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Imprese nello stato fiorentino + di Francesco Ferrucci, commissario generale; viene a battaglia + col principe d'Orange, e nella mischia periscono ambidue; + capitolazione di Firenze._ + +1529 = 1530. + + +Mentre che tutti gli altri stati d'Italia, traditi dai loro capi, +saccheggiati dagli stranieri, spossati da lunga guerra, divisi da una +mal intesa politica, e venduti dai loro alleati, si andavano, senza +resistenza, assoggettando al giogo che loro dava Carlo V, la repubblica +di Firenze apparecchiavasi, sebbene sola, a cadere coraggiosamente in +nobile olocausto, piuttosto che rinunciare all'antica sua libertà. +Depositaria di tutto lo splendore, di tutte le virtù, di tutto il sapere +di quelle repubbliche de' secoli di mezzo, tra le quali si era +innalzata, e le quali tutte aveva superate in fama, in potenza, in +ricchezze, dessa pareva ricuperare le antiche forze colla ricordanza +della passata gloria; e se più non aveva speranza, se la sua resistenza +non poteva essere coronata da felice avvenimento, non perciò si credeva +meno obbligata a difendersi per l'onore delle sue rimembranze. + +Firenze non era mai stata repubblica militare; ed anche in que' tempi, +in cui, tenendo il primo posto tra le potenze d'Italia, poneva argine +alla potenza dei duchi di Milano, dei re di Napoli e degl'imperatori, +non aveva nella sua armata quasi verun cittadino. Quegli stessi uomini, +che, in mezzo alle più terribili sciagure, mostravano ne' consiglj una +costanza, una fermezza invincibile, non sapevano esporsi a personali +pericoli; ma quando un'estrema ruina venne a minacciare la loro patria, +gli stessi Fiorentini impugnarono le armi. Abbandonati dalla Francia, +minacciati da tutte le forze della Chiesa, dell'impero e dei regni di +Spagna e di Napoli, sentirono di non potere in altro confidare che nel +proprio valore. Senza trascurare veruno de' mezzi che poteva tuttavia +attaccare alla loro causa, in qualità di condottieri, i piccoli principi +loro vicini, previdero che potevano essere da costoro abbandonati +nell'istante del bisogno; e si fecero a reggimentare ed addestrare la +milizia nazionale, che sola non poteva venir meno. E sebbene lo spirito +di parte abbia potuto presiedere allo stabilimento dei varj corpi di +questa milizia, uno stesso zelo militare e patriotico animava tutto il +popolo, e lo fece capace di un'eroica resistenza. + +Il popolo fiorentino, prendendo successivamente le armi, aveva formato +tre diversi corpi; il primo, che si era raccolto in dicembre del 1527 +per la guardia pel pubblico palazzo e del gonfaloniere, era composto di +trecento giovani quasi tutti appartenenti a nobili famiglie. Ma perchè +l'amore di libertà era tra questi giovani più vivo, che non tra i +vecchi, così erano essi ancora più proclivi alla diffidenza. Gli estremi +riguardi di Niccolò Capponi verso i Medici li teneva inquieti; avevano +di già concepito qualche sospetto intorno alla segreta di lui +corrispondenza con papa Clemente VII, e si risguardavano meno destinati +a fargli la guardia, che a custodire il palazzo pubblico contro di +lui[1]. + + [1] _Ben. Varchi, l. V, p. 49. — Bern. Segni, l. II, p. 34._ + +Ma con una vista affatto diversa erasi formata la guardia nazionale de' +cittadini fiorentini, dietro un ordine del gran consiglio del 6 novembre +del 1528. Doveva questa essere composta di sedici compagnie, cadauna di +dugento cinquant'uomini, sotto il comando dei sedici gonfalonieri di +quartiere, i quali formavano il collegio della signoria; pure non si +trovarono sui ruoli che mille settecento archibugieri, mille armati di +picca, e trecento alabardieri, ossiano soldati armati di alabarde e di +spade a due mani, in tutto tre mila uomini, dell'età dai diciotto ai +trentasei anni, ed appartenenti a padri ammessi a prendere posto nel +gran consiglio. La signoria accordò ad ogni compagnia, in principio del +1529, il diritto di nominare il proprio capitano, ed affidò +l'addestramento di questo corpo a varj distinti ufficiali, che avevano +militato nelle bande nere. Questo corpo in breve superò la migliore +truppa di linea[2]. + + [2] _Ben. Varchi, l. VIII, p. 224. — Bern. Segni, l. II, p. 38._ + +Per ultimo il terzo corpo era formato delle milizie del territorio +fiorentino, che chiamavansi tuttavia _le bande dell'ordinanza_. Questa +milizia, arrolata sotto il gonfaloniere Pietro Soderini dietro i +consiglj datigli dal Macchiavelli, era stata dai Medici licenziata e +disarmata, e di nuovo ragunata nel 1527. Nella prima revista si era +trovata non minore di dieci mila uomini; era formata dal fiore dei +contadini dell'età dai diciotto ai trentasei anni, che ogni mese +venivano addestrati a tirare coll'archibugio, e ricevevano un tenue +pagamento anche quando non erano forzati ad abbandonare le proprie case: +eransi fatte venire per loro dalla Germania armi d'ogni qualità, ed +erano essi stati divisi in trenta battaglioni, secondo le province cui +appartenevano. I sedici battaglioni della destra riva dell'Arno erano +stati, in giugno del 1528, posti sotto gli ordini di Babbone di +Bersighella, nipote di quel Naldo di Val di Lamone, che primo d'ogni +altro aveva illustrata la fanteria italiana nella battaglia di +Agnadello; i quattordici battaglioni della sinistra erano stati affidati +a Francesco del Monte. E questi due capitani avevano seco condotti +cadauno cinquecento uomini di truppe di linea, per esercitare la +milizia[3]. + + [3] _Ben. Varchi, l. VI, p. 134. — Bern. Segni, l. I, p. 17._ + +In sul finire del 1528 i Fiorentini scelsero per capitano generale dei +loro uomini d'armi don Ercole d'Este, figlio del duca Alfonso di +Ferrara, il quale era in allora tornato dalla Francia, dove aveva +sposata madama Renata, figlia di Luigi XII e cognata di Francesco I. +Pareva impossibile che questi l'abbandonasse, ed i Fiorentini credevano +attaccarsi più fortemente alla casa di Francia, scegliendo un generale +che le apparteneva così da vicino; e di ciò gli aveva assicurati il +Visconte di Turenna, ambasciatore del re presso la repubblica. +Dall'altro canto mantenevasi un odio ereditario fino dai tempi di Leon X +tra la casa d'Este ed i Medici, ed Alfonso, minacciato su tutti i punti +dei suoi stati da Clemente VII, pareva dovere essere il più fedele +alleato della repubblica contro un nemico ad ambidue egualmente +formidabile[4]. + + [4] _Ben. Varchi Stor. Fior., l. VII, p. 194, 200. — Jac. Nardi, l. + VIII, p. 349. — Bern. Segni, l. II, p. 51._ + +Le fortificazioni cominciatesi in Firenze nel 1521, per ordine del +cardinale Giulio de' Medici, prima di avere il papato, non erano ancora +ultimate. Non potevansi condurre a termine senza distruggere o +danneggiare i poderi di alcuni cittadini, e la magistratura dei nove +della milizia fu incaricata, in principio d'aprile del 1529, di fare +stimare tutti que' terreni, dandone credito ai proprietarj sul libro del +_Monte_ coll'interesse del cinque per cento. In pari tempo Michel Angelo +Bonarruoti venne creato direttore generale delle fortificazioni della +città[5]. + + [5] _Ben. Varchi, l. VIII, p. 234. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 349. — + Bern. Segni, l. III, p. 75._ + +A misura che il pericolo si andava avvicinando, i dieci della guerra +facevano nuovi sforzi per accrescere le difese della repubblica. Siccome +avevasi opinione che le province d'Arezzo e di Cortona somministrassero +i migliori soldati di Toscana, i Fiorentini vi mandarono Raffaele +Girolami, loro quartier mastro generale, ed otto capitani, che tutti +avevano militato nelle bande nere, con ordine di levarvi cinque mila +fanti. Presero nello stesso tempo al loro soldo, in maggio del 1529, +Malatesta Baglioni, signore di Perugia, dandogli il titolo di +governatore generale, con mille fanti. Il Baglioni era figliuolo di quel +Gio. Paolo, che Leon X aveva fatto tanto ingiustamente morire; e perciò +egli desiderava di vendicarsi del Medici, egli doveva temere l'ambizione +del papa, ed occupava a Perugia un'importante situazione per chiudere la +strada della Toscana ad un'armata che venisse da Napoli e da Roma. Molti +altri distinti capitani, quali erano Stefano Colonna, Mario Orsini e +Giorgio Santa Croce, presero servigio dai Fiorentini; questi per altro +eran forzati ad accarezzare l'orgoglio di tutti questi piccoli principi, +che, non avendo verun grado in un'armata di già stabilita, non volevano +riconoscere altra superiorità che quella dei sovrani. Era appunto per +questo motivo che nè l'incapacità di Ercole d'Este, nè la più volte +sperimentata malvagia fede di Malatesta Baglioni, non avevano ritratti i +Fiorentini dal porre gli occhi sopra di loro per il comando. Si +sarebbero potuti preferire migliori capitani; ma gli altri ufficiali non +avrebbero voluto esser loro subordinati[6]. + + [6] _Ben. Varchi, l. VIII, p. 234. — Bern. Segni, l. II, p. 56. — + Jac. Nardi, l. VIII, p. 349. — Lett. de' Princ., t. II, f. 172 e + seg._ + +Mentre che la repubblica si premuniva con attività contro i pericoli +onde era da ogni banda minacciata, fu atterrita dalla scoperta di cosa +che a bella prima parve una congiura del suo primo magistrato. Il +gonfaloniere, Niccolò Capponi, confidava assai meno in tutti i mezzi di +difesa che riunivano i dieci della guerra, che nelle negoziazioni che +potevano disarmare la collera del papa. Egli stesso di moderato +carattere, e nulla avendo sofferto sotto il governo de' Medici, +apparteneva ad una famiglia, che aveva saputo conservare una tal quale +neutralità nelle dissensioni della sua patria. Suo padre Piero, ed i +suoi antenati Neri e Gino, non si erano trovati arrolati nè sotto le +insegne degli Albizzi, nè sotto quelle de' Medici, ed in tempo di quelle +amministrazioni avevano saputo rendere eminenti servigj allo stato. +Dacchè il Capponi era gonfaloniere, erasi studiato di calmare il furore +del popolo, di difendere i partigiani de' Medici, ed in pari tempo di +addolcire il risentimento del papa con esteriori dimostrazioni di +rispetto. Egli non aveva trovate le medesime disposizioni in coloro che +i suffragj del popolo ponevano con lui alla testa dello stato; ma aveva +seguita l'usanza praticata dai Medici, e prima di loro dagli Albizzi, di +chiamare alle deliberazioni i cittadini che, senza essere rivestiti di +veruna autorità, avevano acquistata una lunga abitudine de' pubblici +affari. A queste consulte, che a Firenze avevano il nome di _pratica_, +il Capponi chiamava moltissimi cittadini, conosciuti pel loro +attaccamento ai Medici, tra i quali egli trovava sempre chi +spalleggiasse le misure di conciliazione ch'egli andava proponendo[7]. + + [7] _Jac. Nardi, l. VIII, p. 342-345. — Stor. di Gio. Cambi, t. + XXIII, p. 40._ + +I consiglieri nominati dal popolo, ed in possesso della confidenza +pubblica, lagnavansi acerbamente perchè le deliberazioni, invece di +decidersi coi loro suffragj, dipendessero da quelli di persone senza +missione, che il gonfaloniere chiamava a votare con loro, e non pochi +dei quali, come Francesco Guicciardini, Francesco Vettori e Matteo +Strozzi, si erano renduti così sospetti pel loro attaccamento ai Medici, +che il popolo non aveva voluto affidar loro veruna incumbenza. Perciò +una legge regolò la _pratica_, che doveva tener luogo di consiglio ai +dieci della guerra; questa legge la formò dei dieci magistrati che +uscivano in allora di carica, e di venti aggiunti scelti dal grande +consiglio ogni sei mesi, cinque per cadaun quartiere della città. Il +gonfaloniere, privato da questa legge del suo consiglio abituale, non +per questo rinunciò a lasciarsi dirigere dai soli uomini di stato che si +fossero guadagnati la sua confidenza, e d'allora in poi li tenne quasi +sempre ne' suoi appartamenti per consultarli in ogni occorrenza[8]. + + [8] _Fil. de' Nerli, l. IX, p. 186. — Bern. Segni, l. I, p. 18, l. + II, p. 51._ + +Questi suoi privati consiglieri lo avevano incoraggiato a tener viva una +segreta corrispondenza con Clemente VII, per cercare di calmare la di +lui collera; questa corrispondenza aveva cominciato ne' tempi in cui +Lautrec assediava Napoli. Temeva questo generale che l'irritamento di +Clemente VII contro i Fiorentini non lo consigliasse a porsi tra le +braccia dell'imperatore, ed aveva egli medesimo eccitato il gonfaloniere +a mostrare dei riguardi verso il papa, ed a dargli delle speranze[9]. +Dopo la sconfitta di Lautrec, il Capponi aveva continuato a carteggiare +con Jacopo Salviati, che dopo la ritirata dalla corte pontificia di G. +M. Chiberti, era diventato il principale segretario di Clemente VII[10]. +Certo Jachinotto Serragli era il segreto mezzano di tale corrispondenza, +che il gonfaloniere teneva nascosta alla signoria. Una lettera, caduta +di seno al Capponi, fu raccolta il 16 aprile del 1529 nella stessa sala +dei priori da Jacopo Gherardi, priore egli stesso, e forse quegli che di +già nudriva i più gagliardi sospetti contro il gonfaloniere. La lettera +rendeva conto in ristretto di un abboccamento avuto tra il Serragli, che +la scriveva, e Jacopo Salviati; dessa annunciava che il papa, sotto +certe condizioni, acconsentirebbe a mantenere la libertà fiorentina; ma +chiedeva al gonfaloniere di spedire segretamente a Roma suo figliuolo, +per intendersi intorno a ciò che non potevasi convenientemente affidare +ad uno scritto[11]. + + [9] _Bern. Segni, l. I, p. 27._ + + [10] _Lettere de' Principi._ Varie lettere di Jacopo Salviati + scritte in principio del 1529, _t. II, f. 154 e seg._ + + [11] _Ben. Varchi, l. VIII, p. 243. — Bern. Segni, l. II, p. 59. — + P. Jovii, l. XXVII, p. 86. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 343. — Gio. + Cambi, t. XXIII, p. 41. — Fil. de' Nerli, l. VIII, p. 179._ + +Questa lettera, comunicata dal Gherardi ai più violenti avversarj del +gonfaloniere, fu da loro risguardata come una manifesta prova di +tradimento: venne denunciata alla signoria, che per l'indomani convocò +il consiglio degli ottanta, proponendogli che fosse deposto e tratto in +giudizio il gonfaloniere. Niccolò Capponi, atterrito dalla violenza dei +suoi nemici, invece di giustificare la propria condotta, si limitò a +dichiarare con estrema perturbazione, che suo figlio non era in verun +modo colpevole, non avendo pure contezza di quest'affare. Con ciò veniva +quasi a confessarsi egli stesso delinquente; onde fu deposto nel +medesimo giorno, e nel susseguente il grande consiglio nominò suo +successore Francesco, figlio di Niccolò Carducci, che doveva occupare +tale carica fino alla fine dell'anno[12]. + + [12] _Ben. Varchi, l. VIII, p. 244. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 344. — + Gio. Cambi, p. 43. — Comment. del Nerli, l. VIII, p. 180. — Bern. + Segni, l. II, p. 60. — P. Jovii, l. XXVII, p. 86._ + +Questa deposizione e la nuova elezione eransi fatte con una +precipitazione e violenza proporzionate al turbamento ed alla timidità +mostrata dal Capponi nella propria difesa, ed all'accanimento di coloro +tra i suoi nemici che speravano di rimpiazzarlo. Tosto che fu nominato +il di lui successore, e che i di lui invidiosi nemici perdettero la +speranza d'avere le sue spoglie, il loro furore si calmò, ed egli +medesimo ricuperò quella tranquillità e presenza di spirito che si +conveniva al suo stato. Tratto innanzi alla signoria giustificò con +nobile fermezza le sue intenzioni e la sua condotta; sostenne d'avere +fatto per la repubblica precisamente quello che far doveva, e la sola +cosa che potesse salvarla. Di già più non eravi alcuno cui fosse ancora +sospetta la di lui buona fede; coloro ch'erano a parte delle di lui +segrete negoziazioni, e coloro, che senza averne contezza, interamente +si affidavano alla di lui lealtà, lo difendevano caldamente, di modo che +venne onoratamente assolto dal giudizio; ed il popolo, per compensare la +fattagli ingiuria, lo ricondusse con pompa alla di lui casa[13]. + + [13] _Ben. Varchi, l. VIII, p. 251, 271. — Bern. Segni, l. II, p. + 61-67. — Comment. di Fil. de' Nerli, l. VIII, p. 182. — Jac. Nardi, + l. VIII, p. 344. — P. Jovii, l. XXVII, p. 89._ + +Appena aveva il nuovo gonfaloniere preso possesso del suo impiego, +quando la repubblica ricevette una dopo l'altra le più sconfortanti +notizie. Alla sconfitta di San-Paolo, alla di lui prigionia, alla +dispersione di tutta l'armata francese, tennero subito dietro gli avvisi +del trattato di Barcellona, nel quale Carlo V abbandonava i Fiorentini +alle vendette del papa, e prometteva di rimettere nella loro città la +tirannia della casa dei Medici. Pochi giorni dopo si ebbe notizia del +trattato di Cambrai, col quale Francesco I, ad onta dei più solenni +trattati, escludeva i Fiorentini dalla pace generale, e si obbligava a +non dar loro protezione. Si seppe nello stesso tempo essere Carlo V +sbarcato a Genova con un'armata spagnuola, e scendere in Italia +un'armata tedesca per raggiugnerlo. Questi replicati colpi erano fatti +per atterrire il più saldo coraggio; e tanto più grande era lo spavento +sparso in Firenze, in quanto che i preti ed i monaci, ravvivando la +setta del Savonarola, e secondando con tutte le forze loro il governo +popolare, avevano accertato, come cosa loro palesata per divina +rivelazione, che quest'anno l'imperatore non sarebbe venuto in Italia. +Questo primo avvenimento, che smentiva le loro profezie, fece vacillare +la fede che il popolo accordava a tutte le altre[14]. + + [14] _Ben. Varchi, l. IX, p. 20. — Bern. Segni, l. III, p. 73. — + Comment. di Filippo de' Nerli, l. IX, p. 188._ + +Non pertanto i Fiorentini, determinato avendo di far testa a questi +nuovi pericoli con indomabile coraggio, adottarono in allora le più +energiche misure per potere resistere. Il gonfaloniere, fornito di +irremovibile costanza, comunicava il proprio vigore ai consiglj ed al +popolo. Era in particolar modo secondato da Bernardo di Castiglione, +Gio. Battista Cei, Niccolò Guicciardini, Jacopo Gherardi, Andrea +Niccolini e Luigi Soderini, i quali tutti si erano dichiarati pel +partito popolare[15]. + + [15] _Ben. Varchi Stor. Fior., l. IX, p. 30. — Fil. de' Nerli, l. + IX, p. 189._ + +Prima d'ogni altra cosa conveniva trovar modo di sostenere le spese di +una guerra, che i più ricchi monarchi non potevano lungo tempo +sopportare. Il gonfaloniere ottenne una prima legge derogante alla +costituzione fiorentina, colla quale veniva autorizzato il gran +consiglio a fissare qualunque prestito o nuova imposta colla sola +maggioranza de' suffragj[16]. In fatti le leggi fiscali, che la +necessità fece emanare in tempo dell'assedio, non avrebbero giammai +potuto essere sanzionate secondo le antiche forme; poichè dovendosi +sostenere inaudite spese, in tempo che tutte le ordinarie entrate erano +cessate a motivo dell'occupazione del territorio e della soppressione +delle gabelle delle porte, convenne aver ricorso a misure arbitrarie e +rigorose per levare danaro. Più volte si percepirono prestiti forzati da +coloro che i commissarj, nominati per quest'oggetto, indicavano come i +cinquanta, i cento, i dugento più ricchi cittadini della repubblica. +Tutti gli argenti delle chiese, e tutti quelli de' privati, vennero +portati alla zecca; furono date in pegno le pietre preziose che ornavano +le reliquie, e venduta la terza parte dei poderi ecclesiastici, degli +immobili delle corporazioni delle arti e mestieri e dei beni dei +ribelli. Con tali mezzi spesso violenti, ma giustificati dalla +necessità, la repubblica si vide in istato di opporre lunga resistenza +ad un'armata destinata a spogliarla, non meno della sua proprietà che +della sua libertà[17]. + + [16] _Jac. Nardi, l. VIII, p. 353._ + + [17] _Fil. de' Nerli, l. X, p. 216. — Bern. Segni, l. III, p. 97._ + +Il gonfaloniere e la signoria ordinarono in seguito alle genti del +contado di riporre in Firenze, o nelle terre murate, tutte le loro +granaglie; ma i raccolti erano in quell'anno stati così ubertosi, che +quest'ordine venne male eseguito; onde i nemici, assai più che i +cittadini, approfittarono di tanta ricchezza di messi. Le città di Borgo +san Sepolcro, Cortona, Arezzo, Pisa e Pistoja, ove il governo non era +amato, dovettero dare ostaggi a Firenze. In tutte le altre ed in tutte +le fortezze, la signoria mandò fidati comandanti. All'ultimo furono +nominati sette commissarj con quasi dittatoriale autorità, per vegliare +alla salvezza della repubblica; ma sgraziatamente la scelta cadde sopra +uomini troppo disuguali per talenti, per esperienza, per energia, i +quali nè furono abbastanza d'accordo fra di loro, nè abbastanza pronti +nelle loro risoluzioni, perchè l'opera loro riuscisse di grande +utile[18]. + + [18] Furono questi Jacopo Morelli, Zanobi Carnesecchi, Anton + Francesco Albizzi, Bernardo di Castiglione, Alfonso Strozzi, + Agostini Dini e Filippo Baroncini. _Ben. Varchi, l. IX, p. 34._ + +Avvicinandosi il pericolo, i dieci della guerra intimarono ad Ercole +d'Este di recarsi al suo posto, e nello stesso tempo gli mandarono il +soldo dei mille fanti che doveva seco condurre. Ma di già il duca di +Ferrara di lui padre stava negoziando per riconciliarsi coll'imperatore +e col papa, e non voleva esacerbarli mandando il figliuolo ai servigj +dei loro nemici. Dopo avere accettato il danaro de' Fiorentini, e +promesso che il figliuolo suo non tarderebbe a porsi in istrada colle +sue truppe, andò, sotto varj pretesti, procrastinando la di lui +partenza; poi rifiutò perentoriamente, senza rendere il danaro che aveva +ricevuto. Poco dopo richiamò da Firenze il suo ambasciatore, ed +all'ultimo prestò al papa artiglieria e due mila zappatori, per +adoperarli contro i Fiorentini[19]. + + [19] _Ivi, p. 35._ + +Allorchè la signoria ebbe notizia dello sbarco dell'imperatore a Genova, +credette di dovergli mandare una deputazione. Questo passo somministrò +un pretesto avidamente accolto da tutti gli alleati dei Fiorentini, per +pretendere violata la lega. In fatti le potenze italiane si erano +obbligate a non trattare separatamente; e fin allora niun'altra aveva +scopertamente mancato a tale promessa. D'altronde la deputazione +fiorentina era stata scelta altrettanto male, quanto mandata +inopportunamente. I quattro membri che la componevano tenevano opinioni +e partiti diversi, onde mai non furono uniti per agire concordemente. +L'imperatore ricusava di trattare con loro, se preventivamente non si +riconciliavano col papa, e risguardò come insufficienti le loro facoltà, +sebbene queste portassero che la repubblica acconsentiva a tutte le +condizioni che le verrebbero imposte, eccettuata l'alienazione della +propria libertà. Il gran cancelliere dell'imperatore dichiarò loro, che, +a motivo degli ajuti dati alla Francia, avevano meritato di perdere +questa libertà, ed ogni altro loro privilegio, e non volle ammettere la +risposta dei deputati, i quali dicevano essere Firenze uno stato +indipendente, che non riconosceva i suoi privilegj da qualche +concessione degli imperatori, ma dai suoi proprj diritti. In appresso +gli ambasciatori vennero congedati; ma non pertanto due di loro, +atterriti dalle disposizioni della corte imperiale, non ripresero la +strada della loro patria. Matteo Strozzi rifugiossi a Venezia e Tommaso +Soderini a Lucca. Niccolò Capponi, l'antico gonfaloniere, che era il +terzo ambasciatore, quando giunse a Castelnuovo di Garfagnana, +scontrossi in Michel Angelo Bonarruoti, che fuggiva con Rinaldo Corsini, +e che gli diede le più tristi notizie intorno ai rovesci di già provati +dalla repubblica. Il Capponi, oppresso dalla fatica, dall'età, dal +dolore, venne subito sorpreso da una malattia che lo trasse al sepolcro +il giorno 8 di ottobre. Raffaello Girolami tornò solo a Firenze a +rendere conto della sua ambasciata, ed incoraggiò i suoi concittadini ad +affrontare coraggiosamente la burrasca ond'erano minacciati[20]. + + [20] _Ben. Varchi, l. IX, p. 38-42. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 354. — + Filip. de' Nerli, l. IX, p. 191-195. — Bern. Segni, l. III, p. 75._ + — Pare che Michel Angelo provasse terrori altrettanto più vivi, + quanto più vasta era la sua immaginazione. Vedendo i primi rovesci + de' Fiorentini, fuggì fino a Venezia, di dove un sentimento di + rimorso e di vergogna lo ricondusse bentosto al suo posto ed alla + direzione delle fortificazioni. Quando fu presa la città, venne + colpito da nuovo spavento, e si tenne molto tempo nascosto; ma + poichè Clemente VII lo ebbe fatto rassicurare, intraprese per + riconoscenza le statue dei sepolcri della cappella Laurenziana. + _Ben. Varchi, t. IV, l. XII, p. 293-294._ + +L'imperatore aveva commessa la conquista di Firenze ed il compimento +delle vendette di Clemente VII al principe di Orange, in allora vicerè +di Napoli. Clemente stava dunque per volgere contro la sua patria quello +stesso generale e quell'armata medesima, che tre anni prima l'avevano +con tanto rigore tenuto assediato, che avevano saccheggiata sotto i suoi +occhi la sua capitale con sì atroce barbarie, e che non gli avevano +renduta la libertà, che dopo avergli estorta una scandalosa taglia. Il +prezzo pel quale il papa acconsentì a perdonare tante ingiurie, era +l'assunto che prendeva cotal gente ferocissima di trattare colla stessa +barbarie la di lui città natale. L'esercito che aveva saccheggiata Roma, +e che aveva vissuto in Milano a discrezione, fu richiamato sotto le +bandiere dei suoi capi dalla speranza di saccheggiare Firenze; e furono +veduti alcuni soldati spagnuoli, che erano trattenuti innanzi ai +tribunali per cause civili, protestare alla parte avversaria tutti i +danni e perdite nei quali incorrere potrebbero per non avere parte al +sacco di Firenze[21]. + + [21] _Ben. Varchi, l. IX, p. 54. — Bern. Segni, l. III, p. 77. — + Jac. Nardi, l. VIII, p. 350._ + +Pure, quando in sul finire di luglio, il principe d'Orange recossi a +Roma per avere un abboccamento col papa intorno ai mezzi occorrenti per +dare cominciamento alla spedizione, venne qualche tempo trattenuto +dall'avarizia e dalla diffidenza di Clemente VII, il quale non voleva +privarsi del danaro che gli si chiedeva. All'ultimo acconsentì a stento +a pagare trenta mila fiorini contanti, ed a prometterne altri quaranta +mila entro breve termine[22]; ma trovò un altro mezzo per cattivarsi +l'amore de' soldati, senza danno del suo tesoro. Questi, abbandonando +Roma il 17 febbrajo del 1528, non avevano terminato di riscuotere le +taglie ed il prezzo de' riscatti che avevano arbitrariamente imposto ai +cittadini, e dopo tale epoca più non credevano potere pretenderne il +pagamento. Clemente VII loro accordò il privilegio di farsi pagare tutto +quanto era loro dovuto ad estinzione delle cedole da loro estorte ai +Romani colla violenza[23]. + + [22] _Ben. Varchi, l. IX, p. 50._ + + [23] _Ben. Varchi, l. IX, p. 53._ + +L'esercito del principe d'Orange adunossi tra Foligno e Spello ai +confini dello stato perugino. Vi si trovavano tre mila cinquecento +Tedeschi, avanzo dei tredici mila landsknecht, che Giorgio Frundsberg +aveva condotti al Borbone nel 1526; gli altri erano caduti vittime della +peste di Roma e della fame di Napoli: vi si trovavano pure cinque mila +Spagnuoli del marchese del Guasto, invecchiati come i Tedeschi in tutte +le guerre d'Italia. Soltanto dopo la pace di Lombardia vi si videro +inoltre giugnere sotto Pietro Velez di Guevara due mila Spagnuoli di +fresco sbarcati a Genova, che per anco non avevano militato, e che +giunti essendo, secondo il consueto delle reclute spagnuole, affatto +ignudi, chiamavansi dagl'Italiani _Bisogni_: circa lo stesso tempo il +conte Felice di Wirtemberga condusse altre reclute tedesche: il +rimanente dell'esercito consisteva in soldati italiani, ed era la +maggior parte che servivano sotto i loro più distinti capitani, senza +paga e per la sola speranza del saccheggio. Quando il principe d'Orange +entrò in campagna, in sul cominciare di settembre, non aveva sotto i +suoi ordini più di quindici mila soldati; ma avanti che terminasse +l'assedio ne contò più di quaranta mila[24]. + + [24] _Ben. Varchi, l. X, p. 128. — Bern. Segni, l. III, p. 99. — P. + Jovii, l. XXVII, p. 116._ + +Per entrare in Toscana l'Orange doveva attraversare lo stato di Perugia, +difeso da Malatesta Baglioni con tre mila uomini al soldo de' +Fiorentini. Il castello di Spello, posto in sull'estremo confine del +Perugino, ove l'abate Leone de' Baglioni, fratello naturale del +Malatesta, erasi chiuso, trattenne alcun tempo i nemici. Giovan +d'Urbina, luogotenente generale dell'armata imperiale, vi fu ucciso; ma +Spello all'ultimo fu preso il primo dì di settembre e saccheggiato con +estrema crudeltà[25]. L'esercito giunse in appresso sotto Perugia; ma +l'assedio di questa città posta in sulla vetta d'una piccola montagna, +ed in gagliarda situazione, offriva grandissime difficoltà. Il principe +d'Orange, che non osava intraprenderlo, offrì a Malatesta Baglioni +onorate e vantaggiose condizioni. Obbligavasi a farlo assolvere dal papa +da tutte le censure ecclesiastiche che aveva incorse, a fargli +permettere di continuare nel servigio dei Fiorentini colla sua compagnia +di ventura, e finalmente a conservargli la signoria di Perugia, purchè +evacuasse questa città, che l'Orange nè voleva assediare, nè lasciarsi +alle spalle in mano de' nemici. Il Baglioni chiese ai Fiorentini, o di +acconsentire a questo trattato, o di accrescere considerabilmente la sua +armata. Siccome questi non potevano interamente affidarsi al Baglioni, +nè ai Perugini, accettarono il primo partito. Si sottoscrisse il +trattato il 10 di settembre, ed il 12 Malatesta Baglioni prese la via +d'Arezzo colle truppe sue e fiorentine[26]. + + [25] Ben. Varchi, l. X, p. 132. — Comment. di Fil. de' Nerli, l. IX, + p. 192. — Bern. Segni, l. III, p. 78. — P. Jovii, l. XXVII, p. 112. + + [26] _Ben. Varchi, l. X, p. 137. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 350. — + Bern. Segni, l. III, p. 86. — P. Jovii, l. XXVII, p. 113._ + +Il principe d'Orange gli tenne dietro da vicino: il 14 di settembre +s'accostò a Cortona difesa da soli 700 fanti di guarnigione, e dopo +avere sofferto qualche perdita in un assalto, ch'egli fece dare lo +stesso giorno alla città, la ricevette all'indomani per capitolazione. +In appresso l'Orange, seguendo la cominciata strada sopra Arezzo, dove +era stato mandato per commissario Francesco Albizzi con due mila uomini; +ma questi, sconcertato dal vedere sopraggiugnere Malatesta Baglioni, e +dalla pronta capitolazione di Cortona, evacuò Arezzo colla sua truppa, +e, ritirandosi precipitosamente a Firenze, sparse la costernazione in +tutta Val d'Arno disopra. Affermarono i nemici del gonfaloniere, che +questi, senza partecipazione della signoria e dei dieci della guerra, +aveva ordinato a Francesco Albizzi di ritirarsi, onde riunire in Firenze +tutta la fanteria, invece di perderla alla spicciolata nel sostenere +assedj. Anche in tale supposizione il disordine di questa ritirata +sarebbe stato non meno colpevole che imprudente[27]. + + [27] _Ben. Varchi, l. X, p. 142. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 351. — + Bern. Segni, l. III, p. 88. — Fil. de' Nerli, l. IX, p. 192. — P. + Jovii, l. XXVII, p. 114._ + +Arezzo, evacuato dai Fiorentini, aprì il 18 settembre le porte +all'armata imperiale. Allora questa città sperò di ricuperare la sua +antica libertà: fece battere moneta, spedì commissarj in tutte le +castella dell'antico suo territorio, rifece la sua amministrazione sotto +il nome di repubblica d'Arezzo, e durante l'assedio di Firenze +somministrò agl'imperiali continui ajuti, senza prevedere che +all'istante che fosse presa Firenze, Arezzo ricaderebbe sotto il +giogo[28]. + + [28] _Ben. Varchi Stor. Fior., l. X, p. 155. — Bern. Segni, l. III, + p. 87-90._ + +Alla perdita di Cortona e di Arezzo tenne dietro immediatamente quella +di Castiglione Fiorentino, di Firenzuola e di Scarperia: l'armata +imperiale si andava avanzando, e pareva che verun ostacolo non potesse +più trattenerla. Il suo avvicinamento riempì Firenze di terrore; ed +allora si videro fuggire dalla città coloro che la pusillanimità o +l'attaccamento ai Medici consigliava a non partecipare alla sorte della +loro patria. Ne diede l'esempio Bartolomeo o Baccio Valori, e fu imitato +da Roberto Acciajuoli, da Alessandro Corsini, da Alessandro de' Pazzi, e +finalmente dallo storico Francesco Guicciardini, il quale, dopo avere +menata vita principesca nel suo governo di Parma e di Modena, non +credeva che nella sua repubblica si avesse per lui abbastanza rispetto e +riconoscenza. Egli recossi al campo nemico; ebbe una parte odiosa nelle +vendette della fazione trionfante, e contribuì in una maniera ancora più +fatale al finale stabilimento della tirannide, adoperando la sua abilità +politica nella ruina del proprio paese. L'odio che in Firenze, anche +quando questa città fu fatta schiava, perseguitò in appresso tutti +coloro che avevano tradita la libertà, pare aver consigliato il +Guicciardini a scrivere la storia de' suoi tempi onde ricuperare la +pubblica stima. E senza dubbio lo stesso motivo trasse Filippo de' Nerli +a dettare i suoi commentarj. Si era costui renduto talmente sospetto col +suo zelo pei Medici, che il giorno 8 ottobre del 1529 venne arrestato +con altri diciotto cittadini, e custodito in palazzo fino alla fine +dell'assedio[29]. + + [29] _Ben. Varchi, l. X, p. 170. — Fil. de' Nerli, l. IX, p. 198. — + Bern. Segni, l. III, p. 92. — Fr. Guicciardini, l. XIX, p. 532._ + +La signoria aveva di fresco spediti quattro ambasciatori al papa; ma +troppo limitate erano le facoltà loro date, per soddisfare all'ambizione +della casa de' Medici. Clemente VII rispose loro che il suo onore +richiedeva che la città gli si rendesse a discrezione; che allora +farebbe a vicenda vedere al mondo ch'egli ancora era Fiorentino, e che +amava la sua patria[30]. Questa risposta fu comunicata ad un'assemblea +generale de' cittadini adunati nella sala del gran consiglio; in +appresso questi si divisero in sedici sezioni per deliberare sotto i +loro gonfalonieri, e quindici di queste sezioni dichiararono, che +preferivano di sagrificare i loro beni e le loro vite in una battaglia +piuttosto che l'onore e la libertà in un trattato[31]. + + [30] _Ben. Varchi, l. X, p. 167. — Fil. de' Nerli, l. IX, p. 196. — + Bern. Segni, l. III, p. 86._ + + [31] _Ben. Varchi, l. X, p. 173._ + +Malgrado i progressi fatti dall'arte di attaccare le città, le +fortificazioni di Firenze erano tuttavia risguardate come quasi +inespugnabili dalla banda del piano; ma quella parte delle mura che +attraversa le colline al mezzodì dell'Arno, era mal situata, +signoreggiata in più luoghi ed assai debole. Della porzione montuosa di +questo ricinto, chiamato Monte a Samminiato, fu affidata la difesa a +Stefano Colonna, che poca cura prendevasi del rimanente dell'assedio, e +che nel suo quartiere non riconosceva verun superiore[32]. Gli indugj +del principe d'Orange, che consumò quasi quindici giorni in Val d'Arno, +quando aspettavasi di vederlo ad ogni istante giugnere sotto la città, +diedero il tempo di afforzare, con nuovi lavori, quelle mura che si +credevano più deboli; permisero pure di dare effetto ad un ordine emesso +il 19 di ottobre dal consiglio degli ottanta, ciò era di spianare tutti +i sobborghi, tutte le case, tutti gli orti entro il raggio di un miglio +dalle mura di Firenze. Quest'ordine, che sagrificava migliaja di ricchi +edificj e di deliziosi orti nella più popolata e più riccamente +coltivata situazione d'Italia, venne eseguito con uno zelo veramente +patriotico dai medesimi proprietarj, i quali si vedevano entrare in +città carichi di fascine che avevano tagliate per le fortificazioni, tra +gli oliveti, le ficaje, gli aranci ed i cedri de' loro proprj +giardini[33]. + + [32] _Ivi, l. IX, p. 81. — Jac. de' Nerli, l. VIII, p. 356._ + + [33] _Ben. Varchi, l. X, p. 185. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 353. — + Fil. de' Nerli, l. IX, p. 197 e 202._ + +Soltanto il 14 di ottobre il principe d'Orange venne ad alloggiarsi a +Pian di Ripoli, sotto Firenze. Aveva chiesta dell'artiglieria ai +Sienesi, che, prestandola a mal in cuore, la facevano avanzare assai +lentamente. Perciò le prime batterie non si scoprirono che sul principio +di novembre; ed in quell'intervallo i Fiorentini avevano lavorato con +tanta costanza intorno alle loro fortificazioni, che più non credevano +di dover temere gli attacchi de' loro nemici. La repubblica pagava +allora il soldo di diciotto mila fanti e di seicento cavalli: ma +effettivamente non aveva che tredici mila soldati in attività, sette +mila de' quali in Firenze, e sei mila nelle guarnigioni di Prato, +Pistoja, Empoli, Volterra, Pisa, Colle e Montepulciano. Malatesta +Baglioni aveva sotto il suo comando tre mila Perugini, ed il capitano +Pasquino, a lui subordinato, tre mila Corsi; Stefano Colonna comandava +ai tre mila uomini della milizia urbana, che servivano non altrimenti +che se fossero truppe di linea. Tutta la popolazione aveva contratte +abitudini militari, e tranne i lavori affatto meccanici erasi in città +abbandonata ogni altra occupazione. La spesa di questo nuovo stato di +guerra ammontava ogni mese a settanta mila fiorini[34]. + + [34] _Bern. Segni, l. III, p. 89._ + +Per difendere le più lontane parti del territorio, ed in particolare +Borgo san Sepolcro e Montepulciano, i Fiorentini avevano stipendiato +Napoleone Orsini, più conosciuto sotto il nome di abate di Farfa, +sebbene già da lungo tempo egli avesse riconsegnata quest'abazia per far +il mestiere di condottiere. Era costui uno dei più formidabili tra que' +gentiluomini che passavano la loro vita tra la guerra e gli assassinj. +Aveva nel suo feudo di Bracciano adunato un numeroso corpo di soldati e +di banditi, coi quali, per vendicare, secondo egli diceva, i Romani, +esercitava grandi crudeltà contro gli imperiali, e poi contro i soldati +del papa[35]. Da principio servì utilmente i Fiorentini coi trecento +cavalli che aveva seco; ma in appresso si lasciò sorprendere da +Alessandro Vitelli tra Borgo san Sepolcro e Città di Castello: la di lui +truppa fu totalmente dispersa, ed egli medesimo salvossi a stento, +abbandonando, dopo quest'accidente, il servigio de' Fiorentini[36]. + + [35] _Marco Guazzo Ist. de' suoi tempi, f. 52. — Lett. de' Principi, + t. II, f. 137 e seg._ + + [36] _Bern. Segni, l. III, p. 99; l. IV, p. 104. — P. Jovii Hist., + l. XXVIII, p. 131._ + +Altri fatti d'armi di non molta importanza accaddero ne' contorni di +Firenze, sia lungo le linee che voleva formare il principe d'Orange, sia +nell'attacco delle piccole fortezze di Val d'Arno, ch'egli cercava di +occupare. Francesco Ferrucci segnalossi in queste scaramucce per la sua +intrepidezza e per le sue cognizioni militari, e si acquistò non meno la +confidenza de' suoi concittadini che la stima de' nemici. Sebbene antica +fosse la famiglia del Ferrucci, era povera, e da più generazioni non +aveva dato verun distinto magistrato. Suo avo Antonio si era fatto nome +negli assedj di Pietra Santa e di Sarzana. Egli e suo fratello Simone +avevano militato sotto Anton Giacomino Tebalducci, il migliore ufficiale +che i Fiorentini avessero avuto da lungo tempo: avevano da lui imparata +l'arte della guerra, e si erano poi fatto nome nelle bande nere sotto +Giovanni de' Medici. Francesco Ferrucci aveva sempre servito in questa +ragguardevole milizia, e nella spedizione di Napoli, di dove era +recentemente tornato, aveva le incumbenze di pagatore[37]. Dalla +signoria fu spedito in qualità di commissario generale prima a Prato, in +appresso ad Empoli; e dopo avere poste quelle piccole città in istato di +difesa, egli tenne la campagna con tanto vantaggio, e prese così spesso +ai nemici grossi convoglj di cavalleria o di vittovaglie, seppe +mantenere tanta disciplina nella sua piccola armata, che i soldati, che +egualmente lo amavano e rispettavano, credevansi sotto i di lui ordini +invincibili[38]. + + [37] _Jac. Nardi, l. VIII, p. 363. — Bern. Segni, l. IV, p. 103. — + Ben. Varchi, l. X, p. 222._ + + [38] _Ben. Varchi, l. X, p. 224. — Fr. Guicciardini, l. XX, p. 542._ + +Gli Spagnuoli, appena giunti presso Firenze, avevano preso Samminiato, +dove avevano lasciato dugento fanti, che, spalleggiati dagli abitanti +della terra, infestavano tutto il circostante paese, e rendevano più +difficile la comunicazione tra Firenze e Pisa. Avendo il Ferrucci +determinato di scacciarli, andò ad assalirli con sessanta cavalli e +quattro compagnie di fanteria; fu il primo a piantare la sua scala +contro le mura, ed il primo a salirvi; e sebbene gli Spagnuoli +facessero, coll'ajuto degli abitanti, una vigorosa resistenza, il +Ferrucci prese Samminiato d'assalto, ed occupò pure la fortezza, +uccidendo quasi tutti gli Spagnuoli che avevano difese le mura. Mentre +che stava eseguendo questa spedizione, fu attaccato dagl'imperiali il +castello della Lastra posto sulla stessa strada, ma più di Samminiato +vicino a Firenze. Questo castello oppose una gagliardissima resistenza, +e gli Spagnuoli avevano di già perduta molta gente, quando fecero +avanzare l'artiglieria. Allora gli assediati chiesero di trattare, ed +ottennero un'onorata capitolazione. Ma gli Spagnuoli, appena passata la +porta, assalirono la guarnigione che stava senza sospetto, e tutta la +passarono a fil di spada[39]. + + [39] _Ben. Varchi, l. X, p. 227. — Bern. Segni, l. IV, p. 103. — + Jac. Nardi, l. VIII, p. 365. — P. Jovii, l. XXVIII, p. 135. — Fr. + Guicciardini, l. XX, p. 540._ + +Fin qui l'esercito imperiale nulla aveva tentato contro la stessa piazza +di Firenze; ma il 10 di novembre, vigilia di san Martino, supponendo +l'Orange che i Fiorentini non facessero attenta guardia in quella notte +consacrata al piacere, approfittò della profonda oscurità, renduta +ancora maggiore dall'abbondante pioggia che cadeva, per tentare la +scalata: furono poste in opera quattrocento scale lungo le mura, dalla +porta di san Niccolò fino a quella di san Friano; cioè in tutta la più +montuosa parte di Firenze; ma in ogni luogo le sentinelle chiamarono +all'armi, la guardia nazionale gareggiò colla truppa di linea, ed il +nemico fu respinto[40]. + + [40] _Ben. Varchi, l. X, p. 229._ + +Appunto un mese dopo questo primo sperimento, Stefano Colonna, che +comandava nel quartiere che gl'imperiali avevano tentato di sorprendere, +si provò ancor egli di attaccarli all'impensata nelle loro linee. Era +egli personalmente nemico di suo parente Sciarra Colonna, che serviva +nel campo nemico, e la notte dell'undici di dicembre andò ad attaccarlo +nel suo quartiere di santa Margarita a Montici, con cinquecento fanti, +ai quali aveva fatto porre sopra le armi, per conoscersi nell'oscurità, +delle camicie bianche. Gl'imperiali, sorpresi in mezzo a tanta oscurità, +perdettero molta gente prima che potessero ordinarsi, ed un ridicolo +accidente accrebbe ancora il loro disordine: i Fiorentini, andando +dovunque in traccia de' nemici, forzarono le porte d'una stalla, nella +quale erasi chiusa una mandra di majali delle Maremme quasi selvaggi, i +quali, spaventati dalle voci dei soldati, precipitaronsi tra i +fuggiaschi con orribili grugniti, ed atterrarono moltissimi soldati, che +nulla potendo discernere in così grande oscurità credevansi inseguiti +dai nemici. Di già erano accorsi il principe d'Orange e don Ferdinando +Gonzaga per soccorrere le loro genti, ed andavano ponendo qualche ordine +nelle difese, quando da tre porte di Firenze sortirono, secondo il +preventivo accordo fatto con Stefano Colonna, tre nuovi corpi d'armata +per attaccare gl'imperiali. Gli assedianti vennero forzati in molte +posizioni, e più volte si credettero in sul punto di essere scacciati +dal loro campo. Finalmente Malatesta Baglioni fece suonare a raccolta +assai più presto che non abbisognava; e forse perdette così l'unica +occasione di mettere fine alla guerra con una vittoria[41]. + + [41] _Ben. Varchi, l. X, p. 238. — Bern. Segni, l. IV, p. 104. — Fr. + Guicciardini, l. XX, p. 540. — P. Jovii, l. XXVIII, p. 130._ + +Due giorni dopo il commissario Ferrucci tese presso Montopoli +un'imboscata al colonnello Pirro di Stipicciano, della casa Colonna, e +gli uccise o prese molta gente. Questi fatti, benchè di non molta +importanza, giovavano però a rianimare il coraggio degli assediati, ed a +far dimenticare le loro perdite. N'ebbero spesso di assai dolorose. Il +16 di dicembre due de' loro migliori capitani, Mario Orsini e Giorgio +Santa Croce, furono uccisi da un solo colpo di colombrina, mentre +stavano ordinando certi cambiamenti da farsi alle fortificazioni[42]. Lo +stesso giorno i Fiorentini ricevettero una notizia che li liberò da un +cocente pensiero; Girolamo Moroni era morto il 15 di dicembre nel campo +degli assedianti. Quest'uomo così versato in tutte le arti dell'intrigo, +che aveva governato con dispotica autorità Massimiliano, indi Francesco +Sforza, e che aveva avuta tanta parte nelle rivoluzioni della Lombardia, +era passato all'armata imperiale come prigioniero del Pescara. Era di +già condannato a pena capitale, quando giunse ad acquistarsi il favore +del Borbone, che lasciossi poscia da lui governare fino alla sua morte +sotto le mura di Roma. Il principe d'Orange aveva coll'armata raccolto +il consigliere del suo predecessore, ed oramai non faceva nulla senza il +di lui parere: lo stesso Clemente VII era vinto dalla opinione del +sorprendente ingegno politico del Moroni, e gli perdonava il male che +aveva da lui ricevuto in visto del male che sperava di poter fare col di +lui mezzo ai nemici. Pareva che il Moroni tenesse dietro alla fortuna +piuttosto che ad un determinato oggetto; voleva rendere potenti coloro +cui erasi attaccato, e condurre a felice fine le loro imprese; del resto +pareva indifferente rispetto alle persone ed ai principj, e dopo avere +lavorato per escludere gli stranieri d'Italia, si adoperava con eguale +ardore per servirli contro gl'Italiani. Morì naturalmente e quasi senza +malattia in età decrepita. Lusingavansi i Fiorentini che la di lui morte +lascerebbe il principe d'Orange senza mezzi nel consiglio, e senza +opinione nell'armata, perchè credevano che il destro Moroni fosse stato +fin allora l'anima del campo nemico[43]. + + [42] _Ben. Varchi, l. X, p. 243. — Bern. Segni, l. IV, p. 104._ + + [43] _Ben. Varchi, l. X, p. 245._ + +Frattanto le negoziazioni di Bologna si accostavano al loro fine, e +colla mediazione del papa tutti gli stati d'Italia si andavano +riconciliando coll'imperatore, abbandonando i Fiorentini. Questi +vedevano separarsi da loro un dopo l'altro tutti i membri di quella +lega, chiamata santa, per la quale il re d'Inghilterra, il re di +Francia, il duca di Milano, i Veneziani, il duca di Ferrara, eransi +obbligati a difendere la loro repubblica ed a non trattare senza di lei; +ma li ferì tanto più l'abbandono de' Veneziani che avevano maggior +ragione di risguardarsi come uniti da una medesima causa, e che ancora +recentemente avevano raffermata la loro alleanza[44]. D'altra banda +mentre perdevano i loro alleati vedevano crescere i nemici, perciocchè +una delle condizioni della pacificazione di Lombardia portava che Carlo +V ne ritirerebbe le sue truppe; ed infatti negli ultimi giorni di +dicembre circa venti mila tra Spagnuoli e Tedeschi passarono gli +Appennini con una numerosa artiglieria, e vennero ad accamparsi sulla +riva destra dell'Arno, che fin allora si era preservata dai guasti della +guerra[45]. I Fiorentini, atterriti dall'arrivo di questi nuovi nemici, +evacuarono Pistoja e Prato con quella stessa precipitazione con cui al +sopraggiugnere della prima armata avevano evacuata Cortona ed Arezzo. Le +più lontane fortezze di Pietra Santa e di Motrone aprirono +volontariamente le loro porte agl'imperiali, di modo che prima che +terminasse l'anno l'autorità della repubblica più non era conosciuta che +in Livorno, Pisa, Empoli, Volterra, Borgo san Sepolcro, Castrocaro e +nella cittadella d'Arezzo[46]. + + [44] _Ben. Varchi, l. X, p. 257-261._ + + [45] _Ivi, p. 268. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 359. — Fr. + Guicciardini, l. XX, p. 540. — Fil. de' Nerli, l. IX, p. 207. — + Bern. Segni, l. III, p. 98._ + + [46] _Ben. Varchi Stor. Fior., l. X, p. 279. — Filippo de' Nerli, l. + IX, p. 206. — Bern. Segni, l. IV, p. 102._ + +Malgrado i pericoli dello stato, la prima magistratura veniva ricercata +con eguale ardore. Francesco Carducci, ch'era stato sostituito al +Capponi negli otto ultimi mesi del 1529, aveva dato prove del vigore del +suo carattere e del suo ingegno. Desiderava di essere confermato pel +susseguente anno, ed espresse abbastanza chiaramente tale suo desiderio +nel gran consiglio, ove rappresentò ai suoi concittadini che in così +difficili circostanze, non potevasi quasi mutare il capo dello stato, +senza esporsi altresì a cambiare tutte le misure, ed a sovvertire tutti +i progetti maturati lungo tempo innanzi. Ma questo stesso avvertimento +parve offendere coloro che credevansi non meno di lui capaci di +sostenere la prima carica della stato, ed il Carducci non venne pure +annoverato tra i sei candidati designati pel gonfalone. Il gran +consiglio scelse il 2 di dicembre Raffaele Girolami, il solo degli +ambasciatori mandati a Carlo V a Genova, che fosse tornato in patria a +rendere conto della sua missione. Dopo tal giorno il Girolami visse nel +palazzo del pubblico, ed assistette alle deliberazioni della signoria, +sebbene non entrasse in funzione che il primo gennajo del 1530[47]. + + [47] _Ben. Varchi, l. X, p. 237. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 370. — + Ist. di Gio. Cambi, t. XXIII, p. 47. — Filippo de' Nerli, l. IX, p. + 204. — Bern. Segni, l. IV, p. 103._ + +Dopo l'arrivo della seconda armata imperiale provegnente dalla +Lombardia, Firenze era circondata da ogni banda, ed il principe d'Orange +aveva una formidabile artiglieria, e più che bastante per istringere +vivamente l'assedio; pure non cercò di battere in breccia le mura, e +solo tentò, e quest'ancora con infelice riuscita, di atterrare alcune +torri dalla di cui artiglieria veniva incomodato, limitandosi a bloccare +la città colla speranza di affamarla[48]. + + [48] _Jac. Nardi, l. VIII, p. 359. — Bern. Segni, l. IV, p. 103. — + P. Jovii Hist. sui temp., l. XXVIII, p. 130._ + +Oltre l'ordinaria numerosa sua popolazione, Firenze conteneva in allora +molti contadini che vi si erano rifugiati dalle circostanti campagne, e +dodici in quattordici mila soldati. Gli ultimi non si erano accostumati +in veruna delle precedenti guerre d'Italia a soffrire le privazioni. La +loro moderazione, la loro disciplina, la loro pazienza formarono un +singolare contrasto colle vessazioni sofferte dalle altre città per +parte de' soldati ricevuti entro le loro mura. Senza dubbio Firenze +andava di ciò debitrice alla guardia urbana, che colla sua lodevole +condotta serviva d'esempio alle altre truppe, e le teneva in dovere. +Nondimeno tutti i granaj di Firenze sarebbersi a lungo andare vuotati, +se il commissario generale Francesco Ferrucci non avesse trovato il +mezzo, mercè una costante attività ed uno zelo eguale al suo coraggio, +d'introdurre in città varj convoglj di bestiami, di granaglie e di +foraggi, e di farvi passare le munizioni che si trovavano ammassate ad +Empoli, a Volterra ed a Pisa[49]. + + [49] _Ben. Varchi Stor. Fior., t. IV, l. XI, p. 41. — Fr. + Guicciardini, l. XX, p. 541. — Filip. dei Nerli, l. IX, p. 207._ + +L'accordo d'Ercole d'Este in qualità di capitano generale era terminato +col 1529, senza ch'egli si fosse mai recato al suo posto. Gli uomini +d'armi da lui mandati avevano ubbidito al conte Ercole Rangoni, di lui +luogotenente; ma si erano contenuti assai mollemente, dietro gli ordini +stessi ricevuti da Ferrara. Alla fine dell'anno il principe li richiamò. +Egli più non desiderava di conservare il posto di capitano generale, ed +i Fiorentini non avevano verun pensiero di confermarlo in cotale carica. +I dieci della guerra procedettero a nominargli un successore; ma +pendevano incerti tra Malatesta Baglioni, che ancora non aveva titolo di +governatore generale, e Stefano Colonna, generale della loro ordinanza; +ma quest'ultimo, uomo circospetto, e che trasparire non lasciava le +segrete sue intenzioni, dichiarò che continuava a considerarsi come +soldato del re cristianissimo, ch'egli rimaneva in Firenze per di lui +servigio, e che non desiderava verun'altra distinzione[50]. Per lo +contrario il Baglioni faceva pratiche per avere la prima carica. Sebbene +indebolito e quasi storpiato da lunghe malattie, non era meno illustre +per coraggio, che per militari talenti; aveva gloriosamente militato +negli eserciti veneziani; sapeva farsi amare e rispettare dai soldati, +sebbene facesse mantenere la più severa disciplina; e comecchè in +appresso l'esperienza dimostrasse, che preferiva il suo personale +interesse al dovere, ebbe, mancando ancora a quest'ultimo, certi +riguardi per l'onor suo, che il più delle volte venivano dai condottieri +trascurati. Fu il 26 di gennajo che il gonfaloniere Raffaele Girolami +gli consegnò lo stendardo della repubblica ed il bastone del comando, +dopo averlo esortato in presenza di tutto il popolo a versare, se il +bisogno lo richiedesse, il suo sangue per la difesa della libertà +fiorentina, e dopo avere ricevuto il di lui giuramento[51]. + + [50] _Ben. Varchi, t. IV, l. XI, p. 23._ + + [51] _Ben. Varchi. l. XI, p. 24. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 358. — + Ist. di Gio. Cambi, t. XXIII, p. 48. — Fil. de' Nerli, l. X, p. 219. + — Bern. Segni, l. IV, p. 103._ + +Pochi dì avanti Francesco I, per fare cosa grata al papa ed +all'imperatore, aveva fatto dare ordine a questo stesso Malatesta +Baglioni, ed allo stesso Stefano Colonna, di abbandonare il servigio de' +Fiorentini, dichiarando di non li volere incoraggiare nella loro +ribellione contro la Chiesa e contro l'impero; ma in pari tempo che loro +pubblicamente mandava quest'imbasciata, li faceva segretamente avvisare +di non ubbidire. Richiamava il signore de Viglì, ma vi lasciava Emilio +Ferreto in qualità di segretario dell'ambasciata, commettendogli di +sostenere il coraggio de' Fiorentini, e di accertarli, che ricuperati +che avesse i figliuoli col pagamento della loro taglia, tornerebbe a dar +loro aperti ajuti[52]. + + [52] _Ben. Varchi, l. XI, t. IV, p. 19. — Fr. Guicciardini, l. XX, + p. 541._ + +Dietro una decisione del gran consiglio, il nuovo gonfaloniere aveva +spediti ambasciatori all'imperatore ed al papa a Bologna per chiedere la +pace. Erano essi incaricati di offrire il richiamo de' Medici in +Firenze, a condizione che tutto lo stato fiorentino sarebbe restituito +alla repubblica, che sarebbe conservata la di lui libertà, e che la +presente costituzione non verrebbe alterata. Carlo V non volle trattare +con loro, e sempre li rinviò al papa; questi parve volere accordare le +due prime condizioni, ma si alterò grandemente contro coloro che +proponevano la terza; giurò che rovescierebbe un governo abbandonato +alla plebaglia, che opprimeva tutto ciò che la nazione avrebbe dovuto +rispettare; e costrinse gli ambasciatori, a mezzo febbrajo, ad uscire +immediatamente da Bologna senza avere niente convenuto[53]. + + [53] _Fil. de' Nerli, l. X, p. 217, 218. — Bern. Segni, l. IV, p. + 106. — Ben. Varchi, t. IV, l. XI, p. 12-18._ + +Ma nè la durezza dell'imperatore e la collera del papa, nè l'abbandono +del re di Francia, nè la fuga di varj capitani che passarono tra i +nemici, nè le trame dei partigiani de' Medici, perseguitati con un +rigore e con forme di giudizj indegni di una repubblica, nè la +successiva perdita di tutto il dominio dello stato, ebbero forza di +scoraggiare i Fiorentini. I monaci del convento di san Marco ed i +proseliti di Girolamo Savonarola avevano ricominciate le loro prediche. +Fra Benedetto da Fojano di santa Maria Novella, e fra Zaccaria, +domenicano di san Marco, erano tra costoro i due più eloquenti oratori, +e quelli che il popolo ascoltava con maggiore entusiasmo. Incoraggiavano +essi i divoti colla promessa che Cristo, nominato loro re, penserebbe a +difenderli, e profetizzavano che quando parrebbe impossibile ogni umano +soccorso, quando gl'imperiali avrebbero di già innalzate sulle mura le +loro insegne, gli Angeli del Signore scenderebbero in mezzo alla +battaglia, e scaccierebbero colle infuocate loro spade i nemici del +Signore dalla città che si era data in di lui potere[54]. + + [54] _Ben. Varchi, l. XI, p. 39, 178. — Bern. Segni, l. IV, p. 116. + — Ist. di Gio. Cambi, t. XXIII, p. 52, 66._ + +Mentre i Fiorentini aspettavano ogni venerdì di essere attaccati dal +principe d'Orange, perchè gli Spagnuoli risguardavano tale giorno +siccome fausto, non lasciavano dal canto loro passare un sol dì senza +tentare con qualche sortita di sorprendere alcun posto de' nemici. In +molte di queste zuffe perirono parecchj uomini che alla repubblica erano +utilissimi, e si prese da ciò motivo di accusare Malatesta Baglioni di +aver voluto spossare la guarnigione con questa piccola guerra. Con ciò, +a dir vero, il Baglioni riuscì a rendersi affatto dipendente il +consiglio di guerra, perchè gli ufficiali, che si andavano perdendo in +queste scaramucce, venivano sempre rimpiazzati da creature proposte da +lui medesimo; e dall'altra parte potev'essere fondato a credere che con +queste piccole perdite non comperava a troppo caro prezzo il vantaggio +di agguerrire i suoi soldati, d'inspirar loro confidenza e di dissipare +quell'impazienza e quella noja che spesso riescono alle truppe assediate +più funeste che le spade nemiche[55]. + + [55] _Ben. Varchi, t. IV, l. XI, p. 30 e seg. — Jac. Nardi, l. VIII, + p. 359._ + +Alcune delle sortite de' Fiorentini avevano un piano più generale. +Sorprendendo di notte i quartieri de' nemici, potevano lusingarsi di +disordinare tutto l'esercito e di forzarlo a levare l'assedio. Queste +notturne sorprese chiamavansi _incamiciate_, perchè gli assalitori si +coprivano con una camicia bianca, ad oggetto di riconoscersi +nell'oscurità. Talvolta i Fiorentini non temevano di attaccare i loro +nemici in pieno giorno; ed il 21 di marzo, dietro gli ordini di +Malatesta Baglioni, cinque corpi, cadauno di cinque in sei cento uomini, +sortirono da cinque diverse porte per attaccare contemporaneamente +gl'imperiali, onde occupare un ridotto, chiamato il _cavaliere_, +innalzato dal principe d'Orange in faccia alla porta Romana: un corpo +doveva condurre a fine quest'impresa, mentre gli altri distrarrebbero +l'attenzione del nemico. Sgraziatamente i Fiorentini furono traditi da +un disertore, che uscì di città mezz'ora prima di loro; pure, sebbene +gl'imperiali si trovassero da per tutto apparecchiati a riceverli, +l'attacco dei Fiorentini fu così vivo, che molti di loro giunsero sul +Cavaliere; e quando si ritirarono all'avvicinarsi della notte, avevano +fatto ai nemici assai maggior male che non ne avevano ricevuto[56]. +Rinnovarono lo stesso attacco il 28 di marzo, ma meno felicemente. Il +giorno di Pasqua ed i seguenti giorni, ebbero ancora luogo alcune +brillanti scaramucce. Intanto l'imperatore era partito alla volta della +Germania, il papa era tornato a Roma, e l'armata dell'Orange cominciava +a sentire il bisogno di danaro. I Fiorentini erano persuasi che se +riusciva loro in tale circostanza di ottenere qualche importante +vantaggio sull'armata imperiale, farebbero levare l'assedio; mentre che +invece sottomettendosi ad un più lungo blocco, la fame avrebbe +all'ultimo consumate le loro forze[57]. + + [56] _Ben. Varchi, l. XI, p. 54. — Fr. Guicciardini, l. XX, p. 542._ + + [57] _Ben. Varchi, l. XI, p. 71._ + +Sentendosi Malatesta Baglioni accusato dal popolo di trarre in lungo la +guerra, vedendo che le guardie nazionali desideravano di fare una +sortita generale, e che la volevano i dieci della guerra e la signoria, +dichiarò che condurrebbe i Fiorentini alla battaglia, sebbene egli non +lo credesse utile agli assediati. In fatti il 5 di maggio fece sortire +più di mezza guarnigione fuori di porta Romana e di due altre porte +dallo stesso lato dell'Arno; prese d'assalto il convento di san Donato, +difeso dagli Spagnuoli; gettò il disordine in tutta l'armata del +principe d'Orange, e se avesse fatto uscire il restante delle truppe di +cui poteva disporre, o se Amico di Venafro, da lui destinato a comandare +una delle tre colonne, non fosse stato ucciso nel precedente giorno, +avrebbe probabilmente costretto il principe d'Orange a levare +l'assedio[58]. + + [58] _Ben. Varchi, l. XI, p. 77. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 362._ + +Dal canto suo Stefano Colonna diresse un attacco contro il campo de' +Tedeschi in sulla destra dell'Arno, dove il conte Luigi di Lodrone era +subentrato a Luigi di Wirtemberga. Il Colonna sortì dalla città il 10 di +giugno, alcune ore prima che facesse giorno, per la porta di Faenza, +onde marciare direttamente contro i nemici, mentre dovevano +assecondarlo, il capitano Pasquino Corso uscendo dalla porta di Prato, e +Malatesta Baglioni tenendo d'occhio il fiume per impedire che il +principe d'Orange non ajutasse i Tedeschi. Il Colonna combattè +valorosamente; forzò la doppia trincea de' Tedeschi, e loro uccise molta +gente: ma il capitano Pasquino non venne in suo ajuto, secondo gli era +stato imposto, e Malatesta Baglioni, nel caldo della battaglia, invece +di avanzarsi egli stesso, fece suonare a raccolta. Stefano Colonna la +fece in buon ordine riportando un immenso bottino, preso ne' quartieri +del nemico[59]. + + [59] _Benedetto Varchi, l. XI, p. 100. — Jac. Nardi, l. IX, p. 374. + — Filippo de' Nerli, l. X, p. 231. — Ber. Segni, l. IV, p. 117. — P. + Jovii, l. XXVIII, p. 146._ + +Nello stesso tempo si combatteva ancora in altre parti dello stato +fiorentino. Lorenzo Carnesecchi era commissario generale nella Romagna +toscana; risiedeva d'ordinario a Castrocaro; e con pochissimi soldati e +senza danaro, trovò il modo di allestire una piccola armata in questa +provincia; rispinse gli attacchi delle truppe papali; portò invece il +terrore ed i guasti in tutta la Romagna pontificia, e sforzò il +governatore della legazione a chiedergli una parziale tregua. Il +Carnesecchi non vi acconsentì, che quando ebbe egli medesimo esaurite +tutte le sue forze per continuare la guerra[60]. + + [60] _Ben. Varchi, l. XI, p. 112._ + +La cittadella d'Arezzo, assediata dagli Aretini, capitolò il 22 di +maggio. I soldati che vi stavano di guarnigione si erano ammutinati, per +non assoggettarsi più lungo tempo alle privazioni rendute necessarie +dallo stato d'assedio. Gli Aretini non l'ebbero appena in loro potere +che la spianarono all'istante, affinchè il principe d'Orange non potesse +mandarvi guarnigione[61]. Il 23 di giugno si arrese agli Spagnuoli per +capitolazione Borgo san Sepolcro, senza avere prima sostenuto un +assedio[62]. Volterra si era data alle truppe del papa il 24 di +febbrajo[63]: ma perchè questa città credevasi di somma importanza, i +dieci della guerra, dopo avere nominato Francesco Ferrucci commissario +generale, ed avergli date illimitate facoltà, e tali che mai non le +aveva avute verun cittadino fiorentino, lo incaricarono di soccorrere la +fortezza di Volterra, che tuttavia si difendeva, e di tentare, se fosse +possibile, di riavere ancora la città. + + [61] _Ben. Varchi, l. XI, p. 117._ + + [62] _Ivi, p. 118. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 366._ + + [63] _Ben. Varchi, l. XI, p. 131. — Fr. Guicciardini, l. XX, p. 542. + — Bern. Segni, l. IV, p. 110. — P. Jovii, l. XXVIII, p. 148._ + +Il Ferrucci aveva adunata la sua piccola armata in Empoli, dove aveva +pure raccolti abbondantissimi magazzini di vittovaglie, che +successivamente spediva a Firenze; ed aveva posta quella città in così +buono stato di difesa, ch'egli accertava che le sole donne avrebbero +potuto coi loro fusi respingere gli Spagnuoli; egli partì il 27 di +aprile, a seconda degli ordini ricevuti, e affidò il comando della città +ad Andrea Giugni ed a Pietro Orlandini[64]. + + [64] _Ben. Varchi, l. XI. p. 93._ + +La partenza del Ferrucci ebbe per Empoli funeste conseguenze: il +principe di Orange spedì Diego Sarmiento, coi Bisogni spagnuoli, per +assediarla; vi aggiunse tutta la cavalleria di don Ferdinando Gonzaga, e +varie vecchie bande del marchese del Guasto. Nello stesso tempo Fabrizio +Maramaldo batteva la campagna, e vietava al Ferrucci di avvicinarsi +all'assediata città. Le batterie spagnuole cominciarono a battere Empoli +il 24 di maggio, ed il 28 gl'imperiali diedero alla piazza un +sanguinosissimo assalto; ma dopo molte ore di battaglia furono respinti. +Nella susseguente notte, gli abitanti d'Empoli, temendo i patimenti di +un assedio, mandarono segretamente al campo spagnuolo per capitolare, ed +avendo ottenuta una salvaguardia per le persone e proprietà loro, non +fecero parola dei soldati che gli avevano valorosamente difesi. I due +capitani Giugni ed Orlandini avevano avuto parte in questa vergognosa +transazione. Quando in seguito gli Spagnuoli vennero introdotti entro le +mura di Empoli, disprezzarono la capitolazione, ed abbandonarono al +saccheggio non solo i ricchissimi magazzini adunati con tanto zelo e +stento dal Ferrucci per assicurare l'approvvigionamento di Firenze, ma +inoltre tutte le case degli abitanti[65]. + + [65] _Ben. Varchi, l. XI, p. 91. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 367. — + Fr. Guicciardini, l. XX, p. 543. — Fil. de' Nerli, l. X, p. 226. — + Bern. Segni, l. IV, p. 112. — P. Jovii, l. XXVIII, p. 153._ + +Intanto Francesco Ferrucci aveva condotta a buon fine la sua spedizione: +partito da Empoli il 27 d'aprile, con circa mille quattrocento fanti e +dugento cavaleggieri, cui aveva fatto prendere provvigioni per due +giorni, giunse non pertanto lo stesso giorno a Volterra, tre ore prima +di notte. Dopo essere entrato nella cittadella per la porta del +soccorso, ed avere dato un'ora di riposo a' suoi soldati, scese nella +città e forzò i primi trinceramenti innalzati dai Volterrani, e +gl'inseguì vivamente fino alla piazza di sant'Agostino, dove eransi +eretti altri trinceramenti. Intanto era sopraggiunta la notte, ed i suoi +soldati, oppressi dalla fatica del lungo cammino fatto e dalla recente +ostinata battaglia, più non potevano reggersi in piedi; fu d'uopo perciò +trincerarsi sulla piazza, aspettando il vegnente mattino. All'indomani +ricominciò la battaglia in sul fare del giorno. I Volterrani attendevano +ad ogni istante gli ajuti loro promessi da Fabrizio Maramaldo, il quale +occupava la provincia con due mila cinquecento Calabresi, i quali, non +ricevendo il soldo, vivevano a discrezione. Ma il Ferrucci costrinse i +Volterrani a capitolare, prima che il Maramaldo potesse soccorrerli[66]. + + [66] _Ben. Varchi, l. XI, p. 149. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 358. — + Fr. Guicciardini, l. XX, p. 542. — P. Jovii, l. XXVIII, p. 150. — B. + Segni, l. IV, p. 111. — Fil. de' Nerli, l. X, p. 226. — Ist. di Gio. + Cambi, t. XXIII, p. 54._ + +Il Ferrucci si affrettò di mettere Volterra in istato di difesa: doveva +nello stesso tempo tenersi in guardia contro gli abitanti della città, +pieni di rancore verso i Fiorentini, e contro Fabrizio Maramaldo, che +non tardò ad attaccarlo colla sua infanteria leggiere. Prolungaronsi fra +di loro le zuffe tutto il mese di maggio con un accanimento che si +cangiò in odio personale. Dopo la presa di Empoli, il marchese del +Guasto e don Diego di Sarmiento raggiunsero Maramaldo coi loro corpi +d'armata. Il 12 di giugno scoprirono le loro batterie contro le mura di +Volterra, e vi aprirono larghe brecce. Il Ferrucci rimase gravemente +ferito in due parti durante quest'attacco; ma senza dar tempo di farsi +medicare, fecesi portare sopra una seggiola in tutti i posti più +minacciati dal nemico, e continuò egli solo, senza perdere un solo +istante, a dirigere la difesa[67]. Il 17 di giugno, il marchese del +Guasto, che aveva ricevuto dal campo del principe d'Orange un rinforzo +d'artiglieria, aprì nuovamente larghe brecce nelle mura della città. La +febbre erasi aggiunta alle ferite del Ferrucci; ma non pertanto questi, +lasciando in non cale ogni cura della sua salute, fece testa al nemico, +e dopo un'accanita zuffa lo costrinse a levare vergognosamente +l'assedio[68]. + + [67] _Ben. Varchi, l. XI, p. 162. — P. Jovii, l. XXIX, p. 134._ + + [68] _Ben. Varchi, l. XI, p. 164. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 368. — + Fr. Guicciardini, l. XX, p. 544. — Gio. Cambi, t. XXII, p. 66. — B. + Segni, l. IV, p. 114. — P. Jovii, l. XXIX, p. 157._ + +Dopo avere assicurato il possedimento di Volterra, il Ferrucci rivolse +il pensiero ad eseguire la commissione che gli era stata data dai dieci +della guerra; cioè di ragunare tutti i soldati fiorentini che trovavansi +nelle varie parti del territorio tuttavia soggetto al governo della +repubblica, e di venire, dopo avere in tal guisa ingrossato il più che +poteva la sua piccola armata, ad attaccare il campo degli assedianti, +mentre che i Fiorentini lo asseconderebbero con una vigorosa sortita; +imperciocchè il gonfaloniere, la signoria, i dieci della guerra, e lo +stesso consiglio degli ottanta, desideravano la battaglia, ed ordinavano +ai loro generali d'attaccare il nemico. Invano Malatesta Baglioni e +Stefano Colonna dichiaravano di non poter condurre le milizie contro +soldati veterani, superiori di numero, e protetti dai loro trinceramenti +in gagliarde posizioni: i consiglj replicavano l'ordine d'attaccare il +nemico, onde almeno conservare alcuna possibilità di prosperi +avvenimenti, mentre che la fame, ch'essi vedevano non lontana, e la +peste, che dal campo nemico era entrata in città, gli andavano +distruggendo, quasi con tanta rapidità come avrebbe fatto la battaglia, +senza lasciar loro nè gloria, nè speranza[69]. + + [69] _Ben. Varchi, l. XI, p. 175, 176. — Jac. Nardi, l. IX, p. 375. + — Fil. de' Nerli, l. X, p. 234._ + +Il Ferrucci ricevette il 14 di luglio le nuove facoltà che gli venivano +affidate, le quali lo rendevano in autorità eguale alla signoria ed +all'intero popolo di Firenze; in pari tempo ebbe ordine di porsi in +cammino per salvare la sua patria, che tutte in lui solo riponeva le sue +speranze. Egli aveva sotto i suoi ordini venti compagnie, sette delle +quali lasciò alla custodia di Volterra, e seco condusse le altre +tredici, che non ammontavano in tutto a più di mille cinquecento uomini, +sebbene in origine fossero tutte composte di dugento soldati. Scese la +Cecina, ed arrivò per Vado e Rossignano a Livorno, senza lasciarsi +trattenere dagli archibugieri di Maramaldo, che tentavano di +precludergli la strada. Da Livorno recossi a Pisa, ove il signore +Giampaolo Orsini lo stava aspettando con un corpo quasi eguale al suo. +Era questi figliuolo di Renzo di Ceri, e nel maggior pericolo della +repubblica, le si era offerto con una specie di cavalleresco sagrificio, +onde avere parte in quest'ultima battaglia in favore della libertà e +dell'indipendenza italiana[70]. Per pagare queste due piccole armate, +convenne levare danaro in Pisa col mezzo d'arbitrarie contribuzioni; e +mentre che il Ferrucci, oppresso dalle fatiche e dalle cure, doveva +provvedere personalmente a tutto, fu sorpreso da violenta febbre, che lo +tenne tredici giorni in una forzata e disperante inazione[71]. + + [70] _Jac. Nardi, l. IX, p. 375. — Ben. Varchi, l. XI, p. 69._ + + [71] _Ben. Varchi, l. XI, p. 208. — Jac. Nardi, l. VIII, p. 370. — + Bern. Segni, l. IV, p. 120. — P. Jovii, l. XXIX, p. 160._ + +Il piano che stava per eseguire il Ferrucci non era suo. Egli aveva +offerto alla signoria di condurre la sua piccola armata contro Roma, +dove sapeva trovarsi il papa senza veruna difesa; avrebbe dato voce +d'andare a mettere a sacco per la seconda volta la corte romana, ed +avrebbe richiamati così sotto le sue insegne la folla dei mercenarj +senza onore e senza religione, che non guerreggiavano che per bottinare: +soprattutto contava di guadagnare facilmente i _Bisogni_ spagnuoli di +Diego Sarmiento. Il papa, atterrito all'avvicinarsi di questa truppa, +avrebbe fatta la pace, o per lo meno avrebbe richiamato il principe +d'Orange per difendersi. Ma la signoria ricusò di approvare cotale +progetto, da lei giudicato troppo ardito[72]. + + [72] _Jac. Nardi, l. IX, p. 376._ + +Francesco Ferrucci, avendo finalmente ricuperate le forze, prese tutte +le convenienti misure per la sicurezza di Pisa; in pari tempo si +provvide d'artiglieria, di fuochi artificiali, e di tutto quanto poteva +dare alla sua piccola armata maggiore fiducia in se medesima; indi si +pose in cammino la notte del 30 luglio, tre ore dopo il tramontare del +sole, con un'armata di tre mila pedoni e di quattro in cinquecento +cavalli. Uscì di Pisa per la porta di Lucca, ed attraversando tutto lo +stato lucchese tentò da prima di entrare nel piano di Pescia pel ponte +di Squarcia Boccone; ma perchè vi trovò qualche resistenza, penetrò +nelle montagne lucchesi, e si accampò la prima notte a Medicina; indi +passò la seguente a Calamecca nelle montagne di Pistoja. Sperava di +ragunare in questa provincia tutta la fazione dei Cancellieri, i quali +erano ben affetti alla repubblica, e, dopo avere ingrossata la sua +armata con bande d'insorgenti, d'impadronirsi di Pistoja, ove potrebbe +adunare i magazzini che destinava a vittovagliare Firenze. Ma i +partigiani dei Cancellieri, ch'egli trovò a Calamecca, volendo +approfittare del di lui arrivo per vendicarsi del partito nemico de' +Panciatichi, lo traviarono dalla strada che avrebbe dovuto tenere, e lo +condussero a San Marcello, ove signoreggiavano i Panciatichi. Infatti il +Ferrucci prese questa terra, la saccheggiò, e la bruciò, perdendo in tal +modo un tempo prezioso. Una dirotta pioggia gli fece inoltre differire +alcune ore la partenza; egli condusse poi la sua armata a Gavinana, +castello spettante alla fazione dei Cancellieri, lontano quattro miglia +da San Marcello ed otto dalla città di Pistoja[73]. + + [73] _Ben. Varchi, l. XI, p. 210. — Bern. Segni, l. IV, p. 121. — + Filip. de' Nerli, l. X, p. 236. — P. Jovii, l. XXIX, p. 162._ + +Ma qualunque stata fosse la rapidità del Ferrucci e l'accortezza della +sua marcia, che, girando la metà de' confini toscani, lo conduceva in +soccorso di Firenze per la parte più opposta a quella ond'era partito, +egli era quasi circondato da tutte le bande. Fabrizio Maramaldo +trovavasi sulla di lui manca, e lo aveva sempre seguito senza tentare di +venire alle mani. Alessandro Vitelli stava alla destra col corpo dei +_Bisogni_ spagnuoli, che poc'anzi si erano ammutinati e ritirati ad Alto +Pascio, di dove egli aveali ricondotti all'ubbidienza colla speranza di +una battaglia. Il Bracciolini lo seguitava con un migliaja d'uomini +della fazione dei Panciatichi, armati sulle montagne. Pure il Ferrucci +credevasi ancora in situazione di sottrarsi a tutti, o di attaccarli e +vincerli separatamente, quando lo stesso principe d'Orange gli si fece +incontro con mille veterani tedeschi, altrettanti spagnuoli e quattro +colonnelli italiani[74]. + + [74] _Ben. Varchi, l. XI, p. 213. — P. Jovii, l. XXIX, p. 163._ + +Il principe d'Orange, che confidato aveva il comando dell'armata, +durante la sua assenza, a don Ferdinando Gonzaga, ed al conte di +Lodrone, non poteva allontanarsi tanto da Firenze, che sull'appoggio di +un tradimento. Sapeva il gonfaloniere che la salvezza della repubblica +era tutta ridotta nel solo Ferrucci, onde voleva assecondarlo col più +vigoroso attacco contro il campo degli assedianti. Qualunque si fosse la +superiorità della posizione, del numero o della disciplina degli +Spagnuoli e de' Tedeschi, voleva affrontarla, ed ordinò a Malatesta +Baglioni di apparecchiarsi ad una generale sortita. Dichiarò in pari +tempo che si porrebbe egli stesso alla testa della scelta milizia +fiorentina, e che seguirebbe la truppa di linea ovunque il Malatesta la +condurrebbe, lasciando la guardia di Firenze ai vecchi ed all'ordinanza +dei contadini[75]. + + [75] _Ben. Varchi, l. XI, p. 191._ + +Ma il Baglioni non aveva più che sperare o temere dalla repubblica +fiorentina, e non voleva più oltre legare la propria fortuna a quella di +uno stato che vedeva in sul punto di perire. Aveva segretamente +negoziato col principe d'Orange, e per mezzo di lui anche con Clemente +VII; erasi fatta confermare la sua sovranità di Perugia e promettere +nuovi favori ecclesiastici e temporali, obbligandosi per iscrittura +verso il principe d'Orange a non attaccare il campo, mentre il principe +ne starebbe lontano per andare contro il Ferrucci. Successivamente +oppose tre proteste agli ordini datigli dalla signoria di attaccare il +nemico; ed il suo collega Stefano Colonna ebbe la debolezza ancor esso o +la falsità di sottoscriverle. Diceva in queste scritture che la +battaglia cui volevasi sforzarlo cagionerebbe l'irreparabile ruina della +sua armata e della repubblica; e quando all'ultimo ebbe un perentorio +ordine di marciare, vi si prestò con tanta lentezza, che prima ch'egli +si fosse mosso, i Fiorentini ebbero notizia dell'esito della spedizione +del Ferrucci[76]. + + [76] _Ben. Varchi, l. XI, p. 179, 204. — Jac. Nardi, l. IX, p. 385._ + +Il principe d'Orange era partito dal suo campo la sera del primo giorno +di agosto; camminò tutta la notte, ed all'indomani diede riposo alle sue +truppe a Lagone, villaggio posto tra Gavinana e Pistoja: colà stavano +mangiando nella stessa ora in cui quelle del Ferrucci facevano lo stesso +a San Marcello. Le due armate ripresero di nuovo il cammino press'a poco +nello stesso istante, e giunsero nello stesso tempo innanzi a Gavinana. +La campana a stormo che suonavasi in questo villaggio, avvisò il +Ferrucci dell'avvicinarsi del nemico, senza che per altro potesse +sospettare che fosse lo stesso principe d'Orange, ed una tanto +ragguardevole parte della di lui armata, che avessero abbandonato il +campo sotto Firenze[77]. + + [77] _Ben. Varchi, l. XI, p. 214._ + +La fanteria del Ferrucci era divisa in due corpi, ognuno di quattordici +compagnie; egli comandava il primo, e Giampaolo Orsini il secondo, che +serviva di retroguardia. Era egualmente divisa in due squadroni la +cavalleria; uno de' quali era condotto da Amico d'Ascoli, l'altro da +Carlo di Castro e dal conte di Civitella[78]. Prima di venire a +battaglia, il Ferrucci esortò brevemente i suoi commilitoni; loro +ricordò che la salvezza di Firenze e l'ultima speranza della repubblica +erano riposte nella piccola loro armata, e non altro domandò loro che di +seguirlo dovunque lo vedessero avanzarsi[79]. + + [78] _Jac. Nardi, l. IX, p. 377._ + + [79] _Ben. Varchi, l. XI, p. 215. — Jac. Nardi, l. IX, p. 377. — + Bern. Segni, l. IV, p. 122._ + +Il Ferrucci, essendosi rimesso il caschetto, scese da cavallo ed entrò +in Gavinana colla picca in mano nell'istante medesimo in cui Fabrizio +Maramaldo, avendo fatto atterrare un muro secco, vi entrava per un'altra +strada. La fanteria delle due armate s'incontrò sulla piazza del +castello, intorno ad un alto castagno che ne occupava il centro; ed in +tal luogo la pugna fu più lunga e più accanita, mentre che il principe +d'Orange colla sua cavalleria attaccava impetuosamente quella del +Ferrucci, ch'erasi trattenuta fuori delle mura. I cavalieri fiorentini +tennero saldo; alcuni archibugieri, frammischiati nelle loro linee, +fecero replicate scariche contro i cavalli nemici e gli sgominarono. Il +principe d'Orange, cercando di riordinarli, attraversò solo di galoppo +una ripida costa sotto il fuoco de' Fiorentini, e colpito nello stesso +tempo da due palle nel collo e nel petto, cadde subito morto. Antonio +d'Herrera ed il rimanente de' cavalieri, presenti alla caduta del +principe, si posero in fuga, e non si trattennero che a Pistoja, ove +sparsero il terrore nella loro fazione. I soldati del Ferrucci trovarono +nelle tasche del principe d'Orange lo stesso viglietto di Malatesta +Baglioni, con cui il Malatesta gli prometteva di non attaccare il di lui +campo[80]. + + [80] _Ben. Varchi, l. XI, p. 217. — Jac. Nardi, l. IX, p. 377, 385. + — Bern. Segni, l. IV, p. 122. — P. Jovii, l. XXIX, p. 164._ + +La cavalleria del Ferrucci, dopo avere dispersa quella del principe +d'Orange, ed ucciso questo generale, faceva echeggiare l'aria colle +grida della vittoria. Ma nello stesso tempo Giampaolo Orsini era stato +attaccato da Alessandro Vitelli; la retroguardia da lui comandata aveva +perdute le insegne disordinandosi, e Giampaolo era stato forzato a +ritirarsi a piedi in Gavinana, dove aveva raggiunto il Ferrucci. Questi +dal canto suo aveva cacciato fuori di Gavinana Maramaldo ed i di lui +Calabresi, i Landsknecht ed i cavalli del principe; ma dopo avere +combattuto tre ore sotto un cocente sole di agosto, egli riposavasi +appoggiato sulla sua picca, quando venne attaccato da un altro corpo di +Landsknecht che non aveva per anco combattuto; in quell'istante il +Ferrucci e Giampaolo non avevano presso di loro che pochi ufficiali, +essendosi alquanto allontanati i loro soldati per riposarsi qualche +minuto. Con questo piccolo corpo scelto l'Orsini ed il Ferrucci si +difesero ancora lungo tempo. Frattanto Giampaolo, ferito, e coperto di +polvere, più non vedendo speranza di salvezza, rivoltosi al Ferrucci gli +disse: _Signor commissario, non vogliamo ancora arrenderci_? No! rispose +il Ferrucci, e scagliossi contra un nuovo squadrone di nemici che veniva +ad attaccarlo. Infatti lo respinse fuori delle porte; ma mentre lo +inseguiva vide chiudersi le porte alle spalle. La terra era presa, tutti +i suoi soldati morti, feriti, o fuggitivi; lo stesso Ferrucci aveva +ricevuto più d'una ferita mortale, e nel di lui corpo omai rimanevano +poche parti sane; finalmente egli si arrese ad uno spagnuolo, che, per +guadagnare il di lui riscatto, procurava di salvargli la vita. Ma +Maramaldo, fattoselo condurre innanzi sulla piazza del castello, lo fece +disarmare e lo pugnalò colle sue mani. Il Ferrucci si contentò di +dirgli: _tu uccidi un uomo di già morto_[81]. + + [81] _Ben. Varchi, l. XI, p. 219. — Jac. Nardi, l. IX, p. 378. — Fr. + Guicciardini, l. XX, p. 544. — P. Jovii, l. XXIX, p. 168. — Bern. + Segni, l. IV, p. 123. — Gio. Cambi, t. XXIII, p. 67._ — L'ultimo + racconta questi fatti assai inesattamente, sebbene scrivesse giorno + per giorno le notizie che si avevano a Firenze. + +Nello stesso tempo fu fatto prigioniere Giampaolo Orsini, che poi riebbe +la libertà pagando una taglia; era venuto in mano de' vincitori anche +Amico d'Ascoli, ma il di lui personale nemico, Muzio Colonna, lo comperò +per seicento ducati da colui che lo aveva preso, per ucciderlo poi a +voglia sua; Guglielmo Frescobaldi, che il Ferrucci aveva pel suo +migliore luogotenente, morì a Pistoja in conseguenza delle sue ferite; +rimasero sul campo di battaglia circa due mila morti, ed ancor maggiore +fu il numero de' feriti. L'armata del Ferrucci era distrutta; ma +gl'imperiali avevano a caro prezzo acquistata la vittoria: grandissima +era la perdita dell'armata imperiale, e la morte del suo generale poteva +disordinarla, tanto più che il marchese del Guasto l'aveva in allora +abbandonata per passare ai servigj di Ferdinando d'Ungheria[82]. + + [82] _Ben. Varchi, l. XI, p. 221. — Jac. Nardi, l. IX, p. 378. — P. + Jovii, l. XXIX, p. 165._ + +Vero è che il Ferrucci era ancora più necessario ai Fiorentini, che non +il principe d'Orange agl'imperiali. Allorchè il 4 di agosto si ebbe in +Firenze la notizia della morte di lui, tutta la città fu compresa da +dolore e da spavento. Invano il gonfaloniere e la signoria si sforzavano +di rianimare gli abbattuti spiriti, e di far mostra de' mezzi che +tuttavia restavano. La sconfitta del Ferrucci veniva in parte attribuita +ad una dirotta pioggia che aveva spente le trombe a fuoco, specie di +artificio che i fanti fiorentini portavano attaccato alle loro picche, e +che, costantemente vomitando fiamme, spaventava i cavalli. Ma il +gonfaloniere ricordava che quella stessa pioggia che aveva perduto il +Ferrucci, poteva salvare la città; che le acque dell'Arno erano così +gonfie, che varj quartieri del campo nemico non potevano più avere +comunicazione cogli altri; e che i Fiorentini, con una generale sortita, +potevano avere il vantaggio del numero, attaccando ad uno ad uno i posti +nemici. Affrettava perciò Malatesta Baglioni a venire a battaglia, e la +signoria, per affezionarsi i capitani delle sue truppe di linea, +prometteva loro per premio della vittoria la continuazione del soldo +finchè vivrebbero; ma Malatesta Baglioni ricusò di ubbidire, e dichiarò +altamente di volere oramai salvare una città, vicina a perdersi a +cagione dell'ostinazione e della temerità de' suoi capi[83]. + + [83] _Ben. Varchi, l. XI, p. 229. — Bern. Segni, l. IV, p. 124. — + Jac. Nardi, l. IX, p. 379. — Gio. Cambi, t. XXIII, p. 68._ + +Il Baglioni trovava in Firenze un grosso partito che faceva eco al suo +rifiuto di combattere. Tutte le persone deboli e pusillanimi, tutti gli +egoisti e coloro che sospiravano dietro i godimenti d'una vita +tranquilla, desideravano la pace, e l'avrebbero accettata a qualunque +patto. I partigiani dell'aristocrazia più non si curavano di esporsi +ulteriormente pel mantenimento dell'autorità popolare: i segreti +partigiani dei Medici osavano essi pure di manifestare i loro voti; e +gli storici di questo partito confessano il tradimento del Baglioni per +fargliene un merito[84]. Oramai i cittadini attaccati alla libertà non +venivano indicati con altri nomi che con quelli di ostinati e di +arrabbiati. Il Malatesta dichiarò che piuttosto che attaccare il campo +imperiale, comandato, dopo la morte del principe d'Orange, da don +Ferdinando Gonzaga, darebbe la sua dimissione. I dieci della guerra +credettero di poterlo prendere in parola, e l'otto agosto gli spedirono +Andreolo Niccolini per portargli il congedo dettato colle più +lusinghiere espressioni. Estrema fu la sorpresa del Baglioni quando lo +ricevette, e maggiore della sorpresa la rabbia: senza volerlo accettare, +senza volerlo leggere, si fece addosso al Niccolini che lo recava, e lo +ferì con ripetute pugnalate[85]. + + [84] _Fil. de' Nerli, l. X, p. 225. — Fr. Guicciardini, l. XX, p. + 545. — P. Jovii, l. XXIX, p. 166._ + + [85] _Ben. Varchi, l. XI, p. 235. — Jac. Nardi, l. IX, p. 380._ + +Il gonfaloniere volle fare un altro esperimento per mantenere la +vacillante autorità della repubblica; ordinò a tutte le compagnie della +milizia di adunarsi in piazza, e si pose alla loro testa per andare +contro il Baglioni. Ma il terrore aveva di già sbandita ogni +subordinazione, ed invece delle sedici compagnie, otto sole si trovarono +sulla piazza. Dall'altro canto Malatesta Baglioni aveva di già +introdotto nel suo bastione il capitano imperiale, Pirro Colonna di +Stipicciano; aveva disarmata o congedata la guardia fiorentina della +porta Romana, ed aveva rivolta contro la città l'artiglieria destinata a +difendere le mura[86]. + + [86] _Ben. Varchi, l. XI, p. 239. — Bern. Segni, l. IV, p. 124. — + Gio. Cambi, t. XXIII, p. 69._ + +Firenze era perduta, e non eravi umana forza che potesse salvarla. +Mentre che molti cittadini volevano ancora morire liberi e colle armi +alla mano, gli altri conoscevano che verun ostacolo più non poteva +oramai trattenere quella feroce armata, che si era infamata colla +tirannide esercitata in Milano, e col sacco di Roma: si riparavano nelle +chiese colle loro donne, i figliuoli e le loro ricchezze, e senza +potersi appigliare a verun partito, senza nutrire veruna speranza, più +non ubbidivano alle magistrature, e non facevano che imbarazzare coloro +che non avevano per anco tutto perduto il coraggio, e mostravano ancora +costanza. + +La signoria colla più profonda umiliazione, e col più acerbo dolore, +restituì il bastone del comando al Malatesta, in arbitrio del quale +stava il permettere agli imperiali d'inondare la città, o l'imporre loro +qualche condizione. Quattrocento giovani, tra i quali si videro con +dolore i figli ed i generi del gonfaloniere Niccolò Capponi, eransi +schierati in armi sulla piazza di santo Spirito, risoluti di appoggiare +il Baglioni e di non riconoscer più la signoria. Fece questa un estremo +sforzo per richiamarli sotto le sue insegne; rappresentò loro, che +separandosi dai proprj concittadini in così difficili circostanze, +esponevano la patria e sè medesimi ai più spaventosi pericoli; ma per +tutta risposta non ebbe che insulti e minacce da quei giovani che +vennero in armi sulla piazza del palazzo, e costringerla a porre in +libertà tutti coloro che ella teneva custoditi a motivo del loro +attaccamento alla fazione dei Medici[87]. + + [87] _Ben. Varchi, l. XI, p. 245. — Fil. de' Nerli, l. X, p. 239. — + Gio. Cambi, t. XXIII, p. 70._ + +Fra tanto perturbamento la signoria nominò quattro ambasciatori, che +spedì al campo di Ferdinando Gonzaga per chiedere una capitolazione. +Scelse Baldo Attuiti, Jacopo Morelli, Lorenzo Strozzi e Pier Francesco +Portinari. Non ebbero questi d'uopo di cercare lontano coloro coi quali +dovevano trattare, perchè Bartolomeo Valori, uno degli emigrati che il +papa aveva nominato suo commissario in Toscana, e che a nome dei Medici +governava tutto il paese occupato dall'armata imperiale, era venuto in +quella medesima casa dei Pini, in cui abitava Malatesta Baglioni. Le +condizioni che ottennero gli ambasciatori erano più vantaggiose che +sperare si potessero in così tristi circostanze; ma le condizioni sono +di poca importanza, quando vengono giurate da sovrani senza fede, ed in +seguito riclamate da uomini senza potenza. È probabile che il papa +avesse ordinato al Valori di acconsentire a tutto, riservandosi poi +l'interpretazione del trattato a modo suo. L'imperatore nulla affatto +somministrava pel soldo e pel mantenimento dell'esercito sotto Firenze, +e Clemente VII non aveva più credito per essere state le sue entrate +assorbite da lunghe guerre, e le sue ricchezze perdute nel sacco di +Roma: perciò non poteva più oltre sostenere cotali spese, che +oltrepassavano i settanta mila fiorini al mese[88]. + + [88] _Jac. Nardi, l. IX, p. 381. — Fil. de' Nerli, l. X, p. 241. — + B. Segni, l. IV, p. 119._ + +Il trattato, che venne sottoscritto il 12 di agosto del 1530 a santa +Margarita di Montici, portava che la forma del governo di Firenze +sarebbe regolata dall'imperatore entro il termine di quattro mesi, a +condizione che sarebbe salva la libertà. Prometteva la repubblica di +pagare all'armata cinquanta mila scudi in danaro sonante, e trenta mila +in cambiali; ed in compenso le truppe imperiali dovevano immediatamente +allontanarsi. Dovevansi consegnare al commissario del papa le fortezze +di Pisa, di Volterra e di Livorno. Per guarenzia del pagamento delle +cambiali, della consegna delle fortezze e dell'ubbidienza del popolo a +quel governo che gli darebbe l'imperatore, i Fiorentini dovevano dare +nelle mani di Ferdinando Gonzaga cinquanta ostaggi a sua scelta. +Finalmente a nome del papa e dell'imperatore veniva accordata +un'amplissima amnistia, tanto a tutti i Fiorentini senza eccezione per +tutto ciò che potessero avere fatto contro la casa dei Medici, quanto a +tutti i sudditi dell'impero e della Chiesa che gli avevano serviti in +tempo della guerra, portando le armi contro i loro abituali signori[89]. + + [89] _Ben. Varchi, l. XI, p. 246-250. — Jac. Nardi, l. IX, p. 382, + 383. — Fil. de' Nerli, l. XI, p. 244. — P. Jovii, l. XXIX, p. 173._ + +In conseguenza di questo trattato, che bentosto si rimase negli archivj, +quale monumento della scandalosa mancanza di fede dei due sovrani, in +nome de' quali era stato convenuto, tutti gli emigrati fiorentini ed i +commissarj del papa rientrarono in città. Bartolomeo Valori fece +occupare il 20 di agosto la piazza del palazzo da quattro compagnie di +soldati corsi; costrinse in appresso la signoria a scendere sul balcone, +e fece suonare la maggiore campana per adunare il popolo a parlamento. +Appena si trovarono adunati nella piazza trecento cittadini; taluno di +coloro che voleva andarvi per emettere per l'ultima volta un libero +suffragio, venne respinto a colpi di pugnale[90]. Salvestro Aldobrandini +volgendosi a questa irrisoria assemblea del popolo, gli domandò se +acconsentiva, «che si creassero dodici uomini che avessero essi soli +altrettanto d'autorità e di potere, quanto ne aveva tutt'insieme il +popolo di Firenze.» Tre volte fu rinnovata questa domanda, e tre volte +il popolaccio ed i fanciulli risposero: _Sì! sì! le palle, le palle!