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You may copy it, give it away or re-use it -under the terms of the Project Gutenberg License included with this -eBook or online at http://www.gutenberg.org/license. - - -Title: Ahasvero nell'Isola del Diavolo - -Author: Levi, David - -Release Date: July 24, 2012 [EBook #40328] - -Language: Italian - -Character set encoding: ISO-8859-1 - - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK AHASVERO NELL'ISOLA DEL -DIAVOLO *** - - - - -Produced by Enrico Segre and the Online Distributed Proofreading Team at -http://www.pgdp.net. - - - DAVID LEVI - - __Ahasvero__ - - __nell'Isola del Diavolo__ - - VERSI - ---------- - - Preceduti da uno Studio - - *su l'Ebraismo e la Rivoluzione Francese* - - - - - - - - - TORINO - RENZO STREGLIO -- Editore - 1898. - - - - - ---------- - PROPRIETÀ LETTERARIA - ---------- - - - - - ---------- - _Ciriè -- Tip. Renzo Streglio._ - - - - - ALLA MEMORIA - - DI - - _*Pietro Leroux e Carlo Fauvety*_ - - _MIEI AMICI_ - - ESTINTI - - E IN ME SEMPRE VIVI. - - - - - INDICE - - - L'EBRAISMO E LA RIVOLUZIONE FRANCESE: ........................... 1 - I. -- La Francia dal 1840 al 1848 e la Francia nel 1898. ...... 1 - II. -- Il Giudaismo -- Sua essenza -- Sua missione. ........... 7 - III. -- L'applicazione dei principii ebraici nel mondo dei popoli. - 12 - IV. -- Periodo della dispersione. ............................. 16 - V. -- Persecuzioni e Rinascenza. .............................. 20 - VI. -- La Rivoluzione francese e i principi costitutivi - dell'Ebraismo. ................................................ 22 - VII. -- Antisemitismo e Reazioni. ............................. 25 - VIII. -- Il processo Dreyfus. ................................. 29 - IX. -- Sindacato e solidarietà. ............................... 31 - X. -- L'Esposizione del 1900 -- Missione della Francia -- L'Europa - si unifica e si espande. ...................................... 33 - XI. -- Internazionalismo. ..................................... 35 - XII. -- La Francia e la nuova Europa. ......................... 37 - XIII. -- Il programma politico-morale del Secolo ventesimo. ... 39 - XIV. -- Il Clou morale dell'Esposizione nel 1900. ............. 42 - AHASVERO NELL'ISOLA DEL DIAVOLO: ................................ 49 - I. -- L'Olocausto eterno ...................................... 49 - II. -- Le due visioni ......................................... 52 - III. -- Grido d'Ambascia ...................................... 61 - IV. -- Nemesi! ................................................ 63 - - - - - L'EBRAISMO E LA RIVOLUZIONE FRANCESE - - - ---------- - - - - I. -- _La Francia dal 1840 al 1848 e la Francia nel 1898._ - - -E tu, mio maestro ed amico, morivi a Parigi colla parola _Umanità_ sulle -labbra, e tu, mio fratello di pensiero e di fede, Carlo Fauvety, grande -per intelletto, più grande per nobiltà di cuore, ti spegnevi nella tua -casa ospitale di Asnières, detta il ritiro del filosofo, colla parola di -_Solidarietà_ sulle labbra, parola in cui si riassumeva la tua filosofia -sociale, l'anelito della tua anima pura e generosa[1]. - - [1] Il nome di Pierre Leroux è abbastanza noto per le opere da lui - pubblicate. Lo è meno quello di Charles Fauvety, morto a Asnières, - l'11 febbraio 1894 all'età di 80 anni, circondato dall'affetto di - tutti i cittadini. - - Scrittore elegante e profondo, era modestissimo. Non scriveva per - vaghezza di rinomanza e di popolarità, ma per propagare le sue - idee. Era l'apostolo del pensiero; faceva il bene pel bene. - Filosofo spiritualista d'alto valore intellettuale e morale, - apparteneva alla scuola socialista, che prevalse in Francia dal - 1832 al 1851, la quale non mirava solo alle questioni materiali, - al ventre, come il Socialismo attuale, ma si preoccupava - sopratutto a formare l'uomo morale: Scuola, che fu via via - rappresentata dal _Phalanstere_, _la Phalange_, _la Democratie - pacifique_, fondò _Le rappresentant du Peuple_ poi _la Voix du - Peuple_ e altri giornali. Collaborò coi suoi amici Michelet, - Renouvier, l'Abbé Constant, Erdan in varie riviste, fondò il - giornale _La Solidarité_, in cui espose più chiaramente le sue - idee religiose, sociali, che interrotto dalle guerre del 1870 fu - ripreso e continuato nel 1876 dalla _Religion Laique_, che divenne - nel 1890 e sotto la direzione del suo discepolo, P. Verdad - (Lessard) _La Religion Universelle_. Mandava nello stesso tempo - importanti articoli al Giornale Italiano, _La Ragione_, in cui io - collaborava con Ausonio Franchi. Degne di nota sono le sue opere - intitolate _Nouvelle Rivelation_, La _Vie_, e l'altra _Théonomie, - Démonstration de l'Existence de Dieu_. - - La sua dottrina egli riassunse nel suo Testamento morale con - queste parole: _Credo alla solidarietà Universale. Voglio la - Giustizia e fratellanza umana. Aspiro alla Perfezione. Dio unità - suprema, legge universale, Ragione cosciente dell'Universo_. - - Fu la sua vita, come quella di Benedetto Spinoza, la vita di un - santo; ed io sono lieto di poterlo ricordare ancora alla Francia e - all'Italia, e rendere un supremo omaggio all'amico, all'uomo - integerrimo e al pensatore. - -Io, giovinetto ancora, quelle due parole raccoglieva dalle vostre labbra -per riportarle dalla Francia nell'Italia, allora schiava, ripeterle tra -gli studenti delle nostre Università, elevarle a programma della fede -futura, a dogma della religione universale; le bandiva nelle fratellanze -segrete, ed esse divennero per noi, insieme con quella d'_indipendenza -nazionale_, la fede nuova, la quale infiammava il nostro cuore, il -vincolo d'unione, che doveva stringere, non solo le diverse parti -d'Italia, allora smembrata, in una possente unità, ma, solidarie fra -loro, l'Italia alla Francia, la Francia al mondo, e costituire insieme -la Nuova Europa. - -I miei condiscepoli al Collegio di Francia ed alla Sorbona e nei diversi -corsi universitarii, alle parole infocate di Michelet, di Edgar Quinet, -di Royer Collard, del filosofo Cousin e dei suoi seguaci, come degli -stessi economisti, già sansimoniani, quali Michel Chevalier, Augusto -Comte e altri, non avevano che una fede, cui trasmettevano alle nostre -menti, la fede nei principii fecondi della Rivoluzione; e tutti, giovani -francesi e stranieri, uniti in comunione da questi principii, che come -vincolo di sacramento ci stringevano in una stessa famiglia, nei ritrovi -palesi o fra le fratellanza segrete, giuravamo di consacrare la vita -nostra al loro trionfo non solo in Francia, ma in ogni parte d'Europa. A -quei tempi non esistevano differenze fra nazioni, e nazioni; eravamo -Italiani, Svizzeri, Polacchi, Ungheresi, Tedeschi, Russi, tutti come un -popolo solo, una famiglia; non pregiudizio di culto e di classe, ma -Protestanti, Ebrei, Cattolici, Sismatici, tutti stretti in un fascio, -_tutti_ (era la nostra parola d'ordine), _tutti come uno_. Tutti -giuravamo di adoprarci e combattere pel trionfo della legge morale, -universale, consacrarci al progresso della libertà, della fratellanza -dei popoli, in tutto il mondo, unirci in una sola associazione, ciascuno -e tutti solidarii fra loro: Parigi doveva essere il nucleo -dell'associazione, il focolare della nuova fede, da cui doveva -irraggiarsi sopra l'Europa, allora oppressa, e gettare le basi della -confederazione di tutti i popoli[2]. - - [2] Ecco alcuni brani del programma di questa società fondata da - Mazzini e da altri emigrati Tedeschi, Polacchi, Ungheresi e - liberali Francesi nel 1835-1840 e che aveva il centro attivo in - Parigi: - - «1. La _Giovane Europa_ è l'Associazione di tutti coloro, i quali - credendo in un avvenire di libertà, d'eguaglianza, di fraternità - per tutti gli uomini, vogliono consacrare i loro pensieri e - l'opera loro a fondare l'avvenire. - - _Principî comuni_. - - 2. Un solo _Iddio_. - Un solo padrone: _la legge_. - Un solo interprete della legge: l'_Umanità_. - - 3. Costituire l'umanità in guisa che essa possa avvicinarsi il più - rapidamente possibile, mercè un continuo progresso, - all'applicazione della legge che deve governarla. Tale è la - missione della _Giovane Europa_. - - 17. Ogni popolo ha una missione sociale, per cui coopera al - compimento della missione generale dell'Umanità. La Nazionalità è - sacra. - - 18. Ogni signoria ingiusta, ogni violenza, ogni atto di egoismo, - esercitato a danno di un popolo è violazione della libertà, - dell'Eguaglianza, della fratellanza dei popoli. Tutti i popoli - sono solidari, e devono aiutarsi a vicenda, perchè tale abuso - finisca. - - 19. L'umanità non sarà veramente costituita, se non quando tutti i - popoli che la compongono, avendo conquistato il libero esercizio - della loro Sovranità, saranno associati in una confederazione per - indirizzarsi, sotto l'impero d'una dichiarazione di principî e di - un patto comune, allo stesso fine proclamando, e applicando la - legge morale universale...». Tali i principî sopra i quali, - Italiani, Francesi, Tedeschi, Ungheresi, Polacchi, sino dal 1835, - gettavano le basi della _Nuova Europa_. Ora dopo lotte combattute - per oltre cinquant'anni, il principio della Nazionalità ha - trionfato, e alla Monarchia per diritto divino è succeduto il - Monarcato per diritto del popolo e dei plebisciti. Ciò che allora - sembrava un sogno di pochi entusiasti. - - Quando potrà realizzarsi l'altro sogno: la federazione Europea? - _Fata trahunt_. - -Gli studenti erano a quei tempi le sentinelle avanzate della libertà. -Ogni nobile causa trovava nel loro cuore un'eco, in essi un campione per -difenderla; ogni illegalità ed ingiustizia, non solo una protesta, ma -suscitava una falange di generosi per combattere e rivendicare il giusto -diritto conculcato. Non si discuteva intorno alla classe, alla casta, -alla religione professata dall'individuo, ma in ciascuno di essi non si -vedeva che l'uomo, ed il suo diritto. - -La Francia era allora, come adesso, frazionata in partiti. Esistevano -legittimisti, conservatori, radicali, socialisti, cattolici e -neocattolici, ma in ciascuno batteva il cuore della Francia, della sua -dignità, del suo onore. I cattolici, i neocattolici, come Chateaubriand, -Montalembert, Buchez, Balanche, Dupanloup e Veuillot stesso, accettavano -i principii fondamentali della rivoluzione, i quali costituivano la -nuova Francia, fondavano su di essi i loro giudizî, le loro dottrine. -Chi avrebbe sognato allora di diseppellire i pregiudizî, le mostruosità -dell'evo medio? Chi avrebbe mai immaginato pure di distinguere il -cattolico dal protestante o dall'ebreo? Se ora gli studenti, il cuore, -la parte giovane e generosa della Francia vagheggiano i tempi -obbrobriosi della _Ligue_ o quelli dell'abolizione dell'Editto di -Nantes, ove si arresteranno i figli dei Crociati[3] e il clero, che -aveva preparato quegli obbrobrii, fomentata quella strage, e ne -gavazzava? - - [3] Nel discorso pronunziato dal conte de Mun, ricevuto all'Accademia - il 12 marzo, sembra che secondo gli Apostoli della sacrestia, la - Francia avanzi sempre di grado nella armata pontificia. Prima era - semplice figlia della Chiesa, poi divenne soldato, ora, secondo le - parole del Conte, è promossa a _Sergent de l'Église_. - -Un giornale, come quello diretto dal famigerato Drumont, giornale -dell'odio e della menzogna, non sarebbe, a quei tempi, durato dieci -giorni, nè avrebbe raccolti dieci abbonati: sarebbe caduto, dopo pochi -giorni dalla pubblicazione, sotto il peso del disprezzo e della -indignazione di ogni classe di cittadini, dall'aristocrazia del -quartiere di S. Germano, al più umile operaio del Borgo di S. Antonio. -Un processo, come quello di Dreyfus, sotto il regime degli Orléans o -sotto quello degli stessi Borboni, o non sarebbe sorto, o sarebbe stato -spedito in pochi giorni secondo verità e giustizia; ora è divenuto un -vitupero e anche un pericolo per la Francia, uno scandalo in tutta -Europa, e, dopo tre anni, non è chiuso ancora! - -L'Europa intera, che ora, mercè l'opera della Francia, la nobile -iniziatrice, è, in gran parte, divenuta liberale, assiste a questo turpe -spettacolo e ne è commossa, indignata. Essa non odia la Francia, come si -stampa, si predica da alcuni a Parigi, ma deplora e geme, perchè l'ama, -l'apprezza, e molto spera ancora dal suo popolo precursore delle più -ardite riforme. Essa, da oltre un secolo, non mirò nella Francia, se non -che gli atleti della Rivoluzione, gli eroismi dei Giacobini, la terra -degli Enciclopedisti, delle arti, delle lettere, della politica -redentrice. L'Europa rammenta sempre, che essa rese all'umanità un -servizio incomparabile, superiore a quanto operarono tutti i popoli che -la precedettero. Essa ha liberato la personalità umana da ogni -considerazione di natali, di credenze religiose, di classi; ha -proclamata in faccia all'Universo i diritti dell'uomo, ha coronato -l'individuo dei suoi diritti inviolabili, ha proclamata la legge, non di -una nazione, nè di una razza, ma di tutta la specie umana. Ed ora questa -Francia rinnegherebbe quel che ha affermato, proclamato in faccia al -mondo, tradirebbe sè e la causa dell'umanità? Ecco il dubbio che agita, -commuove e addolora l'Europa: se la Francia diserta il suo posto di -sentinella avanzata della civiltà, di cavaliere d'ogni diritto, di -custode della giustizia, chi scenderà nel campo a sostituirla? Se essa -si unisce, s'imbranca a quanto vi ha di più reazionario e micidiale alle -libertà in Europa, chi sottentra ad essa? Dove, a chi ci volgeremo -ancora per combattere a difesa della civiltà, della scienza e della -giustizia? Egli è pur troppo il _chauvinismo_ Gallico, avvelenato da -rancori, da invidie, da odii, che crea alla Francia il maggior pericolo, -e costringerà l'Europa liberale ad aprire una campagna, non contro di -lei, ma contro i suoi capricci, le sue aberrazioni istantanee funeste a -tutti, e a lei micidiali. Perciò ogni uomo di cuore in Europa si agita, -si commuove, non per ostilità, sibbene per avvertirla della strada -pericolosa, nella quale si è gettata, quasi incosciente, immemore di sè, -degli alti destini a cui era chiamata nel mondo civile. - - * - * * - -Per due colpe, dicevano i profeti d'Israello, questi tribuni, non di un -popolo, ma di tutti i popoli, fu giudicato Moab, e per una fu -condannato. Per due sintomi, diremo noi, fu giudicata la Francia e per -uno sarà condannata. Per