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-The Project Gutenberg EBook of Tristano e l'ombra, by Alessandro De Stefani
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
-other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of
-the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have
-to check the laws of the country where you are located before using this ebook.
-
-Title: Tristano e l'ombra
- Commedia romantica in tre atti
-
-Author: Alessandro De Stefani
-
-Release Date: November 12, 2015 [EBook #50442]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
-Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
-file was produced from images generously made available
-by The Internet Archive)
-
-
-
-
-
-
- ALESSANDRO DE STEFANI
-
-
- TRISTANO E L'OMBRA
-
- Commedia romantica in tre atti
-
-
-
- MILANO
- CASA EDITRICE VITAGLIANO
-
-
-
-
- PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA
-
- I diritti di riproduzione e di traduzione sono
- riservati per tutti i Paesi,
- compresi i regni di Svezia, Norvegia e Olanda.
-
- 30-1-20-1
-
- Copyright by Casa Ed. Vitagliano, 1919
-
- Officine Grafiche SAITA & BERTOLA — Milano, Corso Porta Romana, 113.
-
-
-
-
-PERSONAGGI:
-
-
- TRISTANO
- RE LANGUIS
- DUCA ERASMO, _fratello del Re_
- ARDEN, _vecchio guerriero_
- HUBBO, _nano_
- ONINONI }
- ELINER } _briganti_
- CARIADO }
- GERUSALISTO, _vecchio avaro_
- CRISAURO, _giovane triste_.
-
- ISOTTA BIANCAMANO.
-
- _Baroni — Briganti — Gente del séguito._
-
-Nel regno di re Languis, in tempo di fantasia.
-
-
-
-
-ATTO PRIMO
-
-
-SCENA PRIMA.
-
-_Sulla riva di un mar tranquillo e fosforescente. Scogli e stelle._
-
- Da un oscuro antro Hubbo veglia la
- notte.
-
-
-HUBBO.
-
- Hubbo ha fatto l'incantesimo del mare con le sirene
- ed ha mescolato sale con sangue.
- Ed aspetta: un gabbiano stride e ride
- ma non alla tempesta.
- Ecco; le stelle de' suoi occhi sono in cammino,
- e tutto questo nero è la sua chioma.
- Ma quando ella sia qui? Hubbo si celerà...
- in fondo alla sua miseria, e spierà, piano piano...
- Che ombra s'avvicina?
-
- (Hubbo si rintana nel buio, mentre
- TRISTANO, mascherato ed ammantellato,
- si ferma dinanzi all'antro. Una pausa).
-
- Anche tu, guardi morire la notte
- su questa fosforescente riva?
- O temi il candore del giorno?
- Eh! Eh! Bello sei tu, alto, diritto:
- ma il viso perchè lo nascondi?
-
-TRISTANO.
-
- (Dopo una pausa).
-
- Perchè non è mio.
-
-HUBBO.
-
- Che nome hai? E che schiavitù
- ti fa portare viso altrui?
-
-TRISTANO.
-
- Tu chi sei?
-
-HUBBO.
-
- Qui, nella mia ombra, una voce sono
- che ti vede, ma tu se mi vedessi
- più risate faresti che l'acqua su gli scogli.
-
-TRISTANO.
-
- Non rido, se anche tu il mare
- chieda in matrimonio.
-
-HUBBO.
-
- Sotto la maschera,
- chiudi il segreto d'una vergogna?
- Od un mostro tu sei, in abito di lutto,
- per la bellezza che ombra solo t'accompagna?
-
-TRISTANO.
-
- Mangi pesci crudi, tu, qui?
-
-HUBBO.
-
- Hubbo vive. Taluno viene e butta
- ossi da rodere ed anche monete tintinnanti,
- pur ch'egli parli con la stella di ciascuno
- e ripeta quel ch'essa risponde.
- Eh! Tutti credono d'avere la sua stella.
-
-TRISTANO.
-
- E non v'è più stelle che uomini?
-
-HUBBO.
-
- E più malanni che stelle.
- Ma le monete, Hubbo le dona alle onde
- per essere più ricco del re davanti al mare.
-
-TRISTANO.
-
- Vengo a vivere, se mi vuoi, con te.
-
-HUBBO.
-
- No, che Hubbo non ti vuole. Per vivere insieme
- dovremmo avere invidia od amore,
- e parliamo invece per sciupare le nostre parole.
-
-TRISTANO.
-
- Ti chiedo la grotta solo per dormire.
-
-HUBBO.
-
- Eh! Ti uccide Hubbo nel sonno,
- per vederti la faccia e sapere di che male sia nera.
- Curioso e crudele, l'hanno fatto i marosi.
-
-TRISTANO.
-
- E non puoi leggere, nell'abisso
- di qualche mia stella, le pagine della mia vita?
- Anch'io sono curioso della fine.
-
-HUBBO.
-
- Ma dopo fammi il dono d'andar via.
- Hubbo vede, oh, che vieni di lontano,
- dopo un affannato addio,
- vede che sei tagliato in due,
- e il mare in mezzo respira e piange,
- e giovine sei,
- e vecchio di disperazione,
- e vieni... carogna, contro me. Via!
- Vattene! Vedo il tuo domani che mi brucia!
-
- (Gli tira una pietra gridando).
-
- Storpiare ti potessi...
-
-TRISTANO.
-
- Tante pietre butta, da seppellirmi qui,
- che poi avresti da mangiare,
- ma carne amara.
-
-HUBBO.
-
- Vattene! Annega! Essa viene! È qui!
-
- (Entra ISOTTA con ARDEN).
-
-ARDEN.
-
- È questa la grotta di Hubbo, astrologo del mare?
-
-HUBBO.
-
- Hubbo è qua! Hubbo è qua!
-
-ARDEN.
-
- Siamo venuti senza lanterna, come vuoi,
- per interrogare la tua sapienza segreta.
-
-HUBBO.
-
- Benvenuta, gentile signora.
- Hubbo pesca per te nelle onde del cielo e del mare.
-
-ARDEN.
-
- È una figlia mia...
-
-HUBBO.
-
- Bugia... Bugia...
-
-ARDEN.
-
- Perchè non esci, non vieni
- più vicino alle nostre domande?
-
-HUBBO.
-
- Hubbo resta qua. Hubbo sa
- le cose da dire e da ascoltare.
- Con Hubbo non c'è da mentire,
- neanche figlia di re.
-
-ISOTTA.
-
- Parla.
-
-HUBBO.
-
- Hubbo da tre notti prepara la verità:
- egli sapeva che saresti venuta
- ed ha scrutato in flussi e riflussi,
- perchè il re Languis malato sia più dei suoi anni,
- e stanco da non sopportare il peso
- neanche della sua corona.
- Non questo domandi figlia del re e della notte?
-
-ISOTTA.
-
- Rispondi. Non interrogare.
-
-HUBBO.
-
- Hubbo ti dice i segreti che sa.
- Ti guardi mai tu nello specchio,
- signora dalle bianche mani?
- E la tua pelle più bianca del latte,
- l'hai tu veduta, e tremato?
- E misurati i capelli di tempesta?
- Eh! Ti deve parlare d'orgoglio
- lo specchio, nei vostri colloqui.
- Spezzali tutti i tuoi specchi,
- e dimentica il tuo volto!
- Eh! Eh! Ma chi t'ha guardata,
- non può dimenticare...
- Maledetto! Maledetto
- Dicevo, perchè il tuo volto può salvare
- il re Languis, ma se tu lo veli e custodisci
- con religione, che nessuno mai lo sorprenda di baci,
- o se no lo baceranno tante lacrime
- quante il mare ne ha vedute stillare a Hubbo,
- che sa mordere anche,
- ma tutto è cancellato...
- La vedi, la tua stella,
- signora dalle bianche mani?
- Eh! Sta per cadere e spegnersi nel mare:
- è legata ad un capello solo.
- La vedi? In mezzo al mare?
- Consacra ad essa la tua castità
- e sarai salva in eterno e salvo il padre.
- Ma giurare devi.
-
-ARDEN.
-
- Principessa, fiabe racconta, tessute di spavento.
- Il nobile duca Erasmo vi ha chiesta in isposa,
- ed è ricco di terre e di vassalli!
-
-HUBBO.
-
- Castità! Castità!
-
-ISOTTA.
-
- Mia madre aveva fede in questo invisibile profeta...
-
-HUBBO.
-
- Hubbo le predisse che moriva se non dava
- una sua ciocca nera alle fiamme di venerdì.
- Ma essa amò i suoi capelli più della vita.
- Amerai tu la vita e la tua carne di più?
-
-ISOTTA.
-
- Amo mio padre di più, e gli occhi suoi spenti.
-
-HUBBO.
-
- Giurare devi.
-
-ISOTTA.
-
- Io giuro senza parole, nel mio silenzio.
-
- (Sono comparsi improvvisamente con
- fiaccole i Briganti. Hubbo si rintana,
- fuggendo la luce).
-
-ARDEN.
-
- Non è gente della scorta... Che vogliono costoro?
-
-HUBBO.
-
- Spegnete le luci, per carità...
-
-ONINONI.
-
- Dove entriamo noi si fa luce, ed illuminazione di gran gala!
-
-CARIADO.
-
- E se non ti piace, fuoco d'incendio e sangue che fuma!
-
-ARDEN.
-
- Sono briganti. Indietro. Che volete qui? Sapere forse come la mia
- spada uccida e recida?
-
-HUBBO.
-
- Non siate malvagi; con me foste pietosi di frutta, talvolta.
-
-ONINONI.
-
- Il cuore anche noi l'abbiamo, per la Vergine santissima, e tu ci hai
- dato spoglie di naufragi.
-
-CARIADO.
-
- Ma quando non s'è mangiato da ieri, e qua c'è ricchezza regale,
- bisogna bene aprire denti ed unghie! Dunque su! facciamo caccia
- grossa, la figlia del re è piatto d'oro!
-
-ARDEN.
-
- Guai a chi la tocca!
-
-ELINER.
-
- Te vecchio ti demolisco: e la ragazza a me.
-
- (Arden si difende con la spada,
- ma, vecchio e debole, è presto
- sopraffatto).
-
-ARDEN.
-
- Aiuta mia fedeltà!
-
- (Arden ferito cade. Hubbo allora
- si precipita dal suo nascondiglio,
- disperato e deforme).
-
-HUBBO.
-
- No! Maledetto chi la sfiora! Il mondo crolli se la principessa vien
- toccata! Hubbo la difende! Hubbo!
-
-ONINONI.
-
- Ah! ah! ah!
-
-CARIADO.
-
- Il rospo paladino!
-
-ELINER.
-
- Non dovevi uscire dal tuo buio...
-
-CARIADO.
-
- Innamorato sei?
-
-ONINONI.
-
- Indietro, buffone!
-
- (Con uno spintone lo scaraventa contro
- uno scoglio).
-
-HUBBO.
-
- (Piangendo).
-
- M'ha visto! Essa m'ha visto!
-
-ELINER.
-
- Ride anche il morto, se ti guarda.
-
-ONINONI.
-
- Questo vecchio? L'hai ucciso?
-
-ELINER.
-
- Combattendo.
-
-ONINONI.
-
- Non si doveva: era vecchio!
-
-CARIADO.
-
- (Inchinandosi presso Arden).
-
- Non è morto.
-
-ONINONI.
-
- Bisogna curarlo.
-
-ELINER.
-
- Poveraccio, difendeva la sua signora.
-
-ONINONI.
-
- È un bravo guerriero... Quanti anni avrà?
-
-ELINER.
-
- Può esser mio nonno.
-
-ONINONI.
-
- Imbecille: bel coraggio hai avuto di ferirlo!
-
-ELINER.
-
- Stoccheggiava contro me.
-
-ONINONI.
-
- E tu chi sei?
-
-ELINER.
-
- Come te.
-
-ONINONI.
-
- Bene, noi siamo dei cani, ecco tutto.
-
-ELINER.
-
- Cani e canaglie, per grazia del nostro destino.
-
-CARIADO.
-
- (Si segna).
-
- Amen!
-
-ONINONI.
-
- Ecco, si sveglia: ferita da niente. Buon vecchio, perdonaci. È
- stato, anche il nostro, un dovere. Vorremmo essere briganti con
- gentilezza, ma come si fa? La vita è piena di pericoli. Su: al
- bottino, ora. Se ci mettiamo a piangere anche questa volta, non si
- mangia. Sei nostra prigioniera, principessa Isotta. E il vecchio
- vada libero e dica al re che ci paghi il tuo riscatto. Non aver
- paura: a te non faremo alcun male, ma ti canteremo canzoni d'onore,
- poichè sappiamo anche noi le regole del bel mondo. L'abbiamo
- abbandonato per disgusto e per protesta contro le ingiustizie
- che ogni giorno vi si commettono. Uno sputo sul mondo, così. Beh,
- insieme berremo un coraggioso bicchiere di vino, o due, alla salute
- di tuo padre, che è un buon re, e per questo ha perduto tutte le sue
- guerre e gli occhi.
-
-ELINER.
-
- Vero, compagno. Parli da gentiluomo.
-
-CARIADO.
-
- Ma ora basta, e via!
-
-TRISTANO.
-
- Avete detto che si chiama Isotta?
-
-ONINONI.
-
- E chi è questo? Di dove uscite?
-
-ELINER.
-
- L'ombra di qualche morto insepolto...
-
-TRISTANO.
-
- Isotta, dite?
-
-ONINONI.
-
- Sì, la figlia del re Languis, a cui Dio conceda molti anni ancora...
-
-CARIADO.
-
- Amen!
-
-ONINONI.
-
- E tu non sarai un brigante d'oltre tomba che ci voglia portar via
- quello che è nostro?
-
-ELINER.
-
- Perchè i briganti a noi non ci garbano un fico. E bada quindi a te!
-
-TRISTANO.
-
- Se vengo d'oltre tomba è per un nome,
- simile al tuo, principessa.
- Io son tutto una corda che canta
- se dico Isotta.
- Briganti, amici, suo padre è vecchio e cieco e buono.
- Lo sapete. Ed io so che è tanto malato
- da non poter portare la corona.
- Con un dolore grande, volete voi
- spingerlo fuori di vita? Volete questo?
-
-ONINONI.
-
- No, che non vogliamo, perdio!
-
-TRISTANO.
-
- Ma questa figlia, che si chiama Isotta,
- se non gli ritorni con l'alba a casa,
- certo egli si spegne.
- E voi ne avreste la colpa e il danno,
- che non è come uccidere un nemico o un ladro
- ma terribile delitto uccidere un bravo re.
-
-ONINONI.
-
- Eh... re Languis è un bravo re!
-
-TRISTANO.
-
- Chi verrà dopo di lui?
- Un re è come la salute:
- se buona da non la perdere.
-
-ONINONI.
-
- Vero, sangue di Cristo!
-
-CARIADO.
-
- Ma noi abbiamo fame.
-
-TRISTANO.
-
- Anch'io. Mangeremo insieme.
- E se non amici, nemici miei.
- Io so far la mia giustizia con le mie mani.
- Ed è per voi allora che non sorge più il sole.
-
-ELINER.
-
- È un brigante che sa fare il brigante.
-
-CARIADO.
-
- Amen!
-
-TRISTANO.
-
- Dunque lasciate costoro che vadano in pace
- e di buon mattino troveremo pane.
- Se ci chiudono le porte,
- eh, c'è tanti onesti malvagi
- che rubargli non è peccato per l'anima mia.
-
-ONINONI.
-
- Se agisci come parli, tu mi vai a genio. Chi sei?
-
-HUBBO.
-
- Il diavolo l'ha mandato.
-
-TRISTANO.
-
- Avete nessuno di voi una madre?
-
-ELINER.
-
- La mia è morta quando avevo dodici anni, che se no, non facevo il
- brigante.
-
-ONINONI.
-
- La mia s'è annegata quattro anni fa, per la Madonna dei Sette
- Dolori.
-
-CARIADO.
-
- E la mia, poveretta, era vecchia, e son tre giorni che l'ho
- seppellita, con queste mani sacrileghe. Una croce, una lagrima e un
- po' di terra. Amen.
-
-TRISTANO.
-
- Ed io peggio di tutti voi: non l'ho veduta mai...
-
-ONINONI.
-
- Mai?
-
-ELINER.
-
- Ohè, dice che la sua, non l'ha veduta mai!
-
-TRISTANO.
-
- Aveva nome Biancofiore.
- Ed è morta quando io nascevo,
- anche m'hanno dato un nome triste,
- e porto il maleficio nel mio sangue.
- Oh, voi, la ricordate, almeno, la madre...
- Per essa, che è una sola, sotterra, oramai per tutti,
- vi prego, lasciate questa principessa Isotta che vada...
-
-ONINONI.
-
- Che vada... se ci preghi.
-
-CARIADO.
-
- Ma tu resti con noi.
-
-ELINER.
-
- Se parli, un po' si illude la fame.
-
-ARDEN.
-
- (Che s'è alzato).
-
- Signore...
-
-TRISTANO.
-
- Va.
-
- (Isotta e Arden _exeunt_).
-
-HUBBO.
-
- (Piano, un po' trascinandosi dietro
- loro).
-
- Castità! Castità
-
-ONINONI.
-
- Compagno, ma ci mostrerai la faccia che tua madre t'ha dato. Tra
- amici, è come darsi la mano.
-
-TRISTANO.
-
- No. Io ne ho fatto dono ad altri
- nella mia povera vita
- che è stata rossa.
- E questo che vedete è il tizzone nero
- dopo l'incendio.
- Ed il mio è stato gran delitto,
- che voi brava gente, non avreste osato mai...
- Ah, il mio viso, laggiù, nei giorni lontani,
- al di là del mare e del rimorso,
- tali baci e carezze l'hanno consumato,
- che ora non patisce vento nè sole.
-
-ONINONI.
-
- Fratello, poveretto, hai perduto un tuo grande amore?
-
-CARIADO.
-
- Hai ucciso la tua fede?
-
-TRISTANO.
-
- La fede del mio re.
-
-ELINER.
-
- Credi a me, non c'è che il vino e il canto, per rimedio.
-
-TRISTANO.
-
- E morire. Andiamo.
-
-ONINONI.
-
- Nasce l'alba.
-
-ELINER.
-
- Non c'è neanche bisogno di nasconderci poichè abbiamo finito
- santamente la notte: ma, compagno brigante, se triste sei, ti
- canterò lungo la strada una canzone d'allegria. Tutta roba fatta da
- me, aria e parole. Passo il tempo così, quando non c'è da trafficare
- in meglio.
-
- (Tristano, Cariado, Eliner e Oninoni
- _exeunt_).
-
-_La canzone di Eliner._
-
- Chi senza legge va
- vive di quel che può
- non dice mai di no
- e quel che non sa fare, impara e fa.
- È brigante ed è re.
- Oggi qui, diman lì,
- son trottole i suoi dì;
- canzoni nella testa ed ali al piè!
-
-HUBBO.
-
- La mia notte ha perduto tutte le sue stelle!
- Hubbo, e tu i sogni!
- La maledizione su quella maschera nera.
- Ed Hubbo la seguirà
- per avvelenargli l'acqua che beve.
- I briganti, sì, sono brava gente:
- ed Hubbo è un rospo senza più maschera.
- Ma, se egli è fatto male, può anche far del male.
-
- (_Exit_).
-
-
-SCENA SECONDA.
-
-_Una sala nel palazzo di re Languis. Entrano ISOTTA, e il duca
-ERASMO._
-
-
-ERASMO.
-
- Il re si va spegnendo, alfine stanco
- d'errare per le vie della pazzia;
- Non vive più, vaneggia e si allontana.
- Se cieco, egli non vede il precipizio,
- tu lo devi salvare, con il regno.
- Ecco: t'offro domani la corona
- ed essere regina dove sei
- ancora figlia taciturna, ed oggi
- t'offro la mano mia, ed il mio petto.
- Dentro questa saldezza la tua bianca
- fragilità ripari come in torre
- sicura. Non tacere, chè mi piaci,
- nipote, ed io ti parlo con negli occhi
- la verità che vuole la sua preda.
- Ti spiace questo mio perduto fiore
- di giovinezza? I frutti di più sugo
- maturano di su tronchi rugosi.
- E gli anni a me, m'han dato gagliardia.
- Guardami. So volere, eppur domando.
- Vuoi che per farti più sdegnosa, appenda
- sempre le mie parole al tuo silenzio?
-
-ISOTTA.
-
- Nobile zio, questa notte nel mio silenzio
- ho fatto voto di castità.
-
-ERASMO.
-
- Per andar salva di quei tre briganti?
-
-ISOTTA.
-
- Solo per consiglio delle stelle.
-
-ERASMO.
-
- Mi beffi. E se davvero hai fatto voto,
- non è per chiuder la tua porta a' miei
- desiderî?
-
-ISOTTA.
-
- Non è stata aperta mai.
-
-ERASMO.
-
- Tu infili parole come al gioco
- delle perle. Ma ventitrè baroni
- con tutti i loro vassalli sono mia
- gente giurata: e se non regno ancora
- è per mia viltà e della sorte.
-
-ISOTTA.
-
- Iddio è con mio padre.
-
-ERASMO.
-
- Iddio non vale il ferro d'una lama!
- Ed in ogni guerra Iddio contro tuo padre
- ha combattuto!
-
-ISOTTA.
-
- No. Dio è sempre col vinto.
- La sconfitta è una divina prova
- e dentro a chi la sopporti nascono alti pensieri.
-
-ERASMO.
-
- Sei sulla via del chiostro, mia nipote!!
- Ma non voglio: sei più bella che santa,
- e calpesto i tuoi voti col mio piede...
-
-ISOTTA.
-
- Bada zio, che sapranno di veleno.
-
-ERASMO.
-
- Queste mani, le tue candide mani...
-
-ISOTTA.
-
- Il re.
-
- (Squilli. Entra il re LANGUIS, ARDEN ed
- alcuni baroni).
-
-ERASMO.
-
- Bel Sire, la salute rifiorisce
- oggi, per queste sale, e vien con voi.
-
-LANGUIS.
-
- No. Sentiamo noi la vita andarsene come la sabbia che si spande via
- da un sacco bucato, piano piano. Voi credevate che fosse pieno di
- pietre preziose il sacco. No, sudditi nostri; non era che sabbia.
- Noi la vediamo, anche se ciechi, perdersi nel gran turbine della
- morte dove danzano tutte le sabbie dell'eternità, come pulviscoli
- nel sole.
-
-ARDEN.
-
- Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.
-
-LANGUIS.
-
- Noi, sovrano sfiorito di questa fiorente contrada, vogliamo secondo
- le nostre cadenti forze donare quella felicità ch'è possibile ai
- popoli che ce la domandano. Poichè non siamo seduti su questa sedia
- che ha nome trono, per nostro piacere, ma per il servizio di tutti.
- Al timone della nave non sta che un marinaio, di mano franca e
- d'occhio acuto. Ma la nave non è sua. È del mare. E il mare è di
- Dio. Or noi non abbiamo più occhi, e la mano trema. Però dobbiamo
- credere che sia giunta alfine l'ora di guardare al contenuto della
- nave, poichè, per grazia divina, siamo in tempo di bonaccia. Ma
- sanguinose guerre hanno devastato questo nostro povero paese, e
- i nostri anni. Noi vogliamo che il popolo ci perdoni tali guerre,
- sopportate per la traboccante prepotenza dei vicini, e perdute, come
- Iddio ha voluto, senza che perduto fosse l'onore. Anche i vincitori
- s'avvedono, ma tardi, a che poco concluda la favola rossa. La
- guerra, gente nostra, è un'infelice strada che sembra tutta archi
- di trionfo, perchè vegliata di cipressi e coronata di stelle, ma non
- conduce che a un cimitero!...
-
-ARDEN.
-
- Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.
-
-LANGUIS.
-
- Sì, perdono di tutti i vostri passati mali, popolo, non perchè noi
- ne siamo la causa, ma perchè non vi abbiamo salvato da tutti. Ed ora
- godiamo una vecchiaia onestamente povera. Siamo un re che per sua
- guardia tiene solo un guerriero vecchio quanto lui. Siamo un re che
- in elemosina ha speso il suo e quel degli avi, e d'oro gli è rimasta
- quest'unica corona... E si è donata a quei briganti che stanotte, ci
- ha detto nostra figlia, avevano fame, e quindi tramavano il male.
-
-ERASMO.
-
- Sire, re...
-
-LANGUIS.
-
- Ordiniamo e vogliamo che così sia. E la terra del nostro regno
- vada interamente divisa e in parti uguali fra tutti gli uomini
- cittadini nostri sudditi dai venticinque ai sessant'anni, con
- l'obbligo ciascuno di lavorare alla coltivazione del proprio avere.
- Nella terra e nell'amor della terra è la via del cielo. Non avranno
- diritto a questa legge tutti coloro che sian cresciuti senza voler
- famiglia nè figli, rinnegando così la posterità ch'è sacra. Costoro
- potranno essere giustamente mendicanti!
-
-ARDEN.
-
- Sacra Maestà...
-
-LANGUIS.
-
- Lo siamo, re. E crediamo di saggiamente ancorare in porto la nave
- dello Stato così facendo, e di raccomandare onestamente a Dio
- il gregge di cui siamo stati per tanti anni il pastore. Pertanto
- ordiniamo e vogliamo che così sia. Sian bandite queste ultime nostre
- leggi, come d'usanza, dal balcone al popolo.
-
-ERASMO.
-
- (Dal balcone).
-
- Cittadini, per ordine e volontà del re Languis,
- queste sono le sue ultime leggi.
- Il re fa dono della sua corona
- ai briganti!
-
- (Mormorìo di dentro).
-
- E dona tutta la terra del regno
- ai contadini!
-
- (Mormorìo di dentro).
-
-LANGUIS.
-
- Che risponde, il popolo, laggiù?
-
-ERASMO.
-
- Che la vostra saggezza, Maestà,
- i limiti oltrepassa dell'umano
- onde non è compresa e non ne siete lodato.
-
-LANGUIS.
-
- Non è lodi che aspettiamo.
-
- E aggiunto sia che a nostro successore designamo, non te, od altri
- di sangue nostro. Ma dalla voce del popolo sia scelto, e vorremmo
- un popolano. Conoscerebbe meglio il cuore de' suoi compagni. Così,
- Erasmo, ti salviamo dal peso di regnare, ed è il solo dono paterno
- che ti possiamo largire... Ordiniamo e vogliamo che così sia.
-
- (Il Re, Isotta e Arden _exeunt_).
-
-ERASMO.
-
- La sua demenza è tanto manifesta
- che, avete udito? il popolo gli grida
- ch'è pazzo ed alle leggi si ribella...
-
-I BARONI.
-
- Le sue parole tradiscono il regno!
- La patria ne pericola!
- C'è più veleno ne' suoi pazzi sogni
- che nelle spade de' nostri nemici!
-
-ERASMO.
-
- Voglio dimenticar ch'è mio fratello
- ed agire o morire.
-
- (Entrano altri baroni).
-
- Ebbene, il popolo?
-
-I BARONI.
-
- Borbotta e maledice.
- La vecchiaia
- solo difende ancora il re...
- Ma troppo
- si lamenta il buon senso della gente!
-
-ERASMO.
-
- Ma della terra data ai contadini,
- che dicono?
-
-I BARONI.
-
- Diffidano.
- Non è
- beneficio, ma trappola, commentano
- i saputi.
- E costui, dicono tutti,
- è un re che non è re.
-
-ERASMO.
-
- L'avranno, il re.
- Voi, propagate, intanto, la mia causa
- fra la gente. Ma è buona, e basteranno
- poche parole. E voi, con me, vicini.
-
- (Qualche barone _exit_. Il duca Erasmo
- va al balcone).
-
- Cittadini, il re Languis troppo d'anni
- carico e di follie, come vedeste,
- lascia il governo della patria a me,
- che accetto, se vi piace, di salire
- al trono, e giuro con più sacre leggi
- di rimediare a' suoi senili errori,
- e di risollevare l'avvilita
- gloria delle armi nostre. Rispondete!
-
-VOCI.
-
- Evviva Erasmo re!
- Evviva Erasmo!
-
-ERASMO.
-
- Noi vi benediciamo, figli nostri,
- e vi invitiamo all'incoronazione,
- domani, qui.
-
- (Venendo in scena).
-
- L'esilio per il vecchio!
- Non per le colpe sue che perdoniamo;
- ma il popolo potrebbe, è come il vento,
- ripentirsi di noi, e rivolerlo.
-
- (Rientra Isotta).
-
-ISOTTA.
-
- Il re...
-
-ERASMO.
-
- Non è più quello, principessa!
- Il popolo ha saputo usar la legge
- proclamata dal nostro pio fratello.
- Ed ha scelto che noi fossimo re.
-
-ISOTTA.
-
- E mio padre?
-
-ERASMO.
-
- La sicurezza e l'ordine del regno
- ci forzano ch'ei parta per l'esilio.
-
-ISOTTA.
-
- Questo comanda il popolo e lo Stato?
-
-ERASMO.
-
- Ed ora vuoi dividere non più
- le speranze ma il regno, principessa?
-
-ISOTTA.
-
- Voglio col mio padre e re dividere l'esilio,
- se qui nessuno sorge a dire che tal legge è menzogna.
-
-ERASMO.
-
- Avrete buona scorta ed un palazzo
- per dimora.
-
-ISOTTA.
-
- (Dopo una pausa).
-
- Una grazia vi domando,
- e se anche figlia di re scacciato,
- conto mi sia concessa.
- Il mio padre nulla sappia della verità,
- che me stupisce, ma poco,
- lui, avvelenerebbe.
- Possa, egli ancora essere illuso,
- credere buona la gente,
- fedele il popolo, giusto il fratello,
- saggio il destino.
- È cieco. Ed è sereno.
- Se intorno regni il silenzio,
- egli riposerà beato.
-
- (Tutti chinano i volti, intorno,
- silenziosi.
-
- Entra il re LANGUIS con ARDEN).
-
-LANGUIS.
-
- Abbiamo inteso come un clamor di festa, su cui galleggiava il grido
- di re. È forse il popolo che si rallegra del nostro paterno amore?
- Non c'è nessuno qui?
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre: io.
-
-LANGUIS.
-
- Ed era la gioia del popolo, è vero?
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre.
-
-LANGUIS.
-
- Figlia nostra, quant'è buona la gente! È tutta una famiglia
- l'umanità. Ed è come la terra, il cuore... Se bene semini, bene ti
- rende...
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre: ti rende...
-
-LANGUIS.
-
- Oh, il nostro povero merito non vuole tante lodi, ma ci è pur
- di conforto la riconoscenza: è come il tepore di una primavera
- sulla stanchezza del nostro inverno. Ahimè, non possiamo vedere i
- volti beneficati dalla nostra umile saggezza, ma sentiamo intorno
- sorridere le anime...
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre... intorno a voi
- c'è solo amore e fede...
-
-LANGUIS.
-
- L'aver creduto, in ogni ora, in ogni evento, nella bontà del mondo,
- questa lieta conferma ci dona suggello della nostra vita d'uomo e di
- re.
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre...
-
-LANGUIS.
-
- Ma tu sembri, lontana da noi, tremare. E ti conosciamo ferma e
- forte.
-
-ISOTTA.
-
- Di commozione, tremo.
-
-LANGUIS.
-
- Ah, la felicità degli altri, se ha le radici in noi, è come un
- premio dolce e caro... Ne piangiamo anche noi... Sono le sole luci
- de' nostri occhi, queste lacrime calde... popolo nostro, per te...
-
-ISOTTA.
-
- Padre... se le cure del regno oramai
- lasciate a chi il popolo vuole suo capo...
-
-LANGUIS.
-
- Non gli sarà fatto violenza, al popolo nostro?
-
-ISOTTA.
-
- No, padre. Si prenderà
- chi gli somigli e chi gli convenga.
-
-LANGUIS.
-
- È ingenuo come un bambino, facile ad essere ingannato.
-
-ISOTTA.
-
- Ora, padre, vorrei condurvi
- e condurvi via nel verde della campagna
- o presso il buono azzurro del mare.
-
-LANGUIS.
-
- Non ti piacciono più le dolci cose, che la gente dice, se ti vede?
-
-ISOTTA.
-
- No.
-
-LANGUIS.
-
- Ma qui abbiamo i nostri fedeli baroni e il nostro pio fratello,
- tante care persone che amiamo.
-
-ISOTTA.
-
- Meglio il silenzio e le dolci cose
- delle cicale e degli usignoli.
-
-LANGUIS.
-
- Come ti piace: viviamo nella tua giovinezza e non in noi.
-
-ISOTTA.
-
- Andiamo, padre: ho fretta.
- E il vostro pio fratello ci prepara
- una quieta dimora, lontano.
-
-LANGUIS.
-
- Egli ci vuole bene... E viene con noi?
-
-ISOTTA.
-
- Rimane senza di noi.
- Arden, sarete la nostra sola compagnia.
-
- (Fanno per andare).
-
-LANGUIS.
-
- Dimenticavamo... questa corona...: per i briganti.
-
- (Isotta prende la corona del Re e la dà
- silenziosamente a un barone. Quindi re
- Languis, Arden e Isotta _exeunt_).
-
-IL BARONE.
-
- (Porgendo la corona al re Erasmo).
-
- Per voi, Sire!
-
-
-SCENA TERZA.
-
-_Un viottolo di campagna. Alberi. Nel fondo una torre, con una finestra
-chiusa da inferriate, all'altezza di un uomo. Ai piedi della torre uno
-stagno ed erbacce._
-
- (Eliner, Oninoni e Cariado stanno
- giocando a carte, seduti su di un
- sasso, e vociano).
-
-
-ELINER.
-
- Come rispondi a questa mazzata?
-
-ONINONI.
-
- Ecco, la paro. E ti frantumo. A te!
-
-ELINER.
-
- Un basilisco. E sei morto e putrefatto.
-
-CARIADO.
-
- Ragazzi, fermi. Un omiciattolo vien dalla città. Porta un sacco:
- forse c'è dentro pane per i nostri denti.
-
-ONINONI.
-
- Ma il capitano non vuole, senza suo comando.
-
-CARIADO.
-
- Poi gli diremo tutto: questo è un colpo che s'è buono, non ritorna.
-
-ONINONI.
-
- Be', vediamo.
-
- (S'appiattano. Entra il vecchio avaro
- GERUSALISTO; si ferma).
-
-GERUSALISTO.
-
- Tremila seicento a casa... E settecento, fanno quattro mila
- trecento...
-
-ELINER.
-
- . . . . giorni che passerai in purgatorio, a cominciare da domani,
- per ivi scontare i tuoi peccati!
-
-GERUSALISTO
-
- Ahi... me misero! Ah, chi siete? No. Aiuto, aiuto!
-
-ONINONI.
-
- Silenzio. La vedi quell'acqua verde? Se non ti taci, dentro a
- dormire!
-
-GERUSALISTO.
-
- Ma... per carità!
-
-CARIADO.
-
- Quel sacco a noi.
-
-GERUSALISTO.
-
- No... Non fatemi questo delitto... È tutta la mia vita... Ho tredici
- figliuoli...
-
-ONINONI.
-
- Donde vieni?
-
-CARIADO.
-
- (Che ha aperto il sacco).
-
- Eh... oh... ah...
-
-ELINER.
-
- Oro!
-
-GERUSALISTO.
-
- Sì... ma... oro non mio... dei miei quindici figliuoli...
-
-ONINONI.
-
- Come ti chiami?
-
-GERUSALISTO.
-
- Sono il povero Gerusalisto... ho a casa venti figliuoli...
-
-ONINONI.
-
- Per la coda di Sant'Anna, hai cambiato faccia!
-
-GERUSALISTO.
-
- Mi son lasciato crescere la barba.
-
-ONINONI.
-
- Dieci anni fa eri usuraio, mi ricordo.
-
-GERUSALISTO.
-
- No... così... aiutavo gli amici con qualche soldarello, per grazia
- di Dio.
-
-ONINONI.
-
- E facevi la spia...
-
-GERUSALISTO.
-
- Oh... calunnie... calunnie...
-
-ONINONI.
-
- E vendevi di nascosto veleni che non lasciavano traccia.
-
-GERUSALISTO.
-
- Calunnie, calunnie.
-
-ELINER.
-
- E quest'oro, chi te l'ha dato?
-
-GERUSALISTO.
-
- La giustizia, brav'uomo. Ieri è finita una lite che il giudice ha
- concluso a mio favore. Oh, c'era un coniglietto senza denti, un tal
- Crisauro che pretendeva di non darmi quest'oro... Ma c'erano carte
- scritte. E si è fatta giustizia. È frutto di giustizia, brava gente.
- Volete che vi doni un ducato per l'anima dei poveri defunti?
-
-CARIADO.
-
- Tu ci lasci il sacco.
-
-GERUSALISTO.
-
- Ah no... Le leggi lo vieteranno... Il cielo! I miei venticinque
- figli!
-
-ONINONI.
-
- Troppi. Mettetelo nel fosso!
-
-GERUSALISTO.
-
- No. No. Per Giacobbe e Geremia!
-
-ONINONI.
-
- E allora vattene a piangere altrove i tuoi ducati.
-
-GERUSALISTO.
-
- Ma reclamerò alla nazione, alla giustizia...
-
-CARIADO.
-
- Nel fosso!
-
-GERUSALISTO.
-
- No. Non reclamerò... ma...
-
-ELINER.
-
- Via.
-
-GERUSALISTO.
-
- Vado... vado... Oh disgraziato me... oh infelice me... o tapino
- me...
-
- (_Exit_).
-
-CARIADO.
-
- Un sacco d'oro... Un sacco...
-
-ELINER.
-
- E il capitano che dirà?
-
-ONINONI.
-
- Che siamo furfanti, per la croce di Dio. Ma quel vecchio è più
- furfante di noi. Quindi non ho rimorsi.
-
- (Entra CRISAURO, giovane triste).
-
-ELINER.
-
- Oh... siamo spiati!
-
-ONINONI.
-
- Dove vai, compagno?
-
-CRISAURO.
-
- Per il mondo!
-
-ONINONI.
-
- E, così solo, non hai paura dei briganti?
-
-CRISAURO.
-
- Non saranno mai peggio di quelli di città, che han nome di giudici,
- e di gente onesta.
-
-ELINER.
-
- Che t'hanno rubato, passerotto?
-
-CRISAURO.
-
- Il mio. Quattr'anni fa avevo fatto un debituccio con un vecchio
- avaro. Oh, pochi ducati per mio padre ch'era povero e malato, e
- poi è morto. Non ho potuto pagare il debito, ma l'ho rinnovato,
- moltiplicato, ingigantito. Tre mesi fa, l'usuraio viene ed esige la
- somma che non avevo. S'infuria, mi minaccia. Alfine vuole ch'io gli
- firmi una carta, l'aveva pronta, per cui gli cedevo l'eredità d'uno
- zio, se mi fosse toccata. Muore lo zio, sono l'erede di settecento
- ducati, che la giustizia mi condanna a pagare a quel Gerusalisto per
- un debito di tre ducati. Ora andrò per l'elemosina, finchè non trovo
- lavoro.
-
-ONINONI.
-
- Ti chiami Crisauro, tu?
-
-CRISAURO.
-
- Sì, Crisauro.
-
-ONINONI.
-
- Ah!!
-
-CARIADO.
-
- Eh?
-
-ELINER.
-
- Ma!
-
-ONINONI.
-
- Compagni... avete inteso?
-
-CARIADO.
-
- Abbiamo inteso.
-
-ELINER.
-
- Sono dei porci, in città.
-
-ONINONI.
-
- E che si fa?
-
-CARIADO.
-
- Aspettiamo il capitano.
-
-ONINONI.
-
- Io, credo che il capitano farebbe così, e faccio così, corpo del
- diavolo! Passerotto, vien qua: eccoti i tuoi seicento ducati.
-
-CRISAURO.
-
- Come?
-
-ONINONI.
-
- Ssst! Noi siamo un'altra giustizia vagabonda e senza parole nè
- avvocati. Piglia e va. Solo non dire d'aver avuto quest'oro da noi,
- nè da nessuno. Quell'altra giustizia potrebbe venire e ripigliarsi
- il tuo.
-
-CRISAURO.
-
- Oh... ma... voi siete gente di Dio.
-
-ONINONI.
-
- Siamo...
-
-CARIADO.
-
- . . . . . disgraziati. Ecco, cosa siamo!
-
-CRISAURO.
-
- (Offrendo dell'oro).
-
- Per voi, non volete?
-
-CARIADO.
-
- Eh...
-
-CRISAURO.
-
- Prendete!
-
-ONINONI.
-
- No... Così, basta... Tre ducati: il tuo debito vero. Per mangiare
- oggi, domani, e forse anche doman l'altro. Grazie, coniglietto.
- Buona fortuna.
-
- (Crisauro _exit_).
-
-CARIADO.
-
- Però... sempre così. Siamo dei poveri briganti!
-
-ONINONI.
-
- Ricchissimi, ed abbiamo fatto quel che doveva fare il re, sangue di
- Giuda!
-
-CARIADO.
-
- Dunque siamo come il re, amen!
-
- (Entra Tristano mascherato).
-
-TRISTANO.
-
- Ho lasciato di là quattro salici ed il vento,
- abbiamo lungamente sussurrato insieme
- e lacrimato.
-
-ONINONI.
-
- Male: Hubbo, lo stregone, m'ha detto che il pianto è l'essenza della
- vita, e noi la sciupiamo troppo. Ma chi non piange, non muore, ha
- detto.
-
-TRISTANO.
-
- Chi non piange, non vive.
- Ma voi che facevate, intanto?
-
-ELINER.
-
- T'aspettavamo, pescando la fortuna a caso.
-
-ONINONI.
-
- Di qua, prendere, di là dare. C'è rimasto tal piccolo rimedio, per
- la fame.
-
-TRISTANO.
-
- Avete rubato con onestà?
-
-ONINONI.
-
- Per l'anima di San Bartolomeo, con piena onestà!
-
-TRISTANO.
-
- Vi credo: non voglio sapere.
-
-ELINER.
-
- Che uomo, eh! Di noi, si fida!
-
-CARIADO.
-
- Ma ora si vorrebbe, in premio di virtù...
-
-ONINONI.
-
- Una storiella: Lo sai, compagno: viviamo delle tue favole, da quando
- ci hai vietato il solo mestiere che sapessimo: briganteggiare!
-
-TRISTANO.
-
- Ed io ve la dico, una storiella d'amore e di peccato. Sedete, brava
- gente, ed ascoltate.
-
- C'era una volta un re
- che volea prender moglie
- ed un nipote manda
- a scegliere la sposa.
- Biondi i capelli e fini come quelli
- che volando una rondine al castello
- avea recato un dì.