_ +(stemma dei Medici) _i Medici! i Medici!_ Dopo questo preteso assenso +popolare, furono dal commissario apostolico nominati dodici signori +della balìa. Questi deposero la signoria, i dieci della guerra, gli otto +della guardia e balìa, ossiano supremi giudici criminali. Fecero deporre +le armi al popolo, e così la libertà fiorentina soggiacque per l'ultima +volta. Avanti che spirasse l'autorità di costoro, lo stesso nome di +repubblica venne annullato[91]. + + [90] _Ben. Varchi, l. XI, p. 257._ + + [91] _Bened. Varchi, l. XI, p. 256-260. — Jac. Nardi Ist. Fior., l. + IX, p. 387. — Fr. Guicciardini, l. XX, p. 545. — Istor. di Gio. + Cambi, t. XXIII, p. 73. — Fil. de' Nerli, l. X, p. 242. — Ber. + Segni, l. V, p. 128. — P. Jovii, l. XXIX, p. 175._ + + La storia di Firenze di Jacopo Nardi termina colla presa della città + e collo stabilimento della balìa. È scritta con un certo che di + candore e di lealtà che ci affeziona allo storico; vi si ravvisa + l'amico della libertà, l'uomo religioso e dabbene. Il Nardi non + risguardava il suo libro come terminato, e lo avrebbe distrutto + quando stava per morire, se fortunatamente non ve ne fossero stati + di già varj esemplari presso altre famiglie. Per altro i primi sei + libri, che comprendono l'accaduto dall'anno 1494 fino alla morte di + Leon X, sembrano avere ricevuta tutta la perfezione che l'autore + poteva loro dare. Lo stesso non può dirsi degli ultimi tre; la + narrazione vi si trova appena abbozzata, e pare che l'autore gli + scrivesse senza avere sott'occhio i materiali che doveva adoperare. + Trovansi in questi ultimi tre libri alcuni errori di fatto e di + date, molte ripetizioni, molto disordine, ed alcuni pezzi che non + sembrano essere stati dall'autore riletti. Jacopo Nardi ebbe qualche + parte nella rivoluzione del 1527; e perciò fu tra gli esiliati, che + la balìa del 1530 privò della loro patria. Il Nardi fu in appresso + incaricato dagli emigrati di portare le loro lagnanze all'imperatore + intorno alla violazione della capitolazione di Firenze, di esporre + le loro ragioni in una scrittura che fu mandata a Carlo V. Fino alla + fine della sua vita, che terminò in esilio, Jacopo Nardi lavorò, + malgrado la povertà e la vecchiaja, a procurare vindici alla libertà + della sua patria. La sua storia si stampò in Firenze in 4.º nel 1584 + in un volume di 590 pagine. + + + + +CAPITOLO CXXII. + + _Violazione della capitolazione di Firenze; persecuzione di + tutti gli amici della libertà. Regno e morte di Alessandro de' + Medici: successione di Cosimo I al titolo di duca di Firenze. + Siena, oppressa dagli Spagnuoli, abbraccia il partito francese: + assedio ed ultima capitolazione di questa città._ + +1530 = 1555. + + +L'indipendenza dell'Italia, che aveva cominciato col XII secolo, e che +era stata solennemente riconosciuta in forza delle vittorie della lega +lombarda sopra Federico Barbarossa, cessò all'epoca del coronamento +dell'imperatore Carlo V a Bologna, o a quella dell'occupazione di +Firenze fatta da' generali imperiali in marzo o in agosto del 1530. +Prima del dodicesimo secolo, l'Italia, rammentando ancora l'antica sua +grandezza, sdegnavasi di essere ridotta in servitù dai vicini popoli. +Credevasi meritevole di miglior sorte; ma pure ubbidiva. L'Italia faceva +prima parte dell'impero de' Franchi, poi di quello della Germania. La +sua sorte era regolata dalle passioni, dalla politica e dalle vittorie +de' popoli d'oltremonti, dei quali essa non conosceva nemmeno il +linguaggio. Tale tornò ad essere la sua situazione dal 1530 fino all'età +nostra. + +La libertà aveva dati all'Italia quattro secoli di grandezza e di +gloria. In quei quattro secoli fece poche conquiste al di là de' +naturali suoi confini; ma non pertanto assicurò a' suoi popoli il primo +posto tra le nazioni dell'occidente. L'Italia mai non esercitò la sua +potenza sugli stati limitrofi in modo di porre in pericolo la loro +indipendenza; divisa in molti piccoli stati, le era assolutamente +interdetta quest'ambiziosa carriera; ma quella stessa divisione, che gli +toglieva ogni esterno dominio, aveva moltiplicati i suoi mezzi e +sviluppato lo spirito ed il carattere in tutte le sue piccole capitali. +In allora gl'Italiani non avevano d'uopo di conquiste per farsi +conoscere come grande nazione. I Tedeschi, i Francesi, gl'Inglesi, gli +Spagnuoli avevano e privilegj municipali, e feudatarj, e monarchi da +difendere: soltanto gl'Italiani avevano una patria, e lo sentivano. Essi +avevano rialzata l'umana natura degenerata, e dando a tutti gli uomini i +diritti che all'uomo si convengono, e non privilegj, avevano essi i +primi studiate le teorie de' governi, e dati agli altri popoli modelli +di liberali instituzioni. Gl'Italiani avevano ridonate al mondo la +filosofia, l'eloquenza, la storia, la poesia, l'architettura, la +scultura, la pittura, la musica, ed avevano fatti far rapidi progressi +al commercio, all'agricoltura, alla nautica, alle arti meccaniche; in +una parola erano stati i precettori dell'Europa. Appena si potrebbe +nominare una scienza, un'arte, una nozione qualunque, di cui non abbiano +insegnati i principj ai popoli che dopo gli hanno superati[92]. Questa +universalità di cognizioni aveva sviluppato il loro ingegno, il loro +gusto, le loro maniere, e per lungo tempo conservarono quella civiltà +anche dopo perduti tutti gli altri vantaggi; l'eleganza e la gentilezza +sopravvissero all'antica dignità: ma questa n'era stato il fondamento, e +durò quanto la libertà italiana. Tale fu la grandezza della nazione ne' +tempi della sua gloria; e certo questa grandezza non aveva bisogno di +vittorie per sostenersi. + + [92] Forse in alcune scienze, ma nelle lettere e nelle arti non mai; + del che ne convengono tutti quegli spassionati stranieri che + preferiscono all'amor proprio la verità, e che sono a portata di + gustare i capi d'opera de' nostri grandi maestri. _N. d. T._ + +Avanti il XII secolo alcuni piccoli principi italiani si credevano +indipendenti, alcuni popoli poco numerosi si credevano liberi, e forse +erano tali. Pure pei soli duchi di Spoleto o di Benevento, e per le +repubbliche di Amalfi o di Napoli, non abbiamo creduto di dover +cominciare la storia dell'Italia dalla caduta dell'impero romano in +occidente; e parimenti non crediamo doverla continuare dopo la caduta di +Firenze, pei duchi di Toscana o di Parma, e per le repubbliche di +Venezia o di Genova. + +In tutto il tempo che gl'Italiani furono veramente nazione, abbiamo +cercato di raccogliere con iscrupolosa esattezza tutti i fatti che +potevano dipingere il loro carattere, spiegarne la politica, far +conoscere i motivi delle loro leggi, e risvegliare ne' loro discendenti +istruttive memorie, o servire di specchio agli altri popoli liberi. Non +abbiamo temuto di scendere a troppo minute particolarità; cotali +particolarità non sono inutili, quando giovano a dipingere gli uomini. +Non abbiamo inoltre temuto di mescolare alla nostra narrazione i +principali avvenimenti degli altri paesi d'Europa; perciocchè +l'influenza dell'Italia facevasi sentire sopra tutti, e non poteva +intendersi la politica de' suoi stati senza volgere di quando in quando +lo sguardo sulla Grecia, la Spagna, l'Ungheria, la Francia, la Turchia e +la Germania. Abbiamo in appresso veduto l'abbassamento di +quest'influenza italiana sopra le straniere contrade. Abbiamo veduta +l'Italia, vittima a vicenda della falsa politica dei suoi capi, della +mala fede degli oltremontani, della ferocia de' soldati mercenarj; +guastata dalle armate, dalla peste e dalla fame pel corso di trentasette +anni di quasi continue guerre; l'abbiamo veduta nell'estremo +esaurimento. Siamo finalmente giunti all'epoca in cui cessò di esistere. +Abbiamo osservato per l'ultima volta un imperatore di Germania venire in +una chiesa italiana per ricevervi la corona d'oro dalle mani del papa; e +questa cerimonia, diventata futile, più non si rinnovò dopo Carlo V. Nel +1530 egli aveva cominciato a regnare pel solo diritto della spada; egli +più non aveva bisogno, per assumere il titolo d'imperatore, che un +rappresentante dell'Italia sanzionasse la sua inaugurazione con +un'autorità religiosa. + +Da quest'epoca fino all'età nostra, otto in dieci principi continuarono +in Italia a credersi sovrani, ma senza godere di veruna indipendenza, +senza mai difendersi colle proprie forze, senza giammai esercitare sopra +gli stranieri quell'influenza che gli stranieri esercitavano +continuamente sopra di loro. Tre e se vogliamo ancora quattro +repubbliche, comprendendovi San Marino, continuarono a respingere dal +loro seno il potere di un solo, ma senza mantenere la loro libertà, +senza conservare verun'ombra nè della sovranità del popolo, nè della +guarenzia de' diritti e della sicurezza de' cittadini. D'allora in poi +l'Italia altro non fu che un vasto museo, nel quale trovansi deposti +sotto gli occhi de' curiosi i monumenti della morte. Più non si ebbe +occasione di chiedere una sola volta a Vienna, a Madrid, a Parigi, a +Londra cosa vorrebbero, cosa farebbero i principi ed i popoli d'Italia. +I popoli avevano cessato di avere o di esprimere una volontà; ed i +principi, distruggendo lo spirito vitale de' loro sudditi, si erano +distrutti essi medesimi. L'Italia snervata più non parlava che alla +memoria; e che l'interpellava intorno a ciò che aveva fatto in altri +tempi, era certo ch'ella non si rianimerebbe mai più. + +Non perciò abbandoneremo questi popoli, co' quali abbiamo, per così +dire, vissuto tanto tempo, senza gettare un'ultima rapida occhiata sulla +sorte che loro era riservata nella nuova organizzazione. Siccome ne' sei +primi capitoli di quest'opera abbiamo corso lo spazio di sei secoli, e +ci siamo appagati di fissare nella nostra memoria alcune date ed alcuni +principali tratti, così speriamo che il nostro lettore indulgente ci +vorrà permettere di concedere ancora pochi capitoli ai tre ultimi +secoli, affinchè la nostra storia comprenda, sebbene in differentissime +proporzioni, la prima fanciullezza, la virilità e la decrepitezza della +nazione italiana. + +La Toscana, che per così lungo tempo era stata la patria della libertà, +a sè richiama i primi nostri sguardi. La storia di Firenze non sembra +totalmente terminata colla capitolazione di questa città; finchè i +cittadini, che si erano veduti animati da così ardente patriottismo, +erano ancora vivi, finchè continuavano a lottare contro l'assoluto +potere, la repubblica fiorentina esisteva tuttavia, almeno nella loro +memoria, e noi dobbiamo ammirare i loro estremi sforzi. Essi seppero +associare la loro causa a quella della libertà di Siena, e la caduta di +quest'ultima repubblica merita altresì dal canto nostro qualche +attenzione. + +La repubblica fiorentina venne distrutta (1530) con forme repubblicane. +Per creare una balìa si convocò un parlamento, e venne consultata una +pretesa assemblea di tutto il popolo fiorentino. Si era chiesto a questo +popolo di conferire la totalità del suo potere ai commissarj che +dovevano riordinare la tirannide. Ciò era un riconoscere la sovranità +del popolo, nell'istante medesimo in cui il popolo rinunciava per sempre +a tale sovranità. Ma il parlamento fiorentino che creò la balìa del 1530 +doveva essere l'ultimo; ed infatti fu in appresso ordinato di spezzare +la campana che serviva ad adunarlo, onde più servire non potesse +dinnanzi a tale uso[93]. + + [93] _B. Segni, l. V, p. 129. — Il 12 ottobre 1532. Gio. Cambi, t. + XXIII, p. 122. — Ben. Varchi, l. XIII, t. V, p. 9._ + +Firenze fu per parecchj mesi governata in proprio nome dalla sola balìa, +e non già a nome del papa o de' Medici. Ma era Clemente VII che aveva +così voluto, affinchè i suoi commissarj, che in ogni cosa operavano +soltanto dietro i suoi ordini e che aspettavano da Roma la decisione di +tutti gli affari, non si credessero legati dalla capitolazione +sottoscritta a nome suo da Bartolomeo Valori. Il papa e l'imperatore +avevano promesso a Firenze libertà ed amnistia; ma Clemente pretendeva +che se la repubblica voleva ella medesima mutare le sue leggi, e +castigare i suoi cittadini, non poteva esserne impedita dalla +capitolazione. Ed affinchè la balìa sembrasse ancora meglio +rappresentare la repubblica, il papa volle che fosse formata da un corpo +più numeroso, depositario della sovranità; perciò nel mese di ottobre fu +eletta una seconda balìa di cento cinquanta individui, tra i quali +trovavansi tutti i capi di quella parte dell'aristocrazia che si era +mostrata affezionata a' Medici[94]. + + [94] _Ben. Varchi, l. XII, p, 317. — Gio. Cambi, t. XXIII, p. 81._ + +Allora cominciarono le vendette del papa e de' suoi partigiani. I più +riputati membri dell'antico governo vennero assoggettati ad una rigorosa +tortura; indi furono condannati a perdere la testa il Carducci, per lo +addietro gonfaloniere, Bernardo di Castiglione, ed altri quattro di que' +venerandi magistrati[95]. L'altro gonfaloniere, Raffaele Girolami, +ottenne grazia della vita per l'intercessione di Ferdinando Gonzaga, ma +venne chiuso nella cittadella di Pisa, ove poco dopo morì di veleno[96]. +Il predicatore Benedetto da Fojano fu dato nelle mani del papa, e +tradotto a Roma. Clemente, nell'atto di farlo imprigionare in castel +sant'Angelo, ordinò che ogni giorno gli si diminuisse la razione di +acqua e di pane, e con tal mezzo lo fece lentamente morire di fame. +Frate Zaccaria, ch'era egualmente cercato, trovò modo di fuggire +travestito da contadino. Riparossi a Ferrara, poi a Venezia, ed +all'ultimo morì a Perugia, dov'erasi recato per gittarsi ai piedi di +Clemente VII ed implorare perdono[97]. Una ventina di coloro che si +credevano più compromessi si sottrassero al supplicio colla fuga. +Infatti furono condannati a morte in contumacia, e confiscati vennero i +loro beni. Cento cinquanta cittadini all'incirca furono relegati per tre +anni in determinati luoghi, e d'ordinario a grandissima distanza dalla +loro patria e dai loro affari; ma il nuovo governo, che invece di +colpire tutti ad un tratto i suoi nemici diventava più severo di mano in +mano che si andava rassodando nella sua autorità, desiderò bentosto +un'occasione di condannare quei medesimi esiliati come ribelli, e di +confiscarne i beni. Poichè que' miseri si furono conformati alla loro +condanna con gravissimo dispendio, la balìa, passati i tre anni, li +relegò in un altro esilio più incomodo del primo, e costrinse in tal +guisa la maggior parte di loro a disubbidire[98]. + + [95] _Ben. Varchi, l. XII, p. 295. — Gio. Cambi, t. XXIII, p. 79. — + Scip. Ammirato, l. XXXI, p. 414. — Ben. Segni, l. V, p. 133._ + + [96] _Bened. Varchi, l. XII, p. 289._ + + [97] _Ivi, p. 275._ + + [98] _Ben. Varchi, l. XII, p. 304-312. — Gio. Cambi, t. XXIII, p. + 87-95. — B. Segni, l. V, p. 135. — Fil. de' Nerli, l. XI, p. 252. — + Fr. Guicciardini, l. XX, p. 546._ + +Pareva che la repubblica esistesse ancora; un corpo aristocratico assai +numeroso sembrava investito della sovranità; il papa, che non aveva +voluto mandare a Firenze niuno della sua famiglia, e che fingeva di non +esercitarvi la più assoluta autorità, onde non essere risponsabile de' +supplicj che ordinava, lasciava agire Bartolomeo Valori, lo storico +Francesco Guicciardini, Francesco Vettori e Roberto Acciajuoli. Questi +parevano i capi della repubblica, e questi versarono il sangue e +confiscarono le sostanze de' più virtuosi cittadini; questi condannarono +a perpetuo esilio coloro che mostravano di risparmiare; questi con +arbitrarie tasse ruinarono tutti coloro ch'eransi fatti conoscere +affezionati alla libertà; questi fecero restituire senza verun compenso +tutti i beni patrimoniali o ecclesiastici venduti d'ordine della +giustizia; questi fecero disarmare il popolo, promulgando le più severe +pene contro qualunque ritenesse armi, e questi finalmente furono coloro +che per conservare la propria autorità col terrore, assoldarono due mila +de' Landsknecht che avevano assediata Firenze[99]. + + [99] _Ben. Varchi, l. XII, p. 310, e seg. — Gio. Cambi, t. XXIII, p. + 79. — Bern. Segni, l. V, p. 131. — Filip. de' Nerli, l. XI, p. 250._ + +Ma Clemente VII che riponeva ogni fiducia nello zelo de' capi di partito +per vendicarsi, non ignorava che non sarebbero poi egualmente proclivi +ad eseguire i suoi ulteriori progetti, ed a mutare la costituzione della +loro patria, per farne un'assoluta sovranità a favore di uno de' suoi +nipoti. Aveva perciò mandato Alessandro de' Medici in Germania ed in +Fiandra alla corte di Carlo V, per sollecitare l'imperatore a regolare +il governo di Firenze a norma delle facoltà conferitegli dalla +capitolazione. Sebbene l'imperatore avesse promessa ad Alessandro la sua +figlia naturale, era ben lontano dal corrispondere all'impazienza del +papa. Aveva non solo lasciati decorrere i quattro mesi fissati dalla +capitolazione, ma quasi un anno intero, prima di rimandare a Firenze +Alessandro dei Medici, che di già portava il titolo di duca di Cività di +Penna. Questo giovane signore fece il suo ingresso soltanto il 5 di +luglio del 1531; e nel susseguente giorno Giovan Antonio Mussetola, +ambasciatore di Carlo V, comunicò alla signoria ed alla balìa il decreto +sottoscritto dall'imperatore in Augusta il 21 ottobre del precedente +anno, col quale rimetteva i Fiorentini nel possedimento degli antichi +loro privilegj, a condizione che riconoscerebbero per capo della +repubblica Alessandro de' Medici, e dopo di lui i suoi figliuoli, ed in +loro mancanza il più attempato degli altri Medici, e ciò a perpetuità, e +per ordine di primogenitura[100]. + + [100] _Ben. Varchi, l. XII, p. 356-359. — Gio. Cambi, t. XXIII, p. + 103. — Scipione Ammirato, l. XXXI, p. 416. — Bern. Segni, l, V, p. + 143. — Filip. de' Nerli, l. XI, p. 255._ + +Sembrava che il decreto d'Augusta non sovvertisse interamente lo stato; +perciocchè apparentemente esso conservava tuttavia la libertà e la +riforma repubblicana. Il decreto imperiale non accordava alla casa de' +Medici che le prerogative di cui godeva avanti il 1527, trasmutandole in +diritti, ed assicurava al duca Alessandro ventimila fiorini d'oro di +pensione, invece di lasciare in di lui arbitrio tutte le entrate dello +stato. Ma Clemente VII non si accontentava di questa limitata autorità, +e non erano del tutto tranquilli coloro che lo avevano servito nelle sue +vendette. Sapevano costoro di essere l'oggetto dell'odio, non già di una +fazione, ma di tutti i proprj concittadini, e temevano di essere di bel +nuovo cacciati da Firenze alla morte del papa, o quando accadesse la +prima rivoluzione d'Italia. Il Guicciardini, interpellato da Clemente +VII, rispose non essere possibile che il governo acquistasse veruna +popolarità; che altro mezzo non gli rimaneva per minorare l'odio +pubblico che quello di darsi dei compagni; che doveva meno pensare a +formarsi de' partigiani fra gli uomini ricchi e versati negli affari, +che a comprometterli con tutto il popolo, affinchè, come il governo +medesimo, e come quelli che avevano tenute le di lui stesse direzioni, +costoro ancora si persuadessero non esservi per loro salvezza che nel +mantenimento della casa de' Medici. Dietro questi principj si +apparecchiò una nuova rivoluzione[101]. + + [101] Lettera di Francesco Guicciardini a Niccolò di Schomberg, + arcivescovo di Capoa, del 30 gennajo 1532, con una Memoria intorno + al governo di Firenze. _Lett. de' Principi, t. III, f. 8, e seg._ + +Il papa, disponendo ed ordinando ogni cosa, volle ancora che i cittadini +fiorentini che di que' tempi governavano, si addossassero soli la +responsabilità del nuovo cambiamento. Mandò il suo piano bello e fatto +da Roma, ma ne commise l'esecuzione a Bartolomeo Valori, al +Guicciardini, a Francesco Vettori, a Filippo de' Nerli ed a Filippo +Strozzi. Non ignorando quest'ultimo di essere l'oggetto della diffidenza +e del segreto odio di Clemente VII, cercava di ricuperare la di lui +grazia, eseguendo i di lui voleri con maggiore zelo che tutti gli +altri[102]. + + [102] _Ben. Varchi, l. XII, p. 367. — Bern. Segni, l. V, p. 149. — + Filippo de' Nerli, l. XI, p. 260._ + +Questi confidenti del papa forzarono in certo qual modo la balìa ad +ordinare, il 4 aprile del 1532, la creazione di un comitato di dodici +cittadini incaricati della riformagione del governo _dello stato_ e +_della città_ di Firenze; _dello stato_ e _della città_ dissero, +conciossiachè d'allora in poi si cessò di pronunciare il nome di +_repubblica_. Fu accordato loro il termine di un mese per terminare +questo lavoro; ma perchè tutto era stato preventivamente apparecchiato +dal papa, questi commissarj furono a portata di pubblicarlo ancora più +presto[103]. + + [103] _Ben. Varchi, l. XII, p. 372. — Scip. Ammirato, l. XXXI, p. + 419. — Ist. di Gio. Cambi, t. XXIII, p. 110._ + +La nuova costituzione venne pubblicata il 27 di aprile del 1532. Questa +sopprimeva il gonfaloniere di giustizia e la signoria, e vietava per +sempre il ristabilimento di tale magistratura, ch'erasi con tanta gloria +mantenuta dugento cinquant'anni. Dichiarava Alessandro dei Medici capo e +principe dello stato, col titolo di doge, ossia duca della repubblica +fiorentina, trasmissibile a perpetuità ai suoi discendenti per ordine di +primogenitura, e stabiliva due consiglj vitalizj per dividere con lui le +cure del governo. Uno, chiamato i dugento, comprendeva tutti gli attuali +membri della grande balìa e quasi un centinajo d'altre persone, delle +quali Alessandro si era riservata la nomina; l'altro, detto il senato, +doveva essere composto di quarantotto membri scelti fra i dugento +dell'altro consiglio, che avessero oltrepassati i trentasei anni. +Quattro consiglieri eletti ogni tre mesi, ogni volta da un quarto del +senato, dovevano tener luogo della signoria nelle onorifiche sue +funzioni; il gonfaloniere o per meglio dire tutta la repubblica dovea +venire rappresentata dal doge o dal suo luogotenente. Il doge solo od il +suo luogotenente, potevano proporre progetti alla deliberazione dei +consiglj, e niun progetto poteva avere forza di legge senza il loro +formale assentimento; i nuovi consiglj non diedero un solo esempio di +una proposizione del principe, che non fosse con servile sollecitudine +sanzionata[104]. + + [104] _Ben. Varchi, l. XII, p. 374 e t. V, l. XIII, p. 12. — Gio. + Cambi, t. XXIII, p. 114. — B. Segni, l. V, p. 160. — Filip. de' + Nerli, l. XI, p. 262-268._ + +Alessandro de' Medici fu tale quale doveva essere un principe posto sul +trono da straniere armate, contro il voto di tutti i suoi concittadini, +dopo una guerra che aveva affatto ruinata ed umiliata la sua patria. +Diffidando di tutti, e sforzandosi di ottenere col terrore ciò che +sperare non poteva dall'amore, si circondò di stranieri soldati, +capitano dei quali creò Alessandro Vitelli di Città di Castello, perchè +lo conosceva irritato contro i Fiorentini e lo stato popolare, che aveva +fatto morire il di lui padre Paolo Vitelli. Afforzò in riva all'Arno un +bastione che poteva servirgli di rifugio in caso d'insurrezione +popolare; ma non credendosi con ciò abbastanza sicuro, il 1.º giugno del +1534, fece porre i fondamenti di una fortezza nel luogo in cui trovavasi +la porta di Faenza, e vi fece lavorare con tanta attività che prima che +terminasse l'anno fu messa in istato di difesa. Alessandro assecondò +vigorosamente la disposizione data dai commissarj per disarmare i +cittadini, e pronunciava la pena di morte e la confisca dei beni contro +coloro nelle di cui case si trovavano armi: nello stesso tempo aveva +formata una milizia di sudditi della repubblica, armandola ed +accordandole privilegj, onde tenere in dovere gli antichi sovrani col +timore de' loro antichi vassalli[105]. + + [105] _Ben. Varchi, t. V, l. XIII, p. 5; l. XIV, p. 85. — Ist. di + Gio. Cambi, t. XXIII, p. 137. — Bernardo Segni, l. VI, p. 153. — + Filippo de' Nerli, l. XI, p. 270-272._ + +I soldati d'Alessandro tutto credevano permesso al loro libertinaggio ed +all'avarizia loro; e non eravi oltraggio, pel quale i cittadini +chiedessero giustizia, che venisse mai punito in verun militare, nè in +veruno ufficiale o servitore della casa del duca. Pareva che questi +mirasse continuamente ad umiliare i suoi compatriotti, paragonandoli +sempre agli stranieri. Aveva successivamente offesi quasi tutti coloro +che gli si erano mostrati più affezionati; i capi di quelle grandi +famiglie che avevano diretta la fazione de' Medici, e che in tempo +dell'assedio avevano portate le armi contro la loro patria, di bel nuovo +abbandonata avevano quella patria, dove più non potevano vivere sotto il +tiranno ch'essi medesimi le avevano dato. Francesco Guicciardini, che +Clemente VII aveva nominato governatore di Bologna, non provava ancora +il dolore di ubbidire dove aveva comandato; ma Bartolomeo Valori, +sebbene governatore della Romagna a nome del papa, non si poteva dar +pace della parte avuta nella rivoluzione, e della schiavitù in cui egli +medesimo erasi ridotto. Filippo Strozzi, malgrado tutti i suoi sforzi +per guadagnarsi la benevolenza del duca, lo sapeva geloso delle +smoderate sue ricchezze, e sempre apparecchiato ad offenderlo; perciò in +occasione del matrimonio di Catarina dei Medici col duca d'Orleans, nel +1533, recossi alla corte di Francia, e nel susseguente anno vi chiamò +pure la sua numerosa famiglia. Tutti i cardinali fiorentini, che in +allora erano quattro, si erano uniti ai nemici di Alessandro; ma di +tutti il più caldo era Ippolito de' Medici, di lui cugino, il quale +risguardandosi come più onoratamente nato di Alessandro, e di età +maggiore, non sapeva darsi pace che si fossero concesse ad un bastardo +d'incerto padre e di madre infame quelle prerogative di cui aveva egli +stesso goduto alcun tempo, ed alle quali sapevasi pure chiamato +dall'amore de' suoi concittadini[106]. + + [106] _Ben. Varchi, t. V, l. XIV, p. 90. — Ber. Segni, l. VI, p. + 156._ + +Infatti la stessa madre di Alessandro non sapeva se fosse figliuolo di +Lorenzo duca d'Urbino, di Clemente VII, o di un mulattiere. Nel primo +caso sarebbe stato fratello germano di Catarina dei Medici, unica +figliuola di Lorenzo e di Maddalena della Torre d'Alvergna, cui Clemente +VII aveva procurato un collocamento al di là delle sue speranze. +Clemente, incerto nella sua politica ed instabile nelle sue alleanze, si +era ravvicinato alla Francia; era stato a Nizza per abboccarsi con +Francesco I; era di là passato a Marsiglia; ed all'ultimo aveva maritata +Catarina, il 27 ottobre del 1533, con Enrico d'Orleans, secondogenito di +Francesco I, cui quest'Enrico successe nel trono di Francia[107]. La +pace durava tuttavia tra Francesco e Carlo V; e Clemente VII, alleandosi +colla Francia, non si era perciò dichiarato contro l'imperatore, dal +quale conoscevasi dipendente: il matrimonio del suo prediletto +Alessandro colla figlia naturale di Carlo V, sebbene da gran tempo +convenuto, non si eseguiva ancora a motivo della tenera età di Margarita +d'Austria, ed il papa non voleva esporsi a farlo rompere: sapeva che +Alessandro non troverebbe verun appoggio in Catarina, che lo detestava +come tutti i suoi parenti; ma più Alessandro aveva nemici e più Clemente +VII gli si affezionava: rallegravasi vedendo questo giovane esercitare +le proprie vendette, lo dirigeva, approvava tutti gli atti del governo +di lui, e lo copriva col manto di una protezione che sapeva dovergli in +breve mancare, perciocchè in giugno del 1534 Clemente VII era stato +sorpreso da lenta febbre, della quale morì il 25 di settembre dello +stesso anno, lasciando il suo protetto esposto agli attacchi de' molti +nemici che s'era procacciati[108]. + + [107] _B. Varchi, l. XIV, p. 53. — Bern. Segni, l. VI, p. 161. — P. + Jovii, l. XXXI, p. 224._ + + [108] _B. Varchi, l. XIV, p. 88. — Gio. Cambi, t. XXIII, p. 141. — + Scip. Ammirato, l. XXXI, p. 429. — P. Jovii, l. XXXII, p. 234._ + +Da principio Clemente VII aveva avuto intenzione di far continuare ogni +sei mesi le liste di proscrizione in occasione che si rinnovava il +tribunale degli otto di balìa, e ne fu soltanto impedito dalle grida che +contro di lui s'innalzarono in tutta l'Europa[109]. Pure infinito era di +già il numero degli esiliati e degli emigrati fiorentini; e quando +Clemente intimò al duca di Ferrara di cacciarli da' suoi stati, eransene +trovati in quella sola provincia più di trecento[110]. Il loro partito +si fece ancora più formidabile dopo la morte del papa. Paolo III, della +casa Farnese, che gli successe, favoreggiava tutti i nemici di Clemente +e della memoria di lui; e con ciò aveva incoraggiati i cardinali +fiorentini a dichiararsi più scopertamente. + + [109] _Ben. Varchi, l. XII, t. IV, p. 315._ + + [110] _Ben. Varchi, t. IV, l. XIV, p. 80._ + +Il cardinale Ippolito de' Medici aspirava alla gloria di restituire la +libertà alla sua patria. Gli Strozzi, ch'erano i più ricchi privati +d'Europa, i Valori, i Ridolfi, i Salviati, che nell'ultima guerra si +erano dichiarati tutti per la fazione dei Medici, eransi adunati in Roma +per trovare i mezzi di rovesciare il tiranno. Tutti gli altri +fuorusciti, avendoli raggiunti, vennero formando fra di loro una specie +di governo, e spedirono in Ispagna all'imperatore tre de' principali +cittadini di Firenze, per impetrare che privasse della sua protezione un +principe, la di cui crudeltà, dissolutezza e perfidia non potevano +paragonarsi che a quelle di un Falaride o di quei pochi altri famosi +mostri dell'antichità, e per riclamare l'osservanza della capitolazione +di Firenze[111]. + + [111] _Ivi, t. V, l. XIV, p. 108. — B. Segni, l. VII, p. 178. — P. + Jovii, l. XXXIV, p. 302. — Scip. Ammirato, l. XXXI, p. 430. — Fil. + de' Nerli, l. XII, p. 277._ + +Carlo V, maravigliato delle orribili ingiustizie, delle atroci crudeltà, +degli assassinj, degl'imprigionamenti infiniti che udiva imputarsi ad +Alessandro, promise di esaminare la di lui condotta, quand'egli stesso +tornerebbe dalla sua spedizione di Tunisi. Infatti, mentre riposavasi in +Napoli dalle fatiche sostenute in quell'impresa, gli emigrati fiorentini +gli deputarono il cardinale Ippolito dei Medici per terminare +d'illuminarlo intorno alla condotta di Alessandro; ma Alessandro aveva +prese le opportune misure per disfarsi del suo antagonista. Il cardinale +giunto ad Itri, in sulla strada da Roma a Napoli, fu avvelenato il +giorno 10 d'agosto dal suo coppiere, e morì dopo tredici ore di atroci +tormenti. Morirono all'indomani, vittime dello stesso veleno, Dante di +Castiglione e Berlinghiero Berlinghieri che lo accompagnavano: ma il +duca non riuscì a fare assassinare Filippo Strozzi, sebbene lo avesse +più volte tentato, e furono egualmente scoperte le insidie che tendeva +agli altri suoi nemici[112]. + + [112] _Ben. Varchi, l. XIV, p. 132. — Ber. Segni, l. VIII, p. 188. — + Filip. de' Nerli, l. XII, p. 278. — Scip. Ammirato, l. XXXI, p. + 430._ + +La morte d'Ippolito, liberando Alessandro dal suo più formidabile +nemico, aggiugneva non pertanto una nuova macchia alla sua riputazione. +Infami erano i suoi costumi, viziose tutte le sue abitudini; e perchè +aveva riempita tutta l'Europa dei suoi nemici, i suoi delitti venivano +dovunque predicati. Gli era stata promessa la figlia dell'imperatore; ma +essa non gli era per anco stata data, e dacchè il suo parentado non era +più un'arra dell'alleanza della Chiesa, poteva temere che Carlo V non +cogliesse con piacere un plausibile pretesto di rompere i progettati +sponsali, e per disporre del suo stato a favore di un altro. Ma Carlo +nudriva un inveterato odio contro le repubbliche, e contro le pretese +dei popoli alla libertà; diffidava principalmente dei Fiorentini che +sapeva da tanto tempo attaccati alla Francia, colla quale stava per +ricominciare la guerra; ed Alessandro, fidato a questa parzialità, passò +a Napoli, per perorare personalmente la sua causa alla corte +dell'imperatore[113]. + + [113] _Ben. Varchi, l. XIV, p. 138. — Bern. Segni, l. VII, p. 189._ + — Partì il 19 di dicembre del 1535. — _Fil. de' Nerli, l. XII, p. + 279._ + +Il duca aveva saputo riguadagnare al suo partito Bartolomeo Valori, che +seco condusse a Napoli, come pure Francesco Guicciardini, Roberto +Acciajuoli e Matteo Strozzi. Anche gli emigrati si erano nello stesso +tempo recati a Napoli, e tra gli altri vi si trovavano Filippo Strozzi +co' suoi figliuoli, i cardinali Salviati e Ridolfi, ed i loro fratelli, +tutti prossimi parenti di coloro che tenevano le parti del duca. La +città e la corte erano pieni di Fiorentini de' due partiti, e quelli che +stavano per la libertà della loro patria sembravano favorevolmente +accolti dai ministri dell'imperatore. Furono invitati a presentare in +iscritto le loro accuse, e Filippo Parenti, e dopo di lui lo storico +Jacopo Nardi, lo fecero con molta forza, dando circostanziate prove de' +varj delitti di Alessandro, e delle spaventose estorsioni colle quali +ruinava la Toscana. Francesco Guicciardini prese a confutare queste +scritture articolo per articolo, ed accrebbe in tal guisa verso di sè +medesimo l'odio popolare, cui di già si lagnava di vedersi esposto. +Finalmente l'imperatore pronunciò in febbrajo del 1536 la sentenza che +gli veniva chiesta. Tutti gli esiliati ed emigrati fiorentini dovevano, +secondo il suo rescritto, essere richiamati in patria, rimessi nel +possedimento de' loro beni, e guarentiti nelle persone; ma non si dava +verun provvedimento intorno alla costituzione dello stato, nè si +accordava al popolo verun privilegio[114]. + + [114] _Ben. Varchi, l. XIV, p. 143-219 e 224. — Scip. Ammirato, l. + XXXI, p. 431. — Bern. Segni, l. VII, p. 189. — Fil. de' Nerli, l. + XII, p. 279._ + +In allora tutti gli emigrati fiorentini, sebbene molti sentissero di già +il peso per sua guarenzia della miseria, si riunirono per ricusare un +compromesso che tendeva soltanto a salvare le loro persone, e +sagrificava la patria loro. La loro risposta, una delle più nobili che +si conservino negli archivj della diplomazia, cominciava con queste +parole: «Non siamo qui venuti per chiedere alla imperiale maestà sotto +quali condizioni dobbiamo servire il duca Alessandro, nè per ottenere il +di lui perdono, dopo avere volontariamente, con giustizia, e secondo il +dover nostro, lavorato per mantenere o ricuperare la libertà della +nostra patria. Non l'abbiamo invocata per ritornare schiavi in una +città, dalla quale siamo usciti poc'anzi liberi, nè per riavere i nostri +beni. Ma siamo ricorsi all'imperiale maestà, affidati alla di lei bontà +e giustizia, affinchè si degnasse di restituirci quell'intera e verace +libertà, che gli agenti e ministri di lei si obbligarono a conservarci +nel trattato del 1530.... Altra cosa non sappiamo dunque rispondere al +decreto che ci fu rimesso per parte di sua maestà, se non che siamo +tutti determinati di vivere e di morire liberi, quali siamo nati, e che +nuovamente supplichiamo sua maestà di sottrarre questa sventurata città +al giogo crudele che l'opprime....[115].» + + [115] Tutte le scritture originali vengono riportate da Benedetto + Varchi, questa, dice egli, ebbe molto credito in Italia, _l. XIV, p. + 229-230._ + +Francesco Sforza, duca di Milano, era morto il 24 ottobre del 1535. Suo +fratello naturale, Giovanni Paolo Sforza, marchese di Caravaggio, che +aveva qualche pretesa alla successione, perchè nelle investiture vi era +stato chiamato in mancanza della linea legittima, fu avvelenato mentre +passava per Firenze in poste, onde recarsi alla corte dell'imperatore; +la di lui morte risolse a favore della casa d'Austria una lite assai +difficile. Stava per ricominciare tra l'Austria e la Francia una furiosa +guerra: il duca Alessandro prometteva danaro, e non era dubbiosa la di +lui fedeltà, mentre la repubblica fiorentina, se fosse stata +ripristinata, non avrebbe tardato ad ascoltare l'antica sua inclinazione +verso la Francia. Carlo V non fu più incerto tra le due parti: il 28 di +febbraio maritò sua figlia naturale, Margarita d'Austria, al duca +Alessandro, ed in contraccambio ricevette da lui una ragguardevole somma +di danaro; e rimandandolo più potente, che prima non era, ne' suoi +stati. Il matrimonio d'Alessandro, fu per la seconda volta festeggiato +in Firenze il 13 giugno del 1536[116]. + + [116] _Ben. Varchi, l. XIV, p. 259. — Bern. Segni, l. VII, p. + 192-198. — Fil. de' Nerli, l. XII, p. 283, 285. — Della storia di + Gio. Battista Adriani, l. I, p. 11._ Serve di continuazione al + Guicciardini che finisce alla morte di Clemente VII. + +Erano pochi mesi passati dopo la celebrazione di questo matrimonio, ed +Alessandro era vissuto nelle abituali sue dissolutezze, portando +alternativamente il libertinaggio ed il disonore ne' conventi e nelle +più nobili case di Firenze, quando fu assassinato il 6 di gennajo del +1537, da un uomo che aveva saputo guadagnarsi la sua confidenza. Era +costui Lorenzino de' Medici, suo cugino, primogenito del ramo cadetto di +questa casa, e quegli stesso che il rescritto imperiale chiamava +successore di Alessandro, qualora questi mancasse senza figli. +Lorenzino, assai più stimato pel suo raro ingegno e pel suo gusto pelle +lettere che pei suoi costumi o pel suo carattere, era vissuto ne' +piaceri, ed aveva servito da vile adulatore il duca Alessandro ne' di +lui impudici amori. Lo aveva ajutato a sedurre parecchie nobili donne, e +spesso prestava la propria casa attigua a quella del duca, in _Via +larga_, pel loro abboccamento. Gli promise di condurgli la consorte +stessa di Lionardo Ginori, sorella di sua propria madre, ma di questa +assai più giovane. La bellezza della dama aveva già da lungo tempo +ferito il duca, fin allora respinto dalle di lei virtù. Dopo cena lo +stesso giorno dell'Epifania, in cui comincia il carnovale, Lorenzino +avvisò il duca, che, se voleva trovarsi in sua casa affatto solo, e +mantenendo il più profondo segreto, vi troverebbe sua zia Catarina +Ginori. Alessandro accettò l'abboccamento, allontanò tutte le sue +guardie, si tolse di vista a tutti coloro che potevano osservarlo, ed +entrò senza che veruno lo vedesse nella casa di Lorenzino. Trovavasi +affaticato, e voleva riposare; ma prima di gettarsi sul letto, si +discinse la spada, e Lorenzino prendendola dalle sue mani per attaccarla +alla spalliera del letto, fece passare il cinturone intorno all'elsa in +maniera che non fosse facile il poterla sguainare. Uscì in appresso, +dicendogli di riposarsi intanto ch'egli andava in cerca della zia, e lo +chiuse sotto chiave. Tornò un istante dopo con un sicario, chiamato per +soprannome Scoronconcolo, ch'egli aveva preventivamente appostato, +dicendogli di volersi servire di lui per disfarsi di un ragguardevole +personaggio di corte, che non nominò; conciossiachè Lorenzino era giunto +fino all'estremo momento dell'esecuzione senza manifestare a veruno il +proprio segreto. + +Entrando pel primo nella camera, Lorenzino disse al duca: _Signore, +dormite?_ e nello stesso tempo lo passò da banda a banda con una spada +corta che teneva in mano. Alessandro, quantunque mortalmente ferito, +tentò di lottare contro il suo uccisore; ma Lorenzino, per impedirgli di +gridare, nell'atto di dirgli, _signore, non abbiate paura_, gli cacciò +due dita in bocca. Alessandro lo morse con quanto aveva di forza, +rotolandosi sul letto con Lorenzino, che teneva strettamente +abbracciato. Scoronconcolo, non potendo ferire l'uno senza pericolo di +ferire anche l'altro, cercava di giugnere Alessandro tra le gambe di +Lorenzino, mentre si dibattevano; ma tutti i suoi colpi si perdevano ne' +materassi. All'ultimo si ricordò di avere un coltello in tasca, e +cacciandolo nella gola del duca, lo uccise[117]. + + [117] _Ben. Varchi, l. XV, p. 264, 272. — B. Segni, l. VII, p. 204, + 206. — Filip. de' Nerli, l. XII, p. 286-290. — Gio. Battista + Adriani, l. I, p. 11. — Scip. Ammirato, l. XXXI, p. 436. — P. Jovii, + l. XXXVIII, p. 387, 391. — Ist. di Matteo Guazzo, f. 159._ + +Lorenzino era ben sicuro che per quanto si gridasse nel suo +appartamento, niuno si accosterebbe a chiederne la cagione, essendo i +suoi servitori a ciò accostumati. Niuno sapeva il suo segreto; egli +aveva più ore di vantaggio, nelle quali non sarebbe da chicchessia fatta +inchiesta del duca, nè avvertita la di lui mancanza; ora d'altro più non +si trattava che di raccogliere i frutti della congiura da lui condotta a +fine con tanta destrezza e così segretamente. Ma Lorenzino colla +precedente sua vita aveva eccitata la diffidenza di tutte le persone +dabbene; non aveva amici cui chiedere consiglio o assistenza; non aveva +partigiani; non aveva mai dato indizio di quello zelo di libertà che +affettò in appresso, e che forse non era che un mascherato eroismo. +Sebbene fosse il primo de' Medici nella linea della successione, niuno a +lui pensava, o perchè non dubitavasi che Alessandro, giovane vigoroso e +di fresco ammogliato, non dovesse aver prole, o perchè non risguardavasi +lo stato monarchico come abbastanza solidamente stabilito per supporre +che la successione fosse per passare in un ramo lontano. Egli era +agitato dall'azione commessa, dal timore di Scoronconcolo suo complice, +e forse ancora dal dolore cagionatogli dalla sua mano violentemente +morsicata da Alessandro. Altronde egli suppose distrutto il presente +governo dalla morte del tiranno, il quale non aveva figliuoli, nè +fratelli pronti a succedergli; egli stesso era il più prossimo erede, e +non poteva nemmeno prevedere a qual persona il partito de' Medici +potesse deferire l'autorità monarchica. Ad altro adunque più non pensò +che a porsi egli stesso in salvo pei primi momenti di effervescenza, ed +a riunire gli emigrati che dovevano raccogliere il frutto del suo +ardire. Chiuse la porta della sua camera, e ne portò seco la chiave; +poi, facendosi dare un ordine perchè gli si aprissero le porte della +città e gli si somministrassero cavalli di posta, sotto pretesto che +aveva avuto avviso della malattia di suo fratello in villa, partì subito +alla volta di Bologna, e di là per Venezia con Scoronconcolo[118]. + + [118] _Ben. Varchi, l. XV, p. 273_, ed altri degli storici + sovrallegati. Lorenzino de' Medici scrisse egli medesimo una + scrittura per giustificare la sua intrapresa. Roscoe la pubblicò + nell'appendice alla vita di Lorenzo de' Medici, n.º 84, _p. + 148-165_. Una lettera scritta da Roma, il 15 di marzo, a Mess. Paolo + del Tosco, da suo fratello, dà pure alcune circostanze raccontate + dallo stesso Lorenzino. _Lettere de' principi, t. III, f. 52._ + +Lorenzino raccontò a Salvestro Aldobrandini a Bologna, ed a Filippo +Strozzi a Venezia, d'avere dato morte al tiranno. Il primo non volle +credergli, l'altro rimase lungamente incerto, ed all'ultimo, dandogli +fede, lo chiamò il Bruto di Firenze, e gli promise che i due suoi +figliuoli sposerebbero le due sorelle di Lorenzino. Ad ogni modo la +dissimulazione del nuovo Bruto, che venne in allora celebrato dai poeti +e dagli oratori di tutta l'Italia, non ebbe i felici risultamenti di +quella del primo. Il senato, ch'era stato creato per secondare +Alessandro, non aveva verun motivo di essere contento del governo del +duca; ma quanto più violenta e crudele era stata la rivoluzione che lo +aveva stabilito, tanto più coloro che vi avevano contribuito temevano il +ritorno e le vendette degli emigrati. Il cardinale Cibo, principale +ministro d'Alessandro, fu il primo ad essere informato che il duca non +si trovava nel suo appartamento, che quella notte non si era veduto +tornare, e che non sapevasi dove si trovasse. La subita partenza di +Lorenzino, della quale ebbe poco dopo notizia, gli fece sospettare +l'accaduto; ma sebbene il popolo fosse disarmato e spaventato dalla +fortezza eretta dal duca, nutriva tanto odio verso i Medici e verso +tutti i loto agenti, che si doveva temere una sollevazione nell'istante +che sarebbe pubblicata la morte del duca. Il cardinale Cibo fece dire a +tutti i cortigiani che venivano a palazzo, che il duca riposava ancora, +perchè aveva vegliato tutta la notte. Nello stesso tempo mandò un +corriere ad Alessandro Vitelli, comandante della guardia, per +affrettarlo a tornare all'istante con tutti i soldati che potrebbe +adunare, perciocchè Lorenzino aveva scelta per l'esecuzione del suo +progetto la circostanza in cui il Vitelli erasi recato a città di +Castello. Il Cibo fece pure avvisare tutti i comandanti di piazza, tutti +i capitani d'ordinanza, di tenersi pronti; e non fu che nella notte del +7 all'8 gennajo, ch'egli ebbe coraggio di far aprire col più profondo +segreto l'appartamento di Lorenzino, ove trovò il duca giacente nel +proprio sangue[119]. + + [119] _Bened. Varchi, l. XV, p. 278. — Com. di Filippo de' Nerli, l. + XII, p. 291. — Bern. Segni, l. VIII, p. 208. — Scip. Ammirato, l. + XXXI, p. 437. — Gio. Batt. Adriani, l. I, p. 12. — P. Jovii, l. + XXXVIII, p. 391._ + +Lorenzino de' Medici aveva bensì fatto dare notizia della morte del duca +ad alcuni patriotti fiorentini; ma o questi non l'avevano creduta, o non +avevano osato promulgare un così pericoloso segreto. Quando finalmente +cominciava questo segreto a divulgarsi tra il popolo, si vide giugnere +in poste Alessandro Vitelli, il lunedì mattina, 8 di gennajo, e tutti i +luoghi forti della città, ed i capi strada principali, munirsi di +soldati e di artiglieria. La difficoltà di tirare vantaggio da un +avvenimento di cui tutti si rallegravano, ma di cui veruno non osava per +anco tenersi sicuro, andava di mano in mano crescendo. Frattanto i +quarantotto senatori si adunarono nel palazzo de' Medici sotto la +presidenza del cardinale Cibo. Uno di loro, Domenico Canigiani, propose +di deferire la dignità a Giulio, figlio naturale, ancora nell'infanzia, +di Alessandro; Francesco Guicciardini propose per capo della repubblica +Cosimo, figlio di Giovanni, l'illustre capitano delle bande nere. Questo +giovinetto, ignorando ciò che accadeva, trovavasi in allora nella sua +villa di Trebbio in Mugello, lontana quindici miglia da Firenze. Ma +Palla Rucellai si oppose sdegnosamente a queste due proposizioni. Poichè +la provvidenza, disse egli, ci ha liberati da un odioso tiranno, +consolidiamo questa libertà che il cielo ci accorda, e rendiamo alla +repubblica l'antica sua costituzione: soprattutto non adottiamo veruna +risoluzione, mentre tanti nobili cittadini esiliati o emigrati, i quali +hanno i medesimi diritti di noi alla sorte della patria comune, si +trovano lontani[120]. + + [120] _Ben. Varchi, l. XV, p. 284. — Bern. Segni, l. VIII, p. 213. — + Filippo de' Nerli, l. XII, p. 291._ + +La maggior parte de' senatori stavano per l'opinione del Rucellai, ma +tremavano tuttavia innanzi ai quattro uomini che avevano avuta la +maggiore influenza nell'ultimo governo; e questi, cioè Francesco +Vettori, il Guicciardini, Roberto Acciajuoli e Matteo Strozzi, credevano +di non potersi con altro mezzo salvare dall'odio dei loro concittadini, +che innalzando un nuovo principe in luogo di quello ch'era perito. +Rappresentarono ai senatori tuttociò che l'oligarchia aveva a temere +dall'indignazione del popolo, e dalle vendette degli emigrati; e non +potendo condurli ad una più precisa risoluzione, li persuasero almeno a +deferire per tre giorni piena autorità al cardinale Cibo, il quale, +essendo figliuolo di una sorella di Leon X, poteva essere risguardato +quale rappresentante della casa de' Medici, sebbene non fosse +fiorentino[121]. + + [121] _Ben. Varchi, l. XV, p. 285. — Ber. Segni, l. VIII, p. 212. — + Filip. de' Nerli, l. XII, p. 292. — Gio. Battista Adriani, l. I, p. + 14._ + +Ma questa risoluzione non bastava a contentare il Guicciardini ed i suoi +compagni: sapevano essi che la fazione repubblicana teneva dal canto suo +segrete adunanze, pensavano che una più lunga irrisoluzione poteva +ruinare la loro fazione, e tennero di notte un segreto comitato, cui +furono presenti, oltre i quattro capi del partito, il cardinale Cibo, +Alessandro Vitelli, comandante della guardia, ed il giovane Cosimo de' +Medici, che sollecitamente era giunto da Trebbio per cogliere +l'occasione che gli veniva dalla fortuna offerta. Convennero di adunare +nuovamente all'indomani mattina il senato, e di persuaderlo ad eleggere +Cosimo de' Medici non in qualità di duca, ma come capo e governatore +della repubblica fiorentina, con limitati poteri, adoperando, ove il +bisogno lo richiedesse, la forza per affrettare la risoluzione de' +senatori. Infatti, mentre questi, il martedì 9 di gennajo del 1537, +tenevansi ancora titubanti di accettare e sanzionare le condizioni che +Francesco Guicciardini aveva scritte, Alessandro Vitelli, che aveva +fatta empire tutta la strada di soldati, fece risuonare le grida di +_viva il duca ed i Medici!_ e avvisò i senatori di affrettarsi, perchè +più non si potevano contenere i soldati. In tal guisa si risolse in +senato l'elezione di Cosimo I con grande maggiorità di voti[122]. + + [122] _Ben. Varchi, l. XV, p. 287. — Scip. Ammirato, l. XXXI, p. + 438. — Gio. Battista Adriani, l. I, p. 18. — Bern. Segni, l. VIII, + p. 216. — Fil. de' Nerli, l. XII, p. 293._ + +Cosimo de' Medici, figliuolo di Giovanni, che era egli medesimo +pronipote di Lorenzo, fratello del vecchio Cosimo, aveva concetto di +lentezza e di timidità. Il Guicciardini, che aveva avuta la principale +parte nell'elezione di lui, tenevasi sicuro di governare questo giovane +privo di esperienza, e che supponeva non avere inclinazione che per la +caccia e per la pesca. Aveva fatto ristringere a dodici mila scudi il +trattamento annuale del duca, mentre credevasi diventato egli stesso il +vero sovrano di Firenze. Ma niun giovane più di Cosimo de' Medici seppe +ingannare l'universale aspettazione: sotto il suo contegno taciturno e +riservato nascondeva la più sospettosa gelosia del potere, la più +smisurata ambizione, la più profonda dissimulazione; colui che tutti +speravano di governare, non ebbe confidenti, e non volle ricevere +consiglj da veruno[123]. + + [123] _Ben. Varchi, l. XV, p. 326._ + +I tre cardinali fiorentini, Salviati, Ridolfi e Gaddi, quand'ebbero +avviso di quest'elezione, partirono subito da Roma alla volta di Firenze +con due mila uomini di truppe levate a loro spese. Bartolomeo Valori, +che aveva abbandonato il duca Alessandro nel suo ritorno da Napoli, e +che dopo tale epoca erasi associato agli emigrati, accompagnò i +cardinali con moltissimi fuorusciti. Dal canto suo Filippo Strozzi erasi +da Venezia recato a Bologna, e vi assoldava truppe. Il più piccolo +attacco poteva bastare a rovesciare il nuovo governo; ma perchè i +figliuoli dello Strozzi avevano preso servizio in Francia, e perchè gli +emigrati speravano di già ajuti da questa corona, i generali +dell'imperatore si affrettarono di dare assistenza a Cosimo, facendo +passare in Toscana due mila Spagnuoli in allora sbarcati a Lerici. +Frattanto il duca di Firenze aveva dirette ai cardinali le più +rispettose proteste coll'invito di rientrare senz'armi nella loro +patria, accertandoli del suo desiderio di uniformarsi in ogni cosa alle +loro volontà. Il cardinale Salviati, riconosciuto dagli altri prelati e +da tutti gli emigrati per loro capo, era fratello della madre di Cosimo; +e questa stretta parentela pareva che dovesse agevolare le negoziazioni. +Gli emigrati acconsentirono a licenziare le loro truppe; entrarono in +Firenze con doppio salvacondotto di Cosimo de' Medici e di Alessandro +Vitelli; ma non tardarono ad accorgersi di essere stati ingannati, +perciocchè le truppe spagnuole, che, secondo le promesse di Cosimo, +dovevano essere rimandate nello stesso tempo che le loro, si andavano +invece sempre più avvicinando a Firenze, che la cittadella era stata +occupata per sorpresa da Alessandro Vitelli ed era guardata a nome +dell'imperatore, che non si accordavano loro le condizioni che si erano +fatte loro sperare, finalmente che il Vitelli cominciava a farli +minacciare da' suoi soldati: perciò tutti si ritirarono di bel nuovo +precipitosamente il 1.º di febbrajo dopo la breve dimora in Firenze di +nove giorni. E perchè il cardinale Salviati, credendo di non avere che +temere da suo nipote, era rimasto in città dopo di loro, Alessandro +Vitelli fece circondare la di lui casa da' suoi soldati, e minacciandolo +di farlo tagliare a pezzi, lo costrinse a fuggire[124]. + + [124] _Ben. Varchi, l. XV, p. 311. — Bern. Segni, l. VIII, p. 219. — + Com. de' Nerli, l. XII, p. 294. — Gio. Batt. Adriani, l. I, p. 24. — + Lettera di cinque cardinali Fiorentini al card. Cibo, Roma 13 + gennajo 1537. Lettere de' Princ., t. III, p. 57._ + +L'imprudenza ed i replicati falli di coloro che gli emigrati avevano +riconosciuti per loro capi, perchè erano i soli del partito che fossero +abbastanza ricchi per fare la guerra col loro privato peculio, +contribuivano a consolidare il governo di Cosimo I. Cotale governo +acquistò maggiore stabilità per la venuta di Ferdinando di Silva, conte +di Sifonte, ambasciatore dell'imperatore, il quale in un'adunanza del +senato del 21 giugno produsse una bolla imperiale del 28 di febbrajo, +colla quale Cosimo de' Medici veniva dichiarato legittimo successore di +Alessandro nel principato di Firenze, mentre che Lorenzino, il fratello +di lui, e tutti i discendenti di Pier Francesco, venivano per sempre +privati del loro diritto all'eredità a motivo dell'uccisione dell'ultimo +principe. Vero è che questa sentenza attaccava crudelmente +l'indipendenza dello stato fiorentino, ed era inoltre accompagnata da +condizioni ancora più contrarie agli antichi diritti della repubblica. +Le fortezze di Firenze e di Livorno ricevettero guarnigione imperiale, e +non furono restituite al sovrano della Toscana che nel 1543[125]. + + [125] _Ben. Varchi, l. XVI, p. 373. — Scip. Ammirato, l. XXXII, p. + 448. — Bern. Segni, l. VIII, p. 223. — Gio. Batt. Adriani, l. I, p. + 51. — Fil de' Nerli, l. XII, p. 297_. + + Giunti a quest'epoca, prenderemo congedo da Benedetto Varchi, forse + il più verboso storico che producesse l'Italia. Ma tra le infinite + minutissime circostanze con cui opprime il lettore, trovansi elevati + pensieri, e filosofia. Il suo sedicesimo libro termina al principio + del 1538. Pare che l'opera non sia stata ridotta a termine. + +Non però per questo gli emigrati avevano deposta la speranza di +rovesciare colla forza il governo di Cosimo I. Dopo essere rimasti +perdenti colle truppe assoldate a loro spese, ricorsero all'assistenza +della Francia. Era scoppiata la guerra tra Carlo V e Francesco I, senza +che le armate dell'ultimo avessero potuto penetrare al di qua del +Piemonte. Ma il conte della Mirandola si era conservato sotto la +protezione della Francia; aveva aperta ai Francesi la sua fortezza, e +questi tentavano tuttavia di ricuperare presso gli stati d'Italia +quell'opinione di cui avevano goduto nell'ultima guerra. Perciò alla +Mirandola col danaro di Francesco I e con quello di Filippo Strozzi gli +emigrati assoldarono in principio di luglio quattro mila fanti e +trecento cavalli sotto gli ordini di Pietro Strozzi, primogenito di +Filippo, di Bernardo Salviati, priore di Roma e di Capino di +Mantova[126]. + + [126] _Bernardo Segni, l. VIII, p. 227. — Gio. Batt. Adriani, l. I, + p. 54. — Fil. de' Nerli, l. XII, p. 299._ + +Tutta la provincia di Pistoja era in aperta insurrezione; le antiche +fazioni de' Panciatichi e de' Cancellieri avevano ricominciato ad +attaccarsi con furore. Uno de' capi de' Panciatichi, Niccolò +Bracciolini, offrì a Filippo Strozzi di dargli in mano Pistoja, che +dipendeva quasi totalmente da lui; egli lo tradiva ed era fin allora +d'accordo con Alessandro Vitelli; pure riuscì ad ispirare tanta +confidenza agli emigrati, che Filippo Strozzi, che fino a tale punto +aveva dato prove di singolare prudenza, Bartolomeo Valori e quasi tutti +gli altri capi della fazione, risolsero di entrare in Toscana in sul +finire di luglio del 1537, sotto la protezione di alcune compagnie di +cavalleria; essi s'innoltrarono fino a Montemurlo, castello posto in +vantaggiosa posizione, alle falde degli Appennini, tra Pistoja e Prato, +mentre che Capino ed il Salviati venivano più lentamente dalla Mirandola +per raggiugnerli[127]. + + [127] _Gio. Batt. Adriani, l. I, p. 54. — Scip. Ammirato, l. XXXII, + p. 450. — Bern. Segni, l. VIII, p. 227. — Fil. de' Nerli, l. XII, p. + 299. — P. Jovii hist. sui temp., l. XXXVIII, p. 409._ + +Tutti gli emigrati fiorentini avevano raggiunta l'armata di Pietro +Strozzi e del priore di Roma, e tutti gli scolari fiorentini delle +università di Padova e di Bologna eransi fatto un dovere di venire a +combattere per la libertà. Dal canto suo Cosimo de' Medici aveva al suo +servigio un grosso corpo di veterani spagnuoli e tedeschi, che +l'imperatore gli aveva dati per mantenere la di lui autorità, ma più +ancora per assicurarsi della di lui ubbidienza. Aveva inoltre +sufficienti truppe italiane per farsi rispettare; pure affettò la più +viva inquietudine, richiamò in città tutte le sue truppe spagnuole, e +non prese che misure difensive. Con questo simulato terrore ingannò +tanto bene gli emigrati, che Filippo Strozzi, Bartolomeo Valori e gli +altri ch'erano meno accostumati alle fatiche della guerra, andarono ad +alloggiarsi come in piena pace nella casa dei Nerli a Montemurlo, che in +addietro aveva servito di rocca, ma che ora non ne conservava che il +nome; mentre che Pietro Strozzi con poche centinaja d'uomini stava a piè +del colle, e che l'armata, trattenuta da dirotte piogge, trovavasi +tuttavia distante quattro miglia[128]. + + [128] _P. Jovii, l. XXXVIII, p. 411. — Gio. Batt. Adriani, l. I, p. + 55. — Bern. Segni, l. VIII, p. 228. — Scip. Ammirato, l. XXXII, p. + 450._ + +Cosimo de' Medici approfittò accortamente della confidenza che aveva +saputo ispirare a' suoi nemici: nella notte del 31 di luglio fece uscire +tutta la sua armata sotto gli ordini di Alessandro Vitelli, e la mandò +senza far alto a Montemurlo. Pietro Strozzi aveva divisa la piccola sua +truppa per tendere un'imboscata ad un debole corpo di cavalleria, col +quale si era battuto nel precedente giorno. Sandrino Filicaja, che aveva +il comando de' soldati appiattati, sorpreso di vedersi passare innanzi +un'intera armata invece di uno squadrone, non uscì d'aguato, e non potè +prevenire Pietro Strozzi; questi fu sorpreso nel suo quartiere, la sua +truppa sgominata, ed egli medesimo fatto prigioniere, ma senz'essere +conosciuto; onde trovò in appresso il modo di fuggire, attraversando a +nuoto un piccolo fiume[129]. + + [129] _P. Jovii, l. XXXVIII, p. 412. — Gio. Batt. Adriani, l. I, p. + 58._ + +Quando si raccontò a Filippo Strozzi che suo figliuolo era stato ucciso +o fatto prigioniere, egli si smarrì, e sebbene fosse ancora in tempo di +salvarsi, aspettò di essere attaccato da Alessandro Vitelli. Questi, +giunto sotto l'antica rocca di Montemurlo, che gli emigrati avevano +barricata alla meglio, la fece attaccare ed appiccare il fuoco alla +porta. Dopo una sanguinosa pugna, che durò più di due ore, gli +assalitori penetrarono da ogni banda nella fortezza, e gli emigrati si +diedero prigionieri ai soldati, italiani o spagnuoli, ch'erano i primi +ad arrestarli. Per tal modo Filippo Strozzi, che fin allora era stato +creduto il più felice privato cittadino d'Italia, siccom'era ancora il +più ricco, si arrese allo stesso Vitelli. Avendo questi avviso che +l'armata di Capino e del priore Salviati avvicinavasi, ed era di già +arrivata a Fabbrica, poco distante da Montemurlo, egli non volle +aspettarla ed esporre all'incertezza d'una nuova pugna i molti +prigionieri che aveva fatti. Rientrò in Firenze il primo giorno d'agosto +colla sua vittoriosa truppa, conducendo prigionieri nella loro patria +per lo meno un individuo di ognuna delle illustri famiglie dell'antica +repubblica; mentre che l'armata degli emigrati, informata della sventura +de' suoi capi, si ritirava a precipizio oltre gli Appennini[130]. + + [130] _P. Jovii, l. XXXVIII, p. 412. — Gio. Batt. Adriani, l. I, p. + 61. — Bern. Segni, l. VIII, p. 229. — Fil. de' Nerli, l. XII, p. + 301._ — La sua storia termina con questa sconfitta, ch'egli + risguardava come il trionfo del suo partito. + +Era Cosimo persuaso che non sarebbe mai sicuro del suo potere finchè non +avesse distrutti tutti coloro che amavano la loro patria, e che vi +avevano qualche considerazione. Ma sebbene tutti i suoi nemici fossero +prigionieri della sua armata, non poteva ancora disporre della loro +sorte; perciocchè, essendosi essi arresi in una battaglia ai soldati +come prigionieri di guerra, erano diventati proprietà di coloro che gli +avevano presi. Cosimo incaricò il supremo tribunale di balìa di entrare +in trattato coi soldati per acquistare da loro i proscritti, e di +sorpassare le taglie che le loro famiglie sarebbero disposte a dare. Il +dispotismo avvilisce talmente coloro cui confida le sue dignità, che i +giudici e i magistrati accettarono questa vergognosa incumbenza. La più +parte de' soldati spagnuoli ricusarono di trattare con loro; ma +gl'Italiani furono meno delicati, ed appunto tra le loro mani si +trovavano i più illustri prigionieri[131]. + + [131] _Gio. Batt. Adriani, l. II, p. 63. — Bern. Segni, l. IX, p. + 234. — Scipione Ammirato, l. XXXII, p. 452._ + +Cosimo I aveva voluto vedere tutti i prigionieri nello stesso giorno in +cui erano entrati in Firenze, ed aveva seco loro parlato con apparente +moderazione; pure all'indomani il tribunale degli otto, avendone +riscattati alcuni dai soldati, li fece porre alla tortura, ed in +appresso decapitare sulla piazza della signoria. Nello spazio di quattro +giorni ne perirono in tal modo quattro al giorno, ed era il duca +intenzionato di continuare lungamente; ma, intimidito dai clamori del +popolo, egli spedì gli altri, tra i quali trovavasi Niccolò +Macchiavelli, figliuolo dello storico, nelle carceri di Pisa, di +Livorno, di Volterra, ove perirono in breve. I prigionieri più illustri, +cioè Bartolomeo Valori, Filippo suo figlio, ed un altro Filippo suo +nipote, Anton Francesco Albizzi ed Alessandro Rondinelli, vennero +riservati a morire il 20 d'agosto, anniversario del giorno in cui lo +stesso Valori aveva, sett'anni prima, adunato il parlamento, violata la +capitolazione di Firenze, ed assoggettata la sua patria alla tirannia di +quegli stessi Medici, che lo ricompensavano a quel modo che i tiranni +sogliono ricompensare chi li serve. Prima del supplicio vennero tutti +cinque posti alla tortura, ed il duca, per seminare sospetti in tutto il +partito degli emigrati, si fece carico di pubblicare che le loro +deposizioni svelavano una privata ambizione e personali progetti, che +ognuno di loro nascondeva sotto la maschera del patriottismo e +dell'amore di libertà[132]. + + [132] _Gio. Batt. Adriani, l. II, p. 66. — Bern. Segni, l. IX, p. + 234. — P. Jovii, l. XXXVIII, p. 414. — Marco Guazzo, f. 178. — Scip. + Ammirato, l. XXXII, p. 453._ + +Filippo Strozzi era tuttavia prigioniero di Alessandro Vitelli; e questo +generale aveva avuta l'antiveggenza di chiuderlo nella fortezza di cui +era padrone, trattandolo colà con molti riguardi. Ricusava di +consegnarlo a Cosimo, prometteva d'interporsi presso l'imperatore per la +liberazione di lui, e con tali mezzi riusciva ad estorcere dal suo +prigioniere ragguardevoli somme. Filippo Strozzi, sposo di Clarice de' +Medici, nipote del magnifico Lorenzo, aveva contribuito al ritorno dei +Medici nel 1530; aveva prestato danaro al duca Alessandro per fabbricare +quella stessa rocca, ove si trovava chiuso, e non aveva abbandonato il +partito di lui, che dopo avere provato come ogni grandezza, ogni +vantaggiosa opinione, ogni indipendenza di fortuna, riuscivano sospette +ad un assoluto padrone. L'immensa sua ricchezza non era la sola +circostanza che richiamava sopra di lui gli sguardi dell'Europa; egli +era rinomato pel suo sapere, pel suo gusto in fatto di arti e di +letteratura, pel suo cortese contegno, per la generosità del suo +carattere. Aveva date prove di quest'ultima coll'accoglimento che aveva +fatto a tutta la famiglia di Lorenzino de' Medici, scacciata da Firenze +e spogliata d'ogni avere. Aveva ricevuti la madre ed il fratello in +propria casa, ed aveva maritate le due sorelle ai due suoi figliuoli, +senz'altra dote che quella di appartenere al Bruto fiorentino[133]. + + [133] _Ben. Varchi, t. IV, l. XII, p. 321, t. V, l. XIV, p. 60. — + Bern. Segni, l. VIII, p. 227. — P. Jovii, l. XXXVIII, p. 415. — Gio. + Batt. Adriani, l. II, p. 71._ + +Per qualche tempo Carlo V difese Filippo Strozzi contro la vendetta di +Cosimo; all'ultimo, vinto dalle reiterate istanze del duca, acconsentì +nel 1538, che questo illustre cittadino fosse posto alla tortura, ed in +appresso mandato al supplicio; ma nello stesso giorno in cui giugneva a +Firenze l'assenso dell'imperatore, ne fu dato avviso a Filippo Strozzi, +il quale, temendo che il dolore lo riducesse ad accusare i suoi amici, +si tagliò egli stesso la gola, dopo avere scritto sul muro della sua +prigione quel verso di Virgilio: _Exoriare aliquis nostris ex ossibus +ultor!