quella ignobile farsa del Boulangismo, con cui -un popolo generoso si era gettato ai piedi d'una sciabola e di un -cavallo, staffiere in cerca di un paladino qualunque, armato della -sciabola o dell'aspersorio. Per le scene di umiliazione e di dedizione, -colle quali essa si è gettata ai piedi dello Czar; poteva pure farsene -un alleato, ma con quella dignità e quel decoro, che una grande nazione -non deve mai obbliare. Però di un procedere siffatto non è giudice che -la Francia; libero a ciascuno di fare quanto gli conviene della propria -persona, perocchè il pudore non s'impone, nè ad una cortigiana, nè ad un -popolo. E i liberali d'Europa videro, deplorarono, e si tacquero. - -Un altro sintomo di codesta decadenza morale, a cui il liberalismo -Europeo assiste e pel quale si commuove e protesta, è l'affare di -Dreyfus. Perocchè omai il senso di giustizia è così vivo e profondo nel -mondo civile, che quando altri lo vede offeso e conculcato, sente che -tale oblio può divenire un pericolo per tutti. - -Io non mi fermerò a parlare dei particolari di questo processo, omai ben -noti; per quanto altri tenti, si adoperi per addensare le tenebre -intorno ad esso, la luce è penetrata in ogni parte, e la luce sarà la -condanna di quanti lo hanno iniziato e condotto. - -Costoro speravano che, come nei tempi, cui vorrebbero evocare, il barone -o l'Inquisitore potessero spingere la vittima disignata entro il -trabocchetto preparato, ivi l'accusato, vittima dell'intrigo, sparisse -sepolto per sempre, e si facesse su di lui il silenzio della morte. - -Ma nel secolo decimonono, anche i sepolcri talvolta hanno una voce, -anche i lamenti dei sepolti nell'Isola del Diavolo, trovano un'eco. - -La Francia intelligente e proba, l'Europa, il mondo civile raccolse -quell'eco, udì quel gemito, si commosse; contro il verdetto imposto -dalla servilità burocratica, dall'albagia dei militari, dai raggiri -dell'ipocrisia o della paura di giudici ignari o prezzolati, o di -giurati atterriti, tutto il mondo civile alla loro condanna contrappose -il proprio verdetto, protestò e gridò, che quel processo è l'ingiustizia -più turpe che sia stata commessa nel secolo decimonono. - - - - II. -- _Il Giudaismo -- Sua essenza -- Sua missione._ - - -Il processo Dreyfus, le vaste proporzioni, che assunse un fatto -accidentale e che concerne un individuo, presenta alcunchè di -provvidenziale, o, se vuolsi, della fatalità storica. - -In mezzo alle angoscie e alle sorprese, che esso ha suscitate, offre -all'osservatore due sintomi importanti e due consolazioni. Primo, si è -rivelato agli occhi di tutti una specie di _UNITÀ MORALE_, che omai -domina e stringe, come in un solo popolo, tutto il mondo civile nei due -emisferi, unità di sentimento e d'_interesse morale_, il quale, in -questo albore del secolo, che sta per aprirsi, sembra inauspicare, sopra -le rovine del mondo che sta per dileguarsi, quell'unità, la quale dovrà -dominare la umanità futura. - -Seconda consolazione, è che questo verdetto cosmopolita ci palesa e -prova, come il concetto di giustizia sia diffuso e prevalente nel mondo -dei popoli, da Washington e Boston sino a Berlino, Roma e Mosca, e -oramai domini la società, che va formandosi sulle macerie dell'antico. - -Ora ci domandiamo: donde l'origine del concetto assoluto della -_Giustizia_, del suo imperativo giuridico-morale? Chi ne fece la base -della propria religione, del suo culto, delle sue istituzioni politiche, -il soggetto e l'oggetto della sua propagazione, e scopo del suo mandato -fra i popoli? - -La questione Dreyfus si confonde con quella dell'Ebreo, la quale si -presenta, si agita da secoli in mezzo a tutti i popoli. Ora che cosa fu -nella remota antichità e che cosa è nella sua essenza l'ebraismo? -- A -chi risale alle sue origini, e segue l'ebraismo nel suo svolgimento ed -applicazione, esso non è nè una religione, nè un culto, nè una -nazionalità nel significato moderno. È qualche cosa di più, o se vuolsi -di meno. - -È un complesso di principii assoluti e direttivi dell'ordine sociale, i -quali, astratti, ideali ed universali nelle loro origini, tentarono, a -traverso il tempo e lo spazio, di esplicarsi e penetrare di sè tutti gli -umani concorzî. - -È un'idea che vuol trasformarsi in costituzione politica-sociale; la -Genesi, diremo con parola biblica, che si fa numero e storia[4]. - - [4] L'Ebreo, dice Renan, è meno il prodotto di una razza, che quello - di una tradizione, è meno l'opera della carne, che dello spirito; - venne formato e fabbricato da suoi libri e da suoi riti. E Anatole - Leroy-Beaulieu scrive, che l'Ariano e il Semita sono fratelli, - ambo appartengono alla grande razza caucasica mediterranea, che - aspira al Governo del mondo. - - (_V. Revue des deux Mondes_. Maggio 1891). - -L'Ebreo e l'Ebraismo non furono, nelle loro origini e nel loro sviluppo -storico, il prodotto di una sola razza, ma piuttosto d'un aggregato -d'individui, di personalità, sorte da genti e famiglie diverse, fra -Egizî, Fenici, Etiopi, Mesopotamî, ed altre famiglie, popolazioni -dell'Asia centrale e dell'Egitto, le quali per tradizioni domestiche, -per parentadi, per congenialità, per commerci, condizioni e circostanze -speciali, si unirono, si consociarono, e poscia si fusero insieme; col -tempo assunsero un tipo omogeneo, a quel modo, che nel mondo animale e -nel vegetale una specie si modifica e si trasforma a seconda -dell'influsso che esercita su di essa l'ambiente che la circonda, la -invade, o invasa. - -Però essa in quei tempi, nei quali ogni fatto o fenomeno sociale aveva -del mistico e del divino, assunse il nome di popolo eletto, popolo _DI -ELEZIONE_, voce, che corrisponde a quello che noi, con parola -scientifica, ora denominiamo _SELEZIONE_. Cioè quella selezione -naturale, con cui nella lotta per l'esistenza, finisce per prevalere il -più forte, o il più intelligente. - -E questo lavoro di selezione, condotto a traverso tanti secoli, popoli, -razze diverse, combattimenti, sconfitte, riscosse, concentrazioni e -dispersioni, temprò e ritemprò questa gente, battuta all'incudine di -tanti eventi e climi, e ne fece individualità, le quali, energiche di -volontà e indomite di pensiero, poterono resistere a tutte le prove, -soffrire, cadere, rialzarsi, razza unica al mondo, che vince ogni -avversità, vive e perdura. - -Ora quali furono, quali sono le idee principali, le idee-madri intorno -alle quali si raggrupparono, consociate, queste famiglie e per cui si -fusero in un popolo, e che da un manipolo di uomini, secondo la promessa -fatta al patriarca, dovrà divenire una progenie più numerosa dell'arena -del mare? - -Queste idee erano, sino dalle origini, semplici, come tutto che nella -natura è grande, fecondo e durevole. Esse si possono ridurre a tre -principali: un Dio, una legge, un popolo. - -Presso tutti i popoli antichi, e in parte anche alcuni moderni, ogni -razza, città, famiglia, individuo aveva il suo proprio Nume e una -teogonia di Numi, l'uno rivale, avverso all'altro, tutti in lotta fra di -loro. Guerra degli Dei contro gli Dei, guerra fra gli uomini, guerre di -religioni; Olimpo contro Olimpo, razza contro razza: e i Numi, com'è -noto, erano le rappresentazioni dei fenomeni naturali, animali, -vegetali, siderei, od incarnazioni di eroi, di guerrieri, di principi e -Re, o di uomini giusti e santi. Ora l'Ebraismo (auspici i patriarchi o -Mosè, l'epoca e il nome non monta) tagliò corto a queste teogonie del -Naturalismo, dell'Antropomorfismo e della fenomenologia naturale, o -della fantasia umana. - -Esso proclamò, come base della società, il Dio Uno[5]. Egli creatore o -regolatore dell'Universo, egli infinito ed eterno. Jeova è quello che è, -fu, sarà. -- L'Ente, l'assoluto. Egli, infinito, non può essere -rappresentato; quindi non idoli di creta, non immagini. L'Ebreo fu il -terribile iconoclasta. Il suo Dio non può essere contemplato, adorato -che col pensiero, il quale deve, meditando, studiarne le opere, cercarne -le vie, onde scoprirne le leggi. Però Mosè disse ancora: «_Tu sei nato -per conoscere_». Nella legge esso aggiunse; è la tua vita. Passerete a -traverso i secoli «_in lei vivrete_». - - [5] Israel, diceva il padre Giacinto in una sua predica, è il primo - popolo che siasi elevato alla conoscenza dell'unità di Dio. Da - quel giorno Israel è divenuto padre della religione-umanità. Il - cristianesimo non è che un ramo innestato sopra il suo tronco. E - Renan scrive: L'ebreo ha fondato Dio: pure nessun popolo si occupò - meno di lui nel disputare intorno a Dio: e fu quello un tratto non - solo di buon senso, ma di genio, scegliere a fondamento della - comunione religiosa la pratica, non il domma. - -Ora qual è l'attributo principale, che dal legislatore viene conferito -al suo Dio? La legge. Perocchè nei consorzi sociali dalla legge deriva -quell'armonia che penetra e governa l'universo. Egli è anzi tutto il Dio -di rettitudine e di giustizia[6]. Quest'attributo, che domina il -Giudaismo, è pure il concetto a cui s'inspirò ed in cui si riassume il -poema Nazionale Italico. - - «Giustizia mosse il mio alto fattore». - -Ma _Giustizia_ è termine astratto; essa deve applicarsi, tradursi in -atto nella società, definirsi; ed essa si fa la _Legge_, e la legge -diviene il vero culto d'Israel. - - [6] «Pure sono le sue opere, tutte le sue vie sono Giustizia, nè in - lui è fallacia. Giusto e retto egli è». Questo è il domma e - riassume l'intero catechismo dell'Ebreo (Deut. XXXII). - -Però il Giudaismo non è una religione nel significato generale e volgare -della parola, nè il suo culto un complesso di riti, cerimonie mistiche o -sacramenti. È fondato sull'unità dell'uomo religioso e sociale, -sull'unità della dottrina e della vita. A lui domma è il concetto -assoluto di _Giustizia_ nella sua astrazione; a lui il culto è lo studio -della legge per applicarla con moralità ed equità, nelle società umane. - -Quindi lo studio al quale deve consacrarsi l'Ebreo, è quello dello -spettacolo delle opere dell'universo, per iscoprire le leggi che lo -governano, ciò è _La gloria di colui che tutto move_, onde deriva la -scienza della natura, e meditare ad un tempo la legge o la _Thorà_, -collo scopo di comprendere, applicare le leggi, le quali devono -governare la società umana per ottenere, mercè un'educazione razionale, -il miglioramento dell'individuo come della specie. - -E dal giorno, nel quale fu proclamata la legge, come succedeva nelle -società antiche, nelle quali il nome definiva l'individuo e lo -riconsacrava, innestando nella personalità il proprio pensiero, l'Ebreo -mutò nome, si rinnovò e si rivelò trasformato. Non si appellò più dal -suo nome d'origine, Ebreo, il nome ne rispecchiò il pensiero, ne indicò -il mandato. _Nomen Numen_. Egli si appella Isra-el -- che significa -rettitudine di Dio o creatura di Dio. - -Terzo elemento, o, meglio, vera piattaforma, sulla quale si è elevato -l'edifizio d'Israel, nel quale si è imperniato, è il _Popolo_. Appo le -altre genti, sarà un re, un eroe, un sacerdote, un ierofante che -rappresenta, e in sè concentra la nazione: in Israel, è il popolo -stesso. - -Appo le altre genti, non è la legge, ma il Privilegio, che costituisce -la Nazione e la domina, suole elevarsi un individuo, un eroe, una classe -o casta che signoreggia; in Israel è tutto il popolo, a sè sacerdote e -sovrano. Voi siete, dice il legislatore, un popolo di liberi, -_Benè-Korim_, un popolo di sacerdoti, popolo-re. Non v'ha in Israello -che una classe, il popolo, un sovrano, la legge[7]. Un Dio, una legge e -un popolo. - - [7] Ecco le parole, colle quali questa uguaglianza dei cittadini - innanzi alla legge fu, da oltre tre mila anni, proclamata dal - legislatore Ebreo: «Vi sarà una stessa giustizia, una sola legge - per voi e per lo straniero che dimora in mezzo a voi. Egli è il - vostro uguale innanzi a Dio». (Esodo 23,5 -- Levitico - 15,34 -- Deut. Cap. 21-V-I). - -Tali i principii generali, sui quali si fonda e s'impernia l'Ebraismo, e -tali principii non dovranno limitarsi ad essere soltanto retaggio a -Giacob, dice ancora la Bibbia, ma devono riuscire di scuola, esempio -alle nazioni, retaggio del genere umano. E qui si apre la storia -d'Israel; storia che, scrive Renan, è una delle più belle nell'umanità; -s'inizia nell'età più remota, nè sembra chiusa ancora. - - - - III. -- _L'applicazione dei principii ebraici nel mondo dei popoli._ - - -La storia di questo popolo si divide in tre periodi, i quali segnano lo -svolgimento graduale di questi principii, e l'applicazione di queste -idee in mezzo alle nazioni. - -Il primo periodo l'appelleremo di _Concentramento_; il secondo di -_Dispersione_; il terzo di _Fusione_. - -Nel primo, egli combatte per conquistarsi una patria onde ordinarsi e -costituirsi in nazione. La regione che, per tradizioni di famiglia, come -pel mandato imposto ad Israel, doveva essere la sua sede, il punto per -raccogliersi, fu la Siria o Palestina. Era questa la terra sacra, la -terra eletta o di elezione, terra, diremmo, provvidenziale: La Siria è -un istmo che, mentre è chiuso in sè, come una fortezza, tra i monti, il -deserto ed il mare, rannoda insieme i tre continenti del mondo antico, -Asia, Africa, Europa, è la meta verso cui si sono rivolti gl'invasori da -ogni parte del mondo; è la meta che invoglia le cupidigie di ogni -conquistatore, soggetta a continue guerre e travolta in trasformazioni -violente di razze, di religioni, di imperi, che si rovesciano, si -sovrappongono l'uno sull'altro; ed è pure il punto centrale, cui il -mondo antico appellò _umbilicus terræ_, il punto in cui s'incontravano -tutti i popoli dell'antichità, e, ad un tempo, era punto d'appoggio, da -cui, intermezzando fra tre mondi, si può esercitare un'azione potente -sopra tutti i popoli; punto di concentramento e di espansione, che -raggruppa e snoda, annoda ed espande. - -Dopo lungo periodo di guerre, Israel appena cominciò a stabilirsi in -questa regione, a consolidarsi, e prese a svolgere, applicare i suoi -principii sociali, non sì tosto divenne una forza, egli vide levarsi -contro di lui i popoli, i grandi imperi che lo circondavano, Egizî, -Assiri, Babilonesi; e dovette combattere contro tutti, a difesa della -sua nazionalità, e de' suoi principii. - -Questi imperi, oltre all'interesse politico e strategico di rendersi -padroni della Siria, la quale offriva il passaggio per l'Egitto, nei -vasti imperi