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You may copy it, give it away or -re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included -with this eBook or online at www.gutenberg.org/license - - -Title: Commentario de le piu notabili, & mostruose cose d'Italia, & di altri luoghi - di lingua aramea in Italiana tradotto, nelquale si impara, - & prendesi estremo piacere - -Author: Ortensio Lando - -Release Date: February 14, 2017 [EBook #54167] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK COMMENTARIO *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - - - - - - COMMENTA- - RIO DE LE PIU NO- - tabili, & mostruose cose d'Italia, & altri - luoghi, di lingua Aramea in - Italiana tradotto, nelquale - s'impara, & prendesi - estremo piacere. - - VI SI È POI AGGION- - to un breve Catalogo de gli inventori de le cose - che si mangiano, & si beveno, nova- - mente ritrovato, & da Messer - Anonymo di Utopia - composto. - - - - IN VINETIA AL SEGNO - DEL POZZO. - - M D L. - - - - - AL MOLTO ILLUSTRE - ET CORTESE S. IL - CONTE LODOVI - co rangono. - - -Imaginando come io vi possa ragioire, & dar qualche spasso, mi sono -risoluto nell'animo mio, non poter cio meglio fare, che porgendovi -qualche piacevol lettione per laquale vi ralegriate l'animo, spesso -percosso da duri colpi di fortuna: legete adunque il presente -commentario, che mi e (non so per qual via) venuto alle mani, & la -mia buona intentione di farvi sempre cosa grata amate (& sel vi pare) -insieme lodate. - - - - - COMMENTARIO DELLE PIU MOSTRUOSE - ET MEMORABILI - cose c'habbia L'Italia et altri luoghi. - - -Piu fiate havendo letto nelle antiche storie tante maravigliose cose -dalli Italiani virilmente oprate, et essendomi da mio avolo molte volte -detto esser l'Italia la piu bella parte, la piu ricca, & la piu civile -che ritrovar si possi, nacquemi nel petto un'ardentissimo disio, & -vennemi un istrema voglia non sol di vederla, ma di habitarla mentre -vivessi: & al mio pensiero fu il cielo sì favorevole & propitio, che di -piu osato non havrei di desiderare. Volle adunque mia buona ventura, -che nel paese nostro che si chiama il regno de Sperduti, capitasse -spinta da contrari venti una nave, che dall'isola di Utopia carca -di carote veniva, sopra dellaquale, fra molti, vi era un Fiorentino -chiamato Tetigio, ottimo maestro di piantar carote, & perche oltre di -questo, egli era faceto, motteggiatore, & piacevole molto, Lo chiesi -se voleva rimanersi meco, & essermi guida nel viaggio d'Italia, ch'io -li darei honesta, & al suo giuditio convenevole provisione, oltre -che l'havrei sempre in luogo di carissimo fratello. Non spiacque -l'offerta al Fiorentino, anzi riverentemente mi ringratiò che degno -reputato l'havessi del mio servigio, promettendomi ch'egli mi sarebbe -ossequente piu che il vento, & obediente piu che la lepre -alla campagna, & che tutta l'Italia gli era non meno nota, che si -fussero le stanze delli Antipodi, et che haveva notitia di tutte le -famiglie illustri, di tutti gli huomini bellicosi & litterati, e delle -piu belle & vaghe donne, et che mi avvertirebbe fedelmente secondo la -varietà delli costumi Italiani, liquali piu spesso si cambiano che non -fa il Cameleonte. Stette la nave delle Carote forsi sei mesi in porto. -Il padrone era Raguseo, li ministri parte Genovesi, parte Napolitani, -il scrivano era sciotto. Di si longa dimora fu cagione non tanto la -contraditione de venti, quanto il mercatantare che fecero, conobbero -tantosto che di Nave scesi furono esser la Regione nostra copiosa di -rare cose: compraro adunque anzi per dir meglio, contracambiarno; à noi -lasciando delle lor Carote, & essi portandosene di quelle cose delle -quali l'Italia mancava: per Napoli tolsero di belle prospettive delle -quali si diletta quella natione sopra tutte l'altre. Per Roma tolsero -le piu belle cortegiane che n'havessimo nel Regno, quasi che le ci -mancassero: Per Siena di molte funi, & di molte catene. Per Firenze -mille Cantarri di speranza vana. Per Perugia morsi, et briglie. Per -Lucca di molte odorifere misture per profumare il loro maraviglioso -volto. Per Vinetia non vollero nulla, affermando che bastava portarvi -delle Carote lequali trapiantate in quel terreno salso & dolce, -crescevano ad estrema bellezza. Vollero per Genova una certa radice -della quale chi ne mangia dopo'l pasto à stomaco digiuno, ha gran -proprietà di fermare & stare, & stabilire i vacillanti capi. Mentre -cotai cose mi riferivano, accendevasi tutta via il desiderio di veder -l'Italia, & ogni indugia m'era troppo molesta. Longo sarebbe & non -molto necessario, se io volessi raccontare cioche se ne portarno per -Milano, qual mi dicevano esser una città grande, populosa, & molto -ricca, prima che Francia, Spagna, & Alemagna li succhiassero non solo -il latte, ma il sangue. Hora per conchiuderla spogliarno quasi tutto 'l -paese di virtuose radici, herbe, & liquori affermando esser l'Italia -tutta da vari morbi oppressa & impiagata, et non vedersi in lei parte -veruna che sana fusse. Hor quando ad Iddio piacque salimmo su la nave -ben corredata, et da ottimi marinai governata, & date le vele à venti -per quindici giorni navigammo felicemente, levossi dopoi un vento -impetuoso molto, che ne constrinse (nostro mal grado) pigliar porto -in una isoletta da man destra poco habitata da huomini, ma piena de -conigli, & cervi, daini, lepri, papagalli, tortore, & usignuoli, piena -de pretiosi frutti, & soavissimi fiori, copiosa di chiare fontane, dove -fummo raccolti con lieto viso & gratiosissimamente ristorati, & certo -n'havevamo gran bisogno per la molta angoscia che n'haveva fatto sentir -l'ira del mare. Mentre quivi soggiornammo, ne fu detto esser nell'isola -un'Eremita dotato di Spirito profetico ilquale non lontano dal nostro -albergo habitava, io che fui sempre curioso di cose nove deliberai -visitarlo. Gran cosa & degna di stupore mi parve ch'egli appena veduto -m'hebbe, che per proprio nome mi salutò et tutto pieno di amorevolezza -bacciommi la fronte. Era questo huomo d'aspetto sopra modo venerabile, -di statura alto, di habitudine di corpo magro, di favella soavissimo, -vestito di tela celeste col capo tondo, & ricciuto: presemi per mano, -introdussemi nella sua cella, & postosi sopra di una panca à sedere, in -cotal modo incominciò à favellarmi. Sono molti giorni figliuol mio, che -bramosamente ti aspetto: io so che tu sei per girtene in Italia, ove -molte strane cose vedrai, & scorrerai molti pericoli, ma se tu haverai -fede nel Signor Iddio da qualunque sciagura serai liberato. Io vidi -già l'Italia quando ella fioriva, & era carica di Trofei, et nel vero -parvemi un terrestre paradiso, ma hora intendo che le voglie divise -delli infelici Italiani le hanno fatto mutar faccia et cambiar costumi. -Troverai molte cose, che sommamente ti aggradiranno, et molte che ti -saranno cagione di strema noia, spera pur figliuol mio nel S. che ti -farà trar di questa tua longa peregrinatione utilissimo frutto, fa che -senza intermissione adori, & preghi l'eterno padre, dal quale procedono -tutti i beni, fa che li occhi tuoi non s'invaghischino d'altro -spettacolo che della salutifera croce di Giesu Christo, nelquale habbi -tutta la fiducia & egli farà la guida tua, non ti fidare nella propria -prudentia, ma fidati in quella divina providentia, che regge & governa -l'universo; Custodisci il cuore con ogni diligente custodia, imperoche -da quello procede la vita nostra. Rimuove da te le labra detrattrici. -Fuge le lingue bugiarde, & guardati dall'ira, imperoche egli è scritto -nelle sagre lettere, che l'ira alberga nel seno de pazzi. Schiva le -conversationi delle malvagie femmine, amara assai piu che asentio, & -piu che morte. Attende à conservarti buona & intiera fama, laquale pel -testimonio di Salomone è di ogni pretioso unguento piu soave. Tu te -n'andrai sano & salvo à quella nobil provincia, laquale dalli Vitelli -ha preso il nome: Vedrai quella felice & beata amenita di Campania & -pareratti comprendere, che solo in quella parte del mondo la natura -triumphi, godi & gioiosa si stia, gusterai una maravigliosa temperatura -di cielo, vedrai campi fertilissimi, Colli aprichi, spelonche opache, -fronzute selve, infinita copia di biade, viti, mandorle, & olive, molto -armento, copioso grege, molti fiumi, & molti chiari fonti. Vedrai Roma -nudrice di tutto'l mondo, eletta dal magno Iddio per adunar i sparsi -imperii, & mollificare le dure usanze, & aspri costumi de barbari, & -per esser finalmente patria comune à tutte le genti: Ricordoti però -figliuol mio, che quando sarai nella alma città di Roma che di cosa -che tu vega contra l'opinione tua, non te ne scandalizi. Troverai -per Italia & ispetialmente nel Regno di Napoli, nel paese di Roma, et -per Lombardia infinito numero de Tirannetti li quali sono à sudditi -peggio che la peste, rubbandoli & violandoli le donne loro, sovengati, -che Iddio fa regnar cotai mostri per li peccati de popoli & prega il -S. ne spenga à fatto il seme di queste crudeli Arpie, ma ragionato -habbiamo à bastanza, tempo mi pare di ristorare il ventre importuno -essattore di quanto se gli deve, piacciati rumpere il digiuno con esso -meco, ne ti rincresca di fare un poco di penitentia: io lo ringratiai -dicendoli, che troppo singolar beneficio mi faceva degnandomi della -sua mensa, per laquale havrei rifiutato quella di Nino, & di Lucullo, -ne invidiarei à giove, nettare, o ambrosia, & cosi il buon Romito -puose mano ad un tovaglino piu bianco che falda di neve, & ingombrò la -picciola tavola de fichi secchi, nocelle, mandorle, & uva passola, & -di un pane bruno anzi che nò, ma leggiero, ben fermentato, saporito, -& ottimamente stagionato: Vino non ci puose egli ma di un'acqua mi -dette bere, dotata diquelle conditioni, che si ricercano ad una buona -acqua: superava di chiarezza ogni ben lucido cristallo, non haveva -alcuno sapore, non odore, non determinato colore, non finalmente -alcuna qualità. Finita la colatione & rese le gratie al S. egli mi -diede la sua benedittione, chiedendola io importunamente, & da lui -tolto commiato allo albergo feci ritorno. L'oste, che longamente -m'haveva aspettato credendosi ch'io fussi digiuno, incominciò à -burlarsi di me. Era questo hoste un buon brigante, amico anzi schiavo -della gola, per un ortolano, per un beccafico, per un fegatello, -egli sarebbe ito nel fuoco, bevitore era piu che Tiberio, piu che -Cinciglione, & piu che Novello tricongio: del resto, era faceto, & -ben parlante ne haveva punto del sciocco, anzi gli avanzava molto del -tristo. Dopo che di me preso si hebbe quel trastullo che li piacque, -sgannatosi finalmente che digiuno non fussi, ma in piu modi ben -ristorato cosi à parlarmi incominciò. Anchora che il Romito t'habbi -sofficientemente ammonito, & consigliato di quanto ti fie bisogno pel -viaggio d'Italia, pur per l'amicitia fra noi in questi pochi giorni -contratta, non voglio ti parti senza alcuni miei salutevoli ricordi. -Io mi persuado d'haver veduto l'Italia piu diligentemente di lui, ne -guari è che partito me ne sono, dil che assai & non poco me ne pento, -& ne farò dolente fin ch'io vivo. Veramente ti porto grande invidia: -imperoche fra un mese (se i venti non ti fanno torto) giugnerai nella -ricca Isola di Sicilia, et mangerai di que macheroni i quali hanno -preso il nome dal beatificare: soglionsi cuocere insieme con grassi -caponi, & caci freschi da ogni lato stillanti buttiro & latte, & poi -con liberale, & larga mano vi soprapongono zucchero & canella della -piu fina che trovar si possa; oime, che mi viene la saliva in bocca -sol à ricordarmene. Quando io ne mangiava mi doleva con Aristoxeno, -che Iddio non mi havessi dato il collo di grue perche sentissi nel -trangugiarli maggior piacere, mi doleva che il corpo mio non si -facesse una gran capanna. Sel ti vien commodo di fare la quaresima in -Taranto, tu diventarai piu largo che longo, tanta è la bontà di que -pesci, oltre che li cucinano, & con l'aceto, & col vino, con certe -herbicine odorifere, & con alcuni saporetti di noci, aglio, & mandole. -Ma quanta invidia ti porto ricordandomi, che tu mangerai in Napoli -quel pane di puccia bianco nel piu eccellente grado, dirai questo è -veramente il pane che gustano gli Agnoli in paradiso: oltre quel di -puccia, vi se ne fa d'un'altra sorte detto pane di S. Antemo in forma -di diadema, & è tale che chi vi desidera con esso companatico, è ben -re di golosi: mangerai vitella di Surrento, laquale si strugge in -bocca con maggior diletto che non fa il zucchero, et che maraviglia -è se è di si grato sapore, poi che non si cibano gli armenti d'altro -che di serpillo, nepitella, rosmarino, spico, maggiorana, citornella, -menta, & altre simili herbe, tu sguazzerai con due caci cavallucci -freschi, arrostiti non con lento fuoco, ma prestissimo, con sopraveste -di zucchero & cinamomo. Io mi strugo sol à pensarvi: vedrai in Napoli -la Loggia detta per sopranome de Genovesi, piena di tutte quelle -buone cose che per ungere la gola desiderar si possano, mangerai in -Napoli di susameli, mostacciuoli, raffioli, pesci, funghi, e castagni -di zucchero, schiacciate di mandole, pasta reale, conserve rosate, -bianco mangiare: sarannoti appresentati de buoni caponi, fa che tu -alizi, Gropizi, & non coseggi, cioe mangia l'ali & il gropone, & -lascia star le coscie: se brami coscie, piglia coscie de pollastri, -& ali di caponi, & spalle di montone, & questi sono tre buoni bocconi -desiderati in ogni luogo, gusterai quelle percoche da far risuscitar i -morti: Mannucherai in Siena ottimi marzapani, gratissimi bericoccoli, -& saporitissimi ravagiuoli. Se n'andassi in Foligno assaggiareste -seme di Popone confetto, piccicata, & altre confetture senza paragone: -troverai in Firenze Caci mazolini, oh che dolce vivanda, o che grato -sapore ti lasciano in bocca; dirai io non vorrei esser morto per -milanta scudi senza haver provato si dilicato cibo; mangerai del pane -pepato, berlingozzi à centinaia, zuccherini à migliaia, & berai del -trebbiano non inferiore al greco di Somma. Vatene à Pisa dove si fa un -biscotto che se di tal sorte se ne facesse per le galee non vorreste -far tua vita altrove, poco lontano di Pisa in un luogo detto Val calci -mangierai le migliori ricotte, & le piu belle, che mai si vedessero -dal Levante al Ponente. In Lucca essendo, oh che buona salciccia, oh -che grati marzapanetti ti fieno dati. Se gusti del Tramarino di S. -Michele non te ne parti mai, egli ha proprietà uguale all'acqua di -Poggio reale. Non mi voglio scordar d'avvertirti, che in Bologna si -facciano salcicciotti, i migliori che mai si mangiassero, mangiansi -crudi, mangiansi cotti, & à tutte l'hore n'aguzzano l'appetito, fanno -parere il vino saporitissimo, anchora che svanito & sciapito molto -sia: benedetto che ne fu l'inventore io bacio & adoro quelle virtuose -mani: io ne solevo sempre portare nella sacoccia per aguzzar la voglia -del mangiare, se per mala ventura svogliato me ritrovava: Che ti dirò -della magnifica Citta di Ferrara unica maestra del far salami, & di -confettare herbe, frutti, & radici? dove berai l'estate certi vinetti, -detti Albanelle non si po bere piu grata bevanda: vi si godeno di -buone ceppe, sturioni, & buratelli, & fannosi le migliori torte del -mondo, desiderava io venesse la Giobbia, & la Domenica piu sovente -del consueto, per empirmi la pancia di torta. Haverai in Modona buona -salciccia, et buon Trebbiano: Se ti verrà disio di mangiare perfetta -cotognata, vatene à Reggio, alla Mirandola, & à Correggio, ma felice -te, se giungi à quel Cacio Piacentino, ilquale ha meritato d'esser -lodato dalla dotta penna del conte Giulio da lando, & dal S. Hercole -bentivoglio; mi ricordo haver mangiato con esso mentre in Piacenza -fui, certe poma dette Calte, & un'uva chiamata Diola, & ritrovarmi -consolato, come se mangiato havessi d'uno perfettissimo Fagiano. -Usasi ancho in Piacenza una vivanda detta Gnocchi con l'aglio laquale -risuscitarebbe l'appetito à un morto. Se avviene che passi per Lodi -(Dio buono) che carni vi mangerai, ti leccherai le dita ne mai ti -chiamerai satollo, ma vorrei ben esser nella tua pelle quando arriverai -à quelle minute pescagioni di Binasco. Goderai in Milano di cervelato -del peragallo cibo re de cibi, col quale ti conforto mangiar delle -offellette, & bervi dopo della vernaciuola di Cassano, d'Inzago, & -d'Avavro: goderai certi verdorini della buona delli arrosti: non ti -scordar la luganica sottile, & le tomacelle di Moncia, non le trotte di -Como, non li Agoni di Lugano, non le Herbolane, & Fagiani montanari, -che da i deserti di Grisoni à Chiavenna capitar sogliono; non anche -i maroni Chiavennaschi, non il cacio di Malengo, & della valle del -Bitto, non le Truttalle della Mera. haverai in Padova ottimo pane: -vino berzamino, Luzzatelli, & ranocchie perfette: non ti debbo dire -delli Poponi chiozzotti? delle passere, delle orate, ostreghe, cappe -sante, & ceffali Vinitiani? Haverai similmente in Vinetia cavi di -latte, ucelletti di Cipri, malvagia garba & dolce, & ottimo pesce in -gelatina, che di Schiavonia addur si suole. Io vado per la memoria -ricercando à mio potere tutte quelle cose che gustevoli parute mi sono, -accioche di cosa veruna non rimanghi defraudato, et il mio giuditio -lodi ne le cose appartenenti alla gola. Buoni vini havrai nel Frioli, -migliori in Vicenza, dove ancho mangerai perfettissimi capretti, tacerò -dirti de Carpioni di Garda? Goderai à Trevigi trippe & gamberi del -Sile de quali quanto piu ne mangi, piu ne mangereste: capitando in -Brescia voglio da parte mia vadi al S. Gioan Battista Luzago, overo -al S. Ludovico barbisono, & dilli che ti dia bere di quella vernaccia, -che gia piu fiate mi dettero: hanno i Bresciani oltre la Vernaccia di -Celatica, moscatelli superiori alli Bergamaschi, et alli Brianceschi, -et mi soviene che il consultissimo conte Camillo mene fece asaggiar di -uno che mai non assaggiai il migliore. Vi mangerai una vivanda detta -in lor lingua Fiadoni belli da vedere, grati al gusto, odoriferi piu -che l'ambra, et piu che il muschio, & morbidi al tatto, confortano -il stomaco, danno vigore à sensi, ristorano le forze, sono facili da -digerire, ne punto aggravano, io mi maraviglio grandimenti che que -tanti terzaruoli lodatori de bacelli, d'orinali, di ricotte, et d'altre -fanfalughe non si sieno posti à lodare i Fiadoni bresciani non però -mai bastevolmente lodati. Credo che l'altezza del sogetto li habbia -sbigotiti, ma che fa il Pocopagni aiutato dalla facunda musa di M. -Antonio di lui nipote, ch'egli non ne canti? che sta à guardare il -Cazago che non concordi cinquanta rime circa tal materia? Vorrei che'l -gentil Dionigi da Castello con il suo dir terso, & nuovo facesse fino -alli Indiani nota la Fiadonesca bontà. Ma perche certo sono che non -farai ritorno nell'amata patria che Genova non veghi, io ti aviso che -vi si fanno torte dette gattafure perche le gatte volentieri le furano -et vaghe ne sono, ma chi è si svogliato che non le furasse volentieri? -à me piacquero piu che all'orso il mele; ò le pera moscatelle, mangerai -delle presenzuole, de buoni fichi, & delle schiacciate fatte di pesche, -& de Cotogni, berrai moscatello di Tagia tanto buono, che se in uno -tinaccio di detto vino mi affogassi parerebbemi far una felicissima -morte, non ti mancheranno Corsi, racesi, & amabili. Non uso quella -diligentia ch'io potrei in dirti ciò che al ventre si appartiene, parte -perche mi penso che non sarai cosi inetto che non ti sappi procacciare -i tuoi bisogni, parte anchora perche ti voglio dare altri consigli: -tu sei giovanetto, ne per quel ch'io credo foste mai piu fuori di -casa, attendi adunque à me che fedelmente sono per consigliarti, se ti -abatti esser di brigata in qualche albergo, & vi sia poco pane, tienlo -in mano, se poco vino, beve spesso, se poca carne appiccati all'osso, -se hai poco letto, ponti nel mezo. Se l'estate cavalchi con grossa -compagnia, metteti avanti, & la vernata rimani indrieto, se ritrovi -qualche difficile & pericoloso passo honora il compagno, lascialo andar -avanti: & cosi se ti abatti di haver à passar qualche rapido & torbido -fiume, dirai come gia disse un savio contadino. Torbo ti trovo, torbo -ti lascio, se non sei chiaro io non ti passo, & vatene alla barca, ne -volere per sparmiare un carlino porti a rischio di morte & doventare -cibo de ingordi pesci: cavalcando per la Calavria porta che mangiare -nelle saccoccie, altrimenti ti potrai stare co guanti in mano: guardati -di rimescolarti con cortegiane ispetialmente in Napoli, Roma, Vinetia, -se non ne voi in premio riportare, gomme, piaghe, doglie, taruoli, -panocchie, dentaruole, & pellarelle. Guardati da Lombardo calvo, -Toscano losco, Napolitano biondo, Siciliano rosso, Romagnuolo ricciuto, -Vinitiano guercio, & marchegiano zoppo. Non albergare con hoste nuovo, -ne questionar con esso, ne lo pagare fin che non sei per andartene, -imperoche pagato ch'egli è, non è piu tenuto alla custodia delle cose -tue, non ti riposare nella fede loro, & guarda che non rubbino la -biada à cavalli, ogni cosa contaminano i ribaldoni, & quando credi -che le lenzuola sieno di bucato, vi havera dormito qualche leproso & -incancherito. Non ti lasciare sovragiungere la vernata in Abruzzo, ò -la state in Puglia. Ricordati del proverbio, Chi vuol provar l'inferno -l'estate in puglia, & nell'Abruzzo il verno. Guardati dall'aria -di Grossetto, di Piombino, di Pisa, di Sinigallia, di Macerata, -d'Arimino, di Cervia, & di Pesaro. Fuge come la peste i gabellieri -di Firenze, di Bergamo, di Brescia, & di Ferrara, non provaste mai -le piu importune & ingorde bestie. Schiva i zaffi Vinitiani degni -di mille forche. Non cavalcar la vernata per Lombardia se prima non -incanti la Nebbia, & questo sia l'incantesimo. Piglia una tazza piena -di Corso, o di moscatello briancesco, & dirai tre fiate, Nebbia nebbia -matutina che ti levi la mattina Questa tazza rasa & pina contra te -fie medicina. Aloggia per tempo, si di verno, come di state: habbi de -cavalli diligentissima cura, & essendo stracchi bagnali i testicoli -di vino caldo, non volendo passare qualche ponte, ò vero intrar in -barca. accostategli all'orecchio stanco, & congiuralo per l'invidia de -cortegiani, per la militar rapacita, per l'ingordigia de molti preti, -per la mormoratione fratesca, & per la desperata salute delli avvocati, -& incontanente passerà dovunque vorrai: nel pascerlo non ti curare -di empirlo la mattina di biada, ma ricordati del Proverbio francese: -disinar di fieno, & cenare di Avena: Fa poca stima de signore, che non -doni & favorisca, di Prelato che non conviti, & di mercatante che non -presti. Non rifiutar di disinare con Abbati, cenar con mercatanti, -merendar con comadri, & far colatione con innamorati: Cerca di far -Natale con signori. Pasqua nel tuo albergo, & lecito ti sia di far il -carnevale in ogni luogo. Guardati da mariuoli & taglia borse de quali -n'ha gran copia Napoli, Roma, & Vinetia. Se ti accade albergare nelle -case di qualche honorato cittadino, non esser curioso investigatore -de fatti altrui: sia cieco, sordo, & mutolo: non biasimar cosa che -veghi, loda etiamdio quello che loda non merita: à tavola essendo, et -non ritrovando le vivande secondo il tuo talento, non vituperare, ma -sovengati di cio che disse Cesare à suoi compagni. A chi non gusta non -ne mangi, & tacciasi. Non ti far molto intrinseco con signori liquali -sono come il fuoco, se moderatamente te li accosti, ne sei scaldato & -illuminato, ma se molto te li avicini, tu ti abrugi, et consumi. Schiva -le femine barbute et quelle che portano la braca de mariti, guardati -dell'andar in Norsia, Cassia, & Visse, perche Dio li maledisse. -Guardati di Calle, Seno, & Moncalino, un ladro, un traditore, e -un'assassino: di molte altre cose instruire ti potrei, ma mi confido -del tuo nobile ingegno, alquale (se sie bisogno) potra supplire questo -buon Fiorentino, ilquale mi par huomo della tavola ritonda, et credo -li sappia migliore il cotto che il crudo, & piu li piaccia l'agio, -che il disagio. Qui fece fine di cicalare il loquacissimo hoste, & -essendosi abonacciato il mare, & da ogni lato apparite le Alcione -segno certissimo di futura tranquillita, fatte le debite relationi di -gratie (si come tenuti eravamo) à quelle persone, che si humanamente -racolti n'havevano, & fornitici di rinfrescamento, salimmo la nave & -verso Sicilia indrizzammo il camin nostro: non fummo lontani di dugento -miglia, che incominciammo à vedere molte cose, che ne dettero tanto -sbigottimento, che anchora ci sudano le tempie; Apparve alla poppa -della nave un'huomo marino, & in tal sembiante apparve, che non fu -alcuno di noi si ardito, che non se gli aricciassero i capelli, et per -gran timore la lingua al palato non se le accostasse, ma longamente non -vi dimorò. Vedemmo un branco di Balene poste quasi che in Ghirlanda, -le quali ci rapresentarno l'isole Cicladi. Il giorno seguente apparve, -& non molto lontano da noi, gran numero de tritoni, Elephanti marini, -Vitelli marini, Orche, & Nereide, le quali sono di corpo peloso, & di -humana effigie. Si videro quel di medesimo testugini si grandi che del -coperchio di ciascuna si sarebbe agevolmente coperto ogni ampio, & gran -palagio: nulla vi dico della molta copia de Delfini, liquali da luogo -à luogo fra loro con gran lascivia scherzando, con maggior prestezza -andavano che non fa strale da cocca uscito: avicinatici finalmente alla -Sicilia meno di trecento miglia, Udimmo una notte cantare piu di cento -Sirene, lequali in vero si dolcemente cantarno, che io credetti tutti -gli chori delli Agnoli esser quivi dal cielo discesi: non le potemmo -gia vedere per esser buio, ma se la bellezza loro è tale, quale è la -dolcezza della voce, credo che ne in terra, ne in mare, vedere si possa -la piu perfetta cosa: Il decimo giorno dopo l'haver udito si grata -melodia con prospero vento, & con il ciel sereno, entrammo nel porto di -Messina. Hor quivi soggiornammo molti giorni, & con quella diligentia -che si puote maggiore, notammo tutte quelle cose che memorabili ci -parvero; poi sodisfatto il padrone della nave, et provedutoci de -cavalli, ci ponemmo curiosamente à cercare tutta l'isola laquale da -Tucidide è chiamata Sicania, da altri Trinacria, et da molti Triquetra -per la sua triangolar forma: è di tre promontorij adorna, delli quali -l'uno risguarda l'Italia, l'altro mira la Grecia, il terzo vagheggia -l'Affrica: montati finalmente à cavallo Tetigio, mio valletto allevato -in casa da fanciullo, & io lasciati i Mamertini, ò vero i Messinesi, -che li vogliamo dire, si dettemo à cercar l'isola, & primeramente -n'andammo à vedere il miraculoso monte di Etna, le cui faville ben -cocenti arrivano sovente fiate fin'a Catania, & fino Taurominio: -vedemmo il porto di Ulisse, le stanze de Ciclopi, i campi lestrigoni; -d'indi ne andammo à visitare la famosa, & nobil Siracosa, & nel bello -& chiaro fonte di Aretusa ci lavammo: cercammo dopoi i popoli Agirini, -Adranitani, Acestemi, Acrensi, Leontini, Semellitani, Triocarini, & -Paropini. Fui per molti giorni in Catania, ne cosa alcuna vi vidi, che -del memorabil havesse, fuor che il S. Cola maria caracciolo vescovo -di detta città, la cui prudentia mi dava gran stupore, & mostruosa -mi pareva in si giovenile età. Non ramemoro tutti i popoli da noi -visitati, che troppo tedioso sarei. Abonda questa isola di tutte quelle -cose, che al vivere humano necessarie sono, & talmente n'abonda, che -ne pò à vil pregio communicare altrui. Di tutte le nationi straniere fu -Sicilia la prima, che facesse amicitia, & venesse sotto la fede del po. -Ro. Fu parimenti la prima che fusse chiamata sotto nome di provincia -ilche risultò à grande honore dell'imperio: questa è quella isola -la quale insegnò à Romani quanto fusse dolce cosa il commandare alle -nationi peregrine, & di tanta fede & benivolenza co Romani si strinse -che mai niuna città si ribelò. Questa fece la scala à conquistare -l'Affrica: questa fu detta dal savio Catone Armario & dispensa della -Rep. & nudrice della plebe: questa è quella nobil provincia la quale -nelle somme difficultà di Roma, vestito nudrito, & armato ha li -esserciti Romani: supera ella certamente tutte l'altre di nobiltà, di -ricchezza, & di splendore, molte cose però vi trovai che strane (per -non dir peggio) mi parvero. Io vi vidi tener le razze d'huomini per -venderli come si vendono cavalli, buoi, muli & altri irragionevoli -animali, ilche parvemi pessimamente fatto, imperoche quantunque non -habbiano il sacro Battesimo, sono però dotati di ragione & possono -anch'essi dir SIGNATUM est super nos lumen vultus tui domine: portano -in fronte come noi altri l'imagine d'Iddio & per essi, come per noi -è morto Giesu Christo (pur che cosi creder possino) si doverebbono -adunque trattar con piu rispetto: intesi di piu che i padroni delle -razze spesso con le schiave lussuriosamente si rimescolano & que -parti che si generano, soggiacciono à quella medesima conditione che -soggiacere veggiamo quelli che di padre & di madre schiava nati sono. -Strana et mostruosa cosa mi parve il veder condur le donne à prezzo -perche pianghino li altrui defunti. Chi le vedesse stracciarsi i -capeli, farsi la faccia livida, direbbe che da estremo dolore trafitte -fussero, & vi è tal feminella che si trovera haver fatto simil uffitio -quattro & cinque fiate in un giorno & piangere sempre piu dirotamente -una volta che l'altra, direste che sotto ambedui i cigli riposto -vi fusse un copioso fonte di amare lagrime: vidi in Sicilia tanta -frugalita & si strema parcita nel vivere che io tenni grandimente -bugiardi Platone Strabone, Aristotele, Clearco & Aristophane, liquali -tanto lodarno le mense Italiane, & ispetialmente le Siciliane. -Mostruosa cosa mi parve veder que Siciliani sempre in briga, sempre -azzuffarsi, & esser della morte tanto timidi che come si veggono tratta -una gocciuola di sangue tramortiscono & in segno della lor timidità non -li basta armarsi il capo le braccia, & il petto, che portano di piu il -guarda naso, guarda orecchie & guarda bracchetto & armarsi infino alle -streme parti del corpo. Notabil cosa mi parve l'udir in alcune terre -la favella lombarda, si schietta et espressa come se stato fussi nel -centro di Lombardia: summa gelosia è in questi huomini anchora che il -paese caldo sia: & acuti sono sopra tutti. È l'isola piena de ladri, -ne spaventar lor possono manare, prigioni, forche, ceppi & catene. & -questo è quanto sono per dirvi della natura loro; Settantacinque giorni -consumai in visitar questa isola, la dove M. Tullio scrive nelle sue -verrine haverla visitata in cinquanta giorni: ritornammo in Messina, -& dal longo cavalcar stracchi, facemmo disegno di riposarsi alquanto: -quivi trovammo la schiatta di Pharaone Re dell'Egitto[1] qual credetti -del tutto estinta già tante centinaia d'anni sono. Ripossati quanto -ne faceva mestieri, passammo Scilla & Caridde assai piu spaventevoli -di nome che de fatti: lasciammo Reggio sul margine dell'Italia, et -entrammo nella Calavria, vedemmo il fiume Sagra dove si fece quella -memorabil rotta, et donde ne nacque il proverbio, Veriora his quæ apud -sagram contingere: visitammo i Locri fronte dell'Italia ove sempre -apparisce l'arco celeste: intrammo in Scillatio hora detto Squillatio -et dalli Atheniesi edificato richiamato Scilletio; non intendo voler -riferire tutto cioche gli occhi miei videro, ma sol quel che mi parve -trasordinario. Dico adunque che mirabil cosa mi parve vedere in quella -Provincia gli hospiti in hospitali: di piu: quando questa natione canta -par che pianga & quando piange par che canti. Strano mi parve che Iddio -ottimo & mass. al cui consiglio non si pò opporre, dia si largamente -la manna à questi popoli infami di micidij, ladronecci, & della piu -sporca & abominevol lussuria che imaginar si possa, non havendola gia -mai data ad altri che al suo popolo diletto: io li ho veduto piangere -piu largamente la morte de vermi,[2] che dei stretti parenti: vidi -in questi paesi un montone predicare la parola d'Iddio con singolar -gratia, & gridare à peccatori con mirabil fervore.