_ cui parve conformarsi l'intera vita di suo figlio Pietro, in +appresso maresciallo di Francia[134]. + + [134] _Ivi, p. 100. — Bern. Segni, l. IX, p. 245. — P. Jovii, l. + XXXVIII, p. 415._ + +Lorenzino de' Medici non si trovava cogli emigrati che s'innoltrarono +fino a Montemurlo contro Cosimo: egli non ignorava d'essere nello stesso +tempo perseguitato dal duca di Firenze e dall'imperatore, e che la sua +vita era dovunque in pericolo. Perciò da Venezia, dove si era da +principio riparato, passò in Turchia; di là tornò in Francia, ma non +facendosi conoscere, e stando sempre in guardia contro le insidie; poi +ritornò a Venezia, ove all'ultimo fu assassinato, nel 1547 col suo zio +Soderini, per ordine di Cosimo[135]. + + [135] _P. Jovii, l. XXXVIII, p. 396. — Bern. Segni, l. XII, p. 313._ + +Il nuovo duca di Firenze non si era per anco liberato che dai suoi +nemici; ma non erano costoro ch'egli più temesse o più odiasse. Sapeva +che mentre una repubblica non ha ragioni di temere coloro che l'hanno +istituita o salvata, un tiranno può compensare i servigj, ma perdonare i +beneficj non mai. Andrea Doria poteva tutto ripromettersi dall'amore e +dalla riconoscenza de' Genovesi, ma Cosimo doveva sempre paventare +coloro che avevano contribuito a collocarlo sul trono. E siccome questi +non potevano essere persuasi d'avere fatta una buona azione, così non +potevano in sè medesimi trovare la costanza di mantenerla. Cosimo colla +battaglia di Montemurlo e col patibolo erasi di già liberato dalla +maggior parte di coloro che nel 1530 avevano chiamata la casa de' Medici +alla sovranità di Firenze; ma egli temeva inoltre coloro che +direttamente gli avevano trasmessa l'eredità di Alessandro, e che +credevano con tale segnalato beneficio d'avere acquistati diritti alla +sua gratitudine; questa rivoluzione era stata l'opera del cardinale +Cibo, di Alessandro Vitelli e di quattro Fiorentini, Francesco +Guicciardini, Francesco Vettori, Roberto Acciajuoli e Matteo Strozzi; +onde egli pensò a disfarsi a poco a poco ancora di questa gente. + +Il cardinale Cibo si era presa la cura di educare i figli naturali di +Alessandro. Scoprì, o credette di scoprire, che uno speziale, chiamato +Biagio, era stato sedotto dai ministri del duca per avvelenare Giulio, +il maggiore di que' fanciulli, e quello stesso ch'era stato a bella +prima proposto per successore ad Alessandro. Egli ne fece lagnanza, e +Cosimo si dolse ancora più altamente col cardinale di un'accusa, +com'egli diceva, affatto calunniosa, tanto lo minacciò che lo costrinse +a ritirarsi a Massa di Carrara presso la marchesa sua cognata[136]. + + [136] _Gio. Batt. Adriani, l. II, p. 110, 111. — Scip. Ammirato, l. + XXXII, p. 458. — Bern. Segni, l. IX, p. 246._ + +Alessandro Vitelli aveva forzato il senato ad eleggere Cosimo col +terrore de' suoi soldati, ed aveva in appresso consolidato il di lui +trono colle vittorie. Vero è che se n'era fatto ampiamente pagare; che +aveva ammassati grandissimi tesori in occasione delle rivoluzioni di +Firenze; e che, quantunque bastardo della sua casa, era più ricco che i +capi della linea legittima. Si era inoltre impadronito per sorpresa +della fortezza di Firenze, e ne aveva dato il possesso all'imperatore +piuttosto che a Cosimo. Questi si adoperò molto tempo invano per +iscreditare il Vitelli presso l'imperatore; finalmente ottenne nel 1538 +che gli fosse dato per successore don Giovanni de Luna nel comando della +fortezza di Firenze, e ch'egli fosse allontanato da questa città[137]. + + [137] _Gio. Batt. Adriani, l. II, p. 76-89. — Bern. Segni, l. IX, p. + 244. — Scip. Ammirato, l. XXXII, p. 455._ + +I quattro senatori fiorentini che avevano innalzato Cosimo sul trono, +sentivansi ad un tempo esposti al disprezzo ed all'odio dei loro +compatriotti, ed alla gelosa diffidenza del tiranno, che li teneva +lontani da tutti gli affari: costoro, abbandonati ai loro rimorsi, non +tardarono a cadere vittime del loro pentimento. Francesco Vettori più +non uscì dalla sua casa dopo la morte di Filippo Strozzi, con cui aveva +avuta la più stretta famigliarità, per essere portato al sepolcro. Il +Guicciardini ritirossi colmo di dolore nella sua villa, ove morì nel +1540 non senza sospetto di veleno. Roberto Acciajuoli e Matteo Strozzi +lo seguirono in breve. Maria Salviati, madre di Cosimo, morì nel 1543. +Francesco Campana, intimo di lui segretario, che aveva avuta grandissima +parte nella di lui elezione, morì pure disgraziato; ed in allora Cosimo +sentì finalmente che non aveva più amici e che cominciava a +regnare[138]. + + [138] _Bern. Segni, l. IX, p. 248._ — Il Guicciardini morì nella sua + villa d'Arcetri il 17 di maggio del 1540, in età di 58 anni. + _Tiraboschi Stor. della Letter. Ital., t. VII, l. III, c. I, § 39, + p. 883._ + +Le scintille di libertà, che rimanevano tuttavia disperse in Italia, si +andavano n poco a poco spegnendo. Negli stati del papa Ancona aveva +conservata un'amministrazione repubblicana ed indipendente fino al mese +d'agosto del 1532: essa godeva senza strepito di questa libertà, quando +Clemente VII fece avvisati i magistrati di questa piccola città, che una +flotta di Solimano, entrata nell'Adriatico, apparecchiavasi ad +attaccarla; ed in pari tempo gli offrì l'ajuto di una piccola armata +sotto gli ordini di Luigi Gonzaga. Gli Anconitani accolsero senza +diffidenza le truppe del papa; ma queste, avendo occupati le porte, +arrestarono tutti i magistrati, tagliarono la testa a sei di loro, +disarmarono tutti i cittadini, fabbricarono una rocca sul monte San +Ciriaco, e privarono la città di tutti gli antichi suoi privilegj[139]. + + [139] _Ben. Varchi, l. XIII, t. V, p. 7. — Bern. Segni, l. VI, p. + 157._ + +La repubblica d'Arezzo, che era risorta in tempo dell'assedio di +Firenze, non aveva durato lungamente. Dopo avere nudrita l'armata +imperiale per tutto il tempo che Firenze si difese, dopo avere fatti i +più grandi sagrificj, questa città fu ancor essa attaccata dai suoi +vittoriosi alleati, ed il 10 ottobre del 1530 venne forzata a ritornare +sotto il dominio dei Fiorentini[140]. Il conte Rosso di Bevignano, che +aveva avuta tanta parte nella sollevazione d'Arezzo contro la repubblica +fiorentina, e che così vigorosamente aveva assistiti Clemente VII ed i +Medici, venne arrestato nello stato pontificio, dato nelle mani del duca +Alessandro ed appiccato[141]. Cosimo I fece rifabbricare una rocca in +Arezzo nel 1538, ed un'altra in Pistoja; fece disarmare gli abitanti +delle due città, e si assicurò in tale maniera della loro +sommissione[142]. + + [140] _Ben. Varchi, l. XII, t. IV, p. 325-328._ + + [141] _Ben. Varchi, l. XIII, t. V, p. 17._ + + [142] _Bern. Segni, l. IX, p. 246. — Gio. Batt. Adriani, l. II, p. + 97. — Scipione Ammirato, l. XXXII, p. 456._ + +La repubblica di Lucca tentava l'ambizione del nuovo duca di Firenze; +egli la costrinse ad uscire dalla sua oscurità, approfittando di tutte +le occasioni di offendere il di lei governo per trarla in una guerra che +sperava di potere terminare colla conquista di quel piccolo stato. Si +esercitarono più volte degli atti ostili tra i villani dei due dominj; e +la gelosia e l'odio di vicinato scoppiarono tra di loro con un carattere +che mai non avevano avuto fin ch'era durata la repubblica fiorentina. Ma +i Lucchesi, conoscendo la loro debolezza, avevano riposta ogni speranza +nella protezione dell'imperatore. Comperavano con ragguardevoli somme di +danaro difensori nel di lui consiglio, ed in tal guisa evitarono un +attacco cui probabilmente avrebbero dovuto soggiacere[143]. + + [143] _Gio. Batt. Adriani, l. II, p. 95_ ad an. 1538, ed altrove + frequentemente. — _Scip. Ammirato, l. XXXII, p. 145_ ed altrove. + +Furono più fortunati i progetti di Cosimo I sopra la repubblica di +Siena. La prudenza, la dissimulazione e la costanza del duca trionfarono +di una città indebolita da una lunga anarchia, e più ancora dalla +contraria fortuna de' Francesi, che, strascinando la repubblica di Siena +nel loro partito, la ruinarono coi medesimi loro soccorsi, come avevano +già ruinati i Fiorentini abbandonandoli. + +Sebbene la repubblica di Siena fosse da gran tempo attaccata alla parte +imperiale, il trattato di Cambrai le aveva fatto, come a tutti gli altri +stati dell'Italia, perdere la sua indipendenza. Carlo V la lasciava in +preda senza rammarico a tutti gl'inconvenienti dell'anarchia, purch'ella +gli desse una sufficiente guarenzia del costante suo attaccamento al +partito imperiale. Altronde la corte, per via di quell'inclinazione +naturale ai principi, ai cortigiani ed ai ministri, riservava +all'aristocrazia sola tutti i suoi favori; e la repubblica di Siena, +invece d'essere agitata, come nel precedente secolo, dalle tumultuose +passioni del popolo, lo era allora dalle contese non meno sanguinose che +violente delle grandi famiglie. + +Il duca d'Amalfi, Alfonso Piccolomini, discendente da un nipote di Pio +II, era stato prescelto mediante l'influenza dell'imperatore, in maggio +del 1538, per capo della repubblica di Siena[144]. D'allora in poi era +stato il principale agente di Carlo V presso di questo stato; ma perchè +era egli medesimo poco capace di governare, erasi totalmente abbandonato +ai consiglj di Giulio Salvi e de' sei fratelli di costui, la di cui +famiglia si era sollevata ad un cotal grado di potenza e di arroganza, +che sprezzava tutte le leggi ed assoggettava alla sua tirannide le +sostanze, le mogli e le figlie dei cittadini. I Sienesi portarono le +loro lagnanze all'imperatore, che ritornava dalla sua spedizione di +Algeri; e Cosimo de' Medici diede a queste maggior peso, denunciando a +Carlo V un supposto trattato, ch'egli pretendeva d'avere scoperto tra +Giulio Salvi ed il signore di Montluc, in allora segretario d'ambasciata +a Roma pel re di Francia. Lo scopo di questo trattato doveva essere +quello di dare Porto Ercole in mano de' Francesi, di que' tempi in +procinto di ricominciare la guerra contro l'imperatore, d'introdurli da +quel porto in Toscana, di attaccare la repubblica di Siena alla loro +alleanza, e di dar loro il mezzo in tal modo d'influire nuovamente negli +affari d'Italia[145]. + + [144] _Orlando Malavolti Stor. di Siena, p. III, l. VIII, f. 140._ + + [145] _Gio. Batt. Adriani, l. III, p. 133, 134. — Malavolti, p. III, + l. VIII, f. 141._ — Il Montluc non fa parola di questo trattato. + _Mem., l. I, p. 124._ + +Infatti i Francesi cercavano avidamente l'occasione di rinnovare qualche +negoziazione coll'Italia, e di ricuperarvi qualche considerazione; e +l'imperatore si adoperava con egual zelo a precludere loro ogni +comunicazione con que' piccoli stati. Carlo V incaricò il Granvella di +riformare il governo di Siena; questi recossi in questa città colla +guardia tedesca di Cosimo de' Medici; ed affidò la sovranità ad una +balìa, o stretta oligarchia di quaranta membri, trentadue dei quali +vennero nominati dai diversi Monti, ossia ordini de' cittadini, ed otto +dallo stesso Granvella. La presidenza de' tribunali fu riservata ad un +suddito dell'imperatore, da nominarsi ogni tre anni dal senato di Milano +o da quello di Napoli. Tale era la libertà che Carlo V lasciava alle +repubbliche sue più antiche alleate, quando acconsentiva di +proteggerle[146]. + + [146] _Gio. Batt. Adriani, l. III, p. 157, 158. — Malavolti, p. III, + l. VIII, f. 142. — Bern. Segni, l. X, p. 265._ + +Siena era scontenta assai di questa nuova costituzione, e senza le +truppe che Cosimo I aveva ai confini, questa repubblica non avrebbe +tardato ad iscuotere il giogo[147]. Nella guerra che si era riaccesa tra +la Francia e l'impero, Pietro Strozzi e suo fratello Leone, priore di +Capoa, sempre meditando di vendicare il loro padre Filippo e di +rovesciare dal suo trono Cosimo I, cercavano una piazza d'armi in +Toscana, ove potere unire i soldati che loro dava la Francia ai +malcontenti sempre apparecchiati ad assecondarli. Lo stato di Siena +sembrava loro eminentemente opportuno a ricevere i loro sbarchi; e +perchè Francesco I aveva fatto contro Carlo V alleanza coll'impero +turco, e che la flotta francese si univa tutti gli anni a quella del +famoso Barbarossa, queste due flotte unite attaccarono più volte i porti +dello stato sienese, ed all'ultimo il Barbarossa occupò nel 1544 +Telamone e Port'Ercole, ed assediò pure Orbitello che gli fece +resistenza. I Sienesi erano atterriti, vedendo i Turchi sbarcare sulle +loro coste; pure loro riuscivano ancora più sospetti gli ajuti offerti +da Cosimo I. Un tale stato di alterni sospetti e pericoli si protrasse +fino al trattato di Crespi, del 18 settembre 1544, col quale per poco +tempo si ristabilì la pace tra la Francia e l'impero[148]. + + [147] _Gio. Batt. Adriani, l. III, p. 185, l. IV, p. 208._ + + [148] _Gio. Batt. Adriani, l. IV, p. 261. — Bern. Segni, l. XI, p. + 295. — Orl. Malavolti, p. III, l. VIII, f. 143. — P. Jovii, l. XLV, + p. 599._ — La storia di Paolo Giovio termina al trattato di Crespi. + +Dopo la pace don Giovanni de Luna continuò a tenere a Siena una piccola +guarnigione spagnuola sotto colore di mantenere l'ordine in città, ma +infatto per mantenerla dipendente dal partito imperiale. Carlo V però +mai non mandava danaro ai suoi soldati, ed in tempo di pace lasciava che +vivessero a discrezione nelle province suddite o alleate, le quali +perciò non soffrivano meno dalla crudele avidità degli Spagnuoli, che +non un paese nemico in tempo di guerra[149]. Il malcontento cagionato +dalle ruberie degli Spagnuoli era di già arrivato all'estremo, e venne +accresciuto dal costante favore che don Giovanni de Luna, d'accordo con +Cosimo I, mostrava all'aristocrazia. Volevano questi due che ogni potere +fosse concentrato nella nobiltà e nel monte dei nove, che quasi colla +nobiltà si confondeva; e mostravano agli altri ordini quel disprezzo che +i borghesi soffrivano nelle monarchie. Il popolo, spinto agli ultimi +estremi, sollevossi il 6 di febbrajo del 1545; furono uccisi circa +trenta gentiluomini, e gli altri cercarono rifugio in palazzo presso don +Giovanni de Luna. Cosimo I, che teneva le sue truppe apparecchiate ai +confini per approfittare di questo tumulto, cui forse ebbe qualche +parte, voleva che don Giovanni le lasciasse entrare in città; ma questi +mancò di risoluzione o di antiveggenza; lasciò licenziare la propria +guarnigione spagnuola, ed all'ultimo fu costretto ad uscire egli +medesimo di Siena il 4 di marzo del 1545 con un centinajo di membri +dell'aristocrazia; nello stesso tempo tutto il monte dei nove venne +privato d'ogni partecipazione al governo[150]. + + [149] _Gio. Batt. Adriani, l. V, p. 293._ + + [150] _Gio. Batt. Adriani, l. V, p. 327. — Malavolti, p. III, l. + VIII, f. 144-145. — Scip. Ammirato, l. XXXIII, p. 475. — Ber. Segni, + l. XI, p. 306._ + +Mentre che in Toscana omai più non restava orma dell'antica libertà, che +tutta l'Italia aveva perduta la sua indipendenza, e che veruna potenza +estera pareva in istato di soccorrerla, un gonfaloniere di Lucca formò +l'audace disegno di richiamare in vita tutte quelle antiche repubbliche, +di unirle con una confederazione, di scuotere il giogo dell'imperatore, +in allora trattenuto in Allemagna dalla lega di Smalcalde, di schivare +d'assoggettarsi a quello della Francia, e di riconquistare nello stesso +tempo l'indipendenza dell'Italia, la libertà politica dei cittadini e la +libertà religiosa, di cui ne aveva a Lucca inspirato il desiderio la +predicazione della riforma. Francesco Burlamacchi, autore di questo +progetto, era uno de' tre commissarj dell'ordinanza ossia milizia del +territorio di Lucca. Aveva sotto il suo comando circa mille quattrocento +uomini, e poteva portarli a due mila senza dare sospetto. Secondo +l'usata pratica di ogni anno, contava di farli passare in rassegna sotto +le mura di Lucca, e quando le porte della città si chiuderebbero dopo la +rassegna, voleva sotto finto pretesto condurre la sua truppa, a traverso +al monte di san Giuliano, a sorprendere Pisa che non aveva guarnigione, +ed ove il comandante della rocca era con lui d'accordo; voleva rendere +ai Pisani quella libertà per la quale avevano combattuto quarant'anni +prima con tanto valore; unirli ai suoi Lucchesi per marciare insieme +sopra Firenze, ed approfittare dell'universale malcontento dei popoli, e +della sicurezza dei tiranni, per dilatare ovunque la rivoluzione. Un +altro corpo di truppe doveva incamminarsi verso Pescia e Pistoja, ove lo +spirito di fazione aveva mantenute le abitudini militari. Arezzo che di +fresco aveva mostrato il suo attaccamento alle idee repubblicane, Siena +che temeva il risentimento dell'imperatore, Perugia che nel 1539 aveva +pure cercato di scuotere il giogo del papa[151], Bologna che lo +sopportava impazientemente, dovevano entrare nella nuova lega, la quale +doveva ad ogni città guarentire la rispettiva libertà e tutti i +necessarj mezzi di resistenza. I due fratelli Strozzi avevano promessi +trenta mila scudi in effettivo danaro, i soccorsi della Francia, e +l'attiva cooperazione degli emigrati fiorentini; ma essi persuasero il +Burlamacchi a differire l'esecuzione del suo disegno per aver tempo di +conoscere i risultamenti della guerra incominciata dall'imperatore +contro i protestanti della Germania: intanto un Lucchese, che i +congiurati volevano associarsi, andò a Firenze a darne avviso al duca +Cosimo I. Il Burlamacchi era in allora gonfaloniere; e sebbene la sua +carica non potesse sottrarlo al gastigo meritato da una tanto ardita +impresa, fatta senza l'assenso della sua patria, avrebbe ancora avuto +tempo di fuggire quando seppe che il suo disegno era stato rivelato a +Cosimo, se le generose cure ch'egli volle avere per alcuni emigrati +sienesi che temeva di avere compromessi, e che lo denunciarono ai +consiglj di Lucca, non fossero stati, trattenendolo, cagione del di lui +arresto. Cosimo I persuase l'imperatore a domandare un prigioniere che +aveva voluto sollevare tutta l'Italia. I Lucchesi non ebbero il coraggio +di ricusarlo: e il Burlamacchi fu tradotto a Milano, posto alla tortura, +poi condannato all'estremo supplicio[152]. + + [151] _Gio. Batt. Adriani, l. II, p. 119. — Ber. Segni, l. IX, p. + 251._ + + [152] _Gio. Batt. Adriani, l. V, p. 345-350. — Scip. Ammirato, l. + XXXIII, p. 476. — Orl. Malavolti, p. III, l. IX, f. 146. — Galluzzi + Stor. del gran ducato di Toscana, l. I, c. V, t. I, p. 105._ + +La congiura del Burlamacchi diede all'imperatore un nuovo motivo per +assicurarsi del governo di Siena. Temeva che il malcontento che ogni +giorno vedeva farsi maggiore, non ispingesse questa repubblica a cercare +un più leale protettore, ad aprire le sue porte ai Francesi, ed in tal +modo a dar loro un'importante stazione nel centro dell'Italia: perciò, +malgrado la ripugnanza dei Sienesi, risolse d'introdurre di nuovo nella +loro città una guarnigione spagnuola, in sul piede di quella di don +Giovanni de Luna, ch'essi avevano rimandata. Ne affidò il comando a quel +don Diego Hurtado de Mendoza, che si acquistò gran nome tra i letterati +colla sua _Storia della guerra di Granata_, le sue poesie, ed il suo +romanzo di _Lazarillo di Tormes_, ma che in Italia si rendette +detestabile colla sua alterigia, colla sua avarizia e colla sua +perfidia. La guardia spagnuola entrò in Siena il 29 di settembre del +1547; ed il Mendoza, ch'era nello stesso tempo ambasciatore a Roma, e +che, di là dirigendo gl'intrighi spagnuoli, era troppo contento d'avere +in vicinanza e sotto i suoi ordini una piazza d'armi, recossi a Siena il +20 di ottobre, poi nel 1548 vi fece entrare altre truppe, disarmò i +cittadini, e mutò il governo in maniera da renderlo affatto dipendente +dal suo volere. Il 4 di novembre del 1548 vi creò una nuova balìa di +quaranta membri, venti de' quali furono eletti dall'antico senato e +venti da lui medesimo. La sovranità della repubblica venne conferita a +questo corpo; ma dopo tale epoca vi comandava tanto dispoticamente +l'imperatore, che potè offrire Siena al papa Paolo III invece di Parma e +Piacenza, come se avesse pieno diritto di disporne[153]. + + [153] _Gio. Batt. Adriani, l. VI, p. 383, 401, 421, l. VII, p. 463, + 474. — Orl. Malavolti, p. III, l. IX, f. 146, 147. — Scip. Ammirato, + l. XXXIII, p. 481. — Bern. Segni, l. XII, p. 315._ + +Per essere ancora più certo dell'ubbidienza di questa repubblica, il +Mendoza ottenne precisi ordini dall'imperatore di fabbricare in Siena +una rocca, malgrado la costante ed unanime opposizione di tutte le +classi dei cittadini. Gli Spagnuoli si comportavano con tanta insolenza, +era così difficile l'ottenere giustizia dei furti, degli omicidj, degli +oltraggi di ogni sorta, di cui si rendevano colpevoli, che i cittadini +li vedevano con sommo terrore assicurarsi sempreppiù il possedimento +della loro città. Lo storico Malavolti fu egli stesso deputato presso +Carlo V, per supplicarlo di rinunciare ad un progetto che metteva nella +disperazione i suoi compatriotti. Riuscirono vane le sue rappresentanze; +ma il piano adottato dal Mendoza per l'erezione della rocca era così +vasto, richiedeva così ragguardevoli spese, che le opere cominciate non +bastarono a coprire i soldati che dovevano difenderle, quando +sopraggiunse il pericolo[154]. + + [154] _Gio. Batt. Adriani, l. VIII, p. 515-563. — Orl. Malavolti, p. + III, l. IX, f. 148, 150. — Scip. Ammirato, l. XXXIII, p. 486. — + Bern. Segni, l. XIII, p. 339._ + +Niuno stato d'Italia fu forse più che la repubblica di Siena ostinato, +prima nell'antico partito ghibellino, poi, quando questo nome cominciava +ad essere dimenticato, nel partito imperiale per opposizione a quello +della Francia. Tutte le fazioni che si erano fatte la guerra e strappato +di mano a vicenda il timone della repubblica, avevano professate le +stesse opinioni; ma l'avarizia spagnuola e l'iniqua fede del Mendoza +avevano alla fine trionfato di questo lungo attaccamento; e quando nel +1552 si rinnovò la guerra in Piemonte ed in Germania fra Carlo V ed +Enrico II, i Sienesi si rivolsero alla Francia ed implorarono il di lei +ajuto per sottrarsi alla dura tirannia che cominciava a pesare sul loro +capo[155]. + + [155] _Gio. Batt. Adriani, l. IX, p. 590. — Orl. Malavolti, p. III, + l. IX, f. 152. — Giac. Aug. de Thou. Hist. univ., t. II, l. XI, p. + 103._ + +Il duca di Firenze, che teneva aperti gli occhi su questo vicino stato, +scoprì la corrispondenza de' Sienesi coi Francesi; egli aveva cagione di +essere scontento del Mendoza e del governo di Spagna. Invece di essere +trattato qual principe indipendente, egli sentiva che si cercava di +farlo scendere ogni giorno al rango di vassallo dell'imperatore; temeva +lo stabilimento degli Spagnuoli in Siena quasi quanto quello dei +Francesi; ma ad ogni modo il suo principale interesse era sempre quello +di contenere il malcontento de' Fiorentini, e di conservare la propria +signoria a dispetto dell'odio de' suoi sudditi. Perciò, a fronte delle +umiliazioni che soffriva per parte dell'imperatore o dei suoi ministri, +non lasciava di conservarsi loro fedele. Nella presente circostanza +offrì gagliardi ajuti a don Diego Mendoza; ma questi, più geloso del +duca che premunito contro il comune nemico, ricusò di ricevere le truppe +di Cosimo in Siena[156]. + + [156] _Gio. Batt. Adriani, l. IX, p. 593. — Bern. Segni, l. XIII, p. + 342._ + +Erasi formato un attruppamento nei contadi di Castro e di Pitigliano, +sotto il comando di Niccolò Orsini, che aveva preso servigio sotto i +Francesi: due emigrati sienesi, Enea Piccolomini ed Amerigo Amerighi, +eransi fatti capi di un corpo d'insorgenti, che, attraversando lo stato +di Siena, s'ingrossò fino al numero di circa tre mila. Il Piccolomini si +presentò la sera del 26 luglio del 1552 alle porte di Siena, proclamando +il nome di _libertà_. Il popolo, sebbene disarmato, si sollevò; non +eranvi in città che quattrocento Spagnuoli, sotto gli ordini di don +Giovanni Franzesi, essendo stati gli altri mandati ad Orbitello ed in +varj porti delle Maremme, mentre il Mendoza trattenevasi in Roma. I +Sienesi aprirono le porte al Piccolomini, e subito scacciarono gli +Spagnuoli dal convento di san Domenico, dove questi si erano afforzati, +e gl'inseguirono fino alla rocca, che l'avarizia del Mendoza aveva +lasciata male armata, e mal provveduta di vittovaglie. Cosimo dei Medici +si affrettò di mandare soccorsi agli Spagnuoli; ma in seguito, temendo +di tirarsi addosso le armi della Francia, mentre Carlo V, vivamente +attaccato da Maurizio di Sassonia, sembrava inabilitato a secondarlo, +richiamò le sue truppe, e si fece mediatore di una capitolazione, in +forza della quale la fortezza innalzata a porta di Camullia fu, il 3 +agosto del 1552, data in mano ai Sienesi, che la demolirono, e la +guarnigione spagnuola si ritirò a Firenze[157]. + + [157] _Gio. Batt. Adriani, l. IX, p. 598. — Scip. Ammirato, l. + XXXIII, p. 489. — Orl. Malavolti, p. III, l. IX, f. 152. — Ber. + Segni, l. XIII, p. 343. — J. Aug. de Thou., l. XI, p. 106, 112._ + +Enrico II colse avidamente l'occasione che venivagli offerta di far +penetrare le sue armate nel cuore dell'Italia, e di approfittare +dell'universale malcontento per invitare i popoli a scuotere il giogo +della corte di Spagna. Fece passare ai Sienesi alcuni gentiluomini +francesi per dirigerli, soldati per difenderli, e soccorsi d'ogni +maniera. Il duca di Termini, in addietro governatore di Parma, venne +l'11 di agosto a soggiornare in Siena, ed in breve fu stipulato un +trattato tra la repubblica ed il re di Francia[158]. + + [158] _Gio. Batt. Adriani, l. IX, p. 625. — Scip. Ammirato, l. + XXXII, p. 492. — Orl. Malavolti, p. III, l. IX, f. 154. — Pecci + Memorie di Siena, t. III, p. 230, 261. — Lettere dei Sienesi ad + Enrico II del 5 di agosto. — Lett. de' Principi, t. III, f. 131._ + +Cosimo I vedeva con estrema inquietudine lo stabilimento de' Francesi +alle sue porte. Ad ogni modo non credeva le circostanze favorevoli per +discacciarli a forza aperta; aveva promesso di tenersi neutrale, ed +Enrico II si era obbligato a rispettare la di lui neutralità. Cosimo +cercava di far sentire a Carlo V, che colla pazienza e coll'accortezza +giugnerebbe a' suoi fini ugualmente che colle armi. Ma il 2 di agosto +l'imperatore aveva sottoscritta la pace di religione a Passavia, e così +trovandosi liberato da Maurizio di Sassonia, il suo più temuto nemico, +risolse di punire i Sienesi di una rivoluzione, ch'egli risguardava per +sè disonorevole, ed ordinò a don Pedro di Toledo, vicerè di Napoli, e +suocero di Cosimo I, di recarsi per mare a Livorno colle forze di cui +poteva disporre[159]. + + [159] _Gio. Batt. Adriani, l. IX, p. 628. — Orl. Malavolti, p. III, + l. X, f. 156. — Bern. Segni, l. XIII, p. 348. — J. Aug. de Thou., l. + XII, p. 165._ + +Il vicerè, uno de' più crudeli ed avari fra quei ministri di Carlo V, +che avevano in Italia renduto odioso il nome dell'imperatore, non ebbe +tempo di meritare le maledizioni dei Toscani, come aveva raccolte quelle +dei Napolitani. Giunse in Firenze in sul cominciare del 1553 e vi morì +nel susseguente febbrajo, dopo essere sembrato per tutto quel tempo +assorto intieramente nei piaceri di un fresco matrimonio, che mal +conveniva alla sua vecchiaja[160]. Cosimo I, cui Carlo V voleva affidare +il comando di quest'impresa, lo ricusò: don Garzia di Toledo, figlio del +vicerè, n'ebbe perciò l'incarico. Costui trovossi alla testa di +un'armata di sei mila Spagnuoli e di due mila Tedeschi che aveva +condotti in Toscana suo padre, e di otto mila Italiani raccolti nella +provincia di Val di Chiana da Ascanio della Cornia, nipote del papa. Con +tale esercito don Garzia entrò nel Sienese; prese Lucignano, Monte +Fellonico e Pienza; guastò quasi tutto il territorio della repubblica, e +pose l'assedio a Montalcino[161]. Ma frattanto i Francesi avevano +invocata l'assistenza della flotta turca, che ogni anno veniva a +saccheggiare le coste degli stati dell'imperatore in Italia, e che ogni +anno rendeva inefficace la sua assistenza colla sua lentezza a trovarsi +al luogo concertato, e colla sua prontezza a ritirarsi. La di lei +comparsa sulle coste del regno di Napoli costrinse non pertanto don +Garzia di Toledo a levare l'assedio di Montalcino, ed a ricondurre il +suo esercito nell'Italia meridionale[162]. + + [160] _Gio. Batt. Adriani, l. IX, p. 631. — Orl. Malavolti, p. III, + l. X, f. 156. — Scip. Ammirato, l. XXXIII, p. 493. — Bern. Segni, l. + XIII, p. 349._ + + [161] _Gio. Batt. Adriani, l. IX, p. 634, 637. — Malavolti, l. V, f. + 157._ + + [162] _Gio. Batt. Adriani, l. IX, p. 648. — Malavolti, p. III, l. X, + f. 159. — Scip. Ammirato, l. XXXIII, p. 497. — Bern. Segni, l. XIII, + p. 350._ + +Cosimo I, abbandonato in giugno dagli Spagnuoli, trovavasi in un crudele +imbarazzo; ricusando di rinunciare apertamente alla sua neutralità aveva +vivamente irritato l'imperatore, aveva assai più offesi i Sienesi ed il +re di Francia, poichè, sotto la maschera della neutralità, aveva dati +soccorsi d'ogni genere ai loro nemici; si era fatto cedere Lucignano, +una delle piazze conquistate sopra di loro, ed all'ultimo aveva, per +mezzo del suo ambasciatore, ordita in Siena una cospirazione ch'era +stata scoperta, ed aveva costato la vita a Giulio Salvi, che n'era capo, +ed a molti di lui complici. Cosimo, vedendosi esposto al risentimento +de' Francesi, de' Sienesi e degli emigrati fiorentini che erano venuti a +Siena, si affrettò di trattare la pace, che si conchiuse in giugno del +1553. Lucignano fu restituito ai Sienesi con tutte le conquiste fatte +nel loro territorio; e questi promisero di non ricevere nel loro stato i +nemici del duca[163]. + + [163] _Gio. Batt. Adriani, l. X, p. 649. — Ber. Segni, l. XIII, p. + 351. — Orl. Malavolti, p. III, l. X, f. 161. — J. Aug. de Thou, l. + XII, p. 173._ + +Ad ogni modo Cosimo I era ben lontano dal volere religiosamente +osservare il trattato che aveva conchiuso; egli non poteva mantenersi +sul trono, a dispetto dell'odio di tutti i suoi sudditi, senza essere +spalleggiato da estera potenza; onde gli era impossibile di conservarsi +neutrale tra la Francia e l'impero. Al servigio della Francia vedeva +ricolmo di onorificenze Pietro Strozzi, figliuolo di quel Filippo ch'era +perito nelle sue prigioni. Pietro, favoreggiato dalla regina Catarina +de' Medici sua cugina germana, andava non pertanto assai più debitore +della sua fortuna al proprio valore ed al singolare suo ingegno; era +maresciallo di Francia e luogotenente del re in Italia, e non aveva +altro più ardente desiderio che quello di balzare Cosimo I dall'usurpato +suo trono. Cosimo non poteva dunque fare a meno di non attaccarsi al +contrario partito, e di non assecondare l'imperatore; e benchè fosse +stato più volte ingannato dai ministri di Carlo V; benchè fosse stato +strascinato in enormi spese per la difesa di Piombino, che poi questo +monarca gli aveva ritolto senza verun compenso, dopo averglielo dato; +benchè si aspettasse d'avere lo stesso trattamento quando riuscisse a +conquistare Siena a proprie spese; risolse nulladimeno di entrare in +guerra, di sostenerne tutto il peso, e di prendere in oltre sopra di sè +la vergogna di cominciarla con un tradimento[164]. + + [164] _Gio. Batt. Adriani, l. X, p. 669. — Scip. Ammirato, l. + XXXIII, p. 499. — Jac. Aug. de Thou, l. XIV, p. 249._ + +I Sienesi si riposavano tranquillamente sul trattato fatto con Cosimo I, +ed improvvidi ad esempio de' Francesi, loro alleati e loro ospiti, non +pensavano che a godersi il presente senza apparecchiare i mezzi di +difesa per l'avvenire. Intanto Cosimo faceva guardare severamente i suoi +confini, onde niuno potesse dare ai Sienesi notizia de' suoi apparecchj; +assoldava nuove genti, poneva in movimento le sue milizie e dava ordine +ad ogni corpo della sua armata di trovarsi il 26 gennajo del 1554 a +Poggibonzi, ultimo castello dello stato fiorentino sulla strada di +Siena. Cosimo non prendeva giammai egli stesso il comando delle sue +truppe, e nominò supremo comandante di queste Gian Giacomo Medici, o +Medichino, da prima conosciuto sotto il nome di castellano di Musso, poi +di marchese di Marignano, uomo intraprendente, e non pertanto cauto, +perseverante, crudele, e che risguardavasi come uno de' migliori +generali dell'imperatore. Nello stesso tempo, per lusingare la di lui +vanità, finse Cosimo di trovare tra i Medici di Milano e quelli di +Firenze un parentado che mai non aveva esistito[165]. + + [165] _Gio. Batt. Adriani, l. X, p. 670. — Malavolti, p. III, l. X, + f. 161. — Scip. Ammirato, l. XXXIII, p. 499. — Bern. Segni, l. XIII, + p. 352._ + +Il 27 gennajo del 1554 il territorio sienese doveva contemporaneamente +essere attaccato su tutti i punti; ma le dirotte piogge che caddero la +notte sospesero tutti gli attacchi ad eccezione di quello del marchese +di Marignano. Essendosi questi partito da Poggibonzi due ore prima di +notte con quattro mila fanti e trecento cavaleggieri, arrivò senz'essere +conosciuto fino alla porta di Siena, detta Camullia, e prese d'assalto +il bastione destinato a difenderla, ch'era stato lasciato in piedi +quando il popolo, scacciando gli Spagnuoli, aveva spianata la fortezza +eretta da don Diego di Mendoza[166]. + + [166] _Gio. Batt. Adriani, l. X, p. 671. — Bern. Segni, l. XIV, p. + 360. — Scip. Ammirato, l. XXXIII, p. 501. — J. Aug. de Thou, l. XIV, + p. 253._ + +Il cardinale di Ferrara, don Ippolito d'Este, che risiedeva in Siena a +nome del re di Francia, erasi lasciato ingannare dalle carezze e dalle +adulazioni di Cosimo I, e, credendo di non dover nulla temere da lui, +passava il tempo in continue feste. Trovavasi al ballo nell'istante in +cui fu sorpresa porta Camullia, ed i Sienesi poterono trattenerlo a +stento in città quando n'ebbe avviso. Ma siccome questi opposero una +vigorosa resistenza al Marignano, e gli vietarono di penetrare in città, +il cardinale di Ferrara si rassicurò, e subito dopo Pietro Strozzi, che +in allora visitava Grosseto, Massa, Porto Ercole e le altre fortezze +della Maremma, rientrò in Siena, e la pose in migliore stato di difesa. +Il Marignano credette cosa imprudente l'aprire le sue batterie contro le +mura di Siena, coperte di buona artiglieria e difese da numerosa +guarnigione, e giudicò più conveniente di bloccare la città. I raccolti +del precedente anno erano stati distrutti dalla guerra, e sembrava +facile il distruggere altresì quelli dell'anno che cominciava. La città, +sorpresa da inaspettato attacco, non aveva potuto fare grandi +approvvigionamenti, ed il Marignano, prendendo successivamente i +castelli che signoreggiavano tutte le strade che conducono a Siena, +lusingavasi d'impedire che vi si recassero vittovaglie da esteri +paesi[167]. + + [167] _Gio. Batt. Adriani, l. X, p. 673. — Scip. Ammirato, l. + XXXIII, p. 503. — Bern. Segni, l. XIV, p. 361. — Orl. Malavolti, p. + III, l. X, f. 165. — Lettere di Cosimo I alla repubblica di Siena, e + risposta, 28 e 31 gennajo 1554. Lettere de' Principi, t. III, f. + 148._ + +Le truppe spagnuole e tedesche, che dall'imperatore erano state promesse +a Cosimo I, arrivarono le une dopo le altre quando era già cominciata la +guerra, e l'armata sotto Siena contò in breve ventiquattro mila fanti e +mille cavalieri. Dall'altro canto arrivarono pure a Pietro Strozzi, o +per mare, o a traverso allo stato romano truppe francesi o al soldo +della Francia; ma queste erano sempre in minor numero che quelle che +giugnevano al Marignano, onde questi, a seconda del suo piano di +campagna, potè dare principio all'attacco de' castelli del territorio +sienese. Il primo che prese fu l'Ajuola, i di cui abitanti si arresero a +discrezione dopo averlo valorosamente difeso. Il Marignano li fece +appiccare quasi tutti, dichiarando che riservava lo stesso trattamento a +tutti coloro che aspetterebbero in una rocca da nulla il primo colpo +della sua artiglieria[168]. Ma questa barbarie non ebbe altro +risultamento che quello di accrescere gli orrori della guerra; i +contadini sienesi con una costanza degna di miglior sorte, mostraronsi +sempre irremovibili nella loro fedeltà verso la patria, qualunque si +fosse il governo della medesima. Turrita, Asinalunga, la Tolfa, Scopeto +e la Chiocciola opposero la medesima resistenza e provarono lo stesso +trattamento. Un generale, che si piccava di bravura e di lealtà, diede +ovunque in mano ai carnefici quegli uomini valorosi cui altro non poteva +rimproverare che la loro fedeltà ed il loro valore[169]. + + [168] _Gio. Batt. Adriani, l. X, p. 691. — Scip. Ammirato, l. XXXIV, + p. 506. — J. Aug. de Thou, Hist. univers., t. II, l. XIV, p. 257 e + seg._ + + [169] _Gio. Batt. Adriani, l. X, p. 693. — Scip. Ammirato, l. XXXIV, + p. 507-516. — Bern. Segni, l. XIV, p. 363._ — Lettere tra Pietro + Strozzi ed il marchese di Marignano. _Lett. dei Principi, t. III, f. + 149 e seg._ + +Dal canto loro i Sienesi ebbero alcuni vantaggi che sostennero la loro +costanza. In sul declinare di marzo il Marignano aveva mandato il suo +generale di fanteria, Ascanio della Cornia, con Ridolfo Baglioni a +Chiusi, che, secondo la promessa di alcuni traditori, doveva essergli +consegnato. Ma i traditori, ch'egli credeva di avere sedotti, lo avevano +ingannato; Ascanio della Cornia fu fatto prigioniero, il Baglioni fu +ucciso, e la loro truppa, che ammontava a più di quattro mila uomini, fu +interamente distrutta[170]. Ma Cosimo I si affrettò di somministrare +altri fondi per fare nuove leve di soldati e riparare questa perdita. +Poi ch'ebbe ricevuti alcuni rinforzi, il Marignano continuò l'assedio e +l'incendio delle terre murate dello stato di Siena. Prese +successivamente i castelli di Belcaro, Lecceto, Monistero, Vitignano, +Ancajano e Mormoraja. Ogni terra gli costò ostinate pugne, ed ogni terra +fu trattata con eguale barbarie; parte degli abitanti fu mandata al +supplicio, tutte le messi immature distrutte, e guastate tutte le +campagne[171]. + + [170] _Gio. Batt. Adriani, l. X. p. 694. — Orl. Malavolti, p. III, + l. X, f. 163. — Bern. Segni, l. XIV, p. 362. — J. Aug. de Thou, l. + XIV, p. 261._ + + [171] _Gio. Batt. Adriani, l. X, p. 706-718. — Orl. Malavolti, p. + III, l. X, f. 163, 164. — Bern. Segni, l. XIV, p. 368._ + +Estrema era la desolazione del territorio sienese, gli ajuti della +Francia tardi ed insufficienti, e la sorte della guerra che nello stesso +tempo trattavasi in Fiandra era contraria ad Enrico II. Nondimeno le +speranze dei Sienesi e quelle dello Strozzi venivano ravvivate dall'odio +universale che i Fiorentini portavano alla casa de' Medici. Ovunque due +Fiorentini si scontrassero, fuori del dominio di Cosimo, essi +riconoscevansi tosto per le maledizioni che scagliavano contro il +tiranno. Coloro che il commercio aveva adunati a Roma, a Lione, a +Parigi, aprivano soscrizioni per mandare danaro a Pietro Strozzi, onde +ajutarlo a scuotere il vergognoso giogo che opprimeva la loro +patria[172]. + + [172] _Gio. Batt. Adriani, l. X, p. 722. — Scip. Ammirato, l. XXXIV, + p. 515. — Bern. Segni, l. XIV, p. 366._ + +Sapendo Pietro Strozzi che si adunavano alla Mirandola alcuni corpi di +truppe francesi, egli risolse di aprire loro la strada di Siena. Uscì +l'undici di giugno dalla città assediata con circa sei mila uomini[173]; +passò l'Arno a Pontedera, e si avanzò, per la macchia di Cerbaia, verso +lo stato di Lucca, che poi attraversò. Colà infatti ricevette i +promessigli rinforzi di truppe che avevano tenuta la strada di +Pontremoli; ma la flotta francese, che nello stesso tempo doveva +giugnere a Viareggio, non comparve; essa fu ritardata più di quaranta +giorni, ed il priore Strozzi, fratello di Pietro, che stava aspettandola +con due galere, fu ucciso presso Scarlino. Due dì dopo la morte del gran +priore, Biagio di Montluc, che Enrico II aveva scelto per comandare a +Siena, venne a sbarcare a Scarlino con dieci compagnie francesi ed i +tedeschi di Giorgio di Ruckrod, che di là passarono a Siena[174]. + + [173] _Gio. Batt. Adriani, l. XI, p. 734. — Scip. Ammirato, l. + XXXIV, p. 517._ + + [174] _Mém. de Blaise de Montluc, l. III, p. 115, t. XXIII._ + +La spedizione del maresciallo Strozzi più avere non potendo quel +successo che egli ne aveva sperato, quando aveva creduto di tener solo +la campagna e di assediare Firenze coll'ajuto delle truppe che dovevano +essergli condotte dalla flotta, egli ripassò l'Arno colla medesima +rapidità e felicità con cui l'aveva guadato la prima volta, e ricondusse +la sua armata a Casoli, nello stato di Siena[175]. + + [175] _Gio. Batt. Adriani, l. XI, p. 747. — Scip. Ammirato, l. + XXXIV, p. 520, 522. — Bern. Segni, l. XIV, p. 364. — J. Aug. de + Thou, l. XIV, p. 272._ + +Non pertanto la spedizione dello Strozzi aveva sparso il terrore in +tutti i partigiani del duca in Toscana, e pareva promettere i più felici +risultamenti. Il Marignano, che lo aveva seguito con tutta l'armata +dell'assedio, soprappreso da panico terrore, erasi ritirato da Pescia +verso Pistoja; e già stava in sul punto di abbandonare anche Pistoja +come aveva fatto Pescia[176]. La fertile provincia di Val di Nievole si +dichiarò pel partito dello Strozzi e della repubblica; i castelli di +Monte Catini e di Monte Carlo avevano ricevuto guarnigione francese, e +l'ultimo sostenne non molto dopo un assedio di più mesi; finalmente +l'allontanamento delle due armate in tempo del raccolto avrebbe dato +opportunità agli abitanti di Siena di fare grossi approvvigionamenti di +vittovaglie, se avessero saputo approfittarne[177]. + + [176] _Gio. Batt. Adriani, l. XI, p. 743. — Scip. Ammirato, l. + XXXIV, p. 721. — Bern. Segni, l. XIV, p. 365. — J. Aug. de Thou, l. + XIV, p. 274._ + + [177] _Gio. Batt. Adriani, l. XI, p. 797. — Scip. Ammirato, l. + XXXIV, p. 724. — J. Aug. de Thou, Hist. univ., l. XIV, p. 275._ + +Ma quest'anno la terra era stata sterile; altronde la guerra aveva +impedito ai contadini di lavorare e di seminare i campi intorno alla +città, ed i Sienesi o non fecero abbastanza grandi sagrificj, o non +ebbero il tempo necessario ne' quindici giorni che le loro strade furono +libere, per importare da più lontane parti i loro approvvigionamenti. Di +già si cominciava in città a mancare di viveri; ed i due campi dello +Strozzi e del Marignano, ch'erano tornati nello stato di Siena, +penuriavano egualmente di vittovaglie. Pareva che il Marignano fosse +convinto della sua inferiorità: un secondo terrore panico gli fece +abbandonare il suo campo, presso la porta Romana di Siena, con non +minore precipizio di quello che aveva fatto Pescia poche settimane +prima[178]. + + [178] _Gio. Batt. Adriani, l. XI, p. 761. — Scip. Ammirato, l. + XXXIV, p. 527. — Bern. Segni, l. XIV, p. 367._ + +Pietro Strozzi, volendo coll'allontanamento delle armate lasciar +respirare Siena, risolse di trasportare la guerra in Val di Chiana; il +20 di luglio occupò Marciano ed Oliveto, ed accampò la sua armata al +ponte della Chiana. Il Marignano gli tenne dietro ed ottenne sopra di +lui un notabile vantaggio in una scaramuccia a Marciano, nella quale +quasi le due intere armate presero parte; ma questo non fu che un +preludio di maggiore disastro. Lo Strozzi, che soffriva nel suo campo +mancanza di acqua e di vittovaglie, volle ritirarsi; il Marignano lo +seguì, e lo costrinse di venire a formale battaglia, il 2 agosto, sotto +Lucignano. Il Marignano aveva due mila Spagnuoli, quattro mila Tedeschi +e sei in sette mila Italiani con mille dugento cavaleggieri. Lo Strozzi +aveva press'a poco un egual numero di combattenti; ma tre mila soltanto +all'incirca erano Francesi, gli altri Tedeschi, Grigioni ed Italiani. La +viltà della sua cavalleria, che fuggì in principio della battaglia, e la +poca fermezza dei Grigioni, diedero la vittoria agl'imperiali: ma non +pertanto venne lungamente contrastata dal valore e dall'abilità di +Pietro Strozzi, ed il campo di battaglia rimase coperto da più di +quattro mila morti[179]. + + [179] _Gio. Batt. Adriani, l. XI, p. 783-787._ — Relazione della + battaglia, mandata il 24 d'agosto del 1555, dal marchese di + Marignano all'imperatore. _Lettere de' Principi, t. III, f. 154. — + Bern. Segni, l. XIV, p. 371. — Scip. Ammirato, l. XXXIV, p. 529. — + Orl. Malavolti, t. III, l. X. f. 163. — Mém. di Montluc, t. XXIII, + l. III, p. 139. — Hist. J. Aug. de Thou, l. XIV, p. 283._ + +Dopo la sconfitta di Lucignano, più non restava a Siena speranza di +salute; pure i cittadini, incoraggiati da Montluc, che comandava la +guarnigione francese, e dai vantaggi ottenuti dal signore di Brissac in +Piemonte, non lasciaronsi sgomentare da veruna privazione o pericolo: +essi dovevano difendersi contro il più freddamente crudele di tutti i +generali imperiali, il cui carattere distintivo pareva essere la +ferocia: e se il viaggiatore vede anche nell'età presente lo stato di +Siena ridotto a vasto deserto, deve in gran parte darne colpa al +marchese di Marignano ed a Cosimo I. Tutte le volte che i Sienesi +facevano uscire dalla loro città alcune bocche inutili, il Marignano le +faceva uccidere senza misericordia; qualunque volta i contadini Sienesi +tentavano d'introdurre viveri in città, il Marignano li faceva +appiccare; tutti coloro che ne' loro villaggi o castelli facevano +qualche resistenza all'armata, venivano passati a filo di spada; tutte +le provvigioni, tutti i viveri degli infelici contadini erano +saccheggiati dagli Spagnuoli, e ciò che non si consumava dai soldati +distruggevasi rigorosamente. Tutta la provincia di Siena provava gli +orrori della fame: la popolazione della Maremma venne allora distrutta, +ed in appresso non potè mai più rinnovarsi, essendo l'aria di questa +fertile contrada pestilenziale. L'esperienza ha più volte dimostrato che +il movimento di una numerosa popolazione migliora l'aere cattivo, mentre +lo fa più pernicioso la mancanza degli abitanti. Altronde tutte le +abitazioni, tutti i lavori dell'uomo erano stati distrutti dalla ferocia +spagnuola; e coloro che dopo quest'epoca vennero da lontane contrade per +coltivare quelle campagne, sonosi per la maggior parte trovati allo +scoperto, senza veruna comodità della vita, ed esposti alle intemperie +di un funesto clima[180]. + + [180] _Gio. Batt. Adriani, l. XII, p. 815._ — Durante questa guerra + la popolazione della città di Siena fu ridotta dalle trenta alle + dieci mila anime: si calcolò che perirono nella provincia, di + miseria, nelle battaglie, o sotto il ferro del carnefice, cinquanta + mila contadini, senza contare quelli che si rifugiarono in estere + contrade. _Ber. Segni, l. XIV, p. 377._ Trovasi una lacuna in + Scipione Ammirato fino all'anno 1561, ed il Malavolti non ardisce + dare veruna particolarità. — _Mémoires de Blaise de Montluc, t. + XXIII, l. III, p. 170. — Hist. de J. Aug. de Thou, t. II, l. XIV, p. + 288._ + +Il Marignano fondava soltanto nella fame ogni speranza di prendere +Siena; tentò, a dir vero, in gennajo del 1555, d'aprire alcune batterie +presso _porta Ovila_ e presso porta Ravaniano; ma quest'attacco non ebbe +verun effetto, ed il Marignano vi rinunciò[181]. Erasi lo Strozzi +lusingato che i vantaggi ottenuti da Brissac in Piemonte moverebbero +l'imperatore a richiamare l'armata che assediava Siena, per contrapporla +ai Francesi; ma Cosimo non risparmiava nè danaro, nè munizioni, nè +viveri per appagare quelle truppe, la cui avidità andava sempre +crescendo in ragione ch'esse sentivano diventare più importanti i loro +servigj. Pure il timore di vedere richiamata l'armata del Marignano, gli +fece ardentemente desiderare la pace. Scrisse al governo di Siena per +accertarlo che non voleva distruggere la libertà della repubblica; che +null'altro domandava se non che tornasse sotto la protezione imperiale, +e ch'egli si offriva per mediatore di un trattato con Carlo V, che gli +guarentirebbe tutti i suoi privilegj[182]. + + [181] _Giovan Battista Adriani, l. XII, p. 836. — Bern. Segni, l. + XIV, p. 379. — Biagio di Montluc, l. III, p. 196-235._ + + [182] _Gio. Batt. Adriani, l. XII, p. 488._ — Lettera del mar. di + Marignano alla signoria di Siena. _Letter. de' Princ., t. III, f. + 158._ + +Infatti dopo che i Sienesi ebbero sofferti gli orrori del blocco, con +una pazienza ed un coraggio a tutta prova, e al di là di tutti i calcoli +che avevano fatti da prima; dopo ch'ebbero talmente consumati i loro +viveri, che non avevano più nulla nel susseguente giorno, ottennero +ancora da Cosimo I onorate condizioni, e press'a poco eguali a quelle +che venticinque anni prima aveva ottenuto Firenze; ma desse furono +altresì egualmente violate colla medesima impudenza. L'imperatore +accolse sotto la sua protezione la repubblica di Siena, promise di +conservarle la sua libertà ed i suoi ordinarj magistrati, di perdonare a +tutti coloro che si erano adoperati contro di lui, di non fabbricarvi +fortezze, di pagare egli stesso la guarnigione che terrebbe in città per +la di lei sicurezza, e di permettere a tutti coloro che volessero +emigrare di ritirarsi liberamente coi loro beni e famiglie in quella +parte dello stato Sienese che non era sottomessa. Il trattato venne +sottoscritto il 2 di aprile; ma perchè i viveri non terminarono che il +21, soltanto in questo giorno la guarnigione francese uscì di Siena, e +vi entrarono gl'imperiali[183]. + + [183] _Gio. Batt. Adriani, l. XII, p. 864. — Malavolti, p. III, l. + X, f. 166._ La sua storia finisce con questa capitolazione. — _Bern. + Segni, l. XIV, p. 380. — Blaise de Montluc, l. III, p. 266, 279. — + J. Aug. de Thou, l. XV, p. 314._ + +La riserva stipulata a favore de' Sienesi che volessero emigrare, non +era una inutile precauzione. Moltissimi illustri cittadini, non pochi +de' quali avevano mostrato grandissimo zelo per la libertà della loro +patria, uscirono di Siena colla guarnigione francese, il 21 di aprile, e +si ritirarono a Montalcino, piccola città posta sopra una montagna a +poca distanza dalla strada che conduce da Siena a Roma; colà essi +mantennero l'ombra della repubblica Sienese fino alla pace di +Cateau-Cambresis, del 3 aprile 1559, che gli assogettò alla sorte +dell'intera Toscana[184]. + + [184] _Gio. Batt. Adriani, l. XVI, p. 1107-1122._ — Bernardo Segni, + essendo morto il 13 aprile del 1558, lasciò la sua storia interrotta + nel XV.º libro, nel quale racconta la guerra di Cosimo contro i + Sienesi di Montalcino. — _J. Aug. de Thou, l. XXII, p. 661, 665, t. + II._ + +Rispetto alla metropoli, non venne eseguito verun articolo della +capitolazione; e la violazione di questo sacro patto non fu meno +impudente di quella della capitolazione di Firenze. Perciò, Cosimo I, +che aveva conquistata Siena a sue spese e colle sue armi, non ne ottenne +subito il possesso. Filippo II, a favore del quale Carlo V aveva +abdicata la corona, voleva conservare questo stato per meglio assicurare +il suo alto dominio sopra la Toscana. La guerra accesa dall'ambizione di +Paolo IV e dei Caraffa, di lui nipoti, gli fece porre in disamina se +dovesse loro cedere lo stato di Siena in compenso di que' paesi cui essi +aspiravano. Finalmente Filippo trovò più utile di valersene per +acquistare la cooperazione del duca di Firenze. Con un trattato, +conchiuso in luglio del 1557, acconsentì di cedere lo stato di Siena a +Cosimo I, il quale ne prese possesso il 19 di luglio, come di una +provincia suddita. Ad ogni modo Filippo riservò alla monarchia spagnuola +i porti di questa repubblica, cioè Orbitello, Porto Ercole, Telamone, +Monte Argentaro, e Porto santo Stefano. Dopo quest'epoca quella piccola +provincia formò lo stato detto de' _Presidj_; la separazione di questa +dal rimanente della Toscana privò lo stato di Siena dell'antica sua +comunicazione col mare e del suo commercio, e contribuì a perpetuare +quello spaventoso stato di desolazione, cui trovasi ridotta la Maremma +Sienese[185]. + + [185] _Gio. Batt. Adriani, l. XIV, p. 1000-1015._ — Il duca prese + possesso di Siena il 19 di luglio del 1557. — _Lettere de' Principi, + t. III, f. 165 e segu_. Tra le altre una Memoria di Pietro Strozzi + intorno alla difesa di Siena, p. 177, 180. — _Hist. de J. Aug. de + Thou, t. II, l. XV, p. 343, l. XVIII, p. 471._ + + + + +CAPITOLO CXXIII. + + _Rivoluzioni di diversi stati d'Italia, dopo la perdita + dell'indipendenza italiana, fino alla fine del sedicesimo + secolo._ + +1531 = 1600. + + +La storia d'Italia nel sedicesimo secolo dividesi in tre epoche, ognuna +delle quali offre un assai diverso carattere. La prima si stende dal +principio del secolo fino alla pace di Cambrai, dell'anno 1529. Fu +questo un periodo di continue guerre e di desolazione, durante il quale +la potenza della Francia e quella della casa d'Austria parvero +bastantemente equilibrate, perchè i popoli d'Italia non potessero +prevedere quale sarebbe la trionfante. Essi attaccaronsi +alternativamente all'una ed all'altra; sperarono mantenere fra le +medesime la loro indipendenza, e non si avvidero che gl'Italiani avevano +cessato di esistere come nazione soltanto nell'istante in cui Francesco +I li sagrificò col _trattato delle dame_ sottoscritto da sua madre. + +Il secondo periodo comincia alla pace di Cambrai, del 5 agosto 1529, e +termina con quella di Cateau-Cambresis del 3 aprile 1559. Con questa +Enrico II e Filippo II posero fine alla lunga rivalità delle loro due +case, e le riunirono col matrimonio di Filippo con Elisabetta di +Francia. Questo periodo di trent'anni venne insanguinato quasi con +altrettante guerre che il precedente, e sempre tra gli stessi rivali. Ma +queste guerre più non si presentavano agl'Italiani sotto lo stesso +aspetto, e più in loro non risvegliavano le medesime speranze. Tutti i +diversi loro stati o erano caduti sotto l'immediato dominio di casa +d'Austria, o avevano riconosciuta la di lei protezione con trattati che +loro non lasciavano veruna indipendenza. Se in questo spazio di tempo +alcuni di loro si staccarono momentaneamente da quest'alleanza, che si +era loro imposta, vennero piuttosto trattati come ribelli che come +nemici pubblici. La Francia, non isperando di trovare fra di loro degli +alleati, invece di guadagnarseli colle ricompense, sforzavasi di +distruggere le loro ricchezze, persuasa che tutti i loro soldati e tutti +i loro tesori sarebbero sempre a disposizione dal suo costante nemico. +Fece perciò alleanza contro di loro coi Turchi e coi Barbareschi, ed +abbandonò le coste dell'Italia ai guasti dei Musulmani. + +I trentanove anni che decorsero dopo la pace di Cateau-Cambresis fino a +quella di Vervins, sottoscritta il 2 di maggio del 1598, da Enrico IV, +Filippo II ed il duca di Savoja, dovrebbero, paragonati ai due primi +periodi, considerarsi come un tempo di profonda pace; imperciocchè in +tutto questo tempo le province d'Italia non furono attaccate da veruna +armata straniera; e gli stati italiani, contenuti dalla coscienza della +propria debolezza, giammai fra di loro non si abbandonarono a lunghe +ostilità. Per altro l'Italia non gustò in questa sgraziata epoca i +vantaggi della pace. La Francia, lacerata da civili guerre, più non +aveva peso nella bilancia politica dell'Europa, mentre che il feroce +Filippo II, sovrano d'una gran parte d'Italia, e che quasi comandava +egualmente ai suoi alleati come a' suoi sudditi, aveva determinato di +schiacciare il partito protestante ne' Paesi bassi, in Francia ed in +Germania. Durante tutto il suo regno, Filippo non cessò di combattere +gli Olandesi ed i Calvinisti della Francia, e di dare ajuto agli +imperatori suoi alleati, Ferdinando suo zio, Massimiliano II e Rodolfo +II, che tutti parimenti furono di continuo impegnati nelle guerre coi +protestanti di Germania, e coi Turchi. Gl'Italiani militarono +continuamente in tutto questo periodo ne' lontani paesi in cui Filippo +portava la guerra. I loro generali come i loro soldati rivalizzarono di +gloria, d'ingegno e di coraggio colle vecchie bande spagnuole, delle +quali parevano avere adottato il carattere. In tal guisa la nazione andò +ricuperando la sua virtù militare in servigio degli stranieri; e se +l'avesse in seguito adoperata in difesa della patria, forse non +l'avrebbe pagata troppo cara con tutto il sangue ch'ella versò; ma +continuò sempre a servire, finchè nuovamente perdette l'abitudine del +combattere. + +La più grande disgrazia, inseparabile da questo stato abituale di guerra +straniera, fu la continuazione del regime militare, la dimora o il +passaggio delle truppe spagnuole nelle diverse province italiane, e più +di tutto le insopportabili imposte colle quali la corte di Madrid +opprimeva i popoli. L'ignoranza de' ministri spagnuoli, che non +conoscevano verun principio di economia politica, era ancora più funesto +che la loro rapacità, e le loro dilapidazioni. Essi mai non inventarono +un'imposta che non sembrasse destinata a schiacciare l'industria ed a +ruinare l'agricoltura. Le manifatture andavano in decadimento, +scompariva il commercio, le campagne si disertavano, e gli abitanti, +ridotti alla disperazione, erano in ultimo costretti ad abbracciare, +come una professione, l'assassinio. Capi distinti pei loro natali e pei +loro talenti si posero alla testa di compagnie d'assassini, che +formaronsi in sul declinare del secolo nel regno di Napoli e nello stato +della Chiesa; e la guerra dei malandrini pose più volte in pericolo la +stessa sovrana autorità. In questo tempo le province restavano senza +soldati, le coste senza vascelli da guerra, le fortezze senza +guarnigione. Nulla opponevasi ai guasti dei Barbareschi, che, non +contenti delle prede che potevano far sul mare, eseguivano sbarchi +alternativamente su tutte le coste, e strascinavano in ischiavitù tutti +gli abitanti. Tutte le atrocità con cui la tratta dei Negri afflisse +l'Africa negli ultimi due secoli, vennero nel sedicesimo praticate dai +Musulmani in Italia. Questi avidi mercanti di schiavi mantenevano +egualmente dei traditori sulle coste per avvisarli e dar loro nelle mani +gli sventurati Italiani; egualmente veniva sempre offerta una mercede al +delitto, e l'estrema sventura pendeva sempre sul capo della famiglia che +credeva poter riporre la sua fiducia nella propria innocenza ed +oscurità. Tali erano le calamità, sotto il peso delle quali, in sul +finire del sedicesimo secolo, l'Italia piangeva la perdita della sua +indipendenza. + +Abbiamo negli ultimi volumi esposti circostanziatamente tutti gli +avvenimenti del primo dei tre periodi ne' quali si è diviso il +sedicesimo secolo. Abbiamo altresì nel precedente capitolo raccolti +alcuni de' fatti spettanti, per ciò che risguarda il tempo, al secondo +periodo, sebbene sembrino avere tuttavia alcuno dei caratteri del primo; +e questi sono l'estrema lotta sostenuta in Toscana per la libertà, e gli +sforzi de' Sienesi per respingere il giogo che loro voleva imporre Carlo +V. Oramai più non ci resta che di dare un'idea degli avvenimenti che +nello stesso tempo o nel susseguente periodo mutarono le relazioni tra +gli stati d'Italia, influirono nella sorte de' popoli, o ne alterarono +il carattere nazionale. Per farlo terremo dietro ad uno ad uno ai +governi tra i quali trovavasi divisa l'Italia, e daremo compendiosamente +un cenno delle loro rivoluzioni. + +Gli stati della casa di Savoja, i primi che i Francesi scontravano sul +loro cammino entrando in Italia, eransi sottratti ai guasti delle prime +guerre del secolo. Le relazioni di parentela del duca Carlo III coi due +capi delle case rivali aveva al certo contribuito ad ispirar loro de' +riguardi per lui. Questa stessa parentela fu poi cagione dell'invasione +del Piemonte, quando del 1535 si rinnovò la guerra tra Francesco I e +Carlo V. Il duca di Savoja aveva sposata Beatrice di Portogallo, sorella +dell'imperatrice, e si era lasciato da lei strascinare in una +confederazione colla casa d'Austria. Francesco, per vendicarsene, +riclamò una parte della Savoja come eredità di sua madre Luigia, sorella +del duca regnante; e sotto questo pretesto la maggior parte della Savoja +e del Piemonte fu invasa dai Francesi; mentre dal canto loro +gl'imperiali posero guarnigione nelle poche città che poterono sottrarre +agli attacchi de' loro nemici. Per lo spazio di vent'otto anni il +Piemonte fu il principale teatro della guerra tra i re di Francia e di +Spagna. Quando Carlo III morì a Vercelli, il 16 agosto del 1553, +trovavasi spogliato di quasi tutti i suoi stati, non meno dai suoi amici +che dai suoi nemici; e sebbene suo figlio, Emmanuele Filiberto, si fosse +di già acquistato nome di valoroso generale al servigio dell'imperatore, +e che continuasse nelle guerre di Fiandra a coprirsi di gloria, non +trovò riconoscenza ne' principi pei quali aveva combattuto. La pace di +Cateau-Cambresis, che in certo qual modo fu dettata da Filippo II alla +Francia, non assicurò gl'interessi d'Emmanuele, avendo essa pace +lasciati nelle mani del re francese, Torino, Chiari, Civasco, Pignerolo +e Villanuova d'Asti coi loro territorj, e nelle mani del re di Spagna +Vercelli ed Asti. Soltanto le guerre civili della Francia persuasero +Carlo IX a restituire nel 1562 al duca di Savoja le città che tuttavia +occupava in Piemonte[186]. + + [186] _Guichenon, Hist. général de la maison de Savoie, t. II, p. + 256. — Mém. de M. du Bellay, l. IV, p. 296; l. V e seg. — Hist. de + la Diplomatie française, t. II, l. IV, p. 46. — De Thou Hist. + génér., t. III, l. XXXI, p. 251. — Muratori Annali d'Italia ad ann._ + +Di quest'epoca soltanto la casa di Savoja fu veduta innalzarsi in Italia +quanto gli altri stati erano decaduti. Emmanuele Filiberto, e suo figlio +Carlo Emmanuele, che gli successe nel 1580, non avevano più che temere +dalla Francia, in allora lacerata dalle guerre di religione. Anzi +l'ultimo per lo contrario fece delle conquiste e contese al maresciallo +di Lesdiguieres il possedimento della Provenza e del Delfinato. Filippo +II, che cominciava a veder declinare la sua potenza, sentì la necessità +di accarezzare un principe bellicoso, che copriva i confini dell'Italia; +ed il duca di Savoja era il solo tra gli alleati della Spagna, che +avesse meno cagioni di lagnarsi dell'insolenza de' vicerè e dei generali +di Filippo. Quand'ebbero fine le guerre di religione, il duca di Savoja +venne vantaggiosamente compreso nella pace di Vervins del 2 di maggio +del 1598. Gli restava tuttavia una vertenza con Enrico IV rispetto al +possedimento del marchesato di Saluzzo. In tempo delle guerre d'Italia +questi marchesi si erano attaccati alla corte di Francia, che gli aveva +colmati di favori: essi avevano richiamate in vita alcune antiche carte, +in forza delle quali si riconoscevano feudatarj dei Delfini del +Viennese. La loro famiglia dopo essere stata divisa da alcune guerre +civili, nelle quali s'immischiò Francesco I, si spense nel 1548, e la +Francia occupò il marchesato di Saluzzo che gli apriva la porta +dell'Italia. Dall'altro canto il duca di Savoja approfittò delle guerre +civili della Francia per andare al possedimento dello stesso feudo +nell'anno 1588[187]. I due trattati del 27 di febbrajo 1600, e del 17 +gennajo 1601, terminarono queste vertenze tra la Savoja e la Francia, +cui tutta l'Italia dava la più grande importanza. Enrico IV accettò la +Bresse invece del marchesato di Saluzzo, e con questa transazione egli +escluse affatto sè medesimo dall'Italia privando così gli stati di +questa contrada della speranza che quel re andava fomentando di +ristabilire un giorno la loro indipendenza[188]. + + [187] _Enrico Cather. Davila delle guerre civili di Francia, l. IX, + p. 526. — Guichenon Hist. gén., t. II, p. 287._ + + [188] _Ivi, p. 352 e seg. — Hist. de la Diplomatie française, t. II, + p. 197 — Hist. univ. J. Aug. de Thou, t. IX, l. CXXIII, p. 325 e l. + CXXV, p. 413._ + +In questo secolo aveva la casa d'Austria estesa la sua sovranità sopra +quattro de' più potenti stati d'Italia, il ducato di Milano, il regno di +Napoli, il regno di Sicilia e quello di Sardegna. Il duca di Milano, +Francesco II, ultimo erede della casa Sforza, era morto il 24 ottobre +del 1535, dopo aver fatto un inutile esperimento per iscuotere il giogo +di Carlo V, che parevagli insopportabile. Egli aveva intavolati col re +di Francia pericolosi trattati, ed aveva ottenuto che un ambasciatore di +quella corona fosse mandato alla sua corte con una segreta missione; poi +tutt'ad un tratto, spaventato dalla collera di Carlo V, aveva fatto +decapitare quest'inviato, chiamato Maraviglia, o _Merveilles_, in +occasione di una disputa intentatagli da lui medesimo[189]. Questa fu la +cagione principale del rinnovamento della guerra tra la Francia e +l'impero, nel 1535; e si pretende che la paura delle vendette del re +affrettasse la morte del duca. + + [189] _Mém. de mess. Martin du Bellay, l. IV, p. 235._ + +Il possedimento del Milanese, quando si spense la famiglia Sforza, non +era stato definitivamente regolato nel trattato di Cambrai, e Carlo V, +avanti di ricominciare la guerra, lusingò alcun tempo Francesco I, +intraprendendo una negoziazione tendente ad infeudare il Milanese al +secondo o terzo figliuolo del monarca francese. Nello stesso tempo fece +avanzare le sue armate, ed approvvigionò le sue fortezze; e perciò +quando scoppiarono le ostilità, i Francesi mai non riuscirono a +sottomettere le piazze più importanti del ducato, ed i loro vantaggi si +limitarono al guasto de' paesi confinanti. + +I Milanesi non potevano in verun modo, sotto l'amministrazione +spagnuola, rialzarsi dai disastri sofferti nelle precedenti guerre. +Assurde imposte ne avevano ruinate le manifatture ed il commercio; e se +le leggi non riuscirono ad isterilire quelle ricche campagne, rendettero +almeno miserabili coloro che le coltivavano. Il governo volle inoltre +aggravare l'odioso giogo che portavano i Milanesi collo stabilimento +dell'inquisizione spagnuola. Quella dell'Italia che da molto tempo era +di già stabilita in Milano, non soddisfaceva del tutto il feroce +fanatismo, o la politica di Filippo II. Il duca di Sessa, governatore di +Milano, annunciò nel 1563 questa reale determinazione alla nobiltà ed al +popolo; ma eccitò cotale proposizione una così violenta fermentazione, +ed i Milanesi parvero così determinati ad opporsi armata mano allo +stabilimento di questo sanguinario tribunale, che il governatore +persuase Filippo a rinunciare a questo suo divisamento[190]. + + [190] _Pallavicino Storia del Concilio di Trento, l. XXII, c. VIII, + t. V, p. 215, ediz. di Faenza del 1796 in 4.º — De Thou Hist., l. + XXXVI, p. 471. — Greg. Leti Vita di Filippo II. l. XVII, t. I, p. + 405._ + +Il regno di Napoli trovavasi da molto più tempo che non il Milanese +sotto il dominio spagnuolo. Era stato invaso in sul finire del +precedente secolo da Carlo VIII, e ne' primi anni del sedicesimo da +Luigi XII; ma durante il bellicoso regno di Francesco I le armate +francesi non vi furono che momentaneamente sotto il signore di Lautrec, +e durante il regno di Enrico II, figlio di Francesco, e la spedizione +del duca di Guisa, nel 1557, sebbene concertata con papa Paolo IV, non +penetrò al di là dei confini degli Abruzzi. Questa provò che il partito +angioino non era del tutto spento in quelle province; ma non pose un +solo istante in pericolo la monarchia austriaca in Napoli. + +D'altra parte il regno di Napoli fu lasciato quasi senza difesa ai +saccheggi de' Turchi e delle potenze barbaresche, che, durante questo +stesso secolo, sollevaronsi ad una grandezza fin allora senza esempio. +Horuc ed Ariadeno Barbarossa (Aroudi e Khair-Eddyn) figliuoli di un +corsaro rinegato di Metelino, dopo avere acquistato nome colla loro +audacia come pirati, pervennero ad avere il comando delle flotte di +Solimano, ed a salire sui troni di Algeri e di Tunisi[191]. Il mestiere +di corsaro, ch'era stato il primo grado della loro grandezza, fu sempre +d'allora in poi la scuola de' loro soldati e dei loro marinai, e la +sorgente principale delle loro ricchezze. Dal 1518 al 1546, epoca del +regno del secondo Barbarossa, si videro flotte di cento e di cento +cinquanta vele armate pel solo oggetto di guastare le coste, di rapirne +gli abitanti e venderli come schiavi. Il regno di Napoli, che presentava +una lunga linea di littorali senza difesa, i di cui abitanti avevano +sotto un giogo oppressivo perduto tutto il coraggio e lo spirito +militare, e le di cui leggi cacciavano fuori della società numerose +partite di banditi, di contrabbandieri, di facinorosi, sempre +apparecchiati a servire al nemico in ogni impresa, fu più che tutto il +rimanente dell'Italia esposto ai guasti dei Barbareschi. Nel 1534 tutto +il paese che stendesi da Napoli a Terracina fu saccheggiato, e gli +abitanti fatti schiavi. Nel 1536, la Calabria e la Terra d'Otranto +provarono la stessa sorte; nel 1537 furono pure ruinate la Puglia e le +adiacenze di Barletta; nel 1543 fu bruciato Reggio di Calabria, e fino +alla fine del secolo pochissimi anni passarono senza che i Barbareschi, +sotto il comando di Dragut Rayz dopo la morte del Barbarossa, poi di +Piali e di Ulucciali, re di Algeri, non predassero e riducessero in +servitù gli abitanti di molti villaggi, e talvolta di parecchie +città[192]. + + [191] _P. Jovii Hist., l. XXVII, p. 98 ed altrove. — Bern. Segni, l. + III, p. 90, l. VI, p. 166._ + + [192] _P. Jovii Hist., l. XLIII, p. 533 ec. — Summonte Istoria di + Napoli, t. VIII, c. II, t. IV, p. 146. — Giannone Ist. civ., t. IV, + l. XXXII, c. VI, p. 166._ + +Mentre che le province napolitane stavano in continuo timore di essere +saccheggiate dai Barbareschi e dai malandrini; mentre ognuno doveva ad +ogni istante tremare di vedersi rapiti i suoi beni, la moglie ed i +figli, o di essere tratto egli medesimo in ischiavitù, l'amministrazione +spagnuola affliggeva la capitale con un altro genere di calamità. Don +Pedro di Toledo, che fu vicerè di Napoli quattordici anni, e che diede +il proprio nome alla più bella strada di quella città, da lui aperta +verso il 1540[193], fu in certo qual modo l'istitutore della +amministrazione spagnuola a Napoli; ed i suoi successori non fecero che +seguire le sue pedate. Fu il Toledo, che, riservando allo stato il +monopolio del commercio dei grani, espose la capitale a frequenti +carestie, e la ridusse a non avere, negli anni più abbondanti, che un +pane di qualità inferiore a quello che negli anni di sterilità +mangiavano i poveri quand'era libero il commercio[194]. Egli fu che +diede origine a quell'odio che costantemente si mantenne inappresso, e +che spesse volte scoppiò in battaglie sanguinose tra la guarnigione +spagnuola ed i soldati della città. Egli fu che, geloso della nobiltà +napolitana, la rese sospetta all'imperatore, e l'oppresse di +mortificazioni che spinsero varj suoi capi alla ribellione. Per ultimo +fu il Toledo che in aprile del 1547 volle stabilire l'inquisizione a +Napoli; ma trovò nel popolo e nella nobiltà una resistenza, che credeva +non doversi aspettare nè dallo stato d'oppressione cui era ridotta la +nazione, nè dal di lui fanatismo religioso. I Napolitani risguardarono +lo stabilimento dell'inquisizione presso di loro, come ingiurioso +all'onore dell'intera nazione, quasi ch'ella fosse colpevole di eresia o +di giudaismo: altronde essi sapevano che quest'odioso tribunale era un +cieco istrumento nelle mani del despota, per ischiacciare e ruinare +ingiustamente tutti coloro che gli si rendevano sospetti. Tutta la città +impugnò le armi; si sparse alternativamente il sangue de' Napolitani e +degli Spagnuoli; il Toledo e Carlo V dovettero all'ultimo rinunciare al +progetto dell'inquisizione; ma quasi tutti coloro che si erano +dichiarati protettori della causa del popolo, ed avevano ardito di +opporsi ai voleri della corte, furono in appresso sagrificati[195]. + + [193] _Summonte Ist. della città e regno di Napoli, l. IX, c. I, t. + IV, p. 173. — Giannone Ist. civ. del regno di Napoli, l. XXXII, c. + III, t. IV, p. 87._ + + [194] _Summonte Ist. di Napoli, l. IX, c. I, p. 173. — Giannone Ist. + civ., l. XXXII, c. II, p. 84. — Bern. Segni, l. XIII, p. 346._ + + [195] _Summonte Ist. di Napoli, l. IX, c. I, p. 178-210. — + Pallavicini Ist. del Concil. di Trento, l. X, c. I, t. III, p. 82. — + Gio. Batt. Adriani, l. VI, p. 402 e seg. — Giannone Ist. civile, l. + XXXII, c. V, p. 107. — Fr. Paolo Ist. del Concil. di Trento, l. III, + p. 279. — De Thou, Hist. univers., l. III, p. 220._ + +Il regno di Sicilia, che dopo i vesperi siciliani era unito alla +monarchia arragonese, ed il regno di Sardegna, aggiunto alla stessa +monarchia verso la metà del quattordicesimo secolo, dopo tale epoca più +non avevano avuta influenza sulla politica d'Italia che per dare ajuto a +coloro che dovevano opprimere l'indipendenza nazionale. Nel sedicesimo +secolo i popoli di queste due isole, trovandosi sudditi dello stesso +governo che possedeva la maggior parte del continente, ricominciarono a +risovvenirsi di essere italiani, ma soltanto per soffrire e gemere +insieme ai loro compatriotti. L'amministrazione spagnuola aveva di già +fatte retrocedere le due isole verso la barbarie; aveva spogliate le +città del commercio e delle manifatture; aveva lasciate le campagne in +balìa de' banditi e de' contrabbandieri, ed abbandonate le coste ai +guasti de' corsari barbareschi. Nel 1565 la Sicilia si trovò esposta ad +essere miseramente invasa dalla flotta ottomana, che Solimano aveva +spedita per conquistarla; ma, contro i consiglj del pascià Maometto, +comandante della spedizione, volle il sultano che prima di scendere +sulle coste della Sicilia si assediasse Malta. Questa imprudente +risoluzione salvò la Sicilia, che il vicerè, Garzia di Toledo, non +avrebbe potuto difendere. Tutta la potenza dei Turchi andò a rompersi +contro l'eroica resistenza del gran maestro La Valette e de' suoi +cavalieri. Dragut Rayz, re di Tripoli, vi fu ucciso il 21 di giugno del +1565. Hassem, figliuolo di Barbarossa, re d'Algeri, ed i pascià Piali e +Mustafà furono respinti; e l'armata, dopo quattro mesi di battaglie, fu +costretta a ritirarsi in disordine dall'assedio[196]. + + [196] _Summonte Ist. di Napoli, l. X, c. V, p. 343-348. — Gio. Batt. + Adriani, l. XVIII, p. 1303, 1329. — De Thou, l. XXXVIII, p. 564 e + seg. — Gregorio Leti Vita di Filippo II, l. XVIII, p. 442._ + +Le guerre, che ne' primi anni del secolo avevano precipitata l'Italia +nella schiavitù, erano state quasi tutte accese dall'ambizione o dalla +politica dei papi Alessandro VI, Giulio II, Leon X e Clemente VII. +L'ultimo, dopo essere stato crudelmente punito delle sue pratiche, si +era non pertanto alla conclusione della pace trovato sovrano di più +vaste province, quali la Chiesa non mai aveva riunite sotto il suo +governo. Vero è che tali province erano ridotte in povertà e spopolate +da trent'anni di guerre, e più che dalle guerre dalla ferocia de' +vincitori spagnuoli; ma la cieca pietà dei Cattolici portava tuttavia +alla santa sede ogni anno ricchi tributi; il nome del papa era sempre +temuto: desso pareva rendere più formidabili le leghe cui prendeva +parte; e passò alcun tempo prima che i successori di Clemente VII si +accorgessero, che, sebbene il trattato di Barcellona avesse loro rendute +tutte le province che questo pontefice aveva perdute, non avevano però +colle province ricuperata l'indipendenza. + +Clemente VII ebbe per successore Alessandro Farnese, decano del sacro +collegio, il quale, eletto il 12 di ottobre del 1534, prese il nome di +Paolo III. Non meno ambizioso che Clemente VII, egli ebbe la stessa +passione di dare alla sua famiglia il grado di casa sovrana. Questa +famiglia, che possedeva il castello di Farneto nel territorio d'Orvieto, +aveva nel quattordicesimo secolo dati alla milizia alcuni distinti +condottieri. Ma Paolo III le diede un nuovo lustro, accumulando tutti +gli onori di cui poteva disporre sul capo di suo figlio naturale Pier +Luigi, e dei figli di questi. Nel 1537 cominciò ad erigere in ducato le +città di Nepi e di Castro in favore di Pier Luigi Farnese; e la seconda +di queste città, situata nelle Maremme toscane, diventò poi +l'appannaggio d'Orazio, il secondo de' nipoti pontificj. Pier Luigi, +nominato nello stesso tempo gonfaloniere della Chiesa, segnò lo stesso +anno in cui ricevette i primi feudi della camera apostolica, con uno +scandaloso eccesso commesso contro il giovane vescovo di Fano, prelato +non meno commendevole per la sua santità che per la sua avvenenza. Il +tiranno, che assoggettò quest'uomo ad un'indegna violenza, con sì enorme +delitto non tanto provava le abituali sue dissolutezze, quanto il +desiderio di offendere la pubblica morale e la religione, di cui suo +padre era sommo sacerdote[197]. + + [197] _Ben. Varchi, l. XVI, t. V, p. 389. — Bern. Segni, l. IX, p. + 238; l. XI, p. 304. — Belcarius Rer. Gallicar. — J. Aug. de Thou, + Hist. univers., l. IV, p. 286. — Jo. Sleidani Comment., l. XXI, p. + 376._ + +Paolo III non ristringeva le sue viste ai piccoli ducati dati al +figliuolo; egli sentiva che per istabilire la grandezza di casa Farnese +conveniva porre a prezzo l'alleanza della santa sede, e trovò i due +rivali, che si contendevano il dominio dell'Europa, disposti a dare lo +stesso prezzo che avevano di già pagato a Clemente VII. Carlo V, per +guadagnarsi l'amicizia del papa, accordò nel 1538 sua figlia Margarita +d'Austria, vedova di Alessandro de' Medici, ad Ottavio Farnese, nipote +di Paolo III, creandolo in pari tempo marchese di Novara. Inoltre il +papa acquistò per lui nel susseguente anno il ducato di Camerino[198]. +D'altra banda Paolo III ottenne nel 1547 per Orazio, duca di Castro, suo +secondo nipote, una figlia naturale di Enrico II. + + [198] _Gio. Batt. Adriani, l. II, p. 98. — Bern. Segni, l. IX, p. + 237._ + +Ma sebbene Paolo III facesse a vicenda sperare all'imperatore ed al re +di Francia di unire le sue alle loro armate, seppe fino alla fine del +suo pontificato sottrarsi a qualunque impegno di guerra. Per lo +contrario cercò più volte di mettere pace fra i due rivali. Vero è che +nello stesso tempo mirava a raccogliere per sè medesimo grandi vantaggi; +perciocchè, ammettendo sì l'uno che l'altro essere conveniente al riposo +dell'Europa che l'eredità dello Sforza passasse in una nuova famiglia di +feudatarj, Paolo III chiedeva il ducato di Milano per suo figlio Pier +Luigi, ed offriva ai due sovrani per tale concessione ricche +ricompense[199]. + + [199] _Gio. Battista Adriani, l. II, p. 89. — P. Jovii Hist., l. + XLIII, p. 534._ + +Per altro Paolo III non tardò ad avvedersi che il riposo dell'Europa non +era il primo oggetto cui mirassero i due monarchi, e che non pensavano a +dare il ducato di Milano ad un terzo, che perchè perdevano la speranza +di conservarlo per sè medesimi. Carlo V essendosi all'ultimo appropriato +questo ducato, Paolo si ristrinse a formare uno stato a suo figlio a +spese di quello della Chiesa. Finalmente in agosto del 1545 ottenne +l'assenso del sacro collegio per accordare a Pier Luigi Farnese gli +stati di Parma e di Piacenza, col titolo di ducato dipendente dalla +santa sede. In contraccambio il nipote del papa rinunciò ai due ducati +di Nepi e di Camerino, che vennero riuniti alla camera apostolica; ed i +cardinali, comperati con ricchi beneficj, credettero, o finsero di +credere che tornava più vantaggioso alla santa sede la nuova +incorporazione di queste piccole due province, che si trovavano nel +centro de' stati pontificj, anzi che la conservazione di due altre, +veramente più grandi, ma rispetto alle quali erano tuttavia dubbiosi i +diritti della Chiesa, e che più non avevano veruna comunicazione +coll'altro suo territorio[200]. + + [200] _Gio. Batt. Adriani, l. V, p. 305-311. — Bern. Segni, l. XI, + p. 302. — Pallavicini Ist. del Concil. di Trento, l. V, c. XIV, t. + II, p. 62. — Fra Paolo Ist. del Con. di Trento, l. II, p. 125._ + +Tale principio ebbero i ducati di Parma e di Piacenza, e la nuova +grandezza di casa Farnese. Questa si collocò tra le case sovrane quasi +nello stesso tempo che quella dei Medici; e la rivalità di queste due +case, che si spensero nello stesso tempo, si tenne viva due secoli. +Entrambe queste case scosse nella loro origine dall'odio de' loro +sudditi e dalla violenta morte del fondatore della loro dinastia, non +parevano destinate a durare lungo tempo. Pier Luigi Farnese aveva appena +regnato due anni, quando fu assassinato il 10 settembre del 1547 dai +nobili di Piacenza, ai quali erasi renduto esoso colle disolutezze, +coll'avarizia e colle crudeltà sue. Don Ferdinando Gonzaga, governatore +del Milanese a nome dell'imperatore aveva tenuto mano a questa congiura, +ed occupò subito Piacenza in nome del suo padrone[201]. Paolo III, non +dubitando che non venisse bentosto attaccata anche Parma, la riunì +nuovamente agli stati della Chiesa, per dare maggior peso ai diritti +della santa sede sopra questa città. Egli offrì in contraccambio ad +Ottavio lontane speranze, che questi non osava lusingarsi di vedere +ridotte ad effetto a cagione della decrepita vecchiaja di suo avo. +Resistè finchè gli fu possibile al volere del papa, ma finalmente +dovette cedere. Ferdinando Gonzaga erasi impadronito de' luoghi più +forti del circondario di Parma e teneva la città quasi bloccata; nello +stesso tempo l'imperatore domandava imperiosamente al papa che gli fosse +restituita Parma, siccome parte del ducato di Milano. Il vecchio +pontefice cercava di far valere i diritti della santa sede con Memorie e +con Manifesti; ma egli si andava sempre più indebolendo: la contesa +mantenevasi già da due anni, e le speranze d'Ottavio Farnese diminuivano +ogni giorno. Finalmente, supponendo di non avere più tempo da perdere, +egli si recò in poste a Parma, e tentò di occuparla di nuovo. I +comandanti della città e del castello non vollero ubbidirgli; e Paolo +III, avvisato di quest'intrapresa e delle offerte di accomodamento fatte +da Ottavio a don Gonzaga, ne concepì tanto dolore, che ne morì dopo +quattro giorni il 10 novembre del 1549 in età di ottantadue anni[202]. + + [201] _Gio. Batt. Adriani, l. VI, p. 414-420. — Ber. Segni, l. XII, + p. 319. — Fra Paolo Conc. di Trento, l. III, p. 281. — De Thou Hist. + univ., l. IV, p. 283, t. I._ + + [202] _Gio. Batt. Adriani, l. VII, p. 479-482. — B. Segni, l. XII, + p. 322. — Pallavicini, l. XI, c. VI, t. III, p. 154. — Jo. Sleidani, + Comment., l. XXI, p. 375. — De Thou, l. VI, p. 512._ + +Sarebbesi dovuto credere che la casa Farnese più non avrebbe potuto +rialzarsi da tante calamità. Ottavio era stato spogliato della metà de' +suoi stati dall'imperatore suo suocero, e dell'altra metà dal papa suo +avo. Più non aveva nè tesori, nè armate, nè fortezze, e pareva ridotto a +non avere più speranze, siccome più non aveva nè forze proprie, nè +alleati. Ma Paolo terzo nel suo lungo pontificato aveva creati più di +settanta cardinali. Sedevano tra gli altri nel sacro collegio due suoi +nipoti, i quali ebbero bastante influenza e destrezza per far cadere +l'elezione, il 22 di febbrajo del 1550, sopra il cardinale del Monte, +creatura del loro avo, che assunse il nome di Giulio III. Questi, due +giorni dopo la sua elezione, ordinò che Parma colla sua fortezza si +restituisse ad Ottavio Farnese; confermò l'investitura del ducato di +Castro ad Orazio Farnese di lui fratello; lasciò ad ambidue le +importanti cariche di prefetto di Roma e di gonfaloniere della Chiesa, +ed in fine fece per quella casa ciò che Paolo III con tutta la sua +ambizione non aveva potuto fare[203]. + + [203] _Gio. Batt. Adriani, l. VIII, p. 495. — Bern. Segni, l. XII, + p. 324. — Pallavicini, l. XI, c. VII, t. III, p. 156. — De Thou, l. + VI, p. 521._ + +Ma non per questo poteva credersi assicurata la sorte del duca di Parma: +l'imperatore pareva avere dimenticato d'averlo egli stesso scelto per +suo genero, e pretendeva di spogliarlo del restante de' suoi stati. Lo +ridusse con ciò a gettarsi nelle braccia del re di Francia, a nome del +quale Ottavio Farnese fece la guerra dal 27 di maggio del 1551 fino al +29 d'aprile del 1552, ed al servigio del quale Orazio, duca di Castro, +fratello di Ottavio, militò fino al 18 di luglio del 1553, ch'egli fu +ucciso in Hesdin mentre difendeva questa città contro gl'imperiali[204]. +Ma Piacenza non fu restituita al duca Ottavio che il 15 settembre del +1556 da Filippo II, il quale, spaventato dall'invasione del duca di +Guisa in Italia, volle procurarsi l'alleanza del Farnese[205]. Ad ogni +modo Filippo conservò una guarnigione nella rocca di quella città, che +restituì soltanto trent'anni più tardi, nel 1585, in segno di +riconoscenza per gli eminenti servigi prestatigli da Alessandro Farnese, +figlio d'Ottavio e principe di Parma. + + [204] _Gio. Batt. Adriani, l. VIII, p. 524 e seg._ + + [205] _Ivi, l. XIV, p. 947. — J. Aug. de Thou Hist. univers., l. + XVII, p. 407._ + +Ottavio andò in parte debitore alla lunga sua vita dello stabilimento +della sua sovranità, ch'egli lasciò ai suoi discendenti. Morì il 18 +settembre del 1586; e suo figlio Alessandro, che da lungo tempo mieteva +allori alla testa delle armate spagnuole in Fiandra, non governò giammai +personalmente gli stati da lui renduti illustri. Egli ancora +guerreggiava ne' Paesi Bassi, quando morì in Arras il 2 dicembre del +1592, lasciando suo figlio Rannuccio solidamente stabilito nei due +ducati di Parma e di Piacenza sotto la duplice protezione della Chiesa e +del re di Spagna[206]. + + [206] _Henr. Cather. Davila Guerre civili di Francia, l. XIII, p. + 814, ediz. di Venezia in 4.º 1630. — Card. Bentivoglio Guerra di + Fiandra, p. II, l. VI, p. 168, Venezia, in 4.