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-The Project Gutenberg EBook of Commentario de le piu notabili, & mostruose
-cose d'Italia, & di altri luoghi, by Ortensio Lando
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
-almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
-re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
-with this eBook or online at www.gutenberg.org/license
-
-
-Title: Commentario de le piu notabili, & mostruose cose d'Italia, & di altri luoghi
- di lingua aramea in Italiana tradotto, nelquale si impara,
- & prendesi estremo piacere
-
-Author: Ortensio Lando
-
-Release Date: February 14, 2017 [EBook #54167]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK COMMENTARIO ***
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-
-Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
-Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
-file was produced from images generously made available
-by The Internet Archive)
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- COMMENTA-
- RIO DE LE PIU NO-
- tabili, & mostruose cose d'Italia, & altri
- luoghi, di lingua Aramea in
- Italiana tradotto, nelquale
- s'impara, & prendesi
- estremo piacere.
-
- VI SI È POI AGGION-
- to un breve Catalogo de gli inventori de le cose
- che si mangiano, & si beveno, nova-
- mente ritrovato, & da Messer
- Anonymo di Utopia
- composto.
-
-
-
- IN VINETIA AL SEGNO
- DEL POZZO.
-
- M D L.
-
-
-
-
- AL MOLTO ILLUSTRE
- ET CORTESE S. IL
- CONTE LODOVI
- co rangono.
-
-
-Imaginando come io vi possa ragioire, & dar qualche spasso, mi sono
-risoluto nell'animo mio, non poter cio meglio fare, che porgendovi
-qualche piacevol lettione per laquale vi ralegriate l'animo, spesso
-percosso da duri colpi di fortuna: legete adunque il presente
-commentario, che mi e (non so per qual via) venuto alle mani, & la
-mia buona intentione di farvi sempre cosa grata amate (& sel vi pare)
-insieme lodate.
-
-
-
-
- COMMENTARIO DELLE PIU MOSTRUOSE
- ET MEMORABILI
- cose c'habbia L'Italia et altri luoghi.
-
-
-Piu fiate havendo letto nelle antiche storie tante maravigliose cose
-dalli Italiani virilmente oprate, et essendomi da mio avolo molte volte
-detto esser l'Italia la piu bella parte, la piu ricca, & la piu civile
-che ritrovar si possi, nacquemi nel petto un'ardentissimo disio, &
-vennemi un istrema voglia non sol di vederla, ma di habitarla mentre
-vivessi: & al mio pensiero fu il cielo sì favorevole & propitio, che di
-piu osato non havrei di desiderare. Volle adunque mia buona ventura,
-che nel paese nostro che si chiama il regno de Sperduti, capitasse
-spinta da contrari venti una nave, che dall'isola di Utopia carca
-di carote veniva, sopra dellaquale, fra molti, vi era un Fiorentino
-chiamato Tetigio, ottimo maestro di piantar carote, & perche oltre di
-questo, egli era faceto, motteggiatore, & piacevole molto, Lo chiesi
-se voleva rimanersi meco, & essermi guida nel viaggio d'Italia, ch'io
-li darei honesta, & al suo giuditio convenevole provisione, oltre
-che l'havrei sempre in luogo di carissimo fratello. Non spiacque
-l'offerta al Fiorentino, anzi riverentemente mi ringratiò che degno
-reputato l'havessi del mio servigio, promettendomi ch'egli mi sarebbe
-ossequente piu che il vento, & obediente piu che la lepre
-alla campagna, & che tutta l'Italia gli era non meno nota, che si
-fussero le stanze delli Antipodi, et che haveva notitia di tutte le
-famiglie illustri, di tutti gli huomini bellicosi & litterati, e delle
-piu belle & vaghe donne, et che mi avvertirebbe fedelmente secondo la
-varietà delli costumi Italiani, liquali piu spesso si cambiano che non
-fa il Cameleonte. Stette la nave delle Carote forsi sei mesi in porto.
-Il padrone era Raguseo, li ministri parte Genovesi, parte Napolitani,
-il scrivano era sciotto. Di si longa dimora fu cagione non tanto la
-contraditione de venti, quanto il mercatantare che fecero, conobbero
-tantosto che di Nave scesi furono esser la Regione nostra copiosa di
-rare cose: compraro adunque anzi per dir meglio, contracambiarno; à noi
-lasciando delle lor Carote, & essi portandosene di quelle cose delle
-quali l'Italia mancava: per Napoli tolsero di belle prospettive delle
-quali si diletta quella natione sopra tutte l'altre. Per Roma tolsero
-le piu belle cortegiane che n'havessimo nel Regno, quasi che le ci
-mancassero: Per Siena di molte funi, & di molte catene. Per Firenze
-mille Cantarri di speranza vana. Per Perugia morsi, et briglie. Per
-Lucca di molte odorifere misture per profumare il loro maraviglioso
-volto. Per Vinetia non vollero nulla, affermando che bastava portarvi
-delle Carote lequali trapiantate in quel terreno salso & dolce,
-crescevano ad estrema bellezza. Vollero per Genova una certa radice
-della quale chi ne mangia dopo'l pasto à stomaco digiuno, ha gran
-proprietà di fermare & stare, & stabilire i vacillanti capi. Mentre
-cotai cose mi riferivano, accendevasi tutta via il desiderio di veder
-l'Italia, & ogni indugia m'era troppo molesta. Longo sarebbe & non
-molto necessario, se io volessi raccontare cioche se ne portarno per
-Milano, qual mi dicevano esser una città grande, populosa, & molto
-ricca, prima che Francia, Spagna, & Alemagna li succhiassero non solo
-il latte, ma il sangue. Hora per conchiuderla spogliarno quasi tutto 'l
-paese di virtuose radici, herbe, & liquori affermando esser l'Italia
-tutta da vari morbi oppressa & impiagata, et non vedersi in lei parte
-veruna che sana fusse. Hor quando ad Iddio piacque salimmo su la nave
-ben corredata, et da ottimi marinai governata, & date le vele à venti
-per quindici giorni navigammo felicemente, levossi dopoi un vento
-impetuoso molto, che ne constrinse (nostro mal grado) pigliar porto
-in una isoletta da man destra poco habitata da huomini, ma piena de
-conigli, & cervi, daini, lepri, papagalli, tortore, & usignuoli, piena
-de pretiosi frutti, & soavissimi fiori, copiosa di chiare fontane, dove
-fummo raccolti con lieto viso & gratiosissimamente ristorati, & certo
-n'havevamo gran bisogno per la molta angoscia che n'haveva fatto sentir
-l'ira del mare. Mentre quivi soggiornammo, ne fu detto esser nell'isola
-un'Eremita dotato di Spirito profetico ilquale non lontano dal nostro
-albergo habitava, io che fui sempre curioso di cose nove deliberai
-visitarlo. Gran cosa & degna di stupore mi parve ch'egli appena veduto
-m'hebbe, che per proprio nome mi salutò et tutto pieno di amorevolezza
-bacciommi la fronte. Era questo huomo d'aspetto sopra modo venerabile,
-di statura alto, di habitudine di corpo magro, di favella soavissimo,
-vestito di tela celeste col capo tondo, & ricciuto: presemi per mano,
-introdussemi nella sua cella, & postosi sopra di una panca à sedere, in
-cotal modo incominciò à favellarmi. Sono molti giorni figliuol mio, che
-bramosamente ti aspetto: io so che tu sei per girtene in Italia, ove
-molte strane cose vedrai, & scorrerai molti pericoli, ma se tu haverai
-fede nel Signor Iddio da qualunque sciagura serai liberato. Io vidi
-già l'Italia quando ella fioriva, & era carica di Trofei, et nel vero
-parvemi un terrestre paradiso, ma hora intendo che le voglie divise
-delli infelici Italiani le hanno fatto mutar faccia et cambiar costumi.
-Troverai molte cose, che sommamente ti aggradiranno, et molte che ti
-saranno cagione di strema noia, spera pur figliuol mio nel S. che ti
-farà trar di questa tua longa peregrinatione utilissimo frutto, fa che
-senza intermissione adori, & preghi l'eterno padre, dal quale procedono
-tutti i beni, fa che li occhi tuoi non s'invaghischino d'altro
-spettacolo che della salutifera croce di Giesu Christo, nelquale habbi
-tutta la fiducia & egli farà la guida tua, non ti fidare nella propria
-prudentia, ma fidati in quella divina providentia, che regge & governa
-l'universo; Custodisci il cuore con ogni diligente custodia, imperoche
-da quello procede la vita nostra. Rimuove da te le labra detrattrici.
-Fuge le lingue bugiarde, & guardati dall'ira, imperoche egli è scritto
-nelle sagre lettere, che l'ira alberga nel seno de pazzi. Schiva le
-conversationi delle malvagie femmine, amara assai piu che asentio, &
-piu che morte. Attende à conservarti buona & intiera fama, laquale pel
-testimonio di Salomone è di ogni pretioso unguento piu soave. Tu te
-n'andrai sano & salvo à quella nobil provincia, laquale dalli Vitelli
-ha preso il nome: Vedrai quella felice & beata amenita di Campania &
-pareratti comprendere, che solo in quella parte del mondo la natura
-triumphi, godi & gioiosa si stia, gusterai una maravigliosa temperatura
-di cielo, vedrai campi fertilissimi, Colli aprichi, spelonche opache,
-fronzute selve, infinita copia di biade, viti, mandorle, & olive, molto
-armento, copioso grege, molti fiumi, & molti chiari fonti. Vedrai Roma
-nudrice di tutto'l mondo, eletta dal magno Iddio per adunar i sparsi
-imperii, & mollificare le dure usanze, & aspri costumi de barbari, &
-per esser finalmente patria comune à tutte le genti: Ricordoti però
-figliuol mio, che quando sarai nella alma città di Roma che di cosa
-che tu vega contra l'opinione tua, non te ne scandalizi. Troverai
-per Italia & ispetialmente nel Regno di Napoli, nel paese di Roma, et
-per Lombardia infinito numero de Tirannetti li quali sono à sudditi
-peggio che la peste, rubbandoli & violandoli le donne loro, sovengati,
-che Iddio fa regnar cotai mostri per li peccati de popoli & prega il
-S. ne spenga à fatto il seme di queste crudeli Arpie, ma ragionato
-habbiamo à bastanza, tempo mi pare di ristorare il ventre importuno
-essattore di quanto se gli deve, piacciati rumpere il digiuno con esso
-meco, ne ti rincresca di fare un poco di penitentia: io lo ringratiai
-dicendoli, che troppo singolar beneficio mi faceva degnandomi della
-sua mensa, per laquale havrei rifiutato quella di Nino, & di Lucullo,
-ne invidiarei à giove, nettare, o ambrosia, & cosi il buon Romito
-puose mano ad un tovaglino piu bianco che falda di neve, & ingombrò la
-picciola tavola de fichi secchi, nocelle, mandorle, & uva passola, &
-di un pane bruno anzi che nò, ma leggiero, ben fermentato, saporito,
-& ottimamente stagionato: Vino non ci puose egli ma di un'acqua mi
-dette bere, dotata diquelle conditioni, che si ricercano ad una buona
-acqua: superava di chiarezza ogni ben lucido cristallo, non haveva
-alcuno sapore, non odore, non determinato colore, non finalmente
-alcuna qualità. Finita la colatione & rese le gratie al S. egli mi
-diede la sua benedittione, chiedendola io importunamente, & da lui
-tolto commiato allo albergo feci ritorno. L'oste, che longamente
-m'haveva aspettato credendosi ch'io fussi digiuno, incominciò à
-burlarsi di me. Era questo hoste un buon brigante, amico anzi schiavo
-della gola, per un ortolano, per un beccafico, per un fegatello,
-egli sarebbe ito nel fuoco, bevitore era piu che Tiberio, piu che
-Cinciglione, & piu che Novello tricongio: del resto, era faceto, &
-ben parlante ne haveva punto del sciocco, anzi gli avanzava molto del
-tristo. Dopo che di me preso si hebbe quel trastullo che li piacque,
-sgannatosi finalmente che digiuno non fussi, ma in piu modi ben
-ristorato cosi à parlarmi incominciò. Anchora che il Romito t'habbi
-sofficientemente ammonito, & consigliato di quanto ti fie bisogno pel
-viaggio d'Italia, pur per l'amicitia fra noi in questi pochi giorni
-contratta, non voglio ti parti senza alcuni miei salutevoli ricordi.
-Io mi persuado d'haver veduto l'Italia piu diligentemente di lui, ne
-guari è che partito me ne sono, dil che assai & non poco me ne pento,
-& ne farò dolente fin ch'io vivo. Veramente ti porto grande invidia:
-imperoche fra un mese (se i venti non ti fanno torto) giugnerai nella
-ricca Isola di Sicilia, et mangerai di que macheroni i quali hanno
-preso il nome dal beatificare: soglionsi cuocere insieme con grassi
-caponi, & caci freschi da ogni lato stillanti buttiro & latte, & poi
-con liberale, & larga mano vi soprapongono zucchero & canella della
-piu fina che trovar si possa; oime, che mi viene la saliva in bocca
-sol à ricordarmene. Quando io ne mangiava mi doleva con Aristoxeno,
-che Iddio non mi havessi dato il collo di grue perche sentissi nel
-trangugiarli maggior piacere, mi doleva che il corpo mio non si
-facesse una gran capanna. Sel ti vien commodo di fare la quaresima in
-Taranto, tu diventarai piu largo che longo, tanta è la bontà di que
-pesci, oltre che li cucinano, & con l'aceto, & col vino, con certe
-herbicine odorifere, & con alcuni saporetti di noci, aglio, & mandole.
-Ma quanta invidia ti porto ricordandomi, che tu mangerai in Napoli
-quel pane di puccia bianco nel piu eccellente grado, dirai questo è
-veramente il pane che gustano gli Agnoli in paradiso: oltre quel di
-puccia, vi se ne fa d'un'altra sorte detto pane di S. Antemo in forma
-di diadema, & è tale che chi vi desidera con esso companatico, è ben
-re di golosi: mangerai vitella di Surrento, laquale si strugge in
-bocca con maggior diletto che non fa il zucchero, et che maraviglia
-è se è di si grato sapore, poi che non si cibano gli armenti d'altro
-che di serpillo, nepitella, rosmarino, spico, maggiorana, citornella,
-menta, & altre simili herbe, tu sguazzerai con due caci cavallucci
-freschi, arrostiti non con lento fuoco, ma prestissimo, con sopraveste
-di zucchero & cinamomo. Io mi strugo sol à pensarvi: vedrai in Napoli
-la Loggia detta per sopranome de Genovesi, piena di tutte quelle
-buone cose che per ungere la gola desiderar si possano, mangerai in
-Napoli di susameli, mostacciuoli, raffioli, pesci, funghi, e castagni
-di zucchero, schiacciate di mandole, pasta reale, conserve rosate,
-bianco mangiare: sarannoti appresentati de buoni caponi, fa che tu
-alizi, Gropizi, & non coseggi, cioe mangia l'ali & il gropone, &
-lascia star le coscie: se brami coscie, piglia coscie de pollastri,
-& ali di caponi, & spalle di montone, & questi sono tre buoni bocconi
-desiderati in ogni luogo, gusterai quelle percoche da far risuscitar i
-morti: Mannucherai in Siena ottimi marzapani, gratissimi bericoccoli,
-& saporitissimi ravagiuoli. Se n'andassi in Foligno assaggiareste
-seme di Popone confetto, piccicata, & altre confetture senza paragone:
-troverai in Firenze Caci mazolini, oh che dolce vivanda, o che grato
-sapore ti lasciano in bocca; dirai io non vorrei esser morto per
-milanta scudi senza haver provato si dilicato cibo; mangerai del pane
-pepato, berlingozzi à centinaia, zuccherini à migliaia, & berai del
-trebbiano non inferiore al greco di Somma. Vatene à Pisa dove si fa un
-biscotto che se di tal sorte se ne facesse per le galee non vorreste
-far tua vita altrove, poco lontano di Pisa in un luogo detto Val calci
-mangierai le migliori ricotte, & le piu belle, che mai si vedessero
-dal Levante al Ponente. In Lucca essendo, oh che buona salciccia, oh
-che grati marzapanetti ti fieno dati. Se gusti del Tramarino di S.
-Michele non te ne parti mai, egli ha proprietà uguale all'acqua di
-Poggio reale. Non mi voglio scordar d'avvertirti, che in Bologna si
-facciano salcicciotti, i migliori che mai si mangiassero, mangiansi
-crudi, mangiansi cotti, & à tutte l'hore n'aguzzano l'appetito, fanno
-parere il vino saporitissimo, anchora che svanito & sciapito molto
-sia: benedetto che ne fu l'inventore io bacio & adoro quelle virtuose
-mani: io ne solevo sempre portare nella sacoccia per aguzzar la voglia
-del mangiare, se per mala ventura svogliato me ritrovava: Che ti dirò
-della magnifica Citta di Ferrara unica maestra del far salami, & di
-confettare herbe, frutti, & radici? dove berai l'estate certi vinetti,
-detti Albanelle non si po bere piu grata bevanda: vi si godeno di
-buone ceppe, sturioni, & buratelli, & fannosi le migliori torte del
-mondo, desiderava io venesse la Giobbia, & la Domenica piu sovente
-del consueto, per empirmi la pancia di torta. Haverai in Modona buona
-salciccia, et buon Trebbiano: Se ti verrà disio di mangiare perfetta
-cotognata, vatene à Reggio, alla Mirandola, & à Correggio, ma felice
-te, se giungi à quel Cacio Piacentino, ilquale ha meritato d'esser
-lodato dalla dotta penna del conte Giulio da lando, & dal S. Hercole
-bentivoglio; mi ricordo haver mangiato con esso mentre in Piacenza
-fui, certe poma dette Calte, & un'uva chiamata Diola, & ritrovarmi
-consolato, come se mangiato havessi d'uno perfettissimo Fagiano.
-Usasi ancho in Piacenza una vivanda detta Gnocchi con l'aglio laquale
-risuscitarebbe l'appetito à un morto. Se avviene che passi per Lodi
-(Dio buono) che carni vi mangerai, ti leccherai le dita ne mai ti
-chiamerai satollo, ma vorrei ben esser nella tua pelle quando arriverai
-à quelle minute pescagioni di Binasco. Goderai in Milano di cervelato
-del peragallo cibo re de cibi, col quale ti conforto mangiar delle
-offellette, & bervi dopo della vernaciuola di Cassano, d'Inzago, &
-d'Avavro: goderai certi verdorini della buona delli arrosti: non ti
-scordar la luganica sottile, & le tomacelle di Moncia, non le trotte di
-Como, non li Agoni di Lugano, non le Herbolane, & Fagiani montanari,
-che da i deserti di Grisoni à Chiavenna capitar sogliono; non anche
-i maroni Chiavennaschi, non il cacio di Malengo, & della valle del
-Bitto, non le Truttalle della Mera. haverai in Padova ottimo pane:
-vino berzamino, Luzzatelli, & ranocchie perfette: non ti debbo dire
-delli Poponi chiozzotti? delle passere, delle orate, ostreghe, cappe
-sante, & ceffali Vinitiani? Haverai similmente in Vinetia cavi di
-latte, ucelletti di Cipri, malvagia garba & dolce, & ottimo pesce in
-gelatina, che di Schiavonia addur si suole. Io vado per la memoria
-ricercando à mio potere tutte quelle cose che gustevoli parute mi sono,
-accioche di cosa veruna non rimanghi defraudato, et il mio giuditio
-lodi ne le cose appartenenti alla gola. Buoni vini havrai nel Frioli,
-migliori in Vicenza, dove ancho mangerai perfettissimi capretti, tacerò
-dirti de Carpioni di Garda? Goderai à Trevigi trippe & gamberi del
-Sile de quali quanto piu ne mangi, piu ne mangereste: capitando in
-Brescia voglio da parte mia vadi al S. Gioan Battista Luzago, overo
-al S. Ludovico barbisono, & dilli che ti dia bere di quella vernaccia,
-che gia piu fiate mi dettero: hanno i Bresciani oltre la Vernaccia di
-Celatica, moscatelli superiori alli Bergamaschi, et alli Brianceschi,
-et mi soviene che il consultissimo conte Camillo mene fece asaggiar di
-uno che mai non assaggiai il migliore. Vi mangerai una vivanda detta
-in lor lingua Fiadoni belli da vedere, grati al gusto, odoriferi piu
-che l'ambra, et piu che il muschio, & morbidi al tatto, confortano
-il stomaco, danno vigore à sensi, ristorano le forze, sono facili da
-digerire, ne punto aggravano, io mi maraviglio grandimenti che que
-tanti terzaruoli lodatori de bacelli, d'orinali, di ricotte, et d'altre
-fanfalughe non si sieno posti à lodare i Fiadoni bresciani non però
-mai bastevolmente lodati. Credo che l'altezza del sogetto li habbia
-sbigotiti, ma che fa il Pocopagni aiutato dalla facunda musa di M.
-Antonio di lui nipote, ch'egli non ne canti? che sta à guardare il
-Cazago che non concordi cinquanta rime circa tal materia? Vorrei che'l
-gentil Dionigi da Castello con il suo dir terso, & nuovo facesse fino
-alli Indiani nota la Fiadonesca bontà. Ma perche certo sono che non
-farai ritorno nell'amata patria che Genova non veghi, io ti aviso che
-vi si fanno torte dette gattafure perche le gatte volentieri le furano
-et vaghe ne sono, ma chi è si svogliato che non le furasse volentieri?
-à me piacquero piu che all'orso il mele; ò le pera moscatelle, mangerai
-delle presenzuole, de buoni fichi, & delle schiacciate fatte di pesche,
-& de Cotogni, berrai moscatello di Tagia tanto buono, che se in uno
-tinaccio di detto vino mi affogassi parerebbemi far una felicissima
-morte, non ti mancheranno Corsi, racesi, & amabili. Non uso quella
-diligentia ch'io potrei in dirti ciò che al ventre si appartiene, parte
-perche mi penso che non sarai cosi inetto che non ti sappi procacciare
-i tuoi bisogni, parte anchora perche ti voglio dare altri consigli:
-tu sei giovanetto, ne per quel ch'io credo foste mai piu fuori di
-casa, attendi adunque à me che fedelmente sono per consigliarti, se ti
-abatti esser di brigata in qualche albergo, & vi sia poco pane, tienlo
-in mano, se poco vino, beve spesso, se poca carne appiccati all'osso,
-se hai poco letto, ponti nel mezo. Se l'estate cavalchi con grossa
-compagnia, metteti avanti, & la vernata rimani indrieto, se ritrovi
-qualche difficile & pericoloso passo honora il compagno, lascialo andar
-avanti: & cosi se ti abatti di haver à passar qualche rapido & torbido
-fiume, dirai come gia disse un savio contadino. Torbo ti trovo, torbo
-ti lascio, se non sei chiaro io non ti passo, & vatene alla barca, ne
-volere per sparmiare un carlino porti a rischio di morte & doventare
-cibo de ingordi pesci: cavalcando per la Calavria porta che mangiare
-nelle saccoccie, altrimenti ti potrai stare co guanti in mano: guardati
-di rimescolarti con cortegiane ispetialmente in Napoli, Roma, Vinetia,
-se non ne voi in premio riportare, gomme, piaghe, doglie, taruoli,
-panocchie, dentaruole, & pellarelle. Guardati da Lombardo calvo,
-Toscano losco, Napolitano biondo, Siciliano rosso, Romagnuolo ricciuto,
-Vinitiano guercio, & marchegiano zoppo. Non albergare con hoste nuovo,
-ne questionar con esso, ne lo pagare fin che non sei per andartene,
-imperoche pagato ch'egli è, non è piu tenuto alla custodia delle cose
-tue, non ti riposare nella fede loro, & guarda che non rubbino la
-biada à cavalli, ogni cosa contaminano i ribaldoni, & quando credi
-che le lenzuola sieno di bucato, vi havera dormito qualche leproso &
-incancherito. Non ti lasciare sovragiungere la vernata in Abruzzo, ò
-la state in Puglia. Ricordati del proverbio, Chi vuol provar l'inferno
-l'estate in puglia, & nell'Abruzzo il verno. Guardati dall'aria
-di Grossetto, di Piombino, di Pisa, di Sinigallia, di Macerata,
-d'Arimino, di Cervia, & di Pesaro. Fuge come la peste i gabellieri
-di Firenze, di Bergamo, di Brescia, & di Ferrara, non provaste mai
-le piu importune & ingorde bestie. Schiva i zaffi Vinitiani degni
-di mille forche. Non cavalcar la vernata per Lombardia se prima non
-incanti la Nebbia, & questo sia l'incantesimo. Piglia una tazza piena
-di Corso, o di moscatello briancesco, & dirai tre fiate, Nebbia nebbia
-matutina che ti levi la mattina Questa tazza rasa & pina contra te
-fie medicina. Aloggia per tempo, si di verno, come di state: habbi de
-cavalli diligentissima cura, & essendo stracchi bagnali i testicoli
-di vino caldo, non volendo passare qualche ponte, ò vero intrar in
-barca. accostategli all'orecchio stanco, & congiuralo per l'invidia de
-cortegiani, per la militar rapacita, per l'ingordigia de molti preti,
-per la mormoratione fratesca, & per la desperata salute delli avvocati,
-& incontanente passerà dovunque vorrai: nel pascerlo non ti curare
-di empirlo la mattina di biada, ma ricordati del Proverbio francese:
-disinar di fieno, & cenare di Avena: Fa poca stima de signore, che non
-doni & favorisca, di Prelato che non conviti, & di mercatante che non
-presti. Non rifiutar di disinare con Abbati, cenar con mercatanti,
-merendar con comadri, & far colatione con innamorati: Cerca di far
-Natale con signori. Pasqua nel tuo albergo, & lecito ti sia di far il
-carnevale in ogni luogo. Guardati da mariuoli & taglia borse de quali
-n'ha gran copia Napoli, Roma, & Vinetia. Se ti accade albergare nelle
-case di qualche honorato cittadino, non esser curioso investigatore
-de fatti altrui: sia cieco, sordo, & mutolo: non biasimar cosa che
-veghi, loda etiamdio quello che loda non merita: à tavola essendo, et
-non ritrovando le vivande secondo il tuo talento, non vituperare, ma
-sovengati di cio che disse Cesare à suoi compagni. A chi non gusta non
-ne mangi, & tacciasi. Non ti far molto intrinseco con signori liquali
-sono come il fuoco, se moderatamente te li accosti, ne sei scaldato &
-illuminato, ma se molto te li avicini, tu ti abrugi, et consumi. Schiva
-le femine barbute et quelle che portano la braca de mariti, guardati
-dell'andar in Norsia, Cassia, & Visse, perche Dio li maledisse.
-Guardati di Calle, Seno, & Moncalino, un ladro, un traditore, e
-un'assassino: di molte altre cose instruire ti potrei, ma mi confido
-del tuo nobile ingegno, alquale (se sie bisogno) potra supplire questo
-buon Fiorentino, ilquale mi par huomo della tavola ritonda, et credo
-li sappia migliore il cotto che il crudo, & piu li piaccia l'agio,
-che il disagio. Qui fece fine di cicalare il loquacissimo hoste, &
-essendosi abonacciato il mare, & da ogni lato apparite le Alcione
-segno certissimo di futura tranquillita, fatte le debite relationi di
-gratie (si come tenuti eravamo) à quelle persone, che si humanamente
-racolti n'havevano, & fornitici di rinfrescamento, salimmo la nave &
-verso Sicilia indrizzammo il camin nostro: non fummo lontani di dugento
-miglia, che incominciammo à vedere molte cose, che ne dettero tanto
-sbigottimento, che anchora ci sudano le tempie; Apparve alla poppa
-della nave un'huomo marino, & in tal sembiante apparve, che non fu
-alcuno di noi si ardito, che non se gli aricciassero i capelli, et per
-gran timore la lingua al palato non se le accostasse, ma longamente non
-vi dimorò. Vedemmo un branco di Balene poste quasi che in Ghirlanda,
-le quali ci rapresentarno l'isole Cicladi. Il giorno seguente apparve,
-& non molto lontano da noi, gran numero de tritoni, Elephanti marini,
-Vitelli marini, Orche, & Nereide, le quali sono di corpo peloso, & di
-humana effigie. Si videro quel di medesimo testugini si grandi che del
-coperchio di ciascuna si sarebbe agevolmente coperto ogni ampio, & gran
-palagio: nulla vi dico della molta copia de Delfini, liquali da luogo
-à luogo fra loro con gran lascivia scherzando, con maggior prestezza
-andavano che non fa strale da cocca uscito: avicinatici finalmente alla
-Sicilia meno di trecento miglia, Udimmo una notte cantare piu di cento
-Sirene, lequali in vero si dolcemente cantarno, che io credetti tutti
-gli chori delli Agnoli esser quivi dal cielo discesi: non le potemmo
-gia vedere per esser buio, ma se la bellezza loro è tale, quale è la
-dolcezza della voce, credo che ne in terra, ne in mare, vedere si possa
-la piu perfetta cosa: Il decimo giorno dopo l'haver udito si grata
-melodia con prospero vento, & con il ciel sereno, entrammo nel porto di
-Messina. Hor quivi soggiornammo molti giorni, & con quella diligentia
-che si puote maggiore, notammo tutte quelle cose che memorabili ci
-parvero; poi sodisfatto il padrone della nave, et provedutoci de
-cavalli, ci ponemmo curiosamente à cercare tutta l'isola laquale da
-Tucidide è chiamata Sicania, da altri Trinacria, et da molti Triquetra
-per la sua triangolar forma: è di tre promontorij adorna, delli quali
-l'uno risguarda l'Italia, l'altro mira la Grecia, il terzo vagheggia
-l'Affrica: montati finalmente à cavallo Tetigio, mio valletto allevato
-in casa da fanciullo, & io lasciati i Mamertini, ò vero i Messinesi,
-che li vogliamo dire, si dettemo à cercar l'isola, & primeramente
-n'andammo à vedere il miraculoso monte di Etna, le cui faville ben
-cocenti arrivano sovente fiate fin'a Catania, & fino Taurominio:
-vedemmo il porto di Ulisse, le stanze de Ciclopi, i campi lestrigoni;
-d'indi ne andammo à visitare la famosa, & nobil Siracosa, & nel bello
-& chiaro fonte di Aretusa ci lavammo: cercammo dopoi i popoli Agirini,
-Adranitani, Acestemi, Acrensi, Leontini, Semellitani, Triocarini, &
-Paropini. Fui per molti giorni in Catania, ne cosa alcuna vi vidi, che
-del memorabil havesse, fuor che il S. Cola maria caracciolo vescovo
-di detta città, la cui prudentia mi dava gran stupore, & mostruosa
-mi pareva in si giovenile età. Non ramemoro tutti i popoli da noi
-visitati, che troppo tedioso sarei. Abonda questa isola di tutte quelle
-cose, che al vivere humano necessarie sono, & talmente n'abonda, che
-ne pò à vil pregio communicare altrui. Di tutte le nationi straniere fu
-Sicilia la prima, che facesse amicitia, & venesse sotto la fede del po.
-Ro. Fu parimenti la prima che fusse chiamata sotto nome di provincia
-ilche risultò à grande honore dell'imperio: questa è quella isola
-la quale insegnò à Romani quanto fusse dolce cosa il commandare alle
-nationi peregrine, & di tanta fede & benivolenza co Romani si strinse
-che mai niuna città si ribelò. Questa fece la scala à conquistare
-l'Affrica: questa fu detta dal savio Catone Armario & dispensa della
-Rep. & nudrice della plebe: questa è quella nobil provincia la quale
-nelle somme difficultà di Roma, vestito nudrito, & armato ha li
-esserciti Romani: supera ella certamente tutte l'altre di nobiltà, di
-ricchezza, & di splendore, molte cose però vi trovai che strane (per
-non dir peggio) mi parvero. Io vi vidi tener le razze d'huomini per
-venderli come si vendono cavalli, buoi, muli & altri irragionevoli
-animali, ilche parvemi pessimamente fatto, imperoche quantunque non
-habbiano il sacro Battesimo, sono però dotati di ragione & possono
-anch'essi dir SIGNATUM est super nos lumen vultus tui domine: portano
-in fronte come noi altri l'imagine d'Iddio & per essi, come per noi
-è morto Giesu Christo (pur che cosi creder possino) si doverebbono
-adunque trattar con piu rispetto: intesi di piu che i padroni delle
-razze spesso con le schiave lussuriosamente si rimescolano & que
-parti che si generano, soggiacciono à quella medesima conditione che
-soggiacere veggiamo quelli che di padre & di madre schiava nati sono.
-Strana et mostruosa cosa mi parve il veder condur le donne à prezzo
-perche pianghino li altrui defunti. Chi le vedesse stracciarsi i
-capeli, farsi la faccia livida, direbbe che da estremo dolore trafitte
-fussero, & vi è tal feminella che si trovera haver fatto simil uffitio
-quattro & cinque fiate in un giorno & piangere sempre piu dirotamente
-una volta che l'altra, direste che sotto ambedui i cigli riposto
-vi fusse un copioso fonte di amare lagrime: vidi in Sicilia tanta
-frugalita & si strema parcita nel vivere che io tenni grandimente
-bugiardi Platone Strabone, Aristotele, Clearco & Aristophane, liquali
-tanto lodarno le mense Italiane, & ispetialmente le Siciliane.
-Mostruosa cosa mi parve veder que Siciliani sempre in briga, sempre
-azzuffarsi, & esser della morte tanto timidi che come si veggono tratta
-una gocciuola di sangue tramortiscono & in segno della lor timidità non
-li basta armarsi il capo le braccia, & il petto, che portano di piu il
-guarda naso, guarda orecchie & guarda bracchetto & armarsi infino alle
-streme parti del corpo. Notabil cosa mi parve l'udir in alcune terre
-la favella lombarda, si schietta et espressa come se stato fussi nel
-centro di Lombardia: summa gelosia è in questi huomini anchora che il
-paese caldo sia: & acuti sono sopra tutti. È l'isola piena de ladri,
-ne spaventar lor possono manare, prigioni, forche, ceppi & catene. &
-questo è quanto sono per dirvi della natura loro; Settantacinque giorni
-consumai in visitar questa isola, la dove M. Tullio scrive nelle sue
-verrine haverla visitata in cinquanta giorni: ritornammo in Messina,
-& dal longo cavalcar stracchi, facemmo disegno di riposarsi alquanto:
-quivi trovammo la schiatta di Pharaone Re dell'Egitto[1] qual credetti
-del tutto estinta già tante centinaia d'anni sono. Ripossati quanto
-ne faceva mestieri, passammo Scilla & Caridde assai piu spaventevoli
-di nome che de fatti: lasciammo Reggio sul margine dell'Italia, et
-entrammo nella Calavria, vedemmo il fiume Sagra dove si fece quella
-memorabil rotta, et donde ne nacque il proverbio, Veriora his quæ apud
-sagram contingere: visitammo i Locri fronte dell'Italia ove sempre
-apparisce l'arco celeste: intrammo in Scillatio hora detto Squillatio
-et dalli Atheniesi edificato richiamato Scilletio; non intendo voler
-riferire tutto cioche gli occhi miei videro, ma sol quel che mi parve
-trasordinario. Dico adunque che mirabil cosa mi parve vedere in quella
-Provincia gli hospiti in hospitali: di piu: quando questa natione canta
-par che pianga & quando piange par che canti. Strano mi parve che Iddio
-ottimo & mass. al cui consiglio non si pò opporre, dia si largamente
-la manna à questi popoli infami di micidij, ladronecci, & della piu
-sporca & abominevol lussuria che imaginar si possa, non havendola gia
-mai data ad altri che al suo popolo diletto: io li ho veduto piangere
-piu largamente la morte de vermi,[2] che dei stretti parenti: vidi
-in questi paesi un montone predicare la parola d'Iddio con singolar
-gratia, & gridare à peccatori con mirabil fervore.[3] D'indi scorremmo
-la Lucania, & vedemmo il sepolchro di Alessandro epirota, ilquale nel
-medesimo tempo, che Alessandro (il magno) di costui nipote & cognato
-andò all'espeditione di levante, fu da Lucani fuorusciti invitato à
-venirsene in Italia, promettendogli che per opra loro s'insignorirebbe
-di quella provincia: venne il misero & troppo credulo Alessandro,
-ilche essendo da Lucani presentito, promisero à fuorusciti libero
-& franco ritorno nella patria se amazzare lo volevano, ilche fecero
-senza molto pensarvi, singolar essempio à principi di non dar molta
-fede à fuor'usciti. Scorsi poi la fertile Puglia, vidi Salappia ove
-il feroce Anibale si lasciò legare da una vil feminella. Entrai in
-Siponto, Venosa, Canusio, Theano, et Hargirippa da Diomede edificata:
-vidi li Aquilani, Caudini, Bebiani, Vescelani, Deculani, & Benevento,
-gia detto Malevento, ove trenta mila sanniti furono morti. Scorsi
-l'Abruzzo, ne contener potei le risa veggendo quei huomini piu vaghi
-del pane unto che non è la capra del sale. Vidi in Puglia del sterco
-de buoi farsi il fuoco & scaldarsi i forni. Maravigliosa cosa mi parve
-il fatto della tarantola, ne creduto l'havrei se con i propri occhi
-veduto non l'havessi; ivi certamente si comprende quanta sia la forza
-della musica, poi che i morsicati per altra via sanar non si possono.
-Usano le donne di questo paese di portar le calze larghe come sacchi,
-& sopra delle calcagna ricadenti et hanno questa sciocca opinione, che
-chi altrimenti le porta non sia femina d'honore. Sonoci alcuni luoghi
-dove si menano le fanciulle, che si hanno à maritare in mercato sopra
-delli Asini rabellite, con le treccie sciolte, & colui che le conduce
-va avanti gridando chi la vuole. Sa cucire, sa tessere, sa filare, sa
-cucinare, sa far bucato, chi la vuole? chi la vuole? & spesso aviene,
-che una povera fanciulla verrà dieci fiate in mercato prima che trovi
-ricapito. Veduta questa parte non però con molta diligentia, pigliammo
-il camino ver Napoli città splendidissima, da Calcidensi edificata, &
-da una sirena ivi sepolta: detta Partenope. Io non so veramente dove
-veder si possa il piu bel sito, ne il piu accommodato, da una parte
-tragonsi carra, dall'altra parte trahesi nave; ilche in niuna altra
-città si vede. È questa natione molto dedita all'otio, & alle delitie,
-& alle attilature, dilche maravigliandomi, fummi detto che di ciò non
-mi dessi maraviglia, concio fusse cosa ch'ivi habitasse l'Epicuro il
-quale con l'accecare li illuminati, & illuminare li accecati si haveva
-grandissimo credito acquistato.[4] Parvemi strano che l'Epicuro fusse
-anchor vivo, qual credetti morto già piu di due mila anni. Ho udito
-canzoni in Napoli di maggior melodia, che non ha la musica Dorica, la
-Lidia, la Phrigia, & la Beotica. Vidi castello Capouano per arte maga
-da Capoua à Napoli traportato. Vidi castello dell'uovo da Zoroastre
-d'un uovo di ocha edificato. Vidi andar per Napoli le Galeotte, senza
-vele, & senza remi per lasciutto: Mostruoso mi parve vedere molte
-caraffe, & molte pignatelle[5] bollir senza fuoco, ne facilmente
-rumpersi, anchora che nel muro percuotessero. Mostruoso mi parve,
-che in una si amena regione, ove di continovo habita primavera, vi
-habitasse anchora Genaro:[6] intollerabil giudicai, che passata meza
-hora di notte, non fusse lecito uscir di casa salvo, che in farsetto,
-tanta è la copia de ladroncelli. Non ha similmente da tenersi per cosa
-notabil c'habbi quel regno infinita copia di cavallucci, liquali non
-mangiano ne fieno, ne biada, ne paglia, ne orgio, non sanno mordere,
-ne trar de calzi, non portano, ma sono portati. Trovansi parimenti
-Armeline, delle cui pelli non si foderano vesti, viveno senza mangiare,
-& senza bere, & del continuo rinchiuse si tengono:[7] ne meno da
-esser notato giudicai, che i cavalli facciano cascio.[8] Hocci veduto
-huomini con le branche de Lioni.[9] hocci veduto un Porco,[10] & un
-falcone[11] nella dottrina di Aristotile molto eccellenti. Hor goduto
-che havemmo la città, deliberammo godere il contado, & a far l'estate
-in Pusilipo n'andammo. È Pusilipo un monte di tanta vaghezza, & amenita
-ornato, che io non credo trovarsi in tutto l'universo monte alcuno,
-che ragionevolmente comparar se li possa, taccia pur chi loda il monte
-Idalio, Otri, Menalo, Liceo, Tauro, Citoro, & qualunque altro piu
-famoso, che mai mi si persuaderà, che tale sia, che à questo pareggiar
-si possa: o che habitar magnifico, & reale vi si trova, quanti bei
-giardini da dotta mano coltivati, che grate ombre vi sono, & dolcissimi
-ridotti: oh che benigno, & chiaro aspetto di cielo. Quante belle
-prospettive si di terra, come di mare vi si veggono: che dolce spasso
-era il nostro in cogliere la mattina per tempo vacinij, gelsomini,
-garoffoli, & viole di piu ragione; Quivi sono mele cotogne grosse
-come il capo d'un bue, & piu belle di quelle che in Cidonia nascono,
-donde prima à noi portate furono. Pruna di diverso colore, & nere,
-bianche, verdi, gialle, rubiconde, & mischiate, vi sono le ordearie,
-le asinine, le damascene, & le armeniache, lequali sole fra tutti le
-spetie odorifere sono. Ho gustato su questo gratioso monte persiche
-tanto saporite, di si pretioso odore, & di tanta bellezza, che se il
-vecchio Adamo per tal frutto prevaricò; io lo reputo degno di scusa.
-Ho alle volte creduto ch'egli fusse quel loto di tanta dolcezza, che
-chi ne gustava: non si ramentava piu della patria, donde ne nacque il
-proverbio. Egli ha gustato il loto: hocci mangiato di quelle persiche
-dette galliche, & di quelle che dette furono Asiatiche. Qui trovai
-tutti que frutti quai sesto Papinio reccò d'Affrica, & di Soria, qui
-trovai tutti li ingegnosi insiti di Matio, di Getio, di Manlio, &
-di Claudio. Quivi sono le mele appia da Appio de la famiglia Claudia
-cosi dette. Sonovi le septiane da un libertino ritrovate di perfetta
-rotondità, le quiriane, le scantiane, le Epirotiche, le Camerine:
-sonovi le Crustumine, le Dolobelliane, le Favoniane, & le Tiberiane,
-ci ho mangiato sorbe, che parevano nate in paradiso, et anchora me
-ne sento il sapore in bocca. Su questo fertilissimo monte fatto da
-la natura per produr frutti, & per ragioire le menti afflitte hocci
-mangiato fichi Rodiotti, Tiburtini, Africani, Egittij, Cipriotti, &
-di una sorte sopra a tutti gli altri dolce: credo sieno fichi hircani,
-della cui natura parlando Onesicrito afferma superare tutti gli altri
-frutti di dolcezza. Che dirò delle castagne assai migliori delle
-Tarentine, piu belle delle coreliane, & piu saporite delle meterane.
-Vi sono mora, & ostiensi, & tusculane, non vi mancano ciregi le quali
-avanti la vettoria di Mitridate, non si videro giamai in Italia, L.
-Lucullo le recò di Ponto, et in ispatio di poco tempo trapassarno
-fin'in Britannia, ne creda alcuno che sol d'una sorte ve ne sia, vi
-trovai le Aproniane rubiconde piu che fiamma, le Actie piu che pece
-nere, le rotunde Ceciliane, & le macedoniche, non racconterò delli
-Aranzi da Neratio ritrovati, non delle limoncelle, non de cedri, non
-delle molte spetie di mortella. Infinite cose pretermetterò accioche
-il mio commentario piu di me non cresca. Finita la state feci disegno
-partirmi da Napoli & girmene à Roma benche duro mi paresse lasciando
-la dolcissima conversatione del S. Mario Galeota, & del S. D. Lonardo
-cardines, per mezo del quale conobbi la nobile & saggia princessa di
-Salerno, la generosa Marchesa de la Palude, & la virtuosa contessa
-di Nola, dal cui lato mai non si parte la discreta Luvigia carolea
-gloria di Benevento, ma prima che à Roma me n'andassi: io volli veder
-Venafro famoso per la copia & gran bontà dello olio. Vidi Capova gia
-si potente, & hora quasi che destrutta. Fui in Caiazzo, in Teano,
-in Aliffe, & in S. Agnolo, dove faceva sua residentia la contessa
-d'Aliffe la quale senza haver altra notitia de fatti nostri mossa sol
-da un regal spirito, & sospinta da una natural cortesia ci fece nelle
-proprie case albergare. Io non ho lingua, io non ho parole bastanti
-ad isprimere li honesti trattamenti, i gratiosi modi, & la rara
-leggiadria di questa eccellentissima Signora[12] degna madre della
-divina Violante, & della dolcissima Giulia Garlona: ne fu poi pel
-viaggio da persone di somma fede, affermato, esser fra l'altre virtu di
-tanta pudicitia che si sarebbe potuta pareggiare con Sulpitia figliuola
-di Patercolo & moglie di Fulvio Flacco, la quale eletta fu fra cento
-castissime matrone per consagrare il simulacro di Venere: ò donna rara,
-ò gloria eterna del sangue Piccolomini & degna di maggior felicità
-che non hebbe mai Lampido Lacedemonia overo Berenice. Partitomi dal
-territorio di Aliffe, indrizzai il camino verso Roma, soggiornai tre
-giorni in Gaieta, & tutta quella Riviera attentissimamente contemplai
-& mi risolsi à credere che la piu bella & amena parte del mondo fusse
-tutto quel tratto da Napoli à Gaieta: ne fu da paesani mostrato il
-luogo dove M. T. fu per commandamento del crudele & scelerato M.
-Antonio di vita privato: certamente contenere non potei allhora le
-lagrime giudicando però divinamente fatto che il piu diserto & florido
-oratore che mai per alcun tempo nascesse, nella piu florida parte
-del mondo terminasse anchora i giorni suoi. Vidi il monte di Circe, &
-tutte le stanze dove la scelerata maga habitava, & vi trovai un pezzo
-della sua conocchia, due pentole, una guastada, molti lambicchi rotti,
-alcuni Pentacoli, infinite Ampolle & Albarelli spezzati: d'indi senza
-far dimora venni alle habitationi de volschi quai Virgilio chiama
-veruti perche combattevano cò spedi, & albergai nelle case che già
-furono di Camilla lor famosa reina: n'andammo poi à vedere i popoli
-sanniti liquali furono già tanto potenti che dettero delle mazzate à
-Romani & li vituperarono spogliandoli delle arme, poscia che rotti
-li hebbero: con i Romani per ispatio de quarant'anni animosamente
-contrastettero, & sostennero alcuna volta dui eserciti consolari:
-furono finalmente constretti di cedere alla virtu Romana. Entrammo
-poi in Alba, dalle cui ruine, crebbe già Roma, vedemmo il luogo dove
-combatterno li Oratij & li Curiatij. Scorremmo il paese che già fu
-de Latini, de Sabini, de Ferentani, de Falischi, et de Privernati.
-Entrammo finalmente nell'alma città di Roma dove la principal nostra
-cura fu di vedere il gran pastore del christiano grege, lo vedemmo
-piu di una fiata, ma lecito non ci fu di fargli la debita riverentia
-perche non havevamo chi ci introducesse nel cospetto di sua santita:
-vedemmo il concistoro & molto n'increbbe che in si gran collegio de
-cardinali sol vi fusse uno cortese:[13] sol uno pio & non piu & uno
-agnolo solamente fra tante Gerarchie con esso loro habitava: vidi
-un canuto Gambero sedere a concistoro, vidi un Cardinale che haveva
-tre volti & uno che haveva tre denti: & uno ne conobbi ilquale per
-quella parte mandava fuori il pane patito per la quale intromesso
-l'haveva: trovai in Roma beccari liquali non scorticarno mai ne
-vitella ne vaccina. Trovai colonne per se stesse mobili & molti orsi
-di figura humana: dura & mostruosa cosa mi parve, che in Roma santa
-si comportassero tante meretrici, & in tanta stima fussero, & a tante
-facultà pervenessero, che paiano reine (mercè dell'humana incontinentia
-& intemperantia) laquale lascia sovente mendicar i virtuosi: lascia
-miseramente languire i poveri infermi nelli spedali, et arricchisce le
-concubine, nodrica le carogne con offesa d'Iddio, con infamia del nome
-christiano, et spesso con grave danno de propi corpi: che non vidi in
-Roma di strano? Vidi huomini col capo di ferro,[14] altri col capo di
-zucca & huomini vidi di Pietra, far versi & dialogi degni da esser piu
-di una fiata letti. Partiti di Roma, n'andammo a visitare i Piceni,
-hora detti Marchegiani, li quali già furono in molto maggior numero che
-di presente non sono, trecento cinquanta mila, atti à maneggiar arme
-si dettero già nella fede de Romani, si conobbero allhora li Ausimati,
-Veregrani, Cingulani, Cuprensi, Falariensi, Pausulani, Plinitensi,
-Ricinensi, Septempedani, Tolentinati, & li Triacensi con molti altri
-popoli quai pretermetto per schivar la satieta à qualunque legerà
-questo nostro Commentario: ma che vidi io nella marca di memorabile?
-vidi bere il vin cotto, mangiar il pan crudo, & la carne dirupata.
-Conobbi una natione robusta, & della fatica impatiente, come hanno un
-pezzo di presciutto, & un casciotto, non si possono condur à lavorare
-con mille argani. Conobbi nella Rocca contrada una santissima donna
-governatrice d'un devotissimo monistero: era costei dotata di spirito
-profetico, et miracolosamente nella scrittura instrutta, di cui era
-sollecita imitatrice Clara vigera dalla rovere. Ma che si scriverà da
-me particolarmente d'Ancona? ricetto singolare de schiavoni, ricapito
-de giudei, albergo de Turchi, stanza de morlacchi, & nido de Greci, ove
-sono molti ricchi mercatanti, & di qualunque cosa si fa gran traffico,
-ne mai vi si vede contar un soldo. E' bagnata Ancona dall'onde del
-mare, & di rado vi si vede pesce fuor che alla Pasqua quando ci fa
-men bisogno: dirò di più che i giorni santi, ivi si trova infinito
-numero di meretrici, & per altro tempo ve n'è piu caristia di quel che
-forsi vorrebbe l'intemperanza nostra. Grata mi fu in questo luogo la
-conversatione di M. Giovanni Gondi, & di M. Francesco Gabriele, huomini
-di nobilissimo ingegno, e di gratissime maniere: cercai diligentemente
-gli Umbri gente antichissima, et da Greci detti Umbri, perche rimasero
-sani & salvi dopo l'universal inondatione. furono già da Toscani
-crudelmente perseguitati, et trecento castella arsero loro: di questa
-natione favellando un gentile & nobil poeta disse. ET SUBERE LEVIOR
-UMBER. Condussimi finalmente à Sinigallia da Galli edificata, ove era
-Vescovo il buon padre Marco Vigerio della rovere, huomo di bontà, et
-di dottrina singolarmente ornato, dalquale commodamente albergati,
-in molta consolatione molti giorni presso di lui ci ritenne; erano
-del continuo i nostri ragionamenti dell'amore et timore, che à Dio si
-deve, del dispregio delle cose mondane, della divina misericordia, de
-i frutti della pace, della tranquillità della conscientia in Giesu
-Christo, & delli effetti dell'oratione. Capitammo poi a Pesaro, ove
-si ritrovava la S.D. Leonora Gonzaga duchessa d'Urbino, laquale
-havendo presentito di nostra venuta albergar ne volle nel ducal
-Palagio in molti modi scuoprendone la Magnificentia, & splendore del
-suo gentilissimo animo. Faceva il medesimo la diletta nuora Vittoria
-Farnese honor del sesso feminile. Hor havendo visitata la Marca, &
-l'Umbria, deliberai passarmene in Toscana senza haver alcun riguardo
-à dilungar il viaggio, à tragiettar monti, ò à varcar fiumi, & a Siena
-giunsi della cui vista ero stato longamente desideroso, siede la nobil
-Siena in un fruttifero monte, ricca di grasso piano, & de ameni colli.
-Sonovi le donne piu savie de gli huomini, & sonovi le donne in guerra
-forti[15], non è per tanto da maravigliarsi ne da reputar menzogna
-le cose che si leggono di Arpalice, di Semiramis, di Pantasilea, di
-Camilla, di Valasca, di Maria da pozzuolo, & di madama da Forli. Ecci
-in Siena l'aria tanto sottile, che ogni anno ne escono de Gangheri
-infiniti, de quali alcuni ne ritornano, & alcuni perpetuamente ne
-rimangono pazzi; uno ne conobbi io ilquale si credeva d'havere il capo
-di cera, et per tanto anchora ch'egli asidrasse di freddo ricusava
-vedere il Sole, & accostarsi al fuoco. Un'altro ne conobbi, che si
-dava ad intendere d'havere il capo di vetro, & le gambe di ferro: mi fu
-mostro: che si riputava di esser un'olla, & passando davanti à qualche
-Pentolaio, era sforzato (suo mal grado) di entrar nella bottega, & con
-le braccia inarcate riporsi fra l'olle; & vi era fatica à poternelo
-rimuovere, vidi chi si credeva d'havere un braccio di naso et andando
-per la strada gridava, scostative, non mi vi appressate tanto: molti
-impaciscono credendo di esser fatti Re, Imperadori, Duchi, Conti &
-Marchesi: vi era uno fra molti ilquale era di questa credenza ch'egli
-havesse in corpo gran quantità di rane, & se alcuno diceva di non
-udirle cantare fieramente si adirava, vidi in Siena intronati ch'erano
-molto svegliati[16]: storditi bene assentiti, crudeli assai pietosi:
-piccolhuomini ch'erano grand'huomini, Saraceni tenuti buon christiani:
-Venturi che presenti erano[17]: Salvi li quali erano in pericol posti:
-Amadei, & pur si conoscevano per peccatori: Qui solamente trovai
-huomini & donne belli & gai. Sono i Sanesi sopra tutti i Toscani (&
-siami detto con buona pace & gratia) hospitali, affabili, liberali, &
-gratiosi, amadori di virtu, & bellicosi molto: Fu il mio albergo nelle
-case di messer Gioanni Lateringo, et honestamente trattato fui. Non
-mi curai di gir à Perugia, intendendo che mesta, & lagrimosa si stava
-per li molti cittadini fatti fuorusciti, & per essere stati condotti
-in triumpho dal S. Pietro Luvigi confaloniero della Romana chiesa:
-attristavansi di vedersi far dentro le mura una fortezza non solita
-d'esservi: Pare à molti popoli che queste Cittadelle (che cosi hoggidi
-si chiamano) facciano i Signori di quelle licentiosi, insolenti, &
-meno circunspetti in offendere i sudditi, fidandosi di ricoverarsi
-in quelle, se alcuno tumulto popularesco contro d'essi si levasse:
-Dolevasi d'esser posta sotto la dura sferza di Monsignore della Barba,
-terror de popoli sfrenati, & licentiosi[18]. Possono far ampia fede i
-Perugini quanto sia pericolosa cosa il contradire alla volonta del Vice
-re del cielo: Dopo Siena diligentemente veduta, à Firenze ne venni,
-citta con gran maestria edificata, & bella sopra tutte le città di
-Europa. Crebbe ella già per le rovine di Fiesole, abonda di amenissime
-ville, de magnifici palagi, de sacri tempij, & de sottili artificij,
-ma che vi vidi io de memorabile? che questa è la mia principale
-intentione di osservare, acciò che i miei cittadini habbino quella
-maggiore cognitione, che possibile lor sia delle cose Italiane, senza
-solcar tanti mari, & passar per tanti boschi, dove appena vanno secure
-le squadre armate: Io vi vidi Caponi[19] humanamente favellare: Dei
-del tutto humani & mortali; Palle dissimili alle nostre con lequali
-soliti siamo di trastularci: Alemani, che mai non videro l'Alemagna:
-Carne secca molto fresca. Martelli, che non percossero mai chiodo, ne
-Ancude. Medici, che non medicarno mai. Pazzi, che mai non si puotero
-per alcuna industria guarir dalla pazzia, ne maraviglia parer ne deve,
-poi che già congiurarno di amazzar i Medici: vi trovai Salviati[20],
-non buoni da mangiar come sono i nostri. Da Firenze partitomi, à
-Lucca ne venni. La quale gode, & per beneficio di Cesare, & per lor
-vigilantia, una quieta & dolce libertà per mezo della quale fassi
-tuttavia ricca, & nella mercatura acquista credito, & reputation
-grande. Io vidi in Lucca gigli tutto l'anno fiorire[21], senza temere
-ne vento, ne pruvina, ne tempesta, ne gelata: ma lasciamo star i gigli,
-non è cosa stupenda, che in tanto paese da me ricercato non habbi mai
-ritrovato Suocera, che ami Nuora, fuor che in Lucca? ne alcun'huomo
-nobile, honesto, giusto, & di buon viso[22], eccetto, che in Lucca?
-non è cosa stupenda, che quivi solamente trovato habbia huomini da Dio
-dati? Ho in Lucca parimenti ritrovato Turchi, Malpigli, Orsucci non
-selvaggi ma humanissimi. Ho veduto spade, che non feriscono, ne di
-punta, ne di taglio: Ho veduto sbarre, che non sbarrano, ne strade,
-ne finestre, ne porte; Poggi, che alto non poggiano, ma stannosi al
-basso: Prosperi, poco felici; Calandrini[23] senza piuma, & che non
-cantano, ne stanno in gabbia. Strano mi parve veder il lor volto Santo
-con il calice sotto i piedi, quasi che lo dispregi, & per nulla lo
-reputi, Se io fussi lor Vescovo, prohibirei tal culto, finche raunato
-un picciolo Concilio d'huomini nelle sante scritture esperti con
-l'auttorità Pontificale fusse determinato, se si dovesse in cotal
-riverentia perseverare. Non parlo piu di Lucca, dove alloggiai con
-li nobilissimi Ludovico, & Vincenti, non meno di buon'animo, che di
-buon viso ornati, ma altrove mi transferisco, & dove mi transferirò
-io? se non mi transferisco à Bologna per altro nome detta Felsina?
-ne mi curerò per sodisfare al mio desiderio, di gir hor avanti, hor
-indrieto; non lasciai parte alcuna dell'Italia, che à mio potere io
-non vedessi (quantunque per esser brieve, di ogni cosa io non faccia
-piena mentione). Venuto adunque in Bologna madre de studi, parvemi
-certamente di vedere una città degna di regal residentia. Fu ella già
-per ispatio di cent'anni posseduta da Bentivogli. Papa Giulio poi con
-le arme Francesi, & con oprare, che i Vinitiani si stessero neutrali,
-ne li scacciò da si caro possesso: in quel medesimo tempo trasse
-ancho Perugia dalle mani dell'incestuoso Gioan Paulo Bagliono: ma
-vegniamo alle mostruosità co propi occhi vedute: mi venne davanti alli
-occhi un'huomo che haveva la bocca di ferro[24], & da quella bocca,
-uscivano parole savie, & concetti divini. Vidi un Manzuolo pesar piu di
-qualunque grosso bue, ne però altro era che un Manzuolo. Vidi una Torre
-edificata dalli Asinelli essendo in guerra co gli orsi, ma questo non
-fu lor sufficiente riparo, imperoche non havendo esercito da porre in
-campagna (si come haver conviensi à chi vole prevalersi delle fortezze)
-furono sforzati abbandonarla, et partiti da Bologna, andarno ad habitar
-in Piasenza; ma fu si grande l'odio, fu si crudele la rabbia delli
-orsi, che anch'essi si partirono con ostinata deliberatione di fargli
-perpetua guerra, & essendogli vietato l'entrar nella città perche non
-si turbasse la Pubblica quiete, & il comune riposo: fermarno le lor
-stanze lontano forsi otto miglia, ilqual luogo infino al di d'hoggi
-chiamasi Caorso: cioe casa delli orsi: Trovai in Bologna della schiatta
-del re Marsilio[25], che già dette molto travaglio al reame di Francia:
-Stravagante cosa mi parve, che quei dalle Arme non facessero arme:
-& quei della Malvagia non vendessero malvagia: Vidi una manarona, la
-quale non spiccava colli da busti, ma sol spezzava i cuori de pazzi,
-& sensuali huomini, se fusser ben suti piu che'l diaspro duri: Vidi
-una rovina[26] causata non da incendio, non da vecchiaia, non per
-soffiamento de venti, ne per opra di torrente; con laquale molti vani
-huomini non si curarebbono di rovinare: molte altre cose vidi quai
-con silentio trapasso: non tacerò però d'haver veduto in Bologna la
-morte, condotta all'hospedale[27], ilche mi dette tanta allegrezza,
-che io non poteva capir nella pelle, et giudicai i Bolognesi sopra
-a tutti gli huomini valorosi, havendo condotto l'inimica morte à
-tal stato. Partitomi da Bologna corsi à Ravenna città per i passati
-tempi molto potente, di gran traffico, altiera per l'esarcato, ch'ivi
-habitava, dotata de molti privilegij: Concorreva in que tempi piu
-antichi la chiesa Ravignana con la Romana. ma sopra tutto godeva d'un
-cielo serenissimo, et di un'aria molto sana, & per la bontà dell'aria,
-fu eletta per stanza de gladiatori acciò ch'ivi confermassero le
-membra, & aumentassero le forze, & che ciò sia vero confermasi per
-il testimonio di Vitruvio, ilquale insegnando come debbano esser le
-Paludi sane, da l'essempio delle paludi Ravignane, d'Altino, & di
-Aquilegia, ma ben mi accorsi che niuna cosa è stabile sotto il cielo,
-vi trovai l'aria poco men che pestilente, poche ricchezze, niuno
-traffico di mercatura, ne molto habitata: Andai finalmente à Modona
-vidi la potta di Modona, ma non trovai chi veramente mi sapesse dire
-l'historia, ivi trovai columbi trasformati in huomini[28], & huomini
-vidi col capo di bù. Vidi nel contado un castello di vetro, per lo
-quale stretti parenti erano in aspra contentione: pensate quel che
-haverebbono fatto s'egli fusse stato d'oro, ò d'argento. Mentre sono
-in Modona mi venne rifferito, come dui soldati huomini di molte prove,
-dovevano combattere in Coreggio: Io veramente penava à credere, che
-li Italiani fussero cosi folli, che si amazzassero, & tanto più ch'io
-intesi esser la lor querela di niun momento: ito adunque à Coreggio,
-castello piu pomposo, che ricco, piu ocioso, che laborioso, trovai il
-steccato apparecchiato, & gli altri provedimenti, che far si sogliono:
-allhora determinata vennero i combattenti in camisa con le braccia
-ignude, col capo scoperto, con due spade piu che rasoi taglienti, &
-se incominciarno à ferire con tanta rabbia, & furore, che parevano
-dui Cingiali: come io vidi spicciar il sangue con si larga vena
-de corpi loro, io hebbi à venir meno di dolore, & di sdegno, & dal
-crudel steccato partitomi, incominciai à considerar fra me stesso la
-miseria, & infelicità humana: discorreva nell'animo mio, come tutti
-gli animali vivessero nella propria spetie tanto amichevolmente, &
-con tanta unione, i Lioni non far guerra à Lioni: gli orsi vivere
-fra loro pacificamente, i serpenti non esser mordaci contro gli altri
-serpenti; ne le marine bestie esser dannose, salvo che contra quelle
-che della medesima spetie non sono, & dall'huomo nascere sempre
-all'huomo, danno, rovina, & spesse fiate totale esterminio, non so
-pensare donde nasca tanta rabbia, et donde ne venga tanta superbia:
-fragili piu che il vetro, & ignudi nasciamo, & dal pianto, & dall'esser
-strettamente colle fascie legati, diamo principio alla miserabil &
-dolente nostra vita. Noi poi delli animali brutti infelici, nulla
-sappiamo fare, se prima non l'apprendiamo, non sappiamo favellare, non
-caminare, non cibarsi, sol piangere sappiamo. ambitiosi poi, avari,
-lussuriosi, superstitiosi. Niuno animale ha conseguito dalla natura
-vita piu debole et caduca dell'huomo, e poi tanto altieri siamo, tanto
-arroganti, et orgogliosi, che per ogni festuca, per ogni fuscello,
-che ci si avolga fra piedi biastemiamo, & il cielo, & il fattore
-del cielo, & ci azuffiamo come cani arabbiati, l'un l'altro di vita,
-d'honore, et di robba avidamente spogliando, ma perche comporta Cesare
-imperador christiano, perche sofferisce il santissimo pastore cotai
-duelli? non sono questi abattimenti cose da huomini, ma da fiere, non
-si ragiona già di duelli altrove che in Italia? Deh perche la carita
-christiana non s'interpone alle volte à mitigare gli animi alterati,
-& a pacificar l'ire de stolti? Hai quanti solfanelli, quanta esca da
-maligni si porge perche l'anima col corpo infelicemente si perda. Hai
-mostruosa Italia, vituperio del guasto mondo. Quanti n'ho veduti in
-Italia infami, et scelerati, che havevano ardire di voler ne steccati
-sostenere, che huomini da bene fossero, quanto ti fora piu utile, &
-honorevole di ricuperare gli antichi tuoi honori, et la vecchia tua
-reputatione, non debbo dirvi per cosa mostruosa di haverci ritrovato
-un Corso[29], ilquale in vece di uccidere, & di assassinare altrui,
-defendeva vedove & pupilli, distendeva bellissime prose, & concordava
-dolcissime rime. Finito il singolar conflitto con morte de tuttedue;
-Ciascuno de spettatori, se n'ando per i fatti suoi: io mi ritrassi
-nel mio albergo, & come piacque al Re del cielo la seguente notte
-fui sovragiunto da una febre, assai piu spiacevole di quello, che
-havrei voluto, & che sarebbe stato di bisogno à si debol complessione.
-Riseppero i Signori di detto luogo l'indispositione mia, & humanamente
-mi visitarno & liberamente mi presentarno. Chi potrebbe mai narrare
-le cortesie usatemi dalla S. Veronica da Gambara, dalla S. Lucretia
-da Este Donne rare, & di honor amiche? Chi saprebbe mai ridire la
-ineffabil Carità che mi mostrò la Reverenda & illustre S. Barbara
-da Correggio? il cui essempio fu imitato dalla S. Virginia, & dalla
-sorella che Angel beato mi pareva veggendola, & udendola: risanato
-finalmente (la Iddio merce) & ringratiati que valorosi, & cortesi
-Signori delle tante amorevolezze, diedimi à cercare curiosamente, se
-alcuna strana cosa veder potessi in quelle amene contrade, & vennemi
-fatto: Imperoche io vidi poco lontano un generoso Picco[30] uccello
-si picciolo, haver ardimento di contrastar con una fiera Aquila: &
-che maraviglia è poi, che è consacrato à marte Iddio della guerra?