[3] D'indi scorremmo -la Lucania, & vedemmo il sepolchro di Alessandro epirota, ilquale nel -medesimo tempo, che Alessandro (il magno) di costui nipote & cognato -andò all'espeditione di levante, fu da Lucani fuorusciti invitato à -venirsene in Italia, promettendogli che per opra loro s'insignorirebbe -di quella provincia: venne il misero & troppo credulo Alessandro, -ilche essendo da Lucani presentito, promisero à fuorusciti libero -& franco ritorno nella patria se amazzare lo volevano, ilche fecero -senza molto pensarvi, singolar essempio à principi di non dar molta -fede à fuor'usciti. Scorsi poi la fertile Puglia, vidi Salappia ove -il feroce Anibale si lasciò legare da una vil feminella. Entrai in -Siponto, Venosa, Canusio, Theano, et Hargirippa da Diomede edificata: -vidi li Aquilani, Caudini, Bebiani, Vescelani, Deculani, & Benevento, -gia detto Malevento, ove trenta mila sanniti furono morti. Scorsi -l'Abruzzo, ne contener potei le risa veggendo quei huomini piu vaghi -del pane unto che non è la capra del sale. Vidi in Puglia del sterco -de buoi farsi il fuoco & scaldarsi i forni. Maravigliosa cosa mi parve -il fatto della tarantola, ne creduto l'havrei se con i propri occhi -veduto non l'havessi; ivi certamente si comprende quanta sia la forza -della musica, poi che i morsicati per altra via sanar non si possono. -Usano le donne di questo paese di portar le calze larghe come sacchi, -& sopra delle calcagna ricadenti et hanno questa sciocca opinione, che -chi altrimenti le porta non sia femina d'honore. Sonoci alcuni luoghi -dove si menano le fanciulle, che si hanno à maritare in mercato sopra -delli Asini rabellite, con le treccie sciolte, & colui che le conduce -va avanti gridando chi la vuole. Sa cucire, sa tessere, sa filare, sa -cucinare, sa far bucato, chi la vuole? chi la vuole? & spesso aviene, -che una povera fanciulla verrà dieci fiate in mercato prima che trovi -ricapito. Veduta questa parte non però con molta diligentia, pigliammo -il camino ver Napoli città splendidissima, da Calcidensi edificata, & -da una sirena ivi sepolta: detta Partenope. Io non so veramente dove -veder si possa il piu bel sito, ne il piu accommodato, da una parte -tragonsi carra, dall'altra parte trahesi nave; ilche in niuna altra -città si vede. È questa natione molto dedita all'otio, & alle delitie, -& alle attilature, dilche maravigliandomi, fummi detto che di ciò non -mi dessi maraviglia, concio fusse cosa ch'ivi habitasse l'Epicuro il -quale con l'accecare li illuminati, & illuminare li accecati si haveva -grandissimo credito acquistato.[4] Parvemi strano che l'Epicuro fusse -anchor vivo, qual credetti morto già piu di due mila anni. Ho udito -canzoni in Napoli di maggior melodia, che non ha la musica Dorica, la -Lidia, la Phrigia, & la Beotica. Vidi castello Capouano per arte maga -da Capoua à Napoli traportato. Vidi castello dell'uovo da Zoroastre -d'un uovo di ocha edificato. Vidi andar per Napoli le Galeotte, senza -vele, & senza remi per lasciutto: Mostruoso mi parve vedere molte -caraffe, & molte pignatelle[5] bollir senza fuoco, ne facilmente -rumpersi, anchora che nel muro percuotessero. Mostruoso mi parve, -che in una si amena regione, ove di continovo habita primavera, vi -habitasse anchora Genaro:[6] intollerabil giudicai, che passata meza -hora di notte, non fusse lecito uscir di casa salvo, che in farsetto, -tanta è la copia de ladroncelli. Non ha similmente da tenersi per cosa -notabil c'habbi quel regno infinita copia di cavallucci, liquali non -mangiano ne fieno, ne biada, ne paglia, ne orgio, non sanno mordere, -ne trar de calzi, non portano, ma sono portati. Trovansi parimenti -Armeline, delle cui pelli non si foderano vesti, viveno senza mangiare, -& senza bere, & del continuo rinchiuse si tengono:[7] ne meno da -esser notato giudicai, che i cavalli facciano cascio.[8] Hocci veduto -huomini con le branche de Lioni.[9] hocci veduto un Porco,[10] & un -falcone[11] nella dottrina di Aristotile molto eccellenti. Hor goduto -che havemmo la città, deliberammo godere il contado, & a far l'estate -in Pusilipo n'andammo. È Pusilipo un monte di tanta vaghezza, & amenita -ornato, che io non credo trovarsi in tutto l'universo monte alcuno, -che ragionevolmente comparar se li possa, taccia pur chi loda il monte -Idalio, Otri, Menalo, Liceo, Tauro, Citoro, & qualunque altro piu -famoso, che mai mi si persuaderà, che tale sia, che à questo pareggiar -si possa: o che habitar magnifico, & reale vi si trova, quanti bei -giardini da dotta mano coltivati, che grate ombre vi sono, & dolcissimi -ridotti: oh che benigno, & chiaro aspetto di cielo. Quante belle -prospettive si di terra, come di mare vi si veggono: che dolce spasso -era il nostro in cogliere la mattina per tempo vacinij, gelsomini, -garoffoli, & viole di piu ragione; Quivi sono mele cotogne grosse -come il capo d'un bue, & piu belle di quelle che in Cidonia nascono, -donde prima à noi portate furono. Pruna di diverso colore, & nere, -bianche, verdi, gialle, rubiconde, & mischiate, vi sono le ordearie, -le asinine, le damascene, & le armeniache, lequali sole fra tutti le -spetie odorifere sono. Ho gustato su questo gratioso monte persiche -tanto saporite, di si pretioso odore, & di tanta bellezza, che se il -vecchio Adamo per tal frutto prevaricò; io lo reputo degno di scusa. -Ho alle volte creduto ch'egli fusse quel loto di tanta dolcezza, che -chi ne gustava: non si ramentava piu della patria, donde ne nacque il -proverbio. Egli ha gustato il loto: hocci mangiato di quelle persiche -dette galliche, & di quelle che dette furono Asiatiche. Qui trovai -tutti que frutti quai sesto Papinio reccò d'Affrica, & di Soria, qui -trovai tutti li ingegnosi insiti di Matio, di Getio, di Manlio, & -di Claudio. Quivi sono le mele appia da Appio de la famiglia Claudia -cosi dette. Sonovi le septiane da un libertino ritrovate di perfetta -rotondità, le quiriane, le scantiane, le Epirotiche, le Camerine: -sonovi le Crustumine, le Dolobelliane, le Favoniane, & le Tiberiane, -ci ho mangiato sorbe, che parevano nate in paradiso, et anchora me -ne sento il sapore in bocca. Su questo fertilissimo monte fatto da -la natura per produr frutti, & per ragioire le menti afflitte hocci -mangiato fichi Rodiotti, Tiburtini, Africani, Egittij, Cipriotti, & -di una sorte sopra a tutti gli altri dolce: credo sieno fichi hircani, -della cui natura parlando Onesicrito afferma superare tutti gli altri -frutti di dolcezza. Che dirò delle castagne assai migliori delle -Tarentine, piu belle delle coreliane, & piu saporite delle meterane. -Vi sono mora, & ostiensi, & tusculane, non vi mancano ciregi le quali -avanti la vettoria di Mitridate, non si videro giamai in Italia, L. -Lucullo le recò di Ponto, et in ispatio di poco tempo trapassarno -fin'in Britannia, ne creda alcuno che sol d'una sorte ve ne sia, vi -trovai le Aproniane rubiconde piu che fiamma, le Actie piu che pece -nere, le rotunde Ceciliane, & le macedoniche, non racconterò delli -Aranzi da Neratio ritrovati, non delle limoncelle, non de cedri, non -delle molte spetie di mortella. Infinite cose pretermetterò accioche -il mio commentario piu di me non cresca. Finita la state feci disegno -partirmi da Napoli & girmene à Roma benche duro mi paresse lasciando -la dolcissima conversatione del S. Mario Galeota, & del S. D. Lonardo -cardines, per mezo del quale conobbi la nobile & saggia princessa di -Salerno, la generosa Marchesa de la Palude, & la virtuosa contessa -di Nola, dal cui lato mai non si parte la discreta Luvigia carolea -gloria di Benevento, ma prima che à Roma me n'andassi: io volli veder -Venafro famoso per la copia & gran bontà dello olio. Vidi Capova gia -si potente, & hora quasi che destrutta. Fui in Caiazzo, in Teano, -in Aliffe, & in S. Agnolo, dove faceva sua residentia la contessa -d'Aliffe la quale senza haver altra notitia de fatti nostri mossa sol -da un regal spirito, & sospinta da una natural cortesia ci fece nelle -proprie case albergare. Io non ho lingua, io non ho parole bastanti -ad isprimere li honesti trattamenti, i gratiosi modi, & la rara -leggiadria di questa eccellentissima Signora[12] degna madre della -divina Violante, & della dolcissima Giulia Garlona: ne fu poi pel -viaggio da persone di somma fede, affermato, esser fra l'altre virtu di -tanta pudicitia che si sarebbe potuta pareggiare con Sulpitia figliuola -di Patercolo & moglie di Fulvio Flacco, la quale eletta fu fra cento -castissime matrone per consagrare il simulacro di Venere: ò donna rara, -ò gloria eterna del sangue Piccolomini & degna di maggior felicità -che non hebbe mai Lampido Lacedemonia overo Berenice. Partitomi dal -territorio di Aliffe, indrizzai il camino verso Roma, soggiornai tre -giorni in Gaieta, & tutta quella Riviera attentissimamente contemplai -& mi risolsi à credere che la piu bella & amena parte del mondo fusse -tutto quel tratto da Napoli à Gaieta: ne fu da paesani mostrato il -luogo dove M. T. fu per commandamento del crudele & scelerato M. -Antonio di vita privato: certamente contenere non potei allhora le -lagrime giudicando però divinamente fatto che il piu diserto & florido -oratore che mai per alcun tempo nascesse, nella piu florida parte -del mondo terminasse anchora i giorni suoi. Vidi il monte di Circe, & -tutte le stanze dove la scelerata maga habitava, & vi trovai un pezzo -della sua conocchia, due pentole, una guastada, molti lambicchi rotti, -alcuni Pentacoli, infinite Ampolle & Albarelli spezzati: d'indi senza -far dimora venni alle habitationi de volschi quai Virgilio chiama -veruti perche combattevano cò spedi, & albergai nelle case che già -furono di Camilla lor famosa reina: n'andammo poi à vedere i popoli -sanniti liquali furono già tanto potenti che dettero delle mazzate à -Romani & li vituperarono spogliandoli delle arme, poscia che rotti -li hebbero: con i Romani per ispatio de quarant'anni animosamente -contrastettero, & sostennero alcuna volta dui eserciti consolari: -furono finalmente constretti di cedere alla virtu Romana. Entrammo -poi in Alba, dalle cui ruine, crebbe già Roma, vedemmo il luogo dove -combatterno li Oratij & li Curiatij. Scorremmo il paese che già fu -de Latini, de Sabini, de Ferentani, de Falischi, et de Privernati. -Entrammo finalmente nell'alma città di Roma dove la principal nostra -cura fu di vedere il gran pastore del christiano grege, lo vedemmo -piu di una fiata, ma lecito non ci fu di fargli la debita riverentia -perche non havevamo chi ci introducesse nel cospetto di sua santita: -vedemmo il concistoro & molto n'increbbe che in si gran collegio de -cardinali sol vi fusse uno cortese:[13] sol uno pio & non piu & uno -agnolo solamente fra tante Gerarchie con esso loro habitava: vidi -un canuto Gambero sedere a concistoro, vidi un Cardinale che haveva -tre volti & uno che haveva tre denti: & uno ne conobbi ilquale per -quella parte mandava fuori il pane patito per la quale intromesso -l'haveva: trovai in Roma beccari liquali non scorticarno mai ne -vitella ne vaccina. Trovai colonne per se stesse mobili & molti orsi -di figura humana: dura & mostruosa cosa mi parve, che in Roma santa -si comportassero tante meretrici, & in tanta stima fussero, & a tante -facultà pervenessero, che paiano reine (mercè dell'humana incontinentia -& intemperantia) laquale lascia sovente mendicar i virtuosi: lascia -miseramente languire i poveri infermi nelli spedali, et arricchisce le -concubine, nodrica le carogne con offesa d'Iddio, con infamia del nome -christiano, et spesso con grave danno de propi corpi: che non vidi in -Roma di strano? Vidi huomini col capo di ferro,[14] altri col capo di -zucca & huomini vidi di Pietra, far versi & dialogi degni da esser piu -di una fiata letti. Partiti di Roma, n'andammo a visitare i Piceni, -hora detti Marchegiani, li quali già furono in molto maggior numero che -di presente non sono, trecento cinquanta mila, atti à maneggiar arme -si dettero già nella fede de Romani, si conobbero allhora li Ausimati, -Veregrani, Cingulani, Cuprensi, Falariensi, Pausulani, Plinitensi, -Ricinensi, Septempedani, Tolentinati, & li Triacensi con molti altri -popoli quai pretermetto per schivar la satieta à qualunque legerà -questo nostro Commentario: ma che vidi io nella marca di memorabile? -vidi bere il vin cotto, mangiar il pan crudo, & la carne dirupata. -Conobbi una natione robusta, & della fatica impatiente, come hanno un -pezzo di presciutto, & un casciotto, non si possono condur à lavorare -con mille argani. Conobbi nella Rocca contrada una santissima donna -governatrice d'un devotissimo monistero: era costei dotata di spirito -profetico, et miracolosamente nella scrittura instrutta, di cui era -sollecita imitatrice Clara vigera dalla rovere. Ma che si scriverà da -me particolarmente d'Ancona? ricetto singolare de schiavoni, ricapito -de giudei, albergo de Turchi, stanza de morlacchi, & nido de Greci, ove -sono molti ricchi mercatanti, & di qualunque cosa si fa gran traffico, -ne mai vi si vede contar un soldo. E' bagnata Ancona dall'onde del -mare, & di rado vi si vede pesce fuor che alla Pasqua quando ci fa -men bisogno: dirò di più che i giorni santi, ivi si trova infinito -numero di meretrici, & per altro tempo ve n'è piu caristia di quel che -forsi vorrebbe l'intemperanza nostra. Grata mi fu in questo luogo la -conversatione di M. Giovanni Gondi, & di M. Francesco Gabriele, huomini -di nobilissimo ingegno, e di gratissime maniere: cercai diligentemente -gli Umbri gente antichissima, et da Greci detti Umbri, perche rimasero -sani & salvi dopo l'universal inondatione. furono già da Toscani -crudelmente perseguitati, et trecento castella arsero loro: di questa -natione favellando un gentile & nobil poeta disse. ET SUBERE LEVIOR -UMBER. Condussimi finalmente à Sinigallia da Galli edificata, ove era -Vescovo il buon padre Marco Vigerio della rovere, huomo di bontà, et -di dottrina singolarmente ornato, dalquale commodamente albergati, -in molta consolatione molti giorni presso di lui ci ritenne; erano -del continuo i nostri ragionamenti dell'amore et timore, che à Dio si -deve, del dispregio delle cose mondane, della divina misericordia, de -i frutti della pace, della tranquillità della conscientia in Giesu -Christo, & delli effetti dell'oratione. Capitammo poi a Pesaro, ove -si ritrovava la S.D. Leonora Gonzaga duchessa d'Urbino, laquale -havendo presentito di nostra venuta albergar ne volle nel ducal -Palagio in molti modi scuoprendone la Magnificentia, & splendore del -suo gentilissimo animo. Faceva il medesimo la diletta nuora Vittoria -Farnese honor del sesso feminile. Hor havendo visitata la Marca, & -l'Umbria, deliberai passarmene in Toscana senza haver alcun riguardo -à dilungar il viaggio, à tragiettar monti, ò à varcar fiumi, & a Siena -giunsi della cui vista ero stato longamente desideroso, siede la nobil -Siena in un fruttifero monte, ricca di grasso piano, & de ameni colli. -Sonovi le donne piu savie de gli huomini, & sonovi le donne in guerra -forti[15], non è per tanto da maravigliarsi ne da reputar menzogna -le cose che si leggono di Arpalice, di Semiramis, di Pantasilea, di -Camilla, di Valasca, di Maria da pozzuolo, & di madama da Forli. Ecci -in Siena l'aria tanto sottile, che ogni anno ne escono de Gangheri -infiniti, de quali alcuni ne ritornano, & alcuni perpetuamente ne -rimangono pazzi; uno ne conobbi io ilquale si credeva d'havere il capo -di cera, et per tanto anchora ch'egli asidrasse di freddo ricusava -vedere il Sole, & accostarsi al fuoco. Un'altro ne conobbi, che si -dava ad intendere d'havere il capo di vetro, & le gambe di ferro: mi fu -mostro: che si riputava di esser un'olla, & passando davanti à qualche -Pentolaio, era sforzato (suo mal grado) di entrar nella bottega, & con -le braccia inarcate riporsi fra l'olle; & vi era fatica à poternelo -rimuovere, vidi chi si credeva d'havere un braccio di naso et andando -per la strada gridava, scostative, non mi vi appressate tanto: molti -impaciscono credendo di esser fatti Re, Imperadori, Duchi, Conti & -Marchesi: vi era uno fra molti ilquale era di questa credenza ch'egli -havesse in corpo gran quantità di rane, & se alcuno diceva di non -udirle cantare fieramente si adirava, vidi in Siena intronati ch'erano -molto svegliati[16]: storditi bene assentiti, crudeli assai pietosi: -piccolhuomini ch'erano grand'huomini, Saraceni tenuti buon christiani: -Venturi che presenti erano[17]: Salvi li quali erano in pericol posti: -Amadei, & pur si conoscevano per peccatori: Qui solamente trovai -huomini & donne belli & gai. Sono i Sanesi sopra tutti i Toscani (& -siami detto con buona pace & gratia) hospitali, affabili, liberali, & -gratiosi, amadori di virtu, & bellicosi molto: Fu il mio albergo nelle -case di messer Gioanni Lateringo, et honestamente trattato fui. Non -mi curai di gir à Perugia, intendendo che mesta, & lagrimosa si stava -per li molti cittadini fatti fuorusciti, & per essere stati condotti -in triumpho dal S. Pietro Luvigi confaloniero della Romana chiesa: -attristavansi di vedersi far dentro le mura una fortezza non solita -d'esservi: Pare à molti popoli che queste Cittadelle (che cosi hoggidi -si chiamano) facciano i Signori di quelle licentiosi, insolenti, & -meno circunspetti in offendere i sudditi, fidandosi di ricoverarsi -in quelle, se alcuno tumulto popularesco contro d'essi si levasse: -Dolevasi d'esser posta sotto la dura sferza di Monsignore della Barba, -terror de popoli sfrenati, & licentiosi[18]. Possono far ampia fede i -Perugini quanto sia pericolosa cosa il contradire alla volonta del Vice -re del cielo: Dopo Siena diligentemente veduta, à Firenze ne venni, -citta con gran maestria edificata, & bella sopra tutte le città di -Europa. Crebbe ella già per le rovine di Fiesole, abonda di amenissime -ville, de magnifici palagi, de sacri tempij, & de sottili artificij, -ma che vi vidi io de memorabile? che questa è la mia principale -intentione di osservare, acciò che i miei cittadini habbino quella -maggiore cognitione, che possibile lor sia delle cose Italiane, senza -solcar tanti mari, & passar per tanti boschi, dove appena vanno secure -le squadre armate: Io vi vidi Caponi[19] humanamente favellare: Dei -del tutto humani & mortali; Palle dissimili alle nostre con lequali -soliti siamo di trastularci: Alemani, che mai non videro l'Alemagna: -Carne secca molto fresca. Martelli, che non percossero mai chiodo, ne -Ancude. Medici, che non medicarno mai. Pazzi, che mai non si puotero -per alcuna industria guarir dalla pazzia, ne maraviglia parer ne deve, -poi che già congiurarno di amazzar i Medici: vi trovai Salviati[20], -non buoni da mangiar come sono i nostri. Da Firenze partitomi, à -Lucca ne venni. La quale gode, & per beneficio di Cesare, & per lor -vigilantia, una quieta & dolce libertà per mezo della quale fassi -tuttavia ricca, & nella mercatura acquista credito, & reputation -grande. Io vidi in Lucca gigli tutto l'anno fiorire[21], senza temere -ne vento, ne pruvina, ne tempesta, ne gelata: ma lasciamo star i gigli, -non è cosa stupenda, che in tanto paese da me ricercato non habbi mai -ritrovato Suocera, che ami Nuora, fuor che in Lucca? ne alcun'huomo -nobile, honesto, giusto, & di buon viso[22], eccetto, che in Lucca? -non è cosa stupenda, che quivi solamente trovato habbia huomini da Dio -dati? Ho in Lucca parimenti ritrovato Turchi, Malpigli, Orsucci non -selvaggi ma humanissimi. Ho veduto spade, che non feriscono, ne di -punta, ne di taglio: Ho veduto sbarre, che non sbarrano, ne strade, -ne finestre, ne porte; Poggi, che alto non poggiano, ma stannosi al -basso: Prosperi, poco felici; Calandrini[23] senza piuma, & che non -cantano, ne stanno in gabbia. Strano mi parve veder il lor volto Santo -con il calice sotto i piedi, quasi che lo dispregi, & per nulla lo -reputi, Se io fussi lor Vescovo, prohibirei tal culto, finche raunato -un picciolo Concilio d'huomini nelle sante scritture esperti con -l'auttorità Pontificale fusse determinato, se si dovesse in cotal -riverentia perseverare. Non parlo piu di Lucca, dove alloggiai con -li nobilissimi Ludovico, & Vincenti, non meno di buon'animo, che di -buon viso ornati, ma altrove mi transferisco, & dove mi transferirò -io? se non mi transferisco à Bologna per altro nome detta Felsina? -ne mi curerò per sodisfare al mio desiderio, di gir hor avanti, hor -indrieto; non lasciai parte alcuna dell'Italia, che à mio potere io -non vedessi (quantunque per esser brieve, di ogni cosa io non faccia -piena mentione). Venuto adunque in Bologna madre de studi, parvemi -certamente di vedere una città degna di regal residentia. Fu ella già -per ispatio di cent'anni posseduta da Bentivogli. Papa Giulio poi con -le arme Francesi, & con oprare, che i Vinitiani si stessero neutrali, -ne li scacciò da si caro possesso: in quel medesimo tempo trasse -ancho Perugia dalle mani dell'incestuoso Gioan Paulo Bagliono: ma -vegniamo alle mostruosità co propi occhi vedute: mi venne davanti alli -occhi un'huomo che haveva la bocca di ferro[24], & da quella bocca, -uscivano parole savie, & concetti divini. Vidi un Manzuolo pesar piu di -qualunque grosso bue, ne però altro era che un Manzuolo. Vidi una Torre -edificata dalli Asinelli essendo in guerra co gli orsi, ma questo non -fu lor sufficiente riparo, imperoche non havendo esercito da porre in -campagna (si come haver conviensi à chi vole prevalersi delle fortezze) -furono sforzati abbandonarla, et partiti da Bologna, andarno ad habitar -in Piasenza; ma fu si grande l'odio, fu si crudele la rabbia delli -orsi, che anch'essi si partirono con ostinata deliberatione di fargli -perpetua guerra, & essendogli vietato l'entrar nella città perche non -si turbasse la Pubblica quiete, & il comune riposo: fermarno le lor -stanze lontano forsi otto miglia, ilqual luogo infino al di d'hoggi -chiamasi Caorso: cioe casa delli orsi: Trovai in Bologna della schiatta -del re Marsilio[25], che già dette molto travaglio al reame di Francia: -Stravagante cosa mi parve, che quei dalle Arme non facessero arme: -& quei della Malvagia non vendessero malvagia: Vidi una manarona, la -quale non spiccava colli da busti, ma sol spezzava i cuori de pazzi, -& sensuali huomini, se fusser ben suti piu che'l diaspro duri: Vidi -una rovina[26] causata non da incendio, non da vecchiaia, non per -soffiamento de venti, ne per opra di torrente; con laquale molti vani -huomini non si curarebbono di rovinare: molte altre cose vidi quai -con silentio trapasso: non tacerò però d'haver veduto in Bologna la -morte, condotta all'hospedale[27], ilche mi dette tanta allegrezza, -che io non poteva capir nella pelle, et giudicai i Bolognesi sopra -a tutti gli huomini valorosi, havendo condotto l'inimica morte à -tal stato. Partitomi da Bologna corsi à Ravenna città per i passati -tempi molto potente, di gran traffico, altiera per l'esarcato, ch'ivi -habitava, dotata de molti privilegij: Concorreva in que tempi piu -antichi la chiesa Ravignana con la Romana. ma sopra tutto godeva d'un -cielo serenissimo, et di un'aria molto sana, & per la bontà dell'aria, -fu eletta per stanza de gladiatori acciò ch'ivi confermassero le -membra, & aumentassero le forze, & che ciò sia vero confermasi per -il testimonio di Vitruvio, ilquale insegnando come debbano esser le -Paludi sane, da l'essempio delle paludi Ravignane, d'Altino, & di -Aquilegia, ma ben mi accorsi che niuna cosa è stabile sotto il cielo, -vi trovai l'aria poco men che pestilente, poche ricchezze, niuno -traffico di mercatura, ne molto habitata: Andai finalmente à Modona -vidi la potta di Modona, ma non trovai chi veramente mi sapesse dire -l'historia, ivi trovai columbi trasformati in huomini[28], & huomini -vidi col capo di bù. Vidi nel contado un castello di vetro, per lo -quale stretti parenti erano in aspra contentione: pensate quel che -haverebbono fatto s'egli fusse stato d'oro, ò d'argento. Mentre sono -in Modona mi venne rifferito, come dui soldati huomini di molte prove, -dovevano combattere in Coreggio: Io veramente penava à credere, che -li Italiani fussero cosi folli, che si amazzassero, & tanto più ch'io -intesi esser la lor querela di niun momento: ito adunque à Coreggio, -castello piu pomposo, che ricco, piu ocioso, che laborioso, trovai il -steccato apparecchiato, & gli altri provedimenti, che far si sogliono: -allhora determinata vennero i combattenti in camisa con le braccia -ignude, col capo scoperto, con due spade piu che rasoi taglienti, & -se incominciarno à ferire con