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- Ahasvero nell'Isola del Diavolo
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-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost
-no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it
-under the terms of the Project Gutenberg License included with this
-eBook or online at http://www.gutenberg.org/license.
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-
-Title: Ahasvero nell'Isola del Diavolo
-
-Author: Levi, David
-
-Release Date: July 24, 2012 [EBook #40328]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: ISO-8859-1
-
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK AHASVERO NELL'ISOLA DEL
-DIAVOLO ***
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-
-Produced by Enrico Segre and the Online Distributed Proofreading Team at
-http://www.pgdp.net.
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- DAVID LEVI
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- __Ahasvero__
-
- __nell'Isola del Diavolo__
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- VERSI
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- Preceduti da uno Studio
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- *su l'Ebraismo e la Rivoluzione Francese*
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- TORINO
- RENZO STREGLIO -- Editore
- 1898.
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- PROPRIETÀ LETTERARIA
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- _Ciriè -- Tip. Renzo Streglio._
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- ALLA MEMORIA
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- DI
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- _*Pietro Leroux e Carlo Fauvety*_
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- _MIEI AMICI_
-
- ESTINTI
-
- E IN ME SEMPRE VIVI.
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- INDICE
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-
- L'EBRAISMO E LA RIVOLUZIONE FRANCESE: ........................... 1
- I. -- La Francia dal 1840 al 1848 e la Francia nel 1898. ...... 1
- II. -- Il Giudaismo -- Sua essenza -- Sua missione. ........... 7
- III. -- L'applicazione dei principii ebraici nel mondo dei popoli.
- 12
- IV. -- Periodo della dispersione. ............................. 16
- V. -- Persecuzioni e Rinascenza. .............................. 20
- VI. -- La Rivoluzione francese e i principi costitutivi
- dell'Ebraismo. ................................................ 22
- VII. -- Antisemitismo e Reazioni. ............................. 25
- VIII. -- Il processo Dreyfus. ................................. 29
- IX. -- Sindacato e solidarietà. ............................... 31
- X. -- L'Esposizione del 1900 -- Missione della Francia -- L'Europa
- si unifica e si espande. ...................................... 33
- XI. -- Internazionalismo. ..................................... 35
- XII. -- La Francia e la nuova Europa. ......................... 37
- XIII. -- Il programma politico-morale del Secolo ventesimo. ... 39
- XIV. -- Il Clou morale dell'Esposizione nel 1900. ............. 42
- AHASVERO NELL'ISOLA DEL DIAVOLO: ................................ 49
- I. -- L'Olocausto eterno ...................................... 49
- II. -- Le due visioni ......................................... 52
- III. -- Grido d'Ambascia ...................................... 61
- IV. -- Nemesi! ................................................ 63
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- L'EBRAISMO E LA RIVOLUZIONE FRANCESE
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- I. -- _La Francia dal 1840 al 1848 e la Francia nel 1898._
-
-
-E tu, mio maestro ed amico, morivi a Parigi colla parola _Umanità_ sulle
-labbra, e tu, mio fratello di pensiero e di fede, Carlo Fauvety, grande
-per intelletto, più grande per nobiltà di cuore, ti spegnevi nella tua
-casa ospitale di Asnières, detta il ritiro del filosofo, colla parola di
-_Solidarietà_ sulle labbra, parola in cui si riassumeva la tua filosofia
-sociale, l'anelito della tua anima pura e generosa[1].
-
- [1] Il nome di Pierre Leroux è abbastanza noto per le opere da lui
- pubblicate. Lo è meno quello di Charles Fauvety, morto a Asnières,
- l'11 febbraio 1894 all'età di 80 anni, circondato dall'affetto di
- tutti i cittadini.
-
- Scrittore elegante e profondo, era modestissimo. Non scriveva per
- vaghezza di rinomanza e di popolarità, ma per propagare le sue
- idee. Era l'apostolo del pensiero; faceva il bene pel bene.
- Filosofo spiritualista d'alto valore intellettuale e morale,
- apparteneva alla scuola socialista, che prevalse in Francia dal
- 1832 al 1851, la quale non mirava solo alle questioni materiali,
- al ventre, come il Socialismo attuale, ma si preoccupava
- sopratutto a formare l'uomo morale: Scuola, che fu via via
- rappresentata dal _Phalanstere_, _la Phalange_, _la Democratie
- pacifique_, fondò _Le rappresentant du Peuple_ poi _la Voix du
- Peuple_ e altri giornali. Collaborò coi suoi amici Michelet,
- Renouvier, l'Abbé Constant, Erdan in varie riviste, fondò il
- giornale _La Solidarité_, in cui espose più chiaramente le sue
- idee religiose, sociali, che interrotto dalle guerre del 1870 fu
- ripreso e continuato nel 1876 dalla _Religion Laique_, che divenne
- nel 1890 e sotto la direzione del suo discepolo, P. Verdad
- (Lessard) _La Religion Universelle_. Mandava nello stesso tempo
- importanti articoli al Giornale Italiano, _La Ragione_, in cui io
- collaborava con Ausonio Franchi. Degne di nota sono le sue opere
- intitolate _Nouvelle Rivelation_, La _Vie_, e l'altra _Théonomie,
- Démonstration de l'Existence de Dieu_.
-
- La sua dottrina egli riassunse nel suo Testamento morale con
- queste parole: _Credo alla solidarietà Universale. Voglio la
- Giustizia e fratellanza umana. Aspiro alla Perfezione. Dio unità
- suprema, legge universale, Ragione cosciente dell'Universo_.
-
- Fu la sua vita, come quella di Benedetto Spinoza, la vita di un
- santo; ed io sono lieto di poterlo ricordare ancora alla Francia e
- all'Italia, e rendere un supremo omaggio all'amico, all'uomo
- integerrimo e al pensatore.
-
-Io, giovinetto ancora, quelle due parole raccoglieva dalle vostre labbra
-per riportarle dalla Francia nell'Italia, allora schiava, ripeterle tra
-gli studenti delle nostre Università, elevarle a programma della fede
-futura, a dogma della religione universale; le bandiva nelle fratellanze
-segrete, ed esse divennero per noi, insieme con quella d'_indipendenza
-nazionale_, la fede nuova, la quale infiammava il nostro cuore, il
-vincolo d'unione, che doveva stringere, non solo le diverse parti
-d'Italia, allora smembrata, in una possente unità, ma, solidarie fra
-loro, l'Italia alla Francia, la Francia al mondo, e costituire insieme
-la Nuova Europa.
-
-I miei condiscepoli al Collegio di Francia ed alla Sorbona e nei diversi
-corsi universitarii, alle parole infocate di Michelet, di Edgar Quinet,
-di Royer Collard, del filosofo Cousin e dei suoi seguaci, come degli
-stessi economisti, già sansimoniani, quali Michel Chevalier, Augusto
-Comte e altri, non avevano che una fede, cui trasmettevano alle nostre
-menti, la fede nei principii fecondi della Rivoluzione; e tutti, giovani
-francesi e stranieri, uniti in comunione da questi principii, che come
-vincolo di sacramento ci stringevano in una stessa famiglia, nei ritrovi
-palesi o fra le fratellanza segrete, giuravamo di consacrare la vita
-nostra al loro trionfo non solo in Francia, ma in ogni parte d'Europa. A
-quei tempi non esistevano differenze fra nazioni, e nazioni; eravamo
-Italiani, Svizzeri, Polacchi, Ungheresi, Tedeschi, Russi, tutti come un
-popolo solo, una famiglia; non pregiudizio di culto e di classe, ma
-Protestanti, Ebrei, Cattolici, Sismatici, tutti stretti in un fascio,
-_tutti_ (era la nostra parola d'ordine), _tutti come uno_. Tutti
-giuravamo di adoprarci e combattere pel trionfo della legge morale,
-universale, consacrarci al progresso della libertà, della fratellanza
-dei popoli, in tutto il mondo, unirci in una sola associazione, ciascuno
-e tutti solidarii fra loro: Parigi doveva essere il nucleo
-dell'associazione, il focolare della nuova fede, da cui doveva
-irraggiarsi sopra l'Europa, allora oppressa, e gettare le basi della
-confederazione di tutti i popoli[2].
-
- [2] Ecco alcuni brani del programma di questa società fondata da
- Mazzini e da altri emigrati Tedeschi, Polacchi, Ungheresi e
- liberali Francesi nel 1835-1840 e che aveva il centro attivo in
- Parigi:
-
- «1. La _Giovane Europa_ è l'Associazione di tutti coloro, i quali
- credendo in un avvenire di libertà, d'eguaglianza, di fraternità
- per tutti gli uomini, vogliono consacrare i loro pensieri e
- l'opera loro a fondare l'avvenire.
-
- _Principî comuni_.
-
- 2. Un solo _Iddio_.
- Un solo padrone: _la legge_.
- Un solo interprete della legge: l'_Umanità_.
-
- 3. Costituire l'umanità in guisa che essa possa avvicinarsi il più
- rapidamente possibile, mercè un continuo progresso,
- all'applicazione della legge che deve governarla. Tale è la
- missione della _Giovane Europa_.
-
- 17. Ogni popolo ha una missione sociale, per cui coopera al
- compimento della missione generale dell'Umanità. La Nazionalità è
- sacra.
-
- 18. Ogni signoria ingiusta, ogni violenza, ogni atto di egoismo,
- esercitato a danno di un popolo è violazione della libertà,
- dell'Eguaglianza, della fratellanza dei popoli. Tutti i popoli
- sono solidari, e devono aiutarsi a vicenda, perchè tale abuso
- finisca.
-
- 19. L'umanità non sarà veramente costituita, se non quando tutti i
- popoli che la compongono, avendo conquistato il libero esercizio
- della loro Sovranità, saranno associati in una confederazione per
- indirizzarsi, sotto l'impero d'una dichiarazione di principî e di
- un patto comune, allo stesso fine proclamando, e applicando la
- legge morale universale...». Tali i principî sopra i quali,
- Italiani, Francesi, Tedeschi, Ungheresi, Polacchi, sino dal 1835,
- gettavano le basi della _Nuova Europa_. Ora dopo lotte combattute
- per oltre cinquant'anni, il principio della Nazionalità ha
- trionfato, e alla Monarchia per diritto divino è succeduto il
- Monarcato per diritto del popolo e dei plebisciti. Ciò che allora
- sembrava un sogno di pochi entusiasti.
-
- Quando potrà realizzarsi l'altro sogno: la federazione Europea?
- _Fata trahunt_.
-
-Gli studenti erano a quei tempi le sentinelle avanzate della libertà.
-Ogni nobile causa trovava nel loro cuore un'eco, in essi un campione per
-difenderla; ogni illegalità ed ingiustizia, non solo una protesta, ma
-suscitava una falange di generosi per combattere e rivendicare il giusto
-diritto conculcato. Non si discuteva intorno alla classe, alla casta,
-alla religione professata dall'individuo, ma in ciascuno di essi non si
-vedeva che l'uomo, ed il suo diritto.
-
-La Francia era allora, come adesso, frazionata in partiti. Esistevano
-legittimisti, conservatori, radicali, socialisti, cattolici e
-neocattolici, ma in ciascuno batteva il cuore della Francia, della sua
-dignità, del suo onore. I cattolici, i neocattolici, come Chateaubriand,
-Montalembert, Buchez, Balanche, Dupanloup e Veuillot stesso, accettavano
-i principii fondamentali della rivoluzione, i quali costituivano la
-nuova Francia, fondavano su di essi i loro giudizî, le loro dottrine.
-Chi avrebbe sognato allora di diseppellire i pregiudizî, le mostruosità
-dell'evo medio? Chi avrebbe mai immaginato pure di distinguere il
-cattolico dal protestante o dall'ebreo? Se ora gli studenti, il cuore,
-la parte giovane e generosa della Francia vagheggiano i tempi
-obbrobriosi della _Ligue_ o quelli dell'abolizione dell'Editto di
-Nantes, ove si arresteranno i figli dei Crociati[3] e il clero, che
-aveva preparato quegli obbrobrii, fomentata quella strage, e ne
-gavazzava?
-
- [3] Nel discorso pronunziato dal conte de Mun, ricevuto all'Accademia
- il 12 marzo, sembra che secondo gli Apostoli della sacrestia, la
- Francia avanzi sempre di grado nella armata pontificia. Prima era
- semplice figlia della Chiesa, poi divenne soldato, ora, secondo le
- parole del Conte, è promossa a _Sergent de l'Église_.
-
-Un giornale, come quello diretto dal famigerato Drumont, giornale
-dell'odio e della menzogna, non sarebbe, a quei tempi, durato dieci
-giorni, nè avrebbe raccolti dieci abbonati: sarebbe caduto, dopo pochi
-giorni dalla pubblicazione, sotto il peso del disprezzo e della
-indignazione di ogni classe di cittadini, dall'aristocrazia del
-quartiere di S. Germano, al più umile operaio del Borgo di S. Antonio.
-Un processo, come quello di Dreyfus, sotto il regime degli Orléans o
-sotto quello degli stessi Borboni, o non sarebbe sorto, o sarebbe stato
-spedito in pochi giorni secondo verità e giustizia; ora è divenuto un
-vitupero e anche un pericolo per la Francia, uno scandalo in tutta
-Europa, e, dopo tre anni, non è chiuso ancora!
-
-L'Europa intera, che ora, mercè l'opera della Francia, la nobile
-iniziatrice, è, in gran parte, divenuta liberale, assiste a questo turpe
-spettacolo e ne è commossa, indignata. Essa non odia la Francia, come si
-stampa, si predica da alcuni a Parigi, ma deplora e geme, perchè l'ama,
-l'apprezza, e molto spera ancora dal suo popolo precursore delle più
-ardite riforme. Essa, da oltre un secolo, non mirò nella Francia, se non
-che gli atleti della Rivoluzione, gli eroismi dei Giacobini, la terra
-degli Enciclopedisti, delle arti, delle lettere, della politica
-redentrice. L'Europa rammenta sempre, che essa rese all'umanità un
-servizio incomparabile, superiore a quanto operarono tutti i popoli che
-la precedettero. Essa ha liberato la personalità umana da ogni
-considerazione di natali, di credenze religiose, di classi; ha
-proclamata in faccia all'Universo i diritti dell'uomo, ha coronato
-l'individuo dei suoi diritti inviolabili, ha proclamata la legge, non di
-una nazione, nè di una razza, ma di tutta la specie umana. Ed ora questa
-Francia rinnegherebbe quel che ha affermato, proclamato in faccia al
-mondo, tradirebbe sè e la causa dell'umanità? Ecco il dubbio che agita,
-commuove e addolora l'Europa: se la Francia diserta il suo posto di
-sentinella avanzata della civiltà, di cavaliere d'ogni diritto, di
-custode della giustizia, chi scenderà nel campo a sostituirla? Se essa
-si unisce, s'imbranca a quanto vi ha di più reazionario e micidiale alle
-libertà in Europa, chi sottentra ad essa? Dove, a chi ci volgeremo
-ancora per combattere a difesa della civiltà, della scienza e della
-giustizia? Egli è pur troppo il _chauvinismo_ Gallico, avvelenato da
-rancori, da invidie, da odii, che crea alla Francia il maggior pericolo,
-e costringerà l'Europa liberale ad aprire una campagna, non contro di
-lei, ma contro i suoi capricci, le sue aberrazioni istantanee funeste a
-tutti, e a lei micidiali. Perciò ogni uomo di cuore in Europa si agita,
-si commuove, non per ostilità, sibbene per avvertirla della strada
-pericolosa, nella quale si è gettata, quasi incosciente, immemore di sè,
-degli alti destini a cui era chiamata nel mondo civile.
-
- *
- * *
-
-Per due colpe, dicevano i profeti d'Israello, questi tribuni, non di un
-popolo, ma di tutti i popoli, fu giudicato Moab, e per una fu
-condannato. Per due sintomi, diremo noi, fu giudicata la Francia e per
-uno sarà condannata. Per quella ignobile farsa del Boulangismo, con cui
-un popolo generoso si era gettato ai piedi d'una sciabola e di un
-cavallo, staffiere in cerca di un paladino qualunque, armato della
-sciabola o dell'aspersorio. Per le scene di umiliazione e di dedizione,
-colle quali essa si è gettata ai piedi dello Czar; poteva pure farsene
-un alleato, ma con quella dignità e quel decoro, che una grande nazione
-non deve mai obbliare. Però di un procedere siffatto non è giudice che
-la Francia; libero a ciascuno di fare quanto gli conviene della propria
-persona, perocchè il pudore non s'impone, nè ad una cortigiana, nè ad un
-popolo. E i liberali d'Europa videro, deplorarono, e si tacquero.
