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- Il trionfo
-
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost
-no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it
-under the terms of the Project Gutenberg License included with this
-eBook or online at http://www.gutenberg.org/license.
-
-
-Title: Il trionfo
- Dramma in quattro atti
-
-Author: Roberto Bracco
-
-Release Date: July 31, 2012 [EBook #40378]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: ISO-8859-1
-
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL TRIONFO ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara Magni, and the
-Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net.
-
-This file was produced from images generously made available by The
-Internet Archive.
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-
-
- ROBERTO BRACCO
-
- TEATRO
-
- VOLUME SECONDO
-
- MASCHERE -- INFEDELE -- *IL TRIONFO*
-
- 3ª EDIZIONE RIVEDUTA.
-
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-
- REMO SANDRON -- Editore
- Libraio della Real Casa
- MILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA-BOLOGNA-TORINO
-
-Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States
- of America.
-
-
-
-
- PROPRIETÀ LETTERARIA
-
- _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per
- tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di
- Norvegia._
-
- È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni
- senza il consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico
- 17 Settembre 1882)_.
-
- Off. Tip. Sandron -- 12 -- I -- 080817.
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-
- IL TRIONFO
-
- _Dramma in quattro atti._
-
-Questo dramma fu rappresentato per la prima volta in Italia, al teatro
-_Alfieri_ di Torino, la sera del _10 gennaio 1895_, dalla compagnia
-drammatica _Zacconi-Pilotto_.
-
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-
-
- INDICE
-
-
- ATTO PRIMO.
- ATTO SECONDO.
- ATTO TERZO.
- ATTO QUARTO.
-
-
-
-
- PERSONAGGI:
-
- _Lucio Saffi_
- _Nora_
- _Don Paolo_
- _Giovanni_
- _Ziegler_
- _Felsani_
- _Rosa_
- _Giustino_
- _Un Contadino_
-
-
- ANNOTAZIONI PER GLI ARTISTI.
-
-*Lucio Saffi* -- 28 anni: viso espressivo, mobilissimo, segnato
-dall'intensa sensibilità spirituale.
-
-*Nora* -- maestra di pianoforte: 24 anni; natura debole,
-impressionabile.
-
-*Giovanni* -- un bel giovane gagliardo, sulla trentina, pittore.
-
-*Ziegler* -- violinista: poco più di 30 anni; piuttosto brutto, capelli
-castani un po' a zazzera, disordinato negli abiti e nei gesti.
-
-*Felsani* -- medico celebre: 74 anni; spalle curve, barba fluente e
-capelli bianchissimi, modi assai signorili; incesso grave; voce
-monotona, sottile, insinuante; parla lentamente, sillabando le parole,
-con pacatezza eccessiva e aristocratica.
-
-*Don Paolo* -- prete molto disinvolto, spregiudicato e giovialissimo;
-faccia bonaria e ridanciana: 56 anni.
-
-*Rosa* -- giovanetta bella, fresca, piena di salute: 21 anni, vesti e
-maniere tra di contadina e di provincialotta ricca.
-
-*Giustino* -- benestante campagnuolo, giovanissimo, sano, arzillo, e, a
-modo suo, elegante.
-
-
-
-
- ATTO PRIMO.
-
-
-_Un salotto semplice, modesto, adibito provvisoriamente a camera da
-letto. Il letto, difatti, situato verso il lato sinistro, ha il
-capezzale un po' discosto dalla parete, quasi avanti a una porta chiusa.
-Alla parete opposta, una finestra. In fondo, la porta comune, dalla
-quale si vede un'altra piccola stanza. Presso il letto, una larga
-poltrona. Pendono ai muri alcuni quadri anatomici. Nell'angolo più
-lontano dal letto, un'ampia tavola, su cui sono, confusamente, fiale e
-scatole di medicinali, qualche bottiglia, qualche piatto, qualche
-asciugamano, qualche bicchiere, delle arance, una candela di cera, un
-paralume._
-
-_Qua e là, nella camera, altre suppellettili, in disordine. -- È sera.
--- La candela è accesa, diffondendo poca luce. -- L'ambiente è
-concentrato e triste._
-
-
-
- SCENA I.
-
-
- LUCIO, GIOVANNI, FELSANI.
-
-
- _Lucio_
-
-_(è adagiato sul basso letto tutto bianco, ma dalla cintola in su è
-quasi ritto, con le spalle e il capo sorretti da una catasta di
-guanciali. Ha gli occhi infossati, lo sguardo debole e vagante, il volto
-pallidissimo e smunto, la barbettina incolta. Ha un braccio serrato al
-petto, tenendo sotto l'ascella un piccolo termometro.)_
-
- _Felsani_
-
-_(è seduto sulla poltrona.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(in piedi, presso la candela, ha in mano una lettera.)_
-
- _Lucio_
-
-_(parlerà con voce fioca; ma quando, a poco a poco, o ad un tratto, egli
-si animerà, il suo accento avrà vibrazioni affannosamente vivaci.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(guardando la lettera)_ Qui c'è una cancellatura. Si vede che gli era
-sfuggita qualche parola eccessivamente efficace....
-
- _Lucio_
-
-Dottore, sono passati i dieci minuti?
-
- _Giovanni_
-
-_(consultando il suo orologio)_ Non ancora.
-
- _Lucio_
-
-Questi termometri! Che noia! _(A Giovanni:)_ Continua, Giovanni. Vedi
-che bel tipo!
-
- _Giovanni_
-
-Lei permette, dottore? Tanto per ammazzare il tempo....
-
- _Felsani_
-
-Ammazzi pure.
-
- _Lucio_
-
-_(a Giovanni:)_ Ma grida un po'....
-
- _Giovanni_
-
-Non l'avevi letta?
-
- _Lucio_
-
-Me l'aveva appena leggiucchiata la signorina Nora.
-
- _Giovanni_
-
-_(leggendo:)_... «Sicchè, Sua Eminenza, che, standomi ad ascoltare,
-s'era grattata, con rispetto parlando, un poco dappertutto -- segno
-evidente che non avevo saputo grattarla io --, all'ultimo, alquanto
-impacciata, così mi parlò: «Voi don Paolo, non ne dubito, di qui a cento
-anni sarete anche beatificato, visto che nel villaggio tutti dicono, ed
-io lo credo, che siete un curato esemplare e miracoloso; ma io sostengo
-che lassù sarete un santo come non ve ne sono stati mai». E il giorno
-dopo, nipote mio, Sua Eminenza se n'è partita, salutata, acclamata da
-tutto il paese, ma giurando in cuor suo, -- te lo dico io -- di non
-metterci mai più il piede.» _(A Lucio:)_ Egli però non se ne mostra
-troppo afflitto. _(Legge:)_ «Insomma, non le piacqui. Anzi, la
-infastidii, specie con le mie risate. Santa pazienza!... Come si fa a
-fingere sempre? E poi, mascherare la faccia forse è possibile, ma la
-voce come si maschera? È quella che è. La mia ride; e a Sua Eminenza
-piacciono le voci che piangono. _De gustibus_, caro nipote! La
-vaccherella neonata sta come un pesce. Rosina fa all'amore con un
-giovinetto lavoratore e ricco. La semina del grano è terminata. E io me
-la godo. -- Sperando di ricevere finalmente tue nuove, ti abbraccia e
-benedice il tuo affezionatissimo zio Paolo.»... Bel tipo davvero! _(A
-Lucio:)_ Non sa che sei malato?
-
- _Lucio_
-
-Non sa?... Che cosa?
-
- _Giovanni_
-
-_(alzando la voce)_ Dico: tuo zio non lo sa che sei malato?
-
- _Lucio_
-
-No, no. -- Dottore, sono passati i dieci minuti?
-
- _Felsani_
-
-_(dopo aver consultato il suo orologio)_ Ora sì. _(Si alza lentamente,
-prende il termometro, si avvicina alla candela.)_
-
- _Lucio_
-
-Per conto mio, abolirei i termometri.
-
- _Felsani_
-
-Benissimo, collega. In qualità di medico, lei può abolire anche la
-medicina. Ma in qualità di ammalato, non deve che subirla.
-
- _Giovanni_
-
-_(a Lucio:)_ Hai capito?
-
- _Lucio_
-
-_(a Felsani, che osserva il termometro:)_ Quanti gradi, dottore?
-
- _Felsani_
-
-Ah?... Non così abolizionista come dice di essere! Trentanove meno
-qualche decimo.
-
- _Giovanni_
-
-Siamo in porto, perbacco!
-
- _Felsani_
-
-E anche senza questa importante diminuzione non ci sarebbe più niente da
-temere. Il superare la crisi dell'altra notte, fu vittoria decisiva.
-Sono quarantotto ore che Lucio Saffi ha concluso e sottoscritto il suo
-trattato di pace con la Vita. Questa volta _(si avvicina a Lucio)_
-possiamo congratularci con la scienza.
-
- _Lucio_
-
-Con la scienza? _(Tentenna un poco il capo.)_
-
- _Felsani_
-
-_(parlandogli assai dappresso)_ Con la _nostra_ Scienza, collega.
-
- _Lucio_
-
-Nostra, no. Io non saprei che farmene.
-
- _Felsani_
-
-Ottimamente. Nondimeno, veda, lei è un medico come me.
-
- _Lucio_
-
-Ho una laurea come lei.
-
- _Felsani_
-
-Ottenuta, io lo ricordo, con esami onorevoli.
-
- _Lucio_
-
-Ma non sono medico, e non potrò esserlo mai. Oh!... La scienza!... Io
-l'ho studiata con passione, anzi con avidità.... Me ne sono abbeverato
-avidamente, come... come un viaggiatore del deserto si abbevera alla
-prima sorgente che trova; ma poi!... Ma poi!....
-
- _Felsani_
-
-Ma poi... io la prego di parlare poco e di pensare meno. Mi fa questa
-grazia?
-
- _Lucio_
-
-_(continuando senza badargli)_... Più bevevo, e più avevo sete. Sicuro!
-Quando mi si disse: «ohè, ohè, sei dottore!», io ebbi la coscienza di
-essere un ignorante...
-
- _Felsani_
-
-Mi fa la grazia di chetarsi?
-
- _Lucio_
-
-_(animandosi)_ ...E tutte le ricerche febbrili tendenti a scoprire il
-segreto dell'esistenza, non lasciarono in me che un gran disprezzo per
-l'inanità della scienza, dei cui simboli grotteschi -- guardi dottore,
-guardi -- ho voluto ornare i muri in segno di scherno, e un gran
-desiderio, anche, mi rimase, un gran bisogno di cercare... di cercare...
-di cercare altrove! _(Si abbatte.)_
-
- _Felsani_
-
-_(dopo una lunga pausa, si accosta a Lucio)_ Ecco, lo vede? È stanco.
-Avrà tanto tempo -- glielo prometto io -- per dire alla scienza ed agli
-scienziati tutto il male che ne pensa; ma per ora, signor Lucio, _(con
-severità paterna)_ io non la prego più, bensì le ordino di fare a modo
-mio. _(Pausa. Poi, andando verso Giovanni e abbassando la voce)_ Senta.
-Sino alle due della notte, desidero che lo si lasci tranquillo. Alle
-due, o un po' più tardi, l'infermo ricomincerà a prendere la cartina
-consueta. E durante la notte, se avrà sete, potrà bere abbondantemente
-la sua aranciata. Ha niente da obiettare il signor pittore?
-
- _Giovanni_
-
-Si figuri! Niente.
-
- _Lucio_
-
-Non mi riesce di udire nemmeno una parola. Le sue droghe, dottore, mi
-hanno fatto diventar sordo.
-
- _Felsani_
-
-Benissimo! Potremo così sparlare di lei senza domandargliene il
-permesso.
-
- _Giovanni_
-
-_(a Felsani:)_ Appunto, dottore, volevo dirle....
-
- _Lucio_
-
-_(socchiude gli occhi in una specie di dormiveglia.)_
-
- _Felsani_
-
-_(a Giovanni:)_ Dica.
-
- _Giovanni_
-
-Egli si lamenta della residenza precaria in questa stanza, e non sogna
-che di ritornarsene lì, nella sua cameruccia abituale.
-
- _Felsani_
-
-Quella cameruccia sembra una tomba, e noi gliene vieteremo l'ingresso,
-perchè, suo malgrado, lo vogliamo vivo. Qui, caro signor Giovanni, c'è
-un poco più di luce.
-
- _Giovanni_
-
-Ed egli odia la luce.
-
- _Felsani_
-
-Una stravaganza che nasconde Dio sa quale dei suoi attorcigliamenti
-d'idee.
-
- _Giovanni_
-
-Lo so, ma, purtroppo!... guai a contraddirlo.
-
- _Felsani_
-
-Contraddirlo no; secondarlo sempre, neppure. È necessario distoglierlo,
-distrarlo dai suoi sofismi, dai suoi cavilli, da quel ragionare
-eccessivo in cui il suo pensiero si contorce. Ahimè! Ragionar troppo
-significa correre il pericolo di non ragionar più. Con la febbre a
-quarantuno, delirava. Questo era naturalissimo. Ma il male è che,
-passato delirio, egli ricorda la visione e i fantasmi del delirio e
-qualche volta ne parla come d'un fatto veramente accaduto, come di una
-persona veramente vista. Proclive a crearsi un altro mondo, determina,
-in sè stesso, una specie di sovrapposizione. Da che cosa è prodotto
-tutto questo? Io credo da una sproporzione, da uno squilibrio. Egli
-consuma, cioè, del suo cervello più di quanto possa consumare. Non ha
-notato lei che dopo uno dei suoi sforzi riflessivi egli, accasciato, si
-assopisce nel riposo? La natura medesima, dunque, gli chiede un
-risarcimento. Ed ecco perchè bisogna evitargli l'eccesso della
-riflessione. È del mio parere il signor pittore?
-
- _Giovanni_
-
-Ma... naturale!...
-
- _Felsani_
-
-E sarà utile che del mio parere siano gli altri amici che assistono
-l'infermo.
-
- _Giovanni_
-
-Avvertirò Ziegler.
-
- _Felsani_
-
-Avverta, prima d'ogni altro, la signorina Nora....
-
- _Lucio_
-
-_(a questo nome si desta.)_
-
- _Felsani_
-
-Quella donna, se non vado errato, ha un certo ascendente su lui....
-
- _Giovanni_
-
-In verità, non lo conosce che da quando è venuta ad abitare qui accanto;
-ma, senza dubbio, per lui, è una vicina eccellente.
-
- _Felsani_
-
-Una vicina eccellente! Ben detto! Ben detto! Ed è ciò che si può
-desiderare di meglio.
-
- _Lucio_
-
-Giovanni, è illuminata la sua finestra?
-
- _Felsani_
-
-Ah! Lei ascoltava? Cosicchè l'effetto delle mie malefiche droghe non è
-completo?
-
- _Lucio_
-
-M'è parso dì udir pronunziare il nome di Nora. Mi sono, forse,
-ingannato?
-
- _Felsani_
-
-Ingannato? Punto. E solamente questo nome ha udito?...
-
- _Lucio_
-
-Questo nome, dottore.
-
- _Felsani_
-
-Benissimo.... Benissimo....
-
- _Lucio_
-
-È illuminata la sua finestra, Giovanni?
-
- _Giovanni_
-
-_(guardando la finestra)_ No. Ella non deve essere ancora tornata dal
-concerto. Già, sarebbe venuta direttamente qui. Ma non potrà tardare. I
-pezzi che doveva suonare con Ziegler erano segnati al principio della
-seconda parte del programma.
-
- _Felsani_
-
-_(a Lucio, fissandogli addosso gli occhietti scrutatori:)_ È una
-pianista valorosa?
-
- _Lucio_
-
-È una incomparabile infermiera.
-
- _Felsani_
-
-Simpatica, anche....
-
- _Lucio_
-
-Assai mite.
-
- _Felsani_
-
-Quasi bella....
-
- _Lucio_
-
-_(breve pausa)_ Peccato!
-
- _Felsani_
-
-_(ha un lieve moto di stupore. Indi, rivolgendosi pianissimo a
-Giovanni:)_ Che ne dice lei, signor pittore, di tutto ciò?
-
- _Giovanni_
-
-Non è un innamorato.
-
- _Felsani_
-
-Molto ben detto. Senonchè, io non sono della sua opinione.
-
- _Lucio_
-
-_(chiamando:)_ Giovanni! Giovanni! Va, ti prego, va ad aprire la porta.
-La signorina Nora è su per le scale. Non ne hai udita la risatina?
-
- _Giovanni_
-
-Io, no; ma non monta.... _(Esce dalla comune.)_
-
- _Felsani_
-
-_(accostandosi a Lucio)_ Non le pare d'aver udita quella risatina più
-col pensiero che con gli orecchi?
-
- _Lucio_
-
-_(dilatando istantaneamente le pupille)_ Perchè lo vuol sapere?
-
-
-
- SCENA II.
-
-
- LUCIO, GIOVANNI, FELSANI, ZIEGLER, NORA.
-
-
- _Nora_
-
-_(porta in mano un mazzo di fiori. Ha un'elegante e semplicissima veste
-bianca dallo strascico molto lungo. La ciarpa che le covre i capelli, e
-un po' il viso, e il mantello in cui si avvolge, mettono nell'ambiente
-caldo l'impressione dell'aria fredda della strada.)_
-
- _Ziegler_
-
-_(indossa, sbottonato e col bavero alzato, un largo e vecchio paltò
-svolazzante, sotto il quale il frak inelegante e il nitido cravattone
-bianco completano il carattere della figura alquanto bizzarra. Ha in
-mano il violino chiuso nella cassetta e alcune carte di musica
-avvoltolate.)_
-
- _Nora_
-
-_(entrando)_ Buone notizie, nevvero?
-
- _Felsani_
-
-Sempre buone quando un medico tiene a darle egli stesso.
-
- _Nora_
-
-_(a Felsani:)_ Lei qui a quest'ora? Giù, non avevo riconosciuta la sua
-carrozza.
-
- _Ziegler_
-
-_(andando premuroso verso Lucio)_ Si va bene, eh? _(Mette in un angolo
-la cassetta, il cappello, le carte.)_
-
- _Felsani_
-
-_(a Nora)_ Io qui a quest'ora. Ma non tema, signorina, non usurpo il suo
-posto d'infermiera. Glielo abbandono tutto intero il nostro ex ammalato.
-_(Prende di su una seggiola la sua pelliccia. -- Giovanni lo aiuta a
-indossarla.)_
-
- _Nora_
-
-Oh, garbata questa infermiera che entra munita di fiori nella camera
-dell'infermo! Ziegler, abbiate pazienza, buttateli via. _(Glieli dà.)_
-
- _Ziegler_
-
-Lusinghiero pel Comitato che ve li ha offerti. Piuttosto ve li porto in
-casa. Volete?
-
- _Nora_
-
-No, no: buttateli via. Tanto, domani saranno secchi.
-
- _Lucio_
-
-I fiori!... Colore... profumo... niente altro!
-
- _Felsani_
-
-_(a Giovanni:)_ Grazie. _(A Ziegler:)_ Dia a me, se non le dispiace, dia
-a me....
-
- _Ziegler_
-
-_(consegnandogli il mazzo di fiori)_ Volentieri.
-
- _Felsani_
-
-Sino a domani li serberò io.
-
- _Nora_
-
-Così poetico, dottore? _(Si toglie la ciarpa, il mantello, i guanti.)_
-
- _Felsani_
-
-Poetico, precisamente, no. Ma mi permetto di fare osservare alla
-signorina Nora che è una crudeltà il buttar via dei fiori freschi solo
-perchè domani saranno secchi. Secondo lei, signorina, invece di curare
-un uomo, noi dovremmo ucciderlo, cioè.... buttarlo via, solo perchè,
-tanto, un giorno o l'altro dovrà morire. Poetico, no. Un po' umanitario,
-ecco. E l'umanità comincia dove si vuole. Per alcuni comincia dalla
-scimmia.... Benissimo! Per me comincia.... dai fiori. «_Vivere! Vegetare
-forse?_» si domanderebbe un Amleto a rovescio.... E lei, signorina, che
-ne dice?... Qual è la sua opinione?...
