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MARINETTI - - DEMOCRAZIA - - FUTURISTA - - DINAMISMO POLITICO - - - 1919 - - FACCHI, EDITORE -- MILANO - - 18, VIA DURINI - - - - - _Dedico questa prima opera di politica futurista ai_ _*Fasci - politici futuristi*_ _di MILANO, ROMA, FIRENZE, FERRARA, - TARANTO, PERUGIA, ecc. e all_'_*Associazione degli Arditi*_. - - _F. T. M._ - - - - - INDICE - - - 1. Un movimento artistico crea un Partito Politico. - 2. La servaccia e i quadri degli antenati. - 3. Ideologie sfasciate dalla conflagrazione. - 4. Vecchie idee a braccetto da separare. - 5. Crollo di filosofi e storici, sibille a rovescio. - 6. Idee-muri da sfondare. - 7. Contro il matrimonio. - 8. Orgoglio italiano rivoluzionario e libero amore. - 9. La Democrazia futurista. - 10. Contro il Papato e la mentalità cattolica, serbatoi di ogni - passatismo. - 11. Patriottismo futurista. - 12. Pacifismo e Società delle Nazioni carabiniera. - 13. Contro l'immonda anzianità, la burocrazia, per il decentramento. - 14. Il proletariato dei geniali. - 15. Governo tecnico senza parlamento, senza senato e con un - Eccitatorio. - 16. Contro il diritto di successione. - 17. Sintesi della concezione marxista. - 18. L'Azionariato sociale. - 19. Sintesi della concezione di Mazzini sulla proprietà e la sua - trasformazione. - 20. La riforma fondiaria di Henry George. - 21. Denaro ai combattenti! - 22. Abolizione della coscrizione, esercito volontario, scuole di - forza, coraggio e patriottismo; corsi di strategia e d'armi. - 23. Il cittadino eroico, l'abolizione delle polizie e le scuole di - coraggio. - 24. Morale del pericolo: la libertà elastica senza carceri e - carabinieri. - 25. Eroismo dinamico e antigloria. - 26. Gli Arditi, avanguardia della Nazione. - - - - - 1. - - - Un movimento artistico crea un Partito Politico. - - -Il nostro Partito Politico Futurista è nato naturalmente dalla grande -corrente spirituale del movimento artistico futurista. - -Unico nella storia il nostro Partito è stato concepito, voluto e attuato -da un gruppo di artisti poeti, pittori, musicisti, ecc.: che, carichi di -genio e di coraggio ormai provati, dopo avere svecchiato brutalmente e -modernizzato l'arte italiana sono giunti logicamente ad una concezione -di politica assolutamente sgombra di retorica, violentemente italiana e -violentemente rivoluzionaria, libera, dinamica e armata di metodi -assolutamente pratici. - -Poichè un passato illustre schiacciava l'Italia e un _avvenire -infinitamente glorioso_ ribolliva nel suo seno, appunto in Italia, sotto -il nostro cielo troppo voluttuoso, l'energia futurista doveva nascere, -dieci anni fa, organizzarsi, canalizzarsi, trovare in noi i suoi motori, -i suoi apparecchi di illuminazione e di propagazione. L'Italia, più di -qualunque altro paese, aveva un bisogno urgente di futurismo, poichè -moriva di passatismo. L'ammalato inventò il proprio rimedio. _Noi siamo -i suoi medici occasionali._ Il rimedio vale per gli ammalati di ogni -paese. - -Il nostro programma immediato era di combattimento accanito contro il -passatismo italiano sotto le sue forme più ripugnanti: archeologia, -accademismo, senilismo, quietismo, vigliaccheria, pacifismo, pessimismo, -nostalgia, sentimentalismo, ossessione erotica, industria del -forestiero, ecc. Il nostro movimento ultra-violento, anticlericale, -antisozzalista e antitradizionale si fondava sul vigore inesauribile del -sangue italiano e lottava contro il culto degli avi che, ben lungi dal -cementare la razza, l'anemizza e l'imputridisce. - -Il futurismo, nel suo programma totale, era un'atmosfera d'avanguardia; -la parola d'ordine di tutti gl'innovatori o franchi-tiratori -intellettuali del mondo; l'amore del nuovo; l'arte appassionata della -velocità; la denigrazione sistematica dell'antico, del vecchio, del -lento, dell'erudito e del professorale; un nuovo modo di vedere il -mondo; una nuova ragione di amare la vita; una entusiastica -glorificazione delle scoperte scientifiche e del meccanismo moderno; una -bandiera di gioventù, di forza, di originalità ad ogni costo; un -colletto d'acciaio contro l'abitudine dei torcicolli nostalgici; una -mitragliatrice inesauribile puntata contro l'esercito dei morti, dei -podagrosi e degli opportunisti, che volevamo esautorare e sottomettere -ai giovani audaci e creatori; una cartuccia di dinamite per tutte le -rovine venerate. - -La parola futurismo conteneva la più vasta formula di rinnovamento; -quella che, essendo a un tempo igienica ed eccitante, semplifica i -dubbî, distrugge gli scetticismi e raduna gli sforzi in una formidabile -esaltazione. Tutti i novatori s'incontrarono sotto la bandiera del -futurismo, perchè il futurismo proclamava la necessità di andar sempre -avanti, e perchè proponeva la distruzione di tutti i ponti offerti alla -vigliaccheria. Il futurismo era l'ottimismo artificiale opposto a tutti -i pessimismi cronici, il dinamismo continuo, il divenire perpetuo e la -volontà instancabile. Il futurismo non era dunque sottoposto alle leggi -della moda nè al logorìo del tempo, non era una _chiesuola_ nè una -_scuola_, ma piuttosto un grande movimento solidale di eroismi -intellettuali, nel quale l'orgoglio individuale è nulla, mentre la -volontà di rinnovare è tutto. - -Il futurismo italiano, profeta della nostra guerra, seminatore e -allenatore di coraggio e d'orgoglio italiano, ha aperto undici anni fa -il suo primo comizio artistico col grido: _W. Asinari di Bernezzo! -Abbasso l'Austria!_ - -I futuristi organizzarono _Le due prime dimostrazioni_ contro l'Austria -nel Settembre 1914 a Milano in piena neutralità, bruciarono in piazza -otto bandiere austriache e furono incarcerati a S. Vittore. - -Vollero la guerra, lottarono per la guerra e fecero la guerra. - - - FUTURISTI - - _Morti in prima linea._ - -_Cantucci_ (medaglia d'argento). -_Stojanovich._ -_Sant'Elia_ (medaglia d'argento). -_Carlo Erba._ -_Athos Casarini._ -_Luca Labozzetta._ -_Luigi Peron-Cabus._ -_Visone._ -_Occhinegro._ -_Angelo Della Santa._ -_Annunzio Cervi_ (medaglia d'argento). -_Ugo Tommei._ - - _Feriti in prima linea._ - -_Guizzi Doro._ -_Nino Zuccarello._ -_F. T. Marinetti._ -_Nino Formoso._ -_Jamar_14. -_Bolongaro_ (medaglia di bronzo). -_Racchella_ (5 ferite -- mutilato -- medaglia di bronzo). -_Raffaele Merola_ (mutilato). -_Berr_ (4 ferite -- 2 medaglie d'argento). -_Piero Bolzon._ -_Gennari_ (mutilato -- 3 medaglie d'argento). -_Soffici_ (medaglia di bronzo). -_Russolo_ (mutilato -- medaglia d'argento). -_Vann'Anto'._ -_Dessy._ -_Olao Gaggioli_ (4 medaglie). -_Steiner_ (mutilato). -_Mario Carli._ -_Marcello Manni._ -_Ugo Piatti._ -_Ottone Rosai_ (medaglia d'argento). -_Enrico Rocca._ -_Cerati._ -_Astarita_ (medaglia d'argento). -_Morpurgo._ -_Catapano_ (medaglia di bronzo). -_Paolo Rubio._ -_Businelli_ (medaglia d'argento). -_Raffaello Franchi._ -_P. P. Carbonelli._ -_Urrico Foa._ -_Berto Ronchis_ (mutilato -- 3 medaglie). -_Romano Imegli_ (2 medaglie). -_Renato Beccati_ (2 medaglie). -_Renato Zamboni_ (mutilato). -_Giorgio Forlai._ -_Giovanni Brunetti._ -_Nino Scotto_ (4 ferite). -_Corrado Giusti._ -_G. Benasciuti._ -_Arturo Breviglieri._ - - _Morto sotto le armi._ - -_Umberto Boccioni_. - - -Convinti di avere col genio profetico, il coraggio, il sangue e la -tenacia collaborato ampiamente alla formidabile vittoria italiana, i -futuristi italiani sentono oggi la necessità di partecipare direttamente -alla direzione politica dell'Italia, lanciando in avanti un sogno -rinnovatore infinitamente più audace e un programma di libertà -infinitamente più rivoluzionario. - -Il _Corriere della Sera_ diceva nell'aprile 1917: «Purchè l'Italia non -sia, come a volte pare, un organismo sociale _sui generis_, nè -aristocrazia nè democrazia, ma gerontocrazia, una gelosa repubblica -senile ove -- salvo strabilianti eccezioni -- è preclusa la strada a chi -non sia tanto stagionato e infiacchito da non dare ombra a nessuno». - -Sì: è così. È assolutamente così, ed è contro questa Italia schifosa -- -sostenuta in realtà dal _Corriere_ stesso -- che noi combattiamo da -dieci anni. - -Il manifesto del Partito Politico Futurista Italiano, pubblicato e -lanciato l'11 febbraio 1918, dichiara: - -«Bisogna portare la nostra guerra alla sua vittoria totale, cioè allo -smembramento dell'impero austro-ungarico, e alla sicurezza dei nostri -naturali confini di terra e di mare, senza di che non potremmo avere le -mani libere per sgombrare, pulire, rinnovare e ingigantire l'Italia». - -La nostra profezia, come altre nostre, si è pienamente realizzata. Il -nostro ottimismo futurista molte volte deriso, combattuto da quasi -tutti, ha avuto pienamente ragione. - -Abbiamo le mani libere. Incominciamo dunque senza ritardo a sgombrare, -pulire, rinnovare e ingigantire l'Italia, liberandola dal peso del -passato e dello straniero. - -Il Partito Futurista vuole una Italia libera, forte, non più sottomessa -al suo grande Passato, al forestiero troppo amato e ai preti troppo -tollerati: una Italia fuori tutela, assolutamente padrona di tutte le -sue energie e tesa verso il suo grande avvenire. - -Il Partito Politico Futurista sarà nettamente distinto dal movimento -artistico futurista. Questo continuerà nella sua opera di svecchiamento -e rafforzamento del genio creativo italiano. Il movimento artistico -futurista, avanguardia della sensibilità artistica italiana, è -necessariamente sempre in anticipo sulla lenta sensibilità del popolo. -Rimane perciò una avanguardia spesso incompresa e spesso osteggiata -dalla maggioranza che non può intendere le sue scoperte stupefacenti, la -brutalità delle sue espressioni polemiche e gli slanci temerari delle -sue intuizioni. - -Il Partito Politico Futurista invece intuisce i bisogni presenti e -interpreta esattamente la coscienza di tutta la razza nel suo igienico -slancio rivoluzionario. Potranno aderire al Partito Politico Futurista -tutti gli italiani, uomini e donne d'ogni classe e d'ogni età, anche se -negati a qualsiasi concetto artistico e letterario. - -Le ostilità suscitate dal Futurismo artistico non devono turbare i nuovi -aderenti al Partito Politico Futurista. - -Le opere artistiche del movimento futurista possono apparire ai loro -occhi troppo programmatiche e violente, troppo cariche di voluto e di -teorico. - -Ciò è naturale. - -Le faccie di coloro che scavano un _tunnel_ sono contratte dallo sforzo -violento e tenace. - -Le faccie di coloro che entrano in un _tunnel_ sdraiati in un treno di -lusso veloce sono calme, allentate, appagate, soddisfatte e senza -contrazioni. - -Il nostro Partito Politico vuole creare una libera democrazia futurista -che disprezzando le utopie pacifiste al latte-e-miele tragga la sua -potenza di sviluppo dal valore tipico energetico di tutto il popolo -italiano. - -Questa italianità provata e glorificata nelle vittorie sanguinose dal -più umile fante, deve trasformarsi domani, nel più umile fante (operaio -o contadino) in un saldo orgoglio di sentirsi italiano. - -Tutte le audacie, tutti i progressi e tutte le libertà in questa grande -luce che si chiama Italia. - -L'Italia unico sovrano. - -Tutto, tutto per la libertà il benessere il miglioramento fisico e -intellettuale la forza il progresso la grandezza e l'orgoglio italiano -del più umile e più piccolo italiano. - -Essere italiano è oggi un titolo di nobiltà altissimo, un grande -diritto, un valore incalcolabile. - -Noi Futuristi esigiamo dunque da ogni italiano un nuovo sforzo eroico -perchè superando tutte le debolezze della razza calpestando e uccidendo -ogni viltà e ogni abitudine del cervello del cuore e dei nervi tronchi -brutalmente con tutto il suo passato e appaia finalmente virilissimo, -_nuovissimo_, _italianissimo_. - -Il Partito Politico Futurista si dichiara dunque nettamente -antimonarchico, ma non contentandosi del rancido e floscio ideale -repubblicano vuole giungere ad un governo tecnico di 30 o 40 giovani -direttori competenti senza parlamento, eleggibili da tutto il popolo -mediante sindacati. - -Il Partito Politico Futurista avendo per obbiettivo la _massima_ -libertà, il _massimo_ benessere e la _massima_ potenza di produzione di -tutti gli italiani, tutti portati al loro massimo valore, vuole -l'abolizione graduale del matrimonio mediante il divorzio facilissimo, -il voto alle donne e la loro partecipazione all'attività nazionale. -Inoltre abolire l'attuale sistema di Polizie e di Questure riducendo al -minimo l'attuale complicata inefficace difesa del cittadino che deve -- -_anzitutto_ -- difendersi da sè. - -Il Partito Politico Futurista vuole inoltre con un anticlericalismo -intransigentissimo liberare l'Italia dalle chiese, dai preti, dai frati, -dalle monache, dai ceri e dalle campane. - -Il Partito Futurista ha come unica religione l'Italia di domani, non -ammette mezzi termini, esige senz'altro l'espulsione del Papato. - -Il manifesto del Partito Politico Futurista dichiarava nel febbraio -1918: - -«Mantenere l'esercito e la marina in efficienza fino allo smembramento -dell'Impero austro-ungarico. Poi, diminuire gli effettivi al minimo, -preparando invece numerosissimi quadri di ufficiali con rapide -istruzioni. Esempio: duecentomila uomini con sessantamila ufficiali, la -cui istruzione può essere suddivisa in quattro corsi trimestrali ogni -anno. Educazione militare e sportiva nelle scuole. Preparazione di una -completa mobilitazione industriale (armi e munizioni) da realizzarsi in -caso di guerra contemporaneamente alla mobilitazione militare. Tutti -pronti, con la minore spesa, per una eventuale guerra o una eventuale -rivoluzione». - -Poichè lo smembramento dell'Impero austro-ungarico è un fatto compiuto, -noi crediamo di superare questa concezione propugnando senz'altro -l'abolizione della coscrizione, la creazione di un piccolo esercito -volontario che organizzerà le nostre colonie e sarà il punto di partenza -di una eventuale improvvisazione di grande esercito in caso di guerra. - - - - - 2. - - - La servaccia e i quadri degli antenati. - - -La vita italiana si riduce a una convivenza cretina di quadri d'antenati -e di una lurida servaccia. - -Sotto i quadri d'_antenati_ senza autorità e senza prestigio che -spandono intorno in una penombra tediosa pessimismo, pedantismo, -austerità professorale, verbalismo patriottico e polvere di Roma antica, -s'aggira sporca taccagna provinciale brindellona la servaccia che fa -tutto male, tiene malissimo la casa, non vuole migliorare nulla, perde -le giornate a verificare le spese di cucina, ha sempre paura di spendere -e di rovinarsi ed è tronfia perchè sa fare una minestra non troppo -salata che costa poco. - -I quadri d'antenati sussurrano: «ricordate le legioni romane, l'urbe.... -I padri conversanti lunghesso il Fiume Sacro....». - -La servaccia spiega freneticamente come mediante le sue chiacchiere coi -fornitori e la sua pertinacia turbolenta sa conservare il prestigio del -padrone di casa, si tiene in buoni rapporti col dottore, ecc. - -Vanta il suo eroico libero pensiero perchè fa le corna dietro le spalle -ai preti. - -Va però in chiesa, è amica del delegato e sa veramente strangolare una -_spaventosa_ economia. - -La servaccia e i quadri d'antenati si rivoltano ferocemente all'idea di -cambiar casa. - -Sono d'accordo anche sulla conservazione della polvere, dei tarli, dei -topi, della muffa, dei prefetti, ecc. - -I quadri d'antenati si chiamano Boselli e Salandra, la servaccia si -chiama Giolitti o Bissolati. - - - - - 3. - - - Ideologie sfasciate dalla conflagrazione. - - -1º La conflagrazione ha prodotto lo sfasciamento del concetto religioso -della Provvidenza e dell'intervento divino negli avvenimenti terrestri. - -2º La conflagrazione ha prodotto lo sfasciamento delle logiche e dei -sistemi filosofici quadrati e chiusi. Un sintomo: il suicidio tentato -dal filosofo Ardigò. - -3º La conflagrazione ha prodotto la glorificazione della forza brutale e -del diritto compenetrati. - -La conflagrazione cominciò con una aggressione della Forza Bruta al -Diritto. Il Diritto, invenzione audace del cervello umano come l'Amore -Puro Eterno Unico è un freno ideale creato per contenere nei limiti le -forze brutali. Il Diritto però esagerò le sue pretese esagerando in -quietismo, pietismo, pacifismo internazionalista, rammollimento -fisiologico, ipertrofia del cervello a scapito della muscolatura. Il -Diritto così gradualmente minacciava di evirare sviare e ammosciare -l'umanità. - -Gli Imperi Centrali furono evidentemente scelti dal _grande Equilibrio -Universale_ delle forze per ristabilire i diritti della forza brutale -contro gli eccessi del Diritto. - -Scoppiò la lotta fra il Diritto, gran freno spirituale, e la Forza che -ha per ragione d'essere la sua stessa sfrenatezza. - -Se gli Imperi Centrali avessero avuto oltre alla forza il genio elastico -improvvisatore avrebbero vinto e soppresso le razze avvelenate di -pacifismo, che credevano di potersi difendere con l'unica arma del -Diritto. - -Gli Imperi Centrali avevano invece come zavorra pericolosa il -preparazionismo pedantesco professorale, aprioristico della loro razza, -che tolse loro ogni divinazione, ogni agilità improvvisatrice. - -L'Intesa, formata di razze malate di pacifismo e padrone assolute del -Diritto, fu più volte colpita e quasi atterrata imparando così a proprie -spese a valutare la forza brutale e la necessità della violenza e -imparando inoltre a svalutare un poco la fragile benchè esistente -divinità del Diritto. - -L'Intesa vinse gli Imperi Centrali poichè seppe -- combattendo -- -imparare da loro quel poco che potevano insegnare. Dall'Intesa -vittoriosa nasce una concezione di nuova umanità veramente futurista, -fatta di violenza rivoluzionaria, elastica, improvvisatrice, eroica di -spirito, muscoli, ferro. - -Gli Imperi Centrali servirono unicamente a dare con la loro aggressione -una lezione di forza brutale al Diritto. Il Diritto esce dalla lotta -agilissimo ma inguainato di duttile acciaio. - -Non dimentichiamo il favoritismo esplicito e palese che le forze -misteriose dimostrarono nel dosare sui campi di battaglia le -temperature, le intemperie invernali alle offensive germaniche. Uragani, -pioggie, nevi, collaborarono fino all'ultima fase con Hindenburg e -Ludendorff. - -Le forze misteriose dirigevano così la guerra, formidabile coito che -tendeva a mescolare e ad equilibrare la Forza e il Diritto, -compenetrandoli in un corpo a corpo sanguinario. - -La Forza doveva sverginare il Diritto, fecondarlo di nuova forza e -morire perchè nascesse un Diritto più forte. - -4º La conflagrazione ha prodotto coi suoi contraccolpi lo sfasciamento -dell'Amor Puro. L'amor puro con tutti i suoi corollarî di fedeltà e di -costrizioni matrimoniali è l'esagerazione e degenerazione dell'amore -fisico: coito naturale. Così il Pacifismo pietista è l'esagerazione e la -degenerazione del Diritto. - -La conflagrazione costrinse l'umanità a delle forme d'amore libero, -fugace, senza domani. - -Abbiamo avuto la fusione delle razze più lontane che si rinforzavano -così fisiologicamente. - -Molti maschi diversi di razze diversissime venuti da tutte le parti del -mondo per unirsi in coiti imprevisti e veloci con una sola donna. -Sfasciamento del matrimonio tradizionale, dispersione della famiglia, -amore libero e rapido. Sfasciamento delle tradizioni e delle abitudini -sentimentali. Bonifica brutale del cuore-pantano dove si ferma la -carne-istinto. - -La conflagrazione, sintesi di patriottismo accanito, di militarismo, di -garibaldinismo improvvisatore, di forza rivoluzionaria, d'imperialismo e -di spirito democratico, ha sconfessato tutti i partiti politici, -ridicolizzato tutti i calcoli diplomatici, frantumato tutti i quietismi, -sgretolato o spaccato tutti i passatismi, e rinnovato il mondo. - -La conflagrazione ha liberato igienicamente il mondo da tutti i -mediovalismi (Czarismo, Kaiserismo, ecc.). - -La conflagrazione ha dimostrato il fallimento inevitabile del concetto -di preparazione metodica di quadratura pesante e di cultura. - -La conflagrazione ha dimostrato il trionfo del concetto -d'improvvisazione elastica intensiva. La preparazione stanca e irrita la -Fortuna. L'improvvisazione attira e seduce la Fortuna. - -La conflagrazione ha sviluppato tutte le scienze e tutti gli sports, -velocizzato e centuplicato le comunicazioni terrestri, marine ed aeree. - -La conflagrazione ha sventrato a cannonate i cimiteri; dissodato e arato -a cannonate le solitudini romantiche; decapitato a cannonate le -montagne; sconvolto, sfasciato e vivificato a cannonate le città morte; -scavalcato e rovesciato monumenti e cattedrali; condannato alla fame le -città passatiste che persistono a vivere sfruttando il loro passato e -svalutato e spaventato per sempre la pericolosa e umiliante industria -del forestiero. - -La conflagrazione ha massacrato il «buon gusto», le delicatezze -effemminate, i bizantinismi psicologici, i decadentismi e gli estetismi -(Baudelaire, Mallarmé, Oscar Wilde, D'Annunzio) le estasi mistiche, le -nostalgie e tutti i sentimentalismi delle rovine. - -La conflagrazione ha snobilitato, svalutato e ridotto l'amore alle sue -proporzioni naturali. Tutti i soldati al fronte sapevano di essere, più -o meno, traditi dalle loro donne ma se ne infischiavano. - -La conflagrazione ha denigrato e preso a calci, col suo vasto massacro a -ripetizione, il patriottismo commemorativo che morrà soffocato -- lo -speriamo -- sotto la valanga degli eroi da commemorare. - -La conflagrazione ha inspirato ai nostri grandi generali dei proclami -duri, veloci, incisivi, balzanti, essenziali, che sono quasi _parole in -libertà_ di guerra. - -La conflagrazione ebbe per oppositori accaniti tutti i nemici del -futurismo: conservatori, quietisti, tradizionalisti, clericali, uomini -d'ordine, eruditi, archeologhi, critici, professori e avvocati (tipo -Barzellotti, Benedetto Croce, Enrico Ferri, Claudio Treves). - -La conflagrazione ha spento a cannonate le lampade dei filosofi e fatto -tremare l'impiantito sotto i podagrosi piedi pensanti dei sedentarî che -volevano sgovernare l'Italia dal fondo delle biblioteche e dei musei. - -La conflagrazione è la nostra prima giovanissima parolibera futurista. - -Tutti i partiti politici: conservatori, clericali, democratici, -nazionalisti tradizionali, socialisti interventisti, anarchici e -socialisti ufficiali si sono trovati a disagio in questa conflagrazione -milita-rivoluzionaria. - -Noi soli futuristi fummo veramente a posto nella conflagrazione: la -prevedemmo, la comprendemmo e ricevemmo le sue confidenze segrete... - -La conflagrazione era già tutta contenuta nel 1º Manifesto del futurismo -(pubblicato nel «Figaro» di Parigi il 20 febbraio 1909) che sembrò -contradittorio e pazzesco, mentre era semplicemente profetico. - - - - - 4. - - - Vecchie idee a braccetto da separare. - - -La politica prima di noi ha vissuto sempre di luoghi comuni o meglio -ancora di idee a braccetto che camminavano stupidamente sempre legate da -una illusoria parentela che in realtà non esiste. - -Quando si dice: monarchia, si pensa immediatamente all'esercito, alla -guerra, alla patria, al patriottismo. E questo è ammissibile. Ma è -assurdo che dicendo, per esempio, le parole patria, patriottismo, -guerra, esercito entusiasta, si debba pensare forzatamente alla idea di -monarchia reazionaria. - -Quando si dice: nazionalismo, si pensa immediatamente a spirito -conservatore, a imperialismo rapace e sistematico, a spirito -tradizionale e reazionario, a repressione poliziesca, a militarismo, ad -aristocrazia blasonata, a clericalismo. - -Idee a braccetto da separare brutalmente. - -Quando si dice: democrazia, si pensa immediatamente a spirito imbelle, -umanitario, pacifista, pietista, quietista, rinunciatario, -anticoloniale, umile, internazionalista, e senza orgoglio di razza o -negatore delle razze. - -Idee a braccetto da separare brutalmente. - -Quando si dice: rivoluzione, si pensa immediatamente ad -antipatriottismo, a internazionalismo e a pacifismo. - -Idee a braccetto da separare brutalmente. - -Quando si dice: educazione sportiva, slancio, coraggio, audacia, forza -muscolare, mania del record, si pensa immediatamente alla monarchia -imperialista o clericale. - -Idee a braccetto da separare brutalmente. - -Quando si parla di giustizia, di eguaglianza, di libertà, diritti del -proletariato, dei contadini e dei nullabbienti e della lotta contro il -parassitismo, si pensa immediatamente all'antipatriottismo, -all'internazionalismo pacifista, al marxismo, al collettivismo. - -Idee a braccetto da separare brutalmente. - -Il regno di questi luoghi comuni legati assurdamente insieme per -l'eternità ha fatto sì che una delle frasi del primo manifesto futurista -pubblicato 11 anni fa, la quale glorifica insieme il patriottismo e il -gesto distruttore dei libertarî, sembrò alle mentalità politiche una -pazzia o un puro scherzo. - -Tutti trovavano assurdo o buffo che l'idea libertaria andasse per la -prima volta a braccetto con l'idea di patria. Come mai la parola -patriottismo non era quel giorno accompagnata dalla sua amica monarchia -d'ordine e reazionaria? - -Come mai l'idea: _gesto distruttore dei libertarî_ non era quel giorno -accompagnata dalla sua inseparabile amica: _antipatriottismo_? - -Stupore enorme nei cervelli così detti politici, i quali si nutrono di -luoghi comuni e di ideologie libresche, nella loro assoluta incapacità -di interpretare la vita, le razze, le folle, gli individui. - -Ma il loro stupore ingigantì maggiormente quando nel maggio glorioso del -1915 videro ad un tratto nelle piazze burrascose di Milano e di Roma -passeggiare di nuovo la coppia strana: Gesto distruttore dei libertarî e -Patriottismo, con dei nomi nuovi come Mussolini, Corridoni, Corradini, -Garibaldi, Marinetti, al grido unico di: _Guerra o Rivoluzione_. - -Noi oggi separiamo l'idea di Patria dall'idea di Monarchia reazionaria e -clericale. Uniamo l'idea di Patria con l'idea di Progresso audace e di -democrazia rivoluzionaria, antipoliziesca. - -Ma occorre separare brutalmente una ben più grave unione cretina: quella -di queste due idee a braccetto oggi in molti giornali italiani e -d'Europa: Società delle Nazioni e Pacificazione della volontà -vendicativa dei vinti. - -E queste altre idee a braccetto: Concessioni ai popoli inferiori e senza -civiltà e Conservazione della Pace. - -Idee a braccetto assurde. - -Per sostenere le forze della Intesa nella grande conflagrazione fu -necessario unire l'idea di guerra con l'idea di _ultima guerra_. E -l'idea di vittoria con l'idea di vittoria senza vincitori e senza vinti. - -Si pensava vagamente ad una Pace di compromesso, ma si lottava -ferocemente per abbattere il nemico. - -Come mai si poteva sperare che questo nemico una volta abbattuto -pacificasse immediatamente il suo cuore senza covare un desiderio -accanito di vendetta? - -L'idea di vittoria completa si era stranamente sposata con la idea di -una Germania felice di essere stravinta. E l'idea di una Intesa -vittoriosa si era stranamente sposata con la idea di una Intesa quasi -mortificata di aver vinto. - -I nostri contradittori gridano alla truffa, la chiamano anzi la truffa -all'europea. Come! ci gridano: la conflagrazione non servirà dunque a -stabilire una Pace eterna? Presto! presto! ad ogni costo, fondiamo la -_Società delle Nazioni_ per impedire la possibilità di una nuova guerra. -Nella loro Società delle Nazioni bisognerebbe far sedere intorno -all'unico tavolo pacifero i vincitori che erano stati aggrediti e non -avevano voluto la guerra, i vinti che l'avevano brigantescamente ordita, -i neutri che l'avevano vigliaccamente contemplata dal balcone, i neonati -sani e i neonati rachitici con alcuni popoli marci decrepiti. - -Ma bisognerebbe anche che tutti lasciassero fuori dalla porta i loro -caratteri tipici: logico orgoglio del vincitore, desiderio logico di -vendicarsi nel vinto; sano appetito di neonato forte, nevrosi di neonato -morituro, subdole cocciutaggini di vecchio decrepito, ecc. - -La Vita crea, domina e plasma le ideologie. Ogni idea politica è un -organismo vivo. I partiti politici sono quasi sempre destinati a -diventare dei grandi cadaveri gloriosi. - -I partiti che ebbero un grande passato sono quelli che mancano oggi di -vitalità. Legge futurista. I repubblicani sono oggi ridotti ad un -impotente dottrinarismo che si contenta di invocare l'ombra di Mazzini. -In realtà Mazzini è vivo come Cavour è vivo, mentre Cappa e Comandini -sono dei morti, come Salandra è un morto. - -Partendo da queste nostre concezioni futuriste, il futurista Volt -dimostra precisamente come non si possa oggi invocare una tradizione, -poichè questa tradizione è assolutamente antinazionale: - -«La nostra grande vittoria è un fatto assolutamente _nuovo_ nella storia -d'Italia. Di fronte alla monumentale imbecillaggine degli «assidui» che -ingombrano le colonne dei quotidiani con proposte di archi di trionfo, -colonne Vendôme, aquile e trofei da carnevale archeologico, giova oggi -più che mai ripetere che la grandezza italiana non ha nulla a che fare -con quelle antiche grandezze. _Noi non dobbiamo nulla al passato._ Unica -fra le potenze d'Europa, l'Italia è una nazione che manca di tradizioni -nazionali. Viceversa, l'Italia abbonda di tradizioni regionali, -anazionali o addirittura antinazionali. Noi esamineremo queste -tradizioni nefaste attraverso le varie classi, i vari strati della -società italiana. - -1. _Esercito._ L'argomento è troppo delicato perchè se ne possa parlare -oggi. - -2. _Clero._ Si può discutere sulla opportunità di rinfocolare il -dissidio fra Chiesa e Stato, ma in