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- Democrazia futurista
-
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost
-no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it
-under the terms of the Project Gutenberg License included with this
-eBook or online at http://www.gutenberg.org/license.
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-
-
-Title: Democrazia futurista
-
-Author: Filippo Tommaso Marinetti
-
-Release Date: October 23, 2012 [EBook #41157]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: ISO-8859-1
-
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-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DEMOCRAZIA FUTURISTA ***
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-
-Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara Magni, and the
-Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net.
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-
- DEMOCRAZIA FUTURISTA
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-
- 434 -- IV-1919 -- Cooperativa Grafica degli Operai.
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- F. T. MARINETTI
-
- DEMOCRAZIA
-
- FUTURISTA
-
- DINAMISMO POLITICO
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- 1919
-
- FACCHI, EDITORE -- MILANO
-
- 18, VIA DURINI
-
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- _Dedico questa prima opera di politica futurista ai_ _*Fasci
- politici futuristi*_ _di MILANO, ROMA, FIRENZE, FERRARA,
- TARANTO, PERUGIA, ecc. e all_'_*Associazione degli Arditi*_.
-
- _F. T. M._
-
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- INDICE
-
-
- 1. Un movimento artistico crea un Partito Politico.
- 2. La servaccia e i quadri degli antenati.
- 3. Ideologie sfasciate dalla conflagrazione.
- 4. Vecchie idee a braccetto da separare.
- 5. Crollo di filosofi e storici, sibille a rovescio.
- 6. Idee-muri da sfondare.
- 7. Contro il matrimonio.
- 8. Orgoglio italiano rivoluzionario e libero amore.
- 9. La Democrazia futurista.
- 10. Contro il Papato e la mentalità cattolica, serbatoi di ogni
- passatismo.
- 11. Patriottismo futurista.
- 12. Pacifismo e Società delle Nazioni carabiniera.
- 13. Contro l'immonda anzianità, la burocrazia, per il decentramento.
- 14. Il proletariato dei geniali.
- 15. Governo tecnico senza parlamento, senza senato e con un
- Eccitatorio.
- 16. Contro il diritto di successione.
- 17. Sintesi della concezione marxista.
- 18. L'Azionariato sociale.
- 19. Sintesi della concezione di Mazzini sulla proprietà e la sua
- trasformazione.
- 20. La riforma fondiaria di Henry George.
- 21. Denaro ai combattenti!
- 22. Abolizione della coscrizione, esercito volontario, scuole di
- forza, coraggio e patriottismo; corsi di strategia e d'armi.
- 23. Il cittadino eroico, l'abolizione delle polizie e le scuole di
- coraggio.
- 24. Morale del pericolo: la libertà elastica senza carceri e
- carabinieri.
- 25. Eroismo dinamico e antigloria.
- 26. Gli Arditi, avanguardia della Nazione.
-
-
-
-
- 1.
-
-
- Un movimento artistico crea un Partito Politico.
-
-
-Il nostro Partito Politico Futurista è nato naturalmente dalla grande
-corrente spirituale del movimento artistico futurista.
-
-Unico nella storia il nostro Partito è stato concepito, voluto e attuato
-da un gruppo di artisti poeti, pittori, musicisti, ecc.: che, carichi di
-genio e di coraggio ormai provati, dopo avere svecchiato brutalmente e
-modernizzato l'arte italiana sono giunti logicamente ad una concezione
-di politica assolutamente sgombra di retorica, violentemente italiana e
-violentemente rivoluzionaria, libera, dinamica e armata di metodi
-assolutamente pratici.
-
-Poichè un passato illustre schiacciava l'Italia e un _avvenire
-infinitamente glorioso_ ribolliva nel suo seno, appunto in Italia, sotto
-il nostro cielo troppo voluttuoso, l'energia futurista doveva nascere,
-dieci anni fa, organizzarsi, canalizzarsi, trovare in noi i suoi motori,
-i suoi apparecchi di illuminazione e di propagazione. L'Italia, più di
-qualunque altro paese, aveva un bisogno urgente di futurismo, poichè
-moriva di passatismo. L'ammalato inventò il proprio rimedio. _Noi siamo
-i suoi medici occasionali._ Il rimedio vale per gli ammalati di ogni
-paese.
-
-Il nostro programma immediato era di combattimento accanito contro il
-passatismo italiano sotto le sue forme più ripugnanti: archeologia,
-accademismo, senilismo, quietismo, vigliaccheria, pacifismo, pessimismo,
-nostalgia, sentimentalismo, ossessione erotica, industria del
-forestiero, ecc. Il nostro movimento ultra-violento, anticlericale,
-antisozzalista e antitradizionale si fondava sul vigore inesauribile del
-sangue italiano e lottava contro il culto degli avi che, ben lungi dal
-cementare la razza, l'anemizza e l'imputridisce.
-
-Il futurismo, nel suo programma totale, era un'atmosfera d'avanguardia;
-la parola d'ordine di tutti gl'innovatori o franchi-tiratori
-intellettuali del mondo; l'amore del nuovo; l'arte appassionata della
-velocità; la denigrazione sistematica dell'antico, del vecchio, del
-lento, dell'erudito e del professorale; un nuovo modo di vedere il
-mondo; una nuova ragione di amare la vita; una entusiastica
-glorificazione delle scoperte scientifiche e del meccanismo moderno; una
-bandiera di gioventù, di forza, di originalità ad ogni costo; un
-colletto d'acciaio contro l'abitudine dei torcicolli nostalgici; una
-mitragliatrice inesauribile puntata contro l'esercito dei morti, dei
-podagrosi e degli opportunisti, che volevamo esautorare e sottomettere
-ai giovani audaci e creatori; una cartuccia di dinamite per tutte le
-rovine venerate.
-
-La parola futurismo conteneva la più vasta formula di rinnovamento;
-quella che, essendo a un tempo igienica ed eccitante, semplifica i
-dubbî, distrugge gli scetticismi e raduna gli sforzi in una formidabile
-esaltazione. Tutti i novatori s'incontrarono sotto la bandiera del
-futurismo, perchè il futurismo proclamava la necessità di andar sempre
-avanti, e perchè proponeva la distruzione di tutti i ponti offerti alla
-vigliaccheria. Il futurismo era l'ottimismo artificiale opposto a tutti
-i pessimismi cronici, il dinamismo continuo, il divenire perpetuo e la
-volontà instancabile. Il futurismo non era dunque sottoposto alle leggi
-della moda nè al logorìo del tempo, non era una _chiesuola_ nè una
-_scuola_, ma piuttosto un grande movimento solidale di eroismi
-intellettuali, nel quale l'orgoglio individuale è nulla, mentre la
-volontà di rinnovare è tutto.
-
-Il futurismo italiano, profeta della nostra guerra, seminatore e
-allenatore di coraggio e d'orgoglio italiano, ha aperto undici anni fa
-il suo primo comizio artistico col grido: _W. Asinari di Bernezzo!
-Abbasso l'Austria!_
-
-I futuristi organizzarono _Le due prime dimostrazioni_ contro l'Austria
-nel Settembre 1914 a Milano in piena neutralità, bruciarono in piazza
-otto bandiere austriache e furono incarcerati a S. Vittore.
-
-Vollero la guerra, lottarono per la guerra e fecero la guerra.
-
-
- FUTURISTI
-
- _Morti in prima linea._
-
-_Cantucci_ (medaglia d'argento).
-_Stojanovich._
-_Sant'Elia_ (medaglia d'argento).
-_Carlo Erba._
-_Athos Casarini._
-_Luca Labozzetta._
-_Luigi Peron-Cabus._
-_Visone._
-_Occhinegro._
-_Angelo Della Santa._
-_Annunzio Cervi_ (medaglia d'argento).
-_Ugo Tommei._
-
- _Feriti in prima linea._
-
-_Guizzi Doro._
-_Nino Zuccarello._
-_F. T. Marinetti._
-_Nino Formoso._
-_Jamar_14.
-_Bolongaro_ (medaglia di bronzo).
-_Racchella_ (5 ferite -- mutilato -- medaglia di bronzo).
-_Raffaele Merola_ (mutilato).
-_Berr_ (4 ferite -- 2 medaglie d'argento).
-_Piero Bolzon._
-_Gennari_ (mutilato -- 3 medaglie d'argento).
-_Soffici_ (medaglia di bronzo).
-_Russolo_ (mutilato -- medaglia d'argento).
-_Vann'Anto'._
-_Dessy._
-_Olao Gaggioli_ (4 medaglie).
-_Steiner_ (mutilato).
-_Mario Carli._
-_Marcello Manni._
-_Ugo Piatti._
-_Ottone Rosai_ (medaglia d'argento).
-_Enrico Rocca._
-_Cerati._
-_Astarita_ (medaglia d'argento).
-_Morpurgo._
-_Catapano_ (medaglia di bronzo).
-_Paolo Rubio._
-_Businelli_ (medaglia d'argento).
-_Raffaello Franchi._
-_P. P. Carbonelli._
-_Urrico Foa._
-_Berto Ronchis_ (mutilato -- 3 medaglie).
-_Romano Imegli_ (2 medaglie).
-_Renato Beccati_ (2 medaglie).
-_Renato Zamboni_ (mutilato).
-_Giorgio Forlai._
-_Giovanni Brunetti._
-_Nino Scotto_ (4 ferite).
-_Corrado Giusti._
-_G. Benasciuti._
-_Arturo Breviglieri._
-
- _Morto sotto le armi._
-
-_Umberto Boccioni_.
-
-
-Convinti di avere col genio profetico, il coraggio, il sangue e la
-tenacia collaborato ampiamente alla formidabile vittoria italiana, i
-futuristi italiani sentono oggi la necessità di partecipare direttamente
-alla direzione politica dell'Italia, lanciando in avanti un sogno
-rinnovatore infinitamente più audace e un programma di libertà
-infinitamente più rivoluzionario.
-
-Il _Corriere della Sera_ diceva nell'aprile 1917: «Purchè l'Italia non
-sia, come a volte pare, un organismo sociale _sui generis_, nè
-aristocrazia nè democrazia, ma gerontocrazia, una gelosa repubblica
-senile ove -- salvo strabilianti eccezioni -- è preclusa la strada a chi
-non sia tanto stagionato e infiacchito da non dare ombra a nessuno».
-
-Sì: è così. È assolutamente così, ed è contro questa Italia schifosa --
-sostenuta in realtà dal _Corriere_ stesso -- che noi combattiamo da
-dieci anni.
-
-Il manifesto del Partito Politico Futurista Italiano, pubblicato e
-lanciato l'11 febbraio 1918, dichiara:
-
-«Bisogna portare la nostra guerra alla sua vittoria totale, cioè allo
-smembramento dell'impero austro-ungarico, e alla sicurezza dei nostri
-naturali confini di terra e di mare, senza di che non potremmo avere le
-mani libere per sgombrare, pulire, rinnovare e ingigantire l'Italia».
-
-La nostra profezia, come altre nostre, si è pienamente realizzata. Il
-nostro ottimismo futurista molte volte deriso, combattuto da quasi
-tutti, ha avuto pienamente ragione.
-
-Abbiamo le mani libere. Incominciamo dunque senza ritardo a sgombrare,
-pulire, rinnovare e ingigantire l'Italia, liberandola dal peso del
-passato e dello straniero.
-
-Il Partito Futurista vuole una Italia libera, forte, non più sottomessa
-al suo grande Passato, al forestiero troppo amato e ai preti troppo
-tollerati: una Italia fuori tutela, assolutamente padrona di tutte le
-sue energie e tesa verso il suo grande avvenire.
-
-Il Partito Politico Futurista sarà nettamente distinto dal movimento
-artistico futurista. Questo continuerà nella sua opera di svecchiamento
-e rafforzamento del genio creativo italiano. Il movimento artistico
-futurista, avanguardia della sensibilità artistica italiana, è
-necessariamente sempre in anticipo sulla lenta sensibilità del popolo.
-Rimane perciò una avanguardia spesso incompresa e spesso osteggiata
-dalla maggioranza che non può intendere le sue scoperte stupefacenti, la
-brutalità delle sue espressioni polemiche e gli slanci temerari delle
-sue intuizioni.
-
-Il Partito Politico Futurista invece intuisce i bisogni presenti e
-interpreta esattamente la coscienza di tutta la razza nel suo igienico
-slancio rivoluzionario. Potranno aderire al Partito Politico Futurista
-tutti gli italiani, uomini e donne d'ogni classe e d'ogni età, anche se
-negati a qualsiasi concetto artistico e letterario.
-
-Le ostilità suscitate dal Futurismo artistico non devono turbare i nuovi
-aderenti al Partito Politico Futurista.
-
-Le opere artistiche del movimento futurista possono apparire ai loro
-occhi troppo programmatiche e violente, troppo cariche di voluto e di
-teorico.
-
-Ciò è naturale.
-
-Le faccie di coloro che scavano un _tunnel_ sono contratte dallo sforzo
-violento e tenace.
-
-Le faccie di coloro che entrano in un _tunnel_ sdraiati in un treno di
-lusso veloce sono calme, allentate, appagate, soddisfatte e senza
-contrazioni.
-
-Il nostro Partito Politico vuole creare una libera democrazia futurista
-che disprezzando le utopie pacifiste al latte-e-miele tragga la sua
-potenza di sviluppo dal valore tipico energetico di tutto il popolo
-italiano.
-
-Questa italianità provata e glorificata nelle vittorie sanguinose dal
-più umile fante, deve trasformarsi domani, nel più umile fante (operaio
-o contadino) in un saldo orgoglio di sentirsi italiano.
-
-Tutte le audacie, tutti i progressi e tutte le libertà in questa grande
-luce che si chiama Italia.
-
-L'Italia unico sovrano.
-
-Tutto, tutto per la libertà il benessere il miglioramento fisico e
-intellettuale la forza il progresso la grandezza e l'orgoglio italiano
-del più umile e più piccolo italiano.
-
-Essere italiano è oggi un titolo di nobiltà altissimo, un grande
-diritto, un valore incalcolabile.
-
-Noi Futuristi esigiamo dunque da ogni italiano un nuovo sforzo eroico
-perchè superando tutte le debolezze della razza calpestando e uccidendo
-ogni viltà e ogni abitudine del cervello del cuore e dei nervi tronchi
-brutalmente con tutto il suo passato e appaia finalmente virilissimo,
-_nuovissimo_, _italianissimo_.
-
-Il Partito Politico Futurista si dichiara dunque nettamente
-antimonarchico, ma non contentandosi del rancido e floscio ideale
-repubblicano vuole giungere ad un governo tecnico di 30 o 40 giovani
-direttori competenti senza parlamento, eleggibili da tutto il popolo
-mediante sindacati.
-
-Il Partito Politico Futurista avendo per obbiettivo la _massima_
-libertà, il _massimo_ benessere e la _massima_ potenza di produzione di
-tutti gli italiani, tutti portati al loro massimo valore, vuole
-l'abolizione graduale del matrimonio mediante il divorzio facilissimo,
-il voto alle donne e la loro partecipazione all'attività nazionale.
-Inoltre abolire l'attuale sistema di Polizie e di Questure riducendo al
-minimo l'attuale complicata inefficace difesa del cittadino che deve --
-_anzitutto_ -- difendersi da sè.
-
-Il Partito Politico Futurista vuole inoltre con un anticlericalismo
-intransigentissimo liberare l'Italia dalle chiese, dai preti, dai frati,
-dalle monache, dai ceri e dalle campane.
-
-Il Partito Futurista ha come unica religione l'Italia di domani, non
-ammette mezzi termini, esige senz'altro l'espulsione del Papato.
-
-Il manifesto del Partito Politico Futurista dichiarava nel febbraio
-1918:
-
-«Mantenere l'esercito e la marina in efficienza fino allo smembramento
-dell'Impero austro-ungarico. Poi, diminuire gli effettivi al minimo,
-preparando invece numerosissimi quadri di ufficiali con rapide
-istruzioni. Esempio: duecentomila uomini con sessantamila ufficiali, la
-cui istruzione può essere suddivisa in quattro corsi trimestrali ogni
-anno. Educazione militare e sportiva nelle scuole. Preparazione di una
-completa mobilitazione industriale (armi e munizioni) da realizzarsi in
-caso di guerra contemporaneamente alla mobilitazione militare. Tutti
-pronti, con la minore spesa, per una eventuale guerra o una eventuale
-rivoluzione».
-
-Poichè lo smembramento dell'Impero austro-ungarico è un fatto compiuto,
-noi crediamo di superare questa concezione propugnando senz'altro
-l'abolizione della coscrizione, la creazione di un piccolo esercito
-volontario che organizzerà le nostre colonie e sarà il punto di partenza
-di una eventuale improvvisazione di grande esercito in caso di guerra.
-
-
-
-
- 2.
-
-
- La servaccia e i quadri degli antenati.
-
-
-La vita italiana si riduce a una convivenza cretina di quadri d'antenati
-e di una lurida servaccia.
-
-Sotto i quadri d'_antenati_ senza autorità e senza prestigio che
-spandono intorno in una penombra tediosa pessimismo, pedantismo,
-austerità professorale, verbalismo patriottico e polvere di Roma antica,
-s'aggira sporca taccagna provinciale brindellona la servaccia che fa
-tutto male, tiene malissimo la casa, non vuole migliorare nulla, perde
-le giornate a verificare le spese di cucina, ha sempre paura di spendere
-e di rovinarsi ed è tronfia perchè sa fare una minestra non troppo
-salata che costa poco.
-
-I quadri d'antenati sussurrano: «ricordate le legioni romane, l'urbe....
-I padri conversanti lunghesso il Fiume Sacro....».
-
-La servaccia spiega freneticamente come mediante le sue chiacchiere coi
-fornitori e la sua pertinacia turbolenta sa conservare il prestigio del
-padrone di casa, si tiene in buoni rapporti col dottore, ecc.
-
-Vanta il suo eroico libero pensiero perchè fa le corna dietro le spalle
-ai preti.
-
-Va però in chiesa, è amica del delegato e sa veramente strangolare una
-_spaventosa_ economia.
-
-La servaccia e i quadri d'antenati si rivoltano ferocemente all'idea di
-cambiar casa.
-
-Sono d'accordo anche sulla conservazione della polvere, dei tarli, dei
-topi, della muffa, dei prefetti, ecc.
-
-I quadri d'antenati si chiamano Boselli e Salandra, la servaccia si
-chiama Giolitti o Bissolati.
-
-
-
-
- 3.
-
-
- Ideologie sfasciate dalla conflagrazione.
-
-
-1º La conflagrazione ha prodotto lo sfasciamento del concetto religioso
-della Provvidenza e dell'intervento divino negli avvenimenti terrestri.
-
-2º La conflagrazione ha prodotto lo sfasciamento delle logiche e dei
-sistemi filosofici quadrati e chiusi. Un sintomo: il suicidio tentato
-dal filosofo Ardigò.
-
-3º La conflagrazione ha prodotto la glorificazione della forza brutale e
-del diritto compenetrati.
-
-La conflagrazione cominciò con una aggressione della Forza Bruta al
-Diritto. Il Diritto, invenzione audace del cervello umano come l'Amore
-Puro Eterno Unico è un freno ideale creato per contenere nei limiti le
-forze brutali. Il Diritto però esagerò le sue pretese esagerando in
-quietismo, pietismo, pacifismo internazionalista, rammollimento
-fisiologico, ipertrofia del cervello a scapito della muscolatura. Il
-Diritto così gradualmente minacciava di evirare sviare e ammosciare
-l'umanità.
-
-Gli Imperi Centrali furono evidentemente scelti dal _grande Equilibrio
-Universale_ delle forze per ristabilire i diritti della forza brutale
-contro gli eccessi del Diritto.
-
-Scoppiò la lotta fra il Diritto, gran freno spirituale, e la Forza che
-ha per ragione d'essere la sua stessa sfrenatezza.
-
-Se gli Imperi Centrali avessero avuto oltre alla forza il genio elastico
-improvvisatore avrebbero vinto e soppresso le razze avvelenate di
-pacifismo, che credevano di potersi difendere con l'unica arma del
-Diritto.
-
-Gli Imperi Centrali avevano invece come zavorra pericolosa il
-preparazionismo pedantesco professorale, aprioristico della loro razza,
-che tolse loro ogni divinazione, ogni agilità improvvisatrice.
-
-L'Intesa, formata di razze malate di pacifismo e padrone assolute del
-Diritto, fu più volte colpita e quasi atterrata imparando così a proprie
-spese a valutare la forza brutale e la necessità della violenza e
-imparando inoltre a svalutare un poco la fragile benchè esistente
-divinità del Diritto.
-
-L'Intesa vinse gli Imperi Centrali poichè seppe -- combattendo --
-imparare da loro quel poco che potevano insegnare. Dall'Intesa
-vittoriosa nasce una concezione di nuova umanità veramente futurista,
-fatta di violenza rivoluzionaria, elastica, improvvisatrice, eroica di
-spirito, muscoli, ferro.
-
-Gli Imperi Centrali servirono unicamente a dare con la loro aggressione
-una lezione di forza brutale al Diritto. Il Diritto esce dalla lotta
-agilissimo ma inguainato di duttile acciaio.
-
-Non dimentichiamo il favoritismo esplicito e palese che le forze
-misteriose dimostrarono nel dosare sui campi di battaglia le
-temperature, le intemperie invernali alle offensive germaniche. Uragani,
-pioggie, nevi, collaborarono fino all'ultima fase con Hindenburg e
-Ludendorff.
-
-Le forze misteriose dirigevano così la guerra, formidabile coito che
-tendeva a mescolare e ad equilibrare la Forza e il Diritto,
-compenetrandoli in un corpo a corpo sanguinario.
-
-La Forza doveva sverginare il Diritto, fecondarlo di nuova forza e
-morire perchè nascesse un Diritto più forte.
-
-4º La conflagrazione ha prodotto coi suoi contraccolpi lo sfasciamento
-dell'Amor Puro. L'amor puro con tutti i suoi corollarî di fedeltà e di
-costrizioni matrimoniali è l'esagerazione e degenerazione dell'amore
-fisico: coito naturale. Così il Pacifismo pietista è l'esagerazione e la
-degenerazione del Diritto.
-
-La conflagrazione costrinse l'umanità a delle forme d'amore libero,
-fugace, senza domani.
-
-Abbiamo avuto la fusione delle razze più lontane che si rinforzavano
-così fisiologicamente.
-
-Molti maschi diversi di razze diversissime venuti da tutte le parti del
-mondo per unirsi in coiti imprevisti e veloci con una sola donna.
-Sfasciamento del matrimonio tradizionale, dispersione della famiglia,
-amore libero e rapido. Sfasciamento delle tradizioni e delle abitudini
-sentimentali. Bonifica brutale del cuore-pantano dove si ferma la
-carne-istinto.
-
-La conflagrazione, sintesi di patriottismo accanito, di militarismo, di
-garibaldinismo improvvisatore, di forza rivoluzionaria, d'imperialismo e
-di spirito democratico, ha sconfessato tutti i partiti politici,
-ridicolizzato tutti i calcoli diplomatici, frantumato tutti i quietismi,
-sgretolato o spaccato tutti i passatismi, e rinnovato il mondo.
-
-La conflagrazione ha liberato igienicamente il mondo da tutti i
-mediovalismi (Czarismo, Kaiserismo, ecc.).
-
-La conflagrazione ha dimostrato il fallimento inevitabile del concetto
-di preparazione metodica di quadratura pesante e di cultura.
-
-La conflagrazione ha dimostrato il trionfo del concetto
-d'improvvisazione elastica intensiva. La preparazione stanca e irrita la
-Fortuna. L'improvvisazione attira e seduce la Fortuna.
-
-La conflagrazione ha sviluppato tutte le scienze e tutti gli sports,
-velocizzato e centuplicato le comunicazioni terrestri, marine ed aeree.
-
-La conflagrazione ha sventrato a cannonate i cimiteri; dissodato e arato
-a cannonate le solitudini romantiche; decapitato a cannonate le
-montagne; sconvolto, sfasciato e vivificato a cannonate le città morte;
-scavalcato e rovesciato monumenti e cattedrali; condannato alla fame le
-città passatiste che persistono a vivere sfruttando il loro passato e
-svalutato e spaventato per sempre la pericolosa e umiliante industria
-del forestiero.
-
-La conflagrazione ha massacrato il «buon gusto», le delicatezze
-effemminate, i bizantinismi psicologici, i decadentismi e gli estetismi
-(Baudelaire, Mallarmé, Oscar Wilde, D'Annunzio) le estasi mistiche, le
-nostalgie e tutti i sentimentalismi delle rovine.
-
-La conflagrazione ha snobilitato, svalutato e ridotto l'amore alle sue
-proporzioni naturali. Tutti i soldati al fronte sapevano di essere, più
-o meno, traditi dalle loro donne ma se ne infischiavano.
-
-La conflagrazione ha denigrato e preso a calci, col suo vasto massacro a
-ripetizione, il patriottismo commemorativo che morrà soffocato -- lo
-speriamo -- sotto la valanga degli eroi da commemorare.
-
-La conflagrazione ha inspirato ai nostri grandi generali dei proclami
-duri, veloci, incisivi, balzanti, essenziali, che sono quasi _parole in
-libertà_ di guerra.
-
-La conflagrazione ebbe per oppositori accaniti tutti i nemici del
-futurismo: conservatori, quietisti, tradizionalisti, clericali, uomini
-d'ordine, eruditi, archeologhi, critici, professori e avvocati (tipo
-Barzellotti, Benedetto Croce, Enrico Ferri, Claudio Treves).
-
-La conflagrazione ha spento a cannonate le lampade dei filosofi e fatto
-tremare l'impiantito sotto i podagrosi piedi pensanti dei sedentarî che
-volevano sgovernare l'Italia dal fondo delle biblioteche e dei musei.
-
-La conflagrazione è la nostra prima giovanissima parolibera futurista.
-
-Tutti i partiti politici: conservatori, clericali, democratici,
-nazionalisti tradizionali, socialisti interventisti, anarchici e
-socialisti ufficiali si sono trovati a disagio in questa conflagrazione
-milita-rivoluzionaria.
-
-Noi soli futuristi fummo veramente a posto nella conflagrazione: la
-prevedemmo, la comprendemmo e ricevemmo le sue confidenze segrete...
-
-La conflagrazione era già tutta contenuta nel 1º Manifesto del futurismo
-(pubblicato nel «Figaro» di Parigi il 20 febbraio 1909) che sembrò
-contradittorio e pazzesco, mentre era semplicemente profetico.
-
-
-
-
- 4.
-
-
- Vecchie idee a braccetto da separare.
-
-
-La politica prima di noi ha vissuto sempre di luoghi comuni o meglio
-ancora di idee a braccetto che camminavano stupidamente sempre legate da
-una illusoria parentela che in realtà non esiste.
-
-Quando si dice: monarchia, si pensa immediatamente all'esercito, alla
-guerra, alla patria, al patriottismo. E questo è ammissibile. Ma è
-assurdo che dicendo, per esempio, le parole patria, patriottismo,
-guerra, esercito entusiasta, si debba pensare forzatamente alla idea di
-monarchia reazionaria.
-
-Quando si dice: nazionalismo, si pensa immediatamente a spirito
-conservatore, a imperialismo rapace e sistematico, a spirito
-tradizionale e reazionario, a repressione poliziesca, a militarismo, ad
-aristocrazia blasonata, a clericalismo.
-
-Idee a braccetto da separare brutalmente.
-
-Quando si dice: democrazia, si pensa immediatamente a spirito imbelle,
-umanitario, pacifista, pietista, quietista, rinunciatario,
-anticoloniale, umile, internazionalista, e senza orgoglio di razza o
-negatore delle razze.
-
-Idee a braccetto da separare brutalmente.
-
-Quando si dice: rivoluzione, si pensa immediatamente ad
-antipatriottismo, a internazionalismo e a pacifismo.
-
-Idee a braccetto da separare brutalmente.
-
-Quando si dice: educazione sportiva, slancio, coraggio, audacia, forza
-muscolare, mania del record, si pensa immediatamente alla monarchia
-imperialista o clericale.
-
-Idee a braccetto da separare brutalmente.
-
-Quando si parla di giustizia, di eguaglianza, di libertà, diritti del
-proletariato, dei contadini e dei nullabbienti e della lotta contro il
-parassitismo, si pensa immediatamente all'antipatriottismo,
-all'internazionalismo pacifista, al marxismo, al collettivismo.
-
-Idee a braccetto da separare brutalmente.
-
-Il regno di questi luoghi comuni legati assurdamente insieme per
-l'eternità ha fatto sì che una delle frasi del primo manifesto futurista
-pubblicato 11 anni fa, la quale glorifica insieme il patriottismo e il
-gesto distruttore dei libertarî, sembrò alle mentalità politiche una
-pazzia o un puro scherzo.
-
-Tutti trovavano assurdo o buffo che l'idea libertaria andasse per la
-prima volta a braccetto con l'idea di patria. Come mai la parola
-patriottismo non era quel giorno accompagnata dalla sua amica monarchia
-d'ordine e reazionaria?
-
-Come mai l'idea: _gesto distruttore dei libertarî_ non era quel giorno
-accompagnata dalla sua inseparabile amica: _antipatriottismo_?
-
-Stupore enorme nei cervelli così detti politici, i quali si nutrono di
-luoghi comuni e di ideologie libresche, nella loro assoluta incapacità
-di interpretare la vita, le razze, le folle, gli individui.
-
-Ma il loro stupore ingigantì maggiormente quando nel maggio glorioso del
-1915 videro ad un tratto nelle piazze burrascose di Milano e di Roma
-passeggiare di nuovo la coppia strana: Gesto distruttore dei libertarî e
-Patriottismo, con dei nomi nuovi come Mussolini, Corridoni, Corradini,
-Garibaldi, Marinetti, al grido unico di: _Guerra o Rivoluzione_.
-
-Noi oggi separiamo l'idea di Patria dall'idea di Monarchia reazionaria e
-clericale. Uniamo l'idea di Patria con l'idea di Progresso audace e di
-democrazia rivoluzionaria, antipoliziesca.
-
-Ma occorre separare brutalmente una ben più grave unione cretina: quella
-di queste due idee a braccetto oggi in molti giornali italiani e
-d'Europa: Società delle Nazioni e Pacificazione della volontà
-vendicativa dei vinti.
-
-E queste altre idee a braccetto: Concessioni ai popoli inferiori e senza
-civiltà e Conservazione della Pace.
-
-Idee a braccetto assurde.
-
-Per sostenere le forze della Intesa nella grande conflagrazione fu
-necessario unire l'idea di guerra con l'idea di _ultima guerra_. E
-l'idea di vittoria con l'idea di vittoria senza vincitori e senza vinti.
-
-Si pensava vagamente ad una Pace di compromesso, ma si lottava
-ferocemente per abbattere il nemico.
-
-Come mai si poteva sperare che questo nemico una volta abbattuto
-pacificasse immediatamente il suo cuore senza covare un desiderio
-accanito di vendetta?
-
-L'idea di vittoria completa si era stranamente sposata con la idea di
-una Germania felice di essere stravinta. E l'idea di una Intesa
-vittoriosa si era stranamente sposata con la idea di una Intesa quasi
-mortificata di aver vinto.
-
-I nostri contradittori gridano alla truffa, la chiamano anzi la truffa
-all'europea. Come! ci gridano: la conflagrazione non servirà dunque a
-stabilire una Pace eterna? Presto! presto! ad ogni costo, fondiamo la
-_Società delle Nazioni_ per impedire la possibilità di una nuova guerra.
-Nella loro Società delle Nazioni bisognerebbe far sedere intorno
-all'unico tavolo pacifero i vincitori che erano stati aggrediti e non
-avevano voluto la guerra, i vinti che l'avevano brigantescamente ordita,
-i neutri che l'avevano vigliaccamente contemplata dal balcone, i neonati
-sani e i neonati rachitici con alcuni popoli marci decrepiti.
-
-Ma bisognerebbe anche che tutti lasciassero fuori dalla porta i loro
-caratteri tipici: logico orgoglio del vincitore, desiderio logico di
-vendicarsi nel vinto; sano appetito di neonato forte, nevrosi di neonato
-morituro, subdole cocciutaggini di vecchio decrepito, ecc.
-
-La Vita crea, domina e plasma le ideologie. Ogni idea politica è un
-organismo vivo. I partiti politici sono quasi sempre destinati a
-diventare dei grandi cadaveri gloriosi.