-Presi poi il camino verso Reggio di Lepido, dove trovai un Lauro si
-bello, & si odorifero[31], che di piu non si potrebbe desiderare:
-l'odore delle Frondi, non che altro: ricreava mirabilmente chiunque
-per fiutar vi si accostava, pensate che doveva far il tronco, & qual
-soavità dovevano porger le Bacche: Trovai in questa giocondissima
-Città la famosa stirpe del famosissimo Ruggiero[32]: Vi trovai Fosse
-non precipitose, ne lorde, ne profonde, ma di ottimo albergo, et vi
-conobbi una Tortorina piena di buona gratia, & tutta amabile, & chi non
-haverebbe già volentieri beccato? Uscito di Reggio, mi abattei in un
-cavagliere di gentilesco aspetto, & de Sembianti cortesi[33], col quale
-accompagnatomi buona pezza di strada, di varie cose ragionammo, egli mi
-dimandò di mia conditione, & da qual pensiero mosso, preso mi havessi
-si lungo & faticoso viaggio. Io li risposi, che da mera curiosità
-spinto, giva cercando di veder cose strane, pregandolo m'insegnasse
-per cortesia s'egli sapeva dove trovar ne potessi: egli mi disse, che
-securamente andassi ovunque io volessi, che non mi mancherebbono delle
-novità, & tante che mi verrebbono à noia, lasciata poi la compagnia del
-cavagliere. Io, longo il Crostolo cavalcai, & quel di medesimo capitai
-assai per tempo ad un castello del cortesissimo S. Rodolfo Gonzaga,
-detto Puvino: Eravi la S. Isabella da Gazuolo piena di dolcezza, &
-di religione, oh che raro esempio di virtù & di nobiltà, mi parve
-questa divina donna: non pretermisero ambidui amatissimi consorti,
-cosa veruna per honorarci: Venni poi a Parma et albergai nelle case
-dell'Agnolo Gabriele, ilquale per divina commissione tagliava ferro per
-armar essercito contro Turchi[34], & un picciolo Lione destramente,
-& con sollicitudine l'aiutava: Trovai la razza del caval Baiardo in
-huomini tramutata, e vi era una Baiarda laquale innamorava ognuno,
-che la vedeva[35]. Vidi Cornazzani senza Corna (che si vedessero)[36]
-& conobbi in Parma una donna, che ricusava di dormire col marito se à
-guisa di meretrice prima pagata non era: mi fu raccontato che essendo
-questa gentil madonna in una festevol compagnia mandò fuori del petto
-un profondo sospiro, & essendo adimandata perche sospirasse: rispose
-dolersi di non haver di se stessa compiacciuto ad un forte, & nobil
-cavagliero, ilquale con grande instanza la richiese d'amore. Di Parma
-facendo dipartenza, presi il camino verso Genova, passai il Tarro
-ben'adirato, et poco vi mancò che Tetigio mio non vi si affogasse,
-egli vi lascio però le bolge, il mantello, & il Capello: È Genova
-capo della Liguria, & chiunque la vede, ò da presso, ò da lontano,
-la giudica reina del mare. Quivi mostruoso mi parve veder montagne
-senza legna. Mar senza pesce. Donne senza amore, & molti mercatanti
-senza fede: vidi huomini marini, & molti Grilli di humana forma, et
-alcuni scacciatori de vicini detti Paravicini[37]. Quivi sono molte
-cose degne di memoria; ma li molti travagli, & assidui discorsi, me
-le hanno fatto scordare. Dopo l'haver sentito molta consolatione del
-soggiornare, ch'io feci in Genova, essendo un giorno il cielo ben
-chiaro ne minacciando per molti giorni tempesta; mi fu mostrata la
-Corsica già detta Cirne. Incontanente mi venne disio di vederla, &
-salito il giorno seguente sopra d'un Bregantino ben'armato in Corsica
-mi condussi. È l'isola aspra molto, si come ancho sono li habitatori,
-& assai montuosa. Sono li huomini vendicativi fuor di misura, & per
-cosa certa mi fu detto essersi ritrovato Corso ilquale haveva fatto
-vendetta di cosa avenuta già quatro cento anni, & che in qualunque
-luogo ritrovano femine Corse menar vita impudica, senza alcuna
-remissione le amazzano. Produce questa Isola Cani ferocissimi, vini
-ottimi, & huomini bellicosi. Veggendo facilissimo pasaggio di Corsica
-in Sardegna non volli far ritorno, che ancho questa famosa Isola non
-visitassi; ma far non vi potei troppo longa dimora per l'aria, che
-vi è pestilente molto: non vi stemmo guari, che à tutti stremamente
-duolse il capo, si che levar non potevamo gli occhi al cielo; oh che
-aria crudele, & micidiale è questa. Se Platone ilquale per domar la
-ferocità della carne, cercò luogo infermo, & malsano, dove collocasse
-l'Academia sua havesse havuto notitia de l'aria Sardesca, non sarebbe
-giamai ito altrove, & se qua venuti fussero ad habitare Ephodoro Re
-delli Archadi, Egimio, Epimenide, Pistoreo, & Cinira Re de Cipri, non
-havrebbono si longamente vissuti, come già con nostra gran maraviglia
-vissero: Quivi sono moltissime herbe velenose, quivi gustammo il
-mele amaro. Quivi conoscemo quella herba la quale fa morire ridendo,
-onde ne nacque il proverbio. Riso Sardesco. Ritornati à Genova con
-consiglio di penetrar alle piu interne parti di Lombardia, giunti che
-fummo à Serravalle ci convenne (nostro mal grado) fermare il passo,
-essendovi adunati dui esserciti, l'uno per il Re di Francia ilquale si
-sforzava di passar in Piemonte, & l'altro era di Cesare per vietarli
-il passo. Quel di Francia era tutto composto de Italiani, & parevano
-nel vederli i Mirmidoni di Achille: l'altro era misto de Spagnoli,
-Albanesi, Italiani & era guida della Cavalleria un Principe fiamengo
-huomo di alto valore: vennero alle mani, ne molto vi stettero, che gli
-occhi miei videro quel che mai m'havrei creduto di vedere: lasciaronsi
-bruttamente rumpere li Italiani et davansi à gara in preda alli nemici,
-correvano i banderali à presentare le bandiere come se troppo le
-agravassero ò le cuocessero le mani. Furono veduti molti nasconderle
-nelle Fosse & nelle Frate. Finita la zuffa raccolsero l'imperiali
-forsi sei mila prigioni & ottanta insegna parandoseli davanti come
-se stati fussero tanti montoni & facendoli caminar piu che di trotto
-furono condotti non senza profitto del vincitore nella citta di
-Milano, non avenne però questa confitta (per quanto li nimici istessi
-mi dissero) per diffetto di chi li guidava, ma per mancamento della
-militare disciplina la quale hoggidi nelli Italiani sopra ogni altra
-cosa si ricerca, & si desidera: Io non dubito pero che se l'astuto, &
-gentil conte della Mirandola congiunto si fusse con l'ardito Strozza,
-& con il valoroso duca di somma adoperandovisi il maturo consiglio
-del nobilissimo conte di Pitigliano: & del prudente Emilio Cavriana
-che li imperiali di tal vittoria lieti non sarebbono, ma piu tosto
-dolenti & lagrimosi: io hebbi veramente à dar allhora del capo nel
-muro, quando io vidi tanta viltà d'animo, tanto disordine & si poca
-isperienza del guerreggiare, et à Tetigio rivolto ilquale ne stava
-con gran dispiacere & per vergogna & timore che di lui non prendessi
-giambo, teneva il viso basso, son questi dico quelli Italiani li quali
-sotto la scorta di Giulio Cesare in piu fatti d'arme fecero uccisione
-di undici volte cento & nonantadue mila huomini, & à Pirati tolsero
-virilmente combattendo ottocento quarantasei navi? sono questi quelli
-Italiani, che furono cagione di far triumphare Pompeio di Mitridate, di
-Tigrane, di Asia, di Ponto, di Armenia, di Paphlagonia, di Capadocia,
-di Cilitia, di Siria, di Scithia, di Giudea & di Creta? sono questi
-quelli Italiani che soggiogarno l'Affrica, la Francia, la Spagna,
-la Brittannia, domarno i Cimbri, batterno Attila ne campi di Tolosa
-accompagnato da quatro Re cioe dal Re delli Eruli, delli Alani, delli
-Gepidi, & de Turcilinghi: son questi quelli Italiani liquali, in un
-fatto d'arme, uccisero ducento mila Francesi? sono finalmente quelli
-che di tutto'l mondo s'impatronirno? Hai quanto (per quel ch'io
-vego) degenerati sono. Hai quanto dissimili mi paiono dalli antichi
-padri loro, liquali & singolar virtu di cuore, & disciplina militare
-ugualmente mostrarno havere & di questo non favello piu oltre, ma
-seguito il mio viaggio alla volta di Piacenza, voleva girmene per il
-piano, ma detto mi venne che se ito fussi per le montagne che non molto
-lontano di Piacenza havrei veduto tante belle minere, che in tutto'l
-resto d'Italia non vi sono le piu belle, ne forse in tanta copia, vi
-trovammo christallo assai piu lucido et vago di quello che in india
-o in cipri nasce, & di maggior grandezza di quello, che dedico L.
-Augusta: gran travaglio per certo sentimmo nel cavalcar que monti,
-& piu di una fiata dell'impresa mi trovai pentito, giunsi una sera
-non però molto tardi in un grosso villaggio et volendo passar piu
-oltre, per dubbio di non albergar male, mi si parò davanti il Signor
-di detto luogo con un saio di veluto spelato piu che non è la mula
-del vescovo di Sarezana, con barba bigia, con dui occhi da imbriaco
-& pieno di maniere contadinesche, il quale, ne sforzò di alloggiar
-con esso lui, noi credevamo di star molto agiatamente per esser egli
-il signore: hor per la prima ci menò in una casa dove malvolentieri
-vi sarebbono state le bisce & le ranocchie: venuta l'hora di cenare,
-ci dette un pane negro, amuffito & che putiva del agro, un vino che
-pareva vi fusse mescolato succo di cipolla: un'insalata amara piu
-che la coloquintida, con olio che putiva fieramente di lana, dopo
-l'insalata ci puose avanti un pezo di carne di pecora vecchia (vecchia
-dico) piu che la vecchiaia: io ci hebbi à lasciar dui migliori denti
-che io m'habbia in bocca: veggendo il civil hospite che non mangiavamo
-piu carne, comandò al suo garzone che facesse cuocere dell'uova
-& arrecasse del cacio, furono l'uova di tal forte, ch'io ho ferma
-opinione che dentro vi fussero i pulcini, il cacio era duro et fuor
-di modo salato, rasimigliavasi al sardesco, ma quel che mi confortò
-à fatto si fu l'haver una tovaglia piu unta che il calderone d'alto
-pascio, piu negra che un carbon spento, piu ruvida che una stamegna
-nuova: venuta l'hora del dormire, venne il garzone con una lucerna
-in mano & n'invita con gentil modo ad andar à dormire: Fui sforzato
-allhora di ridere anchora che io fussi pieno di sdegno, considerando i
-belli inchini & gratiosi gesti di detto garzone il quale era zoppo et
-gobbo, haveva un palmo di naso, ornato di due guidereschi, gli occhi
-li colavano del continuo, la bocca era storta et sempre bavosa. Fu il
-letto proportionato all'altre cose, posamo sopra d'un saccone pieno
-de frondi d'albero con un sol lenzuolo atto à grattar la rogna & aspro
-come un cilitio, con una schiavinaccia da Galeotto: credo che qualche
-sforzato fugito di galea ve la portasse, mai si chiuse occhio quella
-notte & sallo Iddio se n'haveva bisogno il letto di Phormione & quel
-di Ulisse presso di Omero, non furono mai si privi di morbidezza:
-ma niuna cosa piu mi premeva che il vedere che i nostri cavalli non
-havessero altro da mangiare che un poco di strame si grosso che à gran
-fatica con una manara si sarebbe tagliato. Venuta la mattina ben per
-tempo ci levammo & ringratiato il gentil hospite l'incominciato camino
-seguitammo, veggendo i cavalli sfianchiti & talmente lassi, che à
-gran fatica mutavano il passo, trovata un'hosteria lontano forse otto
-miglia quivi mi fermai per ristorar i passati danni: era l'hoste ben
-fornito di qualunque cosa all'humano vivere opportuna, ristoraronsi
-ancho i cavalli ampiamente. Il di seguente gionsi in Piacenza: fui per
-schivare Cremona essendomi detto ch'altro non vi udirei che biastemar
-Dio, maledir la celeste corte, giurare & spergiurare & mille brighe
-finalmente al giorno farsi: ma l'honorata fama de Signori stanga &
-de Signori Trecchi lor cari parenti, mi ci fece andare & per molti
-giorni con gran solazo dimorare. Entrai in Piacenza, a prima giunta
-si fattamente mi dispiacque, che io credetti per antifrasi esser
-detta Piacenza perche la non piacesse: non stetti però guari ch'io
-mi avidi che l'era veramente degna d'esser bramata per ducal stanza
-esser dotata di qualunque cosa che desiderar si debba in ogni buona
-citta. Hai quante cose vi videro gli occhi miei strane, & fuori di ogni
-natural ordine. Fummi mostrato per cosa mostruosa una madre mortal
-nemica de figliuoli, & fummi mostrato un'huomo di statura picciolo
-anzi che no, & delle gambe, & delle mani ugualmente impotente, ilquale
-senza abbassar lancia, senza impugnar spada, senza sfoderar pugnale, ò
-scroccar archibuso s'era novellamente fatto Signore di questa Città.
-Era costui Gonfaloniero[38], & cosi storpiato se haveva sottoposti
-non so quanti Gonfalonieri, tra quali uno ve n'era Capitano di non
-picciolo valore, della cui opera servito s'era, & l'imperadore, et il
-Re de Franchi. Ha questo paese gran copia de Baroni illustri & tutti
-li fa quest'homiciuolo star al segno, & li fa ballar sopra d'un piede,
-& per farli savi gli ha incominciato à darli del Sale, ilche non erano
-usi à ricevere, & perche li giovava di star nella lor sciocchezza
-arabbiano, & non vorrebbono ne Sale, ne Salina[39]. Mi parve mostruosa
-cosa il veder in questa città due cognate si di animo concordevoli, che
-niente piu concordante trovar si puo. Sono in questa città, huomini
-c'hanno la bocca di Barile, altri che hanno la coscia d'oca, vi sono
-Malvicini, vi sono de Pelavicini, Sforzeschi[40], ò sforzatori, che li
-vogliamo dire. Vidi alcuni huomini col capo pelati[41], io credetti
-fussero di que popoli da Omero detti Miconij, liquali naturalmente
-sono tutti calvi: Vidi huomini, che havevano quattro occhi: Parvemi
-questa natione armigera molto, & che il cielo à ciò assai l'inchini,
-poi che non solamente gli huomini di portar arme si dilettano, ma
-anco gli animali: Vidi Asinelli, Papaveri, Papaverelli, Formighini,
-& Volpini[42] cingersi spada al fianco: & disfidar Marte à singolar
-battaglia. Qui trovai tanti Scocesi, che tanti non ne ha tutta
-la Scotia: & poco lontano da Piacenza habitare i Sarmati popoli
-ferocissimi.[43] Quivi fontane sono senza acqua. Quivi sono huomini di
-Bracciaforti piu che altrove. Quivi sono publichi barattieri, & non
-si castigano, anzi in istima sono. Quivi habitano huomini, che per
-la bocca gittano fuoco. Fu l'albergo mio mentre stetti in Piacenza
-nelle case della S. Isabella Sforza donna di tal qualità ornata,
-che ad esser Reina solo il reame le manca: tutte l'altre conditioni
-vi sono si abondantemente, che se ne potrebbono ornar dieci Reine.
-Lascio finalmente Piacenza & prendo il camino per Milano: Credeva io
-di vederlo in quella maniera edificato, che già co suoi dotti versi lo
-descrisse Ausonio Gallo: cio è circondato di tre mura, e questa città
-molto grande, posta in un ricco piano, la cui grassezza, & bassezza
-istimo sia potissima cagione, che vi si ritrovino tanti gottosi, & si
-malamente vi s'invecchi. Armava per altri tempi cento mila cavaglieri,
-& chiamavasi La seconda Roma, chi hora lo vedesse havendolo prima
-veduto, direbbe, quello per certo non è Milano, egli non è d'esso, non
-vi è stata Città in Europa già molti anni sono, tanto flagellata, &
-si duramente percossa, & meritamente tuttavia è estenuata, essendovi
-longamente state le usure publiche. Quivi s'è ritrovato donna à guisa
-di Lupa affamata divorare i fanciulli, un Fratello giacersi carnalmente
-con tre sorelle, & tre fratelli godere una sorella; il figlio la madre,
-il Cio la nipote, il Cognato la cognata. Quivi si sono ritrovati
-huomini si crudeli, che da niuna ingiuria mossi, sol per esser l'un
-guelfo, & l'altro ghibellino, vivi gli hanno arrostiti, & mangiatoli
-del fegato, e dentro'l corpo posto del fieno, et del orzo, & adoperato
-i corpi humani per mangiatoia de cavalli. Quivi sonosi trovati huomini,
-che hanno amazati nella propria chiesa i religiosi mentre cantavano li
-divini ufficij, & Iddio lodavano, ne una sola volta questo è accaduto:
-s'è trovato uno, di furore tanto accecato, che non si vergognava di
-dir impudentemente ch'egli volessi far un lago del sangue ghibellino.
-Non si sono vergognati in questa citta huomini per nobiltà di sangue
-riguardevoli molto di starsi al bosco, & assassinare indiferentemente
-chiunque li capitava alle mani: mi fu detto per cosa certa, che
-ritrovandosi un gentilhuomo alquanto sospetto per haver seguito le
-bandiere Francese, esser ricorso a l'aiuto di un Cavagliere qual pareva
-fusse in buona gratia del nuovo Principe sforcesco, egli li promise
-la sua iniqua fede che lo salvarebbe dall'ira, e dalla rabbia de
-suoi nimici, poi segretamente commise a chi lo doveva condurre che lo
-ammazzassero, ne hebbe rossore di chiedere la parte sua delle spoglie
-in premio della usata lealtà: & quai cose piu di queste mostruose ne
-vedere, ne udire si possono? non è bugia ciò che vi ho raccontato il
-fratello carnale del perfido, & traditore, me l'ha raccontato. S'è
-ritrovato una Femina detta Fiorina la quale di quatro mesi ci ha dato
-parto perfetto & maturo. Quivi sono huomini, che cacano strazzi.[44]
-Qui si veggono huomini del continuo Tosi, Crespi, Calvi, Selvatici
-convertiti in Draghi, Capre, Cavalli, & Corvi. Quivi sono Taverne,
-che danno splendidamente mangiar, e bere senza danari, o pegni.[45]
-Quivi è la schiatta di Caino col spirito però di Abel. Sono in Milano
-parimenti non solo huomini, & donne sante, ma ancho ci sono delle
-Pietre sante: & ecci una setta da una gran Femina retta, la qual si
-sforza di ridur i suoi seguaci alla battismale purità, & innocentia,
-& del tutto mortificarli, & per quanto m'è stato rifferito da persone
-degne di fede, per far prova della mortificatione fa coricare in un
-medesimo letto, un giovane di prima barba, & una giovane, & tra di loro
-vi pone il crocifisso, certo per mio consiglio meglio farebbe ella,
-se vi ponesse un gran fascio di spine ò di ortiche. E' in Milano una
-sorte de Medici,[46] che non sa medicare salvo che col fuoco, & col
-pugnale, anchora che per il resto d'Italia habbia conosciuto de molti
-signori titolati, non ho pero trovato Conti si belli, & si gioiosi come
-in Milano.[47] Hor mentre contemplo diligentemente questa città mi
-stupisco come si facilmente doventi preda di chi la vuole, essendovi
-oltre il castello principale, che si giudica da dotti architetti
-inespugnabile, molti altri castelli, castelletti, & castellacci.[48]
-Non mi voglio scordare d'haver veduto in Milano un frate Eremitano
-del monastero di S. Marco, ilquale haveva insegnato predicare ad un
-storno, io l'udi piu di una fiata, et hebbi à smascellare delle risa,
-veggendo il sforzo ch'egli faceva per dir ò Milano peccadore, un'altro
-frate dell'incoronata à concorrentia sua haveva di modo operato,
-che una Pica (ò Gaza, che la vogliamo chiamare) lo aiutava a dire
-l'ufficio. Debbo tacere d'haver anche veduto un corvo il quale vide
-la madonna far una torta, & merendar con una sua comadre et venuto il
-padrone, il semplice Corvo incomincio a dir, Madonna ha fatto torta,
-madonna ha fatto torta: il padrone chiede la donna dove sia la torta,
-la donna con viso turbato, & piena di mal talento li risponde che non
-vi è torta alcuna, & che di lui si maraviglia come piu tosto voglia
-credere ad un'animalaccio, che à lei, acquetasi il buon marito, et
-fatto ciò che haveva da fare, tornossi fuori, La donna iraconda (si
-come sogliono esser quasi tutte) appena fu il marito scostatosi un
-tratto di pietra, ch'ella se n'andò alla gabbia, & spelò il capo al
-loquace corvo: non istette molto, che venne un frate à chieder del
-pane, & cavandosi il capuccio, & essendo nuovamente raso, credette
-il Corbo li fusse stato pelato il capo per haver parlato di torta,
-& à lui rivolto, molte fiate repplicò, tu hai parlato di torta, tu
-hai parlato di torta, & pareva si rallegrasse, che il buon frate
-fusse caduto nella medesima sciagura, ch'egli cadde. Non debbo dir un
-altro caso pur in Milano ne miei giorni avenuto, non cosi faceto, ma
-pieno di stupore. Eravi un prete il quale havevasi per suo trastullo
-nodrito un Fanello, adduttoli dalla Marca dove sono i migliori, che si
-ritrovino, & stando un giorno tutto spaventato col becco fra le piume,
-sopragiunse il prete, et si li disse, che fai bestia? alzò allhora
-il capo il Fanello, & disse quel versetto di David pieno di mistero.
-COGITO DIES ANTIQUOS ET ANNOS AETERNOS IN MENTE HABEO. Mentre giva per
-la città considerando le cose mostruose: entrai à caso nell'hospedale
-de pazzi consagrato à S. Vincenti, & mi maravigliai ch'egli non fusse
-molto piu capace essendovi tanta copia de pazzi. Regeva la città
-uno, che dava l'osso à gli altri, & per se teneva la carne.[49] Non
-mi mancò in Milano chi mi si mostrasse cortese, & affabile: molti
-honorati cavaglieri conobbi, & molte valorose donne, tra quali di
-molto notabil essempio mi parve la S. Contessa Catherina visconte
-Landesa. Oh quanta virtu, oh quanta bontà hò ritrovato in essa. Da
-un fianco d'huomo vidi uscir un fanciullo, si come avenne anchora à
-Budda prencipe di Gimnosophisti. Da Milano, andai à vedere i monti di
-Brianza: Era già Brianza per quanto ritrovo scritto nelli annali di
-Chrisermo scrittore antichissimo, città guernita di buone mura, & di
-profonde fosse, edificata da Spartani, & Vrianza detta da questo verbo
-Vrio, che vuol dir in lingua greca scatorisco: imperoche di ogni bene
-alla vita humana utile, vi sorge, et scatorisce abondevolmente. Era
-piena d'huomini bellicosi, & guerreggiava sovente con la Republica
-di Milano, piu tosto vincitrice, che vinta rimanendo. Hor mentre vado
-visitando hor questa terra, hor quell'altra considerando l'instabilità
-delle cose humane, & la voracità del tempo, ilquale riduce il tutto à
-nulla, giunsi à Perego luogo eminente, & ameno, stracco, & assetato,
-& non potendo tollerar la sete, n'andammo al pozzo[50] per bere:
-Miracolosa cosa, & per alcun secolo non mai udita: credendo noi ber
-dell'acqua, detteci sorsi di dieci sorti di vino, & che vino? Certo,
-che il Surrentino, il Gavriano, il Faustiano, il Signino, il Massico,
-et il Cecubo, sarebbono reputati vini da lavar tigna, in comparatione
-de questi, certa cosa è che se Cesare dittatore nella cena ch'egli
-fece nel primo triumpho, & nel triumpho di Spagna, & nel suo terzo
-consolato: quando mostro la ineffabil liberalità dando si largamente à
-convitanti, Falerno, Chio, Lesbio, & Mamertino, s'egli havesse havuto
-dico de cotesti vini, che il cortese Pozzo ne dette, non si sarebbe
-punto curato di questi altri, tanto da bevitori istimati, non si
-vidde tal miracolo ne pozzi di Giacob, ne ancho nella pietra da Mose
-nel deserto percossa. Da monti Brianceschi passai à Como, dove era
-un valent'huomo, ilqual scrivendo le storie, amazzava i vivi, & dava
-vita à morti: trovai Cicalini & Cicaline, che d'altro si pascevano,
-che di rugiada, ne sopra gli alberi cantando stavano come fanno le
-nostre Cicale. Conobbi alcuni trasformati in Pobbie, & in Peri[51],
-non paia adunque maraviglia ò bugia si reputi, se Dafne in Lauro, ò
-Narciso in Fior leggiamo rivolti. Quivi, & non in altra parte ho veduto
-visi d'huomini, & chi nelle risse sia di menar pace studioso[52],
-qui mostruoso parve il vedere una matregna amar il figliastro, non
-di lascivo amore, ma di savio, & honesto. Sono li huomini comaschi
-generalmente cortesi, et affabili, & le donne piene di bonta & honesta,
-quantunque non sia mancato un Scimonito scrittore, ilquale scrivendo de
-varij costumi Italiani tassato habbi le donne comasche d'impudicitia,
-benche detto habbi esser stato error d'intelletto, & non di volontà.
-Da Como n'andai in Val Caspia, ove trovai due sorelle cugine de le
-quali l'una haveva partorito un Serpente, et l'altra un'animale non
-dissimile all'Elephanto, vi era anchora infinita copia de Ermaphroditi
-gia detti Androgini: mi furono mostrati dui huomini li quali havevano
-generato figliuoli l'uno di ottanta nove anni, di tre anni avanzando
-Massinissa, & l'altro di ottanta, il che si legge anchora di Catone.
-Quivi le rane sono mute come anche in Seripho, & mute anchora sono
-le Cicale: i Galli parimenti come in Niba città posta in Tessalonica
-di Macedonia non mandano fuori la voce. Io vi ritrovai huomini di
-smisurata fortezza, & di lor vidi notabilissime prove, forse maggiori
-di quelle che si raccontano di L. Sicinio Dentato, Di M. Sergio
-vincitore non sol delli huomini: ma della Fortuna, di Trittano, di
-Iunio valente, et di Rusticello detto per sopranome Hercole. È nella
-detta valle una terra detta Libissa da Greci edificata, nella quale sia
-pur il cielo quanto si vuole nubiloso sempre da qualche hora si vede il
-Sole, ilquale è ancho privilegio à Rhodi, & Siracosa (sel vero narra
-M. Tulio nelle sue verrine) conceduto. Quivi mi dissero i paesani non
-esser mai cascato dal ciel saetta, nellaqual cosa non ha da invidiar
-ne la Scithia, ne l'Egitto. Due volte l'anno vi si fa la vendemia, ne
-mai vi si lascia riposar il terreno. Erano già in questa valle infinite
-castella, ma per quanto appare nelli lor annali furono destrutti altri
-da Sorci, altri dalle rane, & dalle Talpe insieme congiurati, ne furono
-anchora dissipati dalli Conigli, & dalle locuste. Non hanno gli huomini
-di questo paese (per quanto mi racontò maestro Grillo phisico senza
-paragone) non hanno dico medolla nell'ossa, et in segno di ciò non
-patono sete, ne dal corpo lor esce sudore. Molti si ritrovano, che mai
-non furono veduti ridere, & molti similmente, che mai non piansero,
-hò veduto una vacca, che haveva partorito à un parto sei vitelli, si
-come anchora avenne al tempo di Tolomeo (il piu giovane). Veggonsi
-nella detta Valle ucelli di varie forme, non usi à vedersi in altri
-luoghi: presemi già gran maraviglia di vedere Merli di candido colore,
-havendo letto presso de scrittori antichi non trovarsene, salvo che
-circa Cillene di Arcadia. Io ci ho anche veduto uccelli del tutto
-simili alle Meleagride di Beotia, solo in questo differenti, che nel
-mangiar non vi si sente quel maligno sapore, che in quelle sentiamo,
-le Grue, & le cicogne vi fanno perpetua stanza, ne se ne partono
-furtivamente, si come fanno nelle altre contrade, à tal che niuno mai
-si accorge se elle vengono, o se elle se ne vanno ma sol che venute,
-ò che ite se ne sono, vi è gran copia de tordi, coturnici, rondini,
-palumbe, & tortore. Da questa valle trapassai à Lugano, et à Locarno,
-ove quel di medesimo una gatta partori un topo, & furon veduti volar
-per l'aria molti travi affogati: apparvero tre lune il di seguente:
-ilche mi fecero sbigottire, et temere che qualche sinistro accidente
-non sopravenisse: partitomi adunque venni alle tre pievi, dellequali
-era novamente ritornato S. il Marchese di Meregnano huomo nell'arte
-militare esperto, & vigilante, pieno di ardire, & di consiglio. Vidi
-Chiavenna, & Piuri, & chil crederebbe, che fra questi sassi io havessi
-trovato infinita humanità, et piacevolezza, da quelli spetialmente,
-che hanno il nome dal pestar l'ossa: n'andammo poi per certe balze,
-che non vi sarebbono ite le capre scalze, et arrivai ad una terra detta
-Micronia, nella quale trovai vecchi di cento otto anni, di nonantaotto
-molti: alcuni altri di cent'anni: mi parve certamente di vedere un
-Gorgia Siciliano, un Marco perpenna, un Valerio Corvino, & un Metello
-pontefice, ne men vivaci vi sono le femine, poscia che ne trovai di
-nonantasette anni, di nonantanove, di centosette, di cento quindici;
-infinite di cento anni, & l'hostessa nostra era di cento quattro, ne
-li mancava pur un dente, non era per catarro ad alcuno molesta, vedeva
-acutissimamente, andava senza sostegno, & caminava piu ratto, che le
-giovani non fanno; reggendo la famiglia, che picciola non era, con
-grande auttorità. Veramente, che veggendo queste vecchie mi ramentai
-di Livia, di Statilia, di Terentia, di Clodia, et di Luceia mima:
-non si vive d'altro, che di casio fresco, orzo, cicoria, borragine, &
-frutti: hanno l'aria serenissima: vicino à questo luogo evvi un gran
-Villaggio, dove sono le femine tanto lussuriose, che correno dietro
-alli huomini con la camisa in spalla: et se per aventura passa per il
-lor paese huomo alcuno che mostri esser di buon nerbo, è sforzato far
-qualche prova sono piene di Gelosia: amazzansi fra loro, come cagne
-arabbiate, & ve ne sono state, che per gelosia hanno amazzato i mariti:
-sono sanguinolente, vindicative, et animose: si dilettano d'incanti,
-non per altra causa che per farsi amare, sono de visi belle, hanno
-petti piu belli delle Romane: visi piu dilicati delle Modonese, di
-schena non sono inferiori delle Tedesche, di bellezza di fianchi, non
-cedeno alle Fiamenghe, di bella mano, non si lasciano vincere dalle
-Senese, fanno li inchini come se francese fussero, & non men di loro
-fanno trattenere, chi li visita, & vezeggia, di politezza superano
-le Vinitiane, di creanza avanzano le Napolitane di sufficientia nel
-maneggiare le cose domestiche, non darebbono luogo alle Bresciane,
-usano di far certe statove di cera con magiche osservationi per
-rivocare gli amanti disviati dal loro amore, & non potendoli rivocare
-li amazzano o con ferro, o con veleno, ha questo luogo huomini piu
-pazzi di Corebo, figliuolo di Migdone, ilquale (se il vero narrano
-Luciano et Eustachio) si sforzava annoverare l'onde del mare. Sonosi
-trovate donne di tanto animo, che à mezza notte senza compagnia sono
-ite alle forche, et tratto hanno il groppo della lingua allo impiccato
-per farsi amare. Fannosi temere dai mariti, portano arme, & è obligato
-il marito come piu tosto egli ha menato la sposa à casa, provedersi
-di coadiutore, ilche non facendo, la donna lo po rifiutare. Parvemi in
-questo luogo veder risuscitare Proculina, Lectoria, Aufilena, telesina,
-Hippia, Helena, Clitennestra, Agripina, Livia, Messalina, & quante
-libidinose donne hebbe mai il mondo. Da questa diabolica terra partiti
-in spatio di due giorni venemmo nella Val Telina, altri chiamano questi
-popoli Vultureni, & altri vogliono sieno Rheti: ho ancho letto che
-sieno delle reliquie dell'esercito di Pompeio: et nel vero vi sono
-huomini bravi, di buona fede, cortesi, & amici de forestieri. Hor qui
-bevei vino dolcissimo, & insieme piccante, ilquale non nuotando nel
-stomaco, secondo la proprieta de vini dolci, ma cercando tutti i meati
-del corpo, miracolosamente conforta chiunque ne beve. Quivi sono vini
-stomatici, odoriferi, claretti, tondi, raspanti, & mordenti. Essendo
-in Tilio al presente detto Teio, d'onde ne hebbe già il nome la valle,
-e ritrovandomi nelle case del cortesissimo, et humanissimo S. Azzo di
-besta, bevei di un vino detto il vino delle sgonfiate, credo fermamente
-ch'egli sia il miglior, che al mondo si beva. S'è piu fiate veduto tal
-isperienza, esser l'infermo abbandonato da medici, & per morto da cari
-parenti pianto, et solo col vino delle sgonfiate essersi risanato, &
-preso tal vigore, che pareva si fussero raddoppiate loro le forze: per
-cotal vino credo havesse ardire Asclepiade di dir che il vino fusse
-di potentia uguale à Iddio, & cosi quando Esiodo commanda, che per
-venti giorni avanti il nascimento della Canicola, & per venti dopo si
-beva liberalmente: senza mescolarvi gocciola d'acqua: vuole un Fidele
-interprete che si toglia del vino delle sgonfiate, ne il Re Mezentio
-per havere del vino dato havrebbe à suoi amici si pronto soccorso,
-se creduto havesse, che dato li fusse altro vino, non si gustano in
-questo felice paese, salvo che vini sani, & di tutta perfettione;
-non vi trovai vino, che induchi rabbia alli huomini, si come in
-Archadia, non vino, che faccia abortire le femine si come in Achaia,
-ispetialmente circa Carinia, non trovai vino che induchi sterilità si
-come in Trezenio: non vino, che ti privi del sonno, si come trovasi
-presso li popoli Thasii: non si cambiano, non si corrumpeno nel nascere
-della nocevole canicola: non acade mitigare l'asprezza loro col gesso,
-come far si suole in Affrica, ne accade eccitarli con l'argilla, ò
-col marmore, ò con il Sale come fa la Grecia: ne solamente vi sono
-i vini perfettissimi, ma le canove anchora dove li ripongono, sono
-fatte con le debite conditioni, rimote da ogni cosa fetente, & da
-luoghi dove sieno piantati alberi de fichi, con le fenestre volte
-verso Aquilone, & con i vasi l'uno dall'altro con debita proportione
-distanti. Trovansi vini di quaranta, di sessanta, et di ottant'anni.
-Ho spesse fiate veduto spezzar le botti, & rimaner il vino avilupato
-in grossissima gomma dalla quale forata con un trivellino, se ne fa
-uscir il vino, io ho preso di detta gomma, e fattala seccare & ogni, &
-qualunque volta mi abbatteva à vino che non mi aggradasse, raschiava
-con un coltello detta gomma nell'acqua, et facevasi un vino grato al
-stomaco, utile à nervi, & giocondo al palato: provai in questa valle
-la gratiosa hospitalità delli unitissimi fratelli Crotti, di Ponto,
-&, isperimentai l'humanità del sottilissimo giurisconsulto il S.
-Nicolo Quadro, del S. Giovanmaria guicciardo, & del S. Marco antonio
-inquisitor dell'heretica pravità. Che dirò dell'ineffabil cortesia
-ch'io trovai nel cavagliere di Tirano, & nel amato suo genero da Bormo?
-dui lumi, anzi due chiare lampadi di quella felicissima valle: ma prima
-di questi, isperimentai l'humanità grande, di M. Paulo Malacria, di M.
-Nicolo Marliano, & dell'astuto & sagace Frigero. Partiti di val Telina
-presi il viaggio verso la valle Camonica, laquale hebbe il nome dalla
-copia delle camozze: ho quanti gozzuti, quanti storditi, intronati,
-& del senso comune al tutto mancanti vi ritrovai. Hor mentre qui fui,
-questo fortuoso caso avenne: Eravi un ricco huomo il quale haveva uno
-ismisurato gozzo, et tanta noia li dava ch'egli per levarselo haverebbe
-volentieri pagato la metà de suoi beni, hora un suo aversario col quale
-piativa alla civile, veggendosi perder la lite, condotto da istrema
-disperatione deliberò amazzarlo (che che se ne gli dovesse avenire) et
-inguatatosi nele costui case, delequali era molto prattico, andossene
-chetamente al letto, & dattogli al buio del pugnale nella gola, ratto
-se ne fuggio, credendo d'haverlo morto, la piaga fu di tal sorte,
-ch'ella liberò il buon huomo da quel difforme, & soverchio peso, senza
-fargli sentir veruno danno. In quello medemo tempo, una vacca partori
-un'agnello, la qual cosa puose il Bifolco di cui era la vacca, in
-grande agonia, havendo fatto piu d'uno disegno sopra dell'aspettato
-vitello. Io che mi ricordai d'haver letto in Egesippo, che avanti
-la destruttione di Gierusalemme simil parto già si generasse temendo
-dell'ira celeste, che non si sfogasse mentre ero nella Valle, affrettai
-la partenza, et me ne venni à Brescia capo & metropoli de Cenomani.
-Hor nel viaggio incontrai una volpe con due code, & un cane con dui
-capi: ma diciamo di Brescia, che non vi viddi io di maraviglioso? Vidi
-andar i Cavriuoli, & le Cavriuole per la Città, per i Boschi, & per
-larghe campagne[53] senza temere ne cani, ne lupi, ne alcuno ingordo,
-et rapace cacciatore. Tra molti Cavriuoli uno ve n'era giovanetto,
-grasso, di pel rosso, tutto piacevole, & ottimo musico. Vennemi ancho
-veduto per la città passeggiando una gentile, & gratiosa Cavriola
-incoronata di camamilla[54]. Vidi molti Gambari di vario colore,
-negri, bianchi, & bigi, & vidi una altiera, & ricca Gamberessa[55], che
-haveva di molte uova, et diligentemente le custodiva, & per ogni via
-cercava moltiplicarle: non caminavano cotesti Gambari all'indrieto,
-& piu volentieri stavano all'asciuto, che al molle. Ho veduto in
-Brescia le stelle à mezo giorno[56], non meno chiare di quelle, che
-la notte appaiono. Vidi una picciola Liona miracolosamente danzare,
-& con l'ago mirabilmente lavorare, bella, & affabile: non vi era chi
-la vedesse, che incontanente non se ne innamorasse. Beato quel Lione,
-à cui tocchera di abracciare si vaga Lionella. Hor se in Piacenza
-trovai i mal vicini, quivi trovai i buon vicini, ma che si dirà delle
-Rose, che tutto l'anno fiorite si veggono?[57] vadansi a nascondere
-que scrittori, che celebrarno tanto le Melitensi, et le Milanese,
-Queste Bresciane sono piu belle, & piu odorifere. Fu il mio albergo
-col capitano della città. Il S. M. Antonio da Mula, oh che virtuosa
-anima, che perfetto giudicio, & che sagace intelletto: egli mi fu uno
-essempio di virtù: ne poteva non virtuosamente operare contemplando le
-sue honorate attioni: Una sola cosa in lui vidi, che mi dispiaceva, et
-facevami molesta si honorata stanza: egli amava molto un Porcello[58],
-ne piu longi dilui vedeva, lo vagheggiava, & lo teneva alla sua mensa,
-era in quel medesimo tempo Podestà della città il S. Gioanni Lipomani
-fratello del vescovo di Verona, ilquale con la sua buona gratia, & con
-la singolar humanità faceva falso parere il proprio cognome[59]. Si
-come in Napoli Genaro vi fa perpetua stanza, cosi Maggio fa perpetua
-stanza in Brescia[60]. Vidi palazzi, & sale mobili, & discorrenti
-hor qua, hor la. Ricordammi mentre pensava al partir di Brescia, dove
-stetti piu di quatro mesi acarezzato da molti, ispetialmente dal S.
-Dionigi Maggio, dal S. Annibale Martinengo, & dal S. Pompilio Luzago
-cavaglier senza rimprocchio: ma forse piu dal S. Lodovico Barbisono:
-ricordammi dico, di non haver veduto ne Bergamo, ne Crema, per tanto
-io vi andai incontanente, ne mi mancò la compagnia del gentilissimo S.
-Dionigi da castello. Vidi in Bergamo Tassi vigilantissimi[61]. Zanchi,
-che adoperar sol sapevano la mano dritta: & qui vidi huomini allegri,
-tra quali uno Alessandro ci conobbi, dal cui candido petto uscivano
-rime piene di dolcezza. Vidi in Crema huomini in lupi convertiti, non
-sia adunque per l'avenir chi mi dica esser ciò cosa favolosa, oltre che
-vi è il testimonio di Evante scrittore presso de Greci non sprezzato,
-& di Demarco Parrasio, ilquale in un sagrificio fatto à Giove Liceo
-si voltò in Lupo. Fu ancho Licaone da Giove in lupo convertito. Quivi
-si trasformò per divino miracolo un bel Cespo di Artemisia[62], in una
-bella, & leggiadra Fanciulla, & ne ritenne il nome. In Crema habitano
-i S. Agnoli, inditio chiaro, & illustre della felicità cremasca. Hor
-intendendo, che in Trento il giorno di S. Lucia celebrar si doveva
-il tanto desiderato Consilio pel cui mezo si sperava dovesse riunirsi
-il diviso christianesimo, & riformar la vita de mali chierici, & non
-sol de chierici, ma de principi christiani usurpatori delli altrui
-beni. Vengomi il primo giorno à Salò da Tesalonicensi edificato.
-Quivi fui gratiosamente ricevuto da M. Cecilio conforto giovane di
-gran speranza, poi à Boiago me n'andai, qual edificarno i popoli
-Boi, ivi m'imbarcai, & felicemente navigando giunsi à Riva di Trento,
-cosi detta, non perche stia alla riva del lago, ma perche vi fu fatto
-già un Rio di sangue in un gran fatto d'arme. Era allhora di questa
-terra governatore il conte SIGISMONDO d'Arco huomo per le sue rare,
-& divine qualità degno di esser Re del piu florido & possente Regno,
-che trovar si possa. Deh perche non acconsente il cielo ch'io vegga
-tanta bontà essaltata al par de meriti suoi? perche non mi concede
-Iddio, si come caldamente ne lo prego, di poterlo veder il piu felice,
-& consolato cavagliere c'hoggidi terra calchi, ò il sol riscaldi? egli
-non scordatosi della sua naturale, & solita cortesia, ne ricevette ad
-albergo nella rocca, ne per honorarci pretermise cosa veruna, aiutava
-la sua magnanima voglia l'amorevole natura del Carrettone, del Grotta,
-del Bruvino, e del Barone, & del phisico de Grandi, L'antevigilia di
-S. Lucia giunsi in Trento, & all'albergo delle due spade smontai.
-Evvi un'hoste di buon'aria, affabile, & acconciamente discreto, &
-s'egli non temesse la moglie, sarebbe miglior compagno ch'egli non
-è. Il di seguente con alcuni altri gentilhuomini, n'andammo à far la
-riverentia al principe Madruccio, ilquale buona pezza con dolcissimi
-ragionamenti, con larghissime offerte, & con manierose accoglienze, ci
-tratenne; La onde tutti in questa opinione cademo, ch'egli fusse degno
-d'un Papato, ò d'un imperio. La mattina di S. Lucia ci appresentamo
-al tempio di S. Vigilio, Udemo l'oratione di Monsignore Cornelio
-vescovo di Betonto, piena di sottil artificio, sparsa de Retorici
-colori, come se tempestata fusse da tanti rubini, & diamanti: egli
-vi haveva consumato dentro tutti i pretiosi unguenti di Aristotile,
-di Isocrate, di M. Tullio, & tutti i savi precetti di Armogene: Che
-maraviglia è adunque s'egli ci puote insegnare, dilettare, & commovere,
-ispetialmente essendo dotato di una voce simile à quella del Cigno?
-È veramente questo valent'huomo la gloria di Piacenza, l'honore del
-ordine Seraphico, & il splendor dell'episcopal collegio. Si aspettarno
-i Lutherani, ò protestanti, che li vogliamo chiamare longamente; ne
-mai apparvero, ne si sapeva la cagione, credevano molti si rimanesser
-per essergli stato promesso il concilio altrove, che in Trento. Feci
-disegno partirmi di Trento dopo alcuni giorni, per molti rispetti,
-quai non accade raccontare: & cosi mi aviai alla volta di Mantoa.
-Volle mia ventura, che io mi rincontrassi nel magnifico M. Bartholomeo
-pestalossa giurisperito molto savio & aveduto, con esso lui à sue
-persuasioni, andai ad alloggiare ad un gran monisterio della Ciartosa,
-dove era priore un Venerabil Padre, qual haveva conosciuto alla
-ciartosa della palude, stato della Illustrissima S. Maria Cardona,
-Signora rara, et magnanima. Fummo raccolti come dui Agnoli dal cielo
-discesi, & ne dettero una cena Papale, da carne in fuori, poche cose
-si potevano desiderare, erano le vivande si ben condite, & stagionate,
-Come se Apitio fusse stato il cuoco, e Platina il guattero. Dopo
-mangiar si ragionò del stato de religiosi Ciartosini, & della lor
-perfettione, quasi conchiudendo, che alcuno salvare non si potesse,
-se di loro non si faceva, essortandomi ad esser della lor squadra,
-io che non haveva la lingua in pegno al giudeo, à tutto risposi, &
-soggiunsi che se mai mi venisse voglia di farmi frate, io mi sarei
-fatto nel paese nostro, dove havevamo una religione, la quale haveva
-i Monisteri edificati alla Ciartosina, l'habito de canonici regolari,
-Le facultà de Monaci di monte Cassino, l'auttorità de frati di S.
-Dominico, & il credito, che già solevano havere i zocolanti, ma che
-io non vedeva (lor dissi) qual cosa m'havesse à muovere à rendermi
-ciartosino, conciosia fusse che non ci vedessi quella perfettione qual
-mi dicevano, ne vi conosceva sembianza alcuna della primitiva chiesa,
-voi habitate li dico agiatamente, à tal che molti principi vi portano
-invidia; Siete vestiti, & per difendervi dall'asprezza del freddo, &
-dall'ingiuria del caldo, bevete de migliori vini, che appariscano in
-terra, mangiate un pane che par fatto in paradiso, et quantunque (che
-si sappia) non gustiate carne, mancanvi però i saporiti intingoli, &
-i gratiosi manicaretti? mancanvi le torte de piu ragioni? le salse
-eccitative del morto appetito? i sapori de piu colori? le frittate
-de piu sorti? L'uova cotte in varie foggie i butiri freschi? i dolci
-olij? di ogni qualità pesce, latticinij, frutta, & confetture? voi
-non siete angariati di alcuna gravezza; i principi vi honorano, et i
-popoli per santi vi adorano; non vi mancano (informandovi) ne medici,
-ne medicine, ne servidori, che diligentemente vi attendano: vivete
-senza pensiero, non vi molesta l'importunita della moglie, non vi
-affanna la disubidienza de figliuoli, non vi attrista la contumacia de
-perfidi servidori, non vi spaventa la tirannia de mali principi; non
-vi tribolano i puntigli d'honore, & controversie de duelli: Forse che
-andate come facevano li Apostoli, scalzi, & mezo ignudi, sostenendo
-fame, patendo sete, pieni di sbigottimento, sempre temendo la crudeltà
-de nemici di Christo? Tutta la fatica vostra consiste in cantare ad
-alta voce un chirieeleison, & mormorar Salmi poco intesi: et io vi dico
-che la pietà Christiana, & quella perfettione, che tanto essaltate,
-altro richiede, ella vuole carità verso il prossimo, & carità non
-simulata, ma sincera, ella vuole un'ardente fede verso Iddio: voi
-non ministrate i sacramenti della chiesa à popoli, non manifestate la
-santissima parola d'Iddio, & poi mi dite, che la vita vostra contiene
-in se perfettione christiana? vi vantate di portar il cilicio, e di
-levar à mattutino, le quai cose non sono di gran momento poi che
-consisteno sol nel asuefarsi: Io non vidi mai ciartosino visitar
-spedali, confortar incarcerati, ne andar ad udir il sacrosanto Vangelo:
-vi gloriate della solitudine sopra modo: hor quivi prego à legere, &
-considerar se tal era la solitudine delli antichi solitarij, essi non
-habitavano già si vicini alle città, ma penetravano molto a dentro
-ne i deserti della Thebaida, dell'Egitto, e della Cilicia. De santi
-Monaci favellando il padre Gioan chrisostomo, dice ch'essi havevano
-occupato le sommità de monti: Habitava Illarione un Tugurio simile piu
-tosto ad un'horrido sepolchro, che ad una monacal cella, legete il P.
-Basilio, legete il santissimo Geronimo: il buon Gioan Cassiano, il
-divoto Gioanni Climaco, & vedrete come vivevano gli antichi monaci,
-certo vi vergognereste di tal nome, essendo la vita vostra tanto da
-quella distinta et separata: à tutte le mie parole fu molto saviamente
-risposto, & venuta l'hora del dormire: havendo fatto pensiero di
-partirmi a buon hotta, chiesi licentia dal Reverendo priore, dimandai
-perdono se forse ecceduto havea nel parlar la christiana modestia,
-et fatto troppo del Satirico. La matina per tempo entrai in Mantoa
-qual trovai molto piu bella, & vaga da vedere, di quel che mi
-credeva: Hor quivi, & non in altra parte appresi a conoscere donne
-valenti.[63] Vidi in Mantoa huomini col capo di lupo: vidi agnelli
-di tanto consiglio & prudentia dotati, quanta esser si puote, et
-erano adoperati per ambasciatori nelle cose di somma importanza:[64]
-Habitarno già in questa città de molti Passerini, liquali crebbero
-in tanta forza, che poco vi mancò non se insignorissero di tutto'l
-dominio Mantoano, & l'havrebbono fatto, se da piu potenti non fusser
-stati impediti. Quivi si veggono molti boschetti vaghi, et ameni,
-ne quali non habita alcuna dannosa fiera, ma sol conigli, & qualche
-altro picciolo animaluccio. Quivi sono huomini di tanta felicità, che
-dovunque vanno sempre per essi, si arriva bene.[65] Vi sono putelli
-di cinquanta anni, et ve ne sono di quelli, che altro non fanno che
-tridar pali. Vengomi poi à Ferrara, ove trovai molti contrarij, non
-a me però, anzi benigni: trovai Fiaschi, & Fiasche di miglior tenuta,
-che altrove non si veggono: Vidi alcune trotte le piu belle, & le piu
-grandi, che mai si pescassero in alcun fiume, ò lago, quelle di garda
-non son si belle: chi ne pigliasse de simili, sarebbe il piu felice
-pescatore che mai nascesse, non havrebbe da invidiarne Dictis gran
-pescatore, & nodritor di Perseo, ne Ermindo, ne Scilla (il Sicionio)
-credo che ogn'uno si darebbe al pescare se sperasse di far tal preda,
-ma elle non si pigliano con le Reti, non con le nasse, non con l'hamo
-non con pasta artificiosa, ma con altre arti c'hora non le dico. Vidi
-piu sagrati in Ferrara, che in Roma santa. Hocci ritrovato delle male
-spine,[66] le quali, senza ricevere offesa, anzi con qualche diletto si
-potevano di notte maneggiare & abbracciare: vi conobbi una malatesta
-piena però di buoni & giocondi pensieri. Vidi una mamma, ch'era mamma
-sin quando era nelle fascie. Hai quante cose videro gli occhi miei
-in questa citta, fuori del commun'uso: Quei da le frutta non vendano
-frutta: Quei dell'olio non vendono olio: i Cestaruoli non portano il
-cesto: I Bevilacqua amano il vino, & fuggono l'acqua: Vidi un'huomo
-di Recalco[67] cavalcar una mula vecchia, & magra piu che l'Asina di
-Balam: Conobbi ancho una Cuoca,[68] di si fatte qualità, che non vi
-è huomo per insensato ch'egli sia, che volentiere non se la vedesse
-in cucina. Poche città ho ritrovato, ove sieno tante stravaganze,
-quante sono in Ferrara, & infinite n'haveva notato; ma il timore di
-non essere à lettori troppo fastidioso, me n'ha fatto tralasciare la
-maggior parte, ma prima però ch'io esca dalle mura di Ferrara, dirò
-come vi hò veduto il paradiso,[69] ilquale non ha in se molta bellezza,
-non amenità, non consolatione alcuna, & qual maraviglia sarebbe se
-l'amor del paradiso non ritirasse i Ferraresi dalle malvagie opere?
-& che ciò sia vero, che bello non sia, gli Agnoli non vi fanno la lor
-stanza, ma si hanno edificato una contrada la piu gioiosa, che veder
-si possa: In paradiso non habita S. Gioan battista, ma se n'è piu
-tosto ito ad habitar in terra nuova. S. Anna piu tosto s'è contentata
-di starsi all'hospedale,[70] che in questo paradiso. S. Georgio è ito
-fuori della terra, la Reina del cielo con la gloriosa Caterina, non
-vi habitano, di maniera ch'egli rimane quasi che dishabitato, voglio
-però confessar il vero, ne voglio defraudare città alcuna delle sue
-debite lodi, che in Ferrara, & non in altro luogo, ho veduto huomini,
-& donne pie:[71] et hocci veduto un'Agnolo degnarsi di far l'hosteria
-à mortali: Fu il mio albergo col S. Hercole Riminaldo, ilquale mi
-da speranza di doventar simile d'ardire à quel famoso Ercole di cui
-son piene tutte le carte de scrittori: fu però gran parte della mia
-conversatione col S. Ferrante trotto, & col S. Giulio zerbinato,
-liquali mi parvero di tal valore, che fortunatissimo giudicherei quel
-principe, che de simili n'havesse almeno due paia. Da Ferrara piglio la
-strada ver Padova, et giunto à Rovigo, mi ricordai del Celio Rodigino
-mio honorato precettore, per tenerezza fui sforzato piagnere si gran
-perdita: giunto poi in Padova, ricordammi subitamente delle grandezze
-sue, del numeroso popolo che l'haveva, delli infiniti cavaglieri, &
-de i singolari privilegi da Romani lor conceduti: mai certo vi fu
-città, che de simili ne havesse, hora la trovai quasi desolata, &
-me ne venne gran pietà: Vado alle scuole de legisti, sto ad udir ciò
-che dicono di bello, appartenente al viver civile, & alla unione de
-cittadini, & non odo salvo che contradittioni, l'uno impugnar l'altro,
-& oscurar il vero à piu potere: eravi tal legista, che per insegnare
-à litigare, era con gran stipendio pagato, & ciascuna lettione li
-valeva piu di 60 scudi: vado alle scuole de philosophi, penso udir
-favellar di giustitia, di prudentia, di modestia, di fortezza, di
-castità, et altre simili cose, penso veder huomini gravi, & ornati,
-non di barba, & di pallio come erano i philosophi della grecia, ma de
-bellissimi costumi, penso veder molti Socrati, molti pithagori, et
-molti Platoni, et ingannato mi ritrovo, non odo favellare salvo che
-di materia,[72] della quale parevami, che n'havessero pieno il capo:
-di forma, non so se di Cacio, o da informar stivali, di privatione,
-non so parimenti se intendessero de danari, ò di senno. Entro nella
-scuola de Metaphisici, nella qual pensai udir ragionare della divina
-maestà, delle celesti Gierarchie, della perpetua felicità de beati:
-ma ecco che per molti giorni io non odo parlare d'altro che di ente et
-uno. Vomene ad udir chi trasordinariamente leggeva i libri dell'anima,
-& penso ch'egli m'habbi ad insegnar qual cosa adoperar mi debba per
-salvar l'anima, che Satanasso non ne faccia rapina, come guardar la mi
-debba da peccati, che gloria, che triumpho, se le aspetti dopo morte.
-& ecco che non intendo altro che opinioni, che è composta di fuoco,
-che è composta d'acqua che è di color purpureo, Tutta nel tutto, &
-tutta in qualunque parte del corpo, che è seguace della complessione
-corporale, che la non si cava dalla potentia della materia, ma che
-ella se ne viene di fuori, & non dice donde, & che la si separa come
-l'incorruttibile dal corruttibile: Vennermi a fastidio questi tanti
-scaldabanchi, queste rabule, questi loquaci corbi, ne potei sofferir
-di piu udirli, per il che, io mi diedi tutto all'investigatione delle
-cose notabili, Dirò adunque come in Padova, & non in altra parte: hò
-trovato huomini, & donne dotte:[73] non è adunque da maravigliarsi ciò
-che si legge della dottrina di Probavaleria: di Eudoxia: di Nicostrata,
-di Telesilla, & di Aspasia, ho parimente veduto huomini, & donne con
-i capi di vacca: hocci veduto huomini in galline convertiti: Vi hò
-conosciuto un Sperone formato da Iddio, non per isperonar giumenti, ma
-per speronar la gioventu Padovana alla virtu, & alle buone lettere:
-Io ci conobbi uno, che Frigendo melica era divenuto non men dotto,
-che riccho già si divenisse in Piacenza un'altro per seccar melica:
-vi conobbi un gentilhuomo ilquale vedeva le cose future, & non vedeva
-le presenti[74]. Fu il mio albergo col gentilissimo S. Pio delli
-Obizzi, per il cui mezzo, conobbi l'affabile, & gratiosa M. Lucretia
-reloggia. Fastidito di star in Padova per la brenta già detta Meduaco,
-mi condussi alla maravigliosa & possente Vinegia: Chi potrebbe ridir il
-piacer ch'io hebbi in quella barca? Vi erano alcuni scolari Forlani,
-c'havevano il capo sopra della berretta, piu furiosi di Athamante,
-& di Oreste; Vi erano frati di color bigio, bianco, & nero, Donne da
-partito, Barri & Giudei: I Scolari favellavano alla scoperta, senza
-rossore, de carnali congiungimenti; i Frati se ne mostravano alquanto
-schifi, & sorridevano facendo il bocchino della sposa. Le buone femine
-girando gli occhi qua & la, cercavano di adescare i mal accorti: Eravi
-un Giudeo, ilqual veniva allhora di Damasco pieno di arte maga, faceva
-apparir gli huomini cavalli, Asini, Cani, & gatte. Fece apparir un
-Lione, et poi mostrandogli un gallo lo fece incontanente sparire: egli
-faceva arrestar gli uccelli nel mezo del lor volo: faceva venir i pesci
-a riva: Sapeva la virtu di tutte l'herbe, haveva notitia di tutte le
-lingue: Sapeva costui di arte Maga piu assai di Cetieo, di Dardano, di
-Democrito, di Zoroaste, & di Gobria: suscitò costui un giorno pioggia,
-si come anchora fece Arnupho egittio per abeverare l'esercito di M.
-Antonio. Vi era ancho un Romagnuolo con una cetra, & si dolcemente la
-sonava, che pareva un Iopa: un Philamono, un'Apolle, un Terpandro, & un
-Dorceo: Giunsi finalmente nella miraculosa Città di Vinegia, della cui
-edificatione, & aumento ne fu potissima cagione la rovina di Padova,
-d'Altino, d'Oderzo, e di Moncelese già detto Acello, & di Aquileia
-colonia de Romani, & capo dell'oriente. È opinione, che questi popoli
-venessero in Italia con que Francesi liquali regnando Tarquinio Prisco
-dettero il nome alla Gallia cisalpina: fa mentione Cesare di questi
-Veneti ne suoi commentarij: Livio è di opinione, che sieno venuti dalla
-Paphlagonia gente d'Asia, dopo l'incendio di Troia, è una natione molto
-civile, dedita alli studi delle buone lettere, dedita alli acquisti
-terrestri, et alli esercitij maritimi: Sono in questo mare pesci piu
-saporiti, che in qualunque altro luogo, benche minori: stimasi esser di
-ciò la cagione perche molti fiumi concorreno in questo Adriatico mare,
-per la qual ragione anchora i pesci di Galipoli stimansi avanzare di
-sapore, li altri scorrendovi dentro ventidue gran fiumi ispetialmente
-il Dannubio, & il Tanai: Gode Vinetia un'aria felicissima, imperoche
-la salsedine del mare, Calda essendo, & meno humida, genera una
-temperatura molto opportuna alli humani corpi. Il flusso anchora &
-reflusso purga l'aria, & se vi è cosa veruna di corrotto, la porta
-nel mare. Quivi fermato essendomi, con intentione di starvi molti
-giorni, incominciai à considerar attentamente gli ordini, & li costumi
-loro, & fra molte cose grandimenti mi maravigliai intendendo da certi
-vecchioni pieni di Reverentia, che mai questi Signori vollero armare i
-popoli loro, & non piu tosto della propria militia servirsi: che della
-straniera, nella quale sovente si sono trovati inganni, amutinamenti,
-& tradigioni. Mi maravigliai intendendo, che nelle guerre, non
-dessero alli lor capitani, le commissioni libere. Mostruoso mi parve
-il vederci, Nani, grandi, Magni, piccioli: troni, terrestri, & non
-celesti: Trivisani, Pisani, & Soriani, che non videro mai ne Trevisi,
-ne Pisa, ne Soria: Notabil mi parve di veder molti Salomoni: ci trovai
-Barbari latinissimi & humanissimi: Cicogne, di piu breve collo, ma
-di miglior tenuta, che non sono l'altre: molti Garzoni, che passavano
-sessant'anni: Tanti Marcelli, che tanti non ne vide Roma: non vide ne
-anche mai tanti Lioni la Numidia, quanti n'ha Vinetia, i Barbi stanno
-in terra, & non nelle acque. Sonci Balbi nel favellar ben espediti: Qui
-non sono le mule sterili, ma feconde, come anche sono in Cappadocia,
-& i delphini si veggono tramutati in huomini: i mori et le more non
-sono nere, ma candidissime: Sonci de molti lombardi, che non vider mai
-lombardia: Sonci piu savi che non hebbe mai la gratia, quelli furono
-sette, & questi sono piu di duodici. Il mio albergo fu nella casa del
-S. Benedetto agnello, dove molto volentieri me n'andai, & volentieri ci
-stetti per essermi stato affermato da piu di dua, ch'egli era il padre
-de virtuosi, & di perfetto cuore l'hospitalità esercitava, ne dal suo
-volere discorda punto la sua honoratissima consorte. Trovai in Vinetia
-un Siciliano ilquale, scriveva in un specchio d'acciaio, et quello che
-nel specchio scriveva, ve lo faceva per reflesso, legere nella luna:
-Faceva un sapone col quale si lavava la faccia, e poi con un stecco si
-radeva sottilmente, & per molti giorni rimanevali la faccia odorifera
-piu che ambra. Faceva apparire una mensa carica di ottime vivande, et
-poi come fumo faceva ogni cosa sparire. Poneva un pezzo di Carta non
-nata, ove erano scritte alcune parole ad una serratura, & incontanente
-se li apriva ogni ben serrata porta: Cavava ogni grosso chiodo con i
-denti, Convertiva in oro il rame, il ferro, il piombo, & finalmente
-ogni metallo col spargervi sopra una certa polvere non piu veduta. Alla
-presentia mia, et di tre altri fece parlar una testa di morto. Mentre
-sono in Vinetia mi vien detto, che ci habitava il terrore de scelerati
-principi, & il flagello de viciosi preti Pietro Aretino, lo visitai
-piu d'una fiata, & parvemi vedere un'opra di natura piu che perfetta,
-parvemi di udir una lingua possente à farsi amare, & temere, & farsi
-tributarij sin alli estremi Morini, & li disgiunti Britani: conobbi
-ancho in Vinetia l'oracolo di marte, dal qual correvano tutti gli
-huomini martiali per farsi decidere le controversie dell'honore[75]:
-Stato che io fui in Vinetia molti mesi, mi venne desiderio di gir pel
-mondo, gran dolcezza sentendo sol in pensar ad alcune cose vedute,
-duolsemi assai di dovermi partire di questa inclita città per molti
-rispetti, ispetialmente dovendo rimanere privo di godere la dolce
-conversatione della virtuosa M. Giulia Ferreta: & di M. Francesca
-Ruvissa, laquale mi parve la Sibilla cumana, tanta sapientia & bontà
-in lei scopersi. Egli è vero, & negar nol posso, che molte cose in
-Italia mi piacquero stremamente, ma molto piu furono quelle, che mi
-spiacquero, non hò scritto tutto ciò che veduto hò di mostruoso, ne
-ho raccontato tutti i luoghi dove io fui: Hò pretermesso scrivere come
-in Asti trovai huomini, & donne, che rane Cacavano,[76] & le piu male
-balie, che veder si possano: hò pretermesso dire di quelli c'hanno
-nella Mirandola i piedi d'oca, & portano del continuo le panze rase: ho
-pretermesso d'haver veduto in Bologna una Medusa non dannosa come fu
-quella anticha, ma gioveuole. Ho tralasciato d'haver veduto in Piuri
-Lumache senza Corna, non con l'habitatione alle spalle, ne lente, &
-tarde, ne suoi movimenti: Ho tralasciato d'haver veduto in Como, & in
-Chiavenna salici fecundi, & non sterili: Se Homero n'havesse veduti
-non l'havrebbe mai chiamato perdifrutto. Ho lasciato d'haver conosciuto
-in Milano Cagnuoli,[77] che favellavano come se huomini suti fussero,
-& molti pagani christiani: non hò detto d'haver veduto in Ferrara
-Arriani; contro de quali non si faceva alcuna inquisitione, si come
-facevasi contra de lutherani, nella qual città conobbi il bend'Iddio,
-non per avanti conosciuto: non vi ho detto d'una Gattina, laquale
-in Mantoa non pigliava sorci, anzi li temeva, li fuggiva, et n'havea
-schifo, & haveva con le sue losenghe si fattamente innamorato di se,
-un'abbate, che per transtullarsi con essa, non si curava punto di fama,
-ne d'infamia, & spesso scordavasi il Breviario, et il Diurno: non paia
-adunque favola, che Cratis pastor Sibaritano amasse già una Capra, poi
-che un'Abbate, & di sangue illustris. si è invaghito di una gatta,
-non vi paia maraviglia se Aristone Ephesio, amò un'Asina, se Fulvio
-una cavalla, se Ortensio una Murena, & Ciparisso una cerva. Diro hora
-di molte altre straniezze per le quali, l'Italia mi venne in odio, &
-feci disegno partirmi: Io rimasi d'habitar in Bologna, veggendo starsi
-fuori delle Porte la misericordia:[78] non volli star in Anchona,
-veggendo che la Reina del cielo n'era uscita, & itasene à Loreto per
-non star nell'Anchona, mi spaventai dell'habitar in Siena per timore
-di non impazzire: già mi sentiva il capo formicolare, & se aspettava
-la venuta di M. Agosto, per certo io dava la volta, ne so s'io fussi
-piu ritornato, divenivo indubitatamente piu pazzo di Xenophanto, piu
-di Mamacuto, piu di Cippio, e piu di qualunque Psillo dell'austro
-vano combattitore. Non mi piacque il star in Firenze, parendomi mal
-consiglio lo pormi nelle man de medici sano, & di buona voglia essendo.