-
- _Nora_
-
-Non ne ho, dottore. Sono una ignorante, io.
-
- _Felsani_
-
-_(sorpreso di sentire la stessa dichiarazione fatta poco prima da
-Lucio)_ Ah?... Anche lei?
-
- _Nora_
-
-Perchè «_anche_»?
-
- _Felsani_
-
-Nulla.... Non ci badi. _(A Lucio:)_ A rivederci, collega. E si ricordi
-che la vittoria è _nostra_.
-
- _Lucio_
-
-_(sorride.)_
-
- _Felsani_
-
-_(salutando)_ Signorina... Signor Ziegler... Signor Giovanni....
-
- _Nora_, _Giovanni_ e _Ziegler_
-
-_(cortesemente, lo accompagnano.)_
-
- _Felsani_
-
-_(uscendo lentissimamente)_ Chi vedesse uscire a quest'ora da una casa
-un vecchio medico con un mazzo di fiori in mano, farebbe le più varie e
-fantasiose supposizioni, ma di certo non sospetterebbe che il vecchio
-medico abbia voluto salvare il mazzo di fiori... dalla crudeltà d'una
-infermiera gentile.... _(Ancora salutando)_ Signori.... _(Via.)_
-
- _Nora_
-
-_(resta sulla soglia.)_
-
- _Giovanni_ _e_ _Ziegler_
-
- _(escono con lui e poi ritornano.)_
-
-
-
- SCENA III.
-
-
- LUCIO, NORA, GIOVANNI e ZIEGLER.
-
-
- _Ziegler_
-
-_(rientra, imitando lievemente l'andatura e l'accento del dottor
-Felsani)_ «E così il benefico Comitato ha finito coll'offrire dei fiori
-al dottor Felsani. Benissimo!... _(a Nora:)_ E lei, signorina, che ne
-dice?»
-
- _Nora_
-
-Oh! Io dico, sul serio, di non averli meritati.
-
- _Ziegler_
-
-Non le prestar fede, Lucio. Ha suonato divinamente. E anch'io mi sono
-piaciuto. La sonata di Grieg l'abbiamo -- come dire? --... l'abbiamo
-sviscerata. E al secondo tempo, Nora, a suo marcio dispetto, è stata
-grande....
-
- _Nora_
-
-_(ridendo e declamando:)_ «Come nessun fu mai!»
-
- _Giovanni_
-
-_(pazientemente si sdraia sulla poltrona, ascoltando.)_
-
- _Ziegler_
-
-_(a Nora:)_ Date retta a me. In quell'_andante appassionato_.... _(a
-Giovanni:)_ Bada, era il secondo tempo della seconda sonata di Grieg; e
-lì dentro, sai, c'è tutta la Norvegia coi suoi fiordi e con le sue
-aurore boreali.... _(Continuando a rivolgere la parola a Nora e alzando
-il tono affinchè Lucio non resti estraneo alla conversazione:)_ Sì,
-perdinci, in quell'_andante appassionato_ avete messo tanta profondità
-d'intenzioni e tanta intensità di dolcezza sentita... quasi direi, di
-_dolcezza vissuta_... che quel Kaps, non so, pareva avesse un cuore,
-pareva vivere come voi, come me... _(entusiasmandosi)_ e le corde del
-mio violino sconquassato cantavano, non perchè io le grattavo con
-l'archetto, no, ma perchè vivevano esse pure.... Proprio così!...
-Vivevano, intendete?, vivevano per una suggestione. Già, io non so
-esattamente che diamine significhi la parola _suggestione_, che tutti
-diciamo cento volte al giorno...; ma questa volta devo averla detta a
-proposito. Suggestione, incantesimo, malìa, magìa, miracolo!... Una di
-queste cose, insomma, ovvero... tutte quante insieme!
-
- _Nora_
-
-_(ridendo)_ Addirittura?!
-
- _Ziegler_
-
-Addirittura! _(Sempre più entusiasmandosi)_ Vi garantisco io che, dato
-un accompagnamento come il vostro, un violino suona da sè. E quando voi
-sedete al piano, Norina, parola d'onore, o che suoni io o che suoni
-Tartini redivivo, è precisamente lo stesso!...
-
- _Nora_ _e_ _Giovanni_
-
-_(lo guardano comicamente.)_
-
- _Ziegler_
-
-Cioè... credo di avere un poco esagerato. Ritiro la parola d'onore.
-
- _Lucio_
-
-_(sorride.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(levandosi)_ Hai finito, chiacchierone?
-
- _Ziegler_
-
-_(mortificato)_ Vi vedevo attenti: supponevo di farvi piacere, parlando.
-
- _Giovanni_
-
-Be', se hai finito, _(stendendogli la mano)_ buona notte.
-
- _Ziegler_
-
-_(stringendogliela)_ Te ne vai?
-
- _Giovanni_
-
-No! Sei tu che te ne vai.
-
- _Ziegler_
-
-Ma che! Io ho da restare. Stanotte siamo di guardia Norina ed io.
-
- _Giovanni_
-
-Se ci sei stato la notte scorsa con lei! Stanotte spetta a me.
-
- _Ziegler_
-
-E tu non c'eri stato già due notti di fila? Spetta a me, caro mio.
-
- _Giovanni_
-
-E io sostengo che spetta a me.
-
- _Nora_
-
-Bisticciatevi per questo, adesso!
-
- _Ziegler_
-
-Decidete voi, Nora.
-
- _Giovanni_
-
-Andiamo, decidete voi.
-
- _Nora_
-
-Non spetta a nessuno dei due. Il signor Lucio sta meglio, e quindi non
-c'è' bisogno di una duplice sentinella. Stanotte, ci resto io sola. Ecco
-la mia decisione.
-
- _Ziegler_
-
-E basta così.
-
- _Giovanni_
-
-Non parlo più.
-
- _Nora_
-
-_(dando a Giovanni il pastrano e il cappello)_ A voi.... _(e a Ziegler
-il cappello, le carte e la custodia del violino)_ A voi.... E dritti a
-casa, da bravi ragazzi. _(A Giovanni:)_ La consegna?
-
- _Giovanni_
-
-La consegna è questa. Sino alle due, possibilmente, riposo. A cominciare
-dalle due, le solite cartine, e se ha sete, la solita bibita. _(Indi,
-parlando pianissimo, ma con disinvoltura, affinchè Lucio non sospetti:)_
-D'un discorso molto serio fattomi dal dottore, parleremo poi a lungo
-domani.
-
- _Nora_
-
-Va bene.
-
- _Giovanni_
-
-_(rialzando il tono e guardandola tutta)_ Intanto sarete a disagio in
-questo abito di fantasma.
-
- _Nora_
-
-Andrò a svestirmi quando il signor Lucio si sarà addormentato.
-
- _Giovanni_
-
-E se non si addormenterà, i vostri piedini staranno ad agghiacciarsi
-nelle calze di ragnatela e in questi petali di magnolia che chiamate
-scarpine.
-
- _Nora_
-
-Vi proibisco d'essere tanto bene informato della mia calzatura! Del
-resto, all'alba, Ziegler verrà a sostituirmi.
-
- _Ziegler_
-
-Beninteso!
-
- _Giovanni_
-
-E perchè non io?
-
- _Nora_
-
-_(vivamente)_ Perchè _voi, no_!
-
- _Ziegler_
-
-E basta così.
-
- _Nora_
-
-Che tiranna, eh?
-
- _Giovanni_
-
-Tiranna?... Non lo so.
-
- _Nora_
-
-È vero, signor Lucio, che sono un pochino tiranna?
-
- _Lucio_
-
-È la tirannia della Saggezza.
-
- _Nora_
-
-Ah, sì?
-
- _Giovanni_
-
-_(piano a Ziegler:)_ Ti secca di non restar qui con lei?
-
- _Ziegler_
-
-_(piano a Giovanni:)_ Per carità, Giovanni, non dirlo neanche per
-ischerzo.
-
- _Giovanni_
-
-_(a Lucio:)_ Noi ce ne andiamo, Lucio. _(Indicando Nora)_ È lei che lo
-esige.... A domani, dunque.
-
- _Ziegler_
-
-_(a Lucio:)_ Domani, senza febbre e con gli occhioni luminosi e
-irrequieti come due fari. Mi sono spiegato?
-
- _Lucio_
-
-_(sorridendo dice di sì col capo.)_
-
- _Ziegler_
-
-_(a Nora.)_ Buona veglia, Norina! _(E via.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(stringendole la mano)_ A rivederci....
-
- _Nora_
-
-Ahi! Ahi! Mi fate male....
-
- _Giovanni_
-
-Eh!... Troppo fragile per essere una tiranna, troppo sensibile per
-essere un fantasma!
-
- _Nora_
-
-_(quasi fra sè, con rancore)_ Cattivo!
-
- _Giovanni_
-
- _(esce.)_
-
-
-
- SCENA IV.
-
-
- LUCIO _e_ NORA.
-
-
- _Nora_
-
-_(si accinge a mettere in ordine gli oggetti che sono sulla tavola.)_
-
- _(Un lungo silenzio.)_
-
- _Lucio_
-
-Fa freddo, fuori?
-
- _Nora_
-
-Un poco. Voi avete freddo?
-
- _Lucio_
-
-Sento che fa un poco di freddo, ma io non ho freddo.
-
- _Nora_
-
-Invece, io credo che abbiate freddo. Volete uno scialle?
-
- _Lucio_
-
-No.
-
- _Nora_
-
-Lo volete?
-
- _Lucio_
-
-Siete voi che volete darmelo. Ebbene, io lo voglio.
-
- _Nora_
-
-_(stende sul letto uno scialle bianco, e ritorna a rassettare gli
-oggetti sulla tavola.)_
-
- _(Un silenzio breve.)_
-
- _Lucio_
-
-Nora....
-
- _Nora_
-
-Signor Lucio?
-
- _Lucio_
-
-Perchè odo la vostra voce meglio di quella degli altri?
-
- _Nora_
-
-_(con lieve celia gentile)_ Perchè le medicine che momentaneamente
-potevano indebolirvi l'udito ve le ho somministrate io. È giusto che
-esse abbiano fatta una eccezione per me.
-
- _Lucio_
-
-_(sorride)_ Ah?.... Ho inteso. _(Pausa)_ E adesso che fate?.... Sedete,
-adesso.... Raccontate.
-
- _Nora_
-
-Un momento.... C'era una gran confusione quassù.... Tutta colpa del
-signor Giovanni! _(Seguendo il zig-zag del suo pensiero)_ Un po' matto,
-ma vi vuole molto bene anche lui.
-
- _Lucio_
-
-Sì. Giovanni e Ziegler sono due amici eccezionali.
-
- _Nora_
-
-Ed io? _(Poggia il paralume verde davanti alla candela. Si volta, e
-ascolta.)_
-
- _Lucio_
-
-Voi, no.
-
- _Nora_
-
-No?!
-
- _Lucio_
-
-Voi, non siete.... un'amica.
-
- _Nora_
-
-E che sono, io?
-
- _Lucio_
-
-Ecco. Pocanzi il dottor Felsani diceva che la scienza mi ha ridata la
-vita....
-
- _Nora_
-
-È vero!
-
- _Lucio_
-
-Io sono convinto che me l'avete ridata voi.
-
- _Nora_
-
-Oh Dio! In che modo? _(Ascoltandolo, muoverà impercettibilmente verso di
-lui, e si fermerà un po' discosta dal letto.)_
-
- _(Sono tutti e due in un'atmosfera di sogno.)_
-
- _Lucio_
-
-In che modo?.... La vita è la vita. Si sa come si scompone il corpo d'un
-uomo; non si sa... o, meglio, io non so di che si componga la sua vita.
-Quel che io so è di averla riavuta a guisa d'un dono,... di averne
-sentita la trasfusione. _(Pausa.)_ Ricordate?... _(Pausa.)_
-Agonizzavo... Cominciavo a morire... La mia anima, liberandosi a poco a
-poco dalle sue spoglie, già si affacciava al mondo dì là... _Vedeva!_...
-_Vedeva!_... Comprendete?
-
- _Nora_
-
-Sì.
-
- _Lucio_
-
-Poi... un alito dolce, in cui era una segreta intercessione, un segreto
-richiamo, la trattenne, la fece retrocedere, me la ricondusse... e la
-congiunse, di nuovo, completamente, a questo misero corpo...
-restituendogli la vita, che -- demeritata -- gli si era dispersa. _(Come
-in una ispirazione)_ Chi aveva richiamata l'anima mia?
-
- _Nora_
-
-Chi?
-
- _Lucio_
-
-Voi. E, difatti, mentre essa mi ritornava dentro, mentre io...
-rinascevo, voi mi stavate vicina, vigilando... aspettandomi... Mi
-stavate vicina...
-
- _Nora_
-
-_(intenta, si accosta ancora un poco e, a piè del letto, resta fissa,
-dinanzi a lui, suggendone ogni parola.)_
-
-_(Il biancore del suo abito, il cui strascico si distende, e quello del
-letto compongono, nell'ombra, tutta una vaga forma bianca.)_
-
- _Lucio_
-
-... Così... Così... come state ora: secura, diritta, solenne, grande,
-eppure umile.... Assai umile... assai umile....
-
- _Nora_
-
-_(assorta)_ Lucio....
-
- _Lucio_
-
-_(spalancando gli occhi che diventano d'una luminosità soave)_ E così,
-con questa voce, con una voce che è soltanto vostra, mi dicevate:
-Lucio... Lucio....
-
-_(Muti, immobili, si guardano. -- Il silenzio incombe.)_
-
- (_Sipario._)
-
-
-
-
- ATTO SECONDO.
-
-
-_La medesima stanza. Ma l'ambiente è divenuto quasi gaio. Non c'è più il
-letto. Dove erano le fiale e i medicinali, si vedono, ora, piatti,
-bottiglie di vino, un fornello con su una caffettiera, una zuccheriera e
-parecchie tazze. Nel mezzo della stanza, una mensa. Son le prime ore del
-pomeriggio._
-
-
-
- SCENA I.
-
-
- LUCIO, DON PAOLO, NORA, GIOVANNI _e_ ZIEGLER.
-
-
-_(Essi stanno seduti intorno alla mensa. Don Paolo ha a destra Nora, a
-sinistra Ziegler. Lucio è alla destra di Nora. Giovanni è fra Lucio e
-Ziegler. Si è alla fine del pranzo. Si mangia la frutta. Si chiacchiera.
-Si beve. -- Il fornello del caffè è acceso.)_
-
- _Nora_
-
-_(sbuccia una mela e ne offre una fetta a Don Paolo.)_ Un'altra fettina
-di mela, Don Paolo?
-
- _Don Paolo_
-
-_(condiscendente)_ Un'altra fettina di mela. _(La prende e la mangia.)_
-
- _Ziegler_
-
-Ancora?!
-
- _Don Paolo_
-
-Lasciate fare! _(Ride)_ Ah ah ah! Sono i piccoli vantaggi
-dell'innocuità.
-
- _Giovanni_
-
-Se c'è l'innocuità, non ci sono i vantaggi.
-
- _Don Paolo_
-
-Dal vostro punto di vista è vero. Ma dal mio, _(ridendo)_ ah ah ah!, è
-un altro paio di maniche.
-
- _Ziegler_
-
-Voi le avete larghe le maniche....
-
- _Don Paolo_
-
-E me ne tengo! Sono misericordioso, io.
-
- _Giovanni_
-
-La misericordia è stoffa a buon mercato. Si dice che anche il Signore
-Iddio se ne sia fatto un manto assai largo.
-
- _Ziegler_
-
-Che ne pensate voi, Don Paolo?
-
- _Don Paolo_
-
-Io penso... _(beve con voluttà un ultimo bicchiere di vino)_ penso che
-con queste cose è meglio di non scherzare.
-
- _Nora_
-
-_(a Giovanni e a Ziegler:)_ Se voialtri non la finite con le vostre
-eresie!...
-
- _Giovanni_
-
-Non andate in collera, Nora, chè in fondo poi, convenitene, sono un buon
-credente.
-
- _Nora_
-
-Sì, quando vi accomoda.
-
- _Don Paolo_
-
-_(per scansare quei discorsi)_ Un sigaro chi me lo dà?
-
- _Ziegler_
-
-Io.
-
- _Giovanni_
-
-Io.
-
- _Don Paolo_
-
-Vediamo. _(Guarda e stringe tra le punte delle dita i due sigari.)_
-Scelgo questo e fumo quest'altro. _(Ridendo, se ne mette uno in tasca e
-uno in bocca)_ Ah ah ah!
-
- _(Tutti si alzano, eccetto Lucio.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(col viso alquanto acceso e le gambe alquanto dinoccolate)_ Santa
-pazienza! Mi avete fatto mangiare e bere un po' troppo!
-
- _Nora_
-
-Ed ora vi do una tazza del mio caffè.
-
- _Don Paolo_
-
-Purchè non mi facciate perdere il treno come ieri.
-
- _Ziegler_
-
-_(cavando dalla saccoccia una scatoletta di fiammiferi)_ State
-tranquillo: terrò io d'occhio l'orologio.
-
- _Ziegler, Giovanni, Don Paolo_
-
-_(accendono i loro sigari.)_
-
- _Nora_
-
-_(smorzando la fiamma del fornello)_ Lo brustolai io stessa, ieri
-sera....
-
- _Don Paolo_
-
-Lo sappiamo, perchè la vostra finestra era aperta e il fumo aromatico
-giungeva fin qui.
-
- _Nora_
-
-Moca e Portorico.... Sentirete.
-
- _Lucio_
-
-_(tuttora seduto, è assorto, co' pugni uniti sulla tavola e il mento sui
-pugni.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(lo guarda, gli si avvicina e gli sfiora il viso col gesto con cui si
-scacciano le mosche)_ Ohè!...
-
- _Lucio_
-
-_(sussultando)_ Scusate, zio...
-
- _Don Paolo_
-
-Ma che hai? Che hai?
-
- _Lucio_
-
-Ecco:... riflettevo che....
-
- _Nora_
-
-_(interrompendo di proposito)_ Don Paolo, dolce o amaro?
-
- _Don Paolo_
-
-Come il vostro cuore vi detta.
-
- _Ziegler_
-
-Allora dolcissimo.
-
- _Nora_
-
-_(offrendo la tazza ricolma a Don Paolo)_ A voi.
-
- _Don Paolo_
-
-_(saggiando subito col cucchiaino)_ Perfetto!
-
- _Lucio_
-
-Me la date anche a me una tazza di caffè?
-
- _Nora_
-
-_(mescendolo agli altri)_ È assai forte, Lucio. Coi vostri nervi!...
-
- _Lucio_
-
-Un sorso, almeno. Mi solleverà.
-
- _Nora_
-
-Un sorso, ve lo cedo io. _(Gli porge la propria tazza.)_
-
- _Lucio_
-
-_(se l'avvicina alle labbra, delicatamente.)_
-
- _Ziegler_
-
-_(pianissimo, confabulando con Don Paolo.)_ Insistete nella proposta di
-stamane. Fate che egli venga con voi in campagna. Il dottor Felsani dice
-che ciò è indispensabile....
-
- _Don Paolo_
-
-E dice bene.
-
- _Ziegler_
-
-Lucio, credetemi, non è completamente guarito.
-
- _Don Paolo_
-
-_(sospirando)_ Lo so. Lo vedo.
-
- _(Restano pensosi, sorseggiando l'uno di fronte all'altro.)_
-
- _Nora_
-
-_(a Lucio, che beve troppo caffè:)_ Ma così compromettete il solito
-sonnellino del dopo pranzo.
