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If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - -Title: Tristano e l'ombra - Commedia romantica in tre atti - -Author: Alessandro De Stefani - -Release Date: November 12, 2015 [EBook #50442] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - - - - - - ALESSANDRO DE STEFANI - - - TRISTANO E L'OMBRA - - Commedia romantica in tre atti - - - - MILANO - CASA EDITRICE VITAGLIANO - - - - - PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA - - I diritti di riproduzione e di traduzione sono - riservati per tutti i Paesi, - compresi i regni di Svezia, Norvegia e Olanda. - - 30-1-20-1 - - Copyright by Casa Ed. Vitagliano, 1919 - - Officine Grafiche SAITA & BERTOLA — Milano, Corso Porta Romana, 113. - - - - -PERSONAGGI: - - - TRISTANO - RE LANGUIS - DUCA ERASMO, _fratello del Re_ - ARDEN, _vecchio guerriero_ - HUBBO, _nano_ - ONINONI } - ELINER } _briganti_ - CARIADO } - GERUSALISTO, _vecchio avaro_ - CRISAURO, _giovane triste_. - - ISOTTA BIANCAMANO. - - _Baroni — Briganti — Gente del séguito._ - -Nel regno di re Languis, in tempo di fantasia. - - - - -ATTO PRIMO - - -SCENA PRIMA. - -_Sulla riva di un mar tranquillo e fosforescente. Scogli e stelle._ - - Da un oscuro antro Hubbo veglia la - notte. - - -HUBBO. - - Hubbo ha fatto l'incantesimo del mare con le sirene - ed ha mescolato sale con sangue. - Ed aspetta: un gabbiano stride e ride - ma non alla tempesta. - Ecco; le stelle de' suoi occhi sono in cammino, - e tutto questo nero è la sua chioma. - Ma quando ella sia qui? Hubbo si celerà... - in fondo alla sua miseria, e spierà, piano piano... - Che ombra s'avvicina? - - (Hubbo si rintana nel buio, mentre - TRISTANO, mascherato ed ammantellato, - si ferma dinanzi all'antro. Una pausa). - - Anche tu, guardi morire la notte - su questa fosforescente riva? - O temi il candore del giorno? - Eh! Eh! Bello sei tu, alto, diritto: - ma il viso perchè lo nascondi? - -TRISTANO. - - (Dopo una pausa). - - Perchè non è mio. - -HUBBO. - - Che nome hai? E che schiavitù - ti fa portare viso altrui? - -TRISTANO. - - Tu chi sei? - -HUBBO. - - Qui, nella mia ombra, una voce sono - che ti vede, ma tu se mi vedessi - più risate faresti che l'acqua su gli scogli. - -TRISTANO. - - Non rido, se anche tu il mare - chieda in matrimonio. - -HUBBO. - - Sotto la maschera, - chiudi il segreto d'una vergogna? - Od un mostro tu sei, in abito di lutto, - per la bellezza che ombra solo t'accompagna? - -TRISTANO. - - Mangi pesci crudi, tu, qui? - -HUBBO. - - Hubbo vive. Taluno viene e butta - ossi da rodere ed anche monete tintinnanti, - pur ch'egli parli con la stella di ciascuno - e ripeta quel ch'essa risponde. - Eh! Tutti credono d'avere la sua stella. - -TRISTANO. - - E non v'è più stelle che uomini? - -HUBBO. - - E più malanni che stelle. - Ma le monete, Hubbo le dona alle onde - per essere più ricco del re davanti al mare. - -TRISTANO. - - Vengo a vivere, se mi vuoi, con te. - -HUBBO. - - No, che Hubbo non ti vuole. Per vivere insieme - dovremmo avere invidia od amore, - e parliamo invece per sciupare le nostre parole. - -TRISTANO. - - Ti chiedo la grotta solo per dormire. - -HUBBO. - - Eh! Ti uccide Hubbo nel sonno, - per vederti la faccia e sapere di che male sia nera. - Curioso e crudele, l'hanno fatto i marosi. - -TRISTANO. - - E non puoi leggere, nell'abisso - di qualche mia stella, le pagine della mia vita? - Anch'io sono curioso della fine. - -HUBBO. - - Ma dopo fammi il dono d'andar via. - Hubbo vede, oh, che vieni di lontano, - dopo un affannato addio, - vede che sei tagliato in due, - e il mare in mezzo respira e piange, - e giovine sei, - e vecchio di disperazione, - e vieni... carogna, contro me. Via! - Vattene! Vedo il tuo domani che mi brucia! - - (Gli tira una pietra gridando). - - Storpiare ti potessi... - -TRISTANO. - - Tante pietre butta, da seppellirmi qui, - che poi avresti da mangiare, - ma carne amara. - -HUBBO. - - Vattene! Annega! Essa viene! È qui! - - (Entra ISOTTA con ARDEN). - -ARDEN. - - È questa la grotta di Hubbo, astrologo del mare? - -HUBBO. - - Hubbo è qua! Hubbo è qua! - -ARDEN. - - Siamo venuti senza lanterna, come vuoi, - per interrogare la tua sapienza segreta. - -HUBBO. - - Benvenuta, gentile signora. - Hubbo pesca per te nelle onde del cielo e del mare. - -ARDEN. - - È una figlia mia... - -HUBBO. - - Bugia... Bugia... - -ARDEN. - - Perchè non esci, non vieni - più vicino alle nostre domande? - -HUBBO. - - Hubbo resta qua. Hubbo sa - le cose da dire e da ascoltare. - Con Hubbo non c'è da mentire, - neanche figlia di re. - -ISOTTA. - - Parla. - -HUBBO. - - Hubbo da tre notti prepara la verità: - egli sapeva che saresti venuta - ed ha scrutato in flussi e riflussi, - perchè il re Languis malato sia più dei suoi anni, - e stanco da non sopportare il peso - neanche della sua corona. - Non questo domandi figlia del re e della notte? - -ISOTTA. - - Rispondi. Non interrogare. - -HUBBO. - - Hubbo ti dice i segreti che sa. - Ti guardi mai tu nello specchio, - signora dalle bianche mani? - E la tua pelle più bianca del latte, - l'hai tu veduta, e tremato? - E misurati i capelli di tempesta? - Eh! Ti deve parlare d'orgoglio - lo specchio, nei vostri colloqui. - Spezzali tutti i tuoi specchi, - e dimentica il tuo volto! - Eh! Eh! Ma chi t'ha guardata, - non può dimenticare... - Maledetto! Maledetto - Dicevo, perchè il tuo volto può salvare - il re Languis, ma se tu lo veli e custodisci - con religione, che nessuno mai lo sorprenda di baci, - o se no lo baceranno tante lacrime - quante il mare ne ha vedute stillare a Hubbo, - che sa mordere anche, - ma tutto è cancellato... - La vedi, la tua stella, - signora dalle bianche mani? - Eh! Sta per cadere e spegnersi nel mare: - è legata ad un capello solo. - La vedi? In mezzo al mare? - Consacra ad essa la tua castità - e sarai salva in eterno e salvo il padre. - Ma giurare devi. - -ARDEN. - - Principessa, fiabe racconta, tessute di spavento. - Il nobile duca Erasmo vi ha chiesta in isposa, - ed è ricco di terre e di vassalli! - -HUBBO. - - Castità! Castità! - -ISOTTA. - - Mia madre aveva fede in questo invisibile profeta... - -HUBBO. - - Hubbo le predisse che moriva se non dava - una sua ciocca nera alle fiamme di venerdì. - Ma essa amò i suoi capelli più della vita. - Amerai tu la vita e la tua carne di più? - -ISOTTA. - - Amo mio padre di più, e gli occhi suoi spenti. - -HUBBO. - - Giurare devi. - -ISOTTA. - - Io giuro senza parole, nel mio silenzio. - - (Sono comparsi improvvisamente con - fiaccole i Briganti. Hubbo si rintana, - fuggendo la luce). - -ARDEN. - - Non è gente della scorta... Che vogliono costoro? - -HUBBO. - - Spegnete le luci, per carità... - -ONINONI. - - Dove entriamo noi si fa luce, ed illuminazione di gran gala! - -CARIADO. - - E se non ti piace, fuoco d'incendio e sangue che fuma! - -ARDEN. - - Sono briganti. Indietro. Che volete qui? Sapere forse come la mia - spada uccida e recida? - -HUBBO. - - Non siate malvagi; con me foste pietosi di frutta, talvolta. - -ONINONI. - - Il cuore anche noi l'abbiamo, per la Vergine santissima, e tu ci hai - dato spoglie di naufragi. - -CARIADO. - - Ma quando non s'è mangiato da ieri, e qua c'è ricchezza regale, - bisogna bene aprire denti ed unghie! Dunque su! facciamo caccia - grossa, la figlia del re è piatto d'oro! - -ARDEN. - - Guai a chi la tocca! - -ELINER. - - Te vecchio ti demolisco: e la ragazza a me. - - (Arden si difende con la spada, - ma, vecchio e debole, è presto - sopraffatto). - -ARDEN. - - Aiuta mia fedeltà! - - (Arden ferito cade. Hubbo allora - si precipita dal suo nascondiglio, - disperato e deforme). - -HUBBO. - - No! Maledetto chi la sfiora! Il mondo crolli se la principessa vien - toccata! Hubbo la difende! Hubbo! - -ONINONI. - - Ah! ah! ah! - -CARIADO. - - Il rospo paladino! - -ELINER. - - Non dovevi uscire dal tuo buio... - -CARIADO. - - Innamorato sei? - -ONINONI. - - Indietro, buffone! - - (Con uno spintone lo scaraventa contro - uno scoglio). - -HUBBO. - - (Piangendo). - - M'ha visto! Essa m'ha visto! - -ELINER. - - Ride anche il morto, se ti guarda. - -ONINONI. - - Questo vecchio? L'hai ucciso? - -ELINER. - - Combattendo. - -ONINONI. - - Non si doveva: era vecchio! - -CARIADO. - - (Inchinandosi presso Arden). - - Non è morto. - -ONINONI. - - Bisogna curarlo. - -ELINER. - - Poveraccio, difendeva la sua signora. - -ONINONI. - - È un bravo guerriero... Quanti anni avrà? - -ELINER. - - Può esser mio nonno. - -ONINONI. - - Imbecille: bel coraggio hai avuto di ferirlo! - -ELINER. - - Stoccheggiava contro me. - -ONINONI. - - E tu chi sei? - -ELINER. - - Come te. - -ONINONI. - - Bene, noi siamo dei cani, ecco tutto. - -ELINER. - - Cani e canaglie, per grazia del nostro destino. - -CARIADO. - - (Si segna). - - Amen! - -ONINONI. - - Ecco, si sveglia: ferita da niente. Buon vecchio, perdonaci. È - stato, anche il nostro, un dovere. Vorremmo essere briganti con - gentilezza, ma come si fa? La vita è piena di pericoli. Su: al - bottino, ora. Se ci mettiamo a piangere anche questa volta, non si - mangia. Sei nostra prigioniera, principessa Isotta. E il vecchio - vada libero e dica al re che ci paghi il tuo riscatto. Non aver - paura: a te non faremo alcun male, ma ti canteremo canzoni d'onore, - poichè sappiamo anche noi le regole del bel mondo. L'abbiamo - abbandonato per disgusto e per protesta contro le ingiustizie - che ogni giorno vi si commettono. Uno sputo sul mondo, così. Beh, - insieme berremo un coraggioso bicchiere di vino, o due, alla salute - di tuo padre, che è un buon re, e per questo ha perduto tutte le sue - guerre e gli occhi. - -ELINER. - - Vero, compagno. Parli da gentiluomo. - -CARIADO. - - Ma ora basta, e via! - -TRISTANO. - - Avete detto che si chiama Isotta? - -ONINONI. - - E chi è questo? Di dove uscite? - -ELINER. - - L'ombra di qualche morto insepolto... - -TRISTANO. - - Isotta, dite? - -ONINONI. - - Sì, la figlia del re Languis, a cui Dio conceda molti anni ancora... - -CARIADO. - - Amen! - -ONINONI. - - E tu non sarai un brigante d'oltre tomba che ci voglia portar via - quello che è nostro? - -ELINER. - - Perchè i briganti a noi non ci garbano un fico. E bada quindi a te! - -TRISTANO. - - Se vengo d'oltre tomba è per un nome, - simile al tuo, principessa. - Io son tutto una corda che canta - se dico Isotta. - Briganti, amici, suo padre è vecchio e cieco e buono. - Lo sapete. Ed io so che è tanto malato - da non poter portare la corona. - Con un dolore grande, volete voi - spingerlo fuori di vita? Volete questo? - -ONINONI. - - No, che non vogliamo, perdio! - -TRISTANO. - - Ma questa figlia, che si chiama Isotta, - se non gli ritorni con l'alba a casa, - certo egli si spegne. - E voi ne avreste la colpa e il danno, - che non è come uccidere un nemico o un ladro - ma terribile delitto uccidere un bravo re. - -ONINONI. - - Eh... re Languis è un bravo re! - -TRISTANO. - - Chi verrà dopo di lui? - Un re è come la salute: - se buona da non la perdere. - -ONINONI. - - Vero, sangue di Cristo! - -CARIADO. - - Ma noi abbiamo fame. - -TRISTANO. - - Anch'io. Mangeremo insieme. - E se non amici, nemici miei. - Io so far la mia giustizia con le mie mani. - Ed è per voi allora che non sorge più il sole. - -ELINER. - - È un brigante che sa fare il brigante. - -CARIADO. - - Amen! - -TRISTANO. - - Dunque lasciate costoro che vadano in pace - e di buon mattino troveremo pane. - Se ci chiudono le porte, - eh, c'è tanti onesti malvagi - che rubargli non è peccato per l'anima mia. - -ONINONI. - - Se agisci come parli, tu mi vai a genio. Chi sei? - -HUBBO. - - Il diavolo l'ha mandato. - -TRISTANO. - - Avete nessuno di voi una madre? - -ELINER. - - La mia è morta quando avevo dodici anni, che se no, non facevo il - brigante. - -ONINONI. - - La mia s'è annegata quattro anni fa, per la Madonna dei Sette - Dolori. - -CARIADO. - - E la mia, poveretta, era vecchia, e son tre giorni che l'ho - seppellita, con queste mani sacrileghe. Una croce, una lagrima e un - po' di terra. Amen. - -TRISTANO. - - Ed io peggio di tutti voi: non l'ho veduta mai... - -ONINONI. - - Mai? - -ELINER. - - Ohè, dice che la sua, non l'ha veduta mai! - -TRISTANO. - - Aveva nome Biancofiore. - Ed è morta quando io nascevo, - anche m'hanno dato un nome triste, - e porto il maleficio nel mio sangue. - Oh, voi, la ricordate, almeno, la madre... - Per essa, che è una sola, sotterra, oramai per tutti, - vi prego, lasciate questa principessa Isotta che vada... - -ONINONI. - - Che vada... se ci preghi. - -CARIADO. - - Ma tu resti con noi. - -ELINER. - - Se parli, un po' si illude la fame. - -ARDEN. - - (Che s'è alzato). - - Signore... - -TRISTANO. - - Va. - - (Isotta e Arden _exeunt_). - -HUBBO. - - (Piano, un po' trascinandosi dietro - loro). - - Castità! Castità - -ONINONI. - - Compagno, ma ci mostrerai la faccia che tua madre t'ha dato. Tra - amici, è come darsi la mano. - -TRISTANO. - - No. Io ne ho fatto dono ad altri - nella mia povera vita - che è stata rossa. - E questo che vedete è il tizzone nero - dopo l'incendio. - Ed il mio è stato gran delitto, - che voi brava gente, non avreste osato mai... - Ah, il mio viso, laggiù, nei giorni lontani, - al di là del mare e del rimorso, - tali baci e carezze l'hanno consumato, - che ora non patisce vento nè sole. - -ONINONI. - - Fratello, poveretto, hai perduto un tuo grande amore? - -CARIADO. - - Hai ucciso la tua fede? - -TRISTANO. - - La fede del mio re. - -ELINER. - - Credi a me, non c'è che il vino e il canto, per rimedio. - -TRISTANO. - - E morire. Andiamo. - -ONINONI. - - Nasce l'alba. - -ELINER. - - Non c'è neanche bisogno di nasconderci poichè abbiamo finito - santamente la notte: ma, compagno brigante, se triste sei, ti - canterò lungo la strada una canzone d'allegria. Tutta roba fatta da - me, aria e parole. Passo il tempo così, quando non c'è da trafficare - in meglio. - - (Tristano, Cariado, Eliner e Oninoni - _exeunt_). - -_La canzone di Eliner._ - - Chi senza legge va - vive di quel che può - non dice mai di no - e quel che non sa fare, impara e fa. - È brigante ed è re. - Oggi qui, diman lì, - son trottole i suoi dì; - canzoni nella testa ed ali al piè! - -HUBBO. - - La mia notte ha perduto tutte le sue stelle! - Hubbo, e tu i sogni! - La maledizione su quella maschera nera. - Ed Hubbo la seguirà - per avvelenargli l'acqua che beve. - I briganti, sì, sono brava gente: - ed Hubbo è un rospo senza più maschera. - Ma, se egli è fatto male, può anche far del male. - - (_Exit_). - - -SCENA SECONDA. - -_Una sala nel palazzo di re Languis. Entrano ISOTTA, e il duca -ERASMO._ - - -ERASMO. - - Il re si va spegnendo, alfine stanco - d'errare per le vie della pazzia; - Non vive più, vaneggia e si allontana. - Se cieco, egli non vede il precipizio, - tu lo devi salvare, con il regno. - Ecco: t'offro domani la corona - ed essere regina dove sei - ancora figlia taciturna, ed oggi - t'offro la mano mia, ed il mio petto. - Dentro questa saldezza la tua bianca - fragilità ripari come in torre - sicura. Non tacere, chè mi piaci, - nipote, ed io ti parlo con negli occhi - la verità che vuole la sua preda. - Ti spiace questo mio perduto fiore - di giovinezza? I frutti di più sugo - maturano di su tronchi rugosi. - E gli anni a me, m'han dato gagliardia. - Guardami. So volere, eppur domando. - Vuoi che per farti più sdegnosa, appenda - sempre le mie parole al tuo silenzio? - -ISOTTA. - - Nobile zio, questa notte nel mio silenzio - ho fatto voto di castità. - -ERASMO. - - Per andar salva di quei tre briganti? - -ISOTTA. - - Solo per consiglio delle stelle. - -ERASMO. - - Mi beffi. E se davvero hai fatto voto, - non è per chiuder la tua porta a' miei - desiderî? - -ISOTTA. - - Non è stata aperta mai. - -ERASMO. - - Tu infili parole come al gioco - delle perle. Ma ventitrè baroni - con tutti i loro vassalli sono mia - gente giurata: e se non regno ancora - è per mia viltà e della sorte. - -ISOTTA. - - Iddio è con mio padre. - -ERASMO. - - Iddio non vale il ferro d'una lama! - Ed in ogni guerra Iddio contro tuo padre - ha combattuto! - -ISOTTA. - - No. Dio è sempre col vinto. - La sconfitta è una divina prova - e dentro a chi la sopporti nascono alti pensieri. - -ERASMO. - - Sei sulla via del chiostro, mia nipote!! - Ma non voglio: sei più bella che santa, - e calpesto i tuoi voti col mio piede... - -ISOTTA. - - Bada zio, che sapranno di veleno. - -ERASMO. - - Queste mani, le tue candide mani... - -ISOTTA. - - Il re. - - (Squilli. Entra il re LANGUIS, ARDEN ed - alcuni baroni). - -ERASMO. - - Bel Sire, la salute rifiorisce - oggi, per queste sale, e vien con voi. - -LANGUIS. - - No. Sentiamo noi la vita andarsene come la sabbia che si spande via - da un sacco bucato, piano piano. Voi credevate che fosse pieno di - pietre preziose il sacco. No, sudditi nostri; non era che sabbia. - Noi la vediamo, anche se ciechi, perdersi nel gran turbine della - morte dove danzano tutte le sabbie dell'eternità, come pulviscoli - nel sole. - -ARDEN. - - Sacra Maestà, ricordatevi di essere re. - -LANGUIS. - - Noi, sovrano sfiorito di questa fiorente contrada, vogliamo secondo - le nostre cadenti forze donare quella felicità ch'è possibile ai - popoli che ce la domandano. Poichè non siamo seduti su questa sedia - che ha nome trono, per nostro piacere, ma per il servizio di tutti. - Al timone della nave non sta che un marinaio, di mano franca e - d'occhio acuto. Ma la nave non è sua. È del mare. E il mare è di - Dio. Or noi non abbiamo più occhi, e la mano trema. Però dobbiamo - credere che sia giunta alfine l'ora di guardare al contenuto della - nave, poichè, per grazia divina, siamo in tempo di bonaccia. Ma - sanguinose guerre hanno devastato questo nostro povero paese, e - i nostri anni. Noi vogliamo che il popolo ci perdoni tali guerre, - sopportate per la traboccante prepotenza dei vicini, e perdute, come - Iddio ha voluto, senza che perduto fosse l'onore. Anche i vincitori - s'avvedono, ma tardi, a che poco concluda la favola rossa. La - guerra, gente nostra, è un'infelice strada che sembra tutta archi - di trionfo, perchè vegliata di cipressi e coronata di stelle, ma non - conduce che a un cimitero!... - -ARDEN. - - Sacra Maestà, ricordatevi di essere re. - -LANGUIS. - - Sì, perdono di tutti i vostri passati mali, popolo, non perchè noi - ne siamo la causa, ma perchè non vi abbiamo salvato da tutti. Ed ora - godiamo una vecchiaia onestamente povera. Siamo un re che per sua - guardia tiene solo un guerriero vecchio quanto lui. Siamo un re che - in elemosina ha speso il suo e quel degli avi, e d'oro gli è rimasta - quest'unica corona... E si è donata a quei briganti che stanotte, ci - ha detto nostra figlia, avevano fame, e quindi tramavano il male. - -ERASMO. - - Sire, re... - -LANGUIS. - - Ordiniamo e vogliamo che così sia. E la terra del nostro regno - vada interamente divisa e in parti uguali fra tutti gli uomini - cittadini nostri sudditi dai venticinque ai sessant'anni, con - l'obbligo ciascuno di lavorare alla coltivazione del proprio avere. - Nella terra e nell'amor della terra è la via del cielo. Non avranno - diritto a questa legge tutti coloro che sian cresciuti senza voler - famiglia nè figli, rinnegando così la posterità ch'è sacra. Costoro - potranno essere giustamente mendicanti! - -ARDEN. - - Sacra Maestà... - -LANGUIS. - - Lo siamo, re. E crediamo di saggiamente ancorare in porto la nave - dello Stato così facendo, e di raccomandare onestamente a Dio - il gregge di cui siamo stati per tanti anni il pastore. Pertanto - ordiniamo e vogliamo che così sia. Sian bandite queste ultime nostre - leggi, come d'usanza, dal balcone al popolo. - -ERASMO. - - (Dal balcone). - - Cittadini, per ordine e volontà del re Languis, - queste sono le sue ultime leggi. - Il re fa dono della sua corona - ai briganti! - - (Mormorìo di dentro). - - E dona tutta la terra del regno - ai contadini! - - (Mormorìo di dentro). - -LANGUIS. - - Che risponde, il popolo, laggiù? - -ERASMO. - - Che la vostra saggezza, Maestà, - i limiti oltrepassa dell'umano - onde non è compresa e non ne siete lodato. - -LANGUIS. - - Non è lodi che aspettiamo. - - E aggiunto sia che a nostro successore designamo, non te, od altri - di sangue nostro. Ma dalla voce del popolo sia scelto, e vorremmo - un popolano. Conoscerebbe meglio il cuore de' suoi compagni. Così, - Erasmo, ti salviamo dal peso di regnare, ed è il solo dono paterno - che ti possiamo largire... Ordiniamo e vogliamo che così sia. - - (Il Re, Isotta e Arden _exeunt_). - -ERASMO. - - La sua demenza è tanto manifesta - che, avete udito? il popolo gli grida - ch'è pazzo ed alle leggi si ribella... - -I BARONI. - - Le sue parole tradiscono il regno! - La patria ne pericola! - C'è più veleno ne' suoi pazzi sogni - che nelle spade de' nostri nemici! - -ERASMO. - - Voglio dimenticar ch'è mio fratello - ed agire o morire. - - (Entrano altri baroni). - - Ebbene, il popolo? - -I BARONI. - - Borbotta e maledice. - La vecchiaia - solo difende ancora il re... - Ma troppo - si lamenta il buon senso della gente! - -ERASMO. - - Ma della terra data ai contadini, - che dicono? - -I BARONI. - - Diffidano. - Non è - beneficio, ma trappola, commentano - i saputi. - E costui, dicono tutti, - è un re che non è re. - -ERASMO. - - L'avranno, il re. - Voi, propagate, intanto, la mia causa - fra la gente. Ma è buona, e basteranno - poche parole. E voi, con me, vicini. - - (Qualche barone _exit_. Il duca Erasmo - va al balcone). - - Cittadini, il re Languis troppo d'anni - carico e di follie, come vedeste, - lascia il governo della patria a me, - che accetto, se vi piace, di salire - al trono, e giuro con più sacre leggi - di rimediare a' suoi senili errori, - e di risollevare l'avvilita - gloria delle armi nostre. Rispondete! - -VOCI. - - Evviva Erasmo re! - Evviva Erasmo! - -ERASMO. - - Noi vi benediciamo, figli nostri, - e vi invitiamo all'incoronazione, - domani, qui. - - (Venendo in scena). - - L'esilio per il vecchio! - Non per le colpe sue che perdoniamo; - ma il popolo potrebbe, è come il vento, - ripentirsi di noi, e rivolerlo. - - (Rientra Isotta). - -ISOTTA. - - Il re... - -ERASMO. - - Non è più quello, principessa! - Il popolo ha saputo usar la legge - proclamata dal nostro pio fratello. - Ed ha scelto che noi fossimo re. - -ISOTTA. - - E mio padre? - -ERASMO. - - La sicurezza e l'ordine del regno - ci forzano ch'ei parta per l'esilio. - -ISOTTA. - - Questo comanda il popolo e lo Stato? - -ERASMO. - - Ed ora vuoi dividere non più - le speranze ma il regno, principessa? - -ISOTTA. - - Voglio col mio padre e re dividere l'esilio, - se qui nessuno sorge a dire che tal legge è menzogna. - -ERASMO. - - Avrete buona scorta ed un palazzo - per dimora. - -ISOTTA. - - (Dopo una pausa). - - Una grazia vi domando, - e se anche figlia di re scacciato, - conto mi sia concessa. - Il mio padre nulla sappia della verità, - che me stupisce, ma poco, - lui, avvelenerebbe. - Possa, egli ancora essere illuso, - credere buona la gente, - fedele il popolo, giusto il fratello, - saggio il destino. - È cieco. Ed è sereno. - Se intorno regni il silenzio, - egli riposerà beato. - - (Tutti chinano i volti, intorno, - silenziosi. - - Entra il re LANGUIS con ARDEN). - -LANGUIS. - - Abbiamo inteso come un clamor di festa, su cui galleggiava il grido - di re. È forse il popolo che si rallegra del nostro paterno amore? - Non c'è nessuno qui? - -ISOTTA. - - Sì, padre: io. - -LANGUIS. - - Ed era la gioia del popolo, è vero? - -ISOTTA. - - Sì, padre. - -LANGUIS. - - Figlia nostra, quant'è buona la gente! È tutta una famiglia - l'umanità. Ed è come la terra, il cuore... Se bene semini, bene ti - rende... - -ISOTTA. - - Sì, padre: ti rende... - -LANGUIS. - - Oh, il nostro povero merito non vuole tante lodi, ma ci è pur - di conforto la riconoscenza: è come il tepore di una primavera - sulla stanchezza del nostro inverno. Ahimè, non possiamo vedere i - volti beneficati dalla nostra umile saggezza, ma sentiamo intorno - sorridere le anime... - -ISOTTA. - - Sì, padre... intorno a voi - c'è solo amore e fede... - -LANGUIS. - - L'aver creduto, in ogni ora, in ogni evento, nella bontà del mondo, - questa lieta conferma ci dona suggello della nostra vita d'uomo e di - re. - -ISOTTA. - - Sì, padre... - -LANGUIS. - - Ma tu sembri, lontana da noi, tremare. E ti conosciamo ferma e - forte. - -ISOTTA. - - Di commozione, tremo. - -LANGUIS. - - Ah, la felicità degli altri, se ha le radici in noi, è come un - premio dolce e caro... Ne piangiamo anche noi... Sono le sole luci - de' nostri occhi, queste lacrime calde... popolo nostro, per te... - -ISOTTA. - - Padre... se le cure del regno oramai - lasciate a chi il popolo vuole suo capo... - -LANGUIS. - - Non gli sarà fatto violenza, al popolo nostro? - -ISOTTA. - - No, padre. Si prenderà - chi gli somigli e chi gli convenga. - -LANGUIS. - - È ingenuo come un bambino, facile ad essere ingannato. - -ISOTTA. - - Ora, padre, vorrei condurvi - e condurvi via nel verde della campagna - o presso il buono azzurro del mare. - -LANGUIS. - - Non ti piacciono più le dolci cose, che la gente dice, se ti vede? - -ISOTTA. - - No. - -LANGUIS. - - Ma qui abbiamo i nostri fedeli baroni e il nostro pio fratello, - tante care persone che amiamo. - -ISOTTA. - - Meglio il silenzio e le dolci cose - delle cicale e degli usignoli. - -LANGUIS. - - Come ti piace: viviamo nella tua giovinezza e non in noi. - -ISOTTA. - - Andiamo, padre: ho fretta. - E il vostro pio fratello ci prepara - una quieta dimora, lontano. - -LANGUIS. - - Egli ci vuole bene... E viene con noi? - -ISOTTA. - - Rimane senza di noi. - Arden, sarete la nostra sola compagnia. - - (Fanno per andare). - -LANGUIS. - - Dimenticavamo... questa corona...: per i briganti. - - (Isotta prende la corona del Re e la dà - silenziosamente a un barone. Quindi re - Languis, Arden e Isotta _exeunt_). - -IL BARONE. - - (Porgendo la corona al re Erasmo). - - Per voi, Sire! - - -SCENA TERZA. - -_Un viottolo di campagna. Alberi. Nel fondo una torre, con una finestra -chiusa da inferriate, all'altezza di un uomo. Ai piedi della torre uno -stagno ed erbacce._ - - (Eliner, Oninoni e Cariado stanno - giocando a carte, seduti su di un - sasso, e vociano). - - -ELINER. - - Come rispondi a questa mazzata? - -ONINONI. - - Ecco, la paro. E ti frantumo. A te! - -ELINER. - - Un basilisco. E sei morto e putrefatto. - -CARIADO. - - Ragazzi, fermi. Un omiciattolo vien dalla città. Porta un sacco: - forse c'è dentro pane per i nostri denti. - -ONINONI. - - Ma il capitano non vuole, senza suo comando. - -CARIADO. - - Poi gli diremo tutto: questo è un colpo che s'è buono, non ritorna. - -ONINONI. - - Be', vediamo. - - (S'appiattano. Entra il vecchio avaro - GERUSALISTO; si ferma). - -GERUSALISTO. - - Tremila seicento a casa... E settecento, fanno quattro mila - trecento... - -ELINER. - - . . . . giorni che passerai in purgatorio, a cominciare da domani, - per ivi scontare i tuoi peccati! - -GERUSALISTO - - Ahi... me misero! Ah, chi siete? No. Aiuto, aiuto! - -ONINONI. - - Silenzio. La vedi quell'acqua verde? Se non ti taci, dentro a - dormire! - -GERUSALISTO. - - Ma... per carità! - -CARIADO. - - Quel sacco a noi. - -GERUSALISTO. - - No... Non fatemi questo delitto... È tutta la mia vita... Ho tredici - figliuoli... - -ONINONI. - - Donde vieni? - -CARIADO. - - (Che ha aperto il sacco). - - Eh... oh... ah... - -ELINER. - - Oro! - -GERUSALISTO. - - Sì... ma... oro non mio... dei miei quindici figliuoli... - -ONINONI. - - Come ti chiami? - -GERUSALISTO. - - Sono il povero Gerusalisto... ho a casa venti figliuoli... - -ONINONI. - - Per la coda di Sant'Anna, hai cambiato faccia! - -GERUSALISTO. - - Mi son lasciato crescere la barba. - -ONINONI. - - Dieci anni fa eri usuraio, mi ricordo. - -GERUSALISTO. - - No... così... aiutavo gli amici con qualche soldarello, per grazia - di Dio. - -ONINONI. - - E facevi la spia... - -GERUSALISTO. - - Oh... calunnie... calunnie... - -ONINONI. - - E vendevi di nascosto veleni che non lasciavano traccia. - -GERUSALISTO. - - Calunnie, calunnie. - -ELINER. - - E quest'oro, chi te l'ha dato? - -GERUSALISTO. - - La giustizia, brav'uomo. Ieri è finita una lite che il giudice ha - concluso a mio favore. Oh, c'era un coniglietto senza denti, un tal - Crisauro che pretendeva di non darmi quest'oro... Ma c'erano carte - scritte. E si è fatta giustizia. È frutto di giustizia, brava gente. - Volete che vi doni un ducato per l'anima dei poveri defunti? - -CARIADO. - - Tu ci lasci il sacco. - -GERUSALISTO. - - Ah no... Le leggi lo vieteranno... Il cielo! I miei venticinque - figli! - -ONINONI. - - Troppi. Mettetelo nel fosso! - -GERUSALISTO. - - No. No. Per Giacobbe e Geremia! - -ONINONI. - - E allora vattene a piangere altrove i tuoi ducati. - -GERUSALISTO. - - Ma reclamerò alla nazione, alla giustizia... - -CARIADO. - - Nel fosso! - -GERUSALISTO. - - No. Non reclamerò... ma... - -ELINER. - - Via. - -GERUSALISTO. - - Vado... vado... Oh disgraziato me... oh infelice me... o tapino - me... - - (_Exit_). - -CARIADO. - - Un sacco d'oro... Un sacco... - -ELINER. - - E il capitano che dirà? - -ONINONI. - - Che siamo furfanti, per la croce di Dio. Ma quel vecchio è più - furfante di noi. Quindi non ho rimorsi. - - (Entra CRISAURO, giovane triste). - -ELINER. - - Oh... siamo spiati! - -ONINONI. - - Dove vai, compagno? - -CRISAURO. - - Per il mondo! - -ONINONI. - - E, così solo, non hai paura dei briganti? - -CRISAURO. - - Non saranno mai peggio di quelli di città, che han nome di giudici, - e di gente onesta. - -ELINER. - - Che t'hanno rubato, passerotto? - -CRISAURO. - - Il mio. Quattr'anni fa avevo fatto un debituccio con un vecchio - avaro. Oh, pochi ducati per mio padre ch'era povero e malato, e - poi è morto. Non ho potuto pagare il debito, ma l'ho rinnovato, - moltiplicato, ingigantito. Tre mesi fa, l'usuraio viene ed esige la - somma che non avevo. S'infuria, mi minaccia. Alfine vuole ch'io gli - firmi una carta, l'aveva pronta, per cui gli cedevo l'eredità d'uno - zio, se mi fosse toccata. Muore lo zio, sono l'erede di settecento - ducati, che la giustizia mi condanna a pagare a quel Gerusalisto per - un debito di tre ducati. Ora andrò per l'elemosina, finchè non trovo - lavoro. - -ONINONI. - - Ti chiami Crisauro, tu? - -CRISAURO. - - Sì, Crisauro. - -ONINONI. - - Ah!! - -CARIADO. - - Eh? - -ELINER. - - Ma! - -ONINONI. - - Compagni... avete inteso? - -CARIADO. - - Abbiamo inteso. - -ELINER. - - Sono dei porci, in città. - -ONINONI. - - E che si fa? - -CARIADO. - - Aspettiamo il capitano. - -ONINONI. - - Io, credo che il capitano farebbe così, e faccio così, corpo del - diavolo! Passerotto, vien qua: eccoti i tuoi seicento ducati. - -CRISAURO. - - Come? - -ONINONI. - - Ssst! Noi siamo un'altra giustizia vagabonda e senza parole nè - avvocati. Piglia e va. Solo non dire d'aver avuto quest'oro da noi, - nè da nessuno. Quell'altra giustizia potrebbe venire e ripigliarsi - il tuo. - -CRISAURO. - - Oh... ma... voi siete gente di Dio. - -ONINONI. - - Siamo... - -CARIADO. - - . . . . . disgraziati. Ecco, cosa siamo! - -CRISAURO. - - (Offrendo dell'oro). - - Per voi, non volete? - -CARIADO. - - Eh... - -CRISAURO. - - Prendete! - -ONINONI. - - No... Così, basta... Tre ducati: il tuo debito vero. Per mangiare - oggi, domani, e forse anche doman l'altro. Grazie, coniglietto. - Buona fortuna. - - (Crisauro _exit_). - -CARIADO. - - Però... sempre così. Siamo dei poveri briganti! - -ONINONI. - - Ricchissimi, ed abbiamo fatto quel che doveva fare il re, sangue di - Giuda! - -CARIADO. - - Dunque siamo come il re, amen! - - (Entra Tristano mascherato). - -TRISTANO. - - Ho lasciato di là quattro salici ed il vento, - abbiamo lungamente sussurrato insieme - e lacrimato. - -ONINONI. - - Male: Hubbo, lo stregone, m'ha detto che il pianto è l'essenza della - vita, e noi la sciupiamo troppo. Ma chi non piange, non muore, ha - detto. - -TRISTANO. - - Chi non piange, non vive. - Ma voi che facevate, intanto? - -ELINER. - - T'aspettavamo, pescando la fortuna a caso. - -ONINONI. - - Di qua, prendere, di là dare. C'è rimasto tal piccolo rimedio, per - la fame. - -TRISTANO. - - Avete rubato con onestà? - -ONINONI. - - Per l'anima di San Bartolomeo, con piena onestà! - -TRISTANO. - - Vi credo: non voglio sapere. - -ELINER. - - Che uomo, eh! Di noi, si fida! - -CARIADO. - - Ma ora si vorrebbe, in premio di virtù... - -ONINONI. - - Una storiella: Lo sai, compagno: viviamo delle tue favole, da quando - ci hai vietato il solo mestiere che sapessimo: briganteggiare! - -TRISTANO. - - Ed io ve la dico, una storiella d'amore e di peccato. Sedete, brava - gente, ed ascoltate. - - C'era una volta un re - che volea prender moglie - ed un nipote manda - a scegliere la sposa. - Biondi i capelli e fini come quelli - che volando una rondine al castello - avea recato un dì. - Ei la voleva così. - - La trova e la conduce - il cavaliere al re. - Ma navigando insieme - la sposa ed il nipote, - un filtro gli vien dato di magìa - e dissennati non san più che sia - dovere e fede e Dio; - bevuto hanno l'oblìo. - Si bevono la bocca, - veleno e voluttà, - e il mare non li annega, - oh, mar senza pietà! - Il re sospetta, spia l'anime mute - di quelle due creature perdute. - Alfine triste il sire - piange del suo soffrire. - - Ed il nipote allora - quel pianto non sopporta - ma dice, e sa volere, - che andar bisogna in bando. - Ma prima veder vuole il suo peccato - e mormorare l'ultimo commiato. - - Amore, io parto. Taci. - Ci resteranno i baci - che il vento piglia e porta. - La vita ci divise: - la morte ci unirà. - Guardate gli occhi e il pianto, - Anima bella, così è di noi, - nè voi senza di me, - nè io senza di voi. - E fugge e piange e va - e sempre piangerà. - Amici, questo è tutto quel che so. - -ONINONI. - - Nè voi senza di me - nè io senza di voi... - -ELINER. - - Ma questa è la regina Isotta e il cavalier Tristano... - -TRISTANO. - - Ssst: quel nome è maledetto. - -_La voce d'Isotta._ - - (Cantando). - - Nè voi senza di me - nè io senza di voi! - -TRISTANO. - - Dentro quella torre, chi c'è? - -ONINONI. - - Tristezze, tristezze, capitano. C'è... la figlia del re, col suo - padre. C'è stata la rivoluzione nel palazzo. E l'usurpatore li - ha chiusi là dentro, ad aspettar la morte. Questa, capitano, è la - giustizia degli uomini. - -TRISTANO. - - Allora, la principessa Isotta... - -ELINER. - - Canta, come me, per malinconia. Oh, non ha perduto il suo Tristano, - come l'altra, ma, peggio, ha perduto quella libertà che almeno, noi, - l'abbiamo e la godiamo. - -ONINONI. - - Capitano, hai sentito? Pareva che ti rispondesse. - -TRISTANO. - - Su quanti uomini sicuri - potete voi contare, nel paese? - -ONINONI. - - Eh, bisogna far la lista e far la somma. - - (Oninoni, Eliner e Cariado rimangono a - ragionar contando, mentre Tristano si - avvicina alla torre). - -_La voce d'Isotta._ - - La vita ci divise - La morte ci unirà. - - (Quando Tristano è vicino alla torre, - Hubbo salta fuori dalle erbacce, - minacciosamente). - -HUBBO. - - Non si passa, non si passa per di qua. - Hubbo veglia giorno e notte. - -TRISTANO. - - So che nessuno passerà... - -HUBBO. - - Neanche tu. - -TRISTANO. - - O piccolo guardiano d'un tesoro, - hai sentito, tremavo - raccontando una mia canzone - e da questa torre m'è venuta - la risposta d'un tremito gemello - d'un dolore simile al mio. - Lascia ch'io lo veda. - -HUBBO. - - E non vedrai. - -TRISTANO. - - Ma è un dolore che ha nome Isotta! - -HUBBO. - - Non è la Isotta tua, - non è la bionda, la spergiura, - è la mia, è la mia! - -TRISTANO. - - Maledetto... non bestemmiare! - -HUBBO. - - Sì... cavaliere senza fede... Hubbo dirà... - -TRISTANO. - - (Soffocando quasi, mentre i briganti - ascoltano, incuriositi). - - Niente. Non è degna la tua bocca. - -HUBBO. - - (Balbettando). - - No. Va via. - Hubbo ha paura, ha paura di te. - -TRISTANO. - - Sì. Porto sventura. - Ma tu, là dentro, rinchiusa, - anima che non conosco, - ma che nome hai d'Isotta, - non mi temere. - Ma credi che il tuo soffrire - sarà redento da un altro soffrire, - poichè nella notte del mondo - i vagabondi si dicono una parola sola - quando al lume della luna - s'incontrano spauriti. - E quella parola è il nome. - Il tuo, donna, fa ch'io ti consacri - questa nuda mia disperazione. - E per il mio viso ch'è già sepolto - ti giuro... - -_La voce d'Isotta._ - - (Cantando). - - E fugge e piange e va - e sempre piangerà. - -TRISTANO. - - Sì... Piango e vivo - e m'inginocchio ai miei ricordi... - Ah Isotta... mia vera Isotta! - - (Rialzandosi, risoluto, ai briganti). - - Dunque, siete? - -ONINONI. - - Più di mille, capitano! - -TRISTANO. - - Comando il convegno di tutti. - Ragazzi, e volete anche il mio nome? - Tristano. - -ONINONI. - - Il cavaliere? - -TRISTANO. - - No. L'ombra. - -ELINER. - - Ti bacio le mani. - -ONINONI. - - Sei davvero un principe nel sangue e nel cuore, per San Luca e San - Matteo. E noi ti siamo fedeli. E lo saremo, oggi, domani, e fin che - stiamo in piedi. - -CARIADO. - - _Amen._ - - -_Fine del primo atto._ - - - - -ATTO SECONDO - - -SCENA PRIMA. - -_L'interno di una prigione; una porta: una finestra chiusa da -inferriate._ - - (Su una poltrona sta seduto il re - LANGUIS; in piedi, presso la porta, - Arden, e presso la finestra, ISOTTA). - - -ISOTTA. - - Oggi come vi pesa la stanchezza, padre? - -LANGUIS. - - Placidamente: aspettiamo sempre la visita del sole. - -ISOTTA. - - Che tarda ancòra... - -LANGUIS. - - Non abbiamo mai vissuto tanti giorni senza la sua tiepida - consolazione... - - (Una pausa). - - E perchè tutta la gente che viene, tu dici, figlia, come in - pellegrinaggio qui, è gente silenziosa? - -ISOTTA. - - Temono d'essere importuni parlando. - -ARDEN. - - (Contraffacendo voci diverse). - - Maestà, vi rendiamo omaggio d'anima... Io non vorrei confondere i - pensieri di Vostra Maestà... Io son felice di vedervi... Anch'io... - -LANGUIS. - - E le nostre terre sono felici? - -ARDEN. - - (Con la sua voce). - - Ecco un vecchio contadino che vi può dire novelle di ciò... - -LANGUIS. - - Avanti, figlio nostro, vieni avanti. - -ARDEN. - - (Avvicinandosi, con altra voce). - - Mio buon re... son venuto a scaricare la mia felicità ai tuoi piedi: - pago così i miei debiti. La terra che tu m'hai dato... - -LANGUIS. - - L'ami ora di più? - -ARDEN. - - Eh, signor re, è mia, ora... E amo di più il mio re. - -LANGUIS. - - Chiamalo padre... Date qua la mano, figlio. - -ARDEN. - - (Con la sua voce). - - Sacra Maestà, ricordatevi di essere re. - -LANGUIS. - - E se ce ne vogliamo dimenticare, un giorno? - -ARDEN. - - (Con la sua voce). - - Io son qui, per vostro comando, a raccattarvelo in mente. - -LANGUIS. - - Bene: la mano, contadino!... - - (Prende la mano di Arden). - - Non è callosa? - -ARDEN. - - (Contraffacendo la voce). - - È poco tempo, Sire, che me la faccio colla terra e i suoi arnesi. - -LANGUIS. - - E prima? - -ARDEN. - - Ero servo, in un palazzo... - -LANGUIS. - - Va... E nell'ampia libertà de' tuoi campi... - -ARDEN. - - Sì: pregherò per tutti coloro che sono senza libertà! - -LANGUIS. - - Tutti i cari sudditi venuti a salutarci, noi salutiamo, e ci lascino - con nostra figlia. - - (Arden imita lo scalpiccìo di molte - persone, ed _exit_). - - Isotta, vorremmo anche noi risentire l'odore della terra... E non è - mai nato il sole? - -ISOTTA. - - Sì, ora sta liberandosi dalle nubi, padre. - -LANGUIS. - - Oh, andiamogli incontro... È un ospite da fargli festa, dopo tanto - oblìo. Non è l'ora della nostra