dell'Asia centrale, e per l'occidente, avevano pure un -interesse speciale, religioso e sociale, per combattere l'Ebreo: e -s'iniziò quella guerra contro l'Ebreo, che ora si dice antisemitismo, e -che in quei tempi veniva combattuta spesso dagli stessi semiti. - -Le sue leggi, la sua religione, la sua costituzione sociale, era per -loro un pericolo, una minaccia, però ciascuno aveva interesse che -l'Ebreo non pervenisse a consolidarsi fortemente. La costituzione -sociale dell'Ebraismo era l'antitesi, la negazione di quella di tutti i -popoli e regni dell'antichità, e, come diremmo con parola moderna, era -una minaccia permanente contro _l'ordine_. Tutti i regni adoravano una -moltitudine di Numi d'ogni forma, avevano culti feroci, voluttuosi, -osceni, o Nume loro era lo stesso imperatore od il conquistatore. - -L'Ebreo, invece, opponeva un Dio solo in cielo, una legge in terra. -Quelli erano divisi in caste, in classi; e le classi privilegiate erano -tutto, il popolo o la massa nulla, l'operaio, il contadino oppressi, -calpestati, schiavi: appo l'Ebreo non esistevano classi, l'operaio, il -contadino il popolo erano tutto, e il sacerdozio stesso era confinato, -isolato all'altare, chiuso, diremmo, nel tempio, e unico re _la legge_. -Là era autocrazia, teocrazia, e quindi il dispotismo, l'arbitrio che -dominava; qui la legge sovrana, la uguaglianza sociale. Era la Svizzera, -l'Olanda, dell'antichità e come diceva Renan, e prima di lui disse -Michelet: fu la prima e vera democrazia dell'antichità. A quel modo che -tutti i despoti moderni, la Spagna, l'Austria, la Francia, la Corte di -Roma combattevano una lotta accanita contro l'Olanda, la Fiandra, la -Svizzera protestante e poscia contro la Rivoluzione Francese, non -altrimenti tutti i dispotismi e le teocrazie dell'antichità mossero una -guerra continua, accanita contro questo piccolo popolo libero, e nulla -fu risparmiato per ischiacciarlo, sopprimerlo. - -Questa la prima e forse l'unica cagione degli odii e delle ostilità di -ogni nazione contro l'Ebreo, la origine e causa vera dell'Antisemitismo -nel mondo antico e nel moderno. - -Egli era la condanna d'ogni dispotismo e d'ogni superstizione, con cui e -per cui regnavano, e che volevano far prevalere pel loro interesse, in -nome dell'ordine. Tutti combattevano colla forza degli eserciti, le -calunnie, le mali arti di governo contro lui; ed egli colla sua legge, i -suoi principii religiosi e politici, si levava solo a lottare contro -tutti. _Inde irae_. - -E prima gli convenne combattere contro i potenti imperi dell'Asia -Centrale, Babilonesi, Assiri, Persiani. Essi, che invasero la Siria con -forze sterminate, ebbero facile vittoria sopra questo popolo, piccolo di -numero ed ordinato più per la pace e pel lavoro, che non per le arti -della guerra. Sionne fu espugnata, il tempio arso, il popolo disperso e -fatto schiavo. Ma, se era debole per forze materiali, era indomito per -forze morali. Questo popolo raccolse di nuovo le sue forze, ricostituì -il suo regno, si rifece nazione, potenza; e s'iniziò un secondo periodo -di concentramento: Ma allora nuove forze, altre potenze, mosse dallo -stesso antagonismo politico e religioso, si levarono contro di lui -dall'occidente. - -I Seleni, i popoli Greco-Macedoni, i quali miravano specialmente a -combattere e sopprimere il suo culto, la sua legge, e imporre i loro -Numi nel tempio di Sionne; Israel combattè contro di loro una pugna -eroica; quelli furono vinti, il tempio purificato. Allora sorse contro -di loro Roma. Guidava sotto il suo stendardo tutti i popoli, associava a -sè tutte le forze del mondo, e le avventò contro il Dio Ebreo, contro il -popolo, la legge. L'Ebreo si trovò a fronte con Roma, tutto il mondo -schierato contro un pugno d'armati. Fu una guerra di nazionalità, una -resistenza delle più eroiche e grandiose che ricordino le istorie: -l'Ebreo solo, fra tutti i popoli, osava resistere a Roma[8]; colla sua -resistenza ne feriva l'orgoglio: conveniva trionfare ad ogni costo, -sopprimerlo. Roma, dopo una lotta di oltre dieci anni, vinse, Sionne fu -espugnata, distrutto il tempio, arso, il popolo condotto in esiglio e -disperso. - - [8] _Angebat iras_, scrive Tacito, _quod soli Judaei non cessissent_. - -E qui comincia il secondo periodo della sua storia, ed il più tragico; -quello della dispersione. - - - - IV. -- _Periodo della dispersione._ - - -A quel modo, che nei tempi nostri, dopo la reazione del 1815 e lo -smembramento d'Italia, i nostri emigrati, profughi e dispersi in ogni -parte del mondo, presero a cospirare contro l'Austria, che rappresentava -allora ogni dispotismo, e si recarono a combattere in Spagna, in Grecia, -Svizzera e nelle Americhe per la libertà, non altrimenti gli Ebrei, dopo -la caduta del tempio, schiavi o dispersi in ogni parte del mondo antico, -iniziarono una guerra sorda e tenace di opposizione e di cospirazioni -contro Cesare, come contro la costituzione sociale del mondo pagano. -Erano state spezzate nelle loro mani le armi materiali, ma rimanevano -loro invisibili, inoppugnabili, quelle intellettuali e morali: la -fierezza di un popolo, la fede nella giustizia e nella verità. Milioni -di Ebrei, tratti in cattività a Roma e nelle grandi città, erano -condannati a lavorare nei pubblici edifizî, ad erigere in Roma il -Colosseo, le Terme, il palazzo di Cesare. Quivi si affiatavano, si -associavano cogli schiavi ed operai delle Gallie, della Germania, delle -provincie italiane, uniti da un odio comune, e da una stessa sete di -vendetta contro Roma, la terribile conquistatrice e tiranna delle genti, -e contrapponevano le dottrine religiose e sociali, uscite dal seno -dell'Ebraismo, contro quelle pagane. Così, mentre l'operaio lavorava a -sollevare le Terme ed il Colosseo, orgoglio dei Cesari, minava e -scalzava dalla base l'edifizio dello impero di Cesare e di Roma. - -Il Cristianesimo, mentre Sionne ed il tempio erano ancora in piedi, si -era appena diffuso fuori delle sue mura, e delle provincie Siriache; -caduta Sionne, prese uno slancio subitaneo e cominciò a propagarsi nel -mondo greco-latino, nelle grandi capitali dell'Asia Minore, ed a -penetrare in Roma. Il Cristianesimo ne' suoi primordii rispondeva agli -ideali ebraici, così religiosi come sociali. Cristo, come si vede dalle -stesse epistole di S. Paolo, era per essi, più che persona storica, un -ideale, il quale, simbolo della parola dei loro profeti, corrispondeva -alle passioni ardenti e tormentose, che si agitavano nel profondo dei -loro cuori. Nella sua dottrina morale, come nella passione e morte, -trovavano, personificate, le dottrine dei loro avi, le sofferenze, la -crocifissione di tutto un popolo immolato. Al pari dei nostri martiri -patrioti, nei tempi dei Carbonari e martiri della libertà, egli divenne -il centro intorno a cui si raccoglievano tutti gli oppressi, i -sofferenti, e quanti aspiravano a libertà. La maggior parte dei primi -apostoli e martiri erano usciti dal seno degli Ebrei; essi -contrapponevano il Cristo, all'imperatore, il loro Dio, alle divinità -dell'Olimpo Greco-Romano. Voi, dicevano, nell'ardore delle loro -passioni, nell'entusiasmo della fede, voi credeste di trionfare di noi, -di soggiogarci, annientarci, e noi afferriamo uno dei più umili fra i -nostri fratelli, figlio d'un semplice operaio, nato nella piccola terra -di Betlemme, noi lo solleviamo sulle nostre braccia, invano incatenate, -lo gettiamo contro Cesare e Roma, dicendo: Questo sarà il vostro Re, -Imperatore e Dio. _Rex Romanorum_. - -Per circa tre secoli, Cristiani ed Ebrei formarono una medesima -comunione, associati nelle stesse dottrine, rivolti ad uno scopo: La -diffusione ed il trionfo del messianismo. Avversi del pari alle -istituzioni pagane, ribelli al dominio di Cesare, perseguitati del pari, -essi si strinsero in fratellanze segrete, per modo che molti dei martiri -cui il Cristianesimo attribuì a se stesso e santificò, furono Ebrei. -Essi avevano comuni le scuole, come i sepolcri; e nelle recenti -scoperte, in fondo alle catacombe, dalle iscrizioni e dai simboli si -riconosce, che molti dei sepolcri e delle urne coprono le salme di -Ebrei. - -La scissura dei due rami, nati dallo stesso ceppo, cominciò veramente -con Costantino, e venne vieppiù allargandosi dopo che la Chiesa si unì e -si associò all'impero. - -Dante, nel poema nazionale, in una visione meravigliosa di poesia e di -verità storica, descrive e segna questo momento storico con parole -roventi. - - L'aquila vidi scender giù nell'arca - del carro, e lasciar lei di sè pennuta; - . . . . . . . . . - O navicella mia, come mal se' carca[9]. - - [9] Purgatorio c. 32, v. 125 e segg. - -Il Cristianesimo primitivo fu trasformato, adulterato e sopra il carro -vide: - - Seder sovr'esso una puttana sciolta: - Di costa a lei dritto un gigante - E baciavansi insieme alcuna volta[10]. - - [10] Id. c. 32, v. 149 e segg. - -Fu in ogni tempo fina politica della Chiesa romana cedere, modificarsi -secondo le circostanze e le necessità dei tempi. In tal modo la vediamo -ancora nel nostro secolo, nel 1814 e 1815, essa è a capo della Santa -Alleanza, appoggia ogni sorta di despotismo. Mutate le condizioni -politiche, il Vaticano diviene repubblicano, demagogo in Francia, -socialista, antisemita a Vienna, moderato a Berlino, a Pietroburgo, -avverso ad ogni libertà costituzionale e all'unità, in Italia. - -Dopo Costantino cominciò veramente, e venne vieppiù allargandosi, la -scissura fra il Cristianesimo trasformato ed il Giudaismo. Pullularono -le eresie sempre più numerose e ribelli nel seno del Cristianesimo; esse -accusavano la Chiesa Romana di essersi dilungata da quei principi che -formavano la essenza del Cristianesimo: negli ordini religiosi, esse -dicevano, divenne un altro Paganesimo; all'Uno, ineffabile, sostituì un -Dio in più persone, poi il culto delle Imagini, e dei Santi, coi quali -edificò un nuovo Olimpo, impose la Mariolatria. Sostituì tutta una -gerarchia, una teocrazia all'uguaglianza democratica della chiesa -primitiva: negli ordini sociali, altra scissione fra eletti e rejetti, -sacerdoti e secolari; scissure, che si tradussero in seguito nelle -divisioni di classe, clero, nobili e plebei che si combattevano nel seno -della società; quindi alla legge subentrò il privilegio, al principio -assoluto di Giustizia, che dominava la legge antica, contrappose la -dottrina della grazia, e con essa il mercato delle assoluzioni e delle -indulgenze. - -In mezzo a queste scissure e conflitti, l'Ebraismo si raccolse in sè -stesso e continuò a reggersi, inflessibile sempre, sopra i principî -antichi. Allora dalla Chiesa venne considerato, più che un'eresia, -un'empietà, un pericolo. Infatti, egli colla semplicità dei suoi riti, -colle tradizioni che personificava in sè, si levava quale un'accusa, un -rimprovero contro la Chiesa pomposa e trionfante; la sua perduranza e -tenacità creava un pericolo, per cui sarebbe stata politica avveduta -l'annientarlo, come una specie di pretendente, il quale aspirava, se non -al trono, all'altare. Ma sopprimerlo, come si fece di molte eresie col -ferro e col fuoco, riesciva impossibile, disseminati quali erano gli -Ebrei in ogni parte del mondo, in Oriente ed in Occidente, ed ove la sua -potestà non poteva raggiungerli. Adottò quindi una politica più -terribile e più fina: isolarli in mezzo alla Società, umiliarli, -vituperarli. - -Si predicò, che su di loro pesava l'ira e la vendetta di Dio, che essi -erano colpevoli di Deicidio: Quasi che Dio potesse morire; ogni giorno -s'inventava una calunnia per colpire la razza e gli individui; e s'aprì -l'êra delle persecuzioni più atroci e pertinaci, che rammentino le -istorie religiose. - - - - V. -- _Persecuzioni e Rinascenza._ - - -Si cominciò col relegarli, come lebbrosi, in un quartiere isolato della -città, lontani dai consorzi civili; si continuò coll'esodo in massa, a -cacciarli di terra in terra, fomentare in ogni paese saccheggi ed -eccidi; infine si elevarono roghi per abbrucciarli, e, con offesa e -vitupero del vero cristianesimo, queste ecatombe umane si appellarono -atti di fede! E dopo mille anni dell'età nuova, piombò sull'Europa un -periodo di tenebre profonde; il mondo doveva finire, ma era la civiltà, -la morale, il pensiero umano che si erano smarriti e abbuiati, e -parevano eclissati per sempre. - -L'umanità, come scrive con frase poetica e positiva, il sommo storico -Michelet, aveva cessato di pensare. Solo l'Ebreo sentiva, che il termine -del mondo non era vicino ancora, che i fati non erano compiuti, ed egli, -come scrive ancora Michelet, pensava per tutti e serbava la coscienza -dell'avvenire. - -Egli nella Spagna, nella Francia, in Egitto, in Grecia raccoglieva i -libri dell'antichità, li chiosava, li traduceva dall'arabo, dal greco in -latino. Non si limitava a raccogliere questi libri e sepellirli nelle -biblioteche dei conventi, come i Benedettini ed altri ordini religiosi, -i quali ben meritarono dalla Civiltà, ma li diffondeva di terra in -terra, li trasmetteva dall'Asia all'Europa, ed era egli stesso libro -vivente. Egli aveva conservate le tradizioni delle scienze mediche, -fisiche, filosofiche, linguistiche, e le insegnava, le professava; era, -coi commerci, colle scienze, intermediario fra l'oriente e l'occidente, -tra gli Arabi e l'Europa cristiana. - -Irruppero le Crociate; e le orde Crociate, per punire l'Ebreo dell'opera -sua riparatrice e civile, prima di recarsi in Terra Santa e liberare il -sepolcro di Cristo, si scagliarono contro gli Ebrei, che avevano dato il -Redentore al mondo; ed in Germania, in Francia, in Inghilterra, fu un -furore, un'orgia di incendi, di saccheggi e di sterminio contro le -comunità israelitiche. - -I paladini, baroni, conti dirigevano le stragi; e le masse avide di -sangue e di preda, mettevano tutto a fuoco, a ferro e a ruba; le -passioni più feroci e brutali si scatenavano contro un popolo inerme, -pacifico e operoso. - -Anche questo triste periodo, appellato dai poeti eroico, dopo scempî di -sangue e di delitti cavallereschi, tramontò, e si chiuse. - -Un albore di civiltà cominciò a spuntare sull'orizzonte. Gli stessi -crociati, reduci dall'Asia, ne divennero messaggeri e ne furono -strumento efficace. I semi della civiltà latina, non mai appassiti e -spenti in Italia, si dischiusero poco a poco alla vita, e prepararono la -Rinascenza. Al Rinascimento classico, mercè lo studio