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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org/license + + +Title: Annali d'Italia, vol. 1 + dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 + +Author: Lodovico Antonio Muratori + +Commentator: Gian Francesco Galeani Napione + +Release Date: May 15, 2012 [EBook #39704] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ANNALI D'ITALIA, VOL. 1 *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara +Magni and the Online Distributed Proofreading Team at +http://www.pgdp.net (This file was produced from images +generously made available by The Internet Archive) + + + + + + + [Illustrazione: LODOV. ANTONIO MURATORI] + + + ANNALI D'ITALIA 1 + + + ANNALI D'ITALIA + + DAL PRINCIPIO DELL'ERA VOLGARE + SINO ALL'ANNO 1750 + + + _COMPILATI_ + + DA L. ANTONIO MURATORI + + E CONTINUATI SINO A' GIORNI NOSTRI + + + _Quinta Edizione Veneta_ + + VOLUME PRIMO + + + VENEZIA + DAL PREMIATO STAB. DI G. ANTONELLI ED. + 1843 + + + + +VITA DI LODOVICO ANTONIO MURATORI + +_scritta da_ + +GIAN-FRANC. GALEANI NAPIONE + + +Che un uomo d'ingegno, il quale sappia far capitale del tempo, non +abbia cagion di lagnarsi della brevità della vita, potendo ad infinite +cose attendere, il Varrone dell'Italia moderna, LODOVICO ANTONIO +MURATORI, palesemente il dimostrò; tuttochè non sia giunto a vivere, +come dell'antico Varrone ci narra Plinio, ed a scrivere oltre +all'ottantesimo ottavo anno, nè a poetare, come il Bettinelli, al +nonagesimo. Non oltrepassò egli guari i termini di un corso ordinario +di vita, e di una vita impiegata in massima parte negli esercizii +religiosi, cioè come cherico attento a' doveri del suo stato ne' primi +suoi anni, quindi come parroco zelantissimo sino oltre al sessagesimo, +e sempre come sacerdote esemplare sino al fine de' suoi giorni; ma +seppe, ciò non ostante, non meno colle azioni sue virtuose che coi +dotti suoi libri, giovare agli uomini, instruirli ed eziandio +dilettarli; e le opere da lui dettate formano una biblioteca. + +Nato in umile fortuna il giorno vigesimo primo di ottobre dell'anno +1672 in Vignola, terra del Modenese, patria del celebre architetto +Barozzi, che da quella prese il nome, non potè avere nella età sua +fanciullesca altri per institutore che un maestro assai comunale di +grammatica latina, che lungamente in quelle spine lo avvolse, per cui +tanti vivaci ingegni prendono il più delle volte in abbominio ogni +specie di lettere. Essendogli però capitati alle mani i romanzi di +madama di Scuderì, ben s'avvide che esistevano libri più dilettevoli +che le triviali grammatiche non sieno. Servirono questi in certo modo +di correttivo, gli aprirono la mente e l'invogliarono sempre più della +lettura. Chi si sarebbe dato a credere giammai che l'autor degli +Annali e delle Antichità italiane, e di tante altre opere di storia e +di critica la più dotta e severa, abbia incominciata, s'egli stesso +non l'avesse asserito, la sua carriera letteraria dal gran Cairo, +dall'illustre Bassà e da altre simili fole, leggendole avidamente? Ma +il punto sustanzialissimo si è, che curiosa brama, qualunque siasi, di +leggere e di imparare sorga nelle anime nuove, non riesce poi arduo +gran fatto l'alimentare e meglio dirigere questa nobile fiamma; ma +guai! se in principio inavvedutamente altri la spegne, in vece di +nutrirla. + +Migliori maestri trovò poscia in Modena il Muratori, di grammatica non +tanto quanto di umane lettere, ed eziandio di filosofia; anzi +quest'ultimo (cosa singolare allora in persona di chiostro), oltre al +sistema peripatetico, gli spiegò i sistemi moderni; e se la filosofia +neutoniana non era ancora a que' tempi uscita dall'isola natìa, già +avea avuto molto prima l'Italia il Galilei ed il Torricelli, e del +loro modo di filosofare (che sistema veruno non volle inventare +saviamente il Galilei) convien dire che avesse avuta una idea da +giovane il Muratori, da che dettò una dissertazione intorno allo +innalzamento e depression del barometro, oltrepassando di poco il +vigesimo anno. Vestito avea egli l'abito chericale, quando giovanetto +per gli studii a Modena si portò. Suoi studii principali doveano +essere le leggi civili e canoniche e la moral teologia; così pensava +il padre di lui, costretto dalle angustie domestiche, come tanti +altri, a riguardar la dottrina come un capo di entrata. La pratica +perfino della giurisprudenza intraprese il Muratori; ma da quella +professione, al pari di tanti altri uomini insigni nella letteratura, +il genio suo dominante il ritrasse. La poesia da prima e l'eloquenza +riempivano di delizia gl'istanti che poteva aver liberi; ma essendo a +que' tempi in Lombardia comunemente corrotto il gusto delle lettere +più amene, di quelle ampollosità che aveano voga, e di quelle +argutezze egli s'invaghì tanto, che il nostro ampolloso e concettoso +Tesauro era il suo maestro, il suo autore. Corresse però ben tosto il +suo gusto, dopochè venne ammesso ad una letteraria conversazione, dove +il marchese Giovanni Rangoni ed altri svegliati ingegni modenesi +seguivano guide migliori. Ciò non ostante, se si riguarda bene, nel +fraseggiare, anche più trascurato, del Muratori, restò un non so che +dello stile del Tesauro, segnatamente ne' traslati. + +Dalla lettura de' poeti e degli oratori passò a quella dei filosofi. +Molto si compiacque di Seneca e di Epitteto, e la filosofia degli +Stoici pigliò in concetto grande, sebben presto si avvedesse, come, +senza la religione rivelata, quella orgogliosa dottrina è un albero +pomposo, ma privo di solida radice, e che non produce frutti di vera +sapienza. Lo studio delle massime degli Stoici il condusse alla +lettura di Giusto Lipsio, gran partigiano di quella setta, e delle +sentenze stoiche zelante promulgatore. E siccome è cosa consueta, che +tutto si apprezza in quelle persone che si hanno per qualche rispetto +in grande estimazione, passò il Muratori a studiare i libri, assai più +pregevoli del Lipsio, riguardanti le antichità romane, e cominciò a +dar opera indefessamente alla erudizione profana. Per inoltrarsi in +essa vide però che gli mancavano e la copia di libri e il presidio +della lingua greca. In una libreria di poveri claustrali trovò il +giovane Muratori ciò che di rado o non mai si trova ne' palagi de' +facoltosi, voglio dir libri in numero sufficiente e piena facoltà di +valersene. Della greca lingua da sè stesso in breve tempo con ostinata +fatica s'impadronì. Seguì questo in principio dell'anno 1693, ed a +quei giorni maggior ventura gli toccò in sorte, cioè di rinvenire un +direttore per gli studii suoi, di cui non potea desiderarne uno +migliore, che lo iniziò alla diplomatica ed alle antichità del medio +evo, e che a coltivare la sacra erudizione, propria al suo stato, +principalmente lo animò. Fu questi l'abate cassinese Benedetto +Bacchini, dottissimo personaggio, capitato allora in Modena, il +Mabillon dell'Italia, che salito sarebbe ad egual fama, se avesse +avuto, come il Mabillon, un più vasto teatro ed i favori di un +potentissimo monarca; ma che però ebbe il vanto, che non potè avere il +Mabillon, di esser padre, a dir così, nelle cose appartenenti alla +soda erudizione, di due uomini sommi, il Muratori ed il Maffei. La +storia ecclesiastica e gli ecclesiastici scrittori e i concilii ed i +santi padri furono il nuovo pascolo che aprì il Bacchini alla mente +avida del Muratori, che non lasciava passar giorno in cui lungamente +non si trattenesse con lui, studiandosi di far tesoro di quanto ne' +famigliari ragionamenti (la miglior disciplina di tutte) usciva dalla +bocca di quell'uomo raro. + +Già abbandonato avea egli gli studii delle leggi e della teologia +scolastica, punto non curando, purchè soddisfar potesse al genio suo +prepotente, que' premii che da chi le professa si ottengono, da' +letterati non mai. Ma in questo mezzo avendo il Muratori fatto +conoscenza col marchese Gian Gioseffo Orsi, coltissimo patrizio +bolognese, e con monsignor Marsigli, poscia vescovo di Perugia, col +mezzo loro ottenne di essere invitato dal conte Carlo Borromeo alla +famosa biblioteca Ambrosiana di Milano. Singolare ventura fu questa +per lui di venir collocato in età giovanile nella piena luce del +giorno, aprendosegli in tal modo la strada di far quella luminosa +comparsa che ognun sa nella letteraria repubblica; e que' gentiluomini +fecero dono del Muratori all'Italia. Novella prova fu questa che per +far fiorire le lettere assai più giova la coltura ed il buon giudicio +ai privati, che non la potenza ed i tesori stessi de' principi. +Laureato prima in leggi in fine dell'anno 1694, si recò adunque il +Muratori in Milano in principio del susseguente, dottore +dell'Ambrosiana, e prima che terminasse quell'anno medesimo fu +ordinato sacerdote. + +Gli aneddoti latini, colà due anni dopo pubblicati, (gli aneddoti +greci videro la luce poscia in Padova) furono il primo saggio ch'ei +diede del suo sapere, molti argomenti trattando di antichità +cristiane, di disciplina e di erudizione ecclesiastica, in parecchie +dissertazioni, con cui gli aneddoti suoi illustrò. Prima di venirsene +a Milano, non poche cognizioni avea già acquistato egli appartenenti +alla paleografia, facendone studio colla scorta del p. Bacchini sulle +pergamene dell'archivio di Modena: e nell'Ambrosiana, ricca di rari e +copiosi codici, vi si perfezionò. Grande fu la fama in cui salì il +Muratori, giunto appena a toccare il vigesimo quinto anno, per questa +prima opera sua; e si procacciò la benevolenza e la stima de' primi +letterati, e principalmente di un Noris, di un Bianchini, di un +Ciampini, di un Magliabechi in Italia; di un Mabillon, di un Ruinart, +di un Montfaucon, di un Papebrochio oltremonti. Cinque anni interi si +passarono da lui nell'Ambrosiana, quasi in proprio elemento, in mezzo +a que' codici, facendo studio indefesso di erudizione sacra e profana, +d'iscrizioni, di antichità, ed esercitandosi nel tradurre dal greco. +Nè lasciava di attendere per sollievo agli studii delle lettere più +gentili. Interveniva ad un'accademia, detta de' Faticosi, e ad +un'altra di filosofia e di belle lettere, apertasi a suo suggerimento +nella casa Borromeo; ed essendo passato ad altra vita in quella città +nell'anno 1699 il Maggi, poeta di grido per que' tempi e suo grande +amico, intraprese tosto il pietoso letterario ufficio di dettarne la +vita, che nell'anno seguente 1700 si pubblicò, e con un idillio e con +altri versi (chè poeta pur era allora il Muratori) ne celebrò la +memoria. + +Le ricerche genealogiche, che per parte dell'elettore di Annover si +facevano, onde chiarire l'origine italica della Casa di Brunsvico, +derivata dal comun ceppo della Estense, furono quelle che richiamarono +il Muratori da Milano alla contrada sua natía. In somma confusione era +l'archivio estense. Per riordinarlo, e per compiacere quel principe +che avea spedito un letterato tedesco a visitarlo, il duca di Modena, +Rinaldo I, nominò suo archivista e bibliotecario il Muratori. Lasciò +egli tosto Milano e l'Ambrosiana, non senza però qualche +rincrescimento; e si restituì, nel fine della state dell'anno 1700, in +Modena ai servigii del suo amato principe: e rinunciando ad ogni più +splendida fortuna, mai più abbandonar non volle, durante un intero +mezzo secolo, che ancor visse, l'estense biblioteca, pago, come +Plutarco, di essere l'ornamento della sua patria, mentre per tutta +Italia chiaro suonava il suo nome. + +La genealogia de' principi estensi occupò da prima i suoi pensieri; e +le Antichità estensi, dotta opera e laboriosa, in cui, d'accordo col +famoso tedesco Leibnizio, fissò l'origine di quella, prima in Italia, +quindi in Germania ed Inghilterra, nobilissima famiglia, furono il +frutto delle sue fatiche. Ma come i chimici valenti, che attenti sono +oltremodo a prevalersi delle scoperte ed invenzioni che si presentano +nel corso degli esperimenti loro, sebben non formassero l'oggetto +principale, lo scopo delle loro ricerche, così il Muratori, dovendo +rivoltare tanti diplomi e cronache e monumenti de' bassi-tempi, +concepì il vasto disegno dell'unica e dottissima opera delle Antichità +italiane del medio-evo, che rese il nome suo immortale, e che, secondo +le prime idee, altro non avea ad essere se non una continuazione delle +Antichità estensi, cui servir dovea di commento e quasi far loro +corteggio. + +Dallo studio incessante, a norma delle più sane regole di critica, +posto intorno alla storia di que' principi, nacquero non solo quelle +tante scritture in favor di essi per lo dominio di Ferrara e di +Comacchio, nelle quali superiore di tanto si dimostrò al focoso suo +avversario monsignor Fontanini, e mediante le quali si fece conoscere +per uno de' più scienziati gius-pubblicisti; ma inoltre la gran +raccolta da lui ordinata ed illustrata di tutti gli scrittori +originali delle cose d'Italia per lo corso di mille anni; e finalmente +gli Annali d'Italia, l'unico ed il miglior corpo che sinora si abbia +della storia della nazion nostra, stesi da lui nella età di +sessantasette anni nel breve spazio di un anno solo; cosa incredibile, +se da testimoni oculari degni della maggior fede non venisse +asseverata. Che se dettati sono in istile umile, pedestre, inelegante, +come le altre opere sue italiane, non mancano però mai di chiarezza, +di precisione, di naturalezza, e talvolta di vivacità, non senza una +certa efficacia e festività, direi così, lombarda. Del resto, e chi +mai esigere potrà in un colosso la squisitezza del lavoro di un +cammeo? + +Mentre per altro incominciava il Muratori a gittar i fondamenti +dell'edificio immenso di cognizioni storiche che innalzar intendea, +compose, quasi per sollievo e diporto, il suo trattato della Perfetta +Poesia, in cui spiegò un sistema conforme ai pensamenti dell'oracolo +dell'Inghilterra, Bacone da Verulamio, sistema più filosofico di +quello che prima di lui da' sottili grammatici, e dopo di lui da +Francesco Maria Zanotti e da altri, che han grido di filosofanti, +vennero esposti alla luce del giorno. Se filosofico fu il trattato +della Poetica del Muratori, poetico, a dir così, fu il disegno della +Repubblica Letteraria, che pubblicò in fronte all'opera sua del Buon +Gusto, o sia riflessioni sopra le scienze tutte; disegno concertato +col dotto Bernardo Trevisano, che reggeva in Venezia quella cattedra +di filosofia morale, che sempre occupata era da un veneto patrizio; e +disegno con cui tenne lungamente e piacevolmente in sospeso la +curiosità degli scienziati. Agli studi suoi di amene lettere riferir +si debbono pure le Vite del Petrarca, del Castelvetro, del Sigonio, +del Tassoni, del marchese Orsi, da lui in diversi tempi dettate. Ma +qui non è il luogo di annoverar distintamente le opere tutte del +modenese bibliotecario. Il solo catalogo, colle necessarie notizie +bibliografiche, eccederebbe i confini a questa vita prescritti. +Basterà il dire che la sua fecondità era tale, che due opere ad un +tratto stava scrivendo per l'ordinario; e che temendo ancora non gli +mancasse materia, chiedeva agli amici argomenti per comporne delle +nuove. Alla erudizione sacra e profana, alle antichità romane e +barbariche, alla critica, alla teologia, all'ascetica, alla +giurisprudenza, alla filosofia, alla politica e perfino alla medicina, +come il trattato del Governo della peste e la dissertazione _De potu +vini calidi_ ne fanno fede, a tutto rivolse le sue speculazioni e le +sue fatiche. + +L'erudizione sacra formò il primo oggetto de' suoi pensieri, e sempre, +sino al termine de' suoi giorni, gli studii delle materie +ecclesiastiche coltivò, congiungendoli coll'adempimento il più esatto +ai doveri tutti del suo stato. Giovane sacerdote in Milano, in mezzo +agli studii suoi più fervidi e più graditi, esemplarmente vi attendea. +Fatto quindi in Modena preposto della Pomposa, con cura di anime, con +vivo zelo e con amor grande le funzioni tutte del sacro suo ministero +indefessamente esercitò, trovando ancora tempo, come già il celebre +Pignoria, per le letterarie fatiche. Ma non contento di edificar +coll'esempio e d'instruire colla voce il popolo suo, le virtù +praticando che insegnava, s'ingegnò eziandio di giovare coi libri alla +religione ed ai costumi. Non una persona sola, ma più persone e più +anime, e tutte attivissime, operose, infiammate dell'amor de' suoi +simili, pare che fossero nel Muratori concentrate. Se la vera +filosofia consiste nel far del bene agli uomini, qual filosofo antico +può venire in paragone con lui? Chè non parlo di coloro che negli +ultimi tempi ne usurparono il nome, di tante sciagure infausta e mai +sempre deplorabile cagione. Ascetico savio ed illuminato si mostrò +egli (per toccar soltanto di alcuno di tali libri) negli esercizii +spirituali; espertissimo conoscitore de' santi Padri, compreso del +vero spirito della religione nel trattato della Carità cristiana, +virtù che tutte perfeziona le cristiane virtù; maestro in divinità +profondo nella dotta opera latina _De ingeniorum moderatione in +religionis negotio_, opera in Italia non solo, ma in Germania ed in +Francia eziandio riputatissima. + +Ma il Muratori, avanzando in età, e già sessagenario, non potea più +reggere alle parrocchiali fatiche, e specialmente alla predicazione. +Rinunciata dunque la prepositura, attese a scrivere negli anni che +ancora gli restarono. In lui si verificò il detto di Cicerone, nulla +esservi di più dolce e giocondo di una vecchiaia munita degli studii +della gioventù; e non solo gli Annali d'Italia sopraccennati, ma +parecchie altre opere di genere disparatissimo furono il frutto degli +anni suoi senili; che anzi in quel periodo di tempo videro la luce le +opere sue maggiori, già preparate prima, come, per tacer degli ultimi +volumi della gran raccolta delle Cose d'Italia, furono le +dissertazioni famose delle Antichità italiane del medio-evo (negli +ultimi suoi anni poi in lingua italiana compendiate), la seconda parte +delle Antichità estensi, il nuovo Tesoro delle Iscrizioni, per non +parlar di tante altre opere di minor mole, ma non meno rilevanti, +parte filosofiche, come i trattati della morale Filosofia, delle Forze +dell'intendimento umano e della Fantasia; le altre riguardanti le +antichità profane, come la Dissertazione de' servi e liberti, dei +fanciulli alimentari di Trajano, dell'obelisco di Campo Marzio, e +parecchie appartenenti alla erudizione sacra e alle materie +ecclesiastiche, studii, da' quali avea prese le mosse nella letteraria +carriera, da lui mai intermessi, e con lui la terminò. Tali furono +l'opera contro l'inglese Burnet, le Missioni del Paraguay, l'antica +Liturgia romana, e l'aureo trattato della regolata Divozione. Nè +straniero alle, sebben da lui abbandonate, legali dottrine, scrisse +dei difetti della Giurisprudenza, opuscolo sensatissimo, il quale se +riscontrò obbiezioni, trovò eziandio difensori presso i giurisprudenti +medesimi; e col trattato della pubblica Felicità, vale a dire, della +vera scienza di governo, che le scienze e le arti tutte dirige al vero +bene degli uomini, opera che vide la luce nell'anno antecedente alla +sua morte, pose degno ed onorato fastigio a tutte le letterarie sue +fatiche. + +Fu quel trattato, come disse il dottissimo cardinale Gerdil, la voce +del cigno; ed aureo chiamandolo, giusti e meritati trova segnatamente +gli encomii in quel sensato libro dal Muratori tributati ad un savio +monarca, per avere nella università della capitale de' suoi stati +aperto una cattedra di morale filosofia. Nè questo fu il solo +provvedimento di quel principe lodato dal Muratori, che in quel +medesimo libro per altri rispetti eziandio il celebra, e singolarmente +per avere instituito peculiare carica in ciascuna provincia, che al +pubblico vantaggio soprantendesse. + +Riguardano la maggior parte degli uomini il Muratori semplicemente +come critico, come istorico, come antiquario, come filologo ed +erudito, e non credono che al vanto di filosofo aspirar possa. Ma se +la vera, la utile filosofia consiste nel giudicar delle cose +rettamente e nel buon senso (più raro che altri non creda), e nel +difendere antiche ed importanti verità piuttosto che sostenere nuovi, +ingegnosi, ma inutili e dannosi paradossi, pochi furono al certo più +filosofi del Muratori. Combattè come teologo contro l'irragionevole +voto sanguinario, contro le pratiche esteriori di religione vane od +anche superstiziose, contro l'indiscreto zelo e la ignoranza e le +stravaganze divote; ed il dotto suo libro _De ingeniorum moderatione_, +ec. se piacque a' savii tutti, spiacque (il che ascriversi dee a +distinto pregio) a quelli del pari che troppo poco, come a quelli che +troppo al Capo visibile della Chiesa concedono. Che se ne' libri suoi +filosofici _ex professo_ avverso si mostrò al Loke ed all'Uezio, se +gliene vuol dar lode piuttosto che biasimo. Al primo si mostrarono +pure contrari il celebre Paolo Mattia Doria, ed altri chiari ingegni +italiani: nè ebbe seguaci in Italia prima del fiorentino medico +Antonio Cocchi, non sempre religiosissimo. Di fatto, la filosofia +lokiana, come dimostrò poscia dottamente il prefato cardinal Gerdil, +troppo al materialismo inchina, come allo scetticismo quella postuma +dell'Uezio. Persino nelle materie mediche, se vi fu chi la opinion sua +sulla origine delle pestilenze disapprovò, l'insigne professore di +medicina in Torino, Carlo Richa, ne prese la difesa. Le matematiche +discipline soltanto furono quelle, a cui, come que' due lumi primari +della letteratura francese, il Bossuet ed il Fenelon, non volle mai +applicare il Muratori, sia che temesse d'insuperbire, quando alle +altre vaste sue cognizioni aggiunto avesse la parte più astrusa e +recondita dell'umano sapere, sia che stimasse essere quegli studii +incompatibili collo studio di altre facoltà da lui riputate più +vantaggiose. + +Compiuto egli avea intanto il settuagesimo settimo anno del viver suo, +quando un fiero colpo di paralisia gli tolse prima la luce degli +occhi, e quindi la vita nel giorno vigesimoterzo di gennaio dell'anno +1750. Placidamente riposò nel Signore tra le braccia del nipote +ecclesiastico, dopo compiti tutti gli uffizi e ricevuti tutti i +soccorsi della cristiana pietà. Fu il Muratori di statura ordinaria, +ma quadrata, e che inclinava al pingue, di faccia colorita, di aspetto +misto di gravità e di dolcezza; nel conversare affabile, cortese ed +anche gioviale; a lui piaceva la gioventù onestamente lieta. Del +rimanente candido, sincero, modesto, frugale, di singolare prudenza +dotato, alle morali congiungea le cristiane virtù. Invitato a Padova +in modo onorevolissimo, ed a Torino con offerta di pingue stipendio e +con tutti gli agi dal marchese di Ormea, mai non volle abbandonar la +sua patria ed il servizio del principe suo signore, a cui sagrificò +sempre ogni privato suo vantaggio. Di fatto amico di quell'anima +ingenua e generosa di papa Benedetto XIV sin prima del pontificato, +credesi che per gl'insigni meriti suoi verso la religione cattolica e +per l'esemplarità de' costumi lo avrebbe fregiato della sacra porpora, +se non avesse temuto di recar dispiacere alla corte per le cose dal +Muratori scritte nelle controversie di Ferrara e Comacchio. Non mancò +di coraggio, dote non sempre famigliare agli uomini di lettere. +Minacciato della vita con lettera anonima, se non ritrattava certe +espressioni che credette di dover adoperare parlando di una contrada +armigera, consegnò senza turbarsene il foglio alle fiamme, nè se ne +pigliò il menomo pensiero. Da Modena manteneva corrispondenza il +Muratori con tutti i primi letterati d'Italia, e ne coltivò +l'amicizia, e tra gli altri amico fu infino agli estremi della vita +del celebre marchese Scipione Maffei, non ostante alcuni dispareri in +punto di erudizione. Bello si è negli ultimi giorni in cui visse il +Muratori, vedere il Maffei, quasi eguale di età, protestargli di +averlo sempre riputato il primo onore d'Italia; ed il Muratori +vicendevolmente pregare il cielo che conservasse il Maffei, come il +campione più vigoroso e più coraggioso della italiana letteratura. + + + + +PREFAZIONE + +DI LODOVICO ANTONIO MURATORI + + +Allorchè io stesi la prefazione al tomo 1 delle mie _Antichità +Italiane_, stampato in Milano nell'anno 1738; accennai il bisogno che +avea la Storia d'Italia d'esser compilata da qualche persona ben +conoscente delle antiche memorie, ed amante della verità. Giacchè +l'avanzata mia età e varie mie occupazioni non permettevano a me +d'imprendere allora tal fatica, animai alla stessa gl'ingegni +italiani, dopo averne loro agevolata la via colla gran raccolta degli +_Scrittori delle cose d'Italia_, e colle suddette _Antichità +Italiane_. Pure tanto di vita e di forze a me ha lasciato la divina +Provvidenza, che accintomi io stesso alla medesima impresa, ho potuto +se non con perfezione, certo con buona volontà, trarla a fine. Parlo +io qui non già della Storia che riguarda gli avvenimenti della Chiesa +di Dio, perchè di questa ci ha forniti per tempo la penna immortale +del cardinal Baronio colla principal parte di essa, accresciuta poi e +migliorata dal p. Antonio Pagi seniore, continuata dallo Spondano, dal +Bzovio e dal Rinaldi. Abbiamo anche illustrati non poco i primi secoli +del Cristianesimo dall'accuratissimo Tillemont, e l'intera Storia di +essa Chiesa felicemente maneggiata dal Fleury: talchè per questo conto +al comune bisogno pare sufficientemente provveduto; se non che la +lingua italiana può tuttavia dirsi priva di quest'ornamento, non +bastando certamente l'aver noi qualche compendio degli Annali del +Baronio in volgare. + +La sola Storia civile d'Italia quella è che dimanda e può ricevere +aiuto ed accrescimento dai giorni nostri. Certamente obbligo grande +abbiamo a Carlo Sigonio, insigne scrittor modenese, per aver egli +assunta questa fatica, e trattata la storia suddetta ne' suoi libri +_de Occidentali Imperio, et de Regno Italiae_, che tuttavia sono in +onore, e meritano bene di esserlo. Ma oltre all'aver egli solamente +cominciata la sua carriera dall'imperio di Diocleziano e Massimiano, e +terminatala nell'imperio di Ridolfo I austriaco; tali e tante notizie +si son dissotterrate dipoi per cura di molti valentuomini, tanto +dell'Italia che d'altri paesi, gloriosi per avere aumentato l'erario +della repubblica letteraria, che oggidì si può ampiamente supplire ciò +che mancò al secolo del Sigonio, e rendere più copiosa e corretta la +storia Italiana. Aggiungasi, avere il Sigonio tessuto le storie sue +senza allegare di mano in mano gli scrittori onde prendeva i fatti: +silenzio praticato da altri suoi pari, ma o mal veduto o biasimato +oggidì da chi esige di sapere i fondamenti su cui i moderni fabbricano +i racconti delle cose antiche. Tralascio di rammentare qualche altro +scrittore della Storia universale d'Italia, perchè niuno ne conosco +che sia da paragonar col Sigonio, e niun certamente vi ha che abbia +soddisfatto al bisogno. Ai nostri tempi poi prese il sig. di Tillemont +a compilar le Vite degl'imperadori romani, cominciando dal principio +dell'Era cristiana con tale esattezza, che se egli avesse potuto +continuare il viaggio, dalle mani sue sarebbe a noi venuta una +compiuta storia, ed avrebbe forse risparmiato a tutt'altri il pensiero +di tentar da qui innanzi una tal navigazione. Ma egli passò poco più +oltre all'imperio di Teodosio Minore e di Valentiniano III Augusti, +con esporre gli avvenimenti d'Italia per soli quattro secoli e mezzo, +lasciando i lettori colla sete del rimanente. Pertanto ho io preso a +trattar la _Storia Civile_ o sia gli _Annali d'Italia_ dal medesimo +principio dell'Era di Cristo, conducendoli sino all'anno 1500; nel +quale ho deposta la penna, perchè da lì innanzi potrà facilmente il +lettore consultare gli storici contemporanei, che non mancano, anzi +son molti, se pure non verrà voglia ad alcuno di proseguire la +medesima mia impresa sino ai dì nostri. E chi sa che non nasca, o non +sia nato alcun altro, che prenda anche a trattar la storia dell'Italia +dal principio del mondo sino a quell'anno dove io comincio la mia? +Quanto a me, tanto più ho creduto di dover far punto fermo nel +suddetto anno 1500, perchè nella Parte II delle mie _Antichità +Estensi_, avendo io stesso in qualche guisa abbozzate le avventure +universali d'Italia sino all'anno 1738, mi sarebbe incresciuto di aver +da ridire lo stesso. + +Ma prima di mettere in viaggio i lettori, mi convien qui istruire i +men periti di quel che debbono promettersi dalla mia fatica. Che non +si ha già alcun di essi da aspettare, che la Storia d'Italia proceda +per tanti secoli sempre con bella chiarezza, e con bastevol cognizione +degli avvenimenti e delle azioni de' principi e de' popoli, che +successivamente comparvero nel teatro del mondo, e colla tassa dei +tempi precisi, ne' quali succederono i fatti a noi conservati dagli +storici delle passate età. Un così bell'apparato di cose si può ben +desiderare, ma non già sperare. Pur troppo si scorgerà, non essere più +felice la Storia d'Italia di quel che sia quella delle altre nazioni. +Di assaissime antiche storie ci ha privati l'ingiuria dei tempi, la +frequenza delle guerre, e la serie d'altri non pochi pubblici e +privati disastri. Nello stesso secolo terzo dell'Era cristiana, +ancorchè le lettere tuttavia si mantenessero in gran credito, pure si +comincia a provare gran penuria di luce per apprendere le avventure +d'allora, e per ben regolare la cronologia di que' tempi. Pur questo è +un nulla rispetto al secolo quinto, e incomparabilmente più ne' +seguenti, cioè dacchè le nazioni barbare impossessatesi dell'Italia, +fra gli altri gravissimi mali v'introdussero una somma e deplorabile +ignoranza. Non solamente sono venute meno le storie di quei tempi, ma +possiamo anche sospettare, se non credere, che pochissime ne fossero +allora composte; e se la nostra buona fortuna non ci avesse salvata la +Storia longobardica di Paolo Diacono sino all'anno 744, resterebbe in +un gran buio allora la Storia d'Italia. Continua nulladimeno la +medesima ad essere anche da lì innanzi sì povera di lumi sin dopo il +1000, che qualora fosse perita la cronica di Luitprando, e non ci +recassero aiuto quelle de' Franchi e dei Tedeschi, noi ci troveremmo +ora, per così dire, in un deserto per conto di quasi tre secoli dopo +il suddetto Paolo. Oltre poi all'essersi perduta la memoria di +moltissimi avvenimenti d'allora, quegli ancora che restano, sì mal +disposti bene spesso ci si presentano davanti, che di poterne +assegnare gli anni via non resta, stante la negligenza o discordia +degli scrittori, ed è forzata non di rado la cronologia a camminare a +tentoni. A questi malanni si vuol aggiugnerne un altro, comune alla +storia di tutti i tempi, cioè la difficoltà, meglio è dire, +l'impossibilità di raggiugnere la verità di molte cose che a noi +somministra la storia. Lo spirito della parzialità o dell'avversione +troppo sovente guida la mano degli storici. Quello che osserviamo +nella dipintura delle battaglie accadute a' tempi nostri, fatta da +differenti pennelli, con accrescere o sminuire il numero de' morti e +prigioni, e talvolta con attribuirsi ognuna delle parti la vittoria: +lo stesso si praticava negli antichi tempi. E secondochè l'adulazione +o l'odio prevalevano nella penna degli scrittori, il medesimo +personaggio veniva innalzato o depresso. C'è di più. Allorchè gli +storici prendevano a descrivere quanto era accaduto ne' tempi lontani +da sè, per mancanza di documenti o per semplicità e poca attenzione, +talvolta ancora per malizia, vi mischiavano favole e dicerie, o +tradizioni ridicole dell'ignorante volgo. Di queste false merci +appunto abbonda la storia de' secoli barbarici dell'Italia, e più di +gran lunga l'ecclesiastica che la secolare. + +Ora come mai potere in quell'ampio fondaco di verità e bugie, +mischiate insieme, sbrogliare il vero dal falso? In tale stato ognuno +ritrova la storia della sua nazione; ma chi vuole oggidì scrivere +onoratamente le antiche cose, si studia, per quanto può, di depurarle, +di dare schiettamente ad ognuno il suo secondo l'ordine della +giustizia, cioè di lodare il merito, di biasimare il demerito altrui; +e quando pur non fia possibile di raggiugnere il certo, di almeno +accennare ciò che sembra più probabile e verisimile tanto dei fatti +che delle persone. Questo medesimo mi son io ingegnato di eseguire +nella presente mia Opera, per soddisfare al debito di sincero +scrittore. Così avessi io potuto rendere dilettevole tal mia fatica, +siccome ho procurato di formarla veritiera. Ma sappiano per tempo +coloro, che nuovi si accostano alla antica storia, che io son per +condurli talvolta per ameni giardini, ma più spesso per selve e dirupi +orridi a vedere: e ciò secondo la diversità dei principi buoni o +cattivi, delle felici o infelici influenze delle stagioni, della pace +o delle guerre, o d'altre pubbliche prosperità o disgrazie. Anche +allorquando era in fiore l'imperio romano, s'incontrano dominanti, +obbrobrii del genere umano, mostri di crudeltà, e nati solamente per +la rovina altrui, e in fine ancor per la propria. Scatenossi poi il +Settentrione contro l'italiche contrade, con introdurvi la barbarie +de' costumi, l'ignoranza ed altri malanni. Finalmente cominciarono le +guerre a divenire il pane d'ogni giorno nell'Italia, e le pazze e +furiose fazioni dei Guelfi e Ghibellini per parecchi secoli +sconvolsero le più delle città: di maniera che nella Storia d'Italia +assai maggior copia troviamo di quel che può rattristarci, che di +quello che è possente a dilettarci. Ma questo non è male della sola +Italia. Anche nell'altre nazioni si fan vedere queste medesime brutte +scene, così avendo Iddio formato il mondo presente, con volere che più +in esso abiti il pianto che il riso, acciocchè ognuno si rivolga a +cercarne un migliore, di cui dà una dolce speranza la Fede santa che +professiamo. Intanto fra le altre utilità che reca la storia, da noi +riconosciuta per una delle efficaci maestre della vita umana, non è +picciolo quello che io andrò talvolta ricordando ai lettori. Cioè, che +nel mirare sì rozza e sconvolta, sì malmenata ed afflitta in tanti +diversi passati tempi l'Italia, possente motivo abbiamo di +riconoscersi anche per questo obbligati a Dio, cioè per averci +riserbati a questi giorni, non esenti certamente da mali, ma pure di +lunga mano men cattivi e dolorosi de' vecchi secoli. + + + + +ANNALI D'ITALIA + +DAL PRINCIPIO DELL'ERA VOLGARE FINO ALL'ANNO 1500 + + + + + Anno di CRISTO I. Indizione IV. + + CESARE AUGUSTO imper. 45. + +_Consoli_ + +CAJO GIULIO CESARE figlio d'Agrippa, MARCO EMILIO PAOLO. + + +Già avea la libertà della repubblica romana ricevuto un gran tracollo +sotto il prepotente governo di Giulio Cesare, primo ad introdurre in +Roma il principato sotto il modesto titolo d'imperadore, non altro +significante in addietro che generale d'armata. Non so s'io dica +ch'egli pagò le pene della sua ambizione con restar vittima de' +congiurati; so bene che fu principe odiato dai più in vita, ma dopo +morte scusato ed amato, massimamente da chi avea cominciato ad +accomodarsi al comando di un solo; e so del pari che questo principe +certamente abbondò di molti pregi, e che pochi pari di credito avrebbe +avuto nell'antichità, se non avesse offuscata la sua gloria +coll'oppression della patria. Caio Ottavio, o sia Ottaviano, da lui +adottato per figliuolo, e da noi più conosciuto col nome di Cesare +Augusto, ancorchè giovane, seppe ben deludere l'espettazione del +senato. Adoperato per rimettere in piedi la repubblica, si servì egli +della fortuna delle a lui confidate milizie, per assoggettar Roma di +nuovo, e stabilir quella monarchia che, durata per qualche secolo, +cedette in fine al concorso e alla possanza delle barbare nazioni. Di +gran politica abbisognò Augusto per avvezzar il senato e popolo romano +alla novità del governo cominciato da Giulio Cesare, e per ischivar +nello stesso tempo quel funesto fine a cui egli soggiacque. I due suoi +favoriti, cioè Marco Vipsanio Agrippa, marito prima di Marcella di lui +nipote, e poi di Giulia di lui figliuola, e Mecenate, personaggi di +gran senno e onoratezza, non gli furono scarsi di consiglio per fargli +ottenere il suo intento. L'arte dunque sua fu quella di saper fare da +padrone, senza mostrare di esser tale; e di conservare il nome e il +decoro della repubblica, come era in addietro, ma con ritenere per sè +il meglio dell'autorità e del comando. Perchè non solamente +lontanissimo si diede a conoscere dall'ammettere il nome di _Re_ o +_Signore_, a cui non erano avvezzi i Romani, essendogli anche +esibito[1] dal popolo (forse per segreta sua insinuazione) +l'usitatissimo di _Dittatore_, grado portante seco una gran balìa, +fece la bella scena di pregar tutti con un ginocchio a terra, che lo +esentassero da questo onore, parendogli assai d'essere riguardato e +nominato principe, titolo non altro significante allora che primo fra +i cittadini. Compariva[2] dappertutto la stima ch'egli professava al +senato; e per maggiormente cattivarselo, non volle già egli sottoporre +alla propria direzione tutte le provincie, ma la maggior parte lasciò +alla disposizion del medesimo e de' proconsoli, e d'altri uffiziali +scelti e spediti dal medesimo senato. Ad esso parimente lasciò +l'erario pubblico, la facoltà di metter imposte, di far nuove leggi, +di amministrar la giustizia; con che pareva alla nobiltà di conservar +tuttavia l'antico onore e dominio. Nè minor fu il suo studio per +guadagnarsi l'amore del popolo, col volere ch'egli continuasse a +godere della facoltà di dare i suoi suffragi nelle pubbliche elezioni, +col mantener sempre l'abbondanza de' viveri in Roma e la quiete della +città, e con tenerlo allegro e divertito mediante la frequente +rappresentazione di varii giuochi e spettacoli, e con magnifici +congiarii o vogliam dir donativi. Finalmente si conciliò l'affetto dei +pretoriani, cioè delle guardie del palazzo, con far loro dar doppia +paga, e con usar altri atti di liberalità verso le legioni, cioè verso +il resto della milizia. Che meraviglia è dunque, se Roma, che ne' +tempi della libertà avea tante traversie patito per la disunion de' +cittadini, cominciò a gustare i vantaggi d'esser governata dipendente +da un solo? + +Ma intanto Ottavio riservò per sè le provincie dove occorreva tener +delle soldatesche, o per buona guardia contro dei Barbari confinanti, +o per imbrigliar i popoli facili alle sedizioni, con che il nerbo +maggiore della repubblica, cioè tutta la milizia, restò in suo potere. +A questo fine egli prese o volentieri accettò il titolo di imperadore, +conceduto in addietro ai generali d'armate, dappoichè aveano riportata +qualche vittoria; ma titolo accordato a lui a perpetuità, e con +autorità sopra l'armi, di maniera che niun cittadino da lì innanzi fu +onorato del trionfo, ancorchè vincesse, perchè la vittoria non +s'attribuiva se non a chi era capo delle armate; e questo capo era il +solo imperadore. Gran possanza, insigni privilegi aveano goduto fin +qui i tribuni del popolo. Erano sacrosante ed inviolabili le loro +persone, di maniera che il mancar loro di rispetto, non che +l'offenderli co' fatti, si riputava sacrilegio e misfatto degno di +morte. Questo potere volle a sè conferito, ed agevolmente ottenne +Ottaviano, per poter cassare, occorrendo, le leggi e le determinazioni +che non gli piacessero, come far solevano talvolta i tribuni; e questa +fu appellata _Tribunizia Podestà_; titolo ben caro agli imperadori +romani, e mai non obbliato nel loro titolario; perchè, al dire di +Cornelio Tacito[3], vocabolo indicante _sommo dominio_. Inoltre +l'autorità primaria sopra le cose sacre era riserbata ai _Pontefici +Massimi_ in Roma pagana. Giudicò Augusto, che tal grado stesse meglio +nelle sue mani che nelle altrui; e però tanto egli quanto i successori +l'unirono con gli altri titoli della loro possanza. Finalmente il +senato, già divenuto adulatore, perchè composto di gente che cercava i +proprii vantaggi col promuovere quelli del principe, cercò di onorar +questo imperadore colla giunta di un titolo glorioso, che facesse +intendere la di lui possanza ed autorità quasi sovrana; e fu quello +d'Augusto, indicante un non so che di divinità. Questo, che fu poi +congiunto coll'altro di Cesare, che era a lui pervenuto per l'adozione +di Giulio Cesare, continuò poscia in tutti i suoi successori, come il +più luminoso dell'altra lor dignità. Veggonsi rapportati da Dione +Cassio varii altri privilegi accordati dal senato a Cesare Augusto, +coronati finalmente dal nobilissimo titolo di _Padre della Patria_, +voluto o pure usato dipoi anche da quegli stessi mostruosi imperadori, +che sembrarono nati solamente in danno e rovina della medesima. Salì +in tal guisa ad un'ampia podestà Augusto, per cui senza nome di re +potea tutto quanto poteano i più dispotici dei re, perchè il senato +con tutta l'autorità a lui lasciata, nulla d'importante facea, che non +fosse conforme all'intenzione e ai desiderii di lui. Tuttavia per un +tratto di fina politica (che è ben lecito il pensare così) andava +l'accorto imperadore di tanto in tanto dolendosi del grave peso +imposto sulle sue spalle, e facea intendere l'ansietà di scaricarsene, +per morir da privato. Arrivò sino a proporlo in senato; ma egli dovea +ben sapere, che non correa rischio d'essere esaudito. Ed in fatti così +fu. S'unirono le voci de' senatori a pregarlo, per non dire a +costringerlo, che continuasse nella fatica del comando finchè vivesse. +Allora s'indusse ben egli con tutta modestia ad accettar questo +carico, ma con impetrare che solamente per dieci anni avvenire durasse +un tale aggravio. Finiti questi, e chiesta di nuovo licenza, s'accordò +in cinque altri, e poscia in dieci, tanto che senza mai cessare +d'essere signore del mondo romano, e con apparenza di comandare, solo +perchè così volevano il senato ed il popolo, terminò poi +felicemente nel comando i suoi giorni. Nè mancò chi gli succedesse +nell'incominciato onore e in quella signoria, la quale a poco a poco +nel proseguimento pervenne all'intero despotismo e talvolta alla +tirannia. + +In tale stato si trovava nell'anno presente Roma sotto Augusto +imperadore, nè la di lei potenza si stendeva già sopra tutto il mondo, +come l'adulazione talvolta sognò; ma bensì nella miglior parte di +Europa, e in moltissime provincie non meno dell'Asia che dell'Africa. +Era nato Augusto sotto il consolato di Cicerone e di Cajo Antonio, +cioè l'anno sessantatre prima dell'Era cristiana; e però nel presente, +in cui essa Era ebbe principio, correva l'anno sessantesimoquarto +dell'età sua, e l'anno XXIII della sua tribunizia podestà, e il