passeggiata d'ogni giorno? - -ISOTTA. - - Sì, padre: venite al mio braccio. - - (Languis, al braccio d'Isotta, cammina - per dove essa lo conduce: e son giri e - rigiri che nella prigione i due fanno. - Dalla finestra ora scende un raggio - di sole. Rientra Arden, s'inginocchia, - e si fingerà mendicante, quando il Re - crederà d'incontrarlo). - -LANGUIS. - - Dove siamo, qui? - -ISOTTA. - - Nel corridoio che dà sull'androne... Ecco i vostri - arcieri... - -LANGUIS. - - Buon giorno, brava gente... - -ISOTTA. - - Ed ecco la porta... Ed ecco il verde, i prati... - -LANGUIS. - - Vorremmo un poco camminar sull'erba. - -ISOTTA. - - I contadini dicono che non cresce bene l'erba - calpestata, ma s'avvilisce. - -LANGUIS. - - Hai ragione... E lì v'è il monte, è vero? - -ISOTTA. - - Sì, padre... E questa è una pietra ove sedere. - -LANGUIS. - - No. Andiamo avanti; verso il sole. - -ISOTTA. - - E qui c'è il faggio che vi piace. - -LANGUIS. - - Ieri ci pareva più lontano. - -ISOTTA. - - È che oggi camminate con più fretta. - -LANGUIS. - - Sì, fretta di sole. - -ISOTTA. - - Ed ecco il vostro mendicante. - -ARDEN. - - (Contraffacendo la voce). - - Mio benefattore... per carità... non vi dimenticate... - -LANGUIS. - - Noi non abbiamo niente... Ma tu, figlia... - -ISOTTA. - - Sì, gli do io. - -ARDEN. - - Che Iddio vi benedica... e v'aiuti... e vi salvi... - -LANGUIS. - - Ma il sole... - -ISOTTA. - - Eccolo. - - (Essa ha collocato il padre nel raggio - di sole che entra nella prigione). - -LANGUIS. - - Ah, com'è tiepido... e bello. Ma ce n'è poco, poco. Perchè? Qui non - c'è più. Solo qui, su noi. - -ISOTTA. - - È tutto annuvolato il cielo, con piccoli spiragli. - -LANGUIS. - - Ma questo che muro è? - -ISOTTA. - - È... - -ARDEN. - - Mio Sire! - -LANGUIS. - - (Toccando l'inferriata). - - E questi ferri? Isotta! Isotta! - - (Grida e tumulto di dentro). - - E questo tumulto? Dove siamo? - -ISOTTA. - - Non so... Dio! - -LANGUIS. - - Si grida... Si combatte... E noi chiusi forse... Isotta va, corri... - - (Entra TRISTANO seguito da una banda di - briganti vocianti e rissosi). - -I BRIGANTI. - - Largo! Siamo noi! La difesa del re! Ferro e fuoco! Evviva la - libertà! - -TRISTANO. - - Fermi e silenzio! - Non paura, voi. Siamo gente poverissima - ed abbiamo una sola regina, l'amicizia, - ed un vecchio re, il dolore. - Tu gli somigli, e siamo venuti, re. - -LANGUIS. - - Chi sei che parli? - -TRISTANO - - Anche tu? Volete tutti sapere chi sono? Un pazzo, un morto, un - vagabondo. E se dico Tristano, che sapete? Tristano significa forse - onesto? O buono? O caro? Posso aver nome Tristano ed essere principe - ed essere ladro ed aver violata una sorella ieri, e portare oggi - le mani in croce e parlare di preghiere e di bestemmie! Al cavallo - che nuovo trovate non domandate chi sia, ma gli salite in groppa e - se ubbidisce e vola siete contenti. E coll'uomo anche fate così: le - parole son chiavi false per tutte le porte ma i fatti son d'oro e - di ferro. Vorreste vedere la mia faccia? Il suo colore? Maschera, - maschera è la carne: l'anima dovreste volere, e non si vede. E - allora, per gli altri, e per me lasciami tutto nero, mio bianco re. - Ti servo con la spada che non porto più, col cuore che non porto più - e con la morte che sempre mi accompagna. - -CARIADO. - - _Amen._ - -LANGUIS. - - Ma che vieni a far qui? E dove siamo qui? - -TRISTANO. - - Eh, sul mondo siamo, e fra gli uomini! - E questa che reggia credevi, è prigione! - Una figlia con voce di menzogna, - ti scaldava di luce, la tenebra. - Eri chiuso, vigilato, illuso. - Non sapevi? Bene. Non eri più re. - Sì: l'anima tua era sempre re! - Ma ti libero; ed io che non possiedo nulla - ti dono il cielo colle sue nuvole e il vento, - e la corona che t'aspetta, - e l'amore. E il popolo tuo - questa prigione non riconosce, - che tu non conoscevi. Fuori! Fuori! - Ed obbedisci al tuo dovere, anche tu, re! ! - - (Una pausa. Il re piange in silenzio. - — I briganti gli si avvicinano, bruschi - e commossi, ma reverenti). - -ELINER. - - Guarda: non parla perchè piange, povero re! - -ONINONI. - - No, no, non bisogna. Un re, piangere, cuore di Dio! - -CARIADO. - - Dopo tutto, siete ancora re! - -ELINER. - - E, che diamine, molta gente vi vuol bene. - -ONINONI. - - Noi, perdio: abbiamo molto pelo sul petto e pochi stracci indosso, - ma una parola sola in bocca. - -CARIADO. - - E siamo uno stormo. - -ELINER. - - Eh, capisco: è stata una solenne porcheria, di vostro fratello - canaglia... - -ONINONI. - - Ma ora l'avranno a che fare con noi, quei malandrini vestiti di - broccato! - -ELINER. - - E rideremo. Hanno da ballare, hanno... - -ONINONI. - - Accidenti, se rideremo! Su, ridete, bravo re, sarà una festa, per - tutti i cristiani, e lo giuro sulla mia miseria e su Sant'Agostino, - mio protettore! - -ELINER. - - E voi, principessa, un giro di furlana: c'è la reggia vera per lui, - e per voi... abbiamo un capitano mascherato... - -ONINONI. - - Sangue nelle vene, ce n'ha... Com'è buon capitano, può diventare - ottimo consorte... - -TRISTANO. - - Ciarloni, che fate qui? il parlamento? - A palazzo, a palazzo! Questa torre - è caduta come pomo maturo, - ed ora la capitale! Il re con noi, - e per istrada cresceremo gente - come la valanga. Principessa, - la mano vi porgo in pegno della voce - che v'ha giurato per un nome, libertà: - oggi venite al sole. - -LANGUIS. - - Il sole? - -TRISTANO. - - Oh splende, buono. E splende per tutti, il sole. - Ma per me, no. - Solo me non posso liberare! - Ed amo le spade, i colpi, e l'andare, - e il fracasso del mare - per disperdere un poco i miei pensieri - che sono, sì, catene e prigionia... - Ma sù, ragazzi, per me e per il re! - -I BRIGANTI. - - (Con un urlo). - - Per te e per il re! - - (_Exeunt omnes_). - - -SCENA SECONDA. - -_Una sala nel palazzo di re Languis._ - - (I briganti stanno intorno al Duca - ERASMO legato). - - -ELINER. - - Ora sì che mi piaci davvero, capponcino mio! - -ONINONI. - - Quanta gioia ti sei bevuta abitando sul trono rubato? Hai da - sputarla tutta. - -CARIADO. - - Ti credevi forse d'essere diventato re, perchè ti chiamavano re? - -ELINER. - - Eh, barbagianni caro, puoi sgranare gli occhi, e noi si ride! - -CARIADO. - - Te l'abbiamo tagliata, la barba! - -ONINONI. - - E, corpo di San Lazzaro resuscitato, ti abbiamo insegnato a tacere: - e toccherà questa volta a te far la muffa dentro una cantina, e noi - che siamo furfanti abbiamo schifo di un furfante come te! - -ERASMO. - - Siete pidocchi, siete! E vi diverte - sputare sopra me che sono in terra, - ma i denti in bocca mi restano ancòra. - -CARIADO. - - E te li caveremo! - -ELINER. - - Dopo, per mangiare, ti daremo, come ai porci, acqua sporca e bucce - di patate! - -ONINONI. - - Ti vestiremo da buffone, e ci divertiremo anche noi come tanti re. - - (Squilli. Entra re LANGUIS. Silenzio). - -LANGUIS. - - Quel nostro fratello che ci tocca perdere, è qui? - -ERASMO. - - Oh, non fuggo, m'hai fatto legar bene! - -LANGUIS. - - Legato? Sia subito sciolto! - -ONINONI. - - Sciolto? Dalle corde? E la giustizia? - -LANGUIS. - - Nessuno può difendersi serenamente, se libero non sia. - - (Erasmo viene slegato). - -ERASMO. - - Ma non voglio difendermi di niente. - -LANGUIS. - - Erasmo, e perchè non chiedere che ti dessimo la corona e tutto? - -ERASMO. - - Perchè chiedere è vile, ma pigliare - piace, e forza significa, di sè. - -LANGUIS. - - E si perde, lo vedi? anche l'amore, di tutti. - -ERASMO. - - Quello d'Isotta non l'ho mai avuto. - Degli altri, che mi fa? O comandare - e mi devono tutti essere schiavi, - o sono vinto, e se anche mi si pesta - non udrai un lamento uscir da me. - -LANGUIS. - - È forza la tua, ferocia forse, ma solidità... - -ERASMO. - - Ambizione! E con me la patria sale, - per obbedienza, e mi diventa forte. - E tu buono, la snervi e per amore - la fai tutta di latte e di cuscini! - -LANGUIS. - - E se davvero fosse così? Erasmo, noi non possiamo condannarti: - quand'uno agisce per sua necessità, l'uomo non ha potere alcuno - contro di lui, perchè l'uomo non è Dio, e, dentro, non può vedere. - Onde, senza dire se la tua forza sia virtù o peccato, ti assolviamo, - per umiltà e povertà dinnanzi ai misteri delle anime. - -ONINONI. - - Assolvere? Ah, lingua di Giuda! Ma la è ingiustizia da far gridare - le pietre! - -ELINER. - - Io ragionare non so, ma ti dico: è una canaglia, ecco, e basta! - -CARIADO. - - E se tu lo assolvi, gli è come condannare noi, che abbiamo rifatto - l'ordine del regno. - -ONINONI. - - E se tu lo assolvi, non ti dice grazie, questo Caino, ma ti rimanda - nella tua prigione, e noi sulle forche! - -LANGUIS. - - Nella prigione credevamo di star bene, quindi stavamo bene. - -CARIADO. - - Ma il popolo stava male e non lo puoi, ora, tradire! - -LANGUIS. - - Ordiniamo pertanto e vogliamo che il fratello nostro Erasmo libero - vada, ma fuori del regno, perchè la gente abbia la nostra pace, - ed a lui sia aperta la via del cielo, dove il giorno che avremo - riacquistata tutti la vista, ci ritroveremo. - -ERASMO. - - Ed io, fratello troppo buono e cieco, - ti perdono di avermi perdonato. - O brigante mi faccio, od eremita. - -ONINONI. - - Eremita! Brigante, con noi, non ti vogliamo! - -CARIADO. - - Evvia, signor Duca, in esilio! - - (Erasmo _exit_). - -LANGUIS. - - A voi, mia gente della terra e semplici di cuore, che vi - possiamo dare o dire? Oh, siamo troppo al di sotto della vostra - trasparenza... - -ONINONI. - - Re, nostro re... tu ci parli difficile e noi non si arriva mica a - capirti, ma se un poco siamo arrivati, a capire, a me pare che tu - ti credi debitore... ed è una cosa che ci confonde e non ha senso, - per la testa del gigante Golia!... Tu non devi dirlo più, parola - di gentiluomo, e pensarlo neanche, perchè noi si è fatto, io e gli - altri, così per fare, e tu sei un padre che bisogna bene aiutare, - e lui non deve mica dire grazie, ma siamo noi a dirgli grazie... è - un onore insomma... e non c'è merito... anzi ho detto... no, non ho - detto, perchè io a scuola, e neanche gli altri, non ci siamo andati, - dove s'impara a parlare con i re... e allora, tu, re, capisci... - e... - -CARIADO. - - _Amen._ - -ELINER. - - Ma se c'è uno di noi che vale, che ha studio ed educazione, è il - capitano... - -ONINONI. - - Sì: quello, ecco, noi si direbbe che è sangue di re! - -LANGUIS. - - Sarete la nostra guardia, che è come dire gli amici nostri più - vicini. Andate, figli: e godete del vostro mangiare e del vostro - bere... - -CARIADO. - - È giustizia, dopo che s'è lavorato tanto! - -LANGUIS. - - E al capitano gli daremo quel che abbiamo... - - (I briganti _exeunt_). - - Pare che il suo nome sia Tristano e che il suo abito sia nero: ma - non è tutto nero quello che noi vediamo? E siamo certi che d'anima - egli è grande, e puro di fede, e sicuro di cuore. Che potremmo noi - volere di meglio? - - (Da opposte parti entrano, silenziosi, - _Tristano_ mascherato, e _Isotta_). - - Sconosciuto è vero. Ma i fatti parlano per lui, e sono d'oro e di - ferro, ha detto. E i briganti, che non sanno mentire, hanno detto, - sangue di re... - - (Una pausa). - - Sarebbe l'ultima letizia della nostra povera vita, saper congiunta, - la fragilità bianca d'Isotta alla nera solidità di Tristano. Sarebbe - il sole per questi giorni miei di ultimo freddo. Ma non diremo - niente: il cuore non patisce timone nè cervello; troppi scogli - minacciano nascosti. Possiamo pregare solo e a lui dire, se questo - è un dono, ebbene prendilo. - - (Re Languis fa per alzarsi, Isotta gli - si avvicina). - -ISOTTA. - - Eccomi, padre, se cercate di me. - -LANGUIS. - - Sempre cerchiamo di te, e ti troviamo sempre, anche nel silenzio. - -ISOTTA. - - Io sono dove il cuore mi porta - senza che lo vogliano i pensieri. - -LANGUIS. - - (Avviandosi). - - Come ti piace quel Tristano che ci ha liberato? - -ISOTTA. - - Porta la maschera, padre. - -LANGUIS. - - Tutti, al mondo, figlia: solo, lassù, saremo noi... Dunque, ti - piace? - -ISOTTA. - - E a voi, padre? - -LANGUIS. - - A noi piacerebbe molto. - -ISOTTA. - - Andiamo, padre. - - (Re Languis ed Isotta _exeunt_). - -TRISTANO. - - (Rimanendo immobile). - - Al mondo vive dunque chi trama la felicità degli altri? - La felicità: un fumo che ha nome domani, - o ieri, se rimpiangi un'ora consumata: - oggi, mai. Io, felice? Rido: - due parole d'assurdo, in croce. - O mi diletto io, del mio soffrire? - E mi lego alla sofferenza come un amante, - e me la serro al cuore? - Che faccio per vivere? Ricordo, - disperatamente: una donna, un peccato. - Ma quella donna dov'è? C'è, sul mondo? - L'ho io, davvero conosciuta? - O mi sono foggiato, di lei, un fantasma - che non voglio ritrovare in vita, - perchè ho troppo accarezzato in sogno? - Costei anche si chiama Isotta... - Isotta! Sognavo ieri, e mi desto oggi? - O vivevo laggiù, e sogno qui? - La vita, ecco, m'offre un bene: - per essere fedele a quel che fuggo - lo rifiuterò? Per non deludere il mio sogno? - E che so io del vero? E chi sono io - per credere che la sventura m'abbia segnato - così da reputarmi già morto, quando respiro? - E dov'è il ricordo che mi tormenta? - Sulla mia carne? No. No. Io non ho segni - nè ricordi. Io voglio non aver vissuto. - Non avere anima nè carne. - O sì, mie, per donarle ancora. - Un ideale, sì, l'avevo. Si chiamava - Isotta: e l'ho trovato qui. È falso? - Ah, quante meschine trame - per una mia sciocca curiosità! - Sono due nomi eguali, pazzo!... - E se fossero due anime, eguali? - Se la sorte... E non si può giocare anche la fede - come la vita, in battaglia? - Tristano, si può dare tutto per niente! - E per un filo d'erba, l'eternità! - E per una parola, un regno! - E per un bacio, il paradiso! - E per una goccia d'avvenire, tutto il mare del passato! - Ah no, buffone... Guarda... - Io vedo un abisso. Mi ci butto. E rido. E canto. - - (Canticchiando). - - «Così è di noi, - nè voi senza di me, - nè io senza di voi!» - Ah! Ah! - - (Ad Isotta, che è comparsa, quasi - ironicamente). - - Un inchino, principessa. - Bella come il sole di vostro padre, - e l'ombra mia! - -ISOTTA. - - Grazie. Mi spiace le parole del re - abbiate inteso, vane fantasticherie. - -TRISTANO. - - No, Isotta... Lasciate vi chiami per nome, - io mi lego ad un nome - come il cipresso a un cimitero... - Il re supera voi e me per saggezza. - -ISOTTA. - - Ma sogna, e non può vedere. - -TRISTANO. - - Ma prega, e spera. - E non vorreste fargli di sole - questi giorni suoi di ultimo freddo, Isotta? - -ISOTTA. - - Voi dite il mio nome, come se da sempre - lo aveste avuto in cuore... - -TRISTANO. - - Davvero? Oh maraviglia! - È tutto quel che so di voi, il nome, - e l'amo prodigiosamente. - -ISOTTA. - - Perchè? Siete bizzarro... - -TRISTANO. - - Ho forse la coda? Tre mani? - Oh! sono banale, banalissimo: - credo, principessa, con licenza del sacerdote, - vi saprei fare sette figli, e tutti maschi! - -ISOTTA. - - Amo, signore, d'essere intatta - e nelle mie vesti mi chiudo, - come dentro un monastero. - Ma non vorrei per amor di me, - perdere un sorriso di mio padre. - -TRISTANO. - - Che vi piacerebbe? Mentirgli ancòra? - E che io vi fossi complice e falso marito? - Sì: mentire so, e tanto bene - che illudo anche me stesso, Isotta! - -ISOTTA. - - Io sono devota d'una religione fredda - che mia madre m'apprese, - la religione delle stelle, vergini anch'esse, - che piangon a volte, o liete parlano meco, - e credo a quel che intendo - e mi prometto loro - e tengo fede alle mie parole. - -TRISTANO. - - Voi tenete fede? Gloria! gloria! - Sarete una sposa modello... - Io no, non son fedele... Frantumo le mie parole: - ne faccio monili per me, per voi, per tutti! - -ISOTTA. - - Ho giurato di salvare per sempre - la mia castità: sono vestale - d'un mio patto puerile ma sacro. - Sarei una troppo sterile consorte! - -TRISTANO. - - Quella ch'io voglio, perfetta! - Oh son fatto, io, di musica, non di carne. - Casta! Vi amo... La mia virtù compagna - sarete, il vostro peccato, io! - Ecco, ecco... un anello, no. Dopo. - E mi volete, se anche mascherato? - -ISOTTA. - - Io non per la follìa d'un nome, - ma per ubbidire al re. - -TRISTANO. - - Isotta Isotta!... Allora io posso dire ancora... - Isotta! Ti amo... ti amo... Sei mia! - Posso chiudere gli occhi e udire il tuo respiro... - Taci, taci... non parlare: Isotta! - posso ascoltare il ritmo vicino - della tua vita profumata, e dire - Isotta, finalmente, sei mia moglie, tu!... - Non sei più del re, sei mia... solo mia... mia... - per sempre... e senza lacrime... Isotta... mia... - -ISOTTA. - - Tristano! - -TRISTANO. - - Taci! Ho la febbre, ho il delirio! - Vado a nozze con la mia fantasia allucinata. - Sono felice, perchè voglio essere così. - Vieni, vieni con me. - - (_Exeunt ambo_). - -(_Marcia nuziale_). - - -SCENA TERZA. - -_Un giardino, di notte. Lampioncini di carta colorata. Una fontana. -Lontani, canti d'allegria e suoni striduli di musiche._ - - (Su un sedile di pietra, HUBBO, vestito - da buffone, accovacciato, immobile. - Entra ISOTTA, come fuggisse, inseguita - da TRISTANO, mascherato). - - -ISOTTA. - - Non mi perseguitare: - m'hai già crocefissa col mistero de' tuoi occhi, - lasciami, ora. - -TRISTANO. - - No, Isotta, hai cambiato nome: - ti chiami moglie! - e non sei più di te stessa: mia sei. - Con una paroletta hai cancellato la tua persona, - la tua volontà, tutto quanto eri! - Perchè fuggi? Ti ripiglio. - E ti dico: a sedere. E ci stai. - E ti sputo negli occhi. E sopporti. - -ISOTTA. - - Che dici? - -TRISTANO. - - Canto anch'io, l'inno al matrimonio, - in questa notte ilare di nozze! - Ora tu non sei più tu: sei me, - la mia maschera, la mia scarpa sei. - E l'amore, l'amore dov'è? - Nessuno t'ha domandato, è vero? - E se domani uno venga che piace a te, - e tu a lui: e tremate nel guardarvi, - oh... follìa... tu non puoi, tu, moglie! - Tu non sei più viva, morta sei, mummia! - E mi diverte fare il carceriere - e chiuderò tutte le porte - e spierò le fessure dell'anima tua - e digrignando i denti, urlerò di te: - mia proprietà, mia proprietà! - -ISOTTA. - - Ti sei vincolato a lasciarmi casta... - -TRISTANO. - - E chi t'assicura che manterrò? - Sono spergiuro, pazzo, vagabondo. - Chi t'ha detto di credere a me? - -ISOTTA. - - Io ti credo, Tristano. - -TRISTANO. - - Insensata: ho viso deforme, - spellato, arso, tagliato... - -ISOTTA. - - No. - -TRISTANO. - - Ed altre virtù non conosco - che furia e menzogna... - -ISOTTA. - - No. - -TRISTANO. - - E ti forzerò, contro la mia parola - e la tua giurata verginità - calpesterò... - -ISOTTA. - - No. - -TRISTANO. - - E ti segnerò di lividi e di piaghe, - e beverò il liquore delle tue lacrime... - -ISOTTA. - - No. - -TRISTANO. - - Che sai di me? - -ISOTTA. - - Tutto... perchè... - -TRISTANO. - - Perchè? Non aver paura! - Ho raccolto le sozzure per la via; - puoi buttarmi qualunque bestemmia. - -ISOTTA. - - Sì. Perchè ti amo... - -HUBBO. - - (Facendo irruzione). - - Ah ah ah... Quanti palloncini - verdi, e rossi, e gialli! - Che gala nella mia gioia!... - Ognuno si può impiccare al colore che vuole - e chiamarlo stella! - È proprio una festa, signora, - da perderne la testa, - ed anche il nano di Corte - vi bacia la veste, oggi, si può, - e fugge via, fugge lontano, - tanto lontano che non lo troverete più, - e sarà ai piedi vostri... - - (Sparisce in un tintinnìo di sonagli, - ma ritorna a spiare ed appiattarsi, di - lì a poco, dietro la fontana). - -ISOTTA. - - È il buffone! - -TRISTANO. - - Ecco il povero mendicante, - che vivrà sulla soglia della tua bellezza. - e questa volta sarò io marito - e geloso cent'occhi - e severo cento supplizi! - Ah, mi diverto, mi diverto smisuratamente. - Ma se tu davvero mi ami, Isotta... - -ISOTTA. - - Non giocare colla mia vita: taci. - - (Una pausa. I due sono seduti sul - margine della fontana. E s'avanza - ONINONI con passo quasi di danza; lo - segue ELINER, cantando; ultimo CARIADO, - lugubre. Sono in fila, a distanze - uguali, ubriachi tutti e tre, ma - contegnosi). - -ONINONI. - - A me, una festa così, mi fa ringiovanire. Se la musica non fosse - fuori di tempo, farei quattro giri di danza, ma è fuori di tempo... - -ELINER. - - (Cantando). - - La vita è una sorpresa... - c'è la salita e poi c'è la discesa... - Ed oggi tocca a me, domani a te, - e finalmente al re! - La vita è una sorpresa... - -CARIADO. - - Ma io la sposa non ce l'ho... e l'avrei voluta anch'io... e l'avrei - molto accontentata... ma non ce l'ho... Amen... - -ONINONI. - - Questo, per Sant'Agata vergine, si chiama giardino? E noi ci - spasseggiamo dentro come padroni... Ma, sacramento! questa è - acqua... Maledetta sia l'acqua e chi la beve. E quindi anche la - pioggia, maledetta. Però ai campi fa bene, la pioggia. Sì, ma noi - non siamo campi! - -CARIADO. - - È deserta la vita, ecco... - -ELINER. - - (Cantando). - - La vita è una sorpresa... - - (I tre briganti _exeunt_). - -TRISTANO. - - Io sono uno dei loro e come loro - ubriaco di pensieri. - Ma, Isotta, per te devo... - Vuoi un poco di veleno e di verità? - -ISOTTA. - - Nulla voglio, e nulla domando. - -TRISTANO. - - Se mi ami, devo ben farti soffrire! - -ISOTTA. - - E tutto ascolto. - -TRISTANO. - - Non t'ho ancora dato l'anello: - eccolo: guarda: trasparente! Biondo come... - -ISOTTA. - - L'hai gettato nella vasca! - -TRISTANO. - - Eh sì! Quando tu prendere lo voglia - devi affogare... - -ISOTTA. - - Mi butto. - -TRISTANO. - - No. Che è un anello? Ombre. Ombre. - Ma quello... Sì, Isotta! - tu sei mia moglie. - Isotta, io t'ho sposato, ridi, - è tempo di risate, - t'ho sposato perchè amo un'altra donna. - -ISOTTA. - - Sapevo. - -TRISTANO. - - Perchè sono infelice, ed ho voluto - esserlo di più... - -ISOTTA. - - Sapevo. - -TRISTANO. - - Perchè ho voluto potermi disprezzare! - Perchè ho voluto avere anch'io - quella catena che ha lei, - per essere come lei, - sotto il peso di un eguale dolore, - ed ho scelto te perchè tu mi sia - l'aguzzino, il carnefice, l'infamia, - e torturandolo, tu faccia più divino - quest'amore che io ho tanto dilaniato - e che dilania me. - -ISOTTA. - - Sapevo. - -TRISTANO. - - T'ho presa come si prende, ecco, la morte, - con disperazione, - e avevi il nome di lei, - dell'assente, della mia Isotta, - del mio sogno - e l'anello era suo. - -ISOTTA. - - Puoi piangere, ora, con me. - -TRISTANO. - - No. Non so piangere. Rido. - Ma tu sei come un balsamo - sul mio ridere malato... - Oh, senti, cantano laggiù:... per chi? - -ISOTTA. - - Per noi. - -TRISTANO. - - Sì? E perchè non ci amiamo? - Ho ben infranto la mia fedeltà. - Sacrifica tu, la castità. - Che vogliamo noi, donna? - Divoriamoci coi denti, - cerchiamo dentro noi il nostro fango! - Ah, Isotta, perdona: guariscimi tu! - Insegnami a credere ancòra, - ed a non ricordare più. - Tu hai mani bianche e leggere, - di fata: dammele... - Costruiscimi una vita tenue, - nuova come un sogno nuovo. - Chiudi la porta a tutti i pensieri - che vengono di lontano - o che vogliono volar via... - Salvami, salvami tu, pura.. - - (S'inginocchia — essa gli mette le mani - nei capelli). - -_La voce di Hubbo._ - - La bionda Isotta, per gelosia - di re Marco, suo marito, - mentre tu ridi, soffre, - dentro una prigione, - cavalier Tristano! - -TRISTANO - - (Levandosi). - - Tu hai parlato? Tu? - L'anima mia? L'ombra? - Sì. È vero! Una prigione... - Voglio una prigione anch'io! - Perchè devo io qui solo respirare la libertà, - godere la notte, ubriacarmi d'illusione - Come lei, come l'amor mio vero! - Tu no, non ti conosco. - Chi sei? Chi sei? Ti odio! - Vattene. Una prigione, voglio! - E soffrire anch'io! - Sii gelosa, dunque! Sii gelosa, - t'ho sposata per questo solo. - Fammi male, se mi vuoi bene! - E chiudimi in una prigione, - ti prego, te ne prego, ti supplico... - e dopo, fanciulla, ti benedirò... - -_La voce di Eliner._ - - (Cantando). - - La vita è una sorpresa, - c'è la salita, e poi c'è la discesa... - - -SCENA QUARTA. - -_Una prigione. Attraverso l'inferriata qualche stella._ - - -TRISTANO. - - Sono giunto al porto, qui? - Ho tanto navigato per questo? - No: ancora non è la morte vera. - Buio, sì, ma qualche stella vive, lassù: - nero, nero voglio: lutto sovrano. - - (Togliendosi la maschera). - - Mio viso ti sbendo: l'infinito sole - è presente, e l'infinito è lei: mia signora - che spia: la sento qui, là: - Isotta, mi maledici? No, non devi, - nessun bacio ha cancellato i tuoi baci: - tra qualunque creatura di carne e me, - sempre tu, ombra, ho veduto e vedo, - ed a questo carcere tu mi condanni! - Perchè dovrei, spietata, maledirti, - ma folle di sentirmi così tuo, - ti dono invece questo viso nudo - come un cadavere risorto, e godo - delle tue ineffabili carezze e spasmo - verso questa tua divina oscurità. - - (Entrano dall'inferriata le voci dei - briganti). - -_La voce di Oninoni._ - - Oh, capitano, è vero che sei lì dentro? - -_La voce di Eliner._ - - Non risponde! - -_La voce di Oninoni._ - - Siamo venuti via: che si poteva fare più. San Giuda benedetto? - -_La voce di Cariado._ - - Anche i re muoiono, e re Languis è morto... - -_La voce di Oninoni._ - - Il popolo allora ti ha fabbricato qualcosa come una repubblica... - -_La voce di Eliner._ - - E siamo venuti qui, da te. - -_La voce di Oninoni._ - - Ci vuoi non ci vuoi? - -_La voce di Cariado._ - - Si torna a fare il brigantaggio. - - (La faccia di ONINONI appare - all'inferriata). - -ONINONI. - - Silenzio!... Oh, olà! Sacripante, è morto anche lui! - - (Oninoni sparisce, le voci si perdono). - -_La voce di Eliner._ - - Era un po' strambo, poveretto! - -_La voce di Oninoni._ - - Ma tutto cuore! - -_La voce di Cariado._ - - _Amen!_ - -TRISTANO. - - Resterò dunque solo? Ma se il mondo - mi crollasse intorno ed io sopravvivessi, - unico, non mi lasceresti ancòra, Isotta, - ma dentro me sempre rimani, - a divorarmi come fai! - - (Una pausa). - - C'è un grillo, nella notte. - Per tre volte un usignolo era venuto - a farmi tacere, poi silenzio. - Ora i grilli. Domani i vermi, - Tristano, ti sei chiuso, ma cammini, - cammini verso di lei - e l'ombra ti segue, fedele. - - (Due mani bianchissime appaiono tra i - ferri della finestrella; e Tristano le - vede). - - Chi m'offre questi grandi fiori bianchi, - virginali? Oh fiori di gelo e di giglio! - Mani! O mani senza persona, - mani recise. Di chi siete? - Mie, mie, e del sogno! No, sue. - Mani, mani che hanno più forza - che non la fede, che non la fame! - Mani esangui e capaci di tanto delitto - su me, che m'abbandono! - O mani di regina, sì, - ma dei burattini! - Io mi muovo secondo che voi mi guidate, - e io sono il vostro pagliaccio, - e mi fate saltare, danzare, giacere, - e vi faccio la mia reverenza! - E cerco i fili colle dita: e non ci sono... - Perchè siete due ragni mostruosi, - che avete tessuto la mia perdizione! - Ragni: ed io credo... No, vedo... - Isotta, sei tu morta? E vieni a darmi l'addio? - Devo morire anch'io? Mi chiami? Mi vuoi? - Prendimi. Oh sì, donami questa grazia. - Ah, immobili siete, quasi spente, - ma io sento che voi sentite. - E se vi pungessi, nascerebbe il sangue. - Coi denti, coi denti!... Ah, delizia... - Baci... baci... Che volete? L'anima? - Ahi mute e tenaci come due pensieri, lì, - come due chiodi. No! - Andate via! Via! Sparite! - Siete nebbia, lo so. Siete sogno, lo so. - Debbo destarmi; voglio destarmi, su, - sono in piedi. Vivo. Vedo. - E sono lì, bianche come due peccati bianchi! - Isotta, sei tu... Che mi asciugavi le lacrime, - buona ti conosco. No, tragica, - feroce. Rivuoi l'anello? Ah, sì! Ecco! - L'anello! Perduto! Annegato! - Come una persona viva... Perdona, - perdona. Guarda, congiungo le mie mani, - e tu perdona! Ah, maledetta! - Basta: le prendo, le spezzo... le adoro! - Dietro queste mani, nella notte, vive - Isotta, la mia divina, e queste, sì, - mi portano le più silenziose carezze - nate dalla sua pena... - O dita fredde qui sulla mia faccia - rovente... Adoro le immagini sacre, - l'incubo mio, - le due lampade bianche per la mia tomba, - le due anime vive e disgiunte e gemelle - come le nostre due, Isotta, Isotta!... - Tu sei qui... È vero? Ah meraviglia, - tu sei vera, tu sei viva, tu sei mia! - Isotta, lasciami morire, e chiudimi gli occhi - tu, divinamente muta, così... - - -_Fine del secondo atto._ - - - - -ATTO TERZO - - -SCENA PRIMA. - -_L'interno di un casolare, nudo, da pescatori._ - - -HUBBO. - - (Entrando). - - Ecco il frutto della mattinata: - due scombri-cavalli, carne dura - per i tuoi denti di neve, ma di meglio non c'è. - Poi tre uova di gabbiano. - -ISOTTA. - - Siamo poveri poveri. - E noi che ti possiamo dare? - -HUBBO. - - Niente!... È mio dovere. - Puoi usarmi come arnese di cucina - come cane, come coltello, - [_lacuna nel testo_] mi buttare via, signora. - -ISOTTA. - - Triste un buffone, in tanta nudità! - Ma egli è malato, io donna: ci puoi servire. - -HUBBO. - - Grazie. - - (Tra sè). - - Idolo bianco, - ti ha difesa perchè sei bella e sua, - Hubbo, lo scorpione. E non t'abbandona. - Ma pazzo, anzi meschino, lotta, - con quel pazzo vero e nero, che ti fiuti, - sì, ma non ti morda. - E Hubbo vincerà. - Qui c'è il suo veleno - che una goccia sola potrà fare giustizia. - - (Rimescola un barattolo e lo ripone). - -ISOTTA. - - (Fra sè). - - Quanta luce in questo casolare - e non ci libera dall'ombra. - - (Hubbo _exit_). - - La trasparenza delle cose, ahimè, avvilisce le nostre anime opache! - -TRISTANO. - - (Entrando cauto). - - Non c'è nessuno? Tu? Ssst! Un segreto... - Non lo dire poi. Vieni qui. - In punta di piedi. Piano. E... grazie! - Io credo di non essere più io. - Siamo tanto soli qui... taci, - non ti muovere, non respirare, - penso che lei non sappia il luogo, - questo luogo. Sfuggiti le siamo! - E starà frugando ancòra, nei palazzi, - chissà dove... Gliel'abbiamo fatta! - Qui, dove si potrebbe nascondere, l'ombra? - Non c'è ombra. Tutto sole. Intendi? - E credo che ti posso baciare finalmente - senza che _lei_... - -ISOTTA. - - Non far peccato contro il tuo Dio. - -TRISTANO. - - Dio? Quale? L'abbiamo perduto. - Siamo in esilio, in libertà. - Il mare solo colle sue bianche braccia - e il suo fragore copre le nostre parole. - Grazie, mare, anche a te. - -ISOTTA. - - Ed hai paura, se parli piano. - -TRISTANO. - - Sono stato in agonia... Non oso - sventolare la salute, ma la fascio, - la carezzo... Per essere diverso - e non più riconoscibile, ho seppellito - là, nella sabbia, la maschera, stanotte. - Neanche la luna mi ha veduto. - Ora sono bianco, un altro sono! - Mi siedo e chiamo: Psst, psst, i miei pensieri - che mi vengono a dormire stanchi nel cuore, - dopo tante corse, e me li sento, un po' sudati, - amici, respirare... - -ISOTTA. - - I tuoi pensieri, - rondini, un attimo ferme, - son pronte a ripigliar volo e garrito. - -TRISTANO. - - No, mentre dormono, tu li ucciderai. - Ti spaventa? Cattivi pensieri, - mi hanno fatto soffrire tanto! - -ISOTTA. - - Se io sapessi, come si può fare! - -TRISTANO. - - Guarda. Sì. Sì. Così. Buona... - Poi ti siederai qui, e filerai. - Come una moglie di pescatori! - Eh, non siamo più niente... - Dobbiamo guadagnarci la vita. - Ecco: filare. E io farò il falegname. - Un onorevole mestiere. Anche il padre di Gesù - non se ne vergognava, ed il figlio era re. - Noi avemmo il padre re. - E qui legheremo un cane - che abbaierà alla sua ombra... - No; niente ombra, niente cane. Silenzio! - Un gatto grigio. Ed il buffone - ci farà da sguattero, e Giuseppe - lo chiameremo. Sì, sì, - una vita come gli altri, nascosta, - ogni giorno monotona, eguale - e lei forse non ci troverà più, - e noi moriremo, colla barba bianca, - tu con cento rughe... Isotta... - Ma perchè ti chiami... Isotta? - Cambia nome: vuoi che seppelliamo - anche il tuo nome, sotto la sabbia? - -ISOTTA. - - È l'unico dono che m'è rimasto - di mio padre, il nome. - -TRISTANO. - - Beato, in pace con sè stesso! - -ISOTTA. - - Non mi ha giovato il voto... - -TRISTANO. - - E perchè non te ne sciogli? - Se tu m'aiuti... - Posso io? - -ISOTTA. - - Ma devi me cercare dentro le mie braccia, - non l'assente: solo me, - e mi conoscerai allora, se pallida, - marmo no, malata di languore, - come notte di maggio e di luna, - e s'aprirà la mia chiusa forza, - come un altro mare... - -TRISTANO. - - Chi sei? Guardo la tua bocca - dir queste parole, e guardo - la tua gola vivere, e queste mani... - Le mani... Erano tue? - -ISOTTA. - - Le riconosci vive, qui? - -TRISTANO. - - Le tue! Dunque sei tu? Tu! - Ecco: ti accarezzo... E ti abbraccio... - Nessun velo fra te e me... - Nessun'ombra! Posso... Sì. - Posso dire forte, Isotta! - Più forte, Isotta... Più forte, Isotta! - Libero sono... Salvo per queste mani - mie, che erano te, - che sono te, Isotta cara... - - (Entra HUBBO con in mano la maschera di - Tristano). - -ISOTTA. - - Che c'è? - -HUBBO. - - Questo, c'è... - -TRISTANO. - - (Cupo tra sè). - - L'ombra?... - -HUBBO. - - Il mare ha scavato la sabbia - ed è venuta su questa pezzuola - del signor Tristano... - -TRISTANO. - - (Delirando). - - L'ombra! - M'ha ritrovato! Ecco: sorridevo! - Ho parlato forte... troppo forte... - M'ha udito... M'ha ripreso, è qui... - -ISOTTA. - - No... Non è che la tua maschera... - -TRISTANO. - - Ma _lei_ me la rimanda! - Oh, conosco i suoi segni... - i suoi gesti senza parole... - le sue pause d'agonia... e d'ironia! - Mi dice: ricopri quel viso ch'è mio. - Tuo? Perchè? Ti rispondo: no! - E guarda... le calpesto la maschera... - le sputo su... le ballo su... ballo... - -HUBBO. - - Signor mio... - -TRISTANO. - - Ballo... ballo... - -HUBBO. - - Dentro un barcone ora approdato - c'è un prete, barba così, - che racconta d'Isotta... - -TRISTANO. - - Di chi? - -HUBBO. - - Racconta che Isotta regina, - la moglie di re Marco, - è stata da re Marco ferita - per furore, ed essa langue ora, - e par che dica: Muoio... Tristano... - -TRISTANO. - - Maledetto! Tu muori... tu! - No. Hai ragione... Per questo - la maschera m'ha spedito... La bacio. - Sa di sale! Sì. È come - un'anima avvilita e lagrimosa. - Ma lei ferita hai detto? E muore? - Per furore... per gelosia! - Isotta, hai capito? Ebbene - voglio essere ferito anch'io. - -ISOTTA. - - Non divagare... Ritorna - alla tua vita nuova... - -TRISTANO. - - Al gatto?... Al falegname? - Come _lei_, sempre come _lei_, - per morire come _lei_, almeno questo! - Provoco e chiedo ciò alla tua gelosia. - Hai detto d'aver cuore e sangue... - Su, su. Ferisci! Dove vuoi... - Nel mio cuore... nel mio sangue... - Voglio, intendi? voglio essere ferito. - - (Hubbo spalma dell'unguento del - barattolo un coltello e lo pone sul - tavolo). - -ISOTTA. - - Non essere crudele con te e con me! - -TRISTANO. - - Un coltello! - - (Brandisce il coltello ch'è sul - tavolo). - - O mi ferisci, - o mi scanno. Isotta mia, ti sento, - e ti obbedisco! So quello che vuoi... - -ISOTTA. - - Chi può sapere? Interroga quel frate... - -TRISTANO. - - Sangue! Il mio bel sangue nero! - Ecco: non colpisci? Io, allora io... - -ISOTTA. - - No... - -TRISTANO. - - Taglia... taglia... un po' di carne - lacerata mi salverà dall'ascoltare - l'anima mia... e i ricordi... su... taglia! - -ISOTTA. - - (Pungendogli il collo). - - Ecco: una goccia di sangue... - -TRISTANO. - - (Subitamente calmo). - - Una gemma. Fermi! Devo morire. - Sono sulla soglia del palazzo eterno... - Sì, povera vita mia, ti lascio... Una gemma: - di questo rubino fatti l'anello di nozze - che non t'ho dato ancòra... Pace. - Non urlo più. Non tremo più. - Vedo la morte che mi viene incontro. - Quanto tempo? - - (Una pausa). - - Sì? Grazie, - anche a te, morte. Posso vederla, ancòra! - Hubbo, sali sul barcone ch'è approdato, - riprendi il mare, vola, e va dalla regina ferita, - laggiù, di' che Tristano muore, - e che insieme, insieme si ha da morire, - e portala qui. Se torni con lei, - alza vele bianche, senza, vele nere. - Aspetterò, tenendomi la vita colle mani. - Va! - -ISOTTA. - - Va! - - (Hubbo _exit_). - -TRISTANO. - - Ed ora comincio ad aspettare. - Guardo. Un po' d'acqua... Ho sete... - Grazie... E lasciami solo... Va via: solo:... - Voglio pregare, se ripesco qualche parola - nella mia memoria... - -ISOTTA. - - Ti posso insegnare... - -TRISTANO. - - Tu? - -ISOTTA. - - Io prego sempre. Ripeti: - O voi che proteggete chi patisce... - -TRISTANO. - - O voi che proteggete chi patisce... - -ISOTTA. - - Fate che Isotta mi venga ridata... - -TRISTANO. - - Fate che Isotta... - - -SCENA SECONDA. - -_A bordo d'una barca a vela: in alto mare. Tempesta._ - - (In piedi, ERASMO, in abito d'eremita, - regge la barra del timone. Accovacciato - HUBBO tiene la corda della vela). - - -HUBBO. - - E chi vede più niente in questo inferno? - Si scivola... si vola a precipizio! - -ERASMO. - - Io gli scogli non scorgo, ma Dio veglia: - Ci diriga se vuole, o ci frantumi! - -HUBBO. - - Sono maledizioni di saette... - E non arriveremo che al naufragio! - -ERASMO. - - Io sono pronto. - -HUBBO. - - Eh vecchio sei barbone amico di Dio, - ma Hubbo la morte lo spaventa. - -ERASMO. - - Tira! Oh senti la campana! È l'ora - nostra... Su, su... L'ondata passa... e spazza! - Amavi tu la vita come i re? - -HUBBO. - - Come un rospaccio cui tirano sassi - anche i marmocchi fior d'innocenza... - Ah quant'acqua... Non si regge più! - Tu forse avrai goduto. - -ERASMO. - - Avidamente ho steso le mani - su tutti i beni della terra e nulla - è stato mio: le mani or tendo al cielo - e qualche cosa piglierò lassù. - -HUBBO. - - Hai amato ed hai sofferto per amore? - -ERASMO. - - Prega... Il vento cambia. Forza! - -HUBBO. - - Tutta la barra. Ancòra. L'albero cede. - -ERASMO. - - No. Tien saldo. Mi piacque una nipote - principessa di mani come il vento... - -HUBBO. - - Isotta! - -ERASMO. - - L'hai conosciuta? E casta come morta... - -HUBBO. - - No, casta. Tu non sai l'amore suo! - -ERASMO. - - Per chi? Su! Grida più dell'uragano! - -HUBBO. - - Per un Tristano che se l'è sposata... - -ERASMO. - - Ah parole più fulmini del fulmine! - L'ama? È felice? Parla! Com'è fatto? - -HUBBO. - - Oh piangere la fa! Chè lui non l'ama! - -ERASMO. - - Piangere? Miserabile!.. Oh vendetta... - -HUBBO. - - Compiuta, la vendetta. Tristano muore. - E vuole anche morir contento! - E com'è stato fedele a un'altra Isotta, - a un suo peccato, manda noi, - che gliela riportiamo, questa Isotta, - per essere felice, nel trapasso, ed in eterno, - ed infelice in eterno quella che tu amavi. - -ERASMO. - - Lascia la vela. Ed io lascio il timone. - -HUBBO. - - Ma la barca impazzisce disperata... - -ERASMO. - - Giù! Giro tondo e vortice che sale! - -HUBBO. - - È la fine! È la fine! - -ERASMO. - - Che importa? Vuoi che io serva a quel Tristano? - -HUBBO. - - Ho promesso... Ho paura... - -ERASMO. - - Ma ti viene la morte e ti cancella - e le promesse annegano con te... - -HUBBO. - - No. Non si può camminare... - -ERASMO. - - Se non gli giunga, se mai più riveda - quest'altra Isotta, morirà furioso? - -HUBBO. - - Furioso, sì, come un cane. - -ERASMO. - - E d'Isotta, la mia? - -HUBBO. - - La nostra, sarà un po' contenta... - -ERASMO. - - Quale nostra?... Anche tu? Maledizione! - -HUBBO. - - No. No. Non ho che pianto. Pietà di me... - -ERASMO. - - Verme! Rospo, hai osato? Ma si muore... - Vieni qui. Parla. Non tremare. Parla. - Ancora è bella? E le sue mani bianche? - -HUBBO. - - Come la spuma... Oh, no. Si sprofonda! - -ERASMO. - - Sì. - -HUBBO. - - Salvami! Non vedi? Non vedi? - -ERASMO. - - Sì. Ma parla di lei! Parla di Dio! - -HUBBO. - - È triste, Isotta... E non ci ha mai