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You may copy it, give it away or re-use it -under the terms of the Project Gutenberg License included with this -eBook or online at http://www.gutenberg.org/license. - - -Title: Il trionfo - Dramma in quattro atti - -Author: Roberto Bracco - -Release Date: July 31, 2012 [EBook #40378] - -Language: Italian - -Character set encoding: ISO-8859-1 - - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL TRIONFO *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara Magni, and the -Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net. - -This file was produced from images generously made available by The -Internet Archive. - - - - - ROBERTO BRACCO - - TEATRO - - VOLUME SECONDO - - MASCHERE -- INFEDELE -- *IL TRIONFO* - - 3ª EDIZIONE RIVEDUTA. - - - - REMO SANDRON -- Editore - Libraio della Real Casa - MILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA-BOLOGNA-TORINO - -Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States - of America. - - - - - PROPRIETÀ LETTERARIA - - _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per - tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di - Norvegia._ - - È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni - senza il consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico - 17 Settembre 1882)_. - - Off. Tip. Sandron -- 12 -- I -- 080817. - - - - - IL TRIONFO - - _Dramma in quattro atti._ - -Questo dramma fu rappresentato per la prima volta in Italia, al teatro -_Alfieri_ di Torino, la sera del _10 gennaio 1895_, dalla compagnia -drammatica _Zacconi-Pilotto_. - - - - - INDICE - - - ATTO PRIMO. - ATTO SECONDO. - ATTO TERZO. - ATTO QUARTO. - - - - - PERSONAGGI: - - _Lucio Saffi_ - _Nora_ - _Don Paolo_ - _Giovanni_ - _Ziegler_ - _Felsani_ - _Rosa_ - _Giustino_ - _Un Contadino_ - - - ANNOTAZIONI PER GLI ARTISTI. - -*Lucio Saffi* -- 28 anni: viso espressivo, mobilissimo, segnato -dall'intensa sensibilità spirituale. - -*Nora* -- maestra di pianoforte: 24 anni; natura debole, -impressionabile. - -*Giovanni* -- un bel giovane gagliardo, sulla trentina, pittore. - -*Ziegler* -- violinista: poco più di 30 anni; piuttosto brutto, capelli -castani un po' a zazzera, disordinato negli abiti e nei gesti. - -*Felsani* -- medico celebre: 74 anni; spalle curve, barba fluente e -capelli bianchissimi, modi assai signorili; incesso grave; voce -monotona, sottile, insinuante; parla lentamente, sillabando le parole, -con pacatezza eccessiva e aristocratica. - -*Don Paolo* -- prete molto disinvolto, spregiudicato e giovialissimo; -faccia bonaria e ridanciana: 56 anni. - -*Rosa* -- giovanetta bella, fresca, piena di salute: 21 anni, vesti e -maniere tra di contadina e di provincialotta ricca. - -*Giustino* -- benestante campagnuolo, giovanissimo, sano, arzillo, e, a -modo suo, elegante. - - - - - ATTO PRIMO. - - -_Un salotto semplice, modesto, adibito provvisoriamente a camera da -letto. Il letto, difatti, situato verso il lato sinistro, ha il -capezzale un po' discosto dalla parete, quasi avanti a una porta chiusa. -Alla parete opposta, una finestra. In fondo, la porta comune, dalla -quale si vede un'altra piccola stanza. Presso il letto, una larga -poltrona. Pendono ai muri alcuni quadri anatomici. Nell'angolo più -lontano dal letto, un'ampia tavola, su cui sono, confusamente, fiale e -scatole di medicinali, qualche bottiglia, qualche piatto, qualche -asciugamano, qualche bicchiere, delle arance, una candela di cera, un -paralume._ - -_Qua e là, nella camera, altre suppellettili, in disordine. -- È sera. --- La candela è accesa, diffondendo poca luce. -- L'ambiente è -concentrato e triste._ - - - - SCENA I. - - - LUCIO, GIOVANNI, FELSANI. - - - _Lucio_ - -_(è adagiato sul basso letto tutto bianco, ma dalla cintola in su è -quasi ritto, con le spalle e il capo sorretti da una catasta di -guanciali. Ha gli occhi infossati, lo sguardo debole e vagante, il volto -pallidissimo e smunto, la barbettina incolta. Ha un braccio serrato al -petto, tenendo sotto l'ascella un piccolo termometro.)_ - - _Felsani_ - -_(è seduto sulla poltrona.)_ - - _Giovanni_ - -_(in piedi, presso la candela, ha in mano una lettera.)_ - - _Lucio_ - -_(parlerà con voce fioca; ma quando, a poco a poco, o ad un tratto, egli -si animerà, il suo accento avrà vibrazioni affannosamente vivaci.)_ - - _Giovanni_ - -_(guardando la lettera)_ Qui c'è una cancellatura. Si vede che gli era -sfuggita qualche parola eccessivamente efficace.... - - _Lucio_ - -Dottore, sono passati i dieci minuti? - - _Giovanni_ - -_(consultando il suo orologio)_ Non ancora. - - _Lucio_ - -Questi termometri! Che noia! _(A Giovanni:)_ Continua, Giovanni. Vedi -che bel tipo! - - _Giovanni_ - -Lei permette, dottore? Tanto per ammazzare il tempo.... - - _Felsani_ - -Ammazzi pure. - - _Lucio_ - -_(a Giovanni:)_ Ma grida un po'.... - - _Giovanni_ - -Non l'avevi letta? - - _Lucio_ - -Me l'aveva appena leggiucchiata la signorina Nora. - - _Giovanni_ - -_(leggendo:)_... «Sicchè, Sua Eminenza, che, standomi ad ascoltare, -s'era grattata, con rispetto parlando, un poco dappertutto -- segno -evidente che non avevo saputo grattarla io --, all'ultimo, alquanto -impacciata, così mi parlò: «Voi don Paolo, non ne dubito, di qui a cento -anni sarete anche beatificato, visto che nel villaggio tutti dicono, ed -io lo credo, che siete un curato esemplare e miracoloso; ma io sostengo -che lassù sarete un santo come non ve ne sono stati mai». E il giorno -dopo, nipote mio, Sua Eminenza se n'è partita, salutata, acclamata da -tutto il paese, ma giurando in cuor suo, -- te lo dico io -- di non -metterci mai più il piede.» _(A Lucio:)_ Egli però non se ne mostra -troppo afflitto. _(Legge:)_ «Insomma, non le piacqui. Anzi, la -infastidii, specie con le mie risate. Santa pazienza!... Come si fa a -fingere sempre? E poi, mascherare la faccia forse è possibile, ma la -voce come si maschera? È quella che è. La mia ride; e a Sua Eminenza -piacciono le voci che piangono. _De gustibus_, caro nipote! La -vaccherella neonata sta come un pesce. Rosina fa all'amore con un -giovinetto lavoratore e ricco. La semina del grano è terminata. E io me -la godo. -- Sperando di ricevere finalmente tue nuove, ti abbraccia e -benedice il tuo affezionatissimo zio Paolo.»... Bel tipo davvero! _(A -Lucio:)_ Non sa che sei malato? - - _Lucio_ - -Non sa?... Che cosa? - - _Giovanni_ - -_(alzando la voce)_ Dico: tuo zio non lo sa che sei malato? - - _Lucio_ - -No, no. -- Dottore, sono passati i dieci minuti? - - _Felsani_ - -_(dopo aver consultato il suo orologio)_ Ora sì. _(Si alza lentamente, -prende il termometro, si avvicina alla candela.)_ - - _Lucio_ - -Per conto mio, abolirei i termometri. - - _Felsani_ - -Benissimo, collega. In qualità di medico, lei può abolire anche la -medicina. Ma in qualità di ammalato, non deve che subirla. - - _Giovanni_ - -_(a Lucio:)_ Hai capito? - - _Lucio_ - -_(a Felsani, che osserva il termometro:)_ Quanti gradi, dottore? - - _Felsani_ - -Ah?... Non così abolizionista come dice di essere! Trentanove meno -qualche decimo. - - _Giovanni_ - -Siamo in porto, perbacco! - - _Felsani_ - -E anche senza questa importante diminuzione non ci sarebbe più niente da -temere. Il superare la crisi dell'altra notte, fu vittoria decisiva. -Sono quarantotto ore che Lucio Saffi ha concluso e sottoscritto il suo -trattato di pace con la Vita. Questa volta _(si avvicina a Lucio)_ -possiamo congratularci con la scienza. - - _Lucio_ - -Con la scienza? _(Tentenna un poco il capo.)_ - - _Felsani_ - -_(parlandogli assai dappresso)_ Con la _nostra_ Scienza, collega. - - _Lucio_ - -Nostra, no. Io non saprei che farmene. - - _Felsani_ - -Ottimamente. Nondimeno, veda, lei è un medico come me. - - _Lucio_ - -Ho una laurea come lei. - - _Felsani_ - -Ottenuta, io lo ricordo, con esami onorevoli. - - _Lucio_ - -Ma non sono medico, e non potrò esserlo mai. Oh!... La scienza!... Io -l'ho studiata con passione, anzi con avidità.... Me ne sono abbeverato -avidamente, come... come un viaggiatore del deserto si abbevera alla -prima sorgente che trova; ma poi!... Ma poi!.... - - _Felsani_ - -Ma poi... io la prego di parlare poco e di pensare meno. Mi fa questa -grazia? - - _Lucio_ - -_(continuando senza badargli)_... Più bevevo, e più avevo sete. Sicuro! -Quando mi si disse: «ohè, ohè, sei dottore!», io ebbi la coscienza di -essere un ignorante... - - _Felsani_ - -Mi fa la grazia di chetarsi? - - _Lucio_ - -_(animandosi)_ ...E tutte le ricerche febbrili tendenti a scoprire il -segreto dell'esistenza, non lasciarono in me che un gran disprezzo per -l'inanità della scienza, dei cui simboli grotteschi -- guardi dottore, -guardi -- ho voluto ornare i muri in segno di scherno, e un gran -desiderio, anche, mi rimase, un gran bisogno di cercare... di cercare... -di cercare altrove! _(Si abbatte.)_ - - _Felsani_ - -_(dopo una lunga pausa, si accosta a Lucio)_ Ecco, lo vede? È stanco. -Avrà tanto tempo -- glielo prometto io -- per dire alla scienza ed agli -scienziati tutto il male che ne pensa; ma per ora, signor Lucio, _(con -severità paterna)_ io non la prego più, bensì le ordino di fare a modo -mio. _(Pausa. Poi, andando verso Giovanni e abbassando la voce)_ Senta. -Sino alle due della notte, desidero che lo si lasci tranquillo. Alle -due, o un po' più tardi, l'infermo ricomincerà a prendere la cartina -consueta. E durante la notte, se avrà sete, potrà bere abbondantemente -la sua aranciata. Ha niente da obiettare il signor pittore? - - _Giovanni_ - -Si figuri! Niente. - - _Lucio_ - -Non mi riesce di udire nemmeno una parola. Le sue droghe, dottore, mi -hanno fatto diventar sordo. - - _Felsani_ - -Benissimo! Potremo così sparlare di lei senza domandargliene il -permesso. - - _Giovanni_ - -_(a Felsani:)_ Appunto, dottore, volevo dirle.... - - _Lucio_ - -_(socchiude gli occhi in una specie di dormiveglia.)_ - - _Felsani_ - -_(a Giovanni:)_ Dica. - - _Giovanni_ - -Egli si lamenta della residenza precaria in questa stanza, e non sogna -che di ritornarsene lì, nella sua cameruccia abituale. - - _Felsani_ - -Quella cameruccia sembra una tomba, e noi gliene vieteremo l'ingresso, -perchè, suo malgrado, lo vogliamo vivo. Qui, caro signor Giovanni, c'è -un poco più di luce. - - _Giovanni_ - -Ed egli odia la luce. - - _Felsani_ - -Una stravaganza che nasconde Dio sa quale dei suoi attorcigliamenti -d'idee. - - _Giovanni_ - -Lo so, ma, purtroppo!... guai a contraddirlo. - - _Felsani_ - -Contraddirlo no; secondarlo sempre, neppure. È necessario distoglierlo, -distrarlo dai suoi sofismi, dai suoi cavilli, da quel ragionare -eccessivo in cui il suo pensiero si contorce. Ahimè! Ragionar troppo -significa correre il pericolo di non ragionar più. Con la febbre a -quarantuno, delirava. Questo era naturalissimo. Ma il male è che, -passato delirio, egli ricorda la visione e i fantasmi del delirio e -qualche volta ne parla come d'un fatto veramente accaduto, come di una -persona veramente vista. Proclive a crearsi un altro mondo, determina, -in sè stesso, una specie di sovrapposizione. Da che cosa è prodotto -tutto questo? Io credo da una sproporzione, da uno squilibrio. Egli -consuma, cioè, del suo cervello più di quanto possa consumare. Non ha -notato lei che dopo uno dei suoi sforzi riflessivi egli, accasciato, si -assopisce nel riposo? La natura medesima, dunque, gli chiede un -risarcimento. Ed ecco perchè bisogna evitargli l'eccesso della -riflessione. È del mio parere il signor pittore? - - _Giovanni_ - -Ma... naturale!... - - _Felsani_ - -E sarà utile che del mio parere siano gli altri amici che assistono -l'infermo. - - _Giovanni_ - -Avvertirò Ziegler. - - _Felsani_ - -Avverta, prima d'ogni altro, la signorina Nora.... - - _Lucio_ - -_(a questo nome si desta.)_ - - _Felsani_ - -Quella donna, se non vado errato, ha un certo ascendente su lui.... - - _Giovanni_ - -In verità, non lo conosce che da quando è venuta ad abitare qui accanto; -ma, senza dubbio, per lui, è una vicina eccellente. - - _Felsani_ - -Una vicina eccellente! Ben detto! Ben detto! Ed è ciò che si può -desiderare di meglio. - - _Lucio_ - -Giovanni, è illuminata la sua finestra? - - _Felsani_ - -Ah! Lei ascoltava? Cosicchè l'effetto delle mie malefiche droghe non è -completo? - - _Lucio_ - -M'è parso dì udir pronunziare il nome di Nora. Mi sono, forse, -ingannato? - - _Felsani_ - -Ingannato? Punto. E solamente questo nome ha udito?... - - _Lucio_ - -Questo nome, dottore. - - _Felsani_ - -Benissimo.... Benissimo.... - - _Lucio_ - -È illuminata la sua finestra, Giovanni? - - _Giovanni_ - -_(guardando la finestra)_ No. Ella non deve essere ancora tornata dal -concerto. Già, sarebbe venuta direttamente qui. Ma non potrà tardare. I -pezzi che doveva suonare con Ziegler erano segnati al principio della -seconda parte del programma. - - _Felsani_ - -_(a Lucio, fissandogli addosso gli occhietti scrutatori:)_ È una -pianista valorosa? - - _Lucio_ - -È una incomparabile infermiera. - - _Felsani_ - -Simpatica, anche.... - - _Lucio_ - -Assai mite. - - _Felsani_ - -Quasi bella.... - - _Lucio_ - -_(breve pausa)_ Peccato! - - _Felsani_ - -_(ha un lieve moto di stupore. Indi, rivolgendosi pianissimo a -Giovanni:)_ Che ne dice lei, signor pittore, di tutto ciò? - - _Giovanni_ - -Non è un innamorato. - - _Felsani_ - -Molto ben detto. Senonchè, io non sono della sua opinione. - - _Lucio_ - -_(chiamando:)_ Giovanni! Giovanni! Va, ti prego, va ad aprire la porta. -La signorina Nora è su per le scale. Non ne hai udita la risatina? - - _Giovanni_ - -Io, no; ma non monta.... _(Esce dalla comune.)_ - - _Felsani_ - -_(accostandosi a Lucio)_ Non le pare d'aver udita quella risatina più -col pensiero che con gli orecchi? - - _Lucio_ - -_(dilatando istantaneamente le pupille)_ Perchè lo vuol sapere? - - - - SCENA II. - - - LUCIO, GIOVANNI, FELSANI, ZIEGLER, NORA. - - - _Nora_ - -_(porta in mano un mazzo di fiori. Ha un'elegante e semplicissima veste -bianca dallo strascico molto lungo. La ciarpa che le covre i capelli, e -un po' il viso, e il mantello in cui si avvolge, mettono nell'ambiente -caldo l'impressione dell'aria fredda della strada.)_ - - _Ziegler_ - -_(indossa, sbottonato e col bavero alzato, un largo e vecchio paltò -svolazzante, sotto il quale il frak inelegante e il nitido cravattone -bianco completano il carattere della figura alquanto bizzarra. Ha in -mano il violino chiuso nella cassetta e alcune carte di musica -avvoltolate.)_ - - _Nora_ - -_(entrando)_ Buone notizie, nevvero? - - _Felsani_ - -Sempre buone quando un medico tiene a darle egli stesso. - - _Nora_ - -_(a Felsani:)_ Lei qui a quest'ora? Giù, non avevo riconosciuta la sua -carrozza. - - _Ziegler_ - -_(andando premuroso verso Lucio)_ Si va bene, eh? _(Mette in un angolo -la cassetta, il cappello, le carte.)_ - - _Felsani_ - -_(a Nora)_ Io qui a quest'ora. Ma non tema, signorina, non usurpo il suo -posto d'infermiera. Glielo abbandono tutto intero il nostro ex ammalato. -_(Prende di su una seggiola la sua pelliccia. -- Giovanni lo aiuta a -indossarla.)