XLV +del suo principato. Giacchè niun figlio maschio avea a lui prodotto +Livia sua moglie, era già egli ricorso al ripiego dell'adozione, per +desiderio di perpetuar la sua famiglia, e di trasmettere in un figlio +anche la dignità imperiale. Avea egli due nipoti, figliuoli di Marco +Agrippa e di Giulia sua figliuola, donna famosa per la sua +impudicizia, e in questi tempi a cagion di tale infamia relegata +nell'isola Pandataria. L'uno _Cajo_ e l'altro _Lucio_ nominati, aveano +già talmente conseguito l'amore d'Augusto sì in riguardo al sangue che +scorrea lor nelle vene, che per le loro belle qualità, che gli aveva +adottati amendue per figliuoli, innestandoli nella famiglia Giulia, e +dando loro il cognome di _Cesare_. L'uno d'essi, cioè _Cajo_, fu[4] +nell'anno presente alzato alla dignità più eminente, che dopo +l'imperiale dar potesse allora la repubblica romana, cioè al +consolato. L'altro console fu _Lucio Emilio Paolo_, cognato d'esso +Cajo, perchè marito di Giulia sua sorella, donna, che per aver imitata +la madre Giulia nella disonestà, soffrì anch'essa un eguale castigo. +Militava in questi tempi Cajo Cesare console per ordine d'Augusto suo +padre, nella Siria, ossia nella Soria, contro de' Parti. Questa era +allora la sola guerra che tenesse in esercizio l'armi romane; +perciocchè Augusto, tra perchè vecchio, e perchè signore di gran +senno, il più che potea s'andava studiando di mantener la pace +nell'imperio, senza curar molto l'ambiziosa gloria de' conquistatori. +Assai vasto era il dominio de' Romani per appagar ogni sua voglia. + +Ora in quest'anno si dee fissare il principio dell'Era cristiana +volgare, di cui comunemente ci serviamo oggidì. Non fu già essa +affatto ignota ai primi secoli della Chiesa; ma il merito d'averla +messa in qualche credito in Occidente, è dovuto a Dionigi Esiguo, +ossia il Picciolo, monaco assai dotto, che morì circa l'anno 540 nella +Chiesa romana, e poscia a Beda, celebre scrittore d'Inghilterra, che +nel secolo ottavo usandola, coll'esempio suo la rendè poi familiare +fra i Latini. S'ingannarono amendue; ma non c'inganniamo noi in +mettere sotto i consoli suddetti il principio di questa. Il cardinal +Baronio, che stabilì senza fallo l'immortalità del suo nome colla gran +fabbrica degli Annali ecclesiastici, due anni prima del presente, cioè +nell'anno XXI della tribunizia podestà di Augusto, ossia nel XLIII del +suo principato, pose il principio della medesima; ma con errore +manifesto, siccome han dipoi dimostrato uomini sommamente eruditi. +Opinione fu di quell'insigne porporato, che nell'anno XLII di Augusto, +cioè tre anni prima dell'anno presente, s'incarnasse e nascesse il +Figliuolo di Dio nel di 25 di dicembre; e che nel principio del +susseguente egli fosse circonciso, dalla qual circoncisione, collocata +nelle calende di gennaio, si avesse da cominciare l'anno primo +dell'Era cristiana. Ciò non sussiste. Quanto alla nascita del Signor +nostro Gesù Cristo ne è tuttavia incerto l'anno. Solamente sappiamo +essere la medesima avvenuta molto innanzi all'anno presente, fra +l'altre ragioni, perchè Erode figliuolo d'Antipatro (re vivente +allorchè nacque il Signore), cessò di vivere[5] nel marzo dell'anno +750 di Roma, e XLI di Augusto; e per conseguente[6] dovette nascere il +Signore almeno nell'anno precedente al preteso dal Baronio, o in alcun +altro più addietro. È ben sembrato agli eruditi più verisimile il +riferire il suo natale al dicembre dell'anno 749 di Roma, e XL di +Augusto; ma questa opinione nondimeno vien contrastata da quella di +diversi altri, non mancando chi alcuni anni prima con buone ragioni +colloca questo memorabil fatto, senza che finora si sia potuto +pienamente accertare un punto di storia di tanta importanza. Ma se ciò +è tuttavia oscuro, non è già per l'Era cristiana, il cui principio +ormai resta deciso che si ha da fissare nell'anno presente, benchè non +manchi taluno che lo riferisce nell'anno seguente. Per le ragioni +suddette è un comune errore, ma errore condonabile, e di cui niun s'ha +da formalizzare, il chiamar questa Era della Natività del divino +Salvatore, oppur della Incarnazione, ovvero della Circoncisione. +Questa varietà di parlare, da gran tempo introdotta, non è per anche +terminata in Italia, dove abbiamo la maggior parte delle città, che +chiamano l'anno della Natività, benchè l'incomincino dalla +Circoncisione; ed alcune, che nella Pasqua, o nel dì 25 di marzo +precedente, o susseguente all'anno comune, cominciato alla +Circoncisione, danno principio al loro anno, le une coll'anteciparlo +di quasi nove mesi, e le altre col posticiparlo di quasi quattro. +Anticamente molti usarono di dar principio all'anno nuovo nel Natale +del Signore, e di là poi venne il chiamar l'Era nostra a _Nativitate +Domini_, il qual nome dura presso i più, contuttochè oggidì il primo +giorno di gennaio sia anche il principio dell'anno nuovo. Intanto +contando noi sotto questi consoli l'anno primo d'essa Era, seguiteremo +da qui innanzi col medesimo ordine ad accennare i fatti principali +della Storia d'Italia. + +NOTE: + +[1] Sueton., Vita August., cap. LII. + +[2] Dio. Cass., Histor. + +[3] Tacit., Annal., t. III, cap. 56. + +[4] Noris, Cenotaph. Pisan. Diss. 2, cap. 13. + +[5] Joseph., Antiq. Judaicar., lib. 7, cap. 8. Pagius, in Critica +Baron. + +[6] Vaillant, Idem. Pagius, Usserius, Noris, ec. + + + + + Anno di CRISTO II. Indizione V. + + AUGUSTO imperadore 46. + +_Consoli_ + +P. VINICIO e P. ALFENIO VARO. + + +Il primo di questi consoli è chiamato dal padre Pagi _Publio Vicinio_, +dal padre Stampa _Publio Vinucio_. Sono errori di stampa. Nè la +famiglia _Vicinia_, nè la _Vinucia_ son cognite fra le nobili romane. +Bensì la _Vinicia_, di cui l'Orsino e il Palatino rapportano varie +medaglie. Vellejo Patercolo[7] chiaramente scrisse _P. Vinicio +Consule_, e parla in più d'un luogo di questa famiglia. Il secondo de' +consoli è _Publio Alfeno_ presso il Pagi. Altri hanno scritto +_Alfinio_; ma con diversità di poca importanza. Continuò _Cajo +Cesare_, figliuolo adottivo di Augusto, e principe della gioventù, la +sua spedizion militare in Soria. Seco era lo stesso _Vellejo +Patercolo_, autore de' pezzi di un'amena storia, che si son salvati +dalle ingiurie del tempo. Racconta egli, che inclinando Augusto a far +pace coi Parti, perciò seguì un abboccamento di Cajo con _Fraate_ re +di que' popoli, sopra un'isola dell'Eufrate, fiume che allora divideva +i due imperi. Cajo dipoi sulla riva romana diede un convito a Fraate, +ed appresso ricevette anch'egli sull'opposta il medesimo trattamento. +Allora fu che Fraate scoprì a Cajo l'infedeltà e venalità di Marco +Lollio, a lui dato per aio da Augusto. Però da lì a poco tempo[8] +venne meno la vita d'esso Lollio per veleno, non si sa se preso per +elezione di lui, o pure per comando altrui. In questi tempi[9] _Lucio +Cesare_ fratello d'esso Cajo, acciocchè non marcisse nell'ozio della +Corte, fu mandato da Augusto in Ispagna. Dovea servir questo viaggio +per guadagnargli l'amor delle legioni che soggiornavano in quelle +parti. Ma secondo le umane vicende non tardarono ad abortire in breve +tante belle speranze di lui e del padre. Giunto egli a Marsilia, +s'infermò, e in età di diciotto anni terminò la carriera del suo +vivere nell'agosto dell'anno presente. Dione e Tacito non tacquero il +sospetto che corse allora di aver Livia moglie d'Augusto procurata con +arti indegne la morte di questo giovane principe. Chi fosse questa +principessa, convien ora vederlo. + +Livia, figliuola di Livio Druso, era in prime nozze stata moglie di +Tiberio Claudio Nerone, uno de' più cospicui nobili di Roma[10]. Seppe +ella così ben tirar le sue reti, che invaghitosi di lei Augusto, già +principe di Roma, ottenne da Nerone che la ripudiasse, per prenderla +egli in moglie. Bisogna ben credere che fosse grande in questo +principe il caldo, perchè gravida (fu preteso del primo marito) la +condusse al talamo suo. Avea già essa partorito Tiberio, che vedremo a +suo tempo imperadore. Sgravossi dipoi d'un altro figliuolo, che portò +il nome di _Nerone Claudio Druso_, e fu consegnato al padre, perchè, +secondo le leggi, tenuto per figliuolo di lui. Questi poi creato +console nell'anno IX, prima dell'Era cristiana, finì quello stesso +anno di vivere. Che superba, che scaltra donna fosse Livia, non si può +abbastanza dire. Ancorchè Augusto fosse principe di mente svegliata e +di raro intendimento, pure possedeva ella il gran secreto di saperlo +governare, di condurlo alle voglie sue. L'unico figliuolo a lei +restato, cioè _Tiberio_, era il principale oggetto dell'amor suo, e +tutte le sue mire tendevano ad esaltarlo. Essendo morto dodici anni +prima dell'Era nostra Agrippa gran confidente di Augusto, e marito di +Giulia figliuola del medesimo imperadore, e di Scribonia sua prima +moglie, procurò Livia che questa passasse a seconde nozze con Tiberio +suo figliuolo[11], tuttochè a lui dispiacesse assaissimo un tal +matrimonio, parte perchè gli convenne ripudiar Agrippina amata sua +consorte, e parte ancora perchè non gli era ignota la trabocchevole +inclinazione e vita sregolata d'essa Giulia. Suoi figliastri in questa +maniera divennero _Cajo_ e _Lucio_, che già dicemmo nominati _Cesari_, +figliuoli della medesima Giulia e d'Agrippa; ma da lui e da Livia sua +madre internamente odiati, perchè adottati per figliuoli da Augusto, e +destinati, per quanto si poteva congetturare, ad essere suoi +successori nell'imperio. Nacquero in fatti delle gare fra questi due +giovanetti fratelli e Tiberio lor padrigno. Sentivano già essi la +superiorità della lor fortuna, ed aveano cominciato ad insolentire, e +nello stesso tempo miravano di mal occhio il possesso che tenea nel +cuore di Augusto la madre di Tiberio, Livia. Per ischivar tutti i +pericoli, avea preso Tiberio il partito di ritirarsi: al che +s'aggiunse ancora il non poter più egli sopportare i vizii della +moglie sua Giulia, castigati in fine colla relegazione da Augusto suo +padre. Senza che il potessero ritener le preghiere della madre e del +medesimo Augusto, ritirossi Tiberio nell'isola di Rodi, e qui per +sette anni in vita privata si fermò. Sazio finalmente di questo +volontario esilio, che avea dato occasione di molte dicerie agli +sfaccendati politici, fece istanza di ritornarsene a Roma in +quest'anno per mezzo della madre. Volle Augusto prima intendere, se a +Cajo Cesare fosse rincresciuto il di lui ritorno, perchè i dissapori +seguiti fra loro non erano cose ignote. Per buona ventura essendosi +allora scoperto, che Lollio, poco fa mentovato, quegli era che +seminava zizzanie fra Tiberio ed i figliastri, Caio si mostrò contento +che il padrigno rivedesse Roma. Venuto Tiberio, attese da lì innanzi +coll'aiuto della madre a promuovere i proprii interessi. E questi +presero tosto buona piega per la sopr'accennata morte di _Lucio +Cesare_, non restando più fra i vivi se non il solo _Cajo Cesare_, +cioè quel solo che impediva a Tiberio il poter succedere nello imperio +ad Augusto suo padrigno. Cominciò[12] in quest'anno, se pur non fu nel +seguente, anche in Germania una guerra, di cui parleremo all'anno V +dell'Era cristiana. + +NOTE: + +[7] Vellejus Paterculus, lib. 2. + +[8] Plinius, lib. 9, cap. 35. + +[9] Noris, Cenotaph. Pisan. Diss. 2, cap. 14. + +[10] Dio, Suetonius, Tacitus. + +[11] Sueton., in Tiber., cap. 7. + +[12] Vellejus, Historiar. lib. 2. + + + + + Anno di CRISTO III. Indizione VI. + + AUGUSTO imperadore 47. + +_Consoli_ + +L. ELIO LAMIA e M. SERVILIO. + + +Perchè son perite le storie antiche in questi tempi, mancano a noi le +memorie di quanto allora avvenne in Roma e in Italia. Forse anche la +mirabil quiete che per opera d'Augusto si godea in queste parti, niun +avvenimento produsse assai riguardevole per comparir nella Storia +romana. Rimasto senza aio in Soria Cajo Cesare per la morte di +Lollio[13], Augusto non volendo lasciare la di lui giovanile età senza +direzione e briglia, mandò per governatore di lui Publio Sulpicio +Quirinio. Questi è quel medesimo che nel Vangelo di s. Luca è +appellato _Cirino_, e che negli anni addietro avea fatta la +descrizione degli abitanti della Giudea: nel qual tempo venne alla +luce del mondo il nostro Signor Gesù Cristo, senza sapersene finora +con certezza l'anno preciso. Ora Cajo Cesare, che nell'anno prossimo +passato[14] avea conchiusa la pace coi Parti, ed era penetrato sino +nell'Arabia, si diede in quest'anno a regolare gli affari +dell'Armenia. Di là si erano ritirate le milizie ausiliarie de' Parti, +in vigor della pace suddetta; ma non per questo volentieri ritornarono +all'ubbedienza de' Romani quei popoli: e però sul principio fecero +qualche resistenza; ma entrato con tutte le forze nel loro territorio +Cajo Cesare, gli astrinse a deporre le armi. E poichè non si +arrischiavano i Romani di ridurre in provincia un paese tanto lontano, +ed avvezzo al governo de' proprii re, fu scelto da Cajo per quella +corona Ariobarzane, medo di nazione, e ben veduto dai medesimi Armeni, +il quale dovette promettere una buona alleanza col popolo romano. A +così felice successo, per cui Cajo acquistato s'era non poco di +gloria, ne tenne dietro un funesto. Mal soddisfatto un certo Addo de' +Romani e del re novello, mosse a ribellione Artagera, una delle +primarie città dell'Armenia[15]. Corso con tutta la sua armata Cajo ad +assediar quella città, troppo credendo al ribello Addo, si lasciò +condurre ad abboccarsi con lui. Nel mentre ch'egli leggeva un +memoriale, datogli dallo stesso Addo, proditoriamente fu ferito da +lui, o da chi era con lui, e con pericolosa ferita. Per tale iniquità +irritate al maggior segno le legioni romane, più vigorosamente che mai +strinsero la città, l'espugnarono, la ridussero in un mucchio di +pietre. Il traditore Addo ebbe anch'egli la meritata pena. + +NOTE: + +[13] Tacitus, lib. 3 Annal. + +[14] Vellejus, lib. 2. Florus, lib. 4, c. 4. Tacitus, lib. 22. Ann. + +[15] Dio, in Hist. Strabo, lib. 2. Vellejus, ut supra. Ruffus, Festus, +in Breviar. + + + + + Anno di CRISTO IV. Indizione VII. + + CESARE AUGUSTO imper. 48. + +_Consoli_ + +SESTO ELIO CATO e GAJO SENTIO SATURNINO. + + +Celebre nella storia di Roma per varie sue dignità ed azioni fu questo +Saturnino, creato console nell'anno presente. Fra gli altri suoi +impieghi[16] avea avuto quello di legato, o sia di vice-governatore, o +presidente della Soria, circa l'anno 36 d'Augusto, e undicesimo prima +dell'Era volgare. Tertulliano[17] scrivendo contra Marcione asserì, +che _Census constat actos sub Augusto tunc in Judaea per Sentium +Saturninum_. La nascita di Cristo Signor nostro, secondo questo conto, +verrebbe a cadere nell'anno suddetto 36 d'Augusto, o pure nel +seguente. Ma opponendosi all'asserzione di Tertulliano la canonica di +s. Luca, da cui abbiamo che il censo fu fatto da _Cirino_ o sia +_Quirinio_, presidente della Siria o sia della Soria: e sapendosi che +a Saturnino nell'anno 38 di Augusto succedette nel governo della Siria +Quintilio Varo: altra via non s'è saputa fin qui trovare, che la +plausibile e molto ben fondata, di dire che _Quirinio_, siccome era +succeduto altre volte, fosse stato inviato colà con istraordinaria +podestà a far la descrizione dell'anime, nel tempo stesso che +Saturnino, o pur Varo con ordinaria podestà governava quella +provincia. O sì maligna o sì mal curata fu la ferita, da _Cajo Cesare_ +riportata sotto Artagera, ch'egli non più si riebbe, e andò +peggiorando la sua sanità. Perchè egli[18] non poteva accudire agli +affari, gli uffiziali e cortigiani suoi, prevalendosi del tempo +propizio, sotto nome di lui vendevano la giustizia, e faceano continue +estorsioni ai popoli di quelle contrade. Ed acciocchè non finisse sì +presto una sì utile mercatura, indussero l'infelice principe, allorchè +Augusto il richiamava in Italia, a rispondere di non voler venire, +perchè l'intenzion sua era di passare quel che gli restava di vita, in +un ozio privato. Replicò Augusto, che il desiderava e voleva in +Italia, dove potrebbe egualmente, ma colla vicinanza ed assistenza de' +suoi, se pur così gli piacea, menar vita privata. Convenne ubbidire. +Ma mentre egli, benchè suo mal grado, se ne ritornava, giunto a Limira +città della Licia, quivi nel dì 24 febbraio dell'anno presente cessò +di vivere. Sicchè Augusto, a cui la morte avea rapito Marcello, +figliuolo di Ottavia sua sorella, nipote amatissimo, venne ancora +nello spazio di diciotto mesi a perdere questi due altri giovanetti +_Lucio_ e _Cajo_, nati nipoti suoi, e poscia adottati per figliuoli; +motivo a lui d'inesplicabil dolore. Tuttavia sofferì egli con più di +fortezza e pazienza queste perdite, che il disonore cagionatogli +dall'impudicizia di Giulia sua figliuola madre dei suddetti due +principi, e da lì a pochi anni dall'altra di Giulia sorella de' +medesimi. Tante disgrazie faceano ch'egli si augurasse di non essere +mai stato padre. + +Per lo contrario ne fu ben lieto in suo cuore _Tiberio_, figliastro di +lui, al vedere tolti di mezzo questi due possenti ostacoli al corso +della sua fortuna. Livia Augusta sua madre[19], per l'estrema sua +ambizione da molti sospettata di aver avuta parte nella morte di que' +due principi, non tardò molto ad assalire ed espugnare il cuore del +marito Augusto in pro del figliuolo, proponendoglielo qual solo ormai +capace e meritevole di succedere a lui nella dignità imperiale. Gli +effetti della di lei eloquenza comparvero da lì a pochi mesi. Avea +Augusto negli anni addietro conferita ad esso Tiberio la podestà +tribunizia per cinque anni che già erano passati. Tornò nel presente +ad associarlo seco nel godimento della medesima podestà, nel dì 27 +luglio; laonde nelle sue medaglie[20] si cominciò a notare la TRIB. +POT. VI. Quel che più importa, l'adottò ancora per suo figliuolo, +aprendogli la strada alla succession dei suoi beni, e insieme +dell'imperio. Però chi prima era _Tiberio Claudio Nerone_, cominciò ad +intitolarsi e ad essere intitolato _Tiberio Cesare figliuolo +d'Augusto_. Vellejo Patercolo, storico[21] suo grande amico, si stende +qui in immensi elogi di Tiberio, il qual forse allora sotto molte sue +virtù sapea nascondere i moltissimi suoi vizii. Nello stesso giorno fu +obbligato Tiberio ad adottare per suo figliuolo _Marco Agrippa_, nato +da Giulia figlia d'Augusto dopo la morte di M. Vipsanio Agrippa di lei +primo consorte. Ma questi tra per essersi scoperto giovanetto +stolidamente feroce, e per le spinte che gli diede Livia Augusta, +unicamente intenta ad esaltare i proprii figli, fu dipoi relegato +nell'isola della Pianosa, dove, appena morto Augusto, per ordine di +Tiberio tolta gli fu la vita. Inoltre nel medesimo giorno 27 di luglio +(così volendo Augusto), Tiberio adottò in figliuolo il suo nipote +_Germanico_, nato da _Claudio Druso_, suo fratello, cioè da chi al +pari di lui avea avuto per madre Livia Augusta. Nè pur questa adozione +internamente venne approvata da Tiberio; perchè egli avea un proprio +figliuolo per nome _Nerone Druso_, a lui partorito da Agrippina sua +prima moglie, verso il quale più si sentiva portato. Non erano mai +mancati ad Augusto dei nobili suoi secreti nemici, sì perchè la +memoria dell'antica libertà troppo spesso risvegliava lo sdegno contro +chi ora facea da signore in Roma, e sì perchè sui principii del suo +governo e potere, Augusto, con levare dal mondo non i soli avversari, +ma chiunque ancora veniva creduto atto ad interrompere la carriera de' +suoi ambiziosi disegni, s'era tirato addosso l'odio dei lor figliuoli +e parenti. Traspirò nel presente anno una congiura ordita contra di +lui da molti nobili. Capo di essa era _Gneo Cornelio Cinna Magno_, che +per essere nato da una figliuola di Pompeo il Grande, portava nelle +vene l'avversione ad Augusto; sì perchè Augusto era successore di chi +tanta guerra avea fatto all'avolo suo materno; e sì ancora per essere +stato persecutore anch'esso della medesima famiglia. In grande ansietà +per questo si trovava Augusto, giacchè il timore o sentore delle +congiure quello era spesso che non gli lasciava godere in pace il suo +felicissimo stato. Conferito con sua moglie l'affanno, gli diede ella +un saggio consiglio, cioè di ricorrere non già alla severità che potea +solo accrescere i nemici, ma sì bene ad una magnanima clemenza; +predicendogli che in tal maniera vincerebbe il cuore di Cinna, uomo +generoso, ed insieme quello di tutta la nobiltà. Così fece Augusto. +Dopo aver convinti i rei del meditato misfatto, perdonò a tutti; nè di +ciò contento, disegnò console per l'anno prossimo avvenire lo stesso +Cinna, benchè primario nell'attentato contra la di lui vita. Un atto +di sì bella generosità gli guadagnò non solamente l'affetto di Cinna e +degli altri, ma anche una tal gloria e stima presso d'ognuno, che nel +resto di sua vita niuno pensò mai più a macchinare contra di lui. Ed +ecco i frutti nobili della clemenza; ma ben diversi noi andremo +trovando quei della crudeltà e fierezza. + +NOTE: + +[16] Usserius, Annal. Noris, Cenotaph. Pisan. + +[17] Tertullian., lib. 4, cap. 19, contra Marcionem. + +[18] Vellejus, lib. 2. Zonaras, Hist. Svetonius in Aug., c. 68. + +[19] Tacitus, lib. 1 Annal. + +[20] Mediobarb., in Numismat. + +[21] Vellejus, lib. 2. Dio, Histor., lib. 55. + + + + + Anno di CRISTO V. Indizione VIII. + + CESARE AUGUSTO imper. 49. + +_Consoli_ + +GNEO CORNELIO CINNA MAGNO, LUCIO VALERIO MESSALLA VOLUSO. + + +Di _Cinna_, console nell'anno presente, abbiam favellato nel +precedente. L'altro _Voluso_ taluno ha creduto che fosse piuttosto +cognominato _Voleso_, perchè una iscrizione rapportata dal +Fabretti[22] fu posta L. VALERIO VOLESO, CN. CINNA MAGNO COSS. Il +Grutero, riferendo la stessa iscrizione, lesse VOLSEO, ma con errore. +Certamente un marmo, veduto co' suoi occhi dal Fabretti, bastar +dovrebbe a stabilire il cognome di _Voleso_. Ma mi ritiene una +medaglia pubblicata da Fulvio Orsino e dal Patino[23], dove è la +figura d'Augusto, e nel rovescio VOLVSUS VALER. MESSAL. III. VIR. A. +A. A. F. F. Questi par certamente lo stesso che fu poi console o +almeno della stessa casa. Abbiamo da Vellejo[24], che nell'anno +secondo oppure terzo dell'Era nostra, s'era suscitata in Germania una +gran guerra, la qual durava tuttavia. Dappoichè nell'anno precedente +Augusto ebbe adottato Tiberio, e volendo accreditarlo maggiormente nel +mestiere delle armi e nel comando delle armate, nel quale si era egli +anche molti anni prima esercitato con mollo onore, poco stette a +spedirlo in Germania. Andò Tiberio, e con esso lui era Vellejo +Patercolo generale della cavalleria. Soggiogò i Caninefati, gli +Attuari e i Brutteri, e fece ritornare all'ubbidienza i Cherusci. +Terminata poi con reputazione la campagna, nel dicembre se ne ritornò +a Roma per visitare i genitori. Quindi nella primavera di quest'anno +di nuovo si portò in Germania. Le prodezze ivi fate da Tiberio si +veggono descritte ed esaltate da esso Vellejo istorico. Per attestato +di lui sottomise gran parte di quei feroci popoli, de' quali nè pur +dianzi si sapeva il nome. Fra gli altri domò i _Longobardi_, gente la +più fiera e valorosa dell'altre: il che è ben da avvertire: perchè +dopo alcuni secoli vedremo questa medesima nazione dominante in +Italia. Le conquiste di Tiberio arrivarono sino al fiume Elba; cosa +non mai tentata in addietro nè allora sperata da alcuno. Venuta poi la +stagion de' quartieri, volò Tiberio a Roma a ricevere i complimenti +de' genitori e il plauso del popolo, per così vantaggiosa e gloriosa +campagna. + +Circa questi tempi, o pur nell'anno precedente, vennero a Roma gli +ambasciadori de' Parti, padroni allora della Persia, per chiedere un +re ad Augusto[25]. Volle egli che andassero anche in Germania ad +esporre la stessa dimanda a Tiberio Cesare, per avvezzar la gente al +rispetto e alla stima di questo suo figliuolo. Era stato ucciso +_Fraate re dei Parti_ da uno scellerato suo figlio, per iniqua voglia +di regnare, benchè egli poi non solo non conseguì il regno, ma vi +perdè la vita. Gli altri figliuoli di Fraate stavano in Roma da +qualche tempo, mandati colà per ostaggi della sua fede dal padre. +Aveano chiesto i Parti per loro re ad Augusto _Orode_, uno de' +figliuoli di Fraate; ma ottenutolo, fra poco l'uccisero. Richiesero +poscia un altro d'essi figliuoli, cioè _Venone_; e questi andò a +prendere il possesso di quella corona, per restare anche egli dopo +alcuni anni vittima del furore di quella barbara nazione. Ma non è +certo, se all'anno presente appartenga l'andata di esso _Venone_ colà. +Abbiamo varii regolamenti fatti da Augusto in questo anno[26]. +Difficilmente s'inducevano allora i nobili a lasciar entrare nel +collegio delle vergini Vestali le lor figliuole, perchè presso i +Gentili non era in pregio, anzi era in dispregio il celibato; nè +mancavano disordini succeduti fra le stesse Vestali. Necessario fu un +decreto, per cui fosse lecito alle fanciulle discendenti da liberti di +entrarvi. Molte di queste si presentarono e furono elette a sorte; ma +niuna d'esse vi entrò. Lamentavasi anche la milizia romana della +tenuità della paga. Augusto, per animare i soldati a sostenere il peso +della guerra, e molto più per conciliarsi l'affetto loro, siccome +preventivamente accennai, volle che si accrescesse lo stipendio tanto +alle legioni mantenute in varii siti dell'imperio, quanto ai +pretoriani destinati a far la guardia dell'imperadore e del palazzo +pubblico. Colla sua propria borsa supplì egli per ora, e nell'anno +prossimo vi provvide con un altro ripiego. Dione ci dà il registro di +tutta la fanteria e cavalleria che allora continuamente era mantenuta +in piedi dalla repubblica romana; e questa andò poi crescendo e +calando, secondo la diversità de' bisogni, o pur della pubblica +felicità. Il pagamento allora de' soldati era ben superiore a quel +d'oggidì. + +NOTE: + +[22] Fabrettus, Inscription., pag. 703. + +[23] Patinus, Famil. Roman. + +[24] Vellejus, lib. 2. + +[25] Sveton., in Tiber., cap. 16. Joseph., Antiq. Judaic., lib. 18. + +[26] Dio, Histor. lib. 15. + + + + + Anno di CRISTO VI. Indizione IX. + + CESARE AUGUSTO imper. 50. + +_Consoli_ + +MARCO EMILIO LEPIDO e LUCIO ARRUNTIO. + + +Il Panvinio ed altri hanno scritto, che a questi consoli ne furono +sostituiti nel dì primo di luglio due altri cioè _Cajo Ateio Capitone_ +e _Cajo Vibio Capitone_. Ma non è certo il fatto. Essendo mancante la +iscrizione rapportata da esso Panvinio, può restar sospetto che tai +consoli appartengano ad un altro anno. Vedemmo accresciute da Augusto +le paghe ai soldati[27]. Per soddisfare a tali spese, per le quali non +era bastante il privato erario d'Augusto, e nè pure il pubblico, si +pensò a mettere un nuovo aggravio. Fu dato ordine a tutti i senatori +di esporre il loro parere in iscritto. In ultimo col fingerne uno già +meditato da Giulio Cesare, si decretò che da lì innanzi si pagasse la +vigesima parte delle eredità e dei legali, eccettuate quelle che +pervenivano a' figliuoli ed altri stretti parenti, e quelle de' +poveri. Sebbene può dubitarsi, se tale eccezione venisse dipoi +mantenuta da lutti i susseguenti imperadori: certo è, che questo +pesante aggravio rincrebbe assaissimo al popolo romano, e, secondo +l'uso delle cose umane, se fu facile l'introdurlo, riuscì poi +difficilissimo il levarlo. E però nelle antiche iscrizioni s'incontra +talvolta l'uffizio di chi era impiegato in raccogliere questo tributo. +Ai lamenti del popolo se ne aggiunsero dei più gravi nell'anno +presente per cagione d'una fiera carestia che afflisse la città di +Roma[28]. Oltre ad altre provvisioni e spese fatte da Augusto in aiuto +de' cittadini poveri, fu preso lo spediente di cacciar fuori di città +i gladiatori e gli schiavi condotti per esser venduti, e la maggior +parte de' forestieri: la qual somma di persone ascese a più di +ottantamila. Finita poi quella angustia, cadde in pensiero ad Augusto +di abolir l'uso introdotto del frumento, che dai granai del pubblico +si donava alla plebe, e di cui talvolta erano partecipi dugento e più +mila persone, parendo a lui, che per cagione di questa liberalità si +trascurasse l'agricoltura. Non mutò poi questo uso, perchè pericoloso +sarebbe stato anche il solo tentarlo; ma attese ben da lì innanzi a +far più coltivar le campagne, e volea nota di tutti gli aratori, non +meno che di tutti i negozianti e del popolo. Più frequenti divennero +in questi tempi gli incendii in Roma, originati forse da chi cercava +coi rubamenti di sovvenire alla fame. Stabilì pertanto il provvido +Augusto sette corpi di guardia, chiamati i Vigili, che la notte +battessero la pattuglia: impiego, che egli pensava di abolire in +breve; ma ritrovato utile, anzi necessario, fu dipoi continuato anche +sotto gli altri imperadori. + +Diversi guai parimente si provarono nelle provincie del romano imperio +in quest'anno per le sedizioni e ribellioni dei popoli[29]. In +Sardegna, nell'Isauria e nella Getulia dell'Africa, ebbero delle +faccende i soldati romani, per tenere in freno quelle barbare genti. +Seguitò la guerra in Germania. Tiberio Cesare era ivi generale +dell'armata romana. Ma per attestato di Dione niuna rilevante impresa +vi fece, quantunque sì Augusto ch'egli prendessero, il primo, il +titolo d'imperadore per la quindicesima volta, ed il secondo per la +quarta volta: il che solo succedea, dappoichè s'era riportata qualche +vittoria. Potrebbe essere che i prosperosi successi delle armi romane +in Germania nell'anno precedente guadagnassero loro questo +accrescimento di lustro nel presente. Secondo Vellejo[30], s'era messo +Tiberio in procinto di procedere contro de' Marcomanni, gente per +numero e per bravura fin qui formidabile, e non mai vinta. Meroboduo, +re loro, alla potenza sapea unire la disciplina militare, e mandando +ambasciatori ai Romani, talora parlava da supplicante, talora da +eguale. Stendevasi il suo dominio non solamente per la Boemia, ma +molto più in là fino ai confini della Pannonia e del Norico, provincie +romane, di modo che poco più di dugento miglia era egli lungi +dall'Italia. Ma sul più bello de' suoi preparamenti contra di +Meroboduo, Tiberio intese che la Pannonia (oggidì Ungheria) e la +Dalmazia, per cagion dei tribuni ribellate, tal copia d'armati avevano +messo in piedi, che il terrore ne giunse a Roma stessa; giacchè que' +popoli, essendo in concordia coi Triestini, minacciavano di voler in +breve calare in Italia. Allora fu che Tiberio trattò e conchiuse, come +potè il meglio, la pace coi Germani, per accudire a questo incendio, +più importante di gran lunga dell'altro a cagione della maggior +vicinanza al cuore dell'imperio. Velleio fa conto, che fossero in armi +dugentomila fanti, e novemila cavalli di que' ribelli. Aveano +trucidato o carcerati i soldati, i cittadini e i mercatanti romani, e +già messa a ferro e fuoco la Macedonia. Gran commozione per questo fu +in Roma. I paurosi si figuravano che in dieci giornate veder si +potesse intorno a Roma il campo di quei sollevati. Perciò a furia si +arrolarono nuovi soldati, e Vellejo Patercolo fu incaricato di +condurre a Tiberio questi rinforzi. Una sì grossa armata di fanteria e +cavalleria si unì, che Tiberio fu costretto a licenziarne una parte. +Marciò egli contro i ribelli della Pannonia; presi i passi, li +ristrinse ed affamò. In somma li ridusse a tale, che molti di essi, +presso il fiume Batino, vennero a deporre l'armi, e a sottomettersi. +Dicono che il lor generale Batone o fu preso, o venne anch'egli +spontaneamente all'ubbidienza; e pure nell'anno seguente egli si trova +coll'altro Batone dalmatino in armi contro i Romani. Voltossi dipoi +Tiberio contro i ribelli dalmatini, alla testa dei quali era l'altro +Batone. Valerio Messalino, governatore di quella provincia, più di una +volta si azzuffò con loro, ora vincitore ed ora vinto. Tutto il +guadagno dei Romani si ridusse a frastornar i disegni fatti dai nemici +per passare in Italia, ma senza poter impedire ch'essi non dessero il +guasto ad un gran tratto di paese finchè arrivò il verno, che mise +fine alle azioni militari. + +Dacchè mancò di vita nell'anno 41 d'Augusto _Erode il grande_, re +della Giudea[31], _Archelao_ suo figliuolo s'affrettò pel suo viaggio +a Roma, affin di succedere nel regno del padre in competenza di +_Antipa_ e degli altri suoi fratelli e parenti. Ottenne egli da +Augusto, non già il titolo di re, ma il solo di etnarca col dominio +della metà degli Stati del padre, consistente nella Giudea, Idumea e +Samaria. Per conseguente egli cominciò a dominare in Gerusalemme. Gli +avea promesso Augusto il titolo di re, qualora colle sue virtuose +azioni se ne facesse conoscere degno. Contrario all'espettazione, anzi +tirannico fu il di lui governo, di maniera che nell'anno presente i +primati della Giudea e di Samaria spedirono gravissime accuse contra +di lui ad Augusto[32]. Citato a Roma Archelao, e convinto de' suoi +reati, n'ebbe per gastigo la relegazione in Vienna del Delfinato, e la +perdita de' suoi patrimoni e tesori, che furono presi dal fisco. Ed +allora fu che la Giudea, l'Idumea e la Samaria furono ridotte alla +forma delle provincie del romano imperio, ed unite alla Siria o sia +alla Soria, e cominciarono ad essere governate dagli ufiziali +dell'imperadore: cosa dianzi desiderata dagli stessi Giudei, perchè +troppo aggravati dai propri re, speravano essi miglior trattamento dai +ministri imperiali. Così cessò lo scettro di Giuda, siccome avea +predetto Giacobbe[33], nella venuta del divino Salvatore del mondo. Il +padre Pagi mette all'anno seguente la caduta di Archelao. Dione ne +parla sotto il presente. + +NOTE: + +[27] Dio, lib. 55. + +[28] Sveton., in August., cap. 42. + +[29] Dio, Histor., lib. 55. + +[30] Vellejus, lib. 2. + +[31] Joseph., Antiq. Judaic., lib. 17. + +[32] Dio, lib. 55. Strabo, lib. 16. + +[33] Genes., cap. 49, v. 10. + + + + + Anno di CRISTO VII. Indizione X. + + CESARE AUGUSTO imper. 51. + +_Consoli_ + +AULIO LICINIO NERVA SILIANO e QUINTO CECILIO METELLO CRETICO SILANO. + + +Che il secondo di questi consoli usasse il cognome di _Silano_, +l'hanno dedotto gli eruditi dal trovarsi _Cretico Silano_ proconsole +della Siria nell'anno di Cristo 16. Se ciò sussista, nol so. Da un +antico marmo ancora ricavarono il Sigonio e il Panvinio che nelle +calende di luglio ai suddetti consoli ne furono sostituiti due altri, +cioè _Publio Cornelio Lentulo Scipione e Tito Quinzio Crispino +Valeriano_. Procedeva assai lentamente la guerra nella Dalmazia e +Pannonia, ed andavano a terminar tutte le prodezze dell'una e +dell'altra parte in saccheggi ed incendii[34]. Niuna cosa stava più a +cuore di Tiberio che il non esporre a rischio i suoi soldati, +parendogli troppo cara anche una vittoria, quando si avesse a comperar +colla vita di molti de' suoi. Ma non piaceva ad Augusto una sì melensa +maniera di guerreggiare; e dubitando egli che Tiberio non si curasse +di finir que' romori, per poter più lungamente godere del comando +dell'armi: mandò colà con un copioso rinforzo di genti _Germanico +Cesare_, nipote d'esso Tiberio, e figliuolo di lui per adozione, +giovane amatissimo dai soldati per la memoria del valoroso suo padre +Claudio Druso. Non vi spedì _Agrippa Cesare_, figliuolo di Giulia sua +figlia, perchè, siccome accennai, trovatolo di sregolati costumi, in +quest'anno il relegò nell'isola Pianosa vicina alla Corsica. Le +imprese fatte da Tiberio e Germanico in questa campagna furono di poca +conseguenza. Vero è che i due Batoni, iti ad assalire gli +alloggiamenti romani, furono con loro perdita respinti, e che +Germanico recò dei gravi danni ai Mazei e ad altri popoli della +Dalmazia; ma altro ci volea che questa, per ridurre al dovere quelle +feroci nazioni. Anche Marco Lepido, tenente generale di Tiberio, +s'acquistò grande onore, e meritò gli ornamenti trionfali, per essere +venuto ad unirsi con lui, aver tagliati a pezzi molti dei nemici che +se gli opposero nel viaggio, ed aver dato il sacco ad un gran tratto +del loro paese. + +Era stato inviato da Augusto per governatore nella Siria nell'anno +precedente _Publio Sulpicio Quirinio_, personaggio illustre, e stato +console nell'anno dodicesimo prima dell'Era volgare. Perchè la Giudea +ridotta in provincia romana, per la caduta di Archelao di sopra +accennata, dipendeva allora dalla Siria, Quirinio ebbe ordine di +portarsi colà, per confiscare i beni d'esso Archelao, e per fare il +censo, o sia la descrizion delle persone abitanti nella Giudea, e +l'estimo delle facoltà d'ognuno[35]. V'andò egli nell'anno presente, +ed eseguì puntualmente il suo impiego, ma non senza assaissimi lamenti +de' Giudei, a' quali parea una specie di schiavitù una tal novità. Nè +mancarono sedizioni in quel popolo, e copiosi ammazzamenti e saccheggi +per questo. Il suddetto Quirinio altri non fu che quel medesimo che in +san Luca[36] vien appellato _Cirino_, ed ebbe l'incumbenza di fare il +censo nella Giudea allorchè venne alla luce del mondo Cristo Signor +nostro. Indubitata cosa è che non può parlare il santo Evangelista del +censo fatto in quest'anno da Quirinio, essendo nato il Signore, quando +anche era vivente Erode il grande; ed avendo noi già accennato ch'esso +Erode diede fine alla sua vita nell'anno 41 d'Augusto, cioè quattro +anni prima dell'Era cristiana, per conseguente si dee ammettere un +altro censo anteriormente fatto nella Giudea dal medesimo Quirinio. Ed +ancorchè niun vestigio di ciò si trovi presso gli antichi storici +profani, pure è bastante l'autorità dell'Evangelista per istabilirne +la verità. E tanto più dicendo egli che: _Haec descriptio prima facta +est a praeside Cyrino_. Imperciocchè quel _prima_ acconciamente fa +dedurre, chiamarsi così quella descrizione, per distinguerla +dall'altra, fatta nell'anno presente. In qual anno poi precisamente +seguisse la prima delle suddette descrizioni, cioè se cinque, o sei, o +sette, o più anni prima dell'Era cristiana, non s'è potuto chiarire +finora. + +NOTE: + +[34] Dio, lib. 55. Vellejus, lib. 3. + +[35] Joseph., Antiq., lib. 17. + +[36] S. Lucas, in Evang., cap. 2. + + + + + Anno di CRISTO VIII. Indizione XI. + + CESARE AUGUSTO imper. 52. + +_Consoli_ + +MARCO FURIO CAMILLO e SESTO NONIO QUINTILIANO. + + +A questi consoli ordinari, nelle calende di luglio furono surrogati +_Lucio Apronio_ ed _Aulo Vibio Habito_. Trovavansi[37] già i ribellati +popoli della Pannonia e Dalmazia in grandi strettezze, perchè +penuriavano cotanto di viveri, che si erano ridotti a mangiar +dell'erbe. Sopravvenne ancora un'epidemia che, mietendo le vite di +molti, li ridusse ad un infelicissimo stato, in guisa che già erano i +più determinati di chiedere la pace; ma perchè s'opponevano a tal +risoluzione coloro che mostravano di credere inesorabili i Romani, +niuno osava di mandare ambasciatori al campo nemico. Assediò in questi +tempi Germanico una forte città, e la costrinse alla resa. Questo +colpo fu cagione che, senza più stare in bilancio, Batone, capo dei +Dalmatini ribelli, munito di salvocondotto, venne ad abboccarsi con +Tiberio per trattar di pace. Gli dimandò Tiberio i motivi della già +fatta e tanto sostenuta ribellione. «Ne siete in colpa voi altri +Romani, animosamente allora rispose Batone, perchè a custodir le +vostre gregge avete inviato non dei pastori e dei cani, ma sì bene dei +lupi:» chè non erano già allora cose pellegrine le violenze ed +ingiustizie degli uffiziali romani, per le quali anche altri popoli +cercarono di scuotere il giogo. Augusto intanto trovandosi inquieto +per questa guerra, la quale, per attestato di Svetonio[38], fu creduta +la più grave e pericolosa che, dopo quelle de' Cartaginesi, avesse +patito il popolo romano; e volendo egli essere più alla portata di +udirne le nuove, e di provvedere ai bisogni, era venuto nell'anno +precedente, o pure nel corrente, a Rimini. Approvò egli le +proposizioni della pace; e, in questa maniera, parte colla forza, +parte coll'uso della clemenza, que' popoli tornarono all'ubbidienza +primiera. Niun altro rilevante avvenimento ci porge sotto quest'anno +la Storia romana. + +NOTE: + +[37] Dio, lib. 55. + +[38] Sueton., in Tiber., cap. 16. + + + + + Anno di CRISTO IX. Indizione XII. + + CESARE AUGUSTO imper. 