della Bibbia nei -suoi testi e nella sua realtà, e per opera delle sette antipapali, che -serpeggiavano in tutta Europa sino dal medioevo, tenne dietro il -rinnovamento religioso e la Riforma. - -L'antagonismo fra il Papato e la Riforma accese le guerre più feroci, -che mai abbiano insanguinata l'Europa, nei secoli decimosesto e settimo. -Le guerre di religione e gli orrori di eccidi, stragi e perversità, che -le accompagnarono, allontanarono i pensatori e i popoli stessi dalla -religione, e in molti intiepidirono il sentimento religioso, come -funesto al progresso ed alla pace, ostile e fatale all'unione e sicurtà -dei popoli. - -Al secolo dei teologi, tenne dietro quello dei filosofi e della scienza. -La società aspirava a divenire laica. Uno spirito nuovo corse sopra -tutta l'Europa; un lavoro sordo, poderoso, a cui presero parte tutte le -classi sociali, dal patrizio al borghese, agli stessi monarchi -riformatori, scalzava dalle fondamenta l'edifizio del medio evo, -preparando gli elementi d'un'età novella: -- E scoppiò la Rivoluzione -francese. - - - -VI. -- _La Rivoluzione francese e i principi costitutivi dell'Ebraismo._ - - -La Riforma, nata dalla Teologia, si fonda bensì sulla Bibbia, ma si -arresta alla parola, all'esteriore; la Rivoluzione, nata dalla -filosofia, dalle scienze giuridiche e sociali, ne penetra lo spirito, ne -rileva il pensiero dominante, lo spinge nella pratica sociale, lo -traduce in azione. L'Ebreo, allo scoppiare della Rivoluzione, comprese -che i principi da lei proclamati corrispondevano a quelli che egli -professava da secoli e ne costituivano la essenza religiosa e sociale. -Essi erano stati la sua forza e la sua fede durante le lotte da lui -sostenute a traverso i secoli. Questi principi, come vedemmo, si -riassumevano nella triade: Dio, Legge e Popolo, e la Rivoluzione, pur -rispettando i culti diversi, che dividono l'umanità, si alzava alla -contemplazione di un essere superiore, il Dio Uno, fattore ed anima -dell'universo. Suo culto fu la legge, la quale, a quel modo che ordina e -regge l'universo, così deve guidare il mondo dei popoli con equità e -giustizia, e, sollevandosi al disopra dei privilegi di classe, caste e -razze, mira anzitutto l'uomo coronato da' suoi diritti, e soggetto a -doveri corrispondenti. - -Carattere essenziale di questi principi è la Universalità. Carattere -principale, che presentano i comandamenti promulgati dal Sinai, poscia -svolti dai legislatori e dai profeti, si è, che essi non si limitano -soltanto a riguardare una famiglia, un popolo, ma sono un imperativo -morale, sociale; si adattano ad ogni razza, ad ogni tempo; ed un -carattere identico di universalità è impresso nella dichiarazione dei -diritti dell'uomo, proclamati, prima nell'America, poscia in Parigi, ed -essi sono l'eco e l'esplicazione sempre più larga e positiva, del Verbo -mosaico. - -Ora egli riesce facile ai retori e accademici, che stanno leggiferando -placidamente e si perdono nelle minuzie e nelle sillabe, come i Farisei -dell'antica legge, il criticare la dichiarazione dei Diritti dell'uomo, -opponendo, secondo il sofisma di De Maistre, che l'uomo in astratto non -esiste. Certo non esiste l'uomo in astratto, come non esiste nè -l'albero, nè l'animale astratto e generale; ma la mente riassume i -caratteri, le doti e qualità d'ognuno, e da questi si forma il concetto -dell'albero e dell'animale e ne determina le leggi generali. Con un -processo identico rileva i caratteri, i bisogni della parte fisica, -morale del genere umano, e procede a determinarne i diritti e doveri, i -quali abbracciano tutta la specie, e col tempo, il lavoro, il progredire -di ogni razza, d'ogni popolo verranno ad informarsi in ciascuno, e -potranno costituire per tal modo certa unità di leggi pel genere umano. - -Questi principi generali, che i codici particolari verranno svolgendo -d'età in età, di popolo in popolo per tradurli nella pratica sociale, -corrispondevano all'antico ideale ebraico e che da concetto religioso si -traduceva in legge e pratica sociale. Avvenne quindi, che alla -proclamazione dei principi della Rivoluzione, l'Ebreo acquistò più viva -la coscienza di sè stesso, vide in essi la riprova e la confermazione di -quella fede religiosa sociale, che fu la sua forza durante i secoli e, -diremmo, la ragione della sua durata. - -Perciò allo scoppiare della Rivoluzione francese, noi assistiamo a -questo fatto: mentre tutte le confessioni religiose in Europa la -osteggiano e ne oppugnano i principi, le comunioni ebree, sparse in -mezzo a tutte le nazioni, l'accolgono con entusiasmo, ne acclamano i -principi; quella turba di bottegai, di mercatanti, di operai, dianzi -umiliati, negletti, rispondono all'appello della Rivoluzione, si -rialzano nella loro dignità d'uomo e di cittadino. Essi intuonano la -Marsigliese, e molti Rabbini la traducono in lingua ebraica, o foggiano -sopra quello altri inni patriotici per Israello. Nelle sinagoghe, -all'inno nazionale francese risponde l'antico canto patriottico Ebraico -«_In exitu Israel de Ægypto_» e l'antica liturgia di Francia e d'Italia -aggiunge alle benedizioni all'Eterno, a' suoi patriarchi e profeti anche -questa: «Benedetta la Rivoluzione, che proclama tutti gli uomini -fratelli». - -All'êra nuova, che si leva sull'Europa e sul mondo, sino dalla prima -metà del secolo decimonono, corrisponde una vera _Rinascenza_ -israelitica. Questo popolo, che cancellato, avvilito da duemila anni, -altri credeva chiuso nel suo sepolcro e spento, si rialzò nella forza -della sua intelligenza e attività, ajuto, stimolo di vita e di progresso -fra i suoi concittadini. Dopo quei giorni egli prende viva parte al -movimento politico, economico, letterario, sociale di ogni nazione fra -cui esso è disseminato. Soldato, egli combatte al fianco dei suoi -concittadini a difesa della libertà, non solo in Francia, ma nei campi -della Germania, della Polonia, dell'Ungheria, dell'Italia per -rivendicare la indipendenza delle nazionalità fra cui è nato. -Cospiratore, egli si affiglia alle diverse fratellanze secrete per -combattere il despotismo e la reazione che tenta imporsi all'Europa. - -Nello stesso tempo, pubblicista, letterato, artista, scienziato, -industriale, economista, socialista, noi troviamo sempre e ovunque -alcuni dei suoi a combattere le battaglie della libertà e del progresso. -Questo subito risveglio di una razza, che omai si credeva esaurita ed -estinta, od almeno straniera in quest'Europa nella quale viveva, non -solo attesta la sua origine europea, meglio che il favoleggiato -Arianismo, ma è sintomo dell'energia di cui è dotato, come fosse uno -degli elementi più efficaci di progresso, ed il lievito nel mondo dei -popoli, non che la sua superiorità. Perocchè è omai principio proclamato -dalla scienza, che le specie inferiori, deboli, poco adatte all'ambiente -e poco conformate per sostenere la concorrenza vitale, sono condannate a -perire, quelle superiori finiscono per vincere nel combattimento per la -vita, e perdurano. - -Ma egli è puranco una legge penosa, che la vile moltitudine umana suole -sempre essere invidiosa, sospettosa ed avversa ad ogni superiorità -individuale o collettiva. Il super-uomo o la super-nazione sono per lo -più invise e temute. Si colpiscono col pugnale, come avvenne a Cesare, o -si avvelenano come Socrate. L'abbiamo pur veduto, sino dai tempi delle -civiltà orientali, che l'Ebreo e l'Ebraismo, appena divengono una forza -intellettuale e morale o politica, tutti i despotismi antichi, come le -reazioni moderne, si associano e insurgono contro di lui per opprimerlo -o sopprimerlo. Nei tempi antichi, quando l'Ebreo era ancora una forza -collettiva o nazione, fu combattuto colle armi e cogli eserciti nei -campi aperti; nelle, così dette, civiltà moderne, gli avversari non -trovando intorno a sè che individualità o personalità più o meno -superiori, mutarono la tattica, si pugnò alla spicciolata, si adottarono -armi corte o avvelenate, si sono inventate accuse mostruose e calunnie, -come quelle del sangue emunto ai bambini, si aprirono processi loschi -con documenti falsi, testimoni compri. Sopra questi dati s'imposero ai -giudici sentenze per condannare. Queste guerre aperte o velate, -insidiose sempre, secondo i tempi, le circostanze, l'indole dei popoli, -assunsero forme diverse. Ora, nel secolo decimonono, esse si appellano -antisemitismo. - - - - VII. -- _Antisemitismo e Reazioni._ - - -Questa lue, che omai da quarant'anni, infetta l'Europa, non trae -l'origine dalla scienza, come testè si volle insinuare[11]. La scienza è -moderna, la tristizia umana è antica come la storia. La scienza educa, -eleva, unisce; la superstizione, l'ignoranza vitupera, inacerbisce e -scinde. - - [11] Il Sig. Brunetière, in un articolo inscrito nella _Revue des deux - Mondes_ intitolato _Après le procès_, nel quale però si guarda dal - parlare del processo, attribuisce alla scienza l'origine - dell'antisemitismo. - - Questo, in buon italiano, si chiamerebbe gettare nel podere altrui - i sassi che fanno inciampo nel proprio; quali le vere cause - dell'antisemitismo già accennammo e meglio chiariremo in questo - stesso capitolo. Il nuovo direttore della _Revue_ riportò poscia - poche linee di Renan in appoggio della sua tesi sull'inferiorità - della razza semitica. Con sofismi sifatti tentò ingannare, sviare - le menti, per coprire e scolpare i delinquenti veri, come accadde - nel processo Dreyfus. Nè l'antropologia, nè l'etnografia e la - linguistica sono causa di brutture siffatte. - - Antico amico del grande scrittore Renan, io lo sentii parlare - sempre con ammirazione degli Ebrei, della loro forza nella lotta - secolare, intelligenza e attività. Ripetendo la frase biblica, - egli dice nell'_Histoire d'Israel_: «Le Juif _était destiné plutôt - à servir de levain au progrès dans tous les pays_, qu'à former une - patrie séparée dans un point du globe». - - Lo stesso illustre pensatore Brunetière, parlando della Bibbia, il - libro in cui vive Israelle, così si esprime: «Il y a quelque chose - dans l'Histoire du peuple de Dieu qui ne se trouve dans aucune - autre; quelque ambition qu'on ait affectée de la rabattre sur le - plan des autres histoires, elle y résiste, elle en a triomphé». - - (_Revue des deux Mondes_, 1 febbraio 1895). - -Tal peste serpeggia da secoli nel seno della Cristianità e per atavismo -fatale, si alimenta e si trasmette, sotto forme diverse, dall'una in -altra generazione. - -Chi prende a far la diagnosi del morbo, si avvedrà, che essa si compone -di elementi complicati e multeplici. Questi si possono ridurre a tre -principali. L'elemento religioso, il politico, e l'economico. - -Cominciamo dal primo: - -Sino dalla prima infanzia s'insinua nel cuore del bambino l'odio -all'Ebreo, insegnando il Catechismo. Si tace come la idea del -messianismo sia sorta e fermentata nel seno di quel popolo molti anni -prima della nascita di Gesù, come quel popolo, specialmente sotto il -giogo dei Romani, fosse in travaglio per produrre un redentore[12] e a -migliaja i suoi figli venissero crocefissi, perchè combattevano, -insorgevano per la libertà della patria e la redenzione umana, si tace -come Ebrei sono stati i primi apostoli, i primi Cristiani, che essi -furono la vanguardia, i pionieri, i quali aprirono le porte al -Cristianesimo presso i Gentili; ma s'insiste invece sulla parte incerta -e leggendaria della condanna, passione e morte di Gesù: s'insegna che -l'Ebreo fu deicida, che sopra di lui pesa per ogni secolo la vendetta di -Dio, tale è la morale ad uso delle scuole[13]. Le prime impressioni -nelle tenere menti del bambino, non si cancellano, e il bambino crede -più, che alla realtà delle cose, ai racconti delle fate e ai misteri -paurosi, e pur troppo rimangono impresse nelle menti più le parole -dell'odio, che non quelle di fraternità e d'amore. - - [12] Dopo Antiochio Epifane, scrive Renan nell'_Histoire d'Israel_, - l'Ebreo ha la febbre del Messia, partorisce il Cristianesimo, - sospiro dei secoli. - - Vedi Renan: _Le Juif comme race et comme religion_, _Revue des - deux Mondes_, 1 maggio 1883. - - [13] Intorno ai doveri dei Cristiani verso gli Ebrei, giovami ricordare - alcuni brani del discorso pronunziato da Disraeli, discutendosi - nel Parlamento Inglese la mozione per accordare agli Israeliti i - diritti politici. - - «Io mi levai, diceva, in ogni occasione, a difendere gli Ebrei, - perchè secondo me, la razza ebrea è quella verso cui il genere - umano ha maggiori obblighi e doveri. - - «Allorchè io sento oppormi che l'ammissione degli Ebrei - distruggerebbe il carattere cristiano di questa assemblea, io dico - che appunto per essere voi un'assemblea cristiana, voi dovete - accoglierli in mezzo a voi. Quando io considero ciò che noi - dobbiamo ad essi, che colla loro storia, le loro leggi, le loro - poesie, noi fummo educati, consolati, ordinati; quando io mi - sollevo col pensiero ad altre idee d'un carattere più sacro che - qui non giova esaminare, io dichiaro, che come Cristiano non posso - respingere le istanze di una razza, alla quale i Cristiani sono - debitori di tanti benefizi. - - «Vi ha un'altra ragione per cui io desidero, che i diritti degli - Ebrei sieno riconosciuti in Inghilterra; ed è che tutti quei paesi - nei quali essi furono perseguitati, furono alla loro volta colpiti - nella loro potenza ed energia. Ed è cotesto per me un segno - visibile della protezione che Dio concede a questo popolo. - - «D'altronde, questa è tale una razza, che può aspettare; e se i - suoi diritti non sono riconosciuti oggi, non sparirà domani. È un - popolo antico, popolo famoso, che perdura e terminerà sempre per - raggiungere i suoi scopi». - -Elemento politico: -- Gli Ebrei, come vedemmo, sono _figli della -Rivoluzione_, ne abbracciarono i principî con entusiasmo quasi -religioso. I partiti retrivi si dicono _figli dei Crociati_: e non -sarebbero alieni, ove potessero, dal rinnovarne le scene, non quelle -magnanime, ma le insane e feroci. Però tutte le varie gradazioni dei -partiti retrivi, autocrazia, clerocrazia, plutocrazia, militarismo negli -alti gradi, si coalizzano per colpire, prima l'Ebreo, poscia il -Protestante, il liberale, abbattendo, così uno ad uno tutti gli ostacoli -per confiscare la libertà e ristaurare il regime monarchico-clericale. - -Elemento economico: -- È questa un'altra bottega, o altra turba -d'uomini, i