-Mi spaventai di star in Lucca, udendo, che ogni dui mesi, quando si
-crea la nuova signoria, sia costretta giurare di oservar non so qual
-statuto contro forestieri: Non hebbi cuore di fermarmi in Piacenza
-havendo udito dir, che non sia buono, ne star sotto signor novello,
-ne albergar con hoste, che novellamente hosteria faccia. Doveva io
-star in Milano, vegendo, che la pace, le gratie: & gli Agnoli[79] non
-osavano di starci, ma habitavano fuori delle mura? Doveva posarmi in
-Genova dove la consolatione stassi in disparte fuori dell'habitato,
-et ogni giorno si vorrebbe mutar stato: non è si volubile Vertunno,
-ne si spesso mutasi il vento, come si muta il capo d'un Genovese.
-Spiacquemi di stare in Brescia, dove a colpi di spada ci conviene
-guadagnar la strada di sopra. Non hebbi cuore di stare in Bergamo
-per le molte sottigliezze, che nel vivere, & nel mercantare si usano.
-Spiacquemi il veder in Italia tanti Marchesi senza marchesato, Conti
-senza contado, Cavaglieri, che non hanno ne cavalli, ne speroni, ne
-stivali. Spiacquemi vedere, che in Italia le Signore havessero ardire
-di scambiare alle lor damigelle il nome del Battesimo, & in luogo di
-Catherina, Lucia, Margherita, Agata, Agnesa, & Appollonia, per fargli
-sino ne i nomi belle, & lussuriose, le chiamano Cinthia, Flavia,
-Fulvia, Flaminia, Camena, Sulpitia, & Virginia. Quanto mi sono io di
-cuor maravigliato della lor prosuntione, parevami certamente fusse
-risvegliata l'heresia de Pepuzziani; presso de quali (si come riferisce
-il P. S. Agostino), erano solite le femine di battezare, & far l'uficio
-di sacerdote: Parevami di esser in Caria, dove le femine barbute
-fanno l'officio qual presso di noi far sogliono i frati. Brutta cosa
-mi parve vedere li Italiani à si buona derata venuti, che alla guerra
-vadino invitati, non da tre scudi, come era il consueto, ma spesso
-tratti per tre Giulij. Brutta cosa mi parve, che ogni sciagurato si
-voglia fasciare le reni di raso, & di veluto, ne stimarsi in Italia
-chi humilmente si veste. Mi spiacque l'udir, che ogni Buffalaio, &
-ogni bifolco giurasse a fe de gentilhuomo, & ogni vil putanella a fe
-di gentildonna, & il veder pompeggiar sopra le facultà, ne in habito
-esser differenti le donne honeste dalle dishoneste, i nobili dalli
-ignobili, & ogni di mutarsi foggia di vestire, & cambiarsi le monete
-con gran danno de poveri, che peggio è tosarli senza riportarne pena:
-ogn'uno sa che in Mantoa ci sono i tosa beci, & non si puniscono.[80]
-Spiacquemi il veder per forza por le fanciulle nei monasteri, et per
-ogni lieve cagione condursi gli huomini in steccato, vedersi tanti
-poveri impiagati per le strade mendicare: tante sette de Frati, &
-de Suore: tanti Epicurei, tanti Sardanapali. Spiacquemi il veder le
-donne farsi la bionda; et i capelli neri, con lor mal augurio fargli
-simili alle fiamme, fargli di piu ricci, rappresentando i serpenti
-che le circunderanno le tempie, quando saranno dal gran giudice alli
-eterni supplicij destinate. Spiacquemi di veder l'Italia divisa in
-tanti Signori. Spiacquemi vedere una Signora in Lombardia gloriosa
-sovra modo, di haver animo di Reina, & non si avedeva, che putiva di
-spelorchia, et viveva da mendica. Non poteva sofferire di vedere nella
-lunigiana trenta marchesi ad un tratto sopra d'un fico per sfamarsi.
-Oh come mi venne a noia il vedere in Arco, et in Lodrone due mila
-conti, & un sol contado, molto stretto, & povero. Pensate poi, che
-mi dovea parere vegendo i Marchesi di Ceva, e i conti di Piacenza, &
-i cavaglieri di Bologna. Spiacquemi vedere in lombardia una Signora
-ch'era pazza, & voleva esser tenuta savia: era vecchia, et voleva
-esser tenuta giovane, era brutta, & sforzavasi di apparir bella. Se
-io volessi racontar tutte le cose c'ho vedute degne di biasimo, non
-ne verrei a capo in tre mila giorni. Risoluto adunque di partirmi,
-chiamo Tetigio, & si li dico il mio pensiero, li manifesto la mia
-deliberatione, pregandolo mi risolvi se egli vuol rimanere in Italia,
-ò pur andarsene nel mio paese: egli mi rispose, che molto volentieri
-nel mio paese se n'anderebbe, cosi risolti: li dico: Tetigio: Intendo
-di volermene andar per il mondo à veder cose rare, tu ti rimarrai in
-Italia, & voglio che tutta l'Italia scorri con la diligentia maggiore,
-che ti sia possibile, & rechi nel paese nostro le cose ch'io ti dirò,
-eccoti tre mila fiorini d'oro: se piu te ne sia bisogno: vattene da
-parte mia al banco de Priuli: voglio per la prima cosa, che di Sicilia
-mi adduchi due belle mule senza vitio (se possibil è di ritrovar mule
-senza vitio) tre schiavi, due schiave, ma guarda sieno ben sani, &
-nelle membra non habbiano veruno diffetto, non li toglier domestici,
-ma selvaggi. Portami della seta di messina almeno cinquanta lire, &
-della Manna di Calavria: cinquanta braccia di Dobleto da Catanzarro;
-della Sargia, che si fa in Castro villere, & trenta lire della seta
-di Mont'alto laquale è piu forte della Messinesa: vorrei venti braccia
-della bambagina di Nardo, delli Coriandoli della costa di Malphi, del
-Zafferano di Abruzzo: qualche insito delle olive di bitonto: portami
-da Napoli dell'opre, che fanno que setaivoli, ispetialmente strenghe,
-capelli, & borse fatte con l'aco, recami del Sivetto, del sapone di
-Cervo, & de fiori di aranci, dui corsieri della razza del Re, ò di
-quella del P. di Salerno: portami da Roma tre dozene di belle corone
-per le nostre donne: torrai in Firenze due pezze di brocato riccio
-sopra riccio, et due di tela d'argento, con dieci lire di quel filo
-tanto sottile: portami di que fiaschettini lavorati con la seta,
-che fanno le monache Fiorentine, & di quelle coseline, che fanno
-i prigioni nelle stinche. Fammi havere ventisei braccia di panno
-monachino, altretanto di perso: venti braccia di rascia, sei berrette
-fiorentine per la state. Portami da Fabriano trenta risme di carta.
-Da colle dieci dozine di palle. Da Urbino cinquanta piatti di terra
-figurati. Da Bologna dieci fiaschi di vetro coperti di cuoio lavorato,
-& cinquanta pallotte di quelle del Melone, & trenta braccia di velo. Da
-Faenza, una credenza de piatti, & di scodelle di terra bianca. Portami
-sei pezze di raso Luchese. Torrami in Ferrara due pezze di veluto
-intagliato, & in Ancona tre pezze di ciambelotto, tre similmente di
-Mocaiaro, due di zarzecano, dieci di Bedena, sei feltri: sei Tapeti,
-cinquanta Cordovani di vario colore: in Genova due pezze di veluto di
-tre peli: Di Sardignia addurammi un paio di cavalli per far l'amore.
-Di Corsica voglio due paia di cani per guardia de nostri giardini.
-compra in Cremona trenta braccia di Sargia: torrai in Brescia due
-dozine di Forbici lavorati alla zimina, & due di cortelli, quatro paia
-di Alari, o Cavedoni, che li vogliamo chiamare: torrai alla Scarperia
-tre dozine di que ferretti da stuccio: In Modona venti rotelle: venti
-Maschere: giunto in Reggio fornisceti di staffe, di speroni, & di
-quelle opre fatte di corno, cioe calzatoi, di scriminali, corone,
-anella, pettini. Se i speroni Rezzani non ti piacciano, pigliali in
-Viterbo. Da Crema portami due pezze di tela sottile: compra in Mantova
-dodici paia di calce di seta fatte con l'aco, & altri lavori d'oro, &
-di seta. Di Milano sei corsaletti, sei celade: venti migliaia d'aghi,
-cento paia di sonagli: venti sei braccia di stametto: & altre tanto di
-Sargia pannata. Da Tortona sette vasi di Tiriaca: et dieci capelli di
-paglia finissima: Da Seravalle, dieci buone lamme. Di Padova, trenta
-braccia di quella Sargia cotonata: due Dozine di berette leggerissime:
-venti paia di guanti, & per far razza di quelle Galline Padovane.
-Da Vinetia venti specchi: cinquanta bicchieri di Christallo, & venti
-tazze: trenta braccia di scarlatto: una pezza di veluto cremisino: sei
-cassette di cipresso: dieci ventaruole di seta di vario colore: dodici
-pettini d'avorio, venticinque braccia di damasco: qualche vasetto di
-polvere di Cipri, & per profumar camere. Dato che hebbi questo ordine
-inviai Tetigio alle facende & io mi posi in viaggio per gir come feci
-errando. Credei (misero me) di starmi fuor di casa quattro, ò cinque
-anni, & mi convenne starmi dieci, et per estrema fortuna gir di mare,
-in mare vagando, & di regione in regione peregrinando, pareva che
-Eolo, & Nettuno havesser congiurati ne miei danni: mai havemmo vento
-che ci fusse benigno & propitio: piu di sei giorni quasi continova
-pioggia notte & giorno ci bagnò il capo: pareva che le Pleiade et le
-hiade fussero adirate con esso noi, non ci bastò l'esser sopra di una
-nave che di securanza avanzava quella Argo, sopra della quale Iasone,
-Tiphi, Castore, & Polluce andarno in Colcos per toglier il vello aureo,
-avanzava la nave nostra di velocita Pistri, Centauro, Chimera, tritone,
-& Gias, che tutte furono perfettissime navi & dalli antichi scrittori
-celebrate. Non ci bastò l'haver nocchieri esperti piu che ophelte, piu
-che Mnesteo, piu che Servio, piu che Carapo, piu che Amicla, et piu di
-Peloro: che scorrer ci bisognò al dispetto nostro infiniti pericoli
-maggiori: egli è vero, che dopo molte angoscie sostenute con assai
-intrepida fronte: mi trovai lieto et contento d'haver si longamente
-errato: parendomi di poter giustamente vantarmi, d'haver veduti piu
-diversi luoghi, & piu maniere di costumi, che mai non vide ne Hercole,
-ne il travagliato Ulisse. ho veduto li phrigij, quai afferma Herodoto
-esser antichissimi, ne stette molto à veder gli Archadi, quai scrive
-Apollonio nella sua Argonautica esser piu antichi della luna. Ho veduto
-Parnaso, d'onde n'uscivano gia gli oracoli di Apollo, & acciò non mi
-reputi alcuno bugiardo, darolli i contrasegni, egli è in Phocida, & è
-ornato di due belle cime: hò veduto la selva Grinea, dove erano l'ombre
-di quanti famosi Poeti furono mai al mondo: vi ci trovai d'alcuni
-moderni Poeti l'ombre assai meste, & lagrimose, intendendo, che delli
-lor poemi se ne facevano scartoccini da speciali, & da porvi dentro
-le sardelle: ho veduto Colcos, & il fronzuto Idalio: fui per molti
-giorni in Egira, ove si adorava l'amore, sotto un medesimo tetto con
-la fortuna istessa: passai per Arcadia, ove si adora Aristeo, Dio del
-mele, vidi in Tebe adorar l'Iddio Bacco, quasi che allhor io mi credei
-d'esser traportato in Polonia ò in Alemagna: ho veduto presso delli
-Elei, il tempio di Plutone, che si teneva perpetuamente chiuso: ho
-veduto in Lampsaco, adorar il Dio Priapo, alquale l'asino si sacrifica
-per grand'honore: vidi in non so qual luogo, mutarsi un'huomo, hor in
-toro, hor in serpente, & molti ne vidi mutarsi in cervi, benche tal
-metamorphosi spesso si vega in ogni luogo: mi son ritrovato dove la
-bella Alcione si mutò in uccello, Calisto in Orsa Lyca in scoglio,
-Myrrha in albero: Corone in cornacchia: Talo in perdice, Tereo in
-upupa: & Tiresia in femina: fui costretto (misero me) di mangiar per
-molti giorni un pane tale, qual fu il pane, rifiutato da Philoxeno
-perche non si facesse notte a mezo giorno dalla negrezza istrema, che
-in se haveva: et i prohemi delle cene nostre: erano radici amarissime:
-ben sospirava io allhora il pane Padovano & i lumbi Vinitiani ma gran
-ventura fu la mia, poi che si mal albergo fu incontanente dalla fortuna
-remunerato, col farmi vedere gli orti di Alcinoo, liquali erano si
-de vari frutti ornati, che appena l'uno era maturo, che l'altro vi
-nasceva. Vidi non molto lontano, gli orti delle Esperide dove sono
-gli alberi d'oro, et vidi il vigilante Dracone che li fa la guardia
-perche furati non sieno. Vidi anchora gli orti di Adonide, & quei
-nell'aria sospesi, che con tanto piacere in Assiria, & da paesani,
-& da passaggieri si contemplano non so ben dire, se fusser fatti da
-Cirro, ò da Semiramis: se nel venir in Italia vicino la Sicilia io udi
-cantar le Sirene, hora le vidi, & insieme i stormenti ne quali cantano:
-hanno il corpo di femina fino all'umbilico, il rimanente è pesce; le
-ho anche udito chiamarsi per i propri nomi, una di quelle, che videro,
-chiamavasi Aglaosa, Telcippoa un'altra; ve n'era una detta Pisna et una
-ve udi per nome Iliga. La dolcezza del canto mi fece adormentare, & di
-tal sorte, che io vidi li ministri del sonno, cioè Morpheo, Phabetore,
-& Phanto, liquali mi parevano rasimigliarsi à certi miei amici, che si
-lievano all'Alba de visconti, quando il Sole ci agiugne à meza gamba:
-non debbo anchora narrarvi delle molte battaglie, che pel viaggio
-vidi farsi da molti animali: la onde m'accorsi delle mortali nemistà,
-che fra gli animali irragionevoli sono: vidi combattere eserciti
-di cornacchie, & di nottole, di Nibbij, & de corbi, di aquile, & de
-trochili di murene, & de congri, de delphini, & di balene, de cervi,
-& de serpenti, de cameli, & de cavalli, di pecchie & de rondinelle,
-& de formiche, & de sorici, & di salamandre, & de testugini, di
-elephanti, & de dragoni, & di lacerte, & de lumache. Standomi un giorno
-fra gli altri alla ripa del mare, aspettando si bonaciasse il tempo,
-per ritornar (se possibil fusse) nella smarrita strada: vidi non in
-sogno, ma chiaramente la Dea Thetis accompagnata da molte Halcioni:
-dal cui lato manco v'era la dea Venere guidata da piu cigni, & da
-molte columbe: dal lato dritto v'era Giunone, con una gran torma de
-pavoni. Vidi poi Minerva con gran squadra di civette, che li andavano
-avanti con riverentia, non molto lontano da lei, eravi Apollo con
-grata compagnia de corvi, & de candidi cigni. Non si stette guari,
-che mi apparve Giove con la sua Aquila in compagnia. dopo questa bella
-veduta, abonacciossi il mare: si che n'andai commodamente à veder la
-torre Pharia, le Piramidi del Nilo, andai dove era il tempio di Diana
-ephesia: il sepolcro di Mausolo: il simulacro anchora di Giove olimpio:
-& dove era già il Colosso del Sole di settanta piedi presso de rodiotti
-con gran religione tenuto: ho veduto la casa di Cirro Re de Medi,
-nella quale erano le pietre legate con l'oro: hò veduto il tempio che
-à Giunone fece la reina Dido, et quel che fece Giarba re de Getuli à
-Giove: un'altra nobil casa vidi non molto distante, copiosissima di
-pretiose colonne, & de ingegnose statove di cedro fatte: non debbo
-dirvi della casa del Sole, della quale ben si potrebbe dire, materiam
-superabat opus. Ho veduto un teatro di trecento sessanta colonne,
-la cui Scena, parte era di marmo, & parte di ben polito vetro: le
-colonne inferiori erano di quarant'otto piedi, & fra le colonne vi
-annoverai piu di trecento statove di bronzo, maestrevolmente fatte,
-& era capace di settanta mila huomini: rassimigliavasi al Theatro di
-M. Emilio scauro figliastro di Silla (per quanto mi sovviene della
-descrittione) Hò veduto que quattro obelischi fatti si artificiosamente
-dalli re di Egitto. hò veduto l'obelisco fatto da Ramise re di Egitto
-di quaranta cubiti, che fu opra di venti mila huomini (sel vero mi
-fu rifferito.) Ho veduto il Laberintho fatto da Dedalo, & un'altro
-similmente nell'Egitto, con le colonne di marmore pario nell'intrare,
-& le piu interne erano di marmore Sienito. Hò veduto i vestigij di
-quella camera fatta da Alessandro Macedone, dove stavano cento letti
-agiatamente, con le colonne d'oro, che sostenevano la sommità del
-luogo, ch'era pur d'oro, nella quale stavano mille Persiani, mille
-saetattori Macedonici, & cinquecento huomini con i scuti d'argento: &
-nel mezo v'era un seggio d'oro, dove sedeva il sopradetto Alessandro,
-con i suoi portatori di Sarisse: Compresi allhora chiaramente, che
-dalle difficultà grandi, solite erano di nascerci molte consolationi
-& infinite dolcezze: se tollerato non havessi patientemente, & senza
-perdermi di cuore quelle tante fatiche che io tollerai, come sarei io
-stato contemplatore di si memorabili cose? Hora essendo io da venti
-qua, & la traportato: vidi una gran città piena di Ermaphroditi:
-vidi li Arimaspi c'hanno un sol occhio: vidi li Arimphei giusti sopra
-tutti i mortali, liquali stanno nelle selve, & pasconsi di Bacche: ho
-veduto ancho un paese dove le femine sette figli ad un tratto sogliono
-partorire, ne questo di rado accade, ma sovente volte: ho veduto alcuni
-popoli, liquali usano di combatter co gli occhi chiusi, & altri che
-maledicono, & biastemiano il sole, quando si lieva, & quando tramonta,
-ne per nome alcuno fra loro si chiamano, & altri popoli non lontano
-scorsi, liquali hanno dui estati, dui verni, & quatro solstitij: hanno
-le mogli communi, & communi sono anchora le facultà fra di loro: vidi
-in questo mio travaglioso viaggio, li Agriophagi, che si pascono di
-carne de Lioni, & di Panthere, & li vagabondi Arthabati, & li Astomi.
-perciò detti cosi, perche sono senza bocca, & di corpo molto pelosi:
-vivendo sol di odore per lo naso ricevuto: hò scorso per gran fortuna
-li Ethiopi hesperij, senza legge, & senza alcuno instituto viventi:
-vendono i Padri li figliuoli per haver del formento da mercatanti: ho
-scorso li Axoni, ho veduto presso delli Armenij, le nevi rosse, perche
-adunque tanto si maraviglia Tullio di quel philosopho, che disse la
-neve esser negra. ho considerato attentamente le usanze delli Assirij,
-nel propor li infermi nelle vie publiche, acciò che da passagieri
-ricevino consiglio, ho considerato li stravaganti costumi delli Abideni
-e delli popoli atrij, tanto nemici de furti, delli asbiti, delli
-adrimarchidi, delli besalti, & delli boristenidi da perpetuo freddo
-tormentati: ho veduto li horridi Battriani, & li magnifici & splendidi
-Persiani. ho ben considerato li corruttissimi costumi de Babilonici,
-li rozzi Boetij, i religiosi Bithini, li sani Bragmani, gli inhumani
-Berbici, li schifosi Budini, che de pidocchi si pascono: son stato fra
-li Casiri & hebbi fatica à campare dalle lor mani, imperoche si pascano
-de corpi humani. Son stato fra que popoli detti Ophiophagi perche
-de serpenti si nodricano. Son stato fra li Choromandi huomini senza
-voce, ma di horribil stridore, di corpo peloso, et de denti canini:
-ho veduto femine partorir di cinque anni, ne vivere piu di otto; ho
-veduto li Cauci, popoli settentrionali, che habitano case simili alle
-navi, & sono gran mangiadori de pesci: ho veduto li Chelenophagi di
-Carmania che viveno sol di carne di testugine: debbo tacere i Caspij, i
-cureti, i Calcidensi, e la Caldea adoratrice del fuoco, et allo'ncontro
-i Galleci che non adorano cosa veruna. ho veduto li sporchi Chij,
-dalli quali nacque il proverbio CHILUS OMNIA PERCACAT. Ho veduto li
-seditiosi Cercirci, li fraudulenti Cercopi, et li Crestoni, presso de
-quali, ciascuno hà piu mogli: se fussero di tanta spesa à mariti quanto
-sono le femine Italiane pur troppo n'haverebbono di una. Hò veduto li
-Mitrati Cisti, li timidi, & effeminati Ciziceni, & li severi Derbici,
-che ogni minimo delitto di dura morte puniscono: hò veduto li Essedoni,
-liquali cantano ne funerali de lor padri. Ho veduto li Esseni,
-astenenti di vino, di carne, & de feminili congressi, senza haver
-fra di loro alcuna cosa di proprio: hò veduto li Epizefirij presso de
-quali è pena capitale, per la salute del corpo à ber vino. Ho veduto li
-superstitiosi Ephesii: & li Fanesii nell'oceano settentrionale, c'hanno
-gli orecchi si grandi, che ne cuoprono tutto'l corpo. Ho veduto li
-depinti Geloni, bevitori del sangue di cavallo, mescolato col latte:
-Ho conversato molti giorni, col rigido Geta, col vagabondo Garamanto,
-col nudo & selvaggio Gamphasando: con il Gimnosophista dell'otio,
-& della pigritia capital nemico: con l'hiperboreo settentrionale,
-indefesso cacciatore: con l'Eptacometa habitatore delli alberi, ò delle
-alte torri: con l'hircano, che fa mangiar i suoi defunti da cani: con
-l'Omolotta del bue amico, con l'inhumano Henioco, con l'Alizone di
-Scithia gran mangiatore d'aglio, di cipolle, di lente & di miglio. Ho
-veduto il ferino hibero, il dilicato Ionico, il fortunato Lothofago,
-il Leuco, saettatore eccellente: il bellicoso Lacedemonio, il Lepreo,
-nemico d'adulterij, il brieve Lacone, il giusto & hospital Lacano,
-l'invidioso Lusitano, il lidio Taverniero & giuocatore di palla, il
-lussurioso Lesbio, il libico cacciator di elephanti: ho conversato
-con i Laciadi, con i Lirci, con i Massageti, con i Marsi domatori
-de serpenti, con i Mandi che viveno di locuste, con i Menismini che
-viveno sol di latte di cinocephali, con i Miconij vaghi dell'altrui
-mense, con i Mosini che in publico mangiano, con i Masilli governatori
-de lor cavalli, non con freno, ma con la sol verga, con i Molossi
-cacciatori, con i Nasameni dottissimi nel saettare, con i Magneti
-strenui domatori de cavalli, con i Mardi habitatori di spelonche; con
-il Macedonico che non soffre che alcun si cinga se almeno uno de suoi
-nemici ucciso non habbia; con il religioso Myso, con il Medo ottimo
-cavalcatore, con il crudel Mosyneco, col soggetto Messenio, con il
-tonduto Maco, con il Miniato Machylo, con il falso Megarese, con il
-Melancleno, di veste nera ornato: con il Mendesio adoratore di capre,
-col veloce Monomero. Ho veduto ancho il sfrenato Numida: ho veduto
-il Norico ricco di ferro. Ho veduto l'indomabil Nervio, l'inhospital
-Britanno del quale parlando Oratio scrisse. Visam Britannos hospitibus
-feros. Ho cercato li Nabathei nell'accumular ricchezze giorno & notte
-intenti: ho ricercato li Pelusioti, liquali nell'invecchiar della luna
-si tondeno il capo, & guardansi come dalla peste di mangiar cipolle. Ho
-ricercato le contrade de Cilici Pirrati, ho circondato tutta la regione
-de Phenici che già tanta lode hebbe dal ritrovar le stelle, & le
-lettere, con le arti belliche & navali. Ho veduto li Cubitali pigmei:
-& li vivacissimi Pandori popoli dell'India, alli quali in gioventu i
-capelli son candidi, & in vecchiezza si fanno neri, sono stato presso
-delli unguentati & bevitori Parthi, liquali pasconsi di cicale. Ho
-veduto li Agresti Paramesidi: vidi in questa mia longa peregrinatione
-li Phaseliti popoli di Pamphilia, liquali sacrificano alli Dei di
-certi pesciolini salati. Ho veduto li Pariani nell'helesponto, liquali
-adorano l'amore per lor Iddio. Ho veduto li Pedalij, liquali ne lor
-sacrificij altro a Dio non dimandano, salvo che giustitia: ho veduto
-il feroce & lauto Pannone: ho veduto li Phigalei vicini alli Messenij
-tanto vaghi del vino, che habitano nelle taverne & allogano le case
-à forestieri: Ho veduto i Poltroni Rhegini, li industriosi Seri: &
-quelli Sciti, c'hanno le case volubili sopra di carri poste: ho veduto
-li Sauromati che si spesso cambiano stanza, habitano fra l'histro &
-il Boristene: pratticai con li Suani, indomiti & cavatori dell'oro.
-Se volessi dir quanti satiri m'habbia veduto sarei troppo prolisso:
-non mi stendero molto in dirvi c'habbia veduto li ricchissimi Sabei,
-ò li Sorboti che sono grandi otto cubiti non vi dirò d'haver veduto
-li Sciopedi liquali dall'estremo calore si diffendeno con l'ombra
-de piedi: ho veduto i Soriti, liquali viveno di pesce cotto al sole:
-ho veduto l'efferato Svevo: ho veduto il leggier Siro & alla novita
-di sua natura inchinato: ho veduto li Sogdij vicini à Bactriani,
-liquali si lietamente corrono alla morte: ho veduto quelle donne
-quai chiama Erodoto Selenetide che partoriscono uova, & di quelle
-n'escono huomini di gran statura: Ho veduto i Sarabaiti sacerdoti
-dell'egitto vestiti di pelli del porci, & de buoi, & habitano ne forami
-delle pietre. ho veduto i Scriptovini gelati per le perpetue nevi,
-i Spartani nemici dell'oro: & dell'argento, & amicissimi del ferro,
-della qual materia sono anche li danari loro: ho veduto li popoli
-Siginni, con i lor piccioli & pelosi cavalli: ho veduto li Samij, &
-il gimnasio che dedicarno all'amore & mi sono ritrovato presente alli
-sacrificij quai chiamano Eleutheri: ho veduto li amorevoli Sotiani & le
-horride spelonche de Trogloditi: ho veduto l'isola Taprobana & sonomi
-ammirato della lor vivacita poi che il campar cent'anni è si poca vita
-stimato. Sono stato molti giorni con i Thraci, & mi sono riso della
-lor fragil memoria, non sapendo annoverare oltre quatro: sono stato
-presso delli Tentirithi, tanto da Cocodrilli temuti: Sono stato con i
-Tapyri tanto altrui liberali delle lor mogli: Son stato presso delli
-giusti Tybareni: son stato presso delli Thrausi, dove le femine sono
-sopra modo innamorate de lor mariti. Son stato presso delli inquieti
-Spagnuoli: de furibundi Galli, & de animosi Tedeschi. Son stato presso
-delli Elusii, & delli Oxiomi di volto humanissimi, del rimanente poi
-simili alle fiere: Se volessi scrivere quanto ho veduto, farei piu alto
-volume che non fece Livio Patavino: stracco adunque di gir piu vagando:
-deliberai inviarmi ver casa, dove giunto, fui lietamente da parenti &
-da amici acarezzato; dil che sempre ne sia lodato Iddio, ilquale vive &
-regna sin ne secoli de secoli. Amen.
-
-
-
-
-NICOLO MORRA ALLI LETTORI.
-
-
-Godi Lettore il presente Commentario, nato dal costantissimo cervello
-di M. O. L. detto per la sua natural mansuetudine il Tranq. rincrescemi
-che tu non lo possi godere, come il suo archetipo stava, impero che'l
-rispetto n'ha fatto mozzar una buona parte, il sospetto un'altra,
-et il dispetto ha fatto squarciar piu di tre fogli: Se ci fusse cosa
-veruna che ti paresse Favola; sovengati della nave delle carotte nel
-cominciamento. Io ti so ben dir come quello che familiarissimo li
-sono, che non senza gran sudore ci hà dato questo parto, & gli è stato
-mestieri di volger sossopra di molte & molte carte: Se in qualche
-cosa ti parerà mordace, & furioso, & maldicente: habbili compassione,
-perche egli era allhora in croce quando queste cose scriveva, & era
-pieno di desperatione: havrebbe egli voluto poter rovinare tutto il
-mondo, & certo s'egli fusse stato di vetro lo havrebbe piu d'una volta
-spezzato. egli non si è curato di favellare ò di scrivere toscanamente
-come hoggidi molti si sforzano di fare, ma piu tosto hà voluto scriver
-nella lingua nellaqual nacque, oltre che fu sempre fin da fanciullo piu
-studioso d'imitare la lealtà toscana, che la lor dolcissima favella,
-de gli errori che sono nel stampare occorsi, perdona al stampatore,
-perdona alla rozza & villa mano che lo scrisse da prima, & anche
-perdona volentieri alla negligentia del correttore; ilquale haveva
-allhora il capo pieno de grilli. Sta sano, & giudica candidamente,
-pigliando questa picciola lettione per un passatempo. Di Vinetia alli
-XXIIII di Settembre.
-
-
-
-
- CATALOGO
- DELLI INVENTORI
- DELLE COSE CHE
- SI MANGIANO, ET
- DELLE BEVANDE
- CHE HOGGIDI SI
- USANO.
-
- COMPOSTO DA M.
- Anonymo, cittadino
- di Utopia.
-
- CON PRIVILEGIO DELL'ILLU-
- STRIS. SENATO VENETO.
-
-
-
-
- AL VIRTUOSO, ET NOBILE S.
- il S. Gioan battista Luzago.
-
-
-Non potendovi mandar le novelle, che s'erano alli di passati ritrovate
-sotto titolo di quel frate Cippolla, c'ha meritato d'esser lodato da
-messer Gioan Boccaccio, vi mando il presente Catalogo, sotto vostro
-nome publicato, & questo non hò già io fatto per dargli un protettore
-contra di quelli, che sono piu pronti al calunniare, che all'imitare,
-ne anche l'ho fatto per essercitar la vostra liberalità di sua natura
-assai pronta à giovar chi n'ha bisogno; ma l'ho fatto sol perche vi
-ho sempre conosciuto avido lettore di quelle cose dove io pongo la
-mano: godete adunque questa picciola lettione, & quando l'havrete ben
-goduta, fatene partecipi il generoso cavaglier Pompilio, & il molto
-Reverendo signor Silvio; & qui facendo fine, à tutti tre di buon cuor
-mi raccomando:
-
-Di Vinegia alli X di Settembre.
-
-
-
-
- CATHALOGO DELL'INVEN-
- TORI DELLE COSE, CHE SI
- mangiano, & delle bevande, ch'hog-
- gidi s'usano.
-
-
-Vivevano gli antichi nostri nella prima età, detta l'età dell'oro,
-(vivevano dico) di giande: & delle frondi se ne coronavano le tempie:
-Cerere poi, donna d'immortal fama & di eterno honore degna, ritrovò il
-formento: & insegnocci à far il pane: Si visse longo tempo in Italia
-di polte, si come in Grecia di polenta si viveva, & cosi fu incognita
-la polenta in Italia, come anchora la polte in Grecia: Ennio nobil
-poeta, descrivendo una gran fame dice, che i padri toglievano di
-bocca à figliuoli l'offa, ne fa alcuna mentione di pane: habbiamo per
-certo grande obligatione à Cerere, & non minore à Carmilia, laquale vi
-aggiunse il fermento, perche facesse i corpi piu robusti, & ci porgesse
-piu salutevole nodrimento: Facevasi già il pane à quella foggia, c'hora
-si fanno i Caci cavalli: poi si ridusse in forma di schiacciata, se
-è egli finalmente dato figura spherica. Papinio egittio insegnò à
-mescolarvi l'aniso, & il burro, per farlo piu delitioso: longamente si
-stette senza pistori: & era solamente opera di femine il far pane, & i
-pistori erano detti dal pestare.
-
-Hor volendo seguitare il mio Cathalogo, parmi d'avisare il lettore
-della presente operetta, chel non si maravigli punto se non hò serbato
-quell'ordine ch'egli forse havrebbe voluto: Io l'ho descritto di mano
-in mano con quell'ordine, che ancho presso de vari scrittori mi è
-accaduto di ritrovarle: non ho tessuto il presente Cathalogo dalli
-scritti di un sol autore, ma forse di cinquecento; ne mai havrei
-creduto, che di si picciola impresa non ne fussi riusciuto con minor
-sudore, & travaglio di quel c'ho sostenuto. Hora perche l'opera
-fusse non sol curiosa, ma anche insieme utile, non mi son contentato
-di dir semplicemente gli inventori delle cose, che vi hò voluto
-aggiungere l'utilità della cosa ritrovata, non diffusamente, ma sono
-ito ristretto, quanto piu hò potuto, & dal pesce con favor celeste
-incominciarò questa mia non inutile fatica.
-
-
-Hirtia figlia di Sesostre Re dell'Egitto, la qual predisse al padre la
-futura monarchia, fu la prima che mangiasse le Corniolette & le Tinche:
-Una Lombarda le empi di aglio, & poi di soavi herbuccie.
-
-Labissa di Boemia, divinatrice: fu la prima che mangiasse seguzzole,
-ceppe, & Scolopendre: ma non le mangiò già si delitiosamente cucinate,
-come hoggidi s'usa di fare.
-
-Lementione: fu il primo che mangiasse Bottrici, & lasche, delle quali
-molto n'abonda il lago di Perosa già detto Trasimeno, dove Romani per
-temerità di Varro ne hebbero quella memorabil rotta.
-
-Agomoncelo prefetto di Alessandro magno: fu il primo che cuocesse, & in
-tavola ponesse il Schenale, et la Murena insalata: era costui di tanta
-richezza & di tanto splendore, che si poneva sotto le scarpe i chiodi
-d'oro.
-
-Cleopatra l'ultima reina dell'Egitto: fu la prima, che ponesse in
-tavola il Dragon marino, & il pesce Milvio: Apparecchiò costei una
-cena ad Antonio, nella quale spese à conto di nostra moneta ducento
-cinquanta mila corone d'oro: dal che si mosse Sidonio à chiamar le
-sontuose vivande: Cleopatricas dapes.
-
-L. Neratio scelerato (se altri ve ne fu à suoi tempi) fu il primo,
-che ponesse in uso di mangiar scazzoni, pesce argentino, & quell'altro
-pesce, detto da lombardi sputa pane: fa di costui mentione Aulo Gelio:
-nelle sue notti attiche.
-
-Cleope Re dell'Egitto, fu il primo che mangiasse Grancelli, Arcelle,
-& il pesce Porco: fu costui ricchissimo, & per il smoderato spendere,
-ispetialmente in far Piramidi si ridusse a tal termine, che puose la
-figliola in guadagno, per acquistargli il vivere, & la dote.
-
-G. Curione, tribuno della plebe, del quale si legge presso di Valerio,
-che debito facesse seicento sestertij, fu il primo, che facesse marinar
-il pesce, & si mangiasse il strenzo, & l'agone, la lumaca acquatica,
-visse longo tempo solitario, & fu capital nemico delle donne.
-
-Anchise menocchio: fu il primo, che mangiasse il Cephalo, & che sapesse
-discernere, che il marino fusse migliore di quello c'habita ne fiumi:
-è un pesce di sua natura sordido: Vedesi per tanto, nell'alto mare
-spesso sommergersi, & diligentemente lavarsi: pochi pesci si trovano di
-maggior numero: & questo avviene per il rispetto, che si porta all'uova
-loro.
-
-Ruffo castricio: fu il primo, che n'insegnasse à mangiar le conchilie,
-delle quali molto n'abonda Lucrino, il mar rosso: & Bibaga Isola
-dell'india amenissima.
-
-Menade troiano: fu il primo, che mangiasse il Congro, non inferiore di
-sapore all'anguilla; ma di carne assai piu soda, di figura però simile
-all'anguilla: Plinio lo puone fra i pesci sassatili: & acciò che meglio
-io sia inteso, dico che è quel pesce che Nicandro chiama grillo.
-
-Archigenio Euboico: fu il primo che mangiasse quel pesce detto Coracino
-peculiar molto nel Nilo: è un pesce, che frequentemente move gli occhi:
-ne fa mentione Martiale: dicendo, Princeps niliacis raperis coracine
-macellis: Pellæ prior est gloria nulla gule.
-
-Menandro Trotenio: fu il primo, che portasse alla cucina il pesce
-chiamato Cordilla: del quale parlando Martiale disse: Ne nigram raptus
-in culinam, Cordillas madida tegas papyro.
-
-Mascronico da torsi: fu il primo, che cucinasse il pesce Corvo:
-il quale si pasce d'alga, partorisse due volte l'anno, & ha questa
-proprietà, che nel mare è di color fulvo; & ne stagni, è di color
-negro, cuocesi nell'aceto, aggiuntovi molto sale.
-
-Nello Brentio: fu il primo, che mangiasse Gamberi: ritrovasene in
-phenicia che habitano i liti, & sono di tanta velocità, che non si
-possono aggiungere: cuocesi col pepe, & con poca acqua, & molto sale.
-
-Mutio marello: fu il primo, che n'insegnasse mangiare di quel pesce
-detto per nome Cestreo: ilquale ha questa proprietà, che esso solo
-non mangia dell'altro pesce; onde ne nasce, chel non si possa pigliar
-con l'esca, nascondesi nel fango, & di quel si pasce, credendosi come
-s'ha nascosto il capo d'esser tutto nascosto: il Congro è molto vago
-di mangiarlo, si come la Murena è vaga di mangiare il Congro, & acciò
-che meglio sia cognosciuto, dicovi che è quel pesce che Theodoro gaza
-chiamò in latina lingua Mugile.
-
-Caridemo pannicio: fu il primo, che mangiasse quel pesce, che si chiama
-Ciprino: stassi ne fiumi, & hà in luogo di lingua il palato molto
-carnoso: ma non trovo in qual maniera sel cucinasse.
-
-Belluzzo indiano: fu il primo mangiatore di quel pesce detto Cantaro
-ilquale è della sua femina si geloso amadore, che per lei combatte
-fin'alla morte, & è cagione quest'amore, ch'egli divenga spesse volte
-preda de pescatori.
-
-Carminio Tolosano: fu il primo, che mangiasse quel pesce detto da
-volgari Canna: & dal dotto Theodoro è chiamato Hiatula: è di carne
-molto molle, & per questo lo cucinava con l'aglio, & col zenzero,
-cuocendolo nel vino per indurirlo.
-
-Tiridate Armeno: fu il primo, che mangiasse il pesce detto Ceto, e
-questo pesce di strema grossezza nel mar Atlantico: n'ho veduto et
-mangiato di quello che era seicento piedi di longhezza. & trecento di
-larghezza: & lo vidi entrar nel fiume dell'Arabia, adunque non senza
-ragione (poi che sono si grandi) disse Statio Armigeri Tritones eunt,
-scopulosaque cete: & un'altro scrisse, & Imannia Cete.
-
-Telephane: fu il primo, che mangiasse il barbo, il quale fu detto
-barbo, per haver egli la barba nel labro inferiore: Chiamasi per altro
-nome mulo: la onde si mosse M. Tullio à chiamare alcuni barbatoli,
-Muli.
-
-Tericle da corone, fu il primo che mangiasse di quel pesciolino detto
-Boca, ilquale manda fuori la voce simile à un mugito, adunque diremo
-non esser vero il proverbio: è piu muto, che non è il pesce.
-
-Vatinio malleno: fu il primo che mangiasse il carpione, & non lo
-mangiava mai caldo, ma freddo: è di pretiosissimo sapore nel lago di
-Garda, dannosi ad intendere i gardesani, che altrove non se ne trovino,
-ma io so che s'ingannano, imperoche n'hò mangiato in schiavonia, & in
-Francia de si buoni, quanto sieno li loro.
-
-Harmonida: fu il primo, che mangiasse di quel pesce, che noi chiamiamo
-citharedo, ilquale fu cosi chiamato perche dalla coda infin'al capo, hà
-certe linee à guisa di musical stormento: trovassene gran copia nel mar
-rosso.
-
-Calonio trombetta fu il primo, che mangiasse l'acipensaro, ilquale hà
-questa proprietà chel se ne va contra l'acqua con le scaglie alla bocca
-rivolte: fu egli già in grandissima reputatione, & spesse fiate per la
-sua rarità fu desiderato nelle sontuose mense di Claudio, di Tiberio,
-di Vitellio, di Galieno imperadore, & di Eliogabalo: ch'egli fusse raro
-lo dimostra M. Tullio ne libri di Fato: et non men chiaro lo dimostra
-Plauto: di questo nobile, & saporito pesce, ne favella Martiale, cosi
-dicendo. Ad Palatinas accipensera mittite mensas. Ambrosias ornent
-munera rara dapes: mi maraviglio di Plinio, che dica al suo tempo esser
-stato tenuto fra li pesci ignobili.
-
-Stasicrato Romano: huomo infinitamente goloso, fu il primo che
-mangiasse l'asola: che per altro nome si chiama Crissa: ma le piu
-lodate sono quelle, che si trovano nel tebro.
-
-Phereclo da sessara, fu il primo, che cucinasse il pesce attilo,
-ilquale s'ingrassa per la pigritia, trovassi molto nel pò; & alle volte
-se n'è pescato mille pesi: & è stato di mestieri trarnelo con i buoi.
-
-Perillo: fu il primo che mangiasse l'orata: & Sergio fu il primo che
-n'habbi instituito i vivai, donde anche ne prese il nome, & chiamossi
-gergio orata: è simile al color dell'oro, & è il piu timido pesce
-che si ritrovi: nascondesi nel reflesso del mare sotto le radici
-degli alberi littorali: spaventato poi dall'agitatione delle frondi.
-si lascia prendere: usa il coito col fregar del ventre & concepisce
-l'uova: Le migliori, che si mangino (al mio giudicio) sono quelle del
-lago Lucrino: Parlonne Martiale, & disse: Non omnis laudem prætiumque
-aurata meretur.
-
-Nicearco: fu il primo, che mangiasse l'anguilla, & cosi chiamasi per
-la sembianza, che ha con l'angue. Solo l'anguilla morta non nuota fra
-tutti i pesci: Vivono per spatio d'otto anni, & possono durar senza
-star nell'acqua per ispatio di sei giorni: Vogliono l'acqua limpida,
-& che fluisca & refluisca: la state non soffrono mutatione di luogo:
-la vernata si: sene trovano, & io l'hò vedute nel fiume Gange, di
-trenta piedi: Aristotele dice nella sua storia non esser ne maschio,
-ne femina: Sono frequenti (si come Plinio mi dice) nel Benaco: pur le
-migliori sono quelle del Timavo.
-
-Il primo che mangiasse la Mustella pesce simile all'anguilla: fu
-Basilio corcirense.
-
-Del mangiar le Arenghe fu l'inventore Meleagene: è un pesce, che di
-sola acqua si nodrisce: di lui ne trovo memoria presso di Columella, &
-di Martiale.
-
-Del mangiar l'Aphia fu l'inventore Arcesilao: è un pesce minuto,
-generasi d'acqua, & di pioggia: Ecci il proverbio tra quelli che
-Diogeniano raccolse: Aphia in ignem: non appena veduto hà il fuoco che
-è cotto: Usasi tal proverbio quando vogliamo significar una cosa che
-subitamente muoia, & si consumi.
-
-Il primo che mangiasse le Mene fu Demetrio Albanese: questo pesce è
-picciolo, la vernata è candido, & l'estate nero.
-
-Del mangiare il Gobbio: fu inventore Damone Atheniese: è pesce di
-eccellente sapore, ma di pochissimo nodrimento: vene sono di due sorti,
-bianchi, & neri, ma il bianco è migliore: quanto fusse pel passato in
-reputatione, cel mostra Giovenale, dicendo. Ne cupias mulum cum sit
-tibi Gobio tantum, & Martiale scrisse: Principium cœnæ Gobius esse
-solet: gode molto dell'Arena, & del starsi in compagnia; si che non
-immeritamente è posto fra i pesci gregali.
-
-Il primo che mangiasse l'oligine fu Termilio provenzale, è fra i pesci
-molli.
-
-Del mangiare il pesce Garo: fu inventore Zenodoto da Smirna: Scrive
-Plinio, che il fele di cotesto pesce, & fresco, & invecchiato, col vino
-è utilissimo alle sorde orecchie.
-
-Sinesio Cirenense: fu il primo che mangiasse la Lampreda, & di tal nome
-fu chiamata, per esser avezza à leccar le pietre.
-
-Erodoto Cipriotto: fu l'inventore di mangiar le Testugini, che viveno
-nell'acqua dolce: i Latini le chiamano Lutarias testudines: et i Greci
-le chiamano emidas.
-
-Il primo che mangiasse il Lacerto, fu Orlio Normano, è pesce attissimo
-da salare, se ne veggono de grandi nella Arabia, ma maggiori sono
-quelli dell'india.
-
-Labieno dorico: fu l'inventore di mangiare il Lupo pesce: dalla
-voracità sua, & dal nuotar solitariamente cosi detto: quel de fiumi è
-miglior del marino: i piu eccellenti si pigliano nel tevere, fra dui
-ponti, hà mortal nemistà col mugile, i migliori hanno la carne molle: &
-candida come neve.
-
-Polibio di Megara fu il primo inventore di mangiar il Pectunculo: è un
-pesce senza squame: Gelio annovera fra li eletti et preciosi cibi, il
-Pectunculo di Sio. Pur per quanto hò io gustato, sono migliori quelli
-di Metelino: Oratio da la palma à quei di Taranto dicendo: Pectinibus
-patulis iactat se molle Tarentum.
-
-Il primo che mangiasse Testugini fu Archelao da Smirna, giova questo
-cibo molto alli Tisichi, lienosi, et à quelli che patono il mal caduco:
-& bisogna mangiarne assai ò niente.
-
-Diogene fabro di Egina: fu il primo, che portasse in tavola quel pesce
-detto da latini pediculus: è veramente (come si dice) il parasito del
-Delphino, seguitando l'esca & la preda di quello, & volentieri ne lo fa
-partecipe, & di qui nasce che sempre si ritrovano grassi.
-
-Iasone Salamino fu l'inventore di mangiare la passera: è un pesce
-piano, & dall'uccello prese tal nome: è ottimo cibo, & à golosi grato.
-
-Archelao da Lisbonara, fu il primo mangiatore del Rombo: è anch'esso
-piano, ne molto dissimile dalla passera: & fu già in maggior delitie
-c'hora non è: i piu lodati erano quei di Ravenna, et davasi il secondo
-luogo alli adriatici: ne parla Giovenale nella quarta Satyra: cosi
-dicendo: Incidit Adriatici spatium admirabile Rhombi.
-
-Il primo che mangiasse le lumache terrestri, fu Cheroso da Melara,
-Festo Pompeio dal limo, limoci le chiama, Fulvio Hirpino fu il primo
-che ne facesse i vivai, & le ingrassava col farro, & con la sapa.
-
-Glauco petricono: fu il primo che mangiasse la rana: vi sono delle
-terrestri, & delle acquatice: le terrestri, chiamansi da latini Rubetæ:
-le acquatili usano il coito di notte, invitando il maschio la femina
-à uscir dell'acqua sul lito: nell'isola Seripho, sono tutte mutte, ne
-possono con il lor gridar significarci la futura pioggia (come fanno le
-nostre) Theofrasto attribuisce tal accidente, alla smoderata frigidità
-delle acque dove habitano.
-
-Optato Heliptio prefetto dell'armata sotto Claudio principe, fu
-il primo che mangiasse il Scaro: Lo portò dal mar Carpathio, & lo
-disseminò tra il Seno d'hostia, & di Campania: hebbe già pel passato
-grande honore nelle mense: Eliano lo chiama salacissimo, & fuor di modo
-lussurioso: chi ne vuol far preda, pone la femina nel lito, & egli
-per amore che le porta, doventa facilmente prigione: Scrive Opiano,
-che solo rumina l'herbe, & nuotando si pasce: Scrive Suetonio, che i
-fegatelli, & le viscera de Scari, erano nel piatto di Vitellio fra le
-prime delitie, dove similmente erano mescolati cervelli de Fagiani,
-& de pavoni, con lingue de phenicopteri, è un'ucello che ha le penne
-rosse, la cui lingua stremamente lodano Apitio, & il goloso Martia.
-
-Phrinonda Tebano: fu il primo che mangiasse il Scombro: è di questa
-proprietà, che nell'acque egli hà il color sulphureo: & fuor delle
-acque, lo ha simile alli altri pesci: ecci un'Isola in Spagna, laquale
-si chiama scombraria, dalla moltitudine di questo pesce: ne confini di
-Cartagine, per il testimonio di Plinio vi si trovano i migliori.
-
-Anasarco Cipriotto: fu il primo, che mangiasse il Salmone: è questo si
-perfetto nell'Aquitania, che è preferito il fluviatile al maritimo: Se
-ne trovano de buoni nel Reno, & così nel Rodano.
-
-Democrate Troiano fu il primo che ritrovasse la Salpa, laquale cuocer
-non si pò, s'ella non è percossa molto bene dalla ferula.
-
-Alcimenone Atheniese: fu il primo, che mangiasse il pesce Sola: è un
-pesce piano & largo, & numerasi fra i piu dilicati cibi: sana la milza
-se egli vi sia sopra posto.
-
-Dimanta Corfuotto: fu il primo, che mangiasse le spongie, & è da
-sapere, che ve ne sono di tre sorti, spesse, rare, & aspere: tutte
-nascono però à torno à sassi, ò vicino alle riviere, & si pascono di
-lotto: le piu molli l'ho ritrovate circa la Licia: in l'Elesponto si
-trovano le aspere, & le spesse habitano circa il promontorio di Malea:
-le piu triste sono quelle che si chiamano aplisie.
-
-Aristodemo di Argo nobile architetto: fu il primo che mangiasse
-strombi: sono di schiatta de conchilij, et hanno un Re qual sogliono
-seguitare dovunque egli va, è di buono augurio à chi li piglia, & à
-chi lo vede: Hò letto, che apresso de Bizantij si proponea una Dracma
-attica a chi ne pescava.
-
-Thrasea stoico severissimo fu il primo, che mangiasse la Squatina:
-è della sorte de pesci piani: ha la cote rigida, è numerato fra
-i Cartilaginosi: vogliono alcuni scrittori li quali prima di me
-trattarno cotal materia (benche piu parcamente) che costui anchora
-fusse l'inventore del sparolo: è un pesce picciolo, & vile, ne parla
-Martiale, dicendo: Res tibi cum Rhombo est, at mihi cum sparulo.
-
-Il Temalo da Latini detto Thymallus, fu prima mangiato da Cassandro
-Epirota, La maggior grandezza è d'un cubito, è mezano tra il lupo, &
-il cephalo: sel si accosta al naso, egli spira l'odore di quell'herba
-donde ne prese il nome: habita nel Tesino, & nell'Adige: è bello da
-vedere, & soave da mangiare: di lui favellando un nobilissimo scrittore
-disse: quod mella fragrant, hoc tu corpore tuo spiras.
-
-Quirino Capovano: fu l'inventore delle Trisse, c'hoggidi à Roma si
-chiamano laccie: & à Napoli alose, le migliori sono quelle del tevere:
-Scriveno alcuni non indegni d'esser posti fra i primi scrittori, che
-nell'egitto attorno il stagno di Moroa, si pigliano con melodie, &
-canzoni flebili.
-
-Sisipho di Achaia ladron solenne: fu l'inventore di mangiare il Tonno:
-solito è questo pesce navigar la primavera nel ponto Euxino. Scrive
-Strabone, che in ispagna sono di strema grandezza, & che si pascono
-di giande: il capo & la pancia soleva mangiar freschi, & il rimanente
-conservava nel sale: ingrassansi mirabilmente, ne campano piu di dui
-anni.
-
-Theseo bizantino, che fu mediocre poeta, fu l'inventore di mangiar
-tricchie, quai chiamano alcuni Sarde: Di questi parlandone Plinio
-scrive: Intrantium Pontum soli Trichiæ, non remeant.
-
-Titto Valgio Romano: fu inventore di mangiare il pesce rondine, il
-pesce tordo, il pesce calamaro, le trotte, & le Agulie, & i lucci, il
-fele de quali, giova alla vista, & forse, che fu detto luccio, perche
-giova alla luce.
-
-Emilio lepido: fu l'inventore di mangiar le agole, le boggie, & i
-cavedoni.
-
-Asmondo bertono, fu il primo che mangiasse la gobetta, il dentale, & il
-sturione.
-
-Callimaco da Granopoli: fu il primo che cuocesse il pesce, sulla
-craticola, bagnandolo d'olio d'aceto, et di sale, hor con la salvia, &
-hor col ramarino.
-
-Philone Dalmatino fu il primo, che ponesse, et mangiasse il pesce in
-gelatina, mescolandovi per dentro delle frondi dell'alloro, et per tal
-inventione ricco divenne.
-
-Phormione Affricano, perfido ladrone, fu l'inventore d'insalar il
-pesce, al medesimo si attribuisce, che primo insalasse l'oche, &
-l'altre carni, ma certo non ne sono, & però taccio.
-
-Gasperia comasca femina virtuosa & pudica (si come à nostra età
-sogliono esser quasi tutte le donne comasche) fu la prima che empisse
-alcuni pesci di herbe, di marasche, di uva passola, di aglio, & altre
-cosarelle.
-
-Hippodamia Rauraca, fu la prima, che cuocesse il pesce hor nel vino,
-hor nell'aceto, & che vi accompagnasse il petrosello, le noci, & la
-Sapa.
-
-Sabino Galla fu il primo facitore de pasticce cosi di venagione, come
-anche di carne domestica: Il figliuolo poi che di lui nacque, & fu
-cuoco del Re Clodoveo: fu il primo che facesse pasticci di cotogne, di
-pera, di marasche, & d'altre cose.
-
-Gasparone da velitri musico perfetto, fu il primo che mangiasse
-piccioni di sotto panca, conservasse la carne, & gli uccelli,
-ispetialmente le quaglie, & le starne nell'aceto.
-
-Clemente da Chiavari, fu il primo facitore de migliacci, & fu il primo
-che mangiasse franguellini, lucarini, & la squassa coda.
-
-Menippo da Sessa legnaiuolo, fu quel che ritrovò il mangiar brasuole,
-& soppressate, il mangiar splecco, & le trippe di capretto con cacio,
-petrosello, & spetie dolci.
-
-Montino da Cesenna picicaiuolo, fu il primo, che mangiasse polpette nel
-schidone, entroponendovi lardo, spetie, salvia, & aglio.
-
-Flavio montello scarpolino, fu il primo che introducesse nelle tavole
-il cuocere la carne ne tegami, con prune, marasche, pera, & altre cose
-atte ad eccitar lo appetito a un morto.
-
-Phoco albanese soldato valoroso, fu l'inventore di mangiare la
-frigilla, che in alcuni luoghi d'Italia, chiamasi il frinco, da
-latini fu detta Frigilla per il freddo, nelquale è solita di cantare:
-habita l'estate ne loghi caldi: & la vernata ne freddi: del medesimo
-stimasi l'inventione della Folega: habita questo ucello vicino a
-laghi & dal colore ch'essa ha fulica fu chiamata: è alquanto maggiore
-d'una columba: è presaga della tempesta: è di tanta importanza questo
-ucello, che ha meritato che di lui favelli Vergilio nel. I. libro della
-Georgica.
-
-Il primo mangiator del capone fu Melanthio soriano: s'ingrassano col
-mele mescolato con la farina di miglio.
-
-Il primo che mangiasse l'ucello detto la Cassita fu Corebo di
-Marsiglia: fa il nido nelle biade, in quel tempo apunto che si
-apparecchia di far la messone.
-
-Albidio Siracusano fu il primo che habbi mangiato il gallo, ilche
-davanti non si fece per la gran riverenza, essendo messaggiero della
-futura luce, gratissimo a Latona, per esser stato a suoi servitij,
-quando ella partori, fu di piu carissimo servidore di Marte, & in
-questo ucello fu per ira tramutato, non essendo stato vigilante a far
-la guardia mentre teneva Venere fra le sue braccia: la favola è nota,
-ne fa (per quanto credo) mestieri che in questo luogo piu diffusamente
-ve la spiani. Scrive Lucretio che i lioni n'hanno gran paura: a me non
-s'appartiene a dirne altro, salvo chi sia stato l'inventore di porli in
-tavola cotti: chi ne vuol saper distesamente, legga il terzo libro di
-Varrone, nel nono capo.
-
-Palemone Alessandrino, fu il primo che mangiasse la Galerita, cosi
-detta dal galero, che l'ha in capo. Scrive Plinio, che se ella si
-mangia arrostita sanarsi incontanente il difetto del Colon dove si
-causa il dolor colico.
-
-Formiano Messanese, fu il primo che cuocesse et mangiasse galline.
-Scrive Alberto magno essersi ritrovato in Macedonia una Gallina laqual
-fece diciotto uova, & di ciascuno ne nacquero dui pulcini. Scrive
-Plinio che le galline di villa hanno in se religione & molta.
-
-L. Tigellino Epirota fu il primo che mangiasse la merla: suol questo
-ucello di negro diventar di color rufo: canta la state, & la vernata
-balbutisse, & circa il solstitio divien in tutto muta: partorisce due
-volte l'anno, & ama stremamente il tordo.
-
-Licinio florido fu il primo che mangiasse perdici, lequai sono sopra
-modo lussuriose: sono consacrate a Giove, & a Latona: le perdici della
-Paphlagonia hanno dui cori (se il vero dice Theophrasto) & s'impregnano
-sol in udir la voce del maschio.
-
-Novellio Cresta fu il primo, che habbi mangiato palumbe: elle viveno
-trenta anni, & infermando si purgano con l'alloro: fanno i lor nidi ne
-gli alberi & nelle sepi.
-
-Ortensio Romano nobilissimo oratore fu il primo che amazzasse il
-Pavone, solito di vivere sino a vinti cinque anni. È uno essempio
-d'invidia, & di vanagloria. Il Pavone di Samo è reputato il piu
-dilicato. ama le columbe. Essendo Alessandro in India, vidde il Pavone,
-& rimase tutto attonito di tanta bellezza: per il che comandò che niuno
-havesse ardire d'amazzarlo.
-
-Agamontino Persiano fu il primo che mangiasse fagiani: liquali presero
-il nome da phasi fiume di Colchi. sogliono morire da pidocchi mangiati
-se non si spolverizano ottimamente.
-
-Spondillo calabro fu il primo mangiatore de tordi, liquali fanno il
-lor nido nelle sommità de gli alberi. sono loquacissimi & grandemente
-sordi: di modo, che ne ha fatto luogo al proverbio, piu sordo che non
-è il tordo. sel si arrostisse con le bacche di mortella, giova a la
-dissenteria mirabilmente.
-
-Quirino Sabinello fu il primo che habbi mangiato Tortore, lequali
-sono molto amiche de Papagalli, & amiche di castità. Al medesimo si
-attribuisce l'haver prima d'ogni altro mangiato francolini, & pavoni di
-India, dellaqual cosa n'andò longamente altiero.
-
-Taigeto rodiotto medico eccellente fu il primo che mangiasse la Lodola,
-da greci detta corydalus, vogliono Plinio & Svetonio ch'ella desse
-il nome a la legione detta Alauda, della quale fa mentione il mio
-M. Tullio scrivendo ad Attico. Ve ne sono di due sorti, l'una ha la
-cresta, & l'altra n'è senza, & è di minor corpo.
-
-Apidano Cretense fu il primo che mangiasse l'ucello detto Apiastra:
-perche si mangia l'api molto ingordamente.
-
-Pelusio Normano fu il primo mangiatore di quello ucello detto da latini
-Ardea: & parmi cosi detto quasi ardua, per l'altissimo volo ch'egli
-fa. Fa di questo ucello mentione Vergilio dicendo, Notasque paludes
-deserit, atque altam supra volat Ardea nubem: prenuntia ne le arene
-stando la futura pioggia, & cosi fa quando troppo alto vola.
-
-Cattheo da Pisa architetto espertissimo fu inventore di mangiar
-l'attagena, ucello Asiatico, & annoverato da golosi fra i piu dilicati
-cibi. Sono piu saporiti quelli che nascono in Ionia. Ha questa notabil
-proprieta, come è fatto prigione diventa subito mutolo.
-
-Alessandro Etholo poeta fu il primo che mangiasse l'oca, la cui natura
-è di calidissimo stomaco, & percio la veggiamo vaga di herbe fredde, &
-dalle acque irrigate: & anchora che di pascer herbe & varie frondi vaga
-sia, non tocca pero mai l'alloro. Lodossi gia il cuor dell'oca fra i
-lodatissimi cibi. Scipione, o Metello, overo Sessio, che fra questi tre
-batte la cosa, fu il primo che ingrassasse i fegati con il latte, & con
-il vin cotto, & che se li mangiasse.
-
-Pelione Thesalo: fu il primo, che mangiasse que uccelli detti
-Alectoridi: sono di becco longo, pigliansi nelle sepi degli orti, &
-delle vigne: n'è cagione il troppo amore che portano all'huomo.
-
-Callibretto di Smirna: fu il primo, che mangiasse l'anitra: egli è ben
-vero chel non soleva mangiare salvo che il petto, e quella parte che
-noi chiamiamo la cervice: infermando, soglionsi purgare le anitre con
-un'herba detta siderite: le pontiche, si pascono di veleno.
-
-Theramene mitileneo, fu il primo che mangiasse Cicogne: Scrive Cornelio
-nipote al tempo di Augusto esser stato in maggior pregio le cicogne,
-che le gru: ma che poi al tempo di Vespesiano mutossi appetito &
-cangiossi voglia: non hanno lingua, & sono da Thessalli nodrite contra
-i serpenti: Scrive Eliano, che per beneficio delli dei in alcune isole
-sono in huomini tramutate: solevasi scolpir l'imagine sua ne regali
-scettri, per manifestare la pietà, & lindustria di che natura le ornò:
-Sogliono nodrire i parenti quando sono invecchiati, ne più per lor
-stessi si possono procacciar il vitto: havendo da combattere contro de
-serpenti, soglionsi fortificar con l'origano.
-
-Gavro perizone da Sio: fu il primo che mangiasse coturnici: non durò
-longo tempo la gratia loro, nelle nostre mense, poi che ci fummo
-aveduti, che elle si pascevano di velenoso seme, & che solo fra gli
-ucelli era soggetta al mal caduco: fanno il lor nido nelle biade, ò
-vero ne luoghi graminosi.
-
-Lucio neratio da Metelino fu il primo, che asaggiasse del columbo: è
-consecrato à Venere, ne usa il coito, sel non manda prima avanti il
-bacio: Serba fede nel matrimonio: infermando, purgasi con un'herba
-detta helsine: Ama grandimente i Pavoni, et odia l'aquile, & li
-Sparvieri: Al medesimo inventore si attribuisce d'haver prima de gli
-altri mangiato il beccafico.
-
-Diomede Pescennio: fu il primo, che mangiasse starne fresche, Taine,
-Erbolane, Cedroni, Mulacchie, Fatapij, Passere, Barattoli, Germani,
-Farciglioni, Avelie, & Capitorzi, fu molto virtuoso in tutte le virtu.
-
-Nello farullo: fu il primo c'habbi mangiato il botaccio, il Sassello,
-la merla aquaiuola, il pettirosso, il piombino, il pescadore, la
-rovesta, la scaverciaccia, la Calandra, il monacho, il Calenzuolo
-ucello dalla natura indorato.
-
-Sisigabo: fu il primo che mangiasse la Spaiardola, il riatolo, il
-codirosso, & il codilungo non sol arrostiti, ma anche nel tegame.
-
-Tiro da Forlimpopoli: fu il primo che mangiasse l'Oca marina: fu anche
-il primo c'habbi arrostito la gru nel schidone, et credesi esser stato
-il piu tristo huomo che mai terra premesse.
-
-Petronio galeso: fu il primo huomo che mangiasse mai Ghiri: Sonvi però
-alcuni, che attribuiscono cotesta inventione a Q. Scauro: dormeno i
-Ghiri tutta la vernata, & l'estate ringioveniscono: inducesi presso
-di Martiale à favellare in cotesto modo: Tota mihi dormitur hiems, &
-pinguior illo tempore sum quo me nil, nisi somnus alit.
-
-Phereciano di Thessaglia: è stato il primo, c'habbi posto i capretti
-intieri su le tavole, arrostiti, & di aglio, & di petrosello pieni.
-
-Camillo da Venaffro: è stato il primo, che facesse mai insalata delle
-interiora de polli: Al medesimo si attribuisse d'haver prima d'ogni
-altro mangiato le coradelle minucciate con cipolle per dentro et buone
-spetie.
-
-Cucculo da Granopoli: stimasi esser stato il primo, che mangiasse mai
-pasticci, ò vero paste: fannosi à questo modo, si minuccia la carne, &
-vi si pongono per dentro delle spetie: del grasso di vitella, et altre
-coseline non ingrate al palato come pruna, marasche, et uva passa.
-
-Ebuso Pirolo da monte ilcino: fu il primo che mangiasse funghi, et
-freschi, et insalati, con il sapore, & perche non li nocessero freschi
-essendo, li cuoceva per dentro delle pera selvatiche: Trovansi di piu
-spetie funghi, & Galeno li chiama tutti pernitiosi: de Funghi parlando,
-Dioscoride scrisse. FUNGORUM ALII GENERE, ALII COPIA, LAEDUNT.
-
-Hippomenio da Tholosa: fu il primo che mangiasse quella vivanda detta
-in alcuni luoghi caritea, laqual si usa la state piu che la vernata,
-entranci ova, carne minuta, aceto, cacio, petrosello, et spetie dolci,
-uva passerina, & marasche secche.
-
-Soriano comasco: fu il primo che frigesse il pane nel butiro, benche
-alcuni affermino esser stato un'Abrucese, & in testimonio di ciò
-adducono, che insino al di d'hoggi si dica Abrucese pan unto.
-
-Del far primo ravizze con l'agliata dassi l'honore à coradina da
-pozzolo luogo ameno di Lombardia.
-
-Di cuocere le porchette da latte piene d'aglio, serpillo, & lardo
-pesto: fu inventore Melibeo da Tolosa ladro & tristo quanto esser si
-possa.
-
-Il primo che mangiasse luppoli, pastinache fritte, cocumeri, zucche
-nostrane, & indiane: fu Melibea da Belinzona: una sua figlia poi
-ritrovò di cuocerli per dentro dell'uova sbattute, & poseli nome
-zucche maritate, & fino al di d'hoggi cosi si chiamano in Lombardia.
-Alla medesima si attribuisce l'inventione della peverada qual usano i
-contadini la vernata ispetialmente nelle montagne Trentine.
-
-Oldrico svizzaro: fu il primo, che mangiasse in minestra Orgio, & Avena
-pesta, era costui bellicoso à maraviglia.