tanta rabbia, & furore, che parevano -dui Cingiali: come io vidi spicciar il sangue con si larga vena -de corpi loro, io hebbi à venir meno di dolore, & di sdegno, & dal -crudel steccato partitomi, incominciai à considerar fra me stesso la -miseria, & infelicità humana: discorreva nell'animo mio, come tutti -gli animali vivessero nella propria spetie tanto amichevolmente, & -con tanta unione, i Lioni non far guerra à Lioni: gli orsi vivere -fra loro pacificamente, i serpenti non esser mordaci contro gli altri -serpenti; ne le marine bestie esser dannose, salvo che contra quelle -che della medesima spetie non sono, & dall'huomo nascere sempre -all'huomo, danno, rovina, & spesse fiate totale esterminio, non so -pensare donde nasca tanta rabbia, et donde ne venga tanta superbia: -fragili piu che il vetro, & ignudi nasciamo, & dal pianto, & dall'esser -strettamente colle fascie legati, diamo principio alla miserabil & -dolente nostra vita. Noi poi delli animali brutti infelici, nulla -sappiamo fare, se prima non l'apprendiamo, non sappiamo favellare, non -caminare, non cibarsi, sol piangere sappiamo. ambitiosi poi, avari, -lussuriosi, superstitiosi. Niuno animale ha conseguito dalla natura -vita piu debole et caduca dell'huomo, e poi tanto altieri siamo, tanto -arroganti, et orgogliosi, che per ogni festuca, per ogni fuscello, -che ci si avolga fra piedi biastemiamo, & il cielo, & il fattore -del cielo, & ci azuffiamo come cani arabbiati, l'un l'altro di vita, -d'honore, et di robba avidamente spogliando, ma perche comporta Cesare -imperador christiano, perche sofferisce il santissimo pastore cotai -duelli? non sono questi abattimenti cose da huomini, ma da fiere, non -si ragiona già di duelli altrove che in Italia? Deh perche la carita -christiana non s'interpone alle volte à mitigare gli animi alterati, -& a pacificar l'ire de stolti? Hai quanti solfanelli, quanta esca da -maligni si porge perche l'anima col corpo infelicemente si perda. Hai -mostruosa Italia, vituperio del guasto mondo. Quanti n'ho veduti in -Italia infami, et scelerati, che havevano ardire di voler ne steccati -sostenere, che huomini da bene fossero, quanto ti fora piu utile, & -honorevole di ricuperare gli antichi tuoi honori, et la vecchia tua -reputatione, non debbo dirvi per cosa mostruosa di haverci ritrovato -un Corso[29], ilquale in vece di uccidere, & di assassinare altrui, -defendeva vedove & pupilli, distendeva bellissime prose, & concordava -dolcissime rime. Finito il singolar conflitto con morte de tuttedue; -Ciascuno de spettatori, se n'ando per i fatti suoi: io mi ritrassi -nel mio albergo, & come piacque al Re del cielo la seguente notte -fui sovragiunto da una febre, assai piu spiacevole di quello, che -havrei voluto, & che sarebbe stato di bisogno à si debol complessione. -Riseppero i Signori di detto luogo l'indispositione mia, & humanamente -mi visitarno & liberamente mi presentarno. Chi potrebbe mai narrare -le cortesie usatemi dalla S. Veronica da Gambara, dalla S. Lucretia -da Este Donne rare, & di honor amiche? Chi saprebbe mai ridire la -ineffabil Carità che mi mostrò la Reverenda & illustre S. Barbara -da Correggio? il cui essempio fu imitato dalla S. Virginia, & dalla -sorella che Angel beato mi pareva veggendola, & udendola: risanato -finalmente (la Iddio merce) & ringratiati que valorosi, & cortesi -Signori delle tante amorevolezze, diedimi à cercare curiosamente, se -alcuna strana cosa veder potessi in quelle amene contrade, & vennemi -fatto: Imperoche io vidi poco lontano un generoso Picco[30] uccello -si picciolo, haver ardimento di contrastar con una fiera Aquila: & -che maraviglia è poi, che è consacrato à marte Iddio della guerra? -Presi poi il camino verso Reggio di Lepido, dove trovai un Lauro si -bello, & si odorifero[31], che di piu non si potrebbe desiderare: -l'odore delle Frondi, non che altro: ricreava mirabilmente chiunque -per fiutar vi si accostava, pensate che doveva far il tronco, & qual -soavità dovevano porger le Bacche: Trovai in questa giocondissima -Città la famosa stirpe del famosissimo Ruggiero[32]: Vi trovai Fosse -non precipitose, ne lorde, ne profonde, ma di ottimo albergo, et vi -conobbi una Tortorina piena di buona gratia, & tutta amabile, & chi non -haverebbe già volentieri beccato? Uscito di Reggio, mi abattei in un -cavagliere di gentilesco aspetto, & de Sembianti cortesi[33], col quale -accompagnatomi buona pezza di strada, di varie cose ragionammo, egli mi -dimandò di mia conditione, & da qual pensiero mosso, preso mi havessi -si lungo & faticoso viaggio. Io li risposi, che da mera curiosità -spinto, giva cercando di veder cose strane, pregandolo m'insegnasse -per cortesia s'egli sapeva dove trovar ne potessi: egli mi disse, che -securamente andassi ovunque io volessi, che non mi mancherebbono delle -novità, & tante che mi verrebbono à noia, lasciata poi la compagnia del -cavagliere. Io, longo il Crostolo cavalcai, & quel di medesimo capitai -assai per tempo ad un castello del cortesissimo S. Rodolfo Gonzaga, -detto Puvino: Eravi la S. Isabella da Gazuolo piena di dolcezza, & -di religione, oh che raro esempio di virtù & di nobiltà, mi parve -questa divina donna: non pretermisero ambidui amatissimi consorti, -cosa veruna per honorarci: Venni poi a Parma et albergai nelle case -dell'Agnolo Gabriele, ilquale per divina commissione tagliava ferro per -armar essercito contro Turchi[34], & un picciolo Lione destramente, -& con sollicitudine l'aiutava: Trovai la razza del caval Baiardo in -huomini tramutata, e vi era una Baiarda laquale innamorava ognuno, -che la vedeva[35]. Vidi Cornazzani senza Corna (che si vedessero)[36] -& conobbi in Parma una donna, che ricusava di dormire col marito se à -guisa di meretrice prima pagata non era: mi fu raccontato che essendo -questa gentil madonna in una festevol compagnia mandò fuori del petto -un profondo sospiro, & essendo adimandata perche sospirasse: rispose -dolersi di non haver di se stessa compiacciuto ad un forte, & nobil -cavagliero, ilquale con grande instanza la richiese d'amore. Di Parma -facendo dipartenza, presi il camino verso Genova, passai il Tarro -ben'adirato, et poco vi mancò che Tetigio mio non vi si affogasse, -egli vi lascio però le bolge, il mantello, & il Capello: È Genova -capo della Liguria, & chiunque la vede, ò da presso, ò da lontano, -la giudica reina del mare. Quivi mostruoso mi parve veder montagne -senza legna. Mar senza pesce. Donne senza amore, & molti mercatanti -senza fede: vidi huomini marini, & molti Grilli di humana forma, et -alcuni scacciatori de vicini detti Paravicini[37]. Quivi sono molte -cose degne di memoria; ma li molti travagli, & assidui discorsi, me -le hanno fatto scordare. Dopo l'haver sentito molta consolatione del -soggiornare, ch'io feci in Genova, essendo un giorno il cielo ben -chiaro ne minacciando per molti giorni tempesta; mi fu mostrata la -Corsica già detta Cirne. Incontanente mi venne disio di vederla, & -salito il giorno seguente sopra d'un Bregantino ben'armato in Corsica -mi condussi. È l'isola aspra molto, si come ancho sono li habitatori, -& assai montuosa. Sono li huomini vendicativi fuor di misura, & per -cosa certa mi fu detto essersi ritrovato Corso ilquale haveva fatto -vendetta di cosa avenuta già quatro cento anni, & che in qualunque -luogo ritrovano femine Corse menar vita impudica, senza alcuna -remissione le amazzano. Produce questa Isola Cani ferocissimi, vini -ottimi, & huomini bellicosi. Veggendo facilissimo pasaggio di Corsica -in Sardegna non volli far ritorno, che ancho questa famosa Isola non -visitassi; ma far non vi potei troppo longa dimora per l'aria, che -vi è pestilente molto: non vi stemmo guari, che à tutti stremamente -duolse il capo, si che levar non potevamo gli occhi al cielo; oh che -aria crudele, & micidiale è questa. Se Platone ilquale per domar la -ferocità della carne, cercò luogo infermo, & malsano, dove collocasse -l'Academia sua havesse havuto notitia de l'aria Sardesca, non sarebbe -giamai ito altrove, & se qua venuti fussero ad habitare Ephodoro Re -delli Archadi, Egimio, Epimenide, Pistoreo, & Cinira Re de Cipri, non -havrebbono si longamente vissuti, come già con nostra gran maraviglia -vissero: Quivi sono moltissime herbe velenose, quivi gustammo il -mele amaro. Quivi conoscemo quella herba la quale fa morire ridendo, -onde ne nacque il proverbio. Riso Sardesco. Ritornati à Genova con -consiglio di penetrar alle piu interne parti di Lombardia, giunti che -fummo à Serravalle ci convenne (nostro mal grado) fermare il passo, -essendovi adunati dui esserciti, l'uno per il Re di Francia ilquale si -sforzava di passar in Piemonte, & l'altro era di Cesare per vietarli -il passo. Quel di Francia era tutto composto de Italiani, & parevano -nel vederli i Mirmidoni di Achille: l'altro era misto de Spagnoli, -Albanesi, Italiani & era guida della Cavalleria un Principe fiamengo -huomo di alto valore: vennero alle mani, ne molto vi stettero, che gli -occhi miei videro quel che mai m'havrei creduto di vedere: lasciaronsi -bruttamente rumpere li Italiani et davansi à gara in preda alli nemici, -correvano i banderali à presentare le bandiere come se troppo le -agravassero ò le cuocessero le mani. Furono veduti molti nasconderle -nelle Fosse & nelle Frate. Finita la zuffa raccolsero l'imperiali -forsi sei mila prigioni & ottanta insegna parandoseli davanti come -se stati fussero tanti montoni & facendoli caminar piu che di trotto -furono condotti non senza profitto del vincitore nella citta di -Milano, non avenne però questa confitta (per quanto li nimici istessi -mi dissero) per diffetto di chi li guidava, ma per mancamento della -militare disciplina la quale hoggidi nelli Italiani sopra ogni altra -cosa si ricerca, & si desidera: Io non dubito pero che se l'astuto, & -gentil conte della Mirandola congiunto si fusse con l'ardito Strozza, -& con il valoroso duca di somma adoperandovisi il maturo consiglio -del nobilissimo conte di Pitigliano: & del prudente Emilio Cavriana -che li imperiali di tal vittoria lieti non sarebbono, ma piu tosto -dolenti & lagrimosi: io hebbi veramente à dar allhora del capo nel -muro, quando io vidi tanta viltà d'animo, tanto disordine & si poca -isperienza del guerreggiare, et à Tetigio rivolto ilquale ne stava -con gran dispiacere & per vergogna & timore che di lui non prendessi -giambo, teneva il viso basso, son questi dico quelli Italiani li quali -sotto la scorta di Giulio Cesare in piu fatti d'arme fecero uccisione -di undici volte cento & nonantadue mila huomini, & à Pirati tolsero -virilmente combattendo ottocento quarantasei navi? sono questi quelli -Italiani, che furono cagione di far triumphare Pompeio di Mitridate, di -Tigrane, di Asia, di Ponto, di Armenia, di Paphlagonia, di Capadocia, -di Cilitia, di Siria, di Scithia, di Giudea & di Creta? sono questi -quelli Italiani che soggiogarno l'Affrica, la Francia, la Spagna, -la Brittannia, domarno i Cimbri, batterno Attila ne campi di Tolosa -accompagnato da quatro Re cioe dal Re delli Eruli, delli Alani, delli -Gepidi, & de Turcilinghi: son questi quelli Italiani liquali, in un -fatto d'arme, uccisero ducento mila Francesi? sono finalmente quelli -che di tutto'l mondo s'impatronirno? Hai quanto (per quel ch'io -vego) degenerati sono. Hai quanto dissimili mi paiono dalli antichi -padri loro, liquali & singolar virtu di cuore, & disciplina militare -ugualmente mostrarno havere & di questo non favello piu oltre, ma -seguito il mio viaggio alla volta di Piacenza, voleva girmene per il -piano, ma detto mi venne che se ito fussi per le montagne che non molto -lontano di Piacenza havrei veduto tante belle minere, che in tutto'l -resto d'Italia non vi sono le piu belle, ne forse in tanta copia, vi -trovammo christallo assai piu lucido et vago di quello che in india -o in cipri nasce, & di maggior grandezza di quello, che dedico L. -Augusta: gran travaglio per certo sentimmo nel cavalcar que monti, -& piu di una fiata dell'impresa mi trovai pentito, giunsi una sera -non però molto tardi in un grosso villaggio et volendo passar piu -oltre, per dubbio di non albergar male, mi si parò davanti il Signor -di detto luogo con un saio di veluto spelato piu che non è la mula -del vescovo di Sarezana, con barba bigia, con dui occhi da imbriaco -& pieno di maniere contadinesche, il quale, ne sforzò di alloggiar -con esso lui, noi credevamo di star molto agiatamente per esser egli -il signore: hor per la prima ci menò in una casa dove malvolentieri -vi sarebbono state le bisce & le ranocchie: venuta l'hora di cenare, -ci dette un pane negro, amuffito & che putiva del agro, un vino che -pareva vi fusse mescolato succo di cipolla: un'insalata amara piu -che la coloquintida, con olio che putiva fieramente di lana, dopo -l'insalata ci puose avanti un pezo di carne di pecora vecchia (vecchia -dico) piu che la vecchiaia: io ci hebbi à lasciar dui migliori denti -che io m'habbia in bocca: veggendo il civil hospite che non mangiavamo -piu carne, comandò al suo garzone che facesse cuocere dell'uova -& arrecasse del cacio, furono l'uova di tal forte, ch'io ho ferma -opinione che dentro vi fussero i pulcini, il cacio era duro et fuor -di modo salato, rasimigliavasi al sardesco, ma quel che mi confortò -à fatto si fu l'haver una tovaglia piu unta che il calderone d'alto -pascio, piu negra che un carbon spento, piu ruvida che una stamegna -nuova: venuta l'hora del dormire, venne il garzone con una lucerna -in mano & n'invita con gentil modo ad andar à dormire: Fui sforzato -allhora di ridere anchora che io fussi pieno di sdegno, considerando i -belli inchini & gratiosi gesti di detto garzone il quale era zoppo et -gobbo, haveva un palmo di naso, ornato di due guidereschi, gli occhi -li colavano del continuo, la bocca era storta et sempre bavosa. Fu il -letto proportionato all'altre cose, posamo sopra d'un saccone pieno -de frondi d'albero con un sol lenzuolo atto à grattar la rogna & aspro -come un cilitio, con una schiavinaccia da Galeotto: credo che qualche -sforzato fugito di galea ve la portasse, mai si chiuse occhio quella -notte & sallo Iddio se n'haveva bisogno il letto di Phormione & quel -di Ulisse presso di Omero, non furono mai si privi di morbidezza: -ma niuna cosa piu mi premeva che il vedere che i nostri cavalli non -havessero altro da mangiare che un poco di strame si grosso che à gran -fatica con una manara si sarebbe tagliato. Venuta la mattina ben per -tempo ci levammo & ringratiato il gentil hospite l'incominciato camino -seguitammo, veggendo i cavalli sfianchiti & talmente lassi, che à -gran fatica mutavano il passo, trovata un'hosteria lontano forse otto -miglia quivi mi fermai per ristorar i passati danni: era l'hoste ben -fornito di qualunque cosa all'humano vivere opportuna, ristoraronsi -ancho i cavalli ampiamente. Il di seguente gionsi in Piacenza: fui per -schivare Cremona essendomi detto ch'altro non vi udirei che biastemar -Dio, maledir la celeste corte, giurare & spergiurare & mille brighe -finalmente al giorno farsi: ma l'honorata fama de Signori stanga & -de Signori Trecchi lor cari parenti, mi ci fece andare & per molti -giorni con gran solazo dimorare. Entrai in Piacenza, a prima giunta -si fattamente mi dispiacque, che io credetti per antifrasi esser -detta Piacenza perche la non piacesse: non stetti però guari ch'io -mi avidi che l'era veramente degna d'esser bramata per ducal stanza -esser dotata di qualunque cosa che desiderar si debba in ogni buona -citta. Hai quante cose vi videro gli occhi miei strane, & fuori di ogni -natural ordine. Fummi mostrato per cosa mostruosa una madre mortal -nemica de figliuoli, & fummi mostrato un'huomo di statura picciolo -anzi che no, & delle gambe, & delle mani ugualmente impotente, ilquale -senza abbassar lancia, senza impugnar spada, senza sfoderar pugnale, ò -scroccar archibuso s'era novellamente fatto Signore di questa Città. -Era costui Gonfaloniero[38], & cosi storpiato se haveva sottoposti -non so quanti Gonfalonieri, tra quali uno ve n'era Capitano di non -picciolo valore, della cui opera servito s'era, & l'imperadore, et il -Re de Franchi. Ha questo paese gran copia de Baroni illustri & tutti -li fa quest'homiciuolo star al segno, & li fa ballar sopra d'un piede, -& per farli savi gli ha incominciato à darli del Sale, ilche non erano -usi à ricevere, & perche li giovava di star nella lor sciocchezza -arabbiano, & non vorrebbono ne Sale, ne Salina[39]. Mi parve mostruosa -cosa il veder in questa città due cognate si di animo concordevoli, che -niente piu concordante trovar si puo. Sono in questa città, huomini -c'hanno la bocca di Barile, altri che hanno la coscia d'oca, vi sono -Malvicini, vi sono de Pelavicini, Sforzeschi[40], ò sforzatori, che li -vogliamo dire. Vidi alcuni huomini col capo pelati[41], io credetti -fussero di que popoli da Omero detti Miconij, liquali naturalmente -sono tutti calvi: Vidi huomini, che havevano quattro occhi: Parvemi -questa natione armigera molto, & che il cielo à ciò assai l'inchini, -poi che non solamente gli huomini di portar arme si dilettano, ma -anco gli animali: Vidi Asinelli, Papaveri, Papaverelli, Formighini, -& Volpini[42] cingersi spada al fianco: & disfidar Marte à singolar -battaglia. Qui trovai tanti Scocesi, che tanti non ne ha tutta -la Scotia: & poco lontano da Piacenza habitare i Sarmati popoli -ferocissimi.[43] Quivi fontane sono senza acqua. Quivi sono huomini di -Bracciaforti piu che altrove. Quivi sono publichi barattieri, & non -si castigano, anzi in istima sono. Quivi habitano huomini, che per -la bocca gittano fuoco. Fu l'albergo mio mentre stetti in Piacenza -nelle case della S. Isabella Sforza donna di tal qualità ornata, -che ad esser Reina solo il reame le manca: tutte l'altre conditioni -vi sono si abondantemente, che se ne potrebbono ornar dieci Reine. -Lascio finalmente Piacenza & prendo il camino per Milano: Credeva io -di vederlo in quella maniera edificato, che già co suoi dotti versi lo -descrisse Ausonio Gallo: cio è circondato di tre mura, e questa città -molto grande, posta in un ricco piano, la cui grassezza, & bassezza -istimo sia potissima cagione, che vi si ritrovino tanti gottosi, & si -malamente vi s'invecchi. Armava per altri tempi cento mila cavaglieri, -& chiamavasi La seconda Roma, chi hora lo vedesse havendolo prima -veduto, direbbe, quello per certo non è Milano, egli non è d'esso, non -vi è stata Città in Europa già molti anni sono, tanto flagellata, & -si duramente percossa, & meritamente tuttavia è estenuata, essendovi -longamente state le usure publiche. Quivi s'è ritrovato donna à guisa -di Lupa affamata divorare i fanciulli, un Fratello giacersi carnalmente -con tre sorelle, & tre fratelli godere una sorella; il figlio la madre, -il Cio la nipote, il Cognato la cognata. Quivi si sono ritrovati -huomini si crudeli, che da niuna ingiuria mossi, sol per esser l'un -guelfo, & l'altro ghibellino, vivi gli hanno arrostiti, & mangiatoli -del fegato, e dentro'l corpo posto del fieno, et del orzo, & adoperato -i corpi humani per mangiatoia de cavalli. Quivi sonosi trovati huomini, -che hanno amazati nella propria chiesa i religiosi mentre cantavano li -divini ufficij, & Iddio lodavano, ne una sola volta questo è accaduto: -s'è trovato uno, di furore tanto accecato, che non si vergognava di -dir impudentemente ch'egli volessi far un lago del sangue ghibellino. -Non si sono vergognati in questa citta huomini per nobiltà di sangue -riguardevoli molto di starsi al bosco, & assassinare indiferentemente -chiunque li capitava alle mani: mi fu detto per cosa certa, che -ritrovandosi un gentilhuomo alquanto sospetto per haver seguito le -bandiere Francese, esser ricorso a l'aiuto di un Cavagliere qual pareva -fusse in buona gratia del nuovo Principe sforcesco, egli li promise -la sua iniqua fede che lo salvarebbe dall'ira, e dalla rabbia de -suoi nimici, poi segretamente commise a chi lo doveva condurre che lo -ammazzassero, ne hebbe rossore di chiedere la parte sua delle spoglie -in premio della usata lealtà: & quai cose piu di queste mostruose ne -vedere, ne udire si possono? non è bugia ciò che vi ho raccontato il -fratello carnale del perfido, & traditore, me l'ha raccontato. S'è -ritrovato una Femina detta Fiorina la quale di quatro mesi ci ha dato -parto perfetto & maturo. Quivi sono huomini, che cacano strazzi.[44] -Qui si veggono huomini del continuo Tosi, Crespi, Calvi, Selvatici -convertiti in Draghi, Capre, Cavalli, & Corvi. Quivi sono Taverne, -che danno splendidamente mangiar, e bere senza danari, o pegni.[45] -Quivi è la schiatta di Caino col spirito però di Abel. Sono in Milano -parimenti non solo huomini, & donne sante, ma ancho ci sono delle -Pietre sante: & ecci una setta da una gran Femina retta, la qual si -sforza di ridur i suoi seguaci alla battismale purità, & innocentia, -& del tutto mortificarli, & per quanto m'è stato rifferito da persone -degne di fede, per far prova della mortificatione fa coricare in un -medesimo letto, un giovane di prima barba, & una giovane, & tra di loro -vi pone il crocifisso, certo per mio consiglio meglio farebbe ella, -se vi ponesse un gran fascio di spine ò di ortiche. E' in Milano una -sorte de Medici,[46] che non sa medicare salvo che col fuoco, & col -pugnale, anchora che per il resto d'Italia habbia conosciuto de molti -signori titolati, non ho pero trovato Conti si belli, & si gioiosi come -in Milano.[47] Hor mentre contemplo diligentemente questa città mi -stupisco come si facilmente doventi preda di chi la vuole, essendovi -oltre il castello principale, che si giudica da dotti architetti -inespugnabile, molti altri castelli, castelletti, & castellacci.[48] -Non mi voglio scordare d'haver veduto in Milano un frate Eremitano -del monastero di S. Marco, ilquale haveva insegnato predicare ad un -storno, io l'udi piu di una fiata, et hebbi à smascellare delle risa, -veggendo il sforzo ch'egli faceva per dir ò Milano peccadore, un'altro -frate dell'incoronata à concorrentia sua haveva di modo operato, -che una Pica (ò Gaza, che la vogliamo chiamare) lo aiutava a dire -l'ufficio. Debbo tacere d'haver anche veduto un corvo il quale vide -la madonna far una torta, & merendar con una sua comadre et venuto il -padrone, il semplice Corvo incomincio a dir, Madonna ha fatto torta, -madonna ha fatto torta: il padrone chiede la donna dove sia la torta, -la donna con viso turbato, & piena di mal talento li risponde che non -vi è torta alcuna, & che di lui si maraviglia come piu tosto voglia -credere ad un'animalaccio, che à lei, acquetasi il buon marito, et -fatto ciò che haveva da fare, tornossi fuori, La donna iraconda (si -come sogliono esser quasi tutte) appena fu il marito scostatosi un -tratto di pietra, ch'ella se n'andò alla gabbia, & spelò il capo al -loquace corvo: non istette molto, che venne un frate à chieder del -pane, & cavandosi il capuccio, & essendo nuovamente raso, credette -il Corbo li fusse stato pelato il capo per haver parlato di torta, -& à lui rivolto, molte fiate repplicò, tu hai parlato di torta, tu -hai parlato di torta, & pareva si rallegrasse, che il buon frate -fusse caduto nella medesima sciagura, ch'egli cadde. Non debbo dir un -altro caso pur in Milano ne miei giorni avenuto, non cosi faceto, ma -pieno di stupore. Eravi un prete il quale havevasi per suo trastullo -nodrito un Fanello, adduttoli dalla Marca dove sono i migliori, che si -ritrovino, & stando un giorno tutto spaventato col becco fra le piume, -sopragiunse il prete, et si li disse, che fai bestia? alzò allhora -il capo il Fanello, & disse quel versetto di David pieno di mistero. -COGITO DIES ANTIQUOS ET ANNOS AETERNOS IN MENTE HABEO. Mentre giva per -la città considerando le cose mostruose: entrai à caso nell'hospedale -de pazzi consagrato à S. Vincenti, & mi maravigliai ch'egli non fusse -molto piu capace essendovi tanta copia de pazzi. Regeva la città -uno, che dava l'osso à gli altri, & per se teneva la carne.[49] Non -mi mancò in Milano chi mi si mostrasse cortese, & affabile: molti -honorati cavaglieri conobbi, & molte valorose donne, tra quali di -molto notabil essempio mi parve la S. Contessa Catherina visconte -Landesa. Oh quanta virtu, oh quanta bontà hò ritrovato in essa. Da -un fianco d'huomo vidi uscir un fanciullo, si come avenne anchora à -Budda prencipe di Gimnosophisti. Da Milano, andai à vedere i monti di -Brianza: Era già Brianza per quanto ritrovo scritto nelli annali di -Chrisermo scrittore antichissimo, città guernita di buone mura, & di -profonde fosse, edificata da Spartani, & Vrianza detta da questo verbo -Vrio, che vuol dir in lingua greca scatorisco: imperoche di ogni bene -alla vita humana utile, vi sorge, et scatorisce abondevolmente. Era -piena d'huomini bellicosi, & guerreggiava sovente con la Republica -di Milano, piu tosto vincitrice, che vinta rimanendo. Hor mentre vado -visitando hor questa terra, hor quell'altra considerando l'instabilità -delle cose humane, & la voracità del tempo, ilquale riduce il tutto à -nulla, giunsi à Perego luogo eminente, & ameno, stracco, & assetato, -& non potendo tollerar la sete, n'andammo al pozzo[50] per bere: -Miracolosa cosa, & per alcun secolo non mai udita: credendo noi ber -dell'acqua, detteci sorsi di dieci sorti di vino, & che vino? Certo, -che il Surrentino, il Gavriano, il Faustiano, il Signino, il Massico, -et il Cecubo, sarebbono reputati vini da lavar tigna, in comparatione -de questi, certa cosa è che se Cesare dittatore nella cena ch'egli -fece nel primo triumpho, & nel triumpho di Spagna, & nel suo terzo -consolato: quando mostro la ineffabil liberalità dando si largamente à -convitanti, Falerno, Chio, Lesbio, & Mamertino, s'egli havesse havuto -dico de cotesti vini, che il cortese Pozzo ne dette, non si sarebbe -punto curato di questi altri, tanto da bevitori istimati, non si -vidde tal miracolo ne pozzi di Giacob, ne ancho nella pietra da Mose -nel deserto percossa. Da monti Brianceschi passai à Como, dove era -un valent'huomo, ilqual scrivendo le storie, amazzava i vivi, & dava -vita à morti: trovai Cicalini & Cicaline, che d'altro si pascevano, -che di rugiada, ne sopra gli alberi cantando stavano come fanno le -nostre Cicale. Conobbi alcuni trasformati in Pobbie, & in Peri[51], -non paia adunque maraviglia ò bugia si reputi, se Dafne in Lauro, ò -Narciso in Fior leggiamo rivolti. Quivi, & non in altra parte ho veduto -visi d'huomini, & chi nelle risse sia di menar pace studioso[52], -qui mostruoso parve il vedere una matregna amar il figliastro, non -di lascivo amore, ma di savio, & honesto. Sono li huomini comaschi -generalmente cortesi, et affabili, & le donne piene di bonta & honesta, -quantunque non sia mancato un Scimonito scrittore, ilquale scrivendo de -varij costumi Italiani tassato habbi le donne comasche d'impudicitia, -benche detto habbi esser stato error d'intelletto, & non di volontà. -Da Como n'andai in Val Caspia, ove trovai due sorelle cugine de le -quali l'una haveva partorito un Serpente, et l'altra un'animale non -dissimile all'Elephanto, vi era anchora infinita copia de Ermaphroditi -gia detti Androgini: mi furono mostrati dui huomini li quali havevano -generato figliuoli l'uno di ottanta nove anni, di tre anni avanzando -Massinissa, & l'altro di ottanta, il che si legge anchora di Catone. -Quivi le rane sono mute come anche in Seripho, & mute anchora sono -le Cicale: i Galli parimenti come in Niba città posta in Tessalonica -di Macedonia non mandano fuori la voce. Io vi ritrovai huomini di -smisurata fortezza, & di lor vidi notabilissime prove, forse maggiori -di quelle che si raccontano di L. Sicinio Dentato, Di M. Sergio -vincitore non sol delli huomini: ma della Fortuna, di Trittano, di -Iunio valente, et di Rusticello detto per sopranome Hercole. È nella -detta valle una terra detta Libissa da Greci edificata, nella quale sia -pur il cielo quanto si vuole nubiloso sempre da qualche hora si vede il -Sole, ilquale è ancho privilegio à Rhodi, & Siracosa (sel vero narra -M. Tulio nelle sue verrine) conceduto. Quivi mi dissero i paesani non -esser mai cascato dal ciel saetta, nellaqual cosa non ha da invidiar -ne la Scithia, ne l'Egitto. Due volte l'anno vi si fa la vendemia, ne -mai vi si lascia riposar il terreno. Erano già in questa valle infinite -castella, ma per quanto appare