º 1645._ + +Paolo III fu l'ultimo di quegli ambiziosi pontefici che smembrarono il +dominio della Chiesa per dare stato alla loro famiglia. Giulio III, che +gli successe il 9 febbrajo del 1549, credette di non avere ottenuta la +tiara che per abbandonarsi senza ritegno alla pompa ed ai piaceri. Egli +soltanto ottenne da Cosimo de' Medici Monte Sansovino sua patria, nel +territorio d'Arezzo; eresse quella terra in contea, a favore di suo +fratello Baldovino del Monte, e diede a questo stesso fratello il ducato +di Camerino, dal Farnese restituito alla camera apostolica. Del resto +parve che a null'altro pensasse che a colmare di ricchezze e di onori +ecclesiastici un giovanetto da lui amato. Lo fece adottare da suo +fratello; lo creò cardinale in età di diciassette anni, sotto il nome +d'Innocenzo del Monte, e lo corruppe in modo con tanti favori, che +questo giovane, tolto dalla più bassa classe del popolo, diventò a +cagione de' suoi vizj lo scandalo del sacro collegio, dal quale lo +scacciarono i successori di Giulio III[207]. + + [207] _Gio. Battista Adriani, l. VIII, p. 497 e seguenti. — Bern. + Segni, l. XII, p. 323. — Pallavicini, l. XI, c. VII, t. III, p. 159. + — Fra Paolo, l. III, p. 307. — J. Aug. de Thou Hist. univ., l. VI, + p. 520, t. I._ + +Questo pontefice degno di non molta stima e di poco biasimo, morì il 29 +di marzo del 1555, ed ebbe per successore Marcello II di Monte Pulciano, +che regnò soltanto ventidue giorni, dal 9 al 30 aprile. L'immatura morte +di lui fece luogo a Giovan Pietro Caraffa, Napolitano, che nell'avanzata +età di ottanta anni fu eletto il 23 maggio del 1555 sotto il nome di +Paolo IV[208]. + + [208] _Gio. Battista Adriani, l. XII, p. 867, l. XIII, p. 876, 890. + — Lett. de' Princ., t. III, f. 161._ Lettera di un conclavista con + diverse curiose circostanze intorno alle cerimonie dell'elezione. + +Da gran tempo la santa sede non aveva avuto che uomini unicamente +animati da mondane viste, che si erano successivamente proposto di +soddisfare al loro gusto pei piaceri, per le arti, per la magnificenza o +per la guerra. Gli uni avevano voluto dilatare la stessa monarchia della +chiesa, gli altri per lo contrario staccarne de' feudi per innalzare le +loro famiglie; in tutti l'uomo politico aveva coperto l'uomo di chiesa, +ed il fanatismo religioso aveva avuta pochissima influenza sulla loro +condotta. Tale fu il carattere dei papi in tutto il tempo che decorse +dal concilio di Costanza a quello di Trento; ma papa Paolo IV aveva un +affatto diverso sentimento. + +Il pericolo che sovrastava alla chiesa romana pei progressi della +riforma, mutò alla fine il carattere de' suoi capi. Erasi fin allora +veduto il basso clero geloso del clero superiore, i vescovi gelosi della +corte di Roma, i cardinali gelosi del papa, e dal canto loro i superiori +sempre diffidenti o sempre gelosi dei diritti dei loro inferiori. +Avevano i papi lungo tempo risguardati i vescovi come loro segreti ma +costanti nemici, e questi avevano effettivamente mostrato uno spirito +repubblicano che mirava a limitare il potere del capo della chiesa. Ma +nello stesso tempo i riformatori avevano attaccato il basso e l'alto +clero e l'intera chiesa; coloro che si erano divisi per attirare a sè +tutto il potere, sentirono in allora la necessità di unirsi per la +comune difesa. I re, cui il clero aveva tanto tempo contrastata +l'autorità, si trovarono dopo quest'epoca in guerra collo spirito +repubblicano de' riformatori; perciò fecero alleanza cogli antichi loro +nemici contro i nuovi avversarj, e tutti coloro che per qualunque titolo +e sotto qualsiasi protesto proponevansi di vietare agli uomini di +operare e di pensare da sè, riunironsi in una sola lega contro tutto il +resto del genere umano. + +Fu questo nuovo spirito di resistenza alla riforma che diede al concilio +di Trento un carattere così diverso da quello de' precedenti concilj. +Dietro le calde istanze di Carlo V questo concilio erasi convocato da +Paolo III ad oggetto di decidere tutte le quistioni di fede e di +disciplina che la riforma aveva fatto nascere in Germania. Era stato +aperto a Trento il 15 dicembre del 1545; ma poco dopo Paolo III, +diffidando di quest'assemblea, l'aveva nel 1547 traslocata a Bologna, +affinchè fosse più dipendente dalla santa sede. Giulio III acconsentì +nel 1551 a farlo tornare a Trento. Le vittorie di Maurizio di Sassonia +contro Carlo V, ed il subito avanzamento verso il Tirolo dell'armata +protestante, la disperse nel 1552. Il concilio si riaprì di nuovo nella +stessa città di Trento, il giorno di Pasqua del 1561, da papa Pio IV, e +durò fino al 4 di dicembre del 1563[209]. + + [209] _Pallavicini stor. del Conc. di Trento. — Fr. Paolo Sarpi + stor. del Concil. stesso. — Rayn. An. Eccl. ad An. — Fleury Hist. + Eccl., l. 144 e seg. — Labbei Conc. gener., t. XIV, p. 725._ + +Il concilio di Trento si adoperò con eguale ardore a riformare la +disciplina della Chiesa, come ad impedire ogni riforma nelle credenze e +negl'insegnamenti di lei. Egli allargò la breccia tra i cattolici ed i +protestanti; sanzionò come articoli di fede le opinioni più invise a +coloro che volevano far uso della ragione o de' loro naturali sentimenti +per dirigere la loro coscienza[210]. Spinse al più alto grado il +fanatismo dell'ortodossia; ma in pari tempo ritornò al clero il primiero +vigore da gran tempo indebolito. I preti avevano troppo apertamente +sagrificata la propria riputazione ai loro piaceri; tutti gli abusi che +si erano introdotti nella disciplina miglioravano la loro condizione, ma +in pari tempo diminuivano la loro riputazione ed il loro potere. Per lo +contrario la politica del concilio mirò a renderli rispettabili agli +occhi dei divoti, a vincolarli più strettamente collo spirito di +corporazione, ad assoggettarli alla regola; e questa stessa ubbidienza +avrebbe loro data un'irresistibile forza, ed essi avrebbero +signoreggiati i consigli di tutti i re, se i progressi dello spirito +umano non si fossero avanzati con maggiore rapidità che questa riforma +del clero. + + [210] Cioè a coloro che più non volevano riconoscere la legittima + autorità della Chiesa. _N. d. T._ + +Si sentì l'influenza del nuovo spirito che animava la chiesa, e che si +era esteso fino al sacro collegio, nelle prime elezioni che seguirono la +convocazione del concilio di Trento. Incominciando da quest'epoca i +pontefici furono spesso più fanatici e crudeli che non i loro +predecessori; ma più non furono visti disonorare la santa sede coi vizj +e con un'ambizione affatto mondana. Vero è che Giulio III, il quale fu +eletto dopo essersi adunato il concilio, non corrispose alla vantaggiosa +opinione che si era di lui concepita; tuttavolta quest'opinione era +fondata sulle virtù e sull'austera condotta di cui diede prove prima di +giugnere alle ultime grandezze. Marcello II, che gli successe, e che +regnò pochissimi giorni, era riputato un uomo santissimo. Paolo IV, +creato il 23 di maggio del 1555, si era dato a conoscere per uno de' più +dotti cardinali; era stato in particolar modo notato il di lui zelo per +l'ortodossia e l'ordine dei Teatini da lui fondato, gli dava grande +riputazione di santità[211]. + + [211] _Gio. Battista Adriani, l. XII, p. 890. — Ber. Segni, l. XV, + p. ult. — Pallavicini, l. XIII, c. XI, p. 310. — Onof. Panvinio vite + de' Pont., f. 284, 286. — F. P. Sarpi Istor. del Conc., l. IV, p. + 400._ + +Il fanatismo persecutore salì con Paolo IV sulla sede di san Pietro. +L'intolleranza de' precedenti pontefici non era, per così dire, che +l'effetto della loro politica; ma quella di Paolo IV era ai suoi occhi +medesimi la giusta vendetta del cielo irritato, e della propria +disprezzata autorità. L'impetuoso carattere di questo vecchio napolitano +non ammetteva nè modificazioni, nè ritardo nell'ubbidienza ch'egli +esigeva; qualunque esitanza parevagli una ribellione, e perchè +confondeva in coscienza le sue proprie opinioni colle suggestioni dello +spirito santo, avrebbe creduto di peccare egli stesso, se avesse +accordato un solo istante a coloro i quali erano tanto empi d'avere +l'ardire di opinare diversamente da lui. Era egli stato, fin sotto il +regno di Paolo III, il principale promotore dello stabilimento +dell'inquisizione in Roma, ed aveva egli stesso coperta la carica di +grande inquisitore. Quando salì sul trono raddoppiò il rigore degli +editti de' suoi predecessori, e moltiplicò i suplicj di coloro che nello +stato della Chiesa rendevansi sospetti di favoreggiare le nuove +dottrine. + +Filippo II e Paolo IV cominciarono a regnare nello stesso tempo, ed +erano ambidue animati dallo stesso fanatismo; pure questa passione non +formò tra di loro l'unione che poteva aspettarsi. Sdegnato il papa della +dipendenza in cui la casa d'Austria aveva ridotta la chiesa romana, +aveva determinato di scuotere cotal giogo; fece perciò alleanza con +Enrico II, che, sebbene amico fosse degli eretici di Germania e de' +Turchi, trattava i protestanti francesi con non minore ferocia e +perfidia del monarca spagnuolo. Quest'alleanza strascinò la corte di +Roma in una breve guerra contro Filippo II, la quale fu l'estrema che i +papi intraprendessero nel presente secolo per motivi di pura politica; +questa ebbe un esito assai più felice che non poteva sperarsi dalla +debolezza del papa, e dalla inconsideratezza dei suoi tre nipoti, de' +quali aveva troppo ascoltati i consigli, e lusingata l'ambizione. Il +duca d'Alba, che comandava gli Spagnuoli, in sul cominciare di dicembre +del 1556, entrò nello stato della chiesa ed occupò molti luoghi forti +senza quasi incontrare resistenza. Il duca di Guisa accorse in ajuto del +papa con un'armata francese; ma la disfatta del contestabile di +Montmorencì a san Quintino sforzò bentosto Enrico II a richiamarlo. Il +papa restava senza alleati e senza mezzi, quando Filippo II, che non +poteva risolversi a stare in guerra contro la santa sede, il 14 +settembre del 1557, comperò la pace al prezzo delle più umilianti +condizioni. Per altro si vendicò dei Caraffa, che Paolo IV, loro zio, +aveva arricchiti colle spoglie della casa Colonna, e ch'egli sagrificò +negli ultimi anni della sua vita, conoscendo d'essere stato da loro +ingannato[212]. + + [212] _Gio. Battista Adriani, l. XIV, p. 980; l. XV, p. 1044. — + Onof. Panvinio Vita di Paolo IV, f. 289. — Pallavicini Stor. del + Con. di Trento, l. XIII, c. XVI, al l. XIV, c. IV, p. 325 e segu., + t. III. — Fr. Paolo Concil. di Trento, l. V, p. 417._ + +A Paolo IV, morto il 18 d'agosto del 1559, successe Pio IV, fratello del +marchese di Marignano della casa de' Medici di Milano. Comincia con lui +la serie di que' pontefici, che gli storici ortodossi lodano senza +restrizione; Pio V, che gli successe il 17 di gennajo del 1560, e +Gregorio XIII, che fu creato il 13 di maggio del 1572, avevano press'a +poco lo stesso carattere. Tutti tre d'altro non parvero occupati che +della cura di combattere e di sopprimere l'eresia: affatto rinunciando +ad ogni disputa per istabilire l'indipendenza della santa sede, ad ogni +gelosia verso la corte di Spagna, intimamente si collegarono con un +monarca, che col suo zelo per l'inquisizione, per l'uccisione de' Giudei +di Arragona, dei Musulmani di Granata, de' protestanti dei Paesi Bassi, +che colle sue continue guerre contro i Calvinisti di Francia, gl'Inglesi +ed i Turchi, mostravasi il più affezionato figliuolo della chiesa. I +papi più non pensarono a fare la guerra pel temporale interesse de' loro +stati o delle loro famiglie, ma largamente contribuirono coi tesori e +coi soldati della chiesa alle imprese del duca d'Alba ne' Paesi Bassi, +al sostentamento della lega di Francia ed alle guerre coi Musulmani. +Sotto questi tre papi si videro di nuovo le legioni romane in riva alla +Senna ed al Reno, mentre altre guerreggiavano contro i Turchi sulle +sponde del Danubio e sulle coste di Cipro e dell'Asia Minore: e +Marc'Antonio Colonna, generale delle galere pontificie, ebbe una parte +essenziale alla vittoria di Lepanto, ottenuta il 7 ottobre del 1571, da +don Giovanni d'Austria sopra i Musulmani[213]. + + [213] _Gio. Batt. Adriani, l. XXI, p. 1579-1589. — Ant. Ciccarelli, + vita di Pio V, f. 299. — Greg. Leti vita di Filippo II, t. II, l. I, + p. 37. — J. Aug. de Thou., l. L, p. 456, t. IV._ + +In mezzo a questa serie di papi egualmente onorati per la decenza de' +loro costumi, per la sincerità del loro zelo religioso, e per la non +curanza de' loro personali interessi, Sisto V, successore di Gregorio +XIII, che regnò dal 24 aprile del 1585 fino al 20 agosto del 1590, si +distingue pel vigore del suo carattere, per le sue grandiose imprese, +per la magnificenza de' monumenti con cui abbellì Roma, e per le forme +pronte, severe, dispotiche della sua amministrazione. Egli liberò i suoi +stati dagli assassini e vi mantenne una rigorosa polizia; accumulò col +mezzo di gravissime imposte un immenso tesoro, e si meritò ad un tempo +l'ammirazione e l'odio de' suoi sudditi[214]. + + [214] _Ant. Ciccarelli vita di Sisto V, f. 312. — J. Aug. de Thou, + l. LXXXII, t. VI, p. 503. — Labbei Concil. gen., t. XV, p. 1190._ + +Urbano VII, Gregorio XIV, Innocenzo IX, che tennero soltanto alcuni mesi +il papato, avevano le stesse virtù ed i medesimi difetti de' loro +predecessori dopo il concilio di Trento. Clemente VIII, che fu eletto il +30 gennajo del 1592, protrasse il suo regno fino al 30 di marzo del +1605. Dovremo parlarne, allorchè indicheremo compendiosamente le +rivoluzioni del susseguente secolo. + +L'amministrazione di tutti i papi che si succedettero dopo l'apertura +del concilio di Trento fino alla fine del secolo, è macchiata dalle +atroci persecuzioni esercitate contro i protestanti d'Italia. Gli abusi +della corte di Roma erano in questo paese assai meglio conosciuti che +oltremonti; vi si erano coltivate più presto le lettere, e con maggior +cura; la filosofia vi aveva fatti più grandi progressi, ed in principio +del secolo aveva discusse le stesse materie religiose con grandissima +indipendenza. La riforma si era fatta tra i letterati non pochi +partigiani; ma meno assai nella classe povera e laboriosa, che l'adottò +con tanto ardore in Germania ed in Francia. I papi riuscirono a +spegnerla nel sangue; l'inquisizione, in tutto il secolo, fu la strada +che più sicuramente condusse al trono pontificio[215]. + + [215] _Muratori Ann. ad ann. 1567, t. X, p. 438. — Gio. Batt. + Adriani, l. XIX, p. 1348._ + +I papi non mostrarono meno il loro crudele fanatismo nella parte che +presero alle guerre civili e religiose del restante dell'Europa. Pio V, +per ricompensare il duca d'Alba dell'atroce sua condotta verso i +Fiamminghi, gli mandò nel 1568 il cappello e lo stocco gemmato, che i +suoi predecessori avevano talvolta mandati ai gran re[216]. Gregorio +XIII aveva fatto rendere grazie a Dio per l'assassinio del giorno di san +Bartolomeo[217]. I successori di questo papa ricusarono di ricevere gli +ambasciatori di Enrico IV, quando vennero per concertare l'abjura di +Enrico, ed ancora quando Enrico stesso si fu pubblicamente ricreduto. +Tutti questi pontefici non cessarono di fomentare le guerre civili della +Francia, della Fiandra, della Germania, e le congiure contro la regina +d'Inghilterra; di modo che le calamità degli ultimi cinquant'anni del +sedicesimo secolo furono, in tutta l'Europa, costantemente l'opera dei +papi. + + [216] _Bentivoglio Guerra di Fiandra, p. I, l. V, p. 92._ + + [217] _Gio. Batt. Adriani, l. XXII, p. 49. — Cathr. Davila Guerra + civ. di Francia, l. V, p. 273. — J. Aug. de Thou, l. LIII, p. 632, + t. IV._ + +I sudditi dei papa, durante la seconda metà del sedicesimo secolo, non +furono più felici che quelli della Spagna: un governo non meno assurdo +gli opprimeva senza proteggerli, mentre che le più onerose gabelle, i +più ruinosi monopolj distruggevano ogni industria; un'amministrazione +arbitraria e violenta, vincolando il commercio dei grani, era cagione di +frequenti carestie, sempre seguite da contagiose malattie. Quella del +1590 e 1591 rapì alla sola Roma sessanta mila abitanti, molte castella; +e molti doviziosi villaggi dell'Ombria rimasero dopo tale epoca affatto +spopolati[218]. In tal modo stendevasi la desolazione sopra campagne in +addietro tanto feraci, le quali diventavano indi preda d'un aere +malsano: in appresso l'effetto si faceva a vicenda causa, e gli uomini +più non potevano vivere dove que' flagelli avevano distrutte le +precedenti popolazioni. + + [218] _Ciccarelli vita di Gregorio XIII, f. 336-337._ + +Sebbene lo stato pontificio avesse il vantaggio di una profonda pace, +tutte le sue truppe non bastavano a proteggere i cittadini, nè contro le +incursioni dei Barbareschi, nè contro i guasti dei masnadieri. Questi, +renduti arditi dal loro numero, e facendosi gloria di combattere contro +il vergognoso governo della loro patria, erano giunti a segno di +risguardare il proprio mestiere come il più onorato di tutti; lo stesso +popolo, da loro taglieggiato, applaudiva al loro valore e risguardava le +loro bande come semenzai di soldati. I gentiluomini addebitati, i figli +di famiglia sconcertati ne' loro affari, recavansi ad onore di avervi +servito per qualche tempo in queste bande, ed alcune volte varj grandi +signori si posero alla loro testa per sostenere una regolare guerra +contro le truppe del papa. Alfonso Piccolomini, duca di Monte Marciano e +Marco Sciarra, furono i più destri ed i più formidabili capi di questi +facinorosi: il primo ruinava la Romagna, l'altro l'Abruzzo e la campagna +di Roma. Siccome l'uno e l'altro avevano ai loro ordini più migliaja di +uomini, non si limitavano a svaligiare i passaggeri, o a somministrare +assassini a chiunque volesse pagarli per eseguire private vendette; ma +sorprendevano i villaggi e le piccole città per saccheggiarle, e +forzavano le più grandi a riscattarsi con grosse taglie, se i loro +abitanti volevano salvare dall'incendio le loro ville e le messi[219]. + + [219] _Ciccarelli vita di Gregorio XIII, p. 300. — Galluzzi Istor. + del gran ducato, l. IV, t. III, p. 273 e seguenti._ + +Questo stato di abituale assassinio fu sospeso durante il regno di Sisto +V, che col terrore della sua militare giustizia, ottenne di liberare i +suoi stati dai banditi, dopo averne fatte perire diverse migliaja; ma +così rapide e così violenti furono l'esecuzioni da lui ordinate, che non +pochi innocenti vennero avviluppati ne' supplicj de' colpevoli. Altronde +gli assassinj ricominciarono sotto il regno de' suoi successori con più +furore di prima; i signori dei feudi continuarono a dare asilo ne' +piccoli loro principati ai delinquenti perseguitati dai tribunali, ed a +riguardare quest'asilo come il più bel privilegio delle giurisdizioni +signorili. Quest'usanza si mantenne in vigore fino all'età nostra, e +furono più volte veduti i signori avere la parte loro de' prodotti del +delitto. Le abitudini nazionali ne rimasero pervertite, ed anche oggi in +quella parte dello stato romano ove non fu distrutta tutta la +popolazione, specialmente nella Sabina, il contadino non si fa scrupolo +di associare il mestiere d'assassino e di ladro a quello di agricoltore. + +Abbiamo di già osservato quali furono in questo secolo il principio ed i +progressi del ducato di Parma e Piacenza, il più vasto feudo della +Chiesa. Quello di Ferrara, che di poco gli cedeva in estensione ed in +popolazione, doveva avere una sorte tutt'affatto diversa negli ultimi +anni del secolo. + +Alfonso I d'Este, che possedeva questo ducato unitamente a quelli di +Modena e di Reggio, durante i pontificati di Giulio II, di Leon X e di +Clemente VII, morì il 31 ottobre del 1534, un mese più tardi dell'ultimo +di questi pontefici, di cui aveva sperimentata la crudele +nimicizia[220]. Ercole II, che gli successe, sentì che l'Italia aveva +affatto perduta l'indipendenza, e più non si considerò che come un +luogotenente di Carlo V. Pure la sua consorte era francese e figlia di +Lodovico XII: sua figliuola aveva sposato il duca d'Aumale, che poi fu +duca di Guisa; tutte queste relazioni lo attaccavano alla Francia; onde +fidando nella forza naturale del suo paese sparso di canali e di paludi, +in quella della sua capitale e nella vicinanza de' Veneziani che +segretamente favoreggiavano la Francia, egli tentò due volte di scuotere +un giogo che provava troppo pesante. Quando il duca Ottavio Farnese fu +costretto nel 1551 a porsi sotto la protezione d'Enrico II, il duca di +Ferrara non cessò mai di mandargli approvvigionamenti di munizioni; e +benchè non la rompesse apertamente coll'imperatore, eccitò in lui il più +vivo risentimento[221]. Di nuovo, quando in principio del regno di +Filippo II, Paolo IV si alleò colla Francia contro questo monarca, +Ercole II accettò nel 1556 le funzioni di generale dell'armata della +lega, e colla sua piccola armata venne talvolta a battaglia ai confini +de' suoi stati col duca di Parma, che in allora si era dato al partito +imperiale. Filippo, poichè si fu riconciliato col papa, incaricò i duchi +di Firenze e di Parma di castigare Ercole II; e questi, dopo avere +sofferto i guasti delle loro truppe, si dovette credere troppo felice di +poter ottenere una pace umiliante colla Spagna, il 22 aprile del 1558. +Egli morì il 3 d'ottobre del susseguente anno[222]. + + [220] _P. Jovii vita Alfonsi; della traduzione, p. 144._ + + [221] _Gio. Batt. Adriani, l. VIII, p. 153. — Jac. Aug. de Thou, l. + III, p. 680, t. I._ + + [222] _Gio. Battista Adriani, l. XIV, p. 989; l. XVI, p. 1132. — J. + Aug. de Thou, Hist. univ., l. XX, p. 559, l. XXIII, p. 712._ + +Alfonso II, figliuolo d'Ercole, quello stesso principe che si acquistò +un'odiosa celebrità colle persecuzioni esercitate contro il Tasso, non +si provò giammai a scuotere il giogo della Spagna, nè a rivendicare +un'indipendenza ch'era d'uopo risguardare come perduta. Altronde il +piccolo e vano suo spirito non era fatto per concepire un progetto che +richiedesse vera fierezza; ed egli non cercava altra gloria che quella +che potevano dargli le feste della sua corte. Esaurì in una profonda +pace le finanze de' tre ducati coi suoi splendidi divertimenti, con +tornei e con pompe d'ogni genere; raddoppiò tutte le imposte, e ridusse +i suoi popoli alla disperazione. Tutta la carriera politica di Alfonso +II si limitò a dispute di precedenza col sovrano della Toscana, ed a +dispendiose pratiche per acquistare i suffragj de' Polacchi nel 1575, +onde ottenere la corona di quel regno. Sebbene ammogliato tre volte, non +ebbe prole, e la legittima linea della casa d'Este finì in lui il 27 +ottobre del 1597[223]. + + [223] _Galluzzi Istor. del gran ducato, t. II, p. 380, t. IV, p. + 317. — J. Aug. de Thou, Hist. univ., l. CIX, p. 141, t. IX._ + +Ma Alfonso I aveva avuto, poco prima di terminare i suoi giorni, un +figlio naturale da Laura Eustochia, poscia, secondo dicevasi, da lui +sposata. Questo figlio, chiamato come lui Alfonso, era stato autorizzato +a portare il nome della casa d'Este, ed era stato dato in isposo a +Giulia della Rovere, figlia del duca di Urbino, dalla quale aveva avuto +un figlio chiamato Cesare, che Alfonso II nominò suo erede. Non era +questa la prima volta che l'eredità di casa d'Este passava in mano di +bastardi, ed i papi non si erano opposti alla successione di Lionello e +di Borso, nel quindicesimo secolo. Sebbene la casa d'Este avesse +riconosciuto di tenere il ducato di Ferrara come un vicariato della +Chiesa, da circa quattrocento anni n'era effettivamente sovrana, ed i +papi si erano accontentati dei vani onori della suprema signoria[224]. + + [224] _Muratori Antichità Estensi, t. II. — Dello stesso Ann. + d'Italia ad an. 1597._ + +Ad ogni modo l'ambizione che Giulio II, Leon X e Clemente VII avevano +manifestata nelle loro guerre contro Ferrara, si risvegliò nel loro +successore alla morte di Alfonso II. Clemente VIII, conosciuto prima +sotto il nome di cardinale Ippolito Aldobrandino, era salito il 30 +gennajo del 1592 sul trono pontificio. Quand'ebbe avviso della morte di +Alfonso, si affrettò di dichiarare tutti i feudi ecclesiastici della +casa d'Este devoluti alla santa sede per l'estinzione della legittima +discendenza, e di mandare verso il Ferrarese suo nipote, il cardinale +Pietro Aldobrandino, con una grossa armata. Don Cesare, che mancava di +talenti e di vigore di carattere si lasciò atterrire dall'avvicinamento +delle milizie pontificie. Non cercò di difendere uno stato che offriva +grandissimi mezzi, ed il 13 gennajo del 1598 sottoscrisse un vergognoso +trattato, col quale rilasciava alla santa sede Ferrara e tutti i feudi +ecclesiastici da lui posseduti, riservandosi solamente i beni +patrimoniali de' suoi antenati. Ritirossi in appresso ne' ducati di +Modena e di Reggio, il di cui possedimento non gli venne contrastato +dall'imperatore Rodolfo II, che ne aveva il supremo dominio[225]. + + [225] _Murat. Antichità Estensi, t. II ed Annali d'Italia all'anno + 1498, in principio. — Greg. Leti Vita di Filippo II, p. II, l. XIX. + p. 529._ + +Ferrara, cadendo sotto il dominio ecclesiastico, perdette la sua +industria, la sua popolazione, le sue ricchezze. Al presente più non +trovasi in questa deserta e ruinata città veruna immagine di quella +splendida corte, in cui i letterati e gli artisti venivano accolti con +tanto favore. Modena per lo contrario, diventata la sede del governo di +casa d'Este, si arricchì sulle ruine della sua vicina, e vestì un +aspetto di eleganza, d'industria e di attività che mai conosciuto non +aveva ne' migliori tempi de' suoi primi duchi. + +Anche i ducati d'Urbino e di Camerino erano feudi della santa sede, meno +importanti assai di quelli di Parma e di Ferrara; ma la riputazione +militare del duca Francesco Maria della Rovere, e la protezione de' +Veneziani, de' quali aveva tanto tempo comandati gli eserciti, +contribuivano alla sua sicurezza. Nel 1534 aveva fatta sposare a +Guid'Ubaldo, suo figliuolo, Giulia, figlia di Giovan Maria di Varano, +ultimo duca di Camerino, e sperava con ciò di riunire questi due piccoli +stati; ma Ercole di Varano riclamava Camerino come feudo maschile; e non +trovandosi abbastanza potente per fare da sè medesimo valere i proprj +diritti, li vendette a papa Paolo III. Quando venne a morte Francesco +Maria della Rovere, il primo di ottobre del 1538, suo figlio +Guid'Ubaldo, che gli successe, acconsentì a comperare l'investitura di +Urbino colla cessione al papa del ducato di Camerino, che fu di nuovo +infeudato prima ai Farnesi, indi ai conti del Monte, nipoti di Giulio +III, e che all'ultimo ricadde alla camera apostolica[226]. + + [226] _Gio. Batt. Adriani, l. II, p. 103. — Lett. de' Prin. t. III, + p. 28._ + +Guid'Ubaldo II, che governò il ducato d'Urbino dal 1538 al 1574, non +giunse di lunga mano alla gloria paterna. I suoi confini mai non furono +esposti a veruna minaccia, ed il suo montuoso paese era poco esposto al +passaggio delle armate. Non aveva coste che potessero essere +saccheggiate dai Barbareschi; ma pure la vanità ed il lusso del principe +erano tali, che riuscivano ai popoli quasi non meno pesanti che le +guerre straniere. Le eccessive imposte ridussero gli abitanti in estrema +miseria, cui tennero dietro necessariamente la carestia e le malattie +contagiose. Nel 1573 scoppiarono alcune sedizioni, che Guid'Ubaldo punì +con estremo rigore, facendo perire in mezzo ai tormenti molti suoi +sudditi. Egli morì nel susseguente anno, e gli successe suo figlio +Francesco Maria II, il di cui regno fu ancora meno fecondo d'avvenimenti +che non quello del padre[227]. + + [227] _Muratori Annali d'Italia all'anno 1574._ + +I marchesi di Monferrato e di Mantova contavansi ne' precedenti secoli +fra i principi indipendenti d'Italia. Federico II, duca di Mantova, +raccolse l'eredità di queste due dinastie nell'epoca in cui era +moribonda l'indipendenza italiana; ma dopo tale unione egli si trovò +meno potente di quel che lo fossero i suoi antenati, quando non erano +che semplici marchesi di Gonzaga. + +Bonifacio, marchese di Monferrato, era morto per una caduta da cavallo, +nel 1531, in sul fiore dell'età. Altri non restava della nobilissima +famiglia de' Paleologhi che il zio Bonifacio, Giovan Giorgio, che depose +per succedergli le insegne ecclesiastiche, e due sorelle, la maggiore +delle quali sposò il duca di Mantova Federico II[228]. Allorchè il +giorno 30 aprile del 1533 morì Giovan Giorgio, i commissarj imperiali +occuparono il Monferrato, aspettando che Carlo V decidesse a chi +spettava quest'eredità. Al duca di Mantova riuscì facile il dimostrare +che il Monferrato era un feudo femminile, e che era entrato nella casa +Paleologa per mezzo di donne. Ad ogni modo non ne ottenne +dall'imperatore il possesso che il 3 di novembre del 1536; e +l'imperatore a questo modo rinunciò appena a conservarlo per sè +medesimo. I Gonzaghi, che si succedettero in quel secolo, e che nel 1574 +ottennero che il Monferrato fosse eretto in ducato come lo era di già il +Mantovano, governarono questi due paesi come se fossero luogotenenti +della casa d'Austria. Federico II morì il 28 di giugno del 1540. Dopo di +lui regnarono i due suoi figliuoli, da prima Francesco III il +primogenito che si annegò, il 21 di febb. del 1550, nel lago di Mantova, +poi il secondogenito che morì il 13 agosto del 1587, lasciando erede +l'unico suo figlio don Vincenzo. Tutta la storia di questi principi non +versa che intorno ai sontuosi accoglimenti fatti ai sovrani che +attraversarono i loro stati, intorno ai loro proprj viaggi, ed a pochi +sussidj dati agli imperatori per fare la guerra ai Turchi. + + [228] _P. Jovii Historiarum l. XXXVIII, p. 333._ + +Nel precedente capitolo abbiamo veduto quale si fosse fino alla metà del +secolo il governo del duca di Firenze. Cosimo de' Medici diffidente, +dissimulato, crudele, sostenevasi in trono a dispetto di tutta la +nazione da lui governata. Meno libero, meno indipendente che gli efimeri +magistrati della repubblica da lui soppressa, egli doveva rispettare non +solo gli ordini dell'imperatore e di Filippo II, ma quelli inoltre di +tutti i loro generali, e dei governatori di Napoli e di Milano, che gli +facevano crudelmente sentire tutto il peso dell'insolenza spagnuola. Per +dare un compenso all'antico orgoglio de' cittadini fiorentini, egli li +decorò con nuovi titoli di nobiltà. Nel mille cinquecento sessanta +instituì un nuovo ordine religioso e militare sotto il patrocinio di +santo Stefano. I ricchi cittadini di Firenze e del territorio toscano, +sedotti dall'allettamento di questa onorificenza, ritirarono dal +commercio i loro fondi, impiegandoli nell'acquisto di terreni, che +obbligarono in sostentamento delle nuove dignità che ottenevano per le +loro famiglie con fedecommessi, sostituzioni perpetue e commendarie. Era +questo lo scopo cui mirava Cosimo I, che credeva più facile il bandire +da Firenze l'antico suo commercio, che non il piegare lo spirito +d'indipendenza di quei ricchi mercanti[229]. + + [229] _Galluzzi Storia del gran Ducato, t. II, p. 257. — Gio. Batt. + Adriani, l. XVI, p. 1178. — J. Aug. de Thou, Hist. univ., l. XXXII, + p. 269, t. III._ + +Non era lungo tempo passato da che Cosimo erasi liberato dal timore +inspiratogli da Pietro Strozzi, ucciso nell'assedio di Thionville del +1558, quando la sua casa fu insanguinata da tragici avvenimenti, avvolti +entro dense tenebre, che mai non si dissiparono affatto agli occhi della +posterità. Si pretende che don Garzia, il terzo de' suoi figli, +assassinasse don Giovanni il secondo, di già decorato del cappello +cardinalizio, e che Cosimo lo vendicasse colle proprie mani, uccidendo +don Garzia col suo pugnale tra le braccia della madre Eleonora di +Toledo, che ne morì di dolore[230]. Sebbene il duca cercasse di +nascondere al pubblico così tristi avvenimenti, dessi contribuirono però +ad inspirargli il desiderio di ritirarsi dalla scena più attiva del +mondo, ed a scaricarsi delle principali cure del governo sopra suo +figliuolo primogenito don Francesco. Egli eseguì tale risoluzione nel +1564. Nè meno perfido, nè meno crudele del padre, ma più dissoluto, più +vano, più iracondo, don Francesco non aveva i talenti con cui Cosimo +aveva fondata la grandezza della sua famiglia. Fu perciò, più che il +padre, l'oggetto dell'odio dei popoli, il quale odio non era temperato +da verun sentimento di rispetto per l'ingegno di lui. Per altro Cosimo +erasi riservata la suprema direzione degli affari, inoltre tutte le +relazioni diplomatiche, e la cura continua di lusingare Pio V, dando in +mano all'inquisizione di Roma tutti i suoi sudditi che il papa credeva +infetti d'eresia, e perfino il proprio confidente Pietro Carnesecchi; le +quali cose gli guadagnarono in modo l'affetto del pontefice, che, nel +1569, ottenne da lui il titolo di gran duca di Toscana[231]. + + [230] _Cronica del MS. del Settimani all'anno 1562, presso + Anguillesi Notizie del palazzo di Pisa, p. 143. — J. Aug. de Thou, + Hist. univ., l. XXXII, p. 270._ + + [231] _Gio. Batt. Adriani, l. XIX, p. 1348; l. XX, p. 1504. — + Galluzzi Stor. del gran Ducato, t. II, p. 310 e 348._ + +La Toscana non era, nè mai era stata, un feudo della Chiesa, di modo che +il papa non poteva a buon diritto cambiare il titolo del suo sovrano. +Perciò quest'innovazione non solamente eccitò la collera di tutti i +duchi, i quali vedevano innalzarsi al di sopra di loro quello di +Firenze, ma altresì quella dell'imperatore, che sentiva il torto fatto +alle sue prerogative. Cosimo I morì il 21 di aprile del 1574, prima di +avere veduto condotte a fine le negoziazioni colle quali cercava di +ridurre i sovrani dell'Europa a riconoscere il suo nuovo titolo[232]. Ma +don Francesco, che gli successe nel 1575, ottenne dall'imperatore +Massimiliano II, che gli conferisse egli stesso il 2 di novembre il +titolo di gran duca di Toscana, come una nuova grazia, e senza fare +memoria della precedente concessione del papa[233]. + + [232] _Gio. Batt. Adriani, l. XXII, p. 86._ — Qui finisce la sua + storia. — _Galluzzi Storia del gran Ducato, l. III, c. VIII, p. 56, + t. III._ + + [233] _Galluzzi Storia del gran Ducato, l. IV, c. I, t. III, p. + 166._ + +Una congiura contro il gran duca, che fu scoperta nel 1578, e punita con +molti supplicj, fu l'ultimo sforzo che in Firenze facessero gli amici +della libertà per iscuotere l'odiato governo dei Medici[234]. Questo +governo erasi stabilito già da quarantott'anni, ed aveva lasciati morire +in esilio tutti coloro che avevano un elevato carattere; il commercio +fiorentino era distrutto; eransi mutate le costumanze nazionali, e la +recente educazione aveva accomodate le anime al giogo. + + [234] _Muratori Ann. d'Italia ad ann._ + +Il gran duca aveva incaricato Curzio Picchena, suo segretario +d'ambasciata a Parigi, di liberarlo dai distinti emigrati che tuttavia +si trovavano alla corte di Catarina de' Medici. Gli fece avere sottili +veleni, per formare i quali Cosimo I aveva eretta nel suo palazzo +un'officina, che diceva essere un laboratorio chimico per le sue +esperienze; gli diresse inoltre alcuni assassini italiani superiori a +tutti gli altri; e promise il premio di quattro mila ducati per ogni +omicidio, oltre il rimborso di tutte le spese che sarebbero occorse. Nel +1578 Bernardo Girolami fu la prima vittima di questa trama; e la di lui +morte atterrì in modo tutti gli altri emigrati fiorentini, che questi +per salvarsi si dispersero per le province della Francia e +dell'Inghilterra. Ma ovunque furono inseguiti dai sicarj di don +Francesco, e tutti coloro che avevano recata qualche molestia al gran +duca perirono[235]. + + [235] _Galluzzi Stor. del gran Ducato, l. IV, c. III, t. III, p. + 220._ + +Don Francesco visse e morì totalmente subordinato a Filippo II: e perciò +mostrossi agli occhi de' suoi sudditi sempre spalleggiato da tutta la +potenza spagnuola; e sebbene nel 1579 si rendesse più spregievole, che +non lo era prima, colle sue nozze coll'accorta e dissoluta Bianca +Cappello[236], sebbene nella sua famiglia si andassero continuamente +rinnovando gli assassinj, gli avvelenamenti, i delitti d'ogni sorta, i +Fiorentini più non tentarono di sottrarsi alla sua autorità; ma soltanto +non dissimularono la loro gioja, quando, il 19 ottobre del 1587, +Francesco e sua moglie morirono avvelenati a Poggio a Cajano, in +occasione di un convito di riconciliazione che colà egli dava al +cardinale Ferdinando de' Medici, suo fratello[237]. + + [236] _Anguillesi Memorie del Poggio a Cajano, p. 111, estratto dai + MS. del Settimani. — Galluzzi, t. II e III._ + + [237] _Galluzzi, t. IV, p. 55, l. IV, c. VIII. — Anguillesi Notizie + del Poggio a Cajano, p. 117._ + +Questo Ferdinando, che gli successe, e che depose le vesti +ecclesiastiche per ammogliarsi, fu il primo a rialzare la nazione +toscana dall'oppressione in cui essa aveva sospirato sessant'anni. Egli +aveva tutta quell'attitudine al governo che può avere un uomo senza +virtù, e tutta la fierezza che può conservarsi senza nobiltà d'animo. Si +propose di sottrarsi al giogo spagnuolo che aveva così duramente +oppressi i suoi due predecessori: volle di nuovo opporre la Francia alla +casa d'Austria, e fu il primo sovrano cattolico che riconoscesse Enrico +IV, e si alleasse con lui. In appresso s'interpose per la di lui +riconciliazione col papa, e gli ottenne l'assoluzione. Ma il trattato di +Parigi del 27 febbrajo del 1600, tra la Francia ed il duca di Savoja, +togliendo alla prima la comunicazione coll'Italia pel marchesato di +Saluzzo, fece ricadere il gran duca sotto il giogo della Spagna, che +aveva cercato di scuotere[238]. + + [238] _Galluzzi, l. V, c. VI, VII ed VIII, t. IV._ + +Tale fu in compendio la storia di tutti i principi sovrani che in questo +secolo contava l'Italia. Quella delle tre repubbliche che tuttavia +conservavano la loro libertà fu ancora più povera d'importanti +avvenimenti. In Toscana la repubblica di Lucca aveva conservata la sua +indipendenza. Se si vuole farne giudizio dalle sue forme esteriori, essa +continuava a governarsi democraticamente: la sovranità risiedeva in tre +corpi che dovevano approvare tutte le leggi; questi erano, la signoria +formata da un gonfaloniere e da 9 anziani che mutavansi ogni due mesi; +il senato formato di 36 membri che si rinnovavano ogni sei mesi +all'anno; ed il consiglio generale formato di 90 individui che sedevano +un anno[239]. Ma perchè i magistrati in esercizio nel corpo dell'anno +formavano essi medesimi il corpo elettorale, dal quale venivano nominati +i magistrati del susseguente anno, gli stessi uomini trovavano il destro +di occupare sempre tutti gl'impieghi, soltanto col cambiare fra di loro +le rispettive funzioni, perchè la legge non acconsentiva di essere +rieletti senza intervallo. Per ciò gli emigrati fiorentini, assai +numerosi in Lucca, rinfacciavano ai loro ospiti di avere abbandonata la +repubblica ad una stretta oligarchia, detta burlevolmente _i signori del +cerchiolino_[240]. + + [239] _Dissertaz. VIII sopra la Storia Lucchese, t. II, delle + Memorie e documenti sopra la Storia Lucchese._ + + [240] _Beverini Ann. Lucenses Mans., l. XIV. — Dissert. VIII sopra + la Storia Lucchese, t. II, p. 252._ + +Alcuni oppressivi regolamenti emanati a favore de' capi manifatturieri +contro gli artigiani, ed in particolare contro i tessitori di seta, +diedero motivo, il primo maggio del 1531 ad un'insurrezione che +costrinse la signoria a transigere col popolo, e ad accrescere di un +terzo il numero de' consiglieri, onde accordare queste piazze ad uomini +nuovi; ma prima che terminasse l'anno la signoria si fece autorizzare a +prendere una guardia di cento soldati forastieri per difendere il +palazzo pubblico, e coll'ajuto di questa e delle milizie del territorio, +ristabilì l'antico sistema, il 9 aprile del 1532, ed annullò tutte le +leggi fatte in favore delle classi inferiori[241]. + + [241] _A. N. Cianelli Dissertaz. VIII sopra la Storia Lucchese, p. + 268._ + +Per altro non fu che dopo la capitolazione di Siena, e quando la libertà +era di già stata esiliata da tutto il rimanente della Toscana, che il +gonfaloniere Martino Bernardino, il 9 dicembre del 1556, propose e fece +sanzionare la legge che i Lucchesi risguardarono poi come il fondamento +della loro aristocrazia, e come equivalente al _serrar del consiglio_ di +Venezia, e che intitolarono dal suo autore _legge Martiniana_. Martino, +che voleva ridurre la sovranità in pochissime famiglie, accarezzava non +pertanto ancora la pubblica opinione, e non aveva infatti espresso +ancora tutto ciò che voleva stabilire. La legge _Martiniana_ vuole +soltanto che ogni figlio o di forastiere o di campagnuolo sia +perpetuamente escluso da qualunque magistratura. Con tali indiretti modi +il corpo aristocratico, che di già era stato ridotto a poche famiglie, +si assicurò di non essere mai più rinnovato, perchè tutti i nuovi +candidati che vi si sarebbero potuti introdurre, non potevano essere che +stranieri naturalizzati, o di già sudditi dello stato fatti nobili. In +questo modo la sovranità venne trasmessa per ereditario diritto ad un +sempre più ristretto numero di famiglie nobili[242]. Sembra infatti che +nell'anno 1600 l'aristocrazia lucchese non contasse che cento +sessant'otto famiglie, le quali, nel 1797 in occasione degli ultimi +comizj adunati per l'elezione delle magistrature, trovaronsi ridotte a +sole ottant'otto, e queste non somministravano un sufficiente numero +d'individui per tutti gl'impieghi dello stato[243]. + + [242] _Beverini Ann. Lucenses, l. XV. — Dissertazione IX sopra la + Storia Lucchese, t. II, p. 271._ + + [243] _Dissert. IX sopra la Storia Lucchese, t. II, p. 301._ + +La costituzione che si era data la repubblica di Genova, quando Andrea +Doria le aveva renduta la libertà, aveva colmati di riconoscenza tutti i +Genovesi, perchè chiamava a governare il maggior numero di loro, +nell'istante in cui avevano potuto temere che la sovranità venisse +usurpata da un solo: pure questa costituzione era puramente +aristocratica, e tendeva a sempre più restringere il circolo dei +depositarj della suprema autorità. D'altronde l'assoluta dipendenza in +cui si erano poste, rispetto alla Spagna, la famiglia Doria e la +repubblica doveva altresì riuscire vantaggiosa all'oligarchia per via di +tutti i pregiudizj di nobiltà fomentati dall'orgoglio di Filippo II e +della sua corte[244]. + + [244] _Ub. Folieta della repubblica di Genova, Dialoghi. — Fil. + Casoni Ann. di Genova, l. V, p. 157._ + +Dacchè Andrea Doria, giunto ad una estrema vecchiaja, e molestato dalla +gotta, più non usciva di casa, suo nipote Giannettino, aveva preso il +comando delle sue galere; onorato come lo zio del favore +dell'imperatore, aveva pure le prime parti nella repubblica: ma egli si +era arrogata maggior potenza d'assai di quella che aveva avuta lo zio, e +la esercitava con maggiore orgoglio. Il popolo, afflitto di vedersi +escluso dall'amministrazione della repubblica, e la primaria nobiltà, +gelosa della potenza del Doria, sentivano ogni dì crescere il loro +malcontento. Giovanni Luigi del Fiesco, conte di Lavagna e signore di +Pontremoli, ascoltando l'antico odio della sua famiglia contro i Doria, +ed offeso dall'orgoglio di Giannettino, progettò di sottrarre la sua +patria tutta ad un tratto all'autorità dell'aristocrazia, a quella dei +Doria ed a quella della Spagna. Si assicurò degli ajuti di Pier Luigi +Farnese, nuovo duca di Parma e di Piacenza, e di quelli della Francia; +trasse ne' suoi interessi molti cittadini affezionati all'antica fazione +popolare, e gli avanzi del partito dei Fregosi; finalmente fece venire +da' suoi feudi molti suoi vassalli, e circa dugento fidati soldati, +sotto colore di armare quattro sue galere per andare in corso contro i +Barbareschi[245]. + + [245] _Giovan Battista Adriani, l. VI, p. 369. — Bern. Segni, l. + XII, p. 316._ + +Giovan Luigi del Fiesco aveva invitati molti giovani, di coloro ch'egli +credeva più scontenti del governo, ad un convito che diede il 2 di +gennajo del 1547; e quando gli ebbe tutti adunati in casa sua, e che le +porte furono chiuse e custodite da gente fidata, dichiarò apertamente +tutto il piano della sua congiura, loro chiedendo di secondarlo e di +seguirlo, se volevano salvare la propria vita. I più di costoro, +atterriti dalle minacce di lui, piuttosto che strascinati dalle proprie +passioni, si obbligarono con giuramento. Giovan Luigi del Fiesco divise +in allora la truppa coi suoi fratelli, onde attaccare nello stesso tempo +il porto ove il Doria teneva le sue galere, la porta di Bisagno, e +quella che conduceva al palazzo ove dimoravano i due Doria fuori di +città. La notte era di già molto inoltrata quando la zuffa cominciò +contemporaneamente in ogni luogo. Giannettino Doria, avvisato dal +tumulto che si era eccitato, fu ucciso presso la porta della città +nell'atto che vi accorreva per calmarlo: allora Andrea Doria, credendo +la città e le sue galere perdute, fuggì fino a Sestri. In fatti la +cospirazione aveva dovunque avuto buon esito; la flotta, che aveva +quaranta galere era di già venuta in mano degl'insorgenti, e le porte +della città erano state sorprese. Ma invano si andava cercando Luigi del +Fiesco per incamminarsi verso il palazzo, scacciarne la guardia della +signoria, e mutare il governo; ma Luigi, volendo passare a bordo della +galera capitana nell'istante in cui questa si scostava dalla riva, era +caduto in mare col ponte su cui passava, ed il peso delle sue armi gli +aveva impedito di salvarsi a nuoto. I di lui partigiani, perduto avendo +il coraggio alla notizia della sorte di lui, più non osarono di occupare +il palazzo, e, sebbene di già vincitori, trattarono colla signoria come +se stati fossero vinti; offrirono di cedere le porte a condizione di +avere un'intera amnistia, la quale poichè fu accordata e solennemente +giurata, i Fieschi si ritirarono a Montoglio[246]. Ma un governo che +ubbidiva all'influenza spagnuola non credevasi tenuto all'osservanza +delle sue promesse: crudelissime furono le vendette del vecchio Andrea +Doria, e non ebbero fine che colla di lui vita, che si prolungò fino ai +novantaquattro anni, e si spense il 25 di novembre del 1560[247]. + + [246] _Gio. Batt. Adriani, l. VI, p. 369-375. — Bern. Segni, l. XII, + p. 316. — De Thou, Hist. univers., l. III, p. 203-217. — Fil. Casoni + Ann. di Genova, l. V, p. 157._ + + [247] _Gio. Batt. Adriani, l. XVI, p. 1177. — Fil. Casoni Ann. di + Genova, l. VI, p. 144._ — A queste autorità allegate dal nostro + autore, devesi aggiungere la circostanziata descrizione che della + congiura dei Fieschi fece elegantemente nella sua storia di Genova + Jacopo Bonfadio. _N. del T._ + +In tutto il restante del secolo i Genovesi furono sempre soggetti agli +Spagnuoli, e perdettero nel 1566 l'isola di Scio, conquistata da +Solimano sopra i Giustiniani, loro concittadini, che se n'erano arrogata +la sovranità. Furono pure in pericolo di perdere la Corsica, che, dopo +essere stata invasa dai Francesi nel 1553[248], si sollevò nel 1564, e +continuò a respingere con tutte le sue forze il giogo oppressivo della +repubblica, fino al 1568, in cui fu di nuovo sommessa[249]. Più non vi +fu pace in Genova. Dopo la congiura dei Fieschi i più ricchi e più +potenti membri dell'aristocrazia, temendo di vedersi tolto di mano il +governo dall'odio popolare, avevano risolto di rialzare una rocca alla +Lanterna, con intenzione d'introdurvi una guarnigione spagnuola, onde +tenere la città in dovere e consolidare la propria autorità. Questo +progetto doveva avere esecuzione nel 1548, in occasione del passaggio +per Genova di don Filippo, principe di Spagna: e don Ferdinando di +Gonzaga, governatore del Milanese, doveva spalleggiarlo con tutte le sue +forze. Ma malgrado la loro ubbidienza, i Genovesi abborrivano gli +Spagnuoli; onde pregarono Andrea Doria di opporsi a così vergognoso +progetto, cui lo spirito di vendetta lo aveva in sulle prime ridotto ad +acconsentire; gli raccomandarono la libertà della repubblica, di cui era +il secondo fondatore, ed ottennero da lui la promessa, che nè il +principe di Spagna, nè le truppe di lui sarebbero ricevute in +città[250]. + + [248] _Gio. Batt. Adriani, l. X, p. 658._ + + [249] _Ivi, l. VII, p. 457. — Fil. Casoni Ann. di Genova, l. V, p. + 203._ + + [250] _Gio. Batt. Adriani, l. VII, p. 457. — Fil. Casoni Ann. di + Genova, l. V, p. 203._ + +Nuove dissensioni scoppiarono nella seconda metà del secolo tra l'antica +e la nuova nobiltà, i di cui diritti non erano ben definiti; e tanto +s'innoltrarono queste da dare speranza a Giovanni d'Austria di potere +occupare Genova, quando nel 1571 passò davanti a questa città colla +flotta, che in appresso conseguì la vittoria di Lepanto[251]. In questa +circostanza papa Gregorio XIII prese sotto la sua protezione la +repubblica, e contribuì potentemente a riconciliare le fazioni. Nel 1575 +ottenne da queste, che rimettessero le ragioni loro in arbitrio di tre +mediatori, cioè egli stesso, l'imperatore ed il re di Spagna. Le tre +corti modificarono la costituzione della repubblica, ed in parte +distrussero l'opera di Andrea Doria. La recente loro legge, pubblicata +il 17 marzo del 1576, accrebbe i privilegj dei nuovi nobili, ma sempre +come nobili: restarono dimenticati i diritti dei cittadini, e la libertà +venne bandita da questa repubblica quasi come dagli assoluti +principati[252]. + + [251] _Adriani, l. XXI, p. 1569. — Casoni, t. IV, l. VIII, p. 5._ + + [252] _Graevi Thes. Rer. Ital., t. I, p. II, p. 1471. — Ciccarelli + Vita del papa Gregorio XIII, f. 304. — Fil. Casoni Ann. di Genova, + t. IV, l. VIII, p. 72._ + +La libertà non era meglio conosciuta a Venezia; questa città, dopo avere +esaurite le proprie forze per resistere alla lega di Cambrai, pareva +cercare l'oscurità facendo di tutto per seppellirsi nel silenzio, +diffidare de' suoi cittadini, de' suoi alleati, e de' suoi nemici, ed +allegando i pericoli che la stringevano ora dal canto della Turchia, ed +ora dal canto dell'Austria, sottrarsi dal far mostra di sè medesima. Due +crudeli guerre coi Turchi privarono effettivamente la repubblica di +molti de' suoi più importanti possedimenti nel Levante. Cominciò la +prima nel 1537 col guasto di Corfù, e finì il 20 ottobre del 1540 colla +cessione fatta a Solimano di tutte le isole dell'Arcipelago che di già +si trovavano in potere dei Turchi, e delle forti città di Napoli e di +Malvagia, o Epidauro, che la repubblica possedeva ancora nel +Peloponneso[253]. L'altra fu dai Turchi intrapresa nel 1570 per +conquistare l'isola di Cipro; la quale, difesa con prodigj di valore e +con infiniti sagrificj di uomini e di danaro, fu all'ultimo perduta dai +Veneziani, ed abbandonata colla pace che sottoscrissero nel mese di +marzo del 1573[254]. + + [253] _P. Paruta Ist. Ven., l. X, p. 726. — P. Jovii Hist., l. + XXXVI, p. 333; e l. XXXIX, p. 417. — Laugier Hist. de Venise, t. IX, + l. XXXVI, p. 480-577. — Vettor Sandi Storia civile veneta, p. III, + l. X, c. VI, p. 625._ + + [254] _Lett. de' Princ., t. III, f. 243 e seg. — De Thou Hist. + univ., l. XLIX, p. 412 e seg. — Laugier Hist. de Venise, l. XXXVIII, + t. X, p. 183 e seg. — Vettor Sandi, p. III, l. X, c. XI, p. + 667-698._ + +Il timore dei Turchi, che in tutte le guerre aveva avuti costanti +vantaggi contro la repubblica, costringeva questa ad allearsi colla casa +d'Austria. Circondata dagli stati di questa casa, costretta di ricorrere +a lei contro un nemico ancora più terribile, la repubblica non ardiva +pretendere ad un'assoluta indipendenza. Finchè le due monarchie dei +Turchi e degli Spagnuoli conservarono tutto il loro vigore, i Veneziani +furono abbastanza fortunati di sottrarsi al pericolo coll'oscurità, e di +evitare ogni azione che attirare potesse su di loro gli sguardi +dell'Europa. + +Tali furono in tutti gli stati d'Italia le rivoluzioni accadute nel +sedicesimo secolo. Il nome di questo secolo richiama a principio un +periodo di gloria, perchè i primi anni di questo vennero illustrati dai +più grandi ingegni che l'Italia producesse nelle lettere e nelle arti. +In mezzo ad orribili calamità, ogni speranza non era in allora per anco +perduta, e questa sosteneva i talenti di coloro ch'erano nati, o che si +erano formati in più felici tempi. Tutti i grandi uomini onde si onora +l'Italia appartengono a questa prima metà del sedicesimo secolo, in cui +l'Italia sentivasi ancora libera. Il solo Tasso è di tutti il più +moderno, perciocchè non pubblicò il suo poema che nel 1581, e di già in +allora si trovava isolato, quale rappresentante degli andati tempi, in +mezzo ad una degenere nazione. Il genio sparve con lui dalla terra, +dalla quale era stata scacciata la libertà; e la fine del sedicesimo +secolo, in cui l'umana specie fu in Italia colpita dalle più spaventose +sventure, non dev'essere ricordata che coll'orrore che ispirano il +delitto, i patimenti e l'avvilimento dei nostri simili. + + + + +CAPITOLO CXXIV. + + _Rivoluzioni de' varj stati d'Italia nel corso del + diciassettesimo secolo._ + +1601 = 1700. + + +Mentre che presso gli altri popoli inciviliti gli ultimi secoli +svilupparono tanti nuovi interessi, e nuovi sentimenti e nuove passioni, +che più non potrebbesi ristringere la loro storia nell'angusto circolo +che bastava ai precedenti secoli, la storia d'Italia diventa più sterile +di mano in mano che ci avviciniamo all'età nostra. Ma tutte le altre +nazioni giugnevano lentamente all'esistenza, mentre che la nazione +italiana perdeva la sua. Anche dopo terminata l'ultima contesa per +l'indipendenza, fu ancora necessario qualche tempo per disingannare gli +uomini dai sogni della loro ambizione, per convincerli che più non +restava loro a sperare nè libertà, nè grandezza, nè gloria; molti +genitori avevano instillati ne' loro figli i sentimenti di cui si erano +essi medesimi nudriti in più felici tempi; molti caratteri erano stati +di nuovo rinvigoriti dall'esilio, dalle persecuzioni, dai patimenti +della guerra e da tutte le calamità dei primi anni del sedicesimo +secolo; molti uomini energici, avendo presa una falsa direzione, e +servito il comune nemico, erano stati accarezzati da que' medesimi che +opprimevano tutti gli altri, ma che sentivano il bisogno di riservarsi +alcuni strumenti abbastanza forti per signoreggiare il paese. Molti +altri, senz'avere alcuno determinato scopo o speranza di miglior sorte, +si andavano tuttavia agitando per l'abitudine delle rivoluzioni, in +quello stesso modo che la materia conserva il movimento, per la forza +d'inerzia, allorchè l'ha ricevuto una volta. Così tutto il sedicesimo +secolo ebbe ancora un'apparenza di vita, ed è per questo, a non +dubitarne, ch'egli partecipò tutt'intero alla gloria che gli +procacciarono eterna i poeti, i letterati, gli artisti, che fiorirono +principalmente ne' primi anni. Per lo contrario il diciassettesimo +secolo è un'epoca di compiuta morte; e quanto la storia letteraria lo +rappresenta come in preda al più cattivo gusto, alla insipidezza, al +languore ed alla sterilità, altrettanto la storia politica lo mostra +privo d'ogni azione come d'ogni virtù, d'ogni elevato carattere, d'ogni +importante rivoluzione. Di mano in mano che andiamo avanzando ci è forza +di rimanere convinti, che la storia, non solo delle repubbliche, ma +dell'intera nazione italiana, finì coll'anno 1530. + +Ma si verserebbe in un grand'errore, se, osservando che la storia quasi +d'altro non si occupa che delle disgrazie degli uomini, si supponesse +che i tempi di cui essa non parla siano stati meno infelici. Non tutte +le calamità sono istoriche, loro abbisognando un certo qual grado di +grandezza e di nobiltà perchè possano richiamare la nostra attenzione, +ed imprimersi nella nostra memoria. Acciocchè gli stessi contemporanei +ci trasmettano i fatti circostanziati dell'età loro, d'uopo è che le +calamità siano comuni a molti individui, e che si possa a prima vista +comprendere il rapporto che corre fra la cagione e l'effetto. Le +disgrazie del diciassettesimo secolo erano di diversa natura; erano +tacite, e non sembravano dipendenti dalla politica: ognuno soffriva, ma +ognuno soffriva nella propria famiglia, come uomo e non come cittadino. +Avvelenate erano le private relazioni, distrutte le speranze, diminuita +la fortuna, mentre che i bisogni di ognuno andavano ogni giorno +crescendo: la coscienza invece di essere di sostentamento nella +sventura, rinfacciava continuamente le passate colpe; ed aggiugnendosi +la vergogna al dolore, ognuno sforzavasi ancora di nascondere agli occhi +del mondo le sue pene e d'involarne la memoria alla posterità. + +Perciò non si pensò ad enumerare tra le pubbliche calamità dell'Italia +la cagione forse più generale de' privati patimenti di tutte le famiglie +italiane; il torto, dico, fatto al sacro nodo del matrimonio con un +altro nodo, risguardato come onorevole, e che gli stranieri vedono +sempre in Italia con eguale stupore, senza poterlo comprendere; ed è +quello de' _cicisbei_, o de' _cavalieri serventi_. Questa sciagurata +moda essendo stata una volta introdotta nel diciassettesimo secolo +dall'esempio delle corti, ed essendo posta sotto la protezione di tutte +le vanità, la pace delle famiglie fu bandita da tutta l'Italia; verun +marito più non risguardò la sua consorte come una fedele compagna, +associata a tutta la sua esistenza; più non trovò in essa un consiglio +nel dubbio, un sostegno nell'avversità, un salvatore nel pericolo, una +consolatrice nella disperazione; niun padre osò assicurarsi che i +figliuoli a lui dati dal matrimonio fossero suoi; niuno si sentì legato +a loro dalla natura; e l'orgoglio di conservare il proprio casato, +sostituito al più dolce ed al più nobile affetto, avvelenò tutte le +domestiche relazioni. Quanto non demeritarono dell'umanità que' +principi, che riuscirono ad impedire che i loro sudditi conoscessero +qualcuno de' dolci affetti di sposi, di padri, di fratelli e di figli! + +Sebbene l'instituzione di tutti i ridicoli doveri de' cicisbei fosse per +avventura il più efficace mezzo di calmare gli spiriti irrequieti di +fresco ridotti in servitù, di snervare i coraggi troppo maschi, +d'effeminare i nobili ed i cittadini intolleranti del giogo, facendo +loro scordare che avevano perduto ciò che più non dovevano cercare, +forse si viene a far troppo onore alla penetrazione di coloro che +mutarono le costumanze d'Italia, supponendo che prevedessero tutte le +conseguenze delle nuove mode ch'essi introducevano; pure l'istinto del +delitto conduce più volte tanto direttamente allo scopo, quanto il +calcolo. + +Fino alla metà del sedicesimo secolo l'abitudine del lavoro era stata la +qualità distintiva degl'Italiani: a Firenze, a Venezia, a Genova il +primo ordine era dei mercanti; e le famiglie decorate di tutte le +dignità dello stato, della Chiesa o dell'armata, non perciò rinunciavano +al commercio. Filippo Strozzi, cognato di Leon X, padre del maresciallo +Strozzi e del gran priore di Capoa, amico di molti sovrani, il primo +cittadino dell'Italia, erasi fino alla fine della sua vita mantenuto +capo di una casa di banco. Ebbe sette figli; ma, malgrado la sua immensa +ricchezza, non ne aveva destinato veruno all'ozio. I principi vollero +sostituire a questa formidabile attività ciò che essi intitolarono un +nobil ozio; le armi castigliane inondavano l'Italia, ed essi chiamarono +in loro ajuto i pregiudizj castigliani, che coprivano con un profondo +disprezzo ogni specie di lavoro. Trassero tutti i loro cortigiani a +convertire le loro sostanze in terre, a destinarle a perpetuità al +primogenito della loro famiglia, sagrificando in tal modo all'orgoglio i +più giovani fratelli e le femmine, e condannando ad una costante inerzia +tutti i figli primogeniti per alterigia, tutti i figli cadetti per +impotenza. + +Per occupare l'ozio di tutto ciò che era cortigianesco, di tutto ciò che +venne onorato col titolo di nobiltà, per offrire nello stesso tempo un +compenso a quella folla di cadetti privati di ogni speranza, e per +sempre esclusi dal matrimonio, furono inventati i diritti ed i bizzarri +doveri dei cicisbei, o cavalieri serventi; questi furono interamente +fondati sopra due leggi che s'impose il bel mondo: niuna femmina più non +potè con decenza mostrarsi sola in pubblico; verun marito non potè, +senza esporsi al ridicolo, accompagnare sua moglie. + +L'esempio de' traviamenti de' grandi contribuì senza dubbio assai a +corrompere il popolo: quello della impudica Bianca Capello, e di tutti i +principi e principesse della casa Gonzaga, nel diciassettesimo secolo, +non poteva essere senza influenza: ma sebbene i costumi delle corti +fossero più corrotti, si era conosciuto l'intrigo e la galanteria fino +ne' tempi delle repubbliche, e questo disordine non bastava solo a +distruggere il carattere nazionale. Ciò che distingue il secolo +diciassettesimo è l'origine d'un pregiudizio antisociale, più del +libertinaggio funesto, dietro il quale facevasi pomposa mostra di ciò +che in addietro si nascondeva. Non fu già perchè alcune donne ebbero +degli amanti, ma perchè una donna non potè più mostrarsi in pubblico +senza un amante, che gl'Italiani cessarono d'essere uomini. + +Mentre che tutti i legami di famiglia furono rotti nel diciassettesimo +secolo con queste nuove costumanze, che, risguardate in seguito come +sole, consentanee all'eleganza, vennero bentosto imitate dalla intera +massa del popolo, il commercio fu oppresso da un mortal colpo per la +subita ritirata degli uomini industri e dei capitali; ne consumarono la +ruina i monopolj e le assurde gabelle sopra ogni vendita di tutti gli +oggetti commerciabili, stabilite dagli Spagnuoli in tutte le province +loro soggette. Frattanto il fasto andava crescendo a misura che +diminuivano i mezzi; quanto, secondo gli antichi costumi, erano +apprezzati l'ordine e l'economia, altrettanto furono tenuti in pregio +nelle corti lo splendore e il lusso, e a norma di questi furono fissati +i gradi. Gl'Italiani impararono in questo secolo (e furono loro maestri +gli Spagnuoli) l'arte di economizzare sui più pressanti bisogni per +accordare di più all'apparenza, di sopprimere tutti i comodi non veduti +per accrescere il fasto che abbacina gli occhi del pubblico. La spesa +diventò la misura della considerazione, e si diede lode al capo di +famiglia di tutto ciò che accordava al suo fasto ed a' suoi piaceri. + +Ne' tempi delle repubbliche, i cittadini, non cercando altra decorazione +che i suffragj de' loro concittadini, temevano di eccitare la loro +gelosia con ambiziose distinzioni. Nè ricevevano, nè davano titoli, e +non mettevano alla tortura il loro linguaggio per trovare formole più +ossequiose. In ogni cosa le nuove corti sostituirono la vanità +all'orgoglio nazionale; e le questioni di precedenza occuparono tutta la +loro politica. La rivalità tra la casa d'Este e la casa dei Medici, fra +questa e la casa di Savoja, non aveva altra vera cagione che la +rispettiva pretesa di ciascuna di andare innanzi all'altra nelle +cerimonie in cui si scontravano i loro ambasciatori. Successivamente i +sovrani si andavano arrogando nuovi titoli, mentre ne attribuivano +altresì dei nuovi a tutta la loro corte. Mentre passavano essi medesimi +per tutti i gradi d'illustrissimi, di eccellenze, di altezze, di altezze +serenissime, di altezze reali, creavano pei loro sudditi patenti senza +fine di marchesi, di conti, di cavalieri, loro cedendo in appresso la +qualificazione che essi avevano portata, e che cominciavano a +disprezzare. Tali decorazioni scendevano sempre più a basso nella folla; +più non iscrivevasi trent'anni sono al proprio calzolajo senza chiamarlo +_molto illustre_: ma col moltiplicare i titoli, non si erano +moltiplicati che i malcontenti e le mortificazioni; ognuno in cambio di +ciò che gli era accordato, non vedeva che quanto gli era ricusato; e non +eravi così magro gentiluomo, così piccolo ufficiale di milizia, che non +si tenesse mortalmente ferito quand'era per errore chiamato +_chiarissimo_ ed _eccellentissimo_, quand'egli aspirava +all'_illustrissimo_. + +Le leggi, le costumanze, l'esempio, la stessa religione, tal quale era +praticata, miravano a sostituire in ogni cosa l'egoismo ad ogni mobile +più nobile. Ma mentre che si sforzavano gli uomini di riportare ogni +cosa a sè medesimi, nello stesso tempo si privavano di tutte le +soddisfazioni che avrebbero potuto trovare in sè medesimi. Il padre di +famiglia, ammogliato con una donna non di sua scelta, da lui non amata, +e dalla quale non era amato, circondato da figliuoli di cui non sapeva +di essere padre, che non pensava ad educare, e de' quali non si curava +di acquistare l'amore, continuamente disturbato nella propria famiglia +dalla presenza dell'amico di sua moglie, separato da alcuni de' suoi +fratelli e sorelle, e ch'erano stati fino dalla fanciullezza chiusi ne' +conventi, e stancheggiato dall'inutilità degli altri, i quali, per loro +parte d'eredità, avevano sempre diritto alla sua mensa, non era da tutti +risguardato che come l'amministratore del patrimonio della famiglia. +Egli era soltanto risponsabile della sua economia, mentre che tutti gli +altri, fratelli, sorelle, moglie e figli, erano entrati in una segreta +lega per deviare a loro profitto il più che potevano della comune +entrata, per godere, per mettersi essi medesimi al largo, senza curarsi +delle difficoltà in cui poteva trovarsi il loro capo. + +Questo capo di famiglia più non era il vero proprietario del fondo +patrimoniale; più non aveva verun mezzo di accrescerlo, mentre che le +imposte, le pubbliche calamità e l'accrescimento del lusso lo andavano +sempre diminuendo. La sostanza che ricevuto aveva da' suoi maggiori era +tutt'intera sostituita a perpetuità. Dessa non apparteneva alla vivente +generazione, ma a quella che non era ancora nata. Il padre di famiglia +non poteva nè ipotecare, nè mutare, nè vendere; se qualche stravaganza +giovanile gli aveva fatto contrarre un debito, le sole sue entrate +potevano essere prese per pagarlo, ed intanto egli doveva per vivere +contrarne un altro. Il legame impostogli dal suo antenato per conservare +la sua sostanza, gl'impediva di usarne. Per ogni impreveduto bisogno +doveva valersi dei capitali destinati all'agricoltura, i soli di cui +potesse disporre, ed i soli che avrebbero dovuto essere intangibili. Con +ciò ruinava quelle terre che non aveva diritto di vendere, e le numerose +famiglie de' coloni erano con lui vittime della sua inconsiderazione, di +quella de' suoi parenti, o dell'accidentale disgrazia che aveva +danneggiata la sua sostanza. + +S'egli cercava onori per sottrarsi ai dispiaceri che trovava nella +propria casa, si vedeva ad ogni istante mortificato da tutte le vanità +gelose della sua; se voleva mettersi in sulla strada de' pubblici +impieghi, non poteva avanzarsi che colle arti dell'intrigo, +coll'adulazione e colla bassezza; e se aveva delle processure, le sue +ragioni venivano compromesse dalle interminabili lentezze del foro, o +sagrificate dalla venalità de' giudici; se aveva nemici, i suoi beni, la +libertà, la vita, erano in balìa di segreti delatori, di arbitrarj +tribunali. Non amando che sè medesimo, non trovava in sè medesimo che +pene e cure. Per sottrarsi ai suoi dispiaceri era in certo qual modo +costretto a seguire l'universale tendenza della sua nazione verso i +piaceri sensuali, ed abbandonandovisi, apparecchiavasi ancora in mezzo a +questi nuove pene e nuovi tormenti. + +Tale era nel diciassettesimo secolo la situazione di quasi tutti i +sudditi italiani; ed in tal guisa tra le feste ed i divagamenti della +vita, la sventura li raggiugneva in ogni luogo senza lasciare veruna +traccia nella storia. Rispetto agli avvenimenti del secolo di cui lo +storico vuole farsi carico, ove si confronti col precedente, vi si +troveranno per avventura minori calamità generali e più umiliazioni, un +minor numero di quei patimenti violenti e rapidi che sembrano esaurire +le forze della natura umana, ma altrettanta miseria e maggiore +avvilimento. + +Carlo V aveva unita l'Italia alla monarchia spagnuola. Filippo II nel +lungo suo regno l'aveva mantenuta in una stretta dipendenza; e sebbene +tutti gli stati che gli erano subordinati avessero cominciato a deperire +nell'istante in cui erano passati in suo potere, pareva che sotto di lui +la monarchia spagnuola andasse riparando con esterne conquiste la +perdita delle interne sue forze. Invano l'oppressione aveva spinti alla +ribellione i Mori di Granata e gli Olandesi ne' Paesi bassi; invano +l'Oceano aveva inghiottite le formidabili flotte di Filippo; invano la +Francia e l'Olanda erano lorde del sangue de' suoi soldati; invano il +sempre crescente disordine delle sue finanze l'aveva ridotto a fare un +ignominioso fallimento; ad onta di tutto ciò quando venne a morte il 13 +di settembre del 1598 era tuttavia il più formidabile monarca d'Europa. +Non eravi sovrano che ardisse tentare con lui la sorte delle armi, e +niuno stato poteva conservare a lui vicino la propria indipendenza. Il +diciassettesimo secolo vide regnare tre principi della linea austriaca +di Spagna, successori di Filippo. Suo figlio Filippo III morì il 31 +marzo del 1621; Filippo IV, suo nipote, mancò il 7 settembre del 1665; e +suo pronipote Carlo II morì il primo di novembre del 1700. La crescente +incapacità di questi tre sovrani, la debole loro pusillanimità, e +l'imprudenza de' loro favoriti e de' loro primi ministri, affrettarono +il decadimento della monarchia spagnuola, e fecero che il disprezzo +sottentrasse allo spavento che aveva inspirato. + +Pure questo decadimento della monarchia spagnuola non somministrò +all'Italia i mezzi di spezzare le sue catene. I tentativi fatti dalle +province suddite del re di Spagna furono mal combinati e mal diretti, e +non ottennero che una più crudele oppressione: rispetto ai piccoli +sovrani che si erano posti sotto la protezione della Spagna, più non +avevano bastante energia per desiderare maggiore libertà. Talvolta +pendevano incerti tra questo giogo e quello della Francia; si +avvicinavano momentaneamente a Lodovico XIV, di cui conoscevano +l'ascendente; ma bentosto non sentendosi appoggiati da bastante buona +fede, ricadevano nelle antiche loro abitudini, e non volevano, per la +speranza di lontano ajuto, esporsi all'inimicizia de' loro prossimi +vicini. + +L'autorità di Filippo III sopra l'Italia non fu turbata dalla rivalità +del re di Francia. Vero è che durante parte del suo regno ebbe per +antagonista il grande Enrico; ma questo principe, che voleva rialzare i +suoi stati dallo spossamento cui gli avevano ridotti le guerre civili, +evitò le battaglie, e si chiuse in certo qual modo l'ingresso +dell'Italia. La reggenza tutt'affatto austriaca di Maria de' Medici più +non diede alla Spagna motivo d'inquietudine. Filippo IV, più debole che +suo padre, ebbe più formidabili antagonisti. I due ministri Richelieu e +Mazarino, durante tutta la loro amministrazione, altro scopo non si +proposero che l'abbassamento della casa d'Austria. Cominciando dal 1621, +in cui Richelieu prese a proteggere contro gli Spagnuoli i diritti de' +Grigioni protestanti sopra la Valtellina, fino alla pace de' Pirenei del +7 di novembre del 1659, la Spagna e la Francia furono quasi sempre in +guerra: ma la Francia non aveva in allora nè un re che sapesse mettersi +alla testa delle armate, nè ministri guerrieri; onde non si lasciò +allettare da lontane spedizioni. Non perciò fu meno prodiga di sangue e +di tesori che in tempo dei più gloriosi regni di Lodovico XII e di +Francesco I: ma le sue armi in Italia quasi non oltrepassarono i confini +della Valtellina e del Piemonte. Per vero dire i principali suoi sforzi +venivano diretti contro la Fiandra e la Germania, ma non devesi perciò +meno notare quale proprio carattere di tutte le guerre dirette dai due +cardinali, che lo scopo loro fu piuttosto la devastazione che la +conquista, e che ruinavano la Spagna senza riuscire utili alla Francia. + +Il terzo periodo stendesi dalla pace de' Pirenei fino alla guerra della +successione di Spagna, e corrisponde al regno di Carlo II, siccome agli +anni più gloriosi di quello di Lodovico XIV. In questo tempo gli ultimi +monarchi austriaci di Madrid, tutta sentendo la propria debolezza, +cercavano ad ogni prezzo di schivare la guerra, mentre che il Francese, +credendo di non potere acquistare gloria che colle armi, avidamente +coglieva tutte le occasioni di attaccare i suoi vicini, senza perdere +tempo a pesare la giustizia o l'apparente validità dei pretesti che egli +impiegava. Nè Lodovico XIV, nè veruno de' suoi consiglieri, hanno potuto +credere ben fondati i titoli della regina madre reggente di Francia a +dividere la successione di Filippo IV. Altro vero motivo non aveva la +guerra che il sentimento della forza opposta alla debolezza, ed i +manifesti altro non erano che una grossolana ipocrisia, che sarebbe +stato meglio di risparmiare. Non pertanto in questo periodo, che costò +tanto sangue all'umanità, l'Italia fu meno che il rimanente dell'Europa +il teatro della guerra generale. Le armi francesi quasi non la +visitarono che allorquando la vanità di Lodovico XIV compiacquesi nel +1662 di umiliare papa Alessandro VII, in occasione del preteso insulto +fatto dai Corsi al suo ambasciatore, e quando nel 1684 desolò la +repubblica di Genova con un barbaro bombardamento. Altronde i piccoli +principi, imbarazzati dalla libertà che loro rendeva l'indebolimento +della Spagna, si volsero verso l'imperatore per deferirgli il loro +vassallaggio, ed essere spalleggiati dalla sua protezione; quantunque +Leopoldo I, che salì sul trono imperiale nel 1658, e che vi si tenne +fino al 1705, non si facesse in Italia conoscere che colle vessazioni e +colla rapacità dei suoi generali. + +Il ducato di Milano ed i regni di Napoli, di Sicilia e di Sardegna, +rimasero tutto il diciassettesimo secolo sotto il dominio degli +Spagnuoli. Non avendo il ducato di Milano in questo spazio di tempo +manifestate nè una volontà nazionale, nè una risoluzione che gli +appartenesse, desso, non altrimenti che le altre province della vasta +monarchia austriaca, non può essere argomento di separata istoria; desso +soffrì come le altre il fasto e l'impero del duca di Lerma, del conte +duca d'Olivarès, di don Luigi di Haro, i quali, essendo primi ministri e +favoriti, dispoticamente governavano il re ed il regno; soffrì ancora +più delle altre province, perchè la guerra tra la Francia e la casa +d'Austria, avendo in tutto il secolo avuto per oggetto, in Italia il +possedimento del Piemonte, del Monferrato, della Valtellina e del ducato +di Mantova, mai non si allontanò dai confini del Milanese. Pure questa +guerra si trattò, se non con minore crudeltà, almeno con minore attività +che non si trattarono quelle del precedente secolo; ed i suoi guasti, +come i giornalieri errori del governo, non bastarono a controbilanciare +la maravigliosa fertilità di quel bel paese, o a distruggere le +dispendiose opere colle quali gli antichi suoi proprietarj avevano +signoreggiate le acque, facendole servire ad accrescere le ricchezze +delle campagne. + +In questo secolo la storia conserva un perfetto silenzio intorno al +vice-regno di Sardegna; ma i regni di Napoli e di Sicilia fecero almeno +parlare di loro cogl'infruttuosi loro sforzi per iscuotere la tirannide +spagnuola. + +Le entrate del regno di Napoli, alla metà del XVII secolo, ammontavano a +sei milioni di ducati; e le spese dell'amministrazione della flotta e +dell'armata, comprese ancora le ambascerie d'Italia, non assorbivano più +di un milione e trecento mila ducati. Riputavasi, a dir vero, che +settecento mila ducati erano impiegati nel regno in segrete spese, o +dilapidati dagli ufficiali del re; ma quattro milioni di ducati, o i due +terzi delle ordinarie entrate uscivano ogni anno del regno per pagare i +debiti o le armate della Spagna[255]. Un tale impiego dei tributi del +popolo a pro di una politica per la quale egli non prendeva verun +interesse, lo rendeva estremamente scontento; ma il di lui cattivo umore +veniva in oltre accresciuto dal progressivo accrescimento di tutti i +carichi. In forza dei privilegj dello stato, riconosciuti da Ferdinando +e da Carlo V, veruna nuova imposta poteva essere ordinata senza +l'assenso del parlamento, che rappresentava la nobiltà ed il popolo; ma +da gran tempo il parlamento più non si adunava, ed ogni giorno i vicerè, +stimolati dalla loro corte, inventavano qualche nuova gabella, e sempre +più angustiavano con insopportabili pesi un popolo di già estremamente +oppresso. Gli Spagnuoli, in conseguenza della consueta loro ignoranza +dell'economia politica, gravavano con queste gabelle quasi tutte le +derrate di prima necessità, tassando successivamente le carni, il pesce, +la farina, ed all'ultimo le frutta. I poveri, costretti di rinunciare ad +una consumazione che le imposte rendevano sempre più cara, si andavano +successivamente privando degli oggetti tassati. La gabella sulle frutta, +che si valutava per la sola città di Napoli quattrocento mila ducati, +parve loro fatta per rapir loro l'ultimo rifugio, togliendo loro il solo +cibo non ancora sproporzionato ai loro mezzi. Si sollevarono il 7 di +luglio del 1647 contro il duca d'Arcos, allora vicerè: un giovane +pescatore d'Amalfi, detto Maso o Tommaso Aniello, si fece loro capo; +bruciarono le baracche ove precisavasi l'imposta; minacciarono il +vicerè, e lo costrinsero a fuggire in castel sant'Elmo; incendiarono le +case di coloro che si erano arricchiti colle malversazioni delle +finanze; richiamarono i privilegj loro guarentiti da Carlo V; ed +all'ultimo sforzarono il governo, vinto in varj incontri, a trattare con +loro[256]. + + [255] _Istor. del conte Gualdo Priorato, p. IV, l. V, p. 208. + Venezia, 1648, 4.º_ + + [256] _Ist. del conte Gualdo Priorato, p. IV, l. V, p. 211. — + Giannone stor. civile, l. XXXVII, c. II, t. IV, p. 509._ + +Di quest'epoca uno spirito di libertà pareva che tutta animasse +l'Europa. Gli Olandesi avevano fatto riconoscere e rispettare la loro +repubblica; gl'Inglesi tenevano Carlo I prigioniero ad Hampton-Court; i +Francesi facevano la guerra a Mazarino ed alla reggente; i Portoghesi +avevano scosso il giogo della Spagna; i Catalani erano sollevati; ed in +Sicilia era scoppiata un'insurrezione, prima ancora di quella che poi si +manifestò in Napoli. Ma quasi in ogni luogo l'inquietudine ed i lunghi +patimenti avevano sollevati i popoli contro intollerabili abusi, prima +che i popoli stessi avessero bastanti lumi per correggere i loro +governi, o per fondarne di nuovi sopra migliori principj. Il popolaccio +si pose alla testa de' movimenti degl'insorgenti e loro diede uno +spaventoso carattere. Gli uomini di più elevato ordine, che più ancora +della plebe avevano bisogno di libertà, abbandonarono non pertanto una +causa pur troppo frequentemente macchiata dai delitti; vedevano da un +canto lo stendardo del dispotismo, dall'altro quello dell'anarchia, e +non sapevano quale seguir dovessero. I patimenti del popolo e la stessa +sua ignoranza, ch'erano l'opera del governo, giustificavano, a dir vero, +il suo odio; ma la più dannosa di tutte le passioni cui gli oppressi +possano darsi in preda, è quella della vendetta, la quale fa andare a +male quasi tutte le rivoluzioni. + +Il duca d'Arcos diffidava non meno de' gentiluomini napolitani che del +popolo; sapeva di avere violati tutti i privilegj, di avere amaramente +mortificati quei gentiluomini che potevano per altro sollevare tutte le +province, col credito loro presso i contadini loro vassalli, ed +aggiugnerle alla capitale. Giudicò adunque essere prima di tutto +conveniente cosa di spargere tra loro la disunione. Perciò incaricò i +gentiluomini di dare al popolo simulate proposizioni di conciliazione; +li persuase a leggere un falso privilegio di Carlo V, a rendersi garanti +di false scritture, e li trasse così avanti nelle proprie perfidie, che +il popolaccio, credendoli essere stati strumenti degl'indegni artificj +del vicerè, rivolse contro di loro quel furore che a bella prima +concepito aveva contro gli Spagnuoli, ne uccise molti, ed incendiò le +loro case. Gli altri gentiluomini, sebbene convinti che il solo vicerè +era colpevole del sangue de' loro fratelli, furono costretti di +assecondarlo, perchè più non ottenevano confidenza, nè trovavano +sicurezza nell'opposto partito[257]. + + [257] _Ist. del conte Gualdo Priorato, p. IV, l. V, p. 216._ + +Non la data fede, non i giuramenti per quanto fossero solenni, potevano +incatenare le vendette del governo spagnuolo. Fu in mezzo alla chiesa +del Carmine, nell'istante in cui faceva leggere al popolo gli articoli +della pace che aveva in allora giurata, che il duca d'Arcos fece fare +una scarica di archibugiate sopra Masaniello ed i compagni di lui[258]. +Questo capo di fazione, per una straordinaria felicità, non rimase +ferito, ed il vicerè, dichiarando di non conoscere i banditi da lui +adoperati, li sagrificò al furore del popolo per ricuperare il proprio +credito; poi, continuando a trattare della pace, invitò Masaniello ad un +convito di riconciliazione, nel quale gli fece servire una bevanda che +lo trasse di senno. Il favorito del popolo perdette allora la confidenza +del suo partito a motivo delle sue stravaganze e delle sue crudeltà; ed +il duca d'Arcos ne approfittò per farlo assassinare il 16 di +luglio[259]. + + [258] _Istor. del conte Gualdo Priorato, p. IV, l. V, p. 220._ + + [259] _Ivi, p. 225. — Giannone, l. XXXVII, c. II, p. 517._ + +Ne' pochi giorni in cui si mantenne il suo potere, Masaniello aveva +esercitata sul popolo la più illimitata autorità. I naturali talenti del +giovane pescivendolo, e la pronta ubbidienza della plebaglia ai voleri +di lui, avevano atterrito il duca d'Arcos, e strappategli tutte le +concessioni colle quali aveva cercato di calmare la sedizione; ma le +ritirò tutte tostochè si fu disfatto del suo nemico. Credette allora di +potere annullare senza pericolo le obbligazioni recentemente contratte; +ma il 21 di agosto ricominciò la sedizione con maggior furore che mai, e +gli Spagnuoli, conoscendosi troppo deboli, si ridussero a fare una nuova +capitolazione[260]. Ad ogni modo quando colle più solenni promesse +ebbero persuaso il popolo a deporre le armi, i tre forti che +signoreggiano Napoli, e la flotta di don Giovanni d'Austria, ch'era +entrata in porto, cominciarono tutt'ad un tratto, il 5 ottobre a +mezzodì, a cannonare ed a bombardare la città; e mentre il popolo +disarmato, atterrito, sorpreso, chiedeva tuttavia la cagione di così +impreveduto attacco, sbarcarono dalla flotta sei mila uomini delle bande +spagnuole, con ordine di uccidere tutto quanto incontrerebbero[261]. + + [260] _Istor. del conte Gualdo Priorato, p. IV, l. IV, p. 273._ + + [261] _Ivi, l. V, p. 278. — Giannone, l. XXXVII, c. III, p. 520._ + +Ma la popolazione di Napoli ammontava a più di quattrocento mila uomini. +Gl'insorgenti, quasi tutti senza casa e senza beni, non avevano che +temere dal bombardamento: combattendo essi senza ordine, non si +accorgevano di tutte le perdite che andavano facendo, e l'uccisione che +accadeva in una strada non era conosciuta nella vicina, ove cominciava +la zuffa. Il popolaccio camminava dall'uno all'altro tetto gettando +pietre e tegole sopra i soldati, poscia fuggiva prima che dalla truppa +di linea potesse essere raggiunto. Dopo due giorni di battaglia, +gl'insorgenti attaccarono i soldati oppressi dalla fatica, e, +cacciandoli da tutti i posti, li costrinsero a ripararsi nelle tre +fortezze, o sopra la flotta, restando essi padroni della città[262]. + + [262] _Ist. del conte Gualdo Priorato, p. IV, l. VI, p. 278._ + +Solamente dopo questo fatto i Napolitani cominciarono a trattare coi +Francesi, chiamando in loro ajuto Enrico di Lorena, duca di Guisa, che +in allora trovavasi a Roma. Costui, per parte di donne discendendo dalla +seconda casa d'Angiò, credeva di avere alla corona di Napoli legittimi +diritti, che sperava di mettere in campo in così favorevole occasione, e +faceva capitale sui soccorsi della Francia. Si recò subito a Napoli, ove +fu dichiarato generalissimo e difensore della libertà. Di già cominciava +ad essere proferito il nome di repubblica di Napoli, e ad essere accolto +con entusiasmo dal popolo, ed in tutte le province, che si erano +sollevate in sull'esempio della capitale[263]. + + [263] _Gualdo Priorato, p. 283. — Limiers Hist. de Louis XIV, l. I, + p. 129. — Giannone, l. XXXVII, c. III, p. 521._ + +Ma il popolo napolitano, sotto il dominio degli Spagnuoli, non aveva +acquistati nè i costumi, nè le abitudini, nè le opinioni colle quali si +fonda una repubblica. Egli non pensava che a far passare in altre mani +l'autorità arbitraria, invece di distruggerla; ubbidì ciecamente a +Masaniello poi a Gennaro Annese ed al duca di Guisa, nello stesso modo +che aveva ubbidito al vicerè; loro permise di regnare coi supplicj, e +non vi fu mai giustizia sommaria più pronta nè più ingiusta che quella +di questi favoriti della plebaglia. Nella sua cieca superstizione quel +popolo contò assai più sui miracoli della Madonna del Carmine, su quelli +dello stesso Masaniello, che risguardava quale santo, che sopra i proprj +sforzi. Passando da una cieca confidenza ad una insensata diffidenza, fu +tradito da tutti coloro cui affidò il suo potere, e trasmutò in accaniti +nemici tutti coloro che perseguitò con ingiuriosi sospetti; soprattutto +continuò troppo lungamente a proclamare colle sue grida il re di Spagna, +a pretendere di mantenersegli fedele, ed a rigettare sugli Spagnuoli il +nome di ribelli. Gli è questo un grand'errore, di credere che le parole +adoperate contro il loro senso naturale possano fare illusione sul fondo +delle cose. È meno pericoloso per coloro che si ribellano il confessarsi +apertamente ribelli; ed i Napolitani avevano bastantemente sperimentato +il carattere di Filippo IV e del suo ministero, per essere certi che +Filippo non verrebbe con loro a patti che per ingannarli. + +Il duca di Guisa, invece di costituire la repubblica che lo sceglieva +per suo capo, non pensò che ad attribuirsi un assoluto potere; si mostrò +geloso di tutti i diritti della nazione, di tutti quelli dei suoi +magistrati, ed in particolare dell'opinione che aveva presso il popolo +Tomaso Annese, il più destro partigiano della libertà ed il vero capo +della rivoluzione. Siccome il Guisa nulla aveva fatto pel popolo, così +non ottenne dal medesimo que' generosi sforzi che inspira il solo amore +della libertà. Gennaro Annese, irritato di non avere altro fatto che +mutare padrone, e temendo per sè medesimo la gelosia del Guisa, cominciò +celatamente a trattare cogli Spagnuoli. All'ultimo vendette loro la +propria patria, aprendone loro le porte il 4 aprile del 1648, mentre che +il Guisa aveva fatta una sortita con un piccolo corpo d'armata per +agevolare l'arrivo delle vittovaglie. Ad un giogo più assai pesante del +primo venne assoggettata la città di Napoli, ed altro conforto non ebbe +il popolo che quello di vedere coloro che lo avevano tradito cadere +vittima della propria perfidia. Il duca d'Arcos aveva perduta la carica +di vicerè, ed era stato richiamato in Ispagna; il duca di Matalona ed il +principe don Francesco Toralto, da lui persuasi con altri gentiluomini +napolitani a tradire i loro compatriotti, vennero uccisi dal popolo +furibondo; il duca di Guisa, fatto prigioniero dagli Spagnuoli, non +ottenne la sua libertà che nel 1652; e Gennaro Annese, che aveva +restituita la corona a Filippo IV, e data la sua patria in mano agli +Spagnuoli, perì sopra un patibolo, per ordine di quel re ch'egli aveva +ristabilito, insieme a quasi tutti coloro che avevano avuta qualche +parte nelle turbolenze; provando in tal maniera che verun servigio, per +quanto possa essere grande, cancella agli occhi di un despota le passate +ingiurie, e che verun giuramento lo lega verso coloro che una volta +tentarono di scemare la sua potenza[264]. + + [264] _Gualdo Priorato, p. IV, l. VIII, p. 404. — Gio. Batt. Birago + Ist. memorabile de' nostri tempi parte V, annessa all'opera di + Alessandro Ziliolo, l. VI, Ven. 1654, in 4.