_ - - _Nora_ - -Oh, garbata questa infermiera che entra munita di fiori nella camera -dell'infermo! Ziegler, abbiate pazienza, buttateli via. _(Glieli dà.)_ - - _Ziegler_ - -Lusinghiero pel Comitato che ve li ha offerti. Piuttosto ve li porto in -casa. Volete? - - _Nora_ - -No, no: buttateli via. Tanto, domani saranno secchi. - - _Lucio_ - -I fiori!... Colore... profumo... niente altro! - - _Felsani_ - -_(a Giovanni:)_ Grazie. _(A Ziegler:)_ Dia a me, se non le dispiace, dia -a me.... - - _Ziegler_ - -_(consegnandogli il mazzo di fiori)_ Volentieri. - - _Felsani_ - -Sino a domani li serberò io. - - _Nora_ - -Così poetico, dottore? _(Si toglie la ciarpa, il mantello, i guanti.)_ - - _Felsani_ - -Poetico, precisamente, no. Ma mi permetto di fare osservare alla -signorina Nora che è una crudeltà il buttar via dei fiori freschi solo -perchè domani saranno secchi. Secondo lei, signorina, invece di curare -un uomo, noi dovremmo ucciderlo, cioè.... buttarlo via, solo perchè, -tanto, un giorno o l'altro dovrà morire. Poetico, no. Un po' umanitario, -ecco. E l'umanità comincia dove si vuole. Per alcuni comincia dalla -scimmia.... Benissimo! Per me comincia.... dai fiori. «_Vivere! Vegetare -forse?_» si domanderebbe un Amleto a rovescio.... E lei, signorina, che -ne dice?... Qual è la sua opinione?... - - _Nora_ - -Non ne ho, dottore. Sono una ignorante, io. - - _Felsani_ - -_(sorpreso di sentire la stessa dichiarazione fatta poco prima da -Lucio)_ Ah?... Anche lei? - - _Nora_ - -Perchè «_anche_»? - - _Felsani_ - -Nulla.... Non ci badi. _(A Lucio:)_ A rivederci, collega. E si ricordi -che la vittoria è _nostra_. - - _Lucio_ - -_(sorride.)_ - - _Felsani_ - -_(salutando)_ Signorina... Signor Ziegler... Signor Giovanni.... - - _Nora_, _Giovanni_ e _Ziegler_ - -_(cortesemente, lo accompagnano.)_ - - _Felsani_ - -_(uscendo lentissimamente)_ Chi vedesse uscire a quest'ora da una casa -un vecchio medico con un mazzo di fiori in mano, farebbe le più varie e -fantasiose supposizioni, ma di certo non sospetterebbe che il vecchio -medico abbia voluto salvare il mazzo di fiori... dalla crudeltà d'una -infermiera gentile.... _(Ancora salutando)_ Signori.... _(Via.)_ - - _Nora_ - -_(resta sulla soglia.)_ - - _Giovanni_ _e_ _Ziegler_ - - _(escono con lui e poi ritornano.)_ - - - - SCENA III. - - - LUCIO, NORA, GIOVANNI e ZIEGLER. - - - _Ziegler_ - -_(rientra, imitando lievemente l'andatura e l'accento del dottor -Felsani)_ «E così il benefico Comitato ha finito coll'offrire dei fiori -al dottor Felsani. Benissimo!... _(a Nora:)_ E lei, signorina, che ne -dice?» - - _Nora_ - -Oh! Io dico, sul serio, di non averli meritati. - - _Ziegler_ - -Non le prestar fede, Lucio. Ha suonato divinamente. E anch'io mi sono -piaciuto. La sonata di Grieg l'abbiamo -- come dire? --... l'abbiamo -sviscerata. E al secondo tempo, Nora, a suo marcio dispetto, è stata -grande.... - - _Nora_ - -_(ridendo e declamando:)_ «Come nessun fu mai!» - - _Giovanni_ - -_(pazientemente si sdraia sulla poltrona, ascoltando.)_ - - _Ziegler_ - -_(a Nora:)_ Date retta a me. In quell'_andante appassionato_.... _(a -Giovanni:)_ Bada, era il secondo tempo della seconda sonata di Grieg; e -lì dentro, sai, c'è tutta la Norvegia coi suoi fiordi e con le sue -aurore boreali.... _(Continuando a rivolgere la parola a Nora e alzando -il tono affinchè Lucio non resti estraneo alla conversazione:)_ Sì, -perdinci, in quell'_andante appassionato_ avete messo tanta profondità -d'intenzioni e tanta intensità di dolcezza sentita... quasi direi, di -_dolcezza vissuta_... che quel Kaps, non so, pareva avesse un cuore, -pareva vivere come voi, come me... _(entusiasmandosi)_ e le corde del -mio violino sconquassato cantavano, non perchè io le grattavo con -l'archetto, no, ma perchè vivevano esse pure.... Proprio così!... -Vivevano, intendete?, vivevano per una suggestione. Già, io non so -esattamente che diamine significhi la parola _suggestione_, che tutti -diciamo cento volte al giorno...; ma questa volta devo averla detta a -proposito. Suggestione, incantesimo, malìa, magìa, miracolo!... Una di -queste cose, insomma, ovvero... tutte quante insieme! - - _Nora_ - -_(ridendo)_ Addirittura?! - - _Ziegler_ - -Addirittura! _(Sempre più entusiasmandosi)_ Vi garantisco io che, dato -un accompagnamento come il vostro, un violino suona da sè. E quando voi -sedete al piano, Norina, parola d'onore, o che suoni io o che suoni -Tartini redivivo, è precisamente lo stesso!... - - _Nora_ _e_ _Giovanni_ - -_(lo guardano comicamente.)_ - - _Ziegler_ - -Cioè... credo di avere un poco esagerato. Ritiro la parola d'onore. - - _Lucio_ - -_(sorride.)_ - - _Giovanni_ - -_(levandosi)_ Hai finito, chiacchierone? - - _Ziegler_ - -_(mortificato)_ Vi vedevo attenti: supponevo di farvi piacere, parlando. - - _Giovanni_ - -Be', se hai finito, _(stendendogli la mano)_ buona notte. - - _Ziegler_ - -_(stringendogliela)_ Te ne vai? - - _Giovanni_ - -No! Sei tu che te ne vai. - - _Ziegler_ - -Ma che! Io ho da restare. Stanotte siamo di guardia Norina ed io. - - _Giovanni_ - -Se ci sei stato la notte scorsa con lei! Stanotte spetta a me. - - _Ziegler_ - -E tu non c'eri stato già due notti di fila? Spetta a me, caro mio. - - _Giovanni_ - -E io sostengo che spetta a me. - - _Nora_ - -Bisticciatevi per questo, adesso! - - _Ziegler_ - -Decidete voi, Nora. - - _Giovanni_ - -Andiamo, decidete voi. - - _Nora_ - -Non spetta a nessuno dei due. Il signor Lucio sta meglio, e quindi non -c'è' bisogno di una duplice sentinella. Stanotte, ci resto io sola. Ecco -la mia decisione. - - _Ziegler_ - -E basta così. - - _Giovanni_ - -Non parlo più. - - _Nora_ - -_(dando a Giovanni il pastrano e il cappello)_ A voi.... _(e a Ziegler -il cappello, le carte e la custodia del violino)_ A voi.... E dritti a -casa, da bravi ragazzi. _(A Giovanni:)_ La consegna? - - _Giovanni_ - -La consegna è questa. Sino alle due, possibilmente, riposo. A cominciare -dalle due, le solite cartine, e se ha sete, la solita bibita. _(Indi, -parlando pianissimo, ma con disinvoltura, affinchè Lucio non sospetti:)_ -D'un discorso molto serio fattomi dal dottore, parleremo poi a lungo -domani. - - _Nora_ - -Va bene. - - _Giovanni_ - -_(rialzando il tono e guardandola tutta)_ Intanto sarete a disagio in -questo abito di fantasma. - - _Nora_ - -Andrò a svestirmi quando il signor Lucio si sarà addormentato. - - _Giovanni_ - -E se non si addormenterà, i vostri piedini staranno ad agghiacciarsi -nelle calze di ragnatela e in questi petali di magnolia che chiamate -scarpine. - - _Nora_ - -Vi proibisco d'essere tanto bene informato della mia calzatura! Del -resto, all'alba, Ziegler verrà a sostituirmi. - - _Ziegler_ - -Beninteso! - - _Giovanni_ - -E perchè non io? - - _Nora_ - -_(vivamente)_ Perchè _voi, no_! - - _Ziegler_ - -E basta così. - - _Nora_ - -Che tiranna, eh? - - _Giovanni_ - -Tiranna?... Non lo so. - - _Nora_ - -È vero, signor Lucio, che sono un pochino tiranna? - - _Lucio_ - -È la tirannia della Saggezza. - - _Nora_ - -Ah, sì? - - _Giovanni_ - -_(piano a Ziegler:)_ Ti secca di non restar qui con lei? - - _Ziegler_ - -_(piano a Giovanni:)_ Per carità, Giovanni, non dirlo neanche per -ischerzo. - - _Giovanni_ - -_(a Lucio:)_ Noi ce ne andiamo, Lucio. _(Indicando Nora)_ È lei che lo -esige.... A domani, dunque. - - _Ziegler_ - -_(a Lucio:)_ Domani, senza febbre e con gli occhioni luminosi e -irrequieti come due fari. Mi sono spiegato? - - _Lucio_ - -_(sorridendo dice di sì col capo.)_ - - _Ziegler_ - -_(a Nora.)_ Buona veglia, Norina! _(E via.)_ - - _Giovanni_ - -_(stringendole la mano)_ A rivederci.... - - _Nora_ - -Ahi! Ahi! Mi fate male.... - - _Giovanni_ - -Eh!... Troppo fragile per essere una tiranna, troppo sensibile per -essere un fantasma! - - _Nora_ - -_(quasi fra sè, con rancore)_ Cattivo! - - _Giovanni_ - - _(esce.)_ - - - - SCENA IV. - - - LUCIO _e_ NORA. - - - _Nora_ - -_(si accinge a mettere in ordine gli oggetti che sono sulla tavola.)_ - - _(Un lungo silenzio.)_ - - _Lucio_ - -Fa freddo, fuori? - - _Nora_ - -Un poco. Voi avete freddo? - - _Lucio_ - -Sento che fa un poco di freddo, ma io non ho freddo. - - _Nora_ - -Invece, io credo che abbiate freddo. Volete uno scialle? - - _Lucio_ - -No. - - _Nora_ - -Lo volete? - - _Lucio_ - -Siete voi che volete darmelo. Ebbene, io lo voglio. - - _Nora_ - -_(stende sul letto uno scialle bianco, e ritorna a rassettare gli -oggetti sulla tavola.)_ - - _(Un silenzio breve.)_ - - _Lucio_ - -Nora.... - - _Nora_ - -Signor Lucio? - - _Lucio_ - -Perchè odo la vostra voce meglio di quella degli altri? - - _Nora_ - -_(con lieve celia gentile)_ Perchè le medicine che momentaneamente -potevano indebolirvi l'udito ve le ho somministrate io. È giusto che -esse abbiano fatta una eccezione per me. - - _Lucio_ - -_(sorride)_ Ah?.... Ho inteso. _(Pausa)_ E adesso che fate?.... Sedete, -adesso.... Raccontate. - - _Nora_ - -Un momento.... C'era una gran confusione quassù.... Tutta colpa del -signor Giovanni! _(Seguendo il zig-zag del suo pensiero)_ Un po' matto, -ma vi vuole molto bene anche lui. - - _Lucio_ - -Sì. Giovanni e Ziegler sono due amici eccezionali. - - _Nora_ - -Ed io? _(Poggia il paralume verde davanti alla candela. Si volta, e -ascolta.)_ - - _Lucio_ - -Voi, no. - - _Nora_ - -No?! - - _Lucio_ - -Voi, non siete.... un'amica. - - _Nora_ - -E che sono, io? - - _Lucio_ - -Ecco. Pocanzi il dottor Felsani diceva che la scienza mi ha ridata la -vita.... - - _Nora_ - -È vero! - - _Lucio_ - -Io sono convinto che me l'avete ridata voi. - - _Nora_ - -Oh Dio! In che modo? _(Ascoltandolo, muoverà impercettibilmente verso di -lui, e si fermerà un po' discosta dal letto.)_ - - _(Sono tutti e due in un'atmosfera di sogno.)_ - - _Lucio_ - -In che modo?.... La vita è la vita. Si sa come si scompone il corpo d'un -uomo; non si sa... o, meglio, io non so di che si componga la sua vita. -Quel che io so è di averla riavuta a guisa d'un dono,... di averne -sentita la trasfusione. _(Pausa.)_ Ricordate?... _(Pausa.)_ -Agonizzavo... Cominciavo a morire... La mia anima, liberandosi a poco a -poco dalle sue spoglie, già si affacciava al mondo dì là... _Vedeva!_... -_Vedeva!_... Comprendete? - - _Nora_ - -Sì. - - _Lucio_ - -Poi... un alito dolce, in cui era una segreta intercessione, un segreto -richiamo, la trattenne, la fece retrocedere, me la ricondusse... e la -congiunse, di nuovo, completamente, a questo misero corpo... -restituendogli la vita, che -- demeritata -- gli si era dispersa. _(Come -in una ispirazione)_ Chi aveva richiamata l'anima mia? - - _Nora_ - -Chi? - - _Lucio_ - -Voi. E, difatti, mentre essa mi ritornava dentro, mentre io... -rinascevo, voi mi stavate vicina, vigilando... aspettandomi... Mi -stavate vicina... - - _Nora_ - -_(intenta, si accosta ancora un poco e, a piè del letto, resta fissa, -dinanzi a lui, suggendone ogni parola.)_ - -_(Il biancore del suo abito, il cui strascico si distende, e quello del -letto compongono, nell'ombra, tutta una vaga forma bianca.)_ - - _Lucio_ - -... Così... Così... come state ora: secura, diritta, solenne, grande, -eppure umile.... Assai umile... assai umile.... - - _Nora_ - -_(assorta)_ Lucio.... - - _Lucio_ - -_(spalancando gli occhi che diventano d'una luminosità soave)_ E così, -con questa voce, con una voce che è soltanto vostra, mi dicevate: -Lucio... Lucio.... - -_(Muti, immobili, si guardano. -- Il silenzio incombe.)_ - - (_Sipario._) - - - - - ATTO SECONDO. - - -_La medesima stanza. Ma l'ambiente è divenuto quasi gaio. Non c'è più il -letto. Dove erano le fiale e i medicinali, si vedono, ora, piatti, -bottiglie di vino, un fornello con su una caffettiera, una zuccheriera e -parecchie tazze. Nel mezzo della stanza, una mensa. Son le prime ore del -pomeriggio._ - - - - SCENA I. - - - LUCIO, DON PAOLO, NORA, GIOVANNI _e_ ZIEGLER. - - -_(Essi stanno seduti intorno alla mensa. Don Paolo ha a destra Nora, a -sinistra Ziegler. Lucio è alla destra di Nora. Giovanni è fra Lucio e -Ziegler. Si è alla fine del pranzo. Si mangia la frutta. Si chiacchiera. -Si beve. -- Il fornello del caffè è acceso.)_ - - _Nora_ - -_(sbuccia una mela e ne offre una fetta a Don Paolo.)_ Un'altra fettina -di mela, Don Paolo? - - _Don Paolo_ - -_(condiscendente)_ Un'altra fettina di mela. _(La prende e la mangia.)_ - - _Ziegler_ - -Ancora?! - - _Don Paolo_ - -Lasciate fare! _(Ride)_ Ah ah ah! Sono i piccoli vantaggi -dell'innocuità. - - _Giovanni_ - -Se c'è l'innocuità, non ci sono i vantaggi. - - _Don Paolo_ - -Dal vostro punto di vista è vero. Ma dal mio, _(ridendo)_ ah ah ah!, è -un altro paio di maniche. - - _Ziegler_ - -Voi le avete larghe le maniche.... - - _Don Paolo_ - -E me ne tengo! Sono misericordioso, io. - - _Giovanni_ - -La misericordia è stoffa a buon mercato. Si dice che anche il Signore -Iddio se ne sia fatto un manto assai largo. - - _Ziegler_ - -Che ne pensate voi, Don Paolo? - - _Don Paolo_ - -Io penso... _(beve con voluttà un ultimo bicchiere di vino)_ penso che -con queste cose è meglio di non scherzare. - - _Nora_ - -_(a Giovanni e a Ziegler:)_ Se voialtri non la finite con le vostre -eresie!... - - _Giovanni_ - -Non andate in collera, Nora, chè in fondo poi, convenitene, sono un buon -credente. - - _Nora_ - -Sì, quando vi accomoda. - - _Don Paolo_ - -_(per scansare quei discorsi)_ Un sigaro chi me lo dà? - - _Ziegler_ - -Io. - - _Giovanni_ - -Io. - - _Don Paolo_ - -Vediamo. _(Guarda e stringe tra le punte delle dita i due sigari.)_ -Scelgo questo e fumo quest'altro. _(Ridendo, se ne mette uno in tasca e -uno in bocca)_ Ah ah ah! - - _(Tutti si alzano, eccetto Lucio.)_ - - _Don Paolo_ - -_(col viso alquanto acceso e le gambe alquanto dinoccolate)_ Santa -pazienza! Mi avete fatto mangiare e bere un po' troppo! - - _Nora_ - -Ed ora vi do una tazza del mio caffè. - - _Don Paolo_ - -Purchè non mi facciate perdere il treno come ieri. - - _Ziegler_ - -_(cavando dalla saccoccia una scatoletta di fiammiferi)_ State -tranquillo: terrò io d'occhio l'orologio. - - _Ziegler, Giovanni, Don Paolo_ - -_(accendono i loro sigari.)_ - - _Nora_ - -_(smorzando la fiamma del fornello)_ Lo brustolai io stessa, ieri -sera.... - - _Don Paolo_ - -Lo sappiamo, perchè la vostra finestra era aperta e il fumo aromatico -giungeva fin qui. - - _Nora_ - -Moca e Portorico.... Sentirete. - - _Lucio_ - -_(tuttora seduto, è assorto, co' pugni uniti sulla tavola e il mento sui -pugni.)_ - - _Don Paolo_ - -_(lo guarda, gli si avvicina e gli sfiora il viso col gesto con cui si -scacciano le mosche)_ Ohè!... - - _Lucio_ - -_(sussultando)_ Scusate, zio... - - _Don Paolo_ - -Ma che hai? Che hai? - - _Lucio_ - -Ecco:... riflettevo che.... - - _Nora_ - -_(interrompendo di proposito)_ Don Paolo, dolce o amaro? - - _Don Paolo_ - -Come il vostro cuore vi detta. - - _Ziegler_ - -Allora dolcissimo. - - _Nora_ - -_(offrendo la tazza ricolma a Don Paolo)_ A voi. - - _Don Paolo_ - -_(saggiando subito col cucchiaino)_ Perfetto! - - _Lucio_ - -Me la date anche a me una tazza di caffè? - - _Nora_ - -_(mescendolo agli altri)_ È assai forte, Lucio. Coi vostri nervi!... - - _Lucio_ - -Un sorso, almeno. Mi solleverà. - - _Nora_ - -Un sorso, ve lo cedo io. _(Gli porge la propria tazza.)