nelli lor annali furono destrutti altri -da Sorci, altri dalle rane, & dalle Talpe insieme congiurati, ne furono -anchora dissipati dalli Conigli, & dalle locuste. Non hanno gli huomini -di questo paese (per quanto mi racontò maestro Grillo phisico senza -paragone) non hanno dico medolla nell'ossa, et in segno di ciò non -patono sete, ne dal corpo lor esce sudore. Molti si ritrovano, che mai -non furono veduti ridere, & molti similmente, che mai non piansero, -hò veduto una vacca, che haveva partorito à un parto sei vitelli, si -come anchora avenne al tempo di Tolomeo (il piu giovane). Veggonsi -nella detta Valle ucelli di varie forme, non usi à vedersi in altri -luoghi: presemi già gran maraviglia di vedere Merli di candido colore, -havendo letto presso de scrittori antichi non trovarsene, salvo che -circa Cillene di Arcadia. Io ci ho anche veduto uccelli del tutto -simili alle Meleagride di Beotia, solo in questo differenti, che nel -mangiar non vi si sente quel maligno sapore, che in quelle sentiamo, -le Grue, & le cicogne vi fanno perpetua stanza, ne se ne partono -furtivamente, si come fanno nelle altre contrade, à tal che niuno mai -si accorge se elle vengono, o se elle se ne vanno ma sol che venute, -ò che ite se ne sono, vi è gran copia de tordi, coturnici, rondini, -palumbe, & tortore. Da questa valle trapassai à Lugano, et à Locarno, -ove quel di medesimo una gatta partori un topo, & furon veduti volar -per l'aria molti travi affogati: apparvero tre lune il di seguente: -ilche mi fecero sbigottire, et temere che qualche sinistro accidente -non sopravenisse: partitomi adunque venni alle tre pievi, dellequali -era novamente ritornato S. il Marchese di Meregnano huomo nell'arte -militare esperto, & vigilante, pieno di ardire, & di consiglio. Vidi -Chiavenna, & Piuri, & chil crederebbe, che fra questi sassi io havessi -trovato infinita humanità, et piacevolezza, da quelli spetialmente, -che hanno il nome dal pestar l'ossa: n'andammo poi per certe balze, -che non vi sarebbono ite le capre scalze, et arrivai ad una terra detta -Micronia, nella quale trovai vecchi di cento otto anni, di nonantaotto -molti: alcuni altri di cent'anni: mi parve certamente di vedere un -Gorgia Siciliano, un Marco perpenna, un Valerio Corvino, & un Metello -pontefice, ne men vivaci vi sono le femine, poscia che ne trovai di -nonantasette anni, di nonantanove, di centosette, di cento quindici; -infinite di cento anni, & l'hostessa nostra era di cento quattro, ne -li mancava pur un dente, non era per catarro ad alcuno molesta, vedeva -acutissimamente, andava senza sostegno, & caminava piu ratto, che le -giovani non fanno; reggendo la famiglia, che picciola non era, con -grande auttorità. Veramente, che veggendo queste vecchie mi ramentai -di Livia, di Statilia, di Terentia, di Clodia, et di Luceia mima: -non si vive d'altro, che di casio fresco, orzo, cicoria, borragine, & -frutti: hanno l'aria serenissima: vicino à questo luogo evvi un gran -Villaggio, dove sono le femine tanto lussuriose, che correno dietro -alli huomini con la camisa in spalla: et se per aventura passa per il -lor paese huomo alcuno che mostri esser di buon nerbo, è sforzato far -qualche prova sono piene di Gelosia: amazzansi fra loro, come cagne -arabbiate, & ve ne sono state, che per gelosia hanno amazzato i mariti: -sono sanguinolente, vindicative, et animose: si dilettano d'incanti, -non per altra causa che per farsi amare, sono de visi belle, hanno -petti piu belli delle Romane: visi piu dilicati delle Modonese, di -schena non sono inferiori delle Tedesche, di bellezza di fianchi, non -cedeno alle Fiamenghe, di bella mano, non si lasciano vincere dalle -Senese, fanno li inchini come se francese fussero, & non men di loro -fanno trattenere, chi li visita, & vezeggia, di politezza superano -le Vinitiane, di creanza avanzano le Napolitane di sufficientia nel -maneggiare le cose domestiche, non darebbono luogo alle Bresciane, -usano di far certe statove di cera con magiche osservationi per -rivocare gli amanti disviati dal loro amore, & non potendoli rivocare -li amazzano o con ferro, o con veleno, ha questo luogo huomini piu -pazzi di Corebo, figliuolo di Migdone, ilquale (se il vero narrano -Luciano et Eustachio) si sforzava annoverare l'onde del mare. Sonosi -trovate donne di tanto animo, che à mezza notte senza compagnia sono -ite alle forche, et tratto hanno il groppo della lingua allo impiccato -per farsi amare. Fannosi temere dai mariti, portano arme, & è obligato -il marito come piu tosto egli ha menato la sposa à casa, provedersi -di coadiutore, ilche non facendo, la donna lo po rifiutare. Parvemi in -questo luogo veder risuscitare Proculina, Lectoria, Aufilena, telesina, -Hippia, Helena, Clitennestra, Agripina, Livia, Messalina, & quante -libidinose donne hebbe mai il mondo. Da questa diabolica terra partiti -in spatio di due giorni venemmo nella Val Telina, altri chiamano questi -popoli Vultureni, & altri vogliono sieno Rheti: ho ancho letto che -sieno delle reliquie dell'esercito di Pompeio: et nel vero vi sono -huomini bravi, di buona fede, cortesi, & amici de forestieri. Hor qui -bevei vino dolcissimo, & insieme piccante, ilquale non nuotando nel -stomaco, secondo la proprieta de vini dolci, ma cercando tutti i meati -del corpo, miracolosamente conforta chiunque ne beve. Quivi sono vini -stomatici, odoriferi, claretti, tondi, raspanti, & mordenti. Essendo -in Tilio al presente detto Teio, d'onde ne hebbe già il nome la valle, -e ritrovandomi nelle case del cortesissimo, et humanissimo S. Azzo di -besta, bevei di un vino detto il vino delle sgonfiate, credo fermamente -ch'egli sia il miglior, che al mondo si beva. S'è piu fiate veduto tal -isperienza, esser l'infermo abbandonato da medici, & per morto da cari -parenti pianto, et solo col vino delle sgonfiate essersi risanato, & -preso tal vigore, che pareva si fussero raddoppiate loro le forze: per -cotal vino credo havesse ardire Asclepiade di dir che il vino fusse -di potentia uguale à Iddio, & cosi quando Esiodo commanda, che per -venti giorni avanti il nascimento della Canicola, & per venti dopo si -beva liberalmente: senza mescolarvi gocciola d'acqua: vuole un Fidele -interprete che si toglia del vino delle sgonfiate, ne il Re Mezentio -per havere del vino dato havrebbe à suoi amici si pronto soccorso, -se creduto havesse, che dato li fusse altro vino, non si gustano in -questo felice paese, salvo che vini sani, & di tutta perfettione; -non vi trovai vino, che induchi rabbia alli huomini, si come in -Archadia, non vino, che faccia abortire le femine si come in Achaia, -ispetialmente circa Carinia, non trovai vino che induchi sterilità si -come in Trezenio: non vino, che ti privi del sonno, si come trovasi -presso li popoli Thasii: non si cambiano, non si corrumpeno nel nascere -della nocevole canicola: non acade mitigare l'asprezza loro col gesso, -come far si suole in Affrica, ne accade eccitarli con l'argilla, ò -col marmore, ò con il Sale come fa la Grecia: ne solamente vi sono -i vini perfettissimi, ma le canove anchora dove li ripongono, sono -fatte con le debite conditioni, rimote da ogni cosa fetente, & da -luoghi dove sieno piantati alberi de fichi, con le fenestre volte -verso Aquilone, & con i vasi l'uno dall'altro con debita proportione -distanti. Trovansi vini di quaranta, di sessanta, et di ottant'anni. -Ho spesse fiate veduto spezzar le botti, & rimaner il vino avilupato -in grossissima gomma dalla quale forata con un trivellino, se ne fa -uscir il vino, io ho preso di detta gomma, e fattala seccare & ogni, & -qualunque volta mi abbatteva à vino che non mi aggradasse, raschiava -con un coltello detta gomma nell'acqua, et facevasi un vino grato al -stomaco, utile à nervi, & giocondo al palato: provai in questa valle -la gratiosa hospitalità delli unitissimi fratelli Crotti, di Ponto, -&, isperimentai l'humanità del sottilissimo giurisconsulto il S. -Nicolo Quadro, del S. Giovanmaria guicciardo, & del S. Marco antonio -inquisitor dell'heretica pravità. Che dirò dell'ineffabil cortesia -ch'io trovai nel cavagliere di Tirano, & nel amato suo genero da Bormo? -dui lumi, anzi due chiare lampadi di quella felicissima valle: ma prima -di questi, isperimentai l'humanità grande, di M. Paulo Malacria, di M. -Nicolo Marliano, & dell'astuto & sagace Frigero. Partiti di val Telina -presi il viaggio verso la valle Camonica, laquale hebbe il nome dalla -copia delle camozze: ho quanti gozzuti, quanti storditi, intronati, -& del senso comune al tutto mancanti vi ritrovai. Hor mentre qui fui, -questo fortuoso caso avenne: Eravi un ricco huomo il quale haveva uno -ismisurato gozzo, et tanta noia li dava ch'egli per levarselo haverebbe -volentieri pagato la metà de suoi beni, hora un suo aversario col quale -piativa alla civile, veggendosi perder la lite, condotto da istrema -disperatione deliberò amazzarlo (che che se ne gli dovesse avenire) et -inguatatosi nele costui case, delequali era molto prattico, andossene -chetamente al letto, & dattogli al buio del pugnale nella gola, ratto -se ne fuggio, credendo d'haverlo morto, la piaga fu di tal sorte, -ch'ella liberò il buon huomo da quel difforme, & soverchio peso, senza -fargli sentir veruno danno. In quello medemo tempo, una vacca partori -un'agnello, la qual cosa puose il Bifolco di cui era la vacca, in -grande agonia, havendo fatto piu d'uno disegno sopra dell'aspettato -vitello. Io che mi ricordai d'haver letto in Egesippo, che avanti -la destruttione di Gierusalemme simil parto già si generasse temendo -dell'ira celeste, che non si sfogasse mentre ero nella Valle, affrettai -la partenza, et me ne venni à Brescia capo & metropoli de Cenomani. -Hor nel viaggio incontrai una volpe con due code, & un cane con dui -capi: ma diciamo di Brescia, che non vi viddi io di maraviglioso? Vidi -andar i Cavriuoli, & le Cavriuole per la Città, per i Boschi, & per -larghe campagne[53] senza temere ne cani, ne lupi, ne alcuno ingordo, -et rapace cacciatore. Tra molti Cavriuoli uno ve n'era giovanetto, -grasso, di pel rosso, tutto piacevole, & ottimo musico. Vennemi ancho -veduto per la città passeggiando una gentile, & gratiosa Cavriola -incoronata di camamilla[54]. Vidi molti Gambari di vario colore, -negri, bianchi, & bigi, & vidi una altiera, & ricca Gamberessa[55], che -haveva di molte uova, et diligentemente le custodiva, & per ogni via -cercava moltiplicarle: non caminavano cotesti Gambari all'indrieto, -& piu volentieri stavano all'asciuto, che al molle. Ho veduto in -Brescia le stelle à mezo giorno[56], non meno chiare di quelle, che -la notte appaiono. Vidi una picciola Liona miracolosamente danzare, -& con l'ago mirabilmente lavorare, bella, & affabile: non vi era chi -la vedesse, che incontanente non se ne innamorasse. Beato quel Lione, -à cui tocchera di abracciare si vaga Lionella. Hor se in Piacenza -trovai i mal vicini, quivi trovai i buon vicini, ma che si dirà delle -Rose, che tutto l'anno fiorite si veggono?[57] vadansi a nascondere -que scrittori, che celebrarno tanto le Melitensi, et le Milanese, -Queste Bresciane sono piu belle, & piu odorifere. Fu il mio albergo -col capitano della città. Il S. M. Antonio da Mula, oh che virtuosa -anima, che perfetto giudicio, & che sagace intelletto: egli mi fu uno -essempio di virtù: ne poteva non virtuosamente operare contemplando le -sue honorate attioni: Una sola cosa in lui vidi, che mi dispiaceva, et -facevami molesta si honorata stanza: egli amava molto un Porcello[58], -ne piu longi dilui vedeva, lo vagheggiava, & lo teneva alla sua mensa, -era in quel medesimo tempo Podestà della città il S. Gioanni Lipomani -fratello del vescovo di Verona, ilquale con la sua buona gratia, & con -la singolar humanità faceva falso parere il proprio cognome[59]. Si -come in Napoli Genaro vi fa perpetua stanza, cosi Maggio fa perpetua -stanza in Brescia[60]. Vidi palazzi, & sale mobili, & discorrenti -hor qua, hor la. Ricordammi mentre pensava al partir di Brescia, dove -stetti piu di quatro mesi acarezzato da molti, ispetialmente dal S. -Dionigi Maggio, dal S. Annibale Martinengo, & dal S. Pompilio Luzago -cavaglier senza rimprocchio: ma forse piu dal S. Lodovico Barbisono: -ricordammi dico, di non haver veduto ne Bergamo, ne Crema, per tanto -io vi andai incontanente, ne mi mancò la compagnia del gentilissimo S. -Dionigi da castello. Vidi in Bergamo Tassi vigilantissimi[61]. Zanchi, -che adoperar sol sapevano la mano dritta: & qui vidi huomini allegri, -tra quali uno Alessandro ci conobbi, dal cui candido petto uscivano -rime piene di dolcezza. Vidi in Crema huomini in lupi convertiti, non -sia adunque per l'avenir chi mi dica esser ciò cosa favolosa, oltre che -vi è il testimonio di Evante scrittore presso de Greci non sprezzato, -& di Demarco Parrasio, ilquale in un sagrificio fatto à Giove Liceo -si voltò in Lupo. Fu ancho Licaone da Giove in lupo convertito. Quivi -si trasformò per divino miracolo un bel Cespo di Artemisia[62], in una -bella, & leggiadra Fanciulla, & ne ritenne il nome. In Crema habitano -i S. Agnoli, inditio chiaro, & illustre della felicità cremasca. Hor -intendendo, che in Trento il giorno di S. Lucia celebrar si doveva -il tanto desiderato Consilio pel cui mezo si sperava dovesse riunirsi -il diviso christianesimo, & riformar la vita de mali chierici, & non -sol de chierici, ma de principi christiani usurpatori delli altrui -beni. Vengomi il primo giorno à Salò da Tesalonicensi edificato. -Quivi fui gratiosamente ricevuto da M. Cecilio conforto giovane di -gran speranza, poi à Boiago me n'andai, qual edificarno i popoli -Boi, ivi m'imbarcai, & felicemente navigando giunsi à Riva di Trento, -cosi detta, non perche stia alla riva del lago, ma perche vi fu fatto -già un Rio di sangue in un gran fatto d'arme. Era allhora di questa -terra governatore il conte SIGISMONDO d'Arco huomo per le sue rare, -& divine qualità degno di esser Re del piu florido & possente Regno, -che trovar si possa. Deh perche non acconsente il cielo ch'io vegga -tanta bontà essaltata al par de meriti suoi? perche non mi concede -Iddio, si come caldamente ne lo prego, di poterlo veder il piu felice, -& consolato cavagliere c'hoggidi terra calchi, ò il sol riscaldi? egli -non scordatosi della sua naturale, & solita cortesia, ne ricevette ad -albergo nella rocca, ne per honorarci pretermise cosa veruna, aiutava -la sua magnanima voglia l'amorevole natura del Carrettone, del Grotta, -del Bruvino, e del Barone, & del phisico de Grandi, L'antevigilia di -S. Lucia giunsi in Trento, & all'albergo delle due spade smontai. -Evvi un'hoste di buon'aria, affabile, & acconciamente discreto, & -s'egli non temesse la moglie, sarebbe miglior compagno ch'egli non -è. Il di seguente con alcuni altri gentilhuomini, n'andammo à far la -riverentia al principe Madruccio, ilquale buona pezza con dolcissimi -ragionamenti, con larghissime offerte, & con manierose accoglienze, ci -tratenne; La onde tutti in questa opinione cademo, ch'egli fusse degno -d'un Papato, ò d'un imperio. La mattina di S. Lucia ci appresentamo -al tempio di S. Vigilio, Udemo l'oratione di Monsignore Cornelio -vescovo di Betonto, piena di sottil artificio, sparsa de Retorici -colori, come se tempestata fusse da tanti rubini, & diamanti: egli -vi haveva consumato dentro tutti i pretiosi unguenti di Aristotile, -di Isocrate, di M. Tullio, & tutti i savi precetti di Armogene: Che -maraviglia è adunque s'egli ci puote insegnare, dilettare, & commovere, -ispetialmente essendo dotato di una voce simile à quella del Cigno? -È veramente questo valent'huomo la gloria di Piacenza, l'honore del -ordine Seraphico, & il splendor dell'episcopal collegio. Si aspettarno -i Lutherani, ò protestanti, che li vogliamo chiamare longamente; ne -mai apparvero, ne si sapeva la cagione, credevano molti si rimanesser -per essergli stato promesso il concilio altrove, che in Trento. Feci -disegno partirmi di Trento dopo alcuni giorni, per molti rispetti, -quai non accade raccontare: & cosi mi aviai alla volta di Mantoa. -Volle mia ventura, che io mi rincontrassi nel magnifico M. Bartholomeo -pestalossa giurisperito molto savio & aveduto, con esso lui à sue -persuasioni, andai ad alloggiare ad un gran monisterio della Ciartosa, -dove era priore un Venerabil Padre, qual haveva conosciuto alla -ciartosa della palude, stato della Illustrissima S. Maria Cardona, -Signora rara, et magnanima. Fummo raccolti come dui Agnoli dal cielo -discesi, & ne dettero una cena Papale, da carne in fuori, poche cose -si potevano desiderare, erano le vivande si ben condite, & stagionate, -Come se Apitio fusse stato il cuoco, e Platina il guattero. Dopo -mangiar si ragionò del stato de religiosi Ciartosini, & della lor -perfettione, quasi conchiudendo, che alcuno salvare non si potesse, -se di loro non si faceva, essortandomi ad esser della lor squadra, -io che non haveva la lingua in pegno al giudeo, à tutto risposi, & -soggiunsi che se mai mi venisse voglia di farmi frate, io mi sarei -fatto nel paese nostro, dove havevamo una religione, la quale haveva -i Monisteri edificati alla Ciartosina, l'habito de canonici regolari, -Le facultà de Monaci di monte Cassino, l'auttorità de frati di S. -Dominico, & il credito, che già solevano havere i zocolanti, ma che -io non vedeva (lor dissi) qual cosa m'havesse à muovere à rendermi -ciartosino, conciosia fusse che non ci vedessi quella perfettione qual -mi dicevano, ne vi conosceva sembianza alcuna della primitiva chiesa, -voi habitate li dico agiatamente, à tal che molti principi vi portano -invidia; Siete vestiti, & per difendervi dall'asprezza del freddo, & -dall'ingiuria del caldo, bevete de migliori vini, che appariscano in -terra, mangiate un pane che par fatto in paradiso, et quantunque (che -si sappia) non gustiate carne, mancanvi però i saporiti intingoli, & -i gratiosi manicaretti? mancanvi le torte de piu ragioni? le salse -eccitative del morto appetito? i sapori de piu colori? le frittate -de piu sorti? L'uova cotte in varie foggie i butiri freschi? i dolci -olij? di ogni qualità pesce, latticinij, frutta, & confetture? voi -non siete angariati di alcuna gravezza; i principi vi honorano, et i -popoli per santi vi adorano; non vi mancano (informandovi) ne medici, -ne medicine, ne servidori, che diligentemente vi attendano: vivete -senza pensiero, non vi molesta l'importunita della moglie, non vi -affanna la disubidienza de figliuoli, non vi attrista la contumacia de -perfidi servidori, non vi spaventa la tirannia de mali principi; non -vi tribolano i puntigli d'honore, & controversie de duelli: Forse che -andate come facevano li Apostoli, scalzi, & mezo ignudi, sostenendo -fame, patendo sete, pieni di sbigottimento, sempre temendo la crudeltà -de nemici di Christo? Tutta la fatica vostra consiste in cantare ad -alta voce un chirieeleison, & mormorar Salmi poco intesi: et io vi dico -che la pietà Christiana, & quella perfettione, che tanto essaltate, -altro richiede, ella vuole carità verso il prossimo, & carità non -simulata, ma sincera, ella vuole un'ardente fede verso Iddio: voi -non ministrate i sacramenti della chiesa à popoli, non manifestate la -santissima parola d'Iddio, & poi mi dite, che la vita vostra contiene -in se perfettione christiana? vi vantate di portar il cilicio, e di -levar à mattutino, le quai cose non sono di gran momento poi che -consisteno sol nel asuefarsi: Io non vidi mai ciartosino visitar -spedali, confortar incarcerati, ne andar ad udir il sacrosanto Vangelo: -vi gloriate della solitudine sopra modo: hor quivi prego à legere, & -considerar se tal era la solitudine delli antichi solitarij, essi non -habitavano già si vicini alle città, ma penetravano molto a dentro -ne i deserti della Thebaida, dell'Egitto, e della Cilicia. De santi -Monaci favellando il padre Gioan chrisostomo, dice ch'essi havevano -occupato le sommità de monti: Habitava Illarione un Tugurio simile piu -tosto ad un'horrido sepolchro, che ad una monacal cella, legete il P. -Basilio, legete il santissimo Geronimo: il buon Gioan Cassiano, il -divoto Gioanni Climaco, & vedrete come vivevano gli antichi monaci, -certo vi vergognereste di tal nome, essendo la vita vostra tanto da -quella distinta et separata: à tutte le mie parole fu molto saviamente -risposto, & venuta l'hora del dormire: havendo fatto pensiero di -partirmi a buon hotta, chiesi licentia dal Reverendo priore, dimandai -perdono se forse ecceduto havea nel parlar la christiana modestia, -et fatto troppo del Satirico. La matina per tempo entrai in Mantoa -qual trovai molto piu bella, & vaga da vedere, di quel che mi -credeva: Hor quivi, & non in altra parte appresi a conoscere donne -valenti.[63] Vidi in Mantoa huomini col capo di lupo: vidi agnelli -di tanto consiglio & prudentia dotati, quanta esser si puote, et -erano adoperati per ambasciatori nelle cose di somma importanza:[64] -Habitarno già in questa città de molti Passerini, liquali crebbero -in tanta forza, che poco vi mancò non se insignorissero di tutto'l -dominio Mantoano, & l'havrebbono fatto, se da piu potenti non fusser -stati impediti. Quivi si veggono molti boschetti vaghi, et ameni, -ne quali non habita alcuna dannosa fiera, ma sol conigli, & qualche -altro picciolo animaluccio. Quivi sono huomini di tanta felicità, che -dovunque vanno sempre per essi, si arriva bene.[65] Vi sono putelli -di cinquanta anni, et ve ne sono di quelli, che altro non fanno che -tridar pali. Vengomi poi à Ferrara, ove trovai molti contrarij, non -a me però, anzi benigni: trovai Fiaschi, & Fiasche di miglior tenuta, -che altrove non si veggono: Vidi alcune trotte le piu belle, & le piu -grandi, che mai si pescassero in alcun fiume, ò lago, quelle di garda -non son si belle: chi ne pigliasse de simili, sarebbe il piu felice -pescatore che mai nascesse, non havrebbe da invidiarne Dictis gran -pescatore, & nodritor di Perseo, ne Ermindo, ne Scilla (il Sicionio) -credo che ogn'uno si darebbe al pescare se sperasse di far tal preda, -ma elle non si pigliano con le Reti, non con le nasse, non con l'hamo -non con pasta artificiosa, ma con altre arti c'hora non le dico. Vidi -piu sagrati in Ferrara, che in Roma santa. Hocci ritrovato delle male -spine,[66] le quali, senza ricevere offesa, anzi con qualche diletto si -potevano di notte maneggiare & abbracciare: vi conobbi una malatesta -piena però di buoni & giocondi pensieri. Vidi una mamma, ch'era mamma -sin quando era nelle fascie. Hai quante cose videro gli occhi miei -in questa citta, fuori del commun'uso: Quei da le frutta non vendano -frutta: Quei dell'olio non vendono olio: i Cestaruoli non portano il -cesto: I Bevilacqua amano il vino, & fuggono l'acqua: Vidi un'huomo -di Recalco[67] cavalcar una mula vecchia, & magra piu che l'Asina di -Balam: Conobbi ancho una Cuoca,[68] di si fatte qualità, che non vi -è huomo per insensato ch'egli sia, che volentiere non se la vedesse -in cucina. Poche città ho ritrovato, ove sieno tante stravaganze, -quante sono in Ferrara, & infinite n'haveva notato; ma il timore di -non essere à lettori troppo fastidioso, me n'ha fatto tralasciare la -maggior parte, ma prima però ch'io esca dalle mura di Ferrara, dirò -come vi hò veduto il paradiso,[69] ilquale non ha in se molta bellezza, -non amenità, non consolatione alcuna, & qual maraviglia sarebbe se -l'amor del paradiso non ritirasse i Ferraresi dalle malvagie opere? -& che ciò sia vero, che bello non sia, gli Agnoli non vi fanno la lor -stanza, ma si hanno edificato una contrada la piu gioiosa, che veder -si possa: In paradiso non habita S. Gioan battista, ma se n'è piu -tosto ito ad habitar in terra nuova. S. Anna piu tosto s'è contentata -di starsi all'hospedale,[70] che in questo paradiso. S. Georgio è ito -fuori della terra, la Reina del cielo con la gloriosa Caterina, non -vi habitano, di maniera ch'egli rimane quasi che dishabitato, voglio -però confessar il vero, ne voglio defraudare città alcuna delle sue -debite lodi, che in Ferrara, & non in altro luogo, ho veduto huomini, -& donne pie:[71] et hocci veduto un'Agnolo degnarsi di far l'hosteria -à mortali: Fu il mio albergo col S. Hercole Riminaldo, ilquale mi -da speranza di doventar simile d'ardire à quel famoso Ercole di cui -son piene tutte le carte de scrittori: fu però gran parte della mia -conversatione col S. Ferrante trotto, & col S. Giulio zerbinato, -liquali mi parvero di tal valore, che fortunatissimo giudicherei quel -principe, che de simili n'havesse almeno due paia. Da Ferrara piglio la -strada ver Padova, et giunto à Rovigo, mi ricordai del Celio Rodigino -mio honorato precettore, per tenerezza fui sforzato piagnere si gran -perdita: giunto poi in Padova, ricordammi subitamente delle grandezze -sue, del numeroso popolo che l'haveva, delli infiniti cavaglieri, & -de i singolari privilegi da Romani lor conceduti: mai certo vi fu -città, che de simili ne havesse, hora la trovai quasi desolata, & -me ne venne gran pietà: Vado alle scuole de legisti, sto ad udir ciò -che dicono di bello, appartenente al viver civile, & alla unione de -cittadini, & non odo salvo che contradittioni, l'uno impugnar l'altro, -& oscurar il vero à piu potere: eravi tal legista, che per insegnare -à litigare, era con gran stipendio pagato, & ciascuna lettione li -valeva piu di 60 scudi: vado alle scuole de philosophi, penso udir -favellar di giustitia, di prudentia, di modestia, di fortezza, di -castità, et altre simili cose, penso veder huomini gravi, & ornati, -non di barba, & di pallio come erano i philosophi della grecia, ma de -bellissimi costumi, penso veder molti Socrati, molti pithagori, et -molti Platoni, et ingannato mi ritrovo, non odo favellare salvo che -di materia,[72] della quale parevami, che n'havessero pieno il capo: -di forma, non so se di Cacio, o da informar stivali, di privatione, -non so parimenti se intendessero de danari, ò di senno. Entro nella -scuola de Metaphisici, nella qual pensai udir ragionare della divina -maestà, delle celesti Gierarchie, della perpetua felicità de beati: -ma ecco che per molti giorni io non odo parlare d'altro che di ente et -uno. Vomene ad udir chi trasordinariamente leggeva i libri dell'anima, -& penso ch'egli m'habbi ad insegnar qual cosa adoperar mi debba per -salvar l'anima, che Satanasso non ne faccia rapina, come guardar la mi -debba da peccati, che gloria, che triumpho, se le aspetti dopo morte. -& ecco che non intendo altro che opinioni, che è composta di fuoco, -che è composta d'acqua che è di color purpureo, Tutta nel tutto, & -tutta in qualunque parte del corpo, che è seguace della complessione -corporale, che la non si cava dalla potentia della materia, ma che -ella se ne viene di fuori, & non dice donde, & che la si separa come -l'incorruttibile dal corruttibile: Vennermi a fastidio questi tanti -scaldabanchi, queste rabule, questi loquaci corbi, ne potei sofferir -di piu udirli, per il che, io mi diedi tutto all'investigatione delle -cose notabili, Dirò adunque come in Padova, & non in altra parte: hò -trovato huomini, & donne dotte:[73] non è adunque da maravigliarsi ciò -che si legge della dottrina di Probavaleria: di Eudoxia: di Nicostrata, -di Telesilla, & di Aspasia, ho parimente veduto huomini, & donne con -i capi di vacca: hocci veduto huomini in galline convertiti: Vi hò -conosciuto un Sperone formato da Iddio, non per isperonar giumenti, ma -per speronar la gioventu Padovana alla virtu, & alle buone lettere: -Io ci conobbi uno, che Frigendo melica era divenuto non men dotto, -che riccho già si divenisse in Piacenza un'altro per seccar melica: -vi conobbi un gentilhuomo ilquale vedeva le cose future, & non vedeva -le presenti[74]. Fu il mio albergo col gentilissimo S. Pio delli -Obizzi, per il cui mezzo, conobbi l'affabile, & gratiosa M. Lucretia -reloggia. Fastidito di star in Padova per la brenta già detta Meduaco, -mi condussi alla maravigliosa & possente Vinegia: Chi potrebbe ridir il -piacer ch'io hebbi in quella barca? Vi erano alcuni scolari Forlani, -c'havevano il capo sopra della berretta, piu furiosi di Athamante, -& di Oreste; Vi erano frati di color bigio, bianco, & nero, Donne da -partito, Barri & Giudei: I Scolari favellavano alla scoperta, senza -rossore, de carnali congiungimenti; i Frati se ne mostravano alquanto -schifi, & sorridevano facendo il bocchino della sposa. Le buone femine -girando gli occhi qua & la, cercavano di adescare i mal accorti: Eravi -un Giudeo, ilqual veniva allhora di Damasco pieno di arte maga, faceva -apparir gli huomini cavalli, Asini, Cani, & gatte. Fece apparir un -Lione, et poi mostrandogli un gallo lo fece incontanente sparire: egli -faceva arrestar gli uccelli nel mezo del lor volo: faceva venir i pesci -a riva: Sapeva la virtu di tutte l'herbe, haveva notitia di tutte le -lingue: Sapeva costui di arte Maga piu assai di Cetieo, di Dardano, di -Democrito, di Zoroaste, & di Gobria: suscitò costui un giorno pioggia, -si come anchora fece Arnupho egittio per abeverare l'esercito di M. -Antonio. Vi era ancho un Romagnuolo con una cetra, & si dolcemente la -sonava, che pareva un Iopa: un Philamono, un'Apolle, un Terpandro, & un -Dorceo: Giunsi finalmente nella miraculosa Città di Vinegia, della cui -edificatione, & aumento ne fu potissima cagione la rovina di Padova, -d'Altino, d'Oderzo, e di Moncelese già detto Acello, & di Aquileia -colonia de Romani, & capo dell'oriente. È opinione, che questi popoli -venessero in Italia con que Francesi liquali regnando Tarquinio Prisco -dettero il nome alla Gallia cisalpina: fa mentione Cesare di questi -Veneti ne suoi commentarij: Livio è di opinione, che sieno venuti dalla -Paphlagonia gente d'Asia, dopo l'incendio di Troia, è una natione molto -civile, dedita alli studi delle buone lettere, dedita alli acquisti -terrestri, et alli esercitij maritimi: Sono in questo mare pesci piu -saporiti, che in qualunque altro luogo, benche minori: stimasi esser di -ciò la cagione perche molti fiumi concorreno in questo Adriatico mare, -per la qual ragione anchora i pesci di Galipoli stimansi avanzare di -sapore, li altri scorrendovi dentro ventidue gran fiumi ispetialmente -il Dannubio, & il Tanai: Gode Vinetia un'aria felicissima, imperoche -la salsedine del mare, Calda essendo, & meno humida, genera una -temperatura molto opportuna alli humani corpi. Il flusso anchora & -reflusso purga l'aria, & se vi è cosa veruna di corrotto, la porta -nel mare. Quivi fermato essendomi, con intentione di starvi molti -giorni, incominciai à considerar attentamente gli ordini, & li costumi -loro, & fra molte cose grandimenti mi maravigliai intendendo da certi -vecchioni pieni di Reverentia, che mai questi Signori vollero armare i -popoli loro, & non piu tosto della propria militia servirsi: che della -straniera, nella quale sovente si sono trovati inganni, amutinamenti, -& tradigioni. Mi maravigliai intendendo, che nelle guerre, non -dessero alli lor capitani, le commissioni libere. Mostruoso mi parve -il vederci, Nani, grandi, Magni, piccioli: troni, terrestri, & non -celesti: Trivisani, Pisani, & Soriani, che non videro mai ne Trevisi, -ne Pisa, ne Soria: Notabil mi parve di veder molti Salomoni: ci trovai -Barbari latinissimi & humanissimi: Cicogne, di piu breve collo, ma -di miglior tenuta, che non sono l'altre: molti Garzoni, che passavano -sessant'anni: Tanti Marcelli, che tanti non ne vide Roma: non vide ne -anche mai tanti Lioni la Numidia, quanti n'ha Vinetia, i Barbi stanno -in terra, & non nelle acque. Sonci Balbi nel favellar ben espediti: Qui -non sono le mule sterili, ma feconde, come anche sono in Cappadocia, -& i delphini si veggono tramutati in huomini: i mori et le more non -sono nere, ma candidissime: Sonci de molti lombardi, che non vider mai -lombardia: Sonci piu savi che non hebbe mai la gratia, quelli furono -sette, & questi sono piu di duodici. Il mio albergo fu nella casa del -S. Benedetto agnello, dove molto volentieri me n'andai, & volentieri ci -stetti per essermi stato affermato da piu di dua, ch'egli era il padre -de virtuosi, & di perfetto cuore l'hospitalità esercitava, ne dal suo -volere discorda punto la sua honoratissima consorte. Trovai in Vinetia -un Siciliano ilquale, scriveva in un specchio d'acciaio, et quello che -nel specchio scriveva, ve lo faceva per reflesso, legere nella luna: -Faceva un sapone col quale si lavava la faccia, e poi con un stecco si -radeva sottilmente, & per molti giorni rimanevali la faccia odorifera -piu che ambra. Faceva apparire una mensa carica di ottime vivande, et -poi come fumo faceva ogni cosa sparire. Poneva un pezzo di Carta non -nata, ove erano scritte alcune parole ad una serratura, & incontanente -se li apriva ogni ben serrata porta: Cavava ogni grosso chiodo con i -denti, Convertiva in oro il rame, il ferro, il piombo, & finalmente -ogni metallo col spargervi sopra una certa polvere non piu veduta. Alla -presentia mia, et di tre altri fece parlar una testa di morto. Mentre -sono in Vinetia mi vien detto, che ci habitava il terrore de scelerati -principi, & il flagello de viciosi preti Pietro Aretino, lo visitai -piu d'una fiata, & parvemi vedere un'opra di natura piu che perfetta, -parvemi di udir una lingua possente à farsi amare, & temere, & farsi -tributarij sin alli estremi Morini, & li disgiunti Britani: conobbi -ancho in Vinetia l'oracolo di marte, dal qual correvano tutti gli -huomini martiali per farsi decidere le controversie dell'honore[75]: -Stato che io fui in Vinetia molti mesi, mi venne desiderio di gir pel -mondo, gran dolcezza sentendo sol in pensar ad alcune cose vedute, -duolsemi assai di dovermi partire di questa inclita città per molti -rispetti, ispetialmente dovendo rimanere privo di godere la dolce -conversatione della virtuosa M. Giulia Ferreta: & di M. Francesca -Ruvissa, laquale mi parve la Sibilla cumana, tanta sapientia & bontà -in lei scopersi. Egli è vero, & negar nol posso, che molte cose in -Italia mi piacquero stremamente, ma molto piu furono quelle, che mi -spiacquero, non hò scritto tutto ciò che veduto hò di mostruoso, ne -ho raccontato tutti i luoghi dove io fui: Hò pretermesso scrivere come -in Asti trovai huomini, & donne, che rane Cacavano,[76] & le piu male -balie, che veder si possano: hò pretermesso dire di quelli c'hanno -nella Mirandola i piedi d'oca, & portano del continuo le panze rase: ho -pretermesso d'haver veduto in Bologna una Medusa non dannosa come fu -quella anticha, ma gioveuole. Ho tralasciato d'haver veduto in Piuri -Lumache senza Corna, non con l'habitatione alle spalle, ne lente, & -tarde, ne suoi movimenti: Ho tralasciato d'haver veduto in Como, & in -Chiavenna salici fecundi, & non sterili: Se Homero n'havesse veduti -non l'havrebbe mai chiamato perdifrutto. Ho lasciato d'haver conosciuto -in Milano Cagnuoli,[77] che favellavano come se huomini suti fussero, -& molti pagani christiani: non hò detto d'haver veduto in Ferrara -Arriani; contro de quali non si faceva alcuna inquisitione, si come -facevasi contra de lutherani, nella qual città conobbi il bend'Iddio, -non per avanti conosciuto: non vi ho detto d'una Gattina, laquale -in Mantoa non pigliava sorci, anzi li temeva, li fuggiva, et n'havea -schifo, & haveva con le sue losenghe si fattamente innamorato di se, -un'abbate, che per transtullarsi con essa, non si curava punto di fama, -ne d'infamia, & spesso scordavasi il Breviario, et il Diurno: non paia -adunque favola, che Cratis pastor Sibaritano amasse già una Capra, poi -che un'Abbate, & di sangue illustris. si è invaghito di una gatta, -non vi paia maraviglia se Aristone Ephesio, amò un'Asina, se Fulvio -una cavalla, se Ortensio una Murena, & Ciparisso una cerva. Diro hora -di molte altre straniezze per le quali, l'Italia mi venne in odio, & -feci disegno partirmi: Io rimasi d'habitar in Bologna, veggendo starsi -fuori delle Porte la misericordia:[78] non volli star in Anchona, -veggendo che la Reina del cielo n'era uscita, & itasene à Loreto per -non star nell'Anchona, mi spaventai dell'habitar in Siena per timore -di non impazzire: già mi sentiva il capo formicolare, & se aspettava -la venuta di M. Agosto, per certo io dava la volta, ne so s'io fussi -piu ritornato, divenivo indubitatamente piu pazzo di Xenophanto, piu -di Mamacuto, piu di Cippio, e piu di qualunque Psillo dell'austro -vano combattitore. Non mi piacque il star in Firenze, parendomi mal -consiglio lo pormi nelle man de medici sano, & di buona voglia essendo. -Mi spaventai di star in Lucca, udendo, che ogni dui mesi, quando si -crea la nuova signoria, sia costretta giurare di oservar non so qual -statuto contro forestieri: Non hebbi cuore di fermarmi in Piacenza -havendo udito dir, che non sia buono, ne star sotto signor novello, -ne albergar con hoste, che novellamente hosteria faccia. Doveva io -star in Milano, vegendo, che la pace, le gratie: & gli Agnoli[79] non -osavano di starci, ma habitavano fuori delle mura? Doveva posarmi in -Genova dove la consolatione stassi in disparte fuori dell'habitato, -et ogni giorno si vorrebbe mutar stato: non è si volubile Vertunno, -ne si spesso mutasi il vento, come si muta il capo d'un Genovese. -Spiacquemi di stare in Brescia, dove a colpi di spada ci conviene -guadagnar la strada di sopra. Non hebbi cuore di stare in Bergamo -per le molte sottigliezze, che nel vivere, & nel mercantare si usano. -Spiacquemi il veder in Italia tanti Marchesi senza marchesato, Conti -senza contado, Cavaglieri, che non hanno ne cavalli, ne speroni, ne -stivali. Spiacquemi vedere, che in Italia le Signore havessero ardire -di scambiare alle lor damigelle il nome del Battesimo, & in luogo di -Catherina, Lucia, Margherita, Agata, Agnesa, & Appollonia, per fargli -sino ne i nomi belle, & lussuriose, le chiamano Cinthia, Flavia, -Fulvia, Flaminia, Camena, Sulpitia, & Virginia. Quanto mi sono io di -cuor maravigliato della lor prosuntione, parevami certamente fusse -risvegliata l'heresia de Pepuzziani; presso de quali (si come riferisce -il P. S. Agostino), erano solite le femine di battezare, & far l'uficio -di sacerdote: Parevami di esser in Caria, dove le femine barbute -fanno l'officio qual presso di noi far sogliono i frati. Brutta cosa -mi parve vedere li Italiani à si buona derata venuti, che alla guerra -vadino invitati, non da tre scudi, come era il consueto, ma spesso -tratti per tre Giulij. Brutta cosa mi parve, che ogni sciagurato si -voglia fasciare le reni di raso, & di veluto, ne stimarsi in Italia -chi humilmente si veste. Mi spiacque l'udir, che ogni Buffalaio, & -ogni bifolco giurasse a fe de gentilhuomo, & ogni vil putanella a fe -di gentildonna, & il veder pompeggiar sopra le facultà, ne in habito -esser differenti le donne honeste dalle dishoneste, i nobili dalli -ignobili, & ogni di mutarsi foggia di vestire, & cambiarsi le monete -con gran danno de poveri, che peggio è tosarli senza riportarne pena: -ogn'uno sa che in Mantoa ci sono i tosa beci, & non si puniscono.[80] -Spiacquemi il veder per forza por le fanciulle nei monasteri, et per -ogni lieve cagione condursi gli huomini in steccato, vedersi tanti -poveri impiagati per le strade mendicare: tante sette de Frati, & -de Suore: tanti Epicurei, tanti Sardanapali. Spiacquemi il veder le -donne farsi la bionda; et i capelli neri, con lor mal augurio fargli -simili alle fiamme, fargli di piu ricci, rappresentando i serpenti -che le circunderanno le tempie, quando saranno dal gran giudice alli -eterni supplicij destinate. Spiacquemi di veder l'Italia divisa in -tanti Signori. Spiacquemi vedere una Signora in Lombardia gloriosa -sovra modo, di haver animo di Reina, & non si avedeva, che putiva di -spelorchia, et viveva da mendica. Non poteva sofferire di vedere nella -lunigiana trenta marchesi ad un tratto sopra d'un fico per sfamarsi. -Oh come mi venne a noia il vedere in Arco, et in Lodrone due mila -conti, & un sol contado, molto stretto, & povero. Pensate poi, che -mi dovea parere vegendo i Marchesi di Ceva, e i conti di Piacenza, & -i cavaglieri di Bologna. Spiacquemi vedere in lombardia una Signora -ch'era pazza, & voleva esser tenuta savia: era vecchia, et voleva -esser tenuta giovane, era brutta, & sforzavasi di apparir bella. Se -io volessi racontar tutte le cose c'ho vedute degne di biasimo, non -ne verrei a capo in tre mila giorni. Risoluto adunque di partirmi, -chiamo Tetigio, & si li dico il mio pensiero, li manifesto la mia -deliberatione, pregandolo mi risolvi se egli vuol rimanere in Italia, -ò pur andarsene nel mio paese: egli mi rispose, che molto volentieri -nel mio paese se n'anderebbe, cosi risolti: li dico: Tetigio: Intendo -di volermene andar per il mondo à veder cose rare, tu ti rimarrai in -Italia, & voglio che tutta l'Italia scorri con la diligentia maggiore, -che ti sia possibile, & rechi nel paese nostro le cose ch'io ti dirò, -eccoti tre mila fiorini d'oro: se piu te ne sia bisogno: vattene da -parte mia al banco de Priuli: voglio per la prima cosa, che di Sicilia -mi adduchi due belle mule senza vitio (se possibil è di ritrovar mule -senza vitio) tre schiavi, due schiave, ma guarda sieno ben sani, & -nelle membra non habbiano veruno diffetto, non li toglier domestici, -ma selvaggi. Portami della seta di messina almeno cinquanta lire, & -della Manna di Calavria: cinquanta braccia di Dobleto da Catanzarro; -della Sargia, che si fa in Castro villere, & trenta lire della seta -di Mont'alto laquale è piu forte della Messinesa: vorrei venti braccia -della bambagina di Nardo, delli Coriandoli della costa di Malphi, del -Zafferano di Abruzzo: qualche insito delle olive di bitonto: portami -da Napoli dell'opre, che fanno que setaivoli, ispetialmente strenghe, -capelli, & borse fatte con l'aco, recami del Sivetto, del sapone di -Cervo, & de fiori di aranci, dui corsieri della razza del Re, ò di -quella del P. di Salerno: portami da Roma tre dozene di belle corone -per le nostre donne: torrai in Firenze due pezze di brocato riccio -sopra riccio, et due di tela d'argento, con dieci lire di quel filo -tanto sottile: portami di que fiaschettini lavorati con la seta, -che fanno le monache Fiorentine, & di quelle coseline, che fanno -i prigioni nelle stinche. Fammi havere ventisei braccia di panno -monachino, altretanto di perso: venti braccia di rascia, sei berrette -fiorentine per la state. Portami da Fabriano trenta risme di carta. -Da colle dieci dozine di palle. Da Urbino cinquanta piatti di terra -figurati. Da Bologna dieci fiaschi di vetro coperti di cuoio lavorato, -& cinquanta pallotte di quelle del Melone, & trenta braccia di velo. Da -Faenza, una credenza de piatti, & di scodelle di terra bianca. Portami -sei pezze di raso Luchese. Torrami in Ferrara due pezze di veluto -intagliato, & in Ancona tre pezze di ciambelotto, tre similmente di -Mocaiaro, due di zarzecano, dieci di Bedena, sei feltri: sei Tapeti, -cinquanta Cordovani di vario colore: in Genova due pezze di veluto di -tre peli: Di Sardignia addurammi un paio di cavalli per far l'amore. -Di Corsica voglio due paia di cani per guardia de nostri giardini. -compra in Cremona trenta braccia di Sargia: torrai in Brescia due -dozine di Forbici lavorati alla zimina, & due di cortelli, quatro paia -di Alari, o Cavedoni, che li vogliamo chiamare: torrai alla Scarperia -tre dozine di que ferretti da stuccio: In Modona venti rotelle: venti -Maschere: giunto in Reggio fornisceti di staffe, di speroni, & di -quelle opre fatte di corno, cioe calzatoi, di scriminali, corone, -anella, pettini. Se i speroni Rezzani non ti piacciano, pigliali in -Viterbo. Da Crema portami due pezze di tela sottile: compra in Mantova -dodici paia di calce di seta fatte con l'aco, & altri lavori d'oro, & -di seta. Di Milano sei corsaletti, sei celade: venti migliaia d'aghi, -cento paia di sonagli: venti sei braccia di stametto: & altre tanto di -Sargia pannata. Da Tortona sette vasi di Tiriaca: et dieci capelli di -paglia finissima: Da Seravalle, dieci buone lamme. Di Padova, trenta -braccia di quella Sargia cotonata: due Dozine di berette leggerissime: -venti paia di guanti, & per far razza di quelle Galline Padovane. -Da Vinetia venti specchi: cinquanta bicchieri di Christallo, & venti -tazze: trenta braccia di scarlatto: una pezza di veluto cremisino: sei -cassette di cipresso: dieci ventaruole di seta di vario colore: dodici -pettini d'avorio, venticinque braccia di damasco: qualche vasetto di -polvere di Cipri, & per profumar camere. Dato che hebbi questo ordine -inviai Tetigio alle facende & io mi posi in viaggio per gir come feci -errando. Credei (misero me) di starmi fuor di casa quattro, ò cinque -anni, & mi convenne starmi dieci, et per estrema fortuna gir di mare, -in mare vagando, & di regione in regione peregrinando, pareva che -Eolo, & Nettuno havesser congiurati ne miei danni: mai havemmo vento -che ci fusse benigno & propitio: piu di sei giorni quasi continova -pioggia notte & giorno ci bagnò il capo: pareva che le Pleiade et le -hiade fussero adirate con esso noi, non ci bastò l'esser sopra di una -nave che di securanza avanzava quella Argo, sopra della quale Iasone, -Tiphi, Castore, & Polluce andarno in Colcos per toglier il vello aureo, -avanzava la nave nostra di velocita Pistri, Centauro, Chimera, tritone, -& Gias, che tutte furono perfettissime navi & dalli antichi scrittori -celebrate. Non ci bastò l'haver nocchieri esperti piu che ophelte, piu -che Mnesteo, piu che Servio, piu che Carapo, piu che Amicla, et piu di -Peloro: che scorrer ci bisognò al dispetto nostro infiniti pericoli -maggiori: egli è vero, che dopo molte angoscie sostenute con assai -intrepida fronte: mi trovai lieto et contento d'haver si longamente -errato: parendomi di poter giustamente vantarmi, d'haver veduti piu -diversi luoghi, & piu maniere di costumi, che mai non vide ne Hercole, -ne il travagliato Ulisse. ho veduto li phrigij, quai afferma Herodoto -esser antichissimi, ne stette molto à veder gli Archadi, quai scrive -Apollonio nella sua Argonautica esser piu antichi della luna. Ho veduto -Parnaso, d'onde n'uscivano gia gli oracoli di Apollo, & acciò non mi -reputi alcuno bugiardo, darolli i contrasegni, egli è in Phocida, & è -ornato di due belle cime: hò veduto la selva Grinea, dove erano l'ombre -di quanti famosi Poeti furono mai al mondo: vi ci trovai d'alcuni -moderni Poeti l'ombre assai meste, & lagrimose, intendendo, che delli -lor poemi se ne facevano scartoccini da speciali, & da porvi dentro -le sardelle: ho veduto Colcos, & il fronzuto Idalio: fui per molti -giorni in Egira, ove si adorava l'amore, sotto un medesimo tetto con -la fortuna istessa: passai per Arcadia, ove si adora Aristeo, Dio del -mele, vidi in Tebe adorar l'Iddio Bacco, quasi che allhor io mi credei -d'esser traportato in Polonia ò in Alemagna: ho veduto presso delli -Elei, il tempio di Plutone, che si teneva perpetuamente chiuso: ho -veduto in Lampsaco, adorar il Dio Priapo, alquale l'asino si sacrifica -per grand'honore: vidi in non so qual luogo, mutarsi un'huomo, hor in -toro, hor in serpente, & molti ne vidi mutarsi in cervi, benche tal -metamorphosi spesso si vega in ogni luogo: mi son ritrovato dove la -bella Alcione si mutò in uccello, Calisto in Orsa Lyca in scoglio, -Myrrha in albero: Corone in cornacchia: Talo in perdice, Tereo in -upupa: & Tiresia in femina: fui costretto (misero me) di mangiar per -molti giorni un pane tale, qual fu il pane, rifiutato da Philoxeno -perche non si facesse notte a mezo giorno dalla negrezza istrema, che -in se haveva: et i prohemi delle cene nostre: erano radici amarissime: -ben sospirava io allhora il pane Padovano & i lumbi Vinitiani ma gran -ventura fu la mia, poi che si mal albergo fu incontanente dalla fortuna -remunerato, col farmi vedere gli orti di Alcinoo, liquali erano si -de vari frutti ornati, che appena l'uno era maturo, che l'altro vi -nasceva. Vidi non molto lontano, gli orti delle Esperide dove sono -gli alberi d'oro, et vidi il vigilante Dracone che li fa la guardia -perche furati non sieno. Vidi anchora gli orti di Adonide, & quei -nell'aria sospesi, che con tanto piacere in Assiria, & da paesani, -& da passaggieri si contemplano non so ben dire, se fusser fatti da -Cirro, ò da Semiramis: se nel venir in Italia vicino la Sicilia io udi -cantar le Sirene, hora le vidi, & insieme i stormenti ne quali cantano: -hanno il corpo di femina fino all'umbilico, il rimanente è pesce; le -ho anche udito chiamarsi per i propri nomi, una di quelle, che videro, -chiamavasi Aglaosa, Telcippoa un'altra; ve n'era una detta Pisna et una -ve udi per nome Iliga. La dolcezza del canto mi fece adormentare, & di -tal sorte, che io vidi li ministri del sonno, cioè Morpheo, Phabetore, -& Phanto, liquali mi parevano rasimigliarsi à certi miei amici, che si -lievano all'Alba de visconti, quando il Sole ci agiugne à meza gamba: -non debbo anchora narrarvi delle molte battaglie, che pel viaggio -vidi farsi da molti animali: la onde m'accorsi delle mortali nemistà, -che fra gli animali irragionevoli sono: vidi combattere eserciti -di cornacchie, & di nottole, di Nibbij, & de corbi, di aquile, & de -trochili di murene, & de congri, de delphini, & di balene, de cervi, -& de serpenti, de cameli, & de cavalli, di pecchie & de rondinelle, -& de formiche, & de sorici, & di salamandre, & de testugini, di -elephanti, & de dragoni, & di lacerte, & de lumache. Standomi un giorno -fra gli altri alla ripa del mare, aspettando si bonaciasse il tempo, -per ritornar (se possibil fusse) nella smarrita strada: vidi non in -sogno, ma chiaramente la Dea Thetis accompagnata da molte Halcioni: -dal cui lato manco v'era la dea Venere guidata da piu cigni, & da -molte columbe: dal lato dritto v'era Giunone, con una gran torma de -pavoni. Vidi poi Minerva con gran squadra di civette, che li andavano -avanti con riverentia, non molto lontano da lei, eravi Apollo con -grata compagnia de corvi, & de candidi cigni. Non si stette guari, -che mi apparve Giove con la sua Aquila in compagnia. dopo questa bella -veduta, abonacciossi il mare: si che n'andai commodamente à veder la -torre Pharia, le Piramidi del Nilo, andai dove era il tempio di Diana -ephesia: il sepolcro di Mausolo: il simulacro anchora di Giove olimpio: -& dove era già il Colosso del Sole di settanta piedi presso de rodiotti -con gran religione tenuto: ho veduto la casa di Cirro Re de Medi, -nella quale erano le pietre legate con l'oro: hò veduto il tempio che -à Giunone fece la reina Dido, et quel che fece Giarba re de Getuli à -Giove: un'altra nobil casa vidi non molto distante, copiosissima di -pretiose colonne, & de ingegnose statove di cedro fatte: non debbo -dirvi della casa del Sole, della quale ben si potrebbe dire, materiam -superabat opus. Ho veduto un teatro di trecento sessanta colonne, -la cui Scena, parte era di marmo, & parte di ben polito vetro: le -colonne inferiori erano di quarant'otto piedi, & fra le colonne vi -annoverai piu di trecento statove di bronzo, maestrevolmente fatte, -& era capace di settanta mila huomini: rassimigliavasi al Theatro di -M. Emilio scauro figliastro di Silla (per quanto mi sovviene della -descrittione) Hò veduto que quattro obelischi fatti si artificiosamente -dalli re di Egitto. hò veduto l'obelisco fatto da Ramise re di Egitto -di quaranta cubiti, che fu opra di venti mila huomini (sel vero mi -fu rifferito.) Ho veduto il Laberintho fatto da Dedalo, & un'altro -similmente nell'Egitto, con le colonne di marmore pario nell'intrare, -& le piu interne erano di marmore Sienito. Hò veduto i vestigij di -quella camera fatta da Alessandro Macedone, dove stavano cento letti -agiatamente, con le colonne d'oro, che sostenevano la sommità del -luogo, ch'era pur d'oro, nella quale stavano mille Persiani, mille -saetattori Macedonici, & cinquecento huomini con i scuti d'argento: & -nel mezo v'era un seggio d'oro, dove sedeva il sopradetto Alessandro, -con i suoi portatori di Sarisse: Compresi allhora chiaramente, che -dalle difficultà grandi, solite erano di nascerci molte consolationi -& infinite dolcezze: se tollerato non havessi patientemente, & senza -perdermi di cuore quelle tante fatiche che io tollerai, come sarei io -stato contemplatore di si memorabili cose? Hora essendo io da venti -qua, & la traportato: vidi una gran città piena di Ermaphroditi: -vidi li Arimaspi c'hanno un sol occhio: vidi li Arimphei giusti sopra -tutti i mortali, liquali stanno nelle selve, & pasconsi di Bacche: ho -veduto ancho un paese dove le femine sette figli ad un tratto sogliono -partorire, ne questo di rado accade, ma sovente volte: ho veduto alcuni -popoli, liquali usano di combatter co gli occhi chiusi, & altri che -maledicono, & biastemiano il sole, quando si lieva, & quando tramonta, -ne per nome alcuno fra loro si chiamano, & altri popoli non lontano -scorsi, liquali hanno dui estati, dui verni, & quatro solstitij: hanno -le mogli communi, & communi sono anchora le facultà fra di loro: vidi -in questo mio travaglioso viaggio, li Agriophagi, che si pascono di -carne de Lioni, & di Panthere, & li vagabondi Arthabati, & li Astomi. -perciò detti cosi, perche sono senza bocca, & di corpo molto pelosi: -vivendo sol di odore per lo naso ricevuto: hò scorso per gran fortuna -li Ethiopi hesperij, senza legge, & senza alcuno instituto viventi: -vendono i Padri li figliuoli per haver del formento da mercatanti: ho -scorso li Axoni, ho veduto presso delli Armenij, le nevi rosse, perche -adunque tanto si maraviglia Tullio di quel philosopho, che disse la -neve esser negra. ho considerato attentamente le usanze delli Assirij, -nel propor li infermi nelle vie publiche, acciò che da passagieri -ricevino consiglio, ho considerato li stravaganti costumi delli Abideni -e delli popoli atrij, tanto nemici de furti, delli asbiti, delli -adrimarchidi, delli besalti, & delli boristenidi da perpetuo freddo -tormentati: ho veduto li horridi Battriani, & li magnifici & splendidi -Persiani. ho ben considerato li corruttissimi costumi de Babilonici, -li rozzi Boetij, i religiosi Bithini, li sani Bragmani, gli inhumani -Berbici, li schifosi Budini, che de pidocchi si pascono: son stato fra -li Casiri & hebbi fatica à campare dalle lor mani, imperoche si pascano -de corpi humani. Son stato fra que popoli detti Ophiophagi perche -de serpenti si nodricano. Son stato fra li Choromandi huomini senza -voce, ma di horribil stridore, di corpo peloso, et de denti canini: -ho veduto femine partorir di cinque anni, ne vivere piu di otto; ho -veduto li Cauci, popoli settentrionali, che habitano case simili alle -navi, & sono gran mangiadori de pesci: ho veduto li Chelenophagi di -Carmania che viveno sol di carne di testugine: debbo tacere i Caspij, i -cureti, i Calcidensi, e la Caldea adoratrice del fuoco, et allo'ncontro -i Galleci che non adorano cosa veruna. ho veduto li sporchi Chij, -dalli quali nacque il proverbio CHILUS OMNIA PERCACAT. Ho veduto li -seditiosi Cercirci, li fraudulenti Cercopi, et li Crestoni, presso de -quali, ciascuno hà piu mogli: se fussero di tanta spesa à mariti quanto -sono le femine Italiane pur troppo n'haverebbono di una. Hò veduto li -Mitrati Cisti, li timidi, & effeminati Ciziceni, & li severi Derbici, -che ogni minimo delitto di dura morte puniscono: hò veduto li Essedoni, -liquali cantano ne funerali de lor padri. Ho veduto li Esseni, -astenenti di vino, di carne, & de feminili congressi, senza haver -fra di loro alcuna cosa di proprio: hò veduto li Epizefirij presso de -quali è pena capitale, per la salute del corpo à ber vino. Ho veduto li -superstitiosi Ephesii: & li Fanesii nell'oceano settentrionale, c'hanno -gli orecchi si grandi, che ne cuoprono tutto'l corpo. Ho veduto li -depinti Geloni, bevitori del sangue di cavallo, mescolato col latte: -Ho conversato molti giorni, col rigido Geta, col vagabondo Garamanto, -col nudo & selvaggio Gamphasando: con il Gimnosophista dell'otio, -& della pigritia capital nemico: con l'hiperboreo settentrionale, -indefesso cacciatore: con l'Eptacometa habitatore delli alberi, ò delle -alte torri: con l'hircano, che fa mangiar i suoi defunti da cani: con -l'Omolotta del bue amico, con l'inhumano Henioco, con l'Alizone di -Scithia gran mangiatore d'aglio, di cipolle, di lente & di miglio. Ho -veduto il ferino hibero, il dilicato Ionico, il fortunato Lothofago, -il Leuco, saettatore eccellente: il bellicoso Lacedemonio, il Lepreo, -nemico d'adulterij, il brieve Lacone, il giusto & hospital Lacano, -l'invidioso Lusitano, il lidio Taverniero & giuocatore di palla, il -lussurioso Lesbio, il libico cacciator di elephanti: ho conversato -con i Laciadi, con i Lirci, con i Massageti, con i Marsi domatori -de serpenti, con i Mandi che viveno di locuste, con i Menismini che -viveno sol di latte di