-
-I partiti che ebbero un grande passato sono quelli che mancano oggi di
-vitalità. Legge futurista. I repubblicani sono oggi ridotti ad un
-impotente dottrinarismo che si contenta di invocare l'ombra di Mazzini.
-In realtà Mazzini è vivo come Cavour è vivo, mentre Cappa e Comandini
-sono dei morti, come Salandra è un morto.
-
-Partendo da queste nostre concezioni futuriste, il futurista Volt
-dimostra precisamente come non si possa oggi invocare una tradizione,
-poichè questa tradizione è assolutamente antinazionale:
-
-«La nostra grande vittoria è un fatto assolutamente _nuovo_ nella storia
-d'Italia. Di fronte alla monumentale imbecillaggine degli «assidui» che
-ingombrano le colonne dei quotidiani con proposte di archi di trionfo,
-colonne Vendôme, aquile e trofei da carnevale archeologico, giova oggi
-più che mai ripetere che la grandezza italiana non ha nulla a che fare
-con quelle antiche grandezze. _Noi non dobbiamo nulla al passato._ Unica
-fra le potenze d'Europa, l'Italia è una nazione che manca di tradizioni
-nazionali. Viceversa, l'Italia abbonda di tradizioni regionali,
-anazionali o addirittura antinazionali. Noi esamineremo queste
-tradizioni nefaste attraverso le varie classi, i vari strati della
-società italiana.
-
-1. _Esercito._ L'argomento è troppo delicato perchè se ne possa parlare
-oggi.
-
-2. _Clero._ Si può discutere sulla opportunità di rinfocolare il
-dissidio fra Chiesa e Stato, ma in ogni modo, questo dissidio _esiste_,
-almeno allo stato latente ed è vano negarlo. La ragione di questo
-dissidio sta appunto nelle _tradizioni antinazionali_ che tenacemente
-sopravvivono nello organismo della Chiesa Italiana. Vi sono bensì molti
-cattolici che sono al tempo stesso buoni patrioti ed è da augurarsi che
-aumentino: ma essi rappresentano nel senso del clericalismo tradizionale
-una forza rivoluzionaria.
-
-3. _Aristocrazia._ I figli dell'aristocrazia italiana hanno fatto il
-loro dovere sui campi di battaglia _nè più nè meno_ che i figli del
-popolo e della borghesia, ma nel suo complesso non si può dire che
-l'aristocrazia si sia messa alla testa della nostra guerra nazionale.
-Dalle sguaiate denigrazioni di alcuni «figli di preti» al blando
-ostruzionismo dei blasonati ammiratori del demagogo di Dronero, il
-neutralismo ha fatta larga presa nella classe nobiliare. Ciò si deve
-all'assenza di tradizioni nazionali nell'albero genealogico delle più
-antiche famiglie italiane. Queste tradizioni non potevano esserci, per
-la semplice ragione che l'Italia, come stato unitario, non ha un passato
-qualsiasi. Bene o male, siamo una nazione di «parvenus». Coloro dunque
-che nell'aristocrazia italiana si sono «ralliés» al nuovo regime,
-aderendo entusiasticamente alla nostra ultima guerra d'indipendenza,
-hanno dovuto per ciò stesso futuristicamente rinnegare le ombre
-borboniche o austriacanti dei loro antenati. E sono entrati nella vita.
-
-4. _Borghesia._ Ciò che costituisce la gloria della nuova classe
-dirigente, la borghesia, è la potenza produttiva del lavoro. Ma la
-recente fioritura delle nostre industrie e del commercio, non si
-riannoda in alcun modo al passato. L'industria italiana si è modellata
-sull'esempio dell'industria forestiera; nessuna traccia resta fra noi
-dell'attività commerciale dei Comuni medioevali e delle gloriose
-Repubbliche marinare.
-
-Ciò che di tradizionale resta nella nostra vita economica è solamente un
-elemento _negativo_, un ingombro, una palla di piombo legata al piede!
-Misoneismo, «routine», abitudini sedentarie, orrore delle innovazioni
-tecniche, mancanza di iniziativa, paura del rischio, micromania,
-contentamento del piccolo e non sudato guadagno, ecco l'eredità che il
-nostro «grande passato» lasciò alle industrie ed al commercio italiano.
-È in forza della tradizione, che il contadino si rifiuta di adoperare le
-nuove macchine agricole, che il banchiere ha paura di dare il suo
-sussidio alle nuove industrie, che l'industriale si guarda bene di
-allargare la cerchia delle proprie operazioni. Tutto ciò che di buono è
-stato fatto nel campo economico, è stato uno schiaffo di più alle così
-dette «_sante memorie_». L'Italia non potrà divenire una grande potenza
-economica, se non riuscirà a sbarazzarsi totalmente del peso della sua
-tradizione.
-
-5. _Proletariato._ Nella mente dei più il disfattismo popolare è
-strettamente associato alla idea di rivoluzione. Niente di più falso. Il
-disfattismo non è che l'eredità di dieci secoli di servitù nazionale.
-Esiste, nella plebe italiana, e specialmente nelle campagne, una
-antichissima tradizione antigovernativa, anti-militarista,
-anti-nazionale, _anteriore al socialismo_, e che il socialismo non fece
-che sfruttare abilmente, come la sfruttarono i sanfedisti al tempo non
-tanto lontano della «_guerra del brigantaggio_».
-
-Lo spirito che anima certe «leghe» di Romagna è identico nella sostanza
-allo spirito della _mafia_ siciliana e della _camorra_ napoletana. Il
-socialismo non ha fatto che sovrapporre la sua etichetta rossa su di una
-vecchia merce avariata. Del resto basta avere ascoltato certe
-canzonaccie, rampollate da chi sa quali bassifondi del disfattismo
-popolare, per sentire come nulla di nuovo, di ardito, nulla di
-idealmente rivoluzionario vi sia in un tale stato di animo.
-
-È l'uomo primitivo timido e selvatico, che nello stato moderno non vede
-che il Consiglio di leva e l'esattore delle imposte, il «Moloch»
-divoratore di uomini e di beni; è il bruto originario, attaccato come
-una talpa alla miseria della propria tana, che la guerra ha strappato
-alle querimonie domestiche e alle angustie del mestiere quotidiano,
-lanciandolo verso il rischio, l'avventura, l'ignoto, rinnovandolo e
-facendo di lui, suo malgrado, un uomo. Contro quest'opera della guerra,
-contro questa vera e grande rivoluzione spirituale del popolo italiano,
-si oppone, sorda e tenace, la resistenza della tradizione. A noi la
-scelta! La guerra ha posto un dilemma fra il passato e l'avvenire. Da
-una parte, tutte le forze antinazionali del passato, che si ragrupparono
-sotto le ambigue insegne del neutralismo. Dall'altra l'Italia. Il grano
-e il loglio da ardere. La vita contro la morte. Essere futurista,
-significa avere optato per la vita. Combattere il passatismo, significa
-combattere una tradizione antinazionale che ha la sua radice nei secoli.
-Perchè, in Italia, tradizione è sinonimo di disfatta».
-
-
-
-
- 5.
-
-
- Crollo di filosofi e storici, sibille a rovescio.
-
-
-Quando ho del tempo da perdere mi diverto a guardare attentamente dentro
-le filosofie, a smontarle, a ricomporle, come i bambini guardano dentro
-a un orologio, lo smontano e lo ricompongono, senza guardare l'ora
-segnata dalla freccia, poichè so che certamente quella non è l'ora vera.
-
-I filosofi e gli storici non avevano previsto la conflagrazione, hanno
-creduto per molto tempo nella invincibilità della Germania.
-
-In novembre furono brutalmente rovesciati dal tremendo ceffone della
-vittoria.
-
-Data la pendenza del terreno hanno la testa bassa e i piedi in alto. Io
-li chiamo _Sibille rovesciate_ o _Sibille a rovescio_. Sono
-terrorizzate. Speravano nella quiete e vedono intorno un terreno
-terremotato con molte mine inquiete. Tremano che il disordine continui.
-
-II terrore è pessimo consigliere. Non capiscono. E come sempre si
-sbagliano nel prevedere.
-
-Sono le «Sibille a rovescio». Mi spiego: Volete prevedere il futuro?
-Pensate esattamente il contrario di ciò che prevedono.
-
-Se mormorano piangendo che la rivoluzione sta per scoppiare, è certo che
-la rivoluzione scoppierà fra 5 anni.
-
-Se la prevedono lontana essa può scoppiare stasera.
-
-La più caratteristica di queste sibille a rovescio è Guglielmo Ferrero.
-
-Pochi mesi prima dell'_ultimatum_ austriaco alla Serbia egli esaltava la
-invincibilità della Germania e la impossibilità della conflagrazione.
-
-In realtà filosofi e storici avendo fatto della filosofia e della storia
-dei mestieri lucrativi, tengono assolutamente alla immobilità della loro
-lampada serale sul tavolo ingombro di documenti e temono gli scossoni
-fragorosi e tetri della piazza rivoluzionaria.
-
-Prendono dunque per realtà l'ideale verdegiallo della loro vigliaccheria
-sedentaria e editoriale.
-
-Giorgio Sorel in un recente articolo intitolato: «_Dubbi sull'avvenire
-intellettuale_» piange sul tradimento intellettuale del filosofo
-francese Boutroux che «dopo aver consacrato la sua lunga carriera ad
-insegnare il culto di Kant ha sentito il bisogno di apprenderci che non
-aveva mai compreso l'insegnamento del vecchio maestro di Konisberga. Il
-venerato patriarca dell'idealismo trascendentale non sarebbe stato,
-secondo la nuova vulgata del Boutroux, che un esecrabile «_boche_».
-
-Giorgio Sorel vede in ciò una volgare genuflessione davanti al
-patriottismo rozzo, volgare e cieco.
-
-Con la tipica mancanza di intuizione che caratterizza tutti i filosofi,
-Sorel errava quando dava importanza al pensiero di Boutroux kantiano.
-
-Boutroux, era uno dei tanti professori di filosofia ciecamente
-innamorati di Hegel e di Kant. La loro paura fisica, la loro tremante
-sensibilità di topi di biblioteca intravedevano nella filosofia
-autoritaria germanica un ideale paradiso d'ordine per i molti libri,
-studi e scartafacci da compulsare e divorare in pace.
-
-Naturalmente Boutroux, come tutti i filosofi e storici del mondo
-s'indignarono di vedere ad un tratto la filosofia autoritaria germanica
-esplodergli sulla testa volumi d'acciaio e gaz asfissianti.
-
-In realtà non vi era trasformazione. La Germania, dopo avere massacrato
-il mondo sotto il peso delle sue ideologie pedantesche e professorali,
-professoralmente e culturalmente bombardava donne, vecchi e bambini con
-nuovi pesi, nuove indigestioni, feroci, tediose e senza risultato.
-
-Professoralismo aprioristico e cieco quello di Kant e di Hegel.
-
-Professoralismo aprioristico e cieco quello di Boutroux.
-
-Professoralismo aprioristico e cieco quello di Sorel.
-
-Professoralismo aprioristico e cieco quello di Hindenburg e di
-Ludendorff.
-
-Altrettante pesanti armature ideologiche che dovevano essere sfasciate
-dalla straripante esplodente realtà.
-
-Noi futuristi non abbiamo _mai_ dato importanza positiva nè a Kant, nè a
-Hegel, nè a Boutroux, nè a Hindenburg, nè a Ludendorff.
-
-Abbiamo previsto dieci anni prima, con sicurezza, la grande
-conflagrazione, il crollo della Germania, che priva di facoltà artistica
-improvvisatrice, creatrice, plasmatrice e rivoluzionaria, non poteva
-_assolutamente_ vincere.
-
-Eravamo convinti che l'unico ambiente intellettuale favorevole alla
-comprensione, divinazione, e dominazione delle forze mondiali è
-l'ambiente futurista che noi sintetizziamo con queste parole: «guerra o
-rivoluzione».
-
-Giorgio Sorel dice: «l'arte, la religione, la filosofia sono
-inseparabili».
-
-Non è vero. La filosofia e la religione sono per noi futuristi due
-questure create dalla paura dell'_al di qua_ -- guerra o rivoluzione --
-e dalla paura dell'_al di là_ -- inferno.
-
-L'arte è per noi inseparabile dalla vita. Diventa arte-azione e come
-tale è sola capace di forza profetica e divinatrice.
-
-Il filosofo De Ruggero ed altri filosofi parlano oggi del trionfo del
-_liberalismo_ (concretato nella Intesa) sullo _Stato organizzatore_
-(concretato nella Mitteleuropa). Oppongono il liberalismo dell'Intesa,
-figlio dell'individualismo calvinistico della Riforma, all'ordine
-accentratore della Germania, figlio dell'universalismo teologico del
-medioevo.
-
-Accusano il liberalismo di essersi sciupato nella ideologia democratica
-della rivoluzione e nello sparpagliamento nazionalistico della
-restaurazione.
-
-Si vede nettamente che prevedevano la sconfitta del liberalismo e si
-affannano ora a legittimare e a dimostrare naturale il suo trionfo
-inaspettato con mille cavilli inconcludenti.
-
-Trovano, per esempio, che il liberalismo non era così disgregato come
-sembrava e che d'altra parte ha manifestato una forza di simpatia e
-d'attrazione coll'attirare altre idealità liberali e conquistare così un
-numero sempre crescente di alleati alla Intesa.
-
-Benedetto Croce annaspando anche lui per conciliare la sua germanofilia
-di ieri col suo terrore della rivoluzione d'oggi, parla tremando della
-vittoria del liberalismo sul tipo di civiltà a base di organizzazione e
-di centralizzazione.
-
-Spettacolo miserevole di questi poveri ciechi, mutilati dal Passatismo.
-
-È assurdo parlare di liberalismo e di Mitteleuropa organizzatrice.
-
-La conflagrazione segna la vittoria delle razze coalizzate più geniali,
-più elastiche, più dotate di immaginazione improvvisatrice sulle razze
-coalizzate meno geniali, meno elastiche, più professorali, ecc.
-
-Fu la sconfitta del _filosofumo_, del cultoralismo, del criticismo
-teorico. I filosofi e storici passatisti sono stati sconfitti dagli
-scugnizzi rivoluzionarî e poeti futuristi.
-
-Io scrivevo molto tempo fa:
-
-Questa è una guerra di
-
- poeti contro critici
- istintivi contro culturali
- allievi geniali contro professori pedanti
- improvvisatori contro preparatori
- elastici contro pesanti
- futuristi contro passatisti.
-
-
-
-
- 6.
-
-
- Idee-muri da sfondare.
-
-
-Vi sono delle idee-muri, e cioè dei difficilissimi problemi da risolvere
-che i cervelli politici nella loro viltà incapace hanno da tempo
-abbandonato senza soluzione. Tutti si fermano dinanzi a queste
-idee-muri:
-
-1. Il Principio della Famiglia è intangibile.
-
-2. Il Parlamento non è rimpiazzabile.
-
-3. Il Popolo non può vivere senza religione.
-
-4. Non si può abolire il Denaro.
-
-5. La Società non può sussistere senza polizie e questure.
-
-6. Il dissidio fra capitale e lavoratori è insanabile.
-
-7. L'educazione dei bambini deve essere necessariamente a base
-affettiva.
-
-8. È indispensabile per lo sviluppo di una nazione un lungo periodo di
-pace senza pericolo di rivoluzione o di guerra.
-
-Altrettante idee-muri da sfondare.
-
-
-
-
- 7.
-
-
- Contro il matrimonio.
-
-
-La famiglia come è costituita oggi dal matrimonio senza divorzio è
-assurda, nociva e preistorica. Quasi sempre un carcere. Spesso una tenda
-di beduini con la lurida mescolanza di vecchi invalidi, donne, bambini,
-porci, asini, cammelli, galline e sterco.
-
-La sala da pranzo familiare è il bicotidiano scaricatoio di bile,
-malumore, pregiudizî e pettegolezzi.
-
-In questa grottesca pigiatura di anime e di nervi la noia continua e le
-vane irritabilità spremono e corrodono sistematicamente ogni slancio
-personale, ogni iniziativa giovanile, ogni decisione pratica e fattiva.
-
-I caratteri più energici e più marcati si consumano in questo
-sfregamento assiduo di gomiti.
-
-Avviene un contagio e talvolta una vera epidemia di cretinerie
-ingigantite, di manie catastrofiche, di _tics_ nervosi che si converte o
-in un meccanicismo di truppa tedesca o in uno sbrindellamento di
-emigranti nella stiva.
-
-Rimbalzano i capricci femminili e le prodigalità dei bambini
-sull'apoplettica cocciutaggine dei padri avari.
-
-Si scolorano le faccie primaverili intorno ad una agonia che dura dieci
-anni. Una vittima, due vittime, tre martiri, un carnefice, una pazza
-assoluta, un tiranno che perde il potere.
-
-Tutti soffrono, si deprimono, si esauriscono, incretiniscono, in nome di
-una divinità spaventosa da rovesciare: il sentimento.
-
-Corridoi di liti cretine, litanie di rimproveri, impossibilità di
-pensare, creare da sè. Si guazza nel pantano quotidiano della sudicia
-economia domestica e delle volgarità banali.
-
-Se la famiglia funziona male è un inferno di complotti, liti,
-tradimenti, dispetti, bassezze e relativo desiderio di evasione e di
-rivolta in tutti. Gelosia a coltello fra madre e figlia eleganti e
-belle; duello di avarizia e di sperpero fra padre conservatore e
-goliardismo del figlio. Dovunque in Italia il triste spettacolo del
-padre ricco egoista che vuole imporre la solita _professione seria_ al
-figlio poeta, artista, ecc.
-
-Se la famiglia funziona bene, vischìo del sentimento, pietra tombale
-della tenerezza materna. Quotidiana scuola di paura. Vigliaccheria
-fisica e morale davanti a un raffreddore, un gesto nuovo, un'idea nuova.
-
-La famiglia che nasce quasi sempre, per la donna, da una legale
-compra-vendita d'anima e di corpo, diventa una mascherata di ipocrisie
-oppure la facciata saggia dietro la quale si svolge una prostituzione
-legale incipriata di moralismo.
-
-Tutto questo in nome di una divinità spaventosa da rovesciare: il
-Sentimento.
-
-Noi proclamiamo che il Sentimento è la virtù tipica dei vegetali, di
-abbarbicarsi e piantar radici. Diventa un vizio negli animali, un
-delitto negli uomini, poichè ne incatena fatalmente il dinamismo e la
-evoluzione veloce.
-
-Dire: _la mia donna_ non può essere altro che una cretineria infantile o
-una espressione da negrieri. La donna è _mia_ quanto io sono suo, oggi,
-in questo momento, per un'ora, un mese, due anni, secondo il volo della
-sua fantasia e la forza del mio magnetismo animale o ascendente
-intellettuale.
-
-La famiglia con la parola _mia moglie_, _mio marito_, stabilisce
-nettamente la legge dell'adulterio ad ogni costo o della prostituzione
-mascherata ad ogni costo. Ne nasce una scuola d'ipocrisia, di tradimento
-e di equivoco.
-
-Noi vogliamo distruggere non soltanto la proprietà della terra, ma anche
-la proprietà della donna. Chi non sa lavorare il campo deve esserne
-spodestato. Chi non sa dare gioie e forza alla donna non deve imporle il
-suo amplesso nè la sua compagnia.
-
-La donna non appartiene a un uomo, ma bensì all'avvenire e allo sviluppo
-della razza.
-
-Noi vogliamo che una donna ami un uomo e gli si conceda per il tempo che
-vuole; poi, non vincolata da contratto, nè da tribunali moralistici,
-metta alla luce una creatura che la società deve educare fisicamente e
-intellettualmente ad un'alta concezione di libertà italiana.
-
-Una sola educatrice basta a favorire e difendere senza costrizione il
-primo sviluppo di 100 bambini, i quali avranno per prima percezione
-dominante la necessità di costruire il proprio coraggio, l'urgenza di
-risolvere personalmente e al più presto i minuti problemi fisici di
-equilibrio e di nutrimento; verrà completamente abolita quella atmosfera
-di piagnucolamenti e di mani aggrappate alle gonne e di baciucchiamenti
-morbosi che costituiscono la prima fanciullezza.
-
-Sarà finalmente abolita la mescolanza di maschi e femmine che -- nella
-prima età -- produce una dannosa effemminazione dei maschi.
-
-I bambini maschi devono -- secondo noi -- svilupparsi lontano dalle
-bambine perchè i loro primi giuochi sieno nettamente maschili, cioè
-privi d'ogni morbosità affettiva, d'ogni delicatezza donnesca, vivaci,
-battaglieri, muscolari, e violentemente dinamici. La convivenza di
-bambini e di bambine produce sempre un ritardo nella formazione del
-carattere dei bambini che immancabilmente subiscono il fascino e la
-seduzione imperativa della piccola femmina come piccoli cicisbei o
-piccoli schiavi stupidi.
-
-Sarà finalmente abolita l'abbietta caccia al _partito_ e il balordo
-calvario delle madri affannose che portano su per le feste da ballo e le
-stazioni balneari le loro ragazze da sposare, come croci pesanti da
-piantare nel Golgota cretino di un buon matrimonio.
-
-«_Bisogna metterle a posto_» -- nel letto di un tubercolotico, sotto la
-lingua di un vecchio, sotto i pugni di un nevrastenico, fra le pagine di
-un dizionario come una foglia secca, in una tomba, in una cassaforte o
-in una cloaca, ma bisogna «metterle a posto».
-
-Strangolamento feroce del cuore e dei sensi di una vergine che
-fatalmente considera la prostituzione legale del matrimonio come una
-condizione indispensabile per raggiungere la mezza libertà
-dell'adulterio e la riconquista del suo _io_ mediante il tradimento.
-
-La vasta partecipazione delle donne al lavoro nazionale prodotto dalla
-guerra, ha creato un tipico grottesco matrimoniale: Il marito possedeva
-del denaro o ne guadagnava, ora l'ha perduto e stenta a riguadagnarne.
-
-Sua moglie lavora e trova il modo di guadagnare un denaro abbondante in
-un momento in cui la vita è eccezionalmente costosa.
-
-La moglie ha per il suo lavoro stesso la necessità di una vita poco
-casalinga, il marito invece non lavorando concentra tutta la sua
-attività in una assurda preoccupazione di ordine casalingo.
-
-Rovesciamento completo di una famiglia dove il marito è diventato una
-donna inutile con prepotenze maschili e la moglie ha raddoppiato il suo
-valore umano e sociale.
-
-Urto inevitabile fra i due soci, conflitto e sconfitta dell'uomo.
-
-
-
-
- 8.
-
-
- Orgoglio italiano rivoluzionario e libero amore.
-
-
-Il matrimonio è una forma di barbarie che non avrebbe potuto reggere
-senza la grande valvola dell'adulterio.
-
-La schiavitù assurda nella quale si compiace la donna fra le catene e le
-trappole della cretinissima gelosia ha come unica scusa la difesa del
-figlio.
-
-Lo stato deve occuparsi della educazione fisica morale, intellettuale,
-patriottica del figlio. Consacrando una educatrice a cento bambini si
-liberano circa 30 madri da un'inutile fatica assorbente e si educano
-virilmente cento bambini senza viltà effemminatrici e morbosità
-sentimentali.
-
-Il matrimonio deprime e avvilisce la donna abbreviandone la gioventù e
-troncandone le forze spirituali e fisiche.
-
-Il matrimonio scoraggia e soffoca lo sviluppo del figlio, tronca la
-gioventù e la forza virile del padre, effemmina l'adolescente,
-monotonizza e affloscia in un ambiente di mediocrità tre o più individui
-che avrebbero dato il loro massimo rendimento slegati in libertà e in
-piena avventura.
-
-Il matrimonio è un nemico di ogni audacia e di ogni eroismo.
-
-Noi non ci preoccupiamo soltanto di libertà e di sincerità, ma
-specialmente di eroismo.
-
-La conflagrazione futurista del mondo avendo centuplicato le speranze,
-le volontà e le audacie dello spirito umano impone al Genio privilegiato
-della razza italiana di liberarsi primo fra tutti dalle vecchie forme di
-passatismo per dare al mondo tutta la sua potenza di luce e d'entusiasmo
-rinnovatore.
-
-Mediante il divorzio facile, il voto alle donne e la partecipazione
-completa delle donne all'attività nazionale noi distruggeremo il
-matrimonio e giungeremo all'amore libero.
-
-Avremo un inevitabile periodo in cui regnerà una perniciosa promiscuità
-sessuale, periodo breve che la donna supererà giungendo ad una maggiore
-coscienza di scelta sessuale e ad una raddoppiata cerebralità.
-
-L'individualità della donna non si può ottenere che a questo prezzo.
-L'amore svalutato e rimesso a parte fra i valori della vita umana,
-l'affettività e il sentimentalismo energicamente guariti come malattie,
-avremo madri, padri e figli che dopo avere compiuto la loro funzione
-umana saranno capaci di vivere un'alta liberissima vita di continuo
-superamento, di eroismo e di sincerità solidale.
-
-Siamo antimperialisti.
-
-Crediamo che ogni razza sia predisposta a un primato speciale in un dato
-campo della attività. Crediamo pure che non vi sia razza predisposta
-alla egemonia mondiale.
-
-L'Italia, che non può nè potrà mai vincere tutte le concorrenze
-nell'agricoltura, nel commercio e nella industria, deve invece
-conquistare il suo primato assoluto nel pensiero, nell'arte, nella
-scienza.
-
-La vittoria che ha liberato l'Italia dal suo nemico ereditario
-minaccioso o preoccupante le impone di rompere subito tutte le
-tradizioni moderatrici e tutti i passatismi ingombranti per assurgere al
-suo ufficio di illuminatrice mondiale.
-
-Si impongano dunque i seguenti sgombri immediati:
-
-1º Papato, Monarchia, Parlamento, Senato, matrimonio, coscrizione,
-burocrazia, anzianità, proprietà, latifondismo e tutte le forme di
-parassitismo antiproduttore e di ricchezza stagnante.
-
-La famiglia stabilisce una disuguaglianza di partenze con vantaggi o
-svantaggi per i giovani corridori della vita.
-
-Vogliamo una corsa con severo controllo di partenze perchè i vincitori
-siano veramente i migliori, siano coloro che non privilegiati o poco
-privilegiati avranno dato veramente il massimo sforzo. Tutti poveri ma
-padroni assoluti di tutte le loro forze.
-
-La nostra strepitosa vittoria militare che ha coronato quattro anni di
-stupefacenti sforzi eroici impone alla nostra razza un dovere smisurato.
-
-Noi futuristi esigiamo dunque dalla nostra razza che costringa fino allo
-spasimo la sua muscolatura, faccia un nuovo spaventevole sforzo per
-giungere ad ogni costo in alto, molto più in alto, dando il suo massimo
-rendimento. Deve annientare tutte le sue debolezze per superarsi.
-
-Il Futurista Arturo Blangino riassume queste nostre idee futuriste nel
-seguente manifesto:
-
-«Alla Guerra Vittoriosa e Gloriosa che l'umanità civile sta combattendo
-contro l'oscurantismo, contro l'egemonie imperialistiche e dispotiche,
-contro la barbarie teutona e teutonizzata, contro il passatismo
-conservatore ed ammuffito, seguirà indubbiamente, stante l'ecatombe del
-_sesso maschio_, primo materiale di resistenza e di offesa, lo
-spopolamento di quelle Nazioni che, ubbidendo all'impulso nuovo di
-conquista e di gloria, vi parteciparono. E mentre scarseggia il
-materiale umano _uomo abile_, aumenta l'esuberanza della donna in
-rapporto all'esiguità dei primi.
-
-La donna, primo deposito e fabbrica di munizioni umane, deve
-necessariamente in questi tempi di stasi commerciale e procreatrice,
-sospendere momentaneamente la sua produzione di prole, con incalcolabile
-danno delle singole Nazioni, perchè devesi solo al numero illimitato di
-uomini forti del quale poterono disporre i rispettivi stati, se in
-questa guerra alcuni di essi resistettero gloriosamente ad invasioni di
-altri più forti, più crudeli, più sanguinarî, più ammaestrati alla
-Guerra.
-
-Per prevenire che un'inevitabile futura conflagrazione ci trovi in
-condizioni da non poter far fronte vantaggiosamente e vittoriosamente ad
-invasori o ad oppressori limitrofi, occorre fin d'ora provvedere ad
-utilizzare tutte le forze produttrici del _sesso femmina_.
-
- _L'abolizione del matrimonio._
-
-Il primo e più importante provvedimento, occorrente per evitare lo
-spopolamento e favorire la libera procreazione è l'abolizione del
-matrimonio.
-
-Due esseri di diverso sesso sentono nascere tra di loro una reciproca
-simpatia e vorrebbero unirsi carnalmente per soddisfare il loro amore
-sensuale, ma il maschio non trova sempre consenziente la femmina, la
-quale si oppone perchè teme che dopo l'amplesso fecondativo, l'uomo
-l'abbandoni, teme il disonore da quell'accoppiamento carnale. Il maschio
-quindi, per poter godere carnalmente la donna amata, deve unirsela in
-matrimonio e quando pel sacrificio di Imene la vita dell'uno è
-consacrata eternamente alla vita dell'altra, quando reciprocamente essi
-hanno monopolizzate le forze vitali rispettive, entrambi i coniugi
-tentano allora ogni mezzo lecito od illecito per godere il più possibile
-l'ebbrezza dei sensi, ma senza procreare prole numerosa, perchè le
-finanze famigliari non possono permettere tale lusso.
-
-L'uomo poi, dopo aver goduta a sazietà la sua donna, per l'istinto
-stesso del maschio il più delle volte ai annoia facilmente di quella
-monotonia di piacere, e va a cercare fuori delle pareti domestiche nuovi
-focolari di godimento sensuale, ed entra nelle putride case di
-tolleranza, covi ributtanti di insidiose malattie veneree, di
-sentimentalità passatista e di mercantilismo, per trovar nuove ebbrezze
-sconosciute che lo snervino e lo soddisfino, e ciò con incalcolabile suo
-danno morale e materiale.
-
-Ma non è a lui _uomo maschio_ che si deve imputare la colpa di quel
-pervertimento sensuale, non è a lui che si deve imputare la colpa di
-quell'avidità di piacere nuovo che egli si procura ovunque e comunque
-pur di sfogare il suo desiderio di procreazione: la colpa è della
-società passatista, ignorante e fossilizzata dai convenzionalismi
-antichi, dai vecchi pregiudizii, la quale lo obbliga ingiustamente a
-monopolizzare il suo istinto sensuale, la sua mascolinità,
-congiungendolo in matrimonio con una donna sola!...
-
-Gettiamo lontano da noi le ultime vestigia barbariche di passatismo che,
-simili a impure scorie di infami putridità millenarie, ancora aderiscono
-alle nostre coscienze, che il clericalume retrogrado ha voluto foggiare
-a sua immagine con raschiature rancide di inutili religioni, con
-belletti di ridicola serietà, con masturbazioni di falsa morale, con
-siringate di ambigua convenienza, con stroncature di inutile buon gusto,
-con scampoli tarlati d'arte a buon mercato; liberiamoci da tutto ciò che
-è convenzione, che è tradizione, da tutto ciò che si fa perchè _si è
-sempre fatto_, seppelliamo la esperienza barcollante dei vecchi
-rimbecilliti, glorifichiamo la bellezza futurista cruenta e
-purificatrice della Guerra, immenso pennello che stria di rosso violento
-la superficie giallo-nera del nostro globo troppo sacro, troppo
-decrepito per sostenerci e del quale cantiamo il prossimo sfacelo e il
-rinnovamento novello, esaltiamo la poesia sublime della violenza
-carnale, propugniamo l'abolizione delle false verginità claustrali,
-gridiamo l'inno di odio contro le rovine putride delle città passatiste,
-contro i musei, contro le biblioteche, contro tutto ciò che è bello, che
-è regolare, che è perfetto, ed allora nulla ci parrà paradossale, di
-nulla ci parrà dubbia l'attuazione, liberiamo le nostre coscienze dalle
-catene che le rendevano schiave della tradizione e allora si
-schiuderanno le vie dell'antiveggenza e del progresso!