-
- _Lucio_
-
-Non importa.
-
- _Nora_
-
-_(con severità gentile)_ Basta, ora! _(E riprende la tazza.)_
-
- _Lucio_
-
-Che avara!
-
- _Giovanni_
-
-E giacchè siete così avara... io vi chiedo un'altra mezza tazza del
-vostro caffè.
-
- _Nora_
-
-Intemperante! _(Tentennando il capo, lo accontenta.)_
-
- _Giovanni_
-
-Avara! Avara!
-
- _Don Paolo_
-
-_(chiama a sè Ziegler con gli occhi e gli dice qualcosa all'orecchio.)_
-
- _Ziegler_
-
-Eh! Senza di lei, egli si ammalerebbe peggio.
-
- _Don Paolo_
-
-E dunque?
-
- _Ziegler_
-
-Con un pretesto qualsiasi, fate venire anche lei. Tanto, voi siete un
-prete di spirito....
-
- _Don Paolo_
-
-Ma quella è una donna di carne!
-
- _Ziegler_
-
-Per Lucio non è che di aria.
-
- _Don Paolo_
-
-E buon pro gli faccia! _(Avendo finito di bere il caffè, sta per riporre
-la tazza.)_
-
- _Nora_
-
-_(cerimoniosamente, gliela toglie di mano e la posa.)_ Contro chi
-congiurate voi due?
-
- _Don Paolo_
-
-Contro chi? Posso dirlo? Posso dirlo? _(Con uno slancio di franchezza)_
-Contro il vostro amico Lucio... e anche un po' contro di voi.
-
- _Lucio_
-
-Oh! Oh! Sentiamo.
-
- _Don Paolo_
-
-_(dopo breve esitazione)_ Be'!... Bisogna decisamente accettare il mio
-invito. In campagna, caro nipote, in campagna!
-
- _Lucio_
-
-_(di scatto)_ No, zio, ve l'ho già detto: in campagna con voi, non ci
-vengo!
-
-_(Un silenzio. Tutti sono imbarazzati. Nora arrossisce. Lucio tenta
-invano di dissimulare il suo turbamento. Ziegler fa segno a Don Paolo di
-non preoccuparsene e di andare avanti.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(risoluto)_ Sentite, ragazzi miei. Io ho il vago sospetto che, oramai,
-la città sia diventata l'anticamera del manicomio.
-
- _Lucio_
-
-_(ha un involontario movimento di pena.)_
-
- _Ziegler_
-
-_(vorrebbe avvertire Don Paolo di mutar tono.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(non intende e continua)_ Ah! In città ci ho vissuto anche io e ci ho
-fatta la mia educazione.... E che educazione! Ma erano altri tempi, e,
-quando mi ritirai in villaggio, portai con me tale una provvista di
-saviezza da seminarne largamente le mie campagne affinchè germogliasse
-nel buon concime del cretinismo campagnuolo. Ahimè! Mi accorgo che il
-cervello cittadino è deperito. La civiltà è una sua eterna debitrice,
-perchè non rende tutto ciò che esso le dà. Certo, da quel pastore alla
-buona che sono... _(guarda tutti e continua un po' comicamente)_... o,
-se vi piace meglio, da quel pretaccio esperto che sono..., parecchie
-stranezze ho creduto possibili sotto la cappa del cielo, ma quella che
-m'è capitato di vedere venendo a fare una visita a mio nipote dopo tanti
-anni, no, non l'ho creduta e non avrei potuto crederla possibile mai!
-_(Pausa. -- Con le dita si allarga il colletto che gli dà fastidio.)_ È
-inutile, veh!, che mi facciate quei visi lunghi... Voglio parlare, io, e
-parlare franco... E voglio dire tutto quello che penso... N'avrei il
-diritto, anzi il dovere, santa pazienza!, pure se quel vinetto, di cui
-m'avete fatto bere più del necessario, non mi sciogliesse ora lo
-scilinguagnolo. Oh bella!... Credevo d'avere per nipote un medico e
-trovo invece un capitale nemico della medicina. E sin qui, _transeat_:
-non è di questo che mi affliggo. Credevo di avere per nipote un
-giovanotto vivace, allegro, che magari corresse la cavallina, come,
-purtroppo, alla sua età faceva la buon'anima di suo padre, e invece
-trovo un ipocondriaco misterioso, un asceta andato a male, un
-malinconico contemplatore di non so che cosa. Credevo di avere per
-nipote un uomo abituato e indurito a tutte le tempeste di questa
-vitaccia, e non trovo che un naufrago avviticchiato a uno scoglio; il
-quale scoglio non si chiama con nessuno dei nomi che, più o meno,
-affidano. Esso non è nè il matrimonio, nè il celibato; non è nè la
-catena coniugale, nè la libertà individuale; non è nè la virtù, nè il
-vizio; non è nè l'amore legittimo, nè quello illegittimo. E sapete che
-cosa è?... È semplicemente una anomalia!
-
- _Ziegler_
-
-_(tirandogli di nascosto la sottana)_ Don Paolo!
-
- _Don Paolo_
-
-Sì, sì, una anomalia: lo ripeto e lo sostengo. Ammettiamo perfino
-un'amicizia fraterna, a base di gratitudine o di qualcosa di simile, fra
-un uomo a ventotto anni e una donna a ventiquattro. Uno scetticone
-sorriderebbe d'incredulità, e io no, non sorrido, perchè non sono
-scettico e mi piace ancora di credere nella bontà umana. Ma quando
-questo uomo e questa donna non vogliono o non possono più districarsi
-l'uno dall'altra, quando essi s'innestano, si cuciono fra loro a fil
-doppio per respirare la stessa aria, per dire le stesse parole, per
-vivere la stessa vita, ah! santa pazienza!, quest'amicizia fraterna, se
-non è una finzione, è una cosa sciocca, effimera e mostruosa!
-
- _Ziegler_
-
-_(gli tira di nuovo la sottana.)_
-
- _Don Paolo_
-
-Che bisogno c'è di pizzicarmi ogni tanto la sottana?... Credete che io
-non intenda il suono delle mie parole?... Vi porto un po' del mio
-ossigeno. Se non vi entra nei polmoni, di chi è la colpa? Del resto,
-quello che ho detto, ho detto. Non ci pensiamo più.... Io desidero
-soltanto -- e questo soltanto volevo assodare -- che Lucio venga a star
-qualche tempo con me, lì, in campagna, dove la natura si sviluppa
-sinceramente in tutta la sua semplicità, dove anche il semplice
-spettacolo della vegetazione rigogliosa risolve i problemi più
-complicati e più astrusi e concilia l'umanità un po' con Dio e un po'
-con sè stessa. Ci siamo intesi?
-
- _(Un silenzio. -- Tutti guardano a terra.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(dimena il capo, dicendo quasi fra sè:)_ Pare di no! _(Sbuffa e si
-gratta il mento. -- Mentre parlava, il sigaro gli si è smorzato fra le
-dita. E ora se lo ficca in bocca come per fumare e con le labbra lo
-tormenta.)_
-
- _Ziegler_
-
-_(cavando di tasca la scatola di fiammiferi)_ Volete accendere, Don
-Paolo?
-
- _Don Paolo_
-
-_(scattando)_ Ma che accendere! I vostri sigari non tirano! Via! Via
-anche il sigaro! _(Lo getta a terra con violenza. -- Poi, paziente)_
-Signorina Nora, voi mi sembrate una brava ragazza... e le parole che mi
-sono uscite di bocca..., ammesso che non fossero tutte piacevoli..., voi
-le avete già dimenticate. Siete persuasa d'essere quasi una sorella
-d'adozione di Lucio? Ed io precisamente alla sorella di lui mi rivolgo.
-Esortatelo voi a raggiungermi in campagna... e, giacchè... in casa mia
-non debbo render conto a nessuno..., voi, che siete una donnina
-emancipata, voi sua amica, sua sorella, se vi degnate d'accettare il mio
-invito, verrete a tenergli compagnia... proprio come fate qui, e così,
-in un'opera saggia, vi unirete a me, che diventerò, naturalmente, un
-vostro zio... nei modo che meglio piacerà alla Provvidenza. Quanto
-all'occhio del mondo, non ve ne date pena. Dirò... dirò... che siete
-proprio una parente. E poi, lassù, in villaggio, tutto il mio mondo è
-composto di quattro persone: il solito farmacista, il medico condotto,
-la mia pupilla e il suo fidanzato; e questo mondo, capirete,... ha
-l'occhio che voglio io. _(Ride)_ Ah ah ah ah ah! Ecco qua, torno a
-ridere, finalmente. Si dice che io rida troppo spesso.... Eppure, lo
-vedete, quando mi accade di parlare senza ridere, arreco fastidio alle
-orecchie e do ai nervi come... come un trombone che voglia farla da
-flautino. Viva il buon umore, dunque, viva l'allegria!
-
- _(Tutti sono evidentemente preoccupati, e, come dianzi, guardano a
- terra, tacendo.)_
-
- _Don Paolo_
-
-Viva l'alle...gria!... Eh!... difatti... non si potrebbe immaginare
-un'allegria più allegra di questa! _(Sbuffa.)_
-
- _(Ancora un silenzio.)_
-
- _Ziegler_
-
-_(consulta il suo orologio, ed è felice di trovare un pretesto per
-risolvere la quistione)_ Don Paolo, se non volete perdere il treno, è
-ora.
-
- _Don Paolo_
-
-Oh, tanto meglio! La mia roba dov'è?... Dov'è?
-
- _Nora, Giovanni_ _e_ _Ziegler_
-
-_(si affrettano a dargli chi il cappello, chi il mantello, chi la sacca
-da viaggio.)_
-
- _Giovanni_
-
-Ecco.
-
- _Nora_
-
-Ecco.
-
- _Ziegler_
-
-Ecco.
-
- _Giovanni_
-
-Vi accompagneremo tutti alla stazione!
-
- _Don Paolo_
-
-_(irritato)_ Grazie tante! Non voglio accompagnamenti! _(Si mette
-mantello e cappello.)_
-
- _Ziegler_
-
-E noi vogliamo accompagnarvi.
-
- _Don Paolo_
-
-E io ve lo proibisco.
-
- _Ziegler_
-
-Ma perchè?
-
- _Don Paolo_
-
-Si accompagnano i morti, non i vivi. Addio!... Addio!... _(Con fretta
-esagerata, fa per andare.)_
-
- _Lucio_
-
-_(chiamandolo:)_ Zio Paolo....
-
- _Don Paolo_
-
-_(fermandosi)_ Eh?
-
- _Lucio_
-
-Ebbene..., sì:... ci verrò in campagna con voi. Avete ragione... Ne avrò
-giovamento... Credo che anche la... signorina Nora accetti il vostro
-invito...
-
- _Nora_
-
-_(titubante)_... Senza dubbio.
-
- _Don Paolo_
-
-_(ritornando)_ Oh, che il Signore sia lodato! È uscito il sole! È uscito
-il sole!
-
- _Lucio_
-
-_(animandosi)_ Domani, col penultimo treno, vi piomberemo addosso.
-
- _Don Paolo_
-
-Bravi! _(A Giovanni e a Ziegler)_ E questi birboni?... Venite, venite
-anche voialtri... Il signor Giovanni porterà i suoi pennelli, il signor
-Ziegler porterà il suo violino.... E dipingeremo, suoneremo,
-balleremo.... _(Ridendo)_ Ah ah ah! Ci ho posto per tutti, che credete?
-
- _Ziegler_
-
-_(con istantanea malinconia)_ Grazie, Don Paolo, ma io non posso....
-
- _Don Paolo_
-
-_(a Giovanni:)_ E, voi,... Don Giovanni?
-
- _Giovanni_
-
-Io... per lo meno verrò sin là a consegnarveli tutti e due sani e salvi.
-
- _Don Paolo_
-
-E ogni promessa è un debito.
-
- _Ziegler_
-
-Presto, presto. Don Paolo!... Il treno non vi aspetta mica.
-
- _Don Paolo_
-
-_(festosamente)_ A domani, dunque.
-
- _Lucio_
-
-A domani, zio.
-
- _Nora_
-
-A domani.
-
- _Giovanni_
-
-A domani.
-
- _Ziegler_
-
-Buon viaggio!
-
- _Don Paolo_
-
-Buona permanenza! _(S'avvia per uscire.)_
-
- _(Tutti lo seguono vociferando rumorosamente.)_
-
- _Ziegler_
-
-_(ostentando una celia)_ Io poi da voi, un giorno o l'altro, ci verrò,
-ma di nascosto.
-
- _Don Paolo_
-
-_(uscendo)_ Insieme col violino, beninteso....
-
- _Ziegler_
-
-Sì, per portare una serenata alla vostra pupilla.
-
- _Don Paolo_
-
-_(la cui voce s'allontana)_ Quella lì non è pane pei denti vostri.
-_(Ride)_ Ah ah ah ah!
-
- _(Continuano i saluti, che si confondono con la risata di Don Paolo:)_
-
--- Arrivederci.
-
--- Arrivederci.
-
--- A domani.
-
--- Buon viaggio! Buon viaggio!
-
-
-
- SCENA II.
-
-
- LUCIO, GIOVANNI, ZIEGLER _e_ NORA.
-
-
- _(rientrano, chiacchierando.)_
-
- _Ziegler_
-
-Ecco un uomo che ha parecchie dita di cervello.
-
- _Nora_
-
-È buono. _(Si accinge a sparecchiare la tavola.)_
-
- _Ziegler_
-
-Intelligente, soprattutto.
-
- _Lucio_
-
-Nora!... Che fate? Più tardi verrà la serva.
-
- _Nora_
-
-Non è piacevole veder la tavola in disordine, dopo pranzo. _(Continua a
-sparecchiare con l'aria di una persona di casa.)_
-
- _Ziegler_
-
-Allora, vi aiuto io.
-
- _Nora_
-
-Bene! Aiutatemi.
-
- _Ziegler_
-
-_(si affaccenda anche lui, sparecchiando.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(prendendo un libro che trova chiuso in un angolo della stanza, lo
-mostra a Lucio)_ Se non vuoi leggerlo tu, passalo a Nora.
-
- _Lucio_
-
-Ma sì: sto leggendolo.
-
- _Giovanni_
-
-Ah?
-
- _Lucio_
-
-Nè nuovo, nè interessante. Spencer rifritto. D'altronde!...
-
- _Giovanni_
-
-«Spencer rifritto», s'intende. Senonchè, devi notare....
-
- _Nora_
-
-_(interrompendo con vivacità)_ Non deve notar niente....
-
- _Ziegler_
-
-_(seguitando con la stessa intonazione di lei)_ Perchè, dopo pranzo, la
-roba rifritta... Non so se mi spiego!
-
- _Nora_
-
-_(piegando la tovaglia, ne tiene due punte nelle mani con le braccia
-tese, e ha il mento abbassata sul lembo superiore, giusto nel mezzo.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(a un tratto, fissandola)_ Ferma, ferma così, Nora!
-
- _Nora_
-
-Cos'è?
-
- _Giovanni_
-
-Ferma così, ve ne prego. _(Cava di tasca un album.)_
-
- _Nora_
-
-Ma che vi piglia?
-
- _Giovanni_
-
-È una posa originalissima! Ve ne faccio lo schizzo. Aspettate.
-_(Comincia a disegnare.)_
-
- _Nora_
-
-_(immobile)_ Io mi stancherò.
-
- _Giovanni_
-
-_(disegnando)_ Immaginatevi di stare dinanzi a uno specchio e non vi
-stancherete.
-
- _Nora_
-
-Questo non lo potete dire, perchè in casa mia ho abolito gli specchi.
-
- _Lucio_
-
-_(con soddisfazione)_ Brava!
-
- _Giovanni_
-
-Avete fatto malissimo!
-
- _Ziegler_
-
-_(mirando Nora e imitando col pollice della destra un gesto da pittore)_
-Sì, sì: è un quadretto.
-
- _Nora_
-
-Con questa tovaglia in mano?
-
- _Giovanni_
-
-Tovaglia?... Quella potrebbe essere... un velo, una stoffa antica, non
-so,... una specie di breve siparietto simbolico... A me preme _la linea_
-che voi mi date.
-
- _Ziegler_
-
-Via, ti dà pochino!
-
- _Giovanni_
-
-_(tuttora disegnando)_ Meravigliosa.
-
- _Lucio_
-
-Nientemeno?
-
- _Nora_
-
-_(impaziente)_ Ah!...
-
- _Lucio_
-
-_(vede il disegno di Giovanni e malinconicamente esclama:)_ Come
-t'invidio!
-
- _Giovanni_
-
-Vorresti saper mettere questi pochi segni sulla carta?
-
- _Lucio_
-
-No, non mi basterebbe. Anche, vorrei sentirne la compiacenza che ti
-leggo negli occhi. Sai precisamente che cosa t'invidio? T'invidio questo
-culto della forma che io non ho e che non voglio avere.
-
- _Giovanni_
-
-Se non vuoi averlo, perchè me lo invidii?
-
- _Nora_
-
-Non ne posso più, Giovanni!
-
- _Giovanni_
-
-Un momentino ancora.
-
- _Lucio_
-
-_(a Giovanni:)_ Non mi capisci, non mi capisci. Io non voglio averlo, e
-intendo perfettamente che mi privo d'un diletto.
-
- _Giovanni_
-
-_(sincero, con entusiasmo)_ D'un grande diletto!
-
- _Lucio_
-
-Eppure, è così. Se su quella carta tu componessi le sembianze d'una
-qualunque altra donna, invece che le sembianze di Nora, per me sarebbe
-lo stesso.
-
- _Nora_
-
-È fatto, sì o no?
-
- _Giovanni_
-
-Non è fatto, _(sorridendo)_ perchè io non sono mica un pittore da
-_cafè-concert_, di quelli che improvvisano in cinque minuti il ritratto
-capovolto di Garibaldi o di Bismark. Ho preso qualche appunto....
-
- _Nora_
-
-_(gettando via la tovaglia e andando verso Giovanni)_ Vedere.
-
- _(Tutti guardano lo schizzo.)_
-
- _Ziegler_
-
-Ci è! Ci è!
-
- _Nora_
-
-Ci sono?
-
- _Ziegler_
-
-Oh, altro!
-
- _Giovanni_
-
-_(chiudendo l'album)_ Ma che! Non ci siete niente affatto.
-
- _Lucio_
-
-E dunque?!
-
- _Giovanni_
-
-Dunque, fiasco. E sfido io! Con la sua impazienza!...
-
- _Lucio_
-
-No, non mi capisci. Intendo dire che a cento piccole circostanze
-accidentali è connesso ciò che un pittore chiama _linea_ o _colore_ e
-che io chiamo... parvenza: ciò che, insomma, colpisce più o meno i
-nostri sensi. Tutto quello che riproduce questa parvenza è problematico,
-è sfuggente, è fittizio, è incerto... come la parvenza stessa.
-
- _Ziegler_
-
-_(dà un'occhiata significativa a Giovanni e a Nora.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(a Lucio, per non contraddirlo:)_ Sì, sì.
-
- _Nora_
-
-_(celiando a malincuore per cambiar discorso)_ Vi prometto, Giovanni,
-che un'altra volta, sparecchiando una tavola, vi ispirerò un capolavoro.
-
- _Lucio_
-
-_(guardandoli)_ E già! Io ho detto una scioccheria, come di solito.
-
- _Giovanni_
-
-Tutt'altro!
-
- _Ziegler_
-
-Si fa una partita a scopone? Siamo in numero....
-
- _Lucio_
-
-Ah! Voi credete che io non mi accorga che mi trattate come un pazzo o
-come uno scimunito?
-
- _Ziegler_
-
-Che ti salta in mente adesso?
-
- _Lucio_
-
-Anche zio Paolo crede che io non abbia la testa a posto.
-
- _Giovanni_
-
-Scherzava.