cinocephali, con i Miconij vaghi dell'altrui -mense, con i Mosini che in publico mangiano, con i Masilli governatori -de lor cavalli, non con freno, ma con la sol verga, con i Molossi -cacciatori, con i Nasameni dottissimi nel saettare, con i Magneti -strenui domatori de cavalli, con i Mardi habitatori di spelonche; con -il Macedonico che non soffre che alcun si cinga se almeno uno de suoi -nemici ucciso non habbia; con il religioso Myso, con il Medo ottimo -cavalcatore, con il crudel Mosyneco, col soggetto Messenio, con il -tonduto Maco, con il Miniato Machylo, con il falso Megarese, con il -Melancleno, di veste nera ornato: con il Mendesio adoratore di capre, -col veloce Monomero. Ho veduto ancho il sfrenato Numida: ho veduto -il Norico ricco di ferro. Ho veduto l'indomabil Nervio, l'inhospital -Britanno del quale parlando Oratio scrisse. Visam Britannos hospitibus -feros. Ho cercato li Nabathei nell'accumular ricchezze giorno & notte -intenti: ho ricercato li Pelusioti, liquali nell'invecchiar della luna -si tondeno il capo, & guardansi come dalla peste di mangiar cipolle. Ho -ricercato le contrade de Cilici Pirrati, ho circondato tutta la regione -de Phenici che già tanta lode hebbe dal ritrovar le stelle, & le -lettere, con le arti belliche & navali. Ho veduto li Cubitali pigmei: -& li vivacissimi Pandori popoli dell'India, alli quali in gioventu i -capelli son candidi, & in vecchiezza si fanno neri, sono stato presso -delli unguentati & bevitori Parthi, liquali pasconsi di cicale. Ho -veduto li Agresti Paramesidi: vidi in questa mia longa peregrinatione -li Phaseliti popoli di Pamphilia, liquali sacrificano alli Dei di -certi pesciolini salati. Ho veduto li Pariani nell'helesponto, liquali -adorano l'amore per lor Iddio. Ho veduto li Pedalij, liquali ne lor -sacrificij altro a Dio non dimandano, salvo che giustitia: ho veduto -il feroce & lauto Pannone: ho veduto li Phigalei vicini alli Messenij -tanto vaghi del vino, che habitano nelle taverne & allogano le case -à forestieri: Ho veduto i Poltroni Rhegini, li industriosi Seri: & -quelli Sciti, c'hanno le case volubili sopra di carri poste: ho veduto -li Sauromati che si spesso cambiano stanza, habitano fra l'histro & -il Boristene: pratticai con li Suani, indomiti & cavatori dell'oro. -Se volessi dir quanti satiri m'habbia veduto sarei troppo prolisso: -non mi stendero molto in dirvi c'habbia veduto li ricchissimi Sabei, -ò li Sorboti che sono grandi otto cubiti non vi dirò d'haver veduto -li Sciopedi liquali dall'estremo calore si diffendeno con l'ombra -de piedi: ho veduto i Soriti, liquali viveno di pesce cotto al sole: -ho veduto l'efferato Svevo: ho veduto il leggier Siro & alla novita -di sua natura inchinato: ho veduto li Sogdij vicini à Bactriani, -liquali si lietamente corrono alla morte: ho veduto quelle donne -quai chiama Erodoto Selenetide che partoriscono uova, & di quelle -n'escono huomini di gran statura: Ho veduto i Sarabaiti sacerdoti -dell'egitto vestiti di pelli del porci, & de buoi, & habitano ne forami -delle pietre. ho veduto i Scriptovini gelati per le perpetue nevi, -i Spartani nemici dell'oro: & dell'argento, & amicissimi del ferro, -della qual materia sono anche li danari loro: ho veduto li popoli -Siginni, con i lor piccioli & pelosi cavalli: ho veduto li Samij, & -il gimnasio che dedicarno all'amore & mi sono ritrovato presente alli -sacrificij quai chiamano Eleutheri: ho veduto li amorevoli Sotiani & le -horride spelonche de Trogloditi: ho veduto l'isola Taprobana & sonomi -ammirato della lor vivacita poi che il campar cent'anni è si poca vita -stimato. Sono stato molti giorni con i Thraci, & mi sono riso della -lor fragil memoria, non sapendo annoverare oltre quatro: sono stato -presso delli Tentirithi, tanto da Cocodrilli temuti: Sono stato con i -Tapyri tanto altrui liberali delle lor mogli: Son stato presso delli -giusti Tybareni: son stato presso delli Thrausi, dove le femine sono -sopra modo innamorate de lor mariti. Son stato presso delli inquieti -Spagnuoli: de furibundi Galli, & de animosi Tedeschi. Son stato presso -delli Elusii, & delli Oxiomi di volto humanissimi, del rimanente poi -simili alle fiere: Se volessi scrivere quanto ho veduto, farei piu alto -volume che non fece Livio Patavino: stracco adunque di gir piu vagando: -deliberai inviarmi ver casa, dove giunto, fui lietamente da parenti & -da amici acarezzato; dil che sempre ne sia lodato Iddio, ilquale vive & -regna sin ne secoli de secoli. Amen. - - - - -NICOLO MORRA ALLI LETTORI. - - -Godi Lettore il presente Commentario, nato dal costantissimo cervello -di M. O. L. detto per la sua natural mansuetudine il Tranq. rincrescemi -che tu non lo possi godere, come il suo archetipo stava, impero che'l -rispetto n'ha fatto mozzar una buona parte, il sospetto un'altra, -et il dispetto ha fatto squarciar piu di tre fogli: Se ci fusse cosa -veruna che ti paresse Favola; sovengati della nave delle carotte nel -cominciamento. Io ti so ben dir come quello che familiarissimo li -sono, che non senza gran sudore ci hà dato questo parto, & gli è stato -mestieri di volger sossopra di molte & molte carte: Se in qualche -cosa ti parerà mordace, & furioso, & maldicente: habbili compassione, -perche egli era allhora in croce quando queste cose scriveva, & era -pieno di desperatione: havrebbe egli voluto poter rovinare tutto il -mondo, & certo s'egli fusse stato di vetro lo havrebbe piu d'una volta -spezzato. egli non si è curato di favellare ò di scrivere toscanamente -come hoggidi molti si sforzano di fare, ma piu tosto hà voluto scriver -nella lingua nellaqual nacque, oltre che fu sempre fin da fanciullo piu -studioso d'imitare la lealtà toscana, che la lor dolcissima favella, -de gli errori che sono nel stampare occorsi, perdona al stampatore, -perdona alla rozza & villa mano che lo scrisse da prima, & anche -perdona volentieri alla negligentia del correttore; ilquale haveva -allhora il capo pieno de grilli. Sta sano, & giudica candidamente, -pigliando questa picciola lettione per un passatempo. Di Vinetia alli -XXIIII di Settembre. - - - - - CATALOGO - DELLI INVENTORI - DELLE COSE CHE - SI MANGIANO, ET - DELLE BEVANDE - CHE HOGGIDI SI - USANO. - - COMPOSTO DA M. - Anonymo, cittadino - di Utopia. - - CON PRIVILEGIO DELL'ILLU- - STRIS. SENATO VENETO. - - - - - AL VIRTUOSO, ET NOBILE S. - il S. Gioan battista Luzago. - - -Non potendovi mandar le novelle, che s'erano alli di passati ritrovate -sotto titolo di quel frate Cippolla, c'ha meritato d'esser lodato da -messer Gioan Boccaccio, vi mando il presente Catalogo, sotto vostro -nome publicato, & questo non hò già io fatto per dargli un protettore -contra di quelli, che sono piu pronti al calunniare, che all'imitare, -ne anche l'ho fatto per essercitar la vostra liberalità di sua natura -assai pronta à giovar chi n'ha bisogno; ma l'ho fatto sol perche vi -ho sempre conosciuto avido lettore di quelle cose dove io pongo la -mano: godete adunque questa picciola lettione, & quando l'havrete ben -goduta, fatene partecipi il generoso cavaglier Pompilio, & il molto -Reverendo signor Silvio; & qui facendo fine, à tutti tre di buon cuor -mi raccomando: - -Di Vinegia alli X di Settembre. - - - - - CATHALOGO DELL'INVEN- - TORI DELLE COSE, CHE SI - mangiano, & delle bevande, ch'hog- - gidi s'usano. - - -Vivevano gli antichi nostri nella prima età, detta l'età dell'oro, -(vivevano dico) di giande: & delle frondi se ne coronavano le tempie: -Cerere poi, donna d'immortal fama & di eterno honore degna, ritrovò il -formento: & insegnocci à far il pane: Si visse longo tempo in Italia -di polte, si come in Grecia di polenta si viveva, & cosi fu incognita -la polenta in Italia, come anchora la polte in Grecia: Ennio nobil -poeta, descrivendo una gran fame dice, che i padri toglievano di -bocca à figliuoli l'offa, ne fa alcuna mentione di pane: habbiamo per -certo grande obligatione à Cerere, & non minore à Carmilia, laquale vi -aggiunse il fermento, perche facesse i corpi piu robusti, & ci porgesse -piu salutevole nodrimento: Facevasi già il pane à quella foggia, c'hora -si fanno i Caci cavalli: poi si ridusse in forma di schiacciata, se -è egli finalmente dato figura spherica. Papinio egittio insegnò à -mescolarvi l'aniso, & il burro, per farlo piu delitioso: longamente si -stette senza pistori: & era solamente opera di femine il far pane, & i -pistori erano detti dal pestare. - -Hor volendo seguitare il mio Cathalogo, parmi d'avisare il lettore -della presente operetta, chel non si maravigli punto se non hò serbato -quell'ordine ch'egli forse havrebbe voluto: Io l'ho descritto di mano -in mano con quell'ordine, che ancho presso de vari scrittori mi è -accaduto di ritrovarle: non ho tessuto il presente Cathalogo dalli -scritti di un sol autore, ma forse di cinquecento; ne mai havrei -creduto, che di si picciola impresa non ne fussi riusciuto con minor -sudore, & travaglio di quel c'ho sostenuto. Hora perche l'opera -fusse non sol curiosa, ma anche insieme utile, non mi son contentato -di dir semplicemente gli inventori delle cose, che vi hò voluto -aggiungere l'utilità della cosa ritrovata, non diffusamente, ma sono -ito ristretto, quanto piu hò potuto, & dal pesce con favor celeste -incominciarò questa mia non inutile fatica. - - -Hirtia figlia di Sesostre Re dell'Egitto, la qual predisse al padre la -futura monarchia, fu la prima che mangiasse le Corniolette & le Tinche: -Una Lombarda le empi di aglio, & poi di soavi herbuccie. - -Labissa di Boemia, divinatrice: fu la prima che mangiasse seguzzole, -ceppe, & Scolopendre: ma non le mangiò già si delitiosamente cucinate, -come hoggidi s'usa di fare. - -Lementione: fu il primo che mangiasse Bottrici, & lasche, delle quali -molto n'abonda il lago di Perosa già detto Trasimeno, dove Romani per -temerità di Varro ne hebbero quella memorabil rotta. - -Agomoncelo prefetto di Alessandro magno: fu il primo che cuocesse, & in -tavola ponesse il Schenale, et la Murena insalata: era costui di tanta -richezza & di tanto splendore, che si poneva sotto le scarpe i chiodi -d'oro. - -Cleopatra l'ultima reina dell'Egitto: fu la prima, che ponesse in -tavola il Dragon marino, & il pesce Milvio: Apparecchiò costei una -cena ad Antonio, nella quale spese à conto di nostra moneta ducento -cinquanta mila corone d'oro: dal che si mosse Sidonio à chiamar le -sontuose vivande: Cleopatricas dapes. - -L. Neratio scelerato (se altri ve ne fu à suoi tempi) fu il primo, -che ponesse in uso di mangiar scazzoni, pesce argentino, & quell'altro -pesce, detto da lombardi sputa pane: fa di costui mentione Aulo Gelio: -nelle sue notti attiche. - -Cleope Re dell'Egitto, fu il primo che mangiasse Grancelli, Arcelle, -& il pesce Porco: fu costui ricchissimo, & per il smoderato spendere, -ispetialmente in far Piramidi si ridusse a tal termine, che puose la -figliola in guadagno, per acquistargli il vivere, & la dote. - -G. Curione, tribuno della plebe, del quale si legge presso di Valerio, -che debito facesse seicento sestertij, fu il primo, che facesse marinar -il pesce, & si mangiasse il strenzo, & l'agone, la lumaca acquatica, -visse longo tempo solitario, & fu capital nemico delle donne. - -Anchise menocchio: fu il primo, che mangiasse il Cephalo, & che sapesse -discernere, che il marino fusse migliore di quello c'habita ne fiumi: -è un pesce di sua natura sordido: Vedesi per tanto, nell'alto mare -spesso sommergersi, & diligentemente lavarsi: pochi pesci si trovano di -maggior numero: & questo avviene per il rispetto, che si porta all'uova -loro. - -Ruffo castricio: fu il primo, che n'insegnasse à mangiar le conchilie, -delle quali molto n'abonda Lucrino, il mar rosso: & Bibaga Isola -dell'india amenissima. - -Menade troiano: fu il primo, che mangiasse il Congro, non inferiore di -sapore all'anguilla; ma di carne assai piu soda, di figura però simile -all'anguilla: Plinio lo puone fra i pesci sassatili: & acciò che meglio -io sia inteso, dico che è quel pesce che Nicandro chiama grillo. - -Archigenio Euboico: fu il primo che mangiasse quel pesce detto Coracino -peculiar molto nel Nilo: è un pesce, che frequentemente move gli occhi: -ne fa mentione Martiale: dicendo, Princeps niliacis raperis coracine -macellis: Pellæ prior est gloria nulla gule. - -Menandro Trotenio: fu il primo, che portasse alla cucina il pesce -chiamato Cordilla: del quale parlando Martiale disse: Ne nigram raptus -in culinam, Cordillas madida tegas papyro. - -Mascronico da torsi: fu il primo, che cucinasse il pesce Corvo: -il quale si pasce d'alga, partorisse due volte l'anno, & ha questa -proprietà, che nel mare è di color fulvo; & ne stagni, è di color -negro, cuocesi nell'aceto, aggiuntovi molto sale. - -Nello Brentio: fu il primo, che mangiasse Gamberi: ritrovasene in -phenicia che habitano i liti, & sono di tanta velocità, che non si -possono aggiungere: cuocesi col pepe, & con poca acqua, & molto sale. - -Mutio marello: fu il primo, che n'insegnasse mangiare di quel pesce -detto per nome Cestreo: ilquale ha questa proprietà, che esso solo -non mangia dell'altro pesce; onde ne nasce, chel non si possa pigliar -con l'esca, nascondesi nel fango, & di quel si pasce, credendosi come -s'ha nascosto il capo d'esser tutto nascosto: il Congro è molto vago -di mangiarlo, si come la Murena è vaga di mangiare il Congro, & acciò -che meglio sia cognosciuto, dicovi che è quel pesce che Theodoro gaza -chiamò in latina lingua Mugile. - -Caridemo pannicio: fu il primo, che mangiasse quel pesce, che si chiama -Ciprino: stassi ne fiumi, & hà in luogo di lingua il palato molto -carnoso: ma non trovo in qual maniera sel cucinasse. - -Belluzzo indiano: fu il primo mangiatore di quel pesce detto Cantaro -ilquale è della sua femina si geloso amadore, che per lei combatte -fin'alla morte, & è cagione quest'amore, ch'egli divenga spesse volte -preda de pescatori. - -Carminio Tolosano: fu il primo, che mangiasse quel pesce detto da -volgari Canna: & dal dotto Theodoro è chiamato Hiatula: è di carne -molto molle, & per questo lo cucinava con l'aglio, & col zenzero, -cuocendolo nel vino per indurirlo. - -Tiridate Armeno: fu il primo, che mangiasse il pesce detto Ceto, e -questo pesce di strema grossezza nel mar Atlantico: n'ho veduto et -mangiato di quello che era seicento piedi di longhezza. & trecento di -larghezza: & lo vidi entrar nel fiume dell'Arabia, adunque non senza -ragione (poi che sono si grandi) disse Statio Armigeri Tritones eunt, -scopulosaque cete: & un'altro scrisse, & Imannia Cete. - -Telephane: fu il primo, che mangiasse il barbo, il quale fu detto -barbo, per haver egli la barba nel labro inferiore: Chiamasi per altro -nome mulo: la onde si mosse M. Tullio à chiamare alcuni barbatoli, -Muli. - -Tericle da corone, fu il primo che mangiasse di quel pesciolino detto -Boca, ilquale manda fuori la voce simile à un mugito, adunque diremo -non esser vero il proverbio: è piu muto, che non è il pesce. - -Vatinio malleno: fu il primo che mangiasse il carpione, & non lo -mangiava mai caldo, ma freddo: è di pretiosissimo sapore nel lago di -Garda, dannosi ad intendere i gardesani, che altrove non se ne trovino, -ma io so che s'ingannano, imperoche n'hò mangiato in schiavonia, & in -Francia de si buoni, quanto sieno li loro. - -Harmonida: fu il primo, che mangiasse di quel pesce, che noi chiamiamo -citharedo, ilquale fu cosi chiamato perche dalla coda infin'al capo, hà -certe linee à guisa di musical stormento: trovassene gran copia nel mar -rosso. - -Calonio trombetta fu il primo, che mangiasse l'acipensaro, ilquale hà -questa proprietà chel se ne va contra l'acqua con le scaglie alla bocca -rivolte: fu egli già in grandissima reputatione, & spesse fiate per la -sua rarità fu desiderato nelle sontuose mense di Claudio, di Tiberio, -di Vitellio, di Galieno imperadore, & di Eliogabalo: ch'egli fusse raro -lo dimostra M. Tullio ne libri di Fato: et non men chiaro lo dimostra -Plauto: di questo nobile, & saporito pesce, ne favella Martiale, cosi -dicendo. Ad Palatinas accipensera mittite mensas. Ambrosias ornent -munera rara dapes: mi maraviglio di Plinio, che dica al suo tempo esser -stato tenuto fra li pesci ignobili. - -Stasicrato Romano: huomo infinitamente goloso, fu il primo che -mangiasse l'asola: che per altro nome si chiama Crissa: ma le piu -lodate sono quelle, che si trovano nel tebro. - -Phereclo da sessara, fu il primo, che cucinasse il pesce attilo, -ilquale s'ingrassa per la pigritia, trovassi molto nel pò; & alle volte -se n'è pescato mille pesi: & è stato di mestieri trarnelo con i buoi. - -Perillo: fu il primo che mangiasse l'orata: & Sergio fu il primo che -n'habbi instituito i vivai, donde anche ne prese il nome, & chiamossi -gergio orata: è simile al color dell'oro, & è il piu timido pesce -che si ritrovi: nascondesi nel reflesso del mare sotto le radici -degli alberi littorali: spaventato poi dall'agitatione delle frondi. -si lascia prendere: usa il coito col fregar del ventre & concepisce -l'uova: Le migliori, che si mangino (al mio giudicio) sono quelle del -lago Lucrino: Parlonne Martiale, & disse: Non omnis laudem prætiumque -aurata meretur. - -Nicearco: fu il primo, che mangiasse l'anguilla, & cosi chiamasi per -la sembianza, che ha con l'angue. Solo l'anguilla morta non nuota fra -tutti i pesci: Vivono per spatio d'otto anni, & possono durar senza -star nell'acqua per ispatio di sei giorni: Vogliono l'acqua limpida, -& che fluisca & refluisca: la state non soffrono mutatione di luogo: -la vernata si: sene trovano, & io l'hò vedute nel fiume Gange, di -trenta piedi: Aristotele dice nella sua storia non esser ne maschio, -ne femina: Sono frequenti (si come Plinio mi dice) nel Benaco: pur le -migliori sono quelle del Timavo. - -Il primo che mangiasse la Mustella pesce simile all'anguilla: fu -Basilio corcirense. - -Del mangiar le Arenghe fu l'inventore Meleagene: è un pesce, che di -sola acqua si nodrisce: di lui ne trovo memoria presso di Columella, & -di Martiale. - -Del mangiar l'Aphia fu l'inventore Arcesilao: è un pesce minuto, -generasi d'acqua, & di pioggia: Ecci il proverbio tra quelli che -Diogeniano raccolse: Aphia in ignem: non appena veduto hà il fuoco che -è cotto: Usasi tal proverbio quando vogliamo significar una cosa che -subitamente muoia, & si consumi. - -Il primo che mangiasse le Mene fu Demetrio Albanese: questo pesce è -picciolo, la vernata è candido, & l'estate nero. - -Del mangiare il Gobbio: fu inventore Damone Atheniese: è pesce di -eccellente sapore, ma di pochissimo nodrimento: vene sono di due sorti, -bianchi, & neri, ma il bianco è migliore: quanto fusse pel passato in -reputatione, cel mostra Giovenale, dicendo. Ne cupias mulum cum sit -tibi Gobio tantum, & Martiale scrisse: Principium cœnæ Gobius esse -solet: gode molto dell'Arena, & del starsi in compagnia; si che non -immeritamente è posto fra i pesci gregali. - -Il primo che mangiasse l'oligine fu Termilio provenzale, è fra i pesci -molli. - -Del mangiare il pesce Garo: fu inventore Zenodoto da Smirna: Scrive -Plinio, che il fele di cotesto pesce, & fresco, & invecchiato, col vino -è utilissimo alle sorde orecchie. - -Sinesio Cirenense: fu il primo che mangiasse la Lampreda, & di tal nome -fu chiamata, per esser avezza à leccar le pietre. - -Erodoto Cipriotto: fu l'inventore di mangiar le Testugini, che viveno -nell'acqua dolce: i Latini le chiamano Lutarias testudines: et i Greci -le chiamano emidas. - -Il primo che mangiasse il Lacerto, fu Orlio Normano, è pesce attissimo -da salare, se ne veggono de grandi nella Arabia, ma maggiori sono -quelli dell'india. - -Labieno dorico: fu l'inventore di mangiare il Lupo pesce: dalla -voracità sua, & dal nuotar solitariamente cosi detto: quel de fiumi è -miglior del marino: i piu eccellenti si pigliano nel tevere, fra dui -ponti, hà mortal nemistà col mugile, i migliori hanno la carne molle: & -candida come neve. - -Polibio di Megara fu il primo inventore di mangiar il Pectunculo: è un -pesce senza squame: Gelio annovera fra li eletti et preciosi cibi, il -Pectunculo di Sio. Pur per quanto hò io gustato, sono migliori quelli -di Metelino: Oratio da la palma à quei di Taranto dicendo: Pectinibus -patulis iactat se molle Tarentum. - -Il primo che mangiasse Testugini fu Archelao da Smirna, giova questo -cibo molto alli Tisichi, lienosi, et à quelli che patono il mal caduco: -& bisogna mangiarne assai ò niente. - -Diogene fabro di Egina: fu il primo, che portasse in tavola quel pesce -detto da latini pediculus: è veramente (come si dice) il parasito del -Delphino, seguitando l'esca & la preda di quello, & volentieri ne lo fa -partecipe, & di qui nasce che sempre si ritrovano grassi. - -Iasone Salamino fu l'inventore di mangiare la passera: è un pesce -piano, & dall'uccello prese tal nome: è ottimo cibo, & à golosi grato. - -Archelao da Lisbonara, fu il primo mangiatore del Rombo: è anch'esso -piano, ne molto dissimile dalla passera: & fu già in maggior delitie -c'hora non è: i piu lodati erano quei di Ravenna, et davasi il secondo -luogo alli adriatici: ne parla Giovenale nella quarta Satyra: cosi -dicendo: Incidit Adriatici spatium admirabile Rhombi. - -Il primo che mangiasse le lumache terrestri, fu Cheroso da Melara, -Festo Pompeio dal limo, limoci le chiama, Fulvio Hirpino fu il primo -che ne facesse i vivai, & le ingrassava col farro, & con la sapa. - -Glauco petricono: fu il primo che mangiasse la rana: vi sono delle -terrestri, & delle acquatice: le terrestri, chiamansi da latini Rubetæ: -le acquatili usano il coito di notte, invitando il maschio la femina -à uscir dell'acqua sul lito: nell'isola Seripho, sono tutte mutte, ne -possono con il lor gridar significarci la futura pioggia (come fanno le -nostre) Theofrasto attribuisce tal accidente, alla smoderata frigidità -delle acque dove habitano. - -Optato Heliptio prefetto dell'armata sotto Claudio principe, fu -il primo che mangiasse il Scaro: Lo portò dal mar Carpathio, & lo -disseminò tra il Seno d'hostia, & di Campania: hebbe già pel passato -grande honore nelle mense: Eliano lo chiama salacissimo, & fuor di modo -lussurioso: chi ne vuol far preda, pone la femina nel lito, & egli -per amore che le porta, doventa facilmente prigione: Scrive Opiano, -che solo rumina l'herbe, & nuotando si pasce: Scrive Suetonio, che i -fegatelli, & le viscera de Scari, erano nel piatto di Vitellio fra le -prime delitie, dove similmente erano mescolati cervelli de Fagiani, -& de pavoni, con lingue de phenicopteri, è un'ucello che ha le penne -rosse, la cui lingua stremamente lodano Apitio, & il goloso Martia. - -Phrinonda Tebano: fu il primo che mangiasse il Scombro: è di questa -proprietà, che nell'acque egli hà il color sulphureo: & fuor delle -acque, lo ha simile alli altri pesci: ecci un'Isola in Spagna, laquale -si chiama scombraria, dalla moltitudine di questo pesce: ne confini di -Cartagine, per il testimonio di Plinio vi si trovano i migliori. - -Anasarco Cipriotto: fu il primo, che mangiasse il Salmone: è questo si -perfetto nell'Aquitania, che è preferito il fluviatile al maritimo: Se -ne trovano de buoni nel Reno, & così nel Rodano. - -Democrate Troiano fu il primo che ritrovasse la Salpa, laquale cuocer -non si pò, s'ella non è percossa molto bene dalla ferula. - -Alcimenone Atheniese: fu il primo, che mangiasse il pesce Sola: è un -pesce piano & largo, & numerasi fra i piu dilicati cibi: sana la milza -se egli vi sia sopra posto. - -Dimanta Corfuotto: fu il primo, che mangiasse le spongie, & è da -sapere, che ve ne sono di tre sorti, spesse, rare, & aspere: tutte -nascono però à torno à sassi, ò vicino alle riviere, & si pascono di -lotto: le piu molli l'ho ritrovate circa la Licia: in l'Elesponto si -trovano le aspere, & le spesse habitano circa il promontorio di Malea: -le piu triste sono quelle che si chiamano aplisie. - -Aristodemo di Argo nobile architetto: fu il primo che mangiasse -strombi: sono di schiatta de conchilij, et hanno un Re qual sogliono -seguitare dovunque egli va, è di buono augurio à chi li piglia, & à -chi lo vede: Hò letto, che apresso de Bizantij si proponea una Dracma -attica a chi ne pescava. - -Thrasea stoico severissimo fu il primo, che mangiasse la Squatina: -è della sorte de pesci piani: ha la cote rigida, è numerato fra -i Cartilaginosi: vogliono alcuni scrittori li quali prima di me -trattarno cotal materia (benche piu parcamente) che costui anchora -fusse l'inventore del sparolo: è un pesce picciolo, & vile, ne parla -Martiale, dicendo: Res tibi cum Rhombo est, at mihi cum sparulo. - -Il Temalo da Latini detto Thymallus, fu prima mangiato da Cassandro -Epirota, La maggior grandezza è d'un cubito, è mezano tra il lupo, & -il cephalo: sel si accosta al naso, egli spira l'odore di quell'herba -donde ne prese il nome: habita nel Tesino, & nell'Adige: è bello da -vedere, & soave da mangiare: di lui favellando un nobilissimo scrittore -disse: quod mella fragrant, hoc tu corpore tuo spiras. - -Quirino Capovano: fu l'inventore delle Trisse, c'hoggidi à Roma si -chiamano laccie: & à Napoli alose, le migliori sono quelle del tevere: -Scriveno alcuni non indegni d'esser posti fra i primi scrittori, che -nell'egitto attorno il stagno di Moroa, si pigliano con melodie, & -canzoni flebili. - -Sisipho di Achaia ladron solenne: fu l'inventore di mangiare il Tonno: -solito è questo pesce navigar la primavera nel ponto Euxino. Scrive -Strabone, che in ispagna sono di strema grandezza, & che si pascono -di giande: il capo & la pancia soleva mangiar freschi, & il rimanente -conservava nel sale: ingrassansi mirabilmente, ne campano piu di dui -anni. - -Theseo bizantino, che fu mediocre poeta, fu l'inventore di mangiar -tricchie, quai chiamano alcuni Sarde: Di questi parlandone Plinio -scrive: Intrantium Pontum soli Trichiæ, non remeant. - -Titto Valgio Romano: fu inventore di mangiare il pesce rondine, il -pesce tordo, il pesce calamaro, le trotte, & le Agulie, & i lucci, il -fele de quali, giova alla vista, & forse, che fu detto luccio, perche -giova alla luce. - -Emilio lepido: fu l'inventore di mangiar le agole, le boggie, & i -cavedoni. - -Asmondo bertono, fu il primo che mangiasse la gobetta, il dentale, & il -sturione. - -Callimaco da Granopoli: fu il primo che cuocesse il pesce, sulla -craticola, bagnandolo d'olio d'aceto, et di sale, hor con la salvia, & -hor col ramarino. - -Philone Dalmatino fu il primo, che ponesse, et mangiasse il pesce in -gelatina, mescolandovi per dentro delle frondi dell'alloro, et per tal -inventione ricco divenne. - -Phormione Affricano, perfido ladrone, fu l'inventore d'insalar il -pesce, al medesimo si attribuisce, che primo insalasse l'oche, & -l'altre carni, ma certo non ne sono, & però taccio. - -Gasperia comasca femina virtuosa & pudica (si come à nostra età -sogliono esser quasi tutte le donne comasche) fu la prima che empisse -alcuni pesci di herbe, di marasche, di uva passola, di aglio, & altre -cosarelle. - -Hippodamia Rauraca, fu la prima, che cuocesse il pesce hor nel vino, -hor nell'aceto, & che vi accompagnasse il petrosello, le noci, & la -Sapa. - -Sabino Galla fu il primo facitore de pasticce cosi di venagione, come -anche di carne domestica: Il figliuolo poi che di lui nacque, & fu -cuoco del Re Clodoveo: fu il primo che facesse pasticci di cotogne, di -pera, di marasche, & d'altre cose. - -Gasparone da velitri musico perfetto, fu il primo che mangiasse -piccioni di sotto panca, conservasse la carne, & gli uccelli, -ispetialmente le quaglie, & le starne nell'aceto. - -Clemente da Chiavari, fu il primo facitore de migliacci, & fu il primo -che mangiasse franguellini, lucarini, & la squassa coda. - -Menippo da Sessa legnaiuolo, fu quel che ritrovò il mangiar brasuole, -& soppressate, il mangiar splecco, & le trippe di capretto con cacio, -petrosello, & spetie dolci. - -Montino da Cesenna picicaiuolo, fu il primo, che mangiasse polpette nel -schidone, entroponendovi lardo, spetie, salvia, & aglio. - -Flavio montello scarpolino, fu il primo che introducesse nelle tavole -il cuocere la carne ne tegami, con prune, marasche, pera, & altre cose -atte ad eccitar lo appetito a un morto. - -Phoco albanese soldato valoroso, fu l'inventore di mangiare la -frigilla, che in alcuni luoghi d'Italia, chiamasi il frinco, da -latini fu detta Frigilla per il freddo, nelquale è solita di cantare: -habita l'estate ne loghi