-
- _La Tassa di filiatico e gli Istituti di allevamento della prole._
-
-Liberate l'uomo e la donna dal rito passatista del matrimonio,
-lasciateli liberi di pensare, di agire e di liberamente procreare come i
-loro sensi e le loro volontà dettano, date anche alla donna
-l'indipendenza e il mezzo per decorosamente vivere, non esecrate la
-giovane colpevolmente incinta, anzi all'opposto rendetele onore perchè
-solo se è madre essa può degnamente chiamarsi donna, se è sterile essa è
-una femmina ignobile mercantessa di piacere; istituite una nuova tassa
-da pagarsi da tutti gli uomini abili a procreare, dai 18 ai 50 anni,
-tassa che potrà giustamente chiamarsi _tassa di filiatico_: coi proventi
-di questa imposta che renderà indubbiamente parecchi milioni (perchè
-nessuno ricuserà di pagare una somma annuale anche elevata sapendo che
-egli è completamente libero di amare a suo piacimento, senza il
-torturante assillo delle conseguenze dei suoi atti, sapendo che con tale
-piccolo sacrificio pecuniario resta liberato dalle noie della famiglia e
-dei figli) fondate in tutte le città degli _Istituti Governativi di
-allevamento e di educazione della prole_, eguagliate, abolite la
-differenza morale tra il _figlio bastardo_ e il _figlio legale_, evitate
-la miseria delle famiglie con prole numerosa, abolite i postriboli che
-infestano indecorosamente le vostre città; non lasciate sprecare
-inutilmente l'umore fecondante del maschio in uteri sterili e putridi,
-fate che ogni goccia della sua vitalità sia germe di nuova vita per un
-suddito, per un soldato futuro, ed ecco che allo Stato non mancherà mai
-materiale umano per difenderlo, per sfruttare le sue ricchezze, ecc.
-
-Nell'_Istituto di allevamento e di educazione della prole_, che dovrà
-essere _gestione di Stato_, le donne prossime ad aver figli saranno
-gratuitamente ricoverate, circondate dalle maggiori cure ed attenzioni
-ed il figlio loro, al quale sarà assegnato un numero progressivo di
-matricola, sarà ricoverato ed allevato con cure più che materne. Giunto
-in adeguata età si darà a lui una libera educazione senza pregiudizî di
-false religioni, curando essenzialmente la sua educazione fisica, si
-cercherà attentamente di scoprire le sue attitudini, le sue tendenze più
-spiccate, e si avvierà ad un'arte, ad una professione o ad un mestiere
-secondo la sua volontà e la sua capacità. Esso non dovrà avere alcuna
-riconoscenza, alcun obbligo di affetto nè verso l'Istituto, nè verso i
-genitori: non al primo perchè egli, appena ne avrà la capacità, pagherà
-allo stesso la sua tassa di filiatico, non ai secondi perchè non li
-conoscerà.
-
-Quanti artisti, quanti innovatori, quanti genii fervidi e potenti ai
-quali d'umanità e le stupide convenzioni passatiste hanno impedito il
-prodursi e l'espandersi perchè questi avendo i genitori poveri hanno
-dovuto troncare gli studi per andare in età ancor giovine alle fumiganti
-officine, ai campi fertili per rendere come merce, come schiavi!....
-
-L'Istituto poi oltre ai proventi che percepirà dal comune pagamento
-della tassa di filiatico, avrà anche facoltà di ricevere i lasciti
-ereditarî che genitori ricchi di figli ricoverati devolveranno allo
-Istituto, altamente utile e umanitario, perchè con essi provveda alle
-migliori comodità al miglior modo di educare ed allevare i giovani ad
-esso assegnati.
-
-In questo modo avverrà la diminuzione delle grandi proprietà private,
-dei ricchi speculatori, accomunando le sostanze ed eguagliando equamente
-ogni singolo cittadino.
-
- _L'emancipazione della donna._
-
-Alla donna poi non si dovrà dare una educazione diversa di quella che si
-dà all'uomo, essa dovrà, come lui, avere una cultura o un impiego,
-sempre secondo la sua volontà, le sue tendenze, le sue aspirazioni, che
-le permetta di agiatamente vivere senza che ella abbia a gravare
-sull'uomo, e l'Istituto di allevamento, oltre ad uno speciale compenso
-fisso che darà alla donna che ricoverata in istato interessante avrà
-figli sani, sarà anche tenuto ad indennizzarla per le giornate di lavoro
-o d'impiego perdute durante il corso della malattia e la convalescenza,
-con l'obbligo da parte del principale di riaccettare l'impiegata o
-l'operaia da lui dipendente non appena essa sarà in grado di nuovamente
-e bene attendere alle sue mansioni.
-
-In tal modo non vi saranno più povere donne che scoraggiate per
-l'abbandono e l'abiezione in cui la ignorante società passatista le
-getta perchè un momentaneo impulso di esuberante giovinezza ha fatto
-loro perdere ciò che chiamasi l'onore, si dànno alla prostituzione,
-rendendosi vili schiave di drudi laidi, schiave delle voglie sensuali di
-uomini che, se pienamente scusabili ora non lo sarebbero certamente se
-la teoria nostra fosse concretata, sperdono inutilmente le loro forze
-vitali senza proficuità alcuna; non vi saranno più femmine che si
-sposano coll'illusione di poter campare alle spalle di un qualunque
-minchione «_che di lor si carca_» e che invece fanno della
-compassionevole miseria resa ancor più triste e dolorosa quando a
-completare lo straziante quadro s'aggiungon altri piccoli esseri umani
-innocenti che crescono ignoranti e brutali e che, lasciati in continuo
-abbandono da genitori più disgraziati che colpevoli, il più delle volte
-nell'impossibilità materiale di curare la loro educazione, s'aggiungono
-allo stuolo, non esiguo certo, dei teppisti da strada, dei malviventi,
-fannulloni, ecc.
-
-Se i moderni legislatori invece di perdere del prezioso tempo in inutili
-diatribe su puerili questioni personali o in facili discorsi, recipienti
-di vento ricolmi di vacue parole inconcludenti, su ridicole limitazioni
-di consumi e di orari, s'occupassero della miseria incipiente e del
-pauperismo doloroso in cui versa il proletariato mondiale, vedrebbero ad
-esuberanza l'utilità, la praticità e l'umanità della nostra proposta.
-
-Non occorre solo recriminare lo spopolamento degli Stati in cui la
-Guerra ha esaurito il materiale più necessario e più giovane, ma
-prevenirlo bisogna e non attendere oltre evitando che la piaga
-s'allarghi disastrosamente e irrimediabilmente.
-
-Il maggior incubo per i genitori poveri o quasi (sono il 90 per cento!)
-è il mantenimento dei figli: il peggior legame per i figli è la continua
-attestazione di riconoscenza, di affetto e di servilismo a quei genitori
-che li hanno procreati per un loro bisogno, per un loro piacere erotico
-costato troppo caro e con troppo tristi conseguenze e poi non li hanno
-lasciati liberi di agire e di pensare come credevano, non li hanno
-lasciati studiare o lavorare a loro piacimento o perchè le finanze della
-famiglia non erano tali da permettere il lusso di un figlio
-all'Università o perchè il decoro della famiglia non permetteva ad un
-figlio l'esercizio di una professione manuale.
-
- _Conclusioni futuriste._
-
-Per evitare lo spopolamento, terribile per la garanzia futura
-dell'integrità dei territori nazionali
-
- occorre:
-
-1º Abolire il matrimonio perchè dannoso alla libera procreazione e non
-rispondente ai giusti scopi di umanità e di libertà;
-
-2º Permettere all'uomo maschio il possesso di più femmine e viceversa;
-
-3º Favorire il libero amplesso;
-
-4º Rendere la donna indipendente al pari dell'uomo dando ad essa il
-mezzo di vivere senza bisogno di fare la mantenuta del maschio. Onorarla
-se s'approssima a diventare madre, proteggerla, glorificarla perchè essa
-è il simbolo della proprietà di uno stato;
-
-5º Istituire la _tassa di filiatico_ a carico di tutti quegli uomini
-atti a procreare figli sani;
-
-6º Col reddito di questa tassa fondare in tutte le città degli _Istituti
-di allevamento e di educazione della prole_, la cui gestione appartenga
-allo stato, ove i figli saranno allevati, educati ed avviati ad un'arte,
-professione o mestiere secondo le loro tendenze e volontà, tutto a spese
-del Governo, senza alcuna ingerenza o compartecipazione dei genitori;
-
-7º Eguagliare i figli bastardi ai figli legali;
-
-8º Dichiarare in seguito alla libertà di procreazione l'inutilità dei
-postriboli ed abolirli e vietarli come pericolosi e nocivi alla salute e
-agli interessi della Nazione;
-
-9º Spogliarsi dal ridicolo sentimentalismo della santità della famiglia,
-dell'amore fraterno, paterno, figliale, materno, liberarsi da tutto ciò
-che significa poesia, sentimentalismo, gelosia, amore ideale o
-platonico, da tutto ciò che in una parola sola suona convenzioni
-passatiste, tradizione, usanza, esperienza, sapienza e castità.
-
- _Arturo Blangino_».
-
-
-
-
- 9.
-
-
- La Democrazia futurista.
-
-
-L'orgoglio italiano non deve essere, non è imperialismo che spera
-imporre industrie, accaparrare commerci, inondare di prodotti agricoli.
-
-Noi difettiamo di materie prime, e siamo una potenza di ricchezza
-agricola mediocre.
-
-Il nostro orgoglio italiano è basato sulla superiorità nostra come
-quantità enorme di individui geniali.
-
-Vogliamo dunque creare una vera democrazia cosciente e audace che sia la
-valutazione e l'esaltazione del _numero_ poichè avrà il maggior numero
-di individui geniali.
-
-L'Italia rappresenta nel mondo una specie di minoranza genialissima
-tutta costituita di individui superiori alla media umana per forza
-creatrice innovatrice improvvisatrice.
-
-Questa democrazia entrerà naturalmente in competizione con la
-maggioranza formata dalle altre nazioni, per le quali il numero
-significa invece massa più o meno cieca, cioè democrazia incosciente.
-
-Su 1000 slavi vi sono due o tre individui.
-
-L'ultima fulminea nostra vittoria ha dimostrato che non vi è gruppo
-d'italiani (20, 30 o 40) che non contenga almeno 10 o 15 individui
-capaci di iniziativa e di direttiva personale.
-
-Abbiamo ancora da sgombrare papa, monarchia, parlamento, senato e
-burocrazia e da bonificare le zone morte dell'analfabetismo.
-
-Questo còmpito molto arduo con un nemico minaccioso alle porte è oggi
-còmpito facile e senza pericoli per la unità e indipendenza nazionale.
-
-Nazione ricca di individui geniali, democrazia intelligentissima.
-Quantità di personalità tipiche, massa di tipi unici, democrazia che non
-vuole imporsi bancariamente, industrialmente, colonialmente, ma può e
-deve dominare il mondo e dirigerlo con la sua maggiore potenzialità e
-altezza di luce.
-
-Noi crediamo che l'ora è venuta di tentare tutte le rivoluzioni per
-liberare il popolo italiano da tutti i pesi morti e da tutti i ceppi
-(matrimonio e famiglia cattolica soffocatrice, pedantismo professorale,
-elettoralismo, mentalità pessimistica, provinciale mediocrista e
-quietista).
-
-Liberata dal giogo della vecchia famiglia tradizionale, dal dogma
-dell'anzianità, dal parlamento, dal senato, dal papato e dalla
-monarchia, l'Italia manifesterà finalmente la sua potenza di 40 milioni
-d'individui italiani tutti intelligenti e capaci di autonomia.
-
-Concezione assolutamente opposta alla cretinissima concezione
-germanofila che voleva svalutare i 40 milioni di individui italiani per
-organizzarli meccanicamente.
-
-Sul palcoscenico della razza italiana dobbiamo mettere in luce i 40
-milioni di ruoli diversi perchè in questa luce possa perfettamente
-svolgersi il valore tipico di ognuno.
-
-Disfatto l'impero austro-ungarico il popolo italiano non deve temere le
-scosse anche disastrose (promiscuità sessuale, distruzione di ricchezza)
-prodotte da una rivoluzione profonda.
-
-Saranno scosse brevi. Da una rivoluzione, oggi il popolo italiano
-risorgerà più vivo e potente, più ricco di individui geniali, più agile,
-più dinamico.
-
-Noi non abbiamo la nevrastenica pigrizia, la neghittosità, il
-misticismo, il bizantinismo ideologico, l'ossessione teorificatrice
-della Russia.
-
-Siamo pieni di senso pratico, di tenacia costruttrice di ingegnosità
-inesauribile, di eroismo bene impiegato.
-
-Possiamo dunque dare tutti i diritti di fare e disfare _al numero, alla
-quantità, alla massa_ poichè da noi _numero quantità e massa_ non
-saranno mai come in Germania e Russia numero quantità e massa di
-mediocri d'inetti e di sconclusionati.
-
-Arturo Labriola definisce la democrazia «come sentimento dei diritti
-concreti della massa sullo Stato e sulla Economia».
-
-Noi futuristi consideriamo la democrazia non in astratto ma bensì la
-«democrazia italiana».
-
-Parlare di democrazia _in astratto_ è fare della retorica. Vi sono
-numerose democrazie; ogni razza ha la sua democrazia, come ogni razza ha
-il suo femminismo.
-
-Noi intendiamo la democrazia italiana come massa di individui geniali,
-divenuta perciò facilmente cosciente del suo diritto e naturalmente
-plasmatrice del suo divenire statale.
-
-La sua forza è fatta di questo diritto acquisito, moltiplicata dalla sua
-quantità valore, meno il peso delle cellule morte (tradizione), meno il
-peso delle cellule malate (incoscienti, analfabeti).
-
-La democrazia italiana, è per noi un corpo umano che bisogna liberare,
-scatenare, alleggerire, per accelerarne la velocità e centuplicarne il
-rendimento.
-
-La democrazia italiana si trova oggi nell'ambiente più favorevole al suo
-sviluppo. Ambiente di rivoluzione-guerra nel quale è costretta a
-risolvere tutti i suoi casi-problemi, fra le mille punte di altri
-problemi insoluti, le cui soluzioni possono esercitare una influenza sul
-suo avvenire. Necessità igienica di continua ginnastica trasformatrice,
-improvvisatrice.
-
-Il governo si allarma oggi nel vedere formarsi innumerevoli associazioni
-di combattenti. Se non fosse un governo di miopi reazionari tremanti di
-paura accoglierebbe favorevolmente questo nuovo ritorno di vitalità
-italiana.
-
-La guerra ha semplicemente svegliate le coscienze di 4 o 5 milioni di
-italiani che tornano oggi dalla guerra, arricchiti di una personalità
-politica.
-
-È la prima volta nella storia che più di quattro milioni di cittadini di
-una nazione hanno la fortuna di subire in soli 4 anni un'educazione
-intensiva e completa con lezioni di fuoco, di eroismo e di morte.
-
-Spettacolo meraviglioso di tutto un esercito partito per la guerra quasi
-inconsciente e ritornato politico e degno di governare.
-
-La democrazia futurista è ormai pronta ad agire, poichè sente vibrare
-tutte le sue cellule vive.
-
-Naturalmente ha un bisogno urgente di spalancare le porte e di uscire
-all'aperto. Il governo si allarma, reprime e trema, come la nonna
-leggendaria teme che il nipotino pigli un raffreddore.
-
-Fuori l'aria è frizzante e salubre. Il sole, spalancato, beve il mare di
-liquido quasi solido saporito, azzurro, tutto spumante di raggi, tutto
-da bere fino all'ultimo sorso.
-
-
-
-
- 10.
-
-
-Contro il Papato e la mentalità cattolica, serbatoi di ogni passatismo.
-
-
-Inutile enumerare le ragioni politiche che rendono indispensabile per
-l'Italia vittoriosa il liberarsi, al più presto, del Papato.
-
-Cavour e Crispi e cento altri italiani hanno dimostrato come il Papato
-sia in tempo di pace un peso ingombrante e in tempi convulsi o
-guerreschi un nemico in casa o per lo meno una spia.
-
-Io domando l'espulsione del Papato per sgombrare l'Italia dalla
-mentalità cattolica.
-
-Non si può toccare il principio della famiglia e la concezione giuridica
-del matrimonio fintanto che permane la forza del prete.
-
-Questi fa pesare sulla vita l'assurda idea antivitale di eternità.
-
-Eternità dei valori spirituali, eternità di gioia nel paradiso extra
-terrestre e perciò eternità assurda dell'amore sulla terra.
-
-Un uomo che ama una donna deve amarla per tutta la vita.
-
-Se cessa di amarla dopo tre anni, grave disordine morale, allarme,
-spavento.
-
-Se cessa di amarla dopo tre mesi, scandalo diabolico, peccato infame,
-sanzioni infernali.
-
-Il prete creò il più assurdo dei carceri, il matrimonio indissolubile.
-
-Così per evitare che la legge dell'amore eterno sia violata, il prete
-imprigionò il cuore e i sensi della donna, costringendola a fingere
-l'amore, a prostituirsi ogni sera ad un uomo odiato, sviluppando nella
-sua sensibilità e intorno a sè e ciò che è più grave -- nei suoi figli
--- la necessità schifosa di una ipocrisia continua.
-
-Assurda concezione dell'amore eterno, assiduità artificiale delle
-attrazioni erotiche, il prete non si contenta di questi veleni
-perniciosi, ma combatte anche l'istinto coraggioso dell'avventura e del
-rischio e il meraviglioso spirito d'improvvisazione che anima gli
-individui forti e i temperamenti ricchi.
-
-Il prete odia il provvisorio, il momentaneo, la velocità, lo slancio, la
-passione. E in ciò cancella brutalmente l'essenza ardente, preziosa,
-della morale di Cristo che accordava tutti i diritti e tutti i perdoni e
-tutte le simpatie al fervore appassionato, alla fiamma volubile del
-cuore. Il prete dimentica che la frase di Cristo alla Maddalena: Molto
-sarà perdonato a chi molto ha amato. E quest'altra: Colui che è senza
-peccato scagli la prima pietra, sono due glorificazioni del libero amore
-e due calci alla indissolubilità del matrimonio.
-
-Se la donna, come avviene sovente, è stata desiderata, presa e fecondata
-spensieratamente dal maschio il prete vuole che questa donna non sia
-sottoposta a nessun rischio, a nessuna nuova avventura. Subito, nel
-carcere del matrimonio, a braccetto con un uomo che non la vuole più,
-che la odia come un ingombro. Due pugnali legati insieme, entrambi
-inutilizzabili e che sognano di lottare fra di loro, si smusseranno i
-tagli e finiranno per ferire il figlio. Questo nasce florido come un
-frutto, ma diventa presto una palla che inciampa i due galeotti.
-
-Assurda concezione dell'amore eterno, legami indissolubili fra
-corpi-anime che si ripugnano, legge della ipocrisia e spettacolo di odio
-dato quotidianamente come educazione al figlio. Ma il prete non si
-contenta. Dice, non siete felici? Lo sarete in Paradiso! Sfiorite tutte
-e due! Logoratevi! Sciupate tenerezza, bellezza, baci, forza
-fisiologica, nervi, rimandate il vostro adulterio a quando sarete in
-Paradiso.
-
-Così il matrimonio è il comune purgatorio di tutti i temperamenti
-rigogliosi e potenti. Purgatorio di peccati inesistenti, logorìo di
-gioventù, tutto in omaggio a un'assurda mentalità negatrice, deprimente,
-sopraffattrice che non ammette il trionfale sviluppo della gioia
-fisiologica e della libertà rischiosa e temeraria.
-
-Il prete vuole ed impone le leggi immonde della rinuncia e della
-lentezza.
-
-Così dovunque in questa nostra Italia sana e forte noi troviamo tante
-anime agonizzanti, stroncate: donne che non han saputo decidersi, che
-hanno amato l'uno e si son date all'altro, sperano nel terzo e si
-daranno al quarto. Sempre sbagliandosi, aspettando sempre con una
-cretinissima pessimistica valutazione della vita, condannate,
-condannati, incapaci di concedersi le assoluzioni fulminee e le
-liberazioni allegre dell'uragano, della pioggia, e del suicidio.
-
-Per giungere alla concezione futurista del provvisorio, del veloce e
-dell'eroico sforzo continuo, bisogna bruciare la tonaca nera, simbolo di
-lentezza e fondere tutte le campane per farne altrettante rotaie di
-nuovi treni ultra-veloci.
-
-La lentezza, il prepararsi quotidianamente ad una gioia lontana poco
-sicura che involontariamente l'immaginazione butterà poi al di là della
-morte in paradiso, questo paziente preparazionismo cattolico misticoide
-è molto simile al preparazionismo militare tedesco che è crollato ora --
-fortunatamente -- in una grande sconfitta.
-
-La nostra fulminea vittoria italiana, dieci giorni di offensiva e tutte
-le terre riconquistate, i sogni politici dei nostri padri colti al volo,
-realizzati, inchiodati, tutte queste glorie nostre sono anticattoliche.
-Finalmente la lentezza imposta dal prete è stata travolta. La velocità
-tempestosa del genio italiano ci libera da tutto un medioevalismo
-minuzioso a base di sacrificio, di sogno estatico, di mani mendicanti,
-d'inginocchiatoi, di diplomazie, d'irredentismi platonici e di nostalgie
-professorali.
-
-Finalmente non guardiamo più dietro di noi i lontanissimi cortei di eroi
-romani. Ci guardiamo nello speccchio: noi, siamo noi. Gli italiani
-d'oggi veloci che a dispetto di tutte le prudenze storiche, a dispetto
-di tutti i pessimismi, balzati fuori da una famiglia cattolica
-mediocrista soffocata da ruderi illustri, fuori dall'elettoralismo
-miserabile di provincia e dalla taccagneria degli impieghi governativi,
-siamo noi che abbiamo sfasciate in dieci giorni -- giocondamente come
-ragazzi -- il grande esercito austroungarico invincibile nel sogno --
-giuocattolo fra le nostre mani potentissime, in realtà.
-
-Questa famiglia provinciale col suo matrimonio ipocrita, il prete lurido
-custode, gli scorpioni del moralismo a tutte le crepe dei muri, bisogna
-al più presto col fuoco annientarla.
-
-Dopo il fuoco, per spegnerlo, abbondanti sputacchi in velocità.
-
-Il prete è fratello del carabiniere. Carcere del matrimonio
-indissolubile. _Il divorzio_ e _il libero amore_ sono due _arditi_
-pericolosi. Cantano quando gli altri dormono e spaccano sovente i vetri
--- ventri ai passatisti. È passatista colui che teme, che si acquatta,
-che non accetta responsabilità, che ricorda malinconicamente, che prende
-le idee dal quotidiano più saggio, che non osa interrogare suo figlio
-sulla sua evidente blenorragia, che crede cementare il sesso vivace
-della sua bambina sedicenne chiudendola in casa con catenacci di
-paternali idiote.
-
-Mentre egli va -- ipocritamente -- a fumare la pipa in un bordello per
-narrare omericamente sull'origliere a una prostituta i difetti di sua
-moglie, sua figlia chiusa in casa spalanca la finestra e le gambe allo
-studente che dalla finestra di faccia le spiega la _virtus_ latina.
-
-La vita italiana di domani altro non deve essere che una serie di bombe
-a mano lanciate nelle gambe degli importuni pesantissimi due nemici: il
-prete e il carabiniere. La primavera ride e scoppia sotto le leggi, i
-divieti, i confessionali, i senati, vince e vincerà _sempre_; ma quanto
-sarebbero più splendidi i suoi frutti se un giorno si sentisse
-finalmente una voce riempire l'azzurro: il Papato è fuori, fuori
-d'Italia con l'ultimo dei Preti e l'ultimo dei Carabinieri!
-
-La nostra guerra vittoriosa ha rivelato un antagonismo feroce fra i
-combattenti e i carabinieri. Come tra gli interventisti e i preti d'ogni
-specie: clericali, professori e socialisti.
-
-Gli _arditi_ odiano i carabinieri. Questi hanno sognato di mettere le
-manette agli Eroi.
-
-Secondo loro gli Eroi devono essere gente quieta, che non grida, che
-prevede, ha paura, va adagio, non ha gomiti nelle folle, aspetta
-pazientemente agli sportelli dove l'abrutitissimo impiegato di stato fa
-tutti i suoi comodi e distribuisce la lentezza.
-
-Gli _arditi_ disprezzano i reticolati e la disciplina militare, queste
-manette imposte dal professoralismo strategico e dalla scienza
-teutonica.
-
-Improvvisano tutto e specialmente la vittoria. Sono futuristi: non si
-curano dei «rincalzi» romani, forniti dalla storia e non vogliono essere
-preceduti da bombardamenti sapienti.
-
-Sorprendono la trincea nemica che ha la forma di un banchiere panciuto,
-la sfondano, la svaligiano e così, di slancio, a Trieste.
-
-I carabinieri durante la guerra avevano il còmpito di verificare
-minuziosamente i passaporti per afferrare al passaggio le numerosissime
-spie. Ne lasciarono passare molte, impiegarono 4 anni ad imparare questo
-mestiere di controlli ed ora, finalmente lo sanno fare così bene che non
-smettono più di verificare i passaporti di noi vincitori.
-
-Preti come i preti, custodi della lentezza e della burocrazia,
-medioevali, perniciosissimi imprigionatori della Primavera ardita e
-veloce piena di fiumi rivoluzionari!
-
-Concludendo, bisogna:
-
-Sostituire all'attuale anticlericalismo retorico e quietista un
-anticlericalismo d'azione, violento e reciso per sgombrare l'Italia e
-Roma dal suo medioevo teocratico che potrà scegliere una terra adatta
-dove morire lentamente.
-
-Il nostro anticlericalismo intransigentissimo e integrale, costituisce
-la base del nostro programma politico, non ammette mezzi termini nè
-transazioni, esige nettamente l'espulsione.
-
-Il nostro anticlericalismo vuole liberare l'Italia dalle chiese, dai
-preti, dai frati, dalle monache, dalle madonne, dai ceri e dalle
-campane.
-
-Unica religione, l'Italia di domani. Per lei noi ci siamo battuti senza
-curarci delle forme di governo destinate necessariamente a seguire il
-medioevo teocratico e religioso nella sua fatale caduta.
-
-
-
-
- 11.
-
-
- Patriottismo futurista.
-
-
-L'Idea di patria non è per noi un prolungamento ideale del sentimento
-della famiglia.
-
-Il sentimento della famiglia è un sentimento inferiore, quasi animale,
-creato dalla paura delle grandi belve libere e delle notti gonfie
-d'agguati e d'avventure. Nasce coi primi segni della vecchiaia che
-screpolano la metallica gioventù. Primi segni di quietismo, di saggia
-prudenza moderatrice, bisogno di riposarsi, di ammainare le vele in un
-porto di calma e di comodità.
-
-La lampada familiare è una luminosa chioccia che cova delle uova putride
-di vigliaccheria. Padre, madre, nonna, zia e figli dopo alcune stupide
-schermaglie finiscono sempre per complottare insieme contro il divino
-pericolo e l'eroismo senza speranza. E la zuppiera fumante è
-l'incensiere di questo tempio della monotonia.
-
-L'Idea di patria invece è una idea assolutamente superiore.
-
-Rappresenta il massimo allargamento della generosità dell'individuo
-straripante in cerchio verso tutti gli esseri umani simili a lui o
-affini, simpatizzanti e simpatici.
-
-Rappresenta la più vasta solidarietà concreta d'interessi agricoli,
-fluviali, portuali, commerciali, industriali legati insieme da un'unica
-configurazione geografica, da una stessa miscela di climi e da una
-stessa colorazione di orizzonti.
-
-Rappresenta precisamente la distruzione del sentimento di famiglia
-egoistica, ristretta, divenuta inutile o dannosa all'individuo.
-
-Alcuni dicono: la patria è la nostra grande famiglia. Altri possono dire
-che la famiglia è una piccola patria. Noi dichiariamo che il cuore
-dell'uomo spacca e annulla nella sua espansione circolare il piccolo
-cerchio soffocatore della famiglia per giungere fino agli orli estremi
-della Patria dove sente palpitare i suoi connazionali di frontiera come
-se fossero i nervi periferici del suo corpo.
-
-L'idea di patria annulla l'idea di famiglia. È un'idea generosa, eroica,
-dinamica, futurista, mentre l'idea di famiglia è gretta, paurosa,
-statica, conservatrice, passatista.
-
-La vera concezione di patria nasce per la prima volta oggi dalla
-concezione futurista del Mondo. È stata prima d'ora una confusa miscela
-di campanilismo, di retorica greco-romana, di eloquenza commemorativa e
-d'istinto eroico incosciente. Hanno stupidamente poggiata questa idea
-sulla commemorazione degli Eroi, sulla sfiducia nei vivi, sulla paura
-della guerra, sulla restaurazione conservatrice di tutto ciò che era
-morto.
-
-Il patriottismo futurista è invece la passione accanita, violenta e
-tenace per il divenire-progresso-rivoluzione della propria razza
-lanciata alla conquista delle mete più lontane.
-
-Come massima potenza affettiva dell'individuo il patriottismo futurista
-pur essendo di essenza disinteressata, si trasforma in utilità pratica
-per la continuità e lo sviluppo della razza che favorisce.
-
-Il patriotta italiano invece di lavorare per i suoi figli, lavora, si
-batte e muore per gli italiani di domani. Massima potenza di amore
-paterno: invece di 4 o 5 figli sentirne nel cuore 40 milioni.
-
-Il cerchio affettivo del mio cuore italiano tendendosi smisuratamente
-abbraccia la patria cioè la massima quantità manovrabile di ideali,
-interessi, bisogni miei, nostri, legati fra loro e non in contrasto fra
-di loro.
-
-Data la conformazione della nostra divina penisola, la varietà piacevole
-dei suoi climi, dato il sangue straricco di qualità varie, ma unico e
-tipico della nostra razza, la massima quantità manovrabile d'interessi e
-d'ideali nostri legati fra di loro e non in contrasto include il
-Trentino, l'Istria, la Dalmazia, Vallona, Rodi, Smirne, Bengasi,
-Tripoli.
-
-Concludendo: la patria è il massimo prolungamento dell'individuo o
-meglio: il più vasto individuo vivo capace di vivere lungamente, di
-dirigere, dominare e difendere tutte le parti del suo corpo.
-
-
-
-
- 12.
-
-
- Pacifismo e Società delle Nazioni carabiniera.
-
-
-La Società delle Nazioni è una vecchia idea mazziniana rinata oggi e
-riverniciata a nuovo. Idea passatista fondata su una spasmodica speranza
-di pace universale eterna che presuppone il miracoloso cambiamento in
-latte e miele di tutto il sangue che scorre nelle vene delle razze.
-Presuppone inoltre un'eguaglianza assoluta spirituale e fisica dei
-popoli. Fa astrazione completa dalla varietà infinita di tipi diversi di
-popoli che occupano ognuno un loro gradino sulle numerose scale di
-valori e di sviluppi, dal cannibale salendo un poco al Tuareg, salendo
-un poco al Prussiano, salendo un poco al Croato, salendo molto fino al
-Francese, all'Inglese, salendo molto fino all'Italiano.
-
-La concezione della Società delle Nazioni rinasce oggi:
-
-1) Dalla stanchezza della guerra e dalla paura di una nuova guerra.
-
-2) Dalla paura di una rivoluzione.
-
-Il corridore che buttandosi sul letto dopo una corsa frenetica, sfinito
-dalla stanchezza maledice la corsa è altrettanto naturale che il
-combattente che dopo una guerra violenta e sanguinosa maledice la
-guerra.
-
-Essi trasformano tutte le loro fatiche logicamente mescolate di
-disillusioni e di piccoli rancori in un motivo sufficiente per
-condannare in blocco la gioia di correre e l'entusiasmo di combattere.
-
-La pace non può essere l'ideale assoluto di un'anima virile come il
-sonno non può essere l'ideale assoluto di un corpo sano.
-
-La Società delle Nazioni è una delle tante ideologie fiorite dalla
-stanchezza e dall'esaurimento nervoso.
-
-La Società delle Nazioni se verrà realizzata come fu sognata, sarà o
-_platonica_, specie di nuovo tribunale dell'Aia, senza efficacia, o
-_attiva_, e diventerà in questo caso soffocatrice d'ogni libertà e
-d'ogni sviluppo nazionale.
