetuare la loro discendenza, e, ligi alle -teorie darwiniane, cercano in un'alleanza a base di compiacenza il -modo di risolvere in comune ciò che uno solo difficilmente potrebbe -conseguire. Questi piccoli filosofi conoscono bene il motto: «l'unione -fa la forza.» - -A proposito di simpatia, ne volete sentire una bella? Eccovela: lo -scrivente ebbe l'occasione di mettere assieme due galli polverara -con cinque galline: ebbene, il credereste? nessuna di queste ultime -correva mai alle chiamate premurose di un gallo, mentre che l'altro -era un tesoro, l'idolo di tutte. Come spiegarsi cotal fatto? Dietro -indagini eseguite sullo aspetto esterno dell'animale tanto abborrito, -ci venne fatto di osservare che i cornetti di questo disgraziato -erano eccezionalmente sviluppati in paragone del gallo favorito.... Al -cortese lettore i commenti ed ai fautori della selezione le modifiche -da apportare a quella escrescenza caruncolosa della razza polverara -onde renderla meno sfortunata in amore. - -Ma se la gelosia del gallo è potente verso i suoi rivali, la -stessa, è più potente ancora fra le galline, tanto che talvolta -riesce impossibile di mettere di botto una gallina nuova arrivata -in un branco. Le feroci comari le si avventano contro furiosamente -beccandola sul capo al punto di denudarle magari il cranio. Forse, così -praticando, quelle spietate intendono di renderla antipatica al loro -legittimo marito. Il gallo ordinariamente, vede di buon occhio la nuova -venuta e subito le fa richiesta di matrimonio; la poverina vorrebbe -accettare, ma uno sguardo fugace dato alle comari la persuade che val -meglio di rinunziarvi provvisoriamente. Poveretta, essa non sa più a -qual santo votarsi, ma finalmente cede.... perchè non sa dire di no, e, -vittima dell'amore, aspetta giustizia sommaria delle sue rivali. Queste -spietate, le rinfacciano la sua audacia a colpi di becco, ma dopo un -po' di tempo finiscono per persuadersi che il loro sultano è padrone -della nuova favorita, e che bisogna rispettarla. - -Ed ora ci resterebbe a parlare dell'amore dei capponi — amico lettore, -leggete Costantinopoli di De Amicis, e vi convincerete che l'amore di -questi sventurati è l'amore degli eunuchi del Serraglio che egli ha -saputo descrivere con una pietà che vi spezza il cuore: quelle pagine -vergate da quella penna di oro, vi potranno benissimo anche ricordare i -vostri poveri capponi. Pare strano ed incredibile, ma le galline hanno -una tenerezza speciale per i capponi: bisogna proprio ammettere che la -compassione ne sia il movente. Però talune galline, quelle di costumi -corrotti, si beffano di quei poveri disgraziati, oltraggiandoli colle -loro ironiche seduzioni. Poveri sventurati! e pensare che siete tanto -buoni.... lessati. - -La febbre amorosa che strugge il gallo si manifesta nel suo canto, il -canto d'amore: quanta melodia, quanto impeto di passione amorosa sgorga -da quel suono vibrato e sonoro! Di notte verso le due, il gallo intuona -il suo primo canto d'amore del giorno che sorge, per ricordare alle -sue odalische che egli è sempre vivo, sempre pronto ai loro ordini, che -egli è infine sempre il sovrano, il padrone dello harem. - -Non così si può dire della gallina. Questa non intuona il canto -d'amore, tuttavia talvolta canta anche la gallina. Simili soggetti -vengono considerati dal volgo come ermafroditi. Ma se alla gallina fa -difetto il canto d'amore, essa ha un canto speciale per esprimere il -suo amor materno. E giacchè ci siamo, tocchiamo gli argomenti sublimi: -l'amor paterno, materno e fraterno: innalziamoci dunque nelle alte -sfere del sentimento. - -È il gallo un buon padre? Sicuro: anzi la sua bontà è talvolta -infinita. Date uno sguardo al cortile, ammirate la chioccia che -guida la sua nidiata; il gallo guarda quel quadro gentile con viva -compiacenza pensando che tutta quella società di marmocchi è frutto dei -suoi ardenti amori. Sono abbastanza numerosi gli esempi di galli che -accolgono delle intere schiuse sotto la loro diretta protezione; dei -galli insomma, che disimpegnano benissimo le funzioni di chioccia. - -È notevole nel cappone il fenomeno che talvolta usa dei mezzi -d'espressione delle chioccie assumendo anche l'incarico della -incubazione delle uova. Per ciò conseguire si consiglia d'ubbriacare -il paziente dopo avergli tirate le piume del ventre e quindi mettergli -sotto le uova. Quel povero martire, che già fu trattato con pochi -riguardi, lo si umilia di bel nuovo facendogli disimpegnare le funzioni -del sesso al quale egli non appartiene. Poverino! egli è così buono -che dopo la sbornia si sveglia col falso concetto d'essere una gallina -e come tale accoglie volentieri le uova che gli furono messe sotto -durante il sonno