-
-Clemente d'Augusta: fu il primo che mangiasse la mosa fatta d'uova,
-di latte, & di botiro, con spetie di sopra: al medesimo si attribuisce
-l'haver prima mangiato il stoc fis.
-
-Balaustio panormita: fu il primo, che mangiasse capre, & selvatiche, &
-domestice: le salvatiche sono migliori: non perseverarno le capre di
-venire alle nostre mense longo tempo per non esser mai senza febre:
-spirano per gli orecchi, & non per le narigie, come fanno altri
-animali. l'urina loro calda, sana gli orecchi: n'hò veduto in Affrica
-grandi come cavalli.
-
-Mintio carbonaro di Tolosa, fu il primo mangiatore de cervi, de quali,
-sol i maschi hanno le corna (per l'opinione però di alcuni scrittori)
-non dimeno leggo presso di Euripide queste parole: ti darò una cerva
-cornuta per mano delli Achei, qual sacrificherai per tua figliola,
-leggo anche presso de poeti, che la cerva ispugnata da Hercole, haveva
-le corna: un Claudio da Granopoli fu il primo che ne facesse pasticci
-all'usanza francesca.
-
-Prometheo fu il primo che mangiasse carne di bù: v'era già una lege che
-vietava sotto grave pena, ch'egli non si uccidesse, per esser ministro
-di Cerere, & compagno dell'huomo nell'esercitio dell'agricoltura: dal
-cadavero bovino, ne nascono l'api madri del mele.
-
-Laberio Egittio: fu il primo che mangiasse il porco, la cui carne
-preferisce Galeno à tutte l'altre: Se l'è castrato piu tosto
-s'ingrassa: Non possono vivere nell'Arabia, è consagrato à Cerere, &
-nelle leghe di amicitia, si soleva amazare il porco.
-
-Taborro Egittio: fu il primo che mangiasse il Cingiale, & Plinio dice
-che P. Servilio Rullo fu il primo che lo ponesse intiero su le mense
-Romane: il che non penso però che discordi: li cinghiali dell'India
-hanno i denti longhi un cubito: in Creta, & in Affrica, non se ne
-ritrovano: quando l'è amalato si medica se stesso con l'edera.
-
-Cremide Egittio: fu il primo che mangiasse dell'humil pecorella: le
-buone pecore, deveno esser di gran corpo, di lana molle, & densa, di
-ventre peloso, & di humil gamba: le migliori pecore, & le migliori
-lane, sono (per il parer di Plinio) le italiane: hanno il secondo luogo
-le Milesie, & di gran reputatione sono le pugliese, le tarentine, le
-canusine, & in Asia le laodicene.
-
-Marino rhetico: soldato tremebundo, fu l'inventore di mangiar le
-Camoccie, & di cucinarle dilicatamente: Vede questo animale tanto di
-notte, quanto fa di giorno, ne mai si li veggono gli occhi lippi:
-un suo nipote, fu poi l'inventore di mangiare le Damme, animal
-timidissimo, delle quali favella Martiale à cotesto modo: Dente timetur
-Aper, defendunt cornua Cervum. Imbelles Damæ quid nisi præda sumus?
-Del medesimo, credesi esser stata inventione, il mangiare quei animali
-simili alle capre: i latini li chiamano Musimoni: & in alcune parti di
-Lombardia si chiamano Stambecchi: veggonsi frequentemente in Alemagna,
-ispetialmente nelle montagne de Rheti Alpini, hoggidi chiamati Grisoni.
-
-Potamone Soriano: havendo isperimentato, che il latte camelino era
-dolcissimo: incominciò à mangiar del Camelo cibo per avanti non
-usitato: è un animale molto nemico del cavallo, & campa alle volte sin
-à cent'anni: Se si arrostisse il cerebro del Camelo, & sia bevuto con
-l'aceto, giova mirabilmente al mal caduco: il fele, posto col mele,
-sana la scarancia: la coda arrostita scioglie il ventre, & la cenere
-del suo sterco con l'olio, increspa i capelli.
-
-Attalico di Cidonia fu l'inventore di mangiar carne di Lepre, la qual
-dorme co gli occhi aperti: riposasi il giorno, & vassene vagando
-la notte: se si conducono in ithaca (che fu la patria di Ulisse)
-subitamente moiono: Partoriscono ogni mese: intorno Brileto, Tharne,
-& nel Chersonesso, hanno dui fegati: Era vecchia superstitione, che
-chi ne mangiasse, doventasse bello per sette giorni: fa di questo
-fede Martiale: così scrivendo: Cum leporem mittis, semper mihi gellia
-mandas: Septem formosus marce diebus eris.
-
-Bubalino spagnuolo cittadino di Concha: fu l'inventore di mangiare
-conigli, animali fecondissimi, & vaghi d'habitare nelli incavati antri,
-come testifica Martiale, così dicendo: Mostravit tacitas hostibus ille
-vias. Gaudet in effossis habitare cuniculus antris.
-
-Licasto Caldeo, fu l'inventore di mangiare l'uova cotte col botiro
-fresco, & di farne frittate, ò vero pescio d'ovo: fu similmente sua
-inventione di cuocerle nel fuoco, & nel tegame con ottime spetie, &
-agresta.
-
-Partusio da Nicopoli, fu l'inventore di far torte de vari legumi,
-herbe, & frutta.
-
-Libista contadina Lombarda da Cernuschio: fu l'inventrice di far
-raffioli aviluppati nella pasta, & di spogliati detti da Lombardi mal
-fatti.
-
-Macharia da Cremona: fu l'inventrice di far le tartare, & di cuocere
-quella compositione, che dalle noci si chiama nosetto: ravolta questa
-ne Cavoli: in alcune parti d'Italia chiamansi caponi: L'è il nosetto
-una vivanda, che si usa la quaresima in alcuni luoghi di Lombardia, &
-spetialmente in Milano.
-
-Marina da Offlaga: fu l'inventrice de Fiadoni, & de Raffioli di Enola,
-& del mangiare herbe amare.
-
-Melibea da Manerbio: fu l'inventrice de casoncelli, delle offelle, &
-delli salviati: fu costei donna di grande ardire, & è chiara cosa, che
-con le proprie mani amazzò un'orso di grandezza mostruosa.
-
-Meluzza comasca: fu l'inventrice di mangiar lasagne, macheroni con
-l'aglio, spetie, & cacio, di costei fu anchora l'inventione di mangiare
-formentini, lasagnuole, pinzoccheri, vivaruolo: mori di ponta, &
-honorevolmente fu per le sue inventioni sepelita.
-
-Il primo, che ponesse in costume di mangiar appio, fu Lanieno: prima
-se ne coronavano solamente le tempie quando eravamo vincitori in Nemea:
-così referisce Plutarcho nella vita di Timeleonte.
-
-Claritia da Cremona: fu l'inventrice di mangiar fagioli col pepe, con
-l'aceto, col sale, & olio, asciutti però, & non con brodo.
-
-Camena da Piperno: fu l'inventrice del mangiar ceci, cicerbita, & lenti
-con molto aglio et salvia per dentro.
-
-Camilla anconitana: fu l'inventrice della fava menata, ben'oliata, ben
-impepata, & vi poneva per dentro il porro, ne la reputava buona se non
-era tanto tenera, che l'entrasse per un fiasco.
-
-Il primo che usasse nelle vivande l'Aneto fu Bacchio di Corintho, il
-seme suo (se il vero scrive Avicenna) è giovevole alli dolori, & il
-seme anchora bollito & odorato rafrena i singhiozzi.
-
-Coccolina da Lucca: fu l'inventrice di far composta di rape, di
-carotte, di zucche, & de poponi: & fu anche quella che prima pose il
-fenocchio, le pesche, la basiggia, & i cocumeri nell'aceto.
-
-Calandrina da Pistoia: fu l'inventrice di por l'olive in compagnia del
-rostito, di far le empiture de gli ucelli, & di mangiar le trippe di
-Vitello, di bue, di porco, & di capretto, & ponevaci per dentro delli
-aglietti, ò vero porretti, & di quelle spetie di Pistoia, che avanzano
-tutte l'altre.
-
-Il primo che usasse aniso, ne condimenti delle vivande, fu Creusa da
-Megara: molto lo commendò Pithagora, toglie li insogni se l'è sospeso
-al capezale.
-
-Menina briancesca, fu l'inventrice della salsa verde, & della limonea,
-gratissima ad ogni sciocco appetito, fassi ottima a Milano nel monister
-maggiore per quelle sante mani di D. Anastasia cotta.
-
-Meridiana da Cesenna, fu l'inventrice di far le minestre col
-latte di mandorle, & di far le rossumate, & alcuni altri intingoli
-saporitissimi.
-
-Melina da Reggio fu l'inventrice del fare le insalatte delle carotte,
-& di far cuocere i caci cavallucci nel schidone con prestissimo fuoco,
-& col sopraporvi zuchero, & canella copiosamente: la medesima fu
-inventrice di far quel rosto, che si chiama rosto annegato.
-
-Calidonia Brunella: fu l'inventrice del sapore fatto di nocelle, di
-far baldoni, lucanica fresca, insalata, et delle tomacelle, per le
-quai cose, venne in gran riverentia il porco, che prima si schifava, &
-crebbe piu quando furono asaggiati i salciciotti, & le mortadelle.
-
-M. Apitio: fu il primo, che n'insegnasse mangiar le angurie, in cotesto
-modo, facevali dentro un buco et vi poneva dentro di molto zucchero;
-poi chiudeva, & facevalo star dui giorni al sole, & due notti alla
-rugiada, avanti che li mangiasse. fu costui si goloso, che havendo
-udito dire, che nella Libia nascevano ottime Carice, subitamente vi
-navigò, & trovando non esser come gli era stato riferito, maledisse la
-Libia, & chi vi habitava. Costui fu anchora il primo, che giudicasse
-esser la lingua del Phenicoptero di perfettissimo sapore. fa di costui
-mentione Martiale nel undecimo libro de suoi Epigrammi.
-
-Il primo che usasse la Satureia detta per altro nome Timbra fu Marcello
-Egineta: eccita Venere perciò fu detta Satureia, quasi Satireia, perche
-li Satiri sono molto pronti alla carnal libidine.
-
-Aristoxeno Cireneo: ritrovò quella vivanda detta dalli piu interni
-Lombardi Ciambaglione: fu costui si studioso della gola, che inaffiava
-la sera le lattughe col vin cotto, acciò fussero di piu dilicato
-sapore, & piu largamente crescessero.
-
-Sanctra golosissimo, delquale cosi scrive Martiale: Nil est miserius,
-nec gulosius Sanctra: fu l'inventore delle rossumate, del brodetto, &
-di quella vivanda detta cardinale.
-
-Il primo che mangiasse delle lattughe per medicina fu Augusto, per
-consiglio di Antonio Musa suo medico.
-
-Susanna Melina, fu la prima che mangiasse porcelana, persuasa di
-rafreddar per cotal mezo la lussuria sendo molto fredda.
-
-Phagone da Smirna, fu quel che n'insegnò condir i fegatelli di porco
-col suco di mele rancie agre, & col pepe: essendo una fiata questo
-giottone introdotto alla Tavola di Aureliano: mangiò un porco selvatico
-intiero: cento pani, un porcello domestico, & un castrato: cotesto
-non vidi già io, ma Flavio Vopiscolo narra diffusamente, & per cosa
-verissima l'afferma.
-
-Astidama Milesio: fu il primo che accompagnasse l'uva moscatella con
-il rostito; questo è quell'Astidama, ilquale essendo chiamato à convito
-da Ariobarzane persiano solo mangiò quanto era stato apparecchiato per
-tutti i convivanti.
-
-Alessandra da Carinola: fu la prima che facesse le conserve rosate, le
-schiacciate di mandorle, & confettasse i zenzovini.
-
-Laufello Toledano, fu il primo che ritrovasse il bianco mangiare,
-chiamanlo i Greci leucophagon: fu costui ottimo mariuolo.
-
-Cornelia calandra: fu l'inventrice de susameli, mostacciuoli, &
-pastidelle: & per questa inventione fu gratiosissima.
-
-Camble Re de lidi: fu il primo che mangiasse lattimele, cagliata, &
-delle ricotte fresche: hora col mele, & hora col zucchero, fu costui
-si gran mangiatore, che si mangiò una notte la moglie, di questo ne fa
-fede Musonio autor greco.
-
-Galba imperadore: il cui studio fu tutto nel mangiare: vi aggiunse
-l'acqua rosa, & il sale, perche si tosto come suole nel stomaco non si
-corrumpesse.
-
-Vedio Pollio fu il primo che accompagnasse il cacio con le frutta: era
-costui si vago de le cose dilicate, che gettava i servi ne le piscine,
-accioche i pesci doventassero di piu grato sapore mangiando le carni
-humane di sapor dolcissimo.
-
-Caligola, ilquale consumò quasi tutto il thesoro che li lasciò Tiberio
-in far sontuose cene: fu il primo che formasse di zucchero, pesci,
-funghi, castagne, torte, rafioli, & altre cose, il che si usa al
-presente in Napoli madre de le delitie.
-
-P. Gallonio fu il primo che confettasse i cotogni, & nel confettarli vi
-ponesse il muschio: fu costui per la sua gola notato da Oratio, & da
-Lucillo. Fra molte cose da Tertulliano biasimate fu il sontuoso viver
-di Gallonio, la gola di Apitio, il giuoco di Curio, & l'imbriachezza
-di Antonio, non dopo molto un suo nipote ritrovò di far il gelo, & di
-confettar i pezzi interi: ne laqual cosa tiene à nostri tempi il primo
-luogo sor Barbara da Correggio, il secondo donna Lodovica, & il terzo
-la Gattina de la S. Lucretia da Este.
-
-Cleonimo da Spelle fu il primo che confettasse le zucche, le lattuche,
-& i cedri: fu costui di santissima vita.
-
-Gnosippo Perla fu il primo che confettasse le pere moscatelle, le
-nespole, le lattuche, & le radici di bugolossa.
-
-Aglais Tibicina fu la prima che facesse marzapani, calissoni,
-pignocate, zuccherini, & pane pepato, ma molto diverso di quello che si
-fa hoggidi in Firenze.
-
-Clodio Albino fu il primo che mangiasse terratuffole: cocevale costui
-sotto le bragie, poi le lavava col vino odorifero, & con olio perfetto,
-pepe, sale, & succo di limoncelle le godeva.
-
-Abrone da Narni, fu il primo che mangiasse bericoccoli, canistrelli,
-& caviadine, guardani, confortini fatte con zucchero, canella, uova
-fresche, & butiro fresco.
-
-Dorothea prisca da Bergamo fu l'inventrice dell'agliata: fu anche
-la prima che frigesse l'aglio, & con l'aceto sel mangiasse: non fu
-biasimata cotal inventione, conoscendosi esser l'aglio la vera Triacca
-de contadini, & rilassar i spiracoli delle vene per quanto Dioscoride
-afferma.
-
-Trovasi sino al di d'hoggi presso di alcune nationi, un pane, ilqual
-chiamavano gli antichi Artolagano. Facevasi di semela cotta nell'oglio,
-aggiungendovisi un poco di vino, con pepe, overo con un poco di grasso:
-delquale fu inventore Statiano da Nocera huomo molto bellicoso.
-
-Usasi presso d'alcuni popoli una vivanda detta carica: laqual si
-compone di varie cose al palato gratissime, & di molto sangue di porco
-nel farla vi concorre, ne fa di questa vivanda mentione Ovidio nel
-primo de suoi Fasti: i Lidij l'usavano assai frequentemente, & credeno
-ne fusse l'inventore un certo Pericone pentolaio da Palermo, usasi
-questa in Affrica.
-
-Usasi appresso d'alcuni popoli ispetialmente in Puglia, una sorte di
-pane, detto Coliphio: delquale fa mentione Plauto dicendo: Coliphia
-mihi ne incocta detis. stimasi di cotal pane inventore Perna Sabino
-hoste cortesissimo.
-
-Dell'ozimo, vivanda fatta d'intestina, & è di soavissimo odore: fu
-l'inventore Cardamo Dalmatino il piu sciagurato & il maggior parabolano
-non vidde mai il sole.
-
-Usasi da molti popoli una sorte di schiacciate, dette Elaphi, fatte
-di Sesamo, & di fior di farina, delle quale fu inventore Pirro da
-Capova. Al medesimo si attribuiscono molte altre foggie di focaccie,
-ispetialmente le montiane, che erano di vino & di cacio composte.
-
-Crespino Falisco fu il primo che facesse la scelta di tutti li piu
-delicati cibi che si usorno al tempo di Eliogabalo, di cui egli fu
-longo tempo cuoco: tolse prima per honorare un solenne convito il
-Pavone di Samo, l'Atagena di Phrigia, tolse delle Grue Melice, capretti
-di Ambracia, Pelame Calcedonie, Helopi Rhodiotti, Scari di Cilicia,
-Datteri dell'Egitto, giande dell'Hiberia, conchilie di Lucrino, noci
-pontiche, pera amerine, murene tartesie, schiacciate di Samo, tonni
-tirij, conche pelorine, cestrei di Sciatho, menidi di lipari, rape di
-Mantinea, o di Norsia, cacio Siciliano, & di luna.
-
-Giulia fu la prima che ponesse in uso l'enola, ispetialmente la
-campana, ch'è tenuta la migliore. è di sua natura nimica al stomaco,
-mescolata pero con cose dolci, la vi diviene amicissima: fassi spesso
-vino di Enola in Alemagna, & nella Val telina.
-
-Platone fu de primi che ponesse in uso di mangiare in tavola fichi: &
-non ne fu men vago che si fusse Claudio imperadore di mangiar il pesce
-Scaro: per questo molti Greci il chiamarno philosicon: non dico perciò
-che egli fusse il primo che lo mangiasse, perche nel vero fu Habram
-hebreo. Il piu lodato fico si è l'Hircano, poi il Calcidico. ha buoni
-fichi l'Affrica & Rhodi. tosto s'invecchia per la brevità delle radici:
-& è piu fecondo ne le parti inferiori, che ne le sommità.
-
-Il primo che mai mangiasse in Italia ciregi fu Calistonio trombetta,
-& Lucullo fu il primo che ce le portasse di Ponto. rallegrasi
-quest'albero di star ne monti acquosi; ne mai si puote per diligentia
-che vi si sia usata, piantar in Egitto che frutto facesse.
-
-Il primo che mangiasse Cornari fu Gadoleto Cipriotto: ha quest'albero
-i rami duri & rigidi come il corno, & perciò se ne fanno haste & dardi
-ottimi.
-
-Il primo che mangiasse mai castagne & bollite, & arrostite fu Delio
-Corfuotto. Vergilio le chiama hirsute, cosi dicendo, Stant et iuniperi,
-et castaneæ hirsutæ.
-
-Il primo che mangiasse cedri fu Demetrio Salamino. il legno di questo
-albero non è mai infestato da tarme: l'olio del cedro conserva le cose
-da putrefattione: i piu lodati sono in Creta, Affrica, & Siria.
-
-Il primo che mangiasse mai Mandorle fu un Cesarisco di Puglia. In
-questo albero (per quanto favoleggiano i poeti) fu tramutata Phillide;
-l'è la prima che fiorisca, & avanti la maturità facilmente perde il
-frutto.
-
-Il primo che mangiasse noci fresche fu Carbonchio Epirota. Sono le noci
-di tal natura che s'ingrassano per la vecchiezza. L'albero ha natural
-discordia con la quercia: con la lor scorza si tingono le lane. L'ombra
-sua è nemica alli seminati: & a nostri capi inducono doglia. Lelia
-Romana fu poi la prima che le confettasse, & lodata ne fu.
-
-Il primo che mangiasse Nespole fu un Prudentio Rodiotto: le foglie di
-questo albero prima che caschino si fanno rosse: ha molte radici atte,
-& inestirpabili. Non fu questo frutto in Italia al tempo di Catone.
-suol essere l'albero molto infestato da vermicelli rossi, & pelosi.
-Cassandra da Ferrara fu la prima che le confettasse.
-
-Il primo che mangiasse more fu Caustio da Cotrone: l'ultimo albero fra
-tutti che fiorisca, & aspettar suole che sia ben passato il freddo:
-& per questo i poeti lo chiamano albero prudentissimo: erano i suoi
-frutti bianchi, ma diventorno rossi dal sangue di Piramo & di Tisbe:
-ama egli d'habitar ne monti, & tardi s'invecchia.
-
-Il primo che mangiasse olive fu Alonseco di Medina: a questo albero
-non cadeno mai le frondi: è consacrato à Minerva: & solevansene gia
-coronare le torme de cavaglieri, cresce tardamente, et fassi sterile
-per il morso caprino: dura quest'albero ducento anni. Philippello
-spetiale è stato il primo che le habbi confettato in Sicilia.
-
-Il primo che mangiasse pruna fu Carillo d'Andrinopoli: soncene di piu
-ragioni; ma le piu lodate sono le Damascene: non è questo albero punto
-amico de monti, ma de ben culti piani.
-
-Il primo che mangiasse pera: fu Agatone soriano, fu chiamato sotto
-cotesto nome Pero dalla figura piramide la qual pare imitare: li
-Crostumini sono i piu lodati & poscia i Falerni: campa poco, e
-facilmente perde il frutto: furono confettate da Achille alessandrino
-spetiale.
-
-Il primo che mangiasse Datteri fu Carmandro affricano: quest'albero
-in Europa è sterile, & in ispagna fa il frutto di niuna soavità: hà
-quest'albero l'uno & l'altro sesso, e non li cascano le foglie.
-
-Antronio da cotrone: fu il primo che mangiasse in Italia Persica, le
-quali tragono il nome da Persia; quest'albero ne fiorisce, ne fa alcun
-frutto in Rhodi, altrove si, dicesi ch'egli fusse portato in Italia
-per avenenarci, ma che la benignità del cielo italiano spense l'innota
-sua malitia: sono alcuni che rasimigliano gli huomini losenghevoli e de
-peggior fatti, di Persico dolce di fuori, & amaro dentro.
-
-Clenandro da negroponte: fu il primo che mangiasse pignuoli freschi:
-non fiorisce mai quest'albero, ne li cadono le frondi. Se alcuno li
-lieva la cima diventa sterile, ne perciò muore, come l'è tagliato,
-non si rimette mai piu, mai piu germina: e per questo Creso presso di
-Erodoto, minaccia che distrugerebbe i lampasceni come si distrugge il
-Pino.
-
-Il confettar persica e pignuoli, è l'inventione di Curio Tripaldino:
-huomo di ladronecci infame, & di sporchissima lussuria.
-
-Il primo che mangiasse fritelle di sambuco, & di ramarino fu Giannotto
-da Gorgonzola, che fu poi impeso per tradigione con duoi figliuoli a
-canto.
-
-Ortandro chiozzotto: fu il primo che mangiasse poponi, & li mangiava
-con sale, & con perfetto cacio, & poi vi beveva appresso della malvasia
-garba, mori costui per troppo mangiare.
-
-Clorida da Ello, Bresciana, fu la prima che mangiasse, & cuocesse
-fagioli freschi con la scorza, aggiungendovi dell'aglio, del pepe,
-dell'aceto, & del petrosello: fu essa anchor la prima che mangiasse
-l'erveglia à cotesto modo, se il vero mi narra Liombruno grammatico
-nella sua cronica.
-
-Clelia da Veruli; fu la prima che ponesse il vin cotto in servitio
-delle vivande: Fu cotal inventione molto da savi medici approvata, &
-assai ne fu da tutti commendata, se il vero però rifferisce Piliandro
-scrittor de annali.
-
-Cleope da Venafro: fu il primo che cucinasse Carcioffali nel brodo
-grasso; fu anch'esso il primo che li frigesse col grasso di porco,
-ponendovi pepe, sale, & aceto: Galeno il chiama Cinnara, & si
-maraviglia come sia salito à tanta reputatione generando humori adusti,
-concede egli però che conforti il stomaco.
-
-Asclepiade Prusiense: famigliare di Gn. Pompeio, & medico si
-eccellente, che puote risuscitar i morti: fu il primo che introducesse
-il mangiar Spargi, cosi in minestra, come anchora in insalata: fu
-questo medico il primo che si imaginasse sol con il vino variamente
-dato, potersi risanar qualunque infermo: pose costui in uso i bagni
-d'acqua dolce, & i letti sospesi per meglio procacciare all'infermo il
-sonno.
-
-Arcagato figliuolo di lisania peloponese; ilquale fu il primo medico,
-che intrasse mai in Roma, fu anche il primo che mangiasse l'oche
-arrostite vive, bagnandole d'acqua rosa, di botiro fresco, di zenzaro,
-& di canella sottilmente pesta: fu la costui venuta dal cominciamento
-gratissima: vedutone poi, con quanta crudeltà, & ferocità di cuore,
-usasse l'arte sua nelle incisioni, & nelle adustioni, fu publicamente
-chiamato per nome di Carnefice: Venne in Roma essendo Consoli L. Emilio
-& M. Livio.
-
-Aristogene medico, che fu già, servo di Chrisippo filosopho, fu il
-primo che mangiasse le molignane fritte con l'aglio, & col petrosello:
-hebbe costui gran reputatione per la mirabil cura ch'egli fece di
-Antigono, & in picciol tempo ricchissimo si fece.
-
-Acrone agrigentino medico: fu il primo che mangiasse il porro cotto
-sotto le bragie, del qual cibo, tanto ne fu già vago Nerone, che niuno
-piu vago esser ne puote, philosophò costui longamente in Athene insieme
-con Empedocle, & fu assai più antico di Hippocrate.
-
-Aristogene thasio, medico di Antigono re di Macedonia: fu il primo,
-che ponesse in tavola le olive schiacciate, & li capperi mangiasse con
-l'oximele: è il Fapero aperitivo, e molto giovevole alla milza.
-
-Alconcio medico di Piaghe: che fu già condennato da Claudio di cento
-sestertij, e confinato in Francia: fu il primo che ponesse in tavola
-Aranci e limoni, premevali, e del succo bagnava le vivande; ma li
-premeva negligentemente.
-
-Agrane medico: fu il primo che portasse in tavola coriandoli confetti,
-per reprimere i fumi, che sogliono per il pasto salir al celebro,
-costui fu quello, che risanò Athene della peste accendendo de molti
-fuochi.
-
-Cresto bizantio sophista: fu il primo che facesse la Raffanata:
-l'è un sapor fatto di raphano: usasi la vernata presso de tedeschi
-frequentemente.
-
-Mirtale, donna al ber deditissima: fu la prima che cuocesse l'uova
-nel fuoco, e condite con sale e canella se le sorbisse: à costei si da
-parimenti il vanto, che facesse la copeta, ponesse in Tavola pistacchi,
-e ne facesse delle torte per quelli, ch'erano al lussuriare indisposti.
-
-Pillade da Lucca: fu il primo che mangiasse castagnazzi, & minestra di
-semola, & di questo ne riportò loda.
-
-Diogirida Re di Thracia, fu l'inventore di mangiar bottarghe:
-Aquilio fu poi quello, che le frigesse nell'olio, e con l'aceto se le
-mangiasse.
-
-Cisenno fu il primo che mangiasse caviaro, e ne facesse delle frittate,
-un suo nipote dopo molti anni, cominciò a premervi sopra delli Aranci.
-
-Pollidonio da macerata: fu quello che trovò il mangiar le mele granate
-dopo'l pasto, persuaso forse da scritti di Cornelio celso, perche in
-vero non lascino corrumpere il cibo nel stomaco.
-
-Il primo che mangiasse aranzi, limoni, & poma di Adamo, confettate, fu
-Pierio Landuccio Fiorentino.
-
-Il primo che confettasse il seme di popone, l'aniso, & il fenocchio, fu
-Laviniano da Tolentino huomo frodolento piu di ogni altro di età.
-
-Il primo che cuocesse cipolle, & scalorgne, & ne facesse insalata: fu
-Aliprando da Sigillo mercatante richissimo.
-
-Un Pieruzzo comasco lecardo à maraviglia: fu il primo mangiatore delle
-frettate dette rognose, le quai aguzzano l'appetito, ne sono punto
-stuchevoli.
-
-Il primo che ponesse fichi, pera, & mela in tavola fu Ermo Cipriota,
-huomo protervo, fallace, & sopra modo bugiardo.
-
-Il primo che ci ponesse in tavola mel cotto, & oximele per salsa, fu
-Adriano di Corrira, il quale era infame de ladronecci, & in segno di
-ciò fu impiccato à Negroponte.
-
-Il primo che mangiasse quella herba detta Eringion fu Achille Troiano
-di Troia di puglia. L'è una herba mordace, & n'è buona solamente la
-radice, provoca la lussuria, mangiasi col cinamomo, & col Garoffano.
-
-Il primo che mangiasse Cardi fu Protesilao macedonico, crescono
-maravigliosamente in Cartagine, & in Cordova fa parer buono il vino:
-la radice è buona per generar maschi, vogliono il sale, & il cinamomo,
-benche hoggidi s'usi di mangiar col pepe, gli antichi li mangiavano col
-mele, & con l'aceto.
-
-Anaxilao philosopho: fu il primo che mangiasse l'aglio crudo: Galeno
-lo chiama Triacca de contadini, & Oratio ne disse molto male, cosi
-scrivendo. Edat cicutis allium nocentius: ò dura messorum ilia: Quid
-hoc veneni sevit in præcordijs?
-
-Il primo mangiatore del Raphano: puro, non dico della raphanea, che già
-l'habbiamo detto, fu Oldrico da Sciaphusa: Androcida ne faceva mangiare
-per riparare all'imbriaganza: Scrive Plinio che crescono in Alemagna
-alla misura d'un fanciullo, guasta i denti, & credettero già gli
-antichi ch'egli fusse contra il veleno.
-
-Il primo che mangiasse zucche: fu Marullo egittio: ve ne sono di
-lunghe, & di rotunde, le lunghe sono piu grate in su le mense:
-Chrisippo medico le dannava, generano però buono humore, & giovano alle
-febri coleriche per il parere di Avicenna: Avvertisce Columella, che
-donne non vadino dove le sono piantate, ispetialmente se l'hanno il
-flusso menstruale.
-
-Li Arcadi furono i primi, che mangiassero delle giande.
-
-Li Budini popoli dell'Asia maggiore, furono i primi che mangiassero
-pidocchi.
-
-I Nomadi dell'ethiopia, & i Simbari, furono i primi che mangiassero
-delli Elephanti.
-
-Li popoli Cinocephali furono i primi, che si pascessero di latte.
-
-Li Agriophagi furono i primi mangiatori de Lioni, & di Panthere.
-
-Li Antropophagi furono i primi che mangiassero carne humana.
-
-I Mandi, & i Parthi furono i primi, che mangiarno locuste.
-
-I popoli detti Solite, furono i primi, che mai mangiassero pesce.
-
-Li Ophiophagi furono i primi mangiatori dei serpenti.
-
-Li Arpei furono i primi che mangiato habbino Bacche.
-
-Li Amazoni furono i primi che mangiassero lacerte, & per questo furono
-detti Sauropatide, imperoche saura vol dir lacerta.
-
-Protogene fu il primo che mangiasse lupini, & che insegnasse à
-macerarli con l'acqua, per indolcirli.
-
-Ebosio fu il primo che mangiasse zuccaro.
-
-Nerullo fu il primo che mangiasse capretti.
-
-Farello pedemontano: fu il primo mangiatore de Tragemmati, detti da
-latini bellaria: componevansi anticamente di Cocco, di Fava, di Condro,
-di Cacio di mele, & di Sisamide.
-
-Il primo che ritrovasse que pani detti Thiagoni, dicasi à Dio Etholia
-fu Larisso.
-
-Trattaremo hora delli inventori dei migliori Beveraggi, & cominciaremo
-dalla Vernaccia da Celatica, & da quella da Cassano, le quali traggono
-sua nobil origine dall'antico Falerno, di cui favellando i scrittori
-delle cose naturali: dicono non esser sano, essendo molto vecchio, ò
-molto nuovo: la mezana età cominciar dal quintodecimo anno: Crispo
-Fabiano fu quello che ne portò l'insito in Lombardia: variansi i
-vini per la varietà del terreno, & dell'aspetto del cielo, si come
-apertamente si vede.
-
-I vini di Val telina, di Chiavenna, & di Piuri (dico quelli chi si
-chiamano di Roncho) traggono sua origine da quello vino detto Puccino,
-per il quale, diceva Livia Augusta esser pervenuta all'età di LXXII
-anni, Pirro da ponte ne fu il traportatore.
-
-I vini del lago di Como, & di Trezzo, sono discesi dal vino detto
-Setino: qual Augusto preferi à tutti gli altri, e lo essaltò con
-maravigliose lodi: Scipione bruno lo trapportò, e ne fu assai lodato, e
-premiato.
-
-Li racesi, amabili, e moscatelli, di Taggia, sono di schiatta del
-Cecubo: reputato generosissimo, il quale, solo si accendeva con la
-fiamma (sel vero afferma Pli.)
-
-I Trebiani di Modona, & di Toscana: sono discesi dal Gaurano: Philippo
-fusello fu il trapportatore.
-
-I vini del Monferrato: sono delle radici del vino detto Faustiano: le
-portò in que paese Lucio Trotellio huomo virile, e strenuo bevitore.
-
-I vini da Drò, & da Tremenne: discendono da i vini Macissi: li portò in
-questi paesi Carbonio Trentino solenne bevitore.
-
-I vini Salerni & Sanseverini, erano i vini detti Caleni: benche hora
-siano (al mio giudicio) migliori che prima non erano.
-
-Il vino Corso venne da Velitri, & da Piperno: erano questi vini in gran
-prezzo, hora non tanto: il terreno di quella isola l'ha di gran lunga
-migliorato.
-
-Il vino Briancesco dir si puo figliuolo del Signino: benche mutando
-paese habbi mutato natura: era il Signino Austero & atto molto à
-restringere il ventre. Fabio Porcino lo portò in questi monti, &
-n'hebbe gran mercede.
-
-Il Cesennato procede dal Surrentino, vino molto sano. Soleva dir
-Tiberio Cesare che tutti i medici in ciò consentito havevano di dargli
-la palma d'esser sano.
-
-I vini Forlani procedeno da i Mamertini, da Giulio Imperadore
-celebrati, si come appare nelle sue epistole.
-
-I Vicentini nati sono da quei vini detti Potulani, grandimente
-istimati: Calandro fu che ce li portò.
-
-Le Albane di Ferrara nate sono del Taurominitano: ma hanno molto
-tralignato da suoi progenitori. L'inventore fu Dalido da Tiano.
-
-I vini Berzamini, che nel Padovano nascono, parte descendeno da quei
-vini, che detti furono Pretutij, parte dalli Anconitani, de quali
-favella Plinio honoratamente.
-
-I vini di Santo Columbano & da Cesezzo, sono di schiatta del vino
-Palmesio, et Mecenatiano: Pirro di haverlo traportato n'andò longamente
-altiero.
-
-I vini Rhetici, liquali sono da Vergilio preferiti à tutti, eccetto che
-al Falerno: altri vogliono che siano latiniensij, altri gravicani, &
-altri stoniensi: et si come molti vini hanno peggiorati, cosi questi
-hanno migliorato tramutandosi da luogo à luogo: & di questo dassi
-l'honore à Lentidio Pontano.
-
-I vini d'Orliens sono discesi dal ceretano del quale si fa mentione
-presso di Plinio; & lo ripone fra i vini lodati, un Parigino cortigiano
-del re di Francia fu l'inventore di traportarne il germe.
-
-I vini di Spagna per la maggior parte nascono da i vini di luna, à
-quali la Toscana dette gia la palma: et questi sono divenuti migliori
-delli suoi predecessori.
-
-I vini di Beona da quei di Spagna nacquero (se non m'inganna un curioso
-scrittore) li traportò un Scocese soldato, & bevitore eccellente.
-
-Quelli di Hungaria hebbero l'origine da i Tarentini (mercè di Ungrado
-mercatante lealissimo) che li condusse in quei paesi non senza grande
-remuneratione.
-
-Quelli vini che in Baviera nascono, hebbero origine dalli servitiani:
-benche alcuni ostinatamente affermino esser discesi da quei vini, che
-in Cosenza nascono: & questo beneficio si hebbe per opra di Claudio
-Alemano.
-
-Le viti che lungo il lago di zurrigo in tanta copia piantate sono,
-furono tolte in Lucania da uno Oldrico eccellente bevitore.
-
-Le viti che fanno la malvagia in Ragugia sono state portate da Candia
-da un Bassiano Macedonico.
-
-Il greco di Somma: venne dall'isola di Sio: donde ancho il mastico ne
-viene, & portato vi fu da Papinio Suvessano.
-
-I vini di Correggio: sono figliuoli delli vini di Lesbo, & di cotal
-tralatione dassi la debita lode à Palmerio anginolo.
-
-I vini della Valle d'elsa, descendono da i vini, che à Tempsarà già si
-felicemente nascevano: fu l'inventore Nillo cresporio.
-
-I vini della lunigiana nati sono da i vini detti Turini per industria
-di Belloccio huomo facetissimo.
-
-I vini pisani, secondo l'opinione di alcuni, sono discesi da quel vino
-di Arcadia, ilquale faceva le femine fecunde, & gli huomini rabiosi.
-
-Le viti spoletine vengono da quelle di Trezenio, che soleva indur
-sterilità: perdette poi quella qualità si rea per la benignità del
-cielo Italiano.
-
-Le viti mirandolane furono tolte da sempronio megillo in lacanea già
-detta Cidonia, luogo della Candia: hanno perduto gran parte del primier
-vigore.
-
-Del vino detto omphacio fu inventore Nicandro da berina: faceasi di
-labrusca, et è detto da greci enantino.
-
-Del vino di poma: credo inventore Publio negro.
-
-Il vino Luchese ispetialmente quel che nasce à Vorno, à Forci, à
-lopeglia, à S. Quirico, & à Marlia: credesi esser disceso da quel
-nobil vino detto dalli antichi Thasio, & esserne stato il traportatore
-Pompeio mintio.
-
-Il vino di Geneva fu portato di oltra mare, & da quel vino procede, che
-gia fu detto Arsio.
-
-Il vino di Losana nasce da quel vino detto Naspercenite, molto
-commendato da Apollodoro medico, in quel suo volume, nelquale scrive a
-Tolomeo, qual sorte di vino dovesse bere: & è opinione d'alcuni, che
-i vini Italiani allhora noti non fussero. tiensi di tal fatto autore
-Lelio Capitone.
-
-Il vino che nasce nel Casentino descende dal vino detto Mesogite:
-ilquale soleva gia indur doglia di capo a chi ne beveva.
-
-Dal Epheso; & dal Apameno derivano i vini della maremma di Siena per
-opra di Erophilo nobile cavagliero.
-
-Dal vino detto Protagio commendato molto dalla schuola di Asclepiade,
-nacque il moscatello di Galbià, luogo ne monti di Brianza.
-
-Del vino fatto col calamo aromatico, delquale fassi memoria nella
-comedia di Plauto detta Persa, fu l'inventore Spurio Carbone.
-
-Del vino fatto con la Salvia per confortare il stomacho & i nervi fu
-inventore Theophane medico da Megara.
-
-Del vino che si fa con il Rosmarino, fu inventore Theophilo da Egina
-medico, non men dotto, che prudente.
-
-Del vino che si fa con l'Enola per riscaldar i freddi stomachi, fu
-inventore Archigene Cipriano medico esperto.
-
-Del vino fatto con l'assentio (vino per certo utilissimo) fu
-l'inventore Ruffo da Salamina medico molto acuto.
-
-Del vino fatto con la pece: chiamasi da latini vinum piccatum, credesi
-esser stato l'inventore Ruffo medico di molta isperienza.
-
-Del vino fatto con le rose: del quale fassi memoria presso di Plinio:
-credesi esser stato authore Onocrito Corfuotto medico eccellentissimo.
-
-Di porre l'acqua marina nel vino: fu l'inventore Erasistrato huomo
-dottissimo.
-
-Di far la Graspia: fu l'inventore Pisone da Regio.
-
-Di far la posca è stato il primo Clenardo da Pola.
-
-Di dar il moscatello al vino: fu l'inventore Godinzo bresciano.
-
-Di far l'hippocrasso, siamo tenuti à Gottifredo di Monlione.
-
-Del vino fatto de prugnoli è stato l'inventore Polidamasso da spello.
-
-Del far il vino col sacco: fu inventore Cosmo dalla Mirandola.
-
-Del vino di mele granate tiensi fusse l'autore Philisto medico
-Rhodiotto.
-
-Dell'aquaruolo tiensi per authore Nonnio da Moncia.
-
-Delle cervose ch'hoggidi si usano in alcune parte di Francia, Alemagna,
-Inghilterra, & altri paesi: tiensi fusse l'autore uno maestro Placidio
-da Vilna lituano: huomo nemico mortale dell'acqua, & sviscerato del
-vino.
-
-Di ber un sorso d'acqua fresca dopo il pasto, fu consiglio di Celso,
-& io sovente senza nocumento alcuno (quantunque sia di stomaco debole)
-n'ho sentito grande utilità.
-
-Domitiano brunello: fu inventore di quella bevanda detta da popoli di
-Thracia, Anysta, laquale, si soleva bere con gli occhi chiusi, ne fa di
-questa mentione Oratio nel primo lib. de suoi versi.
-
-Thimotheo Cogellio: fu inventore di quella bevanda detta oxihalma:
-laquale si faceva di sale, & di fresco aceto, per andar ne luoghi
-sospetti de fiati serpentini.
-
-Hieroniano medico Rodiotto: fu inventore di quella bevanda detta
-oxizaccara, fatta di zucchero, & di aceto, per rinfrescar i corpi
-nostri: del medesimo autore, trovo in piu d'un luogo memoria presso di
-M. Tullio.
-
-Bestonio hidruntino: fu l'inventore della bevanda detta piratio: perche
-de peri si faceva: & pigliavasi in luogo di vino. S. Gerolamo contra
-Ioviniano persuade à Thimotheo, che non piratio, ma vino ne l'avenir
-beva per il stomaco mal conditionato.
-
-Callimeno pendonio: fu inventore del zitho, che si fa in Egitto, del
-medesimo autore è inventione la bua: bevanda da fanciulli, de laquale
-Catone fa ne suoi scritti grata memoria: il medesimo fu inventore della
-Celia, & della cerea che si fa in ispagna: & della Cervisia gallicana:
-laquale, se non si adacqua, imbriaca come fa il vino.
-
-Hippocrate di Coo medico eccellentissimo: fu inventore della ptisana:
-fassi d'orgio: fanne di questa mentione Martiale nel XII.
-
-Gregorio buccalino dalmatino dell'isola di mezo: fu l'inventore della
-bevanda detta Sabaia: fassi d'orgio, & di frumento, & è bevanda piu
-usitata da poveri, che da ricchi.
-
- SUISNETROH, SUNDAL,
- ROTUA TSE
-
-
-
-
- BRIEVE APOLOGIA DI M.
- ORTENSIO LANDO,
- per l'autore del presente
- Chatalogo.
-
-
-Mi par d'udir mormorare alcuni scioperati, & licentiosi, & dire, che
-questo cathalogo sia per la maggior parte finto: & perciò io come
-consapevole delle molte fatiche dell'autore: hò succintamente segnato
-i nomi di coloro dell'opra de quali s'è servito: & primieramente dirò,
-che questo valent'huomo s'è prevaluto dell'opera di Ephoro Cumeo, che
-scrisse in vintisette libri l'historia di Galeno imperadore, di Ibico
-Regino famigliare di Policrate tiranno: di Geronimo Rhodio scrittore
-de fatti di Demetrio Poliorcete, & di Dione pruseo, ilquale scrisse
-dieci libri delle virtù di Alessandro (il magno) s'è servito anchora
-molto di Calistene Olinthio, & di quel Calisto, che scrisse in verso
-heroico l'historia di Giuliano principe: s'è anchora (se non sapete)
-servito di Cherilo Samio, & di Clearco solense, che scrisse de Varia
-historia: trovo di piu legendo i scritti di Actio Pisauriense, di
-Terentio Scauro, di Hiperide emulo di Demostene, di Trasimacho, di
-Theopompo Unidio, & di Gn. Potamone: che molto di loro s'è nel suo
-cathalogo servito, & halli diligentemente, & letti, & riletti: Se voi
-lettori ne vorrete di questo far l'isperienza, la potrete commodamente
-fare, à me basta d'haverveli addetati, ne vi paia già maraviglia, che i
-sopradetti scrittori si antichi & rari, li sieno pervenuti alle mani:
-essendo egli huomo di miserabile fortuna: imperoche fu costui longo
-tempo posseditore de la libraria di Gordiano imperadore, dove furono
-sessantadue mille volumi: ha vedute le librarie Pergamene, delle quali
-favellando Plutarco, scrive che ne contenessero ducento mila: costui
-rimase herede delli libri di Tirannione grammatico, che furono tre
-milia: ne sol di questi, ma di quelli anchora fu herede quai lasciò
-Triphone libraio del quale Martiale favellando, scrisse, Non habeo se
-habet Bibliopola Triphon, alqualle Triphone scrisse già Quintiliano
-nella Epistola liminare delle sue oratorie institutioni, siche parve
-lettori, ch'egli habbi havuto il modo di scartabellare, & di ritrovare
-quel che à molti altri stette longo tempo nascosto? molte cose hà
-egli pretermesso di dire per esser il piu amico della brevità che mai
-ponesse penna in carta: non altro dico: State sani lettori, & pregate
-Iddio doni longa vita à questo nostro prosatore, che io vi prometto,
-che s'egli campa, che del molto scrivere non cederà à Chrisippo,
-non à Servio Sulpitio, non ad Atteio Capitone, non ad Empedocle, non
-finalmente ad Aristarco discepolo di Aristophane grammatico, ilquale
-scrisse piu di mille commentari.
-
-Di Vinegia alli XXIII de Settembre.
-
-
-
-
-NOTE:
-
-
-[1] Casa Pharaoni.
-
-[2] Vermi da far seta.
-
-[3] Un frate di casa montone cosentino.
-
-[4] La cecaria del Epicuro Caracciolo.
-
-[5] Casa Galeotta. Pignatella. Caraffa.
-
-[6] C. Genaro.
-
-[7] Cavallucci & armeline sono picciole monete.
-
-[8] Cascio di latte buffalino, detto cavallo.
-
-[9] Casa Brancalione.
-
-[10] Simone porco.
-
-[11] M. Antonio delli Falconi.
-
-[12] Donna Cornelia piccolomini figlia del Marchese di lecito.
-
-[13] Il Cardinale Cortese da Modona. Il car. de pij da carpi. Il car.
-S. Agnolo da Veruli. Il Car. da gambera. Il trivultio. Il tridentino.
-Il cecis. Casa beccari. Colonna & casa orsina.
-
-[14] Casa capo di ferro. Casa capizucca. Pasquino.
-
-[15] Laodomia forte guerra.
-
-[16] La academia delli intronati. Il stordito academico. Casa Crudeli
-piccolhuomini Saracini.
-
-[17] Venturi. Salvi. Amadei. Casa bellagaio.
-
-[18] Il Vescovo di Casale gia detto M. Bernardino della Barba.
-
-[19] Casa Caponi. Casa dei. palle. Alemani. Carne secca. Martelli.
-Medici. Pazzi.
-
-[20] C. Salviati. Salviato è un cibo. Congiura de Pazzi per uccider i
-Medici.
-
-[21] Casa gigli.
-
-[22] Casa de nobili, Honesti Giusti, Buonvisi, Adeodati. Turchi,
-Malpigli, Orsucci, Spada, Sbarra, Poggi.
-
-[23] Prosperi, Calandrini.
-
-[24] Il bocca de ferro filosofo. Casa Manzuoli.
-
-[25] Ca. marsilij. Casa delle Arme, & della Malvasia. La Manarona.
-
-[26] La Nuora di M. Carlo Rovino detta la Rovina.
-
-[27] Lo hospedale della morte.
-
-[28] Ca. Columbi. Casa co de bo. Castel vetro de Rangoni.
-
-[29] M. Rinaldo Corso.
-
-[30] Il s. Galeotto Pico.
-
-[31] La S. Laura da montecchio.
-
-[32] Ca. rugieri. M. Paulo, & Hippolito folia, hospiti dello autore. M.
-Lucretia tortorella.
-
-[33] Il cavaglier Gazuola.
-
-[34] M. Gabriele, & M. lionello tagliaferro.
-
-[35] Casa Baiarda. La S. Ottavia baiarda.
-
-[36] Casa Cornazani.
-
-[37] C. marini. Casa grilli. Casa Paravicini.
-
-[38] Casa Gonfalonieri. Il S. Gio. Aluvigi Gonfalonieri.
-
-[39] Il Sale presso delle S. Scritture significa la sapientia.
-
-[40] Ca. sforza.
-
-[41] Casa copelati.
-
-[42] C. Asinelli, Pavari, Pavarelli, Formighini, volpini.
-
-[43] Sarmato castello de Scotti. C. fontana. Casa Bracciforti.
-Barattieri. Ca. Buttafuoco.
-
-[44] Ca. Cacastracci. Ca. Tosi. Crespi. Calvi. Casa selvatici. Draghi.
-Cavra. Ca. cavalli. Corvi.
-
-[45] Ca. taverna. Ca. caino. C. de santi. Ca. pietra santa.
-
-[46] ca. Medici.
-
-[47] I conti di bel gioioso.
-
-[48] ca. castello. ca. castelletti, & del castellaccio.
-
-[49] C. davalos.
-
-[50] il valente & accostumato capitano pozzo da Perego.
-
-[51] C. Pobbia. C. da pero.
-
-[52] Casa viso di huomini. Ca. mena pace.
-
-[53] C. cavrioli.
-
-[54] La S. Camilla cavriuola.
-
-[55] La S. E.
-
-[56] Ca. Stella. M. Vincenti stella. La S. Lionella rovata.
-
-[57] Casa rosa. M. Paris rosa: & la S. Giulia rosa.
-
-[58] Cap. Orlando porcello, comito in expectando.
-
-[59] Lipomani significa molesto, & maniaco.
-
-[60] C. maggio. C. palazzi. M. Gioanandrea palazzo. Ca. sala. M. Nicolo
-sala.
-
-[61] Ca. Tassi, Zanchi, & Allegri. Zanchi, altrove mancini. Ca. Lupi.
-
-[62] La S. Artemisia scotta piena di virtu. Ca. santi Agnoli.
-
-[63] Ca. Valenti M. Susanna valente. C. Capilupi.
-
-[64] Il S. Lelio. Il s. Benedetto, il S. Gioanni agnelli. C. Passerini
-da gonzaghi amazzati. C. boschetti.
-
-[65] Ca. Arrivabene. Ca. putelli. M. Ludovico trida pali. C. contrarij.
-C. Fiaschi. Alcune signore di casa trotti.
-
-[66] La S. Tadea malaspina. La S. Genevra mala testa.
-
-[67] Il medico recalco.
-
-[68] M. Lucretia cuoca.
-
-[69] Il paradiso un palazzo antico di Ferrara. La contrada delli Agnoli.
-
-[70] Lo hospedal di S. Anna.
-
-[71] Casa pij. La hostaria dello agnolo.
-
-[72] Materia, forma, & privatione, principij delle cose naturali.
-
-[73] Casa dotti. Ca. capi di vacca. M. sperone philosopho eccellente.
-C. Gallina. C. Frigemelica. Ca. seccamelica in Piacenza.
-
-[74] M. Iacopo da panago ceco & ottimo divinatore.
-
-[75] Il conte di monte. Labbate imbasciatore di Urbino.
-
-[76] Ca. cacherani. Ca. malabaglia. Madonna Medusa. C. lumaga M.
-Cipriano & Gioan maria lumaghi. Il capitano Hercole salice. Ca. salci.
-
-[77] C. cagnuoli. Il cap. Dominico Arriano. C. bendIddio. M. Nicolo.
-
-[78] Il monastero della misericordia. Giuoco tra la citta & Ancona dove
-suol star la madonna.
-
-[79] S. Maria della pace, et delle gratie, & delli Agnoli.
-
-[80] Casa tosabezzi.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici sulla scorta di una
-precedente edizione (1548).
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of Commentario de le piu notabili, &
-mostruose cose d'Italia, & di alt, by Ortensio Lando
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- </head>
-<body>
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-<pre>
-
-The Project Gutenberg EBook of Commentario de le piu notabili, & mostruose
-cose d'Italia, & di altri luoghi, by Ortensio Lando
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
-almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
-re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
-with this eBook or online at www.gutenberg.org/license
-
-
-Title: Commentario de le piu notabili, & mostruose cose d'Italia, & di altri luoghi
- di lingua aramea in Italiana tradotto, nelquale si impara,
- & prendesi estremo piacere
-
-Author: Ortensio Lando
-
-Release Date: February 14, 2017 [EBook #54167]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK COMMENTARIO ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
-Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
-file was produced from images generously made available
-by The Internet Archive)
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-</pre>
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-
-<div class="booktitle">
-<h1>
-Commentario de le piu notabili e mostruose cose d'Italia
-</h1>
-</div>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="titlepage">
-<p>
-<span class="main-t g">COMMENTA-</span><br />
-<span class="x-large g">RIO DE LE PIU NO-</span><br />
-<span class="large">tabili, &amp; mostruose cose d'Italia, &amp; altri<br />
-luoghi, di lingua Aramea in<br />
-Italiana tradotto, nelquale<br />
-s'impara, &amp; prendesi<br />
-estremo piacere.</span>
-</p>
-
-<p class="pad2">
-<span class="x-large g">VI SI È POI AGGION-</span><br />
-<span class="large"><i>to un breve Catalogo de gli inventori de le cose<br />
-che si mangiano, &amp; si beveno, nova-<br />
-mente ritrovato, &amp; da Messer<br />
-Anonymo di Utopia<br />
-composto.</i></span>
-</p>
-
-<p class="pad4 g">
-IN VINETIA AL SEGNO<br />
-<span class="small">DEL POZZO.</span>
-</p>
-
-<p>
-M D L.
-</p>
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<h2>AL MOLTO ILLUSTRE<br />
-<span class="small">ET CORTESE S. IL</span><br />
-<span class="x-small">CONTE LODOVI</span><br />
-<span class="small">co rangono.</span></h2>
-
-</div>
-<div>
-<img class="drop-cap" src="images/drop-i.jpg" alt="" />
-</div>
-
-<p class="drop-cap">
-Imaginando come io vi
-possa ragioire, &amp; dar qualche spasso,
-mi sono risoluto nell'animo mio, non
-poter cio meglio fare, che porgendovi
-qualche piacevol lettione per
-laquale vi ralegriate l'animo, spesso percosso da
-duri colpi di fortuna: legete adunque il presente
-commentario, che mi e (non so per qual via)
-venuto alle mani, &amp; la mia buona intentione di
-farvi sempre cosa grata amate (&amp; sel vi pare) insieme
-lodate.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_2">[2]</span>
-</p>
-
-<h2>COMMENTARIO DELLE PIU MO-<br />
-<span class="small g">STRUOSE ET MEMORABILI</span><br />
-<span class="small">cose c'habbia L'Italia et altri luoghi.</span></h2>
-</div>
-
-<div>
-<img class="drop-cap" src="images/drop-p.jpg" alt="" />
-</div>
-
-<p class="drop-cap">
-Piu fiate havendo letto nelle antiche
-storie tante maravigliose cose
-dalli Italiani virilmente oprate,
-et essendomi da mio avolo molte
-volte detto esser l'Italia la piu
-bella parte, la piu ricca, &amp; la piu
-civile che ritrovar si possi, nacquemi nel petto un'ardentissimo
-disio, &amp; vennemi un istrema voglia non sol
-di vederla, ma di habitarla mentre vivessi: &amp; al mio
-pensiero fu il cielo sì favorevole &amp; propitio, che di
-piu osato non havrei di desiderare.</p> <p class="nomargin">Volle adunque
-mia buona ventura, che nel paese nostro che si chiama
-il regno de Sperduti, capitasse spinta da contrari
-venti una nave, che dall'isola di Utopia carca di carote
-veniva, sopra dellaquale, fra molti, vi era un Fiorentino
-chiamato Tetigio, ottimo maestro di piantar
-carote, &amp; perche oltre di questo, egli era faceto, motteggiatore,
-&amp; piacevole molto, Lo chiesi se voleva rimanersi
-meco, &amp; essermi guida nel viaggio d'Italia,
-ch'io li darei honesta, &amp; al suo giuditio convenevole
-provisione, oltre che l'havrei sempre in luogo di carissimo
-fratello. Non spiacque l'offerta al Fiorentino,
-anzi riverentemente mi ringratiò che degno reputato
-l'havessi del mio servigio, promettendomi ch'egli
-mi sarebbe ossequente piu che il vento, &amp; obediente
-piu che la lepre alla campagna, &amp; che tutta
-l'Italia gli era non meno nota, che si fussero le stanze
-delli Antipodi, et che haveva notitia di tutte le famiglie
-illustri, di tutti gli huomini bellicosi &amp; litterati, e delle
-piu belle &amp; vaghe donne, et che mi avvertirebbe fedelmente
-secondo la varietà delli costumi Italiani, liquali
-piu spesso si cambiano che non fa il Cameleonte. Stette
-la nave delle Carote forsi sei mesi in porto. Il padrone
-era Raguseo, li ministri parte Genovesi, parte Napolitani,
-il scrivano era sciotto. Di si longa dimora fu cagione
-non tanto la contraditione de venti, quanto il
-mercatantare che fecero, conobbero tantosto che di
-Nave scesi furono esser la Regione nostra copiosa di
-rare cose: compraro adunque anzi per dir meglio, contracambiarno;
-à noi lasciando delle lor Carote, &amp; essi
-portandosene di quelle cose delle quali l'Italia mancava:
-per Napoli tolsero di belle prospettive delle quali
-si diletta quella natione sopra tutte l'altre. Per Roma
-tolsero le piu belle cortegiane che n'havessimo nel Regno,
-quasi che le ci mancassero: Per Siena di molte funi, &amp;
-di molte catene. Per Firenze mille Cantarri di
-speranza vana. Per Perugia morsi, et briglie. Per Lucca
-di molte odorifere misture per profumare il loro
-maraviglioso volto. Per Vinetia non vollero nulla, affermando
-che bastava portarvi delle Carote lequali
-trapiantate in quel terreno salso &amp; dolce, crescevano
-ad estrema bellezza. Vollero per Genova una certa
-radice della quale chi ne mangia dopo'l pasto à stomaco
-digiuno, ha gran proprietà di fermare &amp; stare,
-<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span>
-&amp; stabilire i vacillanti capi. Mentre cotai cose mi
-riferivano, accendevasi tutta via il desiderio di veder
-l'Italia, &amp; ogni indugia m'era troppo molesta.
-Longo sarebbe &amp; non molto necessario, se io volessi
-raccontare cioche se ne portarno per Milano,
-qual mi dicevano esser una città grande, populosa, &amp;
-molto ricca, prima che Francia, Spagna, &amp; Alemagna
-li succhiassero non solo il latte, ma il sangue. Hora per
-conchiuderla spogliarno quasi tutto 'l paese di virtuose
-radici, herbe, &amp; liquori affermando esser l'Italia
-tutta da vari morbi oppressa &amp; impiagata, et non vedersi
-in lei parte veruna che sana fusse. Hor quando ad
-Iddio piacque salimmo su la nave ben corredata, et da
-ottimi marinai governata, &amp; date le vele à venti per
-quindici giorni navigammo felicemente, levossi dopoi
-un vento impetuoso molto, che ne constrinse (nostro
-mal grado) pigliar porto in una isoletta da man destra
-poco habitata da huomini, ma piena de conigli, &amp; cervi,
-daini, lepri, papagalli, tortore, &amp; usignuoli, piena
-de pretiosi frutti, &amp; soavissimi fiori, copiosa di chiare
-fontane, dove fummo raccolti con lieto viso &amp; gratiosissimamente
-ristorati, &amp; certo n'havevamo gran bisogno
-per la molta angoscia che n'haveva fatto sentir
-l'ira del mare. Mentre quivi soggiornammo, ne fu
-detto esser nell'isola un'Eremita dotato di Spirito
-profetico ilquale non lontano dal nostro albergo habitava,
-io che fui sempre curioso di cose nove deliberai
-visitarlo. Gran cosa &amp; degna di stupore mi parve
-ch'egli appena veduto m'hebbe, che per proprio nome
-mi salutò et tutto pieno di amorevolezza bacciommi
-la fronte. Era questo huomo d'aspetto sopra modo
-venerabile, di statura alto, di habitudine di corpo magro,
-di favella soavissimo, vestito di tela celeste col capo
-tondo, &amp; ricciuto: presemi per mano, introdussemi nella
-sua cella, &amp; postosi sopra di una panca à sedere, in
-cotal modo incominciò à favellarmi. Sono molti giorni
-figliuol mio, che bramosamente ti aspetto: io so che
-tu sei per girtene in Italia, ove molte strane cose vedrai,
-&amp; scorrerai molti pericoli, ma se tu haverai fede
-nel Signor Iddio da qualunque sciagura serai liberato.
-Io vidi già l'Italia quando ella fioriva, &amp; era carica
-di Trofei, et nel vero parvemi un terrestre paradiso,
-ma hora intendo che le voglie divise delli infelici
-Italiani le hanno fatto mutar faccia et cambiar costumi.
-Troverai molte cose, che sommamente ti aggradiranno,
-et molte che ti saranno cagione di strema noia,
-spera pur figliuol mio nel S. che ti farà trar di questa
-tua longa peregrinatione utilissimo frutto, fa che senza
-intermissione adori, &amp; preghi l'eterno padre, dal
-quale procedono tutti i beni, fa che li occhi tuoi non
-s'invaghischino d'altro spettacolo che della salutifera
-croce di Giesu Christo, nelquale habbi tutta la fiducia
-&amp; egli farà la guida tua, non ti fidare nella propria
-prudentia, ma fidati in quella divina providentia, che
-regge &amp; governa l'universo; Custodisci il cuore con
-ogni diligente custodia, imperoche da quello procede
-la vita nostra. Rimuove da te le labra detrattrici. Fuge
-le lingue bugiarde, &amp; guardati dall'ira, imperoche
-<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
-egli è scritto nelle sagre lettere, che l'ira alberga nel
-seno de pazzi. Schiva le conversationi delle malvagie
-femmine, amara assai piu che asentio, &amp; piu che morte.
-Attende à conservarti buona &amp; intiera fama, laquale
-pel testimonio di Salomone è di ogni pretioso
-unguento piu soave. Tu te n'andrai sano &amp; salvo à
-quella nobil provincia, laquale dalli Vitelli ha preso
-il nome: Vedrai quella felice &amp; beata amenita di Campania
-&amp; pareratti comprendere, che solo in quella
-parte del mondo la natura triumphi, godi &amp; gioiosa
-si stia, gusterai una maravigliosa temperatura di
-cielo, vedrai campi fertilissimi, Colli aprichi, spelonche
-opache, fronzute selve, infinita copia di biade,
-viti, mandorle, &amp; olive, molto armento, copioso grege,
-molti fiumi, &amp; molti chiari fonti. Vedrai Roma
-nudrice di tutto'l mondo, eletta dal magno Iddio
-per adunar i sparsi imperii, &amp; mollificare le dure usanze,
-&amp; aspri costumi de barbari, &amp; per esser finalmente
-patria comune à tutte le genti: Ricordoti però
-figliuol mio, che quando sarai nella alma città di
-Roma che di cosa che tu vega contra l'opinione tua,
-non te ne scandalizi. Troverai per Italia &amp; ispetialmente
-nel Regno di Napoli, nel paese di Roma, et per
-Lombardia infinito numero de Tirannetti li quali sono
-à sudditi peggio che la peste, rubbandoli &amp; violandoli
-le donne loro, sovengati, che Iddio fa regnar cotai
-mostri per li peccati de popoli &amp; prega il S. ne
-spenga à fatto il seme di queste crudeli Arpie, ma ragionato
-habbiamo à bastanza, tempo mi pare di ristorare
-il ventre importuno essattore di quanto se gli
-deve, piacciati rumpere il digiuno con esso meco, ne ti
-rincresca di fare un poco di penitentia: io lo ringratiai
-dicendoli, che troppo singolar beneficio mi faceva
-degnandomi della sua mensa, per laquale havrei rifiutato
-quella di Nino, &amp; di Lucullo, ne invidiarei à giove,
-nettare, o ambrosia, &amp; cosi il buon Romito puose
-mano ad un tovaglino piu bianco che falda di neve, &amp;
-ingombrò la picciola tavola de fichi secchi, nocelle,
-mandorle, &amp; uva passola, &amp; di un pane bruno anzi
-che nò, ma leggiero, ben fermentato, saporito, &amp; ottimamente
-stagionato: Vino non ci puose egli ma di
-un'acqua mi dette bere, dotata diquelle conditioni,
-che si ricercano ad una buona acqua: superava di
-chiarezza ogni ben lucido cristallo, non haveva alcuno
-sapore, non odore, non determinato colore, non finalmente
-alcuna qualità. Finita la colatione &amp; rese le
-gratie al S. egli mi diede la sua benedittione, chiedendola
-io importunamente, &amp; da lui tolto commiato allo
-albergo feci ritorno. L'oste, che longamente m'haveva
-aspettato credendosi ch'io fussi digiuno, incominciò
-à burlarsi di me. Era questo hoste un buon brigante,
-amico anzi schiavo della gola, per un ortolano, per
-un beccafico, per un fegatello, egli sarebbe ito nel fuoco,
-bevitore era piu che Tiberio, piu che Cinciglione,
-&amp; piu che Novello tricongio: del resto, era faceto, &amp;
-ben parlante ne haveva punto del sciocco, anzi gli
-avanzava molto del tristo. Dopo che di me preso si hebbe
-quel trastullo che li piacque, sgannatosi finalmente
-<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
-che digiuno non fussi, ma in piu modi ben ristorato
-cosi à parlarmi incominciò. Anchora che il Romito
-t'habbi sofficientemente ammonito, &amp; consigliato di quanto
-ti fie bisogno pel viaggio d'Italia, pur per l'amicitia
-fra noi in questi pochi giorni contratta, non voglio ti
-parti senza alcuni miei salutevoli ricordi. Io mi persuado
-d'haver veduto l'Italia piu diligentemente di lui,
-ne guari è che partito me ne sono, dil che assai &amp; non
-poco me ne pento, &amp; ne farò dolente fin ch'io vivo. Veramente
-ti porto grande invidia: imperoche fra un
-mese (se i venti non ti fanno torto) giugnerai nella ricca
-Isola di Sicilia, et mangerai di que macheroni i quali
-hanno preso il nome dal beatificare: soglionsi cuocere
-insieme con grassi caponi, &amp; caci freschi da ogni lato
-stillanti buttiro &amp; latte, &amp; poi con liberale, &amp; larga
-mano vi soprapongono zucchero &amp; canella della
-piu fina che trovar si possa; oime, che mi viene la saliva
-in bocca sol à ricordarmene. Quando io ne mangiava
-mi doleva con Aristoxeno, che Iddio non mi havessi
-dato il collo di grue perche sentissi nel trangugiarli maggior
-piacere, mi doleva che il corpo mio non si facesse
-una gran capanna. Sel ti vien commodo di fare la quaresima
-in Taranto, tu diventarai piu largo che longo,
-tanta è la bontà di que pesci, oltre che li cucinano, &amp;
-con l'aceto, &amp; col vino, con certe herbicine odorifere,
-&amp; con alcuni saporetti di noci, aglio, &amp; mandole. Ma
-quanta invidia ti porto ricordandomi, che tu mangerai
-in Napoli quel pane di puccia bianco nel piu eccellente
-grado, dirai questo è veramente il pane che gustano
-gli Agnoli in paradiso: oltre quel di puccia, vi se ne
-fa d'un'altra sorte detto pane di S. Antemo in forma di
-diadema, &amp; è tale che chi vi desidera con esso companatico,
-è ben re di golosi: mangerai vitella di Surrento,
-laquale si strugge in bocca con maggior diletto che
-non fa il zucchero, et che maraviglia è se è di si grato
-sapore, poi che non si cibano gli armenti d'altro che
-di serpillo, nepitella, rosmarino, spico, maggiorana, citornella,
-menta, &amp; altre simili herbe, tu sguazzerai con
-due caci cavallucci freschi, arrostiti non con lento fuoco,
-ma prestissimo, con sopraveste di zucchero &amp; cinamomo.