ogni modo, questo dissidio _esiste_, -almeno allo stato latente ed è vano negarlo. La ragione di questo -dissidio sta appunto nelle _tradizioni antinazionali_ che tenacemente -sopravvivono nello organismo della Chiesa Italiana. Vi sono bensì molti -cattolici che sono al tempo stesso buoni patrioti ed è da augurarsi che -aumentino: ma essi rappresentano nel senso del clericalismo tradizionale -una forza rivoluzionaria. - -3. _Aristocrazia._ I figli dell'aristocrazia italiana hanno fatto il -loro dovere sui campi di battaglia _nè più nè meno_ che i figli del -popolo e della borghesia, ma nel suo complesso non si può dire che -l'aristocrazia si sia messa alla testa della nostra guerra nazionale. -Dalle sguaiate denigrazioni di alcuni «figli di preti» al blando -ostruzionismo dei blasonati ammiratori del demagogo di Dronero, il -neutralismo ha fatta larga presa nella classe nobiliare. Ciò si deve -all'assenza di tradizioni nazionali nell'albero genealogico delle più -antiche famiglie italiane. Queste tradizioni non potevano esserci, per -la semplice ragione che l'Italia, come stato unitario, non ha un passato -qualsiasi. Bene o male, siamo una nazione di «parvenus». Coloro dunque -che nell'aristocrazia italiana si sono «ralliés» al nuovo regime, -aderendo entusiasticamente alla nostra ultima guerra d'indipendenza, -hanno dovuto per ciò stesso futuristicamente rinnegare le ombre -borboniche o austriacanti dei loro antenati. E sono entrati nella vita. - -4. _Borghesia._ Ciò che costituisce la gloria della nuova classe -dirigente, la borghesia, è la potenza produttiva del lavoro. Ma la -recente fioritura delle nostre industrie e del commercio, non si -riannoda in alcun modo al passato. L'industria italiana si è modellata -sull'esempio dell'industria forestiera; nessuna traccia resta fra noi -dell'attività commerciale dei Comuni medioevali e delle gloriose -Repubbliche marinare. - -Ciò che di tradizionale resta nella nostra vita economica è solamente un -elemento _negativo_, un ingombro, una palla di piombo legata al piede! -Misoneismo, «routine», abitudini sedentarie, orrore delle innovazioni -tecniche, mancanza di iniziativa, paura del rischio, micromania, -contentamento del piccolo e non sudato guadagno, ecco l'eredità che il -nostro «grande passato» lasciò alle industrie ed al commercio italiano. -È in forza della tradizione, che il contadino si rifiuta di adoperare le -nuove macchine agricole, che il banchiere ha paura di dare il suo -sussidio alle nuove industrie, che l'industriale si guarda bene di -allargare la cerchia delle proprie operazioni. Tutto ciò che di buono è -stato fatto nel campo economico, è stato uno schiaffo di più alle così -dette «_sante memorie_». L'Italia non potrà divenire una grande potenza -economica, se non riuscirà a sbarazzarsi totalmente del peso della sua -tradizione. - -5. _Proletariato._ Nella mente dei più il disfattismo popolare è -strettamente associato alla idea di rivoluzione. Niente di più falso. Il -disfattismo non è che l'eredità di dieci secoli di servitù nazionale. -Esiste, nella plebe italiana, e specialmente nelle campagne, una -antichissima tradizione antigovernativa, anti-militarista, -anti-nazionale, _anteriore al socialismo_, e che il socialismo non fece -che sfruttare abilmente, come la sfruttarono i sanfedisti al tempo non -tanto lontano della «_guerra del brigantaggio_». - -Lo spirito che anima certe «leghe» di Romagna è identico nella sostanza -allo spirito della _mafia_ siciliana e della _camorra_ napoletana. Il -socialismo non ha fatto che sovrapporre la sua etichetta rossa su di una -vecchia merce avariata. Del resto basta avere ascoltato certe -canzonaccie, rampollate da chi sa quali bassifondi del disfattismo -popolare, per sentire come nulla di nuovo, di ardito, nulla di -idealmente rivoluzionario vi sia in un tale stato di animo. - -È l'uomo primitivo timido e selvatico, che nello stato moderno non vede -che il Consiglio di leva e l'esattore delle imposte, il «Moloch» -divoratore di uomini e di beni; è il bruto originario, attaccato come -una talpa alla miseria della propria tana, che la guerra ha strappato -alle querimonie domestiche e alle angustie del mestiere quotidiano, -lanciandolo verso il rischio, l'avventura, l'ignoto, rinnovandolo e -facendo di lui, suo malgrado, un uomo. Contro quest'opera della guerra, -contro questa vera e grande rivoluzione spirituale del popolo italiano, -si oppone, sorda e tenace, la resistenza della tradizione. A noi la -scelta! La guerra ha posto un dilemma fra il passato e l'avvenire. Da -una parte, tutte le forze antinazionali del passato, che si ragrupparono -sotto le ambigue insegne del neutralismo. Dall'altra l'Italia. Il grano -e il loglio da ardere. La vita contro la morte. Essere futurista, -significa avere optato per la vita. Combattere il passatismo, significa -combattere una tradizione antinazionale che ha la sua radice nei secoli. -Perchè, in Italia, tradizione è sinonimo di disfatta». - - - - - 5. - - - Crollo di filosofi e storici, sibille a rovescio. - - -Quando ho del tempo da perdere mi diverto a guardare attentamente dentro -le filosofie, a smontarle, a ricomporle, come i bambini guardano dentro -a un orologio, lo smontano e lo ricompongono, senza guardare l'ora -segnata dalla freccia, poichè so che certamente quella non è l'ora vera. - -I filosofi e gli storici non avevano previsto la conflagrazione, hanno -creduto per molto tempo nella invincibilità della Germania. - -In novembre furono brutalmente rovesciati dal tremendo ceffone della -vittoria. - -Data la pendenza del terreno hanno la testa bassa e i piedi in alto. Io -li chiamo _Sibille rovesciate_ o _Sibille a rovescio_. Sono -terrorizzate. Speravano nella quiete e vedono intorno un terreno -terremotato con molte mine inquiete. Tremano che il disordine continui. - -II terrore è pessimo consigliere. Non capiscono. E come sempre si -sbagliano nel prevedere. - -Sono le «Sibille a rovescio». Mi spiego: Volete prevedere il futuro? -Pensate esattamente il contrario di ciò che prevedono. - -Se mormorano piangendo che la rivoluzione sta per scoppiare, è certo che -la rivoluzione scoppierà fra 5 anni. - -Se la prevedono lontana essa può scoppiare stasera. - -La più caratteristica di queste sibille a rovescio è Guglielmo Ferrero. - -Pochi mesi prima dell'_ultimatum_ austriaco alla Serbia egli esaltava la -invincibilità della Germania e la impossibilità della conflagrazione. - -In realtà filosofi e storici avendo fatto della filosofia e della storia -dei mestieri lucrativi, tengono assolutamente alla immobilità della loro -lampada serale sul tavolo ingombro di documenti e temono gli scossoni -fragorosi e tetri della piazza rivoluzionaria. - -Prendono dunque per realtà l'ideale verdegiallo della loro vigliaccheria -sedentaria e editoriale. - -Giorgio Sorel in un recente articolo intitolato: «_Dubbi sull'avvenire -intellettuale_» piange sul tradimento intellettuale del filosofo -francese Boutroux che «dopo aver consacrato la sua lunga carriera ad -insegnare il culto di Kant ha sentito il bisogno di apprenderci che non -aveva mai compreso l'insegnamento del vecchio maestro di Konisberga. Il -venerato patriarca dell'idealismo trascendentale non sarebbe stato, -secondo la nuova vulgata del Boutroux, che un esecrabile «_boche_». - -Giorgio Sorel vede in ciò una volgare genuflessione davanti al -patriottismo rozzo, volgare e cieco. - -Con la tipica mancanza di intuizione che caratterizza tutti i filosofi, -Sorel errava quando dava importanza al pensiero di Boutroux kantiano. - -Boutroux, era uno dei tanti professori di filosofia ciecamente -innamorati di Hegel e di Kant. La loro paura fisica, la loro tremante -sensibilità di topi di biblioteca intravedevano nella filosofia -autoritaria germanica un ideale paradiso d'ordine per i molti libri, -studi e scartafacci da compulsare e divorare in pace. - -Naturalmente Boutroux, come tutti i filosofi e storici del mondo -s'indignarono di vedere ad un tratto la filosofia autoritaria germanica -esplodergli sulla testa volumi d'acciaio e gaz asfissianti. - -In realtà non vi era trasformazione. La Germania, dopo avere massacrato -il mondo sotto il peso delle sue ideologie pedantesche e professorali, -professoralmente e culturalmente bombardava donne, vecchi e bambini con -nuovi pesi, nuove indigestioni, feroci, tediose e senza risultato. - -Professoralismo aprioristico e cieco quello di Kant e di Hegel. - -Professoralismo aprioristico e cieco quello di Boutroux. - -Professoralismo aprioristico e cieco quello di Sorel. - -Professoralismo aprioristico e cieco quello di Hindenburg e di -Ludendorff. - -Altrettante pesanti armature ideologiche che dovevano essere sfasciate -dalla straripante esplodente realtà. - -Noi futuristi non abbiamo _mai_ dato importanza positiva nè a Kant, nè a -Hegel, nè a Boutroux, nè a Hindenburg, nè a Ludendorff. - -Abbiamo previsto dieci anni prima, con sicurezza, la grande -conflagrazione, il crollo della Germania, che priva di facoltà artistica -improvvisatrice, creatrice, plasmatrice e rivoluzionaria, non poteva -_assolutamente_ vincere. - -Eravamo convinti che l'unico ambiente intellettuale favorevole alla -comprensione, divinazione, e dominazione delle forze mondiali è -l'ambiente futurista che noi sintetizziamo con queste parole: «guerra o -rivoluzione». - -Giorgio Sorel dice: «l'arte, la religione, la filosofia sono -inseparabili». - -Non è vero. La filosofia e la religione sono per noi futuristi due -questure create dalla paura dell'_al di qua_ -- guerra o rivoluzione -- -e dalla paura dell'_al di là_ -- inferno. - -L'arte è per noi inseparabile dalla vita. Diventa arte-azione e come -tale è sola capace di forza profetica e divinatrice. - -Il filosofo De Ruggero ed altri filosofi parlano oggi del trionfo del -_liberalismo_ (concretato nella Intesa) sullo _Stato organizzatore_ -(concretato nella Mitteleuropa). Oppongono il liberalismo dell'Intesa, -figlio dell'individualismo calvinistico della Riforma, all'ordine -accentratore della Germania, figlio dell'universalismo teologico del -medioevo. - -Accusano il liberalismo di essersi sciupato nella ideologia democratica -della rivoluzione e nello sparpagliamento nazionalistico della -restaurazione. - -Si vede nettamente che prevedevano la sconfitta del liberalismo e si -affannano ora a legittimare e a dimostrare naturale il suo trionfo -inaspettato con mille cavilli inconcludenti. - -Trovano, per esempio, che il liberalismo non era così disgregato come -sembrava e che d'altra parte ha manifestato una forza di simpatia e -d'attrazione coll'attirare altre idealità liberali e conquistare così un -numero sempre crescente di alleati alla Intesa. - -Benedetto Croce annaspando anche lui per conciliare la sua germanofilia -di ieri col suo terrore della rivoluzione d'oggi, parla tremando della -vittoria del liberalismo sul tipo di civiltà a base di organizzazione e -di centralizzazione. - -Spettacolo miserevole di questi poveri ciechi, mutilati dal Passatismo. - -È assurdo parlare di liberalismo e di Mitteleuropa organizzatrice. - -La conflagrazione segna la vittoria delle razze coalizzate più geniali, -più elastiche, più dotate di immaginazione improvvisatrice sulle razze -coalizzate meno geniali, meno elastiche, più professorali, ecc. - -Fu la sconfitta del _filosofumo_, del cultoralismo, del criticismo -teorico. I filosofi e storici passatisti sono stati sconfitti dagli -scugnizzi rivoluzionarî e poeti futuristi. - -Io scrivevo molto tempo fa: - -Questa è una guerra di - - poeti contro critici - istintivi contro culturali - allievi geniali contro professori pedanti - improvvisatori contro preparatori - elastici contro pesanti - futuristi contro passatisti. - - - - - 6. - - - Idee-muri da sfondare. - - -Vi sono delle idee-muri, e cioè dei difficilissimi problemi da risolvere -che i cervelli politici nella loro viltà incapace hanno da tempo -abbandonato senza soluzione. Tutti si fermano dinanzi a queste -idee-muri: - -1. Il Principio della Famiglia è intangibile. - -2. Il Parlamento non è rimpiazzabile. - -3. Il Popolo non può vivere senza religione. - -4. Non si può abolire il Denaro. - -5. La Società non può sussistere senza polizie e questure. - -6. Il dissidio fra capitale e lavoratori è insanabile. - -7. L'educazione dei bambini deve essere necessariamente a base -affettiva. - -8. È indispensabile per lo sviluppo di una nazione un lungo periodo di -pace senza pericolo di rivoluzione o di guerra. - -Altrettante idee-muri da sfondare. - - - - - 7. - - - Contro il matrimonio. - - -La famiglia come è costituita oggi dal matrimonio senza divorzio è -assurda, nociva e preistorica. Quasi sempre un carcere. Spesso una tenda -di beduini con la lurida mescolanza di vecchi invalidi, donne, bambini, -porci, asini, cammelli, galline e sterco. - -La sala da pranzo familiare è il bicotidiano scaricatoio di bile, -malumore, pregiudizî e pettegolezzi. - -In questa grottesca pigiatura di anime e di nervi la noia continua e le -vane irritabilità spremono e corrodono sistematicamente ogni slancio -personale, ogni iniziativa giovanile, ogni decisione pratica e fattiva. - -I caratteri più energici e più marcati si consumano in questo -sfregamento assiduo di gomiti. - -Avviene un contagio e talvolta una vera epidemia di cretinerie -ingigantite, di manie catastrofiche, di _tics_ nervosi che si converte o -in un meccanicismo di truppa tedesca o in uno sbrindellamento di -emigranti nella stiva. - -Rimbalzano i capricci femminili e le prodigalità dei bambini -sull'apoplettica cocciutaggine dei padri avari. - -Si scolorano le faccie primaverili intorno ad una agonia che dura dieci -anni. Una vittima, due vittime, tre martiri, un carnefice, una pazza -assoluta, un tiranno che perde il potere. - -Tutti soffrono, si deprimono, si esauriscono, incretiniscono, in nome di -una divinità spaventosa da rovesciare: il sentimento. - -Corridoi di liti cretine, litanie di rimproveri, impossibilità di -pensare, creare da sè. Si guazza nel pantano quotidiano della sudicia -economia domestica e delle volgarità banali. - -Se la famiglia funziona male è un inferno di complotti, liti, -tradimenti, dispetti, bassezze e relativo desiderio di evasione e di -rivolta in tutti. Gelosia a coltello fra madre e figlia eleganti e -belle; duello di avarizia e di sperpero fra padre conservatore e -goliardismo del figlio. Dovunque in Italia il triste spettacolo del -padre ricco egoista che vuole imporre la solita _professione seria_ al -figlio poeta, artista, ecc. - -Se la famiglia funziona bene, vischìo del sentimento, pietra tombale -della tenerezza materna. Quotidiana scuola di paura. Vigliaccheria -fisica e morale davanti a un raffreddore, un gesto nuovo, un'idea nuova. - -La famiglia che nasce quasi sempre, per la donna, da una legale -compra-vendita d'anima e di corpo, diventa una mascherata di ipocrisie -oppure la facciata saggia dietro la quale si svolge una prostituzione -legale incipriata di moralismo. - -Tutto questo in nome di una divinità spaventosa da rovesciare: il -Sentimento. - -Noi proclamiamo che il Sentimento è la virtù tipica dei vegetali, di -abbarbicarsi e piantar radici. Diventa un vizio negli animali, un -delitto negli uomini, poichè ne incatena fatalmente il dinamismo e la -evoluzione veloce. - -Dire: _la mia donna_ non può essere altro che una cretineria infantile o -una espressione da negrieri. La donna è _mia_ quanto io sono suo, oggi, -in questo momento, per un'ora, un mese, due anni, secondo il volo della -sua fantasia e la forza del mio magnetismo animale o ascendente -intellettuale. - -La famiglia con la parola _mia moglie_, _mio marito_, stabilisce -nettamente la legge dell'adulterio ad ogni costo o della prostituzione -mascherata ad ogni costo. Ne nasce una scuola d'ipocrisia, di tradimento -e di equivoco. - -Noi vogliamo distruggere non soltanto la proprietà della terra, ma anche -la proprietà della donna. Chi non sa lavorare il campo deve esserne -spodestato. Chi non sa dare gioie e forza alla donna non deve imporle il -suo amplesso nè la sua compagnia. - -La donna non appartiene a un uomo, ma bensì all'avvenire e allo sviluppo -della razza. - -Noi vogliamo che una donna ami un uomo e gli si conceda per il tempo che -vuole; poi, non vincolata da contratto, nè da tribunali moralistici, -metta alla luce una creatura che la società deve educare fisicamente e -intellettualmente ad un'alta concezione di libertà italiana. - -Una sola educatrice basta a favorire e difendere senza costrizione il -primo sviluppo di 100 bambini, i quali avranno per prima percezione -dominante la necessità di costruire il proprio coraggio, l'urgenza di -risolvere personalmente e al più presto i minuti problemi fisici di -equilibrio e di nutrimento; verrà completamente abolita quella atmosfera -di piagnucolamenti e di mani aggrappate alle gonne e di baciucchiamenti -morbosi che costituiscono la prima fanciullezza. - -Sarà finalmente abolita la mescolanza di maschi e femmine che -- nella -prima età -- produce una dannosa effemminazione dei maschi. - -I bambini maschi devono -- secondo noi -- svilupparsi lontano dalle -bambine perchè i loro primi giuochi sieno nettamente maschili, cioè -privi d'ogni morbosità affettiva, d'ogni delicatezza donnesca, vivaci, -battaglieri, muscolari, e violentemente dinamici. La convivenza di -bambini e di bambine produce sempre un ritardo nella formazione del -carattere dei bambini che immancabilmente subiscono il fascino e la -seduzione imperativa della piccola femmina come piccoli cicisbei o -piccoli schiavi stupidi. - -Sarà finalmente abolita l'abbietta caccia al _partito_ e il balordo -calvario delle madri affannose che portano su per le feste da ballo e le -stazioni balneari le loro ragazze da sposare, come croci pesanti da -piantare nel Golgota cretino di un buon matrimonio. - -«_Bisogna metterle a posto_» -- nel letto di un tubercolotico, sotto la -lingua di un vecchio, sotto i pugni di un nevrastenico, fra le pagine di -un dizionario come una foglia secca, in una tomba, in una cassaforte o -in una cloaca, ma bisogna «metterle a posto». - -Strangolamento feroce del cuore e dei sensi di una vergine che -fatalmente considera la prostituzione legale del matrimonio come una -condizione indispensabile per raggiungere la mezza libertà -dell'adulterio e la riconquista del suo _io_ mediante il tradimento. - -La vasta partecipazione delle donne al lavoro nazionale prodotto dalla -guerra, ha creato un tipico grottesco matrimoniale: Il marito possedeva -del denaro o ne guadagnava, ora l'ha perduto e stenta a riguadagnarne. - -Sua moglie lavora e trova il modo di guadagnare un denaro abbondante in -un momento in cui la vita è eccezionalmente costosa. - -La moglie ha per il suo lavoro stesso la necessità di una vita poco -casalinga, il marito invece non lavorando concentra tutta la sua -attività in una assurda preoccupazione di ordine casalingo. - -Rovesciamento completo di una famiglia dove il marito è diventato una -donna inutile con prepotenze maschili e la moglie ha raddoppiato il suo -valore umano e sociale. - -Urto inevitabile fra i due soci, conflitto e sconfitta dell'uomo. - - - - - 8. - - - Orgoglio italiano rivoluzionario e libero amore. - - -Il matrimonio è una forma di barbarie che non avrebbe potuto reggere -senza la grande valvola dell'adulterio. - -La schiavitù assurda nella quale si compiace la donna fra le catene e le -trappole della cretinissima gelosia ha come unica scusa la difesa del -figlio. - -Lo stato deve occuparsi della educazione fisica morale, intellettuale, -patriottica del figlio. Consacrando una educatrice a cento bambini si -liberano circa 30 madri da un'inutile fatica assorbente e si educano -virilmente cento bambini senza viltà effemminatrici e morbosità -sentimentali. - -Il matrimonio deprime e avvilisce la donna abbreviandone la gioventù e -troncandone le forze spirituali e fisiche. - -Il matrimonio scoraggia e soffoca lo sviluppo del figlio, tronca la -gioventù e la forza virile del padre, effemmina l'adolescente, -monotonizza e affloscia in un ambiente di mediocrità tre o più individui -che avrebbero dato il loro massimo rendimento slegati in libertà e in -piena avventura. - -Il matrimonio è un nemico di ogni audacia e di ogni eroismo. - -Noi non ci preoccupiamo soltanto di libertà e di sincerità, ma -specialmente di eroismo. - -La conflagrazione futurista del mondo avendo centuplicato le speranze, -le volontà e le audacie dello spirito umano impone al Genio privilegiato -della razza italiana di liberarsi primo fra tutti dalle vecchie forme di -passatismo per dare al mondo tutta la sua potenza di luce e d'entusiasmo -rinnovatore. - -Mediante il divorzio facile, il voto alle donne e la partecipazione -completa delle donne all'attività nazionale noi distruggeremo il -matrimonio e giungeremo all'amore libero. - -Avremo un inevitabile periodo in cui regnerà una perniciosa promiscuità -sessuale, periodo breve che la donna supererà giungendo ad una maggiore -coscienza di scelta sessuale e ad una raddoppiata cerebralità. - -L'individualità della donna non si può ottenere che a questo prezzo. -L'amore svalutato e rimesso a parte fra i valori della vita umana, -l'affettività e il sentimentalismo energicamente guariti come malattie, -avremo madri, padri e figli che dopo avere compiuto la loro funzione -umana saranno capaci di vivere un'alta liberissima vita di continuo -superamento, di eroismo e di sincerità solidale. - -Siamo antimperialisti. - -Crediamo che ogni razza sia predisposta a un primato speciale in un dato -campo della attività. Crediamo pure che non vi sia razza predisposta -alla egemonia mondiale. - -L'Italia, che non può nè potrà mai vincere tutte le concorrenze -nell'agricoltura, nel commercio e nella industria, deve invece -conquistare il suo primato assoluto nel pensiero, nell'arte, nella -scienza. - -La vittoria che ha liberato l'Italia dal suo nemico ereditario -minaccioso o preoccupante le impone di rompere subito tutte le -tradizioni moderatrici e tutti i passatismi ingombranti per assurgere al -suo ufficio di illuminatrice mondiale. - -Si impongano dunque i seguenti sgombri immediati: - -1º Papato, Monarchia, Parlamento, Senato, matrimonio, coscrizione, -burocrazia, anzianità, proprietà, latifondismo e tutte le forme di -parassitismo antiproduttore e di ricchezza stagnante. - -La famiglia stabilisce una disuguaglianza di partenze con vantaggi o -svantaggi per i giovani corridori della vita. - -Vogliamo una corsa con severo controllo di partenze perchè i vincitori -siano veramente i migliori, siano coloro che non privilegiati o poco -privilegiati avranno dato veramente il massimo sforzo. Tutti poveri ma -padroni assoluti di tutte le loro forze. - -La nostra strepitosa vittoria militare che ha coronato quattro anni di -stupefacenti sforzi eroici impone alla nostra razza un dovere smisurato. - -Noi futuristi esigiamo dunque dalla nostra razza che costringa fino allo -spasimo la sua muscolatura, faccia un nuovo spaventevole sforzo per -giungere ad ogni costo in alto, molto più in alto, dando il suo massimo -rendimento. Deve annientare tutte le sue debolezze per superarsi. - -Il Futurista Arturo Blangino riassume queste nostre idee futuriste nel -seguente manifesto: - -«Alla Guerra Vittoriosa e Gloriosa che l'umanità civile sta combattendo -contro l'oscurantismo, contro l'egemonie imperialistiche e dispotiche, -contro la barbarie teutona e teutonizzata, contro il passatismo -conservatore ed ammuffito, seguirà indubbiamente, stante l'ecatombe del -_sesso maschio_, primo materiale di resistenza e di offesa, lo -spopolamento di quelle Nazioni che, ubbidendo all'impulso nuovo di -conquista e di gloria, vi parteciparono. E mentre scarseggia il -materiale umano _uomo abile_, aumenta l'esuberanza della donna in -rapporto all'esiguità dei primi. - -La donna, primo deposito e fabbrica di munizioni umane, deve -necessariamente in questi tempi di stasi commerciale e procreatrice, -sospendere momentaneamente la sua produzione di prole, con incalcolabile -danno delle singole Nazioni, perchè devesi solo al numero illimitato di -uomini forti del quale poterono disporre i rispettivi stati, se in -questa guerra alcuni di essi resistettero gloriosamente ad invasioni di -altri più forti, più crudeli, più sanguinarî, più ammaestrati alla -Guerra. - -Per prevenire che un'inevitabile futura conflagrazione ci trovi in -condizioni da non poter far fronte vantaggiosamente e vittoriosamente ad -invasori o ad oppressori limitrofi, occorre fin d'ora provvedere ad -utilizzare tutte le forze produttrici del _sesso femmina_. - - _L'abolizione del matrimonio._ - -Il primo e più importante provvedimento, occorrente per evitare lo -spopolamento e favorire la libera procreazione è l'abolizione del -matrimonio. - -Due esseri di diverso sesso sentono nascere tra di loro una reciproca -simpatia e vorrebbero unirsi carnalmente per soddisfare il loro amore -sensuale, ma il maschio non trova sempre consenziente la femmina, la -quale si oppone perchè teme che dopo l'amplesso fecondativo, l'uomo -l'abbandoni, teme il disonore da quell'accoppiamento carnale. Il maschio -quindi, per poter godere carnalmente la donna amata, deve unirsela in -matrimonio e quando pel sacrificio di Imene la vita dell'uno è -consacrata eternamente alla vita dell'altra, quando reciprocamente essi -hanno monopolizzate le forze vitali rispettive, entrambi i coniugi -tentano allora ogni mezzo lecito od illecito per godere il più possibile -l'ebbrezza dei sensi, ma senza procreare prole numerosa, perchè le -finanze famigliari non possono permettere tale lusso. - -L'uomo poi, dopo aver goduta a sazietà la sua donna, per l'istinto -stesso del maschio il più delle volte ai annoia facilmente di quella -monotonia di piacere, e va a cercare fuori delle pareti domestiche nuovi -focolari di godimento sensuale, ed entra nelle putride case di -tolleranza, covi ributtanti di insidiose malattie veneree, di -sentimentalità passatista e di mercantilismo, per trovar nuove ebbrezze -sconosciute che lo snervino e lo soddisfino, e ciò con incalcolabile suo -danno morale e materiale. - -Ma non è a lui _uomo maschio_ che si deve imputare la colpa di quel -pervertimento sensuale, non è a lui che si deve imputare la colpa di -quell'avidità di piacere nuovo che egli si procura ovunque e comunque -pur di sfogare il suo desiderio di procreazione: la colpa è della -società passatista, ignorante e fossilizzata dai convenzionalismi -antichi, dai vecchi pregiudizii, la quale lo obbliga ingiustamente a -monopolizzare il suo istinto sensuale, la sua mascolinità, -congiungendolo in matrimonio con una donna sola!... - -Gettiamo lontano da noi le ultime vestigia barbariche di passatismo che, -simili a impure scorie di infami putridità millenarie, ancora aderiscono -alle nostre coscienze, che il clericalume retrogrado ha voluto foggiare -a sua immagine con raschiature rancide di inutili religioni, con -belletti di ridicola serietà, con masturbazioni di falsa morale, con -siringate di ambigua convenienza, con stroncature di inutile buon gusto, -con scampoli tarlati d'arte a buon mercato; liberiamoci da tutto ciò che -è convenzione, che è tradizione, da tutto ciò che si fa perchè _si è -sempre fatto_, seppelliamo la esperienza barcollante dei vecchi -rimbecilliti, glorifichiamo la bellezza futurista cruenta e -purificatrice della Guerra, immenso pennello che stria di rosso violento -la superficie giallo-nera del nostro globo troppo sacro, troppo -decrepito per sostenerci e del quale cantiamo il prossimo sfacelo e il -rinnovamento novello, esaltiamo la poesia sublime della violenza -carnale, propugniamo l'abolizione delle false verginità claustrali, -gridiamo l'inno di odio contro le rovine putride delle città passatiste, -contro i musei, contro le biblioteche, contro tutto ciò che è bello, che -è regolare, che è perfetto, ed allora nulla ci parrà paradossale, di -nulla ci parrà dubbia l'attuazione, liberiamo le nostre coscienze dalle -catene che le rendevano schiave della tradizione e allora si -schiuderanno le vie dell'antiveggenza e del progresso! - - _La Tassa di filiatico e gli Istituti di allevamento della prole._ - -Liberate l'uomo e la donna dal rito passatista del matrimonio, -lasciateli liberi di pensare, di agire e di liberamente procreare come i -loro sensi e le loro volontà dettano, date anche alla donna -l'indipendenza e il mezzo per decorosamente vivere, non esecrate la -giovane colpevolmente incinta, anzi all'opposto rendetele onore perchè -solo se è madre essa può degnamente chiamarsi donna, se è sterile essa è -una femmina ignobile mercantessa di piacere; istituite una nuova tassa -da pagarsi da tutti gli uomini abili a procreare, dai 18 ai 50 anni, -tassa che potrà giustamente chiamarsi _tassa di filiatico_: coi proventi -di questa imposta che renderà indubbiamente parecchi milioni (perchè -nessuno ricuserà di pagare una somma annuale anche elevata sapendo che -egli è completamente libero di amare a suo piacimento, senza il -torturante assillo delle conseguenze dei suoi atti, sapendo che con tale -piccolo sacrificio pecuniario resta liberato dalle noie della famiglia e -dei figli) fondate in tutte le città degli _Istituti Governativi di -allevamento e di educazione della prole_, eguagliate, abolite la -differenza morale tra il _figlio bastardo_ e il _figlio legale_, evitate -la miseria delle famiglie con prole numerosa, abolite i postriboli che -infestano indecorosamente le vostre città; non lasciate sprecare -inutilmente l'umore fecondante del maschio in uteri sterili e putridi, -fate che ogni goccia