caldi: & la vernata ne freddi: del medesimo -stimasi l'inventione della Folega: habita questo ucello vicino a -laghi & dal colore ch'essa ha fulica fu chiamata: è alquanto maggiore -d'una columba: è presaga della tempesta: è di tanta importanza questo -ucello, che ha meritato che di lui favelli Vergilio nel. I. libro della -Georgica. - -Il primo mangiator del capone fu Melanthio soriano: s'ingrassano col -mele mescolato con la farina di miglio. - -Il primo che mangiasse l'ucello detto la Cassita fu Corebo di -Marsiglia: fa il nido nelle biade, in quel tempo apunto che si -apparecchia di far la messone. - -Albidio Siracusano fu il primo che habbi mangiato il gallo, ilche -davanti non si fece per la gran riverenza, essendo messaggiero della -futura luce, gratissimo a Latona, per esser stato a suoi servitij, -quando ella partori, fu di piu carissimo servidore di Marte, & in -questo ucello fu per ira tramutato, non essendo stato vigilante a far -la guardia mentre teneva Venere fra le sue braccia: la favola è nota, -ne fa (per quanto credo) mestieri che in questo luogo piu diffusamente -ve la spiani. Scrive Lucretio che i lioni n'hanno gran paura: a me non -s'appartiene a dirne altro, salvo chi sia stato l'inventore di porli in -tavola cotti: chi ne vuol saper distesamente, legga il terzo libro di -Varrone, nel nono capo. - -Palemone Alessandrino, fu il primo che mangiasse la Galerita, cosi -detta dal galero, che l'ha in capo. Scrive Plinio, che se ella si -mangia arrostita sanarsi incontanente il difetto del Colon dove si -causa il dolor colico. - -Formiano Messanese, fu il primo che cuocesse et mangiasse galline. -Scrive Alberto magno essersi ritrovato in Macedonia una Gallina laqual -fece diciotto uova, & di ciascuno ne nacquero dui pulcini. Scrive -Plinio che le galline di villa hanno in se religione & molta. - -L. Tigellino Epirota fu il primo che mangiasse la merla: suol questo -ucello di negro diventar di color rufo: canta la state, & la vernata -balbutisse, & circa il solstitio divien in tutto muta: partorisce due -volte l'anno, & ama stremamente il tordo. - -Licinio florido fu il primo che mangiasse perdici, lequai sono sopra -modo lussuriose: sono consacrate a Giove, & a Latona: le perdici della -Paphlagonia hanno dui cori (se il vero dice Theophrasto) & s'impregnano -sol in udir la voce del maschio. - -Novellio Cresta fu il primo, che habbi mangiato palumbe: elle viveno -trenta anni, & infermando si purgano con l'alloro: fanno i lor nidi ne -gli alberi & nelle sepi. - -Ortensio Romano nobilissimo oratore fu il primo che amazzasse il -Pavone, solito di vivere sino a vinti cinque anni. È uno essempio -d'invidia, & di vanagloria. Il Pavone di Samo è reputato il piu -dilicato. ama le columbe. Essendo Alessandro in India, vidde il Pavone, -& rimase tutto attonito di tanta bellezza: per il che comandò che niuno -havesse ardire d'amazzarlo. - -Agamontino Persiano fu il primo che mangiasse fagiani: liquali presero -il nome da phasi fiume di Colchi. sogliono morire da pidocchi mangiati -se non si spolverizano ottimamente. - -Spondillo calabro fu il primo mangiatore de tordi, liquali fanno il -lor nido nelle sommità de gli alberi. sono loquacissimi & grandemente -sordi: di modo, che ne ha fatto luogo al proverbio, piu sordo che non -è il tordo. sel si arrostisse con le bacche di mortella, giova a la -dissenteria mirabilmente. - -Quirino Sabinello fu il primo che habbi mangiato Tortore, lequali -sono molto amiche de Papagalli, & amiche di castità. Al medesimo si -attribuisce l'haver prima d'ogni altro mangiato francolini, & pavoni di -India, dellaqual cosa n'andò longamente altiero. - -Taigeto rodiotto medico eccellente fu il primo che mangiasse la Lodola, -da greci detta corydalus, vogliono Plinio & Svetonio ch'ella desse -il nome a la legione detta Alauda, della quale fa mentione il mio -M. Tullio scrivendo ad Attico. Ve ne sono di due sorti, l'una ha la -cresta, & l'altra n'è senza, & è di minor corpo. - -Apidano Cretense fu il primo che mangiasse l'ucello detto Apiastra: -perche si mangia l'api molto ingordamente. - -Pelusio Normano fu il primo mangiatore di quello ucello detto da latini -Ardea: & parmi cosi detto quasi ardua, per l'altissimo volo ch'egli -fa. Fa di questo ucello mentione Vergilio dicendo, Notasque paludes -deserit, atque altam supra volat Ardea nubem: prenuntia ne le arene -stando la futura pioggia, & cosi fa quando troppo alto vola. - -Cattheo da Pisa architetto espertissimo fu inventore di mangiar -l'attagena, ucello Asiatico, & annoverato da golosi fra i piu dilicati -cibi. Sono piu saporiti quelli che nascono in Ionia. Ha questa notabil -proprieta, come è fatto prigione diventa subito mutolo. - -Alessandro Etholo poeta fu il primo che mangiasse l'oca, la cui natura -è di calidissimo stomaco, & percio la veggiamo vaga di herbe fredde, & -dalle acque irrigate: & anchora che di pascer herbe & varie frondi vaga -sia, non tocca pero mai l'alloro. Lodossi gia il cuor dell'oca fra i -lodatissimi cibi. Scipione, o Metello, overo Sessio, che fra questi tre -batte la cosa, fu il primo che ingrassasse i fegati con il latte, & con -il vin cotto, & che se li mangiasse. - -Pelione Thesalo: fu il primo, che mangiasse que uccelli detti -Alectoridi: sono di becco longo, pigliansi nelle sepi degli orti, & -delle vigne: n'è cagione il troppo amore che portano all'huomo. - -Callibretto di Smirna: fu il primo, che mangiasse l'anitra: egli è ben -vero chel non soleva mangiare salvo che il petto, e quella parte che -noi chiamiamo la cervice: infermando, soglionsi purgare le anitre con -un'herba detta siderite: le pontiche, si pascono di veleno. - -Theramene mitileneo, fu il primo che mangiasse Cicogne: Scrive Cornelio -nipote al tempo di Augusto esser stato in maggior pregio le cicogne, -che le gru: ma che poi al tempo di Vespesiano mutossi appetito & -cangiossi voglia: non hanno lingua, & sono da Thessalli nodrite contra -i serpenti: Scrive Eliano, che per beneficio delli dei in alcune isole -sono in huomini tramutate: solevasi scolpir l'imagine sua ne regali -scettri, per manifestare la pietà, & lindustria di che natura le ornò: -Sogliono nodrire i parenti quando sono invecchiati, ne più per lor -stessi si possono procacciar il vitto: havendo da combattere contro de -serpenti, soglionsi fortificar con l'origano. - -Gavro perizone da Sio: fu il primo che mangiasse coturnici: non durò -longo tempo la gratia loro, nelle nostre mense, poi che ci fummo -aveduti, che elle si pascevano di velenoso seme, & che solo fra gli -ucelli era soggetta al mal caduco: fanno il lor nido nelle biade, ò -vero ne luoghi graminosi. - -Lucio neratio da Metelino fu il primo, che asaggiasse del columbo: è -consecrato à Venere, ne usa il coito, sel non manda prima avanti il -bacio: Serba fede nel matrimonio: infermando, purgasi con un'herba -detta helsine: Ama grandimente i Pavoni, et odia l'aquile, & li -Sparvieri: Al medesimo inventore si attribuisce d'haver prima de gli -altri mangiato il beccafico. - -Diomede Pescennio: fu il primo, che mangiasse starne fresche, Taine, -Erbolane, Cedroni, Mulacchie, Fatapij, Passere, Barattoli, Germani, -Farciglioni, Avelie, & Capitorzi, fu molto virtuoso in tutte le virtu. - -Nello farullo: fu il primo c'habbi mangiato il botaccio, il Sassello, -la merla aquaiuola, il pettirosso, il piombino, il pescadore, la -rovesta, la scaverciaccia, la Calandra, il monacho, il Calenzuolo -ucello dalla natura indorato. - -Sisigabo: fu il primo che mangiasse la Spaiardola, il riatolo, il -codirosso, & il codilungo non sol arrostiti, ma anche nel tegame. - -Tiro da Forlimpopoli: fu il primo che mangiasse l'Oca marina: fu anche -il primo c'habbi arrostito la gru nel schidone, et credesi esser stato -il piu tristo huomo che mai terra premesse. - -Petronio galeso: fu il primo huomo che mangiasse mai Ghiri: Sonvi però -alcuni, che attribuiscono cotesta inventione a Q. Scauro: dormeno i -Ghiri tutta la vernata, & l'estate ringioveniscono: inducesi presso -di Martiale à favellare in cotesto modo: Tota mihi dormitur hiems, & -pinguior illo tempore sum quo me nil, nisi somnus alit. - -Phereciano di Thessaglia: è stato il primo, c'habbi posto i capretti -intieri su le tavole, arrostiti, & di aglio, & di petrosello pieni. - -Camillo da Venaffro: è stato il primo, che facesse mai insalata delle -interiora de polli: Al medesimo si attribuisse d'haver prima d'ogni -altro mangiato le coradelle minucciate con cipolle per dentro et buone -spetie. - -Cucculo da Granopoli: stimasi esser stato il primo, che mangiasse mai -pasticci, ò vero paste: fannosi à questo modo, si minuccia la carne, & -vi si pongono per dentro delle spetie: del grasso di vitella, et altre -coseline non ingrate al palato come pruna, marasche, et uva passa. - -Ebuso Pirolo da monte ilcino: fu il primo che mangiasse funghi, et -freschi, et insalati, con il sapore, & perche non li nocessero freschi -essendo, li cuoceva per dentro delle pera selvatiche: Trovansi di piu -spetie funghi, & Galeno li chiama tutti pernitiosi: de Funghi parlando, -Dioscoride scrisse. FUNGORUM ALII GENERE, ALII COPIA, LAEDUNT. - -Hippomenio da Tholosa: fu il primo che mangiasse quella vivanda detta -in alcuni luoghi caritea, laqual si usa la state piu che la vernata, -entranci ova, carne minuta, aceto, cacio, petrosello, et spetie dolci, -uva passerina, & marasche secche. - -Soriano comasco: fu il primo che frigesse il pane nel butiro, benche -alcuni affermino esser stato un'Abrucese, & in testimonio di ciò -adducono, che insino al di d'hoggi si dica Abrucese pan unto. - -Del far primo ravizze con l'agliata dassi l'honore à coradina da -pozzolo luogo ameno di Lombardia. - -Di cuocere le porchette da latte piene d'aglio, serpillo, & lardo -pesto: fu inventore Melibeo da Tolosa ladro & tristo quanto esser si -possa. - -Il primo che mangiasse luppoli, pastinache fritte, cocumeri, zucche -nostrane, & indiane: fu Melibea da Belinzona: una sua figlia poi -ritrovò di cuocerli per dentro dell'uova sbattute, & poseli nome -zucche maritate, & fino al di d'hoggi cosi si chiamano in Lombardia. -Alla medesima si attribuisce l'inventione della peverada qual usano i -contadini la vernata ispetialmente nelle montagne Trentine. - -Oldrico svizzaro: fu il primo, che mangiasse in minestra Orgio, & Avena -pesta, era costui bellicoso à maraviglia. - -Clemente d'Augusta: fu il primo che mangiasse la mosa fatta d'uova, -di latte, & di botiro, con spetie di sopra: al medesimo si attribuisce -l'haver prima mangiato il stoc fis. - -Balaustio panormita: fu il primo, che mangiasse capre, & selvatiche, & -domestice: le salvatiche sono migliori: non perseverarno le capre di -venire alle nostre mense longo tempo per non esser mai senza febre: -spirano per gli orecchi, & non per le narigie, come fanno altri -animali. l'urina loro calda, sana gli orecchi: n'hò veduto in Affrica -grandi come cavalli. - -Mintio carbonaro di Tolosa, fu il primo mangiatore de cervi, de quali, -sol i maschi hanno le corna (per l'opinione però di alcuni scrittori) -non dimeno leggo presso di Euripide queste parole: ti darò una cerva -cornuta per mano delli Achei, qual sacrificherai per tua figliola, -leggo anche presso de poeti, che la cerva ispugnata da Hercole, haveva -le corna: un Claudio da Granopoli fu il primo che ne facesse pasticci -all'usanza francesca. - -Prometheo fu il primo che mangiasse carne di bù: v'era già una lege che -vietava sotto grave pena, ch'egli non si uccidesse, per esser ministro -di Cerere, & compagno dell'huomo nell'esercitio dell'agricoltura: dal -cadavero bovino, ne nascono l'api madri del mele. - -Laberio Egittio: fu il primo che mangiasse il porco, la cui carne -preferisce Galeno à tutte l'altre: Se l'è castrato piu tosto -s'ingrassa: Non possono vivere nell'Arabia, è consagrato à Cerere, & -nelle leghe di amicitia, si soleva amazare il porco. - -Taborro Egittio: fu il primo che mangiasse il Cingiale, & Plinio dice -che P. Servilio Rullo fu il primo che lo ponesse intiero su le mense -Romane: il che non penso però che discordi: li cinghiali dell'India -hanno i denti longhi un cubito: in Creta, & in Affrica, non se ne -ritrovano: quando l'è amalato si medica se stesso con l'edera. - -Cremide Egittio: fu il primo che mangiasse dell'humil pecorella: le -buone pecore, deveno esser di gran corpo, di lana molle, & densa, di -ventre peloso, & di humil gamba: le migliori pecore, & le migliori -lane, sono (per il parer di Plinio) le italiane: hanno il secondo luogo -le Milesie, & di gran reputatione sono le pugliese, le tarentine, le -canusine, & in Asia le laodicene. - -Marino rhetico: soldato tremebundo, fu l'inventore di mangiar le -Camoccie, & di cucinarle dilicatamente: Vede questo animale tanto di -notte, quanto fa di giorno, ne mai si li veggono gli occhi lippi: -un suo nipote, fu poi l'inventore di mangiare le Damme, animal -timidissimo, delle quali favella Martiale à cotesto modo: Dente timetur -Aper, defendunt cornua Cervum. Imbelles Damæ quid nisi præda sumus? -Del medesimo, credesi esser stata inventione, il mangiare quei animali -simili alle capre: i latini li chiamano Musimoni: & in alcune parti di -Lombardia si chiamano Stambecchi: veggonsi frequentemente in Alemagna, -ispetialmente nelle montagne de Rheti Alpini, hoggidi chiamati Grisoni. - -Potamone Soriano: havendo isperimentato, che il latte camelino era -dolcissimo: incominciò à mangiar del Camelo cibo per avanti non -usitato: è un animale molto nemico del cavallo, & campa alle volte sin -à cent'anni: Se si arrostisse il cerebro del Camelo, & sia bevuto con -l'aceto, giova mirabilmente al mal caduco: il fele, posto col mele, -sana la scarancia: la coda arrostita scioglie il ventre, & la cenere -del suo sterco con l'olio, increspa i capelli. - -Attalico di Cidonia fu l'inventore di mangiar carne di Lepre, la qual -dorme co gli occhi aperti: riposasi il giorno, & vassene vagando -la notte: se si conducono in ithaca (che fu la patria di Ulisse) -subitamente moiono: Partoriscono ogni mese: intorno Brileto, Tharne, -& nel Chersonesso, hanno dui fegati: Era vecchia superstitione, che -chi ne mangiasse, doventasse bello per sette giorni: fa di questo -fede Martiale: così scrivendo: Cum leporem mittis, semper mihi gellia -mandas: Septem formosus marce diebus eris. - -Bubalino spagnuolo cittadino di Concha: fu l'inventore di mangiare -conigli, animali fecondissimi, & vaghi d'habitare nelli incavati antri, -come testifica Martiale, così dicendo: Mostravit tacitas hostibus ille -vias. Gaudet in effossis habitare cuniculus antris. - -Licasto Caldeo, fu l'inventore di mangiare l'uova cotte col botiro -fresco, & di farne frittate, ò vero pescio d'ovo: fu similmente sua -inventione di cuocerle nel fuoco, & nel tegame con ottime spetie, & -agresta. - -Partusio da Nicopoli, fu l'inventore di far torte de vari legumi, -herbe, & frutta. - -Libista contadina Lombarda da Cernuschio: fu l'inventrice di far -raffioli aviluppati nella pasta, & di spogliati detti da Lombardi mal -fatti. - -Macharia da Cremona: fu l'inventrice di far le tartare, & di cuocere -quella compositione, che dalle noci si chiama nosetto: ravolta questa -ne Cavoli: in alcune parti d'Italia chiamansi caponi: L'è il nosetto -una vivanda, che si usa la quaresima in alcuni luoghi di Lombardia, & -spetialmente in Milano. - -Marina da Offlaga: fu l'inventrice de Fiadoni, & de Raffioli di Enola, -& del mangiare herbe amare. - -Melibea da Manerbio: fu l'inventrice de casoncelli, delle offelle, & -delli salviati: fu costei donna di grande ardire, & è chiara cosa, che -con le proprie mani amazzò un'orso di grandezza mostruosa. - -Meluzza comasca: fu l'inventrice di mangiar lasagne, macheroni con -l'aglio, spetie, & cacio, di costei fu anchora l'inventione di mangiare -formentini, lasagnuole, pinzoccheri, vivaruolo: mori di ponta, & -honorevolmente fu per le sue inventioni sepelita. - -Il primo, che ponesse in costume di mangiar appio, fu Lanieno: prima -se ne coronavano solamente le tempie quando eravamo vincitori in Nemea: -così referisce Plutarcho nella vita di Timeleonte. - -Claritia da Cremona: fu l'inventrice di mangiar fagioli col pepe, con -l'aceto, col sale, & olio, asciutti però, & non con brodo. - -Camena da Piperno: fu l'inventrice del mangiar ceci, cicerbita, & lenti -con molto aglio et salvia per dentro. - -Camilla anconitana: fu l'inventrice della fava menata, ben'oliata, ben -impepata, & vi poneva per dentro il porro, ne la reputava buona se non -era tanto tenera, che l'entrasse per un fiasco. - -Il primo che usasse nelle vivande l'Aneto fu Bacchio di Corintho, il -seme suo (se il vero scrive Avicenna) è giovevole alli dolori, & il -seme anchora bollito & odorato rafrena i singhiozzi. - -Coccolina da Lucca: fu l'inventrice di far composta di rape, di -carotte, di zucche, & de poponi: & fu anche quella che prima pose il -fenocchio, le pesche, la basiggia, & i cocumeri nell'aceto. - -Calandrina da Pistoia: fu l'inventrice di por l'olive in compagnia del -rostito, di far le empiture de gli ucelli, & di mangiar le trippe di -Vitello, di bue, di porco, & di capretto, & ponevaci per dentro delli -aglietti, ò vero porretti, & di quelle spetie di Pistoia, che avanzano -tutte l'altre. - -Il primo che usasse aniso, ne condimenti delle vivande, fu Creusa da -Megara: molto lo commendò Pithagora, toglie li insogni se l'è sospeso -al capezale. - -Menina briancesca, fu l'inventrice della salsa verde, & della limonea, -gratissima ad ogni sciocco appetito, fassi ottima a Milano nel monister -maggiore per quelle sante mani di D. Anastasia cotta. - -Meridiana da Cesenna, fu l'inventrice di far le minestre col -latte di mandorle, & di far le rossumate, & alcuni altri intingoli -saporitissimi. - -Melina da Reggio fu l'inventrice del fare le insalatte delle carotte, -& di far cuocere i caci cavallucci nel schidone con prestissimo fuoco, -& col sopraporvi zuchero, & canella copiosamente: la medesima fu -inventrice di far quel rosto, che si chiama rosto annegato. - -Calidonia Brunella: fu l'inventrice del sapore fatto di nocelle, di -far baldoni, lucanica fresca, insalata, et delle tomacelle, per le -quai cose, venne in gran riverentia il porco, che prima si schifava, & -crebbe piu quando furono asaggiati i salciciotti, & le mortadelle. - -M. Apitio: fu il primo, che n'insegnasse mangiar le angurie, in cotesto -modo, facevali dentro un buco et vi poneva dentro di molto zucchero; -poi chiudeva, & facevalo star dui giorni al sole, & due notti alla -rugiada, avanti che li mangiasse. fu costui si goloso, che havendo -udito dire, che nella Libia nascevano ottime Carice, subitamente vi -navigò, & trovando non esser come gli era stato riferito, maledisse la -Libia, & chi vi habitava. Costui fu anchora il primo, che giudicasse -esser la lingua del Phenicoptero di perfettissimo sapore. fa di costui -mentione Martiale nel undecimo libro de suoi Epigrammi. - -Il primo che usasse la Satureia detta per altro nome Timbra fu Marcello -Egineta: eccita Venere perciò fu detta Satureia, quasi Satireia, perche -li Satiri sono molto pronti alla carnal libidine. - -Aristoxeno Cireneo: ritrovò quella vivanda detta dalli piu interni -Lombardi Ciambaglione: fu costui si studioso della gola, che inaffiava -la sera le lattughe col vin cotto, acciò fussero di piu dilicato -sapore, & piu largamente crescessero. - -Sanctra golosissimo, delquale cosi scrive Martiale: Nil est miserius, -nec gulosius Sanctra: fu l'inventore delle rossumate, del brodetto, & -di quella vivanda detta cardinale. - -Il primo che mangiasse delle lattughe per medicina fu Augusto, per -consiglio di Antonio Musa suo medico. - -Susanna Melina, fu la prima che mangiasse porcelana, persuasa di -rafreddar per cotal mezo la lussuria sendo molto fredda. - -Phagone da Smirna, fu quel che n'insegnò condir i fegatelli di porco -col suco di mele rancie agre, & col pepe: essendo una fiata questo -giottone introdotto alla Tavola di Aureliano: mangiò un porco selvatico -intiero: cento pani, un porcello domestico, & un castrato: cotesto -non vidi già io, ma Flavio Vopiscolo narra diffusamente, & per cosa -verissima l'afferma. - -Astidama Milesio: fu il primo che accompagnasse l'uva moscatella con -il rostito; questo è quell'Astidama, ilquale essendo chiamato à convito -da Ariobarzane persiano solo mangiò quanto era stato apparecchiato per -tutti i convivanti. - -Alessandra da Carinola: fu la prima che facesse le conserve rosate, le -schiacciate di mandorle, & confettasse i zenzovini. - -Laufello Toledano, fu il primo che ritrovasse il bianco mangiare, -chiamanlo i Greci leucophagon: fu costui ottimo mariuolo. - -Cornelia calandra: fu l'inventrice de susameli, mostacciuoli, & -pastidelle: & per questa inventione fu gratiosissima. - -Camble Re de lidi: fu il primo che mangiasse lattimele, cagliata, & -delle ricotte fresche: hora col mele, & hora col zucchero, fu costui -si gran mangiatore, che si mangiò una notte la moglie, di questo ne fa -fede Musonio autor greco. - -Galba imperadore: il cui studio fu tutto nel mangiare: vi aggiunse -l'acqua rosa, & il sale, perche si tosto come suole nel stomaco non si -corrumpesse. - -Vedio Pollio fu il primo che accompagnasse il cacio con le frutta: era -costui si vago de le cose dilicate, che gettava i servi ne le piscine, -accioche i pesci doventassero di piu grato sapore mangiando le carni -humane di sapor dolcissimo. - -Caligola, ilquale consumò quasi tutto il thesoro che li lasciò Tiberio -in far sontuose cene: fu il primo che formasse di zucchero, pesci, -funghi, castagne, torte, rafioli, & altre cose, il che si usa al -presente in Napoli madre de le delitie. - -P. Gallonio fu il primo che confettasse i cotogni, & nel confettarli vi -ponesse il muschio: fu costui per la sua gola notato da Oratio, & da -Lucillo. Fra molte cose da Tertulliano biasimate fu il sontuoso viver -di Gallonio, la gola di Apitio, il giuoco di Curio, & l'imbriachezza -di Antonio, non dopo molto un suo nipote ritrovò di far il gelo, & di -confettar i pezzi interi: ne laqual cosa tiene à nostri tempi il primo -luogo sor Barbara da Correggio, il secondo donna Lodovica, & il terzo -la Gattina de la S. Lucretia da Este. - -Cleonimo da Spelle fu il primo che confettasse le zucche, le lattuche, -& i cedri: fu costui di santissima vita. - -Gnosippo Perla fu il primo che confettasse le pere moscatelle, le -nespole, le lattuche, & le radici di bugolossa. - -Aglais Tibicina fu la prima che facesse marzapani, calissoni, -pignocate, zuccherini, & pane pepato, ma molto diverso di quello che si -fa hoggidi in Firenze. - -Clodio Albino fu il primo che mangiasse terratuffole: cocevale costui -sotto le bragie, poi le lavava col vino odorifero, & con olio perfetto, -pepe, sale, & succo di limoncelle le godeva. - -Abrone da Narni, fu il primo che mangiasse bericoccoli, canistrelli, -& caviadine, guardani, confortini fatte con zucchero, canella, uova -fresche, & butiro fresco. - -Dorothea prisca da Bergamo fu l'inventrice dell'agliata: fu anche -la prima che frigesse l'aglio, & con l'aceto sel mangiasse: non fu -biasimata cotal inventione, conoscendosi esser l'aglio la vera Triacca -de contadini, & rilassar i spiracoli delle vene per quanto Dioscoride -afferma. - -Trovasi sino al di d'hoggi presso di alcune nationi, un pane, ilqual -chiamavano gli antichi Artolagano. Facevasi di semela cotta nell'oglio, -aggiungendovisi un poco di vino, con pepe, overo con un poco di grasso: -delquale fu inventore Statiano da Nocera huomo molto bellicoso. - -Usasi presso d'alcuni popoli una vivanda detta carica: laqual si -compone di varie cose al palato gratissime, & di molto sangue di porco -nel farla vi concorre, ne fa di questa vivanda mentione Ovidio nel -primo de suoi Fasti: i Lidij l'usavano assai frequentemente, & credeno -ne fusse l'inventore un certo Pericone pentolaio da Palermo, usasi -questa in Affrica. - -Usasi appresso d'alcuni popoli ispetialmente in Puglia, una sorte di -pane, detto Coliphio: delquale fa mentione Plauto dicendo: Coliphia -mihi ne incocta detis. stimasi di cotal pane inventore Perna Sabino -hoste cortesissimo. - -Dell'ozimo, vivanda fatta d'intestina, & è di soavissimo odore: fu -l'inventore Cardamo Dalmatino il piu sciagurato & il maggior parabolano -non vidde mai il sole. - -Usasi da molti popoli una sorte di schiacciate, dette Elaphi, fatte -di Sesamo, & di fior di farina, delle quale fu inventore Pirro da -Capova. Al medesimo si attribuiscono molte altre foggie di focaccie, -ispetialmente le montiane, che erano di vino & di cacio composte. - -Crespino Falisco fu il primo che facesse la scelta di tutti li piu -delicati cibi che si usorno al tempo di Eliogabalo, di cui egli fu -longo tempo cuoco: tolse prima per honorare un solenne convito il -Pavone di Samo, l'Atagena di Phrigia, tolse delle Grue Melice, capretti -di Ambracia, Pelame Calcedonie, Helopi Rhodiotti, Scari di Cilicia, -Datteri dell'Egitto, giande dell'Hiberia, conchilie di Lucrino, noci -pontiche, pera amerine, murene tartesie, schiacciate di Samo, tonni -tirij, conche pelorine, cestrei di Sciatho, menidi di lipari, rape di -Mantinea, o di Norsia, cacio Siciliano, & di luna. - -Giulia fu la prima che ponesse in uso l'enola, ispetialmente la -campana, ch'è tenuta la migliore. è di sua natura nimica al stomaco, -mescolata pero con cose dolci, la vi diviene amicissima: fassi spesso -vino di Enola in Alemagna, & nella Val telina. - -Platone fu de primi che ponesse in uso di mangiare in tavola fichi: & -non ne fu men vago che si fusse Claudio imperadore di mangiar il pesce -Scaro: per questo molti Greci il chiamarno philosicon: non dico perciò -che egli fusse il primo che lo mangiasse, perche nel vero fu Habram -hebreo. Il piu lodato fico si è l'Hircano, poi il Calcidico. ha buoni -fichi l'Affrica & Rhodi. tosto s'invecchia per la brevità delle radici: -& è piu fecondo ne le parti inferiori, che ne le sommità. - -Il primo che mai mangiasse in Italia ciregi fu Calistonio trombetta, -& Lucullo fu il primo che ce le portasse di Ponto. rallegrasi -quest'albero di star ne monti acquosi; ne mai si puote per diligentia -che vi si sia usata, piantar in Egitto che frutto facesse. - -Il primo che mangiasse Cornari fu Gadoleto Cipriotto: ha quest'albero -i rami duri & rigidi come il corno, & perciò se ne fanno haste & dardi -ottimi. - -Il primo che mangiasse mai castagne & bollite, & arrostite fu Delio -Corfuotto. Vergilio le chiama hirsute, cosi dicendo, Stant et iuniperi, -et castaneæ hirsutæ. - -Il primo che mangiasse cedri fu Demetrio Salamino. il legno di questo -albero non è mai infestato da tarme: l'olio del cedro conserva le cose -da putrefattione: i piu lodati sono in Creta, Affrica, & Siria. - -Il primo che mangiasse mai Mandorle fu un Cesarisco di Puglia. In -questo albero (per quanto favoleggiano i poeti) fu tramutata Phillide; -l'è la prima che fiorisca, & avanti la maturità facilmente perde il -frutto. - -Il primo che mangiasse noci fresche fu Carbonchio Epirota. Sono le noci -di tal natura che s'ingrassano per la vecchiezza. L'albero ha natural -discordia con la quercia: con la lor scorza si tingono le lane. L'ombra -sua è nemica alli seminati: & a nostri capi inducono doglia. Lelia -Romana fu poi la prima che le confettasse, & lodata ne fu. - -Il primo che mangiasse Nespole fu un Prudentio Rodiotto: le foglie di -questo albero prima che caschino si fanno rosse: ha molte radici atte, -& inestirpabili. Non fu questo frutto in Italia al tempo di Catone. -suol essere l'albero molto infestato da vermicelli rossi, & pelosi. -Cassandra da Ferrara fu la prima che le confettasse. - -Il primo che mangiasse more fu Caustio da Cotrone: l'ultimo albero fra -tutti che fiorisca, & aspettar suole che sia ben passato il freddo: -& per questo i poeti lo chiamano albero prudentissimo: erano i suoi -frutti bianchi, ma diventorno rossi dal sangue di Piramo & di Tisbe: -ama egli d'habitar ne monti, & tardi s'invecchia. - -Il primo che mangiasse olive fu Alonseco di Medina: a questo albero -non cadeno mai le frondi: è consacrato à Minerva: & solevansene gia -coronare le torme de cavaglieri, cresce tardamente, et fassi sterile -per il morso caprino: dura quest'albero ducento anni. Philippello -spetiale è stato il primo che le habbi confettato in Sicilia. - -Il primo che mangiasse pruna fu Carillo d'Andrinopoli: soncene