53. + +_Consoli_ + +CAJO POMPEO SABINO e QUINTO SULPICIO CAMERINO. + + +Furono sostituiti ai suddetti consoli nelle calende di luglio _Marco +Papio Mutilo_ e _Quinto Popeo Secondo_, chiamato da alcuni +_Secondino_; ma più sicuro è il primo cognome. Dopo aver pacificata la +Pannonia e la Dalmazia, glorioso se ne tornò a Roma Tiberio +Cesare[39]. Augusto gli venne incontro fuori della città; il fece +entrare in Roma con corona d'alloro in capo; e in un palco, dove +amendue si misero a sedere in mezzo ai consoli, coi senatori in piedi, +mostrò al popolo questo suo vittorioso figliuolo. Furono in onor suo +celebrati alcuni spettacoli. In questi tempi Augusto, raunati i +cavalieri romani e trovato che in minor numero erano gli ammogliati +che gli altri, pubblicamente lodò i primi, biasimò i secondi. Dione +rapporta la di lui allocuzione, in cui egli mostrò appartenere non +meno al privato che al pubblico bene che tutti avessero moglie, e si +studiassero di mettere figliuoli al mondo, per mantenere le nobili +famiglie romane, e sostenere il decoro della repubblica, massimamente +ne' bisogni delle guerre, con inveire gagliardamente contra di tanti, +i quali non già per amore del celibato, ma per avere più libertà allo +sfogo della lor libidine, fuggivano il prender moglie. Pertanto in +vigore della legge Papia Poppea concedette varii privilegi a chi +avesse o prendesse moglie, e pene a chi dentro un convenevol termine +non si ammogliasse. Ed affinchè niuno si prevalesse dell'esempio delle +Vestali, le quali pure nel loro stato erano sì accreditate, disse, che +quando volessero imitarle, bisognava ancora che si contentassero +d'essere puniti al pari di quelle vergini, qualora contravvenissero +alle leggi della continenza. Fu poi sotto Tiberio mitigata questa +legge. + +Poca durata ebbe la pace della Dalmazia[40]. Quel Batone, capo de' +Pannonii, che dianzi avea mossi alla ribellione anche i Dalmatini, +dopo aver preso ed ucciso l'altro Batone, tornò a cozzar coi Romani. +Vollero questi prendere la città di Retino, ma per uno stratagemma dei +sollevati ne riportarono una mala percossa. S'impadronirono bensì i +Romani di alcuni luoghi; ma perchè apparenza non v'era di poter così +presto terminar quella guerra, e Roma per quest'imbroglio scarseggiava +di viveri, Augusto tornò di bel nuovo ad inviar colà Tiberio con un +possente esercito. Nulla più bramavano i soldati, che di venire ad una +giornata campale. Tiberio, che non voleva espor le genti all'azzardo, +e temeva di qualche sollevazione, divise in tre corpi l'armata, +dandone l'uno a Silano (o sia Siliano), l'altro a Lepido, e ritenendo +il terzo per sè e per Germanico suo nipote. I due primi fecero +valorosamente tornare al suo dovere il paese loro assegnato. Tiberio +marciò contro Batone, ed essendosi costui salvato in un castello +inespugnabile per la sua situazione, perchè fabbricato sopra alto +sasso, e circondato da precipizii, non si scorgeva maniera di poter +espugnare quella fortezza. Anderio era il suo nome. Furono sì arditi i +Romani, che cominciarono ad arrampicarsi per que' dirupi, e al +dispetto de' sassi rotolati all'ingiù, giunsero a mettere in fuga +parte dei difensori ch'erano usciti fuori a battaglia. Per questo +successo atterriti i restati nella rocca, dimandarono ed ottennero +capitolazione. Britannico anche egli forzò Arduba ed altre castella +alla resa. Disperato perciò Batone il Pannonico, altro scampo non +ebbe, che ricorrere alla misericordia di Tiberio. Gli fu permesso di +venire al campo, e concessogli il perdono, si rinnovò ed assodò meglio +che prima la pace. Volò Germanico a Roma, a portarne la lieta nuova. +Tiberio gli tenne dietro, ed incontrato da Augusto ne' borghi di Roma, +fece la sua entrata nella città con molta magnificenza. A Germanico +furono accordate le insegne trionfali nella Pannonia; a Tiberio il +trionfo e due archi trionfali nella Pannonia, con altri privilegii ed +onori; ma del trionfo non potè egli godere, perchè poco stette Roma a +trovarsi in gran lutto per una sempre memoranda sventura accaduta +all'armi romane in Germania, di cui furono portate le funeste nuove +cinque soli giorni dopo l'arrivo di Tiberio. + +Siccome accennai di sopra, al governo della Siria, o vogliam dire +della Soria, era stato inviato Quintilio Varo; di là poi venne in +Germania per generale delle legioni che quivi continuamente +dimoravano, per tener in dovere i popoli sudditi, ed in freno i non +sudditi[41]. Tacito scrive essere state otto le legioni che si +mantenevano dai Romani al Reno. Pare che Vellejo[42] ne nomini +solamente cinque. Solevano in que' tempi essere composte le legioni di +seimila fanti l'una, ed alcune d'esse avevano la giunta di qualche +poco di cavalleria. Il nerbo principale delle armate romane era allora +la fanteria. Varo, che povero entrò già nella Siria ricca, e nel +partirsene ricco, lasciò lei povera, si credette di poter fare il +medesimo giuoco in Germania. Cominciò a trattar que' popoli, come se +fossero una specie di schiavi, con abolir le loro consuetudini, +esigerne a diritto e a rovescio danari, e volere ridurli a quella +total sommessione e maniera di vivere, che si usava fra i Romani. +Diede motivo questo suo governo a molti di tramare una congiura. +_Arminio_, figliuolo o pur fratello di Segimero, giovane prode e de' +principali di quelle contrade, già ammesso alla cittadinanza di Roma e +all'ordine equestre, quegli era che più degli altri animava i suoi +nazionali a ricuperar l'antica libertà. Quanto più crescevano i loro +odii, e si preparavano a far vendetta, tanto più fingevano sommessione +ai comandanti, amore e confidenza alla persona di Varo, in guisa tale, +che l'avviso dato da più di uno che si macchinava una congiura contra +de' Romani, da lui fu creduto una baia, nè precauzione alcuna si +prese. Ora essendosi per concerto fatto fra loro mossi all'armi alcuni +de' lontani Tedeschi, Quintilio Varo, messa insieme un'armata di tre +legioni, d'altrettante ale di cavalleria, e di sei coorti ausiliarie, +che forse ascendevano alla somma almeno di ventiduemila combattenti, +la più brava ed agguerrita gente che avesse allora l'imperio romano, +si mise in viaggio con grossissimo bagaglio, per opporsi ai tentativi +de' nemici. Arminio e Segimero suo padre, restati indietro col +pretesto di raunar le lor genti in aiuto di Varo, allorchè i Romani si +trovarono sfilati e disordinati per selve e strade disastrose, +all'improvviso dalla parte superiore furono loro addosso, e +cominciarono a farne macello. Per tre giorni durò il conflitto +miserabile per i Romani, che non trovando mai sito in quelle montagne +da potersi unire, schierare e difendere, rimasero quasi tutti vittima +del furore germanico. _Varo_, e i principali dell'esercito, dopo aver +riportate molte ferite, per non venire in mano dei nemici, da sè +stessi si diedero la morte. Tutto il carriaggio, e le insegne romane +restarono in poter de' Germani. Per attestato di Tacito, il luogo di +questa tragedia fu il bosco di Teutoburgo, oggidì creduto Dietmelle +nel contado di Lippa, vicino a Paderbona ed al fiume Wessen, nella +Westfalia. + +Portata questa lagrimevol nuova a Roma, incredibile fu il cordoglio +d'ognuno, non minore il terrore per paura[43] che i Germani +meditassero imprese più grandi, e pensassero a passare il Reno, o a +volgersi ancora coi Galli verso l'Italia. Più degli altri se ne +afflisse Augusto per la morte di sì valorose truppe, per la perdita +delle aquile romane e per la cattiva condotta di Varo, uomo male +adoperato negli affari di pace, e peggio in quei della guerra. Perciò +per più mesi non si fece tosare il capo, nè tagliare la barba; e andò +sì innanzi il suo affanno, che dava della testa per le porte, e +gridava da forsennato, che Varo gli restituisse le sue legioni. A sì +fatti colpi non erano avvezzi i Romani, e dopo la sconfitta di Publio +Crasso in Asia non aveano provata una calamità simile a questa. Si +rincorò poscia Augusto al sopraggiugnere susseguenti avvisi d'essere +la Gallia quieta, e di non avere i Germani osato di passare il Reno, +per l'esatta guardia delle altre legioni ch'erano salve in quelle +parti, e per la buona cura di Publio Asprenate, generale di due +legioni al Reno, il quale seppe anche approfittarsi non poco delle +eredità de' soldati uccisi. Perchè in Roma la gioventù atta all'armi +non si voleva arrolare, adoperò Augusto la forza, tanto che tra essi e +i veterani, che premiati tornarono all'armi e i libertini, compose un +bel corpo d'armata, per inviarlo in Germania. L'anno fu questo, in cui +il poeta _Ovidio_ in età di cinquanta anni, per ordine d'Augusto andò +a far penitenza de' suoi falli, relegato in Tomi città della Scizia, +oggidì Tartaria, nel Ponto. Perchè egli si tirasse addosso questo +gastigo, non ben si seppe, ed ora almeno non si sa. Dall'aver detto +Apollinare Sidonio, ch'egli amoreggiava una fanciulla cesarea, hanno +alcuni creduto qualche suo imbroglio con Giulia figliuola d'Augusto: +il che non è probabile, perchè molti anni prima questa impudica +principessa era stata relegata dal padre, e gastigati i suoi drudi. +Potrebbe piuttosto cadere il sospetto in Giulia figliuola della +suddetta Giulia, che non la cedette alla madre nella cattiva fama. +Altri ha tenuto che il suo libro dell'Arte di amare, siccome opera +scandalosa, fosse cagion delle sue sciagure. La sua relegazione è +certa; il perchè, difficil è l'accertarlo. + +NOTE: + +[39] Idem, ibid., cap. 17. Dio, lib. 56. + +[40] Vellejus, lib. 2. + +[41] Tacitus, Annal., lib. 1. + +[42] Vellejus, lib. 2. Dio, lib. 56. + +[43] Sueton., in August., cap. 23. + + + + + Anno di CRISTO X. Indizione XIII. + + CESARE AUGUSTO imper. 54. + +_Consoli_ + +PUBLIO CORNELIO DOLABELLA e CAJO GIUNIO SILANO. + + +Si trova sostituito all'uno di questi consoli nelle calende di luglio +_Servio Cornelio Lentulo Maluginense_. Credono i padri Petavio e +Pagio, che Tiberio Cesare, in quest'anno, dedicasse il tempio della +Concordia in Roma, ricavando tal notizia da Dione[44]. Ne parla +veramente questo istorico, ma dopo aver detto che Tiberio fu inviato +in Germania; e però tal dedicazione appartiene piuttosto ad un altro +anno. È mancante, a mio credere, in questi tempi, come in tanti altri, +la storia d'esso Dione. Vellejo anch'egli, perchè prometteva una +storia a parte dei fatti di Tiberio, con due pennellate qui si sbriga: +laonde poco si sa in questo e nel seguente anno della Storia romana. +Quel che è certo, unito ch'ebbe Augusto quanto potè levar di gente in +Roma, spedì con tali milizie, nella Gallia _Tiberio Cesare_. Ciò +avvenne, secondo Svetonio[45], nell'anno presente. Seco probabilmente +andò anche il nipote _Germanico_, perchè Dione sotto il seguente anno +scrive che unitamente fecero guerra alla Germania. Le imprese di +Tiberio in essa guerra o non son giunte a noi, o piuttosto non +meritarono d'essere scritte, perchè di poco momento. Vellejo +unicamente ci fa sapere[46] che Tiberio, ben disposte le guarnigioni +della Gallia, passò il Reno coll'esercito romano. Non altro si +aspettava Augusto e Roma da lui, se non che impedisse ad Arminio i +progressi, sul timore che costui pensasse a molestare l'Italia. Ma +Tiberio fece di più. Entrò nella parte nemica della Germania, mettendo +a sacco e fuoco il paese, e in fuga chiunque ebbe ardire di +contrastargli il passo: il che gran terrore diede ad Arminio. Così +quello storico, gran panegirista, anzi adulator di Tiberio. Con queste +poche parole Vellejo manda ai quartieri il romano esercito nell'anno +presente. Potrebbono nondimeno appartenere all'anno seguente questi +pochi fatti, confrontati colla narrativa di Dione. Secondo +l'Usserio[47], a questo anno si dee riferire la morte di Salome +sorella del fu re Erode. Essa era padrona del principato di Jamnia, in +cui esistevano due bellissime ville, abbondanti di palme, che +producevano frutti squisiti. Di tutto lasciò erede Livia moglie +d'Augusto, donna che mieteva da per tutto, e con facilità, perchè +essendo conosciuta di gran possanza presso il marito, ognun si +procacciava la grazia di lei. + +NOTE: + +[44] Dio, lib. 56. + +[45] Sueton., in Tib., c. 18. + +[46] Vellejus, lib. 2. + +[47] Usserius, in Annalib. + + + + + Anno di CRISTO XI. Indizione XIV. + + CESARE AUGUSTO imper. 55. + +_Consoli_ + +MANIO EMILIO LEPIDO e TITO STATILIO TAURO. + + +Ad alcuni non par certo il prenome di _Manio_ nel primo di questi +consoli. _Numio_ è da essi creduto piuttosto. _Marco_ fu appellato da +altri. Un'iscrizione legittima potrebbe decidere questa poco +importante quistione. Ad Emilio Lepido fu sostituito nelle calende di +luglio _Lucio Cassio Longino_. Sotto questi consoli, narra Dione, che +_Tiberio_ e _Germanico_ con autorità proconsolare fecero un'irruzione +nella Germania, misero a sacco un tratto di quel paese; ma niuna +battaglia diedero, perchè niuno si opponeva; nè sottomisero alcun di +que' popoli, perchè, ammaestrati dalle disgrazie di Varo, non volevano +esporsi a pericolosi cimenti. Svetonio, benchè poco d'accordo con +Dione, anch'egli attesta[48] che Tiberio (avvezzo per altro a far di +sua testa le risoluzioni) nulla intraprese in questa spedizione senza +il parere de' suoi primari uffiziali. Aggiugne, aver egli osservata +una rigorosa disciplina nell'esercito; e che sebben egli non amava di +azzardar la fortuna ne' combattimenti, pure non avea difficoltà a +combattere, se nella precedente notte all'improvviso si fosse smorzata +da sè stessa la sua lucerna, benchè vi fosse dell'olio; perchè dicea +d'aver egli e i suoi maggiori trovato sempre questo un segno di buona +fortuna; tanto si lasciavano gli antichi pagani travolgere il capo da +tali inezie. Ma riportata vittoria un dì, poco mancò che un di que' +barbari non l'uccidesse, siccom'egli confessò di poi ne' tormenti di +aver meditato. Dovette ancora succedere in quest'anno ciò che narra +Vellejo Patercolo[49], cioè che essendo insorto un fiero tumulto e +dissensione della plebe in Vienna del Delfinato, città allora +floridissima, accorse colà Tiberio; e senza adoperar le scuri, quietò +quella pericolosa commozione. Sappiamo inoltre da Dione, che dopo +l'incursione fatta nella Germania, Tiberio e Germanico si ritirarono +al Reno, e quivi stettero sino all'autunno: nel qual tempo fecero +giuochi pubblici in onore del natale d'Augusto, e similmente un +combattimento di cavalleria. Poscia verso il fine dell'anno se ne +tornarono in Italia. + +Intanto Augusto mise in Roma un po' di freno alla astrologia +giudiciaria, ch'era e fu anche da lì innanzi in gran voga in quella +città, proibendo di predire la morte d'alcuno, benchè egli per sè niun +pensiero si mettesse della vanità di quest'arte, ed avesse lasciato +correre in pubblico l'oroscopo suo. Vietò ancora per tutte le +provincie, che nulla più del consueto onore si facesse ai governatori +ed altri ministri pubblici, durante il loro impiego, nè per due mesi +dopo la loro partenza, imperciocchè per ottener simili dimostrazioni, +si commettevano molte iniquità. Ora qui insorge fra gli eruditi una +gran contesa, cioè in qual anno fosse Tiberio dichiarato _Collega +nell'Imperio_, cioè ornato di quella stessa podestà tribunizia e +proconsolare, che godeva lo stesso Augusto. In vigore dell'ultima era +conceduto il comando di tutte le armate fuori di Roma colla stessa +balìa che godevano i consoli. Da questo principio si pensano alcuni +letterati di poter dedurre l'anno quindicesimo di Tiberio, enunziato +da s. Luca. Non è facile la decision della quistione, perchè gli +stessi antichi istorici son fra loro discordi, non già nell'assegnare +il giorno, credendosi fatta tal dichiarazione dal senato nel dì 28 di +agosto, ma bensì quanto all'anno. Svetonio scrive[50] che, essendo +ritornato Tiberio dalla Germania _dopo due anni_ a Roma, per decreto +del senato gli fu conceduto di amministrar le provincie comunemente +con Angusto. Ma la autorità di Vellejo Patercolo merita ben di essere +preferita a quelle di Svetonio per aver egli scritto le avventure de' +suoi tempi; e militato allora sotto lo stesso Tiberio, laddove +Svetonio visse e scrisse cento anni dipoi. Ora abbiamo da Velleio[51] +che, a requisizione d'Augusto, il senato e popolo romano concedette a +Tiberio l'uguaglianza nella podestà pel governo delle provincie e +delle armate: _Ut aequum ei jus in omnibus provinciis, exercitibusque +esset_. Dopo di che Tiberio se ne tornò a Roma. Adunque piuttosto +all'anno presente si dee riferire l'esser egli divenuto collega +dell'imperio. Anche da Tacito[52] possiam raccogliere la stessa +verità, scrivendo egli, che Tiberio _Collega Imperii, consors +Tribuniciae Potestatis adsumitur, omnesque per exercitus ostentatur_. +Pare che Tacito anticipi di qualche anno questa dignità; ma certamente +fa intendere la medesima a lui conferita, mentr'esso era all'armata, e +non già allorchè fu giunto a Roma. Però assai fondamento abbiamo per +credere che dall'anno presente, a cagione di questo innalzamento di +Tiberio, alcuni cominciassero a numerare gli anni del suo imperio; +sentenza adottata dal padre Pagi e da altri. + +NOTE: + +[48] Sueton., in Tiber., cap 18. + +[49] Vellejus, lib. 3. + +[50] Sveton., in Tiber., c. 20 e 21. + +[51] Vellejus, lib. 2. + +[52] Tacitus, Annal., lib. 1. + + + + + Anno di CRISTO XII. Indizione XV. + + CESARE AUGUSTO imper. 56. + +_Consoli_ + +GERMANICO CESARE e CAIO FONTEJO CAPITONE. + +_Tiberio Giulio Germanico Cesare_, nipote e figliuolo per adozione di +Tiberio Cesare, e nipote, a cagion d'essa adozione, di Augusto, pel +merito acquistato nelle guerre della Germania, Pannonia e Dalmazia, +ottenne quest'anno il consolato e inoltre gli ornamenti trionfali[53]. +Nelle calende di luglio a _Capitone_ fu sostituito nel consolato _Cajo +Visellio Varrone_. Con esso Germanico venne anche Tiberio[54], +nell'anno presente a Roma. Le guerre sopravvenute gli aveano impedito +il trionfo destinatogli dal senato per le guerre da lui felicemente +terminate nella Pannonia e Dalmazia. Ricevette egli ora quest'onore, +con entrare trionfalmente in Roma. Prima di passare al Campidoglio, +scese dal carro trionfale, e andò ad inginocchiarsi ai piedi +d'Augusto, che con gran festa l'accolse. Seco era Batone, che già +vedemmo capo della sollevazion della Pannonia ed è chiamato re di +quella provincia da Rufo Festo, ma impropriamente. A costui professava +non poca obbligazione Tiberio, perchè nella guerra pannonica +trovandosi egli stretto in un brutto sito, e circondato dai ribelli, +Batone generosamente il lasciò ritirarsi in luogo sicuro. Per +gratitudine Tiberio gli fece de' grandissimi doni, e il mise di stanza +a Ravenna. Seguita a dire Svetonio, aver Tiberio dato un convito al +popolo con mille tavole apparecchiate, ed oltre a ciò un congiario, +cioè un regalo di trenta nummi per testa. Dedicò eziandio il tempio +della Concordia, mettendo nell'iscrizione, come asserisce Dione[55] +d'averlo rifatto egli con Druso suo fratello già defunto. V'ha chi +crede fatta cotal dedicazione nell'anno di Cristo X, e chi nel +precedente IX, tirando ciascuno[56] al suo sentimento le parole di +Dione. Ma dacchè lo stesso Dione confessa che prima di questa +dedicazione Tiberio era passato in Germania, da dove solamente +nell'anno presente ritornò, nè essendo verisimile che in lontananza +egli dedicasse quel tempio; sembra ben da anteporsi l'autorità di +Svetonio che mette quel fatto sotto l'anno presente, che è inoltre +autore più vicino a questi tempi, che non fu Dione. Dedicò parimente +lo stesso Tiberio il tempio di Polluce e di Castore sotto il nome suo +o del fratello Druso, mettendo ivi le spoglie de' popoli soggiogati. + +Quantunque Augusto si trovasse in età molto avanzata, e con vacillante +sanità, pure non lasciava di pensare al pubblico bene[57]. Perciò in +quest'anno fece pubblicare una legge contro i Libelli famosi, +ordinando che fossero bruciati, e castigati i loro autori. E perchè +intese che gli esiliati da Roma con gran lusso viveano, e andando qua +e là si ridevano delle delizie di Roma, nè parea loro di essere +gastigati; ordinò che non potessero soggiornare se non nelle isole +distanti dalla terra ferma per cinquanta miglia, a riserva di Coo, +Rodi, Sardegna e Lesbo. Ristrinse ancora i lor comodi e la lor +servitù. Per cagione poi della poca sua sanità mandò a scusarsi coi +senatori, se da lì innanzi non poteva andar a convito con loro, +pregandoli nello stesso tempo di non portarsi più a salutarlo in casa, +come fin qui avevano usato di fare non tanto essi, ma eziandio i +cavalieri ed alcuni della plebe. Finalmente raccomandò Germanico al +senato, ed il senato a Tiberio con una polizza: segno ch'egli si +sentiva già fiacco di forze, e vicino ad abbandonar questa vita. Molti +pubblici giuochi furono fatti nell'anno presente dagl'istrioni e dai +cavalieri nella piazza d'Augusto; e Germanico diede una gran caccia +nel Circo, dove furono uccisi dugento lioni dai gladiatori. Fece +ancora la fabbrica e la dedicazione del portico di Livia, in onore di +Cajo e Lucio Cesari defunti. Abbiamo da Svetonio[58], che in +quest'anno, nel dì 31 di agosto, venne alla luce Caio Caligola, che fu +poi imperadore, figliuolo di esso Germanico Cesare, e di Giulia +Agrippina, nata da Marco Agrippa, e da Giulia figliuola di Augusto. +Chi il fa nato in Treveri, chi in Anzio in Italia. Di poca conseguenza +è questa disputa, perchè egli non diede motivo ad alcun luogo di +gloriarsi della di lui nascita. + +NOTE: + +[53] Vellejus, lib. 2. + +[54] Sueton., in Tiber., c. 20. + +[55] Dio, lib. 56. + +[56] Petavius, Mediobarbus, Pagius et aliis. + +[57] Dio, lib. 56. + +[58] Sueton., in Caligul., cap. 8. + + + + + Anno di CRISTO XIII. Indizione I. + + CESARE AUGUSTO imper. 57. + +_Consoli_ + +CAJO SILIO e LUCIO MUNAZIO PLANCO. + + +Di dieci in dieci anni, o pure di cinque in dieci il saggio Augusto +soleva farsi confermare dal senato e popolo romano l'autorità ch'egli +avea di reggere la repubblica come suo capo, e di comandare le armate, +esercitando la podestà tribunizia e proconsolare. Con questo incenso e +con quest'atto di sommessione, quasi che il suo comandare fosse una +arbitraria concession de' Romani, egli continuava a far da padrone, +tutti a lui servendo, quando egli mostrava d'essere dipendente e servo +d'ognuno. Nè già egli dimandava la conferma di tali prerogative. Il +senato stesso quegli era, che pregava e quasi forzava lui ad accettar +il peso del comando. Non mancavano insinuazioni di così fare: ed anche +senza insinuazioni ciascun desiderava di farsi merito con lui. Si mutò +nel proseguimento dei tempi la sostanza delle cose: tuttavia l'esempio +d'Augusto servì a far continuare l'uso de' quinquennali, decennali, +vicennali e tricennali degl'imperadori romani, solennizzandosi con +gran festa, cioè con giuochi pubblici e sagrifizii, il quinto, il +decimo, vigesimo e trigesimo anno del loro imperio, con ringraziare +gl'iddii della vita loro conceduta, e pregar felicità e lunghezza al +resto del loro vivere, quand'anche erano cattivi. Nello anno +presente[59] fu prorogato da Augusto per altri dieci anni a venire il +governo della repubblica; e benchè egli si mostrasse renitente alla +loro amorevole offerta, pure si sottomise a tali istanze. Prorogò egli +la podestà tribunizia a Tiberio, e a Druso figliuolo d'esso Tiberio +concedette la licenza di chiedere fra tre anni il consolato, anche +senza avere esercitato la pretura. Intanto perchè la inoltrata sua età +e gl'incomodi della salute non gli permettevano più di andare al +senato, se non rarissime volte, dimandò di poter avere venti senatori +per suoi consiglieri (ne tenea quindici negli anni addietro), e fu +fatto un pubblico decreto, che qualunque determinazione ch'egli +facesse da lì innanzi insieme coi suddetti consiglieri e coi consoli +reggenti e disegnati, e coi suoi figliuoli e nipoti, fosse valida, +come se fosse emanata dall'intero senato. In vigore di questo decreto, +anche stando in letto per cagion delle sue indisposizioni, prese molte +risoluzioni opportune al pubblico governo. Sì malcontento era il +popolo romano del poco fa introdotto aggravio della vigesima parte +delle eredità che si pagava all'erario militare pel mantenimento de' +soldati, che si temeva di qualche sedizione in Roma. Scrisse Augusto +al senato che ognuno mettesse in iscritto il suo voto, per trovar +altra via più comoda da ricavar il necessario danaro, acciocchè, se +non si fosse trovata, facesse conoscere che da lui non veniva il male, +vietando a Germanico e a Druso di dire il loro parere, perchè non si +credesse quella essere la mente sua. Vi fu gran dibattimento; e +continuandosi pure a detestar la vigesima, egli mostrò di voler +compartire il peso di quella contribuzione sopra i beni stabili del +popolo. Inviò pertanto qua e là, senza perdere tempo, estimatori delle +case e terre: il che bastò a fare che cadauno, temendo di patir più +danno da questo che da quell'aggravio, si quietò, e restò, come prima, +in piedi la vigesima. + +NOTE: + +[59] Dio, lib. 56. + + + + + Anno di CRISTO XIV. Indizione II. + + TIBERIO imperadore 1. + +_Consoli_ + +SESTO POMPEO e SESTO APPULEO. + + +Fece in quest'anno Augusto insieme con Tiberio il censo, o sia la +descrizione de' cittadini romani, abitanti in Roma e per le provincie; +e per attestato della inscrizione ancirana, riferita dal Grutero[60], +se ne trovarono quattro milioni e cento settantasettemila. Eusebio +nella sua cronica[61] fa ascendere essi cittadini a nove milioni e +trecento settantamila persone, forse per error de' copisti, il quale +s'ha da correggere coll'autorità dell'iscrizione suddetta. +Svetonio[62] e Dione[63] attestano, avere Augusto sul fin di sua vita +fatto un compendio delle sue più memorabili azioni, con ordine +d'intagliarlo in varie tavole di bronzo. Se ne conservò in Ancira una +copia. Fu poi spedito Germanico in Germania, perchè non era per anche +cessata in quelle contrade la guerra. Prese Augusto anche la +risoluzion d'inviar Tiberio nell'Illirico, per assodar sempre più la +pace ivi stabilita; e però con esso lui da Roma si incamminò alla +volta di Napoli, invitatovi da quel popolo nell'occasione de' giuochi +insigni che qui ogni cinque anni in onor suo si facevano all'usanza +de' Greci. V'andò, ma portando seco una molesta diarrea, cominciata in +Roma. Dopo avere assistito a quella magnifica funzione, e licenziato +Tiberio, si rimise in viaggio per tornarsene a Roma. Aggravatosi il +suo male, fu forzato a fermarsi in Nola, dove poi placidamente morì +nel dì 19 agosto, cioè nel mese nominato prima sestile, e poscia dal +suo nome Augusto, che tuttavia dura, e in quella medesima stanza, dove +Ottavio suo padre era mancato di vita. Sospetto corse[64], che la +ambiziosa sua moglie Livia, appellata anche Giulia, perchè adottata +per figliuola da esso Augusto con istravaganza non lieve, gli avesse +procurata la morte con dei fichi avvelenati. Imperocchè dicono che in +questi ultimi tempi Augusto, o perchè già conoscesse il mal talento di +Tiberio figliastro suo, o perchè gli paresse più convenevole di +anteporre _Agrippa_, figliuolo di Giulia sua figlia, ad un figliuolo +di sua moglie Livia, avesse cangiata massima intorno alla successione +sua; e che segretamente coll'accompagnamento di pochi si fosse portato +a visitar esso Agrippa, che trovavasi allora relegato nell'isola della +Pianosa, con dargli buone speranze. Avendo Livia penetrato questo +segreto affare, s'affrettò, secondo i suddetti scrittori, ad accelerar +la morte del marito. Ma non par già verisimile, che Augusto sì vecchio +volesse prendersi lo incomodo di arrivar sino alla Pianosa, vicino +alla Corsica, nè potea ciò farsi senza che Livia ed altri nol +venissero a sapere. L'affetto poi dimostrato da Augusto sul fine di +sua vita alla medesima Livia e a Tiberio, il quale richiamato dal suo +viaggio[65] arrivò a tempo di vederlo vivo, e di tenere un lungo +ragionamento con lui, non lascia trasparire segno di affezione di esso +Augusto verso il nipote Agrippa, nè di mal animo contro il figliastro +Tiberio e di sua madre. + +Comunque sia, terminò Augusto i suoi giorni in età di quasi +settantasei anni, e di cinquantasette anni e cinque mesi dopo la morte +di Giulio Cesare. Tanto anticamente, quanto ne' due ultimi secoli, si +vide posto sulle bilance de' politici e dei declamatori il merito di +questo imperadore, lacerando gli uni la di lui fama, per avere +oppressa la repubblica romana, e gli altri encomiandolo come uno dei +più gloriosi principi che s'abbia prodotto la terra. La verità si è, +che hanno ragione amendue queste fazioni, considerata la diversità de' +tempi. Non si può negare ne' principii il reato di tirannia e di +crudeltà in Augusto verso la sua patria; ma si dee ancora concedere, +che il proseguimento della sua vita fece scorgere in lui non un +tiranno, ma un principe degno di somma lode pel savio suo governo, per +l'insigne moderazione sua, e per la cura di mantenere ed accrescere la +pubblica felicità. Può anche meritar qualche perdono l'attentato suo. +Trovavasi da molto tempo vacillante e guasta la romana repubblica per +le fazioni e prepotenze, che non occorre qui rammentare[66]. Bisogno +v'era di un'autorità superiore, che rimediasse ai passati disordini, e +non lasciasse pullularne dei nuovi. Però la tranquillità di Roma è +dovuta al medesimo, se vogliamo dire, fallo suo. Nè egli a guisa de' +tiranni tirò a sè tutto quel governo, ma saggiamente seppe fare un +misto di monarchia e di repubblica, quale anche oggidì con lode si +pratica in qualche parte d'Europa. Felice Roma, s'egli avesse potuto +tramandare ai suoi successori, come l'imperio, così anche il suo senno +e il suo amore alla patria. Ma vennero tempi cattivi, ne' quali poi +s'ebbe a dire: _Che Augusto non dovea mai nascere, o non dovea mai +morire_. Il primo per mali da lui fatti a fine di rendersi padrone: il +secondo per l'amorevolezza e saviezza, con cui seppe dipoi governare +la repubblica, e di cui furono privi tanti de' suoi successori, non +principi, ma tiranni. Un gran saggio ancora del merito d'Augusto +furono gli onori a lui compartiti in vita, e più dopo morte. Vi avrà +avuta qualche parte, non vo' negarlo, l'adulazione; ma i più vennero +dalla stima, dall'amore e dalla gratitudine de' popoli che sotto di +lui goderono uno stato cotanto felice. E tali onori arrivarono sino al +sacrilegio[67]. Imperciocchè a lui anche vivente furono, come ad un +Dio, dedicati altari, templi e sacerdoti, e molto più dopo morte. Con +pubblici giuochi ancora e spettacoli si solennizzò dipoi il suo giorno +natalizio, e memoria onorevole si tenne de' benefizii da lui ricevuti. + +Tennero Livia e Tiberio occulta per alcuni giorni la morte d'Augusto, +finchè avendo frettolosamente inviato ordine alla Pianosa che fosse +ucciso _Agrippa_, nipote d'esso Augusto, giunse loro la nuova di +essere stato eseguito il barbaro comandamento, mostrando poscia di non +averlo dato alcun d'essi; che questo fu il bel principio del loro +imperio. Allora si pubblicò essere Augusto mancato di vita. Fu portato +con gran solennità il di lui corpo a Roma dai principali magistrati +delle città, e poi da' cavalieri; furongli fatte solenni esequie, +descritte da Dione, con averlo portato al rogo Druso figliuolo di +Tiberio e i senatori. Saltò poi fuori Numerio Attico senatore, il +quale, mentre la pira ardeva, giurò di aver veduta l'anima d'Augusto +volare al cielo[68], come si finse una volta succeduto anche a Romolo, +facendosi credere con tali imposture alla buona gente ch'egli fosse +divenuto un dio o semideo: vana pretensione, continuata ne' tempi +seguenti per altri imperadori. Ciò fatto, si trattò nel senato di +confermare, o, per dir meglio, di concedere a Tiberio Cesare, lasciato +erede da Augusto suo padrigno, tutta l'autorità e gli onori goduti in +addietro dal medesimo Augusto. Era allora Tiberio in età di +cinquantasei anni, volpe fina e impastato di diffidenza, d'umor nero e +di crudeltà; ma che sapeva nascondere il suo cuore meglio d'ogni +altro, ed avea saputo coprire i suoi vizii agli occhi, non già di +tutti, ma forse della maggior parte dei grandi e de' piccoli. Nel +senato non v'era più alcuna di quelle teste forti che potessero +rimettere in piedi la libertà romana; tutto tendeva all'adulazione e +al privato, non al pubblico bene. V'entrava anche la paura, perchè +Tiberio continuò a comandare alle coorti del pretorio e alle armate +romane per le precedenti concessioni; e però niuno osava di alzar un +dito, anzi ognuno gareggiò a conferir la signoria a Tiberio. +All'incontro l'astuto Tiberio, quanto più essi insistevano per +esaltarlo, tanto più facea vista di abborrir quegli onori, e di +desiderare non superiorità, ma uguaglianza co' suoi cittadini, +esagerando la gran difficoltà a reggere sì vasto corpo, e i pericoli +di soccombere sotto il peso. Tutto affine di scandagliar bene gli +animi di ciascun particolare, e far poi vendetta a suo tempo di chi +poco inclinato comparisse verso di lui[69]. Temeva ancora che +_Germanico_ suo nipote, già adottato da lui per figliuolo, tra per +essere allora alla testa dell'armata romana in Germania, e perchè +sommamente amato dal popolo romano e dai soldati, potesse torgli la +mano. Lasciossi dunque pregare gran tempo anche dagl'inginocchiati +senatori, e finalmente senza chiaramente accettar l'impiego[70], o pur +facendo credere di prenderlo, ma per deporlo fra qualche tempo, +cominciò francamente ad esercitare l'autorità imperiale. Qui Vellejo +Patercolo[71] lascia la briglia all'eloquenza sua, per tessere un +panegirico delle azioni di Tiberio sui principii del suo governo. La +pace fiorì da per tutto; andò l'ingiustizia, la prepotenza, la frode a +nascondersi fra i Barbari; si stese la di lui liberalità per le +provincie e città che aveano patito disgrazie. E veramente gran +moderazione mostrò a tutta prima Tiberio, e seguitò a governar da +saggio, finchè visse Germanico, perchè temeva di lui. Nè qui si ferma +Vellejo. Entra ancora a vele gonfie nelle lodi di Elio Sejano, scelto +da Tiberio per suo consigliere e primo ministro. S'egli sel meritasse, +l'andremo osservando nel progresso degli anni. + +Certo che in Roma niun tumulto o sedizione accadde per questo +cambiamento di governo; ma non fu così nelle provincie[72]. Le milizie +romane che soggiornavano nella Pannonia, appena udita la morte di +Augusto, si rivoltarono contra di Giulio Bleso lor comandante, che +corse pericolo della vita, facendo esse istanza della lor giubilazione +e d'essere premiate, col minacciar anche di ribellar quella provincia, +e di venirsene a Roma. Fu dunque spedito colà da Tiberio il suo +figliuolo _Druso_ con una man di soldati pretoriani, ed accompagnato +da Sejano, allora prefetto del pretorio. Durò Sejano non poca fatica a +mettere in dovere i sollevati che l'assediarono, e ferirono alcuni +della di lui scorta. Ma finalmente essendosi ritirati e divisi costoro +pe' quartieri; e chiamati sotto altro pretesto ad uno ad uno i più +feroci nella tenda di Druso, dove lasciarono la testa, si quietarono +gli altri, ed ebbe fine quel romore. Più strepitosa e di maggior +pericolo fu la sollevazion de' soldati romani nella Germania, perchè +quivi dimorava il miglior nerbo delle legioni sotto il comando di +_Germanico Cesare_, che si trovava allora nella Gallia a fare il censo +o sia la descrizione dell'anime. Si ammutinò parte di questo esercito +per le stesse cagioni che poco fa accennai. Corse perciò colà +Germanico; e siccome egli era sommamente amato, perchè dotato di +assaissime lodevoli qualità, e il conoscevano per migliore di gran +lunga che Tiberio, vollero crearlo imperadore. Costantissimo egli nel +non volere mancar di fede a Tiberio suo zio che l'avea anche adottato +per figliuolo, allorchè vide di non potere in altra guisa liberarsi +dalle lor furiose istanze, cavò la spada per uccidersi. Quest'atto li +fermò. Finse poi lettere di Tiberio, quasi ch'egli ordinasse in +donativo ad essi soldati il doppio dello stabilito da Augusto; la +promessa di sì fatta liberalità, e l'aver eziandio accordato il ben +servito ai veterani, li placò. Ma il danaro non concorreva, e intanto +giunsero gli ambasciatori di Tiberio, all'arrivo de' quali di nuovo si +sollevarono, e furono vicini a privarli di vita, per timore che +fossero spediti ad annullar quanto avea promesso Germanico. Presero +anche _Agrippina_ di lui moglie, gravida allora, e il piccolo +figliuolo _Cajo_, soprannominato _Caligola_. La costanza di Germanico, +giacchè non poteano conseguire di più, feceli dipoi tornare al loro +dovere. Ed acciocchè stando in ozio non macchinassero altre sedizioni, +Germanico li condusse addosso alle terre nemiche dove impiegarono i +pensieri e le mani per far buon bottino. Certo è, che Germanico se +avesse voluto, sarebbe stato imperatore Augusto; tanto egli avea in +pugno l'affetto di quel potente esercito, e il cuore eziandio del +popolo romano. Ma superior fu all'ambizione la sua virtù. +Cordialissime lettere perciò scrisse a lui e ad Agrippina sua moglie, +Tiberio per ringraziarli[73]: fece anche un bell'encomio di loro nel +senato ed ottenne a Germanico la podestà proconsolare, che forse dovea +essere terminata la dianzi a lui accordata. Tuttavia internamente +continuò più che mai ad odiarli, paventando sempre che in danno +proprio si potesse convertire un dì l'amore professato dalle milizie a +Germanico[74]. Non finì quest'anno, che Giulia, figliuola di Augusto e +moglie di Tiberio, già per gli eccessi della sua impudicizia relegata +in Reggio di Calabria, fu lasciata ovvero fatta morire di stento, se +pur non fu in altra più spedita maniera. Sempronio Gracco bandito +anch'egli, già passava il quattordicesimo anno, da Augusto nell'isola +di Cersina presso l'Africa, in castigo della sua disonesta amicizia +colla suddetta Giulia, fu anch'egli tolto di vita. + +NOTE: + +[60] Gruter., Thesaur. Inscription., pag. 230. + +[61] Euseb., in Chron. + +[62] Sueton., in August., cap. ult. + +[63] Dio, lib. 56. + +[64] Sueton., Tacitus, Dio. + +[65] Vellejus, lib. 2. + +[66] Tacitus, Annal., lib. 1. + +[67] Tacitus, ibidem. Dio, lib. 51. Sueton., in August., c. 59. Philo, +in Legation. ad Cajum. + +[68] Sueton., in August., cap. 101. Dio, lib. 56. + +[69] Dio, lib. 57. + +[70] Sueton., in Tiber., cap. 24. + +[71] Vellejus, lib. 2. + +[72] Dio, lib. 57. Tacit., lib. 1 Annal., cap. 16 et seq. + +[73] Dio, lib. 57. Tacitus, Annal., lib. 1, c. 56. + +[74] Tacito, Annal., lib. 1, c. 57. + + + + + Anno di CRISTO XV. Indizione III. + + TIBERIO imperadore 2. + +_Consoli_ + +DRUSO CESARE figliuolo di TIBERIO e CAIO NORBANO FLACCO. + + +Fu massimamente in quest'anno un bel vedere, con che attenzione, +moderazione e modestia si applicasse Tiberio al governo[75]. Non volle +che si premettesse al suo nome il titolo d'imperadore. Si adirava con +chi osasse chiamarlo _signore_; e a' soldati permetteva il nominarlo +per _imperadore_: giacchè tal nome, siccome dissi, solamente allora +significava generale d'armata. Il glorioso nome di _Padre della +Patria_ non permise mai che il senato glielo desse, forse perchè +abborriva l'adulazione, ed egli in sua coscienza dovea forse sapere di +non poterlo meritare giammai. E certamente scrivendo una volta al +senato[76] che vilmente pregava di ricevere questo titolo, disse: «Se +per mia disavventura un qualche dì accadesse, che voi dubitaste della +mia buona intenzione e della sincerità dell'affetto che a voi professo +(il che se dovesse avvenire, desidero piuttosto che la morte mia +prevenga la mutazion della vostra opinione), questo titolo di Padre +della patria niente d'onore recherebbe a me, e servirebbe solo di +rimprovero a voi per aver fallato il giudicare di me, e per avere +spropositatamente dato a me un cognome che non mi conveniva.» Benchè +passasse in lui per eredità il titolo d'_Augusto_, pure non l'usava se +non talvolta in iscrivendo ai re; e solamente leggendolo o +ascoltandolo a sè dato, non l'avea a male; e però sovente si trova +nelle iscrizioni e medaglie d'allora. Il nome di _Cesare_ era a lui +famigliare; e talora usò il cognome di _Germanico_, per le vittorie +riportate in Germania, siccome ancor quello di _Principe del Senato_, +cioè di primo fra i senatori. Soleva perciò dire ch'egli era: «Signore +de' propri schiavi, imperadore (cioè generale) dei soldati, e primo +fra gli altri cittadini di Roma.» Per la stessa ragione vietò sulle +prime ad ognuno il fabbricargli dei templi come s'era fatto ad +Augusto; nè volle sacerdoti flamini. Col tempo permise ciò alle città +dell'Asia, ma nol volle permettere a quelle della Spagna e d'altri +paesi. Che se talun desiderava d'innalzargli statue, o di esporre +l'immagine sua, nol potea fare senza di lui licenza; e questa si +concedea, sempre colla condizione che non si mettessero fra i +simulacri degl'iddii, ma solamente per ornamento delle case. Altre +simili distinzioni d'onore rifiutò egli, e soprattutto amava di +comparire popolare; camminando per la città con poco seguito, e senza +voler corteggio servile di gente nobile; onorando non solo i grandi, +ma anche la bassa gente, e tenendo al suo servigio un discreto numero +di schiavi. Nel senato poi e nei giudizii del foro, non si piccava +punto di preminenza, dicendo e lasciando che ogni altro liberamente +dicesse il suo parere: nè si sdegnava se si risolveva in contrario al +suo. Niuna risoluzione prendeva egli mai senza sentire i senatori +consiglieri eletti da lui. Era sollecito in impedire gli aggravi de' +popoli e le estorsioni de' ministri; e ad alcuni governatori che +l'esortavano ad accrescere i tributi, o pure a quel dell'Egitto, che +mandò più danaro di quel che si solea ricavare, rispose: «Che le +pecore s'han da tosare, e non già da levar loro la pelle.» In somma +Tiberio avea testa per esser un ottimo principe e glorioso imperatore; +e pur pessimo riuscì, perchè all'intendimento prevalse di troppo, +siccome vedremo, la maligna sua inclinazione[77]. All'incontro _Livia +Augusta_ sua madre, donna gonfia più d'ogni altra di fasto e di +vanità, facea gran figura in Roma. Nulla avea omesso, fatte avea anche +delle enormità affinchè il figliuolo arrivasse a dominare per +isperanza di continuare a dominar come prima sotto l'ombra di lui. Ma +era ben diverso da quello d'Augusto l'amor di Tiberio. La tenne egli, +per quanto potè, sempre bassa, senza permettere che l'adulatore senato +le desse certi titoli d'onore che maggiormente l'avrebbono +insuperbita; talvolta diceva a lei stessa, «non esser conveniente alle +donne il mischiarsi negli affari di Stato.» Quantunque talvolta si +regolasse secondo i di lei consigli, pure il men che potea l'onorava +di sue visite; ed anche visitandola, poco vi si tratteneva, affinchè +non paresse ch'egli si lasciasse governare da lei. Fece anche di più +col tempo, siccome vedremo. + +Comandava intanto le armate di Germania il giovane _Germanico Cesare_. +Ancorchè fosse lontano da Roma, per cura di Tiberio gli fu conceduto +il trionfo, celebrato poi nell'anno seguente, in ricompensa di quanto +egli avea finora operato in quella guerra[78]. Durava questa in +Germania, ed erano tuttavia in armi Arminio e Segeste, due primari +capitani di quelle contrade; ma fra loro discordi, perchè Arminio, +rapita una figliuola di esso Segeste, promessa ad un altro, la avea +presa per moglie a dispetto del padre. Con due corpi d'armata assai +poderosi, l'uno comandato da Germanico, l'altro da Aulo Cecina, legato +dello esercito, fu portata la guerra addosso ai popoli Catti (oggidì +creduti gli Assiani) e preso il loro paese. Mosse in questi tempi +Arminio una sedizione contra del suocero Segeste, il quale, trovandosi +assediato, spedì il figliuolo Segimondo a Germanico per aiuto. +Accorsero i Romani; furon messi in rotta gli assedianti, liberato +Segeste, e presa con altre nobili donne la di lui figliuola, gravida +allora del marito Arminio. Questo fatto e le tante grida d'Arminio +cagion furono che presero l'armi per lui i Cherusci ed Ingujomero di +lui zio paterno. Seguirono poi due combattimenti. Nel primo toccò la +peggio ad Arminio; nell'altro ebbe Cecina colle sue brigate non poca +fatica a ridursi in salvo, ma dopo averne riportate molte ferite. Fu +allora che _Agrippina_, moglie di Germanico, fece comparire l'animo +suo virile. Per la suddetta disgrazia era corsa voce che i Germani +venivano per passare ostilmente nella Gallia. Impedì la valorosa donna +che non si guastasse il ponte sul Reno, come volevano que' cittadini. +Messasi ella stessa alla testa del medesimo, graziosamente accolse le +legioni che malconce ritornavano dal suddetto fatto d'armi, con far +medicare i feriti, e donar vesti a chi avea perdute le sue. Riferita a +Tiberio questa gloriosa azione d'Agrippina, siccome egli odiava la +stirpe d'Agrippa, e il suo pascolo era la diffidenza, ne fece +doglianze nel senato, con esporre l'indecenza che una donna si +usurpasse lo ufficio de' generali e dei legati, ed accusandola di mire +più alte, per esaltare il marito e il figliuolo Caligola. Nè mancò il +favorito Sejano di maggiormente fomentar in Tiberio sì fatte gelosie. +Meno è da credere che non facesse Livia Augusta, solita a mirar di mal +occhio Germanico, e più la di lui moglie