_ - - _Lucio_ - -_(se l'avvicina alle labbra, delicatamente.)_ - - _Ziegler_ - -_(pianissimo, confabulando con Don Paolo.)_ Insistete nella proposta di -stamane. Fate che egli venga con voi in campagna. Il dottor Felsani dice -che ciò è indispensabile.... - - _Don Paolo_ - -E dice bene. - - _Ziegler_ - -Lucio, credetemi, non è completamente guarito. - - _Don Paolo_ - -_(sospirando)_ Lo so. Lo vedo. - - _(Restano pensosi, sorseggiando l'uno di fronte all'altro.)_ - - _Nora_ - -_(a Lucio, che beve troppo caffè:)_ Ma così compromettete il solito -sonnellino del dopo pranzo. - - _Lucio_ - -Non importa. - - _Nora_ - -_(con severità gentile)_ Basta, ora! _(E riprende la tazza.)_ - - _Lucio_ - -Che avara! - - _Giovanni_ - -E giacchè siete così avara... io vi chiedo un'altra mezza tazza del -vostro caffè. - - _Nora_ - -Intemperante! _(Tentennando il capo, lo accontenta.)_ - - _Giovanni_ - -Avara! Avara! - - _Don Paolo_ - -_(chiama a sè Ziegler con gli occhi e gli dice qualcosa all'orecchio.)_ - - _Ziegler_ - -Eh! Senza di lei, egli si ammalerebbe peggio. - - _Don Paolo_ - -E dunque? - - _Ziegler_ - -Con un pretesto qualsiasi, fate venire anche lei. Tanto, voi siete un -prete di spirito.... - - _Don Paolo_ - -Ma quella è una donna di carne! - - _Ziegler_ - -Per Lucio non è che di aria. - - _Don Paolo_ - -E buon pro gli faccia! _(Avendo finito di bere il caffè, sta per riporre -la tazza.)_ - - _Nora_ - -_(cerimoniosamente, gliela toglie di mano e la posa.)_ Contro chi -congiurate voi due? - - _Don Paolo_ - -Contro chi? Posso dirlo? Posso dirlo? _(Con uno slancio di franchezza)_ -Contro il vostro amico Lucio... e anche un po' contro di voi. - - _Lucio_ - -Oh! Oh! Sentiamo. - - _Don Paolo_ - -_(dopo breve esitazione)_ Be'!... Bisogna decisamente accettare il mio -invito. In campagna, caro nipote, in campagna! - - _Lucio_ - -_(di scatto)_ No, zio, ve l'ho già detto: in campagna con voi, non ci -vengo! - -_(Un silenzio. Tutti sono imbarazzati. Nora arrossisce. Lucio tenta -invano di dissimulare il suo turbamento. Ziegler fa segno a Don Paolo di -non preoccuparsene e di andare avanti.)_ - - _Don Paolo_ - -_(risoluto)_ Sentite, ragazzi miei. Io ho il vago sospetto che, oramai, -la città sia diventata l'anticamera del manicomio. - - _Lucio_ - -_(ha un involontario movimento di pena.)_ - - _Ziegler_ - -_(vorrebbe avvertire Don Paolo di mutar tono.)_ - - _Don Paolo_ - -_(non intende e continua)_ Ah! In città ci ho vissuto anche io e ci ho -fatta la mia educazione.... E che educazione! Ma erano altri tempi, e, -quando mi ritirai in villaggio, portai con me tale una provvista di -saviezza da seminarne largamente le mie campagne affinchè germogliasse -nel buon concime del cretinismo campagnuolo. Ahimè! Mi accorgo che il -cervello cittadino è deperito. La civiltà è una sua eterna debitrice, -perchè non rende tutto ciò che esso le dà. Certo, da quel pastore alla -buona che sono... _(guarda tutti e continua un po' comicamente)_... o, -se vi piace meglio, da quel pretaccio esperto che sono..., parecchie -stranezze ho creduto possibili sotto la cappa del cielo, ma quella che -m'è capitato di vedere venendo a fare una visita a mio nipote dopo tanti -anni, no, non l'ho creduta e non avrei potuto crederla possibile mai! -_(Pausa. -- Con le dita si allarga il colletto che gli dà fastidio.)_ È -inutile, veh!, che mi facciate quei visi lunghi... Voglio parlare, io, e -parlare franco... E voglio dire tutto quello che penso... N'avrei il -diritto, anzi il dovere, santa pazienza!, pure se quel vinetto, di cui -m'avete fatto bere più del necessario, non mi sciogliesse ora lo -scilinguagnolo. Oh bella!... Credevo d'avere per nipote un medico e -trovo invece un capitale nemico della medicina. E sin qui, _transeat_: -non è di questo che mi affliggo. Credevo di avere per nipote un -giovanotto vivace, allegro, che magari corresse la cavallina, come, -purtroppo, alla sua età faceva la buon'anima di suo padre, e invece -trovo un ipocondriaco misterioso, un asceta andato a male, un -malinconico contemplatore di non so che cosa. Credevo di avere per -nipote un uomo abituato e indurito a tutte le tempeste di questa -vitaccia, e non trovo che un naufrago avviticchiato a uno scoglio; il -quale scoglio non si chiama con nessuno dei nomi che, più o meno, -affidano. Esso non è nè il matrimonio, nè il celibato; non è nè la -catena coniugale, nè la libertà individuale; non è nè la virtù, nè il -vizio; non è nè l'amore legittimo, nè quello illegittimo. E sapete che -cosa è?... È semplicemente una anomalia! - - _Ziegler_ - -_(tirandogli di nascosto la sottana)_ Don Paolo! - - _Don Paolo_ - -Sì, sì, una anomalia: lo ripeto e lo sostengo. Ammettiamo perfino -un'amicizia fraterna, a base di gratitudine o di qualcosa di simile, fra -un uomo a ventotto anni e una donna a ventiquattro. Uno scetticone -sorriderebbe d'incredulità, e io no, non sorrido, perchè non sono -scettico e mi piace ancora di credere nella bontà umana. Ma quando -questo uomo e questa donna non vogliono o non possono più districarsi -l'uno dall'altra, quando essi s'innestano, si cuciono fra loro a fil -doppio per respirare la stessa aria, per dire le stesse parole, per -vivere la stessa vita, ah! santa pazienza!, quest'amicizia fraterna, se -non è una finzione, è una cosa sciocca, effimera e mostruosa! - - _Ziegler_ - -_(gli tira di nuovo la sottana.)_ - - _Don Paolo_ - -Che bisogno c'è di pizzicarmi ogni tanto la sottana?... Credete che io -non intenda il suono delle mie parole?... Vi porto un po' del mio -ossigeno. Se non vi entra nei polmoni, di chi è la colpa? Del resto, -quello che ho detto, ho detto. Non ci pensiamo più.... Io desidero -soltanto -- e questo soltanto volevo assodare -- che Lucio venga a star -qualche tempo con me, lì, in campagna, dove la natura si sviluppa -sinceramente in tutta la sua semplicità, dove anche il semplice -spettacolo della vegetazione rigogliosa risolve i problemi più -complicati e più astrusi e concilia l'umanità un po' con Dio e un po' -con sè stessa. Ci siamo intesi? - - _(Un silenzio. -- Tutti guardano a terra.)_ - - _Don Paolo_ - -_(dimena il capo, dicendo quasi fra sè:)_ Pare di no! _(Sbuffa e si -gratta il mento. -- Mentre parlava, il sigaro gli si è smorzato fra le -dita. E ora se lo ficca in bocca come per fumare e con le labbra lo -tormenta.)_ - - _Ziegler_ - -_(cavando di tasca la scatola di fiammiferi)_ Volete accendere, Don -Paolo? - - _Don Paolo_ - -_(scattando)_ Ma che accendere! I vostri sigari non tirano! Via! Via -anche il sigaro! _(Lo getta a terra con violenza. -- Poi, paziente)_ -Signorina Nora, voi mi sembrate una brava ragazza... e le parole che mi -sono uscite di bocca..., ammesso che non fossero tutte piacevoli..., voi -le avete già dimenticate. Siete persuasa d'essere quasi una sorella -d'adozione di Lucio? Ed io precisamente alla sorella di lui mi rivolgo. -Esortatelo voi a raggiungermi in campagna... e, giacchè... in casa mia -non debbo render conto a nessuno..., voi, che siete una donnina -emancipata, voi sua amica, sua sorella, se vi degnate d'accettare il mio -invito, verrete a tenergli compagnia... proprio come fate qui, e così, -in un'opera saggia, vi unirete a me, che diventerò, naturalmente, un -vostro zio... nei modo che meglio piacerà alla Provvidenza. Quanto -all'occhio del mondo, non ve ne date pena. Dirò... dirò... che siete -proprio una parente. E poi, lassù, in villaggio, tutto il mio mondo è -composto di quattro persone: il solito farmacista, il medico condotto, -la mia pupilla e il suo fidanzato; e questo mondo, capirete,... ha -l'occhio che voglio io. _(Ride)_ Ah ah ah ah ah! Ecco qua, torno a -ridere, finalmente. Si dice che io rida troppo spesso.... Eppure, lo -vedete, quando mi accade di parlare senza ridere, arreco fastidio alle -orecchie e do ai nervi come... come un trombone che voglia farla da -flautino. Viva il buon umore, dunque, viva l'allegria! - - _(Tutti sono evidentemente preoccupati, e, come dianzi, guardano a - terra, tacendo.)_ - - _Don Paolo_ - -Viva l'alle...gria!... Eh!... difatti... non si potrebbe immaginare -un'allegria più allegra di questa! _(Sbuffa.)_ - - _(Ancora un silenzio.)_ - - _Ziegler_ - -_(consulta il suo orologio, ed è felice di trovare un pretesto per -risolvere la quistione)_ Don Paolo, se non volete perdere il treno, è -ora. - - _Don Paolo_ - -Oh, tanto meglio! La mia roba dov'è?... Dov'è? - - _Nora, Giovanni_ _e_ _Ziegler_ - -_(si affrettano a dargli chi il cappello, chi il mantello, chi la sacca -da viaggio.)_ - - _Giovanni_ - -Ecco. - - _Nora_ - -Ecco. - - _Ziegler_ - -Ecco. - - _Giovanni_ - -Vi accompagneremo tutti alla stazione! - - _Don Paolo_ - -_(irritato)_ Grazie tante! Non voglio accompagnamenti! _(Si mette -mantello e cappello.)_ - - _Ziegler_ - -E noi vogliamo accompagnarvi. - - _Don Paolo_ - -E io ve lo proibisco. - - _Ziegler_ - -Ma perchè? - - _Don Paolo_ - -Si accompagnano i morti, non i vivi. Addio!... Addio!... _(Con fretta -esagerata, fa per andare.)_ - - _Lucio_ - -_(chiamandolo:)_ Zio Paolo.... - - _Don Paolo_ - -_(fermandosi)_ Eh? - - _Lucio_ - -Ebbene..., sì:... ci verrò in campagna con voi. Avete ragione... Ne avrò -giovamento... Credo che anche la... signorina Nora accetti il vostro -invito... - - _Nora_ - -_(titubante)_... Senza dubbio. - - _Don Paolo_ - -_(ritornando)_ Oh, che il Signore sia lodato! È uscito il sole! È uscito -il sole! - - _Lucio_ - -_(animandosi)_ Domani, col penultimo treno, vi piomberemo addosso. - - _Don Paolo_ - -Bravi! _(A Giovanni e a Ziegler)_ E questi birboni?... Venite, venite -anche voialtri... Il signor Giovanni porterà i suoi pennelli, il signor -Ziegler porterà il suo violino.... E dipingeremo, suoneremo, -balleremo.... _(Ridendo)_ Ah ah ah! Ci ho posto per tutti, che credete? - - _Ziegler_ - -_(con istantanea malinconia)_ Grazie, Don Paolo, ma io non posso.... - - _Don Paolo_ - -_(a Giovanni:)_ E, voi,... Don Giovanni? - - _Giovanni_ - -Io... per lo meno verrò sin là a consegnarveli tutti e due sani e salvi. - - _Don Paolo_ - -E ogni promessa è un debito. - - _Ziegler_ - -Presto, presto. Don Paolo!... Il treno non vi aspetta mica. - - _Don Paolo_ - -_(festosamente)_ A domani, dunque. - - _Lucio_ - -A domani, zio. - - _Nora_ - -A domani. - - _Giovanni_ - -A domani. - - _Ziegler_ - -Buon viaggio! - - _Don Paolo_ - -Buona permanenza! _(S'avvia per uscire.)_ - - _(Tutti lo seguono vociferando rumorosamente.)_ - - _Ziegler_ - -_(ostentando una celia)_ Io poi da voi, un giorno o l'altro, ci verrò, -ma di nascosto. - - _Don Paolo_ - -_(uscendo)_ Insieme col violino, beninteso.... - - _Ziegler_ - -Sì, per portare una serenata alla vostra pupilla. - - _Don Paolo_ - -_(la cui voce s'allontana)_ Quella lì non è pane pei denti vostri. -_(Ride)_ Ah ah ah ah! - - _(Continuano i saluti, che si confondono con la risata di Don Paolo:)_ - --- Arrivederci. - --- Arrivederci. - --- A domani. - --- Buon viaggio! Buon viaggio! - - - - SCENA II. - - - LUCIO, GIOVANNI, ZIEGLER _e_ NORA. - - - _(rientrano, chiacchierando.)_ - - _Ziegler_ - -Ecco un uomo che ha parecchie dita di cervello. - - _Nora_ - -È buono. _(Si accinge a sparecchiare la tavola.)_ - - _Ziegler_ - -Intelligente, soprattutto. - - _Lucio_ - -Nora!... Che fate? Più tardi verrà la serva. - - _Nora_ - -Non è piacevole veder la tavola in disordine, dopo pranzo. _(Continua a -sparecchiare con l'aria di una persona di casa.)_ - - _Ziegler_ - -Allora, vi aiuto io. - - _Nora_ - -Bene! Aiutatemi. - - _Ziegler_ - -_(si affaccenda anche lui, sparecchiando.)_ - - _Giovanni_ - -_(prendendo un libro che trova chiuso in un angolo della stanza, lo -mostra a Lucio)_ Se non vuoi leggerlo tu, passalo a Nora. - - _Lucio_ - -Ma sì: sto leggendolo. - - _Giovanni_ - -Ah? - - _Lucio_ - -Nè nuovo, nè interessante. Spencer rifritto. D'altronde!... - - _Giovanni_ - -«Spencer rifritto», s'intende. Senonchè, devi notare.... - - _Nora_ - -_(interrompendo con vivacità)_ Non deve notar niente.... - - _Ziegler_ - -_(seguitando con la stessa intonazione di lei)_ Perchè, dopo pranzo, la -roba rifritta... Non so se mi spiego! - - _Nora_ - -_(piegando la tovaglia, ne tiene due punte nelle mani con le braccia -tese, e ha il mento abbassata sul lembo superiore, giusto nel mezzo.)_ - - _Giovanni_ - -_(a un tratto, fissandola)_ Ferma, ferma così, Nora! - - _Nora_ - -Cos'è? - - _Giovanni_ - -Ferma così, ve ne prego. _(Cava di tasca un album.)_ - - _Nora_ - -Ma che vi piglia? - - _Giovanni_ - -È una posa originalissima! Ve ne faccio lo schizzo. Aspettate. -_(Comincia a disegnare.)_ - - _Nora_ - -_(immobile)_ Io mi stancherò. - - _Giovanni_ - -_(disegnando)_ Immaginatevi di stare dinanzi a uno specchio e non vi -stancherete. - - _Nora_ - -Questo non lo potete dire, perchè in casa mia ho abolito gli specchi. - - _Lucio_ - -_(con soddisfazione)_ Brava! - - _Giovanni_ - -Avete fatto malissimo! - - _Ziegler_ - -_(mirando Nora e imitando col pollice della destra un gesto da pittore)_ -Sì, sì: è un quadretto. - - _Nora_ - -Con questa tovaglia in mano? - - _Giovanni_ - -Tovaglia?... Quella potrebbe essere... un velo, una stoffa antica, non -so,... una specie di breve siparietto simbolico... A me preme _la linea_ -che voi mi date. - - _Ziegler_ - -Via, ti dà pochino! - - _Giovanni_ - -_(tuttora disegnando)_ Meravigliosa. - - _Lucio_ - -Nientemeno? - - _Nora_ - -_(impaziente)_ Ah!... - - _Lucio_ - -_(vede il disegno di Giovanni e malinconicamente esclama:)_ Come -t'invidio! - - _Giovanni_ - -Vorresti saper mettere questi pochi segni sulla carta? - - _Lucio_ - -No, non mi basterebbe. Anche, vorrei sentirne la compiacenza che ti -leggo negli occhi. Sai precisamente che cosa t'invidio? T'invidio questo -culto della forma che io non ho e che non voglio avere. - - _Giovanni_ - -Se non vuoi averlo, perchè me lo invidii? - - _Nora_ - -Non ne posso più, Giovanni! - - _Giovanni_ - -Un momentino ancora. - - _Lucio_ - -_(a Giovanni:)_ Non mi capisci, non mi capisci. Io non voglio averlo, e -intendo perfettamente che mi privo d'un diletto. - - _Giovanni_ - -_(sincero, con entusiasmo)_ D'un grande diletto! - - _Lucio_ - -Eppure, è così. Se su quella carta tu componessi le sembianze d'una -qualunque altra donna, invece che le sembianze di Nora, per me sarebbe -lo stesso. - - _Nora_ - -È fatto, sì o no? - - _Giovanni_ - -Non è fatto, _(sorridendo)_ perchè io non sono mica un pittore da -_cafè-concert_, di quelli che improvvisano in cinque minuti il ritratto -capovolto di Garibaldi o di Bismark. Ho preso qualche appunto.... - - _Nora_ - -_(gettando via la tovaglia e andando verso Giovanni)_ Vedere. - - _(Tutti guardano lo schizzo.)