dell'ubbriacone. Infelice creatura; l'uomo ti coglie -a tradimento ubbriacandoti, e ti toglie con ciò finanche l'ultima -illusione del tuo sesso. - -Nella nota V della sua traduzione «La espressione dei sentimenti -nell'uomo e negli animali» il Canestrini parla dei capponi-chioccie: -riportiamo per intero il brano che sommamente ci interessa: - -«Riferirò ancora il fatto strano che i capponi, dopo l'inchiocciamento, -prendono le pose e compiono gli uffici delle chioccie. - -Ecco quanto scrive su questo argomento mio fratello Riccardo nel -_Bollettino del Naturalista_ (anno X, n. 6, giugno 1890): «Sono -in campagna in provincia di Padova e abito una casa vicina ad un -allevatore di polli, il quale in questo momento possiede qualche -centinaio di pulcini di diverse grandezze, che divise in squadre vanno -pascolando pei campi. Fino dal primo giorno del mio arrivo rimasi non -poco meravigliato nel vedere queste diverse squadre di pulcini diretti -dalle solite chioccie, ma bensì da robusti capponi. Questi poveri -evirati, cui non appartiene per nulla la brigata che conducono, imitano -le femmine nel chiocciare in modo veramente ammirabile, sono vigili -ed amorevoli, pronti ad assalire ed a difendere. Essi conservano molta -costanza nell'adempimento della loro missione; cioè portano una serie -di pulcini ad un grado di sviluppo voluto, si adattano di accettarne -subito una seconda, poi una terza, e così di seguito, ciò che non fanno -le chioccie. Si aggiunge a ciò che il cappone, per la sua statura e per -la sua forza, s'impone ai nemici assai più d'una gallina, e che può -dominare un numero di pulcini maggiore di questa. Come si ottengono -questi capponi-chioccie? Ecco come procede il pollicultore di qui: -mette un pizzico di tabacco da naso nella bocca dell'animale e poscia -lo prende per le zampe e lo fa girare a braccio disteso obbligandolo a -descrivere degli ampli circoli: ciò fatto lo unisce ai pulcini che deve -allevare. Appena rinvenuto dell'ubbriachezza e dello sbalordimento, -il cappone assume senz'altro la missione della chioccia. Invece del -tabacco, secondo l'asserzione del conte dott. A. P. Ninni di Venezia, -si può impiegare l'acquavite». Il fatto è abbastanza notorio nel -Veneto; ma io non saprei spiegarlo, nè dire quale parte vi abbiano le -pratiche succitate». - -Non parliamo poi dell'amor materno delle galline: il cuore -s'intenerisce nel vedere le premure affettuose della chioccia verso -i suoi pulcini. Un quadro più simpatico, più palpitante di teneri -affetti, la natura non seppe idearlo. Quella madre ideale timida per -natura, ora non teme più pericoli, e se qualche presunto pericolo si -annunzia essa dà subito il suo grido d'allarme, ed i pulcini intimiditi -corrono a nascondersi sotto le sue ali a chiedere protezione. Guai se -un gatto, un cane, ecc. osa troppo accostarsi: la furente madre gli si -avventa contro senza nulla paventare e costringe il nemico alla fuga. - -Però, come nella specie umana s'incontrano talvolta le cattive madri, -così è facile d'imbattersi in galline che sono anche indegne di -portare il santo nome di madre. Queste galline perverse abbondano -particolarmente nelle razze sedentarie, e numerosi fatti sono a -confermare queste nostre asserzioni: in tal caso l'unica punizione è -la pena di morte. Possedemmo una gallina Langshan che cresceva i suoi -pulcini con affetto particolare sino a circa il decimo giorno; da -quell'epoca in poi quella perversa ne ammazzava giornalmente uno o due. -L'anno dopo si ritentò la prova di farle allevare un'altra nidiata; -quella tenera madre ripetette nuovamente l'atroce divertimento. Una -gallina della razza Mora a seta, ebbe l'incarico di schiudere delle -uova della sua specie assieme a certe altre di anatre; la schiusa -fu favorevole, ma gli anatrotti vennero trucidati crudelmente dalla -chioccia. Una gallina Langshan ebbe il coraggio di lasciare in asso -una intera nidiata che era venuta alla luce da due o tre dì, per -abbandonarsi agli amori d'un gallo che la corteggiava; quella megera -non volle più saperne della propria prole. Così continuando potremmo -citare altri numerosi fatti, ma abborriamo dal parlar male delle nostre -galline, e perciò cerchiamo d'interessare chi ci legge con fatti che -documentano la bontà dei nostri bipedi pennuti. - -Il dolore che prova la chioccia nella perdita della sua prole è -immenso. Vi possiamo raccontare d'una chioccia alla quale venne -prematuramente tolta la sua nidiata; la poverina si lasciò morir di -fame pel dolore, mentre un'altra chioccia, piuttosto che rinunziare -ai suoi piccini, preferì ritornare a covare altre uova. Durante -l'allevamento la chioccia ha fatto voto di castità: essa rifiuta -assolutamente le carezze del gallo per non