-
-Un altro sintomo di codesta decadenza morale, a cui il liberalismo
-Europeo assiste e pel quale si commuove e protesta, è l'affare di
-Dreyfus. Perocchè omai il senso di giustizia è così vivo e profondo nel
-mondo civile, che quando altri lo vede offeso e conculcato, sente che
-tale oblio può divenire un pericolo per tutti.
-
-Io non mi fermerò a parlare dei particolari di questo processo, omai ben
-noti; per quanto altri tenti, si adoperi per addensare le tenebre
-intorno ad esso, la luce è penetrata in ogni parte, e la luce sarà la
-condanna di quanti lo hanno iniziato e condotto.
-
-Costoro speravano che, come nei tempi, cui vorrebbero evocare, il barone
-o l'Inquisitore potessero spingere la vittima disignata entro il
-trabocchetto preparato, ivi l'accusato, vittima dell'intrigo, sparisse
-sepolto per sempre, e si facesse su di lui il silenzio della morte.
-
-Ma nel secolo decimonono, anche i sepolcri talvolta hanno una voce,
-anche i lamenti dei sepolti nell'Isola del Diavolo, trovano un'eco.
-
-La Francia intelligente e proba, l'Europa, il mondo civile raccolse
-quell'eco, udì quel gemito, si commosse; contro il verdetto imposto
-dalla servilità burocratica, dall'albagia dei militari, dai raggiri
-dell'ipocrisia o della paura di giudici ignari o prezzolati, o di
-giurati atterriti, tutto il mondo civile alla loro condanna contrappose
-il proprio verdetto, protestò e gridò, che quel processo è l'ingiustizia
-più turpe che sia stata commessa nel secolo decimonono.
-
-
-
- II. -- _Il Giudaismo -- Sua essenza -- Sua missione._
-
-
-Il processo Dreyfus, le vaste proporzioni, che assunse un fatto
-accidentale e che concerne un individuo, presenta alcunchè di
-provvidenziale, o, se vuolsi, della fatalità storica.
-
-In mezzo alle angoscie e alle sorprese, che esso ha suscitate, offre
-all'osservatore due sintomi importanti e due consolazioni. Primo, si è
-rivelato agli occhi di tutti una specie di _UNITÀ MORALE_, che omai
-domina e stringe, come in un solo popolo, tutto il mondo civile nei due
-emisferi, unità di sentimento e d'_interesse morale_, il quale, in
-questo albore del secolo, che sta per aprirsi, sembra inauspicare, sopra
-le rovine del mondo che sta per dileguarsi, quell'unità, la quale dovrà
-dominare la umanità futura.
-
-Seconda consolazione, è che questo verdetto cosmopolita ci palesa e
-prova, come il concetto di giustizia sia diffuso e prevalente nel mondo
-dei popoli, da Washington e Boston sino a Berlino, Roma e Mosca, e
-oramai domini la società, che va formandosi sulle macerie dell'antico.
-
-Ora ci domandiamo: donde l'origine del concetto assoluto della
-_Giustizia_, del suo imperativo giuridico-morale? Chi ne fece la base
-della propria religione, del suo culto, delle sue istituzioni politiche,
-il soggetto e l'oggetto della sua propagazione, e scopo del suo mandato
-fra i popoli?
-
-La questione Dreyfus si confonde con quella dell'Ebreo, la quale si
-presenta, si agita da secoli in mezzo a tutti i popoli. Ora che cosa fu
-nella remota antichità e che cosa è nella sua essenza l'ebraismo? -- A
-chi risale alle sue origini, e segue l'ebraismo nel suo svolgimento ed
-applicazione, esso non è nè una religione, nè un culto, nè una
-nazionalità nel significato moderno. È qualche cosa di più, o se vuolsi
-di meno.
-
-È un complesso di principii assoluti e direttivi dell'ordine sociale, i
-quali, astratti, ideali ed universali nelle loro origini, tentarono, a
-traverso il tempo e lo spazio, di esplicarsi e penetrare di sè tutti gli
-umani concorzî.
-
-È un'idea che vuol trasformarsi in costituzione politica-sociale; la
-Genesi, diremo con parola biblica, che si fa numero e storia[4].
-
- [4] L'Ebreo, dice Renan, è meno il prodotto di una razza, che quello
- di una tradizione, è meno l'opera della carne, che dello spirito;
- venne formato e fabbricato da suoi libri e da suoi riti. E Anatole
- Leroy-Beaulieu scrive, che l'Ariano e il Semita sono fratelli,
- ambo appartengono alla grande razza caucasica mediterranea, che
- aspira al Governo del mondo.
-
- (_V. Revue des deux Mondes_. Maggio 1891).
-
-L'Ebreo e l'Ebraismo non furono, nelle loro origini e nel loro sviluppo
-storico, il prodotto di una sola razza, ma piuttosto d'un aggregato
-d'individui, di personalità, sorte da genti e famiglie diverse, fra
-Egizî, Fenici, Etiopi, Mesopotamî, ed altre famiglie, popolazioni
-dell'Asia centrale e dell'Egitto, le quali per tradizioni domestiche,
-per parentadi, per congenialità, per commerci, condizioni e circostanze
-speciali, si unirono, si consociarono, e poscia si fusero insieme; col
-tempo assunsero un tipo omogeneo, a quel modo, che nel mondo animale e
-nel vegetale una specie si modifica e si trasforma a seconda
-dell'influsso che esercita su di essa l'ambiente che la circonda, la
-invade, o invasa.
-
-Però essa in quei tempi, nei quali ogni fatto o fenomeno sociale aveva
-del mistico e del divino, assunse il nome di popolo eletto, popolo _DI
-ELEZIONE_, voce, che corrisponde a quello che noi, con parola
-scientifica, ora denominiamo _SELEZIONE_. Cioè quella selezione
-naturale, con cui nella lotta per l'esistenza, finisce per prevalere il
-più forte, o il più intelligente.
-
-E questo lavoro di selezione, condotto a traverso tanti secoli, popoli,
-razze diverse, combattimenti, sconfitte, riscosse, concentrazioni e
-dispersioni, temprò e ritemprò questa gente, battuta all'incudine di
-tanti eventi e climi, e ne fece individualità, le quali, energiche di
-volontà e indomite di pensiero, poterono resistere a tutte le prove,
-soffrire, cadere, rialzarsi, razza unica al mondo, che vince ogni
-avversità, vive e perdura.
-
-Ora quali furono, quali sono le idee principali, le idee-madri intorno
-alle quali si raggrupparono, consociate, queste famiglie e per cui si
-fusero in un popolo, e che da un manipolo di uomini, secondo la promessa
-fatta al patriarca, dovrà divenire una progenie più numerosa dell'arena
-del mare?
-
-Queste idee erano, sino dalle origini, semplici, come tutto che nella
-natura è grande, fecondo e durevole. Esse si possono ridurre a tre
-principali: un Dio, una legge, un popolo.
-
-Presso tutti i popoli antichi, e in parte anche alcuni moderni, ogni
-razza, città, famiglia, individuo aveva il suo proprio Nume e una
-teogonia di Numi, l'uno rivale, avverso all'altro, tutti in lotta fra di
-loro. Guerra degli Dei contro gli Dei, guerra fra gli uomini, guerre di
-religioni; Olimpo contro Olimpo, razza contro razza: e i Numi, com'è
-noto, erano le rappresentazioni dei fenomeni naturali, animali,
-vegetali, siderei, od incarnazioni di eroi, di guerrieri, di principi e
-Re, o di uomini giusti e santi. Ora l'Ebraismo (auspici i patriarchi o
-Mosè, l'epoca e il nome non monta) tagliò corto a queste teogonie del
-Naturalismo, dell'Antropomorfismo e della fenomenologia naturale, o
-della fantasia umana.
-
-Esso proclamò, come base della società, il Dio Uno[5]. Egli creatore o
-regolatore dell'Universo, egli infinito ed eterno. Jeova è quello che è,
-fu, sarà. -- L'Ente, l'assoluto. Egli, infinito, non può essere
-rappresentato; quindi non idoli di creta, non immagini. L'Ebreo fu il
-terribile iconoclasta. Il suo Dio non può essere contemplato, adorato
-che col pensiero, il quale deve, meditando, studiarne le opere, cercarne
-le vie, onde scoprirne le leggi. Però Mosè disse ancora: «_Tu sei nato
-per conoscere_». Nella legge esso aggiunse; è la tua vita. Passerete a
-traverso i secoli «_in lei vivrete_».
-
- [5] Israel, diceva il padre Giacinto in una sua predica, è il primo
- popolo che siasi elevato alla conoscenza dell'unità di Dio. Da
- quel giorno Israel è divenuto padre della religione-umanità. Il
- cristianesimo non è che un ramo innestato sopra il suo tronco. E
- Renan scrive: L'ebreo ha fondato Dio: pure nessun popolo si occupò
- meno di lui nel disputare intorno a Dio: e fu quello un tratto non
- solo di buon senso, ma di genio, scegliere a fondamento della
- comunione religiosa la pratica, non il domma.
-
-Ora qual è l'attributo principale, che dal legislatore viene conferito
-al suo Dio? La legge. Perocchè nei consorzi sociali dalla legge deriva
-quell'armonia che penetra e governa l'universo. Egli è anzi tutto il Dio
-di rettitudine e di giustizia[6]. Quest'attributo, che domina il
-Giudaismo, è pure il concetto a cui s'inspirò ed in cui si riassume il
-poema Nazionale Italico.
-
- «Giustizia mosse il mio alto fattore».
-
-Ma _Giustizia_ è termine astratto; essa deve applicarsi, tradursi in
-atto nella società, definirsi; ed essa si fa la _Legge_, e la legge
-diviene il vero culto d'Israel.
-
- [6] «Pure sono le sue opere, tutte le sue vie sono Giustizia, nè in
- lui è fallacia. Giusto e retto egli è». Questo è il domma e
- riassume l'intero catechismo dell'Ebreo (Deut. XXXII).
-
-Però il Giudaismo non è una religione nel significato generale e volgare
-della parola, nè il suo culto un complesso di riti, cerimonie mistiche o
-sacramenti. È fondato sull'unità dell'uomo religioso e sociale,
-sull'unità della dottrina e della vita. A lui domma è il concetto
-assoluto di _Giustizia_ nella sua astrazione; a lui il culto è lo studio
-della legge per applicarla con moralità ed equità, nelle società umane.
-
-Quindi lo studio al quale deve consacrarsi l'Ebreo, è quello dello
-spettacolo delle opere dell'universo, per iscoprire le leggi che lo
-governano, ciò è _La gloria di colui che tutto move_, onde deriva la
-scienza della natura, e meditare ad un tempo la legge o la _Thorà_,
-collo scopo di comprendere, applicare le leggi, le quali devono
-governare la società umana per ottenere, mercè un'educazione razionale,
-il miglioramento dell'individuo come della specie.
-
-E dal giorno, nel quale fu proclamata la legge, come succedeva nelle
-società antiche, nelle quali il nome definiva l'individuo e lo
-riconsacrava, innestando nella personalità il proprio pensiero, l'Ebreo
-mutò nome, si rinnovò e si rivelò trasformato. Non si appellò più dal
-suo nome d'origine, Ebreo, il nome ne rispecchiò il pensiero, ne indicò
-il mandato. _Nomen Numen_. Egli si appella Isra-el -- che significa
-rettitudine di Dio o creatura di Dio.
-
-Terzo elemento, o, meglio, vera piattaforma, sulla quale si è elevato
-l'edifizio d'Israel, nel quale si è imperniato, è il _Popolo_. Appo le
-altre genti, sarà un re, un eroe, un sacerdote, un ierofante che
-rappresenta, e in sè concentra la nazione: in Israel, è il popolo
-stesso.
-
-Appo le altre genti, non è la legge, ma il Privilegio, che costituisce
-la Nazione e la domina, suole elevarsi un individuo, un eroe, una classe
-o casta che signoreggia; in Israel è tutto il popolo, a sè sacerdote e
-sovrano. Voi siete, dice il legislatore, un popolo di liberi,
-_Benè-Korim_, un popolo di sacerdoti, popolo-re. Non v'ha in Israello
-che una classe, il popolo, un sovrano, la legge[7]. Un Dio, una legge e
-un popolo.
-
- [7] Ecco le parole, colle quali questa uguaglianza dei cittadini
- innanzi alla legge fu, da oltre tre mila anni, proclamata dal
- legislatore Ebreo: «Vi sarà una stessa giustizia, una sola legge
- per voi e per lo straniero che dimora in mezzo a voi. Egli è il
- vostro uguale innanzi a Dio». (Esodo 23,5 -- Levitico
- 15,34 -- Deut. Cap. 21-V-I).
-
-Tali i principii generali, sui quali si fonda e s'impernia l'Ebraismo, e
-tali principii non dovranno limitarsi ad essere soltanto retaggio a
-Giacob, dice ancora la Bibbia, ma devono riuscire di scuola, esempio
-alle nazioni, retaggio del genere umano. E qui si apre la storia
-d'Israel; storia che, scrive Renan, è una delle più belle nell'umanità;
-s'inizia nell'età più remota, nè sembra chiusa ancora.
-
-
-
- III. -- _L'applicazione dei principii ebraici nel mondo dei popoli._
-
-
-La storia di questo popolo si divide in tre periodi, i quali segnano lo
-svolgimento graduale di questi principii, e l'applicazione di queste
-idee in mezzo alle nazioni.
-
-Il primo periodo l'appelleremo di _Concentramento_; il secondo di
-_Dispersione_; il terzo di _Fusione_.
-
-Nel primo, egli combatte per conquistarsi una patria onde ordinarsi e
-costituirsi in nazione. La regione che, per tradizioni di famiglia, come
-pel mandato imposto ad Israel, doveva essere la sua sede, il punto per
-raccogliersi, fu la Siria o Palestina. Era questa la terra sacra, la
-terra eletta o di elezione, terra, diremmo, provvidenziale: La Siria è
-un istmo che, mentre è chiuso in sè, come una fortezza, tra i monti, il
-deserto ed il mare, rannoda insieme i tre continenti del mondo antico,
-Asia, Africa, Europa, è la meta verso cui si sono rivolti gl'invasori da
-ogni parte del mondo; è la meta che invoglia le cupidigie di ogni
-conquistatore, soggetta a continue guerre e travolta in trasformazioni
-violente di razze, di religioni, di imperi, che si rovesciano, si
-sovrappongono l'uno sull'altro; ed è pure il punto centrale, cui il
-mondo antico appellò _umbilicus terræ_, il punto in cui s'incontravano
-tutti i popoli dell'antichità, e, ad un tempo, era punto d'appoggio, da
-cui, intermezzando fra tre mondi, si può esercitare un'azione potente
-sopra tutti i popoli; punto di concentramento e di espansione, che
-raggruppa e snoda, annoda ed espande.
-
-Dopo lungo periodo di guerre, Israel appena cominciò a stabilirsi in
-questa regione, a consolidarsi, e prese a svolgere, applicare i suoi
-principii sociali, non sì tosto divenne una forza, egli vide levarsi
-contro di lui i popoli, i grandi imperi che lo circondavano, Egizî,
-Assiri, Babilonesi; e dovette combattere contro tutti, a difesa della
-sua nazionalità, e de' suoi principii.
-
-Questi imperi, oltre all'interesse politico e strategico di rendersi
-padroni della Siria, la quale offriva il passaggio per l'Egitto, nei
-vasti imperi dell'Asia centrale, e per l'occidente, avevano pure un
-interesse speciale, religioso e sociale, per combattere l'Ebreo: e
-s'iniziò quella guerra contro l'Ebreo, che ora si dice antisemitismo, e
-che in quei tempi veniva combattuta spesso dagli stessi semiti.
-
-Le sue leggi, la sua religione, la sua costituzione sociale, era per
-loro un pericolo, una minaccia, però ciascuno aveva interesse che
-l'Ebreo non pervenisse a consolidarsi fortemente. La costituzione
-sociale dell'Ebraismo era l'antitesi, la negazione di quella di tutti i
-popoli e regni dell'antichità, e, come diremmo con parola moderna, era
-una minaccia permanente contro _l'ordine_. Tutti i regni adoravano una
-moltitudine di Numi d'ogni forma, avevano culti feroci, voluttuosi,
-osceni, o Nume loro era lo stesso imperatore od il conquistatore.
-
-L'Ebreo, invece, opponeva un Dio solo in cielo, una legge in terra.