-Io mi strugo sol à pensarvi: vedrai in Napoli
-la Loggia detta per sopranome de Genovesi, piena
-di tutte quelle buone cose che per ungere la gola desiderar
-si possano, mangerai in Napoli di susameli, mostacciuoli,
-raffioli, pesci, funghi, e castagni di zucchero,
-schiacciate di mandole, pasta reale, conserve rosate, bianco
-mangiare: sarannoti appresentati de buoni caponi,
-fa che tu alizi, Gropizi, &amp; non coseggi, cioe mangia
-l'ali &amp; il gropone, &amp; lascia star le coscie: se brami
-coscie, piglia coscie de pollastri, &amp; ali di caponi, &amp;
-spalle di montone, &amp; questi sono tre buoni bocconi desiderati
-in ogni luogo, gusterai quelle percoche da far
-risuscitar i morti: Mannucherai in Siena ottimi marzapani,
-gratissimi bericoccoli, &amp; saporitissimi ravagiuoli.
-Se n'andassi in Foligno assaggiareste seme
-di Popone confetto, piccicata, &amp; altre confetture
-senza paragone: troverai in Firenze Caci mazolini,
-oh che dolce vivanda, o che grato sapore ti lasciano
-<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
-in bocca; dirai io non vorrei esser morto per milanta
-scudi senza haver provato si dilicato cibo; mangerai
-del pane pepato, berlingozzi à centinaia, zuccherini
-à migliaia, &amp; berai del trebbiano non inferiore al greco
-di Somma. Vatene à Pisa dove si fa un biscotto che
-se di tal sorte se ne facesse per le galee non vorreste far
-tua vita altrove, poco lontano di Pisa in un luogo detto
-Val calci mangierai le migliori ricotte, &amp; le piu
-belle, che mai si vedessero dal Levante al Ponente. In
-Lucca essendo, oh che buona salciccia, oh che grati
-marzapanetti ti fieno dati. Se gusti del Tramarino di
-S. Michele non te ne parti mai, egli ha proprietà uguale
-all'acqua di Poggio reale. Non mi voglio scordar
-d'avvertirti, che in Bologna si facciano salcicciotti,
-i migliori che mai si mangiassero, mangiansi
-crudi, mangiansi cotti, &amp; à tutte l'hore n'aguzzano
-l'appetito, fanno parere il vino saporitissimo, anchora
-che svanito &amp; sciapito molto sia: benedetto che ne fu
-l'inventore io bacio &amp; adoro quelle virtuose mani:
-io ne solevo sempre portare nella sacoccia per aguzzar
-la voglia del mangiare, se per mala ventura svogliato
-me ritrovava: Che ti dirò della magnifica Citta
-di Ferrara unica maestra del far salami, &amp; di confettare
-herbe, frutti, &amp; radici? dove berai l'estate certi
-vinetti, detti Albanelle non si po bere piu grata bevanda:
-vi si godeno di buone ceppe, sturioni, &amp; buratelli,
-&amp; fannosi le migliori torte del mondo, desiderava
-io venesse la Giobbia, &amp; la Domenica piu sovente
-del consueto, per empirmi la pancia di torta.
-Haverai in Modona buona salciccia, et buon Trebbiano:
-Se ti verrà disio di mangiare perfetta cotognata,
-vatene à Reggio, alla Mirandola, &amp; à Correggio, ma
-felice te, se giungi à quel Cacio Piacentino, ilquale ha
-meritato d'esser lodato dalla dotta penna del conte Giulio
-da lando, &amp; dal S. Hercole bentivoglio; mi ricordo
-haver mangiato con esso mentre in Piacenza fui, certe
-poma dette Calte, &amp; un'uva chiamata Diola, &amp; ritrovarmi
-consolato, come se mangiato havessi d'uno perfettissimo
-Fagiano. Usasi ancho in Piacenza una vivanda
-detta Gnocchi con l'aglio laquale risuscitarebbe
-l'appetito à un morto. Se avviene che passi per Lodi
-(Dio buono) che carni vi mangerai, ti leccherai le dita
-ne mai ti chiamerai satollo, ma vorrei ben esser nella
-tua pelle quando arriverai à quelle minute pescagioni
-di Binasco. Goderai in Milano di cervelato del peragallo
-cibo re de cibi, col quale ti conforto mangiar delle
-offellette, &amp; bervi dopo della vernaciuola di Cassano,
-d'Inzago, &amp; d'Avavro: goderai certi verdorini
-della buona delli arrosti: non ti scordar la luganica
-sottile, &amp; le tomacelle di Moncia, non le trotte di Como,
-non li Agoni di Lugano, non le Herbolane, &amp; Fagiani
-montanari, che da i deserti di Grisoni à Chiavenna
-capitar sogliono; non anche i maroni Chiavennaschi,
-non il cacio di Malengo, &amp; della valle del Bitto,
-non le Truttalle della Mera. haverai in Padova ottimo
-pane: vino berzamino, Luzzatelli, &amp; ranocchie
-perfette: non ti debbo dire delli Poponi chiozzotti? delle
-passere, delle orate, ostreghe, cappe sante, &amp; ceffali
-<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
-Vinitiani? Haverai similmente in Vinetia cavi di latte,
-ucelletti di Cipri, malvagia garba &amp; dolce, &amp; ottimo
-pesce in gelatina, che di Schiavonia addur si suole. Io vado
-per la memoria ricercando à mio potere tutte quelle
-cose che gustevoli parute mi sono, accioche di cosa veruna
-non rimanghi defraudato, et il mio giuditio lodi ne
-le cose appartenenti alla gola. Buoni vini havrai nel
-Frioli, migliori in Vicenza, dove ancho mangerai perfettissimi
-capretti, tacerò dirti de Carpioni di Garda? Goderai
-à Trevigi trippe &amp; gamberi del Sile de quali quanto
-piu ne mangi, piu ne mangereste: capitando in Brescia
-voglio da parte mia vadi al S. Gioan Battista Luzago,
-overo al S. Ludovico barbisono, &amp; dilli che ti dia bere
-di quella vernaccia, che gia piu fiate mi dettero: hanno
-i Bresciani oltre la Vernaccia di Celatica, moscatelli
-superiori alli Bergamaschi, et alli Brianceschi, et mi soviene
-che il consultissimo conte Camillo mene fece asaggiar
-di uno che mai non assaggiai il migliore. Vi mangerai
-una vivanda detta in lor lingua Fiadoni belli da vedere,
-grati al gusto, odoriferi piu che l'ambra, et piu che
-il muschio, &amp; morbidi al tatto, confortano il stomaco,
-danno vigore à sensi, ristorano le forze, sono facili da digerire,
-ne punto aggravano, io mi maraviglio grandimenti
-che que tanti terzaruoli lodatori de bacelli, d'orinali,
-di ricotte, et d'altre fanfalughe non si sieno posti à
-lodare i Fiadoni bresciani non però mai bastevolmente
-lodati. Credo che l'altezza del sogetto li habbia sbigotiti,
-ma che fa il Pocopagni aiutato dalla facunda
-musa di M. Antonio di lui nipote, ch'egli non ne canti?
-che sta à guardare il Cazago che non concordi cinquanta
-rime circa tal materia? Vorrei che'l gentil Dionigi
-da Castello con il suo dir terso, &amp; nuovo facesse
-fino alli Indiani nota la Fiadonesca bontà. Ma perche
-certo sono che non farai ritorno nell'amata patria
-che Genova non veghi, io ti aviso che vi si fanno torte
-dette gattafure perche le gatte volentieri le furano
-et vaghe ne sono, ma chi è si svogliato che non le furasse
-volentieri? à me piacquero piu che all'orso il mele;
-ò le pera moscatelle, mangerai delle presenzuole, de
-buoni fichi, &amp; delle schiacciate fatte di pesche, &amp;
-de Cotogni, berrai moscatello di Tagia tanto buono,
-che se in uno tinaccio di detto vino mi affogassi parerebbemi
-far una felicissima morte, non ti mancheranno
-Corsi, racesi, &amp; amabili. Non uso quella diligentia
-ch'io potrei in dirti ciò che al ventre si appartiene, parte
-perche mi penso che non sarai cosi inetto che non ti
-sappi procacciare i tuoi bisogni, parte anchora perche
-ti voglio dare altri consigli: tu sei giovanetto, ne per
-quel ch'io credo foste mai piu fuori di casa, attendi adunque
-à me che fedelmente sono per consigliarti, se ti abatti
-esser di brigata in qualche albergo, &amp; vi sia poco
-pane, tienlo in mano, se poco vino, beve spesso, se poca
-carne appiccati all'osso, se hai poco letto, ponti nel mezo.
-Se l'estate cavalchi con grossa compagnia, metteti
-avanti, &amp; la vernata rimani indrieto, se ritrovi qualche
-difficile &amp; pericoloso passo honora il compagno,
-lascialo andar avanti: &amp; cosi se ti abatti di haver à
-passar qualche rapido &amp; torbido fiume, dirai come
-<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
-gia disse un savio contadino. Torbo ti trovo, torbo ti
-lascio, se non sei chiaro io non ti passo, &amp; vatene alla
-barca, ne volere per sparmiare un carlino porti a rischio
-di morte &amp; doventare cibo de ingordi pesci: cavalcando
-per la Calavria porta che mangiare nelle saccoccie,
-altrimenti ti potrai stare co guanti in mano:
-guardati di rimescolarti con cortegiane ispetialmente
-in Napoli, Roma, Vinetia, se non ne voi in premio riportare,
-gomme, piaghe, doglie, taruoli, panocchie, dentaruole,
-&amp; pellarelle. Guardati da Lombardo calvo,
-Toscano losco, Napolitano biondo, Siciliano rosso, Romagnuolo
-ricciuto, Vinitiano guercio, &amp; marchegiano
-zoppo. Non albergare con hoste nuovo, ne questionar
-con esso, ne lo pagare fin che non sei per andartene,
-imperoche pagato ch'egli è, non è piu tenuto alla
-custodia delle cose tue, non ti riposare nella fede loro,
-&amp; guarda che non rubbino la biada à cavalli, ogni cosa
-contaminano i ribaldoni, &amp; quando credi che le lenzuola
-sieno di bucato, vi havera dormito qualche leproso
-&amp; incancherito. Non ti lasciare sovragiungere
-la vernata in Abruzzo, ò la state in Puglia. Ricordati
-del proverbio, Chi vuol provar l'inferno l'estate in puglia,
-&amp; nell'Abruzzo il verno. Guardati dall'aria di
-Grossetto, di Piombino, di Pisa, di Sinigallia, di Macerata,
-d'Arimino, di Cervia, &amp; di Pesaro. Fuge come la
-peste i gabellieri di Firenze, di Bergamo, di Brescia,
-&amp; di Ferrara, non provaste mai le piu importune &amp;
-ingorde bestie. Schiva i zaffi Vinitiani degni di mille
-forche. Non cavalcar la vernata per Lombardia
-se prima non incanti la Nebbia, &amp; questo sia l'incantesimo.
-Piglia una tazza piena di Corso, o di moscatello
-briancesco, &amp; dirai tre fiate, Nebbia nebbia matutina
-che ti levi la mattina Questa tazza rasa &amp; pina contra
-te fie medicina. Aloggia per tempo, si di verno, come
-di state: habbi de cavalli diligentissima cura, &amp; essendo
-stracchi bagnali i testicoli di vino caldo, non volendo
-passare qualche ponte, ò vero intrar in barca.
-accostategli all'orecchio stanco, &amp; congiuralo per l'invidia
-de cortegiani, per la militar rapacita, per l'ingordigia
-de molti preti, per la mormoratione fratesca, &amp;
-per la desperata salute delli avvocati, &amp; incontanente
-passerà dovunque vorrai: nel pascerlo non ti curare
-di empirlo la mattina di biada, ma ricordati del Proverbio
-francese: disinar di fieno, &amp; cenare di Avena:
-Fa poca stima de signore, che non doni &amp; favorisca, di
-Prelato che non conviti, &amp; di mercatante che non presti.
-Non rifiutar di disinare con Abbati, cenar con mercatanti,
-merendar con comadri, &amp; far colatione con
-innamorati: Cerca di far Natale con signori. Pasqua
-nel tuo albergo, &amp; lecito ti sia di far il carnevale in
-ogni luogo. Guardati da mariuoli &amp; taglia borse de
-quali n'ha gran copia Napoli, Roma, &amp; Vinetia. Se
-ti accade albergare nelle case di qualche honorato cittadino,
-non esser curioso investigatore de fatti altrui:
-sia cieco, sordo, &amp; mutolo: non biasimar cosa che veghi,
-loda etiamdio quello che loda non merita: à tavola
-essendo, et non ritrovando le vivande secondo il tuo
-talento, non vituperare, ma sovengati di cio che disse
-<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
-Cesare à suoi compagni. A chi non gusta non ne mangi,
-&amp; tacciasi. Non ti far molto intrinseco con signori
-liquali sono come il fuoco, se moderatamente te li accosti,
-ne sei scaldato &amp; illuminato, ma se molto te li avicini,
-tu ti abrugi, et consumi. Schiva le femine barbute et
-quelle che portano la braca de mariti, guardati dell'andar
-in Norsia, Cassia, &amp; Visse, perche Dio li maledisse.
-Guardati di Calle, Seno, &amp; Moncalino, un ladro, un
-traditore, e un'assassino: di molte altre cose instruire
-ti potrei, ma mi confido del tuo nobile ingegno, alquale
-(se sie bisogno) potra supplire questo buon Fiorentino,
-ilquale mi par huomo della tavola ritonda, et
-credo li sappia migliore il cotto che il crudo, &amp; piu li
-piaccia l'agio, che il disagio. Qui fece fine di cicalare
-il loquacissimo hoste, &amp; essendosi abonacciato il mare,
-&amp; da ogni lato apparite le Alcione segno certissimo
-di futura tranquillita, fatte le debite relationi di gratie
-(si come tenuti eravamo) à quelle persone, che si humanamente
-racolti n'havevano, &amp; fornitici di rinfrescamento,
-salimmo la nave &amp; verso Sicilia indrizzammo
-il camin nostro: non fummo lontani di dugento miglia,
-che incominciammo à vedere molte cose, che ne
-dettero tanto sbigottimento, che anchora ci sudano le
-tempie; Apparve alla poppa della nave un'huomo marino,
-&amp; in tal sembiante apparve, che non fu alcuno di
-noi si ardito, che non se gli aricciassero i capelli, et per
-gran timore la lingua al palato non se le accostasse, ma
-longamente non vi dimorò. Vedemmo un branco di Balene
-poste quasi che in Ghirlanda, le quali ci rapresentarno
-l'isole Cicladi. Il giorno seguente apparve, &amp;
-non molto lontano da noi, gran numero de tritoni, Elephanti
-marini, Vitelli marini, Orche, &amp; Nereide, le
-quali sono di corpo peloso, &amp; di humana effigie. Si videro
-quel di medesimo testugini si grandi che del coperchio
-di ciascuna si sarebbe agevolmente coperto
-ogni ampio, &amp; gran palagio: nulla vi dico della molta
-copia de Delfini, liquali da luogo à luogo fra loro con
-gran lascivia scherzando, con maggior prestezza andavano
-che non fa strale da cocca uscito: avicinatici finalmente
-alla Sicilia meno di trecento miglia, Udimmo
-una notte cantare piu di cento Sirene, lequali in
-vero si dolcemente cantarno, che io credetti tutti gli
-chori delli Agnoli esser quivi dal cielo discesi: non le
-potemmo gia vedere per esser buio, ma se la bellezza loro
-è tale, quale è la dolcezza della voce, credo che ne in
-terra, ne in mare, vedere si possa la piu perfetta cosa:
-Il decimo giorno dopo l'haver udito si grata melodia
-con prospero vento, &amp; con il ciel sereno, entrammo
-nel porto di Messina. Hor quivi soggiornammo molti
-giorni, &amp; con quella diligentia che si puote maggiore,
-notammo tutte quelle cose che memorabili ci parvero;
-poi sodisfatto il padrone della nave, et provedutoci de
-cavalli, ci ponemmo curiosamente à cercare tutta l'isola
-laquale da Tucidide è chiamata Sicania, da altri Trinacria,
-et da molti Triquetra per la sua triangolar forma:
-è di tre promontorij adorna, delli quali l'uno risguarda
-l'Italia, l'altro mira la Grecia, il terzo vagheggia
-l'Affrica: montati finalmente à cavallo Tetigio,
-<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
-mio valletto allevato in casa da fanciullo, &amp; io lasciati
-i Mamertini, ò vero i Messinesi, che li vogliamo
-dire, si dettemo à cercar l'isola, &amp; primeramente n'andammo
-à vedere il miraculoso monte di Etna, le cui faville
-ben cocenti arrivano sovente fiate fin'a Catania,
-&amp; fino Taurominio: vedemmo il porto di Ulisse, le
-stanze de Ciclopi, i campi lestrigoni; d'indi ne andammo
-à visitare la famosa, &amp; nobil Siracosa, &amp; nel bello &amp;
-chiaro fonte di Aretusa ci lavammo: cercammo dopoi i
-popoli Agirini, Adranitani, Acestemi, Acrensi, Leontini,
-Semellitani, Triocarini, &amp; Paropini. Fui per molti
-giorni in Catania, ne cosa alcuna vi vidi, che del memorabil
-havesse, fuor che il S. Cola maria caracciolo
-vescovo di detta città, la cui prudentia mi dava gran
-stupore, &amp; mostruosa mi pareva in si giovenile età.
-Non ramemoro tutti i popoli da noi visitati, che troppo
-tedioso sarei. Abonda questa isola di tutte quelle cose,
-che al vivere humano necessarie sono, &amp; talmente
-n'abonda, che ne pò à vil pregio communicare altrui.
-Di tutte le nationi straniere fu Sicilia la prima, che facesse
-amicitia, &amp; venesse sotto la fede del po. Ro. Fu parimenti
-la prima che fusse chiamata sotto nome di provincia
-ilche risultò à grande honore dell'imperio: questa
-è quella isola la quale insegnò à Romani quanto
-fusse dolce cosa il commandare alle nationi peregrine,
-&amp; di tanta fede &amp; benivolenza co Romani si strinse
-che mai niuna città si ribelò. Questa fece la scala à conquistare
-l'Affrica: questa fu detta dal savio Catone
-Armario &amp; dispensa della Rep. &amp; nudrice della plebe:
-questa è quella nobil provincia la quale nelle somme
-difficultà di Roma, vestito nudrito, &amp; armato ha
-li esserciti Romani: supera ella certamente tutte l'altre
-di nobiltà, di ricchezza, &amp; di splendore, molte cose
-però vi trovai che strane (per non dir peggio) mi parvero.
-Io vi vidi tener le razze d'huomini per venderli
-come si vendono cavalli, buoi, muli &amp; altri irragionevoli
-animali, ilche parvemi pessimamente fatto, imperoche
-quantunque non habbiano il sacro Battesimo,
-sono però dotati di ragione &amp; possono anch'essi dir
-<span class="smcap lowercase g">SIGNATUM</span> est super nos lumen vultus tui domine:
-portano in fronte come noi altri l'imagine d'Iddio
-&amp; per essi, come per noi è morto Giesu Christo (pur
-che cosi creder possino) si doverebbono adunque trattar
-con piu rispetto: intesi di piu che i padroni delle razze
-spesso con le schiave lussuriosamente si rimescolano
-&amp; que parti che si generano, soggiacciono à quella
-medesima conditione che soggiacere veggiamo quelli
-che di padre &amp; di madre schiava nati sono. Strana et
-mostruosa cosa mi parve il veder condur le donne à
-prezzo perche pianghino li altrui defunti. Chi le vedesse
-stracciarsi i capeli, farsi la faccia livida, direbbe che
-da estremo dolore trafitte fussero, &amp; vi è tal feminella
-che si trovera haver fatto simil uffitio quattro &amp; cinque
-fiate in un giorno &amp; piangere sempre piu dirotamente
-una volta che l'altra, direste che sotto ambedui
-i cigli riposto vi fusse un copioso fonte di amare lagrime:
-vidi in Sicilia tanta frugalita &amp; si strema parcita
-nel vivere che io tenni grandimente bugiardi Platone
-<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
-Strabone, Aristotele, Clearco &amp; Aristophane, liquali
-tanto lodarno le mense Italiane, &amp; ispetialmente le
-Siciliane. Mostruosa cosa mi parve veder que Siciliani
-sempre in briga, sempre azzuffarsi, &amp; esser della
-morte tanto timidi che come si veggono tratta una
-gocciuola di sangue tramortiscono &amp; in segno della
-lor timidità non li basta armarsi il capo le braccia, &amp;
-il petto, che portano di piu il guarda naso, guarda
-orecchie &amp; guarda bracchetto &amp; armarsi infino alle
-streme parti del corpo. Notabil cosa mi parve l'udir
-in alcune terre la favella lombarda, si schietta et espressa
-come se stato fussi nel centro di Lombardia: summa
-gelosia è in questi huomini anchora che il paese caldo
-sia: &amp; acuti sono sopra tutti. È l'isola piena de ladri,
-ne spaventar lor possono manare, prigioni, forche,
-ceppi &amp; catene. &amp; questo è quanto sono per dirvi
-della natura loro; Settantacinque giorni consumai
-in visitar questa isola, la dove M. Tullio scrive nelle
-sue verrine haverla visitata in cinquanta giorni: ritornammo
-in Messina, &amp; dal longo cavalcar stracchi,
-facemmo disegno di riposarsi alquanto: quivi trovammo
-la schiatta di Pharaone Re dell'Egitto<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> qual credetti
-del tutto estinta già tante centinaia d'anni sono. Ripossati
-quanto ne faceva mestieri, passammo Scilla
-&amp; Caridde assai piu spaventevoli di nome che
-de fatti: lasciammo Reggio sul margine dell'Italia,
-et entrammo nella Calavria, vedemmo il fiume Sagra
-dove si fece quella memorabil rotta, et donde
-ne nacque il proverbio, Veriora his quæ apud
-sagram contingere: visitammo i Locri fronte dell'Italia
-ove sempre apparisce l'arco celeste: intrammo in Scillatio
-hora detto Squillatio et dalli Atheniesi edificato
-richiamato Scilletio; non intendo voler riferire tutto
-cioche gli occhi miei videro, ma sol quel che mi parve
-trasordinario. Dico adunque che mirabil cosa mi parve
-vedere in quella Provincia gli hospiti in hospitali:
-di piu: quando questa natione canta par che pianga &amp;
-quando piange par che canti. Strano mi parve che Iddio
-ottimo &amp; mass. al cui consiglio non si pò opporre,
-dia si largamente la manna à questi popoli infami di micidij,
-ladronecci, &amp; della piu sporca &amp; abominevol
-lussuria che imaginar si possa, non havendola gia mai
-data ad altri che al suo popolo diletto: io li ho veduto
-piangere piu largamente la morte de vermi,<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a> che dei stretti
-parenti: vidi in questi paesi un montone predicare la
-parola d'Iddio con singolar gratia, &amp; gridare à peccatori
-con mirabil fervore.<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a> D'indi scorremmo la Lucania,
-&amp; vedemmo il sepolchro di Alessandro epirota, ilquale
-nel medesimo tempo, che Alessandro (il magno) di costui
-nipote &amp; cognato andò all'espeditione di levante, fu da
-Lucani fuorusciti invitato à venirsene in Italia, promettendogli
-che per opra loro s'insignorirebbe di quella
-provincia: venne il misero &amp; troppo credulo Alessandro,
-ilche essendo da Lucani presentito, promisero
-à fuorusciti libero &amp; franco ritorno nella patria se
-amazzare lo volevano, ilche fecero senza molto pensarvi,
-singolar essempio à principi di non dar molta fede
-à fuor'usciti. Scorsi poi la fertile Puglia, vidi Salappia
-<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
-ove il feroce Anibale si lasciò legare da una vil feminella.
-Entrai in Siponto, Venosa, Canusio, Theano,
-et Hargirippa da Diomede edificata: vidi li Aquilani,
-Caudini, Bebiani, Vescelani, Deculani, &amp; Benevento,
-gia detto Malevento, ove trenta mila sanniti furono
-morti. Scorsi l'Abruzzo, ne contener potei le risa veggendo
-quei huomini piu vaghi del pane unto che non
-è la capra del sale. Vidi in Puglia del sterco de buoi
-farsi il fuoco &amp; scaldarsi i forni. Maravigliosa cosa mi
-parve il fatto della tarantola, ne creduto l'havrei se con
-i propri occhi veduto non l'havessi; ivi certamente si
-comprende quanta sia la forza della musica, poi che i
-morsicati per altra via sanar non si possono. Usano le
-donne di questo paese di portar le calze larghe come
-sacchi, &amp; sopra delle calcagna ricadenti et hanno questa
-sciocca opinione, che chi altrimenti le porta non sia
-femina d'honore. Sonoci alcuni luoghi dove si menano
-le fanciulle, che si hanno à maritare in mercato sopra
-delli Asini rabellite, con le treccie sciolte, &amp; colui che
-le conduce va avanti gridando chi la vuole. Sa cucire,
-sa tessere, sa filare, sa cucinare, sa far bucato, chi la
-vuole? chi la vuole? &amp; spesso aviene, che una povera
-fanciulla verrà dieci fiate in mercato prima che trovi
-ricapito. Veduta questa parte non però con molta diligentia,
-pigliammo il camino ver Napoli città splendidissima,
-da Calcidensi edificata, &amp; da una sirena ivi
-sepolta: detta Partenope. Io non so veramente dove veder
-si possa il piu bel sito, ne il piu accommodato, da
-una parte tragonsi carra, dall'altra parte trahesi nave;
-ilche in niuna altra città si vede. È questa natione
-molto dedita all'otio, &amp; alle delitie, &amp; alle attilature,
-dilche maravigliandomi, fummi detto che di ciò non mi
-dessi maraviglia, concio fusse cosa ch'ivi habitasse l'Epicuro
-il quale con l'accecare li illuminati, &amp; illuminare
-li accecati si haveva grandissimo credito acquistato.<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a>
-Parvemi strano che l'Epicuro fusse anchor vivo, qual
-credetti morto già piu di due mila anni. Ho udito canzoni
-in Napoli di maggior melodia, che non ha la musica
-Dorica, la Lidia, la Phrigia, &amp; la Beotica. Vidi castello
-Capouano per arte maga da Capoua à Napoli
-traportato. Vidi castello dell'uovo da Zoroastre d'un
-uovo di ocha edificato. Vidi andar per Napoli le Galeotte,
-senza vele, &amp; senza remi per lasciutto: Mostruoso
-mi parve vedere molte caraffe, &amp; molte pignatelle<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a>
-bollir senza fuoco, ne facilmente rumpersi, anchora
-che nel muro percuotessero. Mostruoso mi parve, che
-in una si amena regione, ove di continovo habita primavera,
-vi habitasse anchora Genaro:<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a> intollerabil
-giudicai, che passata meza hora di notte, non fusse lecito
-uscir di casa salvo, che in farsetto, tanta è la copia
-de ladroncelli. Non ha similmente da tenersi per
-cosa notabil c'habbi quel regno infinita copia di cavallucci,
-liquali non mangiano ne fieno, ne biada, ne paglia,
-ne orgio, non sanno mordere, ne trar de calzi,
-non portano, ma sono portati. Trovansi parimenti
-Armeline, delle cui pelli non si foderano vesti, viveno
-senza mangiare, &amp; senza bere, &amp; del continuo rinchiuse
-si tengono:<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a> ne meno da esser notato giudicai,
-<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
-che i cavalli facciano cascio.<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a> Hocci veduto huomini
-con le branche de Lioni.<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a> hocci veduto un Porco,<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> &amp;
-un falcone<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a> nella dottrina di Aristotile molto eccellenti.
-Hor goduto che havemmo la città, deliberammo godere il
-contado, &amp; a far l'estate in Pusilipo n'andammo. È
-Pusilipo un monte di tanta vaghezza, &amp; amenita ornato,
-che io non credo trovarsi in tutto l'universo
-monte alcuno, che ragionevolmente comparar se li
-possa, taccia pur chi loda il monte Idalio, Otri, Menalo,
-Liceo, Tauro, Citoro, &amp; qualunque altro piu
-famoso, che mai mi si persuaderà, che tale sia, che à questo
-pareggiar si possa: o che habitar magnifico, &amp;
-reale vi si trova, quanti bei giardini da dotta mano
-coltivati, che grate ombre vi sono, &amp; dolcissimi ridotti:
-oh che benigno, &amp; chiaro aspetto di cielo.
-Quante belle prospettive si di terra, come di mare vi
-si veggono: che dolce spasso era il nostro in cogliere
-la mattina per tempo vacinij, gelsomini, garoffoli,
-&amp; viole di piu ragione; Quivi sono mele cotogne
-grosse come il capo d'un bue, &amp; piu belle di quelle
-che in Cidonia nascono, donde prima à noi portate furono.
-Pruna di diverso colore, &amp; nere, bianche,
-verdi, gialle, rubiconde, &amp; mischiate, vi sono le ordearie,
-le asinine, le damascene, &amp; le armeniache, lequali
-sole fra tutti le spetie odorifere sono. Ho gustato su
-questo gratioso monte persiche tanto saporite, di
-si pretioso odore, &amp; di tanta bellezza, che se il vecchio
-Adamo per tal frutto prevaricò; io lo reputo degno
-di scusa. Ho alle volte creduto ch'egli fusse quel
-loto di tanta dolcezza, che chi ne gustava: non si ramentava
-piu della patria, donde ne nacque il proverbio.
-Egli ha gustato il loto: hocci mangiato di quelle
-persiche dette galliche, &amp; di quelle che dette furono
-Asiatiche. Qui trovai tutti que frutti quai sesto Papinio
-reccò d'Affrica, &amp; di Soria, qui trovai tutti li ingegnosi
-insiti di Matio, di Getio, di Manlio, &amp; di Claudio.
-Quivi sono le mele appia da Appio de la famiglia
-Claudia cosi dette. Sonovi le septiane da un libertino
-ritrovate di perfetta rotondità, le quiriane, le scantiane,
-le Epirotiche, le Camerine: sonovi le Crustumine, le
-Dolobelliane, le Favoniane, &amp; le Tiberiane, ci ho mangiato
-sorbe, che parevano nate in paradiso, et anchora
-me ne sento il sapore in bocca. Su questo fertilissimo
-monte fatto da la natura per produr frutti, &amp; per ragioire
-le menti afflitte hocci mangiato fichi Rodiotti,
-Tiburtini, Africani, Egittij, Cipriotti, &amp; di una sorte
-sopra a tutti gli altri dolce: credo sieno fichi hircani,
-della cui natura parlando Onesicrito afferma superare
-tutti gli altri frutti di dolcezza. Che dirò delle castagne
-assai migliori delle Tarentine, piu belle delle
-coreliane, &amp; piu saporite delle meterane. Vi sono
-mora, &amp; ostiensi, &amp; tusculane, non vi mancano ciregi
-le quali avanti la vettoria di Mitridate, non si videro
-giamai in Italia, L. Lucullo le recò di Ponto, et in
-ispatio di poco tempo trapassarno fin'in Britannia,
-ne creda alcuno che sol d'una sorte ve ne sia, vi trovai
-le Aproniane rubiconde piu che fiamma, le Actie piu
-che pece nere, le rotunde Ceciliane, &amp; le macedoniche,
-<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
-non racconterò delli Aranzi da Neratio ritrovati, non
-delle limoncelle, non de cedri, non delle molte spetie di
-mortella. Infinite cose pretermetterò accioche il mio
-commentario piu di me non cresca. Finita la state feci
-disegno partirmi da Napoli &amp; girmene à Roma benche
-duro mi paresse lasciando la dolcissima conversatione
-del S. Mario Galeota, &amp; del S. D. Lonardo cardines,
-per mezo del quale conobbi la nobile &amp; saggia
-princessa di Salerno, la generosa Marchesa de la Palude,
-&amp; la virtuosa contessa di Nola, dal cui lato mai
-non si parte la discreta Luvigia carolea gloria di Benevento,
-ma prima che à Roma me n'andassi: io volli
-veder Venafro famoso per la copia &amp; gran bontà dello
-olio. Vidi Capova gia si potente, &amp; hora quasi che destrutta.
-Fui in Caiazzo, in Teano, in Aliffe, &amp; in S. Agnolo,
-dove faceva sua residentia la contessa d'Aliffe
-la quale senza haver altra notitia de fatti nostri mossa
-sol da un regal spirito, &amp; sospinta da una natural
-cortesia ci fece nelle proprie case albergare. Io non
-ho lingua, io non ho parole bastanti ad isprimere li
-honesti trattamenti, i gratiosi modi, &amp; la rara leggiadria
-di questa eccellentissima Signora<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a> degna madre della
-divina Violante, &amp; della dolcissima Giulia Garlona:
-ne fu poi pel viaggio da persone di somma fede,
-affermato, esser fra l'altre virtu di tanta pudicitia che
-si sarebbe potuta pareggiare con Sulpitia figliuola di
-Patercolo &amp; moglie di Fulvio Flacco, la quale eletta
-fu fra cento castissime matrone per consagrare il simulacro
-di Venere: ò donna rara, ò gloria eterna del
-sangue Piccolomini &amp; degna di maggior felicità che
-non hebbe mai Lampido Lacedemonia overo Berenice.
-Partitomi dal territorio di Aliffe, indrizzai il camino
-verso Roma, soggiornai tre giorni in Gaieta, &amp; tutta
-quella Riviera attentissimamente contemplai &amp; mi risolsi
-à credere che la piu bella &amp; amena parte del mondo
-fusse tutto quel tratto da Napoli à Gaieta: ne fu da
-paesani mostrato il luogo dove M. T. fu per commandamento
-del crudele &amp; scelerato M. Antonio di vita
-privato: certamente contenere non potei allhora le
-lagrime giudicando però divinamente fatto che il piu
-diserto &amp; florido oratore che mai per alcun tempo
-nascesse, nella piu florida parte del mondo terminasse
-anchora i giorni suoi. Vidi il monte di Circe, &amp; tutte
-le stanze dove la scelerata maga habitava, &amp; vi trovai
-un pezzo della sua conocchia, due pentole, una guastada,
-molti lambicchi rotti, alcuni Pentacoli, infinite
-Ampolle &amp; Albarelli spezzati: d'indi senza far dimora
-venni alle habitationi de volschi quai Virgilio chiama
-veruti perche combattevano cò spedi, &amp; albergai
-nelle case che già furono di Camilla lor famosa reina:
-n'andammo poi à vedere i popoli sanniti liquali furono
-già tanto potenti che dettero delle mazzate à Romani
-&amp; li vituperarono spogliandoli delle arme, poscia
-che rotti li hebbero: con i Romani per ispatio de quarant'anni
-animosamente contrastettero, &amp; sostennero
-alcuna volta dui eserciti consolari: furono finalmente
-constretti di cedere alla virtu Romana. Entrammo
-poi in Alba, dalle cui ruine, crebbe già Roma, vedemmo
-<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
-il luogo dove combatterno li Oratij &amp; li Curiatij.
-Scorremmo il paese che già fu de Latini, de Sabini, de Ferentani,
-de Falischi, et de Privernati. Entrammo finalmente
-nell'alma città di Roma dove la principal nostra cura
-fu di vedere il gran pastore del christiano grege, lo
-vedemmo piu di una fiata, ma lecito non ci fu di fargli la
-debita riverentia perche non havevamo chi ci introducesse
-nel cospetto di sua santita: vedemmo il concistoro
-&amp; molto n'increbbe che in si gran collegio de cardinali
-sol vi fusse uno cortese:<a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a> sol uno pio &amp; non piu &amp; uno
-agnolo solamente fra tante Gerarchie con esso loro habitava:
-vidi un canuto Gambero sedere a concistoro, vidi
-un Cardinale che haveva tre volti &amp; uno che haveva
-tre denti: &amp; uno ne conobbi ilquale per quella parte
-mandava fuori il pane patito per la quale intromesso
-l'haveva: trovai in Roma beccari liquali non scorticarno
-mai ne vitella ne vaccina. Trovai colonne per
-se stesse mobili &amp; molti orsi di figura humana: dura
-&amp; mostruosa cosa mi parve, che in Roma santa si comportassero
-tante meretrici, &amp; in tanta stima fussero,
-&amp; a tante facultà pervenessero, che paiano reine (mercè
-dell'humana incontinentia &amp; intemperantia) laquale
-lascia sovente mendicar i virtuosi: lascia miseramente
-languire i poveri infermi nelli spedali, et arricchisce
-le concubine, nodrica le carogne con offesa d'Iddio,
-con infamia del nome christiano, et spesso con grave
-danno de propi corpi: che non vidi in Roma di strano? Vidi
-huomini col capo di ferro,<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a> altri col capo di zucca
-&amp; huomini vidi di Pietra, far versi &amp; dialogi degni
-da esser piu di una fiata letti. Partiti di Roma, n'andammo
-a visitare i Piceni, hora detti Marchegiani, li quali
-già furono in molto maggior numero che di presente
-non sono, trecento cinquanta mila, atti à maneggiar
-arme si dettero già nella fede de Romani, si conobbero
-allhora li Ausimati, Veregrani, Cingulani, Cuprensi,
-Falariensi, Pausulani, Plinitensi, Ricinensi, Septempedani,
-Tolentinati, &amp; li Triacensi con molti altri popoli
-quai pretermetto per schivar la satieta à qualunque
-legerà questo nostro Commentario: ma che vidi io nella
-marca di memorabile? vidi bere il vin cotto, mangiar
-il pan crudo, &amp; la carne dirupata. Conobbi una natione
-robusta, &amp; della fatica impatiente, come hanno un
-pezzo di presciutto, &amp; un casciotto, non si possono condur
-à lavorare con mille argani. Conobbi nella Rocca
-contrada una santissima donna governatrice d'un devotissimo
-monistero: era costei dotata di spirito profetico,
-et miracolosamente nella scrittura instrutta, di cui
-era sollecita imitatrice Clara vigera dalla rovere. Ma
-che si scriverà da me particolarmente d'Ancona? ricetto
-singolare de schiavoni, ricapito de giudei, albergo
-de Turchi, stanza de morlacchi, &amp; nido de Greci, ove
-sono molti ricchi mercatanti, &amp; di qualunque cosa si fa
-gran traffico, ne mai vi si vede contar un soldo. E' bagnata
-Ancona dall'onde del mare, &amp; di rado vi si vede pesce
-fuor che alla Pasqua quando ci fa men bisogno: dirò
-di più che i giorni santi, ivi si trova infinito numero
-di meretrici, &amp; per altro tempo ve n'è piu caristia
-di quel che forsi vorrebbe l'intemperanza nostra. Grata
-<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
-mi fu in questo luogo la conversatione di M. Giovanni
-Gondi, &amp; di M. Francesco Gabriele, huomini di nobilissimo
-ingegno, e di gratissime maniere: cercai diligentemente
-gli Umbri gente antichissima, et da Greci
-detti Umbri, perche rimasero sani &amp; salvi dopo l'universal
-inondatione. furono già da Toscani crudelmente
-perseguitati, et trecento castella arsero loro: di questa
-natione favellando un gentile &amp; nobil poeta disse.
-<span class="smcap lowercase g">ET SUBERE LEVIOR UMBER</span>. Condussimi
-finalmente à Sinigallia da Galli edificata, ove era
-Vescovo il buon padre Marco Vigerio della rovere,
-huomo di bontà, et di dottrina singolarmente ornato,
-dalquale commodamente albergati, in molta consolatione
-molti giorni presso di lui ci ritenne; erano del continuo
-i nostri ragionamenti dell'amore et timore, che
-à Dio si deve, del dispregio delle cose mondane, della divina
-misericordia, de i frutti della pace, della tranquillità
-della conscientia in Giesu Christo, &amp; delli effetti
-dell'oratione. Capitammo poi a Pesaro, ove si ritrovava
-la S.D. Leonora Gonzaga duchessa d'Urbino, laquale
-havendo presentito di nostra venuta albergar
-ne volle nel ducal Palagio in molti modi scuoprendone
-la Magnificentia, &amp; splendore del suo gentilissimo animo.
-Faceva il medesimo la diletta nuora Vittoria Farnese
-honor del sesso feminile. Hor havendo visitata la
-Marca, &amp; l'Umbria, deliberai passarmene in Toscana
-senza haver alcun riguardo à dilungar il viaggio,
-à tragiettar monti, ò à varcar fiumi, &amp; a Siena giunsi
-della cui vista ero stato longamente desideroso, siede
-la nobil Siena in un fruttifero monte, ricca di grasso
-piano, &amp; de ameni colli. Sonovi le donne piu savie de
-gli huomini, &amp; sonovi le donne in guerra forti<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a>, non è
-per tanto da maravigliarsi ne da reputar menzogna
-le cose che si leggono di Arpalice, di Semiramis, di Pantasilea,
-di Camilla, di Valasca, di Maria da pozzuolo,
-&amp; di madama da Forli. Ecci in Siena l'aria tanto sottile,
-che ogni anno ne escono de Gangheri infiniti, de
-quali alcuni ne ritornano, &amp; alcuni perpetuamente
-ne rimangono pazzi; uno ne conobbi io ilquale si
-credeva d'havere il capo di cera, et per tanto anchora
-ch'egli asidrasse di freddo ricusava vedere il Sole,
-&amp; accostarsi al fuoco. Un'altro ne conobbi, che si dava
-ad intendere d'havere il capo di vetro, &amp; le gambe
-di ferro: mi fu mostro: che si riputava di esser un'olla,
-&amp; passando davanti à qualche Pentolaio, era sforzato
-(suo mal grado) di entrar nella bottega, &amp; con le
-braccia inarcate riporsi fra l'olle; &amp; vi era fatica à
-poternelo rimuovere, vidi chi si credeva d'havere un
-braccio di naso et andando per la strada gridava, scostative,
-non mi vi appressate tanto: molti impaciscono
-credendo di esser fatti Re, Imperadori, Duchi, Conti &amp;
-Marchesi: vi era uno fra molti ilquale era di questa
-credenza ch'egli havesse in corpo gran quantità di rane,
-&amp; se alcuno diceva di non udirle cantare fieramente
-si adirava, vidi in Siena intronati ch'erano molto
-svegliati<a class="tag" id="tag16" href="#note16">[16]</a>: storditi bene assentiti, crudeli assai pietosi:
-piccolhuomini ch'erano grand'huomini, Saraceni tenuti
-<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
-buon christiani: Venturi che presenti erano<a class="tag" id="tag17" href="#note17">[17]</a>: Salvi
-li quali erano in pericol posti: Amadei, &amp; pur si conoscevano
-per peccatori: Qui solamente trovai huomini
-&amp; donne belli &amp; gai. Sono i Sanesi sopra tutti i Toscani
-(&amp; siami detto con buona pace &amp; gratia) hospitali,
-affabili, liberali, &amp; gratiosi, amadori di virtu, &amp;
-bellicosi molto: Fu il mio albergo nelle case di messer
-Gioanni Lateringo, et honestamente trattato fui. Non
-mi curai di gir à Perugia, intendendo che mesta, &amp; lagrimosa
-si stava per li molti cittadini fatti fuorusciti,
-&amp; per essere stati condotti in triumpho dal S. Pietro
-Luvigi confaloniero della Romana chiesa: attristavansi
-di vedersi far dentro le mura una fortezza non solita
-d'esservi: Pare à molti popoli che queste Cittadelle
-(che cosi hoggidi si chiamano) facciano i Signori di
-quelle licentiosi, insolenti, &amp; meno circunspetti in offendere
-i sudditi, fidandosi di ricoverarsi in quelle, se
-alcuno tumulto popularesco contro d'essi si levasse: Dolevasi
-d'esser posta sotto la dura sferza di Monsignore
-della Barba, terror de popoli sfrenati, &amp; licentiosi<a class="tag" id="tag18" href="#note18">[18]</a>.
-Possono far ampia fede i Perugini quanto sia pericolosa
-cosa il contradire alla volonta del Vice re del cielo:
-Dopo Siena diligentemente veduta, à Firenze ne venni,
-citta con gran maestria edificata, &amp; bella sopra tutte
-le città di Europa. Crebbe ella già per le rovine di
-Fiesole, abonda di amenissime ville, de magnifici palagi,
-de sacri tempij, &amp; de sottili artificij, ma che vi vidi
-io de memorabile? che questa è la mia principale intentione
-di osservare, acciò che i miei cittadini habbino
-quella maggiore cognitione, che possibile lor sia
-delle cose Italiane, senza solcar tanti mari, &amp; passar
-per tanti boschi, dove appena vanno secure le squadre
-armate: Io vi vidi Caponi<a class="tag" id="tag19" href="#note19">[19]</a> humanamente favellare: Dei
-del tutto humani &amp; mortali; Palle dissimili alle nostre
-con lequali soliti siamo di trastularci: Alemani, che mai
-non videro l'Alemagna: Carne secca molto fresca.
-Martelli, che non percossero mai chiodo, ne Ancude.
-Medici, che non medicarno mai. Pazzi, che mai non
-si puotero per alcuna industria guarir dalla pazzia,
-ne maraviglia parer ne deve, poi che già congiurarno
-di amazzar i Medici: vi trovai Salviati<a class="tag" id="tag20" href="#note20">[20]</a>, non buoni da
-mangiar come sono i nostri. Da Firenze partitomi, à
-Lucca ne venni. La quale gode, &amp; per beneficio di Cesare,
-&amp; per lor vigilantia, una quieta &amp; dolce libertà
-per mezo della quale fassi tuttavia ricca, &amp; nella
-mercatura acquista credito, &amp; reputation grande. Io
-vidi in Lucca gigli tutto l'anno fiorire<a class="tag" id="tag21" href="#note21">[21]</a>, senza temere
-ne vento, ne pruvina, ne tempesta, ne gelata: ma lasciamo
-star i gigli, non è cosa stupenda, che in tanto paese
-da me ricercato non habbi mai ritrovato Suocera,
-che ami Nuora, fuor che in Lucca? ne alcun'huomo
-nobile, honesto, giusto, &amp; di buon viso<a class="tag" id="tag22" href="#note22">[22]</a>, eccetto, che in
-Lucca? non è cosa stupenda, che quivi solamente trovato
-habbia huomini da Dio dati? Ho in Lucca parimenti
-ritrovato Turchi, Malpigli, Orsucci non selvaggi
-ma humanissimi. Ho veduto spade, che non feriscono,
-ne di punta, ne di taglio: Ho veduto sbarre, che
-non sbarrano, ne strade, ne finestre, ne porte; Poggi,
-<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
-che alto non poggiano, ma stannosi al basso: Prosperi,
-poco felici; Calandrini<a class="tag" id="tag23" href="#note23">[23]</a> senza piuma, &amp; che non cantano,
-ne stanno in gabbia. Strano mi parve veder il lor
-volto Santo con il calice sotto i piedi, quasi che lo dispregi,
-&amp; per nulla lo reputi, Se io fussi lor Vescovo,
-prohibirei tal culto, finche raunato un picciolo Concilio
-d'huomini nelle sante scritture esperti con l'auttorità
-Pontificale fusse determinato, se si dovesse in cotal
-riverentia perseverare. Non parlo piu di Lucca, dove
-alloggiai con li nobilissimi Ludovico, &amp; Vincenti, non
-meno di buon'animo, che di buon viso ornati, ma altrove
-mi transferisco, &amp; dove mi transferirò io? se non mi
-transferisco à Bologna per altro nome detta Felsina?
-ne mi curerò per sodisfare al mio desiderio, di gir hor
-avanti, hor indrieto; non lasciai parte alcuna dell'Italia,
-che à mio potere io non vedessi (quantunque per esser
-brieve, di ogni cosa io non faccia piena mentione).
-Venuto adunque in Bologna madre de studi, parvemi
-certamente di vedere una città degna di regal residentia.
-Fu ella già per ispatio di cent'anni posseduta da
-Bentivogli. Papa Giulio poi con le arme Francesi, &amp;
-con oprare, che i Vinitiani si stessero neutrali, ne li scacciò
-da si caro possesso: in quel medesimo tempo trasse
-ancho Perugia dalle mani dell'incestuoso Gioan Paulo
-Bagliono: ma vegniamo alle mostruosità co propi occhi
-vedute: mi venne davanti alli occhi un'huomo che
-haveva la bocca di ferro<a class="tag" id="tag24" href="#note24">[24]</a>, &amp; da quella bocca, uscivano
-parole savie, &amp; concetti divini. Vidi un Manzuolo pesar
-piu di qualunque grosso bue, ne però altro era che
-un Manzuolo. Vidi una Torre edificata dalli Asinelli
-essendo in guerra co gli orsi, ma questo non fu lor sufficiente
-riparo, imperoche non havendo esercito da porre
-in campagna (si come haver conviensi à chi vole prevalersi
-delle fortezze) furono sforzati abbandonarla,
-et partiti da Bologna, andarno ad habitar in Piasenza;
-ma fu si grande l'odio, fu si crudele la rabbia delli
-orsi, che anch'essi si partirono con ostinata deliberatione
-di fargli perpetua guerra, &amp; essendogli vietato
-l'entrar nella città perche non si turbasse la Pubblica
-quiete, &amp; il comune riposo: fermarno le lor stanze lontano
-forsi otto miglia, ilqual luogo infino al di d'hoggi
-chiamasi Caorso: cioe casa delli orsi: Trovai in Bologna
-della schiatta del re Marsilio<a class="tag" id="tag25" href="#note25">[25]</a>, che già dette molto
-travaglio al reame di Francia: Stravagante cosa mi
-parve, che quei dalle Arme non facessero arme: &amp; quei
-della Malvagia non vendessero malvagia: Vidi una manarona,
-la quale non spiccava colli da busti, ma sol spezzava
-i cuori de pazzi, &amp; sensuali huomini, se fusser ben
-suti piu che'l diaspro duri: Vidi una rovina<a class="tag" id="tag26" href="#note26">[26]</a> causata non
-da incendio, non da vecchiaia, non per soffiamento de venti,
-ne per opra di torrente; con laquale molti vani huomini
-non si curarebbono di rovinare: molte altre cose
-vidi quai con silentio trapasso: non tacerò però d'haver
-veduto in Bologna la morte, condotta all'hospedale<a class="tag" id="tag27" href="#note27">[27]</a>,
-ilche mi dette tanta allegrezza, che io non poteva
-capir nella pelle, et giudicai i Bolognesi sopra a tutti gli
-huomini valorosi, havendo condotto l'inimica morte à
-tal stato. Partitomi da Bologna corsi à Ravenna città
-<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
-per i passati tempi molto potente, di gran traffico, altiera
-per l'esarcato, ch'ivi habitava, dotata de molti
-privilegij: Concorreva in que tempi piu antichi la chiesa
-Ravignana con la Romana. ma sopra tutto godeva
-d'un cielo serenissimo, et di un'aria molto sana, &amp; per
-la bontà dell'aria, fu eletta per stanza de gladiatori acciò
-ch'ivi confermassero le membra, &amp; aumentassero
-le forze, &amp; che ciò sia vero confermasi per il testimonio
-di Vitruvio, ilquale insegnando come debbano esser
-le Paludi sane, da l'essempio delle paludi Ravignane,
-d'Altino, &amp; di Aquilegia, ma ben mi accorsi che
-niuna cosa è stabile sotto il cielo, vi trovai l'aria poco
-men che pestilente, poche ricchezze, niuno traffico di
-mercatura, ne molto habitata: Andai finalmente à Modona
-vidi la potta di Modona, ma non trovai chi veramente
-mi sapesse dire l'historia, ivi trovai columbi trasformati
-in huomini<a class="tag" id="tag28" href="#note28">[28]</a>, &amp; huomini vidi col capo di bù. Vidi
-nel contado un castello di vetro, per lo quale stretti
-parenti erano in aspra contentione: pensate quel che haverebbono
-fatto s'egli fusse stato d'oro, ò d'argento.
-Mentre sono in Modona mi venne rifferito, come dui
-soldati huomini di molte prove, dovevano combattere
-in Coreggio: Io veramente penava à credere, che li
-Italiani fussero cosi folli, che si amazzassero, &amp; tanto
-più ch'io intesi esser la lor querela di niun momento:
-ito adunque à Coreggio, castello piu pomposo, che
-ricco, piu ocioso, che laborioso, trovai il steccato apparecchiato,
-&amp; gli altri provedimenti, che far si sogliono:
-allhora determinata vennero i combattenti in camisa
-con le braccia ignude, col capo scoperto, con due
-spade piu che rasoi taglienti, &amp; se incominciarno à ferire
-con tanta rabbia, &amp; furore, che parevano dui Cingiali:
-come io vidi spicciar il sangue con si larga vena
-de corpi loro, io hebbi à venir meno di dolore, &amp; di
-sdegno, &amp; dal crudel steccato partitomi, incominciai
-à considerar fra me stesso la miseria, &amp; infelicità humana:
-discorreva nell'animo mio, come tutti gli animali
-vivessero nella propria spetie tanto amichevolmente,
-&amp; con tanta unione, i Lioni non far guerra à Lioni:
-gli orsi vivere fra loro pacificamente, i serpenti non esser
-mordaci contro gli altri serpenti; ne le marine bestie
-esser dannose, salvo che contra quelle che della medesima
-spetie non sono, &amp; dall'huomo nascere sempre
-all'huomo, danno, rovina, &amp; spesse fiate totale esterminio,
-non so pensare donde nasca tanta rabbia, et donde
-ne venga tanta superbia: fragili piu che il vetro, &amp;
-ignudi nasciamo, &amp; dal pianto, &amp; dall'esser strettamente
-colle fascie legati, diamo principio alla miserabil &amp;
-dolente nostra vita. Noi poi delli animali brutti infelici,
-nulla sappiamo fare, se prima non l'apprendiamo,
-non sappiamo favellare, non caminare, non cibarsi, sol
-piangere sappiamo. ambitiosi poi, avari, lussuriosi, superstitiosi.
-Niuno animale ha conseguito dalla natura
-vita piu debole et caduca dell'huomo, e poi tanto altieri
-siamo, tanto arroganti, et orgogliosi, che per ogni festuca,
-per ogni fuscello, che ci si avolga fra piedi biastemiamo,
-&amp; il cielo, &amp; il fattore del cielo, &amp; ci azuffiamo
-come cani arabbiati, l'un l'altro di vita, d'honore, et di
-<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
-robba avidamente spogliando, ma perche comporta Cesare
-imperador christiano, perche sofferisce il santissimo
-pastore cotai duelli? non sono questi abattimenti
-cose da huomini, ma da fiere, non si ragiona già di duelli
-altrove che in Italia? Deh perche la carita christiana
-non s'interpone alle volte à mitigare gli animi alterati,
-&amp; a pacificar l'ire de stolti? Hai quanti solfanelli,
-quanta esca da maligni si porge perche l'anima
-col corpo infelicemente si perda. Hai mostruosa Italia,
-vituperio del guasto mondo. Quanti n'ho veduti
-in Italia infami, et scelerati, che havevano ardire di voler
-ne steccati sostenere, che huomini da bene fossero,
-quanto ti fora piu utile, &amp; honorevole di ricuperare
-gli antichi tuoi honori, et la vecchia tua reputatione,
-non debbo dirvi per cosa mostruosa di haverci ritrovato
-un Corso<a class="tag" id="tag29" href="#note29">[29]</a>, ilquale in vece di uccidere, &amp; di assassinare
-altrui, defendeva vedove &amp; pupilli, distendeva bellissime
-prose, &amp; concordava dolcissime rime. Finito il singolar
-conflitto con morte de tuttedue; Ciascuno de spettatori,
-se n'ando per i fatti suoi: io mi ritrassi nel mio
-albergo, &amp; come piacque al Re del cielo la seguente
-notte fui sovragiunto da una febre, assai piu spiacevole
-di quello, che havrei voluto, &amp; che sarebbe stato di
-bisogno à si debol complessione. Riseppero i Signori
-di detto luogo l'indispositione mia, &amp; humanamente
-mi visitarno &amp; liberamente mi presentarno. Chi
-potrebbe mai narrare le cortesie usatemi dalla S. Veronica
-da Gambara, dalla S. Lucretia da Este Donne
-rare, &amp; di honor amiche? Chi saprebbe mai
-ridire la ineffabil Carità che mi mostrò la Reverenda
-&amp; illustre S. Barbara da Correggio? il cui essempio
-fu imitato dalla S. Virginia, &amp; dalla sorella che
-Angel beato mi pareva veggendola, &amp; udendola: risanato
-finalmente (la Iddio merce) &amp; ringratiati
-que valorosi, &amp; cortesi Signori delle tante amorevolezze,
-diedimi à cercare curiosamente, se alcuna strana
-cosa veder potessi in quelle amene contrade, &amp; vennemi
-fatto: Imperoche io vidi poco lontano un generoso
-Picco<a class="tag" id="tag30" href="#note30">[30]</a> uccello si picciolo, haver ardimento di contrastar
-con una fiera Aquila: &amp; che maraviglia è poi, che
-è consacrato à marte Iddio della guerra? Presi poi il
-camino verso Reggio di Lepido, dove trovai un Lauro
-si bello, &amp; si odorifero<a class="tag" id="tag31" href="#note31">[31]</a>, che di piu non si potrebbe
-desiderare: l'odore delle Frondi, non che altro: ricreava
-mirabilmente chiunque per fiutar vi si accostava, pensate
-che doveva far il tronco, &amp; qual soavità dovevano
-porger le Bacche: Trovai in questa giocondissima
-Città la famosa stirpe del famosissimo Ruggiero<a class="tag" id="tag32" href="#note32">[32]</a>: Vi
-trovai Fosse non precipitose, ne lorde, ne profonde, ma
-di ottimo albergo, et vi conobbi una Tortorina piena
-di buona gratia, &amp; tutta amabile, &amp; chi non haverebbe
-già volentieri beccato? Uscito di Reggio, mi abattei
-in un cavagliere di gentilesco aspetto, &amp; de Sembianti
-cortesi<a class="tag" id="tag33" href="#note33">[33]</a>, col quale accompagnatomi buona pezza di
-strada, di varie cose ragionammo, egli mi dimandò di mia
-conditione, &amp; da qual pensiero mosso, preso mi havessi
-si lungo &amp; faticoso viaggio. Io li risposi, che da mera
-curiosità spinto, giva cercando di veder cose strane,
-<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
-pregandolo m'insegnasse per cortesia s'egli sapeva dove
-trovar ne potessi: egli mi disse, che securamente andassi
-ovunque io volessi, che non mi mancherebbono delle
-novità, &amp; tante che mi verrebbono à noia, lasciata
-poi la compagnia del cavagliere. Io, longo il Crostolo
-cavalcai, &amp; quel di medesimo capitai assai per tempo
-ad un castello del cortesissimo S. Rodolfo Gonzaga,
-detto Puvino: Eravi la S. Isabella da Gazuolo piena di
-dolcezza, &amp; di religione, oh che raro esempio di virtù
-&amp; di nobiltà, mi parve questa divina donna: non pretermisero
-ambidui amatissimi consorti, cosa veruna per
-honorarci: Venni poi a Parma et albergai nelle case
-dell'Agnolo Gabriele, ilquale per divina commissione
-tagliava ferro per armar essercito contro Turchi<a class="tag" id="tag34" href="#note34">[34]</a>, &amp;
-un picciolo Lione destramente, &amp; con sollicitudine
-l'aiutava: Trovai la razza del caval Baiardo in huomini
-tramutata, e vi era una Baiarda laquale innamorava
-ognuno, che la vedeva<a class="tag" id="tag35" href="#note35">[35]</a>. Vidi Cornazzani senza
-Corna (che si vedessero)<a class="tag" id="tag36" href="#note36">[36]</a> &amp; conobbi in Parma una donna,
-che ricusava di dormire col marito se à guisa di meretrice
-prima pagata non era: mi fu raccontato che essendo
-questa gentil madonna in una festevol compagnia
-mandò fuori del petto un profondo sospiro, &amp; essendo
-adimandata perche sospirasse: rispose dolersi di non haver
-di se stessa compiacciuto ad un forte, &amp; nobil cavagliero,
-ilquale con grande instanza la richiese d'amore.
-Di Parma facendo dipartenza, presi il camino
-verso Genova, passai il Tarro ben'adirato, et poco vi
-mancò che Tetigio mio non vi si affogasse, egli vi lascio
-però le bolge, il mantello, &amp; il Capello: È Genova
-capo della Liguria, &amp; chiunque la vede, ò da presso, ò
-da lontano, la giudica reina del mare. Quivi mostruoso
-mi parve veder montagne senza legna. Mar senza pesce.
-Donne senza amore, &amp; molti mercatanti senza
-fede: vidi huomini marini, &amp; molti Grilli di humana
-forma, et alcuni scacciatori de vicini detti Paravicini<a class="tag" id="tag37" href="#note37">[37]</a>.
-Quivi sono molte cose degne di memoria; ma li molti
-travagli, &amp; assidui discorsi, me le hanno fatto scordare.
-Dopo l'haver sentito molta consolatione del soggiornare,
-ch'io feci in Genova, essendo un giorno il cielo
-ben chiaro ne minacciando per molti giorni tempesta;
-mi fu mostrata la Corsica già detta Cirne. Incontanente
-mi venne disio di vederla, &amp; salito il giorno seguente
-sopra d'un Bregantino ben'armato in Corsica
-mi condussi. È l'isola aspra molto, si come ancho sono li
-habitatori, &amp; assai montuosa. Sono li huomini vendicativi
-fuor di misura, &amp; per cosa certa mi fu detto essersi
-ritrovato Corso ilquale haveva fatto vendetta di
-cosa avenuta già quatro cento anni, &amp; che in qualunque
-luogo ritrovano femine Corse menar vita impudica,
-senza alcuna remissione le amazzano. Produce questa
-Isola Cani ferocissimi, vini ottimi, &amp; huomini bellicosi.
-Veggendo facilissimo pasaggio di Corsica in Sardegna
-non volli far ritorno, che ancho questa famosa
-Isola non visitassi; ma far non vi potei troppo longa dimora
-per l'aria, che vi è pestilente molto: non vi stemmo
-guari, che à tutti stremamente duolse il capo, si che levar
-non potevamo gli occhi al cielo; oh che aria crudele,
-<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
-&amp; micidiale è questa. Se Platone ilquale per domar
-la ferocità della carne, cercò luogo infermo, &amp;
-malsano, dove collocasse l'Academia sua havesse havuto
-notitia de l'aria Sardesca, non sarebbe giamai ito altrove,
-&amp; se qua venuti fussero ad habitare Ephodoro
-Re delli Archadi, Egimio, Epimenide, Pistoreo, &amp; Cinira
-Re de Cipri, non havrebbono si longamente vissuti,
-come già con nostra gran maraviglia vissero: Quivi
-sono moltissime herbe velenose, quivi gustammo il mele
-amaro. Quivi conoscemo quella herba la quale fa
-morire ridendo, onde ne nacque il proverbio. Riso Sardesco.
-Ritornati à Genova con consiglio di penetrar alle
-piu interne parti di Lombardia, giunti che fummo
-à Serravalle ci convenne (nostro mal grado) fermare il
-passo, essendovi adunati dui esserciti, l'uno per il Re
-di Francia ilquale si sforzava di passar in Piemonte, &amp;
-l'altro era di Cesare per vietarli il passo. Quel
-di Francia era tutto composto de Italiani, &amp; parevano
-nel vederli i Mirmidoni di Achille: l'altro era
-misto de Spagnoli, Albanesi, Italiani &amp; era guida
-della Cavalleria un Principe fiamengo huomo di alto
-valore: vennero alle mani, ne molto vi stettero, che
-gli occhi miei videro quel che mai m'havrei creduto
-di vedere: lasciaronsi bruttamente rumpere li Italiani
-et davansi à gara in preda alli nemici, correvano i banderali
-à presentare le bandiere come se troppo le agravassero
-ò le cuocessero le mani. Furono veduti molti
-nasconderle nelle Fosse &amp; nelle Frate. Finita la zuffa
-raccolsero l'imperiali forsi sei mila prigioni &amp; ottanta
-insegna parandoseli davanti come se stati fussero tanti
-montoni &amp; facendoli caminar piu che di trotto furono
-condotti non senza profitto del vincitore nella
-citta di Milano, non avenne però questa confitta (per
-quanto li nimici istessi mi dissero) per diffetto di chi li
-guidava, ma per mancamento della militare disciplina
-la quale hoggidi nelli Italiani sopra ogni altra cosa si
-ricerca, &amp; si desidera: Io non dubito pero che se l'astuto,
-&amp; gentil conte della Mirandola congiunto si fusse
-con l'ardito Strozza, &amp; con il valoroso duca di somma
-adoperandovisi il maturo consiglio del nobilissimo
-conte di Pitigliano: &amp; del prudente Emilio Cavriana
-che li imperiali di tal vittoria lieti non sarebbono, ma
-piu tosto dolenti &amp; lagrimosi: io hebbi veramente à
-dar allhora del capo nel muro, quando io vidi tanta viltà
-d'animo, tanto disordine &amp; si poca isperienza del
-guerreggiare, et à Tetigio rivolto ilquale ne stava con
-gran dispiacere &amp; per vergogna &amp; timore che di lui
-non prendessi giambo, teneva il viso basso, son questi
-dico quelli Italiani li quali sotto la scorta di Giulio Cesare
-in piu fatti d'arme fecero uccisione di undici volte
-cento &amp; nonantadue mila huomini, &amp; à Pirati tolsero
-virilmente combattendo ottocento quarantasei
-navi? sono questi quelli Italiani, che furono cagione di
-far triumphare Pompeio di Mitridate, di Tigrane, di
-Asia, di Ponto, di Armenia, di Paphlagonia, di Capadocia,
-di Cilitia, di Siria, di Scithia, di Giudea &amp; di Creta?
-sono questi quelli Italiani che soggiogarno l'Affrica,
-la Francia, la Spagna, la Brittannia, domarno i Cimbri,
-<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
-batterno Attila ne campi di Tolosa accompagnato da
-quatro Re cioe dal Re delli Eruli, delli Alani, delli Gepidi,
-&amp; de Turcilinghi: son questi quelli Italiani liquali,
-in un fatto d'arme, uccisero ducento mila Francesi?
-sono finalmente quelli che di tutto'l mondo s'impatronirno?