-
-In questo secondo caso avendo bisogno di sanzioni, pene e minaccie dovrà
-avere un esercito di terra e di mare internazionale. Questo esercito per
-garantire il disarmo e impedire eventuali subdoli armamenti dovrà
-contare per lo meno 600.000 uomini. Avremo così il ridicolo e il
-pericolo e l'assurdità di una smisurata forza poliziesca al servizio di
-questo nuovo tribunale dell'Aia o Tempio della Pace. È cretino che per
-evitare la guerra si giunga così a trasformare tutti i soldati in
-poliziotti. Tutti temendo lo scoppio di una rissa o di una rivolta sulla
-gran piazza dell'Europa o sulla smisurata piazza del Mondo, ogni nazione
-verrà sorvegliata come una specie di dimostrante riottoso o di anarchico
-sospetto da acciuffare e da imprigionare al primo grido d'allarme.
-
-Non _Società delle Nazioni_, ma semplicemente carabinierismo universale.
-L'arma dei carabinieri a custodia dei popoli grandi borghesi intimoriti.
-
-Vinta, umiliata e diminuita la Germania, sfasciato l'Impero
-austroungarico, l'unica Società delle Nazioni possibili, cioè la Società
-delle Nazioni vittoriose, è di fatto già formata in tutto il suo massimo
-valore di diritto-forza contro la possibile vendetta della _Forza senza
-diritto_. Se i vinti accenneranno un movimento di rivincita, questa
-Società delle Nazioni vittoriose reprimerà e sopprimerà.
-
-Nella Società delle Nazioni concepita dagli utopisti, costituita da
-Popoli vittoriosi, vinti, neutri, neonati sani e rachitici, vecchi e
-invalidi avverrà fatalmente che quello migliore fra tutti e più potente
-alzerà la voce.
-
-La Società interverrà minacciando. Discussioni violente. L'esercito
-internazionale non interverrà subito con la forza perchè sarà legge
-fondamentale della Società che la forza è da condannarsi
-sistematicamente. Si discuterà, ma pur discutendo la Nazione forte e
-minacciata dal carabinierismo della Società si armerà nascostamente o
-apertamente.
-
-Avremo allora in presenza l'uno dell'altro due eserciti. La Società avrà
-una minoranza e una maggioranza, vi saranno coalizioni di tre, quattro o
-cinque nazioni simpatizzanti fra loro e camorre nascoste per sventarle o
-tradirle. Un ambizioso rappresentante di nazione rappresenterà in realtà
-un dato gruppo industriale a scapito e in contrasto con gli interessi
-della Nazione da lui rappresentati.
-
-Vi sarà un parlamentino o un parlamentone con tutte le bassezze, i
-personalismi, le burocrazie cretine che caratterizzano i Parlamenti.
-
-Lo spirito emulativo delle razze e l'impeto rivoluzionario che le agita
-igienicamente interverrà ad ogni modo e il solito ciclone d'eroismo e di
-distruzione che investe di tempo in tempo i popoli travolgerà la Società
-delle Nazioni.
-
-L'aureola luminosa che orna il capo di Wilson Messia della Pace Eterna
-non può durare. Il glorioso rappresentante del poderoso intervento
-americano non detiene la formula pacificatrice della guerra. Fiducia e
-pretesa assurda quella di abolire per sempre la guerra; simile alla
-pretesa e fiducia assurda dei bolsceviki russi che credettero di trovare
-(dopo il fallimento di tante rivoluzioni) la formula unica definitiva
-della questione sociale (capitalismo, proletariato, contadini,
-diseredati) in un comunismo semplificatore e livellatore oggi già irto
-di feroci vendette e tutto ineguale come un mare in tempesta.
-
-La Società delle Nazioni essendo nata dalla paura di una seconda guerra
-e ancor più dalla paura di una Rivoluzione probabile, nasconde un
-desiderio spasmodico di ordine carceriere, di autocrazia, di reazione
-moralistica e poliziesca. Questo desiderio è mascheratissimo, si
-comprende, poichè in contrasto assoluto con tutte le ideologie
-libertarie sventolate sui combattenti della Intesa per sorreggerne lo
-slancio eroico.
-
-
-Noi futuristi che non abbiamo paura nè della Rivoluzione nè della
-guerra, noi futuristi senza stanchezza e pronti a tutto per il Divenire
-anche esplosivo della nostra razza, rivolgiamo a Wilson, quale tipico
-rappresentante della formula Società delle Nazioni, le seguenti domande:
-
-1) La Società delle Nazioni sarà animata da spirito rivoluzionario o da
-spirito conservatore?
-
-2) La Società delle Nazioni essendo nata dalla conflagrazione
-rivoluzionaria riuscirà -- come speriamo -- ad escludere i
-rappresentanti reazionari delle Nazioni?
-
-3) La Società delle Nazioni interverrà o si disinteresserà nelle
-questioni interne capitali delle Nazioni rappresentate?
-
-4) La Società delle Nazioni aiuterà ogni nazione a rinnovarsi
-internamente e a sgomberare i suoi decrepiti passatismi?
-
-5) Nel caso tipico italiano la Società delle Nazioni favorirà il nostro
-necessario urgente svaticanamento dell'Italia o lo contrarierà?
-
-_That is the question, dear Wilson!_
-
-6) La Società delle Nazioni sarà dunque una specie di Paradiso
-terrestre, la mèta della umanità. Dovremo fermarci in questo paradiso?
-
-
-Temo che Wilson essendo stato trascinato dalla conflagrazione futurista
-del mondo ad una concezione di Società futura, sia in realtà mal
-convertito al Futurismo e rimanga un elegante professore di diritto che
-ha trovato non in trincea, ma nei suoi vecchi libri, la formula
-pacificatrice della guerra, una specie di Dio-_bonne à-tout-faire_ per
-beghina in transatlantico. Naufragheranno insieme nell'Oceano...
-Pacifico!
-
-Combattiamo la concezione della Società delle Nazioni non per
-imperialismo, ma per amore della Rivoluzione.
-
-Non bisogna temere nè guerra nè rivoluzione. Ogni nazione superando il
-periodo naturale di stanchezza deve passare serenamente dalla guerra
-alla pace vigile e laboriosa, governandosi da sè e mettendosi in grado
-di difendersi e svilupparsi senza il carabinierismo assurdo della _Lega
-delle Nazioni_.
-
-Crollati gli Imperi della Germania, dell'Austria-Ungheria, della Russia,
-della Turchia col loro decrepito semplicismo autocratico barbarico
-medioevale, clericale, poliziesco, grossolano, la paura di una nuova
-guerra è una indegnità.
-
-La paura è pessima consigliera. Cosicchè -- dopo il crollo del Kaiser e
-della Germania si vuole copiare la Confederazione germanica creando una
-grande Confederazione pacifista della vigliaccheria e del quieto vivere.
-Il mondo dovrebbe diventare una smisurata Germania pacifista con una
-Prussia di cocciuto pacifismo alla testa, una Berlino di ostinato e
-retrogrado, cubico quieto-vivere, un'enorme burocrazia per archivizzare
-le diverse paure dei popoli e naturalmente un grande Kaiser di
-decorativo latte-miele sopra tutto.
-
-Concezione tedesca pletorica, professorale, antiumana, strangolatrice,
-reazionaria, stagnante, regressiva, arteriosclerotica, passatista.
-
-Ridicolo collettivismo delle nazioni evirate con obbligatoria
-deposizione dei testicoli in comune.
-
-Concezione aprioristica contraria ad ogni futurismo nazionale. Ogni
-nazione è etnicamente e geograficamente un grande individuo, il più
-grande individuo capace di vivere. È inoltre il massimo prolungamento
-dell'individuo. È inoltre la più vasta solidarietà concreta, naturale,
-cosciente e sincera, il massimo aggregato di forze umane legate da
-interessi comuni e simpatie profonde.
-
-È il massimo numero d'uomini che possano vivere in una solidarietà
-assoluta di interessi e di ideali.
-
-Bisogna dunque rispettare la sua libertà e il suo sviluppo.
-
-La possibilità di una guerra lontana è un'atmosfera sana per un popolo.
-L'atmosfera di una rivoluzione possibile è una atmosfera ancor più sana
-per un governo che non può così nè addormentarsi nè tradire.
-
-La Società delle Nazioni è specialmente concepita come una morfina o una
-questura antirivoluzionaria.
-
-Noi futuristi la condanniamo recisamente perchè è la negazione di ogni
-_interventismo_ (questa parola divina).
-
-
-
-
- 13.
-
-
- Contro l'immonda anzianità, la burocrazia, per il decentramento.
-
-
-Esempi tipici della nostra barbara, pedantesca burocrazia: Per
-impiantare la luce elettrica nella stazione ferroviaria di Caltagirone
-occorsero 3 anni di laboriose trattative e un volume di carta scritta, e
-per la consegna del piazzale esterno della Stazione Ferroviaria al
-Comune di Caltagirone si discute da 13 anni. I fascicoli voluminosi
-della pratica del Comune sono già 3, fin'oggi. 20 convegni sul posto con
-ispettori, ingegneri e simili.
-
-Il poeta futurista Paolo Buzzi che è anche uno dei rarissimi geniali
-funzionarî d'Italia, segretario alla Deputazione provinciale di Milano,
-interrogato da me sui recenti progetti di riforma della burocrazia, mi
-rispondeva con le seguenti considerazioni:
-
-Il progetto di riforma della burocrazia presentato recentemente dalla
-Commissione di studio presieduta dal senatore Villa al Ministero del
-Tesoro è, nelle sue linee generali, lodevole.
-
-Si eleva, con esso, di colpo, il tono delle categorie così dette _di
-concetto_ nelle quali il criterio d'avanzamento è fissato in base a
-concorsi e premi per speciali benemerenze. L'allettamento materiale è
-dato dall'aumento sensibile degli stipendi, dalla garanzia della
-carriera a _ruoli aperti_ e dal modernissimo criterio delle
-_cointeressenze_ sugli utili dell'azienda pubblica.
-
-Un miglior organamento delle pensioni con possibilità di realizzo di
-capitali dopo un certo numero d'anni di servizio, segna qualcosa di
-veramente _umano_, finalmente, in questo argomento sul quale tante
-chiacchiere vane vennero fatte e meglio invece sarebbe stato, _pietatis
-et dignitatis causa_, tacere in attesa d'agire.
-
-Lo Stato traccia, così, le sue linee generali. Le Provincie ed i Comuni
-dovranno seguirle, ormai sicuri di non trovare inceppi negli organi
-tutori che, finora, siluravano i progetti organici più audaci
-trincerandosi dietro la comoda ragione che non si potessero fare ai
-funzionari degli Enti locali trattamenti più favorevoli di quelli fatti
-ai funzionari dello Stato.
-
-È tempo che queste distinzioni sorpassatissime, abbiano a cessare. Tutti
-i lavoratori degli uffici sono uguali di fronte alla Pubblica Cosa.
-
-I Comuni altro non sono che deanellamenti istologici, attraverso la
-spina dorsale delle Provincie, dello Stato. E nei grandi Comuni e nelle
-grandi Provincie è risaputo che la vita amministrativa non è se non un
-più analitico processo della vita politica, certo ne è il lievito
-elementare, sempre essa si irradia attraverso organismi tecnici i quali
-costituiscono ormai dei veri e propri dicasteri.
-
-La politica del lavoro, questa grande ossigenatura della vita pubblica
-moderna, è fatta ormai anche dagli Enti locali. Ogni Giunta municipale,
-ogni Deputazione Provinciale che si rispetti ha preceduto lo stesso
-Governo nella creazione d'un Dicastero del Lavoro.
-
-E così la materia delicata e complessa degli Organici può ormai
-sottrarsi allo stitico quando non sia ostile àmbito di Presidenze
-retrive o di Ragionerie microcefale per essere portato nella sua degna e
-naturale sede, là dove si dibattono con vedute nuove i problemi della
-mano d'opera e dei conflitti fra capitale e lavoro, alla luce dei tempi
-che corrono e col concorso democraticamente pareggiato delle due parti.
-
-Col nuovo progetto sulla burocrazia vengono moralmente assai più elevate
-le figure oltrechè dei Direttori generali, dei Capi Divisione e dei
-Segretari.
-
-Il che, di conseguenza, importerà un congruo elevamento, nelle
-Amministrazioni locali, delle figure dei Segretari generali e degli
-altri Funzionari di Segreteria, oggi spesso ingiustamente disconosciute,
-messe ad un livello virtualmente inferiore a quello dei Segretari
-Comunali, che sono i veri maggiorenti nei piccoli Comuni, quasi ovunque
-sacrificati alle invadenze delle Ragionerie le quali dovranno avere,
-alla lor volta, garantiti i migliori sviluppi materiali e morali, ma a
-parte, in una carriera ben delimitata, di puro controllo cifrario,
-estranea ad ogni _débordement_ di merito, ridotti alle proporzioni dei
-Corpi contabili nell'Esercito, dove solo prevale uno Stato Maggiore di
-intellettuali che costituzionalmente si sovrappone agli stessi ufficiali
-delle armi dotte e delle specialità scientifiche.
-
-Che l'importanza di questi Funzionari direttivi debba essere
-definitivamente fissata e posta in rilievo anche dai nuovi organici
-degli Enti locali è intuitivo, ove si pensi che il progetto di riforma
-della burocrazia di Stato non toglierà di mezzo, se pure li attenuerà, i
-difetti ai quali si imputa ogni giorno in Italia l'arrugginimento della
-Macchina governativa. In Italia, dico io, e in Francia (per parlare del
-paese che la Vittoria ha ancor più affinizzato al nostro) se uno dei più
-eletti spiriti politici della latinità moderna, Paul Déchanel, ha, in un
-suo nuovo libretto: _La Décentralisation_, non da oggi invocato dal
-decentramento la salvezza dell'Amministrazione anche nella luminosa
-Repubblica, di cui probabilmente l'anno venturo sarà il Presidente. In
-Italia bisognerebbe essere incoscienti per non comprendere che la chiave
-di volta del miglior assetto pubblico (ed io aggiungo la sola
-piattaforma positiva sulla quale si dovrebbero impiantare le imminenti
-elezioni) è il Decentramento.
-
-Tornerò, per meglio spiegarmi, su questo tema essenziale, con la dovuta
-ampiezza e l'indispensabile coraggio civile.
-
-Ma io dico fin d'ora: per ben decentrare, bisogna che si trovi già
-saldamente impiantato il telaio organico delle Amministrazioni
-centrifughe. Si potrà e si dovrà, ben inteso, fare tutta una rifusione
-di forze burocratiche, liberamente scambiabile, dal centro alla
-periferia, per tener conto di tutti i lavoratori disponibili e delle
-conseguenze diverse.
-
-Ma il montaggio dei pezzi dislocati non potrà essere fatto che intorno
-ai motori fissi di produzione etnica che già si trovano in posto. Lo
-Stato si scinderà in Regioni che le Provincie ricostituiranno sulla base
-delle loro tradizioni storiche, economiche, politiche e burocratiche. I
-Comuni, prendendo alla lor volta fiato, oltrechè dalle proprie
-tradizioni, in Italia magnifiche, dalle nuove correnti energetiche della
-vita nazionale, meglio producendo e meglio ricavando dall'ambito
-costituzionale alleggerito, dinamizzati dallo stesso isveltimento del
-ritmo pubblico locale, che si farà sentire attraverso la finanza, la
-cultura, l'igiene, la viabilità, le comunicazioni, l'assistenza e la
-previdenza sociale, ecc., daranno man forte alla Regione, invece di
-richiederne, come oggi fanno, alla Provincia. E l'atmosfera liberista e
-laburista, la sola unica vera nella quale oggi debbono muoversi gli
-organismi collettivi, si troverà saldamente piazzata dalle Alpi al Mare
-sopra un cumulo di forze ringiovanite, sorrette da crediti rinsanguati
-ed equilibratamente distribuiti, per la salvezza e la fortuna d'Italia.
-
-Decentrati gli organismi di Stato, io vedo in gran parte tolti i mali
-attivi e passivi della Burocrazia. La macchina si velocizzerà perchè
-negli elementi dinamici sarà penetrata la passione che nasce dai più
-facili riconoscimenti materiali e morali. E, sopratutto, si sarà operata
-la selezione dei migliori: ed i mediocri saranno spazzati a colpi di
-frusta dal tempo, come si augura, nel suo brillante articolo (apparso
-sull'ultimo numero di _Roma futurista_) lo Zuccari.
-
-Perchè tutti sono d'accordo che i servizi miglioreranno se saranno
-decentrati, non solo, ma ridotti d'organico. Date a dei giovani
-d'ingegno e di volontà una pattuglia pur scarna di lavoratori: e libertà
-d'azione e pieno senso di responsabilità. Ciò che fu fatto nelle
-trincee, si farà negli uffici. Allungate pure gli orari commisurandoli
-agli aumentati supplementi d'onorario. Cointeressate al più intenso
-rendimento dell'opera: premiate il valore burocratico: assicurate ai
-pochi ma buoni un _massimo_ di carriera possibile: e per i servizi in
-subordine, per le mansioni ausiliarie nelle quali il numero può essere
-indispensabile a pregiudizio, talvolta, dell'entità del compenso,
-anzichè reclutare dell'elemento maschile che potrebbe trovare più sano
-collocamento nell'industria, nel commercio o nell'agricoltura, reclutate
-delle donne!
-
-Le donne hanno dato la loro parte di nobile rendimento alla causa della
-guerra. Non dimentichiamole! Esse, se intelligenti e colte, sono delle
-eccellenti collaboratrici nelle pubbliche aziende. Il loro lavoro vibra,
-quasi sempre, di passione ed è doppiamente redditizio di quello degli
-uomini. Negli archivi, dove la necessaria pazienza nel rintraccio e nel
-riordino delle carte è quella insita ai loro stessi domestici istinti
-conservatori, nelle copisterie dove le Remington hanno ereditato il
-ritmo delle Singer passandolo dal pedale alla tastiera, nelle spedizioni
-dove la celerità e l'ordine, pregi essenzialmente femminili, facilitano
-il movimento dei carteggi, ai telefoni, ai magazzini, ai depositi, lo so
-per prova diretta, ormai, che le donne sono indispensabili e
-garantiscono la dignità dell'Amministrazione che non ha più, mercè loro,
-bisogno d'assoldare dei paria sempre malcontenti e perciò, in fondo,
-sabotatori del buon lavoro altrui.
-
-Con ciò credo aver toccato alcuni punti essenziali della riforma
-burocratica, che, ripeto, per esperienza e per convinzione, reputo
-estensibile, ormai, a tutte le Amministrazioni pubbliche d'Italia,
-statali e non statali.
-
-Inutile un esame psicologico della questione. In fondo siamo sempre ai
-termini che Balzac ha immortalato nel suo saggio _Les Employés_, perchè
-gli uomini saranno sempre gli uomini e le greppie (dico io) sempre
-saranno le greppie.
-
-Ma non posso in tutto dividere l'avversione dello Zuccari contro la
-casta.
-
-Non è vero che la burocrazia italiana sia un branco di parassiti e di
-fannulloni. Vi sono dei valori realissimi di cultura, d'ingegno,
-d'abnegazione che rendono al Paese il 100 per 10. E non dimentichiamo
-che da noi, in mancanza di mecenati e di pensioni accademiche, in più
-d'un caso lo stipendio serve a garantire il pane al pensatore,
-all'artista, allo studioso che sa sdoppiarsi ed offrire una doppia
-energia alla Patria. Vi sono, si capisce, i rovesci di medaglia, i casi
-di pietà e, se non d'obbrobrio, di disperazione. Il Corbino trattò con
-mano felicissima, in indimenticabili puntate della Rivista
-_Avvenimenti_, il lato negativo del problema burocratico. Sono pagine,
-direi, antropologiche d'una sincerità e d'una evidenza suprema.
-
-Ma io, che da più di vent'anni vivo fra gli Impiegati e li studio con
-occhi miei, credo che da una classe, per senso abnegativo del dovere e
-per intenso amor di patria non inferiore a nessuna altra, l'Italia, da
-matrigna divenendo finalmente madre, molto potrà attendersi alla vigilia
-del suo rinnovamento ideale e sociale.
-
-Rispondo a Paolo Buzzi:
-
-1) Trovo lodevole la garanzia delle carriere a ruoli aperti. Trovo
-lodevole l'elevare il tòno delle categorie così dette di concetto col
-criterio d'avanzamento fissato in base a concorsi e a premî per speciali
-benemerenze. Ma dichiaro che disgraziatamente si procederà con timidezza
-mentre il criterio d'avanzamento e premî per speciali benemerenze
-dovrebbe essere dominatore e applicato sistematicamente.
-
-2) L'aumento degli stipendi deve essere sensibilissimo e parallelo alla
-diminuzione degli impiegati.
-
-3) Il criterio delle cointeressenze sugli utili dell'azienda pubblica
-deve essere generale.
-
-4) Bisogna procedere immediatamente al decentramento amministrativo.
-Decentramento regionale di tutte le attribuzioni amministrative e
-relativi controlli.
-
-Bisogna sviluppare le autonomie regionali e comunali; fare di ogni
-amministrazione uno strumento agile e pratico, diminuire di due terzi
-gli impiegati, raddoppiando gli stipendi dei Capi-servizio e rendendo
-difficili ma non teorici i concorsi. Dare ai Capi-servizio la
-responsabilità diretta e il conseguente obbligo di alleggerire e
-semplificare tutto.
-
-Tutto ciò non basta, bisogna per raggiungere ad un'agile amministrazione
-decentrata poco costosa, semplificatrice e pratica, abolire l'immonda
-anzianità in tutte le amministrazioni.
-
-Nella carriera diplomatica e in tutti i rami della vita nazionale.
-
-Bisogna premiare direttamente l'ingegno pratico e semplificatore dei
-buoni impiegati e giungere così ad una organizzazione semplificata a
-tipo industriale.
-
-Questo non potrà avvenire fintanto che trionferà l'assurdo prestigio dei
-diplomi accademici e fintanto che l'iniziativa commerciale e industriale
-procederà lentamente senza un assiduo incoraggiamento di premî
-allettatori e sostentatori.
-
-Non condivido il pessimismo di Paolo Buzzi sull'ingombro burocratico che
-egli crede insanabile. È questione di coraggio nell'operazione
-chirurgica che dovrà essere violenta, profonda, e senza pietà partendo
-da questi due principî:
-
-1) Decentramento.
-
-2) Abolizione della anzianità.
-
-Non condivido l'ottimismo di Paolo Buzzi sulla classe degli impiegati.
-Vi sono eccezioni ma naufragano nell'oceano dei parassiti e dei
-fannulloni.
-
-Parassiti e fannulloni plasmati tali dall'atmosfera tediosa, pedante,
-scettica, irresponsabile, senza luce, senza ambizione, quietista, vile
-taccagna, abbrutente degli attuali ambienti burocratici.
-
-Volete diventare rivoluzionarî? Volete sentirvi nelle mani un desiderio
-pazzo di lanciar bombe, bruciare, massacrare, radere al suolo?
-
-Volete, malgrado il vostro temperamento placido e sedentario, diventare
-il più violento e sanguinario anarchico?
-
-Passate mezz'ora in un ufficio governativo!
-
-Non è ammissibile che la nostra meravigliosa guerra rivoluzionaria,
-vittoriosa, dopo averci liberati dall'Impero austroungarico, feroce
-burocrazia esterna, non ci liberi dall'assurda elefantiasi burocratica
-interna.
-
-Non ho che un sol timore quando penso alla rivoluzione: Quello che anche
-violentissima, totale e ben diretta lasci sussistere in Italia la forse
-immortale Burocrazia.
-
-Tutti gli Italiani intelligenti pensano come me. Vi sono dovunque nel
-mondo -- oggi -- dei tentativi riuscitissimi per creare nuovi organismi
-su basi antiburocratiche.
-
-La conflagrazione portando un uomo giovane e di grande ingegno come il
-generale Badoglio dal grado di tenente colonnello, al grado di sottocapo
-di Stato Maggiore di un esercito di 5 milioni di uomini, ha dato una
-mazzata energica al principio di anzianità. Più volte abbiamo
-glorificato questo carattere assolutamente futurista della
-conflagrazione.
-
-Nello sviluppo meraviglioso dell'aviazione inglese dominarono
-fortunatamente due principî futuristi:
-
-1) Si diedero i gradi di merito e venne abolita l'anzianità.
-
-2) Trionfò sistematicamente il principio di preferire il più giovane.
-
-La gioventù non fu un argomento per impedire che un aviatore abile,
-intelligente, esperto, avesse il grado meritato. Vi furono molti _assi_
-gloriosi per aver precipitato numerose vittime nemiche che rimasero a
-lungo sottotenenti poichè il coraggio, l'abilità di volo e d'attacco non
-bastavano. Si dava, secondo la concezione _veramente_ futurista molta
-importanza all'abilità organizzatrice.
-
-Predominava non soltanto il principio del merito fuori d'ogni anzianità,
-del più giovane, ma specialmente del migliore organizzatore. Ed era
-logico poichè si trattava di creare _dal nulla_ una grande
-organizzazione.
-
-Fu così possibile creare più di 40.000 piloti inglesi e di mettere a
-disposizione della linea francese 2500 aeroplani pronti a volare.
-
-Queste constatazioni non devono però ispirarci un eccessivo pessimismo
-sullo sforzo aviatorio italiano, veramente glorioso.
-
-È indiscutibile che il merito dell'Inghilterra in questo sforzo
-trionfale è diminuito dallo spreco enorme di denaro. Un aviatore inglese
-mi diceva: «il denaro ha salvato l'Inghilterra. Lo sforzo aviatorio
-italiano è infinitamente più grande del nostro perchè fatto con denaro
-limitato».
-
-Questo aviatore inglese aggiungeva che in Scozia il governo inglese
-spese 500.000 sterline per fondare una scuola d'aviazione _per assi_ e
-il denaro fu tutto perduto perchè la località prescelta ventosissima e
-burrascosa, non permetteva di volare che 4 mesi all'anno.
-
-Il futurista Volt risponde con acume alle obbiezioni correnti dei
-difensori della anzianità:
-
-Se tutti i vecchi fossero della tempra del vecchio Clemenceau, io non
-esiterei a schierarmi fra i paladini della più ferrea gerontocrazia.
-Disgraziatamente o fortunatamente non è così.
-
-È noto che fra i trenta e i quarant'anni la maggior parte degli uomini
-normali subiscono quella specie di involuzione spirituale che viene
-eufemisticamente chiamata «metter giudizio». Se si tratta di un artista,
-l'individuo prende moglie e per dar da mangiare ai marmocchi si mette a
-far dell'arte commerciale. Se è un uomo politico, mette accuratamente da
-parte ogni opinione meno che ortodossa per irreggimentarsi nella
-incolore maggioranza politica del momento. Ai _difetti_ della età
-giovanile succedono, a unanime compiacimento di amici e congiunti, le
-_qualità_ dell'uomo serio e maturo: la prudenza (leggi: paura cronica),
-la ponderazione (cioè indecisione, mancanza di iniziativa e lentezza) e
-la gravità (adorazione del mezzo termine e orrore di ogni specie di
-innovamento).
-
-E siccome gli uomini di governo vengono esclusivamente reclutati fra
-questi _uomini serii_ e ben stagionati, ne segue che le suddette
-_qualità_ senili danno la loro impronta a tutto l'indirizzo della
-politica estera e interna di una nazione.
-
-La politica estera sarà quindi _prudente_ e cioè pronta alle peggiori
-rinunzie (vedi «politica delle mani nette», «piede di casa»,
-«neutralismo») e _ponderata_, cioè lascierà sfuggire le migliori
-occasioni per affermare la potenza politica della nazione (Cairoli,
-ecc., ecc.). La politica interna poi sarà _grave e seria_, cioè basata
-sul compromesso ed essenzialmente conservatrice, benchè larvata di
-formule avveniristiche (giolittismo, Depretis e C.).
-
-Tale infatti è la storia politica del Regno d'Italia da Custoza
-all'impresa di Tripoli. La guerra attuale capovolse codesto sistema di
-cose. Le qualità eminentemente giovanili e interventiste del coraggio,
-della iniziativa e dell'agilità spirituale sopraffanno impetuosamente la
-mentalità tarda e neutrale della vecchia Italia. Coronamento pratico e
-giuridico di questa rivoluzione spirituale del popolo italiano non potrà
-essere altro che l'_abolizione del criterio di anzianità_ in tutte le
-carriere governative e nel libero apprezzamento del pubblico.
-
-
-
-
- 14.
-
-
- Il proletariato dei geniali.
-
-
-È indiscutibile che la nostra razza supera tutte le razze per il numero
-stragrande di geniali che produce.
-
-Nel più piccolo nucleo italiano, nel più piccolo villaggio vi sono
-_sempre_ sette, otto giovani ventenni che fremono d'ansia creatrice,
-pieni d'un orgoglio ambizioso che si manifesta in volumi inediti di
-versi e in scoppi di eloquenza sulle piazze nei comizi politici.
-
-Alcuni sono dei veri illusi, ma _sono pochi_. Non potrebbero giungere al
-vero ingegno. Sono però sempre dei temperamenti a fondo geniale, cioè
-suscettibili di sviluppo e utilizzabili per accrescere l'intellettualità
-geniale di un paese.
-
-In quello stesso nucleo o piccolo villaggio italiano è facile trovare
-sette, otto uomini maturi che nella loro piccola vita d'impiegato, di
-professionista nei caffè del loro quartiere e in famiglia portano sul
-capo l'aureola malinconica del geniale fallito. Sono dei rottami di
-genialità che non hanno mai avuto un'atmosfera favorevole e furono
-perciò subito stroncati dalle necessità economiche e sentimentali.
-
-Il movimento artistico futurista da noi iniziato 11 anni fa aveva
-precisamente per scopo di svecchiare brutalmente l'ambiente
-artistico-letterario, esautorarne e distruggere la gerontocrazia,
-svalutare i critici e i professori pedanti, incoraggiare tutti gli
-slanci temerarî dell'ingegno giovanile per preparare un'atmosfera
-veramente ossigenata di salute, incoraggiamento e aiuto a tutti i
-giovani geniali d'Italia.
-
-Sono certamente due o trecentomila in Italia.
-
-Incoraggiarli tutti, centuplicarne l'orgoglio, aprire davanti a loro
-tutti i varchi, diminuire al più presto, così, il numero dei geniali
-italiani falliti e stroncati.
-
-Ho spiegato in molte opere precedenti come i 3/4 dei vizi mentali, delle
-debolezze, degli errori, delle viltà e delle lentezze che si opponevano
-al celere progresso dell'Italia derivavano da ciò che noi chiamiamo il
-Passatismo. Culto ossessionante del passato e delle glorie antiche,
-misoneismo cocciuto, valutazione pessimista delle forze della nostra
-razza, accademismo scolastico, purismo letterario, culto del plagio,
-copia dell'antico, adorazione del museo, esaltazione dello sgobbone,
-ecc.
-
-Il Passatismo fu per molto tempo la essenza unica del sistema
-d'insegnamento e dell'educazione familiare. Era favorito da molte
-ideologie assurde più o meno importate e tipicamente antitaliane.
-
-Regnava uno schifoso intellettualismo socialistoide, antipatriottico,
-internazionalista, il quale separava il corpo dallo spirito, vagheggiava
-una stupida ipertrofia cerebrale, insegnava il perdono delle offese,
-annunziava la pace universale e la scomparsa della guerra, i cui
-_orrori_ sarebbero sostituiti da battaglie d'idee. Intellettualismo di
-origine germanica, ossessione del libro, bibliofilia, pedantedescheria.
-Disprezzo per la ginnastica, abbrutimento dei ragazzi nelle aule
-puzzolenti e chiuse, svalutazione completa della salute e della forza
-muscolare.
-
-Vegetava in quest'aria di muffa una gioventù stremenzita, senza
-freschezza primaverile e senza virilità.
-
-Quanti giovani abbiamo visto uscire dalle scuole, malinconici, curvi,
-deboli, avari di voce e di gesti, pallidi, avvizziti, con occhiali doppi
-e infinite miopie stringendo sotto il braccio con una specie di orgoglio
-spaventoso e miserando «I Promessi Sposi», come Don Rodrigo stringeva il
-suo foruncolo di peste bubbonica.
-
-La loro peste bubbonica era il culturalismo teutonico.