scandalizzare la sua -figliuolanza, ma è tempo perduto: già a due mesi cominciano a farsi -sentire gli istinti amorosi nei galletti che.... orribile a dirsi, -fanno l'occhio di triglia alle proprie sorelle. L'affettuosa madre -finge di non vedere, ma finalmente si distriga di tanto putridume ed -infligge alla sua prole il castigo dell'abbandono: per consolarsi poi, -essa ritorna ai suoi amori. - -Non è privo d'interesse l'accordo che regna sovrano fra le singole -nidiate; i pulcini si vogliono un bene matto fra di loro e si -trastullano assieme. Ma col primo risveglio degli istinti amorosi -i galletti cominciano già a manifestare la loro indole bellicosa e -volentieri tirano di scherma per prepararsi alle future battaglie; le -pollastre invece studiano i modi civettuoli per attirarsi la simpatia -dei maschi, future speranze dei loro sogni d'amore. Epperò si osserva -spesso una marcata antipatia fra pulcini, in particolar modo se di -diverse razze: antipatia che talvolta è causa di tristi conseguenze. Or -sono 5 o 6 anni allevammo, assieme a certi allievi cocincinesi, degli -splendidi olandesi neri a ciuffo bianco; dopo del tempo fummo obbligati -a separare le due razze, imperocchè i cocincinesi avevano una smania -indescrivibile di beccare continuamente il cranio di quei piccoli -generali in grande uniforme. Questi poveri bersagliati cominciavano -addirittura a perdere il penacchio, e col cranio pelato sembravano -generali in piccola tenuta. Bisogna ammettere in questo fatto una -marcata antipatia per quel ciuffo enorme da parte degli allievi -cocincinesi. - -Difficilmente il gallo amoreggia con altre specie e, se un sì mostruoso -fatto avviene, non è mai coronato da successo. Così osserviamo una -predilezione speciale d'un gallo verso una tacchina che volentieri -accettava le carezze di quello scostumato; le uova però riuscivano -sempre infeconde. La gallina in verità è meno pudica del gallo e -più facilmente si dà agli amori illeciti se si tiene lontana da -esso. Interessante è in tal caso il suo accoppiamento col fagiano, -poichè è facile ottenere degli allievi. Questi ibridi sono, a quel -che ne dice qualche scrittore che di essi se n'è occupato, molto -indicati per essere arrostiti; il gusto delle loro carni deve essere -eccellentissimo. Leggemmo un lungo articolo d'una gazzetta avicola -tedesca nel quale si metteva in evidenza che la razza d'Amburgo altro -non sia se non il prodotto d'incrocio fra fagiano e gallina. Il chiaro -autore avrà forse anche ragione, ma vi sono molti _ma_ per poter -credere a simili asserzioni. - -Fra i pennuti del cortile, il colombo, non è meno degno di menzione -del pollo per ciò che concerne la espressione dei suoi sentimenti -d'amore, anzi le sue vicende amorose son circondate da un'aureola di -poesia accompagnata da atti molto espressivi. Il colombo è monogamo, -si sposa alla sua compagna per la vita e rare volte vien meno alla -fedeltà coniugale: così un amatore di colombi ci narrò d'aver posseduto -un colombo che menava vita comune con delle colombe e che non veniva -mai meno agli obblighi d'incubazione rimpiazzando alternativamente il -posto delle compagne che abbandonavano provvisoriamente le uova per -prender cibo e per riposarsi. È noto a chiunque s'è occupato di colombi -che in quella bisogna il maschio coadiuva la femmina — questa cova le -uova dalle 4 pom. sino alle 10 ore ant. del seguente giorno beninteso -approssimativamente. Nel caso ora sovracitato il maschio andava a -dare il cambio prima ad una delle due compagne, la favorita, e poi -all'altra, l'ultima ruota del carro: succedeva spesso che quest'ultima -stanca dall'aspettare, abbandonava il nido e di tal modo le covate -andavano sempre a male: il maschio però non lasciava mai di covarle un -paio d'ore al giorno. Il chiaro prof. Bonizzi invece così racconta un -caso di bigamia: «Per mia scienza conosco un caso nel quale appunto -un colombo era bigamo, ma per tutta la buona stagione allevò sempre -benissimo le due covate: notai che le due femmine erano d'indole assai -pacifica non dominate dalla gelosia e quindi vi erano le condizioni -favorevoli per non avere mai litigi, che avrebbero potuto impedire il -buon andamento della covatura». - -È veramente degno di nota la premura con cui il maschio spinge la -femmina al nido per imporle la deposizione delle uova. Questo atto del -colombo trova la sua spiegazione nella gelosia, e difatti il Prütz -afferma che dopo la fecondazione la femmina trovasi in uno stato -che è talvolta accentuato nel gentil sesso della specie umana: essa -sarebbe disposta ad accettare il coito da altri maschi ed allora il -previggente marito la spinge a colpi di becco al nido e trova pace -soltanto quando le uova son deposte. Durante