-Hai quanto (per quel ch'io vego) degenerati
-sono. Hai quanto dissimili mi paiono dalli antichi padri
-loro, liquali &amp; singolar virtu di cuore, &amp; disciplina
-militare ugualmente mostrarno havere &amp; di questo
-non favello piu oltre, ma seguito il mio viaggio alla
-volta di Piacenza, voleva girmene per il piano, ma
-detto mi venne che se ito fussi per le montagne che non
-molto lontano di Piacenza havrei veduto tante belle
-minere, che in tutto'l resto d'Italia non vi sono le
-piu belle, ne forse in tanta copia, vi trovammo christallo
-assai piu lucido et vago di quello che in india o in cipri
-nasce, &amp; di maggior grandezza di quello, che dedico
-L. Augusta: gran travaglio per certo sentimmo nel cavalcar
-que monti, &amp; piu di una fiata dell'impresa mi
-trovai pentito, giunsi una sera non però molto tardi
-in un grosso villaggio et volendo passar piu oltre, per
-dubbio di non albergar male, mi si parò davanti il Signor
-di detto luogo con un saio di veluto spelato piu
-che non è la mula del vescovo di Sarezana, con barba
-bigia, con dui occhi da imbriaco &amp; pieno di maniere
-contadinesche, il quale, ne sforzò di alloggiar con esso
-lui, noi credevamo di star molto agiatamente per esser
-egli il signore: hor per la prima ci menò in una casa dove
-malvolentieri vi sarebbono state le bisce &amp; le ranocchie:
-venuta l'hora di cenare, ci dette un pane negro,
-amuffito &amp; che putiva del agro, un vino che pareva
-vi fusse mescolato succo di cipolla: un'insalata
-amara piu che la coloquintida, con olio che putiva fieramente
-di lana, dopo l'insalata ci puose avanti un pezo
-di carne di pecora vecchia (vecchia dico) piu che
-la vecchiaia: io ci hebbi à lasciar dui migliori denti che
-io m'habbia in bocca: veggendo il civil hospite che non
-mangiavamo piu carne, comandò al suo garzone che
-facesse cuocere dell'uova &amp; arrecasse del cacio, furono
-l'uova di tal forte, ch'io ho ferma opinione che dentro
-vi fussero i pulcini, il cacio era duro et fuor di modo
-salato, rasimigliavasi al sardesco, ma quel che mi
-confortò à fatto si fu l'haver una tovaglia piu unta che
-il calderone d'alto pascio, piu negra che un carbon spento,
-piu ruvida che una stamegna nuova: venuta l'hora
-del dormire, venne il garzone con una lucerna in mano
-&amp; n'invita con gentil modo ad andar à dormire:
-Fui sforzato allhora di ridere anchora che io fussi pieno
-di sdegno, considerando i belli inchini &amp; gratiosi gesti
-di detto garzone il quale era zoppo et gobbo, haveva
-un palmo di naso, ornato di due guidereschi, gli occhi
-li colavano del continuo, la bocca era storta et sempre
-bavosa. Fu il letto proportionato all'altre cose, posamo
-sopra d'un saccone pieno de frondi d'albero con
-un sol lenzuolo atto à grattar la rogna &amp; aspro come
-un cilitio, con una schiavinaccia da Galeotto: credo
-che qualche sforzato fugito di galea ve la portasse,
-mai si chiuse occhio quella notte &amp; sallo Iddio se n'haveva
-<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
-bisogno il letto di Phormione &amp; quel di Ulisse
-presso di Omero, non furono mai si privi di morbidezza:
-ma niuna cosa piu mi premeva che il vedere che i
-nostri cavalli non havessero altro da mangiare che un
-poco di strame si grosso che à gran fatica con una manara
-si sarebbe tagliato. Venuta la mattina ben per tempo
-ci levammo &amp; ringratiato il gentil hospite l'incominciato
-camino seguitammo, veggendo i cavalli sfianchiti
-&amp; talmente lassi, che à gran fatica mutavano il passo,
-trovata un'hosteria lontano forse otto miglia quivi mi
-fermai per ristorar i passati danni: era l'hoste ben fornito
-di qualunque cosa all'humano vivere opportuna,
-ristoraronsi ancho i cavalli ampiamente. Il di seguente
-gionsi in Piacenza: fui per schivare Cremona essendomi
-detto ch'altro non vi udirei che biastemar Dio, maledir
-la celeste corte, giurare &amp; spergiurare &amp; mille
-brighe finalmente al giorno farsi: ma l'honorata fama
-de Signori stanga &amp; de Signori Trecchi lor cari parenti,
-mi ci fece andare &amp; per molti giorni con gran
-solazo dimorare. Entrai in Piacenza, a prima giunta
-si fattamente mi dispiacque, che io credetti per antifrasi
-esser detta Piacenza perche la non piacesse: non stetti
-però guari ch'io mi avidi che l'era veramente degna
-d'esser bramata per ducal stanza esser dotata di qualunque
-cosa che desiderar si debba in ogni buona citta.
-Hai quante cose vi videro gli occhi miei strane, &amp; fuori
-di ogni natural ordine. Fummi mostrato per cosa mostruosa
-una madre mortal nemica de figliuoli, &amp; fummi
-mostrato un'huomo di statura picciolo anzi che
-no, &amp; delle gambe, &amp; delle mani ugualmente impotente,
-ilquale senza abbassar lancia, senza impugnar spada,
-senza sfoderar pugnale, ò scroccar archibuso s'era
-novellamente fatto Signore di questa Città. Era costui
-Gonfaloniero<a class="tag" id="tag38" href="#note38">[38]</a>, &amp; cosi storpiato se haveva sottoposti
-non so quanti Gonfalonieri, tra quali uno ve n'era Capitano
-di non picciolo valore, della cui opera servito
-s'era, &amp; l'imperadore, et il Re de Franchi. Ha questo
-paese gran copia de Baroni illustri &amp; tutti li fa quest'homiciuolo
-star al segno, &amp; li fa ballar sopra d'un
-piede, &amp; per farli savi gli ha incominciato à darli del
-Sale, ilche non erano usi à ricevere, &amp; perche li giovava
-di star nella lor sciocchezza arabbiano, &amp; non vorrebbono
-ne Sale, ne Salina<a class="tag" id="tag39" href="#note39">[39]</a>. Mi parve mostruosa cosa
-il veder in questa città due cognate si di animo concordevoli,
-che niente piu concordante trovar si puo. Sono
-in questa città, huomini c'hanno la bocca di Barile, altri
-che hanno la coscia d'oca, vi sono Malvicini, vi sono
-de Pelavicini, Sforzeschi<a class="tag" id="tag40" href="#note40">[40]</a>, ò sforzatori, che li vogliamo
-dire. Vidi alcuni huomini col capo pelati<a class="tag" id="tag41" href="#note41">[41]</a>, io credetti
-fussero di que popoli da Omero detti Miconij, liquali
-naturalmente sono tutti calvi: Vidi huomini, che havevano
-quattro occhi: Parvemi questa natione armigera
-molto, &amp; che il cielo à ciò assai l'inchini, poi che non
-solamente gli huomini di portar arme si dilettano, ma
-anco gli animali: Vidi Asinelli, Papaveri, Papaverelli,
-Formighini, &amp; Volpini<a class="tag" id="tag42" href="#note42">[42]</a> cingersi spada al fianco: &amp;
-disfidar Marte à singolar battaglia. Qui trovai tanti
-Scocesi, che tanti non ne ha tutta la Scotia: &amp; poco lontano
-<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
-da Piacenza habitare i Sarmati popoli ferocissimi.<a class="tag" id="tag43" href="#note43">[43]</a>
-Quivi fontane sono senza acqua. Quivi sono huomini
-di Bracciaforti piu che altrove. Quivi sono publichi
-barattieri, &amp; non si castigano, anzi in istima sono.
-Quivi habitano huomini, che per la bocca gittano fuoco.
-Fu l'albergo mio mentre stetti in Piacenza nelle case
-della S. Isabella Sforza donna di tal qualità ornata,
-che ad esser Reina solo il reame le manca: tutte l'altre
-conditioni vi sono si abondantemente, che se ne potrebbono
-ornar dieci Reine. Lascio finalmente Piacenza &amp;
-prendo il camino per Milano: Credeva io di vederlo in
-quella maniera edificato, che già co suoi dotti versi lo
-descrisse Ausonio Gallo: cio è circondato di tre mura,
-e questa città molto grande, posta in un ricco piano, la
-cui grassezza, &amp; bassezza istimo sia potissima cagione,
-che vi si ritrovino tanti gottosi, &amp; si malamente
-vi s'invecchi. Armava per altri tempi cento mila cavaglieri,
-&amp; chiamavasi La seconda Roma, chi hora lo
-vedesse havendolo prima veduto, direbbe, quello per certo
-non è Milano, egli non è d'esso, non vi è stata Città
-in Europa già molti anni sono, tanto flagellata, &amp; si
-duramente percossa, &amp; meritamente tuttavia è estenuata,
-essendovi longamente state le usure publiche.
-Quivi s'è ritrovato donna à guisa di Lupa affamata
-divorare i fanciulli, un Fratello giacersi carnalmente
-con tre sorelle, &amp; tre fratelli godere una sorella; il figlio
-la madre, il Cio la nipote, il Cognato la cognata.
-Quivi si sono ritrovati huomini si crudeli, che da
-niuna ingiuria mossi, sol per esser l'un guelfo, &amp; l'altro
-ghibellino, vivi gli hanno arrostiti, &amp; mangiatoli
-del fegato, e dentro'l corpo posto del fieno, et del orzo,
-&amp; adoperato i corpi humani per mangiatoia de cavalli.
-Quivi sonosi trovati huomini, che hanno amazati
-nella propria chiesa i religiosi mentre cantavano li
-divini ufficij, &amp; Iddio lodavano, ne una sola volta questo
-è accaduto: s'è trovato uno, di furore tanto accecato,
-che non si vergognava di dir impudentemente ch'egli
-volessi far un lago del sangue ghibellino. Non si sono
-vergognati in questa citta huomini per nobiltà di
-sangue riguardevoli molto di starsi al bosco, &amp; assassinare
-indiferentemente chiunque li capitava alle mani:
-mi fu detto per cosa certa, che ritrovandosi un gentilhuomo
-alquanto sospetto per haver seguito le bandiere
-Francese, esser ricorso a l'aiuto di un Cavagliere
-qual pareva fusse in buona gratia del nuovo Principe
-sforcesco, egli li promise la sua iniqua fede che lo salvarebbe
-dall'ira, e dalla rabbia de suoi nimici, poi segretamente
-commise a chi lo doveva condurre che lo
-ammazzassero, ne hebbe rossore di chiedere la parte
-sua delle spoglie in premio della usata lealtà: &amp; quai
-cose piu di queste mostruose ne vedere, ne udire si possono?
-non è bugia ciò che vi ho raccontato il fratello
-carnale del perfido, &amp; traditore, me l'ha raccontato.
-S'è ritrovato una Femina detta Fiorina la quale di
-quatro mesi ci ha dato parto perfetto &amp; maturo. Quivi
-sono huomini, che cacano strazzi.<a class="tag" id="tag44" href="#note44">[44]</a> Qui si veggono
-huomini del continuo Tosi, Crespi, Calvi, Selvatici convertiti
-in Draghi, Capre, Cavalli, &amp; Corvi. Quivi sono
-<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
-Taverne, che danno splendidamente mangiar, e bere senza
-danari, o pegni.<a class="tag" id="tag45" href="#note45">[45]</a> Quivi è la schiatta di Caino col spirito
-però di Abel. Sono in Milano parimenti non solo huomini,
-&amp; donne sante, ma ancho ci sono delle Pietre sante:
-&amp; ecci una setta da una gran Femina retta, la qual
-si sforza di ridur i suoi seguaci alla battismale purità,
-&amp; innocentia, &amp; del tutto mortificarli, &amp; per quanto
-m'è stato rifferito da persone degne di fede, per far prova
-della mortificatione fa coricare in un medesimo letto,
-un giovane di prima barba, &amp; una giovane, &amp; tra
-di loro vi pone il crocifisso, certo per mio consiglio meglio
-farebbe ella, se vi ponesse un gran fascio di spine ò
-di ortiche. E' in Milano una sorte de Medici,<a class="tag" id="tag46" href="#note46">[46]</a> che non sa
-medicare salvo che col fuoco, &amp; col pugnale, anchora
-che per il resto d'Italia habbia conosciuto de molti signori
-titolati, non ho pero trovato Conti si belli, &amp;
-si gioiosi come in Milano.<a class="tag" id="tag47" href="#note47">[47]</a> Hor mentre contemplo diligentemente
-questa città mi stupisco come si facilmente
-doventi preda di chi la vuole, essendovi oltre il castello
-principale, che si giudica da dotti architetti inespugnabile,
-molti altri castelli, castelletti, &amp; castellacci.<a class="tag" id="tag48" href="#note48">[48]</a> Non
-mi voglio scordare d'haver veduto in Milano un frate
-Eremitano del monastero di S. Marco, ilquale haveva
-insegnato predicare ad un storno, io l'udi piu di una
-fiata, et hebbi à smascellare delle risa, veggendo il sforzo
-ch'egli faceva per dir ò Milano peccadore, un'altro
-frate dell'incoronata à concorrentia sua haveva di
-modo operato, che una Pica (ò Gaza, che la vogliamo
-chiamare) lo aiutava a dire l'ufficio. Debbo tacere
-d'haver anche veduto un corvo il quale vide la madonna
-far una torta, &amp; merendar con una sua comadre et
-venuto il padrone, il semplice Corvo incomincio a dir,
-Madonna ha fatto torta, madonna ha fatto torta: il
-padrone chiede la donna dove sia la torta, la donna con
-viso turbato, &amp; piena di mal talento li risponde che
-non vi è torta alcuna, &amp; che di lui si maraviglia come
-piu tosto voglia credere ad un'animalaccio, che à lei,
-acquetasi il buon marito, et fatto ciò che haveva da fare,
-tornossi fuori, La donna iraconda (si come sogliono
-esser quasi tutte) appena fu il marito scostatosi un tratto
-di pietra, ch'ella se n'andò alla gabbia, &amp; spelò il capo
-al loquace corvo: non istette molto, che venne un frate
-à chieder del pane, &amp; cavandosi il capuccio, &amp; essendo
-nuovamente raso, credette il Corbo li fusse stato pelato
-il capo per haver parlato di torta, &amp; à lui rivolto,
-molte fiate repplicò, tu hai parlato di torta, tu hai
-parlato di torta, &amp; pareva si rallegrasse, che il buon
-frate fusse caduto nella medesima sciagura, ch'egli cadde.
-Non debbo dir un altro caso pur in Milano ne miei
-giorni avenuto, non cosi faceto, ma pieno di stupore.
-Eravi un prete il quale havevasi per suo trastullo nodrito
-un Fanello, adduttoli dalla Marca dove sono i migliori,
-che si ritrovino, &amp; stando un giorno tutto spaventato
-col becco fra le piume, sopragiunse il prete, et
-si li disse, che fai bestia? alzò allhora il capo il Fanello,
-&amp; disse quel versetto di David pieno di mistero. <span class="smcap lowercase g">COGITO
-DIES ANTIQUOS ET ANNOS
-AETERNOS IN MENTE HABEO.</span> Mentre
-<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
-giva per la città considerando le cose mostruose: entrai
-à caso nell'hospedale de pazzi consagrato à S. Vincenti,
-&amp; mi maravigliai ch'egli non fusse molto piu capace
-essendovi tanta copia de pazzi. Regeva la città
-uno, che dava l'osso à gli altri, &amp; per se teneva la carne.<a class="tag" id="tag49" href="#note49">[49]</a>
-Non mi mancò in Milano chi mi si mostrasse cortese,
-&amp; affabile: molti honorati cavaglieri conobbi, &amp;
-molte valorose donne, tra quali di molto notabil essempio
-mi parve la S. Contessa Catherina visconte Landesa.
-Oh quanta virtu, oh quanta bontà hò ritrovato
-in essa. Da un fianco d'huomo vidi uscir un fanciullo,
-si come avenne anchora à Budda prencipe di Gimnosophisti.
-Da Milano, andai à vedere i monti di Brianza:
-Era già Brianza per quanto ritrovo scritto nelli
-annali di Chrisermo scrittore antichissimo, città guernita
-di buone mura, &amp; di profonde fosse, edificata da
-Spartani, &amp; Vrianza detta da questo verbo Vrio, che
-vuol dir in lingua greca scatorisco: imperoche di ogni
-bene alla vita humana utile, vi sorge, et scatorisce abondevolmente.
-Era piena d'huomini bellicosi, &amp; guerreggiava
-sovente con la Republica di Milano, piu tosto
-vincitrice, che vinta rimanendo. Hor mentre vado
-visitando hor questa terra, hor quell'altra considerando
-l'instabilità delle cose humane, &amp; la voracità
-del tempo, ilquale riduce il tutto à nulla, giunsi à Perego
-luogo eminente, &amp; ameno, stracco, &amp; assetato,
-&amp; non potendo tollerar la sete, n'andammo al pozzo<a class="tag" id="tag50" href="#note50">[50]</a>
-per bere: Miracolosa cosa, &amp; per alcun secolo non mai
-udita: credendo noi ber dell'acqua, detteci sorsi di dieci
-sorti di vino, &amp; che vino? Certo, che il Surrentino,
-il Gavriano, il Faustiano, il Signino, il Massico, et il Cecubo,
-sarebbono reputati vini da lavar tigna, in comparatione
-de questi, certa cosa è che se Cesare dittatore
-nella cena ch'egli fece nel primo triumpho, &amp; nel triumpho
-di Spagna, &amp; nel suo terzo consolato: quando mostro
-la ineffabil liberalità dando si largamente à convitanti,
-Falerno, Chio, Lesbio, &amp; Mamertino, s'egli havesse
-havuto dico de cotesti vini, che il cortese Pozzo
-ne dette, non si sarebbe punto curato di questi altri, tanto
-da bevitori istimati, non si vidde tal miracolo ne pozzi
-di Giacob, ne ancho nella pietra da Mose nel deserto
-percossa. Da monti Brianceschi passai à Como, dove
-era un valent'huomo, ilqual scrivendo le storie, amazzava
-i vivi, &amp; dava vita à morti: trovai Cicalini
-&amp; Cicaline, che d'altro si pascevano, che di rugiada,
-ne sopra gli alberi cantando stavano come fanno le nostre
-Cicale. Conobbi alcuni trasformati in Pobbie, &amp;
-in Peri<a class="tag" id="tag51" href="#note51">[51]</a>, non paia adunque maraviglia ò bugia si reputi,
-se Dafne in Lauro, ò Narciso in Fior leggiamo rivolti.
-Quivi, &amp; non in altra parte ho veduto visi d'huomini,
-&amp; chi nelle risse sia di menar pace studioso<a class="tag" id="tag52" href="#note52">[52]</a>, qui
-mostruoso parve il vedere una matregna amar il figliastro,
-non di lascivo amore, ma di savio, &amp; honesto.
-Sono li huomini comaschi generalmente cortesi, et affabili,
-&amp; le donne piene di bonta &amp; honesta, quantunque
-non sia mancato un Scimonito scrittore, ilquale
-scrivendo de varij costumi Italiani tassato habbi le donne
-comasche d'impudicitia, benche detto habbi esser
-<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
-stato error d'intelletto, &amp; non di volontà. Da Como
-n'andai in Val Caspia, ove trovai due sorelle cugine de
-le quali l'una haveva partorito un Serpente, et l'altra
-un'animale non dissimile all'Elephanto, vi era anchora
-infinita copia de Ermaphroditi gia detti Androgini:
-mi furono mostrati dui huomini li quali havevano
-generato figliuoli l'uno di ottanta nove anni, di tre anni
-avanzando Massinissa, &amp; l'altro di ottanta, il che si
-legge anchora di Catone. Quivi le rane sono mute come
-anche in Seripho, &amp; mute anchora sono le Cicale:
-i Galli parimenti come in Niba città posta in Tessalonica
-di Macedonia non mandano fuori la voce. Io vi
-ritrovai huomini di smisurata fortezza, &amp; di lor vidi
-notabilissime prove, forse maggiori di quelle che si raccontano
-di L. Sicinio Dentato, Di M. Sergio vincitore
-non sol delli huomini: ma della Fortuna, di Trittano,
-di Iunio valente, et di Rusticello detto per sopranome
-Hercole. È nella detta valle una terra detta Libissa da
-Greci edificata, nella quale sia pur il cielo quanto si
-vuole nubiloso sempre da qualche hora si vede il Sole,
-ilquale è ancho privilegio à Rhodi, &amp; Siracosa (sel vero
-narra M. Tulio nelle sue verrine) conceduto. Quivi
-mi dissero i paesani non esser mai cascato dal ciel saetta,
-nellaqual cosa non ha da invidiar ne la Scithia, ne l'Egitto.
-Due volte l'anno vi si fa la vendemia, ne mai vi
-si lascia riposar il terreno. Erano già in questa valle
-infinite castella, ma per quanto appare nelli lor annali
-furono destrutti altri da Sorci, altri dalle rane, &amp; dalle
-Talpe insieme congiurati, ne furono anchora dissipati
-dalli Conigli, &amp; dalle locuste. Non hanno gli huomini
-di questo paese (per quanto mi racontò maestro Grillo
-phisico senza paragone) non hanno dico medolla nell'ossa,
-et in segno di ciò non patono sete, ne dal corpo lor esce
-sudore. Molti si ritrovano, che mai non furono veduti
-ridere, &amp; molti similmente, che mai non piansero, hò
-veduto una vacca, che haveva partorito à un parto sei
-vitelli, si come anchora avenne al tempo di Tolomeo (il
-piu giovane). Veggonsi nella detta Valle ucelli di varie
-forme, non usi à vedersi in altri luoghi: presemi già gran
-maraviglia di vedere Merli di candido colore, havendo
-letto presso de scrittori antichi non trovarsene, salvo
-che circa Cillene di Arcadia. Io ci ho anche veduto uccelli
-del tutto simili alle Meleagride di Beotia, solo in
-questo differenti, che nel mangiar non vi si sente quel maligno
-sapore, che in quelle sentiamo, le Grue, &amp; le cicogne
-vi fanno perpetua stanza, ne se ne partono furtivamente,
-si come fanno nelle altre contrade, à tal che niuno
-mai si accorge se elle vengono, o se elle se ne vanno ma
-sol che venute, ò che ite se ne sono, vi è gran copia de
-tordi, coturnici, rondini, palumbe, &amp; tortore. Da questa
-valle trapassai à Lugano, et à Locarno, ove quel di medesimo
-una gatta partori un topo, &amp; furon veduti volar
-per l'aria molti travi affogati: apparvero tre lune il
-di seguente: ilche mi fecero sbigottire, et temere che qualche
-sinistro accidente non sopravenisse: partitomi adunque
-venni alle tre pievi, dellequali era novamente ritornato
-S. il Marchese di Meregnano huomo nell'arte militare
-esperto, &amp; vigilante, pieno di ardire, &amp; di consiglio.
-<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
-Vidi Chiavenna, &amp; Piuri, &amp; chil crederebbe, che fra
-questi sassi io havessi trovato infinita humanità, et piacevolezza,
-da quelli spetialmente, che hanno il nome dal
-pestar l'ossa: n'andammo poi per certe balze, che non vi sarebbono
-ite le capre scalze, et arrivai ad una terra detta
-Micronia, nella quale trovai vecchi di cento otto anni,
-di nonantaotto molti: alcuni altri di cent'anni: mi parve
-certamente di vedere un Gorgia Siciliano, un Marco
-perpenna, un Valerio Corvino, &amp; un Metello pontefice,
-ne men vivaci vi sono le femine, poscia che ne trovai
-di nonantasette anni, di nonantanove, di centosette, di cento
-quindici; infinite di cento anni, &amp; l'hostessa nostra
-era di cento quattro, ne li mancava pur un dente, non era
-per catarro ad alcuno molesta, vedeva acutissimamente,
-andava senza sostegno, &amp; caminava piu ratto, che
-le giovani non fanno; reggendo la famiglia, che picciola
-non era, con grande auttorità. Veramente, che veggendo
-queste vecchie mi ramentai di Livia, di Statilia, di
-Terentia, di Clodia, et di Luceia mima: non si vive d'altro,
-che di casio fresco, orzo, cicoria, borragine, &amp;
-frutti: hanno l'aria serenissima: vicino à questo luogo
-evvi un gran Villaggio, dove sono le femine tanto lussuriose,
-che correno dietro alli huomini con la camisa in
-spalla: et se per aventura passa per il lor paese huomo alcuno
-che mostri esser di buon nerbo, è sforzato far qualche
-prova sono piene di Gelosia: amazzansi fra loro, come
-cagne arabbiate, &amp; ve ne sono state, che per gelosia
-hanno amazzato i mariti: sono sanguinolente, vindicative,
-et animose: si dilettano d'incanti, non per altra causa che
-per farsi amare, sono de visi belle, hanno petti piu belli
-delle Romane: visi piu dilicati delle Modonese, di schena
-non sono inferiori delle Tedesche, di bellezza di fianchi,
-non cedeno alle Fiamenghe, di bella mano, non si lasciano
-vincere dalle Senese, fanno li inchini come se francese
-fussero, &amp; non men di loro fanno trattenere, chi li
-visita, &amp; vezeggia, di politezza superano le Vinitiane,
-di creanza avanzano le Napolitane di sufficientia
-nel maneggiare le cose domestiche, non darebbono luogo
-alle Bresciane, usano di far certe statove di cera con
-magiche osservationi per rivocare gli amanti disviati
-dal loro amore, &amp; non potendoli rivocare li amazzano
-o con ferro, o con veleno, ha questo luogo huomini
-piu pazzi di Corebo, figliuolo di Migdone, ilquale (se
-il vero narrano Luciano et Eustachio) si sforzava annoverare
-l'onde del mare. Sonosi trovate donne di tanto
-animo, che à mezza notte senza compagnia sono ite
-alle forche, et tratto hanno il groppo della lingua allo
-impiccato per farsi amare. Fannosi temere dai mariti,
-portano arme, &amp; è obligato il marito come piu tosto
-egli ha menato la sposa à casa, provedersi di coadiutore,
-ilche non facendo, la donna lo po rifiutare. Parvemi
-in questo luogo veder risuscitare Proculina, Lectoria,
-Aufilena, telesina, Hippia, Helena, Clitennestra, Agripina,
-Livia, Messalina, &amp; quante libidinose donne hebbe
-mai il mondo. Da questa diabolica terra partiti in
-spatio di due giorni venemmo nella Val Telina, altri
-chiamano questi popoli Vultureni, &amp; altri vogliono
-sieno Rheti: ho ancho letto che sieno delle reliquie dell'esercito
-<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
-di Pompeio: et nel vero vi sono huomini bravi,
-di buona fede, cortesi, &amp; amici de forestieri. Hor
-qui bevei vino dolcissimo, &amp; insieme piccante, ilquale
-non nuotando nel stomaco, secondo la proprieta de vini
-dolci, ma cercando tutti i meati del corpo, miracolosamente
-conforta chiunque ne beve. Quivi sono vini stomatici,
-odoriferi, claretti, tondi, raspanti, &amp; mordenti.
-Essendo in Tilio al presente detto Teio, d'onde ne hebbe
-già il nome la valle, e ritrovandomi nelle case del cortesissimo,
-et humanissimo S. Azzo di besta, bevei di un
-vino detto il vino delle sgonfiate, credo fermamente ch'egli
-sia il miglior, che al mondo si beva. S'è piu fiate veduto
-tal isperienza, esser l'infermo abbandonato da medici,
-&amp; per morto da cari parenti pianto, et solo col vino
-delle sgonfiate essersi risanato, &amp; preso tal vigore,
-che pareva si fussero raddoppiate loro le forze: per
-cotal vino credo havesse ardire Asclepiade di dir che
-il vino fusse di potentia uguale à Iddio, &amp; cosi quando
-Esiodo commanda, che per venti giorni avanti il nascimento
-della Canicola, &amp; per venti dopo si beva liberalmente:
-senza mescolarvi gocciola d'acqua: vuole un Fidele
-interprete che si toglia del vino delle sgonfiate, ne
-il Re Mezentio per havere del vino dato havrebbe à
-suoi amici si pronto soccorso, se creduto havesse, che dato
-li fusse altro vino, non si gustano in questo felice paese,
-salvo che vini sani, &amp; di tutta perfettione; non vi
-trovai vino, che induchi rabbia alli huomini, si come
-in Archadia, non vino, che faccia abortire le femine si
-come in Achaia, ispetialmente circa Carinia, non trovai
-vino che induchi sterilità si come in Trezenio: non vino,
-che ti privi del sonno, si come trovasi presso li popoli
-Thasii: non si cambiano, non si corrumpeno nel nascere
-della nocevole canicola: non acade mitigare l'asprezza
-loro col gesso, come far si suole in Affrica, ne accade
-eccitarli con l'argilla, ò col marmore, ò con il Sale
-come fa la Grecia: ne solamente vi sono i vini perfettissimi,
-ma le canove anchora dove li ripongono, sono
-fatte con le debite conditioni, rimote da ogni cosa fetente,
-&amp; da luoghi dove sieno piantati alberi de fichi, con le
-fenestre volte verso Aquilone, &amp; con i vasi l'uno dall'altro
-con debita proportione distanti. Trovansi vini di quaranta,
-di sessanta, et di ottant'anni. Ho spesse fiate veduto spezzar
-le botti, &amp; rimaner il vino avilupato in grossissima
-gomma dalla quale forata con un trivellino, se ne fa uscir
-il vino, io ho preso di detta gomma, e fattala seccare
-&amp; ogni, &amp; qualunque volta mi abbatteva à vino che non
-mi aggradasse, raschiava con un coltello detta gomma
-nell'acqua, et facevasi un vino grato al stomaco, utile à
-nervi, &amp; giocondo al palato: provai in questa valle la
-gratiosa hospitalità delli unitissimi fratelli Crotti, di
-Ponto, &amp;, isperimentai l'humanità del sottilissimo giurisconsulto
-il S. Nicolo Quadro, del S. Giovanmaria
-guicciardo, &amp; del S. Marco antonio inquisitor dell'heretica
-pravità. Che dirò dell'ineffabil cortesia ch'io
-trovai nel cavagliere di Tirano, &amp; nel amato suo genero
-da Bormo? dui lumi, anzi due chiare lampadi di
-quella felicissima valle: ma prima di questi, isperimentai
-l'humanità grande, di M. Paulo Malacria, di M. Nicolo
-<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
-Marliano, &amp; dell'astuto &amp; sagace Frigero. Partiti di
-val Telina presi il viaggio verso la valle Camonica,
-laquale hebbe il nome dalla copia delle camozze: ho
-quanti gozzuti, quanti storditi, intronati, &amp; del senso comune
-al tutto mancanti vi ritrovai. Hor mentre qui fui,
-questo fortuoso caso avenne: Eravi un ricco huomo il
-quale haveva uno ismisurato gozzo, et tanta noia li dava
-ch'egli per levarselo haverebbe volentieri pagato la
-metà de suoi beni, hora un suo aversario col quale piativa
-alla civile, veggendosi perder la lite, condotto da istrema
-disperatione deliberò amazzarlo (che che se ne gli
-dovesse avenire) et inguatatosi nele costui case, delequali
-era molto prattico, andossene chetamente al letto, &amp;
-dattogli al buio del pugnale nella gola, ratto se ne fuggio,
-credendo d'haverlo morto, la piaga fu di tal sorte,
-ch'ella liberò il buon huomo da quel difforme, &amp; soverchio
-peso, senza fargli sentir veruno danno. In quello medemo
-tempo, una vacca partori un'agnello, la qual cosa
-puose il Bifolco di cui era la vacca, in grande agonia,
-havendo fatto piu d'uno disegno sopra dell'aspettato vitello.
-Io che mi ricordai d'haver letto in Egesippo, che
-avanti la destruttione di Gierusalemme simil parto già si
-generasse temendo dell'ira celeste, che non si sfogasse
-mentre ero nella Valle, affrettai la partenza, et me ne venni
-à Brescia capo &amp; metropoli de Cenomani. Hor nel
-viaggio incontrai una volpe con due code, &amp; un cane
-con dui capi: ma diciamo di Brescia, che non vi viddi
-io di maraviglioso? Vidi andar i Cavriuoli, &amp; le Cavriuole
-per la Città, per i Boschi, &amp; per larghe
-campagne<a class="tag" id="tag53" href="#note53">[53]</a> senza temere ne cani, ne lupi, ne alcuno ingordo,
-et rapace cacciatore. Tra molti Cavriuoli uno
-ve n'era giovanetto, grasso, di pel rosso, tutto piacevole,
-&amp; ottimo musico. Vennemi ancho veduto per la città
-passeggiando una gentile, &amp; gratiosa Cavriola incoronata
-di camamilla<a class="tag" id="tag54" href="#note54">[54]</a>. Vidi molti Gambari di vario
-colore, negri, bianchi, &amp; bigi, &amp; vidi una altiera, &amp;
-ricca Gamberessa<a class="tag" id="tag55" href="#note55">[55]</a>, che haveva di molte uova, et diligentemente
-le custodiva, &amp; per ogni via cercava moltiplicarle:
-non caminavano cotesti Gambari all'indrieto, &amp;
-piu volentieri stavano all'asciuto, che al molle. Ho veduto
-in Brescia le stelle à mezo giorno<a class="tag" id="tag56" href="#note56">[56]</a>, non meno chiare
-di quelle, che la notte appaiono. Vidi una picciola Liona
-miracolosamente danzare, &amp; con l'ago mirabilmente
-lavorare, bella, &amp; affabile: non vi era chi la vedesse,
-che incontanente non se ne innamorasse. Beato quel Lione,
-à cui tocchera di abracciare si vaga Lionella. Hor
-se in Piacenza trovai i mal vicini, quivi trovai i buon
-vicini, ma che si dirà delle Rose, che tutto l'anno fiorite
-si veggono?<a class="tag" id="tag57" href="#note57">[57]</a> vadansi a nascondere que scrittori, che celebrarno
-tanto le Melitensi, et le Milanese, Queste Bresciane
-sono piu belle, &amp; piu odorifere. Fu il mio albergo
-col capitano della città. Il S. M. Antonio da Mula,
-oh che virtuosa anima, che perfetto giudicio, &amp; che sagace
-intelletto: egli mi fu uno essempio di virtù: ne poteva
-non virtuosamente operare contemplando le sue honorate
-attioni: Una sola cosa in lui vidi, che mi dispiaceva,
-et facevami molesta si honorata stanza: egli amava
-molto un Porcello<a class="tag" id="tag58" href="#note58">[58]</a>, ne piu longi dilui vedeva, lo vagheggiava,
-<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
-&amp; lo teneva alla sua mensa, era in quel medesimo
-tempo Podestà della città il S. Gioanni Lipomani
-fratello del vescovo di Verona, ilquale con la sua buona
-gratia, &amp; con la singolar humanità faceva falso parere
-il proprio cognome<a class="tag" id="tag59" href="#note59">[59]</a>. Si come in Napoli Genaro
-vi fa perpetua stanza, cosi Maggio fa perpetua stanza
-in Brescia<a class="tag" id="tag60" href="#note60">[60]</a>. Vidi palazzi, &amp; sale mobili, &amp; discorrenti
-hor qua, hor la. Ricordammi mentre pensava al partir
-di Brescia, dove stetti piu di quatro mesi acarezzato
-da molti, ispetialmente dal S. Dionigi Maggio, dal
-S. Annibale Martinengo, &amp; dal S. Pompilio Luzago
-cavaglier senza rimprocchio: ma forse piu dal S. Lodovico
-Barbisono: ricordammi dico, di non haver veduto
-ne Bergamo, ne Crema, per tanto io vi andai incontanente,
-ne mi mancò la compagnia del gentilissimo S.
-Dionigi da castello. Vidi in Bergamo Tassi vigilantissimi<a class="tag" id="tag61" href="#note61">[61]</a>.
-Zanchi, che adoperar sol sapevano la mano dritta:
-&amp; qui vidi huomini allegri, tra quali uno Alessandro
-ci conobbi, dal cui candido petto uscivano rime piene
-di dolcezza. Vidi in Crema huomini in lupi convertiti,
-non sia adunque per l'avenir chi mi dica esser ciò
-cosa favolosa, oltre che vi è il testimonio di Evante scrittore
-presso de Greci non sprezzato, &amp; di Demarco
-Parrasio, ilquale in un sagrificio fatto à Giove Liceo
-si voltò in Lupo. Fu ancho Licaone da Giove in lupo
-convertito. Quivi si trasformò per divino miracolo un
-bel Cespo di Artemisia<a class="tag" id="tag62" href="#note62">[62]</a>, in una bella, &amp; leggiadra Fanciulla,
-&amp; ne ritenne il nome. In Crema habitano i S.
-Agnoli, inditio chiaro, &amp; illustre della felicità cremasca.
-Hor intendendo, che in Trento il giorno di S. Lucia
-celebrar si doveva il tanto desiderato Consilio pel cui
-mezo si sperava dovesse riunirsi il diviso christianesimo,
-&amp; riformar la vita de mali chierici, &amp; non sol de
-chierici, ma de principi christiani usurpatori delli altrui
-beni. Vengomi il primo giorno à Salò da Tesalonicensi
-edificato. Quivi fui gratiosamente ricevuto da M.
-Cecilio conforto giovane di gran speranza, poi à Boiago
-me n'andai, qual edificarno i popoli Boi, ivi m'imbarcai,
-&amp; felicemente navigando giunsi à Riva di Trento,
-cosi detta, non perche stia alla riva del lago, ma perche
-vi fu fatto già un Rio di sangue in un gran fatto
-d'arme. Era allhora di questa terra governatore il conte
-<span class="smcap lowercase g">SIGISMONDO</span> d'Arco huomo per le sue rare,
-&amp; divine qualità degno di esser Re del piu florido
-&amp; possente Regno, che trovar si possa. Deh perche non
-acconsente il cielo ch'io vegga tanta bontà essaltata
-al par de meriti suoi? perche non mi concede Iddio, si
-come caldamente ne lo prego, di poterlo veder il piu
-felice, &amp; consolato cavagliere c'hoggidi terra calchi,
-ò il sol riscaldi? egli non scordatosi della sua naturale,
-&amp; solita cortesia, ne ricevette ad albergo nella rocca,
-ne per honorarci pretermise cosa veruna, aiutava la
-sua magnanima voglia l'amorevole natura del Carrettone,
-del Grotta, del Bruvino, e del Barone, &amp; del
-phisico de Grandi, L'antevigilia di S. Lucia giunsi in
-Trento, &amp; all'albergo delle due spade smontai. Evvi
-un'hoste di buon'aria, affabile, &amp; acconciamente discreto,
-&amp; s'egli non temesse la moglie, sarebbe miglior
-<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
-compagno ch'egli non è. Il di seguente con alcuni
-altri gentilhuomini, n'andammo à far la riverentia al
-principe Madruccio, ilquale buona pezza con dolcissimi
-ragionamenti, con larghissime offerte, &amp; con manierose
-accoglienze, ci tratenne; La onde tutti in questa
-opinione cademo, ch'egli fusse degno d'un Papato,
-ò d'un imperio. La mattina di S. Lucia ci appresentamo
-al tempio di S. Vigilio, Udemo l'oratione di Monsignore
-Cornelio vescovo di Betonto, piena di sottil artificio,
-sparsa de Retorici colori, come se tempestata
-fusse da tanti rubini, &amp; diamanti: egli vi haveva consumato
-dentro tutti i pretiosi unguenti di Aristotile,
-di Isocrate, di M. Tullio, &amp; tutti i savi precetti di Armogene:
-Che maraviglia è adunque s'egli ci puote insegnare,
-dilettare, &amp; commovere, ispetialmente essendo
-dotato di una voce simile à quella del Cigno? È veramente
-questo valent'huomo la gloria di Piacenza, l'honore
-del ordine Seraphico, &amp; il splendor dell'episcopal
-collegio. Si aspettarno i Lutherani, ò protestanti, che
-li vogliamo chiamare longamente; ne mai apparvero,
-ne si sapeva la cagione, credevano molti si rimanesser
-per essergli stato promesso il concilio altrove, che in
-Trento. Feci disegno partirmi di Trento dopo alcuni
-giorni, per molti rispetti, quai non accade raccontare:
-&amp; cosi mi aviai alla volta di Mantoa. Volle mia ventura,
-che io mi rincontrassi nel magnifico M. Bartholomeo
-pestalossa giurisperito molto savio &amp; aveduto,
-con esso lui à sue persuasioni, andai ad alloggiare ad un
-gran monisterio della Ciartosa, dove era priore un Venerabil
-Padre, qual haveva conosciuto alla ciartosa
-della palude, stato della Illustrissima S. Maria Cardona,
-Signora rara, et magnanima. Fummo raccolti come
-dui Agnoli dal cielo discesi, &amp; ne dettero una cena Papale,
-da carne in fuori, poche cose si potevano desiderare,
-erano le vivande si ben condite, &amp; stagionate, Come
-se Apitio fusse stato il cuoco, e Platina il guattero. Dopo
-mangiar si ragionò del stato de religiosi Ciartosini,
-&amp; della lor perfettione, quasi conchiudendo, che alcuno
-salvare non si potesse, se di loro non si faceva, essortandomi
-ad esser della lor squadra, io che non haveva la
-lingua in pegno al giudeo, à tutto risposi, &amp; soggiunsi
-che se mai mi venisse voglia di farmi frate, io mi sarei
-fatto nel paese nostro, dove havevamo una religione,
-la quale haveva i Monisteri edificati alla Ciartosina,
-l'habito de canonici regolari, Le facultà de Monaci di
-monte Cassino, l'auttorità de frati di S. Dominico, &amp;
-il credito, che già solevano havere i zocolanti, ma che
-io non vedeva (lor dissi) qual cosa m'havesse à muovere
-à rendermi ciartosino, conciosia fusse che non ci vedessi
-quella perfettione qual mi dicevano, ne vi conosceva
-sembianza alcuna della primitiva chiesa, voi habitate
-li dico agiatamente, à tal che molti principi vi portano
-invidia; Siete vestiti, &amp; per difendervi dall'asprezza
-del freddo, &amp; dall'ingiuria del caldo, bevete de migliori
-vini, che appariscano in terra, mangiate un pane
-che par fatto in paradiso, et quantunque (che si sappia)
-non gustiate carne, mancanvi però i saporiti intingoli,
-&amp; i gratiosi manicaretti? mancanvi le torte de piu ragioni?
-<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
-le salse eccitative del morto appetito? i sapori
-de piu colori? le frittate de piu sorti? L'uova cotte in
-varie foggie i butiri freschi? i dolci olij? di ogni qualità
-pesce, latticinij, frutta, &amp; confetture? voi non siete angariati
-di alcuna gravezza; i principi vi honorano, et
-i popoli per santi vi adorano; non vi mancano (informandovi)
-ne medici, ne medicine, ne servidori, che diligentemente
-vi attendano: vivete senza pensiero, non vi
-molesta l'importunita della moglie, non vi affanna la
-disubidienza de figliuoli, non vi attrista la contumacia
-de perfidi servidori, non vi spaventa la tirannia de
-mali principi; non vi tribolano i puntigli d'honore, &amp;
-controversie de duelli: Forse che andate come facevano
-li Apostoli, scalzi, &amp; mezo ignudi, sostenendo fame,
-patendo sete, pieni di sbigottimento, sempre temendo
-la crudeltà de nemici di Christo? Tutta la fatica vostra
-consiste in cantare ad alta voce un chirieeleison, &amp;
-mormorar Salmi poco intesi: et io vi dico che la pietà
-Christiana, &amp; quella perfettione, che tanto essaltate, altro
-richiede, ella vuole carità verso il prossimo, &amp; carità
-non simulata, ma sincera, ella vuole un'ardente fede
-verso Iddio: voi non ministrate i sacramenti della chiesa
-à popoli, non manifestate la santissima parola d'Iddio,
-&amp; poi mi dite, che la vita vostra contiene in se perfettione
-christiana? vi vantate di portar il cilicio, e di levar
-à mattutino, le quai cose non sono di gran momento
-poi che consisteno sol nel asuefarsi: Io non vidi mai ciartosino
-visitar spedali, confortar incarcerati, ne andar
-ad udir il sacrosanto Vangelo: vi gloriate della solitudine
-sopra modo: hor quivi prego à legere, &amp; considerar
-se tal era la solitudine delli antichi solitarij, essi non
-habitavano già si vicini alle città, ma penetravano molto
-a dentro ne i deserti della Thebaida, dell'Egitto, e della
-Cilicia. De santi Monaci favellando il padre Gioan
-chrisostomo, dice ch'essi havevano occupato le sommità
-de monti: Habitava Illarione un Tugurio simile piu
-tosto ad un'horrido sepolchro, che ad una monacal cella,
-legete il P. Basilio, legete il santissimo Geronimo: il
-buon Gioan Cassiano, il divoto Gioanni Climaco, &amp;
-vedrete come vivevano gli antichi monaci, certo vi vergognereste
-di tal nome, essendo la vita vostra tanto da
-quella distinta et separata: à tutte le mie parole fu molto
-saviamente risposto, &amp; venuta l'hora del dormire:
-havendo fatto pensiero di partirmi a buon hotta, chiesi
-licentia dal Reverendo priore, dimandai perdono se forse
-ecceduto havea nel parlar la christiana modestia, et
-fatto troppo del Satirico. La matina per tempo entrai
-in Mantoa qual trovai molto piu bella, &amp; vaga da vedere,
-di quel che mi credeva: Hor quivi, &amp; non in altra
-parte appresi a conoscere donne valenti.<a class="tag" id="tag63" href="#note63">[63]</a> Vidi in Mantoa
-huomini col capo di lupo: vidi agnelli di tanto consiglio
-&amp; prudentia dotati, quanta esser si puote, et erano
-adoperati per ambasciatori nelle cose di somma importanza:<a class="tag" id="tag64" href="#note64">[64]</a>
-Habitarno già in questa città de molti Passerini,
-liquali crebbero in tanta forza, che poco vi mancò
-non se insignorissero di tutto'l dominio Mantoano,
-&amp; l'havrebbono fatto, se da piu potenti non fusser stati
-impediti. Quivi si veggono molti boschetti vaghi, et
-<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
-ameni, ne quali non habita alcuna dannosa fiera, ma sol
-conigli, &amp; qualche altro picciolo animaluccio. Quivi
-sono huomini di tanta felicità, che dovunque vanno sempre
-per essi, si arriva bene.<a class="tag" id="tag65" href="#note65">[65]</a> Vi sono putelli di cinquanta
-anni, et ve ne sono di quelli, che altro non fanno che tridar
-pali. Vengomi poi à Ferrara, ove trovai molti contrarij,
-non a me però, anzi benigni: trovai Fiaschi, &amp;
-Fiasche di miglior tenuta, che altrove non si veggono:
-Vidi alcune trotte le piu belle, &amp; le piu grandi, che mai
-si pescassero in alcun fiume, ò lago, quelle di garda non
-son si belle: chi ne pigliasse de simili, sarebbe il piu felice
-pescatore che mai nascesse, non havrebbe da invidiarne
-Dictis gran pescatore, &amp; nodritor di Perseo, ne Ermindo,
-ne Scilla (il Sicionio) credo che ogn'uno si darebbe
-al pescare se sperasse di far tal preda, ma elle non
-si pigliano con le Reti, non con le nasse, non con l'hamo
-non con pasta artificiosa, ma con altre arti c'hora non
-le dico. Vidi piu sagrati in Ferrara, che in Roma santa.
-Hocci ritrovato delle male spine,<a class="tag" id="tag66" href="#note66">[66]</a> le quali, senza ricevere
-offesa, anzi con qualche diletto si potevano di
-notte maneggiare &amp; abbracciare: vi conobbi una malatesta
-piena però di buoni &amp; giocondi pensieri. Vidi
-una mamma, ch'era mamma sin quando era nelle fascie.
-Hai quante cose videro gli occhi miei in questa citta, fuori
-del commun'uso: Quei da le frutta non vendano frutta:
-Quei dell'olio non vendono olio: i Cestaruoli non portano
-il cesto: I Bevilacqua amano il vino, &amp; fuggono
-l'acqua: Vidi un'huomo di Recalco<a class="tag" id="tag67" href="#note67">[67]</a> cavalcar una mula
-vecchia, &amp; magra piu che l'Asina di Balam: Conobbi
-ancho una Cuoca,<a class="tag" id="tag68" href="#note68">[68]</a> di si fatte qualità, che non vi è huomo
-per insensato ch'egli sia, che volentiere non se la vedesse
-in cucina. Poche città ho ritrovato, ove sieno tante
-stravaganze, quante sono in Ferrara, &amp; infinite n'haveva
-notato; ma il timore di non essere à lettori troppo
-fastidioso, me n'ha fatto tralasciare la maggior parte,
-ma prima però ch'io esca dalle mura di Ferrara, dirò
-come vi hò veduto il paradiso,<a class="tag" id="tag69" href="#note69">[69]</a> ilquale non ha in se molta
-bellezza, non amenità, non consolatione alcuna, &amp;
-qual maraviglia sarebbe se l'amor del paradiso non ritirasse
-i Ferraresi dalle malvagie opere? &amp; che ciò sia
-vero, che bello non sia, gli Agnoli non vi fanno la lor
-stanza, ma si hanno edificato una contrada la piu gioiosa,
-che veder si possa: In paradiso non habita S. Gioan
-battista, ma se n'è piu tosto ito ad habitar in terra
-nuova. S. Anna piu tosto s'è contentata di starsi all'hospedale,<a class="tag" id="tag70" href="#note70">[70]</a>
-che in questo paradiso. S. Georgio è ito fuori
-della terra, la Reina del cielo con la gloriosa Caterina,
-non vi habitano, di maniera ch'egli rimane quasi che
-dishabitato, voglio però confessar il vero, ne voglio
-defraudare città alcuna delle sue debite lodi, che in Ferrara,
-&amp; non in altro luogo, ho veduto huomini, &amp; donne
-pie:<a class="tag" id="tag71" href="#note71">[71]</a> et hocci veduto un'Agnolo degnarsi di far l'hosteria
-à mortali: Fu il mio albergo col S. Hercole Riminaldo,
-ilquale mi da speranza di doventar simile
-d'ardire à quel famoso Ercole di cui son piene tutte le
-carte de scrittori: fu però gran parte della mia conversatione
-col S. Ferrante trotto, &amp; col S. Giulio zerbinato,
-liquali mi parvero di tal valore, che fortunatissimo
-<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
-giudicherei quel principe, che de simili n'havesse
-almeno due paia. Da Ferrara piglio la strada ver Padova,
-et giunto à Rovigo, mi ricordai del Celio Rodigino
-mio honorato precettore, per tenerezza fui sforzato
-piagnere si gran perdita: giunto poi in Padova,
-ricordammi subitamente delle grandezze sue, del numeroso
-popolo che l'haveva, delli infiniti cavaglieri, &amp;
-de i singolari privilegi da Romani lor conceduti: mai
-certo vi fu città, che de simili ne havesse, hora la trovai
-quasi desolata, &amp; me ne venne gran pietà: Vado alle scuole
-de legisti, sto ad udir ciò che dicono di bello, appartenente
-al viver civile, &amp; alla unione de cittadini, &amp;
-non odo salvo che contradittioni, l'uno impugnar l'altro,
-&amp; oscurar il vero à piu potere: eravi tal legista,
-che per insegnare à litigare, era con gran stipendio pagato,
-&amp; ciascuna lettione li valeva piu di 60 scudi: vado
-alle scuole de philosophi, penso udir favellar di giustitia,
-di prudentia, di modestia, di fortezza, di castità, et
-altre simili cose, penso veder huomini gravi, &amp; ornati,
-non di barba, &amp; di pallio come erano i philosophi
-della grecia, ma de bellissimi costumi, penso veder molti
-Socrati, molti pithagori, et molti Platoni, et ingannato
-mi ritrovo, non odo favellare salvo che di materia,<a class="tag" id="tag72" href="#note72">[72]</a> della
-quale parevami, che n'havessero pieno il capo: di forma,
-non so se di Cacio, o da informar stivali, di privatione,
-non so parimenti se intendessero de danari, ò di
-senno. Entro nella scuola de Metaphisici, nella qual pensai
-udir ragionare della divina maestà, delle celesti Gierarchie,
-della perpetua felicità de beati: ma ecco che per
-molti giorni io non odo parlare d'altro che di ente et
-uno. Vomene ad udir chi trasordinariamente leggeva i
-libri dell'anima, &amp; penso ch'egli m'habbi ad insegnar
-qual cosa adoperar mi debba per salvar l'anima, che
-Satanasso non ne faccia rapina, come guardar la mi
-debba da peccati, che gloria, che triumpho, se le aspetti
-dopo morte. &amp; ecco che non intendo altro che opinioni,
-che è composta di fuoco, che è composta d'acqua
-che è di color purpureo, Tutta nel tutto, &amp; tutta in
-qualunque parte del corpo, che è seguace della complessione
-corporale, che la non si cava dalla potentia della
-materia, ma che ella se ne viene di fuori, &amp; non dice donde,
-&amp; che la si separa come l'incorruttibile dal corruttibile:
-Vennermi a fastidio questi tanti scaldabanchi,
-queste rabule, questi loquaci corbi, ne potei sofferir di
-piu udirli, per il che, io mi diedi tutto all'investigatione
-delle cose notabili, Dirò adunque come in Padova, &amp;
-non in altra parte: hò trovato huomini, &amp; donne dotte:<a class="tag" id="tag73" href="#note73">[73]</a>
-non è adunque da maravigliarsi ciò che si legge della
-dottrina di Probavaleria: di Eudoxia: di Nicostrata,
-di Telesilla, &amp; di Aspasia, ho parimente veduto huomini,
-&amp; donne con i capi di vacca: hocci veduto huomini
-in galline convertiti: Vi hò conosciuto un Sperone
-formato da Iddio, non per isperonar giumenti, ma per speronar
-la gioventu Padovana alla virtu, &amp; alle buone
-lettere: Io ci conobbi uno, che Frigendo melica era divenuto
-non men dotto, che riccho già si divenisse in Piacenza
-un'altro per seccar melica: vi conobbi un gentilhuomo
-ilquale vedeva le cose future, &amp; non vedeva le
-<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
-presenti<a class="tag" id="tag74" href="#note74">[74]</a>. Fu il mio albergo col gentilissimo S. Pio delli Obizzi,
-per il cui mezzo, conobbi l'affabile, &amp; gratiosa
-M. Lucretia reloggia. Fastidito di star in Padova
-per la brenta già detta Meduaco, mi condussi alla maravigliosa
-&amp; possente Vinegia: Chi potrebbe ridir il
-piacer ch'io hebbi in quella barca? Vi erano alcuni
-scolari Forlani, c'havevano il capo sopra della berretta,
-piu furiosi di Athamante, &amp; di Oreste; Vi erano
-frati di color bigio, bianco, &amp; nero, Donne da partito,
-Barri &amp; Giudei: I Scolari favellavano alla scoperta,
-senza rossore, de carnali congiungimenti; i Frati se
-ne mostravano alquanto schifi, &amp; sorridevano facendo
-il bocchino della sposa. Le buone femine girando
-gli occhi qua &amp; la, cercavano di adescare i mal accorti:
-Eravi un Giudeo, ilqual veniva allhora di Damasco
-pieno di arte maga, faceva apparir gli huomini
-cavalli, Asini, Cani, &amp; gatte. Fece apparir un Lione, et
-poi mostrandogli un gallo lo fece incontanente sparire:
-egli faceva arrestar gli uccelli nel mezo del lor volo:
-faceva venir i pesci a riva: Sapeva la virtu di tutte
-l'herbe, haveva notitia di tutte le lingue: Sapeva costui
-di arte Maga piu assai di Cetieo, di Dardano, di
-Democrito, di Zoroaste, &amp; di Gobria: suscitò costui
-un giorno pioggia, si come anchora fece Arnupho
-egittio per abeverare l'esercito di M. Antonio. Vi era
-ancho un Romagnuolo con una cetra, &amp; si dolcemente
-la sonava, che pareva un Iopa: un Philamono, un'Apolle,
-un Terpandro, &amp; un Dorceo: Giunsi finalmente
-nella miraculosa Città di Vinegia, della cui
-edificatione, &amp; aumento ne fu potissima cagione la rovina
-di Padova, d'Altino, d'Oderzo, e di Moncelese già
-detto Acello, &amp; di Aquileia colonia de Romani, &amp; capo
-dell'oriente. È opinione, che questi popoli venessero
-in Italia con que Francesi liquali regnando Tarquinio
-Prisco dettero il nome alla Gallia cisalpina: fa mentione
-Cesare di questi Veneti ne suoi commentarij: Livio
-è di opinione, che sieno venuti dalla Paphlagonia gente
-d'Asia, dopo l'incendio di Troia, è una natione molto
-civile, dedita alli studi delle buone lettere, dedita
-alli acquisti terrestri, et alli esercitij maritimi: Sono in
-questo mare pesci piu saporiti, che in qualunque altro
-luogo, benche minori: stimasi esser di ciò la cagione
-perche molti fiumi concorreno in questo Adriatico
-mare, per la qual ragione anchora i pesci di Galipoli
-stimansi avanzare di sapore, li altri scorrendovi dentro
-ventidue gran fiumi ispetialmente il Dannubio, &amp;
-il Tanai: Gode Vinetia un'aria felicissima, imperoche
-la salsedine del mare, Calda essendo, &amp; meno humida,
-genera una temperatura molto opportuna alli humani
-corpi. Il flusso anchora &amp; reflusso purga l'aria, &amp;
-se vi è cosa veruna di corrotto, la porta nel mare. Quivi
-fermato essendomi, con intentione di starvi molti giorni,
-incominciai à considerar attentamente gli ordini,
-&amp; li costumi loro, &amp; fra molte cose grandimenti mi
-maravigliai intendendo da certi vecchioni pieni di Reverentia,
-che mai questi Signori vollero armare i popoli
-loro, &amp; non piu tosto della propria militia servirsi:
-che della straniera, nella quale sovente si sono trovati
-<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
-inganni, amutinamenti, &amp; tradigioni. Mi maravigliai
-intendendo, che nelle guerre, non dessero alli lor
-capitani, le commissioni libere. Mostruoso mi parve il
-vederci, Nani, grandi, Magni, piccioli: troni, terrestri,
-&amp; non celesti: Trivisani, Pisani, &amp; Soriani, che non videro
-mai ne Trevisi, ne Pisa, ne Soria: Notabil mi parve
-di veder molti Salomoni: ci trovai Barbari latinissimi
-&amp; humanissimi: Cicogne, di piu breve collo, ma di
-miglior tenuta, che non sono l'altre: molti Garzoni, che
-passavano sessant'anni: Tanti Marcelli, che tanti non
-ne vide Roma: non vide ne anche mai tanti Lioni la Numidia,
-quanti n'ha Vinetia, i Barbi stanno in terra, &amp;
-non nelle acque. Sonci Balbi nel favellar ben espediti:
-Qui non sono le mule sterili, ma feconde, come anche sono
-in Cappadocia, &amp; i delphini si veggono tramutati
-in huomini: i mori et le more non sono nere, ma candidissime:
-Sonci de molti lombardi, che non vider mai lombardia:
-Sonci piu savi che non hebbe mai la gratia, quelli
-furono sette, &amp; questi sono piu di duodici. Il mio albergo
-fu nella casa del S. Benedetto agnello, dove molto
-volentieri me n'andai, &amp; volentieri ci stetti per essermi
-stato affermato da piu di dua, ch'egli era il padre
-de virtuosi, &amp; di perfetto cuore l'hospitalità esercitava,
-ne dal suo volere discorda punto la sua honoratissima
-consorte. Trovai in Vinetia un Siciliano ilquale,
-scriveva in un specchio d'acciaio, et quello che nel specchio
-scriveva, ve lo faceva per reflesso, legere nella luna:
-Faceva un sapone col quale si lavava la faccia, e poi
-con un stecco si radeva sottilmente, &amp; per molti giorni
-rimanevali la faccia odorifera piu che ambra. Faceva
-apparire una mensa carica di ottime vivande, et poi
-come fumo faceva ogni cosa sparire. Poneva un pezzo
-di Carta non nata, ove erano scritte alcune parole ad
-una serratura, &amp; incontanente se li apriva ogni ben
-serrata porta: Cavava ogni grosso chiodo con i denti,
-Convertiva in oro il rame, il ferro, il piombo, &amp; finalmente
-ogni metallo col spargervi sopra una certa polvere
-non piu veduta. Alla presentia mia, et di tre altri
-fece parlar una testa di morto. Mentre sono in Vinetia
-mi vien detto, che ci habitava il terrore de scelerati
-principi, &amp; il flagello de viciosi preti Pietro Aretino,
-lo visitai piu d'una fiata, &amp; parvemi vedere un'opra
-di natura piu che perfetta, parvemi di udir una lingua
-possente à farsi amare, &amp; temere, &amp; farsi tributarij
-sin alli estremi Morini, &amp; li disgiunti Britani: conobbi
-ancho in Vinetia l'oracolo di marte, dal qual correvano
-tutti gli huomini martiali per farsi decidere le controversie
-dell'honore<a class="tag" id="tag75" href="#note75">[75]</a>: Stato che io fui in Vinetia molti
-mesi, mi venne desiderio di gir pel mondo, gran dolcezza
-sentendo sol in pensar ad alcune cose vedute, duolsemi
-assai di dovermi partire di questa inclita città per
-molti rispetti, ispetialmente dovendo rimanere privo
-di godere la dolce conversatione della virtuosa M. Giulia
-Ferreta: &amp; di M. Francesca Ruvissa, laquale mi parve
-la Sibilla cumana, tanta sapientia &amp; bontà in lei
-scopersi. Egli è vero, &amp; negar nol posso, che molte
-cose in Italia mi piacquero stremamente, ma molto
-piu furono quelle, che mi spiacquero, non hò scritto
-<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
-tutto ciò che veduto hò di mostruoso, ne ho raccontato
-tutti i luoghi dove io fui: Hò pretermesso scrivere
-come in Asti trovai huomini, &amp; donne, che rane Cacavano,<a class="tag" id="tag76" href="#note76">[76]</a>
-&amp; le piu male balie, che veder si possano: hò
-pretermesso dire di quelli c'hanno nella Mirandola i
-piedi d'oca, &amp; portano del continuo le panze rase:
-ho pretermesso d'haver veduto in Bologna una Medusa
-non dannosa come fu quella anticha, ma gioveuole.
-Ho tralasciato d'haver veduto in Piuri Lumache senza
-Corna, non con l'habitatione alle spalle, ne lente, &amp;
-tarde, ne suoi movimenti: Ho tralasciato d'haver veduto
-in Como, &amp; in Chiavenna salici fecundi, &amp; non sterili:
-Se Homero n'havesse veduti non l'havrebbe mai
-chiamato perdifrutto. Ho lasciato d'haver conosciuto
-in Milano Cagnuoli,<a class="tag" id="tag77" href="#note77">[77]</a> che favellavano come se huomini
-suti fussero, &amp; molti pagani christiani: non hò detto
-d'haver veduto in Ferrara Arriani; contro de quali non
-si faceva alcuna inquisitione, si come facevasi contra de
-lutherani, nella qual città conobbi il bend'Iddio, non
-per avanti conosciuto: non vi ho detto d'una Gattina,
-laquale in Mantoa non pigliava sorci, anzi li temeva,
-li fuggiva, et n'havea schifo, &amp; haveva con le sue losenghe
-si fattamente innamorato di se, un'abbate, che per
-transtullarsi con essa, non si curava punto di fama, ne
-d'infamia, &amp; spesso scordavasi il Breviario, et il Diurno:
-non paia adunque favola, che Cratis pastor Sibaritano
-amasse già una Capra, poi che un'Abbate, &amp; di
-sangue illustris. si è invaghito di una gatta, non vi paia
-maraviglia se Aristone Ephesio, amò un'Asina, se Fulvio
-una cavalla, se Ortensio una Murena, &amp; Ciparisso
-una cerva. Diro hora di molte altre straniezze per le
-quali, l'Italia mi venne in odio, &amp; feci disegno partirmi:
-Io rimasi d'habitar in Bologna, veggendo starsi fuori
-delle Porte la misericordia:<a class="tag" id="tag78" href="#note78">[78]</a> non volli star in Anchona,
-veggendo che la Reina del cielo n'era uscita, &amp; itasene
-à Loreto per non star nell'Anchona, mi spaventai
-dell'habitar in Siena per timore di non impazzire: già
-mi sentiva il capo formicolare, &amp; se aspettava la venuta
-di M. Agosto, per certo io dava la volta, ne so s'io
-fussi piu ritornato, divenivo indubitatamente piu pazzo
-di Xenophanto, piu di Mamacuto, piu di Cippio, e
-piu di qualunque Psillo dell'austro vano combattitore. Non
-mi piacque il star in Firenze, parendomi mal consiglio
-lo pormi nelle man de medici sano, &amp; di buona voglia
-essendo. Mi spaventai di star in Lucca, udendo, che ogni
-dui mesi, quando si crea la nuova signoria, sia costretta
-giurare di oservar non so qual statuto contro forestieri:
-Non hebbi cuore di fermarmi in Piacenza havendo
-udito dir, che non sia buono, ne star sotto signor novello,
-ne albergar con hoste, che novellamente hosteria
-faccia. Doveva io star in Milano, vegendo, che la pace,
-le gratie: &amp; gli Agnoli<a class="tag" id="tag79" href="#note79">[79]</a> non osavano di starci, ma habitavano
-fuori delle mura? Doveva posarmi in Genova
-dove la consolatione stassi in disparte fuori dell'habitato,
-et ogni giorno si vorrebbe mutar stato: non è si volubile
-Vertunno, ne si spesso mutasi il vento, come si muta
-il capo d'un Genovese. Spiacquemi di stare in Brescia,
-dove a colpi di spada ci conviene guadagnar la strada
-<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
-di sopra. Non hebbi cuore di stare in Bergamo per
-le molte sottigliezze, che nel vivere, &amp; nel mercantare
-si usano. Spiacquemi il veder in Italia tanti Marchesi
-senza marchesato, Conti senza contado, Cavaglieri, che
-non hanno ne cavalli, ne speroni, ne stivali. Spiacquemi
-vedere, che in Italia le Signore havessero ardire di scambiare
-alle lor damigelle il nome del Battesimo, &amp; in
-luogo di Catherina, Lucia, Margherita, Agata, Agnesa,
-&amp; Appollonia, per fargli sino ne i nomi belle, &amp; lussuriose,
-le chiamano Cinthia, Flavia, Fulvia, Flaminia,
-Camena, Sulpitia, &amp; Virginia. Quanto mi sono io di
-cuor maravigliato della lor prosuntione, parevami
-certamente fusse risvegliata l'heresia de Pepuzziani;
-presso de quali (si come riferisce il P. S. Agostino), erano
-solite le femine di battezare, &amp; far l'uficio di sacerdote:
-Parevami di esser in Caria, dove le femine barbute
-fanno l'officio qual presso di noi far sogliono i
-frati. Brutta cosa mi parve vedere li Italiani à si buona
-derata venuti, che alla guerra vadino invitati, non
-da tre scudi, come era il consueto, ma spesso tratti per tre
-Giulij. Brutta cosa mi parve, che ogni sciagurato si voglia
-fasciare le reni di raso, &amp; di veluto, ne stimarsi in
-Italia chi humilmente si veste. Mi spiacque l'udir, che
-ogni Buffalaio, &amp; ogni bifolco giurasse a fe de gentilhuomo,
-&amp; ogni vil putanella a fe di gentildonna, &amp; il
-veder pompeggiar sopra le facultà, ne in habito esser
-differenti le donne honeste dalle dishoneste, i nobili dalli
-ignobili, &amp; ogni di mutarsi foggia di vestire, &amp; cambiarsi
-le monete con gran danno de poveri, che peggio
-è tosarli senza riportarne pena: ogn'uno sa che in Mantoa
-ci sono i tosa beci, &amp; non si puniscono.<a class="tag" id="tag80" href="#note80">[80]</a> Spiacquemi
-il veder per forza por le fanciulle nei monasteri, et
-per ogni lieve cagione condursi gli huomini in steccato,
-vedersi tanti poveri impiagati per le strade mendicare:
-tante sette de Frati, &amp; de Suore: tanti Epicurei,
-tanti Sardanapali. Spiacquemi il veder le donne farsi
-la bionda; et i capelli neri, con lor mal augurio fargli simili
-alle fiamme, fargli di piu ricci, rappresentando i
-serpenti che le circunderanno le tempie, quando saranno
-dal gran giudice alli eterni supplicij destinate. Spiacquemi
-di veder l'Italia divisa in tanti Signori. Spiacquemi
-vedere una Signora in Lombardia gloriosa sovra
-modo, di haver animo di Reina, &amp; non si avedeva, che
-putiva di spelorchia, et viveva da mendica. Non poteva
-sofferire di vedere nella lunigiana trenta marchesi ad
-un tratto sopra d'un fico per sfamarsi. Oh come mi venne
-a noia il vedere in Arco, et in Lodrone due mila conti,
-&amp; un sol contado, molto stretto, &amp; povero. Pensate
-poi, che mi dovea parere vegendo i Marchesi di Ceva,
-e i conti di Piacenza, &amp; i cavaglieri di Bologna.