della sua vitalità sia germe di nuova vita per un -suddito, per un soldato futuro, ed ecco che allo Stato non mancherà mai -materiale umano per difenderlo, per sfruttare le sue ricchezze, ecc. - -Nell'_Istituto di allevamento e di educazione della prole_, che dovrà -essere _gestione di Stato_, le donne prossime ad aver figli saranno -gratuitamente ricoverate, circondate dalle maggiori cure ed attenzioni -ed il figlio loro, al quale sarà assegnato un numero progressivo di -matricola, sarà ricoverato ed allevato con cure più che materne. Giunto -in adeguata età si darà a lui una libera educazione senza pregiudizî di -false religioni, curando essenzialmente la sua educazione fisica, si -cercherà attentamente di scoprire le sue attitudini, le sue tendenze più -spiccate, e si avvierà ad un'arte, ad una professione o ad un mestiere -secondo la sua volontà e la sua capacità. Esso non dovrà avere alcuna -riconoscenza, alcun obbligo di affetto nè verso l'Istituto, nè verso i -genitori: non al primo perchè egli, appena ne avrà la capacità, pagherà -allo stesso la sua tassa di filiatico, non ai secondi perchè non li -conoscerà. - -Quanti artisti, quanti innovatori, quanti genii fervidi e potenti ai -quali d'umanità e le stupide convenzioni passatiste hanno impedito il -prodursi e l'espandersi perchè questi avendo i genitori poveri hanno -dovuto troncare gli studi per andare in età ancor giovine alle fumiganti -officine, ai campi fertili per rendere come merce, come schiavi!.... - -L'Istituto poi oltre ai proventi che percepirà dal comune pagamento -della tassa di filiatico, avrà anche facoltà di ricevere i lasciti -ereditarî che genitori ricchi di figli ricoverati devolveranno allo -Istituto, altamente utile e umanitario, perchè con essi provveda alle -migliori comodità al miglior modo di educare ed allevare i giovani ad -esso assegnati. - -In questo modo avverrà la diminuzione delle grandi proprietà private, -dei ricchi speculatori, accomunando le sostanze ed eguagliando equamente -ogni singolo cittadino. - - _L'emancipazione della donna._ - -Alla donna poi non si dovrà dare una educazione diversa di quella che si -dà all'uomo, essa dovrà, come lui, avere una cultura o un impiego, -sempre secondo la sua volontà, le sue tendenze, le sue aspirazioni, che -le permetta di agiatamente vivere senza che ella abbia a gravare -sull'uomo, e l'Istituto di allevamento, oltre ad uno speciale compenso -fisso che darà alla donna che ricoverata in istato interessante avrà -figli sani, sarà anche tenuto ad indennizzarla per le giornate di lavoro -o d'impiego perdute durante il corso della malattia e la convalescenza, -con l'obbligo da parte del principale di riaccettare l'impiegata o -l'operaia da lui dipendente non appena essa sarà in grado di nuovamente -e bene attendere alle sue mansioni. - -In tal modo non vi saranno più povere donne che scoraggiate per -l'abbandono e l'abiezione in cui la ignorante società passatista le -getta perchè un momentaneo impulso di esuberante giovinezza ha fatto -loro perdere ciò che chiamasi l'onore, si dànno alla prostituzione, -rendendosi vili schiave di drudi laidi, schiave delle voglie sensuali di -uomini che, se pienamente scusabili ora non lo sarebbero certamente se -la teoria nostra fosse concretata, sperdono inutilmente le loro forze -vitali senza proficuità alcuna; non vi saranno più femmine che si -sposano coll'illusione di poter campare alle spalle di un qualunque -minchione «_che di lor si carca_» e che invece fanno della -compassionevole miseria resa ancor più triste e dolorosa quando a -completare lo straziante quadro s'aggiungon altri piccoli esseri umani -innocenti che crescono ignoranti e brutali e che, lasciati in continuo -abbandono da genitori più disgraziati che colpevoli, il più delle volte -nell'impossibilità materiale di curare la loro educazione, s'aggiungono -allo stuolo, non esiguo certo, dei teppisti da strada, dei malviventi, -fannulloni, ecc. - -Se i moderni legislatori invece di perdere del prezioso tempo in inutili -diatribe su puerili questioni personali o in facili discorsi, recipienti -di vento ricolmi di vacue parole inconcludenti, su ridicole limitazioni -di consumi e di orari, s'occupassero della miseria incipiente e del -pauperismo doloroso in cui versa il proletariato mondiale, vedrebbero ad -esuberanza l'utilità, la praticità e l'umanità della nostra proposta. - -Non occorre solo recriminare lo spopolamento degli Stati in cui la -Guerra ha esaurito il materiale più necessario e più giovane, ma -prevenirlo bisogna e non attendere oltre evitando che la piaga -s'allarghi disastrosamente e irrimediabilmente. - -Il maggior incubo per i genitori poveri o quasi (sono il 90 per cento!) -è il mantenimento dei figli: il peggior legame per i figli è la continua -attestazione di riconoscenza, di affetto e di servilismo a quei genitori -che li hanno procreati per un loro bisogno, per un loro piacere erotico -costato troppo caro e con troppo tristi conseguenze e poi non li hanno -lasciati liberi di agire e di pensare come credevano, non li hanno -lasciati studiare o lavorare a loro piacimento o perchè le finanze della -famiglia non erano tali da permettere il lusso di un figlio -all'Università o perchè il decoro della famiglia non permetteva ad un -figlio l'esercizio di una professione manuale. - - _Conclusioni futuriste._ - -Per evitare lo spopolamento, terribile per la garanzia futura -dell'integrità dei territori nazionali - - occorre: - -1º Abolire il matrimonio perchè dannoso alla libera procreazione e non -rispondente ai giusti scopi di umanità e di libertà; - -2º Permettere all'uomo maschio il possesso di più femmine e viceversa; - -3º Favorire il libero amplesso; - -4º Rendere la donna indipendente al pari dell'uomo dando ad essa il -mezzo di vivere senza bisogno di fare la mantenuta del maschio. Onorarla -se s'approssima a diventare madre, proteggerla, glorificarla perchè essa -è il simbolo della proprietà di uno stato; - -5º Istituire la _tassa di filiatico_ a carico di tutti quegli uomini -atti a procreare figli sani; - -6º Col reddito di questa tassa fondare in tutte le città degli _Istituti -di allevamento e di educazione della prole_, la cui gestione appartenga -allo stato, ove i figli saranno allevati, educati ed avviati ad un'arte, -professione o mestiere secondo le loro tendenze e volontà, tutto a spese -del Governo, senza alcuna ingerenza o compartecipazione dei genitori; - -7º Eguagliare i figli bastardi ai figli legali; - -8º Dichiarare in seguito alla libertà di procreazione l'inutilità dei -postriboli ed abolirli e vietarli come pericolosi e nocivi alla salute e -agli interessi della Nazione; - -9º Spogliarsi dal ridicolo sentimentalismo della santità della famiglia, -dell'amore fraterno, paterno, figliale, materno, liberarsi da tutto ciò -che significa poesia, sentimentalismo, gelosia, amore ideale o -platonico, da tutto ciò che in una parola sola suona convenzioni -passatiste, tradizione, usanza, esperienza, sapienza e castità. - - _Arturo Blangino_». - - - - - 9. - - - La Democrazia futurista. - - -L'orgoglio italiano non deve essere, non è imperialismo che spera -imporre industrie, accaparrare commerci, inondare di prodotti agricoli. - -Noi difettiamo di materie prime, e siamo una potenza di ricchezza -agricola mediocre. - -Il nostro orgoglio italiano è basato sulla superiorità nostra come -quantità enorme di individui geniali. - -Vogliamo dunque creare una vera democrazia cosciente e audace che sia la -valutazione e l'esaltazione del _numero_ poichè avrà il maggior numero -di individui geniali. - -L'Italia rappresenta nel mondo una specie di minoranza genialissima -tutta costituita di individui superiori alla media umana per forza -creatrice innovatrice improvvisatrice. - -Questa democrazia entrerà naturalmente in competizione con la -maggioranza formata dalle altre nazioni, per le quali il numero -significa invece massa più o meno cieca, cioè democrazia incosciente. - -Su 1000 slavi vi sono due o tre individui. - -L'ultima fulminea nostra vittoria ha dimostrato che non vi è gruppo -d'italiani (20, 30 o 40) che non contenga almeno 10 o 15 individui -capaci di iniziativa e di direttiva personale. - -Abbiamo ancora da sgombrare papa, monarchia, parlamento, senato e -burocrazia e da bonificare le zone morte dell'analfabetismo. - -Questo còmpito molto arduo con un nemico minaccioso alle porte è oggi -còmpito facile e senza pericoli per la unità e indipendenza nazionale. - -Nazione ricca di individui geniali, democrazia intelligentissima. -Quantità di personalità tipiche, massa di tipi unici, democrazia che non -vuole imporsi bancariamente, industrialmente, colonialmente, ma può e -deve dominare il mondo e dirigerlo con la sua maggiore potenzialità e -altezza di luce. - -Noi crediamo che l'ora è venuta di tentare tutte le rivoluzioni per -liberare il popolo italiano da tutti i pesi morti e da tutti i ceppi -(matrimonio e famiglia cattolica soffocatrice, pedantismo professorale, -elettoralismo, mentalità pessimistica, provinciale mediocrista e -quietista). - -Liberata dal giogo della vecchia famiglia tradizionale, dal dogma -dell'anzianità, dal parlamento, dal senato, dal papato e dalla -monarchia, l'Italia manifesterà finalmente la sua potenza di 40 milioni -d'individui italiani tutti intelligenti e capaci di autonomia. - -Concezione assolutamente opposta alla cretinissima concezione -germanofila che voleva svalutare i 40 milioni di individui italiani per -organizzarli meccanicamente. - -Sul palcoscenico della razza italiana dobbiamo mettere in luce i 40 -milioni di ruoli diversi perchè in questa luce possa perfettamente -svolgersi il valore tipico di ognuno. - -Disfatto l'impero austro-ungarico il popolo italiano non deve temere le -scosse anche disastrose (promiscuità sessuale, distruzione di ricchezza) -prodotte da una rivoluzione profonda. - -Saranno scosse brevi. Da una rivoluzione, oggi il popolo italiano -risorgerà più vivo e potente, più ricco di individui geniali, più agile, -più dinamico. - -Noi non abbiamo la nevrastenica pigrizia, la neghittosità, il -misticismo, il bizantinismo ideologico, l'ossessione teorificatrice -della Russia. - -Siamo pieni di senso pratico, di tenacia costruttrice di ingegnosità -inesauribile, di eroismo bene impiegato. - -Possiamo dunque dare tutti i diritti di fare e disfare _al numero, alla -quantità, alla massa_ poichè da noi _numero quantità e massa_ non -saranno mai come in Germania e Russia numero quantità e massa di -mediocri d'inetti e di sconclusionati. - -Arturo Labriola definisce la democrazia «come sentimento dei diritti -concreti della massa sullo Stato e sulla Economia». - -Noi futuristi consideriamo la democrazia non in astratto ma bensì la -«democrazia italiana». - -Parlare di democrazia _in astratto_ è fare della retorica. Vi sono -numerose democrazie; ogni razza ha la sua democrazia, come ogni razza ha -il suo femminismo. - -Noi intendiamo la democrazia italiana come massa di individui geniali, -divenuta perciò facilmente cosciente del suo diritto e naturalmente -plasmatrice del suo divenire statale. - -La sua forza è fatta di questo diritto acquisito, moltiplicata dalla sua -quantità valore, meno il peso delle cellule morte (tradizione), meno il -peso delle cellule malate (incoscienti, analfabeti). - -La democrazia italiana, è per noi un corpo umano che bisogna liberare, -scatenare, alleggerire, per accelerarne la velocità e centuplicarne il -rendimento. - -La democrazia italiana si trova oggi nell'ambiente più favorevole al suo -sviluppo. Ambiente di rivoluzione-guerra nel quale è costretta a -risolvere tutti i suoi casi-problemi, fra le mille punte di altri -problemi insoluti, le cui soluzioni possono esercitare una influenza sul -suo avvenire. Necessità igienica di continua ginnastica trasformatrice, -improvvisatrice. - -Il governo si allarma oggi nel vedere formarsi innumerevoli associazioni -di combattenti. Se non fosse un governo di miopi reazionari tremanti di -paura accoglierebbe favorevolmente questo nuovo ritorno di vitalità -italiana. - -La guerra ha semplicemente svegliate le coscienze di 4 o 5 milioni di -italiani che tornano oggi dalla guerra, arricchiti di una personalità -politica. - -È la prima volta nella storia che più di quattro milioni di cittadini di -una nazione hanno la fortuna di subire in soli 4 anni un'educazione -intensiva e completa con lezioni di fuoco, di eroismo e di morte. - -Spettacolo meraviglioso di tutto un esercito partito per la guerra quasi -inconsciente e ritornato politico e degno di governare. - -La democrazia futurista è ormai pronta ad agire, poichè sente vibrare -tutte le sue cellule vive. - -Naturalmente ha un bisogno urgente di spalancare le porte e di uscire -all'aperto. Il governo si allarma, reprime e trema, come la nonna -leggendaria teme che il nipotino pigli un raffreddore. - -Fuori l'aria è frizzante e salubre. Il sole, spalancato, beve il mare di -liquido quasi solido saporito, azzurro, tutto spumante di raggi, tutto -da bere fino all'ultimo sorso. - - - - - 10. - - -Contro il Papato e la mentalità cattolica, serbatoi di ogni passatismo. - - -Inutile enumerare le ragioni politiche che rendono indispensabile per -l'Italia vittoriosa il liberarsi, al più presto, del Papato. - -Cavour e Crispi e cento altri italiani hanno dimostrato come il Papato -sia in tempo di pace un peso ingombrante e in tempi convulsi o -guerreschi un nemico in casa o per lo meno una spia. - -Io domando l'espulsione del Papato per sgombrare l'Italia dalla -mentalità cattolica. - -Non si può toccare il principio della famiglia e la concezione giuridica -del matrimonio fintanto che permane la forza del prete. - -Questi fa pesare sulla vita l'assurda idea antivitale di eternità. - -Eternità dei valori spirituali, eternità di gioia nel paradiso extra -terrestre e perciò eternità assurda dell'amore sulla terra. - -Un uomo che ama una donna deve amarla per tutta la vita. - -Se cessa di amarla dopo tre anni, grave disordine morale, allarme, -spavento. - -Se cessa di amarla dopo tre mesi, scandalo diabolico, peccato infame, -sanzioni infernali. - -Il prete creò il più assurdo dei carceri, il matrimonio indissolubile. - -Così per evitare che la legge dell'amore eterno sia violata, il prete -imprigionò il cuore e i sensi della donna, costringendola a fingere -l'amore, a prostituirsi ogni sera ad un uomo odiato, sviluppando nella -sua sensibilità e intorno a sè e ciò che è più grave -- nei suoi figli --- la necessità schifosa di una ipocrisia continua. - -Assurda concezione dell'amore eterno, assiduità artificiale delle -attrazioni erotiche, il prete non si contenta di questi veleni -perniciosi, ma combatte anche l'istinto coraggioso dell'avventura e del -rischio e il meraviglioso spirito d'improvvisazione che anima gli -individui forti e i temperamenti ricchi. - -Il prete odia il provvisorio, il momentaneo, la velocità, lo slancio, la -passione. E in ciò cancella brutalmente l'essenza ardente, preziosa, -della morale di Cristo che accordava tutti i diritti e tutti i perdoni e -tutte le simpatie al fervore appassionato, alla fiamma volubile del -cuore. Il prete dimentica che la frase di Cristo alla Maddalena: Molto -sarà perdonato a chi molto ha amato. E quest'altra: Colui che è senza -peccato scagli la prima pietra, sono due glorificazioni del libero amore -e due calci alla indissolubilità del matrimonio. - -Se la donna, come avviene sovente, è stata desiderata, presa e fecondata -spensieratamente dal maschio il prete vuole che questa donna non sia -sottoposta a nessun rischio, a nessuna nuova avventura. Subito, nel -carcere del matrimonio, a braccetto con un uomo che non la vuole più, -che la odia come un ingombro. Due pugnali legati insieme, entrambi -inutilizzabili e che sognano di lottare fra di loro, si smusseranno i -tagli e finiranno per ferire il figlio. Questo nasce florido come un -frutto, ma diventa presto una palla che inciampa i due galeotti. - -Assurda concezione dell'amore eterno, legami indissolubili fra -corpi-anime che si ripugnano, legge della ipocrisia e spettacolo di odio -dato quotidianamente come educazione al figlio. Ma il prete non si -contenta. Dice, non siete felici? Lo sarete in Paradiso! Sfiorite tutte -e due! Logoratevi! Sciupate tenerezza, bellezza, baci, forza -fisiologica, nervi, rimandate il vostro adulterio a quando sarete in -Paradiso. - -Così il matrimonio è il comune purgatorio di tutti i temperamenti -rigogliosi e potenti. Purgatorio di peccati inesistenti, logorìo di -gioventù, tutto in omaggio a un'assurda mentalità negatrice, deprimente, -sopraffattrice che non ammette il trionfale sviluppo della gioia -fisiologica e della libertà rischiosa e temeraria. - -Il prete vuole ed impone le leggi immonde della rinuncia e della -lentezza. - -Così dovunque in questa nostra Italia sana e forte noi troviamo tante -anime agonizzanti, stroncate: donne che non han saputo decidersi, che -hanno amato l'uno e si son date all'altro, sperano nel terzo e si -daranno al quarto. Sempre sbagliandosi, aspettando sempre con una -cretinissima pessimistica valutazione della vita, condannate, -condannati, incapaci di concedersi le assoluzioni fulminee e le -liberazioni allegre dell'uragano, della pioggia, e del suicidio. - -Per giungere alla concezione futurista del provvisorio, del veloce e -dell'eroico sforzo continuo, bisogna bruciare la tonaca nera, simbolo di -lentezza e fondere tutte le campane per farne altrettante rotaie di -nuovi treni ultra-veloci. - -La lentezza, il prepararsi quotidianamente ad una gioia lontana poco -sicura che involontariamente l'immaginazione butterà poi al di là della -morte in paradiso, questo paziente preparazionismo cattolico misticoide -è molto simile al preparazionismo militare tedesco che è crollato ora -- -fortunatamente -- in una grande sconfitta. - -La nostra fulminea vittoria italiana, dieci giorni di offensiva e tutte -le terre riconquistate, i sogni politici dei nostri padri colti al volo, -realizzati, inchiodati, tutte queste glorie nostre sono anticattoliche. -Finalmente la lentezza imposta dal prete è stata travolta. La velocità -tempestosa del genio italiano ci libera da tutto un medioevalismo -minuzioso a base di sacrificio, di sogno estatico, di mani mendicanti, -d'inginocchiatoi, di diplomazie, d'irredentismi platonici e di nostalgie -professorali. - -Finalmente non guardiamo più dietro di noi i lontanissimi cortei di eroi -romani. Ci guardiamo nello speccchio: noi, siamo noi. Gli italiani -d'oggi veloci che a dispetto di tutte le prudenze storiche, a dispetto -di tutti i pessimismi, balzati fuori da una famiglia cattolica -mediocrista soffocata da ruderi illustri, fuori dall'elettoralismo -miserabile di provincia e dalla taccagneria degli impieghi governativi, -siamo noi che abbiamo sfasciate in dieci giorni -- giocondamente come -ragazzi -- il grande esercito austroungarico invincibile nel sogno -- -giuocattolo fra le nostre mani potentissime, in realtà. - -Questa famiglia provinciale col suo matrimonio ipocrita, il prete lurido -custode, gli scorpioni del moralismo a tutte le crepe dei muri, bisogna -al più presto col fuoco annientarla. - -Dopo il fuoco, per spegnerlo, abbondanti sputacchi in velocità. - -Il prete è fratello del carabiniere. Carcere del matrimonio -indissolubile. _Il divorzio_ e _il libero amore_ sono due _arditi_ -pericolosi. Cantano quando gli altri dormono e spaccano sovente i vetri --- ventri ai passatisti. È passatista colui che teme, che si acquatta, -che non accetta responsabilità, che ricorda malinconicamente, che prende -le idee dal quotidiano più saggio, che non osa interrogare suo figlio -sulla sua evidente blenorragia, che crede cementare il sesso vivace -della sua bambina sedicenne chiudendola in casa con catenacci di -paternali idiote. - -Mentre egli va -- ipocritamente -- a fumare la pipa in un bordello per -narrare omericamente sull'origliere a una prostituta i difetti di sua -moglie, sua figlia chiusa in casa spalanca la finestra e le gambe allo -studente che dalla finestra di faccia le spiega la _virtus_ latina. - -La vita italiana di domani altro non deve essere che una serie di bombe -a mano lanciate nelle gambe degli importuni pesantissimi due nemici: il -prete e il carabiniere. La primavera ride e scoppia sotto le leggi, i -divieti, i confessionali, i senati, vince e vincerà _sempre_; ma quanto -sarebbero più splendidi i suoi frutti se un giorno si sentisse -finalmente una voce riempire l'azzurro: il Papato è fuori, fuori -d'Italia con l'ultimo dei Preti e l'ultimo dei Carabinieri! - -La nostra guerra vittoriosa ha rivelato un antagonismo feroce fra i -combattenti e i carabinieri. Come tra gli interventisti e i preti d'ogni -specie: clericali, professori e socialisti. - -Gli _arditi_ odiano i carabinieri. Questi hanno sognato di mettere le -manette agli Eroi. - -Secondo loro gli Eroi devono essere gente quieta, che non grida, che -prevede, ha paura, va adagio, non ha gomiti nelle folle, aspetta -pazientemente agli sportelli dove l'abrutitissimo impiegato di stato fa -tutti i suoi comodi e distribuisce la lentezza. - -Gli _arditi_ disprezzano i reticolati e la disciplina militare, queste -manette imposte dal professoralismo strategico e dalla scienza -teutonica. - -Improvvisano tutto e specialmente la vittoria. Sono futuristi: non si -curano dei «rincalzi» romani, forniti dalla storia e non vogliono essere -preceduti da bombardamenti sapienti. - -Sorprendono la trincea nemica che ha la forma di un banchiere panciuto, -la sfondano, la svaligiano e così, di slancio, a Trieste. - -I carabinieri durante la guerra avevano il còmpito di verificare -minuziosamente i passaporti per afferrare al passaggio le numerosissime -spie. Ne lasciarono passare molte, impiegarono 4 anni ad imparare questo -mestiere di controlli ed ora, finalmente lo sanno fare così bene che non -smettono più di verificare i passaporti di noi vincitori. - -Preti come i preti, custodi della lentezza e della burocrazia, -medioevali, perniciosissimi imprigionatori della Primavera ardita e -veloce piena di fiumi rivoluzionari! - -Concludendo, bisogna: - -Sostituire all'attuale anticlericalismo retorico e quietista un -anticlericalismo d'azione, violento e reciso per sgombrare l'Italia e -Roma dal suo medioevo teocratico che potrà scegliere una terra adatta -dove morire lentamente. - -Il nostro anticlericalismo intransigentissimo e integrale, costituisce -la base del nostro programma politico, non ammette mezzi termini nè -transazioni, esige nettamente l'espulsione. - -Il nostro anticlericalismo vuole liberare l'Italia dalle chiese, dai -preti, dai frati, dalle monache, dalle madonne, dai ceri e dalle -campane. - -Unica religione, l'Italia di domani. Per lei noi ci siamo battuti senza -curarci delle forme di governo destinate necessariamente a seguire il -medioevo teocratico e religioso nella sua fatale caduta. - - - - - 11. - - - Patriottismo futurista. - - -L'Idea di patria non è per noi un prolungamento ideale del sentimento -della famiglia. - -Il sentimento della famiglia è un sentimento inferiore, quasi animale, -creato dalla paura delle grandi belve libere e delle notti gonfie -d'agguati e d'avventure. Nasce coi primi segni della vecchiaia che -screpolano la metallica gioventù. Primi segni di quietismo, di saggia -prudenza moderatrice, bisogno di riposarsi, di ammainare le vele in un -porto di calma e di comodità. - -La lampada familiare è una luminosa chioccia che cova delle uova putride -di vigliaccheria. Padre, madre, nonna, zia e figli dopo alcune stupide -schermaglie finiscono sempre per complottare insieme contro il divino -pericolo e l'eroismo senza speranza. E la zuppiera fumante è -l'incensiere di questo tempio della monotonia. - -L'Idea di patria invece è una idea assolutamente superiore. - -Rappresenta il massimo allargamento della generosità dell'individuo -straripante in cerchio verso tutti gli esseri umani simili a lui o -affini, simpatizzanti e simpatici. - -Rappresenta la più vasta solidarietà concreta d'interessi agricoli, -fluviali, portuali, commerciali, industriali legati insieme da un'unica -configurazione geografica, da una stessa miscela di climi e da una -stessa colorazione di orizzonti. - -Rappresenta precisamente la distruzione del sentimento di famiglia -egoistica, ristretta, divenuta inutile o dannosa all'individuo. - -Alcuni dicono: la patria è la nostra grande famiglia. Altri possono dire -che la famiglia è una piccola patria. Noi dichiariamo che il cuore -dell'uomo spacca e annulla nella sua espansione circolare il piccolo -cerchio soffocatore della famiglia per giungere fino agli orli estremi -della Patria dove sente palpitare i suoi connazionali di frontiera come -se fossero i nervi periferici del suo corpo. - -L'idea di patria annulla l'idea di famiglia. È un'idea generosa, eroica, -dinamica, futurista, mentre l'idea di famiglia è gretta, paurosa, -statica, conservatrice, passatista. - -La vera concezione di patria nasce per la prima volta oggi dalla -concezione futurista del Mondo. È stata prima d'ora una confusa miscela -di campanilismo, di retorica greco-romana, di eloquenza commemorativa e -d'istinto eroico incosciente. Hanno stupidamente poggiata questa idea -sulla commemorazione degli Eroi, sulla sfiducia nei vivi, sulla paura -della guerra, sulla restaurazione conservatrice di tutto ciò che era -morto. - -Il patriottismo futurista è invece la passione accanita, violenta e -tenace per il divenire-progresso-rivoluzione della propria razza -lanciata alla conquista delle mete più lontane. - -Come massima potenza affettiva dell'individuo il patriottismo futurista -pur essendo di essenza disinteressata, si trasforma in utilità pratica -per la continuità e lo sviluppo della razza che favorisce. - -Il patriotta italiano invece di lavorare per i suoi figli, lavora, si -batte e muore per gli italiani di domani. Massima potenza di amore -paterno: invece di 4 o 5 figli sentirne nel cuore 40 milioni. - -Il cerchio affettivo del mio cuore italiano tendendosi smisuratamente -abbraccia la patria cioè la massima quantità manovrabile di ideali, -interessi, bisogni miei, nostri, legati fra loro e non in contrasto fra -di loro. - -Data la conformazione della nostra divina penisola, la varietà piacevole -dei suoi climi, dato il sangue straricco di qualità varie, ma unico e -tipico della nostra razza, la massima quantità manovrabile d'interessi e -d'ideali nostri legati fra di loro e non in contrasto include il -Trentino, l'Istria, la Dalmazia, Vallona, Rodi, Smirne, Bengasi, -Tripoli. - -Concludendo: la patria è il massimo prolungamento dell'individuo o -meglio: il più vasto individuo vivo capace di vivere lungamente, di -dirigere, dominare e difendere tutte le parti del suo corpo. - - - - - 12. - - - Pacifismo e Società delle Nazioni carabiniera. - - -La Società delle Nazioni è una vecchia idea mazziniana rinata oggi e -riverniciata a nuovo. Idea passatista fondata su una spasmodica speranza -di pace universale eterna che presuppone il miracoloso cambiamento in -latte e miele di tutto il sangue che scorre nelle vene delle razze. -Presuppone inoltre un'eguaglianza assoluta spirituale e fisica dei -popoli. Fa astrazione completa dalla varietà infinita di tipi diversi di -popoli che occupano ognuno un loro gradino sulle numerose scale di -valori e di sviluppi, dal cannibale salendo un poco al Tuareg, salendo -un poco al Prussiano, salendo un poco al Croato, salendo molto fino al -Francese, all'Inglese, salendo molto fino all'Italiano. - -La concezione della Società delle Nazioni rinasce oggi: - -1) Dalla stanchezza della guerra e dalla paura di una nuova guerra. - -2) Dalla paura di una rivoluzione. - -Il corridore che buttandosi sul letto dopo una corsa frenetica, sfinito -dalla stanchezza maledice la corsa è altrettanto naturale che il -combattente che dopo una guerra violenta e sanguinosa maledice la -guerra. - -Essi trasformano tutte le loro fatiche logicamente mescolate di -disillusioni e di piccoli rancori in un motivo sufficiente per -condannare in blocco la gioia di correre e l'entusiasmo di combattere. - -La pace non può essere l'ideale assoluto di un'anima virile come il -sonno non può essere l'ideale assoluto di un corpo sano. - -La Società delle Nazioni è una delle tante ideologie fiorite dalla -stanchezza e dall'esaurimento nervoso. - -La Società delle Nazioni se verrà realizzata come fu sognata, sarà o -_platonica_, specie di nuovo tribunale dell'Aia, senza efficacia, o -_attiva_, e diventerà in questo caso soffocatrice d'ogni libertà e -d'ogni sviluppo nazionale. - -In questo secondo caso avendo bisogno di sanzioni, pene e minaccie dovrà -avere un esercito di terra e di mare internazionale. Questo esercito per -garantire il disarmo e impedire eventuali subdoli armamenti dovrà -contare per lo meno 600.000 uomini. Avremo così il ridicolo e il -pericolo e l'assurdità di una smisurata forza poliziesca al servizio di -questo nuovo tribunale dell'Aia o Tempio della Pace. È cretino che per -evitare la guerra si giunga così a trasformare tutti i soldati in -poliziotti. Tutti temendo lo scoppio di una rissa o di una rivolta sulla -gran piazza dell'Europa o sulla smisurata piazza del Mondo, ogni nazione -verrà sorvegliata come una specie di dimostrante riottoso o di anarchico -sospetto da acciuffare e da imprigionare al primo grido d'allarme. - -Non _Società delle Nazioni_, ma semplicemente carabinierismo universale. -L'arma dei carabinieri a custodia dei popoli grandi borghesi intimoriti. - -Vinta, umiliata e diminuita la Germania, sfasciato l'Impero -austroungarico, l'unica Società delle Nazioni possibili, cioè la Società -delle Nazioni vittoriose, è di fatto già formata in tutto il suo massimo -valore di diritto-forza contro la possibile vendetta della _Forza senza -diritto_. Se i vinti accenneranno un movimento di rivincita, questa -Società delle Nazioni vittoriose reprimerà e sopprimerà. - -Nella Società delle Nazioni concepita dagli utopisti, costituita da -Popoli vittoriosi, vinti, neutri, neonati sani e rachitici, vecchi e -invalidi avverrà fatalmente che quello migliore fra tutti e più potente -alzerà la voce. - -La Società interverrà minacciando. Discussioni violente. L'esercito -internazionale non interverrà subito con la forza perchè sarà legge -fondamentale della Società che la forza è da condannarsi -sistematicamente. Si discuterà, ma pur discutendo la Nazione forte e -minacciata dal carabinierismo della Società si armerà nascostamente o -apertamente. - -Avremo allora in presenza l'uno dell'altro due eserciti. La Società avrà -una minoranza e una maggioranza, vi saranno coalizioni di tre, quattro o -cinque nazioni simpatizzanti fra loro e camorre nascoste per sventarle o -tradirle. Un ambizioso rappresentante di nazione rappresenterà in realtà -un dato gruppo industriale a scapito e in contrasto con gli interessi -della Nazione da lui rappresentati. - -Vi sarà un parlamentino o un parlamentone con tutte le bassezze, i -personalismi, le burocrazie cretine che caratterizzano i Parlamenti. - -Lo spirito emulativo delle razze e l'impeto rivoluzionario che le agita -igienicamente interverrà ad ogni modo e il solito ciclone d'eroismo e di -distruzione che investe di tempo in tempo i popoli travolgerà la Società -delle Nazioni. - -L'aureola luminosa che orna il capo di Wilson Messia della Pace Eterna -non può durare. Il glorioso rappresentante del poderoso intervento -americano non detiene la formula pacificatrice della guerra. Fiducia e -pretesa assurda quella di abolire per sempre la guerra; simile alla -pretesa e fiducia assurda dei bolsceviki russi che credettero di trovare -(dopo il fallimento di tante rivoluzioni) la formula unica definitiva -della questione sociale (capitalismo, proletariato, contadini, -diseredati) in un comunismo semplificatore e livellatore oggi già irto -di feroci vendette e tutto ineguale come un mare in tempesta. - -La Società delle Nazioni essendo nata dalla paura di una seconda guerra -e ancor più dalla paura di una Rivoluzione probabile, nasconde un -desiderio spasmodico di ordine carceriere, di autocrazia, di reazione -moralistica e poliziesca. Questo desiderio è mascheratissimo, si -comprende, poichè in contrasto assoluto con tutte le ideologie -libertarie sventolate sui combattenti della Intesa per sorreggerne lo -slancio eroico. - - -Noi futuristi che non abbiamo paura nè della Rivoluzione nè della -guerra, noi futuristi senza stanchezza e pronti a tutto per il Divenire -anche esplosivo della nostra razza, rivolgiamo a Wilson, quale tipico -rappresentante della formula Società delle Nazioni, le seguenti domande: - -1) La Società delle Nazioni sarà animata da spirito rivoluzionario o da -spirito conservatore? - -2) La Società delle Nazioni essendo nata dalla conflagrazione -rivoluzionaria riuscirà -- come speriamo -- ad escludere i -rappresentanti reazionari delle Nazioni? - -3) La Società delle Nazioni interverrà o si disinteresserà nelle -questioni interne capitali delle Nazioni rappresentate? - -4) La Società delle Nazioni aiuterà ogni nazione a rinnovarsi -internamente e a sgomberare i suoi decrepiti passatismi? - -5) Nel caso tipico italiano la Società delle Nazioni favorirà il nostro -necessario urgente svaticanamento dell'Italia o lo contrarierà? - -_That is the question, dear Wilson!