- Ei la voleva così.
-
- La trova e la conduce
- il cavaliere al re.
- Ma navigando insieme
- la sposa ed il nipote,
- un filtro gli vien dato di magìa
- e dissennati non san più che sia
- dovere e fede e Dio;
- bevuto hanno l'oblìo.
- Si bevono la bocca,
- veleno e voluttà,
- e il mare non li annega,
- oh, mar senza pietà!
- Il re sospetta, spia l'anime mute
- di quelle due creature perdute.
- Alfine triste il sire
- piange del suo soffrire.
-
- Ed il nipote allora
- quel pianto non sopporta
- ma dice, e sa volere,
- che andar bisogna in bando.
- Ma prima veder vuole il suo peccato
- e mormorare l'ultimo commiato.
-
- Amore, io parto. Taci.
- Ci resteranno i baci
- che il vento piglia e porta.
- La vita ci divise:
- la morte ci unirà.
- Guardate gli occhi e il pianto,
- Anima bella, così è di noi,
- nè voi senza di me,
- nè io senza di voi.
- E fugge e piange e va
- e sempre piangerà.
- Amici, questo è tutto quel che so.
-
-ONINONI.
-
- Nè voi senza di me
- nè io senza di voi...
-
-ELINER.
-
- Ma questa è la regina Isotta e il cavalier Tristano...
-
-TRISTANO.
-
- Ssst: quel nome è maledetto.
-
-_La voce d'Isotta._
-
- (Cantando).
-
- Nè voi senza di me
- nè io senza di voi!
-
-TRISTANO.
-
- Dentro quella torre, chi c'è?
-
-ONINONI.
-
- Tristezze, tristezze, capitano. C'è... la figlia del re, col suo
- padre. C'è stata la rivoluzione nel palazzo. E l'usurpatore li
- ha chiusi là dentro, ad aspettar la morte. Questa, capitano, è la
- giustizia degli uomini.
-
-TRISTANO.
-
- Allora, la principessa Isotta...
-
-ELINER.
-
- Canta, come me, per malinconia. Oh, non ha perduto il suo Tristano,
- come l'altra, ma, peggio, ha perduto quella libertà che almeno, noi,
- l'abbiamo e la godiamo.
-
-ONINONI.
-
- Capitano, hai sentito? Pareva che ti rispondesse.
-
-TRISTANO.
-
- Su quanti uomini sicuri
- potete voi contare, nel paese?
-
-ONINONI.
-
- Eh, bisogna far la lista e far la somma.
-
- (Oninoni, Eliner e Cariado rimangono a
- ragionar contando, mentre Tristano si
- avvicina alla torre).
-
-_La voce d'Isotta._
-
- La vita ci divise
- La morte ci unirà.
-
- (Quando Tristano è vicino alla torre,
- Hubbo salta fuori dalle erbacce,
- minacciosamente).
-
-HUBBO.
-
- Non si passa, non si passa per di qua.
- Hubbo veglia giorno e notte.
-
-TRISTANO.
-
- So che nessuno passerà...
-
-HUBBO.
-
- Neanche tu.
-
-TRISTANO.
-
- O piccolo guardiano d'un tesoro,
- hai sentito, tremavo
- raccontando una mia canzone
- e da questa torre m'è venuta
- la risposta d'un tremito gemello
- d'un dolore simile al mio.
- Lascia ch'io lo veda.
-
-HUBBO.
-
- E non vedrai.
-
-TRISTANO.
-
- Ma è un dolore che ha nome Isotta!
-
-HUBBO.
-
- Non è la Isotta tua,
- non è la bionda, la spergiura,
- è la mia, è la mia!
-
-TRISTANO.
-
- Maledetto... non bestemmiare!
-
-HUBBO.
-
- Sì... cavaliere senza fede... Hubbo dirà...
-
-TRISTANO.
-
- (Soffocando quasi, mentre i briganti
- ascoltano, incuriositi).
-
- Niente. Non è degna la tua bocca.
-
-HUBBO.
-
- (Balbettando).
-
- No. Va via.
- Hubbo ha paura, ha paura di te.
-
-TRISTANO.
-
- Sì. Porto sventura.
- Ma tu, là dentro, rinchiusa,
- anima che non conosco,
- ma che nome hai d'Isotta,
- non mi temere.
- Ma credi che il tuo soffrire
- sarà redento da un altro soffrire,
- poichè nella notte del mondo
- i vagabondi si dicono una parola sola
- quando al lume della luna
- s'incontrano spauriti.
- E quella parola è il nome.
- Il tuo, donna, fa ch'io ti consacri
- questa nuda mia disperazione.
- E per il mio viso ch'è già sepolto
- ti giuro...
-
-_La voce d'Isotta._
-
- (Cantando).
-
- E fugge e piange e va
- e sempre piangerà.
-
-TRISTANO.
-
- Sì... Piango e vivo
- e m'inginocchio ai miei ricordi...
- Ah Isotta... mia vera Isotta!
-
- (Rialzandosi, risoluto, ai briganti).
-
- Dunque, siete?
-
-ONINONI.
-
- Più di mille, capitano!
-
-TRISTANO.
-
- Comando il convegno di tutti.
- Ragazzi, e volete anche il mio nome?
- Tristano.
-
-ONINONI.
-
- Il cavaliere?
-
-TRISTANO.
-
- No. L'ombra.
-
-ELINER.
-
- Ti bacio le mani.
-
-ONINONI.
-
- Sei davvero un principe nel sangue e nel cuore, per San Luca e San
- Matteo. E noi ti siamo fedeli. E lo saremo, oggi, domani, e fin che
- stiamo in piedi.
-
-CARIADO.
-
- _Amen._
-
-
-_Fine del primo atto._
-
-
-
-
-ATTO SECONDO
-
-
-SCENA PRIMA.
-
-_L'interno di una prigione; una porta: una finestra chiusa da
-inferriate._
-
- (Su una poltrona sta seduto il re
- LANGUIS; in piedi, presso la porta,
- Arden, e presso la finestra, ISOTTA).
-
-
-ISOTTA.
-
- Oggi come vi pesa la stanchezza, padre?
-
-LANGUIS.
-
- Placidamente: aspettiamo sempre la visita del sole.
-
-ISOTTA.
-
- Che tarda ancòra...
-
-LANGUIS.
-
- Non abbiamo mai vissuto tanti giorni senza la sua tiepida
- consolazione...
-
- (Una pausa).
-
- E perchè tutta la gente che viene, tu dici, figlia, come in
- pellegrinaggio qui, è gente silenziosa?
-
-ISOTTA.
-
- Temono d'essere importuni parlando.
-
-ARDEN.
-
- (Contraffacendo voci diverse).
-
- Maestà, vi rendiamo omaggio d'anima... Io non vorrei confondere i
- pensieri di Vostra Maestà... Io son felice di vedervi... Anch'io...
-
-LANGUIS.
-
- E le nostre terre sono felici?
-
-ARDEN.
-
- (Con la sua voce).
-
- Ecco un vecchio contadino che vi può dire novelle di ciò...
-
-LANGUIS.
-
- Avanti, figlio nostro, vieni avanti.
-
-ARDEN.
-
- (Avvicinandosi, con altra voce).
-
- Mio buon re... son venuto a scaricare la mia felicità ai tuoi piedi:
- pago così i miei debiti. La terra che tu m'hai dato...
-
-LANGUIS.
-
- L'ami ora di più?
-
-ARDEN.
-
- Eh, signor re, è mia, ora... E amo di più il mio re.
-
-LANGUIS.
-
- Chiamalo padre... Date qua la mano, figlio.
-
-ARDEN.
-
- (Con la sua voce).
-
- Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.
-
-LANGUIS.
-
- E se ce ne vogliamo dimenticare, un giorno?
-
-ARDEN.
-
- (Con la sua voce).
-
- Io son qui, per vostro comando, a raccattarvelo in mente.
-
-LANGUIS.
-
- Bene: la mano, contadino!...
-
- (Prende la mano di Arden).
-
- Non è callosa?
-
-ARDEN.
-
- (Contraffacendo la voce).
-
- È poco tempo, Sire, che me la faccio colla terra e i suoi arnesi.
-
-LANGUIS.
-
- E prima?
-
-ARDEN.
-
- Ero servo, in un palazzo...
-
-LANGUIS.
-
- Va... E nell'ampia libertà de' tuoi campi...
-
-ARDEN.
-
- Sì: pregherò per tutti coloro che sono senza libertà!
-
-LANGUIS.
-
- Tutti i cari sudditi venuti a salutarci, noi salutiamo, e ci lascino
- con nostra figlia.
-
- (Arden imita lo scalpiccìo di molte
- persone, ed _exit_).
-
- Isotta, vorremmo anche noi risentire l'odore della terra... E non è
- mai nato il sole?
-
-ISOTTA.
-
- Sì, ora sta liberandosi dalle nubi, padre.
-
-LANGUIS.
-
- Oh, andiamogli incontro... È un ospite da fargli festa, dopo tanto
- oblìo. Non è l'ora della nostra passeggiata d'ogni giorno?
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre: venite al mio braccio.
-
- (Languis, al braccio d'Isotta, cammina
- per dove essa lo conduce: e son giri e
- rigiri che nella prigione i due fanno.
- Dalla finestra ora scende un raggio
- di sole. Rientra Arden, s'inginocchia,
- e si fingerà mendicante, quando il Re
- crederà d'incontrarlo).
-
-LANGUIS.
-
- Dove siamo, qui?
-
-ISOTTA.
-
- Nel corridoio che dà sull'androne... Ecco i vostri
- arcieri...
-
-LANGUIS.
-
- Buon giorno, brava gente...
-
-ISOTTA.
-
- Ed ecco la porta... Ed ecco il verde, i prati...
-
-LANGUIS.
-
- Vorremmo un poco camminar sull'erba.
-
-ISOTTA.
-
- I contadini dicono che non cresce bene l'erba
- calpestata, ma s'avvilisce.
-
-LANGUIS.
-
- Hai ragione... E lì v'è il monte, è vero?
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre... E questa è una pietra ove sedere.
-
-LANGUIS.
-
- No. Andiamo avanti; verso il sole.
-
-ISOTTA.
-
- E qui c'è il faggio che vi piace.
-
-LANGUIS.
-
- Ieri ci pareva più lontano.
-
-ISOTTA.
-
- È che oggi camminate con più fretta.
-
-LANGUIS.
-
- Sì, fretta di sole.
-
-ISOTTA.
-
- Ed ecco il vostro mendicante.
-
-ARDEN.
-
- (Contraffacendo la voce).
-
- Mio benefattore... per carità... non vi dimenticate...
-
-LANGUIS.
-
- Noi non abbiamo niente... Ma tu, figlia...
-
-ISOTTA.
-
- Sì, gli do io.
-
-ARDEN.
-
- Che Iddio vi benedica... e v'aiuti... e vi salvi...
-
-LANGUIS.
-
- Ma il sole...
-
-ISOTTA.
-
- Eccolo.
-
- (Essa ha collocato il padre nel raggio
- di sole che entra nella prigione).
-
-LANGUIS.
-
- Ah, com'è tiepido... e bello. Ma ce n'è poco, poco. Perchè? Qui non
- c'è più. Solo qui, su noi.
-
-ISOTTA.
-
- È tutto annuvolato il cielo, con piccoli spiragli.
-
-LANGUIS.
-
- Ma questo che muro è?
-
-ISOTTA.
-
- È...
-
-ARDEN.
-
- Mio Sire!
-
-LANGUIS.
-
- (Toccando l'inferriata).
-
- E questi ferri? Isotta! Isotta!
-
- (Grida e tumulto di dentro).
-
- E questo tumulto? Dove siamo?
-
-ISOTTA.
-
- Non so... Dio!
-
-LANGUIS.
-
- Si grida... Si combatte... E noi chiusi forse... Isotta va, corri...
-
- (Entra TRISTANO seguito da una banda di
- briganti vocianti e rissosi).
-
-I BRIGANTI.
-
- Largo! Siamo noi! La difesa del re! Ferro e fuoco! Evviva la
- libertà!
-
-TRISTANO.
-
- Fermi e silenzio!
- Non paura, voi. Siamo gente poverissima
- ed abbiamo una sola regina, l'amicizia,
- ed un vecchio re, il dolore.
- Tu gli somigli, e siamo venuti, re.
-
-LANGUIS.
-
- Chi sei che parli?
-
-TRISTANO
-
- Anche tu? Volete tutti sapere chi sono? Un pazzo, un morto, un
- vagabondo. E se dico Tristano, che sapete? Tristano significa forse
- onesto? O buono? O caro? Posso aver nome Tristano ed essere principe
- ed essere ladro ed aver violata una sorella ieri, e portare oggi
- le mani in croce e parlare di preghiere e di bestemmie! Al cavallo
- che nuovo trovate non domandate chi sia, ma gli salite in groppa e
- se ubbidisce e vola siete contenti. E coll'uomo anche fate così: le
- parole son chiavi false per tutte le porte ma i fatti son d'oro e
- di ferro. Vorreste vedere la mia faccia? Il suo colore? Maschera,
- maschera è la carne: l'anima dovreste volere, e non si vede. E
- allora, per gli altri, e per me lasciami tutto nero, mio bianco re.
- Ti servo con la spada che non porto più, col cuore che non porto più
- e con la morte che sempre mi accompagna.
-
-CARIADO.
-
- _Amen._
-
-LANGUIS.
-
- Ma che vieni a far qui? E dove siamo qui?
-
-TRISTANO.
-
- Eh, sul mondo siamo, e fra gli uomini!
- E questa che reggia credevi, è prigione!
- Una figlia con voce di menzogna,
- ti scaldava di luce, la tenebra.
- Eri chiuso, vigilato, illuso.
- Non sapevi? Bene. Non eri più re.
- Sì: l'anima tua era sempre re!
- Ma ti libero; ed io che non possiedo nulla
- ti dono il cielo colle sue nuvole e il vento,
- e la corona che t'aspetta,
- e l'amore. E il popolo tuo
- questa prigione non riconosce,
- che tu non conoscevi. Fuori! Fuori!
- Ed obbedisci al tuo dovere, anche tu, re! !
-
- (Una pausa. Il re piange in silenzio.
- — I briganti gli si avvicinano, bruschi
- e commossi, ma reverenti).
-
-ELINER.
-
- Guarda: non parla perchè piange, povero re!
-
-ONINONI.
-
- No, no, non bisogna. Un re, piangere, cuore di Dio!
-
-CARIADO.
-
- Dopo tutto, siete ancora re!
-
-ELINER.
-
- E, che diamine, molta gente vi vuol bene.
-
-ONINONI.
-
- Noi, perdio: abbiamo molto pelo sul petto e pochi stracci indosso,
- ma una parola sola in bocca.
-
-CARIADO.
-
- E siamo uno stormo.
-
-ELINER.
-
- Eh, capisco: è stata una solenne porcheria, di vostro fratello
- canaglia...
-
-ONINONI.
-
- Ma ora l'avranno a che fare con noi, quei malandrini vestiti di
- broccato!
-
-ELINER.
-
- E rideremo. Hanno da ballare, hanno...
-
-ONINONI.
-
- Accidenti, se rideremo! Su, ridete, bravo re, sarà una festa, per
- tutti i cristiani, e lo giuro sulla mia miseria e su Sant'Agostino,
- mio protettore!
-
-ELINER.
-
- E voi, principessa, un giro di furlana: c'è la reggia vera per lui,
- e per voi... abbiamo un capitano mascherato...
-
-ONINONI.
-
- Sangue nelle vene, ce n'ha... Com'è buon capitano, può diventare
- ottimo consorte...
-
-TRISTANO.
-
- Ciarloni, che fate qui? il parlamento?
- A palazzo, a palazzo! Questa torre
- è caduta come pomo maturo,
- ed ora la capitale! Il re con noi,
- e per istrada cresceremo gente
- come la valanga. Principessa,
- la mano vi porgo in pegno della voce
- che v'ha giurato per un nome, libertà:
- oggi venite al sole.
-
-LANGUIS.
-
- Il sole?
-
-TRISTANO.
-
- Oh splende, buono. E splende per tutti, il sole.
- Ma per me, no.
- Solo me non posso liberare!
- Ed amo le spade, i colpi, e l'andare,
- e il fracasso del mare
- per disperdere un poco i miei pensieri
- che sono, sì, catene e prigionia...
- Ma sù, ragazzi, per me e per il re!
-
-I BRIGANTI.
-
- (Con un urlo).
-
- Per te e per il re!
-
- (_Exeunt omnes_).
-
-
-SCENA SECONDA.
-
-_Una sala nel palazzo di re Languis._
-
- (I briganti stanno intorno al Duca
- ERASMO legato).
-
-
-ELINER.
-
- Ora sì che mi piaci davvero, capponcino mio!
-
-ONINONI.
-
- Quanta gioia ti sei bevuta abitando sul trono rubato? Hai da
- sputarla tutta.
-
-CARIADO.
-
- Ti credevi forse d'essere diventato re, perchè ti chiamavano re?
-
-ELINER.
-
- Eh, barbagianni caro, puoi sgranare gli occhi, e noi si ride!
-
-CARIADO.
-
- Te l'abbiamo tagliata, la barba!
-
-ONINONI.
-
- E, corpo di San Lazzaro resuscitato, ti abbiamo insegnato a tacere:
- e toccherà questa volta a te far la muffa dentro una cantina, e noi
- che siamo furfanti abbiamo schifo di un furfante come te!
-
-ERASMO.
-
- Siete pidocchi, siete! E vi diverte
- sputare sopra me che sono in terra,
- ma i denti in bocca mi restano ancòra.
-
-CARIADO.
-
- E te li caveremo!
-
-ELINER.
-
- Dopo, per mangiare, ti daremo, come ai porci, acqua sporca e bucce
- di patate!
-
-ONINONI.
-
- Ti vestiremo da buffone, e ci divertiremo anche noi come tanti re.
-
- (Squilli. Entra re LANGUIS. Silenzio).
-
-LANGUIS.
-
- Quel nostro fratello che ci tocca perdere, è qui?
-
-ERASMO.
-
- Oh, non fuggo, m'hai fatto legar bene!
-
-LANGUIS.
-
- Legato? Sia subito sciolto!
-
-ONINONI.
-
- Sciolto? Dalle corde? E la giustizia?
-
-LANGUIS.
-
- Nessuno può difendersi serenamente, se libero non sia.
-
- (Erasmo viene slegato).
-
-ERASMO.
-
- Ma non voglio difendermi di niente.
-
-LANGUIS.
-
- Erasmo, e perchè non chiedere che ti dessimo la corona e tutto?
-
-ERASMO.
-
- Perchè chiedere è vile, ma pigliare
- piace, e forza significa, di sè.
-
-LANGUIS.
-
- E si perde, lo vedi? anche l'amore, di tutti.
-
-ERASMO.
-
- Quello d'Isotta non l'ho mai avuto.
- Degli altri, che mi fa? O comandare
- e mi devono tutti essere schiavi,
- o sono vinto, e se anche mi si pesta
- non udrai un lamento uscir da me.
-
-LANGUIS.
-
- È forza la tua, ferocia forse, ma solidità...
-
-ERASMO.
-
- Ambizione! E con me la patria sale,
- per obbedienza, e mi diventa forte.
- E tu buono, la snervi e per amore
- la fai tutta di latte e di cuscini!
-
-LANGUIS.
-
- E se davvero fosse così? Erasmo, noi non possiamo condannarti:
- quand'uno agisce per sua necessità, l'uomo non ha potere alcuno
- contro di lui, perchè l'uomo non è Dio, e, dentro, non può vedere.
- Onde, senza dire se la tua forza sia virtù o peccato, ti assolviamo,
- per umiltà e povertà dinnanzi ai misteri delle anime.
-
-ONINONI.
-
- Assolvere? Ah, lingua di Giuda! Ma la è ingiustizia da far gridare
- le pietre!
-
-ELINER.
-
- Io ragionare non so, ma ti dico: è una canaglia, ecco, e basta!
-
-CARIADO.
-
- E se tu lo assolvi, gli è come condannare noi, che abbiamo rifatto
- l'ordine del regno.
-
-ONINONI.
-
- E se tu lo assolvi, non ti dice grazie, questo Caino, ma ti rimanda
- nella tua prigione, e noi sulle forche!
-
-LANGUIS.
-
- Nella prigione credevamo di star bene, quindi stavamo bene.
-
-CARIADO.
-
- Ma il popolo stava male e non lo puoi, ora, tradire!
-
-LANGUIS.
-
- Ordiniamo pertanto e vogliamo che il fratello nostro Erasmo libero
- vada, ma fuori del regno, perchè la gente abbia la nostra pace,
- ed a lui sia aperta la via del cielo, dove il giorno che avremo
- riacquistata tutti la vista, ci ritroveremo.
-
-ERASMO.
-
- Ed io, fratello troppo buono e cieco,
- ti perdono di avermi perdonato.
- O brigante mi faccio, od eremita.
-
-ONINONI.
-
- Eremita! Brigante, con noi, non ti vogliamo!
-
-CARIADO.
-
- Evvia, signor Duca, in esilio!
-
- (Erasmo _exit_).
-
-LANGUIS.
-
- A voi, mia gente della terra e semplici di cuore, che vi
- possiamo dare o dire? Oh, siamo troppo al di sotto della vostra
- trasparenza...
-
-ONINONI.
-
- Re, nostro re... tu ci parli difficile e noi non si arriva mica a
- capirti, ma se un poco siamo arrivati, a capire, a me pare che tu
- ti credi debitore... ed è una cosa che ci confonde e non ha senso,
- per la testa del gigante Golia!... Tu non devi dirlo più, parola
- di gentiluomo, e pensarlo neanche, perchè noi si è fatto, io e gli
- altri, così per fare, e tu sei un padre che bisogna bene aiutare,
- e lui non deve mica dire grazie, ma siamo noi a dirgli grazie... è
- un onore insomma... e non c'è merito... anzi ho detto... no, non ho
- detto, perchè io a scuola, e neanche gli altri, non ci siamo andati,
- dove s'impara a parlare con i re... e allora, tu, re, capisci...
- e...
-
-CARIADO.
-
- _Amen._
-
-ELINER.
-
- Ma se c'è uno di noi che vale, che ha studio ed educazione, è il
- capitano...
-
-ONINONI.
-
- Sì: quello, ecco, noi si direbbe che è sangue di re!
-
-LANGUIS.
-
- Sarete la nostra guardia, che è come dire gli amici nostri più
- vicini. Andate, figli: e godete del vostro mangiare e del vostro
- bere...
-
-CARIADO.
-
- È giustizia, dopo che s'è lavorato tanto!
-
-LANGUIS.
-
- E al capitano gli daremo quel che abbiamo...
-
- (I briganti _exeunt_).
-
- Pare che il suo nome sia Tristano e che il suo abito sia nero: ma
- non è tutto nero quello che noi vediamo? E siamo certi che d'anima
- egli è grande, e puro di fede, e sicuro di cuore. Che potremmo noi
- volere di meglio?
-
- (Da opposte parti entrano, silenziosi,
- _Tristano_ mascherato, e _Isotta_).
-
- Sconosciuto è vero. Ma i fatti parlano per lui, e sono d'oro e di
- ferro, ha detto. E i briganti, che non sanno mentire, hanno detto,
- sangue di re...
-
- (Una pausa).
-
- Sarebbe l'ultima letizia della nostra povera vita, saper congiunta,
- la fragilità bianca d'Isotta alla nera solidità di Tristano. Sarebbe
- il sole per questi giorni miei di ultimo freddo. Ma non diremo
- niente: il cuore non patisce timone nè cervello; troppi scogli
- minacciano nascosti. Possiamo pregare solo e a lui dire, se questo
- è un dono, ebbene prendilo.
-
- (Re Languis fa per alzarsi, Isotta gli
- si avvicina).
-
-ISOTTA.
-
- Eccomi, padre, se cercate di me.
-
-LANGUIS.
-
- Sempre cerchiamo di te, e ti troviamo sempre, anche nel silenzio.
-
-ISOTTA.
-
- Io sono dove il cuore mi porta
- senza che lo vogliano i pensieri.
-
-LANGUIS.
-
- (Avviandosi).
-
- Come ti piace quel Tristano che ci ha liberato?
-
-ISOTTA.
-
- Porta la maschera, padre.
-
-LANGUIS.
-
- Tutti, al mondo, figlia: solo, lassù, saremo noi... Dunque, ti
- piace?
-
-ISOTTA.
-
- E a voi, padre?
-
-LANGUIS.
-
- A noi piacerebbe molto.
-
-ISOTTA.
-
- Andiamo, padre.
-
- (Re Languis ed Isotta _exeunt_).
-
-TRISTANO.
-
- (Rimanendo immobile).
-
- Al mondo vive dunque chi trama la felicità degli altri?
- La felicità: un fumo che ha nome domani,
- o ieri, se rimpiangi un'ora consumata:
- oggi, mai. Io, felice? Rido:
- due parole d'assurdo, in croce.
- O mi diletto io, del mio soffrire?
- E mi lego alla sofferenza come un amante,
- e me la serro al cuore?
- Che faccio per vivere? Ricordo,
- disperatamente: una donna, un peccato.
- Ma quella donna dov'è? C'è, sul mondo?
- L'ho io, davvero conosciuta?
- O mi sono foggiato, di lei, un fantasma
- che non voglio ritrovare in vita,
- perchè ho troppo accarezzato in sogno?
- Costei anche si chiama Isotta...
- Isotta! Sognavo ieri, e mi desto oggi?
- O vivevo laggiù, e sogno qui?
- La vita, ecco, m'offre un bene:
- per essere fedele a quel che fuggo
- lo rifiuterò? Per non deludere il mio sogno?
- E che so io del vero? E chi sono io
- per credere che la sventura m'abbia segnato
- così da reputarmi già morto, quando respiro?
- E dov'è il ricordo che mi tormenta?
- Sulla mia carne? No. No. Io non ho segni
- nè ricordi. Io voglio non aver vissuto.
- Non avere anima nè carne.
- O sì, mie, per donarle ancora.
- Un ideale, sì, l'avevo. Si chiamava
- Isotta: e l'ho trovato qui. È falso?
- Ah, quante meschine trame
- per una mia sciocca curiosità!
- Sono due nomi eguali, pazzo!...
- E se fossero due anime, eguali?
- Se la sorte... E non si può giocare anche la fede
- come la vita, in battaglia?
- Tristano, si può dare tutto per niente!
- E per un filo d'erba, l'eternità!
- E per una parola, un regno!
- E per un bacio, il paradiso!
- E per una goccia d'avvenire, tutto il mare del passato!
- Ah no, buffone... Guarda...
- Io vedo un abisso. Mi ci butto. E rido. E canto.
-
- (Canticchiando).
-
- «Così è di noi,
- nè voi senza di me,
- nè io senza di voi!»
- Ah! Ah!
-
- (Ad Isotta, che è comparsa, quasi
- ironicamente).
-
- Un inchino, principessa.
- Bella come il sole di vostro padre,
- e l'ombra mia!
-
-ISOTTA.
-
- Grazie. Mi spiace le parole del re
- abbiate inteso, vane fantasticherie.
-
-TRISTANO.
-
- No, Isotta... Lasciate vi chiami per nome,
- io mi lego ad un nome
- come il cipresso a un cimitero...
- Il re supera voi e me per saggezza.
-
-ISOTTA.
-
- Ma sogna, e non può vedere.
-
-TRISTANO.
-
- Ma prega, e spera.
- E non vorreste fargli di sole
- questi giorni suoi di ultimo freddo, Isotta?
-
-ISOTTA.
-
- Voi dite il mio nome, come se da sempre
- lo aveste avuto in cuore...
-
-TRISTANO.
-
- Davvero? Oh maraviglia!
- È tutto quel che so di voi, il nome,
- e l'amo prodigiosamente.
-
-ISOTTA.
-
- Perchè? Siete bizzarro...
-
-TRISTANO.
-
- Ho forse la coda? Tre mani?
- Oh! sono banale, banalissimo:
- credo, principessa, con licenza del sacerdote,
- vi saprei fare sette figli, e tutti maschi!
-
-ISOTTA.
-
- Amo, signore, d'essere intatta
- e nelle mie vesti mi chiudo,
- come dentro un monastero.
- Ma non vorrei per amor di me,
- perdere un sorriso di mio padre.
-
-TRISTANO.
-
- Che vi piacerebbe? Mentirgli ancòra?
- E che io vi fossi complice e falso marito?
- Sì: mentire so, e tanto bene
- che illudo anche me stesso, Isotta!
-
-ISOTTA.
-
- Io sono devota d'una religione fredda
- che mia madre m'apprese,
- la religione delle stelle, vergini anch'esse,
- che piangon a volte, o liete parlano meco,
- e credo a quel che intendo
- e mi prometto loro
- e tengo fede alle mie parole.
-
-TRISTANO.
-
- Voi tenete fede? Gloria! gloria!
- Sarete una sposa modello...
- Io no, non son fedele... Frantumo le mie parole:
- ne faccio monili per me, per voi, per tutti!
-
-ISOTTA.
-
- Ho giurato di salvare per sempre
- la mia castità: sono vestale
- d'un mio patto puerile ma sacro.
- Sarei una troppo sterile consorte!
-
-TRISTANO.
-
- Quella ch'io voglio, perfetta!
- Oh son fatto, io, di musica, non di carne.
- Casta! Vi amo... La mia virtù compagna
- sarete, il vostro peccato, io!
- Ecco, ecco... un anello, no. Dopo.
- E mi volete, se anche mascherato?
-
-ISOTTA.
-
- Io non per la follìa d'un nome,
- ma per ubbidire al re.
-
-TRISTANO.
-
- Isotta Isotta!... Allora io posso dire ancora...
- Isotta! Ti amo... ti amo... Sei mia!
- Posso chiudere gli occhi e udire il tuo respiro...
- Taci, taci... non parlare: Isotta!
- posso ascoltare il ritmo vicino
- della tua vita profumata, e dire
- Isotta, finalmente, sei mia moglie, tu!...
- Non sei più del re, sei mia... solo mia... mia...
- per sempre... e senza lacrime... Isotta... mia...
-
-ISOTTA.
-
- Tristano!
-
-TRISTANO.
-
- Taci! Ho la febbre, ho il delirio!
- Vado a nozze con la mia fantasia allucinata.
- Sono felice, perchè voglio essere così.
- Vieni, vieni con me.
-
- (_Exeunt ambo_).
-
-(_Marcia nuziale_).
-
-
-SCENA TERZA.
-
-_Un giardino, di notte. Lampioncini di carta colorata. Una fontana.
-Lontani, canti d'allegria e suoni striduli di musiche._
-
- (Su un sedile di pietra, HUBBO, vestito
- da buffone, accovacciato, immobile.
- Entra ISOTTA, come fuggisse, inseguita
- da TRISTANO, mascherato).
-
-
-ISOTTA.
-
- Non mi perseguitare:
- m'hai già crocefissa col mistero de' tuoi occhi,
- lasciami, ora.
-
-TRISTANO.
-
- No, Isotta, hai cambiato nome:
- ti chiami moglie!
- e non sei più di te stessa: mia sei.
- Con una paroletta hai cancellato la tua persona,
- la tua volontà, tutto quanto eri!
- Perchè fuggi? Ti ripiglio.
- E ti dico: a sedere. E ci stai.
- E ti sputo negli occhi. E sopporti.
-
-ISOTTA.
-
- Che dici?
-
-TRISTANO.
-
- Canto anch'io, l'inno al matrimonio,
- in questa notte ilare di nozze!
- Ora tu non sei più tu: sei me,
- la mia maschera, la mia scarpa sei.
- E l'amore, l'amore dov'è?
- Nessuno t'ha domandato, è vero?
- E se domani uno venga che piace a te,
- e tu a lui: e tremate nel guardarvi,
- oh... follìa... tu non puoi, tu, moglie!
- Tu non sei più viva, morta sei, mummia!
- E mi diverte fare il carceriere
- e chiuderò tutte le porte
- e spierò le fessure dell'anima tua
- e digrignando i denti, urlerò di te:
- mia proprietà, mia proprietà!
-
-ISOTTA.
-
- Ti sei vincolato a lasciarmi casta...
-
-TRISTANO.
-
- E chi t'assicura che manterrò?
- Sono spergiuro, pazzo, vagabondo.
- Chi t'ha detto di credere a me?
-
-ISOTTA.
-
- Io ti credo, Tristano.
-
-TRISTANO.
-
- Insensata: ho viso deforme,
- spellato, arso, tagliato...
-
-ISOTTA.
-
- No.
-
-TRISTANO.
-
- Ed altre virtù non conosco
- che furia e menzogna...
-
-ISOTTA.
-
- No.
-
-TRISTANO.
-
- E ti forzerò, contro la mia parola
- e la tua giurata verginità
- calpesterò...
-
-ISOTTA.
-
- No.
-
-TRISTANO.
-
- E ti segnerò di lividi e di piaghe,
- e beverò il liquore delle tue lacrime...
-
-ISOTTA.
-
- No.
-
-TRISTANO.
-
- Che sai di me?
-
-ISOTTA.
-
- Tutto... perchè...
-
-TRISTANO.
-
- Perchè? Non aver paura!
- Ho raccolto le sozzure per la via;
- puoi buttarmi qualunque bestemmia.
-
-ISOTTA.
-
- Sì. Perchè ti amo...
-
-HUBBO.
-
- (Facendo irruzione).
-
- Ah ah ah... Quanti palloncini
- verdi, e rossi, e gialli!
- Che gala nella mia gioia!...
- Ognuno si può impiccare al colore che vuole
- e chiamarlo stella!
- È proprio una festa, signora,
- da perderne la testa,
- ed anche il nano di Corte
- vi bacia la veste, oggi, si può,
- e fugge via, fugge lontano,
- tanto lontano che non lo troverete più,
- e sarà ai piedi vostri...
-
- (Sparisce in un tintinnìo di sonagli,
- ma ritorna a spiare ed appiattarsi, di
- lì a poco, dietro la fontana).
-
-ISOTTA.
-
- È il buffone!
-
-TRISTANO.
-
- Ecco il povero mendicante,
- che vivrà sulla soglia della tua bellezza.
- e questa volta sarò io marito
- e geloso cent'occhi
- e severo cento supplizi!
- Ah, mi diverto, mi diverto smisuratamente.
- Ma se tu davvero mi ami, Isotta...
-
-ISOTTA.
-
- Non giocare colla mia vita: taci.
-
- (Una pausa. I due sono seduti sul
- margine della fontana. E s'avanza
- ONINONI con passo quasi di danza; lo
- segue ELINER, cantando; ultimo CARIADO,
- lugubre. Sono in fila, a distanze
- uguali, ubriachi tutti e tre, ma
- contegnosi).
-
-ONINONI.
-
- A me, una festa così, mi fa ringiovanire. Se la musica non fosse
- fuori di tempo, farei quattro giri di danza, ma è fuori di tempo...
-
-ELINER.
-
- (Cantando).
-
- La vita è una sorpresa...
- c'è la salita e poi c'è la discesa...
- Ed oggi tocca a me, domani a te,
- e finalmente al re!
- La vita è una sorpresa...
-
-CARIADO.
-
- Ma io la sposa non ce l'ho... e l'avrei voluta anch'io... e l'avrei
- molto accontentata... ma non ce l'ho... Amen...
-
-ONINONI.
-
- Questo, per Sant'Agata vergine, si chiama giardino? E noi ci
- spasseggiamo dentro come padroni... Ma, sacramento! questa è
- acqua... Maledetta sia l'acqua e chi la beve. E quindi anche la
- pioggia, maledetta. Però ai campi fa bene, la pioggia. Sì, ma noi
- non siamo campi!
-
-CARIADO.
-
- È deserta la vita, ecco...
-
-ELINER.
-
- (Cantando).
-
- La vita è una sorpresa...
-
- (I tre briganti _exeunt_).
-
-TRISTANO.
-
- Io sono uno dei loro e come loro
- ubriaco di pensieri.
- Ma, Isotta, per te devo...
- Vuoi un poco di veleno e di verità?
-
-ISOTTA.
-
- Nulla voglio, e nulla domando.
-
-TRISTANO.
-
- Se mi ami, devo ben farti soffrire!
-
-ISOTTA.
-
- E tutto ascolto.
-
-TRISTANO.
-
- Non t'ho ancora dato l'anello:
- eccolo: guarda: trasparente! Biondo come...
-
-ISOTTA.
-
- L'hai gettato nella vasca!
-
-TRISTANO.
-
- Eh sì! Quando tu prendere lo voglia
- devi affogare...
-
-ISOTTA.
-
- Mi butto.
-
-TRISTANO.
-
- No. Che è un anello? Ombre. Ombre.
- Ma quello... Sì, Isotta!
- tu sei mia moglie.
- Isotta, io t'ho sposato, ridi,
- è tempo di risate,
- t'ho sposato perchè amo un'altra donna.
-
-ISOTTA.
-
- Sapevo.
-
-TRISTANO.
-
- Perchè sono infelice, ed ho voluto
- esserlo di più...
-
-ISOTTA.
-
- Sapevo.
-
-TRISTANO.
-
- Perchè ho voluto potermi disprezzare!
- Perchè ho voluto avere anch'io
- quella catena che ha lei,
- per essere come lei,
- sotto il peso di un eguale dolore,
- ed ho scelto te perchè tu mi sia
- l'aguzzino, il carnefice, l'infamia,
- e torturandolo, tu faccia più divino
- quest'amore che io ho tanto dilaniato
- e che dilania me.
-
-ISOTTA.
-
- Sapevo.
-
-TRISTANO.
-
- T'ho presa come si prende, ecco, la morte,
- con disperazione,
- e avevi il nome di lei,
- dell'assente, della mia Isotta,
- del mio sogno
- e l'anello era suo.
-
-ISOTTA.
-
- Puoi piangere, ora, con me.
-
-TRISTANO.
-
- No. Non so piangere. Rido.
- Ma tu sei come un balsamo
- sul mio ridere malato...
- Oh, senti, cantano laggiù:... per chi?
-
-ISOTTA.
-
- Per noi.
-
-TRISTANO.
-
- Sì? E perchè non ci amiamo?
- Ho ben infranto la mia fedeltà.
- Sacrifica tu, la castità.
- Che vogliamo noi, donna?
- Divoriamoci coi denti,
- cerchiamo dentro noi il nostro fango!
- Ah, Isotta, perdona: guariscimi tu!
- Insegnami a credere ancòra,
- ed a non ricordare più.
- Tu hai mani bianche e leggere,
- di fata: dammele...
- Costruiscimi una vita tenue,
- nuova come un sogno nuovo.
- Chiudi la porta a tutti i pensieri
- che vengono di lontano
- o che vogliono volar via...
- Salvami, salvami tu, pura..
-
- (S'inginocchia — essa gli mette le mani
- nei capelli).
-
-_La voce di Hubbo._
-
- La bionda Isotta, per gelosia
- di re Marco, suo marito,
- mentre tu ridi, soffre,
- dentro una prigione,
- cavalier Tristano!
-
-TRISTANO
-
- (Levandosi).
-
- Tu hai parlato? Tu?
- L'anima mia? L'ombra?
- Sì. È vero! Una prigione...
- Voglio una prigione anch'io!
- Perchè devo io qui solo respirare la libertà,
- godere la notte, ubriacarmi d'illusione
- Come lei, come l'amor mio vero!
- Tu no, non ti conosco.
- Chi sei? Chi sei? Ti odio!
- Vattene. Una prigione, voglio!
- E soffrire anch'io!
- Sii gelosa, dunque! Sii gelosa,
- t'ho sposata per questo solo.
- Fammi male, se mi vuoi bene!
- E chiudimi in una prigione,
- ti prego, te ne prego, ti supplico...
- e dopo, fanciulla, ti benedirò...
-
-_La voce di Eliner._
-
- (Cantando).
-
- La vita è una sorpresa,
- c'è la salita, e poi c'è la discesa...
-
-
-SCENA QUARTA.
-
-_Una prigione. Attraverso l'inferriata qualche stella._
-
-
-TRISTANO.
-
- Sono giunto al porto, qui?
- Ho tanto navigato per questo?
- No: ancora non è la morte vera.
- Buio, sì, ma qualche stella vive, lassù:
- nero, nero voglio: lutto sovrano.
-
- (Togliendosi la maschera).
-
- Mio viso ti sbendo: l'infinito sole
- è presente, e l'infinito è lei: mia signora
- che spia: la sento qui, là:
- Isotta, mi maledici? No, non devi,
- nessun bacio ha cancellato i tuoi baci:
- tra qualunque creatura di carne e me,
- sempre tu, ombra, ho veduto e vedo,
- ed a questo carcere tu mi condanni!
- Perchè dovrei, spietata, maledirti,
- ma folle di sentirmi così tuo,
- ti dono invece questo viso nudo
- come un cadavere risorto, e godo
- delle tue ineffabili carezze e spasmo
- verso questa tua divina oscurità.
-
- (Entrano dall'inferriata le voci dei
- briganti).
-
-_La voce di Oninoni._
-
- Oh, capitano, è vero che sei lì dentro?
-
-_La voce di Eliner._
-
- Non risponde!
-
-_La voce di Oninoni._
-
- Siamo venuti via: che si poteva fare più. San Giuda benedetto?
-
-_La voce di Cariado._
-
- Anche i re muoiono, e re Languis è morto...
-
-_La voce di Oninoni._
-
- Il popolo allora ti ha fabbricato qualcosa come una repubblica...
-
-_La voce di Eliner._
-
- E siamo venuti qui, da te.
-
-_La voce di Oninoni._
-
- Ci vuoi non ci vuoi?
-
-_La voce di Cariado._
-
- Si torna a fare il brigantaggio.
-
- (La faccia di ONINONI appare
- all'inferriata).
-
-ONINONI.
-
- Silenzio!... Oh, olà! Sacripante, è morto anche lui!
-
- (Oninoni sparisce, le voci si perdono).
-
-_La voce di Eliner._
-
- Era un po' strambo, poveretto!
-
-_La voce di Oninoni._
-
- Ma tutto cuore!
-
-_La voce di Cariado._
-
- _Amen!_
-
-TRISTANO.
-
- Resterò dunque solo? Ma se il mondo
- mi crollasse intorno ed io sopravvivessi,
- unico, non mi lasceresti ancòra, Isotta,
- ma dentro me sempre rimani,
- a divorarmi come fai!
-
- (Una pausa).
-
- C'è un grillo, nella notte.
- Per tre volte un usignolo era venuto
- a farmi tacere, poi silenzio.
- Ora i grilli. Domani i vermi,
- Tristano, ti sei chiuso, ma cammini,
- cammini verso di lei
- e l'ombra ti segue, fedele.