secondo lo stil delle +femmine. Corsero dipoi gran pericolo di restar affogate nell'acque due +legioni comandate da Publio Vitellio. Segimero, fratello di Segeste, +col figliuolo si rendè ai Romani; e con questi, poco per altro +fortunati avvenimenti, ebbe fine la campagna dell'anno presente. Pagò +appunto in quest'anno Tiberio il pingue legato lasciato da Augusto al +popolo romano. A ciò fare fu spinto da una pungente burla[79]. Nel +passare la piazza un cadavero, portato alla sepoltura, accostatosi +alle orecchie del morto un buffone, in bassa voce gli disse o pur +finse di dire alcune parole. Interrogato poi dagli amici, rispose di +avergli ordinato d'avvertire Augusto della non per anche eseguita +testamentaria volontà. Le spie ne rapportarono tosto l'avviso a +Tiberio, il quale non tardò a pagare il legato, con far poco appresso +morir l'autore della burla, dicendo ch'egli stesso porterebbe più +presto ad Augusto le nuove di questo mondo[80]. Prese Tiberio in +quest'anno nel dì 10 marzo il titolo di _Pontefice Massimo_. + +NOTE: + +[75] Dio, lib. 57. Suetonius, in Tiber., cap. 26. + +[76] Sueton., ibid., cap. 67. + +[77] Dio, lib. 57. Tacitus, Annal., lib. 1, cap. 16. Sueton., in +Tiber., cap. 50. + +[78] Tacitus, Annal., lib. 1, cap. 9. + +[79] Dio, lib. 56. + +[80] Panvin., in Fast. Blanchin., in Anast. + + + + + Anno di CRISTO XVI. Indizione IV. + + TIBERIO imperadore 3. + +_Consoli_ + +TITO STATILIO SISENNA TAURO e LUCIO SCRIBONIO LIBONE. + +Al primo d'essi consoli, cioè a _Statilio_, ho aggiunto il prenome di +_Tito_, ricavandosi ciò da un'iscrizione riferita dal Fabretti[81]. +Così ancora avea scritto il Panvinio. Al secondo, cioè a _Libone_, fu +sostituito nelle calende di luglio _Publio Pomponio Grecino_, come +consta dalla iscrizione suddetta e dal poeta Ovidio[82]. In +Germania[83] al fiume Weser due fatti d'armi seguirono fra i Romani +sotto il comando di Germanico, e i Germani regolati da Arminio. In +amendue la vittoria si dichiarò per li Romani. Avea Germanico fatto +preparar mille legni tra grandi e piccoli nell'isola di Batavia +(oggidì Olanda) per assalire dalla parte dell'Oceano i nemici. Sul +fine della state, imbarcata che fu la copiosa fanteria, con alquanto +di cavalleria, a forza di remi e di vele si mosse la flotta per entrar +nel paese nemico. V'era in persona lo stesso Germanico. Per una +tempesta insorta ebbe a perir tutta quella gente, e gran perdita si +fece d'armi, cavalli e bagaglio. Ma quando i Germani per questo +sinistro caso de' Romani si credeano in istato di vincere, Germanico +spedì Cajo Silio con trentamila fanti e tremila cavalli contra di +loro; il che tal riputazione acquistò ai Romani, tal terrore diede ai +Germani che cominciarono ad inclinar alla pace. Avrebbe potuto +Germanico dar l'ultima mano a quella guerra, se Tiberio con replicate +lettere ed istanze non l'avesse richiamato a Roma con esibirgli il +consolato e il trionfo già a lui accordato. Al geloso e diffidente +Tiberio premeva forte di staccar Germanico da quelle legioni, +paventando egli sempre delle novità a sè pregiudiziali, pel sommo +amore che quei soldati professavano a sì grazioso generale. Ancorchè +Germanico s'accorgesse delle torte mire d'esso suo zio, pure si +accomodò ai di lui voleri, ed impreso il viaggio d'Italia, forse +arrivò in Roma sul fine dell'anno. Fece[84] Tiberio nel presente +accusare in senato Lucio Scribonio Libone, giovane, diverso dal +console, quasichè macchinasse delle novità. Prevenne questi la +sentenza della morte con uccidersi da sè stesso. Avea già cominciato +Tiberio a permettere i processi contra delle persone anche più +illustri per sole parole indicanti mal animo o sedizione contra del +governo e della sua persona: laddove prima di salire sul trono avea +sempre sostenuto[85], «che in una città libera dovea ciascuno goder la +libertà di dire e pensare ciò che gli piacesse.» Questa bella massima, +divenuto che fu principe, perdè presso lui di grazia. Siccome ancora +quell'altra ch'egli proferì un dì nel senato con dire, «che se si +cominciasse ad ammettere accuse di chi parlasse contra del principe o +del senato, andrebbe in eccesso il processar persone; perchè chiunque +ha dei nemici, correrebbe a denunziarli come rei di questo delitto.» +Questi disordini appunto accaddero da lì innanzi sotto il tirannico di +lui governo. + +Era in gran voga per questi tempi in Roma la strologia giudiciaria ed +anche la magia[86]. Della prima si dilettava lo stesso Tiberio, +tenendo in sua casa uno di questi venditori di fumo, chiamato +Trasillo, e volendo ogni dì udire da lui quel che dovea succedere in +quella giornata. Trovandosi beffato da costui, se ne sbrigò col farlo +uccidere; poi perseguitò tutti gli altri fabbricatori di pronostici. E +perchè non erano eseguiti gli editti intorno a questi impostori, +chiunque de' cittadini romani fu per tal cagione denunziato dipoi, +n'ebbe per castigo lo esilio. Solennemente ancora fu vietato a +chicchessia il portar vesti di seta, perchè di spesa grave, non +facendosi allora seta in Europa; siccome fu parimente proibito il +tener vasi d'oro, se non per valersene ne' sagrifizii; e nè pur furono +permessi vasi d'argento con ornamenti d'oro. Affettava Tiberio la +purità della lingua latina, e soprattutto usava i vocaboli antichi +d'Ennio e di Plauto. Essendogli in un editto scappata una parola non +latina, n'ebbe scrupolo, e volle ascoltare il parere de' più dotti +grammatici, i quali quasi tutti la dichiararono buona, dacchè era +stata usata da sì gran dottore e principe, qual era Tiberio. Con tutto +ciò saltò su un certo Marcello, dicendo, «che potea ben Cesare dar la +cittadinanza di Roma agli uomini, ma non già alle parole;» bolzonata +che ferì non poco Tiberio, e nondimeno seppe egli, secondo il suo +costume, ben dissimularla. Proibì ancora ad un centurione il fare +testimonianza nel senato con parole greche, tuttochè egli in quello +stesso luogo avesse udito molte cause trattate in greco, ed egli +medesimo talvolta si fosse servito dello stesso linguaggio per +interrogare. + +NOTE: + +[81] Fabrettus, Inscript., pag. 701. + +[82] Ovidius, lib. 4, Ep. 9 Trist. + +[83] Tacitus, Annal., lib. 2, cap. 9 et seq. + +[84] Dio, lib. 57. + +[85] Sueton., in Tiber., cap. 27. + +[86] Dio, ibidem. + + + + + Anno di CRISTO XVII. Indizione V. + + TIBERIO imperadore 4. + +_Consoli_ + +CAIO CECILIO RUFO e LUCIO POMPONIO FLACCO GRECINO. + + +Il primo de' consoli negli Annali stampati di Tacito è chiamato +_Celio_; _Cecilio_ in quei di Dione. E così appunto si dee appellare. +S'è disputato fra gli eruditi intorno a questo nome. Credo io decisa +la lite da un marmo da me dato alla luce[87], che si dice posto C. +CAECILIO RVFO, L. POMPONIO FLACCO COSS. Erano insorte nell'anno +precedente varie turbolenze fra i re d'Oriente, che dipendevano in +qualche guisa da Roma[88]. Avea Augusto, siccome accennammo, dato ai +Parti _Vonone_ per re. Col tempo cominciarono que' barbari a +sprezzarlo, poscia ad abborrirlo, e finalmente a congiurare per +detronizzarlo. Chiamato alla corona _Artabano_ del sangue degli +antichi Arsacidi, questi, sconfitto sulle prime, sconfisse in fine +Vonone. Si rifugiò il vinto nell'Armenia, e fatto re da que' popoli +non andò molto, che prevalendo presso gli Armeni il partito favorevole +ad Artabano, Vonone si ritirò ad Antiochia con un gran tesoro. Ivi +risedeva proconsole della Soria Cretico Silano, che adocchiato +quell'oro, l'accolse ben volentieri, e permise ch'egli si trattasse da +re, ma nel medesimo tempo il facea custodire sotto buona guardia. +Vonone intanto implorava con frequenti lettere aiuto da Tiberio; ma +non avea Tiberio voglia di romperla coi Parti, gente che non si +lasciava far paura dai Romani, e gli avea anche più volte fatti +sospirare. Oltre a ciò avvenne[89] che Tiberio fece citar a Roma +_Archelao re della Cappadocia_ tributario de' Romani, col pretesto +ch'egli meditasse delle rebellioni. L'odiava Tiberio, perchè, allorchè +egli dimorava a guisa di relegato in Rodi, Archelao passando per colà +non l'avea onorato di una visita, e grande onore all'incontro avea +fatto a Cajo Cesare emulo suo. Venne Archelao a Roma vecchio e +malconcio di sanità, dopo aver per cinquant'anni governato i suoi +popoli; e fu accusato innanzi al senato. Si mise egli in tal affanno +per questa persecuzione, che da lì a qualche tempo, non si sa se +naturalmente, o pure per aiuto altrui, terminò la sua vita. Allora la +Cappadocia fu ridotta in provincia, e spedito colà un governatore. In +que' medesimi tempi vennero a morte _Antioco re della Comagene_ e +_Filopatore re di Cilicia_ con gran turbazione di que' popoli, parte +dei quali volea un re, ed un'altra desiderava il governo de' Romani. +Anche la Soria e la Giudea, lagnandosi de' troppo gravi tributi, ne +dimandavano la diminuzione. + +Fu questa una bella occasione a Tiberio per allontanar l'odiato nipote +_Germanico Cesare_ da Roma, e cacciarlo in paesi pericolosi sotto +specie d'onore. Propose dunque in senato, che non v'era persona più a +proposito di lui per dar sesto agl'imbrogli dell'Oriente. Già avea +esso Germanico conseguito il trionfo nel dì 26 di maggio; e a lui per +questa spedizione fu conceduta un'ampia autorità in tutte le provincie +di là del mare. Ma Tiberio, per mettere a lui un contrapposto in +quelle contrade, richiamato Cretico Silano dalla Soria[90], spedì a +quel governo Gneo Calpurnio Pisone, uomo violento e poco amico di +Germanico. Con costui andò anche Plancina sua moglie, addottrinata, +per quanto fu creduto, da Livia Augusta, acciocchè facesse testa ad +_Agrippina_ moglie di Germanico. Volle inoltre Tiberio, che _Druso +Cesare_ suo figliuolo, lasciato l'ozio e il lusso di Roma, andasse +nell'Illirico ad apprendere il mestiere della guerra. Andò egli; ma +giunto colà fu forzato a passare in Germania, per cagion delle guerre +civili nate fra i Germani non sudditi di Roma. Aspra lite quivi era +fra Arminio promotore della libertà, e Maroboduo, che avea preso il +titolo di re. Ad una campale battaglia vennero questi due emuli. Fu +creduto vincitore Arminio, perchè l'altro per la soverchia diserzione +dei suoi si ritirò fra i Marcomanni[91]. Druso colà si portò con +apparenza di voler trattar la pace fra essi. Devastò in quest'anno un +fiero tremuoto dodici città dell'Asia, alcune delle quali assai +celebri, come Efeso, Sardi, Filadelfia. Tiberio dedicò in Roma varii +templi, ma edificati da altri; perchè egli non si dilettò di +fabbriche, nè di lasciar magnifiche memorie, per non iscomodar la sua +borsa. In Africa si sollevarono i Numidi e i Mori per istigazione di +Tacfarinate. Furio Camillo, proconsole di quelle provincie, benchè non +avesse al suo comando se non una sola legione e poche truppe +ausiliarie, marciò contro quella gran moltitudine di gente, e le mise +in fuga. Per tal vittoria si meritò dal senato gli ornamenti +trionfali[92]. Negli ultimi sei mesi dell'anno presente diede fine +alla sua vita il poeta _Ovidio_ in Tomi, città posta alle rive del mar +Nero, dov'era stato relegato da Augusto. Credesi ancora, che questo +fosse l'ultimo anno di vita del celebre storico romano _Tito Livio_ +padovano. + +NOTE: + +[87] Thesaur. Novus Inscription., pag. 301, n. 1. + +[88] Tacitus, Annal., lib. 2, cap. 1. Joseph., Antiq. Judaic., lib. +16, cap. 3. + +[89] Dio, lib. 57. + +[90] Tacit., Annal., lib. 2, cap. 43. + +[91] Dio, Strabo, Eusebius, in Chron. + +[92] Hieron., in Chron. + + + + + Anno di CRISTO XVIII. Indizione VI. + + TIBERIO imperadore 5. + +_Consoli_ + +CLAUDIO TIBERIO NERONE imperatore per la terza volta, e GERMANICO +CESARE per la seconda. + + +Pochi giorni tenne Tiberio il consolato. A lui succedette _Lucio Sejo +Tuberone_; e poscia nelle calende di luglio in luogo di Germanico, fu +creato console _Cajo Rubellio Blando_. Ho aggiunto il prenome di +_Cajo_ a Rubellio, secondo la testimonianza di un marmo[93] da me dato +alla luce. Ma si può dubitare, se il consolato di lui appartenga +all'anno presente. _Germanico_ si trovava in Nicopoli, città +dell'Epiro, allorchè vestì la trabea consolare[94]. Visitò egli le +città greche, e massimamente Atene, ricevendo dappertutto distinti +onori. Passò a Bisanzio e al mar Nero; e finalmente entrato nell'Asia, +arrivò a Lesbo, dove _Agrippina_ sua moglie partorì _Giulia Livilla_. +Intanto Gneo Pisone, inviato da Tiberio per proconsole della Soria, +raggiunse Germanico a Rodi. Non era ignoto a Germanico il mal animo di +costui; pure avendo inteso ch'egli correa pericolo della vita per una +fiera tempesta insorta, spedì alcune galee per salvarlo. Neppur giovò +questo per ammansarlo. Appena Pisone fu dimorato un giorno in Rodi, +che passò in Soria, dove usando carezze e regali si procacciò +l'affetto di quelle legioni, lasciando a' soldati specialmente la +libertà di far tutto ciò che loro piacea. Meno non si adoperava +Plancina sua moglie, che intanto non si guardava di sparlar +dappertutto di Germanico e di Agrippina. Andossene in Armenia +Germanico, ed ivi pose per re _Zenone_ figliuolo di Polemone re di +Ponto, dopo aver deposto _Orode_ figliuolo di Artabano. Diede dei +governatori alle provincie della Cappadocia e della Comagene, con +isminuire i tributi di quelle provincie; e poscia continuò il viaggio +fino in Soria. Più che mai cresceva la boria e la petulanza di Pisone +proconsole; e sforzavasi bensì Germanico di pazientare gl'insulti e i +mancamenti di rispetto di costui; ma niuno v'era, che non conoscesse +l'aperta nimicizia che passava fra loro. Vennero a trovar Germanico +gli ambasciadori di _Artabano_ re de' Parti, per rinnovar l'amicizia e +lega, esibendosi quel re di venire alle rive dell'Eufrate per fargli +una visita. Una delle loro dimande fu che non permettesse al già +deposto re dei Parti Vonone di soggiornar nella Soria. Germanico il +mandò a Pompejopoli, città della Cilicia, non tanto per far cosa grata +ad Artabano, quanto per far dispetto a Pisone, che il proteggeva non +poco a cagion de' regali e della servitù che ne ricavava Plancina sua +moglie. Qui ci vien meno la storia di Dione, e però nulla di più +sappiamo de' fatti de' Romani nell'anno presente. + +NOTE: + +[93] Thes. Novus Inscript., pag. 301, num. 2. + +[94] Tacitus, Annal., lib. 2, cap. 54. + + + + + Anno di CRISTO XIX. Indizione VII. + + TIBERIO imperadore 6. + +_Consoli_ + +MARCO GIUNIO SILANO e LUCIO NORBANO BALBO. + + +Fece in quest'anno Germanico Cesare un viaggio in Egitto[95], per +curiosità di veder quelle rinomate antichità, e si portò sino ai +confini della Nubia, informandosi di tutto. Per cattivarsi que' popoli +abbassò il prezzo de' grani, e in pubblico nella città d'Alessandria +andò vestito alla greca, perchè quivi predominava quella nazione e la +loro lingua[96]. Tiberio, risaputolo, disapprovò la mutazion +dell'abito, e più l'essere entrato in Alessandria, afflitta allora +dalla carestia, senza sua licenza. Tornossene dipoi in Soria, dove +trovò che tutto quanto egli avea ordinato per l'armata e per le città, +era stato disfatto da Pisone. Pertanto divampando forte la loro +discordia, prese Pisone la risoluzione d'andarsene lungi dalla Soria; +ma sopravvenuta una malattia a Germanico già pervenuto ad Antiochia, +si fermò, finchè parve che il di lui male prendesse ottima piega; ed +allora si ritirò a Seleucia. Ma l'infermità di Germanico andò poscia +crescendo. Sparsesi voce, che per malie d'esso Pisone e di Plancina +sua moglie l'infelice principe venisse condotto a poco a poco alla +morte; e a tal voce si prestò fede, per essersi trovati vari +creduti maleficii. In somma se ne morì Germanico nell'età di +trentaquattr'anni, lasciando in una grande incertezza, se la morte sua +fosse naturale, oppure a lui procurata da Pisone e da Plancina sua +moglie; o per segreti ordini di Tiberio. Universalmente fu creduto +quest'ultimo. Non si può esprimere il dolore, non solo del popolo +romano e delle provincie tutte del romano impero, ma degli stessi re +dell'Asia per la perdita di questo generoso principe. Era egli ornato +delle più belle doti di corpo e d'animo, valoroso coi nemici[97], +clementissimo coi sudditi. Posto in tanta dignità, e con tanta +autorità, pure mai non insuperbì, trattando tutti con onorevolezza, e +vivendo più da privato che da principe. Già vedemmo, ch'egli ricusò +l'imperio, per non mancar di fede e di onor a Tiberio. Non mai fu +veduto abusarsi della sua podestà, non mai si lasciò torcere dalla +fortuna ad azioni sconvenevoli a personaggio virtuoso. Quel ch'è più, +con tutti i torti a lui fatti da Tiberio, suo zio paterno, e padre per +adozione, e con tutto il suo ben conosciuto mal talento, non mai si +lasciò uscir parola di bocca, per riprovar le azioni di lui. Perciò +era amatissimo da tutti, fuorchè dallo stesso Tiberio, anzi +maggiormente amato, appunto perchè il conoscevano odiato da esso suo +zio. Mirabil cosa fu l'osservare, come lo stesso Druso, figliuolo +natural di Tiberio, ancorchè Germanico potesse ostargli alla +succession dell'imperio, pure l'amasse sempre con sincero amore e come +vero fratello. Gran perdita fece Roma in Germanico, ma specialmente +perchè Tiberio sciolto dal timore di lui, cominciò ad imperversare, +con giugnere in fine a costumi crudeli e tirannici. Restarono di +Germanico tre figliuoli maschi, cioè _Nerone_, _Druso_, e _Cajo +Caligola_, e tre figlie, cioè _Agrippina_, che poi fu madre di Nerone +augusto, _Drusilla_ e _Livilla_. _Agrippina_ lor madre, figliuola di +Agrippa, e di Giulia nata da Augusto, donna, che ben diversa dalla +madre, s'era già fatta conoscere per ispecchio di castità, ed avea +dati segni di un viril coraggio, molto più ora abbisognò della sua +costanza, rimasta senza il generoso consorte, con dei figliuoli +piccioli, e odiata da Livia e forse poco men da Tiberio. Fu +consigliata da molti di non tornarsene a Roma: differente ben era il +desiderio suo, perchè ardeva di voglia di cercar vendetta di Pisone e +di Plancina, tenuti per autori delle sue disavventure. Però sul fine +dell'anno colle ceneri del marito e co' figliuoli spiegò le vele alla +volta di Roma. + +In luogo di Pisone era stato costituito progovernatore della Siria +Gneo Sentio Saturnino; ma Pisone, udita la morte di Germanico, dopo +averne fatta gran festa, si mise in viaggio con molti legni, e buona +copia di milizie, risoluto di ricuperare il suo governo, e di +adoperare, occorrendo, anche la forza. Si impadronì d'un castello; ma +avendolo Saturnino quivi assediato con forze maggiori, gli convenne +cedere, ed intanto fu chiamato a Roma. L'andata di _Druso Cesare_ in +Germania, secondo le apparenze, fu per pacificare i torbidi insorti +fra Arminio e Maroboduo. Altri documenti avendo ricevuto dall'astuto +suo padre, fece tutto il contrario, aggiungendo destramente olio a +quell'incendio, acciocchè i nemici si consumassero da sè stessi. +Abbandonato poi Maroboduo da' suoi, ricorse a Tiberio, che gli assegnò +per abitazione Ravenna, dove aspettando sempre qualche rivoluzione +nella Svevia, senza mai vederla, dopo diciotto anni, assai vecchio, +compiè la carriera de' suoi giorni. Fin qui Arminio in Germania avea +bravamente difesa la libertà della sua patria contro ai Romani; ma +avendola poi voluta egli stesso opprimere, fu in quest'anno ucciso dai +suoi, in età di soli trentasette anni di vita. Per un decreto +d'Augusto era già stato proibito in Roma l'esercizio della religione +egiziana con tutte le sue cerimonie; ma seppe essa mantenersi quivi ad +onta della legge sino al presente anno. Un'iniquità commessa da que' +falsi sacerdoti, collo ingannare Paolina, savia e nobilissima dama +romana, e darla per danari in preda a Decio Mondo, giovane perduto +dietro a lei, con farle credere che di lei fosse innamorato il falso +dio Anubi, siccome diffusamente narra Giuseppe storico[98], diede ansa +al senato di esiliar dall'Italia il culto d'Iside, di Osiride e degli +altri dii d'Egitto[99]. Comandò inoltre Tiberio, che si atterrasse il +tempio d'Iside, e si gittasse nel Tevere la sua statua. La medesima +disavventura toccò ai Giudei[100], che in gran numero abitavano allora +in Roma, a cagion di una baratteria usata da alcuni impostori di +quella nazione a Fulvia, nobile dama romana, che avea abbracciata la +lor religione; avendo essi convertito in uso proprio l'oro e le vesti +ricche, dalla medesima inviate a Gerusalemme, affinchè servissero in +onore del tempio. Scelsero i consoli quattromila giovani di essi +Giudei di razza libertina, e per forza arrolati li mandarono in +Sardegna a far guerra ai ladri ed assassini di quell'isola, senza +mettersi in pensiero, se quivi avessero da perire per l'aria che in +quei tempi veniva creduta maligna e mortifera. Il rimanente de' Giudei +fu cacciato di Roma, e disperso in varie provincie. _Vonone_, già re +de' Parti, volendo in questi tempi fuggir dalla Cilicia, preso da +Vibio Frontone, si trovò poi da un soldato privato di vita. Per +mettere freno all'impudicizia delle matrone romane[101], che ogni dì +più andava crescendo in Roma, città piena di lusso e di gente, a cui +poca paura faceano i falsi dii del Paganesimo, fu con pubblico editto +imposta la pena dell'esilio alle figliuole, nipoti e vedove de' +cavalieri Romani che cadessero in questo delitto. + +NOTE: + +[95] Tacitus, Ann., lib. 1, c. 59. + +[96] Sueton., in Tiber., c. 52. + +[97] Dio, in Excerptis, et lib. 57. + +[98] Joseph., Antiq., lib. 18, cap. 4. + +[99] Tacit., lib. 2, cap. 85. + +[100] Sueton., in Tiber., cap. 36. + +[101] Sueton., in Tiber., cap. 35. + + + + + Anno di CRISTO XX. Indizione VIII. + + TIBERIO imperadore 7. + +_Consoli_ + +MARCO VALERIO MESSALLA e MARCO AURELIO COTTA. + + +Di grandi onori avea ricevuto in Roma la memoria di _Germanico_, per +ordine di Tiberio e del senato[102]; ed anche il popolo in varie guise +ne avea attestato il suo dolore. Si rinnovò il lutto in quest'anno +all'arrivo di _Agrippina_ sua moglie. Dopo essersi per qualche giorno +fermata in Corfù, sbarcò dipoi a Brindisi. _Druso Cesare_, che era +tornato a Roma, co' maggiori figliuoli del defunto Germanico, andò ad +incontrarla sino a Terracina. Innumerabil gente, massime de' militari, +si portò sino a Brindisi. Caldi furono i sospiri, universale il pianto +al comparire dell'urna funebre. Per tutta la via i magistrati e popoli +fecero a gara per onorar le di lui ceneri. Gli stessi consoli col +senato, e gran parte del popolo si portarono a riceverle con dirotte +lagrime; e poi queste vennero riposte nel mausoleo d'Augusto[103]. +Giunse dipoi Pisone con sua moglie a Roma, orgoglioso come in +addietro; ma non tardarono a presentarsi al senato accusatori, +imputando a lui e a Plancina sua moglie la morte di Germanico. Neppure +a questo mal uomo mancavano dei difensori; e difficile era il provar +le accuse, siccome avviene in somiglianti casi. Tiberio, che ben sapea +le mormorazioni del popolo, quasi che fosse passata buona intelligenza +tra lui e Pisone, per levar di vita Germanico, da uomo disinvolto si +regolava in questa pendenza, mostrando sempre un vivo affanno per la +perdita del figliuolo adottivo, e di voler buona giustizia; ma nello +stesso tempo di non volere, che sopercheria si facesse all'accusato. +Creduto fu che segretamente a Pisone fosse fatto animo e sicurezza di +protezion da Sejano, e che per questo egli si astenesse dal produrre +gli ordini a lui dati da Tiberio. Ma se non si provava il reato +suddetto, si faceano ben constare altri reati di sedizione, d'ingiurie +fatte e dette a Germanico: cosa che mise in fiera apprension Pisone, e +tanto più perchè il popolazzo vicino la curia gridava contra di lui, +minacciando di menar le mani, qualora egli la scappasse netta dal +giudizio de' senatori. Perciò vinto dall'affanno, tenendosi tradito, +da sè stesso si diede la morte, liberando in tal guisa Tiberio da un +bel molesto pensiero. Plancina sua moglie, che era tutta di Livia +Augusta, per le raccomandazioni di lei seguitò a vivere in pace. Al di +lei figliuolo Marco Pisone fu conceduto un capitale di cento +venticinquemila filippi; il rimanente confiscato, ed egli mandato in +esilio. Risvegliossi intanto di nuovo in Africa la guerra, essendo +risorto più di prima vigoroso Tacfarinate. Per aver egli messa in fuga +una coorte di Romani, sì fatta collera montò a Lucio Apronio +proconsole allora in quelle contrade, che infierì contra de' +fuggitivi. Ciò fu cagione, che cinquecento soli de' suoi veterani sì +valorosamente combatterono dipoi contro l'armata di Tacfarinate, che +la misero in rotta. Giunto era all'età capace di matrimonio _Nerone_, +figliuolo primogenito del defunto Germanico[104]. Tiberio a lui diede +in moglie _Giulia_ figliuola di _Druso_ suo figlio: cosa che recò non +poca allegrezza al popolo romano. Per lo contrario si mormorò non +poco, perchè Tiberio avesse fatto contrarre gli sponsali ad una +figliuola del suo favorito Elio Sejano con _Druso_ figliuolo di +_Claudio_, cioè di un fratello di Germanico, di Claudio, dico, il qual +poi fu imperadore. A tutti parve avvilita con questo atto la nobiltà +della famiglia principesca; perchè era bensì nato Sejano di padre +aggregato all'ordine de' cavalieri, ma niuna proporzione si trovava +fra lui e Druso, discendente non meno dalla casa d'Augusto, che da +quella di Livia. Maggiormente ciò dispiacque per la apparenza che +Sejano, comunemente odiato pel predominio suo nel cuor di Tiberio, +potesse aspirare a voli più alti, cioè all'imperio. Ma non si +effettuarono poi queste meditate nozze, perchè il giovinetto _Druso_ +mentre da lì a pochi giorni era in Campania, avendo gittato in aria +per giuoco un pero[105], e presolo a bocca aperta nel cadere, ne +rimase soffocato, non sussistendo, come dice Svetonio, ch'egli morisse +per frode di Sejano. + +NOTE: + +[102] Tacitus, lib. 3, cap. 1. + +[103] Ibidem, c. 9. + +[104] Sueton., in Tiber., cap. 29. + +[105] Sueton., in Claudio, cap 27. + + + + + Anno di CRISTO XXI. Indizione IX. + + TIBERIO imperadore 8. + +_Consoli_ + +CLAUDIO TIBERIO NERONE AUGUSTO per la quarta volta e DRUSO CESARE suo +figliuolo per la seconda. + + +Ci assicura Svetonio[106], che Tiberio, il quale avea preso il +consolato per far onor al figliuolo, da lì a tre mesi lo rinunziò, +senza sapersi finora se alcuno subentrasse console in luogo suo. Niuno +probabilmente, scrivendo Dione[107], che Tiberio, _finito il suo +Consolato_, ritornò a Roma nè egli vi ritornò, se non alla fine +dell'anno. In fatti venuta la primavera dell'anno presente, trovandosi +esso Tiberio, o pure fingendo d'essere con qualche incomodo di sanità, +volle mutar aria, e se n'andò a Campania. Chi credette ciò fatto per +lasciar al figliuolo tutto l'onore del consolato, ed altri, perchè gli +cominciasse a rincrescere il soggiorno di Roma, essendogli +specialmente molesta l'ambizione di Livia Augusta sua madre, che +faceva di mani e di piedi per comandare anch'ella, e per dividere il +governo con lui: cosa ch'egli non sapea sofferire. Parve perciò che +fin d'allora egli meditasse di volontariamente esiliarsi da Roma, +siccome vedremo che succedette dipoi. Turbata fu anche nell'anno +presente l'Africa da Tacfarinate[108]; laonde si vide spedito colà +Giunio Bleso, zio materno di Sejano, per regolar quegli affari. Tentò +in questo anno Severo Cecina nel Senato di far rinnovar l'antica +disciplina de' Romani, che non permetteva ai governatori delle +provincie di condur seco le loro mogli. Ma Druso console e la maggior +parte de' senatori furono di contrario sentimento. Pericoloso era +troppo allora il lasciar le dame romane lungi dai mariti, e in loro +balìa: tanta era la corruttela de' costumi. Fu anche proposto di +rimediare all'abuso introdotto e troppo cresciuto, che chiunque de' +malfattori e degli schiavi fuggitivi si ricoverava alle immagini o +statue degl'imperadori, era in salvo. Da tanti asili proveniva la +moltiplicità de' misfatti, e l'impunità de' delinquenti. Druso +cominciò a far provare ad alcuni nobili rifuggiti colà il gastigo +meritato dai lor delitti, e ciò con plauso universale. Nella Tracia si +sollevarono alcuni di que' popoli, ed impresero anche l'assedio di +Filippopoli. Convenne inviare colà a reprimerli Publio Vellejo, forse +il medesimo che ci lasciò un pezzo di storia scritta con leggiadria, +ed insieme con penna adulatrice. Poca fatica occorse a dissipar quella +gentaglia. Neppure andò in quest'anno esente da ribellioni la Gallia. +Giulio Floro in Treveri, Giulio Sacroviro negli Edui, furono i primari +a commovere la sedizione in varie città, malcontente de' Romani, a +cagion della gravezza de' tributi e dei debiti fatti per pagarli. +Restò in breve talmente incalzato Floro da Visellio Varrone e da Cajo +Silio legati, o, vogliam dire, tenenti generali de' Romani, che con +darsi la morte diede anche fine alla guerra in quelle parti. Più da +far s'ebbe a domar Sacroviro, che, occupata la città d'Autun, capitale +degli Edui, menava in campo circa quarantamila persone armate. +Nulladimeno una battaglia datagli da Silio, con fortunato successo, +ridusse ancor lui ad abbreviarsi di sua mano la vita. Fu in quest'anno +chiamato in giudizio Cajo Lutorio Prisco cavalier romano, e celebre +poeta di questi tempi, il quale avea composto un lodatissimo poema in +morte di Germanico, per cui fu superbamente regalato. Avvenne che +anche Druso Cesare caduto infermo fece dubitar di sua vita; laonde +egli preparò un altro poema sopra la morte di lui. Guarì Druso; ma +Prisco, mosso dalla vanagloria, non volendo perdere il plauso +dell'insigne sua fatica, lesse quel poema in una conversazione di dame +romane. Questo bastò al senato per fargliene un delitto, e delitto che +fu immediatamente punito colla morte di lui: a tanta viltà +d'adulazione e di schiavitù oramai era giunto quell'augusto +consesso[109]. S'ebbe a male Tiberio, non già perchè l'avessero +condannato a morte, ma perchè aveano eseguita la sentenza, senza +ch'egli ne fosse informato. E però fu fatta una legge che da lì +innanzi non si potesse pubblicar nè eseguire sentenza di morte data +dal senato, se non dieci giorni dappoi, acciocchè se l'imperadore +fosse assente dalla città, potesse averne notizia. Teodosio il Grande, +augusto, prolungò poi questo termine sino a trenta giorni per li +condannati dall'imperadore, e verisimilmente ancora per le sentenze +del senato. + +NOTE: + +[106] Sueton., in Tib., cap. 26. + +[107] Dio, lib. 57. + +[108] Tacit., lib. 3, cap. 35. + +[109] Dio, lib. 57. Tacitus, lib. 3, cap. 50. + + + + + Anno di CRISTO XXII. Indizione X. + + TIBERIO imperadore 9. + +_Consoli_ + +QUINTO HATERIO AGRIPPA e CAJO SULPICIO GALBA. + + +Questo Galba console, non so dire se padre o pur fratello fosse di +Galba, che fu poi imperadore, asserendo Svetonio[110] essere stato +console il padre d'esso Augusto, e poi soggiugnendo che Cajo fratello +d'esso imperadore, per non aver potuto conseguire il proconsolato da +Tiberio, si uccise da sè stesso nell'anno 36 dell'Era nostra. Ai +suddetti consoli nelle calende di luglio furono sostituiti _Marco +Coccejo Nerva_, creduto avolo di Nerva, poscia imperadore, e _Cajo +Vibio Ruffino_. Era cresciuto in eccesso[111] il lusso delle nozze, +ne' conviti, e per altri capi nella città di Roma, senza far più caso +delle leggi e prammatiche pubblicate da Augusto, e prima d'Augusto: il +che s'era tirato dietro l'aumento dei prezzi delle robe e dei viveri. +Fu proposto in senato di rimediare al disordine col moderar le spese. +Ma una lettera di Tiberio, che ne accennava le difficoltà, distrusse +tutta la buona intenzion degli edili. Tacito nota, che si continuò in +sì fatto scialacquamento fino ai tempi di Vespasiano imperadore, sotto +cui cominciarono i Romani a darsi alla parsimonia, non già per qualche +legge o comandamento del principe, ma perchè così facea lo stesso +Augusto: tanto può a regolare e sregolare i costumi l'esempio de' +regnanti. In quest'anno ancora Tiberio scrisse al senato, chiedendo la +podestà tribunizia per _Druso Cesare_ suo figliuolo, affine di +costituirlo in tal maniera compagno suo nell'autorità e metterlo in +istato d'essere suo successore nell'imperio. Fu prontamente ubbidito, +e con giunte di novità all'onore: al che nondimeno Tiberio non +consentì. Veggonsi medaglie[112] di _Druso_, nelle quali è espressa +questa podestà. Motivo di lungo e tedioso esame diedero dipoi al +senato gli asili delle città greche, tanto in Europa che in Asia. Ogni +tempio era divenuto un sicuro rifugio d'impunità ad ogni schiavo +fuggitivo, ad ogni debitore e a chiunque era in sospetto di delitti +capitali. Furono citate quelle città a produrre i loro privilegii. Si +trovò per la maggior parte insussistente in esse il diritto +dell'asilo; e però fu moderato quell'eccesso. Infermatasi intanto +gravemente Livia Augusta, conobbe Tiberio suo figliuolo la necessità +di tornarsene per visitarla. Gareggiarono a più non posso i senatori, +per inventar cadauno pubbliche dimostrazioni del loro affanno per vita +sì cara e della comun premura per la di lei salute; studiandosi di +placare gl'insensati loro dii. Andò tanto innanzi la vilissima loro +adulazione, che stomacò lo stesso Tiberio in guisa ch'ebbe a dire più +volte in uscir dalla curia: _Oh che gente inclinata alla servitù!_ Nè +a lui piaceano tanti sfoggi di una stima verso la sua madre, siccome +maggiore incentivo alla di lei natìa superbia e voglia di dominare. +Continuavano tuttavia le turbolenze dell'Africa. Tacfarinate ribello +era giunto a tale alterigia, che, spediti suoi ambasciadori a Tiberio, +gli avea chiesto per sè e per l'esercito suo un determinato paese da +signoreggiare: minacciando, non esaudito, una fierissima guerra. Per +questa ardita dimanda fumò di collera Tiberio, e mandò ordine a Bleso +proconsole di tirar colle buone all'ubbidienza i sollevati, per far +poscia prigione, se mai poteva, quel temerario. Grande sforzo fece per +tale incitamento Bleso, e prese un di lui fratello, ma non fu già egli +stesso. Di poco rilievo furono le sue imprese; contuttociò Tiberio, +perchè egli era zio materno del favorito Sejano, gli fece accordare +gli ornamenti trionfali. Morì in quest'anno Asinio Salonino, figliuolo +d'Asinio Gallo e di Vipsania, ripudiata già da Tiberio Augusto, e però +fratello uterino di Druso Cesare. + +NOTE: + +[110] Sueton., in Galba, cap. 3. + +[111] Tacitus, lib. 3, cap. 55. + +[112] Mediobarb., in Num. Imperator. + + + + + Anno di CRISTO XXIII. Indizione XI. + + TIBERIO imperadore 10. + +_Consoli_ + +CAJO ASINIO POLLIONE e LUCIO ANTISTIO VETERE o sia VECCHIO. + + +Benchè gli autori de' fasti consolari comunemente dieno ad _Antistio +Vetere_ il prenome di _Cajo_, pure _Lucio_ vien da me nominato sul +fondamento d'una iscrizione della mia Raccolta[113], posta Q. IVNIO +BLASEO, L. ANTISTIO VETERE; dalla quale eziandio si può raccogliere +che nelle calende di luglio ad Asinio Pollione fu sostituito _Quinto +Giunio Bleso_, già da noi veduto governatore dell'Africa. +Probabilmente _Asinio Pollione_, fratello fu del poco fa defunto +Asinio Salonino. Mancò di vita sui primi mesi dell'anno presente, dopo +lunga malattia _Druso Cesare_[114], unico figliuolo di Tiberio +Augusto, giovane destinato a succedergli nell'imperio. Voce pubblica +fu che un lento veleno, fattogli dare da Elio Sejano, il conducesse a +morte. Tacito e Dione[115] danno questo fatto per certo. Druso, +giovane facilmente portato alla collera, non potendo digerir l'eccesso +del favore di cui godea Sejano presso il padre, un dì venne alle mani +con lui, e gli diede uno schiaffo, come vuol Tacito, parendo poco +verisimile che il percussore fosse lo stesso Sejano, come s'ha da +Dione. Questo affronto, ma più la segreta sete di Sejano di arrivare +all'imperio, a cui troppo ostava l'esser vivente Druso, gli fece +studiar le vie di levarlo dal mondo. Cominciò la tela, con adescar +_Giulia Livilla_, sorella del fu Germanico Cesare e moglie d'esso +Druso, traendola alle sue disoneste voglie. Dopo di che non gli riuscì +difficile colle promesse del matrimonio e dell'imperio a farla +precipitare in una congiura contro la vita del marito. Scelto Liddo, +uno degli eunuchi suoi più cari, un tal veleno gli diede che potesse +parer naturale la di lui malattia. Non si conobbe allora l'iniquo +manipolator di questo fatto; ma da lì ad otto anni nella caduta di +Sejano, ciò venne alla luce per confessione di Apicata sua moglie. Con +tal costanza nondimeno portò Tiberio la perdita del figliuolo, che i +maligni giunsero fino a sospettare lui stesso complice o autore del +veleno, quasichè Druso avesse prima pensato di avvelenare il padre. +Neppur Tacito, benchè inclinasse ad annerir tutte le azioni di +Tiberio, osò prestar fede a così inverisimil diceria. Del resto non +erano tali i costumi e le inclinazioni di Druso, che i Romani +internamente si affliggessero della di lui morte. Lasciò egli tre +figliuoli di tenera età, ma che l'un dietro all'altro furono rapiti +dalla morte, di modo che la succession dell'imperio cominciò a +destinarsi ai figliuoli di _Germanico_. In abbondanza furono fatti +onori alla memoria di Druso; ma Tiberio non ammise chi gareggiava per +passar seco atti di condoglianza, affinchè non gli si rinnovassero le +piaghe del dolore. E perchè da lì a non molto tempo gli ambasciadori +d'Ilio, o sia di Troja, venuti a Roma[116], gli spiegarono il lor +dispiacere a cagion della perdita del figliuolo, per deriderli +rispose: «Che anch'egli si condoleva con loro per la morte d'Ettore,» +ucciso mille e dugento anni prima. + +Buone qualità avea Tiberio mostrato in addietro, e competente governo +avea fatto[117]. Già dicemmo che tolto di vita Germanico, cominciò +egli a declinar al male. Peggiorò anche dopo la morte di Druso. +Nondimeno a renderlo più cattivo contribuì non poco l'ambizioso e +perverso Sejano, le cui mire tendevano tutte a regnar solo col tempo. +Perchè gliene avrebbono impedito l'acquisto i figliuoli di Germanico, +nipoti per adozione di Tiberio, e raccomandati in quest'anno dallo +stesso Tiberio al senato, nè poteva Sejano sbrigarsi di loro col +veleno per la buona cura che avea di essi, e della propria pudicizia +Agrippina lor madre: si diede a fomentar ed accrescere l'odio di +Tiberio contro d'essi, e il mal animo di Livia Augusta contro +d'Agrippina. Chiunque ancora de' nobili sembrava a lui capace +d'interrompere i voli della sua fortuna, cominciò egli sotto vari +pretesti, e massimamente di aver essi sparlato di Tiberio, a +perseguitarli con accuse che in questi tempi ad alcuni, e col +progresso del tempo a moltissimi costarono la vita[118]. Succedeva +talvolta che gl'istrioni, o vogliam dire i commedianti, eccedevano +nell'oscenità, e tagliavano i panni addosso a determinate donne +romane, o pure porgevano occasioni a risse. Tiberio li cacciò di Roma, +e vietò l'arte loro in Italia. Alle persone di merito dopo morte erano +state alzate alcune statue da esso Tiberio. Videsi nel presente anno +questa deformità, cioè, ch'egli mise la statua di bronzo di Sejano nel +pubblico teatro. L'esempio del principe servì ad altri, per esporne +molte altre simili. E conoscendo già ognuno che costui era la ruota +maestra della fortuna e degli affari, risonavano dappertutto le sue +lodi ed anche nello stesso senato; piena sempre di nobili l'anticamera +di lui; i consoli stessi frequenti visite gli faceano; nulla in fine +si otteneva, se non passava per le mani di lui. Una bestialità di +Tiberio vien raccontata sotto quest'anno. Un insigne portico di Roma +minacciava rovina, essendosi molto inchinate le colonne che lo +sostenevano[119]. Seppe un bravo architetto con argani ed altri +ingegni ritornarlo al suo primiero sito. Maravigliatosene molto +Tiberio, il fece bensì pagare, ma il cacciò anche fuori di Roma. +Tornato un dì costui per supplicarlo di grazia, credendo di farsi del +merito, gittò un vaso di vetro in terra; poi raccoltolo fece vedere +che possedeva il secreto di racconciarlo. Gli fece Tiberio levar la +vita, senza sapersi il vero motivo di così pazza e crudele sentenza. +Scrive Plinio[120] lo stesso più chiaramente, dicendo che quel vetro +era molle e pieghevole, come lo stagno, con aggiugnere nulladimeno, +essere stata questa una voce di molti, ma poco creduta dai saggi. + +NOTE: + +[113] Thesaurus Novus Inscript., pag. 301, n. 4. + +[114] Tacitus, lib. 4, c. 8. + +[115] Dio, lib. 58. + +[116] Sueton., in Tiber., cap. 52. + +[117] Dio, lib. 57. + +[118] Tacitus, lib. 4, cap. 14. + +[119] Dio, lib. 57. + +[120] Plinius, lib. 36, cap. 26. + + + + + Anno di CRISTO XXIV. Indizione XII. + + TIBERIO imperadore 11. + +_Consoli_ + +SERVIO CORNELIO CETEGO e LUCIO VISELIO VARRONE. + + +Ancorchè Tiberio non chiedesse al senato la confermazione della sua +suprema autorità[121], finito il decennio di essa, come usò Augusto, +perchè egli non l'avea dianzi ricevuta per un determinato tempo: pure +si solennizzarono i decennali del suo imperio con varii giuochi +pubblici e feste. E perciocchè[122] i pontefici e sacerdoti aveano +fatto dei voti per la conservazione della vita di Tiberio, unendo +anche con lui _Nerone_ e _Druso_, cioè i due maggiori figliuoli del +defunto _Germanico_, se l'ebbe a male il geloso Tiberio. Volle sapere, +se così avessero fatto per preghiere o per minacce d'Agrippina lor +madre; ed inteso che no, li rimandò, non senza qualche riprensione. +Poscia nel senato si lasciò meglio intendere, con dire che non si avea +con prematuri onori da eccitare od accrescere la superbia de' giovani +per lo più sconsigliati. Sejano anch'egli non lasciava di fargli +paura, ripetendo essere già divisa Roma in fazioni; una d'esse portare +il nome di Agrippina; e doversi perciò prevenire maggiori disordini. +Dato fu quest'anno fine alla guerra, già mossa da Tacfarinate in +Africa. Era proconsole di quelle provincie Publio Dolabella, e +tuttochè fosse stata richiamata in Italia la legione nona che era in +quelle parti, pure raccolti quanti soldati romani potè, all'improvviso +assalì i Numidi, mentre sotto il comando di esso Tacfarinate stavano +raccolti sotto un castello mezzo smantellato. Fatta fu strage di loro, +e fra gli uccisi vi restò il medesimo Tacfarinate, per la cui morte +ritornò la quiete fra que' popoli. Fu in quella azione aiutato +Dolabella da Tolomeo figliuolo di Giuba, re della Mauritania. Erano +dovuti al vincitore proconsole gli onori trionfali, ed egli ne fece +istanza; ma non gli ottenne, perchè a Sejano non piacque di vederlo +uguagliato nella lode a Bleso suo zio, predecessore di Dolabella nel +governo che pure avea ricevuto quel premio, con aver operato tanto +meno. A _Tolomeo_ re fu inviato da Tiberio in dono uno scettro +d'avorio, e una veste ricamata in segno del gradimento dello aiuto +prestato. Perseguitò Tiberio in quest'anno alcuni de' nobili, non +d'altro delitto rei che d'aver mostrato il loro amore a Germanico e a' +suoi figliuoli; e ad alcuni per questo gran misfatto, tolta fu la +vita, crescendo ogni dì più la crudeltà del principe, e per +conseguente il comune odio contro di lui. Abbondavano allora le spie; +orecchio si dava a tutti gli accusatori, e niuno era sicuro. Nelle +contrade di Brindisi un Tito Cortisio, soldato pretoriano ne' tempi +addietro, mosse a sedizione i servi o, vogliam dire, gli schiavi di +quelle parti; e vi fu paura d'una guerra servile. Ma per la +sollecitudine di Tiberio e di Curzio Lupo questore, che con un corpo +di armati volò contro di loro, restò in breve estinto il nascente +incendio. Hanno osservato gli eruditi[123] che nell'anno presente +avendo Valerio Grato dato fine al suo governo della Giudea, Tiberio +spedì colà per procuratore e governatore _Ponzio Pilato_, di cui è +fatta menzione nel Vangelo. + +NOTE: + +[121] Dio, lib. 57. + +[122] Tacitus, lib. 4, cap. 16. + +[123] Noris, Cenotaph. Pisan., Dissert. 