-Spiacquemi vedere in lombardia una Signora ch'era
-pazza, &amp; voleva esser tenuta savia: era vecchia, et voleva
-esser tenuta giovane, era brutta, &amp; sforzavasi di
-apparir bella. Se io volessi racontar tutte le cose c'ho
-vedute degne di biasimo, non ne verrei a capo in tre mila
-giorni. Risoluto adunque di partirmi, chiamo Tetigio,
-&amp; si li dico il mio pensiero, li manifesto la mia
-deliberatione, pregandolo mi risolvi se egli vuol rimanere
-<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
-in Italia, ò pur andarsene nel mio paese: egli
-mi rispose, che molto volentieri nel mio paese se n'anderebbe,
-cosi risolti: li dico: Tetigio: Intendo di volermene
-andar per il mondo à veder cose rare, tu ti rimarrai
-in Italia, &amp; voglio che tutta l'Italia scorri con la diligentia
-maggiore, che ti sia possibile, &amp; rechi nel paese
-nostro le cose ch'io ti dirò, eccoti tre mila fiorini
-d'oro: se piu te ne sia bisogno: vattene da parte mia al
-banco de Priuli: voglio per la prima cosa, che di Sicilia
-mi adduchi due belle mule senza vitio (se possibil è di
-ritrovar mule senza vitio) tre schiavi, due schiave, ma
-guarda sieno ben sani, &amp; nelle membra non habbiano
-veruno diffetto, non li toglier domestici, ma selvaggi.
-Portami della seta di messina almeno cinquanta lire, &amp;
-della Manna di Calavria: cinquanta braccia di Dobleto
-da Catanzarro; della Sargia, che si fa in Castro villere,
-&amp; trenta lire della seta di Mont'alto laquale è
-piu forte della Messinesa: vorrei venti braccia della
-bambagina di Nardo, delli Coriandoli della costa di
-Malphi, del Zafferano di Abruzzo: qualche insito delle
-olive di bitonto: portami da Napoli dell'opre, che fanno
-que setaivoli, ispetialmente strenghe, capelli, &amp; borse
-fatte con l'aco, recami del Sivetto, del sapone di Cervo,
-&amp; de fiori di aranci, dui corsieri della razza del
-Re, ò di quella del P. di Salerno: portami da Roma tre
-dozene di belle corone per le nostre donne: torrai in Firenze
-due pezze di brocato riccio sopra riccio, et due
-di tela d'argento, con dieci lire di quel filo tanto sottile:
-portami di que fiaschettini lavorati con la seta, che
-fanno le monache Fiorentine, &amp; di quelle coseline, che
-fanno i prigioni nelle stinche. Fammi havere ventisei
-braccia di panno monachino, altretanto di perso: venti
-braccia di rascia, sei berrette fiorentine per la state.
-Portami da Fabriano trenta risme di carta. Da colle
-dieci dozine di palle. Da Urbino cinquanta piatti di
-terra figurati. Da Bologna dieci fiaschi di vetro coperti
-di cuoio lavorato, &amp; cinquanta pallotte di quelle
-del Melone, &amp; trenta braccia di velo. Da Faenza, una
-credenza de piatti, &amp; di scodelle di terra bianca. Portami
-sei pezze di raso Luchese. Torrami in Ferrara
-due pezze di veluto intagliato, &amp; in Ancona tre pezze
-di ciambelotto, tre similmente di Mocaiaro, due di
-zarzecano, dieci di Bedena, sei feltri: sei Tapeti, cinquanta
-Cordovani di vario colore: in Genova due pezze
-di veluto di tre peli: Di Sardignia addurammi un paio
-di cavalli per far l'amore. Di Corsica voglio due paia
-di cani per guardia de nostri giardini. compra in Cremona
-trenta braccia di Sargia: torrai in Brescia due
-dozine di Forbici lavorati alla zimina, &amp; due di cortelli,
-quatro paia di Alari, o Cavedoni, che li vogliamo
-chiamare: torrai alla Scarperia tre dozine di que
-ferretti da stuccio: In Modona venti rotelle: venti Maschere:
-giunto in Reggio fornisceti di staffe, di speroni,
-&amp; di quelle opre fatte di corno, cioe calzatoi, di scriminali,
-corone, anella, pettini. Se i speroni Rezzani
-non ti piacciano, pigliali in Viterbo. Da Crema portami
-due pezze di tela sottile: compra in Mantova
-dodici paia di calce di seta fatte con l'aco, &amp; altri lavori
-<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
-d'oro, &amp; di seta. Di Milano sei corsaletti, sei celade:
-venti migliaia d'aghi, cento paia di sonagli: venti
-sei braccia di stametto: &amp; altre tanto di Sargia pannata.
-Da Tortona sette vasi di Tiriaca: et dieci capelli di
-paglia finissima: Da Seravalle, dieci buone lamme.
-Di Padova, trenta braccia di quella Sargia cotonata:
-due Dozine di berette leggerissime: venti paia di guanti,
-&amp; per far razza di quelle Galline Padovane. Da
-Vinetia venti specchi: cinquanta bicchieri di Christallo,
-&amp; venti tazze: trenta braccia di scarlatto: una pezza
-di veluto cremisino: sei cassette di cipresso: dieci
-ventaruole di seta di vario colore: dodici pettini d'avorio,
-venticinque braccia di damasco: qualche vasetto
-di polvere di Cipri, &amp; per profumar camere. Dato
-che hebbi questo ordine inviai Tetigio alle facende
-&amp; io mi posi in viaggio per gir come feci errando.
-Credei (misero me) di starmi fuor di casa quattro, ò
-cinque anni, &amp; mi convenne starmi dieci, et per estrema
-fortuna gir di mare, in mare vagando, &amp; di regione
-in regione peregrinando, pareva che Eolo, &amp; Nettuno
-havesser congiurati ne miei danni: mai havemmo
-vento che ci fusse benigno &amp; propitio: piu di sei giorni
-quasi continova pioggia notte &amp; giorno ci bagnò
-il capo: pareva che le Pleiade et le hiade fussero adirate
-con esso noi, non ci bastò l'esser sopra di una nave che
-di securanza avanzava quella Argo, sopra della quale
-Iasone, Tiphi, Castore, &amp; Polluce andarno in Colcos
-per toglier il vello aureo, avanzava la nave nostra di
-velocita Pistri, Centauro, Chimera, tritone, &amp; Gias,
-che tutte furono perfettissime navi &amp; dalli antichi scrittori
-celebrate. Non ci bastò l'haver nocchieri esperti
-piu che ophelte, piu che Mnesteo, piu che Servio, piu
-che Carapo, piu che Amicla, et piu di Peloro: che scorrer
-ci bisognò al dispetto nostro infiniti pericoli maggiori:
-egli è vero, che dopo molte angoscie sostenute con
-assai intrepida fronte: mi trovai lieto et contento d'haver
-si longamente errato: parendomi di poter giustamente
-vantarmi, d'haver veduti piu diversi luoghi, &amp;
-piu maniere di costumi, che mai non vide ne Hercole,
-ne il travagliato Ulisse. ho veduto li phrigij, quai afferma
-Herodoto esser antichissimi, ne stette molto à veder
-gli Archadi, quai scrive Apollonio nella sua Argonautica
-esser piu antichi della luna. Ho veduto Parnaso,
-d'onde n'uscivano gia gli oracoli di Apollo, &amp; acciò
-non mi reputi alcuno bugiardo, darolli i contrasegni,
-egli è in Phocida, &amp; è ornato di due belle cime: hò
-veduto la selva Grinea, dove erano l'ombre di quanti
-famosi Poeti furono mai al mondo: vi ci trovai d'alcuni
-moderni Poeti l'ombre assai meste, &amp; lagrimose, intendendo,
-che delli lor poemi se ne facevano scartoccini da
-speciali, &amp; da porvi dentro le sardelle: ho veduto Colcos,
-&amp; il fronzuto Idalio: fui per molti giorni in Egira,
-ove si adorava l'amore, sotto un medesimo tetto con
-la fortuna istessa: passai per Arcadia, ove si adora Aristeo,
-Dio del mele, vidi in Tebe adorar l'Iddio Bacco,
-quasi che allhor io mi credei d'esser traportato in Polonia
-ò in Alemagna: ho veduto presso delli Elei, il tempio
-di Plutone, che si teneva perpetuamente chiuso: ho
-<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
-veduto in Lampsaco, adorar il Dio Priapo, alquale l'asino
-si sacrifica per grand'honore: vidi in non so qual
-luogo, mutarsi un'huomo, hor in toro, hor in serpente,
-&amp; molti ne vidi mutarsi in cervi, benche tal metamorphosi
-spesso si vega in ogni luogo: mi son ritrovato
-dove la bella Alcione si mutò in uccello, Calisto in Orsa
-Lyca in scoglio, Myrrha in albero: Corone in cornacchia:
-Talo in perdice, Tereo in upupa: &amp; Tiresia
-in femina: fui costretto (misero me) di mangiar per
-molti giorni un pane tale, qual fu il pane, rifiutato da
-Philoxeno perche non si facesse notte a mezo giorno
-dalla negrezza istrema, che in se haveva: et i prohemi
-delle cene nostre: erano radici amarissime: ben sospirava
-io allhora il pane Padovano &amp; i lumbi Vinitiani
-ma gran ventura fu la mia, poi che si mal albergo
-fu incontanente dalla fortuna remunerato, col farmi
-vedere gli orti di Alcinoo, liquali erano si de vari
-frutti ornati, che appena l'uno era maturo, che l'altro
-vi nasceva. Vidi non molto lontano, gli orti delle Esperide
-dove sono gli alberi d'oro, et vidi il vigilante Dracone
-che li fa la guardia perche furati non sieno. Vidi
-anchora gli orti di Adonide, &amp; quei nell'aria sospesi,
-che con tanto piacere in Assiria, &amp; da paesani, &amp; da
-passaggieri si contemplano non so ben dire, se fusser fatti
-da Cirro, ò da Semiramis: se nel venir in Italia vicino
-la Sicilia io udi cantar le Sirene, hora le vidi, &amp; insieme
-i stormenti ne quali cantano: hanno il corpo di femina
-fino all'umbilico, il rimanente è pesce; le ho anche
-udito chiamarsi per i propri nomi, una di quelle, che
-videro, chiamavasi Aglaosa, Telcippoa un'altra; ve
-n'era una detta Pisna et una ve udi per nome Iliga. La
-dolcezza del canto mi fece adormentare, &amp; di tal sorte,
-che io vidi li ministri del sonno, cioè Morpheo, Phabetore,
-&amp; Phanto, liquali mi parevano rasimigliarsi
-à certi miei amici, che si lievano all'Alba de visconti,
-quando il Sole ci agiugne à meza gamba: non debbo anchora
-narrarvi delle molte battaglie, che pel viaggio
-vidi farsi da molti animali: la onde m'accorsi delle
-mortali nemistà, che fra gli animali irragionevoli sono:
-vidi combattere eserciti di cornacchie, &amp; di nottole,
-di Nibbij, &amp; de corbi, di aquile, &amp; de trochili di murene,
-&amp; de congri, de delphini, &amp; di balene, de cervi,
-&amp; de serpenti, de cameli, &amp; de cavalli, di pecchie &amp;
-de rondinelle, &amp; de formiche, &amp; de sorici, &amp; di salamandre,
-&amp; de testugini, di elephanti, &amp; de dragoni,
-&amp; di lacerte, &amp; de lumache. Standomi un giorno fra
-gli altri alla ripa del mare, aspettando si bonaciasse il
-tempo, per ritornar (se possibil fusse) nella smarrita
-strada: vidi non in sogno, ma chiaramente la Dea Thetis
-accompagnata da molte Halcioni: dal cui lato manco
-v'era la dea Venere guidata da piu cigni, &amp; da
-molte columbe: dal lato dritto v'era Giunone, con una
-gran torma de pavoni. Vidi poi Minerva con gran
-squadra di civette, che li andavano avanti con riverentia,
-non molto lontano da lei, eravi Apollo con grata
-compagnia de corvi, &amp; de candidi cigni. Non si stette
-guari, che mi apparve Giove con la sua Aquila in compagnia.
-dopo questa bella veduta, abonacciossi il mare:
-<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
-si che n'andai commodamente à veder la torre Pharia,
-le Piramidi del Nilo, andai dove era il tempio di
-Diana ephesia: il sepolcro di Mausolo: il simulacro anchora
-di Giove olimpio: &amp; dove era già il Colosso del
-Sole di settanta piedi presso de rodiotti con gran religione
-tenuto: ho veduto la casa di Cirro Re de Medi,
-nella quale erano le pietre legate con l'oro: hò veduto
-il tempio che à Giunone fece la reina Dido, et quel che
-fece Giarba re de Getuli à Giove: un'altra nobil casa
-vidi non molto distante, copiosissima di pretiose colonne,
-&amp; de ingegnose statove di cedro fatte: non debbo
-dirvi della casa del Sole, della quale ben si potrebbe dire,
-materiam superabat opus. Ho veduto un teatro di
-trecento sessanta colonne, la cui Scena, parte era di
-marmo, &amp; parte di ben polito vetro: le colonne inferiori
-erano di quarant'otto piedi, &amp; fra le colonne vi annoverai
-piu di trecento statove di bronzo, maestrevolmente
-fatte, &amp; era capace di settanta mila huomini:
-rassimigliavasi al Theatro di M. Emilio scauro figliastro
-di Silla (per quanto mi sovviene della descrittione)
-Hò veduto que quattro obelischi fatti si artificiosamente
-dalli re di Egitto. hò veduto l'obelisco fatto da Ramise
-re di Egitto di quaranta cubiti, che fu opra di venti
-mila huomini (sel vero mi fu rifferito.) Ho veduto il
-Laberintho fatto da Dedalo, &amp; un'altro similmente
-nell'Egitto, con le colonne di marmore pario nell'intrare,
-&amp; le piu interne erano di marmore Sienito. Hò
-veduto i vestigij di quella camera fatta da Alessandro
-Macedone, dove stavano cento letti agiatamente, con le
-colonne d'oro, che sostenevano la sommità del luogo,
-ch'era pur d'oro, nella quale stavano mille Persiani,
-mille saetattori Macedonici, &amp; cinquecento huomini
-con i scuti d'argento: &amp; nel mezo v'era un seggio d'oro,
-dove sedeva il sopradetto Alessandro, con i suoi portatori
-di Sarisse: Compresi allhora chiaramente, che
-dalle difficultà grandi, solite erano di nascerci molte
-consolationi &amp; infinite dolcezze: se tollerato non havessi
-patientemente, &amp; senza perdermi di cuore quelle
-tante fatiche che io tollerai, come sarei io stato contemplatore
-di si memorabili cose? Hora essendo io da venti
-qua, &amp; la traportato: vidi una gran città piena di
-Ermaphroditi: vidi li Arimaspi c'hanno un sol occhio:
-vidi li Arimphei giusti sopra tutti i mortali, liquali
-stanno nelle selve, &amp; pasconsi di Bacche: ho veduto ancho
-un paese dove le femine sette figli ad un tratto sogliono
-partorire, ne questo di rado accade, ma sovente
-volte: ho veduto alcuni popoli, liquali usano di combatter
-co gli occhi chiusi, &amp; altri che maledicono, &amp;
-biastemiano il sole, quando si lieva, &amp; quando tramonta,
-ne per nome alcuno fra loro si chiamano, &amp; altri
-popoli non lontano scorsi, liquali hanno dui estati, dui
-verni, &amp; quatro solstitij: hanno le mogli communi, &amp;
-communi sono anchora le facultà fra di loro: vidi in
-questo mio travaglioso viaggio, li Agriophagi, che si
-pascono di carne de Lioni, &amp; di Panthere, &amp; li vagabondi
-Arthabati, &amp; li Astomi. perciò detti cosi, perche
-sono senza bocca, &amp; di corpo molto pelosi: vivendo
-sol di odore per lo naso ricevuto: hò scorso per gran
-<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
-fortuna li Ethiopi hesperij, senza legge, &amp; senza alcuno
-instituto viventi: vendono i Padri li figliuoli per haver
-del formento da mercatanti: ho scorso li Axoni, ho veduto
-presso delli Armenij, le nevi rosse, perche adunque
-tanto si maraviglia Tullio di quel philosopho, che
-disse la neve esser negra. ho considerato attentamente le
-usanze delli Assirij, nel propor li infermi nelle vie publiche,
-acciò che da passagieri ricevino consiglio, ho considerato
-li stravaganti costumi delli Abideni e delli popoli
-atrij, tanto nemici de furti, delli asbiti, delli adrimarchidi,
-delli besalti, &amp; delli boristenidi da perpetuo
-freddo tormentati: ho veduto li horridi Battriani, &amp;
-li magnifici &amp; splendidi Persiani. ho ben considerato
-li corruttissimi costumi de Babilonici, li rozzi Boetij,
-i religiosi Bithini, li sani Bragmani, gli inhumani Berbici,
-li schifosi Budini, che de pidocchi si pascono: son
-stato fra li Casiri &amp; hebbi fatica à campare dalle lor
-mani, imperoche si pascano de corpi humani. Son stato
-fra que popoli detti Ophiophagi perche de serpenti
-si nodricano. Son stato fra li Choromandi huomini
-senza voce, ma di horribil stridore, di corpo peloso, et
-de denti canini: ho veduto femine partorir di cinque
-anni, ne vivere piu di otto; ho veduto li Cauci, popoli
-settentrionali, che habitano case simili alle navi, &amp; sono
-gran mangiadori de pesci: ho veduto li Chelenophagi
-di Carmania che viveno sol di carne di testugine: debbo
-tacere i Caspij, i cureti, i Calcidensi, e la Caldea adoratrice
-del fuoco, et allo'ncontro i Galleci che non adorano
-cosa veruna. ho veduto li sporchi Chij, dalli quali
-nacque il proverbio <span class="smcap lowercase g">CHILUS OMNIA PERCACAT</span>.
-Ho veduto li seditiosi Cercirci, li fraudulenti
-Cercopi, et li Crestoni, presso de quali, ciascuno hà piu
-mogli: se fussero di tanta spesa à mariti quanto sono le
-femine Italiane pur troppo n'haverebbono di una. Hò
-veduto li Mitrati Cisti, li timidi, &amp; effeminati Ciziceni,
-&amp; li severi Derbici, che ogni minimo delitto di
-dura morte puniscono: hò veduto li Essedoni, liquali
-cantano ne funerali de lor padri. Ho veduto li Esseni,
-astenenti di vino, di carne, &amp; de feminili congressi, senza
-haver fra di loro alcuna cosa di proprio: hò veduto
-li Epizefirij presso de quali è pena capitale, per la
-salute del corpo à ber vino. Ho veduto li superstitiosi
-Ephesii: &amp; li Fanesii nell'oceano settentrionale, c'hanno
-gli orecchi si grandi, che ne cuoprono tutto'l corpo.
-Ho veduto li depinti Geloni, bevitori del sangue di
-cavallo, mescolato col latte: Ho conversato molti giorni,
-col rigido Geta, col vagabondo Garamanto, col nudo
-&amp; selvaggio Gamphasando: con il Gimnosophista
-dell'otio, &amp; della pigritia capital nemico: con l'hiperboreo
-settentrionale, indefesso cacciatore: con l'Eptacometa
-habitatore delli alberi, ò delle alte torri: con
-l'hircano, che fa mangiar i suoi defunti da cani: con l'Omolotta
-del bue amico, con l'inhumano Henioco, con
-l'Alizone di Scithia gran mangiatore d'aglio, di cipolle,
-di lente &amp; di miglio. Ho veduto il ferino hibero,
-il dilicato Ionico, il fortunato Lothofago, il Leuco,
-saettatore eccellente: il bellicoso Lacedemonio, il Lepreo,
-nemico d'adulterij, il brieve Lacone, il giusto &amp;
-<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
-hospital Lacano, l'invidioso Lusitano, il lidio Taverniero
-&amp; giuocatore di palla, il lussurioso Lesbio, il libico
-cacciator di elephanti: ho conversato con i Laciadi,
-con i Lirci, con i Massageti, con i Marsi domatori
-de serpenti, con i Mandi che viveno di locuste, con i Menismini
-che viveno sol di latte di cinocephali, con i Miconij
-vaghi dell'altrui mense, con i Mosini che in publico
-mangiano, con i Masilli governatori de lor cavalli,
-non con freno, ma con la sol verga, con i Molossi cacciatori,
-con i Nasameni dottissimi nel saettare, con i Magneti
-strenui domatori de cavalli, con i Mardi habitatori
-di spelonche; con il Macedonico che non soffre che
-alcun si cinga se almeno uno de suoi nemici ucciso non
-habbia; con il religioso Myso, con il Medo ottimo
-cavalcatore, con il crudel Mosyneco, col soggetto
-Messenio, con il tonduto Maco, con il Miniato Machylo,
-con il falso Megarese, con il Melancleno, di veste
-nera ornato: con il Mendesio adoratore di capre,
-col veloce Monomero. Ho veduto ancho il sfrenato Numida:
-ho veduto il Norico ricco di ferro. Ho veduto
-l'indomabil Nervio, l'inhospital Britanno del quale
-parlando Oratio scrisse. Visam Britannos hospitibus
-feros. Ho cercato li Nabathei nell'accumular
-ricchezze giorno &amp; notte intenti: ho ricercato li Pelusioti,
-liquali nell'invecchiar della luna si tondeno il
-capo, &amp; guardansi come dalla peste di mangiar cipolle.
-Ho ricercato le contrade de Cilici Pirrati, ho
-circondato tutta la regione de Phenici che già tanta
-lode hebbe dal ritrovar le stelle, &amp; le lettere, con le arti
-belliche &amp; navali. Ho veduto li Cubitali pigmei: &amp;
-li vivacissimi Pandori popoli dell'India, alli quali in
-gioventu i capelli son candidi, &amp; in vecchiezza si fanno
-neri, sono stato presso delli unguentati &amp; bevitori
-Parthi, liquali pasconsi di cicale. Ho veduto li Agresti
-Paramesidi: vidi in questa mia longa peregrinatione
-li Phaseliti popoli di Pamphilia, liquali sacrificano alli
-Dei di certi pesciolini salati. Ho veduto li Pariani
-nell'helesponto, liquali adorano l'amore per lor Iddio.
-Ho veduto li Pedalij, liquali ne lor sacrificij altro a
-Dio non dimandano, salvo che giustitia: ho veduto il
-feroce &amp; lauto Pannone: ho veduto li Phigalei vicini
-alli Messenij tanto vaghi del vino, che habitano nelle taverne
-&amp; allogano le case à forestieri: Ho veduto i Poltroni
-Rhegini, li industriosi Seri: &amp; quelli Sciti, c'hanno
-le case volubili sopra di carri poste: ho veduto li
-Sauromati che si spesso cambiano stanza, habitano fra
-l'histro &amp; il Boristene: pratticai con li Suani, indomiti
-&amp; cavatori dell'oro. Se volessi dir quanti satiri
-m'habbia veduto sarei troppo prolisso: non mi stendero
-molto in dirvi c'habbia veduto li ricchissimi Sabei,
-ò li Sorboti che sono grandi otto cubiti non vi dirò
-d'haver veduto li Sciopedi liquali dall'estremo calore
-si diffendeno con l'ombra de piedi: ho veduto i Soriti,
-liquali viveno di pesce cotto al sole: ho veduto l'efferato
-Svevo: ho veduto il leggier Siro &amp; alla novita
-di sua natura inchinato: ho veduto li Sogdij vicini à
-Bactriani, liquali si lietamente corrono alla morte: ho
-veduto quelle donne quai chiama Erodoto Selenetide
-<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
-che partoriscono uova, &amp; di quelle n'escono huomini
-di gran statura: Ho veduto i Sarabaiti sacerdoti dell'egitto
-vestiti di pelli del porci, &amp; de buoi, &amp; habitano
-ne forami delle pietre. ho veduto i Scriptovini gelati
-per le perpetue nevi, i Spartani nemici dell'oro: &amp; dell'argento,
-&amp; amicissimi del ferro, della qual materia
-sono anche li danari loro: ho veduto li popoli Siginni,
-con i lor piccioli &amp; pelosi cavalli: ho veduto li Samij,
-&amp; il gimnasio che dedicarno all'amore &amp; mi sono ritrovato
-presente alli sacrificij quai chiamano Eleutheri:
-ho veduto li amorevoli Sotiani &amp; le horride spelonche
-de Trogloditi: ho veduto l'isola Taprobana &amp; sonomi
-ammirato della lor vivacita poi che il campar
-cent'anni è si poca vita stimato. Sono stato molti giorni
-con i Thraci, &amp; mi sono riso della lor fragil memoria,
-non sapendo annoverare oltre quatro: sono stato
-presso delli Tentirithi, tanto da Cocodrilli temuti: Sono
-stato con i Tapyri tanto altrui liberali delle lor mogli:
-Son stato presso delli giusti Tybareni: son stato
-presso delli Thrausi, dove le femine sono sopra modo
-innamorate de lor mariti. Son stato presso delli inquieti
-Spagnuoli: de furibundi Galli, &amp; de animosi Tedeschi.
-Son stato presso delli Elusii, &amp; delli Oxiomi di
-volto humanissimi, del rimanente poi simili alle fiere:
-Se volessi scrivere quanto ho veduto, farei piu alto volume
-che non fece Livio Patavino: stracco adunque di
-gir piu vagando: deliberai inviarmi ver casa, dove giunto,
-fui lietamente da parenti &amp; da amici acarezzato;
-dil che sempre ne sia lodato Iddio, ilquale vive &amp; regna
-sin ne secoli de secoli. Amen.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2>NICOLO MORRA ALLI<br />
-<span class="small">LETTORI.</span></h2>
-</div>
-
-<div>
-<img class="drop-cap" src="images/drop-g.jpg" alt="" />
-</div>
-
-<p class="drop-cap">
-Godi Lettore il presente Commentario,
-nato dal costantissimo
-cervello di M. O. L. detto per
-la sua natural mansuetudine il
-Tranq. rincrescemi che tu non lo
-possi godere, come il suo archetipo
-stava, impero che'l rispetto n'ha fatto mozzar una
-buona parte, il sospetto un'altra, et il dispetto ha fatto
-squarciar piu di tre fogli: Se ci fusse cosa veruna che
-ti paresse Favola; sovengati della nave delle carotte
-nel cominciamento. Io ti so ben dir come quello che
-familiarissimo li sono, che non senza gran sudore ci
-hà dato questo parto, &amp; gli è stato mestieri di volger
-sossopra di molte &amp; molte carte: Se in qualche cosa
-ti parerà mordace, &amp; furioso, &amp; maldicente: habbili
-compassione, perche egli era allhora in croce
-quando queste cose scriveva, &amp; era pieno di desperatione:
-havrebbe egli voluto poter rovinare tutto il
-mondo, &amp; certo s'egli fusse stato di vetro lo havrebbe
-piu d'una volta spezzato. egli non si è curato di favellare
-ò di scrivere toscanamente come hoggidi molti
-si sforzano di fare, ma piu tosto hà voluto scriver nella
-lingua nellaqual nacque, oltre che fu sempre fin da
-fanciullo piu studioso d'imitare la lealtà toscana, che
-la lor dolcissima favella, de gli errori che sono nel
-stampare occorsi, perdona al stampatore, perdona alla
-<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
-rozza &amp; villa mano che lo scrisse da prima, &amp;
-anche perdona volentieri alla negligentia del correttore;
-ilquale haveva allhora il capo pieno de grilli.
-Sta sano, &amp; giudica candidamente, pigliando questa
-picciola lettione per un passatempo. Di Vinetia
-alli XXIIII di Settembre.
-</p>
-
-<div class="titlepage">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
-</p>
-
-<h2><span class="x-large g">CATALOGO</span><br />
-DELLI INVENTORI<br />
-DELLE COSE CHE<br />
-<span class="small">SI MANGIANO, ET<br />
-DELLE BEVANDE</span><br />
-<span class="x-small">CHE HOGGIDI SI<br />
-USANO.</span></h2>
-
-<p class="large">
-COMPOSTO DA M.<br />
-Anonymo, cittadino<br />
-di Utopia.
-</p>
-
-<p class="pad4 small">
-CON PRIVILEGIO DELL'ILLU-<br />
-STRIS. SENATO VENETO.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2>AL VIRTUOSO, ET NOBILE S.
-<span class="smaller">il S. Gioan battista Luzago.</span></h2>
-</div>
-</div>
-
-<div>
-<img class="drop-cap" src="images/drop-n.jpg" alt="" />
-</div>
-
-<p class="drop-cap">
-Non potendovi mandar le novelle, che
-s'erano alli di passati ritrovate sotto titolo
-di quel frate Cippolla, c'ha meritato
-d'esser lodato da messer Gioan Boccaccio,
-vi mando il presente Catalogo,
-sotto vostro nome publicato, &amp; questo non hò già io
-fatto per dargli un protettore contra di quelli, che sono
-piu pronti al calunniare, che all'imitare, ne anche
-l'ho fatto per essercitar la vostra liberalità di sua natura
-assai pronta à giovar chi n'ha bisogno; ma l'ho
-fatto sol perche vi ho sempre conosciuto avido lettore
-di quelle cose dove io pongo la mano: godete adunque
-questa picciola lettione, &amp; quando l'havrete ben
-goduta, fatene partecipi il generoso cavaglier Pompilio,
-&amp; il molto Reverendo signor Silvio; &amp; qui facendo
-fine, à tutti tre di buon cuor mi raccomando:
-</p>
-
-<p>
-Di Vinegia alli X di Settembre.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
-</p>
-
-<h2>CATHALOGO DELL'INVEN-<br />
-<span class="small g">TORI DELLE COSE, CHE SI</span><br />
-<span class="small">mangiano, &amp; delle bevande, ch'hog-<br />
-gidi s'usano.</span></h2>
-</div>
-
-<div>
-<img class="drop-cap" src="images/drop-v.jpg" alt="" />
-</div>
-
-<p class="drop-cap">
-Vivevano gli antichi nostri
-nella prima età, detta l'età dell'oro,
-(vivevano dico) di giande: &amp; delle
-frondi se ne coronavano le tempie:
-Cerere poi, donna d'immortal fama
-&amp; di eterno honore degna, ritrovò
-il formento: &amp; insegnocci à far il pane: Si visse longo
-tempo in Italia di polte, si come in Grecia di polenta si
-viveva, &amp; cosi fu incognita la polenta in Italia, come
-anchora la polte in Grecia: Ennio nobil poeta, descrivendo
-una gran fame dice, che i padri toglievano di
-bocca à figliuoli l'offa, ne fa alcuna mentione di pane:
-habbiamo per certo grande obligatione à Cerere, &amp; non
-minore à Carmilia, laquale vi aggiunse il fermento, perche
-facesse i corpi piu robusti, &amp; ci porgesse piu salutevole
-nodrimento: Facevasi già il pane à quella foggia,
-c'hora si fanno i Caci cavalli: poi si ridusse in forma
-di schiacciata, se è egli finalmente dato figura spherica.
-Papinio egittio insegnò à mescolarvi l'aniso, &amp; il
-burro, per farlo piu delitioso: longamente si stette senza
-pistori: &amp; era solamente opera di femine il far pane,
-&amp; i pistori erano detti dal pestare.
-</p>
-
-<p>
-Hor volendo seguitare il mio Cathalogo, parmi d'avisare
-il lettore della presente operetta, chel non si maravigli
-punto se non hò serbato quell'ordine ch'egli forse
-havrebbe voluto: Io l'ho descritto di mano in mano
-con quell'ordine, che ancho presso de vari scrittori mi
-è accaduto di ritrovarle: non ho tessuto il presente Cathalogo
-dalli scritti di un sol autore, ma forse di cinquecento;
-ne mai havrei creduto, che di si picciola impresa
-non ne fussi riusciuto con minor sudore, &amp; travaglio
-di quel c'ho sostenuto. Hora perche l'opera
-fusse non sol curiosa, ma anche insieme utile, non mi
-son contentato di dir semplicemente gli inventori delle
-cose, che vi hò voluto aggiungere l'utilità della cosa
-ritrovata, non diffusamente, ma sono ito ristretto,
-quanto piu hò potuto, &amp; dal pesce con favor celeste
-incominciarò questa mia non inutile fatica.
-</p>
-
-<hr class="tbs" />
-
-<p>
-Hirtia figlia di Sesostre Re dell'Egitto, la qual predisse
-al padre la futura monarchia, fu la prima che
-mangiasse le Corniolette &amp; le Tinche: Una Lombarda
-le empi di aglio, &amp; poi di soavi herbuccie.
-</p>
-
-<p>
-Labissa di Boemia, divinatrice: fu la prima che
-mangiasse seguzzole, ceppe, &amp; Scolopendre: ma non
-le mangiò già si delitiosamente cucinate, come hoggidi
-s'usa di fare.
-</p>
-
-<p>
-Lementione: fu il primo che mangiasse Bottrici,
-&amp; lasche, delle quali molto n'abonda il lago di Perosa
-già detto Trasimeno, dove Romani per temerità di
-Varro ne hebbero quella memorabil rotta.
-</p>
-
-<p>
-Agomoncelo prefetto di Alessandro magno: fu il primo
-che cuocesse, &amp; in tavola ponesse il Schenale, et la
-<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
-Murena insalata: era costui di tanta richezza &amp; di tanto
-splendore, che si poneva sotto le scarpe i chiodi d'oro.
-</p>
-
-<p>
-Cleopatra l'ultima reina dell'Egitto: fu la prima,
-che ponesse in tavola il Dragon marino, &amp; il pesce Milvio:
-Apparecchiò costei una cena ad Antonio, nella
-quale spese à conto di nostra moneta ducento cinquanta
-mila corone d'oro: dal che si mosse Sidonio à chiamar
-le sontuose vivande: Cleopatricas dapes.
-</p>
-
-<p>
-L. Neratio scelerato (se altri ve ne fu à suoi tempi)
-fu il primo, che ponesse in uso di mangiar scazzoni, pesce
-argentino, &amp; quell'altro pesce, detto da lombardi
-sputa pane: fa di costui mentione Aulo Gelio: nelle sue
-notti attiche.
-</p>
-
-<p>
-Cleope Re dell'Egitto, fu il primo che mangiasse
-Grancelli, Arcelle, &amp; il pesce Porco: fu costui ricchissimo,
-&amp; per il smoderato spendere, ispetialmente in far
-Piramidi si ridusse a tal termine, che puose la figliola
-in guadagno, per acquistargli il vivere, &amp; la dote.
-</p>
-
-<p>
-G. Curione, tribuno della plebe, del quale si legge
-presso di Valerio, che debito facesse seicento sestertij,
-fu il primo, che facesse marinar il pesce, &amp; si mangiasse
-il strenzo, &amp; l'agone, la lumaca acquatica,
-visse longo tempo solitario, &amp; fu capital nemico delle
-donne.
-</p>
-
-<p>
-Anchise menocchio: fu il primo, che mangiasse il Cephalo,
-&amp; che sapesse discernere, che il marino fusse migliore
-di quello c'habita ne fiumi: è un pesce di sua natura
-sordido: Vedesi per tanto, nell'alto mare spesso
-sommergersi, &amp; diligentemente lavarsi: pochi pesci si
-trovano di maggior numero: &amp; questo avviene per il
-rispetto, che si porta all'uova loro.
-</p>
-
-<p>
-Ruffo castricio: fu il primo, che n'insegnasse à mangiar
-le conchilie, delle quali molto n'abonda Lucrino,
-il mar rosso: &amp; Bibaga Isola dell'india amenissima.
-</p>
-
-<p>
-Menade troiano: fu il primo, che mangiasse il Congro,
-non inferiore di sapore all'anguilla; ma di carne
-assai piu soda, di figura però simile all'anguilla: Plinio
-lo puone fra i pesci sassatili: &amp; acciò che meglio io sia
-inteso, dico che è quel pesce che Nicandro chiama grillo.
-</p>
-
-<p>
-Archigenio Euboico: fu il primo che mangiasse quel
-pesce detto Coracino peculiar molto nel Nilo: è un pesce,
-che frequentemente move gli occhi: ne fa mentione
-Martiale: dicendo, Princeps niliacis raperis coracine
-macellis: Pellæ prior est gloria nulla gule.
-</p>
-
-<p>
-Menandro Trotenio: fu il primo, che portasse alla
-cucina il pesce chiamato Cordilla: del quale parlando
-Martiale disse: Ne nigram raptus in culinam, Cordillas
-madida tegas papyro.
-</p>
-
-<p>
-Mascronico da torsi: fu il primo, che cucinasse il pesce
-Corvo: il quale si pasce d'alga, partorisse due volte
-l'anno, &amp; ha questa proprietà, che nel mare è di color
-fulvo; &amp; ne stagni, è di color negro, cuocesi nell'aceto,
-aggiuntovi molto sale.
-</p>
-
-<p>
-Nello Brentio: fu il primo, che mangiasse Gamberi:
-ritrovasene in phenicia che habitano i liti, &amp; sono
-di tanta velocità, che non si possono aggiungere: cuocesi
-col pepe, &amp; con poca acqua, &amp; molto sale.
-</p>
-
-<p>
-Mutio marello: fu il primo, che n'insegnasse mangiare
-<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
-di quel pesce detto per nome Cestreo: ilquale ha
-questa proprietà, che esso solo non mangia dell'altro
-pesce; onde ne nasce, chel non si possa pigliar con l'esca,
-nascondesi nel fango, &amp; di quel si pasce, credendosi come
-s'ha nascosto il capo d'esser tutto nascosto: il Congro
-è molto vago di mangiarlo, si come la Murena è
-vaga di mangiare il Congro, &amp; acciò che meglio sia
-cognosciuto, dicovi che è quel pesce che Theodoro gaza
-chiamò in latina lingua Mugile.
-</p>
-
-<p>
-Caridemo pannicio: fu il primo, che mangiasse quel
-pesce, che si chiama Ciprino: stassi ne fiumi, &amp; hà in
-luogo di lingua il palato molto carnoso: ma non trovo
-in qual maniera sel cucinasse.
-</p>
-
-<p>
-Belluzzo indiano: fu il primo mangiatore di quel
-pesce detto Cantaro ilquale è della sua femina si geloso
-amadore, che per lei combatte fin'alla morte, &amp; è
-cagione quest'amore, ch'egli divenga spesse volte preda
-de pescatori.
-</p>
-
-<p>
-Carminio Tolosano: fu il primo, che mangiasse quel
-pesce detto da volgari Canna: &amp; dal dotto Theodoro
-è chiamato Hiatula: è di carne molto molle, &amp; per
-questo lo cucinava con l'aglio, &amp; col zenzero, cuocendolo
-nel vino per indurirlo.
-</p>
-
-<p>
-Tiridate Armeno: fu il primo, che mangiasse il pesce
-detto Ceto, e questo pesce di strema grossezza nel
-mar Atlantico: n'ho veduto et mangiato di quello che
-era seicento piedi di longhezza. &amp; trecento di larghezza:
-&amp; lo vidi entrar nel fiume dell'Arabia, adunque
-non senza ragione (poi che sono si grandi) disse Statio
-Armigeri Tritones eunt, scopulosaque cete: &amp; un'altro
-scrisse, &amp; Imannia Cete.
-</p>
-
-<p>
-Telephane: fu il primo, che mangiasse il barbo, il
-quale fu detto barbo, per haver egli la barba nel labro
-inferiore: Chiamasi per altro nome mulo: la onde si
-mosse M. Tullio à chiamare alcuni barbatoli, Muli.
-</p>
-
-<p>
-Tericle da corone, fu il primo che mangiasse di quel
-pesciolino detto Boca, ilquale manda fuori la voce simile
-à un mugito, adunque diremo non esser vero il
-proverbio: è piu muto, che non è il pesce.
-</p>
-
-<p>
-Vatinio malleno: fu il primo che mangiasse il carpione,
-&amp; non lo mangiava mai caldo, ma freddo: è di
-pretiosissimo sapore nel lago di Garda, dannosi ad intendere
-i gardesani, che altrove non se ne trovino, ma io
-so che s'ingannano, imperoche n'hò mangiato in schiavonia,
-&amp; in Francia de si buoni, quanto sieno li loro.
-</p>
-
-<p>
-Harmonida: fu il primo, che mangiasse di quel pesce,
-che noi chiamiamo citharedo, ilquale fu cosi chiamato
-perche dalla coda infin'al capo, hà certe linee à guisa di
-musical stormento: trovassene gran copia nel mar rosso.
-</p>
-
-<p>
-Calonio trombetta fu il primo, che mangiasse l'acipensaro,
-ilquale hà questa proprietà chel se ne va contra
-l'acqua con le scaglie alla bocca rivolte: fu egli già
-in grandissima reputatione, &amp; spesse fiate per la sua
-rarità fu desiderato nelle sontuose mense di Claudio, di
-Tiberio, di Vitellio, di Galieno imperadore, &amp; di Eliogabalo:
-ch'egli fusse raro lo dimostra M. Tullio ne libri
-di Fato: et non men chiaro lo dimostra Plauto: di
-questo nobile, &amp; saporito pesce, ne favella Martiale,
-<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
-cosi dicendo. Ad Palatinas accipensera mittite mensas.
-Ambrosias ornent munera rara dapes: mi maraviglio
-di Plinio, che dica al suo tempo esser stato tenuto fra
-li pesci ignobili.
-</p>
-
-<p>
-Stasicrato Romano: huomo infinitamente goloso,
-fu il primo che mangiasse l'asola: che per altro nome
-si chiama Crissa: ma le piu lodate sono quelle, che si
-trovano nel tebro.
-</p>
-
-<p>
-Phereclo da sessara, fu il primo, che cucinasse il pesce
-attilo, ilquale s'ingrassa per la pigritia, trovassi
-molto nel pò; &amp; alle volte se n'è pescato mille pesi: &amp;
-è stato di mestieri trarnelo con i buoi.
-</p>
-
-<p>
-Perillo: fu il primo che mangiasse l'orata: &amp; Sergio
-fu il primo che n'habbi instituito i vivai, donde anche
-ne prese il nome, &amp; chiamossi gergio orata: è simile
-al color dell'oro, &amp; è il piu timido pesce che si ritrovi:
-nascondesi nel reflesso del mare sotto le radici degli
-alberi littorali: spaventato poi dall'agitatione delle
-frondi. si lascia prendere: usa il coito col fregar del ventre
-&amp; concepisce l'uova: Le migliori, che si mangino
-(al mio giudicio) sono quelle del lago Lucrino: Parlonne
-Martiale, &amp; disse: Non omnis laudem prætiumque
-aurata meretur.
-</p>
-
-<p>
-Nicearco: fu il primo, che mangiasse l'anguilla, &amp;
-cosi chiamasi per la sembianza, che ha con l'angue.
-Solo l'anguilla morta non nuota fra tutti i pesci: Vivono
-per spatio d'otto anni, &amp; possono durar senza
-star nell'acqua per ispatio di sei giorni: Vogliono l'acqua
-limpida, &amp; che fluisca &amp; refluisca: la state non
-soffrono mutatione di luogo: la vernata si: sene trovano,
-&amp; io l'hò vedute nel fiume Gange, di trenta piedi:
-Aristotele dice nella sua storia non esser ne maschio, ne
-femina: Sono frequenti (si come Plinio mi dice) nel Benaco:
-pur le migliori sono quelle del Timavo.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse la Mustella pesce simile all'anguilla:
-fu Basilio corcirense.
-</p>
-
-<p>
-Del mangiar le Arenghe fu l'inventore Meleagene:
-è un pesce, che di sola acqua si nodrisce: di lui ne trovo
-memoria presso di Columella, &amp; di Martiale.
-</p>
-
-<p>
-Del mangiar l'Aphia fu l'inventore Arcesilao: è un
-pesce minuto, generasi d'acqua, &amp; di pioggia: Ecci il
-proverbio tra quelli che Diogeniano raccolse: Aphia
-in ignem: non appena veduto hà il fuoco che è cotto:
-Usasi tal proverbio quando vogliamo significar una
-cosa che subitamente muoia, &amp; si consumi.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse le Mene fu Demetrio Albanese:
-questo pesce è picciolo, la vernata è candido, &amp;
-l'estate nero.
-</p>
-
-<p>
-Del mangiare il Gobbio: fu inventore Damone Atheniese:
-è pesce di eccellente sapore, ma di pochissimo nodrimento:
-vene sono di due sorti, bianchi, &amp; neri, ma il
-bianco è migliore: quanto fusse pel passato in reputatione,
-cel mostra Giovenale, dicendo. Ne cupias mulum
-cum sit tibi Gobio tantum, &amp; Martiale scrisse: Principium
-cœnæ Gobius esse solet: gode molto dell'Arena,
-&amp; del starsi in compagnia; si che non immeritamente
-è posto fra i pesci gregali.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse l'oligine fu Termilio provenzale,
-<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
-è fra i pesci molli.
-</p>
-
-<p>
-Del mangiare il pesce Garo: fu inventore Zenodoto
-da Smirna: Scrive Plinio, che il fele di cotesto pesce,
-&amp; fresco, &amp; invecchiato, col vino è utilissimo alle sorde
-orecchie.
-</p>
-
-<p>
-Sinesio Cirenense: fu il primo che mangiasse la Lampreda,
-&amp; di tal nome fu chiamata, per esser avezza à
-leccar le pietre.
-</p>
-
-<p>
-Erodoto Cipriotto: fu l'inventore di mangiar le Testugini,
-che viveno nell'acqua dolce: i Latini le chiamano
-Lutarias testudines: et i Greci le chiamano emidas.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse il Lacerto, fu Orlio Normano,
-è pesce attissimo da salare, se ne veggono de grandi
-nella Arabia, ma maggiori sono quelli dell'india.
-</p>
-
-<p>
-Labieno dorico: fu l'inventore di mangiare il Lupo
-pesce: dalla voracità sua, &amp; dal nuotar solitariamente
-cosi detto: quel de fiumi è miglior del marino: i piu
-eccellenti si pigliano nel tevere, fra dui ponti, hà mortal
-nemistà col mugile, i migliori hanno la carne molle:
-&amp; candida come neve.
-</p>
-
-<p>
-Polibio di Megara fu il primo inventore di mangiar
-il Pectunculo: è un pesce senza squame: Gelio annovera
-fra li eletti et preciosi cibi, il Pectunculo di Sio. Pur
-per quanto hò io gustato, sono migliori quelli di Metelino:
-Oratio da la palma à quei di Taranto dicendo:
-Pectinibus patulis iactat se molle Tarentum.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse Testugini fu Archelao da
-Smirna, giova questo cibo molto alli Tisichi, lienosi, et
-à quelli che patono il mal caduco: &amp; bisogna mangiarne
-assai ò niente.
-</p>
-
-<p>
-Diogene fabro di Egina: fu il primo, che portasse in
-tavola quel pesce detto da latini pediculus: è veramente
-(come si dice) il parasito del Delphino, seguitando
-l'esca &amp; la preda di quello, &amp; volentieri ne lo fa partecipe,
-&amp; di qui nasce che sempre si ritrovano grassi.
-</p>
-
-<p>
-Iasone Salamino fu l'inventore di mangiare la passera:
-è un pesce piano, &amp; dall'uccello prese tal nome: è
-ottimo cibo, &amp; à golosi grato.
-</p>
-
-<p>
-Archelao da Lisbonara, fu il primo mangiatore
-del Rombo: è anch'esso piano, ne molto dissimile dalla
-passera: &amp; fu già in maggior delitie c'hora non è: i
-piu lodati erano quei di Ravenna, et davasi il secondo
-luogo alli adriatici: ne parla Giovenale nella quarta
-Satyra: cosi dicendo: Incidit Adriatici spatium admirabile
-Rhombi.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse le lumache terrestri, fu Cheroso
-da Melara, Festo Pompeio dal limo, limoci le chiama,
-Fulvio Hirpino fu il primo che ne facesse i vivai,
-&amp; le ingrassava col farro, &amp; con la sapa.
-</p>
-
-<p>
-Glauco petricono: fu il primo che mangiasse la rana:
-vi sono delle terrestri, &amp; delle acquatice: le terrestri,
-chiamansi da latini Rubetæ: le acquatili usano il
-coito di notte, invitando il maschio la femina à uscir dell'acqua
-sul lito: nell'isola Seripho, sono tutte mutte, ne
-possono con il lor gridar significarci la futura pioggia
-(come fanno le nostre) Theofrasto attribuisce tal
-accidente, alla smoderata frigidità delle acque dove
-habitano.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
-</p>
-
-<p>
-Optato Heliptio prefetto dell'armata sotto Claudio
-principe, fu il primo che mangiasse il Scaro: Lo
-portò dal mar Carpathio, &amp; lo disseminò tra il Seno
-d'hostia, &amp; di Campania: hebbe già pel passato grande
-honore nelle mense: Eliano lo chiama salacissimo,
-&amp; fuor di modo lussurioso: chi ne vuol far preda, pone
-la femina nel lito, &amp; egli per amore che le porta,
-doventa facilmente prigione: Scrive Opiano, che solo
-rumina l'herbe, &amp; nuotando si pasce: Scrive Suetonio,
-che i fegatelli, &amp; le viscera de Scari, erano nel piatto
-di Vitellio fra le prime delitie, dove similmente
-erano mescolati cervelli de Fagiani, &amp; de pavoni, con
-lingue de phenicopteri, è un'ucello che ha le penne rosse,
-la cui lingua stremamente lodano Apitio, &amp; il goloso
-Martia.
-</p>
-
-<p>
-Phrinonda Tebano: fu il primo che mangiasse il
-Scombro: è di questa proprietà, che nell'acque egli hà
-il color sulphureo: &amp; fuor delle acque, lo ha simile alli
-altri pesci: ecci un'Isola in Spagna, laquale si chiama
-scombraria, dalla moltitudine di questo pesce: ne confini
-di Cartagine, per il testimonio di Plinio vi si trovano
-i migliori.
-</p>
-
-<p>
-Anasarco Cipriotto: fu il primo, che mangiasse il
-Salmone: è questo si perfetto nell'Aquitania, che è preferito
-il fluviatile al maritimo: Se ne trovano de buoni
-nel Reno, &amp; così nel Rodano.
-</p>
-
-<p>
-Democrate Troiano fu il primo che ritrovasse la
-Salpa, laquale cuocer non si pò, s'ella non è percossa
-molto bene dalla ferula.
-</p>
-
-<p>
-Alcimenone Atheniese: fu il primo, che mangiasse
-il pesce Sola: è un pesce piano &amp; largo, &amp; numerasi
-fra i piu dilicati cibi: sana la milza se egli vi sia sopra
-posto.
-</p>
-
-<p>
-Dimanta Corfuotto: fu il primo, che mangiasse le
-spongie, &amp; è da sapere, che ve ne sono di tre sorti, spesse,
-rare, &amp; aspere: tutte nascono però à torno à sassi, ò
-vicino alle riviere, &amp; si pascono di lotto: le piu molli
-l'ho ritrovate circa la Licia: in l'Elesponto si trovano
-le aspere, &amp; le spesse habitano circa il promontorio di
-Malea: le piu triste sono quelle che si chiamano aplisie.
-</p>
-
-<p>
-Aristodemo di Argo nobile architetto: fu il primo
-che mangiasse strombi: sono di schiatta de conchilij, et
-hanno un Re qual sogliono seguitare dovunque egli
-va, è di buono augurio à chi li piglia, &amp; à chi lo vede:
-Hò letto, che apresso de Bizantij si proponea una Dracma
-attica a chi ne pescava.
-</p>
-
-<p>
-Thrasea stoico severissimo fu il primo, che mangiasse
-la Squatina: è della sorte de pesci piani: ha la cote
-rigida, è numerato fra i Cartilaginosi: vogliono alcuni
-scrittori li quali prima di me trattarno cotal materia
-(benche piu parcamente) che costui anchora fusse
-l'inventore del sparolo: è un pesce picciolo, &amp; vile,
-ne parla Martiale, dicendo: Res tibi cum Rhombo est,
-at mihi cum sparulo.
-</p>
-
-<p>
-Il Temalo da Latini detto Thymallus, fu prima mangiato
-da Cassandro Epirota, La maggior grandezza
-è d'un cubito, è mezano tra il lupo, &amp; il cephalo: sel
-si accosta al naso, egli spira l'odore di quell'herba donde
-<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
-ne prese il nome: habita nel Tesino, &amp; nell'Adige:
-è bello da vedere, &amp; soave da mangiare: di lui favellando
-un nobilissimo scrittore disse: quod mella fragrant,
-hoc tu corpore tuo spiras.
-</p>
-
-<p>
-Quirino Capovano: fu l'inventore delle Trisse, c'hoggidi
-à Roma si chiamano laccie: &amp; à Napoli alose, le
-migliori sono quelle del tevere: Scriveno alcuni non indegni
-d'esser posti fra i primi scrittori, che nell'egitto
-attorno il stagno di Moroa, si pigliano con melodie,
-&amp; canzoni flebili.
-</p>
-
-<p>
-Sisipho di Achaia ladron solenne: fu l'inventore di
-mangiare il Tonno: solito è questo pesce navigar la
-primavera nel ponto Euxino. Scrive Strabone, che in
-ispagna sono di strema grandezza, &amp; che si pascono di
-giande: il capo &amp; la pancia soleva mangiar freschi, &amp;
-il rimanente conservava nel sale: ingrassansi mirabilmente,
-ne campano piu di dui anni.
-</p>
-
-<p>
-Theseo bizantino, che fu mediocre poeta, fu l'inventore
-di mangiar tricchie, quai chiamano alcuni Sarde:
-Di questi parlandone Plinio scrive: Intrantium
-Pontum soli Trichiæ, non remeant.
-</p>
-
-<p>
-Titto Valgio Romano: fu inventore di mangiare il pesce
-rondine, il pesce tordo, il pesce calamaro, le trotte,
-&amp; le Agulie, &amp; i lucci, il fele de quali, giova alla vista,
-&amp; forse, che fu detto luccio, perche giova alla luce.
-</p>
-
-<p>
-Emilio lepido: fu l'inventore di mangiar le agole,
-le boggie, &amp; i cavedoni.
-</p>
-
-<p>
-Asmondo bertono, fu il primo che mangiasse la gobetta,
-il dentale, &amp; il sturione.
-</p>
-
-<p>
-Callimaco da Granopoli: fu il primo che cuocesse il
-pesce, sulla craticola, bagnandolo d'olio d'aceto, et di
-sale, hor con la salvia, &amp; hor col ramarino.
-</p>
-
-<p>
-Philone Dalmatino fu il primo, che ponesse, et mangiasse
-il pesce in gelatina, mescolandovi per dentro delle
-frondi dell'alloro, et per tal inventione ricco divenne.
-</p>
-
-<p>
-Phormione Affricano, perfido ladrone, fu l'inventore
-d'insalar il pesce, al medesimo si attribuisce, che
-primo insalasse l'oche, &amp; l'altre carni, ma certo non
-ne sono, &amp; però taccio.
-</p>
-
-<p>
-Gasperia comasca femina virtuosa &amp; pudica (si come
-à nostra età sogliono esser quasi tutte le donne comasche)
-fu la prima che empisse alcuni pesci di herbe,
-di marasche, di uva passola, di aglio, &amp; altre cosarelle.
-</p>
-
-<p>
-Hippodamia Rauraca, fu la prima, che cuocesse il
-pesce hor nel vino, hor nell'aceto, &amp; che vi accompagnasse
-il petrosello, le noci, &amp; la Sapa.
-</p>
-
-<p>
-Sabino Galla fu il primo facitore de pasticce cosi di
-venagione, come anche di carne domestica: Il figliuolo
-poi che di lui nacque, &amp; fu cuoco del Re Clodoveo:
-fu il primo che facesse pasticci di cotogne, di pera, di
-marasche, &amp; d'altre cose.
-</p>
-
-<p>
-Gasparone da velitri musico perfetto, fu il primo
-che mangiasse piccioni di sotto panca, conservasse la
-carne, &amp; gli uccelli, ispetialmente le quaglie, &amp; le starne
-nell'aceto.
-</p>
-
-<p>
-Clemente da Chiavari, fu il primo facitore de migliacci,
-&amp; fu il primo che mangiasse franguellini, lucarini,
-&amp; la squassa coda.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
-</p>
-
-<p>
-Menippo da Sessa legnaiuolo, fu quel che ritrovò
-il mangiar brasuole, &amp; soppressate, il mangiar splecco,
-&amp; le trippe di capretto con cacio, petrosello, &amp; spetie
-dolci.
-</p>
-
-<p>
-Montino da Cesenna picicaiuolo, fu il primo, che
-mangiasse polpette nel schidone, entroponendovi lardo,
-spetie, salvia, &amp; aglio.
-</p>
-
-<p>
-Flavio montello scarpolino, fu il primo che introducesse
-nelle tavole il cuocere la carne ne tegami, con
-prune, marasche, pera, &amp; altre cose atte ad eccitar lo
-appetito a un morto.
-</p>
-
-<p>
-Phoco albanese soldato valoroso, fu l'inventore di
-mangiare la frigilla, che in alcuni luoghi d'Italia, chiamasi
-il frinco, da latini fu detta Frigilla per il freddo,
-nelquale è solita di cantare: habita l'estate ne loghi caldi:
-&amp; la vernata ne freddi: del medesimo stimasi l'inventione
-della Folega: habita questo ucello vicino a laghi
-&amp; dal colore ch'essa ha fulica fu chiamata: è alquanto
-maggiore d'una columba: è presaga della tempesta: è
-di tanta importanza questo ucello, che ha meritato
-che di lui favelli Vergilio nel. I. libro della Georgica.
-</p>
-
-<p>
-Il primo mangiator del capone fu Melanthio soriano:
-s'ingrassano col mele mescolato con la farina di miglio.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse l'ucello detto la Cassita fu
-Corebo di Marsiglia: fa il nido nelle biade, in quel tempo
-apunto che si apparecchia di far la messone.
-</p>
-
-<p>
-Albidio Siracusano fu il primo che habbi mangiato
-il gallo, ilche davanti non si fece per la gran riverenza,
-essendo messaggiero della futura luce, gratissimo a
-Latona, per esser stato a suoi servitij, quando ella partori,
-fu di piu carissimo servidore di Marte, &amp; in questo
-ucello fu per ira tramutato, non essendo stato vigilante
-a far la guardia mentre teneva Venere fra
-le sue braccia: la favola è nota, ne fa (per quanto credo)
-mestieri che in questo luogo piu diffusamente ve la
-spiani. Scrive Lucretio che i lioni n'hanno gran paura:
-a me non s'appartiene a dirne altro, salvo chi sia
-stato l'inventore di porli in tavola cotti: chi ne vuol
-saper distesamente, legga il terzo libro di Varrone,
-nel nono capo.
-</p>
-
-<p>
-Palemone Alessandrino, fu il primo che mangiasse
-la Galerita, cosi detta dal galero, che l'ha in capo.
-Scrive Plinio, che se ella si mangia arrostita sanarsi
-incontanente il difetto del Colon dove si causa il dolor
-colico.
-</p>
-
-<p>
-Formiano Messanese, fu il primo che cuocesse et mangiasse
-galline. Scrive Alberto magno essersi ritrovato
-in Macedonia una Gallina laqual fece diciotto uova,
-&amp; di ciascuno ne nacquero dui pulcini. Scrive Plinio
-che le galline di villa hanno in se religione &amp; molta.
-</p>
-
-<p>
-L. Tigellino Epirota fu il primo che mangiasse la
-merla: suol questo ucello di negro diventar di color rufo:
-canta la state, &amp; la vernata balbutisse, &amp; circa il
-solstitio divien in tutto muta: partorisce due volte l'anno,
-&amp; ama stremamente il tordo.
-</p>
-
-<p>
-Licinio florido fu il primo che mangiasse perdici,
-lequai sono sopra modo lussuriose: sono consacrate a
-Giove, &amp; a Latona: le perdici della Paphlagonia hanno
-<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
-dui cori (se il vero dice Theophrasto) &amp; s'impregnano
-sol in udir la voce del maschio.
-</p>
-
-<p>
-Novellio Cresta fu il primo, che habbi mangiato
-palumbe: elle viveno trenta anni, &amp; infermando si
-purgano con l'alloro: fanno i lor nidi ne gli alberi &amp;
-nelle sepi.
-</p>
-
-<p>
-Ortensio Romano nobilissimo oratore fu il primo
-che amazzasse il Pavone, solito di vivere sino a vinti
-cinque anni. È uno essempio d'invidia, &amp; di vanagloria.
-Il Pavone di Samo è reputato il piu dilicato. ama
-le columbe. Essendo Alessandro in India, vidde il Pavone,
-&amp; rimase tutto attonito di tanta bellezza: per il
-che comandò che niuno havesse ardire d'amazzarlo.
-</p>
-
-<p>
-Agamontino Persiano fu il primo che mangiasse fagiani:
-liquali presero il nome da phasi fiume di Colchi.
-sogliono morire da pidocchi mangiati se non si
-spolverizano ottimamente.
-</p>
-
-<p>
-Spondillo calabro fu il primo mangiatore de tordi,
-liquali fanno il lor nido nelle sommità de gli alberi.
-sono loquacissimi &amp; grandemente sordi: di modo, che
-ne ha fatto luogo al proverbio, piu sordo che non è il
-tordo. sel si arrostisse con le bacche di mortella, giova
-a la dissenteria mirabilmente.
-</p>
-
-<p>
-Quirino Sabinello fu il primo che habbi mangiato
-Tortore, lequali sono molto amiche de Papagalli, &amp;
-amiche di castità. Al medesimo si attribuisce l'haver
-prima d'ogni altro mangiato francolini, &amp; pavoni di
-India, dellaqual cosa n'andò longamente altiero.
-</p>
-
-<p>
-Taigeto rodiotto medico eccellente fu il primo che
-mangiasse la Lodola, da greci detta corydalus, vogliono
-Plinio &amp; Svetonio ch'ella desse il nome a la legione
-detta Alauda, della quale fa mentione il mio M. Tullio
-scrivendo ad Attico. Ve ne sono di due sorti, l'una ha
-la cresta, &amp; l'altra n'è senza, &amp; è di minor corpo.
-</p>
-
-<p>
-Apidano Cretense fu il primo che mangiasse l'ucello
-detto Apiastra: perche si mangia l'api molto ingordamente.
-</p>
-
-<p>
-Pelusio Normano fu il primo mangiatore di quello
-ucello detto da latini Ardea: &amp; parmi cosi detto quasi
-ardua, per l'altissimo volo ch'egli fa. Fa di questo ucello
-mentione Vergilio dicendo, Notasque paludes deserit,
-atque altam supra volat Ardea nubem: prenuntia ne
-le arene stando la futura pioggia, &amp; cosi fa quando
-troppo alto vola.
-</p>
-
-<p>
-Cattheo da Pisa architetto espertissimo fu inventore
-di mangiar l'attagena, ucello Asiatico, &amp; annoverato
-da golosi fra i piu dilicati cibi. Sono piu saporiti
-quelli che nascono in Ionia. Ha questa notabil proprieta,
-come è fatto prigione diventa subito mutolo.
-</p>
-
-<p>
-Alessandro Etholo poeta fu il primo che mangiasse
-l'oca, la cui natura è di calidissimo stomaco, &amp; percio
-la veggiamo vaga di herbe fredde, &amp; dalle acque irrigate:
-&amp; anchora che di pascer herbe &amp; varie frondi
-vaga sia, non tocca pero mai l'alloro. Lodossi gia il
-cuor dell'oca fra i lodatissimi cibi. Scipione, o Metello,
-overo Sessio, che fra questi tre batte la cosa, fu il primo
-che ingrassasse i fegati con il latte, &amp; con il vin
-cotto, &amp; che se li mangiasse.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
-</p>
-
-<p>
-Pelione Thesalo: fu il primo, che mangiasse que uccelli
-detti Alectoridi: sono di becco longo, pigliansi nelle
-sepi degli orti, &amp; delle vigne: n'è cagione il troppo
-amore che portano all'huomo.
-</p>
-
-<p>
-Callibretto di Smirna: fu il primo, che mangiasse l'anitra:
-egli è ben vero chel non soleva mangiare salvo
-che il petto, e quella parte che noi chiamiamo la cervice:
-infermando, soglionsi purgare le anitre con un'herba
-detta siderite: le pontiche, si pascono di veleno.
-</p>
-
-<p>
-Theramene mitileneo, fu il primo che mangiasse Cicogne:
-Scrive Cornelio nipote al tempo di Augusto esser
-stato in maggior pregio le cicogne, che le gru: ma
-che poi al tempo di Vespesiano mutossi appetito &amp; cangiossi
-voglia: non hanno lingua, &amp; sono da Thessalli
-nodrite contra i serpenti: Scrive Eliano, che per beneficio
-delli dei in alcune isole sono in huomini tramutate:
-solevasi scolpir l'imagine sua ne regali scettri, per
-manifestare la pietà, &amp; lindustria di che natura le ornò:
-Sogliono nodrire i parenti quando sono invecchiati,
-ne più per lor stessi si possono procacciar il vitto:
-havendo da combattere contro de serpenti, soglionsi
-fortificar con l'origano.
-</p>
-
-<p>
-Gavro perizone da Sio: fu il primo che mangiasse
-coturnici: non durò longo tempo la gratia loro, nelle
-nostre mense, poi che ci fummo aveduti, che elle si pascevano
-di velenoso seme, &amp; che solo fra gli ucelli era
-soggetta al mal caduco: fanno il lor nido nelle biade, ò
-vero ne luoghi graminosi.
-</p>
-
-<p>
-Lucio neratio da Metelino fu il primo, che asaggiasse
-del columbo: è consecrato à Venere, ne usa il
-coito, sel non manda prima avanti il bacio: Serba fede
-nel matrimonio: infermando, purgasi con un'herba detta
-helsine: Ama grandimente i Pavoni, et odia l'aquile,
-&amp; li Sparvieri: Al medesimo inventore si attribuisce
-d'haver prima de gli altri mangiato il beccafico.
-</p>
-
-<p>
-Diomede Pescennio: fu il primo, che mangiasse starne
-fresche, Taine, Erbolane, Cedroni, Mulacchie, Fatapij,
-Passere, Barattoli, Germani, Farciglioni, Avelie,
-&amp; Capitorzi, fu molto virtuoso in tutte le virtu.