quali, mossi da interessi diversi, si uniscono per -accrescere la fila degli antisemiti. Il negoziante e il bottegajo ebreo -è attivo, intraprendente, laborioso. Esso è un concorrente pericoloso, -giova quindi eliminarlo, e se non si può distruggerlo, rovinarlo; si -ricorre a pregiudizi e ribalderie antiche, si risuscitano le ire, gli -odi di classe; e si corre al saccheggio, al furto, come in Algeria, e -come si volle pure tentare in Parigi stessa e in alcune provincie della -Francia, e all'estero, come a Bukarest e altrove. - -I progressi della civiltà, i principi proclamati dalla rivoluzione -avevano non solo indeboliti e paralizzati questi elementi deleteri, ma -già era cominciata, specialmente in Francia, una cotal fusione fra le -diverse classi e credenze religiose. Conveniva ai partiti retrivi in -ogni parte d'Europa interrompere, sfatare questi accordi, spargere semi -di zizzanie, e si gettò il mal seme dell'antisemitismo. - -In Francia era difficile che potesse attecchire: le idee di tolleranza, -di umanità, erano penetrate e diffuse in ogni classe, perciò conveniva -immaginare un fatto o un pretesto, che eccitasse le passioni delle -masse, irritarle, accanneggiarle, spingerle all'agire. La corda, che fa -vibrare più fortemente il cuore del popolo, ne accende le passioni, è il -patriottismo, l'esercito, l'orrore per lo straniero invasore. E fu -escogitato il tradimento dreyfusiano, e manipolato quel processo -mostruoso, che è un oltraggio alla civiltà del secolo. - - - - VIII. -- _Il processo Dreyfus._ - - -Noi non entreremo nei particolari di questo processo. Ma è omai noto, a -chi penetrò nel dedalo dei suoi avvolgimenti, che esso, come già -accennammo, fu immaginato e preparato nelle rettrobotteghe dei giornali -retrivi ed antisemiti; covato fra le ombre delle sacrestie e di noti -conventi; architettato da alcune autorità militari: accolto con favore e -sobillato da certi ufficiali dello Stato Maggiore, usciti dalle scuole -dei Gesuiti e che intendevano sbarazzarsi dell'Ebreo Dreyfus, poichè lo -vedevano con sdegno ed invidia avanzare nelle alte cariche militari, fu -manipolato di conserva con questi elementi da mestatori avventurieri. -Preparato nel mistero, fu condotto nel mistero con documenti monchi o -falsi, privi di ogni carattere giuridico; ma tutto giovava al loro -intento pure di accendere le passioni, eccitare lo _Chauvinisme_ delle -masse francesi, fuorviare, deludere la giustizia, e preparare il trionfo -della reazione. Ma la giustizia, che si voleva tradire e calpestare, -vive pur sempre nel seno della Francia, scosse e accese di nobile -disdegno il cuore di pochi uomini superiori per intelligenza, per -coraggio e potenza di carattere. Essi si ribellarono a quella -cospirazione, colla quale la sciabola tentava decapitare la giustizia. - -In mezzo al silenzio dei complici, degli indifferenti e dei codardi alle -minaccie dei prepotenti, agli urli della folla ingannata, sollevarono il -grido d'allarme, pugnarono perchè si faccia intera la luce della verità, -e per salvare l'onore della Francia. - -Emerge, grandeggiante, fra questi magnanimi, la figura di -Scheurer-Kestner, di Picard e quella dello Zola, il quale, bersaglio ai -furori, alle contumelie, agli attacchi forsennati di tutte le reazioni -più arrabbiate, si leva, e sta solo e incrollabile sulla breccia[14]. - - [14] Chi possiede il bandolo di questa matassa e potrebbe portare piena - la luce in mezzo a tanta oscurità, che si tenta, con ogni arte, - d'infittire, sarebbero alcuni diplomatici. Ma vorranno o potranno - essi osare? Vorranno essi obbedire, meglio che alle riserve - imposte, ai calcoli, o interessi della professione, alla voce - della propria coscienza, al grido della giustizia? Ad essi spetta - indicare il vero colpevole, rompere il silenzio con cui, ora più - che mai, si tenta di avvolgere e sepellire la verità. - - _Ogni viltà convien che qui sia morta_. - _Dante_ _Inf. II_. - -Tutta l'Europa civile rispose al grido d'allarme gettato dallo Zola e -lui acclamò campione della giustizia, paladino della verità. Il verdetto -d'Europa intera, che plaude a Zola, rispose al verdetto dei pochi -giurati ignoti o ignari, i quali, intimiditi o per consegna, ne -pronunciarono la condanna. In questo momento si entra in un periodo di -tregua, e in seguito che farà la Francia? potrà essa vituperarsi ancora, -e rifiutare la revisione del processo?[15] - - [15] Ecco il quadro, che traccia della Francia in questo momento - angoscioso per quanti amano questo nobile paese, uno dei suoi - scrittori più elevati e indipendenti, il Guyot, nel giornale _Le - Siècle_: - - «Nemici mascherati, velati divengono ogni giorno più baldanzosi, - più impudenti, più provocatori. Senza osare di attaccarci a fronte - aperta, essi si ricercano, si coalizzano, si riconoscono come - antichi allievi dei Gesuiti. I circoli cattolici danno la prima - scossa e procurano di agitare la piazza, raccolgono e trovano - complici per quest'opera nefasta uomini, che sotto pretesto di - patriottismo, tentano di ricostituire l'esercito boulangista, - cotesta banda la quale, or sono qualche anno, tentò di rendersi - padrona di Parigi; questioni di religione ci fanno retrocedere - d'oltre cento anni e sono un vitupero per la civiltà e per lo - spirito umano. Morte all'Ebreo, si grida nelle strade e nel - palazzo di giustizia, nel santuario della legge, in Parigi, nella - città-Luce, senza che la coscienza pubblica ne sia sorpresa e - turbata! Domani si griderà: morte ai protestanti. Perchè no? Già - lo hanno tentato. - -Un tal processo ha cessato di essere un fatto personale e accidentale. -Esso ha assunto tali proporzioni in Francia ed in Europa, da divenire -l'epilogo di una lotta da gran tempo latente e offre l'occasione ai -partiti retrivi, per misurare le proprie forze e scendere in campo per -iniziare il combattimento. - -Il condannato all'isola maledetta non è che il capro emissario, la testa -del moro, contro cui si appuntano i dardi per colpire con lui numerosi -avversari. Il primo sarà l'Ebreo, e coll'Ebreo la Rivoluzione, la -società moderna, i diritti dell'uomo, per poi abbattere la repubblica. - -Il partito liberale in Francia, come nella restante Europa, lo comprese, -si commosse e corse al riparo, si armò per la difesa. Più di tutti si -scosse, si agitò l'Ebreo. Ciascuno sentì che questa era la causa di -tutti. _Res nostra agitur_. Invano in Francia si credè da molti, anche -in buona fede essere questa quistione interna, che non riguarda gli -stranieri. Nessuno, risponde l'Europa civile, nessuno è straniero al -grido dell'Umanità; e con voce concorde lo proclamarono gli Ebrei sparsi -nei due mondi: La Giustizia è la nostra religione, il nostro culto, la -nostra fede, e combatteremo compatti in sua difesa. - -Da oltre duemila anni essa è vilipesa, calpestata in Europa; giorno è -sorto che essa si affermi, si rialzi e combatta e trionfi. E rispondendo -al grido di allarme, gettato da tutte le intelligenze e dal partito -liberale del mondo, essi raccolsero il guanto che fu loro gettato dai -partiti retrivi, e si associarono insieme, per propugnare, colla -propria, la causa della libertà di tutti. - - - - IX. -- _Sindacato e solidarietà._ - - -Da oltre mezzo secolo l'Israelita in Francia si era cullato nella -speranza, che il periodo storico della _dispersione fra i popoli_ e del -suo isolamento in mezzo a' suoi concittadini, fosse cessato; e salutò -con entusiasmo l'aurora che pareva aprire il terzo ed ultimo periodo -storico, quello della _Fusione_; e, sotto l'egida di principii religiosi -più razionali ad un tempo e più morali ed equi, di essere alfine -cittadino fra i cittadini, uguale fra gli uguali. Perciò era divenuto -omai indifferente, oblioso di quei principi, che a lui erano stati forza -e usbergo in mezzo ai combattimenti affrontati, alle persecuzioni -sofferte nei secoli passati, e che sperava tramontati per sempre. - -L'evento Dreyfus dissipò in parte queste illusioni, e lo scosse -dall'apatia in cui era piombato. Lo fece pur troppo accorto, che gli -odi, i pregiudizi dissimulati e celati, avevano ancora radici profonde -nel cuore delle plebi umane, chè occorrono secoli per essere svelti del -tutto, che i _Revenants_ dal sepolcro, entro cui si credevano chiusi, e -imputriditi, possono risorgere ancora e sopraffare, corrompere i vivi. -Allora sentì il dovere di correre al riparo per difendersi. Gli Ebrei -non costituirono verun sindacato, come adottando un termine di borsa, si -volle fantasticare; ma si destò più vivo in essi il sentimento, che fu -nei tempi di angoscia la loro fortezza e salute, il sentimento o meglio -il principio redentore della solidarietà. In questo sentimento si -trovarono consociati e uniti insieme tutti gli elementi, le frazioni di -un popolo. - -Il gran capitalista col proletario, il banchiere col bottegajo e -merciajo, lo scienziato coll'operaio, il conservatore, il moderato col -radicale, e col socialista. - -Ad essi non tardarono ad unirsi gli uomini di nobile cuore e -d'intelligenza di ogni partito e classe, che abbondano sempre in -Francia; sentirono non essere questa la causa di una setta, di una -confessione religiosa, ma causa d'umanità, ed una minaccia alla libertà -di tutti, un pericolo per la dignità della Francia, come per l'onore -dell'armata; conveniva all'uopo affrontare le contumelie, gli insulti e -violenze di una folla briaca o venduta, sagrificare sè stessi per -salvare l'onore e l'avvenire morale della nazione. - -Un branco di arruffoni, intriganti, per coprire colpe proprie e deludere -la giustizia sui veri colpevoli e fuorviarla, si erano insinuati, come -bacilli morbosi, nell'organismo sano e forte della Francia, per -paralizzarne le libere mosse, avvelenarne il sangue, rendersi padroni -delle sue forze, guidarle a fini inconfessabili, a meta disastrosa; ma -la vera Francia saprà scoprire l'inganno, le frodi tese contro il suo -onore e la sua sicurezza: spezzare la rete, entro cui tentarono di -avvolgerla, sbattere quella turba di mestatori dalle sue spalle -titaniche, nel fango verminoso dal quale sono pullulati, ritemprarsi di -nuove forze e raggiare ancora nell'antico suo splendore. - - - - X. -- _L'Esposizione del 1900 -- Missione della Francia -- L'Europa si - unifica e si espande._ - - -I giorni dell'Esposizione si appressano. La Francia sta preparandosi -materialmente; però essa non deve, non può limitarsi a celebrare solo -una festa del lavoro, o una mostra industriale. Parigi, al pari della -nobiltà antica, obbliga: essa è l'areòpago, al quale è convocata tutta -l'Europa intelligente, e Parigi deve proporre a se stesso oltre -all'industriale, uno scopo altamente civile e morale. - -Il 1900 segna il centenario della grande Rivoluzione, che aprì l'êra -nuova all'umanità, fondò la società moderna, e iniziò il governo della -ragione. Essa trasformò non solo la Francia, ma l'Europa. - -E se Parigi non vuol perdere il suo primato d'iniziatrice, e che l'alto -mandato si trasferisca ad altra città o nazione, essa non solo deve -riconfermare questi principi, ma condurli a più ampia e intera -applicazione negli ordini politici, giuridici, e sociali, ed elevarli -come programma del secolo ventesimo. - -Vieti pregiudizi e vanità fanno sì, che molti in Francia credono ancora -di mirare intorno a sè, come ai tempi di Luigi XIV o Napoleone I, -un'Europa da invadere e conquistare, nè vogliono avvedersi, che, al -soffio rinnovatore della Rivoluzione, tutto in Europa è mutato, -trasformato. Appo ogni popolo molte forze, sempre latenti, e che il -dispotismo tentò invano di comprimere e soffocare, rimbalzarono in tutta -la loro energia e anelano di svolgersi, ad agire. - -L'Europa non è più scissa, come per lo passato, in regioni e piccoli -stati, facile preda alle invasioni di vicino più potente o prepotente, -ma ordinata in nazionalità compatte, fiere della loro indipendenza e -che, vuoi per simpatia, vuoi per interesse politico o commerciale, vuoi -per la reciproca difesa, si raggruppano in un fascio di nazioni per modo -che quest'Europa, già scissa in altrettanti nazioni, ora è quasi in -travaglio per costituire l'Europa una. Lavoro misterioso, lento, ma -indeclinabile, continuato, ed evidente all'occhio dei sensi e -dell'intelletto. - -Un altro lavoro, ben altrimenti poderoso e fecondo, si va facendo in -questa Europa rinnovata: le Società umane, al pari delle forze cosmiche, -obbediscono alla duplice legge di concentramento e di espansione. Come -le nubolose, dopo aver concentrato le forze per formare un mondo od un -sistema planetario, si espandono, quali germi di altri mondi, non -altrimenti l'Europa, dopo essersi costituita in nazionalità, e quindi in -gruppi di nazionalità, ora, traboccante di forze, aspira a meta più -vasta. - -Essa si sente ristretta entro gli angusti limiti a lei segnati dalla -geografia, quali sono il bacino mediterraneo e l'Atlantico, i -Dardanelli, i monti Urali e la Siberia; si agita per oltrepassarli. -Dispone di forze, sinora non pure sognate, per percorrerli a volo. Le -steppe sterminate della Siberia, che sinora dividevano due mondi, ora li -uniscono, gl'immedesimano insieme. - -I convogli partiti dal fondo della Russia, fra pochi anni si -abbatteranno con quelli, che mossero dal nuovo mondo, la Transiberiana -colla Transfranciscana, e s'incontreranno sulle rive del mar Pacifico, -questo Mediterraneo dell'avvenire. L'oriente si confonde coll'occidente, -questo coll'Africa. Il vaticinio, che il Profeta Israele, rapito nelle -visioni dell'avvenire, già da tremila anni, annunziava ai popoli diviene -realtà. «Aprite, egli gridava da Sionne, aprite le strade, adeguate i -monti, togliete gli inciampi dal cammino dei popoli, poichè deve regnare -la Giustizia, si costituisce l'Umanità[16]». - - [16] Isaia, cap. 54, 55. - - - - XI. -- _Internazionalismo._ - - -È questa un'altra delle accuse, che si suole scagliare contro gli Ebrei. -Essi non hanno patria, sono cosmopoliti. Invano hanno però dimostrato -coi fatti in tutto il secolo come sono affezionati al paese ove nacquero -e hanno pugnato al fianco dei loro concittadini in Francia, in Germania, -Polonia e Italia, sia per servire i Governi costituiti, sia per -combattere le battaglie della libertà e rivendicare la indipendenza -nazionale. Devoti al paese in cui sono nati, essi mirano tuttavia più -alto e più lontano. Dopo il cittadino havvi