la deposizione il cerbero -geloso monta la guardia al nido: le uova vengono deposte sempre nelle -ore pom. e cioè fra le 4 e le 7 il primo uovo e fra le 12 e le 2 il -secondo — quest'ultimo con un intervallo di 3 giorni dalla deposizione -del primo. Dalla deposizione del secondo uovo corrono 19 giorni prima -che vengano a luce i piccini ed allora, più che durante il periodo -dell'incubazione, l'amore dei genitori per la loro amata prole offre un -quadro squisitamente gentile allo sguardo dell'osservatore. Nei primi -10 giorni i piccini vengono amorosamente custoditi sotto la madre — -questa, alla solita ora che soleva lasciare le uova, lascia ora anche -i neonati per evacuare le feci, per ristorarsi e per riposarsi, nel -mentre che il maschio assume provvisoriamente la cura della prole. -Verso il 10º giorno i piccini che avevano gli occhi chiusi cominciano -ad aprirli ed allora i genitori tralasciano la cura di riscaldarli -sotto di loro nelle ore del giorno continuando tale pratica soltanto -nella notte per altri 5 o 6 giorni. Nei primi 8 o 10 giorni della loro -esistenza i neonati ricevono l'imbeccata dai genitori e la stessa -consiste in una pappa sierosa che proviene dal rigonfiamento della -mucosa dell'ingluvie, dopo questo lasso di tempo la pappa comincia -a diminuire gradatamente venendo rimpiazzata equamente dai grani -rammolliti nel gozzo finchè l'imbeccata si compone esclusivamente di -grani rammolliti. La pappa sierosa che vomitano i colombi nel becco dei -loro neonati non può essere emessa a volontà dai colombi, ma solamente -nell'epoca che abbiamo sovraccennato: di tal modo se per un caso -qualunque si volessero rimpiazzare i piccini nel nido con due di altra -provenienza sarebbe indispensabile che gli stessi avessero la stessa -età di quelli da rimpiazzare poichè in caso diverso la nutrizione non -sarebbe confacente ai nuovi ospiti. Epperò il Prütz nel suo dotto libro -sui colombi afferma che avvi dei colombi che si distinguono appunto per -la loro speciale attitudine a covare: questi animali covano anche senza -uova e perciò vengono chiamati _covatori della paglia_ (Strohbrüter); -gli stessi si dànno il cambio regolarmente come se avessero le uova nel -nido ed accettano di covare le uova che vengono loro affidate — queste -se provengono da una incubazione di diversi giorni schiuderanno sotto -i nuovi covatori in pochi giorni. I covatori della paglia non ostante -che non hanno percorso lo stadio regolare dell'incubazione nutriscono i -neonati egualmente come se avessero covato per 19 giorni cioè imbeccano -i piccini con pappa sierosa. Questi colombi sterili sono preziosissimi -nelle colombaie ove abbondano dei cattivi covatori e li abbiamo citati -perchè ci offrono un sapiente esempio dell'amor paterno dei colombi: -negli stessi questo sentimento è talmente innato che molti di loro -adottano uova e piccioni non propri, un esempio d'amor paterno che -trova riscontro, come già dicemmo, nei capponi-chioccie. - -Se però il colombo talvolta vien meno alla fedeltà coniugale, la -colomba, più facilmente ancora, cade nel fango dell'adulterio e -talvolta ha financo lo stomaco di abbandonare il proprio marito per -unirsi ad un altro che gli ispira maggiore simpatia: questo caso si -verifica particolarmente, al dire del Bonizzi, quando i maschi sono -vecchi. La castità dei colombi è dunque un modo di dire, e chi ha -allevato anche pochi di questi uccelli avrà potuto convincersi che -il vizioso, il debosciato e la femmina spudorata non sono solamente -trovabili nella specie umana, ma bensì anche fra le caste e pure -colombelle. - -Gli atti che precedono l'accoppiamento dei colombi sono molto -espressivi ed è specialmente caratteristico l'atto del bacio e delle -carezze che si ripetono per diverso tempo prima che avvenga il coito: -questo atto brutale, viene così circondato da un'aureola di poesia nel -mentre che nel pollo predomina in quel momento la più eloquente prosa. - -Il fagiano nelle sue vicende amorose si comporta quasi a similitudine -del pollo nel mentre che il pavone è molto meno espressivo di essi, e -meno ancora lo è la gallina di Faraone. - -Molto espressivo è invece il tacchino nei suoi impeti amorosi: chi -non conosce l'affetto delle tacchine per la prole, la loro passione -all'incubazione, ecc. Il maschio non nutre tenerezza alcuna per la -prole e per le compagne, ed in tutte le sue manifestazioni ha il -sopravvento la massima espressione prosaica. Ciò che va notato in -particolar modo è la sua libidine: un oggetto qualunque trovato a caso -come una pantofola, una scarpa, ecc. viene preso d'assalto dal tacchino -che vi ci compie sopra l'atto dell'accoppiamento ed orribile a dirsi, -quest'atto lo vedemmo compiere incessantemente da