sorriso... - -ERASMO. - - Isotta, Isotta... - -HUBBO. - - Isotta... - - (S'inabissano). - - -SCENA TERZA. - -_Lo stesso casolare della prima scena dell'atto._ - - -TRISTANO. - - (Su un giaciglio). - - Quanta polvere! Due pescatori - han pescato un morto fra gli scogli: - un annegato colla barba e glie l'hanno tagliata. - Poi l'hanno portato in questo casolare - e sono io... Povera gente! - Il mare mi cullava. Qui sono un cane - malinconico che aspetta per poter morire - l'arrivo del suo padrone, - ed agita la coda... - -ISOTTA. - - Sei tu che vivere non vuoi... - -TRISTANO. - - Non so, non so vivere... - Se tu m'avessi insegnato! - -ISOTTA. - - Che potevo fare di più? - Tacere e patire, oltre le mie forze. - -TRISTANO. - - Ascolta. Ho fatto un sogno, non so come, - senza chiudere gli occhi mai. - Sognavo che tu e lei foste una Isotta sola, - e Languis e re Marco un solo vecchio - ed ero felice o mi pareva, - e t'ho guardata, - e tu eri tu, sola, - e Isotta mia, lontana! - -ISOTTA. - - E se non t'amasse più, colei? - -TRISTANO. - - Più? Me? - -ISOTTA. - - Non esiste il verbo dimenticare? - -TRISTANO. - - Dimenticare? - -ISOTTA. - - Chiudere nel cuore il ricordo, - sorridere a nuove parole, - aver pietà di sè. - -TRISTANO. - - Ho potuto io, dimenticare lei? - E lei come...? - -ISOTTA. - - Come una donna. - -TRISTANO. - - Vile bugiarda! E vuoi rubarmi nell'anima! - -ISOTTA. - - Un po' di pace vorrei darti, - se anche tu con odio mi ripaghi. - -TRISTANO. - - Pace mi darà la morte. - Ma lascia che io creda in quest'amore! - O per chi avrei vissuto? - -ISOTTA. - - Per te. - -TRISTANO. - - Oh, io non valgo la mia vita! - Muoio, e non per me... non per me. - Ti ho fatta soffrire, ho fatto soffrire me, - funesto a nemici ed amici, - almeno per grande fuoco, ciò: - amore è come patria, giustizia, - come Dio! E tu che ami, - non dire sacrilegio contro l'amore! - Ed essa viene. Sento che essa viene, - Isotta! Ha chiuso tutte le sue lacrime - per sorridermi ancora una volta. - Vieni qui. Ascolta. Tu non la conosci. - Io sì. Io non conosco che lei. - Essa avrà detto: perchè partite? - Eh! Perchè sono partito? Potevo rimanere. - Delitto, sì. Ma le lacrime di Marco - non valevano le sue, nè le tue, - che non hai pianto. Ma così ho fatto: - sono partito. Ed ho potuto non ritornare più! - Come ho fatto? Così. Per viltà - e per essere pietra d'eroismo, - senza cuore nè sangue. E li ho, ribelli. - Tu mi conosci! Ma non credere che Isotta - abbia dubitato mai di me, - o mi abbia maledetto mai. Te maledetta, - se lo credi. Essa, lo sento, mormorava: - Tristano vuol così, e così sia. - Ma io le grido: Tristano è un vile! - Ma quando il tuo buffone le ha detto: - Tristano muore, vieni, essa si è levata - in piedi, su, benchè morente, e l'anima sua - è volata qui prima del corpo, è qui. - Essa è qui, intendi? E io parlo a lei... - non a te... E aspetto il bacio suo! - Non il tuo, Isotta... Il suo, d'Isotta!... - - (Spossato ricade sul giaciglio). - -ISOTTA. - - Povera pena! Come vorrei tu avessi - una piaga sanguinosa e non questa tortura - di un'idea! - -TRISTANO. - - Donna, vuoi guardare dalla porta? - -ISOTTA. - - Perchè? - -TRISTANO. - - Guarda il mare, il mare... - No. Io: lascia che mi levi! - -ISOTTA. - - Non ti reggi! - -TRISTANO, - - Sì. Posso camminare... - Ma non vedo lontano. Vedo te - che non voglio vedere. E là non vedo - nemmeno il mare. Muoio? Ah no! - Morire... non ancora... non ancora... - - (Ritorna a buttarsi sul giaciglio). - -ISOTTA. - - Riposa. - -TRISTANO. - - Guarda tu... Guarda... E di'. - La sua barca si vede? La vedi? - O sei cieca anche tu, donna? - Non tacere per gelosia dell'altra! - -ISOTTA. - - No. Tristano. Penso a te, soltanto. - -TRISTANO. - - Non piangere. Non piangere. Guarda - con occhi asciutti o non puoi vedere... - -ISOTTA. - - Non c'è sul mare che un correre di onde. - -TRISTANO. - - Anche tu non sai vedere! Essa c'è sul mare. - Ed è vicina. La sento io. - La sento meglio che tu non veda... - Guarda! Sforza lo sguardo! Su! Su!... Parla... - -ISOTTA. - - Sì. Forse... hai ragione. - -TRISTANO. - - Non farmi morire - d'ansietà... - -ISOTTA. - - Una barca... Una piccola barca... - -TRISTANO. - - Le vele?... Che vele?... - -ISOTTA. - - Vele bianche. - -TRISTANO. - - È lei... col suo cuore... i suoi capelli... - I suoi occhi miei... Vederla!... - Un suo bacio... Il suo bacio... Morire... - Festa... la mia morte... La barca... Isotta! - -ISOTTA. - - Approda. - -TRISTANO. - - Piano... Gli scogli... Attenda... - Il mare può... tradire... No, no... - -ISOTTA. - - Ecco. Una donna... - -TRISTANO. - - Lei!... La vita!... - -ISOTTA. - - Scende sulla spiaggia, sale, viene verso qui.. - -TRISTANO - - Mia carezza... sento... musica... bionda... lei... quanta notte... - d'oro... Lei.. Dov'è Dov'è? - -ISOTTA. - - S'avvicina. Io vado. Col mio povero nome, - ch'è suo, e col mio sangue - ho tenuta accesa la lampada - della tua vita e del tuo dolore... - Ora essa è qui. Ho finito. Vado. Addio. - -TRISTANO. - - Lei... Isotta!... Isotta!... Vieni... - - (Isotta da una porta _exit_). - - No... Non ti dico niente del mio male... - dei giorni... no... non ho sofferto... - tutto sparito... ho aspettato... - questo minuto... solo... te... - Beato... Ah... ah... Il paradiso... - apre le... porte... - - (ISOTTA da un'altra porta ricompare). - - Ah... sì... tu... Sei tu... - Mio cuore... non era un sogno... - Tu c'eri... al mondo... viva... Io... - Io... sono felice... tanto... tanto... - Qua... vicina... vieni... Piglia l'anima... mia... - fra le tue braccia.... Nè io... senza di te... - nè tu senza di me... Un bacio... - Tutta la mia vita... anche la tua... per un bacio... - Moriamo... insieme... sì... - - (Isotta viene a baciarlo). - - Vedo il tuo... - bianco... me... ra... viglia... feli... cità... - Sono... non più... Tristano... sono Dio... - - (Muore. Isotta s'inginocchia). - - -FINIS. - - - - -INDICE - - - Atto Primo Pag. 7 - - Atto Secondo » 63 - - Atto Terzo » 109 - - ----- - - -Che cos'è il “raccontanovelle„ della Casa Editrice Vitagliano? - - è l'espressione più vibrante della letteratura mondiale! - è un'ora di gioia, di passatempo, di divertimento! - è la pubblicazione più ricca e più economica al tempo stesso! - è la raccolta più varia e più urlante di tutti i capolavori! - è il compagno consolatore della vostra noia ferroviaria! - - Esce due volte al mese, costa UNA LIRA In Italia e Colonie, - è la pubblicazione di tutto, di tutti, per tutti - -Si sono pubblicati nella prima serie: - - N. 1. — VIRGILIO BROCCHI: Fragilità. - N. 2. — DARIO NICCODEMI: Spirto gentil... - N. 3. — SABATINO LOPEZ: Risate. - N. 4. — MARIO MARIANI: Trabocchetti. - N. 5. — ALESSANDRO VARALDO: Questa o quella... - N. 6. — FLAVIA STENO: Nappina azzurra. - N. 7. — GINO ROCCA: I capitomboli. - N. 8. — COSIMO GIORGIERI CONTRI: Di chi l'amore... - -Compariranno successivamente: - - N. 9. — MICHELE SAPONARO: L'Allodola. - N. 10. — FEDERICO TOZZI: La gallina disfattista. - N. 11. — MARIO PUCCINI: Quando cade il velo. - N. 12. — F. M. MARTINI: L'ultima confessione di Don Giovanni. - N. 13. — E. L. MORSELLI: Il Club dei Solitari. - N. 14. — LORENZO RUGGI: Palmi di naso. - N. 15. — LUIGI SICILIANI: L'ignota. - N. 16. — ENRICO CAVACCHIOLI: La tua bocca, signora. - N. 17. — CARLO VENEZIANI: Donnine di lusso. - N. 18. — ENRICO SERRETTA: L'Ospite. - N. 19. — LUIGI ANTONELLI: Dove si sarà seduto... - N. 20. — SILVIO ZAMBALDI: Il cuore d'argento. - N. 21. — RAFFAELE CALZINI: Quattro storie galanti. - N. 22. — GIUSEPPE LIPPARINI: L'amore di Fatma. - N. 23. — FRANCESCO SAPORI: Piangi, amor mio. - N. 24. — CARLO PANSERI: La vita e il sogno. - N. 25. — PAOLO DE GIOVANNI: Una donna trovata. - -Abbonamento a 12 numeri L. 10 — Abbonamento a ventiquattro numeri L. 20 - - - “ROMANTICA„ - - _OGNI FASCICOLO UN ROMANZO - OGNI ROMANZO UN AUTORE CELEBRE_ - -NELLA PRIMA SERIE: - - R. CALZINI: Il profeta e la peccatrice. - M. PRAGA: I tre Maurizî. - S. GOTTA: Canzone disperata. - M. MARIANI: L'eredità. - G. ROCCA: Volersi bene. - M. SAPONARO: Amore d'agosto. - L. ZÙCCOLI: Magda, la sorella. - A. VARALDO: Rosso e nero. - TÉRÉSAH: La morte della bambola. - - OGNI FASCICOLO CON UNA COPERTINA A - COLORI DI VENTURA, CRESPI, ECC. - L. 1,50 - ABBONAMENTO A 12 NUMERI L. 15, — - -Inviare le prenotazioni alla nostra Amministrazione: - -14, VIA DURINI — MILANO — VIA DURINI, 14 - - - Pubblicazioni della Casa Editrice Vitagliano - per ragazzi: - - I GIOIELLI - -CARLO VENEZIANI. — =Pap Pep Pip Pop Pup=, con disegni in nero ed otto -tavole a colori di PINOCHI. - -ANTONIO RUBINO. — =Viperetta=, con disegni in nero ed otto tavole a -colori di RUBINO. - -SERGIO TOFANO (Sto). — =Storie di Cantastorie=, con disegni in nero e -dieci tavole a colori di STO. - -FILIBERTO SCARPELLI. — =Cuore di Fantocci=, con disegni in nero e dieci -tavole a colori di SCARPELLI. - -_Ogni volume in carta di lusso di duecento pagine in grande formato -illustrate a colori ed in nero L. 10._ - -_La serie continuerà ad essere pubblicata dal Gennaio 1920, e -comprenderà volumi dei più noti scrittori italiani._ - - È intanto in preparazione: - -CARLO VENEZIANI. — =Tappa, Tatappa e Túmmele.= - -Seguiranno altri libri per bambini, di RENATO SIMONI, ALESSANDRO -VARALDO, RUBINO, GOTTA, ecc. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. La nota [_lacuna nel -testo_] a pag. 109 segnala il punto in cui la pagina originale risulta -strappata, rendendo illeggibile parte del testo. - - - - - -End of Project Gutenberg's Tristano e l'ombra, by Alessandro De Stefani - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA *** - -***** This file should be named 50442-0.txt or 50442-0.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/5/0/4/4/50442/ - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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You may copy it, give it away or re-use it under the terms of -the Project Gutenberg License included with this eBook or online at -www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - -Title: Tristano e l'ombra - Commedia romantica in tre atti - -Author: Alessandro De Stefani - -Release Date: December 1, 2015 [EBook #50442] - -Language: Italian - -Character set encoding: ISO-8859-1 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - - - - - - ALESSANDRO DE STEFANI - - - TRISTANO E L'OMBRA - - Commedia romantica in tre atti - - - - MILANO - CASA EDITRICE VITAGLIANO - - - - - PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA - - I diritti di riproduzione e di traduzione sono - riservati per tutti i Paesi, - compresi i regni di Svezia, Norvegia e Olanda. - - 30-1-20-1 - - Copyright by Casa Ed. Vitagliano, 1919 - - Officine Grafiche SAITA & BERTOLA — Milano, Corso Porta Romana, 113. - - - - -PERSONAGGI: - - - TRISTANO - RE LANGUIS - DUCA ERASMO, _fratello del Re_ - ARDEN, _vecchio guerriero_ - HUBBO, _nano_ - ONINONI } - ELINER } _briganti_ - CARIADO } - GERUSALISTO, _vecchio avaro_ - CRISAURO, _giovane triste_. - - ISOTTA BIANCAMANO. - - _Baroni — Briganti — Gente del séguito._ - -Nel regno di re Languis, in tempo di fantasia. - - - - -ATTO PRIMO - - -SCENA PRIMA. - -_Sulla riva di un mar tranquillo e fosforescente. Scogli e stelle._ - - Da un oscuro antro Hubbo veglia la - notte. - - -HUBBO. - - Hubbo ha fatto l'incantesimo del mare con le sirene - ed ha mescolato sale con sangue. - Ed aspetta: un gabbiano stride e ride - ma non alla tempesta. - Ecco; le stelle de' suoi occhi sono in cammino, - e tutto questo nero è la sua chioma. - Ma quando ella sia qui? Hubbo si celerà... - in fondo alla sua miseria, e spierà, piano piano... - Che ombra s'avvicina? - - (Hubbo si rintana nel buio, mentre - TRISTANO, mascherato ed ammantellato, - si ferma dinanzi all'antro. Una pausa). - - Anche tu, guardi morire la notte - su questa fosforescente riva? - O temi il candore del giorno? - Eh! Eh! Bello sei tu, alto, diritto: - ma il viso perchè lo nascondi? - -TRISTANO. - - (Dopo una pausa). - - Perchè non è mio. - -HUBBO. - - Che nome hai? E che schiavitù - ti fa portare viso altrui? - -TRISTANO. - - Tu chi sei? - -HUBBO. - - Qui, nella mia ombra, una voce sono - che ti vede, ma tu se mi vedessi - più risate faresti che l'acqua su gli scogli. - -TRISTANO. - - Non rido, se anche tu il mare - chieda in matrimonio. - -HUBBO. - - Sotto la maschera, - chiudi il segreto d'una vergogna? - Od un mostro tu sei, in abito di lutto, - per la bellezza che ombra solo t'accompagna? - -TRISTANO. - - Mangi pesci crudi, tu, qui? - -HUBBO. - - Hubbo vive. Taluno viene e butta - ossi da rodere ed anche monete tintinnanti, - pur ch'egli parli con la stella di ciascuno - e ripeta quel ch'essa risponde. - Eh! Tutti credono d'avere la sua stella. - -TRISTANO. - - E non v'è più stelle che uomini? - -HUBBO. - - E più malanni che stelle. - Ma le monete, Hubbo le dona alle onde - per essere più ricco del re davanti al mare. - -TRISTANO. - - Vengo a vivere, se mi vuoi, con te. - -HUBBO. - - No, che Hubbo non ti vuole. Per vivere insieme - dovremmo avere invidia od amore, - e parliamo invece per sciupare le nostre parole. - -TRISTANO. - - Ti chiedo la grotta solo per dormire. - -HUBBO. - - Eh! Ti uccide Hubbo nel sonno, - per vederti la faccia e sapere di che male sia nera. - Curioso e crudele, l'hanno fatto i marosi. - -TRISTANO. - - E non puoi leggere, nell'abisso - di qualche mia stella, le pagine della mia vita? - Anch'io sono curioso della fine. - -HUBBO. - - Ma dopo fammi il dono d'andar via. - Hubbo vede, oh, che vieni di lontano, - dopo un affannato addio, - vede che sei tagliato in due, - e il mare in mezzo respira e piange, - e giovine sei, - e vecchio di disperazione, - e vieni... carogna, contro me. Via! - Vattene! Vedo il tuo domani che mi brucia! - - (Gli tira una pietra gridando). - - Storpiare ti potessi... - -TRISTANO. - - Tante pietre butta, da seppellirmi qui, - che poi avresti da mangiare, - ma carne amara. - -HUBBO. - - Vattene! Annega! Essa viene! È qui! - - (Entra ISOTTA con ARDEN). - -ARDEN. - - È questa la grotta di Hubbo, astrologo del mare? - -HUBBO. - - Hubbo è qua! Hubbo è qua! - -ARDEN. - - Siamo venuti senza lanterna, come vuoi, - per interrogare la tua sapienza segreta. - -HUBBO. - - Benvenuta, gentile signora. - Hubbo pesca per te nelle onde del cielo e del mare. - -ARDEN. - - È una figlia mia... - -HUBBO. - - Bugia... Bugia... - -ARDEN. - - Perchè non esci, non vieni - più vicino alle nostre domande? - -HUBBO. - - Hubbo resta qua. Hubbo sa - le cose da dire e da ascoltare. - Con Hubbo non c'è da mentire, - neanche figlia di re. - -ISOTTA. - - Parla. - -HUBBO. - - Hubbo da tre notti prepara la verità: - egli sapeva che saresti venuta - ed ha scrutato in flussi e riflussi, - perchè il re Languis malato sia più dei suoi anni, - e stanco da non sopportare il peso - neanche della sua corona. - Non questo domandi figlia del re e della notte? - -ISOTTA. - - Rispondi. Non interrogare. - -HUBBO. - - Hubbo ti dice i segreti che sa. - Ti guardi mai tu nello specchio, - signora dalle bianche mani? - E la tua pelle più bianca del latte, - l'hai tu veduta, e tremato? - E misurati i capelli di tempesta? - Eh! Ti deve parlare d'orgoglio - lo specchio, nei vostri colloqui. - Spezzali tutti i tuoi specchi, - e dimentica il tuo volto! - Eh! Eh! Ma chi t'ha guardata, - non può dimenticare... - Maledetto! Maledetto - Dicevo, perchè il tuo volto può salvare - il re Languis, ma se tu lo veli e custodisci - con religione, che nessuno mai lo sorprenda di baci, - o se no lo baceranno tante lacrime - quante il mare ne ha vedute stillare a Hubbo, - che sa mordere anche, - ma tutto è cancellato... - La vedi, la tua stella, - signora dalle bianche mani? - Eh! Sta per cadere e spegnersi nel mare: - è legata ad un capello solo. - La vedi? In mezzo al mare? - Consacra ad essa la tua castità - e sarai salva in eterno e salvo il padre. - Ma giurare devi. - -ARDEN. - - Principessa, fiabe racconta, tessute di spavento. - Il nobile duca Erasmo vi ha chiesta in isposa, - ed è ricco di terre e di vassalli! - -HUBBO. - - Castità! Castità! - -ISOTTA. - - Mia madre aveva fede in questo invisibile profeta... - -HUBBO. - - Hubbo le predisse che moriva se non dava - una sua ciocca nera alle fiamme di venerdì. - Ma essa amò i suoi capelli più della vita. - Amerai tu la vita e la tua carne di più? - -ISOTTA. - - Amo mio padre di più, e gli occhi suoi spenti. - -HUBBO. - - Giurare devi. - -ISOTTA. - - Io giuro senza parole, nel mio silenzio. - - (Sono comparsi improvvisamente con - fiaccole i Briganti. Hubbo si rintana, - fuggendo la luce). - -ARDEN. - - Non è gente della scorta... Che vogliono costoro? - -HUBBO. - - Spegnete le luci, per carità... - -ONINONI. - - Dove entriamo noi si fa luce, ed illuminazione di gran gala! - -CARIADO. - - E se non ti piace, fuoco d'incendio e sangue che fuma! - -ARDEN. - - Sono briganti. Indietro. Che volete qui? Sapere forse come la mia - spada uccida e recida? - -HUBBO. - - Non siate malvagi; con me foste pietosi di frutta, talvolta. - -ONINONI. - - Il cuore anche noi l'abbiamo, per la Vergine santissima, e tu ci hai - dato spoglie di naufragi. - -CARIADO. - - Ma quando non s'è mangiato da ieri, e qua c'è ricchezza regale, - bisogna bene aprire denti ed unghie! Dunque su! facciamo caccia - grossa, la figlia del re è piatto d'oro! - -ARDEN. - - Guai a chi la tocca! - -ELINER. - - Te vecchio ti demolisco: e la ragazza a me. - - (Arden si difende con la spada, - ma, vecchio e debole, è presto - sopraffatto). - -ARDEN. - - Aiuta mia fedeltà! - - (Arden ferito cade. Hubbo allora - si precipita dal suo nascondiglio, - disperato e deforme). - -HUBBO. - - No! Maledetto chi la sfiora! Il mondo crolli se la principessa vien - toccata! Hubbo la difende! Hubbo! - -ONINONI. - - Ah! ah! ah! - -CARIADO. - - Il rospo paladino! - -ELINER. - - Non dovevi uscire dal tuo buio... - -CARIADO. - - Innamorato sei? - -ONINONI. - - Indietro, buffone! - - (Con uno spintone lo scaraventa contro - uno scoglio). - -HUBBO. - - (Piangendo). - - M'ha visto! Essa m'ha visto! - -ELINER. - - Ride anche il morto, se ti guarda. - -ONINONI. - - Questo vecchio? L'hai ucciso? - -ELINER. - - Combattendo. - -ONINONI. - - Non si doveva: era vecchio! - -CARIADO. - - (Inchinandosi presso Arden). - - Non è morto. - -ONINONI. - - Bisogna curarlo. - -ELINER. - - Poveraccio, difendeva la sua signora. - -ONINONI. - - È un bravo guerriero... Quanti anni avrà? - -ELINER. - - Può esser mio nonno. - -ONINONI. - - Imbecille: bel coraggio hai avuto di ferirlo! - -ELINER. - - Stoccheggiava contro me. - -ONINONI. - - E tu chi sei? - -ELINER. - - Come te. - -ONINONI. - - Bene, noi siamo dei cani, ecco tutto. - -ELINER. - - Cani e canaglie, per grazia del nostro destino. - -CARIADO. - - (Si segna). - - Amen! - -ONINONI. - - Ecco, si sveglia: ferita da niente. Buon vecchio, perdonaci. È - stato, anche il nostro, un dovere. Vorremmo essere briganti con - gentilezza, ma come si fa? La vita è piena di pericoli. Su: al - bottino, ora. Se ci mettiamo a piangere anche questa volta, non si - mangia. Sei nostra prigioniera, principessa Isotta. E il vecchio - vada libero e dica al re che ci paghi il tuo riscatto. Non aver - paura: a te non faremo alcun male, ma ti canteremo canzoni d'onore, - poichè sappiamo anche noi le regole del bel mondo. L'abbiamo - abbandonato per disgusto e per protesta contro le ingiustizie - che ogni giorno vi si commettono. Uno sputo sul mondo, così. Beh, - insieme berremo un coraggioso bicchiere di vino, o due, alla salute - di tuo padre, che è un buon re, e per questo ha perduto tutte le sue - guerre e gli occhi. - -ELINER. - - Vero, compagno. Parli da gentiluomo. - -CARIADO. - - Ma ora basta, e via! - -TRISTANO. - - Avete detto che si chiama Isotta? - -ONINONI. - - E chi è questo? Di dove uscite? - -ELINER. - - L'ombra di qualche morto insepolto... - -TRISTANO. - - Isotta, dite? - -ONINONI. - - Sì, la figlia del re Languis, a cui Dio conceda molti anni ancora... - -CARIADO. - - Amen! - -ONINONI. - - E tu non sarai un brigante d'oltre tomba che ci voglia portar via - quello che è nostro? - -ELINER. - - Perchè i briganti a noi non ci garbano un fico. E bada quindi a te! - -TRISTANO. - - Se vengo d'oltre tomba è per un nome, - simile al tuo, principessa. - Io son tutto una corda che canta - se dico Isotta. - Briganti, amici, suo padre è vecchio e cieco e buono. - Lo sapete. Ed io so che è tanto malato - da non poter portare la corona. - Con un dolore grande, volete voi - spingerlo fuori di vita? Volete questo? - -ONINONI. - - No, che non vogliamo, perdio! - -TRISTANO. - - Ma questa figlia, che si chiama Isotta, - se non gli ritorni con l'alba a casa, - certo egli si spegne. - E voi ne avreste la colpa e il danno, - che non è come uccidere un nemico o un ladro - ma terribile delitto uccidere un bravo re. - -ONINONI. - - Eh... re Languis è un bravo re! - -TRISTANO. - - Chi verrà dopo di lui? - Un re è come la salute: - se buona da non la perdere. - -ONINONI. - - Vero, sangue di Cristo! - -CARIADO. - - Ma noi abbiamo fame. - -TRISTANO. - - Anch'io. Mangeremo insieme. - E se non amici, nemici miei. - Io so far la mia giustizia con le mie mani. - Ed è per voi allora che non sorge più il sole. - -ELINER. - - È un brigante che sa fare il brigante. - -CARIADO. - - Amen! - -TRISTANO. - - Dunque lasciate costoro che vadano in pace - e di buon mattino troveremo pane. - Se ci chiudono le porte, - eh, c'è tanti onesti malvagi - che rubargli non è peccato per l'anima mia. - -ONINONI. - - Se agisci come parli, tu mi vai a genio. Chi sei? - -HUBBO. - - Il diavolo l'ha mandato. - -TRISTANO. - - Avete nessuno di voi una madre? - -ELINER. - - La mia è morta quando avevo dodici anni, che se no, non facevo il - brigante. - -ONINONI. - - La mia s'è annegata quattro anni fa, per la Madonna dei Sette - Dolori. - -CARIADO. - - E la mia, poveretta, era vecchia, e son tre giorni che l'ho - seppellita, con queste mani sacrileghe. Una croce, una lagrima e un - po' di terra. Amen. - -TRISTANO. - - Ed io peggio di tutti voi: non l'ho veduta mai... - -ONINONI. - - Mai? - -ELINER. - - Ohè, dice che la sua, non l'ha veduta mai! - -TRISTANO. - - Aveva nome Biancofiore. - Ed è morta quando io nascevo, - anche m'hanno dato un nome triste, - e porto il maleficio nel mio sangue. - Oh, voi, la ricordate, almeno, la madre... - Per essa, che è una sola, sotterra, oramai per tutti, - vi prego, lasciate questa principessa Isotta che vada... - -ONINONI. - - Che vada... se ci preghi. - -CARIADO. - - Ma tu resti con noi. - -ELINER. - - Se parli, un po' si illude la fame. - -ARDEN. - - (Che s'è alzato). - - Signore... - -TRISTANO. - - Va. - - (Isotta e Arden _exeunt_). - -HUBBO. - - (Piano, un po' trascinandosi dietro - loro). - - Castità! Castità - -ONINONI. - - Compagno, ma ci mostrerai la faccia che tua madre t'ha dato. Tra - amici, è come darsi la mano. - -TRISTANO. - - No. Io ne ho fatto dono ad altri - nella mia povera vita - che è stata rossa. - E questo che vedete è il tizzone nero - dopo l'incendio. - Ed il mio è stato gran delitto, - che voi brava gente, non avreste osato mai... - Ah, il mio viso, laggiù, nei giorni lontani, - al di là del mare e del rimorso, - tali baci e carezze l'hanno consumato, - che ora non patisce vento nè sole. - -ONINONI. - - Fratello, poveretto, hai perduto un tuo grande amore? - -CARIADO. - - Hai ucciso la tua fede? - -TRISTANO. - - La fede del mio re. - -ELINER. - - Credi a me, non c'è che il vino e il canto, per rimedio. - -TRISTANO. - - E morire. Andiamo. - -ONINONI. - - Nasce l'alba. - -ELINER. - - Non c'è neanche bisogno di nasconderci poichè abbiamo finito - santamente la notte: ma, compagno brigante, se triste sei, ti - canterò lungo la strada una canzone d'allegria. Tutta roba fatta da - me, aria e parole. Passo il tempo così, quando non c'è da trafficare - in meglio. - - (Tristano, Cariado, Eliner e Oninoni - _exeunt_). - -_La canzone di Eliner._ - - Chi senza legge va - vive di quel che può - non dice mai di no - e quel che non sa fare, impara e fa. - È brigante ed è re. - Oggi qui, diman lì, - son trottole i suoi dì; - canzoni nella testa ed ali al piè! - -HUBBO. - - La mia notte ha perduto tutte le sue stelle! - Hubbo, e tu i sogni! - La maledizione su quella maschera nera. - Ed Hubbo la seguirà - per avvelenargli l'acqua che beve. - I briganti, sì, sono brava gente: - ed Hubbo è un rospo senza più maschera. - Ma, se egli è fatto male, può anche far del male. - - (_Exit_). - - -SCENA SECONDA. - -_Una sala nel palazzo di re Languis. Entrano ISOTTA, e il duca -ERASMO._ - - -ERASMO. - - Il re si va spegnendo, alfine stanco - d'errare per le vie della pazzia; - Non vive più, vaneggia e si allontana. - Se cieco, egli non vede il precipizio, - tu lo devi salvare, con il regno. - Ecco: t'offro domani la corona - ed essere regina dove sei - ancora figlia taciturna, ed oggi - t'offro la mano mia, ed il mio petto. - Dentro questa saldezza la tua bianca - fragilità ripari come in torre - sicura. Non tacere, chè mi piaci, - nipote, ed io ti parlo con negli occhi - la verità che vuole la sua preda. - Ti spiace questo mio perduto fiore - di giovinezza? I frutti di più sugo - maturano di su tronchi rugosi. - E gli anni a me, m'han dato gagliardia. - Guardami. So volere, eppur domando. - Vuoi che per farti più sdegnosa, appenda - sempre le mie parole al tuo silenzio? - -ISOTTA. - - Nobile zio, questa notte nel mio silenzio - ho fatto voto di castità. - -ERASMO. - - Per andar salva di quei tre briganti? - -ISOTTA. - - Solo per consiglio delle stelle. - -ERASMO. - - Mi beffi. E se davvero hai fatto voto, - non è per chiuder la tua porta a' miei - desiderî? - -ISOTTA. - - Non è stata aperta mai. - -ERASMO. - - Tu infili parole come al gioco - delle perle. Ma ventitrè baroni - con tutti i loro vassalli sono mia - gente giurata: e se non regno ancora - è per mia viltà e della sorte. - -ISOTTA. - - Iddio è con mio padre. - -ERASMO. - - Iddio non vale il ferro d'una lama! - Ed in ogni guerra Iddio contro tuo padre - ha combattuto! - -ISOTTA. - - No. Dio è sempre col vinto. - La sconfitta è una divina prova - e dentro a chi la sopporti nascono alti pensieri. - -ERASMO. - - Sei sulla via del chiostro, mia nipote!! - Ma non voglio: sei più bella che santa, - e calpesto i tuoi voti col mio piede... - -ISOTTA. - - Bada zio, che sapranno di veleno. - -ERASMO. - - Queste mani, le tue candide mani... - -ISOTTA. - - Il re. - - (Squilli. Entra il re LANGUIS, ARDEN ed - alcuni baroni). - -ERASMO. - - Bel Sire, la salute rifiorisce - oggi, per queste sale, e vien con voi. - -LANGUIS. - - No. Sentiamo noi la vita andarsene come la sabbia che si spande via - da un sacco bucato, piano piano. Voi credevate che fosse pieno di - pietre preziose il sacco. No, sudditi nostri; non era che sabbia. - Noi la vediamo, anche se ciechi, perdersi nel gran turbine della - morte dove danzano tutte le sabbie dell'eternità, come pulviscoli - nel sole. - -ARDEN. - - Sacra Maestà, ricordatevi di essere re. - -LANGUIS. - - Noi, sovrano sfiorito di questa fiorente contrada, vogliamo secondo - le nostre cadenti forze donare quella felicità ch'è possibile ai - popoli che ce la domandano. Poichè non siamo seduti su questa sedia - che ha nome trono, per nostro piacere, ma per il servizio di tutti. - Al timone della nave non sta che un marinaio, di mano franca e - d'occhio acuto. Ma la nave non è sua. È del mare. E il mare è di - Dio. Or noi non abbiamo più occhi, e la mano trema. Però dobbiamo - credere che sia giunta alfine l'ora di guardare al contenuto della - nave, poichè, per grazia divina, siamo in tempo di bonaccia. Ma - sanguinose guerre hanno devastato questo nostro povero paese, e - i nostri anni. Noi vogliamo che il popolo ci perdoni tali guerre, - sopportate per la traboccante prepotenza dei vicini, e perdute, come - Iddio ha voluto, senza che perduto fosse l'onore. Anche i vincitori - s'avvedono, ma tardi, a che poco concluda la favola rossa. La - guerra, gente nostra, è un'infelice strada che sembra tutta archi - di trionfo, perchè vegliata di cipressi e coronata di stelle, ma non - conduce che a un cimitero!... - -ARDEN. - - Sacra Maestà, ricordatevi di essere re. - -LANGUIS. - - Sì, perdono di tutti i vostri passati mali, popolo, non perchè noi - ne siamo la causa, ma perchè non vi abbiamo salvato da tutti. Ed ora - godiamo una vecchiaia onestamente povera. Siamo un re che per sua - guardia tiene solo un guerriero vecchio quanto lui. Siamo un re che - in elemosina ha speso il suo e quel degli avi, e d'oro gli è rimasta - quest'unica corona... E si è donata a quei briganti che stanotte, ci - ha detto nostra figlia, avevano fame, e quindi tramavano il male. - -ERASMO. - - Sire, re... - -LANGUIS. - - Ordiniamo e vogliamo che così sia. E la terra del nostro regno - vada interamente divisa e in parti uguali fra tutti gli uomini - cittadini nostri sudditi dai venticinque ai sessant'anni, con - l'obbligo ciascuno di lavorare alla coltivazione del proprio avere. - Nella terra e nell'amor della terra è la via del cielo. Non avranno - diritto a questa legge tutti coloro che sian cresciuti senza voler - famiglia nè figli, rinnegando così la posterità ch'è sacra. Costoro - potranno essere giustamente mendicanti! - -ARDEN. - - Sacra Maestà... - -LANGUIS. - - Lo siamo, re. E crediamo di saggiamente ancorare in porto la nave - dello Stato così facendo, e di raccomandare onestamente a Dio - il gregge di cui siamo stati per tanti anni il pastore. Pertanto - ordiniamo e vogliamo che così sia. Sian bandite queste ultime nostre - leggi, come d'usanza, dal balcone al popolo. - -ERASMO. - - (Dal balcone). - - Cittadini, per ordine e volontà del re Languis, - queste sono le sue ultime leggi. - Il re fa dono della sua corona - ai briganti! - - (Mormorìo di dentro). - - E dona tutta la terra del regno - ai contadini! - - (Mormorìo di dentro). - -LANGUIS. - - Che risponde, il popolo, laggiù? - -ERASMO. - - Che la vostra saggezza, Maestà, - i limiti oltrepassa dell'umano - onde non è compresa e non ne siete lodato. - -LANGUIS. - - Non è lodi che aspettiamo. - - E aggiunto sia che a nostro successore designamo, non te, od altri - di sangue nostro. Ma dalla voce del popolo sia scelto, e vorremmo - un popolano. Conoscerebbe meglio il cuore de' suoi compagni. Così, - Erasmo, ti salviamo dal peso di regnare, ed è il solo dono paterno - che ti possiamo largire... Ordiniamo e vogliamo che così sia. - - (Il Re, Isotta e Arden _exeunt_). - -ERASMO. - - La sua demenza è tanto manifesta - che, avete udito? il popolo gli grida - ch'è pazzo ed alle leggi si ribella... - -I BARONI. - - Le sue parole tradiscono il regno! - La patria ne pericola! - C'è più veleno ne' suoi pazzi sogni - che nelle spade de' nostri nemici! - -ERASMO. - - Voglio dimenticar ch'è mio fratello - ed agire o morire. - - (Entrano altri baroni). - - Ebbene, il popolo? - -I BARONI. - - Borbotta e maledice. - La vecchiaia - solo difende ancora il re... - Ma troppo - si lamenta il buon senso della gente! - -ERASMO. - - Ma della terra data ai contadini, - che dicono? - -I BARONI. - - Diffidano. - Non è - beneficio, ma trappola, commentano - i saputi. - E costui, dicono tutti, - è un re che non è re. - -ERASMO. - - L'avranno, il re. - Voi, propagate, intanto, la mia causa - fra la gente. Ma è buona, e basteranno - poche parole. E voi, con me, vicini. - - (Qualche barone _exit_. Il duca Erasmo - va al balcone). - - Cittadini, il re Languis troppo d'anni - carico e di follie, come vedeste, - lascia il governo della patria a me, - che accetto, se vi piace, di salire - al trono, e giuro con più sacre leggi - di rimediare a' suoi senili errori, - e di risollevare l'avvilita - gloria delle armi nostre. Rispondete! - -VOCI. - - Evviva Erasmo re! - Evviva Erasmo! - -ERASMO. - - Noi vi benediciamo, figli nostri, - e vi invitiamo all'incoronazione, - domani, qui. - - (Venendo in scena). - - L'esilio per il vecchio! - Non per le colpe sue che perdoniamo; - ma il popolo potrebbe, è come il vento, - ripentirsi di noi, e rivolerlo. - - (Rientra Isotta). - -ISOTTA. - - Il re... - -ERASMO. - - Non è più quello, principessa! - Il popolo ha saputo usar la legge - proclamata dal nostro pio fratello. - Ed ha scelto che noi fossimo re. - -ISOTTA. - - E mio padre? - -ERASMO. - - La sicurezza e l'ordine del regno - ci forzano ch'ei parta per l'esilio. - -ISOTTA. - - Questo comanda il popolo e lo Stato? - -ERASMO. - - Ed ora vuoi dividere non più - le speranze ma il regno, principessa? - -ISOTTA. - - Voglio col mio padre e re dividere l'esilio, - se qui nessuno sorge a dire che tal legge è menzogna. - -ERASMO. - - Avrete buona scorta ed un palazzo - per dimora. - -ISOTTA. - - (Dopo una pausa). - - Una grazia vi domando, - e se anche figlia di re scacciato, - conto mi sia concessa. - Il mio padre nulla sappia della verità, - che me stupisce, ma poco, - lui, avvelenerebbe. - Possa, egli ancora essere illuso, - credere buona la gente, - fedele il popolo, giusto il fratello, - saggio il destino. - È cieco. Ed è sereno. - Se intorno regni il silenzio, - egli riposerà beato. - - (Tutti chinano i volti, intorno, - silenziosi. - - Entra il re LANGUIS con ARDEN). - -LANGUIS. - - Abbiamo inteso come un clamor di festa, su cui galleggiava il grido - di re. È forse il popolo che si rallegra del nostro paterno amore? - Non c'è nessuno qui? - -ISOTTA. - - Sì, padre: io. - -LANGUIS. - - Ed era la gioia del popolo, è vero? - -ISOTTA. - - Sì, padre. - -LANGUIS. - - Figlia nostra, quant'è buona la gente! È tutta una famiglia - l'umanità. Ed è come la terra, il cuore... Se bene semini, bene ti - rende... - -ISOTTA. - - Sì, padre: ti rende... - -LANGUIS. - - Oh, il nostro povero merito non vuole tante lodi, ma ci è pur - di conforto la riconoscenza: è come il tepore di una primavera - sulla stanchezza del nostro inverno. Ahimè, non possiamo vedere i - volti beneficati dalla nostra umile saggezza, ma sentiamo intorno - sorridere le anime... - -ISOTTA. - - Sì, padre... intorno a voi - c'è solo amore e fede... - -LANGUIS. - - L'aver creduto, in ogni ora, in ogni evento, nella bontà del mondo, - questa lieta conferma ci dona suggello della nostra vita d'uomo e di - re. - -ISOTTA. - - Sì, padre... - -LANGUIS. - - Ma tu sembri, lontana da noi, tremare. E ti conosciamo ferma e - forte. - -ISOTTA. - - Di commozione, tremo. - -LANGUIS. - - Ah, la felicità degli altri, se ha le radici in noi, è come un - premio dolce e caro... Ne piangiamo anche noi... Sono le sole luci - de' nostri occhi, queste lacrime calde... popolo nostro, per te... - -ISOTTA. - - Padre... se le cure del regno oramai - lasciate a chi il popolo vuole suo capo... - -LANGUIS. - - Non gli sarà fatto violenza, al popolo nostro? - -ISOTTA. - - No, padre. Si prenderà - chi gli somigli e chi gli convenga. - -LANGUIS. - - È ingenuo come un bambino, facile ad essere ingannato. - -ISOTTA. - - Ora, padre, vorrei condurvi - e condurvi via nel verde della campagna - o presso il buono azzurro del mare. - -LANGUIS. - - Non ti piacciono più le dolci cose, che la gente dice, se ti vede? - -ISOTTA. - - No. - -LANGUIS. - - Ma qui abbiamo i nostri fedeli baroni e il nostro pio fratello, - tante care persone che amiamo. - -ISOTTA. - - Meglio il silenzio e le dolci cose - delle cicale e degli usignoli. - -LANGUIS. - - Come ti piace: viviamo nella tua giovinezza e non in noi. - -ISOTTA. - - Andiamo, padre: ho fretta. - E il vostro pio fratello ci prepara - una quieta dimora, lontano. - -LANGUIS. - - Egli ci vuole bene... E viene con noi? - -ISOTTA. - - Rimane senza di noi. - Arden, sarete la nostra sola compagnia. - - (Fanno per andare). - -LANGUIS. - - Dimenticavamo... questa corona...: per i briganti. - - (Isotta prende la corona del Re e la dà - silenziosamente a un barone. Quindi re - Languis, Arden e Isotta _exeunt_). - -IL BARONE. - - (Porgendo la corona al re Erasmo). - - Per voi, Sire! - - -SCENA TERZA. - -_Un viottolo di campagna. Alberi. Nel fondo una torre, con una finestra -chiusa da inferriate, all'altezza di un uomo. Ai piedi della torre uno -stagno ed erbacce._ - - (Eliner, Oninoni e Cariado stanno - giocando a carte, seduti su di un - sasso, e vociano). - - -ELINER. - - Come rispondi a questa mazzata? - -ONINONI. - - Ecco, la paro. E ti frantumo. A te! - -ELINER. - - Un basilisco. E sei morto e putrefatto. - -CARIADO. - - Ragazzi, fermi. Un omiciattolo vien dalla città. Porta un sacco: - forse c'è dentro pane per i nostri denti. - -ONINONI. - - Ma il capitano non vuole, senza suo comando. - -CARIADO. - - Poi gli diremo tutto: questo è un colpo che s'è buono, non ritorna. - -ONINONI. - - Be', vediamo. - - (S'appiattano. Entra il vecchio avaro - GERUSALISTO; si ferma). - -GERUSALISTO. - - Tremila seicento a casa... E settecento, fanno quattro mila - trecento... - -ELINER. - - . . . . giorni che passerai in purgatorio, a cominciare da domani, - per ivi scontare i tuoi peccati! - -GERUSALISTO - - Ahi... me misero! Ah, chi siete? No. Aiuto, aiuto! - -ONINONI. - - Silenzio. La vedi quell'acqua verde? Se non ti taci, dentro a - dormire! - -GERUSALISTO. - - Ma... per carità! - -CARIADO. - - Quel sacco a noi. - -GERUSALISTO. - - No... Non fatemi questo delitto... È tutta la mia vita... Ho tredici - figliuoli... - -ONINONI. - - Donde vieni? - -CARIADO. - - (Che ha aperto il sacco). - - Eh... oh... ah... - -ELINER. - - Oro! - -GERUSALISTO. - - Sì... ma... oro non mio... dei miei quindici figliuoli... - -ONINONI. - - Come ti chiami? - -GERUSALISTO. - - Sono il povero Gerusalisto... ho a casa venti figliuoli... - -ONINONI. - - Per la coda di Sant'Anna, hai cambiato faccia! - -GERUSALISTO. - - Mi son lasciato crescere la barba. - -ONINONI. - - Dieci anni fa eri usuraio, mi ricordo. - -GERUSALISTO. - - No... così... aiutavo gli amici con qualche soldarello, per grazia - di Dio. - -ONINONI. - - E facevi la spia... - -GERUSALISTO. - - Oh... calunnie... calunnie... - -ONINONI. - - E vendevi di nascosto veleni che non lasciavano traccia. - -GERUSALISTO. - - Calunnie, calunnie. - -ELINER. - - E quest'oro, chi te l'ha dato? - -GERUSALISTO. - - La giustizia, brav'uomo. Ieri è finita una lite che il giudice ha - concluso a mio favore. Oh, c'era un coniglietto senza denti, un tal - Crisauro che pretendeva di non darmi quest'oro... Ma c'erano carte - scritte. E si è fatta giustizia. È frutto di giustizia, brava gente. - Volete che vi doni un ducato per l'anima dei poveri defunti? - -CARIADO. - - Tu ci lasci il sacco. - -GERUSALISTO. - - Ah no... Le leggi lo vieteranno... Il cielo! I miei venticinque - figli! - -ONINONI. - - Troppi. Mettetelo nel fosso! - -GERUSALISTO. - - No. No. Per Giacobbe e Geremia! - -ONINONI. - - E allora vattene a piangere altrove i tuoi ducati. - -GERUSALISTO. - - Ma reclamerò alla nazione, alla giustizia... - -CARIADO. - - Nel fosso! - -GERUSALISTO. - - No. Non reclamerò... ma... - -ELINER. - - Via. - -GERUSALISTO. - - Vado... vado... Oh disgraziato me... oh infelice me... o tapino - me... - - (_Exit_). - -CARIADO. - - Un sacco d'oro... Un sacco... - -ELINER. - - E il capitano che dirà? - -ONINONI. - - Che siamo furfanti, per la croce di Dio. Ma quel vecchio è più - furfante di noi. Quindi non ho rimorsi. - - (Entra CRISAURO, giovane triste). - -ELINER. - - Oh... siamo spiati! - -ONINONI. - - Dove vai, compagno? - -CRISAURO. - - Per il mondo! - -ONINONI. - - E, così solo, non hai paura dei briganti? - -CRISAURO. - - Non saranno mai peggio di quelli di città, che han nome di giudici, - e di gente