_ - -6) La Società delle Nazioni sarà dunque una specie di Paradiso -terrestre, la mèta della umanità. Dovremo fermarci in questo paradiso? - - -Temo che Wilson essendo stato trascinato dalla conflagrazione futurista -del mondo ad una concezione di Società futura, sia in realtà mal -convertito al Futurismo e rimanga un elegante professore di diritto che -ha trovato non in trincea, ma nei suoi vecchi libri, la formula -pacificatrice della guerra, una specie di Dio-_bonne à-tout-faire_ per -beghina in transatlantico. Naufragheranno insieme nell'Oceano... -Pacifico! - -Combattiamo la concezione della Società delle Nazioni non per -imperialismo, ma per amore della Rivoluzione. - -Non bisogna temere nè guerra nè rivoluzione. Ogni nazione superando il -periodo naturale di stanchezza deve passare serenamente dalla guerra -alla pace vigile e laboriosa, governandosi da sè e mettendosi in grado -di difendersi e svilupparsi senza il carabinierismo assurdo della _Lega -delle Nazioni_. - -Crollati gli Imperi della Germania, dell'Austria-Ungheria, della Russia, -della Turchia col loro decrepito semplicismo autocratico barbarico -medioevale, clericale, poliziesco, grossolano, la paura di una nuova -guerra è una indegnità. - -La paura è pessima consigliera. Cosicchè -- dopo il crollo del Kaiser e -della Germania si vuole copiare la Confederazione germanica creando una -grande Confederazione pacifista della vigliaccheria e del quieto vivere. -Il mondo dovrebbe diventare una smisurata Germania pacifista con una -Prussia di cocciuto pacifismo alla testa, una Berlino di ostinato e -retrogrado, cubico quieto-vivere, un'enorme burocrazia per archivizzare -le diverse paure dei popoli e naturalmente un grande Kaiser di -decorativo latte-miele sopra tutto. - -Concezione tedesca pletorica, professorale, antiumana, strangolatrice, -reazionaria, stagnante, regressiva, arteriosclerotica, passatista. - -Ridicolo collettivismo delle nazioni evirate con obbligatoria -deposizione dei testicoli in comune. - -Concezione aprioristica contraria ad ogni futurismo nazionale. Ogni -nazione è etnicamente e geograficamente un grande individuo, il più -grande individuo capace di vivere. È inoltre il massimo prolungamento -dell'individuo. È inoltre la più vasta solidarietà concreta, naturale, -cosciente e sincera, il massimo aggregato di forze umane legate da -interessi comuni e simpatie profonde. - -È il massimo numero d'uomini che possano vivere in una solidarietà -assoluta di interessi e di ideali. - -Bisogna dunque rispettare la sua libertà e il suo sviluppo. - -La possibilità di una guerra lontana è un'atmosfera sana per un popolo. -L'atmosfera di una rivoluzione possibile è una atmosfera ancor più sana -per un governo che non può così nè addormentarsi nè tradire. - -La Società delle Nazioni è specialmente concepita come una morfina o una -questura antirivoluzionaria. - -Noi futuristi la condanniamo recisamente perchè è la negazione di ogni -_interventismo_ (questa parola divina). - - - - - 13. - - - Contro l'immonda anzianità, la burocrazia, per il decentramento. - - -Esempi tipici della nostra barbara, pedantesca burocrazia: Per -impiantare la luce elettrica nella stazione ferroviaria di Caltagirone -occorsero 3 anni di laboriose trattative e un volume di carta scritta, e -per la consegna del piazzale esterno della Stazione Ferroviaria al -Comune di Caltagirone si discute da 13 anni. I fascicoli voluminosi -della pratica del Comune sono già 3, fin'oggi. 20 convegni sul posto con -ispettori, ingegneri e simili. - -Il poeta futurista Paolo Buzzi che è anche uno dei rarissimi geniali -funzionarî d'Italia, segretario alla Deputazione provinciale di Milano, -interrogato da me sui recenti progetti di riforma della burocrazia, mi -rispondeva con le seguenti considerazioni: - -Il progetto di riforma della burocrazia presentato recentemente dalla -Commissione di studio presieduta dal senatore Villa al Ministero del -Tesoro è, nelle sue linee generali, lodevole. - -Si eleva, con esso, di colpo, il tono delle categorie così dette _di -concetto_ nelle quali il criterio d'avanzamento è fissato in base a -concorsi e premi per speciali benemerenze. L'allettamento materiale è -dato dall'aumento sensibile degli stipendi, dalla garanzia della -carriera a _ruoli aperti_ e dal modernissimo criterio delle -_cointeressenze_ sugli utili dell'azienda pubblica. - -Un miglior organamento delle pensioni con possibilità di realizzo di -capitali dopo un certo numero d'anni di servizio, segna qualcosa di -veramente _umano_, finalmente, in questo argomento sul quale tante -chiacchiere vane vennero fatte e meglio invece sarebbe stato, _pietatis -et dignitatis causa_, tacere in attesa d'agire. - -Lo Stato traccia, così, le sue linee generali. Le Provincie ed i Comuni -dovranno seguirle, ormai sicuri di non trovare inceppi negli organi -tutori che, finora, siluravano i progetti organici più audaci -trincerandosi dietro la comoda ragione che non si potessero fare ai -funzionari degli Enti locali trattamenti più favorevoli di quelli fatti -ai funzionari dello Stato. - -È tempo che queste distinzioni sorpassatissime, abbiano a cessare. Tutti -i lavoratori degli uffici sono uguali di fronte alla Pubblica Cosa. - -I Comuni altro non sono che deanellamenti istologici, attraverso la -spina dorsale delle Provincie, dello Stato. E nei grandi Comuni e nelle -grandi Provincie è risaputo che la vita amministrativa non è se non un -più analitico processo della vita politica, certo ne è il lievito -elementare, sempre essa si irradia attraverso organismi tecnici i quali -costituiscono ormai dei veri e propri dicasteri. - -La politica del lavoro, questa grande ossigenatura della vita pubblica -moderna, è fatta ormai anche dagli Enti locali. Ogni Giunta municipale, -ogni Deputazione Provinciale che si rispetti ha preceduto lo stesso -Governo nella creazione d'un Dicastero del Lavoro. - -E così la materia delicata e complessa degli Organici può ormai -sottrarsi allo stitico quando non sia ostile àmbito di Presidenze -retrive o di Ragionerie microcefale per essere portato nella sua degna e -naturale sede, là dove si dibattono con vedute nuove i problemi della -mano d'opera e dei conflitti fra capitale e lavoro, alla luce dei tempi -che corrono e col concorso democraticamente pareggiato delle due parti. - -Col nuovo progetto sulla burocrazia vengono moralmente assai più elevate -le figure oltrechè dei Direttori generali, dei Capi Divisione e dei -Segretari. - -Il che, di conseguenza, importerà un congruo elevamento, nelle -Amministrazioni locali, delle figure dei Segretari generali e degli -altri Funzionari di Segreteria, oggi spesso ingiustamente disconosciute, -messe ad un livello virtualmente inferiore a quello dei Segretari -Comunali, che sono i veri maggiorenti nei piccoli Comuni, quasi ovunque -sacrificati alle invadenze delle Ragionerie le quali dovranno avere, -alla lor volta, garantiti i migliori sviluppi materiali e morali, ma a -parte, in una carriera ben delimitata, di puro controllo cifrario, -estranea ad ogni _débordement_ di merito, ridotti alle proporzioni dei -Corpi contabili nell'Esercito, dove solo prevale uno Stato Maggiore di -intellettuali che costituzionalmente si sovrappone agli stessi ufficiali -delle armi dotte e delle specialità scientifiche. - -Che l'importanza di questi Funzionari direttivi debba essere -definitivamente fissata e posta in rilievo anche dai nuovi organici -degli Enti locali è intuitivo, ove si pensi che il progetto di riforma -della burocrazia di Stato non toglierà di mezzo, se pure li attenuerà, i -difetti ai quali si imputa ogni giorno in Italia l'arrugginimento della -Macchina governativa. In Italia, dico io, e in Francia (per parlare del -paese che la Vittoria ha ancor più affinizzato al nostro) se uno dei più -eletti spiriti politici della latinità moderna, Paul Déchanel, ha, in un -suo nuovo libretto: _La Décentralisation_, non da oggi invocato dal -decentramento la salvezza dell'Amministrazione anche nella luminosa -Repubblica, di cui probabilmente l'anno venturo sarà il Presidente. In -Italia bisognerebbe essere incoscienti per non comprendere che la chiave -di volta del miglior assetto pubblico (ed io aggiungo la sola -piattaforma positiva sulla quale si dovrebbero impiantare le imminenti -elezioni) è il Decentramento. - -Tornerò, per meglio spiegarmi, su questo tema essenziale, con la dovuta -ampiezza e l'indispensabile coraggio civile. - -Ma io dico fin d'ora: per ben decentrare, bisogna che si trovi già -saldamente impiantato il telaio organico delle Amministrazioni -centrifughe. Si potrà e si dovrà, ben inteso, fare tutta una rifusione -di forze burocratiche, liberamente scambiabile, dal centro alla -periferia, per tener conto di tutti i lavoratori disponibili e delle -conseguenze diverse. - -Ma il montaggio dei pezzi dislocati non potrà essere fatto che intorno -ai motori fissi di produzione etnica che già si trovano in posto. Lo -Stato si scinderà in Regioni che le Provincie ricostituiranno sulla base -delle loro tradizioni storiche, economiche, politiche e burocratiche. I -Comuni, prendendo alla lor volta fiato, oltrechè dalle proprie -tradizioni, in Italia magnifiche, dalle nuove correnti energetiche della -vita nazionale, meglio producendo e meglio ricavando dall'ambito -costituzionale alleggerito, dinamizzati dallo stesso isveltimento del -ritmo pubblico locale, che si farà sentire attraverso la finanza, la -cultura, l'igiene, la viabilità, le comunicazioni, l'assistenza e la -previdenza sociale, ecc., daranno man forte alla Regione, invece di -richiederne, come oggi fanno, alla Provincia. E l'atmosfera liberista e -laburista, la sola unica vera nella quale oggi debbono muoversi gli -organismi collettivi, si troverà saldamente piazzata dalle Alpi al Mare -sopra un cumulo di forze ringiovanite, sorrette da crediti rinsanguati -ed equilibratamente distribuiti, per la salvezza e la fortuna d'Italia. - -Decentrati gli organismi di Stato, io vedo in gran parte tolti i mali -attivi e passivi della Burocrazia. La macchina si velocizzerà perchè -negli elementi dinamici sarà penetrata la passione che nasce dai più -facili riconoscimenti materiali e morali. E, sopratutto, si sarà operata -la selezione dei migliori: ed i mediocri saranno spazzati a colpi di -frusta dal tempo, come si augura, nel suo brillante articolo (apparso -sull'ultimo numero di _Roma futurista_) lo Zuccari. - -Perchè tutti sono d'accordo che i servizi miglioreranno se saranno -decentrati, non solo, ma ridotti d'organico. Date a dei giovani -d'ingegno e di volontà una pattuglia pur scarna di lavoratori: e libertà -d'azione e pieno senso di responsabilità. Ciò che fu fatto nelle -trincee, si farà negli uffici. Allungate pure gli orari commisurandoli -agli aumentati supplementi d'onorario. Cointeressate al più intenso -rendimento dell'opera: premiate il valore burocratico: assicurate ai -pochi ma buoni un _massimo_ di carriera possibile: e per i servizi in -subordine, per le mansioni ausiliarie nelle quali il numero può essere -indispensabile a pregiudizio, talvolta, dell'entità del compenso, -anzichè reclutare dell'elemento maschile che potrebbe trovare più sano -collocamento nell'industria, nel commercio o nell'agricoltura, reclutate -delle donne! - -Le donne hanno dato la loro parte di nobile rendimento alla causa della -guerra. Non dimentichiamole! Esse, se intelligenti e colte, sono delle -eccellenti collaboratrici nelle pubbliche aziende. Il loro lavoro vibra, -quasi sempre, di passione ed è doppiamente redditizio di quello degli -uomini. Negli archivi, dove la necessaria pazienza nel rintraccio e nel -riordino delle carte è quella insita ai loro stessi domestici istinti -conservatori, nelle copisterie dove le Remington hanno ereditato il -ritmo delle Singer passandolo dal pedale alla tastiera, nelle spedizioni -dove la celerità e l'ordine, pregi essenzialmente femminili, facilitano -il movimento dei carteggi, ai telefoni, ai magazzini, ai depositi, lo so -per prova diretta, ormai, che le donne sono indispensabili e -garantiscono la dignità dell'Amministrazione che non ha più, mercè loro, -bisogno d'assoldare dei paria sempre malcontenti e perciò, in fondo, -sabotatori del buon lavoro altrui. - -Con ciò credo aver toccato alcuni punti essenziali della riforma -burocratica, che, ripeto, per esperienza e per convinzione, reputo -estensibile, ormai, a tutte le Amministrazioni pubbliche d'Italia, -statali e non statali. - -Inutile un esame psicologico della questione. In fondo siamo sempre ai -termini che Balzac ha immortalato nel suo saggio _Les Employés_, perchè -gli uomini saranno sempre gli uomini e le greppie (dico io) sempre -saranno le greppie. - -Ma non posso in tutto dividere l'avversione dello Zuccari contro la -casta. - -Non è vero che la burocrazia italiana sia un branco di parassiti e di -fannulloni. Vi sono dei valori realissimi di cultura, d'ingegno, -d'abnegazione che rendono al Paese il 100 per 10. E non dimentichiamo -che da noi, in mancanza di mecenati e di pensioni accademiche, in più -d'un caso lo stipendio serve a garantire il pane al pensatore, -all'artista, allo studioso che sa sdoppiarsi ed offrire una doppia -energia alla Patria. Vi sono, si capisce, i rovesci di medaglia, i casi -di pietà e, se non d'obbrobrio, di disperazione. Il Corbino trattò con -mano felicissima, in indimenticabili puntate della Rivista -_Avvenimenti_, il lato negativo del problema burocratico. Sono pagine, -direi, antropologiche d'una sincerità e d'una evidenza suprema. - -Ma io, che da più di vent'anni vivo fra gli Impiegati e li studio con -occhi miei, credo che da una classe, per senso abnegativo del dovere e -per intenso amor di patria non inferiore a nessuna altra, l'Italia, da -matrigna divenendo finalmente madre, molto potrà attendersi alla vigilia -del suo rinnovamento ideale e sociale. - -Rispondo a Paolo Buzzi: - -1) Trovo lodevole la garanzia delle carriere a ruoli aperti. Trovo -lodevole l'elevare il tòno delle categorie così dette di concetto col -criterio d'avanzamento fissato in base a concorsi e a premî per speciali -benemerenze. Ma dichiaro che disgraziatamente si procederà con timidezza -mentre il criterio d'avanzamento e premî per speciali benemerenze -dovrebbe essere dominatore e applicato sistematicamente. - -2) L'aumento degli stipendi deve essere sensibilissimo e parallelo alla -diminuzione degli impiegati. - -3) Il criterio delle cointeressenze sugli utili dell'azienda pubblica -deve essere generale. - -4) Bisogna procedere immediatamente al decentramento amministrativo. -Decentramento regionale di tutte le attribuzioni amministrative e -relativi controlli. - -Bisogna sviluppare le autonomie regionali e comunali; fare di ogni -amministrazione uno strumento agile e pratico, diminuire di due terzi -gli impiegati, raddoppiando gli stipendi dei Capi-servizio e rendendo -difficili ma non teorici i concorsi. Dare ai Capi-servizio la -responsabilità diretta e il conseguente obbligo di alleggerire e -semplificare tutto. - -Tutto ciò non basta, bisogna per raggiungere ad un'agile amministrazione -decentrata poco costosa, semplificatrice e pratica, abolire l'immonda -anzianità in tutte le amministrazioni. - -Nella carriera diplomatica e in tutti i rami della vita nazionale. - -Bisogna premiare direttamente l'ingegno pratico e semplificatore dei -buoni impiegati e giungere così ad una organizzazione semplificata a -tipo industriale. - -Questo non potrà avvenire fintanto che trionferà l'assurdo prestigio dei -diplomi accademici e fintanto che l'iniziativa commerciale e industriale -procederà lentamente senza un assiduo incoraggiamento di premî -allettatori e sostentatori. - -Non condivido il pessimismo di Paolo Buzzi sull'ingombro burocratico che -egli crede insanabile. È questione di coraggio nell'operazione -chirurgica che dovrà essere violenta, profonda, e senza pietà partendo -da questi due principî: - -1) Decentramento. - -2) Abolizione della anzianità. - -Non condivido l'ottimismo di Paolo Buzzi sulla classe degli impiegati. -Vi sono eccezioni ma naufragano nell'oceano dei parassiti e dei -fannulloni. - -Parassiti e fannulloni plasmati tali dall'atmosfera tediosa, pedante, -scettica, irresponsabile, senza luce, senza ambizione, quietista, vile -taccagna, abbrutente degli attuali ambienti burocratici. - -Volete diventare rivoluzionarî? Volete sentirvi nelle mani un desiderio -pazzo di lanciar bombe, bruciare, massacrare, radere al suolo? - -Volete, malgrado il vostro temperamento placido e sedentario, diventare -il più violento e sanguinario anarchico? - -Passate mezz'ora in un ufficio governativo! - -Non è ammissibile che la nostra meravigliosa guerra rivoluzionaria, -vittoriosa, dopo averci liberati dall'Impero austroungarico, feroce -burocrazia esterna, non ci liberi dall'assurda elefantiasi burocratica -interna. - -Non ho che un sol timore quando penso alla rivoluzione: Quello che anche -violentissima, totale e ben diretta lasci sussistere in Italia la forse -immortale Burocrazia. - -Tutti gli Italiani intelligenti pensano come me. Vi sono dovunque nel -mondo -- oggi -- dei tentativi riuscitissimi per creare nuovi organismi -su basi antiburocratiche. - -La conflagrazione portando un uomo giovane e di grande ingegno come il -generale Badoglio dal grado di tenente colonnello, al grado di sottocapo -di Stato Maggiore di un esercito di 5 milioni di uomini, ha dato una -mazzata energica al principio di anzianità. Più volte abbiamo -glorificato questo carattere assolutamente futurista della -conflagrazione. - -Nello sviluppo meraviglioso dell'aviazione inglese dominarono -fortunatamente due principî futuristi: - -1) Si diedero i gradi di merito e venne abolita l'anzianità. - -2) Trionfò sistematicamente il principio di preferire il più giovane. - -La gioventù non fu un argomento per impedire che un aviatore abile, -intelligente, esperto, avesse il grado meritato. Vi furono molti _assi_ -gloriosi per aver precipitato numerose vittime nemiche che rimasero a -lungo sottotenenti poichè il coraggio, l'abilità di volo e d'attacco non -bastavano. Si dava, secondo la concezione _veramente_ futurista molta -importanza all'abilità organizzatrice. - -Predominava non soltanto il principio del merito fuori d'ogni anzianità, -del più giovane, ma specialmente del migliore organizzatore. Ed era -logico poichè si trattava di creare _dal nulla_ una grande -organizzazione. - -Fu così possibile creare più di 40.000 piloti inglesi e di mettere a -disposizione della linea francese 2500 aeroplani pronti a volare. - -Queste constatazioni non devono però ispirarci un eccessivo pessimismo -sullo sforzo aviatorio italiano, veramente glorioso. - -È indiscutibile che il merito dell'Inghilterra in questo sforzo -trionfale è diminuito dallo spreco enorme di denaro. Un aviatore inglese -mi diceva: «il denaro ha salvato l'Inghilterra. Lo sforzo aviatorio -italiano è infinitamente più grande del nostro perchè fatto con denaro -limitato». - -Questo aviatore inglese aggiungeva che in Scozia il governo inglese -spese 500.000 sterline per fondare una scuola d'aviazione _per assi_ e -il denaro fu tutto perduto perchè la località prescelta ventosissima e -burrascosa, non permetteva di volare che 4 mesi all'anno. - -Il futurista Volt risponde con acume alle obbiezioni correnti dei -difensori della anzianità: - -Se tutti i vecchi fossero della tempra del vecchio Clemenceau, io non -esiterei a schierarmi fra i paladini della più ferrea gerontocrazia. -Disgraziatamente o fortunatamente non è così. - -È noto che fra i trenta e i quarant'anni la maggior parte degli uomini -normali subiscono quella specie di involuzione spirituale che viene -eufemisticamente chiamata «metter giudizio». Se si tratta di un artista, -l'individuo prende moglie e per dar da mangiare ai marmocchi si mette a -far dell'arte commerciale. Se è un uomo politico, mette accuratamente da -parte ogni opinione meno che ortodossa per irreggimentarsi nella -incolore maggioranza politica del momento. Ai _difetti_ della età -giovanile succedono, a unanime compiacimento di amici e congiunti, le -_qualità_ dell'uomo serio e maturo: la prudenza (leggi: paura cronica), -la ponderazione (cioè indecisione, mancanza di iniziativa e lentezza) e -la gravità (adorazione del mezzo termine e orrore di ogni specie di -innovamento). - -E siccome gli uomini di governo vengono esclusivamente reclutati fra -questi _uomini serii_ e ben stagionati, ne segue che le suddette -_qualità_ senili danno la loro impronta a tutto l'indirizzo della -politica estera e interna di una nazione. - -La politica estera sarà quindi _prudente_ e cioè pronta alle peggiori -rinunzie (vedi «politica delle mani nette», «piede di casa», -«neutralismo») e _ponderata_, cioè lascierà sfuggire le migliori -occasioni per affermare la potenza politica della nazione (Cairoli, -ecc., ecc.). La politica interna poi sarà _grave e seria_, cioè basata -sul compromesso ed essenzialmente conservatrice, benchè larvata di -formule avveniristiche (giolittismo, Depretis e C.). - -Tale infatti è la storia politica del Regno d'Italia da Custoza -all'impresa di Tripoli. La guerra attuale capovolse codesto sistema di -cose. Le qualità eminentemente giovanili e interventiste del coraggio, -della iniziativa e dell'agilità spirituale sopraffanno impetuosamente la -mentalità tarda e neutrale della vecchia Italia. Coronamento pratico e -giuridico di questa rivoluzione spirituale del popolo italiano non potrà -essere altro che l'_abolizione del criterio di anzianità_ in tutte le -carriere governative e nel libero apprezzamento del pubblico. - - - - - 14. - - - Il proletariato dei geniali. - - -È indiscutibile che la nostra razza supera tutte le razze per il numero -stragrande di geniali che produce. - -Nel più piccolo nucleo italiano, nel più piccolo villaggio vi sono -_sempre_ sette, otto giovani ventenni che fremono d'ansia creatrice, -pieni d'un orgoglio ambizioso che si manifesta in volumi inediti di -versi e in scoppi di eloquenza sulle piazze nei comizi politici. - -Alcuni sono dei veri illusi, ma _sono pochi_. Non potrebbero giungere al -vero ingegno. Sono però sempre dei temperamenti a fondo geniale, cioè -suscettibili di sviluppo e utilizzabili per accrescere l'intellettualità -geniale di un paese. - -In quello stesso nucleo o piccolo villaggio italiano è facile trovare -sette, otto uomini maturi che nella loro piccola vita d'impiegato, di -professionista nei caffè del loro quartiere e in famiglia portano sul -capo l'aureola malinconica del geniale fallito. Sono dei rottami di -genialità che non hanno mai avuto un'atmosfera favorevole e furono -perciò subito stroncati dalle necessità economiche e sentimentali. - -Il movimento artistico futurista da noi iniziato 11 anni fa aveva -precisamente per scopo di svecchiare brutalmente l'ambiente -artistico-letterario, esautorarne e distruggere la gerontocrazia, -svalutare i critici e i professori pedanti, incoraggiare tutti gli -slanci temerarî dell'ingegno giovanile per preparare un'atmosfera -veramente ossigenata di salute, incoraggiamento e aiuto a tutti i -giovani geniali d'Italia. - -Sono certamente due o trecentomila in Italia. - -Incoraggiarli tutti, centuplicarne l'orgoglio, aprire davanti a loro -tutti i varchi, diminuire al più presto, così, il numero dei geniali -italiani falliti e stroncati. - -Ho spiegato in molte opere precedenti come i 3/4 dei vizi mentali, delle -debolezze, degli errori, delle viltà e delle lentezze che si opponevano -al celere progresso dell'Italia derivavano da ciò che noi chiamiamo il -Passatismo. Culto ossessionante del passato e delle glorie antiche, -misoneismo cocciuto, valutazione pessimista delle forze della nostra -razza, accademismo scolastico, purismo letterario, culto del plagio, -copia dell'antico, adorazione del museo, esaltazione dello sgobbone, -ecc. - -Il Passatismo fu per molto tempo la essenza unica del sistema -d'insegnamento e dell'educazione familiare. Era favorito da molte -ideologie assurde più o meno importate e tipicamente antitaliane. - -Regnava uno schifoso intellettualismo socialistoide, antipatriottico, -internazionalista, il quale separava il corpo dallo spirito, vagheggiava -una stupida ipertrofia cerebrale, insegnava il perdono delle offese, -annunziava la pace universale e la scomparsa della guerra, i cui -_orrori_ sarebbero sostituiti da battaglie d'idee. Intellettualismo di -origine germanica, ossessione del libro, bibliofilia, pedantedescheria. -Disprezzo per la ginnastica, abbrutimento dei ragazzi nelle aule -puzzolenti e chiuse, svalutazione completa della salute e della forza -muscolare. - -Vegetava in quest'aria di muffa una gioventù stremenzita, senza -freschezza primaverile e senza virilità. - -Quanti giovani abbiamo visto uscire dalle scuole, malinconici, curvi, -deboli, avari di voce e di gesti, pallidi, avvizziti, con occhiali doppi -e infinite miopie stringendo sotto il braccio con una specie di orgoglio -spaventoso e miserando «I Promessi Sposi», come Don Rodrigo stringeva il -suo foruncolo di peste bubbonica. - -La loro peste bubbonica era il culturalismo teutonico. - -Si andava predicando che i giovani italiani erano ignoranti e che il -loro ingegno aveva bisogno di una cultura solida, seria, metodica. In -realtà si predicava l'odio all'ingegno. Leggete, studiate, ponderate, -chiudetevi nelle biblioteche, compulsate i codici, studiate gli antichi! -Vivete nei musei! Copiate quadri e statue! Bisogna imparare a scrivere, -a dipingere, a scolpire copiando le opere dei grandi! La lingua italiana -è difficilissima, occorre decidere dopo _serie_ meditazioni quali siano -i maestri da preferire e i dizionarî da consultare. Il Bartoli, il -Boccaccio, Machiavelli, Tommaseo, Rigutini, Fanfani.... Occorre -postillarli. Il tale ha ingegno. Ma usa francesismi. «Questa dei -francesismi è peste varia...». - -In questa