l'uomo, dopo la patria, -l'umanità. - -Questo sentimento di cosmopolismo, che favella pure nel cuore di ogni -uomo di alto sentire presso ogni nazione, è come ingenito nella razza -ebrea, tal che sembra quale un suggello impresso sulla sua fronte, sin -dalle origini dalla Provvidenza, e ne determina i destini in mezzo ai -popoli. - -Essa, come fu notato da molti scrittori e da quasi tutti gli scienziati, -è la sola fra le razze umane del globo, che possa resistere alle -intemperie di ogni clima e d'ogni regione, fra i ghiacci della Siberia, -come sotto il sole rovente dei tropici, nelle Indie, come nel clima -temperato d'Europa, noi lo vediamo allignare, perdurare, e lavora e -prospera. - -Ed anche in questa tendenza cosmopolita, egli non fece che precedere e -aprire la via ad altre civiltà più avanzate. Chi omai in Europa, senza -cessare di essere cittadino del proprio paese, non è, in qualche modo, -internazionale? nessuno può chiudersi, al pari della chiocciola, entro -il proprio guscio: tutti hanno bisogno di aria, di spazio più vasto, per -corrispondere ai nuovi bisogni, alle proprie aspirazioni. - -Tutto è divenuto o va facendosi internazionale. Dai congressi -scientifici, dalle università, agli annunzi nella quarta pagina su pei -giornali. Non parliamo della diplomazia, la quale lo è per origine e per -essenza, dei traffici, dei grandi istituti di credito, ma gli operai, i -compagnoni e proletari, sparsi nel mondo intero, tutti omai tendono a -comprendersi, e abbattendo le antiche barriere, mossi da interessi -comuni, mirano in ogni parte di Europa ad associarsi, a stringersi in -vincoli di solidarietà, e costituire una stessa famiglia. Nel passato -solo le scienze, le lettere si appellavano repubbliche universali, ora -anche le arti, le quali per indole e per essenza sono la espressione più -perfetta del particolarismo, assumono forma, colorito, idee e -aspirazioni universali; le lingue, in questo mezzo secolo, noi le -vediamo intorno a noi trasformate; dizioni eteroclite ed ibride passano -dall'una in altra nazione, sono accolte e s'immedesimano fra loro. I -puristi, ciò appellano, e non senza qualche ragione, barbarie, ma il -popolo non cura tali accuse, procede oltre, obbedisce al genio del -secolo, vede o prevede; e comincia per tal modo a formarsi una lingua -europea: come già il latino nelle età di mezzo: Ciò che avviene nelle -lingue, nelle arti, vediamo a poco a poco succedere nelle religioni, e -nei Numi. Negli ultimi secoli del Paganesimo, Roma accoglieva nella -città _Urbi et Orbi_ tutte le divinità venute dall'Asia, dalle Gallie, -dall'Etruria; loro consentiva un seggio nel gran Panteon: così accade -omai nell'Europa. Però con questo divario, che Roma antica le accoglieva -tutte, ne accettava i riti, le cerimonie e spesso credeva e adorava. -L'Europa moderna invece li sottopone, al pari del chimico, al suo -crogiuolo, li esamina, li critica, li discute e dubita. I Lari, i -Penati, gli stessi Santi, che proteggevano le nostre case, le nostre -città, le nazioni vanno ecclissandosi. - -Al particolarismo divino stanno per succedere idee più ampie e -comprensive; ai dommi imposti subentrano sistemi più o meno scientifici -e razionali; alle religioni, la religione, o il sentimento religioso; ai -Numi, un Divino che tutti li abbraccia e li comprende. - -Chi è che potrà essere quello Iddio, che diviene? - -Il naturalismo antico e le sue leggende e miti, la fenomenologia, come -l'antropomorfismo moderno, più non corrispondono ai nuovi bisogni della -società, non appagano nè il sentimento, nè il pensiero. A tutte coteste -forze, potenze, geni e spiriti, la scienza contrappone la Unità delle -forze, al dualismo antico, materia e spirito, la scienza contrappone la -sostanza unica universale. La quale, in altri termini, sarebbe -l'onnipotente, il _Sadai_ dell'Antico Testamento, il filosofo, l'Ente -Universale, l'assoluto, l'Essere degl'Esseri. L'uomo religioso adora -l'Ente ancora, che è, fu, sarà; l'eterno, il quale, elevandosi al -disopra del tempo e dello spazio, alza la mano ai cieli e dice: «Io sono -in eterno». - - - - XII. -- _La Francia e la nuova Europa._ - - -Molte di quelle idee, che i filosofi del secolo decimoottavo, maturavano -nel silenzio del loro gabinetto, la Rivoluzione, al pari di lava -irrompendo dal cratere aperto in Parigi, propagò e diffuse sul terreno -di tutti i paesi d'Europa colla parola, cogli eserciti e le società -secrete. - -Tutti i partiti retrivi, devoti al culto delle tradizioni antiche, e -interessate a conservare i loro privilegi e abusi, si coalizzarono -insieme per restaurare l'antico edifizio, che vedevano sfasciarsi e -crollare, e per combattere la Rivoluzione. La lotta perdurò tutta la -prima metà del nostro secolo; quando la controrivoluzione pareva ormai -prevalere, tutti i popoli d'Europa si levarono, concordi come un solo -popolo, nel 1848. L'antico edifizio politico fu crollato dalle -fondamenta e, meglio ancora che colla violenza e le rivolte sanguinose, -e colla forza, col progresso, l'educazione, per le necessità politiche; -e prevalsero le idee nuove. Alle monarchie per diritto divino successero -monarchie liberali per diritto dei popoli, agli Stati piccoli, -frazionati, le nazionalità costituite, e i monarchi stessi ne divennero -il vincolo e la personificazione insieme colle rappresentanze sorte dal -seno del popolo e dal suo suffragio: Si procedette a larghe riforme -negli ordini politici e civili; ed, o per opera loro, o per virtù di -principi provvidi, come di popoli, noi vediamo, in questa seconda metà -del secolo, elevarsi una nuova Europa, che si va costituendo e -unificandosi. - -Ma la reazione non si dà per vinta. - -Essa ebbe e conservò sempre fautori e partigiani potenti ed abili in -ogni contrada, e sopratutto nella Francia. Da essa partì la spinta -rivoluzionaria, e quindi convenne sopra tutto concentrare contro di lei -tutte le forze per incatenarla e comprimerla. Durante tutto il secolo fu -una vicenda continuata di rivoluzioni e controrivoluzioni. La -controrivoluzione ha elementi ordinati, numerosi e potenti, sparsi nelle -diverse classi sociali: clero, militarismo, aristocrazia, plutocrazia, -capitalisti. È guidata da mani abili il cui centro fu sempre e tuttora è -Roma. Le ramificazioni si stendono in ogni città, in ogni luogo; -parocchie, conventi, sacristie e monasteri della Francia, non ristanno -dal cospirare nel mistero, prepararsi nel silenzio, per prorompere, -quando l'occasione si presenti, a guerra aperta. Tre volte affrontò -questa battaglia nella prima metà del secolo, e tre volte fu vinta: col -colpo di Stato dei Borboni nel luglio 1830, poscia colla resistenza -degli Orléans nel 1848, infine colla catastrofe del 1870. Finchè il -popolo francese, stanco degli esperimenti monarchici, proclamò la -repubblica. Ed i reazionari continuarono a cospirare sotto la -repubblica, si fecero alla loro volta demagoghi, repubblicani, -socialisti, profittando della libertà per istrozzare la libertà. Vinta -la rivoluzione nel suo focolare, a Parigi, sperano di ottenere facile -vittoria sui principi da lei proclamati, in tutta l'Europa, per modo che -il centro della rivoluzione possa divenire centro della reazione. - -La Francia, Parigi si dibattono, da oltre venti anni, entro una rete -d'intrighi, di cospirazioni, di tentativi, che invano abortiscono, sono -sfatati; si rinnovano senza posa ricorrendo sempre a nuovi intrighi, a -mezzi diversi; a mendacie, calunnie, pregiudizi vieti e risuscitati, si -afferrano ad ogni mezzo pur di trarre a sè le forze della Francia, -rendersene padroni, e dominare. Ci riesciranno? - -Noi non possiamo, non vogliamo crederlo. La Francia, Parigi, non possono -smentire sè stessi, abdicare al mandato della civiltà Europea. La -Francia ha subìto un Sedan militare, ma lo seppe riparare in pochi anni -e si rialzò nella sua grandezza. Ma non così accadrebbe se andasse -incontro ad un Sedan morale, stamperebbe sulla sua fronte un suggello -d'obbrobrio, che non si potrebbe più cancellare e che segnerebbe la sua -decadenza. - - - - XIII. -- _Il programma politico-morale del Secolo ventesimo._ - - -La Francia, secondo la felice espressione di Ernesto Lavisse, fu la -prima a fondare il Governo della ragione. - -I popoli d'Europa concorsero con materiali diversi, ma sopra le stesse -basi, ad innalzare l'edifizio delle Società moderne; ora spetta alla -Francia ancora, l'audace iniziatrice, l'onore, il dovere di secondare -gli sforzi dell'Europa liberale e cooperare seco a condurre l'edifizio -all'anelata altezza. - -La Rivoluzione, elevandosi al disopra degli interessi particolari, delle -tradizioni storiche, delle credenze, partendo da principi generali di -moralità e giustizia, proclamò il diritto comune per tutti gli uomini. -Questi principi allignarono sopra il suolo d'Europa e gettarono larghe -radici. Conviene da essi dedurre le conseguenze, tradurli nella pratica, -formulare i diritti generali e individuali, che derivano dalla celebre -triade. In altri termini, svolgere, ridurre in legge i principi di -libertà, di uguaglianza, fraternità o solidarietà, per modo che si possa -formulare e sancire una specie di codice del genere umano. - -Il secolo decimonono è stato essenzialmente politico; ha svolto, -applicato abbastanza largamente il principio di libertà, di nazionalità; -il secolo ventesimo sarà sopratutto sociale: si apre infatti col nome e -la bandiera del Socialismo. Questo è il nome, la tendenza, ma è lontano -dall'essere un programma, un sistema: diviene, più che non è. Esso è -ancora in formazione. È un concetto, che non ha ancora acquistata intera -e chiara la coscienza di sè stesso. Accade quindi del Socialismo, come -di tutti gli esseri in formazione, essi hanno dei loro intenti -un'intuizione vaga, non si affermano, ma cercano a tentoni fra meandri e -sentieri diversi, aperti innanzi a loro, quale di essi potrà condurli a -meta sicura. - -Le teorie più diverse e contraddicenti si agitano, si confondono nel suo -seno, e creano le perturbazioni presenti. Ora esso parla di libertà e -fantastica il collettivismo, la Statolatria, che condurrebbe al -despotismo, a favoritismi, a privilegi e arbitrii più violenti, che non -quelli che si vollero distruggere. Ora parla d'ordine sociale, e -predica, erige in sistema l'anarchia: ora predica la fratellanza, e -bandisce l'odio, l'invidia, la guerra di classe; affetta di essere una -alta aspirazione, una speranza, e diviene una minaccia: si presenta alla -società turbata, come un'àncora di salvezza, e diviene un pericolo, -parla di sicurtà, di pacificazione, e spinge alla guerra e al -saccheggio. Nell'individuo, come nella società, egli non vede che gli -appetiti animali, gli interessi materiali. L'uomo per lui non avrebbe, -che uno scopo sulla terra, il benessere materiale, e godere: ogni grande -ideale sparisce. Cancella nell'umanità quanto in sè accoglie di divino. - -L'uomo, secondo la tradizione biblica, fu bensì tratto dal fango e, -secondo la scienza, la quale, con forme e linguaggio diverso, -corrisponde al concetto dell'antica tradizione, è derivato -dall'animalità per una lenta evoluzione. Però la Bibbia, e la scienza, -l'una coll'alito del divino che passò sopra di lui, l'altra colle teorie -del progresso, accennano, che all'individuo, come alla società si aprono -orizzonti più sublimi e puri, e gli sono assegnati destini più elevati. -L'uomo è il Centauro, il quale dalla cintola in giù è animale, dal -fianco in su, col collo erto, la fronte spaziosa, le mosse irrequiete, -le narici dilatate, sente passare sopra di sè lo spirito dell'universo, -e tende all'infinito. - -Anche il socialismo è, per alcune sue tendenze, tuttora sommerso -nell'animalità: lo spirito non è passato ancora sopra di lui. Invece di -elevare le plebi, le abbrutisce, invece di educare, vitupera, invece di -associare, come significa il suo nome, scinde e dissocia. Nella società -si preoccupa anzi tutto dei salari, capitale e lavoro: nell'individuo -conosce un organo solo, il ventre. - -Ora il socialismo deve abbracciare l'individuo, ed i consorzi sociali -nelle varietà delle loro attitudini e manifestazioni. Non intendiamo, -che si ritorni al dualismo medioevale, che scinde l'individuo in due -parti, carne e spirito in continuo contrasto fra loro, e divide la -società in due campi del pari ostili, l'uno per signoreggiare e -sottomettere l'altro, come eletti e reietti, clero e laico, spirituale e -temporale, od il dualismo anche più funesto bandito da alcuni -socialisti, i quali scindono la società, in sfruttati e sfruttatori. - -Il vero socialismo e, speriamo, il socialismo dell'avvenire, ha per -uffizio e scopo principale di unire, non dividere, procede ad un lento e -continuato miglioramento del proletario e del borghese, individuale e -sociale. Non conosce differenza tra l'idea e la realtà, considera l'uomo -come un'unità. - -Esso diverrà una specie di religione. Non la religione che rilega, -incatena ed assoggetta individuo e società, e che predica una fede -imposta; ma sarà un'associazione libera, una dedizione spontanea, la -quale, mercè riforme progressive, stringe le diverse classi sociali in -una comunione d'interessi e d'idee. È la religione del giusto, del bello -e del vero: fede ad essa non sarà più un misticismo oscuro, ma la -scienza ed i suoi trovati, il sentimento e le sue aspirazioni; culto, la -moralità e la giustizia; scopo, il miglioramento fisico, morale -intellettuale dell'individuo e della specie. - -Nel passato, la morale religiosa venne riassunta nel precetto: ama il -prossimo come te stesso. L'Etica sociale dirà invece: opera per ottenere -il miglioramento altrui, e così assicuri il bene proprio. Non vivi solo -in te, e per te, ma per la Società. Ciascuno è solidario per tutti: -tutti per ciascuno. - - - - XIV. -- _Il Clou morale dell'Esposizione nel 1900._ - - -Uno spirito innovatore e luminoso aleggia, sovrasta sopra l'umanità e la -guida a meta indeclinabile. Le barriere cadono, e tutto tende a -compenetrarsi, a comprendersi, armonizzarsi, conformandosi col gran -tutto. La materia segue la legge dello spirito e dell'intelletto, il -quale lo domina e guida; le energie materiali l'immedesimano collo -spirito. All'unità scientifica dovrà seguire, compenetrandosi assieme, -l'unità sociale. - -Tutto procede verso la unificazione, nel dominio ideale, come negli -ordinamenti