-
- _Lucio_
-
-_(animandosi)_ Scherzava? E voialtri?
-
- _Ziegler_
-
-Ma noi! Noi!... Noi -- giacchè lo vuoi sapere -- non facciamo che
-evitare le conversazioni troppo astruse che da qualche tempo ti seducono
-e che tutti coloro i quali ti vogliono bene credono... molto
-inopportune! Mio Dio! Perchè dobbiamo romperci il capo con tanti
-discernimenti paradossali e stiracchiati? Quanto a me, non stiracchio
-che le corde del mio violino, ed è perciò che esse si spezzano così
-spesso. Che, del resto, la vita me la piglio com'è -- benchè non sia
-sempre di mio gusto, te io assicuro io -- e desidererei che anche tu,
-che diamine!, non ti prendessi la briga di capovolgere l'umanità e di
-trasformare il mondo. Ascolta il consiglio mio: facciamo una partita a
-scopone, che è più semplice.
-
- _Nora_
-
-Facciamola! Facciamola!
-
- _Lucio_
-
-Capovolgere l'umanità? Trasformare il mondo? Io non voglio capovolgere
-nulla. Non voglio trasformare nulla! _(Accalorandosi)_ Ho le mie idee,
-ho le mie convinzioni e non ci rinunzio. E quando vedo che appunto per
-una mia idea manifestata alla buona, senza nessuna pretesa,
-incidentalmente, voialtri vi turbate, v'impensierite come se io avessi
-detto chi sa che cosa orribilmente strana, _(tutto vibrante nella
-persona e nella voce)_ e mi spezzate la parola in bocca e m'impedite di
-parlare con pretesti puerili, io mi cruccio, io mi addoloro, io mi
-irrito, perchè mi pare che vogliate strapparmi il pensiero dal cervello,
-come se per strappare questo pensiero bastasse sopprimere la parola; e
-mi pare che vogliate esercitare su me un falso diritto, sì, un diritto
-che non avete e non potete avere. Io vivo _dentro di me_ una vita che
-non ha niente di comune con tutto quello che attrae gli altri, una vita
-che non subisce influenze esteriori e non subisce la volontà altrui! Non
-mi importunate, dunque, non mi opprimete.... Lasciatemi vivere a modo
-mio... Lasciatemi tranquillo... _(Emozionato, affaticato, cade a sedere
-ansimando)_ Lasciatemi tranquillo.
-
- _Ziegler_
-
-_(umile, affettuoso)_ Ma, abbi pazienza, Lucio, a che proposito tutta
-questa sovraeccitazione?
-
- _Giovanni_
-
-_(con lo stesso tono)_ Difatti... chi è che crede di avere dei diritti
-sull'animo tuo?
-
- _Nora_
-
-Nessuno! Nessuno!
-
- _Lucio_
-
-_(pentito, stringendosi la testa fra le mani)_ Ho torto. Perdonatemi. Io
-mi eccito per un nonnulla.... E, con voi, proprio non dovrei. Siete così
-buoni. Mi perdonate, Nora?
-
- _Nora_
-
-Di che?
-
- _Lucio_
-
-... Sì.... Sono un po' eccitabile... un po' nervoso... I primi giorni di
-primavera mi fanno questo effetto.... E ora poi... ecco... mi pare di
-aver sonno.... Vedete, Nora, che avete calunniato il vostro caffè.
-Stanotte, già, ho dormito male.... Riposerò un poco... Mi permettete?
-_(S'avvia verso la porta a sinistra.)_
-
- _Ziegler_
-
-Ti pare!
-
- _Giovanni_
-
-È bene che tu riposi.
-
- _Lucio_
-
-Se ve ne andate tutti, consegnate la chiave giù al portinaio, per la
-serva.
-
- _Nora_
-
-Ma no, io resterò ancora. A casa non ho nulla da fare.
-
- _Lucio_
-
-Allora, arrivederci presto. Mi basterà di riposare una diecina di
-minuti.
-
- _Nora_
-
-_(esortandolo)_ Un po' di più.
-
- _Lucio_
-
-Lo sapete... non mi piace di dormire, perchè io diffido del sonno.
-_(Esce ripetendo quasi fra sè:)_ No... non mi piace di dormire... non mi
-piace....
-
-
-
- SCENA III.
-
-
- GIOVANNI, ZIEGLER e NORA.
-
-
- _Ziegler_
-
-_(prende il cappello e la custodia del violino e dice a Giovanni,
-sottolineando le parole:)_ Andiamo, eh?
-
- _Nora_
-
-Sì, andatevene anche voi, Giovanni.
-
- _Giovanni_
-
-Grazie della premura!
-
- _Nora_
-
-Credevo....
-
- _Giovanni_
-
-Di farmi piacere?
-
- _Nora_
-
-Che so!...
-
- _Giovanni_
-
-Mi scacciate?
-
- _Ziegler_
-
-Vieni via! Che stai a fare lì?
-
- _Giovanni_
-
-Noioso!
-
- _Ziegler_
-
-Va bene: «noioso». _(Pausa)_ Addio, Nora.
-
- _Nora_
-
-Ci si vedrà, domani?
-
- _Ziegler_
-
-Ma ci andate davvero da don Paolo?
-
- _Nora_
-
-_(preoccupata)_ Se le mie allieve me lo permetteranno. E voi?
-
- _Ziegler_
-
-Io l'ho detto che non posso.... E invece chi sa ch'io non vada più
-lontano....
-
- _Nora_
-
-Dove?
-
- _Ziegler_
-
-Lassù: a Colonia..., dal mio vecchio nonno che ho appena conosciuto e
-che sempre mi scrive di volermi vedere prima di morire.
-
- _Nora_
-
-Che novità è questa?
-
- _Ziegler_
-
-La morte non è una novità. Basta: domani verrò a salutarvi o qui o alla
-stazione. _(Si avvicina a Giovanni, e, battendogli la mano sulla spalla,
-gli dice quasi sul serio:)_ Con te, poi, faremo i conti!
-
- _Giovanni_
-
-_(con vivace risentimento)_ Noioso! Noioso!
-
- _Ziegler_
-
-_(con vivace e sincera acredine)_ Io, noioso. Ma tu... qualche cosa di
-peggio!
-
- _Giovanni_
-
-_(infastidito)_ Ziegler!
-
- _Ziegler_
-
-_(padroneggiandosi)_ Niente, niente.... Scherzavo.... Di nuovo, Nora,
-arrivederci.
-
- _Nora_
-
-Veniteci a salutare, vi raccomando.
-
- _Ziegler_
-
-Sì, sì, non dubitate. _(Esce.)_
-
-
-
- SCENA IV.
-
-
- NORA _e_ GIOVANNI.
-
-
- _Giovanni_
-
-_(dopo un silenzio)_ Ziegler è innamorato.
-
- _Nora_
-
-Non credo.
-
- _Giovanni_
-
-È innamorato di voi.
-
- _Nora_
-
-No.
-
- _Giovanni_
-
-Una volta, prima che vi conoscessi, lo ha confessato a me. Oggi, forse,
-non lo confesserebbe neppure a sè stesso.
-
- _Nora_
-
-Dice sempre che gli uomini brutti come lui non devono innamorarsi.
-
- _Giovanni_
-
-E questo che significa? Significa che c'è capitato.
-
- _Nora_
-
-Me ne sarei accorta.
-
- _Giovanni_
-
-Non vedete ch'egli stenta a dissimulare la sua sofferenza? Non vedete
-che è geloso?
-
- _Nora_
-
-Di chi?
-
- _Giovanni_
-
-Ah, non di Lucio, beninteso! Di me.
-
- _Nora_
-
-Giudicate assai male! Ziegler è d'una delicatezza singolare, e, se è
-geloso, come voi dite, non lo è che per conto di Lucio.
-
- _Giovanni_
-
-Questo soddisfa la sua coscienza d'uomo buono e modesto, ma in fondo
-egli non può esser geloso per conto di un uomo che vuole esservi
-fratello....
-
- _Nora_
-
-Fratello?... Ziegler comprende bene che il povero Lucio è vittima d'un
-equivoco creato dalle sue fisime spirituali,... dalla sua mente
-malata....
-
- _Giovanni_
-
-Avete voi la convinzione che quello di Lucio non sia un affetto
-fraterno?
-
- _Nora_
-
-Ne ho la convinzione.
-
- _Giovanni_
-
-Ah no! Siete voi che, per farmi indietreggiare, mi minacciate il
-rimorso. E siete voi che a forza volete persuadermi che il mio amore è
-una perfida insidia.
-
- _Nora_
-
-Una perfida insidia non è, o, almeno, non è una insidia premeditata. Di
-ciò io sono sicura, Giovanni. Ma è certamente un errore. Un errore che
-colpisce un'esistenza cara a voi ed a me....
-
- _Giovanni_
-
-Ed ecco la minaccia del rimorso!
-
- _Nora_
-
-A prescindere dal vostro rimorso, c'è un'altra circostanza che dovete
-ben valutare, ed è questa: _(energicamente)_ io non voglio che mi
-amiate.
-
- _Giovanni_
-
-Non è vero!
-
- _Nora_
-
-Io non vi amo.
-
- _Giovanni_
-
-Non è vero!
-
- _Nora_
-
-Io amo Lucio.
-
- _Giovanni_
-
-Non è vero!
-
- _Nora_
-
-_(con un impeto di esasperazione)_ Ma perchè non è vero?
-
- _Giovanni_
-
-_(dopo un breve silenzio)_ Se lo amaste veramente, voi, senza
-avvedervene, lo sottrarreste all'equivoco, ammesso che in lui l'equivoco
-ci sia. Che sappiate essere un'eroina non ne dubito....
-
- _Nora_
-
-Parlate piano....
-
- _Giovanni_
-
-Non dubito che sappiate sacrificarvi a un'Idea, che sappiate
-sacrificarvi a qualche cosa che voi medesima non potete determinare e
-che è, secondo me, l'illusione indefinibile con cui le creature migliori
-vorrebbero ribellarsi alle necessità della vita reale. Egli, oh!, è più
-illuso di voi. Voi non fate che seguirlo, che secondarlo docilmente; e
-voi confondete la docilità vostra con l'amore.... Ah! Nora!... volete
-che ve lo dimostri?... Datemi la mano... _(Le prende una mano.)_
-Così!... Lo sentite quello che c'è qui dentro, in questo sangue, in
-queste fibre?... Lo sentite voi questo _contatto_?... Lo sentite? Sì.
-Sì. Ebbene, ciò che provo io mentre la mia mano stringe la vostra, è lo
-stesso di ciò che provate voi. E questa è la Realtà, Nora, questa è la
-Realtà unica, ineluttabile. Non ce n'è un'altra. Fuori di essa non c'è
-che il sogno, non c'è che l'inganno della fantasia. Sognando, voi
-potrete ancora ripetermi: «non voglio che mi amiate»; ma io, io che non
-saprò mai sognare, vi ripeterò mille volte: non è vero, non è vero!
-
- _Nora_
-
-_(umilmente)_.... E basta, adesso!... Basta! _(Con un intimo sforzo
-energico libera la sua mano da quella di Giovanni.)_
-
- _Giovanni_
-
-Sì, basta.
-
- _Nora_
-
-_(scossa, perplessa, timida, e simulando disinvoltura, va a guardare
-all'uscio della camera di Lucio.)_
-
- _Giovanni_
-
-Dorme?
-
- _Nora_
-
-Pare. _(Pausa)_ Ed ora, andatevene, ve ne prego.
-
- _Giovanni_
-
-Me ne vado. _(Piglia il cappello e s'avvia.)_
-
- _Nora_
-
-Prima però debbo chiedervi un favore.
-
- _Giovanni_
-
-Dite.
-
- _Nora_
-
-Non venite in campagna, Giovanni!
-
- _Giovanni_
-
-Ho promesso al prete di accompagnarvi fin là.
-
- _Nora_
-
-Ma non ci resterete?
-
- _Giovanni_
-
-_(con lieve sorriso tra di sodisfazione e di rassegnazione)_ Non ci
-resterò.
-
- _Nora_
-
-Ve ne ringrazio.
-
- _Giovanni_
-
-_(sùbito)_ Dunque, confessate?
-
- _Nora_
-
-Non confesso niente.
-
- _Giovanni_
-
-E perchè mi avete chiesto ch'io non resti con voi? Perchè mi
-ringraziate?
-
- _Nora_
-
-Perchè è ridicolo che tanta gente estranea piombi in casa di quel
-brav'uomo.
-
- _Giovanni_
-
-V'affaticate continuamente a negare il vostro pensiero.
-
- _Nora_
-
-_(con rabbia)_ Per carità, Giovanni, finitela!
-
- _Giovanni_
-
-La mia presenza, lì, in campagna, vi annoierebbe?
-
- _Nora_
-
-Sì.
-
- _Giovanni_
-
-Molto vi annoierebbe?
-
- _Nora_
-
-Sì, molto.
-
- _Giovanni_
-
-Fino a riuscirvi insopportabile?
-
- _Nora_
-
-Fino a riuscirmi odiosa!
-
- _Giovanni_
-
-_(incalzando)_ E la ragione? La ragione?
-
- _Nora_
-
-_(severa)_ La ragione è che voi siete un egoista.
-
- _Giovanni_
-
-Lo vedete: siamo da capo. Questa per me è una confessione. _(Pianissimo,
-insinuante)_ Voi temete che l'egoismo mio -- quello che voi chiamate
-così -- vi faccia abdicare al vostro eroismo. _(All'orecchio di lei)_
-Voi temete di diventare una egoista come me... Senza contare, poi, che,
-essendo egoisti in due, non lo saremmo più nè io nè voi,... senza
-contare che io potrò essere necessario alla vostra vita come già voi
-siete necessaria alla mia.
-
- _Nora_
-
-No, Giovanni: voi siete un uomo quasi felice, voi non avete bisogno di
-me. Egli, invece, egli è un infermo, è un infelice....
-
- _Giovanni_
-
-È un infelice perchè non vi ama! Quale che sia la mia amicizia per lui,
-dovrò io cedergli un tesoro che egli non vuole avere? Non vi ama, o non
-può o non sa amarvi, o sa amarvi male.... È lo stesso. Ma io, io vi _amo
-bene_, vi amo completamente, vi amo tutta, e nell'ordine naturale delle
-cose umane il vostro amante devo essere io....
-
- _Nora_
-
-_(con dolcezza implorante)_ Giovanni, sono tanto stanca d'ascoltarvi....
-
- _Giovanni_
-
-_(continuando)_ Devo essere io: e nessun proponimento sublime, badate,
-nessun ragionamento, nessuna idealità, possono opporsi a questa affinità
-sincera, che tende ad unirci....
-
- _Nora_
-
-Sono stanca d'ascoltarvi....
-
- _Giovanni_
-
-_(conchiudendo)_... e contro di essa, Nora, è inutile combattere!
-
- _Nora_
-
-Andatevene.
-
- _Giovanni_
-
-È inutile!
-
- _Nora_
-
-Andatevene.
-
- _Giovanni_
-
-Sì. _(La guarda ancora assai dappresso. Poi, rapidamente, esce.)_
-
-
-
- SCENA V.
-
-
- NORA, _indi_ LUCIO.
-
-
- _Nora_
-
-_(è profondamente turbata. Appare dubbiosa, trepidante. Sembra voglia
-sottrarsi al suo tormento. Risoluta, piglia di su una seggiola il suo
-cappello e infila la porta in fondo.)_
-
- _Lucio_
-
-_(entra in tempo, e, vedendola uscire, la chiama:)_ Nora!
-
- _Nora_
-
-_(fermandosi)_ Oh, Lucio!
-
- _Lucio_
-
-Non mi avevate detto...?
-
- _Nora_
-
-Che sarei rimasta? Sì, ma poi... _(ritornando)_ ho pensato di anticipare
-la mia lezione alla piccola Vannuzzi, e giacchè dormivate....
-
- _Lucio_
-
-Dormendo, però, ho sentito che voi stavate per uscire....
-
- _Nora_
-
-Davvero?
-
- _Lucio_
-
-E mi sono svegliato di soprassalto. Ho dormito molto?
-
- _Nora_
-
-Un quarto d'ora, credo....
-
- _Lucio_
-
-Ah? Solamente?... _(Un silenzio. )_ Avete un po' letto, intanto, questo
-libro che Giovanni mi ha imposto? _(Indica il libro.)_
-
- _Nora_
-
-In verità, non me n'è venuta l'idea...,
-
- _Lucio_
-
-Meglio. _(Con disgusto)_ Figuratevi! È il libro d'uno scienziato: un
-poveretto, che, come tanti altri, non si accorge d'avere una benda sugli
-occhi, e gira, gira intorno ad una tavola convinto d'andar dritto e
-molto lontano. Quando è stanco, si ferma, dicendo: _sono arrivato!_ Ma
-dov'è arrivato, se si trova allo stesso punto dal quale era partito?
-_(Un silenzio.)_ Volevo dirvi.... No, no.... Parleremo stasera.
-
- _Nora_
-
-Parliamo adesso.
-
- _Lucio_
-
-E la piccola Vannuzzi?
-
- _Nora_
-
-Aspetterà.
-
- _Lucio_
-
-... Una semplice domanda volevo farvi.
-
- _Nora_
-
-Fatela.
-
- _Lucio_
-
-_(Pensa. Indi le si avvicina, quasi con circospezione)_ È poi così
-strano che un uomo e una donna siano legati da un sentimento d'amicizia
-più forte di quello che si chiama l'_Amore_?
-
- _Nora_
-
-Non è strano.
-
- _Lucio_
-
-È un'anomalìa che il grande affetto per una creatura purissima si
-astragga dalle attrattive che accomunano lei, suo malgrado, a tutta una
-folla di femmine?
-
- _Nora_
-
-Certamente no.
-
- _Lucio_
-
-Ecco... Voi potete comprendermi, soltanto voi... Io non voglio
-trasformare il mondo, come mi dice Ziegler. Io cerco, bensì, di non
-attaccarmi a ciò che esso ha di più tangibile, di più precario, di più
-caduco...
-
- _Nora_
-
-_(secondandolo)_... e di meno bello!
-
- _Lucio_
-
-Benissimo!... «Di meno bello!» _(Riflettendo)_ Se di una donna si amano
-_(analizzandola senza volere)_ gli occhi, i capelli, la bocca... tutto
-quanto costituisce le sue prerogative appariscenti, il suo fascino
-materiale, che garanzia ha questo amore? Nessuna. Il fascino materiale
-può esaurirsi a poco a poco, o può cessare a un tratto per mille
-ragioni, e allora che resta? Niente. E considerate a quali circostanze,
-a quali innumerevoli vicende è sottoposta la nostra carne. E debbono
-esse mutare o diminuire o distruggere il nostro affetto? E c'è di più.
-Una momentanea condizione morbosa, un fatto eccezionale, che so io?, un
-fenomeno fisiologico, un caso accidentale qualunque può lasciare senza
-difesa il corpo di una donna... anche d'una donna sublime!, può
-spingerlo, può trascinarlo in un istante solo alla perdizione; e noi
-vorremmo concentrare in esso le speranze, i desideri, le aspirazioni, le
-esigenze, le soddisfazioni del nostro essere?
-
- _Nora_
-
-_(vivissimamente)_ No! no!
-
- _Lucio_
-
-E dunque, perchè mi si dà del pazzo?
-
- _Nora_
-
-_(timidamente)_ Perchè... perchè siete _diverso_ dagli altri.
-
- _Lucio_
-
-E voi pure siete diversa dalle altre.
-
- _Nora_
-
-Io?