-
-Si andava predicando che i giovani italiani erano ignoranti e che il
-loro ingegno aveva bisogno di una cultura solida, seria, metodica. In
-realtà si predicava l'odio all'ingegno. Leggete, studiate, ponderate,
-chiudetevi nelle biblioteche, compulsate i codici, studiate gli antichi!
-Vivete nei musei! Copiate quadri e statue! Bisogna imparare a scrivere,
-a dipingere, a scolpire copiando le opere dei grandi! La lingua italiana
-è difficilissima, occorre decidere dopo _serie_ meditazioni quali siano
-i maestri da preferire e i dizionarî da consultare. Il Bartoli, il
-Boccaccio, Machiavelli, Tommaseo, Rigutini, Fanfani.... Occorre
-postillarli. Il tale ha ingegno. Ma usa francesismi. «Questa dei
-francesismi è peste varia...».
-
-In questa rete di divieti, di difficoltà inesistenti e di false divinità
-da rispettare, da evitare, da non offendere il giovane geniale smarrisce
-il suo vero istinto propulsore e deprime il suo coraggio orgoglioso.
-Tutte le sue forze rimangono contratte allo stato di angoscia dolorosa
-davanti alla strada lunghissima, senza conforto nè aiuto.
-
-Sotto il nuvolone minaccioso degli esami inutili da passare o la pioggia
-torrenziale dei compiti cretini, lo studente educa il suo cervello e il
-suo spirito alla paura e al pedantismo.
-
-Egli trova ogni sera in famiglia la tipica atmosfera di grettezza, di
-mediocrità, l'odio per tutte le forme di avventura e di audacia, i
-moralismi pretini, la goffa lotta fra l'avarizia taccagna e l'ansia del
-lusso provinciale, l'affettuosità morbosa accaparrante e soffocante
-della madre e la dura prepotenza di un padre rammollito che crede però
-suo dovere stroncare il figlio ad ogni costo _in tutto ciò che può
-sognare, desiderare, volere_.
-
-Questo giovane geniale si sente nei nervi una forza misteriosa,
-violenta. Sarà poeta, pittore, artista drammatico, costruttore di ponti
-su fiumi americani, appaltatore di terreni lontani da dissodare,
-deputato, ecc.: egli non sa esattamente.
-
-Rischierebbe volentieri tutto ciò che ha di caro e di piacevole intorno
-a sè, affetti, amicizie, primi piaceri sessuali, allegrie goliardiche,
-per ottenere immediatamente la prova diretta e la manifestazione di
-questa sua forza.
-
-Egli ha invece intorno a sè degli alti pessimismi neri, delle negazioni
-massiccie; respira lo scetticismo avvelenante e non ha un soldo in
-tasca.
-
-Se coraggiosissimo, rivoltosissimo, egli riesce a spaccare e rovesciare
-tutti i divieti, la miseria assoluta, ultimo laccio invincibile, lo
-trattiene e lo inchioda nell'assoluta impossibilità di staccarsi e di
-osare.
-
-Questi fallimenti di gioventù geniali sono numerosissimi e tipici in
-certe provincie d'Italia come la Toscana, che pur essendo
-indiscutibilmente le più intelligenti sono purtroppo le meno fattive e
-le meno utili nello sviluppo nazionale.
-
-Firenze è piena di giovani d'ingegno inoperosi e smarriti che sciorinano
-sotto i soli elettrici dei caffè dei meravigliosi tessuti di pensiero e
-di lirismo senza speranza di essere mai valutati, considerati,
-utilizzati.
-
-Scrivere? A che pro? Dov'è l'editore? Certo non pagherà, anzi vorrà
-essere pagato. Nei giornali? Il direttore è stato prescelto fra i
-quattro o cinque autentici cretini della città. Ostruzionismo, dunque
-meglio abbandonare spiralicamente il proprio canto malinconico
-nell'antico chiaro di luna che ripatina Lungarno e il Ponte Vecchio o
-godersi una «bambina» alle Cascine che offre camere ammobiliate a buon
-mercato assoluto.
-
-Ho conosciuto innumerevoli giovani geniali a Firenze, in Toscana, a
-Napoli e in Sicilia. Quasi tutti esasperati; il cuore già chiuso da un
-sordo rancore contro la società, molti avvelenati da una precocissima
-invidia che sporca la fonte chiara della ispirazione genuina e
-dell'entusiasmo giocondo, creatore.
-
-È talvolta difficilissimo conoscerli, apprezzarli, incoraggiarli. Poichè
-invece di abbracciare spiritualmente l'Italia come una vasta massa
-malleabile da plasmare essi la considerano come un reticolato idiota di
-soprusi, di camorre, di autorità scroccate, di divieti imbecilli. Ed
-hanno ragione. Dovunque, l'ingegno è svalutato, deriso, imprigionato.
-Incoronato soltanto e festeggiato il mediocre opportunista o l'ex-genio
-ormai rammollito.
-
-Il Futurismo scoprì, svegliò, rianimò, radunò molti di questi giovani
-geniali, i migliori, senza dubbio. Ma non tutti certamente. Nella vasta
-rivoluzione di serate burrascose che si propagò su tutta la Penisola, il
-Futurismo entrò in contatto con quasi tutti ma occorre un più
-sistematico intervento delle forze del paese per salvare, riaccendere e
-utilizzare tutto il vasto proletariato dei geniali.
-
-Propongo che in ogni città sia costruito uno o più Palazzi che avranno
-una denominazione sul genere di questa: «Mostra libera dell'Ingegno
-creatore».
-
-1º Verrà esposta per un mese un'opera di pittura, scultura, plastica in
-genere, disegni d'architettura, disegni di macchine, progetti
-d'invenzione.
-
-2º Verrà eseguita un'opera musicale piccola o grande, orchestrale o
-pianistica di qualsiasi genere.
-
-3º Verranno letti, esposti, declamati poemi, prose, scritti di scienza
-di qualsiasi genere, di qualsiasi forma e di tutte le dimensioni.
-
-4º Tutti i cittadini avranno il diritto di esporre gratuitamente.
-
-5º Le opere di qualsiasi genere o valore apparente, anche se
-apparentemente giudicate assurde, cretine, pazze o immorali, saranno
-accettate, esposte o lette senza giuria.
-
-
-
-
- 15.
-
-
- Governo tecnico senza parlamento, senza senato e con un Eccitatorio.
-
-
-I problemi che si affollano dopo-guerra in un paese non ricco come il
-nostro superano, credo, la potenza governativa di qualsiasi regime e
-sono destinati quindi ad avere un'unica soluzione rivoluzionaria.
-
-È indiscutibile però che il governo parlamentare col suo smisurato
-pantano burocratico è -- fra tutti i governi possibili -- il meno atto a
-risolverli.
-
-Esaminiamo la situazione dal punto di vista dei produttori.
-
-Il governo ha stanziato 3 miliardi di lavori ma nessuno cura e sollecita
-questi lavori. Per esempio: lavori ferroviari che devono provvedere alla
-disoccupazione ed evitare la crisi gravissima dei trasporti.
-
-Il governo dice: Bisogna produrre! produrre! produrre! Come si può
-produrre se tutte le industrie sono oggi creditrici dello Stato? E con
-quali materie prime? (se non sono già assicurate). A quali prezzi
-verranno date queste materie prime?
-
-Lo stato si è dimostrato mediocre acquirente e mediocre distributore.
-
-Il governo dovrebbe invece concedere massima libertà alle industrie
-togliendo impacci e pastoie.
-
-Si sostituisca alla funzione dello Stato la funzione dei Sindacati o
-Consorzi industriali i quali sotto il controllo dello stato provvedano
-all'approvvigionamento delle materie prime.
-
-Si esca da questo stato di cose che toglie ogni attività personale e si
-distruggano i sistemi fiscali veramente passatisti.
-
-Ammetto che si debba provvedere alle esigenze finanziarie e che le
-entrate erariali siano portate ad un punto tale da _fare tutto il
-servizio dei nostri debiti_. Ma non ostacoliamo la produzione della
-ricchezza.
-
-Accettiamo nuovi oneri ma si faciliti la produzione della ricchezza e la
-si colpisca soltanto quando è prodotta.
-
-I monopolî colpendo le materie prime rincarano i prodotti all'interno e
-rendono difficilissima la importazione che è necessaria per la
-ricostituzione economica del paese.
-
-I divieti di esportazione sono assurdi. Si dice che non si può concedere
-la esportazione perchè i prezzi all'interno già troppo elevati
-aumenterebbero ancora mentre negando la esportazione tali prezzi
-dovranno diminuire perchè le materie prime _imboscate_ finiranno per
-venire sul mercato.
-
-Errore questo. Un simile provvedimento che dovrebbe colpire soltanto gli
-incettatori colpisce invece la produzione che finirà per arrestarsi.
-
-Perderemo così i mercati esteri.
-
-Un governo intelligente dovrebbe invece concedere entro limiti razionali
-l'esportazione con limitazioni di prezzi all'interno.
-
-Così l'industria riattivata potrebbe assumere gran parte delle
-maestranze dimesse ora dalle industrie belliche.
-
-Ma il governo parlamentare è un governo tipicamente inintelligente.
-
-Esaminiamo ora la situazione dal punto di vista della marina mercantile.
-
-La guerra ha creato l'avvento delle Cooperative di gente di mare alla
-proprietà e all'esercizio della nave. Questo avvento importantissimo
-deve essere assolutamente favorito dalla legislazione italiana.
-
-Se sarà favorito senza diffidenza costituirà una delle migliori forme di
-pacificazione sociale.
-
-Gli articoli 9 e 10 del decreto Villa vanno radicalmente mutati. Perchè
-l'articolo 10 impedisce che lo stato diventi proprietario di navi da
-dare a gestire alle Cooperative di gente di mare.
-
-I noli pagati dal principio della guerra a navi estere sommano a più di
-9 miliardi di lire. I noli pagati dal principio di guerra a navi
-italiane sommano a un miliardo e mezzo.
-
-Bisognava per evitare questa fuga di denaro all'estero comperare subito
-a buon prezzo navi da trasporto. Questo era possibile anche nel 1915 e
-nel 1916. Quando ci siamo accorti che era un dovere comperare oro per
-salvare tanto oro regalato ad armatori esteri, il prezzo delle navi era
-altissimo, fantastico.
-
-Il paese intuì il pericolo e pensò di riparare il danno.
-
-Sorsero nuovi cantieri, vecchi cantieri si ampliarono e centinaia di
-migliaia di tonnellate di ottimi vapori scesero in mare.
-
-Disgraziatamente il decreto Villa troncò questa magnifica evoluzione e
-si tornò così alla dispersione di ricchezza ed ai noli esteri.
-
-Per costruire rapidamente navi di trasporto bisognava ricorrere ad
-industrie particolari. La industria privata che non si occupava di navi
-sapeva però costruire pezzi indispensabili per le navi. Lavoro quasi
-identico. Per esempio: Un fabbricante di caldaie fisse poteva fabbricare
-anche caldaie marittime. Così si fece. Migliaia di industrie particolari
-arruolate subito con rapidità futurista collaborarono alla costruzione
-delle navi. Tutto ciò però senza che il governo favorisse in nulla la
-meravigliosa opera.
-
-La costruzione in serie poco costosa e rapidissima doveva essere
-ampiamente sostenuta e propugnata dal governo.
-
-I «_fabricated ships_» hanno un minimo di curve. Ogni pezzo ha un
-numero, il montatore ricevendo i singoli pezzi guarda il disegno e segue
-il suo tracciato. Semplicità estrema.
-
-Questo metodo è indubbiamente un metodo di guerra poichè esclude un poco
-il progresso costruttivo. Tutte le navi essendo così identiche e non una
-è migliore delle altre. Si può però facilmente evitare questo danno.
-Resta indiscutibile che la costruzione in serie va propugnata e
-sostenuta dal governo, con senso pratico e fuori d'ogni burocrazia.
-
-Ma il governo parlamentare è un governo tipicamente antipratico.
-
-Noi futuristi consideriamo lo stato come una realtà umana. Lo stato deve
-essere l'amministrazione di una grande azienda che si chiama patria
-appartenente a una grande associazione che si chiama nazione.
-
-Il patriottismo è per noi semplicemente la sublimazione di
-quell'attaccamento rispettoso che le buone e forti aziende ispirano ai
-loro partecipanti.
-
-Nel Manifesto del Partito Politico Futurista io dichiaravo:
-
-«Trasformazione del Parlamento mediante un'equa partecipazione di
-industriali, di agricoltori, di ingegneri e di commercianti al Governo
-del Paese. Il limite minimo di età per la deputazione sarà ridotto a 22
-anni. Un minimo di deputati avvocati (sempre opportunisti) e un minimo
-di deputati professori (sempre retrogradi). Un parlamento sgombro di
-rammolliti e di canaglie. Abolizione del senato.
-
-Se questo parlamento razionale e pratico non dà buoni risultati, lo
-aboliremo per giungere ad un Governo tecnico senza parlamento, un
-Governo composto di 20 tecnici eletti mediante suffragio universale.
-
-Rimpiazzeremo il senato con una Assemblea di controllo composta di 20
-giovani non ancora trentenni, eletti mediante suffragio universale.
-Invece di un parlamento di oratori incompetenti e di dotti invalidi,
-_moderato_ da un senato di moribondi, avremo un governo di 20 tecnici
-_eccitato_ da una assemblea di giovani non ancora trentenni.
-
-Partecipazione eguale di tutti i cittadini italiani al governo.
-Suffragio universale eguale e diretto a tutti i cittadini, uomini e
-donne. Scrutinio di lista a larga base. Rappresentanza proporzionale».
-
-Il futurista Volt entrò subito nelle difficoltà di realizzazione del
-governo tecnico con il seguente articolo importante che io cito
-integralmente:
-
-«Aboliamo pure il parlamento -- si domandano molti -- ma cosa metteremo
-al suo posto?
-
-La risposta è pronta. _Sostituiremo il parlamento con le rappresentanze
-dei sindacati agricoli, industriali ed operai._
-
-La rappresentanza sindacale sarà la base dello «Stato tecnico»
-futurista.
-
-Al «collegio» elettorale, circoscrizione fittizia ed arbitraria, entità
-che sembra creata apposta per l'esercizio del broglio, sostituiremo il
-sindacato, espressione organica delle forze economiche che dànno
-effettivamente forma alla società.
-
-Al posto dell'«onorevole» deputato, demagogo costretto all'accattonaggio
-sistematico del voto o feudatario di una nuova feudalità peggiore
-dell'antica, manderemo a governare il paese ingegneri, commercianti ed
-operai, gente che sa il suo mestiere e conosce i bisogni reali della
-propria classe. Invece di un'Assemblea di intriganti, di chiacchieroni e
-di incompetenti, avremo un corpo tecnico adatto allo scopo di dirigere,
-con conoscenza di causa, la grande azienda dello stato.
-
-In pratica, l'idea della rappresentanza sindacale si trova di fronte a
-difficoltà serie ma non insormontabili.
-
-Vari problemi ci si presentano.
-
-1º A quali sindacati concederà lo Stato la personalità politica?
-
-Si tratterà di determinare le categorie di produttori che avranno
-diritto a una rappresentanza nel corpo legislativo.
-
-2º L'iscrizione ai sindacati sarà obbligatoria per tutti i cittadini? A
-me sembra che sia più logico lasciare che esercitino i diritti politici
-coloro che hanno volontà e coscienza.
-
-Coloro che resteranno volontariamente fuori dei sindacati
-corrisponderanno in parte alle masse degli _astenuti_ nelle odierne
-elezioni a suffragio universale.
-
-3º In base a quale criterio si misurerà il numero di voti da attribuirsi
-a ciascuna categoria di sindacati? È la questione più scottante. Il
-criterio più semplice è quello numerico. Ma così si ricade nell'atonismo
-individualistico del suffragio universale.
-
-Io credo che non si debba tener conto del numero degli iscritti al
-sindacato, _ma dell'importanza della funzione economica_ che esso
-esercita nel Paese. Quindi un sindacato di industriali metallurgici avrà
-una rappresentanza eguale a quella di un sindacato di lavoratori del
-ferro benchè questi ultimi siano molto più numerosi.
-
-E ciò perchè l'importanza delle due funzioni si controbilancerà nella
-economia nazionale.
-
-L'amico Settimelli dirà che questo è un criterio poco democratico. Me ne
-infischio.
-
-4º Quali saranno i limiti posti all'esercizio del potere dell'Assemblea
-eletta mediante la rappresentanza sindacale? La competenza
-dell'Assemblea dovrà essere limitata alle questioni prevalentemente
-economiche, che sono del resto le più importanti in politica.
-
-Le questioni di famiglia, di politica estera, ecc. dovranno essere
-risolte in parte mediante _referendum_ popolare diretto ed in parte
-attribuite alla competenza del potere esecutivo.
-
-Non ho fatto che accennare le principali questioni. Invito tutti i
-giovani futuristi ad inviarmi le loro soluzioni ai quattro problemi che
-ho posto, senza avere la pretesa di risolverli definitivamente. Ma mi
-sembra che la questione sia matura per lo studio. E per noi futuristi
-«studio» deve significare già un principio di esecuzione. È l'ora di
-finirla col parlamento. Abbiamo fatto la guerra senza bisogno del
-parlamento. Senza il parlamento sapremo fare la pace. È ora di
-sbarazzare l'Italia dalle 508 incompetenze che spadroneggiano a
-Montecitorio.
-
-La sola esistenza di un «senato» è la vivente antitesi di tutti i
-principî del Partito Futurista. L'istituzione del senato parte dal
-concetto che le assemblee elettive abbiano bisogno di essere «frenate»
-in un modo qualsiasi. La esperienza invece ci dimostra che le assemblee
-politiche non sono quelle indomite cavalle che la retorica dei nostri
-padri amava imaginarsi.
-
-Fanno un po' di chiasso, si abbandonano ai «tumulti», tanto per dar da
-strillare agli strilloni dei giornali quotidiani, ma poi, quando si
-tratta di far sul serio, finiscono sistematicamente per addormentarsi.
-
-La «rappresentanza sindacale» non sfugge a questo grave inconveniente.
-L'elemento _tecnico_ è di per se stesso conservatore. I tecnici si
-abbandonano volentieri alla «routine». Le più grandi invenzioni e
-scoperte furono aspramente osteggiate dai tecnici. Le inglesi «trade
-unions» sono in fondo piuttosto conservatrici e attaccate alla
-tradizione. Le «corporazioni» medievali si irrigidirono fino a
-cristallizzare tutta la vita economica dell'Europa.
-
-Tuttavia il solo vantaggio che il paese sia governato da gente «che sa
-il fatto suo» mi sembra tale da indurmi a non rinunziare al sistema
-della rappresentanza sindacale. Solamente che la rappresentanza
-sindacale ha bisogno di essere integrata da un altro organo politico,
-che la stimoli e le impedisca di essere un ostacolo sulla via del
-progresso nazionale.
-
-E qui cade in acconcio la istituzione dell'«organo eccitatore» che
-Marinetti propone di sostituire alla decrepita e ingombrante istituzione
-del senato.
-
-Chiameremo quest'organo «_Consiglio dei giovani_» o «_Eccitatorio_».
-Perchè possa compiere adeguatamente la sua funzione, occorre che esso
-abbia i seguenti caratteri:
-
-_a_) deve essere composto di cittadini dell'età non superiore ai 30
-anni;
-
-_b_) deve essere reclutato da persone di tutte le categorie sociali,
-senza distinzione di classi, per mezzo del suffragio universale diretto;
-
-_c_) deve essere continuamente rinnovato. Le elezioni saranno annuali;
-
-_d_) deve constare di un numero ristrettissimo di eletti.
-
-Nove giovani basteranno. Di competenza del «Consiglio dei giovani» o
-«Eccitatorio» saranno tutte le questioni non prevalentemente economiche.
-Ma perchè possa agire in senso progressista sulla rappresentanza
-sindacale, esso potrà prendere iniziativa di progetti di legge anche in
-materia economica, i quali però dovranno essere discussi e votati in via
-definitiva dalla assemblea dei rappresentanti sindacali. Viceversa
-quest'ultima assemblea potrà porre il suo «veto» alle deliberazioni del
-«Consiglio dei giovani» quando esse apportino conseguenze relative alla
-vita economica del paese.
-
-È chiaro che dei conflitti possono per tal guisa sorgere fra il
-«Consiglio dei giovani» e la rappresentanza sindacale. Questi conflitti
-dovranno risolversi in ultima istanza per mezzo del _referendum_
-popolare diretto.
-
-Tali, nelle loro grandi linee, sono le basi dello «stato futurista».
-
-L'_Eccitatorio_ o Consiglio di giovani eccitatori è secondo noi
-indispensabile.
-
-Gli anarchici si accontentano di assalire i rami politici, giuridici ed
-economici dell'albero sociale mentre noi vogliamo assai più.
-
-Di quest'albero infatti vogliamo strappare e abbruciare le più profonde
-radici, quelle piantate nel cervello dell'uomo e che si chiamano:
-desiderio del minimo sforzo, quietismo vile, amore dell'antico e del
-vecchio, di ciò che è corrotto e ammalato, orrore del nuovo, disprezzo
-della gioventù, venerazione del tempo, degli anni accumulati, dei morti,
-dei moribondi, bisogno istintivo di ordine chiuso, di leggi, di catene,
-di ostacoli, di questure, di morale, di pudore, paura di una libertà
-totale.
-
-Avete visto un'assemblea di giovani rivoluzionarî anarchici? Non vi può
-essere spettacolo più scoraggiante.
-
-Vi noterete infatti la mania urgente, in tutte quelle anime impetuose e
-rosse, di privarsi subito della loro indipendenza e della loro
-iniziativa per dare il governo della loro assemblea al più attempato fra
-loro. Ossia al più opportunista, al più prudente, insomma a colui che
-avendo già acquistato una piccola potenza e una piccola autorità sarà
-fatalmente interessato a conservare lo stato delle cose, a calmare la
-violenza contrariando ogni istinto di avventura, di rischio, e di
-eroismo.
-
-Questo nuovo presidente pur guidando con una apparente equità la
-discussione generale, la condurrà docile, all'abbeveratoio del proprio
-interesse personale.
-
-Credete ancora all'utilità delle assemblee, spiriti rivoluzionarî?
-
-Accontentatevi in tal caso di scegliere un direttore o meglio un
-regolatore di discussione ed eleggete a questo ufficio il più giovane di
-voi, il meno noto, il meno importante e fate che la sua funzione sia
-limitata a quella di distribuire la parola con un'assoluta eguaglianza
-di tempo, controllata con l'orologio alla mano.
-
-
-
-
- 16.
-
-
- Contro il diritto di successione.
-
-
-La legislazione democratica nello stringere e diminuire continuamente i
-diritti di successione è stata sempre frenata da questa obbiezione: Se
-voi vietate al padre di accumulare il denaro per il figlio togliete il
-principale incitamento al suo sforzo di lavoro.
-
-Il ragionamento non regge. È basato su una assurda morale altruistica e
-cristiana che abolendo la gioia di vivere e il culto della propria vita
-proietta tutte le energie in un'altra vita e in un altro essere. Il
-padre nella attuale concezione moralistica della famiglia passatista
-abolisce rapidamente il suo programma personale di godimento fisico e
-intellettuale e considera la sua vita come una serie di sforzi accaniti
-per conquistare una somma di denaro che annulli ogni necessità di sforzo
-e di lotta per suo figlio. Ogni giorno segna una rinuncia. Il suo lavoro
-invece di trasformarsi in quella sana allegria fisica e spirituale che
-raddoppierebbe la sua potenza nervosa e creatrice è un lavoro tetro nel
-buio di una piccola idea cocciuta e vile: mio figlio non lavorerà.
-
-Ora io domando perchè mai questo figlio non deve lavorare? Perchè mai
-deve essere privato della ragione essenziale del suo organismo vitale:
-lottare, vincere, superare, produrre?
-
-Ogni uomo _deve_ partire nella vita coi soli privilegi della sua forza
-naturale, perchè possa manifestarsi pienamente dando il suo massimo
-rendimento con un massimo di sforzi e godendo integralmente i frutti
-personalmente conquistati.
-
-Piena responsabilità nella vita, coscienza lucida di tutti gli ostacoli,
-eroismo continuo e continuo adeguato godimento della vita senza rinuncie
-e senza altruismi bestiali.
-
-Vi sono dei padri che avendo lavorato tutta la vita accumulando denaro
-per i figli, pretendono che i figli facciano lo stesso, accumulando essi
-pure in un'ossessione di montagne d'oro che tutti devono aumentare e
-nessuno godere. Qui la condizione passatista diventa di un ineffabile
-misticismo cretino.
-
-
-
-
- 17.
-
-
- Sintesi della concezione marxista.
-
-
-1) _La teoria del valore._
-
-Secondo Carlo Marx la funzione del capitale è sterile nel processo della
-produzione. Solo è feconda l'opera del lavoro.
-
-Il maggior valore del prodotto è dunque il risultato esclusivo del
-lavoro e a questo _deve_ appartenere. Invece iniquamente va ai
-capitalisti sotto forma di _profitti_. Il profitto è il _plus-valore_
-non pagato dagli imprenditori. La società si divide dunque in
-sfruttatori e sfruttati. Lo sfruttamento divenendo sempre più intenso
-per le esigenze della produzione, cresce la classe degli sfruttati,
-diminuisce quella degli sfruttatori.
-
-Conseguente proletarizzazione crescente della società.
-
-Quando il capitale sarà concentrato in poche mani sarà facile alla massa
-degli sfruttati incoscienti espropriare i pochi capitalisti e
-riorganizzare il sistema di produzione in modo da attribuire tutto il
-reddito sociale ai lavoratori.
-
-Ora _la premessa_ che la funzione del capitale è sterile nel processo
-della produzione _è falsa_.
-
-Se la funzione produttrice del capitale fosse sterile, le industrie in
-cui il capitale-salario (lavoro) prevale sul capitale fisso dovrebbero
-dare redditi maggiori che quelle industrie in cui prevale il capitale
-fisso sul capitale-salario (lavoro).
-
-Ma ciò non si osserva nella realtà!
-
-2) _La teoria del determinismo economico o materialismo storico_ di
-Carlo Marx, il quale attribuisce un valore causale al fattore economico,
-è quasi fallito. La scienza e il pensiero umano hanno dimostrato
-l'impossibilità di stabilire un rapporto di causalità _tra i fattori_
-che sono numerosissimi, di svariata potenza, tutti vivi, dinamici, e
-_senza_ logica. Vi è un rapporto di interdipendenza elastica e non di
-causalità tra i fattori numerosi del complesso fenomeno sociale. Non
-dimentichiamo poi la importanza enorme dei fattori morali che sono
-particolarmente esplosivi e determinanti.
-
-3) _La teoria dell'unione dei lavoratori d'ogni paese._ -- La
-conflagrazione mondiale ha dimostrato violentemente l'assurdità di
-questa concezione unitaria fra lavoratori diversissimi, spesso opposti e
-nemici per interessi, per grado di benessere e per condizioni di lavoro
-diverse.
-
-
-
-
- 18.
-
-
- L'Azionariato sociale.
-
-
-I salarî sono fissati ad una certa altezza che dipende dalla domanda di
-lavoro e dalla produttività del lavoro.
-
-Il capitale riceve un compenso che è e tende ad essere uguale al saggio
-dell'interesse corrente più una certa quota di rischio variabile.
-
-Se -- per esempio -- c'è un impiego sicuro (come la rendita in tempi
-normali) al 5% nessuno vorrà impiegare il suo risparmio in una impresa
-industriale che non renda per lo meno il 5% più _una quota per il
-rischio_.
-
-Così, se in una industria si ricava il 7,50% e nondimeno un'azione di
-100 lire di questa industria vale sul mercato 100 lire e non di più, noi
-diciamo che la capitalizzazione è al 7,50% perchè la conoscenza della
-industria porta a valutare a 2,50% i rischi che comporta.
-
-La ditta Pirelli, per esempio, avendo accumulato in un triennio una
-riserva di 6 milioni (dopo aver distribuito l'utile normale agli
-azionisti) divide la riserva in 3 milioni agli azionisti (come aumento
-gratuito di capitale) e 3 milioni al personale.
-
-Ecco una dimostrazione pratica che non ci può essere _vera_
-partecipazione operaia ai profitti delle industrie senza intaccare la
-_quota di rischio_ che forzatamente _deve sostenere_, incoraggiare,
-difendere gli azionisti e la industria stessa.
-
-Infatti Pirelli non la chiama partecipazione agli utili, ma _regalo_ o
-_premio_ agli operai fatto con una parte delle eccedenze sull'utile
-normale.
-
-Noi futuristi crediamo che bisogni imporre al più presto l'azionariato
-sociale cioè: la partecipazione degli operai alle imprese. Questa
-concezione geniale e pratica che è andata formandosi attraverso una
-serie di tentativi in America, in Francia e in Inghilterra, ha
-incontrato delle ostilità feroci che si giungerà però a superare
-vittoriosamente.
-
-Filippo Carli, segretario generale della Camera di Commercio di Brescia,
-illustra, spiega e propugna con precisione lucida nella Rivista
-dell'_Industrie illustrate italiane_ l'azionariato sociale.
-
-Filippo Carli dice:
-
-Il regime della fabbrica, diffusosi nell'Europa occidentale dopo la
-rivoluzione industriale inglese, spezzò definitivamente i rapporti di
-proprietà fra l'operaio e lo strumento di lavoro. Dopo di allora sorse
-ripetutamente, nei varî paesi, l'idea di ricostituire l'associazione fra
-il capitale ed il lavoro, poichè si sentiva più o meno oscuramente che
-in questa era la chiave dell'armonia fra le parti cooperanti alla
-produzione. Bisogna riconoscere però che il movimento fu affatto
-inadeguato allo scopo: molti tentativi fallirono, altri si trascinarono
-più o meno stentatamente, parecchi furono causa di profonde
-disillusioni. Tuttavia è da chiedersi se quegli esperimenti si
-compiessero con quella larghezza di vedute che sarebbe stata necessaria,
-e con quella sincerità che è condizione indispensabile del loro
-successo.
-
-Fin dal 1825 si ebbero in Inghilterra i primi tentativi di
-partecipazionismo operaio, e da quell'anno fino al 1910 si fecero 221 di
-tali esperimenti, dei quali solo 70 erano in esistenza nel 1910, secondo
-i rilievi fatti dall'Ufficio inglese del Lavoro; e, in fondo, gli operai
-inglesi considerano attualmente questo procedimento con indifferenza. In
-Francia già negli anni _quaranta_, il movimento connesso alla età d'oro
-della borghesia, fece sorgere in alcuni spiriti illuminati l'idea della
-partecipazione ai profitti. Il primo tentativo concreto fu quello di
-Jean Leclaire nel 1842, il quale incontrò ogni sorta di difficoltà.
-Tuttavia l'idea fece strada, e nel 1879 per la prima volta fu proposto
-un disegno di legge al Parlamento francese da Laroche-Joubert,
-nell'intento di «pousser au système coopératif, c'est-a-dire à
-l'association de l'intelligence du capital et du travail, par la
-participation imposée aux adjudicateurs...». Il concetto era che lo
-Stato imponesse la partecipazione agli aggiudicatarî dei lavori
-pubblici, per dare esso stesso l'esempio e per dimostrare l'utilità ai
-liberi imprenditori. L'idea fu ripresa nel 1895 dal Guillemet, persuaso
-com'era «qu'il n'y a rien de plus difficile à faire entendre aux gens
-que leur propre intérêt» e che quindi bisognava che lo Stato desse
-l'esempio. Dopo altri progetti, il Godard, nel 1909, si pose da un punto
-di vista più ampio, chiedendo la creazione di _actions de jouissance du
-travail_ nell'intento di imporre alle società anonime l'ammortamento del
-loro capitale e di rendere il capitale iniziale e il lavoro
-comproprietarî dell'attivo sociale liberato rispetto al primo mediante
-il rimborso delle azioni. Era questa la via maestra del nuovo
-partecipazionismo, la quale doveva condurre alla legge del 26 aprile
-1917 sulle società anonime a partecipazione operaia. I principî
-fondamentali di questa legge, che si può considerare come il passo più
-decisivo fatto dalla legislazione moderna in tale campo, sono i
-seguenti:
-
-1º Gli operai avranno diritto ad una parte dei beneficî realizzati
-dall'impresa a cui sono adibiti.