sociali, preparando e promuovendo pure una certa equivalenza -ed unità di condizioni, la quale possa assicurare a tutti, per mezzo del -diritto comune, il massimo del benessere compatibile colle condizioni -umane. In tal modo, per vie diverse, si va formando la unità morale, -economica, giuridica, sorgente inesauribile di verità, di giustizia, di -forza e pacificazione. - -Di questa unificazione negli ordini materiali e nel lavoro, si solleverà -in breve, simbolo vivente, la Esposizione di Parigi, nel 1900. - -Essa deve inaugurare il secolo ventesimo e celebrare il Centenario della -grande Rivoluzione. Però sinora la Mostra non accenna a rappresentare se -non che il lato industriale, economico, materiale. Per celebrare -degnamente l'evento mondiale e storico, che aprì il secolo decimonono, -dovrebbe in certo modo completarsi col concetto morale e sociale, il -solo veramente fecondo e duraturo. - -La Esposizione di Chicago offrì ai popoli uno spettacolo veramente -meraviglioso dei progressi ottenuti durante questo secolo, nelle -industrie, nelle meccaniche, nelle arti, nel dominio dell'uomo sulla -materia. - -Ora di cotesto sfoggio d'industrie, di manufatti, di tesori d'arte e di -gemme, che cosa rimane ancora? Il monumento grandioso per scienza -architettonica, per arti, lusso, per la mole immane, cadde demolito, -distrutto, le merci, le ricchezze andarono disperse. Pure in questo -naufragio di tutta la parte materiale, sopranuota tuttavia un'idea, che -ne fu il coronamento, la parola vivente: il Congresso delle religioni. - -Nello stesso modo, la parte che appellerei teatrale della Esposizione -francese, è destinata a sparire, come quella americana, se non che la -prima intende ora di rappresentare alcunchè di più che non una mostra -industriale ed un interesse materiali, questa è simbolo, testimonianza -d'un alto concetto politico, sociale e morale. È il centenario della -Rivoluzione, che aprì un'êra nuova nella vita dei popoli. Deve quindi, -non solo rappresentarla materialmente, sibbene continuarne, completarne -le idee, esserne come il coronamento. La Rivoluzione nel suo concetto -agitò, mercè i suoi precursori come in seguito nell'apostolato dei suoi -allievi, e continuatori, tutti i più grandi problemi che preoccuparono -l'umanità. - -Alcuni di questi problemi, discussi a lungo, negli ordini politici, -economici, vanno semplificandosi e sono in via di sciogliersi; per altri -abbondano i materiali, ma, timidi, o scettici, pochi osano o curano -affrontarli apertamente. - -Uno dei più poderosi, e che in sè riassume quasi una civiltà, e più -secoli, è il problema religioso, il quale è pur sempre, malgrado tutti -gli scettici e gl'indifferenti, il nodo del problema sociale. - -Le religioni, che nel passato avrebbero dovuto rilegare, associare -insieme gli uomini, non fecero che dividere; furono un pomo di -discordia, anzi che anello d'unione, furono arma di guerre, anzi che -parola pacificatrice. Fu questa necessità dei tempi, delle condizioni -politiche e sociali, di fantasie e passioni umane. Per lo più, esse -furono larve, anzi che idee, simboli che coprivano, dissimulavano il -vero; le religioni, anzi che relegare, allentavano e spesso spezzavano i -vincoli sociali, tra famiglie e famiglie, popolo e popolo; si creavano -Chiese non Templi, sacerdozi, uffizianti per i diversi culti, non un -sacerdozio pel divino e per l'umanità. - -Ora invano tentiamo sottrarci al problema religioso; esso s'impone, si -presenta del pari, in nome delle tradizioni, in forza dei bisogni, delle -aspirazioni e passioni umane, come della scienza: il Congresso delle -religioni fu il coronamento, l'idea, che perdura sopra le rovine della -Mostra di Chicago; esso si proponeva di sostituire alle religioni, la -ragione, ai culti moltipli contrapporre il culto del vero, del pensiero, -della scienza; alle religioni, alle sette, l'aspirazione umana, il -consenso religioso, morale di tutti, o quello che, diremo con parola -italica, l'intelletto d'amore. Queste idee sono pure in gran parte il -postulato, l'applicazione di dottrine e principi proclamati dai sommi -precursori della Rivoluzione, non solo in Francia, ma in Inghilterra, in -Germania, nella stessa Italia. Queste idee potrebbero presentarsi come -il _clou_ intellettuale e sociale della Esposizione e preparare -un'azione benefica, che potrà elevarsi e diffondersi in Europa, come la -vera e nobile _revanche_, la quale, senza spargimento di sangue umano, -nè guerre, varrà a ridonare ancora alla Francia il primato morale, -intellettuale e civile sopra i due mondi, e segnerebbe la più gloriosa e -umana delle _Gesta Dei per Francos_. - - - - - F I N E. - - - - - - AHASVERO - - nell'Isola del Diavolo - - ---------- - - - - - - - - - _Ahasvero_ - - - ---------- - - - - I. - - - - *L'Olocausto eterno.* - - - E l'età rea[17] non tramontata è ancora! - Mille passar sulla mia fronte indomita - Ed anni novecento, e ad ogni etade - Sul carro da rabbiosi lupi tratto - E luridi sciacalli, ed ogni giorno - Mi flagellar, più sempre imperversando, - Con dardi, con torture e spasmi atroci. - Ed io pur sempre in mio pensiero chiuso, - Qual dentro inoppugnabile fortezza, - Che per furror di torbini non crolla, - Sotto il talon del vil che mi calcava, - Mi rialzava, in mia fè securo, - Più giovane e più forte. E fu mio sprezzo - A miei tiranni rabbia, a me vendetta. - - [17] _Età rea,_ soleva appellarsi dai nostri scrittori e poeti del - medio Evo e del Rinascimento, come Dante, Petrarca, Cecco - d'Ascoli, Boccaccio, Macchiavelli, l'èra nuova e cristiana, - contrapposta all'èra antica e romana, la quale appellavano _età_ - _buona_. - - Soleva Roma che il buon tempo feo. - _Dante_, _Purg. XVI_. - - * - * * - - Or qui, nella ferale isola, sacra - Al nume loro, squallida, deserta - Da ogni consorzio umano, e tomba ai vivi, - Chiusa tra roccie e l'onde dell'averno, - Mi gettaro, e gravandomi di ferri, - Sussuraro con vil ghigno ferino: - «Dispera e muori». - Ed una vil plebaglia - Di briachi in cenci, di vendute lanze, - Di sicofanti a prezzo e di segugi, - Gavazzanti in bordelli ed in mercato, - Ove si vende e si baratta a prezzo - Giustizia e libertà, uomini e Dio, - Pur di bruttarmi d'odi e di calunie, - Ordita un'infernal trama nel buio, - Ghignando, ripetêr: «Dispera e muori.» - - * - * * - - E tu l'udisti, o mar che mi circondi, - E voi l'udiste, tormentate roccie, - Algide, algose; e tu l'udisti, o terra, - Che di miasmi pestilenti pregna, - Sotto i miei piè ti stendi e mi ravvolgi, - Qual funereo lenzuolo, -- e non mi uccidi. - E voi, rupi, e voi, monti ancor l'udiste, - Nè vi siete dai cardini divelti, - Tal ch'io sparissi, fra i rottami vostri, - Sepolto? E tu non ti levasti, o mare, - A denunziar l'empia calunia ai venti, - E i venti a piaggie, ad isole lontane; - Tal che, qual ripercosso suon sì spanda - Di cielo in cielo, e grïdi ad ogni popolo: - «Non grazia, non pietade, -- ma giustizia. - « -- Si regge sol per la giustizia il mondo». - - * - * * - - E qui tutto è silenzio. Anch'essi i venti - Posan su l'ale. E se pur han sussurri, - Quei sussurri si cangiano in singulti, - Ed il singulto in gemito, -- e s'estingue: - Tomba non soffre che la turbi il pianto. - Cupa qui regna, faticosa, eterna, - Solitudine muta, -- e mi domando: - Vivo od estinto io son? e questo loco - È bolgia di dannati o cimitero, - E bara, che le spoglie algide sface? - Cade pei vivi il sole, e doman sorge - Per essi ancor. Per me non v'ha domani. - Brancolo d'ombra in ombra, ed io pur ombra. - E pur, fra tanta tenebra che aghiaccia, - Tremulo un lume, -- vagola, e una voce - Vibra, e mi scende in core. -- E che? fia vero? - O non è questa, illusion de' sensi - Egri, fallaci? O non è vacua bolla, - Cui l'aria allarga, ed incolora, e rompe? - Pur quel lume s'avanza. Pari a raggio, - Che dagli ultimi cieli giù calato, - I secoli e gli spazi valicando, - Dopo lungo cammin, la terra attinge, - A me s'appressa. Illumina la mente, - E penetra nel cuor. -- È la parola - Degli arciavoli miei? Oh! parla, parla! - -- «Assorgi, o imbelle, schiudi gli occhi e mira». - Ed una visïone a me s'apria. - - - - II. - - - - *Le due visioni.* - - - In mezzo a vasta, popolosa piazza - sorgeva un circo, e in mezzo al circo un rogo. - Turba d'uomini, donne, popolani, - S'affannano, da pio zelo sospinti, - A portare sugli omeri ricurvi - Rami stroncati, ed aride fascine. - E all'opra li sospingono i chiercuti - Monaci e sacerdoti, a ciò che sorga, - Degna del Dio d'amor, l'ampia catasta, - Che manda il reo fra demoni combusto. - Corrono intorno in lungo ordine, fila - Di palchi, di loggiati, da pomposi - Drappi coperti e adorni. In alto brilla - L'iberica corona, colla croce - Di quel Dio, che redime e che perdona. - Nella piazza, appo il circo, in ogni via, - S'accalca e ondeggia rumorosa folla - D'ogni età, d'ogni sesso e d'ogni gente, - Qui ritta, colà incurva, qui prostesa, - Lì sui tetti erpicata e sulle torri, - Del promesso spettacolo in attesa. - Il Re, le dame, i prenci, i cavalieri - In ricche vesti seriche, dorate, - Assisi in aurei seggi, sorridenti, - Attendono che il sacro ludo s'apra. - Entran gli araldi, suonano le trombe; - Indi silenzio. -- Avanzano gli attori. - Deh! Cesare dov'è?, fra me dicea, - Ove gli edili, i gladiatori? Donde - Le belve irromperranno in mezzo al circo, - I chiomati lioni, le pantere, - Che fean grandi e terribili le arene - Dell'Impero e di Roma? -- L'età nuova - È mansueta e pia; dal sangue abborre, - Ed incruente è il rito. Lunghe fila, - Sacre a Maria, di vergine sorelle, - Procedean lenti e umili; indi il corteo - Di tonsurati, in tunica, osannando: - Il divin sacramento, i baldacchini, - Il gran Labaro, ondeggiano per l'aure, - Al lor passaggio, cadono le turbe - Inginocchiate, ed alle sacre laudi - Rispondon salmeggiando. In mezzo a questa - Santa milizia chiusa, taciturna - Schiera procede, con fronte dimessa, - Di vecchi, adulti, femmine e bambini. - Han scalzi i piedi, nuda la persona, - Se non che le ravvolge un saio nero - Di fiamme e rossi demoni dipinto, - Che lor dal collo sino al piè discende. - Birri, aguzzini a lor stan stretti al fianco. - Chi pur s'indugia nel cammin dolente, - Col pungiglion, con uncinate verghe, - Il birro ad intimargli: «Avanza, avanza!» - Torta al collo una corda, e ciascun reca - Un cero acceso in mano. - Al circo giunti - Le madri spasimanti, che il bambino - Tengono stretto al sen, gli adulti, i figli - Che all'egro padre, all'avolo cadente - Reggono il passo, floride fanciulle, - Raggiante il volto di bellezza e vita, - Si collocàro al tetro rogo intorno. - Vider gli sgherri, che piantar le travi - Sulla catasta preparata; videro - Soffiar sul rogo, e cumular carboni - Di resina cosparsi; e i primi crepiti - Inteser delle legna arse, fumanti, - E gli urli delle plebi: «Al foco, al foco!» - Dagli sgherri le vittime sospinte - Furon cacciate entro la pira ardente; - Nel volto si guardar senza far motto. - Negro un lenzuol di fumo in pria gli avvolse, - Poi sugl'arsi carbon, gli aridi rovi - Serpeggiaron le fiamme, e crepitando, - Rosolavan le piante: Ed essi, ritti, - Assorti in Lui, non dier crollo, nè lagno. - Poi divampando, vibrano le lingue - Di fuoco, crescon rapide, comburono - Le polpe, ne ghermiscon le ginocchia, - E quai branchi di vipere, con spire - Tortuose, s'avvolgono ai lor fianchi, - Succhiando carni ed ossa. In mezzo ai sibili - Dei venti, che fra vortici coruschi - Fischian sbattuti, pïetose voci - Emergon fuori e l'aure empion di lai: - «Dai profondi, Signore, dai profondi - A te clamo...» - e ricascon soffocate... - «Osanna, osanna», intuonano le turbe, - Ed i prelati, mentre che i lacerti, - Delle abbruciate vittime sul rogo, - Con roco tonfo, cascono disfatti. - La pira s'adimava: Tutta intorno - Taceva, allor che subito per l'aure - Correre udissi, misterioso, un grido. - «In te, Signore, in te, tutto m'immergo, - Teco m'accogli, -- e sulla terra pace!» - Onde il flebile sorse grido eccelso? - Da quel mucchio di cenere e cadaveri - Che dal truce martir santificati - Già s'ergevano in alto? -- o fu parola - Dal ciel discesa, verbo dell'Eterno, - Che dalla morte suscita la vita? - Echeggiò sulla piazza, -- Come lampo, - Le menti rischiarando ottenebrate, - Popolo e grandi scosse. Esterrefatti, - «Miserere, gridaro, miserere». - Poi caddero in ginocchio, -- si segnaro... - I prelati riprendere tentarono - Le cantiche, gli osanna, -- Niun rispose. - Di quà, di là, si spersero le turbe - Sgomente e silenziose. Ed io sentia, - Sentia per l'aure, qual dall'ampie arcate - Del Tempio, allor che il divo sagrifizio - Dell'ostia consacrata si rinnova, - Si confondon più note in un concento, - Qual s'uniscon più raggi in una luce, - Così quei salmi, gemiti e preghiere - Poggiando in alto, a sfere ognor più pure, - S'ergean, congiunte in un sol inno, in Dio. - - * - * * - - La visïone sparve. - In me raccolto - Stava pensoso ed atterrito, -- quando - Una voce degli avoli, che intorno - M'alleggiavan pietosi, -- mi riscosse; - «Sorgi, tuonò: L'istoria eterna è questa. - Apri gli sguardi della mente, -- e mira...» - Novella visione a me si schiuse. - - * - * * - - Era in Sion, -- sul monte di Morìa, - Nel cortile del Tempio. -- A me di fronte - S'ergeano ancora, come ai tempi antichi, - Iachim e Boas, le mistiche colonne; - E spaziava in mezzo a lor tuttora - Il vasto mar di bronzo, -- e presso al mare, - A modo dell'altar del sagrifizio, - S'alzava un'arca. - E su di lei che vidi? - Stava sull'ara steso un gran vegliardo; - Bianca e lunga la barba, giù dal mento - Sino a terra scendeva, -- quai viticci - Attortigliati d'edera, girava - Intorno all'arca, -- e tutta la copria; - Aspre catene aveva al collo attorte, - E dal collo pendenti, ai fianchi, ai piedi, - Tenevan la persona immobilmente - Al duro marmo e alle pareti avvinta. - - Avea quel veglio ambo le braccia stese, - L'una ver l'ostro e l'altra ver l'occaso, - Sì che 'l capo, e il tronco, e le due braccia, - Porgean l'immago di vivente croce. - - Tutto era buio. -- Ma dagli occhi suoi - Partiva ad ora ad or luce sì fulgida - Che, qual di notte subito baleno, - Tempio, cortile, altare illuminava. - Io stavo fisso in esso con arcano - Senso d'affetto e di pietà, -- quand'ecco, - Con subito fragor, si spalancaro - Le porte del vestibolo, ed irruppe - Un guerrier. Avea d'elmo sfolgorante, - Con l'aquila imperiale, il