-
- _Lucio_
-
-Così diversa che proprio voi con la vostra assistenza avete saputo
-impedire che dal palpito di questa seconda vita ch'io vivo risorgesse in
-me l'uomo spregevole, fatto -- come gli altri -- di vecchie volgarità! E
-non, forse, proprio voi vorrete, ancora, ancora, e sempre, ch'esso non
-risorga?... _(Pausa.)_ Norina, io sarei oramai felice, felice della
-redenzione, felice della perfezione, se non avessi un'intima paura:
-_(confessandosi)_ la paura di tornare indietro. Il giorno in cui la
-nostra amicizia _(con terrore)_ diventasse amore, io sarei perduto! È
-vero, avrei la vostra bellezza, questa bellezza giovane, piena di grazie
-e piena di misteri; ma per quanto tempo l'avrei? E in essa che cosa
-troverei di durevole e di sicuro per la mia felicità, che cosa troverei
-di benefico per il mio spirito?... No, no, no! Ciò non sarà! È
-necessario che ciò non sia. E voi, Nora, mi aiuterete. Mi aiuterete a
-non guastare quello che insieme abbiamo voluto, quello che insieme
-abbiamo creato. Voi, voi mi aiuterete! _(Tace assorto.)_
-
- _Nora_
-
-_(si nasconde la faccia fra le mani e piange senza singhiozzare.)_
-
- _Lucio_
-
-_(quando s'accorge che ella piange, soavemente le solleva la testa)_
-Norina? Che è?
-
- _Nora_
-
-_(piangendo)_ Nulla. Noi donne... esprimiamo... con le lagrime tante
-cose che non sappiamo dire con le parole....
-
- _Lucio_
-
-_(contemplandola)_ Già!... Tante cose!
-
- _Nora_
-
-_(si calma, si asciuga gli occhi, sorride)_ E questo è tutto.
-
- _(Una violenta scampanellata li scuote.)_
-
- _Lucio_
-
-Eh, che maniera! _(Esce dal fondo.)_
-
-
-
- SCENA VI.
-
-
- NORA, LUCIO, ZIEGLER.
-
-
- _Lucio_
-
-_(di dentro, annunziando)_ È Ziegler. _(Poi, rientrando con lui)_ Che
-hai? Sei pallido, sconvolto....
-
- _Nora_
-
-_(ansiosa)_ Che vi è accaduto, Ziegler?
-
- _Ziegler_
-
-_(ha il volto bianco, la voce tremolante)_ Son venuto appunto per
-dirvelo.... Ma non vi spaventate. Un incidente piuttosto grave....
-
- _Nora_
-
-Mio Dio! Dite!
-
- _Ziegler_
-
-Ho litigato con Giovanni.
-
- _Nora_
-
-_(impressionata)_ Oh!
-
- _Lucio_
-
-E come?!
-
- _Ziegler_
-
-L'ho incontrato quaggiù per caso.... Anzi, no.... Con voi non voglio
-mentire.... Ho cercato apposta di incontrarlo... perchè dovevo parlargli
-molto sul serio....
-
- _Lucio_
-
-Di che?
-
- _Ziegler_
-
-Questo è inutile che lo sappiate. In sostanza, gli ho rivolta una
-preghiera... per un fatto che assai mi stava a cuore... _(con forza)_ ma
-che non riguardava me, ve lo giuro! E il suo contegno, vedete, è stato
-tale che io ho perduto la mia calma abituale... e ho pronunciato parole
-durissime.... Sì, ne convengo, gli ho detto cose orribili, orribili!,
-che hanno fatto male più a me che a lui. _(Disperandosi)_ Fra due
-compagni che si dividono la camera e il pranzo, fra due vecchi amici
-come noi!... Capite!?
-
- _Nora_
-
-_(ascolta, intende, allibisce, e si concentra in sè stessa.)_
-
- _Lucio_
-
-Ma calmati, ora.... Non esagerare. Che diavolo! Giacchè tu riconosci
-d'aver ecceduto, andrai lealmente da lui. Ci andremo insieme, se
-vuoi.... O lo pregherò di venire qui, da me. Insomma, con un po' di
-buona volontà aggiusteremo tutto.
-
- _Ziegler_
-
-No, non aggiusteremo niente. Per quanto concerne le formalità, gli ho
-già fatte le scuse prima di separarci. Le formalità non mi preoccupano.
-Ma quel che ho detto, purtroppo, io lo penso!... Io lo penso!... Ed è
-perciò che ne sono torturato. Oramai, non c'è rimedio. E, tant'è,
-Giovanni ed io non saremo più amici, e probabilmente... non ci vedremo
-più.
-
- _Lucio_
-
-Nientedimeno!
-
- _Ziegler_
-
-Sì, ho deciso di partire stasera.
-
- _Lucio_
-
-Partire stasera? Va là! Il litigare con un compagno è senza dubbio molto
-doloroso, ma non si parte per questo.
-
- _Ziegler_
-
-Avevo già il progetto d'andarmene per qualche tempo a Colonia, da mio
-nonno che mi chiama presso di sè.... Voi lo sapete, Nora....
-
- _Nora_
-
-È vero, sì, lo sapevo....
-
- _Ziegler_
-
-E dopo quello che è accaduto, ho presa una risoluzione definitiva.
-
- _Lucio_
-
-Va bene:... del tuo progetto avevi parlato anche a me. Ma partire così,
-da un momento all'altro,... è stranissimo!
-
- _Nora_
-
-_(sforzandosi)_ Certo!...
-
- _Lucio_
-
-_(con fermezza)_ Ziegler, noi vogliamo che tu ci dica tutt'intera la
-verità....
-
- _Ziegler_
-
-Una parte della verità... è quella che avete intesa. Ma la verità tutta
-intera... vi confesso che non la so neanche io.... Ho un'oppressione, un
-incubo..., un presentimento inesplicabile,... ed ho nelle orecchie, da
-dieci minuti in qua, una voce che mi dice: «Vattene, Ziegler!
-Vattene!...» E io me ne vado.
-
- _Lucio_
-
-E tu sei l'uomo che ti pigli la vita come viene?
-
- _Ziegler_
-
-_(sorridendo malinconicamente)_ E quando fra me e la mia vita c'è
-un'evidente incompatibilità, io, che non posso cambiare la vita, faccio
-il tentativo di cambiare me stesso.... Tenterò di ridiventare
-tedesco....
-
- _Lucio_
-
-Aspetta almeno il nostro ritorno dalla campagna.
-
- _Ziegler_
-
-_(scattando un po')_ Il vostro ritorno? _(Poi, pentendosi dello scatto)_
-Che che! A certe risoluzioni non bisogna ripensare. Stasera! Stasera!...
-E senza altri addii, senza solennità!... Ci saluteremo adesso... così...
-allegramente... e _(s'interrompe, dà un'occhiata a Nora ed escogita un
-pretesto per allontanar Lucio)_ ...A proposito, Lucio, prima di
-andarmene vorrei....
-
- _Lucio_
-
-Che vorresti?
-
- _Ziegler_
-
-Vorrei il manoscritto della mia _Tarantella grottesca_..., quella che
-suonai qui l'altro ieri.
-
- _Lucio_
-
-Te lo portasti via.
-
- _Ziegler_
-
-No!... Mi pare che lo conservasti tu, nella tua camera.
-
- _Lucio_
-
-Vedrò, ma non credo.... _(Esce a sinistra.)_
-
- _Ziegler_
-
-_(a Nora, sùbito, parlando piano e concitato)_ Scusatemi se mi son
-permesso di ricorrere all'espediente del manoscritto per potervi dire
-una parola da solo a sola. Nora, io ho fatto quanto mi era possibile per
-impedire che Giovanni commetta un'azione che ritengo ignobile.... Non ci
-sono riuscito, e _tutto_ fatalmente accadrà!
-
- _Nora_
-
-Non accadrà, Ziegler. Non deve accadere.
-
- _Ziegler_
-
-Accadrà. _Egli_ ne è sicuro.... Accadrà, ma io non sarò ne complice, nè
-spettatore.... Non ci resiste --
-
- _Lucio_
-
-_(ritornando)_ Fra le mie carte non c'è. Io ricordo perfettamente che te
-lo portasti via....
-
- _Ziegler_
-
-Allora, sarà così. _(Lunga pausa.)_ Dunque, Lucio, noi ci separiamo. Ci
-separiamo forse per un paio d'anni,... forse per dieci anni... chi
-sa!... forse... per sempre! Dipenderà da molte circostanze.... Tu,
-tieniti su.... Hai capito?... Tieniti su! E, ti raccomando, cura la tua
-salute.... Questo è l'essenziale.... _(Trattenendo le lagrime, lo
-abbraccia assai forte e lo bacia.)_
-
- _Lucio_
-
-Ziegler!... _(Con gli occhi rossi anche lui, penosamente)_ Te ne vai
-davvero?...
-
- _Ziegler_
-
-A voi, Nora, nessuna raccomandazione. Ma salutiamoci bene. Qua la vostra
-mano....
-
- _Nora_ _e_ _Ziegler_
-
-_(si stringono lungamente la mano.)_
-
- _Nora_
-
-_(ha un brivido per tutto il corpo.)_
-
- _Ziegler_
-
-Di voi due sono stato... e continuerò ad essere amico.... Senonchè... da
-lontano _(la voce gli si rompe in gola)_... da lontano non potrò più far
-nulla per voi due.... _(Piangendo)_ Nulla!
-
- _Lucio_
-
-Ziegler!...
-
- _Ziegler_
-
-_(con uno sforzo)_ Addio!... Addio! _(Ed esce.)_
-
- _Lucio_ _e_ _Nora_
-
-_(restano sinistramente commossi, in silenzio.)_
-
- _Lucio_
-
-_(come invaso da un timor panico, quasi tremando)_ Nora!...
-
- _Nora_
-
-Lucio!
-
- _Lucio_
-
-_(lentamente)_ È un triste fatto questa partenza....
-
- _Nora_
-
-_(con la faccia bianca, con lo sguardo fisso a terra, scrolla il capo.)_
-
- (_Sipario._)
-
-
-
-
- ATTO TERZO.
-
-
-_Una grande stanza rustica e pittoresca. Un ambiente assai pulito. In
-fondo, verso destra, un'ampia porta a due battenti. Una parete s'inoltra
-di sbieco dal fondo, formando un angolo ottuso con un'altra parete più
-avanzata, nella quale s'apre un finestrone arcuato. Alla parete che
-s'inoltra di sbieco è addossata una scaletta comoda, per la quale si
-accede a un breve corridoio scoperto che sormonta l'arco del finestrone,
-e questo breve corridoio confina a sinistra con l'uscio del quartierino
-di Don Paolo. Giù, due porte a destra e due a sinistra, la seconda delle
-quali è quella della stanza di Rosa e càpita proprio sotto l'uscio di
-Don Paolo. Tavole, stipi, scansìe di noce, seggiole impagliate. Su
-qualcuna delle tavole, scodelle, tazze, coltelli, cucchiai, forchette,
-una caffettiera, delle frutta, dei pani, un vecchio lume di ottone. Qua
-e là alle pareti, immagini della Madonna e di qualche santo._
-
-_È sera. Il lume è acceso. Entra un bel chiaro di luna attraverso le
-invetriate della finestra._
-
-
-
- SCENA I.
-
-
- ROSA _e_ GIUSTINO.
-
-
- _Rosa_
-
-_(rassetta e ripone negli stipi biancheria e altra roba, mostrandosi
-indispettita.)_
-
- _Giustino_
-
-_(ha un garofano in petto ed è seduto sull'angolo d'una tavola,
-zufolando e facendo dondolare lo gambe.)_
-
- _Rosa_
-
-_(a un tratto)_ Vuoi?
-
- _Giustino_
-
-_(stizzoso)_ No.
-
- _Rosa_
-
-Crepa.
-
- _Giustino_
-
-_(continua a zufolare, poi s'interrompe:)_ E sai perchè non voglio
-dartelo? Perchè quando mi pigli per un traditore io faccio tanta bile in
-corpo che vorrei crepare davvero.
-
- _Rosa_
-
-Buono per te.
-
- _Giustino_
-
-E per te, no? Ti mariteresti con un altro.
-
- _Rosa_
-
-Con chi?
-
- _Giustino_
-
-Non avresti che a scegliere. Don Paolo ti fa la dote.
-
- _Rosa_
-
-E tu per la dote mi sposi?
-
- _Giustino_
-
-Io ti sposo perchè mi piaci.
-
- _Rosa_
-
-Quand'è così, dammi quel garofano.
-
- _Giustino_
-
-Te lo do se mi giuri che non sospetti più.
-
- _Rosa_
-
-Lo portava oggi nei capelli Teresina.
-
- _Giustino_
-
-Come lo sai?
-
- _Rosa_
-
-Ho visto.
-
- _Giustino_
-
-Che hai visto?
-
- _Rosa_
-
-Le ho visto il garofano proprio qui. _(Indica con precisione dove le ha
-visto il fiore.)_
-
- _Giustino_
-
-E c'è un sol garofano in tutto il paese?
-
- _Rosa_
-
-Non lo so. Dammelo.
-
- _Giustino_
-
-E sospetti?
-
- _Rosa_
-
-Si, che sospetto.
-
- _Giustino_
-
-E allora, niente!
-
- _Rosa_
-
-Se non me lo dai con le buone, me lo prendo a forza.
-
- _Giustino_
-
-A forza?... Vediamo se ne sei capace!
-
-_(Rosa gli corre addosso. Giustino fugge di qua e di là. Rosa lo
-insegue. Casca una sedia. Giustino inciampa. Rosa ne approfitta.)_
-
- _Rosa_
-
-_(afferrando il fiore)_ Ah! Ci sono!
-
- _Giustino_
-
-Ma ci sono anche io. _(La stringe nella vita.)_
-
- _Rosa_
-
-_(ride sgangheratamente.)_
-
- _Giustino_
-
-_(baciandola e ribaciandola)_ Tè, tè!... Questo per castigo.
-
-
-
- SCENA II.
-
-
- ROSA, GIUSTINO _e_ DON PAOLO.
-
-
- _Don Paolo_
-
-_(uscendo dal suo quartierino, con un breviario in mano, proprio mentre
-Giustino sta baciando Rosa, si ferma sull'alto del corridoio e,
-affacciato alla balaustra, sgrida:)_ Al solito! Al solito! Ci siamo al
-baciucchiamento! Ci siamo! Eccoli lì.... _(Imita il rumore dei baci.)_
-
- _Giustino_ _e_ _Rosa_
-
-_(si staccano, arrossendo.)_
-
- _Don Paolo_
-
-È una vera sconvenienza! Senza dire poi che è anche una grulleria! Che
-bisogno c'è, santa pazienza!, che bisogno c'è di stare a baciucchiarsi
-ora, se dovete sposarvi apposta per questo? _(Scende la scaletta.)_
-Hanno fretta, hanno!... Sconvenienti e grulli! Sì, sì, lo ripeto:
-sconvenienti e grulli!
-
- _Giustino_
-
-_(confuso)_ Avete detto sempre che....
-
- _Don Paolo_
-
-Che cosa ho sempre detto, io?...
-
- _Giustino_
-
-Che... che la minestra per averla buona a tavola si ha da saggiarla in
-cucina.
-
- _Don Paolo_
-
-Ma se te la mangi tutta in cucina, briccone, a tavola ci vai senza
-minestra e senza appetito! Hai capito? _(Se li avvicina tutti e due, e,
-in mezzo ad essi, assume un'aria di mistero.)_ La notte scorsa, mi sono
-accorto di tutto.
-
- _Giustino_ _e_ _Rosa_
-
-_(pudibondi)_ Don Paolo...
-
- _Don Paolo_
-
-Ma io domando a voi: è una cosa decente quella che fate, o è una...?
-_(Mettendosi la mano sulla bocca)_ Uhm!... me ne fareste dire delle
-grosse. E, intanto, adesso avremo gente in casa, e, se voialtri
-continuerete così, sarà uno scandalo. Che si penserà di me? Bel
-tutore!... E che prete modello!... _(Pausa. Vedendoli mortificati)_
-Be'.... Non importa: quello ch'è fatto è fatto... Ma per evitare le
-tentazioni, la notte chiuderò bene a chiave la porta d'ingresso. E per
-l'avvenire staremo tutti quanti più attenti. Giustino, vuoi dare il buon
-esempio?
-
- _Giustino_
-
-Sì.
-
- _Don Paolo_
-
-Saluta da quel bravo galantuomo che sei e piglia la via di casa. È
-ancora probabile che i miei ospiti arrivino stasera, e non voglio che a
-quest'ora ti si trovi qui. Per mio nipote non me ne preoccuperei, ma c'è
-qualche amico suo e c'è... quell'altra parente... con cui ho poca
-dimestichezza. Ho udito già da un pezzo il fischio del treno, e a venire
-dalla stazione non s'impiegano più di dieci minuti. Va, figliolo mio:
-sii ragionevole. Va a dormire.
-
- _Giustino_
-
-Obbedisco.
-
-_(Giustino gli bacia la mano. Si avvia. Poi indugia, guardando Rosa che
-a sua volta lo guarda. S'interrogano così, senza parlare, e sono sulle
-spine.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(li contempla e conclude quasi tra sè:)_ Ho capito. _(Ride)_ Ah, ah,
-ah! _(Indi a Rosa, con intenzione furbesca:)_ Rosa, è tutto pronto nelle
-camere? Biancheria, acqua, candele?
-
- _Rosa_
-
-Se volete darci un'occhiata voi stesso.... I vostri occhi vedono meglio
-dei miei.
-
- _Don Paolo_
-
-E chi ne dubita? Vado e torno sùbito. _(A Giustino:)_ E qui non ti ci
-voglio ritrovare. Mi spiego? Si saluta, e si va a casa a dormire....
-Siamo d'accordo?
-
- _Giustino_
-
-_(col capo fa cenno di sì.)_
-
- _Don Paolo_
-
-E che il Signore t'accompagni. _(Esce per la prima porta a destra.)_
-
- _Rosa_ _e_ _Giustino_
-
-_(parlano frettolosamente sottovoce.)_
-
- _Rosa_
-
-Stanotte, come facciamo?
-
- _Giustino_
-
-Come al solito.
-
- _Rosa_
-
-Non potrai entrare.
-
- _Giustino_
-
-Perchè?
-
- _Rosa_
-
-Don Paolo chiude a chiave.
-
- _Giustino_
-
-Meglio! Resto qui addirittura.
-
- _Rosa_
-
-Dove?
-
- _Giustino_
-
-Mi nascondo nella tua stanza.
-
- _Rosa_
-
-E poi?
-
- _Giustino_
-
-E poi me la svigno per la tua finestra. Due uomini di altezza.
-
- _Rosa_
-
-Ma tu sei un uomo solo.
-
- _Giustino_
-
-Che fa? Di sotto ci sono anche gli alberi.
-
- _Rosa_
-
-E se da quella parte incontri il cane?
-
- _Giustino_
-
-Il cane mi conosce e non dice niente.
-
- _Rosa_
-
-Aspetta. _(Prende di su una tavola del pane, ne rompe un pezzo e glielo
-porge.)_ To', prendi.
-
- _Giustino_
-
-_(prendendolo)_ Che è?
-
- _Rosa_
-
-È pane. Glielo dai a mangiare e abbaierà sottovoce.
-
- _Giustino_
-
-Vedremo.
-
- _Rosa_
-
-Presto, nasconditi. E non far rumore. _(Lo spinge verso la propria
-camera, che è la seconda a sinistra.)_
-
- _Giustino_
-
-_(dandole un bacio in faccia)_ Questo è senza rumore. E tu, sbrigati.
-Hai capito? _(Esce.)_
-
- _Rosa_
-
-_(chiude subito la porta, e, accorgendosi che Don Paolo ritorna, va alla
-finestra, fingendo di salutare con amore)_ Buona notte, Giustino! Buona
-notte, Giustino mio bello! Pensa a me. Buona notte!
-
- _Don Paolo_
-
-Non tante smancerie dalla finestra.
-
- _Rosa_
-
-Salutavo.
-
- _Don Paolo_
-
-Era dispiacente d'andarsene?