rete di divieti, di difficoltà inesistenti e di false divinità -da rispettare, da evitare, da non offendere il giovane geniale smarrisce -il suo vero istinto propulsore e deprime il suo coraggio orgoglioso. -Tutte le sue forze rimangono contratte allo stato di angoscia dolorosa -davanti alla strada lunghissima, senza conforto nè aiuto. - -Sotto il nuvolone minaccioso degli esami inutili da passare o la pioggia -torrenziale dei compiti cretini, lo studente educa il suo cervello e il -suo spirito alla paura e al pedantismo. - -Egli trova ogni sera in famiglia la tipica atmosfera di grettezza, di -mediocrità, l'odio per tutte le forme di avventura e di audacia, i -moralismi pretini, la goffa lotta fra l'avarizia taccagna e l'ansia del -lusso provinciale, l'affettuosità morbosa accaparrante e soffocante -della madre e la dura prepotenza di un padre rammollito che crede però -suo dovere stroncare il figlio ad ogni costo _in tutto ciò che può -sognare, desiderare, volere_. - -Questo giovane geniale si sente nei nervi una forza misteriosa, -violenta. Sarà poeta, pittore, artista drammatico, costruttore di ponti -su fiumi americani, appaltatore di terreni lontani da dissodare, -deputato, ecc.: egli non sa esattamente. - -Rischierebbe volentieri tutto ciò che ha di caro e di piacevole intorno -a sè, affetti, amicizie, primi piaceri sessuali, allegrie goliardiche, -per ottenere immediatamente la prova diretta e la manifestazione di -questa sua forza. - -Egli ha invece intorno a sè degli alti pessimismi neri, delle negazioni -massiccie; respira lo scetticismo avvelenante e non ha un soldo in -tasca. - -Se coraggiosissimo, rivoltosissimo, egli riesce a spaccare e rovesciare -tutti i divieti, la miseria assoluta, ultimo laccio invincibile, lo -trattiene e lo inchioda nell'assoluta impossibilità di staccarsi e di -osare. - -Questi fallimenti di gioventù geniali sono numerosissimi e tipici in -certe provincie d'Italia come la Toscana, che pur essendo -indiscutibilmente le più intelligenti sono purtroppo le meno fattive e -le meno utili nello sviluppo nazionale. - -Firenze è piena di giovani d'ingegno inoperosi e smarriti che sciorinano -sotto i soli elettrici dei caffè dei meravigliosi tessuti di pensiero e -di lirismo senza speranza di essere mai valutati, considerati, -utilizzati. - -Scrivere? A che pro? Dov'è l'editore? Certo non pagherà, anzi vorrà -essere pagato. Nei giornali? Il direttore è stato prescelto fra i -quattro o cinque autentici cretini della città. Ostruzionismo, dunque -meglio abbandonare spiralicamente il proprio canto malinconico -nell'antico chiaro di luna che ripatina Lungarno e il Ponte Vecchio o -godersi una «bambina» alle Cascine che offre camere ammobiliate a buon -mercato assoluto. - -Ho conosciuto innumerevoli giovani geniali a Firenze, in Toscana, a -Napoli e in Sicilia. Quasi tutti esasperati; il cuore già chiuso da un -sordo rancore contro la società, molti avvelenati da una precocissima -invidia che sporca la fonte chiara della ispirazione genuina e -dell'entusiasmo giocondo, creatore. - -È talvolta difficilissimo conoscerli, apprezzarli, incoraggiarli. Poichè -invece di abbracciare spiritualmente l'Italia come una vasta massa -malleabile da plasmare essi la considerano come un reticolato idiota di -soprusi, di camorre, di autorità scroccate, di divieti imbecilli. Ed -hanno ragione. Dovunque, l'ingegno è svalutato, deriso, imprigionato. -Incoronato soltanto e festeggiato il mediocre opportunista o l'ex-genio -ormai rammollito. - -Il Futurismo scoprì, svegliò, rianimò, radunò molti di questi giovani -geniali, i migliori, senza dubbio. Ma non tutti certamente. Nella vasta -rivoluzione di serate burrascose che si propagò su tutta la Penisola, il -Futurismo entrò in contatto con quasi tutti ma occorre un più -sistematico intervento delle forze del paese per salvare, riaccendere e -utilizzare tutto il vasto proletariato dei geniali. - -Propongo che in ogni città sia costruito uno o più Palazzi che avranno -una denominazione sul genere di questa: «Mostra libera dell'Ingegno -creatore». - -1º Verrà esposta per un mese un'opera di pittura, scultura, plastica in -genere, disegni d'architettura, disegni di macchine, progetti -d'invenzione. - -2º Verrà eseguita un'opera musicale piccola o grande, orchestrale o -pianistica di qualsiasi genere. - -3º Verranno letti, esposti, declamati poemi, prose, scritti di scienza -di qualsiasi genere, di qualsiasi forma e di tutte le dimensioni. - -4º Tutti i cittadini avranno il diritto di esporre gratuitamente. - -5º Le opere di qualsiasi genere o valore apparente, anche se -apparentemente giudicate assurde, cretine, pazze o immorali, saranno -accettate, esposte o lette senza giuria. - - - - - 15. - - - Governo tecnico senza parlamento, senza senato e con un Eccitatorio. - - -I problemi che si affollano dopo-guerra in un paese non ricco come il -nostro superano, credo, la potenza governativa di qualsiasi regime e -sono destinati quindi ad avere un'unica soluzione rivoluzionaria. - -È indiscutibile però che il governo parlamentare col suo smisurato -pantano burocratico è -- fra tutti i governi possibili -- il meno atto a -risolverli. - -Esaminiamo la situazione dal punto di vista dei produttori. - -Il governo ha stanziato 3 miliardi di lavori ma nessuno cura e sollecita -questi lavori. Per esempio: lavori ferroviari che devono provvedere alla -disoccupazione ed evitare la crisi gravissima dei trasporti. - -Il governo dice: Bisogna produrre! produrre! produrre! Come si può -produrre se tutte le industrie sono oggi creditrici dello Stato? E con -quali materie prime? (se non sono già assicurate). A quali prezzi -verranno date queste materie prime? - -Lo stato si è dimostrato mediocre acquirente e mediocre distributore. - -Il governo dovrebbe invece concedere massima libertà alle industrie -togliendo impacci e pastoie. - -Si sostituisca alla funzione dello Stato la funzione dei Sindacati o -Consorzi industriali i quali sotto il controllo dello stato provvedano -all'approvvigionamento delle materie prime. - -Si esca da questo stato di cose che toglie ogni attività personale e si -distruggano i sistemi fiscali veramente passatisti. - -Ammetto che si debba provvedere alle esigenze finanziarie e che le -entrate erariali siano portate ad un punto tale da _fare tutto il -servizio dei nostri debiti_. Ma non ostacoliamo la produzione della -ricchezza. - -Accettiamo nuovi oneri ma si faciliti la produzione della ricchezza e la -si colpisca soltanto quando è prodotta. - -I monopolî colpendo le materie prime rincarano i prodotti all'interno e -rendono difficilissima la importazione che è necessaria per la -ricostituzione economica del paese. - -I divieti di esportazione sono assurdi. Si dice che non si può concedere -la esportazione perchè i prezzi all'interno già troppo elevati -aumenterebbero ancora mentre negando la esportazione tali prezzi -dovranno diminuire perchè le materie prime _imboscate_ finiranno per -venire sul mercato. - -Errore questo. Un simile provvedimento che dovrebbe colpire soltanto gli -incettatori colpisce invece la produzione che finirà per arrestarsi. - -Perderemo così i mercati esteri. - -Un governo intelligente dovrebbe invece concedere entro limiti razionali -l'esportazione con limitazioni di prezzi all'interno. - -Così l'industria riattivata potrebbe assumere gran parte delle -maestranze dimesse ora dalle industrie belliche. - -Ma il governo parlamentare è un governo tipicamente inintelligente. - -Esaminiamo ora la situazione dal punto di vista della marina mercantile. - -La guerra ha creato l'avvento delle Cooperative di gente di mare alla -proprietà e all'esercizio della nave. Questo avvento importantissimo -deve essere assolutamente favorito dalla legislazione italiana. - -Se sarà favorito senza diffidenza costituirà una delle migliori forme di -pacificazione sociale. - -Gli articoli 9 e 10 del decreto Villa vanno radicalmente mutati. Perchè -l'articolo 10 impedisce che lo stato diventi proprietario di navi da -dare a gestire alle Cooperative di gente di mare. - -I noli pagati dal principio della guerra a navi estere sommano a più di -9 miliardi di lire. I noli pagati dal principio di guerra a navi -italiane sommano a un miliardo e mezzo. - -Bisognava per evitare questa fuga di denaro all'estero comperare subito -a buon prezzo navi da trasporto. Questo era possibile anche nel 1915 e -nel 1916. Quando ci siamo accorti che era un dovere comperare oro per -salvare tanto oro regalato ad armatori esteri, il prezzo delle navi era -altissimo, fantastico. - -Il paese intuì il pericolo e pensò di riparare il danno. - -Sorsero nuovi cantieri, vecchi cantieri si ampliarono e centinaia di -migliaia di tonnellate di ottimi vapori scesero in mare. - -Disgraziatamente il decreto Villa troncò questa magnifica evoluzione e -si tornò così alla dispersione di ricchezza ed ai noli esteri. - -Per costruire rapidamente navi di trasporto bisognava ricorrere ad -industrie particolari. La industria privata che non si occupava di navi -sapeva però costruire pezzi indispensabili per le navi. Lavoro quasi -identico. Per esempio: Un fabbricante di caldaie fisse poteva fabbricare -anche caldaie marittime. Così si fece. Migliaia di industrie particolari -arruolate subito con rapidità futurista collaborarono alla costruzione -delle navi. Tutto ciò però senza che il governo favorisse in nulla la -meravigliosa opera. - -La costruzione in serie poco costosa e rapidissima doveva essere -ampiamente sostenuta e propugnata dal governo. - -I «_fabricated ships_» hanno un minimo di curve. Ogni pezzo ha un -numero, il montatore ricevendo i singoli pezzi guarda il disegno e segue -il suo tracciato. Semplicità estrema. - -Questo metodo è indubbiamente un metodo di guerra poichè esclude un poco -il progresso costruttivo. Tutte le navi essendo così identiche e non una -è migliore delle altre. Si può però facilmente evitare questo danno. -Resta indiscutibile che la costruzione in serie va propugnata e -sostenuta dal governo, con senso pratico e fuori d'ogni burocrazia. - -Ma il governo parlamentare è un governo tipicamente antipratico. - -Noi futuristi consideriamo lo stato come una realtà umana. Lo stato deve -essere l'amministrazione di una grande azienda che si chiama patria -appartenente a una grande associazione che si chiama nazione. - -Il patriottismo è per noi semplicemente la sublimazione di -quell'attaccamento rispettoso che le buone e forti aziende ispirano ai -loro partecipanti. - -Nel Manifesto del Partito Politico Futurista io dichiaravo: - -«Trasformazione del Parlamento mediante un'equa partecipazione di -industriali, di agricoltori, di ingegneri e di commercianti al Governo -del Paese. Il limite minimo di età per la deputazione sarà ridotto a 22 -anni. Un minimo di deputati avvocati (sempre opportunisti) e un minimo -di deputati professori (sempre retrogradi). Un parlamento sgombro di -rammolliti e di canaglie. Abolizione del senato. - -Se questo parlamento razionale e pratico non dà buoni risultati, lo -aboliremo per giungere ad un Governo tecnico senza parlamento, un -Governo composto di 20 tecnici eletti mediante suffragio universale. - -Rimpiazzeremo il senato con una Assemblea di controllo composta di 20 -giovani non ancora trentenni, eletti mediante suffragio universale. -Invece di un parlamento di oratori incompetenti e di dotti invalidi, -_moderato_ da un senato di moribondi, avremo un governo di 20 tecnici -_eccitato_ da una assemblea di giovani non ancora trentenni. - -Partecipazione eguale di tutti i cittadini italiani al governo. -Suffragio universale eguale e diretto a tutti i cittadini, uomini e -donne. Scrutinio di lista a larga base. Rappresentanza proporzionale». - -Il futurista Volt entrò subito nelle difficoltà di realizzazione del -governo tecnico con il seguente articolo importante che io cito -integralmente: - -«Aboliamo pure il parlamento -- si domandano molti -- ma cosa metteremo -al suo posto? - -La risposta è pronta. _Sostituiremo il parlamento con le rappresentanze -dei sindacati agricoli, industriali ed operai._ - -La rappresentanza sindacale sarà la base dello «Stato tecnico» -futurista. - -Al «collegio» elettorale, circoscrizione fittizia ed arbitraria, entità -che sembra creata apposta per l'esercizio del broglio, sostituiremo il -sindacato, espressione organica delle forze economiche che dànno -effettivamente forma alla società. - -Al posto dell'«onorevole» deputato, demagogo costretto all'accattonaggio -sistematico del voto o feudatario di una nuova feudalità peggiore -dell'antica, manderemo a governare il paese ingegneri, commercianti ed -operai, gente che sa il suo mestiere e conosce i bisogni reali della -propria classe. Invece di un'Assemblea di intriganti, di chiacchieroni e -di incompetenti, avremo un corpo tecnico adatto allo scopo di dirigere, -con conoscenza di causa, la grande azienda dello stato. - -In pratica, l'idea della rappresentanza sindacale si trova di fronte a -difficoltà serie ma non insormontabili. - -Vari problemi ci si presentano. - -1º A quali sindacati concederà lo Stato la personalità politica? - -Si tratterà di determinare le categorie di produttori che avranno -diritto a una rappresentanza nel corpo legislativo. - -2º L'iscrizione ai sindacati sarà obbligatoria per tutti i cittadini? A -me sembra che sia più logico lasciare che esercitino i diritti politici -coloro che hanno volontà e coscienza. - -Coloro che resteranno volontariamente fuori dei sindacati -corrisponderanno in parte alle masse degli _astenuti_ nelle odierne -elezioni a suffragio universale. - -3º In base a quale criterio si misurerà il numero di voti da attribuirsi -a ciascuna categoria di sindacati? È la questione più scottante. Il -criterio più semplice è quello numerico. Ma così si ricade nell'atonismo -individualistico del suffragio universale. - -Io credo che non si debba tener conto del numero degli iscritti al -sindacato, _ma dell'importanza della funzione economica_ che esso -esercita nel Paese. Quindi un sindacato di industriali metallurgici avrà -una rappresentanza eguale a quella di un sindacato di lavoratori del -ferro benchè questi ultimi siano molto più numerosi. - -E ciò perchè l'importanza delle due funzioni si controbilancerà nella -economia nazionale. - -L'amico Settimelli dirà che questo è un criterio poco democratico. Me ne -infischio. - -4º Quali saranno i limiti posti all'esercizio del potere dell'Assemblea -eletta mediante la rappresentanza sindacale? La competenza -dell'Assemblea dovrà essere limitata alle questioni prevalentemente -economiche, che sono del resto le più importanti in politica. - -Le questioni di famiglia, di politica estera, ecc. dovranno essere -risolte in parte mediante _referendum_ popolare diretto ed in parte -attribuite alla competenza del potere esecutivo. - -Non ho fatto che accennare le principali questioni. Invito tutti i -giovani futuristi ad inviarmi le loro soluzioni ai quattro problemi che -ho posto, senza avere la pretesa di risolverli definitivamente. Ma mi -sembra che la questione sia matura per lo studio. E per noi futuristi -«studio» deve significare già un principio di esecuzione. È l'ora di -finirla col parlamento. Abbiamo fatto la guerra senza bisogno del -parlamento. Senza il parlamento sapremo fare la pace. È ora di -sbarazzare l'Italia dalle 508 incompetenze che spadroneggiano a -Montecitorio. - -La sola esistenza di un «senato» è la vivente antitesi di tutti i -principî del Partito Futurista. L'istituzione del senato parte dal -concetto che le assemblee elettive abbiano bisogno di essere «frenate» -in un modo qualsiasi. La esperienza invece ci dimostra che le assemblee -politiche non sono quelle indomite cavalle che la retorica dei nostri -padri amava imaginarsi. - -Fanno un po' di chiasso, si abbandonano ai «tumulti», tanto per dar da -strillare agli strilloni dei giornali quotidiani, ma poi, quando si -tratta di far sul serio, finiscono sistematicamente per addormentarsi. - -La «rappresentanza sindacale» non sfugge a questo grave inconveniente. -L'elemento _tecnico_ è di per se stesso conservatore. I tecnici si -abbandonano volentieri alla «routine». Le più grandi invenzioni e -scoperte furono aspramente osteggiate dai tecnici. Le inglesi «trade -unions» sono in fondo piuttosto conservatrici e attaccate alla -tradizione. Le «corporazioni» medievali si irrigidirono fino a -cristallizzare tutta la vita economica dell'Europa. - -Tuttavia il solo vantaggio che il paese sia governato da gente «che sa -il fatto suo» mi sembra tale da indurmi a non rinunziare al sistema -della rappresentanza sindacale. Solamente che la rappresentanza -sindacale ha bisogno di essere integrata da un altro organo politico, -che la stimoli e le impedisca di essere un ostacolo sulla via del -progresso nazionale. - -E qui cade in acconcio la istituzione dell'«organo eccitatore» che -Marinetti propone di sostituire alla decrepita e ingombrante istituzione -del senato. - -Chiameremo quest'organo «_Consiglio dei giovani_» o «_Eccitatorio_». -Perchè possa compiere adeguatamente la sua funzione, occorre che esso -abbia i seguenti caratteri: - -_a_) deve essere composto di cittadini dell'età non superiore ai 30 -anni; - -_b_) deve essere reclutato da persone di tutte le categorie sociali, -senza distinzione di classi, per mezzo del suffragio universale diretto; - -_c_) deve essere continuamente rinnovato. Le elezioni saranno annuali; - -_d_) deve constare di un numero ristrettissimo di eletti. - -Nove giovani basteranno. Di competenza del «Consiglio dei giovani» o -«Eccitatorio» saranno tutte le questioni non prevalentemente economiche. -Ma perchè possa agire in senso progressista sulla rappresentanza -sindacale, esso potrà prendere iniziativa di progetti di legge anche in -materia economica, i quali però dovranno essere discussi e votati in via -definitiva dalla assemblea dei rappresentanti sindacali. Viceversa -quest'ultima assemblea potrà porre il suo «veto» alle deliberazioni del -«Consiglio dei giovani» quando esse apportino conseguenze relative alla -vita economica del paese. - -È chiaro che dei conflitti possono per tal guisa sorgere fra il -«Consiglio dei giovani» e la rappresentanza sindacale. Questi conflitti -dovranno risolversi in ultima istanza per mezzo del _referendum_ -popolare diretto. - -Tali, nelle loro grandi linee, sono le basi dello «stato futurista». - -L'_Eccitatorio_ o Consiglio di giovani eccitatori è secondo noi -indispensabile. - -Gli anarchici si accontentano di assalire i rami politici, giuridici ed -economici dell'albero sociale mentre noi vogliamo assai più. - -Di quest'albero infatti vogliamo strappare e abbruciare le più profonde -radici, quelle piantate nel cervello dell'uomo e che si chiamano: -desiderio del minimo sforzo, quietismo vile, amore dell'antico e del -vecchio, di ciò che è corrotto e ammalato, orrore del nuovo, disprezzo -della gioventù, venerazione del tempo, degli anni accumulati, dei morti, -dei moribondi, bisogno istintivo di ordine chiuso, di leggi, di catene, -di ostacoli, di questure, di morale, di pudore, paura di una libertà -totale. - -Avete visto un'assemblea di giovani rivoluzionarî anarchici? Non vi può -essere spettacolo più scoraggiante. - -Vi noterete infatti la mania urgente, in tutte quelle anime impetuose e -rosse, di privarsi subito della loro indipendenza e della loro -iniziativa per dare il governo della loro assemblea al più attempato fra -loro. Ossia al più opportunista, al più prudente, insomma a colui che -avendo già acquistato una piccola potenza e una piccola autorità sarà -fatalmente interessato a conservare lo stato delle cose, a calmare la -violenza contrariando ogni istinto di avventura, di rischio, e di -eroismo. - -Questo nuovo presidente pur guidando con una apparente equità la -discussione generale, la condurrà docile, all'abbeveratoio del proprio -interesse personale. - -Credete ancora all'utilità delle assemblee, spiriti rivoluzionarî? - -Accontentatevi in tal caso di scegliere un direttore o meglio un -regolatore di discussione ed eleggete a questo ufficio il più giovane di -voi, il meno noto, il meno importante e fate che la sua funzione sia -limitata a quella di distribuire la parola con un'assoluta eguaglianza -di tempo, controllata con l'orologio alla mano. - - - - - 16. - - - Contro il diritto di successione. - - -La legislazione democratica nello stringere e diminuire continuamente i -diritti di successione è stata sempre frenata da questa obbiezione: Se -voi vietate al padre di accumulare il denaro per il figlio togliete il -principale incitamento al suo sforzo di lavoro. - -Il ragionamento non regge. È basato su una assurda morale altruistica e -cristiana che abolendo la gioia di vivere e il culto della propria vita -proietta tutte le energie in un'altra vita e in un altro essere. Il -padre nella attuale concezione moralistica della famiglia passatista -abolisce rapidamente il suo programma personale di godimento fisico e -intellettuale e considera la sua vita come una serie di sforzi accaniti -per conquistare una somma di denaro che annulli ogni necessità di sforzo -e di lotta per suo figlio. Ogni giorno segna una rinuncia. Il suo lavoro -invece di trasformarsi in quella sana allegria fisica e spirituale che -raddoppierebbe la sua potenza nervosa e creatrice è un lavoro tetro nel -buio di una piccola idea cocciuta e vile: mio figlio non lavorerà. - -Ora io domando perchè mai questo figlio non deve lavorare? Perchè mai -deve essere privato della ragione essenziale del suo organismo vitale: -lottare, vincere, superare, produrre? - -Ogni uomo _deve_ partire nella vita coi soli privilegi della sua forza -naturale, perchè possa manifestarsi pienamente dando il suo massimo -rendimento con un massimo di sforzi e godendo integralmente i frutti -personalmente conquistati. - -Piena responsabilità nella vita, coscienza lucida di tutti gli ostacoli, -eroismo continuo e continuo adeguato godimento della vita senza rinuncie -e senza altruismi bestiali. - -Vi sono dei padri che avendo lavorato tutta la vita accumulando denaro -per i figli, pretendono che i figli facciano lo stesso, accumulando essi -pure in un'ossessione di montagne d'oro che tutti devono aumentare e -nessuno godere. Qui la condizione passatista diventa di un ineffabile -misticismo cretino. - - - - - 17. - - - Sintesi della concezione marxista. - - -1) _La teoria del valore._ - -Secondo Carlo Marx la funzione del capitale è sterile nel processo della -produzione. Solo è feconda l'opera del lavoro. - -Il maggior valore del prodotto è dunque il risultato esclusivo del -lavoro e a questo _deve_ appartenere. Invece iniquamente va ai -capitalisti sotto forma di _profitti_. Il profitto è il _plus-valore_ -non pagato dagli imprenditori. La società si divide dunque in -sfruttatori e sfruttati. Lo sfruttamento divenendo sempre più intenso -per le esigenze della produzione, cresce la classe degli sfruttati, -diminuisce quella degli sfruttatori. - -Conseguente proletarizzazione crescente della società. - -Quando il capitale sarà concentrato in poche mani sarà facile alla massa -degli sfruttati incoscienti espropriare i pochi capitalisti e -riorganizzare il sistema di produzione in modo da attribuire tutto il -reddito sociale ai lavoratori. - -Ora _la premessa_ che la funzione del capitale è sterile nel processo -della produzione _è falsa_. - -Se la funzione produttrice del capitale fosse sterile, le industrie in -cui il capitale-salario (lavoro) prevale sul capitale fisso dovrebbero -dare redditi maggiori che quelle industrie in cui prevale il capitale -fisso sul capitale-salario (lavoro). - -Ma ciò non si osserva nella realtà! - -2) _La teoria del determinismo economico o materialismo storico_ di -Carlo Marx, il quale attribuisce un valore causale al fattore economico, -è quasi fallito. La scienza e il pensiero umano hanno dimostrato -l'impossibilità di stabilire un rapporto di causalità _tra i fattori_ -che sono numerosissimi, di svariata potenza, tutti vivi, dinamici, e -_senza_ logica. Vi è un rapporto di interdipendenza elastica e non di -causalità tra i fattori numerosi del complesso fenomeno sociale. Non -dimentichiamo poi la importanza enorme dei fattori morali che sono -particolarmente esplosivi e determinanti. - -3) _La teoria dell'unione dei lavoratori d'ogni paese._ -- La -conflagrazione mondiale ha dimostrato violentemente l'assurdità di -questa concezione unitaria fra lavoratori diversissimi, spesso opposti e -nemici per interessi, per grado di benessere e per condizioni di lavoro -diverse. - - - - - 18. - - - L'Azionariato sociale. - - -I salarî sono fissati ad una certa altezza che dipende dalla domanda di -lavoro e dalla produttività del lavoro. - -Il capitale riceve un compenso che è e tende ad essere uguale al saggio -dell'interesse corrente più una certa quota di rischio variabile. - -Se -- per esempio -- c'è un impiego sicuro (come la rendita in tempi -normali) al 5% nessuno vorrà impiegare il suo risparmio in una impresa -industriale che non renda per lo meno il 5% più _una quota per il -rischio_. - -Così, se in una industria si ricava il 7,50% e nondimeno un'azione di -100 lire di questa industria vale sul mercato 100 lire e non di più, noi -diciamo che la capitalizzazione è al 7,50% perchè la conoscenza della -industria porta a valutare a 2,50% i rischi che comporta. - -La ditta Pirelli, per esempio, avendo accumulato in un triennio una -riserva di 6 milioni (dopo aver distribuito l'utile normale agli -azionisti) divide la riserva in 3 milioni agli azionisti (come aumento -gratuito di capitale) e 3 milioni al personale. - -Ecco una dimostrazione pratica che non ci può essere _vera_ -partecipazione operaia ai profitti delle industrie senza intaccare la -_quota di rischio_ che forzatamente _deve sostenere_, incoraggiare, -difendere gli azionisti e la industria stessa. - -Infatti Pirelli non la chiama partecipazione agli utili, ma _regalo_ o -_premio_ agli operai fatto con una parte delle eccedenze sull'utile -normale. - -Noi futuristi crediamo che bisogni imporre al più presto l'azionariato -sociale cioè: la partecipazione degli operai alle imprese. Questa -concezione geniale e pratica che è andata formandosi attraverso una -serie di tentativi in America, in Francia e in Inghilterra, ha -incontrato delle ostilità feroci che si giungerà però a superare -vittoriosamente. - -Filippo Carli, segretario generale della Camera di Commercio di Brescia, -illustra, spiega e propugna con precisione lucida nella Rivista -dell'_Industrie illustrate italiane_ l'azionariato sociale. - -Filippo Carli dice: - -Il regime della fabbrica, diffusosi nell'Europa occidentale dopo la -rivoluzione industriale inglese, spezzò definitivamente i rapporti di -proprietà fra l'operaio e lo strumento di lavoro. Dopo di allora sorse -ripetutamente, nei varî paesi, l'idea di ricostituire l'associazione fra -il capitale ed il lavoro, poichè si sentiva più o meno oscuramente che -in questa era la chiave dell'armonia fra le parti cooperanti alla -produzione. Bisogna riconoscere però che il movimento fu affatto -inadeguato allo scopo: molti tentativi fallirono, altri si trascinarono -più o meno stentatamente, parecchi furono causa di profonde -disillusioni. Tuttavia è da chiedersi se quegli esperimenti si -compiessero con quella larghezza di vedute che sarebbe stata necessaria, -e con quella sincerità che è condizione indispensabile del loro -successo. - -Fin dal 1825 si ebbero in Inghilterra i primi tentativi di -partecipazionismo operaio, e da quell'anno fino al 1910 si fecero 221 di -tali esperimenti, dei quali solo 70 erano in esistenza nel 1910, secondo -i rilievi fatti dall'Ufficio inglese del Lavoro; e, in fondo, gli operai -inglesi considerano attualmente questo procedimento con indifferenza. In -Francia già negli anni _quaranta_, il movimento connesso alla età d'oro -della borghesia, fece sorgere in alcuni spiriti illuminati l'idea della -partecipazione ai profitti. Il primo tentativo concreto fu quello di -Jean Leclaire nel 1842, il quale incontrò ogni sorta di difficoltà. -Tuttavia l'idea fece strada, e nel 1879 per la prima volta fu proposto -un disegno di legge al Parlamento francese da Laroche-Joubert, -nell'intento di «pousser au système coopératif, c'est-a-dire à -l'association de l'intelligence du capital et du travail, par la -participation imposée aux adjudicateurs...». Il concetto era che lo -Stato imponesse la partecipazione agli aggiudicatarî dei lavori -pubblici, per dare esso stesso l'esempio e per dimostrare l'utilità ai -liberi imprenditori. L'idea fu ripresa nel 1895 dal Guillemet, persuaso -com'era «qu'il n'y a rien de plus difficile à faire entendre aux gens -que leur propre intérêt» e che quindi bisognava che lo Stato desse -l'esempio. Dopo altri progetti, il Godard, nel 1909, si pose da un punto -di vista più ampio, chiedendo la creazione di _actions de jouissance du -travail_ nell'intento di imporre alle società anonime l'ammortamento del -loro capitale e di rendere il capitale iniziale e il lavoro -comproprietarî dell'attivo sociale liberato rispetto al primo mediante -il rimborso delle azioni. Era questa la via maestra del nuovo -partecipazionismo, la quale doveva condurre alla legge del 26 aprile -1917 sulle società anonime a partecipazione operaia. I principî -fondamentali di questa legge, che si può considerare come il passo più -decisivo fatto dalla legislazione moderna in tale campo, sono i -seguenti: - -1º Gli operai avranno diritto ad una parte dei beneficî realizzati -dall'impresa a cui sono adibiti. - -2º Essi partecipano alla sua