-
- (Due mani bianchissime appaiono tra i
- ferri della finestrella; e Tristano le
- vede).
-
- Chi m'offre questi grandi fiori bianchi,
- virginali? Oh fiori di gelo e di giglio!
- Mani! O mani senza persona,
- mani recise. Di chi siete?
- Mie, mie, e del sogno! No, sue.
- Mani, mani che hanno più forza
- che non la fede, che non la fame!
- Mani esangui e capaci di tanto delitto
- su me, che m'abbandono!
- O mani di regina, sì,
- ma dei burattini!
- Io mi muovo secondo che voi mi guidate,
- e io sono il vostro pagliaccio,
- e mi fate saltare, danzare, giacere,
- e vi faccio la mia reverenza!
- E cerco i fili colle dita: e non ci sono...
- Perchè siete due ragni mostruosi,
- che avete tessuto la mia perdizione!
- Ragni: ed io credo... No, vedo...
- Isotta, sei tu morta? E vieni a darmi l'addio?
- Devo morire anch'io? Mi chiami? Mi vuoi?
- Prendimi. Oh sì, donami questa grazia.
- Ah, immobili siete, quasi spente,
- ma io sento che voi sentite.
- E se vi pungessi, nascerebbe il sangue.
- Coi denti, coi denti!... Ah, delizia...
- Baci... baci... Che volete? L'anima?
- Ahi mute e tenaci come due pensieri, lì,
- come due chiodi. No!
- Andate via! Via! Sparite!
- Siete nebbia, lo so. Siete sogno, lo so.
- Debbo destarmi; voglio destarmi, su,
- sono in piedi. Vivo. Vedo.
- E sono lì, bianche come due peccati bianchi!
- Isotta, sei tu... Che mi asciugavi le lacrime,
- buona ti conosco. No, tragica,
- feroce. Rivuoi l'anello? Ah, sì! Ecco!
- L'anello! Perduto! Annegato!
- Come una persona viva... Perdona,
- perdona. Guarda, congiungo le mie mani,
- e tu perdona! Ah, maledetta!
- Basta: le prendo, le spezzo... le adoro!
- Dietro queste mani, nella notte, vive
- Isotta, la mia divina, e queste, sì,
- mi portano le più silenziose carezze
- nate dalla sua pena...
- O dita fredde qui sulla mia faccia
- rovente... Adoro le immagini sacre,
- l'incubo mio,
- le due lampade bianche per la mia tomba,
- le due anime vive e disgiunte e gemelle
- come le nostre due, Isotta, Isotta!...
- Tu sei qui... È vero? Ah meraviglia,
- tu sei vera, tu sei viva, tu sei mia!
- Isotta, lasciami morire, e chiudimi gli occhi
- tu, divinamente muta, così...
-
-
-_Fine del secondo atto._
-
-
-
-
-ATTO TERZO
-
-
-SCENA PRIMA.
-
-_L'interno di un casolare, nudo, da pescatori._
-
-
-HUBBO.
-
- (Entrando).
-
- Ecco il frutto della mattinata:
- due scombri-cavalli, carne dura
- per i tuoi denti di neve, ma di meglio non c'è.
- Poi tre uova di gabbiano.
-
-ISOTTA.
-
- Siamo poveri poveri.
- E noi che ti possiamo dare?
-
-HUBBO.
-
- Niente!... È mio dovere.
- Puoi usarmi come arnese di cucina
- come cane, come coltello,
- [_lacuna nel testo_] mi buttare via, signora.
-
-ISOTTA.
-
- Triste un buffone, in tanta nudità!
- Ma egli è malato, io donna: ci puoi servire.
-
-HUBBO.
-
- Grazie.
-
- (Tra sè).
-
- Idolo bianco,
- ti ha difesa perchè sei bella e sua,
- Hubbo, lo scorpione. E non t'abbandona.
- Ma pazzo, anzi meschino, lotta,
- con quel pazzo vero e nero, che ti fiuti,
- sì, ma non ti morda.
- E Hubbo vincerà.
- Qui c'è il suo veleno
- che una goccia sola potrà fare giustizia.
-
- (Rimescola un barattolo e lo ripone).
-
-ISOTTA.
-
- (Fra sè).
-
- Quanta luce in questo casolare
- e non ci libera dall'ombra.
-
- (Hubbo _exit_).
-
- La trasparenza delle cose, ahimè, avvilisce le nostre anime opache!
-
-TRISTANO.
-
- (Entrando cauto).
-
- Non c'è nessuno? Tu? Ssst! Un segreto...
- Non lo dire poi. Vieni qui.
- In punta di piedi. Piano. E... grazie!
- Io credo di non essere più io.
- Siamo tanto soli qui... taci,
- non ti muovere, non respirare,
- penso che lei non sappia il luogo,
- questo luogo. Sfuggiti le siamo!
- E starà frugando ancòra, nei palazzi,
- chissà dove... Gliel'abbiamo fatta!
- Qui, dove si potrebbe nascondere, l'ombra?
- Non c'è ombra. Tutto sole. Intendi?
- E credo che ti posso baciare finalmente
- senza che _lei_...
-
-ISOTTA.
-
- Non far peccato contro il tuo Dio.
-
-TRISTANO.
-
- Dio? Quale? L'abbiamo perduto.
- Siamo in esilio, in libertà.
- Il mare solo colle sue bianche braccia
- e il suo fragore copre le nostre parole.
- Grazie, mare, anche a te.
-
-ISOTTA.
-
- Ed hai paura, se parli piano.
-
-TRISTANO.
-
- Sono stato in agonia... Non oso
- sventolare la salute, ma la fascio,
- la carezzo... Per essere diverso
- e non più riconoscibile, ho seppellito
- là, nella sabbia, la maschera, stanotte.
- Neanche la luna mi ha veduto.
- Ora sono bianco, un altro sono!
- Mi siedo e chiamo: Psst, psst, i miei pensieri
- che mi vengono a dormire stanchi nel cuore,
- dopo tante corse, e me li sento, un po' sudati,
- amici, respirare...
-
-ISOTTA.
-
- I tuoi pensieri,
- rondini, un attimo ferme,
- son pronte a ripigliar volo e garrito.
-
-TRISTANO.
-
- No, mentre dormono, tu li ucciderai.
- Ti spaventa? Cattivi pensieri,
- mi hanno fatto soffrire tanto!
-
-ISOTTA.
-
- Se io sapessi, come si può fare!
-
-TRISTANO.
-
- Guarda. Sì. Sì. Così. Buona...
- Poi ti siederai qui, e filerai.
- Come una moglie di pescatori!
- Eh, non siamo più niente...
- Dobbiamo guadagnarci la vita.
- Ecco: filare. E io farò il falegname.
- Un onorevole mestiere. Anche il padre di Gesù
- non se ne vergognava, ed il figlio era re.
- Noi avemmo il padre re.
- E qui legheremo un cane
- che abbaierà alla sua ombra...
- No; niente ombra, niente cane. Silenzio!
- Un gatto grigio. Ed il buffone
- ci farà da sguattero, e Giuseppe
- lo chiameremo. Sì, sì,
- una vita come gli altri, nascosta,
- ogni giorno monotona, eguale
- e lei forse non ci troverà più,
- e noi moriremo, colla barba bianca,
- tu con cento rughe... Isotta...
- Ma perchè ti chiami... Isotta?
- Cambia nome: vuoi che seppelliamo
- anche il tuo nome, sotto la sabbia?
-
-ISOTTA.
-
- È l'unico dono che m'è rimasto
- di mio padre, il nome.
-
-TRISTANO.
-
- Beato, in pace con sè stesso!
-
-ISOTTA.
-
- Non mi ha giovato il voto...
-
-TRISTANO.
-
- E perchè non te ne sciogli?
- Se tu m'aiuti...
- Posso io?
-
-ISOTTA.
-
- Ma devi me cercare dentro le mie braccia,
- non l'assente: solo me,
- e mi conoscerai allora, se pallida,
- marmo no, malata di languore,
- come notte di maggio e di luna,
- e s'aprirà la mia chiusa forza,
- come un altro mare...
-
-TRISTANO.
-
- Chi sei? Guardo la tua bocca
- dir queste parole, e guardo
- la tua gola vivere, e queste mani...
- Le mani... Erano tue?
-
-ISOTTA.
-
- Le riconosci vive, qui?
-
-TRISTANO.
-
- Le tue! Dunque sei tu? Tu!
- Ecco: ti accarezzo... E ti abbraccio...
- Nessun velo fra te e me...
- Nessun'ombra! Posso... Sì.
- Posso dire forte, Isotta!
- Più forte, Isotta... Più forte, Isotta!
- Libero sono... Salvo per queste mani
- mie, che erano te,
- che sono te, Isotta cara...
-
- (Entra HUBBO con in mano la maschera di
- Tristano).
-
-ISOTTA.
-
- Che c'è?
-
-HUBBO.
-
- Questo, c'è...
-
-TRISTANO.
-
- (Cupo tra sè).
-
- L'ombra?...
-
-HUBBO.
-
- Il mare ha scavato la sabbia
- ed è venuta su questa pezzuola
- del signor Tristano...
-
-TRISTANO.
-
- (Delirando).
-
- L'ombra!
- M'ha ritrovato! Ecco: sorridevo!
- Ho parlato forte... troppo forte...
- M'ha udito... M'ha ripreso, è qui...
-
-ISOTTA.
-
- No... Non è che la tua maschera...
-
-TRISTANO.
-
- Ma _lei_ me la rimanda!
- Oh, conosco i suoi segni...
- i suoi gesti senza parole...
- le sue pause d'agonia... e d'ironia!
- Mi dice: ricopri quel viso ch'è mio.
- Tuo? Perchè? Ti rispondo: no!
- E guarda... le calpesto la maschera...
- le sputo su... le ballo su... ballo...
-
-HUBBO.
-
- Signor mio...
-
-TRISTANO.
-
- Ballo... ballo...
-
-HUBBO.
-
- Dentro un barcone ora approdato
- c'è un prete, barba così,
- che racconta d'Isotta...
-
-TRISTANO.
-
- Di chi?
-
-HUBBO.
-
- Racconta che Isotta regina,
- la moglie di re Marco,
- è stata da re Marco ferita
- per furore, ed essa langue ora,
- e par che dica: Muoio... Tristano...
-
-TRISTANO.
-
- Maledetto! Tu muori... tu!
- No. Hai ragione... Per questo
- la maschera m'ha spedito... La bacio.
- Sa di sale! Sì. È come
- un'anima avvilita e lagrimosa.
- Ma lei ferita hai detto? E muore?
- Per furore... per gelosia!
- Isotta, hai capito? Ebbene
- voglio essere ferito anch'io.
-
-ISOTTA.
-
- Non divagare... Ritorna
- alla tua vita nuova...
-
-TRISTANO.
-
- Al gatto?... Al falegname?
- Come _lei_, sempre come _lei_,
- per morire come _lei_, almeno questo!
- Provoco e chiedo ciò alla tua gelosia.
- Hai detto d'aver cuore e sangue...
- Su, su. Ferisci! Dove vuoi...
- Nel mio cuore... nel mio sangue...
- Voglio, intendi? voglio essere ferito.
-
- (Hubbo spalma dell'unguento del
- barattolo un coltello e lo pone sul
- tavolo).
-
-ISOTTA.
-
- Non essere crudele con te e con me!
-
-TRISTANO.
-
- Un coltello!
-
- (Brandisce il coltello ch'è sul
- tavolo).
-
- O mi ferisci,
- o mi scanno. Isotta mia, ti sento,
- e ti obbedisco! So quello che vuoi...
-
-ISOTTA.
-
- Chi può sapere? Interroga quel frate...
-
-TRISTANO.
-
- Sangue! Il mio bel sangue nero!
- Ecco: non colpisci? Io, allora io...
-
-ISOTTA.
-
- No...
-
-TRISTANO.
-
- Taglia... taglia... un po' di carne
- lacerata mi salverà dall'ascoltare
- l'anima mia... e i ricordi... su... taglia!
-
-ISOTTA.
-
- (Pungendogli il collo).
-
- Ecco: una goccia di sangue...
-
-TRISTANO.
-
- (Subitamente calmo).
-
- Una gemma. Fermi! Devo morire.
- Sono sulla soglia del palazzo eterno...
- Sì, povera vita mia, ti lascio... Una gemma:
- di questo rubino fatti l'anello di nozze
- che non t'ho dato ancòra... Pace.
- Non urlo più. Non tremo più.
- Vedo la morte che mi viene incontro.
- Quanto tempo?
-
- (Una pausa).
-
- Sì? Grazie,
- anche a te, morte. Posso vederla, ancòra!
- Hubbo, sali sul barcone ch'è approdato,
- riprendi il mare, vola, e va dalla regina ferita,
- laggiù, di' che Tristano muore,
- e che insieme, insieme si ha da morire,
- e portala qui. Se torni con lei,
- alza vele bianche, senza, vele nere.
- Aspetterò, tenendomi la vita colle mani.
- Va!
-
-ISOTTA.
-
- Va!
-
- (Hubbo _exit_).
-
-TRISTANO.
-
- Ed ora comincio ad aspettare.
- Guardo. Un po' d'acqua... Ho sete...
- Grazie... E lasciami solo... Va via: solo:...
- Voglio pregare, se ripesco qualche parola
- nella mia memoria...
-
-ISOTTA.
-
- Ti posso insegnare...
-
-TRISTANO.
-
- Tu?
-
-ISOTTA.
-
- Io prego sempre. Ripeti:
- O voi che proteggete chi patisce...
-
-TRISTANO.
-
- O voi che proteggete chi patisce...
-
-ISOTTA.
-
- Fate che Isotta mi venga ridata...
-
-TRISTANO.
-
- Fate che Isotta...
-
-
-SCENA SECONDA.
-
-_A bordo d'una barca a vela: in alto mare. Tempesta._
-
- (In piedi, ERASMO, in abito d'eremita,
- regge la barra del timone. Accovacciato
- HUBBO tiene la corda della vela).
-
-
-HUBBO.
-
- E chi vede più niente in questo inferno?
- Si scivola... si vola a precipizio!
-
-ERASMO.
-
- Io gli scogli non scorgo, ma Dio veglia:
- Ci diriga se vuole, o ci frantumi!
-
-HUBBO.
-
- Sono maledizioni di saette...
- E non arriveremo che al naufragio!
-
-ERASMO.
-
- Io sono pronto.
-
-HUBBO.
-
- Eh vecchio sei barbone amico di Dio,
- ma Hubbo la morte lo spaventa.
-
-ERASMO.
-
- Tira! Oh senti la campana! È l'ora
- nostra... Su, su... L'ondata passa... e spazza!
- Amavi tu la vita come i re?
-
-HUBBO.
-
- Come un rospaccio cui tirano sassi
- anche i marmocchi fior d'innocenza...
- Ah quant'acqua... Non si regge più!
- Tu forse avrai goduto.
-
-ERASMO.
-
- Avidamente ho steso le mani
- su tutti i beni della terra e nulla
- è stato mio: le mani or tendo al cielo
- e qualche cosa piglierò lassù.
-
-HUBBO.
-
- Hai amato ed hai sofferto per amore?
-
-ERASMO.
-
- Prega... Il vento cambia. Forza!
-
-HUBBO.
-
- Tutta la barra. Ancòra. L'albero cede.
-
-ERASMO.
-
- No. Tien saldo. Mi piacque una nipote
- principessa di mani come il vento...
-
-HUBBO.
-
- Isotta!
-
-ERASMO.
-
- L'hai conosciuta? E casta come morta...
-
-HUBBO.
-
- No, casta. Tu non sai l'amore suo!
-
-ERASMO.
-
- Per chi? Su! Grida più dell'uragano!
-
-HUBBO.
-
- Per un Tristano che se l'è sposata...
-
-ERASMO.
-
- Ah parole più fulmini del fulmine!
- L'ama? È felice? Parla! Com'è fatto?
-
-HUBBO.
-
- Oh piangere la fa! Chè lui non l'ama!
-
-ERASMO.
-
- Piangere? Miserabile!.. Oh vendetta...
-
-HUBBO.
-
- Compiuta, la vendetta. Tristano muore.
- E vuole anche morir contento!
- E com'è stato fedele a un'altra Isotta,
- a un suo peccato, manda noi,
- che gliela riportiamo, questa Isotta,
- per essere felice, nel trapasso, ed in eterno,
- ed infelice in eterno quella che tu amavi.
-
-ERASMO.
-
- Lascia la vela. Ed io lascio il timone.
-
-HUBBO.
-
- Ma la barca impazzisce disperata...
-
-ERASMO.
-
- Giù! Giro tondo e vortice che sale!
-
-HUBBO.
-
- È la fine! È la fine!
-
-ERASMO.
-
- Che importa? Vuoi che io serva a quel Tristano?
-
-HUBBO.
-
- Ho promesso... Ho paura...
-
-ERASMO.
-
- Ma ti viene la morte e ti cancella
- e le promesse annegano con te...
-
-HUBBO.
-
- No. Non si può camminare...
-
-ERASMO.
-
- Se non gli giunga, se mai più riveda
- quest'altra Isotta, morirà furioso?
-
-HUBBO.
-
- Furioso, sì, come un cane.
-
-ERASMO.
-
- E d'Isotta, la mia?
-
-HUBBO.
-
- La nostra, sarà un po' contenta...
-
-ERASMO.
-
- Quale nostra?... Anche tu? Maledizione!
-
-HUBBO.
-
- No. No. Non ho che pianto. Pietà di me...
-
-ERASMO.
-
- Verme! Rospo, hai osato? Ma si muore...
- Vieni qui. Parla. Non tremare. Parla.
- Ancora è bella? E le sue mani bianche?
-
-HUBBO.
-
- Come la spuma... Oh, no. Si sprofonda!
-
-ERASMO.
-
- Sì.
-
-HUBBO.
-
- Salvami! Non vedi? Non vedi?
-
-ERASMO.
-
- Sì. Ma parla di lei! Parla di Dio!
-
-HUBBO.
-
- È triste, Isotta... E non ci ha mai sorriso...
-
-ERASMO.
-
- Isotta, Isotta...
-
-HUBBO.
-
- Isotta...
-
- (S'inabissano).
-
-
-SCENA TERZA.
-
-_Lo stesso casolare della prima scena dell'atto._
-
-
-TRISTANO.
-
- (Su un giaciglio).
-
- Quanta polvere! Due pescatori
- han pescato un morto fra gli scogli:
- un annegato colla barba e glie l'hanno tagliata.
- Poi l'hanno portato in questo casolare
- e sono io... Povera gente!
- Il mare mi cullava. Qui sono un cane
- malinconico che aspetta per poter morire
- l'arrivo del suo padrone,
- ed agita la coda...
-
-ISOTTA.
-
- Sei tu che vivere non vuoi...
-
-TRISTANO.
-
- Non so, non so vivere...
- Se tu m'avessi insegnato!
-
-ISOTTA.
-
- Che potevo fare di più?
- Tacere e patire, oltre le mie forze.
-
-TRISTANO.
-
- Ascolta. Ho fatto un sogno, non so come,
- senza chiudere gli occhi mai.
- Sognavo che tu e lei foste una Isotta sola,
- e Languis e re Marco un solo vecchio
- ed ero felice o mi pareva,
- e t'ho guardata,
- e tu eri tu, sola,
- e Isotta mia, lontana!
-
-ISOTTA.
-
- E se non t'amasse più, colei?
-
-TRISTANO.
-
- Più? Me?
-
-ISOTTA.
-
- Non esiste il verbo dimenticare?
-
-TRISTANO.
-
- Dimenticare?
-
-ISOTTA.
-
- Chiudere nel cuore il ricordo,
- sorridere a nuove parole,
- aver pietà di sè.
-
-TRISTANO.
-
- Ho potuto io, dimenticare lei?
- E lei come...?
-
-ISOTTA.
-
- Come una donna.
-
-TRISTANO.
-
- Vile bugiarda! E vuoi rubarmi nell'anima!
-
-ISOTTA.
-
- Un po' di pace vorrei darti,
- se anche tu con odio mi ripaghi.
-
-TRISTANO.
-
- Pace mi darà la morte.
- Ma lascia che io creda in quest'amore!
- O per chi avrei vissuto?
-
-ISOTTA.
-
- Per te.
-
-TRISTANO.
-
- Oh, io non valgo la mia vita!
- Muoio, e non per me... non per me.
- Ti ho fatta soffrire, ho fatto soffrire me,
- funesto a nemici ed amici,
- almeno per grande fuoco, ciò:
- amore è come patria, giustizia,
- come Dio! E tu che ami,
- non dire sacrilegio contro l'amore!
- Ed essa viene. Sento che essa viene,
- Isotta! Ha chiuso tutte le sue lacrime
- per sorridermi ancora una volta.
- Vieni qui. Ascolta. Tu non la conosci.
- Io sì. Io non conosco che lei.
- Essa avrà detto: perchè partite?
- Eh! Perchè sono partito? Potevo rimanere.
- Delitto, sì. Ma le lacrime di Marco
- non valevano le sue, nè le tue,
- che non hai pianto. Ma così ho fatto:
- sono partito. Ed ho potuto non ritornare più!
- Come ho fatto? Così. Per viltà
- e per essere pietra d'eroismo,
- senza cuore nè sangue. E li ho, ribelli.
- Tu mi conosci! Ma non credere che Isotta
- abbia dubitato mai di me,
- o mi abbia maledetto mai. Te maledetta,
- se lo credi. Essa, lo sento, mormorava:
- Tristano vuol così, e così sia.
- Ma io le grido: Tristano è un vile!
- Ma quando il tuo buffone le ha detto:
- Tristano muore, vieni, essa si è levata
- in piedi, su, benchè morente, e l'anima sua
- è volata qui prima del corpo, è qui.
- Essa è qui, intendi? E io parlo a lei...
- non a te... E aspetto il bacio suo!
- Non il tuo, Isotta... Il suo, d'Isotta!...
-
- (Spossato ricade sul giaciglio).
-
-ISOTTA.
-
- Povera pena! Come vorrei tu avessi
- una piaga sanguinosa e non questa tortura
- di un'idea!
-
-TRISTANO.
-
- Donna, vuoi guardare dalla porta?
-
-ISOTTA.
-
- Perchè?
-
-TRISTANO.
-
- Guarda il mare, il mare...
- No. Io: lascia che mi levi!
-
-ISOTTA.
-
- Non ti reggi!
-
-TRISTANO,
-
- Sì. Posso camminare...
- Ma non vedo lontano. Vedo te
- che non voglio vedere. E là non vedo
- nemmeno il mare. Muoio? Ah no!
- Morire... non ancora... non ancora...
-
- (Ritorna a buttarsi sul giaciglio).
-
-ISOTTA.
-
- Riposa.
-
-TRISTANO.
-
- Guarda tu... Guarda... E di'.
- La sua barca si vede? La vedi?
- O sei cieca anche tu, donna?
- Non tacere per gelosia dell'altra!
-
-ISOTTA.
-
- No. Tristano. Penso a te, soltanto.
-
-TRISTANO.
-
- Non piangere. Non piangere. Guarda
- con occhi asciutti o non puoi vedere...
-
-ISOTTA.
-
- Non c'è sul mare che un correre di onde.
-
-TRISTANO.
-
- Anche tu non sai vedere! Essa c'è sul mare.
- Ed è vicina. La sento io.
- La sento meglio che tu non veda...
- Guarda! Sforza lo sguardo! Su! Su!... Parla...
-
-ISOTTA.
-
- Sì. Forse... hai ragione.
-
-TRISTANO.
-
- Non farmi morire
- d'ansietà...
-
-ISOTTA.
-
- Una barca... Una piccola barca...
-
-TRISTANO.
-
- Le vele?... Che vele?...
-
-ISOTTA.
-
- Vele bianche.
-
-TRISTANO.
-
- È lei... col suo cuore... i suoi capelli...
- I suoi occhi miei... Vederla!...
- Un suo bacio... Il suo bacio... Morire...
- Festa... la mia morte... La barca... Isotta!
-
-ISOTTA.
-
- Approda.
-
-TRISTANO.
-
- Piano... Gli scogli... Attenda...
- Il mare può... tradire... No, no...
-
-ISOTTA.
-
- Ecco. Una donna...
-
-TRISTANO.
-
- Lei!... La vita!...
-
-ISOTTA.
-
- Scende sulla spiaggia, sale, viene verso qui..
-
-TRISTANO
-
- Mia carezza... sento... musica... bionda... lei... quanta notte...
- d'oro... Lei.. Dov'è Dov'è?
-
-ISOTTA.
-
- S'avvicina. Io vado. Col mio povero nome,
- ch'è suo, e col mio sangue
- ho tenuta accesa la lampada
- della tua vita e del tuo dolore...
- Ora essa è qui. Ho finito. Vado. Addio.
-
-TRISTANO.
-
- Lei... Isotta!... Isotta!... Vieni...
-
- (Isotta da una porta _exit_).
-
- No... Non ti dico niente del mio male...
- dei giorni... no... non ho sofferto...
- tutto sparito... ho aspettato...
- questo minuto... solo... te...
- Beato... Ah... ah... Il paradiso...
- apre le... porte...
-
- (ISOTTA da un'altra porta ricompare).
-
- Ah... sì... tu... Sei tu...
- Mio cuore... non era un sogno...
- Tu c'eri... al mondo... viva... Io...
- Io... sono felice... tanto... tanto...
- Qua... vicina... vieni... Piglia l'anima... mia...
- fra le tue braccia.... Nè io... senza di te...
- nè tu senza di me... Un bacio...
- Tutta la mia vita... anche la tua... per un bacio...
- Moriamo... insieme... sì...
-
- (Isotta viene a baciarlo).
-
- Vedo il tuo...
- bianco... me... ra... viglia... feli... cità...
- Sono... non più... Tristano... sono Dio...
-
- (Muore. Isotta s'inginocchia).
-
-
-FINIS.
-
-
-
-
-INDICE
-
-
- Atto Primo Pag. 7
-
- Atto Secondo » 63
-
- Atto Terzo » 109
-
- -----
-
-
-Che cos'è il “raccontanovelle„ della Casa Editrice Vitagliano?
-
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- N. 3. — SABATINO LOPEZ: Risate.
- N. 4. — MARIO MARIANI: Trabocchetti.
- N. 5. — ALESSANDRO VARALDO: Questa o quella...
- N. 6. — FLAVIA STENO: Nappina azzurra.
- N. 7. — GINO ROCCA: I capitomboli.
- N. 8. — COSIMO GIORGIERI CONTRI: Di chi l'amore...
-
-Compariranno successivamente:
-
- N. 9. — MICHELE SAPONARO: L'Allodola.
- N. 10. — FEDERICO TOZZI: La gallina disfattista.
- N. 11. — MARIO PUCCINI: Quando cade il velo.
- N. 12. — F. M. MARTINI: L'ultima confessione di Don Giovanni.
- N. 13. — E. L. MORSELLI: Il Club dei Solitari.
- N. 14. — LORENZO RUGGI: Palmi di naso.
- N. 15. — LUIGI SICILIANI: L'ignota.
- N. 16. — ENRICO CAVACCHIOLI: La tua bocca, signora.
- N. 17. — CARLO VENEZIANI: Donnine di lusso.
- N. 18. — ENRICO SERRETTA: L'Ospite.
- N. 19. — LUIGI ANTONELLI: Dove si sarà seduto...
- N. 20. — SILVIO ZAMBALDI: Il cuore d'argento.
- N. 21. — RAFFAELE CALZINI: Quattro storie galanti.
- N. 22. — GIUSEPPE LIPPARINI: L'amore di Fatma.
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-
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-
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-
-Seguiranno altri libri per bambini, di RENATO SIMONI, ALESSANDRO
-VARALDO, RUBINO, GOTTA, ecc.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici. La nota [_lacuna nel
-testo_] a pag. 109 segnala il punto in cui la pagina originale risulta
-strappata, rendendo illeggibile parte del testo.
-
-
-
-
-
-End of Project Gutenberg's Tristano e l'ombra, by Alessandro De Stefani
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA ***
-
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@@ -1,4820 +0,0 @@
-The Project Gutenberg EBook of Tristano e l'ombra, by Alessandro De Stefani
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
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-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of
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-
-Title: Tristano e l'ombra
- Commedia romantica in tre atti
-
-Author: Alessandro De Stefani
-
-Release Date: December 1, 2015 [EBook #50442]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: ISO-8859-1
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
-Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
-file was produced from images generously made available
-by The Internet Archive)
-
-
-
-
-
-
- ALESSANDRO DE STEFANI
-
-
- TRISTANO E L'OMBRA
-
- Commedia romantica in tre atti
-
-
-
- MILANO
- CASA EDITRICE VITAGLIANO
-
-
-
-
- PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA
-
- I diritti di riproduzione e di traduzione sono
- riservati per tutti i Paesi,
- compresi i regni di Svezia, Norvegia e Olanda.
-
- 30-1-20-1
-
- Copyright by Casa Ed. Vitagliano, 1919
-
- Officine Grafiche SAITA & BERTOLA — Milano, Corso Porta Romana, 113.
-
-
-
-
-PERSONAGGI:
-
-
- TRISTANO
- RE LANGUIS
- DUCA ERASMO, _fratello del Re_
- ARDEN, _vecchio guerriero_
- HUBBO, _nano_
- ONINONI }
- ELINER } _briganti_
- CARIADO }
- GERUSALISTO, _vecchio avaro_
- CRISAURO, _giovane triste_.
-
- ISOTTA BIANCAMANO.
-
- _Baroni — Briganti — Gente del séguito._
-
-Nel regno di re Languis, in tempo di fantasia.
-
-
-
-
-ATTO PRIMO
-
-
-SCENA PRIMA.
-
-_Sulla riva di un mar tranquillo e fosforescente. Scogli e stelle._
-
- Da un oscuro antro Hubbo veglia la
- notte.
-
-
-HUBBO.
-
- Hubbo ha fatto l'incantesimo del mare con le sirene
- ed ha mescolato sale con sangue.
- Ed aspetta: un gabbiano stride e ride
- ma non alla tempesta.
- Ecco; le stelle de' suoi occhi sono in cammino,
- e tutto questo nero è la sua chioma.
- Ma quando ella sia qui? Hubbo si celerà...
- in fondo alla sua miseria, e spierà, piano piano...
- Che ombra s'avvicina?
-
- (Hubbo si rintana nel buio, mentre
- TRISTANO, mascherato ed ammantellato,
- si ferma dinanzi all'antro. Una pausa).
-
- Anche tu, guardi morire la notte
- su questa fosforescente riva?
- O temi il candore del giorno?
- Eh! Eh! Bello sei tu, alto, diritto:
- ma il viso perchè lo nascondi?
-
-TRISTANO.
-
- (Dopo una pausa).
-
- Perchè non è mio.
-
-HUBBO.
-
- Che nome hai? E che schiavitù
- ti fa portare viso altrui?
-
-TRISTANO.
-
- Tu chi sei?
-
-HUBBO.
-
- Qui, nella mia ombra, una voce sono
- che ti vede, ma tu se mi vedessi
- più risate faresti che l'acqua su gli scogli.
-
-TRISTANO.
-
- Non rido, se anche tu il mare
- chieda in matrimonio.
-
-HUBBO.
-
- Sotto la maschera,
- chiudi il segreto d'una vergogna?
- Od un mostro tu sei, in abito di lutto,
- per la bellezza che ombra solo t'accompagna?
-
-TRISTANO.
-
- Mangi pesci crudi, tu, qui?
-
-HUBBO.
-
- Hubbo vive. Taluno viene e butta
- ossi da rodere ed anche monete tintinnanti,
- pur ch'egli parli con la stella di ciascuno
- e ripeta quel ch'essa risponde.
- Eh! Tutti credono d'avere la sua stella.
-
-TRISTANO.
-
- E non v'è più stelle che uomini?
-
-HUBBO.
-
- E più malanni che stelle.
- Ma le monete, Hubbo le dona alle onde
- per essere più ricco del re davanti al mare.
-
-TRISTANO.
-
- Vengo a vivere, se mi vuoi, con te.
-
-HUBBO.
-
- No, che Hubbo non ti vuole. Per vivere insieme
- dovremmo avere invidia od amore,
- e parliamo invece per sciupare le nostre parole.
-
-TRISTANO.
-
- Ti chiedo la grotta solo per dormire.
-
-HUBBO.
-
- Eh! Ti uccide Hubbo nel sonno,
- per vederti la faccia e sapere di che male sia nera.
- Curioso e crudele, l'hanno fatto i marosi.
-
-TRISTANO.
-
- E non puoi leggere, nell'abisso
- di qualche mia stella, le pagine della mia vita?
- Anch'io sono curioso della fine.
-
-HUBBO.
-
- Ma dopo fammi il dono d'andar via.
- Hubbo vede, oh, che vieni di lontano,
- dopo un affannato addio,
- vede che sei tagliato in due,
- e il mare in mezzo respira e piange,
- e giovine sei,
- e vecchio di disperazione,
- e vieni... carogna, contro me. Via!
- Vattene! Vedo il tuo domani che mi brucia!
-
- (Gli tira una pietra gridando).
-
- Storpiare ti potessi...
-
-TRISTANO.
-
- Tante pietre butta, da seppellirmi qui,
- che poi avresti da mangiare,
- ma carne amara.
-
-HUBBO.
-
- Vattene! Annega! Essa viene! È qui!
-
- (Entra ISOTTA con ARDEN).
-
-ARDEN.
-
- È questa la grotta di Hubbo, astrologo del mare?
-
-HUBBO.
-
- Hubbo è qua! Hubbo è qua!
-
-ARDEN.
-
- Siamo venuti senza lanterna, come vuoi,
- per interrogare la tua sapienza segreta.
-
-HUBBO.
-
- Benvenuta, gentile signora.
- Hubbo pesca per te nelle onde del cielo e del mare.
-
-ARDEN.
-
- È una figlia mia...
-
-HUBBO.
-
- Bugia... Bugia...
-
-ARDEN.
-
- Perchè non esci, non vieni
- più vicino alle nostre domande?
-
-HUBBO.
-
- Hubbo resta qua. Hubbo sa
- le cose da dire e da ascoltare.
- Con Hubbo non c'è da mentire,
- neanche figlia di re.
-
-ISOTTA.
-
- Parla.
-
-HUBBO.
-
- Hubbo da tre notti prepara la verità:
- egli sapeva che saresti venuta
- ed ha scrutato in flussi e riflussi,
- perchè il re Languis malato sia più dei suoi anni,
- e stanco da non sopportare il peso
- neanche della sua corona.
- Non questo domandi figlia del re e della notte?
-
-ISOTTA.
-
- Rispondi. Non interrogare.
-
-HUBBO.
-
- Hubbo ti dice i segreti che sa.
- Ti guardi mai tu nello specchio,
- signora dalle bianche mani?
- E la tua pelle più bianca del latte,
- l'hai tu veduta, e tremato?
- E misurati i capelli di tempesta?
- Eh! Ti deve parlare d'orgoglio
- lo specchio, nei vostri colloqui.
- Spezzali tutti i tuoi specchi,
- e dimentica il tuo volto!
- Eh! Eh! Ma chi t'ha guardata,
- non può dimenticare...
- Maledetto! Maledetto
- Dicevo, perchè il tuo volto può salvare
- il re Languis, ma se tu lo veli e custodisci
- con religione, che nessuno mai lo sorprenda di baci,
- o se no lo baceranno tante lacrime
- quante il mare ne ha vedute stillare a Hubbo,
- che sa mordere anche,
- ma tutto è cancellato...
- La vedi, la tua stella,
- signora dalle bianche mani?
- Eh! Sta per cadere e spegnersi nel mare:
- è legata ad un capello solo.
- La vedi? In mezzo al mare?
- Consacra ad essa la tua castità
- e sarai salva in eterno e salvo il padre.
- Ma giurare devi.
-
-ARDEN.
-
- Principessa, fiabe racconta, tessute di spavento.
- Il nobile duca Erasmo vi ha chiesta in isposa,
- ed è ricco di terre e di vassalli!
-
-HUBBO.
-
- Castità! Castità!
-
-ISOTTA.
-
- Mia madre aveva fede in questo invisibile profeta...
-
-HUBBO.
-
- Hubbo le predisse che moriva se non dava
- una sua ciocca nera alle fiamme di venerdì.
- Ma essa amò i suoi capelli più della vita.
- Amerai tu la vita e la tua carne di più?
-
-ISOTTA.
-
- Amo mio padre di più, e gli occhi suoi spenti.
-
-HUBBO.
-
- Giurare devi.
-
-ISOTTA.
-
- Io giuro senza parole, nel mio silenzio.
-
- (Sono comparsi improvvisamente con
- fiaccole i Briganti. Hubbo si rintana,
- fuggendo la luce).
-
-ARDEN.
-
- Non è gente della scorta... Che vogliono costoro?
-
-HUBBO.
-
- Spegnete le luci, per carità...
-
-ONINONI.
-
- Dove entriamo noi si fa luce, ed illuminazione di gran gala!
-
-CARIADO.
-
- E se non ti piace, fuoco d'incendio e sangue che fuma!
-
-ARDEN.
-
- Sono briganti. Indietro. Che volete qui? Sapere forse come la mia
- spada uccida e recida?
-
-HUBBO.
-
- Non siate malvagi; con me foste pietosi di frutta, talvolta.
-
-ONINONI.
-
- Il cuore anche noi l'abbiamo, per la Vergine santissima, e tu ci hai
- dato spoglie di naufragi.
-
-CARIADO.
-
- Ma quando non s'è mangiato da ieri, e qua c'è ricchezza regale,
- bisogna bene aprire denti ed unghie! Dunque su! facciamo caccia
- grossa, la figlia del re è piatto d'oro!
-
-ARDEN.
-
- Guai a chi la tocca!
-
-ELINER.
-
- Te vecchio ti demolisco: e la ragazza a me.
-
- (Arden si difende con la spada,
- ma, vecchio e debole, è presto
- sopraffatto).
-
-ARDEN.
-
- Aiuta mia fedeltà!
-
- (Arden ferito cade. Hubbo allora
- si precipita dal suo nascondiglio,
- disperato e deforme).
-
-HUBBO.
-
- No! Maledetto chi la sfiora! Il mondo crolli se la principessa vien
- toccata! Hubbo la difende! Hubbo!
-
-ONINONI.
-
- Ah! ah! ah!
-
-CARIADO.
-
- Il rospo paladino!
-
-ELINER.
-
- Non dovevi uscire dal tuo buio...
-
-CARIADO.
-
- Innamorato sei?
-
-ONINONI.
-
- Indietro, buffone!
-
- (Con uno spintone lo scaraventa contro
- uno scoglio).
-
-HUBBO.
-
- (Piangendo).
-
- M'ha visto! Essa m'ha visto!
-
-ELINER.
-
- Ride anche il morto, se ti guarda.
-
-ONINONI.
-
- Questo vecchio? L'hai ucciso?
-
-ELINER.
-
- Combattendo.
-
-ONINONI.
-
- Non si doveva: era vecchio!
-
-CARIADO.
-
- (Inchinandosi presso Arden).
-
- Non è morto.
-
-ONINONI.
-
- Bisogna curarlo.
-
-ELINER.
-
- Poveraccio, difendeva la sua signora.
-
-ONINONI.
-
- È un bravo guerriero... Quanti anni avrà?
-
-ELINER.
-
- Può esser mio nonno.
-
-ONINONI.
-
- Imbecille: bel coraggio hai avuto di ferirlo!
-
-ELINER.
-
- Stoccheggiava contro me.
-
-ONINONI.
-
- E tu chi sei?
-
-ELINER.
-
- Come te.
-
-ONINONI.
-
- Bene, noi siamo dei cani, ecco tutto.
-
-ELINER.
-
- Cani e canaglie, per grazia del nostro destino.
-
-CARIADO.
-
- (Si segna).
-
- Amen!
-
-ONINONI.
-
- Ecco, si sveglia: ferita da niente. Buon vecchio, perdonaci. È
- stato, anche il nostro, un dovere. Vorremmo essere briganti con
- gentilezza, ma come si fa? La vita è piena di pericoli. Su: al
- bottino, ora. Se ci mettiamo a piangere anche questa volta, non si
- mangia. Sei nostra prigioniera, principessa Isotta. E il vecchio
- vada libero e dica al re che ci paghi il tuo riscatto. Non aver
- paura: a te non faremo alcun male, ma ti canteremo canzoni d'onore,
- poichè sappiamo anche noi le regole del bel mondo. L'abbiamo
- abbandonato per disgusto e per protesta contro le ingiustizie
- che ogni giorno vi si commettono. Uno sputo sul mondo, così. Beh,
- insieme berremo un coraggioso bicchiere di vino, o due, alla salute
- di tuo padre, che è un buon re, e per questo ha perduto tutte le sue
- guerre e gli occhi.
-
-ELINER.
-
- Vero, compagno. Parli da gentiluomo.
-
-CARIADO.
-
- Ma ora basta, e via!
-
-TRISTANO.
-
- Avete detto che si chiama Isotta?
-
-ONINONI.
-
- E chi è questo? Di dove uscite?
-
-ELINER.
-
- L'ombra di qualche morto insepolto...
-
-TRISTANO.
-
- Isotta, dite?
-
-ONINONI.
-
- Sì, la figlia del re Languis, a cui Dio conceda molti anni ancora...
-
-CARIADO.
-
- Amen!
-
-ONINONI.
-
- E tu non sarai un brigante d'oltre tomba che ci voglia portar via
- quello che è nostro?
-
-ELINER.
-
- Perchè i briganti a noi non ci garbano un fico. E bada quindi a te!
-
-TRISTANO.
-
- Se vengo d'oltre tomba è per un nome,
- simile al tuo, principessa.
- Io son tutto una corda che canta
- se dico Isotta.
- Briganti, amici, suo padre è vecchio e cieco e buono.
- Lo sapete. Ed io so che è tanto malato
- da non poter portare la corona.
- Con un dolore grande, volete voi
- spingerlo fuori di vita? Volete questo?
-
-ONINONI.
-
- No, che non vogliamo, perdio!
-
-TRISTANO.
-
- Ma questa figlia, che si chiama Isotta,
- se non gli ritorni con l'alba a casa,
- certo egli si spegne.
- E voi ne avreste la colpa e il danno,
- che non è come uccidere un nemico o un ladro
- ma terribile delitto uccidere un bravo re.
-
-ONINONI.
-
- Eh... re Languis è un bravo re!
-
-TRISTANO.
-
- Chi verrà dopo di lui?
- Un re è come la salute:
- se buona da non la perdere.
-
-ONINONI.
-
- Vero, sangue di Cristo!