_ - - _Ziegler_ - -Ci è! Ci è! - - _Nora_ - -Ci sono? - - _Ziegler_ - -Oh, altro! - - _Giovanni_ - -_(chiudendo l'album)_ Ma che! Non ci siete niente affatto. - - _Lucio_ - -E dunque?! - - _Giovanni_ - -Dunque, fiasco. E sfido io! Con la sua impazienza!... - - _Lucio_ - -No, non mi capisci. Intendo dire che a cento piccole circostanze -accidentali è connesso ciò che un pittore chiama _linea_ o _colore_ e -che io chiamo... parvenza: ciò che, insomma, colpisce più o meno i -nostri sensi. Tutto quello che riproduce questa parvenza è problematico, -è sfuggente, è fittizio, è incerto... come la parvenza stessa. - - _Ziegler_ - -_(dà un'occhiata significativa a Giovanni e a Nora.)_ - - _Giovanni_ - -_(a Lucio, per non contraddirlo:)_ Sì, sì. - - _Nora_ - -_(celiando a malincuore per cambiar discorso)_ Vi prometto, Giovanni, -che un'altra volta, sparecchiando una tavola, vi ispirerò un capolavoro. - - _Lucio_ - -_(guardandoli)_ E già! Io ho detto una scioccheria, come di solito. - - _Giovanni_ - -Tutt'altro! - - _Ziegler_ - -Si fa una partita a scopone? Siamo in numero.... - - _Lucio_ - -Ah! Voi credete che io non mi accorga che mi trattate come un pazzo o -come uno scimunito? - - _Ziegler_ - -Che ti salta in mente adesso? - - _Lucio_ - -Anche zio Paolo crede che io non abbia la testa a posto. - - _Giovanni_ - -Scherzava. - - _Lucio_ - -_(animandosi)_ Scherzava? E voialtri? - - _Ziegler_ - -Ma noi! Noi!... Noi -- giacchè lo vuoi sapere -- non facciamo che -evitare le conversazioni troppo astruse che da qualche tempo ti seducono -e che tutti coloro i quali ti vogliono bene credono... molto -inopportune! Mio Dio! Perchè dobbiamo romperci il capo con tanti -discernimenti paradossali e stiracchiati? Quanto a me, non stiracchio -che le corde del mio violino, ed è perciò che esse si spezzano così -spesso. Che, del resto, la vita me la piglio com'è -- benchè non sia -sempre di mio gusto, te io assicuro io -- e desidererei che anche tu, -che diamine!, non ti prendessi la briga di capovolgere l'umanità e di -trasformare il mondo. Ascolta il consiglio mio: facciamo una partita a -scopone, che è più semplice. - - _Nora_ - -Facciamola! Facciamola! - - _Lucio_ - -Capovolgere l'umanità? Trasformare il mondo? Io non voglio capovolgere -nulla. Non voglio trasformare nulla! _(Accalorandosi)_ Ho le mie idee, -ho le mie convinzioni e non ci rinunzio. E quando vedo che appunto per -una mia idea manifestata alla buona, senza nessuna pretesa, -incidentalmente, voialtri vi turbate, v'impensierite come se io avessi -detto chi sa che cosa orribilmente strana, _(tutto vibrante nella -persona e nella voce)_ e mi spezzate la parola in bocca e m'impedite di -parlare con pretesti puerili, io mi cruccio, io mi addoloro, io mi -irrito, perchè mi pare che vogliate strapparmi il pensiero dal cervello, -come se per strappare questo pensiero bastasse sopprimere la parola; e -mi pare che vogliate esercitare su me un falso diritto, sì, un diritto -che non avete e non potete avere. Io vivo _dentro di me_ una vita che -non ha niente di comune con tutto quello che attrae gli altri, una vita -che non subisce influenze esteriori e non subisce la volontà altrui! Non -mi importunate, dunque, non mi opprimete.... Lasciatemi vivere a modo -mio... Lasciatemi tranquillo... _(Emozionato, affaticato, cade a sedere -ansimando)_ Lasciatemi tranquillo. - - _Ziegler_ - -_(umile, affettuoso)_ Ma, abbi pazienza, Lucio, a che proposito tutta -questa sovraeccitazione? - - _Giovanni_ - -_(con lo stesso tono)_ Difatti... chi è che crede di avere dei diritti -sull'animo tuo? - - _Nora_ - -Nessuno! Nessuno! - - _Lucio_ - -_(pentito, stringendosi la testa fra le mani)_ Ho torto. Perdonatemi. Io -mi eccito per un nonnulla.... E, con voi, proprio non dovrei. Siete così -buoni. Mi perdonate, Nora? - - _Nora_ - -Di che? - - _Lucio_ - -... Sì.... Sono un po' eccitabile... un po' nervoso... I primi giorni di -primavera mi fanno questo effetto.... E ora poi... ecco... mi pare di -aver sonno.... Vedete, Nora, che avete calunniato il vostro caffè. -Stanotte, già, ho dormito male.... Riposerò un poco... Mi permettete? -_(S'avvia verso la porta a sinistra.)_ - - _Ziegler_ - -Ti pare! - - _Giovanni_ - -È bene che tu riposi. - - _Lucio_ - -Se ve ne andate tutti, consegnate la chiave giù al portinaio, per la -serva. - - _Nora_ - -Ma no, io resterò ancora. A casa non ho nulla da fare. - - _Lucio_ - -Allora, arrivederci presto. Mi basterà di riposare una diecina di -minuti. - - _Nora_ - -_(esortandolo)_ Un po' di più. - - _Lucio_ - -Lo sapete... non mi piace di dormire, perchè io diffido del sonno. -_(Esce ripetendo quasi fra sè:)_ No... non mi piace di dormire... non mi -piace.... - - - - SCENA III. - - - GIOVANNI, ZIEGLER e NORA. - - - _Ziegler_ - -_(prende il cappello e la custodia del violino e dice a Giovanni, -sottolineando le parole:)_ Andiamo, eh? - - _Nora_ - -Sì, andatevene anche voi, Giovanni. - - _Giovanni_ - -Grazie della premura! - - _Nora_ - -Credevo.... - - _Giovanni_ - -Di farmi piacere? - - _Nora_ - -Che so!... - - _Giovanni_ - -Mi scacciate? - - _Ziegler_ - -Vieni via! Che stai a fare lì? - - _Giovanni_ - -Noioso! - - _Ziegler_ - -Va bene: «noioso». _(Pausa)_ Addio, Nora. - - _Nora_ - -Ci si vedrà, domani? - - _Ziegler_ - -Ma ci andate davvero da don Paolo? - - _Nora_ - -_(preoccupata)_ Se le mie allieve me lo permetteranno. E voi? - - _Ziegler_ - -Io l'ho detto che non posso.... E invece chi sa ch'io non vada più -lontano.... - - _Nora_ - -Dove? - - _Ziegler_ - -Lassù: a Colonia..., dal mio vecchio nonno che ho appena conosciuto e -che sempre mi scrive di volermi vedere prima di morire. - - _Nora_ - -Che novità è questa? - - _Ziegler_ - -La morte non è una novità. Basta: domani verrò a salutarvi o qui o alla -stazione. _(Si avvicina a Giovanni, e, battendogli la mano sulla spalla, -gli dice quasi sul serio:)_ Con te, poi, faremo i conti! - - _Giovanni_ - -_(con vivace risentimento)_ Noioso! Noioso! - - _Ziegler_ - -_(con vivace e sincera acredine)_ Io, noioso. Ma tu... qualche cosa di -peggio! - - _Giovanni_ - -_(infastidito)_ Ziegler! - - _Ziegler_ - -_(padroneggiandosi)_ Niente, niente.... Scherzavo.... Di nuovo, Nora, -arrivederci. - - _Nora_ - -Veniteci a salutare, vi raccomando. - - _Ziegler_ - -Sì, sì, non dubitate. _(Esce.)_ - - - - SCENA IV. - - - NORA _e_ GIOVANNI. - - - _Giovanni_ - -_(dopo un silenzio)_ Ziegler è innamorato. - - _Nora_ - -Non credo. - - _Giovanni_ - -È innamorato di voi. - - _Nora_ - -No. - - _Giovanni_ - -Una volta, prima che vi conoscessi, lo ha confessato a me. Oggi, forse, -non lo confesserebbe neppure a sè stesso. - - _Nora_ - -Dice sempre che gli uomini brutti come lui non devono innamorarsi. - - _Giovanni_ - -E questo che significa? Significa che c'è capitato. - - _Nora_ - -Me ne sarei accorta. - - _Giovanni_ - -Non vedete ch'egli stenta a dissimulare la sua sofferenza? Non vedete -che è geloso? - - _Nora_ - -Di chi? - - _Giovanni_ - -Ah, non di Lucio, beninteso! Di me. - - _Nora_ - -Giudicate assai male! Ziegler è d'una delicatezza singolare, e, se è -geloso, come voi dite, non lo è che per conto di Lucio. - - _Giovanni_ - -Questo soddisfa la sua coscienza d'uomo buono e modesto, ma in fondo -egli non può esser geloso per conto di un uomo che vuole esservi -fratello.... - - _Nora_ - -Fratello?... Ziegler comprende bene che il povero Lucio è vittima d'un -equivoco creato dalle sue fisime spirituali,... dalla sua mente -malata.... - - _Giovanni_ - -Avete voi la convinzione che quello di Lucio non sia un affetto -fraterno? - - _Nora_ - -Ne ho la convinzione. - - _Giovanni_ - -Ah no! Siete voi che, per farmi indietreggiare, mi minacciate il -rimorso. E siete voi che a forza volete persuadermi che il mio amore è -una perfida insidia. - - _Nora_ - -Una perfida insidia non è, o, almeno, non è una insidia premeditata. Di -ciò io sono sicura, Giovanni. Ma è certamente un errore. Un errore che -colpisce un'esistenza cara a voi ed a me.... - - _Giovanni_ - -Ed ecco la minaccia del rimorso! - - _Nora_ - -A prescindere dal vostro rimorso, c'è un'altra circostanza che dovete -ben valutare, ed è questa: _(energicamente)_ io non voglio che mi -amiate. - - _Giovanni_ - -Non è vero! - - _Nora_ - -Io non vi amo. - - _Giovanni_ - -Non è vero! - - _Nora_ - -Io amo Lucio. - - _Giovanni_ - -Non è vero! - - _Nora_ - -_(con un impeto di esasperazione)_ Ma perchè non è vero? - - _Giovanni_ - -_(dopo un breve silenzio)_ Se lo amaste veramente, voi, senza -avvedervene, lo sottrarreste all'equivoco, ammesso che in lui l'equivoco -ci sia. Che sappiate essere un'eroina non ne dubito.... - - _Nora_ - -Parlate piano.... - - _Giovanni_ - -Non dubito che sappiate sacrificarvi a un'Idea, che sappiate -sacrificarvi a qualche cosa che voi medesima non potete determinare e -che è, secondo me, l'illusione indefinibile con cui le creature migliori -vorrebbero ribellarsi alle necessità della vita reale. Egli, oh!, è più -illuso di voi. Voi non fate che seguirlo, che secondarlo docilmente; e -voi confondete la docilità vostra con l'amore.... Ah! Nora!... volete -che ve lo dimostri?... Datemi la mano... _(Le prende una mano.)_ -Così!... Lo sentite quello che c'è qui dentro, in questo sangue, in -queste fibre?... Lo sentite voi questo _contatto_?... Lo sentite? Sì. -Sì. Ebbene, ciò che provo io mentre la mia mano stringe la vostra, è lo -stesso di ciò che provate voi. E questa è la Realtà, Nora, questa è la -Realtà unica, ineluttabile. Non ce n'è un'altra. Fuori di essa non c'è -che il sogno, non c'è che l'inganno della fantasia. Sognando, voi -potrete ancora ripetermi: «non voglio che mi amiate»; ma io, io che non -saprò mai sognare, vi ripeterò mille volte: non è vero, non è vero! - - _Nora_ - -_(umilmente)_.... E basta, adesso!... Basta! _(Con un intimo sforzo -energico libera la sua mano da quella di Giovanni.)_ - - _Giovanni_ - -Sì, basta. - - _Nora_ - -_(scossa, perplessa, timida, e simulando disinvoltura, va a guardare -all'uscio della camera di Lucio.)_ - - _Giovanni_ - -Dorme? - - _Nora_ - -Pare. _(Pausa)_ Ed ora, andatevene, ve ne prego. - - _Giovanni_ - -Me ne vado. _(Piglia il cappello e s'avvia.)_ - - _Nora_ - -Prima però debbo chiedervi un favore. - - _Giovanni_ - -Dite. - - _Nora_ - -Non venite in campagna, Giovanni! - - _Giovanni_ - -Ho promesso al prete di accompagnarvi fin là. - - _Nora_ - -Ma non ci resterete? - - _Giovanni_ - -_(con lieve sorriso tra di sodisfazione e di rassegnazione)_ Non ci -resterò. - - _Nora_ - -Ve ne ringrazio. - - _Giovanni_ - -_(sùbito)_ Dunque, confessate? - - _Nora_ - -Non confesso niente. - - _Giovanni_ - -E perchè mi avete chiesto ch'io non resti con voi? Perchè mi -ringraziate? - - _Nora_ - -Perchè è ridicolo che tanta gente estranea piombi in casa di quel -brav'uomo. - - _Giovanni_ - -V'affaticate continuamente a negare il vostro pensiero. - - _Nora_ - -_(con rabbia)_ Per carità, Giovanni, finitela! - - _Giovanni_ - -La mia presenza, lì, in campagna, vi annoierebbe? - - _Nora_ - -Sì. - - _Giovanni_ - -Molto vi annoierebbe? - - _Nora_ - -Sì, molto. - - _Giovanni_ - -Fino a riuscirvi insopportabile? - - _Nora_ - -Fino a riuscirmi odiosa! - - _Giovanni_ - -_(incalzando)_ E la ragione? La ragione? - - _Nora_ - -_(severa)_ La ragione è che voi siete un egoista. - - _Giovanni_ - -Lo vedete: siamo da capo. Questa per me è una confessione. _(Pianissimo, -insinuante)_ Voi temete che l'egoismo mio -- quello che voi chiamate -così -- vi faccia abdicare al vostro eroismo. _(All'orecchio di lei)_ -Voi temete di diventare una egoista come me... Senza contare, poi, che, -essendo egoisti in due, non lo saremmo più nè io nè voi,... senza -contare che io potrò essere necessario alla vostra vita come già voi -siete necessaria alla mia. - - _Nora_ - -No, Giovanni: voi siete un uomo quasi felice, voi non avete bisogno di -me. Egli, invece, egli è un infermo, è un infelice.... - - _Giovanni_ - -È un infelice perchè non vi ama! Quale che sia la mia amicizia per lui, -dovrò io cedergli un tesoro che egli non vuole avere? Non vi ama, o non -può o non sa amarvi, o sa amarvi male.... È lo stesso. Ma io, io vi _amo -bene_, vi amo completamente, vi amo tutta, e nell'ordine naturale delle -cose umane il vostro amante devo essere io.... - - _Nora_ - -_(con dolcezza implorante)_ Giovanni, sono tanto stanca d'ascoltarvi.... - - _Giovanni_ - -_(continuando)_ Devo essere io: e nessun proponimento sublime, badate, -nessun ragionamento, nessuna idealità, possono opporsi a questa affinità -sincera, che tende ad unirci.... - - _Nora_ - -Sono stanca d'ascoltarvi.... - - _Giovanni_ - -_(conchiudendo)_... e contro di essa, Nora, è inutile combattere! - - _Nora_ - -Andatevene. - - _Giovanni_ - -È inutile! - - _Nora_ - -Andatevene. - - _Giovanni_ - -Sì. _(La guarda ancora assai dappresso. Poi, rapidamente, esce.)_ - - - - SCENA V. - - - NORA, _indi_ LUCIO. - - - _Nora_ - -_(è profondamente turbata. Appare dubbiosa, trepidante. Sembra voglia -sottrarsi al suo tormento. Risoluta, piglia di su una seggiola il suo -cappello e infila la porta in fondo.)_ - - _Lucio_ - -_(entra in tempo, e, vedendola uscire, la chiama:)_ Nora! - - _Nora_ - -_(fermandosi)_ Oh, Lucio! - - _Lucio_ - -Non mi avevate detto...? - - _Nora_ - -Che sarei rimasta? Sì, ma poi... _(ritornando)_ ho pensato di anticipare -la mia lezione alla piccola Vannuzzi, e giacchè dormivate.... - - _Lucio_ - -Dormendo, però, ho sentito che voi stavate per uscire.... - - _Nora_ - -Davvero? - - _Lucio_ - -E mi sono svegliato di soprassalto. Ho dormito molto? - - _Nora_ - -Un quarto d'ora, credo.... - - _Lucio_ - -Ah? Solamente?... _(Un silenzio. )_ Avete un po' letto, intanto, questo -libro che Giovanni mi ha imposto? _(Indica il libro.)_ - - _Nora_ - -In verità, non me n'è venuta l'idea..., - - _Lucio_ - -Meglio. _(Con disgusto)_ Figuratevi! È il libro d'uno scienziato: un -poveretto, che, come tanti altri, non si accorge d'avere una benda sugli -occhi, e gira, gira intorno ad una tavola convinto d'andar dritto e -molto lontano. Quando è stanco, si ferma, dicendo: _sono arrivato!_ Ma -dov'è arrivato, se si trova allo stesso punto dal quale era partito? -_(Un silenzio.)