gestione, saranno rappresentati alle -Assemblee generali, avranno il loro posto nel Consiglio di -Amministrazione. - -3º Essi avranno un diritto di credito eventuale sull'effettivo della -società. - -Dice l'art. 1 della legge: .... «Le azioni della Società si compongono: -_a_) di azioni o parte di azione di capitale; _b_) di azioni dette -_azioni di lavoro_. Le azioni di lavoro sono la proprietà collettiva del -personale salariato (operai ed impiegati dei due sessi) costituito in -società commerciale cooperativa di mano d'opera in conformità dell'art. -68 della legge 24 luglio 1867, modificata dalla legge 1º agosto 1893. -Questa società di mano d'opera comprenderà obbligatoriamente od -esclusivamente, tutti i salariati adibiti all'impresa da almeno un anno -ed aventi più di 21 anni di età....». E per tal modo il lavoro, del pari -del capitale, costituisce un diritto fisso e permanente, diritto che da -origine ad un'azione, l'azione di lavoro. Questo geniale concetto -dell'azione di lavoro, viene a sovvertire completamente la nozione -corrente del salario, ed a elevare il salariato al livello di un -collaboratore del capitalista. Esso contiene in sè potenzialmente una -profonda trasformazione economico-sociale, trasformazione alla quale noi -pure dobbiamo mirare. Certo, non mancano le obbiezioni di carattere -dottrinale contro il principio informatore di tale legge, come non -mancheranno le difficoltà della sua pratica applicazione: ma è fuor di -dubbio che essa contiene una formola fondamentale di equilibrio sociale. - -La grande idea è lanciata, un'idea che ha la potenza di un profondo -rivolgimento legale nei rapporti fra le classi: «_l'azionariato -sociale_». C'è qui veramente la chiave dell'armonia fra capitale e -lavoro nel dopo guerra: c'è tutto l'avvenire. Se le classi dirigenti -hanno qualche incertezza, qualche ondeggiamento nell'applicazione di -questo principio, sono perdute. E notisi che la legge francese non -rappresenta se non un primo passo sulla via che deve condurre alla piena -attuazione del principio: essa non sancisce che una facoltà, mentre si -deve venire all'obbligatorietà; e probabilmente essa è destinata a -combinarsi con alcuni principî propugnati dal Briand fino dal 1910. -Secondo il progetto Briand, il 33% dei beneficî sarebbe riservato agli -operai; il 33% al Capitale ed al Consiglio di Amministrazione, in cui -gli operai sono rappresentati in proporzione di almeno 1/4 dei membri; -l'altro 33% sarebbe distribuito, quanto al 17% sotto forma di premi a -compensare gli operai di élite, e quanto al 16% al direttore tecnico, -ingegneri, consigliere delegato, sotto forma di supplemento dei loro -stipendi. È probabile dunque che notevoli passi innanzi si debbano fare; -ma la via è questa, ed ogni deviazione sarebbe rovinosa: giacchè non si -può non riconoscere la legittimità storico-sociale e -demografico-economica del fondamento su cui posa il nuovo principio. -L'impresa non è più, nella nostra società, una funzione privata: è una -funzione pubblica nei suoi presupposti, nel suo svolgimento, nelle sue -conseguenze. Viceversa l'imprenditore nell'atto in cui assolda mille, -duemila, diecimila operai, per una determinata forma di produzione, -tende ad accaparrare nel proprio individuale interesse una parte delle -forze nazionali: la nazione gli cede una parte del proprio organismo -affinchè egli ne disponga come crederà più opportuno: e da allora la -vita e l'avvenire di questa parte della nazione, dipendono dal suo -arbitrio e dalla sua capacità. A questo punto è legittimo che sorga il -diritto della collettività nazionale a limitare quello dell'individuo: -rappresentata da quei mille o duemila o diecimila operai che furono -assunti dall'individuo imprenditore -- il quale, notisi bene, deve allo -stesso ambiente sociale una gran parte della sua capacità tecnica e -della sua potenzialità economica -- la collettività nazionale insorge ed -afferma il suo diritto a partecipare all'impresa. Spunta l'azione -sociale. Un radicale rivolgimento è avvenuto nei principî del salario, -poichè questo riesce così composto di due quote: una quota con la quale -all'operaio è assicurata la semplice esistenza e che pertanto si -potrebbe chiamare biologica, ed una quota con la quale e per la quale -l'operaio partecipa in modo cosciente ai beneficî della gestione -sociale. - -Umberto Notari, direttore delle _Industrie illustrate italiane_, da me -interrogato sull'opposizione che la sua campagna in favore -dell'azionariato sociale ha incontrato nell'ambiente industriale, mi -disse: - -«Uno dei principali oppositori, Pirelli, non ha trovato, in fondo, che -queste due obbiezioni: - -1) Accogliere nel consiglio di amministrazione degli operai vuol dire -accogliere dei possibili propalatori o trafugatori di sistemi, di metodi -speciali, di formule segrete e di brevetti preziosi, dato che gli operai -possono domani abbandonare l'azienda od officina per recarsi in -un'altra. - -2) Le maestranze sarebbero sempre più o meno malcontente degli operai -che le rappresenterebbero nel consiglio d'amministrazione. - -In realtà, mi disse Notari, «negli industriali si manifesta una -irriducibile repugnanza ad avere al fianco l'operaio servitore o schiavo -di ieri». - -Vecchia concezione medioevale del padrone capitalista chiuso coi suoi -amici azionisti nel ricco ed elegante studio che guarda attraverso gli -eleganti pizzi delle sue tendine il fiume nero degli operai che scorre -nelle vaste arterie della sua immensa fabbrica fra il rosseggiare degli -alti forni e le cataste di coke. - -Ma l'ostilità -- soggiungeva Notari -- viene anche dagli operai, i quali -non comprendono assolutamente l'ascensione morale che l'azionariato -offre loro e sono d'altra parte sobillati dai capi e agitatori contro -l'azionariato stesso che tende a distruggere ogni loro ragione d'essere, -poichè addormenta la lotta di classe». - -Notari conveniva con me che in fondo si tratta di ostacoli di un valore -molto relativo. - - - - - 19. - - - Sintesi della concezione di Mazzini sulla proprietà e la sua - trasformazione. - - -La proprietà come è oggi costituita manca di qualsiasi titolo di -giustificazione. - -Il valore di ogni proprietà è un prodotto sociale. Il possesso deve -essere legittimato da una sociale utilità. La legittima proprietà di -ogni bene non può spettare che alla collettività. - -_Il lavoro deve con la libera associazione diventare padrone del suolo e -dei capitali d'Italia._ - -Il lavoratore non deve passare dal salario del privato a quello dello -stato (collettivismo), ma dello stato deve servirsi per elaborare il -nuovo ordinamento economico che lo libererà dallo sfruttamento. - -Dobbiamo spingere lo stato a riconoscere il carattere e la funzione -sociale della Proprietà e quindi ad intervenire per una sempre più -giusta distribuzione di essa. Dobbiamo tendere alla nazionalizzazione -delle terre, delle acque e del sottosuolo. - -Bisogna distinguere fra proprietà ed esercizio. - -Bisogna sottrarre la proprietà all'arbitrio individuale. Ma non -affidarne l'esercizio allo stato. - -Lo stato deve affermare in nome della collettività il diritto sociale -della proprietà. - -L'esercizio deve essere affidato agli individui, gruppi, associazioni. - -Quando lo stato avrà accettato il principio che _il valore e la funzione -della proprietà sono sociali_ bisognerà disporre perchè ogni terra dia -il suo massimo rendimento e perchè ogni braccio trovi occupazione -adeguata. Far passare le terre incolte dei latifondi e di tutti i -terreni che non rendono dalle mani degli attuali detentori a quelle dei -lavoratori in _enfiteusi_ o gruppo di affittanze collettive. - -Il passaggio può farsi mediante esproprio o automaticamente; molto -meglio con l'abolizione del diritto di successione. - - - - - 20. - - - La riforma fondiaria di Henry George. - - -Il futurista Magamal riassume così le teorie di Henry George sulla -riforma fondiaria: - -Soltanto in breve qui possiamo parlare della sua opera principale -_Progresso e povertà_, di cui il punto di partenza è appunto quel -problema sopraccennato della povertà crescente, nonostante il continuo -progresso materiale. Per quanto è possibile, lasceremo parlare Henry -George stesso: - -«Dove sono le speranze del secolo passato, -- dice George nel capitolo -d'introduzione -- svegliate dalle nuove scoperte, che aumentano le forze -produttive della natura; la speranza, che la forza del vapore e -dell'elettricità fossero per dare a tutti gli uomini la possibilità di -vivere con una certa agiatezza? È evidente, purtroppo, che il progresso -dell'industria, o meglio il progresso materiale, non è stato capace -d'alzare il livello del benessere delle classi inferiori. La posizione -di queste classi, per contro, ha peggiorato precisamente sotto -l'influsso del così detto «progresso materiale». - -«Le nuove forze, nonostante che abbiano la possibilità in sè di -inalzarsi, non influiscono sull'edificio sociale, cominciando dal di -sotto, come si sperava e si credeva durante lungo tempo, ma esse lo -colpiscono nel luogo che serve come punto medio fra la cima e la base. È -evidente, che un cuneo enorme è stato messo non sotto la società, ma -l'ha penetrato _in mezzo_. Quelli che sono _al di sotto_ del punto sono -stati abbassati più giù oppure addirittura ne sono schiacciati». - -L'economia politica, benchè sia una scienza esatta, non ha potuto finora -scoprire la legge, che esprime questo fenomeno. Le varie scuole -d'economia si contradicono nelle loro risposte, benchè tutte riconoscano -la legge fondamentale, che sta alla base di ogni indagine economica: la -legge, che «gli uomini cercano di soddisfare i loro bisogni col minimo -sforzo possibile». - -La produzione di una società è la somma delle ricchezze, prodotte da -essa, è il suo fondo comune. I suoi tre fattori sono la _terra_, il -_lavoro_ ed il _capitale_. - -1. Il termine _terra_ abbraccia tutti i prodotti, tutte le forze, tutti -i vantaggi della natura preesistenti al lavoro umano. - -2. Col termine _lavoro_ s'intende la somma di ogni attività umana, -fisica o spirituale, che sia diretta alla produzione dei beni e alla -utilizzazione della «terra». - -3. Il _capitale_ è quella parte dei prodotti che si hanno dalla -combinazione del «lavoro» e della «terra», la quale parte non è -consumata immediatamente, ma è destinata come riserva o come strumento -per la produzione di altri beni. Il capitale non è una sorgente prima -della produzione; ma è uno strumento creato dallo spirito umano, per -rendere possibile la divisione del lavoro e una più intensa produzione. -«Il capitale è quella parte del lavoro umano che è immagazzinato, -affinchè serva ad un nuovo lavoro». Perciò la terra non è capitale. -Invece le case, le officine, le provviste, gli strumenti, le macchine, -ecc., sono inclusi nel concetto di «capitale». - -Questi tre fattori: la _terra_, il _lavoro_ e il _capitale_ si -distribuiscono i prodotti di tutte le attività umane. - -Il lavoro riceve il _salario_. È indifferente che si tratti di lavoro -fisico o spirituale; che la ricompensa sia data in una forma o in altra, -da parte di chi fa lavorare; che la ricompensa sia o non sia il frutto -di un lavoro libero. «Salario» è la ricompensa che si consegue in -qualsiasi forma per qualsiasi sforzo fisico o spirituale. Secondo H. -George, la teoria, che sia il capitale, donde si prende il salario, è -del tutto sbagliata. In realtà il salario, invece di essere preso dal -capitale, è preso dal prodotto del lavoro, per il quale esso è pagato: -_il salario è creato dal lavoro_. Guadagnare vuole dire creare. Ogni -lavoratore, compiendo il suo lavoro, si crea in realtà un _fondo_, donde -è preso il suo salario. Il capitale perciò non può limitare l'industria: -esso può soltanto determinare la sua forma, l'uso degli strumenti e la -divisione del lavoro. L'unica limitazione ha luogo, quando all'uomo non -è possibile il libero accesso alle ricchezze naturali della terra. - -Nè può la pressione della popolazione crescente essere la causa della -tendenza del salario verso il minimo. Il secondo libro dell'opera -_Progresso e Povertà_ è dedicato a una dimostrazione chiarissima, che la -teoria di Malthus non è vera: la realtà non dà la prova, che mentre la -popolazione tende ad aumentare in proporzione geometrica, i mezzi di -esistenza non possano crescere che in proporzione aritmetica. Nè sono -giustificate le analogie dell'uomo coll'animale, che servono come -fondamento principale della teoria Malthusiana. Sì, è vero, che l'uomo è -un animale, «ma un animale più qualche altra cosa». - -La causa del fenomeno, che il salario tende al minimo, deve essere -cercata non nelle leggi, che governano la produzione dei beni, ma nelle -leggi, che governano la _distribuzione_. Come avviene dunque la -distribuzione fra i tre fattori suddetti? - -Il _salario_, il compenso per il lavoro, e l'_interesse_, l'indennità -per l'uso del capitale, cioè delle provviste e degli strumenti, non -hanno subìto, col crescere del progresso, nessun aumento. Per contro, -coloro che vivono soltanto col «salario» del lavoro si trovano nelle -condizioni peggiori. E se interroghiamo i capi delle iniziative -commerciali ed industriali, troveremo tutti concordi nel lamentare le -difficoltà che essi trovano nel ricavare dai loro impianti un -«interesse» abbastanza largo. - -Da chi è assorbita la massima parte dei prodotti della civiltà? È -assorbita dal terzo fattore, sotto la forma della _rendita fondiaria_, -che è appunto quella parte della produzione che tocca a chi concede -l'uso della «terra» o delle forze della natura. - -Ora questa rendita non è il risultato della attività dei singoli -proprietari; essa _è il prodotto di tutti i collaboratori della -produzione_. Ne segue la dottrina fondamentale di Henry George: _la -rendita fondiaria deve diventare proprietà sociale_. - -George propone di sequestrare la rendita fondiaria, per gli scopi -sociali, per mezzo di una imposta, lasciando all'individuo il diritto di -godere dei miglioramenti, di cui egli è l'autore; tutte le altre tasse, -che ora aggravano l'industria; tutti i dazi, che impediscono il libero -scambio, debbono essere aboliti. Di qui il nome _«single-tax» league_, -che fu dato in molti paesi ai seguaci di H. George. - -Il modo pratico di realizzare una tale riforma importante è esposto da -George in un modo completo; però, come vedremo subito, parlando dei suoi -seguaci presenti, ogni paese ha elaborato il suo programma, adattandolo -alle condizioni rispettive di ogni nazione. - -La nostra patria ha avuto uno dei più grandi riformatori fondiari di cui -l'ideale era la creazione di una classe di _liberi contadini_. - -Parlo di Tiberio Gracco, il quale insieme al fratello morì per il suo -ideale, rimasto finora senza realizzazione. - -«Le bestie selvaggie hanno le loro caverne ed i loro giacigli; ma agli -uomini che lottano e muoiono per l'Italia non è rimasta che l'aria e la -luce del cielo». Ecco, con che parole Tiberio Gracco, secondo Plutarco, -invoca la giustizia per i lavoratori della terra. - -È un fenomeno strano, che proprio nel paese di Tiberio Gracco le idee -del suo fratello spirituale George non abbiano svegliato l'attenzione -del pubblico. Quando nel 1909 Giovanni Carelli, l'autore sunnominato del -_Riscatto della Terra_, cominciò la sua propaganda di una riforma -fondiaria, non trovò, che una trentina d'aderenti, nonostante che i -primi numeri del suo organo _Terra_ fossero fatti in un modo molto -interessante contenendo varî articoli preziosi. - -Non posso non nominare qui le opere di Achille Loria, il quale pure -preconizza un regime della terra libera; secondo lui «questo nuovo -ordinamento della proprietà non creerà già una nuova costituzione -economica -- ciò che sarebbe inammissibile, perchè il diritto è -impotente a mutare i rapporti economici, dei quali invece è creatura e -strumento -- ma darà riconoscimento e pacifico assetto ad uno stato di -fatto, che è imposto ormai dalla evoluzione economica e che si realizza, -ad ogni modo, con isfrenata veemenza, anche senza intervento di legge». - -Interessante è poi il disegno di legge del Rinaldi, che propone che -tutte le terre pubbliche ancora esistenti in Italia, cioè quelle -appartenenti ai comuni (quelle soggette agli usi civili e quelle -patrimoniali), alle Opere Pie, agli enti ecclesiastici ancora conservati -e al patrimonio dello stato, vengano non già quotizzate, ma assegnate ai -poveri di ciascun comune riuniti in un ente giuridico sotto il nome di -comunanza agricola, al quale ente verrebbe concesso il diritto di -proprietà su queste terre, e dal quale queste terre verrebbero poi -concesse in affitto a chi ne ha il diritto. - -Il progetto Tittoni, mirando ad una _forma demaniale ad uso comune_, il -qual progetto fu combattuto da Ferri, è pure di un certo interesse. -Sarebbe a desiderarsi, che per l'ordinamento fondiario nella Libia -l'Italia seguisse l'esempio dato dalla Germania nella colonia di -Kiautsciu e che «quell'onda di prevenzione, di animadversione e di -pauroso sospetto, che fluttua intorno all'opera dello scrittore -americano, trovi la sua bonaccia, e molti s'accostino ad osservare più -dappresso o senza passione, l'interessante edificio». - -Tanto più, che questo è un edificio, di cui il fondamento fu messo -secoli fa. «Non dovete mai vendere la terra; perchè essa è _mia_; voi -siete soltanto i miei ospiti e vassalli» (3 Mos. 25,23) leggiamo nella -Bibbia, e tutti i profeti israeliti erano in un certo senso riformatori -fondiari, come lo erano pure gli antichi Brahmini, di cui il proverbio: -«A chi appartiene la terra, a colui appartengono purtroppo le sue -frutta» contiene la verità centrale delle teorie di Henry George. - - - - - 21. - - - Denaro ai combattenti! - - -È assolutamente urgente che l'Italia offra con una sufficiente somma di -denaro un ponte fra guerra e pace a tutti i combattenti. - -Questi benemeriti, questi vincitori non devono in alcun modo sentire i -danni di essersi battuti, di essere stati lontani dalla vita nazionale. -Sarebbe il più sudicio e vigliacco dei tradimenti. Sarebbe il più -funesto degli errori. - -Purtroppo fino ad oggi i provvedimenti sono assolutamente meschini. Lo -stesso avviene in Francia. Eppure occorre trovare i denari per la Pace, -dopo aver trovato quelli per la guerra. - -Bisogna che gli uomini di governo siano energici e al di fuori di ogni -pressione personale, senza alcun rispetto a interessi particolaristici. - -Si dichiara che l'erario è esaurito e non ha possibilità di nuovi -prestiti (eppure la nostra grande vittoria che ci centuplica dovrebbe -essere una garanzia poderosa); ebbene eccovi due soluzioni: - - 1ª Soluzione: - -_Vendiamo il patrimonio artistico!_ - -Si dice che noi siamo un popolo a tutti superiore per il suo genio -elastico e creatore, il suo eroismo e per la sua giovanile resistenza -muscolare, ma disgraziatamente povero. - -No. Non è povero, il popolo italiano. Noi futuristi affermiamo che il -popolo italiano è il più ricco della terra, poichè possiede un -incalcolabile capitale inutilizzato, costituito dall'enorme patrimonio -delle opere d'arte antiche ammucchiate nei suoi musei. Di questo -patrimonio artistico, noi proponiamo senz'altro al Governo la vendita -graduale e sapiente. Dato che soltanto le Gallerie degli Uffizi e Pitti -furono valutate più di un miliardo, l'Italia sarà in pochi anni -abbastanza ricca per: - -1) avere la prima marina mercantile del mondo; - -2) avere una grande navigazione fluviale; - -3) intensificare decisamente tutte le industrie esistenti, e creare -immediatamente le mancanti; - -4) sviluppare fino al rendimento massimo l'agricoltura e sanare tutte le -zone malariche; - -5) vincere completamente l'analfabetismo; - -6) abolire totalmente ogni imposta per venti anni almeno; - -7) dare un utile compenso ai combattenti. - -Prevediamo tutte le obbiezioni e le distruggiamo: La vendita del nostro -patrimonio artistico, ben lungi dal diminuire il nostro prestigio, -dimostrerà al mondo che un popolo giovane e sicuro del proprio avvenire -ne sa affrontare tutti i problemi, trasformando in forze vive le sue -ricchezze morte, come un aristocratico intelligente rinuncia ad ogni -fasto vano e lancia il proprio oro nell'industria. - -Sarà altamente patriottico il gesto col quale l'Italia, rompendo vecchie -catene tradizionali e sentimentali, trasformerà le sue vecchie tele e i -suoi vecchi marmi in acciaio utile, veloce e dominatore. D'altra parte, -le nostre opere d'arte antiche, vendute in America, in Inghilterra, in -Russia o in Francia, diventeranno la più efficace delle _réclames_ al -genio creatore della nostra razza. - -Genio inesauribile, questo, poichè si manifestò oggi nel nostro grande -esercito improvvisato che vinse, in matematica militare e in eroismo -garibaldino, un esercito agguerrito e preparato in più di 40 anni. I -nostri eroi del Carso, dell'Isonzo e del Trentino hanno cento volte -sorpassato in grandezza tutti gli eroi romani. Non viviamo dunque più -del nostro passato; non siamo più soltanto «figli di grandi uomini»; il -nostro prestigio presente ci garantisce una illimitata grandezza futura. - -Siamo il popolo più artista della terra. Nessuno perciò potrà dubitare -che dopo la nostra grande vittoria sapremo anche conquistare un assoluto -primato artistico. Il nostro glorioso Rinascimento sarà superato -dall'arte italiana di domani. - -Si obietterà anche che questa vendita allontanerà dall'Italia il fiume -rimunerativo dei visitatori stranieri. Non vogliamo discutere qui -sull'utilità dell'industria dei forestieri, che pur regalando all'Italia -molti milioni, è tanto aleatoria da poter cessare per un caso isolato di -colera o per una scossa di terremoto, ed è sempre dannosa poichè -snazionalizza e umilia il nostro paese, lo riempie di spie e trasforma -un terzo degl'italiani in albergatori, in ciceroni e in _boys_ d'hôtel. - -Dichiariamo soltanto che i forestieri verranno sempre, purtroppo, in -gran numero in Italia, poichè la nostra penisola ha il clima più dolce, -il cielo più bello, la massima varietà di paesaggi, ed è insomma il -riassunto meraviglioso di tutte le bellezze della Terra. Siccome la -vendita delle nostre opere d'arte antiche sarà necessariamente graduale, -i forestieri, per molto tempo, se ne accorgeranno appena. Essi -troveranno sempre ad ogni modo, sul nostro suolo, torri, mura, chiese e -palazzi da ammirare. - -D'altra parte, tutti i nostri vecchi quadri e le nostre vecchie statue -vanno continuamente decadendo in una lenta agonia e sono destinate a -perire. La loro vendita dunque s'impone a un popolo come l'italiano, -praticissimo, il quale deve fare oggi ciò che domani si farebbe con -vantaggio assai minore. - -La vendita dovrà essere fatta con somma perizia e abilità. Ne affideremo -volentieri la direzione ai più illustri nostri cultori e critici d'arte, -che ne regoleranno la valutazione sul mercato mondiale, mantenendone -alti i prezzi e imponendo in ogni contratto delle clausole di riscatto. -Nessuno vieterà all'Italia, ingigantita da queste utili vendite, di -riacquistare più tardi ciò che fu venduto. - -Un'altra obiezione può essere questa: Non si devono privare gl'italiani -del piacere di godere in casa loro le opere dei nostri grandi antenati. -Rispondiamo. È assurdo che su 40 milioni d'italiani, i 39 milioni che -sono incapaci o non hanno tempo di amare le opere d'arte antiche -continuino ad essere esauriti, e fors'anche esasperati fino alla -rivolta, da sempre più gravose imposte, mentre il paese possiede un -colossale capitale artistico praticamente trasformabile in tanto oro. - -Supponendo nella maggioranza incolta della popolazione italiana una -sempre crescente possibilità e passione di gustare il possesso delle -opere d'arte antiche, noi proponiamo che una piccola parte del prodotto -della vendita sia consacrata a nuovi e più profondi lavori di scavi -archeologici, i quali riempiranno certo, in pochi anni, i vuoti dei -nostri musei e delle nostre piazze con innumerevoli altre opere d'arte -antiche. Possiamo infatti affermare senza ombra di paradosso o d'ironia -che mentre gli altri paesi posseggono miniere di carbone, di ferro o -d'oro, il nostro possiede le più inesauribili miniere archeologiche. Il -sottosuolo di Roma, quello dell'Umbria, della Toscana, della Campania e -della Sicilia, possono diventare le nostre Cardiff, le nostre Westfalie, -il nostro Capo di Buona Speranza. Certe zone saranno meno fruttifere, ma -anche per quelle si tratta di lavoro, e io non esito ad affermare che a -tre o quattrocento metri sotto la mia Casa Rossa, a Milano, dorme un -prezioso, elegante e nostalgico Tempio di Venere. Il passato -galvanizzato così, risorgerà per partecipare al gran progresso -nazionale. I nostri grandi avi pittori e scultori, da Giotto a -Botticelli, a Cellini, a Michelangelo, a Raffaello, parteciperanno alla -nostra vita formidabile, ombre di futuristi geniali del loro tempo, -finalmente liberate dalla muffa e dal tedio dei musei. - -Queste idee, d'un futurismo moderato, che io comunicai nel 1913 allo -_Standard_ di Londra, e nelle quali il mio intervistatore inglese trovò -allora qualche cosa di vero, di pratico e di patriottico, potevano -sembrare, in tempo di pace, audaci e divertenti paradossi. Oggi, dopo la -grande vittoria noi sentiamo il dovere di proporre al Governo italiano -la vendita graduale e sapiente delle nostre opere d'arte antiche, come -una soluzione razionale del compenso ai combattenti. - - 2ª Soluzione: - -_Sequestriamo due terzi dei guadagni ai fornitori._ - -Il futurista Settimelli dice: - -Bisogna colpire subito i fulminei esagerati guadagni dei fornitori. - -Ragioni sopratutto sentimentali ci spingono a far gravare la mano -- -prima che su ogni altro proprietario -- sui fornitori militari. - -Nessuna ricchezza potrà oggi essere ingiusta di fronte al combattente -come quella accumulata in occasione della stessa guerra che gli ha -portato disagi, ferite, sacrifici, pericoli d'ogni sorta. - -Afferma giustamente Léon Daudet: «L'arco di trionfo non è tutto!». - -E nemmeno i paroloni di riconoscenza. Occorre del buon pane, del buon -vino, del buon panno a questi quattro milioni di maschi italiani che -hanno salvata e ingigantita la loro patria e che oggi le sono più che -mai indispensabili. - -Troppe automobili da passeggio per neo-milionarie, troppi sfarzi son -sbocciati fuori dalle lunghe teorie dei rudi carriaggi da guerra! - -Signori del governo, trasformate questo lusso in denaro per i -combattenti, date all'Italia questa eleganza più grezza ma più sana! - -Denaro, denaro, denaro per i vincitori! Non è un'elemosina, ma il -riconoscimento di un sacrosanto diritto che nessuno e nessuna forza -potrà togliere loro. _Non è possibile truffare il Destino._ - -All'opera, signori del governo, finchè siete in tempo! - -Il nostro _manifesto politico_ esige: il sequestro dei due terzi di -tutte le sostanze guadagnate con forniture di guerra. - -Costituzione di un patrimonio agrario dei combattenti. Occorre -acquistare una determinata quantità della proprietà terriera d'Italia, -pagandola a prezzi da fissarsi con criterii speciali, e darla, con le -debite cautele e riserve, ai combattenti, o, in caso di loro -soccombenza, alle famiglie superstiti. - -Al pagamento delle terre così acquistate deve provvedere la Nazione -intera, senza distinzione di classe, ma con distinzione progressiva di -posizione finanziaria, con elargizioni volontarie e con imposte. - -Il pagamento delle terre occorrenti potrebbe estinguersi entro -cinquant'anni dallo spossessamento, in modo che il contributo della -Nazione, sotto forma di elargizione o di imposta, sarebbe minimo. -Rientrino, se ve ne sono, nel patrimonio agrario dei combattenti, le -terre espropriate per debito d'imposta. - -Tutti i lavoratori manuali che avranno prestato servizio militare nella -zona delle operazioni dovranno essere inscritti per cura dello stato -nella «Cassa Nazionale di previdenza per la invalidità e la vecchiaia -degli operai» a far data dal primo giorno del loro effettivo servizio. -Lo stato dovrà pagare i contributi annuali per tutta la durata della -guerra. L'iscrizione dei militari combattenti alla «Cassa Nazionale» -avverrà d'ufficio e sarà posta a carico dello stato per tutto il periodo -corrispondente al servizio militare, produrrà un onere continuativo a -carico degli interessati per tutto il resto della loro vita. - -L'assegno congiunto alla concessione di medaglie al valor militare sarà -triplicato, -- Il limite di età stabilito nei corsi sarà prolungato per -i reduci della zona delle operazioni di un tempo equivalente alla durata -della guerra. -- Ai reduci dalla zona delle operazioni, quando ottengono -un pubblico impiego, saranno computati il servizio militare e le -campagne agli effetti dell'anzianità e della pensione, provvedendo lo -stato, quando ne sia il caso, ai versamenti alla Cassa Pensioni per il -tempo passato dal militare sotto le armi. Per dieci anni dopo la guerra -le amministrazioni dovranno alternare concorsi liberi, con concorsi -esclusivamente riservati ad reduci della zona delle operazioni ed ai -mutilati di guerra fisicamente suscettibili del servizio richiesto. - -Preparazione della futura socializzazione delle terre con un vasto -demanio mediante le proprietà delle Opere Pie, degli Enti Pubblici e con -la espropriazione di tutte le terre incolte e mal coltivate. Energica -tassazione dei beni ereditari e limitazioni di gradi successorii. - -Sistema tributario fondato sulla imposta diretta e progressiva con -accertamento integrale. Libertà di sciopero, di