di piu -ragioni; ma le piu lodate sono le Damascene: non è questo albero punto -amico de monti, ma de ben culti piani. - -Il primo che mangiasse pera: fu Agatone soriano, fu chiamato sotto -cotesto nome Pero dalla figura piramide la qual pare imitare: li -Crostumini sono i piu lodati & poscia i Falerni: campa poco, e -facilmente perde il frutto: furono confettate da Achille alessandrino -spetiale. - -Il primo che mangiasse Datteri fu Carmandro affricano: quest'albero -in Europa è sterile, & in ispagna fa il frutto di niuna soavità: hà -quest'albero l'uno & l'altro sesso, e non li cascano le foglie. - -Antronio da cotrone: fu il primo che mangiasse in Italia Persica, le -quali tragono il nome da Persia; quest'albero ne fiorisce, ne fa alcun -frutto in Rhodi, altrove si, dicesi ch'egli fusse portato in Italia -per avenenarci, ma che la benignità del cielo italiano spense l'innota -sua malitia: sono alcuni che rasimigliano gli huomini losenghevoli e de -peggior fatti, di Persico dolce di fuori, & amaro dentro. - -Clenandro da negroponte: fu il primo che mangiasse pignuoli freschi: -non fiorisce mai quest'albero, ne li cadono le frondi. Se alcuno li -lieva la cima diventa sterile, ne perciò muore, come l'è tagliato, -non si rimette mai piu, mai piu germina: e per questo Creso presso di -Erodoto, minaccia che distrugerebbe i lampasceni come si distrugge il -Pino. - -Il confettar persica e pignuoli, è l'inventione di Curio Tripaldino: -huomo di ladronecci infame, & di sporchissima lussuria. - -Il primo che mangiasse fritelle di sambuco, & di ramarino fu Giannotto -da Gorgonzola, che fu poi impeso per tradigione con duoi figliuoli a -canto. - -Ortandro chiozzotto: fu il primo che mangiasse poponi, & li mangiava -con sale, & con perfetto cacio, & poi vi beveva appresso della malvasia -garba, mori costui per troppo mangiare. - -Clorida da Ello, Bresciana, fu la prima che mangiasse, & cuocesse -fagioli freschi con la scorza, aggiungendovi dell'aglio, del pepe, -dell'aceto, & del petrosello: fu essa anchor la prima che mangiasse -l'erveglia à cotesto modo, se il vero mi narra Liombruno grammatico -nella sua cronica. - -Clelia da Veruli; fu la prima che ponesse il vin cotto in servitio -delle vivande: Fu cotal inventione molto da savi medici approvata, & -assai ne fu da tutti commendata, se il vero però rifferisce Piliandro -scrittor de annali. - -Cleope da Venafro: fu il primo che cucinasse Carcioffali nel brodo -grasso; fu anch'esso il primo che li frigesse col grasso di porco, -ponendovi pepe, sale, & aceto: Galeno il chiama Cinnara, & si -maraviglia come sia salito à tanta reputatione generando humori adusti, -concede egli però che conforti il stomaco. - -Asclepiade Prusiense: famigliare di Gn. Pompeio, & medico si -eccellente, che puote risuscitar i morti: fu il primo che introducesse -il mangiar Spargi, cosi in minestra, come anchora in insalata: fu -questo medico il primo che si imaginasse sol con il vino variamente -dato, potersi risanar qualunque infermo: pose costui in uso i bagni -d'acqua dolce, & i letti sospesi per meglio procacciare all'infermo il -sonno. - -Arcagato figliuolo di lisania peloponese; ilquale fu il primo medico, -che intrasse mai in Roma, fu anche il primo che mangiasse l'oche -arrostite vive, bagnandole d'acqua rosa, di botiro fresco, di zenzaro, -& di canella sottilmente pesta: fu la costui venuta dal cominciamento -gratissima: vedutone poi, con quanta crudeltà, & ferocità di cuore, -usasse l'arte sua nelle incisioni, & nelle adustioni, fu publicamente -chiamato per nome di Carnefice: Venne in Roma essendo Consoli L. Emilio -& M. Livio. - -Aristogene medico, che fu già, servo di Chrisippo filosopho, fu il -primo che mangiasse le molignane fritte con l'aglio, & col petrosello: -hebbe costui gran reputatione per la mirabil cura ch'egli fece di -Antigono, & in picciol tempo ricchissimo si fece. - -Acrone agrigentino medico: fu il primo che mangiasse il porro cotto -sotto le bragie, del qual cibo, tanto ne fu già vago Nerone, che niuno -piu vago esser ne puote, philosophò costui longamente in Athene insieme -con Empedocle, & fu assai più antico di Hippocrate. - -Aristogene thasio, medico di Antigono re di Macedonia: fu il primo, -che ponesse in tavola le olive schiacciate, & li capperi mangiasse con -l'oximele: è il Fapero aperitivo, e molto giovevole alla milza. - -Alconcio medico di Piaghe: che fu già condennato da Claudio di cento -sestertij, e confinato in Francia: fu il primo che ponesse in tavola -Aranci e limoni, premevali, e del succo bagnava le vivande; ma li -premeva negligentemente. - -Agrane medico: fu il primo che portasse in tavola coriandoli confetti, -per reprimere i fumi, che sogliono per il pasto salir al celebro, -costui fu quello, che risanò Athene della peste accendendo de molti -fuochi. - -Cresto bizantio sophista: fu il primo che facesse la Raffanata: -l'è un sapor fatto di raphano: usasi la vernata presso de tedeschi -frequentemente. - -Mirtale, donna al ber deditissima: fu la prima che cuocesse l'uova -nel fuoco, e condite con sale e canella se le sorbisse: à costei si da -parimenti il vanto, che facesse la copeta, ponesse in Tavola pistacchi, -e ne facesse delle torte per quelli, ch'erano al lussuriare indisposti. - -Pillade da Lucca: fu il primo che mangiasse castagnazzi, & minestra di -semola, & di questo ne riportò loda. - -Diogirida Re di Thracia, fu l'inventore di mangiar bottarghe: -Aquilio fu poi quello, che le frigesse nell'olio, e con l'aceto se le -mangiasse. - -Cisenno fu il primo che mangiasse caviaro, e ne facesse delle frittate, -un suo nipote dopo molti anni, cominciò a premervi sopra delli Aranci. - -Pollidonio da macerata: fu quello che trovò il mangiar le mele granate -dopo'l pasto, persuaso forse da scritti di Cornelio celso, perche in -vero non lascino corrumpere il cibo nel stomaco. - -Il primo che mangiasse aranzi, limoni, & poma di Adamo, confettate, fu -Pierio Landuccio Fiorentino. - -Il primo che confettasse il seme di popone, l'aniso, & il fenocchio, fu -Laviniano da Tolentino huomo frodolento piu di ogni altro di età. - -Il primo che cuocesse cipolle, & scalorgne, & ne facesse insalata: fu -Aliprando da Sigillo mercatante richissimo. - -Un Pieruzzo comasco lecardo à maraviglia: fu il primo mangiatore delle -frettate dette rognose, le quai aguzzano l'appetito, ne sono punto -stuchevoli. - -Il primo che ponesse fichi, pera, & mela in tavola fu Ermo Cipriota, -huomo protervo, fallace, & sopra modo bugiardo. - -Il primo che ci ponesse in tavola mel cotto, & oximele per salsa, fu -Adriano di Corrira, il quale era infame de ladronecci, & in segno di -ciò fu impiccato à Negroponte. - -Il primo che mangiasse quella herba detta Eringion fu Achille Troiano -di Troia di puglia. L'è una herba mordace, & n'è buona solamente la -radice, provoca la lussuria, mangiasi col cinamomo, & col Garoffano. - -Il primo che mangiasse Cardi fu Protesilao macedonico, crescono -maravigliosamente in Cartagine, & in Cordova fa parer buono il vino: -la radice è buona per generar maschi, vogliono il sale, & il cinamomo, -benche hoggidi s'usi di mangiar col pepe, gli antichi li mangiavano col -mele, & con l'aceto. - -Anaxilao philosopho: fu il primo che mangiasse l'aglio crudo: Galeno -lo chiama Triacca de contadini, & Oratio ne disse molto male, cosi -scrivendo. Edat cicutis allium nocentius: ò dura messorum ilia: Quid -hoc veneni sevit in præcordijs? - -Il primo mangiatore del Raphano: puro, non dico della raphanea, che già -l'habbiamo detto, fu Oldrico da Sciaphusa: Androcida ne faceva mangiare -per riparare all'imbriaganza: Scrive Plinio che crescono in Alemagna -alla misura d'un fanciullo, guasta i denti, & credettero già gli -antichi ch'egli fusse contra il veleno. - -Il primo che mangiasse zucche: fu Marullo egittio: ve ne sono di -lunghe, & di rotunde, le lunghe sono piu grate in su le mense: -Chrisippo medico le dannava, generano però buono humore, & giovano alle -febri coleriche per il parere di Avicenna: Avvertisce Columella, che -donne non vadino dove le sono piantate, ispetialmente se l'hanno il -flusso menstruale. - -Li Arcadi furono i primi, che mangiassero delle giande. - -Li Budini popoli dell'Asia maggiore, furono i primi che mangiassero -pidocchi. - -I Nomadi dell'ethiopia, & i Simbari, furono i primi che mangiassero -delli Elephanti. - -Li popoli Cinocephali furono i primi, che si pascessero di latte. - -Li Agriophagi furono i primi mangiatori de Lioni, & di Panthere. - -Li Antropophagi furono i primi che mangiassero carne humana. - -I Mandi, & i Parthi furono i primi, che mangiarno locuste. - -I popoli detti Solite, furono i primi, che mai mangiassero pesce. - -Li Ophiophagi furono i primi mangiatori dei serpenti. - -Li Arpei furono i primi che mangiato habbino Bacche. - -Li Amazoni furono i primi che mangiassero lacerte, & per questo furono -detti Sauropatide, imperoche saura vol dir lacerta. - -Protogene fu il primo che mangiasse lupini, & che insegnasse à -macerarli con l'acqua, per indolcirli. - -Ebosio fu il primo che mangiasse zuccaro. - -Nerullo fu il primo che mangiasse capretti. - -Farello pedemontano: fu il primo mangiatore de Tragemmati, detti da -latini bellaria: componevansi anticamente di Cocco, di Fava, di Condro, -di Cacio di mele, & di Sisamide. - -Il primo che ritrovasse que pani detti Thiagoni, dicasi à Dio Etholia -fu Larisso. - -Trattaremo hora delli inventori dei migliori Beveraggi, & cominciaremo -dalla Vernaccia da Celatica, & da quella da Cassano, le quali traggono -sua nobil origine dall'antico Falerno, di cui favellando i scrittori -delle cose naturali: dicono non esser sano, essendo molto vecchio, ò -molto nuovo: la mezana età cominciar dal quintodecimo anno: Crispo -Fabiano fu quello che ne portò l'insito in Lombardia: variansi i -vini per la varietà del terreno, & dell'aspetto del cielo, si come -apertamente si vede. - -I vini di Val telina, di Chiavenna, & di Piuri (dico quelli chi si -chiamano di Roncho) traggono sua origine da quello vino detto Puccino, -per il quale, diceva Livia Augusta esser pervenuta all'età di LXXII -anni, Pirro da ponte ne fu il traportatore. - -I vini del lago di Como, & di Trezzo, sono discesi dal vino detto -Setino: qual Augusto preferi à tutti gli altri, e lo essaltò con -maravigliose lodi: Scipione bruno lo trapportò, e ne fu assai lodato, e -premiato. - -Li racesi, amabili, e moscatelli, di Taggia, sono di schiatta del -Cecubo: reputato generosissimo, il quale, solo si accendeva con la -fiamma (sel vero afferma Pli.) - -I Trebiani di Modona, & di Toscana: sono discesi dal Gaurano: Philippo -fusello fu il trapportatore. - -I vini del Monferrato: sono delle radici del vino detto Faustiano: le -portò in que paese Lucio Trotellio huomo virile, e strenuo bevitore. - -I vini da Drò, & da Tremenne: discendono da i vini Macissi: li portò in -questi paesi Carbonio Trentino solenne bevitore. - -I vini Salerni & Sanseverini, erano i vini detti Caleni: benche hora -siano (al mio giudicio) migliori che prima non erano. - -Il vino Corso venne da Velitri, & da Piperno: erano questi vini in gran -prezzo, hora non tanto: il terreno di quella isola l'ha di gran lunga -migliorato. - -Il vino Briancesco dir si puo figliuolo del Signino: benche mutando -paese habbi mutato natura: era il Signino Austero & atto molto à -restringere il ventre. Fabio Porcino lo portò in questi monti, & -n'hebbe gran mercede. - -Il Cesennato procede dal Surrentino, vino molto sano. Soleva dir -Tiberio Cesare che tutti i medici in ciò consentito havevano di dargli -la palma d'esser sano. - -I vini Forlani procedeno da i Mamertini, da Giulio Imperadore -celebrati, si come appare nelle sue epistole. - -I Vicentini nati sono da quei vini detti Potulani, grandimente -istimati: Calandro fu che ce li portò. - -Le Albane di Ferrara nate sono del Taurominitano: ma hanno molto -tralignato da suoi progenitori. L'inventore fu Dalido da Tiano. - -I vini Berzamini, che nel Padovano nascono, parte descendeno da quei -vini, che detti furono Pretutij, parte dalli Anconitani, de quali -favella Plinio honoratamente. - -I vini di Santo Columbano & da Cesezzo, sono di schiatta del vino -Palmesio, et Mecenatiano: Pirro di haverlo traportato n'andò longamente -altiero. - -I vini Rhetici, liquali sono da Vergilio preferiti à tutti, eccetto che -al Falerno: altri vogliono che siano latiniensij, altri gravicani, & -altri stoniensi: et si come molti vini hanno peggiorati, cosi questi -hanno migliorato tramutandosi da luogo à luogo: & di questo dassi -l'honore à Lentidio Pontano. - -I vini d'Orliens sono discesi dal ceretano del quale si fa mentione -presso di Plinio; & lo ripone fra i vini lodati, un Parigino cortigiano -del re di Francia fu l'inventore di traportarne il germe. - -I vini di Spagna per la maggior parte nascono da i vini di luna, à -quali la Toscana dette gia la palma: et questi sono divenuti migliori -delli suoi predecessori. - -I vini di Beona da quei di Spagna nacquero (se non m'inganna un curioso -scrittore) li traportò un Scocese soldato, & bevitore eccellente. - -Quelli di Hungaria hebbero l'origine da i Tarentini (mercè di Ungrado -mercatante lealissimo) che li condusse in quei paesi non senza grande -remuneratione. - -Quelli vini che in Baviera nascono, hebbero origine dalli servitiani: -benche alcuni ostinatamente affermino esser discesi da quei vini, che -in Cosenza nascono: & questo beneficio si hebbe per opra di Claudio -Alemano. - -Le viti che lungo il lago di zurrigo in tanta copia piantate sono, -furono tolte in Lucania da uno Oldrico eccellente bevitore. - -Le viti che fanno la malvagia in Ragugia sono state portate da Candia -da un Bassiano Macedonico. - -Il greco di Somma: venne dall'isola di Sio: donde ancho il mastico ne -viene, & portato vi fu da Papinio Suvessano. - -I vini di Correggio: sono figliuoli delli vini di Lesbo, & di cotal -tralatione dassi la debita lode à Palmerio anginolo. - -I vini della Valle d'elsa, descendono da i vini, che à Tempsarà già si -felicemente nascevano: fu l'inventore Nillo cresporio. - -I vini della lunigiana nati sono da i vini detti Turini per industria -di Belloccio huomo facetissimo. - -I vini pisani, secondo l'opinione di alcuni, sono discesi da quel vino -di Arcadia, ilquale faceva le femine fecunde, & gli huomini rabiosi. - -Le viti spoletine vengono da quelle di Trezenio, che soleva indur -sterilità: perdette poi quella qualità si rea per la benignità del -cielo Italiano. - -Le viti mirandolane furono tolte da sempronio megillo in lacanea già -detta Cidonia, luogo della Candia: hanno perduto gran parte del primier -vigore. - -Del vino detto omphacio fu inventore Nicandro da berina: faceasi di -labrusca, et è detto da greci enantino. - -Del vino di poma: credo inventore Publio negro. - -Il vino Luchese ispetialmente quel che nasce à Vorno, à Forci, à -lopeglia, à S. Quirico, & à Marlia: credesi esser disceso da quel -nobil vino detto dalli antichi Thasio, & esserne stato il traportatore -Pompeio mintio. - -Il vino di Geneva fu portato di oltra mare, & da quel vino procede, che -gia fu detto Arsio. - -Il vino di Losana nasce da quel vino detto Naspercenite, molto -commendato da Apollodoro medico, in quel suo volume, nelquale scrive a -Tolomeo, qual sorte di vino dovesse bere: & è opinione d'alcuni, che -i vini Italiani allhora noti non fussero. tiensi di tal fatto autore -Lelio Capitone. - -Il vino che nasce nel Casentino descende dal vino detto Mesogite: -ilquale soleva gia indur doglia di capo a chi ne beveva. - -Dal Epheso; & dal Apameno derivano i vini della maremma di Siena per -opra di Erophilo nobile cavagliero. - -Dal vino detto Protagio commendato molto dalla schuola di Asclepiade, -nacque il moscatello di Galbià, luogo ne monti di Brianza. - -Del vino fatto col calamo aromatico, delquale fassi memoria nella -comedia di Plauto detta Persa, fu l'inventore Spurio Carbone. - -Del vino fatto con la Salvia per confortare il stomacho & i nervi fu -inventore Theophane medico da Megara. - -Del vino che si fa con il Rosmarino, fu inventore Theophilo da Egina -medico, non men dotto, che prudente. - -Del vino che si fa con l'Enola per riscaldar i freddi stomachi, fu -inventore Archigene Cipriano medico esperto. - -Del vino fatto con l'assentio (vino per certo utilissimo) fu -l'inventore Ruffo da Salamina medico molto acuto. - -Del vino fatto con la pece: chiamasi da latini vinum piccatum, credesi -esser stato l'inventore Ruffo medico di molta isperienza. - -Del vino fatto con le rose: del quale fassi memoria presso di Plinio: -credesi esser stato authore Onocrito Corfuotto medico eccellentissimo. - -Di porre l'acqua marina nel vino: fu l'inventore Erasistrato huomo -dottissimo. - -Di far la Graspia: fu l'inventore Pisone da Regio. - -Di far la posca è stato il primo Clenardo da Pola. - -Di dar il moscatello al vino: fu l'inventore Godinzo bresciano. - -Di far l'hippocrasso, siamo tenuti à Gottifredo di Monlione. - -Del vino fatto de prugnoli è stato l'inventore Polidamasso da spello. - -Del far il vino col sacco: fu inventore Cosmo dalla Mirandola. - -Del vino di mele granate tiensi fusse l'autore Philisto medico -Rhodiotto. - -Dell'aquaruolo tiensi per authore Nonnio da Moncia. - -Delle cervose ch'hoggidi si usano in alcune parte di Francia, Alemagna, -Inghilterra, & altri paesi: tiensi fusse l'autore uno maestro Placidio -da Vilna lituano: huomo nemico mortale dell'acqua, & sviscerato del -vino. - -Di ber un sorso d'acqua fresca dopo il pasto, fu consiglio di Celso, -& io sovente senza nocumento alcuno (quantunque sia di stomaco debole) -n'ho sentito grande utilità. - -Domitiano brunello: fu inventore di quella bevanda detta da popoli di -Thracia, Anysta, laquale, si soleva bere con gli occhi chiusi, ne fa di -questa mentione Oratio nel primo lib. de suoi versi. - -Thimotheo Cogellio: fu inventore di quella bevanda detta oxihalma: -laquale si faceva di sale, & di fresco aceto, per andar ne luoghi -sospetti de fiati serpentini. - -Hieroniano medico Rodiotto: fu inventore di quella bevanda detta -oxizaccara, fatta di zucchero, & di aceto, per rinfrescar i corpi -nostri: del medesimo autore, trovo in piu d'un luogo memoria presso di -M. Tullio. - -Bestonio hidruntino: fu l'inventore della bevanda detta piratio: perche -de peri si faceva: & pigliavasi in luogo di vino. S. Gerolamo contra -Ioviniano persuade à Thimotheo, che non piratio, ma vino ne l'avenir -beva per il stomaco mal conditionato. - -Callimeno pendonio: fu inventore del zitho, che si fa in Egitto, del -medesimo autore è inventione la bua: bevanda da fanciulli, de laquale -Catone fa ne suoi scritti grata memoria: il medesimo fu inventore della -Celia, & della cerea che si fa in ispagna: & della Cervisia gallicana: -laquale, se non si adacqua, imbriaca come fa il vino. - -Hippocrate di Coo medico eccellentissimo: fu inventore della ptisana: -fassi d'orgio: fanne di questa mentione Martiale nel XII. - -Gregorio buccalino dalmatino dell'isola di mezo: fu l'inventore della -bevanda detta Sabaia: fassi d'orgio, & di frumento, & è bevanda piu -usitata da poveri, che da ricchi. - - SUISNETROH, SUNDAL, - ROTUA TSE - - - - - BRIEVE APOLOGIA DI M. - ORTENSIO LANDO, - per l'autore del presente - Chatalogo. - - -Mi par d'udir mormorare alcuni scioperati, & licentiosi, & dire, che -questo cathalogo sia per la maggior parte finto: & perciò io come -consapevole delle molte fatiche dell'autore: hò succintamente segnato -i nomi di coloro dell'opra de quali s'è servito: & primieramente dirò, -che questo valent'huomo s'è prevaluto dell'opera di Ephoro Cumeo, che -scrisse in vintisette libri l'historia di Galeno imperadore, di Ibico -Regino famigliare di Policrate tiranno: di Geronimo Rhodio scrittore -de fatti di Demetrio Poliorcete, & di Dione pruseo, ilquale scrisse -dieci libri delle virtù di Alessandro (il magno) s'è servito anchora -molto di Calistene Olinthio, & di quel Calisto, che scrisse in verso -heroico l'historia di Giuliano principe: s'è anchora (se non sapete) -servito di Cherilo Samio, & di Clearco solense, che scrisse de Varia -historia: trovo di piu legendo i scritti di Actio Pisauriense, di -Terentio Scauro, di Hiperide emulo di Demostene, di Trasimacho, di -Theopompo Unidio, & di Gn. Potamone: che molto di loro s'è nel suo -cathalogo servito, & halli diligentemente, & letti, & riletti: Se voi -lettori ne vorrete di questo far l'isperienza, la potrete commodamente -fare, à me basta d'haverveli addetati, ne vi paia già maraviglia, che i -sopradetti scrittori si antichi & rari, li sieno pervenuti alle mani: -essendo egli huomo di miserabile fortuna: imperoche fu costui longo -tempo posseditore de la libraria di Gordiano imperadore, dove furono -sessantadue mille volumi: ha vedute le librarie Pergamene, delle quali -favellando Plutarco, scrive che ne contenessero ducento mila: costui -rimase herede delli libri di Tirannione grammatico, che furono tre -milia: ne sol di questi, ma di quelli anchora fu herede quai lasciò -Triphone libraio del quale Martiale favellando, scrisse, Non habeo se -habet Bibliopola Triphon, alqualle Triphone scrisse già Quintiliano -nella Epistola liminare delle sue oratorie institutioni, siche parve -lettori, ch'egli habbi havuto il modo di scartabellare, & di ritrovare -quel che à molti altri stette longo tempo nascosto? molte cose hà -egli pretermesso di dire per esser il piu amico della brevità che mai -ponesse penna in carta: non altro dico: State sani lettori, & pregate -Iddio doni longa vita à questo nostro prosatore, che io vi prometto, -che s'egli campa, che del molto scrivere non cederà à Chrisippo, -non à Servio Sulpitio, non ad Atteio Capitone, non ad Empedocle, non -finalmente ad Aristarco discepolo di Aristophane grammatico, ilquale -scrisse piu di mille commentari. - -Di Vinegia alli XXIII de Settembre. - - - - -NOTE: - - -[1] Casa Pharaoni. - -[2] Vermi da far seta. - -[3] Un frate di casa montone cosentino. - -[4] La cecaria del Epicuro Caracciolo. - -[5] Casa Galeotta. Pignatella. Caraffa. - -[6] C. Genaro. - -[7] Cavallucci & armeline sono picciole monete. - -[8] Cascio di latte buffalino, detto cavallo. - -[9] Casa Brancalione. - -[10] Simone porco. - -[11] M. Antonio delli Falconi. - -[12] Donna Cornelia piccolomini figlia del Marchese di lecito. - -[13] Il Cardinale Cortese da Modona. Il car. de pij da carpi. Il car. -S. Agnolo da Veruli. Il Car. da gambera. Il trivultio. Il tridentino. -Il cecis. Casa beccari. Colonna & casa orsina. - -[14] Casa capo di ferro. Casa capizucca. Pasquino. - -[15] Laodomia forte guerra. - -[16] La academia delli intronati. Il stordito academico. Casa Crudeli -piccolhuomini Saracini. - -[17] Venturi. Salvi. Amadei. Casa bellagaio. - -[18] Il Vescovo di Casale gia detto M. Bernardino della Barba. - -[19] Casa Caponi. Casa dei. palle. Alemani. Carne secca. Martelli. -Medici. Pazzi. - -[20] C. Salviati. Salviato è un cibo. Congiura de Pazzi per uccider i -Medici. - -[21] Casa gigli. - -[22] Casa de nobili, Honesti Giusti, Buonvisi, Adeodati. Turchi, -Malpigli, Orsucci, Spada, Sbarra, Poggi. - -[23] Prosperi, Calandrini. - -[24] Il bocca de ferro filosofo. Casa Manzuoli. - -[25] Ca. marsilij. Casa delle Arme, & della Malvasia. La Manarona. - -[26] La Nuora di M. Carlo Rovino detta la Rovina. - -[27] Lo hospedale della morte. - -[28] Ca. Columbi. Casa co de bo. Castel vetro de Rangoni. - -[29] M. Rinaldo Corso. - -[30] Il s. Galeotto Pico. - -[31] La S. Laura da montecchio. - -[32] Ca. rugieri. M. Paulo, & Hippolito folia, hospiti dello autore. M. -Lucretia tortorella. - -[33] Il cavaglier Gazuola. - -[34] M. Gabriele, & M. lionello tagliaferro. - -[35] Casa Baiarda. La S. Ottavia baiarda. - -[36] Casa Cornazani. - -[37] C. marini. Casa grilli. Casa Paravicini. - -[38] Casa Gonfalonieri. Il S. Gio. Aluvigi Gonfalonieri. - -[39] Il Sale presso delle S. Scritture significa la sapientia. - -[40] Ca. sforza. - -[41] Casa copelati. - -[42] C. Asinelli, Pavari, Pavarelli, Formighini, volpini. - -[43] Sarmato castello de Scotti. C. fontana. Casa Bracciforti. -Barattieri. Ca. Buttafuoco. - -[44] Ca. Cacastracci. Ca. Tosi. Crespi. Calvi. Casa selvatici. Draghi. -Cavra. Ca. cavalli. Corvi. - -[45] Ca. taverna. Ca. caino. C. de santi. Ca. pietra santa. - -[46] ca. Medici. - -[47] I conti di bel gioioso. - -[48] ca. castello. ca. castelletti, & del castellaccio. - -[49] C. davalos. - -[50] il valente & accostumato capitano pozzo da Perego. - -[51] C. Pobbia. C. da pero. - -[52] Casa viso di huomini. Ca. mena pace. - -[53] C. cavrioli. - -[54] La S. Camilla cavriuola. - -[55] La S. E. - -[56] Ca. Stella. M. Vincenti stella. La S. Lionella rovata. - -[57] Casa rosa. M. Paris rosa: & la S. Giulia rosa. - -[58] Cap. Orlando porcello, comito in expectando. - -[59] Lipomani significa molesto, & maniaco. - -[60] C. maggio. C. palazzi. M. Gioanandrea palazzo. Ca. sala. M. Nicolo -sala. - -[61] Ca. Tassi, Zanchi, & Allegri. Zanchi, altrove mancini. Ca. Lupi. - -[62] La S. Artemisia scotta piena di virtu. Ca. santi Agnoli. - -[63] Ca. Valenti M. Susanna valente. C. Capilupi. - -[64] Il S. Lelio. Il s. Benedetto, il S. Gioanni agnelli. C. Passerini -da gonzaghi amazzati. C. boschetti. - -[65] Ca. Arrivabene. Ca. putelli. M. Ludovico trida pali. C. contrarij. -C. Fiaschi. Alcune signore di casa trotti. - -[66] La S. Tadea malaspina. La S. Genevra mala testa. - -[67] Il medico recalco. - -[68] M. Lucretia cuoca. - -[69] Il paradiso un palazzo antico di Ferrara. La contrada delli Agnoli. - -[70] Lo hospedal di S. Anna. - -[71] Casa pij. La hostaria dello agnolo. - -[72] Materia, forma, & privatione, principij delle cose naturali. - -[73] Casa dotti. Ca. capi di vacca. M. sperone philosopho eccellente. -C. Gallina. C. Frigemelica. Ca. seccamelica in Piacenza. - -[74] M. Iacopo da panago ceco & ottimo divinatore. - -[75] Il conte di monte. Labbate imbasciatore di Urbino. - -[76] Ca. cacherani. Ca. malabaglia. Madonna Medusa. C. lumaga M. -Cipriano & Gioan maria lumaghi. Il capitano Hercole salice. Ca. salci. - -[77] C. cagnuoli. Il cap. Dominico Arriano. C. bendIddio. M. Nicolo. - -[78] Il monastero della misericordia. Giuoco tra la citta & Ancona dove -suol star la madonna. - -[79] S. Maria della pace, et delle gratie, & delli Agnoli. - -[80] Casa tosabezzi. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici sulla scorta di una -precedente edizione (1548). - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of Commentario de le piu notabili, & -mostruose cose d'Italia, & di alt, by Ortensio Lando - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK COMMENTARIO *** - -***** This file should be named 54167-0.txt or 54167-0.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/5/4/1/6/54167/ - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - -Updated editions will replace the previous one--the old editions -will be renamed. - -Creating the works from public domain print editions means that no -one owns a United States copyright in these works, so the Foundation -(and you!) can copy and distribute it in the United States without -permission and without paying copyright royalties. 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It exists -because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from -people in all walks of life. - -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's -goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will -remain freely available for generations to come. In 2001, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure -and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. -To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation -and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 -and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. - - -Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive -Foundation - -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at -http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent -permitted by U.S. federal laws and your state's laws. - -The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. -Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered -throughout numerous locations. Its business office is located at -809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email -business@pglaf.org. 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