-Quelli erano divisi in caste, in classi; e le classi privilegiate erano
-tutto, il popolo o la massa nulla, l'operaio, il contadino oppressi,
-calpestati, schiavi: appo l'Ebreo non esistevano classi, l'operaio, il
-contadino il popolo erano tutto, e il sacerdozio stesso era confinato,
-isolato all'altare, chiuso, diremmo, nel tempio, e unico re _la legge_.
-Là era autocrazia, teocrazia, e quindi il dispotismo, l'arbitrio che
-dominava; qui la legge sovrana, la uguaglianza sociale. Era la Svizzera,
-l'Olanda, dell'antichità e come diceva Renan, e prima di lui disse
-Michelet: fu la prima e vera democrazia dell'antichità. A quel modo che
-tutti i despoti moderni, la Spagna, l'Austria, la Francia, la Corte di
-Roma combattevano una lotta accanita contro l'Olanda, la Fiandra, la
-Svizzera protestante e poscia contro la Rivoluzione Francese, non
-altrimenti tutti i dispotismi e le teocrazie dell'antichità mossero una
-guerra continua, accanita contro questo piccolo popolo libero, e nulla
-fu risparmiato per ischiacciarlo, sopprimerlo.
-
-Questa la prima e forse l'unica cagione degli odii e delle ostilità di
-ogni nazione contro l'Ebreo, la origine e causa vera dell'Antisemitismo
-nel mondo antico e nel moderno.
-
-Egli era la condanna d'ogni dispotismo e d'ogni superstizione, con cui e
-per cui regnavano, e che volevano far prevalere pel loro interesse, in
-nome dell'ordine. Tutti combattevano colla forza degli eserciti, le
-calunnie, le mali arti di governo contro lui; ed egli colla sua legge, i
-suoi principii religiosi e politici, si levava solo a lottare contro
-tutti. _Inde irae_.
-
-E prima gli convenne combattere contro i potenti imperi dell'Asia
-Centrale, Babilonesi, Assiri, Persiani. Essi, che invasero la Siria con
-forze sterminate, ebbero facile vittoria sopra questo popolo, piccolo di
-numero ed ordinato più per la pace e pel lavoro, che non per le arti
-della guerra. Sionne fu espugnata, il tempio arso, il popolo disperso e
-fatto schiavo. Ma, se era debole per forze materiali, era indomito per
-forze morali. Questo popolo raccolse di nuovo le sue forze, ricostituì
-il suo regno, si rifece nazione, potenza; e s'iniziò un secondo periodo
-di concentramento: Ma allora nuove forze, altre potenze, mosse dallo
-stesso antagonismo politico e religioso, si levarono contro di lui
-dall'occidente.
-
-I Seleni, i popoli Greco-Macedoni, i quali miravano specialmente a
-combattere e sopprimere il suo culto, la sua legge, e imporre i loro
-Numi nel tempio di Sionne; Israel combattè contro di loro una pugna
-eroica; quelli furono vinti, il tempio purificato. Allora sorse contro
-di loro Roma. Guidava sotto il suo stendardo tutti i popoli, associava a
-sè tutte le forze del mondo, e le avventò contro il Dio Ebreo, contro il
-popolo, la legge. L'Ebreo si trovò a fronte con Roma, tutto il mondo
-schierato contro un pugno d'armati. Fu una guerra di nazionalità, una
-resistenza delle più eroiche e grandiose che ricordino le istorie:
-l'Ebreo solo, fra tutti i popoli, osava resistere a Roma[8]; colla sua
-resistenza ne feriva l'orgoglio: conveniva trionfare ad ogni costo,
-sopprimerlo. Roma, dopo una lotta di oltre dieci anni, vinse, Sionne fu
-espugnata, distrutto il tempio, arso, il popolo condotto in esiglio e
-disperso.
-
- [8] _Angebat iras_, scrive Tacito, _quod soli Judaei non cessissent_.
-
-E qui comincia il secondo periodo della sua storia, ed il più tragico;
-quello della dispersione.
-
-
-
- IV. -- _Periodo della dispersione._
-
-
-A quel modo, che nei tempi nostri, dopo la reazione del 1815 e lo
-smembramento d'Italia, i nostri emigrati, profughi e dispersi in ogni
-parte del mondo, presero a cospirare contro l'Austria, che rappresentava
-allora ogni dispotismo, e si recarono a combattere in Spagna, in Grecia,
-Svizzera e nelle Americhe per la libertà, non altrimenti gli Ebrei, dopo
-la caduta del tempio, schiavi o dispersi in ogni parte del mondo antico,
-iniziarono una guerra sorda e tenace di opposizione e di cospirazioni
-contro Cesare, come contro la costituzione sociale del mondo pagano.
-Erano state spezzate nelle loro mani le armi materiali, ma rimanevano
-loro invisibili, inoppugnabili, quelle intellettuali e morali: la
-fierezza di un popolo, la fede nella giustizia e nella verità. Milioni
-di Ebrei, tratti in cattività a Roma e nelle grandi città, erano
-condannati a lavorare nei pubblici edifizî, ad erigere in Roma il
-Colosseo, le Terme, il palazzo di Cesare. Quivi si affiatavano, si
-associavano cogli schiavi ed operai delle Gallie, della Germania, delle
-provincie italiane, uniti da un odio comune, e da una stessa sete di
-vendetta contro Roma, la terribile conquistatrice e tiranna delle genti,
-e contrapponevano le dottrine religiose e sociali, uscite dal seno
-dell'Ebraismo, contro quelle pagane. Così, mentre l'operaio lavorava a
-sollevare le Terme ed il Colosseo, orgoglio dei Cesari, minava e
-scalzava dalla base l'edifizio dello impero di Cesare e di Roma.
-
-Il Cristianesimo, mentre Sionne ed il tempio erano ancora in piedi, si
-era appena diffuso fuori delle sue mura, e delle provincie Siriache;
-caduta Sionne, prese uno slancio subitaneo e cominciò a propagarsi nel
-mondo greco-latino, nelle grandi capitali dell'Asia Minore, ed a
-penetrare in Roma. Il Cristianesimo ne' suoi primordii rispondeva agli
-ideali ebraici, così religiosi come sociali. Cristo, come si vede dalle
-stesse epistole di S. Paolo, era per essi, più che persona storica, un
-ideale, il quale, simbolo della parola dei loro profeti, corrispondeva
-alle passioni ardenti e tormentose, che si agitavano nel profondo dei
-loro cuori. Nella sua dottrina morale, come nella passione e morte,
-trovavano, personificate, le dottrine dei loro avi, le sofferenze, la
-crocifissione di tutto un popolo immolato. Al pari dei nostri martiri
-patrioti, nei tempi dei Carbonari e martiri della libertà, egli divenne
-il centro intorno a cui si raccoglievano tutti gli oppressi, i
-sofferenti, e quanti aspiravano a libertà. La maggior parte dei primi
-apostoli e martiri erano usciti dal seno degli Ebrei; essi
-contrapponevano il Cristo, all'imperatore, il loro Dio, alle divinità
-dell'Olimpo Greco-Romano. Voi, dicevano, nell'ardore delle loro
-passioni, nell'entusiasmo della fede, voi credeste di trionfare di noi,
-di soggiogarci, annientarci, e noi afferriamo uno dei più umili fra i
-nostri fratelli, figlio d'un semplice operaio, nato nella piccola terra
-di Betlemme, noi lo solleviamo sulle nostre braccia, invano incatenate,
-lo gettiamo contro Cesare e Roma, dicendo: Questo sarà il vostro Re,
-Imperatore e Dio. _Rex Romanorum_.
-
-Per circa tre secoli, Cristiani ed Ebrei formarono una medesima
-comunione, associati nelle stesse dottrine, rivolti ad uno scopo: La
-diffusione ed il trionfo del messianismo. Avversi del pari alle
-istituzioni pagane, ribelli al dominio di Cesare, perseguitati del pari,
-essi si strinsero in fratellanze segrete, per modo che molti dei martiri
-cui il Cristianesimo attribuì a se stesso e santificò, furono Ebrei.
-Essi avevano comuni le scuole, come i sepolcri; e nelle recenti
-scoperte, in fondo alle catacombe, dalle iscrizioni e dai simboli si
-riconosce, che molti dei sepolcri e delle urne coprono le salme di
-Ebrei.
-
-La scissura dei due rami, nati dallo stesso ceppo, cominciò veramente
-con Costantino, e venne vieppiù allargandosi dopo che la Chiesa si unì e
-si associò all'impero.
-
-Dante, nel poema nazionale, in una visione meravigliosa di poesia e di
-verità storica, descrive e segna questo momento storico con parole
-roventi.
-
- L'aquila vidi scender giù nell'arca
- del carro, e lasciar lei di sè pennuta;
- . . . . . . . . .
- O navicella mia, come mal se' carca[9].
-
- [9] Purgatorio c. 32, v. 125 e segg.
-
-Il Cristianesimo primitivo fu trasformato, adulterato e sopra il carro
-vide:
-
- Seder sovr'esso una puttana sciolta:
- Di costa a lei dritto un gigante
- E baciavansi insieme alcuna volta[10].
-
- [10] Id. c. 32, v. 149 e segg.
-
-Fu in ogni tempo fina politica della Chiesa romana cedere, modificarsi
-secondo le circostanze e le necessità dei tempi. In tal modo la vediamo
-ancora nel nostro secolo, nel 1814 e 1815, essa è a capo della Santa
-Alleanza, appoggia ogni sorta di despotismo. Mutate le condizioni
-politiche, il Vaticano diviene repubblicano, demagogo in Francia,
-socialista, antisemita a Vienna, moderato a Berlino, a Pietroburgo,
-avverso ad ogni libertà costituzionale e all'unità, in Italia.
-
-Dopo Costantino cominciò veramente, e venne vieppiù allargandosi, la
-scissura fra il Cristianesimo trasformato ed il Giudaismo. Pullularono
-le eresie sempre più numerose e ribelli nel seno del Cristianesimo; esse
-accusavano la Chiesa Romana di essersi dilungata da quei principi che
-formavano la essenza del Cristianesimo: negli ordini religiosi, esse
-dicevano, divenne un altro Paganesimo; all'Uno, ineffabile, sostituì un
-Dio in più persone, poi il culto delle Imagini, e dei Santi, coi quali
-edificò un nuovo Olimpo, impose la Mariolatria. Sostituì tutta una
-gerarchia, una teocrazia all'uguaglianza democratica della chiesa
-primitiva: negli ordini sociali, altra scissione fra eletti e rejetti,
-sacerdoti e secolari; scissure, che si tradussero in seguito nelle
-divisioni di classe, clero, nobili e plebei che si combattevano nel seno
-della società; quindi alla legge subentrò il privilegio, al principio
-assoluto di Giustizia, che dominava la legge antica, contrappose la
-dottrina della grazia, e con essa il mercato delle assoluzioni e delle
-indulgenze.
-
-In mezzo a queste scissure e conflitti, l'Ebraismo si raccolse in sè
-stesso e continuò a reggersi, inflessibile sempre, sopra i principî
-antichi. Allora dalla Chiesa venne considerato, più che un'eresia,
-un'empietà, un pericolo. Infatti, egli colla semplicità dei suoi riti,
-colle tradizioni che personificava in sè, si levava quale un'accusa, un
-rimprovero contro la Chiesa pomposa e trionfante; la sua perduranza e
-tenacità creava un pericolo, per cui sarebbe stata politica avveduta
-l'annientarlo, come una specie di pretendente, il quale aspirava, se non
-al trono, all'altare. Ma sopprimerlo, come si fece di molte eresie col
-ferro e col fuoco, riesciva impossibile, disseminati quali erano gli
-Ebrei in ogni parte del mondo, in Oriente ed in Occidente, ed ove la sua
-potestà non poteva raggiungerli. Adottò quindi una politica più
-terribile e più fina: isolarli in mezzo alla Società, umiliarli,
-vituperarli.
-
-Si predicò, che su di loro pesava l'ira e la vendetta di Dio, che essi
-erano colpevoli di Deicidio: Quasi che Dio potesse morire; ogni giorno
-s'inventava una calunnia per colpire la razza e gli individui; e s'aprì
-l'êra delle persecuzioni più atroci e pertinaci, che rammentino le
-istorie religiose.
-
-
-
- V. -- _Persecuzioni e Rinascenza._
-
-
-Si cominciò col relegarli, come lebbrosi, in un quartiere isolato della
-città, lontani dai consorzi civili; si continuò coll'esodo in massa, a
-cacciarli di terra in terra, fomentare in ogni paese saccheggi ed
-eccidi; infine si elevarono roghi per abbrucciarli, e, con offesa e
-vitupero del vero cristianesimo, queste ecatombe umane si appellarono
-atti di fede! E dopo mille anni dell'età nuova, piombò sull'Europa un
-periodo di tenebre profonde; il mondo doveva finire, ma era la civiltà,
-la morale, il pensiero umano che si erano smarriti e abbuiati, e
-parevano eclissati per sempre.
-
-L'umanità, come scrive con frase poetica e positiva, il sommo storico
-Michelet, aveva cessato di pensare. Solo l'Ebreo sentiva, che il termine
-del mondo non era vicino ancora, che i fati non erano compiuti, ed egli,
-come scrive ancora Michelet, pensava per tutti e serbava la coscienza
-dell'avvenire.
-
-Egli nella Spagna, nella Francia, in Egitto, in Grecia raccoglieva i
-libri dell'antichità, li chiosava, li traduceva dall'arabo, dal greco in
-latino. Non si limitava a raccogliere questi libri e sepellirli nelle
-biblioteche dei conventi, come i Benedettini ed altri ordini religiosi,
-i quali ben meritarono dalla Civiltà, ma li diffondeva di terra in
-terra, li trasmetteva dall'Asia all'Europa, ed era egli stesso libro
-vivente. Egli aveva conservate le tradizioni delle scienze mediche,
-fisiche, filosofiche, linguistiche, e le insegnava, le professava; era,
-coi commerci, colle scienze, intermediario fra l'oriente e l'occidente,
-tra gli Arabi e l'Europa cristiana.
-
-Irruppero le Crociate; e le orde Crociate, per punire l'Ebreo dell'opera
-sua riparatrice e civile, prima di recarsi in Terra Santa e liberare il
-sepolcro di Cristo, si scagliarono contro gli Ebrei, che avevano dato il
-Redentore al mondo; ed in Germania, in Francia, in Inghilterra, fu un
-furore, un'orgia di incendi, di saccheggi e di sterminio contro le
-comunità israelitiche.
-
-I paladini, baroni, conti dirigevano le stragi; e le masse avide di
-sangue e di preda, mettevano tutto a fuoco, a ferro e a ruba; le
-passioni più feroci e brutali si scatenavano contro un popolo inerme,
-pacifico e operoso.
-
-Anche questo triste periodo, appellato dai poeti eroico, dopo scempî di
-sangue e di delitti cavallereschi, tramontò, e si chiuse.
-
-Un albore di civiltà cominciò a spuntare sull'orizzonte. Gli stessi
-crociati, reduci dall'Asia, ne divennero messaggeri e ne furono
-strumento efficace. I semi della civiltà latina, non mai appassiti e
-spenti in Italia, si dischiusero poco a poco alla vita, e prepararono la
-Rinascenza. Al Rinascimento classico, mercè lo studio della Bibbia nei
-suoi testi e nella sua realtà, e per opera delle sette antipapali, che
-serpeggiavano in tutta Europa sino dal medioevo, tenne dietro il
-rinnovamento religioso e la Riforma.
-
-L'antagonismo fra il Papato e la Riforma accese le guerre più feroci,
-che mai abbiano insanguinata l'Europa, nei secoli decimosesto e settimo.
-Le guerre di religione e gli orrori di eccidi, stragi e perversità, che
-le accompagnarono, allontanarono i pensatori e i popoli stessi dalla
-religione, e in molti intiepidirono il sentimento religioso, come
-funesto al progresso ed alla pace, ostile e fatale all'unione e sicurtà
-dei popoli.
-
-Al secolo dei teologi, tenne dietro quello dei filosofi e della scienza.
-La società aspirava a divenire laica. Uno spirito nuovo corse sopra
-tutta l'Europa; un lavoro sordo, poderoso, a cui presero parte tutte le
-classi sociali, dal patrizio al borghese, agli stessi monarchi
-riformatori, scalzava dalle fondamenta l'edifizio del medio evo,
-preparando gli elementi d'un'età novella: -- E scoppiò la Rivoluzione
-francese.