-
- _Rosa_
-
-Eh!...
-
- _Don Paolo_
-
-Se non vi avessi lasciati ancora un momento soli, poveretto, non si
-sarebbe deciso ad andar via. Il... _(ammiccando)_ bacino della staffa,
-non è vero?
-
- _Rosa_
-
-Già.
-
- _Don Paolo_
-
-Te la consuma la faccia quello lì! S'ha da affrettare questo benedetto
-matrimonio, altrimenti.... Con la primavera c'è poco da scherzare!
-
- _Rosa_
-
-Perchè?
-
- _Don Paolo_
-
-«Perchè?» _(Diventando quasi grave, accenna al cielo con gli occhi e con
-le mani)_ Perchè siamo stati fatti così!
-
-
-
- SCENA III.
-
-
- DON PAOLO, ROSA, NORA, LUCIO _e_ GIOVANNI.
-
-
- _(Dalla strada, arrivano le voci di Lucio, di Nora e di Giovanni.)_
-
- _Lucio_
-
-Zio! Zio!
-
- _Nora_
-
-Siamo qui!
-
- _Giovanni_
-
-Siamo qui, Don Paolo, siamo qui!
-
- _Don Paolo_
-
-Oh! Eccoli! Benone! Eccoli! _(A Rosa:)_ E tu muoviti.... Andiamo....
-_(Esce, correndo, dal fondo.)_
-
- _Rosa_
-
-_(lo segue.)_
-
- _(Si odono ancora le voci di fuori, ma più vicine.)_
-
- _Don Paolo_
-
-Finalmente! Finalmente!
-
- _Lucio_
-
-Viva lo zio!
-
- _Giovanni_
-
-E fuori i lumi!
-
-_(Entrano, portando in mano chi un fagotto, chi una borsa da viaggio,
-chi un valigiotto, chi una scatola.)_
-
- _Nora_
-
-Speravamo d'esser ricevuti per lo meno con le fiaccole.
-
- _Don Paolo_
-
-Vi ho preparato questo po' po' di luna piena. Altro che fiaccole!...
-Qui, qui tutto. _(Accumula la roba sopra una tavola.)_ E poi avreste
-meritato veramente ch'io vi facessi trovare la porta chiusa. Come!
-Proprio con l'ultimo treno? V'aspettavo col penultimo.... Son venuto
-anche alla stazione, son venuto!
-
- _Lucio_
-
-E il mio telegramma?
-
- _Don Paolo_
-
-Che telegramma?
-
- _Lucio_
-
-L'ho fatto io.
-
- _Don Paolo_
-
-Rosa, ti è stato consegnato un dispaccio quand'io ero alla chiesa?
-
- _Lucio_
-
-_(vedendo Rosa che era rimasta indietro)_ Oh, Rosina!
-
- _Rosa_
-
-_(si fa avanti tutta spaurita, cava di tasca un dispaccio... e con
-timidità lo mostra.)_ È questo.
-
- _Don Paolo_
-
-_(prendendo il dispaccio e irritandosi un poco)_ Santa pazienza!...
-
- _Rosa_
-
-Non sapevo che....
-
- _Don Paolo_
-
-Che la tua testa è diventata un arcolaio!
-
- _Lucio_
-
-Eh, via, non importa! Come s'è fatta grande!
-
- _Don Paolo_
-
-Ventun'anno, sai. E si sposa fra giorni. Vedrai che tocco di fidanzato!
--- Signorina Nora, signor Giovanni, questa è la pupilla di cui parlammo
-ieri.
-
- _Nora_
-
-Un tipo assai gentile!
-
- _Giovanni_
-
-Molto bellina.
-
- _Don Paolo_
-
-_(serio)_ Il suo babbo e la sua mamma mi furono amici preziosi, quando
-io, come prete e come agricoltore, venni qui ad amare gli uomini e la
-terra. _(Con qualche reticenza)_.... Sì, la mamma, morendo, l'affidò a
-me. E adesso ella... ella dimentica in saccoccia i miei telegrammi, è
-verissimo, ma in fondo poi mi vuol bene.
-
- _Rosa_
-
-Tanto!
-
- _Nora_
-
-_(si toglie il cappellino.)_
-
- _Rosa_
-
-_(lo mette in un canto.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(cambiando tono)_ Be'! Sic rebus stantibus, patti chiari. Nessuna
-cerimonia, nessun complimento. Questa è casa vostra. Ne più nè meno. La
-camera della signorina Nora è lì, accanto a quella di Rosa. Tu, Lucio,
-da questo lato. _(Indica il lato opposto.)_ Eh! Eh! Eh! Il signor nipote
-starà come un principe. Egli avrà il suo studiolo per leggere e
-contemplare, e laggiù, laggiù, bene appartata, la sua camera da letto,
-che è un vero paradiso. Per l'amico Giovanni, poi....
-
- _Giovanni_
-
-Un altro paradiso?
-
- _Don Paolo_
-
-_(dandogli un buffetto)_ Di paradisi, mio caro, non ce n'è che uno.
-
- _Giovanni_
-
-Per conto mio, non voglio incomodare nè Dio nè il diavolo. Ho bisogno
-d'una poltrona per aspettare l'alba e di null'altro. Ve li ho
-consegnati, e domani, col primo treno, via!
-
- _Don Paolo_
-
-E siete pittore, voi? E dopo aver visto questo meraviglioso paesaggio al
-chiaro di luna, non vi sentite affascinato e costretto a rimanere? Del
-resto, io vi ricatto. _(Accennando il motivo della Norma:)_ «_In mia
-mano alfin tu sei!_» O un bozzetto fatto sotto i miei occhi, o la vita!
-
- _Giovanni_
-
-A scanso d'equivoci, vale più il bozzetto.
-
- _Don Paolo_
-
-Dunque, rimarrete?
-
- _Lucio_
-
-Ma sì...
-
- _Don Paolo_
-
-_(insistendo)_ Rimarrete?
-
- _Nora_
-
-_(non vista, sdegnosamente fissa Giovanni.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(senza lasciarsi scomporre dallo sguardo di lei)_ Va bene!... Rimarrò
-per qualche giorno.
-
- _Lucio_
-
-Oh! Bravo!
-
- _Don Paolo_
-
-Adesso sì che siete un grande pittore! _(Affaccendandosi)_ Ecco: a voi,
-il numero uno. _(Indica la seconda porta a destra.)_ Non sono un
-albergatore coi fiocchi?
-
- _Nora_
-
-Davvero!
-
- _Lucio_
-
-Mostratemi la mia reggia, zio.
-
- _Don Paolo_
-
-Aspetta. Tu, Rosa, prendi la roba di questi signori, e mettila a posto.
-
- _Rosa_
-
-Qual'è la vostra, signor Lucio?
-
- _(Tutti intorno ai fagotti e alle valigette.)_
-
- _Lucio_
-
-_(con insolita giocondità)_ Non v'incomodate. Faccio io. Questa è della
-signorina Nora....
-
- _Giovanni_
-
-Io non ci ho che una borsa e un _nécessaire_.
-
- _Don Paolo_
-
-Per ora!... _(Sempre più affaccendato)_ Vieni, Lucio.
-
- _Lucio_ _e_ _Don Paolo_
-
-_(prendono alcune valigette ed escono per la prima porta a destra.)_
-
- _Rosa_
-
-_(con in mano qualche altra valigia e qualche scatola, esce per la prima
-porta a sinistra.)_
-
- _Nora_
-
-_(severamente e rapidamente, a Giovanni:)_ Voi dunque non mantenete la
-vostra parola!
-
- _Giovanni_
-
-Se sono stato pregato....
-
- _Nora_
-
-Ma non dovete restare.
-
- _Giovanni_
-
-Sarebbe una scortesia.
-
- _Nora_
-
-Quello che fate è disonesto.
-
- _Giovanni_
-
-È umano.
-
- _Nora_
-
-È turpe, vi dico.
-
- _Giovanni_
-
-Non esagerate.
-
- _Nora_
-
-È tutta una premeditazione.
-
- _Giovanni_
-
-Io vi adoro.
-
- _Nora_
-
-_(con rabbia)_ E io vi sfuggirò anche a costo di....
-
- _Giovanni_
-
-_(vedendo venir Lucio e Don Paolo)_ Badate....
-
- _Nora_
-
-_(si ricompone d'un sùbito e finge di prorompere in una risata)_ Ah! ah!
-ah! ah!
-
- _Giovanni_
-
-_(secondandola, ride come lei.)_
-
- _Lucio_
-
-Cos'è? Cos'è? Voglio ridere anch'io.
-
- _Rosa_
-
-_(frettolosa, rientra, prende la borsa e il nécessaire di Giovanni e li
-porta nella camera destinata a lui.)_
-
- _Don Paolo_
-
-E anch'io. Cos'è? Sarebbe strano che questa volta proprio io non
-ridessi.
-
- _Nora_
-
-È Giovanni..., è Giovanni che me ne dice di tutti i colori.
-
- _Don Paolo_
-
-Naturale! Un pittore come lui!
-
-_(E ridono tutti, chi di buona e chi di mala voglia.)_
-
- _Rosa_
-
-_(ritornando)_ Ogni cosa è in ordine. Ho acceso pure le candele nelle
-camere della signorina Nora e del signor Giovanni.
-
- _Don Paolo_
-
-Hai fatto bene; ma non credo che questi signori vogliano rintanarsi a
-quest'ora. Per noi campagnuoli, è diverso. Perciò, chiedi licenza, tu, e
-vattene a letto.
-
- _Nora_
-
-_(piano, a Lucio:)_ Vi debbo parlare.
-
- _Lucio_
-
-_(sussulta.)_
-
- _Giovanni_ _e_ _Don Paolo_
-
-_(osservano.)_
-
- _Rosa_
-
-Felice notte a tutti.
-
- _Nora_
-
-Altrettanto a voi, bella ragazza.
-
- _Giovanni_ _e_ _Lucio_
-
-Altrettanto, altrettanto!
-
- _Rosa_
-
-_(bacia la mano a Don Paolo e si avvia.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(quand'ella è presso l'uscio)_ Le orazioni, eh?
-
- _Rosa_
-
-_(con umiltà religiosa)_ Me le vado a dire.
-
- _Don Paolo_
-
-Benedetta!
-
- _Rosa_
-
-_(esce.)_
-
- _Don Paolo_
-
-E io, figliuoli miei, faccio lo stesso. Si avvicina la mezzanotte, e
-domani è domenica e ci ho la messa dell'alba. Voialtri potete starvene
-qui finchè v'aggrada. Io me ne salgo lassù, e dove dormo io non c'è
-pericolo che giungano i rumori di questo basso mondo. _(Ride)_ Ah! ah!
-ah! Ricordatevi che siete in casa vostra. Parlate, gridate, fate quello
-che vi pare e piace, e, soprattutto, cercate di stare allegri. Io non
-v'impongo di rinunziare alle vostre abitudini; ma umilmente vi consiglio
-di sperimentare le mie. La signorina Nora _(con bonaria ironia)_ ha
-inaugurata la villeggiatura con una gran risata risonante. L'aria
-comincia a produrre i suoi buoni effetti.... Meno male! Vado a dormire
-contento.
-
- _Giovanni_
-
-E io v'imito.
-
- _Don Paolo_
-
-Sul serio andate già a dormire?
-
- _Giovanni_
-
-A dormire no, ma a rintanarmi e a dire le orazioni come la vostra
-Rosina.
-
- _Don Paolo_
-
-Scomunicato!
-
- _Giovanni_
-
-Arrivederci, Lucio. Arrivederci, Nora. A voi, Don Paolo, ho da baciare
-la mano?
-
- _Don Paolo_
-
-Si capisce! _(Gli mette il dorso della mano sul muso celiando.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(gliela bacia comicamente.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(ne approfitta per domandargli piano:)_ Che novità c'è fra quei due
-cipressi?
-
- _Giovanni_
-
-_(pianissimo)_ Novità, credo, nessuna.
-
- _Don Paolo_
-
-Lasciamoli alle loro elucubrazioni.
-
- _Giovanni_
-
-Beninteso!
-
- _Don Paolo_
-
-_(forte, a Lucio, a Giovanni e a Nora:)_ Dunque, felicissima notte!
-_(Comincia a salire.)_
-
- _Nora_
-
-Buon riposo, Don Paolo! Buon riposo, Giovanni!
-
- _Lucio_
-
-E buoni sogni!
-
- _Giovanni_
-
-_(scherzando)_ Grazie, ma i sogni non sono il mio forte. _(Esce per la
-seconda porta a destra.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(già sul corridoio, si ferma e borbotta:)_ Uh! Santa pazienza!
-Dimenticavo le visite notturne di Giustino. Ma l'ha da fare con me!
-_(Pazientemente, ridiscende e va a chiudere la gran porta in fondo. Gira
-due volte la chiave, e se ne ode il rumore nella serratura.)_ La chiave,
-qui, in saccoccia. _(Se la caccia in tasca. Indi, risalendo la
-scaletta)_ Non crediate che io abbia paura dei mariuoli, veh! Da noi,
-mariuoli non ce ne sono.... Cioè, ce ne sono e non ce ne sono.... So
-io!... So io!... E quando mi ci metto!... _(Apre l'uscio del suo
-quartierino, dà un'occhiata a Lucio e a Nora, e, prima di scomparire,
-furbescamente, si affaccia e li risaluta:)_ Di nuovo, felice notte!
-
- _Lucio_ _e_ _Nora_
-
-Felice notte! Felice notte!
-
-
-
- SCENA IV.
-
-
- LUCIO _e_ NORA.
-
-
- _Lucio_
-
-Voi avete qualche cosa da dirmi, Nora?
-
- _Nora_
-
-Sì.
-
- _Lucio_
-
-Bene. È un pezzo che preferite i lunghi silenzi, mentre una volta,
-ricordate?, voi riempivate i silenzi miei con la vostra parlantina di
-bambinona gaia. Dite. Dite.
-
- _Nora_
-
-Non sarò gaia neanche ora.
-
- _Lucio_
-
-Poco fa, ridevate....
-
- _Nora_
-
-Giovanni mi faceva ridere, ma... io non ne avevo punto voglia....
-
- _Lucio_
-
-Mi spaventate.
-
- _Nora_
-
-Spaventarsi è male. Io vi chiedo, invece, una saggia serenità.
-
- _Lucio_
-
-Contateci.
-
- _Nora_
-
-Lucio, io sono venuta qui, con voi, perchè... perchè, forse, senza di
-me, voi non vi sareste deciso a questo cambiamento d'aria e d'ambiente
-che era indispensabile per la vostra salute. Son venuta in casa di
-vostro zio, che è un uomo di mondo e che sa comprendere e compatire. Ma
-non posso non riconoscere....
-
- _Lucio_
-
-Nora!
-
- _Nora_
-
-Mi avete promesso d'essere sereno. Non posso non riconoscere la
-bizzarria del fatto.
-
- _Lucio_
-
-Vi lascerete vincere, voi, da un gretto convenzionalismo?
-
- _Nora_
-
-Da nessun convenzionalismo mi lascio vincere. Io non mi disdico, io non
-muto le mie convinzioni. Ieri, mi domandaste se io credessi strano il
-vostro affetto fraterno e io vi risposi di no. Questo pensavo, e questo
-penso. Ma venire a vivere in casa di vostro zio, con voi, sia pure per
-quindici, per dieci giorni, conveniamone, Lucio, è una cosa molto
-diversa!
-
- _Lucio_
-
-E volete andarvene?
-
- _Nora_
-
-Debbo andarmene.
-
- _Lucio_
-
-E vi pare possibile che io guarisca lontano da voi?
-
- _Nora_
-
-Verrò a trovarvi.
-
- _Lucio_
-
-Non basterà.
-
- _Nora_
-
-Verrò a trovarvi spesso.
-
- _Lucio_
-
-Non basterà, non può bastare.
-
- _Nora_
-
-Eppure, secondo i vostri ideali, dovrebbe bastare.
-
- _Lucio_
-
-_(come un bambino, accalorandosi)_ Ho bisogno di voi, oramai.
-
- _Nora_
-
-Ma non della mia presenza.
-
- _Lucio_
-
-Ho bisogno di sapervi vicino a me.
-
- _Nora_
-
-Il mio spirito starà con voi anche quando non ci starà la mia persona.
-
- _Lucio_
-
-Ma alla vostra persona voi mi avete abituato.
-
- _Nora_
-
-Vi ho abituato all'affezione migliore di cui è capace il mio cuore.
-
- _Lucio_
-
-E non contate per nulla le vostre cure?... la vostra voce?... la vostra
-mano buona e sicura?... i vostri occhi buoni e indulgenti?... Non
-contate per nulla _(animandosi sempre più)_ ciò che è in voi, solamente
-in voi, e che io non trovo in nessun'altra donna? Tutto questo... tutto
-questo... _(quasi circondando con le mani il volto di lei)_... non lo
-contate per nulla, voi; e credete che possa essere dimenticato o
-sostituito o non desiderato quando voi non siete lì, tutta quanta vicino
-a me?
-
- _Nora_
-
-E non avete il sospetto, Lucio, che quello che mi dite stanotte, qui,
-non somigli a quello che mi dicevate ieri in casa vostra?
-
- _Lucio_
-
-_(colpito)_ Come!?
-
- _Nora_
-
-Non v'accorgete che questo attaccamento comincia a non aver niente di
-comune con l'amicizia purissima, che è più benefica e più duratura di
-ogni altro legame?
-
- _Lucio_
-
-Nora, che dite?!
-
- _Nora_
-
-Che dico? Siete voi che mi avete insegnato a penetrare l'importanza
-intima di tutti i nostri desiderii, di tutte le nostre tendenze, di
-tutte le più lievi variazioni dell'anima; siete voi che mi avete
-iniziata a certi sottili discernimenti; e ora penso col vostro cervello,
-parlo il vostro linguaggio, _dico_ le vostre parole. Tutti avrebbero il
-diritto di non comprendermi. Voi, no!
-
- _Lucio_
-
-.... È la prima volta che mi trattate con tanta severità.
-
- _Nora_
-
-Ed è per me una fatica atroce. Ma ho finito. Lucio, noi ci siamo intesi.
-
- _Lucio_
-
-_(dopo un tormentoso dibattito con sè medesimo, appare risoluto.)_
-No.... Ascoltate. Sono io che vi domando la grazia di non ragionare
-troppo. E, d'altronde, ogni vostro ragionamento sarebbe vano perchè,
-sappiatelo: senza di voi, qui, io non resterò nemmeno un giorno!
-
- _Nora_
-
-_(con un misto d'asprezza è di tenerezza)_ Ciò significa che sinora
-avete ingannato voi stesso, e, ingannando voi stesso, avete ingannata
-anche me.
-
- _Lucio_
-
-Nora!
-
- _Nora_
-
-Lo so, vi sembra crudele la mia sincerità; ma nel mio pensiero non c'è
-nessuna intenzione che non sia degna di me e di voi. L'abitudine
-giustifica la vostra inconsapevolezza; ma giacchè voi, sempre, e in
-buona fede, mi avete parlato di affetto puro, di amicizia, di
-fraternità, e giacchè il fantasma dell'Amore vi fa paura e voi lo
-scacciate, convinto ch'esso rappresenti il Pericolo e l'Infelicità, io
-ho il dovere di dirvi: -- Badate, Lucio, badate! Voi non mi siete
-fratello, voi non mi siete amico, no! no! Voi _mi amate_ o state per
-amarmi: questa, Lucio, questa è la verità!
-
- _Lucio_
-
-_(resta come schiacciato. Dilata le pupille, si caccia le mani nei
-capelli e ripete sommessamente:)_ La verità?!... _(Si accosta a Nora, le
-piglia le mani, ne ha una sensazione evidente, un fremito che gli
-attraversa il corpo. Poi lascia cadere le proprie braccia penzoloni. Le
-si accosta di nuovo, e, trepidando, le fiata:)_ E... voi?