-
-CARIADO.
-
- Ma noi abbiamo fame.
-
-TRISTANO.
-
- Anch'io. Mangeremo insieme.
- E se non amici, nemici miei.
- Io so far la mia giustizia con le mie mani.
- Ed è per voi allora che non sorge più il sole.
-
-ELINER.
-
- È un brigante che sa fare il brigante.
-
-CARIADO.
-
- Amen!
-
-TRISTANO.
-
- Dunque lasciate costoro che vadano in pace
- e di buon mattino troveremo pane.
- Se ci chiudono le porte,
- eh, c'è tanti onesti malvagi
- che rubargli non è peccato per l'anima mia.
-
-ONINONI.
-
- Se agisci come parli, tu mi vai a genio. Chi sei?
-
-HUBBO.
-
- Il diavolo l'ha mandato.
-
-TRISTANO.
-
- Avete nessuno di voi una madre?
-
-ELINER.
-
- La mia è morta quando avevo dodici anni, che se no, non facevo il
- brigante.
-
-ONINONI.
-
- La mia s'è annegata quattro anni fa, per la Madonna dei Sette
- Dolori.
-
-CARIADO.
-
- E la mia, poveretta, era vecchia, e son tre giorni che l'ho
- seppellita, con queste mani sacrileghe. Una croce, una lagrima e un
- po' di terra. Amen.
-
-TRISTANO.
-
- Ed io peggio di tutti voi: non l'ho veduta mai...
-
-ONINONI.
-
- Mai?
-
-ELINER.
-
- Ohè, dice che la sua, non l'ha veduta mai!
-
-TRISTANO.
-
- Aveva nome Biancofiore.
- Ed è morta quando io nascevo,
- anche m'hanno dato un nome triste,
- e porto il maleficio nel mio sangue.
- Oh, voi, la ricordate, almeno, la madre...
- Per essa, che è una sola, sotterra, oramai per tutti,
- vi prego, lasciate questa principessa Isotta che vada...
-
-ONINONI.
-
- Che vada... se ci preghi.
-
-CARIADO.
-
- Ma tu resti con noi.
-
-ELINER.
-
- Se parli, un po' si illude la fame.
-
-ARDEN.
-
- (Che s'è alzato).
-
- Signore...
-
-TRISTANO.
-
- Va.
-
- (Isotta e Arden _exeunt_).
-
-HUBBO.
-
- (Piano, un po' trascinandosi dietro
- loro).
-
- Castità! Castità
-
-ONINONI.
-
- Compagno, ma ci mostrerai la faccia che tua madre t'ha dato. Tra
- amici, è come darsi la mano.
-
-TRISTANO.
-
- No. Io ne ho fatto dono ad altri
- nella mia povera vita
- che è stata rossa.
- E questo che vedete è il tizzone nero
- dopo l'incendio.
- Ed il mio è stato gran delitto,
- che voi brava gente, non avreste osato mai...
- Ah, il mio viso, laggiù, nei giorni lontani,
- al di là del mare e del rimorso,
- tali baci e carezze l'hanno consumato,
- che ora non patisce vento nè sole.
-
-ONINONI.
-
- Fratello, poveretto, hai perduto un tuo grande amore?
-
-CARIADO.
-
- Hai ucciso la tua fede?
-
-TRISTANO.
-
- La fede del mio re.
-
-ELINER.
-
- Credi a me, non c'è che il vino e il canto, per rimedio.
-
-TRISTANO.
-
- E morire. Andiamo.
-
-ONINONI.
-
- Nasce l'alba.
-
-ELINER.
-
- Non c'è neanche bisogno di nasconderci poichè abbiamo finito
- santamente la notte: ma, compagno brigante, se triste sei, ti
- canterò lungo la strada una canzone d'allegria. Tutta roba fatta da
- me, aria e parole. Passo il tempo così, quando non c'è da trafficare
- in meglio.
-
- (Tristano, Cariado, Eliner e Oninoni
- _exeunt_).
-
-_La canzone di Eliner._
-
- Chi senza legge va
- vive di quel che può
- non dice mai di no
- e quel che non sa fare, impara e fa.
- È brigante ed è re.
- Oggi qui, diman lì,
- son trottole i suoi dì;
- canzoni nella testa ed ali al piè!
-
-HUBBO.
-
- La mia notte ha perduto tutte le sue stelle!
- Hubbo, e tu i sogni!
- La maledizione su quella maschera nera.
- Ed Hubbo la seguirà
- per avvelenargli l'acqua che beve.
- I briganti, sì, sono brava gente:
- ed Hubbo è un rospo senza più maschera.
- Ma, se egli è fatto male, può anche far del male.
-
- (_Exit_).
-
-
-SCENA SECONDA.
-
-_Una sala nel palazzo di re Languis. Entrano ISOTTA, e il duca
-ERASMO._
-
-
-ERASMO.
-
- Il re si va spegnendo, alfine stanco
- d'errare per le vie della pazzia;
- Non vive più, vaneggia e si allontana.
- Se cieco, egli non vede il precipizio,
- tu lo devi salvare, con il regno.
- Ecco: t'offro domani la corona
- ed essere regina dove sei
- ancora figlia taciturna, ed oggi
- t'offro la mano mia, ed il mio petto.
- Dentro questa saldezza la tua bianca
- fragilità ripari come in torre
- sicura. Non tacere, chè mi piaci,
- nipote, ed io ti parlo con negli occhi
- la verità che vuole la sua preda.
- Ti spiace questo mio perduto fiore
- di giovinezza? I frutti di più sugo
- maturano di su tronchi rugosi.
- E gli anni a me, m'han dato gagliardia.
- Guardami. So volere, eppur domando.
- Vuoi che per farti più sdegnosa, appenda
- sempre le mie parole al tuo silenzio?
-
-ISOTTA.
-
- Nobile zio, questa notte nel mio silenzio
- ho fatto voto di castità.
-
-ERASMO.
-
- Per andar salva di quei tre briganti?
-
-ISOTTA.
-
- Solo per consiglio delle stelle.
-
-ERASMO.
-
- Mi beffi. E se davvero hai fatto voto,
- non è per chiuder la tua porta a' miei
- desiderî?
-
-ISOTTA.
-
- Non è stata aperta mai.
-
-ERASMO.
-
- Tu infili parole come al gioco
- delle perle. Ma ventitrè baroni
- con tutti i loro vassalli sono mia
- gente giurata: e se non regno ancora
- è per mia viltà e della sorte.
-
-ISOTTA.
-
- Iddio è con mio padre.
-
-ERASMO.
-
- Iddio non vale il ferro d'una lama!
- Ed in ogni guerra Iddio contro tuo padre
- ha combattuto!
-
-ISOTTA.
-
- No. Dio è sempre col vinto.
- La sconfitta è una divina prova
- e dentro a chi la sopporti nascono alti pensieri.
-
-ERASMO.
-
- Sei sulla via del chiostro, mia nipote!!
- Ma non voglio: sei più bella che santa,
- e calpesto i tuoi voti col mio piede...
-
-ISOTTA.
-
- Bada zio, che sapranno di veleno.
-
-ERASMO.
-
- Queste mani, le tue candide mani...
-
-ISOTTA.
-
- Il re.
-
- (Squilli. Entra il re LANGUIS, ARDEN ed
- alcuni baroni).
-
-ERASMO.
-
- Bel Sire, la salute rifiorisce
- oggi, per queste sale, e vien con voi.
-
-LANGUIS.
-
- No. Sentiamo noi la vita andarsene come la sabbia che si spande via
- da un sacco bucato, piano piano. Voi credevate che fosse pieno di
- pietre preziose il sacco. No, sudditi nostri; non era che sabbia.
- Noi la vediamo, anche se ciechi, perdersi nel gran turbine della
- morte dove danzano tutte le sabbie dell'eternità, come pulviscoli
- nel sole.
-
-ARDEN.
-
- Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.
-
-LANGUIS.
-
- Noi, sovrano sfiorito di questa fiorente contrada, vogliamo secondo
- le nostre cadenti forze donare quella felicità ch'è possibile ai
- popoli che ce la domandano. Poichè non siamo seduti su questa sedia
- che ha nome trono, per nostro piacere, ma per il servizio di tutti.
- Al timone della nave non sta che un marinaio, di mano franca e
- d'occhio acuto. Ma la nave non è sua. È del mare. E il mare è di
- Dio. Or noi non abbiamo più occhi, e la mano trema. Però dobbiamo
- credere che sia giunta alfine l'ora di guardare al contenuto della
- nave, poichè, per grazia divina, siamo in tempo di bonaccia. Ma
- sanguinose guerre hanno devastato questo nostro povero paese, e
- i nostri anni. Noi vogliamo che il popolo ci perdoni tali guerre,
- sopportate per la traboccante prepotenza dei vicini, e perdute, come
- Iddio ha voluto, senza che perduto fosse l'onore. Anche i vincitori
- s'avvedono, ma tardi, a che poco concluda la favola rossa. La
- guerra, gente nostra, è un'infelice strada che sembra tutta archi
- di trionfo, perchè vegliata di cipressi e coronata di stelle, ma non
- conduce che a un cimitero!...
-
-ARDEN.
-
- Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.
-
-LANGUIS.
-
- Sì, perdono di tutti i vostri passati mali, popolo, non perchè noi
- ne siamo la causa, ma perchè non vi abbiamo salvato da tutti. Ed ora
- godiamo una vecchiaia onestamente povera. Siamo un re che per sua
- guardia tiene solo un guerriero vecchio quanto lui. Siamo un re che
- in elemosina ha speso il suo e quel degli avi, e d'oro gli è rimasta
- quest'unica corona... E si è donata a quei briganti che stanotte, ci
- ha detto nostra figlia, avevano fame, e quindi tramavano il male.
-
-ERASMO.
-
- Sire, re...
-
-LANGUIS.
-
- Ordiniamo e vogliamo che così sia. E la terra del nostro regno
- vada interamente divisa e in parti uguali fra tutti gli uomini
- cittadini nostri sudditi dai venticinque ai sessant'anni, con
- l'obbligo ciascuno di lavorare alla coltivazione del proprio avere.
- Nella terra e nell'amor della terra è la via del cielo. Non avranno
- diritto a questa legge tutti coloro che sian cresciuti senza voler
- famiglia nè figli, rinnegando così la posterità ch'è sacra. Costoro
- potranno essere giustamente mendicanti!
-
-ARDEN.
-
- Sacra Maestà...
-
-LANGUIS.
-
- Lo siamo, re. E crediamo di saggiamente ancorare in porto la nave
- dello Stato così facendo, e di raccomandare onestamente a Dio
- il gregge di cui siamo stati per tanti anni il pastore. Pertanto
- ordiniamo e vogliamo che così sia. Sian bandite queste ultime nostre
- leggi, come d'usanza, dal balcone al popolo.
-
-ERASMO.
-
- (Dal balcone).
-
- Cittadini, per ordine e volontà del re Languis,
- queste sono le sue ultime leggi.
- Il re fa dono della sua corona
- ai briganti!
-
- (Mormorìo di dentro).
-
- E dona tutta la terra del regno
- ai contadini!
-
- (Mormorìo di dentro).
-
-LANGUIS.
-
- Che risponde, il popolo, laggiù?
-
-ERASMO.
-
- Che la vostra saggezza, Maestà,
- i limiti oltrepassa dell'umano
- onde non è compresa e non ne siete lodato.
-
-LANGUIS.
-
- Non è lodi che aspettiamo.
-
- E aggiunto sia che a nostro successore designamo, non te, od altri
- di sangue nostro. Ma dalla voce del popolo sia scelto, e vorremmo
- un popolano. Conoscerebbe meglio il cuore de' suoi compagni. Così,
- Erasmo, ti salviamo dal peso di regnare, ed è il solo dono paterno
- che ti possiamo largire... Ordiniamo e vogliamo che così sia.
-
- (Il Re, Isotta e Arden _exeunt_).
-
-ERASMO.
-
- La sua demenza è tanto manifesta
- che, avete udito? il popolo gli grida
- ch'è pazzo ed alle leggi si ribella...
-
-I BARONI.
-
- Le sue parole tradiscono il regno!
- La patria ne pericola!
- C'è più veleno ne' suoi pazzi sogni
- che nelle spade de' nostri nemici!
-
-ERASMO.
-
- Voglio dimenticar ch'è mio fratello
- ed agire o morire.
-
- (Entrano altri baroni).
-
- Ebbene, il popolo?
-
-I BARONI.
-
- Borbotta e maledice.
- La vecchiaia
- solo difende ancora il re...
- Ma troppo
- si lamenta il buon senso della gente!
-
-ERASMO.
-
- Ma della terra data ai contadini,
- che dicono?
-
-I BARONI.
-
- Diffidano.
- Non è
- beneficio, ma trappola, commentano
- i saputi.
- E costui, dicono tutti,
- è un re che non è re.
-
-ERASMO.
-
- L'avranno, il re.
- Voi, propagate, intanto, la mia causa
- fra la gente. Ma è buona, e basteranno
- poche parole. E voi, con me, vicini.
-
- (Qualche barone _exit_. Il duca Erasmo
- va al balcone).
-
- Cittadini, il re Languis troppo d'anni
- carico e di follie, come vedeste,
- lascia il governo della patria a me,
- che accetto, se vi piace, di salire
- al trono, e giuro con più sacre leggi
- di rimediare a' suoi senili errori,
- e di risollevare l'avvilita
- gloria delle armi nostre. Rispondete!
-
-VOCI.
-
- Evviva Erasmo re!
- Evviva Erasmo!
-
-ERASMO.
-
- Noi vi benediciamo, figli nostri,
- e vi invitiamo all'incoronazione,
- domani, qui.
-
- (Venendo in scena).
-
- L'esilio per il vecchio!
- Non per le colpe sue che perdoniamo;
- ma il popolo potrebbe, è come il vento,
- ripentirsi di noi, e rivolerlo.
-
- (Rientra Isotta).
-
-ISOTTA.
-
- Il re...
-
-ERASMO.
-
- Non è più quello, principessa!
- Il popolo ha saputo usar la legge
- proclamata dal nostro pio fratello.
- Ed ha scelto che noi fossimo re.
-
-ISOTTA.
-
- E mio padre?
-
-ERASMO.
-
- La sicurezza e l'ordine del regno
- ci forzano ch'ei parta per l'esilio.
-
-ISOTTA.
-
- Questo comanda il popolo e lo Stato?
-
-ERASMO.
-
- Ed ora vuoi dividere non più
- le speranze ma il regno, principessa?
-
-ISOTTA.
-
- Voglio col mio padre e re dividere l'esilio,
- se qui nessuno sorge a dire che tal legge è menzogna.
-
-ERASMO.
-
- Avrete buona scorta ed un palazzo
- per dimora.
-
-ISOTTA.
-
- (Dopo una pausa).
-
- Una grazia vi domando,
- e se anche figlia di re scacciato,
- conto mi sia concessa.
- Il mio padre nulla sappia della verità,
- che me stupisce, ma poco,
- lui, avvelenerebbe.
- Possa, egli ancora essere illuso,
- credere buona la gente,
- fedele il popolo, giusto il fratello,
- saggio il destino.
- È cieco. Ed è sereno.
- Se intorno regni il silenzio,
- egli riposerà beato.
-
- (Tutti chinano i volti, intorno,
- silenziosi.
-
- Entra il re LANGUIS con ARDEN).
-
-LANGUIS.
-
- Abbiamo inteso come un clamor di festa, su cui galleggiava il grido
- di re. È forse il popolo che si rallegra del nostro paterno amore?
- Non c'è nessuno qui?
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre: io.
-
-LANGUIS.
-
- Ed era la gioia del popolo, è vero?
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre.
-
-LANGUIS.
-
- Figlia nostra, quant'è buona la gente! È tutta una famiglia
- l'umanità. Ed è come la terra, il cuore... Se bene semini, bene ti
- rende...
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre: ti rende...
-
-LANGUIS.
-
- Oh, il nostro povero merito non vuole tante lodi, ma ci è pur
- di conforto la riconoscenza: è come il tepore di una primavera
- sulla stanchezza del nostro inverno. Ahimè, non possiamo vedere i
- volti beneficati dalla nostra umile saggezza, ma sentiamo intorno
- sorridere le anime...
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre... intorno a voi
- c'è solo amore e fede...
-
-LANGUIS.
-
- L'aver creduto, in ogni ora, in ogni evento, nella bontà del mondo,
- questa lieta conferma ci dona suggello della nostra vita d'uomo e di
- re.
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre...
-
-LANGUIS.
-
- Ma tu sembri, lontana da noi, tremare. E ti conosciamo ferma e
- forte.
-
-ISOTTA.
-
- Di commozione, tremo.
-
-LANGUIS.
-
- Ah, la felicità degli altri, se ha le radici in noi, è come un
- premio dolce e caro... Ne piangiamo anche noi... Sono le sole luci
- de' nostri occhi, queste lacrime calde... popolo nostro, per te...
-
-ISOTTA.
-
- Padre... se le cure del regno oramai
- lasciate a chi il popolo vuole suo capo...
-
-LANGUIS.
-
- Non gli sarà fatto violenza, al popolo nostro?
-
-ISOTTA.
-
- No, padre. Si prenderà
- chi gli somigli e chi gli convenga.
-
-LANGUIS.
-
- È ingenuo come un bambino, facile ad essere ingannato.
-
-ISOTTA.
-
- Ora, padre, vorrei condurvi
- e condurvi via nel verde della campagna
- o presso il buono azzurro del mare.
-
-LANGUIS.
-
- Non ti piacciono più le dolci cose, che la gente dice, se ti vede?
-
-ISOTTA.
-
- No.
-
-LANGUIS.
-
- Ma qui abbiamo i nostri fedeli baroni e il nostro pio fratello,
- tante care persone che amiamo.
-
-ISOTTA.
-
- Meglio il silenzio e le dolci cose
- delle cicale e degli usignoli.
-
-LANGUIS.
-
- Come ti piace: viviamo nella tua giovinezza e non in noi.
-
-ISOTTA.
-
- Andiamo, padre: ho fretta.
- E il vostro pio fratello ci prepara
- una quieta dimora, lontano.
-
-LANGUIS.
-
- Egli ci vuole bene... E viene con noi?
-
-ISOTTA.
-
- Rimane senza di noi.
- Arden, sarete la nostra sola compagnia.
-
- (Fanno per andare).
-
-LANGUIS.
-
- Dimenticavamo... questa corona...: per i briganti.
-
- (Isotta prende la corona del Re e la dà
- silenziosamente a un barone. Quindi re
- Languis, Arden e Isotta _exeunt_).
-
-IL BARONE.
-
- (Porgendo la corona al re Erasmo).
-
- Per voi, Sire!
-
-
-SCENA TERZA.
-
-_Un viottolo di campagna. Alberi. Nel fondo una torre, con una finestra
-chiusa da inferriate, all'altezza di un uomo. Ai piedi della torre uno
-stagno ed erbacce._
-
- (Eliner, Oninoni e Cariado stanno
- giocando a carte, seduti su di un
- sasso, e vociano).
-
-
-ELINER.
-
- Come rispondi a questa mazzata?
-
-ONINONI.
-
- Ecco, la paro. E ti frantumo. A te!
-
-ELINER.
-
- Un basilisco. E sei morto e putrefatto.
-
-CARIADO.
-
- Ragazzi, fermi. Un omiciattolo vien dalla città. Porta un sacco:
- forse c'è dentro pane per i nostri denti.
-
-ONINONI.
-
- Ma il capitano non vuole, senza suo comando.
-
-CARIADO.
-
- Poi gli diremo tutto: questo è un colpo che s'è buono, non ritorna.
-
-ONINONI.
-
- Be', vediamo.
-
- (S'appiattano. Entra il vecchio avaro
- GERUSALISTO; si ferma).
-
-GERUSALISTO.
-
- Tremila seicento a casa... E settecento, fanno quattro mila
- trecento...
-
-ELINER.
-
- . . . . giorni che passerai in purgatorio, a cominciare da domani,
- per ivi scontare i tuoi peccati!
-
-GERUSALISTO
-
- Ahi... me misero! Ah, chi siete? No. Aiuto, aiuto!
-
-ONINONI.
-
- Silenzio. La vedi quell'acqua verde? Se non ti taci, dentro a
- dormire!
-
-GERUSALISTO.
-
- Ma... per carità!
-
-CARIADO.
-
- Quel sacco a noi.
-
-GERUSALISTO.
-
- No... Non fatemi questo delitto... È tutta la mia vita... Ho tredici
- figliuoli...
-
-ONINONI.
-
- Donde vieni?
-
-CARIADO.
-
- (Che ha aperto il sacco).
-
- Eh... oh... ah...
-
-ELINER.
-
- Oro!
-
-GERUSALISTO.
-
- Sì... ma... oro non mio... dei miei quindici figliuoli...
-
-ONINONI.
-
- Come ti chiami?
-
-GERUSALISTO.
-
- Sono il povero Gerusalisto... ho a casa venti figliuoli...
-
-ONINONI.
-
- Per la coda di Sant'Anna, hai cambiato faccia!
-
-GERUSALISTO.
-
- Mi son lasciato crescere la barba.
-
-ONINONI.
-
- Dieci anni fa eri usuraio, mi ricordo.
-
-GERUSALISTO.
-
- No... così... aiutavo gli amici con qualche soldarello, per grazia
- di Dio.
-
-ONINONI.
-
- E facevi la spia...
-
-GERUSALISTO.
-
- Oh... calunnie... calunnie...
-
-ONINONI.
-
- E vendevi di nascosto veleni che non lasciavano traccia.
-
-GERUSALISTO.
-
- Calunnie, calunnie.
-
-ELINER.
-
- E quest'oro, chi te l'ha dato?
-
-GERUSALISTO.
-
- La giustizia, brav'uomo. Ieri è finita una lite che il giudice ha
- concluso a mio favore. Oh, c'era un coniglietto senza denti, un tal
- Crisauro che pretendeva di non darmi quest'oro... Ma c'erano carte
- scritte. E si è fatta giustizia. È frutto di giustizia, brava gente.
- Volete che vi doni un ducato per l'anima dei poveri defunti?
-
-CARIADO.
-
- Tu ci lasci il sacco.
-
-GERUSALISTO.
-
- Ah no... Le leggi lo vieteranno... Il cielo! I miei venticinque
- figli!
-
-ONINONI.
-
- Troppi. Mettetelo nel fosso!
-
-GERUSALISTO.
-
- No. No. Per Giacobbe e Geremia!
-
-ONINONI.
-
- E allora vattene a piangere altrove i tuoi ducati.
-
-GERUSALISTO.
-
- Ma reclamerò alla nazione, alla giustizia...
-
-CARIADO.
-
- Nel fosso!
-
-GERUSALISTO.
-
- No. Non reclamerò... ma...
-
-ELINER.
-
- Via.
-
-GERUSALISTO.
-
- Vado... vado... Oh disgraziato me... oh infelice me... o tapino
- me...
-
- (_Exit_).
-
-CARIADO.
-
- Un sacco d'oro... Un sacco...
-
-ELINER.
-
- E il capitano che dirà?
-
-ONINONI.
-
- Che siamo furfanti, per la croce di Dio. Ma quel vecchio è più
- furfante di noi. Quindi non ho rimorsi.
-
- (Entra CRISAURO, giovane triste).
-
-ELINER.
-
- Oh... siamo spiati!
-
-ONINONI.
-
- Dove vai, compagno?
-
-CRISAURO.
-
- Per il mondo!
-
-ONINONI.
-
- E, così solo, non hai paura dei briganti?
-
-CRISAURO.
-
- Non saranno mai peggio di quelli di città, che han nome di giudici,
- e di gente onesta.
-
-ELINER.
-
- Che t'hanno rubato, passerotto?
-
-CRISAURO.
-
- Il mio. Quattr'anni fa avevo fatto un debituccio con un vecchio
- avaro. Oh, pochi ducati per mio padre ch'era povero e malato, e
- poi è morto. Non ho potuto pagare il debito, ma l'ho rinnovato,
- moltiplicato, ingigantito. Tre mesi fa, l'usuraio viene ed esige la
- somma che non avevo. S'infuria, mi minaccia. Alfine vuole ch'io gli
- firmi una carta, l'aveva pronta, per cui gli cedevo l'eredità d'uno
- zio, se mi fosse toccata. Muore lo zio, sono l'erede di settecento
- ducati, che la giustizia mi condanna a pagare a quel Gerusalisto per
- un debito di tre ducati. Ora andrò per l'elemosina, finchè non trovo
- lavoro.
-
-ONINONI.
-
- Ti chiami Crisauro, tu?
-
-CRISAURO.
-
- Sì, Crisauro.
-
-ONINONI.
-
- Ah!!
-
-CARIADO.
-
- Eh?
-
-ELINER.
-
- Ma!
-
-ONINONI.
-
- Compagni... avete inteso?
-
-CARIADO.
-
- Abbiamo inteso.
-
-ELINER.
-
- Sono dei porci, in città.
-
-ONINONI.
-
- E che si fa?
-
-CARIADO.
-
- Aspettiamo il capitano.
-
-ONINONI.
-
- Io, credo che il capitano farebbe così, e faccio così, corpo del
- diavolo! Passerotto, vien qua: eccoti i tuoi seicento ducati.
-
-CRISAURO.
-
- Come?
-
-ONINONI.
-
- Ssst! Noi siamo un'altra giustizia vagabonda e senza parole nè
- avvocati. Piglia e va. Solo non dire d'aver avuto quest'oro da noi,
- nè da nessuno. Quell'altra giustizia potrebbe venire e ripigliarsi
- il tuo.
-
-CRISAURO.
-
- Oh... ma... voi siete gente di Dio.
-
-ONINONI.
-
- Siamo...
-
-CARIADO.
-
- . . . . . disgraziati. Ecco, cosa siamo!
-
-CRISAURO.
-
- (Offrendo dell'oro).
-
- Per voi, non volete?
-
-CARIADO.
-
- Eh...
-
-CRISAURO.
-
- Prendete!
-
-ONINONI.
-
- No... Così, basta... Tre ducati: il tuo debito vero. Per mangiare
- oggi, domani, e forse anche doman l'altro. Grazie, coniglietto.
- Buona fortuna.
-
- (Crisauro _exit_).
-
-CARIADO.
-
- Però... sempre così. Siamo dei poveri briganti!
-
-ONINONI.
-
- Ricchissimi, ed abbiamo fatto quel che doveva fare il re, sangue di
- Giuda!
-
-CARIADO.
-
- Dunque siamo come il re, amen!
-
- (Entra Tristano mascherato).
-
-TRISTANO.
-
- Ho lasciato di là quattro salici ed il vento,
- abbiamo lungamente sussurrato insieme
- e lacrimato.
-
-ONINONI.
-
- Male: Hubbo, lo stregone, m'ha detto che il pianto è l'essenza della
- vita, e noi la sciupiamo troppo. Ma chi non piange, non muore, ha
- detto.
-
-TRISTANO.
-
- Chi non piange, non vive.
- Ma voi che facevate, intanto?
-
-ELINER.
-
- T'aspettavamo, pescando la fortuna a caso.
-
-ONINONI.
-
- Di qua, prendere, di là dare. C'è rimasto tal piccolo rimedio, per
- la fame.
-
-TRISTANO.
-
- Avete rubato con onestà?
-
-ONINONI.
-
- Per l'anima di San Bartolomeo, con piena onestà!
-
-TRISTANO.
-
- Vi credo: non voglio sapere.
-
-ELINER.
-
- Che uomo, eh! Di noi, si fida!
-
-CARIADO.
-
- Ma ora si vorrebbe, in premio di virtù...
-
-ONINONI.
-
- Una storiella: Lo sai, compagno: viviamo delle tue favole, da quando
- ci hai vietato il solo mestiere che sapessimo: briganteggiare!
-
-TRISTANO.
-
- Ed io ve la dico, una storiella d'amore e di peccato. Sedete, brava
- gente, ed ascoltate.
-
- C'era una volta un re
- che volea prender moglie
- ed un nipote manda
- a scegliere la sposa.
- Biondi i capelli e fini come quelli
- che volando una rondine al castello
- avea recato un dì.
- Ei la voleva così.
-
- La trova e la conduce
- il cavaliere al re.
- Ma navigando insieme
- la sposa ed il nipote,
- un filtro gli vien dato di magìa
- e dissennati non san più che sia
- dovere e fede e Dio;
- bevuto hanno l'oblìo.
- Si bevono la bocca,
- veleno e voluttà,
- e il mare non li annega,
- oh, mar senza pietà!
- Il re sospetta, spia l'anime mute
- di quelle due creature perdute.
- Alfine triste il sire
- piange del suo soffrire.
-
- Ed il nipote allora
- quel pianto non sopporta
- ma dice, e sa volere,
- che andar bisogna in bando.
- Ma prima veder vuole il suo peccato
- e mormorare l'ultimo commiato.
-
- Amore, io parto. Taci.
- Ci resteranno i baci
- che il vento piglia e porta.
- La vita ci divise:
- la morte ci unirà.
- Guardate gli occhi e il pianto,
- Anima bella, così è di noi,
- nè voi senza di me,
- nè io senza di voi.
- E fugge e piange e va
- e sempre piangerà.
- Amici, questo è tutto quel che so.
-
-ONINONI.
-
- Nè voi senza di me
- nè io senza di voi...
-
-ELINER.
-
- Ma questa è la regina Isotta e il cavalier Tristano...
-
-TRISTANO.
-
- Ssst: quel nome è maledetto.
-
-_La voce d'Isotta._
-
- (Cantando).
-
- Nè voi senza di me
- nè io senza di voi!
-
-TRISTANO.
-
- Dentro quella torre, chi c'è?
-
-ONINONI.
-
- Tristezze, tristezze, capitano. C'è... la figlia del re, col suo
- padre. C'è stata la rivoluzione nel palazzo. E l'usurpatore li
- ha chiusi là dentro, ad aspettar la morte. Questa, capitano, è la
- giustizia degli uomini.
-
-TRISTANO.
-
- Allora, la principessa Isotta...
-
-ELINER.
-
- Canta, come me, per malinconia. Oh, non ha perduto il suo Tristano,
- come l'altra, ma, peggio, ha perduto quella libertà che almeno, noi,
- l'abbiamo e la godiamo.
-
-ONINONI.
-
- Capitano, hai sentito? Pareva che ti rispondesse.
-
-TRISTANO.
-
- Su quanti uomini sicuri
- potete voi contare, nel paese?
-
-ONINONI.
-
- Eh, bisogna far la lista e far la somma.
-
- (Oninoni, Eliner e Cariado rimangono a
- ragionar contando, mentre Tristano si
- avvicina alla torre).
-
-_La voce d'Isotta._
-
- La vita ci divise
- La morte ci unirà.
-
- (Quando Tristano è vicino alla torre,
- Hubbo salta fuori dalle erbacce,
- minacciosamente).
-
-HUBBO.
-
- Non si passa, non si passa per di qua.
- Hubbo veglia giorno e notte.
-
-TRISTANO.
-
- So che nessuno passerà...
-
-HUBBO.
-
- Neanche tu.
-
-TRISTANO.
-
- O piccolo guardiano d'un tesoro,
- hai sentito, tremavo
- raccontando una mia canzone
- e da questa torre m'è venuta
- la risposta d'un tremito gemello
- d'un dolore simile al mio.
- Lascia ch'io lo veda.
-
-HUBBO.
-
- E non vedrai.
-
-TRISTANO.
-
- Ma è un dolore che ha nome Isotta!
-
-HUBBO.
-
- Non è la Isotta tua,
- non è la bionda, la spergiura,
- è la mia, è la mia!
-
-TRISTANO.
-
- Maledetto... non bestemmiare!
-
-HUBBO.
-
- Sì... cavaliere senza fede... Hubbo dirà...
-
-TRISTANO.
-
- (Soffocando quasi, mentre i briganti
- ascoltano, incuriositi).
-
- Niente. Non è degna la tua bocca.
-
-HUBBO.
-
- (Balbettando).
-
- No. Va via.
- Hubbo ha paura, ha paura di te.
-
-TRISTANO.
-
- Sì. Porto sventura.
- Ma tu, là dentro, rinchiusa,
- anima che non conosco,
- ma che nome hai d'Isotta,
- non mi temere.
- Ma credi che il tuo soffrire
- sarà redento da un altro soffrire,
- poichè nella notte del mondo
- i vagabondi si dicono una parola sola
- quando al lume della luna
- s'incontrano spauriti.
- E quella parola è il nome.
- Il tuo, donna, fa ch'io ti consacri
- questa nuda mia disperazione.
- E per il mio viso ch'è già sepolto
- ti giuro...
-
-_La voce d'Isotta._
-
- (Cantando).
-
- E fugge e piange e va
- e sempre piangerà.
-
-TRISTANO.
-
- Sì... Piango e vivo
- e m'inginocchio ai miei ricordi...
- Ah Isotta... mia vera Isotta!
-
- (Rialzandosi, risoluto, ai briganti).
-
- Dunque, siete?
-
-ONINONI.
-
- Più di mille, capitano!
-
-TRISTANO.
-
- Comando il convegno di tutti.
- Ragazzi, e volete anche il mio nome?
- Tristano.
-
-ONINONI.
-
- Il cavaliere?
-
-TRISTANO.
-
- No. L'ombra.
-
-ELINER.
-
- Ti bacio le mani.
-
-ONINONI.
-
- Sei davvero un principe nel sangue e nel cuore, per San Luca e San
- Matteo. E noi ti siamo fedeli. E lo saremo, oggi, domani, e fin che
- stiamo in piedi.
-
-CARIADO.
-
- _Amen._
-
-
-_Fine del primo atto._
-
-
-
-
-ATTO SECONDO
-
-
-SCENA PRIMA.
-
-_L'interno di una prigione; una porta: una finestra chiusa da
-inferriate._
-
- (Su una poltrona sta seduto il re
- LANGUIS; in piedi, presso la porta,
- Arden, e presso la finestra, ISOTTA).
-
-
-ISOTTA.
-
- Oggi come vi pesa la stanchezza, padre?
-
-LANGUIS.
-
- Placidamente: aspettiamo sempre la visita del sole.
-
-ISOTTA.
-
- Che tarda ancòra...
-
-LANGUIS.
-
- Non abbiamo mai vissuto tanti giorni senza la sua tiepida
- consolazione...
-
- (Una pausa).
-
- E perchè tutta la gente che viene, tu dici, figlia, come in
- pellegrinaggio qui, è gente silenziosa?
-
-ISOTTA.
-
- Temono d'essere importuni parlando.
-
-ARDEN.
-
- (Contraffacendo voci diverse).
-
- Maestà, vi rendiamo omaggio d'anima... Io non vorrei confondere i
- pensieri di Vostra Maestà... Io son felice di vedervi... Anch'io...
-
-LANGUIS.
-
- E le nostre terre sono felici?
-
-ARDEN.
-
- (Con la sua voce).
-
- Ecco un vecchio contadino che vi può dire novelle di ciò...
-
-LANGUIS.
-
- Avanti, figlio nostro, vieni avanti.
-
-ARDEN.
-
- (Avvicinandosi, con altra voce).
-
- Mio buon re... son venuto a scaricare la mia felicità ai tuoi piedi:
- pago così i miei debiti. La terra che tu m'hai dato...
-
-LANGUIS.
-
- L'ami ora di più?
-
-ARDEN.
-
- Eh, signor re, è mia, ora... E amo di più il mio re.
-
-LANGUIS.
-
- Chiamalo padre... Date qua la mano, figlio.
-
-ARDEN.
-
- (Con la sua voce).
-
- Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.
-
-LANGUIS.
-
- E se ce ne vogliamo dimenticare, un giorno?
-
-ARDEN.
-
- (Con la sua voce).
-
- Io son qui, per vostro comando, a raccattarvelo in mente.
-
-LANGUIS.
-
- Bene: la mano, contadino!...
-
- (Prende la mano di Arden).
-
- Non è callosa?
-
-ARDEN.
-
- (Contraffacendo la voce).
-
- È poco tempo, Sire, che me la faccio colla terra e i suoi arnesi.
-
-LANGUIS.
-
- E prima?
-
-ARDEN.
-
- Ero servo, in un palazzo...
-
-LANGUIS.
-
- Va... E nell'ampia libertà de' tuoi campi...
-
-ARDEN.
-
- Sì: pregherò per tutti coloro che sono senza libertà!
-
-LANGUIS.
-
- Tutti i cari sudditi venuti a salutarci, noi salutiamo, e ci lascino
- con nostra figlia.
-
- (Arden imita lo scalpiccìo di molte
- persone, ed _exit_).
-
- Isotta, vorremmo anche noi risentire l'odore della terra... E non è
- mai nato il sole?
-
-ISOTTA.
-
- Sì, ora sta liberandosi dalle nubi, padre.
-
-LANGUIS.
-
- Oh, andiamogli incontro... È un ospite da fargli festa, dopo tanto
- oblìo. Non è l'ora della nostra passeggiata d'ogni giorno?
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre: venite al mio braccio.
-
- (Languis, al braccio d'Isotta, cammina
- per dove essa lo conduce: e son giri e
- rigiri che nella prigione i due fanno.
- Dalla finestra ora scende un raggio
- di sole. Rientra Arden, s'inginocchia,
- e si fingerà mendicante, quando il Re
- crederà d'incontrarlo).
-
-LANGUIS.
-
- Dove siamo, qui?
-
-ISOTTA.
-
- Nel corridoio che dà sull'androne... Ecco i vostri
- arcieri...
-
-LANGUIS.
-
- Buon giorno, brava gente...
-
-ISOTTA.
-
- Ed ecco la porta... Ed ecco il verde, i prati...
-
-LANGUIS.
-
- Vorremmo un poco camminar sull'erba.
-
-ISOTTA.
-
- I contadini dicono che non cresce bene l'erba
- calpestata, ma s'avvilisce.
-
-LANGUIS.
-
- Hai ragione... E lì v'è il monte, è vero?
-
-ISOTTA.
-
- Sì, padre... E questa è una pietra ove sedere.
-
-LANGUIS.
-
- No. Andiamo avanti; verso il sole.
-
-ISOTTA.
-
- E qui c'è il faggio che vi piace.
-
-LANGUIS.
-
- Ieri ci pareva più lontano.
-
-ISOTTA.
-
- È che oggi camminate con più fretta.
-
-LANGUIS.
-
- Sì, fretta di sole.
-
-ISOTTA.
-
- Ed ecco il vostro mendicante.
-
-ARDEN.
-
- (Contraffacendo la voce).
-
- Mio benefattore... per carità... non vi dimenticate...
-
-LANGUIS.
-
- Noi non abbiamo niente... Ma tu, figlia...
-
-ISOTTA.
-
- Sì, gli do io.
-
-ARDEN.
-
- Che Iddio vi benedica... e v'aiuti... e vi salvi...
-
-LANGUIS.
-
- Ma il sole...
-
-ISOTTA.
-
- Eccolo.
-
- (Essa ha collocato il padre nel raggio
- di sole che entra nella prigione).
-
-LANGUIS.
-
- Ah, com'è tiepido... e bello. Ma ce n'è poco, poco. Perchè? Qui non
- c'è più. Solo qui, su noi.
-
-ISOTTA.
-
- È tutto annuvolato il cielo, con piccoli spiragli.
-
-LANGUIS.
-
- Ma questo che muro è?
-
-ISOTTA.
-
- È...
-
-ARDEN.
-
- Mio Sire!
-
-LANGUIS.
-
- (Toccando l'inferriata).
-
- E questi ferri? Isotta! Isotta!
-
- (Grida e tumulto di dentro).
-
- E questo tumulto? Dove siamo?
-
-ISOTTA.
-
- Non so... Dio!
-
-LANGUIS.
-
- Si grida... Si combatte... E noi chiusi forse... Isotta va, corri...
-
- (Entra TRISTANO seguito da una banda di
- briganti vocianti e rissosi).
-
-I BRIGANTI.
-
- Largo! Siamo noi! La difesa del re! Ferro e fuoco! Evviva la
- libertà!
-
-TRISTANO.
-
- Fermi e silenzio!
- Non paura, voi. Siamo gente poverissima
- ed abbiamo una sola regina, l'amicizia,
- ed un vecchio re, il dolore.
- Tu gli somigli, e siamo venuti, re.
-
-LANGUIS.
-
- Chi sei che parli?
-
-TRISTANO
-
- Anche tu? Volete tutti sapere chi sono? Un pazzo, un morto, un
- vagabondo. E se dico Tristano, che sapete? Tristano significa forse
- onesto? O buono? O caro? Posso aver nome Tristano ed essere principe
- ed essere ladro ed aver violata una sorella ieri, e portare oggi
- le mani in croce e parlare di preghiere e di bestemmie! Al cavallo
- che nuovo trovate non domandate chi sia, ma gli salite in groppa e
- se ubbidisce e vola siete contenti. E coll'uomo anche fate così: le
- parole son chiavi false per tutte le porte ma i fatti son d'oro e
- di ferro. Vorreste vedere la mia faccia? Il suo colore? Maschera,
- maschera è la carne: l'anima dovreste volere, e non si vede. E
- allora, per gli altri, e per me lasciami tutto nero, mio bianco re.
- Ti servo con la spada che non porto più, col cuore che non porto più
- e con la morte che sempre mi accompagna.
-
-CARIADO.
-
- _Amen._
-
-LANGUIS.
-
- Ma che vieni a far qui? E dove siamo qui?
-
-TRISTANO.
-
- Eh, sul mondo siamo, e fra gli uomini!
- E questa che reggia credevi, è prigione!
- Una figlia con voce di menzogna,
- ti scaldava di luce, la tenebra.
- Eri chiuso, vigilato, illuso.
- Non sapevi? Bene. Non eri più re.
- Sì: l'anima tua era sempre re!
- Ma ti libero; ed io che non possiedo nulla
- ti dono il cielo colle sue nuvole e il vento,
- e la corona che t'aspetta,
- e l'amore. E il popolo tuo
- questa prigione non riconosce,
- che tu non conoscevi. Fuori! Fuori!
- Ed obbedisci al tuo dovere, anche tu, re! !
-
- (Una pausa. Il re piange in silenzio.
- — I briganti gli si avvicinano, bruschi
- e commossi, ma reverenti).
-
-ELINER.
-
- Guarda: non parla perchè piange, povero re!
-
-ONINONI.
-
- No, no, non bisogna. Un re, piangere, cuore di Dio!
-
-CARIADO.
-
- Dopo tutto, siete ancora re!
-
-ELINER.
-
- E, che diamine, molta gente vi vuol bene.
-
-ONINONI.
-
- Noi, perdio: abbiamo molto pelo sul petto e pochi stracci indosso,
- ma una parola sola in bocca.