due o tre tacchini -sulla carogna d'un cane: d'altronde anche i colombi s'abbandonano a -queste laidezze e similmente i polli, ma per quanto risulta per nostra -scienza sono oggetto di libidine carogne della stessa specie. Epperò un -animale tanto dedito ai piaceri venerei quale è il tacchino, per quanto -ci consta, non è mai pederasta paziente come lo è talvolta il casto -colombo e rarissime volte il gallo. - -Le anatre e le oche stanno allo stesso livello nella espressione dei -sentimenti amorosi: l'istinto della maternità è anche alquanto bene -sentito in queste due specie: l'anatra muschiata, p. es., cova con -tutta facilità e non occorre, come per molte altre specie affini, -prepararle un nido isolato e lontano dai rumori, poichè essa si adatta -a covare come meglio può. Nelle anatre, questa specie è certamente la -più propensa all'incubazione e rappresenta nei suoi congeneri ciò che è -la razza Cocincinese nei polli: come madre è anche molto apprezzabile -poichè circonda delle più assidue cure la sua prole, proteggendola -energicamente da qualunque eventuale pericolo: così possiamo raccontare -d'un piccolo gatto che venne trucidato da un'anatra muschiata bianca -— il misero gattino, non ancora fermo in gambe, non ebbe la forza e la -sveltezza di sfuggire alle continue beccate della furibonda chioccia. - -L'atto del coito nelle anatre è pure preceduto da mille affettuose -carezze che si sogliono prodigare maschio e femmina e quando gli -individui dispongono d'una vasca d'acqua quell'atto si compie sempre -là dentro, astrazione fatta delle anatre muschiate che, non essendo -estremamente proclive a tuffarsi nell'acqua come le loro congeneri, si -fecondano anche fuori di quell'elemento. - -L'anatra del Labrador non è meno espressiva della muschiata nelle sue -manifestazioni materne, e come questa, è pure covatrice assidua e madre -eccellente: non così l'anatra di Rouen e nemmeno l'altra di Pechino che -in generale sono meno espressive della muschiata e della Labrador. - -L'oca in generale è più garrula dell'anatra, ma è forse meno -espressiva: epperò l'oca d'Egitto è insuperabile come madre ed è -essenzialmente da menzionarsi per la sua fedeltà coniugale e per gli -atti di coraggio che mette in evidenza quando ha prole da guidare: essa -si avventa risolutamente anche all'uomo senza punto temerlo. - -Quando papà Dante pensò all'amore che muove il mondo, non escluse -sicuramente i nostri pennuti del cortile dall'obbedienza alle leggi -d'amore: noi vi abbiamo dimostrato che questi nostri bipedi nascono, -crescono e muoiono per l'amore, e speriamo con ciò di aver colpito nel -segno. - - -=Fisiologia della collera.= — Come si manifestano le sensazioni -della collera, del furore, lo abbiamo già accennato nella esposizione -sommaria dei tre principi del Darwin: il nostro compito si restringe -ora a mettere in evidenza, mediante cenni descrittivi, le cause che -promuovono la collera nelle specie avine, nonchè gli atti ai quali -queste si abbandonano allorchè subiscono l'influenza della stessa. - -In nessuna specie avina l'odio pel suo simile è tanto accentuato come -nel gallo, mentre che lo stesso non odia affatto gli altri pennuti -del cortile: così il più feroce gallo vive in buona intelligenza colle -oche, colle anatre, col tacchino, colle faraone, ecc., ma non tollera -la compagnia d'un suo simile. - -L'uomo, avido sempre di emozioni brutali, ha messo a profitto la -ferocia accanita con cui si attaccano a morte quei fieri pennuti, -creando i combattimenti dei galli, ma come se ciò non bastasse, ha -fabbricato anche apposite razze di combattimento selezionando gli -individui non solo a norma dei loro speciali requisiti fisici, ma anche -in base al loro carattere feroce, crudele. Egli è evidente che, con -siffatta selezione, i campioni che allietano quei barbari spettacoli -debbono rappresentare il _non plus ultra_ della malvagità, della -crudeltà, della ferocia. - -I greci emersero in questo genere di sport ed i romani furono loro -degni imitatori: Columella, Plinio ed altri ne parlano e pare che Rodi -aveva il primato in siffatti spettacoli. Sino alla fine del secolo -scorso, in Inghilterra le arene dei galli erano frequentate dalla corte -e perciò gli spettacoli erano solenni e sfarzosi: tanta depravazione di -gentilezza d'animo trovò eco in Francia e nella Spagna. - -Attualmente continuano a darsi spettacoli del genere a Londra, a -Parigi, a Madrid, ma gli stessi non hanno veste ufficiale e sono -segretamente tollerati dalle autorità; ma a quanto sappiamo il pubblico -che frequenta queste piccole arene è composto di un elemento ove la -crapula, il vizio e la demoralizzazione hanno il sopravvento. - -Difatti ivi si tengono scommesse, si quotano i