-
- _Nora_
-
-_(come se avesse ricevuto un urto)_ Io?
-
- _(Si guardano fissamente negli occhi.)_
-
- _Lucio_
-
-... Mi amate?
-
- _Nora_
-
-_(esita, e poi dice con fermezza:)_ Sì.
-
- _Lucio_
-
-Volevate dirmi di no?
-
- _Nora_
-
-Volevo dirvi di no.
-
- _Lucio_
-
-Avete anche voi paura dell'amore?...
-
- _Nora_
-
-Ho paura della mia coscienza.
-
- _Lucio_
-
-E che vi rimprovera essa?
-
- _Nora_
-
-_(risoluta)_ Per ora, niente.
-
- _Lucio_
-
-E che potrebbe rimproverarvi più tardi?
-
- _Nora_
-
-Non conosco l'avvenire.
-
- _Lucio_
-
-Ma voi soffrite, povera Nora!
-
- _Nora_
-
-Molto.
-
- _Lucio_
-
-E non dovete soffrire.
-
- _Nora_
-
-Io non sono perfetta come voi credete.
-
- _Lucio_
-
-Perchè non siete perfetta? Avete mentito qualche volta?
-
- _Nora_
-
-Non ho mentito. Ho taciuto.
-
- _Lucio_
-
-Spiegatevi.
-
- _Nora_
-
-Ho taciuto perchè voi non mi avete mai interrogata....
-
- _Lucio_
-
-Su che?
-
- _Nora_
-
-Non m'avete mai domandato che cosa sono io.
-
- _Lucio_
-
-La vostra esistenza, per me, comincia da quando vi ho incontrata, da
-quando mi avete beneficato. Il resto non m'importava.
-
- _Nora_
-
-Non v'importava sino a che non sospettavate d'amarmi. Ma, adesso?
-
- _Lucio_
-
-Adesso, nulla è mutato. Non vi ho ripetuto che tutto quanto è inerente
-alla debolezza umana non costituisce, per me, l'essenza della vita?
-Sarete stata debole, avrete potuto cedere a una tentazione, a
-un'aberrazione, avrete potuto errare: ma, _dentro_, voi avete sofferto,
-Nora...
-
- _Nora_
-
-_(è in preda a uno spasimo ineffabile.)_
-
- _Lucio_
-
-... come soffrite in questo momento. Avete sofferto e, aspettando me, vi
-siete serbata spiritualmente intatta. Lo stesso martirio che ora i
-vostri ricordi v'infliggono mi dice _che cosa siete voi_. La confessione
-delle vostre debolezze e l'orrore che esse destano in voi ci aiuteranno
-a salvarci. E siamo ancora in tempo perchè la mia bocca non ha sinora
-neppure sfiorata la vostra. Noi ci salveremo. Datemi, datemi questa
-grande onestà dell'anima, e io non vi chiederò niente altro, mai!
-
- _(Un silenzio.)_
-
- _Nora_
-
-No, Lucio, è necessario che mi respingiate addirittura.
-
- _Lucio_
-
-Sentite, forse, di potere amare un altro?
-
- _Nora_
-
-«_Amare?_» _(Sicura ed energica)_ Amare, no!
-
- _Lucio_
-
-E dovrei respingervi?
-
- _Nora_
-
-Quello che pretendete dal vostro cuore è inverosimile. _(Come
-chiedendogli una grazia)_ Respingetemi, Lucio, respingetemi!
-
- _Lucio_
-
-Non è inverosimile quello che pretendo dal mio cuore. Ammettiamo che io
-non vi sia amico, che io non vi sia fratello. Sì, ammettiamolo. Ma io so
-di essere tuttora così distaccato, così lontano dalla miseria materiale
-di cui voi, forse, siete stata vittima e mi sento tuttora così forte
-della mia fede, che sono convinto di poter combattere contro quella
-miseria, di poter combattere sino all'ultimo e di potervi amare, sempre,
-come voglio io! Nora, non vi lasciate vincere da non so quale sfiducia.
-Nora! Nora!... ve ne prego.
-
- _Nora_
-
-_(disfatta, si abbandona su di una seggiola.)_
-
- _Lucio_
-
-Scacciate i pensieri che vi torturano, mia buona creatura.... Il vostro
-Lucio è qui dinanzi a voi, devotamente, come dinanzi a Dio.... Vedrete,
-vedrete che non verrà mai il giorno in cui voi dovreste _ricordare_ e
-_arrossire_ e in cui io dovrei transigere. Intanto, io mi rassegnerò
-alla vostra lontananza. Mi rassegnerò. Voi, quando vorrete, anche
-domani, tornerete in città.... Mi sentite, eh? Mi sentite?... E così
-comincerò a dimostrarvi che la vostra presenza _non mi è_ indispensabile
-e che nulla ancora mi avvince a voi che possa farvi temere un
-avvilimento ed una profanazione. _(Pausa)_ Siete... siete pìù calma?
-
- _Nora_
-
-_(accompagnando con lento cenno del capo la parola appena pronunziata)_
-Sì.
-
- _Lucio_
-
-Non mi rimproverate più?
-
- _Nora_
-
-_(fa cenno di no.)_
-
- _Lucio_
-
-Grazie. _(Si leva. Respira stentatamente. Va alla finestra, e la
-spalanca.)_
-
- _(Il lume di luna biancheggia più vividamente.)_
-
- _Lucio_
-
-_(respirando meglio)_ Ah! Questa luce, quest'aria fresca e fragrante mi
-fanno tanto bene!
-
- _Nora_
-
-_(si alza e lo saluta con gentilezza dolcissima.)_ Buona notte, Lucio.
-
-_(Lucio va verso di lei. Nora gli stende la mano. Lucio gliela stringe e
-la trattiene.)_
-
- _Lucio_
-
-Siete più calma?
-
- _Nora_
-
-Sì.
-
- _Lucio_
-
-Anch'io! Anch'io! _(Le bacia appena le dita.)_
-
- _Nora_
-
-_(lentamente esce.)_
-
- _Lucio_
-
-_(la segue con gli occhi. Quand'ella è sparita, egli si tocca le tempie,
-parlando fra sè:)_ Calmo io?! -- Non è vero.... Non è possibile! La sua
-confessione!... E poi... e poi!... _(È assalito dal convulso.)_ Se ella
-se ne va, io non saprò sopportare la sua assenza.... Io starò male!
-Starò molto male! _(Egli sente le vibrazioni della carne. Si esaspera.
-Vorrebbe domarle, quasi vorrebbe percuotersi; e, fiaccato, vacillante,
-conclude:)_ Non dovrebb'essere così;... ma così è. _(Inorridisce)_ Così
-è! _(Pausa)_ «Tu vuoi trasformare il mondo» mi diceva ieri Ziegler...
-«Amare come voglio io!» _(Pausa.)_ E che significa?... Che significa?...
-_(Pensando acutissimamente, prende il lume e, piano piano, se ne va
-nelle sue stanze.)_
-
-_(Le ombre si allargano, solcate dai raggi della luna.)_
-
-
-
- SCENA V.
-
-
- DON PAOLO _e_ GIOVANNI.
-
-
-_(Il gran silenzio notturno impera serenamente. Ad un tratto, è
-interrotto da lontani latrati, a cui succedono un rumore d'invetriate
-che sbatacchiano e la voce di Don Paolo la quale si perde spandendosi
-nell'aria aperta.)_
-
- _La voce di don Paolo_
-
-Anche stanotte, eh? Anche stanotte? Ma per dove sei entrato,
-malandrino?... Sì, corri, corri adesso!... Ringrazia il cielo che non ti
-sii rotta la schiena e che il cane non ti abbia mangiato un orecchio....
-Vorrei sapere pel matrimonio che cosa vi conservate voialtri. _(Pausa.
-Chiama:)_ Rosa! Rosa!...
-
- _Giovanni_
-
-_(sporgendo il capo dall'uscio semiaperto resta in ascolto.)_
-
- _La voce di don Paolo_
-
-_(continuando)_ Per dove è entrato Giustino? Ah? Non rispondi? Fai la
-sorda? Ma tu e quel malandrino, santa pazienza!, volete mettermi con le
-spalle al muro, volete!
-
- _Giovanni_
-
-_(mormora tra sè, rendendosi conto dell'accaduto:)_ È la ragazza che
-riceve di nascosto il suo fidanzato....
-
- _La voce di don Paolo_
-
-Vergognatevi! Vergognatevi!
-
-_(Si distingue, nel silenzio, il fracasso delle invetriate, che Don
-Paolo richiude.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(girando lo sguardo)_ E Lucio? Non c'è,... M'era parso.... Mi sono
-ingannato. _(S'avanza verso la porta di Lucio, chiamando con poca
-voce:)_ Lucio! Lucio! _(Pausa.)_ Mi sono ingannato. _(Sta per rientrare
-nella sua camera. Ma, come se una forza occulta glielo vietasse, si
-ferma e guarda la porta di Nora.)_ Se n'andrà, forse, all'alba.
-_(Smaniosamente indugia.)_... Parlarle, almeno!... Parlarle prima che se
-ne vada.... _(Accosta l'orecchio a quella porta e mormora.)_ Ancora in
-piedi.... Tentiamo. _(Picchia cautamente, con le nocche.)_
-
-
-
- SCENA VI.
-
-
- NORA _e_ GIOVANNI.
-
-
- _Nora_
-
-_(aprendo)_ Lucio! _(Vede Giovanni nella penombra)_ Oh! Voi! _(Retrocede
-tirando a sè l'uscio.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(la trattiene)_ Un momento....
-
- _Nora_
-
-_(sforzandosi di chiudere l'uscio)_ Credevo che fosse Lucio....
-
- _Giovanni_
-
-_(opponendo la sua alla forza di lei)_ Lucio è a letto....
-
- _Nora_
-
-E voi che volete?!
-
- _Giovanni_
-
-Non vi allarmate così.
-
- _Nora_
-
-Ma che volete?!
-
- _Giovanni_
-
-Parlarvi, ecco tutto.
-
- _Nora_
-
-_(recisamente)_ A quest'ora, no. _(Retrocede di nuovo per chiudere.)_
-
- _Giovanni_
-
-_(glielo impedisce con energia, quindi le prende un braccio, e,
-imponendosi una relativa mitezza, cerca di trarla e di allontanarla
-dalla soglia.)_ Un momento, ve ne supplico.
-
- _Nora_
-
-Sbrigatevi.
-
- _Giovanni_
-
-Perchè avete detto a Lucio di voler partire?
-
- _Nora_
-
-Ci avete spiati? Una bassezza di più.
-
- _Giovanni_
-
-Vi giuro che ho ascoltato senza volerlo. Nel silenzio della campagna,
-alcune parole vostre giungevano sino a me.
-
- _Nora_
-
-_(con rabbia concentrata)_ Maledizione!
-
- _Giovanni_
-
-E perchè gli avete detto che non siete quella che egli credeva?
-
- _Nora_
-
-Non l'ho detto.
-
- _Giovanni_
-
-Sì, l'avete detto!
-
- _Nora_
-
-Non dovevate ascoltare. Addio!...
-
- _Giovanni_
-
-_(afferrandole le mani)_ Non vi permetterò di fuggire se prima non mi
-abbiate risposto.
-
- _Nora_
-
-Lasciatemi.
-
- _Giovanni_
-
-E perchè volevate ch'egli vi respingesse? Perchè?
-
- _Nora_
-
-Se non mi lasciate, io grido.
-
- _Giovanni_
-
-Per trattarmi come un sopraffattore?
-
- _Nora_
-
-Come un sopraffattore!
-
- _Giovanni_
-
-Ma io, invece, sono qui per aiutarvi.
-
- _Nora_
-
-Non voglio il vostro aiuto.
-
- _Giovanni_
-
-Voi vi perdete, Nora. Voi impazzite! Impazzite come lui!
-
- _Nora_
-
-Non c'è rimedio.
-
- _Giovanni_
-
-Sì, il mio amore.
-
- _Nora_
-
-Il vostro capriccio!
-
- _Giovanni_
-
-Il mio amore vero.
-
- _Nora_
-
-Il vostro desiderio!
-
- _Giovanni_
-
-Il mio amore genuino, intero, completo.
-
- _Nora_
-
-L'anima mia è sua.
-
- _Giovanni_
-
-Ma di ciò non potete dare una prova nè a me, nè a voi stessa....
-
- _Nora_
-
-È sua, Giovanni, è sua!
-
- _Giovanni_
-
-Ma vicino a me tremate.
-
- _Nora_
-
-Questa _è un'altra cosa_. Lasciatemi.
-
- _Giovanni_
-
-E ditemi tutto quello che sentite!...
-
- _Nora_
-
-Lasciatemi.
-
- _Giovanni_
-
-Ditemi ancora che non mi amate....
-
- _Nora_
-
-_(cedendo a poco a poco senza che ne abbia coscienza)_ Lasciatemi....
-
- _Giovanni_
-
-_(circondandola cupidamente con le braccia)_ Ditemelo, ditemelo....
-
- _Nora_
-
-Per pietà, lasciatemi....
-
- _Giovanni_
-
-Fatemelo ben capire....
-
- _Nora_
-
-_(con un ultimo tentativo di ribellione nelle parole e con un soave
-abbandono nella voce e nella persona)_ No... _Non_ ti amo.... _Non_ ti
-amo.... _Non_ ti amo....
-
- _Giovanni_
-
-_(le bacia la bocca.)_
-
- (_Sipario._)
-
-
-
-
- ATTO QUARTO.
-
-
-_La stessa stanza del terzo atto. Il finestrone è tutto aperto. È appena
-l'alba. Le ombre andranno a poco a poco dileguando._
-
-
-
- SCENA I.
-
-
- DON PAOLO, ROSA, UN CONTADINO.
-
-
-_(Si picchia reiteratamente alla porta. Qualche momento di vuoto e di
-silenzio.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(comparisce sul pianerottolo del suo quartierino, in maniche di
-camicia, con la faccia bagnata e in mano l'asciugamani.)_
-
-_(Si picchia di nuovo.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(asciugandosi il viso, chiama:)_ Rosina! Rosina! _(Pausa.)_ Rosina!
-
- _Rosa_
-
-_(di dentro)_ Vengo, vengo. _(Dall'uscio della sua camera, sporge la
-testa e un po' il corpo. Ha la sottana e il busto. La camicia lascia
-nude le braccia e le spalle.)_
-
- _Don Paolo_
-
-Dormivi ancora, eh?.... Già, il sole spunta soltanto per chi dorme la
-notte. Spudoratella!
-
- _Rosa_
-
-Stavo vestendomi....
-
- _Don Paolo_
-
-E non sentivi picchiare?
-
- _Rosa_
-
-Non potevo aprire.
-
- _Don Paolo_
-
-Perchè non potevi aprire?
-
- _Rosa_
-
-La chiave non ce l'avete voi?
-
- _Don Paolo_
-
-_(ricordando)_ Ah! _(Esce, e rientra subito.)_ Prendi. _(Fa cader giù la
-chiave.)_
-
- _Rosa_
-
-_(mettendosi uno scialletto sulle spalle, si avanza e raccoglie la
-chiave ridendo un poco.)_
-
- _Don Paolo_
-
-Sì, ridi tu. Ma la notte ventura chiuderò a chiave anche le finestre.
-
- _Rosa_
-
-_(va in fondo ed apre.)_
-
- _Il Contadino_
-
-Latte. _(E consegna la secchia piena di latte a Rosa.)_
-
- _Don Paolo_
-
-Che non sia poco. Abbiamo gente in casa.
-
- _Il Contadino_
-
-_(vedendo Don Paolo, s'inchina e si toglie devotamente il berretto.)_
-Servo di vostra eccellenza.
-
- _Rosa_
-
-_(guardando nella secchia)_ Ce n'è, ce n'è. _(Comincia ad affaccendarsi
-per il caffè e accende il fornello.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(al contadino)_ Ehi! Don coso! È la prima domenica del mese mariano.
-Badiamo a non mancare alla messa anche stamattina.
-
- _Il Contadino_
-
-Domenica scorsa avevo l'asino malato, ecco.
-
- _Don Paolo_
-
-E oggi, come sta l'asino?
-
- _Il Contadino_
-
-Eh!... il Signore se l'è chiamato.
-
- _Don Paolo_
-
-_(quasi fra sè:)_ Non ci mancherebbe altro!
-
- _Il Contadino_
-
-Servo di vostra eccellenza, e buona giornata a tutti.
-
- _Rosa_
-
-Altrettanto.
-
- _Don Paolo_
-
-_(salutando con la mano)_ Arrivederci, caro.
-
- _Il Contadino_
-
-_(esce.)_
-
- _Don Paolo_
-
-Be', animo, Rosa! Prepara caffè e latte, e tre o quattro chicchere ben
-pulite.
-
- _Rosa_
-
-Non sto a fare che questo.
-
- _Don Paolo_
-
-E, sulle punte dei piedi, va a vedere se mio nipote dorme o è sveglio.
-
-
-
- SCENA II.
-
-
- DON PAOLO, ROSA, LUCIO.
-
-
- _Lucio_
-
-_(entrando a tempo)_ Il nipote vostro è qua.
-
- _Don Paolo_
-
-Oh! Bravo! Bravo! All'alba, già alzato!... Niente di più salutare, sai?
-
- «Fiorin di primavera,
- «Lévati all'alba, e fa all'amor di sera.»
-
-_(Ride)_ Ah! ah! ah! ah!... Come si va dunque?
-
- _Lucio_
-
-Abbastanza bene, zio.
-
- _Don Paolo_
-
-Ringraziamo il cielo! E s'andrà anche meglio. Vedrai! Rosina, mi
-raccomando, eh! _(Torna nelle sue stanze.)_
-
- _Lucio_
-
-_(sbadiglia, e sgranchisce le braccia)_ Provvedete sempre voi alle
-faccende di casa?
-
- _Rosa_
-
-_(intenta alla bisogna)_ Sempre.
-
- _Lucio_
-
-E ora che vi maritate?
-
- _Rosa_
-
-Lo stesso.
-
- _Lucio_
-
-E lo sposo?
-
- _Rosa_
-
-Sarà contento.
-
- _Lucio_
-
-_(distrattamente)_ Sicchè, resterete ad abitare con Don Paolo?
-
- _Rosa_
-
-Certo.
-
- _Lucio_
-
-Chi sa che non ci resti io pure!
-
- _Rosa_
-
-Eh!... Voi, abituato a stare in città.... Che fareste, qui?
-
- _Lucio_
-
-Non so. _(Sorridendo)_ Per esempio, il medico....
-
- _Rosa_
-
-Qui, ammalati non ce ne sono.
-
- _Lucio_
-
-Mai?
-
- _Rosa_
-
-Mai.
-
- _Lucio_
-
-E che fa il medico condotto?
-
- _Rosa_
-
-Ha nove figliuoli.
-
- _Lucio_
-
-Ah! Questo fa?... È ammogliato, s'intende.
-
- _Rosa_
-
-E come!... Da noi, tutti gli uomini sono ammogliati.
-
- _Lucio_
-
-E perchè?
-
- _Rosa_
-
-Sarà l'aria.
-
- _Lucio_
-
-E le donne?
-
- _Rosa_
-
-Lo vedete?... Ci maritiamo.
-
- _Lucio_
-
-A voi piace di maritarvi?
-
- _Rosa_
-
-Altro se mi piace!
-
- _Lucio_
-
-Eppure, ricordate quando io venivo da Napoli a trovare lo zio?
-
- _Rosa_
-
-_(con prudenza pudica)_ Veramente... non ricordo....
-
- _Lucio_
-
-Che cosa credete che voglia ricordarvi? Rassicuratevi. Parlo del tempo
-in cui io ero ancora un fanciullone e voi eravate piccina piccina e
-rotonda come una palla.