-
-CARIADO.
-
- E siamo uno stormo.
-
-ELINER.
-
- Eh, capisco: è stata una solenne porcheria, di vostro fratello
- canaglia...
-
-ONINONI.
-
- Ma ora l'avranno a che fare con noi, quei malandrini vestiti di
- broccato!
-
-ELINER.
-
- E rideremo. Hanno da ballare, hanno...
-
-ONINONI.
-
- Accidenti, se rideremo! Su, ridete, bravo re, sarà una festa, per
- tutti i cristiani, e lo giuro sulla mia miseria e su Sant'Agostino,
- mio protettore!
-
-ELINER.
-
- E voi, principessa, un giro di furlana: c'è la reggia vera per lui,
- e per voi... abbiamo un capitano mascherato...
-
-ONINONI.
-
- Sangue nelle vene, ce n'ha... Com'è buon capitano, può diventare
- ottimo consorte...
-
-TRISTANO.
-
- Ciarloni, che fate qui? il parlamento?
- A palazzo, a palazzo! Questa torre
- è caduta come pomo maturo,
- ed ora la capitale! Il re con noi,
- e per istrada cresceremo gente
- come la valanga. Principessa,
- la mano vi porgo in pegno della voce
- che v'ha giurato per un nome, libertà:
- oggi venite al sole.
-
-LANGUIS.
-
- Il sole?
-
-TRISTANO.
-
- Oh splende, buono. E splende per tutti, il sole.
- Ma per me, no.
- Solo me non posso liberare!
- Ed amo le spade, i colpi, e l'andare,
- e il fracasso del mare
- per disperdere un poco i miei pensieri
- che sono, sì, catene e prigionia...
- Ma sù, ragazzi, per me e per il re!
-
-I BRIGANTI.
-
- (Con un urlo).
-
- Per te e per il re!
-
- (_Exeunt omnes_).
-
-
-SCENA SECONDA.
-
-_Una sala nel palazzo di re Languis._
-
- (I briganti stanno intorno al Duca
- ERASMO legato).
-
-
-ELINER.
-
- Ora sì che mi piaci davvero, capponcino mio!
-
-ONINONI.
-
- Quanta gioia ti sei bevuta abitando sul trono rubato? Hai da
- sputarla tutta.
-
-CARIADO.
-
- Ti credevi forse d'essere diventato re, perchè ti chiamavano re?
-
-ELINER.
-
- Eh, barbagianni caro, puoi sgranare gli occhi, e noi si ride!
-
-CARIADO.
-
- Te l'abbiamo tagliata, la barba!
-
-ONINONI.
-
- E, corpo di San Lazzaro resuscitato, ti abbiamo insegnato a tacere:
- e toccherà questa volta a te far la muffa dentro una cantina, e noi
- che siamo furfanti abbiamo schifo di un furfante come te!
-
-ERASMO.
-
- Siete pidocchi, siete! E vi diverte
- sputare sopra me che sono in terra,
- ma i denti in bocca mi restano ancòra.
-
-CARIADO.
-
- E te li caveremo!
-
-ELINER.
-
- Dopo, per mangiare, ti daremo, come ai porci, acqua sporca e bucce
- di patate!
-
-ONINONI.
-
- Ti vestiremo da buffone, e ci divertiremo anche noi come tanti re.
-
- (Squilli. Entra re LANGUIS. Silenzio).
-
-LANGUIS.
-
- Quel nostro fratello che ci tocca perdere, è qui?
-
-ERASMO.
-
- Oh, non fuggo, m'hai fatto legar bene!
-
-LANGUIS.
-
- Legato? Sia subito sciolto!
-
-ONINONI.
-
- Sciolto? Dalle corde? E la giustizia?
-
-LANGUIS.
-
- Nessuno può difendersi serenamente, se libero non sia.
-
- (Erasmo viene slegato).
-
-ERASMO.
-
- Ma non voglio difendermi di niente.
-
-LANGUIS.
-
- Erasmo, e perchè non chiedere che ti dessimo la corona e tutto?
-
-ERASMO.
-
- Perchè chiedere è vile, ma pigliare
- piace, e forza significa, di sè.
-
-LANGUIS.
-
- E si perde, lo vedi? anche l'amore, di tutti.
-
-ERASMO.
-
- Quello d'Isotta non l'ho mai avuto.
- Degli altri, che mi fa? O comandare
- e mi devono tutti essere schiavi,
- o sono vinto, e se anche mi si pesta
- non udrai un lamento uscir da me.
-
-LANGUIS.
-
- È forza la tua, ferocia forse, ma solidità...
-
-ERASMO.
-
- Ambizione! E con me la patria sale,
- per obbedienza, e mi diventa forte.
- E tu buono, la snervi e per amore
- la fai tutta di latte e di cuscini!
-
-LANGUIS.
-
- E se davvero fosse così? Erasmo, noi non possiamo condannarti:
- quand'uno agisce per sua necessità, l'uomo non ha potere alcuno
- contro di lui, perchè l'uomo non è Dio, e, dentro, non può vedere.
- Onde, senza dire se la tua forza sia virtù o peccato, ti assolviamo,
- per umiltà e povertà dinnanzi ai misteri delle anime.
-
-ONINONI.
-
- Assolvere? Ah, lingua di Giuda! Ma la è ingiustizia da far gridare
- le pietre!
-
-ELINER.
-
- Io ragionare non so, ma ti dico: è una canaglia, ecco, e basta!
-
-CARIADO.
-
- E se tu lo assolvi, gli è come condannare noi, che abbiamo rifatto
- l'ordine del regno.
-
-ONINONI.
-
- E se tu lo assolvi, non ti dice grazie, questo Caino, ma ti rimanda
- nella tua prigione, e noi sulle forche!
-
-LANGUIS.
-
- Nella prigione credevamo di star bene, quindi stavamo bene.
-
-CARIADO.
-
- Ma il popolo stava male e non lo puoi, ora, tradire!
-
-LANGUIS.
-
- Ordiniamo pertanto e vogliamo che il fratello nostro Erasmo libero
- vada, ma fuori del regno, perchè la gente abbia la nostra pace,
- ed a lui sia aperta la via del cielo, dove il giorno che avremo
- riacquistata tutti la vista, ci ritroveremo.
-
-ERASMO.
-
- Ed io, fratello troppo buono e cieco,
- ti perdono di avermi perdonato.
- O brigante mi faccio, od eremita.
-
-ONINONI.
-
- Eremita! Brigante, con noi, non ti vogliamo!
-
-CARIADO.
-
- Evvia, signor Duca, in esilio!
-
- (Erasmo _exit_).
-
-LANGUIS.
-
- A voi, mia gente della terra e semplici di cuore, che vi
- possiamo dare o dire? Oh, siamo troppo al di sotto della vostra
- trasparenza...
-
-ONINONI.
-
- Re, nostro re... tu ci parli difficile e noi non si arriva mica a
- capirti, ma se un poco siamo arrivati, a capire, a me pare che tu
- ti credi debitore... ed è una cosa che ci confonde e non ha senso,
- per la testa del gigante Golia!... Tu non devi dirlo più, parola
- di gentiluomo, e pensarlo neanche, perchè noi si è fatto, io e gli
- altri, così per fare, e tu sei un padre che bisogna bene aiutare,
- e lui non deve mica dire grazie, ma siamo noi a dirgli grazie... è
- un onore insomma... e non c'è merito... anzi ho detto... no, non ho
- detto, perchè io a scuola, e neanche gli altri, non ci siamo andati,
- dove s'impara a parlare con i re... e allora, tu, re, capisci...
- e...
-
-CARIADO.
-
- _Amen._
-
-ELINER.
-
- Ma se c'è uno di noi che vale, che ha studio ed educazione, è il
- capitano...
-
-ONINONI.
-
- Sì: quello, ecco, noi si direbbe che è sangue di re!
-
-LANGUIS.
-
- Sarete la nostra guardia, che è come dire gli amici nostri più
- vicini. Andate, figli: e godete del vostro mangiare e del vostro
- bere...
-
-CARIADO.
-
- È giustizia, dopo che s'è lavorato tanto!
-
-LANGUIS.
-
- E al capitano gli daremo quel che abbiamo...
-
- (I briganti _exeunt_).
-
- Pare che il suo nome sia Tristano e che il suo abito sia nero: ma
- non è tutto nero quello che noi vediamo? E siamo certi che d'anima
- egli è grande, e puro di fede, e sicuro di cuore. Che potremmo noi
- volere di meglio?
-
- (Da opposte parti entrano, silenziosi,
- _Tristano_ mascherato, e _Isotta_).
-
- Sconosciuto è vero. Ma i fatti parlano per lui, e sono d'oro e di
- ferro, ha detto. E i briganti, che non sanno mentire, hanno detto,
- sangue di re...
-
- (Una pausa).
-
- Sarebbe l'ultima letizia della nostra povera vita, saper congiunta,
- la fragilità bianca d'Isotta alla nera solidità di Tristano. Sarebbe
- il sole per questi giorni miei di ultimo freddo. Ma non diremo
- niente: il cuore non patisce timone nè cervello; troppi scogli
- minacciano nascosti. Possiamo pregare solo e a lui dire, se questo
- è un dono, ebbene prendilo.
-
- (Re Languis fa per alzarsi, Isotta gli
- si avvicina).
-
-ISOTTA.
-
- Eccomi, padre, se cercate di me.
-
-LANGUIS.
-
- Sempre cerchiamo di te, e ti troviamo sempre, anche nel silenzio.
-
-ISOTTA.
-
- Io sono dove il cuore mi porta
- senza che lo vogliano i pensieri.
-
-LANGUIS.
-
- (Avviandosi).
-
- Come ti piace quel Tristano che ci ha liberato?
-
-ISOTTA.
-
- Porta la maschera, padre.
-
-LANGUIS.
-
- Tutti, al mondo, figlia: solo, lassù, saremo noi... Dunque, ti
- piace?
-
-ISOTTA.
-
- E a voi, padre?
-
-LANGUIS.
-
- A noi piacerebbe molto.
-
-ISOTTA.
-
- Andiamo, padre.
-
- (Re Languis ed Isotta _exeunt_).
-
-TRISTANO.
-
- (Rimanendo immobile).
-
- Al mondo vive dunque chi trama la felicità degli altri?
- La felicità: un fumo che ha nome domani,
- o ieri, se rimpiangi un'ora consumata:
- oggi, mai. Io, felice? Rido:
- due parole d'assurdo, in croce.
- O mi diletto io, del mio soffrire?
- E mi lego alla sofferenza come un amante,
- e me la serro al cuore?
- Che faccio per vivere? Ricordo,
- disperatamente: una donna, un peccato.
- Ma quella donna dov'è? C'è, sul mondo?
- L'ho io, davvero conosciuta?
- O mi sono foggiato, di lei, un fantasma
- che non voglio ritrovare in vita,
- perchè ho troppo accarezzato in sogno?
- Costei anche si chiama Isotta...
- Isotta! Sognavo ieri, e mi desto oggi?
- O vivevo laggiù, e sogno qui?
- La vita, ecco, m'offre un bene:
- per essere fedele a quel che fuggo
- lo rifiuterò? Per non deludere il mio sogno?
- E che so io del vero? E chi sono io
- per credere che la sventura m'abbia segnato
- così da reputarmi già morto, quando respiro?
- E dov'è il ricordo che mi tormenta?
- Sulla mia carne? No. No. Io non ho segni
- nè ricordi. Io voglio non aver vissuto.
- Non avere anima nè carne.
- O sì, mie, per donarle ancora.
- Un ideale, sì, l'avevo. Si chiamava
- Isotta: e l'ho trovato qui. È falso?
- Ah, quante meschine trame
- per una mia sciocca curiosità!
- Sono due nomi eguali, pazzo!...
- E se fossero due anime, eguali?
- Se la sorte... E non si può giocare anche la fede
- come la vita, in battaglia?
- Tristano, si può dare tutto per niente!
- E per un filo d'erba, l'eternità!
- E per una parola, un regno!
- E per un bacio, il paradiso!
- E per una goccia d'avvenire, tutto il mare del passato!
- Ah no, buffone... Guarda...
- Io vedo un abisso. Mi ci butto. E rido. E canto.
-
- (Canticchiando).
-
- «Così è di noi,
- nè voi senza di me,
- nè io senza di voi!»
- Ah! Ah!
-
- (Ad Isotta, che è comparsa, quasi
- ironicamente).
-
- Un inchino, principessa.
- Bella come il sole di vostro padre,
- e l'ombra mia!
-
-ISOTTA.
-
- Grazie. Mi spiace le parole del re
- abbiate inteso, vane fantasticherie.
-
-TRISTANO.
-
- No, Isotta... Lasciate vi chiami per nome,
- io mi lego ad un nome
- come il cipresso a un cimitero...
- Il re supera voi e me per saggezza.
-
-ISOTTA.
-
- Ma sogna, e non può vedere.
-
-TRISTANO.
-
- Ma prega, e spera.
- E non vorreste fargli di sole
- questi giorni suoi di ultimo freddo, Isotta?
-
-ISOTTA.
-
- Voi dite il mio nome, come se da sempre
- lo aveste avuto in cuore...
-
-TRISTANO.
-
- Davvero? Oh maraviglia!
- È tutto quel che so di voi, il nome,
- e l'amo prodigiosamente.
-
-ISOTTA.
-
- Perchè? Siete bizzarro...
-
-TRISTANO.
-
- Ho forse la coda? Tre mani?
- Oh! sono banale, banalissimo:
- credo, principessa, con licenza del sacerdote,
- vi saprei fare sette figli, e tutti maschi!
-
-ISOTTA.
-
- Amo, signore, d'essere intatta
- e nelle mie vesti mi chiudo,
- come dentro un monastero.
- Ma non vorrei per amor di me,
- perdere un sorriso di mio padre.
-
-TRISTANO.
-
- Che vi piacerebbe? Mentirgli ancòra?
- E che io vi fossi complice e falso marito?
- Sì: mentire so, e tanto bene
- che illudo anche me stesso, Isotta!
-
-ISOTTA.
-
- Io sono devota d'una religione fredda
- che mia madre m'apprese,
- la religione delle stelle, vergini anch'esse,
- che piangon a volte, o liete parlano meco,
- e credo a quel che intendo
- e mi prometto loro
- e tengo fede alle mie parole.
-
-TRISTANO.
-
- Voi tenete fede? Gloria! gloria!
- Sarete una sposa modello...
- Io no, non son fedele... Frantumo le mie parole:
- ne faccio monili per me, per voi, per tutti!
-
-ISOTTA.
-
- Ho giurato di salvare per sempre
- la mia castità: sono vestale
- d'un mio patto puerile ma sacro.
- Sarei una troppo sterile consorte!
-
-TRISTANO.
-
- Quella ch'io voglio, perfetta!
- Oh son fatto, io, di musica, non di carne.
- Casta! Vi amo... La mia virtù compagna
- sarete, il vostro peccato, io!
- Ecco, ecco... un anello, no. Dopo.
- E mi volete, se anche mascherato?
-
-ISOTTA.
-
- Io non per la follìa d'un nome,
- ma per ubbidire al re.
-
-TRISTANO.
-
- Isotta Isotta!... Allora io posso dire ancora...
- Isotta! Ti amo... ti amo... Sei mia!
- Posso chiudere gli occhi e udire il tuo respiro...
- Taci, taci... non parlare: Isotta!
- posso ascoltare il ritmo vicino
- della tua vita profumata, e dire
- Isotta, finalmente, sei mia moglie, tu!...
- Non sei più del re, sei mia... solo mia... mia...
- per sempre... e senza lacrime... Isotta... mia...
-
-ISOTTA.
-
- Tristano!
-
-TRISTANO.
-
- Taci! Ho la febbre, ho il delirio!
- Vado a nozze con la mia fantasia allucinata.
- Sono felice, perchè voglio essere così.
- Vieni, vieni con me.
-
- (_Exeunt ambo_).
-
-(_Marcia nuziale_).
-
-
-SCENA TERZA.
-
-_Un giardino, di notte. Lampioncini di carta colorata. Una fontana.
-Lontani, canti d'allegria e suoni striduli di musiche._
-
- (Su un sedile di pietra, HUBBO, vestito
- da buffone, accovacciato, immobile.
- Entra ISOTTA, come fuggisse, inseguita
- da TRISTANO, mascherato).
-
-
-ISOTTA.
-
- Non mi perseguitare:
- m'hai già crocefissa col mistero de' tuoi occhi,
- lasciami, ora.
-
-TRISTANO.
-
- No, Isotta, hai cambiato nome:
- ti chiami moglie!
- e non sei più di te stessa: mia sei.
- Con una paroletta hai cancellato la tua persona,
- la tua volontà, tutto quanto eri!
- Perchè fuggi? Ti ripiglio.
- E ti dico: a sedere. E ci stai.
- E ti sputo negli occhi. E sopporti.
-
-ISOTTA.
-
- Che dici?
-
-TRISTANO.
-
- Canto anch'io, l'inno al matrimonio,
- in questa notte ilare di nozze!
- Ora tu non sei più tu: sei me,
- la mia maschera, la mia scarpa sei.
- E l'amore, l'amore dov'è?
- Nessuno t'ha domandato, è vero?
- E se domani uno venga che piace a te,
- e tu a lui: e tremate nel guardarvi,
- oh... follìa... tu non puoi, tu, moglie!
- Tu non sei più viva, morta sei, mummia!
- E mi diverte fare il carceriere
- e chiuderò tutte le porte
- e spierò le fessure dell'anima tua
- e digrignando i denti, urlerò di te:
- mia proprietà, mia proprietà!
-
-ISOTTA.
-
- Ti sei vincolato a lasciarmi casta...
-
-TRISTANO.
-
- E chi t'assicura che manterrò?
- Sono spergiuro, pazzo, vagabondo.
- Chi t'ha detto di credere a me?
-
-ISOTTA.
-
- Io ti credo, Tristano.
-
-TRISTANO.
-
- Insensata: ho viso deforme,
- spellato, arso, tagliato...
-
-ISOTTA.
-
- No.
-
-TRISTANO.
-
- Ed altre virtù non conosco
- che furia e menzogna...
-
-ISOTTA.
-
- No.
-
-TRISTANO.
-
- E ti forzerò, contro la mia parola
- e la tua giurata verginità
- calpesterò...
-
-ISOTTA.
-
- No.
-
-TRISTANO.
-
- E ti segnerò di lividi e di piaghe,
- e beverò il liquore delle tue lacrime...
-
-ISOTTA.
-
- No.
-
-TRISTANO.
-
- Che sai di me?
-
-ISOTTA.
-
- Tutto... perchè...
-
-TRISTANO.
-
- Perchè? Non aver paura!
- Ho raccolto le sozzure per la via;
- puoi buttarmi qualunque bestemmia.
-
-ISOTTA.
-
- Sì. Perchè ti amo...
-
-HUBBO.
-
- (Facendo irruzione).
-
- Ah ah ah... Quanti palloncini
- verdi, e rossi, e gialli!
- Che gala nella mia gioia!...
- Ognuno si può impiccare al colore che vuole
- e chiamarlo stella!
- È proprio una festa, signora,
- da perderne la testa,
- ed anche il nano di Corte
- vi bacia la veste, oggi, si può,
- e fugge via, fugge lontano,
- tanto lontano che non lo troverete più,
- e sarà ai piedi vostri...
-
- (Sparisce in un tintinnìo di sonagli,
- ma ritorna a spiare ed appiattarsi, di
- lì a poco, dietro la fontana).
-
-ISOTTA.
-
- È il buffone!
-
-TRISTANO.
-
- Ecco il povero mendicante,
- che vivrà sulla soglia della tua bellezza.
- e questa volta sarò io marito
- e geloso cent'occhi
- e severo cento supplizi!
- Ah, mi diverto, mi diverto smisuratamente.
- Ma se tu davvero mi ami, Isotta...
-
-ISOTTA.
-
- Non giocare colla mia vita: taci.
-
- (Una pausa. I due sono seduti sul
- margine della fontana. E s'avanza
- ONINONI con passo quasi di danza; lo
- segue ELINER, cantando; ultimo CARIADO,
- lugubre. Sono in fila, a distanze
- uguali, ubriachi tutti e tre, ma
- contegnosi).
-
-ONINONI.
-
- A me, una festa così, mi fa ringiovanire. Se la musica non fosse
- fuori di tempo, farei quattro giri di danza, ma è fuori di tempo...
-
-ELINER.
-
- (Cantando).
-
- La vita è una sorpresa...
- c'è la salita e poi c'è la discesa...
- Ed oggi tocca a me, domani a te,
- e finalmente al re!
- La vita è una sorpresa...
-
-CARIADO.
-
- Ma io la sposa non ce l'ho... e l'avrei voluta anch'io... e l'avrei
- molto accontentata... ma non ce l'ho... Amen...
-
-ONINONI.
-
- Questo, per Sant'Agata vergine, si chiama giardino? E noi ci
- spasseggiamo dentro come padroni... Ma, sacramento! questa è
- acqua... Maledetta sia l'acqua e chi la beve. E quindi anche la
- pioggia, maledetta. Però ai campi fa bene, la pioggia. Sì, ma noi
- non siamo campi!
-
-CARIADO.
-
- È deserta la vita, ecco...
-
-ELINER.
-
- (Cantando).
-
- La vita è una sorpresa...
-
- (I tre briganti _exeunt_).
-
-TRISTANO.
-
- Io sono uno dei loro e come loro
- ubriaco di pensieri.
- Ma, Isotta, per te devo...
- Vuoi un poco di veleno e di verità?
-
-ISOTTA.
-
- Nulla voglio, e nulla domando.
-
-TRISTANO.
-
- Se mi ami, devo ben farti soffrire!
-
-ISOTTA.
-
- E tutto ascolto.
-
-TRISTANO.
-
- Non t'ho ancora dato l'anello:
- eccolo: guarda: trasparente! Biondo come...
-
-ISOTTA.
-
- L'hai gettato nella vasca!
-
-TRISTANO.
-
- Eh sì! Quando tu prendere lo voglia
- devi affogare...
-
-ISOTTA.
-
- Mi butto.
-
-TRISTANO.
-
- No. Che è un anello? Ombre. Ombre.
- Ma quello... Sì, Isotta!
- tu sei mia moglie.
- Isotta, io t'ho sposato, ridi,
- è tempo di risate,
- t'ho sposato perchè amo un'altra donna.
-
-ISOTTA.
-
- Sapevo.
-
-TRISTANO.
-
- Perchè sono infelice, ed ho voluto
- esserlo di più...
-
-ISOTTA.
-
- Sapevo.
-
-TRISTANO.
-
- Perchè ho voluto potermi disprezzare!
- Perchè ho voluto avere anch'io
- quella catena che ha lei,
- per essere come lei,
- sotto il peso di un eguale dolore,
- ed ho scelto te perchè tu mi sia
- l'aguzzino, il carnefice, l'infamia,
- e torturandolo, tu faccia più divino
- quest'amore che io ho tanto dilaniato
- e che dilania me.
-
-ISOTTA.
-
- Sapevo.
-
-TRISTANO.
-
- T'ho presa come si prende, ecco, la morte,
- con disperazione,
- e avevi il nome di lei,
- dell'assente, della mia Isotta,
- del mio sogno
- e l'anello era suo.
-
-ISOTTA.
-
- Puoi piangere, ora, con me.
-
-TRISTANO.
-
- No. Non so piangere. Rido.
- Ma tu sei come un balsamo
- sul mio ridere malato...
- Oh, senti, cantano laggiù:... per chi?
-
-ISOTTA.
-
- Per noi.
-
-TRISTANO.
-
- Sì? E perchè non ci amiamo?
- Ho ben infranto la mia fedeltà.
- Sacrifica tu, la castità.
- Che vogliamo noi, donna?
- Divoriamoci coi denti,
- cerchiamo dentro noi il nostro fango!
- Ah, Isotta, perdona: guariscimi tu!
- Insegnami a credere ancòra,
- ed a non ricordare più.
- Tu hai mani bianche e leggere,
- di fata: dammele...
- Costruiscimi una vita tenue,
- nuova come un sogno nuovo.
- Chiudi la porta a tutti i pensieri
- che vengono di lontano
- o che vogliono volar via...
- Salvami, salvami tu, pura..
-
- (S'inginocchia — essa gli mette le mani
- nei capelli).
-
-_La voce di Hubbo._
-
- La bionda Isotta, per gelosia
- di re Marco, suo marito,
- mentre tu ridi, soffre,
- dentro una prigione,
- cavalier Tristano!
-
-TRISTANO
-
- (Levandosi).
-
- Tu hai parlato? Tu?
- L'anima mia? L'ombra?
- Sì. È vero! Una prigione...
- Voglio una prigione anch'io!
- Perchè devo io qui solo respirare la libertà,
- godere la notte, ubriacarmi d'illusione
- Come lei, come l'amor mio vero!
- Tu no, non ti conosco.
- Chi sei? Chi sei? Ti odio!
- Vattene. Una prigione, voglio!
- E soffrire anch'io!
- Sii gelosa, dunque! Sii gelosa,
- t'ho sposata per questo solo.
- Fammi male, se mi vuoi bene!
- E chiudimi in una prigione,
- ti prego, te ne prego, ti supplico...
- e dopo, fanciulla, ti benedirò...
-
-_La voce di Eliner._
-
- (Cantando).
-
- La vita è una sorpresa,
- c'è la salita, e poi c'è la discesa...
-
-
-SCENA QUARTA.
-
-_Una prigione. Attraverso l'inferriata qualche stella._
-
-
-TRISTANO.
-
- Sono giunto al porto, qui?
- Ho tanto navigato per questo?
- No: ancora non è la morte vera.
- Buio, sì, ma qualche stella vive, lassù:
- nero, nero voglio: lutto sovrano.
-
- (Togliendosi la maschera).
-
- Mio viso ti sbendo: l'infinito sole
- è presente, e l'infinito è lei: mia signora
- che spia: la sento qui, là:
- Isotta, mi maledici? No, non devi,
- nessun bacio ha cancellato i tuoi baci:
- tra qualunque creatura di carne e me,
- sempre tu, ombra, ho veduto e vedo,
- ed a questo carcere tu mi condanni!
- Perchè dovrei, spietata, maledirti,
- ma folle di sentirmi così tuo,
- ti dono invece questo viso nudo
- come un cadavere risorto, e godo
- delle tue ineffabili carezze e spasmo
- verso questa tua divina oscurità.
-
- (Entrano dall'inferriata le voci dei
- briganti).
-
-_La voce di Oninoni._
-
- Oh, capitano, è vero che sei lì dentro?
-
-_La voce di Eliner._
-
- Non risponde!
-
-_La voce di Oninoni._
-
- Siamo venuti via: che si poteva fare più. San Giuda benedetto?
-
-_La voce di Cariado._
-
- Anche i re muoiono, e re Languis è morto...
-
-_La voce di Oninoni._
-
- Il popolo allora ti ha fabbricato qualcosa come una repubblica...
-
-_La voce di Eliner._
-
- E siamo venuti qui, da te.
-
-_La voce di Oninoni._
-
- Ci vuoi non ci vuoi?
-
-_La voce di Cariado._
-
- Si torna a fare il brigantaggio.
-
- (La faccia di ONINONI appare
- all'inferriata).
-
-ONINONI.
-
- Silenzio!... Oh, olà! Sacripante, è morto anche lui!
-
- (Oninoni sparisce, le voci si perdono).
-
-_La voce di Eliner._
-
- Era un po' strambo, poveretto!
-
-_La voce di Oninoni._
-
- Ma tutto cuore!
-
-_La voce di Cariado._
-
- _Amen!_
-
-TRISTANO.
-
- Resterò dunque solo? Ma se il mondo
- mi crollasse intorno ed io sopravvivessi,
- unico, non mi lasceresti ancòra, Isotta,
- ma dentro me sempre rimani,
- a divorarmi come fai!
-
- (Una pausa).
-
- C'è un grillo, nella notte.
- Per tre volte un usignolo era venuto
- a farmi tacere, poi silenzio.
- Ora i grilli. Domani i vermi,
- Tristano, ti sei chiuso, ma cammini,
- cammini verso di lei
- e l'ombra ti segue, fedele.
-
- (Due mani bianchissime appaiono tra i
- ferri della finestrella; e Tristano le
- vede).
-
- Chi m'offre questi grandi fiori bianchi,
- virginali? Oh fiori di gelo e di giglio!
- Mani! O mani senza persona,
- mani recise. Di chi siete?
- Mie, mie, e del sogno! No, sue.
- Mani, mani che hanno più forza
- che non la fede, che non la fame!
- Mani esangui e capaci di tanto delitto
- su me, che m'abbandono!
- O mani di regina, sì,
- ma dei burattini!
- Io mi muovo secondo che voi mi guidate,
- e io sono il vostro pagliaccio,
- e mi fate saltare, danzare, giacere,
- e vi faccio la mia reverenza!
- E cerco i fili colle dita: e non ci sono...
- Perchè siete due ragni mostruosi,
- che avete tessuto la mia perdizione!
- Ragni: ed io credo... No, vedo...
- Isotta, sei tu morta? E vieni a darmi l'addio?
- Devo morire anch'io? Mi chiami? Mi vuoi?
- Prendimi. Oh sì, donami questa grazia.
- Ah, immobili siete, quasi spente,
- ma io sento che voi sentite.
- E se vi pungessi, nascerebbe il sangue.
- Coi denti, coi denti!... Ah, delizia...
- Baci... baci... Che volete? L'anima?
- Ahi mute e tenaci come due pensieri, lì,
- come due chiodi. No!
- Andate via! Via! Sparite!
- Siete nebbia, lo so. Siete sogno, lo so.
- Debbo destarmi; voglio destarmi, su,
- sono in piedi. Vivo. Vedo.
- E sono lì, bianche come due peccati bianchi!
- Isotta, sei tu... Che mi asciugavi le lacrime,
- buona ti conosco. No, tragica,
- feroce. Rivuoi l'anello? Ah, sì! Ecco!
- L'anello! Perduto! Annegato!
- Come una persona viva... Perdona,
- perdona. Guarda, congiungo le mie mani,
- e tu perdona! Ah, maledetta!
- Basta: le prendo, le spezzo... le adoro!
- Dietro queste mani, nella notte, vive
- Isotta, la mia divina, e queste, sì,
- mi portano le più silenziose carezze
- nate dalla sua pena...
- O dita fredde qui sulla mia faccia
- rovente... Adoro le immagini sacre,
- l'incubo mio,
- le due lampade bianche per la mia tomba,
- le due anime vive e disgiunte e gemelle
- come le nostre due, Isotta, Isotta!...
- Tu sei qui... È vero? Ah meraviglia,
- tu sei vera, tu sei viva, tu sei mia!
- Isotta, lasciami morire, e chiudimi gli occhi
- tu, divinamente muta, così...
-
-
-_Fine del secondo atto._
-
-
-
-
-ATTO TERZO
-
-
-SCENA PRIMA.
-
-_L'interno di un casolare, nudo, da pescatori._
-
-
-HUBBO.
-
- (Entrando).
-
- Ecco il frutto della mattinata:
- due scombri-cavalli, carne dura
- per i tuoi denti di neve, ma di meglio non c'è.
- Poi tre uova di gabbiano.
-
-ISOTTA.
-
- Siamo poveri poveri.
- E noi che ti possiamo dare?
-
-HUBBO.
-
- Niente!... È mio dovere.
- Puoi usarmi come arnese di cucina
- come cane, come coltello,
- [_lacuna nel testo_] mi buttare via, signora.
-
-ISOTTA.
-
- Triste un buffone, in tanta nudità!
- Ma egli è malato, io donna: ci puoi servire.
-
-HUBBO.
-
- Grazie.
-
- (Tra sè).
-
- Idolo bianco,
- ti ha difesa perchè sei bella e sua,
- Hubbo, lo scorpione. E non t'abbandona.
- Ma pazzo, anzi meschino, lotta,
- con quel pazzo vero e nero, che ti fiuti,
- sì, ma non ti morda.
- E Hubbo vincerà.
- Qui c'è il suo veleno
- che una goccia sola potrà fare giustizia.
-
- (Rimescola un barattolo e lo ripone).
-
-ISOTTA.
-
- (Fra sè).
-
- Quanta luce in questo casolare
- e non ci libera dall'ombra.
-
- (Hubbo _exit_).
-
- La trasparenza delle cose, ahimè, avvilisce le nostre anime opache!
-
-TRISTANO.
-
- (Entrando cauto).
-
- Non c'è nessuno? Tu? Ssst! Un segreto...
- Non lo dire poi. Vieni qui.
- In punta di piedi. Piano. E... grazie!
- Io credo di non essere più io.
- Siamo tanto soli qui... taci,
- non ti muovere, non respirare,
- penso che lei non sappia il luogo,
- questo luogo. Sfuggiti le siamo!
- E starà frugando ancòra, nei palazzi,
- chissà dove... Gliel'abbiamo fatta!
- Qui, dove si potrebbe nascondere, l'ombra?
- Non c'è ombra. Tutto sole. Intendi?
- E credo che ti posso baciare finalmente
- senza che _lei_...
-
-ISOTTA.
-
- Non far peccato contro il tuo Dio.
-
-TRISTANO.
-
- Dio? Quale? L'abbiamo perduto.
- Siamo in esilio, in libertà.
- Il mare solo colle sue bianche braccia
- e il suo fragore copre le nostre parole.
- Grazie, mare, anche a te.
-
-ISOTTA.
-
- Ed hai paura, se parli piano.
-
-TRISTANO.
-
- Sono stato in agonia... Non oso
- sventolare la salute, ma la fascio,
- la carezzo... Per essere diverso
- e non più riconoscibile, ho seppellito
- là, nella sabbia, la maschera, stanotte.
- Neanche la luna mi ha veduto.
- Ora sono bianco, un altro sono!
- Mi siedo e chiamo: Psst, psst, i miei pensieri
- che mi vengono a dormire stanchi nel cuore,
- dopo tante corse, e me li sento, un po' sudati,
- amici, respirare...
-
-ISOTTA.
-
- I tuoi pensieri,
- rondini, un attimo ferme,
- son pronte a ripigliar volo e garrito.
-
-TRISTANO.
-
- No, mentre dormono, tu li ucciderai.
- Ti spaventa? Cattivi pensieri,
- mi hanno fatto soffrire tanto!
-
-ISOTTA.
-
- Se io sapessi, come si può fare!
-
-TRISTANO.
-
- Guarda. Sì. Sì. Così. Buona...
- Poi ti siederai qui, e filerai.
- Come una moglie di pescatori!
- Eh, non siamo più niente...
- Dobbiamo guadagnarci la vita.
- Ecco: filare. E io farò il falegname.
- Un onorevole mestiere. Anche il padre di Gesù
- non se ne vergognava, ed il figlio era re.
- Noi avemmo il padre re.
- E qui legheremo un cane
- che abbaierà alla sua ombra...
- No; niente ombra, niente cane. Silenzio!
- Un gatto grigio. Ed il buffone
- ci farà da sguattero, e Giuseppe
- lo chiameremo. Sì, sì,
- una vita come gli altri, nascosta,
- ogni giorno monotona, eguale
- e lei forse non ci troverà più,
- e noi moriremo, colla barba bianca,
- tu con cento rughe... Isotta...
- Ma perchè ti chiami... Isotta?
- Cambia nome: vuoi che seppelliamo
- anche il tuo nome, sotto la sabbia?
-
-ISOTTA.
-
- È l'unico dono che m'è rimasto
- di mio padre, il nome.
-
-TRISTANO.
-
- Beato, in pace con sè stesso!
-
-ISOTTA.
-
- Non mi ha giovato il voto...
-
-TRISTANO.
-
- E perchè non te ne sciogli?
- Se tu m'aiuti...
- Posso io?
-
-ISOTTA.
-
- Ma devi me cercare dentro le mie braccia,
- non l'assente: solo me,
- e mi conoscerai allora, se pallida,
- marmo no, malata di languore,
- come notte di maggio e di luna,
- e s'aprirà la mia chiusa forza,
- come un altro mare...
-
-TRISTANO.
-
- Chi sei? Guardo la tua bocca
- dir queste parole, e guardo
- la tua gola vivere, e queste mani...
- Le mani... Erano tue?
-
-ISOTTA.
-
- Le riconosci vive, qui?
-
-TRISTANO.
-
- Le tue! Dunque sei tu? Tu!
- Ecco: ti accarezzo... E ti abbraccio...
- Nessun velo fra te e me...
- Nessun'ombra! Posso... Sì.
- Posso dire forte, Isotta!
- Più forte, Isotta... Più forte, Isotta!
- Libero sono... Salvo per queste mani
- mie, che erano te,
- che sono te, Isotta cara...
-
- (Entra HUBBO con in mano la maschera di
- Tristano).
-
-ISOTTA.
-
- Che c'è?
-
-HUBBO.
-
- Questo, c'è...
-
-TRISTANO.
-
- (Cupo tra sè).
-
- L'ombra?...
-
-HUBBO.
-
- Il mare ha scavato la sabbia
- ed è venuta su questa pezzuola
- del signor Tristano...
-
-TRISTANO.
-
- (Delirando).
-
- L'ombra!
- M'ha ritrovato! Ecco: sorridevo!
- Ho parlato forte... troppo forte...
- M'ha udito... M'ha ripreso, è qui...
-
-ISOTTA.
-
- No... Non è che la tua maschera...
-
-TRISTANO.
-
- Ma _lei_ me la rimanda!
- Oh, conosco i suoi segni...
- i suoi gesti senza parole...
- le sue pause d'agonia... e d'ironia!
- Mi dice: ricopri quel viso ch'è mio.
- Tuo? Perchè? Ti rispondo: no!
- E guarda... le calpesto la maschera...
- le sputo su... le ballo su... ballo...
-
-HUBBO.
-
- Signor mio...
-
-TRISTANO.
-
- Ballo... ballo...
-
-HUBBO.
-
- Dentro un barcone ora approdato
- c'è un prete, barba così,
- che racconta d'Isotta...
-
-TRISTANO.
-
- Di chi?
-
-HUBBO.
-
- Racconta che Isotta regina,
- la moglie di re Marco,
- è stata da re Marco ferita
- per furore, ed essa langue ora,
- e par che dica: Muoio... Tristano...
-
-TRISTANO.
-
- Maledetto! Tu muori... tu!
- No. Hai ragione... Per questo
- la maschera m'ha spedito... La bacio.
- Sa di sale! Sì. È come
- un'anima avvilita e lagrimosa.
- Ma lei ferita hai detto? E muore?
- Per furore... per gelosia!
- Isotta, hai capito? Ebbene
- voglio essere ferito anch'io.
-
-ISOTTA.
-
- Non divagare... Ritorna
- alla tua vita nuova...
-
-TRISTANO.
-
- Al gatto?... Al falegname?
- Come _lei_, sempre come _lei_,
- per morire come _lei_, almeno questo!
- Provoco e chiedo ciò alla tua gelosia.
- Hai detto d'aver cuore e sangue...
- Su, su. Ferisci! Dove vuoi...
- Nel mio cuore... nel mio sangue...
- Voglio, intendi? voglio essere ferito.
-
- (Hubbo spalma dell'unguento del
- barattolo un coltello e lo pone sul
- tavolo).
-
-ISOTTA.
-
- Non essere crudele con te e con me!
-
-TRISTANO.
-
- Un coltello!
-
- (Brandisce il coltello ch'è sul
- tavolo).
-
- O mi ferisci,
- o mi scanno. Isotta mia, ti sento,
- e ti obbedisco! So quello che vuoi...
-
-ISOTTA.
-
- Chi può sapere? Interroga quel frate...
-
-TRISTANO.
-
- Sangue! Il mio bel sangue nero!
- Ecco: non colpisci? Io, allora io...
-
-ISOTTA.
-
- No...
-
-TRISTANO.
-
- Taglia... taglia... un po' di carne
- lacerata mi salverà dall'ascoltare
- l'anima mia... e i ricordi... su... taglia!
-
-ISOTTA.
-
- (Pungendogli il collo).
-
- Ecco: una goccia di sangue...
-
-TRISTANO.
-
- (Subitamente calmo).
-
- Una gemma. Fermi! Devo morire.
- Sono sulla soglia del palazzo eterno...
- Sì, povera vita mia, ti lascio... Una gemma:
- di questo rubino fatti l'anello di nozze
- che non t'ho dato ancòra... Pace.
- Non urlo più. Non tremo più.
- Vedo la morte che mi viene incontro.
- Quanto tempo?
-
- (Una pausa).
-
- Sì? Grazie,
- anche a te, morte. Posso vederla, ancòra!
- Hubbo, sali sul barcone ch'è approdato,
- riprendi il mare, vola, e va dalla regina ferita,
- laggiù, di' che Tristano muore,
- e che insieme, insieme si ha da morire,
- e portala qui. Se torni con lei,
- alza vele bianche, senza, vele nere.
- Aspetterò, tenendomi la vita colle mani.
- Va!
-
-ISOTTA.
-
- Va!
-
- (Hubbo _exit_).
-
-TRISTANO.
-
- Ed ora comincio ad aspettare.
- Guardo. Un po' d'acqua... Ho sete...
- Grazie... E lasciami solo... Va via: solo:...
- Voglio pregare, se ripesco qualche parola
- nella mia memoria...
-
-ISOTTA.
-
- Ti posso insegnare...
-
-TRISTANO.
-
- Tu?
-
-ISOTTA.
-
- Io prego sempre. Ripeti:
- O voi che proteggete chi patisce...
-
-TRISTANO.
-
- O voi che proteggete chi patisce...
-
-ISOTTA.
-
- Fate che Isotta mi venga ridata...
-
-TRISTANO.
-
- Fate che Isotta...
-
-
-SCENA SECONDA.
-
-_A bordo d'una barca a vela: in alto mare. Tempesta._
-
- (In piedi, ERASMO, in abito d'eremita,
- regge la barra del timone. Accovacciato
- HUBBO tiene la corda della vela).
-
-
-HUBBO.
-
- E chi vede più niente in questo inferno?
- Si scivola... si vola a precipizio!
-
-ERASMO.
-
- Io gli scogli non scorgo, ma Dio veglia:
- Ci diriga se vuole, o ci frantumi!
-
-HUBBO.
-
- Sono maledizioni di saette...
- E non arriveremo che al naufragio!
-
-ERASMO.
-
- Io sono pronto.
-
-HUBBO.
-
- Eh vecchio sei barbone amico di Dio,
- ma Hubbo la morte lo spaventa.
-
-ERASMO.
-
- Tira! Oh senti la campana! È l'ora
- nostra... Su, su... L'ondata passa... e spazza!
- Amavi tu la vita come i re?