º — Muratori ad ann. — + Giannone, l. XXXVII, c. IV, p. 529. — Lahode Histoire de Louis XIV, + t. I, l. V, p. 186._ + +La sollevazione di Palermo, scoppiata il 20 maggio del 1647, fu meno +lunga e meno importante che quella di Napoli; ma press'a poco andò +soggetta alle stesse crisi. Il vicerè di Sicilia, don Pedro Faxardo de +Zuniga, marchese de los Velez, non fu nè meno perfido, nè meno crudele +del duca d'Arcos. Giuseppe d'Alessi, filatore d'oro, nativo di Polizzi +in Sicilia, ebbe in quest'insurrezione le stesse parti che Masaniello a +Napoli; come lui fu ucciso il 22 di agosto da' suoi partigiani, +comperati dal vicerè, e come lui fu pianto da quel popolo che avrebbe +dovuto difenderlo. Per ultimo a Palermo come a Napoli, dopo un'amnistia +solennemente accordata, fu tirato nelle strade a mitraglia sopra il +popolo, vennero appiccati tutti i capi, e le gabelle, che avevano +cagionata la ribellione, e che il vicerè aveva abolite, furono +ristabilite in tutta la loro estensione[265]. + + [265] _Gualdo Priorato, p. IV, l. IV, p. 159, 173. — Ist. memorabili + de' nostri tempi di Gio. Batt. Birago, p. V, l. III. — Muratori ad + An. — Giannone, Ist. civile, l. XXXVII, c. II, t. IV, p. 511._ + +Ma nello stesso secolo venne scossa in Sicilia l'autorità spagnuola da +un'altra sollevazione, dalla quale potevano aspettarsi più serie +conseguenze, perchè gl'insorgenti trovavansi spalleggiati da Lodovico +XIV, in allora giunto al più elevato grado della sua possanza. Tale +insurrezione scoppiò in Messina in agosto del 1674. Sola di tutte le +città della Sicilia Messina era di que' tempi governata, piuttosto come +repubblica che come municipio, da un senato scelto in città, di cui il +governatore spagnuolo altro non era che il presidente con limitatissima +autorità. La libertà aveva conservata a Messina una prosperità +sconosciuta in tutti gli altri regni di casa d'Austria. La città contava +sessanta mila abitanti; il commercio vi aveva adunate grandissime +ricchezze; le arti, le manifatture, l'agricoltura venivano egualmente +incoraggiate; ma gli Spagnuoli risguardavano tanta prosperità come un +pericoloso esempio per le vicine città, alle quali la vista di cotale +prosperità poteva far desiderare i privilegj che avevano da gran tempo +perduti. Altronde i governatori hanno tutti la stessa avversione per +quei diritti che autorizzano i loro amministrati a resistere loro, e +sono sempre solleciti di sopprimerli. Don Diego Soria, governatore di +Messina, oppressava la città con nuove gabelle, sprezzava apertamente i +diritti del senato, e cadde pure in sospetto d'aver voluto far perire +tutti i senatori un giorno che li fece arrestare nel proprio palazzo. +Questo forse malfondato timore fece scoppiare l'insurrezione. Gli +Spagnuoli, scacciati dalla città, si ripararono nelle quattro fortezze +che la circondano. Alcuni deputati spediti al duca d'Etrèe, ambasciatore +in Roma di Lodovico XIV, gli offrirono pel suo re il possedimento di +Messina, e con essa la sovranità della Sicilia. Tale offerta fu +dall'ambasciatore avidamente accettata ed in appresso dalla sua corte. +Lodovico XIV venne in Messina proclamato re di Sicilia; ed il +commendatore Alfonso di Valbella si recò con sei navi da guerra a +prendere possesso di quella città[266]. + + [266] _Muratori An. d'Italia ad an. 1674, t. XI, p. 324. — Limiers + Hist. de Louis XIV, l. VII, t. II, p. 276. — Giannone, l. XXXIX, c. + III, p. 609. — Lahode Hist. de Louis XIV, t. III, l. XXXV, p. 516._ + +Nel susseguente anno il duca di Vivonne, ed in appresso il signore di +Quesne intrapresero la conquista delle altre città della Sicilia, e la +difesa di quelle che di già erano dai Francesi possedute. Accanite zuffe +ebbero luogo tra i Messinesi e gli Spagnuoli, tra i Francesi e gli +Olandesi alleati della corte di Spagna. Fu appunto nella più sanguinosa +di tali battaglie che il valoroso ammiraglio Olandese Ruyter fu +mortalmente ferito il 22 aprile del 1676[267]. + + [267] _Muratori An. d'Italia ad an. 1674, 1675, 1676. — Limiers + Hist. de Louis XIV, l. VII, t. II, p. 299-308 e segu. — Abregé de + l'Hist. de la Hollande, c. XIV, p. 890, t. III. — Lahode Hist. de + Louis XIV, t. IV, l. XXXVII, p. 41._ + +Però Lodovico XIV aveva perduta la speranza di occupare tutta intera la +Sicilia; e quando si aprirono in Nimega le conferenze per la pace, +conobbe bentosto che una delle condizioni, cui sarebbe forzato di +accettare, sarebbe l'evacuazione di Messina. Facendo di cotale cessione +un articolo del trattato, avrebbe potuto facilmente ottenere un'amnistia +per coloro che l'avevano servito, e fors'anco la ratifica degli antichi +loro privilegj; ma parvegli che il proprio orgoglio avrebbe meno +sofferto evacuando spontaneamente la città, senza condizione, senza +esservi forzato, e come una semplice operazione militare. Prima del 17 +di settembre del 1678, giorno in cui fu sottoscritta la pace di Nimega +colla Spagna, Lodovico XIV mandò ordine al maresciallo de la Feuillade, +che aveva il comando di Messina, di rassegnare la guardia della città +agli abitanti, e di partire immediatamente con tutti i Francesi. Il +senato ricevette questo crudele avviso, allorchè quasi tutti i Francesi +erano di già imbarcati; desso supplicò la Feuillade di sospendere la sua +partenza almeno pochi giorni, poichè non gli sovrastava verun pericolo, +e di accordare in tale maniera agli sventurati Messinesi il tempo +d'imbarcarsi con lui, onde sottrarsi ai carnefici della Spagna; per +somma grazia non potè ottenere dal maresciallo che quattr'ore di +ritardo. In così breve spazio di tempo si rifugiarono sulla flotta +francese sette mila persone, ma con tanto precipizio che tutte le +famiglie si trovarono separate, e che in questa scena di spavento non vi +fu una sola madre di famiglia che non perdesse lo sposo, il fratello, o +taluno de' suoi figliuoli, non un fuggiasco che potesse seco trasportare +soltanto tutto il suo effettivo danaro, o i suoi più preziosi effetti. +Bentosto, il maresciallo, temendo che la sua flotta non fosse troppo +carica, fece spiegare le vele, mentre due mila persone gli tendevano +ancora dalla riva le braccia, e chiedevano ad alte grida di essere +ricevuti a bordo. + +Pur troppo giusto era lo spavento di quegli sciagurati. Il vicerè don +Vincenzo Gonzaga pubblicò, gli è il vero, un'amnistia quando entrò in +Messina, ma la corte di Madrid non tardò ad annullarla. Vennero +confiscati tutti i beni de' fuorusciti; la città fu privata di tutti i +suoi privilegj, e vi s'innalzarono monumenti ond'eternare la memoria del +suo gastigo; furono banditi tutti coloro che avevano avuto qualche +impiego sotto i Francesi, e condannati a morte quelli che avevano presa +una parte più attiva nella ribellione. Di sessanta mila abitanti che +popolavano quella città, appena ne rimasero undici mila; e questa misera +città non potè mai più rifarsi da tanto infortunio[268]. + + [268] _Muratori Ann. d'Italia ad an. 1678, t. XI, p. 341. — Giannone + Ist. civile, l. XXXIX, c. IV, p. 623._ + +Dall'altro canto coloro, che dopo essersi sagrificati per la Francia, +confidavano nella riconoscenza di Lodovico, e che il maresciallo de la +Feuillade aveva condotti sulla sua flotta, vennero ripartiti in varie +città della Francia e mantenuti a spese del re per un anno e mezzo; ma +questi improvvisamente ordinò loro sotto pena della vita di uscire dal +suo regno, e li privò d'ogni sussidio. Si videro allora uomini +d'illustri natali, che fin allora avevano vissuto nell'opulenza, ridotti +alla mendicità, ed altri riuniti in bande farsi assassini di strada. +Mille cinquecento de' più disperati passarono in Turchia, ove abjurarono +la fede, non volendo altri compagni che coloro, i quali abborrivano +com'essi tutti i principi cristiani. Per ultimo soli cinquecento +ottennero passaporti dagli ambasciatori spagnuoli per rientrare in +patria; ma il nuovo vicerè di Sicilia, il marchese de las Navas, gli +fece imprigionare di mano in mano che arrivavano; e tutti, ad eccezione +di quattro, furono condannati o alla forca o alle galere[269]. + + [269] _Muratori An. d'Italia ad an. 1678. — Lahode Hist. de Louis + XIV, l. XXXIX, t. IV, p. 169._ + +Gli altri stati d'Italia furono ben lontani dal provare in questo secolo +rivoluzioni di tanta importanza. Di tredici papi, che successivamente +occuparono la cattedra di san Pietro, da Clemente VIII a Clemente XI, +tre soltanto richiamano l'attenzione dello storico sul loro regno per +avvenimenti di qualche importanza. Paolo V, dal 1605 al 1621, per le sue +contese colla repubblica di Venezia; Urbano VIII, dal 1623 al 1644, per +la guerra de' Barberini; ed Alessandro VII, dal 1655 al 1677, per gli +oltraggi ricevuti da Lodovico XIV. + +Paolo V, conosciuto prima sotto il nome di cardinale Camillo Borghese, +godeva somma riputazione per l'integrità de' suoi costumi, pel suo zelo +per la religione, ed in particolare pel suo grande attaccamento alle +immunità ecclesiastiche, le quali fino nel primo anno del suo regno si +credette chiamato a difendere, perchè il consiglio del dieci aveva, in +Venezia, fatti imprigionare un canonico di Vicenza, ed un abbate di +Nervesa, accusati di enormi delitti, e perchè in tale occasione la +repubblica aveva pure richiamata in vigore un'antica legge che vietava +agli ecclesiastici l'acquisto di nuovi stabili. Paolo V intimò al doge +di Venezia, sotto pena di scomunica, di dare in mano al nunzio Mattei i +due prigionieri ecclesiastici e di rivocare una legge che sembravagli +contraria ai diritti della Chiesa. Paolo V era persuaso che niun sovrano +oserebbe resistere all'autorità pontificia; lo zelo religioso era stato +riscaldato dai papi allevati nei tribunali dell'inquisizione che si +erano succeduti in sul declinare del precedente secolo, dal fanatismo di +Filippo II, dalla riforma del concilio di Trento, e dalla violenza delle +guerre di religione di fresco terminate in Francia, e non ancora spente +in Fiandra. La fermezza della repubblica di Venezia gli recò non poco +stupore, e forse fu cagione che non procedesse a nuove usurpazioni. +Piuttosto che cedere, i Veneziani incorsero la scomunica e l'interdetto +contro di loro fulminati il 17 aprile del 1606. Ordinarono, sotto pena +della vita, a tutti i preti e monaci dello stato di risguardare come non +avvenuto quest'interdetto, e di continuare la celebrazione de' divini +ufficj. I Gesuiti, i Teatini ed i Cappuccini, avendo ricusato di +ubbidire, furono costretti ad uscire dal territorio della repubblica, ed +i primi non vi furono nuovamente ricevuti che nel 1657. Paolo V, non +volendo cedere, cominciò a fare leva di truppe per ispalleggiare colle +armi i suoi decreti. I Veneziani fecero lo stesso, e chiesero +l'assistenza del re di Francia, loro alleato. Questi (Enrico IV) +s'interpose con zelo per terminare una lite che poteva risvegliare una +guerra generale. Spedì il cardinale di Giojosa a Venezia, indi a Roma +per trattare; ed appoggiò così bene la fermezza del senato di Venezia, +che la repubblica, nell'accomodamento conchiuso in Venezia, il 21 aprile +del 1607, nè rinunciò al diritto di tradurre gli ecclesiastici innanzi +ai tribunali secolari, nè alla legge che proibiva loro l'acquisto di +beni stabili, e soltanto consegnò al cardinale di Giojosa i due +ecclesiastici ch'erano stati imprigionati, dichiarando di farlo solo per +deferenza verso il re di Francia[270]. + + [270] _Muratori An. ad an. 1605, 1606, 1607. — Hist. de la + diplomatie Française 4 periode, l. II, t. II, p. 243-250. — Galluzzi + storia di Toscana, l. V, c. XI, t. V, p. 79. — Laugier Hist. de + Venise, t. X, l. XXXIX e XL, p. 350 e segu._ + +Durante il suo lungo papato Paolo V arricchì a dismisura i suoi nipoti; +una ragguardevole parte dell'_Agro Romano_ fu data ai Borghesi: e que' +vastissimi poderi, di mano in mano ch'erano posseduti da più ricchi +proprietarj, vedevano scemare il numero de' loro abitanti. I Borghesi +troppo ricchi per non dissipare con principesco lusso l'entrate loro +procurate dallo zio, non lo erano bastantemente per far coltivare la +provincia che possedevano, e che rimaneva perciò destinata al pascolo. + +Il cardinale Maffeo Barberini, innalzato alla santa sede il 6 d'agosto +del 1623, sotto il nome di Urbano VIII, fu ancora più prodigo dei beni +della chiesa verso i suoi nipoti. Nel periodo di ventun anni di regno, +loro abbandonò tutta la direzione degli affari della chiesa, e fece loro +avere più di cinquecento mila scudi d'entrata. Ma i Barberini non si +appagavano delle ricchezze; volevano approfittare del loro predominio +sullo spirito dello zio pressocchè rimbambito per acquistare i ducati di +Castro e di Ronciglione, feudi di casa Farnese, posti tra Roma e la +Toscana[271]. + + [271] _Ist. del conte Gualdo Priorato, p. III, l. II, p. 84. — + Michel le Vassor Hist. de Louis XIII, t. X, l. XLVIII, 2me part., p. + 117, seconde édit._ + +Di quest'epoca que' due ducati, siccome ancora quelli di Parma e di +Piacenza, erano governati da Odoardo Farnese nipote di Alessandro, +l'illustre rivale di Enrico IV. Credeva Odoardo di essere per ereditario +diritto un eroe ed un valente generale. Avendo contratti in Roma +gravissimi debiti, di cui non pagava le usure, aveva dato al governo +pontificio un plausibile pretesto per ordinare l'apprensione de' suoi +feudi e per proporgli in seguito un trattato di vendita o di permuta; ma +alle pretese dei Barberini egli oppose un'alterigia eguale alla loro, e +non volle sapere di convenzioni. In tale occasione scoppiò una guerra +tra la chiesa ed il duca di Parma nel 1641: e fu questa la sola in tutto +questo secolo che avesse origine italiana. Tutte le altre guerre, che +durante questo periodo insanguinarono il suolo della penisola, erano +state provocate da oltremontani interessi. Il duca di Modena, il gran +duca di Toscana, e la repubblica di Venezia presero parte in questa +guerra come alleati di Odoardo Farnese; fu guastato molto paese, e +ruinate le finanze della chiesa e del ducato di Parma; ma non pertanto +questa guerra fu ancora più ridicola che pregiudicevole ai combattenti. +Taddeo Barberini, prefetto di Roma e generale della chiesa, che aveva +adunati nel Bolognese diciotto in ventimila uomini, fuggì colla sua +armata, che interamente si disperse alla sola notizia dell'avvicinamento +del Farnese, sebbene si sapesse che questa non aveva più di tre mila +cavalli. Ma lo stesso Odoardo per la sua instabilità, per una +presontuosa ignoranza, e per una inconsiderata prodigalità, perdette +tutto il vantaggio che gli avevano dato la viltà de' suoi nemici e la +cooperazione de' suoi alleati. Perciò dovette riputarsi felice che, +colla pace sottoscritta in Venezia il 31 maggio del 1644, si +rimettessero le parti belligeranti nello stato in cui si trovavano prima +della guerra[272]. + + [272] _Muratori Ann. 1641 e segu. — Ist. del conte Gualdo Priorato, + p. III, l. VIII, p. 316. — Ist. della repub. Veneta di Battista + Nani, l. XII, p. 553-744, ediz. in 4.º ven. 1663. — Galluzzi stor. + di Toscana, l. VII, c. II, e III, t. VI, p. 137 e segu._ + +Nel diciassettesimo secolo i papi più non avevano sullo stato politico +dell'Europa quell'influenza che i loro predecessori avevano esercitata +nel sedicesimo. I Borboni non avevano loro mostrata giammai la medesima +deferenza che i monarchi spagnuoli. Pure dovevano i papi risguardarsi +per lo meno come sovrani ne' loro stati, ed in potere in tale qualità di +amministrare liberamente la giustizia nella propria capitale. Lodovico +XIV parve disposto a contrastare ad Alessandro VII tale prerogativa, +mantenendo, sotto nome di franchigia, la protezione che il suo +ambasciatore accordava agli abitanti di tutto un quartiere di Roma, +contro la giustizia papale. La disputa intorno alle franchigie, +cominciata nel 1660 e rinnovata nel 1662, spinse agli estremi i Corsici +della guardia del papa, i quali, dopo essere stati malmenati dai +servitori dell'ambasciata francese, vennero in corpo ad insultare ed +attaccare il duca di Crequì, ambasciatore di Francia. Per vendicarlo, +Lodovico XIV rinviò il nunzio pontificio, occupò Avignone ed il contado +Venosino, ed apparecchiò un'armata per attaccare Alessandro VII nella +sua stessa capitale. In pari tempo chiese con alterigia una pubblica +soddisfazione; e l'ottenne col trattato di Pisa del 12 febbrajo del +1664, avendo il papa ed i suoi nipoti accondisceso alle più umilianti +condizioni[273]. + + [273] _Hist. de la dipl. Française cinq. période, l. I, t. III, p. + 301-314. — Muratori ad an. 1666, 1664. — Limiers Hist. de Louis XIV, + l. V, t. II, p. 38. — Galluzzi Storia del gran ducato, l. VII, c. + VIII, t. VI, p. 308._ + +La disputa delle franchigie si rinnovò con maggiore acerbità sotto +Innocenzo XI. Avendo egli ottenuto dagli altri ambasciatori d'Europa +l'abolizione delle loro franchigie, volle approfittare della morte del +duca d'Etrès, accaduta in Roma il 30 gennajo del 1687, per abolire, +prima che il re gli desse un successore, quelle di cui aveva goduto come +ambasciatore di Francia: Lodovico XIV non volle acconsentirvi, e destinò +ambasciatore presso la corte di Roma il marchese di Lavardino, colà +mandandolo con una guardia di ottocento spadaccini per minacciare il +papa perfino nella sua capitale. Costoro si afforzarono nel palazzo di +Francia; e difesero le franchigie dell'ambasciatore francese colle armi, +non solo villanamente mancando al rispetto dovuto dal re al capo della +sua chiesa, ma perfino ai riguardi che il più potente monarca avrebbe +dovuto mostrare verso il più piccolo sovrano. L'affare delle franchigie +non ebbe fine che nel 1693 sotto il papato d'Innocenzo XII, nella quale +epoca Lodovico fu contento di desistere da un preteso diritto che +manteneva l'anarchia, e favoreggiava il delitto negli stati del capo +della cattolica religione[274]. + + [274] _Hist. de la diplom. Franç., cinqu. période, l. V, t. IV, p. + 94-106. — Limiers Hist. de Louis XIV, t. II, l. X, p. 469. — + Muratori ad an. 1687, t. XI, p. 374 e segu. — Galluzzi storia del + gran ducato, l. VIII, c. V, t. VII, p. 108._ + +Gli stati della Savoja e del Piemonte furono successivamente governati, +in questo secolo, da cinque duchi, tre de' quali si resero illustri pel +loro singolare ingegno. Pure questa casa, che nel susseguente secolo +doveva acquistare tanta preponderanza in Italia, a stento potè in questo +conservare quello stato di potenza cui era giunta ne' primi anni del +medesimo. Se i suoi confini si mantennero press'a poco gli stessi, se le +sue fortezze crebbero di numero e d'importanza, i suoi sudditi vennero +crudelmente ruinati dalle guerre che si trattarono continuamente nel +loro paese. + +Carlo Emmanuele I, che in sul cominciare del secolo, regnava già da +venti anni in Torino, e che morì soltanto il 26 di luglio del 1630, alle +qualità che formano il grande capitano univa i talenti del sommo +politico, ond'era risguardato come il più illustre principe d'Italia; ma +la sua insaziabile ambizione, gl'intrighi, la mala fede dovevano +finalmente inimicarlo con tutti i suoi vicini. Aveva a vicenda cercato +di occupare Ginevra, l'isola di Cipro, Genova ed il Monferrato; ma non +si era ristretto a muovere guerra soltanto a piccoli stati, aveva pure +alternativamente attaccate la Francia e la Spagna, ed attirate nei suoi +stati le armate di quelle grandi potenze; onde quando egli venne a +morte, le sue migliori città si trovavano in potere de' suoi +vicini[275]. + + [275] _Istorie memorabili de' nostri tempi di Ales. Zilio, p. I, l. + I; Ivi, l. X, p. III, l. III. — Guichenon Hist. généal. de la Maison + de Savoje, p. 345-444. — Muratori ad ann. — Le Vassor Hist. de Louis + XIII, t. IV, l. XXVIII, p. 364._ + +Vittorio Amedeo, figliuolo di Carlo Emmanuele I, che aveva sposata +Cristina di Francia, figlia d'Enrico IV, non fu meno valoroso, nè meno +accorto di suo padre; ma più leale nella sua politica, e più costante +nelle sue amicizie, non si attaccò che alla Francia. Ne' sette anni di +continua guerra ch'egli sostenne, durante il breve suo regno, contro gli +Spagnuoli, padroni del Milanese, non potè ricuperare che una parte di +ciò che aveva perduto suo padre. La sua morte accaduta il 7 ottobre del +1637, riuscì fatale alla casa di Savoja; la sua vedova Cristina fu +dichiarata tutrice de' figli, il maggiore de' quali, Francesco Giacinto, +morì il 4 d'ottobre del 1638, ed il secondo, Carlo Emmanuele II, non +aveva che quattro anni quando successe alla corona. Ma due fratelli di +Vittorio Amedeo, il cardinale Maurizio ed il principe Tommaso, fondatore +del ramo di Savoja Carignano, vedevano con estremo rincrescimento la +reggenza in mano di una donna forestiera, che a parer loro non conosceva +i veri interessi, nè la politica della loro casa. Contrastarono a +Cristina l'autorità, e gli stati di Savoja trovaronsi avviluppati in +lunghe guerre civili, per le quali Cristina implorò i soccorsi della +Francia, ed i cognati di lei quelli della Spagna. Questi alleati posero +a carissimo prezzo i loro sussidj: Cristina provò tutto l'orgoglio ed il +despotismo del cardinale di Richelieu, i principi non soffrirono meno +per la mala fede degli Spagnuoli, ed i popoli per lo spazio di oltre +vent'anni furono tormentati dai Francesi e dagli Spagnuoli[276]. + + [276] _Gal. Gualdo Priorato, p. II, l. V, p. 131, e segu. — Muratori + ad ann. — Guichenon Hist. généal. de la Maison de Savoje, t. III, p. + 5, 46, 54._ — La storia di Guichenon termina nel 1660 verso la metà + del regno di Carlo Emmanuele II. — _Le Vassor Hist. de Louis XIII, + t. IX, l. XLII e XLIII._ + +Carlo Emmanuele II, anche dopo uscito di tutela, non illustrò in verun +modo il suo regno; e dopo la sua morte, accaduta il 12 giugno del 1675, +i suoi stati sperimentarono nuovamente le disgrazie di un'altra +minorità. Suo figlio Vittorio Amedeo aveva allora soltanto nove anni: ad +ogni modo la reggenza della madre di lui, Giovanna Maria di Nemours, non +fu così torbida come quella di Cristina. Vittorio Amedeo II, quando +entrò negli affari, diede prove di somma abilità. Il 4 giugno del 1690 +si associò alla lega della Spagna, dell'Inghilterra e dell'Olanda per +contenere l'ambizione di Lodovico XIV. Abbandonò questo partito il 29 +d'agosto del 1696 per entrare nell'alleanza del re di Francia; ed in +tale circostanza si mostrò più pieghevole ed accorto che leale: cogli +stessi artificj destramente adoperandosi tra rivali di lui più potenti +assai, innalzò nel susseguente secolo la sua casa ad un più elevato +grado, che prima non teneva, tra quelle de' principi d'Europa[277]. + + [277] _Limiers Histoire de Louis XIV, l. X, p. 523; l. XI, t. II. — + Muratori Ann. ad ann._ + +La Toscana, che ne' precedenti secoli ebbe così gran parte nella storia +d'Italia, si fece appena osservare nel diciassettesimo. Il gran duca +Ferdinando I regnava tuttavia in Firenze nel principio del secolo, che +morì il 7 febbrajo del 1609. Dagli antichi Medici egli aveva ereditato +quella considerazione pel commercio che gli altri principi italiani non +sapevano apprezzare; cercò d'inspirare ai Toscani il gusto delle +spedizioni marittime, cui non sono naturalmente inclinati; cambiò la +fortezza di Livorno in città, abbellì il suo porto con magnifici lavori, +e gli accordò quelle esenzioni che vi richiamarono quasi tutto il +commercio di cabotaggio del Mediterraneo[278]. Nello stesso tempo +incoraggiò i cavalieri dell'ordine di santo Stefano ad armare in corso +contro i Barbareschi. Nel 1607 sei galere tentarono di sorprendere +Famagosta, e saccheggiarono Ippona nel susseguente anno[279]. Cosimo II, +figlio e successore di Ferdinando I, si mostrò ancora più zelante del +padre per la gloria della marina toscana; e sebbene la sua mal ferma +salute e la povertà dell'ingegno non gli consentissero di parteciparvi +personalmente, niuno fu di lui più appassionato per la gloria militare. +Nel breve suo regno di dodici anni l'ordine di santo Stefano, in +sull'esempio di quello di Malta, intraprese ogni anno qualche spedizione +contro i Barbareschi[280]; ma Cosimo II morì il 28 febbrajo del 1621; e +Ferdinando II, suo figliuolo, essendo ancora fanciullo, tennero la +reggenza la madre e l'ava[281]. + + [278] I primi fondamenti della nuova città di Livorno erano stati + gettati dal gran duca Francesco I, il 28 marzo del 1577, ma in + appresso da lui trascurati. _Galluzzi stor. del gran ducato, l. IV, + c. II, p. 208, t. III._ + + [279] _Ivi, l. V, c. XI, t. V, p. 82. — Murat. Annali ad ann._ + + [280] Gabriello Chiabrera Savonese, celebrò colle sue odi i trionfi + delle galere toscane, come Pindaro i vincitori de' giuochi olimpici; + e se non raggiunse il suo immenso esemplare, fu almeno dopo Orazio, + il suo più illustre imitatore. _N. d. T._ + + [281] _Galluzzi stor. del gran ducato, l. VI, c. I al c. V, t. V, p. + 157._ + +Il lungo regno di Ferdinando II, che morì soltanto il 23 maggio del +1670, portò tutto intero il carattere delle donne che lo avevano +educato; fu dolce, pacifico debole. Questo principe fu buono e non privo +di talenti; ma un languore mortale si stendeva su tutte le parti +dell'amministrazione; e sotto il suo regno ebbe cominciamento +quell'universale apatia, che successe all'antica attività de' Toscani. +Per altro la corte di Ferdinando II venne illustrata da uno zelo +glorioso per le scienze naturali: le proteggeva caldamente suo fratello +il cardinale Leopoldo de' Medici; e sotto i di lui auspicj nel 1657 fu +fondata l'accademia del _Cimento_, la quale fece le sue più belle +sperienze a spese de' Medici[282]. + + [282] _Galluzzi, l. VII, c. VII, t. VI, p. 283. — Muratori Annali ad + ann._ + +Cosimo III, che del 1670 successe a suo padre Ferdinando II, aveva +ricevuto da sua madre Vittoria della Rovere uno spirito minuzioso e +diffidente, un ridicolo fasto, un eccessivo bigottismo. Aveva egli +sposata Margarita Luigia d'Orleans, cui il suo carattere lo rendette in +breve odioso oltre ogni credere. Le loro contese, la ritirata della gran +duchessa alla corte di Lodovico XIV, le di lei imprudenze, e la costanza +del marito di lei a perseguitarla, sono le sole cose di cui parlano gli +annali della Toscana fino alla fine del secolo. Intanto Cosimo III +prodigava i suoi tesori nel comperare a caro prezzo nuovi convertiti, e +nell'abbellire le Chiese; e la corte e la nazione, strascinate +dall'esempio del principe, si abituavano all'ipocrisia ed alla +dissimulazione[283]. + + [283] _Galluzzi Stor. del gran ducato, l. VIII, c. I al VII, t. + VII._ + +I ducati di Parma e di Piacenza furono nel XVII secolo governati da +quattro principi della casa Farnese, de' quali niuno seppe meritarsi +l'amore de' suoi popoli, o il rispetto della posterità. Rannuccio I, che +nel 1592 era succeduto a suo padre Alessandro, non aveva ereditata +alcuna delle grandi qualità di questo eroe. Gli è vero che aveva sotto i +di lui ordini dato prove di valore nelle guerre di Fiandra; ma il suo +carattere era cupo, severo, avaro, diffidente: non voleva regnare che +per mezzo del terrore, e questo terrore declinò bentosto in un accanito +odio. Egli accusò la nobiltà d'avere contro di lui tramata una congiura, +ed il 19 maggio del 1612, dopo un segreto processo, fece decapitare +molti nobili, appiccare un maggior numero di plebei, e confiscare tutti +i loro beni. Niuno in Italia si persuase della delinquenza de' +giustiziati. Il duca di Toscana, cui Rannuccio aveva mandata copia del +processo, manifestò apertamente la sua incredulità, rimandandogli un +processo egualmente in così buona forma contro l'ambasciatore di Parma, +come colpevole d'un omicidio in Livorno, mentre era a tutti noto che +l'ambasciatore mai non era stato in quella città. Il duca di Mantova, +che risguardava suo padre come accusato di avere avuto parte nella +congiura, fu in procinto di dichiarare la guerra a quello di Parma per +lavare quest'ingiusto sospetto[284]. Rannuccio I aveva da principio +chiamato a succedergli suo figlio naturale Ottavio; ma in seguito avendo +avuto figliuoli legittimi, si aombrò del bastardo, e lo chiuse in +un'orrida prigione, ove lo lasciò miseramente perire. Rannuccio morì in +sul cominciare di marzo del 1622; e perchè il suo figliuolo primogenito +era sordo e muto, gli successe Odoardo Farnese II[285]. + + [284] _Muratori Ann. ad ann. 1612. — Galluzzi, l. VI, c. II, t. IV, + p. 203. — Le Vassor Hist. de Louis XIII, l. III, p. 341, t. I._ + + [285] _Muratori Annali, ad ann. 1622._ + +Odoardo Farnese era, più che eloquente, satirico, mordace, e presontuoso +oltre misura. Voleva tutto fare da sè, e voleva dai suoi ministri +ubbidienza e non consiglj. Sopra tutto credevasi nato per la guerra, e +destinato a far rivivere i maravigliosi talenti di suo avo Alessandro. +Pure l'eccessiva sua corpulenza, che in appresso trasmise ai suoi +figliuoli, e che riuscì fatale a casa Farnese, doveva dargli poca +attitudine ad ogni faticoso esercizio. Nel 1635 fece alleanza coi +Francesi contro gli Spagnuoli, e questa prima guerra di Odoardo, +terminata nel 1637, diede poco risalto ai talenti ch'egli supponeva di +avere, ed espose i suoi stati a gravissimi danni. La sua seconda guerra +coi Barberini, dal 1641 al 1644, che si era tirata in su le braccia a +cagione della sua irregolarità nel pagare le usure de' grandiosi suoi +debiti, fece ancora più apertamente conoscere la sua imprudenza e la sua +poca abilità. Morì il 12 di settembre del 1646, liberando i suoi sudditi +dalla fatica che cagiona l'attività quando non è sostenuta dai talenti, +e dal pericolo in cui gli strascinava continuamente un principe mediocre +che voleva parere uomo grande[286]. + + [286] _Muratori Ann. ad ann. 1646, t. XI, p. 214. — Gal. Gualdo, p. + IV, l. III, p. 88. — Galluzzi, l. VI, c. X, t. VI, p. 75; l. VII, c. + V, p. 237._ + +Il di lui erede, Rannuccio II, non aveva la ferocia di Rannuccio I, nè +la presunzione di Odoardo; ma non perciò i Parmigiani furono più felici; +perchè dall'indolenza e dalla debolezza del loro padrone si trovarono +abbandonati alla prepotenza d'indegni favoriti. Uno di costoro, il +marchese Godefroi, primo ministro di Rannuccio II, e ch'era stato suo +precettore di lingua francese, nel 1649 lo trasse in una guerra colla +corte di Roma, che fece perdere alla casa Farnese gli stati di Castro e +di Ronciglione. Godefroi aveva fatto assassinare il vescovo di Castro; +ed Innocenzo X, facendo cadere la vendetta di tale attentato sopra +gl'innocenti, fece atterrare Castro, non lasciando sussistere tra le +ruine di quella città che una colonna con un'iscrizione[287]. In +appresso Rannuccio II fece decapitare il suo ministro e confiscarne le +sostanze; ma senz'essere perciò in istato di governare da sè medesimo, e +senza che i suoi sudditi raccogliessero verun beneficio da questo +cambiamento, perchè nuove sanguisughe avevano preso il posto delle +antiche. Rannuccio II morì soltanto l'undici dicembre del 1694, quando +poteva di già prevedere la vicina estinzione della sua casa. Suo figlio +primogenito Odoardo era morto prima di lui, il 5 settembre del 1693, +soffocato da soverchia pinguedine, lasciando una figlia, Elisabetta, che +fu poi regina di Spagna. Gli altri due figliuoli di Rannuccio II, +Francesco ed Antonio, regnarono uno dopo l'altro, ma l'eccessiva loro +corpulenza dava motivo di credere che non avrebbero prole[288]. + + [287] _Muratori Annali ad ann. — Galluzzi, l. VII, c. V, t. VI, p. + 237._ + + [288] _Muratori Ann. ad ann. 1694._ + +Fra le famiglie sovrane dell'Italia la casa d'Este fu quella che nel +diciassettesimo secolo produsse maggior numero di principi amati dai +loro popoli; ma i suoi dominj, ridotti ai piccoli stati di Modena e di +Reggio, più non le davano quell'importanza che aveva avuto nel +precedente secolo. Cesare, che per la sua debolezza aveva perduto il +ducato di Ferrara, morì soltanto l'11 dicembre del 1628. Suo figlio +primogenito, Alfonso III, non regnò che circa sei mesi. Quest'uomo, +temuto pel suo violento e sanguinario carattere, fu così scosso dalla +morte di sua moglie, che abbandonò la sovranità il 24 di luglio del +1629, e ritirossi in un convento del Tirolo, ove si fece +cappuccino[289]. + + [289] _Muratori Ann. ad ann. 1629._ + +Francesco I, che successe a suo padre Alfonso, si acquistò la +riputazione di essere uno de' migliori capitani d'Italia, e de' migliori +amministratori. In principio del suo regno aveva sposati gl'interessi +della monarchia spagnuola, e per essa nel 1635 fece la guerra al duca di +Parma, Odoardo Farnese, suo cognato. Per compensarlo di tali servigj nel +1636 l'imperatore gli concesse il piccolo principato di Correggio, che +venne incorporato a' suoi stati[290]. + + [290] _Muratori Ann. ad ann. 1636. — Batt. Nani stor. Ven., l. X, p. + 521 ec._ + +Del 1647 Francesco I passò al partito della Francia, e fece sposare a +suo figlio Laura Martinozzi, nipote del cardinale Mazarino, che gli recò +in dote grandissime ricchezze; ed egli fu nominato allora generalissimo +delle armi francesi in Italia. Fu più volte vittorioso degli Spagnuoli; +ma senza che ciò compensasse a' suoi sudditi i guasti cui trovaronsi +esposti. Questo principe morì il 14 di ottobre del 1658 in conseguenza +d'una malattia contratta nell'assedio di Mortara[291]. + + [291] _Muratori Ann. ad an. 1657. — Antichità Estensi._ + +Alfonso IV, che successe a Francesco suo padre, e che morì il 16 luglio +del 1662, non fece verun atto degno di ricordanza, tranne il particolare +trattato di pace fatto cogli Spagnuoli l'11 marzo del 1659. Il figlio di +lui, Francesco II, che fu per una metà del suo regno sotto la reggenza +di sua madre, e per l'altra volontariamente subordinato all'autorità di +don Cesare, suo fratello naturale, morì il dì 6 settembre del 1694, +senza lasciare memoria alcuna del suo debole governo; e Rinaldo, in +allora cardinale e secondo figlio di Francesco I, successe a suo nipote. +Le disgrazie che gli si apparecchiavano nella guerra della successione +della Spagna non ebbero cominciamento che col susseguente secolo[292]. + + [292] _Muratori Ann. d'Italia. — Ant. Esten._ + +La casa di Gonzaga, sovrana nel diciassettesimo secolo dei due ducati di +Mantova e del Monferrato, accese pel proprio interesse molte guerre che +guastarono l'Italia, senza che un solo dei suoi capi siasi meritato +nelle sue calamità la stima o la compassione. Vincenzo I, Francesco IV, +Ferdinando e Vincenzo II, che occuparono successivamente il trono fino +alla morte dell'ultimo, accaduta il 26 dicembre del 1627, furono uomini +affatto perduti ne' piaceri e nella dissolutezza, che diedero ai loro +sudditi l'esempio d'ogni genere di scandali, e gli oppressero colle più +onerose imposte, ora per soddisfare al loro gusto di prodigalità ed al +loro fasto, ora per collocare con ruinose doti sul trono imperiale +principesse della casa Gonzaga. Vincenzo II morì senza figliuoli, ed il +ramo de' Gonzaga, duchi di Nevers, stabilito in Francia, ed in allora +rappresentato da Carlo, nipote del duca Federico II, ch'era morto nel +1540, venne chiamato alla successione di Mantova. Quella del Monferrato +era un feudo femminino, e doveva passare a Maria, figlia di Francesco IV +e di una principessa di Savoja. Ma la stessa notte in cui morì Vincenzo +II, Carlo duca di Rethel, figlio di Carlo duca di Nevers, ch'era venuto +a Mantova per raccogliere l'eredità di suo cugino, di cui prevedeva il +vicino fine, sposò Maria, erede del Monferrato; di modo che l'intera +eredità dell'ultimo duca passò nel ramo di Nevers[293]. + + [293] _Muratori ann. d'Italia ad ann. 1626-1627. — Istor. memor. + d'Alessandro Ziliolo, p. III, l. III, p. 83 e segu. — Ist. della + repubblica Veneta di Batt. Nani, l. VII, p. 445 e segu. — Le Vassor, + Hist. de Louis XIII, t. V, l. XXIV, p. 699._ + +Questa successione di un principe francese nel centro dell'Italia offese +in pari tempo il duca di Savoja Carlo Emmanuele, che non era stato +interpellato intorno al matrimonio di sua nipote, e l'imperatore +Ferdinando II, da cui non aveva il nuovo duca aspettata l'investitura. +Il ducato di Mantova fu invaso da quelle stesse armate imperiali +accostumate al saccheggio ed alla ferocia nella lunga guerra contro i +protestanti che allora desolava la Germania, e che in appresso fu poi +intitolata la guerra de' trent'anni. Mantova fu sorpresa il 18 di luglio +del 1630 dal conte di Collalto, Altringer e Gallas, e saccheggiata con +orribile crudeltà[294]. Le calamità del Monferrato, sebbene meno +appariscenti, furono più lunghe e più dolorose. Fino alla pace dei +Pirenei nel 1659, il Monferrato fu costantemente il teatro delle +battaglie delle grandi potenze, ed a vicenda saccheggiato dai Francesi, +dagli Spagnuoli, dai Savojardi e dai Tedeschi, diviso da ogni trattato +fra i diversi principi, e quasi abbandonato dai suoi duchi che sentivano +l'impossibilità di difenderlo[295]. + + [294] _Alessandro Ziliolo, p. III, l. III, p. 119. — Gio. Batt. + Nani, l. VII, p. 407. — Schiller, Geschichte des Dreissigjährigen + Krieges. — Le Vassor Hist. de Louis XIII, t. VI, l. XXVII, p. 243; + l. XXVIII, p. 382. — Vettorio Siri Memor. recondite, t. VI, p. 742 e + segu.; t. VII, p. 123 e seguenti._ + + [295] _Ales. Ziliolo Ist. memor., p. III, l. III. — Gio. Batt. Nani, + l. VII e segu. — Murat. Ann. d'Italia._ + +Il 25 settembre del 1637, Carlo II era succeduto a suo padre Carlo I, e +Ferdinando Carlo successe il 15 di settembre del 1665 a suo padre Carlo +II, senza che la sorte degli abitanti del Monferrato si rendesse +migliore. L'ultimo di questi principi, più dissoluto, più insensibile al +disonore, più non curante delle disgrazie de' suoi sudditi che non lo +erano stati i suoi predecessori, vendette nel 1681 Casale, la capitale +del Monferrato, a Lodovico XIV, per andare a dissipar nei piaceri del +carnevale di Venezia il danaro, che mai non bastava alle sue +stravaganze. I suoi sudditi di Mantova gemevano sotto il peso di enormi +tasse, e quelli del Monferrato si trovavano esposti alle estorsioni de' +militari, mentre egli s'aggirava mascherato nelle sale da ballo e ne' +postriboli, e non arrossiva di far conoscere i suoi vergognosi piaceri +ad un popolo straniero che non aveva bisogno di dissimulare il suo +disprezzo, e ad un senato che vietava ai nobili di Venezia perfino +d'intrattenersi con lui[296]. + + [296] _Muratori Ann. d'Italia ad an. 1681, t. XI, p. 354. — Limiers + Hist. de Louis XIV, l. IX, t. II, p. 399._ + +La casa sovrana dei duchi d'Urbino si spense in principio del XVII +secolo. Il vecchio duca Francesco Maria della Rovere, che regnava fin +dal 1574, avendo veduto nel 1623 morire vittima delle sue dissolutezze +l'unico suo figlio il principe Federico, acconsentì ad abdicare nel 1626 +la sua sovranità a favore della Chiesa. Sua nipote, Vittoria della +Rovere, maritata con Ferdinando II dei Medici, non portò a Ferdinando in +eredità che i beni patrimoniali di sua famiglia. Il ducato d'Urbino, +riunito alla diretta della santa sede, perdette la sua opulenza, la sua +popolazione e tutti i vantaggi che gli aveva saputo procurare la più +gentile corte d'Italia; ed il vecchio duca, che morì soltanto nel 1636, +ebbe tempo di vedere il decadimento dei paesi che tanto tempo avevano +prosperato sotto il dominio della sua famiglia[297]. + + [297] _Muratori Ann. ad ann. — Galluzzi Stor. di Toscana, l. VI, c. + VI, t. V, p. 298 e segu._ + +Il governo di Lucca, vedendo di non potersi mantenere che nel silenzio, +e col farsi dimenticare dalle potenze che avevano in mano i destini +dell'Europa, aveva vietato di pubblicare veruna storia nazionale; perciò +la repubblica di Lucca non lasciò di sè in questo secolo verun'altra +memoria che quella di due piccole guerre contro il duca di Modena nella +Garfagnana, cominciate senza motivi nel 1602 e nel 1613, e terminate +senza gloria coll'intervento della Spagna[298]. + + [298] _Muratori Ann. d'Italia._ + +Nel corso di questo secolo la repubblica di Genova si lasciò strascinare +dall'influenza della corte spagnuola in due guerre col duca di Savoja, +nel 1624 e 1672. Non era appena terminata la prima, che l'ambasciatore +di Savoja risvegliò le sopite fazioni della nobiltà e dell'ordine +popolare, e nel 1628 trasse Giulio Cesare Vachero, ricco mercante +dell'ordine popolare, in una congiura ordita per rovesciare la +costituzione[299]. + + [299] _Ales. Ziliolo, p. III, l. IV, p. 178. — Ann. di Genova di + Fil. Casoni, t. V, l. II, p. 61._ + +Dopo l'atto di mediazione del 1576, la repubblica di Genova erasi +conservata divisa in due fazioni. Comprendeva la prima circa cento +settanta famiglie registrate nel libro d'oro, e che avevano il diritto +di sedere in consiglio. Parte di queste appartenevano all'antica +nobiltà; altre erano state di fresco aggregate all'aristocrazia; e tra +queste erano scoppiate le ultime dissensioni calmate dall'atto di +mediazione. Ma un secondo ordine nella repubblica era composto delle +famiglie non inscritte, tra le quali contavansene allora più di +quattrocento cinquanta che possedevano non meno di cinquanta mila fino +ai settecento mila scudi, ed erano decorate di prelature, di feudi, di +commende e di titoli di contee e di marchesati. Le prime, rese +orgogliose dal privilegio di possedere esclusivamente la sovranità, +affettavano sommo disprezzo verso le altre, che pure si credevano non da +meno di loro. L'atto di mediazione aveva bensì ordinato che ogni anno +s'inscrivessero dieci famiglie nuove nel libro d'oro, cioè sette della +capitale e tre delle città delle due riviere; ma questa legge veniva +quasi sempre delusa, oppure il senato, quand'era forzato a procedere +alla scelta, o non ammetteva che celibatarj e persone fuori di speranza +d'avere successione, onde non accrescere il numero delle famiglie +dominanti, o finalmente soltanto famiglie affatto povere, affinchè +queste rimanessero più dipendenti dall'oligarchia[300]. + + [300] _Aless. Ziliolo Ist. memor., p. III, l. IV, p. 187. — Fil. + Casoni Ann. della repub. di Genova, t. V, l. III, p. 136._ + +Era appunto l'insolenza de' più poveri cittadini inscritti nel libro +d'oro, che più vivamente offendeva i ricchi mercanti ed i signori +feudatarj esclusi dal governo. Giulio Cesare Vachero, sebbene mercante, +aveva adottate le costumanze che di que' tempi risguardavansi come +proprie de' gentiluomini: camminava sempre armato ed in abito militare, +ed era circondato da sicarj, che spesso adoperava per vendicarsi con +assassinj. Parecchi saluti più volte a lui ricusati da persone del +governo, parecchi moti, sogghigni derisorj, ed insulti sofferti da sua +moglie erano di già stati puniti collo spargimento di molto sangue; ma +nuove offese accrescendo sempre il suo risentimento, egli associò alle +sue vendette moltissimi ricchi cittadini esclusi dal libro d'oro; +moltiplicò il numero de' suoi sicarj; diffuse grandi somme di danaro tra +il popolo onde averlo ubbidiente, senza avere bisogno di partecipargli +il suo progetto, e risolse di attaccare il palazzo il giorno primo di +aprile del 1628, di forzare la guardia tedesca, di gettare giù dai +balconi i senatori, di uccidere tutti i cittadini registrati nel libro +d'oro, e di riformare la repubblica, della quale egli sarebbe dichiarato +doge, sotto la protezione del duca di Savoja. La trama fu scoperta il 30 +di marzo da un capitano piemontese cui il Vachero aveva palesato il +segreto. La maggior parte de' congiurati ebbe tempo di fuggire; ma +vennero arrestati il Vachero ed altri cinque o sei, i quali tutti, dopo +una processura che rendeva aperto il loro delitto, furono giustiziati +malgrado le rimostranze del duca di Savoja, che si levò affatto la +maschera, si dichiarò capo della congiura, e minacciò la repubblica di +rappresaglie[301]. + + [301] _Aless. Ziliolo, p. III, l. IV, p. 188-199. — Casoni Ann., l. + III, p. 140._ + +Un'altra volta la repubblica di Genova richiamò sopra di sè gli sguardi +dell'Europa pel barbaro trattamento fattole da Lodovico XIV, il 18 di +maggio del 1684, quando questo monarca, senza poter rinfacciare ai +Genovesi verun atto d'ostilità, veruna prova di cattiva volontà, niun +altro torto finalmente, fuorchè quello d'avere impedito il contrabbando +del sale nel proprio territorio, ed armate quattro galere per la propria +difesa, mandò in faccia alla città una squadra comandata dal marchese di +Seignelay. In tre giorni vi fece piovere quattordici mila bombe; +distrusse la metà de' suoi magnifici edificj, ed all'ultimo chiese che +lo stesso doge si portasse a Versailles per iscusarsi degl'immaginarj +torti della repubblica[302]. + + [302] _Muratori Ann. ad ann. — Limiers Hist. de Louis XIV, l. IX, t. + II, p. 423. — Hist. de la diplom. Françoise, l. IV, p. 83. — Filip. + Casoni Ann. di Genova, t. VI, l. VIII, p. 214_. Questi annali di + Genova terminano coll'anno 1700, 6 volumi in 8 Gen. 1800. + +La repubblica di Venezia rialzossi in questo secolo con nuovo vigore +dallo spossamento cui pareva dovesse soggiacere nel precedente secolo; e +sola osò mostrarsi premurosa della difesa dell'italiana indipendenza. +Abbiamo di già osservato con quanta costanza rispinse gli attacchi di +Paolo V, e conservò i diritti della sua sovranità malgrado gl'interdetti +e le scomuniche di Roma. In principio del secolo, nel 1601 e 1615, +difese collo stesso vigore la sua sovranità sull'Adriatico contro le +piraterie degli Uscocchi di Signa, sebbene questi popoli schiavoni, +protetti dall'arciduca Ferdinando di Stiria, potessero strascinarla in +una guerra con tutta la potente casa d'Austria[303]. + + [303] _Aless. Ziliolo Ist. memor., p. II, l. I, p. 1. — Laugier + Hist. de Venise, t. X, l. XXXIX, p. 331, e t. X, l. XLI, p. 38._ + +I Veneziani, tratti dalle ostilità loro col papa e colla casa d'Austria, +si avvicinarono al partito protestante, poichè di quest'epoca l'Europa +era piuttosto divisa dalla religione che dalla politica. Infatti nel +1617 contrassero alleanza cogli Olandesi, mentre che il duca di Savoja +loro alleato si assicurò de' soccorsi del maresciallo di Lesdiguieres, +capo de' protestanti del mezzodì della Francia. Queste due potenze +furono le prime in Italia che osarono cercare appoggio tra gli eretici. +Perciò, quando scoppiò la guerra dei trent'anni, i protestanti di +Germania si affidarono ai soccorsi di queste due potenze. Il conte di +Thurn, Bethlem Gabor, il conte di Mansfeld e Ragotzi ricevettero più +volte dal senato danaro e munizioni, senza che questi venisse giammai ad +aperte ostilità colla casa d'Austria[304]. + + [304] _Schiller, Dreissigjährige Krieg, B. I._ + +I duchi d'Ossuna e di Toledo, orgogliosi vicerè spagnuoli che allora +governavano il regno di Napoli ed il ducato di Milano con una quasi +assoluta indipendenza, risguardarono la repubblica di Venezia come una +nemica che si doveva distruggere. Impiegarono alternativamente contro di +lei la forza aperta ed i tradimenti, e d'accordo col marchese di Bedmar, +ambasciatore di Spagna a Venezia, ordirono nel 1618 una congiura, che +pareva piuttosto diretta all'intera ruina della città, che alla +sovversione del suo governo: i principali colpevoli furono puniti, ma il +senato, temendo il risentimento della corte di Spagna, non osò rendere +pubbliche queste processure, o apertamente accusare i veri instigatori +de' congiurati[305]. + + [305] _Gio. Batt. Nani Ist. Ven., l. III, p. 156. — Le Vassor, Hist. + de Louis XIII, t. III, l. XII, p. 193. — L'abbé de saint Réal Hist. + de conjurat. de Bedmar. — Vettor Sandi stor. civ., p. III, l. XI, c. + XI, § II, p. 995. — Vett. Siri Mem. recondite, t. IV, p. 447 e segu. + — Laugier Hist. de Venise, l. XLI, p. 107._ + +Conoscendo tuttociò che temere dovevano dall'ambizione e dalla nimicizia +della casa d'Austria, i Veneziani si aombrarono vedendo nel 1619 gli +Spagnuoli tentare di assicurarsi una comunicazione colla Germania per +via delle fortezze che fabbricavano nella Valtellina, sotto colore di +proteggere i cattolici di quella provincia contro i Grigioni +protestanti, loro sovrani. I Veneziani si collegarono coi Grigioni; +sollecitarono l'intervento della Francia, e persuasero il cardinale di +Richelieu a secondarli. La pace che fissò la sorte della Valtellina si +conchiuse il 6 marzo del 1626; ma per la lentezza e per gli artificj +degli Spagnuoli, i Grigioni non riebbero il possedimento della sovranità +di quella provincia che nel 1637, guarentendo il mantenimento della +cattolica religione[306]. + + [306] _Gio. Batt. Nani, l. IV, p. 170, 203 e segu. — Aless. Zilioli + Hist. memor., p. II, l. VII, p. 173. — Le Vassor Hist. de Louis + XIII, l. XXIII, p. 367. — Vett. Siri Mem. recondite, t. VI, p. 92 e + segu. — Laugier Hist. de Venise, t. XI, l. XLII, p. 139._ + +Nella seconda metà del XVII secolo i Veneziani dovettero portare le loro +forze in altro luogo; e l'improvviso attentato de' Turchi contro l'isola +di Candia, ch'ebbe luogo il 23 giugno del 1645, li ravvicinò di nuovo +alla casa d'Austria, colla quale ebbero allora comuni interessi[307]. La +guerra che di quei tempi ebbe cominciamento tra i Veneziani ed il +sultano Ibrahim fu la più lunga e la più ruinosa che la repubblica +avesse mai sostenuta contro l'impero Ottomano: durò venticinque anni, e +fu illustrata da gloriose vittorie navali. Due fra l'altre ne furono +riportate ai Dardanelli, una il 21 giugno del 1655 da Francesco +Morosini, l'altra il 26 di giugno del 1656 da Lorenzo Marcelli. Ma a +dispetto de' miracolosi sforzi di valore, e malgrado i loro vantaggi, +che sarebbero stati decisivi con un nemico meno potente, i Veneziani non +poterono fare in modo che il gran Visir non assediasse la stessa città +di Candia il 22 di maggio del 1667. Quest'assedio fu sostenuto con +indicibile valore dai Cristiani, che furono soccorsi da quasi tutti i +principi dell'Occidente. Prodigiosa fu la mortalità da ambedue le parti; +la peste saccheggiò il campo musulmano; ogni opera avanzata, ogni +rivellino, ogni bastione fu difeso finchè trovossi ridotto in un mucchio +di ruine. Il duca di Beaufort vi perdette la vita; il duca di Navailles +abbandonò la difesa della città, e s'imbarcò con tutti i Francesi +malgrado le caldissime istanze di Francesco Morosini, che credeva di +potersi ancora difendere. All'ultimo Candia fu costretta a capitolare il +6 di settembre del 1669. La repubblica rinunciò al dominio dell'isola di +Creta, e conservò gli altri suoi possedimenti in Levante[308]. + + [307] _Gual. Priorato Ist., p. III, l. X, p. 392. — Laugier Hist. de + Venise, t. XI, l. XLIX, p. 332._ + + [308] _Muratori Ann. d'It. ad ann. 1669. — Limiers Hist. de Louis + XIV, t. II, l. VI, p. 109. — Gir. Brusoni Ist. dell'ultima guerra + tra Venez. e Turchi in Candia 1644-1671, 1 vol. in 4.º. — Laugier + Hist. de Venise, t. XII, l. XLV, p. 103. — Vett. Sandi Ist. civ. + Veneta, p. III, l. XII, c. III, p. 1045._ + +Ma i Veneziani mal sapevano accomodarsi alla perdita di Candia; tenevano +aperti gli occhi, onde approfittare della prima opportunità per rifarsi +sull'impero Ottomano; e credettero di averla trovata in tempo della +guerra che la Porta dichiarò all'Austria nel 1682. Il 5 marzo del 1684, +colla mediazione di papa Innocenzo XI, i Veneziani si allearono +coll'imperatore Leopoldo e con Giovanni Sobieschi, re di Polonia. +Diedero il comando delle loro truppe a Francesco Morosini, che si era +acquistata tanta gloria nella guerra di Candia, e con un singolare +tratto di confidenza, di cui la loro repubblica aveva dati rarissimi +esempj, gli lasciarono il comando degli eserciti anche dopo averlo +nominato doge. I loro sforzi furono coronati da luminosi successi; e +questa seconda guerra, che durò quindici anni, riparò ai disastri della +precedente. Nel 1684 i Veneziani conquistarono Santa Maura, nel 1686 e +1687 occuparono tutta la Morea, ed a queste conquiste aggiunsero nel +1694 quella dell'isola di Scio, che perdettero nel susseguente anno. Al +generale Svezzese conte di Konigsmark, che aveva preso servigio sotto le +bandiere della repubblica, si dovette il principale merito di queste +vittorie. Ma perchè Venezia si esauriva colla lunghezza di questa +guerra, dessa accettò con piacere la tregua di Carlowitz del 26 di +gennajo del 1699, che le lasciava il possedimento della Morea, +dell'isola d'Egina, di Santa Maura, e di molte altre fortezze +conquistate in Dalmazia[309]. + + [309] _Muratori Ann. d'Ital. ad ann. 1699. — Limiers Hist. de Louis + XIV, l. XIII, t. III, p. 32. — Laugier Hist. de Venise, t. XII, l. + XLVI, p. 139-228._ + + + + +CAPITOLO CXXV. + + _Ultime rivoluzioni degli antichi stati dell'Italia dopo + l'apertura della guerra per la successione di Spagna fino + all'epoca della rivoluzione francese._ + +1701 = 1789. + + +Da oltre un secolo e mezzo l'Italia aveva piegato il collo sotto il +giogo straniero; la libertà era stata distrutta nelle repubbliche, +l'indipendenza de' principi negli stati assoluti, ovunque la guaranzia +sociale de' cittadini. Sotto il peso di questa calamità qualunque +orgoglio nazionale dovette spegnersi nel petto degl'Italiani, cessare +dovette qualunque virtù pubblica, e gl'Italiani vedendo di più non poter +aspirare alla gloria, si abbandonarono alla mollezza ed al vizio. Più +non sursero ingegni che si preservassero dai difetti della debolezza, +cioè dalla dissimulazione e dalla doppiezza; le lettere si corruppero +colla pubblica morale, e l'ingegno non tardò a soggiacere alla sorte +delle virtù. Il gusto de' così detti seicentisti non fu meno depravato +della politica de' loro coetanei. I Marini e gli Achillini nella poesia, +il Bernino nelle arti, ebbero una riputazione analoga a quella dei +Concini, dei Mazarini, delle Catarina e Maria dei Medici nel governo e +nell'_intrigo_; e la terra ridotta in servitù più non produsse che +frutta viziate. + +L'Italia fu ruinata dalla guerra nella prima metà del diciottesimo +secolo, presso a poco come nella prima metà del sedicesimo. Erano i +medesimi popoli, Francesi, Spagnuoli e Tedeschi, che se ne contrastavano +il possedimento; ma la loro maniera di combattere era di già diventata +meno crudele, e lasciava ai popoli più lunghi intervalli di riposo. Essi +volevano disporre delle province italiane, secondo che loro meglio +conveniva, o a seconda de' pretesi diritti di famiglia, senza avere +verun riguardo agl'interessi de' popoli, ai loro diritti, ai loro +desiderj: ma il risultamento de' loro sforzi fu precisamente il +contrario di quello che avevano avuto le guerre del sedicesimo secolo. +Queste avevano ridotti i più nobili principati d'Italia in province di +estere monarchie; le guerre del secolo diciottesimo loro restituirono +sovrani nazionali. Desse crearono ai più esposti confini una nuova +potenza capace di difendere l'Italia; e fissarono un giusto equilibrio +tra i suoi vicini. + +La pace d'Aquisgrana del 18 ottobre 1748 avrebbe ristabilita +l'indipendenza dell'Italia, se potesse sussistere indipendenza senza +libertà e senza spirito nazionale. Sagge e giuste erano le basi di +questa pace per quanto si poteva sperarlo da un congresso in cui i +popoli non avevano rappresentanza; perciò l'Italia ci presenta in questo +secolo una grande esperienza politica, i di cui risultati sono degni di +osservazione. L'Europa, dopo di avere in certo qual modo distrutta una +grande nazione, sente il male che ha fatto a sè medesima, privandola +dell'esistenza. Le quattro guerre di un mezzo secolo terminarono con +altrettanti trattati, che rialzarono sempre più l'indipendenza italiana. +Non avvi cosa che gli stranieri non facciano per gl'Italiani, fuorchè +quella di rendere loro la vita. Alle guerre succedono quarant'anni di +pace, e sono questi quarant'anni di mollezza, di debolezza, di +dipendenza; di modo che con questo esperimento i diplomatici dovrebbero +convincersi, che non si ristabilisce l'equilibrio d'Europa, quando non +si oppongono che forze morte a forze vive; e che non si guarentisce +l'indipendenza di una nazione, quando non si chiama quella medesima +nazione a difendere il proprio interesse e che non le si dà nè onore, nè +energia per mantenersi. + +Con quattro successive guerre si cambiò l'equilibrio d'Italia sul +principio del diciottesimo secolo, ed i quattro trattati che le +terminarono, stabilirono nuove dinastie, che poco più poco meno presero +il luogo delle antiche. + +La guerra della successione di Spagna dal 1701 al 1718 si era cominciata +da quasi tutte le potenze d'Europa contro la casa di Borbone per +contrastare a questa l'eredità di Carlo II, ultimo monarca del ramo +austriaco di Spagna. Lodovico XIV aveva preteso di raccoglierla +tutt'intera pel secondo de' suoi nipoti, cui aveva di già posto in +possesso dei quattro grandi stati che Carlo V aveva lasciati in Italia +ai suoi discendenti, Milano, Napoli, la Sicilia e la Sardegna. Ma le +forze dell'Europa unite contro di lui, dopo avere lungamente guastate le +province, ch'egli pretendeva difendere, una dopo l'altra gliele +ritolsero. La defezione del duca di Savoja, che nel 1703 passò al +partito de' suoi nemici, contribuì più di tutto a fargli perdere +l'Italia. Il 13 marzo del 1707 i Francesi furono forzati ad evacuare la +Lombardia; il 7 di luglio dello stesso anno perdettero il regno di +Napoli; e la Sardegna fu tolta alla casa di Borbone alla metà d'agosto +del 1708. Di tutta l'eredità della casa d'Austria in Italia Filippo V +più non aveva che la sola Sicilia, la quale poi cedette col trattato di +pace; di modo che i trattati d'Utrecht dell'11 aprile del 1713 e di +Rastad del 6 marzo 1714, che terminarono la guerra della successione di +Spagna, disposero di tutti i paesi che Carlo Quinto aveva riuniti alla +monarchia Spagnuola, e coi quali aveva renduto dipendente da quella +monarchia il resto dell'Italia[310]. + + [310] _Muratori Ann. d'It. ad ann. — Limiers Hist. de Louis XIV, t. + III, l. XIII al l. XVIII. — Giannone Istor. civile, l. LX, c. IV, p. + 655._ È il fine di questa storia. + +Il Milanese, il regno di Napoli e la Sardegna furono ceduti alla casa +d'Austria tedesca, che inoltre acquistò in Italia il Mantovano, +confiscato a pregiudizio dell'ultimo Gonzaga. Queste province passavano +da monarca straniero a monarca straniero, e l'indipendenza italiana +invece di guadagnare a questi cambiamenti, forse perdeva, perchè il +nuovo monarca era più vicino. Ma da un altro canto il sovrano più +militare dell'Italia acquistò province che davano maggiore consistenza +a' suoi stati, e lo mettevano più a portata di farsi rispettare in +avvenire. Il Monferrato venne aggiunto al Piemonte con alcuni piccoli +distretti staccati dalla Francia, e nello stesso tempo il regno di +Sicilia fu accordato a Vittorio Amedeo II, di modo che l'Italia contò +nuovamente in quest'epoca un re tra i suoi principi[311]. + + [311] _Muratori Ann. d'Italia ad an. 1713. — Limiers Hist. de Louis + XIV, l. XIX, p. 525 e segu. — Hist. de la diplomat. franç. cinquième + période, t. IV, l. VII, p. 322._ + +Il cardinale Alberoni, che dispoticamente governava la Spagna a nome di +Filippo V, sempre schiavo di un favorito, non poteva darsi pace che pel +trattato d'Utrecht la Spagna avesse perduto quel dominio d'Italia che +aveva conservato quasi due secoli. Colle forze rendute alla Spagna da +quattro anni di pace e da un'amministrazione alquanto meno oppressiva, +volle tentare di ricuperare in Italia la perduta influenza. Facendo +adottare al gabinetto borbonico di Madrid la politica del gabinetto +austriaco, cui era succeduto, principiò con un tradimento. In mezzo alla +pace, un'armata spagnuola sbarcata in Sardegna il 22 d'agosto del 1717 +occupò quell'isola cacciandone gli Austriaci. Lo stesso fece nella +Sicilia a danno de' Piemontesi nel susseguente anno, dopo avere +egualmente ingannata la corte di Torino. Questa guerra ricevette il suo +nome dalla quadruplice alleanza formata per frenare la Spagna. La +Francia in allora governata dal reggente duca d'Orleans, geloso del re +di Spagna, e l'Inghilterra e l'Olanda si unirono all'imperatore per +difendere l'Italia contro l'ambizione del cardinale Alberoni. Questa +guerra fece spargere poco sangue, e cagionò pochi guasti. La vicina +estinzione delle case Medici e Farnese, alle quali più non rimaneva +speranza di successione, dava alle potenze mediatrici il modo di +prendere compensi nel continente dell'Italia, essendo loro piaciuto di +risguardare come vacanti, per l'estinzione delle sovrane famiglie, gli +stati di Parma e di Toscana. La corte di Spagna fu soddisfatta nel suo +desiderio d'aggrandimento, quando il 17 febbrajo del 1720 accedendo essa +alla quadruplice alleanza, le fu promessa invece delle isole di Sicilia +e di Sardegna, ch'essa aveva conquistate, la successione de' Medici e +dei Farnesi per don Carlo, figlio di Filippo V e di Elisabetta Farnese, +cui quest'ambiziosa madre cercava di formare uno stabilimento +indipendente da suo fratello primogenito. Fu egualmente soddisfatta +l'ambizione di casa d'Austria, perchè riprese a Vittorio Amedeo la +Sicilia, popolata di 1,300,000 abitanti, e gli diede invece la Sardegna +che non ne contava che 423,000. I piccoli principi ed i popoli furono i +soli sagrificati. Pure travedevasi tuttavia un pensiere +dell'indipendenza italiana nella formazione di una nuova sovranità pel +principe di Spagna che veniva a stabilirsi in Italia, invece di +aggiugnere gli stati che gli si davano all'una o all'altra delle grandi +monarchie che s'arrogavono il diritto di disporre della sorte de' popoli +indipendenti[312]. + + [312] _Muratori Ann. d'It. ad ann. — Hist. de la Diplom. fran., l. + IV, p. 465-483, sixième période, L. I. — Lacretelle Hist. de France + pendant le XVIII siècle, t. I, l. II, p. 280._ + +La terza guerra che variò l'equilibrio d'Italia in questo secolo fu +egualmente breve ed accompagnata da pochi guasti. Per rispetto alla sua +origine non sarebbesi dovuto credere che potesse esserne il teatro +l'Italia, essendosi questa eccitata nel 1733 per la contrastata elezione +di un re di Polonia. Ad ogni modo perchè i re di Francia di Spagna e di +Sardegna entrarono nella stessa lega contro l'Austria, questa sperimentò +i pericoli annessi ai lontani possedimenti presso un popolo di costumi e +di lingua diverso, che invece di sagrificarsi per difendere il suo +padrone, fa di già molto quando non si prevale dell'occasione per +ribellarsi e scuotere il giogo. La casa d'Austria fu spogliata di tutti +i suoi stati in Italia; i Francesi uniti ai Piemontesi conquistarono il +Milanese; gli Spagnuoli i regni di Napoli e di Sicilia; di modo che +l'Austria dovette accomodarsi alle svantaggiose condizioni che le +vennero imposte dai preliminarj sottoscritti a Vienna il 3 ottobre del +1735, e riconfermati col trattato di Vienna del 18 novembre del +1738[313]. + + [313] _Muratori Ann. d'It. ad ann. — Will. Coxe Hist. de la Mais. + d'Autr. (trad.) c. XC e XCI, t. IV, p. 432 e segu. — Lacretelle + dixhuitième siècle, t. II, l. VI, p. 175, 180._ + +Questa terza pace restituì alle due Sicilie l'indipendenza che avevano +perduta da più secoli. Il regno di Napoli era passato sotto il dominio +di un'estera potenza fino dal 1501, e quello della Sicilia fino dal +1409. Più di sei milioni di sudditi italiani furono di nuovo +assoggettati ad un sovrano nato da un'italiana, educato alcun tempo in +Italia, e destinato a fissarvi la sua residenza e quella de' suoi +figliuoli. Questi due regni parevano riunire tuttociò che danno la forza +e la ricchezza, grossa popolazione, delizioso clima, prodotti di ogni +genere, facile navigazione e confini di facile difesa. La stessa pace +dilatò i confini del re Sardo; furono staccati dal Milanese Novara e +Tortona coi loro territorj per essere uniti al Piemonte. Dall'altro +canto il rimanente dello stato milanese e del ducato di Mantova furono +restituiti alla casa d'Austria; ed in compenso di quanto questa aveva +perduto, il trattato di Vienna le accordò pure il ducato di Parma, che +doveva essere di nuovo unito a quello di Milano, ed il gran ducato di +Toscana che doveva formare un principato indipendente per Francesco duca +di Lorena, sposo di Maria Teresa e futuro imperatore[314]. + + [314] _Muratori Ann. d'It. ad ann. 1735, 1738. — Hist. de la + Diplomatie française, t. V, p. 80, sixième période, l. III. — + Galluzzi Ist. di Toscana, t. VIII, p. 195, l. IX, c. IX._ + +Ma il trattato di Vienna non procurò all'Italia che un breve riposo. Il +ramo tedesco della casa d'Austria si spense nell'imperatore Carlo VI il +20 ottobre del 1740, pochi anni dopo il ramo spagnuolo. Invano aveva +questo monarca cercato di assicurare la successione dei suoi stati a sua +figlia Maria Teresa; gli stessi sovrani che avevano guarentita la +prammatica sanzione (così Carlo VI intitolò la legge pubblicata nel +1713, colla quale chiamava le figlie alla successione de' suoi stati), +presero le armi dopo la sua morte, per contrastarne l'eredità a sua +figlia. I tre rami della casa di Borbone di Francia, di Spagna e di +Napoli si associarono al re di Sardegna per attaccare la casa d'Austria +in Italia. La lotta fu lunga ed accanita; e di principal danno +all'Italia fu lo essersi il re Sardo staccato in settembre del 1743 +dalla lega della casa borbonica per unirsi a Maria Teresa, che +gl'Inglesi avevano preso a difendere. Quasi tutta l'Italia trovossi +esposta ai guasti delle armate, ed i paesi neutri, lo stato della chiesa +in particolare, contrastati fra i combattenti, non soffrirono forse meno +di quelli delle potenze belligeranti. Finalmente, dopo sette anni di +guerra e di disgrazie, gli articoli preliminari sottoscritti ad +Aquisgrana il 30 aprile del 1748 e seguiti da un definitivo trattato di +pace del 18 ottobre dello stesso anno rendettero la pace all'Italia, e +stabilirono le relazioni dei suoi diversi stati. I ducati di Milano e di +Mantova furono i soli stati d'Italia conservati sotto il dominio di +estera potenza, perchè restituiti alla casa d'Austria; ma ne vennero +staccati alcuni distretti a favore del re di Sardegna. I ducati di Parma +e di Piacenza, che i precedenti trattati avevano uniti al Milanese, +furono staccati un'altra volta per farne una sovranità indipendente a +favore di un quarto ramo della casa di Borbone, di don Filippo, fratello +del re di Spagna e del re di Napoli. Il gran ducato di Toscana fu +restituito all'imperatore, ma per essere ceduto al suo secondogenito, +onde formare la sovranità di un secondo ramo della sua casa. Il duca di +Modena e la repubblica di Genova, che si erano alleati ai Borboni, +furono rimessi in tutti i loro possedimenti, e l'indipendenza +dell'Italia fu intera, per quanto potevano darla i re che regolavano la +di lei sorte[315]. + + [315] _Muratori Ann. d'Ital. ad an._ Terminano a quest'epoca, o + piuttosto all'anno 1749. — _Histoire diplomat. franç., t. V, p. 385 + e segu. sixième période, l. V. — Will. Coxe Hist. de la Maison + d'Autriche, c. CVIII, t. V, (trad.) p. 170. — Lacretelle, t. II, l. + VIII, p. 412._ + +Ma l'Italia, dopo la pace di Aquisgrana, non acquistò maggiore potenza +politica di quella che avesse per lo innanzi, nè potè più che farsi per +lo innanzi rispettare o temere dai suoi vicini; essa non trovò i suoi +abitanti apparecchiati a difendere un nuovo ordine politico che loro non +procacciava nè gloria nè felicità; e sebbene essa superasse quasi tutti +i popoli del continente in popolazione ed in ricchezze, mai non ottenne +di lunga mano il rispetto che aveva ottenuto al suo piccolo popolo il +sovrano delle arenose marche del Brandeburgo. Il restante della storia +generale d'Italia, dopo la pace di Aquisgrana, più non offre +avvenimenti; gli scrittori periodici, che si credevano obbligati a dare +le notizie dell'Italia nei loro giornali, per lo spazio di quarant'anni +non intrattennero il pubblico che intorno a dispute teologiche, ad +alcuni nuovi regolamenti fatti da' principi di loro _motu proprio_ e +senza consultare i loro popoli, di feste, di matrimonj, di funerali e di +viaggi de' sovrani. Quegli avvenimenti ch'ebbero qualche influenza sui +susseguenti tempi, si presenteranno opportunamente nella rapida occhiata +storica de' varj stati dell'Italia. + +Fino dal 12 giugno del 1675 la Savoja ed il Piemonte erano governati da +Vittorio Amedeo II, che per altro non oltrepassava i trentaquattr'anni +in principio del decimottavo secolo. Nel 1697 e 1701 aveva maritate le +due sue figliuole ai due nipoti di Lodovico XIV, il duca di Borgogna ed +il duca d'Angiò, poscia re di Spagna; ed aveva preso in principio della +guerra della successione di Spagna il comando delle armate francesi e +spagnuole in Italia, col titolo di generalissimo. Ma più che il paterno +affetto era in lui potente l'ambizione; e nel 1696 egli aveva di già +mostrato di non essere troppo scrupoloso osservatore delle sue promesse. +Credeva di non avere più sicuro mezzo d'ingrandire i suoi stati, che +quello di accordare la sua alleanza al migliore offerente; e se il +Milanese veniva una volta in mano della casa di Borbone, poca speranza +gli restava di fare nuove conquiste. L'imperatore e le potenze marittime +gli fecero segretamente vantaggiose condizioni, ch'egli accettò in +luglio del 1703. Il duca di Vandome, che aveva sotto i suoi ordini nel +Mantovano un corpo di truppe piemontesi, avuto sentore dell'accaduto, le +fece disarmare il 29 di settembre, ed il giorno 3 dicembre dello stesso +anno Lodovico XIV dichiarò la guerra a Vittorio Amedeo[316]. + + [316] _Murat. Ann. d'It. ad an. 1703, t. XII, p. 21. — Limiers, + Hist. de Louis XIV, l. XIV, t. III, p. 124. — Lahode Hist. de Louis + XIV, l. LVI, t. V, p. 373. — Will. Coxe Hist. de la Maison + d'Autriche, c. LXIX, t. IV, p. 93._ + +Il duca di Savoja aveva preferiti alleati potenti, ma lontani, a quelli +che lo circondavano da ogni banda, e ch'erano tuttavia abbastanza forti +per punirlo crudelmente della sua diserzione. I suoi stati furono nello +stesso tempo invasi su tutti i punti dalle armate francesi e spagnuole: +tutta la Savoja fu conquistata; e Vercelli, Susa, la Brunetta, Ivrea, +Aosta, Bardi, Verrua, Civasco, Crescentino e Nizza, furono +successivamente occupate nel 1704 e 1705 dai duchi di Vandome e della +Feuillade; la stessa capitale, Torino, fu assediata nel 1706; onde il +duca quasi spogliato di tutti i suoi stati, fu forzato a cercare in +Genova un asilo alla sua famiglia, mentre ch'egli si chiudeva in Cuneo. +In tale circostanza andò debitore della sua salvezza ad un eroe della +sua casa, il principe Eugenio di Savoja, in allora generale +dell'imperatore, e nipote di quel Tommaso Francesco di Savoja, principe +di Carignano, che verso la metà del XVII secolo aveva così lungamente +travagliata la reggenza di sua cognata, la duchessa Cristina. Il +principe Eugenio ruppe sotto Torino, il 7 settembre 1706, le linee delle +armate del duca d'Orleans, della Feuillade e di Marsin, e fece levare +l'assedio. La Francia perdette in quell'incontro venti mila uomini, ed +il duca di Savoja ricuperò, oltre tutto quello che aveva perduto, il +Monferrato, Alessandria, Valenza e la Lumellina, che gli alleati gli +avevano promesso in premio della sua adesione[317]. + + [317] _Muratori ann. 1706. — Limiers, Hist. de Louis XIV, t. III, l. + XV, p. 205. — Will. Coxe, Hist. d'Autriche, t. IV, c. LXXIII, p. + 160._ + +L'unione del Monferrato al Piemonte variava l'esistenza di questa +potenza; i confini de' due stati erano talmente intralciati, che la loro +inimicizia faceva perdere ogni maniera di buona amministrazione all'uno +ed all'altro in tempo di pace, e di difesa in tempo di guerra. La +piccola provincia del Vigevanasco era pure stata promessa al duca di +Savoja; ma dacchè gli Austriaci ebbero ricuperato il Milanese, più non +vollero privarsi di veruna parte di questo stato. Cotale disparere fu +cagione di qualche raffreddamento tra Vittorio Amedeo e l'imperatore +Giuseppe, e ritrasse il primo dal prendere una parte attiva nella guerra +fino alla conchiusione della pace d'Utrecht, nel 1713, che assicurò le +precedenti conquiste della casa di Savoja, e vi aggiunse la +Sicilia[318]. + + [318] _Muratori An. d'It. 1708, t. XII, p. 56._ + +Il viaggio che Vittorio Amedeo fece in Sicilia con tutta la sua corte +per farvisi coronare, e la permanenza di un anno in Palermo, esaurirono +le finanze del Piemonte quasi quanto la guerra che aveva di fresco +terminata. Quando giunse in quest'isola entrò in ostilità d'altra natura +con papa Clemente XI, onde mantenere le prerogative della corona contro +l'autorità della santa sede: diversi ministri del re furono scomunicati +e molte città poste sotto l'interdetto; mentre che Vittorio Amedeo bandì +dalla Sicilia più di quattrocento ecclesiastici, che tenevano contro di +lui le parti del papa: queste religiose turbolenze riempirono il breve +regno di Vittorio Amedeo in Sicilia[319]. Mentre Vittorio Amedeo +confidava interamente nell'alleanza di Filippo V, re di Spagna, Palermo +venne improvvisamente attaccato il 30 giugno del 1718 dall'armata +spagnuola, e fu costretto a capitolare. Il vicerè di Vittorio Amedeo +difese Siracusa, Messina, Trapani e Melazzo; ma tutto faceva credere che +i Piemontesi non potrebbero mantenervisi lungo tempo; il re era troppo +lontano e troppo debole per mandare sufficienti soccorsi; e il 2 agosto +dello stesso anno, il quadruplice trattato d'alleanza, negoziato a +Londra dall'abate Dubois, offrì a Vittorio Amedeo, in vece di +protezione, il cambio sommamente svantaggioso della Sardegna per la +Sicilia, cui non pertanto Vittorio dovette soscriversi il 18 ottobre del +1718. Allora, rinunciando alle sue pretese sulla Sicilia, che +gl'imperiali contrastavano agli Spagnuoli, e prendendo il titolo di re +di Sardegna, sebbene non vi possedesse un palmo di terreno, Vittorio +Amedeo II consacrò l'anno 1719 a sottomettere all'autorità reale, in +Piemonte i suoi proprj feudatarj, abolendone i privilegj e confiscandone +le regalie. Quando finalmente Filippo V ebbe acceduto alla quadruplice +alleanza, rimise, in agosto del 1720, il possesso della Sardegna ad un +inviato dell'imperatore, che la consegnò immediatamente alle truppe di +Vittorio Amedeo[320]. + + [319] _Ivi, 1715._ + + [320] _Muratori Ann. d'It. ad an. 1718. — Lacretelle, Hist. du XVIII + siècle, t. I, l. II, p. 193, 208._ + +La Sardegna non dava al suo re che un vano titolo: ma l'acquisto del +Monferrato, dell'Alessandrino, della Lumellina aveva procurata al +Piemonte una tale consistenza che mai non aveva avuto prima del regno di +Vittorio Amedeo II. Questo principe, che può essere risguardato come il +fondatore della sua monarchia, consacrò gli ultimi dieci anni del suo +regno ad accrescere le fortificazioni delle sue città e le sue forze +militari, a formare valenti ingegneri, finalmente a ravvicinare i suoi +sudditi agli oltremontani per mezzo di un'educazione più proporzionata +ai progressi dei lumi in tutta l'Europa: fino all'età sua il Piemonte +non aveva quasi preso nessuna parte alla gloria letteraria dell'Italia: +rialzando il sentimento dell'onore nazionale ne' Piemontesi, Vittorio +Amedeo sviluppò tra di loro distinti ingegni; riparò nello stesso tempo +i disastri dell'agricoltura, del commercio e delle manifatture; +semplificò l'amministrazione della giustizia ne' tribunali; e si occupò +con pari attività che intelligenza a chiudere tutte le piaghe dello +stato. Dopo avere lungamente richiamati gli sguardi dell'Europa sulla +luminosa carriera ch'egli aveva percorsa, Vittorio Amedeo, giunto +all'età di 64 anni, fece, il 3 settembre del 1730, maravigliare tutti +coll'abdicazione della corona a favore di suo figlio Carlo Emmanuele +III, allora in età di trent'anni. Per altro i suoi sudditi, che avevano +più sofferto pella sua inquieta attività, e pel suo despotismo, che non +approfittato delle sue riforme, di cui non raccoglievano ancora i +frutti, non dissimularono la gioja che loro cagionava quest'avvenimento. +Vittorio Amedeo aveva fatto fondamento nella riconoscenza e nel rispetto +di suo figlio; ma le relazioni de' principi fra di loro non sono quelle +del sangue; la diffidenza ed il sospetto gli assediano, l'affetto non ha +veruna parte nella loro educazione, la riconoscenza viene soffocata nel +cuor loro dall'adulazione, e la voce della coscienza pervertita dai +consiglj de' cortigiani. Vittorio Amedeo II fu per ordine di suo figlio +arrestato la notte del 28 al 29 di settembre del 1731, colle più +ributtanti circostanze: nella sua prigionia ed in tempo dell'ultima sua +malattia, non potè ottenere colle più calde preghiere, che suo figlio +andasse a trovarlo; e finalmente morì il 31 ottobre del 1732 nel +castello di Moncalieri, ove era rinchiuso, distante tre miglia da +Torino[321]. + + [321] _Muratori Ann. d'It. ad ann. 1731. — Will. Coxe Hist. de la + Maison d'Autriche, ch. LXXXIX, t. IV, p. 422. — Lacretelle, Hist. du + XVIII siècle, t. II, l. VI, p. 114._ + +Carlo Emmanuele III non tralignò dai principi suoi predecessori, nè per +la sua abilità nelle cose della politica, della guerra e +dell'amministrazione, nè per l'instabilità delle sue alleanze, che, come +quelle dei suoi antenati, furono sempre vendute al migliore offerente. +Nella guerra dell'elezione del re di Polonia, egli sorprese gli +Austriaci, cui il suo primo ministro, il marchese d'Ormea, avea date in +iscritto le più formali assicurazioni ch'egli non si era alleato alla +casa di Borbone; in breve tempo conquistò tutto il Milanese, e ne fu +ricompensato nel trattato di pace colla cessione di Novara e di Tortona +coi loro territorj[322]. + + [322] _Hist. de la Diplomatie Franç., t. V, p. 80, sixième période, + l. III. — Will. Coxe, Hist. de la Maison d'Autriche, ch. XC, t. IV, + p. 438. — Lacretelle, Hist., t. II, p. 175._ + +Nella guerra della successione dell'Austria, il re di Sardegna offrì da +prima la sua alleanza alla casa di Borbone; ma la corte di Spagna, che +pretendeva di ricuperare il Milanese già da venticinque anni staccato da +quella monarchia, non esibì a Carlo Emmanuele per comperare la sua +alleanza che piccolissimi distretti di quel ducato, che probabilmente +avrebbe ancora rivendicati quando la vittoria avesse coronate le sue +armi. Allora il re di Sardegna fece un trattato provvisionale con Maria +Teresa per la difesa del Milanese, cui riservavasi però di potere +rinunciare, dandone avviso alla regina un mese prima. Questo trattato fu +soscritto il primo febbrajo del 1742[323], ed obbligò Carlo Emmanuele ad +entrare in guerra cogli Spagnuoli, i quali, sotto il comando +dell'infante di Spagna, don Filippo, invasero tutta la Savoja, mentre +che i Piemontesi uniti agli Austriaci sconfissero gli Spagnuoli nella +Lombardia oltrepadana. Ma non perciò il re di Sardegna interrompeva le +sue negoziazioni colla casa di Borbone, cui la sua alleanza avrebbe dato +in mano il Milanese; ma egli poneva a cotale alleanza un altissimo +prezzo. Diede a questi negoziati abbastanza pubblicità affinchè la corte +di Vienna, e più ancora il suo alleato Giorgio II, sentissero la +necessità di guadagnarlo al loro partito. Infatti, il 13 settembre del +1743, conchiusero con lui un trattato sottoscritto a Worms, col quale +gli si promettevano Piacenza, Vigevano e l'alto Novarese, e per confini +a Levante la Nura, il Ticino ed il lago Maggiore[324]. + + [323] _William Coxe, Hist. de la Maison d'Autriche, ch. CII, t. V, + p. 72._ + + [324] _Murat. Ann. ad an. 1742, 1743. — Will. Coxe, Hist. de la + Maison d'Autriche, t. V, ch. CIV, p. 103._ + +Dopo quest'alleanza Carlo Emmanuele agì vigorosamente contro i Francesi +e contro gli Spagnuoli; ma mentre li combatteva, non lasciava di +negoziare per tornare al loro partito: v'ebbero perfino de' preliminari +sottoscritti a Torino, il 26 dicembre del 1745, tra la Francia e la +Sardegna, le di cui condizioni avrebbero consolidata la potenza della +casa di Savoja, ed assicurata l'indipendenza degli stati d'Italia. Si +aboliva perfino il nome del santo romano impero, cagione di tante +vessazioni pei pretesi stati feudali, e si escludevano i Francesi, gli +Spagnuoli ed i Tedeschi da ogni possedimento nella penisola. Ma la +diffidenza del re sardo, gl'indugj della corte di Spagna, e la rapida +discesa in Italia di un'armata della regina d'Ungheria fecero rompere +queste negoziazioni. Allora Carlo Emmanuele, unendosi di nuovo agli +Austriaci, si mantenne costante nella loro alleanza fino alla pace +d'Aquisgrana, che press'a poco gli accordò i vantaggi acquistati col +trattato di Worms, tranne Piacenza, cui dovette rinunciare[325]. + + [325] _Muratori Ann. d'It. ad ann. 1748. — Hist. de la Diplom. + Franç., t. V, p. 402, sixième période, l. V. — Will. Coxe, Hist. de + la Maison d'Autriche, t. V, ch. CVIII, p. 170._ + +L'ultima parte del regno di Carlo Emmanuele fino alla morte che lo +sorprese il 20 gennajo del 1773, ed il regno di Vittorio Amedeo III, che +gli successe, furono sempre pacifici; e perchè in un paese in cui non si +permette al popolo d'immischiarsi nelle cose del governo e della +politica, i tempi di pace non offrono allo storico verun avvenimento, +può risguardarsi la storia del Piemonte come affatto nulla in tutto +questo periodo. Il governo non avrebbe tollerato che se ne conservasse +qualche memoria, e veruno scrittore volle infatti esporsi a +dispiacergli, narrando ciò che la suprema autorità seppelliva in un +profondo segreto. + +Il ducato di Milano, che durante la guerra della successione di Spagna, +passò sotto il dominio di casa d'Austria, ebbe la sventura di essere +saccheggiato in ogni guerra da tutte le potenze belligeranti, e +smembrato in tutti i trattati di pace. La capitale perdette assai in +popolazione ed in ricchezze, quando molte delle sue migliori province +vennero sottratte al suo dominio e date al re di Sardegna. Le campagne +in tempo della guerra non soffrirono meno della capitale; ma la loro +prosperità venne più rapidamente repristinata, sia a cagione della +maravigliosa loro fertilità, sia perchè il governo austriaco fu assai +più giusto e più ragionevole che non quello degli Spagnuoli. In +particolare la casa di Lorena si fece conoscere superiore all'antica +casa d'Austria, e l'amministrazione del conte di Firmian (1759-1782) +lasciò una grata memoria. Era omai questa la sorte dell'Italia di +ricevere dall'estero i lumi ch'ella aveva sì lungamente sparsi in +addietro; e le province, governate da stranieri monarchi, approfittavano +dei progressi nelle scienze politiche, che i nazionali non avevano per +anco fatti. Giuseppe II intraprese con zelo e con buona fede, ma spesso +con troppo precipizio, le riforme oramai diventate necessarie. La +pubblica opinione era tuttavia così traviata dall'ignoranza dei diritti +del principato, che condannava quasi tutto ciò che questo sovrano faceva +pel vantaggio del paese. Non perciò i suoi sforzi riuscirono del tutto +vani; le lettere, i lumi ed alcune virtù pubbliche cominciarono a +rigermogliare in Lombardia, e fu questa la provincia che fece più d'ogni +altra sperare il risorgimento di una nazione italiana. + +In principio del secolo i Gonzaga perdettero il ducato di Mantova, che +da Giuseppe II venne assoggettato a quello di Milano, in compenso di ciò +che aveva perduto dalla banda del Piemonte. L'imprudente Ferdinando +Carlo Gonzaga si era lasciato vincere dal danaro sul principio della +guerra della successione di Spagna, ed aveva acconsentito a ricevere in +Mantova guarnigione francese, in conformità del trattato ch'egli +soscrisse a Venezia il 24 febbrajo del 1701[326]. Con ciò, non solo +richiamò la guerra ne' suoi stati, mentre egli nelle dissolutezze di +Venezia cercava di scordare le sventure de' suoi sudditi, ma inoltre +diede un pretesto all'imperatore di porlo al bando dell'impero. In +fatti, avendo i Francesi, in virtù della convenzione di Milano del 13 +maggio 1707, evacuata la Lombardia, Mantova e tutto il suo ducato +vennero occupati dagl'imperiali; fu dichiarato il duca colpevole di +fellonìa, ed i suoi feudi riuniti alla diretta dell'impero; poco dopo +Ferdinando Carlo morì in Padova il 5 di luglio del 1708 senza prole. +Rimaneva di questa famiglia un ramo cadetto, quello dei duchi di +Guastalla e di Sabbionetta, principi di Bozzolo, formato da Federico di +Gonzaga, illustre generale del sedicesimo secolo. Ma invano questi +richiamarono la successione d'uno stato che loro apparteneva per le +leggi dell'impero, e che rimase confiscato. Anche questa linea si spense +in Giuseppe Maria Gonzaga che morì il 15 d'agosto del 1746, e la pace di +Aquisgrana aggiunse i piccoli stati di lui a quelli di Parma e di +Piacenza[327]. + + [326] _Muratori Ann. d'Italia, 1701. — Limiers, Hist. de Louis XIV, + l. XIII, p. 69. — Le Vassor, Hist. de Louis XIII, t. VI, l. XXVI, p. + 98. — Will. Coxe, Hist. de la Maison d'Autriche, ch. LXXV, t. IV, p. + 211._ + + [327] _Muratori Ann. d'Ital. ad ann. 1708. — Ivi, 1746._ + +Ne' primi anni del diciottesimo secolo i ducati di Parma e di Piacenza +erano governati da Francesco Farnese, succeduto a Rannuccio II, suo +padre, l'undici dicembre del 1694. Fino dalla sua più fresca giovinezza +trovavasi oppresso da una straordinaria grassezza, diventata ereditaria +nella sua famiglia; inoltre balbettava, ed a questi esteriori difetti +rispondeva la debolezza del suo spirito, onde aveva contratto un estremo +timore di mostrarsi in pubblico, e tenevasi a tutti celato. Durante la +guerra della successione di Spagna, ricevette guarnigioni pontificie, +onde far rispettare la sua neutralità e quella della Chiesa di cui +riconoscevasi feudatario. A fronte di ciò i Tedeschi violarono più volte +il suo territorio. Non avendo avuti figliuoli da Dorotea di Neuburgo, +vedova di suo maggior fratello, ch'egli aveva sposata il 16 settembre +del 1714, maritò Elisabetta Farnese, figlia di suo fratello, a Filippo +V, re di Spagna. Sebbene le femmine non fossero chiamate all'eredità de' +feudi della Chiesa, fu però Elisabetta che trasmise alla casa di Borbone +quelle pretese sui ducati di Parma e di Piacenza, che fecero dare quei +ducati al secondo de' di lei figli[328]. + + [328] _Muratori Ann. d'Italia, 1714._ + +Francesco Farnese mai non aveva voluto dare a suo fratello Antonio una +sufficiente entrata per potersi ammogliare; altronde Antonio non aveva +che un anno meno del duca, ed aveva la stessa mostruosa corpulenza, lo +che faceva risguardare come di già spenta la casa Farnese, quando nel +1720 il trattato della quadruplice alleanza impose leggi alla Spagna, +per terminare la guerra eccitata dal cardinale Alberoni. L'eredità di +Parma e quella della Toscana furono assegnate ad un figlio di Elisabetta +Farnese e di Filippo V, che non fosse re di Spagna; i ducati di Parma e +di Piacenza vennero dichiarati feudi imperiali, malgrado le rimostranze +di Clemente XI, e fu convenuto che per la guarenzia di questa eventuale +successione sarebbero, durante la vita degli ultimi principi Farnesi, +occupati da guarnigioni svizzere. Questi accomodamenti furono inoltre +raffermati dal trattato fatto il 30 aprile del 1725 tra l'Austria e la +Spagna[329]. + + [329] _Muratori Ann. d'Italia, 1720-1725. — Galluzzi Ist. di Tosc., + l. IX, c. III, p. 345, t. VII._ + +L'infante don Carlo, cui erano destinati questi principati italiani, non +recossi nella penisola che dopo la morte del duca di Parma, Francesco, +accaduta il 26 di febbrajo del 1727. Suo fratello, don Antonio, allora +in età di quarantotto anni, si affrettò di cercarsi una consorte per +conservare ancora, se era possibile, la casa Farnese; ed in febbrajo del +1728 sposò Enrichetta d'Este, terza figlia del duca di Modena. Il papa +Benedetto XIII e l'imperatore Carlo VI gli prescrissero nello stesso +tempo di ricevere dalla Chiesa e dall'impero l'investitura dei suoi +ducati; ma, temendo di compromettersi con sovrani tanto di lui più +potenti, e per non dare la preferenza a veruno di loro, egli ricusò +l'uno e l'altro. In tali circostanze la Francia, l'Inghilterra e la +Spagna convennero, in forza di un trattato sottoscritto in Siviglia il 9 +novembre del 1729, che sei mila Spagnuoli verrebbero destinati a formare +le guarnigioni di Livorno, Porto Ferrajo, Parma e Piacenza, onde +guarentire la successione a don Carlo. Tale sostituzione delle truppe +spagnuole alle svizzere spiacque all'imperatore, il quale rifiutò di +accettare il trattato di Siviglia, e fece passare trenta mila uomini in +Lombardia, per opporsi all'introduzione delle guarnigioni +spagnuole[330]. + + [330] _Muratori Ann. d'Italia ad an. 1729. — Hist. de la Diplom. + franç., sixième période, l. III. — Galluzzi Storia del gran ducato, + l. IX, c. VI., t. VIII, p. 66._ + +I duchi di Parma e di Toscana, che vedevano, mentre ancora erano vivi, e +malgrado loro, altri liberamente disporre della propria eredità, non +temevano meno le truppe estere, che, occupando i loro stati, vorrebbero +dar loro la legge, di quello che temessero la guerra che l'imperatore +mostravasi apparecchiato ad intraprendere per tenerle lontane. Il loro +regno si andò consumando in tristi negoziazioni, le quali tutte avevano +per oggetto l'epoca della loro morte, creduta assai vicina, sebbene +fossero ambidue pieni di vita e non ancora usciti dalla virilità. Però +le truppe spagnuole non erano per anco sbarcate in Italia, quando +Antonio, ultimo duca della casa Farnese, morì il giorno 20 gennajo del +1731. Ne' pochi anni del suo regno costui risguardò le finanze de' suoi +stati come un'entrata vitalizia; sagrificò le generazioni che dovevano +seguirlo a' suoi piaceri del momento, non limitando in verun modo le sue +prodigalità, sia che si trattasse di appagare i suoi gusti, o di +guadagnare la riconoscenza degli adulatori e dei favoriti che lo +circondavano[331]. + + [331] _Muratori Ann. d'Italia ad an. 1731. — Galluzzi Ist. della + Toscana, l. IX, c. VII, t. VIII, p. 116. — Will. Coxe, Hist. de la + Maison d'Autriche, ch. LXXXVIII, t. IV, p. 410._ + +La duchessa Enrichetta, vedova dell'ultimo duca di Parma, credevasi +incinta, e non riconobbe d'essersi ingannata che in settembre dello +stesso anno, nella quale epoca lasciò Parma per tornare a Modena. Tale +incertezza diede tempo alle altre potenze di convenire intorno alle +rispettive pretese. Nel giorno 23 di gennajo del 1731, il generale +imperiale aveva preso possesso di Parma e di Piacenza, veramente per +conto dell'infante di Spagna, ma con truppe tedesche: un commissario +pontificio, che in allora si trovava a Parma, protestò solennemente il +giorno 24 contro un tale atto di possesso, contrario al supremo dominio +della Chiesa. Una nuova convenzione, sottoscritta il 22 luglio del 1731, +tra l'imperatore, il re di Sardegna e l'Inghilterra, riconfermò le +convenzioni della quadruplice alleanza. L'infante don Carlo non arrivò a +Livorno che il 27 di dicembre seguìto dalle truppe spagnuole, che +dovevano per lui occupare i suoi nuovi stati. Dopo essersi trattenuto +parecchj mesi in Toscana presso il gran duca Giovan Gastone de' Medici, +che in certo qual modo veniva obbligato ad adottarlo ed a riconoscerlo +quale suo presuntivo erede, don Carlo entrò trionfalmente in Parma il 9 +di settembre del 1732[332]. + + [332] _Muratori Ann. d'Italia ad ann. 1731, 1732. — Galluzzi Stor. + di Toscana, l. IX, c. VII, t. VIII, p. 115._ + +L'imperatore Carlo VI aveva dato per tutori a don Carlo la di lui ava +materna, la duchessa Dorotea, vedova di Odoardo, poi di Francesco +Farnese, ed il