onesta. - -ELINER. - - Che t'hanno rubato, passerotto? - -CRISAURO. - - Il mio. Quattr'anni fa avevo fatto un debituccio con un vecchio - avaro. Oh, pochi ducati per mio padre ch'era povero e malato, e - poi è morto. Non ho potuto pagare il debito, ma l'ho rinnovato, - moltiplicato, ingigantito. Tre mesi fa, l'usuraio viene ed esige la - somma che non avevo. S'infuria, mi minaccia. Alfine vuole ch'io gli - firmi una carta, l'aveva pronta, per cui gli cedevo l'eredità d'uno - zio, se mi fosse toccata. Muore lo zio, sono l'erede di settecento - ducati, che la giustizia mi condanna a pagare a quel Gerusalisto per - un debito di tre ducati. Ora andrò per l'elemosina, finchè non trovo - lavoro. - -ONINONI. - - Ti chiami Crisauro, tu? - -CRISAURO. - - Sì, Crisauro. - -ONINONI. - - Ah!! - -CARIADO. - - Eh? - -ELINER. - - Ma! - -ONINONI. - - Compagni... avete inteso? - -CARIADO. - - Abbiamo inteso. - -ELINER. - - Sono dei porci, in città. - -ONINONI. - - E che si fa? - -CARIADO. - - Aspettiamo il capitano. - -ONINONI. - - Io, credo che il capitano farebbe così, e faccio così, corpo del - diavolo! Passerotto, vien qua: eccoti i tuoi seicento ducati. - -CRISAURO. - - Come? - -ONINONI. - - Ssst! Noi siamo un'altra giustizia vagabonda e senza parole nè - avvocati. Piglia e va. Solo non dire d'aver avuto quest'oro da noi, - nè da nessuno. Quell'altra giustizia potrebbe venire e ripigliarsi - il tuo. - -CRISAURO. - - Oh... ma... voi siete gente di Dio. - -ONINONI. - - Siamo... - -CARIADO. - - . . . . . disgraziati. Ecco, cosa siamo! - -CRISAURO. - - (Offrendo dell'oro). - - Per voi, non volete? - -CARIADO. - - Eh... - -CRISAURO. - - Prendete! - -ONINONI. - - No... Così, basta... Tre ducati: il tuo debito vero. Per mangiare - oggi, domani, e forse anche doman l'altro. Grazie, coniglietto. - Buona fortuna. - - (Crisauro _exit_). - -CARIADO. - - Però... sempre così. Siamo dei poveri briganti! - -ONINONI. - - Ricchissimi, ed abbiamo fatto quel che doveva fare il re, sangue di - Giuda! - -CARIADO. - - Dunque siamo come il re, amen! - - (Entra Tristano mascherato). - -TRISTANO. - - Ho lasciato di là quattro salici ed il vento, - abbiamo lungamente sussurrato insieme - e lacrimato. - -ONINONI. - - Male: Hubbo, lo stregone, m'ha detto che il pianto è l'essenza della - vita, e noi la sciupiamo troppo. Ma chi non piange, non muore, ha - detto. - -TRISTANO. - - Chi non piange, non vive. - Ma voi che facevate, intanto? - -ELINER. - - T'aspettavamo, pescando la fortuna a caso. - -ONINONI. - - Di qua, prendere, di là dare. C'è rimasto tal piccolo rimedio, per - la fame. - -TRISTANO. - - Avete rubato con onestà? - -ONINONI. - - Per l'anima di San Bartolomeo, con piena onestà! - -TRISTANO. - - Vi credo: non voglio sapere. - -ELINER. - - Che uomo, eh! Di noi, si fida! - -CARIADO. - - Ma ora si vorrebbe, in premio di virtù... - -ONINONI. - - Una storiella: Lo sai, compagno: viviamo delle tue favole, da quando - ci hai vietato il solo mestiere che sapessimo: briganteggiare! - -TRISTANO. - - Ed io ve la dico, una storiella d'amore e di peccato. Sedete, brava - gente, ed ascoltate. - - C'era una volta un re - che volea prender moglie - ed un nipote manda - a scegliere la sposa. - Biondi i capelli e fini come quelli - che volando una rondine al castello - avea recato un dì. - Ei la voleva così. - - La trova e la conduce - il cavaliere al re. - Ma navigando insieme - la sposa ed il nipote, - un filtro gli vien dato di magìa - e dissennati non san più che sia - dovere e fede e Dio; - bevuto hanno l'oblìo. - Si bevono la bocca, - veleno e voluttà, - e il mare non li annega, - oh, mar senza pietà! - Il re sospetta, spia l'anime mute - di quelle due creature perdute. - Alfine triste il sire - piange del suo soffrire. - - Ed il nipote allora - quel pianto non sopporta - ma dice, e sa volere, - che andar bisogna in bando. - Ma prima veder vuole il suo peccato - e mormorare l'ultimo commiato. - - Amore, io parto. Taci. - Ci resteranno i baci - che il vento piglia e porta. - La vita ci divise: - la morte ci unirà. - Guardate gli occhi e il pianto, - Anima bella, così è di noi, - nè voi senza di me, - nè io senza di voi. - E fugge e piange e va - e sempre piangerà. - Amici, questo è tutto quel che so. - -ONINONI. - - Nè voi senza di me - nè io senza di voi... - -ELINER. - - Ma questa è la regina Isotta e il cavalier Tristano... - -TRISTANO. - - Ssst: quel nome è maledetto. - -_La voce d'Isotta._ - - (Cantando). - - Nè voi senza di me - nè io senza di voi! - -TRISTANO. - - Dentro quella torre, chi c'è? - -ONINONI. - - Tristezze, tristezze, capitano. C'è... la figlia del re, col suo - padre. C'è stata la rivoluzione nel palazzo. E l'usurpatore li - ha chiusi là dentro, ad aspettar la morte. Questa, capitano, è la - giustizia degli uomini. - -TRISTANO. - - Allora, la principessa Isotta... - -ELINER. - - Canta, come me, per malinconia. Oh, non ha perduto il suo Tristano, - come l'altra, ma, peggio, ha perduto quella libertà che almeno, noi, - l'abbiamo e la godiamo. - -ONINONI. - - Capitano, hai sentito? Pareva che ti rispondesse. - -TRISTANO. - - Su quanti uomini sicuri - potete voi contare, nel paese? - -ONINONI. - - Eh, bisogna far la lista e far la somma. - - (Oninoni, Eliner e Cariado rimangono a - ragionar contando, mentre Tristano si - avvicina alla torre). - -_La voce d'Isotta._ - - La vita ci divise - La morte ci unirà. - - (Quando Tristano è vicino alla torre, - Hubbo salta fuori dalle erbacce, - minacciosamente). - -HUBBO. - - Non si passa, non si passa per di qua. - Hubbo veglia giorno e notte. - -TRISTANO. - - So che nessuno passerà... - -HUBBO. - - Neanche tu. - -TRISTANO. - - O piccolo guardiano d'un tesoro, - hai sentito, tremavo - raccontando una mia canzone - e da questa torre m'è venuta - la risposta d'un tremito gemello - d'un dolore simile al mio. - Lascia ch'io lo veda. - -HUBBO. - - E non vedrai. - -TRISTANO. - - Ma è un dolore che ha nome Isotta! - -HUBBO. - - Non è la Isotta tua, - non è la bionda, la spergiura, - è la mia, è la mia! - -TRISTANO. - - Maledetto... non bestemmiare! - -HUBBO. - - Sì... cavaliere senza fede... Hubbo dirà... - -TRISTANO. - - (Soffocando quasi, mentre i briganti - ascoltano, incuriositi). - - Niente. Non è degna la tua bocca. - -HUBBO. - - (Balbettando). - - No. Va via. - Hubbo ha paura, ha paura di te. - -TRISTANO. - - Sì. Porto sventura. - Ma tu, là dentro, rinchiusa, - anima che non conosco, - ma che nome hai d'Isotta, - non mi temere. - Ma credi che il tuo soffrire - sarà redento da un altro soffrire, - poichè nella notte del mondo - i vagabondi si dicono una parola sola - quando al lume della luna - s'incontrano spauriti. - E quella parola è il nome. - Il tuo, donna, fa ch'io ti consacri - questa nuda mia disperazione. - E per il mio viso ch'è già sepolto - ti giuro... - -_La voce d'Isotta._ - - (Cantando). - - E fugge e piange e va - e sempre piangerà. - -TRISTANO. - - Sì... Piango e vivo - e m'inginocchio ai miei ricordi... - Ah Isotta... mia vera Isotta! - - (Rialzandosi, risoluto, ai briganti). - - Dunque, siete? - -ONINONI. - - Più di mille, capitano! - -TRISTANO. - - Comando il convegno di tutti. - Ragazzi, e volete anche il mio nome? - Tristano. - -ONINONI. - - Il cavaliere? - -TRISTANO. - - No. L'ombra. - -ELINER. - - Ti bacio le mani. - -ONINONI. - - Sei davvero un principe nel sangue e nel cuore, per San Luca e San - Matteo. E noi ti siamo fedeli. E lo saremo, oggi, domani, e fin che - stiamo in piedi. - -CARIADO. - - _Amen._ - - -_Fine del primo atto._ - - - - -ATTO SECONDO - - -SCENA PRIMA. - -_L'interno di una prigione; una porta: una finestra chiusa da -inferriate._ - - (Su una poltrona sta seduto il re - LANGUIS; in piedi, presso la porta, - Arden, e presso la finestra, ISOTTA). - - -ISOTTA. - - Oggi come vi pesa la stanchezza, padre? - -LANGUIS. - - Placidamente: aspettiamo sempre la visita del sole. - -ISOTTA. - - Che tarda ancòra... - -LANGUIS. - - Non abbiamo mai vissuto tanti giorni senza la sua tiepida - consolazione... - - (Una pausa). - - E perchè tutta la gente che viene, tu dici, figlia, come in - pellegrinaggio qui, è gente silenziosa? - -ISOTTA. - - Temono d'essere importuni parlando. - -ARDEN. - - (Contraffacendo voci diverse). - - Maestà, vi rendiamo omaggio d'anima... Io non vorrei confondere i - pensieri di Vostra Maestà... Io son felice di vedervi... Anch'io... - -LANGUIS. - - E le nostre terre sono felici? - -ARDEN. - - (Con la sua voce). - - Ecco un vecchio contadino che vi può dire novelle di ciò... - -LANGUIS. - - Avanti, figlio nostro, vieni avanti. - -ARDEN. - - (Avvicinandosi, con altra voce). - - Mio buon re... son venuto a scaricare la mia felicità ai tuoi piedi: - pago così i miei debiti. La terra che tu m'hai dato... - -LANGUIS. - - L'ami ora di più? - -ARDEN. - - Eh, signor re, è mia, ora... E amo di più il mio re. - -LANGUIS. - - Chiamalo padre... Date qua la mano, figlio. - -ARDEN. - - (Con la sua voce). - - Sacra Maestà, ricordatevi di essere re. - -LANGUIS. - - E se ce ne vogliamo dimenticare, un giorno? - -ARDEN. - - (Con la sua voce). - - Io son qui, per vostro comando, a raccattarvelo in mente. - -LANGUIS. - - Bene: la mano, contadino!... - - (Prende la mano di Arden). - - Non è callosa? - -ARDEN. - - (Contraffacendo la voce). - - È poco tempo, Sire, che me la faccio colla terra e i suoi arnesi. - -LANGUIS. - - E prima? - -ARDEN. - - Ero servo, in un palazzo... - -LANGUIS. - - Va... E nell'ampia libertà de' tuoi campi... - -ARDEN. - - Sì: pregherò per tutti coloro che sono senza libertà! - -LANGUIS. - - Tutti i cari sudditi venuti a salutarci, noi salutiamo, e ci lascino - con nostra figlia. - - (Arden imita lo scalpiccìo di molte - persone, ed _exit_). - - Isotta, vorremmo anche noi risentire l'odore della terra... E non è - mai nato il sole? - -ISOTTA. - - Sì, ora sta liberandosi dalle nubi, padre. - -LANGUIS. - - Oh, andiamogli incontro... È un ospite da fargli festa, dopo tanto - oblìo. Non è l'ora della nostra passeggiata d'ogni giorno? - -ISOTTA. - - Sì, padre: venite al mio braccio. - - (Languis, al braccio d'Isotta, cammina - per dove essa lo conduce: e son giri e - rigiri che nella prigione i due fanno. - Dalla finestra ora scende un raggio - di sole. Rientra Arden, s'inginocchia, - e si fingerà mendicante, quando il Re - crederà d'incontrarlo). - -LANGUIS. - - Dove siamo, qui? - -ISOTTA. - - Nel corridoio che dà sull'androne... Ecco i vostri - arcieri... - -LANGUIS. - - Buon giorno, brava gente... - -ISOTTA. - - Ed ecco la porta... Ed ecco il verde, i prati... - -LANGUIS. - - Vorremmo un poco camminar sull'erba. - -ISOTTA. - - I contadini dicono che non cresce bene l'erba - calpestata, ma s'avvilisce. - -LANGUIS. - - Hai ragione... E lì v'è il monte, è vero? - -ISOTTA. - - Sì, padre... E questa è una pietra ove sedere. - -LANGUIS. - - No. Andiamo avanti; verso il sole. - -ISOTTA. - - E qui c'è il faggio che vi piace. - -LANGUIS. - - Ieri ci pareva più lontano. - -ISOTTA. - - È che oggi camminate con più fretta. - -LANGUIS. - - Sì, fretta di sole. - -ISOTTA. - - Ed ecco il vostro mendicante. - -ARDEN. - - (Contraffacendo la voce). - - Mio benefattore... per carità... non vi dimenticate... - -LANGUIS. - - Noi non abbiamo niente... Ma tu, figlia... - -ISOTTA. - - Sì, gli do io. - -ARDEN. - - Che Iddio vi benedica... e v'aiuti... e vi salvi... - -LANGUIS. - - Ma il sole... - -ISOTTA. - - Eccolo. - - (Essa ha collocato il padre nel raggio - di sole che entra nella prigione). - -LANGUIS. - - Ah, com'è tiepido... e bello. Ma ce n'è poco, poco. Perchè? Qui non - c'è più. Solo qui, su noi. - -ISOTTA. - - È tutto annuvolato il cielo, con piccoli spiragli. - -LANGUIS. - - Ma questo che muro è? - -ISOTTA. - - È... - -ARDEN. - - Mio Sire! - -LANGUIS. - - (Toccando l'inferriata). - - E questi ferri? Isotta! Isotta! - - (Grida e tumulto di dentro). - - E questo tumulto? Dove siamo? - -ISOTTA. - - Non so... Dio! - -LANGUIS. - - Si grida... Si combatte... E noi chiusi forse... Isotta va, corri... - - (Entra TRISTANO seguito da una banda di - briganti vocianti e rissosi). - -I BRIGANTI. - - Largo! Siamo noi! La difesa del re! Ferro e fuoco! Evviva la - libertà! - -TRISTANO. - - Fermi e silenzio! - Non paura, voi. Siamo gente poverissima - ed abbiamo una sola regina, l'amicizia, - ed un vecchio re, il dolore. - Tu gli somigli, e siamo venuti, re. - -LANGUIS. - - Chi sei che parli? - -TRISTANO - - Anche tu? Volete tutti sapere chi sono? Un pazzo, un morto, un - vagabondo. E se dico Tristano, che sapete? Tristano significa forse - onesto? O buono? O caro? Posso aver nome Tristano ed essere principe - ed essere ladro ed aver violata una sorella ieri, e portare oggi - le mani in croce e parlare di preghiere e di bestemmie! Al cavallo - che nuovo trovate non domandate chi sia, ma gli salite in groppa e - se ubbidisce e vola siete contenti. E coll'uomo anche fate così: le - parole son chiavi false per tutte le porte ma i fatti son d'oro e - di ferro. Vorreste vedere la mia faccia? Il suo colore? Maschera, - maschera è la carne: l'anima dovreste volere, e non si vede. E - allora, per gli altri, e per me lasciami tutto nero, mio bianco re. - Ti servo con la spada che non porto più, col cuore che non porto più - e con la morte che sempre mi accompagna. - -CARIADO. - - _Amen._ - -LANGUIS. - - Ma che vieni a far qui? E dove siamo qui? - -TRISTANO. - - Eh, sul mondo siamo, e fra gli uomini! - E questa che reggia credevi, è prigione! - Una figlia con voce di menzogna, - ti scaldava di luce, la tenebra. - Eri chiuso, vigilato, illuso. - Non sapevi? Bene. Non eri più re. - Sì: l'anima tua era sempre re! - Ma ti libero; ed io che non possiedo nulla - ti dono il cielo colle sue nuvole e il vento, - e la corona che t'aspetta, - e l'amore. E il popolo tuo - questa prigione non riconosce, - che tu non conoscevi. Fuori! Fuori! - Ed obbedisci al tuo dovere, anche tu, re! ! - - (Una pausa. Il re piange in silenzio. - — I briganti gli si avvicinano, bruschi - e commossi, ma reverenti). - -ELINER. - - Guarda: non parla perchè piange, povero re! - -ONINONI. - - No, no, non bisogna. Un re, piangere, cuore di Dio! - -CARIADO. - - Dopo tutto, siete ancora re! - -ELINER. - - E, che diamine, molta gente vi vuol bene. - -ONINONI. - - Noi, perdio: abbiamo molto pelo sul petto e pochi stracci indosso, - ma una parola sola in bocca. - -CARIADO. - - E siamo uno stormo. - -ELINER. - - Eh, capisco: è stata una solenne porcheria, di vostro fratello - canaglia... - -ONINONI. - - Ma ora l'avranno a che fare con noi, quei malandrini vestiti di - broccato! - -ELINER. - - E rideremo. Hanno da ballare, hanno... - -ONINONI. - - Accidenti, se rideremo! Su, ridete, bravo re, sarà una festa, per - tutti i cristiani, e lo giuro sulla mia miseria e su Sant'Agostino, - mio protettore! - -ELINER. - - E voi, principessa, un giro di furlana: c'è la reggia vera per lui, - e per voi... abbiamo un capitano mascherato... - -ONINONI. - - Sangue nelle vene, ce n'ha... Com'è buon capitano, può diventare - ottimo consorte... - -TRISTANO. - - Ciarloni, che fate qui? il parlamento? - A palazzo, a palazzo! Questa torre - è caduta come pomo maturo, - ed ora la capitale! Il re con noi, - e per istrada cresceremo gente - come la valanga. Principessa, - la mano vi porgo in pegno della voce - che v'ha giurato per un nome, libertà: - oggi venite al sole. - -LANGUIS. - - Il sole? - -TRISTANO. - - Oh splende, buono. E splende per tutti, il sole. - Ma per me, no. - Solo me non posso liberare! - Ed amo le spade, i colpi, e l'andare, - e il fracasso del mare - per disperdere un poco i miei pensieri - che sono, sì, catene e prigionia... - Ma sù, ragazzi, per me e per il re! - -I BRIGANTI. - - (Con un urlo). - - Per te e per il re! - - (_Exeunt omnes_). - - -SCENA SECONDA. - -_Una sala nel palazzo di re Languis._ - - (I briganti stanno intorno al Duca - ERASMO legato). - - -ELINER. - - Ora sì che mi piaci davvero, capponcino mio! - -ONINONI. - - Quanta gioia ti sei bevuta abitando sul trono rubato? Hai da - sputarla tutta. - -CARIADO. - - Ti credevi forse d'essere diventato re, perchè ti chiamavano re? - -ELINER. - - Eh, barbagianni caro, puoi sgranare gli occhi, e noi si ride! - -CARIADO. - - Te l'abbiamo tagliata, la barba! - -ONINONI. - - E, corpo di San Lazzaro resuscitato, ti abbiamo insegnato a tacere: - e toccherà questa volta a te far la muffa dentro una cantina, e noi - che siamo furfanti abbiamo schifo di un furfante come te! - -ERASMO. - - Siete pidocchi, siete! E vi diverte - sputare sopra me che sono in terra, - ma i denti in bocca mi restano ancòra. - -CARIADO. - - E te li caveremo! - -ELINER. - - Dopo, per mangiare, ti daremo, come ai porci, acqua sporca e bucce - di patate! - -ONINONI. - - Ti vestiremo da buffone, e ci divertiremo anche noi come tanti re. - - (Squilli. Entra re LANGUIS. Silenzio). - -LANGUIS. - - Quel nostro fratello che ci tocca perdere, è qui? - -ERASMO. - - Oh, non fuggo, m'hai fatto legar bene! - -LANGUIS. - - Legato? Sia subito sciolto! - -ONINONI. - - Sciolto? Dalle corde? E la giustizia? - -LANGUIS. - - Nessuno può difendersi serenamente, se libero non sia. - - (Erasmo viene slegato). - -ERASMO. - - Ma non voglio difendermi di niente. - -LANGUIS. - - Erasmo, e perchè non chiedere che ti dessimo la corona e tutto? - -ERASMO. - - Perchè chiedere è vile, ma pigliare - piace, e forza significa, di sè. - -LANGUIS. - - E si perde, lo vedi? anche l'amore, di tutti. - -ERASMO. - - Quello d'Isotta non l'ho mai avuto. - Degli altri, che mi fa? O comandare - e mi devono tutti essere schiavi, - o sono vinto, e se anche mi si pesta - non udrai un lamento uscir da me. - -LANGUIS. - - È forza la tua, ferocia forse, ma solidità... - -ERASMO. - - Ambizione! E con me la patria sale, - per obbedienza, e mi diventa forte. - E tu buono, la snervi e per amore - la fai tutta di latte e di cuscini! - -LANGUIS. - - E se davvero fosse così? Erasmo, noi non possiamo condannarti: - quand'uno agisce per sua necessità, l'uomo non ha potere alcuno - contro di lui, perchè l'uomo non è Dio, e, dentro, non può vedere. - Onde, senza dire se la tua forza sia virtù o peccato, ti assolviamo, - per umiltà e povertà dinnanzi ai misteri delle anime. - -ONINONI. - - Assolvere? Ah, lingua di Giuda! Ma la è ingiustizia da far gridare - le pietre! - -ELINER. - - Io ragionare non so, ma ti dico: è una canaglia, ecco, e basta! - -CARIADO. - - E se tu lo assolvi, gli è come condannare noi, che abbiamo rifatto - l'ordine del regno. - -ONINONI. - - E se tu lo assolvi, non ti dice grazie, questo Caino, ma ti rimanda - nella tua prigione, e noi sulle forche! - -LANGUIS. - - Nella prigione credevamo di star bene, quindi stavamo bene. - -CARIADO. - - Ma il popolo stava male e non lo puoi, ora, tradire! - -LANGUIS. - - Ordiniamo pertanto e vogliamo che il fratello nostro Erasmo libero - vada, ma fuori del regno, perchè la gente abbia la nostra pace, - ed a lui sia aperta la via del cielo, dove il giorno che avremo - riacquistata tutti la vista, ci ritroveremo. - -ERASMO. - - Ed io, fratello troppo buono e cieco, - ti perdono di avermi perdonato. - O brigante mi faccio, od eremita. - -ONINONI. - - Eremita! Brigante, con noi, non ti vogliamo! - -CARIADO. - - Evvia, signor Duca, in esilio! - - (Erasmo _exit_). - -LANGUIS. - - A voi, mia gente della terra e semplici di cuore, che vi - possiamo dare o dire? Oh, siamo troppo al di sotto della vostra - trasparenza... - -ONINONI. - - Re, nostro re... tu ci parli difficile e noi non si arriva mica a - capirti, ma se un poco siamo arrivati, a capire, a me pare che tu - ti credi debitore... ed è una cosa che ci confonde e non ha senso, - per la testa del gigante Golia!... Tu non devi dirlo più, parola - di gentiluomo, e pensarlo neanche, perchè noi si è fatto, io e gli - altri, così per fare, e tu sei un padre che bisogna bene aiutare, - e lui non deve mica dire grazie, ma siamo noi a dirgli grazie... è - un onore insomma... e non c'è merito... anzi ho detto... no, non ho - detto, perchè io a scuola, e neanche gli altri, non ci siamo andati, - dove s'impara a parlare con i re... e allora, tu, re, capisci... - e... - -CARIADO. - - _Amen._ - -ELINER. - - Ma se c'è uno di noi che vale, che ha studio ed educazione, è il - capitano... - -ONINONI. - - Sì: quello, ecco, noi si direbbe che è sangue di re! - -LANGUIS. - - Sarete la nostra guardia, che è come dire gli amici nostri più - vicini. Andate, figli: e godete del vostro mangiare e del vostro - bere... - -CARIADO. - - È giustizia, dopo che s'è lavorato tanto! - -LANGUIS. - - E al capitano gli daremo quel che abbiamo... - - (I briganti _exeunt_). - - Pare che il suo nome sia Tristano e che il suo abito sia nero: ma - non è tutto nero quello che noi vediamo? E siamo certi che d'anima - egli è grande, e puro di fede, e sicuro di cuore. Che potremmo noi - volere di meglio? - - (Da opposte parti entrano, silenziosi, - _Tristano_ mascherato, e _Isotta_). - - Sconosciuto è vero. Ma i fatti parlano per lui, e sono d'oro e di - ferro, ha detto. E i briganti, che non sanno mentire, hanno detto, - sangue di re... - - (Una pausa). - - Sarebbe l'ultima letizia della nostra povera vita, saper congiunta, - la fragilità bianca d'Isotta alla nera solidità di Tristano. Sarebbe - il sole per questi giorni miei di ultimo freddo. Ma non diremo - niente: il cuore non patisce timone nè cervello; troppi scogli - minacciano nascosti. Possiamo pregare solo e a lui dire, se questo - è un dono, ebbene prendilo. - - (Re Languis fa per alzarsi, Isotta gli - si avvicina). - -ISOTTA. - - Eccomi, padre, se cercate di me. - -LANGUIS. - - Sempre cerchiamo di te, e ti troviamo sempre, anche nel silenzio. - -ISOTTA. - - Io sono dove il cuore mi porta - senza che lo vogliano i pensieri. - -LANGUIS. - - (Avviandosi). - - Come ti piace quel Tristano che ci ha liberato? - -ISOTTA. - - Porta la maschera, padre. - -LANGUIS. - - Tutti, al mondo, figlia: solo, lassù, saremo noi... Dunque, ti - piace? - -ISOTTA. - - E a voi, padre? - -LANGUIS. - - A noi piacerebbe molto. - -ISOTTA. - - Andiamo, padre. - - (Re Languis ed Isotta _exeunt_). - -TRISTANO. - - (Rimanendo immobile). - - Al mondo vive dunque chi trama la felicità degli altri? - La felicità: un fumo che ha nome domani, - o ieri, se rimpiangi un'ora consumata: - oggi, mai. Io, felice? Rido: - due parole d'assurdo, in croce. - O mi diletto io, del mio soffrire? - E mi lego alla sofferenza come un amante, - e me la serro al cuore? - Che faccio per vivere? Ricordo, - disperatamente: una donna, un peccato. - Ma quella donna dov'è? C'è, sul mondo? - L'ho io, davvero conosciuta? - O mi sono foggiato, di lei, un fantasma - che non voglio ritrovare in vita, - perchè ho troppo accarezzato in sogno? - Costei anche si chiama Isotta... - Isotta! Sognavo ieri, e mi desto oggi? - O vivevo laggiù, e sogno qui? - La vita, ecco, m'offre un bene: - per essere fedele a quel che fuggo - lo rifiuterò? Per non deludere il mio sogno? - E che so io del vero? E chi sono io - per credere che la sventura m'abbia segnato - così da reputarmi già morto, quando respiro? - E dov'è il ricordo che mi tormenta? - Sulla mia carne? No. No. Io non ho segni - nè ricordi. Io voglio non aver vissuto. - Non avere anima nè carne. - O sì, mie, per donarle ancora. - Un ideale, sì, l'avevo. Si chiamava - Isotta: e l'ho trovato qui. È falso? - Ah, quante meschine trame - per una mia sciocca curiosità! - Sono due nomi eguali, pazzo!... - E se fossero due anime, eguali? - Se la sorte... E non si può giocare anche la fede - come la vita, in battaglia? - Tristano, si può dare tutto per niente! - E per un filo d'erba, l'eternità! - E per una parola, un regno! - E per un bacio, il paradiso! - E per una goccia d'avvenire, tutto il mare del passato! - Ah no, buffone... Guarda... - Io vedo un abisso. Mi ci butto. E rido. E canto. - - (Canticchiando). - - «Così è di noi, - nè voi senza di me, - nè io senza di voi!» - Ah! Ah! - - (Ad Isotta, che è comparsa, quasi - ironicamente). - - Un inchino, principessa. - Bella come il sole di vostro padre, - e l'ombra mia! - -ISOTTA. - - Grazie. Mi spiace le parole del re - abbiate inteso, vane fantasticherie. - -TRISTANO. - - No, Isotta... Lasciate vi chiami per nome, - io mi lego ad un nome - come il cipresso a un cimitero... - Il re supera voi e me per saggezza. - -ISOTTA. - - Ma sogna, e non può vedere. - -TRISTANO. - - Ma prega, e spera. - E non vorreste fargli di sole - questi giorni suoi di ultimo freddo, Isotta? - -ISOTTA. - - Voi dite il mio nome, come se da sempre - lo aveste avuto in cuore... - -TRISTANO. - - Davvero? Oh maraviglia! - È tutto quel che so di voi, il nome, - e l'amo prodigiosamente. - -ISOTTA. - - Perchè? Siete bizzarro... - -TRISTANO. - - Ho forse la coda? Tre mani? - Oh! sono banale, banalissimo: - credo, principessa, con licenza del sacerdote, - vi saprei fare sette figli, e tutti maschi! - -ISOTTA. - - Amo, signore, d'essere intatta - e nelle mie vesti mi chiudo, - come dentro un monastero. - Ma non vorrei per amor di me, - perdere un sorriso di mio padre. - -TRISTANO. - - Che vi piacerebbe? Mentirgli ancòra? - E che io vi fossi complice e falso marito? - Sì: mentire so, e tanto bene - che illudo anche me stesso, Isotta! - -ISOTTA. - - Io sono devota d'una religione fredda - che mia madre m'apprese, - la religione delle stelle, vergini anch'esse, - che piangon a volte, o liete parlano meco, - e credo a quel che intendo - e mi prometto loro - e tengo fede alle mie parole. - -TRISTANO. - - Voi tenete fede? Gloria! gloria! - Sarete una sposa modello... - Io no, non son fedele... Frantumo le mie parole: - ne faccio monili per me, per voi, per tutti! - -ISOTTA. - - Ho giurato di salvare per sempre - la mia castità: sono vestale - d'un mio patto puerile ma sacro. - Sarei una troppo sterile consorte! - -TRISTANO. - - Quella ch'io voglio, perfetta! - Oh son fatto, io, di musica, non di carne. - Casta! Vi amo... La mia virtù compagna - sarete, il vostro peccato, io! - Ecco, ecco... un anello, no. Dopo. - E mi volete, se anche mascherato? - -ISOTTA. - - Io non per la follìa d'un nome, - ma per ubbidire al re. - -TRISTANO. - - Isotta Isotta!... Allora io posso dire ancora... - Isotta! Ti amo... ti amo... Sei mia! - Posso chiudere gli occhi e udire il tuo respiro... - Taci, taci... non parlare: Isotta! - posso ascoltare il ritmo vicino - della tua vita profumata, e dire - Isotta, finalmente, sei mia moglie, tu!... - Non sei più del re, sei mia... solo mia... mia... - per sempre... e senza lacrime... Isotta... mia... - -ISOTTA. - - Tristano! - -TRISTANO. - - Taci! Ho la febbre, ho il delirio! - Vado a nozze con la mia fantasia allucinata. - Sono felice, perchè voglio essere così. - Vieni, vieni con me. - - (_Exeunt ambo_). - -(_Marcia nuziale_). - - -SCENA TERZA. - -_Un giardino, di notte. Lampioncini di carta colorata. Una fontana. -Lontani, canti d'allegria e suoni striduli di musiche._ - - (Su un sedile di pietra, HUBBO, vestito - da buffone, accovacciato, immobile. - Entra ISOTTA, come fuggisse, inseguita - da TRISTANO, mascherato). - - -ISOTTA. - - Non mi perseguitare: - m'hai già crocefissa col mistero de' tuoi occhi, - lasciami, ora. - -TRISTANO. - - No, Isotta, hai cambiato nome: - ti chiami moglie! - e non sei più di te stessa: mia sei. - Con una paroletta hai cancellato la tua persona, - la tua volontà, tutto quanto eri! - Perchè fuggi? Ti ripiglio. - E ti dico: a sedere. E ci stai. - E ti sputo negli occhi. E sopporti. - -ISOTTA. - - Che dici? - -TRISTANO. - - Canto anch'io, l'inno al matrimonio, - in questa notte ilare di nozze! - Ora tu non sei più tu: sei me, - la mia maschera, la mia scarpa sei. - E l'amore, l'amore dov'è? - Nessuno t'ha domandato, è vero? - E se domani uno venga che piace a te, - e tu a lui: e tremate nel guardarvi, - oh... follìa... tu non puoi, tu, moglie! - Tu non sei più viva, morta sei, mummia! - E mi diverte fare il carceriere - e chiuderò tutte le porte - e spierò le fessure dell'anima tua - e digrignando i denti, urlerò di te: - mia proprietà, mia proprietà! - -ISOTTA. - - Ti sei vincolato a lasciarmi casta... - -TRISTANO. - - E chi t'assicura che manterrò? - Sono spergiuro, pazzo, vagabondo. - Chi t'ha detto di credere a me? - -ISOTTA. - - Io ti credo, Tristano. - -TRISTANO. - - Insensata: ho viso deforme, - spellato, arso, tagliato... - -ISOTTA. - - No. - -TRISTANO. - - Ed altre virtù non conosco - che furia e menzogna... - -ISOTTA. - - No. - -TRISTANO. - - E ti forzerò, contro la mia parola - e la tua giurata verginità - calpesterò... - -ISOTTA. - - No. - -TRISTANO. - - E ti segnerò di lividi e di piaghe, - e beverò il liquore delle tue lacrime... - -ISOTTA. - - No. - -TRISTANO. - - Che sai di me? - -ISOTTA. - - Tutto... perchè... - -TRISTANO. - - Perchè? Non aver paura! - Ho raccolto le sozzure per la via; - puoi buttarmi qualunque bestemmia. - -ISOTTA. - - Sì. Perchè ti amo... - -HUBBO. - - (Facendo irruzione). - - Ah ah ah... Quanti palloncini - verdi, e rossi, e gialli! - Che gala nella mia gioia!... - Ognuno si può impiccare al colore che vuole - e chiamarlo stella! - È proprio una festa, signora, - da perderne la testa, - ed anche il nano di Corte - vi bacia la veste, oggi, si può, - e fugge via, fugge lontano, - tanto lontano che non lo troverete più, - e sarà ai piedi vostri... - - (Sparisce in un tintinnìo di sonagli, - ma ritorna a spiare ed appiattarsi, di - lì a poco, dietro la fontana). - -ISOTTA. - - È il buffone! - -TRISTANO. - - Ecco il povero mendicante, - che vivrà sulla soglia della tua bellezza. - e questa volta sarò io marito - e geloso cent'occhi - e severo cento supplizi! - Ah, mi diverto, mi diverto smisuratamente. - Ma se tu davvero mi ami, Isotta... - -ISOTTA. - - Non giocare colla mia vita: taci. - - (Una pausa. I due sono seduti sul - margine della fontana. E s'avanza - ONINONI con passo quasi di danza; lo - segue ELINER, cantando; ultimo CARIADO, - lugubre. Sono in fila, a distanze - uguali, ubriachi tutti e tre, ma - contegnosi). - -ONINONI. - - A me, una festa così, mi fa ringiovanire. Se la musica non fosse - fuori di tempo, farei quattro giri di danza, ma è fuori di tempo... - -ELINER. - - (Cantando). - - La vita è una sorpresa... - c'è la salita e poi c'è la discesa... - Ed oggi tocca a me, domani a te, - e finalmente al re! - La vita è una sorpresa... - -CARIADO. - - Ma io la sposa non ce l'ho... e l'avrei voluta anch'io... e l'avrei - molto accontentata... ma non ce l'ho... Amen... - -ONINONI. - - Questo, per Sant'Agata vergine, si chiama giardino? E noi ci - spasseggiamo dentro come padroni... Ma, sacramento! questa è - acqua... Maledetta sia l'acqua e chi la beve. E quindi anche la - pioggia, maledetta. Però ai campi fa bene, la pioggia. Sì, ma noi - non siamo campi! - -CARIADO. - - È deserta la vita, ecco... - -ELINER. - - (Cantando). - - La vita è una sorpresa... - - (I tre briganti _exeunt_). - -TRISTANO. - - Io sono uno dei loro e come loro - ubriaco di pensieri. - Ma, Isotta, per te devo... - Vuoi un poco di veleno e di verità? - -ISOTTA. - - Nulla voglio, e nulla domando. - -TRISTANO. - - Se mi ami, devo ben farti soffrire! - -ISOTTA. - - E tutto ascolto. - -TRISTANO. - - Non t'ho ancora dato l'anello: - eccolo: guarda: trasparente! Biondo come... - -ISOTTA. - - L'hai gettato nella vasca! - -TRISTANO. - - Eh sì! Quando tu prendere lo voglia - devi affogare... - -ISOTTA. - - Mi butto. - -TRISTANO. - - No. Che è un anello? Ombre. Ombre. - Ma quello... Sì, Isotta! - tu sei mia moglie. - Isotta, io t'ho sposato, ridi, - è tempo di risate, - t'ho sposato perchè amo un'altra donna. - -ISOTTA. - - Sapevo. - -TRISTANO. - - Perchè sono infelice, ed ho voluto - esserlo di più... - -ISOTTA. - - Sapevo. - -TRISTANO. - - Perchè ho voluto potermi disprezzare! - Perchè ho voluto avere anch'io - quella catena che ha lei, - per essere come lei, - sotto il peso di un eguale dolore, - ed ho scelto te perchè tu mi sia - l'aguzzino, il carnefice, l'infamia, - e torturandolo, tu faccia più divino - quest'amore che io ho tanto dilaniato - e che dilania me. - -ISOTTA. - - Sapevo. - -TRISTANO. - - T'ho presa come si prende, ecco, la morte, - con disperazione, - e avevi il nome di lei, - dell'assente, della mia Isotta, - del mio sogno - e l'anello era suo. - -ISOTTA. - - Puoi piangere, ora, con me. - -TRISTANO. - - No. Non so piangere. Rido. - Ma tu sei come un balsamo - sul mio ridere malato... - Oh, senti, cantano laggiù:... per chi? - -ISOTTA. - - Per noi. - -TRISTANO. - - Sì? E perchè non ci amiamo? - Ho ben infranto la mia fedeltà. - Sacrifica tu, la castità. - Che vogliamo noi, donna? - Divoriamoci coi denti, - cerchiamo dentro noi il nostro fango! - Ah, Isotta, perdona: guariscimi tu! - Insegnami a credere ancòra, - ed a non ricordare più. - Tu hai mani bianche e leggere, - di fata: dammele... - Costruiscimi una vita tenue, - nuova come un sogno nuovo. - Chiudi la porta a tutti i pensieri - che vengono di lontano - o che vogliono volar via... - Salvami, salvami tu, pura.. - - (S'inginocchia — essa gli mette le mani - nei capelli). - -_La voce di Hubbo._ - - La bionda Isotta, per gelosia - di re Marco, suo marito, - mentre tu ridi, soffre, - dentro una prigione, - cavalier Tristano! - -TRISTANO - - (Levandosi). - - Tu hai parlato? Tu? - L'anima mia? L'ombra? - Sì. È vero! Una prigione... - Voglio una prigione anch'io! - Perchè devo io qui solo respirare la libertà, - godere la notte, ubriacarmi d'illusione - Come lei, come l'amor mio vero! - Tu no, non ti conosco. - Chi sei? Chi sei? Ti odio! - Vattene. Una prigione, voglio! - E soffrire anch'io! - Sii gelosa, dunque! Sii gelosa, - t'ho sposata per questo solo. - Fammi male, se mi vuoi bene! - E chiudimi in una prigione, - ti prego, te ne prego, ti supplico... - e dopo, fanciulla, ti benedirò... - -_La voce di Eliner._ - - (Cantando). - - La vita è una sorpresa, - c'è la salita, e poi c'è la discesa... - - -SCENA QUARTA. - -_Una prigione. Attraverso l'inferriata qualche stella._ - - -TRISTANO. - - Sono giunto al porto, qui? - Ho tanto navigato per questo? - No: ancora non è la morte vera. - Buio, sì, ma qualche stella vive, lassù: - nero, nero voglio: lutto sovrano. - - (Togliendosi la maschera). - - Mio viso ti sbendo: l'infinito sole - è presente, e l'infinito è lei: mia signora - che spia: la sento qui, là: - Isotta, mi maledici? No, non devi, - nessun bacio ha cancellato i tuoi baci: - tra qualunque creatura di carne e me, - sempre tu, ombra, ho veduto e vedo, - ed a questo carcere tu mi condanni! - Perchè dovrei, spietata, maledirti, - ma folle di sentirmi così tuo, - ti dono invece questo viso nudo - come un cadavere risorto, e godo - delle tue ineffabili carezze e spasmo - verso questa tua divina oscurità. - - (Entrano dall'inferriata le voci dei - briganti). - -_La voce di Oninoni._ - - Oh, capitano, è vero che sei lì dentro? - -_La voce di Eliner._ - - Non risponde! - -_La voce di Oninoni._ - - Siamo venuti via: che si poteva fare più. San Giuda benedetto? - -_La voce di Cariado._ - - Anche i re muoiono, e re Languis è morto... - -_La voce di Oninoni._ - - Il popolo allora ti ha fabbricato qualcosa come una repubblica... - -_La voce di Eliner._ - - E siamo venuti qui, da te. - -_La voce di Oninoni._ - - Ci vuoi non ci vuoi? - -_La voce di Cariado._ - - Si torna a fare il brigantaggio. - - (La faccia di ONINONI appare - all'inferriata). - -ONINONI. - - Silenzio!... Oh, olà! Sacripante, è morto anche lui! - - (Oninoni sparisce, le voci si perdono). - -_La voce di Eliner._ - - Era un po' strambo, poveretto! - -_La voce di Oninoni._ - - Ma tutto cuore! - -_La voce di Cariado._ - - _Amen!