-
-HUBBO.
-
- Come un rospaccio cui tirano sassi
- anche i marmocchi fior d'innocenza...
- Ah quant'acqua... Non si regge più!
- Tu forse avrai goduto.
-
-ERASMO.
-
- Avidamente ho steso le mani
- su tutti i beni della terra e nulla
- è stato mio: le mani or tendo al cielo
- e qualche cosa piglierò lassù.
-
-HUBBO.
-
- Hai amato ed hai sofferto per amore?
-
-ERASMO.
-
- Prega... Il vento cambia. Forza!
-
-HUBBO.
-
- Tutta la barra. Ancòra. L'albero cede.
-
-ERASMO.
-
- No. Tien saldo. Mi piacque una nipote
- principessa di mani come il vento...
-
-HUBBO.
-
- Isotta!
-
-ERASMO.
-
- L'hai conosciuta? E casta come morta...
-
-HUBBO.
-
- No, casta. Tu non sai l'amore suo!
-
-ERASMO.
-
- Per chi? Su! Grida più dell'uragano!
-
-HUBBO.
-
- Per un Tristano che se l'è sposata...
-
-ERASMO.
-
- Ah parole più fulmini del fulmine!
- L'ama? È felice? Parla! Com'è fatto?
-
-HUBBO.
-
- Oh piangere la fa! Chè lui non l'ama!
-
-ERASMO.
-
- Piangere? Miserabile!.. Oh vendetta...
-
-HUBBO.
-
- Compiuta, la vendetta. Tristano muore.
- E vuole anche morir contento!
- E com'è stato fedele a un'altra Isotta,
- a un suo peccato, manda noi,
- che gliela riportiamo, questa Isotta,
- per essere felice, nel trapasso, ed in eterno,
- ed infelice in eterno quella che tu amavi.
-
-ERASMO.
-
- Lascia la vela. Ed io lascio il timone.
-
-HUBBO.
-
- Ma la barca impazzisce disperata...
-
-ERASMO.
-
- Giù! Giro tondo e vortice che sale!
-
-HUBBO.
-
- È la fine! È la fine!
-
-ERASMO.
-
- Che importa? Vuoi che io serva a quel Tristano?
-
-HUBBO.
-
- Ho promesso... Ho paura...
-
-ERASMO.
-
- Ma ti viene la morte e ti cancella
- e le promesse annegano con te...
-
-HUBBO.
-
- No. Non si può camminare...
-
-ERASMO.
-
- Se non gli giunga, se mai più riveda
- quest'altra Isotta, morirà furioso?
-
-HUBBO.
-
- Furioso, sì, come un cane.
-
-ERASMO.
-
- E d'Isotta, la mia?
-
-HUBBO.
-
- La nostra, sarà un po' contenta...
-
-ERASMO.
-
- Quale nostra?... Anche tu? Maledizione!
-
-HUBBO.
-
- No. No. Non ho che pianto. Pietà di me...
-
-ERASMO.
-
- Verme! Rospo, hai osato? Ma si muore...
- Vieni qui. Parla. Non tremare. Parla.
- Ancora è bella? E le sue mani bianche?
-
-HUBBO.
-
- Come la spuma... Oh, no. Si sprofonda!
-
-ERASMO.
-
- Sì.
-
-HUBBO.
-
- Salvami! Non vedi? Non vedi?
-
-ERASMO.
-
- Sì. Ma parla di lei! Parla di Dio!
-
-HUBBO.
-
- È triste, Isotta... E non ci ha mai sorriso...
-
-ERASMO.
-
- Isotta, Isotta...
-
-HUBBO.
-
- Isotta...
-
- (S'inabissano).
-
-
-SCENA TERZA.
-
-_Lo stesso casolare della prima scena dell'atto._
-
-
-TRISTANO.
-
- (Su un giaciglio).
-
- Quanta polvere! Due pescatori
- han pescato un morto fra gli scogli:
- un annegato colla barba e glie l'hanno tagliata.
- Poi l'hanno portato in questo casolare
- e sono io... Povera gente!
- Il mare mi cullava. Qui sono un cane
- malinconico che aspetta per poter morire
- l'arrivo del suo padrone,
- ed agita la coda...
-
-ISOTTA.
-
- Sei tu che vivere non vuoi...
-
-TRISTANO.
-
- Non so, non so vivere...
- Se tu m'avessi insegnato!
-
-ISOTTA.
-
- Che potevo fare di più?
- Tacere e patire, oltre le mie forze.
-
-TRISTANO.
-
- Ascolta. Ho fatto un sogno, non so come,
- senza chiudere gli occhi mai.
- Sognavo che tu e lei foste una Isotta sola,
- e Languis e re Marco un solo vecchio
- ed ero felice o mi pareva,
- e t'ho guardata,
- e tu eri tu, sola,
- e Isotta mia, lontana!
-
-ISOTTA.
-
- E se non t'amasse più, colei?
-
-TRISTANO.
-
- Più? Me?
-
-ISOTTA.
-
- Non esiste il verbo dimenticare?
-
-TRISTANO.
-
- Dimenticare?
-
-ISOTTA.
-
- Chiudere nel cuore il ricordo,
- sorridere a nuove parole,
- aver pietà di sè.
-
-TRISTANO.
-
- Ho potuto io, dimenticare lei?
- E lei come...?
-
-ISOTTA.
-
- Come una donna.
-
-TRISTANO.
-
- Vile bugiarda! E vuoi rubarmi nell'anima!
-
-ISOTTA.
-
- Un po' di pace vorrei darti,
- se anche tu con odio mi ripaghi.
-
-TRISTANO.
-
- Pace mi darà la morte.
- Ma lascia che io creda in quest'amore!
- O per chi avrei vissuto?
-
-ISOTTA.
-
- Per te.
-
-TRISTANO.
-
- Oh, io non valgo la mia vita!
- Muoio, e non per me... non per me.
- Ti ho fatta soffrire, ho fatto soffrire me,
- funesto a nemici ed amici,
- almeno per grande fuoco, ciò:
- amore è come patria, giustizia,
- come Dio! E tu che ami,
- non dire sacrilegio contro l'amore!
- Ed essa viene. Sento che essa viene,
- Isotta! Ha chiuso tutte le sue lacrime
- per sorridermi ancora una volta.
- Vieni qui. Ascolta. Tu non la conosci.
- Io sì. Io non conosco che lei.
- Essa avrà detto: perchè partite?
- Eh! Perchè sono partito? Potevo rimanere.
- Delitto, sì. Ma le lacrime di Marco
- non valevano le sue, nè le tue,
- che non hai pianto. Ma così ho fatto:
- sono partito. Ed ho potuto non ritornare più!
- Come ho fatto? Così. Per viltà
- e per essere pietra d'eroismo,
- senza cuore nè sangue. E li ho, ribelli.
- Tu mi conosci! Ma non credere che Isotta
- abbia dubitato mai di me,
- o mi abbia maledetto mai. Te maledetta,
- se lo credi. Essa, lo sento, mormorava:
- Tristano vuol così, e così sia.
- Ma io le grido: Tristano è un vile!
- Ma quando il tuo buffone le ha detto:
- Tristano muore, vieni, essa si è levata
- in piedi, su, benchè morente, e l'anima sua
- è volata qui prima del corpo, è qui.
- Essa è qui, intendi? E io parlo a lei...
- non a te... E aspetto il bacio suo!
- Non il tuo, Isotta... Il suo, d'Isotta!...
-
- (Spossato ricade sul giaciglio).
-
-ISOTTA.
-
- Povera pena! Come vorrei tu avessi
- una piaga sanguinosa e non questa tortura
- di un'idea!
-
-TRISTANO.
-
- Donna, vuoi guardare dalla porta?
-
-ISOTTA.
-
- Perchè?
-
-TRISTANO.
-
- Guarda il mare, il mare...
- No. Io: lascia che mi levi!
-
-ISOTTA.
-
- Non ti reggi!
-
-TRISTANO,
-
- Sì. Posso camminare...
- Ma non vedo lontano. Vedo te
- che non voglio vedere. E là non vedo
- nemmeno il mare. Muoio? Ah no!
- Morire... non ancora... non ancora...
-
- (Ritorna a buttarsi sul giaciglio).
-
-ISOTTA.
-
- Riposa.
-
-TRISTANO.
-
- Guarda tu... Guarda... E di'.
- La sua barca si vede? La vedi?
- O sei cieca anche tu, donna?
- Non tacere per gelosia dell'altra!
-
-ISOTTA.
-
- No. Tristano. Penso a te, soltanto.
-
-TRISTANO.
-
- Non piangere. Non piangere. Guarda
- con occhi asciutti o non puoi vedere...
-
-ISOTTA.
-
- Non c'è sul mare che un correre di onde.
-
-TRISTANO.
-
- Anche tu non sai vedere! Essa c'è sul mare.
- Ed è vicina. La sento io.
- La sento meglio che tu non veda...
- Guarda! Sforza lo sguardo! Su! Su!... Parla...
-
-ISOTTA.
-
- Sì. Forse... hai ragione.
-
-TRISTANO.
-
- Non farmi morire
- d'ansietà...
-
-ISOTTA.
-
- Una barca... Una piccola barca...
-
-TRISTANO.
-
- Le vele?... Che vele?...
-
-ISOTTA.
-
- Vele bianche.
-
-TRISTANO.
-
- È lei... col suo cuore... i suoi capelli...
- I suoi occhi miei... Vederla!...
- Un suo bacio... Il suo bacio... Morire...
- Festa... la mia morte... La barca... Isotta!
-
-ISOTTA.
-
- Approda.
-
-TRISTANO.
-
- Piano... Gli scogli... Attenda...
- Il mare può... tradire... No, no...
-
-ISOTTA.
-
- Ecco. Una donna...
-
-TRISTANO.
-
- Lei!... La vita!...
-
-ISOTTA.
-
- Scende sulla spiaggia, sale, viene verso qui..
-
-TRISTANO
-
- Mia carezza... sento... musica... bionda... lei... quanta notte...
- d'oro... Lei.. Dov'è Dov'è?
-
-ISOTTA.
-
- S'avvicina. Io vado. Col mio povero nome,
- ch'è suo, e col mio sangue
- ho tenuta accesa la lampada
- della tua vita e del tuo dolore...
- Ora essa è qui. Ho finito. Vado. Addio.
-
-TRISTANO.
-
- Lei... Isotta!... Isotta!... Vieni...
-
- (Isotta da una porta _exit_).
-
- No... Non ti dico niente del mio male...
- dei giorni... no... non ho sofferto...
- tutto sparito... ho aspettato...
- questo minuto... solo... te...
- Beato... Ah... ah... Il paradiso...
- apre le... porte...
-
- (ISOTTA da un'altra porta ricompare).
-
- Ah... sì... tu... Sei tu...
- Mio cuore... non era un sogno...
- Tu c'eri... al mondo... viva... Io...
- Io... sono felice... tanto... tanto...
- Qua... vicina... vieni... Piglia l'anima... mia...
- fra le tue braccia.... Nè io... senza di te...
- nè tu senza di me... Un bacio...
- Tutta la mia vita... anche la tua... per un bacio...
- Moriamo... insieme... sì...
-
- (Isotta viene a baciarlo).
-
- Vedo il tuo...
- bianco... me... ra... viglia... feli... cità...
- Sono... non più... Tristano... sono Dio...
-
- (Muore. Isotta s'inginocchia).
-
-
-FINIS.
-
-
-
-
-INDICE
-
-
- Atto Primo Pag. 7
-
- Atto Secondo » 63
-
- Atto Terzo » 109
-
- -----
-
-
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- N. 3. — SABATINO LOPEZ: Risate.
- N. 4. — MARIO MARIANI: Trabocchetti.
- N. 5. — ALESSANDRO VARALDO: Questa o quella...
- N. 6. — FLAVIA STENO: Nappina azzurra.
- N. 7. — GINO ROCCA: I capitomboli.
- N. 8. — COSIMO GIORGIERI CONTRI: Di chi l'amore...
-
-Compariranno successivamente:
-
- N. 9. — MICHELE SAPONARO: L'Allodola.
- N. 10. — FEDERICO TOZZI: La gallina disfattista.
- N. 11. — MARIO PUCCINI: Quando cade il velo.
- N. 12. — F. M. MARTINI: L'ultima confessione di Don Giovanni.
- N. 13. — E. L. MORSELLI: Il Club dei Solitari.
- N. 14. — LORENZO RUGGI: Palmi di naso.
- N. 15. — LUIGI SICILIANI: L'ignota.
- N. 16. — ENRICO CAVACCHIOLI: La tua bocca, signora.
- N. 17. — CARLO VENEZIANI: Donnine di lusso.
- N. 18. — ENRICO SERRETTA: L'Ospite.
- N. 19. — LUIGI ANTONELLI: Dove si sarà seduto...
- N. 20. — SILVIO ZAMBALDI: Il cuore d'argento.
- N. 21. — RAFFAELE CALZINI: Quattro storie galanti.
- N. 22. — GIUSEPPE LIPPARINI: L'amore di Fatma.
- N. 23. — FRANCESCO SAPORI: Piangi, amor mio.
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-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici. La nota [_lacuna nel
-testo_] a pag. 109 segnala il punto in cui la pagina originale risulta
-strappata, rendendo illeggibile parte del testo.
-
-
-
-
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-
-
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-
-<pre>
-
-The Project Gutenberg EBook of Tristano e l'ombra, by Alessandro De Stefani
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
-other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of
-the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
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-to check the laws of the country where you are located before using this ebook.
-
-Title: Tristano e l'ombra
- Commedia romantica in tre atti
-
-Author: Alessandro De Stefani
-
-Release Date: December 1, 2015 [EBook #50442]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
-Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
-file was produced from images generously made available
-by The Internet Archive)
-
-
-
-
-
-
-</pre>
-
-
-<div class="booktitle">
-<h1>
-TRISTANO E L'OMBRA
-</h1>
-</div>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="figcenter">
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-</div>
-
-<div class="titlepage">
-<p class="x-large">ALESSANDRO DE STEFANI</p>
-
-<p class="pad2 main-t noserif">TRISTANO E L'OMBRA</p>
-
-<p class="pad2">Commedia romantica in tre atti</p>
-
-<p class="pad6">MILANO<br />
-<span class="large g">CASA EDITRICE VITAGLIANO</span></p>
-</div>
-
-<div class="verso">
-<hr class="mid" />
-<p>PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA</p>
-
-<p>I diritti di riproduzione e di traduzione sono
-riservati per tutti i Paesi,
-compresi i regni di Svezia, Norvegia e Olanda.</p>
-
-<p>30-1-20-1</p>
-
-<p>Copyright by Casa Ed. Vitagliano, 1919</p>
-
-<p>Officine Grafiche SAITA &amp; BERTOLA — Milano, Corso Porta Romana, 113.</p>
-<hr class="mid" />
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
-</p>
-
-<p class="title">
-PERSONAGGI:
-</p>
-
-<ul class="pad2 cast">
-<li><span class="smcap">Tristano</span></li>
-<li><span class="smcap">Re Languis</span></li>
-<li><span class="smcap">Duca Erasmo</span>, <i>fratello del Re</i></li>
-<li><span class="smcap">Arden</span>, <i>vecchio guerriero</i></li>
-<li><span class="smcap">Hubbo</span>, <i>nano</i></li>
-<li><span class="smcap">Oninoni</span>, <i>brigante</i> </li>
-<li><span class="smcap">Eliner</span>, <i>brigante</i></li>
-<li><span class="smcap">Cariado</span>, <i>brigante</i></li>
-<li><span class="smcap">Gerusalisto</span>, <i>vecchio avaro</i></li>
-<li><span class="smcap">Crisauro</span>, <i>giovane triste</i>.</li>
-<li>&nbsp;</li>
-<li><span class="smcap">Isotta Biancamano.</span></li>
-<li>&nbsp;</li>
-<li><i>Baroni — Briganti — Gente del séguito.</i></li>
-</ul>
-
-<p class="center">
-Nel regno di re Languis, in tempo di fantasia.
-</p>
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
-</p>
-
-<h2 id="primo">ATTO PRIMO</h2>
-</div>
-
-<h3>SCENA PRIMA.</h3>
-
-<p class="center">
-<i>Sulla riva di un mar tranquillo e fosforescente.
-Scogli e stelle.</i>
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-Da un oscuro antro Hubbo
-veglia la notte.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Hubbo ha fatto l'incantesimo del mare con le sirene</p>
-<p>ed ha mescolato sale con sangue.</p>
-<p>Ed aspetta: un gabbiano stride e ride</p>
-<p>ma non alla tempesta.</p>
-<p>Ecco; le stelle de' suoi occhi sono in cammino,</p>
-<p>e tutto questo nero è la sua chioma.</p>
-<p>Ma quando ella sia qui? Hubbo si celerà...</p>
-<p>in fondo alla sua miseria, e spierà, piano piano...</p>
-<p>Che ombra s'avvicina?</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Hubbo si rintana nel buio,
-mentre <span class="smcap">Tristano</span>, mascherato
-ed ammantellato, si
-ferma dinanzi all'antro.
-Una pausa).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Anche tu, guardi morire la notte</p>
-<p>su questa fosforescente riva?</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span></p>
-<p>O temi il candore del giorno?</p>
-<p>Eh! Eh! Bello sei tu, alto, diritto:</p>
-<p>ma il viso perchè lo nascondi?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Dopo una pausa).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Perchè non è mio.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Che nome hai? E che schiavitù</p>
-<p>ti fa portare viso altrui?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Tu chi sei?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Qui, nella mia ombra, una voce sono</p>
-<p>che ti vede, ma tu se mi vedessi</p>
-<p>più risate faresti che l'acqua su gli scogli.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non rido, se anche tu il mare</p>
-<p>chieda in matrimonio.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sotto la maschera,</p>
-<p>chiudi il segreto d'una vergogna?</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span></p>
-<p>Od un mostro tu sei, in abito di lutto,</p>
-<p>per la bellezza che ombra solo t'accompagna?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Mangi pesci crudi, tu, qui?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Hubbo vive. Taluno viene e butta</p>
-<p>ossi da rodere ed anche monete tintinnanti,</p>
-<p>pur ch'egli parli con la stella di ciascuno</p>
-<p>e ripeta quel ch'essa risponde.</p>
-<p>Eh! Tutti credono d'avere la sua stella.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E non v'è più stelle che uomini?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E più malanni che stelle.</p>
-<p>Ma le monete, Hubbo le dona alle onde</p>
-<p>per essere più ricco del re davanti al mare.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Vengo a vivere, se mi vuoi, con te.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No, che Hubbo non ti vuole. Per vivere insieme</p>
-<p>dovremmo avere invidia od amore,</p>
-<p>e parliamo invece per sciupare le nostre parole.</p>
-</div></div>
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ti chiedo la grotta solo per dormire.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Eh! Ti uccide Hubbo nel sonno,</p>
-<p>per vederti la faccia e sapere di che male sia nera.</p>
-<p>Curioso e crudele, l'hanno fatto i marosi.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E non puoi leggere, nell'abisso</p>
-<p>di qualche mia stella, le pagine della mia vita?</p>
-<p>Anch'io sono curioso della fine.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma dopo fammi il dono d'andar via.</p>
-<p>Hubbo vede, oh, che vieni di lontano,</p>
-<p>dopo un affannato addio,</p>
-<p>vede che sei tagliato in due,</p>
-<p>e il mare in mezzo respira e piange,</p>
-<p>e giovine sei,</p>
-<p>e vecchio di disperazione,</p>
-<p>e vieni... carogna, contro me. Via!</p>
-<p>Vattene! Vedo il tuo domani che mi brucia!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Gli tira una pietra gridando).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Storpiare ti potessi...</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Tante pietre butta, da seppellirmi qui,</p>
-<p>che poi avresti da mangiare,</p>
-<p>ma carne amara.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Vattene! Annega! Essa viene! È qui!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Entra <span class="smcap">Isotta</span> con <span class="smcap">Arden</span>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>È questa la grotta di Hubbo, astrologo del mare?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Hubbo è qua! Hubbo è qua!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Siamo venuti senza lanterna, come vuoi,</p>
-<p>per interrogare la tua sapienza segreta.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Benvenuta, gentile signora.</p>
-<p>Hubbo pesca per te nelle onde del cielo e del mare.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>È una figlia mia...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Bugia... Bugia...</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Perchè non esci, non vieni</p>
-<p>più vicino alle nostre domande?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Hubbo resta qua. Hubbo sa</p>
-<p>le cose da dire e da ascoltare.</p>
-<p>Con Hubbo non c'è da mentire,</p>
-<p>neanche figlia di re.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Parla.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Hubbo da tre notti prepara la verità:</p>
-<p>egli sapeva che saresti venuta</p>
-<p>ed ha scrutato in flussi e riflussi,</p>
-<p>perchè il re Languis malato sia più dei suoi anni,</p>
-<p>e stanco da non sopportare il peso</p>
-<p>neanche della sua corona.</p>
-<p>Non questo domandi figlia del re e della notte?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Rispondi. Non interrogare.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Hubbo ti dice i segreti che sa.</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span></p>
-<p>Ti guardi mai tu nello specchio,</p>
-<p>signora dalle bianche mani?</p>
-<p>E la tua pelle più bianca del latte,</p>
-<p>l'hai tu veduta, e tremato?</p>
-<p>E misurati i capelli di tempesta?</p>
-<p>Eh! Ti deve parlare d'orgoglio</p>
-<p>lo specchio, nei vostri colloqui.</p>
-<p>Spezzali tutti i tuoi specchi,</p>
-<p>e dimentica il tuo volto!</p>
-<p>Eh! Eh! Ma chi t'ha guardata,</p>
-<p>non può dimenticare...</p>
-<p>Maledetto! Maledetto</p>
-<p>Dicevo, perchè il tuo volto può salvare</p>
-<p>il re Languis, ma se tu lo veli e custodisci</p>
-<p>con religione, che nessuno mai lo sorprenda di baci,</p>
-<p>o se no lo baceranno tante lacrime</p>
-<p>quante il mare ne ha vedute stillare a Hubbo,</p>
-<p>che sa mordere anche,</p>
-<p>ma tutto è cancellato...</p>
-<p>La vedi, la tua stella,</p>
-<p>signora dalle bianche mani?</p>
-<p>Eh! Sta per cadere e spegnersi nel mare:</p>
-<p>è legata ad un capello solo.</p>
-<p>La vedi? In mezzo al mare?</p>
-<p>Consacra ad essa la tua castità</p>
-<p>e sarai salva in eterno e salvo il padre.</p>
-<p>Ma giurare devi.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Principessa, fiabe racconta, tessute di spavento.</p>
-<p>Il nobile duca Erasmo vi ha chiesta in isposa,</p>
-<p>ed è ricco di terre e di vassalli!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Castità! Castità!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Mia madre aveva fede in questo invisibile profeta...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Hubbo le predisse che moriva se non dava</p>
-<p>una sua ciocca nera alle fiamme di venerdì.</p>
-<p>Ma essa amò i suoi capelli più della vita.</p>
-<p>Amerai tu la vita e la tua carne di più?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Amo mio padre di più, e gli occhi suoi spenti.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Giurare devi.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Io giuro senza parole, nel mio silenzio.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Sono comparsi improvvisamente
-con fiaccole i Briganti.
-Hubbo si rintana,
-fuggendo la luce).
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non è gente della scorta... Che vogliono costoro?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Spegnete le luci, per carità...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Dove entriamo noi si fa luce, ed illuminazione di gran gala!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E se non ti piace, fuoco d'incendio e sangue che fuma!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sono briganti. Indietro. Che volete qui? Sapere forse come la mia spada uccida e recida?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non siate malvagi; con me foste pietosi di frutta, talvolta.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il cuore anche noi l'abbiamo, per la Vergine
-santissima, e tu ci hai dato spoglie di naufragi.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma quando non s'è mangiato da ieri, e qua c'è
-ricchezza regale, bisogna bene aprire denti ed unghie!
-Dunque su! facciamo caccia grossa, la figlia
-del re è piatto d'oro!
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Guai a chi la tocca!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Te vecchio ti demolisco: e la ragazza a me.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Arden si difende con la
-spada, ma, vecchio e debole,
-è presto sopraffatto).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Aiuta mia fedeltà!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Arden ferito cade. Hubbo
-allora si precipita dal suo
-nascondiglio, disperato e
-deforme).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-No! Maledetto chi la sfiora! Il mondo crolli se
-la principessa vien toccata! Hubbo la difende!
-Hubbo!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ah! ah! ah!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il rospo paladino!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non dovevi uscire dal tuo buio...
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Innamorato sei?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Indietro, buffone!
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Con uno spintone lo scaraventa
-contro uno scoglio).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Piangendo).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-M'ha visto! Essa m'ha visto!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ride anche il morto, se ti guarda.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Questo vecchio? L'hai ucciso?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Combattendo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non si doveva: era vecchio!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Inchinandosi presso Arden).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non è morto.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Bisogna curarlo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Poveraccio, difendeva la sua signora.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-È un bravo guerriero... Quanti anni avrà?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Può esser mio nonno.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Imbecille: bel coraggio hai avuto di ferirlo!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Stoccheggiava contro me.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E tu chi sei?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Come te.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Bene, noi siamo dei cani, ecco tutto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Cani e canaglie, per grazia del nostro destino.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Si segna).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Amen!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ecco, si sveglia: ferita da niente. Buon vecchio,
-perdonaci. È stato, anche il nostro, un dovere.
-Vorremmo essere briganti con gentilezza, ma come
-si fa? La vita è piena di pericoli. Su: al bottino,
-ora. Se ci mettiamo a piangere anche questa
-volta, non si mangia. Sei nostra prigioniera, principessa
-Isotta. E il vecchio vada libero e dica al
-re che ci paghi il tuo riscatto. Non aver paura:
-a te non faremo alcun male, ma ti canteremo
-canzoni d'onore, poichè sappiamo anche noi le
-regole del bel mondo. L'abbiamo abbandonato per
-disgusto e per protesta contro le ingiustizie che
-ogni giorno vi si commettono. Uno sputo sul mondo,
-così. Beh, insieme berremo un coraggioso bicchiere
-di vino, o due, alla salute di tuo padre, che
-è un buon re, e per questo ha perduto tutte le sue
-guerre e gli occhi.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Vero, compagno. Parli da gentiluomo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma ora basta, e via!
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Avete detto che si chiama Isotta?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E chi è questo? Di dove uscite?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-L'ombra di qualche morto insepolto...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Isotta, dite?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sì, la figlia del re Languis, a cui Dio conceda
-molti anni ancora...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Amen!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E tu non sarai un brigante d'oltre tomba che
-ci voglia portar via quello che è nostro?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Perchè i briganti a noi non ci garbano un fico.
-E bada quindi a te!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Se vengo d'oltre tomba è per un nome,</p>
-<p>simile al tuo, principessa.</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span></p>
-<p>Io son tutto una corda che canta</p>
-<p>se dico Isotta.</p>
-<p>Briganti, amici, suo padre è vecchio e cieco e buono.</p>
-<p>Lo sapete. Ed io so che è tanto malato</p>
-<p>da non poter portare la corona.</p>
-<p>Con un dolore grande, volete voi</p>
-<p>spingerlo fuori di vita? Volete questo?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-No, che non vogliamo, perdio!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma questa figlia, che si chiama Isotta,</p>
-<p>se non gli ritorni con l'alba a casa,</p>
-<p>certo egli si spegne.</p>
-<p>E voi ne avreste la colpa e il danno,</p>
-<p>che non è come uccidere un nemico o un ladro</p>
-<p>ma terribile delitto uccidere un bravo re.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Eh... re Languis è un bravo re!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Chi verrà dopo di lui?</p>
-<p>Un re è come la salute:</p>
-<p>se buona da non la perdere.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Vero, sangue di Cristo!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma noi abbiamo fame.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Anch'io. Mangeremo insieme.</p>
-<p>E se non amici, nemici miei.</p>
-<p>Io so far la mia giustizia con le mie mani.</p>
-<p>Ed è per voi allora che non sorge più il sole.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-È un brigante che sa fare il brigante.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Amen!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Dunque lasciate costoro che vadano in pace</p>
-<p>e di buon mattino troveremo pane.</p>
-<p>Se ci chiudono le porte,</p>
-<p>eh, c'è tanti onesti malvagi</p>
-<p>che rubargli non è peccato per l'anima mia.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Se agisci come parli, tu mi vai a genio. Chi sei?
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Il diavolo l'ha mandato.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Avete nessuno di voi una madre?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La mia è morta quando avevo dodici anni, che
-se no, non facevo il brigante.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La mia s'è annegata quattro anni fa, per la Madonna
-dei Sette Dolori.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E la mia, poveretta, era vecchia, e son tre giorni
-che l'ho seppellita, con queste mani sacrileghe.
-Una croce, una lagrima e un po' di terra. Amen.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ed io peggio di tutti voi: non l'ho veduta mai...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Mai?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ohè, dice che la sua, non l'ha veduta mai!
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Aveva nome Biancofiore.</p>
-<p>Ed è morta quando io nascevo,</p>
-<p>anche m'hanno dato un nome triste,</p>
-<p>e porto il maleficio nel mio sangue.</p>
-<p>Oh, voi, la ricordate, almeno, la madre...</p>
-<p>Per essa, che è una sola, sotterra, oramai per tutti,</p>
-<p>vi prego, lasciate questa principessa Isotta che vada...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Che vada... se ci preghi.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma tu resti con noi.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Se parli, un po' si illude la fame.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Che s'è alzato).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Signore...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Va.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Isotta e Arden <i>exeunt</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Piano, un po' trascinandosi
-dietro loro).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Castità! Castità</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Compagno, ma ci mostrerai la faccia che tua
-madre t'ha dato. Tra amici, è come darsi la mano.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No. Io ne ho fatto dono ad altri</p>
-<p>nella mia povera vita</p>
-<p>che è stata rossa.</p>
-<p>E questo che vedete è il tizzone nero</p>
-<p>dopo l'incendio.</p>
-<p>Ed il mio è stato gran delitto,</p>
-<p>che voi brava gente, non avreste osato mai...</p>
-<p>Ah, il mio viso, laggiù, nei giorni lontani,</p>
-<p>al di là del mare e del rimorso,</p>
-<p>tali baci e carezze l'hanno consumato,</p>
-<p>che ora non patisce vento nè sole.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Fratello, poveretto, hai perduto un tuo grande
-amore?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Hai ucciso la tua fede?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>La fede del mio re.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Credi a me, non c'è che il vino e il canto, per
-rimedio.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E morire. Andiamo.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Nasce l'alba.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non c'è neanche bisogno di nasconderci poichè
-abbiamo finito santamente la notte: ma, compagno
-brigante, se triste sei, ti canterò lungo la
-strada una canzone d'allegria. Tutta roba fatta
-da me, aria e parole. Passo il tempo così, quando
-non c'è da trafficare in meglio.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Tristano, Cariado, Eliner
-e Oninoni <i>exeunt</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker"><i>La canzone di Eliner.</i></p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Chi senza legge va</p>
-<p>vive di quel che può</p>
-<p>non dice mai di no</p>
-<p>e quel che non sa fare, impara e fa.</p>
-<p>È brigante ed è re.</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span></p>
-<p>Oggi qui, diman lì,</p>
-<p>son trottole i suoi dì;</p>
-<p>canzoni nella testa ed ali al piè!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>La mia notte ha perduto tutte le sue stelle!</p>
-<p>Hubbo, e tu i sogni!</p>
-<p>La maledizione su quella maschera nera.</p>
-<p>Ed Hubbo la seguirà</p>
-<p>per avvelenargli l'acqua che beve.</p>
-<p>I briganti, sì, sono brava gente:</p>
-<p>ed Hubbo è un rospo senza più maschera.</p>
-<p>Ma, se egli è fatto male, può anche far del male.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(<i>Exit</i>).
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA SECONDA.</h3>
-
-<p class="center">
-<i>Una sala nel palazzo di re Languis. Entrano <span class="smcap">Isotta</span>,
-e il duca <span class="smcap">Erasmo</span>.</i>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Il re si va spegnendo, alfine stanco</p>
-<p>d'errare per le vie della pazzia;</p>
-<p>Non vive più, vaneggia e si allontana.</p>
-<p>Se cieco, egli non vede il precipizio,</p>
-<p>tu lo devi salvare, con il regno.</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span></p>
-<p>Ecco: t'offro domani la corona</p>
-<p>ed essere regina dove sei</p>
-<p>ancora figlia taciturna, ed oggi</p>
-<p>t'offro la mano mia, ed il mio petto.</p>
-<p>Dentro questa saldezza la tua bianca</p>
-<p>fragilità ripari come in torre</p>
-<p>sicura. Non tacere, chè mi piaci,</p>
-<p>nipote, ed io ti parlo con negli occhi</p>
-<p>la verità che vuole la sua preda.</p>
-<p>Ti spiace questo mio perduto fiore</p>
-<p>di giovinezza? I frutti di più sugo</p>
-<p>maturano di su tronchi rugosi.</p>
-<p>E gli anni a me, m'han dato gagliardia.</p>
-<p>Guardami. So volere, eppur domando.</p>
-<p>Vuoi che per farti più sdegnosa, appenda</p>
-<p>sempre le mie parole al tuo silenzio?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Nobile zio, questa notte nel mio silenzio</p>
-<p>ho fatto voto di castità.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Per andar salva di quei tre briganti?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Solo per consiglio delle stelle.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Mi beffi. E se davvero hai fatto voto,</p>
-<p>non è per chiuder la tua porta a' miei</p>
-<p>desiderî?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non è stata aperta mai.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Tu infili parole come al gioco</p>
-<p>delle perle. Ma ventitrè baroni</p>
-<p>con tutti i loro vassalli sono mia</p>
-<p>gente giurata: e se non regno ancora</p>
-<p>è per mia viltà e della sorte.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Iddio è con mio padre.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Iddio non vale il ferro d'una lama!</p>
-<p>Ed in ogni guerra Iddio contro tuo padre</p>
-<p>ha combattuto!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No. Dio è sempre col vinto.</p>
-<p>La sconfitta è una divina prova</p>
-<p>e dentro a chi la sopporti nascono alti pensieri.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sei sulla via del chiostro, mia nipote!!</p>
-<p>Ma non voglio: sei più bella che santa,</p>
-<p>e calpesto i tuoi voti col mio piede...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Bada zio, che sapranno di veleno.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Queste mani, le tue candide mani...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Il re.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Squilli. Entra il re <span class="smcap">Languis</span>,
-<span class="smcap">Arden</span> ed alcuni baroni).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Bel Sire, la salute rifiorisce</p>
-<p>oggi, per queste sale, e vien con voi.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-No. Sentiamo noi la vita andarsene come la sabbia
-che si spande via da un sacco bucato, piano
-piano. Voi credevate che fosse pieno di pietre preziose
-il sacco. No, sudditi nostri; non era che
-sabbia. Noi la vediamo, anche se ciechi, perdersi
-nel gran turbine della morte dove danzano tutte
-le sabbie dell'eternità, come pulviscoli nel sole.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Noi, sovrano sfiorito di questa fiorente contrada,
-vogliamo secondo le nostre cadenti forze donare
-quella felicità ch'è possibile ai popoli che ce la
-domandano. Poichè non siamo seduti su questa
-sedia che ha nome trono, per nostro piacere, ma
-per il servizio di tutti. Al timone della nave non
-sta che un marinaio, di mano franca e d'occhio
-acuto. Ma la nave non è sua. È del mare. E il
-mare è di Dio. Or noi non abbiamo più occhi, e
-la mano trema. Però dobbiamo credere che sia
-giunta alfine l'ora di guardare al contenuto della
-nave, poichè, per grazia divina, siamo in tempo
-di bonaccia. Ma sanguinose guerre hanno devastato
-questo nostro povero paese, e i nostri anni.
-Noi vogliamo che il popolo ci perdoni tali guerre,
-sopportate per la traboccante prepotenza dei vicini,
-e perdute, come Iddio ha voluto, senza che
-perduto fosse l'onore. Anche i vincitori s'avvedono,
-ma tardi, a che poco concluda la favola rossa.
-La guerra, gente nostra, è un'infelice strada che
-sembra tutta archi di trionfo, perchè vegliata di
-cipressi e coronata di stelle, ma non conduce che
-a un cimitero!...
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sì, perdono di tutti i vostri passati mali, popolo,
-non perchè noi ne siamo la causa, ma perchè
-non vi abbiamo salvato da tutti. Ed ora godiamo
-una vecchiaia onestamente povera. Siamo un re
-che per sua guardia tiene solo un guerriero vecchio
-quanto lui. Siamo un re che in elemosina ha
-speso il suo e quel degli avi, e d'oro gli è rimasta
-quest'unica corona... E si è donata a quei briganti
-che stanotte, ci ha detto nostra figlia, avevano
-fame, e quindi tramavano il male.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sire, re...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ordiniamo e vogliamo che così sia. E la terra
-del nostro regno vada interamente divisa e in parti
-uguali fra tutti gli uomini cittadini nostri sudditi
-dai venticinque ai sessant'anni, con l'obbligo
-ciascuno di lavorare alla coltivazione del proprio
-avere. Nella terra e nell'amor della terra è la via
-del cielo. Non avranno diritto a questa legge tutti
-<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
-coloro che sian cresciuti senza voler famiglia nè
-figli, rinnegando così la posterità ch'è sacra. Costoro
-potranno essere giustamente mendicanti!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sacra Maestà...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Lo siamo, re. E crediamo di saggiamente ancorare
-in porto la nave dello Stato così facendo, e
-di raccomandare onestamente a Dio il gregge di
-cui siamo stati per tanti anni il pastore. Pertanto
-ordiniamo e vogliamo che così sia. Sian bandite
-queste ultime nostre leggi, come d'usanza, dal balcone
-al popolo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Dal balcone).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Cittadini, per ordine e volontà del re Languis,</p>
-<p>queste sono le sue ultime leggi.</p>
-<p>Il re fa dono della sua corona</p>
-<p>ai briganti!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Mormorìo di dentro).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E dona tutta la terra del regno</p>
-<p>ai contadini!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Mormorìo di dentro).
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Che risponde, il popolo, laggiù?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Che la vostra saggezza, Maestà,</p>
-<p>i limiti oltrepassa dell'umano</p>
-<p>onde non è compresa e non ne siete lodato.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non è lodi che aspettiamo.
-</p>
-
-<p>
-E aggiunto sia che a nostro successore designamo,
-non te, od altri di sangue nostro. Ma dalla
-voce del popolo sia scelto, e vorremmo un popolano.
-Conoscerebbe meglio il cuore de' suoi compagni.
-Così, Erasmo, ti salviamo dal peso di regnare,
-ed è il solo dono paterno che ti possiamo
-largire... Ordiniamo e vogliamo che così sia.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Il Re, Isotta e Arden <i>exeunt</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>La sua demenza è tanto manifesta</p>
-<p>che, avete udito? il popolo gli grida</p>
-<p>ch'è pazzo ed alle leggi si ribella...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-I BARONI.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Le sue parole tradiscono il regno!</p>
-<p>La patria ne pericola!</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span></p>
-<p>C'è più veleno ne' suoi pazzi sogni</p>
-<p>che nelle spade de' nostri nemici!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Voglio dimenticar ch'è mio fratello</p>
-<p>ed agire o morire.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Entrano altri baroni).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i8">Ebbene, il popolo?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-I BARONI.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Borbotta e maledice.</p>
-<p class="i9">La vecchiaia</p>
-<p>solo difende ancora il re...</p>
-<p class="i11">Ma troppo</p>
-<p>si lamenta il buon senso della gente!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma della terra data ai contadini,</p>
-<p>che dicono?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-I BARONI.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i6">Diffidano.</p>
-<p class="i11">Non è</p>
-<p>beneficio, ma trappola, commentano</p>
-<p>i saputi.</p>
-<p class="i4">E costui, dicono tutti,</p>
-<p>è un re che non è re.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i9">L'avranno, il re.</p>
-<p>Voi, propagate, intanto, la mia causa</p>
-<p>fra la gente. Ma è buona, e basteranno</p>
-<p>poche parole. E voi, con me, vicini.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Qualche barone <i>exit</i>. Il duca
-Erasmo va al balcone).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Cittadini, il re Languis troppo d'anni</p>
-<p>carico e di follie, come vedeste,</p>
-<p>lascia il governo della patria a me,</p>
-<p>che accetto, se vi piace, di salire</p>
-<p>al trono, e giuro con più sacre leggi</p>
-<p>di rimediare a' suoi senili errori,</p>
-<p>e di risollevare l'avvilita</p>
-<p>gloria delle armi nostre. Rispondete!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-VOCI.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Evviva Erasmo re!</p>
-<p class="i8">Evviva Erasmo!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Noi vi benediciamo, figli nostri,</p>
-<p>e vi invitiamo all'incoronazione,</p>
-<p>domani, qui.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Venendo in scena).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i6">L'esilio per il vecchio!</p>
-<p>Non per le colpe sue che perdoniamo;</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span></p>
-<p>ma il popolo potrebbe, è come il vento,</p>
-<p>ripentirsi di noi, e rivolerlo.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Rientra Isotta).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Il re...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i4">Non è più quello, principessa!</p>
-<p>Il popolo ha saputo usar la legge</p>
-<p>proclamata dal nostro pio fratello.</p>
-<p>Ed ha scelto che noi fossimo re.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E mio padre?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>La sicurezza e l'ordine del regno</p>
-<p>ci forzano ch'ei parta per l'esilio.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Questo comanda il popolo e lo Stato?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ed ora vuoi dividere non più</p>
-<p>le speranze ma il regno, principessa?</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Voglio col mio padre e re dividere l'esilio,</p>
-<p>se qui nessuno sorge a dire che tal legge è menzogna.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Avrete buona scorta ed un palazzo</p>
-<p>per dimora.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Dopo una pausa).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Una grazia vi domando,</p>
-<p>e se anche figlia di re scacciato,</p>
-<p>conto mi sia concessa.</p>
-<p>Il mio padre nulla sappia della verità,</p>
-<p>che me stupisce, ma poco,</p>
-<p>lui, avvelenerebbe.</p>
-<p>Possa, egli ancora essere illuso,</p>
-<p>credere buona la gente,</p>
-<p>fedele il popolo, giusto il fratello,</p>
-<p>saggio il destino.</p>
-<p>È cieco. Ed è sereno.</p>
-<p>Se intorno regni il silenzio,</p>
-<p>egli riposerà beato.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Tutti chinano i volti, intorno,
-silenziosi.
-</p>
-
-<p>
-Entra il re <span class="smcap">Languis</span> con
-<span class="smcap">Arden</span>).