-
- _Rosa_
-
-Ah! Quando io stavo con la povera mamma?
-
- _Lucio_
-
-Sì, stavate con lei. Lo zio mi ci conduceva ogni giorno, ed io, per
-divertirmi, vi facevo tanto arrabbiare. Qualche volta vi dicevo:
-«_appena che diventi grande, ti compero un bel marito_» e voi... voi
-scoppiavate a piangere come se avessi nominato il diavolo. E adesso
-invece?
-
- _Rosa_
-
-Adesso è tutt'altro! So di che si tratta. _(Versando latte e caffè)_
-Questo è per voi. _(Gli porge la tazza.)_
-
- _Lucio_
-
-_(prendendola)_ Grazie. E affinchè dimentichiate le arrabbiature di
-allora... _(beve)_ vi farò un bel regalo il giorno delle vostre nozze.
-
- _Rosa_
-
-E anch'io ve ne farò uno quando voi sposerete la signorina Nora.
-
- _Lucio_
-
-_(turbandosi e irritandosi)_ Chi v'ha detto che io debba sposare la
-signorina Nora?
-
- _Rosa_
-
-Nessuno. Don Paolo m'ha detto che è una parente..., ma io ho capito!
-
- _Lucio_
-
-_(posando la tazza sopra una tavola)_ Vi prego, Rosina, di non ripetere
-più queste sciocchezze.
-
- _Rosa_
-
-_(mortificata e ingenua)_ Che male c'è? È così bella!... _(Pausa)_
-Intanto, vado a vestirmi.... Qui è tutto pronto. Per il signor Giovanni
-e la signorina Nora non c'è che da riscaldare il caffè....
-
- _Lucio_
-
-Sì, sì, ci penso io.
-
- _Rosa_
-
-Non è forse bella la signorina Nora?
-
- _Lucio_
-
-_(con vivace severità)_ Basta, Rosina!
-
- _Rosa_
-
-Non parlo più. _(Si avvia, piagnucolando)_ Se avessi saputo di... di
-farvi andare in collera.
-
- _Lucio_
-
-Ma che! Non sono andato in collera.... State di buon animo....
-
- _Rosa_
-
-Se l'avessi saputo... _(Piange più forte. Esce.)_
-
- _Lucio_
-
-_(tra sè, inquieto:)_ M'ero svegliato così bene, e le chiacchiere di
-questa buona stupidina mi hanno....
-
-
-
- SCENA III.
-
-
- LUCIO, NORA, DON PAOLO.
-
-
- _Nora_
-
-_(venendo fuori dalla sua camera, risolutamente)_ Lucio!
-
- _Lucio_
-
-Nora, che avete?
-
- _Nora_
-
-È necessario che voi abbiate il coraggio di ascoltarmi, visto che io
-avrò il coraggio di parlare.
-
- _Lucio_
-
-Nora! Nora! Che altro dovete dirmi di così terribile?
-
- _Nora_
-
-Che altro?... Tutto ciò che può uccidervi o può darvi la salute.
-
- _Lucio_
-
-_(implorante)_ Ma voi sentirete un po' di pietà per me. Oggi ne avete il
-dovere.
-
- _Nora_
-
-No. Non è questo il momento della pietà. Io debbo compiere e compierò un
-dovere che mi _sembra_ superiore a tutti gli altri doveri.
-
- _Lucio_
-
-Nora! Qualche cosa di molto grave state per dirmi. Io non voglio
-ascoltarvi.
-
- _Nora_
-
-E voi mi ascolterete.
-
- _Lucio_
-
-Forse, più tardi, potreste pentirvene....
-
- _Nora_
-
-Non me ne pentirò mai!
-
- _Lucio_
-
-Ma voi siete sovraeccitata....
-
- _Nora_
-
-Ho la coscienza di quello che faccio.
-
- _Lucio_
-
-Considerate che sono io che vi trascino a tutte le allucinazioni.
-
- _Nora_
-
-E questa volta sarò io che dalle allucinazioni vi trarrò, e per sempre!
-
- _Don Paolo_
-
-_(comparisce dall'alto del corridoio, e, udendo le ultime parole di
-Nora, si ferma un istante.)_
-
- _Lucio_ _e_ _Nora_
-
-_(se ne avvedono. Tacciono, confusi, interdetti.)_
-
- _Don Paolo_
-
-_(il cappello in testa, il breviario fra le mani e con un'aria
-insolitamente sacerdotale, scende pian piano la scaletta. Giù, si ferma
-ancora per dir loro qualche cosa. Poi, non sa risolversi, e si limita a
-salutare.)_ Buongiorno, signorina.
-
- _Nora_
-
-_(con voce tremula)_ Buongiorno.... _(Pausa.)_ E così di buon'ora
-uscite, Don Paolo?
-
- _Don Paolo_
-
-.... Vado a dire la messa. _(E a passi lenti si allontana. Esce dal
-fondo.)_
-
- _(Un silenzio.)_
-
- _Nora_
-
-_(a un tratto e con asprezza)_ Lucio, la confessione di questa notte non
-è stata completa.
-
- _Lucio_
-
-_(atterrito)_ Nora!
-
- _Nora_
-
-Vi ho lasciato sospettare solamente del passato, e non ho voluto
-parlarvi del presente.
-
- _Lucio_
-
-_(quasi mettendole la mano sulla bocca)_ Nora, tacete.
-
- _Nora_
-
-Un uomo come voi non deve essere ingannato; una donna come me non deve
-ingannare.
-
- _Lucio_
-
-Tacete, ve ne scongiuro....
-
- _Nora_
-
-_(con crudeltà recisa)_ Io ho un amante!
-
- _Lucio_
-
-_(dà un acuto grido come chi riceve una coltellata)_ Ah! _(E
-indietreggia, inorridito, con le mani sul volto.)_
-
- _Nora_
-
-_(animata da una energia solenne)_ Ora mi conoscete davvero!
-
- _Lucio_
-
-_(come istupidito, guarda intorno a sè, quasi per assicurarsi che non
-sogni.)_
-
- _Nora_
-
-La mia confessione di stanotte non è stata completa, questo è certo; ma
-non è stata bugiarda. _(La sua voce è di nuovo umile.)_
-
- _Lucio_
-
-_(sommessamente, con un accento da ebete)_ Non mi avete detto... di...
-amarmi?
-
- _Nora_
-
-Ve l'ho detto. E se potessi invocare in questo momento le idee di cui vi
-pareva d'essere convinto fino a ieri l'altro, avrei l'audacia, l'onesta
-audacia, di asserire che, così dicendovi, stanotte non mentivo. Ma...
-non oso invocarle. Pur troppo, siamo stati vittime di esse tutti e due.
-Ho creduto d'amarvi. E, per una di quelle complicazioni della natura a
-cui non è possibile sottrarsi, io lo credo tuttora e forse veramente
-tuttora io vi amo. Ma non ho più il diritto di _crederlo_, e soprattutto
-non ho più il diritto di _dirvelo_.
-
- _Lucio_
-
-E lo avevate questo diritto, stanotte?
-
- _Nora_
-
-_(angosciosamente)_ Sì....
-
- _Lucio_
-
-Quando abbiamo parlato insieme in questa stanza?
-
- _Nora_
-
-Sì.
-
- _Lucio_
-
-_(sempre più sofferente)_ E dunque? Che mistero è questo?... _(Pausa.)_
-È già esaurito il vostro coraggio?... _(Febbricitante)_ Ditemi chi è il
-vostro amante?
-
- _Nora_
-
-_(tace.)_
-
- _Lucio_
-
-_(riflettendo e acuendo il pensiero)_ Sino a stanotte... avevate un
-diritto... che adesso non avete più! Sino a stanotte!... _(Trasalisce.
-Resta con lo sguardo fisso nel vuoto. Indi, obbedendo ad un impulso
-istantaneo, va verso la porta di Giovanni, chiamando forte:)_ Giovanni!
-Giovanni!
-
- _Nora_
-
-_(con disperazione)_ No! Non lo chiamate!
-
- _Lucio_
-
-_(terrorizzato)_ Lui!!
-
-_(Simultaneamente, Giovanni, entrando, si ferma dinanzi alla porta.)_
-
-
-
- SCENA IV.
-
-
- LUCIO, NORA, GIOVANNI.
-
-
- _Lucio_
-
-_(dopo un lungo silenzio, comincia con voce fievole, che a poco a poco
-diventerà vibrante di strazio:)_ È giusto! È giusto!... Io non ero un
-ostacolo. Al contrario! Ero un anello di congiunzione.... È
-giustissimo!... Ho messo insieme un maschio ed una femmina, ed è
-accaduto quel che doveva accadere. L'umanità non è fatta che così.... E
-io? Io? Sono diverso, io?!... Questo dolore immenso... immenso come non
-ho mai provato... questo dolore supremo che mi prende tutto, che mi
-stritola, tutto, che cosa è? Che cosa è?... Gelosia? -- Io geloso?... Di
-che? Perchè?... Voi due _non_ vi amate. _(Guardandoli)_ Lo intendo....
-Lo vedo.... Eppure, io soffro! Io soffro! Io soffro! E quel che mi fa
-soffrire è soltanto la certezza del possesso altrui. Ma dunque? Dunque
-non ci è che questo, e non ci può essere che questo, se io, proprio io
--- io medesimo -- soltanto di questo sono geloso! _(Li guarda
-aspramente, stranamente)_ No, non siate come al cospetto di un giudice.
-E non crediate d'essere colpevoli. Qual'è la vostra colpa? Voi siete in
-perfetta regola con le leggi umane. Sono stato io l'uomo guasto, sono
-stato io l'uomo assurdo, sono stato io il degenerato; ed ora, ora che
-voi mi salvate, vorreste battervi il petto e chiedere una condanna?
-Oibò! Voi dovete esultare... voi dovete prendere parte a questo trionfo,
-a questa magnifica festa della mia vita. _(In una sinistra vampata)_
-Qui, qui! Tutti e due presso di me! Statemi accanto, perdio! Anzi...
-completate l'opera benefica...: abbracciatevi dinanzi a me... _(Afferra
-per un polso Nora, la strascina verso Giovanni, e, al colmo della
-concitazione, gliela spinge addosso)_ Fate che io veda coi miei occhi
-com'è fatta la felicità!
-
- _Giovanni_ _e_ _Nora_
-
-_(al contatto, hanno un fremito di repulsione e subito si distaccano.)_
-
- _Lucio_
-
-_(sfinito, cade sopra una sedia.)_ _(Pausa.)_ _(Indi, con una fioca
-intonazione di preghiera)_ Adesso, via! via!... Ho bisogno di restar
-solo... _(E con una improvvisa violenza brutale)_ Voglio restar solo!
-
- _Nora_
-
-_(convulsa, supplichevole)_ Ma..., solo,... in questo stato,... che cosa
-volete voi fare, Lucio? _(Lo sguardo di lei è attirato dai coltelli che
-sono sulla tavola.)_
-
- _Lucio_
-
-Ah!... Il luccicchìo di quei coltelli vi turba?... Pensate, forse, che
-io voglia ammazzarmi?... Ma no! Ma no! Non temete. Oramai, è preziosa
-anche a me questa carne che ci copre!... _(Cupidamente, toccandosi come
-per constatare la propria esistenza)_ Oramai, mi è cara più di quanto
-non vi sia cara la vostra, e... _me la serbo!_ _(Come una
-proclamazione:)_ Sono impastato come gli altri!... _(Con un accento
-velenoso)_ E andate via, perchè vi odio!
-
- _Nora_
-
-Sì,... è indispensabile. Partirò immediatamente. _(Prende in un canto il
-suo cappellino, e, sempre convulsa, si affretta a metterselo.)_
-Troverete voi stesso... un pretesto per vostro zio.... Direte...
-direte... che ho ricevuto un telegramma urgente... che non ho avuto
-neanche il tempo di prendere le mie robe... e che sono partita col primo
-treno... _(Lagrimando)_ Sì... Sì... l'equivoco si è chiarito.... Ognuno
-per la sua strada!... La mia -- me ne accorgo -- è molto umile....
-Addio, Lucio.... _(Poi, con uno sforzo di energia, severamente, senza
-piangere e dando al saluto un significato di risoluzione definitiva:)_
-Addio, Giovanni! _(Ed esce dal fondo.)_
-
- _Lucio_
-
-_(a Giovanni:)_ E tu non vai? Non l'accompagni? Non la segui?
-
- _Giovanni_
-
-_(con tristezza)_ Nora non mi ama.
-
- _Lucio_
-
-Ma è la tua amante.
-
- _Giovanni_
-
-Nora non ama che te.
-
- _Lucio_
-
-_(levandosi con impeto d'ira furibonda e sprezzante)_ No! perchè se ciò
-fosse vero, oltre a essere un amico falso, tu saresti un seduttore
-grottesco....
-
- _Giovanni_
-
-Lucio!
-
- _Lucio_
-
-Un seduttore grottesco e un ladro infame!
-
- _Giovanni_
-
-Lucio!... _(Sta per avventarglisi addosso.)_
-
- _Lucio_
-
-Vuoi battermi anche? E battimi se ne hai il coraggio. Battimi....
-
- _Giovanni_
-
-_(retrocedendo con orrore)_ Oh! _(Vorrebbe nascondersi, vorrebbe
-sparire. Balbetta:)_ Perdonami... perdonami... _(e fugge nella sua
-stanza.)_
-
- _Lucio_
-
-_(in tono tragico e trionfale)_ Solo! Ma guarito finalmente! _(La crisi
-incalza. Egli comincia a singhiozzare. Siede presso la tavola. Si
-nasconde il volto fra le mani come per sottrarsi anche all'aria che lo
-circonda, e scoppia in un libero pianto quasi puerile)_ Ziegler!
-Ziegler! Perchè almeno tu non mi sei vicino?! _(A poco a poco, il pianto
-cessa ed egli resta affranto, colle braccia sulla tavola e la testa
-piegata sulle braccia.)_
-
-
-
- SCENA V.
-
-
- LUCIO, ROSA, _la voce di_ GIUSTINO.
-
-
-_(Ora il sole è più alto, la luce più chiara e più vivida. Si ode la
-campanella festosa della chiesa. Sale dalla strada la voce di
-Giustino.)_
-
- _La voce di Giustino_
-
-Ohi, Rosa! Ohi, Rosina! Vieni giù per la messa, chè Don Paolo è pronto.
-
- _Rosa_
-
-_(di dentro)_ Eccomi, eccomi.
-
- _La voce di Giustino_
-
-E non ti scordare i fiori per la Madonna.
-
- _Rosa_
-
-_(in una sfarzosa veste quasi contadinesca, recando un fascio di fiori,
-entra imbarazzata. Sogguarda Lucio e gli si accosta timidamente.)_
-
- _Lucio_
-
-_(voltandosi appena)_ Che è? Che vuoi?
-
- _Rosa_
-
-_(riluttante)_ Vi hanno dato un gran dispiacere?
-
- _Lucio_
-
-No!... E poi, che capiresti tu?
-
- _Rosa_
-
-_(sincera)_ Per voi, io sono una sciocca... sono un'estranea....
-
- _Lucio_
-
-Un'estranea? _(La guarda tutta dalla testa ai piedi.)_ Un'estranea, no.
-Bambina, eri il mio trastullo.... Più tardi, quando avevi tredici anni,
-io, _(misteriosamente)_ di nascosto, ti baciavo....
-
- _Rosa_
-
-Signor Lucio....
-
- _Lucio_
-
-Sì, _(ravvivandosi al ricordo)_ e, un giorno, lo zio ci sorprese laggiù,
-nella vigna, e, rimproverandomi acerbamente, mi disse: «Bada, io esigo
-che tu rispetti quella ragazza come si rispetta una cugina!...»
-
- _Rosa_
-
-_(vergognandosi)_ Signor Lucio....
-
- _Lucio_
-
-Lo disse lui. E io, che ho risoluto di stabilirmi qui, quando resteremo
-soli, ti chiamerò appunto: cugina. _(Le prende le mani. I fiori cadono a
-terra ai piedi di Lucio. Egli continua abbassando la voce:)_ E tu lo
-sai, tu lo sai che io posso chiamarti così!...
-
- _Rosa_
-
-_(tutta spaurita, arrossendo)_ Io non so niente!
-
- _Lucio_
-
-No, non arrossire! Il tuo rossore è un'ingratitudine: -- è
-un'ingratitudine verso quell'uomo che, pur facendo un poco di bene a se
-stesso, ne fece sempre anche agli altri....: a te specialmente, perchè
-ti diede la vita, e la Vita è un Bene!... E sarà lui che m'insegnerà a
-vivere! _(Sempre più ravvivandosi nell'esaltazione d'un'ebbrezza
-dolorosa)_ Sarà lui che m'insegnerà a ridere, a star sano, a godere, a
-godere un'altra volta come quando avevo vent'anni.... _(Levandosi e
-tenendola tuttora per le mani, la trae a sè con uno spasmodico sforzo di
-giocondità)_... E vivremo allegramente, credimi, e faremo baldoria....
-Oh, se faremo baldoria!... E chi sa... chi sa... che l'antica vigna non
-ci riveda!... _(Le dà un bacio rovente.)_
-
- _Rosa_
-
-_(tremante)_ Signor Lucio...
-
- _Lucio_
-
-_(lasciandole le mani)_ No! Non ho detto nulla... Non ho fatto nulla....
-Va, ragazza mia, va a messa col tuo fidanzato, va a messa... _(Raccoglie
-i fiori e glieli ridà. Poi, subito, gliene strappa un ciuffo e se ne
-copre il viso odorando avidamente)_ Va... va... va...
-
-_(La campanella della chiesa riempie l'aria di squilli allegri.)_
-
- _Rosa_
-
-_(si allontana in un raggio di sole.)_
-
- (_Sipario._)
-
-
- _Fine del dramma_.
-
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-
-
-Project Gutenberg(tm) is synonymous with the free distribution of
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-
-Volunteers and financial support to provide volunteers with the
-assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg(tm)'s
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-Literary Archive Foundation was created to provide a secure and
-permanent future for Project Gutenberg(tm) and future generations. To
-learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and
-how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 and the
-Foundation web page at http://www.pglaf.org .
-
-
- Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
- Foundation
-
-
-The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
-501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the state
-of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal Revenue
-Service. The Foundation's EIN or federal tax identification number is
-64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
-http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf . Contributions to the
-Project Gutenberg Literary Archive Foundation are tax deductible to the
-full extent permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
-
-The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr.
-S. Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
-throughout numerous locations. Its business office is located at 809
-North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
-business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
-information can be found at the Foundation's web site and official page
-at http://www.pglaf.org
-
-For additional contact information:
-
- Dr. Gregory B. Newby
- Chief Executive and Director
- gbnewby@pglaf.org
-
-
-Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary
- Archive Foundation
-
-
-Project Gutenberg(tm) depends upon and cannot survive without wide
-spread public support and donations to carry out its mission of
-increasing the number of public domain and licensed works that can be
-freely distributed in machine readable form accessible by the widest
-array of equipment including outdated equipment. Many small donations
-($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
-status with the IRS.
-
-The Foundation is committed to complying with the laws regulating
-charities and charitable donations in all 50 states of the United
-States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
-considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
-with these requirements. We do not solicit donations in locations where
-we have not received written confirmation of compliance. To SEND
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-visit http://www.gutenberg.org/fundraising/donate
-
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-have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
-against accepting unsolicited donations from donors in such states who
-approach us with offers to donate.
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-International donations are gratefully accepted, but we cannot make any
-statements concerning tax treatment of donations received from outside
-the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
-
-Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
-methods and addresses. Donations are accepted in a number of other ways
-including checks, online payments and credit card donations. To donate,
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-
-
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- works.
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-Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg(tm)
-concept of a library of electronic works that could be freely shared
-with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
-Gutenberg(tm) eBooks with only a loose network of volunteer support.
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