_ - -TRISTANO. - - Resterò dunque solo? Ma se il mondo - mi crollasse intorno ed io sopravvivessi, - unico, non mi lasceresti ancòra, Isotta, - ma dentro me sempre rimani, - a divorarmi come fai! - - (Una pausa). - - C'è un grillo, nella notte. - Per tre volte un usignolo era venuto - a farmi tacere, poi silenzio. - Ora i grilli. Domani i vermi, - Tristano, ti sei chiuso, ma cammini, - cammini verso di lei - e l'ombra ti segue, fedele. - - (Due mani bianchissime appaiono tra i - ferri della finestrella; e Tristano le - vede). - - Chi m'offre questi grandi fiori bianchi, - virginali? Oh fiori di gelo e di giglio! - Mani! O mani senza persona, - mani recise. Di chi siete? - Mie, mie, e del sogno! No, sue. - Mani, mani che hanno più forza - che non la fede, che non la fame! - Mani esangui e capaci di tanto delitto - su me, che m'abbandono! - O mani di regina, sì, - ma dei burattini! - Io mi muovo secondo che voi mi guidate, - e io sono il vostro pagliaccio, - e mi fate saltare, danzare, giacere, - e vi faccio la mia reverenza! - E cerco i fili colle dita: e non ci sono... - Perchè siete due ragni mostruosi, - che avete tessuto la mia perdizione! - Ragni: ed io credo... No, vedo... - Isotta, sei tu morta? E vieni a darmi l'addio? - Devo morire anch'io? Mi chiami? Mi vuoi? - Prendimi. Oh sì, donami questa grazia. - Ah, immobili siete, quasi spente, - ma io sento che voi sentite. - E se vi pungessi, nascerebbe il sangue. - Coi denti, coi denti!... Ah, delizia... - Baci... baci... Che volete? L'anima? - Ahi mute e tenaci come due pensieri, lì, - come due chiodi. No! - Andate via! Via! Sparite! - Siete nebbia, lo so. Siete sogno, lo so. - Debbo destarmi; voglio destarmi, su, - sono in piedi. Vivo. Vedo. - E sono lì, bianche come due peccati bianchi! - Isotta, sei tu... Che mi asciugavi le lacrime, - buona ti conosco. No, tragica, - feroce. Rivuoi l'anello? Ah, sì! Ecco! - L'anello! Perduto! Annegato! - Come una persona viva... Perdona, - perdona. Guarda, congiungo le mie mani, - e tu perdona! Ah, maledetta! - Basta: le prendo, le spezzo... le adoro! - Dietro queste mani, nella notte, vive - Isotta, la mia divina, e queste, sì, - mi portano le più silenziose carezze - nate dalla sua pena... - O dita fredde qui sulla mia faccia - rovente... Adoro le immagini sacre, - l'incubo mio, - le due lampade bianche per la mia tomba, - le due anime vive e disgiunte e gemelle - come le nostre due, Isotta, Isotta!... - Tu sei qui... È vero? Ah meraviglia, - tu sei vera, tu sei viva, tu sei mia! - Isotta, lasciami morire, e chiudimi gli occhi - tu, divinamente muta, così... - - -_Fine del secondo atto._ - - - - -ATTO TERZO - - -SCENA PRIMA. - -_L'interno di un casolare, nudo, da pescatori._ - - -HUBBO. - - (Entrando). - - Ecco il frutto della mattinata: - due scombri-cavalli, carne dura - per i tuoi denti di neve, ma di meglio non c'è. - Poi tre uova di gabbiano. - -ISOTTA. - - Siamo poveri poveri. - E noi che ti possiamo dare? - -HUBBO. - - Niente!... È mio dovere. - Puoi usarmi come arnese di cucina - come cane, come coltello, - [_lacuna nel testo_] mi buttare via, signora. - -ISOTTA. - - Triste un buffone, in tanta nudità! - Ma egli è malato, io donna: ci puoi servire. - -HUBBO. - - Grazie. - - (Tra sè). - - Idolo bianco, - ti ha difesa perchè sei bella e sua, - Hubbo, lo scorpione. E non t'abbandona. - Ma pazzo, anzi meschino, lotta, - con quel pazzo vero e nero, che ti fiuti, - sì, ma non ti morda. - E Hubbo vincerà. - Qui c'è il suo veleno - che una goccia sola potrà fare giustizia. - - (Rimescola un barattolo e lo ripone). - -ISOTTA. - - (Fra sè). - - Quanta luce in questo casolare - e non ci libera dall'ombra. - - (Hubbo _exit_). - - La trasparenza delle cose, ahimè, avvilisce le nostre anime opache! - -TRISTANO. - - (Entrando cauto). - - Non c'è nessuno? Tu? Ssst! Un segreto... - Non lo dire poi. Vieni qui. - In punta di piedi. Piano. E... grazie! - Io credo di non essere più io. - Siamo tanto soli qui... taci, - non ti muovere, non respirare, - penso che lei non sappia il luogo, - questo luogo. Sfuggiti le siamo! - E starà frugando ancòra, nei palazzi, - chissà dove... Gliel'abbiamo fatta! - Qui, dove si potrebbe nascondere, l'ombra? - Non c'è ombra. Tutto sole. Intendi? - E credo che ti posso baciare finalmente - senza che _lei_... - -ISOTTA. - - Non far peccato contro il tuo Dio. - -TRISTANO. - - Dio? Quale? L'abbiamo perduto. - Siamo in esilio, in libertà. - Il mare solo colle sue bianche braccia - e il suo fragore copre le nostre parole. - Grazie, mare, anche a te. - -ISOTTA. - - Ed hai paura, se parli piano. - -TRISTANO. - - Sono stato in agonia... Non oso - sventolare la salute, ma la fascio, - la carezzo... Per essere diverso - e non più riconoscibile, ho seppellito - là, nella sabbia, la maschera, stanotte. - Neanche la luna mi ha veduto. - Ora sono bianco, un altro sono! - Mi siedo e chiamo: Psst, psst, i miei pensieri - che mi vengono a dormire stanchi nel cuore, - dopo tante corse, e me li sento, un po' sudati, - amici, respirare... - -ISOTTA. - - I tuoi pensieri, - rondini, un attimo ferme, - son pronte a ripigliar volo e garrito. - -TRISTANO. - - No, mentre dormono, tu li ucciderai. - Ti spaventa? Cattivi pensieri, - mi hanno fatto soffrire tanto! - -ISOTTA. - - Se io sapessi, come si può fare! - -TRISTANO. - - Guarda. Sì. Sì. Così. Buona... - Poi ti siederai qui, e filerai. - Come una moglie di pescatori! - Eh, non siamo più niente... - Dobbiamo guadagnarci la vita. - Ecco: filare. E io farò il falegname. - Un onorevole mestiere. Anche il padre di Gesù - non se ne vergognava, ed il figlio era re. - Noi avemmo il padre re. - E qui legheremo un cane - che abbaierà alla sua ombra... - No; niente ombra, niente cane. Silenzio! - Un gatto grigio. Ed il buffone - ci farà da sguattero, e Giuseppe - lo chiameremo. Sì, sì, - una vita come gli altri, nascosta, - ogni giorno monotona, eguale - e lei forse non ci troverà più, - e noi moriremo, colla barba bianca, - tu con cento rughe... Isotta... - Ma perchè ti chiami... Isotta? - Cambia nome: vuoi che seppelliamo - anche il tuo nome, sotto la sabbia? - -ISOTTA. - - È l'unico dono che m'è rimasto - di mio padre, il nome. - -TRISTANO. - - Beato, in pace con sè stesso! - -ISOTTA. - - Non mi ha giovato il voto... - -TRISTANO. - - E perchè non te ne sciogli? - Se tu m'aiuti... - Posso io? - -ISOTTA. - - Ma devi me cercare dentro le mie braccia, - non l'assente: solo me, - e mi conoscerai allora, se pallida, - marmo no, malata di languore, - come notte di maggio e di luna, - e s'aprirà la mia chiusa forza, - come un altro mare... - -TRISTANO. - - Chi sei? Guardo la tua bocca - dir queste parole, e guardo - la tua gola vivere, e queste mani... - Le mani... Erano tue? - -ISOTTA. - - Le riconosci vive, qui? - -TRISTANO. - - Le tue! Dunque sei tu? Tu! - Ecco: ti accarezzo... E ti abbraccio... - Nessun velo fra te e me... - Nessun'ombra! Posso... Sì. - Posso dire forte, Isotta! - Più forte, Isotta... Più forte, Isotta! - Libero sono... Salvo per queste mani - mie, che erano te, - che sono te, Isotta cara... - - (Entra HUBBO con in mano la maschera di - Tristano). - -ISOTTA. - - Che c'è? - -HUBBO. - - Questo, c'è... - -TRISTANO. - - (Cupo tra sè). - - L'ombra?... - -HUBBO. - - Il mare ha scavato la sabbia - ed è venuta su questa pezzuola - del signor Tristano... - -TRISTANO. - - (Delirando). - - L'ombra! - M'ha ritrovato! Ecco: sorridevo! - Ho parlato forte... troppo forte... - M'ha udito... M'ha ripreso, è qui... - -ISOTTA. - - No... Non è che la tua maschera... - -TRISTANO. - - Ma _lei_ me la rimanda! - Oh, conosco i suoi segni... - i suoi gesti senza parole... - le sue pause d'agonia... e d'ironia! - Mi dice: ricopri quel viso ch'è mio. - Tuo? Perchè? Ti rispondo: no! - E guarda... le calpesto la maschera... - le sputo su... le ballo su... ballo... - -HUBBO. - - Signor mio... - -TRISTANO. - - Ballo... ballo... - -HUBBO. - - Dentro un barcone ora approdato - c'è un prete, barba così, - che racconta d'Isotta... - -TRISTANO. - - Di chi? - -HUBBO. - - Racconta che Isotta regina, - la moglie di re Marco, - è stata da re Marco ferita - per furore, ed essa langue ora, - e par che dica: Muoio... Tristano... - -TRISTANO. - - Maledetto! Tu muori... tu! - No. Hai ragione... Per questo - la maschera m'ha spedito... La bacio. - Sa di sale! Sì. È come - un'anima avvilita e lagrimosa. - Ma lei ferita hai detto? E muore? - Per furore... per gelosia! - Isotta, hai capito? Ebbene - voglio essere ferito anch'io. - -ISOTTA. - - Non divagare... Ritorna - alla tua vita nuova... - -TRISTANO. - - Al gatto?... Al falegname? - Come _lei_, sempre come _lei_, - per morire come _lei_, almeno questo! - Provoco e chiedo ciò alla tua gelosia. - Hai detto d'aver cuore e sangue... - Su, su. Ferisci! Dove vuoi... - Nel mio cuore... nel mio sangue... - Voglio, intendi? voglio essere ferito. - - (Hubbo spalma dell'unguento del - barattolo un coltello e lo pone sul - tavolo). - -ISOTTA. - - Non essere crudele con te e con me! - -TRISTANO. - - Un coltello! - - (Brandisce il coltello ch'è sul - tavolo). - - O mi ferisci, - o mi scanno. Isotta mia, ti sento, - e ti obbedisco! So quello che vuoi... - -ISOTTA. - - Chi può sapere? Interroga quel frate... - -TRISTANO. - - Sangue! Il mio bel sangue nero! - Ecco: non colpisci? Io, allora io... - -ISOTTA. - - No... - -TRISTANO. - - Taglia... taglia... un po' di carne - lacerata mi salverà dall'ascoltare - l'anima mia... e i ricordi... su... taglia! - -ISOTTA. - - (Pungendogli il collo). - - Ecco: una goccia di sangue... - -TRISTANO. - - (Subitamente calmo). - - Una gemma. Fermi! Devo morire. - Sono sulla soglia del palazzo eterno... - Sì, povera vita mia, ti lascio... Una gemma: - di questo rubino fatti l'anello di nozze - che non t'ho dato ancòra... Pace. - Non urlo più. Non tremo più. - Vedo la morte che mi viene incontro. - Quanto tempo? - - (Una pausa). - - Sì? Grazie, - anche a te, morte. Posso vederla, ancòra! - Hubbo, sali sul barcone ch'è approdato, - riprendi il mare, vola, e va dalla regina ferita, - laggiù, di' che Tristano muore, - e che insieme, insieme si ha da morire, - e portala qui. Se torni con lei, - alza vele bianche, senza, vele nere. - Aspetterò, tenendomi la vita colle mani. - Va! - -ISOTTA. - - Va! - - (Hubbo _exit_). - -TRISTANO. - - Ed ora comincio ad aspettare. - Guardo. Un po' d'acqua... Ho sete... - Grazie... E lasciami solo... Va via: solo:... - Voglio pregare, se ripesco qualche parola - nella mia memoria... - -ISOTTA. - - Ti posso insegnare... - -TRISTANO. - - Tu? - -ISOTTA. - - Io prego sempre. Ripeti: - O voi che proteggete chi patisce... - -TRISTANO. - - O voi che proteggete chi patisce... - -ISOTTA. - - Fate che Isotta mi venga ridata... - -TRISTANO. - - Fate che Isotta... - - -SCENA SECONDA. - -_A bordo d'una barca a vela: in alto mare. Tempesta._ - - (In piedi, ERASMO, in abito d'eremita, - regge la barra del timone. Accovacciato - HUBBO tiene la corda della vela). - - -HUBBO. - - E chi vede più niente in questo inferno? - Si scivola... si vola a precipizio! - -ERASMO. - - Io gli scogli non scorgo, ma Dio veglia: - Ci diriga se vuole, o ci frantumi! - -HUBBO. - - Sono maledizioni di saette... - E non arriveremo che al naufragio! - -ERASMO. - - Io sono pronto. - -HUBBO. - - Eh vecchio sei barbone amico di Dio, - ma Hubbo la morte lo spaventa. - -ERASMO. - - Tira! Oh senti la campana! È l'ora - nostra... Su, su... L'ondata passa... e spazza! - Amavi tu la vita come i re? - -HUBBO. - - Come un rospaccio cui tirano sassi - anche i marmocchi fior d'innocenza... - Ah quant'acqua... Non si regge più! - Tu forse avrai goduto. - -ERASMO. - - Avidamente ho steso le mani - su tutti i beni della terra e nulla - è stato mio: le mani or tendo al cielo - e qualche cosa piglierò lassù. - -HUBBO. - - Hai amato ed hai sofferto per amore? - -ERASMO. - - Prega... Il vento cambia. Forza! - -HUBBO. - - Tutta la barra. Ancòra. L'albero cede. - -ERASMO. - - No. Tien saldo. Mi piacque una nipote - principessa di mani come il vento... - -HUBBO. - - Isotta! - -ERASMO. - - L'hai conosciuta? E casta come morta... - -HUBBO. - - No, casta. Tu non sai l'amore suo! - -ERASMO. - - Per chi? Su! Grida più dell'uragano! - -HUBBO. - - Per un Tristano che se l'è sposata... - -ERASMO. - - Ah parole più fulmini del fulmine! - L'ama? È felice? Parla! Com'è fatto? - -HUBBO. - - Oh piangere la fa! Chè lui non l'ama! - -ERASMO. - - Piangere? Miserabile!.. Oh vendetta... - -HUBBO. - - Compiuta, la vendetta. Tristano muore. - E vuole anche morir contento! - E com'è stato fedele a un'altra Isotta, - a un suo peccato, manda noi, - che gliela riportiamo, questa Isotta, - per essere felice, nel trapasso, ed in eterno, - ed infelice in eterno quella che tu amavi. - -ERASMO. - - Lascia la vela. Ed io lascio il timone. - -HUBBO. - - Ma la barca impazzisce disperata... - -ERASMO. - - Giù! Giro tondo e vortice che sale! - -HUBBO. - - È la fine! È la fine! - -ERASMO. - - Che importa? Vuoi che io serva a quel Tristano? - -HUBBO. - - Ho promesso... Ho paura... - -ERASMO. - - Ma ti viene la morte e ti cancella - e le promesse annegano con te... - -HUBBO. - - No. Non si può camminare... - -ERASMO. - - Se non gli giunga, se mai più riveda - quest'altra Isotta, morirà furioso? - -HUBBO. - - Furioso, sì, come un cane. - -ERASMO. - - E d'Isotta, la mia? - -HUBBO. - - La nostra, sarà un po' contenta... - -ERASMO. - - Quale nostra?... Anche tu? Maledizione! - -HUBBO. - - No. No. Non ho che pianto. Pietà di me... - -ERASMO. - - Verme! Rospo, hai osato? Ma si muore... - Vieni qui. Parla. Non tremare. Parla. - Ancora è bella? E le sue mani bianche? - -HUBBO. - - Come la spuma... Oh, no. Si sprofonda! - -ERASMO. - - Sì. - -HUBBO. - - Salvami! Non vedi? Non vedi? - -ERASMO. - - Sì. Ma parla di lei! Parla di Dio! - -HUBBO. - - È triste, Isotta... E non ci ha mai sorriso... - -ERASMO. - - Isotta, Isotta... - -HUBBO. - - Isotta... - - (S'inabissano). - - -SCENA TERZA. - -_Lo stesso casolare della prima scena dell'atto._ - - -TRISTANO. - - (Su un giaciglio). - - Quanta polvere! Due pescatori - han pescato un morto fra gli scogli: - un annegato colla barba e glie l'hanno tagliata. - Poi l'hanno portato in questo casolare - e sono io... Povera gente! - Il mare mi cullava. Qui sono un cane - malinconico che aspetta per poter morire - l'arrivo del suo padrone, - ed agita la coda... - -ISOTTA. - - Sei tu che vivere non vuoi... - -TRISTANO. - - Non so, non so vivere... - Se tu m'avessi insegnato! - -ISOTTA. - - Che potevo fare di più? - Tacere e patire, oltre le mie forze. - -TRISTANO. - - Ascolta. Ho fatto un sogno, non so come, - senza chiudere gli occhi mai. - Sognavo che tu e lei foste una Isotta sola, - e Languis e re Marco un solo vecchio - ed ero felice o mi pareva, - e t'ho guardata, - e tu eri tu, sola, - e Isotta mia, lontana! - -ISOTTA. - - E se non t'amasse più, colei? - -TRISTANO. - - Più? Me? - -ISOTTA. - - Non esiste il verbo dimenticare? - -TRISTANO. - - Dimenticare? - -ISOTTA. - - Chiudere nel cuore il ricordo, - sorridere a nuove parole, - aver pietà di sè. - -TRISTANO. - - Ho potuto io, dimenticare lei? - E lei come...? - -ISOTTA. - - Come una donna. - -TRISTANO. - - Vile bugiarda! E vuoi rubarmi nell'anima! - -ISOTTA. - - Un po' di pace vorrei darti, - se anche tu con odio mi ripaghi. - -TRISTANO. - - Pace mi darà la morte. - Ma lascia che io creda in quest'amore! - O per chi avrei vissuto? - -ISOTTA. - - Per te. - -TRISTANO. - - Oh, io non valgo la mia vita! - Muoio, e non per me... non per me. - Ti ho fatta soffrire, ho fatto soffrire me, - funesto a nemici ed amici, - almeno per grande fuoco, ciò: - amore è come patria, giustizia, - come Dio! E tu che ami, - non dire sacrilegio contro l'amore! - Ed essa viene. Sento che essa viene, - Isotta! Ha chiuso tutte le sue lacrime - per sorridermi ancora una volta. - Vieni qui. Ascolta. Tu non la conosci. - Io sì. Io non conosco che lei. - Essa avrà detto: perchè partite? - Eh! Perchè sono partito? Potevo rimanere. - Delitto, sì. Ma le lacrime di Marco - non valevano le sue, nè le tue, - che non hai pianto. Ma così ho fatto: - sono partito. Ed ho potuto non ritornare più! - Come ho fatto? Così. Per viltà - e per essere pietra d'eroismo, - senza cuore nè sangue. E li ho, ribelli. - Tu mi conosci! Ma non credere che Isotta - abbia dubitato mai di me, - o mi abbia maledetto mai. Te maledetta, - se lo credi. Essa, lo sento, mormorava: - Tristano vuol così, e così sia. - Ma io le grido: Tristano è un vile! - Ma quando il tuo buffone le ha detto: - Tristano muore, vieni, essa si è levata - in piedi, su, benchè morente, e l'anima sua - è volata qui prima del corpo, è qui. - Essa è qui, intendi? E io parlo a lei... - non a te... E aspetto il bacio suo! - Non il tuo, Isotta... Il suo, d'Isotta!... - - (Spossato ricade sul giaciglio). - -ISOTTA. - - Povera pena! Come vorrei tu avessi - una piaga sanguinosa e non questa tortura - di un'idea! - -TRISTANO. - - Donna, vuoi guardare dalla porta? - -ISOTTA. - - Perchè? - -TRISTANO. - - Guarda il mare, il mare... - No. Io: lascia che mi levi! - -ISOTTA. - - Non ti reggi! - -TRISTANO, - - Sì. Posso camminare... - Ma non vedo lontano. Vedo te - che non voglio vedere. E là non vedo - nemmeno il mare. Muoio? Ah no! - Morire... non ancora... non ancora... - - (Ritorna a buttarsi sul giaciglio). - -ISOTTA. - - Riposa. - -TRISTANO. - - Guarda tu... Guarda... E di'. - La sua barca si vede? La vedi? - O sei cieca anche tu, donna? - Non tacere per gelosia dell'altra! - -ISOTTA. - - No. Tristano. Penso a te, soltanto. - -TRISTANO. - - Non piangere. Non piangere. Guarda - con occhi asciutti o non puoi vedere... - -ISOTTA. - - Non c'è sul mare che un correre di onde. - -TRISTANO. - - Anche tu non sai vedere! Essa c'è sul mare. - Ed è vicina. La sento io. - La sento meglio che tu non veda... - Guarda! Sforza lo sguardo! Su! Su!... Parla... - -ISOTTA. - - Sì. Forse... hai ragione. - -TRISTANO. - - Non farmi morire - d'ansietà... - -ISOTTA. - - Una barca... Una piccola barca... - -TRISTANO. - - Le vele?... Che vele?... - -ISOTTA. - - Vele bianche. - -TRISTANO. - - È lei... col suo cuore... i suoi capelli... - I suoi occhi miei... Vederla!... - Un suo bacio... Il suo bacio... Morire... - Festa... la mia morte... La barca... Isotta! - -ISOTTA. - - Approda. - -TRISTANO. - - Piano... Gli scogli... Attenda... - Il mare può... tradire... No, no... - -ISOTTA. - - Ecco. Una donna... - -TRISTANO. - - Lei!... La vita!... - -ISOTTA. - - Scende sulla spiaggia, sale, viene verso qui.. - -TRISTANO - - Mia carezza... sento... musica... bionda... lei... quanta notte... - d'oro... Lei.. Dov'è Dov'è? - -ISOTTA. - - S'avvicina. Io vado. Col mio povero nome, - ch'è suo, e col mio sangue - ho tenuta accesa la lampada - della tua vita e del tuo dolore... - Ora essa è qui. Ho finito. Vado. Addio. - -TRISTANO. - - Lei... Isotta!... Isotta!... Vieni... - - (Isotta da una porta _exit_). - - No... Non ti dico niente del mio male... - dei giorni... no... non ho sofferto... - tutto sparito... ho aspettato... - questo minuto... solo... te... - Beato... Ah... ah... Il paradiso... - apre le... porte... - - (ISOTTA da un'altra porta ricompare). - - Ah... sì... tu... Sei tu... - Mio cuore... non era un sogno... - Tu c'eri... al mondo... viva... Io... - Io... sono felice... tanto... tanto... - Qua... vicina... vieni... Piglia l'anima... mia... - fra le tue braccia.... Nè io... senza di te... - nè tu senza di me... Un bacio... - Tutta la mia vita... anche la tua... per un bacio... - Moriamo... insieme... sì... - - (Isotta viene a baciarlo). - - Vedo il tuo... - bianco... me... ra... viglia... feli... cità... - Sono... non più... Tristano... sono Dio... - - (Muore. Isotta s'inginocchia). - - -FINIS. - - - - -INDICE - - - Atto Primo Pag. 7 - - Atto Secondo » 63 - - Atto Terzo » 109 - - ----- - - -Che cos'è il “raccontanovelle„ della Casa Editrice Vitagliano? - - è l'espressione più vibrante della letteratura mondiale! - è un'ora di gioia, di passatempo, di divertimento! - è la pubblicazione più ricca e più economica al tempo stesso! - è la raccolta più varia e più urlante di tutti i capolavori! - è il compagno consolatore della vostra noia ferroviaria! - - Esce due volte al mese, costa UNA LIRA In Italia e Colonie, - è la pubblicazione di tutto, di tutti, per tutti - -Si sono pubblicati nella prima serie: - - N. 1. — VIRGILIO BROCCHI: Fragilità. - N. 2. — DARIO NICCODEMI: Spirto gentil... - N. 3. — SABATINO LOPEZ: Risate. - N. 4. — MARIO MARIANI: Trabocchetti. - N. 5. — ALESSANDRO VARALDO: Questa o quella... - N. 6. — FLAVIA STENO: Nappina azzurra. - N. 7. — GINO ROCCA: I capitomboli. - N. 8. — COSIMO GIORGIERI CONTRI: Di chi l'amore... - -Compariranno successivamente: - - N. 9. — MICHELE SAPONARO: L'Allodola. - N. 10. — FEDERICO TOZZI: La gallina disfattista. - N. 11. — MARIO PUCCINI: Quando cade il velo. - N. 12. — F. M. MARTINI: L'ultima confessione di Don Giovanni. - N. 13. — E. L. MORSELLI: Il Club dei Solitari. - N. 14. — LORENZO RUGGI: Palmi di naso. - N. 15. — LUIGI SICILIANI: L'ignota. - N. 16. — ENRICO CAVACCHIOLI: La tua bocca, signora. - N. 17. — CARLO VENEZIANI: Donnine di lusso. - N. 18. — ENRICO SERRETTA: L'Ospite. - N. 19. — LUIGI ANTONELLI: Dove si sarà seduto... - N. 20. — SILVIO ZAMBALDI: Il cuore d'argento. - N. 21. — RAFFAELE CALZINI: Quattro storie galanti. - N. 22. — GIUSEPPE LIPPARINI: L'amore di Fatma. - N. 23. — FRANCESCO SAPORI: Piangi, amor mio. - N. 24. — CARLO PANSERI: La vita e il sogno. - N. 25. — PAOLO DE GIOVANNI: Una donna trovata. - -Abbonamento a 12 numeri L. 10 — Abbonamento a ventiquattro numeri L. 20 - - - “ROMANTICA„ - - _OGNI FASCICOLO UN ROMANZO - OGNI ROMANZO UN AUTORE CELEBRE_ - -NELLA PRIMA SERIE: - - R. CALZINI: Il profeta e la peccatrice. - M. PRAGA: I tre Maurizî. - S. GOTTA: Canzone disperata. - M. MARIANI: L'eredità. - G. ROCCA: Volersi bene. - M. SAPONARO: Amore d'agosto. - L. ZÙCCOLI: Magda, la sorella. - A. VARALDO: Rosso e nero. - TÉRÉSAH: La morte della bambola. - - OGNI FASCICOLO CON UNA COPERTINA A - COLORI DI VENTURA, CRESPI, ECC. - L. 1,50 - ABBONAMENTO A 12 NUMERI L. 15, — - -Inviare le prenotazioni alla nostra Amministrazione: - -14, VIA DURINI — MILANO — VIA DURINI, 14 - - - Pubblicazioni della Casa Editrice Vitagliano - per ragazzi: - - I GIOIELLI - -CARLO VENEZIANI. — =Pap Pep Pip Pop Pup=, con disegni in nero ed otto -tavole a colori di PINOCHI. - -ANTONIO RUBINO. — =Viperetta=, con disegni in nero ed otto tavole a -colori di RUBINO. - -SERGIO TOFANO (Sto). — =Storie di Cantastorie=, con disegni in nero e -dieci tavole a colori di STO. - -FILIBERTO SCARPELLI. — =Cuore di Fantocci=, con disegni in nero e dieci -tavole a colori di SCARPELLI. - -_Ogni volume in carta di lusso di duecento pagine in grande formato -illustrate a colori ed in nero L. 10._ - -_La serie continuerà ad essere pubblicata dal Gennaio 1920, e -comprenderà volumi dei più noti scrittori italiani._ - - È intanto in preparazione: - -CARLO VENEZIANI. — =Tappa, Tatappa e Túmmele.= - -Seguiranno altri libri per bambini, di RENATO SIMONI, ALESSANDRO -VARALDO, RUBINO, GOTTA, ecc. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. La nota [_lacuna nel -testo_] a pag. 109 segnala il punto in cui la pagina originale risulta -strappata, rendendo illeggibile parte del testo. - - - - - -End of Project Gutenberg's Tristano e l'ombra, by Alessandro De Stefani - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA *** - -***** This file should be named 50442-8.txt or 50442-8.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/5/0/4/4/50442/ - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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Redistribution is subject to the -trademark license, especially commercial redistribution. - -START: FULL LICENSE - -THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK - -To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase "Project -Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg-tm License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. - -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project -Gutenberg-tm electronic works - -1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm -electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to -and accept all the terms of this license and intellectual property -(trademark/copyright) agreement. 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It -exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations -from people in all walks of life. - -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's -goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will -remain freely available for generations to come. In 2001, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure -and permanent future for Project Gutenberg-tm and future -generations. To learn more about the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation and how your efforts and donations can help, see -Sections 3 and 4 and the Foundation information page at -www.gutenberg.org - - - -Section 3. 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Email contact links and up to -date contact information can be found at the Foundation's web site and -official page at www.gutenberg.org/contact - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. 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You may copy it, give it away or re-use it under the terms of -the Project Gutenberg License included with this eBook or online at -www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - -Title: Tristano e l'ombra - Commedia romantica in tre atti - -Author: Alessandro De Stefani - -Release Date: December 1, 2015 [EBook #50442] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - - - - - - -</pre> - - -<div class="booktitle"> -<h1> -TRISTANO E L'OMBRA -</h1> -</div> - -<hr class="silver" /> - -<div class="figcenter"> -<img src="images/front.jpg" alt="frontespizio" - /> -</div> - -<div class="titlepage"> -<p class="x-large">ALESSANDRO DE STEFANI</p> - -<p class="pad2 main-t noserif">TRISTANO E L'OMBRA</p> - -<p class="pad2">Commedia romantica in tre atti</p> - -<p class="pad6">MILANO<br /> -<span class="large g">CASA EDITRICE VITAGLIANO</span></p> -</div> - -<div class="verso"> -<hr class="mid" /> -<p>PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA</p> - -<p>I diritti di riproduzione e di traduzione sono -riservati per tutti i Paesi, -compresi i regni di Svezia, Norvegia e Olanda.</p> - -<p>30-1-20-1</p> - -<p>Copyright by Casa Ed. Vitagliano, 1919</p> - -<p>Officine Grafiche SAITA & BERTOLA — Milano, Corso Porta Romana, 113.</p> -<hr class="mid" /> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> -</p> - -<p class="title"> -PERSONAGGI: -</p> - -<ul class="pad2 cast"> -<li><span class="smcap">Tristano</span></li> -<li><span class="smcap">Re Languis</span></li> -<li><span class="smcap">Duca Erasmo</span>, <i>fratello del Re</i></li> -<li><span class="smcap">Arden</span>, <i>vecchio guerriero</i></li> -<li><span class="smcap">Hubbo</span>, <i>nano</i></li> -<li><span class="smcap">Oninoni</span>, <i>brigante</i> </li> -<li><span class="smcap">Eliner</span>, <i>brigante</i></li> -<li><span class="smcap">Cariado</span>, <i>brigante</i></li> -<li><span class="smcap">Gerusalisto</span>, <i>vecchio avaro</i></li> -<li><span class="smcap">Crisauro</span>, <i>giovane triste</i>.</li> -<li> </li> -<li><span class="smcap">Isotta Biancamano.</span></li> -<li> </li> -<li><i>Baroni — Briganti — Gente del séguito.</i></li> -</ul> - -<p class="center"> -Nel regno di re Languis, in tempo di fantasia. -</p> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> -</p> - -<h2 id="primo">ATTO PRIMO</h2> -</div> - -<h3>SCENA PRIMA.</h3> - -<p class="center"> -<i>Sulla riva di un mar tranquillo e fosforescente. -Scogli e stelle.</i> -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -Da un oscuro antro Hubbo -veglia la notte. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Hubbo ha fatto l'incantesimo del mare con le sirene</p> -<p>ed ha mescolato sale con sangue.</p> -<p>Ed aspetta: un gabbiano stride e ride</p> -<p>ma non alla tempesta.</p> -<p>Ecco; le stelle de' suoi occhi sono in cammino,</p> -<p>e tutto questo nero è la sua chioma.</p> -<p>Ma quando ella sia qui? Hubbo si celerà...</p> -<p>in fondo alla sua miseria, e spierà, piano piano...</p> -<p>Che ombra s'avvicina?</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Hubbo si rintana nel buio, -mentre <span class="smcap">Tristano</span>, mascherato -ed ammantellato, si -ferma dinanzi all'antro. -Una pausa). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Anche tu, guardi morire la notte</p> -<p>su questa fosforescente riva?</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span></p> -<p>O temi il candore del giorno?</p> -<p>Eh! Eh! Bello sei tu, alto, diritto:</p> -<p>ma il viso perchè lo nascondi?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Dopo una pausa). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Perchè non è mio.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Che nome hai? E che schiavitù</p> -<p>ti fa portare viso altrui?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Tu chi sei?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Qui, nella mia ombra, una voce sono</p> -<p>che ti vede, ma tu se mi vedessi</p> -<p>più risate faresti che l'acqua su gli scogli.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non rido, se anche tu il mare</p> -<p>chieda in matrimonio.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sotto la maschera,</p> -<p>chiudi il segreto d'una vergogna?</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span></p> -<p>Od un mostro tu sei, in abito di lutto,</p> -<p>per la bellezza che ombra solo t'accompagna?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Mangi pesci crudi, tu, qui?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Hubbo vive. Taluno viene e butta</p> -<p>ossi da rodere ed anche monete tintinnanti,</p> -<p>pur ch'egli parli con la stella di ciascuno</p> -<p>e ripeta quel ch'essa risponde.</p> -<p>Eh! Tutti credono d'avere la sua stella.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E non v'è più stelle che uomini?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E più malanni che stelle.</p> -<p>Ma le monete, Hubbo le dona alle onde</p> -<p>per essere più ricco del re davanti al mare.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Vengo a vivere, se mi vuoi, con te.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No, che Hubbo non ti vuole. Per vivere insieme</p> -<p>dovremmo avere invidia od amore,</p> -<p>e parliamo invece per sciupare le nostre parole.</p> -</div></div> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ti chiedo la grotta solo per dormire.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Eh! Ti uccide Hubbo nel sonno,</p> -<p>per vederti la faccia e sapere di che male sia nera.</p> -<p>Curioso e crudele, l'hanno fatto i marosi.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E non puoi leggere, nell'abisso</p> -<p>di qualche mia stella, le pagine della mia vita?</p> -<p>Anch'io sono curioso della fine.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma dopo fammi il dono d'andar via.</p> -<p>Hubbo vede, oh, che vieni di lontano,</p> -<p>dopo un affannato addio,</p> -<p>vede che sei tagliato in due,</p> -<p>e il mare in mezzo respira e piange,</p> -<p>e giovine sei,</p> -<p>e vecchio di disperazione,</p> -<p>e vieni... carogna, contro me. Via!</p> -<p>Vattene! Vedo il tuo domani che mi brucia!</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Gli tira una pietra gridando). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Storpiare ti potessi...</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Tante pietre butta, da seppellirmi qui,</p> -<p>che poi avresti da mangiare,</p> -<p>ma carne amara.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Vattene! Annega! Essa viene! È qui!</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Entra <span class="smcap">Isotta</span> con <span class="smcap">Arden</span>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>È questa la grotta di Hubbo, astrologo del mare?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Hubbo è qua! Hubbo è qua!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Siamo venuti senza lanterna, come vuoi,</p> -<p>per interrogare la tua sapienza segreta.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Benvenuta, gentile signora.</p> -<p>Hubbo pesca per te nelle onde del cielo e del mare.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>È una figlia mia...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Bugia... Bugia...</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Perchè non esci, non vieni</p> -<p>più vicino alle nostre domande?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Hubbo resta qua. Hubbo sa</p> -<p>le cose da dire e da ascoltare.</p> -<p>Con Hubbo non c'è da mentire,</p> -<p>neanche figlia di re.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Parla.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Hubbo da tre notti prepara la verità:</p> -<p>egli sapeva che saresti venuta</p> -<p>ed ha scrutato in flussi e riflussi,</p> -<p>perchè il re Languis malato sia più dei suoi anni,</p> -<p>e stanco da non sopportare il peso</p> -<p>neanche della sua corona.</p> -<p>Non questo domandi figlia del re e della notte?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Rispondi. Non interrogare.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Hubbo ti dice i segreti che sa.</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span></p> -<p>Ti guardi mai tu nello specchio,</p> -<p>signora dalle bianche mani?</p> -<p>E la tua pelle più bianca del latte,</p> -<p>l'hai tu veduta, e tremato?</p> -<p>E misurati i capelli di tempesta?</p> -<p>Eh! Ti deve parlare d'orgoglio</p> -<p>lo specchio, nei vostri colloqui.</p> -<p>Spezzali tutti i tuoi specchi,</p> -<p>e dimentica il tuo volto!</p> -<p>Eh! Eh! Ma chi t'ha guardata,</p> -<p>non può dimenticare...</p> -<p>Maledetto! Maledetto</p> -<p>Dicevo, perchè il tuo volto può salvare</p> -<p>il re Languis, ma se tu lo veli e custodisci</p> -<p>con religione, che nessuno mai lo sorprenda di baci,</p> -<p>o se no lo baceranno tante lacrime</p> -<p>quante il mare ne ha vedute stillare a Hubbo,</p> -<p>che sa mordere anche,</p> -<p>ma tutto è cancellato...</p> -<p>La vedi, la tua stella,</p> -<p>signora dalle bianche mani?</p> -<p>Eh! Sta per cadere e spegnersi nel mare:</p> -<p>è legata ad un capello solo.</p> -<p>La vedi? In mezzo al mare?</p> -<p>Consacra ad essa la tua castità</p> -<p>e sarai salva in eterno e salvo il padre.</p> -<p>Ma giurare devi.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Principessa, fiabe racconta, tessute di spavento.</p> -<p>Il nobile duca Erasmo vi ha chiesta in isposa,</p> -<p>ed è ricco di terre e di vassalli!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Castità! Castità!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Mia madre aveva fede in questo invisibile profeta...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Hubbo le predisse che moriva se non dava</p> -<p>una sua ciocca nera alle fiamme di venerdì.</p> -<p>Ma essa amò i suoi capelli più della vita.</p> -<p>Amerai tu la vita e la tua carne di più?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Amo mio padre di più, e gli occhi suoi spenti.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Giurare devi.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Io giuro senza parole, nel mio silenzio.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Sono comparsi improvvisamente -con fiaccole i Briganti. -Hubbo si rintana, -fuggendo la luce). -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non è gente della scorta... Che vogliono costoro?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Spegnete le luci, per carità...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Dove entriamo noi si fa luce, ed illuminazione di gran gala!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E se non ti piace, fuoco d'incendio e sangue che fuma!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sono briganti. Indietro. Che volete qui? Sapere forse come la mia spada uccida e recida?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non siate malvagi; con me foste pietosi di frutta, talvolta.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il cuore anche noi l'abbiamo, per la Vergine -santissima, e tu ci hai dato spoglie di naufragi. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma quando non s'è mangiato da ieri, e qua c'è -ricchezza regale, bisogna bene aprire denti ed unghie! -Dunque su! facciamo caccia grossa, la figlia -del re è piatto d'oro! -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Guai a chi la tocca!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Te vecchio ti demolisco: e la ragazza a me.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Arden si difende con la -spada, ma, vecchio e debole, -è presto sopraffatto). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Aiuta mia fedeltà!</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Arden ferito cade. Hubbo -allora si precipita dal suo -nascondiglio, disperato e -deforme). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -No! Maledetto chi la sfiora! Il mondo crolli se -la principessa vien toccata! Hubbo la difende! -Hubbo! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ah! ah! ah! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il rospo paladino! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non dovevi uscire dal tuo buio... -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Innamorato sei? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Indietro, buffone! -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Con uno spintone lo scaraventa -contro uno scoglio). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Piangendo). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -M'ha visto! Essa m'ha visto! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ride anche il morto, se ti guarda. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Questo vecchio? L'hai ucciso? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Combattendo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non si doveva: era vecchio! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Inchinandosi presso Arden). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non è morto. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Bisogna curarlo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Poveraccio, difendeva la sua signora. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -È un bravo guerriero... Quanti anni avrà? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Può esser mio nonno. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Imbecille: bel coraggio hai avuto di ferirlo! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Stoccheggiava contro me. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E tu chi sei? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Come te. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Bene, noi siamo dei cani, ecco tutto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Cani e canaglie, per grazia del nostro destino. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Si segna). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Amen! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ecco, si sveglia: ferita da niente. Buon vecchio, -perdonaci. È stato, anche il nostro, un dovere. -Vorremmo essere briganti con gentilezza, ma come -si fa? La vita è piena di pericoli. Su: al bottino, -ora. Se ci mettiamo a piangere anche questa -volta, non si mangia. Sei nostra prigioniera, principessa -Isotta. E il vecchio vada libero e dica al -re che ci paghi il tuo riscatto. Non aver paura: -a te non faremo alcun male, ma ti canteremo -canzoni d'onore, poichè sappiamo anche noi le -regole del bel mondo. L'abbiamo abbandonato per -disgusto e per protesta contro le ingiustizie che -ogni giorno vi si commettono. Uno sputo sul mondo, -così. Beh, insieme berremo un coraggioso bicchiere -di vino, o due, alla salute di tuo padre, che -è un buon re, e per questo ha perduto tutte le sue -guerre e gli occhi. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Vero, compagno. Parli da gentiluomo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma ora basta, e via! -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Avete detto che si chiama Isotta?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E chi è questo? Di dove uscite? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -L'ombra di qualche morto insepolto... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Isotta, dite?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sì, la figlia del re Languis, a cui Dio conceda -molti anni ancora... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Amen! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E tu non sarai un brigante d'oltre tomba che -ci voglia portar via quello che è nostro? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Perchè i briganti a noi non ci garbano un fico. -E bada quindi a te! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Se vengo d'oltre tomba è per un nome,</p> -<p>simile al tuo, principessa.</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span></p> -<p>Io son tutto una corda che canta</p> -<p>se dico Isotta.</p> -<p>Briganti, amici, suo padre è vecchio e cieco e buono.</p> -<p>Lo sapete. Ed io so che è tanto malato</p> -<p>da non poter portare la corona.</p> -<p>Con un dolore grande, volete voi</p> -<p>spingerlo fuori di vita? Volete questo?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -No, che non vogliamo, perdio! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma questa figlia, che si chiama Isotta,</p> -<p>se non gli ritorni con l'alba a casa,</p> -<p>certo egli si spegne.</p> -<p>E voi ne avreste la colpa e il danno,</p> -<p>che non è come uccidere un nemico o un ladro</p> -<p>ma terribile delitto uccidere un bravo re.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Eh... re Languis è un bravo re! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Chi verrà dopo di lui?</p> -<p>Un re è come la salute:</p> -<p>se buona da non la perdere.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Vero, sangue di Cristo! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma noi abbiamo fame. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Anch'io. Mangeremo insieme.</p> -<p>E se non amici, nemici miei.</p> -<p>Io so far la mia giustizia con le mie mani.</p> -<p>Ed è per voi allora che non sorge più il sole.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -È un brigante che sa fare il brigante. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Amen! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Dunque lasciate costoro che vadano in pace</p> -<p>e di buon mattino troveremo pane.</p> -<p>Se ci chiudono le porte,</p> -<p>eh, c'è tanti onesti malvagi</p> -<p>che rubargli non è peccato per l'anima mia.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Se agisci come parli, tu mi vai a genio. Chi sei? -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Il diavolo l'ha mandato.