-
-2º Essi partecipano alla sua gestione, saranno rappresentati alle
-Assemblee generali, avranno il loro posto nel Consiglio di
-Amministrazione.
-
-3º Essi avranno un diritto di credito eventuale sull'effettivo della
-società.
-
-Dice l'art. 1 della legge: .... «Le azioni della Società si compongono:
-_a_) di azioni o parte di azione di capitale; _b_) di azioni dette
-_azioni di lavoro_. Le azioni di lavoro sono la proprietà collettiva del
-personale salariato (operai ed impiegati dei due sessi) costituito in
-società commerciale cooperativa di mano d'opera in conformità dell'art.
-68 della legge 24 luglio 1867, modificata dalla legge 1º agosto 1893.
-Questa società di mano d'opera comprenderà obbligatoriamente od
-esclusivamente, tutti i salariati adibiti all'impresa da almeno un anno
-ed aventi più di 21 anni di età....». E per tal modo il lavoro, del pari
-del capitale, costituisce un diritto fisso e permanente, diritto che da
-origine ad un'azione, l'azione di lavoro. Questo geniale concetto
-dell'azione di lavoro, viene a sovvertire completamente la nozione
-corrente del salario, ed a elevare il salariato al livello di un
-collaboratore del capitalista. Esso contiene in sè potenzialmente una
-profonda trasformazione economico-sociale, trasformazione alla quale noi
-pure dobbiamo mirare. Certo, non mancano le obbiezioni di carattere
-dottrinale contro il principio informatore di tale legge, come non
-mancheranno le difficoltà della sua pratica applicazione: ma è fuor di
-dubbio che essa contiene una formola fondamentale di equilibrio sociale.
-
-La grande idea è lanciata, un'idea che ha la potenza di un profondo
-rivolgimento legale nei rapporti fra le classi: «_l'azionariato
-sociale_». C'è qui veramente la chiave dell'armonia fra capitale e
-lavoro nel dopo guerra: c'è tutto l'avvenire. Se le classi dirigenti
-hanno qualche incertezza, qualche ondeggiamento nell'applicazione di
-questo principio, sono perdute. E notisi che la legge francese non
-rappresenta se non un primo passo sulla via che deve condurre alla piena
-attuazione del principio: essa non sancisce che una facoltà, mentre si
-deve venire all'obbligatorietà; e probabilmente essa è destinata a
-combinarsi con alcuni principî propugnati dal Briand fino dal 1910.
-Secondo il progetto Briand, il 33% dei beneficî sarebbe riservato agli
-operai; il 33% al Capitale ed al Consiglio di Amministrazione, in cui
-gli operai sono rappresentati in proporzione di almeno 1/4 dei membri;
-l'altro 33% sarebbe distribuito, quanto al 17% sotto forma di premi a
-compensare gli operai di élite, e quanto al 16% al direttore tecnico,
-ingegneri, consigliere delegato, sotto forma di supplemento dei loro
-stipendi. È probabile dunque che notevoli passi innanzi si debbano fare;
-ma la via è questa, ed ogni deviazione sarebbe rovinosa: giacchè non si
-può non riconoscere la legittimità storico-sociale e
-demografico-economica del fondamento su cui posa il nuovo principio.
-L'impresa non è più, nella nostra società, una funzione privata: è una
-funzione pubblica nei suoi presupposti, nel suo svolgimento, nelle sue
-conseguenze. Viceversa l'imprenditore nell'atto in cui assolda mille,
-duemila, diecimila operai, per una determinata forma di produzione,
-tende ad accaparrare nel proprio individuale interesse una parte delle
-forze nazionali: la nazione gli cede una parte del proprio organismo
-affinchè egli ne disponga come crederà più opportuno: e da allora la
-vita e l'avvenire di questa parte della nazione, dipendono dal suo
-arbitrio e dalla sua capacità. A questo punto è legittimo che sorga il
-diritto della collettività nazionale a limitare quello dell'individuo:
-rappresentata da quei mille o duemila o diecimila operai che furono
-assunti dall'individuo imprenditore -- il quale, notisi bene, deve allo
-stesso ambiente sociale una gran parte della sua capacità tecnica e
-della sua potenzialità economica -- la collettività nazionale insorge ed
-afferma il suo diritto a partecipare all'impresa. Spunta l'azione
-sociale. Un radicale rivolgimento è avvenuto nei principî del salario,
-poichè questo riesce così composto di due quote: una quota con la quale
-all'operaio è assicurata la semplice esistenza e che pertanto si
-potrebbe chiamare biologica, ed una quota con la quale e per la quale
-l'operaio partecipa in modo cosciente ai beneficî della gestione
-sociale.
-
-Umberto Notari, direttore delle _Industrie illustrate italiane_, da me
-interrogato sull'opposizione che la sua campagna in favore
-dell'azionariato sociale ha incontrato nell'ambiente industriale, mi
-disse:
-
-«Uno dei principali oppositori, Pirelli, non ha trovato, in fondo, che
-queste due obbiezioni:
-
-1) Accogliere nel consiglio di amministrazione degli operai vuol dire
-accogliere dei possibili propalatori o trafugatori di sistemi, di metodi
-speciali, di formule segrete e di brevetti preziosi, dato che gli operai
-possono domani abbandonare l'azienda od officina per recarsi in
-un'altra.
-
-2) Le maestranze sarebbero sempre più o meno malcontente degli operai
-che le rappresenterebbero nel consiglio d'amministrazione.
-
-In realtà, mi disse Notari, «negli industriali si manifesta una
-irriducibile repugnanza ad avere al fianco l'operaio servitore o schiavo
-di ieri».
-
-Vecchia concezione medioevale del padrone capitalista chiuso coi suoi
-amici azionisti nel ricco ed elegante studio che guarda attraverso gli
-eleganti pizzi delle sue tendine il fiume nero degli operai che scorre
-nelle vaste arterie della sua immensa fabbrica fra il rosseggiare degli
-alti forni e le cataste di coke.
-
-Ma l'ostilità -- soggiungeva Notari -- viene anche dagli operai, i quali
-non comprendono assolutamente l'ascensione morale che l'azionariato
-offre loro e sono d'altra parte sobillati dai capi e agitatori contro
-l'azionariato stesso che tende a distruggere ogni loro ragione d'essere,
-poichè addormenta la lotta di classe».
-
-Notari conveniva con me che in fondo si tratta di ostacoli di un valore
-molto relativo.
-
-
-
-
- 19.
-
-
- Sintesi della concezione di Mazzini sulla proprietà e la sua
- trasformazione.
-
-
-La proprietà come è oggi costituita manca di qualsiasi titolo di
-giustificazione.
-
-Il valore di ogni proprietà è un prodotto sociale. Il possesso deve
-essere legittimato da una sociale utilità. La legittima proprietà di
-ogni bene non può spettare che alla collettività.
-
-_Il lavoro deve con la libera associazione diventare padrone del suolo e
-dei capitali d'Italia._
-
-Il lavoratore non deve passare dal salario del privato a quello dello
-stato (collettivismo), ma dello stato deve servirsi per elaborare il
-nuovo ordinamento economico che lo libererà dallo sfruttamento.
-
-Dobbiamo spingere lo stato a riconoscere il carattere e la funzione
-sociale della Proprietà e quindi ad intervenire per una sempre più
-giusta distribuzione di essa. Dobbiamo tendere alla nazionalizzazione
-delle terre, delle acque e del sottosuolo.
-
-Bisogna distinguere fra proprietà ed esercizio.
-
-Bisogna sottrarre la proprietà all'arbitrio individuale. Ma non
-affidarne l'esercizio allo stato.
-
-Lo stato deve affermare in nome della collettività il diritto sociale
-della proprietà.
-
-L'esercizio deve essere affidato agli individui, gruppi, associazioni.
-
-Quando lo stato avrà accettato il principio che _il valore e la funzione
-della proprietà sono sociali_ bisognerà disporre perchè ogni terra dia
-il suo massimo rendimento e perchè ogni braccio trovi occupazione
-adeguata. Far passare le terre incolte dei latifondi e di tutti i
-terreni che non rendono dalle mani degli attuali detentori a quelle dei
-lavoratori in _enfiteusi_ o gruppo di affittanze collettive.
-
-Il passaggio può farsi mediante esproprio o automaticamente; molto
-meglio con l'abolizione del diritto di successione.
-
-
-
-
- 20.
-
-
- La riforma fondiaria di Henry George.
-
-
-Il futurista Magamal riassume così le teorie di Henry George sulla
-riforma fondiaria:
-
-Soltanto in breve qui possiamo parlare della sua opera principale
-_Progresso e povertà_, di cui il punto di partenza è appunto quel
-problema sopraccennato della povertà crescente, nonostante il continuo
-progresso materiale. Per quanto è possibile, lasceremo parlare Henry
-George stesso:
-
-«Dove sono le speranze del secolo passato, -- dice George nel capitolo
-d'introduzione -- svegliate dalle nuove scoperte, che aumentano le forze
-produttive della natura; la speranza, che la forza del vapore e
-dell'elettricità fossero per dare a tutti gli uomini la possibilità di
-vivere con una certa agiatezza? È evidente, purtroppo, che il progresso
-dell'industria, o meglio il progresso materiale, non è stato capace
-d'alzare il livello del benessere delle classi inferiori. La posizione
-di queste classi, per contro, ha peggiorato precisamente sotto
-l'influsso del così detto «progresso materiale».
-
-«Le nuove forze, nonostante che abbiano la possibilità in sè di
-inalzarsi, non influiscono sull'edificio sociale, cominciando dal di
-sotto, come si sperava e si credeva durante lungo tempo, ma esse lo
-colpiscono nel luogo che serve come punto medio fra la cima e la base. È
-evidente, che un cuneo enorme è stato messo non sotto la società, ma
-l'ha penetrato _in mezzo_. Quelli che sono _al di sotto_ del punto sono
-stati abbassati più giù oppure addirittura ne sono schiacciati».
-
-L'economia politica, benchè sia una scienza esatta, non ha potuto finora
-scoprire la legge, che esprime questo fenomeno. Le varie scuole
-d'economia si contradicono nelle loro risposte, benchè tutte riconoscano
-la legge fondamentale, che sta alla base di ogni indagine economica: la
-legge, che «gli uomini cercano di soddisfare i loro bisogni col minimo
-sforzo possibile».
-
-La produzione di una società è la somma delle ricchezze, prodotte da
-essa, è il suo fondo comune. I suoi tre fattori sono la _terra_, il
-_lavoro_ ed il _capitale_.
-
-1. Il termine _terra_ abbraccia tutti i prodotti, tutte le forze, tutti
-i vantaggi della natura preesistenti al lavoro umano.
-
-2. Col termine _lavoro_ s'intende la somma di ogni attività umana,
-fisica o spirituale, che sia diretta alla produzione dei beni e alla
-utilizzazione della «terra».
-
-3. Il _capitale_ è quella parte dei prodotti che si hanno dalla
-combinazione del «lavoro» e della «terra», la quale parte non è
-consumata immediatamente, ma è destinata come riserva o come strumento
-per la produzione di altri beni. Il capitale non è una sorgente prima
-della produzione; ma è uno strumento creato dallo spirito umano, per
-rendere possibile la divisione del lavoro e una più intensa produzione.
-«Il capitale è quella parte del lavoro umano che è immagazzinato,
-affinchè serva ad un nuovo lavoro». Perciò la terra non è capitale.
-Invece le case, le officine, le provviste, gli strumenti, le macchine,
-ecc., sono inclusi nel concetto di «capitale».
-
-Questi tre fattori: la _terra_, il _lavoro_ e il _capitale_ si
-distribuiscono i prodotti di tutte le attività umane.
-
-Il lavoro riceve il _salario_. È indifferente che si tratti di lavoro
-fisico o spirituale; che la ricompensa sia data in una forma o in altra,
-da parte di chi fa lavorare; che la ricompensa sia o non sia il frutto
-di un lavoro libero. «Salario» è la ricompensa che si consegue in
-qualsiasi forma per qualsiasi sforzo fisico o spirituale. Secondo H.
-George, la teoria, che sia il capitale, donde si prende il salario, è
-del tutto sbagliata. In realtà il salario, invece di essere preso dal
-capitale, è preso dal prodotto del lavoro, per il quale esso è pagato:
-_il salario è creato dal lavoro_. Guadagnare vuole dire creare. Ogni
-lavoratore, compiendo il suo lavoro, si crea in realtà un _fondo_, donde
-è preso il suo salario. Il capitale perciò non può limitare l'industria:
-esso può soltanto determinare la sua forma, l'uso degli strumenti e la
-divisione del lavoro. L'unica limitazione ha luogo, quando all'uomo non
-è possibile il libero accesso alle ricchezze naturali della terra.
-
-Nè può la pressione della popolazione crescente essere la causa della
-tendenza del salario verso il minimo. Il secondo libro dell'opera
-_Progresso e Povertà_ è dedicato a una dimostrazione chiarissima, che la
-teoria di Malthus non è vera: la realtà non dà la prova, che mentre la
-popolazione tende ad aumentare in proporzione geometrica, i mezzi di
-esistenza non possano crescere che in proporzione aritmetica. Nè sono
-giustificate le analogie dell'uomo coll'animale, che servono come
-fondamento principale della teoria Malthusiana. Sì, è vero, che l'uomo è
-un animale, «ma un animale più qualche altra cosa».
-
-La causa del fenomeno, che il salario tende al minimo, deve essere
-cercata non nelle leggi, che governano la produzione dei beni, ma nelle
-leggi, che governano la _distribuzione_. Come avviene dunque la
-distribuzione fra i tre fattori suddetti?
-
-Il _salario_, il compenso per il lavoro, e l'_interesse_, l'indennità
-per l'uso del capitale, cioè delle provviste e degli strumenti, non
-hanno subìto, col crescere del progresso, nessun aumento. Per contro,
-coloro che vivono soltanto col «salario» del lavoro si trovano nelle
-condizioni peggiori. E se interroghiamo i capi delle iniziative
-commerciali ed industriali, troveremo tutti concordi nel lamentare le
-difficoltà che essi trovano nel ricavare dai loro impianti un
-«interesse» abbastanza largo.
-
-Da chi è assorbita la massima parte dei prodotti della civiltà? È
-assorbita dal terzo fattore, sotto la forma della _rendita fondiaria_,
-che è appunto quella parte della produzione che tocca a chi concede
-l'uso della «terra» o delle forze della natura.
-
-Ora questa rendita non è il risultato della attività dei singoli
-proprietari; essa _è il prodotto di tutti i collaboratori della
-produzione_. Ne segue la dottrina fondamentale di Henry George: _la
-rendita fondiaria deve diventare proprietà sociale_.
-
-George propone di sequestrare la rendita fondiaria, per gli scopi
-sociali, per mezzo di una imposta, lasciando all'individuo il diritto di
-godere dei miglioramenti, di cui egli è l'autore; tutte le altre tasse,
-che ora aggravano l'industria; tutti i dazi, che impediscono il libero
-scambio, debbono essere aboliti. Di qui il nome _«single-tax» league_,
-che fu dato in molti paesi ai seguaci di H. George.
-
-Il modo pratico di realizzare una tale riforma importante è esposto da
-George in un modo completo; però, come vedremo subito, parlando dei suoi
-seguaci presenti, ogni paese ha elaborato il suo programma, adattandolo
-alle condizioni rispettive di ogni nazione.
-
-La nostra patria ha avuto uno dei più grandi riformatori fondiari di cui
-l'ideale era la creazione di una classe di _liberi contadini_.
-
-Parlo di Tiberio Gracco, il quale insieme al fratello morì per il suo
-ideale, rimasto finora senza realizzazione.
-
-«Le bestie selvaggie hanno le loro caverne ed i loro giacigli; ma agli
-uomini che lottano e muoiono per l'Italia non è rimasta che l'aria e la
-luce del cielo». Ecco, con che parole Tiberio Gracco, secondo Plutarco,
-invoca la giustizia per i lavoratori della terra.
-
-È un fenomeno strano, che proprio nel paese di Tiberio Gracco le idee
-del suo fratello spirituale George non abbiano svegliato l'attenzione
-del pubblico. Quando nel 1909 Giovanni Carelli, l'autore sunnominato del
-_Riscatto della Terra_, cominciò la sua propaganda di una riforma
-fondiaria, non trovò, che una trentina d'aderenti, nonostante che i
-primi numeri del suo organo _Terra_ fossero fatti in un modo molto
-interessante contenendo varî articoli preziosi.
-
-Non posso non nominare qui le opere di Achille Loria, il quale pure
-preconizza un regime della terra libera; secondo lui «questo nuovo
-ordinamento della proprietà non creerà già una nuova costituzione
-economica -- ciò che sarebbe inammissibile, perchè il diritto è
-impotente a mutare i rapporti economici, dei quali invece è creatura e
-strumento -- ma darà riconoscimento e pacifico assetto ad uno stato di
-fatto, che è imposto ormai dalla evoluzione economica e che si realizza,
-ad ogni modo, con isfrenata veemenza, anche senza intervento di legge».
-
-Interessante è poi il disegno di legge del Rinaldi, che propone che
-tutte le terre pubbliche ancora esistenti in Italia, cioè quelle
-appartenenti ai comuni (quelle soggette agli usi civili e quelle
-patrimoniali), alle Opere Pie, agli enti ecclesiastici ancora conservati
-e al patrimonio dello stato, vengano non già quotizzate, ma assegnate ai
-poveri di ciascun comune riuniti in un ente giuridico sotto il nome di
-comunanza agricola, al quale ente verrebbe concesso il diritto di
-proprietà su queste terre, e dal quale queste terre verrebbero poi
-concesse in affitto a chi ne ha il diritto.
-
-Il progetto Tittoni, mirando ad una _forma demaniale ad uso comune_, il
-qual progetto fu combattuto da Ferri, è pure di un certo interesse.
-Sarebbe a desiderarsi, che per l'ordinamento fondiario nella Libia
-l'Italia seguisse l'esempio dato dalla Germania nella colonia di
-Kiautsciu e che «quell'onda di prevenzione, di animadversione e di
-pauroso sospetto, che fluttua intorno all'opera dello scrittore
-americano, trovi la sua bonaccia, e molti s'accostino ad osservare più
-dappresso o senza passione, l'interessante edificio».
-
-Tanto più, che questo è un edificio, di cui il fondamento fu messo
-secoli fa. «Non dovete mai vendere la terra; perchè essa è _mia_; voi
-siete soltanto i miei ospiti e vassalli» (3 Mos. 25,23) leggiamo nella
-Bibbia, e tutti i profeti israeliti erano in un certo senso riformatori
-fondiari, come lo erano pure gli antichi Brahmini, di cui il proverbio:
-«A chi appartiene la terra, a colui appartengono purtroppo le sue
-frutta» contiene la verità centrale delle teorie di Henry George.
-
-
-
-
- 21.
-
-
- Denaro ai combattenti!
-
-
-È assolutamente urgente che l'Italia offra con una sufficiente somma di
-denaro un ponte fra guerra e pace a tutti i combattenti.
-
-Questi benemeriti, questi vincitori non devono in alcun modo sentire i
-danni di essersi battuti, di essere stati lontani dalla vita nazionale.
-Sarebbe il più sudicio e vigliacco dei tradimenti. Sarebbe il più
-funesto degli errori.
-
-Purtroppo fino ad oggi i provvedimenti sono assolutamente meschini. Lo
-stesso avviene in Francia. Eppure occorre trovare i denari per la Pace,
-dopo aver trovato quelli per la guerra.
-
-Bisogna che gli uomini di governo siano energici e al di fuori di ogni
-pressione personale, senza alcun rispetto a interessi particolaristici.
-
-Si dichiara che l'erario è esaurito e non ha possibilità di nuovi
-prestiti (eppure la nostra grande vittoria che ci centuplica dovrebbe
-essere una garanzia poderosa); ebbene eccovi due soluzioni:
-
- 1ª Soluzione:
-
-_Vendiamo il patrimonio artistico!_
-
-Si dice che noi siamo un popolo a tutti superiore per il suo genio
-elastico e creatore, il suo eroismo e per la sua giovanile resistenza
-muscolare, ma disgraziatamente povero.
-
-No. Non è povero, il popolo italiano. Noi futuristi affermiamo che il
-popolo italiano è il più ricco della terra, poichè possiede un
-incalcolabile capitale inutilizzato, costituito dall'enorme patrimonio
-delle opere d'arte antiche ammucchiate nei suoi musei. Di questo
-patrimonio artistico, noi proponiamo senz'altro al Governo la vendita
-graduale e sapiente. Dato che soltanto le Gallerie degli Uffizi e Pitti
-furono valutate più di un miliardo, l'Italia sarà in pochi anni
-abbastanza ricca per:
-
-1) avere la prima marina mercantile del mondo;
-
-2) avere una grande navigazione fluviale;
-
-3) intensificare decisamente tutte le industrie esistenti, e creare
-immediatamente le mancanti;
-
-4) sviluppare fino al rendimento massimo l'agricoltura e sanare tutte le
-zone malariche;
-
-5) vincere completamente l'analfabetismo;
-
-6) abolire totalmente ogni imposta per venti anni almeno;
-
-7) dare un utile compenso ai combattenti.
-
-Prevediamo tutte le obbiezioni e le distruggiamo: La vendita del nostro
-patrimonio artistico, ben lungi dal diminuire il nostro prestigio,
-dimostrerà al mondo che un popolo giovane e sicuro del proprio avvenire
-ne sa affrontare tutti i problemi, trasformando in forze vive le sue
-ricchezze morte, come un aristocratico intelligente rinuncia ad ogni
-fasto vano e lancia il proprio oro nell'industria.
-
-Sarà altamente patriottico il gesto col quale l'Italia, rompendo vecchie
-catene tradizionali e sentimentali, trasformerà le sue vecchie tele e i
-suoi vecchi marmi in acciaio utile, veloce e dominatore. D'altra parte,
-le nostre opere d'arte antiche, vendute in America, in Inghilterra, in
-Russia o in Francia, diventeranno la più efficace delle _réclames_ al
-genio creatore della nostra razza.
-
-Genio inesauribile, questo, poichè si manifestò oggi nel nostro grande
-esercito improvvisato che vinse, in matematica militare e in eroismo
-garibaldino, un esercito agguerrito e preparato in più di 40 anni. I
-nostri eroi del Carso, dell'Isonzo e del Trentino hanno cento volte
-sorpassato in grandezza tutti gli eroi romani. Non viviamo dunque più
-del nostro passato; non siamo più soltanto «figli di grandi uomini»; il
-nostro prestigio presente ci garantisce una illimitata grandezza futura.
-
-Siamo il popolo più artista della terra. Nessuno perciò potrà dubitare
-che dopo la nostra grande vittoria sapremo anche conquistare un assoluto
-primato artistico. Il nostro glorioso Rinascimento sarà superato
-dall'arte italiana di domani.
-
-Si obietterà anche che questa vendita allontanerà dall'Italia il fiume
-rimunerativo dei visitatori stranieri. Non vogliamo discutere qui
-sull'utilità dell'industria dei forestieri, che pur regalando all'Italia
-molti milioni, è tanto aleatoria da poter cessare per un caso isolato di
-colera o per una scossa di terremoto, ed è sempre dannosa poichè
-snazionalizza e umilia il nostro paese, lo riempie di spie e trasforma
-un terzo degl'italiani in albergatori, in ciceroni e in _boys_ d'hôtel.
-
-Dichiariamo soltanto che i forestieri verranno sempre, purtroppo, in
-gran numero in Italia, poichè la nostra penisola ha il clima più dolce,
-il cielo più bello, la massima varietà di paesaggi, ed è insomma il
-riassunto meraviglioso di tutte le bellezze della Terra. Siccome la
-vendita delle nostre opere d'arte antiche sarà necessariamente graduale,
-i forestieri, per molto tempo, se ne accorgeranno appena. Essi
-troveranno sempre ad ogni modo, sul nostro suolo, torri, mura, chiese e
-palazzi da ammirare.
-
-D'altra parte, tutti i nostri vecchi quadri e le nostre vecchie statue
-vanno continuamente decadendo in una lenta agonia e sono destinate a
-perire. La loro vendita dunque s'impone a un popolo come l'italiano,
-praticissimo, il quale deve fare oggi ciò che domani si farebbe con
-vantaggio assai minore.
-
-La vendita dovrà essere fatta con somma perizia e abilità. Ne affideremo
-volentieri la direzione ai più illustri nostri cultori e critici d'arte,
-che ne regoleranno la valutazione sul mercato mondiale, mantenendone
-alti i prezzi e imponendo in ogni contratto delle clausole di riscatto.
-Nessuno vieterà all'Italia, ingigantita da queste utili vendite, di
-riacquistare più tardi ciò che fu venduto.
-
-Un'altra obiezione può essere questa: Non si devono privare gl'italiani
-del piacere di godere in casa loro le opere dei nostri grandi antenati.
-Rispondiamo. È assurdo che su 40 milioni d'italiani, i 39 milioni che
-sono incapaci o non hanno tempo di amare le opere d'arte antiche
-continuino ad essere esauriti, e fors'anche esasperati fino alla
-rivolta, da sempre più gravose imposte, mentre il paese possiede un
-colossale capitale artistico praticamente trasformabile in tanto oro.
-
-Supponendo nella maggioranza incolta della popolazione italiana una
-sempre crescente possibilità e passione di gustare il possesso delle
-opere d'arte antiche, noi proponiamo che una piccola parte del prodotto
-della vendita sia consacrata a nuovi e più profondi lavori di scavi
-archeologici, i quali riempiranno certo, in pochi anni, i vuoti dei
-nostri musei e delle nostre piazze con innumerevoli altre opere d'arte
-antiche. Possiamo infatti affermare senza ombra di paradosso o d'ironia
-che mentre gli altri paesi posseggono miniere di carbone, di ferro o
-d'oro, il nostro possiede le più inesauribili miniere archeologiche. Il
-sottosuolo di Roma, quello dell'Umbria, della Toscana, della Campania e
-della Sicilia, possono diventare le nostre Cardiff, le nostre Westfalie,
-il nostro Capo di Buona Speranza. Certe zone saranno meno fruttifere, ma
-anche per quelle si tratta di lavoro, e io non esito ad affermare che a
-tre o quattrocento metri sotto la mia Casa Rossa, a Milano, dorme un
-prezioso, elegante e nostalgico Tempio di Venere. Il passato
-galvanizzato così, risorgerà per partecipare al gran progresso
-nazionale. I nostri grandi avi pittori e scultori, da Giotto a
-Botticelli, a Cellini, a Michelangelo, a Raffaello, parteciperanno alla
-nostra vita formidabile, ombre di futuristi geniali del loro tempo,
-finalmente liberate dalla muffa e dal tedio dei musei.
-
-Queste idee, d'un futurismo moderato, che io comunicai nel 1913 allo
-_Standard_ di Londra, e nelle quali il mio intervistatore inglese trovò
-allora qualche cosa di vero, di pratico e di patriottico, potevano
-sembrare, in tempo di pace, audaci e divertenti paradossi. Oggi, dopo la
-grande vittoria noi sentiamo il dovere di proporre al Governo italiano
-la vendita graduale e sapiente delle nostre opere d'arte antiche, come
-una soluzione razionale del compenso ai combattenti.
-
- 2ª Soluzione:
-
-_Sequestriamo due terzi dei guadagni ai fornitori._
-
-Il futurista Settimelli dice:
-
-Bisogna colpire subito i fulminei esagerati guadagni dei fornitori.
-
-Ragioni sopratutto sentimentali ci spingono a far gravare la mano --
-prima che su ogni altro proprietario -- sui fornitori militari.
-
-Nessuna ricchezza potrà oggi essere ingiusta di fronte al combattente
-come quella accumulata in occasione della stessa guerra che gli ha
-portato disagi, ferite, sacrifici, pericoli d'ogni sorta.
-
-Afferma giustamente Léon Daudet: «L'arco di trionfo non è tutto!».
-
-E nemmeno i paroloni di riconoscenza. Occorre del buon pane, del buon
-vino, del buon panno a questi quattro milioni di maschi italiani che
-hanno salvata e ingigantita la loro patria e che oggi le sono più che
-mai indispensabili.
-
-Troppe automobili da passeggio per neo-milionarie, troppi sfarzi son
-sbocciati fuori dalle lunghe teorie dei rudi carriaggi da guerra!
-
-Signori del governo, trasformate questo lusso in denaro per i
-combattenti, date all'Italia questa eleganza più grezza ma più sana!
-
-Denaro, denaro, denaro per i vincitori! Non è un'elemosina, ma il
-riconoscimento di un sacrosanto diritto che nessuno e nessuna forza
-potrà togliere loro. _Non è possibile truffare il Destino._
-
-All'opera, signori del governo, finchè siete in tempo!
-
-Il nostro _manifesto politico_ esige: il sequestro dei due terzi di
-tutte le sostanze guadagnate con forniture di guerra.
-
-Costituzione di un patrimonio agrario dei combattenti. Occorre
-acquistare una determinata quantità della proprietà terriera d'Italia,
-pagandola a prezzi da fissarsi con criterii speciali, e darla, con le
-debite cautele e riserve, ai combattenti, o, in caso di loro
-soccombenza, alle famiglie superstiti.
-
-Al pagamento delle terre così acquistate deve provvedere la Nazione
-intera, senza distinzione di classe, ma con distinzione progressiva di
-posizione finanziaria, con elargizioni volontarie e con imposte.
-
-Il pagamento delle terre occorrenti potrebbe estinguersi entro
-cinquant'anni dallo spossessamento, in modo che il contributo della
-Nazione, sotto forma di elargizione o di imposta, sarebbe minimo.
-Rientrino, se ve ne sono, nel patrimonio agrario dei combattenti, le
-terre espropriate per debito d'imposta.
-
-Tutti i lavoratori manuali che avranno prestato servizio militare nella
-zona delle operazioni dovranno essere inscritti per cura dello stato
-nella «Cassa Nazionale di previdenza per la invalidità e la vecchiaia
-degli operai» a far data dal primo giorno del loro effettivo servizio.
-Lo stato dovrà pagare i contributi annuali per tutta la durata della
-guerra. L'iscrizione dei militari combattenti alla «Cassa Nazionale»
-avverrà d'ufficio e sarà posta a carico dello stato per tutto il periodo
-corrispondente al servizio militare, produrrà un onere continuativo a
-carico degli interessati per tutto il resto della loro vita.
-
-L'assegno congiunto alla concessione di medaglie al valor militare sarà
-triplicato, -- Il limite di età stabilito nei corsi sarà prolungato per
-i reduci della zona delle operazioni di un tempo equivalente alla durata
-della guerra. -- Ai reduci dalla zona delle operazioni, quando ottengono
-un pubblico impiego, saranno computati il servizio militare e le
-campagne agli effetti dell'anzianità e della pensione, provvedendo lo
-stato, quando ne sia il caso, ai versamenti alla Cassa Pensioni per il
-tempo passato dal militare sotto le armi. Per dieci anni dopo la guerra
-le amministrazioni dovranno alternare concorsi liberi, con concorsi
-esclusivamente riservati ad reduci della zona delle operazioni ed ai
-mutilati di guerra fisicamente suscettibili del servizio richiesto.
-
-Preparazione della futura socializzazione delle terre con un vasto
-demanio mediante le proprietà delle Opere Pie, degli Enti Pubblici e con
-la espropriazione di tutte le terre incolte e mal coltivate. Energica
-tassazione dei beni ereditari e limitazioni di gradi successorii.
-
-Sistema tributario fondato sulla imposta diretta e progressiva con
-accertamento integrale. Libertà di sciopero, di riunione, di
-organizzazione, di stampa. Trasformazione ed epurazione della Polizia.
-Abolizione della Polizia segreta. Abolizione dell'intervento
-dell'esercito per ristabilire l'ordine.
-
-Giustizia gratuita e giudice eletto dal popolo.
-
-I minimi salari elevati in rapporto alle necessità della esistenza.
-Massimo legale di 8 ore di lavoro. Parificazione ad eguale lavoro delle
-mercedi femminili con le mercedi maschili. Leggi eque nel contratto di
-lavoro individuale e collettivo. Trasformazione della Beneficenza in
-assistenza e previdenza sociale. Pensioni operaie.