2, cap. 16. Blanch., in +Anastas. Schelestratus et alii. + + + + + Anno di CRISTO XXV. Indizione XIII. + + TIBERIO imperadore 12. + +_Consoli_ + +MARCO ASINIO AGRIPPA e COSSO CORNELIO LENTOLO. + + +Vien creduto che _Cosso_ sia un prenome particolare della casa de' +Cornelii Lentoli. Nuovo esempio dell'infelicità dei Romani, regnando +il crudele Tiberio e il prepotente Sejano, si vide nel presente +anno[124]. Cremuzio Cordo, uno de' migliori ingegni de' Romani +d'allora, avea composta[125] una storia delle guerre civili di Cesare +e Pompeo, conducendola anche ai tempi d'Augusto. Lo stesso Augusto +l'avea letta, e, siccome principe saggio e discreto, non se n'era +punto formalizzato. Ma avendo Cremuzio dipoi, forse con qualche +parola, disgustato Sejano, si trovarono in quella storia dei delitti +gravissimi. Egli avea lodato Bruto e Cassio uccisori di Cesare, e +chiamato lo stesso Cassio _l'ultimo dei Romani_. Male non avea detto +di Giulio Cesare, nè di Augusto, ma neppure stato era prodigo di lodi +verso di loro. Fu accusato per questo nel senato, e Tiberio con occhio +arcigno gli diede assai a conoscere d'essere indispettito contro di +lui. Si difese egli coll'esempio di Tito Livio e d'altri scrittori e +storici precedenti; ma tornato a casa, ed increscendogli di vivere +sotto un sì tirannico governo, si lasciò morir di fame. Sentenziati +furono al fuoco i di lui scritti; contuttociò avendone Marcia sua +figliuola conservata una copia, vennero dopo la morte di Tiberio alla +luce, accolti allora con ansietà maggiore dal pubblico appunto per la +persecuzione sofferta dall'autor d'essi, ma a noi poscia rubati dalla +voracità de' tempi. Osserva Tacito la mellonaggine di que' potenti, +che mal operando non vorrebbono che la memoria de' lor perversi fatti +passasse ai posteri; e tutto fanno per abolirla. Ma Iddio permette +ch'ella vi passi per castigare anche nel nostro mondo chi s'è abusato +della potenza in danno de' popoli. Ai Ciziceni in quest'anno levato fu +il privilegio di regolarsi colle proprie leggi e co' propri +magistrati; e ciò perchè non avevano per anche terminato un tempio +eretto ad Augusto ed avevano imprigionati alcuni cittadini romani. Le +città di Spagna in questi tempi, inclinate anch'esse all'adulazione, +inviarono ambasciatori a Tiberio, pregandolo di permettere che +innalzassero dei templi a lui e a Livia Augusta sua madre, siccome +egli avea conceduto alle città dell'Asia. Tacito mette le più belle +sentenze in bocca di Tiberio[126], con riferire il ragionamento di lui +fatto nel senato per cui nol volle loro permettere, riconoscendo sè +stesso per uno de' mortali, e bastando a lui di avere un tempio nel +cuore de' senatori per l'amore e la stima che sperava da essi. Salì +poi tanto alto l'ambizion di Sejano, che nel presente anno arditamente +supplicò per ottenere in moglie _Giulia Livilla_, vedova del fu _Cajo +Cesare_, figliuolo adottivo di Augusto, e poi del defunto _Druso +Cesare_, e nuora del medesimo Tiberio. Quantunque fosse eccessivo il +favore di Tiberio verso di lui, pure non si lasciò indurre l'astuto +principe ad accordargli tal grazia: il che sconcertò forte le misure +di Sejano, e lo rendè malcontento della propria per altro smoderata +fortuna. Tuttavia mise in ordine altre macchine, siccome vedremo +nell'anno seguente. Credono alcuni letterati[127], che in quest'anno +corresse l'_anno XV dell'impero di Tiberio_, enunziato da san Luca, in +cui san Giovanni Batista diede principio alle sue prediche. Prendesi +tal anno dal fine d'agosto dell'anno undecimo dell'Era cristiana, in +cui Tiberio colla podestà tribunizia fu costituito suo collega +nell'imperio d'Augusto. + +NOTE: + +[124] Tacitus, lib. 4, cap. 34. + +[125] Dio, lib. 57. + +[126] Tacitus, loc. cit. + +[127] Pagius, in Critic. Baron., Stampa et alii. + + + + + Anno di CRISTO XXVI. Indizione XIV. + + TIBERIO imperadore 13. + +_Consoli_ + +CAJO CALVISIO SABINO e GNEO CORNELIO LENTOLO GETULICO. + + +Ebbero questi consoli nelle calende di luglio per successori nella +dignità _Quinto Marcio Barea_ e _Tito Rustio Nummio Gallo_. V'ha chi +crede non doversi attribuire il nome di _Cornelio_ a _Lentolo +Getulico_. Ma certamente i Lentoli soleano essere della famiglia +_Cornelia_, come si può vedere nei Trattati dell'Orsino e Patino, e di +Antonio Agostino. S'erano messi in armi[128] alcuni popoli della +Tracia, perchè non voleano sofferir che si facesse dai Romani leva di +soldati nei lor paesi; negavano anche ubbidienza a _Remetalce_ re +loro. A Poppeo Sabino fu data l'incombenza di marciar contro di loro +con quelle forze che potè raccogliere; e questi sì fattamente gli +strinse, che per la fame e più per la sete, parte rimasero uccisi, e +il rimanente se n'andò disperso. Per tal vittoria accordati furono a +Sabino gli onori trionfali. Crebbero in questo anno le amarezze fra +Tiberio ed Agrippina, vedova di Germanico, perchè fu condannata +Claudia Pulcra, o sia Bella, cugina di lei. Parlò alto Agrippina a +Tiberio, il pregò ancora di darle marito; ma egli, che temeva +competenza nel governo, la lasciò senza risposta. Fu poi gran lite in +Roma fra gli ambasciadori delle città dell'Asia, gareggiando cadauna +per aver l'onore di alzare un tempio ad Augusto. La decision del +senato cadde in favore della città di Smirna. Ritirossi nell'anno +presente Tiberio nella Campania, col pretesto di andare a dedicare un +tempio a Giove in Capoa, e un altro in Nola ad Augusto, morto in +quella città. Suo pensiero era di non ritornar più a Roma, e così fu +in fatti. Si misero tutti allora a scandagliare i motivi di questa +ritirata. Chi pensò ciò avvenuto per arte e suggestione di Sejano, che +voleva restar solo alla testa degli affari in Roma, e seppe così ben +dipingere gl'incomodi, a' quali era sottoposto il principe per tante +visite, suppliche e giudizii, che l'indusse a cercar la quiete nella +solitudine. Furono altri di parere, ch'egli se ne andasse, per non +poter più sofferire l'ambizion di Livia sua madre, giacchè ella +credeva a sè competente il far da padrona al pari di lui: cosa ch'egli +non sapea digerire, ma neppure assolutamente vietare, considerando la +signoria sua un dono di lei. Credettero finalmente altri, che si +movesse Tiberio a tal risoluzione solamente per impulso proprio +originato dall'infame sua libidine, in cui da gran tempo ero immerso, +e continuava più che mai il sozzo vecchio, ma con istudiarsi di +soddisfarla in segreto al che era più proprio un luogo ritirato. Si +aggiungeva l'esser egli d'alta, ma gracile statura, col capo calvo e +colla faccia sparsa d'ulcere, e coperta per lo più da empiastri. Hanno +perciò creduto alcuni, che ciò fosse un frutto della sua sordida +impudicizia, e che il morbo gallico somministrasse ancora in que' +tempi un castigo, benchè raro, ai perduti dietro alle femmine +prostitute. Vergognandosi egli di comparire in pubblico con sì deforme +figura, parve ad alcuni di trovare in lui bastante motivo di fuggire +dal consorzio degli uomini. In fatti anche dopo la morte della madre e +di Sejano, si tenne egli lontano da Roma, benchè talvolta andasse +burlando la gente credula, con ispargere voce del suo imminente +ritorno. Pochi cortigiani volle seco Tiberio. Fra essi furono Sejano e +Coccejo Nerva, personaggio pratico della giurisprudenza e +probabilmente avolo di Nerva, che fu dipoi imperadore. Ad assaissimi +lunari e ciarle senza fine dei Romani diede motivo la risoluzion presa +da Tiberio, nè queste furono a lui ignote. Con levar la vita ad +alcuni, forse anche innocenti, egli insegnò agli altri ad esaminare e +censurar con più riguardo le azioni de' tiranni. + +NOTE: + +[128] Tacitus, lib. 6, cap. 46. + + + + + Anno di CRISTO XXVII. Indizione XV. + + TIBERIO imperadore 14. + +_Consoli_ + +MARCO LICINIO CRASSO e LUCIO CALPURNIO PISONE. + + +Il primo di questi consoli in due iscrizioni riferite dal +Reinesio[129], vien chiamato MARCVS CRASSVS FRVGI. Queste iscrizioni, +senz'avvedermi ch'erano già pubblicate, le ho inserite ancor io nella +mia raccolta; e sono ben più da attendere, che la rapportata dallo +Sponio, per conoscere il vero cognome d'esso console. Andò in +quest'anno Tiberio Augusto a fissar la sua abitazione nell'amena isola +di Capri, otto miglia distante da Surrento, tre dalla terra ferma, +sprovveduta di porto, e solo accessibile a piccole barche, dove +ritirato, con suo comodo continuò a sfogare la infame sua lussuria. +Non si sa quante guardie egli menasse seco. Molto strano era +nondimeno, che un imperadore soggiornasse in sì piccolo sito per dieci +anni senza aver paura de' corsari, o di chi gli volesse male. +Fors'egli si assicurò sulla difficoltà di approdare colà per cagion +degli scogli. Pochi giorni dopo il suo arrivo un pescatore per mezzo +di essi scogli penetrò nell'isola[130], e gli presentò un bel mullo o +triglia, pesce allora stimatissimo. Perchè s'ebbe non poco a male +Tiberio, che costui per quella difficile via fosse entrato, fece +fregargli e lacerargli il volto col medesimo pesce; e buon per lui che +non gli accadde di peggio. Sejano intanto non tralasciava diligenza +alcuna per accendere sempre più la diffidenza e l'odio di Tiberio +contro di _Agrippina_, vedova di Germanico, e contro di _Nerone_ +primogenito d'essa, non quello che fu poi imperadore. Secondo le +apparenze dovea questo giovane principe, siccome nipote per adozione +di Tiberio, succedere a lui nell'imperio. Sejano, che v'aspirava +anch'egli il tenea forte di vista; segretamente ancora inviava +persone, che sotto specie d'amicizia il gonfiavano, esortandolo a +mostrar più spirito; tale esser il desiderio del popolo romano; tale +quel degli eserciti. All'incauto giovane scappavano talvolta parole, +che meglio sarebbe stato il tenerle fra i denti. Tutto era riferito a +Sejano, e tutto passava, forse anche con delle giunte, alle orecchie +di Tiberio, con aggiungere sospetti a sospetti. Però nell'anno +presente furono messi soldati alla guardia del palazzo d'Agrippina, +affin di risapere chi v'andava e che vi si parlava: tutti segni +funesti di maggiore strepito e della futura ruina. Accadde in +quest'anno un caso quasi incredibile e sommamente lamentevole, che ha +pochi pari nella storia[131]. In Fidene, città lontana da Roma cinque +sole miglia, cadde in pensiero ad un uomo di bassa sfera, e neppur +ricchissimo, per nome Atilio, di schiatta libertina, di fabbricare un +anfiteatro di legno di gran mole, per dar al popolo lo spettacolo de' +gladiatori. Siccome non v'era divertimento, di cui fossero sì ghiotti +i Romani, come di questo; venuto quel dì, a folla vi corse da Roma la +gente, uomini e donne d'ogni età. Ma quella macchina era mancante di +buoni fondamenti, e peggio legata; però ecco sul più bello dell'azione +precipitar tutto l'anfiteatro. Vi restarono soffocate o per la caduta +sfracellate ventimila persone e trenta altre mila ferite in varie +guise, con braccia e gambe rotte e simili altri mali, con urli e grida +che andavano al cielo. Fu almeno considerabile la carità de' cittadini +romani, che nelle loro case accolsero tutti que' miseri, +somministrando loro vitto, medici e medicamenti, con isvegliarsi +l'antico lodevol costume degli antichi, i quali così trattavano dopo +le battaglie i soldati feriti. La pena data ad Atilio per la somma sua +balordaggine, fu l'esilio; ed uscì un editto, che da lì innanzi non +potesse dare il giuoco de' gladiatori, se non chi possedeva +quattrocentomila sesterzi di valsente, e che fosse approvato +l'anfiteatro da intendenti architetti. A questa disavventura tenne +dietro in Roma un grave incendio, che consumò tutte le case poste nel +monte Celio. Tiberio all'avviso di un tal danno spontaneamente si +mosse alla liberalità, inviando gran soccorso di danaro a chi avea +patito: il che gli fece assai onore, e ne fu anche ringraziato dal +senato. + +NOTE: + +[129] Reinesius, Inscription. Class. VII, n. 10, 18. + +[130] Sueton., in Tiber., cap. 60. + +[131] Tacitus, lib. 2 Annal., c. 62. Sueton., in Tiber., c. 40. + + + + + Anno di CRISTO XXVIII. Indizione I. + + TIBERIO imperadore 15. + +_Consoli_ + +APPIO GIULIO SILANO e SILIO NERVA. + + +Gran romore e compassione cagionò in quest'anno in Roma la caduta di +Tizio Sabino, illustre cavaliere romano[132]. Era egli de' più +affezionati alla famiglia di Germanico, praticava in casa d'Agrippina, +l'accompagnava in pubblico. Sejano gli tese le reti. Latinio Laziare, +d'ordine suo, s'insinuò nella di lui amicizia cominciando con +amichevoli ragionamenti intorno alle afflizioni di Agrippina, e del +mal trattamento a lei fatto e a' suoi figliuoli da Tiberio: del che +andava mostrando gran compassione. Non potè Sabino ritenere le +lagrime, e sdrucciolò in lamenti contro la crudeltà e superbia di +Sejano, non la perdonando neppure a Tiberio. Con tali ragionamenti si +strinse fra loro una stretta confidenza. In un giorno determinato +Laziare trasse in sua casa il mal accorto Sabino, per avvertirlo di +disgrazie che soprastavano ai figliuoli di Germanico. Stavano ascosi +nella camera vicina tre detestabili senatori per udir tutto, ed +udirono in fatti Sabino sparlar di Tiberio e di Sejano. L'accusa tosto +andò al senato, ed egli imprigionato, fu nel primo dì solenne +dell'anno condotto al supplicio con terrore di ognuno che seppe la +frode usata. Ebbe da lì innanzi ognuno sommo riguardo nel parlare del +governo, nè pur attentandosi d'ascoltare, nè fidandosi d'amici, e +sospettando fin delle stesse mura. Gittato il corpo di Sabino nel +Tevere, un suo cane, che lo avea seguitato alla prigione, e s'era +trovato alla sua morte, andò anch'esso a precipitarsi e a morire nel +fiume: del che altri esempi si son più volte veduti. Plinio anch'egli +parla[133] della fedeltà di questo cane, ma con pretendere che fosse +di un liberto di Sabino, condannato con lui alla morte. Mancò di vita +in quest'anno _Giulia_ figliuola di _Giulia_, e nipote d'Augusto, la +quale non men della madre convinta già d'adulterio, e relegata in +un'isola da esso imperadore, e sostenuta ivi da Livia Augusta, per +venti anni, avea fatto penitenza de' suoi falli. Ribellaronsi in +questi tempi i popoli della Frisia, per non poter sofferire i tributi +loro imposti, leggeri sul principio, e poscia accresciuti +dagl'insaziabili ministri colà inviati. Contra di loro marciò Lucio +Apronio vicepretore della Germania inferiore con un buon corpo di +armati; ma volendo perseguitarli per quel paese inondato dall'acque e +pieno di fosse, vi lasciò morti circa mille e trecento de' suoi in più +incontri, con gloria de' Frisj e vergogna sua. Tiberio, ancorchè +dolente ne ricevesse la nuova, pure per li suoi fini e timori politici +niun generale volle inviare colà. Troppa apprensione gli facea il +mettere in mano altrui il comando di grossa armata. Faceva istanza il +senato, perchè Tiberio e Sejano ritornassero; e in fatti vennero essi +in terra ferma della Campania; e colà si portò non solamente il +senato, ma gran copia della nobiltà e della plebe con ritornarsene poi +quasi tutti malcontenti o dell'alterigia di Sejano, o del non aver +potuto ottenere udienza dal principe. Diede nell'anno presente Tiberio +in moglie a Gneo Domizio Enobarbo _Agrippina_, figliuola di Germanico +e di Agrippina, più volte da noi memorata. Da loro poi nacque Nerone, +mostro fra gl'imperadori. Era già parente della casa d'Augusto questo +Gneo Domizio, avendo avuto per avola sua Ottavia, sorella d'Augusto. +Svetonio[134], parlando di costui, ci assicura ch'egli fu una sentina +di vizii; e però da meravigliarsi non è, se il suo figliuolo, divenuto +imperadore, non volle essere da meno del padre. Diceva lo stesso +Domizio, che da lui e da Agrippina nulla potea prodursi, se non di +cattivo e di pernicioso al pubblico. Convien credere che questa +Agrippina juniore, ben dissomigliante dalla madre, fosse in sinistro +concetto anche in sua gioventù. + +NOTE: + +[132] Tacitus, lib. 4, c. 68. Dio, lib. 58. + +[133] Plinius, lib. 8, c. 40. + +[134] Suet., in Neron., c. 5. Dio, in Neron. + + + + + Anno di CRISTO XXIX. Indizione II. + + PIETRO APOSTOLO papa 1. + TIBERIO imperadore 16. + +_Consoli_ + +LUCIO RUBELLIO GEMINO e CAJO RUFIO GEMINO. + + +Nelle calende di luglio furono sostituiti altri consoli. Ha creduto +taluno, che fossero _Quinto Pomponio Secondo_, e _Marco Sanquinio +Massimo_. Ma il cardinal Noris[135] con più fondamento mostrò essere +stati _Aulo Plauzio_ e _Lucio Nonio Asprenate_. Certamente egli è da +dubitare, che nell'assegnar i consoli sostituiti, si sieno talvolta +ingannati i fabbricatori de' fasti consolari. Più d'un esempio di ciò +si trova nel Panvinio. Ora sotto questi due consoli _Gemini_ han +tenuto e tengono tuttavia alcuni letterati, che seguisse la Passione +del divin nostro Salvatore: opinione fondatissima, perchè assistita da +una grande antichità, ed approvata da molti de' santi Padri. Se così +è, a noi sia lecito di metter qui l'anno primo del pontificato di san +Pietro Apostolo. Tertulliano[136], autore che fiorì nel secolo +seguente, chiaramente scrisse, che il Signore patì _sub Tiberio +Caesare, Consulibus Rubellio Gemino et Rufio Gemino_. Furono del +medesimo sentimento Lattanzio, Girolamo, Agostino, Severo Sulpizio ed +il Grisostomo. Altri poi han riferito ad alcuno degli anni seguenti un +fatto sì memorabile della santa nostra religione. All'istituto mio non +compete il dirne di più; e massimamente, perchè, con tutti gli sforzi +dell'ingegno e della erudizione, non s'è giunto fin qui, e +verisimilmente mai non si giugnerà a mettere in chiaro una così +tenebrosa quistione. A noi dee bastare la certezza del fatto, poco +importando l'incertezza del tempo. Sino a quest'anno era vissuta +_Livia_, già moglie d'Augusto, e madre di Tiberio[137], appellata +anche Giulia da Tacito e in varie iscrizioni, perchè dal medesimo +Augusto adottata. Morì essa in età assai avanzata, con lasciar dopo di +sè il concetto d'essere stata donna di somma ambizione, e non men +provveduta di sagacità per soddisfarla, con aver saputo, a forza di +carezze e di una allegra ubbidienza in tutto, guadagnarsi il cuore +d'Augusto. Con tali arti condusse al trono il figlio Tiberio, poco +amata, ma nondimeno rispettata da lui, e temuta da Sejano, finchè ella +visse, pochissimo poi compianta da loro in morte. Prima che Tiberio si +ritirasse a Capri[138], era insorto qualche nuvolo fra lui e la madre, +perchè facendo ella replicate istanze al figliuolo di aggregare ai +giudici una persona a lei raccomandata, le rispose Tiberio d'essere +pronto a farlo, purchè nella patente si mettesse, che la madre gli +avea estorta quella grazia. Se ne risentì forte Livia, e piena di +sdegno gli rinfacciò i suoi costumi scortesi ed insoffribili, i quali, +aggiunse, erano stati ben conosciuti da Augusto; e, in così dire, cavò +fuori una lettera conservata fin allora del medesimo Augusto, in cui +si lamentava dell'aspre maniere del di lei figliuolo. Ne restò sì +disgustato Tiberio, che alcuni attribuirono a questo accidente la sua +ritirata da Roma. In fatti nell'ultima di lei malattia neppur si mosse +per farle una visita; e dappoichè la seppe morta, andò tanto +differendo la sua venuta, ch'era putrefatto il di lei corpo allorchè +fu portato alla sepoltura. Avendo l'adulator senato decretato molti +onori alla di lei memoria, egli ne sminuì una parte, e sopra tutto +comandò che non la deificassero (benchè poi sotto l'imperio di Claudio +a lei fosse conceduto questo sacrilego onore) facendo credere che così +ell'avesse ordinato. Neppur volle eseguire il testamento da essa +fatto, e di poi perseguitò chiunque era stato a lei caro, e infin +quelli ch'essa avea destinati alla cura del suo funerale. + +Soleva Tiberio ad ogni morte dei suoi diventar più cattivo. Ciò ancora +si verificò dopo la morte della madre, la cui autorità avea fin qui +servito di qualche freno alla maligna di lui natura, e agli arditi e +malvagi disegni di Sejano, con attribuirsi a lei la gloria di aver +salvata la vita a molti. Poco perciò stette a giugnere in senato +un'assai dura lettera di Tiberio contro _Agrippina_ vedova di +Germanico, e contro di _Nerone_ di lei primogenito. Erano tutti i +reati loro, non già di abbandonata pudicizia, non di congiure, non di +pensieri di novità, ma solamente di arroganza e di animo contumace +contro di Tiberio. All'avviso del pericolo, in cui si trovavano l'uno +e l'altra, la plebe, che sommamente gli amava, prese le loro immagini, +con esse andò alla curia, gridando essere falsa quella lettera, e che +si trattava di condannarli contro la volontà dell'imperadore. Faceano +istanza nel senato i senatori, venduti ad ogni voler di Tiberio, che +si venisse alla sentenza; ma gli altri tutti se ne stavano mutoli e +pieni di paura. Il solo Giunio Rustico, benchè uno de' più divoti di +Tiberio, consigliò che si differisse la risoluzione, per meglio +intendere le intenzioni del principe. Di questo ritardo, e +maggiormente per la commozione del popolo, si dichiarò offeso Tiberio; +ed insistendo più che mai nel suo proposito, fece relegar +_Agrippina_[139] nell'isola Pandataria, posta in faccia di Terracina e +di Gaeta. Dicono che non sapendosi ella contenere dal dir delle +ingiurie contro di Tiberio, un centurione la bastonò per comandamento +di lui sì sgarbatamente, che le cavò un occhio. I di lei figliuoli, +_Nerone_ e _Druso_, benchè nipoti per adozion di Tiberio, furono +anch'essi dichiarati nemici; il primo relegato nell'isola di Ponza, e +l'altro detenuto ne' sotterranei del palazzo imperiale. Qual fosse il +fine di questi infelici, lo vedremo andando innanzi. + +NOTE: + +[135] Norisius, in epistola Consulari. + +[136] Tertull. contra Jud., c. 8. + +[137] Tacitus, lib. 5, c. 1. + +[138] Sueton., in Tiber., c. 51. + +[139] Sueton., in Tiber., cap. 53. + + + + + Anno di CRISTO XXX. Indizione III. + + PIETRO APOSTOLO papa 2. + TIBERIO imperadore 17. + +_Consoli_ + +LUCIO CASSIO LONGINO e MARCO VINICIO. + + +In luogo de' suddetti consoli nelle calende di luglio succederono +_Cajo Cassio Longino_ e _Lucio Nevio Sordino_. Qui vien meno la storia +romana, essendosi perduti molti pezzi di quella di Cornelio Tacito; e +l'altra di Dione si scuopre molto digiuna, perchè assassinata +anch'essa dalle ingiurie del tempo. Tuttavia è da dire essere stati sì +in grazia di Tiberio i due suddetti consoli ordinarii, cioè _Lucio +Cassio_ e _Marco Vinicio_, ch'egli da lì a tre anni diede loro in +moglie due figliuole di Germanico; a Cassio _Giulia Drusilla_, a +Vinicio _Giulia Livilla_. Appartiene poi a quest'anno il funesto caso +di Asinio Gallo, figliuolo di Asinio Pollione, celebre a' tempi +d'Augusto. Dacchè Tiberio dovette ripudiar _Vipsania_, figliuola +d'Agrippa, sua moglie primiera, che già gli avea partorito _Druso_, +per prendere _Giulia_ figliuola d'Augusto, questa Vipsania si maritò +col suddetto Asinio Gallo, e gli partorì dei figliuoli, i quali perciò +vennero ad essere fratelli uterini di Druso Cesare, ed uno d'essi era +stato promosso al consolato. Ma, per testimonianza di Tacito, Tiberio +mirò sempre di mal occhio Asinio Gallo per quel maritaggio. Tanto più +se la prese con lui[140], perchè osservò ch'egli facea una gran corte +a Sejano, e l'esaltava dappertutto, forse credendo che costui +arriverebbe un dì all'imperio, o pure cercando in lui un appoggio +contro le violenze di Tiberio. Dovendo il senato inviar degli +ambasciatori a Tiberio, fece egli negozio per essere un d'essi. Andò, +fu ricevuto con volto ben allegro da esso Tiberio, e tenuto alla sua +tavola, dove lietamente si votarono più bicchieri; ma nel medesimo +tempo ch'egli stava in gozzoviglia, il senato, che avea ricevuta una +lettera da Tiberio con alcune accuse immaginate dal suo maligno +capriccio, il condannò, con ispedir tosto un pretore a farlo prigione. +S'infinse Tiberio d'essere sorpreso all'avviso di quella sentenza, ed +esortato Asinio a star di buona voglia, e a non darsi la morte, come +egli desiderava, il lasciò condurre a Roma, con ordine di custodirlo +sino al suo ritorno in città. Ma non vi ritornò mai più Tiberio; ed +egli intanto senza servi, e senza poter parlare se non con chi gli +portava tanto di cibo, che bastasse a non lasciarlo morire, andò +languendo in una somma miseria, con finir poscia i suoi guai, non si +sa se per la fame o per altro verso, nell'anno 33 della nostra Era, +siccome attesta Tacito. Eusebio[141], che mette la sua morte nell'anno +primo di Tiberio, non è da ascoltare. Anche Siriaco, uomo insigne pel +suo sapere, tolto fu di vita non per altro delitto, che per quello +d'essere amico del suddetto Asinio. In quest'anno appunto scrisse la +sua storia, di cui buona parte s'è perduta, _Vellejo Patercolo_, con +indirizzarla a Marco Vinicio, uno dei due consoli di quest'anno; però +non merita scusa la prostituzione della sua penna in caricar di tante +lodi Tiberio e Sejano. Le loro iniquità davano negli occhi di tutti; e +quegl'incensi sì mal impiegati, sempre più ci convincono di che animi +servili fosse allor pieno il senato e la nobiltà romana. Abbiamo da +Dione, che sempre più crescendo l'autorità e l'orgoglio di Sejano, +tanto più per paura o per adulazione crescevano le pubbliche e le +private dimostrazioni di stima verso di lui. Già in ogni parte di Roma +si miravano statue alzate in suo onore[142]. Fu anche decretato in +senato, che si celebrasse il di lui giorno natalizio. E a lui +separatamente, e non più al solo Tiberio, si mandavano gli +ambasciatori dal senato, dai cavalieri, dai tribuni della plebe e +dagli edili. Cominciossi ancora ne' voti e sagrifizii che si facevano +agli dii del Paganesimo per la salute di Tiberio, ad unir seco Sejano; +si udivano grandi e piccioli giurare per la fortuna di amendue; il che +era riserbato in addietro per gli soli imperadori. Non lasciava +quell'astuta volpe di Tiberio, benchè si stesse nell'infame suo +postribolo di Capri, d'essere informato di tutto questo; e tutto anche +dissimulava, ma coll'andar intanto ruminando quel che convenisse di +fare. + +NOTE: + +[140] Dio, in Excerptis Vales. + +[141] Euseb., in Chron. + +[142] Dio, lib. 58. + + + + + Anno di CRISTO XXXI. Indizione IV. + + PIETRO APOSTOLO papa 3. + TIBERIO imperadore 18. + +_Consoli_ + +Lo stesso TIBERIO AUGUSTO per la quinta volta, LUCIO ELIO SEJANO. + + +Non ritennero Tiberio e Sejano lungo tempo il consolato, perciocchè, +siccome avvertì il cardinale Noris[143], nel dì 9 di maggio +subentrarono in quella dignità _Fausto Cornelio Sulla_ e _Sestidio +Catullino_, ciò apparendo da un'iscrizione. Da un'altra ancora da me +rapportata[144] apparisce il loro nome, ma con qualche mio dubbio, che +SEXTEIDIVS possa essere _Sex. Teidius_. Il non trovar io vestigio +della famiglia _Sestidia_, ma bensì della _Tidia_, mi ha fatto nascere +un tal dubbio. All'uno di questi due consoli fu surrogato nelle +calende di luglio _Lucio Fulcinio Trione_, e all'altro nelle calende +di ottobre, _Publio Memmio Regolo_, che non era amico di Sejano, come +Fulcinio Trione. Con occhi aperti vegliava Tiberio sopra gli andamenti +del suo favorito Sejano, pentito ormai d'averlo tanto esaltato. Già +s'era accorto che costui avea serrati i passi ai ricorsi, nè gli +lasciava sapere, se non ciò ch'egli voleva. Molto più appariva che +costui a gran passi tendeva al trono col deprimere i suoi nemici, e +guadagnarsi ogni dì più amici e clienti. E giacchè il senato e il +popolo erano giunti ad eguagliarlo a lui in più occasioni, ed +all'incontro ben sapea Tiberio d'essere poco amato, anzi odiato dai +più dei Romani; preso fu da gagliardo timore, che potesse scoppiar +qualche gran fulmine sopra il suo capo. Abbiamo ancora da Giuseppe +Ebreo[145] che Antonia madre di Germanico e di Claudio, che fu poi +imperadore, spedito a Capri Pallante suo fidatissimo servo, diede +avviso a Tiberio della congiura tramata da esso Sejano coi pretoriani +e con molti senatori e liberti d'esso Tiberio, di maniera che egli +restò accertato del pericolo suo. Ma come atterrare un uomo sì ardito +e intraprendente, e giunto a tanta possanza? La via di prevenirlo +tenuta da quell'astuto vecchio, fu quella di sempre più comparir +contento ed amante di Sejano, e di colmarlo di nuovi onori, per più +facilmente ingannarlo. Il creò console per l'anno presente, e affine +di maggiormente onorarlo, prese seco il consolato. Scrisse anche al +senato con raccomandargli questo suo fedele ministro. Potrebbe +chiedersi, perchè nol facesse strozzare in Capri, e come mai per +abbatterlo il facesse salire al consolato, cioè ad una dignità che +aumentava non solo il di lui fasto, ma anche la di lui autorità e +potere. Quanto a me vo' credendo, ch'egli non s'attentasse nè in Capri +nè in Roma di fargli alcun danno, finchè costui era prefetto del +pretorio, cioè capitan delle guardie imperiali, il che vuol dire di un +corpo di gente consistente in dieci mila de' migliori soldati fra i +Romani, ed abitante unito in Roma. Allorchè Tiberio volea farsi ben +rispettare e temere dai consoli e senatori, alla lor presenza dava la +mostra ai pretoriani. Ma anche a lui faceano essi paura, perchè +comandati da Sejano, e ubbidienti a' di lui cenni; ed esso Augusto era +attorniato da sì fatte guardie anche in Capri. Adunque con crear +Sejano console, ed inviarlo a Roma, se lo staccò dai fianchi, +disegnando di torgli a suo tempo la carica di prefetto del pretorio, +per conferirla a Nevio Sertorio Macrone. + +Dopo pochi mesi gli fece dimettere il consolato, allettandolo intanto +colla speranza d'impieghi e premii maggiori[146], cioè di associarlo +nella podestà tribunizia, grado sicuro alla succession dell'imperio, e +di dargli moglie di sangue cesareo, verisimilmente Giulia Livilla, +figliuola di Germanico. E perciocchè Sejano, dappoichè ebbe deposto la +trabea consolare, facea istanza di tornarsene in Capri, per seguitar +ivi a far da padrone; Tiberio il fermò con dar ad intendere a lui, e +spacciar dappertutto, che fra poco voleva anch'egli tornarsene a Roma. +Ne' mesi seguenti andò Tiberio fingendo ora esser malato, ora di star +bene, e sempre venivano nuove ch'egli si preparava pel viaggio. Talor +lodava Sejano, ed altre volte il biasimava. In considerazione di lui +facea delle grazie ad alcuni de' suoi amici, ed altri pure amici di +lui maltrattava con varii pretesti: tutto per raccogliere segretamente +col mezzo delle spie, quali fossero i sentimenti e le inclinazioni del +senato e del popolo. Non andò molto che al non vedersi ritornar Sejano +a Capri e all'osservar certi segni di rallentato amore di Tiberio +verso di lui, molti cominciarono a staccarsi con buona maniera da lui, +e calò non poco il suo credito anche presso del popolo. Ma Sejano, tra +perchè non gli parea di mirar l'animo di Tiberio alienato punto da sè, +e perchè Tiberio conferì a lui e a suo figliuolo in questo mentre +l'onore del pontificato, non pensò, siccome avrebbe potuto, a far +novità alcuna. Fu poi ben pentito di non l'aver fatto, allorchè era +console. Nulladimeno viveva egli con delle inquietudini e con dei +sospetti; e strano gli parve che avendo Tiberio con una lettera recato +avviso al senato della morte di _Nerone_, figliuolo primogenito di +Germanico e di Agrippina, e suo nipote per adozione, niuna lode, come +era usato di fare, avesse fatta del medesimo Sejano. Relegato, siccome +già dissi, questo infelice principe nell'isola di Ponza, finì quivi +nell'anno presente la sua vita: chi disse per la fame, e chi perchè +essendo in sua camera il boja per istrangolarlo, egli da sè stesso si +uccise. Certo fu anch'egli vittima della crudeltà di Tiberio. + +Ora informato abbastanza Tiberio, che l'affezion del senato e popolo +verso Sejano non era quale si figurava egli in addietro, volle passar +all'ultimo colpo, ma tremando per l'incertezza dell'esito. Nella notte +precedente il dì 18 di ottobre comparve a Roma Macrone, segretamente +dichiarato prefetto del pretorio, e ben istruito di quel che s'avea da +fare, mostrando di venir per altro negozio; e fu a concertare gli +affari con Memmio Regolo, l'uno de' consoli, perchè l'altro, cioè +Fulcino Trione, era tutto di Sejano. La mattina per tempo andò al +tempio di Apollo, dove s'avea da unire il senato, ed incontratosi a +caso con Sejano, che non era per anche entrato, fu richiesto se avesse +lettere per lui. Si annuvolò non poco Sejano all'udire che no; ma +avendolo tratto in disparte Macrone, e dettogli che gli portava la +podestà tribunizia, tutto consolato ed allegro andò a seder nella +curia. Macrone intanto, chiamati a sè i soldati pretoriani, una buona +mano de' quali facea sempre corteggio e guardia a Sejano, mostrò loro +le sue patenti di prefetto del pretorio, e in luogo d'essi alla +guardia del tempio distribuì le compagnie dei vigili, comandate da +Gracino Lacone consapevole del segreto. Entrato egli poscia colà, +presentò una lettera molto lunga, ma ingarbugliata, di Tiberio. Non +parlava egli seguitatamente contro di Sejano, ma sul principio +trattava di un differente affare; andando innanzi, si lamentava di +lui; poi ritornava ad altro negozio; e quindi passava a dir male di +Sejano, conchiudendo in fine, che si facessero morir due senatori +molto confidenti di lui, e Sejano fosse ritenuto sotto buona guardia. +Non si attentò di dire che il facessero morire, perchè temeva che si +svegliasse qualche tumulto da' suoi parziali. Confusi ed estatici +rimasero i più de' senatori ad ordini tali, perchè già preparati a far +de' complimenti ed elogi a Sejano per la promessa a lui podestà +tribunizia. Sejano stesso avvilito senza muoversi dal suo luogo, senza +mettersi ad aringare (il che se avesse fatto, forse altrimenti passava +la faccenda) pareva insensato; e chiamato tre volte dal console Memmio +Regolo, non si movea, siccome usato a comandare, e non ad ubbidire. +Entrato intanto Lacone colle coorti de' vigili, l'attorniò di guardie +e il menò prigione. Niun movimento fecero i pretoriani, perchè Macrone +li tenne a freno, con ispiegar loro la mente del principe, e +promettere ad essi alcuni premii per ordine del senato. Si mosse bensì +la plebe al mirare quel sì dianzi orgoglioso ministro condotto alle +carceri, prorompendo in villanie e bestemmie senza fine, e poi corse +ad abbattere e strascinar tutte le statue a lui poste, giacchè non +poteano infierir contro la persona di lui[147]. Raunatosi poi nel +medesimo giorno 18 di ottobre il senato nel tempio della Concordia, +veggendo che i pretoriani se ne stavano quieti, e intendendo qual +fosse il volere del popolo, condannarono a morte Sejano; e la sentenza +fu immediatamente eseguita col taglio della testa. Accorsa la plebe +gittò giù per le scale gemonie il di lui cadavere, e dopo essersi per +tre dì sfogata contra d'esso, facendone grande scempio, lo buttò in +Tevere. Anche due suoi figliuoli, l'uno maschio e l'altro femmina, per +ordine del senato furono privati di vita; ma perchè insolita cosa era +il far morire una fanciulla, il carnefice, prima di strozzar +quell'infelice, le tolse l'onore in prigione. Apicata moglie di +Sejano, benchè non condannata, si diede la morte da sè stessa, dopo +aver messo in iscritto il tradimento fatto dal marito e da Livilla a +Druso Cesare. + +Intanto batteva forte il cuore a Tiberio nell'isola di Capri per +sospetto che non riuscisse bene la meditata impresa; ed avea ordinato +che, per fargli sapere il più presto possibile la nuova, si dessero +segnali da' luoghi alti, frapposti tra Roma e Capri; salì egli in quel +dì sul più eminente scoglio dell'isola, aspettando quivi il lieto +avviso. Per altro aveva egli preparato delle barchette, affinchè, se +il bisogno l'avesse richiesto, potesse ritirarsi in sicuro con esse ad +alcuna delle sue armate. Scrivono eziandio, aver egli dato ordine a +Macrone, che qualora fosse insorta qualche fiera sedizione in Roma, +cavasse dalle carceri _Druso_ figliuolo di Germanico, e il presentasse +al senato ed al popolo, con dichiararlo anche imperadore a nome suo. +Il fine della tragedia di Sejano fu poi principio d'altre gravi +turbolenze, che sconcertarono non poco il senato e la nobiltà romana. +Il popolo già commosso, a qualunque dei favoriti di Sejano, che gli +cadesse nelle mani, levava la vita. Anche i pretoriani sdegnati si +misero a saccheggiare e bruciar delle case. Cominciarono poi dei duri +processi contro dei senatori e d'altri nobili, che più degli altri +s'erano fatti conoscere parziali di Sejano. Molti furono condannati, e +con ignominiosa morte puniti; altri relegati; ed altri da sè stessi si +abbreviarono la vita. Tutto era pieno di accusatori, e si rivangavano +i processi e le condanne, gastigando chi avea giudicato come per +istigazion di Sejano. Si tenne per certo, che le tante adulazioni del +senato verso il medesimo Sejano, e gli onori straordinari a lui +vilmente accordati, contribuissero non poco ad ubbriacarlo e farlo +precipitare. Però lo stesso senato decretò che in avvenire si +procedesse con gran moderazione in onorar altrui, nè si potesse +giurare se non pel nome dell'imperadore. Contuttociò nel medesimo +tempo volle esso senato concedere a Macrone il grado di pretore, e a +Lacone quel di questore, oltre ad un regalo in danari; ma essi, +addottrinati dal recente esempio, nulla vollero accettare. Incredibil +fu la gioja di Tiberio, allorchè si vide sbrigato da Sejano. Ciò non +ostante, la sua mirabil politica gl'insegnò di non ammettere +all'udienza sua alcuno de' tanti senatori e cavalieri che erano corsi +o erano stati spediti dal senato, per significargli la fortunata +riuscita dell'affare. E il console Regolo, che l'avea in ciò ben +servito, fu costretto a tornarsene indietro senza poterlo vedere. Si +figuravano molti, che liberato Tiberio dal giogo, dai mali ufizj e da' +sospetti di Sejano, avesse da lì innanzi da fare un governo dolce. +Troppo s'ingannarono: sempre più egli imperversò. E giacchè era venuto +in cognizione, per la deposizion sopraccennata della moglie di Sejano, +degli autori della morte di Druso suo figliuolo, contro d'essi ancora +con tutto rigore procedette; e la primo a provarne la pena, fu la +stessa _Livilla_ che lasciatasi sovvertir da Sejano, avea tradito il +consorte Druso. Scrive Dione[148] d'aver inteso da alcuni, che Tiberio +non la facesse morire in grazia di Antonia madre di lei, e di +_Claudio_ che fu poi imperadore; ma che la medesima sua madre quella +fosse, che la privò di vita con lasciarla morir di fame. + +NOTE: + +[143] Norisius, Epist. Cens. + +[144] Thesaurus Novus Inscription., pag. 302, num. 4. + +[145] Joseph., Antiquit. Judaic., lib. 18. + +[146] Dio, lib. 58. + +[147] Tacitus, lib. 6, c. 25. + +[148] Dio, lib. 58. + + + + + Anno di CRISTO XXXII. Indizione V. + + PIETRO APOSTOLO papa 4. + TIBERIO imperadore 19. + +_Consoli_ + +GNEO DOMIZIO ENOBARBO e MARCO FURIO CAMILLO SCRIBONIANO. + + +Il primo di questi consoli, marito di _Agrippina_ figliuola di +Germanico, siccome già dissi, ebbe per figliuolo _Nerone_, che divenne +poi imperadore. Al secondo de' consoli, che mancò di vita nel +consolato, fu sostituito _Aulo Vitellio_. Non si sa intendere, perchè +Svetonio[149], allorchè scrisse, essere nato sotto questi consoli +_Marco Salvio Ottone_, uno de' susseguenti imperadori, chiamasse +_Camillo Arruntio_ il collega di _Domizio Enobarbo_: e che parimente +si trova ne' fasti d'Idacio e del Cuspiniano. Forse fu sostituito a +Vitellio, o Vitellio a lui. Parve bene[150], che Tiberio volesse por +fine ai processi e condanne degli amici di Sejano, con permettere +ancora ad alcuni il lutto per la di lui morte; ma poco durò questo +barlume d'indulgenza, ed egli più che mai continuò la persecuzione, +trovando allora altre accuse ancora d'incesti e di parricidii, per +levar la vita a chi non godea di sua grazia. Crebbe perciò cotanto +l'universal odio contro di lui, che il poter divorare le di lui carni, +sarebbe sembrato un gustoso cibo ad ognuno. Fece anche il timore di +lui crescere l'adulazion nel senato. Costume era in addietro che nelle +calende di gennaio, un solo leggesse gli ordini di Tiberio con giurar +d'osservarli: al che gli altri acconsentivano. Fu creduto maggior +ossequio e finezza che cadauno prestasse espressamente quel +giuramento. Inoltre per far conoscere a Tiberio, quanto cara lor fosse +la vita di lui, decretarono che egli scegliesse chi de' senatori fosse +a lui in grado, e che venti d'essi colle spade servissero a lui di +guardia quando egli entrava nel senato. Trovò Tiberio assai ridicolo +un tal decreto; e quantunque ne rendesse loro grazie, pure non +l'approvò, perchè non essendogli ignoto d'essere in odio al senato, +non era sì pazzo da voler permettere intorno alla sua persona di sì +fatte guardie armate. E da lì innanzi molto più attese a conciliarsi +l'amore de' soldati pretoriani, per valersene occorrendo contro il +senato. Avea proposto Giunio Gallione che esso senato accordasse un +privilegio a quei che avessero compiuto il termine della lor milizia. +Tiberio, perchè non gli piacea che le genti militari fossero obbligate +se non a lui solo, mandò in esilio lo stesso Gallione fuori d'Italia, +e poscia il richiamò per metterlo a penare sotto la guardia de' +magistrati, dacchè intese aver egli meditato di passare a Lesbo, dove +sarebbe troppo deliziosamente vivuto. Raccontano Tacito[151] e Dione +che in quest'anno furono processati altri nobili per l'amicizia di +Sejano; e fra gli altri fu punito Latinio Laziare che, siccome abbiam +veduto di sopra, coll'usare un tradimento a Tizio Sabino, fu cagion di +sua morte. Fra gli accusati nondimeno miracolosamente la scappò netta +Marco Terenzio. Il suo reato consisteva nel solo essere stato amico di +Sejano. Lo confessò egli francamente, e con egual coraggio difese il +fatto, mostrando ch'egli così operando avea onorato Tiberio nel suo +favorito; e