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Avete nessuno di voi una madre?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La mia è morta quando avevo dodici anni, che -se no, non facevo il brigante. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La mia s'è annegata quattro anni fa, per la Madonna -dei Sette Dolori. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E la mia, poveretta, era vecchia, e son tre giorni -che l'ho seppellita, con queste mani sacrileghe. -Una croce, una lagrima e un po' di terra. Amen. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ed io peggio di tutti voi: non l'ho veduta mai...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Mai? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ohè, dice che la sua, non l'ha veduta mai! -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Aveva nome Biancofiore.</p> -<p>Ed è morta quando io nascevo,</p> -<p>anche m'hanno dato un nome triste,</p> -<p>e porto il maleficio nel mio sangue.</p> -<p>Oh, voi, la ricordate, almeno, la madre...</p> -<p>Per essa, che è una sola, sotterra, oramai per tutti,</p> -<p>vi prego, lasciate questa principessa Isotta che vada...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Che vada... se ci preghi. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma tu resti con noi. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Se parli, un po' si illude la fame. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Che s'è alzato). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Signore...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Va.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Isotta e Arden <i>exeunt</i>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Piano, un po' trascinandosi -dietro loro). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Castità! Castità</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Compagno, ma ci mostrerai la faccia che tua -madre t'ha dato. Tra amici, è come darsi la mano. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No. Io ne ho fatto dono ad altri</p> -<p>nella mia povera vita</p> -<p>che è stata rossa.</p> -<p>E questo che vedete è il tizzone nero</p> -<p>dopo l'incendio.</p> -<p>Ed il mio è stato gran delitto,</p> -<p>che voi brava gente, non avreste osato mai...</p> -<p>Ah, il mio viso, laggiù, nei giorni lontani,</p> -<p>al di là del mare e del rimorso,</p> -<p>tali baci e carezze l'hanno consumato,</p> -<p>che ora non patisce vento nè sole.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Fratello, poveretto, hai perduto un tuo grande -amore? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Hai ucciso la tua fede? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>La fede del mio re.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Credi a me, non c'è che il vino e il canto, per -rimedio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E morire. Andiamo.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Nasce l'alba. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non c'è neanche bisogno di nasconderci poichè -abbiamo finito santamente la notte: ma, compagno -brigante, se triste sei, ti canterò lungo la -strada una canzone d'allegria. Tutta roba fatta -da me, aria e parole. Passo il tempo così, quando -non c'è da trafficare in meglio. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Tristano, Cariado, Eliner -e Oninoni <i>exeunt</i>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"><i>La canzone di Eliner.</i></p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Chi senza legge va</p> -<p>vive di quel che può</p> -<p>non dice mai di no</p> -<p>e quel che non sa fare, impara e fa.</p> -<p>È brigante ed è re.</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span></p> -<p>Oggi qui, diman lì,</p> -<p>son trottole i suoi dì;</p> -<p>canzoni nella testa ed ali al piè!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>La mia notte ha perduto tutte le sue stelle!</p> -<p>Hubbo, e tu i sogni!</p> -<p>La maledizione su quella maschera nera.</p> -<p>Ed Hubbo la seguirà</p> -<p>per avvelenargli l'acqua che beve.</p> -<p>I briganti, sì, sono brava gente:</p> -<p>ed Hubbo è un rospo senza più maschera.</p> -<p>Ma, se egli è fatto male, può anche far del male.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(<i>Exit</i>). -</p> -</div> - -<h3>SCENA SECONDA.</h3> - -<p class="center"> -<i>Una sala nel palazzo di re Languis. Entrano <span class="smcap">Isotta</span>, -e il duca <span class="smcap">Erasmo</span>.</i> -</p> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Il re si va spegnendo, alfine stanco</p> -<p>d'errare per le vie della pazzia;</p> -<p>Non vive più, vaneggia e si allontana.</p> -<p>Se cieco, egli non vede il precipizio,</p> -<p>tu lo devi salvare, con il regno.</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span></p> -<p>Ecco: t'offro domani la corona</p> -<p>ed essere regina dove sei</p> -<p>ancora figlia taciturna, ed oggi</p> -<p>t'offro la mano mia, ed il mio petto.</p> -<p>Dentro questa saldezza la tua bianca</p> -<p>fragilità ripari come in torre</p> -<p>sicura. Non tacere, chè mi piaci,</p> -<p>nipote, ed io ti parlo con negli occhi</p> -<p>la verità che vuole la sua preda.</p> -<p>Ti spiace questo mio perduto fiore</p> -<p>di giovinezza? I frutti di più sugo</p> -<p>maturano di su tronchi rugosi.</p> -<p>E gli anni a me, m'han dato gagliardia.</p> -<p>Guardami. So volere, eppur domando.</p> -<p>Vuoi che per farti più sdegnosa, appenda</p> -<p>sempre le mie parole al tuo silenzio?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Nobile zio, questa notte nel mio silenzio</p> -<p>ho fatto voto di castità.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Per andar salva di quei tre briganti?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Solo per consiglio delle stelle.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Mi beffi. E se davvero hai fatto voto,</p> -<p>non è per chiuder la tua porta a' miei</p> -<p>desiderî?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non è stata aperta mai.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Tu infili parole come al gioco</p> -<p>delle perle. Ma ventitrè baroni</p> -<p>con tutti i loro vassalli sono mia</p> -<p>gente giurata: e se non regno ancora</p> -<p>è per mia viltà e della sorte.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Iddio è con mio padre.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Iddio non vale il ferro d'una lama!</p> -<p>Ed in ogni guerra Iddio contro tuo padre</p> -<p>ha combattuto!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No. Dio è sempre col vinto.</p> -<p>La sconfitta è una divina prova</p> -<p>e dentro a chi la sopporti nascono alti pensieri.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sei sulla via del chiostro, mia nipote!!</p> -<p>Ma non voglio: sei più bella che santa,</p> -<p>e calpesto i tuoi voti col mio piede...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Bada zio, che sapranno di veleno.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Queste mani, le tue candide mani...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Il re.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Squilli. Entra il re <span class="smcap">Languis</span>, -<span class="smcap">Arden</span> ed alcuni baroni). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Bel Sire, la salute rifiorisce</p> -<p>oggi, per queste sale, e vien con voi.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -No. Sentiamo noi la vita andarsene come la sabbia -che si spande via da un sacco bucato, piano -piano. Voi credevate che fosse pieno di pietre preziose -il sacco. No, sudditi nostri; non era che -sabbia. Noi la vediamo, anche se ciechi, perdersi -nel gran turbine della morte dove danzano tutte -le sabbie dell'eternità, come pulviscoli nel sole. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Noi, sovrano sfiorito di questa fiorente contrada, -vogliamo secondo le nostre cadenti forze donare -quella felicità ch'è possibile ai popoli che ce la -domandano. Poichè non siamo seduti su questa -sedia che ha nome trono, per nostro piacere, ma -per il servizio di tutti. Al timone della nave non -sta che un marinaio, di mano franca e d'occhio -acuto. Ma la nave non è sua. È del mare. E il -mare è di Dio. Or noi non abbiamo più occhi, e -la mano trema. Però dobbiamo credere che sia -giunta alfine l'ora di guardare al contenuto della -nave, poichè, per grazia divina, siamo in tempo -di bonaccia. Ma sanguinose guerre hanno devastato -questo nostro povero paese, e i nostri anni. -Noi vogliamo che il popolo ci perdoni tali guerre, -sopportate per la traboccante prepotenza dei vicini, -e perdute, come Iddio ha voluto, senza che -perduto fosse l'onore. Anche i vincitori s'avvedono, -ma tardi, a che poco concluda la favola rossa. -La guerra, gente nostra, è un'infelice strada che -sembra tutta archi di trionfo, perchè vegliata di -cipressi e coronata di stelle, ma non conduce che -a un cimitero!... -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sì, perdono di tutti i vostri passati mali, popolo, -non perchè noi ne siamo la causa, ma perchè -non vi abbiamo salvato da tutti. Ed ora godiamo -una vecchiaia onestamente povera. Siamo un re -che per sua guardia tiene solo un guerriero vecchio -quanto lui. Siamo un re che in elemosina ha -speso il suo e quel degli avi, e d'oro gli è rimasta -quest'unica corona... E si è donata a quei briganti -che stanotte, ci ha detto nostra figlia, avevano -fame, e quindi tramavano il male. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sire, re...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ordiniamo e vogliamo che così sia. E la terra -del nostro regno vada interamente divisa e in parti -uguali fra tutti gli uomini cittadini nostri sudditi -dai venticinque ai sessant'anni, con l'obbligo -ciascuno di lavorare alla coltivazione del proprio -avere. Nella terra e nell'amor della terra è la via -del cielo. Non avranno diritto a questa legge tutti -<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> -coloro che sian cresciuti senza voler famiglia nè -figli, rinnegando così la posterità ch'è sacra. Costoro -potranno essere giustamente mendicanti! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sacra Maestà...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Lo siamo, re. E crediamo di saggiamente ancorare -in porto la nave dello Stato così facendo, e -di raccomandare onestamente a Dio il gregge di -cui siamo stati per tanti anni il pastore. Pertanto -ordiniamo e vogliamo che così sia. Sian bandite -queste ultime nostre leggi, come d'usanza, dal balcone -al popolo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Dal balcone). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Cittadini, per ordine e volontà del re Languis,</p> -<p>queste sono le sue ultime leggi.</p> -<p>Il re fa dono della sua corona</p> -<p>ai briganti!</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Mormorìo di dentro). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E dona tutta la terra del regno</p> -<p>ai contadini!</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Mormorìo di dentro). -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Che risponde, il popolo, laggiù? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Che la vostra saggezza, Maestà,</p> -<p>i limiti oltrepassa dell'umano</p> -<p>onde non è compresa e non ne siete lodato.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non è lodi che aspettiamo. -</p> - -<p> -E aggiunto sia che a nostro successore designamo, -non te, od altri di sangue nostro. Ma dalla -voce del popolo sia scelto, e vorremmo un popolano. -Conoscerebbe meglio il cuore de' suoi compagni. -Così, Erasmo, ti salviamo dal peso di regnare, -ed è il solo dono paterno che ti possiamo -largire... Ordiniamo e vogliamo che così sia. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Il Re, Isotta e Arden <i>exeunt</i>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>La sua demenza è tanto manifesta</p> -<p>che, avete udito? il popolo gli grida</p> -<p>ch'è pazzo ed alle leggi si ribella...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -I BARONI. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Le sue parole tradiscono il regno!</p> -<p>La patria ne pericola!</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span></p> -<p>C'è più veleno ne' suoi pazzi sogni</p> -<p>che nelle spade de' nostri nemici!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Voglio dimenticar ch'è mio fratello</p> -<p>ed agire o morire.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Entrano altri baroni). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i8">Ebbene, il popolo?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -I BARONI. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Borbotta e maledice.</p> -<p class="i9">La vecchiaia</p> -<p>solo difende ancora il re...</p> -<p class="i11">Ma troppo</p> -<p>si lamenta il buon senso della gente!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma della terra data ai contadini,</p> -<p>che dicono?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -I BARONI. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i6">Diffidano.</p> -<p class="i11">Non è</p> -<p>beneficio, ma trappola, commentano</p> -<p>i saputi.</p> -<p class="i4">E costui, dicono tutti,</p> -<p>è un re che non è re.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i9">L'avranno, il re.</p> -<p>Voi, propagate, intanto, la mia causa</p> -<p>fra la gente. Ma è buona, e basteranno</p> -<p>poche parole. E voi, con me, vicini.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Qualche barone <i>exit</i>. Il duca -Erasmo va al balcone). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Cittadini, il re Languis troppo d'anni</p> -<p>carico e di follie, come vedeste,</p> -<p>lascia il governo della patria a me,</p> -<p>che accetto, se vi piace, di salire</p> -<p>al trono, e giuro con più sacre leggi</p> -<p>di rimediare a' suoi senili errori,</p> -<p>e di risollevare l'avvilita</p> -<p>gloria delle armi nostre. Rispondete!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -VOCI. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Evviva Erasmo re!</p> -<p class="i8">Evviva Erasmo!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Noi vi benediciamo, figli nostri,</p> -<p>e vi invitiamo all'incoronazione,</p> -<p>domani, qui.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Venendo in scena). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i6">L'esilio per il vecchio!</p> -<p>Non per le colpe sue che perdoniamo;</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span></p> -<p>ma il popolo potrebbe, è come il vento,</p> -<p>ripentirsi di noi, e rivolerlo.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Rientra Isotta). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Il re...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i4">Non è più quello, principessa!</p> -<p>Il popolo ha saputo usar la legge</p> -<p>proclamata dal nostro pio fratello.</p> -<p>Ed ha scelto che noi fossimo re.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E mio padre?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>La sicurezza e l'ordine del regno</p> -<p>ci forzano ch'ei parta per l'esilio.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Questo comanda il popolo e lo Stato?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ed ora vuoi dividere non più</p> -<p>le speranze ma il regno, principessa?</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Voglio col mio padre e re dividere l'esilio,</p> -<p>se qui nessuno sorge a dire che tal legge è menzogna.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Avrete buona scorta ed un palazzo</p> -<p>per dimora.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Dopo una pausa). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Una grazia vi domando,</p> -<p>e se anche figlia di re scacciato,</p> -<p>conto mi sia concessa.</p> -<p>Il mio padre nulla sappia della verità,</p> -<p>che me stupisce, ma poco,</p> -<p>lui, avvelenerebbe.</p> -<p>Possa, egli ancora essere illuso,</p> -<p>credere buona la gente,</p> -<p>fedele il popolo, giusto il fratello,</p> -<p>saggio il destino.</p> -<p>È cieco. Ed è sereno.</p> -<p>Se intorno regni il silenzio,</p> -<p>egli riposerà beato.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Tutti chinano i volti, intorno, -silenziosi. -</p> - -<p> -Entra il re <span class="smcap">Languis</span> con -<span class="smcap">Arden</span>). -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Abbiamo inteso come un clamor di festa, su cui -galleggiava il grido di re. È forse il popolo che -si rallegra del nostro paterno amore? Non c'è nessuno -qui? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì, padre: io.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ed era la gioia del popolo, è vero? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì, padre.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Figlia nostra, quant'è buona la gente! È tutta -una famiglia l'umanità. Ed è come la terra, il -cuore... Se bene semini, bene ti rende... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì, padre: ti rende...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Oh, il nostro povero merito non vuole tante lodi, -ma ci è pur di conforto la riconoscenza: è come -il tepore di una primavera sulla stanchezza del -<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> -nostro inverno. Ahimè, non possiamo vedere i -volti beneficati dalla nostra umile saggezza, ma -sentiamo intorno sorridere le anime... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì, padre... intorno a voi</p> -<p>c'è solo amore e fede...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -L'aver creduto, in ogni ora, in ogni evento, nella -bontà del mondo, questa lieta conferma ci dona -suggello della nostra vita d'uomo e di re. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì, padre...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma tu sembri, lontana da noi, tremare. E ti conosciamo -ferma e forte. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Di commozione, tremo.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ah, la felicità degli altri, se ha le radici in noi, -è come un premio dolce e caro... Ne piangiamo -anche noi... Sono le sole luci de' nostri occhi, queste -lacrime calde... popolo nostro, per te... -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Padre... se le cure del regno oramai</p> -<p>lasciate a chi il popolo vuole suo capo...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non gli sarà fatto violenza, al popolo nostro? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No, padre. Si prenderà</p> -<p>chi gli somigli e chi gli convenga.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -È ingenuo come un bambino, facile ad essere -ingannato. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ora, padre, vorrei condurvi</p> -<p>e condurvi via nel verde della campagna</p> -<p>o presso il buono azzurro del mare.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non ti piacciono più le dolci cose, che la gente -dice, se ti vede? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma qui abbiamo i nostri fedeli baroni e il nostro -pio fratello, tante care persone che amiamo. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Meglio il silenzio e le dolci cose</p> -<p>delle cicale e degli usignoli.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Come ti piace: viviamo nella tua giovinezza e -non in noi. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Andiamo, padre: ho fretta.</p> -<p>E il vostro pio fratello ci prepara</p> -<p>una quieta dimora, lontano.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Egli ci vuole bene... E viene con noi? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Rimane senza di noi.</p> -<p>Arden, sarete la nostra sola compagnia.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Fanno per andare). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dimenticavamo... questa corona...: per i briganti. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Isotta prende la corona del -Re e la dà silenziosamente -a un barone. Quindi re -Languis, Arden e Isotta -<i>exeunt</i>). -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -IL BARONE. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Porgendo la corona al re -Erasmo). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Per voi, Sire! -</p> -</div> - -<h3>SCENA TERZA.</h3> - -<p> -<i>Un viottolo di campagna. Alberi. Nel fondo una -torre, con una finestra chiusa da inferriate, all'altezza -di un uomo. Ai piedi della torre uno -stagno ed erbacce.</i> -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Eliner, Oninoni e Cariado -stanno giocando a carte, -seduti su di un sasso, e -vociano). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Come rispondi a questa mazzata? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ecco, la paro. E ti frantumo. A te! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Un basilisco. E sei morto e putrefatto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ragazzi, fermi. Un omiciattolo vien dalla città. -Porta un sacco: forse c'è dentro pane per i nostri -denti. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma il capitano non vuole, senza suo comando. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Poi gli diremo tutto: questo è un colpo che s'è -buono, non ritorna. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Be', vediamo. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(S'appiattano. Entra il vecchio -avaro <span class="smcap">Gerusalisto</span>; si -ferma). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Tremila seicento a casa... E settecento, fanno -quattro mila trecento... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -. . . . giorni che passerai in purgatorio, a cominciare -da domani, per ivi scontare i tuoi peccati! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ahi... me misero! Ah, chi siete? No. Aiuto, aiuto! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Silenzio. La vedi quell'acqua verde? Se non ti -taci, dentro a dormire! -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma... per carità! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Quel sacco a noi. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -No... Non fatemi questo delitto... È tutta la -mia vita... Ho tredici figliuoli... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Donde vieni? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Che ha aperto il sacco). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Eh... oh... ah... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Oro! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sì... ma... oro non mio... dei miei quindici figliuoli... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Come ti chiami? -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sono il povero Gerusalisto... ho a casa venti -figliuoli... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Per la coda di Sant'Anna, hai cambiato faccia! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Mi son lasciato crescere la barba. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dieci anni fa eri usuraio, mi ricordo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -No... così... aiutavo gli amici con qualche soldarello, -per grazia di Dio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E facevi la spia... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Oh... calunnie... calunnie... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E vendevi di nascosto veleni che non lasciavano -traccia. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Calunnie, calunnie. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E quest'oro, chi te l'ha dato? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -La giustizia, brav'uomo. Ieri è finita una lite -che il giudice ha concluso a mio favore. Oh, c'era -un coniglietto senza denti, un tal Crisauro che -pretendeva di non darmi quest'oro... Ma c'erano -carte scritte. E si è fatta giustizia. È frutto di -giustizia, brava gente. Volete che vi doni un ducato -per l'anima dei poveri defunti? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Tu ci lasci il sacco. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ah no... Le leggi lo vieteranno... Il cielo! I miei -venticinque figli! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Troppi. Mettetelo nel fosso! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -No. No. Per Giacobbe e Geremia! -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E allora vattene a piangere altrove i tuoi ducati. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma reclamerò alla nazione, alla giustizia... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Nel fosso! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -No. Non reclamerò... ma... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Via. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -GERUSALISTO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Vado... vado... Oh disgraziato me... oh infelice -me... o tapino me... -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(<i>Exit</i>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Un sacco d'oro... Un sacco... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E il capitano che dirà? -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Che siamo furfanti, per la croce di Dio. Ma -quel vecchio è più furfante di noi. Quindi non ho -rimorsi. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Entra <span class="smcap">Crisauro</span>, giovane triste). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Oh... siamo spiati! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dove vai, compagno? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CRISAURO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Per il mondo! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E, così solo, non hai paura dei briganti? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CRISAURO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non saranno mai peggio di quelli di città, che -han nome di giudici, e di gente onesta. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Che t'hanno rubato, passerotto? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CRISAURO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il mio. Quattr'anni fa avevo fatto un debituccio -con un vecchio avaro. Oh, pochi ducati per mio -<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> -padre ch'era povero e malato, e poi è morto. Non -ho potuto pagare il debito, ma l'ho rinnovato, -moltiplicato, ingigantito. Tre mesi fa, l'usuraio -viene ed esige la somma che non avevo. S'infuria, -mi minaccia. Alfine vuole ch'io gli firmi una carta, -l'aveva pronta, per cui gli cedevo l'eredità -d'uno zio, se mi fosse toccata. Muore lo zio, sono -l'erede di settecento ducati, che la giustizia mi -condanna a pagare a quel Gerusalisto per un debito -di tre ducati. Ora andrò per l'elemosina, finchè -non trovo lavoro. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ti chiami Crisauro, tu? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CRISAURO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sì, Crisauro. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ah!! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Eh? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Compagni... avete inteso? -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Abbiamo inteso. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sono dei porci, in città. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E che si fa? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Aspettiamo il capitano. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Io, credo che il capitano farebbe così, e faccio -così, corpo del diavolo! Passerotto, vien qua: -eccoti i tuoi seicento ducati. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CRISAURO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Come? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ssst! Noi siamo un'altra giustizia vagabonda e -senza parole nè avvocati. Piglia e va. Solo non -dire d'aver avuto quest'oro da noi, nè da nessuno. -Quell'altra giustizia potrebbe venire e ripigliarsi -il tuo. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -CRISAURO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Oh... ma... voi siete gente di Dio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Siamo... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -. . . . . disgraziati. Ecco, cosa siamo! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CRISAURO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Offrendo dell'oro). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Per voi, non volete? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Eh... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CRISAURO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Prendete! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -No... Così, basta... Tre ducati: il tuo debito -vero. Per mangiare oggi, domani, e forse anche -doman l'altro. Grazie, coniglietto. Buona fortuna. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Crisauro <i>exit</i>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Però... sempre così. Siamo dei poveri briganti! -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ricchissimi, ed abbiamo fatto quel che doveva -fare il re, sangue di Giuda! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dunque siamo come il re, amen! -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Entra Tristano mascherato). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ho lasciato di là quattro salici ed il vento,</p> -<p>abbiamo lungamente sussurrato insieme</p> -<p>e lacrimato.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Male: Hubbo, lo stregone, m'ha detto che il -pianto è l'essenza della vita, e noi la sciupiamo -troppo. Ma chi non piange, non muore, ha detto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Chi non piange, non vive.</p> -<p>Ma voi che facevate, intanto?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -T'aspettavamo, pescando la fortuna a caso. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Di qua, prendere, di là dare. C'è rimasto tal -piccolo rimedio, per la fame. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Avete rubato con onestà?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Per l'anima di San Bartolomeo, con piena onestà! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Vi credo: non voglio sapere.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Che uomo, eh! Di noi, si fida! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma ora si vorrebbe, in premio di virtù... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Una storiella: Lo sai, compagno: viviamo delle -tue favole, da quando ci hai vietato il solo mestiere -che sapessimo: briganteggiare! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ed io ve la dico, una storiella d'amore e di peccato. -Sedete, brava gente, ed ascoltate. -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>C'era una volta un re</p> -<p>che volea prender moglie</p> -<p>ed un nipote manda</p> -<p>a scegliere la sposa.</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span></p> -<p>Biondi i capelli e fini come quelli</p> -<p>che volando una rondine al castello</p> -<p>avea recato un dì.</p> -<p>Ei la voleva così.</p> - -</div><div class="stanza"> -<p>La trova e la conduce</p> -<p>il cavaliere al re.</p> -<p>Ma navigando insieme</p> -<p>la sposa ed il nipote,</p> -<p>un filtro gli vien dato di magìa</p> -<p>e dissennati non san più che sia</p> -<p>dovere e fede e Dio;</p> -<p>bevuto hanno l'oblìo.</p> -<p>Si bevono la bocca,</p> -<p>veleno e voluttà,</p> -<p>e il mare non li annega,</p> -<p>oh, mar senza pietà!</p> -<p>Il re sospetta, spia l'anime mute</p> -<p>di quelle due creature perdute.</p> -<p>Alfine triste il sire</p> -<p>piange del suo soffrire.</p> - -</div><div class="stanza"> -<p>Ed il nipote allora</p> -<p>quel pianto non sopporta</p> -<p>ma dice, e sa volere,</p> -<p>che andar bisogna in bando.</p> -<p>Ma prima veder vuole il suo peccato</p> -<p>e mormorare l'ultimo commiato.</p> - -</div><div class="stanza"> -<p><span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span></p> - -</div><div class="stanza"> -<p>Amore, io parto. Taci.</p> -<p>Ci resteranno i baci</p> -<p>che il vento piglia e porta.</p> -<p>La vita ci divise:</p> -<p>la morte ci unirà.</p> -<p>Guardate gli occhi e il pianto,</p> -<p>Anima bella, così è di noi,</p> -<p>nè voi senza di me,</p> -<p>nè io senza di voi.</p> -<p>E fugge e piange e va</p> -<p>e sempre piangerà.</p> -<p>Amici, questo è tutto quel che so.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Nè voi senza di me</p> -<p>nè io senza di voi...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma questa è la regina Isotta e il cavalier Tristano... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ssst: quel nome è maledetto.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce d'Isotta.</i> -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Cantando). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Nè voi senza di me</p> -<p>nè io senza di voi!</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Dentro quella torre, chi c'è?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Tristezze, tristezze, capitano. C'è... la figlia del -re, col suo padre. C'è stata la rivoluzione nel palazzo. -E l'usurpatore li ha chiusi là dentro, ad -aspettar la morte. Questa, capitano, è la giustizia -degli uomini. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Allora, la principessa Isotta...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Canta, come me, per malinconia. Oh, non ha -perduto il suo Tristano, come l'altra, ma, peggio, -ha perduto quella libertà che almeno, noi, l'abbiamo -e la godiamo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Capitano, hai sentito? Pareva che ti rispondesse. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Su quanti uomini sicuri</p> -<p>potete voi contare, nel paese?</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Eh, bisogna far la lista e far la somma. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Oninoni, Eliner e Cariado -rimangono a ragionar contando, -mentre Tristano si -avvicina alla torre). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce d'Isotta.</i> -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>La vita ci divise</p> -<p>La morte ci unirà.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Quando Tristano è vicino -alla torre, Hubbo salta -fuori dalle erbacce, minacciosamente). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non si passa, non si passa per di qua.</p> -<p>Hubbo veglia giorno e notte.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>So che nessuno passerà...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Neanche tu.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>O piccolo guardiano d'un tesoro,</p> -<p>hai sentito, tremavo</p> -<p>raccontando una mia canzone</p> -<p>e da questa torre m'è venuta</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span></p> -<p>la risposta d'un tremito gemello</p> -<p>d'un dolore simile al mio.</p> -<p>Lascia ch'io lo veda.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E non vedrai.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma è un dolore che ha nome Isotta!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non è la Isotta tua,</p> -<p>non è la bionda, la spergiura,</p> -<p>è la mia, è la mia!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Maledetto... non bestemmiare!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì... cavaliere senza fede... Hubbo dirà...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Soffocando quasi, mentre -i briganti ascoltano, incuriositi). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Niente. Non è degna la tua bocca.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Balbettando). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No. Va via.</p> -<p>Hubbo ha paura, ha paura di te.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì. Porto sventura.</p> -<p>Ma tu, là dentro, rinchiusa,</p> -<p>anima che non conosco,</p> -<p>ma che nome hai d'Isotta,</p> -<p>non mi temere.</p> -<p>Ma credi che il tuo soffrire</p> -<p>sarà redento da un altro soffrire,</p> -<p>poichè nella notte del mondo</p> -<p>i vagabondi si dicono una parola sola</p> -<p>quando al lume della luna</p> -<p>s'incontrano spauriti.</p> -<p>E quella parola è il nome.</p> -<p>Il tuo, donna, fa ch'io ti consacri</p> -<p>questa nuda mia disperazione.</p> -<p>E per il mio viso ch'è già sepolto</p> -<p>ti giuro...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce d'Isotta.</i> -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Cantando). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E fugge e piange e va</p> -<p>e sempre piangerà.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì... Piango e vivo</p> -<p>e m'inginocchio ai miei ricordi...</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span></p> -<p>Ah Isotta... mia vera Isotta!</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Rialzandosi, risoluto, ai -briganti). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Dunque, siete?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Più di mille, capitano! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Comando il convegno di tutti.</p> -<p>Ragazzi, e volete anche il mio nome?</p> -<p>Tristano.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il cavaliere? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No. L'ombra.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ti bacio le mani. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sei davvero un principe nel sangue e nel cuore, -per San Luca e San Matteo. E noi ti siamo fedeli. -E lo saremo, oggi, domani, e fin che stiamo -in piedi. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Amen.</i> -</p> -</div> - -<p class="pad2 center large"><i>Fine del primo atto.</i></p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> -</p> - -<h2 id="secondo">ATTO SECONDO</h2> -</div> - -<h3>SCENA PRIMA.</h3> - -<p class="center"> -<i>L'interno di una prigione; una porta: una finestra -chiusa da inferriate.</i> -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Su una poltrona sta seduto -il re <span class="smcap">Languis</span>; in piedi, -presso la porta, Arden, e -presso la finestra, <span class="smcap">Isotta</span>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Oggi come vi pesa la stanchezza, padre?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Placidamente: aspettiamo sempre la visita del -sole. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Che tarda ancòra...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non abbiamo mai vissuto tanti giorni senza la -sua tiepida consolazione... -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Una pausa). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -E perchè tutta la gente che viene, tu dici, figlia, -come in pellegrinaggio qui, è gente silenziosa? -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Temono d'essere importuni parlando.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Contraffacendo voci diverse). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Maestà, vi rendiamo omaggio d'anima... Io non -vorrei confondere i pensieri di Vostra Maestà... -Io son felice di vedervi... Anch'io... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E le nostre terre sono felici? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Con la sua voce). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ecco un vecchio contadino che vi può dire novelle -di ciò... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Avanti, figlio nostro, vieni avanti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Avvicinandosi, con altra -voce). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Mio buon re... son venuto a scaricare la mia felicità -ai tuoi piedi: pago così i miei debiti. La -terra che tu m'hai dato... -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -L'ami ora di più? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Eh, signor re, è mia, ora... E amo di più il mio re. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Chiamalo padre... Date qua la mano, figlio. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Con la sua voce). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sacra Maestà, ricordatevi di essere re. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E se ce ne vogliamo dimenticare, un giorno? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Con la sua voce). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Io son qui, per vostro comando, a raccattarvelo -in mente. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Bene: la mano, contadino!... -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Prende la mano di Arden). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non è callosa? -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Contraffacendo la voce). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -È poco tempo, Sire, che me la faccio colla terra -e i suoi arnesi. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E prima? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ero servo, in un palazzo... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Va... E nell'ampia libertà de' tuoi campi... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sì: pregherò per tutti coloro che sono senza libertà! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Tutti i cari sudditi venuti a salutarci, noi salutiamo, -e ci lascino con nostra figlia. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Arden imita lo scalpiccìo -di molte persone, ed <i>exit</i>). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Isotta, vorremmo anche noi risentire l'odore -della terra... E non è mai nato il sole? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì, ora sta liberandosi dalle nubi, padre.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Oh, andiamogli incontro... È un ospite da fargli -festa, dopo tanto oblìo. Non è l'ora della nostra -passeggiata d'ogni giorno? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì, padre: venite al mio braccio.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Languis, al braccio d'Isotta, -cammina per dove essa -lo conduce: e son giri e -rigiri che nella prigione i -due fanno. Dalla finestra -ora scende un raggio di -sole. Rientra Arden, s'inginocchia, -e si fingerà mendicante, -quando il Re crederà -d'incontrarlo). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dove siamo, qui? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Nel corridoio che dà sull'androne... Ecco i vostri</p> -<p>arcieri...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Buon giorno, brava gente... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ed ecco la porta... Ed ecco il verde, i prati...</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Vorremmo un poco camminar sull'erba. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>I contadini dicono che non cresce bene l'erba</p> -<p>calpestata, ma s'avvilisce.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Hai ragione... E lì v'è il monte, è vero? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì, padre... E questa è una pietra ove sedere.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -No. Andiamo avanti; verso il sole. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E qui c'è il faggio che vi piace.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ieri ci pareva più lontano. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>È che oggi camminate con più fretta.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sì, fretta di sole. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ed ecco il vostro mendicante.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Contraffacendo la voce). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Mio benefattore... per carità... non vi dimenticate... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Noi non abbiamo niente... Ma tu, figlia... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì, gli do io.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Che Iddio vi benedica... e v'aiuti... e vi salvi... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma il sole... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Eccolo.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Essa ha collocato il padre -nel raggio di sole che entra -nella prigione). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ah, com'è tiepido... e bello. Ma ce n'è poco, -poco. Perchè? Qui non c'è più. Solo qui, su noi. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>È tutto annuvolato il cielo, con piccoli spiragli.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma questo che muro è? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>È...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ARDEN. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Mio Sire! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Toccando l'inferriata). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -E questi ferri? Isotta! Isotta! -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Grida e tumulto di dentro). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -E questo tumulto? Dove siamo? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non so... Dio!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si grida... Si combatte... E noi chiusi forse... -Isotta va, corri... -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Entra <span class="smcap">Tristano</span> seguito da -una banda di briganti vocianti -e rissosi). -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -I BRIGANTI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Largo! Siamo noi! La difesa del re! Ferro e -fuoco! Evviva la libertà! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Fermi e silenzio!</p> -<p>Non paura, voi. Siamo gente poverissima</p> -<p>ed abbiamo una sola regina, l'amicizia,</p> -<p>ed un vecchio re, il dolore.</p> -<p>Tu gli somigli, e siamo venuti, re.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Chi sei che parli? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Anche tu? Volete tutti sapere chi sono? -Un pazzo, un morto, un vagabondo. -E se dico Tristano, che sapete? -Tristano significa forse onesto? -O buono? O caro? -Posso aver nome Tristano ed essere principe -ed essere ladro ed aver violata una sorella -ieri, e portare oggi le mani in croce -e parlare di preghiere e di bestemmie! -Al cavallo che nuovo trovate -non domandate chi sia, ma gli salite in groppa -e se ubbidisce e vola siete contenti. -<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> -E coll'uomo anche fate così: -le parole son chiavi false per tutte le porte -ma i fatti son d'oro e di ferro. -Vorreste vedere la mia faccia? Il suo colore? -Maschera, maschera è la carne: -l'anima dovreste volere, e non si vede. -E allora, per gli altri, e per me -lasciami tutto nero, mio bianco re. -Ti servo con la spada che non porto più, -col cuore che non porto più -e con la morte che sempre mi accompagna. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Amen.</i> -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma che vieni a far qui? E dove siamo qui? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Eh, sul mondo siamo, e fra gli uomini!</p> -<p>E questa che reggia credevi, è prigione!</p> -<p>Una figlia con voce di menzogna,</p> -<p>ti scaldava di luce, la tenebra.</p> -<p>Eri chiuso, vigilato, illuso.</p> -<p>Non sapevi? Bene. Non eri più re.</p> -<p>Sì: l'anima tua era sempre re!</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span></p> -<p>Ma ti libero; ed io che non possiedo nulla</p> -<p>ti dono il cielo colle sue nuvole e il vento,</p> -<p>e la corona che t'aspetta,</p> -<p>e l'amore. E il popolo tuo</p> -<p>questa prigione non riconosce,</p> -<p>che tu non conoscevi. Fuori! Fuori!</p> -<p>Ed obbedisci al tuo dovere, anche tu, re! !</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Una pausa. Il re piange -in silenzio. — I briganti gli -si avvicinano, bruschi e -commossi, ma reverenti). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Guarda: non parla perchè piange, povero re! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -No, no, non bisogna. Un re, piangere, cuore di -Dio! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dopo tutto, siete ancora re! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E, che diamine, molta gente vi vuol bene. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Noi, perdio: abbiamo molto pelo sul petto e pochi -stracci indosso, ma una parola sola in bocca. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E siamo uno stormo. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Eh, capisco: è stata una solenne porcheria, di -vostro fratello canaglia... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma ora l'avranno a che fare con noi, quei malandrini -vestiti di broccato! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E rideremo. Hanno da ballare, hanno... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Accidenti, se rideremo! Su, ridete, bravo re, sarà -una festa, per tutti i cristiani, e lo giuro sulla -mia miseria e su Sant'Agostino, mio protettore! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E voi, principessa, un giro di furlana: c'è la -reggia vera per lui, e per voi... abbiamo un capitano -mascherato... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sangue nelle vene, ce n'ha... Com'è buon capitano, -può diventare ottimo consorte... -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ciarloni, che fate qui? il parlamento?</p> -<p>A palazzo, a palazzo! Questa torre</p> -<p>è caduta come pomo maturo,</p> -<p>ed ora la capitale! Il re con noi,</p> -<p>e per istrada cresceremo gente</p> -<p>come la valanga. Principessa,</p> -<p>la mano vi porgo in pegno della voce</p> -<p>che v'ha giurato per un nome, libertà:</p> -<p>oggi venite al sole.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il sole? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Oh splende, buono. E splende per tutti, il sole.</p> -<p>Ma per me, no.</p> -<p>Solo me non posso liberare!</p> -<p>Ed amo le spade, i colpi, e l'andare,</p> -<p>e il fracasso del mare</p> -<p>per disperdere un poco i miei pensieri</p> -<p>che sono, sì, catene e prigionia...</p> -<p>Ma sù, ragazzi, per me e per il re!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -I BRIGANTI. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Con un urlo). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Per te e per il re! -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(<i>Exeunt omnes</i>). -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> -</p> - -<h3>SCENA SECONDA.</h3> - -<p class="center"> -<i>Una sala nel palazzo di re Languis.</i> -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(I briganti stanno intorno -al Duca <span class="smcap">Erasmo</span> legato). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ora sì che mi piaci davvero, capponcino mio! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Quanta gioia ti sei bevuta abitando sul trono -rubato? Hai da sputarla tutta. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ti credevi forse d'essere diventato re, perchè ti -chiamavano re? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Eh, barbagianni caro, puoi sgranare gli occhi, -e noi si ride! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Te l'abbiamo tagliata, la barba! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E, corpo di San Lazzaro resuscitato, ti abbiamo -insegnato a tacere: e toccherà questa volta a -<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> -te far la muffa dentro una cantina, e noi che siamo -furfanti abbiamo schifo di un furfante come te! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Siete pidocchi, siete! E vi diverte</p> -<p>sputare sopra me che sono in terra,</p> -<p>ma i denti in bocca mi restano ancòra.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E te li caveremo! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Dopo, per mangiare, ti daremo, come ai porci, -acqua sporca e bucce di patate! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ti vestiremo da buffone, e ci divertiremo anche -noi come tanti re. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Squilli. Entra re <span class="smcap">Languis</span>. -Silenzio). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Quel nostro fratello che ci tocca perdere, è qui? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Oh, non fuggo, m'hai fatto legar bene!</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Legato? Sia subito sciolto! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sciolto? Dalle corde? E la giustizia? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Nessuno può difendersi serenamente, se libero -non sia. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Erasmo viene slegato). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma non voglio difendermi di niente.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Erasmo, e perchè non chiedere che ti dessimo la -corona e tutto? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Perchè chiedere è vile, ma pigliare</p> -<p>piace, e forza significa, di sè.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E si perde, lo vedi? anche l'amore, di tutti. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Quello d'Isotta non l'ho mai avuto.</p> -<p>Degli altri, che mi fa? O comandare</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span></p> -<p>e mi devono tutti essere schiavi,</p> -<p>o sono vinto, e se anche mi si pesta</p> -<p>non udrai un lamento uscir da me.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -È forza la tua, ferocia forse, ma solidità... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ambizione! E con me la patria sale,</p> -<p>per obbedienza, e mi diventa forte.</p> -<p>E tu buono, la snervi e per amore</p> -<p>la fai tutta di latte e di cuscini!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E se davvero fosse così? Erasmo, noi non possiamo -condannarti: quand'uno agisce per sua necessità, -l'uomo non ha potere alcuno contro di lui, -perchè l'uomo non è Dio, e, dentro, non può vedere. -Onde, senza dire se la tua forza sia virtù o -peccato, ti assolviamo, per umiltà e povertà dinnanzi -ai misteri delle anime. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Assolvere? Ah, lingua di Giuda! Ma la è ingiustizia -da far gridare le pietre! -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Io ragionare non so, ma ti dico: è una canaglia, -ecco, e basta! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E se tu lo assolvi, gli è come condannare noi, -che abbiamo rifatto l'ordine del regno. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E se tu lo assolvi, non ti dice grazie, questo -Caino, ma ti rimanda nella tua prigione, e noi -sulle forche! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Nella prigione credevamo di star bene, quindi -stavamo bene. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma il popolo stava male e non lo puoi, ora, tradire! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ordiniamo pertanto e vogliamo che il fratello -nostro Erasmo libero vada, ma fuori del regno, -perchè la gente abbia la nostra pace, ed a lui sia -aperta la via del cielo, dove il giorno che avremo -riacquistata tutti la vista, ci ritroveremo. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ed io, fratello troppo buono e cieco,</p> -<p>ti perdono di avermi perdonato.</p> -<p>O brigante mi faccio, od eremita.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Eremita! Brigante, con noi, non ti vogliamo! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Evvia, signor Duca, in esilio! -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Erasmo <i>exit</i>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -A voi, mia gente della terra e semplici di cuore, -che vi possiamo dare o dire? Oh, siamo troppo al -di sotto della vostra trasparenza... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Re, nostro re... tu ci parli difficile e noi non si -arriva mica a capirti, ma se un poco siamo arrivati, -a capire, a me pare che tu ti credi debitore... -ed è una cosa che ci confonde e non ha senso, per -la testa del gigante Golia!... Tu non devi dirlo -più, parola di gentiluomo, e pensarlo neanche, -perchè noi si è fatto, io e gli altri, così per fare, -e tu sei un padre che bisogna bene aiutare, e lui -<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span> -non deve mica dire grazie, ma siamo noi a dirgli -grazie... è un onore insomma... e non c'è merito... -anzi ho detto... no, non ho detto, perchè io a scuola, -e neanche gli altri, non ci siamo andati, dove -s'impara a parlare con i re... e allora, tu, re, capisci... -e... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Amen.</i> -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma se c'è uno di noi che vale, che ha studio ed -educazione, è il capitano... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sì: quello, ecco, noi si direbbe che è sangue di re! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sarete la nostra guardia, che è come dire gli -amici nostri più vicini. Andate, figli: e godete del -vostro mangiare e del vostro bere... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -È giustizia, dopo che s'è lavorato tanto! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E al capitano gli daremo quel che abbiamo... -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(I briganti <i>exeunt</i>). -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Pare che il suo nome sia Tristano e che il suo -abito sia nero: ma non è tutto nero quello che -noi vediamo? E siamo certi che d'anima egli è -grande, e puro di fede, e sicuro di cuore. Che potremmo -noi volere di meglio? -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Da opposte parti entrano, -silenziosi, <span class="smcap">Tristano</span> mascherato, -e <span class="smcap">Isotta</span>). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sconosciuto è vero. Ma i fatti parlano per lui, e -sono d'oro e di ferro, ha detto. E i briganti, che -non sanno mentire, hanno detto, sangue di re... -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Una pausa). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sarebbe l'ultima letizia della nostra povera vita, -saper congiunta, la fragilità bianca d'Isotta alla -nera solidità di Tristano. Sarebbe il sole per questi -giorni miei di ultimo freddo. Ma non diremo -niente: il cuore non patisce timone nè cervello; -troppi scogli minacciano nascosti. Possiamo pregare -solo e a lui dire, se questo è un dono, ebbene -prendilo. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Re Languis fa per alzarsi, -Isotta gli si avvicina). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Eccomi, padre, se cercate di me.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Sempre cerchiamo di te, e ti troviamo sempre, -anche nel silenzio. -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Io sono dove il cuore mi porta</p> -<p>senza che lo vogliano i pensieri.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Avviandosi). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -Come ti piace quel Tristano che ci ha liberato? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Porta la maschera, padre.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Tutti, al mondo, figlia: solo, lassù, saremo -noi... Dunque, ti piace? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E a voi, padre?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -LANGUIS. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -A noi piacerebbe molto. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Andiamo, padre.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Re Languis ed Isotta <i>exeunt</i>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Rimanendo immobile). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Al mondo vive dunque chi trama la felicità degli altri?</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span></p> -<p>La felicità: un fumo che ha nome domani,</p> -<p>o ieri, se rimpiangi un'ora consumata:</p> -<p>oggi, mai. Io, felice? Rido:</p> -<p>due parole d'assurdo, in croce.</p> -<p>O mi diletto io, del mio soffrire?</p> -<p>E mi lego alla sofferenza come un amante,</p> -<p>e me la serro al cuore?</p> -<p>Che faccio per vivere? Ricordo,</p> -<p>disperatamente: una donna, un peccato.</p> -<p>Ma quella donna dov'è? C'è, sul mondo?</p> -<p>L'ho io, davvero conosciuta?</p> -<p>O mi sono foggiato, di lei, un fantasma</p> -<p>che non voglio ritrovare in vita,</p> -<p>perchè ho troppo accarezzato in sogno?</p> -<p>Costei anche si chiama Isotta...</p> -<p>Isotta! Sognavo ieri, e mi desto oggi?</p> -<p>O vivevo laggiù, e sogno qui?</p> -<p>La vita, ecco, m'offre un bene:</p> -<p>per essere fedele a quel che fuggo</p> -<p>lo rifiuterò? Per non deludere il mio sogno?</p> -<p>E che so io del vero? E chi sono io</p> -<p>per credere che la sventura m'abbia segnato</p> -<p>così da reputarmi già morto, quando respiro?</p> -<p>E dov'è il ricordo che mi tormenta?</p> -<p>Sulla mia carne? No. No. Io non ho segni</p> -<p>nè ricordi. Io voglio non aver vissuto.</p> -<p>Non avere anima nè carne.</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span></p> -<p>O sì, mie, per donarle ancora.</p> -<p>Un ideale, sì, l'avevo. Si chiamava</p> -<p>Isotta: e l'ho trovato qui. È falso?</p> -<p>Ah, quante meschine trame</p> -<p>per una mia sciocca curiosità!</p> -<p>Sono due nomi eguali, pazzo!...</p> -<p>E se fossero due anime, eguali?</p> -<p>Se la sorte... E non si può giocare anche la fede</p> -<p>come la vita, in battaglia?</p> -<p>Tristano, si può dare tutto per niente!</p> -<p>E per un filo d'erba, l'eternità!</p> -<p>E per una parola, un regno!</p> -<p>E per un bacio, il paradiso!</p> -<p>E per una goccia d'avvenire, tutto il mare del passato!</p> -<p>Ah no, buffone... Guarda...</p> -<p>Io vedo un abisso. Mi ci butto. E rido. E canto.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Canticchiando). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>«Così è di noi,</p> -<p>nè voi senza di me,</p> -<p>nè io senza di voi!»</p> -<p>Ah! Ah!</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Ad Isotta, che è comparsa, -quasi ironicamente). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i4">Un inchino, principessa.</p> -<p>Bella come il sole di vostro padre,</p> -<p>e l'ombra mia!</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Grazie. Mi spiace le parole del re</p> -<p>abbiate inteso, vane fantasticherie.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No, Isotta... Lasciate vi chiami per nome,</p> -<p>io mi lego ad un nome</p> -<p>come il cipresso a un cimitero...</p> -<p>Il re supera voi e me per saggezza.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma sogna, e non può vedere.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma prega, e spera.</p> -<p>E non vorreste fargli di sole</p> -<p>questi giorni suoi di ultimo freddo, Isotta?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Voi dite il mio nome, come se da sempre</p> -<p>lo aveste avuto in cuore...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Davvero? Oh maraviglia!</p> -<p>È tutto quel che so di voi, il nome,</p> -<p>e l'amo prodigiosamente.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Perchè? Siete bizzarro...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ho forse la coda? Tre mani?</p> -<p>Oh! sono banale, banalissimo:</p> -<p>credo, principessa, con licenza del sacerdote,</p> -<p>vi saprei fare sette figli, e tutti maschi!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Amo, signore, d'essere intatta</p> -<p>e nelle mie vesti mi chiudo,</p> -<p>come dentro un monastero.</p> -<p>Ma non vorrei per amor di me,</p> -<p>perdere un sorriso di mio padre.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Che vi piacerebbe? Mentirgli ancòra?</p> -<p>E che io vi fossi complice e falso marito?</p> -<p>Sì: mentire so, e tanto bene</p> -<p>che illudo anche me stesso, Isotta!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Io sono devota d'una religione fredda</p> -<p>che mia madre m'apprese,</p> -<p>la religione delle stelle, vergini anch'esse,</p> -<p>che piangon a volte, o liete parlano meco,</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span></p> -<p>e credo a quel che intendo</p> -<p>e mi prometto loro</p> -<p>e tengo fede alle mie parole.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Voi tenete fede? Gloria! gloria!</p> -<p>Sarete una sposa modello...</p> -<p>Io no, non son fedele... Frantumo le mie parole:</p> -<p>ne faccio monili per me, per voi, per tutti!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ho giurato di salvare per sempre</p> -<p>la mia castità: sono vestale</p> -<p>d'un mio patto puerile ma sacro.</p> -<p>Sarei una troppo sterile consorte!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Quella ch'io voglio, perfetta!</p> -<p>Oh son fatto, io, di musica, non di carne.</p> -<p>Casta! Vi amo... La mia virtù compagna</p> -<p>sarete, il vostro peccato, io!</p> -<p>Ecco, ecco... un anello, no. Dopo.</p> -<p>E mi volete, se anche mascherato?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Io non per la follìa d'un nome,</p> -<p>ma per ubbidire al re.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Isotta Isotta!... Allora io posso dire ancora...</p> -<p>Isotta! Ti amo... ti amo... Sei mia!</p> -<p>Posso chiudere gli occhi e udire il tuo respiro...</p> -<p>Taci, taci... non parlare: Isotta!</p> -<p>posso ascoltare il ritmo vicino</p> -<p>della tua vita profumata, e dire</p> -<p>Isotta, finalmente, sei mia moglie, tu!...</p> -<p>Non sei più del re, sei mia... solo mia... mia...</p> -<p>per sempre... e senza lacrime... Isotta... mia...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Tristano!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Taci! Ho la febbre, ho il delirio!</p> -<p>Vado a nozze con la mia fantasia allucinata.</p> -<p>Sono felice, perchè voglio essere così.</p> -<p>Vieni, vieni con me.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(<i>Exeunt ambo</i>). -</p> -</div> - -<div class="center margin">(<i>Marcia nuziale</i>).</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> -</p> - -<h3>SCENA TERZA.</h3> - -<p> -<i>Un giardino, di notte. Lampioncini di carta colorata. -Una fontana. Lontani, canti d'allegria -e suoni striduli di musiche.</i> -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Su un sedile di pietra, -<span class="smcap">Hubbo</span>, vestito da buffone, -accovacciato, immobile. Entra -<span class="smcap">Isotta</span>, come fuggisse, -inseguita da <span class="smcap">Tristano</span>, mascherato). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non mi perseguitare:</p> -<p>m'hai già crocefissa col mistero de' tuoi occhi,</p> -<p>lasciami, ora.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No, Isotta, hai cambiato nome:</p> -<p>ti chiami moglie!</p> -<p>e non sei più di te stessa: mia sei.</p> -<p>Con una paroletta hai cancellato la tua persona,</p> -<p>la tua volontà, tutto quanto eri!</p> -<p>Perchè fuggi? Ti ripiglio.</p> -<p>E ti dico: a sedere. E ci stai.</p> -<p>E ti sputo negli occhi. E sopporti.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Che dici?</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Canto anch'io, l'inno al matrimonio,</p> -<p>in questa notte ilare di nozze!</p> -<p>Ora tu non sei più tu: sei me,</p> -<p>la mia maschera, la mia scarpa sei.</p> -<p>E l'amore, l'amore dov'è?</p> -<p>Nessuno t'ha domandato, è vero?</p> -<p>E se domani uno venga che piace a te,</p> -<p>e tu a lui: e tremate nel guardarvi,</p> -<p>oh... follìa... tu non puoi, tu, moglie!</p> -<p>Tu non sei più viva, morta sei, mummia!</p> -<p>E mi diverte fare il carceriere</p> -<p>e chiuderò tutte le porte</p> -<p>e spierò le fessure dell'anima tua</p> -<p>e digrignando i denti, urlerò di te:</p> -<p>mia proprietà, mia proprietà!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ti sei vincolato a lasciarmi casta...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E chi t'assicura che manterrò?</p> -<p>Sono spergiuro, pazzo, vagabondo.</p> -<p>Chi t'ha detto di credere a me?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Io ti credo, Tristano.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Insensata: ho viso deforme,</p> -<p>spellato, arso, tagliato...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i11">No.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ed altre virtù non conosco</p> -<p>che furia e menzogna...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i11">No.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E ti forzerò, contro la mia parola</p> -<p>e la tua giurata verginità</p> -<p>calpesterò...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i6">No.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E ti segnerò di lividi e di piaghe,</p> -<p>e beverò il liquore delle tue lacrime...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Che sai di me?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Tutto... perchè...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i8">Perchè? Non aver paura!</p> -<p>Ho raccolto le sozzure per la via;</p> -<p>puoi buttarmi qualunque bestemmia.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì. Perchè ti amo...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Facendo irruzione). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ah ah ah... Quanti palloncini</p> -<p>verdi, e rossi, e gialli!</p> -<p>Che gala nella mia gioia!...</p> -<p>Ognuno si può impiccare al colore che vuole</p> -<p>e chiamarlo stella!</p> -<p>È proprio una festa, signora,</p> -<p>da perderne la testa,</p> -<p>ed anche il nano di Corte</p> -<p>vi bacia la veste, oggi, si può,</p> -<p>e fugge via, fugge lontano,</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span></p> -<p>tanto lontano che non lo troverete più,</p> -<p>e sarà ai piedi vostri...</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Sparisce in un tintinnìo di -sonagli, ma ritorna a spiare -ed appiattarsi, di lì a poco, -dietro la fontana). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>È il buffone!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ecco il povero mendicante,</p> -<p>che vivrà sulla soglia della tua bellezza.</p> -<p>e questa volta sarò io marito</p> -<p>e geloso cent'occhi</p> -<p>e severo cento supplizi!</p> -<p>Ah, mi diverto, mi diverto smisuratamente.</p> -<p>Ma se tu davvero mi ami, Isotta...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non giocare colla mia vita: taci.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Una pausa. I due sono seduti -sul margine della fontana. -E s'avanza <span class="smcap">Oninoni</span> -con passo quasi di danza; -lo segue <span class="smcap">Eliner</span>, cantando; -ultimo <span class="smcap">Cariado</span>, lugubre. -Sono in fila, a distanze uguali, -ubriachi tutti e tre, -ma contegnosi). -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -A me, una festa così, mi fa ringiovanire. Se la -musica non fosse fuori di tempo, farei quattro -giri di danza, ma è fuori di tempo... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Cantando). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>La vita è una sorpresa...</p> -<p>c'è la salita e poi c'è la discesa...</p> -<p>Ed oggi tocca a me, domani a te,</p> -<p>e finalmente al re!</p> -<p>La vita è una sorpresa...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma io la sposa non ce l'ho... e l'avrei voluta anch'io... -e l'avrei molto accontentata... ma non ce -l'ho... Amen... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Questo, per Sant'Agata vergine, si chiama giardino? -E noi ci spasseggiamo dentro come padroni... -Ma, sacramento! questa è acqua... Maledetta -sia l'acqua e chi la beve. E quindi anche la pioggia, -maledetta. Però ai campi fa bene, la pioggia. -Sì, ma noi non siamo campi! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -CARIADO. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -È deserta la vita, ecco... -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ELINER. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Cantando). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>La vita è una sorpresa...</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(I tre briganti <i>exeunt</i>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Io sono uno dei loro e come loro</p> -<p>ubriaco di pensieri.</p> -<p>Ma, Isotta, per te devo...</p> -<p>Vuoi un poco di veleno e di verità?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Nulla voglio, e nulla domando.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Se mi ami, devo ben farti soffrire!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E tutto ascolto.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non t'ho ancora dato l'anello:</p> -<p>eccolo: guarda: trasparente! Biondo come...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>L'hai gettato nella vasca!</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Eh sì! Quando tu prendere lo voglia</p> -<p>devi affogare...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Mi butto.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No. Che è un anello? Ombre. Ombre.</p> -<p>Ma quello... Sì, Isotta!</p> -<p>tu sei mia moglie.</p> -<p>Isotta, io t'ho sposato, ridi,</p> -<p>è tempo di risate,</p> -<p>t'ho sposato perchè amo un'altra donna.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sapevo.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Perchè sono infelice, ed ho voluto</p> -<p>esserlo di più...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sapevo.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Perchè ho voluto potermi disprezzare!</p> -<p>Perchè ho voluto avere anch'io</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span></p> -<p>quella catena che ha lei,</p> -<p>per essere come lei,</p> -<p>sotto il peso di un eguale dolore,</p> -<p>ed ho scelto te perchè tu mi sia</p> -<p>l'aguzzino, il carnefice, l'infamia,</p> -<p>e torturandolo, tu faccia più divino</p> -<p>quest'amore che io ho tanto dilaniato</p> -<p>e che dilania me.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sapevo.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>T'ho presa come si prende, ecco, la morte,</p> -<p>con disperazione,</p> -<p>e avevi il nome di lei,</p> -<p>dell'assente, della mia Isotta,</p> -<p>del mio sogno</p> -<p>e l'anello era suo.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Puoi piangere, ora, con me.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No. Non so piangere. Rido.</p> -<p>Ma tu sei come un balsamo</p> -<p>sul mio ridere malato...</p> -<p>Oh, senti, cantano laggiù:... per chi?</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Per noi.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì? E perchè non ci amiamo?</p> -<p>Ho ben infranto la mia fedeltà.</p> -<p>Sacrifica tu, la castità.</p> -<p>Che vogliamo noi, donna?</p> -<p>Divoriamoci coi denti,</p> -<p>cerchiamo dentro noi il nostro fango!</p> -<p>Ah, Isotta, perdona: guariscimi tu!</p> -<p>Insegnami a credere ancòra,</p> -<p>ed a non ricordare più.</p> -<p>Tu hai mani bianche e leggere,</p> -<p>di fata: dammele...</p> -<p>Costruiscimi una vita tenue,</p> -<p>nuova come un sogno nuovo.</p> -<p>Chiudi la porta a tutti i pensieri</p> -<p>che vengono di lontano</p> -<p>o che vogliono volar via...</p> -<p>Salvami, salvami tu, pura..</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(S'inginocchia — essa gli -mette le mani nei capelli). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Hubbo.</i> -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>La bionda Isotta, per gelosia</p> -<p>di re Marco, suo marito,</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span></p> -<p>mentre tu ridi, soffre,</p> -<p>dentro una prigione,</p> -<p>cavalier Tristano!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Levandosi). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Tu hai parlato? Tu?</p> -<p>L'anima mia? L'ombra?</p> -<p>Sì. È vero! Una prigione...</p> -<p>Voglio una prigione anch'io!</p> -<p>Perchè devo io qui solo respirare la libertà,</p> -<p>godere la notte, ubriacarmi d'illusione</p> -<p>Come lei, come l'amor mio vero!</p> -<p>Tu no, non ti conosco.</p> -<p>Chi sei? Chi sei? Ti odio!</p> -<p>Vattene. Una prigione, voglio!</p> -<p>E soffrire anch'io!</p> -<p>Sii gelosa, dunque! Sii gelosa,</p> -<p>t'ho sposata per questo solo.</p> -<p>Fammi male, se mi vuoi bene!</p> -<p>E chiudimi in una prigione,</p> -<p>ti prego, te ne prego, ti supplico...</p> -<p>e dopo, fanciulla, ti benedirò...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Eliner.</i> -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Cantando). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>La vita è una sorpresa,</p> -<p>c'è la salita, e poi c'è la discesa...</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> -</p> - -<h3>SCENA QUARTA.</h3> - -<p class="center"> -<i>Una prigione. Attraverso l'inferriata qualche -stella.</i> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sono giunto al porto, qui?</p> -<p>Ho tanto navigato per questo?</p> -<p>No: ancora non è la morte vera.</p> -<p>Buio, sì, ma qualche stella vive, lassù:</p> -<p>nero, nero voglio: lutto sovrano.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Togliendosi la maschera). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Mio viso ti sbendo: l'infinito sole</p> -<p>è presente, e l'infinito è lei: mia signora</p> -<p>che spia: la sento qui, là:</p> -<p>Isotta, mi maledici? No, non devi,</p> -<p>nessun bacio ha cancellato i tuoi baci:</p> -<p>tra qualunque creatura di carne e me,</p> -<p>sempre tu, ombra, ho veduto e vedo,</p> -<p>ed a questo carcere tu mi condanni!</p> -<p>Perchè dovrei, spietata, maledirti,</p> -<p>ma folle di sentirmi così tuo,</p> -<p>ti dono invece questo viso nudo</p> -<p>come un cadavere risorto, e godo</p> -<p>delle tue ineffabili carezze e spasmo</p> -<p>verso questa tua divina oscurità.