-</p>
-
-<p>
-Nello farullo: fu il primo c'habbi mangiato il botaccio,
-il Sassello, la merla aquaiuola, il pettirosso, il
-piombino, il pescadore, la rovesta, la scaverciaccia, la
-Calandra, il monacho, il Calenzuolo ucello dalla natura
-indorato.
-</p>
-
-<p>
-Sisigabo: fu il primo che mangiasse la Spaiardola,
-il riatolo, il codirosso, &amp; il codilungo non sol arrostiti,
-ma anche nel tegame.
-</p>
-
-<p>
-Tiro da Forlimpopoli: fu il primo che mangiasse
-l'Oca marina: fu anche il primo c'habbi arrostito la
-gru nel schidone, et credesi esser stato il piu tristo huomo
-che mai terra premesse.
-</p>
-
-<p>
-Petronio galeso: fu il primo huomo che mangiasse
-mai Ghiri: Sonvi però alcuni, che attribuiscono cotesta
-inventione a Q. Scauro: dormeno i Ghiri tutta la
-vernata, &amp; l'estate ringioveniscono: inducesi presso di
-Martiale à favellare in cotesto modo: Tota mihi dormitur
-hiems, &amp; pinguior illo tempore sum quo me nil,
-nisi somnus alit.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
-</p>
-
-<p>
-Phereciano di Thessaglia: è stato il primo, c'habbi
-posto i capretti intieri su le tavole, arrostiti, &amp; di aglio,
-&amp; di petrosello pieni.
-</p>
-
-<p>
-Camillo da Venaffro: è stato il primo, che facesse
-mai insalata delle interiora de polli: Al medesimo si attribuisse
-d'haver prima d'ogni altro mangiato le coradelle
-minucciate con cipolle per dentro et buone spetie.
-</p>
-
-<p>
-Cucculo da Granopoli: stimasi esser stato il primo,
-che mangiasse mai pasticci, ò vero paste: fannosi à questo
-modo, si minuccia la carne, &amp; vi si pongono per dentro
-delle spetie: del grasso di vitella, et altre coseline non
-ingrate al palato come pruna, marasche, et uva passa.
-</p>
-
-<p>
-Ebuso Pirolo da monte ilcino: fu il primo che mangiasse
-funghi, et freschi, et insalati, con il sapore, &amp; perche
-non li nocessero freschi essendo, li cuoceva per dentro
-delle pera selvatiche: Trovansi di piu spetie funghi,
-&amp; Galeno li chiama tutti pernitiosi: de Funghi parlando,
-Dioscoride scrisse. <span class="smcap lowercase g">FUNGORUM ALII
-GENERE, ALII COPIA, LAEDUNT.</span>
-</p>
-
-<p>
-Hippomenio da Tholosa: fu il primo che mangiasse
-quella vivanda detta in alcuni luoghi caritea, laqual
-si usa la state piu che la vernata, entranci ova, carne
-minuta, aceto, cacio, petrosello, et spetie dolci, uva passerina,
-&amp; marasche secche.
-</p>
-
-<p>
-Soriano comasco: fu il primo che frigesse il pane
-nel butiro, benche alcuni affermino esser stato un'Abrucese,
-&amp; in testimonio di ciò adducono, che insino
-al di d'hoggi si dica Abrucese pan unto.
-</p>
-
-<p>
-Del far primo ravizze con l'agliata dassi l'honore
-à coradina da pozzolo luogo ameno di Lombardia.
-</p>
-
-<p>
-Di cuocere le porchette da latte piene d'aglio, serpillo,
-&amp; lardo pesto: fu inventore Melibeo da Tolosa
-ladro &amp; tristo quanto esser si possa.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse luppoli, pastinache fritte,
-cocumeri, zucche nostrane, &amp; indiane: fu Melibea da
-Belinzona: una sua figlia poi ritrovò di cuocerli per
-dentro dell'uova sbattute, &amp; poseli nome zucche maritate,
-&amp; fino al di d'hoggi cosi si chiamano in Lombardia.
-Alla medesima si attribuisce l'inventione della
-peverada qual usano i contadini la vernata ispetialmente
-nelle montagne Trentine.
-</p>
-
-<p>
-Oldrico svizzaro: fu il primo, che mangiasse in minestra
-Orgio, &amp; Avena pesta, era costui bellicoso à
-maraviglia.
-</p>
-
-<p>
-Clemente d'Augusta: fu il primo che mangiasse la
-mosa fatta d'uova, di latte, &amp; di botiro, con spetie di
-sopra: al medesimo si attribuisce l'haver prima mangiato
-il stoc fis.
-</p>
-
-<p>
-Balaustio panormita: fu il primo, che mangiasse capre,
-&amp; selvatiche, &amp; domestice: le salvatiche sono migliori:
-non perseverarno le capre di venire alle nostre
-mense longo tempo per non esser mai senza febre: spirano
-per gli orecchi, &amp; non per le narigie, come fanno
-altri animali. l'urina loro calda, sana gli orecchi:
-n'hò veduto in Affrica grandi come cavalli.
-</p>
-
-<p>
-Mintio carbonaro di Tolosa, fu il primo mangiatore
-de cervi, de quali, sol i maschi hanno le corna (per l'opinione
-però di alcuni scrittori) non dimeno leggo presso
-<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
-di Euripide queste parole: ti darò una cerva cornuta
-per mano delli Achei, qual sacrificherai per tua figliola,
-leggo anche presso de poeti, che la cerva ispugnata
-da Hercole, haveva le corna: un Claudio da Granopoli
-fu il primo che ne facesse pasticci all'usanza francesca.
-</p>
-
-<p>
-Prometheo fu il primo che mangiasse carne di bù:
-v'era già una lege che vietava sotto grave pena, ch'egli
-non si uccidesse, per esser ministro di Cerere, &amp;
-compagno dell'huomo nell'esercitio dell'agricoltura:
-dal cadavero bovino, ne nascono l'api madri del mele.
-</p>
-
-<p>
-Laberio Egittio: fu il primo che mangiasse il porco,
-la cui carne preferisce Galeno à tutte l'altre: Se l'è
-castrato piu tosto s'ingrassa: Non possono vivere nell'Arabia,
-è consagrato à Cerere, &amp; nelle leghe di
-amicitia, si soleva amazare il porco.
-</p>
-
-<p>
-Taborro Egittio: fu il primo che mangiasse il Cingiale,
-&amp; Plinio dice che P. Servilio Rullo fu il primo
-che lo ponesse intiero su le mense Romane: il che non
-penso però che discordi: li cinghiali dell'India hanno
-i denti longhi un cubito: in Creta, &amp; in Affrica, non
-se ne ritrovano: quando l'è amalato si medica se stesso
-con l'edera.
-</p>
-
-<p>
-Cremide Egittio: fu il primo che mangiasse dell'humil
-pecorella: le buone pecore, deveno esser di gran
-corpo, di lana molle, &amp; densa, di ventre peloso, &amp; di humil
-gamba: le migliori pecore, &amp; le migliori lane, sono
-(per il parer di Plinio) le italiane: hanno il secondo
-luogo le Milesie, &amp; di gran reputatione sono le pugliese,
-le tarentine, le canusine, &amp; in Asia le laodicene.
-</p>
-
-<p>
-Marino rhetico: soldato tremebundo, fu l'inventore
-di mangiar le Camoccie, &amp; di cucinarle dilicatamente:
-Vede questo animale tanto di notte, quanto
-fa di giorno, ne mai si li veggono gli occhi lippi: un
-suo nipote, fu poi l'inventore di mangiare le Damme,
-animal timidissimo, delle quali favella Martiale à cotesto
-modo: Dente timetur Aper, defendunt cornua
-Cervum. Imbelles Damæ quid nisi præda sumus? Del
-medesimo, credesi esser stata inventione, il mangiare
-quei animali simili alle capre: i latini li chiamano Musimoni:
-&amp; in alcune parti di Lombardia si chiamano
-Stambecchi: veggonsi frequentemente in Alemagna,
-ispetialmente nelle montagne de Rheti Alpini, hoggidi
-chiamati Grisoni.
-</p>
-
-<p>
-Potamone Soriano: havendo isperimentato, che il
-latte camelino era dolcissimo: incominciò à mangiar
-del Camelo cibo per avanti non usitato: è un animale
-molto nemico del cavallo, &amp; campa alle volte sin à
-cent'anni: Se si arrostisse il cerebro del Camelo, &amp; sia
-bevuto con l'aceto, giova mirabilmente al mal caduco:
-il fele, posto col mele, sana la scarancia: la coda arrostita
-scioglie il ventre, &amp; la cenere del suo sterco
-con l'olio, increspa i capelli.
-</p>
-
-<p>
-Attalico di Cidonia fu l'inventore di mangiar carne
-di Lepre, la qual dorme co gli occhi aperti: riposasi
-il giorno, &amp; vassene vagando la notte: se si conducono
-in ithaca (che fu la patria di Ulisse) subitamente
-moiono: Partoriscono ogni mese: intorno Brileto,
-Tharne, &amp; nel Chersonesso, hanno dui fegati: Era
-<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
-vecchia superstitione, che chi ne mangiasse, doventasse
-bello per sette giorni: fa di questo fede Martiale: così
-scrivendo: Cum leporem mittis, semper mihi gellia
-mandas: Septem formosus marce diebus eris.
-</p>
-
-<p>
-Bubalino spagnuolo cittadino di Concha: fu l'inventore
-di mangiare conigli, animali fecondissimi, &amp; vaghi
-d'habitare nelli incavati antri, come testifica Martiale,
-così dicendo: Mostravit tacitas hostibus ille vias.
-Gaudet in effossis habitare cuniculus antris.
-</p>
-
-<p>
-Licasto Caldeo, fu l'inventore di mangiare l'uova
-cotte col botiro fresco, &amp; di farne frittate, ò vero
-pescio d'ovo: fu similmente sua inventione di cuocerle
-nel fuoco, &amp; nel tegame con ottime spetie, &amp;
-agresta.
-</p>
-
-<p>
-Partusio da Nicopoli, fu l'inventore di far torte de
-vari legumi, herbe, &amp; frutta.
-</p>
-
-<p>
-Libista contadina Lombarda da Cernuschio: fu
-l'inventrice di far raffioli aviluppati nella pasta, &amp; di
-spogliati detti da Lombardi mal fatti.
-</p>
-
-<p>
-Macharia da Cremona: fu l'inventrice di far
-le tartare, &amp; di cuocere quella compositione, che
-dalle noci si chiama nosetto: ravolta questa ne Cavoli:
-in alcune parti d'Italia chiamansi caponi:
-L'è il nosetto una vivanda, che si usa la quaresima
-in alcuni luoghi di Lombardia, &amp; spetialmente
-in Milano.
-</p>
-
-<p>
-Marina da Offlaga: fu l'inventrice de Fiadoni,
-&amp; de Raffioli di Enola, &amp; del mangiare herbe
-amare.
-</p>
-
-<p>
-Melibea da Manerbio: fu l'inventrice de casoncelli,
-delle offelle, &amp; delli salviati: fu costei donna di grande
-ardire, &amp; è chiara cosa, che con le proprie mani
-amazzò un'orso di grandezza mostruosa.
-</p>
-
-<p>
-Meluzza comasca: fu l'inventrice di mangiar lasagne,
-macheroni con l'aglio, spetie, &amp; cacio, di costei fu
-anchora l'inventione di mangiare formentini, lasagnuole,
-pinzoccheri, vivaruolo: mori di ponta, &amp; honorevolmente
-fu per le sue inventioni sepelita.
-</p>
-
-<p>
-Il primo, che ponesse in costume di mangiar appio,
-fu Lanieno: prima se ne coronavano solamente le tempie
-quando eravamo vincitori in Nemea: così referisce
-Plutarcho nella vita di Timeleonte.
-</p>
-
-<p>
-Claritia da Cremona: fu l'inventrice di mangiar
-fagioli col pepe, con l'aceto, col sale, &amp; olio, asciutti però,
-&amp; non con brodo.
-</p>
-
-<p>
-Camena da Piperno: fu l'inventrice del mangiar ceci,
-cicerbita, &amp; lenti con molto aglio et salvia per dentro.
-</p>
-
-<p>
-Camilla anconitana: fu l'inventrice della fava menata,
-ben'oliata, ben impepata, &amp; vi poneva per dentro
-il porro, ne la reputava buona se non era tanto tenera,
-che l'entrasse per un fiasco.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che usasse nelle vivande l'Aneto fu Bacchio
-di Corintho, il seme suo (se il vero scrive Avicenna)
-è giovevole alli dolori, &amp; il seme anchora bollito
-&amp; odorato rafrena i singhiozzi.
-</p>
-
-<p>
-Coccolina da Lucca: fu l'inventrice di far composta
-di rape, di carotte, di zucche, &amp; de poponi: &amp; fu
-anche quella che prima pose il fenocchio, le pesche, la
-<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
-basiggia, &amp; i cocumeri nell'aceto.
-</p>
-
-<p>
-Calandrina da Pistoia: fu l'inventrice di por l'olive
-in compagnia del rostito, di far le empiture de gli
-ucelli, &amp; di mangiar le trippe di Vitello, di bue, di porco,
-&amp; di capretto, &amp; ponevaci per dentro delli aglietti,
-ò vero porretti, &amp; di quelle spetie di Pistoia, che
-avanzano tutte l'altre.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che usasse aniso, ne condimenti delle vivande,
-fu Creusa da Megara: molto lo commendò Pithagora,
-toglie li insogni se l'è sospeso al capezale.
-</p>
-
-<p>
-Menina briancesca, fu l'inventrice della salsa verde,
-&amp; della limonea, gratissima ad ogni sciocco appetito,
-fassi ottima a Milano nel monister maggiore per
-quelle sante mani di D. Anastasia cotta.
-</p>
-
-<p>
-Meridiana da Cesenna, fu l'inventrice di far le minestre
-col latte di mandorle, &amp; di far le rossumate, &amp;
-alcuni altri intingoli saporitissimi.
-</p>
-
-<p>
-Melina da Reggio fu l'inventrice del fare le insalatte
-delle carotte, &amp; di far cuocere i caci cavallucci
-nel schidone con prestissimo fuoco, &amp; col sopraporvi
-zuchero, &amp; canella copiosamente: la medesima fu inventrice
-di far quel rosto, che si chiama rosto annegato.
-</p>
-
-<p>
-Calidonia Brunella: fu l'inventrice del sapore fatto
-di nocelle, di far baldoni, lucanica fresca, insalata, et
-delle tomacelle, per le quai cose, venne in gran riverentia
-il porco, che prima si schifava, &amp; crebbe piu quando
-furono asaggiati i salciciotti, &amp; le mortadelle.
-</p>
-
-<p>
-M. Apitio: fu il primo, che n'insegnasse mangiar le
-angurie, in cotesto modo, facevali dentro un buco et vi
-poneva dentro di molto zucchero; poi chiudeva, &amp;
-facevalo star dui giorni al sole, &amp; due notti alla rugiada,
-avanti che li mangiasse. fu costui si goloso, che
-havendo udito dire, che nella Libia nascevano ottime
-Carice, subitamente vi navigò, &amp; trovando non esser
-come gli era stato riferito, maledisse la Libia, &amp; chi vi
-habitava. Costui fu anchora il primo, che giudicasse
-esser la lingua del Phenicoptero di perfettissimo sapore.
-fa di costui mentione Martiale nel undecimo libro
-de suoi Epigrammi.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che usasse la Satureia detta per altro nome
-Timbra fu Marcello Egineta: eccita Venere
-perciò fu detta Satureia, quasi Satireia, perche li Satiri
-sono molto pronti alla carnal libidine.
-</p>
-
-<p>
-Aristoxeno Cireneo: ritrovò quella vivanda detta
-dalli piu interni Lombardi Ciambaglione: fu costui si
-studioso della gola, che inaffiava la sera le lattughe col
-vin cotto, acciò fussero di piu dilicato sapore, &amp; piu
-largamente crescessero.
-</p>
-
-<p>
-Sanctra golosissimo, delquale cosi scrive Martiale:
-Nil est miserius, nec gulosius Sanctra: fu l'inventore
-delle rossumate, del brodetto, &amp; di quella vivanda
-detta cardinale.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse delle lattughe per medicina
-fu Augusto, per consiglio di Antonio Musa suo
-medico.
-</p>
-
-<p>
-Susanna Melina, fu la prima che mangiasse porcelana,
-persuasa di rafreddar per cotal mezo la lussuria
-sendo molto fredda.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
-</p>
-
-<p>
-Phagone da Smirna, fu quel che n'insegnò condir i
-fegatelli di porco col suco di mele rancie agre, &amp; col
-pepe: essendo una fiata questo giottone introdotto alla
-Tavola di Aureliano: mangiò un porco selvatico intiero:
-cento pani, un porcello domestico, &amp; un castrato:
-cotesto non vidi già io, ma Flavio Vopiscolo narra
-diffusamente, &amp; per cosa verissima l'afferma.
-</p>
-
-<p>
-Astidama Milesio: fu il primo che accompagnasse
-l'uva moscatella con il rostito; questo è quell'Astidama,
-ilquale essendo chiamato à convito da Ariobarzane
-persiano solo mangiò quanto era stato apparecchiato
-per tutti i convivanti.
-</p>
-
-<p>
-Alessandra da Carinola: fu la prima che facesse le
-conserve rosate, le schiacciate di mandorle, &amp; confettasse
-i zenzovini.
-</p>
-
-<p>
-Laufello Toledano, fu il primo che ritrovasse il bianco
-mangiare, chiamanlo i Greci leucophagon: fu costui
-ottimo mariuolo.
-</p>
-
-<p>
-Cornelia calandra: fu l'inventrice de susameli, mostacciuoli,
-&amp; pastidelle: &amp; per questa inventione fu
-gratiosissima.
-</p>
-
-<p>
-Camble Re de lidi: fu il primo che mangiasse lattimele,
-cagliata, &amp; delle ricotte fresche: hora col mele,
-&amp; hora col zucchero, fu costui si gran mangiatore,
-che si mangiò una notte la moglie, di questo ne fa fede
-Musonio autor greco.
-</p>
-
-<p>
-Galba imperadore: il cui studio fu tutto nel mangiare:
-vi aggiunse l'acqua rosa, &amp; il sale, perche si tosto
-come suole nel stomaco non si corrumpesse.
-</p>
-
-<p>
-Vedio Pollio fu il primo che accompagnasse il cacio
-con le frutta: era costui si vago de le cose dilicate, che
-gettava i servi ne le piscine, accioche i pesci doventassero
-di piu grato sapore mangiando le carni humane
-di sapor dolcissimo.
-</p>
-
-<p>
-Caligola, ilquale consumò quasi tutto il thesoro che
-li lasciò Tiberio in far sontuose cene: fu il primo che
-formasse di zucchero, pesci, funghi, castagne, torte, rafioli,
-&amp; altre cose, il che si usa al presente in Napoli
-madre de le delitie.
-</p>
-
-<p>
-P. Gallonio fu il primo che confettasse i cotogni, &amp;
-nel confettarli vi ponesse il muschio: fu costui per la
-sua gola notato da Oratio, &amp; da Lucillo. Fra molte cose
-da Tertulliano biasimate fu il sontuoso viver di Gallonio,
-la gola di Apitio, il giuoco di Curio, &amp; l'imbriachezza
-di Antonio, non dopo molto un suo nipote ritrovò
-di far il gelo, &amp; di confettar i pezzi interi: ne
-laqual cosa tiene à nostri tempi il primo luogo sor Barbara
-da Correggio, il secondo donna Lodovica, &amp; il
-terzo la Gattina de la S. Lucretia da Este.
-</p>
-
-<p>
-Cleonimo da Spelle fu il primo che confettasse le
-zucche, le lattuche, &amp; i cedri: fu costui di santissima
-vita.
-</p>
-
-<p>
-Gnosippo Perla fu il primo che confettasse le pere
-moscatelle, le nespole, le lattuche, &amp; le radici di bugolossa.
-</p>
-
-<p>
-Aglais Tibicina fu la prima che facesse marzapani,
-calissoni, pignocate, zuccherini, &amp; pane pepato, ma
-molto diverso di quello che si fa hoggidi in Firenze.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
-</p>
-
-<p>
-Clodio Albino fu il primo che mangiasse terratuffole:
-cocevale costui sotto le bragie, poi le lavava col
-vino odorifero, &amp; con olio perfetto, pepe, sale, &amp; succo
-di limoncelle le godeva.
-</p>
-
-<p>
-Abrone da Narni, fu il primo che mangiasse bericoccoli,
-canistrelli, &amp; caviadine, guardani, confortini
-fatte con zucchero, canella, uova fresche, &amp; butiro
-fresco.
-</p>
-
-<p>
-Dorothea prisca da Bergamo fu l'inventrice dell'agliata:
-fu anche la prima che frigesse l'aglio, &amp; con
-l'aceto sel mangiasse: non fu biasimata cotal inventione,
-conoscendosi esser l'aglio la vera Triacca de contadini,
-&amp; rilassar i spiracoli delle vene per quanto Dioscoride
-afferma.
-</p>
-
-<p>
-Trovasi sino al di d'hoggi presso di alcune nationi,
-un pane, ilqual chiamavano gli antichi Artolagano.
-Facevasi di semela cotta nell'oglio, aggiungendovisi
-un poco di vino, con pepe, overo con un poco di
-grasso: delquale fu inventore Statiano da Nocera huomo
-molto bellicoso.
-</p>
-
-<p>
-Usasi presso d'alcuni popoli una vivanda detta carica:
-laqual si compone di varie cose al palato gratissime,
-&amp; di molto sangue di porco nel farla vi concorre,
-ne fa di questa vivanda mentione Ovidio nel primo de
-suoi Fasti: i Lidij l'usavano assai frequentemente, &amp;
-credeno ne fusse l'inventore un certo Pericone pentolaio
-da Palermo, usasi questa in Affrica.
-</p>
-
-<p>
-Usasi appresso d'alcuni popoli ispetialmente in Puglia,
-una sorte di pane, detto Coliphio: delquale fa mentione
-Plauto dicendo: Coliphia mihi ne incocta detis.
-stimasi di cotal pane inventore Perna Sabino hoste
-cortesissimo.
-</p>
-
-<p>
-Dell'ozimo, vivanda fatta d'intestina, &amp; è di soavissimo
-odore: fu l'inventore Cardamo Dalmatino il
-piu sciagurato &amp; il maggior parabolano non vidde
-mai il sole.
-</p>
-
-<p>
-Usasi da molti popoli una sorte di schiacciate, dette
-Elaphi, fatte di Sesamo, &amp; di fior di farina, delle
-quale fu inventore Pirro da Capova. Al medesimo
-si attribuiscono molte altre foggie di focaccie, ispetialmente
-le montiane, che erano di vino &amp; di cacio
-composte.
-</p>
-
-<p>
-Crespino Falisco fu il primo che facesse la scelta di
-tutti li piu delicati cibi che si usorno al tempo di Eliogabalo,
-di cui egli fu longo tempo cuoco: tolse prima
-per honorare un solenne convito il Pavone di Samo,
-l'Atagena di Phrigia, tolse delle Grue Melice, capretti
-di Ambracia, Pelame Calcedonie, Helopi Rhodiotti,
-Scari di Cilicia, Datteri dell'Egitto, giande dell'Hiberia,
-conchilie di Lucrino, noci pontiche, pera amerine,
-murene tartesie, schiacciate di Samo, tonni tirij, conche
-pelorine, cestrei di Sciatho, menidi di lipari, rape di
-Mantinea, o di Norsia, cacio Siciliano, &amp; di luna.
-</p>
-
-<p>
-Giulia fu la prima che ponesse in uso l'enola, ispetialmente
-la campana, ch'è tenuta la migliore. è di sua
-natura nimica al stomaco, mescolata pero con cose dolci,
-la vi diviene amicissima: fassi spesso vino di Enola in
-Alemagna, &amp; nella Val telina.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
-</p>
-
-<p>
-Platone fu de primi che ponesse in uso di mangiare
-in tavola fichi: &amp; non ne fu men vago che si fusse Claudio
-imperadore di mangiar il pesce Scaro: per questo
-molti Greci il chiamarno philosicon: non dico perciò
-che egli fusse il primo che lo mangiasse, perche nel vero
-fu Habram hebreo. Il piu lodato fico si è l'Hircano,
-poi il Calcidico. ha buoni fichi l'Affrica &amp; Rhodi. tosto
-s'invecchia per la brevità delle radici: &amp; è piu fecondo
-ne le parti inferiori, che ne le sommità.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mai mangiasse in Italia ciregi fu Calistonio
-trombetta, &amp; Lucullo fu il primo che ce le portasse
-di Ponto. rallegrasi quest'albero di star ne monti
-acquosi; ne mai si puote per diligentia che vi si sia usata,
-piantar in Egitto che frutto facesse.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse Cornari fu Gadoleto Cipriotto:
-ha quest'albero i rami duri &amp; rigidi come il
-corno, &amp; perciò se ne fanno haste &amp; dardi ottimi.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse mai castagne &amp; bollite, &amp;
-arrostite fu Delio Corfuotto. Vergilio le chiama hirsute,
-cosi dicendo, Stant et iuniperi, et castaneæ hirsutæ.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse cedri fu Demetrio Salamino.
-il legno di questo albero non è mai infestato da tarme:
-l'olio del cedro conserva le cose da putrefattione: i
-piu lodati sono in Creta, Affrica, &amp; Siria.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse mai Mandorle fu un Cesarisco
-di Puglia. In questo albero (per quanto favoleggiano
-i poeti) fu tramutata Phillide; l'è la prima
-che fiorisca, &amp; avanti la maturità facilmente perde il
-frutto.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse noci fresche fu Carbonchio
-Epirota. Sono le noci di tal natura che s'ingrassano
-per la vecchiezza. L'albero ha natural discordia con
-la quercia: con la lor scorza si tingono le lane. L'ombra
-sua è nemica alli seminati: &amp; a nostri capi inducono
-doglia. Lelia Romana fu poi la prima che le confettasse,
-&amp; lodata ne fu.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse Nespole fu un Prudentio
-Rodiotto: le foglie di questo albero prima che caschino
-si fanno rosse: ha molte radici atte, &amp; inestirpabili.
-Non fu questo frutto in Italia al tempo di Catone.
-suol essere l'albero molto infestato da vermicelli rossi,
-&amp; pelosi. Cassandra da Ferrara fu la prima che le
-confettasse.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse more fu Caustio da Cotrone:
-l'ultimo albero fra tutti che fiorisca, &amp; aspettar
-suole che sia ben passato il freddo: &amp; per questo
-i poeti lo chiamano albero prudentissimo: erano i
-suoi frutti bianchi, ma diventorno rossi dal sangue di
-Piramo &amp; di Tisbe: ama egli d'habitar ne monti, &amp;
-tardi s'invecchia.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse olive fu Alonseco di Medina:
-a questo albero non cadeno mai le frondi: è consacrato
-à Minerva: &amp; solevansene gia coronare le torme
-de cavaglieri, cresce tardamente, et fassi sterile per
-il morso caprino: dura quest'albero ducento anni. Philippello
-spetiale è stato il primo che le habbi confettato
-in Sicilia.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse pruna fu Carillo d'Andrinopoli:
-<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
-soncene di piu ragioni; ma le piu lodate sono le
-Damascene: non è questo albero punto amico de monti,
-ma de ben culti piani.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse pera: fu Agatone soriano,
-fu chiamato sotto cotesto nome Pero dalla figura piramide
-la qual pare imitare: li Crostumini sono i piu
-lodati &amp; poscia i Falerni: campa poco, e facilmente
-perde il frutto: furono confettate da Achille alessandrino
-spetiale.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse Datteri fu Carmandro affricano:
-quest'albero in Europa è sterile, &amp; in ispagna
-fa il frutto di niuna soavità: hà quest'albero l'uno
-&amp; l'altro sesso, e non li cascano le foglie.
-</p>
-
-<p>
-Antronio da cotrone: fu il primo che mangiasse
-in Italia Persica, le quali tragono il nome da Persia;
-quest'albero ne fiorisce, ne fa alcun frutto in Rhodi,
-altrove si, dicesi ch'egli fusse portato in Italia per avenenarci,
-ma che la benignità del cielo italiano spense
-l'innota sua malitia: sono alcuni che rasimigliano gli
-huomini losenghevoli e de peggior fatti, di Persico
-dolce di fuori, &amp; amaro dentro.
-</p>
-
-<p>
-Clenandro da negroponte: fu il primo che mangiasse
-pignuoli freschi: non fiorisce mai quest'albero,
-ne li cadono le frondi. Se alcuno li lieva la cima diventa
-sterile, ne perciò muore, come l'è tagliato, non si rimette
-mai piu, mai piu germina: e per questo Creso
-presso di Erodoto, minaccia che distrugerebbe i lampasceni
-come si distrugge il Pino.
-</p>
-
-<p>
-Il confettar persica e pignuoli, è l'inventione di
-Curio Tripaldino: huomo di ladronecci infame, &amp; di
-sporchissima lussuria.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse fritelle di sambuco, &amp; di
-ramarino fu Giannotto da Gorgonzola, che fu poi
-impeso per tradigione con duoi figliuoli a canto.
-</p>
-
-<p>
-Ortandro chiozzotto: fu il primo che mangiasse poponi,
-&amp; li mangiava con sale, &amp; con perfetto cacio,
-&amp; poi vi beveva appresso della malvasia garba, mori
-costui per troppo mangiare.
-</p>
-
-<p>
-Clorida da Ello, Bresciana, fu la prima che mangiasse,
-&amp; cuocesse fagioli freschi con la scorza, aggiungendovi
-dell'aglio, del pepe, dell'aceto, &amp; del petrosello: fu
-essa anchor la prima che mangiasse l'erveglia
-à cotesto modo, se il vero mi narra Liombruno
-grammatico nella sua cronica.
-</p>
-
-<p>
-Clelia da Veruli; fu la prima che ponesse il vin cotto
-in servitio delle vivande: Fu cotal inventione molto
-da savi medici approvata, &amp; assai ne fu da tutti
-commendata, se il vero però rifferisce Piliandro scrittor
-de annali.
-</p>
-
-<p>
-Cleope da Venafro: fu il primo che cucinasse Carcioffali
-nel brodo grasso; fu anch'esso il primo che
-li frigesse col grasso di porco, ponendovi pepe, sale,
-&amp; aceto: Galeno il chiama Cinnara, &amp; si maraviglia
-come sia salito à tanta reputatione generando
-humori adusti, concede egli però che conforti il
-stomaco.
-</p>
-
-<p>
-Asclepiade Prusiense: famigliare di Gn. Pompeio,
-&amp; medico si eccellente, che puote risuscitar i morti:
-<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
-fu il primo che introducesse il mangiar Spargi, cosi
-in minestra, come anchora in insalata: fu questo medico
-il primo che si imaginasse sol con il vino variamente
-dato, potersi risanar qualunque infermo: pose
-costui in uso i bagni d'acqua dolce, &amp; i letti sospesi per
-meglio procacciare all'infermo il sonno.
-</p>
-
-<p>
-Arcagato figliuolo di lisania peloponese; ilquale
-fu il primo medico, che intrasse mai in Roma, fu anche
-il primo che mangiasse l'oche arrostite vive, bagnandole
-d'acqua rosa, di botiro fresco, di zenzaro,
-&amp; di canella sottilmente pesta: fu la costui venuta dal
-cominciamento gratissima: vedutone poi, con quanta
-crudeltà, &amp; ferocità di cuore, usasse l'arte sua nelle incisioni,
-&amp; nelle adustioni, fu publicamente chiamato
-per nome di Carnefice: Venne in Roma essendo Consoli L. Emilio &amp; M. Livio.
-</p>
-
-<p>
-Aristogene medico, che fu già, servo di Chrisippo filosopho,
-fu il primo che mangiasse le molignane fritte
-con l'aglio, &amp; col petrosello: hebbe costui gran reputatione
-per la mirabil cura ch'egli fece di Antigono,
-&amp; in picciol tempo ricchissimo si fece.
-</p>
-
-<p>
-Acrone agrigentino medico: fu il primo che mangiasse
-il porro cotto sotto le bragie, del qual cibo, tanto
-ne fu già vago Nerone, che niuno piu vago esser ne
-puote, philosophò costui longamente in Athene insieme
-con Empedocle, &amp; fu assai più antico di Hippocrate.
-</p>
-
-<p>
-Aristogene thasio, medico di Antigono re di Macedonia:
-fu il primo, che ponesse in tavola le olive schiacciate,
-&amp; li capperi mangiasse con l'oximele: è il
-Fapero aperitivo, e molto giovevole alla milza.
-</p>
-
-<p>
-Alconcio medico di Piaghe: che fu già condennato
-da Claudio di cento sestertij, e confinato in Francia:
-fu il primo che ponesse in tavola Aranci e limoni, premevali,
-e del succo bagnava le vivande; ma li premeva
-negligentemente.
-</p>
-
-<p>
-Agrane medico: fu il primo che portasse in tavola
-coriandoli confetti, per reprimere i fumi, che sogliono
-per il pasto salir al celebro, costui fu quello, che risanò
-Athene della peste accendendo de molti fuochi.
-</p>
-
-<p>
-Cresto bizantio sophista: fu il primo che facesse la
-Raffanata: l'è un sapor fatto di raphano: usasi la vernata
-presso de tedeschi frequentemente.
-</p>
-
-<p>
-Mirtale, donna al ber deditissima: fu la prima che
-cuocesse l'uova nel fuoco, e condite con sale e canella
-se le sorbisse: à costei si da parimenti il vanto, che facesse
-la copeta, ponesse in Tavola pistacchi, e ne facesse
-delle torte per quelli, ch'erano al lussuriare indisposti.
-</p>
-
-<p>
-Pillade da Lucca: fu il primo che mangiasse castagnazzi,
-&amp; minestra di semola, &amp; di questo ne riportò
-loda.
-</p>
-
-<p>
-Diogirida Re di Thracia, fu l'inventore di mangiar
-bottarghe: Aquilio fu poi quello, che le frigesse
-nell'olio, e con l'aceto se le mangiasse.
-</p>
-
-<p>
-Cisenno fu il primo che mangiasse caviaro, e ne facesse
-delle frittate, un suo nipote dopo molti anni, cominciò
-a premervi sopra delli Aranci.
-</p>
-
-<p>
-Pollidonio da macerata: fu quello che trovò il mangiar
-<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
-le mele granate dopo'l pasto, persuaso forse da
-scritti di Cornelio celso, perche in vero non lascino
-corrumpere il cibo nel stomaco.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse aranzi, limoni, &amp; poma
-di Adamo, confettate, fu Pierio Landuccio Fiorentino.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che confettasse il seme di popone, l'aniso,
-&amp; il fenocchio, fu Laviniano da Tolentino huomo
-frodolento piu di ogni altro di età.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che cuocesse cipolle, &amp; scalorgne, &amp; ne
-facesse insalata: fu Aliprando da Sigillo mercatante
-richissimo.
-</p>
-
-<p>
-Un Pieruzzo comasco lecardo à maraviglia: fu il
-primo mangiatore delle frettate dette rognose, le quai
-aguzzano l'appetito, ne sono punto stuchevoli.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che ponesse fichi, pera, &amp; mela in tavola
-fu Ermo Cipriota, huomo protervo, fallace, &amp;
-sopra modo bugiardo.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che ci ponesse in tavola mel cotto, &amp; oximele
-per salsa, fu Adriano di Corrira, il quale era infame
-de ladronecci, &amp; in segno di ciò fu impiccato à
-Negroponte.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse quella herba detta Eringion
-fu Achille Troiano di Troia di puglia. L'è una
-herba mordace, &amp; n'è buona solamente la radice,
-provoca la lussuria, mangiasi col cinamomo, &amp; col
-Garoffano.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse Cardi fu Protesilao macedonico,
-crescono maravigliosamente in Cartagine, &amp;
-in Cordova fa parer buono il vino: la radice è buona
-per generar maschi, vogliono il sale, &amp; il cinamomo,
-benche hoggidi s'usi di mangiar col pepe, gli antichi li
-mangiavano col mele, &amp; con l'aceto.
-</p>
-
-<p>
-Anaxilao philosopho: fu il primo che mangiasse
-l'aglio crudo: Galeno lo chiama Triacca de contadini,
-&amp; Oratio ne disse molto male, cosi scrivendo. Edat
-cicutis allium nocentius: ò dura messorum ilia: Quid
-hoc veneni sevit in præcordijs?
-</p>
-
-<p>
-Il primo mangiatore del Raphano: puro, non dico
-della raphanea, che già l'habbiamo detto, fu Oldrico
-da Sciaphusa: Androcida ne faceva mangiare per
-riparare all'imbriaganza: Scrive Plinio che crescono
-in Alemagna alla misura d'un fanciullo, guasta i
-denti, &amp; credettero già gli antichi ch'egli fusse contra
-il veleno.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che mangiasse zucche: fu Marullo egittio:
-ve ne sono di lunghe, &amp; di rotunde, le lunghe sono
-piu grate in su le mense: Chrisippo medico le dannava,
-generano però buono humore, &amp; giovano alle febri
-coleriche per il parere di Avicenna: Avvertisce Columella,
-che donne non vadino dove le sono piantate,
-ispetialmente se l'hanno il flusso menstruale.
-</p>
-
-<p>
-Li Arcadi furono i primi, che mangiassero delle
-giande.
-</p>
-
-<p>
-Li Budini popoli dell'Asia maggiore, furono i primi
-che mangiassero pidocchi.
-</p>
-
-<p>
-I Nomadi dell'ethiopia, &amp; i Simbari, furono i primi
-che mangiassero delli Elephanti.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
-</p>
-
-<p>
-Li popoli Cinocephali furono i primi, che si pascessero
-di latte.
-</p>
-
-<p>
-Li Agriophagi furono i primi mangiatori de Lioni,
-&amp; di Panthere.
-</p>
-
-<p>
-Li Antropophagi furono i primi che mangiassero
-carne humana.
-</p>
-
-<p>
-I Mandi, &amp; i Parthi furono i primi, che mangiarno
-locuste.
-</p>
-
-<p>
-I popoli detti Solite, furono i primi, che mai mangiassero
-pesce.
-</p>
-
-<p>
-Li Ophiophagi furono i primi mangiatori dei
-serpenti.
-</p>
-
-<p>
-Li Arpei furono i primi che mangiato habbino
-Bacche.
-</p>
-
-<p>
-Li Amazoni furono i primi che mangiassero lacerte,
-&amp; per questo furono detti Sauropatide, imperoche
-saura vol dir lacerta.
-</p>
-
-<p>
-Protogene fu il primo che mangiasse lupini, &amp;
-che insegnasse à macerarli con l'acqua, per indolcirli.
-</p>
-
-<p>
-Ebosio fu il primo che mangiasse zuccaro.
-</p>
-
-<p>
-Nerullo fu il primo che mangiasse capretti.
-</p>
-
-<p>
-Farello pedemontano: fu il primo mangiatore de
-Tragemmati, detti da latini bellaria: componevansi
-anticamente di Cocco, di Fava, di Condro, di Cacio di
-mele, &amp; di Sisamide.
-</p>
-
-<p>
-Il primo che ritrovasse que pani detti Thiagoni,
-dicasi à Dio Etholia fu Larisso.
-</p>
-
-<p>
-Trattaremo hora delli inventori dei migliori Beveraggi,
-&amp; cominciaremo dalla Vernaccia da Celatica,
-&amp; da quella da Cassano, le quali traggono sua nobil
-origine dall'antico Falerno, di cui favellando i scrittori
-delle cose naturali: dicono non esser sano, essendo
-molto vecchio, ò molto nuovo: la mezana età cominciar
-dal quintodecimo anno: Crispo Fabiano fu quello
-che ne portò l'insito in Lombardia: variansi i vini per
-la varietà del terreno, &amp; dell'aspetto del cielo, si come
-apertamente si vede.
-</p>
-
-<p>
-I vini di Val telina, di Chiavenna, &amp; di Piuri (dico
-quelli chi si chiamano di Roncho) traggono sua origine
-da quello vino detto Puccino, per il quale, diceva
-Livia Augusta esser pervenuta all'età di LXXII
-anni, Pirro da ponte ne fu il traportatore.
-</p>
-
-<p>
-I vini del lago di Como, &amp; di Trezzo, sono discesi
-dal vino detto Setino: qual Augusto preferi à tutti gli
-altri, e lo essaltò con maravigliose lodi: Scipione bruno
-lo trapportò, e ne fu assai lodato, e premiato.
-</p>
-
-<p>
-Li racesi, amabili, e moscatelli, di Taggia, sono di
-schiatta del Cecubo: reputato generosissimo, il quale,
-solo si accendeva con la fiamma (sel vero afferma Pli.)
-</p>
-
-<p>
-I Trebiani di Modona, &amp; di Toscana: sono discesi
-dal Gaurano: Philippo fusello fu il trapportatore.
-</p>
-
-<p>
-I vini del Monferrato: sono delle radici del vino
-detto Faustiano: le portò in que paese Lucio Trotellio
-huomo virile, e strenuo bevitore.
-</p>
-
-<p>
-I vini da Drò, &amp; da Tremenne: discendono da i
-vini Macissi: li portò in questi paesi Carbonio Trentino
-<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
-solenne bevitore.
-</p>
-
-<p>
-I vini Salerni &amp; Sanseverini, erano i vini detti Caleni:
-benche hora siano (al mio giudicio) migliori che
-prima non erano.
-</p>
-
-<p>
-Il vino Corso venne da Velitri, &amp; da Piperno: erano
-questi vini in gran prezzo, hora non tanto: il terreno
-di quella isola l'ha di gran lunga migliorato.
-</p>
-
-<p>
-Il vino Briancesco dir si puo figliuolo del Signino:
-benche mutando paese habbi mutato natura: era il Signino
-Austero &amp; atto molto à restringere il ventre.
-Fabio Porcino lo portò in questi monti, &amp; n'hebbe
-gran mercede.
-</p>
-
-<p>
-Il Cesennato procede dal Surrentino, vino molto
-sano. Soleva dir Tiberio Cesare che tutti i medici in ciò
-consentito havevano di dargli la palma d'esser sano.
-</p>
-
-<p>
-I vini Forlani procedeno da i Mamertini, da Giulio
-Imperadore celebrati, si come appare nelle sue
-epistole.
-</p>
-
-<p>
-I Vicentini nati sono da quei vini detti Potulani,
-grandimente istimati: Calandro fu che ce li portò.
-</p>
-
-<p>
-Le Albane di Ferrara nate sono del Taurominitano:
-ma hanno molto tralignato da suoi progenitori.
-L'inventore fu Dalido da Tiano.
-</p>
-
-<p>
-I vini Berzamini, che nel Padovano nascono, parte
-descendeno da quei vini, che detti furono Pretutij,
-parte dalli Anconitani, de quali favella Plinio honoratamente.
-</p>
-
-<p>
-I vini di Santo Columbano &amp; da Cesezzo, sono di
-schiatta del vino Palmesio, et Mecenatiano: Pirro di
-haverlo traportato n'andò longamente altiero.
-</p>
-
-<p>
-I vini Rhetici, liquali sono da Vergilio preferiti à
-tutti, eccetto che al Falerno: altri vogliono che siano
-latiniensij, altri gravicani, &amp; altri stoniensi: et si come
-molti vini hanno peggiorati, cosi questi hanno migliorato
-tramutandosi da luogo à luogo: &amp; di questo
-dassi l'honore à Lentidio Pontano.
-</p>
-
-<p>
-I vini d'Orliens sono discesi dal ceretano del quale
-si fa mentione presso di Plinio; &amp; lo ripone fra i vini
-lodati, un Parigino cortigiano del re di Francia fu
-l'inventore di traportarne il germe.
-</p>
-
-<p>
-I vini di Spagna per la maggior parte nascono da
-i vini di luna, à quali la Toscana dette gia la palma: et
-questi sono divenuti migliori delli suoi predecessori.
-</p>
-
-<p>
-I vini di Beona da quei di Spagna nacquero (se non
-m'inganna un curioso scrittore) li traportò un Scocese
-soldato, &amp; bevitore eccellente.
-</p>
-
-<p>
-Quelli di Hungaria hebbero l'origine da i Tarentini
-(mercè di Ungrado mercatante lealissimo) che li
-condusse in quei paesi non senza grande remuneratione.
-</p>
-
-<p>
-Quelli vini che in Baviera nascono, hebbero origine
-dalli servitiani: benche alcuni ostinatamente affermino
-esser discesi da quei vini, che in Cosenza nascono:
-&amp; questo beneficio si hebbe per opra di Claudio
-Alemano.
-</p>
-
-<p>
-Le viti che lungo il lago di zurrigo in tanta copia
-piantate sono, furono tolte in Lucania da uno Oldrico
-eccellente bevitore.
-</p>
-
-<p>
-Le viti che fanno la malvagia in Ragugia sono state
-<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
-portate da Candia da un Bassiano Macedonico.
-</p>
-
-<p>
-Il greco di Somma: venne dall'isola di Sio: donde
-ancho il mastico ne viene, &amp; portato vi fu da Papinio
-Suvessano.
-</p>
-
-<p>
-I vini di Correggio: sono figliuoli delli vini di
-Lesbo, &amp; di cotal tralatione dassi la debita lode à Palmerio
-anginolo.
-</p>
-
-<p>
-I vini della Valle d'elsa, descendono da i vini, che à
-Tempsarà già si felicemente nascevano: fu l'inventore
-Nillo cresporio.
-</p>
-
-<p>
-I vini della lunigiana nati sono da i vini detti Turini
-per industria di Belloccio huomo facetissimo.
-</p>
-
-<p>
-I vini pisani, secondo l'opinione di alcuni, sono discesi
-da quel vino di Arcadia, ilquale faceva le femine
-fecunde, &amp; gli huomini rabiosi.
-</p>
-
-<p>
-Le viti spoletine vengono da quelle di Trezenio,
-che soleva indur sterilità: perdette poi quella qualità
-si rea per la benignità del cielo Italiano.
-</p>
-
-<p>
-Le viti mirandolane furono tolte da sempronio
-megillo in lacanea già detta Cidonia, luogo della Candia:
-hanno perduto gran parte del primier vigore.
-</p>
-
-<p>
-Del vino detto omphacio fu inventore Nicandro da
-berina: faceasi di labrusca, et è detto da greci enantino.
-</p>
-
-<p>
-Del vino di poma: credo inventore Publio negro.
-</p>
-
-<p>
-Il vino Luchese ispetialmente quel che nasce à Vorno,
-à Forci, à lopeglia, à S. Quirico, &amp; à Marlia: credesi
-esser disceso da quel nobil vino detto dalli antichi
-Thasio, &amp; esserne stato il traportatore Pompeio
-mintio.
-</p>
-
-<p>
-Il vino di Geneva fu portato di oltra mare, &amp; da
-quel vino procede, che gia fu detto Arsio.
-</p>
-
-<p>
-Il vino di Losana nasce da quel vino detto Naspercenite,
-molto commendato da Apollodoro medico, in
-quel suo volume, nelquale scrive a Tolomeo, qual sorte
-di vino dovesse bere: &amp; è opinione d'alcuni, che i vini
-Italiani allhora noti non fussero. tiensi di tal fatto
-autore Lelio Capitone.
-</p>
-
-<p>
-Il vino che nasce nel Casentino descende dal vino
-detto Mesogite: ilquale soleva gia indur doglia di capo
-a chi ne beveva.
-</p>
-
-<p>
-Dal Epheso; &amp; dal Apameno derivano i vini della
-maremma di Siena per opra di Erophilo nobile cavagliero.
-</p>
-
-<p>
-Dal vino detto Protagio commendato molto dalla
-schuola di Asclepiade, nacque il moscatello di Galbià,
-luogo ne monti di Brianza.
-</p>
-
-<p>
-Del vino fatto col calamo aromatico, delquale fassi
-memoria nella comedia di Plauto detta Persa, fu l'inventore
-Spurio Carbone.
-</p>
-
-<p>
-Del vino fatto con la Salvia per confortare il stomacho
-&amp; i nervi fu inventore Theophane medico da
-Megara.
-</p>
-
-<p>
-Del vino che si fa con il Rosmarino, fu inventore
-Theophilo da Egina medico, non men dotto, che
-prudente.
-</p>
-
-<p>
-Del vino che si fa con l'Enola per riscaldar i freddi
-stomachi, fu inventore Archigene Cipriano medico
-esperto.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
-</p>
-
-<p>
-Del vino fatto con l'assentio (vino per certo utilissimo)
-fu l'inventore Ruffo da Salamina medico molto
-acuto.
-</p>
-
-<p>
-Del vino fatto con la pece: chiamasi da latini vinum
-piccatum, credesi esser stato l'inventore Ruffo
-medico di molta isperienza.
-</p>
-
-<p>
-Del vino fatto con le rose: del quale fassi memoria
-presso di Plinio: credesi esser stato authore Onocrito
-Corfuotto medico eccellentissimo.
-</p>
-
-<p>
-Di porre l'acqua marina nel vino: fu l'inventore
-Erasistrato huomo dottissimo.
-</p>
-
-<p>
-Di far la Graspia: fu l'inventore Pisone da Regio.
-</p>
-
-<p>
-Di far la posca è stato il primo Clenardo da Pola.
-</p>
-
-<p>
-Di dar il moscatello al vino: fu l'inventore Godinzo
-bresciano.
-</p>
-
-<p>
-Di far l'hippocrasso, siamo tenuti à Gottifredo
-di Monlione.
-</p>
-
-<p>
-Del vino fatto de prugnoli è stato l'inventore Polidamasso
-da spello.
-</p>
-
-<p>
-Del far il vino col sacco: fu inventore Cosmo dalla
-Mirandola.
-</p>
-
-<p>
-Del vino di mele granate tiensi fusse l'autore Philisto
-medico Rhodiotto.
-</p>
-
-<p>
-Dell'aquaruolo tiensi per authore Nonnio da
-Moncia.
-</p>
-
-<p>
-Delle cervose ch'hoggidi si usano in alcune parte di
-Francia, Alemagna, Inghilterra, &amp; altri paesi: tiensi
-fusse l'autore uno maestro Placidio da Vilna lituano:
-huomo nemico mortale dell'acqua, &amp; sviscerato
-del vino.
-</p>
-
-<p>
-Di ber un sorso d'acqua fresca dopo il pasto, fu
-consiglio di Celso, &amp; io sovente senza nocumento alcuno
-(quantunque sia di stomaco debole) n'ho sentito
-grande utilità.
-</p>
-
-<p>
-Domitiano brunello: fu inventore di quella bevanda
-detta da popoli di Thracia, Anysta, laquale, si soleva
-bere con gli occhi chiusi, ne fa di questa mentione
-Oratio nel primo lib. de suoi versi.
-</p>
-
-<p>
-Thimotheo Cogellio: fu inventore di quella bevanda
-detta oxihalma: laquale si faceva di sale, &amp; di fresco
-aceto, per andar ne luoghi sospetti de fiati serpentini.
-</p>
-
-<p>
-Hieroniano medico Rodiotto: fu inventore di quella
-bevanda detta oxizaccara, fatta di zucchero, &amp; di
-aceto, per rinfrescar i corpi nostri: del medesimo autore,
-trovo in piu d'un luogo memoria presso di M. Tullio.
-</p>
-
-<p>
-Bestonio hidruntino: fu l'inventore della bevanda
-detta piratio: perche de peri si faceva: &amp; pigliavasi
-in luogo di vino. S. Gerolamo contra Ioviniano persuade
-à Thimotheo, che non piratio, ma vino ne l'avenir
-beva per il stomaco mal conditionato.
-</p>
-
-<p>
-Callimeno pendonio: fu inventore del zitho, che si
-fa in Egitto, del medesimo autore è inventione la bua:
-bevanda da fanciulli, de laquale Catone fa ne suoi scritti
-grata memoria: il medesimo fu inventore della Celia,
-<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
-&amp; della cerea che si fa in ispagna: &amp; della Cervisia
-gallicana: laquale, se non si adacqua, imbriaca come
-fa il vino.
-</p>
-
-<p>
-Hippocrate di Coo medico eccellentissimo: fu inventore
-della ptisana: fassi d'orgio: fanne di questa mentione
-Martiale nel XII.
-</p>
-
-<p>
-Gregorio buccalino dalmatino dell'isola di mezo:
-fu l'inventore della bevanda detta Sabaia: fassi d'orgio,
-&amp; di frumento, &amp; è bevanda piu usitata da poveri,
-che da ricchi.
-</p>
-
-<p class="pad2 center large g">
-SUISNETROH, SUNDAL,<br />
-ROTUA TSE
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2>BRIEVE APOLOGIA DI M.<br />
-<span class="small g">ORTENSIO LANDO</span>,
-<span class="smaller"><i>per l'autore del pre-<br />
-sente Chata-<br />
-logo.</i></span></h2>
-</div>
-
-<div>
-<img class="drop-cap" src="images/drop-m.jpg" alt="" />
-</div>
-
-<p class="drop-cap">
-Mi par d'udir mormorare alcuni
-scioperati, &amp; licentiosi, &amp; dire, che
-questo cathalogo sia per la maggior
-parte finto: &amp; perciò io come consapevole
-delle molte fatiche dell'autore: hò succintamente
-segnato i nomi di coloro dell'opra de quali s'è servito:
-&amp; primieramente dirò, che questo valent'huomo
-s'è prevaluto dell'opera di Ephoro Cumeo, che
-scrisse in vintisette libri l'historia di Galeno imperadore,
-di Ibico Regino famigliare di Policrate tiranno:
-di Geronimo Rhodio scrittore de fatti di Demetrio
-Poliorcete, &amp; di Dione pruseo, ilquale scrisse
-dieci libri delle virtù di Alessandro (il magno) s'è servito
-anchora molto di Calistene Olinthio, &amp; di quel
-Calisto, che scrisse in verso heroico l'historia di Giuliano
-principe: s'è anchora (se non sapete) servito di
-Cherilo Samio, &amp; di Clearco solense, che scrisse de
-Varia historia: trovo di piu legendo i scritti di Actio
-Pisauriense, di Terentio Scauro, di Hiperide emulo
-di Demostene, di Trasimacho, di Theopompo Unidio,
-&amp; di Gn. Potamone: che molto di loro s'è nel suo
-cathalogo servito, &amp; halli diligentemente, &amp; letti,
-<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
-&amp; riletti: Se voi lettori ne vorrete di questo far l'isperienza,
-la potrete commodamente fare, à me basta
-d'haverveli addetati, ne vi paia già maraviglia, che
-i sopradetti scrittori si antichi &amp; rari, li sieno pervenuti
-alle mani: essendo egli huomo di miserabile fortuna:
-imperoche fu costui longo tempo posseditore de
-la libraria di Gordiano imperadore, dove furono sessantadue
-mille volumi: ha vedute le librarie Pergamene,
-delle quali favellando Plutarco, scrive che ne contenessero
-ducento mila: costui rimase herede delli libri
-di Tirannione grammatico, che furono tre milia:
-ne sol di questi, ma di quelli anchora fu herede quai
-lasciò Triphone libraio del quale Martiale favellando,
-scrisse, Non habeo se habet Bibliopola Triphon,
-alqualle Triphone scrisse già Quintiliano nella Epistola
-liminare delle sue oratorie institutioni, siche parve
-lettori, ch'egli habbi havuto il modo di scartabellare,
-&amp; di ritrovare quel che à molti altri stette longo
-tempo nascosto? molte cose hà egli pretermesso di
-dire per esser il piu amico della brevità che mai ponesse
-penna in carta: non altro dico: State sani lettori, &amp;
-pregate Iddio doni longa vita à questo nostro prosatore,
-che io vi prometto, che s'egli campa, che del molto
-scrivere non cederà à Chrisippo, non à Servio Sulpitio,
-non ad Atteio Capitone, non ad Empedocle, non
-finalmente ad Aristarco discepolo di Aristophane
-grammatico, ilquale scrisse piu di mille commentari.
-</p>
-
-<p>
-Di Vinegia alli XXIII de Settembre.
-</p>
-
-<div class="footnotes">
-
-<h2>
-NOTE:
-</h2>
-
-<div class="footnote" id="note1">
-<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa Pharaoni.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note2">
-<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Vermi da
-far seta.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note3">
-<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Un frate
-di casa montone
-cosentino.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note4">
-<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La cecaria
-del Epicuro
-Caracciolo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note5">
-<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa Galeotta.
-Pignatella.
-Caraffa.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note6">
-<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.&nbsp;&nbsp;</span>C. Genaro.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note7">
-<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Cavallucci
-&amp; armeline
-sono
-picciole
-monete.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note8">
-<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Cascio di
-latte buffalino,
-detto
-cavallo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note9">
-<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa Brancalione.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note10">
-<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Simone
-porco.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note11">
-<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.&nbsp;&nbsp;</span>M. Antonio
-delli
-Falconi.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note12">
-<p><span class="label"><a href="#tag12">12</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Donna Cornelia
-piccolomini
-figlia del
-Marchese
-di lecito.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note13">
-<p><span class="label"><a href="#tag13">13</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il Cardinale Cortese da Modona.
-Il car. de pij da carpi.
-Il car. S. Agnolo da Veruli.
-Il Car. da gambera.
-Il trivultio.
-Il tridentino.
-Il cecis.
-Casa beccari.
-Colonna &amp; casa orsina.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note14">
-<p><span class="label"><a href="#tag14">14</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa capo di ferro.
-Casa capizucca.
-Pasquino.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note15">
-<p><span class="label"><a href="#tag15">15</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Laodomia
-forte guerra.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note16">
-<p><span class="label"><a href="#tag16">16</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La academia delli
-intronati.
-Il stordito
-academico.
-Casa Crudeli
-piccolhuomini
-Saracini.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note17">
-<p><span class="label"><a href="#tag17">17</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Venturi.
-Salvi.
-Amadei.
-Casa bellagaio.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note18">
-<p><span class="label"><a href="#tag18">18</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il Vescovo
-di Casale
-gia detto
-M. Bernardino
-della
-Barba.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note19">
-<p><span class="label"><a href="#tag19">19</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa Caponi.
-Casa dei.
-palle.
-Alemani.
-Carne secca.
-Martelli.
-Medici.
-Pazzi.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note20">
-<p><span class="label"><a href="#tag20">20</a>.&nbsp;&nbsp;</span>C. Salviati.
-Salviato è
-un cibo.
-Congiura
-de Pazzi
-per uccider i
-Medici.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note21">
-<p><span class="label"><a href="#tag21">21</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa gigli.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note22">
-<p><span class="label"><a href="#tag22">22</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa de nobili,
-Honesti Giusti,
-Buonvisi,
-Adeodati.
-Turchi,
-Malpigli,
-Orsucci,
-Spada,
-Sbarra,
-Poggi.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note23">
-<p><span class="label"><a href="#tag23">23</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Prosperi,
-Calandrini.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note24">
-<p><span class="label"><a href="#tag24">24</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il bocca
-de ferro filosofo.
-Casa Manzuoli.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note25">
-<p><span class="label"><a href="#tag25">25</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. marsilij.
-Casa delle
-Arme, &amp;
-della Malvasia.
-La Manarona.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note26">
-<p><span class="label"><a href="#tag26">26</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La Nuora
-di M. Carlo
-Rovino
-detta la Rovina.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note27">
-<p><span class="label"><a href="#tag27">27</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Lo hospedale
-della
-morte.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note28">
-<p><span class="label"><a href="#tag28">28</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. Columbi.
-Casa co de bo.
-Castel vetro
-de Rangoni.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note29">
-<p><span class="label"><a href="#tag29">29</a>.&nbsp;&nbsp;</span>M. Rinaldo
-Corso.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note30">
-<p><span class="label"><a href="#tag30">30</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il s. Galeotto
-Pico.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note31">
-<p><span class="label"><a href="#tag31">31</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La S. Laura
-da montecchio.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note32">
-<p><span class="label"><a href="#tag32">32</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. rugieri.
-M. Paulo,
-&amp; Hippolito
-folia, hospiti
-dello autore.
-M. Lucretia
-tortorella.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note33">
-<p><span class="label"><a href="#tag33">33</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il cavaglier
-Gazuola.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note34">
-<p><span class="label"><a href="#tag34">34</a>.&nbsp;&nbsp;</span>M. Gabriele,
-&amp; M. lionello
-tagliaferro.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note35">
-<p><span class="label"><a href="#tag35">35</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa Baiarda.
-La S. Ottavia
-baiarda.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note36">
-<p><span class="label"><a href="#tag36">36</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa Cornazani.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note37">
-<p><span class="label"><a href="#tag37">37</a>.&nbsp;&nbsp;</span>C. marini.
-Casa grilli.
-Casa Paravicini.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note38">
-<p><span class="label"><a href="#tag38">38</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa Gonfalonieri.
-Il S. Gio.
-Aluvigi
-Gonfalonieri.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note39">
-<p><span class="label"><a href="#tag39">39</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il Sale presso
-delle S.
-Scritture significa
-la sapientia.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note40">
-<p><span class="label"><a href="#tag40">40</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. sforza.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note41">
-<p><span class="label"><a href="#tag41">41</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa copelati.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note42">
-<p><span class="label"><a href="#tag42">42</a>.&nbsp;&nbsp;</span>C. Asinelli,
-Pavari,
-Pavarelli,
-Formighini,
-volpini.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note43">
-<p><span class="label"><a href="#tag43">43</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Sarmato castello de Scotti.
-C. fontana.
-Casa Bracciforti.
-Barattieri.
-Ca. Buttafuoco.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note44">
-<p><span class="label"><a href="#tag44">44</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. Cacastracci.
-Ca. Tosi.
-Crespi.
-Calvi.
-Casa selvatici.
-Draghi.
-Cavra.
-Ca. cavalli.
-Corvi.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note45">
-<p><span class="label"><a href="#tag45">45</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. taverna.
-Ca. caino.
-C. de santi.
-Ca. pietra santa.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note46">
-<p><span class="label"><a href="#tag46">46</a>.&nbsp;&nbsp;</span>ca. Medici.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note47">
-<p><span class="label"><a href="#tag47">47</a>.&nbsp;&nbsp;</span>I conti di bel gioioso.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note48">
-<p><span class="label"><a href="#tag48">48</a>.&nbsp;&nbsp;</span>ca. castello.
-ca. castelletti, &amp; del castellaccio.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note49">
-<p><span class="label"><a href="#tag49">49</a>.&nbsp;&nbsp;</span>C. davalos.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note50">
-<p><span class="label"><a href="#tag50">50</a>.&nbsp;&nbsp;</span>il valente &amp; accostumato capitano pozzo da Perego.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note51">
-<p><span class="label"><a href="#tag51">51</a>.&nbsp;&nbsp;</span>C. Pobbia.
-C. da pero.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note52">
-<p><span class="label"><a href="#tag52">52</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa viso
-di huomini.
-Ca. mena
-pace.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note53">
-<p><span class="label"><a href="#tag53">53</a>.&nbsp;&nbsp;</span>C. cavrioli.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note54">
-<p><span class="label"><a href="#tag54">54</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La S. Camilla
-cavriuola.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note55">
-<p><span class="label"><a href="#tag55">55</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La S. E.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note56">
-<p><span class="label"><a href="#tag56">56</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. Stella.
-M. Vincenti
-stella.
-La S. Lionella
-rovata.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note57">
-<p><span class="label"><a href="#tag57">57</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa rosa.
-M. Paris
-rosa: &amp; la
-S. Giulia
-rosa.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note58">
-<p><span class="label"><a href="#tag58">58</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Cap. Orlando
-porcello,
-comito
-in expectando.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note59">
-<p><span class="label"><a href="#tag59">59</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Lipomani
-significa
-molesto,
-&amp; maniaco.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note60">
-<p><span class="label"><a href="#tag60">60</a>.&nbsp;&nbsp;</span>C. maggio.
-C. palazzi.
-M. Gioanandrea
-palazzo.
-Ca. sala.
-M. Nicolo
-sala.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note61">
-<p><span class="label"><a href="#tag61">61</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. Tassi,
-Zanchi, &amp;
-Allegri.
-Zanchi, altrove
-mancini.
-Ca. Lupi.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note62">
-<p><span class="label"><a href="#tag62">62</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La S. Artemisia
-scotta
-piena di
-virtu.
-Ca. santi
-Agnoli.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note63">
-<p><span class="label"><a href="#tag63">63</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. Valenti M. Susanna valente.
-C. Capilupi.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note64">
-<p><span class="label"><a href="#tag64">64</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il S. Lelio. Il s. Benedetto, il S. Gioanni agnelli.
-C. Passerini da gonzaghi amazzati.
-C. boschetti.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note65">
-<p><span class="label"><a href="#tag65">65</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. Arrivabene.
-Ca. putelli.
-M. Ludovico trida pali.
-C. contrarij.
-C. Fiaschi.
-Alcune signore di casa trotti.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note66">
-<p><span class="label"><a href="#tag66">66</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La S. Tadea malaspina.
-La S. Genevra mala testa.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note67">
-<p><span class="label"><a href="#tag67">67</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il medico recalco.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note68">
-<p><span class="label"><a href="#tag68">68</a>.&nbsp;&nbsp;</span>M. Lucretia cuoca.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note69">
-<p><span class="label"><a href="#tag69">69</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il paradiso un palazzo antico di Ferrara.
-La contrada delli Agnoli.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note70">
-<p><span class="label"><a href="#tag70">70</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Lo hospedal di S. Anna.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note71">
-<p><span class="label"><a href="#tag71">71</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa pij.
-La hostaria dello agnolo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note72">
-<p><span class="label"><a href="#tag72">72</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Materia, forma, &amp; privatione, principij delle cose naturali.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note73">
-<p><span class="label"><a href="#tag73">73</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa dotti.
-Ca. capi di vacca.
-M. sperone philosopho eccellente.
-C. Gallina.
-C. Frigemelica.
-Ca. seccamelica in Piacenza.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note74">
-<p><span class="label"><a href="#tag74">74</a>.&nbsp;&nbsp;</span>M. Iacopo
-da panago
-ceco &amp;
-ottimo divinatore.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note75">
-<p><span class="label"><a href="#tag75">75</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il conte di
-monte.
-Labbate
-imbasciatore
-di Urbino.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note76">
-<p><span class="label"><a href="#tag76">76</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ca. cacherani.
-Ca. malabaglia.
-Madonna Medusa.
-C. lumaga M. Cipriano &amp; Gioan maria lumaghi.
-Il capitano Hercole salice.
-Ca. salci.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note77">
-<p><span class="label"><a href="#tag77">77</a>.&nbsp;&nbsp;</span>C. cagnuoli.
-Il cap. Dominico Arriano.
-C. bendIddio.
-M. Nicolo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note78">
-<p><span class="label"><a href="#tag78">78</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il monastero della misericordia.
-Giuoco tra la citta &amp; Ancona dove suol star la madonna.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note79">
-<p><span class="label"><a href="#tag79">79</a>.&nbsp;&nbsp;</span>S. Maria della pace, et delle gratie, &amp; delli Agnoli.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note80">
-<p><span class="label"><a href="#tag80">80</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Casa tosabezzi.</p>
-</div>
-</div>
-
-<div class="tnote">
-<p class="tntitle">
-Nota del Trascrittore
-</p>
-
-<p>
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
-minimi errori tipografici sulla scorta di una precedente edizione (1548).
-</p>
-</div>
-
-
-
-
-
-
-
-
-<pre>
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of Commentario de le piu notabili, &
-mostruose cose d'Italia, & di alt, by Ortensio Lando
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK COMMENTARIO ***
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-Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
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-and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
-and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
-
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-Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
-Foundation
-
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-</body>
-</html>
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