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Abbiamo inteso come un clamor di festa, su cui
-galleggiava il grido di re. È forse il popolo che
-si rallegra del nostro paterno amore? Non c'è nessuno
-qui?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì, padre: io.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ed era la gioia del popolo, è vero?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì, padre.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Figlia nostra, quant'è buona la gente! È tutta
-una famiglia l'umanità. Ed è come la terra, il
-cuore... Se bene semini, bene ti rende...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì, padre: ti rende...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Oh, il nostro povero merito non vuole tante lodi,
-ma ci è pur di conforto la riconoscenza: è come
-il tepore di una primavera sulla stanchezza del
-<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
-nostro inverno. Ahimè, non possiamo vedere i
-volti beneficati dalla nostra umile saggezza, ma
-sentiamo intorno sorridere le anime...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì, padre... intorno a voi</p>
-<p>c'è solo amore e fede...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-L'aver creduto, in ogni ora, in ogni evento, nella
-bontà del mondo, questa lieta conferma ci dona
-suggello della nostra vita d'uomo e di re.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì, padre...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma tu sembri, lontana da noi, tremare. E ti conosciamo
-ferma e forte.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Di commozione, tremo.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ah, la felicità degli altri, se ha le radici in noi,
-è come un premio dolce e caro... Ne piangiamo
-anche noi... Sono le sole luci de' nostri occhi, queste
-lacrime calde... popolo nostro, per te...
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Padre... se le cure del regno oramai</p>
-<p>lasciate a chi il popolo vuole suo capo...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non gli sarà fatto violenza, al popolo nostro?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No, padre. Si prenderà</p>
-<p>chi gli somigli e chi gli convenga.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-È ingenuo come un bambino, facile ad essere
-ingannato.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ora, padre, vorrei condurvi</p>
-<p>e condurvi via nel verde della campagna</p>
-<p>o presso il buono azzurro del mare.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non ti piacciono più le dolci cose, che la gente
-dice, se ti vede?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma qui abbiamo i nostri fedeli baroni e il nostro
-pio fratello, tante care persone che amiamo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Meglio il silenzio e le dolci cose</p>
-<p>delle cicale e degli usignoli.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Come ti piace: viviamo nella tua giovinezza e
-non in noi.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Andiamo, padre: ho fretta.</p>
-<p>E il vostro pio fratello ci prepara</p>
-<p>una quieta dimora, lontano.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Egli ci vuole bene... E viene con noi?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Rimane senza di noi.</p>
-<p>Arden, sarete la nostra sola compagnia.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Fanno per andare).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Dimenticavamo... questa corona...: per i briganti.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Isotta prende la corona del
-Re e la dà silenziosamente
-a un barone. Quindi re
-Languis, Arden e Isotta
-<i>exeunt</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-IL BARONE.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Porgendo la corona al re
-Erasmo).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Per voi, Sire!
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA TERZA.</h3>
-
-<p>
-<i>Un viottolo di campagna. Alberi. Nel fondo una
-torre, con una finestra chiusa da inferriate, all'altezza
-di un uomo. Ai piedi della torre uno
-stagno ed erbacce.</i>
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Eliner, Oninoni e Cariado
-stanno giocando a carte,
-seduti su di un sasso, e
-vociano).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Come rispondi a questa mazzata?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ecco, la paro. E ti frantumo. A te!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Un basilisco. E sei morto e putrefatto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ragazzi, fermi. Un omiciattolo vien dalla città.
-Porta un sacco: forse c'è dentro pane per i nostri
-denti.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma il capitano non vuole, senza suo comando.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Poi gli diremo tutto: questo è un colpo che s'è
-buono, non ritorna.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Be', vediamo.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(S'appiattano. Entra il vecchio
-avaro <span class="smcap">Gerusalisto</span>; si
-ferma).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Tremila seicento a casa... E settecento, fanno
-quattro mila trecento...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-. . . . giorni che passerai in purgatorio, a cominciare
-da domani, per ivi scontare i tuoi peccati!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ahi... me misero! Ah, chi siete? No. Aiuto, aiuto!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Silenzio. La vedi quell'acqua verde? Se non ti
-taci, dentro a dormire!
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma... per carità!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Quel sacco a noi.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-No... Non fatemi questo delitto... È tutta la
-mia vita... Ho tredici figliuoli...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Donde vieni?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Che ha aperto il sacco).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Eh... oh... ah...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Oro!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sì... ma... oro non mio... dei miei quindici figliuoli...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Come ti chiami?
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sono il povero Gerusalisto... ho a casa venti
-figliuoli...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Per la coda di Sant'Anna, hai cambiato faccia!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Mi son lasciato crescere la barba.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Dieci anni fa eri usuraio, mi ricordo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-No... così... aiutavo gli amici con qualche soldarello,
-per grazia di Dio.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E facevi la spia...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Oh... calunnie... calunnie...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E vendevi di nascosto veleni che non lasciavano
-traccia.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Calunnie, calunnie.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E quest'oro, chi te l'ha dato?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La giustizia, brav'uomo. Ieri è finita una lite
-che il giudice ha concluso a mio favore. Oh, c'era
-un coniglietto senza denti, un tal Crisauro che
-pretendeva di non darmi quest'oro... Ma c'erano
-carte scritte. E si è fatta giustizia. È frutto di
-giustizia, brava gente. Volete che vi doni un ducato
-per l'anima dei poveri defunti?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Tu ci lasci il sacco.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ah no... Le leggi lo vieteranno... Il cielo! I miei
-venticinque figli!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Troppi. Mettetelo nel fosso!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-No. No. Per Giacobbe e Geremia!
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E allora vattene a piangere altrove i tuoi ducati.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma reclamerò alla nazione, alla giustizia...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Nel fosso!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-No. Non reclamerò... ma...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Via.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-GERUSALISTO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Vado... vado... Oh disgraziato me... oh infelice
-me... o tapino me...
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(<i>Exit</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Un sacco d'oro... Un sacco...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E il capitano che dirà?
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Che siamo furfanti, per la croce di Dio. Ma
-quel vecchio è più furfante di noi. Quindi non ho
-rimorsi.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Entra <span class="smcap">Crisauro</span>, giovane triste).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Oh... siamo spiati!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Dove vai, compagno?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CRISAURO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Per il mondo!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E, così solo, non hai paura dei briganti?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CRISAURO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non saranno mai peggio di quelli di città, che
-han nome di giudici, e di gente onesta.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Che t'hanno rubato, passerotto?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CRISAURO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il mio. Quattr'anni fa avevo fatto un debituccio
-con un vecchio avaro. Oh, pochi ducati per mio
-<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
-padre ch'era povero e malato, e poi è morto. Non
-ho potuto pagare il debito, ma l'ho rinnovato,
-moltiplicato, ingigantito. Tre mesi fa, l'usuraio
-viene ed esige la somma che non avevo. S'infuria,
-mi minaccia. Alfine vuole ch'io gli firmi una carta,
-l'aveva pronta, per cui gli cedevo l'eredità
-d'uno zio, se mi fosse toccata. Muore lo zio, sono
-l'erede di settecento ducati, che la giustizia mi
-condanna a pagare a quel Gerusalisto per un debito
-di tre ducati. Ora andrò per l'elemosina, finchè
-non trovo lavoro.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ti chiami Crisauro, tu?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CRISAURO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sì, Crisauro.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ah!!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Eh?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Compagni... avete inteso?
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Abbiamo inteso.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sono dei porci, in città.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E che si fa?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Aspettiamo il capitano.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Io, credo che il capitano farebbe così, e faccio
-così, corpo del diavolo! Passerotto, vien qua:
-eccoti i tuoi seicento ducati.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CRISAURO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Come?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ssst! Noi siamo un'altra giustizia vagabonda e
-senza parole nè avvocati. Piglia e va. Solo non
-dire d'aver avuto quest'oro da noi, nè da nessuno.
-Quell'altra giustizia potrebbe venire e ripigliarsi
-il tuo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-CRISAURO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Oh... ma... voi siete gente di Dio.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Siamo...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-. . . . . disgraziati. Ecco, cosa siamo!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CRISAURO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Offrendo dell'oro).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Per voi, non volete?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Eh...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CRISAURO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Prendete!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-No... Così, basta... Tre ducati: il tuo debito
-vero. Per mangiare oggi, domani, e forse anche
-doman l'altro. Grazie, coniglietto. Buona fortuna.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Crisauro <i>exit</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Però... sempre così. Siamo dei poveri briganti!
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ricchissimi, ed abbiamo fatto quel che doveva
-fare il re, sangue di Giuda!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Dunque siamo come il re, amen!
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Entra Tristano mascherato).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ho lasciato di là quattro salici ed il vento,</p>
-<p>abbiamo lungamente sussurrato insieme</p>
-<p>e lacrimato.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Male: Hubbo, lo stregone, m'ha detto che il
-pianto è l'essenza della vita, e noi la sciupiamo
-troppo. Ma chi non piange, non muore, ha detto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Chi non piange, non vive.</p>
-<p>Ma voi che facevate, intanto?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-T'aspettavamo, pescando la fortuna a caso.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Di qua, prendere, di là dare. C'è rimasto tal
-piccolo rimedio, per la fame.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Avete rubato con onestà?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Per l'anima di San Bartolomeo, con piena onestà!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Vi credo: non voglio sapere.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Che uomo, eh! Di noi, si fida!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma ora si vorrebbe, in premio di virtù...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Una storiella: Lo sai, compagno: viviamo delle
-tue favole, da quando ci hai vietato il solo mestiere
-che sapessimo: briganteggiare!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ed io ve la dico, una storiella d'amore e di peccato.
-Sedete, brava gente, ed ascoltate.
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>C'era una volta un re</p>
-<p>che volea prender moglie</p>
-<p>ed un nipote manda</p>
-<p>a scegliere la sposa.</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span></p>
-<p>Biondi i capelli e fini come quelli</p>
-<p>che volando una rondine al castello</p>
-<p>avea recato un dì.</p>
-<p>Ei la voleva così.</p>
-
-</div><div class="stanza">
-<p>La trova e la conduce</p>
-<p>il cavaliere al re.</p>
-<p>Ma navigando insieme</p>
-<p>la sposa ed il nipote,</p>
-<p>un filtro gli vien dato di magìa</p>
-<p>e dissennati non san più che sia</p>
-<p>dovere e fede e Dio;</p>
-<p>bevuto hanno l'oblìo.</p>
-<p>Si bevono la bocca,</p>
-<p>veleno e voluttà,</p>
-<p>e il mare non li annega,</p>
-<p>oh, mar senza pietà!</p>
-<p>Il re sospetta, spia l'anime mute</p>
-<p>di quelle due creature perdute.</p>
-<p>Alfine triste il sire</p>
-<p>piange del suo soffrire.</p>
-
-</div><div class="stanza">
-<p>Ed il nipote allora</p>
-<p>quel pianto non sopporta</p>
-<p>ma dice, e sa volere,</p>
-<p>che andar bisogna in bando.</p>
-<p>Ma prima veder vuole il suo peccato</p>
-<p>e mormorare l'ultimo commiato.</p>
-
-</div><div class="stanza">
-<p><span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span></p>
-
-</div><div class="stanza">
-<p>Amore, io parto. Taci.</p>
-<p>Ci resteranno i baci</p>
-<p>che il vento piglia e porta.</p>
-<p>La vita ci divise:</p>
-<p>la morte ci unirà.</p>
-<p>Guardate gli occhi e il pianto,</p>
-<p>Anima bella, così è di noi,</p>
-<p>nè voi senza di me,</p>
-<p>nè io senza di voi.</p>
-<p>E fugge e piange e va</p>
-<p>e sempre piangerà.</p>
-<p>Amici, questo è tutto quel che so.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Nè voi senza di me</p>
-<p>nè io senza di voi...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma questa è la regina Isotta e il cavalier Tristano...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ssst: quel nome è maledetto.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce d'Isotta.</i>
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Cantando).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Nè voi senza di me</p>
-<p>nè io senza di voi!</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Dentro quella torre, chi c'è?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Tristezze, tristezze, capitano. C'è... la figlia del
-re, col suo padre. C'è stata la rivoluzione nel palazzo.
-E l'usurpatore li ha chiusi là dentro, ad
-aspettar la morte. Questa, capitano, è la giustizia
-degli uomini.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Allora, la principessa Isotta...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Canta, come me, per malinconia. Oh, non ha
-perduto il suo Tristano, come l'altra, ma, peggio,
-ha perduto quella libertà che almeno, noi, l'abbiamo
-e la godiamo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Capitano, hai sentito? Pareva che ti rispondesse.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Su quanti uomini sicuri</p>
-<p>potete voi contare, nel paese?</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Eh, bisogna far la lista e far la somma.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Oninoni, Eliner e Cariado
-rimangono a ragionar contando,
-mentre Tristano si
-avvicina alla torre).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce d'Isotta.</i>
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>La vita ci divise</p>
-<p>La morte ci unirà.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Quando Tristano è vicino
-alla torre, Hubbo salta
-fuori dalle erbacce, minacciosamente).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non si passa, non si passa per di qua.</p>
-<p>Hubbo veglia giorno e notte.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>So che nessuno passerà...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Neanche tu.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>O piccolo guardiano d'un tesoro,</p>
-<p>hai sentito, tremavo</p>
-<p>raccontando una mia canzone</p>
-<p>e da questa torre m'è venuta</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span></p>
-<p>la risposta d'un tremito gemello</p>
-<p>d'un dolore simile al mio.</p>
-<p>Lascia ch'io lo veda.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E non vedrai.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma è un dolore che ha nome Isotta!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non è la Isotta tua,</p>
-<p>non è la bionda, la spergiura,</p>
-<p>è la mia, è la mia!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Maledetto... non bestemmiare!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì... cavaliere senza fede... Hubbo dirà...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Soffocando quasi, mentre
-i briganti ascoltano, incuriositi).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Niente. Non è degna la tua bocca.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Balbettando).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No. Va via.</p>
-<p>Hubbo ha paura, ha paura di te.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì. Porto sventura.</p>
-<p>Ma tu, là dentro, rinchiusa,</p>
-<p>anima che non conosco,</p>
-<p>ma che nome hai d'Isotta,</p>
-<p>non mi temere.</p>
-<p>Ma credi che il tuo soffrire</p>
-<p>sarà redento da un altro soffrire,</p>
-<p>poichè nella notte del mondo</p>
-<p>i vagabondi si dicono una parola sola</p>
-<p>quando al lume della luna</p>
-<p>s'incontrano spauriti.</p>
-<p>E quella parola è il nome.</p>
-<p>Il tuo, donna, fa ch'io ti consacri</p>
-<p>questa nuda mia disperazione.</p>
-<p>E per il mio viso ch'è già sepolto</p>
-<p>ti giuro...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce d'Isotta.</i>
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Cantando).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E fugge e piange e va</p>
-<p>e sempre piangerà.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì... Piango e vivo</p>
-<p>e m'inginocchio ai miei ricordi...</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span></p>
-<p>Ah Isotta... mia vera Isotta!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Rialzandosi, risoluto, ai
-briganti).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Dunque, siete?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Più di mille, capitano!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Comando il convegno di tutti.</p>
-<p>Ragazzi, e volete anche il mio nome?</p>
-<p>Tristano.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il cavaliere?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No. L'ombra.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ti bacio le mani.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sei davvero un principe nel sangue e nel cuore,
-per San Luca e San Matteo. E noi ti siamo fedeli.
-E lo saremo, oggi, domani, e fin che stiamo
-in piedi.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-<i>Amen.</i>
-</p>
-</div>
-
-<p class="pad2 center large"><i>Fine del primo atto.</i></p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
-</p>
-
-<h2 id="secondo">ATTO SECONDO</h2>
-</div>
-
-<h3>SCENA PRIMA.</h3>
-
-<p class="center">
-<i>L'interno di una prigione; una porta: una finestra
-chiusa da inferriate.</i>
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Su una poltrona sta seduto
-il re <span class="smcap">Languis</span>; in piedi,
-presso la porta, Arden, e
-presso la finestra, <span class="smcap">Isotta</span>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Oggi come vi pesa la stanchezza, padre?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Placidamente: aspettiamo sempre la visita del
-sole.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Che tarda ancòra...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non abbiamo mai vissuto tanti giorni senza la
-sua tiepida consolazione...
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Una pausa).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E perchè tutta la gente che viene, tu dici, figlia,
-come in pellegrinaggio qui, è gente silenziosa?
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Temono d'essere importuni parlando.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Contraffacendo voci diverse).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Maestà, vi rendiamo omaggio d'anima... Io non
-vorrei confondere i pensieri di Vostra Maestà...
-Io son felice di vedervi... Anch'io...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E le nostre terre sono felici?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Con la sua voce).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ecco un vecchio contadino che vi può dire novelle
-di ciò...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Avanti, figlio nostro, vieni avanti.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Avvicinandosi, con altra
-voce).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Mio buon re... son venuto a scaricare la mia felicità
-ai tuoi piedi: pago così i miei debiti. La
-terra che tu m'hai dato...
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-L'ami ora di più?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Eh, signor re, è mia, ora... E amo di più il mio re.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Chiamalo padre... Date qua la mano, figlio.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Con la sua voce).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E se ce ne vogliamo dimenticare, un giorno?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Con la sua voce).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Io son qui, per vostro comando, a raccattarvelo
-in mente.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Bene: la mano, contadino!...
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Prende la mano di Arden).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non è callosa?
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Contraffacendo la voce).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-È poco tempo, Sire, che me la faccio colla terra
-e i suoi arnesi.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E prima?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ero servo, in un palazzo...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Va... E nell'ampia libertà de' tuoi campi...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sì: pregherò per tutti coloro che sono senza libertà!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Tutti i cari sudditi venuti a salutarci, noi salutiamo,
-e ci lascino con nostra figlia.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Arden imita lo scalpiccìo
-di molte persone, ed <i>exit</i>).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Isotta, vorremmo anche noi risentire l'odore
-della terra... E non è mai nato il sole?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì, ora sta liberandosi dalle nubi, padre.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Oh, andiamogli incontro... È un ospite da fargli
-festa, dopo tanto oblìo. Non è l'ora della nostra
-passeggiata d'ogni giorno?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì, padre: venite al mio braccio.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Languis, al braccio d'Isotta,
-cammina per dove essa
-lo conduce: e son giri e
-rigiri che nella prigione i
-due fanno. Dalla finestra
-ora scende un raggio di
-sole. Rientra Arden, s'inginocchia,
-e si fingerà mendicante,
-quando il Re crederà
-d'incontrarlo).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Dove siamo, qui?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Nel corridoio che dà sull'androne... Ecco i vostri</p>
-<p>arcieri...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Buon giorno, brava gente...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ed ecco la porta... Ed ecco il verde, i prati...</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Vorremmo un poco camminar sull'erba.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>I contadini dicono che non cresce bene l'erba</p>
-<p>calpestata, ma s'avvilisce.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Hai ragione... E lì v'è il monte, è vero?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì, padre... E questa è una pietra ove sedere.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-No. Andiamo avanti; verso il sole.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E qui c'è il faggio che vi piace.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ieri ci pareva più lontano.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>È che oggi camminate con più fretta.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sì, fretta di sole.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ed ecco il vostro mendicante.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Contraffacendo la voce).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Mio benefattore... per carità... non vi dimenticate...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Noi non abbiamo niente... Ma tu, figlia...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì, gli do io.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Che Iddio vi benedica... e v'aiuti... e vi salvi...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma il sole...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Eccolo.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Essa ha collocato il padre
-nel raggio di sole che entra
-nella prigione).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ah, com'è tiepido... e bello. Ma ce n'è poco,
-poco. Perchè? Qui non c'è più. Solo qui, su noi.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>È tutto annuvolato il cielo, con piccoli spiragli.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma questo che muro è?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>È...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ARDEN.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Mio Sire!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Toccando l'inferriata).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E questi ferri? Isotta! Isotta!
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Grida e tumulto di dentro).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E questo tumulto? Dove siamo?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non so... Dio!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Si grida... Si combatte... E noi chiusi forse...
-Isotta va, corri...
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Entra <span class="smcap">Tristano</span> seguito da
-una banda di briganti vocianti
-e rissosi).
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-I BRIGANTI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Largo! Siamo noi! La difesa del re! Ferro e
-fuoco! Evviva la libertà!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Fermi e silenzio!</p>
-<p>Non paura, voi. Siamo gente poverissima</p>
-<p>ed abbiamo una sola regina, l'amicizia,</p>
-<p>ed un vecchio re, il dolore.</p>
-<p>Tu gli somigli, e siamo venuti, re.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Chi sei che parli?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Anche tu? Volete tutti sapere chi sono?
-Un pazzo, un morto, un vagabondo.
-E se dico Tristano, che sapete?
-Tristano significa forse onesto?
-O buono? O caro?
-Posso aver nome Tristano ed essere principe
-ed essere ladro ed aver violata una sorella
-ieri, e portare oggi le mani in croce
-e parlare di preghiere e di bestemmie!
-Al cavallo che nuovo trovate
-non domandate chi sia, ma gli salite in groppa
-e se ubbidisce e vola siete contenti.
-<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
-E coll'uomo anche fate così:
-le parole son chiavi false per tutte le porte
-ma i fatti son d'oro e di ferro.
-Vorreste vedere la mia faccia? Il suo colore?
-Maschera, maschera è la carne:
-l'anima dovreste volere, e non si vede.
-E allora, per gli altri, e per me
-lasciami tutto nero, mio bianco re.
-Ti servo con la spada che non porto più,
-col cuore che non porto più
-e con la morte che sempre mi accompagna.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-<i>Amen.</i>
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma che vieni a far qui? E dove siamo qui?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Eh, sul mondo siamo, e fra gli uomini!</p>
-<p>E questa che reggia credevi, è prigione!</p>
-<p>Una figlia con voce di menzogna,</p>
-<p>ti scaldava di luce, la tenebra.</p>
-<p>Eri chiuso, vigilato, illuso.</p>
-<p>Non sapevi? Bene. Non eri più re.</p>
-<p>Sì: l'anima tua era sempre re!</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span></p>
-<p>Ma ti libero; ed io che non possiedo nulla</p>
-<p>ti dono il cielo colle sue nuvole e il vento,</p>
-<p>e la corona che t'aspetta,</p>
-<p>e l'amore. E il popolo tuo</p>
-<p>questa prigione non riconosce,</p>
-<p>che tu non conoscevi. Fuori! Fuori!</p>
-<p>Ed obbedisci al tuo dovere, anche tu, re!&nbsp;!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Una pausa. Il re piange
-in silenzio. — I briganti gli
-si avvicinano, bruschi e
-commossi, ma reverenti).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Guarda: non parla perchè piange, povero re!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-No, no, non bisogna. Un re, piangere, cuore di
-Dio!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Dopo tutto, siete ancora re!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E, che diamine, molta gente vi vuol bene.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Noi, perdio: abbiamo molto pelo sul petto e pochi
-stracci indosso, ma una parola sola in bocca.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E siamo uno stormo.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Eh, capisco: è stata una solenne porcheria, di
-vostro fratello canaglia...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma ora l'avranno a che fare con noi, quei malandrini
-vestiti di broccato!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E rideremo. Hanno da ballare, hanno...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Accidenti, se rideremo! Su, ridete, bravo re, sarà
-una festa, per tutti i cristiani, e lo giuro sulla
-mia miseria e su Sant'Agostino, mio protettore!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E voi, principessa, un giro di furlana: c'è la
-reggia vera per lui, e per voi... abbiamo un capitano
-mascherato...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sangue nelle vene, ce n'ha... Com'è buon capitano,
-può diventare ottimo consorte...
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ciarloni, che fate qui? il parlamento?</p>
-<p>A palazzo, a palazzo! Questa torre</p>
-<p>è caduta come pomo maturo,</p>
-<p>ed ora la capitale! Il re con noi,</p>
-<p>e per istrada cresceremo gente</p>
-<p>come la valanga. Principessa,</p>
-<p>la mano vi porgo in pegno della voce</p>
-<p>che v'ha giurato per un nome, libertà:</p>
-<p>oggi venite al sole.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il sole?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Oh splende, buono. E splende per tutti, il sole.</p>
-<p>Ma per me, no.</p>
-<p>Solo me non posso liberare!</p>
-<p>Ed amo le spade, i colpi, e l'andare,</p>
-<p>e il fracasso del mare</p>
-<p>per disperdere un poco i miei pensieri</p>
-<p>che sono, sì, catene e prigionia...</p>
-<p>Ma sù, ragazzi, per me e per il re!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-I BRIGANTI.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Con un urlo).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Per te e per il re!
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(<i>Exeunt omnes</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA SECONDA.</h3>
-
-<p class="center">
-<i>Una sala nel palazzo di re Languis.</i>
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(I briganti stanno intorno
-al Duca <span class="smcap">Erasmo</span> legato).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ora sì che mi piaci davvero, capponcino mio!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Quanta gioia ti sei bevuta abitando sul trono
-rubato? Hai da sputarla tutta.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ti credevi forse d'essere diventato re, perchè ti
-chiamavano re?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Eh, barbagianni caro, puoi sgranare gli occhi,
-e noi si ride!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Te l'abbiamo tagliata, la barba!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E, corpo di San Lazzaro resuscitato, ti abbiamo
-insegnato a tacere: e toccherà questa volta a
-<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
-te far la muffa dentro una cantina, e noi che siamo
-furfanti abbiamo schifo di un furfante come te!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Siete pidocchi, siete! E vi diverte</p>
-<p>sputare sopra me che sono in terra,</p>
-<p>ma i denti in bocca mi restano ancòra.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E te li caveremo!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Dopo, per mangiare, ti daremo, come ai porci,
-acqua sporca e bucce di patate!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ti vestiremo da buffone, e ci divertiremo anche
-noi come tanti re.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Squilli. Entra re <span class="smcap">Languis</span>.
-Silenzio).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Quel nostro fratello che ci tocca perdere, è qui?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Oh, non fuggo, m'hai fatto legar bene!</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Legato? Sia subito sciolto!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sciolto? Dalle corde? E la giustizia?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Nessuno può difendersi serenamente, se libero
-non sia.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Erasmo viene slegato).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma non voglio difendermi di niente.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Erasmo, e perchè non chiedere che ti dessimo la
-corona e tutto?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Perchè chiedere è vile, ma pigliare</p>
-<p>piace, e forza significa, di sè.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E si perde, lo vedi? anche l'amore, di tutti.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Quello d'Isotta non l'ho mai avuto.</p>
-<p>Degli altri, che mi fa? O comandare</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span></p>
-<p>e mi devono tutti essere schiavi,</p>
-<p>o sono vinto, e se anche mi si pesta</p>
-<p>non udrai un lamento uscir da me.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-È forza la tua, ferocia forse, ma solidità...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ambizione! E con me la patria sale,</p>
-<p>per obbedienza, e mi diventa forte.</p>
-<p>E tu buono, la snervi e per amore</p>
-<p>la fai tutta di latte e di cuscini!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E se davvero fosse così? Erasmo, noi non possiamo
-condannarti: quand'uno agisce per sua necessità,
-l'uomo non ha potere alcuno contro di lui,
-perchè l'uomo non è Dio, e, dentro, non può vedere.
-Onde, senza dire se la tua forza sia virtù o
-peccato, ti assolviamo, per umiltà e povertà dinnanzi
-ai misteri delle anime.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Assolvere? Ah, lingua di Giuda! Ma la è ingiustizia
-da far gridare le pietre!
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Io ragionare non so, ma ti dico: è una canaglia,
-ecco, e basta!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E se tu lo assolvi, gli è come condannare noi,
-che abbiamo rifatto l'ordine del regno.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E se tu lo assolvi, non ti dice grazie, questo
-Caino, ma ti rimanda nella tua prigione, e noi
-sulle forche!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Nella prigione credevamo di star bene, quindi
-stavamo bene.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma il popolo stava male e non lo puoi, ora, tradire!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ordiniamo pertanto e vogliamo che il fratello
-nostro Erasmo libero vada, ma fuori del regno,
-perchè la gente abbia la nostra pace, ed a lui sia
-aperta la via del cielo, dove il giorno che avremo
-riacquistata tutti la vista, ci ritroveremo.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ed io, fratello troppo buono e cieco,</p>
-<p>ti perdono di avermi perdonato.</p>
-<p>O brigante mi faccio, od eremita.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Eremita! Brigante, con noi, non ti vogliamo!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Evvia, signor Duca, in esilio!
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Erasmo <i>exit</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-A voi, mia gente della terra e semplici di cuore,
-che vi possiamo dare o dire? Oh, siamo troppo al
-di sotto della vostra trasparenza...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Re, nostro re... tu ci parli difficile e noi non si
-arriva mica a capirti, ma se un poco siamo arrivati,
-a capire, a me pare che tu ti credi debitore...
-ed è una cosa che ci confonde e non ha senso, per
-la testa del gigante Golia!... Tu non devi dirlo
-più, parola di gentiluomo, e pensarlo neanche,
-perchè noi si è fatto, io e gli altri, così per fare,
-e tu sei un padre che bisogna bene aiutare, e lui
-<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
-non deve mica dire grazie, ma siamo noi a dirgli
-grazie... è un onore insomma... e non c'è merito...
-anzi ho detto... no, non ho detto, perchè io a scuola,
-e neanche gli altri, non ci siamo andati, dove
-s'impara a parlare con i re... e allora, tu, re, capisci...
-e...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-<i>Amen.</i>
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma se c'è uno di noi che vale, che ha studio ed
-educazione, è il capitano...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sì: quello, ecco, noi si direbbe che è sangue di re!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sarete la nostra guardia, che è come dire gli
-amici nostri più vicini. Andate, figli: e godete del
-vostro mangiare e del vostro bere...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-È giustizia, dopo che s'è lavorato tanto!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E al capitano gli daremo quel che abbiamo...
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(I briganti <i>exeunt</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Pare che il suo nome sia Tristano e che il suo
-abito sia nero: ma non è tutto nero quello che
-noi vediamo? E siamo certi che d'anima egli è
-grande, e puro di fede, e sicuro di cuore. Che potremmo
-noi volere di meglio?
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Da opposte parti entrano,
-silenziosi, <span class="smcap">Tristano</span> mascherato,
-e <span class="smcap">Isotta</span>).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sconosciuto è vero. Ma i fatti parlano per lui, e
-sono d'oro e di ferro, ha detto. E i briganti, che
-non sanno mentire, hanno detto, sangue di re...
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Una pausa).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sarebbe l'ultima letizia della nostra povera vita,
-saper congiunta, la fragilità bianca d'Isotta alla
-nera solidità di Tristano. Sarebbe il sole per questi
-giorni miei di ultimo freddo. Ma non diremo
-niente: il cuore non patisce timone nè cervello;
-troppi scogli minacciano nascosti. Possiamo pregare
-solo e a lui dire, se questo è un dono, ebbene
-prendilo.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Re Languis fa per alzarsi,
-Isotta gli si avvicina).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Eccomi, padre, se cercate di me.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Sempre cerchiamo di te, e ti troviamo sempre,
-anche nel silenzio.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Io sono dove il cuore mi porta</p>
-<p>senza che lo vogliano i pensieri.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Avviandosi).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Come ti piace quel Tristano che ci ha liberato?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Porta la maschera, padre.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Tutti, al mondo, figlia: solo, lassù, saremo
-noi... Dunque, ti piace?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E a voi, padre?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-LANGUIS.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-A noi piacerebbe molto.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Andiamo, padre.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Re Languis ed Isotta <i>exeunt</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Rimanendo immobile).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Al mondo vive dunque chi trama la felicità degli altri?</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span></p>
-<p>La felicità: un fumo che ha nome domani,</p>
-<p>o ieri, se rimpiangi un'ora consumata:</p>
-<p>oggi, mai. Io, felice? Rido:</p>
-<p>due parole d'assurdo, in croce.</p>
-<p>O mi diletto io, del mio soffrire?</p>
-<p>E mi lego alla sofferenza come un amante,</p>
-<p>e me la serro al cuore?</p>
-<p>Che faccio per vivere? Ricordo,</p>
-<p>disperatamente: una donna, un peccato.</p>
-<p>Ma quella donna dov'è? C'è, sul mondo?</p>
-<p>L'ho io, davvero conosciuta?</p>
-<p>O mi sono foggiato, di lei, un fantasma</p>
-<p>che non voglio ritrovare in vita,</p>
-<p>perchè ho troppo accarezzato in sogno?</p>
-<p>Costei anche si chiama Isotta...</p>
-<p>Isotta! Sognavo ieri, e mi desto oggi?</p>
-<p>O vivevo laggiù, e sogno qui?</p>
-<p>La vita, ecco, m'offre un bene:</p>
-<p>per essere fedele a quel che fuggo</p>
-<p>lo rifiuterò? Per non deludere il mio sogno?</p>
-<p>E che so io del vero? E chi sono io</p>
-<p>per credere che la sventura m'abbia segnato</p>
-<p>così da reputarmi già morto, quando respiro?</p>
-<p>E dov'è il ricordo che mi tormenta?</p>
-<p>Sulla mia carne? No. No. Io non ho segni</p>
-<p>nè ricordi. Io voglio non aver vissuto.</p>
-<p>Non avere anima nè carne.</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span></p>
-<p>O sì, mie, per donarle ancora.</p>
-<p>Un ideale, sì, l'avevo. Si chiamava</p>
-<p>Isotta: e l'ho trovato qui. È falso?</p>
-<p>Ah, quante meschine trame</p>
-<p>per una mia sciocca curiosità!</p>
-<p>Sono due nomi eguali, pazzo!...</p>
-<p>E se fossero due anime, eguali?</p>
-<p>Se la sorte... E non si può giocare anche la fede</p>
-<p>come la vita, in battaglia?</p>
-<p>Tristano, si può dare tutto per niente!</p>
-<p>E per un filo d'erba, l'eternità!</p>
-<p>E per una parola, un regno!</p>
-<p>E per un bacio, il paradiso!</p>
-<p>E per una goccia d'avvenire, tutto il mare del passato!</p>
-<p>Ah no, buffone... Guarda...</p>
-<p>Io vedo un abisso. Mi ci butto. E rido. E canto.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Canticchiando).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>«Così è di noi,</p>
-<p>nè voi senza di me,</p>
-<p>nè io senza di voi!»</p>
-<p>Ah! Ah!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Ad Isotta, che è comparsa,
-quasi ironicamente).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i4">Un inchino, principessa.</p>
-<p>Bella come il sole di vostro padre,</p>
-<p>e l'ombra mia!</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Grazie. Mi spiace le parole del re</p>
-<p>abbiate inteso, vane fantasticherie.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No, Isotta... Lasciate vi chiami per nome,</p>
-<p>io mi lego ad un nome</p>
-<p>come il cipresso a un cimitero...</p>
-<p>Il re supera voi e me per saggezza.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma sogna, e non può vedere.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma prega, e spera.</p>
-<p>E non vorreste fargli di sole</p>
-<p>questi giorni suoi di ultimo freddo, Isotta?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Voi dite il mio nome, come se da sempre</p>
-<p>lo aveste avuto in cuore...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Davvero? Oh maraviglia!</p>
-<p>È tutto quel che so di voi, il nome,</p>
-<p>e l'amo prodigiosamente.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Perchè? Siete bizzarro...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ho forse la coda? Tre mani?</p>
-<p>Oh! sono banale, banalissimo:</p>
-<p>credo, principessa, con licenza del sacerdote,</p>
-<p>vi saprei fare sette figli, e tutti maschi!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Amo, signore, d'essere intatta</p>
-<p>e nelle mie vesti mi chiudo,</p>
-<p>come dentro un monastero.</p>
-<p>Ma non vorrei per amor di me,</p>
-<p>perdere un sorriso di mio padre.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Che vi piacerebbe? Mentirgli ancòra?</p>
-<p>E che io vi fossi complice e falso marito?</p>
-<p>Sì: mentire so, e tanto bene</p>
-<p>che illudo anche me stesso, Isotta!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Io sono devota d'una religione fredda</p>
-<p>che mia madre m'apprese,</p>
-<p>la religione delle stelle, vergini anch'esse,</p>
-<p>che piangon a volte, o liete parlano meco,</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span></p>
-<p>e credo a quel che intendo</p>
-<p>e mi prometto loro</p>
-<p>e tengo fede alle mie parole.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Voi tenete fede? Gloria! gloria!</p>
-<p>Sarete una sposa modello...</p>
-<p>Io no, non son fedele... Frantumo le mie parole:</p>
-<p>ne faccio monili per me, per voi, per tutti!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ho giurato di salvare per sempre</p>
-<p>la mia castità: sono vestale</p>
-<p>d'un mio patto puerile ma sacro.</p>
-<p>Sarei una troppo sterile consorte!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Quella ch'io voglio, perfetta!</p>
-<p>Oh son fatto, io, di musica, non di carne.</p>
-<p>Casta! Vi amo... La mia virtù compagna</p>
-<p>sarete, il vostro peccato, io!</p>
-<p>Ecco, ecco... un anello, no. Dopo.</p>
-<p>E mi volete, se anche mascherato?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Io non per la follìa d'un nome,</p>
-<p>ma per ubbidire al re.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Isotta Isotta!... Allora io posso dire ancora...</p>
-<p>Isotta! Ti amo... ti amo... Sei mia!</p>
-<p>Posso chiudere gli occhi e udire il tuo respiro...</p>
-<p>Taci, taci... non parlare: Isotta!</p>
-<p>posso ascoltare il ritmo vicino</p>
-<p>della tua vita profumata, e dire</p>
-<p>Isotta, finalmente, sei mia moglie, tu!...</p>
-<p>Non sei più del re, sei mia... solo mia... mia...</p>
-<p>per sempre... e senza lacrime... Isotta... mia...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Tristano!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Taci! Ho la febbre, ho il delirio!</p>
-<p>Vado a nozze con la mia fantasia allucinata.</p>
-<p>Sono felice, perchè voglio essere così.</p>
-<p>Vieni, vieni con me.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(<i>Exeunt ambo</i>).
-</p>
-</div>
-
-<div class="center margin">(<i>Marcia nuziale</i>).</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA TERZA.</h3>
-
-<p>
-<i>Un giardino, di notte. Lampioncini di carta colorata.
-Una fontana. Lontani, canti d'allegria
-e suoni striduli di musiche.</i>
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Su un sedile di pietra,
-<span class="smcap">Hubbo</span>, vestito da buffone,
-accovacciato, immobile. Entra
-<span class="smcap">Isotta</span>, come fuggisse,
-inseguita da <span class="smcap">Tristano</span>, mascherato).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non mi perseguitare:</p>
-<p>m'hai già crocefissa col mistero de' tuoi occhi,</p>
-<p>lasciami, ora.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No, Isotta, hai cambiato nome:</p>
-<p>ti chiami moglie!</p>
-<p>e non sei più di te stessa: mia sei.</p>
-<p>Con una paroletta hai cancellato la tua persona,</p>
-<p>la tua volontà, tutto quanto eri!</p>
-<p>Perchè fuggi? Ti ripiglio.</p>
-<p>E ti dico: a sedere. E ci stai.</p>
-<p>E ti sputo negli occhi. E sopporti.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Che dici?</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Canto anch'io, l'inno al matrimonio,</p>
-<p>in questa notte ilare di nozze!</p>
-<p>Ora tu non sei più tu: sei me,</p>
-<p>la mia maschera, la mia scarpa sei.</p>
-<p>E l'amore, l'amore dov'è?</p>
-<p>Nessuno t'ha domandato, è vero?</p>
-<p>E se domani uno venga che piace a te,</p>
-<p>e tu a lui: e tremate nel guardarvi,</p>
-<p>oh... follìa... tu non puoi, tu, moglie!</p>
-<p>Tu non sei più viva, morta sei, mummia!</p>
-<p>E mi diverte fare il carceriere</p>
-<p>e chiuderò tutte le porte</p>
-<p>e spierò le fessure dell'anima tua</p>
-<p>e digrignando i denti, urlerò di te:</p>
-<p>mia proprietà, mia proprietà!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ti sei vincolato a lasciarmi casta...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E chi t'assicura che manterrò?</p>
-<p>Sono spergiuro, pazzo, vagabondo.</p>
-<p>Chi t'ha detto di credere a me?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Io ti credo, Tristano.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Insensata: ho viso deforme,</p>
-<p>spellato, arso, tagliato...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i11">No.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ed altre virtù non conosco</p>
-<p>che furia e menzogna...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i11">No.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E ti forzerò, contro la mia parola</p>
-<p>e la tua giurata verginità</p>
-<p>calpesterò...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i6">No.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E ti segnerò di lividi e di piaghe,</p>
-<p>e beverò il liquore delle tue lacrime...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Che sai di me?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Tutto... perchè...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i8">Perchè? Non aver paura!</p>
-<p>Ho raccolto le sozzure per la via;</p>
-<p>puoi buttarmi qualunque bestemmia.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì. Perchè ti amo...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Facendo irruzione).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ah ah ah... Quanti palloncini</p>
-<p>verdi, e rossi, e gialli!</p>
-<p>Che gala nella mia gioia!...</p>
-<p>Ognuno si può impiccare al colore che vuole</p>
-<p>e chiamarlo stella!</p>
-<p>È proprio una festa, signora,</p>
-<p>da perderne la testa,</p>
-<p>ed anche il nano di Corte</p>
-<p>vi bacia la veste, oggi, si può,</p>
-<p>e fugge via, fugge lontano,</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span></p>
-<p>tanto lontano che non lo troverete più,</p>
-<p>e sarà ai piedi vostri...</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Sparisce in un tintinnìo di
-sonagli, ma ritorna a spiare
-ed appiattarsi, di lì a poco,
-dietro la fontana).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>È il buffone!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ecco il povero mendicante,</p>
-<p>che vivrà sulla soglia della tua bellezza.</p>
-<p>e questa volta sarò io marito</p>
-<p>e geloso cent'occhi</p>
-<p>e severo cento supplizi!</p>
-<p>Ah, mi diverto, mi diverto smisuratamente.</p>
-<p>Ma se tu davvero mi ami, Isotta...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non giocare colla mia vita: taci.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Una pausa. I due sono seduti
-sul margine della fontana.
-E s'avanza <span class="smcap">Oninoni</span>
-con passo quasi di danza;
-lo segue <span class="smcap">Eliner</span>, cantando;
-ultimo <span class="smcap">Cariado</span>, lugubre.
-Sono in fila, a distanze uguali,
-ubriachi tutti e tre,
-ma contegnosi).