_ Volevo dirvi.... No, no.... Parleremo stasera. - - _Nora_ - -Parliamo adesso. - - _Lucio_ - -E la piccola Vannuzzi? - - _Nora_ - -Aspetterà. - - _Lucio_ - -... Una semplice domanda volevo farvi. - - _Nora_ - -Fatela. - - _Lucio_ - -_(Pensa. Indi le si avvicina, quasi con circospezione)_ È poi così -strano che un uomo e una donna siano legati da un sentimento d'amicizia -più forte di quello che si chiama l'_Amore_? - - _Nora_ - -Non è strano. - - _Lucio_ - -È un'anomalìa che il grande affetto per una creatura purissima si -astragga dalle attrattive che accomunano lei, suo malgrado, a tutta una -folla di femmine? - - _Nora_ - -Certamente no. - - _Lucio_ - -Ecco... Voi potete comprendermi, soltanto voi... Io non voglio -trasformare il mondo, come mi dice Ziegler. Io cerco, bensì, di non -attaccarmi a ciò che esso ha di più tangibile, di più precario, di più -caduco... - - _Nora_ - -_(secondandolo)_... e di meno bello! - - _Lucio_ - -Benissimo!... «Di meno bello!» _(Riflettendo)_ Se di una donna si amano -_(analizzandola senza volere)_ gli occhi, i capelli, la bocca... tutto -quanto costituisce le sue prerogative appariscenti, il suo fascino -materiale, che garanzia ha questo amore? Nessuna. Il fascino materiale -può esaurirsi a poco a poco, o può cessare a un tratto per mille -ragioni, e allora che resta? Niente. E considerate a quali circostanze, -a quali innumerevoli vicende è sottoposta la nostra carne. E debbono -esse mutare o diminuire o distruggere il nostro affetto? E c'è di più. -Una momentanea condizione morbosa, un fatto eccezionale, che so io?, un -fenomeno fisiologico, un caso accidentale qualunque può lasciare senza -difesa il corpo di una donna... anche d'una donna sublime!, può -spingerlo, può trascinarlo in un istante solo alla perdizione; e noi -vorremmo concentrare in esso le speranze, i desideri, le aspirazioni, le -esigenze, le soddisfazioni del nostro essere? - - _Nora_ - -_(vivissimamente)_ No! no! - - _Lucio_ - -E dunque, perchè mi si dà del pazzo? - - _Nora_ - -_(timidamente)_ Perchè... perchè siete _diverso_ dagli altri. - - _Lucio_ - -E voi pure siete diversa dalle altre. - - _Nora_ - -Io? - - _Lucio_ - -Così diversa che proprio voi con la vostra assistenza avete saputo -impedire che dal palpito di questa seconda vita ch'io vivo risorgesse in -me l'uomo spregevole, fatto -- come gli altri -- di vecchie volgarità! E -non, forse, proprio voi vorrete, ancora, ancora, e sempre, ch'esso non -risorga?... _(Pausa.)_ Norina, io sarei oramai felice, felice della -redenzione, felice della perfezione, se non avessi un'intima paura: -_(confessandosi)_ la paura di tornare indietro. Il giorno in cui la -nostra amicizia _(con terrore)_ diventasse amore, io sarei perduto! È -vero, avrei la vostra bellezza, questa bellezza giovane, piena di grazie -e piena di misteri; ma per quanto tempo l'avrei? E in essa che cosa -troverei di durevole e di sicuro per la mia felicità, che cosa troverei -di benefico per il mio spirito?... No, no, no! Ciò non sarà! È -necessario che ciò non sia. E voi, Nora, mi aiuterete. Mi aiuterete a -non guastare quello che insieme abbiamo voluto, quello che insieme -abbiamo creato. Voi, voi mi aiuterete! _(Tace assorto.)_ - - _Nora_ - -_(si nasconde la faccia fra le mani e piange senza singhiozzare.)_ - - _Lucio_ - -_(quando s'accorge che ella piange, soavemente le solleva la testa)_ -Norina? Che è? - - _Nora_ - -_(piangendo)_ Nulla. Noi donne... esprimiamo... con le lagrime tante -cose che non sappiamo dire con le parole.... - - _Lucio_ - -_(contemplandola)_ Già!... Tante cose! - - _Nora_ - -_(si calma, si asciuga gli occhi, sorride)_ E questo è tutto. - - _(Una violenta scampanellata li scuote.)_ - - _Lucio_ - -Eh, che maniera! _(Esce dal fondo.)_ - - - - SCENA VI. - - - NORA, LUCIO, ZIEGLER. - - - _Lucio_ - -_(di dentro, annunziando)_ È Ziegler. _(Poi, rientrando con lui)_ Che -hai? Sei pallido, sconvolto.... - - _Nora_ - -_(ansiosa)_ Che vi è accaduto, Ziegler? - - _Ziegler_ - -_(ha il volto bianco, la voce tremolante)_ Son venuto appunto per -dirvelo.... Ma non vi spaventate. Un incidente piuttosto grave.... - - _Nora_ - -Mio Dio! Dite! - - _Ziegler_ - -Ho litigato con Giovanni. - - _Nora_ - -_(impressionata)_ Oh! - - _Lucio_ - -E come?! - - _Ziegler_ - -L'ho incontrato quaggiù per caso.... Anzi, no.... Con voi non voglio -mentire.... Ho cercato apposta di incontrarlo... perchè dovevo parlargli -molto sul serio.... - - _Lucio_ - -Di che? - - _Ziegler_ - -Questo è inutile che lo sappiate. In sostanza, gli ho rivolta una -preghiera... per un fatto che assai mi stava a cuore... _(con forza)_ ma -che non riguardava me, ve lo giuro! E il suo contegno, vedete, è stato -tale che io ho perduto la mia calma abituale... e ho pronunciato parole -durissime.... Sì, ne convengo, gli ho detto cose orribili, orribili!, -che hanno fatto male più a me che a lui. _(Disperandosi)_ Fra due -compagni che si dividono la camera e il pranzo, fra due vecchi amici -come noi!... Capite!? - - _Nora_ - -_(ascolta, intende, allibisce, e si concentra in sè stessa.)_ - - _Lucio_ - -Ma calmati, ora.... Non esagerare. Che diavolo! Giacchè tu riconosci -d'aver ecceduto, andrai lealmente da lui. Ci andremo insieme, se -vuoi.... O lo pregherò di venire qui, da me. Insomma, con un po' di -buona volontà aggiusteremo tutto. - - _Ziegler_ - -No, non aggiusteremo niente. Per quanto concerne le formalità, gli ho -già fatte le scuse prima di separarci. Le formalità non mi preoccupano. -Ma quel che ho detto, purtroppo, io lo penso!... Io lo penso!... Ed è -perciò che ne sono torturato. Oramai, non c'è rimedio. E, tant'è, -Giovanni ed io non saremo più amici, e probabilmente... non ci vedremo -più. - - _Lucio_ - -Nientedimeno! - - _Ziegler_ - -Sì, ho deciso di partire stasera. - - _Lucio_ - -Partire stasera? Va là! Il litigare con un compagno è senza dubbio molto -doloroso, ma non si parte per questo. - - _Ziegler_ - -Avevo già il progetto d'andarmene per qualche tempo a Colonia, da mio -nonno che mi chiama presso di sè.... Voi lo sapete, Nora.... - - _Nora_ - -È vero, sì, lo sapevo.... - - _Ziegler_ - -E dopo quello che è accaduto, ho presa una risoluzione definitiva. - - _Lucio_ - -Va bene:... del tuo progetto avevi parlato anche a me. Ma partire così, -da un momento all'altro,... è stranissimo! - - _Nora_ - -_(sforzandosi)_ Certo!... - - _Lucio_ - -_(con fermezza)_ Ziegler, noi vogliamo che tu ci dica tutt'intera la -verità.... - - _Ziegler_ - -Una parte della verità... è quella che avete intesa. Ma la verità tutta -intera... vi confesso che non la so neanche io.... Ho un'oppressione, un -incubo..., un presentimento inesplicabile,... ed ho nelle orecchie, da -dieci minuti in qua, una voce che mi dice: «Vattene, Ziegler! -Vattene!...» E io me ne vado. - - _Lucio_ - -E tu sei l'uomo che ti pigli la vita come viene? - - _Ziegler_ - -_(sorridendo malinconicamente)_ E quando fra me e la mia vita c'è -un'evidente incompatibilità, io, che non posso cambiare la vita, faccio -il tentativo di cambiare me stesso.... Tenterò di ridiventare -tedesco.... - - _Lucio_ - -Aspetta almeno il nostro ritorno dalla campagna. - - _Ziegler_ - -_(scattando un po')_ Il vostro ritorno? _(Poi, pentendosi dello scatto)_ -Che che! A certe risoluzioni non bisogna ripensare. Stasera! Stasera!... -E senza altri addii, senza solennità!... Ci saluteremo adesso... così... -allegramente... e _(s'interrompe, dà un'occhiata a Nora ed escogita un -pretesto per allontanar Lucio)_ ...A proposito, Lucio, prima di -andarmene vorrei.... - - _Lucio_ - -Che vorresti? - - _Ziegler_ - -Vorrei il manoscritto della mia _Tarantella grottesca_..., quella che -suonai qui l'altro ieri. - - _Lucio_ - -Te lo portasti via. - - _Ziegler_ - -No!... Mi pare che lo conservasti tu, nella tua camera. - - _Lucio_ - -Vedrò, ma non credo.... _(Esce a sinistra.)_ - - _Ziegler_ - -_(a Nora, sùbito, parlando piano e concitato)_ Scusatemi se mi son -permesso di ricorrere all'espediente del manoscritto per potervi dire -una parola da solo a sola. Nora, io ho fatto quanto mi era possibile per -impedire che Giovanni commetta un'azione che ritengo ignobile.... Non ci -sono riuscito, e _tutto_ fatalmente accadrà! - - _Nora_ - -Non accadrà, Ziegler. Non deve accadere. - - _Ziegler_ - -Accadrà. _Egli_ ne è sicuro.... Accadrà, ma io non sarò ne complice, nè -spettatore.... Non ci resiste -- - - _Lucio_ - -_(ritornando)_ Fra le mie carte non c'è. Io ricordo perfettamente che te -lo portasti via.... - - _Ziegler_ - -Allora, sarà così. _(Lunga pausa.)_ Dunque, Lucio, noi ci separiamo. Ci -separiamo forse per un paio d'anni,... forse per dieci anni... chi -sa!... forse... per sempre! Dipenderà da molte circostanze.... Tu, -tieniti su.... Hai capito?... Tieniti su! E, ti raccomando, cura la tua -salute.... Questo è l'essenziale.... _(Trattenendo le lagrime, lo -abbraccia assai forte e lo bacia.)_ - - _Lucio_ - -Ziegler!... _(Con gli occhi rossi anche lui, penosamente)_ Te ne vai -davvero?... - - _Ziegler_ - -A voi, Nora, nessuna raccomandazione. Ma salutiamoci bene. Qua la vostra -mano.... - - _Nora_ _e_ _Ziegler_ - -_(si stringono lungamente la mano.)_ - - _Nora_ - -_(ha un brivido per tutto il corpo.)_ - - _Ziegler_ - -Di voi due sono stato... e continuerò ad essere amico.... Senonchè... da -lontano _(la voce gli si rompe in gola)_... da lontano non potrò più far -nulla per voi due.... _(Piangendo)_ Nulla! - - _Lucio_ - -Ziegler!... - - _Ziegler_ - -_(con uno sforzo)_ Addio!... Addio! _(Ed esce.)_ - - _Lucio_ _e_ _Nora_ - -_(restano sinistramente commossi, in silenzio.)_ - - _Lucio_ - -_(come invaso da un timor panico, quasi tremando)_ Nora!... - - _Nora_ - -Lucio! - - _Lucio_ - -_(lentamente)_ È un triste fatto questa partenza.... - - _Nora_ - -_(con la faccia bianca, con lo sguardo fisso a terra, scrolla il capo.)_ - - (_Sipario._) - - - - - ATTO TERZO. - - -_Una grande stanza rustica e pittoresca. Un ambiente assai pulito. In -fondo, verso destra, un'ampia porta a due battenti. Una parete s'inoltra -di sbieco dal fondo, formando un angolo ottuso con un'altra parete più -avanzata, nella quale s'apre un finestrone arcuato. Alla parete che -s'inoltra di sbieco è addossata una scaletta comoda, per la quale si -accede a un breve corridoio scoperto che sormonta l'arco del finestrone, -e questo breve corridoio confina a sinistra con l'uscio del quartierino -di Don Paolo. Giù, due porte a destra e due a sinistra, la seconda delle -quali è quella della stanza di Rosa e càpita proprio sotto l'uscio di -Don Paolo. Tavole, stipi, scansìe di noce, seggiole impagliate. Su -qualcuna delle tavole, scodelle, tazze, coltelli, cucchiai, forchette, -una caffettiera, delle frutta, dei pani, un vecchio lume di ottone. Qua -e là alle pareti, immagini della Madonna e di qualche santo._ - -_È sera. Il lume è acceso. Entra un bel chiaro di luna attraverso le -invetriate della finestra._ - - - - SCENA I. - - - ROSA _e_ GIUSTINO. - - - _Rosa_ - -_(rassetta e ripone negli stipi biancheria e altra roba, mostrandosi -indispettita.)_ - - _Giustino_ - -_(ha un garofano in petto ed è seduto sull'angolo d'una tavola, -zufolando e facendo dondolare lo gambe.)_ - - _Rosa_ - -_(a un tratto)_ Vuoi? - - _Giustino_ - -_(stizzoso)_ No. - - _Rosa_ - -Crepa. - - _Giustino_ - -_(continua a zufolare, poi s'interrompe:)_ E sai perchè non voglio -dartelo? Perchè quando mi pigli per un traditore io faccio tanta bile in -corpo che vorrei crepare davvero. - - _Rosa_ - -Buono per te. - - _Giustino_ - -E per te, no? Ti mariteresti con un altro. - - _Rosa_ - -Con chi? - - _Giustino_ - -Non avresti che a scegliere. Don Paolo ti fa la dote. - - _Rosa_ - -E tu per la dote mi sposi? - - _Giustino_ - -Io ti sposo perchè mi piaci. - - _Rosa_ - -Quand'è così, dammi quel garofano. - - _Giustino_ - -Te lo do se mi giuri che non sospetti più. - - _Rosa_ - -Lo portava oggi nei capelli Teresina. - - _Giustino_ - -Come lo sai? - - _Rosa_ - -Ho visto. - - _Giustino_ - -Che hai visto? - - _Rosa_ - -Le ho visto il garofano proprio qui. _(Indica con precisione dove le ha -visto il fiore.)_ - - _Giustino_ - -E c'è un sol garofano in tutto il paese? - - _Rosa_ - -Non lo so. Dammelo. - - _Giustino_ - -E sospetti? - - _Rosa_ - -Si, che sospetto. - - _Giustino_ - -E allora, niente! - - _Rosa_ - -Se non me lo dai con le buone, me lo prendo a forza. - - _Giustino_ - -A forza?... Vediamo se ne sei capace! - -_(Rosa gli corre addosso. Giustino fugge di qua e di là. Rosa lo -insegue. Casca una sedia. Giustino inciampa. Rosa ne approfitta.)_ - - _Rosa_ - -_(afferrando il fiore)_ Ah! Ci sono! - - _Giustino_ - -Ma ci sono anche io. _(La stringe nella vita.)_ - - _Rosa_ - -_(ride sgangheratamente.)_ - - _Giustino_ - -_(baciandola e ribaciandola)_ Tè, tè!... Questo per castigo. - - - - SCENA II. - - - ROSA, GIUSTINO _e_ DON PAOLO. - - - _Don Paolo_ - -_(uscendo dal suo quartierino, con un breviario in mano, proprio mentre -Giustino sta baciando Rosa, si ferma sull'alto del corridoio e, -affacciato alla balaustra, sgrida:)_ Al solito! Al solito! Ci siamo al -baciucchiamento! Ci siamo! Eccoli lì.... _(Imita il rumore dei baci.)_ - - _Giustino_ _e_ _Rosa_ - -_(si staccano, arrossendo.)_ - - _Don Paolo_ - -È una vera sconvenienza! Senza dire poi che è anche una grulleria! Che -bisogno c'è, santa pazienza!, che bisogno c'è di stare a baciucchiarsi -ora, se dovete sposarvi apposta per questo? _(Scende la scaletta.)_ -Hanno fretta, hanno!... Sconvenienti e grulli! Sì, sì, lo ripeto: -sconvenienti e grulli! - - _Giustino_ - -_(confuso)_ Avete detto sempre che.... - - _Don Paolo_ - -Che cosa ho sempre detto, io?... - - _Giustino_ - -Che... che la minestra per averla buona a tavola si ha da saggiarla in -cucina. - - _Don Paolo_ - -Ma se te la mangi tutta in cucina, briccone, a tavola ci vai senza -minestra e senza appetito! Hai capito? _(Se li avvicina tutti e due, e, -in mezzo ad essi, assume un'aria di mistero.)_ La notte scorsa, mi sono -accorto di tutto. - - _Giustino_ _e_ _Rosa_ - -_(pudibondi)_ Don Paolo... - - _Don Paolo_ - -Ma io domando a voi: è una cosa decente quella che fate, o è una...? -_(Mettendosi la mano sulla bocca)_ Uhm!... me ne fareste dire delle -grosse. E, intanto, adesso avremo gente in casa, e, se voialtri -continuerete così, sarà uno scandalo. Che si penserà di me? Bel -tutore!... E che prete modello!... _(Pausa. Vedendoli mortificati)_ -Be'.... Non importa: quello ch'è fatto è fatto... Ma per evitare le -tentazioni, la notte chiuderò bene a chiave la porta d'ingresso. E per -l'avvenire staremo tutti quanti più attenti. Giustino, vuoi dare il buon -esempio? - - _Giustino_ - -Sì. - - _Don Paolo_ - -Saluta da quel bravo galantuomo che sei e piglia la via di casa. È -ancora probabile che i miei ospiti arrivino stasera, e non voglio che a -quest'ora ti si trovi qui. Per mio nipote non me ne preoccuperei, ma c'è -qualche amico suo e c'è... quell'altra parente... con cui ho poca -dimestichezza. Ho udito già da un pezzo il fischio del treno, e a venire -dalla stazione non s'impiegano più di dieci minuti. Va, figliolo mio: -sii ragionevole. Va a dormire. - - _Giustino_ - -Obbedisco. - -_(Giustino gli bacia la mano. Si avvia. Poi indugia, guardando Rosa che -a sua volta lo guarda. S'interrogano così, senza parlare, e sono sulle -spine.)_ - - _Don Paolo_ - -_(li contempla e conclude quasi tra sè:)_ Ho capito. _(Ride)_ Ah, ah, -ah! _(Indi a Rosa, con intenzione furbesca:)_ Rosa, è tutto pronto nelle -camere? Biancheria, acqua, candele? - - _Rosa_ - -Se volete darci un'occhiata voi stesso.... I vostri occhi vedono meglio -dei miei. - - _Don Paolo_ - -E chi ne dubita? Vado e torno sùbito. _(A Giustino:)_ E qui non ti ci -voglio ritrovare. Mi spiego? Si saluta, e si va a casa a dormire.... -Siamo d'accordo? - - _Giustino_ - -_(col capo fa cenno di sì.)_ - - _Don Paolo_ - -E che il Signore t'accompagni. _(Esce per la prima porta a destra.)_ - - _Rosa_ _e_ _Giustino_ - -_(parlano frettolosamente sottovoce.)