gran duca di Toscana; ma nel susseguente anno la casa di +Borbone, avendo attaccata quella d'Austria, don Carlo, che il 20 di +gennajo del 1733 era giunto a diciassette anni, dichiarossi egli stesso +maggiore, ed in pari tempo prese il comando dell'esercito spagnuolo in +Italia. Siccome dal canto suo il duca di Savoja, Carlo Emmanuele III, si +era posto alla testa delle truppe francesi, ed avea fatta rapidamente la +conquista del Milanese, così don Carlo, che più non era in Lombardia +necessario, in principio di gennajo del 1734 prese colle truppe +spagnuole la strada di Napoli, onde tentare la conquista di quel regno. +Sperando allora di cambiare i due piccoli ducati di Parma e di Piacenza +con una vasta monarchia, e più non supponendo di entrare nell'eredità a +lui destinata da tanti anni, don Carlo spogliò i palazzi Farnesi de' +loro più ricchi effetti, per portarli seco. Il duca di Montemar, che +dirigeva le sue operazioni, il 27 di maggio sconfisse presso Bitonto la +piccola armata imperiale, la sola che avesse osato di resistergli, +perciocchè fin dal 9 aprile la capitale aveva aperte le sue porte agli +Spagnuoli: e prima che terminasse la campagna, i due regni di Napoli e +di Sicilia furono totalmente assoggettati a don Carlo[333]. + + [333] _Murat. Ann. d'Italia ad ann. 1734. — Galluzzi Storia di + Toscana, l. IX, c. IX, t. VIII, p. 179. — Coxe, Hist. de la Maison + d'Autriche, ch. XC, t. IV, p. 447._ + +Sebbene questo principe, allorchè partiva da Parma, avesse mostrato di +rinunciare a quella sovranità, la facile conquista del regno di Napoli +risvegliarono la sua ambizione e quella di suo padre. Si lusingarono di +ricuperare tutto ciò che la pace d'Utrecht aveva tolto in Italia alla +corona di Spagna; e nel 1735 il duca di Montemar si rimise in cammino +alla volta della Lombardia per intraprendervi nuove conquiste. Ma il +cardinale di Fleurì era omai stanco di servire all'ambizione spagnuola; +il 3 di ottobre fece sottoscrivere in Vienna i preliminarj della pace +coll'imperatore; ed ordinò al duca di Noailles di non dare più ajuto al +generale spagnuolo; onde il duca di Montemar, stretto improvvisamente +dai Tedeschi, si vide forzato a ritirarsi precipitosamente a traverso +alla Toscana alla volta del regno di Napoli[334]. + + [334] _Muratori Ann. d'Italia ad ann. 1734. — Galluzzi, Storia della + Toscana, l. IX, c. IX, p. 198. — Will. Coxe, Hist. de la Maison + d'Autriche, ch. XCI, p. 465._ + +In aprile del susseguente anno le guarnigioni spagnuole, che occupavano +Parma e Piacenza, evacuarono quelle due città, seco trasportando le +biblioteche e la galleria dei Farnesi, tutti i quadri, tutti i mobili e +tutti gli effetti preziosi de' palazzi saccheggiati; di modo che al +dolore di perdere la propria indipendenza i popoli aggiunsero quello di +vedersi spogliati di tutti gli ornamenti delle loro città. Allora i +ministri spagnuoli, a nome di don Carlo, dichiararono i sudditi di Parma +e di Piacenza sciolti dal loro giuramento di fedeltà, e subito partirono +senza consegnare quegli stati agli Austriaci: ma non si furono appena +ritirati che il principe di Lobkowitz ne prese il possesso, il giorno 3 +di maggio del 1736, a nome dell'imperatore[335]. + + [335] _Muratori Ann. d'Italia ad ann. 1736. — Galluzzi Stor., l. IX, + c. X._ + +Parma e Piacenza non rimasero lungamente unite al ducato di Milano, +perciocchè cinque anni dopo tale cessione, si estinse la casa d'Austria; +ed il re di Spagna vantando diritti sull'eredità di Carlo VI, il duca di +Montemar sbarcò il giorno 9 dicembre del 1741 ad Orbitello con un +esercito spagnuolo destinato a fare in Italia nuovi acquisti. La regina +di Spagna, Elisabetta Farnese, aveva un altro figlio, chiamato don +Filippo, nato il cinque di marzo del 1720. Quest'ambiziosa principessa, +che continuamente lagnavasi di avere perduta l'eredità della propria +famiglia, risolse di formare a suo figlio uno stato in Italia. Lo pose +alla testa di un'armata spagnuola adunata nel 1742 ai confini della +Provenza, la quale, sebbene occupasse subito la Savoja, non potè che +dopo lungo tempo penetrare in Italia. Il re di Napoli era stato +costretto dall'ammiraglio Matheus a dichiararsi neutrale il 19 agosto +del 1742, onde non vedere bombardata la sua capitale. Il duca di Modena, +che aveva abbracciato il partito francese, era stato cacciato dai suoi +stati: ed i ducati di Parma e di Piacenza erano caduti in mano dei +Tedeschi; onde soltanto in settembre del 1745 l'infante don Filippo potè +entrare negli stati che pretendeva di sua ragione[336]. + + [336] _Muratori Ann. d'Italia, 1741 e seg. — Coxe, ch. CVI, t. V, p. + 137._ + +Appena cominciava don Filippo ad avere in Lombardia la fortuna propizia, +che la corte di Spagna pensò a formargli uno stato, non più delle sole +città di Parma e di Piacenza, ma di tutto il Milanese. Era entrato in +Milano il 16 di dicembre del 1745, quando la pace parziale fatta dal re +di Prussia con Maria Teresa permise a questa sovrana di portare la +maggior parte delle sue forze in Italia; allora don Filippo fu costretto +ad abbandonare Milano il 19 di marzo, e tutti i Francesi e gli Spagnuoli +furono scacciati dalla Lombardia prima che terminasse la campagna del +1746[337]. + + [337] _Muratori Ann. d'Italia ad ann. 1746. — Oeuvres posthum. de + Frédéric II Hist. de mon temps, ch. X-XIV, t. II, p. 77. — Coxe, + Hist. de la Maison d'Autriche, ch. CVII, t. V, p. 153._ + +Nella stessa campagna aveva don Filippo perduto il suo principale +appoggio in Filippo V, suo padre, morto il 9 di luglio del 1746. +Ferdinando VI, figlio di Filippo V, del primo letto, succedutogli alla +corona di Spagna, non prendeva un troppo vivo interesse allo +stabilimento de' figliuoli di sua matrigna. Perciò la corte di Spagna fu +contenta di ottenere, col trattato di Aquisgrana, i due ducati di Parma +e di Piacenza, che tornarono a ricuperare l'indipendenza il 18 ottobre +del 1748, ed ebbero qualche ingrandimento coll'unione fattavi del +piccolo ducato di Guastalla[338]. + + [338] _Muratori Ann. d'Italia ad ann. 1748. — Hist. de la Diplom. + Franç. sixième période, l. V, t. V, p. 417. — Coxe, Hist. de la + Maison d'Autriche, ch. CVIII, t. V, p. 177._ + +La guerra della successione d'Austria aveva in certo qual modo +interessata tutta l'Europa alla trasmissione dell'eredità dei Farnesi ad +un ramo dei Borboni. Ma dopo quest'avvenimento gli stati di Parma e di +Piacenza ricaddero nell'oscurità sotto il regno dell'infante don +Filippo, che morì il 18 luglio del 1765, e sotto quello di suo figlio e +successore don Ferdinando. Per altro il gusto di don Filippo per le +lettere e per la filosofia, la protezione da lui accordata agli +scrittori francesi, la scelta fatta per educare suo figlio dell'abate di +Condillac, furono cagione che s'introducessero in Lombardia nuove idee, +con un certo sentimento di libertà civile e religiosa, che dal governo +spagnuolo era stato per lo innanzi severamente proscritto. Le città di +Parma e di Piacenza, che nei precedenti secoli avevano avuta così +piccola parte alla gloria letteraria dell'Italia, parvero animate da +nuova vita, e vi fiorirono molti uomini illustri. + +Nella prima metà del diciottesimo secolo i ducati di Modena e di Reggio +non furono meno sventurati di quelli di Parma e di Piacenza. Rinaldo +d'Este, che regnava in Modena fino dal 1694, abbracciò il partito +imperiale nella guerra della successione di Spagna. Perciò tutti i suoi +stati furono invasi dai Francesi, ed egli medesimo fu costretto a +ripararsi in Bologna fino al 1707, in cui la Lombardia venne evacuata +dalle armate dei Borboni. La pace d'Utrecht gli ratificò il possedimento +di tutto ciò che aveva prima della guerra, e vi aggiunse nel 1718 il +piccolo ducato della Mirandola, comperato dall'imperatore, che lo aveva +confiscato a pregiudizio di Francesco Pico, ultimo principe di questa +famiglia. Rinaldo, conservandosi fedele allo stesso partito, fu per la +seconda volta costretto a ripararsi in Bologna nella guerra del 1734, +mentre che i suoi stati vennero occupati dai Francesi e dagli Spagnuoli. +Finalmente rientrò nella sua capitale il 24 di maggio del 1736, ove morì +diciassette mesi dopo, il 26 di ottobre del 1737, in età di ottantadue +anni[339]. + + [339] _Murat. Ann. d'Italia ad an. 1737._ + +Il duca Rinaldo, che era stato cardinale, che non aveva deposto l'abito +ecclesiastico che in età di quarant'anni, e ch'era giunto ormai ad +avanzata vecchiaja in tempo dell'ultima guerra in cui erasi trovato suo +malgrado avviluppato, non prendeva veruna parte nelle operazioni +militari. Suo figlio Francesco III, che gli successe, era stato +militarmente educato, ed aveva gusto per le cose della guerra. Prima di +salire sul paterno trono aveva fatta una campagna contro i Turchi; +ricercò l'alleanza della casa di Borbone nella guerra della successione +dell'Austria, e fu nominato generalissimo delle armate francesi e +spagnuole, che in Italia militavano contro Maria Teresa. Egli diede con +ciò motivo agli Austriaci di invadere i suoi stati, di guastarli e +d'opprimerli colle contribuzioni, mentre ch'egli conduceva il suo +esercito nello stato pontificio, ove si mantenne lungamente; indi venne +nella riviera di Genova, in Provenza ed in Savoja, dov'ebbe comune +fortuna coll'infante don Filippo. Fu rimesso finalmente ne' suoi stati +nel 1748 dal trattato di Aquisgrana; ma li trovò ruinati dalle truppe +austriache e piemontesi, che gli avevano occupati più anni, ed egli +aggiunse ancora alla loro miseria col peso di nuove imposte e col +cattivo sistema delle sue finanze. Morì di ottantadue anni il 23 +febbrajo del 1780. La fama dei due più eruditi italiani, Muratori e +Tiraboschi, suoi sudditi e suoi pensionati, sparse qualche gloria sul +suo regno. + +Era ne' destini dei ducati di Modena e di Reggio di essere governati da +vecchi principi. Ercole III, figliuolo di Francesco III, era ammogliato +da circa quarant'anni quando successe a suo padre. Aveva sposata in +settembre del 1741 Maria Teresa Cibo, unica figlia ed erede di Alderano +Cibo, ultimo duca di Massa e di Carrara, ed aveva per tal modo fatto +entrare nella sua famiglia un quarto ducato, oltre quelli di Modena, di +Reggio e della Mirandola[340]. Il ducato di Massa e Carrara era uno de' +molti piccoli feudi imperiali posseduti dai marchesi Malaspina tra la +Liguria, la Lombardia e la Toscana. Due secoli e mezzo prima era +passato, per mezzo di una femmina, sotto il titolo di marchesato, a +Franceschetto Cibo, figlio d'Innocenzo VIII; era stato eretto in ducato +nel 1664; e di nuovo passò per una donna alla casa d'Este[341]. +Diventato duca in età avanzata, Ercole III fu accusato, ancora più de' +suoi due predecessori, di avarizia, vizio che spesso si rimprovera alla +vecchiaja. Egli accumulò un tesoro, che invece di servire alla sua +difesa nell'istante del bisogno, accrebbe il suo pericolo, eccitando la +cupidigia dei suoi nemici. Il 14 ottobre del 1771 maritò l'unica sua +figlia coll'arciduca Ferdinando d'Austria; e questa principessa è +rimasta l'unica rappresentante de' principi d'Este, in addietro sovrani +di Ferrara, Modena e Reggio; dei Malaspina e dei Cibo, signori di Massa +e di Carrara; dei Pichi, sovrani della Mirandola, e dei Pii, sovrani di +Carpi e di Correggio; perciocchè tutte le case sovrane d'Italia +sembravano percosse dallo stesso destino, e la stessa casa d'Este era +pure vicina a spegnersi, allorchè perdette i suoi stati nelle guerre +della rivoluzione. + + [340] Ercole d'Este non possedette mai il ducato di Massa. Dopo la + morte della consorte, che viveva separata dal marito in Reggio, + questo ducato passò in dominio dell'unica sua figlia Maria Beatrice, + moglie dell'arciduca Ferdinando d'Austria, che lo possiede anche al + presente. _N. d. T._ + + [341] _Muratori Ann. d'Italia ad ann. 1741. — Viani Storia e monete + di Massa, c. XIV, p. 59._ + +Si erano vedute spegnersi in Napoli le case dei Durazzo, d'Angiò e +d'Arragona; a Milano quelle de' Visconti e degli Sforza; quella de' +Paleologhi nel Monferrato; dei Montefeltro e della Rovere in Urbino; dei +Gonzaga a Mantova, Guastalla e Sabionetta; dei Farnesi in Parma e +Piacenza; e l'Italia vide pure spegnersi nel diciottesimo secolo, prima +delle case Cibo e d'Este, la casa dei Medici, che, erede di una gloria +acquistata da rimotissimi antenati, era illustre a motivo dei grandi +cittadini di Firenze da lei prodotti, non per i suoi gran duchi. + +Cosimo III regnava in Firenze fin dal 1670, ed anche salendo sul trono +la sua vita era amareggiata dalle sue contese con Margarita d'Orleans, +sua sposa, cui era diventato insoffribile a cagione de' suoi sospetti e +della sua domestica tirannide: ma egli dall'altro canto non aveva avuto +a soffrir meno pelle stravaganze di questa principessa francese, e pel +disprezzo ch'essa gli mostrava. Egli stesso, disgraziato nel suo +interno, pareva che non potesse interessarsi in un matrimonio senza +renderlo altresì disgraziato ed infecondo. Il suo maggior figliuolo, +Ferdinando, che morì prima di lui, il 30 di ottobre del 1713, sebbene di +già in età di cinquant'anni non aveva avuto prole da Violante Beatrice +di Baviera sposata nel 1688: e sua figlia, Anna Maria Luigia, che nel +1691 aveva sposato Giovanni Guglielmo, elettore palatino, fu pure +infeconda. Il suo secondo figliuolo, Giovan Gastone non ebbe pure figli +dalla principessa di Sassonia Lavemburg, sposata nel 1697[342]; onde per +non vedere spenta la sua famiglia entro pochi anni, Cosimo III persuase, +all'ultimo, nel 1709, suo fratello Francesco Maria, di già in età di +cinquant'anni, a deporre la sacra porpora, ed a sposare Eleonora di +Gonzaga, figlia del duca di Guastalla; ma nè questo matrimonio fu più +fecondo degli altri. Ferdinando e Francesco Maria morirono prima di +Cosimo III; Giovan Gastone, separato dalla moglie, e pieno d'infermità, +non poteva più nutrire speranze di prole; e Cosimo vedeva con amaro +dolore le principali potenze dell'Europa disporre, mentre ancor viveva +egli e suo figlio, della sua eredità. Riclamò invano a favore dei +diritti della repubblica fiorentina, di cui i suoi antenati non erano +stati che semplici rappresentanti, ed alla quale doveva perciò ritornare +la sovranità dopo estinta la linea dei Medici[343]. Tentò pure di farne +passare l'eredità alla figliuola, quella che più amava di tutti i suoi +figli; volle almeno decidere egli stesso tra i pretendenti alla corona +di Toscana; ma i diplomatici europei, non valutando più i suoi diritti +che quelli del suo popolo, non degnaronsi pure di ascoltarlo nel +disporre de' suoi stati. Finalmente egli morì il 31 d'ottobre del 1723 +dopo avere sofferte le più amare mortificazioni, ed avere avuti tanti +dispiaceri quanti erano stati i mali che aveva fatti soffrire al suo +popolo[344]. + + [342] _Galluzzi Stor. di Toscana, l. VIII, c. IV, p. 101, t. VII; + Ivi, c. V, p. 125; Ivi, l. IX, c. I, p. 305._ + + [343] _Galluzzi Storia del gran ducato, l. VIII, c. IX ad an. 1710, + t. VII._ + + [344] _Galluzzi Stor. del gran ducato, l. IX, c. IV, p. 22, t. + VIII._ + +Giovan Gastone, che successe a Cosimo III, era stato lo scopo delle +persecuzioni degl'ipocriti che infestavano la corte di suo padre; egli +non aveva mai trovato nel suo palazzo, che noja, suggezione e tristezza. +Tosto che si vide liberato dall'oppressione in cui aveva vissuto fino ai +cinquantadue anni, cercò col circondarsi di buffoni e di persone non ad +altro intese che a tenerlo allegro, di dimenticare come meglio poteva, e +le sue infermità che lo ritenevano frequentemente a letto, e la +divisione della sua eredità, di cui facevasi tanto rumore in Europa. +Giovan Gastone era un buon uomo, ma non sapeva leggere nell'avvenire; +non pensava alla miseria de' suoi sudditi, che mai non vedeva, e non +poneva limiti alle sue prodigalità, affinchè tutti coloro che lo +avvicinavano si ritirassero con volto soddisfatto. Le finanze furono +dilapidate, l'amministrazione cadde tra le mani de' serventi, e di gente +affatto spregievole. Finalmente egli morì di sessantasei anni, il 9 di +luglio del 1737, lasciando a' suoi successori il troppo difficile +incarico di rimediare ai mali della Toscana[345]. + + [345] _Galluzzi Stor. di Tosc., l. IX, c. X, p. 210._ + +Francesco, duca di Lorena, sposo di Maria Teresa, cui era stata data la +Toscana, venne, in gennajo del 1738, a visitare i suoi nuovi stati; ma +vi si trattenne poco tempo. Il principe di Craon, Marco di Beauvau, suo +mentore, era stato destinato a ricevere il giuramento dai nuovi sudditi +di Francesco, e governò la Toscana coll'autorità di un vicerè. Fu +ajutato nella sua amministrazione dal conte di Richecourt, il più +illustre ministro del nuovo gran duca, che nel 1745 ottenne il titolo +d'imperatore. Occuparonsi l'uno e l'altro della riforma delle leggi +della Toscana, del miglioramento delle finanze, e della più regolare ed +imparziale amministrazione della giustizia. + +La vedova dell'elettore palatino, sorella di Giovan Gastone, ch'era +tornata alla corte di suo padre nel 1717, e che aveva sopra di lui +esercitata grandissima influenza, sopravvisse anche al fratello che non +l'amava, e che non era da lei amato. Questa principessa, il 31 ottobre +del 1737, si lasciò persuadere a rinunciare alla casa di Lorena tutta +l'eredità mobile ed immobile della casa de' Medici, contro una pensione +vitalizia di quaranta mila scudi fiorentini. Il gran duca Francesco le +accordò il titolo di reggente, le diede delle guardie al palazzo e tutte +le apparenze d'una corte. Ella morì finalmente in Firenze il 18 di +febbrajo del 1743 in età di settantasei anni, ma in lei non si spense +affatto la casa de' Medici; se ne conservò tuttavia un ramo, discendente +da uno degli antenati di Cosimo, il padre della patria; ma perchè non +era stato contemplato dal decreto di Carlo V, non si trattò giammai di +chiamarlo alla successione della corona ducale[346]. + + [346] _Galluzzi Stor. del gran ducato, l. IX, c. X ed ultimo, p. + 250._ + +L'imperatore Francesco I, che in Toscana portava il nome di Francesco +II, morì a Vienna il 18 di agosto del 1765. Mentre che il suo primo +figliuolo, Giuseppe II, gli succedeva negli stati dell'Austria, il +secondo, Pietro Leopoldo, allora in età di diciotto anni, fu dichiarato +gran duca di Toscana, e venne a prendere possesso del suo principato +l'undici di settembre del 1765. Veruno stato d'Italia non ebbe mai più +grandi obblighi al suo sovrano, quanto la Toscana a Pietro Leopoldo. +Questi, continuamente occupato a riformare tutti gli abusi introdottisi +nel lungo spazio di oltre dugent'anni di una difettosa amministrazione, +semplificò le leggi civili, addolcì le criminali, diede la libertà al +commercio, disseccò intere provincie, dividendone la proprietà fra +industri coltivatori, che caricò di una leggiere contribuzione: ed in +tal modo raddoppiò i prodotti dell'agricoltura, e rendette ai suoi +sudditi quell'attività e quell'industria che avevano da tanto tempo +perdute. Tentò altresì di correggere la corruzione de' costumi, e di +comprimere gli eccessi della superstizione; ma non devesi dissimulare +che talvolta stancheggiò i suoi sudditi con una troppo inquisitoriale +vigilanza, e che scontrò una violenta opposizione alle sue riforme +ecclesiastiche per parte del concilio provinciale che adunò il 23 aprile +del 1787. I pregiudizj del clero ed i vizj del popolo si collegarono +contro un principe forse troppo attivo nel suo desiderio di fare il +bene; e quando la morte di Giuseppe II chiamò Leopoldo a cedere il gran +ducato al secondo de' suoi figliuoli, per prendere la corona imperiale, +il popolo toscano non mostrossi abbastanza riconoscente verso un +principe così grande. + +I due regni di Napoli e di Sicilia, ai quali la guerra dell'elezione di +Polonia aveva nel 1738 restituito un monarca indipendente, ebbero motivo +di lodarsi delle opinioni e dell'energia che loro recava una straniera +nazione. I popoli lungamente corrotti dal dispotismo cadono finalmente +in un letargico sonno, dal quale più non si possono risvegliare colle +sole loro forze, se non si arrecano loro nuove idee da straniere +contrade, se non si pongono loro avanti agli occhi nuovi esempi, e se +una mescolanza di diversi elementi non risveglia nel loro seno un +vivificante fermento. Tre figliuoli di Filippo V, Ferdinando VI in +Ispagna, Carlo VII a Napoli e Filippo a Parma, risvegliarono, +introducendovi una corte francese, libri, instituzioni e pensare +francesi, l'attività da gran tempo sopita dei popoli meridionali ch'essi +governavano in Ispagna ed in Italia. Parve che i figli di Filippo V +nulla ritenessero della timida superstizione del padre, nè degli +artificiosi intrighi della madre. Mostrarono nella loro amministrazione +il desiderio del bene, indipendenza di spirito, ed anche idee liberali. + +Don Carlo, che si fece chiamare Carlo VII di Napoli, Carlo V di Sicilia, +e che all'ultimo fu Carlo III di Spagna, giovò molto ai due primi regni +negli undici anni che li governò dopo la pace d'Aquisgrana. Pure il suo +lavoro era appena cominciato, e sarebbe stato d'uopo che fosse stato +lungo tempo continuato dietro i medesimi principj, per produrre una +durevole riforma in un paese in cui doveva mutarsi ogni cosa. Carlo +poteva appena lusingarsi che il suo successore fosse a portata di tener +dietro alle sue viste: sommamente desolante era lo stato in cui egli +vedeva la sua famiglia, la quale pareva tocca nelle facoltà +intellettuali da un vizio ereditario. Filippo V, suo padre, aveva +passata gran parte della sua vita in una sospettosa malinconia, che gli +rendeva odiosa la compagnia degli uomini, e che in un privato avrebbe +avuto il nome di follia[347]. Ferdinando, suo fratello, signoreggiato da +sua moglie, principessa portoghese, dopo la di lei morte, accaduta il 27 +agosto del 1758, erasi ridotto in uno stato ancora più deplorabile, +alternando furiosi accessi di frenesia con alcuni istanti di cupa +disperazione, cui davasi il nome di lucidi intervalli. Questo delirio +durò quasi un anno, dopo il quale Ferdinando morì il 10 agosto del 1759; +e perchè non lasciava figliuoli, Carlo passò dal trono di Napoli a +quello di Spagna. Il suo maggiore figliuolo, Filippo Antonio, allora di +dodici anni, era a tale stato d'imbecillità ridotto, che fu necessario +privarlo della corona; ed in vece di lui Carlo fece riconoscere per +principe delle Asturie il secondo, in età di undici anni, che fu poi +Carlo IV di Spagna; e dichiarò il terzo, che aveva 9 anni, re delle due +Sicilie, ed è Ferdinando IV, attualmente regnante. Durante la sua +minorità, ed anche molto tempo dopo il suo termine legale, Carlo III +mantenne una decisiva influenza sui consiglj delle due Sicilie[348]. + + [347] _Saint Simon, Mém. secrets de la Régence, liv. IV, ch. I, t. + VII, Oeuvres, p. 178._ + + [348] _Hist. de la Diplom. Franç., 7 période, l. II, t. VI, p. 270._ + +In verun secolo ebbe la Chiesa romana sulla cattedra di san Pietro +uomini più distinti per moralità, per rettitudine di spirito, talvolta +per talenti amministrativi ed anche per liberali opinioni. Con tutto ciò +questi papi, degni di tanto rispetto e di tanta stima, non hanno potuto +fare argine allo spaventoso e sempre più rapido decadimento dello stato +della Chiesa, nè porgere rimedio ai vizj di un governo fondato sul +principio di affidare tutti i rami dell'amministrazione a coloro che ben +conoscono la teologia e poco gli affari. + +Clemente XI (Gian Francesco Albani), che regnò dal 24 novembre 1700, +fino al 9 di marzo del 1721, fu, quasi suo malgrado, l'autore delle +persecuzioni dirette in Francia contro i Giansenisti. La famosa +costituzione _Unigenitus_, a lui estorta dall'intrigo, compromise la sua +autorità, e fu il grand'affare politico del suo regno. La guerra della +successione di Spagna trattavasi ai confini de' suoi stati; e mentre che +dalla sua debolezza egli veniva forzato a riconoscere quello dei due +emuli di cui aveva più ragione di temere, ambidue gli rimproveravano ciò +che accordava all'altro, ed il castigo cadeva sopra i suoi sudditi[349]. + + [349] _Muratori ad an. 1713. — Bolla Unigenitus, an. 1721._ + +Il cardinale Michel Angelo Conti, che fu creato papa il 28 di maggio del +1721, sotto il nome d'Innocenzo XIII, non ebbe un regno abbastanza lungo +per lasciare una circostanziata memoria della sua amministrazione, non +essendo quasi altro di lui noto che l'obbligo impostogli di nominare +cardinale l'abate Dubois, e la riabilitazione del cardinale Alberoni, +contro al quale il suo predecessore aveva fatta cominciare una legale +processura[350]. + + [350] _Muratori ad an. 1721._ + +Innocenzo XIII morì il 7 di marzo del 1724; ed il cardinale Vincenzo +Maria Orsini, che gli fu dato per successore, il 29 di maggio del 1724, +prese il nome di Benedetto XIII. Di già sommamente indebolito dalla sua +troppo avanzata età, egli non fece nulla di conforme alle sue pie e +pacifiche intenzioni; la privata sua condotta fu costantemente piena di +dolcezza, di umiltà, di carità; volle sinceramente mettere un termine +alle persecuzioni del giansenismo, ma le sue bolle produssero un affatto +contrario effetto. La sua amministrazione fu in Roma macchiata dalle +concussioni e dalla avarizia del cardinale Coscia di Benevento, cui +aveva accordata una cieca confidenza; e ne risultò una mancanza di circa +cento venti mila scudi romani nelle entrate della camera apostolica, la +quale fu forza coprire con nuovi prestiti, accrescendo in tal modo la +massa di già enorme de' precedenti debiti. Benedetto XIII morì il 21 +febbrajo del 1730, e nello stesso istante scoppiò in Roma una +sollevazione. Il popolo voleva colle proprie mani vendicarsi del +cardinale Coscia e di tutti i ministri subalterni da lui chiamati da +Benevento, accusati d'avere venduta la giustizia, gl'impieghi e le +grazie ecclesiastiche. Le grida del pubblico costrinsero il successore +di Benedetto XIII a fare il processo del cardinale Coscia ed a chiuderlo +in castel sant'Angelo[351]. + + [351] _Muratori ad an. 1722, 1729, 1730._ + +Successore di Benedetto XIII fu Lorenzo Corsini, fiorentino; che fu +eletto il 12 luglio del 1730, e che prese il nome di Clemente XII. +Aveva, quando fu eletto, settantott'anni, e visse altri dieci anni; +perciocchè tale è la malvagia sorte degli stati romani, che il supremo +potere si trovi sempre affidato ad un uomo che deve imparare l'arte +difficilissima del sovrano, in quell'età in cui converrebbe piuttosto +ritirarsi da tutti gli affari. Clemente XII trovavasi in difficilissime +circostanze: verun monarca, nemmeno dei paesi che parevano tuttavia +oppressi dal giogo della superstizione, più non conservava verso la +santa sede quello spirito di sommissione, di cui si erano fatti un +dovere i loro predecessori. La corte di Portogallo era entrata colla +corte di Roma in tali contese di etichetta, che prendevano un serio +carattere; quella di Torino aveva aggiunti al dominio della corona molti +feudi ecclesiastici; quella di Francia faceva bloccare la contea di +Avignone per contestazioni di contrabbando; e le corti di Vienna e di +Madrid disponevano dei ducati di Parma e di Piacenza, come se fossero +stati feudi dell'impero, mentre che da circa dugent'anni erano +riconosciuti per feudi della Chiesa. Sebbene Clemente XII di leggieri si +potesse avvedere del cambiamento dello spirito del secolo, non sapeva +risolversi a rinunciare ad alcuni dei diritti esercitati dai suoi +predecessori, e tutto il suo regno si passò in penose dispute[352]. + + [352] _Muratori ad an. 1733._ + +Dopo i preliminari di pace, sottoscritti in sul finire del 1735, tra la +Francia e l'Austria, senza che avesse voluto soscriverli anche la +Spagna, il conte di Kevenhuller strinse l'armata spagnuola del duca di +Montemar, che andava ritirandosi verso il regno di Napoli. Il generale +austriaco entrò nelle tre legazioni con trenta mila austriaci, lasciando +che vivessero a discrezione presso gli sventurati abitanti del +Bolognese, del Ferrarese e della Romagna; mentre che gli Spagnuoli ed i +Napolitani non risparmiavano Velletri e la stessa Roma; di modo che lo +stato della Chiesa, senz'avere violata la neutralità, sperimentò sotto +Clemente XII quasi tutti i disastri della guerra[353]. + + [353] _Muratori ad an. 1735._ + +Nell'ultimo anno del papato di Clemente XII il cardinale Alberoni, +nominato suo legato in Romagna, tentò di unire alla santa sede la +piccola repubblica di san Marino, troppo debole e troppo povera per +tentare prima di tale epoca l'ambizione di chicchefosse. Il governo di +quella terra aveva degenerato in oligarchia, e l'Alberoni aveva preteso +che i malcontenti, che formavano il grosso della popolazione, +desiderassero di assoggettarsi al dominio della santa sede; bastarono al +cardinale dugento soldati, ajutati dai birri della Romagna, per +impadronirsi verso la metà di ottobre del 1739 di tutto lo stato di san +Marino. Ma furono portate al papa le rimostranze degli abitanti; e il +papa ebbe l'integrità di riconoscere, che aveva con soverchio precipizio +dato l'assenso al suo legato: ordinò che gli abitanti di san Marino +fossero invitati ad emettere liberamente il loro voto, e quando li vide +unanimamente domandare la loro indipendenza, li fece riporre in libertà. +Questo pontefice sopravvisse pochi giorni a così onorevole azione; da +lungo tempo era forzato a starsi in letto, ed aveva perduta la vista +quando morì il 6 febbrajo del 1740[354]. + + [354] _Muratori ad an, 1739. — Melchior Delfico Stor. di San Marino, + c. VIII, p. 222._ + +Clemente XII ebbe per successore Benedetto XIV, già Prospero Lambertini, +il più virtuoso, il più dotto, il più amabile dei Romani pontefici. Era +nato il 13 marzo del 1675, e fu eletto il 17 agosto del 1740. Benedetto +XIV seppe il primo rinunciare dignitosamente alle pretese della corte +romana, uniformandosi allo spirito del secolo, senza scuotere +violentemente la propria Chiesa; assopì le controversie giansenistiche; +ottenne il rispetto e la considerazione de' principi e dei popoli +protestanti, e dei filosofi di tutte le nazioni e di tutte le +sette[355]; ma i sovrani cattolici violarono crudelmente la neutralità +da lui professata, e distrussero la tranquillità de' suoi stati: egli +aveva ultimate nel primo anno del suo regno tutte le controversie +eccitate da' suoi predecessori colle corti di Spagna, di Portogallo, +delle due Sicilie e di Sardegna; quando nello stesso anno la guerra per +la successione dell'Austria accrebbe le difficoltà ed i pericoli dello +stato della Chiesa. Il duca di Montemar, generale spagnuolo, fu il primo +a violare la neutralità del papa, entrando in febbrajo del 1742 nel +territorio di san Pietro coll'armata sbarcata ad Orbitello, e che andava +ad unirsi in Romagna a quella del duca di Castro-Pignano, generale dei +Napolitani. La loro presenza attirò negli stati della Chiesa l'esercito +austriaco e piemontese, che si avanzava per venire a battaglia; dopo +tale epoca, e finchè durò questa guerra, lo stato della Chiesa fu +continuamente attraversato, e spesso guastato dalle due armate. La +battaglia di Velletri, dell'undici agosto del 1744, tra il principe di +Lobkowitz, il re di Napoli ed il duca di Modena, fu assai più fatale a +quest'infelice città che all'una od all'altra armata, che pure vi +sparsero molto sangue[356]. Dopo la pace di Aquisgrana, Benedetto XIV +ottenne qualche indennizzazione pei mali sofferti da' suoi sudditi; ma +troppo mancava perchè fosse bastante compenso ai sofferti danni. La +saviezza e l'economia del papa riuscirono loro assai più vantaggiose, +perciocchè colmarono il vuoto delle finanze, minorarono il debito, e +cominciarono a ristabilire il commercio e l'agricoltura. La morte che lo +rapì il 3 maggio del 1758, non gli permise di fare tutto il bene che +desiderava. + + [355] _Lacretelle, Hist. de France au dix-huitième siècle, t. III, + l. X, p. 205._ + + [356] _Muratori ad an. 1744. — Coxe, Hist. de la Maison d'Autriche, + t. V, ch. CV, p. 119._ Intorno a questa guerra merita di essere + letta la Storia di Castruccio Buonamici: _De rebus prope Velitram + gestis_, forse dall'autore non veduta. _N. d. T._ + +Carlo Rezzonico, veneziano, successe il 6 di luglio del 1758 a Benedetto +XIV, e prese il nome di Clemente XIII. Mostrò dal canto suo molto zelo +per la riforma de' costumi, per la difesa della fede e per la correzione +del clero; ma non aveva di lunga mano nè l'ingegno, nè l'accorgimento, +nè la moderazione, nè la fermezza del suo predecessore. Fu strascinato +in passi contraddittorj e talora imprudenti, per provvedere alla +carestia che tribolò i suoi stati dal 1764 al 1766; volle sostenere le +vecchie pretese della santa sede sul ducato di Parma, e per tale motivo +si disgustò nel 1768 colla casa di Borbone; sicchè la Francia occupò +Avignone, Napoli e Benevento, e la Spagna minacciò di trattenere le +entrate della Chiesa. La soppressione dell'ordine dei Gesuiti, +caldamente chiesta dalle medesime corti, gettò il Rezzonico in più gravi +imbarazzi: colse l'istante in cui la loro società era stata proscritta +in Portogallo ed in Francia, per raffermare tutti i loro privilegj colla +bolla _Apostolicam_ e per fare il più magnifico panegirico de' loro +servigj e de' loro talenti. La malintelligenza tra il papa e quelle +corti andava vestendo il più inquietante carattere, allorchè Clemente +XIII morì quasi improvvisamente nella notte del 3 di febbrajo del 1769. + +Fu dato per successore al Rezzonico un degno emulo del Lambertini nella +persona di Lorenzo Ganganelli, che prese il nome di Clemente XIV. Egli +seppe calmare con una costante saggezza, con un profondo segreto, con +un'estrema moderazione tutte le contese eccitate dal suo predecessore: +ricuperò Avignone e Benevento; soppresse nel giovedì santo la lettura +della bolla _in Cœna Domini_, che aveva risvegliate le lagnanze della +Spagna; fece lentamente ed imparzialmente esaminare le accuse portate +contro i Gesuiti; ed il 21 di luglio del 1773 pubblicò finalmente il +breve che aboliva il loro ordine. Lasciò un nobile monumento del suo +amore per le arti nella fondazione del museo del Campidoglio, che fu +chiamato Pio-Clementino, perchè si aggiunse al suo nome quello del suo +successore. Morì il 22 di settembre del 1774 in conseguenza di una assai +lunga malattia, che l'odio, che in allora si portava ai Gesuiti, fece +attribuire a lento veleno da loro apparecchiato. + +Pio VI, che gli successe il quindici di febbrajo del 1775, a sè non +richiamò l'attenzione dell'Europa, prima dei tempi della rivoluzione, +che pel suo viaggio fatto in Germania nel 1782, ad oggetto d'impedire le +troppo precipitose riforme di Giuseppe II[357]. L'esterna influenza dei +papi aveva infinitamente declinato, onde Pio VI volse le sue cure +all'interna amministrazione de' suoi stati. Verun paese era tanto a +dietro nelle cognizioni di economia politica. Le campagne di Roma, in +altre età così ricche e così popolate, erano trasmutate in un vasto +deserto. I pastori della Maremma ed i contadini della Sabina e +dell'Abbruzzo, più accostumati ai ladronecci che all'agricoltura, +erravano sempre armati, conducendo le loro mandre a cavallo, e colla +lancia alla mano, quali selvagge popolazioni in seno dell'Italia. Pio VI +si adoperò con molto zelo a ristaurare l'agricoltura, ma senza conoscere +i veri principj dell'amministrazione; onde con molto dispendio e molto +lavoro, altro quasi non fece che accrescere il male. Egli fece eseguire +magnifiche opere a traverso alle paludi pontine per diseccarle; ma in +appresso accordò a suo nipote, il duca Braschi, il terreno ricuperato, +di cui formò una sola proprietà indivisibile, sebbene fosse tanto vasto +da potersi piuttosto risguardare come una provincia che come un podere. +Così grave fallo fece mancare in quella terra i capitali, la popolazione +e l'industria; e le paludi pontine, a malgrado de' tesori versati da Pio +VI, si rimasero come prima insalubri e deserte. Lo stesso duca Braschi +ottenne pure varj monopolj sul commercio de' grani, che ruinarono sempre +più l'agricoltura, ed accrebbero la miseria dei poveri. Ogni nuovo +pontificato giova a fare maggiormente conoscere l'imprudenza di +accordare negli ultimi suoi giorni la sovranità ad un uomo, che ha +sempre fatto professione di rinunciare al mondo. + + [357] _Will. Coxe, Hist. de la Maison d'Autriche, t. V, ch. CXXIV, + p. 447._ + +Le repubbliche d'Italia continuarono in questo secolo a tenersi in una +profonda oscurità ed immobilità, quasi avessero temuto, che, richiamando +sopra di loro gli sguardi delle altre potenze, il solo nome di libertà, +loro caro per antiche memorie piuttosto che per presenti godimenti, non +le rendesse sospette ai re, e che mentre si andavano sempre facendo +nuove divisioni di stati, non si prendesse a risguardarle come beni +vacanti di cui, per non avere esse padroni, si poteva liberamente +disporre. Venezia ricusò d'immischiarsi nella guerra della successione +di Spagna: armò le sue città e le sue fortezze, ed accrebbe le truppe di +linea per farsi rispettare dai suoi vicini: non perciò ottenne di +sottrarsi a tutte le vessazioni delle potenze belligeranti; ma nè +violazioni del territorio, nè veruna ingiustizia, la spinse ad uscire +dall'adottata neutralità. + +Nell'attenersi a questo sistema la repubblica di Venezia mostrava se non +altro vigore ed antiveggenza, mentre non vedevasi che corruzione, +negligenza e peculato ne' suoi possedimenti d'oltremare. I sudditi greci +della repubblica erano in modo travagliati dalle ingiustizie de' +governatori veneziani e dai monopolj dei mercanti, che preferivano il +giogo dei Turchi. Il danaro erogato dal tesoro pubblico pel mantenimento +delle fortezze, delle guarnigioni, e per gli approviggionamenti delle +munizioni, era dai comandanti delle piazze e da quelli delle truppe +estorto a privato loro profitto, sicchè il regno della Morea, che la +repubblica possedeva nel cuore dell'impero ottomano, veniva lasciato +senza verun mezzo di difesa. Achmet III ebbe avviso di questa +inconcepibile negligenza, ignorata dal senato veneto; apparecchiò un +formidabile armamento di terra e di mare, e rompendo, senz'esserne +provocato, la tregua di Carlowitz, passò l'istmo di Corinto il 20 giugno +del 1714, ed in un mese occupò tutta la Morea[358]. Le varie fortezze +che nella precedente guerra erano state conquistate con dispendio di +tanto tempo, di tanti tesori, di tanto sangue, fecero pochissima o niuna +resistenza. Nel susseguente anno i Turchi attaccarono altresì Corfù; ed +in Venezia omai disperavasi di potere contro di loro difendere +quell'isola e quella città, quando essi medesimi si ritirarono +spontaneamente dietro la notizia avuta della sconfitta della loro armata +presso Petervaradino. Vero è che la flotta veneziana sostenne l'antica +sua riputazione nelle battaglie che diede ai Turchi con indeciso +vantaggio in maggio ed in luglio del 1717. La tregua per ventiquattro +anni, conchiusa in Passarowitz il 27 giugno del 1718 colla mediazione +dell'Inghilterra e dell'Olanda[359], consumò il sagrificio della Morea, +e fissò definitivamente i confini dei Veneziani coi Turchi. Dopo +quest'epoca la repubblica trovò la maniera di sottrarsi interamente alla +storia, e di non lasciare veruna memoria della propria esistenza[360]. + + [358] _Laugier, Hist. de Venise, t. XII, l. XLVII, p. 283._ + + [359] _Laugier, Hist. de Venise, t. XII, l. XLVII, p. 330._ + + [360] La storia di Laugier termina col 1750, l. XLVIII, t. 12, ediz. + del 1768. — La storia civile di Vittore Sandi comprende in tre + volumi in 4.º gli avvenimenti del 1700 al 1767, ma si dura fatica a + leggerla. + +La repubblica di Lucca ebbe ancora più piccola parte negli avvenimenti +del secolo. Nella prima metà del mentovato secolo fu più volte ruinata +dal passaggio delle truppe, e senz'essere in guerra ne sostenne i mali. +Quando tutte le parti deposero le armi nel 1748, essa ricuperò +l'integrità de' suoi confini; ma mentre andava crescendo la popolazione +delle sue campagne e forse oltre misura, e che la divisione delle +proprietà in troppo piccoli poderi, dopo avere portata l'industria +rurale alla più alta perfezione, riduceva i contadini a valutare +pochissimo il loro lavoro ed a vivere in una troppo costante +ristrettezza, la città perdeva le sue manifatture, il suo commercio, la +sua industria. I cittadini, troppo ravvicinati al piccolo corpo della +nobiltà, trovavansi altresì troppo umiliati dalla loro esclusione da +tutti gli impieghi, e più non conservando verun affetto per la loro +patria, avevano perduto con questo sentimento quell'attività e +quell'energia di cui avrebbero avuto bisogno per battere una privata +carriera e sollevarsi alla fortuna. + +La repubblica di Genova, caduta parimenti sotto il giogo +d'un'oligarchia, rendutasi odiosa al rimanente del popolo, non pareva +fatta per figurare davvantaggio in questo secolo. Nel 1713 i Genovesi +acquistarono dall'imperatore pel prezzo di un milione e dugento mila +scudi il marchesato di Finale, feudo in addietro posseduto dalla casa di +Carretto. Ma essi trattavano con tanta ingiustizia e durezza i loro +sudditi, che questi nuovi vassalli passarono con estrema ripugnanza +sotto il loro dominio. Con altrettanta ingiustizia che fallace politica +avevano essi lungo tempo oppressa la Corsica; onde quest'isola, più +estesa e più fertile che tutto il rimanente del loro territorio, erasi +conservata quasi barbara tra le loro mani, mentre che sotto una buona +amministrazione avrebbe potuto infinitamente accrescere le ricchezze e +la potenza del loro stato. Le vessazioni de' Genovesi fecero, nel 1730, +scoppiare in Corsica una ribellione, che la repubblica volle invano +comprimere colle armi, coi supplicj e talvolta ancora con atti di +perfidia. Fu questo un tarlo che consumò le sue finanze e le sue forze +per più della metà del secolo. Fino dal 1737 i Genovesi avevano invocato +l'ajuto della Francia per soggiogare i Corsi ribelli. Impegnaronsi per +tal modo in una lunga serie di trattati di sussidj con quella corona, +con che accrebbero sempre più i loro debiti, senza fare verun +avanzamento verso la conquista di quest'isola, i di cui abitanti +mostravano tutti le stesso orrore pel loro giogo. Finalmente il 15 di +maggio del 1768 risolsero di sottoscrivere col signore di Choiseul un +ultimo trattato, col quale cedevano al re di Francia l'isola di Corsica +in pagamento di tutte le somme che questi loro aveva sovvenute per +sottometterla[361]. + + [361] _Hist. de la Diplom. Franç. 7.e période, l. V, t. VII, p. 21. + — Lacretelle, Hist. du XIII.e siècle, t. IV, l. XII, p. 167._ + +Ma in mezzo alla sua debolezza ed al suo decadimento, si vide la +repubblica di Genova inaspettatamente risplendere, quando nel 1746 +cacciò dal suo seno gli Austriaci di già padroni delle sue porte, e +ricuperò la sua libertà con un atto di disperato eroismo. Nella guerra +contro Maria Teresa per la successione dell'Austria, i Genovesi avevano +unite le loro forze a quelle dei Borboni per impedire al re Sardo di +occupare il marchesato di Finale, sul quale esso re pretendeva avere +delle ragioni. Essi avevano divisi i vantaggi della campagna del 1745; +ma i rovesci di quella del 1746 li lasciarono esposti soli alla vendetta +de' loro nemici. Dopo la rotta avuta dagli alleati sotto Piacenza il 16 +di giugno, l'infante don Filippo, il duca di Modena, il marchese de Las +Minas, generale spagnuolo ed il generale francese, maresciallo di +Maillebois, si ritirarono tutti dalle pianure della Lombardia sopra +Genova, e di là per la riviera di Ponente continuarono a ritirarsi in +Provenza. Gli Austriaci, inseguendoli, arrivarono per la valle della +Polsevera sotto Genova, e si accamparono a san Pier d'Arena, mentre che +una flotta inglese, che si fece vedere nello stesso tempo nel golfo, +minacciava la città dalla banda del mare. Le mura di Genova erano +provvedute di formidabile artiglieria e difese da una buona guarnigione; +ma il senato, che conosceva il giusto malcontento del popolo, non ardiva +invitarlo a prendere le armi; ed essendosi perduto di coraggio al primo +pericolo, il giorno 4 di settembre offrì di trattare, ed il 6 fece una +convenzione col marchese Botta Adorno, generale austriaco, in forza +della quale gli furono date in mano le porte della Lanterna e di san +Tomaso[362]. + + [362] _Muratori ad an. 1746. — Coxe, Hist. ch. CVII, p. 155. — + Lacretelle, Hist. du XVIII.e siècle, l. VIII, t. II, p. 359._ + +Tosto che gli Austriaci si videro padroni della città, fecero conoscere +le nuove condizioni ch'essi arbitrariamente aggiugnevano alla pace. +Tutte le truppe della repubblica dovevano essere prigioniere di guerra, +tutte le armi e munizioni venire consegnate agli Austriaci, e tutti i +disertori essere restituiti; per ultimo doveva essere pagata una +contribuzione di 9 milioni di fiorini dell'impero in tre termini, +l'ultimo de' quali non oltrepassava i 15 giorni. Il tesoro della banca +di san Giorgio, l'argenteria delle Chiese, quella de' particolari, ogni +cosa si requisì dal senato per soddisfare a così esorbitanti domande; ma +l'assoluta impossibilità di trovare tutto il richiesto danaro, malgrado +le continue minacce di esecuzione militare, di saccheggio e d'incendio, +persuase finalmente il generale austriaco ad accordare qualche respiro. +Non pertanto il senato non ardiva pur di pensare a far resistenza; ma +dalla più infima classe del popolo partì la scintilla elettrica che +riaccese la fiaccola della libertà[363]. + + [363] _Muratori ad an. 1746. — Vett. Sandi Stor. Ven., t. II, l. IV, + p. 153. — Lacretelle, Hist. de France pendant le XVIII.e siècle, t. + II, l. VIII, p. 364._ + +Il giorno 5 dicembre del 1746 gli Austriaci conducevano per le strade di +Genova uno de' molti mortaj ch'essi avevano tratti dall'arsenale della +repubblica, per servirsene nella spedizione che meditavano di fare in +Provenza. La volta di un sotterraneo, che stava sotto la strada, ruppe +sotto il peso; il mortajo rimase imbarazzato tra le ruine, e gli +Austriaci col bastone in mano vollero forzare il popolo di Genova a +trarnelo con corde. La pazienza di questo coraggioso popolo era stata +spinta all'estremo: un giovane prese un sasso e lo scagliò contro i +soldati; fu questo il segno d'una generale esplosione. Da ogni banda la +plebe assalì a sassate gli Austriaci, che furono bentosto presi da +panico terrore. Tutti i loro distaccamenti si trovavano isolati in +auguste e tortuose strade, che formavano come un laberinto da cui non +sapevano uscire. Smarrendosi ad ogni passo, più non sapevano nè dare, nè +ricevere ajuto. Intanto i sassi grandinavano sopra di loro dai tetti e +dalle finestre, e gli schiacciavano nelle strade, senza ch'essi +sapessero contro chi vendicarsi; perciocchè le massiccie mura de' +palazzi, ne' quali non entra pressochè niuna materia combustibile, +presentavano loro altrettante fortezze, che avrebbero richiesti regolari +assedj. I generali, partecipi del terrore de' soldati, lasciaronsi +respingere fino fuori della città, ed offrirono poi di venire a +patti[364]. + + [364] _Muratori ad an. 1746. — Coxe, Hist., ch. CVII, p. 156. — + Oeuvres post. du roi de Prusse, Hist. de la guerre de sept ans, ch. + II, t. III, p. 34._ + +Il doge, il senato e tutto l'ordine della nobiltà, non avevano per anco +presa veruna parte nell'insurrezione; per lo contrario cercavano di +acquietare una sollevazione, di cui temevano di essere essi soli le +vittime. Ma tosto che gli Austriaci furono fuori di città, gl'insorgenti +s'impadronirono degli arsenali, e vi trovarono armi e munizioni; onde +guarnirono le mura di artiglierie in modo da signoreggiare il campo +austriaco, e si presentarono in così terribile aspetto, che il marchese +Botta, che aveva perduti in città i suoi magazzini, il 10 di dicembre si +avviò per la Bocchetta alla volta della Lombardia. Non fu che dopo +passato questo primo pericolo che il senato e la nobiltà si unirono ai +valorosi insorgenti; allora si affrettarono di chiedere ajuti alla +Francia ed alla Spagna; ed infatti il duca di Boufflers loro condusse +circa quattro mila uomini il 30 aprile del 1747, e ragguardevoli somme +furono pure loro spedite dalla Francia. Il duca di Richelieu successe in +appresso al duca di Boufflers; e le due leghe, fralle quali era divisa +l'Europa, cominciarono a battersi ad armi eguali nella riviera di Genova +fino al susseguente anno, nel quale la repubblica venne compresa nel +trattato di pace di Aquisgrana, e ricuperò i suoi antichi confini in +tutta la loro integrità[365]. + + [365] _Muratori ad an. 1747, p. 413. — Lacretelle, l. VIII, p. 366._ + +La sollevazione di Genova è il solo avvenimento del diciottesimo secolo +che appartenga realmente alla nazione italiana. È il solo che ci mostri +il popolo penetrato del suo antico onore, sensibile ai ricevuti +oltraggi, e determinato alla difesa de' suoi diritti; il solo in cui +un'azione pericolosa sia la conseguenza di un generoso sentimento e non +del calcolo. La salvezza di Genova non si dovette nè alla costanza de' +suoi nobili, nè alla saviezza del suo governo, nè alla fedeltà degli +alleati, ma all'intrepido coraggio ed al patriottismo disinteressato di +una classe d'uomini pei quali nulla ha fatto la società, e ch'è tanto +più sensibile alla gloria nazionale in quanto che non può aspirare a +veruna gloria personale. + +Ma gli altri avvenimenti che abbiamo toccati in questo secolo non +possono meritare il nome di storia italiana. L'intera nazione era +esclusa da tutte le risoluzioni politiche e da tutte le azioni. Divisa +fra stranieri sovrani che possedevano province nel di lei seno, e tra +sovrani, figli di stranieri, che si erano stabiliti nei suoi paesi; +indifferente alle contese dei Borboni di Parma, dei Borboni di Napoli e +di Sicilia e dei Borboni padroni della Corsica; degli Austriaci di +Milano e di Mantova, e dei Lorenesi di Toscana, ella non trovavasi +presente alle loro battaglie che per soffrire; ubbidiva ai padroni senza +riconoscerli per suoi capi naturali; non era legata all'autorità +monarchica da veruna illusione, nè da ereditario affetto, nè da +entusiasmo. Si assoggettava, perchè era più prudente cosa il cedere che +non il resistere, e perchè in un ordine politico che abbia spenti tutti +gli affetti, la sola prudenza conserva il diritto di farsi ascoltare; +poco pensava ai suoi generali interessi, perchè non vi ravvisava che +cose tristi ed umilianti; prendeva piccolissima parte agli avvenimenti +di cui era il teatro; ed in tutta la storia italiana del secolo trovasi +a stento un nome italiano. In quel modo che le risoluzioni prendevansi +ne' gabinetti degli stranieri, erano ancora dagli stranieri eseguite sul +campo di battaglia. Gli storici che le riferiscono, in mezzo ai riguardi +che loro inspirava il timore dei potenti, non lasciano travedere che il +sentimento di una vaga curiosità. E veramente non si può sentire nè +entusiasmo, nè parzialità, quando non si ha patria; e l'Italiano, nel +mentre che le sue campagne andavano ad essere allagate di sangue, non +sapeva cui dovesse desiderare la vittoria, se non cercava che il bene +del suo paese. + +La potenza dell'uomo risiede nelle forze morali, e non nelle fisiche. +Dallo spirito e non dal corpo vengono i mezzi di resistenza e di +conquista; perciocchè trovansi nello spirito la volontà, il coraggio, +l'ubbidienza, la pazienza, la rassegnazione al sagrificio. Lo stesso +despotismo non può far a meno di certe forze morali; ma egli le teme e +non le impiega che con economia; mentre per lo contrario la libertà le +adopera tutte. Per mantenere il primo, conviene che l'uomo sia meno uomo +che si possa: per consolidare la seconda, conviene trovare nell'uomo +tutto quanto può dare l'umana natura. Il despota crederà lungo tempo di +avere accresciute le forze della nazione concentrandole tutte in sè, +perchè avendo così soppresse tutte le resistenze può impiegare tutto il +rimanente vigore nell'esecuzione delle sole sue volontà; ma quando verrà +chiamato a misurarsi con un popolo, le di cui forze morali tutte siansi +sviluppate, conoscerà bentosto la propria impotenza. L'Italia, in sul +declinare del diciottesimo secolo, aveva ancora soldati, ricchezze, una +numerosa popolazione, una fiorente agricoltura, commercio e manifatture +che presentavano tuttavia grandi mezzi, uomini versati nelle scienze, +altri naturalmente atti ad acquistarle in breve tempo; ma le mancavano +il sentimento e la vita, e quando scoppiò la rivoluzione francese, non +fuvvi alcuno in Europa che non vedesse che l'Italia non aveva nè la +volontà, nè la forza di difendere la sua indipendenza, e che una nazione +che più non aveva patria, non poteva resistere nè per garantire sè +stessa, nè per la sicurezza de' suoi vicini. + + + + +CAPITOLO CXXVI. + + _Intorno alla libertà degl'Italiani nei tempi delle loro + repubbliche._ + + +Basta paragonare l'Italia quale era nel quindicesimo secolo, all'Italia +quale diventò del diciottesimo, per accertarsi che gl'Italiani avevano +in quello spazio di tempo perduto il più prezioso dei beni sociali. Non +era altrimenti una teoria vana e fatta soltanto per lusingare +l'immaginazione quella libertà per la quale essi combatterono con tanta +costanza, che non si videro tolta senza immenso rincrescimento e +cordoglio, e che tentarono più volte di ricuperare a rischio anche di +esporre la loro patria alle più violenti convulsioni. Palpabili erano +gli effetti di questa libertà, ed hanno coperta la terra di tali +monumenti che conservansi ancora nella presente età; aveva questa svolti +nell'intera massa della nazione l'ingegno, il gusto, l'industria e tutti +i godimenti di una somma prosperità; il popolo che la conservò +lungamente, era composto d'individui ad un tempo più felici e più +illuminati; desso erasi egualmente avvicinato ai due fini che si +propongono i più saggi filosofi e l'uomo volgare; cioè, aveva fatto +molto cammino verso la perfezione e la felicità. + +Fra tutti gli oggetti che trattengono i nostri sguardi nell'Italia, non +ve n'ha un solo il quale non contribuisca a provare ed i sorprendenti +progressi fatti dagl'Italiani in tutte le arti della civilizzazione +prima del quindicesimo secolo, ed il loro decadimento dopo quest'epoca. +Veruna nazione eresse più magnifici templi nelle città, ne' villaggi e +perfino ne' deserti. Si giugne dall'estremità dell'Europa per ammirarli; +ma quando si confrontano col povero gregge che ora si aduna sotto la +loro volta per esercitarvi un culto, ognuno è forzato di chiedersi dove +si troverebbero adesso le necessarie ricchezze per fabbricarli? + +Di dieci in dieci miglia trovansi nelle pianure della Lombardia, o ne' +colli della Toscana e della Romagna, e perfino nelle adesso deserte +campagne del patrimonio di san Pietro, delle città pomposamente +fabbricate, nelle quali molti palagi mezzo rovinati ci dicono che da +secoli più non furono ristaurati: tutto ciò che è durevole conserva il +carattere dell'opulenza e dell'antica eleganza, e tutto ciò che è +passaggiero è perito senza venire più rifatto. Rimangono i portici, le +colonne, gli architravi; ma i legni marciscono, rotti sono i cristalli, +e levati i piombi dai tetti. Da Novara fino a Terracina, ci dimandiamo +tristamente, in ogni città, dove sia la popolazione che poteva avere +bisogno di tante case, dove il commercio che poteva riempire tanti +magazzini, dove le ricche famiglie che potevano alloggiare in tanti +palazzi, dove finalmente il lusso dei vivi che deve prendere il luogo di +quello degli estinti, de' quali rimangono ovunque i monumenti. + +Molta parte delle terre viene anche adesso coltivata nella più industre +come nella più dispendiosa maniera; senza mai esaurire il terreno, +l'agricoltura vuole ogni anno nuovi frutti, e gli ottiene più abbondanti +che in qualunque altra contrada. Un giudizioso avvicendamento di ricolte +apparecchia e purga i campi prima di coglierne i succhi nutritivi per le +piante cereali, e sempre li va migliorando senza mai lasciarli riposare. +Ma questo avvicendamento di raccolti fu inventato e sostituito +all'antico sistema dai contadini italiani che in allora erano una razza +di uomini intelligente ed osservatrice, mentre che in tutto il rimanente +dell'Europa i contadini di quell'epoca erano abbrutiti dalla schiavitù +ed incapaci di scoprire i vizj delle antiche consuetudini, e di +correggerle. + +L'intera Lombardia è tagliata da canali che, suddividendosi +all'infinito, tutta la ricuoprono a guisa di una rete; essi +distribuiscono sui campi le acque apportatrici della fertilità, e sono +disposti a riceverle di nuovo, dando loro un pronto scolo, quando +quest'acque cessano di essere salutari. Una ragguardevole parte della +Toscana è divisa in regolari terrapieni, che trattengono la terra sul +fianco delle colline sempre battute da burrascose piogge, dando così il +modo di coprire di castagneti, di viti, di ulivi, di ficaje, ripidi +declivi che, lasciati quali naturalmente sono, non presenterebbero che +nudi sassi. Ma in quel tempo in cui gl'Italiani destinavano a rendere +fertili le loro campagne un capitale, che poteva bastare per l'acquisto +di una superficie assai più vasta, le altre nazioni ad altro ancora non +pensavano che a spogliare la terra di tutto ciò che poteva produrre; ed +i Francesi cercavano perfino di rendere ignominioso l'impiego del +capitale destinato alla coltura delle terre, coll'assoggettarlo +all'umiliante imposta della taglia. + +Finalmente, sia che si osservi tutta intera l'Italia, o si esamini la +natura del suolo, o le opere dell'uomo, o l'uomo medesimo, sempre si +crede essere nel paese degli estinti, vedendo nello stesso tempo la +debolezza dell'attuale generazione, e la possanza di quelle che la +precedettero. Non sono certo gli uomini che si vedono, che avrebbero +potuto fare le cose che ci stanno sotto gli occhi; furono fatte +nell'epoca di una vita che sentiamo essere terminata; perciocchè +nell'istante in cui questa nazione perdette ciò ch'ella chiamava la sua +libertà, perdette nel medesimo tempo tutta la sua creatrice potenza. + +Pure quando ci chiediamo in che mai consistesse una cotale libertà, che +produsse così grandi cose e che lasciò di sè così amaro desiderio, non +troviamo veruna soddisfaciente risposta nè tra le nozioni che ne avevano +que' medesimi che la possedettero, nè nelle leggi che la sostenevano, nè +nelle costumanze ch'ebbero da lei origine. Rimaniamo soprattutto +convinti esservi un errore capitale nella lingua; che ciò che noi +diciamo libertà, non è ciò che dagl'Italiani era così chiamato; e che +l'intero scopo dell'ordine sociale si presentava loro sotto un punto di +vista affatto diverso da quello che noi lo vediamo. + +Forse abbastanza non riflettiamo che le nuove teorie intorno alla +libertà sono di moderna invenzione; che i nostri filosofi, cercando di +sapere in che consista, sonosi proposto uno scopo affatto diverso da +quello cui miravano gli antichi; che la libertà de' Greci o de' Romani, +degli Svizzeri o de' Tedeschi, come pure quella degl'Italiani, non era +altrimenti la libertà degl'Inglesi; che per ultimo fino al +diciassettesimo secolo la libertà del cittadino fu sempre risguardata +come una partecipazione alla sovranità del suo paese; e che non è che +l'esempio della costituzione britannica, che c'insegnò a considerare la +libertà come una protezione del riposo, della felicità e della domestica +indipendenza. Ciò che noi desideriamo prima di tutto, non risguardavasi +dai nostri antenati che come un vantaggio accessorio e di second'ordine; +e ciò che vollero i nostri antenati, non viene da noi risguardato che +quale mezzo più o meno imperfetto di ottenere o di conservare quanto +desideriamo noi medesimi. Però l'uno e l'altro scopo dell'associazione +politica viene egualmente indicato col nome di libertà. Quando si volle +distinguerli, e che si chiamò libertà civile quella facoltà affatto +passiva, quella guarenzia contro l'abuso del potere, in qualunque mano +si trovi, cui aspirano i moderni, e che si riservò il nome di libertà +politica alla facoltà attiva, alla partecipazione di tutti al potere +esercitato sopra di tutti, all'associazione dell'uomo libero alla +sovranità, non si è bastantemente schivata la confusione; perchè i +vocaboli che si adoprano non contrastano abbastanza l'uno coll'altro. +Ambidue, tranne la sola diversità della loro origine greca e latina, +significano egualmente, _che è propria al cittadino_; ma non dovrebbe +dirsi cittadino se non quello che gode della libertà attiva, ed è +partecipe della sovranità; mentre che, senza essere cittadino, ogni uomo +ha diritto egualmente alla libertà passiva, ossia alla protezione contro +ogni abuso del potere. + +Per una specie d'istinto gl'Italiani si erano attaccati alla libertà +politica; ma non erano pervenuti a definirla con precisione. Questa era +agli occhi loro una prerogativa esclusiva del governo repubblicano; e +con tal nome indicavano soltanto il governo dei più, per distinguerlo da +quello di un solo. Quest'ultimo, _il principato assoluto_, sembrava loro +sempre incompatibile colla libertà; il primo, _governo dei più_, pareva +loro che sempre meritasse il nome di governo libero, sia che questa +sovranità appartenesse a tutti i cittadini, come a Firenze, sia ad una +sola classe, come a Venezia; e ciò senza avere riguardo all'esercizio di +un'arbitraria autorità dei magistrati sopra i sudditi, che, dietro i +presenti nostri principj, potrebbero farci considerare l'uno e l'altro +come tirannico. + +Non conoscendo gl'Italiani che la libertà politica, e non essendosi +eglino formata una precisa idea della libertà civile, non dobbiamo +maravigliarci che accordassero il nome di governo libero a quello che +non poneva verun confine all'estensione dei poteri esercitati a nome +della nazione. I cittadini, esposti a qualsivoglia arbitraria misura, +non perciò si riputavano meno liberi, poichè l'atto arbitrario che ad +alcuno recava danno era l'opera di un magistrato, che ognuno poteva +risguardare quale suo mandatario. Ma al primo aspetto sembra contrario +ai medesimi principj da loro adottati, il chiamare libero quel governo +in cui veniva esercitata un'illimitata autorità da una sola classe della +nazione, senza che gli altri potessero aver parte in quella sovranità di +cui si erano impadroniti pochi cittadini. Ben può concepirsi come +Firenze loro sembrasse libera anche quando il gonfaloniere, i priori, i +podestà delegati dal popolo, facevano il più violento uso del momentaneo +potere deposto nelle loro mani; ma non vediamo in che mai consistesse la +libertà di Venezia, dove dal consiglio de' dieci, che rappresentava +soltanto la nobiltà, esercitavasi un così arbitrario potere. + +Per altro questa confusione d'idee non è propria solamente +degl'Italiani; dessa trovasi in tutte le antiche e moderne repubbliche. +Le aristocrazie ed oligarchie greche, tedesche ed italiane, invocarono +tutte egualmente il nome della libertà, e tutte pretesero di averla +conservata qualunque volta non si assoggettarono al potere di un solo. +Infatti, lasciando da un canto la libertà civile ossia libertà passiva, +poteva dirsi con verità che sempre esisteva una libertà nello stato, +quando un'intera classe era partecipe della sovranità; ma in allora non +era la nazione che fosse libera, unicamente bensì quelle famiglie +ch'erano proprietarie della libertà. + +Presso gli antichi, che avevano conservati gli schiavi anche nelle più +libere repubbliche, non erasi cercata l'origine dei diritti dell'uomo +nella stessa dignità della specie umana, nè si era convenuto che ogni +pubblica instituzione dovesse mirare alla felicità di tutti. I diritti +umani parvero loro fondati sopra leggi positive, e non sulla legge +naturale. Vedevano in ogni paese uomini _ingenui_ e schiavi; e questo +fatto, che ammisero senza disamina, non parve loro più ripugnante nelle +loro città che nelle loro famiglie. La libertà diventò per loro un bene +ereditario, come le altre sostanze; e quest'eredità potev'essere +trasmessa soltanto ad un ristretto numero di famiglie in mezzo ad una +grossa popolazione, siccome a Sparta ne' tempi della lega Achea, e a +Lucca nel diciottesimo secolo: non pertanto si continuò a chiamare +libero lo stato in cui le famiglie proprietarie della libertà non erano +esse medesime diventate proprietà di un altro individuo, e dove +conservavano fra di loro la sovranità sopra di sè medesime: se queste +medesime famiglie avevano poi sudditi nello stato e schiavi nelle case, +questa sudditanza di una parte della popolazione estranea alla città, nè +variava, nè costituiva la natura del governo. Cotale stato era pur +sempre una repubblica. + +Ma la schiavitù domestica più non esisteva nelle repubbliche italiane, e +questa sola differenza le pone a molta distanza da quelle +dell'antichità. Dall'abolizione della schiavitù domestica ne risultarono +un maggiore rispetto per la libertà dell'uomo, una più estesa felicità +in tutte le classi, maggiore industria, maggiore attività, maggiori +potenze produttrici ed in conseguenza maggiori ricchezze. Le +repubbliche, quando appena cominciavano a prendere questo titolo, e non +si consideravano ancora che come comunità libere, sotto la protezione +dell'imperatore, cominciarono colla liberazione degli schiavi; il grosso +della loro popolazione consisteva in uomini che avevano di fresco +spezzate essi medesimi le loro catene, e che aprirono quasi sempre un +asilo entro le loro mura ai servi che fuggivano dalle terre dei signori +loro vicini. In tal modo ebbe principio l'abolizione della schiavitù, +cui la religione e la filosofia si gloriarono poscia di avere operato; +ma che dal solo personale interesse fu eseguito. + +Questa progressiva abolizione della schiavitù, che si estese dalle città +alle campagne, è un avvenimento troppo importante nella storia della +libertà italiana, per non richiamare per qualche tempo la nostra +attenzione. Sotto il regno degl'imperatori romani, i liberi agricoltori +erano assolutamente scomparsi dal suolo dell'Italia; i ricchi +proprietarj, che in un solo possedimento riunivano talvolta intere +province, di cui la repubblica romana, dopo parecchj anni di guerra, +aveva trionfato ne' suoi più bei giorni, facevano coltivare le loro +terre da numerose gregge di schiavi. I campi più non avevano case +isolate, nè villaggi, nè capanne, e di già avevano l'aspetto che +presenta adesso l'_Agro romano_, egualmente deserto, egualmente diviso +in poderi di dieci in dodici miglia d'estensione: soltanto facevano le +veci di quelle armate di lavoratori che scendono oggi dalle montagne +della Sabina, infiniti sventurati che la sola forza obbligava al lavoro +senza speranza di veruna ricompensa. + +I barbari, invadendo l'Italia, ne fecero in breve tempo scomparire tutta +la popolazione, perchè gli schiavi erano la preda che loro meglio si +conveniva, siccome quella che più vantaggiosamente potevano vendere, e +trasportare altrove con minore imbarazzo. Gli schiavi, sempre solleciti +di mutare condizione, seguivano volentieri i loro nuovi padroni, dai +quali speravano di essere più dolcemente trattati; pure d'ordinario +perivano ne' lunghi viaggi a traverso ai boschi della Germania e della +Scizia, come mill'anni dopo si videro perire i non meno numerosi schiavi +che i Turchi predavano in tutte le province dell'Adriatico, e dei quali +non si è conservata la razza. I proprietarj, come i nobili romani +dell'età presente, cercarono, dopo tale epoca, non già a moltiplicare i +prodotti delle loro terre, ma a diminuirne le spese; e calcolarono, come +si fa pure presentemente, che per quanto fosse grande la diminuzione del +prodotto lordo dell'agricoltura per mancanza di popolazione, non perciò +veniva minore la rendita netta delle loro terre. + +Finalmente i barbari, invece di guastare le province dell'impero, vi si +stanziarono stabilmente. È noto che in allora ogni capitano, ogni +soldato del settentrione, venne ad alloggiarsi presso un proprietario +romano, sforzandolo a dividere con lui le sue terre ed i raccolti. Tutti +gli antichi schiavi che rimasero in Italia, non cambiarono la loro +condizione; ma i liberi agricoltori, obbligati a risguardare come loro +padrone il Tedesco o lo Scita che dicevasi loro ospite, furono costretti +a darsi essi medesimi al lavoro. Oltre la parte incolta di terreno che +questi nuovi abitanti si fecero cedere in tutta loro proprietà per +tenervi le loro mandre, vollero pure essere a parte del ricolto de' +campi, degli uliveti, delle vigne: ed allora indubitatamente ebbe +principio quel sistema di coltivazione a metà frutto, che mantiensi +tutt'ora in quasi tutta l'Italia, e che tanto contribuì a perfezionare +l'agricoltura ed a rendere migliore la condizione de' suoi contadini. + +Quando il lavoro degli uomini liberi si trovò in concorrenza con quello +degli schiavi, la sua superiorità fu troppo chiara per non far sì che il +barbaro padrone lo preferisse a quello degli schiavi. Il castaldo, quasi +sempre disceso da qualche antico proprietario romano, viveva, egli e la +sua famiglia, colla metà del prodotto di quella terra che era stata un +giorno possedimento dei suoi antenati; mentre lo schiavo, che dovevasi +assai bene alimentare, quantunque la sua inerzia e la negligenza +scemassero le sue forze produttrici, consumava i due terzi dei frutti da +lui raccolti. Allora il Barbaro cominciò ad accordare la libertà, ed una +parte del deserto di cui si era renduto padrone, al suo schiavo, perchè +ne formasse un nuovo podere. Il signore delle terre ebbe sempre più +motivo di vie meglio convincersi che non manterrebbe giammai i suoi +schiavi a così buon patto come il suo gastaldo, e che non otterrebbe da +loro giammai altrettanto lavoro, perchè l'interesse attivo ed +industrioso è migliore economo d'assai che la forza: così ogni giorno, +coll'incremento delle generazioni, un maggior numero di schiavi ebbe +nelle campagne la libertà. + +Senza che la legge avesse veruna parte nell'abolizione della schiavitù, +senza che il vergognoso commercio degli uomini fosse proibito, la +schiavitù cessò in ogni luogo. Ne' secoli inciviliti, e fino alla fine +del sedicesimo, si dividero tuttavia degli schiavi nelle più ricche +case, ma più non se ne trovavano nelle campagne. I soldati, abusando +della loro vittoria, vendettero talvolta al migliore offerente tutti gli +abitanti di una città presa d'assalto; e tale fu la sorte che l'armata +di Francesco Sforza fece subire del 1447 alla sventurata città di +Piacenza. I papi, cedendo alla sterminata loro collera, condannarono +ancora più frequentemente tutti i sudditi di uno stato nemico ad essere +ridotti in ischiavitù, autorizzando a venderli chiunque se ne +impadronisse. In tal modo vennero condannati tutti i vassalli dei +Colonna da Bonifacio VIII; tutti i Fiorentini da Sisto IV, tutti i +Bolognesi nel 1506, ed i Veneziani nel 1509, da Giulio II. Ma coloro che +comperavano questi schiavi, trovavano subito più utile il dar loro la +libertà per una qualche somma di danaro, che non il mantenerli pel poco +lavoro che farebbero per conto loro. In veruna descrizione di città o di +villaggi vedonsi in queste varie epoche indizj di schiavitù; soltanto il +fanatismo potè conservarne gli ultimi avanzi in Italia a dispetto del +personale interesse. I prigionieri di guerra mori e turchi incatenansi +nelle galere, in odio della loro religione, e la schiavitù loro dura +anche al presente, sebbene costino allo stato più che gli uomini liberi. + +Il fanatismo tentò pure più volte in altri paesi di far rinascere la +schiavitù; e riconoscere dobbiamo dai missionarj portoghesi, che circa +la metà del quindicesimo secolo, diressero le prime spedizioni sulla +costa occidentale dell'Africa, quella schiavitù de' Negri alle Antille, +che forma l'obbrobrio dell'età presente. Il fanatismo fece condannare in +Ispagna ed in Portogallo, nel sedicesimo e diciassettesimo secolo, molte +centinaje di Giudei e di Mori ad essere ridotti in ischiavitù. Pure +l'interesse personale, assai più potente che lo zelo di un clero +persecutore, ridonò costantemente la libertà a coloro che la Chiesa +condannava alle catene. Nell'età presente la schiavitù non si mantiene +in tutta l'Europa orientale dalla Russia fino all'Ungheria, che a motivo +che i proprietarj delle terre non hanno saputo approfittare del lavoro +degli uomini liberi; e perchè in cambio di dividere con loro i frutti +della terra, gli sforzarono a dar loro la metà del tempo; onde nei +giorni di ogni settimana che sono di diritto del padrone ungaro o boemo, +l'uomo libero non lavora con maggiore zelo, attività o intelligenza, di +quello che farebbe lo schiavo. + +Quando, in tempi a noi più vicini, i filosofi volsero di nuovo i loro +sguardi alla costituzione della società, non ebbero sotto gli occhi +oggetti eguali a quelli che colpivano i filosofi dell'antica Grecia. Da +un canto il lavoro manuale più non era fatto dagli schiavi, dall'altro +canto quasi tutti i paesi ridotti a civiltà erano governati da monarchi. +Noi confondiamo quasi sempre la natura delle presenti instituzioni colla +natura stessa delle cose: gli antichi non avevano potuto comprendere +come si sarebbe potuto fare da meno degli schiavi; i moderni come si +possa stare senza re. I politici del XVIII secolo si occuparono meno di +ciò che in realtà era la società umana, che di ciò che avrebbe dovuto +essere. Ebbero minore rispetto per diritti stabiliti, perchè in nessun +luogo ne trovarono che fossero incontrastabili; ma rispettarono +maggiormente il carattere dell'uomo; essi accomodarono le loro teorie +all'interesse dell'autorità sotto la quale vivevano, e fissarono il +principio che ogni governo era stabilito per la felicità dei popoli a +lui soggetti, sebbene i principi avessero fin allora creduto di non +avere altro interesse ed altro dovere, che quello della propria +conservazione, o di ciò che chiamavano loro gloria. + +Essendo la libertà degli antichi una proprietà del cittadino, non era +essenziale di esaminare fino a qual segno contribuiva alla felicità, +come non si esamina, per conservare a ciascheduno la sua eredità, se le +ricchezze formano, o no, la felicità dell'uomo saggio. Ma la libertà dei +moderni venendo considerata come il mezzo pel quale i governi giungono +allo scopo per cui furono instituiti, cioè la comune felicità, fu +necessario di esaminare, onde stabilire il diritto dei popoli ad essere +liberi, in qual modo la libertà formi la felicità, o fino a quale grado +vi contribuisca. + +L'uno e l'altro raziocinio è egualmente logico, ma ciascuno parte da +diversi principj. Quello degli antichi è forse il primo nell'ordine +delle idee; essi considerarono l'origine delle società, e si chiesero +donde veniva il potere che vedevano stabilito; allora loro parve +soltanto libero quell'uomo, che non fosse subordinato che a quel potere +che aveva formato o contribuito a formare egli stesso. Così la linea che +separava il cittadino dal suddito era patentemente segnata, e non poteva +ammettere verun dubbio. La libertà de' moderni dev'essere valutata sopra +molto più dilicate differenze. Per determinarne i confini, conviene +esaminare fino a qual punto convenga agli uomini uniti in società di +essere governati, o pure a qual prezzo loro convenga di acquistare la +protezione della forza pubblica contro i loro interni ed esterni nemici; +in appresso fino a qual punto ognuna delle umane facoltà abbia bisogno +di essere contenuta pel comune vantaggio; finalmente in quale caso torni +meglio diminuire in parte la forza di tutti, piuttosto che ristringere +di soverchio la felicità o la sicurezza individuale. + +Quest'esame guidò a riconoscere che lo scopo dell'unione degli uomini +essendo quello di assicurare la vicendevole protezione delle loro +persone, del loro onore, delle loro proprietà, dei loro morali +sentimenti, quel governo che si farebbe giuoco della vita, della fortuna +e dell'onore degl'individui, offendendo i sentimenti di giustizia, di +umanità e di pubblica decenza, mancherebbe assolutamente al suo scopo, e +dovrebbe risguardarsi come una tirannide, sebbene fosse anche stato +stabilito dall'universale volontà. + +In appresso si riconobbe, che l'uomo non aveva domandato al proprio +governo di proteggerlo contro di sè medesimo, ma soltanto contro gli +altri; dal che si è conchiuso che l'esercizio di qualunque facoltà, che +non abbia azione sugli altri, non è dipendente dal governo. Su questa +regola è fondata la libertà del pensiere e quella della coscienza; +mentre che avvi tirannide, qualunque volta il governo procede a punire +altra cosa che gli atti esteriori, o che in loro cerca le tracce del +malcontento, e della malevolenza, per vendicarsi di queste opinioni. + +Finalmente si è conosciuto che il male che risulterebbe per tutti dalla +repressione di certe azioni che possono diventare nocive, sarebbe ancora +maggiore del male che potrebb'essere prodotto da queste azioni. Perciò +si risguardò come tirannico quel governo che proibisce di parlare, di +scrivere, di stampare[366]; che gastiga con troppo sospettosa vigilanza +certi falli, certi vizj, che non si potrebbero comprimere senza +un'inquisizione insopportabile per tutti. E si è conchiuso che un +governo è tanto più libero, quanto è sentita meno la sua azione; che è +libero, non solo perchè non gastiga che ciò che è vietato dalla legge, +ma ancora perchè la legge non proibisce tuttociò che potrebbe proibire. + + [366] La quistione intorno alla libertà della stampa fu ampiamente + discussa in ogni paese, e si vorrebbe che non fosse per anco + bastantemente illustrata. _N. d. T._ + +Dopo avere in tal modo definita questa libertà puramente difensiva, +questa libertà affatto negativa, cui deve tendere ogni buon governo, si +cercò di darle per guarenzia i diritti politici de' cittadini. Allora +cominciarono a considerarsi, non più come principio essi medesimi della +libertà, ma soltanto come sue salvaguardie. I moderni collocarono nel +primo grado tra questi diritti politici la libertà della stampa +propriamente detta, ossia il diritto di provocare la pubblica attenzione +intorno agli affari dello stato, con iscritture pubblicate senza +precedente licenza del governo; la libertà della disputa nelle adunanze +politiche; per ultimo il diritto di petizione, o sia il ricorso aperto +ad ogni oppresso fino alla sovrana autorità, interpellata da cittadini +associati a tale oggetto sotto gli occhi di tutto il pubblico. Queste +varie prerogative non formano parte della libertà civile, ma piuttosto +sono le armi poste in mano al popolo per difenderla. + +Dopo avere conosciuto quanto l'idea che fino all'ultimo secolo +formavansi della libertà i nostri antenati è diversa da quella che noi +ci formiamo adesso, avremo minor cagione di fare le maraviglie, vedendo +che in tutte le repubbliche dell'antichità, in tutte quelle della +Svizzera e della Germania, in tutte quelle finalmente dell'Italia, +intorno alle quali versammo così lungo tempo, non fossero guarentiti i +diritti di cui abbiamo fin ora sviluppata l'origine. + +Le repubbliche italiane non avevano pensato a proteggere la vita, +l'onore, o la proprietà de' cittadini con una legislazione, o con una +forma di processura migliori di quelle ch'erano in vigore negli stati +più dispotici. I magistrati, i tribunali e le leggi avrebbero avuto +bisogno d'una totale riforma, per guarentire la libertà civile, e la +felicità delle persone loro commesse. Oggi è dimostrato che +compromettesi la libertà, quando gli amministratori si trasformano in +giudici, armandoli dell'autorità di castigare que' medesimi ch'essi +incontrarono come antagonisti nelle politiche contese. Perciocchè il +magistrato, chiamato frequentemente dalla sua carica a sostenere le +parti di un capo di partito, ed a sposarne le passioni, viene investito +del diritto di giudicare la parte avversaria, cioè quegli uomini che +nella causa del popolo vollero mettere argine alle sue usurpazioni, ed +opporsi alle sue ingiuste misure. Le repubbliche italiane non erano +cadute affatto in quest'errore comune a tutte le altre. Il potere +giudiziario vi si trovava abitualmente separato dall'amministrativo: la +signoria, che si rifaceva ogni due mesi a sorte, scegliendosi tra i +cittadini attivi, era incaricata della generale direzione degli affari, +mentre alcuni giudici forestieri, assistiti da legisti pure forestieri, +amministravano la giustizia civile e criminale. Ma perchè questa +divisione del potere civile e giudiziario non lasciasse verun titolo di +timore, avrebbe dovuto essere perfetta; sarebbe stato d'uopo che i +magistrati fossero sempre obbligati di rimettere ai tribunali coloro che +gli avevano offesi, e che in qualunque caso non fossero seduti essi +medesimi in giudizio. Per lo contrario nelle repubbliche italiane, non +escluse le meglio ordinate, si vide più volte la signoria +momentaneamente riprendere il potere giudiziario, e mandare alla tortura +o al patibolo coloro che avevano di fresco attentato alla sua autorità. + +Non solamente i giudici non disponevano soli della vita, dell'onore, e +delle sostanze de' cittadini; ma non erano pure costituiti in maniera di +dare una bastante guarenzia delle loro parzialità o della loro umanità. +Richiedeva la legge che fossero forestieri, perchè non isposassero nella +repubblica verun partito; che non rimanessero molti anni in carica, onde +non adottassero le passioni de' cittadini; finalmente che uscendo +d'impiego andassero soggetti ad un sindacato intorno alla loro +amministrazione, onde si guardassero dal lasciarsi corrompere coi +regali. Ma la legge non aveva separato il giudizio del diritto da quello +del fatto; non aveva chiamati i semplici cittadini, come presso i Romani +e presso gl'Inglesi, a sentenziare sulla vita de' loro concittadini: non +aveva posto ogni uomo sotto la guarenzia dell'interesse de' suoi eguali, +nè avanti l'esecuzione di una sentenza capitale aveva richiesto il +concorso di un tribunale popolare, che essenzialmente unisse la +misericordia al rigore. Non esisteva veruna legge penale che moderasse +le sentenze de' giudici, o che preventivamente illuminasse gl'imputati +intorno alla loro sorte. Non era nè meno vietato ai podestà di ascoltare +le voci della passione o della collera; e perchè giudicavano quasi +sempre soli, non erano obbligati di esporre ai loro collega le +circostanze della causa, a trattarla ad alta voce, a dare i motivi delle +loro sentenze. I motivi e le ragioni che le avevano dettate chiudevansi +nel più profondo di tutti i segreti, quello di un uomo colla sua propria +coscienza. + +La processura dava ancora minore guarenzia che la costituzione del +tribunale, segreta era l'istruzione, ed il prevenuto, privo di consiglio +nella sua prigione e di avvocato per difendersi, veniva abbandonato a +tutte le conseguenze della sua debolezza, de' suoi terrori, della sua +ignoranza, o della sua incapacità. La spaventosa processura cominciava +colla tortura; e la legge non poneva verun limite ai tormenti co' quali +potevasi stringere un accusato, come non aveva determinato quale indizj +si richiedessero per esporlo a così barbara prova. Non pertanto le +confessioni strappategli di bocca dall'atrocità de' dolori, venivano +ritenute quali sufficienti prove contro di lui, e contro i supposti suoi +complici. Finalmente la legge permetteva supplicj non meno spaventosi +che quelli delle monarchie, e l'umanità veniva offesa non meno dalle +esecuzioni che dalle processure. + +In tal modo adunque, anche in tempo ordinario, la società non guarentiva +l'onore, la vita, o le sostanze degli individui, co' suoi magistrati, +co' suoi giudici, colle sue leggi. Ma nelle rivoluzioni, pur troppo +frequenti, l'abuso di una pretesa giustizia diventava ancora più +molesto. Allora i capi di un partito, facendosi investire di una +illimitata autorità, sotto il nome di _balìa_, gastigavano in massa, +senza informazione, senza processura, senza giudizio, tutti i membri del +contrario partito, coll'esilio, colla confisca de' beni, spesso con +capitale supplicio. + +Non avevano gl'Italiani pensato giammai che lo stesso scopo della +formazione della società prescrivesse confini alla sovrana autorità; +essi non avevano veduto, che gli uomini non hanno potuto assoggettargli +che le loro relazioni degli uni verso gli altri; ed essi avevano +permesso ai governi di penetrare nell'interno dei loro pensieri, per +dirigerne le opinioni