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-A me, una festa così, mi fa ringiovanire. Se la
-musica non fosse fuori di tempo, farei quattro
-giri di danza, ma è fuori di tempo...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Cantando).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>La vita è una sorpresa...</p>
-<p>c'è la salita e poi c'è la discesa...</p>
-<p>Ed oggi tocca a me, domani a te,</p>
-<p>e finalmente al re!</p>
-<p>La vita è una sorpresa...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma io la sposa non ce l'ho... e l'avrei voluta anch'io...
-e l'avrei molto accontentata... ma non ce
-l'ho... Amen...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Questo, per Sant'Agata vergine, si chiama giardino?
-E noi ci spasseggiamo dentro come padroni...
-Ma, sacramento! questa è acqua... Maledetta
-sia l'acqua e chi la beve. E quindi anche la pioggia,
-maledetta. Però ai campi fa bene, la pioggia.
-Sì, ma noi non siamo campi!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-CARIADO.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-È deserta la vita, ecco...
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ELINER.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Cantando).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>La vita è una sorpresa...</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(I tre briganti <i>exeunt</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Io sono uno dei loro e come loro</p>
-<p>ubriaco di pensieri.</p>
-<p>Ma, Isotta, per te devo...</p>
-<p>Vuoi un poco di veleno e di verità?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Nulla voglio, e nulla domando.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Se mi ami, devo ben farti soffrire!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E tutto ascolto.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non t'ho ancora dato l'anello:</p>
-<p>eccolo: guarda: trasparente! Biondo come...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>L'hai gettato nella vasca!</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Eh sì! Quando tu prendere lo voglia</p>
-<p>devi affogare...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Mi butto.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No. Che è un anello? Ombre. Ombre.</p>
-<p>Ma quello... Sì, Isotta!</p>
-<p>tu sei mia moglie.</p>
-<p>Isotta, io t'ho sposato, ridi,</p>
-<p>è tempo di risate,</p>
-<p>t'ho sposato perchè amo un'altra donna.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sapevo.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Perchè sono infelice, ed ho voluto</p>
-<p>esserlo di più...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sapevo.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Perchè ho voluto potermi disprezzare!</p>
-<p>Perchè ho voluto avere anch'io</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span></p>
-<p>quella catena che ha lei,</p>
-<p>per essere come lei,</p>
-<p>sotto il peso di un eguale dolore,</p>
-<p>ed ho scelto te perchè tu mi sia</p>
-<p>l'aguzzino, il carnefice, l'infamia,</p>
-<p>e torturandolo, tu faccia più divino</p>
-<p>quest'amore che io ho tanto dilaniato</p>
-<p>e che dilania me.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sapevo.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>T'ho presa come si prende, ecco, la morte,</p>
-<p>con disperazione,</p>
-<p>e avevi il nome di lei,</p>
-<p>dell'assente, della mia Isotta,</p>
-<p>del mio sogno</p>
-<p>e l'anello era suo.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Puoi piangere, ora, con me.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No. Non so piangere. Rido.</p>
-<p>Ma tu sei come un balsamo</p>
-<p>sul mio ridere malato...</p>
-<p>Oh, senti, cantano laggiù:... per chi?</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Per noi.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì? E perchè non ci amiamo?</p>
-<p>Ho ben infranto la mia fedeltà.</p>
-<p>Sacrifica tu, la castità.</p>
-<p>Che vogliamo noi, donna?</p>
-<p>Divoriamoci coi denti,</p>
-<p>cerchiamo dentro noi il nostro fango!</p>
-<p>Ah, Isotta, perdona: guariscimi tu!</p>
-<p>Insegnami a credere ancòra,</p>
-<p>ed a non ricordare più.</p>
-<p>Tu hai mani bianche e leggere,</p>
-<p>di fata: dammele...</p>
-<p>Costruiscimi una vita tenue,</p>
-<p>nuova come un sogno nuovo.</p>
-<p>Chiudi la porta a tutti i pensieri</p>
-<p>che vengono di lontano</p>
-<p>o che vogliono volar via...</p>
-<p>Salvami, salvami tu, pura..</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(S'inginocchia — essa gli
-mette le mani nei capelli).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Hubbo.</i>
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>La bionda Isotta, per gelosia</p>
-<p>di re Marco, suo marito,</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span></p>
-<p>mentre tu ridi, soffre,</p>
-<p>dentro una prigione,</p>
-<p>cavalier Tristano!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Levandosi).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Tu hai parlato? Tu?</p>
-<p>L'anima mia? L'ombra?</p>
-<p>Sì. È vero! Una prigione...</p>
-<p>Voglio una prigione anch'io!</p>
-<p>Perchè devo io qui solo respirare la libertà,</p>
-<p>godere la notte, ubriacarmi d'illusione</p>
-<p>Come lei, come l'amor mio vero!</p>
-<p>Tu no, non ti conosco.</p>
-<p>Chi sei? Chi sei? Ti odio!</p>
-<p>Vattene. Una prigione, voglio!</p>
-<p>E soffrire anch'io!</p>
-<p>Sii gelosa, dunque! Sii gelosa,</p>
-<p>t'ho sposata per questo solo.</p>
-<p>Fammi male, se mi vuoi bene!</p>
-<p>E chiudimi in una prigione,</p>
-<p>ti prego, te ne prego, ti supplico...</p>
-<p>e dopo, fanciulla, ti benedirò...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Eliner.</i>
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Cantando).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>La vita è una sorpresa,</p>
-<p>c'è la salita, e poi c'è la discesa...</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
-</p>
-
-<h3>SCENA QUARTA.</h3>
-
-<p class="center">
-<i>Una prigione. Attraverso l'inferriata qualche
-stella.</i>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sono giunto al porto, qui?</p>
-<p>Ho tanto navigato per questo?</p>
-<p>No: ancora non è la morte vera.</p>
-<p>Buio, sì, ma qualche stella vive, lassù:</p>
-<p>nero, nero voglio: lutto sovrano.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Togliendosi la maschera).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Mio viso ti sbendo: l'infinito sole</p>
-<p>è presente, e l'infinito è lei: mia signora</p>
-<p>che spia: la sento qui, là:</p>
-<p>Isotta, mi maledici? No, non devi,</p>
-<p>nessun bacio ha cancellato i tuoi baci:</p>
-<p>tra qualunque creatura di carne e me,</p>
-<p>sempre tu, ombra, ho veduto e vedo,</p>
-<p>ed a questo carcere tu mi condanni!</p>
-<p>Perchè dovrei, spietata, maledirti,</p>
-<p>ma folle di sentirmi così tuo,</p>
-<p>ti dono invece questo viso nudo</p>
-<p>come un cadavere risorto, e godo</p>
-<p>delle tue ineffabili carezze e spasmo</p>
-<p>verso questa tua divina oscurità.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Entrano dall'inferriata le
-voci dei briganti).
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Oninoni.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Oh, capitano, è vero che sei lì dentro?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Eliner.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Non risponde!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Oninoni.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Siamo venuti via: che si poteva fare più. San
-Giuda benedetto?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Cariado.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Anche i re muoiono, e re Languis è morto...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Oninoni.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Il popolo allora ti ha fabbricato qualcosa come
-una repubblica...
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Eliner.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-E siamo venuti qui, da te.
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Oninoni.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ci vuoi non ci vuoi?
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Cariado.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Si torna a fare il brigantaggio.
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(La faccia di <span class="smcap">Oninoni</span> appare
-all'inferriata).
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ONINONI.
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Silenzio!... Oh, olà! Sacripante, è morto anche
-lui!
-</p>
-</div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Oninoni sparisce, le voci
-si perdono).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Eliner.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Era un po' strambo, poveretto!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Oninoni.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Ma tutto cuore!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-<i>La voce di Cariado.</i>
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-<i>Amen!</i>
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Resterò dunque solo? Ma se il mondo</p>
-<p>mi crollasse intorno ed io sopravvivessi,</p>
-<p>unico, non mi lasceresti ancòra, Isotta,</p>
-<p>ma dentro me sempre rimani,</p>
-<p>a divorarmi come fai!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Una pausa).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>C'è un grillo, nella notte.</p>
-<p>Per tre volte un usignolo era venuto</p>
-<p>a farmi tacere, poi silenzio.</p>
-<p>Ora i grilli. Domani i vermi,</p>
-<p>Tristano, ti sei chiuso, ma cammini,</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span></p>
-<p>cammini verso di lei</p>
-<p>e l'ombra ti segue, fedele.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Due mani bianchissime appaiono
-tra i ferri della finestrella;
-e Tristano le
-vede).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Chi m'offre questi grandi fiori bianchi,</p>
-<p>virginali? Oh fiori di gelo e di giglio!</p>
-<p>Mani! O mani senza persona,</p>
-<p>mani recise. Di chi siete?</p>
-<p>Mie, mie, e del sogno! No, sue.</p>
-<p>Mani, mani che hanno più forza</p>
-<p>che non la fede, che non la fame!</p>
-<p>Mani esangui e capaci di tanto delitto</p>
-<p>su me, che m'abbandono!</p>
-<p>O mani di regina, sì,</p>
-<p>ma dei burattini!</p>
-<p>Io mi muovo secondo che voi mi guidate,</p>
-<p>e io sono il vostro pagliaccio,</p>
-<p>e mi fate saltare, danzare, giacere,</p>
-<p>e vi faccio la mia reverenza!</p>
-<p>E cerco i fili colle dita: e non ci sono...</p>
-<p>Perchè siete due ragni mostruosi,</p>
-<p>che avete tessuto la mia perdizione!</p>
-<p>Ragni: ed io credo... No, vedo...</p>
-<p>Isotta, sei tu morta? E vieni a darmi l'addio?</p>
-<p>Devo morire anch'io? Mi chiami? Mi vuoi?</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span></p>
-<p>Prendimi. Oh sì, donami questa grazia.</p>
-<p>Ah, immobili siete, quasi spente,</p>
-<p>ma io sento che voi sentite.</p>
-<p>E se vi pungessi, nascerebbe il sangue.</p>
-<p>Coi denti, coi denti!... Ah, delizia...</p>
-<p>Baci... baci... Che volete? L'anima?</p>
-<p>Ahi mute e tenaci come due pensieri, lì,</p>
-<p>come due chiodi. No!</p>
-<p>Andate via! Via! Sparite!</p>
-<p>Siete nebbia, lo so. Siete sogno, lo so.</p>
-<p>Debbo destarmi; voglio destarmi, su,</p>
-<p>sono in piedi. Vivo. Vedo.</p>
-<p>E sono lì, bianche come due peccati bianchi!</p>
-<p>Isotta, sei tu... Che mi asciugavi le lacrime,</p>
-<p>buona ti conosco. No, tragica,</p>
-<p>feroce. Rivuoi l'anello? Ah, sì! Ecco!</p>
-<p>L'anello! Perduto! Annegato!</p>
-<p>Come una persona viva... Perdona,</p>
-<p>perdona. Guarda, congiungo le mie mani,</p>
-<p>e tu perdona! Ah, maledetta!</p>
-<p>Basta: le prendo, le spezzo... le adoro!</p>
-<p>Dietro queste mani, nella notte, vive</p>
-<p>Isotta, la mia divina, e queste, sì,</p>
-<p>mi portano le più silenziose carezze</p>
-<p>nate dalla sua pena...</p>
-<p>O dita fredde qui sulla mia faccia</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span></p>
-<p>rovente... Adoro le immagini sacre,</p>
-<p>l'incubo mio,</p>
-<p>le due lampade bianche per la mia tomba,</p>
-<p>le due anime vive e disgiunte e gemelle</p>
-<p>come le nostre due, Isotta, Isotta!...</p>
-<p>Tu sei qui... È vero? Ah meraviglia,</p>
-<p>tu sei vera, tu sei viva, tu sei mia!</p>
-<p>Isotta, lasciami morire, e chiudimi gli occhi</p>
-<p>tu, divinamente muta, così...</p>
-</div></div>
-
-<p class="pad2 center large"><i>Fine del secondo atto.</i></p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
-</p>
-
-<h2 id="terzo">ATTO TERZO</h2>
-</div>
-
-<h3>SCENA PRIMA.</h3>
-
-<p class="center">
-<i>L'interno di un casolare, nudo, da pescatori.</i>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Entrando).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ecco il frutto della mattinata:</p>
-<p>due scombri-cavalli, carne dura</p>
-<p>per i tuoi denti di neve, ma di meglio non c'è.</p>
-<p>Poi tre uova di gabbiano.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Siamo poveri poveri.</p>
-<p>E noi che ti possiamo dare?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Niente!... È mio dovere.</p>
-<p>Puoi usarmi come arnese di cucina</p>
-<p>come cane, come coltello,</p>
-<p>ma solo non mi buttare via, signora.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Triste un buffone, in tanta nudità!</p>
-<p>Ma egli è malato, io donna: ci puoi servire.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Grazie.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Tra sè).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i4">Idolo bianco,</p>
-<p>ti ha difesa perchè sei bella e sua,</p>
-<p>Hubbo, lo scorpione. E non t'abbandona.</p>
-<p>Ma pazzo, anzi meschino, lotta,</p>
-<p>con quel pazzo vero e nero, che ti fiuti,</p>
-<p>sì, ma non ti morda.</p>
-<p>E Hubbo vincerà.</p>
-<p>Qui c'è il suo veleno</p>
-<p>che una goccia sola potrà fare giustizia.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Rimescola un barattolo e
-lo ripone).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Fra sè).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Quanta luce in questo casolare</p>
-<p>e non ci libera dall'ombra.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Hubbo <i>exit</i>).
-</p>
-</div>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-La trasparenza delle cose, ahimè,
-avvilisce le nostre anime opache!
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Entrando cauto).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non c'è nessuno? Tu? Ssst! Un segreto...</p>
-<p>Non lo dire poi. Vieni qui.</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span></p>
-<p>In punta di piedi. Piano. E... grazie!</p>
-<p>Io credo di non essere più io.</p>
-<p>Siamo tanto soli qui... taci,</p>
-<p>non ti muovere, non respirare,</p>
-<p>penso che lei non sappia il luogo,</p>
-<p>questo luogo. Sfuggiti le siamo!</p>
-<p>E starà frugando ancòra, nei palazzi,</p>
-<p>chissà dove... Gliel'abbiamo fatta!</p>
-<p>Qui, dove si potrebbe nascondere, l'ombra?</p>
-<p>Non c'è ombra. Tutto sole. Intendi?</p>
-<p>E credo che ti posso baciare finalmente</p>
-<p>senza che <i>lei</i>...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non far peccato contro il tuo Dio.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Dio? Quale? L'abbiamo perduto.</p>
-<p>Siamo in esilio, in libertà.</p>
-<p>Il mare solo colle sue bianche braccia</p>
-<p>e il suo fragore copre le nostre parole.</p>
-<p>Grazie, mare, anche a te.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ed hai paura, se parli piano.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sono stato in agonia... Non oso</p>
-<p>sventolare la salute, ma la fascio,</p>
-<p>la carezzo... Per essere diverso</p>
-<p>e non più riconoscibile, ho seppellito</p>
-<p>là, nella sabbia, la maschera, stanotte.</p>
-<p>Neanche la luna mi ha veduto.</p>
-<p>Ora sono bianco, un altro sono!</p>
-<p>Mi siedo e chiamo: Psst, psst, i miei pensieri</p>
-<p>che mi vengono a dormire stanchi nel cuore,</p>
-<p>dopo tante corse, e me li sento, un po' sudati,</p>
-<p>amici, respirare...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i8">I tuoi pensieri,</p>
-<p>rondini, un attimo ferme,</p>
-<p>son pronte a ripigliar volo e garrito.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No, mentre dormono, tu li ucciderai.</p>
-<p>Ti spaventa? Cattivi pensieri,</p>
-<p>mi hanno fatto soffrire tanto!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Se io sapessi, come si può fare!</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Guarda. Sì. Sì. Così. Buona...</p>
-<p>Poi ti siederai qui, e filerai.</p>
-<p>Come una moglie di pescatori!</p>
-<p>Eh, non siamo più niente...</p>
-<p>Dobbiamo guadagnarci la vita.</p>
-<p>Ecco: filare. E io farò il falegname.</p>
-<p>Un onorevole mestiere. Anche il padre di Gesù</p>
-<p>non se ne vergognava, ed il figlio era re.</p>
-<p>Noi avemmo il padre re.</p>
-<p>E qui legheremo un cane</p>
-<p>che abbaierà alla sua ombra...</p>
-<p>No; niente ombra, niente cane. Silenzio!</p>
-<p>Un gatto grigio. Ed il buffone</p>
-<p>ci farà da sguattero, e Giuseppe</p>
-<p>lo chiameremo. Sì, sì,</p>
-<p>una vita come gli altri, nascosta,</p>
-<p>ogni giorno monotona, eguale</p>
-<p>e lei forse non ci troverà più,</p>
-<p>e noi moriremo, colla barba bianca,</p>
-<p>tu con cento rughe... Isotta...</p>
-<p>Ma perchè ti chiami... Isotta?</p>
-<p>Cambia nome: vuoi che seppelliamo</p>
-<p>anche il tuo nome, sotto la sabbia?</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>È l'unico dono che m'è rimasto</p>
-<p>di mio padre, il nome.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Beato, in pace con sè stesso!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non mi ha giovato il voto...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E perchè non te ne sciogli?</p>
-<p>Se tu m'aiuti...</p>
-<p class="i6">Posso io?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma devi me cercare dentro le mie braccia,</p>
-<p>non l'assente: solo me,</p>
-<p>e mi conoscerai allora, se pallida,</p>
-<p>marmo no, malata di languore,</p>
-<p>come notte di maggio e di luna,</p>
-<p>e s'aprirà la mia chiusa forza,</p>
-<p>come un altro mare...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Chi sei? Guardo la tua bocca</p>
-<p>dir queste parole, e guardo</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span></p>
-<p>la tua gola vivere, e queste mani...</p>
-<p>Le mani... Erano tue?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Le riconosci vive, qui?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Le tue! Dunque sei tu? Tu!</p>
-<p>Ecco: ti accarezzo... E ti abbraccio...</p>
-<p>Nessun velo fra te e me...</p>
-<p>Nessun'ombra! Posso... Sì.</p>
-<p>Posso dire forte, Isotta!</p>
-<p>Più forte, Isotta... Più forte, Isotta!</p>
-<p>Libero sono... Salvo per queste mani</p>
-<p>mie, che erano te,</p>
-<p>che sono te, Isotta cara...</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Entra <span class="smcap">Hubbo</span> con in mano
-la maschera di Tristano).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Che c'è?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i4">Questo, c'è...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Cupo tra sè).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i11">L'ombra?...</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Il mare ha scavato la sabbia</p>
-<p>ed è venuta su questa pezzuola</p>
-<p>del signor Tristano...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Delirando).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i9">L'ombra!</p>
-<p>M'ha ritrovato! Ecco: sorridevo!</p>
-<p>Ho parlato forte... troppo forte...</p>
-<p>M'ha udito... M'ha ripreso, è qui...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No... Non è che la tua maschera...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma <i>lei</i> me la rimanda!</p>
-<p>Oh, conosco i suoi segni...</p>
-<p>i suoi gesti senza parole...</p>
-<p>le sue pause d'agonia... e d'ironia!</p>
-<p>Mi dice: ricopri quel viso ch'è mio.</p>
-<p>Tuo? Perchè? Ti rispondo: no!</p>
-<p>E guarda... le calpesto la maschera...</p>
-<p>le sputo su... le ballo su... ballo...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Signor mio...</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i6">Ballo... ballo...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Dentro un barcone ora approdato</p>
-<p>c'è un prete, barba così,</p>
-<p>che racconta d'Isotta...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i10">Di chi?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Racconta che Isotta regina,</p>
-<p>la moglie di re Marco,</p>
-<p>è stata da re Marco ferita</p>
-<p>per furore, ed essa langue ora,</p>
-<p>e par che dica: Muoio... Tristano...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Maledetto! Tu muori... tu!</p>
-<p>No. Hai ragione... Per questo</p>
-<p>la maschera m'ha spedito... La bacio.</p>
-<p>Sa di sale! Sì. È come</p>
-<p>un'anima avvilita e lagrimosa.</p>
-<p>Ma lei ferita hai detto? E muore?</p>
-<p>Per furore... per gelosia!</p>
-<p>Isotta, hai capito? Ebbene</p>
-<p>voglio essere ferito anch'io.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non divagare... Ritorna</p>
-<p>alla tua vita nuova...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Al gatto?... Al falegname?</p>
-<p>Come <i>lei</i>, sempre come <i>lei</i>,</p>
-<p>per morire come <i>lei</i>, almeno questo!</p>
-<p>Provoco e chiedo ciò alla tua gelosia.</p>
-<p>Hai detto d'aver cuore e sangue...</p>
-<p>Su, su. Ferisci! Dove vuoi...</p>
-<p>Nel mio cuore... nel mio sangue...</p>
-<p>Voglio, intendi? voglio essere ferito.</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Hubbo spalma dell'unguento
-del barattolo un coltello
-e lo pone sul tavolo).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non essere crudele con te e con me!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Un coltello!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Brandisce il coltello ch'è
-sul tavolo).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i6">O mi ferisci,</p>
-<p>o mi scanno. Isotta mia, ti sento,</p>
-<p>e ti obbedisco! So quello che vuoi...</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Chi può sapere? Interroga quel frate...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sangue! Il mio bel sangue nero!</p>
-<p>Ecco: non colpisci? Io, allora io...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Taglia... taglia... un po' di carne</p>
-<p>lacerata mi salverà dall'ascoltare</p>
-<p>l'anima mia... e i ricordi... su... taglia!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Pungendogli il collo).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ecco: una goccia di sangue...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Subitamente calmo).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Una gemma. Fermi! Devo morire.</p>
-<p>Sono sulla soglia del palazzo eterno...</p>
-<p>Sì, povera vita mia, ti lascio... Una gemma:</p>
-<p>di questo rubino fatti l'anello di nozze</p>
-<p>che non t'ho dato ancòra... Pace.</p>
-<p>Non urlo più. Non tremo più.</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span></p>
-<p>Vedo la morte che mi viene incontro.</p>
-<p>Quanto tempo?</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Una pausa).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i7">Sì? Grazie,</p>
-<p>anche a te, morte. Posso vederla, ancòra!</p>
-<p>Hubbo, sali sul barcone ch'è approdato,</p>
-<p>riprendi il mare, vola, e va dalla regina ferita,</p>
-<p>laggiù, di' che Tristano muore,</p>
-<p>e che insieme, insieme si ha da morire,</p>
-<p>e portala qui. Se torni con lei,</p>
-<p>alza vele bianche, senza, vele nere.</p>
-<p>Aspetterò, tenendomi la vita colle mani.</p>
-<p>Va!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i3">Va!</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Hubbo <i>exit</i>).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i4">Ed ora comincio ad aspettare.</p>
-<p>Guardo. Un po' d'acqua... Ho sete...</p>
-<p>Grazie... E lasciami solo... Va via: solo:...</p>
-<p>Voglio pregare, se ripesco qualche parola</p>
-<p>nella mia memoria...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i9">Ti posso insegnare...</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Tu?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Io prego sempre. Ripeti:</p>
-<p>O voi che proteggete chi patisce...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>O voi che proteggete chi patisce...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Fate che Isotta mi venga ridata...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Fate che Isotta...</p>
-</div></div>
-
-<h3>SCENA SECONDA.</h3>
-
-<p class="center">
-<i>A bordo d'una barca a vela: in alto mare. Tempesta.</i>
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(In piedi, <span class="smcap">Erasmo</span>, in abito
-d'eremita, regge la barra
-del timone. Accovacciato
-<span class="smcap">Hubbo</span> tiene la corda della
-vela).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E chi vede più niente in questo inferno?</p>
-<p>Si scivola... si vola a precipizio!</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Io gli scogli non scorgo, ma Dio veglia:</p>
-<p>Ci diriga se vuole, o ci frantumi!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sono maledizioni di saette...</p>
-<p>E non arriveremo che al naufragio!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Io sono pronto.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Eh vecchio sei barbone amico di Dio,</p>
-<p>ma Hubbo la morte lo spaventa.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Tira! Oh senti la campana! È l'ora</p>
-<p>nostra... Su, su... L'ondata passa... e spazza!</p>
-<p>Amavi tu la vita come i re?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Come un rospaccio cui tirano sassi</p>
-<p>anche i marmocchi fior d'innocenza...</p>
-<p>Ah quant'acqua... Non si regge più!</p>
-<p>Tu forse avrai goduto.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Avidamente ho steso le mani</p>
-<p>su tutti i beni della terra e nulla</p>
-<p>è stato mio: le mani or tendo al cielo</p>
-<p>e qualche cosa piglierò lassù.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Hai amato ed hai sofferto per amore?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Prega... Il vento cambia. Forza!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Tutta la barra. Ancòra. L'albero cede.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No. Tien saldo. Mi piacque una nipote</p>
-<p>principessa di mani come il vento...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Isotta!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>L'hai conosciuta? E casta come morta...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No, casta. Tu non sai l'amore suo!</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Per chi? Su! Grida più dell'uragano!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Per un Tristano che se l'è sposata...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ah parole più fulmini del fulmine!</p>
-<p>L'ama? È felice? Parla! Com'è fatto?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Oh piangere la fa! Chè lui non l'ama!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Piangere? Miserabile!.. Oh vendetta...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Compiuta, la vendetta. Tristano muore.</p>
-<p>E vuole anche morir contento!</p>
-<p>E com'è stato fedele a un'altra Isotta,</p>
-<p>a un suo peccato, manda noi,</p>
-<p>che gliela riportiamo, questa Isotta,</p>
-<p>per essere felice, nel trapasso, ed in eterno,</p>
-<p>ed infelice in eterno quella che tu amavi.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Lascia la vela. Ed io lascio il timone.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma la barca impazzisce disperata...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Giù! Giro tondo e vortice che sale!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>È la fine! È la fine!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Che importa? Vuoi che io serva a quel Tristano?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ho promesso... Ho paura...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ma ti viene la morte e ti cancella</p>
-<p>e le promesse annegano con te...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No. Non si può camminare...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Se non gli giunga, se mai più riveda</p>
-<p>quest'altra Isotta, morirà furioso?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Furioso, sì, come un cane.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E d'Isotta, la mia?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>La nostra, sarà un po' contenta...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Quale nostra?... Anche tu? Maledizione!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No. No. Non ho che pianto. Pietà di me...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Verme! Rospo, hai osato? Ma si muore...</p>
-<p>Vieni qui. Parla. Non tremare. Parla.</p>
-<p>Ancora è bella? E le sue mani bianche?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Come la spuma... Oh, no. Si sprofonda!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Salvami! Non vedi? Non vedi?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì. Ma parla di lei! Parla di Dio!</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>È triste, Isotta... E non ci ha mai sorriso...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ERASMO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Isotta, Isotta...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-HUBBO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i7">Isotta...</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(S'inabissano).
-</p>
-</div>
-
-<h3>SCENA TERZA.</h3>
-
-<p class="center">
-<i>Lo stesso casolare della prima scena dell'atto.</i>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Su un giaciglio).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Quanta polvere! Due pescatori</p>
-<p>han pescato un morto fra gli scogli:</p>
-<p>un annegato colla barba e glie l'hanno tagliata.</p>
-<p>Poi l'hanno portato in questo casolare</p>
-<p>e sono io... Povera gente!</p>
-<p>Il mare mi cullava. Qui sono un cane</p>
-<p>malinconico che aspetta per poter morire</p>
-<p>l'arrivo del suo padrone,</p>
-<p>ed agita la coda...</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sei tu che vivere non vuoi...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non so, non so vivere...</p>
-<p>Se tu m'avessi insegnato!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Che potevo fare di più?</p>
-<p>Tacere e patire, oltre le mie forze.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ascolta. Ho fatto un sogno, non so come,</p>
-<p>senza chiudere gli occhi mai.</p>
-<p>Sognavo che tu e lei foste una Isotta sola,</p>
-<p>e Languis e re Marco un solo vecchio</p>
-<p>ed ero felice o mi pareva,</p>
-<p>e t'ho guardata,</p>
-<p>e tu eri tu, sola,</p>
-<p>e Isotta mia, lontana!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>E se non t'amasse più, colei?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Più? Me?</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non esiste il verbo dimenticare?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Dimenticare?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Chiudere nel cuore il ricordo,</p>
-<p>sorridere a nuove parole,</p>
-<p>aver pietà di sè.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ho potuto io, dimenticare lei?</p>
-<p>E lei come...?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i7">Come una donna.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Vile bugiarda! E vuoi rubarmi nell'anima!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Un po' di pace vorrei darti,</p>
-<p>se anche tu con odio mi ripaghi.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Pace mi darà la morte.</p>
-<p>Ma lascia che io creda in quest'amore!</p>
-<p>O per chi avrei vissuto?</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Per te.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Oh, io non valgo la mia vita!</p>
-<p>Muoio, e non per me... non per me.</p>
-<p>Ti ho fatta soffrire, ho fatto soffrire me,</p>
-<p>funesto a nemici ed amici,</p>
-<p>almeno per grande fuoco, ciò:</p>
-<p>amore è come patria, giustizia,</p>
-<p>come Dio! E tu che ami,</p>
-<p>non dire sacrilegio contro l'amore!</p>
-<p>Ed essa viene. Sento che essa viene,</p>
-<p>Isotta! Ha chiuso tutte le sue lacrime</p>
-<p>per sorridermi ancora una volta.</p>
-<p>Vieni qui. Ascolta. Tu non la conosci.</p>
-<p>Io sì. Io non conosco che lei.</p>
-<p>Essa avrà detto: perchè partite?</p>
-<p>Eh! Perchè sono partito? Potevo rimanere.</p>
-<p>Delitto, sì. Ma le lacrime di Marco</p>
-<p>non valevano le sue, nè le tue,</p>
-<p>che non hai pianto. Ma così ho fatto:</p>
-<p>sono partito. Ed ho potuto non ritornare più!</p>
-<p>Come ho fatto? Così. Per viltà</p>
-<p>e per essere pietra d'eroismo,</p>
-<p>senza cuore nè sangue. E li ho, ribelli.</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span></p>
-<p>Tu mi conosci! Ma non credere che Isotta</p>
-<p>abbia dubitato mai di me,</p>
-<p>o mi abbia maledetto mai. Te maledetta,</p>
-<p>se lo credi. Essa, lo sento, mormorava:</p>
-<p>Tristano vuol così, e così sia.</p>
-<p>Ma io le grido: Tristano è un vile!</p>
-<p>Ma quando il tuo buffone le ha detto:</p>
-<p>Tristano muore, vieni, essa si è levata</p>
-<p>in piedi, su, benchè morente, e l'anima sua</p>
-<p>è volata qui prima del corpo, è qui.</p>
-<p>Essa è qui, intendi? E io parlo a lei...</p>
-<p>non a te... E aspetto il bacio suo!</p>
-<p>Non il tuo, Isotta... Il suo, d'Isotta!...</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Spossato ricade sul giaciglio).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Povera pena! Come vorrei tu avessi</p>
-<p>una piaga sanguinosa e non questa tortura</p>
-<p>di un'idea!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Donna, vuoi guardare dalla porta?</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Perchè?</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Guarda il mare, il mare...</p>
-<p>No. Io: lascia che mi levi!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non ti reggi!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO,
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì. Posso camminare...</p>
-<p>Ma non vedo lontano. Vedo te</p>
-<p>che non voglio vedere. E là non vedo</p>
-<p>nemmeno il mare. Muoio? Ah no!</p>
-<p>Morire... non ancora... non ancora...</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Ritorna a buttarsi sul giaciglio).
-</p>
-</div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Riposa.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Guarda tu... Guarda... E di'.</p>
-<p>La sua barca si vede? La vedi?</p>
-<p>O sei cieca anche tu, donna?</p>
-<p>Non tacere per gelosia dell'altra!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No. Tristano. Penso a te, soltanto.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non piangere. Non piangere. Guarda</p>
-<p>con occhi asciutti o non puoi vedere...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Non c'è sul mare che un correre di onde.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Anche tu non sai vedere! Essa c'è sul mare.</p>
-<p>Ed è vicina. La sento io.</p>
-<p>La sento meglio che tu non veda...</p>
-<p>Guarda! Sforza lo sguardo! Su! Su!... Parla...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Sì. Forse... hai ragione.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i10">Non farmi morire</p>
-<p>d'ansietà...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Una barca... Una piccola barca...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Le vele?... Che vele?...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Vele bianche.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>È lei... col suo cuore... i suoi capelli...</p>
-<p>I suoi occhi miei... Vederla!...</p>
-<p>Un suo bacio... Il suo bacio... Morire...</p>
-<p>Festa... la mia morte... La barca... Isotta!</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Approda.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i5">Piano... Gli scogli... Attenda...</p>
-<p>Il mare può... tradire... No, no...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Ecco. Una donna...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Lei!... La vita!...</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Scende sulla spiaggia, sale, viene verso qui..</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Mia carezza... sento... musica... bionda...
-lei... quanta notte... d'oro... Lei.. Dov'è Dov'è?
-</p>
-</div>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span>
-</p>
-
-<p class="speaker">
-ISOTTA.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>S'avvicina. Io vado. Col mio povero nome,</p>
-<p>ch'è suo, e col mio sangue</p>
-<p>ho tenuta accesa la lampada</p>
-<p>della tua vita e del tuo dolore...</p>
-<p>Ora essa è qui. Ho finito. Vado. Addio.</p>
-</div></div>
-
-<p class="speaker">
-TRISTANO.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>Lei... Isotta!... Isotta!... Vieni...</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Isotta da una porta <i>exit</i>).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p>No... Non ti dico niente del mio male...</p>
-<p>dei giorni... no... non ho sofferto...</p>
-<p>tutto sparito... ho aspettato...</p>
-<p>questo minuto... solo... te...</p>
-<p>Beato... Ah... ah... Il paradiso...</p>
-<p>apre le... porte...</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(<span class="smcap">Isotta</span> da un'altra porta
-ricompare).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i8">Ah... sì... tu... Sei tu...</p>
-<p>Mio cuore... non era un sogno...</p>
-<p>Tu c'eri... al mondo... viva... Io...</p>
-<p>Io... sono felice... tanto... tanto...</p>
-<p>Qua... vicina... vieni... Piglia l'anima... mia...</p>
-<p>fra le tue braccia.... Nè io... senza di te...</p>
-<p>nè tu senza di me... Un bacio...</p>
-<p><span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span></p>
-<p>Tutta la mia vita... anche la tua... per un bacio...</p>
-<p>Moriamo... insieme... sì...</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Isotta viene a baciarlo).
-</p>
-</div>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i11">Vedo il tuo...</p>
-<p>bianco... me... ra... viglia... feli... cità...</p>
-<p>Sono... non più... Tristano... sono Dio...</p>
-</div></div>
-
-<div class="stagedir">
-<p>
-(Muore. Isotta s'inginocchia).
-</p>
-</div>
-
-<p class="pad2 center large">FINIS.</p>
-
-<div class="somm">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span>
-</p>
-
-<h2>
-INDICE
-</h2>
-
-<table class="indice" summary="">
- <tr>
- <td><a href="#primo">Atto Primo</a></td> <td class="pag">Pag. 7</td>
- </tr>
- <tr>
- <td><a href="#secondo">Atto Secondo</a></td> <td class="pag">63</td>
- </tr>
- <tr>
- <td><a href="#terzo">Atto Terzo</a></td> <td class="pag">109</td>
- </tr>
-</table>
-
-<hr />
-</div>
-
-<div class="boxed">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
-</p>
-
-<p>
-Che cos'è il</p>
-<p class="center">
-<span class="main-t">“raccontanovelle„</span></p>
-
-<p>
-della Casa Editrice Vitagliano?
-</p>
-
-<ul>
-<li>è l'espressione più vibrante della letteratura mondiale!</li>
-<li>è un'ora di gioia, di passatempo, di divertimento!</li>
-<li>è la pubblicazione più ricca e più economica al tempo stesso!</li>
-<li>è la raccolta più varia e più urlante di tutti i capolavori!</li>
-<li>è il compagno consolatore della vostra noia ferroviaria!</li>
-</ul>
-
-<p class="speaker">
-Esce due volte al mese, costa UNA LIRA In Italia e Colonie,<br />
-è la pubblicazione di tutto, di tutti, per tutti
-</p>
-
-<p>
-<i>Si sono pubblicati nella prima serie:</i>
-</p>
-
-<ul>
-<li>N. 1. — VIRGILIO BROCCHI: Fragilità.</li>
-<li>N. 2. — DARIO NICCODEMI: Spirto gentil...</li>
-<li>N. 3. — SABATINO LOPEZ: Risate.</li>
-<li>N. 4. — MARIO MARIANI: Trabocchetti.</li>
-<li>N. 5. — ALESSANDRO VARALDO: Questa o quella...</li>
-<li>N. 6. — FLAVIA STENO: Nappina azzurra.</li>
-<li>N. 7. — GINO ROCCA: I capitomboli.</li>
-<li>N. 8. — COSIMO GIORGIERI CONTRI: Di chi l'amore...</li>
-</ul>
-
-<p>
-<i>Compariranno successivamente:</i>
-</p>
-
-<ul>
-<li>N. 9. — MICHELE SAPONARO: L'Allodola.</li>
-<li>N. 10. — FEDERICO TOZZI: La gallina disfattista.</li>
-<li>N. 11. — MARIO PUCCINI: Quando cade il velo.</li>
-<li>N. 12. — F. M. MARTINI: L'ultima confessione di Don Giovanni.</li>
-<li>N. 13. — E. L. MORSELLI: Il Club dei Solitari.</li>
-<li>N. 14. — LORENZO RUGGI: Palmi di naso.</li>
-<li>N. 15. — LUIGI SICILIANI: L'ignota.</li>
-<li>N. 16. — ENRICO CAVACCHIOLI: La tua bocca, signora.</li>
-<li>N. 17. — CARLO VENEZIANI: Donnine di lusso.</li>
-<li>N. 18. — ENRICO SERRETTA: L'Ospite.</li>
-<li>N. 19. — LUIGI ANTONELLI: Dove si sarà seduto...</li>
-<li>N. 20. — SILVIO ZAMBALDI: Il cuore d'argento.</li>
-<li>N. 21. — RAFFAELE CALZINI: Quattro storie galanti.</li>
-<li>N. 22. — GIUSEPPE LIPPARINI: L'amore di Fatma.</li>
-<li>N. 23. — FRANCESCO SAPORI: Piangi, amor mio.</li>
-<li>N. 24. — CARLO PANSERI: La vita e il sogno.</li>
-<li>N. 25. — PAOLO DE GIOVANNI: Una donna trovata.</li>
-</ul>
-
-<p class="center">
-Abbonamento a 12 numeri L. 10 — Abbonamento a ventiquattro numeri L. 20
-</p>
-</div>
-<hr class="silver" />
-<div class="boxed">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-<span class="main-t g">“ROMANTICA„</span>
-</p>
-
-<p class="center pad2"><i>OGNI FASCICOLO UN ROMANZO<br />
-OGNI ROMANZO UN AUTORE CELEBRE</i></p>
-
-<p class="pad2">
-NELLA PRIMA SERIE:
-</p>
-
-<ul>
-<li>R. CALZINI: Il profeta e la peccatrice.</li>
-<li>M. PRAGA: I tre Maurizî.</li>
-<li>S. GOTTA: Canzone disperata.</li>
-<li>M. MARIANI: L'eredità.</li>
-<li>G. ROCCA: Volersi bene.</li>
-<li>M. SAPONARO: Amore d'agosto.</li>
-<li>L. ZÙCCOLI: Magda, la sorella.</li>
-<li>A. VARALDO: Rosso e nero.</li>
-<li>TÉRÉSAH: La morte della bambola.</li>
-</ul>
-
-<p class="speaker">
-OGNI FASCICOLO CON UNA COPERTINA A
-COLORI DI VENTURA, CRESPI, ECC.<br />
-L. 1,50<br />
-ABBONAMENTO A 12 NUMERI L. 15,&nbsp;—
-</p>
-
-<p class="center">
-Inviare le prenotazioni alla nostra Amministrazione:
-</p>
-
-<p class="center">
-14, VIA DURINI — MILANO — VIA DURINI, 14
-</p>
-</div>
-<hr class="silver" />
-<div class="boxed">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
-</p>
-
-<p class="center">
-<span class="x-large">Pubblicazioni della Casa Editrice Vitagliano</span></p>
-<p class="center">
-per ragazzi:
-</p>
-
-<p class="indr">
-<span class="large u">I GIOIELLI</span>
-</p>
-
-<p class="gioielli">
-<span class="smcap">Carlo Veneziani.</span> — <b>Pap Pep Pip Pop Pup</b>, con
-disegni in nero ed otto tavole a colori di <span class="smcap">Pinochi</span>.
-</p>
-
-<p class="gioielli">
-<span class="smcap">Antonio Rubino.</span> — <b>Viperetta</b>, con disegni in nero
-ed otto tavole a colori di <span class="smcap">Rubino</span>.
-</p>
-
-<p class="gioielli">
-<span class="smcap">Sergio Tofano</span> (Sto). — <b>Storie di Cantastorie</b>, con
-disegni in nero e dieci tavole a colori di <span class="smcap">Sto</span>.
-</p>
-
-<p class="gioielli">
-<span class="smcap">Filiberto Scarpelli.</span> — <b>Cuore di Fantocci</b>, con disegni
-in nero e dieci tavole a colori di <span class="smcap">Scarpelli</span>.
-</p>
-
-<p class="pad1 gioielli">
-<i>Ogni volume in carta di lusso di duecento pagine in
-grande formato illustrate a colori ed in nero L. 10.</i>
-</p>
-
-<p class="gioielli">
-<i>La serie continuerà ad essere pubblicata dal Gennaio
-1920, e comprenderà volumi dei più noti scrittori
-italiani.</i>
-</p>
-
-<p class="pad1">
-È intanto in preparazione:
-</p>
-
-<p class="gioielli">
-<span class="smcap">Carlo Veneziani.</span> — <b>Tappa, Tatappa e Túmmele.</b>
-</p>
-
-<p class="pad1 center">
-Seguiranno altri libri per bambini, di <span class="smcap">Renato Simoni</span>,
-<span class="smcap">Alessandro Varaldo</span>, <span class="smcap">Rubino</span>, <span class="smcap">Gotta</span>, ecc.
-</p>
-</div>
-
-<div class="tnote">
-<p class="tntitle">
-Nota del Trascrittore
-</p>
-
-<p>
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
-minimi errori tipografici.
-</p>
-
-<p class="covernote">
-Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
-</p>
-</div>
-
-
-
-
-
-
-
-
-<pre>
-
-
-
-
-
-End of Project Gutenberg's Tristano e l'ombra, by Alessandro De Stefani
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA ***
-
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-
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-
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