galli, ecc., -scommesse che hanno il loro riscontro nelle corse dei cavalli. Alle -isole Filippine, alle isole della Sonda, a Giava, in Cina, ecc., i -combattimenti dei galli sono sempre in gran voga come lo erano in -Inghilterra nello scorso secolo: non vi è indigeno che non allevi galli -da combattimento, non vi è indigeno che non frequenti le arene dei -galli: anche colà le scommesse sono all'ordine del giorno ed un nostro -amico, capitano di marina mercantile, ci diceva, non ha guari, di aver -visto varie persone a Giava ridotte nella più desolante miseria; alla -sua domanda: «come ha fatto Tizio a rovinarsi» gli si rispondeva: «si è -rovinato coi galli». Da noi si risponderebbe: si è rovinato al lotto, -si è rovinato al giuoco, si è rovinato colle belle donnine, ecc., ma -certamente non si troverebbe nessun bell'umore rovinato coi galli. - -Il colombo non nutre certamente l'odio spietato per i suoi simili come -il gallo, ma, astrazione fatta forse del fagiano, si può impunemente -classificarlo subito dopo il pollo nella scala dell'odio, della gelosia -e della collera degli animali da cortile. Vi sono razze di colombi -che riesce impossibile di tenere nelle grandi colombaie a causa della -loro malvagità: le stesse disturbano quelli intenti a covare e fanno -perciò rompere le uova nei nidi, non di rado fanno perire i piccioni -schiacciandoli o assalendoli a colpi di becco; egli è necessario che -siffatto canagliume venga isolato dalle grandi colombaie. I colombi -corrier pare che abbiano il primato nell'odio per i loro simili: noi -per propria esperienza troviamo nel colombo romano il più perverso, il -più feroce rappresentante dell'odio — se si volessero selezionare i più -cattivi, siamo sicuri che in pochi anni avremmo una razza di colombi -combattenti che potrebbero andare a rovinare in finanze gli indigeni di -Giava. I colombi romani vanno tenuti in poche coppie in colombaie vaste -ove non sianvi che pochi posatoi lungo i muri e fatti in modo che vi si -possa collocare un sol colombo: i nidi che non siano mai scoperti sul -davanti e fatti in modo che il colombo che cova non sia visto da fuori. - -È pure consigliabile la colombaia aperta poichè i colombi staranno -spesso fuori e nel colombaio vi sarà perciò sempre più tranquillità: -nella nostra colombaia che è rappresentata da una stanza quadrata -di 4 metri per lato vi teniamo solamente 3 coppie che possono uscire -per la finestra che è sempre spalancata — per costringere i colombi -a non poltrire nella loro abitazione, e per vieppiù tenerli divisi, -non mettiamo l'acqua nella stanza: con siffatta pratica quei furibondi -sono costretti ad uscire per abbeverarsi ed hanno conseguentemente meno -occasione di trovarsi tutti riuniti nella loro colombaia. - -Il tacchino, il pavone, la gallina di Faraone, l'oca e l'anatra, non -hanno innato l'odio per i loro simili al punto dei galli, dei colombi, -e fagiani, ecc., poichè concentrano tutte le loro ire, la loro gelosia -sulle altre specie del cortile: così questi vigliacchi, consci della -loro supremazia su d'un'altra specie, la tengono a bada mentre che -l'evitano vigliaccamente quando ne conoscono la maggiore forza. - -Il più odioso di questi pennuti è certamente il pavone poichè -sa fingere, sa nascondere i suoi tristi piani e metterli poi -improvvisamente in esecuzione, e guai allora: le sue beccate sono -rare ma mirano al segno. Abbiamo costantemente osservato nei nostri -pavoni l'atto vigliacco di accostarsi indifferentemente al pollo, -quindi ripiegare indietro il collo a forma di S e dopo una breve -pausa stenderlo improvvisamente e colpire nell'occhio: un bel gallo -Langshan ed un povero galletto Bantam, perdettero ciascuno un occhio -in questo giuochetto del pavone. Nel compiere quell'atto vilissimo, -il pavone mostra sempre il più ributtante cinismo: la povera vittima -manda un acuto grido di dolore, ma il pavone non si dà la minima briga -di inseguirlo, di guardarlo. Da quanto abbiamo accennato sul conto -del pavone risulta che lo stesso va tenuto nei vastissimi cortili, nei -parchi, ecc., poichè il suo contatto troppo immediato coi polli, che -si verifica negli spazi ristretti, lo spinge più facilmente alle sue -cattive azioni. - -Il tacchino maltratta i suoi compagni del cortile, ma i suoi atti -sono per lo più ispirati sempre ai piaceri venerei piuttosto che alla -malvagità innata del pavone. - -Buona, docile e soddisfatta si trova l'anatra in mezzo a tutti i -pennuti del cortile: non così l'oca che eccede per la sua malvagità. Ed -in fatto di malvagità ha il primato in particolar modo l'oca d'Egitto: -l'occhio piccolo e giallastro, circondato da un disco di piume nere, -contribuisce a mettere in evidenza il carattere malvagio di questo -interessante