-
-
-
-VI. -- _La Rivoluzione francese e i principi costitutivi dell'Ebraismo._
-
-
-La Riforma, nata dalla Teologia, si fonda bensì sulla Bibbia, ma si
-arresta alla parola, all'esteriore; la Rivoluzione, nata dalla
-filosofia, dalle scienze giuridiche e sociali, ne penetra lo spirito, ne
-rileva il pensiero dominante, lo spinge nella pratica sociale, lo
-traduce in azione. L'Ebreo, allo scoppiare della Rivoluzione, comprese
-che i principi da lei proclamati corrispondevano a quelli che egli
-professava da secoli e ne costituivano la essenza religiosa e sociale.
-Essi erano stati la sua forza e la sua fede durante le lotte da lui
-sostenute a traverso i secoli. Questi principi, come vedemmo, si
-riassumevano nella triade: Dio, Legge e Popolo, e la Rivoluzione, pur
-rispettando i culti diversi, che dividono l'umanità, si alzava alla
-contemplazione di un essere superiore, il Dio Uno, fattore ed anima
-dell'universo. Suo culto fu la legge, la quale, a quel modo che ordina e
-regge l'universo, così deve guidare il mondo dei popoli con equità e
-giustizia, e, sollevandosi al disopra dei privilegi di classe, caste e
-razze, mira anzitutto l'uomo coronato da' suoi diritti, e soggetto a
-doveri corrispondenti.
-
-Carattere essenziale di questi principi è la Universalità. Carattere
-principale, che presentano i comandamenti promulgati dal Sinai, poscia
-svolti dai legislatori e dai profeti, si è, che essi non si limitano
-soltanto a riguardare una famiglia, un popolo, ma sono un imperativo
-morale, sociale; si adattano ad ogni razza, ad ogni tempo; ed un
-carattere identico di universalità è impresso nella dichiarazione dei
-diritti dell'uomo, proclamati, prima nell'America, poscia in Parigi, ed
-essi sono l'eco e l'esplicazione sempre più larga e positiva, del Verbo
-mosaico.
-
-Ora egli riesce facile ai retori e accademici, che stanno leggiferando
-placidamente e si perdono nelle minuzie e nelle sillabe, come i Farisei
-dell'antica legge, il criticare la dichiarazione dei Diritti dell'uomo,
-opponendo, secondo il sofisma di De Maistre, che l'uomo in astratto non
-esiste. Certo non esiste l'uomo in astratto, come non esiste nè
-l'albero, nè l'animale astratto e generale; ma la mente riassume i
-caratteri, le doti e qualità d'ognuno, e da questi si forma il concetto
-dell'albero e dell'animale e ne determina le leggi generali. Con un
-processo identico rileva i caratteri, i bisogni della parte fisica,
-morale del genere umano, e procede a determinarne i diritti e doveri, i
-quali abbracciano tutta la specie, e col tempo, il lavoro, il progredire
-di ogni razza, d'ogni popolo verranno ad informarsi in ciascuno, e
-potranno costituire per tal modo certa unità di leggi pel genere umano.
-
-Questi principi generali, che i codici particolari verranno svolgendo
-d'età in età, di popolo in popolo per tradurli nella pratica sociale,
-corrispondevano all'antico ideale ebraico e che da concetto religioso si
-traduceva in legge e pratica sociale. Avvenne quindi, che alla
-proclamazione dei principi della Rivoluzione, l'Ebreo acquistò più viva
-la coscienza di sè stesso, vide in essi la riprova e la confermazione di
-quella fede religiosa sociale, che fu la sua forza durante i secoli e,
-diremmo, la ragione della sua durata.
-
-Perciò allo scoppiare della Rivoluzione francese, noi assistiamo a
-questo fatto: mentre tutte le confessioni religiose in Europa la
-osteggiano e ne oppugnano i principi, le comunioni ebree, sparse in
-mezzo a tutte le nazioni, l'accolgono con entusiasmo, ne acclamano i
-principi; quella turba di bottegai, di mercatanti, di operai, dianzi
-umiliati, negletti, rispondono all'appello della Rivoluzione, si
-rialzano nella loro dignità d'uomo e di cittadino. Essi intuonano la
-Marsigliese, e molti Rabbini la traducono in lingua ebraica, o foggiano
-sopra quello altri inni patriotici per Israello. Nelle sinagoghe,
-all'inno nazionale francese risponde l'antico canto patriottico Ebraico
-«_In exitu Israel de Ægypto_» e l'antica liturgia di Francia e d'Italia
-aggiunge alle benedizioni all'Eterno, a' suoi patriarchi e profeti anche
-questa: «Benedetta la Rivoluzione, che proclama tutti gli uomini
-fratelli».
-
-All'êra nuova, che si leva sull'Europa e sul mondo, sino dalla prima
-metà del secolo decimonono, corrisponde una vera _Rinascenza_
-israelitica. Questo popolo, che cancellato, avvilito da duemila anni,
-altri credeva chiuso nel suo sepolcro e spento, si rialzò nella forza
-della sua intelligenza e attività, ajuto, stimolo di vita e di progresso
-fra i suoi concittadini. Dopo quei giorni egli prende viva parte al
-movimento politico, economico, letterario, sociale di ogni nazione fra
-cui esso è disseminato. Soldato, egli combatte al fianco dei suoi
-concittadini a difesa della libertà, non solo in Francia, ma nei campi
-della Germania, della Polonia, dell'Ungheria, dell'Italia per
-rivendicare la indipendenza delle nazionalità fra cui è nato.
-Cospiratore, egli si affiglia alle diverse fratellanze secrete per
-combattere il despotismo e la reazione che tenta imporsi all'Europa.
-
-Nello stesso tempo, pubblicista, letterato, artista, scienziato,
-industriale, economista, socialista, noi troviamo sempre e ovunque
-alcuni dei suoi a combattere le battaglie della libertà e del progresso.
-Questo subito risveglio di una razza, che omai si credeva esaurita ed
-estinta, od almeno straniera in quest'Europa nella quale viveva, non
-solo attesta la sua origine europea, meglio che il favoleggiato
-Arianismo, ma è sintomo dell'energia di cui è dotato, come fosse uno
-degli elementi più efficaci di progresso, ed il lievito nel mondo dei
-popoli, non che la sua superiorità. Perocchè è omai principio proclamato
-dalla scienza, che le specie inferiori, deboli, poco adatte all'ambiente
-e poco conformate per sostenere la concorrenza vitale, sono condannate a
-perire, quelle superiori finiscono per vincere nel combattimento per la
-vita, e perdurano.
-
-Ma egli è puranco una legge penosa, che la vile moltitudine umana suole
-sempre essere invidiosa, sospettosa ed avversa ad ogni superiorità
-individuale o collettiva. Il super-uomo o la super-nazione sono per lo
-più invise e temute. Si colpiscono col pugnale, come avvenne a Cesare, o
-si avvelenano come Socrate. L'abbiamo pur veduto, sino dai tempi delle
-civiltà orientali, che l'Ebreo e l'Ebraismo, appena divengono una forza
-intellettuale e morale o politica, tutti i despotismi antichi, come le
-reazioni moderne, si associano e insurgono contro di lui per opprimerlo
-o sopprimerlo. Nei tempi antichi, quando l'Ebreo era ancora una forza
-collettiva o nazione, fu combattuto colle armi e cogli eserciti nei
-campi aperti; nelle, così dette, civiltà moderne, gli avversari non
-trovando intorno a sè che individualità o personalità più o meno
-superiori, mutarono la tattica, si pugnò alla spicciolata, si adottarono
-armi corte o avvelenate, si sono inventate accuse mostruose e calunnie,
-come quelle del sangue emunto ai bambini, si aprirono processi loschi
-con documenti falsi, testimoni compri. Sopra questi dati s'imposero ai
-giudici sentenze per condannare. Queste guerre aperte o velate,
-insidiose sempre, secondo i tempi, le circostanze, l'indole dei popoli,
-assunsero forme diverse. Ora, nel secolo decimonono, esse si appellano
-antisemitismo.
-
-
-
- VII. -- _Antisemitismo e Reazioni._
-
-
-Questa lue, che omai da quarant'anni, infetta l'Europa, non trae
-l'origine dalla scienza, come testè si volle insinuare[11]. La scienza è
-moderna, la tristizia umana è antica come la storia. La scienza educa,
-eleva, unisce; la superstizione, l'ignoranza vitupera, inacerbisce e
-scinde.
-
- [11] Il Sig. Brunetière, in un articolo inscrito nella _Revue des deux
- Mondes_ intitolato _Après le procès_, nel quale però si guarda dal
- parlare del processo, attribuisce alla scienza l'origine
- dell'antisemitismo.
-
- Questo, in buon italiano, si chiamerebbe gettare nel podere altrui
- i sassi che fanno inciampo nel proprio; quali le vere cause
- dell'antisemitismo già accennammo e meglio chiariremo in questo
- stesso capitolo. Il nuovo direttore della _Revue_ riportò poscia
- poche linee di Renan in appoggio della sua tesi sull'inferiorità
- della razza semitica. Con sofismi sifatti tentò ingannare, sviare
- le menti, per coprire e scolpare i delinquenti veri, come accadde
- nel processo Dreyfus. Nè l'antropologia, nè l'etnografia e la
- linguistica sono causa di brutture siffatte.
-
- Antico amico del grande scrittore Renan, io lo sentii parlare
- sempre con ammirazione degli Ebrei, della loro forza nella lotta
- secolare, intelligenza e attività. Ripetendo la frase biblica,
- egli dice nell'_Histoire d'Israel_: «Le Juif _était destiné plutôt
- à servir de levain au progrès dans tous les pays_, qu'à former une
- patrie séparée dans un point du globe».
-
- Lo stesso illustre pensatore Brunetière, parlando della Bibbia, il
- libro in cui vive Israelle, così si esprime: «Il y a quelque chose
- dans l'Histoire du peuple de Dieu qui ne se trouve dans aucune
- autre; quelque ambition qu'on ait affectée de la rabattre sur le
- plan des autres histoires, elle y résiste, elle en a triomphé».
-
- (_Revue des deux Mondes_, 1 febbraio 1895).
-
-Tal peste serpeggia da secoli nel seno della Cristianità e per atavismo
-fatale, si alimenta e si trasmette, sotto forme diverse, dall'una in
-altra generazione.
-
-Chi prende a far la diagnosi del morbo, si avvedrà, che essa si compone
-di elementi complicati e multeplici. Questi si possono ridurre a tre
-principali. L'elemento religioso, il politico, e l'economico.
-
-Cominciamo dal primo:
-
-Sino dalla prima infanzia s'insinua nel cuore del bambino l'odio
-all'Ebreo, insegnando il Catechismo. Si tace come la idea del
-messianismo sia sorta e fermentata nel seno di quel popolo molti anni
-prima della nascita di Gesù, come quel popolo, specialmente sotto il
-giogo dei Romani, fosse in travaglio per produrre un redentore[12] e a
-migliaja i suoi figli venissero crocefissi, perchè combattevano,
-insorgevano per la libertà della patria e la redenzione umana, si tace
-come Ebrei sono stati i primi apostoli, i primi Cristiani, che essi
-furono la vanguardia, i pionieri, i quali aprirono le porte al
-Cristianesimo presso i Gentili; ma s'insiste invece sulla parte incerta
-e leggendaria della condanna, passione e morte di Gesù: s'insegna che
-l'Ebreo fu deicida, che sopra di lui pesa per ogni secolo la vendetta di
-Dio, tale è la morale ad uso delle scuole[13]. Le prime impressioni
-nelle tenere menti del bambino, non si cancellano, e il bambino crede
-più, che alla realtà delle cose, ai racconti delle fate e ai misteri
-paurosi, e pur troppo rimangono impresse nelle menti più le parole
-dell'odio, che non quelle di fraternità e d'amore.
-
- [12] Dopo Antiochio Epifane, scrive Renan nell'_Histoire d'Israel_,
- l'Ebreo ha la febbre del Messia, partorisce il Cristianesimo,
- sospiro dei secoli.
-
- Vedi Renan: _Le Juif comme race et comme religion_, _Revue des
- deux Mondes_, 1 maggio 1883.
-
- [13] Intorno ai doveri dei Cristiani verso gli Ebrei, giovami ricordare
- alcuni brani del discorso pronunziato da Disraeli, discutendosi
- nel Parlamento Inglese la mozione per accordare agli Israeliti i
- diritti politici.
-
- «Io mi levai, diceva, in ogni occasione, a difendere gli Ebrei,
- perchè secondo me, la razza ebrea è quella verso cui il genere
- umano ha maggiori obblighi e doveri.
-
- «Allorchè io sento oppormi che l'ammissione degli Ebrei
- distruggerebbe il carattere cristiano di questa assemblea, io dico
- che appunto per essere voi un'assemblea cristiana, voi dovete
- accoglierli in mezzo a voi. Quando io considero ciò che noi
- dobbiamo ad essi, che colla loro storia, le loro leggi, le loro
- poesie, noi fummo educati, consolati, ordinati; quando io mi
- sollevo col pensiero ad altre idee d'un carattere più sacro che
- qui non giova esaminare, io dichiaro, che come Cristiano non posso
- respingere le istanze di una razza, alla quale i Cristiani sono
- debitori di tanti benefizi.
-
- «Vi ha un'altra ragione per cui io desidero, che i diritti degli
- Ebrei sieno riconosciuti in Inghilterra; ed è che tutti quei paesi
- nei quali essi furono perseguitati, furono alla loro volta colpiti
- nella loro potenza ed energia. Ed è cotesto per me un segno
- visibile della protezione che Dio concede a questo popolo.
-
- «D'altronde, questa è tale una razza, che può aspettare; e se i
- suoi diritti non sono riconosciuti oggi, non sparirà domani. È un
- popolo antico, popolo famoso, che perdura e terminerà sempre per
- raggiungere i suoi scopi».
-
-Elemento politico: -- Gli Ebrei, come vedemmo, sono _figli della
-Rivoluzione_, ne abbracciarono i principî con entusiasmo quasi
-religioso. I partiti retrivi si dicono _figli dei Crociati_: e non
-sarebbero alieni, ove potessero, dal rinnovarne le scene, non quelle
-magnanime, ma le insane e feroci. Però tutte le varie gradazioni dei
-partiti retrivi, autocrazia, clerocrazia, plutocrazia, militarismo negli
-alti gradi, si coalizzano per colpire, prima l'Ebreo, poscia il
-Protestante, il liberale, abbattendo, così uno ad uno tutti gli ostacoli
-per confiscare la libertà e ristaurare il regime monarchico-clericale.
-
-Elemento economico: -- È questa un'altra bottega, o altra turba
-d'uomini, i quali, mossi da interessi diversi, si uniscono per
-accrescere la fila degli antisemiti. Il negoziante e il bottegajo ebreo
-è attivo, intraprendente, laborioso. Esso è un concorrente pericoloso,
-giova quindi eliminarlo, e se non si può distruggerlo, rovinarlo; si
-ricorre a pregiudizi e ribalderie antiche, si risuscitano le ire, gli
-odi di classe; e si corre al saccheggio, al furto, come in Algeria, e
-come si volle pure tentare in Parigi stessa e in alcune provincie della
-Francia, e all'estero, come a Bukarest e altrove.
-
-I progressi della civiltà, i principi proclamati dalla rivoluzione
-avevano non solo indeboliti e paralizzati questi elementi deleteri, ma
-già era cominciata, specialmente in Francia, una cotal fusione fra le
-diverse classi e credenze religiose. Conveniva ai partiti retrivi in
-ogni parte d'Europa interrompere, sfatare questi accordi, spargere semi
-di zizzanie, e si gettò il mal seme dell'antisemitismo.
-
-In Francia era difficile che potesse attecchire: le idee di tolleranza,
-di umanità, erano penetrate e diffuse in ogni classe, perciò conveniva
-immaginare un fatto o un pretesto, che eccitasse le passioni delle
-masse, irritarle, accanneggiarle, spingerle all'agire. La corda, che fa
-vibrare più fortemente il cuore del popolo, ne accende le passioni, è il
-patriottismo, l'esercito, l'orrore per lo straniero invasore. E fu
-escogitato il tradimento dreyfusiano, e manipolato quel processo
-mostruoso, che è un oltraggio alla civiltà del secolo.
-
-
-
- VIII. -- _Il processo Dreyfus._
-
-
-Noi non entreremo nei particolari di questo processo. Ma è omai noto, a
-chi penetrò nel dedalo dei suoi avvolgimenti, che esso, come già
-accennammo, fu immaginato e preparato nelle rettrobotteghe dei giornali
-retrivi ed antisemiti; covato fra le ombre delle sacrestie e di noti
-conventi; architettato da alcune autorità militari: accolto con favore e
-sobillato da certi ufficiali dello Stato Maggiore, usciti dalle scuole
-dei Gesuiti e che intendevano sbarazzarsi dell'Ebreo Dreyfus, poichè lo
-vedevano con sdegno ed invidia avanzare nelle alte cariche militari, fu
-manipolato di conserva con questi elementi da mestatori avventurieri.