e punirne i sentimenti. Tutte le repubbliche +italiane eransi formate in seno alla cattolica religione, e questa +religione, assoggettando, col mezzo della confessione, il pensiero al +tribunale de' preti, gli spiriti si erano abituati a risguardare il +segreto delle coscienze come dipendente dall'autorità. La persecuzione +ed il castigo dell'eresia era una necessaria conseguenza della +sommissione delle repubbliche alla Chiesa. Quella della magia era pure +riservata ai preti; ed ammessa una volta la funesta opinione dell'azione +degli uomini sulle potenze infernali, la magia dovette entrare nelle +attribuzioni de' tribunali, poichè risguardavasi con un mezzo con cui un +uomo poteva nuocere ai suoi simili. Ma non potevasi perseguitare questo +delitto, che si commette senza testimonj nell'oscurità della notte, +senza dar luogo alle più sospettose, più arbitrarie e più tiranniche +processure. + +Del resto non era soltanto allorchè trattavasi di perseguitare l'eresia +o la magia, che i tribunali italiani credevano di avere diritto di +scendere nel cuore dell'uomo e di punirne i moti segreti, ma si +arrogavano il diritto di assoggettare alla pubblica vendetta ogni +sentimento di scontentezza o di odio contro il governo; ne cercavano +spesso gl'indizj in una parola, in un gesto, in un sospetto; e nelle +circostanze di rivoluzione furono vedute le repubbliche adottare le +usanze ed i principj de' principi assoluti, e punire coi supplicj, non +già gli atti esteriori, ma il nascosto pensiero di cui erano l'indizio. + +Se i governi italiani non si erano astenuti dal giudicare i sentimenti +ed i pensieri, che non dipendono in verun modo dalla pubblica autorità, +con più ragione non eransi fatto scrupolo di armare una metà de' +cittadini contro l'altra, d'incoraggiarne molti ad esercitare l'infame +mestiere di delatore, quando hanno con ciò potuto sperare di reprimere +abitudini viziose o nocive, che si vorrebbero certamente sbandire da +ogni ben regolata repubblica, ma che non si potrebbero castigare senza +assoggettare tutti i cittadini ad una insopportabile inquisizione. + +La bestemmia diventò uno de' principali oggetti della vigilanza de' +magistrati, e venne sottomessa a tutta la severità dei tribunali +stabiliti al solo oggetto di comprimerla. Soltanto in Ispagna ed in +Italia s'incontra questa viziosa abitudine, affatto sconosciuta presso i +popoli protestanti, e che non dobbiamo confondere con quei rozzi +giuramenti che il popolo in tutti i paesi frammischia ai suoi discorsi. +In tutti gli accessi di collera, i popoli meridionali se la prendono +cogli oggetti del loro culto, li minacciano, e li caricano di parole +ingiuriose alla stessa divinità, al Redentore o ai Santi. Trovansi +tracce di tale scandalosa abitudine nel linguaggio e in alcuni modi +proverbiali degli altri popoli, ma la volontà d'insultare la divinità +con questa specie d'attacco non si poteva conservare che in un paese in +cui la superstizione, sempre in guerra coll'incredulità, ha +rimpiccioliti tutti gli oggetti del culto, e fattili scendere fino al +livello degli uomini. La processura contro i bestemmiatori occupò in +ogni tempo i tribunali d'Italia. Pure cotale delitto non lascia veruna +traccia, e quegli stesso che lo ha commesso, il più delle volte se ne +dimentica, i testimonj sono quasi sempre implicati nella contesa che vi +diede motivo, ognuno tosto o tardi cade nello stesso errore, e la +inquisizione del bestemmiatore, senza diminuirne l'abitudine, ha dato +luogo alle più inique ed arbitrarie processure. + +Molti altri delitti di pure parole vennero considerati come egualmente +punibili; si videro più volte condannati a gravi pene, coloro che +avevano con qualche motto cercato di coprire di ridicolo o di biasimo il +governo, e coloro che nelle loro scritture avevano manifestate opinioni +riprovate, non solo in fatto di religione e di politica, ma ancora in +argomenti puramente filosofici. Si vide ancora, ma soltanto in alcune +circostanze, altre viziose abitudini punite con severissime pene, le +quali non potevano colpire i delinquenti che in conseguenza di +un'inquisizione totalmente contraria ad ogni attuale idea di libertà. +Ne' tempi in cui era in Firenze dominante la fazione de' piagnoni, si +perseguitò il mal costume perfino nell'interno delle famiglie con +segrete denuncie, sebbene la pubblica decenza ordinariamente soffra +assai più da tali rivelazioni, che dall'abuso che si lascia sussistere. +Il giuoco nell'interno delle case private, il lusso della mensa, degli +abiti, degli equipaggi, furono risguardati come oggetti di pertinenza +delle leggi, e tutte le abitudini dell'uomo privato vennero regolate con +atti del sovrano potere. + +Le varie prerogative che i popoli moderni considerarono quali guarenzie +della sicurezza e della libertà de' cittadini, mai non si conobbero +nelle repubbliche d'Italia. La nozione della libertà della stampa non +erasi nemmeno presentata ai loro legislatori. Appena si trovano in tutta +l'istoria dell'Italia due o tre esempi di scritture pubblicate intorno +alle cose del governo, ed i loro autori avevano sempre avuta la +precauzione di farle stampare in estero stato; ma non pertanto qualunque +volta si poterono arrestare o l'autore o i distributori, questi furono +sempre puniti con eccessiva severità. Nè il partito dell'opposizione, nè +il partito governante non cercarono mai d'illuminare la pubblica +opinione, e non si supponeva che le deliberazioni intorno agli affari +della patria potessero uscire dalla sala de' suoi consigli. In +contraccambio, dobbiamo pur dirlo, gli storici delle repubbliche, che +prima dell'invenzione della stampa si appellavano non ai presenti tempi, +ma alla posterità, diedero prova nelle loro scritture di grande coraggio +e di rara imparzialità; e dal modo con cui in ogni occasione giudicano i +loro compatriotti e magistrati, sempre si conosce la mano dell'uomo +libero. + +Il diritto di petizione non fu dagl'Italiani meglio conosciuto che +quello della stampa: essi non altro avevano fatto che rimuovere dal +proprio luogo l'assoluto potere, togliendolo dalle mani di un solo per +affidarlo a molti. Essi non pensavano punto a limitarlo, e soprattutto a +contenerlo per via della pubblica opinione. Ogni cittadino poteva, per +vero dire, portare riclami all'autorità da cui immediatamente dipendeva; +ma non poteva giammai, con una petizione, tradurre quest'autorità avanti +ad un'altra incaricata di sindacarla; meno poi trasmutare il suo privato +affare in un affare di stato, unendosi ai suoi concittadini per dare +maggior peso alle proprie lagnanze. Nel primo caso sarebbe stato +ammonito, come se avesse voluto confondere tutte le podestà e l'ordine +stabilito; nel secondo sarebbe stato severamente punito, come tendente +alla ribellione. + +Ma ciò che può sembrare strano, si è che la libertà stessa della disputa +ne' consigli non era altrimenti assicurata. Pure questa è la sola cosa +che possa garantire l'esercizio de' diritti della sovranità, dei quali +gli antichi repubblicani erano altrettanto gelosi, quanto lo erano poco +della sicurezza individuale. + +I consiglj di una repubblica sono chiamati intorno ad ogni affare a due +distinte operazioni, cioè deliberare ed emettere il voto; lo che +risponde a quelle della disputa, poi del giudizio ne' tribunali. +Gl'Italiani avevano quasi totalmente trascurata la prima; essi non +davano nè guarenzia, nè solennità alla disputa; pareva che non si +prendessero cura che i consiglieri s'illuminassero gli uni gli altri +colle loro opinioni, e riducevano tutto lo studio loro a rendere con un +profondo segreto liberi i suffragi. Ne' consigli parlavasi assai poco. +Il primo magistrato ne faceva talvolta l'apertura con un discorso di +etichetta, che imparava a memoria, o che leggeva; talvolta ancora +qualche giovane oratore figuravasi d'imitare gli antichi, pronunciando +un ampolloso sermone, che veniva piuttosto risguardato come un pezzo +accademico, che come un mezzo di persuadere; talvolta alla proposizione +fatta dal magistrato teneva dietro una tumultuaria conversazione in ogni +panca; ma d'ordinario si passava subito ai suffragi con un profondo +silenzio. A Firenze, ogni consigliere per dare il suo voto, riceveva +fave bianche e nere; a Venezia pallette di legno; e le urne eran +distribuite in modo che il votante poteva porvi la mano, senza far +conoscere in quale senso avesse votato. In appresso si contavano i +suffragj, la di cui semplice maggiorità non bastava giammai per dare +forza di legge ad una proposizione. Il più delle volte, perchè si +potesse, giusta l'espressione legale, _vincere il partito_, rendevasi +necessario di riunire i tre quarti de' suffragj di cadauno de' diversi +corpi che trovavansi adunati nella stessa sala per emettere i voti +separatamente; a Firenze, per modo d'esempio, dei priori di buoni +uomini, e dei gonfalonieri di compagnia. Se in taluno di questi tre +corpi il quarto soltanto dei membri aveva poste nell'urna delle fave +bianche, la legge veniva rigettata. + +Affinchè i consiglj siano veramente liberi, è necessario che la minorità +abbia tutta la libertà di far udire le sue ragioni, di discutere +ampiamente la sua causa, e di rappresentarla sotto tutti gli aspetti; ma +non è meno essenziale di far prendere tutte le decisioni colla sola +maggiorità de' suffragj, onde il piccolo numero, tra consiglieri tutti +eguali, e che hanno tutti la medesima missione, non imponga al maggior +numero. Gl'Italiani astanti non avevano conosciuti questi due principj; +avevano circondato da tanti pericoli l'uso della parola, avevano +giudicate con tanta severità le aringhe che pronunciavansi innanzi ai +consiglj, avevano assoggettati gli oratori a così pesante +risponsabilità, tanto per mezzo di un pubblico biasimo, che per +clamorosi gastighi, per qualunque poco misurata frase fosse sfuggita di +bocca all'oratore nel calore della disputa, che niuno osava entrare in +disamina: e non si era coltivata la sola eloquenza popolare, quella di +parlare improvvisamente, perchè la minorità non aveva giammai occasione +di motivare la sua opposizione, di cercare di persuadere i suoi +avversarj, e di trattare apertamente la propria causa. Ma mentre tutti +opinavano con timore, una taciturna minorità contrariava co' suoi +segreti suffragj le operazioni del governo, e faceva rigettare una +proposizione, contro la quale niuno aveva ardito di muovere obbiezioni. + +Questa taciturna opposizione, eccitando un profondo risentimento, fu +spesso cagione della più scandalosa violazione della libertà dei +suffragj. A Firenze si vide più volte la signoria far ricominciare +replicatamente l'operazione dello scrutinio, _perchè non si era potuto +vincere il partito_. Fu veduta minacciare coloro che darebbero la fava +bianca, e fu pure veduta in qualche circostanza far cadere sopra di loro +le più acerbe pene. Ora di qual uso potevano essere i consiglj, se i +consiglieri non avevano libertà? E quando una costituzione vuole che i +suffragj riuniti de' magistrati possano esprimere soli una volontà +sovrana, qual è la superiore autorità che possa prescrivere in quale +senso debba manifestarsi questa volontà? Così addiviene che un primo +errore nella legislazione ne produca degli altri; così dopo di avere +imprudentemente dato ne' consiglj alla minorità il potere di legare la +maggiorità, si fu poi costretto più volte a dovere permettere, che +l'assenso di questa minorità si ottenesse colla violenza. + +Dopo di avere brevemente esaminati tutti i diritti che nell'età presente +ci sembrano i più preziosi, e dopo avere osservato che sul conto loro le +leggi protettrici non erano migliori nelle repubbliche italiane che +nelle monarchie, o che anzi erano assolutamente le medesime, e +permettevano che tutti questi diritti fossero in certe occasioni +compressi o annullati, si accresce la nostra maraviglia nel contemplare +i miracolosi effetti dello spirito repubblicano; e ci andiamo ancora +interpellando in qual cosa consistesse adunque quella libertà, che +poteva stare insieme alla più crudele tirannia; quella libertà, che +veniva difesa con così eroici sforzi, la di cui privazione eccitava così +amare lagrime, e che i popoli non perdevano senza perdere ad un tempo la +loro prosperità, la loro gloria, i loro talenti e le loro virtù. + +Ma d'uopo è ricordarsi che nelle repubbliche i medesimi uomini si +presentano sotto un doppio aspetto e con un doppio carattere; prima come +governati, poi come governanti. Oggi per valutare la libertà, cerchiamo +in che consista pei governati; fino al nostro secolo per lo contrario si +cercava in che consistesse pei governanti; e questa attiva libertà, +questa libertà tutta composta di prerogative sovrane, che al primo colpo +d'occhio sembra dover contribuire molto meno che non la sicurezza +individuale alla prosperità dei cittadini, trovasi per lo contrario +avere per essi un incanto che nulla pareggia. Dessa è una bevanda +inebriante, è il nettare degli Dei: quando un mortale ha potuto gustarla +un sola volta, sdegna ogni umano nutrimento: ma inoltre trova in sè +medesimo nuove forze, ed una nuova virtù; la sua natura è del tutto +cambiata; e sedendo a quella mensa, egli sente che si pareggia +agl'immortali. + +Alcuni fondamentali assiomi possono rappresentare tutto il sistema della +libertà degli antichi tempi; sono questi l'espressione de' diritti +politici della nazione considerata in corpo, e non di quelli dei singoli +individui nelle loro relazioni colla nazione. Verun'altra repubblica non +professò forse così apertamente, nè più religiosamente osservò questi +assiomi, quanto quelle d'Italia ne' secoli di mezzo. + +_Ogni autorità esercitata sopra il popolo è emanata dal popolo_. Questo +primo assioma de' popoli liberi era risguardato come fondamentale in +tutte le repubbliche italiane. La sovranità vi era sempre rappresentata +come appartenente al popolo o al comune; i suoi capi temporarj non +prendevano che il titolo di _anziani, signori, priori del popolo_ o _del +comune_. Il governo non veniva mai rinnovato senza invocare la sovranità +del popolo: così a Firenze era sempre in di lui nome che trasmettevasi, +per mezzo de' suffragj del parlamento, ad una nuova balìa un'autorità +eguale a quella di tutto il popolo fiorentino. Si dirà forse che questa +non era che una frase vuota di senso, e che i vocaboli non sono +privilegj; ma questi vocaboli non erano nè senza effetto, nè senza +conseguenze; inspiravano ad ogni cittadino un'alta opinione della sua +dignità; lo trattenevano, qualunque volta potev'essere tentato di +commettere una bassa o indecente azione; conciliavano al cittadino nella +privata sua condizione i riguardi ed anche il rispetto di coloro che +trovavansi momentaneamente constituiti in dignità; perciocchè sapevano i +capi del popolo, che tutta la loro autorità procedeva da coloro che +temporariamente ubbidivano, e che ella ritornerebbe ai medesimi; per +ultimo, questi stessi vocaboli di sovranità del popolo, rendevano la +patria cara a tutti i suoi figli; ognuno sapeva che lo stato gli +apparteneva in quel modo ch'egli medesimo apparteneva allo stato; ognuno +era pronto a tutto arrischiare, per salvare la cosa più onorata e più +preziosa da lui posseduta, cioè la sua parte nella sovranità; ognuno +conosceva i doveri che gli erano imposti da così luminosa prerogativa, +da così sacro carattere; ognuno era disposto a rendersene degno, anche, +se bisognava, col sagrificio della vita. + +_L'autorità dei mandatarj del popolo ritorna al popolo dopo un +determinato tempo; niuno de' mandati del popolo è irrevocabile_. Questo +secondo assioma dei repubblicani italiani loro sembrava, più che ogni +altra cosa, essere il fondamento della loro libertà, e l'essenza delle +loro repubbliche; perciò non ammisero giammai nè autorità, nè +magistrature ereditarie, tranne la prerogativa di cittadino. Ed ancora +quando queste repubbliche degenerarono più tardi in aristocrazie o in +istrettissime oligarchie, non fu per questo abbandonato il principio +fondamentale dell'amovibilità di tutte le magistrature. Non furono già i +diritti delegati dal popolo, che vennero dati a vita, o renduti +ereditarj, ma i diritti del popolo medesimo che si trovarono concentrati +in un ristrettissimo numero di famiglie, dopo che si erano spente tutte +le altre. La nuova nobiltà non era che la rappresentazione degli antichi +popolani; e perciò che risguarda l'antica nobiltà, gl'Italiani, lungi +dal tenere questo titolo come un diritto esclusivo a governare, non le +perdonavano neppure l'impero ch'essa esercitava sull'opinione in onta +alle leggi; così spesso esclusero da ogni pubblico impiego i grandi, +renduti troppo formidabili dalle loro ricchezze e da' loro clienti nelle +campagne. + +La repubblica di Venezia era la sola in cui si vedesse un magistrato, +anzi lo stesso capo dello stato, eletto a vita: e per molti rispetti +Venezia poteva considerarsi come una monarchia elettiva; la sua +costituzione, assai più antica che tutte le altre, ne aveva fatto da +principio un ducato; ma col lungo volgere de' secoli si erano sempre +andate diminuendo le prerogative del doge per darle alla repubblica. Una +sola volta si volle anche in Firenze creare un gonfaloniere perpetuo; ma +si era preventivamente indicata l'autorità che potrebbe deporlo, ed +effettivamente venne deposto dopo dieci anni. In queste due repubbliche, +siccome in tutte le altre, la durata delle funzioni di tutti i +magistrati era temporaria. + +Per altro coll'andare del tempo quasi tutte le repubbliche italiane +ebbero un capo discendente da una famiglia favorita da' voti del popolo; +ma la costituzione non riconosceva in questo capo verun potere +ereditario. La confidenza del popolo trasmetteva al figlio di un Medici, +di un Bentivoglio o di un Baglioni, l'autorità esercitata da suo padre; +ma tale autorità era rivocabile tosto che cessava la confidenza del +popolo; e verun cittadino, per potente che si fosse, non era supposto +avere diritti indipendenti da quelli della repubblica. + +Rispetto alle magistrature, non solo il mandato del popolo in virtù del +quale si esercivano, era rivocabile, ma era limitato da brevissimo +termine. La suprema autorità nello stato era poche volte confidata per +più di due mesi; in ragione della minore importanza dell'impiego, se ne +protraeva alquanto più la durata; non pertanto, ad eccezione di Venezia, +non eravi pubblica carica che continuasse più di un anno. + +L'esistenza di facoltà irrevocabili in una repubblica implica una specie +di contraddizione. Come può mai supporsi che il popolo, dal quale emana +l'autorità, dichiari a' suoi mandatarj che gli autorizza a conservarla, +sia che ne facciano abuso o no, sia che giustifichino le speranze dei +loro committenti, o sia che si mostrino indegni della loro confidenza; +sia che l'avanzamento dell'età li renda più atti alle funzioni che +esercitano, o sia che li renda incapaci di adempirle? Quindi +l'amovibilità di tutte le cariche è in qualche modo la guarenzia della +costante attività di coloro che le occupano, e de' continui loro sforzi +per rendersene degni. Ma questo principio era probabilmente stato spinto +troppo in là nelle repubbliche italiane, ed i loro legislatori avevano +dimenticato, che, se importa assai che i magistrati non rimangano troppo +a lungo in carica, affinchè non diventino meno attivi, importa +egualmente che il loro regno non sia circoscritto a troppo pochi giorni, +affinchè lo stato non abbia a soffrire dal tirocinio incessantemente +ripetuto dei nuovi eletti. + +Finalmente, _chiunque esercita un'autorità emanata dal popolo è +risponsabile verso il popolo dell'uso che ne fa_. Era precisamente per +dare a quest'ultima massima una più illimitata applicazione, che si era +circoscritta a così breve tempo la durata di tutte le magistrature. In +alcune affatto moderne costituzioni, si è trovato il modo di far pesare +la risponsabilità sui ministri, anche in mezzo alle loro funzioni, senza +attaccare l'autorità da cui emana il loro potere. Nelle repubbliche, +tranne il caso di rivoluzione, la risponsabilità non viene esercitata +sui magistrati, che dopo la cessazione delle loro funzioni. Nell'uno e +nell'altro sistema, l'effetto è sempre il medesimo: lo stato non ha +giammai bisogno di affrettare il supplicio di alcuni grandi colpevoli; +non corre nessun rischio, aspettando ch'escano di carica; ma bensì ha +bisogno d'inspirare a tutti i depositarj del potere un timore salutare; +di far loro sentire che, per quanto grandi si figurino di essere, per +quanto sembrino indipendenti le loro funzioni, giugnerà sempre l'istante +in cui si troveranno deboli in faccia ad altri più potenti di loro; in +cui dovranno rendere conto della loro gestione a chi avrà diritto di +chiederlo, ed in cui non rimarrà impunito verun abuso del potere, veruna +violazione delle leggi o della libertà del popolo, veruna malversazione. + +La distinzione tra la responsabilità del ministero inglese, che si +esercita quando il ministro è ancora in funzione, e la responsabilità +repubblicana che non comincia che quando il magistrato è tornato +semplice cittadino, è più apparente che reale. Non avvi alcun ministero +inglese che non possa, col mezzo di arti ben note, o almeno collo +scioglimento del parlamento, ritardare per un anno intero la prova della +sua responsabilità. Ma nel corso di un anno i primi magistrati della +repubblica fiorentina avevano sei volte deposto il bastone del comando, +sei volte altri nuovi signori, rientrati nel grado di semplici +cittadini, si erano trovati soggetti al giudizio di coloro che potevano +chieder conto della loro amministrazione. + +Per vie meglio accertare la responsabilità di tutti gli uomini rivestiti +di qualche potere, tutte le costituzioni repubblicane d'Italia avevano +leggi analoghe al _divieto_ ed al _sindicato_ de' Fiorentini. Il +_divieto_ era un forzato riposo cui erano ridotti i magistrati quando +uscivano di carica. Dovevano essi astenersi dalle magistrature per lo +meno tanto tempo, quanto era stato quello delle loro funzioni, e spesso +ancora per un tempo molto più lungo: rientravano allora nell'eguaglianza +repubblicana; trovavansi allora soggetti, come tutti gli altri +particolari, all'impero delle leggi, all'autorità di coloro cui avevano +precedentemente comandato, all'azione dei tribunali, che loro potevano +chiedere conto della condotta che avevano tenuta. Il _sindicato_ era una +disamina politica, che teneva dietro alla cessazione dell'impiego di +tutti coloro che avevano avuto parte in un'amministrazione di danaro, o +nell'autorità giudiziaria; per costoro la responsabilità non era +soltanto eventuale, ma necessaria; dovevano purgarsi da ogni sospetto +intorno alla passata loro amministrazione, entro quel determinato numero +di giorni che seguiva immediatamente la cessazione delle loro funzioni. + +Tutto il sistema della libertà italiana può risguardarsi come +rappresentato da questi tre assiomi; e secondo lo spirito de' secoli +passati, se si applica ai vocaboli il loro primitivo significato, non +quello che si è loro dato ne' moderni tempi, le costituzioni che sono +fondate su questi tre principj erano realmente le più libere di tutte. +Infatti le repubbliche italiane erano più libere che tutte quelle della +Germania, che le città imperiali ed anseatiche, che i Cantoni svizzeri, +che le corporazioni delle Province unite, e forse ancora più che le +repubbliche dell'antichità. Sì le une che le altre non si erano proposte +lo scopo di proteggere i cittadini contro il governo, ma di creare un +governo, che compiutamente rappresentasse il popolo, e che fosse in +qualche maniera identico con lui; sì le une come le altre dopo di averlo +costituito, eransi astenute con una cieca ed illimitata confidenza dal +porre limiti all'esercizio del suo potere. + +Ma le costituzioni italiane facevano derivare tutti i poteri dal popolo, +e li facevano tutti risolvere nella sovranità del popolo, ben più che +quelle di origine tedesca. Conoscevano esse più esplicitamente questa +sovranità; esse stabilivano un'amovibilità di tutti gl'impieghi più +universale, ed una rotazione più rapida; ed assicuravano assai meglio la +responsabilità de' pubblici funzionarj. La costituzione di Ginevra era +forse la più perfetta, e la più libera delle costituzioni svizzere: a +Ginevra, i sindaci, primi magistrati dello stato, duravano un anno, ma +non erano che i presidenti di un consiglio esecutivo eletto a vita; gli +ordini da loro dati si confondevano con quelli di questo consiglio, e il +sindaco non era chiamato a veruna responsabilità. Gli _avvieri_ a Berna, +i _borgomastri_ a Zurigo, i _landamanni_ negli altri cantoni, trovavansi +nella medesima relazione tra un consiglio inamovibile ed il popolo. +Uscendo di carica dopo un anno, essi restavano sempre membri di questo +consiglio, che non solo aveva concorso a tutte le loro misure, e perciò +risguardavasi obbligato a difenderli, ma che era inoltre depositario di +tutta l'autorità giudiziaria dello stato, che solo aveva il diritto di +condannare il magistrato colpevole, e che in favor suo e contro al +popolo si trovava nello stesso tempo e giudice e parte. Tutti i +magistrati romani, lasciando le loro funzioni, rientravano egualmente +nel senato, e se dovevano riconoscere un altro giudice fuori del senato, +erano almeno sempre protetti da questo corpo potente. + +Per lo contrario un gonfaloniere ed un priore di Firenze, di Lucca, di +Siena, di Bologna, o di Perugia, non solo più non era in carica dopo due +mesi, ma dopo un anno più non trovava nella repubblica un corpo che +fosse ancora composto dei medesimi individui che formavano il detto +corpo al tempo della sua amministrazione. Il collegio de' gonfalonieri, +quello de' buoni uomini, il consiglio comune, quello del popolo, tutto +era stato rinnovato; niuno di loro prendeva interesse pel magistrato +tratto in giudizio, niuno aveva avuto parte ne' di lui atti arbitrarj, e +non si adoperava per sottrarlo dalle mani della giustizia. Dopo spirate +le sue funzioni, il primo magistrato della repubblica più non era in +faccia alla legge che un semplice cittadino. + +La responsabilità de' magistrati, la dignità de' cittadini, l'emulazione +di tutte le classi della nazione, devono essere considerate come i veri +principj della libertà italiana, e le vere cagioni della prosperità +degli stati repubblicani. Questo è ciò che veramente li distingue dagli +assoluti principati che esistevano contemporaneamente in Italia; ed +infatti se si esaminano i necessarj risultamenti di questi principj, si +vedrà che devono produrre nelle repubbliche una gran massa di felicità e +più ancora una gran massa di virtù. + +E prima, sebbene l'insieme delle garanzie, che noi risguardiamo oggi +come costituenti l'essenza della libertà, non fosse stata ricercata dal +legislatore, nè riclamata dal cittadino, pure questa civile libertà, +questa sicurezza di ogni individuo, non può essere violata senza +cagionare un male comune. Quindi ogni magistrato, che sentivasi +risponsabile di qualunque atto d'oppressione, di severità, o +d'ingiustizia, sentivasi trattenuto, quando le sue passioni avrebbero +potuto strascinarlo, da un sentimento di timore che non era ragionato. + +Il giudice forastiero non riceveva altra istruzione che quella che gli +era data negli assoluti principati; egli poteva a voglia sua impiegare a +Firenze, come a Milano o a Napoli, le più crudeli torture per iscuoprire +i delitti, i più spaventosi supplicj per punirli. Ma a Firenze la sua +autorità spirava dopo un anno, ed in allora la sua condotta veniva +esaminata da persone da lui indipendenti, che non erano a lui legate da +alcun partito, e che per lo contrario, siccome quelle che battevano la +carriera de' pubblici impieghi, avevano bisogno del pubblico favore. Se +esso giudice aveva esercitate non necessarie crudeltà, se aveva contro +di sè stesso provocato l'odio del pubblico, non poteva in verun modo +sottrarsi al giudizio del _sindicato_. + +I primi magistrati, senza essere i giudici abituali della repubblica, +potevano qualche volta occupare il potere giudiziario; potevano +esercitare un giudizio statario contro i loro nemici o contro i loro +emuli; potevano violentare gli stessi consiglj; potevano punire non le +sole azioni, ma le scritture, le parole, e perfino i pensieri; ma dopo +due mesi altri priori, scelti dal popolo tra una grande moltitudine di +eleggibili, dovevano essere rivestiti di tutta quell'autorità che i +primi avevano deposta. Questi nuovi priori potevano essere gli amici, i +parenti, i fratelli di coloro ch'erano stati vessati, e potevano +vendicarsi colle medesime armi. La costituzione della repubblica +ripeteva sempre ad ogni uomo in carica questa massima del Vangelo: _Non +giudicate, e non sarete giudicati._ + +Finalmente non era stabilito verun limite alla manìa de' regolamenti: la +legge poteva colpire il cittadino in una quantità di particolari, che +non dovrebbero essere di sua competenza; ma tutti coloro che +concorrevano a fare questa legge, non ignoravano che altri e non essi +avrebbero l'incarico di farla eseguire, e che entro poche settimane, o +tutt'al più entro pochi mesi, vi sarebbero ancor essi subordinati come +gli ultimi de' loro concittadini. Quindi sebbene la civile libertà, +quale l'intendiamo nella presente età, non fosse nè conosciuta, nè +definita, sebbene non avesse alcuna delle guarenzie credute più +necessarie, dessa era assai meglio rispettata nelle repubbliche italiane +che in verun altro stato dell'Europa; ogni cittadino si credeva sicuro +in vita del godimento della sua sostanza e del suo onore; non temeva che +arbitrarie restrizioni fossero imposte alla sua industria; ogni sua +facoltà aveva un libero sfogo; tutte le vie che conducono alla fortuna +erano aperte alla sua attività, ai suoi talenti: e la fiducia nella +propria sicurezza si faceva maggiore, quando confrontava la protezione +che gli dava la repubblica col continuo stato di timore e di dipendenza +in cui vivevano i sudditi dei vicini principi. + +Pure la forma repubblicana e quasi democratica del governo contribuiva +meno alla sicurezza del cittadino, che ai progressi della sua virtù ed +all'intero perfezionamento della sua anima. Considerando la libertà come +noi facciamo, pare che si faccia consistere la felicità nel riposo; gli +antichi la riponevano invece in una costante attività; il desiderio del +cittadino non era in allora quello di dormire in pace in casa sua, ma di +distinguersi con singolari talenti sulla pubblica piazza, ne' consiglj, +e nelle magistrature, cui chiamavalo la sorte a vicenda; voleva +conseguire da sè medesimo tuttociò che la natura gli aveva permesso di +ottenere, compiere con un pubblico corso la sua educazione come uomo +fatto, e trasmettere a' suoi figli, come eredità, la gloria che avrebbe +acquistata. + +Quest'emulazione, che non esiste nei governi dispotici, che ne' moderni +governi rappresentativi è l'appannaggio soltanto di un piccolo numero di +persone, nelle repubbliche italiane era comune all'intera massa del +popolo. La rapidità con cui si rinnovavano tutte le magistrature, tutti +i consiglj, chiamava a vicenda in brevissimo spazio di tempo tutti i +cittadini ad esercitare la propria influenza sulla repubblica. Non eravi +un solo individuo, il quale per soddisfare ai doveri cui sarebbe +bentosto chiamato, non dovesse fissare la sua opinione sull'esterna +politica di tutta l'Europa, su quella che si confaceva alla sua patria, +sulle finanze, sull'amministrazione, sulla legislazione e la giustizia; +non eravi un solo individuo che non dovesse agire dietro questa propria +opinione, che non potesse essere chiamato a renderne ragione, e che in +appresso non si trovasse risponsabile di ciò che dessa gli avrebbe fatto +fare. + +Se dobbiamo risguardare come il migliore de' governi quello che procura +a tutti i cittadini maggiori godimenti e felicità, sarà giusto di tener +conto del continuo divertimento di una nazione; poichè, a non dubitarne, +il governo che le procura quest'aggradevole occupazione dello spirito, +contribuisce assai più alla sua felicità, che quello che le procurerebbe +tutti i piaceri fisici. Sotto questo punto di vista non si può dubitare +che una nazione, i di cui cittadini tutti hanno lo spirito sempre +svegliato, sempre occupato, e rinnovato da idee variate, profonde, ed +ingegnose, non trovi in questo solo esercizio un continuo piacere; +piacere che non potrebbero farle gustare nè le meccaniche occupazioni +cui sarebbero soltanto addette tutte le classi inferiori se non fossero +libere, nè i grossolani sollievi che le offrirebbero i diletti de' sensi +dopo il lavoro. Non eravi minore diversità tra i piaceri cui poteva +aspirare un cittadino fiorentino, e quelli cui doveva limitarsi un +gentiluomo napolitano, di quella che può esservi tra i piaceri del +filosofo o del letterato, e quelli dell'operajo. La felicità e la +sventura sono proprie di tutte le umane condizioni, e forse la loro +somma è abbastanza egualmente compensata; ma la felicità dell'uomo che +ha coltivato il suo spirito ed il suo cuore e sviluppate tutte le sue +facoltà, è più conforme alla dignità della nostra natura, ed in pari +tempo più nobile e più dolce: e quando si è gustata una sola volta, più +non si vorrebbe farne cambio con quella che è frutto soltanto del riposo +e dei materiali piaceri. + +Pure non è il divertimento, parte così essenziale della felicità, non è +la felicità medesima, che debbano essere lo scopo della nostra vita, o +quello del governo; ma sibbene il perfezionamento dell'uomo. Spetta al +governo il dare compimento alla destinazione che l'umana natura ha +ricevuta dalla provvidenza; e può credersi che abbia conseguito il suo +scopo, quel governo che quando ha proporzionalmente sollevato un maggior +numero di cittadini alla più alta dignità morale di cui sia suscettibile +l'umana natura. Ora, nella storia del mondo intero, forse nulla ci dà +l'idea di una maggiore propagazione di lumi, di ragionevolezza, di +cognizioni politiche morali ed amministrative, di coraggio civile, di +prontezza e giustezza di spirito, quanto lo spettacolo che presenta +Firenze, quando, fra ottantamila abitanti che conteneva questa città, +due in tre mila cittadini occupavano con un rapido giro tutte le +principali cariche dello stato, e dirigevano il loro governo con tanta +saviezza, con tanta dignità, con tanta fermezza, che gli davano, tra gli +stati dell'Europa, un posto infinitamente superiore alla misura della +sua popolazione e delle sue ricchezze. La signoria, rinnovata dalla +sorte ogni due mesi, sopra una lista composta di mercanti e di artigiani +chiamati ad entrare sei volte all'anno ne' segreti della politica, dava +ai consiglj de' re ed ai senati delle aristocrazie lezioni di prudenza e +di giustizia, che questi sarebbero stati felici di poter seguire. + +Il più potente mezzo d'incoraggiare i progressi dello spirito, è senza +dubbio quello di far gustare i piaceri ch'essi procurano. Niuno di +coloro che potevano associare alle domestiche loro occupazioni, ai loro +meccanici lavori, le alte meditazioni che richiede l'esercizio della +sovranità, si privava di questo piacere: perciò quanto la posterità di +questi medesimi uomini è notabile per la sua non curanza intorno a tutto +ciò che trovasi fuori della ristrettissima periferia de' suoi interessi +del giorno, altrettanto i repubblicani fiorentini erano animati da una +insaziabile avidità d'imparare. Non eravi veruna cognizione, per quanto +lontana fosse dal domestico loro stato, che non potesse trovare la sua +applicazione nella pratica del governo. Giammai l'oscurità della loro +condizione rendeva impossibile che la loro patria facesse uso delle loro +cognizioni; e se in allora facevasi manifesta la loro ignoranza, essi +venivano messi in ridicolo, o svergognati dai loro concittadini. + +Mentre che il punto d'onore ed il timore del biasimo gli spingevano +costantemente verso la scienza, verso la virtù, e verso il morale +sviluppo di tutte le loro facoltà; l'insieme della loro esistenza era +pubblico: e soltanto coll'acquistare la stima de' loro concittadini, +potevano altresì sperare di ottenerne i suffragj. Qualunque volta si +procedeva ad uno scrutinio generale e si rinnovavano tutte le borse +della signoria, non era un solo cittadino nello stato la di cui pubblica +o privata condotta, le di cui virtù ed i politici talenti, le di cui +maniere, la di cui capacità non diventassero oggetto dell'osservazione +di tutti. Una certa quale censura era in allora esercitata dalla +pubblica opinione sul complesso della vita d'ogni membro dello stato; e +non eravi alcun uomo, nel quale il timore del biasimo o la speranza +degli onori, non risvegliassero que' virtuosi sentimenti, che senza +questo stimolo sarebbero facilmente rimasti assopiti nel fondo del suo +cuore. + +Tale era il sistema dell'antica libertà, ed in particolare della libertà +italiana; sistema tanto diverso da quello adottato ai nostri giorni, che +appena coloro che tengono dietro al primo possono intendere l'altro. Noi +siamo oggi arrivati ad una dottrina più filosofica intorno all'essenza +del governo, a principj più applicabili ad ogni specie di costituzione. +Ma sebbene il sistema degli antichi fosse affatto diverso dal nostro, +sebbene non desse le molte guarenzie che noi a tutta ragione +risguardiamo come essenziali alla sicurezza de' cittadini, conteneva +però il germe di più grandi cose, e doveva produrre degli uomini che i +nostri governi meglio costituiti forse non produrranno giammai. La +libertà degli antichi, siccome la loro filosofia, aveva per iscopo la +virtù; la libertà de' moderni, siccome la loro filosofia, non si propone +che la felicità. + +La migliore lezione che possa ricavarsi dal confronto di questi sistemi, +sarebbe d'imparare a combinarli assieme. Invece di escludersi a vicenda, +essi sono fatti per darsi vicendevolmente la mano. Una delle specie di +libertà pare sempre essere la più breve via e la più sicura per giugnere +all'altra. Oramai il legislatore più non deve perdere di vista la +sicurezza de' cittadini, e le guarenzie che i moderni hanno ridotte in +sistema; ma deve altresì ricordarsi che d'uopo è cercare il maggiore +sviluppo morale. La sua opera non è compiuta, quando è giunto a rendere +il popolo solamente tranquillo: e quando ancora questo popolo è +contento, e felice, può rimanere ciò nulla meno qualche cosa da farsi al +legislatore, perchè il suo assunto lo obbliga a terminare la morale +educazione dei cittadini. Moltiplicando i loro diritti, chiamandoli a +parte della sovranità, accrescendo il loro interessamento per la cosa +pubblica, loro insegnerà a conoscere i proprj doveri, ed instillerà loro +in pari tempo il desiderio e la facoltà di adempierli. + + + + +CAPITOLO CXXVII. + + _Quali sono le cause che mutarono il carattere degl'Italiani + dopo essere state ridotte in servitù le loro repubbliche._ + + +Nel leggere la storia degl'Italiani del quindicesimo e sedicesimo +secolo, trovando ad ogni tratto nomi di famiglie, di città, di villaggi +tuttavia esistenti, trovando che il linguaggio non è mutato, che la +natura è ancora la medesima, rapportiamo sempre, involontariamente e per +così dire senz'avvedercene, ciò che conosciamo de' moderni Italiani a +quelli di cui studiamo le azioni; suppliamo per mezzo del confronto a +ciò che manca nel quadro istorico, e ci persuadiamo di esserci formata +un'idea tanto più esatta de' tempi passati, quanto meglio conosciamo i +tempi attuali. Pure questo stesso confronto risveglia una certa quale +incredulità che costantemente accompagna il lettore; la di lui +diffidenza sta sempre in guardia contro tutte le narrazioni di cose +grandi ed eroiche, ed il severo giudizio che diedero le altre nazioni +intorno ai moderni Italiani, viene dal pregiudizio esteso fino a coloro, +ai quali deve l'Europa il rinnovamento della civilizzazione. + +E per ispirare confidenza nelle antiche virtù, e per ottenere indulgenza +a favore dei deboli moderni, è conveniente e giusto di mostrare per +quali potenti cagioni si mutò il carattere degl'Italiani; in qual modo +dalla prima infanzia fino all'estrema vecchiaja si fanno loro bevere +corrompitori veleni; con quanta cura venne distrutta la loro energia, la +loro vivacità condannata all'ozio, umiliata la loro fierezza, e corrotta +la loro sincerità. Una profonda compassione per una nazione così +riccamente dotata dalla natura, così crudelmente depravata dagli uomini, +dev'essere il risultato di quest'esame. Rimontando all'esterna cagione +che innestò in essa tutti questi difetti, si rimane facilmente convinto, +che non sono inerenti alla di lei natura; e si è più disposto a saperle +buon grado di tutte le qualità che tuttavia le rimangono, e di tutte le +virtù che potè sottrarre alla perniciosa influenza sotto la quale viene +educata. Fra quanti vizj noi osserveremo nelle istituzioni della moderna +Italia, non avvene un solo che non faccia in certo modo l'apologia +degl'Italiani. + +Il sole dell'Italia non è meno caldo, nè la terra meno fertile, che per +lo innanzi; le svariate viste degli Appennini sono egualmente ridenti, i +suoi fianchi egualmente sparsi di abbondanti acque, egualmente coperti +da una rigogliosa e magnifica vegetazione. Tutti gli animali, +indivisibili compagni dell'uomo, conservano la pristina loro bellezza, e +le loro abitudini; l'uomo stesso, nascendo in questa terra tanto +favorita dal cielo, riceve ancora la stessa vivace e pronta +immaginazione, la stessa suscettibilità di passionate impressioni, la +stessa attitudine di spirito per colpir tutto, per imparar tutto nello +stesso tempo. Pure il solo uomo è mutato, perchè l'organizzazione +sociale lo riceve dalle mani della natura e lo modifica, la sua potenza +lo investe nello stesso tempo da ogni lato, e le quattro istituzioni che +hanno un'influenza più universalmente estesa, la religione, +l'educazione, la legislazione ed il punto d'onore, si combinano per +agire contemporaneamente sopra tutti gli abitanti. + +Di tutte le forze morali cui l'uomo va soggetto, quella che può fargli +maggior bene o maggior male, è la religione. Tutte le opinioni che si +riferiscono ad interessi superiori a quelli di questo mondo, tutte le +credenze, tutte le sette esercitano sui sensi morali e sul carattere +umano una prodigiosa influenza. Niuna per altro penetra più avanti nel +cuore dell'uomo quanto la religione cattolica, perchè niun'altra è così +gagliardamente costituita, niuna si è così compiutamente assoggettata la +filosofia morale, niuna ridusse in più stretta servitù le coscienze, +niuna instituì, com'essa fece, il tribunale della confessione, che +riduce tutti i credenti nella più assoluta dipendenza del suo clero, +niuna ha ministri più indipendenti da ogni spirito di famiglia, e perciò +più intimamente uniti dall'interesse e dallo spirito di corporazione. + +L'unità della fede, che non può essere che il risultamento di +un'assoluta servitù della ragione alla credenza, e che conseguentemente +non trovasi presso verun'altra religione in così eminente grado come +nella cattolica, obbliga tutti i membri di questa chiesa a ricevere i +medesimi dommi, ad assoggettarsi alle stesse decisioni, ad uniformarsi +a' medesimi insegnamenti. Non pertanto l'influenza della religione +cattolica non è eguale in tutt'i tempi ed in tutti i luoghi; ella operò +diversamente assai in Francia ed in Germania, da quello che fece in +Italia e nella Spagna; anche la di lei influenza non fu pure sempre +uniforme in questi ultimi paesi; ella variò press'a poco all'epoca del +regno di Carlo V, che corrisponde, rispetto all'Italia, alla distruzione +delle repubbliche de' secoli di mezzo. Le osservazioni che saremo +chiamati a fare intorno alla religione dell'Italia, o della Spagna, ne' +tre ultimi secoli, non devonsi applicare a tutta la chiesa +cattolica[367]. + + [367] Giudiziosamente l'imparziale storico previene il lettore di + non dar colpa alla Chiesa cattolica, cioè universale, di ciò che può + rimarcare di riprensibile in alcune parziali chiese, le quali, + sebbene concorrano a formare quella chiesa, che riconosciamo come + santa nella sua unità, cattolicità ed apostolicità, non possono però + individualmente pretendere alla santità ed infallibilità della + dottrina. _N. d. T._ + +Siamo qui ridotti ad accennare soltanto la rivoluzione che si operò +nella chiesa romana verso la metà del sedicesimo secolo: perchè +abbisognerebbero discussioni troppo lunghe ed estranee al nostro +soggetto, per farne tutta comprendere l'estensione. I papi Paolo IV, Pio +IV, Pio V, e Gregorio XIII, furono quelli che operarono tale +rivoluzione; il loro spirito persecutore cambiò del tutto lo spirito +della corte di Roma e quello della chiesa italiana; e nello stesso tempo +il concilio di Trento sostituì la più gagliarda e più imponente +_organizzazione_ al legame spesso rilasciato che univa i principi della +Chiesa colla numerosa loro milizia. Fino a quell'epoca, avevano i papi +contratta una specie d'alleanza coi popoli contro i sovrani; non avevano +fatte conquiste che a danno de' re; dovevano il loro innalzamento e +tutti i loro mezzi di resistenza al potere dello spirito opposto alla +forza brutale, e più ancora per politica che per gratitudine si erano +creduti obbligati di sviluppare questo potere dello spirito. Essi +avevano fatto nascere, essi dirigevano, e chiamavano in loro ajuto la +pubblica opinione; proteggevano le lettere e la filosofia, ed inoltre +permettevano, con una tal quale liberalità, a' filosofi ed a' poeti di +deviare dall'angusta linea dell'ortodossia; per ultimo fomentavano lo +spirito di libertà, e proteggevano le repubbliche. Ma quando una metà +della chiesa, seguendo le insegne della riforma, scosse il loro giogo, e +ritorse contro di loro que' lumi della filosofia ch'essi avevano +lasciato risplendere, allora un terrore profondo, incusso loro da questo +spirito medesimo di libertà che avevano incoraggiato, da questa pubblica +opinione che fuggiva loro di mano e diventava possente di per sè sola, +li determinò a cambiare tutta la loro politica. Invece di mantenersi +alla testa dell'opposizione contro i monarchi, sentirono il bisogno di +fare causa comune con loro, onde contenere avversarj più formidabili de' +sovrani. Contrassero perciò la più stretta alleanza con questi, e +particolarmente con Filippo II, il più dispotico di tutti; e d'allora in +poi ad altro non pensarono che a comprimere le coscienze, ed a ridurre +in ischiavitù lo spirito umano: infatti gli posero un cotal giogo, che +gli uomini non avevano mai portato. + +Si disse più volte ne' paesi protestanti, che la riforma era riuscita +utile anche alla Chiesa romana; nè quest'osservazione si scosta affatto +dal vero. In Francia, in Germania, ed in tutti i paesi in cui le due +comunioni trovansi in faccia l'una all'altra, l'esempio e la rivalità +del culto contribuiscono a renderle ambedue migliori[368]. Cadauno evitò +di dare all'altra occasione di redarguirla o di accusarla; e l'alto +clero della corte di Roma partecipò in un'altra maniera a questa +riforma. Una grandissima mutazione ne' suoi costumi, un grande +accrescimento di fervore nel suo zelo, illustrarono il nuovo periodo che +comincia col concilio di Trento. Dopo quest'epoca, la corte romana cessò +di essere una pietra di scandalo. I papi ed i cardinali furono d'allora +in poi sempre sinceramente e costantemente animati dallo spirito della +loro religione. La loro autorità crebbe a dismisura ne' paesi da' quali +poterono tenere affatto lontana la riforma: ma la conseguenza di tale +autorità, e dello zelo cui andava debitrice, non furono per avventura +apprezzate pel giusto loro valore. + + [368] Intendasi rispetto alla morale, perciocchè rispetto al domma + le sette accattoliche non possono in istretto senso migliorare, che + abjurando gli errori che le separano dalla vera Chiesa. _N. d. T._ + +Esiste a non dubitarne un'intima unione tra la religione e la morale, ed +ogni uomo dabbene dev'essere convinto che il più nobile tributo che la +creatura possa dare al Creatore, si è quello di avvicinarsi a lui colle +sue virtù. Però la filosofia morale è una scienza assolutamente distinta +dalla teologia[369]: ha le sue leggi nella ragione e nella coscienza; +porta con sè il proprio convincimento, e dopo avere dato uno sviluppo +allo spirito colla indagine de' suoi principj, soddisfa il cuore colla +scoperta di ciò che è veramente bello, giusto e conveniente. La Chiesa +si rese padrona della morale, siccome di cosa di sua pertinenza; +sostituì l'autorità de' suoi decreti, e le decisioni de' padri a' lumi +della ragione e della coscienza, lo studio de' casisti a quello della +filosofia morale, e così mise in luogo del più nobile esercizio dello +spirito una servile abitudine. + + [369] Anzi la vera e sana teologia non fa che rendere più perfetta + la morale. _N. d. T._ + +La morale, del tutto snaturata tra le mani de' casisti, diventò +straniera non meno al cuore che alla ragione: perdette di vista i mali +che ogni nostro fallo poteva arrecare a qualche creatura, per non avere +altre leggi che le supposte volontà del Creatore; rigettò la base che le +aveva data la natura nel cuore di tutti gli uomini, per formarsene una +affatto arbitraria. La distinzione de' peccati mortali da' veniali +cancellò quella che trovavamo noi stessi nella nostra coscienza tra le +offese più gravi e le più perdonabili: e si videro disposti gli uni a +canto agli altri i delitti che ispirano il più profondo orrore, co' +falli che la nostra debolezza è appena capace d'evitare. + +I casisti presentarono all'esecrazione degli uomini, nel primo ordine +tra i più colpevoli, gli eretici, gli scismatici, i bestemmiatori. +Talvolta riuscirono a risvegliare contro di loro l'odio il più violento, +e quest'odio era più criminoso che l'errore che lo aveva eccitato: altre +volte non poterono trionfare della compassionevole ragione del popolo, +il quale non iscorgeva in questi grandi colpevoli che uomini strascinati +dall'ignoranza, dall'errore, o da irriflessa abitudine. Nell'un caso e +nell'altro, il salutare orrore che deve ispirare il delitto fu +considerabilmente diminuito; l'assassino, l'avvelenatore, il parricida, +vennero associati ad uomini che si conciliavano un involontario +rispetto. Le buone azioni degli eretici accostumarono a dubitare della +virtù medesima; la loro dannazione fece risguardare la riprovazione come +una sorta di fatalità; ed il numero de' colpevoli si andò talmente +moltiplicando, che l'innocenza parve quasi impossibile[370]. + + [370] Il lettore cattolico distinguerà il fatalismo dalle + conseguenze de' giusti, ma imperscrutabili decreti di Dio, che + gratuitamente salva gli eletti, e giustamente condanna i reprobi. + _N. d. T._ + +La dottrina della penitenza sovvertì vie maggiormente la morale di già +confusa dall'arbitraria distinzione de' peccati. Era senza dubbio una +consolante promessa quella del perdono del cielo pel ritorno alla virtù, +e quest'opinione è tanto conforme a' bisogni ed alle debolezze +dell'uomo, che formò parte di tutte le religioni. Ma i casisti avevano +snaturata questa dottrina, imponendo precise forme alla penitenza, alla +confessione ed all'assoluzione[371]. Un solo atto di fede e di fervore +fu dichiarato bastante per cancellare una lunga lista di delitti. La +virtù, invece di essere lo scopo costante di tutta la vita, più non fu +che un conto da liquidarsi in punto di morte. Più non vi fu un peccatore +così accecato dalle sue passioni, che non progettasse di dare, prima di +morire, alcuni giorni alla cura della sua salvezza, e che sedotto da +tale confidenza non rallentasse la briglia alle sue sregolate +inclinazioni. I casisti avevano oltrepassato il loro scopo col fomentare +tanta confidenza, ed invano predicarono poi contro il _ritardo della +conversione_: erano essi soli i creatori di questo sregolamento dello +spirito, sconosciuto agli antichi moralisti; si era presa l'abitudine di +non considerare che la morte del peccatore, e non la sua vita, e +quest'abitudine diventò universale. + + [371] Contro le opinioni del nostro autore sul conto della + confessione, il lettore cattolico troverà in ottimi libri chiare ed + ortodosse istruzioni, senza che il traduttore debba entrare in + lunghe disamine. _N. d. T._ + +La funesta influenza di tale dottrina si rende in Italia oltremodo +sensibile, qualunque volta viene condotto al patibolo qualche grande +delinquente. La solennità del giudizio e la certezza della pena +colpiscono sempre il più ostinato di terrore, poscia di pentimento. +Veruno incendiario, veruno assassino, veruno avvelenatore, viene tratto +al patibolo senza avere fatta, con profonda compunzione, una buona +confessione, e senza fare in seguito una buona morte: il confessore +dichiara la sua vera fede, dichiara che l'anima del penitente ha di già +presa la via del cielo; ed il popolo sciocco si contrasta a' piè del +patibolo le reliquie del nuovo santo, del nuovo martire, i di cui +delitti l'avevano forse per più anni compreso di spavento. + +Nulla dirò dello scandaloso traffico delle indulgenze, e del vergognoso +prezzo che si pagava da' penitenti per ottenere l'assoluzione del prete. +Il concilio di Trento si prese il pensiero di minorarne l'abuso; per +altro anche presentemente il prete riconosce il suo sostentamento da' +peccati e da' terrori del popolo; il peccatore moribondo versa con mano +prodiga in messe ed in rosarj il danaro spesse volte raccolto con iniqui +mezzi; fa tacere a prezzo d'oro la sua coscienza, e si forma agli occhi +degli ignoranti un concetto di pietà[372]. Ma si risguardarono le +indulgenze gratuite, quelle che in forza delle concessioni pontificie si +ottenevano con qualche esteriore atto di pietà, come meno abusive; ad +ogni modo non si saprebbe conciliarne l'esistenza con verun principio di +moralità. Quando vedonsi, per modo d'esempio, promessi dugento giorni +d'indulgenza per ogni bacio fatto alla croce posta in mezzo al Coliseo, +quando si vedono in tutte le chiese d'Italia tante indulgenze plenarie +che si guadagnano con tanta facilità, come mai conciliare o la giustizia +di Dio o la sua misericordia col perdono accordato a così debole +penitenza, o co' gastighi riservati a colui che non trovasi a portata di +guadagnarle per così facile strada? + + [372] Questi abusi della credulità ingannata sono caldamente + detestati dai cattolici illuminati e dallo stesso Clero, cui non + devono ascriversi le prevaricazioni e le perfidie di pochi + individui. _N. d. T._ + +Il potere attribuito al pentimento, alle cerimonie religiose, alle +indulgenze, tutto si era riunito per persuadere al popolo, che l'eterna +salute o l'eterna dannazione dipendevano dall'assoluzione del sacerdote; +e fu forse questo il più funesto colpo dato alla morale. L'accidente e +non la virtù fu così chiamato a decidere dell'eterna sorte dell'anima +del moribondo. L'uomo della più specchiata virtù, quello la di cui vita +era stata la più pura, poteva essere sorpreso da subita morte +nell'istante in cui la collera, il dolore, o la sorpresa, gli avevano +strappato di bocca uno di que' profani vocaboli, che l'abitudine ha +renduti così comuni, ma che, giusta le decisioni della Chiesa, non +possono pronunciarsi senza cadere in peccato mortale; allora eterna +doveva essere la dannazione di costui, perchè non si era trovato +presente un sacerdote per accettare la di lui penitenza ed aprirgli le +porte del paradiso. Il più scellerato di tutti gli uomini, coperto +d'ogni delitto, poteva per lo contrario provare uno di que' momentanei +ravvicinamenti alla virtù, che non sono sconosciuti a' cuori più +depravati; poteva fare una buona confessione, una buona comunione, una +buona morte, ed assicurarsi il paradiso. + +Così la morale fu interamente pervertita, ed i lumi naturali, quelli +della ragione e della coscienza, che giovano a distinguere l'uomo +dabbene dal malvagio, furono costantemente contraddetti dalle decisioni +de' teologi, i quali dichiaravano dannato il primo, che una funesta +vicenda aveva precipitato in un irremissibile errore, e beato l'altro, +che, toccato dalla grazia, aveva offerto un efficace pentimento[373]. + + [373] Intorno alla dottrina della predestinazione, leggasi il + prezioso libro di sant'Agostino _de Correctione et Gratia_, che + rischiara tutte le opposizioni fondate sull'umano raziocinio. _N. d. + T._ + +Nè la cosa si ristrinse entro questi confini: la Chiesa collocò i suoi +comandamenti a canto alla gran tavola delle virtù e de' vizj, il di cui +conoscimento fu stampato nel nostro cuore. Essa non gli spalleggiò con +una sanzione tanto formidabile quanto quelli della divinità, e non fece +dipendere dalla loro esecuzione l'eterna salute; ma diede loro una forza +che mai non ottennero le leggi della morale. L'omicida, ancora tutto +lordo dei sangue poco anzi versato, mangia di magro divotamente anche +nell'atto che sta meditando un altro assassinio; la prostituta colloca +presso al suo letto un'immagine della Vergine, innanzi alla quale recita +divotamente il suo rosario; il sacerdote, convinto di avere giurato il +falso, non caderà giammai nell'inavvertenza di bere un bicchiere d'acqua +prima di dire la messa: perciocchè quanto più un uomo vizioso fu severo +osservatore de' precetti della Chiesa, tanto più si sente nel suo cuore +dispensato dall'osservanza di quella celeste morale, cui sarebbe d'uopo +sagrificare le sue depravate inclinazioni. + +Pure la vera morale non lasciò mai di essere l'argomento de' sermoni +della Chiesa; ma l'interesse sacerdotale corruppe nella moderna Italia +tutto quello che toccò. L'amore del prossimo è il fondamento delle virtù +sociali; il casista, riducendolo a precetto, dichiarò che si peccava col +dir male del prossimo; ma con ciò venne a proibire a tutti il +pronunciare quella giusta opinione che deve separare la virtù dal vizio, +e soffocò la voce della verità; così, accostumando a far sì che i +vocaboli non esprimano il pensiero, altro non fece che accrescere la +segreta diffidenza di ogni uomo rispetto a tutti gli altri. La carità è +la virtù per eccellenza del Vangelo; ma il casista insegnò a dare al +povero pel vantaggio della propria anima, e non per soccorrere il suo +simile; rendette comune l'elemosine indistinte che incoraggiarono il +vizio e l'infingardaggine; ed all'ultimo deviò a beneficio del monaco +mendicante i principali fondi della pubblica carità. La sobrietà e la +continenza sono virtù domestiche che conservano le facoltà +degl'individui, e mantengono la pace delle famiglie: il casista vi +sostituì i cibi detti magri, i digiuni, le vigilie, i voti di virginità +e di castità, ed a lato a queste monacali virtù potevano radicarsi nel +cuore la gola e l'impudicizia. La modestia è la più amabile qualità +dell'uomo posto in qualche elevata carica; ma la modestia non esclude un +certo qual giusto orgoglio, che lo sostiene contro le proprie debolezze, +e lo consola nelle traversie; il casista vi sostituì l'umiltà, la quale +si associa al più insultante disprezzo delle altre persone. + +Tale è l'inesplicabile confusione entro la quale i dottori dommatici +gettarono la morale, e se ne resero esclusivamente arbitri; così, +assistiti dall'autorità civile ed ecclesiastica, proscrissero +ogn'indagine filosofica tendente a stabilire le regole della probità +sopra altre basi che le loro, ogni disamina di principj, ogni richiamo +all'umana ragione. E non contenti di rendere la morale una particolare +loro scienza, ne fecero un segreto, depositandola interamente nelle mani +de' confessori e de' direttori delle coscienze. Lo scrupoloso cristiano +deve, in Italia, rinunciare alla più bella facoltà dell'uomo, quella di +studiare e di conoscere il proprio dovere; gli si raccomanda di +scacciare ogni pensiero che potesse fargli smarrire la via da loro +additata, e l'orgoglio umano capace di sedurlo; e qualunque volta +s'abbatte in qualche dubbiezza, qualunque volta si trova in qualche +difficoltà, deve ricorrere alla sua guida spirituale. Con ciò la prova +delle avversità, così propria ad innalzare l'uomo, lo rende sempre più +schiavo; e quegli ancora che fu veracemente e puramente virtuoso, non +saprebbe rendersi conto delle regole che si è egli stesso imposte[374]. + + [374] L'autore generalizza forse troppo questi principj; poichè, se + non altro in pratica, fu sempre permesso ai dotti l'esame delle + verità non rivelate. _N. d. T._ + +Sarebbe quindi impossibile il dire quanto in Italia riuscisse perniciosa +alla morale l'istruzione religiosa[375]. Non avvi in Europa verun altro +popolo più costantemente addetto alle sue pratiche religiose, e che vi +sia più universalmente fedele; pure non ve n'ha alcuno che osservi meno +i doveri e le virtù di questo cristianesimo cui mostrasi tanto +attaccato. Gl'Italiani imparano non già ad ubbidire alla propria +coscienza, ma a deluderla; tutti pongono in salvo le loro passioni, col +beneficio delle indulgenze, con mentali riserve, con progetti di +penitenza, e colla speranza di una vicina assoluzione; e ben lungi che +la probità vi sia guarentita dal più caldo fervore religioso, quanto più +un uomo si mostra scrupoloso nelle sue pratiche di divozione, tanto più +si deve a ragione diffidare di lui. + + [375] Cioè di quegl'ignoranti ecclesiastici abborriti anche dai + dotti ed illuminati teologhi, che alla semplice e santa morale del + vangelo sostituirono superstiziose pratiche ed insegnamenti che non + possono, senza ingiustizia, imputarsi alla chiesa. _N. d. T._ + +Tra le forze morali che agiscono sopra la società l'educazione è la +seconda in potenza. Coloro ch'essa ha posti in su la via della virtù +possono ancora essere traviati nel corso della loro vita; coloro che +furono dall'educazione depravati, possono tuttavia essere ricondotti sul +sentiere della virtù e del dovere. Ma la religione stende la sua +influenza o benefica o funesta su tutto il corso della vita; trova +appoggio nell'immaginazione della gioventù, nell'esaltata tenerezza di +un sesso più debole, e ne' terrori dell'età avanzata: segue l'uomo fino +ne' suoi più reconditi pensieri, e lo raggiugne anche quand'egli si è +sottratto ad ogni umano potere. Pure è così grande la reciproca +influenza dell'educazione sulla religione, e della religione +sull'educazione, che appena possono separarsi queste due informatrici +cagioni de' caratteri nazionali. + +Infatti l'educazione mutossi in Italia, quando si mutò la religione. +Quando alcuni papi, guidati soltanto dal fanatismo, vennero sostituiti a +coloro che non avevano dato retta che all'ambizione, l'educazione fu +affidata a nuove mani. I due nuovi ordini de' Gesuiti, e de' Scolopj, +s'impadronirono di tutti i collegj; e si vide tutt'ad un tratto e +dovunque assolutamente cessare quell'ammaestramento indipendente dato a +migliaja di scolari da' celebri filologi, i Guarini, gli Aurispa, i +Filelfi, i Pomponio Leto ec. Questa così numerosa classe di precettori, +che diedero un così rapido movimento allo studio della letteratura nel +quindicesimo secolo e nel principio del sedicesimo, non aveva forse +seguita una filosofia affatto scevra da errori, nè aveva avuti troppo +liberali opinioni; ma ciascheduno di loro era indipendente; ognuno era +spalleggiato dalla propria riputazione; la di lui scuola rivalizzava con +tutte le altre; ed egli cercava, spinto da gelosia verso i suoi emuli, +di scoprire o di abbracciare un nuovo sistema. Egli adoperava tutta la +forza del suo spirito, e tutte risvegliava le facoltà de' suoi scolari, +appellandosi sempre della sua parziale dottrina all'esame ed al giudizio +del pensiere, unica autorità che potesse decidere tra professori tutti +eguali. I monaci, che presero il posto di questi uomini tanto attivi, +vennero strettamente legati ad una corporazione. Senza prendersi cura +del buono o cattivo esito delle loro scuole, che non poteva alterare il +loro voto di povertà, ed unicamente intenti a quello del loro ordine, +tutto riferivano alla disciplina che avevano ricevuta, tutto +assoggettavano all'autorità spirituale, in nome della quale parlavano, +denunciando il richiamo all'umana ragione come una ribellione contro le +loro dottrine immediatamente emanate dalla divinità. + +Nelle scuole di cotali nuovi istitutori cessò bentosto ogni sforzo dello +spirito. Permisero bensì a' loro discepoli di giugnere a quelle +cognizioni di già acquistate, ch'essi non giudicarono pericolose; ma +loro vietarono l'esercizio delle facoltà che avrebbero potuto farne loro +acquistare di nuove. Ogni filosofia venne subordinata alla regnante +teologia; e rispetto a tutti gli altri sistemi, tutt'al più si presero +da loro gli argomenti co' quali si potevano confutare. Ogni morale venne +assoggettata alle decisioni della Chiesa e de' casisti, e più non si +permise di ricercare nel cuore que' principj che dall'autorità erano di +già stati giudicati. Ogni politica si modellò sull'interesse del governo +dominante, ed ogni elevato pensiero venne bandito da una scienza che, +invece di essere la più indipendente di tutte, diventò la più servile. + +Pure lo studio dell'antichità non fu sbandito dai collegj; ma come +poteva mai avere un reale allettamento per la gioventù? Come mai giovare +all'istruzione del cuore e della mente, dopo essere stato spogliato +d'ogni nobile sentimento? Qual valore poteva darsi all'antica eloquenza, +allorchè l'amore di libertà veniva considerato come spirito di +ribellione, e l'amore di patria si condannava come un culto quasi +idolatro? Quale impressione poteva fare la poesia, mentre che la +religione degli antichi trovavasi costantemente opposta a quella de' +moderni, siccome le tenebre alla luce, o quando le sensazioni di un +cuore appassionato si spiegavano dai monaci ai fanciulli? Quale +interesse risvegliare poteva lo studio delle leggi, delle costumanze, +delle abitudini dell'antichità, quando non si confrontavano colle +astratte nozioni di una veramente libera legislazione, di una pura +morale, di abitudini che nascono dal perfezionamento dell'ordine +sociale? + +Quindi lo studio dell'antichità, siccome ogni altra scienza monastica, +diventò una scienza positiva, una scienza di fatti e di autorità, in cui +più non ebbero veruna parte nè la ragione, nè il sentimento. +S'insegnarono ottimamente ai fanciulli italiani le eleganze della lingua +del Lazio, vale a dire i vocaboli e le regole dei vocaboli; ottimamente +pure la prosodia, ossia le regole della versificazione, sicchè sapessero +fare versi latini, quali possono farsi da chi possiede tutte le qualità +proprie del poeta, tranne il pensiero e la passione; venne loro +insegnata la mitologia con tanta accuratezza, da fare sovente arrossire +quegli uomini medesimi che credono d'avere avuta una classica +educazione; ma l'indipendenza del pensiero era talmente sbandita da ogni +sistema d'educazione, che non potevasi insegnar loro la rettorica o la +poetica, che dietro autorità universalmente ricevute, e formanti quasi +una nuova ortodossia; onde la stessa teorica della bella letteratura non +produsse in Italia verun'opera singolare[376]. Possiamo domandarci quale +nuovo pensiere abbia acquistato un giovane dopo un cotal corso di studj, +come siansi sviluppati il suo cuore e la sua mente, e se non gli sarebbe +tornato lo stesso vantaggio dallo studio delle antichità peruviane, come +da quello delle antichità greche o latine, insegnategli senza il modo di +sentirle. + + [376] Queste idee dell'autore, alquanto astratte, o peccano + d'oscurità, o sono esagerate. Gratuita ad ogni modo può chiamarsi + l'asserzione di non avere la bella letteratura prodotta verun'opera + singolare. _N. d. T._ + +Sotto un tale metodo d'ammaestramento alcuni uomini, felicemente +organizzati, svilupparono la loro memoria; e se avevano inoltre ricevuto +dalla Natura una feconda immaginazione ed il delicato senso +dell'armonia, poterono emergere poeti nel nativo idioma, senza che i +loro pedagoghi abbiano potuto soffocare i loro talenti. Ma la parte +infinitamente maggiore di loro giacque in un'assoluta inerzia di +spirito. Non solo un giovane italiano non pensa, ma non sente neppure il +bisogno di pensare; ed il profondo suo ozio sarebbe un supplicio per un +uomo de' paesi settentrionali, sebbene fosse questi naturalmente e meno +attivo e meno impetuoso. Tale ozio fu dall'abitudine trasformato in +bisogno, e quasi in piacere[377]. Si occupò tutta l'età della +fanciullezza in modo di non lasciare luogo all'esercizio della facoltà +di ragionare. I monaci che dirigono le occupazioni de' giovinetti, +tolsero tutto il fervore dalle loro preghiere, tutta l'attenzione dagli +studj, tutta l'intenzione da' loro piaceri, tutta l'espansione dalle +loro relazioni. + + [377] Sebbene alquanto copertamente, si viene dal nostro autore + tacciando gl'Italiani di non voler abbandonare il classicismo per + seguire i settentrionali. Più modesto del signor Schlegel e di + madama de Stael ec., non osa far pompa delle nuove dottrine del così + detto _romanticismo_; ma ne sparge accortamente i semi. Sì: + gl'Italiani si gloriano di pensare come i classici greci e latini, e + d'imitarli; e penseranno ancora come i settentrionali e gli + imiteranno, quando questi sapranno produrre più perfette cose che + finora non hanno prodotte. _N. d. T._ + +Gli esercizj di pietà occupano una non piccola parte delle ore dello +scolaro; ma basta che col suono della sua voce si faccia macchinalmente +conoscere presente. Le lunghe monotone preghiere non possono fissare la +sua attenzione; lo stesso formolario, le mille volte ripetuto, più non +parla nè alla sua mente, nè al suo cuore. Mentre un breve esercizio di +divozione avrebbe avvisata la sua coscienza, i rosarj, ripetuti per fino +tre volte al giorno senza intenderli, lo avvezzano a separare totalmente +il suo pensiero dal suo linguaggio; e questo diventa un esercizio di +distrazione, se non lo è d'ipocrisia[378]. + + [378] Nel _Collegio Romano_, risguardato come il principale + stabilimento d'educazione del mondo cattolico, ogni scolaro deve + ogni giorno ripetere, oltre varie altre preghiere, cento sessanta + volte l'_Ave Maria._ + +Altre ore sono destinate allo studio delle lingue, della mitologia, +della prosodia, di alcune epoche della storia; ma si chiama a ricevere +queste lezioni la sola memoria, la memoria che non è risvegliata dalle +altre più nobili facoltà del nostro essere, la memoria che per +ubbidienza si carica d'un peso di cui non conosce l'uso, e che non +ravvisa altro scopo nello studio della sua lezione che quello di +recitarla. Lo scolaro non si presta che languidamente a tale incumbenza: +colui che forse dalla natura era stato dotato della più dichiarata +attitudine ad imparare, lascia abbrutire questa facoltà che non viene +mai occupata; colui che sente nel suo cuore i semi del più nobile +entusiasmo, non trova cosa che serva a svilupparlo. Ambidue risguardano +con un certo quale disgusto i vocaboli e le sterili regole affastellate +nella loro memoria. Nell'istante in cui la sua educazione è terminata, +ognuno discaccia con piacere dal suo capo tutto ciò che vi aveva +ricevuto senza incorporarlo giammai al suo pensiere. + +Vero è che nelle scuole e nei seminarj d'Italia viene accordato qualche +tempo al sollievo del corpo ed agli esercizj; ma l'ubbidienza e la +disciplina monastica tengono dietro allo scolaro anche nel breve tempo +che pretendesi di accordare ai suoi divertimenti. Ogni giorno, nell'ora +medesima, esce dal seminario la lunga processione degli scolari: essi +camminano a due a due, vestiti di lunghe sottane: due preti li +precedono, altri si trovano frammischiati nelle file, altri stanno alla +coda. Nè mai accelerano il passo, nè mai lo rallentano; mai non +raccolgono un fiore; mai non osservano l'industria di un insetto; mai +non esaminano la conformazione di un sasso; mai non riunisconsi in +gruppi per giuocare, per disputare, per parlare con confidenza. +L'autorità monastica è sospettosa, avendo imparato a diffidare +dell'uomo, ed a non vedere nel presente secolo che corruzione. Nulla +v'ha che al pedagogo non dia cagione di timore o pei costumi del suo +allievo, o per la disciplina della sua scuola, o per la sua personale +autorità. I legami di amicizia tra i suoi discepoli diventano a' suoi +occhi un cominciamento di cospirazione, e si affretta di romperli; le +confidenze sarebbero lezioni di mal costume, e le rende impossibili; lo +spirito di corporazione degli scolari tenderebbe a ristringere la sua +autorità, ed egli l'attacca come una ribellione; premia i delatori, e +tutto accorda a colui che gli sagrifica il suo compagno. + +Infelice quella nazione che viene così educata! Cosa avrebbe potuto +imparare nelle sue scuole, fuorchè a diffidare del suo simile, ad +adulare, a mentire? Che altro le rimane di tutti i suoi studj, se non se +il disgusto di quanto imparò, e l'incapacità di abbandonarsi a nuova +applicazione? Il suo lavoro non potè in essa produrre che l'inerzia del +pensiere; la distribuzione delle pene e delle ricompense dovette +inspirarle l'ipocrisia; i suoi monaci, tenendola lontana da ogni +pericolo, ne indebolirono e snervarono gli organi, rendendola diffidente +di sè medesima e vile. Gli è un conforto per la nazione italiana +d'essere stata in circostanze di provare coll'esperienza, che i vizj che +le si rinfacciano non derivano da lei, ma dalle sue instituzioni. Mentre +che ella sperimentava i funesti risultati dei sistemi stabiliti nel suo +seno, una straniera rivoluzione strascinò violentemente moltissimi suoi +giovani allievi nelle scuole degli oltramontani; ed in allora bentosto +sviluppando essi quell'attività della mente tenuta così lungamente +compressa, avidamente abbracciarono quella scienza dalla quale si erano +prima mostrati alieni, e gettarono lontano da loro quella doppiezza, +quella pieghevolezza, non da altro loro insinuate che dalla disciplina +cui erano stati prima assoggettati. La stessa educazione dei militari +campi, o quella dell'amministrazione civile, basta talvolta a far cadere +la crosta formata da un'instituzione monastica; e l'Italia vede oggi con +orgoglio innalzarsi tra la sua gioventù uomini degni delle sue antiche +repubbliche, uomini che, cancellando la servile impronta ond'erano stati +segnati, conservarono tutto il genio nazionale. + +Sono allievi formati dall'educazione monastica che la legislazione +italiana riceve all'uscire dalle scuole, per conformarli al giogo e +farne sudditi ubbidienti. I pensieri di questi allievi non s'innalzarono +giammai verso veruna specie d'astrazione; giammai non si fecero a +disaminare ciò che dev'essere, ma soltanto ciò che è; mai non +rintracciarono l'origine di qualsiasi autorità, essendosi loro +rappresentata ogni cosa, in questo mondo e fuori, come fondata +sull'autorità; e la loro mente si è fatta troppo infingarda per potere +giammai risalire alla sorgente di ciò che si sottomette a credere. +Guidati come ciechi nella loro educazione, e ciecamente ubbidienti ai +loro preti, trovaronsi disposti ad offrire la medesima ubbidienza ai +loro principi[379]. Non è già un eroico attaccamento, verso alcune +famiglie, che si è radicato in tale o tale altro popolo d'Italia, come +spesso si vide in altre monarchie, ma un'ubbidienza indolente, e che non +è fondata che nell'avversione della lotta e nel costante desiderio del +riposo. _Ubbidienza a chi comanda_, è una massima proverbiale +rappresentante un complesso di tutti i doveri politici e di tutti i +precetti della prudenza. + + [379] Nel supposto dell'autore, l'ubbidienza che gl'Italiani + avrebbero prestata ai loro principi non sarebbe stata libera, ma + cieca e servile; e gl'illuminati sovrani della presente età, + richiedendo dai loro sudditi una ragionevole ubbidienza, non + vorranno abbandonarli più oltre al monachismo. _N. d. T._ + +Quindi il dispotismo non ha bisogno di trasvestirsi; un sovrano potere, +un illimitato potere viene attribuito al principe; e non avvi verun +diritto, sia sacro quanto si voglia, che si creda intangibile dalla +sovrana possanza. Le leggi sono semplici emanazioni della volontà del +monarca, che non fu consigliato da altra persona; e ciò viene indicato +dal nome che portano di _motu proprio_. Le sentenze civili e criminali +possono essere riformate dai suoi rescritti: egli sospende a favore di +un individuo le processure de' creditori; accorda ad un altro la +restituzione _in integrum_ dei diritti perduti già dal medesimo in forza +di preventiva prescrizione; legittima un terzo che è bastardo per farlo +succedere co' suoi fratelli, o in pregiudizio de' suoi cugini; scioglie +a favore di un quarto i vincoli della primogenitura, perchè possa +disporre, con pregiudizio de' suoi figli, dei beni che loro sono +sostituiti. I privilegj delle corporazioni non lo trattengono più di +quelli delle private famiglie, e cambia a suo piacere e per privato fine +le costumanze delle città e le prerogative dei diversi ordini dello +stato[380]. + + [380] I descritti abusi, forse praticati da qualche sovrano + d'Italia, giovano a far meglio sentire la retta e paterna + amministrazione degli altri. _N. d. A._ + +Nello stesso modo che tutto dipende dalla sola volontà del principe, +tutto si compie ancora dalla medesima, senza discussione, senza pubblica +deliberazione, senza che la nazione venga in verun modo chiamata a parte +di ciò che si vuole decidere intorno ai suoi destini. La critica dei +varj sistemi economici o politici adottati dal governo, sarebbe un +delitto; è pure vietato lo scrivere la storia de' moderni tempi, perchè +potrebbe tentare i sudditi a giudicare di ciò che devono risguardare +come al di sopra del corto loro discernimento. Per ultimo le gazzette, +che il generale uso d'Europa costringe a tollerare, mai non contengono, +sotto la data d'Italia, che slanci del pubblico tripudio pel passaggio +di un principe, pel suo matrimonio, o pei natali de' suoi figliuoli. + +La giurisprudenza criminale è quella parte della legislazione che ha più +immediato contatto colla libertà de' cittadini; ed è perciò quella che +può più d'ogni altra alterarne il carattere. Ne' paesi in cui la +processura è tuttavia pubblica, ogni causa criminale è una grande scuola +di morale per gli uditori. L'uomo volgare, che spesso ha bisogno di +essere sostenuto contro le gagliarde tentazioni che lo circondano, +impara all'udienza, che anche il delitto commesso nel segreto della +notte, senza testimonj e con tutte le precauzioni che può suggerire la +prudenza della malvagità, viene non per tanto al chiaro, condottovi da +una serie d'imprevedute circostanze; che la confusa coscienza del +colpevole è la prima a tradirlo, e ch'egli non ha ottenuto alcun +vantaggio da que' delitti che credeva dovere tutti appagare i suoi +desiderj. Conosce che l'autorità che tiene aperti gli occhi sopra di lui +è benefica ed illuminata, e che non castiga il delitto che dopo averlo +conosciuto. Accompagna con tutto il suo cuore la discussione, e mentre +egli lotta a favore dell'innocenza, senza rincrescimento abbandona il +colpevole a tutto il rigore delle leggi. + +Ma quando la processura si eseguisce segretamente, che non è +accompagnata da veruna discussione, da verun dibattimento che chiami il +pubblico a parte del giudizio, allora la sentenza capitale non offre +verun compenso alla società per la perdita de' suoi membri. Tra coloro +che assistono al supplicio, altri, compresi da terrore, accusano il +giudice d'ingiustizia e di crudeltà, e prendono soltanto interesse per +gli sventurati, dei quali non conoscono che i patimenti; altri si +ostinano ne' malvagi loro sentimenti, persuadonsi che il condannato non +soggiacque che per propria imprudenza, e che, trovandosi essi nel caso +suo, sarebbero più fortunati, perchè più accorti. Tutti infine vanno +d'accordo a non trovare nella giustizia criminale che un potere +persecutore, un potere odioso; si uniscono per sottrarre egualmente +tutti i prevenuti alla di lei azione, e caricano di una specie d'infamia +tutti coloro che in qualsiasi modo contribuiscono al compimento della +processura. + +Questa lega contro la giustizia criminale si è realmente formata in +tutta l'Italia a cagione del profondo segreto onde si cuopre la +processura; e tanto è radicata la prevenzione contro i suoi ministri, +che la stessa legge fu forzata ad adottarla. Gli arcieri dei tribunali, +i caporali ed i birri, sono dichiarati infami; ed è facile il +comprendere che gli uomini che acconsentono ad abbracciare un mestiere +infamato dal pubblico disprezzo e dal disprezzo della stessa legge, si +dispongono a meritare l'infamia della loro condizione. Pure fra costoro +si sceglie il bargello, che chiamasi egli stesso loro capo, e nello +stesso tempo eseguisce le incumbenze di pubblico accusatore innanzi ai +tribunali, e di primo magistrato di polizia. L'infamia del suo primo +mestiere lo siegue in questa più ragguardevole carica. L'uomo probo si +vergogna di avere relazione di qualsiasi sorta col bargello, d'avere da +lui ricevuto qualche servigio: a fronte di ciò qualunque cittadino sente +continuamente che la sua riputazione, la sua libertà, la sua vita, +dipendono dalle segrete informazioni di quest'ufficiale. Non avvi +persona che possa dirsi sicura di non essere arrestata nel cuore della +notte nella sua propria casa, legato, tradotto in lontano paese, in +forza della sola autorità di quest'uomo, che dà conto del suo operato al +solo ministro di polizia, o al presidente del _buon governo_[381]. +L'Italia è probabilmente il solo paese del mondo, in cui l'infamia +legale, invece di essere incompatibile col potere, sia una condizione +richiesta per esercitare una certa autorità. + + [381] Coloro che conoscono l'Italia non hanno bisogno che si vadano + loro indicando i pochi stati presi qui di mira dallo storico. _N. d. + T._ + +Sarebbe così turpe cosa e vergognosa l'esporsi ad essere paragonato ad +un bargello, ad un birro, che un Italiano di qualunque condizione, +quando non abbia perduto ogni buon nome, non concorrerà giammai a +tradurre un delinquente nelle mani della giustizia. Un impudente furto, +uno spaventoso omicidio, potrebbero eseguirsi in mezzo alla pubblica +piazza, che la folla, anzi che moversi ad arrestare il colpevole, si +aprirebbe per lasciargli adito alla fuga, e si richiuderebbe per +trattenere i birri che lo inseguissero. Il testimonio interrogato +intorno ad un delitto commesso sotto i suoi occhi si reputa offeso, +perchè si tenti di farlo parlare come un delatore. Così viva è la +compassione che eccita il prevenuto, così universale la diffidenza della +giustizia del giudice, che ben di rado i tribunali ardiscono sprezzare +questa generale opinione e pronunciare una sentenza capitale. Ma ciò non +torna a vantaggio dei prevenuti; questi languiscono talvolta nelle +prigioni molti anni, o sono rilegati in paesi di cattivo aere, dove la +natura fa lentamente e dolorosamente ciò che il giudice non ebbe il +coraggio di fare; ma l'esempio della pena che segue il delitto, è +perduto affatto pel pubblico. + +In quasi tutta l'Italia il giudizio delle cause civili e criminali +trovasi abbandonato ad un solo giudice. Forse saranno andati errati +negli altri paesi, credendo di moltiplicare i lumi col moltiplicare i +giudici; ed egli è il vero che quanto più ristretto è il numero de' +giudici, tanto più ognuno di loro sente crescere la propria +responsabilità, e si fa debito di attentamente studiare quella causa +nella quale il solo suo suffragio può avere tanta influenza; ma si +snatura un tribunale ristringendolo ad un solo uomo: più non gli si +lascia il mezzo di separare i suoi privati affetti, le sue passioni, i +suoi pregiudizj, dalle opinioni che va formando come uomo pubblico; si +espongono le parti ad essere danneggiate dal suo cattivo umore e dalla +sua impazienza, e gli si toglie il freno salutare che gl'impone la +necessità d'esporre i suoi motivi ai proprj colleghi per guadagnarli +alla propria opinione. Il cuore dell'uomo viene frequentemente agitato +da movimenti contrarj alla giustizia o alla morale, i quali +contribuiscono alle sue determinazioni senza ch'egli se ne accorga. +Anche colui che li sente ne conoscerebbe tutta la turpitudine, ed +arrossirebbe di assoggettarsi alla loro influenza, se fosse costretto a +manifestarli. Come mai un giudice si ridurrebbe a dire ad alta voce: +«Quest'uomo ha una fisonomia