Lamellirostro. - -Niente di più perverso dell'oca d'Egitto, che si compiace di regnare -sovrana nel pollaio tenendo a bada tutti i polli, i tacchini e finanche -le perfide galline di faraone, insomma quest'oca è un vero camorrista -egiziano; però, purchè il pollaio sia un po' vasto, l'oca d'Egitto -tollera la presenza dei polli tenendoli a rispettosa distanza, ma si -commetterebbe un'imprudenza di volervi unire anche delle anitre per -le quali ha il più profondo disprezzo di questo mondo. Succede spesso -che nel gennaio, all'epoca della prima deposizione, l'oca non vi si -mostra disposta ed è perciò contraria alle carezze del marito — guai! -il furore il più cieco invade il maschio acceso di libidine, ed allora -la povera moglie, in compenso del suo ostinato pudore, riceve solenni -beccate sulla testa al punto da restarne totalmente pelata — la povera -moglie si nasconde come meglio può e, se il parco abbonda di cespugli, -potrà sottrarsi alle ire del marito libidinoso. - - -NOTE: - -[1] Carlo Darwin — «La espressione dei sentimenti nell'uomo e negli -animali.» (Versione italiana di Giovanni Canestrini). - -[2] Ecco come il Darwin pone questo suo principio: «In date condizioni -dell'animo, per rispondere o per soddisfare a date sensazioni, a dati -desiderii, ecc... certe azioni complesse sono d'una utilità diretta -o indiretta; e tutte le volte che si rinnovella il medesimo stato -di spirito, sia pure a un debole grado, la forza dell'abitudine e -dell'associazione tende a produrre gli stessi movimenti, benchè d'uso -veruno. Può nascere che atti ordinariamente associati per l'abitudine -a certi stati di animo sieno in parte repressi dalla volontà; in tali -casi, i muscoli sopratutto quei meno soggetti alla diretta influenza -della volontà, possono tuttavia contrarsi e produrre movimenti che ci -paiono espressivi. Altra volta per reprimere un movimento abituale, -altri leggieri movimenti si compiono, e pur essi sono espressivi. - -[3] «Certe condizioni dell'animo, come abbiamo veduto nell'associazione -delle abitudini utili, dànno luogo a certi movimenti abituali, che in -origine furono realmente utili, e possono esserlo ancora; quando poi si -produce uno stato d'animo affatto inverso, si manifesta una tendenza -energica ed involontaria a movimenti inversi del pari, abbenchè non -siano mai stati di utilità veruna.» - -È questo il concetto esposto dal Darwin epperò il principio -dell'antitesi trova molti oppositori nello stesso campo dei darwinisti -che lo trovano artefatto, inutile. I fenomeni di espressione possono -spiegarsi ampiamente col 1º e col 3º principio del Darwin; tale è -almeno l'opinione del Canestrini che in una sua nota dice: «Resta -sempre indiscutibile il merito del Darwin di aver rilevato ed -illustrato il fatto che sotto l'impero di contrari impulsi della -volontà si compiono spesso atti di natura contraria.» - -[4] Riepilogo. — (DARWIN. _Espressione dei sentimenti_ — traduz. -italiana per G. Canestrini). — La fluttuante irradiazione della forza -nervosa delle cellule che han ricevuta la prima impressione, — la lunga -abitudine d'una lotta penosamente sostenuta per isfuggire alla causa -del dolore, — e finalmente la coscienza che l'azione muscolare è un -sollievo, — questi tre elementi probabilmente concorsero a produrre -la tendenza ai movimenti violenti, quasi convulsivi, provocati da un -violento dolore fin negli organi della voce e che ne sono (è universale -il consenso) la più perfetta manifestazione espressiva. - -[5] CARLO DARWIN. _La espressione dei sentimenti_ — traduz. italiana di -G. Canestrini. — «Tutti questi sintomi del furore sono probabilmente -dovuti in gran parte all'azione diretta del sensorio eccitato; taluni -sembrano eziandio dipendere in modo esclusivo da quest'ultima causa. -Tuttavia gli animali di ogni specie, e prima d'essi i loro progenitori, -risposero alle minacce o all'attacco del nemico impiegando ogni loro -energia per combattere e difendersi. Se un animale non si mette così in -istato di piombar sul nemico, se non ne ha l'intenzione, o per lo meno -il desiderio, non può dirsi, in verità, che sia furioso. Gli è così -che un'abitudine ereditaria di sforzo muscolare ha dovuto associarsi -al furore, e quest'abitudine agisce direttamente od indirettamente -su parecchi organi, quasi nella stessa maniera con cui agisce un gran -dolore fisico.» - -[6] Loco citato — «La pelle impallidisce ed il sudore gronda. Le -secrezioni del canale alimentare e dei reni sono aumentate, e, in -seguito al rilassamento dei muscoli sfinteri, involontariamente -espulse.» - -[7] C. DARWIN. — _La espressione dei sentimenti_ — traduzione italiana -di G. Canestrini. — «Egli è possibile che l'emissione dei suoni vocali -non sia stata