se Tiberio, signor così saggio, s'era ingannato in +dispensar tante grazie a chi n'era indegno meritavano bene scusa +gl'inferiori, caduti nel medesimo inganno. Nè doversi aver l'occhio +all'ultimo giorno di Sejano, ma bensì ai sedici anni della di lui +potenza, durante il qual tempo chi non volea perire, dovea studiarsi +d'essere a lui caro. E però chiunque volesse condannar chi non avea +fallato in altro che in amare ed onorar Sejano, verrebbe nello stesso +punto a condannar Tiberio. Fu assoluto, nè Tiberio se l'ebbe a male. + +Fu creduto daddovero in quest'anno ch'esso Tiberio tornasse a +Roma[152]; imperciocchè da Capri venne nella Campania, e poscia +continuato il viaggio sino al Tevere, quivi imbarcatosi, arrivò agli +orti della Naumachia presso Roma, dove oggidì si vede il monistero +delle moniche de' santi Cosma e Damiano. Erano disposti sulla ripa del +fiume corpi di guardia, acciocchè il popolo non se gli accostasse. Ma +non entrò in città, senza che se ne sapesse il motivo, e se ne tornò +poco dappoi a Capri. Altro non seppe immaginar Tacito, se non che +fosse tirato colà del suo mal genio, per poter nasconder entro quello +scoglio il fetore delle immense sue laidezze. Non è certamente +permesso ad onesta penna il rammentare ciò ch'esso Tacito e Svetonio +non ebbero difficoltà di propalare della detestabil libidine di +quell'infame vecchio. Basterà a me di dire che nel postribolo di Capri +si praticarono ed inventarono tutte le più sozze maniere della +sensualità[153] che faceano orrore allora ad orecchie pudiche. E a +tale stato giunse un principe di Roma pagana, ma senza che ce ne +abbiamo a stupire, perchè non conoscevano i Romani d'allora se non +degli dii compagni della medesima sensualità; e per altro Tiberio era +di coloro che poco conto facevano de' medesimi, ne punto li temevano. +Del solo tuono egli avea paura, e correva a mettersi in testa la +corona d'alloro, per la credenza che quelle foglie fossero rispettate +dai fulmini. Morì in quest'anno _Lucio Pisone, prefetto di Roma_, che +per venti anni con lode avea esercitata quella carica, e in ricompensa +del suo merito il senato gli decretò un pubblico funerale. In luogo +suo fu posto da Tiberio _Lucio Elio Lamia_, il quale, nell'anno +seguente, diede anch'egli fine a' suoi giorni. Morì parimente +quest'anno Cassio Severo, oratore di gran credito, ma portato sempre +alla satira, e a lacerar la riputazione delle persone illustri. Per +questo mal genio era stato relegato da Augusto nell'isola di Creta, e +poscia nella picciola di Serifo, dove in estrema povertà, senza avere +neppur uno straccio da coprir le parti vergognose, terminò il suo +vivere. + +NOTE: + +[149] Suetonius, in Vitellio, cap. 2. + +[150] Dio, lib. 58. + +[151] Tacitus, Annal., lib. 6, cap. 2. Dio, ibid. + +[152] Tacitus, ibidem. Sueton., in Tib., c. 72. + +[153] Sueton., cap. 43. + + + + + Anno di CRISTO XXXIII. Indizione VI. + + PIETRO Apostolo papa 5. + TIBERIO imperadore 20. + +_Consoli_ + +LUCIO SULPICIO GALBA e LUCIO CORNELIO SULLA FELICE. + + +_Galba_, primo dei consoli porta il prenome di _Lucio_ in una +iscrizione riferita dal cardinal Noris, e da me inserita nella mia +raccolta[154]. In un'altra iscrizione che si legge nel Tesoro di +Grutero, il suo prenome è _Servio_: che così s'ha da intendere il SER. +abbreviato degli antichi, e non già _Sergio_, come ha creduto taluno. +Ma è lecito di sospettare, che nell'iscrizion gruteriana sia stato +mutato il prenome di _Lucio_ in _Servio_, perchè ben si sa che Galba +imperadore, cioè il medesimo che fu console in quest'anno, era +chiamato _Servio Galba_. Ma Svetonio[155] chiaramente scrive di lui: +_Lucium pro Servio usque ad tempus imperii usurpavit_: il che +giustifica quanto ha il marmo del Noris, e fa con fondamento temere +della corruttela nell'altro. Tacito e Dione diedero a Galba console +quel prenome ch'egli usò fatto imperadore; senz'avvertire ciò che +Svetonio avvertì. Nelle calende di luglio a Galba fu sostituito nel +consolato _Lucio Salvio Ottone_ creduto da alcuni figliuolo di Tiberio +Augusto, cotanto se gli rassomigliava nel volto. Da questo console +nell'anno precedente era nato _Ottone_, che fu poi imperadore di pochi +mesi. Volle far conoscere Tiberio in quest'anno ai senatori[156], +quanto egli poco si fidasse di loro, e che in breve era per venire a +Roma; cioè scrisse chiedendo che qualora egli entrava nel senato, +fosse permesso a Macrone capitan delle guardie del pretorio +d'accompagnarlo con alcuni tribuni e centurioni della milizia. Tosto +fu decretato che potesse menar seco quanta gente voleva. Erano +tuttavia serrati nelle carceri, _Druso_, figliuolo di Germanico e +nipote per adozion di Tiberio, ed _Agrippina_ di lui madre. Avea più +volte Tiberio fatto condurre questi infelici da un luogo ad un altro, +sempre incatenati e in una lettiga ben serrata[157], e con guardie che +faceano allontanar tutti i viandanti. Doveva egli paventar sempre +qualche risoluzione, e che avesse da correre il popolo a sprigionar +quell'infelice principe. Saziò poi il suo furore in quest'anno con far +morire di fame _Druso_. La savia _Agrippina_ diede anch'essa fine al +suo vivere, senza apparire, se mancasse per non volere il cibo, o pure +perchè il cibo le fosse negato[158]. Furono i lor corpi non già +portati nel mausoleo d'Augusto, ma sì segretamente seppelliti, che mai +non se ne seppe il sito. Tutta Roma si riempiè di dolore e lutto, ma +solamente nell'interno delle persone, per sì compassionevol fine della +famiglia di Germanico, principe tanto amato da ognuno. Eppur bisognò +che il senato rendesse grazie a Tiberio dell'avviso datogli della +morte di Agrippina, predicata da lui per sua nemica e adultera, quando +era notissima la di lei insigne onestà; ed inoltre convenne decretare +che essendo morta nel medesimo dì che Sejano fu ucciso, cioè nel di 18 +d'ottobre, da lì innanzi in quel giorno si facesse un'offerta a Giove +in rendimento di grazie per la morte dell'uno e dell'altra. + +Restava solo in vita dei figliuoli di Germanico _Cajo Caligola_[159], +giovinetto di costumi sommamente malvagi, ma provveduto di tanto senno +da farsi amare da Tiberio. Sapea coprir con finta modestia l'animo suo +inclinato alla crudeltà; non gli scappò mai una parola di dispiacere o +lamento per l'esilio e per la morte dei fratelli e della madre; ed +ottenne per grazia di poter accompagnare Tiberio a Capri, studiandosi +quivi di comparir sempre con vesti simili a quelle di lui, e d'imitare +per quanto poteva le di lui maniere di parlare; di modo che di lui, +divenuto poscia imperadore, ebbe a dire Passieno oratore: «Non esservi +stato mai nè miglior servo, nè peggior signore di lui.» Contrasse il +medesimo Cajo, di consenso di Tiberio in quest'anno gli sponsali con +_Claudia_ o _Claudilla_ figliuola di Marco Silano. Sotto il detestabil +governo di Tiberio, gran voga intanto aveano in Roma gli spioni e gli +accusatori, parte volontari, parte suscitati dal principe stesso. +Bastava per lo più l'accusare, perchè ne seguisse il condannare. +Fioccavano in senato i libelli contro delle persone, e moltissimi +inviati dal medesimo Tiberio che col braccio del senato andava facendo +vendette, e pascendo I' avarizia sua colla morte e col confisco dei +beni de' condannati. A parecchi nobili toccò ancor nell'anno presente +la disavventura stessa; e massimamente ai senatori, tanti de' quali a +poco a poco andò egli levando dal mondo, che non si poteano più +provvedere i governi delle provincie[160]. Fra l'altre più memorabili +ingiustizie commesse in quest'anno degna è di menzione l'usata da +Tiberio contro di Sesto Mario, da lungo tempo suo amico che, col +favore principesco, giunto era ad essere il più ricco gentiluomo della +Spagna. Avendo egli una figliuola di bellissimo aspetto, per timore +che Tiberio non gliela facesse rapire, come solito era con altri, la +trafugò in luogo dove fosse sicura. Avvertitone dalle sue spie +Tiberio, fece accusar amendue d'incesto, e gittar giù della rupe +tarpeja i lor corpi, con far sue le immense ricchezze dell'infelice +Mario. Tacito racconta molti altri spettacoli di somiglianti crudeltà +accadute in quest'anno, senza che mai si saziasse il genio sanguinario +di Tiberio. Strano bensì parve ai più del popolo, ch'egli in un certo +dì facesse morire tutti i principali spioni ed accusatori, e proibisse +a tutte le persone militari il far questo infame uffizio, benchè lo +permettesse ai senatori e cavalieri. Ma si può ben credere ciò fatto +per comparire disapprovatore di que' maligni stromenti, dei quali si +serviva la stessa di lui malignità per far tanto male al pubblico. +Erano eziandio cresciute a dismisura le usure in Roma; e contro dei +debitori furono in quest'anno portate istanze ed accuse assaissime al +senato; nè piccolo era il numero di coloro che, ascondendo la pecunia +d'oro e d'argento, ne faceano scarseggiare la città. Si vide allora un +prodigio di Tiberio. Mise egli nel banco della repubblica una gran +somma d'oro e d'argento, da prestarsi a chiunque ne abbisognasse, e +desse idonea sigurtà, senza che per tre anni ne pagassero frutto: +azione applaudita da ognuno, ma che non fece punto sminuire il comune +odio contro del tiranno. Ad _Elio Lamia_ prefetto di Roma defunto +succedette in quell'uffizio _Cosso_, per attestato di Tacito e +Seneca[161]. E Marco Coccejo Nerva, giurisconsulto insigne di questi +tempi, ed uno del consiglio di Tiberio, non potendo più, siccome uomo +giusto, tollerar le iniquità di quel mostro, se ne liberò con +lasciarsi morir di fame: nè per quante preghiere gli facesse Tiberio, +per saper la cagione di tal risoluzione, e per tenerlo in vita, volle +mutare il fatto proponimento. + +NOTE: + +[154] Thesaur. Nov. Inscription., p. 303, n. 1. + +[155] Sueton., in Galba, cap. 4. + +[156] Tacitus, Annal., lib. 6. + +[157] Suetonius, in Tiber., cap. 64. + +[158] Dio, lib. 58. + +[159] Tacit., lib. 6, cap. 20. + +[160] Tacitus, ibid., cap. 49. Dio, eod. lib. 58. + +[161] Seneca, epist. 81. + + + + + Anno di CRISTO XXXIV. Indizione VII. + + PIETRO Apostolo papa 6. + TIBERIO imperadore 21. + +_Consoli_ + +PAOLO FABIO PERSICO e LUCIO VITELLIO. + + +A questi consoli ordinari si crede che ne succedessero nelle calende +di luglio due altri[162], de' quali si è perduto il nome. E ciò perchè +avendo questi ultimi consoli celebrato l'anno ventesimo compiuto +dell'imperio di Tiberio, fecero anche dei voti agli dii pel decennio +venturo, come fu in uso a' tempi d'Augusto. Quella gelosa bestia di +Tiberio, che avea preso l'imperio non per dieci, nè per venti anni, ma +finchè a lui piacesse, parendogli che volessero far conoscere, che la +di lui potestà dipendea dall'arbitrio del senato, fece accusarli tutti +e due e condannarli, e pare che fosse anche abbreviata immediatamente +loro la vita. Questo Persico probabilmente è quello stesso che fu +mentovato da Seneca[163], per uomo di cattiva riputazione. Ma nulla di +un fatto tale, che avrebbe fatto più strepito di tant'altri, si ha +presso Tacito, il qual pure accenna le morti di molti altri di dignità +inferiore. Dione stesso attribuisce quei voti e quell'innocente fallo +ai consoli ordinari; e pure noi sappiam da Svetonio[164], che _Lucio +Vitellio_, console nel presente anno e padre di Aulo Vitellio che fu +poi imperadore, dopo il consolato ebbe il governo della Soria, e campò +molto dappoi. Parimente di _Fabio Persico_, sopravvissuto, s'ha +memoria presso Seneca[165]. Però la credenza dei consoli sostituiti, e +fors'anche il fatto narrato da Dione può patire dei dubbi. Non +mancarono all'anno presente le sue funeste scene, cioè molte condanne +e morti d'uomini illustri, avvenute per la crudeltà di Tiberio e per +la prepotenza di Macrone prefetto del pretorio; il quale imitando le +arti di Sejano ma più copertamente, si abusava anch'egli della sua +autorità e del favore del principe[166]. Pomponio Labeone, dopo essere +stato pretore di Mesia per otto anni, accusato d'essersi lasciato +corrompere con danari, tagliatosi le vene, si sbrigò da questa vita: +ed altrettanto fece sua moglie. Era anche stato in governo Marco, +ossia Mamerco Emilio Scauro, nè già era incolpato di cattiva +amministrazione, quantunque vergognosi fossero i suoi costumi. +Macrone, che l'odiava, trovò la maniera di precipitarlo, con +presentare a Tiberio una di lui tragedia intitolata _Atreo_, in cui +oltre al parlarsi di parricidio, uno era esortato a tollerar la pazzia +del regnante; è con fargli credere che sotto nome altrui si sparlasse +di lui. Di più non ci volle per far processare Scauro, il quale, +senz'aspettar la condanna, si privò da sè stesso di vita, nè da meno +di lui volle essere la moglie sua. Costumavasi allora dagli etnici +romani di darsi iniquamente la morte da sè medesimi, perchè i corpi +de' condannati non era lecito il seppellirli, e i lor beni andavano al +fisco; laddove prevenendo la sentenza, loro non si negava la +sepoltura: e sussistendo i testamenti, agli eredi pervenivano i loro +beni. Fra coloro eziandio che furono accusati si contò Lentulo +Getulico, stato già console nell'anno di Cristo 26. Altro a lui non +veniva imputato, se non che avesse trattato di dare una sua figliuola +in moglie a Sejano. Ma fu buon per questo personaggio ch'egli allora +si trovasse in Germania al comando di quelle legioni che l'amavano +forte per le sue dolci maniere. Dicono ch'egli scrivesse animosamente +una lettera a Tiberio, con ricordargli che non per elezione propria, +ma per consiglio di lui stesso, avea cercato di far parentela con +Sejano. Essersi ben egli ingannato nel procacciarsi l'amicizia di +quell'uomo indegno; ma che niuno più d'esso Tiberio avea amato Sejano: +nè essere perciò conforme alla ragione che il comun fallo fosse +innocente per lui, e peccaminoso per gli altri. Pertanto riflettendo +al pericolo di nuocere a chi aveva l'armi in mano, e poter rivoltarsi, +giudicò meglio il desistere dall'impresa; e per lo contrario fece +condannar e cacciare in esilio Abudio Rufo, cioè l'accusatore di +Lentulo Getulico. Videsi in questo anno in Grecia un giovane[167], che +spacciatosi per Druso figliuolo di Germanico, trovò di molti aderenti +in quelle contrade; e se gli riusciva di passare in Soria, a lui si +sarebbe verisimilmente unito quell'esercito. Ma preso da Pompeo Sabino +governator della Macedonia, fu inviato a Tiberio. Tacito scrive[168] +ciò avvenuto tre anni prima, quando era tuttavia vivente lo stesso +Druso in prigione: il che, se fosse vero, potrebbe questo avvenimento +aver dato impulso alla morte del medesimo Druso. Da esso Tacito fu +ancora scritto che nel presente anno si lasciò veder di nuovo dopo +alcuni secoli l'augello Fenice nell'Egitto, con rapportarne la mirabil +genealogia. A simili favole oggidì non si presta fede. Plinio e Dione +mettono due anni dappoi lo scoprimento di questo non mai più risorto +uccello. + +NOTE: + +[162] Dio, lib. 58. + +[163] Seneca, de benefic., lib. 2, cap. 21. + +[164] Sueton., in Vitellio, c. 2. + +[165] Seneca, lib. 2 et 4 de Benefic. + +[166] Dio, lib. 58. Tacit., lib. 4, cap. 19. + +[167] Dio, lib. 58. + +[168] Tacit., lib. 5, c. 10. + + + + + Anno di CRISTO XXXV. Indizione VIII. + + PIETRO APOSTOLO papa 7. + TIBERIO imperadore 22. + +_Consoli_ + +CAJO CESTIO GALLO e MARCO SERVILIO MONIANO. + + +Si celebrarono in quest'anno[169] le nozze di _Cajo Caligola_, nipote +per adozione di Tiberio, con _Claudilla_, figliuola di Marco Silano, +in Anzo. V'intervenne lo stesso Tiberio, non avendo voluto neppure per +occasion sì propria lasciarsi vedere in Roma, perchè non gli piacea di +trovarsi presente alle sanguinarie esecuzioni, che ivi tuttavia si +continuavano d'ordine di lui, non mai sazio di perseguitare chiunque +fu stretto d'amicizia con Sejano. Fin qui aveva egli sofferto Fulcinio +Trione, che fu console nell'anno della caduta del medesimo Sejano, +anzi la buona gente il riputava molto favorito da lui. Ora solamente +era per iscoppiare il fulmine sopra di lui; ma ciò presentito da +Trione, si uccise colle proprie mani dopo aver fatto un testamento, in +cui vomitò quante ingiurie potè contra di Tiberio e di Macrone, e dei +liberti della corte. Non si attentavano gli eredi suoi di pubblicare +un sì obbrobrioso scritto. Avutane contezza Tiberio, volle che si +portasse e leggesse nel senato per guadagnarsi il plauso di principe +sofferente dell'altrui libertà, giacchè punto non si curava della +propria infamia, nè che si scoprissero le iniquità da lui commesse per +mezzo di Sejano, ben sapendo che non erano cose ignote al pubblico. +Uso certamente suo fu il non mai volere che si occultassero i libelli +infamatorii fatti contra di lui, parendo quasi che riputasse sue lodi +le sue vergogne. Altri senatori ed altri nobili, annoverati da +Tacito[170] e da Dione, o per mano propria o per quella del carnefice +terminarono in quest'anno la lor vita; ed uno fra gli altri merita +d'essere rammentato, cioè Poppeo Sabino, poco fa da noi veduto, che +dopo il consolato, per ventiquattro anni avea governato la Macedonia, +l'Acaia e le due Mesie, e col darsi la morte schivò il giudizio. +Soggiornava in questi tempi Tiberio in vicinanza di Roma, per poter +più speditamente aver il piacere d'intendere l'esecuzione de' suoi +tirannici comandamenti[171]. Fu allora, che vennero a Roma alcuni +nobili Parti, segretamente, cioè senza saputa del re loro _Artabano_, +per chiedere a Tiberio _Fraate_, figliuolo del fu _Fraate_ re. Era +montato Artabano in gran superbia, dacchè la vecchiaia di Tiberio, e +il suo abborrimento alla guerra, aveano scemata in molti la stima e +paura dell'armi romane. Essendo mancato di vita _Zenone_ o sia +_Artassia_, già creato dai Romani _re dell'Armenia_, Artabano avea +occupato quel regno, e messovi _Arsace_, uno dei suoi figliuoli, per +re, con assalir dipoi la Cappadocia, e minacciar anche di peggio i +Romani. Inimicossi oltre a ciò i suoi colla soverchia alterigia, e lor +diede ansa che ricorressero a Tiberio. Fu dunque mandato _Fraate_ in +Soria per isperanza che i Parti si moverebbero in favore di lui; ma +perchè v'andò con poca fretta, ebbe tempo Artabano di premunirsi, e +Fraate ammalatosi morì. Non lasciò Tiberio per questo di accudire agli +affari dell'Armenia, e costituito Lucio Vitellio, cioè il padre di +_Vitellio_, che fu col tempo imperadore, per generale dell'armata +romana in Levante, mosse anche i re d'Iberia e i Sarmati contra di +Artabano. Lasciatisi corrompere i ministri di Arsace, già divenuto re +dell'Armenia, tolsero a lui la vita; ed entrate in quel paese le +truppe dell'Iberia sotto il comando del re _Farasmane_, presero +Artasata capitale del regno. Allora Artabano spedì Orode altro suo +figliuolo contra di Farasmane con parte delle sue forze[172]. I Parti, +benchè inferiori di gente, vollero battaglia; ma o sia che Orode vi +fosse ucciso, o che la nuova ch'egli fosse ferito passasse in credenza +di morte, la vittoria si dichiarò per Farasmane, al cui fratello +_Mitridate re dell'Iberia_ fu conceduta l'Armenia. Diedesi dipoi una +seconda battaglia da Artabano, ma svantaggiosa anch'essa per lui; e +perchè nello stesso tempo seppe che Lucio Vitellio coll'armi romane si +accingeva a passar l'Eufrate per entrar nella Mesopotamia, abbandonato +ogni pensier dell'Armenia, si ritirò alla difesa del proprio paese. +Era allora l'Eufrate il confine tra l'imperio romano e il partico o +sia persiano. + +NOTE: + +[169] Dio, lib. 58. + +[170] Tacitus, lib. 6, c. 38. + +[171] Tacitus, l. 6, c. 31. Dio, lib. 58. + +[172] Joseph., Antiq. Judaicarum, lib. 18, c. 6. + + + + + Anno di CRISTO XXXVI. Indizione IX. + + PIETRO APOSTOLO papa 8. + TIBERIO imperadore 23. + +_Consoli_ + +SESTO PAPINIO ALLENIO e QUINTO PLAUTIO. + + +Non è ben chiaro, se Lucio Vitellio, fabbricato un ponte sull'Eufrate, +coll'esercito romano passasse in questo o nel precedente anno in +Mesopotamia. Certo è bensì che passò, e all'arrivo suo i primati de' +Parti si scoprirono allora alienati dall'ossequio verso del re +_Artabano_[173], e congiunsero le loro armi coi Romani. Trovavasi con +Vitellio anche _Tiridate_, parente del defunto re Fraate. Veduta così +bella disposizion dei Parti in suo favore, per consiglio di Vitellio, +prese il cammino alla volta di Seleucia, città potente, che gli aprì +con gran festa le porte, ed Artabano, veggendosi abbandonato de' suoi, +se ne fuggì. Intanto Vitellio, contento di aver fatta la sua sparata +con far conoscere a que' popoli la possanza romana, e credendo già +assicurato il regno a Tiridate, se ne tornò colle sue legioni in +Soria. Fu coronato Tiridate in Ctesifonte, capitale del regno dei +Parti. S'egli avesse proseguito il corso di sua fortuna con visitar +tutto il paese, e ridurre chiunque titubava alla sua fede, interamente +il regno sarebbe stato di lui. Ma essendosi egli impegnato +nell'assedio di un castello, dove Artabano avea ridotto il tesoro e le +concubine sue, alcuni di que' grandi, che non erano intervenuti alla +coronazione o per paura di Tiridate, o per invidia che portavano ad +Abdagese, ministro favorito di lui, andarono a trovar Artabano per +rimetterlo sul trono. S'era questi ritirato nell'Ircania, dove da +povero uomo vivea, guadagnandosi il vitto con la caccia. Credette egli +a tutta prima che fossero venuti costoro per assassinarlo. Rassicurato +da essi, e presa seco una mano di Sciti, si mise con loro in cammino, +e trovata la gente che senza difficoltà tornava alla sua divozione, +ingrossato di forze, s'indirizzò verso Seleucia. Stette in forse +Tiridate, se dovea andargli incontro per dargli battaglia. Prevalse +l'opinion dei dappoco, il primo de' quali era il medesimo Tiridate; e +però egli si ridusse in Soria, con isperanza che l'esercito romano +avesse da prestargli aiuto per ricuperare il perduto regno, di cui con +tutta facilità Artabano ripigliò il possesso. Vitellio non volle altro +impegno, ed all'incontro Artabano diventò più che mai orgoglioso, e +poco mancò che non portasse la guerra nel territorio romano. Non è +inverisimile, che questo fosse il tempo in cui egli scrisse una +lettera di fuoco a Tiberio[174], rinfacciandogli la sua crudeltà, la +vergognosa libidine e la poltroneria, ed esortandolo ad appagar +prontamente l'odio universale e giustissimo de' popoli con darsi la +morte da sè medesimo. + +Due disavventure afflissero Roma nell'anno presente, cioè una fiera +inondazione del Tevere, per cagione di cui in molte parti della città +fu necessario l'andar colle barche, e un incendio che guastò gran +copia di case nel monte Aventino e la metà del Circo[175]. Tiberio in +questa occasione, dimenticata l'innata sua avarizia, sovvenne con +abbondanza d'oro al bisogno di chiunque avea patito. Che per altro +amava Tiberio di conservare e d'accrescere il suo tesoro, nè si sa che +egli lasciasse alcuna fabbrica insigne, fuorchè il tempio innalzato ad +Augusto, e la scena del teatro Pompeo. E neppur queste, se crediamo a +Svetonio, le perfezionò. Non passò l'anno presente, senza che si +vedessero le usate scene delle accuse e della crudeltà di Tiberio +contra de' nobili. Cajo Galba, già console e fratello di chi fu dipoi +imperadore, due Blesi ed Emilia Lepida prevennero, con darsi la morte, +i colpi del carnefice. Vibuleno Agrippa, cavalier romano, accusato, +prese in faccia del senato il veleno che portava in un anello. Caduto +a terra moribondo, e strascinato alle carceri, fu quivi +frettolosamente strozzato per occupargli i beni. _Tigrane_, già re +dell'Armenia[176], e nipote del fu Erode re della Giudea, detenuto +allora in Roma, ed accusato, lini anch'egli i suoi giorni per mano del +pubblico ministro. Trattenevasi in Roma allora anche suo fratello +_Agrippa_, ed avea contratta una famigliarità sì grande con Cajo +Caligola, nipote per adozion di Tiberio, che pareano due fratelli. +Racconta Giuseppe storico, che essendo un dì amendue a divertirsi +condotti in un cocchio, Agrippa per adular Cajo gli disse, essere ben +tempo che quel vecchio di Tiberio cedesse il luogo a lui, perchè +allora tornerebbe la felicità in Roma. Furono ascoltate queste parole +da Eutico liberto d'Agrippa, che gli serviva di carrozziere; e +perciocchè costui, per aver fatto un furto al padrone, fu +imprigionato, allora si lasciò intendere d'aver qualche cosa da +rivelare attinente alla conservazion della vita dell'imperatore. Fu +perciò inviato a Capri, dove era Tiberio, e tenuto un pezzo nelle +catene senza esaminarlo. Lo stesso Agrippa stoltamente tanto si +adoperò, che Tiberio trovandosi nel settembre di questo anno a +Tuscolo, oggidì Frascati, vicino a Roma, fece venir Eutico, il quale +alla presenza d'Agrippa rivelò quanto avea udito nel giorno suddetto. +Ordinò immantinente Tiberio a Macrone capitan delle guardie di far +incatenare Agrippa, a cui non valsero nè le negative, nè le suppliche +per esentarsi da quell'obbrobrio. Stette egli nelle carceri tanto che +Tiberio finì di vivere, ed allora ne uscì, siccome vedremo fra +poco[177]. Un augurio della morte d'esso Tiberio fu dai superstiziosi +Romani creduta quella di Trasullo, succeduta nell'anno presente[178]. +Costui era il più favorito astrologo ed indovino che si avesse +Tiberio; imperciocchè oltre modo si dilettò questo imperadore della +strologia giudicaria, arte piena di vanità e d'imposture, che egli +stesso condannava in casa altrui. E quantunque scrivano Tacito, +Svetonio e Dione, che Tiberio, per mezzo di essa, predicesse a Galba +il suo corto imperio, e la morte del giovinetto Tiberio suo nipote per +ordine di Caligola, e ch'egli sapesse ciò che doveva avvenire a sè +stesso in cadauna giornata: simili racconti più sicuro è il crederli +dicerie del volgo. Allorchè Tiberio stette come esiliato in Rodi, +studiò forte quest'arte, che in que' tempi era spacciata dai Caldei +dappertutto. Quanti professori capitavano a Rodi, Tiberio, +accompagnato da un solo robusto liberto, li conduceva in un alto +scoglio, e metteali alla prova d'indovinargli il passato o l'avvenire. +Se non ci coglievano, dal liberto erano precipitati in mare, senza che +alcuno ne avesse contezza. Trasullo capitato colà, fu menato da +Tiberio in que' dirupi, e gli predisse l'imperio; ma soggiungendo +Tiberio che gli sapesse dire anche l'anno e il giorno della propria +natività, s'imbrogliò l'indovino, e confessò tremando di non saperlo, +ma che ben sapea d'essere imminente la propria morte. Tra per la buona +nuova dell'imperio, e la conoscenza del pericolo in cui si trovava +costui, Tiberio l'abbracciò, e il tenne dipoi sempre in sua corte. +Perchè la morte di costui facesse credere vicina quella di Tiberio, +qualche predizione di cui si dovea essere intesa. + +NOTE: + +[173] Tacitus, lib. 6, c. 42. + +[174] Sueton., in Tiber. cap. 66. + +[175] Tacitus, lib. 6, cap. 45. Dio, lib. 58. + +[176] Tacitus, lib. 6, c. 40. Joseph., Antiquit. Judaic., lib. 18. + +[177] Dio, lib. 58. + +[178] Tacit., lib. 6, cap. 21. + + + + + Anno di CRISTO XXXVII. Indizione X. + + PIETRO APOSTOLO papa 9. + CAJO CALIGOLA imperad. 1. + +_Consoli_ + +GNEO ACERRONIO PROCOLO e CAJO PETRONIO PONTIO NEGRINO. + +Ho aggiunto il nome di _Petronio_ al secondo di questi consoli, perchè +una iscrizione, riferita dal Fabretti[179], fu posta CN. ACERRONIO +PROCVLO, C. PETRONIO PONTIO NIGRINO COS. In vece di _Negrino_ egli è +appellato _Negro_ da Svetonio[180], siccome ancora una inscrizione da +me data alla luce[181]. Sino alle calende di luglio durò la dignità di +questi consoli. Appresso diremo a chi pervennero i fasci consolari. +Anche nei primi mesi dell'anno presente si continuarono in Roma le +accuse contra d'altre persone nobili; e perchè non erano accompagnate +da lettere di Tiberio, credute furono manipolazioni di Macrone +prefetto del pretorio, imitator di Sejano, e forse peggiore. Fra gli +altri Lucio Arruntio, personaggio illustre, già stato console, non si +potè impedir dagli amici, che, tagliatesi le vene, non si desse la +morte, allegando che un vecchio par suo non sapea più vivere, battuto +in addietro da Sejano ed ora da Macrone; e massimamente non essendo da +sperare miglior tempo sotto il successor di Tiberio, che anzi +prometteva peggio, e sarebbe governato dal medesimo Macrone; siccome +in fatti avvenne. Intanto, dopo essersi fermato Tiberio alcuni mesi +nei contorni di Roma senza mai volervi entrare, o perchè non si fidava +de' Romani, o perchè qualche impostore gli avea predette delle +disgrazie entrandovi, o pure perchè non voleva tanti occhi addosso +alla sua scandalosa vita, determinò di tornarsene alla sua cara isola +di Capri. Finora, benchè giunto all'età di settantotto anni, e benchè +perduto in una nefanda lascivia, avea conservata la rubustezza del +corpo, ed una competente sanità, camminava diritto come un palo, senza +volersi servire di medicine, e con fare il medico a sè stesso: giacchè +solea dire che l'uomo giunto all'età di trent'anni, non dee più aver +bisogno di medici per saper ciò che conferisca o sia nocivo alla +sanità. Ma egli si ritrovò infine sorpreso da una lenta malattia, +arrivato che fu ad Astura[182]. Potè nondimeno continuare il viaggio +sino a Miseno[183], celebre porto, dissimulando sempre il suo male, e +non men di prima banchettando con gli amici. Deluso dal suo poco prima +defunto strologo Trasullo, che gli avea predetto anche dieci altri +anni di vita, tenea per lontanissima tuttavia la morte. Fu creduto che +Trasullo con buon fine il burlasse con quella predizione, acciocchè +persuaso di vivere sì lungo tempo, non si affrettasse a far morire +tanti nobili ch'egli avea in lista. E certo non pochi si salvarono per +questo saggio ripiego, e fra essi alcuni già condannati, perchè ne' +dieci giorni di vita che si lasciavano loro dopo la sentenza, arrivò +la nuova della morte di Tiberio. + +Fingeva dunque, secondo lo stile della sua dissimulazione, Tiberio di +sentirsi bene, tuttochè aggravato dal male, e ridotto a fermarsi nella +villa e nel palazzo che fu di Lucullo. Ma Caricle medico insigne, e da +lui amato, non già perchè volesse de' medicamenti da lui, ma per li +suoi consigli, destramente nel congedarsi da lui gli toccò il polso e +conobbe che s'avvicinava al suo fine. Ne avvisò Macrone, e questi +sollecitamente cominciò a disporre le cose per far succedere _Cajo +Caligola_ nell'imperio. Tre persone viveano discendenti in qualche +guisa da Augusto, e però capaci di succedere a Tiberio, cioè esso +_Caligola_ figliuolo di Germanico, nato[184] nell'anno 12 dell'Era +volgare, e però nel fiore di sua età. Questi, avendo Tiberio adottato +Germanico di lui padre, veniva perciò ad essere di lui nipote +legittimo. Ma egli era di pessima inclinazione, violento, e tendente +anche alla follia; e se n'era facilmente accorto Tiberio, di modo che +un dì ridendosi Cajo di Silla, celebre nella storia romana, Tiberio +gli disse: «A quel ch'io veggo, tu sei per avere tutti i vizii di +Silla, ma niuna delle sue virtù.» L'altro era _Tiberio Gemello_, +figliuolo di _Druso_, cioè del figlio naturale dello stesso Tiberio, +così appellato perchè nato con un altro fratello da _Livilla_ nel +medesimo parto. Ma non avea che diciassette anni, e però non per anche +capace di governare un sì vasto imperio. Il terzo era _Tiberio +Claudio_, fratello del suddetto Germanico, in età bensì virile, ma di +poca testa, e di niun concetto fra i Romani. Discordano gli autori in +dire chi fosse eletto da Tiberio per suo successore. Giuseppe storico +racconta un fatto, che ha ciera di favola[185]. Cioè che Tiberio, +incerto qual dei due de' suddetti suoi nipoti avesse egli da eleggere, +ne rimise la decisione al caso, con destinare di preferir quello che +la mattina seguente fosse il primo ad entrar in sua camera; e questi +fu Caligola, a cui poscia raccomandò il giovinetto Tiberio, quantunque +scrivano che per astrologia antivedesse che Cajo Caligola gli dovea +levare la vita. Altri[186] hanno detto che Tiberio non antepose il suo +natural nipote, perchè la scoperta amicizia di Livilla di lui madre +gli fece dubitare se fosse veramente figliuolo di Druso suo figlio. +Tuttavia pare che si accordino Filone Ebreo[187], Svetonio e Dione in +dire, che Tiberio in due suoi testamenti lasciò egualmente eredi +_Caligola_ e il giovane _Tiberio_. + +Ora _Cajo Caligola_, per assicurarsi di prendere la fortuna pel +ciuffo, facea la corte a Macrone, potentissimo ufficiale, perchè +capitano delle guardie, cioè di diecimila soldati che erano il terrore +di Roma. Nè men sollecito era a farla ad Ennia Nevia di lui moglie; +anzi fu creduto che passasse tra loro un'infame corrispondenza, e di +ciò non si mettesse pena Macrone, giacchè anch'egli dal suo canto avea +dei motivi di guadagnarsi l'affetto di Cajo, perchè parea più facile +che in lui cadesse l'imperio. Però parlava sempre bene di lui a +Tiberio, scusandone i difetti, in guisa che un dì Tiberio gli +rimproverò questo grande attaccamento a Cajo con dirgli «d'essersi ben +avveduto ch'egli abbandonava il sole d'Occidente, per seguitare il +sole d'Oriente.» Era cresciuto il male di Tiberio[188], ed avea già +patito alcuni sfinimenti. Gliene arrivò uno specialmente nel dì 16 di +marzo così gagliardo, che fu creduto morto. Caligola uscì del palazzo; +a folla corsero i cortigiani a rallegrarsi con lui: quand'ecco esce +uno di corte, che riferisce essere tornato in sè Tiberio, e chiedere +da mangiare. Allora spaventati, chi qua, chi là, colla testa bassa +sfumarono. Cajo senza poter parlare, più morto che vivo ricorre a +Macrone. Ma questi, nulla atterrito, sa ben trovar tosto la maniera di +calmare l'altrui spavento. Non van d'accordo gli scrittori nel dirci, +come Tiberio si sbrigasse dal mondo. Seneca, citato da Svetonio, +scrisse che o sia che Tiberio si sentisse venir meno, o che la sua +famiglia l'avesse abbandonato, come è succeduto in tanti altri casi di +principi morti senza parenti, chiamò; e niuno rispondendo, si alzasse +dal letto, e poco lungi di là caduto, spirasse. Raccontano altri, che +Cajo Caligola gli avesse dato un lento veleno che l'uccise. Altri, che +sotto pretesto di riscaldarlo, Macrone gli facesse metter addosso di +molti panni che il soffocarono; ovvero che gli negasse da mangiare, e +il lasciasse morire per mancanza d'alimento. Finalmente scrissero +altri, che veggendo Caligola[189] come Tiberio non la volea finir da +sè stesso, lo strangolasse con le sue mani, o pure con uno origliere o +sia guanciale gli turasse la bocca, e il facesse ammutolire per +sempre. Comunque fosse, morì Tiberio nel suddetto giorno 16 di marzo. +Dione scrive nel dì 26. O dell'uno o dell'altro il testo è mancante. +Così cessò di vivere questo imperadore, dotato di grande ingegno, ma +per servirsene solamente in male; che finchè ebbe paura d'Augusto e di +Germanico, nipote e figliuolo suo adottivo, stette in dovere; che +simulatore e dissimulator sopraffino si mostrò delle false virtù, ma +poi si abbandonò in fine a tutti i vizii; che divenne abbominevole per +l'infame sua libidine, ma più per le sue crudeltà ed ingiustizie; che +niuno amava fuorchè sè stesso, che fu udito chiamar felice Priamo, per +essere morto dopo aver veduti morti tutti i suoi. + +Non tardò _Cajo Caligola_ ad avvisare il senato dell'essere Tiberio +mancato di vita, con dimandare ancora che decretassero al medesimo gli +onori divini. Ma Tiberio era troppo odiato; e siccome il popolo romano +a questa nuova diede in risalti d'allegrezza, così commosso andava +lacerando la di lui memoria con tutte le maledizioni, e gridando _al +Tevere, al Tevere_, cioè il di lui corpo. Di questa commozione si +servì il senato per sospendere la risoluzion degli onori a Tiberio; e +Cajo venuto poi a Roma, più non ne parlò. Portato a Roma il cadavere +di Tiberio, fu bruciato secondo il costume d'allora; e con poca pompa +seppellito. Cajo fece l'orazione funebre; ma con poco encomio di lui, +impiegando le parole piuttosto in esaltare Augusto e Germanico suo +padre. Già si è detto, quanto fosse amato dai Romani esso Germanico +per le sue rare virtù, e Cajo appunto per essere di lui figliuolo, +comunemente era amato, giacchè non si erano per anche dati a conoscere +se non a pochi tutti i suoi vizii e difetti, che si trovarono poi +innumerabili. All'incontro, per l'odio d'ognuno contra di Tiberio, era +anche odiato _Tiberio Gemello_, natural nipote di lui. E però a Cajo +non fu difficile l'essere riconosciuto e confermato per imperadore, e +il fare che dal senato fosse cassato il testamento di Tiberio, per cui +egualmente lasciava ad esso Cajo e Tiberio Gemello l'amministrazion +dell'imperio. Così restò egli solo imperadore[190] colla podestà +tribunizia e coll'autorità ed arbitrio di far tutto, siccome attesta +Svetonio, benchè non usasse subito i titoli usati dai due precedenti +Augusti. Piena d'ammirazione e di giubilo rimase Roma tutta al vedere +con che mirabili e plausibili maniere Caligola desse principio al suo +governo; senza riflettere che diversa dal mattino suol essere la sera +di molti regnanti. _Caligola_, dissi, che così era volgarmente +chiamato con soprannome a lui dato, allorchè fanciullo trovandosi +all'armata in Germania, Germanico suo padre il facea vestir da +semplice soldato, e portare gli stivaletti, chiamati _Caligae_, e +usati allora nella milizia. Divenuto poi imperadore riputò egli come +ingiurioso e degno di gastigo un tal soprannome; e perciò dagli +storici vien mentovato per lo più col nome di _Cajo_. Affettò dunque +Cajo sulle prime di comparir popolare, siccome abbiamo da Svetonio e +da Dione; poichè, per conto di Tacito, periti seno i libri suoi, che +trattavano della vita di questo iniquissimo principe, e dei primi anni +del suo successore. Eseguì egli pontualmente tutti i legati lasciati +da Tiberio, e quegli ancora, che Livia Augusta nel suo testamento avea +ordinato; ma che l'ingrato suo figliuolo Tiberio non avea mai voluto +pagare. Diede subito la mostra alle compagnie de' soldati del +pretorio, con isborsar a tutti il danaro lasciato lor da Tiberio, ed +aggiugnerne altrettanto per ispontanea munificenza. Pagò parimente al +popolo romano l'insigne donativo di danaro ordinato da Tiberio colla +giunta di sessanta denari per testa, ch'egli non avea potuto pagare, +allorchè prese la toga virile, e inoltre quindici altri a titolo di +usura pel ritardo. Finalmente a tutti gli altri soldati di Roma, e +alle guardie notturne, cioè ai vigili, e alle legioni fuori d'Italia, +e ad altri soldati mantenuti nelle città minori, sborsò cinquecento +sesterzii ai primi, e trecento agli altri per testa. + +Mellifluo fu in un certo giorno il suo ragionamento ai senatori con +dir loro, dopo aver toccati tutti i vizii del defunto Tiberio, di +volerli a parte nel comando e governo, e che farebbe tutto quanto +paresse loro il meglio, chiamandosi lor figliuolo ed allievo. Richiamò +gli esiliati, liberò tutti i prigioni, e fra gli altri Quinto +Pomponio, tenuto in quelle miserie per sette anni, dopo il suo +consolato. Annullò ogni processo criminale, con bruciar anche i +libelli lasciati da Tiberio. Queste prime azioni gli guadagnarono un +gran plauso, massimamente perchè fu creduto ch'egli fosse per mantener +la parola, che in quell'età il suo cuore andasse d'accordo con la +lingua. Volle tosto il senato far dimetter il consolato a Procolo e +Negrino per conferirlo a lui; ma egli ordinò che continuassero in +quella dignità, secondochè era dianzi stabilito, sino alle calende di +luglio, nel qual tempo poscia fu egli dichiarato console, ed amò di +aver per collega _Tiberio Claudio_ suo zio, che fin qui era stato +tenuto in basso stato e nell'ordine de' soli cavalieri, a cagion della +debolezza del suo capo. Nelle medaglie[191] Cajo si trova intitolato +CAJVS CAESAR AVGVSTVS GERMANICVS: ed in altre vi si aggiunge DIVI +AVGVSTI PRONEPOS. Fece ancora risplendere l'amor suo verso de' suoi, +con dare il titolo d'Augusta e di sacerdotessa d'Augusto ad _Antonia_ +avola sua e madre di Germanico, e col concedere alle sue sorelle i +privilegi delle Vestali, e posto presso di sè negli spettacoli. A +_Tiberio Gemello_, nipote di Tiberio, diede il titolo di Principe +della Gioventù, e di più l'adottò per suo figliuolo. Andò in persona +alle isole Pandataria e Ponza a cercar le ceneri d'_Agrippina_ sua +madre, e di _Nerone_ suo fratello; e con funebre magnificenza +portatele a Roma, le collocò nel mausoleo d'Augusto, con determinare +in onore e memoria d'essi esequie e spettacoli annuali. Stava tuttavia +fra le catene[192] Agrippa, nipote di Erode il grande re della Giudea, +quando restò liberata Roma dal ferreo giogo di Tiberio. Cajo, +essendosene tosto ricordato, siccome amico suo caro, mandò ordine al +prefetto di Roma di trasferirlo dalla carcere alla casa dove abitava +prima; e da lì a pochi giorni fattoselo condurre davanti con abito +mutato, gli mise in capo un diadema, dichiarandolo re, e sottomettendo +a lui la Tetrarchia, già posseduta da Filippo suo zio, morto poco fa, +con aggiugnervi l'altra di Lisania, restando la Giudea come prima +sotto l'immediato governo dei Romani. Restituì ancora ad _Antioco_ il +regno della Comagene colla giunta della Cilicia marittima. Di gloria +medesimamente fu a Cajo l'aver cacciato fuori di Roma que' giovinetti +che faceano l'infame mercato de' lor corpi; e poco vi mancò che non li +mandasse a seppellir nel Tevere. Ordinò che si cercassero e +pubblicamente si potessero leggere le storie soppresse di _Tito +Labieno, Cordo Cremuzio e Cassio Severo_. Ai magistrati lasciò libera +la giurisdizione, senza che si potesse appellare a lui. Dalle +provincie d'Italia levò il dazio del centesimo denaro che si pagava +per tutte le cose vendute all'incanto. Sotto Tiberio, principe d'umor +tetro, le pubbliche allegrie, i giuochi, gli spettacoli erano divenuti +cose rare. Cajo non tardò a rimetter tutto in uso, e con grande +accrescimento: cose tutte stupendamente applaudite dal popolo[193]. +Dopo aver tenuto il consolato per due mesi, lo rinunziò ai due consoli +destinati da Tiberio. Il nome loro non è noto. Stimò il Pighio, che +fossero _Tiberio Vinicio Quadrato_ e _Quinto Curzio Rufo_. Se di +queste maravigliose azioni di Cajo Caligola si rallegrasse Roma, +veggendo un aspetto sì bello con tanta differenza dal precedente +sanguinario governo, non è da chiederlo. Talmente si rallegrò quel +popolo a sì gran mutazione di scena, che, per testimonianza di +Svetonio, nei tre mesi seguenti dopo la morte di Tiberio, cento +sessantamila vittime furono svenate in rendimento di grazie ai loro +falsi dii. Ma durò ben poco questo ciel sì ridente, siccome nell'anno +seguente apparirà. _Artabano_ re de' Parti, che in addietro odiò forte +Tiberio, udita la di lui morte, se ne rallegrò e diede tosto adito ad +un trattato di pace. Scrive Dione ch'egli stesso ricercò l'amicizia