-
-Industrializzazione e modernizzazione delle città morte che vivono
-tuttora del loro passato. Svalutazione della pericolosa e aleatoria
-industria del forestiero.
-
-Sviluppo della marina mercantile e della navigazione fluviale.
-Canalizzazione delle acque e bonifiche delle terre malariche. Mettere in
-valore tutte le forze e le ricchezze del paese. Frenare l'emigrazione.
-Nazionalizzare, utilizzare tutte le acque e tutte le miniere. Concederne
-lo sfruttamento a enti pubblici locali. Agevolazioni all'industria e
-all'agricoltura cooperative. Difesa dei consumatori.
-
-
-
-
- 22.
-
-
- Abolizione della coscrizione, esercito volontario, scuole di forza,
- coraggio e patriottismo; corsi di strategia e d'armi.
-
-
-Dopo lo smembramento dell'impero austroungarico e lo sfasciamento del
-suo esercito noi proponiamo senz'altro l'abolizione della coscrizione
-che la conflagrazione ha dimostrato assolutamente inadatta a preparare
-la vittoria.
-
-Crediamo che bisogni rimpiazzarla con un indirizzo sistematicamente
-sportivo, pratico e tecnico da darsi alle scuole. Istituiremo delle
-scuole di forza fisica, di coraggio e di patriottismo concreto che
-producano dei giovani agilizzati e rinforzati simili a quelli usciti
-senza malattie, senza gravi ferite dalla guerra di trincea. Non crediamo
-che occorra la vita assurda, deformata, esasperata, contorta, di tre
-anni sopportati nel sudiciume delle Caserme per formare lo spirito
-militare. Il giovane italiano non ha bisogno di 3 anni di scuola a piedi
-abbrutente per imparare ad andare all'assalto e a circondare una
-mitragliatrice nemica.
-
-L'esercito è una costruzione medioevale che è stata quasi radicalmente
-deformata e spaccata per vincere la guerra.
-
-È tempo che si concepisca nettamente la possibilità di una guerra fuori
-dal concetto di esercito.
-
-Le scuole di forza, coraggio, patriottismo che noi vogliamo istituire
-devono essere concepite fuori della vecchia mentalità del dovere pesante
-e della disciplina monotona. Con una giocondità primaverile di gioventù
-che si diverte, giuoca, e involontariamente perfeziona così la potenza
-dei muscoli addestrandosi allegramente a scattare in avanti, a correre,
-a irrigidirsi, a snodarsi, per evitare una legnata, prendere a volo un
-oggetto lanciato, traversare un fiume a nuoto, saltare un ruscello,
-superare un muro, arrampicarsi, ecc.
-
-Queste scuole devono dare agli adolescenti l'orgoglio del proprio corpo,
-della propria salute fisica e della propria bellezza muscolare. Da
-queste scuole devono uscire dei giovani muscolosi, agili e belli che
-sappiano non soltanto leggere e scrivere, ma anche atterrare un
-aggressore, salire su un albero velocemente, considerare il coraggio
-come la virtù essenziale dell'uomo, la vigliaccheria come il peggiore
-delitto, e la qualità d'italiano come un titolo di nobiltà.
-
-Fra questi giovani sarà facile reclutare un piccolo corpo coloniale
-volontario con un pratico sistema di quadri elastici adatti a formare i
-quadri delle grandi armate improvvisabili in caso di guerra.
-
-Non credo alla utilità della vasta, ingombrante costruzione pletorica e
-passatista che si chiama _lo stato maggiore_. Dei generali geniali e
-decisivi come _Badoglio_ e _Pétain_ benchè venuti dallo Stato Maggiore,
-ne dimenticarono sistematicamente la vecchia dottrina durante questi 4
-anni di guerra, sviluppando il loro ingegno strategico e il loro esperto
-maneggio di fanterie e di cannoni nell'esperienza quotidiana, caso per
-caso, osservando la linea, contrapponendo astuzie ad astuzie,
-perfezionamenti a perfezionamenti.
-
-Il generale Caviglia e il geniale Foch si dimostrarono grandi
-condottieri perchè unicamente preoccupati di agire con buon senso
-antiscolastico, risolvendo tutti i problemi con un ingegno ancora
-giovanile che aveva saputo resistere ai pedanteschi insegnamenti dello
-Stato Maggiore e della Scuola di guerra.
-
-Quattro anni di guerra ci hanno dimostrato che la cavalleria nel suo
-stato attuale non può avere che una funzione decorativa da parata o da
-torneo medioevale.
-
-Enorme paralitico e paralizzante bersaglio offerto alle artiglierie
-nemiche e senza vera potenza offensiva.
-
-Impiegare delle masse di cavalleria non può divertire che un cervello da
-macellaio.
-
-Impiegare la cavalleria per squadroni o per plotoni in azioni di
-molestia o di collegamento equivale a dichiarare il fallimento della
-cavalleria.
-
-Questa guerra ha assolutamente svalutato il cavallo. Prima, nei periodi
-di lotta di trincea, e ultimamente nell'ultima meravigliosa nostra
-offensiva manovrata.
-
-Il fucile essendo stato quasi altrettanto svalutato che il cavallo e la
-guerra futura non potendo essere che una guerra di mitragliatrici, noi
-giungiamo al concetto di creare degli squadroni di mitraglieri a
-cavallo, utilizzando così il cavallo a portare celermente in punti
-lontani il maggior numero possibile di mitragliatrici. In una possibile
-guerra futura avranno perciò parte preponderante i mitraglieri ciclisti,
-le auto-mitragliatrici blindate, oltre le artiglierie.
-
-Perchè eventualmente domani delle armate così concepite siano facilmente
-improvvisate occorre che l'educazione sia imperniata oltre che sulla
-ginnastica e i giuochi sportivi anche sulla scienza meccanica.
-
-Occorre inoltre istituire delle scuole di strategia e d'armi dove tutti
-i cittadini siano tenuti al corrente dei continui perfezionamenti di
-tutti gli ordigni di guerra.
-
-
-
-
- 23.
-
-
-Il cittadino eroico, l'abolizione delle polizie e le scuole di coraggio.
-
-
-Tutto l'attuale sistema d'ordine è assolutamente bacato, reazionario,
-inefficace, balordo e spesso criminale.
-
-Abolirlo, dunque, _al più presto_.
-
-In massima ogni cittadino _deve_ sapere difendersi. Lo stato _deve_
-intervenire soltanto in casi eccezionali per difendere l'individuo. Il
-principio del libero cazzotto, dosato e frenato da multe, esiste di già
-in America e in Inghilterra.
-
-Le sommosse, le agitazioni di folla quando sono assolutamente assurde e
-senza la più piccola parte di vero diritto devono essere frenate,
-soffocate o spente ma senza intervento militare.
-
-Bastano dei potenti getti d'acqua di pompieri. Se l'incendio prende
-proporzioni enormi vuol dire che c'è molta legna secca da ardere e che
-tutto _deve_ bruciare.
-
-I pompieri rientreranno con le pompe e lasceranno assoluta libertà al
-fuoco.
-
-È assurdo che lo stato debba continuamente intervenire per difendere lo
-zotico, il lento, il cretino rapace che si lascia prendere dalla solita
-truffa all'americana.
-
-Questo zotico rapace è molto più disprezzabile che _il ladro stesso_.
-
-Non abbiamo nessuna compassione per un'altra categoria di cittadini
-lenti, podagrosi, e privi di agilità vitale che io chiamerei gli
-scimmioni di biblioteca.
-
-Lo scimmione di biblioteca e lo scimmione della campagna _devono_
-sparire. Difenderli dalle aggressioni possibili non può essere che una
-immoralità.
-
-Che ne dite per esempio di quel progetto futurista che consiste
-nell'introdurre in tutte le scuole un corso regolare di rischi e di
-pericoli fisici? I ragazzi saranno sottoposti indipendentemente dalla
-loro volontà alla necessità di affrontare continuamente una serie di
-pericoli sempre più terribili l'uno dell'altro sapientemente preparati e
-sempre più imprevisti come: Un incendio, un annegamento, un diluvio
-d'acqua, lo sprofondamento di Un impiantito o il crollo di un soffitto.
-
-Il coraggio è la materia prima, la materia essenziale perchè secondo la
-grande speranza futurista tutte le autorità, tutti i diritti, tutti i
-poteri, siano brutalmente strappati ai morti e ai moribondi e dati ai
-giovani fra i venti e i quarant'anni.
-
-Propongo l'abolizione delle attuali polizie. Rimpiazzarle con un corpo
-di cittadini scelti rimuneratissimi e poco numerosi che interverranno
-soltanto in casi eccezionali portando specialmente il peso della loro
-autorità e _mai_ quello delle manette.
-
-Propongo inoltre delle vere scuole di coraggio fisico, per addestrare la
-prima adolescenza ad affrontare con disinvoltura e superare _ogni
-pericolo senza mai domandare aiuto e senza contare sulla forza
-pubblica_. Questo coraggio diventato un'abitudine profonda diminuirà
-singolarmente le aggressioni che in un paese di coraggiosi tenderebbero
-fatalmente a sparire.
-
-I nostri principî futuristi sono l'amore del progresso, della libertà,
-del pericolo, la propaganda del coraggio e l'eroismo quotidiano.
-
-Nostri grandi nemici: tradizionalismo, mediocrismo e vigliaccheria.
-
-Da un lucido amore del pericolo, da un coraggio consuetudinario e da un
-eroismo quotidiano scaturiscono appunto -- naturalmente -- la necessità
-immediata e la bellezza della violenza.
-
-Io vi parlo di tutto ciò in una forma assolutamente apolitica, alla
-quale voi senza dubbio siete poco abituati; e vi sguaino senza altri
-preamboli il mio pensiero, che voi potrete anche prendere per un
-consiglio ad agire.
-
-Non ignoro le prevenzioni accumulate in voi contro di noi futuristi,
-dalle più o meno allegre chiacchiere dei giornali mercenarî, custodi
-eunuchi della mediocrazia e del misoneismo italiani.
-
-Forse non avete ancora un concetto esatto di ciò che siamo e di quel che
-vogliamo....
-
-Immaginate nella malinconica e stagnante repubblica delle lettere e
-delle arti un gruppo di giovani, assolutamente ribelle e demolitore,
-che, stanco di adorare il passato, nauseato dal pedantismo accademico,
-avido di originalità temeraria, e anelante verso una vita libera
-avventurosa, energica e quotidianamente eroica, vuol sgombrare l'anima
-italiana da quel cumolo di pregiudizî, di luoghi comuni, di rispetti e
-di venerazioni, che noi chiamiamo _il passatismo_.
-
-Ci consideriamo come l'acido nitrico distruttore che è bene gettare su
-tutti i partiti, già in putrefazione.
-
-Nel nostro Manifesto futurista, pubblicato 11 anni fa dal _Figaro_ di
-Parigi, noi esaltammo ad un tempo il Patriottismo, la Guerra -- sola
-igiene del mondo -- il gesto distruttore dei libertarî, e le belle idee
-per cui si muore, gloriosamente opposte alle brutte idee per cui si
-vive.
-
-Certo, questi principii e queste parole non ebbero mai, fino ad ora,
-alcun contatto fra di loro.
-
-Voi foste abituati a considerare il patriottismo e la guerra come
-assolutamente contrarii alla idea anarchica, che fece esplodere tante
-vite, per la conquista di una maggiore libertà.
-
-Affermo che queste due entità apparentemente contradittorie: la
-collettività e l'individuo, si compenetrano intimamente. Lo sviluppo
-della collettività non è forse infatti il risultato degli sforzi e delle
-iniziative particolari? -- Così, la prosperità di una nazione è prodotta
-dall'antagonismo e dall'emulazione dei molteplici organismi che la
-compongono.
-
-Ugualmente la concorrenza industriale e militare che si stabilisce fra i
-diversi popoli è un elemento necessario al progresso dell'umanità. Una
-nazione forte può contenere ad un tempo dei reggimenti ebbri di un
-patriottico entusiasmo e dei refrattarî assetati di ribellione! Sono,
-queste, due canalizzazioni differenti del medesimo istinto di coraggio,
-di potenza e di energia.
-
-Il gesto distruttore dell'anarchico non è forse un richiamo assurdo e
-bello verso l'ideale dell'impossibile giustizia?
-
-Non è forse una barriera opposta alla tracotanza invadente delle classi
-dominatrici e vittoriose? Per conto mio, preferisco la bomba di un
-anarchico, allo strisciare del borghese che si nasconde nel momento del
-pericolo, o all'egoismo vile del contadino che si mùtila per non servire
-il proprio paese.
-
-Quanto all'elogio della guerra, non costituisce certo, come si è
-preteso, una contradizione coi nostri ideali, nè implica un regresso
-verso le epoche barbare. A chi ci rivolge accuse simili, noi rispondiamo
-che alte questioni di salute e di igiene morale dovevano necessariamente
-esser risolte _appunto per mezzo della guerra_, prima di qualsiasi
-altra. -- La vita della nazione non è forse simile a quella
-dell'individuo che combatte le infezioni e le pletore mediante la doccia
-o il salasso? Anche i popoli, affermiamo noi, devono seguire una
-costante igiene di eroismo, e concedersi gloriose docce di sangue!
-
-E le conseguenze? mi direte voi.... Le conosciamo! Sappiamo che un
-periodo di miseria segue inevitabilmente la guerra, qualunque sia
-l'esito di essa. Periodo assai breve, però, quando la guerra sia
-vittoriosa, e meno lungo di quanto credete, nel caso di una sconfitta.
-
-Ora, non abbiamo forse, senza luce di gloria, dei simili periodi di
-miseria, per effetto di una semplice crisi di borsa o di un basso giuoco
-di agiotaggio? Via! Bando a questi sentimenti usurai!.... Non avrete
-dunque più altro ideale che quello della comodità e del quieto vivere?
-
-Voi avete disgraziatamente imparate dal giolittismo (anteguerra) e dal
-bissolatismo (dopo guerra) la nefasta e ridicola ricetta della pace
-usuraia e mercantile e paurosa.
-
-Noi sosteniamo invece e propugnamo la doppia preparazione della guerra e
-della rivoluzione, nel cerchio di un patriottismo più intenso, sotto il
-divino nome d'Italia, scritto nel nostro cielo dai rossi vapori di un
-nuovo coraggio italiano.
-
-Noi crediamo che soltanto l'amore del pericolo e l'eroismo, possano
-purificare e rigenerare la nostra razza.
-
-Quelli fra voi che sono più ligi alla tradizione mi obietteranno che un
-simile programma intellettuale rimarrà fatalmente allo stato di utopia e
-di paradosso vano.
-
-Arturo Labriola stigmatizzava in noi futuristi, poeti e pittori, la
-nostra tendenza a mescolare l'arte e la politica, per difendere
-l'orgoglio nazionale e favorire, insieme, il movimento ascensionale del
-proletariato.
-
-Arturo Labriola mi sembra sia incorso in un pregiudizio, abbastanza
-naturale, data la novità, nella storia, del nostro atteggiamento.
-
-Provatevi infatti a rispondere a questa mia domanda:
-
--- Dal momento che noi dobbiamo a parecchie generazioni di uomini
-politici lo stato spaventoso di corruzione, di opportunismo e di comodo
-scetticismo affaristico nel quale è caduto a poco a poco il
-parlamentarismo italiano, noi, poeti ed artisti, che soli abbiamo
-conservato -- per quella che io chiamerei una assoluta mancanza di
-mercato rimunerativo -- la fiamma di un disinteresse assoluto, sotto la
-luce acciecante di un ideale di bellezza irraggiungibile, -- noi che
-scriviamo versi, dipingiamo quadri, componiamo musiche, senza speranza
-di guadagno sufficiente, non abbiamo forse, noi, il diritto d'insegnare
-il disinteresse? E perchè non dovrebbe dunque essere permesso, a noi, di
-scacciare i mercanti dal tempio e di offrire i nostri muscoli e i nostri
-cuori all'Italia, in nome dell'arte?
-
-Ci credete forse incapaci di praticità politica, per eccesso di
-fantasia? Certo non potremo, malgrado tutte le nostre leggerezze
-artistiche, far peggio dei nostri predecessori. Del resto, noi ci
-crediamo attesi dalla storia. Avrete senza dubbio notato, nello
-svolgersi degli avvenimenti umani, che ad un periodo di violenza
-idealistica e generosa succede sempre un periodo di mercantilismo
-egoistico ed avaro, come quello che attraversiamo.
-
-Ora, noi vogliamo risuscitare lo sforzo passionale e temerario della
-razza che seppe realizzare l'indipendenza italiana, e faremo ciò senza
-l'eccitante alcool delle bandiere spiegate e delle rosse fanfare, noi,
-poeti ed artisti; senza ricorrere a nuovi sistemi politici, e solo
-spargendo il fuoco di un entusiasmo inestinguibile in questa Italia che
-non deve cadere nelle mani di scettici e d'ironici, solo elettrizzando
-di un coraggio accanito questa Italia che appartiene ai combattenti!
-
-Voi mi direte, seguendo gl'insegnamenti di Giorgio Sorel, che nulla è
-più pericoloso degli intellettuali per gl'interessi del proletariato
-rivoluzionario. Ed avrete ragione, poichè oggi intellettualità e cultura
-sono sinonimi di rapacità egoistica e di oscurantismo retrogrado.
-
-Ma noi artisti non siamo i così detti intellettuali. Siamo soprattutto
-dei cuori palpitanti, dei fasci di nervi in vibrazione, degli istintivi,
-degli esseri governati solo dalla divina, ubbriacante intuizione, e
-crediamo di essere, o siamo, tutti accesi del così detto fuoco sacro.
-
-Abbiamo attraversato, senza fermarci, le catacombe dell'erudizione
-pedantesca; sappiamo quel tanto che basta per camminare, senza
-inciampare, e non inciamperemmo mai, anche se fossimo meno colti, poichè
-siamo dotati del sicuro fiuto della gioventù.
-
-Alla gioventù noi accordiamo tutti i diritti e tutte le autorità, che
-neghiamo e vogliamo strappare brutalmente ai vecchi, ai moribondi ed ai
-morti.
-
-Il Futurismo proclama così il necessario intervento degli artisti nelle
-cose pubbliche, _per fare finalmente del governo_ un'arte
-disinteressata, al posto di quello che è ora una pedantesca scienza del
-furto.
-
-Ma vi sento già mormorare della nostra inesperienza tecnica. Eh! via!...
-non dimenticate che la razza italiana non sa produrre, in realtà, che
-dei grandi artisti e dei grandi poeti, ai quali certo non può essere
-impossibile l'istruirsi rapidamente, in pochi mesi d'osservazione, della
-meccanica parlamentare.
-
-Io credo che il parlamentarismo, istituzione politica fallace e caduca,
-sia destinata fatalmente a perire. Io credo, che la politica italiana
-vedrà inevitabilmente precipitare la sua agonia, se non si piegherà a
-sostituire degli artisti -- ingegni creatori -- alla classe degli
-avvocati -- ingegni dissolventi e palliativi -- che l'hanno
-monopolizzato fino ad ora, manifestandovi oltre misura la loro funzione
-specifica, che consiste nello sfruttar bene e nel vendere il loro
-cervello e la loro parola.
-
-Quindi, è specialmente dallo spirito avvocatesco, che noi vogliamo
-liberare la vita politica italiana. Ed è perciò che noi combattiamo
-energicamente gli avvocati del popolo, e in genere tutti
-gl'intermediari, i mezzani, i mediatori, tutti i grandi cuochi della
-felicità universale, particolarmente nemici di ogni violenza, ignobili
-maestri di diplomazia bassa, che noi riputiamo dannosi ed ingombranti
-nell'ascensione della maggiore libertà.
-
-La loro presenza è diventata ormai goffa e ridicola in questa nostra
-vita ferrea e convulsa, ebbra di una frenetica ambizione e sulla quale
-giganteggia la nuova e tremenda divinità del pericolo.
-
-Le forze oscure della Natura, prese nei lacci e nelle reti delle formole
-chimiche e meccaniche, e così asservite all'uomo, si vendicano
-terribilmente, balzandoci alla gola con la selvaggia irruenza dei cani
-arrabbiati.
-
-Ben lo sapete, voi, operai degli arsenali, fuochisti dei transatlantici,
-marinai dei sottomarini, operai delle acciaierie e dei gasometri!
-
-Mi sembra inutile dimostrarvi qui come, per lo sviluppo fulmineo della
-scienza, per la prodigiosa conquista delle velocità terrestri ed aeree,
-la vita essendo diventata sempre più tragica, e l'ideale di una serenità
-georgica essendo ormai definitivamente tramontato, convenga oggi che il
-cuore dell'uomo si famigliarizzi sempre più col pericolo immanente, per
-modo che le generazioni future possano essere ringagliardite da un vero
-amore di questo pericolo.
-
-Il progresso umano esige sempre più delle anime da giocatori d'azzardo,
-dei fiuti da segugi, delle intuizioni temerarie da aviatori, delle
-sensibilità medianiche, delle divinazioni da poeta.
-
-La complessità psichica del mondo è singolarmente aumentata per
-l'accumularsi delle esperienze fornite dalla storia, per la corrosione
-continua e il controllo eccitante che la stampa va operando.
-
-La febbrilità e l'instabilità delle razze sono divenute tali da
-sconvolgere ogni calcolo di probabilità storica.
-
-Potrei anche parlarvi del logorio che hanno subìto tutte le vecchie
-formole sintetiche che influenzavano il movimento dei popoli, tutte le
-ricette e le panacee di sicura e immediata felicità.
-
-È ormai profonda in noi la convinzione che tutto si complica, che ogni
-semplificazione ideologica, dimostrativa o amministrativa è illusoria, e
-che _l'ordine assoluto in materia politica_ o sociale è assurdo.
-
-Siamo giunti alla necessità di accettare in noi e fuori di noi la
-_convivenza degli elementi più contradittorî_.
-
-Il popolo non potrà per nessuna forza, per nessuna volontà, rinunciare
-mai alle sue libertà conquistate. Rinunciarvi, sarebbe come volersi
-servire della diligenza, ora che le reti ferroviarie hanno rimpicciolito
-e offerto il mondo ad ogni singolo cittadino, come un giocattolo da
-palleggiare e da osservare.
-
-Queste libertà individuali, che ingigantiscono nel loro sviluppo verso
-una possibile e desiderabile anarchia, debbono coesistere con un
-principio di autorità. Questo, per meglio salvaguardare le singole
-libertà, tende a distruggerle.
-
-Vi è dunque una convivenza ed insieme una lotta salutare di principî
-ostili, come fra i diversi elementi che compongono il sangue dell'uomo.
-Cosicchè l'Italia dovrà sempre più attivare in sè il doppio fervore di
-una possibile rivoluzione proletaria e di una possibile guerra.
-
-Tra il popolo, sinonimo di libertà crescente, e il governo, sinonimo di
-autorità decrescente, corrono in certo modo i rapporti, amichevoli e
-antagonistici insieme, che corrono tra il proprietario e gl'inquilini di
-una casa.
-
-Vi è infatti qualche cosa di simile tra una rivoluzione contro un
-governo colpevole di tirannide o d'incapacità, e il brusco trasloco di
-un inquilino, quando il suo padrone di casa rifiuta di fare le
-riparazioni necessarie contro le invasioni della pioggia, del vento e
-del fulmine, o quando egli non seppe difendere i proprî inquilini dai
-ladri notturni.
-
-In quest'ultimo caso, come l'inquilino scinde il contratto, così il
-popolo fa la rivoluzione.
-
-Bisogna che ogni italiano concepisca nettamente il fondersi di queste
-due idee: rivoluzione e guerra, distruggendo la stupida rettorica
-paurosa che le avvolge di orrore, esaltando in sè e fuori di sè l'idea
-di lotta e il disprezzo della vita, che solo può sublimare l'uomo, dando
-il massimo splendore e il massimo valore ad ogni attimo vissuto.
-
-Io credo infatti che non importasse salvare la vita di Francisco Ferrer,
-chiusa da una veglia e da una morte eroiche, che hanno generato la
-volontà liberatrice di Canalejas, -- mentre era necessario impedire ad
-ogni costo un nuovo trionfo dell'oscurantismo clericale.
-
-Disgraziatamente, la scuola, inquinata dalla morale cristiana, che esige
-lo stupido perdono delle offese, degenerato in vigliaccheria
-sistematica, lavora assiduamente alla evirazione della razza.
-
-Null'altro s'insegna oggi in Italia, se non l'obbedienza supina, e la
-paura davanti al dolore fisico, e questo avviene con la tremante
-collaborazione delle madri italiane, le quali certo non son fatte per
-preparare dei soldati, nè dei rivoluzionari.
-
-Noi futuristi esaltiamo dovunque, con la parola e con l'esempio, la
-necessità di un'attivissima propaganda di coraggio personale.
-
-Vogliamo che uno spirito di rivolta e di guerra circoli come un sangue
-impetuoso nella gioventù italiana.
-
-La nazione, che ha origine violenta, non può che essere rafforzata da
-questa doppia circolazione irruente di sangue che mantenendo
-l'elasticità delle arterie amministratrici, rinvigorisce il senso di
-responsabilità nella testa e nei centri governativi.
-
-Noi crediamo ormai infantile quel concetto dell'evoluzione rotativa
-storica per la quale, secondo il sogno di molti imperialisti miopi, si
-dovrebbe fatalmente ritornare a una forma di governo tirannico e ad una
-supina schiavitù popolare.
-
-Ci raffiguriamo invece l'evoluzione futura dell'umanità come il
-movimento oscillante ed irregolare di una di quelle pittoresche ruote di
-legno munite di secchielli e mosse da un quadrupede bendato, che, in
-Oriente, estraggono l'acqua per l'irrigazione degli orti.
-
-Per la costruzione primitiva della ruota e dei secchielli, l'acqua
-estratta è mista con della sabbia, la quale, riversandosi anch'essa,
-alza di continuo il livello del suolo circostante, di maniera che il
-congegno stesso deve essere di continuo e sempre più innalzato.
-
-Vi sarà sempre, nel rivolgersi della storia, insieme con la monotona
-acqua degli avvenimenti una sempre crescente sabbia fine di libertà.
-
-Gl'imperialisti sembrano ignorare, per esempio, la novità assoluta e
-l'importanza eccezionale di quello che a me sembra l'avvenimento più
-importante di questi ultimi cent'anni: voglio dire la libertà di
-sciopero, conquistata meccanicamente dal proletariato; libertà tanto più
-forte inquantochè non riconosciuta dalla legge; libertà che nessun
-Napoleone potrebbe abolire.
-
-Questa libertà non è che un risultato logico ma inaspettato della già
-lontana Rivoluzione francese, la quale, come tutte le rivoluzioni
-registrate dalla storia, produsse effetti lentamente fecondatori
-paragonabili a quelli delle periodiche inondazioni del Nilo.
-
-L'autorità dello stato non può più essere concepita come un freno alle
-aspirazioni libertarie del popolo. Noi crediamo invece che lo spirito
-rivoluzionario del popolo debba frenare -- o meglio -- corrodere
-lentamente l'autorità dello stato e il suo spirito conservatore, indizio
-di vecchiezza e di paralisi progressiva.
-
-Rammentatevi della celebre frase di Clemenceau: «Io sono il primo
-Poliziotto di Francia». Con questa espressione che sembrò un motto di
-spirito, il grande ministro espresse esattamente la necessità che
-costringe i socialisti -- spinti al potere dalla forza ascensionale del
-proletariato, quali esponenti e difensori della libertà -- a
-trasformarsi immediatamente in ferocissimi reazionari.
-
-Un dilemma infatti si presenta a costoro: o diventare un coperchio
-pesantissimo e soffocante sul ribollire della caldaia popolare, o
-prestarsi ad essere lanciati via dalla traboccante veemenza di questa
-furia accesa.
-
-È sottinteso, nondimeno che simili coperchi non possono resistere a
-lungo. I radico-socialisti Clemenceau e Briand, divenuti i poliziotti
-barcollanti e feroci del movimento rivoluzionario francese dànno una
-nuova prova della convivenza tumultuosa di quegli elementi contradittorî
-di cui vi ho già parlato.
-
-Da tutto ciò, è ovvio concludere che la violenza è oggidì divenuta la
-miglior condizione di vera salute per un popolo. L'ordine, il pacifismo,
-la moderazione, lo spirito diplomatico e riformista, non ne sono forse
-l'arteriosclerosi, la vecchiaia e la morte?
-
-È soltanto con la violenza, che si può ricondurre l'idea di giustizia,
-ormai sciupata, non a quella fatale che consiste nel diritto del più
-forte, ma a quella igienica, sana, che consiste nel diritto del più
-coraggioso, e del più disinteressato, cioè all'eroismo.
-
-Partendo da questo principio, io posso soddisfare subito quelli fra voi
-che più sono assillati dal desiderio o dal bisogno di una precisione
-dogmatica, collo stabilire che _il bene_ è per noi, tutto ciò che
-accresce e sviluppa le attività fisiche, intellettuali e istintive
-dell'uomo, spingendolo al suo massimo splendore, mentre _il male_ è
-tutto ciò che diminuisce e interrompe lo svilupparsi di queste attività.
-
-Come il pacifismo e la paura della guerra hanno creata la nostra
-dolorosa schiavitù politica, così l'orrore della violenza hanno fatto
-del cittadino italiano un fantoccio ridicolo, malmenato dagli
-azzeccagarbugli, che risponde a un ceffone con una querela o con un
-ricatto.
-
-E qui tocchiamo uno di quei facili conflitti fra l'autorità ordinatrice
-e la libertà individuale, la quale deve sempre finire col vincere, per
-la legge ascensionale verso l'anarchia, che governa l'umanità.
-
-Il principio delle sanzioni giuridiche in materia di offese personali
-distrugge il senso importantissimo della dignità fisiologica,
-intimamente legata a quella psichica, e canalizza tutte le attività
-umane verso l'astuzia sfruttatrice, l'usura, la taccagneria e la
-divinità tirannica del denaro.
-
-Siamo ricaduti così, per altra via, nello stagno della vita nostra
-italiana, le cui rive sono custodite dagli sterpi intricati delle leggi
-poliziesche e dalle siepi burocratiche, destinate soltanto a stancare e
-a dilaniare ogni istinto profondamente umano e ogni legittima
-ribellione.
-
-Per giungere a questo agognato rinnovamento sociale e politico del
-nostro Paese, noi dobbiamo forzatamente vincere degli ostacoli, i quali,
-a prima vista, sembrano insormontabili, poichè li portiamo in noi stessi
-sotto forma di elementi caratteristici della nostra razza.
-
-Voglio parlare del _personalismo_, dell'_utilitarismo clericale_, della
-_ipersensualità_ e dell'_ironia_ mordace e demolitrice.
-
-Chiamo _personalismo_ quell'abitudine intellettuale che consiste nel
-sottomettere qualsiasi giudizio a delle considerazioni, a delle simpatie
-o a delle antipatie assolutamente personali. -- Chiamo personalismo
-l'indifferenza, o meglio il disprezzo che ogni italiano nutre per le
-pure idee, combattendole soltanto quando siano sostenute da un nemico,
-amandole soltanto quando siano sostenute da un amico.
-
-Bisogna combattere questo vizio gravissimo, anzitutto trasformando il
-nostro mefitico sistema scolastico, inteso solo a premiare la bassa
-cortigianeria degli allievi sgobboni ed imbecilli, che, leccando
-quotidianamente la vanità di un professore finiscono coll'assorbirne la
-tronfia e dogmatica imbecillità.
-
-Noi futuristi, che accordiamo ai giovani tutti i diritti e tutte le
-autorità, vorremmo che nelle scuole fossero invece incoraggiati e
-premiati quegli studenti che manifestano fin dai primi anni, di avere
-delle idee personali e una maniera spiccata di giudicare uomini e libri.
-
-La libera intuizione, cioè la facoltà di avere e di creare delle idee
-nuove: ecco ciò che noi vogliamo esaltare! Ed è per questo, che noi
-proscriviamo dalla scuola il prete, il quale, non potendo più oggi
-preparare delle fedi nell'assenza di un vero sentimento religioso, si
-accontenta di rammollire e di abbassare le anime, creando quel fenomeno
-di _utilitarismo cretino e pauroso_ che si chiama il Clericalismo.