-Preparato nel mistero, fu condotto nel mistero con documenti monchi o
-falsi, privi di ogni carattere giuridico; ma tutto giovava al loro
-intento pure di accendere le passioni, eccitare lo _Chauvinisme_ delle
-masse francesi, fuorviare, deludere la giustizia, e preparare il trionfo
-della reazione. Ma la giustizia, che si voleva tradire e calpestare,
-vive pur sempre nel seno della Francia, scosse e accese di nobile
-disdegno il cuore di pochi uomini superiori per intelligenza, per
-coraggio e potenza di carattere. Essi si ribellarono a quella
-cospirazione, colla quale la sciabola tentava decapitare la giustizia.
-
-In mezzo al silenzio dei complici, degli indifferenti e dei codardi alle
-minaccie dei prepotenti, agli urli della folla ingannata, sollevarono il
-grido d'allarme, pugnarono perchè si faccia intera la luce della verità,
-e per salvare l'onore della Francia.
-
-Emerge, grandeggiante, fra questi magnanimi, la figura di
-Scheurer-Kestner, di Picard e quella dello Zola, il quale, bersaglio ai
-furori, alle contumelie, agli attacchi forsennati di tutte le reazioni
-più arrabbiate, si leva, e sta solo e incrollabile sulla breccia[14].
-
- [14] Chi possiede il bandolo di questa matassa e potrebbe portare piena
- la luce in mezzo a tanta oscurità, che si tenta, con ogni arte,
- d'infittire, sarebbero alcuni diplomatici. Ma vorranno o potranno
- essi osare? Vorranno essi obbedire, meglio che alle riserve
- imposte, ai calcoli, o interessi della professione, alla voce
- della propria coscienza, al grido della giustizia? Ad essi spetta
- indicare il vero colpevole, rompere il silenzio con cui, ora più
- che mai, si tenta di avvolgere e sepellire la verità.
-
- _Ogni viltà convien che qui sia morta_.
- _Dante_ _Inf. II_.
-
-Tutta l'Europa civile rispose al grido d'allarme gettato dallo Zola e
-lui acclamò campione della giustizia, paladino della verità. Il verdetto
-d'Europa intera, che plaude a Zola, rispose al verdetto dei pochi
-giurati ignoti o ignari, i quali, intimiditi o per consegna, ne
-pronunciarono la condanna. In questo momento si entra in un periodo di
-tregua, e in seguito che farà la Francia? potrà essa vituperarsi ancora,
-e rifiutare la revisione del processo?[15]
-
- [15] Ecco il quadro, che traccia della Francia in questo momento
- angoscioso per quanti amano questo nobile paese, uno dei suoi
- scrittori più elevati e indipendenti, il Guyot, nel giornale _Le
- Siècle_:
-
- «Nemici mascherati, velati divengono ogni giorno più baldanzosi,
- più impudenti, più provocatori. Senza osare di attaccarci a fronte
- aperta, essi si ricercano, si coalizzano, si riconoscono come
- antichi allievi dei Gesuiti. I circoli cattolici danno la prima
- scossa e procurano di agitare la piazza, raccolgono e trovano
- complici per quest'opera nefasta uomini, che sotto pretesto di
- patriottismo, tentano di ricostituire l'esercito boulangista,
- cotesta banda la quale, or sono qualche anno, tentò di rendersi
- padrona di Parigi; questioni di religione ci fanno retrocedere
- d'oltre cento anni e sono un vitupero per la civiltà e per lo
- spirito umano. Morte all'Ebreo, si grida nelle strade e nel
- palazzo di giustizia, nel santuario della legge, in Parigi, nella
- città-Luce, senza che la coscienza pubblica ne sia sorpresa e
- turbata! Domani si griderà: morte ai protestanti. Perchè no? Già
- lo hanno tentato.
-
-Un tal processo ha cessato di essere un fatto personale e accidentale.
-Esso ha assunto tali proporzioni in Francia ed in Europa, da divenire
-l'epilogo di una lotta da gran tempo latente e offre l'occasione ai
-partiti retrivi, per misurare le proprie forze e scendere in campo per
-iniziare il combattimento.
-
-Il condannato all'isola maledetta non è che il capro emissario, la testa
-del moro, contro cui si appuntano i dardi per colpire con lui numerosi
-avversari. Il primo sarà l'Ebreo, e coll'Ebreo la Rivoluzione, la
-società moderna, i diritti dell'uomo, per poi abbattere la repubblica.
-
-Il partito liberale in Francia, come nella restante Europa, lo comprese,
-si commosse e corse al riparo, si armò per la difesa. Più di tutti si
-scosse, si agitò l'Ebreo. Ciascuno sentì che questa era la causa di
-tutti. _Res nostra agitur_. Invano in Francia si credè da molti, anche
-in buona fede essere questa quistione interna, che non riguarda gli
-stranieri. Nessuno, risponde l'Europa civile, nessuno è straniero al
-grido dell'Umanità; e con voce concorde lo proclamarono gli Ebrei sparsi
-nei due mondi: La Giustizia è la nostra religione, il nostro culto, la
-nostra fede, e combatteremo compatti in sua difesa.
-
-Da oltre duemila anni essa è vilipesa, calpestata in Europa; giorno è
-sorto che essa si affermi, si rialzi e combatta e trionfi. E rispondendo
-al grido di allarme, gettato da tutte le intelligenze e dal partito
-liberale del mondo, essi raccolsero il guanto che fu loro gettato dai
-partiti retrivi, e si associarono insieme, per propugnare, colla
-propria, la causa della libertà di tutti.
-
-
-
- IX. -- _Sindacato e solidarietà._
-
-
-Da oltre mezzo secolo l'Israelita in Francia si era cullato nella
-speranza, che il periodo storico della _dispersione fra i popoli_ e del
-suo isolamento in mezzo a' suoi concittadini, fosse cessato; e salutò
-con entusiasmo l'aurora che pareva aprire il terzo ed ultimo periodo
-storico, quello della _Fusione_; e, sotto l'egida di principii religiosi
-più razionali ad un tempo e più morali ed equi, di essere alfine
-cittadino fra i cittadini, uguale fra gli uguali. Perciò era divenuto
-omai indifferente, oblioso di quei principi, che a lui erano stati forza
-e usbergo in mezzo ai combattimenti affrontati, alle persecuzioni
-sofferte nei secoli passati, e che sperava tramontati per sempre.
-
-L'evento Dreyfus dissipò in parte queste illusioni, e lo scosse
-dall'apatia in cui era piombato. Lo fece pur troppo accorto, che gli
-odi, i pregiudizi dissimulati e celati, avevano ancora radici profonde
-nel cuore delle plebi umane, chè occorrono secoli per essere svelti del
-tutto, che i _Revenants_ dal sepolcro, entro cui si credevano chiusi, e
-imputriditi, possono risorgere ancora e sopraffare, corrompere i vivi.
-Allora sentì il dovere di correre al riparo per difendersi. Gli Ebrei
-non costituirono verun sindacato, come adottando un termine di borsa, si
-volle fantasticare; ma si destò più vivo in essi il sentimento, che fu
-nei tempi di angoscia la loro fortezza e salute, il sentimento o meglio
-il principio redentore della solidarietà. In questo sentimento si
-trovarono consociati e uniti insieme tutti gli elementi, le frazioni di
-un popolo.
-
-Il gran capitalista col proletario, il banchiere col bottegajo e
-merciajo, lo scienziato coll'operaio, il conservatore, il moderato col
-radicale, e col socialista.
-
-Ad essi non tardarono ad unirsi gli uomini di nobile cuore e
-d'intelligenza di ogni partito e classe, che abbondano sempre in
-Francia; sentirono non essere questa la causa di una setta, di una
-confessione religiosa, ma causa d'umanità, ed una minaccia alla libertà
-di tutti, un pericolo per la dignità della Francia, come per l'onore
-dell'armata; conveniva all'uopo affrontare le contumelie, gli insulti e
-violenze di una folla briaca o venduta, sagrificare sè stessi per
-salvare l'onore e l'avvenire morale della nazione.
-
-Un branco di arruffoni, intriganti, per coprire colpe proprie e deludere
-la giustizia sui veri colpevoli e fuorviarla, si erano insinuati, come
-bacilli morbosi, nell'organismo sano e forte della Francia, per
-paralizzarne le libere mosse, avvelenarne il sangue, rendersi padroni
-delle sue forze, guidarle a fini inconfessabili, a meta disastrosa; ma
-la vera Francia saprà scoprire l'inganno, le frodi tese contro il suo
-onore e la sua sicurezza: spezzare la rete, entro cui tentarono di
-avvolgerla, sbattere quella turba di mestatori dalle sue spalle
-titaniche, nel fango verminoso dal quale sono pullulati, ritemprarsi di
-nuove forze e raggiare ancora nell'antico suo splendore.
-
-
-
- X. -- _L'Esposizione del 1900 -- Missione della Francia -- L'Europa si
- unifica e si espande._
-
-
-I giorni dell'Esposizione si appressano. La Francia sta preparandosi
-materialmente; però essa non deve, non può limitarsi a celebrare solo
-una festa del lavoro, o una mostra industriale. Parigi, al pari della
-nobiltà antica, obbliga: essa è l'areòpago, al quale è convocata tutta
-l'Europa intelligente, e Parigi deve proporre a se stesso oltre
-all'industriale, uno scopo altamente civile e morale.
-
-Il 1900 segna il centenario della grande Rivoluzione, che aprì l'êra
-nuova all'umanità, fondò la società moderna, e iniziò il governo della
-ragione. Essa trasformò non solo la Francia, ma l'Europa.
-
-E se Parigi non vuol perdere il suo primato d'iniziatrice, e che l'alto
-mandato si trasferisca ad altra città o nazione, essa non solo deve
-riconfermare questi principi, ma condurli a più ampia e intera
-applicazione negli ordini politici, giuridici, e sociali, ed elevarli
-come programma del secolo ventesimo.
-
-Vieti pregiudizi e vanità fanno sì, che molti in Francia credono ancora
-di mirare intorno a sè, come ai tempi di Luigi XIV o Napoleone I,
-un'Europa da invadere e conquistare, nè vogliono avvedersi, che, al
-soffio rinnovatore della Rivoluzione, tutto in Europa è mutato,
-trasformato. Appo ogni popolo molte forze, sempre latenti, e che il
-dispotismo tentò invano di comprimere e soffocare, rimbalzarono in tutta
-la loro energia e anelano di svolgersi, ad agire.
-
-L'Europa non è più scissa, come per lo passato, in regioni e piccoli
-stati, facile preda alle invasioni di vicino più potente o prepotente,
-ma ordinata in nazionalità compatte, fiere della loro indipendenza e
-che, vuoi per simpatia, vuoi per interesse politico o commerciale, vuoi
-per la reciproca difesa, si raggruppano in un fascio di nazioni per modo
-che quest'Europa, già scissa in altrettanti nazioni, ora è quasi in
-travaglio per costituire l'Europa una. Lavoro misterioso, lento, ma
-indeclinabile, continuato, ed evidente all'occhio dei sensi e
-dell'intelletto.
-
-Un altro lavoro, ben altrimenti poderoso e fecondo, si va facendo in
-questa Europa rinnovata: le Società umane, al pari delle forze cosmiche,
-obbediscono alla duplice legge di concentramento e di espansione. Come
-le nubolose, dopo aver concentrato le forze per formare un mondo od un
-sistema planetario, si espandono, quali germi di altri mondi, non
-altrimenti l'Europa, dopo essersi costituita in nazionalità, e quindi in
-gruppi di nazionalità, ora, traboccante di forze, aspira a meta più
-vasta.
-
-Essa si sente ristretta entro gli angusti limiti a lei segnati dalla
-geografia, quali sono il bacino mediterraneo e l'Atlantico, i
-Dardanelli, i monti Urali e la Siberia; si agita per oltrepassarli.
-Dispone di forze, sinora non pure sognate, per percorrerli a volo. Le
-steppe sterminate della Siberia, che sinora dividevano due mondi, ora li
-uniscono, gl'immedesimano insieme.
-
-I convogli partiti dal fondo della Russia, fra pochi anni si
-abbatteranno con quelli, che mossero dal nuovo mondo, la Transiberiana
-colla Transfranciscana, e s'incontreranno sulle rive del mar Pacifico,
-questo Mediterraneo dell'avvenire. L'oriente si confonde coll'occidente,
-questo coll'Africa. Il vaticinio, che il Profeta Israele, rapito nelle
-visioni dell'avvenire, già da tremila anni, annunziava ai popoli diviene
-realtà. «Aprite, egli gridava da Sionne, aprite le strade, adeguate i
-monti, togliete gli inciampi dal cammino dei popoli, poichè deve regnare
-la Giustizia, si costituisce l'Umanità[16]».
-
- [16] Isaia, cap. 54, 55.
-
-
-
- XI. -- _Internazionalismo._
-
-
-È questa un'altra delle accuse, che si suole scagliare contro gli Ebrei.
-Essi non hanno patria, sono cosmopoliti. Invano hanno però dimostrato
-coi fatti in tutto il secolo come sono affezionati al paese ove nacquero
-e hanno pugnato al fianco dei loro concittadini in Francia, in Germania,
-Polonia e Italia, sia per servire i Governi costituiti, sia per
-combattere le battaglie della libertà e rivendicare la indipendenza
-nazionale. Devoti al paese in cui sono nati, essi mirano tuttavia più
-alto e più lontano. Dopo il cittadino havvi l'uomo, dopo la patria,
-l'umanità.
-
-Questo sentimento di cosmopolismo, che favella pure nel cuore di ogni
-uomo di alto sentire presso ogni nazione, è come ingenito nella razza
-ebrea, tal che sembra quale un suggello impresso sulla sua fronte, sin
-dalle origini dalla Provvidenza, e ne determina i destini in mezzo ai
-popoli.
-
-Essa, come fu notato da molti scrittori e da quasi tutti gli scienziati,
-è la sola fra le razze umane del globo, che possa resistere alle
-intemperie di ogni clima e d'ogni regione, fra i ghiacci della Siberia,
-come sotto il sole rovente dei tropici, nelle Indie, come nel clima
-temperato d'Europa, noi lo vediamo allignare, perdurare, e lavora e
-prospera.
-
-Ed anche in questa tendenza cosmopolita, egli non fece che precedere e
-aprire la via ad altre civiltà più avanzate. Chi omai in Europa, senza
-cessare di essere cittadino del proprio paese, non è, in qualche modo,
-internazionale? nessuno può chiudersi, al pari della chiocciola, entro
-il proprio guscio: tutti hanno bisogno di aria, di spazio più vasto, per
-corrispondere ai nuovi bisogni, alle proprie aspirazioni.
-
-Tutto è divenuto o va facendosi internazionale. Dai congressi
-scientifici, dalle università, agli annunzi nella quarta pagina su pei
-giornali. Non parliamo della diplomazia, la quale lo è per origine e per
-essenza, dei traffici, dei grandi istituti di credito, ma gli operai, i
-compagnoni e proletari, sparsi nel mondo intero, tutti omai tendono a
-comprendersi, e abbattendo le antiche barriere, mossi da interessi
-comuni, mirano in ogni parte di Europa ad associarsi, a stringersi in
-vincoli di solidarietà, e costituire una stessa famiglia. Nel passato
-solo le scienze, le lettere si appellavano repubbliche universali, ora
-anche le arti, le quali per indole e per essenza sono la espressione più
-perfetta del particolarismo, assumono forma, colorito, idee e
-aspirazioni universali; le lingue, in questo mezzo secolo, noi le
-vediamo intorno a noi trasformate; dizioni eteroclite ed ibride passano
-dall'una in altra nazione, sono accolte e s'immedesimano fra loro. I
-puristi, ciò appellano, e non senza qualche ragione, barbarie, ma il
-popolo non cura tali accuse, procede oltre, obbedisce al genio del
-secolo, vede o prevede; e comincia per tal modo a formarsi una lingua
-europea: come già il latino nelle età di mezzo: Ciò che avviene nelle
-lingue, nelle arti, vediamo a poco a poco succedere nelle religioni, e
-nei Numi. Negli ultimi secoli del Paganesimo, Roma accoglieva nella
-città _Urbi et Orbi_ tutte le divinità venute dall'Asia, dalle Gallie,
-dall'Etruria; loro consentiva un seggio nel gran Panteon: così accade
-omai nell'Europa. Però con questo divario, che Roma antica le accoglieva
-tutte, ne accettava i riti, le cerimonie e spesso credeva e adorava.