di +Cajo. Ma Svetonio e Giuseppe Ebreo raccontano, che fu Vitellio +governator della Soria il promotore di quell'accordo per ordine di +Cajo. Seguì in fatti fra esso re e Vitellio un magnifico abboccamento +in un ponte fabbricato sull'Eufrate, e quivi fu conchiusa la pace con +condizioni onorevoli per gli Romani. + +NOTE: + +[179] Fabret., Inscript., p. 674. + +[180] Suet., in Tiber., c. 73. + +[181] Thesaurus Novus Inscription., p. 303, n. 2. + +[182] Sueton., in Tiber., c. 72. + +[183] Dio, lib. 58. Tacitus, lib. 6, c. 50. + +[184] Sueton., in Caligula, cap. 8. + +[185] Joseph., Antiquit. Judaic., lib. 18. + +[186] Dio, lib. 58. + +[187] Philo, de Legation. Sueton., in Tiber., c. 76. + +[188] Dio, lib. 58. Tacitus, lib. 6, c. 50. Sueton. in Tiber., c. 73. + +[189] Sueton., in Cajo, cap. 12. + +[190] Sueton., in Caj., cap. 14. Dio, lib. 59. + +[191] Mediobarbus, in Numismat. Imperator. + +[192] Joseph., Antiq. Jud., lib. 18. Dio, lib 59. + +[193] Sueton., in Cajo, cap. 17. Dio, lib. 59. + + + + + Anno di CRISTO XXXVIII. Indizione XI. + + PIETRO APOSTOLO papa 40. + CAJO CALIGOLA imperadore 2. + +_Consoli_ + +MARCO AQUILIO GIULIANO e PUBLIO NONIO ASPRENATE. + + +Era già cominciato nel precedente anno un impensato cambiamento di +vita e di massime nel da noi osservato finora sì amorevole e grazioso +Cajo Caligola. Rapporterò io qui ciò che accadde allora e nel presente +anno ancora[194]. I conviti, le crapole ed altre dissolutezze di una +vita sensuale, a cui si abbandonò di buon'ora questo nuovo imperadore, +cagion furono ch'egli cadde nel mese d'ottobre sì gravemente malato, +che si dubitò di sua vita[195]. Appena si riebbe, che di volubile, +qual era dianzi, cominciò a comparir stranamente agitalo da vari e +fieri capricci, quasi che la mente sua per la sofferta malattia avesse +patito qualche detrimento, con peggiorar da lì innanzi di maniera, che +Roma, sì maltrattata sotto Tiberio cattivo, senza paragone sotto +questo pessimo maestro divenne teatro di calamità. Aveano fatto i +Romani delle pazzie pel tanto desiderio ch'egli superasse quel malore, +perchè dopo aver Cajo dato sì glorioso principio al suo governo, si +figurava ciascuno riposta tutta la pubblica felicità nella +conservazione della di lui vita. Due persone fra l'altre, cioè Publio +Afranio Potito, uomo popolare, ed Atanio Secondo, cavaliere, fecero +voto, l'uno di dar la propria vita, se egli ricuperava la salute, +l'altro di combattere fra i gladiatori, con esporsi al pericolo della +morte, purchè Caligola guarisse. Guarito ch'egli fu, d'inesplicabile +giubilo si riempiè tutta la città. Ma non tardò molto a cangiarsi +scena. La prima sua strepitosa iniquità quella fu di levar di vita +_Tiberio Gemello_, nipote legittimo e naturale di Tiberio Augusto, e +da lui adottato per figliuolo, con obbligarlo ad uccidersi da sè +stesso; perciocchè Cajo sì scrupoloso era, che non potea permettere a +chicchessia di torre la vita al nipote di un imperadore. Per iscusa di +questa crudeltà addusse l'essere egli stato accertato, che il +giovinetto Tiberio si era rallegrato della sua infermità, ed avea +desiderata la sua morte. Passò oltre il suo bestial capriccio con +esigere, che chi avea fatto voto della vita, per salvare la sua, +eseguisse la promessa, affinchè non rimanessero con lo spergiuro in +corpo. + +Fece in quest'anno Cajo alcune azioni che piacquero al popolo[196], +perchè restituì alla plebe il suo diritto ne' comizii per l'elezione +de' magistrati che Tiberio avea ristretto nei senatori: il che ebbe +poco effetto. Ordinò che pubblicamente si rendessero i conti delle +rendite e spese della repubblica: regolamento dismesso sotto Tiberio. +Essendo sminuito forte l'ordine de' cavalieri, lo ristorò con +ascrivere ad esso molti scelti dalla nobilità delle città +dell'imperio, purchè ben imparentati, e sufficientemente ricchi, +concedendo loro anche de' privilegi. Con decreto del senato diede a +_Soemo_ il regno, o sia principato dell'Arabia Iturea; a _Cotys_ +l'Armenia minore, e poscia alcune parti dell'Arabia. Concedette ancora +una parte della Tracia a _Rimetalce_, e il Ponto a _Polemone_, +figliuolo del re Polemone; esercitando in tal guisa la giurisdizione +romana sopra que' lontani paesi, ed affezionando quei re al romano +imperio. Non furono già di questo tenore altre sue azioni nell'anno +presente. Già dicemmo ch'egli per opera di Macrone prefetto del +pretorio avea ottenuto l'imperio. Perchè quest'uomo, per altro +cattivo, osava di parlargli con qualche franchezza[197], forse per +ritenerlo dall'esecuzione de' suoi malnati appetiti; Cajo, che non +voleva più aver sopra di sè dei maestri, dallo sprezzo passò alla +risoluzione di levarlo dal mondo, dopo avergli promesso il governo +dell'Egitto. Macrone prevenne il carnefice con darsi da sè stesso la +morte; e non meno di lui fece Ennia Nevia sua moglie, quella medesima, +con cui Caligola avea tenuta, per quanto fu creduto, una pratica +disonesta. Parve ad ognuno troppo nera l'ingratitudine di lui verso +persone tali; e più indegno si riputò il delitto apposto loro dal +medesimo imperadore, con chiamarli ruffiani, quando in lui ricadeva +questo reato. Suocero d'esso Cajo era Marco Giunio Silano, già stato +console, uomo di gran nobiltà, di gran senno, e primo nel senato a +dire il suo parere, allorchè regnava Tiberio. Sua figliuola _Giunia +Claudilla_ maritata con Caligola non per anche imperadore, era, per +attestato di Dione[198], stata ripudiata. Tacito[199] la dice morta in +breve, forse di parto. A questo illustre personaggio tali affronti +fece Cajo, che l'indusse, secondo l'empio stile d'allora, a darsi la +morte da sè stesso. Di ciò parla Dione all'anno precedente. Abbiamo +anche da Tacito[200] e da Seneca, che Caligola volle dar l'incombenza +d'accusar Silano a Giulio Grecino, senatore di rara probità, che +compose alcuni libri dell'Agricoltura, menzionati anche da Plinio, e +che fu padre di Giulio Agricola, la cui vita scritta da Tacito è +pervenuta ai nostri giorni. Generosamente se ne scusò egli, e per +questa bella azione meritò che il crudele Caligola il facesse morire. +Racconta Seneca[201] di questo Grecino, che mancandogli il denaro per +celebrar de' giuochi pubblici, Fabio Persico, probabilmente quello +stesso che fu console nell'anno 34 della nostra Era, ma uomo +screditato, gliene mandò ad esibire una buona somma. La rifiutò +Grecino, e agli amici che il biasimavano di questo, rispose: «Come +vorreste voi ch'io ricevessi dei danari da uno, con cui mi vergognerei +anche di stare a tavola?» + +Quanta fosse la corruzion de' costumi in Roma pagana per questi tempi, +sarebbe facile il mostrarlo. Caligola anch'egli ne lasciò degl'infami +esempli[202]. Tre sorelle avea egli, cioè _Drusilla_, _Agrippina_ e +_Livilla_. Con tutte e tre, o vergini o maritate, disonestamente +conversò. Sopra l'altre amò Drusilla, a cui tolto avea l'onore +giovinetto. Era essa stata dipoi maritata con Lucio Cassio Longino, +che fu console. Caligola gliela tolse, e la tenne e trattò da +legittima consorte. Dione[203], non so come, la fa moglie (forse in +seconde nozze) di Marco Lepido, notando nondimeno anch'egli +l'obbrobrioso commercio del fratello con essa. Fu costei in quest'anno +rapita dalla morte, verisimilmente verso il fine di luglio. Caio +n'ebbe a impazzire, e cadde in istravaganze ridicole. Dopo un +solennissimo funerale e lutto pubblico, fece decretare ad essa gli +onori dati a Livia Augusta, e deificarla e alzarle dei templi; e si +trovò un senator sì vile, cioè Livio Geminio, che con giuramento +affermò di aver veduta Drusilla salire al cielo, e ne riportò un buon +regalo da Caio. Seneca anch'egli si rise di costui. Oltre a ciò come +forsennato all'improvviso si partì da Roma, fece un viaggio nella +Campania, arrivò sino a Siracusa, e poi frettolosamente ritornò a +Roma, senza essersi fatta radere la barba nè tosare i capelli. Andò +tanto innanzi la frenesia di Caio, che fece morir non so quante +persone per due opposti motivi o pretesti; cioè le une perchè si erano +rattristate per la morte di Drusilla, quasi che fosse un gran delitto +l'affliggersi per chi era divenuta partecipe della divinità; e +l'altre, perchè o avessero fatto conviti, o balli, o fossero ite al +bagno nel tempo del lutto per Drusilla, parendo ciò un rellegrarsi +della sua morte. Chi potea indovinarla con un sì furioso e pazzo +Augusto? Altri nondimeno han creduto ch'egli spigolasse sì fatti +pretesti, per ingoiar le ricchezze dei condannati a diritto o a torto; +imperciocchè il folle ne' primi mesi fece un tale scialacquamento di +denaro, che consumò colla sua prodigalità in doni e pubblici giuochi +gli immensi tesori che l'avaro Tiberio avea radunato; e, trovandosi +poi smunto, diede ad ogni sorta di violenza, o pubblica con imporre +gravezze, o privata con levar di vita i ricchi innocenti, per +soddisfare ai suoi capricciosi voleri colle loro sostanze. Quando +altra accusa mancava, sempre era in pronto quella che avessero avuta +parte nella morte dei di lui genitori e fratelli. + +Un'altra ridicolosa comparsa avea fatto questo imperadore, forse +nell'anno precedente, come s'ha da Dione[204]. Invitato alle nozze di +Caio Calpurnio Pisone con _Livia_ (o sia _Cornelia_) _Orestilla_, +appena ebbe veduta quella giovinetta che se ne invaghì con dire a +Pisone: «Non ti venga talento di toccare mia moglie.» E tosto seco la +condusse in corte, poi fra pochi dì la ripudiò; e da li a due anni +ragguagliato ch'essa avea commercio col primo marito, relegò l'uno e +l'altra. Inoltre pochi giorni dopo la morte di Drusilla avendo esso +Caio udito parlare della straordinaria bellezza dell'avola di _Lollia +Paolina_, moglie di Caio Memmio Regolo, già stato console, e che era +allora governatore della Macedonia ed Acaia, stranamente avvisandosi +che non fosse minor la beltà della nipote, mandò a prendere essa +_Paolina_, e la sposò, con obbligar suo marito ad adottarla per +figliuola. Ma svaghitosene fra poco, la ripudiò, con precetto a lei +fatto di non avere carnal commercio con altr'uomo in avvenire. Sposò +dipoi _Cesonia Milonia_, che già avea avuto tre figliuole da un altro +marito; donna che sapea il mestiere di farsi amare. E la sposò nel dì +stesso che la medesima partorì una figliuola, ch'egli riconobbe per +sua, ed ebbe nome _Giulia Drusilla_. Dione la fa nata un mese dopo, e +riferisce all'anno seguente un tal matrimonio[205]. Intanto si diede +meglio a conoscere la sua furiosa passione di mirar con piacere le +morti degli uomini. I giuochi funesti de' gladiatori erano il suo +maggior sollazzo. Sollecitava anche i nobili, benchè fosse contro le +leggi, a combattere negli anfiteatri e a farsi scannare. Non contento +del duello d'uno con uno, ne voleva delle schiere; e un dì fece +combattere ventisei cavalieri romani, mostrando gran contento allo +spargimento del loro sangue. Talvolta ancora, mancando i gladiatori, +facea ghermire taluno della plebe; e colla lingua tagliata, affinchè +non potesse gridare, il forzava a combattere con le fiere. Così di +giorno in giorno andava egli crescendo nella crudeltà, sfoggiando +nelle pazzie, e gettando smoderata copia di danaro in vari spettacoli +e in demolir case per nuovi anfiteatri. In quest'anno[206], per quanto +si crede, la mano di Dio cominciò a farsi sentire in Levante contra +de' Giudei, fieri persecutori del già nato Cristianesimo. Ebbero +principio in Egitto le turbolenze mosse contra di tal nazione, che in +più centinaia di migliaia abitava in quella ricchissima provincia, con +essersi sollevato il popolo di Alessandria contra d'essi in occasione +che il re _Agrippa_ arrivò a quella città. Gran copia di loro fu +maltrattata, tormentata, uccisa; saccheggiate le lor case, spogliati i +magazzini, e ridotto quel gran popolo ad un'estrema miseria. La storia +distesamente si legge ne' libri di Filone contra Flacco, negli Annali +del Baronio all'anno 40, in quei dell'Usserio e d'altri. L'istituto +mio non soffre ch'io ne dica di più. + +NOTE: + +[194] Dio, lib. 59. + +[195] Philo, in Legatione ad Cajum. + +[196] Dio, lib. 59. + +[197] Philo, in Legatione ad Cajum. + +[198] Dio, lib. 59. + +[199] Dio, lib. 59. Tacit., Annal., lib. 6, c. 46. + +[200] Tacitus, in Vita Agricolae. + +[201] Seneca, de Benefic., lib. 2, c. 21. + +[202] Sueton., in Cajo, cap. 24. + +[203] Dio, lib. 59. + +[204] Dio, lib. 59. Sueton., in Cajo, cap. 25. + +[205] Dio, lib. 59. + +[206] Philo, in Flacc. Joseph., in Antiq. Judaic. Eusebius, et alii. + + + + + Anno di CRISTO XXXIX. Indizione XII. + + PIETRO Apostolo papa 11. + CAJO CALIGOLA imperadore 3. + +_Consoli_ + +CAJO CESARE CALIGOLA AUGUSTO per la seconda volta, LUCIO APRONIO +CESIANO. + + +Solamente per tutto il gennaio tenne _Caligola_ il consolato[207], e +nelle calende di febbraio, per attestato di Dione[208], rinunziò la +dignità a _Marco Sanquinio Massimo_, che era stato console un'altra +volta. Continuò _Apronio Cesiano_ nell'uffizio sino alla fine di +giugno, per testimonianza del medesimo storico, e nelle susseguenti +calende dicono che gli fu sostituito _Gneo Domizio Corbulone_. Così il +padre Stampa[209] ed altri, negando la sostituzione d'altri consoli. +Ma Dione scrive, che incolpati da Caio i consoli, per non aver +intimate le ferie pel suo giorno natalizio, e per aver solennizzata la +vittoria d'Augusto contra di Marco Antonio, furono in quello stesso +dì, cioè del suo natale, degradati, con rompere i loro fasci: +ignominia tale, che l'un di essi consoli si uccise di poi da sè +stesso. Aggiugne che allora succedette nel consolato _Domizio +Africano_. Secondo Svetonio[210] Cajo Caligola nacque nel dì 31 +d'agosto; e però in quel dì succedette la mutazion de' consoli, e +_Domizio Africano_ eletto console da Caligola, tenne il consolato sino +al fine dell'anno. _Domitium Afrum Collegam Cajus ipse sibi re, verbo +Populus elegit._ Certo è, essere stati due personaggi diversi _Domizio +Corbulone e Domizio Africano_, come si ricava da Tacito[211] che li +nomina amendue. Dione anch'egli parla di essi sotto l'anno presente, +con dire che _Domizio Corbulone_ si guadagnò il consolato con far dei +processi, e poscia aggiugne che anche _Domizio Africano_ fu creato +console. Quel solo che resta scuro, si è, qual dei due consoli deposti +si troncasse il filo della vita; perciocchè tanto Sanquinio Massimo, +quanto Corbulone sembra che vivessero alcuni anni ancora, se pur di +amendue parla Tacito negli Annali[212]. Cajo nell'anno presente levò +di nuovo al popolo il diritto dei Comizii, perchè ne seguiva +dell'imbroglio, e lo restituì al senato. Era per altre cagioni in +collera contro d'esso popolo, perchè sapea d'esserne odiato; vedea che +scarso era il loro concorso agli spettacoli; e più volte intese che +aveano levato rumore contro le spie e gli accusatori. Però molti di +quando in quando ne fece ammazzare, e si augurava che un solo collo +avesse tutto il popolo romano per poterlo tagliare con un sol colpo. +Nel medesimo tempo andava crescendo la di lui crudeltà anche verso i +nobili e i ricchi, trovandosi con facilità dei pretesti per farli +accusare e condannare a fine di mettere le griffe sopra le loro +ricchezze e beni. Di Calvisio Sabino senatore, di Prisco pretore e +d'altri parla Dione, con aggiungere che tutto il senato e popolo +all'udirlo un dì lodar Tiberio, e minacciar tutti, rimasero sbalorditi +e tremanti; e la conciarono per allora con delle adulazioni e lodi +eccessive. Domizio Africano, del cui consolato poco fa s'è ragionato, +seppe anch'egli con ripiego di fina accortezza schivar la mala +ventura. Credendo costui d'acquistarsi un gran merito, avea esposta +una statua di Caligola, con dire nell'iscrizione ch'esso Augusto in +età di ventisette anni era giunto ad essere console due volte. Prese +Caligola con quella sua testa sventata al rovescio l'espressione, +parendogli fatto un rimprovero a sè stesso per la sua età, e per le +leggi che non permetteano in sì poco tempo tali onori. Però +considerando che uomo accreditato nell'eloquenza del foro fosse +Domizio, composta un'orazione con molto studio volle egli stesso +accusarlo in senato. L'accorto Domizio, finita ch'egli ebbe la +diceria, senza mettersi a difendere sè stesso, si mostrò solamente +stupefatto per la forza e bellezza dell'orazione di Caio, con +rilevarne tutti i passi più luminosi e lodarli. Richiesto poi di +difendersi, se potea, rispose d'essere vinto da così forte eloquenza, +ed altro non restargli, se non di ricorrere alla clemenza di Cesare; +e, in così dire, se gli gittò supplichevole ai piedi, implorando +misericordia. Caio gonfio per aver superato un oratore di tanto nome, +gli perdonò il resto, ed in appresso il creò console. + +Ma non meno della crudeltà cresceva in lui anche la frenesia o pazzia, +profondendo sempre più a sproposito immenso danaro negli +spettacoli[213]. Egli stesso sulla carretta talvolta andò nel circo a +gareggiar nella corsa coi plebei professori; e guai a quegli uomini e +cavalli che gli andavano innanzi. Fra gli altri ebbe un cavallo +prediletto, a cui avea posto il nome d'_Incitato_. Lo tenea seco a +tavola, dandogli biada in vasi d'oro, e in bicchieroni d'oro del vino. +Forse fu una burla il dirsi che egli avea anche promesso di crearlo +console un dì; e che l'avrebbe fatto, se fosse vivuto più tempo. Poca +gloria a questo forsennato regnante pareva il passeggiar per terra a +cavallo. Volle far vedere ai Romani, che gli dava l'animo di cavalcar +sopra il mare. Fece dunque fabbricar un ponte in un seno di esso mare +fra Baja e Pozzuolo, lungo da tre miglia e mezzo con due file di navi +da carico, fermate con ancore, e fatte venir anche da lontano[214]: il +che poi cagionò una gran carestia in Roma e nell'Italia. Sopra vi fu +fatto un piano di terra con varie case ben provvedute d'acqua dolce. +Per questo ponte fabbricato con immensa spesa, un dì montato sopra un +superbo cavallo, armato colla corazza riputata di Alessandro Magno, e +con sopravvesta ornata d'oro e di gemme, spada al fianco, e scudo +imbracciato e con corona di quercia in capo, marciò l'intrepido +imperadore con tutta la sua corte da Baja a Pozzuolo, quasichè andasse +ad assalire un'armata nemica; e come se fosse stanco per una data +battaglia, si riposò poi in quella città. Nel seguente giorno salito +sopra un carro tirato dai suoi più superbi destrieri, con Dario +avanti, uno degli ostaggi dei Parti, seguitato da essa sua corte tutta +in gala, e da alcune schiere di pretoriani, ripassò di nuovo sul +medesimo ponte; in mezzo al quale alzato un tribunale, arringò, come +se avesse conseguita qualche gran vittoria, lodando i soldati, quasi +che fossero usciti di pericolo, gloriandosi sopra tutto di aver +calpestato coi piedi il mare. Dato poscia un congiario o sia regalo al +popolo, egli coi cortigiani sul ponte, e gli altri in varie navi, +passarono il rimanente del giorno e la notte in gozzoviglie e in +ubbriacarsi, essendo tutto il ponte colla collina d'intorno illuminato +da fiaccole, fuochi ed altri lumi, talmente che la notte non invidiava +al giorno. Nel calore del vino e dell'allegria molti furono gittati +per divertimento in mare, e molti ve ne gittò lo stesso Caio, dei +quali perirono alcuni. Così terminò la gran funzione, con vantarsi il +prode Augusto di aver messo terrore al mare, e con ridersi di Dario e +di Serse, per aver egli domato il mare per un tratto più lungo. Le +immense spese fatte in quest'azion da teatro, incitarono dipoi lo +smunto Augusto a far danari per tutte le vie, e massimamente colle +condanne dei benestanti. Fra questi uno fu il celebre filosofo _Lucio +Anneo Seneca_, tenuto pel più saggio di Roma, che corse gran pericolo, +non già per qualche suo delitto, ma solamente per aver trattata con +vigore nel senato una causa alla presenza dello stesso Caligola, che +se l'ebbe a male, o perchè proteggesse co' desiderii quella causa, o +perchè gli spiacesse chi era più eloquente di lui. Il fece dunque +condannare; ma il lasciò poi vivere per avere inteso da una +donnicciuola di corte, che questo filosofo era tisico e poco potea +campare. + +Prese susseguentemente Caligola all'improvviso la risoluzione di +passar nella Gallia, col pretesto della guerra non mai bene estinta +coi Germani; ma veramente per far bottino addosso alle provincie +romane, ed insieme per dar a conoscere l'insigne suo valore e potenza +ai Barbari, dopo averne data una sì bella lezione al mare stesso. +Dovette accadere la sua partenza negli ultimi mesi di questo anno. Fu +detto, che raunò dugentomila, ed altri anche scrissero dugento +cinquantamila armati. Direste ch'egli sicuramente subbissò con tante +forze la Germania. Andò a finire anche questo formidabil apparato in +una scena comica. Appena ebbe passato il Reno, che marciando in +carrozza in mezzo all'esercito per dei passi stretti, gli fu detto che +sorgerebbe ivi della confusione se i nemici venissero ad assalire i +Romani. Bastò questo, perchè egli salito a cavallo, con fretta se ne +tornasse al ponte del Reno, e trovatolo impedito dalle carrette dei +bagagli, si facesse portar di là sulle spalle dagli uomini, non +parendogli mai d'essere in sicuro dai Germani, finchè non ebbe la +barriera del Reno davanti. In quella ridicolosa spedizione fece un dì +nascondere alcuni Tedeschi della sua guardia di là da esso Reno, +acciocchè nel tempo del desinare gli fosse portata la nuova che il +nemico veniva. Allora saltato su da tavola, colle milizie corse contra +quelle sognate truppe, e giunto in un bosco vi spese il resto del +giorno a far tagliare degli alberi, per innalzarvi de' trofei +dell'oste nemica da lui messa in fuga, confortando intanto alla +tolleranza le legioni colla speranza di menar meglio le mani un'altra +volta. Ed intanto scrivea lettere di fuoco al senato, perchè in Roma +si faceano dei conviti ed altri divertimenti, mentre egli si trovava +in mezzo ai pericoli della guerra. Venne in questi tempi a mettersi +sotto la di lui protezione con pochi de' suoi Adminio figliuolo d'uno +dei re della gran Bretagna, cacciato dal padre. Come s'egli avesse +conquistata la Bretagna, spedì tosto corrieri a Roma con lettere +laureate, ed ordine ad essi di presentarsi sol quando il senato fosse +adunato nel tempio di Marte, e di consegnar le lettere in mano dei +consoli. Fecesi anco proclamar imperadore per la settima volta, +quasichè egli avesse riportata qualche vittoria, quando neppur uno dei +Germani provò se erano ben affilate le spade romane. Queste furono le +bravure e conquiste del buffonesco imperadore, che diedero da ridere a +tutti, e specialmente agli stessi Germani, i quali s'avvidero per +tempo della di lui vanità e paura, nè ebbero più apprensione alcuna di +lui. Il tempo preciso di queste sue ridicolose prodezze non è +assegnato dagli antichi scrittori. + +Diedero per lo contrario da piagnere alla Gallia le inaudite sue +estorsioni per far danaro. Non contento dei regali che gli portavano i +deputati delle città, si applicò a far morire i più ricchi di quelle +contrade sotto diversi pretesti; occupando le lor terre, e vendendole +dipoi anche per forza a chi non ne avea voglia, ed era obbligato a +pagarle molto più che non valevano. Trovandosi un giorno al giuoco, +gli fu detto che mancava il danaro. Fecesi tosto portare i catasti dei +beni della Gallia, comandò che i meglio possidenti fossero privati di +vita; rivoltosi poi agli altri giocatori, disse: «Voi giuocate di +poco; ma io giuoco a guadagnar sei milioni.» Profuse bensì un gran +danaro in regalar le milizie, ma insieme cassò molti uffiziali; ad +altri assaissimi negò la promozione dovuta; e a gran copia di soldati +per capricciose ragioni fece levar la vita. Soprattutto risonò la +morte da lui data a due dei suoi principali magistrati. L'uno fu _Gneo +Lentolo Getulico_ della primaria nobiltà romana, che per dieci anni +avea tenuto il governo dell'armi della Germania. Perchè egli, secondo +il sentimento di Dione, s'era guadagnata la benevolenza de' soldati, +questo fu il gran delitto per cui Caligola il tolse dal mondo. Ma +probabilmente anch'egli fu incolpato, come mischiato in una congiura +tramata contra d'esso Augusto da _Marco Emilio Lepido_, non so se vera +o falsa. Svetonio la dà per vera. Aveva Cajo condotte seco nel viaggio +le sue sorelle _Agrippina_ e _Livilla_, disonestamente amate da lui, e +prostituite anche da altri. Lepido era loro parente, sì per essere +figliuolo di Giulia nipote d'Augusto e sorella d'Agrippina lor madre, +e sì per essere stato marito di _Drusilla_, loro sorella. La +confidenza che passava fra essi a cagion della parentela, degenerò +facilmente in un infame commercio, cosa non rara fra i Pagani, seguaci +di una falsa e sporca religione. Sapendo le sorelle, quanto fosse +odiato il fratello, ed aspirando spezialmente l'ambiziosa Agrippina a +divenir imperadrice, macchinarono tutti e tre contra di Caligola, +perchè Lepido si prometteva di succedergli. Scoperta la trama, Lepido +la pagò con la vita; ed Agrippina e Livilla furono relegate nell'isola +di Ponza, con aver anche Cajo obbligata Agrippina a portare a Roma le +ceneri del drudo in un'urna. Disse che oltre alle isole egli avea per +loro anche delle spade. Scrisse poscia al senato di avere scappato +quella pericolosa burrasca, e mandò a Roma i biglietti che attestavano +l'impudica lor vita, e la lor lega coi congiurati, e tre pugnali +inoltre destinali a torgli la vita, con ordine di consecrarli a Marte +vendicatore[215]. Fece da lì a poco venir nella Gallia tutti gli +ornamenti e le suppellettili, gli schiavi, ed anche i liberti delle +sorelle per ricavarne danaro (perchè spesso lo scialacquatore ne +scarseggiava), e trovato che li vendea ben cari, nella maniera +nondimeno che dissi da lui praticata: comandò tosto, che fossero +condotte da Roma anche tutte le più belle e preziose masserizie del +palazzo imperiale, prendendo per forza tutte le carrette e cavalli che +si trovavano per le pubbliche strade, affin di condurle, non senza +grave danno e lamento dei popoli. Tutto ancora vendè come all'incanto +nella Gallia, e carissimo, perchè volea che si pagasse anche il fumo, +con aver messo de' biglietti sopra cadaun di que' mobili; in uno +d'essi dicea: «Questo fu di mio padre; quest'altro di mio nonno e di +mia madre; quest'era di Marc'Antonio in Egitto; questo lo guadagnò +Augusto in una tal vittoria;» e così discorrendo. Tutto il danaro poi +si dissipò in breve tra le paghe e i regali dei soldati, ed alcuni +spettacoli ch'egli volle dar in Lione prima del suo ritorno, succeduto +nell'anno seguente. + +NOTE: + +[207] Sueton., in Cajo, cap. 17. + +[208] Dio, lib. 59. + +[209] Stampa, Continuat. Fastor. Sigonius et alii. + +[210] Sueton., in Cajo, c. 8. + +[211] Tacitus, Annal., lib. 3, cap. 33, et lib. 4, c. 52. + +[212] Tacitus, Annal., lib. II, cap. 18. + +[213] Sueton., in Cajo, cap. 54. Dio, lib. 59. + +[214] Sueton., in Cajo, c. 19. + +[215] Sueton., in Cajo, cap. 39. + + + + + Anno di CRISTO XL. Indizione XIII. + + PIETRO APOSTOLO papa 12. + CAJO CALIGOLA imperadore 4. + +_Consoli_ + +CAJO CESARE CALIGOLA AUGUSTO per la terza volta. + +Solo fu console ad aprir l'anno _Cajo Caligola_, non già perchè egli +non avesse nominato il collega; ma perchè, come abbiamo da Svetonio e +da Dione[216], il console disegnato morì nell'ultimo dì del precedente +anno, nè vi restò tempo da provvedere. Si ritrovarono imbrogliati i +senatori per non esservi in Roma capo alcuno del senato, nè si +attentavano i pretori a convocare esso senato, benchè loro +appartenesse tale officio nell'assenza e mancanza de' consoli. +Contuttociò da loro stessi salirono nelle calende di gennajo al +Campidoglio, e quivi fecero i sacrifizii; posta anche la sedia di +Caligola nel tempio, l'adorarono; e, come s'egli fosse stato presente, +gli fecero l'offerta dei doni che in testimonianza del loro amore avea +introdotto Augusto. Tiberio poi la dismise, e Caligola per avarizia la +rinnovò. Null'altro osarono di fare in quel dì i senatori, se non di +caricar di lodi l'imperadore, e di augurargli delle immense +prosperità. Si contennero anche nei dì seguenti, finchè arrivò +l'avviso, che Caligola giunto a Lione avea dimesso il consolato nel dì +12 di gennajo. Allora entrarono nella dignità i due consoli +sostituiti. Dione li lasciò nella penna. Secondo le conghietture +d'alcuni eruditi questi furono Lucio Gellio Poblicola e Marco Coccejo +Nerva; ma non è cosa esente da dubbii; e molto meno che nelle calende +di luglio fossero sostituiti Sesto Giulio Celere e Sesto Nonio +Quintiliano, come altri han creduto. In Lione, siccome accennai, si +ritrovò Caligola nelle calende di gennajo[217], e probabilmente allora +per onorare il suo consolato, celebrò quivi gli spettacoli mentovati +da Svetonio e da Dione. Furono vari, ma non vi mancò quella della gara +nell'eloquenza greca e latina, giuoco solito a farsi in quella città +alla statua d'Augusto. Chi era vinto pagava il premio ai vincitori, ed +era tenuto a fare un componimento in lor lode. Coloro poi, che in vece +di piacere dispiacevano, doveano colla lingua, o con una spugna +cancellare il loro scritto, se pur non eleggevano d'essere sferzati +dai discepoli, ovvero tuffati nel fiume vicino. Era tuttavia Cajo in +Lione, quando arrivò colà chiamato da lui _Tolomeo re_, figliuolo di +Giuba già re delle due Mauritanie, e suo cugino. Fu onorevolmente +ricevuto. Ma o sia ch'egli entrato nel teatro per ragione del grande +sfarzo recasse gelosia al luminare maggiore, o pure che Cajo, +informato delle molte di lui ricchezze, le volesse far sue: fuor di +dubbio è, che il mandò in esilio, e poscia (forse nel cammino) con +somma perfidia il fece ammazzare: iniquità, per cui i suoi sudditi si +ribellarono dipoi al romano imperio. Anche _Mitridate re dell'Armenia_ +in altro tempo fu da lui mandato in esilio, ma non ucciso. Poscia, +prima di ritornare in Italia, volle Caligola coronar tante sue +gloriose imprese con un'azione magnifica[218]. Sul lido dell'Oceano +per ordine suo andò tutto il suo esercito ad accamparsi con gran copia +di macchine e d'attrezzi militari, ed egli imbarcatosi in una galea, +per mare arrivò colà. Ognun si aspettava che egli pensasse portar la +guerra nella Bretagna: e forse ne avea formato il disegno: quand'ecco +smontato egli di nave, salì sopra un alto trono, fece ordinare in +battaglia tutte le schiere, e sonar le trombe, dare il segno della +zuffa, come se fosse vicino un gran combattimento, senza vedersi +intanto nemico alcuno. Poscia tutto ad un punto ordinò ai soldati di +raccogliere sul lido quante conchiglie o nicchi potessero nelle celate +e nel seno, chiamandole spoglie dell'Oceano da portarsi a Roma, e da +mettersi nel Campidoglio. In memoria di questa sua segnalata vittoria +fece fabbricare ivi un'alta torre. Vennegli anche in testa prima di +partirsi dalla Gallia, di far tagliare a pezzi le legioni che si +rivoltarono molti anni addietro contra di Germanico suo padre, ed +assediarono anche lui stesso fanciullo. Tanto gli dissero i suoi +consiglieri, che depose così matta e crudel voglia; non poterono però +tanto, ch'egli non persistesse nel volere almen decimare que' soldati. +Feceli per tanto raunar tutti senz'armi e senza spada, ed attorniare +dalla cavalleria; ma accortosi che molti d'essi dubitando di qualche +insulto, correano a prendere l'armi, fu ben presto a levarsi di là, ed +affrettare il suo ritorno in Italia. + +Venne egli, ma pieno di mal talento, contro al senato. Si trovavano +stranamente imbrogliati i senatori, per non sapere come regolarsi con +un sì fantastico e pazzo imperadore[219]. Se gli decretavano onori +straordinari per la sua pretesa vittoria de' Germani e Britanni, +temevano del male, quasi che il beffassero; e non decretandone alcuno, +o pochi a misura dei di lui desiderii, ne temevano altrettanto. Egli +inoltre avea scritto di non volere onori; e pur da lì a non molto +tornò a scrivere, lamentandosi che l'aveano defraudato del trionfo a +lui dovuto. Ed avendogli il senato inviato all'incontro un'ambasceria, +sollecitandolo a venire a Roma: _Verrò, verrò_, rispose, _e con +questa_, tenendo la mano sul pomo della spada. Fece anche +pubblicamente sapere a Roma, ch'egli ritornava, ma solamente per +coloro che desideravano il suo arrivo, cioè per l'ordine equestre e +popolo, perchè quanto a sè non si terrebbe più per cittadino nè per +principe del senato. Nè dipoi volle che alcun de' senatori venisse ad +incontrarlo. O rifiutato o differito il trionfo, si contentò +dell'ovazione: col qual onore entrò in Roma nel dì 31 d'agosto, giorno +suo natalizio, conducendo seco per pompa que' pochi prigionieri +disertori tedeschi che potè avere, a' quali unì una mano d'uomini +d'alta statura, raccolti nella Gallia, e fatti tosare e vestire alla +tedesca. Menò ancora, e buona parte per terra, le galee che l'aveano +servito nella ridicolosa spedizione contra della gran Bretagna[220]. +Gittò poi in questa occasione dall'alto della basilica giulia gran +quantità d'oro e d'argento, e nella folla molti vi perirono. Dopo tal +solennità comandò che fosse ucciso Cassio Betulino, e volle che +Capitone di lui padre assistesse a sì funesto spettacolo; e perchè +questi osò di chiedergli, se permetteva a lui la vita, a lui ancora la +levò. Rappacificossi poi col senato per un accidente. Entrato nella +curia Protogene, corsero tutti i senatori a complimentarlo, e a +toccargli, secondo il costume, la mano. Fra gli altri essendosi a lui +presentato Scribonio Proculo uno d'essi, Protogene, ministro della +crudeltà di Cajo, guatandolo con occhio torvo: _E tu ancora_, disse, +_hai ardire di salutarmi; tu che cotanto odii l'imperatore?_ Allora i +senatori si scagliarono addosso all'infelice, come ad un mostro e +nemico pubblico; e con gli stiletti da scrivere, che ognuno portava +addosso, tante gliene diedero, che lo stesero morto a terra. Il suo +corpo fatto in brani fu poi strascinato per la città. Questo atto de' +senatori, e l'aver eglino decretato[221] che l'imperadore avesse da +sedere in un sì alto tribunale, che niuno potesse arrivarvi, e tener +ivi le guardie, e che si mettessero anche dei soldati alle di lui +statue; cagion fu, ch'egli si ammollì e perdonò a quell'augusto +ordine: e similmente mostrò piacere, che i senatori più che mai +l'adulassero, chi dandogli il titolo d'eroe, e chi di dio; il che +servì a maggiormente farlo impazzire. Gran tempo era, che questa +legger testa si riputava più che uomo, ed ambiva gli onori divini. Già +avea comandato che in Mileto, città dell'Asia, si fabbricasse un +tempio in onor suo. Un altro ancora se ne fece alzare in Roma; e si +trovarono intieri popoli, e massimamente gli Alessandrini, che a +questa ridicolosa divinità davano gl'incensi. Perchè i Giudei, divoti +del solo vero Dio, non vollero consentire a tanta empietà, patirono di +molti guai, e meraviglia fu che non gli sterminasse tutti. Le pazzie +che fece Cajo, per sostenere questa sua vana opinione di deità, +raccontate da Dione, sono innumerabili. Sulle prime si pareggiava ai +semidei, vestendosi talora, come Ercole, Bacco ed altri simili. Passò +ad uguagliarsi agli dii, e a gareggiar con Giove stesso. Al vederlo un +dì assiso sul trono in abito di Giove, un ciabattino nativo della +Gallia non potè contenere le risa. Avvedutosene Cajo, e chiamatolo, +gli domandò chi credeva egli che fosse: _Un gran pazzo_, con gran +sincerità rispose il buon uomo. E pur Cajo, che per tanto meno avrebbe +fatto morire un intero senato, male non fece a costui, perchè più +sopportava la libertà dei plebei che dei grandi. La via che tenne +_Lucio Vitellio_, padre dell'altro che fu imperadore, per salvare la +propria vita, fu la seguente. Richiamato egli in quest'anno dalla +Soria, nel cui governo come proconsole s'era acquistato non poco +onore, con ripulsare Artabano re de' Parti, venne a Roma. Cajo, parte +per invidia alla di lui gloria, parte per paura di un personaggio sì +generoso, avea già fissata la di lui morte. Subodorato questo suo +pericolo[222], Vitellio prese il ripiego dell'adulazione e d'impazzire +coi pazzi; e presentatosi davanti a lui con abito vile, e col capo +velato, come si faceva ai falsi dii, se gli prostrò a' piedi con +dirotte lagrime, dicendo, che _non v'era altri che un Dio par suo +capace di perdonargli_, promettendo di fargli de' sagrifizii se potea +conseguir la sua grazia. Non solamente Caligola gli perdonò, ma il +tenne da lì innanzi per uno de' suoi principali amici. E Vitellio +trovata così utile l'adulazione, continuò poi sotto Claudio Augusto a +valersene con perpetua infamia del suo nome. Intanto non mancarono a +Roma altri spettacoli della pazza crudeltà di Caligola, accennati da +Dione e da Svetonio, non potendosi abbastanza esprimere a quante +metamorfosi fosse suggetto quel cervello bisbetico, volendo oggi una +cosa, domani il contrario; ora amando ed ora odiando le medesime +persone; prodigo insieme ed avaro; sprezzator de' suoi dii, e un +coniglio, qualora udiva il tuono; talora perdonando i gran falli, ed +altre volte gastigando colla morte i minimi; e così discorrendo; tutti +caratteri d'uomo a cui s'era intorbidato più d'un poco il cervello. Fu +anche creduto, che _Cesonia_ sua moglie con dargli una bevanda +amatoria l'avesse conciato così. La qual poscia fra le carezze che le +faceva il consorte, ne sentiva anche ella delle belle: imperocchè +baciandole il collo, più volte Cajo le dicea: _Oh che bel collo, che +subito che me ne venga talento sarà tagliato!