riunione, di -organizzazione, di stampa. Trasformazione ed epurazione della Polizia. -Abolizione della Polizia segreta. Abolizione dell'intervento -dell'esercito per ristabilire l'ordine. - -Giustizia gratuita e giudice eletto dal popolo. - -I minimi salari elevati in rapporto alle necessità della esistenza. -Massimo legale di 8 ore di lavoro. Parificazione ad eguale lavoro delle -mercedi femminili con le mercedi maschili. Leggi eque nel contratto di -lavoro individuale e collettivo. Trasformazione della Beneficenza in -assistenza e previdenza sociale. Pensioni operaie. - -Industrializzazione e modernizzazione delle città morte che vivono -tuttora del loro passato. Svalutazione della pericolosa e aleatoria -industria del forestiero. - -Sviluppo della marina mercantile e della navigazione fluviale. -Canalizzazione delle acque e bonifiche delle terre malariche. Mettere in -valore tutte le forze e le ricchezze del paese. Frenare l'emigrazione. -Nazionalizzare, utilizzare tutte le acque e tutte le miniere. Concederne -lo sfruttamento a enti pubblici locali. Agevolazioni all'industria e -all'agricoltura cooperative. Difesa dei consumatori. - - - - - 22. - - - Abolizione della coscrizione, esercito volontario, scuole di forza, - coraggio e patriottismo; corsi di strategia e d'armi. - - -Dopo lo smembramento dell'impero austroungarico e lo sfasciamento del -suo esercito noi proponiamo senz'altro l'abolizione della coscrizione -che la conflagrazione ha dimostrato assolutamente inadatta a preparare -la vittoria. - -Crediamo che bisogni rimpiazzarla con un indirizzo sistematicamente -sportivo, pratico e tecnico da darsi alle scuole. Istituiremo delle -scuole di forza fisica, di coraggio e di patriottismo concreto che -producano dei giovani agilizzati e rinforzati simili a quelli usciti -senza malattie, senza gravi ferite dalla guerra di trincea. Non crediamo -che occorra la vita assurda, deformata, esasperata, contorta, di tre -anni sopportati nel sudiciume delle Caserme per formare lo spirito -militare. Il giovane italiano non ha bisogno di 3 anni di scuola a piedi -abbrutente per imparare ad andare all'assalto e a circondare una -mitragliatrice nemica. - -L'esercito è una costruzione medioevale che è stata quasi radicalmente -deformata e spaccata per vincere la guerra. - -È tempo che si concepisca nettamente la possibilità di una guerra fuori -dal concetto di esercito. - -Le scuole di forza, coraggio, patriottismo che noi vogliamo istituire -devono essere concepite fuori della vecchia mentalità del dovere pesante -e della disciplina monotona. Con una giocondità primaverile di gioventù -che si diverte, giuoca, e involontariamente perfeziona così la potenza -dei muscoli addestrandosi allegramente a scattare in avanti, a correre, -a irrigidirsi, a snodarsi, per evitare una legnata, prendere a volo un -oggetto lanciato, traversare un fiume a nuoto, saltare un ruscello, -superare un muro, arrampicarsi, ecc. - -Queste scuole devono dare agli adolescenti l'orgoglio del proprio corpo, -della propria salute fisica e della propria bellezza muscolare. Da -queste scuole devono uscire dei giovani muscolosi, agili e belli che -sappiano non soltanto leggere e scrivere, ma anche atterrare un -aggressore, salire su un albero velocemente, considerare il coraggio -come la virtù essenziale dell'uomo, la vigliaccheria come il peggiore -delitto, e la qualità d'italiano come un titolo di nobiltà. - -Fra questi giovani sarà facile reclutare un piccolo corpo coloniale -volontario con un pratico sistema di quadri elastici adatti a formare i -quadri delle grandi armate improvvisabili in caso di guerra. - -Non credo alla utilità della vasta, ingombrante costruzione pletorica e -passatista che si chiama _lo stato maggiore_. Dei generali geniali e -decisivi come _Badoglio_ e _Pétain_ benchè venuti dallo Stato Maggiore, -ne dimenticarono sistematicamente la vecchia dottrina durante questi 4 -anni di guerra, sviluppando il loro ingegno strategico e il loro esperto -maneggio di fanterie e di cannoni nell'esperienza quotidiana, caso per -caso, osservando la linea, contrapponendo astuzie ad astuzie, -perfezionamenti a perfezionamenti. - -Il generale Caviglia e il geniale Foch si dimostrarono grandi -condottieri perchè unicamente preoccupati di agire con buon senso -antiscolastico, risolvendo tutti i problemi con un ingegno ancora -giovanile che aveva saputo resistere ai pedanteschi insegnamenti dello -Stato Maggiore e della Scuola di guerra. - -Quattro anni di guerra ci hanno dimostrato che la cavalleria nel suo -stato attuale non può avere che una funzione decorativa da parata o da -torneo medioevale. - -Enorme paralitico e paralizzante bersaglio offerto alle artiglierie -nemiche e senza vera potenza offensiva. - -Impiegare delle masse di cavalleria non può divertire che un cervello da -macellaio. - -Impiegare la cavalleria per squadroni o per plotoni in azioni di -molestia o di collegamento equivale a dichiarare il fallimento della -cavalleria. - -Questa guerra ha assolutamente svalutato il cavallo. Prima, nei periodi -di lotta di trincea, e ultimamente nell'ultima meravigliosa nostra -offensiva manovrata. - -Il fucile essendo stato quasi altrettanto svalutato che il cavallo e la -guerra futura non potendo essere che una guerra di mitragliatrici, noi -giungiamo al concetto di creare degli squadroni di mitraglieri a -cavallo, utilizzando così il cavallo a portare celermente in punti -lontani il maggior numero possibile di mitragliatrici. In una possibile -guerra futura avranno perciò parte preponderante i mitraglieri ciclisti, -le auto-mitragliatrici blindate, oltre le artiglierie. - -Perchè eventualmente domani delle armate così concepite siano facilmente -improvvisate occorre che l'educazione sia imperniata oltre che sulla -ginnastica e i giuochi sportivi anche sulla scienza meccanica. - -Occorre inoltre istituire delle scuole di strategia e d'armi dove tutti -i cittadini siano tenuti al corrente dei continui perfezionamenti di -tutti gli ordigni di guerra. - - - - - 23. - - -Il cittadino eroico, l'abolizione delle polizie e le scuole di coraggio. - - -Tutto l'attuale sistema d'ordine è assolutamente bacato, reazionario, -inefficace, balordo e spesso criminale. - -Abolirlo, dunque, _al più presto_. - -In massima ogni cittadino _deve_ sapere difendersi. Lo stato _deve_ -intervenire soltanto in casi eccezionali per difendere l'individuo. Il -principio del libero cazzotto, dosato e frenato da multe, esiste di già -in America e in Inghilterra. - -Le sommosse, le agitazioni di folla quando sono assolutamente assurde e -senza la più piccola parte di vero diritto devono essere frenate, -soffocate o spente ma senza intervento militare. - -Bastano dei potenti getti d'acqua di pompieri. Se l'incendio prende -proporzioni enormi vuol dire che c'è molta legna secca da ardere e che -tutto _deve_ bruciare. - -I pompieri rientreranno con le pompe e lasceranno assoluta libertà al -fuoco. - -È assurdo che lo stato debba continuamente intervenire per difendere lo -zotico, il lento, il cretino rapace che si lascia prendere dalla solita -truffa all'americana. - -Questo zotico rapace è molto più disprezzabile che _il ladro stesso_. - -Non abbiamo nessuna compassione per un'altra categoria di cittadini -lenti, podagrosi, e privi di agilità vitale che io chiamerei gli -scimmioni di biblioteca. - -Lo scimmione di biblioteca e lo scimmione della campagna _devono_ -sparire. Difenderli dalle aggressioni possibili non può essere che una -immoralità. - -Che ne dite per esempio di quel progetto futurista che consiste -nell'introdurre in tutte le scuole un corso regolare di rischi e di -pericoli fisici? I ragazzi saranno sottoposti indipendentemente dalla -loro volontà alla necessità di affrontare continuamente una serie di -pericoli sempre più terribili l'uno dell'altro sapientemente preparati e -sempre più imprevisti come: Un incendio, un annegamento, un diluvio -d'acqua, lo sprofondamento di Un impiantito o il crollo di un soffitto. - -Il coraggio è la materia prima, la materia essenziale perchè secondo la -grande speranza futurista tutte le autorità, tutti i diritti, tutti i -poteri, siano brutalmente strappati ai morti e ai moribondi e dati ai -giovani fra i venti e i quarant'anni. - -Propongo l'abolizione delle attuali polizie. Rimpiazzarle con un corpo -di cittadini scelti rimuneratissimi e poco numerosi che interverranno -soltanto in casi eccezionali portando specialmente il peso della loro -autorità e _mai_ quello delle manette. - -Propongo inoltre delle vere scuole di coraggio fisico, per addestrare la -prima adolescenza ad affrontare con disinvoltura e superare _ogni -pericolo senza mai domandare aiuto e senza contare sulla forza -pubblica_. Questo coraggio diventato un'abitudine profonda diminuirà -singolarmente le aggressioni che in un paese di coraggiosi tenderebbero -fatalmente a sparire. - -I nostri principî futuristi sono l'amore del progresso, della libertà, -del pericolo, la propaganda del coraggio e l'eroismo quotidiano. - -Nostri grandi nemici: tradizionalismo, mediocrismo e vigliaccheria. - -Da un lucido amore del pericolo, da un coraggio consuetudinario e da un -eroismo quotidiano scaturiscono appunto -- naturalmente -- la necessità -immediata e la bellezza della violenza. - -Io vi parlo di tutto ciò in una forma assolutamente apolitica, alla -quale voi senza dubbio siete poco abituati; e vi sguaino senza altri -preamboli il mio pensiero, che voi potrete anche prendere per un -consiglio ad agire. - -Non ignoro le prevenzioni accumulate in voi contro di noi futuristi, -dalle più o meno allegre chiacchiere dei giornali mercenarî, custodi -eunuchi della mediocrazia e del misoneismo italiani. - -Forse non avete ancora un concetto esatto di ciò che siamo e di quel che -vogliamo.... - -Immaginate nella malinconica e stagnante repubblica delle lettere e -delle arti un gruppo di giovani, assolutamente ribelle e demolitore, -che, stanco di adorare il passato, nauseato dal pedantismo accademico, -avido di originalità temeraria, e anelante verso una vita libera -avventurosa, energica e quotidianamente eroica, vuol sgombrare l'anima -italiana da quel cumolo di pregiudizî, di luoghi comuni, di rispetti e -di venerazioni, che noi chiamiamo _il passatismo_. - -Ci consideriamo come l'acido nitrico distruttore che è bene gettare su -tutti i partiti, già in putrefazione. - -Nel nostro Manifesto futurista, pubblicato 11 anni fa dal _Figaro_ di -Parigi, noi esaltammo ad un tempo il Patriottismo, la Guerra -- sola -igiene del mondo -- il gesto distruttore dei libertarî, e le belle idee -per cui si muore, gloriosamente opposte alle brutte idee per cui si -vive. - -Certo, questi principii e queste parole non ebbero mai, fino ad ora, -alcun contatto fra di loro. - -Voi foste abituati a considerare il patriottismo e la guerra come -assolutamente contrarii alla idea anarchica, che fece esplodere tante -vite, per la conquista di una maggiore libertà. - -Affermo che queste due entità apparentemente contradittorie: la -collettività e l'individuo, si compenetrano intimamente. Lo sviluppo -della collettività non è forse infatti il risultato degli sforzi e delle -iniziative particolari? -- Così, la prosperità di una nazione è prodotta -dall'antagonismo e dall'emulazione dei molteplici organismi che la -compongono. - -Ugualmente la concorrenza industriale e militare che si stabilisce fra i -diversi popoli è un elemento necessario al progresso dell'umanità. Una -nazione forte può contenere ad un tempo dei reggimenti ebbri di un -patriottico entusiasmo e dei refrattarî assetati di ribellione! Sono, -queste, due canalizzazioni differenti del medesimo istinto di coraggio, -di potenza e di energia. - -Il gesto distruttore dell'anarchico non è forse un richiamo assurdo e -bello verso l'ideale dell'impossibile giustizia? - -Non è forse una barriera opposta alla tracotanza invadente delle classi -dominatrici e vittoriose? Per conto mio, preferisco la bomba di un -anarchico, allo strisciare del borghese che si nasconde nel momento del -pericolo, o all'egoismo vile del contadino che si mùtila per non servire -il proprio paese. - -Quanto all'elogio della guerra, non costituisce certo, come si è -preteso, una contradizione coi nostri ideali, nè implica un regresso -verso le epoche barbare. A chi ci rivolge accuse simili, noi rispondiamo -che alte questioni di salute e di igiene morale dovevano necessariamente -esser risolte _appunto per mezzo della guerra_, prima di qualsiasi -altra. -- La vita della nazione non è forse simile a quella -dell'individuo che combatte le infezioni e le pletore mediante la doccia -o il salasso? Anche i popoli, affermiamo noi, devono seguire una -costante igiene di eroismo, e concedersi gloriose docce di sangue! - -E le conseguenze? mi direte voi.... Le conosciamo! Sappiamo che un -periodo di miseria segue inevitabilmente la guerra, qualunque sia -l'esito di essa. Periodo assai breve, però, quando la guerra sia -vittoriosa, e meno lungo di quanto credete, nel caso di una sconfitta. - -Ora, non abbiamo forse, senza luce di gloria, dei simili periodi di -miseria, per effetto di una semplice crisi di borsa o di un basso giuoco -di agiotaggio? Via! Bando a questi sentimenti usurai!.... Non avrete -dunque più altro ideale che quello della comodità e del quieto vivere? - -Voi avete disgraziatamente imparate dal giolittismo (anteguerra) e dal -bissolatismo (dopo guerra) la nefasta e ridicola ricetta della pace -usuraia e mercantile e paurosa. - -Noi sosteniamo invece e propugnamo la doppia preparazione della guerra e -della rivoluzione, nel cerchio di un patriottismo più intenso, sotto il -divino nome d'Italia, scritto nel nostro cielo dai rossi vapori di un -nuovo coraggio italiano. - -Noi crediamo che soltanto l'amore del pericolo e l'eroismo, possano -purificare e rigenerare la nostra razza. - -Quelli fra voi che sono più ligi alla tradizione mi obietteranno che un -simile programma intellettuale rimarrà fatalmente allo stato di utopia e -di paradosso vano. - -Arturo Labriola stigmatizzava in noi futuristi, poeti e pittori, la -nostra tendenza a mescolare l'arte e la politica, per difendere -l'orgoglio nazionale e favorire, insieme, il movimento ascensionale del -proletariato. - -Arturo Labriola mi sembra sia incorso in un pregiudizio, abbastanza -naturale, data la novità, nella storia, del nostro atteggiamento. - -Provatevi infatti a rispondere a questa mia domanda: - --- Dal momento che noi dobbiamo a parecchie generazioni di uomini -politici lo stato spaventoso di corruzione, di opportunismo e di comodo -scetticismo affaristico nel quale è caduto a poco a poco il -parlamentarismo italiano, noi, poeti ed artisti, che soli abbiamo -conservato -- per quella che io chiamerei una assoluta mancanza di -mercato rimunerativo -- la fiamma di un disinteresse assoluto, sotto la -luce acciecante di un ideale di bellezza irraggiungibile, -- noi che -scriviamo versi, dipingiamo quadri, componiamo musiche, senza speranza -di guadagno sufficiente, non abbiamo forse, noi, il diritto d'insegnare -il disinteresse? E perchè non dovrebbe dunque essere permesso, a noi, di -scacciare i mercanti dal tempio e di offrire i nostri muscoli e i nostri -cuori all'Italia, in nome dell'arte? - -Ci credete forse incapaci di praticità politica, per eccesso di -fantasia? Certo non potremo, malgrado tutte le nostre leggerezze -artistiche, far peggio dei nostri predecessori. Del resto, noi ci -crediamo attesi dalla storia. Avrete senza dubbio notato, nello -svolgersi degli avvenimenti umani, che ad un periodo di violenza -idealistica e generosa succede sempre un periodo di mercantilismo -egoistico ed avaro, come quello che attraversiamo. - -Ora, noi vogliamo risuscitare lo sforzo passionale e temerario della -razza che seppe realizzare l'indipendenza italiana, e faremo ciò senza -l'eccitante alcool delle bandiere spiegate e delle rosse fanfare, noi, -poeti ed artisti; senza ricorrere a nuovi sistemi politici, e solo -spargendo il fuoco di un entusiasmo inestinguibile in questa Italia che -non deve cadere nelle mani di scettici e d'ironici, solo elettrizzando -di un coraggio accanito questa Italia che appartiene ai combattenti! - -Voi mi direte, seguendo gl'insegnamenti di Giorgio Sorel, che nulla è -più pericoloso degli intellettuali per gl'interessi del proletariato -rivoluzionario. Ed avrete ragione, poichè oggi intellettualità e cultura -sono sinonimi di rapacità egoistica e di oscurantismo retrogrado. - -Ma noi artisti non siamo i così detti intellettuali. Siamo soprattutto -dei cuori palpitanti, dei fasci di nervi in vibrazione, degli istintivi, -degli esseri governati solo dalla divina, ubbriacante intuizione, e -crediamo di essere, o siamo, tutti accesi del così detto fuoco sacro. - -Abbiamo attraversato, senza fermarci, le catacombe dell'erudizione -pedantesca; sappiamo quel tanto che basta per camminare, senza -inciampare, e non inciamperemmo mai, anche se fossimo meno colti, poichè -siamo dotati del sicuro fiuto della gioventù. - -Alla gioventù noi accordiamo tutti i diritti e tutte le autorità, che -neghiamo e vogliamo strappare brutalmente ai vecchi, ai moribondi ed ai -morti. - -Il Futurismo proclama così il necessario intervento degli artisti nelle -cose pubbliche, _per fare finalmente del governo_ un'arte -disinteressata, al posto di quello che è ora una pedantesca scienza del -furto. - -Ma vi sento già mormorare della nostra inesperienza tecnica. Eh! via!... -non dimenticate che la razza italiana non sa produrre, in realtà, che -dei grandi artisti e dei grandi poeti, ai quali certo non può essere -impossibile l'istruirsi rapidamente, in pochi mesi d'osservazione, della -meccanica parlamentare. - -Io credo che il parlamentarismo, istituzione politica fallace e caduca, -sia destinata fatalmente a perire. Io credo, che la politica italiana -vedrà inevitabilmente precipitare la sua agonia, se non si piegherà a -sostituire degli artisti -- ingegni creatori -- alla classe degli -avvocati -- ingegni dissolventi e palliativi -- che l'hanno -monopolizzato fino ad ora, manifestandovi oltre misura la loro funzione -specifica, che consiste nello sfruttar bene e nel vendere il loro -cervello e la loro parola. - -Quindi, è specialmente dallo spirito avvocatesco, che noi vogliamo -liberare la vita politica italiana. Ed è perciò che noi combattiamo -energicamente gli avvocati del popolo, e in genere tutti -gl'intermediari, i mezzani, i mediatori, tutti i grandi cuochi della -felicità universale, particolarmente nemici di ogni violenza, ignobili -maestri di diplomazia bassa, che noi riputiamo dannosi ed ingombranti -nell'ascensione della maggiore libertà. - -La loro presenza è diventata ormai goffa e ridicola in questa nostra -vita ferrea e convulsa, ebbra di una frenetica ambizione e sulla quale -giganteggia la nuova e tremenda divinità del pericolo. - -Le forze oscure della Natura, prese nei lacci e nelle reti delle formole -chimiche e meccaniche, e così asservite all'uomo, si vendicano -terribilmente, balzandoci alla gola con la selvaggia irruenza dei cani -arrabbiati. - -Ben lo sapete, voi, operai degli arsenali, fuochisti dei transatlantici, -marinai dei sottomarini, operai delle acciaierie e dei gasometri! - -Mi sembra inutile dimostrarvi qui come, per lo sviluppo fulmineo della -scienza, per la prodigiosa conquista delle velocità terrestri ed aeree, -la vita essendo diventata sempre più tragica, e l'ideale di una serenità -georgica essendo ormai definitivamente tramontato, convenga oggi che il -cuore dell'uomo si famigliarizzi sempre più col pericolo immanente, per -modo che le generazioni future possano essere ringagliardite da un vero -amore di questo pericolo. - -Il progresso umano esige sempre più delle anime da giocatori d'azzardo, -dei fiuti da segugi, delle intuizioni temerarie da aviatori, delle -sensibilità medianiche, delle divinazioni da poeta. - -La complessità psichica del mondo è singolarmente aumentata per -l'accumularsi delle esperienze fornite dalla storia, per la corrosione -continua e il controllo eccitante che la stampa va operando. - -La febbrilità e l'instabilità delle razze sono divenute tali da -sconvolgere ogni calcolo di probabilità storica. - -Potrei anche parlarvi del logorio che hanno subìto tutte le vecchie -formole sintetiche che influenzavano il movimento dei popoli, tutte le -ricette e le panacee di sicura e immediata felicità. - -È ormai profonda in noi la convinzione che tutto si complica, che ogni -semplificazione ideologica, dimostrativa o amministrativa è illusoria, e -che _l'ordine assoluto in materia politica_ o sociale è assurdo. - -Siamo giunti alla necessità di accettare in noi e fuori di noi la -_convivenza degli elementi più contradittorî_. - -Il popolo non potrà per nessuna forza, per nessuna volontà, rinunciare -mai alle sue libertà conquistate. Rinunciarvi, sarebbe come volersi -servire della diligenza, ora che le reti ferroviarie hanno rimpicciolito -e offerto il mondo ad ogni singolo cittadino, come un giocattolo da -palleggiare e da osservare. - -Queste libertà individuali, che ingigantiscono nel loro sviluppo verso -una possibile e desiderabile anarchia, debbono coesistere con un -principio di autorità. Questo, per meglio salvaguardare le singole -libertà, tende a distruggerle. - -Vi è dunque una convivenza ed insieme una lotta salutare di principî -ostili, come fra i diversi elementi che compongono il sangue dell'uomo. -Cosicchè l'Italia dovrà sempre più attivare in sè il doppio fervore di -una possibile rivoluzione proletaria e di una possibile guerra. - -Tra il popolo, sinonimo di libertà crescente, e il governo, sinonimo di -autorità decrescente, corrono in certo modo i rapporti, amichevoli e -antagonistici insieme, che corrono tra il proprietario e gl'inquilini di -una casa. - -Vi è infatti qualche cosa di simile tra una rivoluzione contro un -governo colpevole di tirannide o d'incapacità, e il brusco trasloco di -un inquilino, quando il suo padrone di casa rifiuta di fare le -riparazioni necessarie contro le invasioni della pioggia, del vento e -del fulmine, o quando egli non seppe difendere i proprî inquilini dai -ladri notturni. - -In quest'ultimo caso, come l'inquilino scinde il contratto, così il -popolo fa la rivoluzione. - -Bisogna che ogni italiano concepisca nettamente il fondersi di queste -due idee: rivoluzione e guerra, distruggendo la stupida rettorica -paurosa che le avvolge di orrore, esaltando in sè e fuori di sè l'idea -di lotta e il disprezzo della vita, che solo può sublimare l'uomo, dando -il massimo splendore e il massimo valore ad ogni attimo vissuto. - -Io credo infatti che non importasse salvare la vita di Francisco Ferrer, -chiusa da una veglia e da una morte eroiche, che hanno generato la -volontà liberatrice di Canalejas, -- mentre era necessario impedire ad -ogni costo un nuovo trionfo dell'oscurantismo clericale. - -Disgraziatamente, la scuola, inquinata dalla morale cristiana, che esige -lo stupido perdono delle offese, degenerato in vigliaccheria -sistematica, lavora assiduamente alla evirazione della razza. - -Null'altro s'insegna oggi in Italia, se non l'obbedienza supina, e la -paura davanti al dolore fisico, e questo avviene con la tremante -collaborazione delle madri italiane, le quali certo non son fatte per -preparare dei soldati, nè dei rivoluzionari. - -Noi futuristi esaltiamo dovunque, con la parola e con l'esempio, la -necessità di un'attivissima propaganda di coraggio personale. - -Vogliamo che uno spirito di rivolta e di guerra circoli come un sangue -impetuoso nella gioventù italiana. - -La nazione, che ha origine violenta, non può che essere rafforzata da -questa doppia circolazione irruente di sangue che mantenendo -l'elasticità delle arterie amministratrici, rinvigorisce il senso di -responsabilità nella testa e nei centri governativi. - -Noi crediamo ormai infantile quel concetto dell'evoluzione rotativa -storica per la quale, secondo il sogno di molti imperialisti miopi, si -dovrebbe fatalmente ritornare a una forma di governo tirannico e ad una -supina schiavitù popolare. - -Ci raffiguriamo invece l'evoluzione futura dell'umanità come il -movimento oscillante ed irregolare di una di quelle pittoresche ruote di -legno munite di secchielli e mosse da un quadrupede bendato, che, in -Oriente, estraggono l'acqua per l'irrigazione degli orti. - -Per la costruzione primitiva della ruota e dei secchielli, l'acqua -estratta è mista con della sabbia, la quale, riversandosi anch'essa, -alza di continuo il livello del suolo circostante, di maniera che il -congegno stesso deve essere di continuo e sempre più innalzato. - -Vi sarà sempre, nel rivolgersi della storia, insieme con la monotona -acqua degli avvenimenti una sempre crescente sabbia fine di libertà. - -Gl'imperialisti sembrano ignorare, per esempio, la novità assoluta e -l'importanza eccezionale di quello che a me sembra l'avvenimento più -importante di questi ultimi cent'anni: voglio dire la libertà di -sciopero, conquistata meccanicamente dal proletariato; libertà tanto più -forte inquantochè non riconosciuta dalla legge; libertà che nessun -Napoleone potrebbe abolire. - -Questa libertà non è che un risultato logico ma inaspettato della già -lontana Rivoluzione francese, la quale, come tutte le rivoluzioni -registrate dalla storia, produsse effetti lentamente fecondatori -paragonabili a quelli delle periodiche inondazioni del Nilo. - -L'autorità dello stato non può più essere concepita come un freno alle -aspirazioni libertarie del popolo. Noi crediamo invece che lo spirito -rivoluzionario del popolo debba frenare -- o meglio -- corrodere -lentamente l'autorità dello stato e il suo spirito conservatore, indizio -di vecchiezza e di paralisi progressiva. - -Rammentatevi della celebre frase di Clemenceau: «Io sono il primo -Poliziotto di Francia». Con questa espressione che sembrò un motto di -spirito, il grande ministro espresse esattamente la necessità che -costringe i socialisti -- spinti al potere dalla forza ascensionale del -proletariato, quali esponenti e difensori della libertà -- a -trasformarsi immediatamente in ferocissimi reazionari. - -Un dilemma infatti si presenta a costoro: o diventare un coperchio -pesantissimo e soffocante sul ribollire della caldaia popolare, o -prestarsi ad essere lanciati via dalla traboccante veemenza di questa -furia accesa. - -È sottinteso, nondimeno che simili coperchi non possono resistere a -lungo. I radico-socialisti Clemenceau e Briand, divenuti i poliziotti -barcollanti e feroci del movimento rivoluzionario francese dànno una -nuova prova della convivenza tumultuosa di quegli elementi contradittorî -di cui vi ho già parlato. - -Da tutto ciò, è ovvio concludere che la violenza è oggidì divenuta la -miglior condizione di vera salute per un popolo. L'ordine, il pacifismo, -la moderazione, lo spirito diplomatico e riformista, non ne sono forse -l'arteriosclerosi, la vecchiaia e la morte? - -È soltanto con la violenza, che si può ricondurre l'idea di giustizia, -ormai sciupata, non a quella fatale che consiste nel diritto del più -forte, ma a quella igienica, sana, che consiste nel diritto del più -coraggioso, e del più disinteressato, cioè all'eroismo. - -Partendo da questo principio, io posso soddisfare subito quelli fra voi -che più sono assillati dal desiderio o dal bisogno di una precisione -dogmatica, collo stabilire che _il bene_ è per noi, tutto ciò che -accresce e sviluppa le attività fisiche, intellettuali e istintive -dell'uomo, spingendolo al suo massimo splendore, mentre _il male_ è -tutto ciò che diminuisce e interrompe lo svilupparsi di queste attività. - -Come il pacifismo e la paura della guerra hanno creata la nostra -dolorosa schiavitù politica, così l'orrore della violenza hanno fatto -del cittadino italiano un fantoccio ridicolo, malmenato dagli -azzeccagarbugli, che risponde a un ceffone con una querela o con un -ricatto. - -E qui tocchiamo uno di quei facili conflitti fra l'autorità ordinatrice -e la libertà individuale, la quale deve sempre finire col vincere, per -la legge ascensionale verso l'anarchia, che governa l'umanità. - -Il principio delle sanzioni giuridiche in materia di offese personali -distrugge il senso importantissimo della dignità fisiologica, -intimamente legata a quella psichica, e canalizza tutte le attività -umane verso l'astuzia sfruttatrice, l'usura, la taccagneria e la -divinità tirannica del denaro. - -Siamo ricaduti così, per altra via, nello stagno della vita nostra -italiana, le cui rive sono custodite dagli sterpi intricati delle leggi -poliziesche e dalle siepi burocratiche, destinate soltanto a stancare e -a dilaniare ogni istinto profondamente umano e ogni legittima -ribellione. - -Per giungere a questo agognato rinnovamento sociale e politico del -nostro Paese, noi dobbiamo forzatamente vincere degli ostacoli, i quali, -a prima vista, sembrano insormontabili, poichè li portiamo in noi stessi -sotto forma di elementi caratteristici della nostra razza. - -Voglio parlare del _personalismo_, dell'_utilitarismo clericale_, della -_ipersensualità_ e dell'_ironia_ mordace e demolitrice. - -Chiamo _personalismo_ quell'abitudine intellettuale che consiste nel -sottomettere qualsiasi giudizio a delle considerazioni, a delle simpatie -o a delle antipatie assolutamente personali. -- Chiamo personalismo -l'indifferenza, o meglio il disprezzo che ogni italiano nutre per le -pure idee, combattendole soltanto quando siano sostenute da un nemico, -amandole soltanto quando siano sostenute da un amico. - -Bisogna combattere questo vizio gravissimo, anzitutto