capo cinto, - E brandendo l'acciar s'appressa all'ara; - Sul vegliardo calatolo, ne fende - Il destro braccio, -- e ne sega le vene: - Caldo proruppe il sangue, -- e qual fiumana - Gorgogliando, -- giù scese dal Morìa. - Poi crebbe nel cammin, s'aprì in torrente, - Pei colli dilagando e piani aperti, - Ovunque di quell'onda fecondante - Passa il tesoro, -- germina la terra. - Scorre sul Morto Mar, di messe ondeggia; - Si stende sul deserto, e l'arse sabbie - Fioriscono qual rosa, e nel suo corso - È tutto moto e vita. - Un altro ignoto - Penetra nel vestibolo del Tempio; - Tacito e cauto sguiscia appo l'altare: - A la sembianza appar faccia d'uom giusto, - Maestoso è l'aspetto; L'Efod sacro - Ed il pontifical paludamento - Crescon decoro a quell'aspetto augusto. - S'appressa all'ara... Tien dentro le pieghe - Della vesta, un pugnal nudo celato, - L'afferra, -- e ratto nel sinistro braccio - Della vittima eterna, sino all'elsa, - Tre volte e tre lo immerge. -- Sprizza il sangue, - Del sacerdote sopra il volto balza, - Tocca appena quel volto, si trasforma - In fiele ed in veleno. Egli compreso - Da subito terror, fugge, si asconde - Nei velami dell'ara. Il sangue scorre - Dall'arca nel cortile, -- e dal cortile - All'occaso si spande, a flutti, a fiume, - E si scava una foce, scende al mare, - Sposando le spumanti onde vermiglie - Al vivo azzurreggiar dell'Oceàno, - Lontane isole attinge e continenti; - E cittadi obliate e città spente, - Scote, ridesta, suscita alla vita. - Altre non note scopre, -- e splenderanno - Faro di luce e libertade al mondo. - - * - * * - - E già la mente mia correr sentiva - Il soffio animator dell'aspettata - Aura primaveril, che farà sgombri - Di pregiudizi i popoli venturi... - Quand'ecco giù, lontan, cupo, un sussurro, - Strepito d'orgie, d'ululi, minaccie, - D'armi di guerra. -- Una perduta gente - Di sicari, di sgherri, di lenoni, - Da postriboli uscita e da taverne; - Un'accozzaglia senza onor, nè fede, - Di sacerdoti e nobili impinguati - Per furto, per mendacio, per versato - Nella guerra civil sangue fraterno, - Or stretti in lega insiem, per opre infami, - Irrupper nel vestibolo del Tempio. - Di leve, picche, di pugnali armati - Nè scardinar le mistiche colonne, - Sul veglio s'avventar, imbavagliarlo - Tentaro, e soffocarne entro le fauci - La parola, il sospir, sì ch'ei si spenga - Senza traccia lasciar sopra la terra, - Sdegnoso li guardava e non moriva: - E raddoppiar gli strazi e le torture... - Ed ei sereno e fiero, -- non moriva. - Anzi più forte per crescente vita... - Fatti allor più furenti, altri supplizi - Inventar contro il veglio intemerato; - Avventar sozza e lurida canaglia, - Che di rapine cupida e di sangue - Accaneggiaro con sacrileghe arti - Di mendacie e calunnie. A lapidarlo - Si dier furenti in cenere converse - Abbandonarne poi le membra ai venti. - Allor, siccome suol igne compresso - Nei convulsi crateri, spalancossi - La terra, e le colonne svelte e l'arca - Col veglio, entro gl'aperti gorghi accolse - Nel sen materno, e li coprì pietosa... - Colà staranno, inviolati, sino - Che il giorno atteso spunti, -- e la parola - Smarrita si ritrovi, -- e splenda alfine,[18] - Messaggiera d'amor, di pace, ai mondi... - «E tu, dubiti, imbelle? -- Sorgi e spera!» - - [18] Due croci, secondo un'antica leggenda ebraica, si sono innalzate - sopra Gerusalemme, negli ultimi tempi della sua lotta contro Roma. - L'una sorse sulla vetta del Calvario, parola che significa monte - Calvo, od arido; l'altra sulla vetta del Morìa, ossia monte di - Dio, monte delle visioni, o dell'avvenire. - - Esse simboleggiavano la vita d'Israello nei secoli. La prima, - l'Era del Paganesimo che finiva; la seconda, l'Era nuova che stava - per aprirsi. - - Due croci, due olocausti. Gli Ebrei, per la loro origine, la loro - legge e avversione agli idoli e alla divinità di Cesare, erano - tacciati di deicidio. Avendo essi rifiutato di adorare Cesare come - dio. Perciò i Romani in un solo giorno fecero inchiodare due mila - Ebrei, nelle varie provincie della Siria, sopra la Croce. Ma non - potendo uccidere il dio ebreo, perchè tutto spirito, si - vendicarono col crocefiggere Cristo che lo rappresentava, e voleva - elevarsi come mediatore tra il Paganesimo e il Monoteismo. - Infatto, alla morte di Cristo, corse un grido sopra tutto il mondo - pagano: «Il gran Pane è morto». Inoltre Cristo contrapponeva a - Cesare-dio, che rappresentava la violenza, l'arbitrio, la guerra, - un nuovo ideale del divino, concepito e nato dal seno del popolo - ebreo, il Dio di carità, di rassegnazione, di conciliazione e - d'amore. - - La sua croce significava il sacrificio _individuale_; quella - elevata sul Morìa, il sacrifizio collettivo, quello di un popolo: - l'una il deicidio, l'altra il popolocidio. - - L'uno durò poche ore di passione e di sofferenze; l'altro dovrà - durare per secoli come ad espiare le colpe dell'intera umanità, in - ogni parte della terra, significa e porta in sè il sacrifizio - universale. -- Il Cristo-popolo, allargato all'Umanità. Cristo - aveva detto sul Calvario: _consummatum est_; Israel, il popolo, - sul Morìa, sotto le macerie di Gerusalemme, esclamò: _Non tutto è - finito, tutto è da ricominciare_. Esso non volle morire del tutto, - ma si sottrasse a' suoi carnefici, entrando nel sepolcro, simile - ad Hiram, simbolo dell'operaio eterno, l'operaio intelligente, il - quale portò seco nel sepolcro aperto sotto il limitare del Tempio, - la _parola smarrita_; la quale dovrà essere svelata a suo tempo, - come parola di redenzione per tutti gli oppressi e i deseredati. - - Ricercare la parola smarrita è l'enimma forte che, nella nuova - Era, si sono proposte molte eresie e i sodalizi secreti, come i - Gnostici, i Manichei, gli Albigesi, i Templari, le diverse - Massonerie nei loro riti. - - Qual'è quella parola misteriosa? - - Secondo l'avviso di alcuni, sarebbe _Giustizia_. Ma l'idea dovrà - divenire realtà: la realtà è l'idea fatta uomo; incarnata in un - popolo; per assurgere a forza. Ora, il mezzo per tradurla in - forza, sarà l'associazione. Questa la forza per ottenere, con la - giustizia il miglioramento fisico, morale, intellettuale di tutte - le classi, di tutti i popoli. I due termini, _Giustizia,_ mercè - l'_Associazione_, si compenetrano, si concretano in un solo, che - omai domina l'età nuova; Verbo sul quale passando l'afflato del - Divino che purifica, innalza ed avviva, divenuto passione e - sentimento, potrà sollevarsi come formula, simbolo e labaro di - religione futura. - - - - III. - - - - *Grido d'Ambascia.* - - - Sperar! Sperare ancora? E che giovommi - Stancare, logorar le mie pupille, - La tua luce cercando? Che mi valse, - Le notti, i dì, scrutar le tue parole, - Nei libri tuoi, nel ciel, nell'universo? - Che la vita incolpabile? Che valse - Di te, di te lo spirto sitibondo, - Adorarti, cercarti, e le mie carni - Macerar nei digiuni e nei flagelli? - A te, per tante etadi, supplichevole - Prostendere le mani? -- E tu, silente... - E ricadevan sempre le preghiere - Ai piedi miei, qual foglie inaridite - Che disperdono i venti. Te cercai - Nella gloria e splendor dell'universo, - E tu, nel manto di tue glorie avvolto, - Impassibile, muto. All'uom mi volsi; - Che mi diè l'uomo? Secoli d'ambascie, - Cruenti orgogli, errori, odio e delitti. - La terra, il cielo, sono immersi ancora - Nell'antico caosse. Atro l'abisso - All'abisso risponde, -- il nulla al nulla: - A me Calvario è il mondo. Sulla croce, - Come olocausto eterno, io son confitto; - Da mille etàdi, flagellato, io clamo - Invocando giustizia... E che risponde - La terra e il ciel? M'irridono le genti, - E la giustizia han qui con me sepolta. - «Perchè, per chi tu t'immolasti, o Cristo?» - - - - IV. - - - - *Nemesi!* - - - Così parlava il prigioniero, stretto - In catene, nell'Isola del Diavolo. - E lo sfurìar dei turbini fuggenti, - Rifischiando dall'una all'altre roccie, - Tra gli alberi sbattuti, e forre ed antri, - Disperdevano i gridi e le preghiere - Del solitario inascoltato. L'eco, - Messeggiera del ciel, ne accolse il grido, - Consegnandolo ai venti, -- e i venti al mare, - E il mar, coi larghi, impetuosi flutti - A le correnti, e queste, che solcavano - L'ampio per gli ocean cammin segnato, - Le portavan, coi suoni ripercossi - Dei marosi, dall'una all'altra sponda, - Con voci ognor crescenti. Sì chè pari - Al tuon che, al dì nuovissimo, riscuota - I morti dal sepolcro, ad ogni gente - L'alto dolor gridava e il gran misfatto, - Tal ch'a pietade i popoli commossi - Invochino giustizia. -- E ripeteva - Il mar sonante al cielo, all'Universo: - «E tu perchè, per chi moristi, o Cristo?» - - - - - - *OPERE DELLO STESSO AUTORE* - - - ---------- - - *Emma Liona* o *I Martiri di Napoli nel 1799* -- Dramma storico. - *L'unità Cattolica e l'unità moderna* -- Questione Romana. - *Democrazia e Papismo* -- Questione Romana. - *Martirio e Redenzione* -- Canti Patrii. - *Vita di Pensiero* -- Ricordi e Liriche. - *Ausonia* -- Vita d'azione (dal 1844 al 1870). - *Demeter. Cuor di madre* -- Racconto in versi, e saggio - sull'ideale femminile in Italia. - *Il Femminile Eterno* -- La donna nella civiltà dei popoli. - *La Mente di Michelangelo*. - *Il Semitismo* nella civiltà dei popoli. - *Giordano Bruno* o *la Religione del Pensiero*. - *Giordano Bruno* -- Dramma. - *Il Profeta*. _Parte_ 1ª _L'Oriente_. La passione di un popolo. - » 2ª _L'Occidente_. Roma il 20 Sett. 1880. - - ---------- - - Prezzo del presente volume L. 1,50 - - - - - Nota di trascrizione - - -I seguenti refusi sono stati corretti: - - - *p. 1, nota, r. -6:* l'Abbé Constan ----> l'Abbé Constant _[Éliphas - Lévi]_ - - *p. 1, nota, r. -6-5:* fondò il giornale, La _Solidarité_ ----> - fondò il giornale _La Solidarité_ - - *p. 1, nota, penultima riga.:* S. Verdad (Lessard) ----> P. Verdad - (Lessard). I titoli francesi citati in questa nota hanno inoltre - molti errori ortografici: _Phalanstère_, _réprésentant_, _Laïque_, - _Révélation_ - - *p. 2, r. 15:* di Edgard Quinet, di Royez Collard ----> di Edgar - Quinet, di Royer Collard - - *p. 2, nota, r. 2:* _e Théonomie, Demonstration de l'Existance de - Dieu_ ----> _Théonomie, Démonstration de l'Existence de Dieu_ [il - titolo esatto è: _Théonomie: démonstration scientifique de - l'existence de Dieu_] - - *p. 3, nota, r. 4:* _aggiunte virgolette aperte prima di_ «1. La - _Giovane Europa_ - - *p. 4, nota, ultima riga:* _Sergent de l'Eglise_ ----> _Sergent de - l'Église_ - - *p. 5, r. 4:* regime degli Orlèans ----> regime degli Orléans - - *p. 7, r. -8:* alcunchè che di provvidenziale ----> alcunchè di - provvidenziale - - *p. 8, nota, r. 1:* Rènan ----> Renan - - *p. 11, nota, ultima riga:* Dent. ----> Deut. (i riferimenti ai - versetti citati comunque non corrispondono al contenuto) - - *p. 13, ultima riga:* che ora la dice ----> che ora si dice - - *p. 14, r. 20-21:* il dispotismo l'arbitrio ----> il dispotismo, - l'arbitrio - - *p. 17, r. -7:* _Re Romanorum_ ----> _Rex Romanorum_ - - *p. 20, r. 4:* col esodo in massa ----> coll'esodo in massa - - *p. 20, r. 9:* tenebri profonde ----> tenebre profonde - - *p. 24, r. 3-4:* In exilo Israel de Egypto ----> In exitu Israel de - Ægypto - - *p. 27, nota (2), r. 2:* D'Israeli --> Disraeli _[Benjamin]_ - - *p. 27, nota (2), r. 9:* un assemblea cristiana ----> un'assemblea - cristiana - - *p. 29, quartultima riga:* folla ingannafa ----> folla ingannata - - *p. 34, r. 13:* si ragruppano ----> si raggruppano - - *p. 35, quartultima riga:* gli scienzati ----> gli scienziati - - *p. 38, r. 3:* tre voltò fu vinta ----> tre volte fu vinta - - *p. 38, r. 14:* da oltri venti anni ----> da oltre venti anni - - *p. 39, r. 4:* resistenza degli Orlèans ----> resistenza degli - Orléans - - *p. 39, ultima riga:* Larisse ----> Lavisse - - *p. 41, r. 5:* un àncora di salvezza ----> un'àncora di salvezza - - *p. 42, r. 15:* un associazione ----> un'associazione - - *p. 45, r. 14:* un azione benefica ----> un'azione benefica - - *p. 50, r. -10:* un infernal trama ----> un'infernal trama - - *p. 59, r. -10:* Un accozzaglia ----> Un'accozzaglia - - *p. 60, r. 7:* Fatti allor piu furenti ----> Fatti allor più furenti - - *p. 60, nota, ultima riga:* Avendo ess ----> Avendo essi - - *p. 60, nota, prima riga:* un antica leggenda ----> un'antica - leggenda - - *p. 61, nota, r. 15:* _consumatum est_ ----> _consummatum est_ - - *p. 61, nota, r. -11:* come i Gnostici i Manichei ----> come i - Gnostici, i Manichei - -Nel dubbio tra lemma inconsueto, estasi retorica, licenza poetica od -errore ortografico sono state mantenute varianti lessicali come: - - concorzî, abbrucciarli, nubolose, esiglio, - Israel/Israelle/Israello, multeplici, moltipli, inscrito, - siffatto/sifatti, sepellire, diseppellire, rettrobotteghe, - êra/èra, principi _[plur. di principio]_/principî/principii, - sacrificio/sacrifizio/sagrifizio, calunie/calunnie, furror di - torbini, Accaneggiaro, grïdi, Messaggiera/Messeggiera, caosse, - deseredati, etadi/etàdi, Infatto, irromperranno, s'adimava, - sfurìar, sguiscia, talon. - -La citazione del canto 32 del Purgatorio a p. 18, _L'aquila vidi -scender_... è imprecisa: la lezione corrente ha _O navicella mia, -com'mal se' carca_; dopo il v. 149 Seder sovr'esso una puttana -sciolta... sono omessi i versi 150 e 151, ed il 152 recita _Vidi di -costa a lei_... - -Nell'originale i due punti sono seguiti a volte da maiuscole, a volte da -minuscole, e così si è riprodotto. Anche la punteggiatura appare a volte -irregolare, ed in più punti si sospettano virgole superflue o mancanti. -Si è conservata la forma originale. - - - - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK AHASVERO NELL'ISOLA DEL DIAVOLO -*** - - - - - A Word from Project Gutenberg - - -We will update this book if we find any errors. - -This book can be found under: http://www.gutenberg.org/ebooks/40328 - -Creating the works from public domain print editions means that no one -owns a United States copyright in these works, so the Foundation (and -you!) can copy and distribute it in the United States without permission -and without paying copyright royalties. Special rules, set forth in the -General Terms of Use part of this license, apply to copying and -distributing Project Gutenberg(tm) electronic works to protect the -Project Gutenberg(tm) concept and trademark. 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