in principio che una involontaria ed inutile conseguenza -della contrazione dei muscoli toracici e laringei, provocata dal dolore -o dalla paura. Nullameno è un fatto che presentemente molti animali -fanno uso della voce con iscopi ragionati e diversi, ed anche in alcune -circostanze nelle quali sembra che l'abitudine abbia la prima parte. -Gli animali che vivono in truppe o nei quali la voce costituisce un -mezzo di reciproca comunicazione frequentemente impiegato, ne fanno uso -in qualunque occasione, più volentieri di quelli che hanno differenti -costumi. In virtù del principio di associazione, la voce, impiegata -dapprima siccome un utile soccorso in diverse circostanze che eccitano -nell'animale impressioni di piacere, di dolore, di rabbia, ecc., -divenne più tardi di uso abituale, tutte le volte che queste stesse -sensazioni od emozioni si sono riprodotte, sia ad un grado minore, sia -in condizioni interamente diverse.» - -«Presso un gran numero di specie, durante la stagione degli amori, i -sessi si chiamano continuamente l'un l'altro; nè avviene di rado che -il maschio cerchi anche di allettare o di eccitare la femmina. Pertanto -sembra essere stato questo il primitivo uso della voce e l'origine del -suo sviluppo; l'impiego degli organi vocali sarebbe dunque stato sul -principio associato al preludio del piacere più vivo che l'individuo -sappia sentire.» - -«Negli animali, si può perfettamente comprendere che i maschi usino la -voce per piacere alle femmine e che trovino pur essi diletto nei loro -esercizi di musica; ma, sino al presente è impossibile spiegare perchè -producano certi suoni determinati, e donde venga la soddisfazione che -ne ritraggono.» - -[8] «La erezione delle appendici cutanee è un atto riflesso, -indipendente dalla volontà; quando esso si produce sotto l'influenza -della collera o del terrore, bisogna considerarlo, non come -un'attitudine acquistata per raggiungere qualche scopo, ma come -un risultato collegato, almeno in gran parte, con un'affezione del -sensorio. D'altra parte, moltissimi esempi tratti dalle classi più -varie ci dimostrarono che l'erezione dei peli o delle penne è quasi -sempre accompagnata da movimenti volontari diversi.» - - - - -Opere complete di TEODORO PASCAL - - - 1. =Le razze della gallina domestica=. Monografia esauriente - delle principali razze. Ediz. S. T. E. N. L. 3,50 - - 2. =Anatre ed Oche da prodotto=. Classificazione - ed origine. Allevamento e sfruttamento. - Ediz. S. T. E. N. » 4, — - - 3. =Colombi commestibili e sportivi=. Origine. Riproduzione. - Abitazione. Nutrizione. Malattie. — Razze commestibili - e razze sportive. - Ediz. Battiato » 3,50 - - 4. =Faggiani, tacchini, faraone, pavoni, anatre, oche, - cigni=. Razze ed allevamento. 2ª. edizione - rifatta. Ediz. Battiato » 2,50 - - 5. =Importanza e risultati degli incrociamenti in - avicoltura=. Ediz. Battiato » 0,50 - - 6. =Le livree dei nostri volatili domestici in rapporto - allo sport, alla produttività ed alla rusticità=. - Ediz. Battiato » 0,50 - - 7. =Le esigenze della gallina considerate in rapporto - alle sue speciali caratteristiche di razza=. - Ediz. Battiato » 0,50 - - 8. =Il Mendelismo in rapporto all'Avicoltura=. Ediz. - Battiato » 0,50 - - 9. =La espressione dei sentimenti dei nostri volatili - domestici=. Ediz. Battiato » 0,50 - - 10. =Manuale teorico pratico d'Avicultura= _2ª edizione_. - Ediz. Battiato » 2,50 - - -Per ricevere franco a domicilio i superiori libri basta solo indicare -il numero d'ordine inviando vaglia del relativo importo all'editore F. -BATTIATO — =Catania=. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of La espressione dei sentimenti dei -nostri volatili domestici, by Teodoro Pascal - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA ESPRESSIONE DEI *** - -***** This file should be named 54603-0.txt or 54603-0.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/5/4/6/0/54603/ - -Produced by Rosemarie della Scala and Barbara Magni -(original images from Biblioteca Scolastica - Istituto -Tecnico Agrario "G. Garibaldi", Roma) - - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. Special rules, set forth in the General Terms of Use part -of this license, apply to copying and distributing Project -Gutenberg-tm electronic works to protect the PROJECT GUTENBERG-tm -concept and trademark. Project Gutenberg is a registered trademark, -and may not be used if you charge for the eBooks, unless you receive -specific permission. If you do not charge anything for copies of this -eBook, complying with the rules is very easy. You may use this eBook -for nearly any purpose such as creation of derivative works, reports, -performances and research. 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