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Entrano dall'inferriata le -voci dei briganti). -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Oninoni.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Oh, capitano, è vero che sei lì dentro? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Eliner.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Non risponde! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Oninoni.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Siamo venuti via: che si poteva fare più. San -Giuda benedetto? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Cariado.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Anche i re muoiono, e re Languis è morto... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Oninoni.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Il popolo allora ti ha fabbricato qualcosa come -una repubblica... -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Eliner.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -E siamo venuti qui, da te. -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Oninoni.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ci vuoi non ci vuoi? -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Cariado.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Si torna a fare il brigantaggio. -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(La faccia di <span class="smcap">Oninoni</span> appare -all'inferriata). -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ONINONI. -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Silenzio!... Oh, olà! Sacripante, è morto anche -lui! -</p> -</div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Oninoni sparisce, le voci -si perdono). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Eliner.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Era un po' strambo, poveretto! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Oninoni.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Ma tutto cuore! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -<i>La voce di Cariado.</i> -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -<i>Amen!</i> -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Resterò dunque solo? Ma se il mondo</p> -<p>mi crollasse intorno ed io sopravvivessi,</p> -<p>unico, non mi lasceresti ancòra, Isotta,</p> -<p>ma dentro me sempre rimani,</p> -<p>a divorarmi come fai!</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Una pausa). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>C'è un grillo, nella notte.</p> -<p>Per tre volte un usignolo era venuto</p> -<p>a farmi tacere, poi silenzio.</p> -<p>Ora i grilli. Domani i vermi,</p> -<p>Tristano, ti sei chiuso, ma cammini,</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span></p> -<p>cammini verso di lei</p> -<p>e l'ombra ti segue, fedele.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Due mani bianchissime appaiono -tra i ferri della finestrella; -e Tristano le -vede). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Chi m'offre questi grandi fiori bianchi,</p> -<p>virginali? Oh fiori di gelo e di giglio!</p> -<p>Mani! O mani senza persona,</p> -<p>mani recise. Di chi siete?</p> -<p>Mie, mie, e del sogno! No, sue.</p> -<p>Mani, mani che hanno più forza</p> -<p>che non la fede, che non la fame!</p> -<p>Mani esangui e capaci di tanto delitto</p> -<p>su me, che m'abbandono!</p> -<p>O mani di regina, sì,</p> -<p>ma dei burattini!</p> -<p>Io mi muovo secondo che voi mi guidate,</p> -<p>e io sono il vostro pagliaccio,</p> -<p>e mi fate saltare, danzare, giacere,</p> -<p>e vi faccio la mia reverenza!</p> -<p>E cerco i fili colle dita: e non ci sono...</p> -<p>Perchè siete due ragni mostruosi,</p> -<p>che avete tessuto la mia perdizione!</p> -<p>Ragni: ed io credo... No, vedo...</p> -<p>Isotta, sei tu morta? E vieni a darmi l'addio?</p> -<p>Devo morire anch'io? Mi chiami? Mi vuoi?</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span></p> -<p>Prendimi. Oh sì, donami questa grazia.</p> -<p>Ah, immobili siete, quasi spente,</p> -<p>ma io sento che voi sentite.</p> -<p>E se vi pungessi, nascerebbe il sangue.</p> -<p>Coi denti, coi denti!... Ah, delizia...</p> -<p>Baci... baci... Che volete? L'anima?</p> -<p>Ahi mute e tenaci come due pensieri, lì,</p> -<p>come due chiodi. No!</p> -<p>Andate via! Via! Sparite!</p> -<p>Siete nebbia, lo so. Siete sogno, lo so.</p> -<p>Debbo destarmi; voglio destarmi, su,</p> -<p>sono in piedi. Vivo. Vedo.</p> -<p>E sono lì, bianche come due peccati bianchi!</p> -<p>Isotta, sei tu... Che mi asciugavi le lacrime,</p> -<p>buona ti conosco. No, tragica,</p> -<p>feroce. Rivuoi l'anello? Ah, sì! Ecco!</p> -<p>L'anello! Perduto! Annegato!</p> -<p>Come una persona viva... Perdona,</p> -<p>perdona. Guarda, congiungo le mie mani,</p> -<p>e tu perdona! Ah, maledetta!</p> -<p>Basta: le prendo, le spezzo... le adoro!</p> -<p>Dietro queste mani, nella notte, vive</p> -<p>Isotta, la mia divina, e queste, sì,</p> -<p>mi portano le più silenziose carezze</p> -<p>nate dalla sua pena...</p> -<p>O dita fredde qui sulla mia faccia</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span></p> -<p>rovente... Adoro le immagini sacre,</p> -<p>l'incubo mio,</p> -<p>le due lampade bianche per la mia tomba,</p> -<p>le due anime vive e disgiunte e gemelle</p> -<p>come le nostre due, Isotta, Isotta!...</p> -<p>Tu sei qui... È vero? Ah meraviglia,</p> -<p>tu sei vera, tu sei viva, tu sei mia!</p> -<p>Isotta, lasciami morire, e chiudimi gli occhi</p> -<p>tu, divinamente muta, così...</p> -</div></div> - -<p class="pad2 center large"><i>Fine del secondo atto.</i></p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> -</p> - -<h2 id="terzo">ATTO TERZO</h2> -</div> - -<h3>SCENA PRIMA.</h3> - -<p class="center"> -<i>L'interno di un casolare, nudo, da pescatori.</i> -</p> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Entrando). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ecco il frutto della mattinata:</p> -<p>due scombri-cavalli, carne dura</p> -<p>per i tuoi denti di neve, ma di meglio non c'è.</p> -<p>Poi tre uova di gabbiano.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Siamo poveri poveri.</p> -<p>E noi che ti possiamo dare?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Niente!... È mio dovere.</p> -<p>Puoi usarmi come arnese di cucina</p> -<p>come cane, come coltello,</p> -<p>ma solo non mi buttare via, signora.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Triste un buffone, in tanta nudità!</p> -<p>Ma egli è malato, io donna: ci puoi servire.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Grazie.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Tra sè). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i4">Idolo bianco,</p> -<p>ti ha difesa perchè sei bella e sua,</p> -<p>Hubbo, lo scorpione. E non t'abbandona.</p> -<p>Ma pazzo, anzi meschino, lotta,</p> -<p>con quel pazzo vero e nero, che ti fiuti,</p> -<p>sì, ma non ti morda.</p> -<p>E Hubbo vincerà.</p> -<p>Qui c'è il suo veleno</p> -<p>che una goccia sola potrà fare giustizia.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Rimescola un barattolo e -lo ripone). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Fra sè). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Quanta luce in questo casolare</p> -<p>e non ci libera dall'ombra.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Hubbo <i>exit</i>). -</p> -</div> - -<div class="blockquote"> -<p> -La trasparenza delle cose, ahimè, -avvilisce le nostre anime opache! -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Entrando cauto). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non c'è nessuno? Tu? Ssst! Un segreto...</p> -<p>Non lo dire poi. Vieni qui.</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span></p> -<p>In punta di piedi. Piano. E... grazie!</p> -<p>Io credo di non essere più io.</p> -<p>Siamo tanto soli qui... taci,</p> -<p>non ti muovere, non respirare,</p> -<p>penso che lei non sappia il luogo,</p> -<p>questo luogo. Sfuggiti le siamo!</p> -<p>E starà frugando ancòra, nei palazzi,</p> -<p>chissà dove... Gliel'abbiamo fatta!</p> -<p>Qui, dove si potrebbe nascondere, l'ombra?</p> -<p>Non c'è ombra. Tutto sole. Intendi?</p> -<p>E credo che ti posso baciare finalmente</p> -<p>senza che <i>lei</i>...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non far peccato contro il tuo Dio.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Dio? Quale? L'abbiamo perduto.</p> -<p>Siamo in esilio, in libertà.</p> -<p>Il mare solo colle sue bianche braccia</p> -<p>e il suo fragore copre le nostre parole.</p> -<p>Grazie, mare, anche a te.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ed hai paura, se parli piano.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sono stato in agonia... Non oso</p> -<p>sventolare la salute, ma la fascio,</p> -<p>la carezzo... Per essere diverso</p> -<p>e non più riconoscibile, ho seppellito</p> -<p>là, nella sabbia, la maschera, stanotte.</p> -<p>Neanche la luna mi ha veduto.</p> -<p>Ora sono bianco, un altro sono!</p> -<p>Mi siedo e chiamo: Psst, psst, i miei pensieri</p> -<p>che mi vengono a dormire stanchi nel cuore,</p> -<p>dopo tante corse, e me li sento, un po' sudati,</p> -<p>amici, respirare...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i8">I tuoi pensieri,</p> -<p>rondini, un attimo ferme,</p> -<p>son pronte a ripigliar volo e garrito.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No, mentre dormono, tu li ucciderai.</p> -<p>Ti spaventa? Cattivi pensieri,</p> -<p>mi hanno fatto soffrire tanto!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Se io sapessi, come si può fare!</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Guarda. Sì. Sì. Così. Buona...</p> -<p>Poi ti siederai qui, e filerai.</p> -<p>Come una moglie di pescatori!</p> -<p>Eh, non siamo più niente...</p> -<p>Dobbiamo guadagnarci la vita.</p> -<p>Ecco: filare. E io farò il falegname.</p> -<p>Un onorevole mestiere. Anche il padre di Gesù</p> -<p>non se ne vergognava, ed il figlio era re.</p> -<p>Noi avemmo il padre re.</p> -<p>E qui legheremo un cane</p> -<p>che abbaierà alla sua ombra...</p> -<p>No; niente ombra, niente cane. Silenzio!</p> -<p>Un gatto grigio. Ed il buffone</p> -<p>ci farà da sguattero, e Giuseppe</p> -<p>lo chiameremo. Sì, sì,</p> -<p>una vita come gli altri, nascosta,</p> -<p>ogni giorno monotona, eguale</p> -<p>e lei forse non ci troverà più,</p> -<p>e noi moriremo, colla barba bianca,</p> -<p>tu con cento rughe... Isotta...</p> -<p>Ma perchè ti chiami... Isotta?</p> -<p>Cambia nome: vuoi che seppelliamo</p> -<p>anche il tuo nome, sotto la sabbia?</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>È l'unico dono che m'è rimasto</p> -<p>di mio padre, il nome.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Beato, in pace con sè stesso!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non mi ha giovato il voto...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E perchè non te ne sciogli?</p> -<p>Se tu m'aiuti...</p> -<p class="i6">Posso io?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma devi me cercare dentro le mie braccia,</p> -<p>non l'assente: solo me,</p> -<p>e mi conoscerai allora, se pallida,</p> -<p>marmo no, malata di languore,</p> -<p>come notte di maggio e di luna,</p> -<p>e s'aprirà la mia chiusa forza,</p> -<p>come un altro mare...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Chi sei? Guardo la tua bocca</p> -<p>dir queste parole, e guardo</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span></p> -<p>la tua gola vivere, e queste mani...</p> -<p>Le mani... Erano tue?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Le riconosci vive, qui?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Le tue! Dunque sei tu? Tu!</p> -<p>Ecco: ti accarezzo... E ti abbraccio...</p> -<p>Nessun velo fra te e me...</p> -<p>Nessun'ombra! Posso... Sì.</p> -<p>Posso dire forte, Isotta!</p> -<p>Più forte, Isotta... Più forte, Isotta!</p> -<p>Libero sono... Salvo per queste mani</p> -<p>mie, che erano te,</p> -<p>che sono te, Isotta cara...</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Entra <span class="smcap">Hubbo</span> con in mano -la maschera di Tristano). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Che c'è?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i4">Questo, c'è...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Cupo tra sè). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i11">L'ombra?...</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Il mare ha scavato la sabbia</p> -<p>ed è venuta su questa pezzuola</p> -<p>del signor Tristano...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Delirando). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i9">L'ombra!</p> -<p>M'ha ritrovato! Ecco: sorridevo!</p> -<p>Ho parlato forte... troppo forte...</p> -<p>M'ha udito... M'ha ripreso, è qui...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No... Non è che la tua maschera...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma <i>lei</i> me la rimanda!</p> -<p>Oh, conosco i suoi segni...</p> -<p>i suoi gesti senza parole...</p> -<p>le sue pause d'agonia... e d'ironia!</p> -<p>Mi dice: ricopri quel viso ch'è mio.</p> -<p>Tuo? Perchè? Ti rispondo: no!</p> -<p>E guarda... le calpesto la maschera...</p> -<p>le sputo su... le ballo su... ballo...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Signor mio...</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i6">Ballo... ballo...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Dentro un barcone ora approdato</p> -<p>c'è un prete, barba così,</p> -<p>che racconta d'Isotta...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i10">Di chi?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Racconta che Isotta regina,</p> -<p>la moglie di re Marco,</p> -<p>è stata da re Marco ferita</p> -<p>per furore, ed essa langue ora,</p> -<p>e par che dica: Muoio... Tristano...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Maledetto! Tu muori... tu!</p> -<p>No. Hai ragione... Per questo</p> -<p>la maschera m'ha spedito... La bacio.</p> -<p>Sa di sale! Sì. È come</p> -<p>un'anima avvilita e lagrimosa.</p> -<p>Ma lei ferita hai detto? E muore?</p> -<p>Per furore... per gelosia!</p> -<p>Isotta, hai capito? Ebbene</p> -<p>voglio essere ferito anch'io.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non divagare... Ritorna</p> -<p>alla tua vita nuova...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Al gatto?... Al falegname?</p> -<p>Come <i>lei</i>, sempre come <i>lei</i>,</p> -<p>per morire come <i>lei</i>, almeno questo!</p> -<p>Provoco e chiedo ciò alla tua gelosia.</p> -<p>Hai detto d'aver cuore e sangue...</p> -<p>Su, su. Ferisci! Dove vuoi...</p> -<p>Nel mio cuore... nel mio sangue...</p> -<p>Voglio, intendi? voglio essere ferito.</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Hubbo spalma dell'unguento -del barattolo un coltello -e lo pone sul tavolo). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non essere crudele con te e con me!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Un coltello!</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Brandisce il coltello ch'è -sul tavolo). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i6">O mi ferisci,</p> -<p>o mi scanno. Isotta mia, ti sento,</p> -<p>e ti obbedisco! So quello che vuoi...</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Chi può sapere? Interroga quel frate...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sangue! Il mio bel sangue nero!</p> -<p>Ecco: non colpisci? Io, allora io...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Taglia... taglia... un po' di carne</p> -<p>lacerata mi salverà dall'ascoltare</p> -<p>l'anima mia... e i ricordi... su... taglia!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Pungendogli il collo). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ecco: una goccia di sangue...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Subitamente calmo). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Una gemma. Fermi! Devo morire.</p> -<p>Sono sulla soglia del palazzo eterno...</p> -<p>Sì, povera vita mia, ti lascio... Una gemma:</p> -<p>di questo rubino fatti l'anello di nozze</p> -<p>che non t'ho dato ancòra... Pace.</p> -<p>Non urlo più. Non tremo più.</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span></p> -<p>Vedo la morte che mi viene incontro.</p> -<p>Quanto tempo?</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Una pausa). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i7">Sì? Grazie,</p> -<p>anche a te, morte. Posso vederla, ancòra!</p> -<p>Hubbo, sali sul barcone ch'è approdato,</p> -<p>riprendi il mare, vola, e va dalla regina ferita,</p> -<p>laggiù, di' che Tristano muore,</p> -<p>e che insieme, insieme si ha da morire,</p> -<p>e portala qui. Se torni con lei,</p> -<p>alza vele bianche, senza, vele nere.</p> -<p>Aspetterò, tenendomi la vita colle mani.</p> -<p>Va!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i3">Va!</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Hubbo <i>exit</i>). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i4">Ed ora comincio ad aspettare.</p> -<p>Guardo. Un po' d'acqua... Ho sete...</p> -<p>Grazie... E lasciami solo... Va via: solo:...</p> -<p>Voglio pregare, se ripesco qualche parola</p> -<p>nella mia memoria...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i9">Ti posso insegnare...</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Tu?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Io prego sempre. Ripeti:</p> -<p>O voi che proteggete chi patisce...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>O voi che proteggete chi patisce...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Fate che Isotta mi venga ridata...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Fate che Isotta...</p> -</div></div> - -<h3>SCENA SECONDA.</h3> - -<p class="center"> -<i>A bordo d'una barca a vela: in alto mare. Tempesta.</i> -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(In piedi, <span class="smcap">Erasmo</span>, in abito -d'eremita, regge la barra -del timone. Accovacciato -<span class="smcap">Hubbo</span> tiene la corda della -vela). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E chi vede più niente in questo inferno?</p> -<p>Si scivola... si vola a precipizio!</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Io gli scogli non scorgo, ma Dio veglia:</p> -<p>Ci diriga se vuole, o ci frantumi!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sono maledizioni di saette...</p> -<p>E non arriveremo che al naufragio!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Io sono pronto.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Eh vecchio sei barbone amico di Dio,</p> -<p>ma Hubbo la morte lo spaventa.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Tira! Oh senti la campana! È l'ora</p> -<p>nostra... Su, su... L'ondata passa... e spazza!</p> -<p>Amavi tu la vita come i re?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Come un rospaccio cui tirano sassi</p> -<p>anche i marmocchi fior d'innocenza...</p> -<p>Ah quant'acqua... Non si regge più!</p> -<p>Tu forse avrai goduto.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Avidamente ho steso le mani</p> -<p>su tutti i beni della terra e nulla</p> -<p>è stato mio: le mani or tendo al cielo</p> -<p>e qualche cosa piglierò lassù.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Hai amato ed hai sofferto per amore?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Prega... Il vento cambia. Forza!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Tutta la barra. Ancòra. L'albero cede.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No. Tien saldo. Mi piacque una nipote</p> -<p>principessa di mani come il vento...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Isotta!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>L'hai conosciuta? E casta come morta...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No, casta. Tu non sai l'amore suo!</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Per chi? Su! Grida più dell'uragano!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Per un Tristano che se l'è sposata...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ah parole più fulmini del fulmine!</p> -<p>L'ama? È felice? Parla! Com'è fatto?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Oh piangere la fa! Chè lui non l'ama!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Piangere? Miserabile!.. Oh vendetta...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Compiuta, la vendetta. Tristano muore.</p> -<p>E vuole anche morir contento!</p> -<p>E com'è stato fedele a un'altra Isotta,</p> -<p>a un suo peccato, manda noi,</p> -<p>che gliela riportiamo, questa Isotta,</p> -<p>per essere felice, nel trapasso, ed in eterno,</p> -<p>ed infelice in eterno quella che tu amavi.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Lascia la vela. Ed io lascio il timone.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma la barca impazzisce disperata...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Giù! Giro tondo e vortice che sale!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>È la fine! È la fine!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Che importa? Vuoi che io serva a quel Tristano?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ho promesso... Ho paura...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ma ti viene la morte e ti cancella</p> -<p>e le promesse annegano con te...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No. Non si può camminare...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Se non gli giunga, se mai più riveda</p> -<p>quest'altra Isotta, morirà furioso?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Furioso, sì, come un cane.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E d'Isotta, la mia?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>La nostra, sarà un po' contenta...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Quale nostra?... Anche tu? Maledizione!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No. No. Non ho che pianto. Pietà di me...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Verme! Rospo, hai osato? Ma si muore...</p> -<p>Vieni qui. Parla. Non tremare. Parla.</p> -<p>Ancora è bella? E le sue mani bianche?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Come la spuma... Oh, no. Si sprofonda!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Salvami! Non vedi? Non vedi?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì. Ma parla di lei! Parla di Dio!</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>È triste, Isotta... E non ci ha mai sorriso...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ERASMO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Isotta, Isotta...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -HUBBO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i7">Isotta...</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(S'inabissano). -</p> -</div> - -<h3>SCENA TERZA.</h3> - -<p class="center"> -<i>Lo stesso casolare della prima scena dell'atto.</i> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Su un giaciglio). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Quanta polvere! Due pescatori</p> -<p>han pescato un morto fra gli scogli:</p> -<p>un annegato colla barba e glie l'hanno tagliata.</p> -<p>Poi l'hanno portato in questo casolare</p> -<p>e sono io... Povera gente!</p> -<p>Il mare mi cullava. Qui sono un cane</p> -<p>malinconico che aspetta per poter morire</p> -<p>l'arrivo del suo padrone,</p> -<p>ed agita la coda...</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sei tu che vivere non vuoi...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non so, non so vivere...</p> -<p>Se tu m'avessi insegnato!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Che potevo fare di più?</p> -<p>Tacere e patire, oltre le mie forze.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ascolta. Ho fatto un sogno, non so come,</p> -<p>senza chiudere gli occhi mai.</p> -<p>Sognavo che tu e lei foste una Isotta sola,</p> -<p>e Languis e re Marco un solo vecchio</p> -<p>ed ero felice o mi pareva,</p> -<p>e t'ho guardata,</p> -<p>e tu eri tu, sola,</p> -<p>e Isotta mia, lontana!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>E se non t'amasse più, colei?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Più? Me?</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non esiste il verbo dimenticare?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Dimenticare?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Chiudere nel cuore il ricordo,</p> -<p>sorridere a nuove parole,</p> -<p>aver pietà di sè.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ho potuto io, dimenticare lei?</p> -<p>E lei come...?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i7">Come una donna.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Vile bugiarda! E vuoi rubarmi nell'anima!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Un po' di pace vorrei darti,</p> -<p>se anche tu con odio mi ripaghi.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Pace mi darà la morte.</p> -<p>Ma lascia che io creda in quest'amore!</p> -<p>O per chi avrei vissuto?</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Per te.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Oh, io non valgo la mia vita!</p> -<p>Muoio, e non per me... non per me.</p> -<p>Ti ho fatta soffrire, ho fatto soffrire me,</p> -<p>funesto a nemici ed amici,</p> -<p>almeno per grande fuoco, ciò:</p> -<p>amore è come patria, giustizia,</p> -<p>come Dio! E tu che ami,</p> -<p>non dire sacrilegio contro l'amore!</p> -<p>Ed essa viene. Sento che essa viene,</p> -<p>Isotta! Ha chiuso tutte le sue lacrime</p> -<p>per sorridermi ancora una volta.</p> -<p>Vieni qui. Ascolta. Tu non la conosci.</p> -<p>Io sì. Io non conosco che lei.</p> -<p>Essa avrà detto: perchè partite?</p> -<p>Eh! Perchè sono partito? Potevo rimanere.</p> -<p>Delitto, sì. Ma le lacrime di Marco</p> -<p>non valevano le sue, nè le tue,</p> -<p>che non hai pianto. Ma così ho fatto:</p> -<p>sono partito. Ed ho potuto non ritornare più!</p> -<p>Come ho fatto? Così. Per viltà</p> -<p>e per essere pietra d'eroismo,</p> -<p>senza cuore nè sangue. E li ho, ribelli.</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span></p> -<p>Tu mi conosci! Ma non credere che Isotta</p> -<p>abbia dubitato mai di me,</p> -<p>o mi abbia maledetto mai. Te maledetta,</p> -<p>se lo credi. Essa, lo sento, mormorava:</p> -<p>Tristano vuol così, e così sia.</p> -<p>Ma io le grido: Tristano è un vile!</p> -<p>Ma quando il tuo buffone le ha detto:</p> -<p>Tristano muore, vieni, essa si è levata</p> -<p>in piedi, su, benchè morente, e l'anima sua</p> -<p>è volata qui prima del corpo, è qui.</p> -<p>Essa è qui, intendi? E io parlo a lei...</p> -<p>non a te... E aspetto il bacio suo!</p> -<p>Non il tuo, Isotta... Il suo, d'Isotta!...</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Spossato ricade sul giaciglio). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Povera pena! Come vorrei tu avessi</p> -<p>una piaga sanguinosa e non questa tortura</p> -<p>di un'idea!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Donna, vuoi guardare dalla porta?</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Perchè?</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Guarda il mare, il mare...</p> -<p>No. Io: lascia che mi levi!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non ti reggi!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO, -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì. Posso camminare...</p> -<p>Ma non vedo lontano. Vedo te</p> -<p>che non voglio vedere. E là non vedo</p> -<p>nemmeno il mare. Muoio? Ah no!</p> -<p>Morire... non ancora... non ancora...</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Ritorna a buttarsi sul giaciglio). -</p> -</div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Riposa.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Guarda tu... Guarda... E di'.</p> -<p>La sua barca si vede? La vedi?</p> -<p>O sei cieca anche tu, donna?</p> -<p>Non tacere per gelosia dell'altra!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No. Tristano. Penso a te, soltanto.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non piangere. Non piangere. Guarda</p> -<p>con occhi asciutti o non puoi vedere...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Non c'è sul mare che un correre di onde.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Anche tu non sai vedere! Essa c'è sul mare.</p> -<p>Ed è vicina. La sento io.</p> -<p>La sento meglio che tu non veda...</p> -<p>Guarda! Sforza lo sguardo! Su! Su!... Parla...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Sì. Forse... hai ragione.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i10">Non farmi morire</p> -<p>d'ansietà...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Una barca... Una piccola barca...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Le vele?... Che vele?...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Vele bianche.</p> -</div></div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>È lei... col suo cuore... i suoi capelli...</p> -<p>I suoi occhi miei... Vederla!...</p> -<p>Un suo bacio... Il suo bacio... Morire...</p> -<p>Festa... la mia morte... La barca... Isotta!</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Approda.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i5">Piano... Gli scogli... Attenda...</p> -<p>Il mare può... tradire... No, no...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Ecco. Una donna...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Lei!... La vita!...</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Scende sulla spiaggia, sale, viene verso qui..</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Mia carezza... sento... musica... bionda... -lei... quanta notte... d'oro... Lei.. Dov'è Dov'è? -</p> -</div> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span> -</p> - -<p class="speaker"> -ISOTTA. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>S'avvicina. Io vado. Col mio povero nome,</p> -<p>ch'è suo, e col mio sangue</p> -<p>ho tenuta accesa la lampada</p> -<p>della tua vita e del tuo dolore...</p> -<p>Ora essa è qui. Ho finito. Vado. Addio.</p> -</div></div> - -<p class="speaker"> -TRISTANO. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>Lei... Isotta!... Isotta!... Vieni...</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Isotta da una porta <i>exit</i>). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p>No... Non ti dico niente del mio male...</p> -<p>dei giorni... no... non ho sofferto...</p> -<p>tutto sparito... ho aspettato...</p> -<p>questo minuto... solo... te...</p> -<p>Beato... Ah... ah... Il paradiso...</p> -<p>apre le... porte...</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(<span class="smcap">Isotta</span> da un'altra porta -ricompare). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i8">Ah... sì... tu... Sei tu...</p> -<p>Mio cuore... non era un sogno...</p> -<p>Tu c'eri... al mondo... viva... Io...</p> -<p>Io... sono felice... tanto... tanto...</p> -<p>Qua... vicina... vieni... Piglia l'anima... mia...</p> -<p>fra le tue braccia.... Nè io... senza di te...</p> -<p>nè tu senza di me... Un bacio...</p> -<p><span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span></p> -<p>Tutta la mia vita... anche la tua... per un bacio...</p> -<p>Moriamo... insieme... sì...</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Isotta viene a baciarlo). -</p> -</div> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i11">Vedo il tuo...</p> -<p>bianco... me... ra... viglia... feli... cità...</p> -<p>Sono... non più... Tristano... sono Dio...</p> -</div></div> - -<div class="stagedir"> -<p> -(Muore. Isotta s'inginocchia). -</p> -</div> - -<p class="pad2 center large">FINIS.</p> - -<div class="somm"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span> -</p> - -<h2> -INDICE -</h2> - -<table class="indice" summary=""> - <tr> - <td><a href="#primo">Atto Primo</a></td> <td class="pag">Pag. 7</td> - </tr> - <tr> - <td><a href="#secondo">Atto Secondo</a></td> <td class="pag">63</td> - </tr> - <tr> - <td><a href="#terzo">Atto Terzo</a></td> <td class="pag">109</td> - </tr> -</table> - -<hr /> -</div> - -<div class="boxed"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span> -</p> - -<p> -Che cos'è il</p> -<p class="center"> -<span class="main-t">“raccontanovelle„</span></p> - -<p> -della Casa Editrice Vitagliano? -</p> - -<ul> -<li>è l'espressione più vibrante della letteratura mondiale!</li> -<li>è un'ora di gioia, di passatempo, di divertimento!</li> -<li>è la pubblicazione più ricca e più economica al tempo stesso!</li> -<li>è la raccolta più varia e più urlante di tutti i capolavori!</li> -<li>è il compagno consolatore della vostra noia ferroviaria!</li> -</ul> - -<p class="speaker"> -Esce due volte al mese, costa UNA LIRA In Italia e Colonie,<br /> -è la pubblicazione di tutto, di tutti, per tutti -</p> - -<p> -<i>Si sono pubblicati nella prima serie:</i> -</p> - -<ul> -<li>N. 1. — VIRGILIO BROCCHI: Fragilità.</li> -<li>N. 2. — DARIO NICCODEMI: Spirto gentil...</li> -<li>N. 3. — SABATINO LOPEZ: Risate.</li> -<li>N. 4. — MARIO MARIANI: Trabocchetti.</li> -<li>N. 5. — ALESSANDRO VARALDO: Questa o quella...</li> -<li>N. 6. — FLAVIA STENO: Nappina azzurra.</li> -<li>N. 7. — GINO ROCCA: I capitomboli.</li> -<li>N. 8. — COSIMO GIORGIERI CONTRI: Di chi l'amore...</li> -</ul> - -<p> -<i>Compariranno successivamente:</i> -</p> - -<ul> -<li>N. 9. — MICHELE SAPONARO: L'Allodola.</li> -<li>N. 10. — FEDERICO TOZZI: La gallina disfattista.</li> -<li>N. 11. — MARIO PUCCINI: Quando cade il velo.</li> -<li>N. 12. — F. M. MARTINI: L'ultima confessione di Don Giovanni.</li> -<li>N. 13. — E. L. MORSELLI: Il Club dei Solitari.</li> -<li>N. 14. — LORENZO RUGGI: Palmi di naso.</li> -<li>N. 15. — LUIGI SICILIANI: L'ignota.</li> -<li>N. 16. — ENRICO CAVACCHIOLI: La tua bocca, signora.</li> -<li>N. 17. — CARLO VENEZIANI: Donnine di lusso.</li> -<li>N. 18. — ENRICO SERRETTA: L'Ospite.</li> -<li>N. 19. — LUIGI ANTONELLI: Dove si sarà seduto...</li> -<li>N. 20. — SILVIO ZAMBALDI: Il cuore d'argento.</li> -<li>N. 21. — RAFFAELE CALZINI: Quattro storie galanti.</li> -<li>N. 22. — GIUSEPPE LIPPARINI: L'amore di Fatma.</li> -<li>N. 23. — FRANCESCO SAPORI: Piangi, amor mio.</li> -<li>N. 24. — CARLO PANSERI: La vita e il sogno.</li> -<li>N. 25. — PAOLO DE GIOVANNI: Una donna trovata.</li> -</ul> - -<p class="center"> -Abbonamento a 12 numeri L. 10 — Abbonamento a ventiquattro numeri L. 20 -</p> -</div> -<hr class="silver" /> -<div class="boxed"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span> -</p> - -<p class="center"> -<span class="main-t g">“ROMANTICA„</span> -</p> - -<p class="center pad2"><i>OGNI FASCICOLO UN ROMANZO<br /> -OGNI ROMANZO UN AUTORE CELEBRE</i></p> - -<p class="pad2"> -NELLA PRIMA SERIE: -</p> - -<ul> -<li>R. CALZINI: Il profeta e la peccatrice.</li> -<li>M. PRAGA: I tre Maurizî.</li> -<li>S. GOTTA: Canzone disperata.</li> -<li>M. MARIANI: L'eredità.</li> -<li>G. ROCCA: Volersi bene.</li> -<li>M. SAPONARO: Amore d'agosto.</li> -<li>L. ZÙCCOLI: Magda, la sorella.</li> -<li>A. VARALDO: Rosso e nero.</li> -<li>TÉRÉSAH: La morte della bambola.</li> -</ul> - -<p class="speaker"> -OGNI FASCICOLO CON UNA COPERTINA A -COLORI DI VENTURA, CRESPI, ECC.<br /> -L. 1,50<br /> -ABBONAMENTO A 12 NUMERI L. 15, — -</p> - -<p class="center"> -Inviare le prenotazioni alla nostra Amministrazione: -</p> - -<p class="center"> -14, VIA DURINI — MILANO — VIA DURINI, 14 -</p> -</div> -<hr class="silver" /> -<div class="boxed"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span> -</p> - -<p class="center"> -<span class="x-large">Pubblicazioni della Casa Editrice Vitagliano</span></p> -<p class="center"> -per ragazzi: -</p> - -<p class="indr"> -<span class="large u">I GIOIELLI</span> -</p> - -<p class="gioielli"> -<span class="smcap">Carlo Veneziani.</span> — <b>Pap Pep Pip Pop Pup</b>, con -disegni in nero ed otto tavole a colori di <span class="smcap">Pinochi</span>. -</p> - -<p class="gioielli"> -<span class="smcap">Antonio Rubino.</span> — <b>Viperetta</b>, con disegni in nero -ed otto tavole a colori di <span class="smcap">Rubino</span>. -</p> - -<p class="gioielli"> -<span class="smcap">Sergio Tofano</span> (Sto). — <b>Storie di Cantastorie</b>, con -disegni in nero e dieci tavole a colori di <span class="smcap">Sto</span>. -</p> - -<p class="gioielli"> -<span class="smcap">Filiberto Scarpelli.</span> — <b>Cuore di Fantocci</b>, con disegni -in nero e dieci tavole a colori di <span class="smcap">Scarpelli</span>. -</p> - -<p class="pad1 gioielli"> -<i>Ogni volume in carta di lusso di duecento pagine in -grande formato illustrate a colori ed in nero L. 10.</i> -</p> - -<p class="gioielli"> -<i>La serie continuerà ad essere pubblicata dal Gennaio -1920, e comprenderà volumi dei più noti scrittori -italiani.</i> -</p> - -<p class="pad1"> -È intanto in preparazione: -</p> - -<p class="gioielli"> -<span class="smcap">Carlo Veneziani.</span> — <b>Tappa, Tatappa e Túmmele.</b> -</p> - -<p class="pad1 center"> -Seguiranno altri libri per bambini, di <span class="smcap">Renato Simoni</span>, -<span class="smcap">Alessandro Varaldo</span>, <span class="smcap">Rubino</span>, <span class="smcap">Gotta</span>, ecc. -</p> -</div> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - - - - - - - - -<pre> - - - - - -End of Project Gutenberg's Tristano e l'ombra, by Alessandro De Stefani - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRISTANO E L'OMBRA *** - -***** This file should be named 50442-h.htm or 50442-h.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/5/0/4/4/50442/ - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online -Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This -file was produced from images generously made available -by The Internet Archive) - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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Redistribution is subject to the -trademark license, especially commercial redistribution. - -START: FULL LICENSE - -THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE -PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK - -To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work -(or any other work associated in any way with the phrase "Project -Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full -Project Gutenberg-tm License available with this file or online at -www.gutenberg.org/license. - -Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project -Gutenberg-tm electronic works - -1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm -electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to -and accept all the terms of this license and intellectual property -(trademark/copyright) agreement. 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Email contact links and up to -date contact information can be found at the Foundation's web site and -official page at www.gutenberg.org/contact - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. 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