-L'Europa moderna invece li sottopone, al pari del chimico, al suo
-crogiuolo, li esamina, li critica, li discute e dubita. I Lari, i
-Penati, gli stessi Santi, che proteggevano le nostre case, le nostre
-città, le nazioni vanno ecclissandosi.
-
-Al particolarismo divino stanno per succedere idee più ampie e
-comprensive; ai dommi imposti subentrano sistemi più o meno scientifici
-e razionali; alle religioni, la religione, o il sentimento religioso; ai
-Numi, un Divino che tutti li abbraccia e li comprende.
-
-Chi è che potrà essere quello Iddio, che diviene?
-
-Il naturalismo antico e le sue leggende e miti, la fenomenologia, come
-l'antropomorfismo moderno, più non corrispondono ai nuovi bisogni della
-società, non appagano nè il sentimento, nè il pensiero. A tutte coteste
-forze, potenze, geni e spiriti, la scienza contrappone la Unità delle
-forze, al dualismo antico, materia e spirito, la scienza contrappone la
-sostanza unica universale. La quale, in altri termini, sarebbe
-l'onnipotente, il _Sadai_ dell'Antico Testamento, il filosofo, l'Ente
-Universale, l'assoluto, l'Essere degl'Esseri. L'uomo religioso adora
-l'Ente ancora, che è, fu, sarà; l'eterno, il quale, elevandosi al
-disopra del tempo e dello spazio, alza la mano ai cieli e dice: «Io sono
-in eterno».
-
-
-
- XII. -- _La Francia e la nuova Europa._
-
-
-Molte di quelle idee, che i filosofi del secolo decimoottavo, maturavano
-nel silenzio del loro gabinetto, la Rivoluzione, al pari di lava
-irrompendo dal cratere aperto in Parigi, propagò e diffuse sul terreno
-di tutti i paesi d'Europa colla parola, cogli eserciti e le società
-secrete.
-
-Tutti i partiti retrivi, devoti al culto delle tradizioni antiche, e
-interessate a conservare i loro privilegi e abusi, si coalizzarono
-insieme per restaurare l'antico edifizio, che vedevano sfasciarsi e
-crollare, e per combattere la Rivoluzione. La lotta perdurò tutta la
-prima metà del nostro secolo; quando la controrivoluzione pareva ormai
-prevalere, tutti i popoli d'Europa si levarono, concordi come un solo
-popolo, nel 1848. L'antico edifizio politico fu crollato dalle
-fondamenta e, meglio ancora che colla violenza e le rivolte sanguinose,
-e colla forza, col progresso, l'educazione, per le necessità politiche;
-e prevalsero le idee nuove. Alle monarchie per diritto divino successero
-monarchie liberali per diritto dei popoli, agli Stati piccoli,
-frazionati, le nazionalità costituite, e i monarchi stessi ne divennero
-il vincolo e la personificazione insieme colle rappresentanze sorte dal
-seno del popolo e dal suo suffragio: Si procedette a larghe riforme
-negli ordini politici e civili; ed, o per opera loro, o per virtù di
-principi provvidi, come di popoli, noi vediamo, in questa seconda metà
-del secolo, elevarsi una nuova Europa, che si va costituendo e
-unificandosi.
-
-Ma la reazione non si dà per vinta.
-
-Essa ebbe e conservò sempre fautori e partigiani potenti ed abili in
-ogni contrada, e sopratutto nella Francia. Da essa partì la spinta
-rivoluzionaria, e quindi convenne sopra tutto concentrare contro di lei
-tutte le forze per incatenarla e comprimerla. Durante tutto il secolo fu
-una vicenda continuata di rivoluzioni e controrivoluzioni. La
-controrivoluzione ha elementi ordinati, numerosi e potenti, sparsi nelle
-diverse classi sociali: clero, militarismo, aristocrazia, plutocrazia,
-capitalisti. È guidata da mani abili il cui centro fu sempre e tuttora è
-Roma. Le ramificazioni si stendono in ogni città, in ogni luogo;
-parocchie, conventi, sacristie e monasteri della Francia, non ristanno
-dal cospirare nel mistero, prepararsi nel silenzio, per prorompere,
-quando l'occasione si presenti, a guerra aperta. Tre volte affrontò
-questa battaglia nella prima metà del secolo, e tre volte fu vinta: col
-colpo di Stato dei Borboni nel luglio 1830, poscia colla resistenza
-degli Orléans nel 1848, infine colla catastrofe del 1870. Finchè il
-popolo francese, stanco degli esperimenti monarchici, proclamò la
-repubblica. Ed i reazionari continuarono a cospirare sotto la
-repubblica, si fecero alla loro volta demagoghi, repubblicani,
-socialisti, profittando della libertà per istrozzare la libertà. Vinta
-la rivoluzione nel suo focolare, a Parigi, sperano di ottenere facile
-vittoria sui principi da lei proclamati, in tutta l'Europa, per modo che
-il centro della rivoluzione possa divenire centro della reazione.
-
-La Francia, Parigi si dibattono, da oltre venti anni, entro una rete
-d'intrighi, di cospirazioni, di tentativi, che invano abortiscono, sono
-sfatati; si rinnovano senza posa ricorrendo sempre a nuovi intrighi, a
-mezzi diversi; a mendacie, calunnie, pregiudizi vieti e risuscitati, si
-afferrano ad ogni mezzo pur di trarre a sè le forze della Francia,
-rendersene padroni, e dominare. Ci riesciranno?
-
-Noi non possiamo, non vogliamo crederlo. La Francia, Parigi, non possono
-smentire sè stessi, abdicare al mandato della civiltà Europea. La
-Francia ha subìto un Sedan militare, ma lo seppe riparare in pochi anni
-e si rialzò nella sua grandezza. Ma non così accadrebbe se andasse
-incontro ad un Sedan morale, stamperebbe sulla sua fronte un suggello
-d'obbrobrio, che non si potrebbe più cancellare e che segnerebbe la sua
-decadenza.
-
-
-
- XIII. -- _Il programma politico-morale del Secolo ventesimo._
-
-
-La Francia, secondo la felice espressione di Ernesto Lavisse, fu la
-prima a fondare il Governo della ragione.
-
-I popoli d'Europa concorsero con materiali diversi, ma sopra le stesse
-basi, ad innalzare l'edifizio delle Società moderne; ora spetta alla
-Francia ancora, l'audace iniziatrice, l'onore, il dovere di secondare
-gli sforzi dell'Europa liberale e cooperare seco a condurre l'edifizio
-all'anelata altezza.
-
-La Rivoluzione, elevandosi al disopra degli interessi particolari, delle
-tradizioni storiche, delle credenze, partendo da principi generali di
-moralità e giustizia, proclamò il diritto comune per tutti gli uomini.
-Questi principi allignarono sopra il suolo d'Europa e gettarono larghe
-radici. Conviene da essi dedurre le conseguenze, tradurli nella pratica,
-formulare i diritti generali e individuali, che derivano dalla celebre
-triade. In altri termini, svolgere, ridurre in legge i principi di
-libertà, di uguaglianza, fraternità o solidarietà, per modo che si possa
-formulare e sancire una specie di codice del genere umano.
-
-Il secolo decimonono è stato essenzialmente politico; ha svolto,
-applicato abbastanza largamente il principio di libertà, di nazionalità;
-il secolo ventesimo sarà sopratutto sociale: si apre infatti col nome e
-la bandiera del Socialismo. Questo è il nome, la tendenza, ma è lontano
-dall'essere un programma, un sistema: diviene, più che non è. Esso è
-ancora in formazione. È un concetto, che non ha ancora acquistata intera
-e chiara la coscienza di sè stesso. Accade quindi del Socialismo, come
-di tutti gli esseri in formazione, essi hanno dei loro intenti
-un'intuizione vaga, non si affermano, ma cercano a tentoni fra meandri e
-sentieri diversi, aperti innanzi a loro, quale di essi potrà condurli a
-meta sicura.
-
-Le teorie più diverse e contraddicenti si agitano, si confondono nel suo
-seno, e creano le perturbazioni presenti. Ora esso parla di libertà e
-fantastica il collettivismo, la Statolatria, che condurrebbe al
-despotismo, a favoritismi, a privilegi e arbitrii più violenti, che non
-quelli che si vollero distruggere. Ora parla d'ordine sociale, e
-predica, erige in sistema l'anarchia: ora predica la fratellanza, e
-bandisce l'odio, l'invidia, la guerra di classe; affetta di essere una
-alta aspirazione, una speranza, e diviene una minaccia: si presenta alla
-società turbata, come un'àncora di salvezza, e diviene un pericolo,
-parla di sicurtà, di pacificazione, e spinge alla guerra e al
-saccheggio. Nell'individuo, come nella società, egli non vede che gli
-appetiti animali, gli interessi materiali. L'uomo per lui non avrebbe,
-che uno scopo sulla terra, il benessere materiale, e godere: ogni grande
-ideale sparisce. Cancella nell'umanità quanto in sè accoglie di divino.
-
-L'uomo, secondo la tradizione biblica, fu bensì tratto dal fango e,
-secondo la scienza, la quale, con forme e linguaggio diverso,
-corrisponde al concetto dell'antica tradizione, è derivato
-dall'animalità per una lenta evoluzione. Però la Bibbia, e la scienza,
-l'una coll'alito del divino che passò sopra di lui, l'altra colle teorie
-del progresso, accennano, che all'individuo, come alla società si aprono
-orizzonti più sublimi e puri, e gli sono assegnati destini più elevati.
-L'uomo è il Centauro, il quale dalla cintola in giù è animale, dal
-fianco in su, col collo erto, la fronte spaziosa, le mosse irrequiete,
-le narici dilatate, sente passare sopra di sè lo spirito dell'universo,
-e tende all'infinito.
-
-Anche il socialismo è, per alcune sue tendenze, tuttora sommerso
-nell'animalità: lo spirito non è passato ancora sopra di lui. Invece di
-elevare le plebi, le abbrutisce, invece di educare, vitupera, invece di
-associare, come significa il suo nome, scinde e dissocia. Nella società
-si preoccupa anzi tutto dei salari, capitale e lavoro: nell'individuo
-conosce un organo solo, il ventre.
-
-Ora il socialismo deve abbracciare l'individuo, ed i consorzi sociali
-nelle varietà delle loro attitudini e manifestazioni. Non intendiamo,
-che si ritorni al dualismo medioevale, che scinde l'individuo in due
-parti, carne e spirito in continuo contrasto fra loro, e divide la
-società in due campi del pari ostili, l'uno per signoreggiare e
-sottomettere l'altro, come eletti e reietti, clero e laico, spirituale e
-temporale, od il dualismo anche più funesto bandito da alcuni
-socialisti, i quali scindono la società, in sfruttati e sfruttatori.
-
-Il vero socialismo e, speriamo, il socialismo dell'avvenire, ha per
-uffizio e scopo principale di unire, non dividere, procede ad un lento e
-continuato miglioramento del proletario e del borghese, individuale e
-sociale. Non conosce differenza tra l'idea e la realtà, considera l'uomo
-come un'unità.
-
-Esso diverrà una specie di religione. Non la religione che rilega,
-incatena ed assoggetta individuo e società, e che predica una fede
-imposta; ma sarà un'associazione libera, una dedizione spontanea, la
-quale, mercè riforme progressive, stringe le diverse classi sociali in
-una comunione d'interessi e d'idee. È la religione del giusto, del bello
-e del vero: fede ad essa non sarà più un misticismo oscuro, ma la
-scienza ed i suoi trovati, il sentimento e le sue aspirazioni; culto, la
-moralità e la giustizia; scopo, il miglioramento fisico, morale
-intellettuale dell'individuo e della specie.
-
-Nel passato, la morale religiosa venne riassunta nel precetto: ama il
-prossimo come te stesso. L'Etica sociale dirà invece: opera per ottenere
-il miglioramento altrui, e così assicuri il bene proprio. Non vivi solo
-in te, e per te, ma per la Società. Ciascuno è solidario per tutti:
-tutti per ciascuno.
-
-
-
- XIV. -- _Il Clou morale dell'Esposizione nel 1900._
-
-
-Uno spirito innovatore e luminoso aleggia, sovrasta sopra l'umanità e la
-guida a meta indeclinabile. Le barriere cadono, e tutto tende a
-compenetrarsi, a comprendersi, armonizzarsi, conformandosi col gran
-tutto. La materia segue la legge dello spirito e dell'intelletto, il
-quale lo domina e guida; le energie materiali l'immedesimano collo
-spirito. All'unità scientifica dovrà seguire, compenetrandosi assieme,
-l'unità sociale.
-
-Tutto procede verso la unificazione, nel dominio ideale, come negli
-ordinamenti sociali, preparando e promuovendo pure una certa equivalenza
-ed unità di condizioni, la quale possa assicurare a tutti, per mezzo del
-diritto comune, il massimo del benessere compatibile colle condizioni
-umane. In tal modo, per vie diverse, si va formando la unità morale,
-economica, giuridica, sorgente inesauribile di verità, di giustizia, di
-forza e pacificazione.
-
-Di questa unificazione negli ordini materiali e nel lavoro, si solleverà
-in breve, simbolo vivente, la Esposizione di Parigi, nel 1900.
-
-Essa deve inaugurare il secolo ventesimo e celebrare il Centenario della
-grande Rivoluzione. Però sinora la Mostra non accenna a rappresentare se
-non che il lato industriale, economico, materiale. Per celebrare
-degnamente l'evento mondiale e storico, che aprì il secolo decimonono,
-dovrebbe in certo modo completarsi col concetto morale e sociale, il
-solo veramente fecondo e duraturo.
-
-La Esposizione di Chicago offrì ai popoli uno spettacolo veramente
-meraviglioso dei progressi ottenuti durante questo secolo, nelle
-industrie, nelle meccaniche, nelle arti, nel dominio dell'uomo sulla
-materia.
-
-Ora di cotesto sfoggio d'industrie, di manufatti, di tesori d'arte e di
-gemme, che cosa rimane ancora? Il monumento grandioso per scienza
-architettonica, per arti, lusso, per la mole immane, cadde demolito,
-distrutto, le merci, le ricchezze andarono disperse. Pure in questo
-naufragio di tutta la parte materiale, sopranuota tuttavia un'idea, che
-ne fu il coronamento, la parola vivente: il Congresso delle religioni.
-
-Nello stesso modo, la parte che appellerei teatrale della Esposizione
-francese, è destinata a sparire, come quella americana, se non che la
-prima intende ora di rappresentare alcunchè di più che non una mostra
-industriale ed un interesse materiali, questa è simbolo, testimonianza
-d'un alto concetto politico, sociale e morale. È il centenario della
-Rivoluzione, che aprì un'êra nuova nella vita dei popoli. Deve quindi,
-non solo rappresentarla materialmente, sibbene continuarne, completarne
-le idee, esserne come il coronamento. La Rivoluzione nel suo concetto
-agitò, mercè i suoi precursori come in seguito nell'apostolato dei suoi
-allievi, e continuatori, tutti i più grandi problemi che preoccuparono
-l'umanità.
-
-Alcuni di questi problemi, discussi a lungo, negli ordini politici,
-economici, vanno semplificandosi e sono in via di sciogliersi; per altri
-abbondano i materiali, ma, timidi, o scettici, pochi osano o curano
-affrontarli apertamente.
-
-Uno dei più poderosi, e che in sè riassume quasi una civiltà, e più
-secoli, è il problema religioso, il quale è pur sempre, malgrado tutti
-gli scettici e gl'indifferenti, il nodo del problema sociale.
-
-Le religioni, che nel passato avrebbero dovuto rilegare, associare
-insieme gli uomini, non fecero che dividere; furono un pomo di
-discordia, anzi che anello d'unione, furono arma di guerre, anzi che
-parola pacificatrice. Fu questa necessità dei tempi, delle condizioni
-politiche e sociali, di fantasie e passioni umane. Per lo più, esse
-furono larve, anzi che idee, simboli che coprivano, dissimulavano il
-vero; le religioni, anzi che relegare, allentavano e spesso spezzavano i
-vincoli sociali, tra famiglie e famiglie, popolo e popolo; si creavano
-Chiese non Templi, sacerdozi, uffizianti per i diversi culti, non un
-sacerdozio pel divino e per l'umanità.