che mi spiace; questi è colui che mi +rispose insolentemente, e che mi negò il saluto; è quegli di cui io +aveva preveduta la cattiva riuscita; quegli di cui io aveva uditi elogj +tanto ridicoli ed inquietanti, e mi è ben caro che sia caduto in +errore?» Eppure questa gioja di vederlo colpevole è pur troppo reale, e +dispone a trovare tutte le prove bastanti per condannarlo. + +Ad ogni modo il prevenuto deve ancora riputarsi felice, quando il solo +giudice innanzi al quale deve presentarsi, siede regolarmente sul suo +tribunale; ma qualunque volta l'accusatore gode buona opinione presso il +presidente del _buon governo_, o che questi non vuole affatto perdere il +colpevole, o che l'accusa verte sopra falli non contemplati da veruna +legge, o che trattasi di punire opinioni o sentimenti sepolti nel +segreto del cuore, oppure che il ministero vuole spalleggiare la +domestica autorità d'uno sposo sopra la consorte o di un padre sopra i +figli, il ministro della polizia dà al vicario o al bargello l'ordine di +formare il processo _per via economica_. In questi processi, chiamati +_economici_ o _camerali_, l'accusato non viene ammesso a difendersi, non +gli si partecipano nè l'imputazione, nè le prove addotte contro di lui, +e tutt'al più ha occasione d'indovinare il titolo dell'accusa dal suo +interrogatorio, se pure si dà il caso che venga interrogato. La stessa +sentenza contro di lui pronunciata, non dal giudice istruttore, ma da +quello della capitale, non è motivata: d'ordinario questa non eccede la +prigione in propria casa, o in un convento, la rilegazione o l'esilio; +per altro non pochi sciagurati vennero da una sentenza _camerale_ chiusi +nel fondo di una torre, o rilegati in paese malsano, per combattere +colla febbre pestilenziale delle Maremme; e ne' tempi di politiche +turbolenze, si videro ordinati in _forma economica_ molti infamanti +supplicj. + +E per tal modo il salutare effetto che la giustizia doveva operare sulla +moralità del popolo fu interamente perduto in tutta l'Italia, e produsse +anzi sulla maggior parte un effetto affatto contrario. Ogni suddito +trema innanzi ad una autorità non risponsabile delle sue azioni, che non +va soggetta a veruna legge, che, almeno per conto di alcuni suoi +ministri, non lo è neppure a quelle dell'onore; ognuno si crede sempre +circondato da delatori e da segrete spie, e non potendo mai trovare +sicurezza nel testimonio della propria coscienza, si vede forzato a +diventare abitualmente dissimulatore, cortigiano e vile. Il castigo non +gli sembra giammai una necessaria conseguenza del delitto; i supplicj, +non altrimenti che le malattie, diventano ai suoi occhi colpi di un +fatalismo che opprime l'umana natura; onde il timore di subirli mai non +lo distorna dal cammino del delitto; ed un assassinio non lo priverà nè +del pubblico favore, nè degli asili per così lunga età offerti dalle +chiese[382], nè di quelli che offrono anche a' dì nostri i vicini +numerosi confini dei piccoli stati, ne' quali è divisa l'Italia. +Infatti, ad eccezione della Spagna, verun altro paese non fu giammai +macchiato da maggior numero di assassinj quasi sempre impuniti. + + [382] Malgrado il _motu proprio_, nello stato ecclesiastico, le + chiese servono ancora di rifugio agli assassini ed ai ladri. + +A tutte queste cagioni d'immoralità, d'uopo è aggiugnervi le abitudini +di ferocia, date fino quasi ai presenti giorni dallo spettacolo della +tortura. Questo supplicio dei prevenuti, assai più crudele che quello +de' colpevoli, era sempre destinato all'esempio, sebbene verun esempio +sia forse più funesto che quello dei tormenti di un uomo, contro il +quale non si ha alcuna prova, e che deve sempre presumersi innocente. Il +governo pontificio prendeva le convenienti misure a fine che, durante il +carnevale, si desse ogni mattina un colpo di corda ad un certo numero di +prevenuti, riservando tutte le pene capitali per lo spettacolo della +settimana grassa, che chiude questi allegri giorni. Questo terribile +cumulo di supplicj veniva appoggiato al desiderio di premunire il popolo +contro il pericolo delle passioni nel principio di cadauno di que' +giorni consacrati al tripudio; ed il popolo, sempre avido di commozioni, +non vi cercava che dei dolori fisici, che in appresso andava a cercare +nuovamente nei combattimenti dei tori sul molo del sepolcro d'Augusto. +Allora Roma moderna non poteva invidiare le pugne de' gladiatori di Roma +idolatra: che se l'arena non era bagnata da tanto sangue, più crudeli +invece e più lunghi erano i patimenti che formavano lo spettacolo. + +La morale influenza della civile legislazione non ha la forza della +criminale sopra coloro che sono colpiti dall'ultima; ma la prima è più +universale, siccome quella che tocca tutti gl'individui. Tra i sudditi +tutte le proprietà si distribuiscono secondo le disposizioni delle leggi +civili, e questa distribuzione fu mutata nella circostanza della +soppressione della libertà. I principi, creandosi una nuova nobiltà, +vollero rendere indipendente da ogni vicenda il patrimonio di quelle +famiglie; a tale oggetto incoraggiarono i padri a fondare per testamento +perpetue sostituzioni, primogeniture, commende, dando loro in tal +maniera, anche dopo la morte, un diritto sulle loro proprietà, +spogliandone le susseguenti generazioni, e riducendole a non godere che +il fedecommesso di un diritto limitato dall'autorità de' loro antenati, +e dall'aspettativa de' loro discendenti. Le più fatali conseguenze non +tardarono ad emergere da quest'innovazione nella legislazione, che +diseredava i vivi a favore degli estinti e de' figliuoli che non erano +ancora nati; furono queste tanto evidenti, che nel diciottesimo secolo i +più saggi principi cercarono di abolire i fedecommessi favoreggiati dai +loro predecessori. I detentori de' terreni, più non considerandosi che +come usufruttuarj, parevano farsi un dovere di danneggiare un fondo di +cui non potevano disporre a voglia loro: la loro fortuna più non essendo +proporzionata all'estensione de' loro beni, uno stato d'angustia e di +miseria, piuttosto che uno stato di opulenza, diventò ereditario colle +grandi proprietà; i creditori, ingannati dalle grosse rendite di cui +godeva un grande proprietario, trovavansi spogliati, quando esso +proprietario moriva, del danaro sovvenutogli. Tale ingiustizia +incoraggiava i sovventori all'usura, i sovvenuti alla mala fede, e +complicò ed accrebbe all'infinito le procedure tra gli uni e gli altri. + +Frattanto l'intera nazione si era abituata ad avere prima d'ogni altra +cosa riguardo alla conservazione delle famiglie, e più non v'ebbe alcun +padre che nel suo testamento non sagrificasse tutte le sue figlie ai +maschi, tutti i minori al primogenito, e la propria vedova alla sua +prole. Tutte le domestiche relazioni si mutarono con questa cattiva +distribuzione delle proprietà. Fu distrutto il filiale rispetto verso la +madre, quando questa si trovò per la propria sussistenza dipendente dal +suo figlio: fu esiliata l'amicizia tra i fratelli, perchè questa vuole +l'eguaglianza, e non può mantenersi tra un assoluto padrone e prezzolati +adulatori. + +Non solo i figli minori ebbero una parte minore d'assai di quella dei +primogeniti, ma il padre di famiglia si fece un particolar dovere +d'impedire ogni divisione della sua proprietà; assicurando soltanto a' +suoi più giovani figli la mensa in casa, o come chiamasi dagl'Italiani +_il piatto_, ed in conseguenza condannandoli all'ozio ed alla viltà. Non +può attivarsi verun ramo d'industria senza un piccolo capitale; convien +fare una qualche spesa per apprendere qualsivoglia professione; non si +possono professare le lettere senz'avere impiegato un capitale in una +sempre dispendiosa educazione: non si può essere agricoltore senza +terreni, mercante senza fondi, fabbricatore senza avere gli strumenti +necessarj e le materie prime. La maggior parte de' cadetti, esclusi in +Italia a motivo della povertà loro da tutti gl'impieghi, sono forzati a +vivere sempre dipendenti e sempre oziosi. E siccome le famiglie vi sono +numerose, appunto perchè il padre non è chiamato a provvedere alla sorte +de' suoi figli; che un solo fra sei fratelli prende moglie, e lascia +tanti figliuoli quanti ebbe fratelli; i quattro quinti della nazione +sono dannati a non avere veruna proprietà, verun interesse nella vita, +veruna speranza, e a non contribuire con verun lavoro alla prosperità +dei loro compatriotti. Una così numerosa classe di oziosi deve +necessariamente moltiplicare i vizj. + +Le nazionali abitudini di giustizia furono ancora pervertite dalla +costante pratica del ricorso alla grazia nelle cause civili. +Sagrificando la legge una giustizia reale ad un'apparenza di diritto, +aveva di già renduto difficilissimo l'acquisto della prescrizione; +questa in molte cause non può allegarsi che dopo un periodo centenario; +e quand'ancora si è acquistato questo diritto, è spesso in Italia +annullata dal principe con lettere di grazia. È pure necessario in +Italia un numero di sentenze maggiore, che in ogni altro paese, per dare +ad una decisione la forza di _cosa giudicata_. Ma, anche dopo l'acquisto +di questa definitiva presunzione, il principe accorda nuove lettere di +grazia, perchè sia assoggettata a nuovo giudizio quella cosa che più non +dovrebbe essere argomento di lite. + +Per tutte queste cagioni la totalità de' diritti si andò rendendo +incerta; interminabili processure passarono ereditarie nelle famiglie di +generazione in generazione. A misura che trascorre il tempo tra +l'occasione di una processura e la sua decisione, le prove si rendono +sempre più difficili, le presunzioni si vanno maggiormente equilibrando, +ed ognuno, sostenendo il proprio interesse, si crede meno esposto alla +taccia di mala fede. Dall'altro canto la lunghezza delle processure le +moltiplica maravigliosamente. In una città ove nascano dieci liti +all'anno, se ognuna venisse terminata entro sei mesi, come a Ginevra, +non ve ne sarebbero giammai più di cinque pendenti; ma se, una +compensando l'altra, non sono ultimate che in dieci anni, come accade +nella parte meglio governata d'Italia, ve ne saranno cento tutte agitate +nello stesso tempo: se appena sono terminate in trent'anni, come nella +maggior parte delle italiane province, ve ne saranno trecento, e forse +in maggior numero che non sono gli abitanti che contiene la città. +Infatti, in Italia, sono poche le famiglie che non abbiano una o più +liti; ed il carattere di raggiratore o di uomo litigioso si è renduto +troppo generale perchè venga imputato a difetto. + +Perciò può dirsi che nella moderna Italia la religione, invece di +spalleggiare la morale, ne corruppe i principj; che l'educazione, lungi +dallo sviluppare la facoltà della mente, le ha rendute più ottuse; che +la legislazione, in cambio di attaccare i cittadini alla patria e di +riunirli fra loro con fraterni nodi, li rese timidi e diffidenti, dando +loro l'egoismo per prudenza, la viltà per difesa. Rimane inoltre una +quarta causa, la quale stende la sua influenza su tutte le umane +società, e che con una forza minore delle tre precedenti, talvolta tiene +in bilico, talvolta seconda la loro azione, e fa, sebbene +imperfettamente, riparo al male prodotto dalle viziose istituzioni: gli +è questo il punto d'onore, la di cui potenza, superiore alla volontà +d'ogni individuo, ne altera le primitive istituzioni, ne appoggia o ne +contrasta la morale, e gli segna una condotta uniforme, invece di +abbandonarlo all'istantaneo impero delle sue passioni. + +La legislazione del punto d'onore racchiude in sè medesima un non so che +di liberale; non è altrimenti stabilita da una superiore autorità, ma +dal concorso d'opinioni e di volontà indipendenti: onde allorchè +gagliardamente si mantiene in un governo monarchico, lo modifica, e non +gli permette di declinare in un perfetto despotismo. Dall'altro canto +questa legislazione non è mai fondata sopra i veri principj della +morale, ed il numero delle naturali inclinazioni che vengono da lei +corrotte, vince il numero di quelle che conserva o che rende più forti. + +L'impero del punto d'onore rendesi appena sensibile nelle repubbliche, +perciocchè la pubblica opinione vi esercita una tale potenza che va +sempre modificando i più accreditati pregiudizj, e vi giudica le persone +non dietro astratte ed inflessibili regole, ma dietro il complesso delle +loro azioni. In una repubblica non si distingue l'uomo virtuoso +dall'uomo d'onore; nè questi due caratteri erano pure distinti negli +stati dell'antichità. Le prime nozioni del punto d'onore furono portate +negli stati meridionali dalle conquiste de' popoli teutonici, ma si +mescolarono cogli altri elementi della pubblica opinione, e non +formarono un eminente carattere nella storia delle repubbliche italiane. +L'introduzione in Europa di alcune opinioni particolari degli Arabi, +diede agli Spagnuoli, che furono i primi che da loro le ricevettero, un +punto d'onore di diversa natura; il quale punto d'onore venne inseguito +adottato in tutti i paesi sui quali la monarchia spagnuola venne +stendendo la sua influenza. + +La legislazione dell'onore arabo e castigliano fu dunque importata in +Italia, nel sedicesimo secolo, da quelle medesime armi spagnuole, che +distrussero quelle repubbliche intorno alle quali ci siamo così +lungamente intrattenuti. Ella vi si mantenne in pieno vigore, finchè +Carlo V ed i tre Filippi, di lui successori, conservarono un assoluto +dominio sopra le più belle province d'Italia; s'indebolì negli ultimi +anni del diciassettesimo secolo, e cessò affatto nel diciottesimo: può +dirsi che riuscì egualmente contraria ai progressi dei lumi e della +ragione colla sua durata e colla sua caduta. + +Il punto d'onore che gli Spagnuoli avevano ricevuto dagli Arabi, sembra +riferirsi a tre primarj fondamenti. Il primo consiste in una esagerata +delicatezza rispetto alla castità delle donne: allorchè questa virtù +rendesi leggermente in taluna di loro sospetta, non soccumbe essa sola +al disonore, ma la stessa infamia copre egualmente il padre, il +fratello, il marito. Il secondo è una delicatezza non meno esagerata +rispetto al valore degli uomini, che, posto egualmente in luogo di tutte +le altre virtù, viene a compromettere tutta la famiglia in un solo +individuo. Il terzo è una specie di religione di vendetta, che non +ammette verun'altra riparazione per l'offeso che la morte +dell'offensore. + +L'introduzione di queste opinioni in Italia variò la condizione delle +donne, le quali perdettero l'onesta libertà di cui avevano goduto ne' +tempi delle repubbliche; ed i padri loro ed i mariti, invece di +confidare nella loro virtù e prudenza, più non credettero di trovare +sicurezza che tra inaccessibili mura; essi più non dovevano temere per +conto della loro sola debolezza; ma un accidente che le esponesse agli +occhi della gente, una parola mal ponderata, un'imprudente conghiettura, +bastavano a compromettere l'onore della casa, e con ciò la vita e le +sostanze di tutti gl'individui che la componevano. Più non teneva aperti +gli occhi sopra di loro la gelosia dell'affetto, ma la gelosia assai più +sospettosa della vecchiaja, che le guardava in quel modo che l'avaro +tien cura del suo tesoro. Quanto più si andavano accrescendo l'esteriori +precauzioni, che si moltiplicavano le vecchie custodi che mai non le +perdevano di vista, le inferrate che chiudevano le loro case, i veli che +le nascondevano a tutti gli sguardi, tanto più veniva trascurata +l'educazione morale, che avrebbe loro dati migliori e più virtuosi mezzi +di difesa. La sospettosa vigilanza de' loro custodi aveva liberate le +loro coscienze da ogni responsabilità. Quanto più grandi erano gli +sforzi che si andavano facendo per rendere loro impossibile ogni +estranea relazione, tanto più esse volgevano tutti i loro pensieri, +tutta l'accortezza del loro spirito verso la galanteria; e per tutto il +tempo che furono soggette alla più severa vigilanza, la loro condotta +non fu forse più pura che quando diventò di moda lo stesso sregolamento. + +Frattanto allorchè, in sul declinare del XVII secolo, si andò +rilasciando il punto d'onore spagnuolo, non si sostituì alla virtù +femminile verun'altra salvaguardia; non venendo le donne meglio +ammaestrate ne' loro doveri, esse non trovarono un più solido appoggio +ne' loro proprj sentimenti, e lo stesso buon gusto della società loro +non prescrisse veruna legge intorno alla decenza de' loro discorsi e del +loro contegno. Le giovanette, educate nei conventi, vi ricevevano tali +ammaestramenti, che per la severità loro non erano praticabili. Loro si +rappresentavano le sale della danza e dello spettacolo, come luoghi ne' +quali il demonio esercita le più formidabili seduzioni; la curiosità di +osservare un uomo dal balcone veniva loro rappresentata poco meno +criminosa che l'attentato di aprirgli lo stesso balcone per riceverlo di +notte nel proprio appartamento. Il desiderio di piacere e gli eccessi +dell'amore furono loro posti innanzi sullo stesso livello. Lo sposo che +riceve una fanciulla quand'esce di convento, è forzato a disfare l'opera +della sua educazione; d'insegnarle che tutte quelle cose che le furono +dette doversi fuggire non sono peccati; che tutto ciò che resta vietato +alle religiose non lo è alle secolari. Allora crollano tutti i principj +di lei; la seduzione del mondo comincia; le corrotte maniere della +società le inspirano nuove idee; l'esempio la seduce; lo sposo cui venne +accompagnata non fu da lei scelto, ed il più delle volte non veduto +prima di sposarlo. Se in appresso la pace domestica, la fedeltà +conjugale, la dolce confidenza, sono sbandite dalle famiglie, non +debbonsi condannare, ma compassionare le donne italiane; bisogna cercare +più in alto la sorgente del disordine, e convenire che l'educazione, le +leggi, i costumi, e non la natura le hanno fatte quello che sono. + +Abbiamo osservato che nella più fiorente epoca delle repubbliche +italiane, il valore, lungi dall'essere apprezzato come meritava a petto +alle altre virtù, non otteneva neppure dalla pubblica opinione la debita +stima. I soldati altro in allora non erano che mercenarj adoperati +nell'eseguire gli ordini di altri uomini, che in una più sublime +carriera avevano conseguita una più alta riputazione. Il magistrato, che +brillava ne' consiglj colla sua eloquenza, colla prudenza, colle +risoluzioni, non si curava di pareggiare il valore militare del soldato +che prendeva al suo soldo; dava all'opportunità prove di civile +coraggio, spesso meno frequente e più difficile; ma protestava +senz'arrossire, che non si credeva capace di combattere. La repubblica +fiorentina ebbe a soffrire più d'ogni altra per avere fatto così poco +conto del valore; conobbe per reiterate disgrazie, che niuna virtù non +dev'essere rifiutata da verun governo, e fu spesso tradita dai generali +e dai soldati da lei chiamati da altri paesi, perchè essa aveva +trascurato di formarne tra i proprj cittadini. + +Ma le spaventose guerre del principio del sedicesimo secolo richiamarono +gl'Italiani alle armi, e dopo tale epoca professarono questo nuovo +mestiere con tanto maggiore impegno, in quanto che si trovarono esclusi +da tutti gli altri. In tutto il sedicesimo secolo si assoldarono in +folla sotto le bandiere spagnuole, mentre altri reggimenti italiani +erano levati per servizio della Francia, e militavano gloriosamente +nelle guerre civili di quel regno. In tutta la seconda metà del +sedicesimo secolo la fanteria italiana si risguardò come perfettamente +uguale alla spagnuola, e l'una e l'altra occupavano il primo luogo tra +le truppe delle più guerriere nazioni d'Europa. Ambedue erano state +formate dagli stessi ufficiali, e andavano soggette agli stessi +pregiudizj. Il punto d'onore militare italiano non fu diverso da quello +degli Spagnuoli. Le due nazioni sentirono nello stesso modo le stesse +offese, le stesse provocazioni, i medesimi sospetti. + +Ma la milizia spagnuola conservò l'intera sua riputazione in tutto il +diciassettesimo secolo, malgrado il decadimento della monarchia; la +milizia italiana perdette assai più presto tutto il suo credito. I +soldati non si arrolavano che di contro genio in eserciti sempre mal +pagati, sempre malcondotti, e che malgrado il loro valore andavano +esposti a continue sconfitte. Nelle province suddite d'Italia, che i +vicerè spagnuoli governavano con diffidenza, tutto invitava la nobiltà +al riposo ed alla mollezza, che soli non eccitano gelosi sospetti. +Gl'Italiani avevano mostrato che potevano essere valorosi, ma non lo +furono lungamente in così svantaggiose circostanze; e quando deposero le +armi, la pubblica opinione più non li chiamò a difendere nuovamente la +riputazione del loro valore. Allora si vide, e ciò si vede anche +presentemente, uomini distintissimi per natali, pel grado che occupano, +e per tutte le circostanze che fanno supporre una liberale educazione, +confessare apertamente la loro pusillanimità. Parlano senza vergognarsi +della paura avuta; confessano che le loro mogli sono più coraggiose di +loro; nè il pronunciare queste parole costa qualche cosa al loro amor +proprio; nè cotesta confessione non eccita le fischiate, nè procaccia +loro l'universale disprezzo. Pure se il coraggio è una virtù naturale +all'uomo, la paura è altresì una delle passioni della sua natura. +Conviene che sia compressa, domata dalla volontà, dall'educazione, dalla +vergogna. Quando gli si dà intera licenza, essa si rende signora +dell'animo, lo guasta, ed invilisce tutta intera la nazione. Si sarebbe +potuto temere che tale non fosse per essere la condizione della nazione +italiana, e forse ogni altra perdendo il suo punto d'onore avrebbe +ancora con lui perduta ogni energia, ma un'inaspettata esperienza ha +recentemente dimostrato che quegl'Italiani che avevano così +compiutamente dimenticato il coraggio, lo ricuperavano più facilmente +che ogn'altra nazione, tosto che veniva in loro risvegliato il punto +d'onore, e facevasi loro travedere una vera gloria. + +La sanzione di questa legislazione del punto d'onore, che gli Spagnuoli +portarono in Italia, nel sedicesimo secolo, fu la necessità imposta ad +ogni uomo d'onore di vendicarsi dell'offesa. Senza alcun dubbio il +bisogno della vendetta è fino ad un certo punto un sentimento +connaturale all'uomo; è composto da un desiderio di giustizia, e da un +movimento di collera; ed in questi limiti si trova egualmente presso +tutti i popoli, tanto antichi che moderni. Ma il sistema di vendetta che +gli Spagnuoli ricevettero dagli Arabi e dai Mori, e che in appresso +comunicarono a tutta l'Europa, è tutt'altra cosa che questo naturale +sentimento, ed è basato sopra un'idea di dovere. Il Moro non si vendica +perchè la di lui collera sia ancora viva, ma perchè la sola vendetta può +allontanare dal suo capo il peso dell'infamia che l'opprime. Si vendica +perchè a creder suo non avvi che un'anima vile che possa perdonare gli +affronti, e conserva il suo rancore, perchè, se lo sentisse spegnersi, +crederebbe di avere col rancore perduta una virtù. + +Questo codice di vendetta fu presentato alle nazioni settentrionali in +quel tempo in cui i duelli giudiziarj erano stati di fresco soppressi. +Prese in certo qual modo il loro luogo, ed il duello lavò le offese +dell'onore con una sufficiente apparenza di ragione; perciocchè la più +mortale offesa essendo quella di porre in dubbio il coraggio di un uomo, +il valore con cui presentavasi a singolare certame, era il mezzo più +ovvio di dissipare questa dubbiezza. Così videsi presso i Francesi, +gl'Inglesi, i Tedeschi, la primitiva idea della vendetta disgiungersi +affatto dall'azione medesima che n'era rappresentata come una +conseguenza. Un uomo d'onore si batte non già per vendicarsi, ma per +tenersi in possesso di quell'onore ch'era sua proprietà, e che sentivasi +in diritto di difendere. + +Non fu già in tale maniera, che nel sedicesimo secolo fu presentata +dagli Spagnuoli agl'Italiani la processura degli affari d'onore; nè così +la concepirono i medesimi Italiani, a motivo delle precedenti loro +relazioni coi Mori. Gli uni e gli altri credettero di ravvisare un'anima +grande nella costanza di questi risentimenti. Pareva loro che l'offeso +avesse mostrata maggiore energia, quanto più lungamente aveva conservato +il suo rancore, manifestatolo con un'esplosione meno preveduta, e +cagionato più acerbo dolore al suo offensore. Non chiedevasi già a colui +che si vendicava una prova di coraggio per ristabilire il suo onore, ma +bensì una prova d'un implacabile odio. E perciò agli occhi loro +l'assassinio lavava l'onore quanto il duello, il veleno quanto il ferro; +e la perfidia sembrava loro essere il maggiore trionfo della vendetta, +perchè l'offeso si era mostrato più compiutamente padrone di sè +medesimo. + +Fino dai secoli di mezzo alcune province d'Italia eransi fatte +distinguere per l'atrocità de' loro odj, e delle loro ereditarie +vendette. Allegavansi principalmente Pistoja in Toscana, la Romagna, +tutto lo stato della Chiesa, e più ancora le isole di Sicilia, di +Sardegna e di Corsica, ove la mescolanza co' Mori, ed in appresso cogli +Spagnuoli aveva data maggiore consistenza a questa barbara legislazione. +Pure non fu che nel sedicesimo e nel diciassettesimo secolo che si rese +dominante in tutta l'Italia la terribile dottrina che ingiugneva ad ogni +uomo d'onore il dovere, non di difendersi, ma di vendicarsi. E allora +solamente si videro moltiplicati que' sicarj che appigionavano i loro +pugnali, e ridotta a perfezione la formidabile scienza de' veleni. +Allora personaggi sommamente riputati nella diplomazia, nella Chiesa, +nelle lettere, osarono darsi vanto pubblicamente d'avere compiuta la +loro vendetta; allora finalmente più non risguardandosi il duello come +una sufficiente soddisfazione, due nemici non acconsentirono a battersi +che dopo avere l'offensore chiesto perdono all'offeso; senza la quale +preliminare riparazione, il veleno o il pugnale potevano essi soli +lavare l'onore oltraggiato. + +Grazie al cielo questa infernale dottrina è presentemente affatto +dimenticata. Più non si troverebbe in tutta l'Italia un solo assassino +salariato, e se vengono ancora commessi orribili delitti, la pubblica +opinione almeno più non gli ordina come un dovere. Forse ancora la +sanzione del duello è troppo trascurata, e si mostra meno severità che +non conviene verso coloro che, non mostrando verun risentimento per le +più gravi offese, danno luogo a supporre non già che abbiano perdonato, +ma che non abbiano osato domandare soddisfazione[383]. + + [383] Intorno al duello possono vedersi presso tutti i pubblicisti + gli argomenti addotti pro e contro. Rispetto agli stati che hanno + leggi proibitive, la quistione è pienamente decisa. _N. d. T._ + +Frattanto il lungo regno di un pregiudizio così contrario ad ogni morale +ed al vero onore ebbe la più funesta influenza sulle nazionali opinioni. +L'assassinio, a dir vero, non è più un dovere, ma non è neppure un +disonore; è un'idea colla quale ognuno trovasi continuamente +famigliarizzato. L'Italiano lo risguarda come una funesta conseguenza +d'un impetuoso movimento di collera, di gelosia, di vendetta; egli non +sente nel suo cuore l'irremovibile certezza che non sarà giammai +strascinato a dare un colpo di pugnale, perchè non fu mai avvezzato a +risguardare quest'azione con quell'orrore inesprimibile che inspira il +pensiere di un gravissimo delitto. Dessa è per lui ciò che il pensiero +del duello è per gli uomini scrupolosi delle altre nazioni. Dessa è un +gran peccato che la sua coscienza gli vieta di commettere; ma egli sente +che per simili falli ogni uomo è peccatore; e quando vede de' sicarj +esiliati dal loro paese, o condannati per commessi assassinj a' pubblici +lavori, non prova a riguardo loro che la profonda compassione che suole +eccitare una grande sventura, non il terrore che deve cagionare un grave +delitto. + +Nello stato di società in cui trovasi l'Italiano ridotto, tale +sentimento diventa giusto, e con analogo sentimento dobbiamo noi pure +giudicarlo. Senza dubbio nell'Italiano del XVIII secolo non ritrovasi nè +il rappresentante de' Manlj e dei Gracchi, nè quello de' Doria e degli +Albrizzi. L'antica virtù non può nascere, nè germogliare in una patria +serva, lo spirito non si può sviluppare quando viene allentato da mille +ostacoli, ed il sentimento non può innalzarsi all'eroismo, quand'è +soffocato nel suo primo nascere. Ma dovremo incolpare lo stesso italiano +dello stato deplorabile in cui è caduto? Quando vediamo concorrere tante +e così potenti cagioni ad abbassarlo non deploreremo piuttosto in lui +l'avvilimento dell'umana dignità, e non sentiremo che la sventura che lo +colpì è la sventura che minaccia noi medesimi, che minaccia ogni +società, ogni nazione che si lascerà caricare dalle stesse catene? + +Ammireremo invece tuttociò che ancora rimane a questa nazione, che +pareva fatta per superare tutte le altre: quello spirito così aperto e +pronto cui non riesce difficile veruno studio, quando venga intrapreso +per uno scopo che lo possa infiammare; quella flessibilità a tutte le +nuove forme, che rende l'Italiano proprio alla politica, alla guerra, a +tuttociò che intraprende di più inusitato, per mezzo della più rapida +educazione; quell'immaginazione creatrice, che gli conserva, dopo +l'impero del mondo che ha miseramente perduto, quello, forse più ricco, +delle belle arti; quella sociabilità, quelle dolci maniere, che in altri +paesi non sono conosciute che dalle persone di alta condizione, e che in +Italia sono proprie di tutte le classi; quella sobrietà che allontana il +basso popolo dalle orgie e dalle dissolutezze di Bacco in mezzo alle sue +feste ed a' suoi piaceri; quella superiorità dell'uomo della natura, che +si mostra tanto più degno di stima quanto fu meno cambiato +dall'educazione, di modo che il contadino italiano è tanto superiore al +cittadino, quanto lo è questi al gentiluomo; finalmente quel +maraviglioso potere della coscienza, che trionfa delle più cattive +instituzioni, della più fallace educazione, della più bassa +superstizione, del più depravato ordine politico, e che, sostenendo +l'uomo tra le più violenti tentazioni e le più deboli barriere, +diminuisce la frequenza de' delitti assai più che non sarebbesi potuto +anticipatamente calcolarlo. Senza dubbio questi Italiani, cui abbiamo +consacrato un così lungo studio, sono oggi un popolo sventurato ed +avvilito; ma che si ripongano in circostanze ordinarie, che loro si +consenta di percorrere le vicende di tutte le altre nazioni, ed in +allora si vedrà che non hanno perduto il seme delle grandi cose, e che +sono ancora degni di misurarsi in quello stadio che hanno due volte +percorso con tanta gloria. + + +FINE DEL VOLUME XVI, ED ULTIMO. + + + + +TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XVI. + + + CAPITOLO CXXI. _Apparecchj de' Fiorentini + per difendere la loro libertà; sono assediati + dal principe d'Orange. Imprese di Francesco Ferrucci, + commissario generale, nello stato fiorentino; viene + a battaglia col principe d'Orange, e nella mischia + periscono ambidue, capitolazione di + Firenze._ 1529-1530 _pag._ 3 + + La repubblica fiorentina difende la sua + libertà, nel mentre che il rimanente + dell'Italia si sottomette al giogo + dell'Austria 3 + I Fiorentini, che fino allora non avevano mai + atteso a trattar l'arme, le pigliano per + difendere la propria libertà 4 + 1527 Dicembre. Organizzazione dei 300 cittadini + della guardia del palazzo 5 + 1528 6 novembre. Organizzazione delle 16 compagnie + della guardia urbana 6 + 1527 Luglio. Richiamo delle _bande dell'ordinanza_ + del territorio fiorentino 7 + 1528 Dicembre. Ercole d'Este nominato capitano + generale degli uomini d'arme 8 + 1529 Aprile. Sono terminate le fortificazioni + di Firenze 9 + 1529 Maggio. I dieci della guerra prendono + Malatesta Baglioni al loro soldo col + titolo di governatore generale 10 + Il gonfaloniere Capponi tenta di riconciliare + la repubblica col papa 11 + Il Capponi chiama alle consultazioni o pratiche + molti amici de' Medici 12 + Diffidenza de' consiglj. Nominano essi medesimi + la pratica de' dieci della guerra 12 + Corrispondenza segreta del Capponi con + Clemente VII 13 + 16 aprile. Lettera sospetta diretta al Capponi + trovata da uno dei priori 14 + 17 aprile. Il Capponi è dimesso, e gli succede + Francesco Carducci 15 + Il Capponi si giustifica dell'accusa di + tradimento, e viene assolto 16 + I Fiorentini ricevono l'une dietro alle altre + notizie affliggentissime 17 + Il Governo prende le necessarie disposizioni + onde trovare del denaro 18 + La signoria ordina ai paesani di portare i loro + raccolti nelle fortezze 20 + Settembre. Ercole d'Este, al quale è mandato + l'ordine di recarsi al suo posto, ricusa di + ubbidire 21 + Ambasceria de' Fiorentini all'imperatore in + Genova 21 + 8 ottobre. Il Capponi muore udendo le relazioni + dell'ambasceria; due ambasciatori fuggono 23 + Il papa incarica delle sue proprie vendette + contro Firenze quel medesimo principe d'Orange, + che lo aveva tenuto prigioniere in Roma 23 + 1529 Fine di luglio. Il papa concede man forte ai + soldati del principe d'Orange, onde farsi + pagare il rimanente delle taglie dovute + loro pel riscatto de' cittadini romani 25 + Fine d'agosto. L'esercito del principe d'Orange + si raduna a Foligno 26 + 1 settembre. Presa e saccheggio di Spello + sui confini del Perugino 27 + 12 settembre. Baglioni, mediante un trattato, + apre Perugia al principe d'Orange, e conduce + la sua infanteria ai Fiorentini 28 + 14 settembre. Cortona si arrende al principe + d'Orange, e i Fiorentini evacuano Arezzo e + tutto il Val d'Arno di sopra 28 + 18 settembre. Arezzo pretende ritornare ad + essere repubblica sotto la protezione + dell'imperatore 29 + Francesco Guicciardini fugge, e si unisce + agl'inimici della sua patria 30 + Alcuni ambasciatori spediti al papa, sono + rimandati con mal tratto 31 + 19 ottobre. Le case e i giardini sono tutti + quanti atterrati fino alla distanza di un + miglio intorno a Firenze 32 + 14 ottobre. Il principe d'Orange pone il suo + campo a Pian di Ripoli sotto Firenze 33 + Napoleone Orsini, abate di Farfa, al servizio + de' Fiorentini 34 + Cominciamento de' servigj e della riputazione + di Francesco Ferrucci 35 + 1529 Novembre. Ferrucci riprende d'assalto Samminiato 37 + 10 novembre. Il principe d'Orange dà la scalata + a Firenze ed è respinto 38 + 11 dicembre. Stefano Colonna sorprende al + loro posto gl'imperiali della Sciarra 39 + 16 dicembre. Morte di Girolamo Moroni nel + campo degli assedianti 41 + 23 dicembre. I Fiorentini abbandonati dai + Veneziani, che sottoscrivono una particolar + pace coll'imperatore 42 + Fine di dicembre. Un altro esercito imperiale + viene ad accamparsi sulla sponda destra + dell'Arno 43 + Raffaele Girolami succede a Francesco Carducci + gonfaloniere 44 + 1530 Blocco di Firenze. Il principe d'Orange non + tenta di fare breccia nelle mura 45 + Ercole Rangoni via ne conduce i gendarmi + d'Ercole d'Este 46 + 26 gennajo. Malatesta Baglioni è nominato + capitano generale 47 + Condotta subdola di Francesco I coi Fiorentini 48 + Nuove condizioni offerte al papa, e da lui + rigettate 49 + Predicazioni in Firenze per animare alla + difesa della libertà 50 + Frequenti attacchi dei Fiorentini sulle linee + nemiche 51 + 21 marzo. Sortita generale dei Fiorentini, e + sanguinosa zuffa intorno al _cavaliere_ + di Porta Romana 52 + 5 maggio. Sortita di Baglioni, che prende + d'assalto il convento di san Donato 53 + 1530 10 giugno. Stefano Colonna attacca il conte + di Lodroni e il quartiere dei Tedeschi alla + diritta dell'Arno 54 + Successi di Lorenzo Carnesecchi nella Romagna + Toscana 55 + I Fiorentini perdono la cittadella d'Arezzo, + di Borgo san Sepolcro e di Volterra 55 + 27 aprile. Francesco Ferrucci si parte da + Empoli per ricuperare Volterra 56 + 29 maggio. Empoli preso da Sarmiento e da don + Ferdinando di Gonzaga 57 + 27 aprile. Il Ferrucci riprende Volterra con + grande spargimento di sangue 58 + Aprile, giugno. Il Ferrucci difende Volterra + contro Maramaldo e Sarmiento 59 + 17 giugno. Costringe gl'imperiali a levare + l'assedio di Volterra 60 + Aduna un esercito per far levare l'assedio + di Firenze 61 + 14 luglio. Parte da Volterra per Pisa 62 + È trattenuto in Pisa dalla febbre 63 + Piano del Ferrucci, per attaccare Roma, + rigettato dalla signoria 63 + 30 luglio. Il Ferrucci si parte da Pisa + attraversando lo stato Lucchese 64 + 2 agosto. Si avvicina col suo esercito a + Gavinana nelle montagne di Pistoja 65 + Tradimento di Malatesta Baglioni, per cui il + principe d'Orange ha campo di opporsi al + Ferrucci 66 + 1530 2 agosto. Il principe d'Orange ed il Ferrucci + giungono nello stesso tempo a Gavinana 68 + Il principe d'Orange è ucciso 70 + Gian Paolo Orsini è respinto da Vitelli, + pel mentre che il Ferrucci respinge + Maramaldo fuori di Gavinana 71 + Nuovo attacco sopra Gavinana. Il Ferrucci è + preso e ucciso da Maramaldo 72 + 4 agosto. Il gonfaloniere sollecita nuovamente + il Baglioni di attaccare gli imperiali 74 + Il Baglioni ricusa apertamente di ubbidire al + gonfaloniere 74 + 8 agosto. Il gonfaloniere vuole costringere + colla forza il Baglioni ad ubbidire, ma i + cittadini lo abbandonano 75 + Il Baglioni dà adito agl'imperiali nel bastione + di Porta Romana 76 + La signoria costretta a porre in libertà i + partigiani de' Medici 77 + La signoria tratta con Bartolomeo Valori, + commissario apostolico, e don Ferdinando + di Gonzaga, generale imperiale 78 + 12 agosto. Capitolazione di Fiorenza dietro + promessa di libertà e d'amnistia 79 + 20 agosto. Bartolomeo Valori nomina una balìa, + dietro l'autorità di un preteso parlamento 80 + La signoria è dimessa, ed il popolo disarmato 81 + Fine della storia di Jacopo Nardi; e la di lui + indole 81 + + CAPITOLO CXXII. _Violazione della capitolazione + di Firenze; persecuzione di tutti gli amici + della libertà. Regno e morte di Alessandro + de' Medici; successione di Cosimo I al titolo + di duca di Firenze. Siena, oppressa dagli + Spagnuoli, abbraccia il partito francese; + assedio ed ultima capitolazione di questa + città._ 1530-1555 83 + + L'Italia dopo il 1530 ricade in quello stato + di nullità in cui era prima del decimosecondo + secolo 83 + 1122-1530 Grandezza dell'Italia durante i quattro secoli + della sua libertà 84 + L'indipendenza di alcuni piccoli stati, prima + del dodicesimo e dopo il quindicesimo secolo, + non basta a far l'Italia meritevole di + particolare istoria in quelle due epoche 86 + L'incoronamento degl'imperatori in Roma era + un simbolo dell'indipendenza italiana che + fu soppressa nel 1530 87 + Gli stati italiani, che dopo il 1530 vantavano + ancora indipendenza, non influivano per + niente sul rimanente dell'Europa 88 + Ultimi capitoli consacrati alla decrepitezza + della nazione italiana 89 + L'oppressione del partito della libertà in + Siena ed in Firenze richiede maggiori + dettagli 89 + 1530 Balìa creata in Firenze in nome della + sovranità del popolo 90 + Ottobre. Seconda balìa di 150 membri creata + dalla prima 91 + Crudeli vendette del papa, eseguite dalla + balìa, contro tutti i partigiani della libertà 91 + 1530 Il papa, di mano in mano che conosce il suo + potere più stabile, va aumentando la sua + severità e prolungando i supplizj 93 + I capi di parte ordinano supplizj in proprio + nome, senza valersi dell'autorità di nessun + membro della casa de' Medici 93 + 1531 5 luglio. Alessandro de' Medici entra in + Firenze, e viene da un rescritto + dell'imperatore dichiarato capo della + repubblica 94 + Progetti del Guicciardini per mettersi al + coperto dell'odio pubblico 96 + 1532 4 aprile. Commissione incaricata di mutare + la costituzione di Firenze 98 + 27 aprile. Costituzione monarchica data a + Firenze con due consiglj 98 + Tirannide ed universale diffidenza di + Alessandro de' Medici 99 + 1534 1 giugno. Pone le fondamenta di una fortezza + per dominare Firenze 100 + Malcontento universale de' capi del partito + dei Medici 101 + 1533 27 ottobre. Catarina de' Medici sposa Enrico + di Francia, che fu poi Enrico II 102 + 1534 25 settembre. Morte di Clemente VII. + Alessandro rimane circondato di nemici 104 + Il cardinale de' Medici si mette alla testa + dei nemici di Alessandro 105 + 1535 10 agosto. Ippolito, cardinale de' Medici, + avvelenato da Alessandro 106 + 1535 Gli emigrati fiorentini portano le loro + lagnanze contro Alessandro dinanzi + all'imperatore in Napoli 106 + 1536 Febbrajo. Carlo pronunzia un'amnistia a + favore degli emigrati, senza cambiare + il governo 108 + Gli emigrati la rigettano 109 + 28 febbrajo. Carlo marita sua figliuola + con Alessandro, e gli promette protezione 111 + Lorenzino de' Medici si acquista il favore + di Alessandro con vergognosi servigj 112 + 1537 Uccide il duca, ch'egli aveva ad arte + condotto in casa sua 113 + Non tenta di sollevare la città, dove non + aveva partigiani 114 + Parte alla volta di Bologna e di Venezia, + prima che siasi divulgato l'assassinio + del duca 116 + Il cardinale Cibo, ministro di Alessandro, + nasconde la disparizione del duca 117 + 7-8 gennajo. Trova il duca morto + nell'appartamento di Lorenzino 118 + 8 gennajo. Tutte le fortezze vengono occupate + da Alessandro Vitelli, comandante della + guardia del duca 118 + Il senato è sollecitato dal Guicciardini di + nominare un successore al duca 120 + 9 gennajo. Viene costretto dal terrore a + eleggere duca Cosimo de' Medici, lontano + parente di Alessandro 121 + Guicciardini credeva d'influenzare sull'animo + di Cosimo, che rigetta un cotal giogo 122 + 1537 22 gennajo. I cardinali fiorentini entrano a + Firenze per modificarne il governo 123 + 1 febbrajo. Sono ingannati dal Medici e + rimandati 124 + 28 febbrajo. La successione di Cosimo è + confermata da una bolla imperiale pubblicata + in Firenze il 21 giugno seguente 125 + 1-15 luglio. Esercito levato dagli emigrati + fiorentini alla Mirandola 127 + 15 luglio. Gli emigrati entrano in Toscana + e s'innoltrano fino a Montemurlo 128 + 31 luglio. I capi degli emigrati sono sorpresi + da Alessandro Vitelli nella fortezza di + Montemurlo, e la truppa loro viene dispersa 129 + 1 agosto. Filippo Strozzi e i suoi compagni + fatti prigionieri 130 + Cosimo riscatta dalle mani de' soldati i + prigionieri, onde metterli a morte 131 + 20 agosto. Supplizio dei principali emigrati, + che sett'anni prima avevano fondato il + potere della casa de' Medici 132 + Filippo Strozzi rimane un anno intero + prigioniero di Alessandro Vitelli 133 + 1538 Filippo Strozzi si uccide in prigione, + invocando chi lo vendichi 135 + 1547 Lorenzino de' Medici assassinato a Venezia + dagli sbirri di Cosimo I 136 + 1538 Cosimo de' Medici allontana da Firenze il + cardinale Cibo e Alessandro Vitelli, che + lo avevano innalzato sul trono 136 + 1538 I senatori, che aveano cooperato alla sua + elezione, sono tutti allontanati e muojono + senza poter ritornare in grazia di lui 138 + 1532 Agosto. Clemente VII s'impadronisce d'Ancona + a tradimento, mette a morte i magistrati, e + toglie alla città tutti i suoi privilegj 139 + 1530 10 ottobre. Arezzo è sottomessa nuovamente + ai Fiorentini, ed è soppressa la nuova + repubblica 140 + La repubblica di Lucca compra a caro prezzo + la protezione dell'imperatore 141 + 1538 Maggio. Alfonso Piccolomini, duca d'Amalfi, + è fatto, mediante la protezione + dell'imperatore, capo della repubblica + di Siena 143 + 1541 Primi negoziati de' Sienesi coi Francesi, + rivelati da Cosimo I all'imperatore 143 + Granvella, mandato a Siena, riduce questa + repubblica più dipendente dall'imperatore + che non lo era per l'innanzi 144 + 1544 I porti dello stato sienese occupati dai + fratelli Strozzi coll'ajuto dei Francesi + e dei Turchi 145 + 1545 4 marzo. Don Giovanni de Luna e la guarnigione + spagnuola cacciati fuori di Siena dal popolo + ammutinato 147 + 1546 Congiura di Francesco Burlamacchi per ridonare + la libertà a tutte le repubbliche della + Toscana 148 + Il Burlamacchi, allora gonfaloniere di Lucca, + è denunciato da Cosimo I 150 + 1546 Viene dato in mano all'imperatore, e + condannato a pena capitale in Milano 150 + 1547 20 ottobre. Don Diego di Mendoza mandato + a Siena dall'imperatore 152 + 1548 4 novembre. Il Mendoza ne riforma il governo, + e lo riduce ad una intera dipendenza 152 + Mendoza si accinge a fabbricare una fortezza + in Siena 152 + 1552 I Sienesi dimandano ajuto alla Francia 153 + Insurrezione contro gli Spagnuoli nel + territorio di Siena 154 + 26 luglio. Gl'insorgenti sono accolti in + Siena, e gli Spagnuoli discacciati 155 + 11 agosto. Il duca di Termini introdotto in + Siena con una guarnigione francese 157 + 1553 Gennajo. Don Pedro di Toledo viene in Toscana + per soggiogarvi i Sienesi, ma muore in capo + a sei settimane 158 + Prima guerra contro Siena, cui pon fine + l'apparizione della flotta turca sulle + coste di Napoli 159 + Giugno. Trattato di pace tra Cosimo I e + i Sienesi 160 + Cosimo I indotto a servire l'imperatore ad + ogni costo, per timore di Pietro Strozzi + ch'era appoggiato dal favore del re di + Francia 160 + 1554 26 gennajo. Cosimo raguna le sue truppe, + sotto gli ordini del marchese di Malignano, + a Poggibonzi 162 + 27 gennajo. Il Marignano prende per sorpresa + un bastione alla porta di Siena 163 + 1554 Il Marignano, non potendo penetrare nella + città, intraprende di bloccarla 164 + Egli assedia successivamente le castella + dello stato sienese, e fa appiccare gli + abitanti che si erano difesi 165 + Fine di marzo. Rotta di una divisione + dell'esercito del Marignano a Chiusi 166 + Ajuti spediti dai Fiorentini, domiciliati in + Lione e in Roma, all'esercito dello Strozzi, + che attaccava Cosimo de' Medici 167 + 11 giugno. Pietro Strozzi esce da Siena, + passa sulla riva sinistra dell'Arno, + sottomette Val di Nievole, e rientra in + Siena dopo quindici giorni 168 + Carestia in Siena e nei due eserciti 170 + 2 agosto. Rotta di Pietro Strozzi presso + Lucignano 172 + Difesa ostinata di Siena, diretta dal signore + di Montluc 172 + Fredda ferocia del Marignano, cagione + dell'attuale spopolazione dello stato + di Siena 173 + 1555 Gennajo. Preliminarj di pacificazione, e + splendide promesse fatte da Cosimo I + ai Sienesi 175 + 2 aprile. Capitolazione di Siena, che + mantiene la libertà della repubblica 176 + 21 aprile. Gli emigrati sienesi si ritirano + a Montalcino, e vi si mantengono in + repubblica fino al 3 aprile del 1559 177 + La capitolazione di Siena è scandalosamente + violata 177 + 1557 19 luglio. Cosimo I prende possesso di Siena + e l'unisce ai suoi stati 178 + 1527 Lo stato dei _Presidj_, staccato da quello + di Siena, rimane proprietà degli Spagnuoli 178 + + CAPITOLO CXXIII. _Rivoluzioni di differenti + stati d'Italia, dopo la perdita dell'indipendenza + italiana, fino alla fine del sedicesimo + secolo._ 1531-1600 180 + + 1529 5 agosto-1559 3 aprile. Secondo periodo fra questi + due trattati. Lotta fra i medesimi rivali, + senza speranza pegl'Italiani di miglior + fortuna 181 + 1559 3 aprile al 2 maggio 1598. Terzo periodo. + Pace nell'interno dell'Italia 182 + Continua guerra straniera, alla quale la + nazione era indifferente 183 + Oppressione dell'Italia sotto il regime + militare Spagnuolo 183 + 1529-1600 Scorrerie de' briganti e de' Barbareschi + per tutta Italia 184 + Compendioso racconto della rivoluzione di + ogni governo nel corso degli ultimi due + periodi del sedicesimo secolo 185 + 1535-1553 Carlo III, duca di Savoja, spogliato de' + suoi stati dai Francesi, e sagrificato + dagl'Imperiali 186 + 1553-1559 Emmanuele Filiberto, suo figliuolo, è + privato dei suoi stati 186 + 1562 Carlo IX gli ritorna le città che occupava + in Piemonte 187 + 1580-1600 Crescente ingrandimento di Carlo Emmanuele; + sue conquiste nella Provenza e nel Delfinato, + durante le guerre civili di Francia 188 + 1588-1601 Contese intorno al marchesato di Saluzzo, + che resta alla Savoja 188 + I quattro più grandi stati dell'Italia, il + ducato di Milano, ed i regni di Napoli, + Sicilia e Sardegna, sottomessi alla + casa d'Austria 189 + 1535 24 ottobre. Morte del duca di Milano, dopo + un nuovo tentativo per iscuotere il giogo + dell'Austria 189 + 1535-1559 Difesa dello stato di Milano, contro gli + attacchi de' Francesi 190 + Oppressione e rovina dei Milanesi sotto + l'amministrazione spagnuola 191 + 1563 Tentativi infruttuosi del duca di Sessa per + istabilire in Milano l'inquisizione + spagnuola 191 + Il regno di Napoli difeso contro i Francesi 192 + 1518-1546 Regno e potenza del secondo Barbarossa, + re d'Algeri, e suoi guasti sulle coste di + Napoli, di Sicilia e di Sardegna 193 + 1546-1600 Continuazione de' guasti de' Barbareschi + comandati da Dragut, Piali e Ulucciali 194 + 1539-1553 Amministrazione oppressiva di D. Pedro di + Toledo a Napoli 194 + 1547 D. Pedro tenta inutilmente di stabilire + l'inquisizione in Napoli 195 + Oppressione de' Regni di Sicilia e di Sardegna 196 + 1565 Assedio e memorabile difesa di Malta, che + salva la Sicilia dall'invasione dei Musulmani 197 + 1530 Ad onta che si andassero allargando i confini + dello stato della chiesa, decresce + nulladimeno la potenza dei papi 198 + 1534 12 ottobre-1549 10 novembre. Regno ed + ambizione di Alessandro Farnese, papa col + nome di Paolo III 199 + Paolo III apparenta la casa Farnese con + quelle d'Austria e di Francia 200 + Chiede l'investitura del ducato di Milano + per suo figliuolo Pier Luigi 201 + 1545 Agosto. Dona a Pier Luigi Parma e Piacenza + erigendoli in ducati 202 + 1547 10 settembre. Pier Luigi assassinato dai + nobili di Piacenza, ed i suoi stati invasi + dagl'Imperiali 203 + 1549 10 novembre. Paolo III muore, lasciando + suo nipote Ottavio spogliato di tutti + i suoi stati 204 + 1550 22 febbrajo. Giulio III, successore di + Paolo III, rende Parma a Ottavio Farnese 205 + 1551 27 maggio. Il duca di Parma si mette sotto + la protezione della Francia; muove guerra + all'imperatore, suo suocero 206 + 1556 15 settembre. Piacenza è resa al duca di + Parma da Filippo II 206 + 1586 18 settembre-1592 2 decembre. Regno + d'Alessandro Farnese, figlio e successore + d'Ottavio, nel ducato di Parma 207 + 1549 9 febbrajo-1555 29 marzo. Regno di Giulio III; + quanto Giulio III fosse portato pei piaceri 208 + 1555 23 maggio. Gian-Piero Caraffa, eletto papa + col nome di Paolo IV 208 + Tutto il clero si riunisce per opporsi agli + attacchi de' riformatori 209 + 1545-1563 Il concilio di Trento cambia lo spirito + della Chiesa 209 + Desso riforma la disciplina del clero, ma + aumenta il fanatismo 210 + Cambiamento totale nel carattere dei papi + dopo il concilio tridentino 213 + 1555-1559 18 agosto. Fanatismo persecutore di Paolo IV. + Inquisizione 214 + 1556 settembre-1557 14 settembre. Guerra di + Paolo IV contro Filippo II e il duca d'Alba 215 + 1569-1585 I regni di Pio IV, Pio V e Gregorio XIII, + sono ugualmente fanatici 216 + 1571 7 ottobre. Vittoria della flotta Cristiana + sopra i Turchi a Lepanto 217 + 1585 24 aprile-1590 20 agosto. Talenti e + dispotismo di Sisto V 218 + 1590-1605 Quattro pontefici regnano fino al fine + del secolo 218 + 1563-1600 Persecuzioni de' papi contro i protestanti + d'Italia 219 + Alimentano le guerre civili, e le macchinazioni + del rimanente dell'Europa 220 + Cattiva amministrazione degli stati del papa. + Miseria, carestia, peste e distruzione + della popolazione 221 + Si moltiplicano i masnadieri che formano + eserciti 221 + L'abitudine del ladroneccio corrompe i + costumi nazionali e presso i signori + feudatarj e presso i paesani della + Sabina 223 + 1534 31 ottobre. Morte di Alfonso I, duca di + Ferrara, al quale succede suo figliuolo + Ercole II 224 + 1534-1559 3 ottobre. Regno d'Ercole II, suoi sforzi + per sottrarsi al giogo della Spagna 225 + 1559-1597 27 ottobre. Regno d'Alfonso II. Estinzione + della linea legittima della casa d'Este 226 + Don Cesare, figliuolo di un figliuolo naturale + di Alfonso I, è accennato come successore di + Alfonso II 227 + 1597 Clemente VII dichiara Ferrara unita alla + santa sede 227 + 1598 13 gennajo. Trattato dietro il quale don + Cesare abbandona Ferrara alla santa sede, + e si ritira a Modena e a Reggio 228 + 1538 1 ottobre. Morte di Francesco Maria della + Rovere, duca d'Urbino 230 + 1538-1574 Regno di Guid'Ubaldo. Oppressione del ducato + d'Urbino 230 + 1531-1533 30 aprile. Regno di Giovan Giorgio, ultimo + de' Paleologhi, nel marchesato di Monferrato 231 + 1536 3 novembre. Federico II, duca di Mantova, + riceve il possesso del Monferrato. Regno + e successori di lui 232 + Carattere di Cosimo de' Medici, duca di Firenze 233 + 1560 Cosimo I crea l'ordine di santo Stefano, + per distogliere i Fiorentini dal commercio 234 + 1562 Assassinio di due figliuoli, e morte della + moglie di Cosimo I 234 + 1564 Cosimo I cede l'amministrazione a suo + figliuolo Francesco I, ma si riserba + l'autorità suprema 234 + 1569 Pio V accorda a Cosimo I il titolo di gran + duca di Toscana, che Massimiliano II + conferma al figliuolo di lui il 2 novembre + del 1575 235 + 1574 21 aprile. Morte di Cosimo I. Successione e + indole di Francesco I 236 + 1578 Francesco I fa assassinare o avvelenare tutti + i suoi nemici in Francia e in Inghilterra 237 + 1579 Matrimonio vergognoso di Francesco I con + Bianca Capello 238 + 1587 19 ottobre. Morte di Francesco I. Indole di + Ferdinando suo successore 238 + Oligarchia Lucchese. _I signori del + Cerchiolino_ 239 + 1531-1532 Sollevazione repressa in Lucca delle + classi inferiori 241 + 1556 9 dicembre. Legge _Martiniana_, che + circoscrive l'oligarchia Lucchese 241 + Malcontento in Genova a cagione dello + stabilimento dell'aristocrazia 243 + Odio di Gian-Luigi del Fiesco contro + Giannettino Doria, nipote di Andrea 243 + 1547 2 gennajo. Cospirazione di Gian Luigi del + Fiesco, che muore appunto quando era per + riescire il suo progetto 245 + 1560 25 novembre. Andrea Doria muore, dopo essersi + crudelmente vendicato dei Fieschi 246 + 1566 I genovesi perdono l'isola di Scio, e la + Corsica si ribella 247 + 1548-1571 Due tentativi degli Spagnuoli per soggiogare + Genova 247 + 1576 17 marzo. Atto di mediazione che ristabilisce + la pace tra l'antica e nuova nobiltà di Genova 248 + 1537-1540 Guerra dei Turchi, in cui i Veneziani perdono + l'Arcipelago e il resto del Peloponeso 249 + 1570-1573 Seconda guerra de' Turchi, in cui i Veneziani + perdono l'isola di Cipro 250 + Il genio letterario muore in Italia dopo la + metà del sedicesimo secolo 251 + + CAPITOLO CXXIV. _Rivoluzione de' varj stati + d'Italia nel corso del diciassettesimo + secolo._ 1601-1700 253 + + La storia d'Italia si fa più sterile di mano + in mano che più s'avvicina ai tempi nostri 253 + Il diciassettesimo secolo è un'epoca di morte + politica e letteraria 254 + Un secolo può essere infelicissimo, anche + quando le sue disgrazie non possono essere + argomento di storia, e non lasciano di sè + niuna rimembranza 255 + Colpo portato al santo legame del matrimonio + dalla moda de' _Cicisbei_, cagione + universale di calamità in Italia 256 + Scopo politico di questa moda introdottasi + nelle corti nel diciassettesimo secolo 257 + Abitudine del lavoro, onorato nelle + repubbliche, a cui sottentra un nobile + ozio 257 + Nel diciassettesimo secolo ognuno si gloria + de' vizj che altre volte cautamente avrebbe + nascosti 259 + Aumento del lusso in detrimento del commercio 260 + Nuovi titoli che eccitano la vanità ed aguzzano + le mortificazioni 260 + Stato desolante de' padri di famiglia 262 + Le sostituzioni perpetue gli spogliavano delle + loro proprietà 263 + I privati mali di ciascun individuo + strascinavano la nazione ai piaceri de' + sensi, che le apparecchiavano nuovi patimenti 264 + Il diciassettesimo secolo presenta minori + calamità; e maggiore umiliazione del + sedicesimo 269 + Divisione del XVII secolo tra Filippo III, + dal 13 settembre 1596 al 31 marzo 1621; + Filippo IV, morto il 7 settembre 1665, e + Carlo II morto il 1 novembre 1700 270 + I principi italiani non approfittano della + decadenza della monarchia Spagnuola per + ritornare indipendenti 270 + 1621 7 novembre 1659. Lotta fra la Spagna e la + Francia. Carattere delle guerre dei due + cardinali Richelieu e Mazarino 271 + 1665-1700 Arroganza di Luigi XIV, meno sentita in + Italia che nel rimanente dell'Europa 272 + Patimenti del ducato di Milano nel XVII secolo, + senza rimarchevoli avvenimenti 274 + Silenzio della storia sulla Sardegna 275 + Onerose contribuzioni del regno di Napoli 275 + 1665-1700 Accrescimento delle gabelle, contrario ai + privilegj del regno 276 + 1647 7 luglio. Sommossa eccitata dalla gabella + de' frutti, diretta da Masaniello 277 + Fermento simultaneo di tutta l'Europa pella + libertà 277 + 1647 Il duca d'Arcos, vicerè, compromette la + nobiltà di Napoli col popolo 278 + 16 luglio. Masaniello assassinato per ordine + del duca d'Arcos 280 + 21 agosto. Avendo il duca d'Arcos rivocate + le sue promesse, ricomincia la sedizione 281 + 5 ottobre. Il duca d'Arcos fa bombardare la + città dopo la pacificazione 281 + 7 ottobre. Gli Spagnuoli, discacciati dalla + città, si ritirano nelle fortezze 282 + Il duca di Guisa, chiamato a Napoli, è + dichiarato generalissimo della repubblica 283 + Il popolo non pensò che a traslocare l'autorità + arbitraria invece di distruggerla 283 + I Napolitani ingannati dal duca di Guisa e da + Gennaro Annese 284 + 1648 6 aprile. Gennaro Annese si rimette egli + stesso a Napoli nelle mani di Filippo IV, + che lo fa poi morire 285 + 1647 20 maggio. Sommossa di Palermo contro il + marchese di Los Velez 286 + 1674 Agosto. Sommossa di Messina cagionata dalla + violazione de' suoi privilegj 287 + Ajuti mandati da Luigi XIV a Messina 288 + 1678 Agosto. I Francesi evacuano Messina + precipitosamente 290 + Misera sorte di 7000 Messinesi imbarcatisi + co' Francesi 292 + Crudeltà degli Spagnuoli che rientrano in + Messina 292 + I rifugiati di Messina espulsi dalla Francia + e ridotti alla disperazione 292 + Rivoluzioni poco importanti dello stato della + chiesa nel XVII secolo 292 + 1605 Contese di Paolo V colla repubblica di Venezia + a motivo delle immunità ecclesiastiche 292 + 1606 17 aprile. La repubblica di Venezia è + scomunicata e interdetta 292 + 1607 21 aprile. Riconciliazione tra Venezia e il + papa di cui è mediatore Enrico IV 292 + 1623 6 agosto. Elezione di Urbano VIII; sua + prodigalità verso i Barberini, suoi nipoti 292 + 1641 I Barberini cercano di togliere ai Farnesi + i ducati di Castro e Ronciglione 292 + 1644 31 maggio. Pace tra i Barberini e i Farnesi, + conchiusa dopo una guerra ridicola 295 + 1662 Dissapori di Luigi XIV con Alessandro VII a + cagione delle franchigie del suo ambasciatore 295 + 1664 12 febbrajo. Trattato di Pisa, e soddisfazione + data da Alessandro VII a Luigi XIV 296 + 1687 30 gennajo. Nuovi tentativi d'Innocenzo XI + per abolire le franchigie. Viene insultato + dal marchese di Lavardino 296 + 1687 La casa di Savoja dura fatica, nel + diciassettesimo secolo, a mantenersi in + quello stato di grandezza cui era salita + nel sedicesimo 297 + 1600-1630 26 luglio. Fine del regno di Carlo Emmanuele I: + sua ambizione 298 + 1630-1637 7 ottobre. Regno di Vittorio Amedeo; suo + attaccamento alla Francia 299 + 1638-1675 12 giugno. Reggenza di Cristina; guerre civili, + e regno di Carlo Emmanuele II 300 + 1675-1700 Principj di Vittorio Amedeo II; sua abilità e + poca buona fede 300 + 1600-1609 7 febbrajo. Fine del regno di Ferdinando I + in Toscana; fondazione di Livorno 301 + 1609-1621 28 febbrajo. Regno di Cosimo II; suo genio + pella marina 302 + 1621-1670 Regno di Ferdinando II; dolcezza, debolezza + ed apatia del governo 303 + 1670-1700 Principj di Cosimo III; diffidenza, fasto e + bigotteria di questo principe 303 + 1592-1622 Marzo. Regno di Rannuccio I a Parma; + sua tirannide 304 + 1622-1646 12 settembre. Regno di Odoardo Farnese; sua + presunzione e suo governo 306 + 1646-1694 11 dicembre. Regno di Rannuccio II, diretto + da' suoi favoriti 307 + 1597-1628 11 dicembre. Regno di Cesare d'Este in Modena 309 + 1629 24 luglio. Alfonso III, suo figliuolo, si fa + cappuccino 309 + 1629-1658 14 ottobre. Regno e guerre di Francesco I + pegli Imperiali, poi pei Francesi 309 + 1658-1662 Regno di Alfonso IV 310 + 1662-1694 6 settembre. Regno di Francesco II 310 + 1600-1627 26 dicembre. Regni e dissolutezze di quattro + Gonzaga in Mantova 311 + 1627 Successione di Carlo Gonzaga, duca di Nevers. + Suo figliuolo sposa l'erede del Monferrato 311 + 1630 18 luglio. Sacco di Mantova, assediata + dagl'Imperiali. Calamità del Monferrato 313 + 1637-1665 15 settembre. Regno di Carlo II di Gonzaga 314 + 1665-1700 Regno, viltà e scostumatezza di Ferdinando + Carlo di Gonzaga 314 + 1574-1626 Regno di Francesco Maria della Rovere, + duca d'Urbino 315 + La repubblica di Lucca non presenta in questo + secolo nessun avvenimento 315 + 1626 Due fazioni in Genova; quella delle famiglie + inscritte e che governavano, e quella delle + famiglie escluse dal governo 316 + 1628 30 marzo. Congiura di Vachero contro + l'aristocrazia di Genova 318 + 1684 18 maggio. Bombardamento di Genova per ordine + di Luigi XIV 319 + 1600-1619 Vigore della repubblica di Venezia; sua guerra + cogli Uscochi, sudditi dell'Austria 320 + 1617 Alleanza de' Veneziani cogli Olandesi; i + Veneziani si avvicinano ai protestanti 321 + 1618 Congiura del marchese di Bedmar contro Venezia 322 + 1619-1637 I Veneziani sostengono i diritti de' Grigioni + nella Valtellina 322 + 1645 25 giugno. I Turchi attaccano Candia. + Guerra di 25 anni 323 + 1669 6 settembre. Capitolazione di Candia. + Pace coi Turchi 324 + 1684-1699 Seconda guerra coi Turchi; conquista della + Morea; vittorie di Francesco Morosini e di + Konigsmark; pace di Carlowitz 325 + + CAPITOLO CXXV. _Ultime rivoluzioni degli + antichi stati d'Italia, dopo l'apertura della + guerra della successione di Spagna fino + all'epoca della rivoluzione francese._ 1701-1789 327 + + Effetti della schiavitù dell'Italia sulla + letteratura e i talenti 327 + Le quattro guerre della prima metà del XVIII + secolo rendono una specie d'indipendenza + all'Italia 328 + Ma questa indipendenza non si può mantenere + quando lo spirito di vita è distrutto 329 + 1701-1713 Guerra della successione di Spagna 330 + 1713 11 aprile. Incremento che riceve la casa di + Savoja col trattato d'Utrecht 331 + 1717-1720 Guerra della quadruplice alleanza 332 + 1720 17 febbrajo. Pace colla Spagna. Successione + eventuale di Parma e di Toscana promessa + a don Carlo 333 + 1733-1735 Guerra dell'elezione di Polonia 334 + 1738 18 novembre. Trattato di Vienna. Indipendenza + del regno delle due Sicilie 335 + 1741-1748 Guerra della successione d'Austria 336 + 1748 18 ottobre. Trattato di Aquisgrana: ducato + di Parma dato ad un Borbone 337 + La Toscana promessa al duca di Lorena 338 + Debolezza e nullità dell'Italia ad onta di + quanto la pace di Aquisgrana aveva operato + pella sua indipendenza 339 + 1675-1730 Regno di Vittorio Amedeo II di Savoja 340 + 1703 Luglio. Lascia i Borboni per unirsi all'Austria 340 + 1706 7 settembre. I Francesi sono sconfitti presso + Torino dal principe Eugenio 342 + Riunione nel Monferrato al Piemonte; l'Austria + non cede il Vigevanasco 342 + 1714-1718 Vittorio Amedeo, re di Sicilia; le sue contese + col Clero 343 + 1718 18 ottobre. Consente al contraccambio della + Sicilia colla Sardegna 344 + 1720 Agosto. Vittorio Amedeo entra in possesso + della Sardegna 345 + 1720-1730 Attività e talenti di Vittorio Amedeo nella + sua amministrazione 345 + 1730 3 settembre. Abdicazione di Vittorio Amedeo + a favore di Carlo Emmanuele III 346 + 1731 28 settembre. Vittorio Amedeo è arrestato per + ordine di suo figlio 346 + 1735 3 ottobre. Carlo Emmanuele III acquista colla + pace Novara e Tortona 347 + 1742 1 febbrajo. Trattato d'alleanza della Savoja + coll'Austria pella difesa del Milanese 348 + 1743 13 settembre. Trattato di Worms tra i suddetti. + Piacenza promessa alla Savoja 349 + Nello stesso tempo Carlo Emmanuele tratta + colla casa di Borbone 349 + 1773 20 gennajo. Morte di Carlo Emmanuele III. + Vittorio Amedeo III gli succede 350 + 1701-1748 Smembramento successivo del ducato di Milano 351 + 1765 18 agosto-1790 Migliore amministrazione della + Lombardia sotto Giuseppe II 351 + 1708 5 luglio. Morte di Ferdinando Carlo di Gonzaga. + Il ducato di Mantova confiscato e riunito + alla Lombardia Austriaca 352 + 1746 15 agosto. Morte dell'ultimo Gonzaga di + Guastalla; suoi stati riuniti a quelli + di Parma 353 + 1694-1727 26 febbrajo. Regno di Francesco Farnese a Parma + e Piacenza 354 + 1714 16 settembre. Matrimonio d'Elisabetta, nipote + di Francesco, con Filippo V di Spagna 355 + 1720 17 febbrajo. Successione di Parma assicurata + ad un figlio d'Elisabetta in forza della + quadruplice alleanza 356 + 1727-1731 20 gennajo. Regno d'Antonio, ultimo de' Farnesi, + in Parma 357 + 1731 Enrichetta d'Este, vedova d'Antonio, dice di + essere incinta e resta a Parma fino a + settembre 358 + 1732 9 settembre. Don Carlo, figliuolo primogenito + d'Elisabetta Farnese, entra in Parma 359 + 1733 Don Carlo si dichiara maggiore nell'età di + diciott'anni, e prende il comando dell'armata + Spagnuola 359 + 1734 Febbrajo. Intraprende la conquista del regno + di Napoli, sotto la direzione del duca di + Montemar 360 + I due regni di Napoli e di Sicilia conquistati + da don Carlo 360 + 1736 3 maggio. Gli Austriaci entrano in Parma ed + in Piacenza, dopo che gli Spagnuoli ne hanno + portati via tutti gli effetti preziosi dei + Farnesi 361 + 1742 Don Filippo, secondo figlio d'Elisabetta + Farnese, pretende al retaggio di Parma 362 + 1745 Settembre. Don Filippo occupa Parma poi Milano 363 + 1718 18 ottobre. I ducati di Parma, Piacenza e + Guastalla assicurati a D. Filippo 364 + 1765 18 luglio. Morte di Filippo. Don Ferdinando + gli succede 365 + 1694-1737 26 ottobre. Regno di Rinaldo d'Este a Modena + e Reggio 365 + 1718 Rinaldo compra il piccolo ducato della + Mirandola, confiscato sull'ultimo dei Pichi 366 + 1737-1780 23 febbrajo. Regno di Francesco III; parte + che prende alla guerra della successione + d'Austria, come generale de' Francesi 366 + 1780-1796 Regno d'Ercole III. Riunione de' ducati di + Massa Carrara e Modena in conseguenza del + matrimonio di questo principe con Teresa Cibo 367 + Estinzione del maggior numero delle case + sovrane d'Italia 369 + 1771 14 ottobre. Ultima figlia della casa d'Este, + maritata con Ferdinando d'Austria 369 + 1670-1723 31 ottobre. Regno in Toscana di Cosimo III + de' Medici 370 + Matrimonj sterili di tre figliuoli di Cosimo, + e di suo fratello 370 + 1723-1737 9 luglio. Regno di Giovanni Gastone, ultimo + de' Medici 372 + 1737-1765 18 agosto. Regno in Toscana di Francesco II, + duca di Lorena e imperatore 373 + 1743 18 febbrajo. Morte della principessa Palatina, + sorella dell'ultimo gran duca Medici 373 + 1765-1790 20 febbrajo. Regno di Pietro Leopoldo in Toscana 374 + 1738-1759 10 agosto. Regno di don Carlo, Carlo VII e V + nelle due Sicilie 376 + Stato misero della famiglia di don Carlo, + che passa al trono di Spagna 377 + 1759-1799 Regno di Ferdinando IV a Napoli 378 + 1700-1721 19 marzo. Regno del papa Clemente XI + (Giovanni Francesco Albani) 379 + 1721-1724 7 marzo. Regno d'Innocenzo XIII + (Michel Angelo Conti) 379 + 1724-1730 21 febbrajo. Regno di Benedetto XIII + (Vincenzo Maria Orsini) 380 + 1730-1740 6 febbrajo. Regno di Clemente XII + (Lorenzo Corsini) 381 + 1735 Gli stati della Chiesa guastati dagli + Spagnuoli e gli Austriaci 382 + 1739 Ottobre. Repubblica di san Marino sorpresa + dal cardinale Alberoni, e riunita alla + santa sede; poi riposta in libertà da + Clemente XII 383 + 1740-1758 3 maggio. Regno di Benedetto XIV + (Prospero Lambertini) 384 + 1742-1748 Lo stato della Chiesa guastato durante la + guerra della successione d'Austria 385 + 1758-1769 3 febbrajo. Regno di Clemente XIII + (Carlo Rezzonico) 386 + 1769-1774 22 settembre. Regno di Clemente XIV + (Lorenzo Ganganelli) 387 + 1773 21 luglio. Clemente XIV sopprime l'ordine + dei Gesuiti 388 + 1775-1779 29 agosto. Regno di Pio VI 388 + Lavori infruttuosi di Pio VI nelle paludi + pontine 389 + 1700-1713 La repubblica di Venezia non prende alcuna + parte alla guerra della successione di + Spagna 390 + 1715-1718 La Morca conquistata sui Veneziani da Achmet III 391 + 1718 27 giugno. Tregua di Passarowitz, che regola + i confini di Venezia coi Turchi 392 + 1700-1789 La storia della repubblica di Lucca è nulla + in questo secolo 392 + 1713 La repubblica di Genova compra dall'imperatore + il marchesato di Finale 393 + 1730-1768 Guerre de' Genovesi colla Corsica ribellata, + che poi cedono alla Francia 394 + 1746 16 giugno. Sconfitta de' Borboni a Piacenza, + che espone Genova alle vendette degli + Austriaci 395 + 6 settembre. Capitolazione di Genova al + marchese Botta, generale austriaco 396 + Gli Austriaci violano la capitolazione, e + riducono Genova alla disperazione 396 + 5 dicembre. Sommossa del popolo genovese che + discaccia gli Austriaci dalla città 397 + 10 dicembre. Gli Austriaci ripassano la + Bocchetta, e si ritirano in Lombardia 399 + 1748 18 ottobre. La repubblica di Genova compresa + nel trattato d'Aquisgrana 400 + La sommossa di Genova è il solo avvenimento + veramente istorico di questo secolo 400 + 1748 La nazione italiana, straniera ai suoi + monarchi, non prendeva nessuno interesse + alla loro politica 401 + Distruggendo le forze morali di una nazione, + si distrugge la nazione medesima 402 + L'Italia, alla guerra della rivoluzione, non + ha avuto nè la volontà nè la forza di + difendere la sua indipendenza 403 + + CAPITOLO CXXVI. _Intorno alla libertà + degl'Italiani nei tempi delle loro repubbliche._ 404 + + Paragonando l'Italia quale era nel + quindicesimo secolo all'Italia quale + diventò nel diciottesimo secolo, si + conosce la grande influenza della + sua libertà 404 + Grandezza dei templi esistenti, e miseria + dei fedeli che ora vi si raccolgono 405 + Frequenza e magnificenza delle città che + cadono in rovina 405 + Rinnovamento di un dotto metodo di + coltivazione, a quell'epoca in cui da + per tutto i paesani erano schiavi 406 + Immenso capitale impiegato nello scavamento + dei canali della Lombardia, e nell'assodamento + a foggia di terrapieni del suolo della + Toscana 407 + L'Italia è la terra dei morti; l'attuale + generazione non avrebbe potuto far nulla + di ciò ch'ella possiede 408 + La libertà che diede tanta vita all'Italia, + non era quella che oggi cerchiamo 409 + L'antica libertà era una partecipazione alla + sovranità; la moderna è una protezione della + felicità e dell'indipendenza; quella è attiva, + questa passiva 409 + Gl'Italiani chiamavano libero qualunque governo + repubblicano 410 + Nelle oligarchie le sole famiglie proprietarie + della sovranità godevano della libertà attiva; + la libertà passiva non esisteva per nessuno 411 + Il mantenimento della schiavitù presso gli + antichi, aveali impediti di ricercare nella + dignità dell'uomo l'origine della libertà 412 + L'abolizione della domestica schiavitù fece + le repubbliche italiane di molto superiori + a quelle dell'antichità. In qual modo questa + si effettuò 413 + Al tempo dell'impero romano, intere campagne + quasi deserte erano coltivate da mandre di + schiavi 414 + La maggior parte degli schiavi delle campagne + furono rapiti dai Barbari 415 + I Barbari, stabilendosi in Italia, costrinsero + gli uomini liberi a lavorare. Invenzione + della coltura a metà frutto a favor loro 416 + Danno bentosto la libertà ai loro schiavi, + perchè il lavoro del libero agricoltore rende + loro assai maggior profitto che non quello + dei servi 417 + La legge non abolisce la schiavitù, e i papi + spesso la rinnovarono; ma l'interesse + personale l'ha sempre distrutta 418 + Il fanatismo religioso ha solo conservato i + resti della schiavitù 419 + I filosofi hanno fondato le teorie moderne + della libertà sull'abolizione della schiavitù + e la conservazione della monarchia 420 + La libertà degli antichi essendo un diritto, + non si esaminava se fosse necessaria alla + felicità 421 + I moderni hanno esaminato in che modo dalla + libertà dipenda anche la felicità; perchè, + secondo loro, tutti gli uomini hanno diritto + ad uno stato di vita felice 422 + Se il governo non protegge cotesta felicità + nelle persone, nell'onore, nelle proprietà, + nei sentimenti morali di ciascun individuo, + qualunque sia l'origine di cotale governo + desso è tirannico 422 + Il governo deve proteggere ciascun individuo + contro gli altri, non contro sè medesimo; + e perciò l'azione del governo non si deve + estendere nè sui pensieri, nè sulla coscienza 423 + È un violare la libertà il perseguitare quelle + colpe, le quali non si possono castigare + senza un'inquisizione peggiore pella società + che non la colpa medesima 423 + La libertà della stampa, della pubblica difesa + delle proprie opinioni, della petizione, + sono le guarenzie politiche di questa + libertà passiva 424 + La libertà dei moderni non era guarentita + nelle repubbliche italiane 425 + La processura criminale vi era viziata dai + medesimi difetti che negli stati dispotici 425 + Divisione dei poteri esecutivi e giudiziarj + spesso non conosciuta 426 + Insufficienti precauzioni per guarentire + l'imparzialità dei giudici 427 + Istruzione secreta, tortura e supplizj atroci 428 + Sentenze pronunziate dalle _balìe_ con + rivoluzionaria autorità 429 + Gl'Italiani permettevano al governo di + giudicare le opinioni e i pensieri 429 + L'eresia, la magia, il malcontento, sottomessi + alla giurisdizione dei tribunali 430 + La persecuzione della bestemmia fu cagione + di processure vessatorie e quasi sempre + ingiuste 431 + Altri delitti di semplici parole castigati + con eccessiva severità 432 + Processi pella conservazione dei costumi + spesse volte più scandalosi dello stesso + disordine 432 + La libertà della stampa incognita alle + repubbliche italiane 434 + Il diritto di petizione similmente incognito 434 + La libertà di sostenere le proprie opinioni + nei consiglj non era neppure protetta 435 + La minorità legava la maggiorità con una + muta opposizione 436 + L'adesione della minorità spesso ottenuta + colla violenza 438 + In che cosa consistesse la libertà delle + repubbliche italiane 439 + Gl'Italiani non erano liberi come governati + ma come governanti 440 + Presso di loro ogni autorità esercitata sul + popolo emanava dal popolo 441 + Dopo un determinato tempo, l'autorità dei + mandatarj del popolo ritornava al popolo; + nessuno de' suoi mandati non era irrevocabile 442 + Eccezione; il doge di Venezia 443 + Altre eccezioni; le famiglie che s'innalzavano + alla tirannide 444 + L'esistenza di poteri irrevocabili in una + repubblica implica contraddizione 445 + Ogni depositario dell'autorità pubblica era + risponsabile verso il popolo 446 + Nelle repubbliche, la risponsabilità non + viene esercitata sui magistrati che quando + escono di carica 447 + Questo inconveniente è nullo, quando le cariche + durano breve tempo 447 + _Divieto_, riposo cui erano tenuti i + magistrati che uscivano di carica 448 + _Sindicato_, inquisizione giuridica e + necessaria sulla amministrazione di alcuni + magistrati allo spirare delle loro funzioni 448 + Superiorità delle costituzioni delle + repubbliche italiane su quelle delle altre + repubbliche antiche 449 + La risponsabilità assicurata colla simultanea + amovibilità di tutti i consiglj 450 + La prosperità nazionale era dipendente dalla + risponsabilità dei magistrati, dalla dignità + dei cittadini e dall'emulazione di tutte + le classi 451 + Il timore della risponsabilità pone freno al + potere giudiziario 452 + I magistrati temevano coloro che sarebbero + per succeder loro negl'impieghi 453 + Quegli che avea fatto la legge ritornava ad + essere semplice cittadino, e un altro era + incaricato di farla eseguire 454 + La libertà italiana assai più contribuiva + alla virtù che alla felicità dei cittadini 455 + Emulazione generale eccitata nel popolo + dall'aspettazione degl'impieghi 455 + È giusto di avere in considerazione il + divertimento di una nazione, poich'esso + fa parte della sua felicità; desso era + costante e nobile 456 + Perfezionamento dell'uomo; scopo principale + del governo 457 + Insaziabile avidità d'imparare, che allora + caratterizzava i Fiorentini 458 + Censura esercitata dalla pubblica opinione + sulla condotta di ciascuno 459 + La libertà e la filosofia degli antichi + avevano per iscopo la virtù; la libertà + e la filosofia de' moderni ha per iscopo + la felicità 460 + È dovere del legislatore di conciliare le + due libertà, e sostenere l'una coll'altra 461 + + CAPITOLO CXXVII. _Quali sono le cause + che mutarono il carattere degl'Italiani dopo + essere state ridotte in servitù le loro repubbliche._ 463 + + Egli è un errore comune lo attribuire + agl'Italiani di una volta il carattere + degl'Italiani d'oggi 463 + I vizj delle pubbliche instituzioni d'Italia + fanno l'apologia degl'Italiani 464 + La religione, l'educazione, la legislazione, + e il punto d'onore hanno, ciascuna per la + sua parte, contribuito ad alterare il + carattere nazionale 465 + La religione, fra tutte le forze morali, è + quella che può operare il maggior bene e + il maggior male 465 + La religione cattolica non ha la medesima + influenza nel mezzogiorno come nel nord, + nè ugualmente dopo come prima del concilio + tridentino 466 + Rivoluzione che comincia nello spirito della + Chiesa col pontificato di Paolo IV 467 + Spaventati dalla riforma, i papi abbandonano + la causa dei popoli per quella dei re 468 + La riformazione ha corretti i costumi e + riscaldato lo zelo, ma anche aumentato il + potere del clero cattolico 469 + La Chiesa, coll'impadronirsi della morale, + ha sostituito lo studio dei casisti a quello + della nostra propria coscienza 470 + I casisti hanno fatta la morale estranea al + cuore ed alla ragione 471 + Il salutare orrore che debbe inspirare il + delitto fu considerevolmente diminuito + da una erronea classificazione dei peccati 471 + La dottrina della penitenza e dell'assoluzione + riduce il dovere costante della vita di ogni + buon cristiano ad un conto da regolarsi + all'articolo di morte 472 + In Italia il castigo dei condannati li fa + sempre parere martirj agli occhi del popolo 474 + Il concilio tridentino corregge, ma non + distrugge il traffico delle indulgenze 474 + Le indulgenze gratuite non sono meno fatali + alla morale 475 + Il caso e non la virtù decise della sorte + eterna dell'anima del moribondo, secondo + che egli potè o no confessarsi ed essere + assolto 476 + I comandamenti della Chiesa furono posti + invece di quelli di Dio e della coscienza 477 + Quanto più l'uomo divoto è regolare nelle sue + pratiche di pietà, tanto più si crede + dispensato dall'esercitare la virtù 478 + L'interesse sacerdotale ha corrotto tutte le + virtù ch'egli ha sottomesse alla legislazione + dei casisti 478 + Lo studio filosofico della morale è severamente + interdetto 478 + La religione ha insegnato in Italia ad + ingannare la propria coscienza, e non ad + ubbidirle 479 + EDUCAZIONE: sua influenza intimamente + legata a quella della religione 481 + Al sedicesimo secolo, l'educazione viene + tolta ai filologhi indipendenti, ed è + confidata ai monaci 482 + Emulazione e attività dello spirito dei + primi; servile docilità dei secondi 483 + I frati escludono dalle scuole ogni contenzione + di spirito 484 + Lo studio dell'antichità è continuato nelle + scuole, ma separato da ogni sentimento e da + ogni riflessione 485 + Tra le mani dei frati lo studio dell'antichità + diventa una scienza di fatti e d'autorità 486 + Inerzia assoluta dello spirito; risultato di + questa educazione 487 + Le tautologie dell'orazioni sono un esercizio + di distrazione se non lo sono d'ipocrisia 488 + La memoria sola chiamata alle lezioni, + s'incarica con ripugnanza della soma + impostale 488 + L'ubbidienza e la disciplina monastica + impediscono lo scolaro fin nelle sue + ricreazioni 489 + Disgrazia di una nazione educata a questo modo 490 + LEGISLAZIONE: essa è tutta quanta + basata, come la religione e l'educazione, + sopra un'ubbidienza cieca ed implicita 492 + Il potere dei principi è assoluto; le leggi, + la giustizia, i privilegj gli sono sottomessi 493 + La legge emana dalla volontà del principe + senza discussione, nè deliberazione pubblica 494 + L'istruzione pubblica dei processi è grande + scuola di morale pel popolo 496 + In Italia, ove dessa instruzione è secreta, + rende odiosa la giustizia 496 + In Italia tutti i ministri della giustizia + sono dichiarati infami 497 + Il loro capo, quantunque infame siccome loro, + ha in mano tutta l'autorità d'un magistrato 497 + Tutto il pubblico è legato col malfattore + contro la giustizia 498 + Il giudizio delle cause lasciato ad un giudice + solo; il che libera i magistrati dal più + salutare freno, quale quello di far palesi + tutti i loro motivi 499 + Frequenza dei processi economici, nei quali + il prevenuto non conosce l'accusa, e non è + ammesso a difendersi 500 + La cattiva giustizia d'Italia suggerisce ad + ognuno abitudini di dissimulazione, di + adulazione e di bassezza 501 + Abitudini di ferocia inspirate al popolo + dallo spettacolo della tortura 503 + Influenza morale della legislazione civile, + che si estende su tutti i cittadini 504 + L'ordine di successione fu cangiato alla + caduta della libertà, coll'instituzione + delle sostituzioni perpetue e dei favori + accordati alle primogeniture 504 + La madre e i fratelli fatti dipendenti dei + figliuoli maggiori, il che sovverte tutti + i sentimenti di natura 506 + I figliuoli minori condannati all'ozio e + alla bassezza, perchè ridotti alla sola + pensione alimentaria 506 + Il ricorso alla grazia nelle cause civili + guasta ogni nazionale abitudine di giustizia 507 + Infinita moltiplicazione dei processi, che + toglie qualunque vergogna al carattere di + litigioso 508 + IL PUNTO D'ONORE; complemento delle + instituzioni nazionali 510 + Il punto d'onore confondendosi nelle + repubbliche coll'opinione pubblica, vi si + fa appena rimarcare 510 + I Castigliani ricevettero dagli Arabi e + portarono in Italia un punto d'onore di + un carattere diverso 511 + Tre principj fondamentali del punto d'onore + arabo e castigliano 512 + 1.º Delicatezza esagerata sul punto della + castità delle donne, la quale toglie loro + quell'onesta libertà di cui avevano goduto + nelle repubbliche 512 + Induce a porre in non cale la morale + educazione, che sola può dare alle donne + armi da difendersi 513 + Cotale punto d'onore abbandonato alla fine + del XVII secolo, senza sostituirglisi niuna + altra guarenzia della virtù delle donne 514 + Lo sposo è costretto di distruggere + l'educazione monastica di sua moglie 514 + Lo sregolamento delle donne italiane è opera + delle instituzioni sociali 515 + 2.º Delicatezza esagerata sul punto del + valore negli uomini. Le repubbliche italiane + erano state viziate dall'opposto difetto 515 + Le guerre del sedicesimo secolo richiamano + gl'Italiani a pigliare le armi, e destano + nel loro cuore il punto d'onore castigliano 516 + Decadimento della milizia italiana nel XVII + secolo; la nobiltà ricade nella mollezza + e nel riposo 517 + Nel XVIII secolo gl'Italiani confessano + senza arrossire il loro difetto di coraggio 518 + 3.º Necessità imposta all'uomo d'onore di + vendicare l'offesa ricevuta 518 + Le nazioni del nord si battono per difendere + il loro onore, non per vendicarsi 519 + I Mori, i Castigliani e poi gl'Italiani + vollero mostrare, non già valore, ma forza + d'animo e odio implacabile 520 + Il veleno e il ferro adoperati per soddisfare + l'onore oltraggiato 521 + Questo barbaro punto d'onore è abbandonato + ne' presenti tempi, ma ha lasciato una + fatale indulgenza pella perfidia 522 + Indulgenza che meritano i vizj degl'Italiani, + perchè sono opera de' loro padroni 523 + Virtù ingenite che sono rimaste agl'Italiani 524 + Gl'Italiani non hanno perduto il seme delle + grandi cose 525 + +FINE DELLA TAVOLA. + + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le +grafie alternative (Sabbionetta/Sabionetta, pressocchè/pressochè e +simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Storia delle repubbliche italiane dei +secoli di mezzo, v. 16 (of 16), by J. C. L. Simondo Sismondi + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 44365 *** |