_ - - _Rosa_ - -Stanotte, come facciamo? - - _Giustino_ - -Come al solito. - - _Rosa_ - -Non potrai entrare. - - _Giustino_ - -Perchè? - - _Rosa_ - -Don Paolo chiude a chiave. - - _Giustino_ - -Meglio! Resto qui addirittura. - - _Rosa_ - -Dove? - - _Giustino_ - -Mi nascondo nella tua stanza. - - _Rosa_ - -E poi? - - _Giustino_ - -E poi me la svigno per la tua finestra. Due uomini di altezza. - - _Rosa_ - -Ma tu sei un uomo solo. - - _Giustino_ - -Che fa? Di sotto ci sono anche gli alberi. - - _Rosa_ - -E se da quella parte incontri il cane? - - _Giustino_ - -Il cane mi conosce e non dice niente. - - _Rosa_ - -Aspetta. _(Prende di su una tavola del pane, ne rompe un pezzo e glielo -porge.)_ To', prendi. - - _Giustino_ - -_(prendendolo)_ Che è? - - _Rosa_ - -È pane. Glielo dai a mangiare e abbaierà sottovoce. - - _Giustino_ - -Vedremo. - - _Rosa_ - -Presto, nasconditi. E non far rumore. _(Lo spinge verso la propria -camera, che è la seconda a sinistra.)_ - - _Giustino_ - -_(dandole un bacio in faccia)_ Questo è senza rumore. E tu, sbrigati. -Hai capito? _(Esce.)_ - - _Rosa_ - -_(chiude subito la porta, e, accorgendosi che Don Paolo ritorna, va alla -finestra, fingendo di salutare con amore)_ Buona notte, Giustino! Buona -notte, Giustino mio bello! Pensa a me. Buona notte! - - _Don Paolo_ - -Non tante smancerie dalla finestra. - - _Rosa_ - -Salutavo. - - _Don Paolo_ - -Era dispiacente d'andarsene? - - _Rosa_ - -Eh!... - - _Don Paolo_ - -Se non vi avessi lasciati ancora un momento soli, poveretto, non si -sarebbe deciso ad andar via. Il... _(ammiccando)_ bacino della staffa, -non è vero? - - _Rosa_ - -Già. - - _Don Paolo_ - -Te la consuma la faccia quello lì! S'ha da affrettare questo benedetto -matrimonio, altrimenti.... Con la primavera c'è poco da scherzare! - - _Rosa_ - -Perchè? - - _Don Paolo_ - -«Perchè?» _(Diventando quasi grave, accenna al cielo con gli occhi e con -le mani)_ Perchè siamo stati fatti così! - - - - SCENA III. - - - DON PAOLO, ROSA, NORA, LUCIO _e_ GIOVANNI. - - - _(Dalla strada, arrivano le voci di Lucio, di Nora e di Giovanni.)_ - - _Lucio_ - -Zio! Zio! - - _Nora_ - -Siamo qui! - - _Giovanni_ - -Siamo qui, Don Paolo, siamo qui! - - _Don Paolo_ - -Oh! Eccoli! Benone! Eccoli! _(A Rosa:)_ E tu muoviti.... Andiamo.... -_(Esce, correndo, dal fondo.)_ - - _Rosa_ - -_(lo segue.)_ - - _(Si odono ancora le voci di fuori, ma più vicine.)_ - - _Don Paolo_ - -Finalmente! Finalmente! - - _Lucio_ - -Viva lo zio! - - _Giovanni_ - -E fuori i lumi! - -_(Entrano, portando in mano chi un fagotto, chi una borsa da viaggio, -chi un valigiotto, chi una scatola.)_ - - _Nora_ - -Speravamo d'esser ricevuti per lo meno con le fiaccole. - - _Don Paolo_ - -Vi ho preparato questo po' po' di luna piena. Altro che fiaccole!... -Qui, qui tutto. _(Accumula la roba sopra una tavola.)_ E poi avreste -meritato veramente ch'io vi facessi trovare la porta chiusa. Come! -Proprio con l'ultimo treno? V'aspettavo col penultimo.... Son venuto -anche alla stazione, son venuto! - - _Lucio_ - -E il mio telegramma? - - _Don Paolo_ - -Che telegramma? - - _Lucio_ - -L'ho fatto io. - - _Don Paolo_ - -Rosa, ti è stato consegnato un dispaccio quand'io ero alla chiesa? - - _Lucio_ - -_(vedendo Rosa che era rimasta indietro)_ Oh, Rosina! - - _Rosa_ - -_(si fa avanti tutta spaurita, cava di tasca un dispaccio... e con -timidità lo mostra.)_ È questo. - - _Don Paolo_ - -_(prendendo il dispaccio e irritandosi un poco)_ Santa pazienza!... - - _Rosa_ - -Non sapevo che.... - - _Don Paolo_ - -Che la tua testa è diventata un arcolaio! - - _Lucio_ - -Eh, via, non importa! Come s'è fatta grande! - - _Don Paolo_ - -Ventun'anno, sai. E si sposa fra giorni. Vedrai che tocco di fidanzato! --- Signorina Nora, signor Giovanni, questa è la pupilla di cui parlammo -ieri. - - _Nora_ - -Un tipo assai gentile! - - _Giovanni_ - -Molto bellina. - - _Don Paolo_ - -_(serio)_ Il suo babbo e la sua mamma mi furono amici preziosi, quando -io, come prete e come agricoltore, venni qui ad amare gli uomini e la -terra. _(Con qualche reticenza)_.... Sì, la mamma, morendo, l'affidò a -me. E adesso ella... ella dimentica in saccoccia i miei telegrammi, è -verissimo, ma in fondo poi mi vuol bene. - - _Rosa_ - -Tanto! - - _Nora_ - -_(si toglie il cappellino.)_ - - _Rosa_ - -_(lo mette in un canto.)_ - - _Don Paolo_ - -_(cambiando tono)_ Be'! Sic rebus stantibus, patti chiari. Nessuna -cerimonia, nessun complimento. Questa è casa vostra. Ne più nè meno. La -camera della signorina Nora è lì, accanto a quella di Rosa. Tu, Lucio, -da questo lato. _(Indica il lato opposto.)_ Eh! Eh! Eh! Il signor nipote -starà come un principe. Egli avrà il suo studiolo per leggere e -contemplare, e laggiù, laggiù, bene appartata, la sua camera da letto, -che è un vero paradiso. Per l'amico Giovanni, poi.... - - _Giovanni_ - -Un altro paradiso? - - _Don Paolo_ - -_(dandogli un buffetto)_ Di paradisi, mio caro, non ce n'è che uno. - - _Giovanni_ - -Per conto mio, non voglio incomodare nè Dio nè il diavolo. Ho bisogno -d'una poltrona per aspettare l'alba e di null'altro. Ve li ho -consegnati, e domani, col primo treno, via! - - _Don Paolo_ - -E siete pittore, voi? E dopo aver visto questo meraviglioso paesaggio al -chiaro di luna, non vi sentite affascinato e costretto a rimanere? Del -resto, io vi ricatto. _(Accennando il motivo della Norma:)_ «_In mia -mano alfin tu sei!_» O un bozzetto fatto sotto i miei occhi, o la vita! - - _Giovanni_ - -A scanso d'equivoci, vale più il bozzetto. - - _Don Paolo_ - -Dunque, rimarrete? - - _Lucio_ - -Ma sì... - - _Don Paolo_ - -_(insistendo)_ Rimarrete? - - _Nora_ - -_(non vista, sdegnosamente fissa Giovanni.)_ - - _Giovanni_ - -_(senza lasciarsi scomporre dallo sguardo di lei)_ Va bene!... Rimarrò -per qualche giorno. - - _Lucio_ - -Oh! Bravo! - - _Don Paolo_ - -Adesso sì che siete un grande pittore! _(Affaccendandosi)_ Ecco: a voi, -il numero uno. _(Indica la seconda porta a destra.)_ Non sono un -albergatore coi fiocchi? - - _Nora_ - -Davvero! - - _Lucio_ - -Mostratemi la mia reggia, zio. - - _Don Paolo_ - -Aspetta. Tu, Rosa, prendi la roba di questi signori, e mettila a posto. - - _Rosa_ - -Qual'è la vostra, signor Lucio? - - _(Tutti intorno ai fagotti e alle valigette.)_ - - _Lucio_ - -_(con insolita giocondità)_ Non v'incomodate. Faccio io. Questa è della -signorina Nora.... - - _Giovanni_ - -Io non ci ho che una borsa e un _nécessaire_. - - _Don Paolo_ - -Per ora!... _(Sempre più affaccendato)_ Vieni, Lucio. - - _Lucio_ _e_ _Don Paolo_ - -_(prendono alcune valigette ed escono per la prima porta a destra.)_ - - _Rosa_ - -_(con in mano qualche altra valigia e qualche scatola, esce per la prima -porta a sinistra.)_ - - _Nora_ - -_(severamente e rapidamente, a Giovanni:)_ Voi dunque non mantenete la -vostra parola! - - _Giovanni_ - -Se sono stato pregato.... - - _Nora_ - -Ma non dovete restare. - - _Giovanni_ - -Sarebbe una scortesia. - - _Nora_ - -Quello che fate è disonesto. - - _Giovanni_ - -È umano. - - _Nora_ - -È turpe, vi dico. - - _Giovanni_ - -Non esagerate. - - _Nora_ - -È tutta una premeditazione. - - _Giovanni_ - -Io vi adoro. - - _Nora_ - -_(con rabbia)_ E io vi sfuggirò anche a costo di.... - - _Giovanni_ - -_(vedendo venir Lucio e Don Paolo)_ Badate.... - - _Nora_ - -_(si ricompone d'un sùbito e finge di prorompere in una risata)_ Ah! ah! -ah! ah! - - _Giovanni_ - -_(secondandola, ride come lei.)_ - - _Lucio_ - -Cos'è? Cos'è? Voglio ridere anch'io. - - _Rosa_ - -_(frettolosa, rientra, prende la borsa e il nécessaire di Giovanni e li -porta nella camera destinata a lui.)_ - - _Don Paolo_ - -E anch'io. Cos'è? Sarebbe strano che questa volta proprio io non -ridessi. - - _Nora_ - -È Giovanni..., è Giovanni che me ne dice di tutti i colori. - - _Don Paolo_ - -Naturale! Un pittore come lui! - -_(E ridono tutti, chi di buona e chi di mala voglia.)_ - - _Rosa_ - -_(ritornando)_ Ogni cosa è in ordine. Ho acceso pure le candele nelle -camere della signorina Nora e del signor Giovanni. - - _Don Paolo_ - -Hai fatto bene; ma non credo che questi signori vogliano rintanarsi a -quest'ora. Per noi campagnuoli, è diverso. Perciò, chiedi licenza, tu, e -vattene a letto. - - _Nora_ - -_(piano, a Lucio:)_ Vi debbo parlare. - - _Lucio_ - -_(sussulta.)_ - - _Giovanni_ _e_ _Don Paolo_ - -_(osservano.)_ - - _Rosa_ - -Felice notte a tutti. - - _Nora_ - -Altrettanto a voi, bella ragazza. - - _Giovanni_ _e_ _Lucio_ - -Altrettanto, altrettanto! - - _Rosa_ - -_(bacia la mano a Don Paolo e si avvia.)_ - - _Don Paolo_ - -_(quand'ella è presso l'uscio)_ Le orazioni, eh? - - _Rosa_ - -_(con umiltà religiosa)_ Me le vado a dire. - - _Don Paolo_ - -Benedetta! - - _Rosa_ - -_(esce.)_ - - _Don Paolo_ - -E io, figliuoli miei, faccio lo stesso. Si avvicina la mezzanotte, e -domani è domenica e ci ho la messa dell'alba. Voialtri potete starvene -qui finchè v'aggrada. Io me ne salgo lassù, e dove dormo io non c'è -pericolo che giungano i rumori di questo basso mondo. _(Ride)_ Ah! ah! -ah! Ricordatevi che siete in casa vostra. Parlate, gridate, fate quello -che vi pare e piace, e, soprattutto, cercate di stare allegri. Io non -v'impongo di rinunziare alle vostre abitudini; ma umilmente vi consiglio -di sperimentare le mie. La signorina Nora _(con bonaria ironia)_ ha -inaugurata la villeggiatura con una gran risata risonante. L'aria -comincia a produrre i suoi buoni effetti.... Meno male! Vado a dormire -contento. - - _Giovanni_ - -E io v'imito. - - _Don Paolo_ - -Sul serio andate già a dormire? - - _Giovanni_ - -A dormire no, ma a rintanarmi e a dire le orazioni come la vostra -Rosina. - - _Don Paolo_ - -Scomunicato! - - _Giovanni_ - -Arrivederci, Lucio. Arrivederci, Nora. A voi, Don Paolo, ho da baciare -la mano? - - _Don Paolo_ - -Si capisce! _(Gli mette il dorso della mano sul muso celiando.)_ - - _Giovanni_ - -_(gliela bacia comicamente.)_ - - _Don Paolo_ - -_(ne approfitta per domandargli piano:)_ Che novità c'è fra quei due -cipressi? - - _Giovanni_ - -_(pianissimo)_ Novità, credo, nessuna. - - _Don Paolo_ - -Lasciamoli alle loro elucubrazioni. - - _Giovanni_ - -Beninteso! - - _Don Paolo_ - -_(forte, a Lucio, a Giovanni e a Nora:)_ Dunque, felicissima notte! -_(Comincia a salire.)_ - - _Nora_ - -Buon riposo, Don Paolo! Buon riposo, Giovanni! - - _Lucio_ - -E buoni sogni! - - _Giovanni_ - -_(scherzando)_ Grazie, ma i sogni non sono il mio forte. _(Esce per la -seconda porta a destra.)_ - - _Don Paolo_ - -_(già sul corridoio, si ferma e borbotta:)_ Uh! Santa pazienza! -Dimenticavo le visite notturne di Giustino. Ma l'ha da fare con me! -_(Pazientemente, ridiscende e va a chiudere la gran porta in fondo. Gira -due volte la chiave, e se ne ode il rumore nella serratura.)_ La chiave, -qui, in saccoccia. _(Se la caccia in tasca. Indi, risalendo la -scaletta)_ Non crediate che io abbia paura dei mariuoli, veh! Da noi, -mariuoli non ce ne sono.... Cioè, ce ne sono e non ce ne sono.... So -io!... So io!... E quando mi ci metto!... _(Apre l'uscio del suo -quartierino, dà un'occhiata a Lucio e a Nora, e, prima di scomparire, -furbescamente, si affaccia e li risaluta:)_ Di nuovo, felice notte! - - _Lucio_ _e_ _Nora_ - -Felice notte! Felice notte! - - - - SCENA IV. - - - LUCIO _e_ NORA. - - - _Lucio_ - -Voi avete qualche cosa da dirmi, Nora? - - _Nora_ - -Sì. - - _Lucio_ - -Bene. È un pezzo che preferite i lunghi silenzi, mentre una volta, -ricordate?, voi riempivate i silenzi miei con la vostra parlantina di -bambinona gaia. Dite. Dite. - - _Nora_ - -Non sarò gaia neanche ora. - - _Lucio_ - -Poco fa, ridevate.... - - _Nora_ - -Giovanni mi faceva ridere, ma... io non ne avevo punto voglia.... - - _Lucio_ - -Mi spaventate. - - _Nora_ - -Spaventarsi è male. Io vi chiedo, invece, una saggia serenità. - - _Lucio_ - -Contateci. - - _Nora_ - -Lucio, io sono venuta qui, con voi, perchè... perchè, forse, senza di -me, voi non vi sareste deciso a questo cambiamento d'aria e d'ambiente -che era indispensabile per la vostra salute. Son venuta in casa di -vostro zio, che è un uomo di mondo e che sa comprendere e compatire. Ma -non posso non riconoscere.... - - _Lucio_ - -Nora! - - _Nora_ - -Mi avete promesso d'essere sereno. Non posso non riconoscere la -bizzarria del fatto. - - _Lucio_ - -Vi lascerete vincere, voi, da un gretto convenzionalismo? - - _Nora_ - -Da nessun convenzionalismo mi lascio vincere. Io non mi disdico, io non -muto le mie convinzioni. Ieri, mi domandaste se io credessi strano il -vostro affetto fraterno e io vi risposi di no. Questo pensavo, e questo -penso. Ma venire a vivere in casa di vostro zio, con voi, sia pure per -quindici, per dieci giorni, conveniamone, Lucio, è una cosa molto -diversa! - - _Lucio_ - -E volete andarvene? - - _Nora_ - -Debbo andarmene. - - _Lucio_ - -E vi pare possibile che io guarisca lontano da voi? - - _Nora_ - -Verrò a trovarvi. - - _Lucio_ - -Non basterà. - - _Nora_ - -Verrò a trovarvi spesso. - - _Lucio_ - -Non basterà, non può bastare. - - _Nora_ - -Eppure, secondo i vostri ideali, dovrebbe bastare. - - _Lucio_ - -_(come un bambino, accalorandosi)_ Ho bisogno di voi, oramai. - - _Nora_ - -Ma non della mia presenza. - - _Lucio_ - -Ho bisogno di sapervi vicino a me. - - _Nora_ - -Il mio spirito starà con voi anche quando non ci starà la mia persona. - - _Lucio_ - -Ma alla vostra persona voi mi avete abituato. - - _Nora_ - -Vi ho abituato all'affezione migliore di cui è capace il mio cuore. - - _Lucio_ - -E non contate per nulla le vostre cure?... la vostra voce?... la vostra -mano buona e sicura?... i vostri occhi buoni e indulgenti?... Non -contate per nulla _(animandosi sempre più)_ ciò che è in voi, solamente -in voi, e che io non trovo in nessun'altra donna? Tutto questo... tutto -questo... _(quasi circondando con le mani il volto di lei)_... non lo -contate per nulla, voi; e credete che possa essere dimenticato o -sostituito o non desiderato quando voi non siete lì, tutta quanta vicino -a me? - - _Nora_ - -E non avete il sospetto, Lucio, che quello che mi dite stanotte, qui, -non somigli a quello che mi dicevate ieri in casa vostra? - - _Lucio_ - -_(colpito)_ Come!? - - _Nora_ - -Non v'accorgete che questo attaccamento comincia a non aver niente di -comune con l'amicizia purissima, che è più benefica e più duratura di -ogni altro legame? - - _Lucio_ - -Nora, che dite?! - - _Nora_ - -Che dico? Siete voi che mi avete insegnato a penetrare l'importanza -intima di tutti i nostri desiderii, di tutte le nostre tendenze, di -tutte le più lievi variazioni dell'anima; siete voi che mi avete -iniziata a certi sottili discernimenti; e ora penso col vostro cervello, -parlo il vostro linguaggio, _dico_ le vostre parole. Tutti avrebbero il -diritto di non comprendermi. Voi, no! - - _Lucio_ - -.... È la prima volta che mi trattate con tanta severità. - - _Nora_ - -Ed è per me una fatica atroce. Ma ho finito. Lucio, noi ci siamo intesi. - - _Lucio_ - -_(dopo un tormentoso dibattito con sè medesimo, appare risoluto.)