-
-Ora invano tentiamo sottrarci al problema religioso; esso s'impone, si
-presenta del pari, in nome delle tradizioni, in forza dei bisogni, delle
-aspirazioni e passioni umane, come della scienza: il Congresso delle
-religioni fu il coronamento, l'idea, che perdura sopra le rovine della
-Mostra di Chicago; esso si proponeva di sostituire alle religioni, la
-ragione, ai culti moltipli contrapporre il culto del vero, del pensiero,
-della scienza; alle religioni, alle sette, l'aspirazione umana, il
-consenso religioso, morale di tutti, o quello che, diremo con parola
-italica, l'intelletto d'amore. Queste idee sono pure in gran parte il
-postulato, l'applicazione di dottrine e principi proclamati dai sommi
-precursori della Rivoluzione, non solo in Francia, ma in Inghilterra, in
-Germania, nella stessa Italia. Queste idee potrebbero presentarsi come
-il _clou_ intellettuale e sociale della Esposizione e preparare
-un'azione benefica, che potrà elevarsi e diffondersi in Europa, come la
-vera e nobile _revanche_, la quale, senza spargimento di sangue umano,
-nè guerre, varrà a ridonare ancora alla Francia il primato morale,
-intellettuale e civile sopra i due mondi, e segnerebbe la più gloriosa e
-umana delle _Gesta Dei per Francos_.
-
-
-
-
- F I N E.
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-
-
-
-
- AHASVERO
-
- nell'Isola del Diavolo
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-
- _Ahasvero_
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- I.
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-
- *L'Olocausto eterno.*
-
-
- E l'età rea[17] non tramontata è ancora!
- Mille passar sulla mia fronte indomita
- Ed anni novecento, e ad ogni etade
- Sul carro da rabbiosi lupi tratto
- E luridi sciacalli, ed ogni giorno
- Mi flagellar, più sempre imperversando,
- Con dardi, con torture e spasmi atroci.
- Ed io pur sempre in mio pensiero chiuso,
- Qual dentro inoppugnabile fortezza,
- Che per furror di torbini non crolla,
- Sotto il talon del vil che mi calcava,
- Mi rialzava, in mia fè securo,
- Più giovane e più forte. E fu mio sprezzo
- A miei tiranni rabbia, a me vendetta.
-
- [17] _Età rea,_ soleva appellarsi dai nostri scrittori e poeti del
- medio Evo e del Rinascimento, come Dante, Petrarca, Cecco
- d'Ascoli, Boccaccio, Macchiavelli, l'èra nuova e cristiana,
- contrapposta all'èra antica e romana, la quale appellavano _età_
- _buona_.
-
- Soleva Roma che il buon tempo feo.
- _Dante_, _Purg. XVI_.
-
- *
- * *
-
- Or qui, nella ferale isola, sacra
- Al nume loro, squallida, deserta
- Da ogni consorzio umano, e tomba ai vivi,
- Chiusa tra roccie e l'onde dell'averno,
- Mi gettaro, e gravandomi di ferri,
- Sussuraro con vil ghigno ferino:
- «Dispera e muori».
- Ed una vil plebaglia
- Di briachi in cenci, di vendute lanze,
- Di sicofanti a prezzo e di segugi,
- Gavazzanti in bordelli ed in mercato,
- Ove si vende e si baratta a prezzo
- Giustizia e libertà, uomini e Dio,
- Pur di bruttarmi d'odi e di calunie,
- Ordita un'infernal trama nel buio,
- Ghignando, ripetêr: «Dispera e muori.»
-
- *
- * *
-
- E tu l'udisti, o mar che mi circondi,
- E voi l'udiste, tormentate roccie,
- Algide, algose; e tu l'udisti, o terra,
- Che di miasmi pestilenti pregna,
- Sotto i miei piè ti stendi e mi ravvolgi,
- Qual funereo lenzuolo, -- e non mi uccidi.
- E voi, rupi, e voi, monti ancor l'udiste,
- Nè vi siete dai cardini divelti,
- Tal ch'io sparissi, fra i rottami vostri,
- Sepolto? E tu non ti levasti, o mare,
- A denunziar l'empia calunia ai venti,
- E i venti a piaggie, ad isole lontane;
- Tal che, qual ripercosso suon sì spanda
- Di cielo in cielo, e grïdi ad ogni popolo:
- «Non grazia, non pietade, -- ma giustizia.
- « -- Si regge sol per la giustizia il mondo».
-
- *
- * *
-
- E qui tutto è silenzio. Anch'essi i venti
- Posan su l'ale. E se pur han sussurri,
- Quei sussurri si cangiano in singulti,
- Ed il singulto in gemito, -- e s'estingue:
- Tomba non soffre che la turbi il pianto.
- Cupa qui regna, faticosa, eterna,
- Solitudine muta, -- e mi domando:
- Vivo od estinto io son? e questo loco
- È bolgia di dannati o cimitero,
- E bara, che le spoglie algide sface?
- Cade pei vivi il sole, e doman sorge
- Per essi ancor. Per me non v'ha domani.
- Brancolo d'ombra in ombra, ed io pur ombra.
- E pur, fra tanta tenebra che aghiaccia,
- Tremulo un lume, -- vagola, e una voce
- Vibra, e mi scende in core. -- E che? fia vero?
- O non è questa, illusion de' sensi
- Egri, fallaci? O non è vacua bolla,
- Cui l'aria allarga, ed incolora, e rompe?
- Pur quel lume s'avanza. Pari a raggio,
- Che dagli ultimi cieli giù calato,
- I secoli e gli spazi valicando,
- Dopo lungo cammin, la terra attinge,
- A me s'appressa. Illumina la mente,
- E penetra nel cuor. -- È la parola
- Degli arciavoli miei? Oh! parla, parla!
- -- «Assorgi, o imbelle, schiudi gli occhi e mira».
- Ed una visïone a me s'apria.
-
-
-
- II.
-
-
-
- *Le due visioni.*
-
-
- In mezzo a vasta, popolosa piazza
- sorgeva un circo, e in mezzo al circo un rogo.
- Turba d'uomini, donne, popolani,
- S'affannano, da pio zelo sospinti,
- A portare sugli omeri ricurvi
- Rami stroncati, ed aride fascine.
- E all'opra li sospingono i chiercuti
- Monaci e sacerdoti, a ciò che sorga,
- Degna del Dio d'amor, l'ampia catasta,
- Che manda il reo fra demoni combusto.
- Corrono intorno in lungo ordine, fila
- Di palchi, di loggiati, da pomposi
- Drappi coperti e adorni. In alto brilla
- L'iberica corona, colla croce
- Di quel Dio, che redime e che perdona.
- Nella piazza, appo il circo, in ogni via,
- S'accalca e ondeggia rumorosa folla
- D'ogni età, d'ogni sesso e d'ogni gente,
- Qui ritta, colà incurva, qui prostesa,
- Lì sui tetti erpicata e sulle torri,
- Del promesso spettacolo in attesa.
- Il Re, le dame, i prenci, i cavalieri
- In ricche vesti seriche, dorate,
- Assisi in aurei seggi, sorridenti,
- Attendono che il sacro ludo s'apra.
- Entran gli araldi, suonano le trombe;
- Indi silenzio. -- Avanzano gli attori.
- Deh! Cesare dov'è?, fra me dicea,
- Ove gli edili, i gladiatori? Donde
- Le belve irromperranno in mezzo al circo,
- I chiomati lioni, le pantere,
- Che fean grandi e terribili le arene
- Dell'Impero e di Roma? -- L'età nuova
- È mansueta e pia; dal sangue abborre,
- Ed incruente è il rito. Lunghe fila,
- Sacre a Maria, di vergine sorelle,
- Procedean lenti e umili; indi il corteo
- Di tonsurati, in tunica, osannando:
- Il divin sacramento, i baldacchini,
- Il gran Labaro, ondeggiano per l'aure,
- Al lor passaggio, cadono le turbe
- Inginocchiate, ed alle sacre laudi
- Rispondon salmeggiando. In mezzo a questa
- Santa milizia chiusa, taciturna
- Schiera procede, con fronte dimessa,
- Di vecchi, adulti, femmine e bambini.
- Han scalzi i piedi, nuda la persona,
- Se non che le ravvolge un saio nero
- Di fiamme e rossi demoni dipinto,
- Che lor dal collo sino al piè discende.
- Birri, aguzzini a lor stan stretti al fianco.
- Chi pur s'indugia nel cammin dolente,
- Col pungiglion, con uncinate verghe,
- Il birro ad intimargli: «Avanza, avanza!»
- Torta al collo una corda, e ciascun reca
- Un cero acceso in mano.
- Al circo giunti
- Le madri spasimanti, che il bambino
- Tengono stretto al sen, gli adulti, i figli
- Che all'egro padre, all'avolo cadente
- Reggono il passo, floride fanciulle,
- Raggiante il volto di bellezza e vita,
- Si collocàro al tetro rogo intorno.
- Vider gli sgherri, che piantar le travi
- Sulla catasta preparata; videro
- Soffiar sul rogo, e cumular carboni
- Di resina cosparsi; e i primi crepiti
- Inteser delle legna arse, fumanti,
- E gli urli delle plebi: «Al foco, al foco!»
- Dagli sgherri le vittime sospinte
- Furon cacciate entro la pira ardente;
- Nel volto si guardar senza far motto.
- Negro un lenzuol di fumo in pria gli avvolse,
- Poi sugl'arsi carbon, gli aridi rovi
- Serpeggiaron le fiamme, e crepitando,
- Rosolavan le piante: Ed essi, ritti,
- Assorti in Lui, non dier crollo, nè lagno.
- Poi divampando, vibrano le lingue
- Di fuoco, crescon rapide, comburono
- Le polpe, ne ghermiscon le ginocchia,
- E quai branchi di vipere, con spire
- Tortuose, s'avvolgono ai lor fianchi,
- Succhiando carni ed ossa. In mezzo ai sibili
- Dei venti, che fra vortici coruschi
- Fischian sbattuti, pïetose voci
- Emergon fuori e l'aure empion di lai:
- «Dai profondi, Signore, dai profondi
- A te clamo...»
- e ricascon soffocate...
- «Osanna, osanna», intuonano le turbe,
- Ed i prelati, mentre che i lacerti,
- Delle abbruciate vittime sul rogo,
- Con roco tonfo, cascono disfatti.
- La pira s'adimava: Tutta intorno
- Taceva, allor che subito per l'aure
- Correre udissi, misterioso, un grido.
- «In te, Signore, in te, tutto m'immergo,
- Teco m'accogli, -- e sulla terra pace!»
- Onde il flebile sorse grido eccelso?
- Da quel mucchio di cenere e cadaveri
- Che dal truce martir santificati
- Già s'ergevano in alto? -- o fu parola
- Dal ciel discesa, verbo dell'Eterno,
- Che dalla morte suscita la vita?
- Echeggiò sulla piazza, -- Come lampo,
- Le menti rischiarando ottenebrate,
- Popolo e grandi scosse. Esterrefatti,
- «Miserere, gridaro, miserere».
- Poi caddero in ginocchio, -- si segnaro...
- I prelati riprendere tentarono
- Le cantiche, gli osanna, -- Niun rispose.
- Di quà, di là, si spersero le turbe
- Sgomente e silenziose. Ed io sentia,
- Sentia per l'aure, qual dall'ampie arcate
- Del Tempio, allor che il divo sagrifizio
- Dell'ostia consacrata si rinnova,
- Si confondon più note in un concento,
- Qual s'uniscon più raggi in una luce,
- Così quei salmi, gemiti e preghiere
- Poggiando in alto, a sfere ognor più pure,
- S'ergean, congiunte in un sol inno, in Dio.
-
- *
- * *
-
- La visïone sparve.
- In me raccolto
- Stava pensoso ed atterrito, -- quando
- Una voce degli avoli, che intorno
- M'alleggiavan pietosi, -- mi riscosse;
- «Sorgi, tuonò: L'istoria eterna è questa.
- Apri gli sguardi della mente, -- e mira...»
- Novella visione a me si schiuse.
-
- *
- * *
-
- Era in Sion, -- sul monte di Morìa,
- Nel cortile del Tempio. -- A me di fronte
- S'ergeano ancora, come ai tempi antichi,
- Iachim e Boas, le mistiche colonne;
- E spaziava in mezzo a lor tuttora
- Il vasto mar di bronzo, -- e presso al mare,
- A modo dell'altar del sagrifizio,
- S'alzava un'arca.
- E su di lei che vidi?
- Stava sull'ara steso un gran vegliardo;
- Bianca e lunga la barba, giù dal mento
- Sino a terra scendeva, -- quai viticci
- Attortigliati d'edera, girava
- Intorno all'arca, -- e tutta la copria;
- Aspre catene aveva al collo attorte,
- E dal collo pendenti, ai fianchi, ai piedi,
- Tenevan la persona immobilmente
- Al duro marmo e alle pareti avvinta.
-
- Avea quel veglio ambo le braccia stese,
- L'una ver l'ostro e l'altra ver l'occaso,
- Sì che 'l capo, e il tronco, e le due braccia,
- Porgean l'immago di vivente croce.
-
- Tutto era buio. -- Ma dagli occhi suoi
- Partiva ad ora ad or luce sì fulgida
- Che, qual di notte subito baleno,
- Tempio, cortile, altare illuminava.
- Io stavo fisso in esso con arcano
- Senso d'affetto e di pietà, -- quand'ecco,
- Con subito fragor, si spalancaro
- Le porte del vestibolo, ed irruppe
- Un guerrier. Avea d'elmo sfolgorante,
- Con l'aquila imperiale, il capo cinto,
- E brandendo l'acciar s'appressa all'ara;
- Sul vegliardo calatolo, ne fende
- Il destro braccio, -- e ne sega le vene:
- Caldo proruppe il sangue, -- e qual fiumana
- Gorgogliando, -- giù scese dal Morìa.
- Poi crebbe nel cammin, s'aprì in torrente,
- Pei colli dilagando e piani aperti,
- Ovunque di quell'onda fecondante
- Passa il tesoro, -- germina la terra.
- Scorre sul Morto Mar, di messe ondeggia;
- Si stende sul deserto, e l'arse sabbie
- Fioriscono qual rosa, e nel suo corso
- È tutto moto e vita.
- Un altro ignoto
- Penetra nel vestibolo del Tempio;
- Tacito e cauto sguiscia appo l'altare:
- A la sembianza appar faccia d'uom giusto,
- Maestoso è l'aspetto; L'Efod sacro
- Ed il pontifical paludamento
- Crescon decoro a quell'aspetto augusto.
- S'appressa all'ara... Tien dentro le pieghe
- Della vesta, un pugnal nudo celato,
- L'afferra, -- e ratto nel sinistro braccio
- Della vittima eterna, sino all'elsa,
- Tre volte e tre lo immerge. -- Sprizza il sangue,
- Del sacerdote sopra il volto balza,
- Tocca appena quel volto, si trasforma
- In fiele ed in veleno. Egli compreso
- Da subito terror, fugge, si asconde
- Nei velami dell'ara. Il sangue scorre
- Dall'arca nel cortile, -- e dal cortile
- All'occaso si spande, a flutti, a fiume,
- E si scava una foce, scende al mare,
- Sposando le spumanti onde vermiglie
- Al vivo azzurreggiar dell'Oceàno,
- Lontane isole attinge e continenti;
- E cittadi obliate e città spente,
- Scote, ridesta, suscita alla vita.
- Altre non note scopre, -- e splenderanno
- Faro di luce e libertade al mondo.
-
- *
- * *
-
- E già la mente mia correr sentiva
- Il soffio animator dell'aspettata
- Aura primaveril, che farà sgombri
- Di pregiudizi i popoli venturi...
- Quand'ecco giù, lontan, cupo, un sussurro,
- Strepito d'orgie, d'ululi, minaccie,
- D'armi di guerra. -- Una perduta gente
- Di sicari, di sgherri, di lenoni,
- Da postriboli uscita e da taverne;
- Un'accozzaglia senza onor, nè fede,
- Di sacerdoti e nobili impinguati
- Per furto, per mendacio, per versato
- Nella guerra civil sangue fraterno,
- Or stretti in lega insiem, per opre infami,
- Irrupper nel vestibolo del Tempio.
- Di leve, picche, di pugnali armati
- Nè scardinar le mistiche colonne,
- Sul veglio s'avventar, imbavagliarlo
- Tentaro, e soffocarne entro le fauci
- La parola, il sospir, sì ch'ei si spenga
- Senza traccia lasciar sopra la terra,
- Sdegnoso li guardava e non moriva:
- E raddoppiar gli strazi e le torture...
- Ed ei sereno e fiero, -- non moriva.
- Anzi più forte per crescente vita...