trasformando il -nostro mefitico sistema scolastico, inteso solo a premiare la bassa -cortigianeria degli allievi sgobboni ed imbecilli, che, leccando -quotidianamente la vanità di un professore finiscono coll'assorbirne la -tronfia e dogmatica imbecillità. - -Noi futuristi, che accordiamo ai giovani tutti i diritti e tutte le -autorità, vorremmo che nelle scuole fossero invece incoraggiati e -premiati quegli studenti che manifestano fin dai primi anni, di avere -delle idee personali e una maniera spiccata di giudicare uomini e libri. - -La libera intuizione, cioè la facoltà di avere e di creare delle idee -nuove: ecco ciò che noi vogliamo esaltare! Ed è per questo, che noi -proscriviamo dalla scuola il prete, il quale, non potendo più oggi -preparare delle fedi nell'assenza di un vero sentimento religioso, si -accontenta di rammollire e di abbassare le anime, creando quel fenomeno -di _utilitarismo cretino e pauroso_ che si chiama il Clericalismo. - -Italiani! Conviene intensificare ed accendere ovunque una guerra -accanita contro il clericalismo, partito politico, che non basandosi -ormai più sul sentimento mistico e pure avendo ormai perso l'obbiettivo -del potere temporale minaccia, nei nostri figli, la nostra grandezza -futura. - -Utilitarismo pretino, paura quietista: ecco il brago in cui la nostra -razza si avvoltola, coprendosi del fango dell'accidia e -dell'_ipersensualismo_. - -Quest'altro vizio italiano, anzi latino, si manifesta in mille modi, ed -anzitutto nella tirannia dell'amore, che falcia le energie degli uomini -di azione, nell'ossessione della conquista femminile, nell'ideale -romantico della fedeltà e nella tendenza immonda alla più fatale e -snervante lussuria. - -Questa nefasta tendenza deve essere contrastata, nella scuola e fuori, -mediante un continuo e sapiente sviluppo degli _sports_ violenti, della -scherma, del nuoto, e particolarmente della ginnastica. Questa deve -essere liberata dall'antico acrobatismo e dalla gesticolazione di -parata: una ginnastica razionale, atta ad amplificare il torace, a -dilatare i polmoni, a liberare il cuore, a contenere gli intestini, la -riattivare la circolazione del sangue, ad aumentare l'ematosi, a -fortificare i legamenti articolari, e a tonificare i muscoli, per la -formazione di un corpo d'uomo bello, svelto, forte e resistente, che -sappia pensare, volere ed atterrare uomini, idee e cose con uguale -disinvoltura. - -Noi futuristi, convinti dell'influenza che l'Arte esercita su tutte le -attività di un popolo, vogliamo purificarla dal sentimentalismo, dalla -erotomania d'annunziana e dal dongiovanismo, creando un'arte che -glorifichi la forza e la libertà individuale, le vittorie della scienza -e il dominio crescente delle forze oscure della natura. - -Sappiamo infatti che il romanticismo voluttuoso esagera l'importanza -dell'amore nella vita nostra. - -La donna italiana, madre dolcissima, ma coltivatrice di viltà nei propri -figli, quando non sia semplicemente dominata dal prete o dal desiderio -assiduo di un lusso sfarzoso -- diventa un nemico quasi invincibile e -una barriera insormontabile, in tutte le grandi fiammate guerresche o -rivoluzionarie. - -Il nostro ipersensualismo genera non solo questa esagerata importanza -della donna unicamente voluttuaria e ingombrante, ma anche ciò che ne è -una conseguenza: la mania del lusso appariscente e delle grandi -agiatezze domestiche. - -Ahimè! talvolta basta la preoccupazione di un buon pranzo, o di un -cappello piumato per la signora, o di un bel tappeto da fare ammirare -agl'invitati, talvolta basta -- dicevo -- una preoccupazione di questo -genere, a far deviare un uomo politico italiano dalla sua rotta -disinteressata, o a troncare un programma di eroismo e di sacrificio. - -Abbiamo visto recentemente, con nostro grande dolore, uomini dagl'ideali -altissimi e violenti subire a tal punto la snervante atmosfera di -serenità coniugale, da rinunciare totalmente a qualsiasi audacia -direttiva, per sprofondarsi scetticamente in una comoda poltrona -- -coltissimi fra i troppo amati, inutili ed amici libri -- ed accogliere -il nostro irrompere entusiastico col sorriso della più facile e -scoraggiante ironia demolitrice. - -Questa facile e scoraggiante ironia demolitrice, ecco il quarto vizio -grave, profondamente italiano, dal quale deriva un disastroso -misoneismo, opposto ad ogni arditezza, ad ogni sano ottimismo -eccitatore; ecco il veleno tragico e gaio che inquina purtroppo la parte -migliore d'Italia, voglio dire le popolazioni meridionali, le più ricche -d'immaginazione costruttrice e di divinazione geniale. - -È questa ironia, fatta di epicureismo, di spirito caustico, e di -spensieratezza, che in un tramonto color di fucina, 12 anni or sono, -davanti al Cimitero monumentale di Milano, cadenzava stupidamente, con -un ritmo allegro di baldoria e di danza il ritorno di una massa -rivoluzionaria che aveva accompagnata la bara sinistra di un operaio -ucciso in un grave conflitto con le truppe. - -Aveva seguito anch'io quella nera marea umana, schiumosa di faccie -livide, su cui sobbalzava, come un funebre canotto, la bara, che i -portatori curvi rendevano stranamente gambuta. - -Sopra, si gonfiavano delle bandiere rosse, col movimento acceso e il -respiro di altrettanti mantici enormi. - -Fiamme di torce, come stracci di miseria sanguinante, oratori riformisti -chini con la fiòcina per infilzare il viscido polpo del mezzo-termine; -discorsi di una stomachevole moderazione, tali da far cadere per la noia -le stelle e pel disgusto la luna, come un fulgido sputacchio! - -Che schifo! Eravamo sommersi da un diluvio di consigli stupidamente -paterni, ed era ben giusto che dopo una simile immonda commedia, la -folla se ne ritornasse in città, verso il desinare, con ritmo di danza, -cantando l'inno dei lavoratori, per accompagnare un secondo feretro: non -più quello di un operaio ucciso, ma quello della Rivoluzione! - -Ironia! Ironia! Vecchia ironia italiana!... Ecco la nostra nemica, da -distruggere, da calpestare, a forza di entusiasmo, a forza di temerità, -a forza di ottimismo, anche artificiali! - -Operai! Guardatevi dall'ironia scettica ed egoista, vi liquefa il cuore -nel giorno della giusta sommossa, e crea in voi quel vergognoso fenomeno -che è il _pànico dello squillo_! - -Quante volte, nei dieci anni di vita milanese che io ho condotto -studiando quotidianamente il flusso e riflusso del socialismo italiano, -leggendo attentamente ogni comizio come il più interessante e doloroso -dei libri, quante volte ho arrossito, come italiano... ve lo ripeto: -_come italiano_, al vedere delle ingenti masse operaie, agitate dalle -più legittime rivendicazioni e da un magnifico desiderio di maggior -libertà, delle ingenti masse di popolo, dico, prese fulmineamente dal -più insensato spavento collettivo, al risuonare delle quattro note -insolenti dello squillo poliziesco! - -Una mandra in fuga... Dorsi curvi e folli, gambe levate, davanti al -trotto sgangherato di una cavalleria incapace di correre sul selciato. - -Naturalmente, gli oratori che riformisticamente avevano tinto di rosa, -non di rosso, la folla, erano spariti... Dove e perchè? Senza dubbio per -qualche loro improvvisa rivoluzione intestinale!... - -Ma una rossa visione mi si affaccia alla mente: una visione che conforta -il mio sangue futurista... - -Vedo un crepuscolo fumoso di capitale, su una strada viscida di pioggia -e già chiazzata e febbricitante di riflessi... - -Nella grande rete dei fili tramviari e telefonici, mille luci arrabbiate -azzannano la polpa dell'ombra!... Pallore famelico delle case!... Oscuri -profili irritati!... Laggiù, nelle vie laterali, ove furono fracassati -tutti i lampioni, tenebre, tenebre massiccie, rotolate giù da chi sa -qual cielo distrutto!... - -Ad uno sbocco di via, una folla compatta, nerissima... - -È formata, quella folla, dalle vostre donne e dai vostri figli: braccia -intrecciate di notturna foresta africana; tutti incastrati l'uno fra gli -altri come i mattoni di una muraglia! - -Voi, uomini, vi schiererete davanti alle vostre donne, in quella tragica -jungla di pietra e di ferro, sotto i rotondi frutti elettrici, esplosi, -lattescenti, bianchissimi, e caricherete tranquillamente le vostre -carabine, per le belve poliziesche. - -Risuoneranno allora, improvvise e beffarde, le note dello squillo, -funebre rasoiata attraverso la gola muta del silenzio... - -Ed ecco il comando urlato: «_Avanti!_». - -Ma sento anche uno sghignazzamento formidabile rispondere a quello -squillo, e la folla, pietrificata dal coraggio, gridare: «Gli italiani -non fuggono! Pel sublime amor del pericolo, accettiamo una lotta -sanguinosa sotto le stelle fulgidissime d'Italia, che c'impongono di non -indietreggiare!...». - -Vedo un immane groviglio rosso: la mischia furibonda dei cavalli -impennati, sotto un rovescio di tegole. Ben venga il macello!... Ce ne -rallegreremo insieme, operai italiani, se avremo sopravvissuto... Ce ne -rallegreremo, poichè null'altro sarà avvenuto; null'altro che un -salutare colpo di bisturì nel gigantesco foruncolo della paura e del -mediocrismo italiano! - -Poichè, alla propaganda della vigliaccheria, noi opponiamo la propaganda -del coraggio e dell'eroismo quotidiano... - -Poichè, all'attuale estetica di fango monetato noi opponiamo -- sia -pure, sia pure! -- una estetica di violenza e di sangue! - - - - - 24. - - - Morale del pericolo: la libertà elastica senza carceri e carabinieri. - - -Non credo di essere eccessivamente ottimista nell'accordare la più ampia -fiducia allo sviluppo crescente dell'intelligenza italiana. - -L'intelligenza delle nostre masse politiche non è ancora giunta ma -giungerà al nostro alto concetto futurista di libertà assoluta da -imbrigliare o sciogliere secondo la mutevole urgenza degli avvenimenti e -dei bisogni. - -Queste masse proletarie si dividono in reazionarî cretini e in anarchici -balordi. Degli arditi valorosi scatenati dall'orgoglio della vittoria e -dal patriottismo sanguinosamente provato sui campi di battaglia -dimostravano pochi giorni fa una splendida voglia di menar le mani e di -andare all'assalto in piazza della Scala. Ma rivelavano anche pur troppo -una tendenza a diventare dei carabinieri reazionari. - -Il fenomeno è tipico: Chi dice «ardito» o «reparto d'assalto» dice -anche: «slancio rivoluzionario fuori dalla disciplina, amore sfrenato -d'ogni libertà, generosità, eroismo. L'ardito era un esplosivo più o -meno bene incanalato che scoppiava efficacemente in faccia agli -austriaci detentori d'ogni passatismo reazionario e d'ogni clericalume -poliziesco. Fui perciò attristato dal vedere un ardito furente di odio -slanciarsi con anima carabinieresca contro un cittadino che gridava: «W. -l'anarchia!» con audacia d'ardito. - -Mi direte che è questione d'intelligenza. È vero. Ma è specialmente -questione di una qualità eminentemente futurista della intelligenza: -l'Elasticità. - -L'ardito che si slancia contro i carabinieri che gli vietano una -dimostrazione o contro masse di sozzalisti antipatriottici dovrebbe con -elastica intelligenza fermarsi ed abbracciare il cittadino isolato che -osa, affrontando tutti i pericoli, lanciare un grido come quello di «W. -l'anarchia!». - -Nel settembre 1914 io fui imprigionato coi miei amici futuristi -nell'enorme e terribile carcere di S. Vittore per avere organizzato e -scatenato le due prime dimostrazioni per il nostro intervento contro -l'Austria. - -Avevo dietro il muro di destra un giovane meccanico che aveva accoppato -la sua amante ritornata un'ora in ritardo a casa. Dietro il muro di -sinistra un fabbricante di monete false. Questo era considerato da tutti -come una persona importante, un forte, un quasi _arrivato_. Attraverso -le inferriate e mediante la telegrafia delle nocche io comunicai con -quasi tutti gli incarcerati. Sono uscito da San Vittore con una discreta -esperienza in questa tragica materia. Non ammetto e considero -assolutamente criminale il vantato diritto della società a chiudere e -soffocare anime, polmoni e muscoli di individui fra enormi muraglie e -dietro porte incrollabili. La società che incarcerava il falsificatore -di monete, l'uccisore dell'amante e l'interventista prematuro, compiva -tre delitti superiori non soltanto ai nostri tre delitti, ma a qualsiasi -delitto umano. Lurido abuso di potere paragonabile all'uso della mazza -ferrata sui feriti o gli svenuti. - -I carceri sono delle infami trappole che presuppongono un bestialissimo -Ordine-gatto accanito contro dei simpaticissimi e ingenui -temperamenti-sorci. Tutto in omaggio alla vigliaccheria del cittadino il -quale dovrebbe poter circolare nelle città come in un bagno tiepido -portando a zonzo il suo corpo imbelle, i suoi muscoli flosci, il suo -dorso privo d'intuizione, sotto lo sguardo paterno e protettore del -carabiniere. - -Ebbene, è tempo che i carceri e gli ergastoli, questi avanzi del -medioevo, siano distrutti e rasi al suolo. - -Il cittadino deve mediante una educazione razionale dei muscoli e del -coraggio conquistarsi una piena responsabilità fisiologica e morale che -dal pensiero passi alla parola e dalla parola -- se è necessario -- allo -schiaffo e al pugno per difendere il proprio diritto e moderare -eventualmente l'abuso del diritto intorno a sè. - -Quando tutti i cittadini saranno capaci di difendersi da una aggressione -e di rintuzzare con un pugno bene assestato una villania o una -ingiustizia, regnerà finalmente l'ordine elastico e l'elastica libertà -senza carabinieri che deve regnare in una umanità superiore. - -Propongo perciò che nelle scuole il tempo consacrato all'insegnamento -classico del greco e latino sia in parte impiegato all'educazione fisica -dell'adolescente. Formeremo così dei giovani muscolosi, agilissimi, -coraggiosi, audaci, pronti alla decisione egualmente capaci di smontare -un motore a scoppio, di tenere il libro mastro di una azienda -commerciale, di guidare una automobile, di afferrare per la gola un -borsaiolo e di schiaffeggiare un traditore. - -Intelligenza pratica, istinto onnipresente, lucidità e prontezza di -spirito, passione della vita, dei suoi pericoli e delle sue mutevoli -avventure, ingegno improvvisatore, abilità e velocità nel risolvere -tutti i problemi per ottenere i massimi frutti nel minor tempo -possibile. - -Non vedremo più dei giovani fiacchi, fragili portare languidamente a -zonzo le loro gambe molli, nelle nostre città come in un bagno -ammollente guardando le stelle impassibili lungo gli antichi fiumi della -malinconia provinciale italiana. Avremo dei cittadini sicuri della loro -forza agile e della loro intelligenza coraggiosa, dei cittadini buoni, -generosi e arditi che cammineranno speditamente, con libertà snodata, -dominando e guidando i commerci delle città futuriste. Vi saranno pochi -impiegati e poche discussioni agli sportelli. Aboliti i preti, i -carabinieri e le questure non vi saranno più risse, maldicenze, -moralismi e pessimismi cronici e vendette sotto le gioconde lune -elettriche. La libertà assoluta che noi futuristi sognamo può e deve -essere imbrigliata in circostanze tipiche. - -Per giungere alla nostra meravigliosa vittoria bisognava assolutamente -imporsi le più ferree discipline militari. Dovendo necessariamente -fucilare sul posto un soldato che abbandonava la linea si doveva anche -fucilare sul posto un disfattista che predicava la diserzione nelle -retrovie e nelle città. - -Vestendo l'uniforme militare un ingegno rivoluzionario come il mio -accettava per 4 anni la più matematica obbedienza a dei superiori -talvolta mediocri, talvolta indegni di rispetto. - -Con la medesima elasticità futurista, oggi a vittoria compiuta, a nemico -disfatto, siano concesse tutte le amnistie e aperti tutti i carceri per -i detenuti politici. - - - - - 25. - - - Eroismo dinamico e antigloria. - - -Le nobiltà medioevali sono in decadenza, hanno perduto la vernice rossa -del sangue versato dai padri. - -È assurdo dunque riconoscere una nobiltà ereditaria al sangue eroico -versato nella conflagrazione, poichè bisogna precisamente guarire questo -vizio tipico del cervello umano: fare il minor sforzo. - -Io considero l'eroe d'oggi figlio e padre di sè stesso. - -Il suo domani non può essere nobilitato dal suo oggi. Il figlio -dell'eroe non può essere titolato col sangue paterno poichè deve -titolarsi col proprio slancio eroico. - -Superare, superarsi, _o non essere_. - -Bisogna impedire che l'eroismo divenga il bottino dei vili, il ricco -terreno da sfruttare, l'uniforme elegantissima. Bisogna la libertà di -pensiero da ogni coccarda ereditata e fare impazzire la propria -generosità eroica. - -La vittoria del Grappa-Piave (giugno) ha cancellato Caporetto. Il -Tagliamento gloriosissimo ha cancellato la vittoria del Grappa-Piave. - -Bisogna cancellare la nostra fulminea vittoria con un dopo guerra più -potente e più eroicamente glorioso. - -Cuore di manovra e non cuore da trincea. Truppe celeri del genio -Futurismo! Arditismo! - - - - - 26. - - - Gli Arditi, avanguardia della Nazione - - - (Discorso di Marinetti a 300 Ufficiali della 2ª Divisione d'Assalto). - - _Cari Arditi d'Italia!_ - -Io non ho l'onore di far parte del corpo glorioso degli Arditi, ma spero -di aver presto il piacere di combattere, come comandante di -un'autoblindata, al vostro fianco alla punta estrema, tagliente, -dinamica dell'esercito italiano oltre Piave. Ho il diritto di parlarvi -poichè fui, dal principio della guerra, combattente in prima linea -sempre volontario, come voi, volontario ciclista, volontario -bombardiere, volontario automitragliere. - -Come voi a Vertoiba, a Gorizia, a Plava, a Selo, a Nervesa. - -Ma voi che siete uomini d'azione, poche chiacchiere, molti fatti, una -bestemmia, un bicchier di vino, un pernacchio al nemico, tascapane pieno -di bombe e pugnale brandito, mi direte che in genere le parole e i -discorsi poco vi interessano. - -Avete ragione. Vi consiglio di non ascoltare i discorsi dei pedanti, -degli accademici, dei professorali, che vengono dalle città a parlarvi -di coraggio. Non si insegna il coraggio a un ardito. E a voi, tenenti, -capitani e comandanti di reparti d'assalto, non s'insegna nulla poichè -siete non soltanto arditi, ma italiani, cioè intelligentissimi. - -Ero stato invitato a parlare ai soldati arditi, a loro dunque mi rivolgo -pel tramite vostro. - -Vi prego di infondere nell'animo dei vostri soldati la convinzione che -non vi è più alto onore di quello d'essere un ardito d'Italia. - -Non sono uno stratega nè un tattico. Vi parlo da appassionato -infiammatore della gioventù. - -Sono futurista, cioè un patriota rivoluzionario. Intendiamoci, -rivoluzionario non ha nulla di comune con Lenin, Serrati, Lazzari, -Treves, ecc. Il nostro rivoluzionarismo futurista adora tanto l'Italia -da voler ad ogni costo svecchiarla, pulirla, sgomberarla dai pedanti, -dai preti, dai vigliacchi, renderla più giovane, più forte, più grande, -più alta, più veloce, più intelligente, più progredita. - -Questo patriottismo non ha nulla a che fare col patriottismo -pangermanico. Cretino questo poichè un popolo inferiore come il tedesco, -privo d'ingegno e d'elasticità geniale, non può pretendere nessuna -egemonia. - -Vi fu una vasta, tentacolare infiltrazione germanica di prodotti -commerciali. Il mondo fu avvelenato di lue tedesca. Vollero aggiungervi -il sigillo della vittoria militare. Voi lo trasformate in un bollo rosso -da macello sulle innumerevoli loro pecore militarizzate. - -Voi siete la parte migliore della razza italiana. Ve lo dimostrerò -enumerando le ragioni e gli impulsi che v'hanno spinto ad entrare nei -reparti d'assalto. - -1. Siete diventati arditi per un amore sfrenato della nostra divina -Italia. Se avessi davanti a me i vostri soldati, io farei qui la -glorificazione della nostra meravigliosa penisola, riassunto di tutte le -bellezze del mondo. Direi ai napoletani che la curva languida del golfo -continua nella linea delle belle donne per formare l'agile calice sonoro -d'una bella voce italiana, tornito dalla più soave atmosfera e dalla -luce più ricca. - -Per quel golfo e per l'isola di Capri, si può ben lanciarsi all'assalto -e anche morire. - -Direi agli arditi siciliani ch'essi si battono per la loro isola, -sintesi di tutti gli ardori e di tutti gli splendori dell'Africa e della -Spagna. Direi agli arditi sardi che il loro eroismo stupendo sarà -ricompensato da altrettanto denaro, da tutto il denaro che si dovrà dare -per il risanamento completo della loro isola forte ma sventurata. - -Direi agli arditi veneti, emiliani e lombardi che le loro feconde -pianure predisposte a tutte le velocità commerciali e industriali -meritano il massimo eroismo contro l'invasore rapace e imbecille. - -Direi a tutti i soldati arditi: - -Siate orgogliosi di sentirvi italiani, nati proprio in questo periodo -della storia d'Italia e destinati dunque a risolvere col sangue d'un -colpo solo tutti gli enormi problemi del nostro avvenire italiano. -Privilegio unico: salvare l'Italia, ingigantirla. - -A voi ufficiali, io dico: - -Qual'è l'italiano che, rileggendo gli infami bollettini tedeschi -pubblicati dopo Caporetto, non senta il dovere di correggerli -fulmineamente, con pugnalate, sulla pelle dei generali tedeschi? - -2. Voi siete diventati arditi per un amore sfrenato della libertà. Lo -conciliate con la disciplina necessaria ad ogni esercito che voglia -vincere. - -Ho constatato che la disciplina impostavi dai vostri capi è una bella -disciplina elastica che non soffoca, che non può soffocare il vostro -gagliardo individualismo impetuoso. - -Ho visto con piacere tutti gli arditi giocondi e spensierati con le loro -violente facce in tumulto scattare meglio dei fanti per salutare un -ufficiale. - -L'ufficiale merita sovente l'amore sviscerato dei suoi soldati, ma ciò -non avviene sempre; ricordatevi che il saluto militare è sempre rivolto -alla presenza invisibile di questa madre unica: l'Italia. - -3. Siete diventati arditi per amore di novità, spirito novatore, spirito -rivoluzionario, spirito futurista. - -4. Siete diventati arditi per amore della violenza, della guerra e del -bel gesto eroico. - -Schiaffi in tempo di pace ai vigliacchi, alle carogne, ai traditori. -Pugnalate e bombe a mano in guerra ai tedeschi. - -5. Siete diventati arditi per desiderio di mafia e di spavalderia -giovanile. - -Il colletto aperto preludia ad uno scamiciamento audace per meglio fare -ai pugni o per gettarsi in acqua al salvataggio d'un uomo che annega. - -Collo libero dell'uomo forte e creatore. Collo svincolato dalle cravatte -idiote. Collo atletico che fa scoppiare il colletto della società. - -Bella mafia trionfante degli arditi d'Italia che amano le belle donne e -le conquistano come trincee con un gesto eroico. Non preoccupatevi delle -smorfie e dei sussieghi degl'imboscati e degli avariati che nei caffè si -ritraggono ironicamente al vostro passaggio. Questi vili che hanno per -unico sangue il brodo dei loro calzoni riconoscono intimamente la vostra -potenza e il vostro valore. Ma vi temono, non hanno la forza di odiarvi, -tentano di svalutarvi. Non vi riesciranno. Dicono che molti di voi non -hanno più nulla da perdere e perciò osano tutto. - -Io rispondo loro che essi hanno tutto da conservare ma tutto perderanno. -Siete voi i primi, i più alti, i più degni. Siete voi i padroni della -nuova Italia. Io amo la vostra disinvoltura insolente. Si hanno tutti i -diritti quando si sgozza un austriaco. - -6. Voi siete diventati arditi per amore di improvvisazione e di -praticità. Di praticità novatrice contro il metodismo pedante e il -preparazionismo teutonico. - -Rifiutate quasi sempre l'aiuto dell'artiglieria. Presto, senza sparare -un colpo di cannone, utilizzando sempre la sorpresa, voi partite, -sfondate, entrate, sorpassate. Pochi prigionieri, molti pugnalati e il -resto giù dalla cima conquistata a calci. - -L'ultima grande vittoria è vostra. L'avete preparata mirabilmente, con -molti colpi di mano, tutti fulminei, tutti fruttiferi. - -Venne la grande tronfia offensiva austriaca della fame, l'offensiva -dalle cinquecentomila bocche spalancate e l'avete accolta a pernacchi -dando loro da mangiare tutti i vostri pugnali. L'indomani, a -Montecitorio, i ministri si presentarono vestiti di gloria rossa. Col -vostro sangue quei vestiti erano colorati. - -Voi non siete soltanto i migliori fanti d'Italia. Non siete i nuovi -garibaldini. Non siete truppe d'assalto alla tedesca. Queste sono -ferreamente condannate al sacrificio. Voi siete la nuova generazione -d'Italia, temeraria e geniale, che prepara il grandissimo futuro -d'Italia. - -In questa vasta conflagrazione che costringe popoli e uomini a dare il -massimo rendimento di tutte le loro forze e a superare miracolosamente -queste forze stesse, vi sono fatalmente delle stanchezze, vi sono -fatalmente dei combattenti stanchi. Voi siete gl'instancabili, i -miracoli viventi di muscoli e coraggio, i divini futuristi della nuova -Italia. - - _Il 1º gennaio 1919, per iniziativa del futurista Mario Carli, - capitano nel 18º Reparto d'Assalto, venne fondata a Roma - l_'Associazione fra gli Arditi d'Italia, _appoggiata dal - giornale_ Roma Futurista, _organo del Partito Futurista._ - - _Subito dopo, per iniziativa del capitano Ferruccio Vecchi venne - fondata la Sezione Milanese dell_'Associazione fra gli Arditi, - _presso la_ Direzione del Movimento Futurista, _Corso Venezia - 61, Milano._ - - - - - OPERE DI F. T. MARINETTI - - -*La Conquète des Étoiles*, poème épique, 3e édition, Éditions de la -«Plume», Paris. _*3 fr. 50*_ -*Destruction*, poèmes. Léon Vanier, éditeur, Paris. _*3 fr. 50*_ -*La Momie sanglante*, poème dramatique. Edizioni del «Verde e Azzurro», -Milano. _*2 fr. 50*_ -*D'Annunzio intime*, 4e édition. Edizioni del «Verde e Azzurro», -Milano. _*2 fr. 50*_ -*Le Roi Bombance*, tragédie satirique, 3e édition. Éditions du «Mercure -de France», Paris. _*3 fr. 50*_ -*La Ville Charnelle*, 4e édition. E. Sansot et C., éditeurs, -Paris. _*3 fr. 50*_ -*Les Dieux s'en vont, d'Annunzio reste*, 11e édition. E. Sansot et C., -éditeurs. Paris. _*3 fr. 50*_ -*La Conquête des Étoiles*, 4e édition, suivie des jugements de la presse -internationale. E. Sansot et C., éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_ -*Poupées électriques*, drame en trois actes en prose, avec une préface -sur le futurisme. E. Sansot et C., éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_ -*Enquête internationale sur le vers libre*, précédée du premier -Manifeste futuriste, 8e mille. Éditions de «Poesia». _*3 fr. 50*_ -*Mafarka le Futuriste*, roman africain (21e mille). E. Sansot et C., -éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_ -*Mafarka il Futurista*, romanzo, tradotto da Decio Cinti (Processato e -condannato. Due mesi e mezzo di prigione all'autore). Edizioni Futuriste -di «Poesia». _*Sequestrato*_ -*Distruzione*, poema, tradotto in versi liberi, col_Primo processo di -«Mafarka il Futurista»_(Edizioni di «Poesia»). _*Esaurito*_ -*Re Baldoria*, traduzione del_Roi Bombance_. Editori Fratelli Treves, -Milano. _*L. 3,50*_ -*Le Futurisme*. Théories et Mouvement. 12e mille. E. Sansot et C., -éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_ -*La Battaglia di Tripoli*, récit futuriste de la journée_du 26 Ottobre -1911_. Edizioni futuriste di «Poesia». _*1 fr. 50*_ -*Le Monoplan du Pape*, roman prophétique en vers libres. E. Sansot et -C., éditeurs, Paris. _*3 fr. 50*_ -*Zang-tumb-tumb*. (Assedio di Adrianopoli), parole in libertà. Edizioni -Futuriste di «Poesia». _*L. 3, --*_ -*Guerra, sola igiene del Mondo*. Edizioni Futuriste di -«Poesia». _*L. 2, --*_ -*L'Aeroplano del Papa*, romanzo profetico in versi liberi, traduzione -del_Monoplan du Pape_. Edizioni Futuriste di «Poesia». _*L. 3,50*_ -*El Futurismo*, traducción de German Gomez de la Mata y N. Hernandez -Luquero. F. Sempere y C., editores. Valencia. _*4 reales*_ -*Futurisme*, traduction russe. Editions de «Prométhée» -Saint-Pétersbourg. _*1 r. 25 k.*_ -*Versi e prose* di_Stéphane Mallarmé_. -- Prima traduzione italiana. -«Breviari intellettuali» dell'Istituto Editoriale -Italiano. _*L. 2, --*_ -*I Manifesti del Futurismo*, 4 volumetti dei «Breviari intellettuali» -dell'Istituto Editoriale Italiano. _*L. 8, --*_ -*Teatro sintetico Futurista*, 2 volumi. Istituto Editoriale -italiano. _*L. 4, --*_ -*Noi Futuristi*. Edizione R. Quintieri. _*L. 1,70*_ -*Come si seducono le donne*. Ediz. dell'_Italia -Futurista_. _*L. 3, --*_ -*L'Isola dei Baci* (In collaborazione con_Bruno Corra_) Editore -Facchi. _*L. 3, --*_ -*Democrazia Futurista*. Editore Facchi. _*L. 5, --*_ - - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DEMOCRAZIA FUTURISTA *** - - - - - A Word from Project Gutenberg - - -We will update this book if we find any errors. - -This book can be found under: http://www.gutenberg.org/ebooks/41157 - -Creating the works from public domain print editions means that no one -owns a United States copyright in these works, so the Foundation (and -you!) can copy and distribute it in the United States without permission -and without paying copyright royalties. Special rules, set forth in the -General Terms of Use part of this license, apply to copying and -distributing Project Gutenberg(tm) electronic works to protect the -Project Gutenberg(tm) concept and trademark. Project Gutenberg is a -registered trademark, and may not be used if you charge for the eBooks, -unless you receive specific permission. If you do not charge anything -for copies of this eBook, complying with the rules is very easy. 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