_ -No.... Ascoltate. Sono io che vi domando la grazia di non ragionare -troppo. E, d'altronde, ogni vostro ragionamento sarebbe vano perchè, -sappiatelo: senza di voi, qui, io non resterò nemmeno un giorno! - - _Nora_ - -_(con un misto d'asprezza è di tenerezza)_ Ciò significa che sinora -avete ingannato voi stesso, e, ingannando voi stesso, avete ingannata -anche me. - - _Lucio_ - -Nora! - - _Nora_ - -Lo so, vi sembra crudele la mia sincerità; ma nel mio pensiero non c'è -nessuna intenzione che non sia degna di me e di voi. L'abitudine -giustifica la vostra inconsapevolezza; ma giacchè voi, sempre, e in -buona fede, mi avete parlato di affetto puro, di amicizia, di -fraternità, e giacchè il fantasma dell'Amore vi fa paura e voi lo -scacciate, convinto ch'esso rappresenti il Pericolo e l'Infelicità, io -ho il dovere di dirvi: -- Badate, Lucio, badate! Voi non mi siete -fratello, voi non mi siete amico, no! no! Voi _mi amate_ o state per -amarmi: questa, Lucio, questa è la verità! - - _Lucio_ - -_(resta come schiacciato. Dilata le pupille, si caccia le mani nei -capelli e ripete sommessamente:)_ La verità?!... _(Si accosta a Nora, le -piglia le mani, ne ha una sensazione evidente, un fremito che gli -attraversa il corpo. Poi lascia cadere le proprie braccia penzoloni. Le -si accosta di nuovo, e, trepidando, le fiata:)_ E... voi? - - _Nora_ - -_(come se avesse ricevuto un urto)_ Io? - - _(Si guardano fissamente negli occhi.)_ - - _Lucio_ - -... Mi amate? - - _Nora_ - -_(esita, e poi dice con fermezza:)_ Sì. - - _Lucio_ - -Volevate dirmi di no? - - _Nora_ - -Volevo dirvi di no. - - _Lucio_ - -Avete anche voi paura dell'amore?... - - _Nora_ - -Ho paura della mia coscienza. - - _Lucio_ - -E che vi rimprovera essa? - - _Nora_ - -_(risoluta)_ Per ora, niente. - - _Lucio_ - -E che potrebbe rimproverarvi più tardi? - - _Nora_ - -Non conosco l'avvenire. - - _Lucio_ - -Ma voi soffrite, povera Nora! - - _Nora_ - -Molto. - - _Lucio_ - -E non dovete soffrire. - - _Nora_ - -Io non sono perfetta come voi credete. - - _Lucio_ - -Perchè non siete perfetta? Avete mentito qualche volta? - - _Nora_ - -Non ho mentito. Ho taciuto. - - _Lucio_ - -Spiegatevi. - - _Nora_ - -Ho taciuto perchè voi non mi avete mai interrogata.... - - _Lucio_ - -Su che? - - _Nora_ - -Non m'avete mai domandato che cosa sono io. - - _Lucio_ - -La vostra esistenza, per me, comincia da quando vi ho incontrata, da -quando mi avete beneficato. Il resto non m'importava. - - _Nora_ - -Non v'importava sino a che non sospettavate d'amarmi. Ma, adesso? - - _Lucio_ - -Adesso, nulla è mutato. Non vi ho ripetuto che tutto quanto è inerente -alla debolezza umana non costituisce, per me, l'essenza della vita? -Sarete stata debole, avrete potuto cedere a una tentazione, a -un'aberrazione, avrete potuto errare: ma, _dentro_, voi avete sofferto, -Nora... - - _Nora_ - -_(è in preda a uno spasimo ineffabile.)_ - - _Lucio_ - -... come soffrite in questo momento. Avete sofferto e, aspettando me, vi -siete serbata spiritualmente intatta. Lo stesso martirio che ora i -vostri ricordi v'infliggono mi dice _che cosa siete voi_. La confessione -delle vostre debolezze e l'orrore che esse destano in voi ci aiuteranno -a salvarci. E siamo ancora in tempo perchè la mia bocca non ha sinora -neppure sfiorata la vostra. Noi ci salveremo. Datemi, datemi questa -grande onestà dell'anima, e io non vi chiederò niente altro, mai! - - _(Un silenzio.)_ - - _Nora_ - -No, Lucio, è necessario che mi respingiate addirittura. - - _Lucio_ - -Sentite, forse, di potere amare un altro? - - _Nora_ - -«_Amare?_» _(Sicura ed energica)_ Amare, no! - - _Lucio_ - -E dovrei respingervi? - - _Nora_ - -Quello che pretendete dal vostro cuore è inverosimile. _(Come -chiedendogli una grazia)_ Respingetemi, Lucio, respingetemi! - - _Lucio_ - -Non è inverosimile quello che pretendo dal mio cuore. Ammettiamo che io -non vi sia amico, che io non vi sia fratello. Sì, ammettiamolo. Ma io so -di essere tuttora così distaccato, così lontano dalla miseria materiale -di cui voi, forse, siete stata vittima e mi sento tuttora così forte -della mia fede, che sono convinto di poter combattere contro quella -miseria, di poter combattere sino all'ultimo e di potervi amare, sempre, -come voglio io! Nora, non vi lasciate vincere da non so quale sfiducia. -Nora! Nora!... ve ne prego. - - _Nora_ - -_(disfatta, si abbandona su di una seggiola.)_ - - _Lucio_ - -Scacciate i pensieri che vi torturano, mia buona creatura.... Il vostro -Lucio è qui dinanzi a voi, devotamente, come dinanzi a Dio.... Vedrete, -vedrete che non verrà mai il giorno in cui voi dovreste _ricordare_ e -_arrossire_ e in cui io dovrei transigere. Intanto, io mi rassegnerò -alla vostra lontananza. Mi rassegnerò. Voi, quando vorrete, anche -domani, tornerete in città.... Mi sentite, eh? Mi sentite?... E così -comincerò a dimostrarvi che la vostra presenza _non mi è_ indispensabile -e che nulla ancora mi avvince a voi che possa farvi temere un -avvilimento ed una profanazione. _(Pausa)_ Siete... siete pìù calma? - - _Nora_ - -_(accompagnando con lento cenno del capo la parola appena pronunziata)_ -Sì. - - _Lucio_ - -Non mi rimproverate più? - - _Nora_ - -_(fa cenno di no.)_ - - _Lucio_ - -Grazie. _(Si leva. Respira stentatamente. Va alla finestra, e la -spalanca.)_ - - _(Il lume di luna biancheggia più vividamente.)_ - - _Lucio_ - -_(respirando meglio)_ Ah! Questa luce, quest'aria fresca e fragrante mi -fanno tanto bene! - - _Nora_ - -_(si alza e lo saluta con gentilezza dolcissima.)_ Buona notte, Lucio. - -_(Lucio va verso di lei. Nora gli stende la mano. Lucio gliela stringe e -la trattiene.)_ - - _Lucio_ - -Siete più calma? - - _Nora_ - -Sì. - - _Lucio_ - -Anch'io! Anch'io! _(Le bacia appena le dita.)_ - - _Nora_ - -_(lentamente esce.)_ - - _Lucio_ - -_(la segue con gli occhi. Quand'ella è sparita, egli si tocca le tempie, -parlando fra sè:)_ Calmo io?! -- Non è vero.... Non è possibile! La sua -confessione!... E poi... e poi!... _(È assalito dal convulso.)_ Se ella -se ne va, io non saprò sopportare la sua assenza.... Io starò male! -Starò molto male! _(Egli sente le vibrazioni della carne. Si esaspera. -Vorrebbe domarle, quasi vorrebbe percuotersi; e, fiaccato, vacillante, -conclude:)_ Non dovrebb'essere così;... ma così è. _(Inorridisce)_ Così -è! _(Pausa)_ «Tu vuoi trasformare il mondo» mi diceva ieri Ziegler... -«Amare come voglio io!» _(Pausa.)_ E che significa?... Che significa?... -_(Pensando acutissimamente, prende il lume e, piano piano, se ne va -nelle sue stanze.)_ - -_(Le ombre si allargano, solcate dai raggi della luna.)_ - - - - SCENA V. - - - DON PAOLO _e_ GIOVANNI. - - -_(Il gran silenzio notturno impera serenamente. Ad un tratto, è -interrotto da lontani latrati, a cui succedono un rumore d'invetriate -che sbatacchiano e la voce di Don Paolo la quale si perde spandendosi -nell'aria aperta.)_ - - _La voce di don Paolo_ - -Anche stanotte, eh? Anche stanotte? Ma per dove sei entrato, -malandrino?... Sì, corri, corri adesso!... Ringrazia il cielo che non ti -sii rotta la schiena e che il cane non ti abbia mangiato un orecchio.... -Vorrei sapere pel matrimonio che cosa vi conservate voialtri. _(Pausa. -Chiama:)_ Rosa! Rosa!... - - _Giovanni_ - -_(sporgendo il capo dall'uscio semiaperto resta in ascolto.)_ - - _La voce di don Paolo_ - -_(continuando)_ Per dove è entrato Giustino? Ah? Non rispondi? Fai la -sorda? Ma tu e quel malandrino, santa pazienza!, volete mettermi con le -spalle al muro, volete! - - _Giovanni_ - -_(mormora tra sè, rendendosi conto dell'accaduto:)_ È la ragazza che -riceve di nascosto il suo fidanzato.... - - _La voce di don Paolo_ - -Vergognatevi! Vergognatevi! - -_(Si distingue, nel silenzio, il fracasso delle invetriate, che Don -Paolo richiude.)_ - - _Giovanni_ - -_(girando lo sguardo)_ E Lucio? Non c'è,... M'era parso.... Mi sono -ingannato. _(S'avanza verso la porta di Lucio, chiamando con poca -voce:)_ Lucio! Lucio! _(Pausa.)_ Mi sono ingannato. _(Sta per rientrare -nella sua camera. Ma, come se una forza occulta glielo vietasse, si -ferma e guarda la porta di Nora.)_ Se n'andrà, forse, all'alba. -_(Smaniosamente indugia.)_... Parlarle, almeno!... Parlarle prima che se -ne vada.... _(Accosta l'orecchio a quella porta e mormora.)_ Ancora in -piedi.... Tentiamo. _(Picchia cautamente, con le nocche.)_ - - - - SCENA VI. - - - NORA _e_ GIOVANNI. - - - _Nora_ - -_(aprendo)_ Lucio! _(Vede Giovanni nella penombra)_ Oh! Voi! _(Retrocede -tirando a sè l'uscio.)_ - - _Giovanni_ - -_(la trattiene)_ Un momento.... - - _Nora_ - -_(sforzandosi di chiudere l'uscio)_ Credevo che fosse Lucio.... - - _Giovanni_ - -_(opponendo la sua alla forza di lei)_ Lucio è a letto.... - - _Nora_ - -E voi che volete?! - - _Giovanni_ - -Non vi allarmate così. - - _Nora_ - -Ma che volete?! - - _Giovanni_ - -Parlarvi, ecco tutto. - - _Nora_ - -_(recisamente)_ A quest'ora, no. _(Retrocede di nuovo per chiudere.)_ - - _Giovanni_ - -_(glielo impedisce con energia, quindi le prende un braccio, e, -imponendosi una relativa mitezza, cerca di trarla e di allontanarla -dalla soglia.)_ Un momento, ve ne supplico. - - _Nora_ - -Sbrigatevi. - - _Giovanni_ - -Perchè avete detto a Lucio di voler partire? - - _Nora_ - -Ci avete spiati? Una bassezza di più. - - _Giovanni_ - -Vi giuro che ho ascoltato senza volerlo. Nel silenzio della campagna, -alcune parole vostre giungevano sino a me. - - _Nora_ - -_(con rabbia concentrata)_ Maledizione! - - _Giovanni_ - -E perchè gli avete detto che non siete quella che egli credeva? - - _Nora_ - -Non l'ho detto. - - _Giovanni_ - -Sì, l'avete detto! - - _Nora_ - -Non dovevate ascoltare. Addio!... - - _Giovanni_ - -_(afferrandole le mani)_ Non vi permetterò di fuggire se prima non mi -abbiate risposto. - - _Nora_ - -Lasciatemi. - - _Giovanni_ - -E perchè volevate ch'egli vi respingesse? Perchè? - - _Nora_ - -Se non mi lasciate, io grido. - - _Giovanni_ - -Per trattarmi come un sopraffattore? - - _Nora_ - -Come un sopraffattore! - - _Giovanni_ - -Ma io, invece, sono qui per aiutarvi. - - _Nora_ - -Non voglio il vostro aiuto. - - _Giovanni_ - -Voi vi perdete, Nora. Voi impazzite! Impazzite come lui! - - _Nora_ - -Non c'è rimedio. - - _Giovanni_ - -Sì, il mio amore. - - _Nora_ - -Il vostro capriccio! - - _Giovanni_ - -Il mio amore vero. - - _Nora_ - -Il vostro desiderio! - - _Giovanni_ - -Il mio amore genuino, intero, completo. - - _Nora_ - -L'anima mia è sua. - - _Giovanni_ - -Ma di ciò non potete dare una prova nè a me, nè a voi stessa.... - - _Nora_ - -È sua, Giovanni, è sua! - - _Giovanni_ - -Ma vicino a me tremate. - - _Nora_ - -Questa _è un'altra cosa_. Lasciatemi. - - _Giovanni_ - -E ditemi tutto quello che sentite!... - - _Nora_ - -Lasciatemi. - - _Giovanni_ - -Ditemi ancora che non mi amate.... - - _Nora_ - -_(cedendo a poco a poco senza che ne abbia coscienza)_ Lasciatemi.... - - _Giovanni_ - -_(circondandola cupidamente con le braccia)_ Ditemelo, ditemelo.... - - _Nora_ - -Per pietà, lasciatemi.... - - _Giovanni_ - -Fatemelo ben capire.... - - _Nora_ - -_(con un ultimo tentativo di ribellione nelle parole e con un soave -abbandono nella voce e nella persona)_ No... _Non_ ti amo.... _Non_ ti -amo.... _Non_ ti amo.... - - _Giovanni_ - -_(le bacia la bocca.)_ - - (_Sipario._) - - - - - ATTO QUARTO. - - -_La stessa stanza del terzo atto. Il finestrone è tutto aperto. È appena -l'alba. Le ombre andranno a poco a poco dileguando._ - - - - SCENA I. - - - DON PAOLO, ROSA, UN CONTADINO. - - -_(Si picchia reiteratamente alla porta. Qualche momento di vuoto e di -silenzio.)_ - - _Don Paolo_ - -_(comparisce sul pianerottolo del suo quartierino, in maniche di -camicia, con la faccia bagnata e in mano l'asciugamani.)_ - -_(Si picchia di nuovo.)_ - - _Don Paolo_ - -_(asciugandosi il viso, chiama:)_ Rosina! Rosina! _(Pausa.)_ Rosina! - - _Rosa_ - -_(di dentro)_ Vengo, vengo. _(Dall'uscio della sua camera, sporge la -testa e un po' il corpo. Ha la sottana e il busto. La camicia lascia -nude le braccia e le spalle.)_ - - _Don Paolo_ - -Dormivi ancora, eh?.... Già, il sole spunta soltanto per chi dorme la -notte. Spudoratella! - - _Rosa_ - -Stavo vestendomi.... - - _Don Paolo_ - -E non sentivi picchiare? - - _Rosa_ - -Non potevo aprire. - - _Don Paolo_ - -Perchè non potevi aprire? - - _Rosa_ - -La chiave non ce l'avete voi? - - _Don Paolo_ - -_(ricordando)_ Ah! _(Esce, e rientra subito.)_ Prendi. _(Fa cader giù la -chiave.)_ - - _Rosa_ - -_(mettendosi uno scialletto sulle spalle, si avanza e raccoglie la -chiave ridendo un poco.)_ - - _Don Paolo_ - -Sì, ridi tu. Ma la notte ventura chiuderò a chiave anche le finestre. - - _Rosa_ - -_(va in fondo ed apre.)_ - - _Il Contadino_ - -Latte. _(E consegna la secchia piena di latte a Rosa.)_ - - _Don Paolo_ - -Che non sia poco. Abbiamo gente in casa. - - _Il Contadino_ - -_(vedendo Don Paolo, s'inchina e si toglie devotamente il berretto.)_ -Servo di vostra eccellenza. - - _Rosa_ - -_(guardando nella secchia)_ Ce n'è, ce n'è. _(Comincia ad affaccendarsi -per il caffè e accende il fornello.)_ - - _Don Paolo_ - -_(al contadino)_ Ehi! Don coso! È la prima domenica del mese mariano. -Badiamo a non mancare alla messa anche stamattina. - - _Il Contadino_ - -Domenica scorsa avevo l'asino malato, ecco. - - _Don Paolo_ - -E oggi, come sta l'asino? - - _Il Contadino_ - -Eh!... il Signore se l'è chiamato. - - _Don Paolo_ - -_(quasi fra sè:)_ Non ci mancherebbe altro! - - _Il Contadino_ - -Servo di vostra eccellenza, e buona giornata a tutti. - - _Rosa_ - -Altrettanto. - - _Don Paolo_ - -_(salutando con la mano)_ Arrivederci, caro. - - _Il Contadino_ - -_(esce.)_ - - _Don Paolo_ - -Be', animo, Rosa! Prepara caffè e latte, e tre o quattro chicchere ben -pulite. - - _Rosa_ - -Non sto a fare che questo. - - _Don Paolo_ - -E, sulle punte dei piedi, va a vedere se mio nipote dorme o è sveglio. - - - - SCENA II. - - - DON PAOLO, ROSA, LUCIO. - - - _Lucio_ - -_(entrando a tempo)_ Il nipote vostro è qua. - - _Don Paolo_ - -Oh! Bravo! Bravo! All'alba, già alzato!... Niente di più salutare, sai? - - «Fiorin di primavera, - «Lévati all'alba, e fa all'amor di sera.» - -_(Ride)_ Ah! ah! ah! ah!... Come si va dunque? - - _Lucio_ - -Abbastanza bene, zio. - - _Don Paolo_ - -Ringraziamo il cielo! E s'andrà anche meglio. Vedrai! Rosina, mi -raccomando, eh! _(Torna nelle sue stanze.)