- Fatti allor più furenti, altri supplizi
- Inventar contro il veglio intemerato;
- Avventar sozza e lurida canaglia,
- Che di rapine cupida e di sangue
- Accaneggiaro con sacrileghe arti
- Di mendacie e calunnie. A lapidarlo
- Si dier furenti in cenere converse
- Abbandonarne poi le membra ai venti.
- Allor, siccome suol igne compresso
- Nei convulsi crateri, spalancossi
- La terra, e le colonne svelte e l'arca
- Col veglio, entro gl'aperti gorghi accolse
- Nel sen materno, e li coprì pietosa...
- Colà staranno, inviolati, sino
- Che il giorno atteso spunti, -- e la parola
- Smarrita si ritrovi, -- e splenda alfine,[18]
- Messaggiera d'amor, di pace, ai mondi...
- «E tu, dubiti, imbelle? -- Sorgi e spera!»
-
- [18] Due croci, secondo un'antica leggenda ebraica, si sono innalzate
- sopra Gerusalemme, negli ultimi tempi della sua lotta contro Roma.
- L'una sorse sulla vetta del Calvario, parola che significa monte
- Calvo, od arido; l'altra sulla vetta del Morìa, ossia monte di
- Dio, monte delle visioni, o dell'avvenire.
-
- Esse simboleggiavano la vita d'Israello nei secoli. La prima,
- l'Era del Paganesimo che finiva; la seconda, l'Era nuova che stava
- per aprirsi.
-
- Due croci, due olocausti. Gli Ebrei, per la loro origine, la loro
- legge e avversione agli idoli e alla divinità di Cesare, erano
- tacciati di deicidio. Avendo essi rifiutato di adorare Cesare come
- dio. Perciò i Romani in un solo giorno fecero inchiodare due mila
- Ebrei, nelle varie provincie della Siria, sopra la Croce. Ma non
- potendo uccidere il dio ebreo, perchè tutto spirito, si
- vendicarono col crocefiggere Cristo che lo rappresentava, e voleva
- elevarsi come mediatore tra il Paganesimo e il Monoteismo.
- Infatto, alla morte di Cristo, corse un grido sopra tutto il mondo
- pagano: «Il gran Pane è morto». Inoltre Cristo contrapponeva a
- Cesare-dio, che rappresentava la violenza, l'arbitrio, la guerra,
- un nuovo ideale del divino, concepito e nato dal seno del popolo
- ebreo, il Dio di carità, di rassegnazione, di conciliazione e
- d'amore.
-
- La sua croce significava il sacrificio _individuale_; quella
- elevata sul Morìa, il sacrifizio collettivo, quello di un popolo:
- l'una il deicidio, l'altra il popolocidio.
-
- L'uno durò poche ore di passione e di sofferenze; l'altro dovrà
- durare per secoli come ad espiare le colpe dell'intera umanità, in
- ogni parte della terra, significa e porta in sè il sacrifizio
- universale. -- Il Cristo-popolo, allargato all'Umanità. Cristo
- aveva detto sul Calvario: _consummatum est_; Israel, il popolo,
- sul Morìa, sotto le macerie di Gerusalemme, esclamò: _Non tutto è
- finito, tutto è da ricominciare_. Esso non volle morire del tutto,
- ma si sottrasse a' suoi carnefici, entrando nel sepolcro, simile
- ad Hiram, simbolo dell'operaio eterno, l'operaio intelligente, il
- quale portò seco nel sepolcro aperto sotto il limitare del Tempio,
- la _parola smarrita_; la quale dovrà essere svelata a suo tempo,
- come parola di redenzione per tutti gli oppressi e i deseredati.
-
- Ricercare la parola smarrita è l'enimma forte che, nella nuova
- Era, si sono proposte molte eresie e i sodalizi secreti, come i
- Gnostici, i Manichei, gli Albigesi, i Templari, le diverse
- Massonerie nei loro riti.
-
- Qual'è quella parola misteriosa?
-
- Secondo l'avviso di alcuni, sarebbe _Giustizia_. Ma l'idea dovrà
- divenire realtà: la realtà è l'idea fatta uomo; incarnata in un
- popolo; per assurgere a forza. Ora, il mezzo per tradurla in
- forza, sarà l'associazione. Questa la forza per ottenere, con la
- giustizia il miglioramento fisico, morale, intellettuale di tutte
- le classi, di tutti i popoli. I due termini, _Giustizia,_ mercè
- l'_Associazione_, si compenetrano, si concretano in un solo, che
- omai domina l'età nuova; Verbo sul quale passando l'afflato del
- Divino che purifica, innalza ed avviva, divenuto passione e
- sentimento, potrà sollevarsi come formula, simbolo e labaro di
- religione futura.
-
-
-
- III.
-
-
-
- *Grido d'Ambascia.*
-
-
- Sperar! Sperare ancora? E che giovommi
- Stancare, logorar le mie pupille,
- La tua luce cercando? Che mi valse,
- Le notti, i dì, scrutar le tue parole,
- Nei libri tuoi, nel ciel, nell'universo?
- Che la vita incolpabile? Che valse
- Di te, di te lo spirto sitibondo,
- Adorarti, cercarti, e le mie carni
- Macerar nei digiuni e nei flagelli?
- A te, per tante etadi, supplichevole
- Prostendere le mani? -- E tu, silente...
- E ricadevan sempre le preghiere
- Ai piedi miei, qual foglie inaridite
- Che disperdono i venti. Te cercai
- Nella gloria e splendor dell'universo,
- E tu, nel manto di tue glorie avvolto,
- Impassibile, muto. All'uom mi volsi;
- Che mi diè l'uomo? Secoli d'ambascie,
- Cruenti orgogli, errori, odio e delitti.
- La terra, il cielo, sono immersi ancora
- Nell'antico caosse. Atro l'abisso
- All'abisso risponde, -- il nulla al nulla:
- A me Calvario è il mondo. Sulla croce,
- Come olocausto eterno, io son confitto;
- Da mille etàdi, flagellato, io clamo
- Invocando giustizia... E che risponde
- La terra e il ciel? M'irridono le genti,
- E la giustizia han qui con me sepolta.
- «Perchè, per chi tu t'immolasti, o Cristo?»
-
-
-
- IV.
-
-
-
- *Nemesi!*
-
-
- Così parlava il prigioniero, stretto
- In catene, nell'Isola del Diavolo.
- E lo sfurìar dei turbini fuggenti,
- Rifischiando dall'una all'altre roccie,
- Tra gli alberi sbattuti, e forre ed antri,
- Disperdevano i gridi e le preghiere
- Del solitario inascoltato. L'eco,
- Messeggiera del ciel, ne accolse il grido,
- Consegnandolo ai venti, -- e i venti al mare,
- E il mar, coi larghi, impetuosi flutti
- A le correnti, e queste, che solcavano
- L'ampio per gli ocean cammin segnato,
- Le portavan, coi suoni ripercossi
- Dei marosi, dall'una all'altra sponda,
- Con voci ognor crescenti. Sì chè pari
- Al tuon che, al dì nuovissimo, riscuota
- I morti dal sepolcro, ad ogni gente
- L'alto dolor gridava e il gran misfatto,
- Tal ch'a pietade i popoli commossi
- Invochino giustizia. -- E ripeteva
- Il mar sonante al cielo, all'Universo:
- «E tu perchè, per chi moristi, o Cristo?»
-
-
-
-
-
- *OPERE DELLO STESSO AUTORE*
-
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-
- *Emma Liona* o *I Martiri di Napoli nel 1799* -- Dramma storico.
- *L'unità Cattolica e l'unità moderna* -- Questione Romana.
- *Democrazia e Papismo* -- Questione Romana.
- *Martirio e Redenzione* -- Canti Patrii.
- *Vita di Pensiero* -- Ricordi e Liriche.
- *Ausonia* -- Vita d'azione (dal 1844 al 1870).
- *Demeter. Cuor di madre* -- Racconto in versi, e saggio
- sull'ideale femminile in Italia.
- *Il Femminile Eterno* -- La donna nella civiltà dei popoli.
- *La Mente di Michelangelo*.
- *Il Semitismo* nella civiltà dei popoli.
- *Giordano Bruno* o *la Religione del Pensiero*.
- *Giordano Bruno* -- Dramma.
- *Il Profeta*. _Parte_ 1ª _L'Oriente_. La passione di un popolo.
- » 2ª _L'Occidente_. Roma il 20 Sett. 1880.
-
- ----------
-
- Prezzo del presente volume L. 1,50
-
-
-
-
- Nota di trascrizione
-
-
-I seguenti refusi sono stati corretti:
-
- - *p. 1, nota, r. -6:* l'Abbé Constan ----> l'Abbé Constant _[Éliphas
- Lévi]_
- - *p. 1, nota, r. -6-5:* fondò il giornale, La _Solidarité_ ---->
- fondò il giornale _La Solidarité_
- - *p. 1, nota, penultima riga.:* S. Verdad (Lessard) ----> P. Verdad
- (Lessard). I titoli francesi citati in questa nota hanno inoltre
- molti errori ortografici: _Phalanstère_, _réprésentant_, _Laïque_,
- _Révélation_
- - *p. 2, r. 15:* di Edgard Quinet, di Royez Collard ----> di Edgar
- Quinet, di Royer Collard
- - *p. 2, nota, r. 2:* _e Théonomie, Demonstration de l'Existance de
- Dieu_ ----> _Théonomie, Démonstration de l'Existence de Dieu_ [il
- titolo esatto è: _Théonomie: démonstration scientifique de
- l'existence de Dieu_]
- - *p. 3, nota, r. 4:* _aggiunte virgolette aperte prima di_ «1. La
- _Giovane Europa_
- - *p. 4, nota, ultima riga:* _Sergent de l'Eglise_ ----> _Sergent de
- l'Église_
- - *p. 5, r. 4:* regime degli Orlèans ----> regime degli Orléans
- - *p. 7, r. -8:* alcunchè che di provvidenziale ----> alcunchè di
- provvidenziale
- - *p. 8, nota, r. 1:* Rènan ----> Renan
- - *p. 11, nota, ultima riga:* Dent. ----> Deut. (i riferimenti ai
- versetti citati comunque non corrispondono al contenuto)
- - *p. 13, ultima riga:* che ora la dice ----> che ora si dice
- - *p. 14, r. 20-21:* il dispotismo l'arbitrio ----> il dispotismo,
- l'arbitrio
- - *p. 17, r. -7:* _Re Romanorum_ ----> _Rex Romanorum_
- - *p. 20, r. 4:* col esodo in massa ----> coll'esodo in massa
- - *p. 20, r. 9:* tenebri profonde ----> tenebre profonde
- - *p. 24, r. 3-4:* In exilo Israel de Egypto ----> In exitu Israel de
- Ægypto
- - *p. 27, nota (2), r. 2:* D'Israeli --> Disraeli _[Benjamin]_
- - *p. 27, nota (2), r. 9:* un assemblea cristiana ----> un'assemblea
- cristiana
- - *p. 29, quartultima riga:* folla ingannafa ----> folla ingannata
- - *p. 34, r. 13:* si ragruppano ----> si raggruppano
- - *p. 35, quartultima riga:* gli scienzati ----> gli scienziati
- - *p. 38, r. 3:* tre voltò fu vinta ----> tre volte fu vinta
- - *p. 38, r. 14:* da oltri venti anni ----> da oltre venti anni
- - *p. 39, r. 4:* resistenza degli Orlèans ----> resistenza degli
- Orléans
- - *p. 39, ultima riga:* Larisse ----> Lavisse
- - *p. 41, r. 5:* un àncora di salvezza ----> un'àncora di salvezza
- - *p. 42, r. 15:* un associazione ----> un'associazione
- - *p. 45, r. 14:* un azione benefica ----> un'azione benefica
- - *p. 50, r. -10:* un infernal trama ----> un'infernal trama
- - *p. 59, r. -10:* Un accozzaglia ----> Un'accozzaglia
- - *p. 60, r. 7:* Fatti allor piu furenti ----> Fatti allor più furenti
- - *p. 60, nota, ultima riga:* Avendo ess ----> Avendo essi
- - *p. 60, nota, prima riga:* un antica leggenda ----> un'antica
- leggenda
- - *p. 61, nota, r. 15:* _consumatum est_ ----> _consummatum est_
- - *p. 61, nota, r. -11:* come i Gnostici i Manichei ----> come i
- Gnostici, i Manichei
-
-Nel dubbio tra lemma inconsueto, estasi retorica, licenza poetica od
-errore ortografico sono state mantenute varianti lessicali come:
-
- concorzî, abbrucciarli, nubolose, esiglio,
- Israel/Israelle/Israello, multeplici, moltipli, inscrito,
- siffatto/sifatti, sepellire, diseppellire, rettrobotteghe,
- êra/èra, principi _[plur. di principio]_/principî/principii,
- sacrificio/sacrifizio/sagrifizio, calunie/calunnie, furror di
- torbini, Accaneggiaro, grïdi, Messaggiera/Messeggiera, caosse,
- deseredati, etadi/etàdi, Infatto, irromperranno, s'adimava,
- sfurìar, sguiscia, talon.
-
-La citazione del canto 32 del Purgatorio a p. 18, _L'aquila vidi
-scender_... è imprecisa: la lezione corrente ha _O navicella mia,
-com'mal se' carca_; dopo il v. 149 Seder sovr'esso una puttana
-sciolta... sono omessi i versi 150 e 151, ed il 152 recita _Vidi di
-costa a lei_...
-
-Nell'originale i due punti sono seguiti a volte da maiuscole, a volte da
-minuscole, e così si è riprodotto. Anche la punteggiatura appare a volte
-irregolare, ed in più punti si sospettano virgole superflue o mancanti.
-Si è conservata la forma originale.
-
-
-
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK AHASVERO NELL'ISOLA DEL DIAVOLO
-***
-
-
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-*1.F.5.* Some states do not allow disclaimers of certain implied
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-If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
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-Project Gutenberg(tm) work, and (c) any Defect you cause.
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- Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg(tm)
-
-
-Project Gutenberg(tm) is synonymous with the free distribution of
-electronic works in formats readable by the widest variety of computers
-including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
-because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
-people in all walks of life.
-
-Volunteers and financial support to provide volunteers with the
-assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg(tm)'s
-goals and ensuring that the Project Gutenberg(tm) collection will remain
-freely available for generations to come. In 2001, the Project Gutenberg
-Literary Archive Foundation was created to provide a secure and
-permanent future for Project Gutenberg(tm) and future generations. To
-learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and
-how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 and the
-Foundation web page at http://www.pglaf.org .
-
-
- Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
- Foundation
-
-
-The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
-501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the state
-of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal Revenue
-Service. The Foundation's EIN or federal tax identification number is
-64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
-http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf . Contributions to the
-Project Gutenberg Literary Archive Foundation are tax deductible to the
-full extent permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
-
-The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr.
-S. Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
-throughout numerous locations. Its business office is located at 809
-North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
-business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
-information can be found at the Foundation's web site and official page
-at http://www.pglaf.org
-
-For additional contact information:
-
- Dr. Gregory B. Newby
- Chief Executive and Director
- gbnewby@pglaf.org
-
-
-Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary
- Archive Foundation
-
-
-Project Gutenberg(tm) depends upon and cannot survive without wide
-spread public support and donations to carry out its mission of
-increasing the number of public domain and licensed works that can be
-freely distributed in machine readable form accessible by the widest
-array of equipment including outdated equipment. Many small donations
-($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
-status with the IRS.
-
-The Foundation is committed to complying with the laws regulating
-charities and charitable donations in all 50 states of the United
-States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
-considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
-with these requirements. We do not solicit donations in locations where
-we have not received written confirmation of compliance. To SEND
-DONATIONS or determine the status of compliance for any particular state
-visit http://www.gutenberg.org/fundraising/donate
-
-While we cannot and do not solicit contributions from states where we
-have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
-against accepting unsolicited donations from donors in such states who
-approach us with offers to donate.
-
-International donations are gratefully accepted, but we cannot make any
-statements concerning tax treatment of donations received from outside
-the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
-
-Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
-methods and addresses. Donations are accepted in a number of other ways
-including checks, online payments and credit card donations. To donate,
-please visit: http://www.gutenberg.org/fundraising/donate
-
-
- Section 5. General Information About Project Gutenberg(tm) electronic
- works.
-
-
-Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg(tm)
-concept of a library of electronic works that could be freely shared
-with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
-Gutenberg(tm) eBooks with only a loose network of volunteer support.
-
-Project Gutenberg(tm) eBooks are often created from several printed
-editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. unless
-a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily keep eBooks
-in compliance with any particular paper edition.
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