-
-Italiani! Conviene intensificare ed accendere ovunque una guerra
-accanita contro il clericalismo, partito politico, che non basandosi
-ormai più sul sentimento mistico e pure avendo ormai perso l'obbiettivo
-del potere temporale minaccia, nei nostri figli, la nostra grandezza
-futura.
-
-Utilitarismo pretino, paura quietista: ecco il brago in cui la nostra
-razza si avvoltola, coprendosi del fango dell'accidia e
-dell'_ipersensualismo_.
-
-Quest'altro vizio italiano, anzi latino, si manifesta in mille modi, ed
-anzitutto nella tirannia dell'amore, che falcia le energie degli uomini
-di azione, nell'ossessione della conquista femminile, nell'ideale
-romantico della fedeltà e nella tendenza immonda alla più fatale e
-snervante lussuria.
-
-Questa nefasta tendenza deve essere contrastata, nella scuola e fuori,
-mediante un continuo e sapiente sviluppo degli _sports_ violenti, della
-scherma, del nuoto, e particolarmente della ginnastica. Questa deve
-essere liberata dall'antico acrobatismo e dalla gesticolazione di
-parata: una ginnastica razionale, atta ad amplificare il torace, a
-dilatare i polmoni, a liberare il cuore, a contenere gli intestini, la
-riattivare la circolazione del sangue, ad aumentare l'ematosi, a
-fortificare i legamenti articolari, e a tonificare i muscoli, per la
-formazione di un corpo d'uomo bello, svelto, forte e resistente, che
-sappia pensare, volere ed atterrare uomini, idee e cose con uguale
-disinvoltura.
-
-Noi futuristi, convinti dell'influenza che l'Arte esercita su tutte le
-attività di un popolo, vogliamo purificarla dal sentimentalismo, dalla
-erotomania d'annunziana e dal dongiovanismo, creando un'arte che
-glorifichi la forza e la libertà individuale, le vittorie della scienza
-e il dominio crescente delle forze oscure della natura.
-
-Sappiamo infatti che il romanticismo voluttuoso esagera l'importanza
-dell'amore nella vita nostra.
-
-La donna italiana, madre dolcissima, ma coltivatrice di viltà nei propri
-figli, quando non sia semplicemente dominata dal prete o dal desiderio
-assiduo di un lusso sfarzoso -- diventa un nemico quasi invincibile e
-una barriera insormontabile, in tutte le grandi fiammate guerresche o
-rivoluzionarie.
-
-Il nostro ipersensualismo genera non solo questa esagerata importanza
-della donna unicamente voluttuaria e ingombrante, ma anche ciò che ne è
-una conseguenza: la mania del lusso appariscente e delle grandi
-agiatezze domestiche.
-
-Ahimè! talvolta basta la preoccupazione di un buon pranzo, o di un
-cappello piumato per la signora, o di un bel tappeto da fare ammirare
-agl'invitati, talvolta basta -- dicevo -- una preoccupazione di questo
-genere, a far deviare un uomo politico italiano dalla sua rotta
-disinteressata, o a troncare un programma di eroismo e di sacrificio.
-
-Abbiamo visto recentemente, con nostro grande dolore, uomini dagl'ideali
-altissimi e violenti subire a tal punto la snervante atmosfera di
-serenità coniugale, da rinunciare totalmente a qualsiasi audacia
-direttiva, per sprofondarsi scetticamente in una comoda poltrona --
-coltissimi fra i troppo amati, inutili ed amici libri -- ed accogliere
-il nostro irrompere entusiastico col sorriso della più facile e
-scoraggiante ironia demolitrice.
-
-Questa facile e scoraggiante ironia demolitrice, ecco il quarto vizio
-grave, profondamente italiano, dal quale deriva un disastroso
-misoneismo, opposto ad ogni arditezza, ad ogni sano ottimismo
-eccitatore; ecco il veleno tragico e gaio che inquina purtroppo la parte
-migliore d'Italia, voglio dire le popolazioni meridionali, le più ricche
-d'immaginazione costruttrice e di divinazione geniale.
-
-È questa ironia, fatta di epicureismo, di spirito caustico, e di
-spensieratezza, che in un tramonto color di fucina, 12 anni or sono,
-davanti al Cimitero monumentale di Milano, cadenzava stupidamente, con
-un ritmo allegro di baldoria e di danza il ritorno di una massa
-rivoluzionaria che aveva accompagnata la bara sinistra di un operaio
-ucciso in un grave conflitto con le truppe.
-
-Aveva seguito anch'io quella nera marea umana, schiumosa di faccie
-livide, su cui sobbalzava, come un funebre canotto, la bara, che i
-portatori curvi rendevano stranamente gambuta.
-
-Sopra, si gonfiavano delle bandiere rosse, col movimento acceso e il
-respiro di altrettanti mantici enormi.
-
-Fiamme di torce, come stracci di miseria sanguinante, oratori riformisti
-chini con la fiòcina per infilzare il viscido polpo del mezzo-termine;
-discorsi di una stomachevole moderazione, tali da far cadere per la noia
-le stelle e pel disgusto la luna, come un fulgido sputacchio!
-
-Che schifo! Eravamo sommersi da un diluvio di consigli stupidamente
-paterni, ed era ben giusto che dopo una simile immonda commedia, la
-folla se ne ritornasse in città, verso il desinare, con ritmo di danza,
-cantando l'inno dei lavoratori, per accompagnare un secondo feretro: non
-più quello di un operaio ucciso, ma quello della Rivoluzione!
-
-Ironia! Ironia! Vecchia ironia italiana!... Ecco la nostra nemica, da
-distruggere, da calpestare, a forza di entusiasmo, a forza di temerità,
-a forza di ottimismo, anche artificiali!
-
-Operai! Guardatevi dall'ironia scettica ed egoista, vi liquefa il cuore
-nel giorno della giusta sommossa, e crea in voi quel vergognoso fenomeno
-che è il _pànico dello squillo_!
-
-Quante volte, nei dieci anni di vita milanese che io ho condotto
-studiando quotidianamente il flusso e riflusso del socialismo italiano,
-leggendo attentamente ogni comizio come il più interessante e doloroso
-dei libri, quante volte ho arrossito, come italiano... ve lo ripeto:
-_come italiano_, al vedere delle ingenti masse operaie, agitate dalle
-più legittime rivendicazioni e da un magnifico desiderio di maggior
-libertà, delle ingenti masse di popolo, dico, prese fulmineamente dal
-più insensato spavento collettivo, al risuonare delle quattro note
-insolenti dello squillo poliziesco!
-
-Una mandra in fuga... Dorsi curvi e folli, gambe levate, davanti al
-trotto sgangherato di una cavalleria incapace di correre sul selciato.
-
-Naturalmente, gli oratori che riformisticamente avevano tinto di rosa,
-non di rosso, la folla, erano spariti... Dove e perchè? Senza dubbio per
-qualche loro improvvisa rivoluzione intestinale!...
-
-Ma una rossa visione mi si affaccia alla mente: una visione che conforta
-il mio sangue futurista...
-
-Vedo un crepuscolo fumoso di capitale, su una strada viscida di pioggia
-e già chiazzata e febbricitante di riflessi...
-
-Nella grande rete dei fili tramviari e telefonici, mille luci arrabbiate
-azzannano la polpa dell'ombra!... Pallore famelico delle case!... Oscuri
-profili irritati!... Laggiù, nelle vie laterali, ove furono fracassati
-tutti i lampioni, tenebre, tenebre massiccie, rotolate giù da chi sa
-qual cielo distrutto!...
-
-Ad uno sbocco di via, una folla compatta, nerissima...
-
-È formata, quella folla, dalle vostre donne e dai vostri figli: braccia
-intrecciate di notturna foresta africana; tutti incastrati l'uno fra gli
-altri come i mattoni di una muraglia!
-
-Voi, uomini, vi schiererete davanti alle vostre donne, in quella tragica
-jungla di pietra e di ferro, sotto i rotondi frutti elettrici, esplosi,
-lattescenti, bianchissimi, e caricherete tranquillamente le vostre
-carabine, per le belve poliziesche.
-
-Risuoneranno allora, improvvise e beffarde, le note dello squillo,
-funebre rasoiata attraverso la gola muta del silenzio...
-
-Ed ecco il comando urlato: «_Avanti!_».
-
-Ma sento anche uno sghignazzamento formidabile rispondere a quello
-squillo, e la folla, pietrificata dal coraggio, gridare: «Gli italiani
-non fuggono! Pel sublime amor del pericolo, accettiamo una lotta
-sanguinosa sotto le stelle fulgidissime d'Italia, che c'impongono di non
-indietreggiare!...».
-
-Vedo un immane groviglio rosso: la mischia furibonda dei cavalli
-impennati, sotto un rovescio di tegole. Ben venga il macello!... Ce ne
-rallegreremo insieme, operai italiani, se avremo sopravvissuto... Ce ne
-rallegreremo, poichè null'altro sarà avvenuto; null'altro che un
-salutare colpo di bisturì nel gigantesco foruncolo della paura e del
-mediocrismo italiano!
-
-Poichè, alla propaganda della vigliaccheria, noi opponiamo la propaganda
-del coraggio e dell'eroismo quotidiano...
-
-Poichè, all'attuale estetica di fango monetato noi opponiamo -- sia
-pure, sia pure! -- una estetica di violenza e di sangue!
-
-
-
-
- 24.
-
-
- Morale del pericolo: la libertà elastica senza carceri e carabinieri.
-
-
-Non credo di essere eccessivamente ottimista nell'accordare la più ampia
-fiducia allo sviluppo crescente dell'intelligenza italiana.
-
-L'intelligenza delle nostre masse politiche non è ancora giunta ma
-giungerà al nostro alto concetto futurista di libertà assoluta da
-imbrigliare o sciogliere secondo la mutevole urgenza degli avvenimenti e
-dei bisogni.
-
-Queste masse proletarie si dividono in reazionarî cretini e in anarchici
-balordi. Degli arditi valorosi scatenati dall'orgoglio della vittoria e
-dal patriottismo sanguinosamente provato sui campi di battaglia
-dimostravano pochi giorni fa una splendida voglia di menar le mani e di
-andare all'assalto in piazza della Scala. Ma rivelavano anche pur troppo
-una tendenza a diventare dei carabinieri reazionari.
-
-Il fenomeno è tipico: Chi dice «ardito» o «reparto d'assalto» dice
-anche: «slancio rivoluzionario fuori dalla disciplina, amore sfrenato
-d'ogni libertà, generosità, eroismo. L'ardito era un esplosivo più o
-meno bene incanalato che scoppiava efficacemente in faccia agli
-austriaci detentori d'ogni passatismo reazionario e d'ogni clericalume
-poliziesco. Fui perciò attristato dal vedere un ardito furente di odio
-slanciarsi con anima carabinieresca contro un cittadino che gridava: «W.
-l'anarchia!» con audacia d'ardito.
-
-Mi direte che è questione d'intelligenza. È vero. Ma è specialmente
-questione di una qualità eminentemente futurista della intelligenza:
-l'Elasticità.
-
-L'ardito che si slancia contro i carabinieri che gli vietano una
-dimostrazione o contro masse di sozzalisti antipatriottici dovrebbe con
-elastica intelligenza fermarsi ed abbracciare il cittadino isolato che
-osa, affrontando tutti i pericoli, lanciare un grido come quello di «W.
-l'anarchia!».
-
-Nel settembre 1914 io fui imprigionato coi miei amici futuristi
-nell'enorme e terribile carcere di S. Vittore per avere organizzato e
-scatenato le due prime dimostrazioni per il nostro intervento contro
-l'Austria.
-
-Avevo dietro il muro di destra un giovane meccanico che aveva accoppato
-la sua amante ritornata un'ora in ritardo a casa. Dietro il muro di
-sinistra un fabbricante di monete false. Questo era considerato da tutti
-come una persona importante, un forte, un quasi _arrivato_. Attraverso
-le inferriate e mediante la telegrafia delle nocche io comunicai con
-quasi tutti gli incarcerati. Sono uscito da San Vittore con una discreta
-esperienza in questa tragica materia. Non ammetto e considero
-assolutamente criminale il vantato diritto della società a chiudere e
-soffocare anime, polmoni e muscoli di individui fra enormi muraglie e
-dietro porte incrollabili. La società che incarcerava il falsificatore
-di monete, l'uccisore dell'amante e l'interventista prematuro, compiva
-tre delitti superiori non soltanto ai nostri tre delitti, ma a qualsiasi
-delitto umano. Lurido abuso di potere paragonabile all'uso della mazza
-ferrata sui feriti o gli svenuti.
-
-I carceri sono delle infami trappole che presuppongono un bestialissimo
-Ordine-gatto accanito contro dei simpaticissimi e ingenui
-temperamenti-sorci. Tutto in omaggio alla vigliaccheria del cittadino il
-quale dovrebbe poter circolare nelle città come in un bagno tiepido
-portando a zonzo il suo corpo imbelle, i suoi muscoli flosci, il suo
-dorso privo d'intuizione, sotto lo sguardo paterno e protettore del
-carabiniere.
-
-Ebbene, è tempo che i carceri e gli ergastoli, questi avanzi del
-medioevo, siano distrutti e rasi al suolo.
-
-Il cittadino deve mediante una educazione razionale dei muscoli e del
-coraggio conquistarsi una piena responsabilità fisiologica e morale che
-dal pensiero passi alla parola e dalla parola -- se è necessario -- allo
-schiaffo e al pugno per difendere il proprio diritto e moderare
-eventualmente l'abuso del diritto intorno a sè.
-
-Quando tutti i cittadini saranno capaci di difendersi da una aggressione
-e di rintuzzare con un pugno bene assestato una villania o una
-ingiustizia, regnerà finalmente l'ordine elastico e l'elastica libertà
-senza carabinieri che deve regnare in una umanità superiore.
-
-Propongo perciò che nelle scuole il tempo consacrato all'insegnamento
-classico del greco e latino sia in parte impiegato all'educazione fisica
-dell'adolescente. Formeremo così dei giovani muscolosi, agilissimi,
-coraggiosi, audaci, pronti alla decisione egualmente capaci di smontare
-un motore a scoppio, di tenere il libro mastro di una azienda
-commerciale, di guidare una automobile, di afferrare per la gola un
-borsaiolo e di schiaffeggiare un traditore.
-
-Intelligenza pratica, istinto onnipresente, lucidità e prontezza di
-spirito, passione della vita, dei suoi pericoli e delle sue mutevoli
-avventure, ingegno improvvisatore, abilità e velocità nel risolvere
-tutti i problemi per ottenere i massimi frutti nel minor tempo
-possibile.
-
-Non vedremo più dei giovani fiacchi, fragili portare languidamente a
-zonzo le loro gambe molli, nelle nostre città come in un bagno
-ammollente guardando le stelle impassibili lungo gli antichi fiumi della
-malinconia provinciale italiana. Avremo dei cittadini sicuri della loro
-forza agile e della loro intelligenza coraggiosa, dei cittadini buoni,
-generosi e arditi che cammineranno speditamente, con libertà snodata,
-dominando e guidando i commerci delle città futuriste. Vi saranno pochi
-impiegati e poche discussioni agli sportelli. Aboliti i preti, i
-carabinieri e le questure non vi saranno più risse, maldicenze,
-moralismi e pessimismi cronici e vendette sotto le gioconde lune
-elettriche. La libertà assoluta che noi futuristi sognamo può e deve
-essere imbrigliata in circostanze tipiche.
-
-Per giungere alla nostra meravigliosa vittoria bisognava assolutamente
-imporsi le più ferree discipline militari. Dovendo necessariamente
-fucilare sul posto un soldato che abbandonava la linea si doveva anche
-fucilare sul posto un disfattista che predicava la diserzione nelle
-retrovie e nelle città.
-
-Vestendo l'uniforme militare un ingegno rivoluzionario come il mio
-accettava per 4 anni la più matematica obbedienza a dei superiori
-talvolta mediocri, talvolta indegni di rispetto.
-
-Con la medesima elasticità futurista, oggi a vittoria compiuta, a nemico
-disfatto, siano concesse tutte le amnistie e aperti tutti i carceri per
-i detenuti politici.
-
-
-
-
- 25.
-
-
- Eroismo dinamico e antigloria.
-
-
-Le nobiltà medioevali sono in decadenza, hanno perduto la vernice rossa
-del sangue versato dai padri.
-
-È assurdo dunque riconoscere una nobiltà ereditaria al sangue eroico
-versato nella conflagrazione, poichè bisogna precisamente guarire questo
-vizio tipico del cervello umano: fare il minor sforzo.
-
-Io considero l'eroe d'oggi figlio e padre di sè stesso.
-
-Il suo domani non può essere nobilitato dal suo oggi. Il figlio
-dell'eroe non può essere titolato col sangue paterno poichè deve
-titolarsi col proprio slancio eroico.
-
-Superare, superarsi, _o non essere_.
-
-Bisogna impedire che l'eroismo divenga il bottino dei vili, il ricco
-terreno da sfruttare, l'uniforme elegantissima. Bisogna la libertà di
-pensiero da ogni coccarda ereditata e fare impazzire la propria
-generosità eroica.
-
-La vittoria del Grappa-Piave (giugno) ha cancellato Caporetto. Il
-Tagliamento gloriosissimo ha cancellato la vittoria del Grappa-Piave.
-
-Bisogna cancellare la nostra fulminea vittoria con un dopo guerra più
-potente e più eroicamente glorioso.
-
-Cuore di manovra e non cuore da trincea. Truppe celeri del genio
-Futurismo! Arditismo!
-
-
-
-
- 26.
-
-
- Gli Arditi, avanguardia della Nazione
-
-
- (Discorso di Marinetti a 300 Ufficiali della 2ª Divisione d'Assalto).
-
- _Cari Arditi d'Italia!_
-
-Io non ho l'onore di far parte del corpo glorioso degli Arditi, ma spero
-di aver presto il piacere di combattere, come comandante di
-un'autoblindata, al vostro fianco alla punta estrema, tagliente,
-dinamica dell'esercito italiano oltre Piave. Ho il diritto di parlarvi
-poichè fui, dal principio della guerra, combattente in prima linea
-sempre volontario, come voi, volontario ciclista, volontario
-bombardiere, volontario automitragliere.
-
-Come voi a Vertoiba, a Gorizia, a Plava, a Selo, a Nervesa.
-
-Ma voi che siete uomini d'azione, poche chiacchiere, molti fatti, una
-bestemmia, un bicchier di vino, un pernacchio al nemico, tascapane pieno
-di bombe e pugnale brandito, mi direte che in genere le parole e i
-discorsi poco vi interessano.
-
-Avete ragione. Vi consiglio di non ascoltare i discorsi dei pedanti,
-degli accademici, dei professorali, che vengono dalle città a parlarvi
-di coraggio. Non si insegna il coraggio a un ardito. E a voi, tenenti,
-capitani e comandanti di reparti d'assalto, non s'insegna nulla poichè
-siete non soltanto arditi, ma italiani, cioè intelligentissimi.
-
-Ero stato invitato a parlare ai soldati arditi, a loro dunque mi rivolgo
-pel tramite vostro.
-
-Vi prego di infondere nell'animo dei vostri soldati la convinzione che
-non vi è più alto onore di quello d'essere un ardito d'Italia.
-
-Non sono uno stratega nè un tattico. Vi parlo da appassionato
-infiammatore della gioventù.
-
-Sono futurista, cioè un patriota rivoluzionario. Intendiamoci,
-rivoluzionario non ha nulla di comune con Lenin, Serrati, Lazzari,
-Treves, ecc. Il nostro rivoluzionarismo futurista adora tanto l'Italia
-da voler ad ogni costo svecchiarla, pulirla, sgomberarla dai pedanti,
-dai preti, dai vigliacchi, renderla più giovane, più forte, più grande,
-più alta, più veloce, più intelligente, più progredita.
-
-Questo patriottismo non ha nulla a che fare col patriottismo
-pangermanico. Cretino questo poichè un popolo inferiore come il tedesco,
-privo d'ingegno e d'elasticità geniale, non può pretendere nessuna
-egemonia.
-
-Vi fu una vasta, tentacolare infiltrazione germanica di prodotti
-commerciali. Il mondo fu avvelenato di lue tedesca. Vollero aggiungervi
-il sigillo della vittoria militare. Voi lo trasformate in un bollo rosso
-da macello sulle innumerevoli loro pecore militarizzate.
-
-Voi siete la parte migliore della razza italiana. Ve lo dimostrerò
-enumerando le ragioni e gli impulsi che v'hanno spinto ad entrare nei
-reparti d'assalto.
-
-1. Siete diventati arditi per un amore sfrenato della nostra divina
-Italia. Se avessi davanti a me i vostri soldati, io farei qui la
-glorificazione della nostra meravigliosa penisola, riassunto di tutte le
-bellezze del mondo. Direi ai napoletani che la curva languida del golfo
-continua nella linea delle belle donne per formare l'agile calice sonoro
-d'una bella voce italiana, tornito dalla più soave atmosfera e dalla
-luce più ricca.
-
-Per quel golfo e per l'isola di Capri, si può ben lanciarsi all'assalto
-e anche morire.
-
-Direi agli arditi siciliani ch'essi si battono per la loro isola,
-sintesi di tutti gli ardori e di tutti gli splendori dell'Africa e della
-Spagna. Direi agli arditi sardi che il loro eroismo stupendo sarà
-ricompensato da altrettanto denaro, da tutto il denaro che si dovrà dare
-per il risanamento completo della loro isola forte ma sventurata.
-
-Direi agli arditi veneti, emiliani e lombardi che le loro feconde
-pianure predisposte a tutte le velocità commerciali e industriali
-meritano il massimo eroismo contro l'invasore rapace e imbecille.
-
-Direi a tutti i soldati arditi:
-
-Siate orgogliosi di sentirvi italiani, nati proprio in questo periodo
-della storia d'Italia e destinati dunque a risolvere col sangue d'un
-colpo solo tutti gli enormi problemi del nostro avvenire italiano.
-Privilegio unico: salvare l'Italia, ingigantirla.
-
-A voi ufficiali, io dico:
-
-Qual'è l'italiano che, rileggendo gli infami bollettini tedeschi
-pubblicati dopo Caporetto, non senta il dovere di correggerli
-fulmineamente, con pugnalate, sulla pelle dei generali tedeschi?
-
-2. Voi siete diventati arditi per un amore sfrenato della libertà. Lo
-conciliate con la disciplina necessaria ad ogni esercito che voglia
-vincere.
-
-Ho constatato che la disciplina impostavi dai vostri capi è una bella
-disciplina elastica che non soffoca, che non può soffocare il vostro
-gagliardo individualismo impetuoso.
-
-Ho visto con piacere tutti gli arditi giocondi e spensierati con le loro
-violente facce in tumulto scattare meglio dei fanti per salutare un
-ufficiale.
-
-L'ufficiale merita sovente l'amore sviscerato dei suoi soldati, ma ciò
-non avviene sempre; ricordatevi che il saluto militare è sempre rivolto
-alla presenza invisibile di questa madre unica: l'Italia.
-
-3. Siete diventati arditi per amore di novità, spirito novatore, spirito
-rivoluzionario, spirito futurista.
-
-4. Siete diventati arditi per amore della violenza, della guerra e del
-bel gesto eroico.
-
-Schiaffi in tempo di pace ai vigliacchi, alle carogne, ai traditori.
-Pugnalate e bombe a mano in guerra ai tedeschi.
-
-5. Siete diventati arditi per desiderio di mafia e di spavalderia
-giovanile.
-
-Il colletto aperto preludia ad uno scamiciamento audace per meglio fare
-ai pugni o per gettarsi in acqua al salvataggio d'un uomo che annega.
-
-Collo libero dell'uomo forte e creatore. Collo svincolato dalle cravatte
-idiote. Collo atletico che fa scoppiare il colletto della società.
-
-Bella mafia trionfante degli arditi d'Italia che amano le belle donne e
-le conquistano come trincee con un gesto eroico. Non preoccupatevi delle
-smorfie e dei sussieghi degl'imboscati e degli avariati che nei caffè si
-ritraggono ironicamente al vostro passaggio. Questi vili che hanno per
-unico sangue il brodo dei loro calzoni riconoscono intimamente la vostra
-potenza e il vostro valore. Ma vi temono, non hanno la forza di odiarvi,
-tentano di svalutarvi. Non vi riesciranno. Dicono che molti di voi non
-hanno più nulla da perdere e perciò osano tutto.
-
-Io rispondo loro che essi hanno tutto da conservare ma tutto perderanno.
-Siete voi i primi, i più alti, i più degni. Siete voi i padroni della
-nuova Italia. Io amo la vostra disinvoltura insolente. Si hanno tutti i
-diritti quando si sgozza un austriaco.
-
-6. Voi siete diventati arditi per amore di improvvisazione e di
-praticità. Di praticità novatrice contro il metodismo pedante e il
-preparazionismo teutonico.
-
-Rifiutate quasi sempre l'aiuto dell'artiglieria. Presto, senza sparare
-un colpo di cannone, utilizzando sempre la sorpresa, voi partite,
-sfondate, entrate, sorpassate. Pochi prigionieri, molti pugnalati e il
-resto giù dalla cima conquistata a calci.
-
-L'ultima grande vittoria è vostra. L'avete preparata mirabilmente, con
-molti colpi di mano, tutti fulminei, tutti fruttiferi.
-
-Venne la grande tronfia offensiva austriaca della fame, l'offensiva
-dalle cinquecentomila bocche spalancate e l'avete accolta a pernacchi
-dando loro da mangiare tutti i vostri pugnali. L'indomani, a
-Montecitorio, i ministri si presentarono vestiti di gloria rossa. Col
-vostro sangue quei vestiti erano colorati.
-
-Voi non siete soltanto i migliori fanti d'Italia. Non siete i nuovi
-garibaldini. Non siete truppe d'assalto alla tedesca. Queste sono
-ferreamente condannate al sacrificio. Voi siete la nuova generazione
-d'Italia, temeraria e geniale, che prepara il grandissimo futuro
-d'Italia.
-
-In questa vasta conflagrazione che costringe popoli e uomini a dare il
-massimo rendimento di tutte le loro forze e a superare miracolosamente
-queste forze stesse, vi sono fatalmente delle stanchezze, vi sono
-fatalmente dei combattenti stanchi. Voi siete gl'instancabili, i
-miracoli viventi di muscoli e coraggio, i divini futuristi della nuova
-Italia.
-
- _Il 1º gennaio 1919, per iniziativa del futurista Mario Carli,
- capitano nel 18º Reparto d'Assalto, venne fondata a Roma
- l_'Associazione fra gli Arditi d'Italia, _appoggiata dal
- giornale_ Roma Futurista, _organo del Partito Futurista._
-
- _Subito dopo, per iniziativa del capitano Ferruccio Vecchi venne
- fondata la Sezione Milanese dell_'Associazione fra gli Arditi,
- _presso la_ Direzione del Movimento Futurista, _Corso Venezia
- 61, Milano._
-
-
-
-
- OPERE DI F. T. MARINETTI
-
-
-*La Conquète des Étoiles*, poème épique, 3e édition, Éditions de la
-«Plume», Paris. _*3 fr. 50*_
-*Destruction*, poèmes. Léon Vanier, éditeur, Paris. _*3 fr. 50*_
-*La Momie sanglante*, poème dramatique. Edizioni del «Verde e Azzurro»,
-Milano. _*2 fr. 50*_
-*D'Annunzio intime*, 4e édition. Edizioni del «Verde e Azzurro»,
-Milano. _*2 fr. 50*_
-*Le Roi Bombance*, tragédie satirique, 3e édition. Éditions du «Mercure
-de France», Paris. _*3 fr. 50*_
-*La Ville Charnelle*, 4e édition. E. Sansot et C., éditeurs,
-Paris. _*3 fr. 50*_
-*Les Dieux s'en vont, d'Annunzio reste*, 11e édition. E. Sansot et C.,
-éditeurs. Paris. _*3 fr. 50*_
-*La Conquête des Étoiles*, 4e édition, suivie des jugements de la presse
-internationale. E. Sansot et C., éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_
-*Poupées électriques*, drame en trois actes en prose, avec une préface
-sur le futurisme. E. Sansot et C., éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_
-*Enquête internationale sur le vers libre*, précédée du premier
-Manifeste futuriste, 8e mille. Éditions de «Poesia». _*3 fr. 50*_
-*Mafarka le Futuriste*, roman africain (21e mille). E. Sansot et C.,
-éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_
-*Mafarka il Futurista*, romanzo, tradotto da Decio Cinti (Processato e
-condannato. Due mesi e mezzo di prigione all'autore). Edizioni Futuriste
-di «Poesia». _*Sequestrato*_
-*Distruzione*, poema, tradotto in versi liberi, col_Primo processo di
-«Mafarka il Futurista»_(Edizioni di «Poesia»). _*Esaurito*_
-*Re Baldoria*, traduzione del_Roi Bombance_. Editori Fratelli Treves,
-Milano. _*L. 3,50*_
-*Le Futurisme*. Théories et Mouvement. 12e mille. E. Sansot et C.,
-éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_
-*La Battaglia di Tripoli*, récit futuriste de la journée_du 26 Ottobre
-1911_. Edizioni futuriste di «Poesia». _*1 fr. 50*_
-*Le Monoplan du Pape*, roman prophétique en vers libres. E. Sansot et
-C., éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_
-*Zang-tumb-tumb*. (Assedio di Adrianopoli), parole in libertà. Edizioni
-Futuriste di «Poesia». _*L. 3, --*_
-*Guerra, sola igiene del Mondo*. Edizioni Futuriste di
-«Poesia». _*L. 2, --*_
-*L'Aeroplano del Papa*, romanzo profetico in versi liberi, traduzione
-del_Monoplan du Pape_. Edizioni Futuriste di «Poesia». _*L. 3,50*_
-*El Futurismo*, traducción de German Gomez de la Mata y N. Hernandez
-Luquero. F. Sempere y C., editores. Valencia. _*4 reales*_
-*Futurisme*, traduction russe. Editions de «Prométhée»
-Saint-Pétersbourg. _*1 r. 25 k.*_
-*Versi e prose* di_Stéphane Mallarmé_. -- Prima traduzione italiana.
-«Breviari intellettuali» dell'Istituto Editoriale
-Italiano. _*L. 2, --*_
-*I Manifesti del Futurismo*, 4 volumetti dei «Breviari intellettuali»
-dell'Istituto Editoriale Italiano. _*L. 8, --*_
-*Teatro sintetico Futurista*, 2 volumi. Istituto Editoriale
-italiano. _*L. 4, --*_
-*Noi Futuristi*. Edizione R. Quintieri. _*L. 1,70*_
-*Come si seducono le donne*. Ediz. dell'_Italia
-Futurista_. _*L. 3, --*_
-*L'Isola dei Baci* (In collaborazione con_Bruno Corra_) Editore
-Facchi. _*L. 3, --*_
-*Democrazia Futurista*. Editore Facchi. _*L. 5, --*_
-
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DEMOCRAZIA FUTURISTA ***
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-learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and
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-Foundation web page at http://www.pglaf.org .
-
-
- Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
- Foundation
-
-
-The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
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-of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal Revenue
-Service. The Foundation's EIN or federal tax identification number is
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-
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-business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
-information can be found at the Foundation's web site and official page
-at http://www.pglaf.org
-
-For additional contact information:
-
- Dr. Gregory B. Newby
- Chief Executive and Director
- gbnewby@pglaf.org
-
-
-Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary
- Archive Foundation
-
-
-Project Gutenberg(tm) depends upon and cannot survive without wide
-spread public support and donations to carry out its mission of
-increasing the number of public domain and licensed works that can be
-freely distributed in machine readable form accessible by the widest
-array of equipment including outdated equipment. Many small donations
-($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
-status with the IRS.
-
-The Foundation is committed to complying with the laws regulating
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-States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
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-with these requirements. We do not solicit donations in locations where
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-visit http://www.gutenberg.org/fundraising/donate
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-have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
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-approach us with offers to donate.
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-International donations are gratefully accepted, but we cannot make any
-statements concerning tax treatment of donations received from outside
-the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
-
-Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
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-including checks, online payments and credit card donations. To donate,
-please visit: http://www.gutenberg.org/fundraising/donate
-
-
- Section 5. General Information About Project Gutenberg(tm) electronic
- works.
-
-
-Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg(tm)
-concept of a library of electronic works that could be freely shared
-with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
-Gutenberg(tm) eBooks with only a loose network of volunteer support.
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