_ - - _Lucio_ - -_(sbadiglia, e sgranchisce le braccia)_ Provvedete sempre voi alle -faccende di casa? - - _Rosa_ - -_(intenta alla bisogna)_ Sempre. - - _Lucio_ - -E ora che vi maritate? - - _Rosa_ - -Lo stesso. - - _Lucio_ - -E lo sposo? - - _Rosa_ - -Sarà contento. - - _Lucio_ - -_(distrattamente)_ Sicchè, resterete ad abitare con Don Paolo? - - _Rosa_ - -Certo. - - _Lucio_ - -Chi sa che non ci resti io pure! - - _Rosa_ - -Eh!... Voi, abituato a stare in città.... Che fareste, qui? - - _Lucio_ - -Non so. _(Sorridendo)_ Per esempio, il medico.... - - _Rosa_ - -Qui, ammalati non ce ne sono. - - _Lucio_ - -Mai? - - _Rosa_ - -Mai. - - _Lucio_ - -E che fa il medico condotto? - - _Rosa_ - -Ha nove figliuoli. - - _Lucio_ - -Ah! Questo fa?... È ammogliato, s'intende. - - _Rosa_ - -E come!... Da noi, tutti gli uomini sono ammogliati. - - _Lucio_ - -E perchè? - - _Rosa_ - -Sarà l'aria. - - _Lucio_ - -E le donne? - - _Rosa_ - -Lo vedete?... Ci maritiamo. - - _Lucio_ - -A voi piace di maritarvi? - - _Rosa_ - -Altro se mi piace! - - _Lucio_ - -Eppure, ricordate quando io venivo da Napoli a trovare lo zio? - - _Rosa_ - -_(con prudenza pudica)_ Veramente... non ricordo.... - - _Lucio_ - -Che cosa credete che voglia ricordarvi? Rassicuratevi. Parlo del tempo -in cui io ero ancora un fanciullone e voi eravate piccina piccina e -rotonda come una palla. - - _Rosa_ - -Ah! Quando io stavo con la povera mamma? - - _Lucio_ - -Sì, stavate con lei. Lo zio mi ci conduceva ogni giorno, ed io, per -divertirmi, vi facevo tanto arrabbiare. Qualche volta vi dicevo: -«_appena che diventi grande, ti compero un bel marito_» e voi... voi -scoppiavate a piangere come se avessi nominato il diavolo. E adesso -invece? - - _Rosa_ - -Adesso è tutt'altro! So di che si tratta. _(Versando latte e caffè)_ -Questo è per voi. _(Gli porge la tazza.)_ - - _Lucio_ - -_(prendendola)_ Grazie. E affinchè dimentichiate le arrabbiature di -allora... _(beve)_ vi farò un bel regalo il giorno delle vostre nozze. - - _Rosa_ - -E anch'io ve ne farò uno quando voi sposerete la signorina Nora. - - _Lucio_ - -_(turbandosi e irritandosi)_ Chi v'ha detto che io debba sposare la -signorina Nora? - - _Rosa_ - -Nessuno. Don Paolo m'ha detto che è una parente..., ma io ho capito! - - _Lucio_ - -_(posando la tazza sopra una tavola)_ Vi prego, Rosina, di non ripetere -più queste sciocchezze. - - _Rosa_ - -_(mortificata e ingenua)_ Che male c'è? È così bella!... _(Pausa)_ -Intanto, vado a vestirmi.... Qui è tutto pronto. Per il signor Giovanni -e la signorina Nora non c'è che da riscaldare il caffè.... - - _Lucio_ - -Sì, sì, ci penso io. - - _Rosa_ - -Non è forse bella la signorina Nora? - - _Lucio_ - -_(con vivace severità)_ Basta, Rosina! - - _Rosa_ - -Non parlo più. _(Si avvia, piagnucolando)_ Se avessi saputo di... di -farvi andare in collera. - - _Lucio_ - -Ma che! Non sono andato in collera.... State di buon animo.... - - _Rosa_ - -Se l'avessi saputo... _(Piange più forte. Esce.)_ - - _Lucio_ - -_(tra sè, inquieto:)_ M'ero svegliato così bene, e le chiacchiere di -questa buona stupidina mi hanno.... - - - - SCENA III. - - - LUCIO, NORA, DON PAOLO. - - - _Nora_ - -_(venendo fuori dalla sua camera, risolutamente)_ Lucio! - - _Lucio_ - -Nora, che avete? - - _Nora_ - -È necessario che voi abbiate il coraggio di ascoltarmi, visto che io -avrò il coraggio di parlare. - - _Lucio_ - -Nora! Nora! Che altro dovete dirmi di così terribile? - - _Nora_ - -Che altro?... Tutto ciò che può uccidervi o può darvi la salute. - - _Lucio_ - -_(implorante)_ Ma voi sentirete un po' di pietà per me. Oggi ne avete il -dovere. - - _Nora_ - -No. Non è questo il momento della pietà. Io debbo compiere e compierò un -dovere che mi _sembra_ superiore a tutti gli altri doveri. - - _Lucio_ - -Nora! Qualche cosa di molto grave state per dirmi. Io non voglio -ascoltarvi. - - _Nora_ - -E voi mi ascolterete. - - _Lucio_ - -Forse, più tardi, potreste pentirvene.... - - _Nora_ - -Non me ne pentirò mai! - - _Lucio_ - -Ma voi siete sovraeccitata.... - - _Nora_ - -Ho la coscienza di quello che faccio. - - _Lucio_ - -Considerate che sono io che vi trascino a tutte le allucinazioni. - - _Nora_ - -E questa volta sarò io che dalle allucinazioni vi trarrò, e per sempre! - - _Don Paolo_ - -_(comparisce dall'alto del corridoio, e, udendo le ultime parole di -Nora, si ferma un istante.)_ - - _Lucio_ _e_ _Nora_ - -_(se ne avvedono. Tacciono, confusi, interdetti.)_ - - _Don Paolo_ - -_(il cappello in testa, il breviario fra le mani e con un'aria -insolitamente sacerdotale, scende pian piano la scaletta. Giù, si ferma -ancora per dir loro qualche cosa. Poi, non sa risolversi, e si limita a -salutare.)_ Buongiorno, signorina. - - _Nora_ - -_(con voce tremula)_ Buongiorno.... _(Pausa.)_ E così di buon'ora -uscite, Don Paolo? - - _Don Paolo_ - -.... Vado a dire la messa. _(E a passi lenti si allontana. Esce dal -fondo.)_ - - _(Un silenzio.)_ - - _Nora_ - -_(a un tratto e con asprezza)_ Lucio, la confessione di questa notte non -è stata completa. - - _Lucio_ - -_(atterrito)_ Nora! - - _Nora_ - -Vi ho lasciato sospettare solamente del passato, e non ho voluto -parlarvi del presente. - - _Lucio_ - -_(quasi mettendole la mano sulla bocca)_ Nora, tacete. - - _Nora_ - -Un uomo come voi non deve essere ingannato; una donna come me non deve -ingannare. - - _Lucio_ - -Tacete, ve ne scongiuro.... - - _Nora_ - -_(con crudeltà recisa)_ Io ho un amante! - - _Lucio_ - -_(dà un acuto grido come chi riceve una coltellata)_ Ah! _(E -indietreggia, inorridito, con le mani sul volto.)_ - - _Nora_ - -_(animata da una energia solenne)_ Ora mi conoscete davvero! - - _Lucio_ - -_(come istupidito, guarda intorno a sè, quasi per assicurarsi che non -sogni.)_ - - _Nora_ - -La mia confessione di stanotte non è stata completa, questo è certo; ma -non è stata bugiarda. _(La sua voce è di nuovo umile.)_ - - _Lucio_ - -_(sommessamente, con un accento da ebete)_ Non mi avete detto... di... -amarmi? - - _Nora_ - -Ve l'ho detto. E se potessi invocare in questo momento le idee di cui vi -pareva d'essere convinto fino a ieri l'altro, avrei l'audacia, l'onesta -audacia, di asserire che, così dicendovi, stanotte non mentivo. Ma... -non oso invocarle. Pur troppo, siamo stati vittime di esse tutti e due. -Ho creduto d'amarvi. E, per una di quelle complicazioni della natura a -cui non è possibile sottrarsi, io lo credo tuttora e forse veramente -tuttora io vi amo. Ma non ho più il diritto di _crederlo_, e soprattutto -non ho più il diritto di _dirvelo_. - - _Lucio_ - -E lo avevate questo diritto, stanotte? - - _Nora_ - -_(angosciosamente)_ Sì.... - - _Lucio_ - -Quando abbiamo parlato insieme in questa stanza? - - _Nora_ - -Sì. - - _Lucio_ - -_(sempre più sofferente)_ E dunque? Che mistero è questo?... _(Pausa.)_ -È già esaurito il vostro coraggio?... _(Febbricitante)_ Ditemi chi è il -vostro amante? - - _Nora_ - -_(tace.)_ - - _Lucio_ - -_(riflettendo e acuendo il pensiero)_ Sino a stanotte... avevate un -diritto... che adesso non avete più! Sino a stanotte!... _(Trasalisce. -Resta con lo sguardo fisso nel vuoto. Indi, obbedendo ad un impulso -istantaneo, va verso la porta di Giovanni, chiamando forte:)_ Giovanni! -Giovanni! - - _Nora_ - -_(con disperazione)_ No! Non lo chiamate! - - _Lucio_ - -_(terrorizzato)_ Lui!! - -_(Simultaneamente, Giovanni, entrando, si ferma dinanzi alla porta.)_ - - - - SCENA IV. - - - LUCIO, NORA, GIOVANNI. - - - _Lucio_ - -_(dopo un lungo silenzio, comincia con voce fievole, che a poco a poco -diventerà vibrante di strazio:)_ È giusto! È giusto!... Io non ero un -ostacolo. Al contrario! Ero un anello di congiunzione.... È -giustissimo!... Ho messo insieme un maschio ed una femmina, ed è -accaduto quel che doveva accadere. L'umanità non è fatta che così.... E -io? Io? Sono diverso, io?!... Questo dolore immenso... immenso come non -ho mai provato... questo dolore supremo che mi prende tutto, che mi -stritola, tutto, che cosa è? Che cosa è?... Gelosia? -- Io geloso?... Di -che? Perchè?... Voi due _non_ vi amate. _(Guardandoli)_ Lo intendo.... -Lo vedo.... Eppure, io soffro! Io soffro! Io soffro! E quel che mi fa -soffrire è soltanto la certezza del possesso altrui. Ma dunque? Dunque -non ci è che questo, e non ci può essere che questo, se io, proprio io --- io medesimo -- soltanto di questo sono geloso! _(Li guarda -aspramente, stranamente)_ No, non siate come al cospetto di un giudice. -E non crediate d'essere colpevoli. Qual'è la vostra colpa? Voi siete in -perfetta regola con le leggi umane. Sono stato io l'uomo guasto, sono -stato io l'uomo assurdo, sono stato io il degenerato; ed ora, ora che -voi mi salvate, vorreste battervi il petto e chiedere una condanna? -Oibò! Voi dovete esultare... voi dovete prendere parte a questo trionfo, -a questa magnifica festa della mia vita. _(In una sinistra vampata)_ -Qui, qui! Tutti e due presso di me! Statemi accanto, perdio! Anzi... -completate l'opera benefica...: abbracciatevi dinanzi a me... _(Afferra -per un polso Nora, la strascina verso Giovanni, e, al colmo della -concitazione, gliela spinge addosso)_ Fate che io veda coi miei occhi -com'è fatta la felicità! - - _Giovanni_ _e_ _Nora_ - -_(al contatto, hanno un fremito di repulsione e subito si distaccano.)_ - - _Lucio_ - -_(sfinito, cade sopra una sedia.)_ _(Pausa.)_ _(Indi, con una fioca -intonazione di preghiera)_ Adesso, via! via!... Ho bisogno di restar -solo... _(E con una improvvisa violenza brutale)_ Voglio restar solo! - - _Nora_ - -_(convulsa, supplichevole)_ Ma..., solo,... in questo stato,... che cosa -volete voi fare, Lucio? _(Lo sguardo di lei è attirato dai coltelli che -sono sulla tavola.)_ - - _Lucio_ - -Ah!... Il luccicchìo di quei coltelli vi turba?... Pensate, forse, che -io voglia ammazzarmi?... Ma no! Ma no! Non temete. Oramai, è preziosa -anche a me questa carne che ci copre!... _(Cupidamente, toccandosi come -per constatare la propria esistenza)_ Oramai, mi è cara più di quanto -non vi sia cara la vostra, e... _me la serbo!_ _(Come una -proclamazione:)_ Sono impastato come gli altri!... _(Con un accento -velenoso)_ E andate via, perchè vi odio! - - _Nora_ - -Sì,... è indispensabile. Partirò immediatamente. _(Prende in un canto il -suo cappellino, e, sempre convulsa, si affretta a metterselo.)_ -Troverete voi stesso... un pretesto per vostro zio.... Direte... -direte... che ho ricevuto un telegramma urgente... che non ho avuto -neanche il tempo di prendere le mie robe... e che sono partita col primo -treno... _(Lagrimando)_ Sì... Sì... l'equivoco si è chiarito.... Ognuno -per la sua strada!... La mia -- me ne accorgo -- è molto umile.... -Addio, Lucio.... _(Poi, con uno sforzo di energia, severamente, senza -piangere e dando al saluto un significato di risoluzione definitiva:)_ -Addio, Giovanni! _(Ed esce dal fondo.)_ - - _Lucio_ - -_(a Giovanni:)_ E tu non vai? Non l'accompagni? Non la segui? - - _Giovanni_ - -_(con tristezza)_ Nora non mi ama. - - _Lucio_ - -Ma è la tua amante. - - _Giovanni_ - -Nora non ama che te. - - _Lucio_ - -_(levandosi con impeto d'ira furibonda e sprezzante)_ No! perchè se ciò -fosse vero, oltre a essere un amico falso, tu saresti un seduttore -grottesco.... - - _Giovanni_ - -Lucio! - - _Lucio_ - -Un seduttore grottesco e un ladro infame! - - _Giovanni_ - -Lucio!... _(Sta per avventarglisi addosso.)_ - - _Lucio_ - -Vuoi battermi anche? E battimi se ne hai il coraggio. Battimi.... - - _Giovanni_ - -_(retrocedendo con orrore)_ Oh! _(Vorrebbe nascondersi, vorrebbe -sparire. Balbetta:)_ Perdonami... perdonami... _(e fugge nella sua -stanza.)_ - - _Lucio_ - -_(in tono tragico e trionfale)_ Solo! Ma guarito finalmente! _(La crisi -incalza. Egli comincia a singhiozzare. Siede presso la tavola. Si -nasconde il volto fra le mani come per sottrarsi anche all'aria che lo -circonda, e scoppia in un libero pianto quasi puerile)_ Ziegler! -Ziegler! Perchè almeno tu non mi sei vicino?! _(A poco a poco, il pianto -cessa ed egli resta affranto, colle braccia sulla tavola e la testa -piegata sulle braccia.)_ - - - - SCENA V. - - - LUCIO, ROSA, _la voce di_ GIUSTINO. - - -_(Ora il sole è più alto, la luce più chiara e più vivida. Si ode la -campanella festosa della chiesa. Sale dalla strada la voce di -Giustino.)_ - - _La voce di Giustino_ - -Ohi, Rosa! Ohi, Rosina! Vieni giù per la messa, chè Don Paolo è pronto. - - _Rosa_ - -_(di dentro)_ Eccomi, eccomi. - - _La voce di Giustino_ - -E non ti scordare i fiori per la Madonna. - - _Rosa_ - -_(in una sfarzosa veste quasi contadinesca, recando un fascio di fiori, -entra imbarazzata. Sogguarda Lucio e gli si accosta timidamente.)_ - - _Lucio_ - -_(voltandosi appena)_ Che è? Che vuoi? - - _Rosa_ - -_(riluttante)_ Vi hanno dato un gran dispiacere? - - _Lucio_ - -No!... E poi, che capiresti tu? - - _Rosa_ - -_(sincera)_ Per voi, io sono una sciocca... sono un'estranea.... - - _Lucio_ - -Un'estranea? _(La guarda tutta dalla testa ai piedi.)_ Un'estranea, no. -Bambina, eri il mio trastullo.... Più tardi, quando avevi tredici anni, -io, _(misteriosamente)_ di nascosto, ti baciavo.... - - _Rosa_ - -Signor Lucio.... - - _Lucio_ - -Sì, _(ravvivandosi al ricordo)_ e, un giorno, lo zio ci sorprese laggiù, -nella vigna, e, rimproverandomi acerbamente, mi disse: «Bada, io esigo -che tu rispetti quella ragazza come si rispetta una cugina!...» - - _Rosa_ - -_(vergognandosi)_ Signor Lucio.... - - _Lucio_ - -Lo disse lui. E io, che ho risoluto di stabilirmi qui, quando resteremo -soli, ti chiamerò appunto: cugina. _(Le prende le mani. I fiori cadono a -terra ai piedi di Lucio. Egli continua abbassando la voce:)_ E tu lo -sai, tu lo sai che io posso chiamarti così!... - - _Rosa_ - -_(tutta spaurita, arrossendo)_ Io non so niente! - - _Lucio_ - -No, non arrossire! Il tuo rossore è un'ingratitudine: -- è -un'ingratitudine verso quell'uomo che, pur facendo un poco di bene a se -stesso, ne fece sempre anche agli altri....: a te specialmente, perchè -ti diede la vita, e la Vita è un Bene!... E sarà lui che m'insegnerà a -vivere! _(Sempre più ravvivandosi nell'esaltazione d'un'ebbrezza -dolorosa)_ Sarà lui che m'insegnerà a ridere, a star sano, a godere, a -godere un'altra volta come quando avevo vent'anni.... _(Levandosi e -tenendola tuttora per le mani, la trae a sè con uno spasmodico sforzo di -giocondità)_... E vivremo allegramente, credimi, e faremo baldoria.... -Oh, se faremo baldoria!... E chi sa... chi sa... che l'antica vigna non -ci riveda!... _(Le dà un bacio rovente.)_ - - _Rosa_ - -_(tremante)_ Signor Lucio... - - _Lucio_ - -_(lasciandole le mani)_ No! Non ho detto nulla... Non ho fatto nulla.... -Va, ragazza mia, va a messa col tuo fidanzato, va a messa... _(Raccoglie -i fiori e glieli ridà. Poi, subito, gliene strappa un ciuffo e se ne -copre il viso odorando avidamente)_ Va... va... va... - -_(La campanella della chiesa riempie l'aria di squilli allegri.)_ - - _Rosa_ - -_(si allontana in un raggio di sole.)_ - - (_Sipario._) - - - _Fine del dramma_. - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL TRIONFO *** - - - - - A Word from Project Gutenberg - - -We will update this book if we find any errors. - -This book can be found under: http://www.gutenberg.org/ebooks/40378 - -Creating the works from public domain print editions means that no one -owns a United States copyright in these works, so the Foundation (and -you!) can copy and distribute it in the United States without permission -and without paying copyright royalties. Special rules, set forth in the -General Terms of Use part of this license, apply to copying and -distributing Project Gutenberg(tm) electronic works to protect the -Project Gutenberg(tm) concept and trademark. 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