_ Ma sopra tutto tenne +egli saldo il costume di far morire chi de' grandi non gli mostrava +assai affetto: con avere sempre in bocca il detto di Azzio tragico +poeta: _Oderint, dum metuant. Mi odiino quanto vogliono, purchè mi +temano._ Un simile tirannico motto fu in uso a Tiberio[223]. + +NOTE: + +[216] Sueton., in Cajo, cap. 17. Dio, lib. 59. + +[217] Sueton., in Cajo, cap. 20. + +[218] Dio, lib. 59. Sueton., cap. 46. Aurelius Victor de Caesarib. + +[219] Sueton., in Caligula, cap. 49. + +[220] Dio, lib. 59. + +[221] Dio, in Excerptis Valesianis. + +[222] Sueton., in Vitellio, cap. 2. + +[223] Sueton., in Tiber., cap. 59. + + + + + Anno di CRISTO XLI. Indizione XIV. + + PIETRO APOSTOLO papa 15. + TIBERIO CLAUDIO, figliuolo di + Druso imperadore 1. + +_Consoli_ + +CAJO CESARE CALIGOLA AUGUSTO per la quarta volta e GNEO SENTIO +SATURNINO. + + +Che Caligola fosse in questo anno console per la quarta volta, e +deponesse tal dignità nel dì 7 di gennaio, l'abbiamo da Svetonio[224], +il quale ancora aggiugne, che egli unì _i due ultimi consolati_, per +essere stato console anche nell'anno antecedente. Secondo il Pagi[225] +ed altri, in vece di _due_ dovrebbe avere scritto Svetonio _tre_, +perchè egli entrò console anche nell'anno 39 della nostra Era. Che a +lui nel consolato fosse sostituito _Quinto Pomponio Secondo_ nello +stesso dì 7 gennaio, si raccoglie da Dione[226], che per tale il +nomina nel dì 24 del suddetto mese, in cui fu ucciso Caligola. E +Giuseppe Ebreo[227] attesta anche egli, che erano consoli _Sentio +Saturnino_ e _Pomponio Secondo_, allorchè Claudio salì all'imperio. +Nei Fasti di Cassiodoro consoli dell'anno presente son detti _Secondo_ +e _Venusto_: e però il Panvinio ed altri han portata opinione, che +nelle calende di luglio questo _Venusto_ succedesse a Saturnino. +Monsignor Bianchini[228], che non trovò consoli in questo anno, e +lasciò scappar l'anno medesimo, per assettare la nuova sua cronologia, +difficilmente può sperar seguaci in tale opinione. Erano già pervenuti +i Romani alla disperazione, veggendosi governati da un Augusto, se non +tutto, almen mezzo pazzo e mezzo furioso, il quale specialmente +esercitava il suo furore contro la nobiltà; che angariava con +insopportabili imposte e gravezze i popoli, con inviare non i soliti +uffiziali, ma i soldati a riscuoterle; che avea[229] spogliato ogni +tempio della Grecia di tutte le lor più belle pitture e statue; che +permetteva agli schiavi di accusare in giudizio i lor padroni (cosa +inaudita), di modo che lo stesso Claudio, zio paterno dell'imperadore, +accusato da Polluce suo schiavo, corse pericolo della vita, e fu +obbligato a difendersi in senato; Augusto finalmente, che tutto dì si +vedea far delle nove pazzie, indegne d'ogni persona ragionevole, non +che di un imperadore. Perciò tutti sospiravano, chi per vendetta del +passato, chi per impazienza del mal presente, e chi per timore di +peggio nell'avvenire, che la terra fosse oramai liberata da questo +mostro. Ma niuno osava. I soldati pretoriani, cioè delle guardie, +grosso corpo di gente avvezza all'armi, ed affezionata a Caligola per +le frequenti sue liberalità, faceano venir meno il coraggio a chiunque +avesse voluto tentare contro la vita di lui. Contuttociò non mancarono +persone, che, per proprii riguardi e compassione del pubblico, il +quale andava di male in peggio, cominciarono a tramar delle congiure. +I principali e più coraggiosi furono _Cassio Cherea_ e _Marco Annio +Minuciano_. Era il primo uno dei tribuni, cioè dei primi uffiziali +delle compagnie pretoriane, uomo di petto e di probità tale, che +detestava le crudeltà e pazzie tutte di Cajo; dotato anche di molta +prudenza e cautela, e però alto ad ogni grande impresa. Caligola, +perchè egli avea poche parole, e parlava con voce languida, il teneva +per un effemminato, beffandolo anche bene spesso, come un dappoco, e +dato solo alla sensualità; di modo che qualor Cherea andava a prendere +il nome per la guardia, ora gli dava quel di Priapo o di Cupido, ora +quel di Venere ed altri simili: del che si offese molto Cherea. E buon +per lui, che sì vil concetto avea del suo merito Caligola; perciocchè +dicono, che gli era stato ultimamente predetto che sarebbe ammazzato +da un Cassio, come fu ancora Giulio Cesare: il che fu cagione che egli +richiamò a Roma Cassio Longino proconsole dell'Asia[230], discendente +da Cassio, uccisor di Cesare, con ordine ancora di ucciderlo, ma senza +che ne seguisse poi l'effetto. Trasse Cherea nelle sue massime +Cornelio Sabino, tribuno anche esso delle guardie; ed amendue si +aprirono con Annio Minuciano, uomo della primaria nobiltà, e pel suo +raro merito stimato da tutti; ma che stava male presso di Caligola, +per essere stato amico intimo di Marco Lepido. Scrive Giuseppe, che +questo Minuciano avea sposata una sorella di Caligola. Noi vedemmo che +_Giulia_ fu maritata con _Marco Vinicio_, uomo consolare; e Dione +parla di un _Viniciano_ che pretese all'imperio. Però potrebbe essere +che _Minuciano_ fosse il medesimo che _Viniciano_ o sia _Vinicio_, con +errore di alcuno de' testi. Si trovò Minuciano non solamente pronto +all'impresa, ma più ardente degli altri. A loro si aggiunse Callisto +liberto di Cajo, che secretamente coltivava la amicizia di Claudio zio +dell'imperadore, con altri non pochi. E Valerio Asiatico, personaggio +ricchissimo di beni nelle Gallie, vi tenea mano, ma con gran +secretezza e riguardo. Fu destinato al compimento del disegno il tempo +de' giuochi che si aveano da fare in onor di Augusto nel dì 21 di +gennaio, e nei tre seguenti: giacchè terminata quella festa, Caligola +avea fissata la sua partenza per l'Egitto, a far ivi meglio conoscere +un impazzito imperadore. Nei tre primi giorni de' giuochi non si trovò +apertura a compiere il disegno: laonde Cherea, che non potea più stare +alle mosse per paura che messo l'affare in petto di tante persone +traspirasse, determinò di sbrigarla nel dì 24 di gennaio. + +Nella mattina di quel dì, Cajo più allegro ed affabile che mai fosse +stato, si assise nell'anfiteatro, fabbricato di nuovo per quella +funzione; fece gittar delle frutta agli spettatori; egli ancora +lietamente in pubblico mangiava e beveva, facendo parte di quei regali +a chi gli era vicino, e specialmente a Pomponio Secondo console, che +sedea ai suoi piedi, e facea la graziosa scena di andarglieli baciando +di tanto in tanto. Pericolo vi fu, che Cajo non si movesse di là nel +rimanente del giorno; perchè assai satollo ed abboracchiato per la +lauta colezione, bisogno non avea di desinare. Contuttociò riusci a +Minuciano, ad Asprenate e ad altri cortigiani congiurati di farlo +muovere un'ora o due dopo il mezzodì, per andare al bagno, e +ritornarsene, pranzato che avesse. Giunto al palazzo, in vece di andar +diritto verso dove l'aspettavano i destinati al fatto, voltò strada +per vedere alcuni giovanetti delle migliori famiglie dell'Asia e della +Grecia[231] fatti venire apposta per cantare e ballare ne' giuochi. +Allorchè fu in un luogo stretto, Cherea se gli presentò davanti, per +chiedergli il nome della guardia. L'ebbe, ma derisorio, secondo il +costume. Egli messa allora mano alla spada gli diede un tal fendente +sul capo, che a Cajo sbalordito neppure restò voce per chiamare aiuto. +Fecesi avanti anche Cornelio Sabino, che con un colpo gli tagliò una +mascella; ed altri con trenta altre ferite il finirono. Perchè senza +rumore non potè succedere quella scena, trassero colà primieramente i +portantini della lettiga imperiale colle loro stanghe, e poscia le +guardie tedesche, le quali cominciarono a menar le mani addosso a' +colpevoli ed innocenti. Fra gli altri vi perderono la vita Publio +Nonio Asprenate, che era stato console nell'anno 58, Norbano ed +Antejo, tutti e tre senatori. Il cadavere dell'estinto Augusto, +portato nella notte seguente nel giardino di Lamia, fu mezzo bruciato, +e frettolosamente seppellito in terra, per timore che il popolo lo +mettesse in brani. Mandato anche da Cherea un centurione o tribuno, +appellato Giulio Lupo, alle stanze di _Cesonia_ moglie di Cajo, la +trucidò insieme colla figliuola _Giulia_, per cui Cajo avea fatto +varie pazzie con dichiararla anche figliuola di Giove. E tale fu il +fine di _Cajo Caligola_, fine corrispondente ad un conculcatore di +tutte le leggi umane e divine, e che troppo tardi si accorse d'essere +non un Dio, ma un miserabil mortale. Abbattute poi furono le sue +statue, rasato il suo nome dalle iscrizioni, e trattata la sua memoria +come di un pubblico nemico. + +Portata la nuova della morte di Caligola all'anfiteatro, dove buona +parte del popolo dimorava in allegria godendo il pubblico +divertimento, incredibil fu lo spavento di tutti; e tanto più perchè i +soldati pretoriani attorniarono colle spade nude quel luogo, e si durò +gran fatica a trattenerli che non cominciassero a far vendetta +dell'estinto principe sopra quegl'innocenti. Subito che poterono in +tanta confusione i consoli Sentio Saturnino e Pomponio Secondo, operar +qualche cosa, inviarono tre compagnie di essi pretoriani che si +trovarono ubbidienti per la città, affinchè impedissero i tumulti. +Raunato poscia il senato nel Campidoglio, corsero colà gli altri +soldati del pretorio, chiedendo con alte grida che si cercassero gli +uccisori. Ma affacciatosi Valerio Asiatico, uno dei primi senatori, ad +un balcone, gridò forte: «Piacesse a Dio, che l'avessi ammazzato io!» +Queste sole parole fecero impression tale ne' soldati che si +ritirarono. Fu poi dibattuto nel senato quel che fosse da fare in sì +pericolosa congiuntura. Il console Saturnino, secondo che scrive lo +storico Giuseppe, fece una bella aringa con rammentar tutti i mali +patiti sotto Tiberio e Caligola principi sanguinarii ed assassini del +pubblico, e conchiudendo che s'avea da ricuperare la libertà oppressa +dai precedenti imperadori; ma senza prendere ben le misure necessarie +per sì importante risoluzione. In fatti, non tardò molto a scoprirsi +la vanità di questo disegno. _Tiberio Claudio Druso Germanico_, +comunemente conosciuto col nome di _Claudio_ fra gl'imperadori de' +Romani, figliuolo fu di _Nerone Claudio Druso_, e fratello di +_Germanico Cesare_, per conseguenza zio paterno di Caligola. Uomo di +poco senno e sommamente timido, benchè avesse studiato le arti +liberali, era tenuto in concetto piuttosto di stolido, e perciò +sprezzato e deriso da tutti. Forse anche egli mostrava d'essere più di +quel che era. E questo fu la sua fortuna, perchè salvò la vita sotto +Tiberio e Caligola, i quali vedendolo addormentato e dappoco, nè +avendo apprensione alcuna di lui, si ritennero dal levarlo dal mondo. +Tiberio nondimeno il lasciò sempre nell'ordine de' cavalieri. Cajo suo +nipote, benchè fosse dipoi qualche volta tentato d'ucciderlo, pure +l'avea alzato al grado di senatore ed anche al consolato. Trovavasi +egli in compagnia o poco lungi da Caligola, allorchè i congiurati se +gli avventarono addosso. Tutto spaventato corse ad appiattarsi dietro +ad una tappezzeria, da dove ascoltava lo strepito di chi andava e +veniva, e co' suoi occhi vide le teste d'Asprenate e degli altri +uccisi staccate dai busti[232]. S'aspettava anch'egli la morte, quando +in passare uno de' soldati per nome Grato e scoperti i suoi piedi, il +tirò per forza fuori della tappezzeria. Cadde in ginocchioni Claudio e +gli dimandò la vita; ma il soldato riconosciutolo per quel che era, +non solamente l'animò, ma gli diede anche il titolo di _mio +imperadore_. E menatolo a' suoi compagni, che stavano disputando di +quel che s'avesse a fare in quel contingente, siccome per la memoria +di Germanico suo fratello l'amavano, tutti concorsero a riceverlo per +imperadore. Pertanto postolo in una lettiga, sulle loro spalle il +portarono al castello pretoriano, cioè al loro quartiere; tremando +egli intanto, e compassionandolo il popolo nel mirarlo così portato, +sulla credenza che il conducessero alla morte. Si fermò tutta quella +notte nel quartier de' soldati, nè andò al senato benchè chiamato, +scusandosi colla forza che gliel'impediva. Venuto poscia il dì 25 di +gennaio, giacchè i senatori erano discordi fra loro, nè mezzo appariva +da poter ripigliare e sostenere l'antica libertà, non si prendeva +risoluzione alcuna nel senato, in cui per altro non mancava il partito +di chi proponeva un nuovo principe. + +Intanto la natia paura di Claudio l'avea tenuto lungamente sospeso +s'egli avesse sì o no da accettare l'esibito imperio, e fu più volte +in procinto di rifiutarlo, o di rimettersi totalmente alla volontà del +senato; quando, per testimonianza di Giuseppe Storico, _Agrippa_ re di +parte della Giudea, che si trovava allora in Roma, ed avea fatto dar +sepoltura all'ucciso Caligola, arrivò segretamente colà, ed incoraggiò +talmente il vacillante Claudio, che consentì al buon volere de' +soldati, da' quali fu universalmente proclamato imperadore, con +promettere egli a tutti un buon regalo di denari. Fu questi il primo +degl'imperadori, eletto dalle milizie, con esempio infinitamente +pregiudiziale allo imperio romano; perchè ne vedremo tanti altri per +questa via, e col comperare lo imperio dai soldati, salire al trono. +Ora il senato, a cui era già pervenuto lo avviso degli andamenti dei +pretoriani e di Claudio, trovandosi ben intricato fra il desiderio di +ricuperar la libertà, e il timore di non poterlo, mandò a chiamare il +re Agrippa, per valersi del suo mezzo. Questo uomo doppio, quanto +altri mai fosse, comparve in senato ben profumato, e fingendo di nulla +sapere, anzi dimandando dove fosse Claudio, fu informato del presente +sistema dei pubblici affari, ed interrogato del suo parere. Lodò egli +sommamente il lor disegno di rimettere in piedi la repubblica, e si +protestò pronto a dar la vita per la gloria del senato. Ma nello +stesso tempo sparse il terrore in tutti, mostrando la difficoltà di +resistere ai pretoriani, e lodando in fine, che si facesse una +deputazione a Claudio per esortarlo a desistere: al che egli si esibì. +Accettata la offerta, e deputati con lui anche i tribuni della plebe, +andò Agrippa a trovar Claudio, e fece pubblicamente la ambasciata. +Poscia in un ragionamento a parte espose a Claudio la debolezza ed +incertezza del senato, esortandolo a prendere le briglie con mano +forte. Perciò, per quanto dicessero dipoi i tribuni per rimuoverlo, e +per consentire almeno di ricevere lo imperio dalle mani del senato, +Claudio tenne saldo, con promettere solamente un buon governo. Dacchè +il senato ebbe ricevuta questa risposta, volle fare il bravo col +minacciargli la guerra, e Claudio ne mostrò paura. Passò fra questi +dubbi il dì 25 di gennajo. Ma intanto andarono cangiando faccia gli +affari. Molta parte del popolo cominciò a gridare di voler un +principe, e ne nominò ancora alcuni; e venuto il dì 26, non pochi dei +senatori stettero ritirati, senza entrare in senato. Il peggio fu, che +quattro compagnie fin qui ubbidienti a Cherea e a Sabino, voltarono +casacca, ed abbracciarono il partito di Claudio. Altrettanto fecero i +vigili, i gladiatori e gli altri soldati della città, in maniera che i +senatori rimasti come in isola nel senato, s'appigliarono in fine, +benchè forzati, alla risoluzion di conoscere Claudio per imperadore. +Andarono dunque tutti a gara al quartier de' soldati per salutarlo; ma +furono sì mal ricevuti da coloro, che ne restarono alcuni bastonati ed +altri feriti; e Pomponio Secondo, l'uno de' consoli, corse pericolo +della vita, Claudio ed Agrippa s'interposero, ed acquietarono quegli +animi turbolenti. + +Allora Claudio accompagnato dal senato e dalle milizie, a guisa di +trionfante, si mosse, e dopo essersi portato al tempio, per +ringraziare gl'iddii della sua esaltazione, passò al palazzo; nè altro +di funesto per allora operò, se non che per politica condannò a morte +alcuni degli uccisori di Caligola, e massimamente il lor capo Cassio +Cherea, che coraggiosamente la sofferì. Volle perdonare a Cornelio +Sabino, e conservargli anche la sua carica; ma questi, non sapendo +sopravvivere all'amico Cherea, si diede poi la morte da sè stesso. Del +resto Claudio, dopo aver ricevuto i titoli di Cesare Augusto e di +pontefice massimo, e la tribunizia podestà, si trovò distinto da +Tiberio suo antecessore, coll'essere chiamato _figliuolo di Druso_ o +pur _di Tiberio_: laddove Tiberio s'intitolava _figliuolo di Augusto_. +E nelle medaglie[233] Tiberio è mentovato col solo prenome TIBERIVS +CAESAR; ma Claudio TIBERIVS CLAVDIVS CAESAR. Nè Claudio solea +anteporre il titolo d'_imperadore_ al suo nome, ma posporlo. Ora +anch'egli, non meno di quel che avessero fatto i precedenti due +cattivi imperadori, diede un bel principio al suo governo. La più +gloriosa delle azioni sue fu quella di accordare un general perdono a +chiunque avea trattato di ridurre di nuovo Roma allo stato di libertà +e di escludere lui dall'imperio. Nè egli rivangò mai più questi conti, +anzi promosse a gradi più illustri chi s'era mostrato più zelante in +quella occasione. Guai a loro, s'egli avesse avuto il cuor di Tiberio +o di Caligola! Anzi neppur fece vendetta di tanti e tanti, che in vita +privata o l'aveano oltraggiato, o vilipeso gastigandoli solamente se +si provavano rei d'altri delitti. Allorchè giunse in Germania la nuova +dell'ucciso Caligola, furonvi molti che sollecitarono Sulpicio Galba, +general di quelle legioni, ad assumere l'imperio. Mai non volle egli +acconsentire, perchè più poteva in lui l'onore che l'ambizione. +Claudio, di ciò informato, tenne sempre Galba per uno de' suoi +migliori amici; laddove Tiberio e Caligola furono soliti di levar di +vita chiunque credeano riputato degno dell'imperio. Un altro merito si +era acquistato Galba nell'anno precedente, perchè appena fu uscito +delle Gallie Caligola, che i Germani fecero un'irruzione nelle +provincie romane; ma Galba li ripulsò con tal vigore, che fu lodato +infin da Caligola, principe per altro invidioso della gloria de' suoi +generali. In quest'anno ancora egli sconfisse i popoli Catti nella +Germania: laonde Claudio, per tal vittoria e per altra rapportata da +Publio Gabinio contro i Cauci, fu nominato imperadore per la seconda +volta. Il timido natural di Claudio, avvalorato anche dal recente +esempio del nipote, cagion fu, ch'egli per un mese non osò d'entrar +nel senato; nè alcuno, ancorchè donna o fanciullo, da lì innanzi a lui +si accostò, se prima non era visitato, per vedere se portasse sotto +coltello od altre armi. Andando a qualche convito, tenea sempre le +guardie intorno alla tavola; e volendo far visita a qualche malato, +facea prima ben cercar per la camera e per li letti se armi vi +fossero. A fine poi di cattivarsi il pubblico amore, levò tosto, o +almeno ristrinse assaissimo, la licenza conceduta ad ognuno in +addietro di accusare chiunque si volea di lesa maestà[234]; e rimise +in libertà o richiamò dall'esilio le persone processate per questo, +con volerne nondimeno il consenso del senato. Abolì gli aggravi +imposti da Caligola, nè volle i regali annui comandati da esso suo +nipote. A chiunque indebitamente era stato spogliato de' suoi beni dal +medesimo e da Tiberio, li restituì. Fece anche rendere alle città le +statue e pitture che Caligola avea fatto condurre a Roma. Soprattutto +ebbe in abbominio gli schiavi e liberti, che sotto il disordinato +precedente regno si erano rivoltati contra de' lor padroni; e +similmente i falsi testimoni che in addietro aveano avuta gran voga. +Egli ne fece morir la maggior parte, obbligandoli a combattere negli +anfiteatri colle fiere. La sua modestia era grande. Abborrì l'alzare a +lui dei templi; per lo più ricusò anche le statue; altri onori +straordinari non volle nè per sè nè per gli figliuoli nè per la +moglie. Due erano le sue figliuole: _Antonia_, che fu maritata a Gneo +Pompeo in quest'anno, a lui nata da _Elia Petina_, sua seconda moglie +defunta; ed _Ottavia_, nata da _Valeria Messalina_, sua moglie +vivente, che fu promessa a Lucio Silano, e poi fu maritata a _Nerone_ +crudelissimo imperadore. Gli partorì essa Messalina un figliuolo +nell'anno presente, conosciuto dipoi sotto nome di _Britannico +Cesare_. Trattava egli coi senatori con molta bontà e cortesia, +visitandogli anche malati, ed assistendo alle lor feste private. +Onorava specialmente i consoli, alzandosi anch'egli al pari del popolo +in piede, allorchè intervenivano agli spettacoli, e qualora andavano +al suo tribunale per parlargli. Parcamente ancora vivea, ed era +indefesso a far giustizia, ed attento perchè gli altri la facesse. La +sua liberalità verso i re sudditi fu riguardevole. Ad _Agrippa_, a cui +professava di grandi obbligazioni, concedette tutto il regno posseduto +da Erode il grande suo avolo, e ad _Erode_ suo fratello il paese di +Calcide, col diritto ad amendue di sedere in senato, ed altri onori. +Restituì ad _Antioco_ la provincia di Comagene. Mise in libertà +_Mitridate re d'Armenia_, e gli rendè i suoi stati. Richiamò ancora +dal loro esilio a Roma _Agrippina_ e _Giulia Livilla_, che Caligola +lor fratello avea relegate nell'isola di Ponza. In somma, sì fatte +lodevoli azioni sul principio acquistarono a Claudio l'amore d'ognuno, +stupendosi probabilmente tutti, come un uomo creduto da nulla e +stolido in addietro, comparisse ora con sì diversa divisa, e sapesse +correggere con sì buon garbo gl'innumerabili disordini introdotti dai +due precedenti Augusti, e con tanta amorevolezza e giustizia si fosse +accinto al pubblico governo. + +NOTE: + +[224] Suet., in Cajo, cap. 17. + +[225] Pagius, Dissert. Hypatic. + +[226] Dio, lib. 59. + +[227] Joseph., Antiquit. Judaic., lib. 19, c. 1. + +[228] Blanchin., in Anast. + +[229] Joseph., Antiquit. Judaic., lib. 19, cap. 1. + +[230] Dio, lib. 59. Suetonius, in Cajo, cap 57. + +[231] Suet., in Cajo, c. 58. Dio, lib. 59. Joseph., Antiq., lib. 59. + +[232] Suet., in Claudio, cap. 10. Dio, lib. 60. Joseph., Antiq., lib. +19. + +[233] Mediobarbus, Numism. Imper. Goltzius, Patinus et alii. + +[234] Sueton., in Claudio, cap. 3. Dio, lib. 60. + + + + + Anno di CRISTO XLII. Indizione XV. + + PIETRO APOSTOLO papa 14. + TIBERIO CLAUDIO figlio di + Druso, imperadore 2. + +_Consoli_ + +TIBERIO CLAUDIO GERMANICO AUGUSTO per la seconda volta, e CAJO CECINA +LARGO. + + +Nell'ultimo di febbraio _Claudio Augusto_ si spogliò della dignità +consolare, per ornarne non si sa bene chi. Ha creduto taluno, che gli +succedesse _Cajo Vibio Crispo_, ma giocando ad indovinare. Nelle +calende di gennaio[235] esso Claudio Augusto console fece ben giurare +dai senatori l'osservanza delle leggi d'Augusto, e la giurò egli +stesso; ma non pretese, nè permise un simile giuramento per quelle +ch'egli facesse. S'erano già ribellati i popoli della Mauritania per +la morte data da Caligola a Tolomeo re loro. In quest'anno rimasero +essi sconfitti da Svetonio Paolino, che s'inoltrò sino al monte +Atlante, e saccheggiò quelle contrade. Due altre rotte lor diede dipoi +Osidio Geta, di maniera che posate le armi, quel paese tornò tutto +all'ubbidienza di Roma. Claudio per tali vittorie prese il titolo +d'_imperadore_ per la terza volta: poichè il merito delle vittorie si +attribuiva sempre al generalissimo delle milizie romane (tali erano +allora gl'imperadori) e non già agli uffiziali subalterni. Patì in +quest'anno[236] Roma gran fame. Claudio Augusto non mancò al suo +dovere, per provvedere al bisogno. E perciocchè Roma si trovava senza +porto in sua vicinanza, nè le navi nel tempo di verno osavano portar +grani alla città, Claudio imprese a formarne uno di pianta: opera +degna della magnificenza romana; e tanto più gloriosa per Claudio, +perchè Giulio Cesare avea avuta la medesima idea, ma per la grave +spesa e difficoltà di eseguirla l'aveva abbandonata. Alla sboccatura +dunque del Tevere, e dal lato del fiume opposto all'altro dove era +Ostia, fece cavare un porto vastissimo nel continente, con due ale che +si sporgevano molto in mare; il tutto guernito di marmi, e con torre o +sia fanale ben alto. Si crederono gli architetti, chiamati per tal +fabbrica, di spaventarlo con dirgli la sterminata spesa che +costerebbe. Egli tanto più se n'invogliò, e volle farla, e la condusse +a fine con gloria grande del suo nome. Resta tuttavia il nome di +Porto, a quel sito, ma non già vestigio del porto medesimo. Racconta +Plinio[237], come testimonio di veduta, che mentre si facea +quell'insigne fabbrica, capitò colà un mostro marino, chiamato orca, +di smisurata grandezza. Per prenderlo bisognò inviarvi i soldati del +pretorio, e varie navi, una delle quali restò affondata dall'acqua +gittatavi dalle narici del pesce. Molte leggi utili e buone fece +Claudio in quest'anno, e fra le altre ordinò, che i governatori e +ministri delle provincie, eletti nel principio d'anno, e soliti a +fermarsi lungo tempo in Roma, per tutto il marzo dovessero trovarsi +alle loro provincie; e che gli eletti nol ringraziassero in senato, +come era il costume. Dicea, _che non essi a lui, ma egli ad essi dovea +rendere grazie, perchè l'aiutavano a portare il peso del principato, e +cooperavano al buon governo de' popoli_, con prometter anche loro +maggiori onori se con lode avessero esercitato il loro impiego. + +Non sarebbe stato Claudio con tutta la sua poca testa un principe +cattivo, perchè non gli mancava una buona intenzione, e mostrava genio +alle cose ben fatte, privo, per altro, d'orgoglio e di fasto; e sulle +prime regolandosi col consiglio dei savi non metteva il piè in +fallo[238]. Ma per sua o per altrui disgrazia cominciò a comparir +cattivo, parte per li mali affetti del suo natural timoroso, e parte +perchè _Messalina_ sua moglie, la più impudica donna del mondo, e +Narciso suo liberto favorito, ed altri mali arnesi della corte, +abusandosi della di lui scempiaggine, il faceano precipitare in +risoluzioni indegne di lui, e sommamente pregiudiziali al pubblico. +Quel che parve strano, dall'un canto era un coniglio pien di paura, e +dall'altro uno de' suoi maggiori piaceri consisteva nell'assister agli +abbominevoli spettacoli dei gladiatori, e in vedere gli uomini +combattere con le fiere, e restarne assaissimi stracciati e divorati. +Diede anche da ridere, l'aver egli fatto levar l'insensata statua +d'Augusto dall'anfiteatro, acciocchè non vedesse tante stragi, e non +convenisse ogni volta coprirla, quando egli vivente non avea scrupolo +di guatarle sì spesso, e di prenderne tanto diletto. Certamente fu +creduto che avvezzatosi in questa maniera al sangue umano, divenisse +poi sì facile a spargerlo co' suoi ingiusti decreti, dacchè lo +spingevano al mal fare l'iniqua moglie e i suoi perversi servitori di +corte. La prima sua ingiustizia, che cominciò a far grande strepito, +fu la morte di _Appio_ o sia _Cajo Silano_, uno de' più illustri e +stimati senatori di Roma, e tenuto in gran conto, ed amato da Claudio +stesso, perchè[239] padrigno di Messalina sua moglie, avendo sposata +Domizia Lepida, madre d'essa Messalina. E perciocchè si sa che Claudio +avea già fatti seguire gli sponsali fra _Ottavia_ figliuola di +Messalina, e _Lucio Silano_, s'è creduto che questo Lucio Silano fosse +nato dal medesimo Appio Silano e da Giulia nipote d'Augusto, sua prima +moglie. Questi sì stretti legami di parentela non trattennero l'infame +Messalina del tentar Appio Silano d'adulterio. Il non aver egli voluto +consentire fu un grave delitto, a punir il quale Messalina e Narciso +si servirono della seguente furberia[240]. Entrò una mattina per tempo +Narciso nella camera di Claudio, che tuttavia dimorava in letto colla +moglie; e facendo lo spaventato e il tremante, gli raccontò di aver +veduto in sogno lo stesso imperadore ucciso per mano del sopraddetto +Appio. Saltò su allora Messalina, e calcò la mano con dire, aver +anch'ella le notti addietro più volte con orrore sognato un sì orrendo +spettacolo. Nello stesso tempo vien bussato all'uscio, ed è Appio +Silano che Messalina e Narciso d'accordo aveano fatto venire a +quell'ora. Non occorse di più. Claudio, a cui in materia di sospetti +le biche pareano montagne, diede tosto ordine che gli fosse levata la +vita, e l'ordine fu eseguito. Portò lo stesso Claudio al senato questa +bella nuova, come liberato da un gran pericolo, e molto ringraziò il +suo liberto Narciso che anche sognando vegliava così bene per la vita +del suo padrone. Somiglianti foghe di sospetti e timori fecero, che +Claudio in altre occasioni togliesse dal mondo altre persone innocenti +con subitaneo furore; ed accadde talvolta (cotanto era stupido) che +dopo aver fatto morir taluno, come tornato in sè, dimandava conto, +credendolo vivo. Dettogli, che per ordine suo non si contava più fra i +mortali, se ne rammaricava poi forte, ma senza profitto dei morti. + +Credesi che l'ingiusta morte di Silano, e il mirar la stupidità di +Claudio capace d'altre simili false carriere, desse moto ad una +congiura contra di lui: tanto più perchè durava in molti l'idea di +rimettere in piedi la libertà della repubblica, nè parea ciò difficile +sotto un imperadore impastato di paura[241]. _Annio Viniciano_, o +_Minuciano_, fu delle prime ruote di tal cospirazione, siccome quegli +che non si tenea mai sicuro, dopo essere stato uno de' principali +nella congiura contro Caligola, e proposto anche in senato per +succedergli nell'imperio. Ma sì grande impresa non si potea compiere +senza l'armi; e Claudio intanto era ben assistito dai pretoriani e +dall'altre milizie, che stavano di quartiere in Roma, perchè, oltre +alla paga ordinaria, li rallegrava ogni anno con un buon regalo. Si +rivolsero dunque i congiurati a _Furio Camillo Scriboniano_, che +comandava ad alcune legioni nella Dalmazia, promettendogli aiuto se +armato veniva a Roma. Vi saltò egli dentro, e fattasi giurar fedeltà +da quell'esercito, col pretesto di restituire il popolo romano +nell'antica autorità, tutto andò disponendo, con iscrivere intanto una +lettera fulminante e piena d'ingiurie a Claudio, minacciandogli tutti +i malanni se non rinunziava l'imperio. Ricevuta questa imperiosa +intimazione, non era lontano Claudio dall'ubbidire; ma un accidente il +liberò dal pericolo. Dato da Furio Camillo il segno della marcia, per +caso fortuito si trovò difficoltà a sollevar le insegne che, secondo +il costume, stavano conficcate in terra. Erano i Romani d'allora la +più superstiziosa gente del mondo; badavano a tutto, interpretando +anche le menome bagattelle per presagi favorevoli o contrari +dell'avvenire. Bastò questo perchè i soldati credessero volontà degli +dii il non dar esecuzione al meditato viaggio. Furio Camillo +trovandosi deluso, se ne fuggì in un'isola della Dalmazia, dove[242] +fra le braccia di Giunia sua moglie fu ucciso da un semplice soldato, +appellato Volaginio, il quale premiato poi da Claudio ascese ai primi +gradi della milizia. Per questa sedizione terminata con tanta +felicità, Claudio fece far di molte perquisizioni in Roma, affin di +scoprire i complici. Alcuni furono giustiziati, altri si levarono la +vita da sè stessi, fra i quali specialmente si contò il sopr'accennato +Viniciano o Minuciano. Non pochi anche dei cittadini romani, de' +cavalieri e insin dei senatori furono messi ai tormenti, e data +licenza ai servi e liberti di accusare i loro padroni, benchè Claudio +nell'anno addietro avesse abolito quegli usi. In somma si riempiè +tutta Roma di sospiri e di terrore; e quei soli se n'andarono salvi +che seppero guadagnarsi la protezion di Messalina o dei liberti di +corte. Fu osservato il coraggio di un liberto di Furio Camillo, per +nome Galeso, che interrogato da Narciso nel senato, cosa egli avrebbe +fatto se il suo padrone fosse divenuto imperadore: _Gli avrei_, +rispose, _tenuto dietro secondo il mio solito, ed avrei taciuto_. In +questa occasione[243] _Cecina Peto_, già stato console, che avea +sposato il partito di Furio Camillo, fu preso e condotto a Roma in una +nave. _Arria_ sua moglie, donna di petto virile, rigettata da quella +nave, gli tenne dietro in una barchetta; ed arrivata a Roma, ricorse a +Messalina, per raccomandarsele. Avendo trovata con lei Giunia moglie +del suddetto Furio Camillo, la rimproverò, perchè tuttavia vivesse +dopo la morte del marito. Avrebbe potuto Arria, mercè del favore di +Messalina, non solamente vivere, ma anche sperar buon trattamento; +pure s'incapricciò tanto di non voler sopravvivere al marito, che dopo +aver veduta disperata la di lui causa, prese un pugnale, si trafisse, +e poi diede il ferro medesimo al marito, acciocchè facesse +altrettanto. Quest'atto d'Arria vien esaltato colle trombe da Plinio +il giovane in una delle sue epistole, e da Dione, secondo la falsa +idea che aveano i Romani di quel tempo della gloria; quasi che possa +essere conforme alla retta ragione l'uccidere un innocente, e non sia +più gloriosa quella fortezza che sa sofferir le maggiori calamità. Non +si può fallare, credendo che dopo la morte di Furio Camillo, fosse +inviato al governo della Dalmazia o sia dell'Illirico, _Lucio Ottone_ +padre di _Ottone_ poscia imperadore, di cui parla Svetonio[244]. Fu +egli sì rigoroso, che fece tagliar la testa ad alcuni semplici +soldati, i quali pentiti d'aver aderito ad esso Camillo, di lor +propria autorità, e contro l'ordine, aveano ucciso i loro uffiziali +come autori di quella sedizione, senza far egli caso, se dispiaceva a +Claudio, da cui erano anche stati promossi alcuni di que' soldati a +posto maggiore. Ne acquistò gloria presso i Romani, ma perdè molto +della buona grazia di Claudio, con ricuperarla nondimeno da lì a poco, +per avere scoperto e rilevato il disegno formato da un cavaliere di +uccidere esso imperadore. + +NOTE: + +[235] Dio, lib. 60. + +[236] Sueton., in Claudio, cap. 20. + +[237] Plinius, lib. 9, c. 6. + +[238] Dio, lib. 60. + +[239] Sueton., in Claudio, cap. 29. Seneca, in Apocol. + +[240] Suet., ibid., cap. 87. Dio, lib. 60. + +[241] Sueton., in Claudio, cap. 13. Dio, lib. 60. + +[242] Tacit., Historiar. lib. 2, cap. 75. + +[243] Plinius junior, lib. 3, cap. 16. + +[244] Sueton., in Othone, cap. 1. + + + + + Anno di CRISTO XLIII. Indizione I. + + PIETRO APOSTOLO papa 15. + TIBERIO CLAUDIO, figlio di + Druso imperadore 3. + +_Consoli_ + +TIBERIO CLAUDIO AUGUSTO per la terza volta e LUCIO VITELLIO per la +seconda. + + +Non più di due mesi tenne l'_Augusto Claudio_ il suo terzo +consolato[245]. V'ha chi crede a lui succeduto nel dì primo di marzo +_Publio Valerio Asiatico_, quel medesimo che avea tenuta mano ad +abbattere il crudele Caligola, ma è opinione incerta. _Vitellio_ +console quel medesimo è che vedemmo proconsole della Siria, e che ebbe +per figliuolo _Vitellio_ poscia imperadore. Coll'adulazione si salvò +sotto Caligola, con questa ancora si fece largo presso di Claudio. +Nelle calende poscia di luglio giudicarono alcuni eruditi, che ai +suddetti consoli ne succedessero due altri, cioè _Quinto Curzio Rufo_ +e _Vipsanio Lenate_. Plausibile è la lor congettura, ma non è più che +congettura. V'erano sì smisuratamente moltiplicate in Roma le +ferie[246], che la maggior parte dell'anno era feriata; ed allora non +si teneano i pubblici giudizii. Vi rimediò Claudio Augusto, riducendo +esse ferie ad un numero discreto. Tolse vari uffizi a chi +indebitamente gli avea ottenuti da Caligola, e li restituì o li +conferì a chi ne era degno. Al popolo della Licia, perchè avea fatto +un tumulto, con uccidere ancora non so quanti Romani, levò la libertà +e sottomise quella provincia alla Panfilia. Privò della cittadinanza +di Roma uno di quel paese, perchè non intendea la lingua latina; ed +altri spogliò del medesimo diritto per loro falli; ma conferillo poi a +moltissimi altri a capriccio, nè solo ai particolari, ma anche alle +università e città. Più nondimeno quelli erano, che ricorrendo con +danari a Messalina e ai liberti favoriti di corte, l'impetravano, di +modo che si dicea, che la cittadinanza romana, la quale una volta +siccome bel privilegio si pagava carissimo, era divenuta sì a buon +mercato, che con un pezzo di vetro rotto si acquistava. Nè sol questo +si vendea da Messalina e da' liberti palatini, ma ancora gli uffizi +militari e i governi, con entrar anche a far traffico e a cavar danaro +dalla grascia e dall'altre cose che si vendevano: il che fece incarire +i lor prezzi, e necessario fu che Claudio nel campo Marzio alla +presenza del popolo li tassasse. Ed intanto Messalina più che mai +datasi in preda alla libidine[247], e sfacciatamente adultera, senza +rispetto alcuno del marito, era l'oggetto delle dicerie della gente +accorta. Se vero è ciò che ne scrisse Giovenale, lasciato la notte in +letto l'addormentato buon consorte, travestita passava ai pubblici +lupanari; nè contenta dell'infame suo vivere, forzava anche altre +nobili donne, con chiamarle a palazzo a prostituire la lor pudicizia +ed anche alla presenza de' lor mariti. A chi d'essi si contentava, non +mancavano onori e posti, agli altri che non amavano questo vituperoso +giuoco fabbricava trappole per farli condannare e morire, trovando +maniere che non penetrasse agli orecchi del goffo marito l'enorme +sordidezza del viver suo. Perciò Claudio era quasi il solo che non +sapesse un'infamia sì mostruosa. Anzi scioccamente talvolta cooperava +alle pazze voglie di lei, siccome fra l'altre avvenne di Mnestore +famoso istrione o sia commediante. Era perduta nell'amore di costui la +bestial Messalina, nè mai con preghiere o minacce avea potuto trarlo +alle sue voglie, perchè egli dovea ben misurare il pericolo di quel +salto. Lamentossi ella con Claudio, che Mnestore la sprezzava, nè +volea ubbidirla in certo altro affare. Fattolo chiamare, l'Augusto +bufalo gli ordinò di far tutto quanto ella gli comandasse. Nell'anno +presente ancora riuscì a Messalina di levar dal mondo due principesse +della casa cesarea[248], cioè _Giulia_ figliuola di _Druso Cesare_ +figliuol di _Tiberio_, e _Giulia Livilla_ sorella dell'ucciso +_Caligola_, e di _Agrippina_, poi moglie dello stesso Claudio. Perchè +esse voleano gareggiar con lei in bellezza e in possanza, nè usavanle +assai finezze, e Livilla inoltre da sola a solo parlava spesse volte +con Claudio, seppe così offuscare il cervello del marito Augusto, che +senza lasciar loro agio per difendersi, le inviò all'altro mondo, +l'una col ferro, l'altra colla fame. Il celebre filosofo _Seneca_, +perchè amico di Livilla, fu in tal congiuntura relegato nella Corsica, +e si vendicò poi di Claudio morto con una satira che si è conservata +sino ai dì nostri. + +Finquì la grand'isola della Bretagna, oggidì appellata Inghilterra, +non avea piegato il collo sotto il giogo de' Romani. Perchè quantunque +Orazio[249] sembri indicare, che Augusto vincesse que' popoli, e +Servio[250] chiaramente l'insegni; pure Strabone[251] assai fa +conoscere che ciò non sussiste; ed è certo, che anche ai tempi di +Claudio que' popoli viveano sottoposti a' vari loro re, amici +solamente, ma non sudditi di Roma. Per cagione[252] d'alcuni desertori +non restituiti s'intorbidò la buona armonia fra i Britanni e i Romani; +e un certo Berico cacciato dalla Bretagna, tanto seppe dire ad _Aulo +Plauzio_ senator chiarissimo, pretore allora e governatore della +Germania inferiore, che gli fece credere facili le conquiste in +quell'isola. Claudio informato della proposizione, e voglioso di +guadagnare un trionfo, vi consentì. Trovò Plauzio una somma renitenza +nell'esercito, per uscire del continente e passare in paese incognito; +nè si voleano in fatti muovere. Arrivò colà Narciso spedito con ordini +pressanti da Claudio. Questo liberto, gonfio pel gran favore del +padrone, arditamente salì sul tribunale di Plauzio per fare un'aringa +ai soldati. Allora a tutti montata la collera, cominciarono a gridare: +_Ben venuti i Saturnali_; perchè in que' giuochi i servi si +travestivano con gli abiti de' padroni. E senza volerlo ascoltare, +alzate le bandiere, tennero dietro a Plauzio, il quale colle navi +preparate andò poi a fare uno sbarco nella Bretagna. Non si +aspettavano que' popoli una tal visita; e perchè non s'erano nè +preparati nè uniti, si diedero alla fuga, nascondendosi nelle selve e +nelle paludi. Con Plauzio andò anche _Vespasiano_, che fu poi +imperadore. S'impadronirono questi due valorosi uffiziali d'una parte +di quel paese sino al Tamigi; nè osando Plauzio di passar oltre, +significò con sue lettere la positura degli affari a Claudio, e quali +popoli egli avesse soggiogato, quali Vespasiano; e come Cajo Sidio +Geta inviluppato dai nemici con pericolo d'esser preso, gli avea poi +sbaragliati. Claudio o avea già fatta o fece allora la risoluzione di +passar colà in persona. Lasciato dunque il governo di Roma a _Lucio +Vitellio_, ch'era stato o pur tuttavia era console, probabilmente +nella state s'imbarcò, e da Ostia fece vela verso Marsiglia, con +patire per viaggio una pericolosa burrasca. Poscia parte per terra, +parte per mare arrivò all'Oceano: e finalmente raggiunse l'armata, che +stava tuttavia accampata presso al fiume Tamigi. Valicato quel fiume, +sconfisse i Britanni accorsi in gran copia per impedirgli il +passaggio, e prese Camaloduno reggia di Cinobellino. Così Dione[253]: +laddove Svetonio[254] scrive non aver egli data battaglia alcuna. +Certo è, che per quelle imprese due o tre volte conseguì di nuovo il +titolo di _imperadore_, titolo indicante qualche nuova vittoria. Anche +Tacito[255] afferma aver egli conquistato un buon tratto di paese +nella Bretagna, e domati ivi alcuni di quei re; e Svetonio[256] stesso +asserisce che Vespasiano in quella spedizione, ora sotto Plauzio ed +ora sotto lo stesso Claudio Augusto, si segnalò con essere ben trenta +volte venuto alle mani con que' popoli, ed aver sottomesse due di +quelle possenti nazioni, prese venti città e l'isola di Vicht. Non +molto tempo si fermò Claudio in quelle contrade, e dopo aver tolte +l'armi agli abitanti del paese conquistato, e lasciato Plauzio +coll'esercito al loro governo, si rimise in viaggio per tornarsene a +Roma. Sei mesi spese nell'andare e venire; ed abbiamo da Seneca[257] e +da Tacito[258], che nella Bretagna fu alzato un tempio a questo +imperadore, la cui impresa aprì l'adito all'armi romane di stendersi +maggiormente coll'andare degli anni in quella vasta isola. Giunti a +Roma molto prima di Claudio, Gneo Pompeo e Lucio Silano, generi d'esso +imperadore, coll'avviso del lieto avvenimento[259], il senato decretò +il trionfo a Claudio, e diede tanto a lui che al picciolo suo +figliuolo _Claudio Tiberio Germanico_, il titolo di _Britannico_, con +ordinar dei giuochi da farsi ogni anno in sua memoria e l'erezione di +due archi trionfali, l'uno in Roma e l'altro al lido della Gallia, +dove Claudio entrò in mare per passare in Bretagna. Accordò inoltre a +Messalina moglie di Claudio, ancorchè non avesse il titolo d'Augusta, +il primo luogo nelle pubbliche adunanze, (il che può parere strano) e +il poter andare nel carpento, cioè in carrozza singolare, di cui +godeano per privilegio le sole Vestali e i Sacerdoti, ed entrar con +essa ne' pubblici spettacoli. Nello stesso tempo pubblicarono un +editto, che chiunque avesse monete di rame coll'immagine dell'odiato +Caligola, le portasse alla zecca da essere disfatte. Sopra questo rame +o bronzo mise tosto le mani Messalina, e ne fece formar delle statue +al suo caro drudo Mnestore commediante. + +NOTE: + +[245] Sueton., in Claudio, cap. 14. + +[246] Dio, lib. 60. + +[247] Juvenalis, Satyra 6. Dio, lib. 60. Sueton. in Claud., cap. 26. + +[248] Seneca, in Apocol. Suetonius, in Claudio, cap. 29. + +[249] Horatius, Odar., lib. 3, I. + +[250] Servius, in Virgil., Georg. 3. + +[251] Strab., lib. 2. + +[252] Sueton., in Claud., cap. 17. Dio, lib. 60. + +[253] Dio, lib. 60. + +[254] Sueton., in Claudio, cap. 17. + +[255] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 13. + +[256] Sueton., in Vesp., cap. 4. + +[257] Seneca, in Apocol. + +[258] Tacitus, Annal., lib. 14, c. 31. + +[259] Dio, lib. 60. + + + + + Anno di CRISTO XLIV. Indizione II. + + PIETRO APOSTOLO papa 16. + TIBERIO CLAUDIO, figliuolo di + Druso, imperadore 4. + +_Consoli_ + +LUCIO QUINTIO CRISPINO per la seconda volta e MARCO STATILIO TAURO. + +Da un'iscrizion del Grutero raccolse il cardinale Noris[260] che il +prenome di _Statilio Tauro_ fu _Marco_. Un'altra tuttavia esistente in +Roma nel museo del Campidoglio, e da me[261] pubblicata, fu posta +MANIO AEMILIO LEPIDO, T. STATILIO TAURO COS. Quando questa appartenga +all'anno presente, si può inferirne, che essendo mancato di vita, +ovvero avendo dimessa la dignità, il primo de' consoli _Crispino_, a +lui succedesse _Manio Emilio Lepido_. Similmente se ne ricaverebbe, +che il prenome di _Statilio Tauro_ era _Tito_ e non _Marco_. Ma di ciò +all'anno seguente. Arrivò l'imperador Claudio dalla Bretagna in +Italia, e, per testimonianza di Plinio[262], andò ad imbarcarsi ad una +delle bocche del Po, appellata Vatreno, in un grosso legno, +somigliante piuttosto ad un palazzo che ad una nave. Pervenuto a Roma, +trionfante v'entrò[263] colle solite formalità. Sommamente magnifico e +maestoso fu l'apparato, ed ottennero licenza i governatori delle +provincie, ed anche alcuni esiliati, d'intervenirvi. Osserva +Dione[264], che Claudio salì ginocchione al Campidoglio, sollevandolo +di qua e di là i due suoi generi; e che dispensò, ma con profusione, +gli ornamenti trionfali non solo alle persone consolari, che l'aveano +accompagnato in quella spedizione, ma anche ad alcuni senatori contro +il costume. Celebrò dipoi i giuochi trionfali in due teatri. Vi furono +più corse di cavalli, cacce di fiere, forze d'atleti, balli di giovani +armati. Le altre azioni lodevoli di Claudio in quest'anno si veggono +brevemente riferite da Dione. Avea Tiberio tolte al senato le +provincie della Grecia e Macedonia, con deputarne al governo i suoi +uffiziali. Claudio gliele restituì, e tornarono a reggerle i +proconsoli. Rimise in mano dei questori, come anticamente si usava, la +tesoreria del pubblico, togliendola ai pretori. Possedeva _Marco +Giulio Cozio_, il principato avito di un bel tratto di paese nell'Alpi +che separano l'Italia dalla Gallia, appellate perciò _Alpi Cozie_. Gli +accrebbe Claudio quel dominio, e, per attestato del medesimo Dione, +gli concedè il titolo di re: _cosa_, dice egli, _non praticata in +addietro_. Eppure nell'arco celebre di Susa, tuttavia esistente, la +cui iscrizione pubblicata dal marchese Maffei[265], ho ancor io[266] +data alla luce, si legge M. IVLIVS REGIS DONNI FILIVS COTTIVS. Quella +iscrizione fu posta ad Augusto. Però sembra che non ora cominciasse il +titolo di re in que' principi, e che Augusto, nel conquistar quelle +contrade, le lasciasse bensì in signoria a Giulio figliuolo del re +Donno, ma senza il titolo di re, il quale fu poi restituito da Claudio +a Marco Giulio Corio di lui figliuolo o nipote. Avevano i cittadini di +Rodi crocifissi alcuni Romani, che forse meritavano la morte; ma +perchè quel supplizio era ignominioso, e in riputazione grande si +tenea il privilegio della cittadinanza romana, Claudio levò loro la +libertà, cioè il governarsi colle lor leggi e co' propri ufiziali, +benchè poi loro la restituisse nell'anno di Cristo 53. Mancò di vita +in quest'anno _Erode Agrippa re della Giudea_, allorchè si trovava in +Cesarea[267]. Credevasi che Claudio Augusto lascerebbe succedere in +quel regno il di lui figliuolo _Agrippa_; ma prevalendo i consigli de' +suoi liberti, ne diede il governo a Cuspio Fado cavalier romano: con +che Gerusalemme restò di nuovo senza i suoi re, immediatamente +sottoposta ai governatori romani. + +NOTE: + +[260] Noris, Epistola Consulari. + +[261] Thesaurus Novus Inscription., pag. 304, num. 3. + +[262] Plin., lib. 3, cap. 16. + +[263] Sueton., in Claudio, cap. 17. + +[264] Dio, lib. 60. + +[265] Scipio Maffei, Diplomat. + +[266] Thesaurus Novus Inscription., pag. 1095. + +[267] Joseph., Antiq. Judaic., lib. 19. + + + + + Anno di CRISTO XLV. Indizione III. + + PIETRO APOSTOLO papa 17. + TIBERIO CLAUDIO, figlio di + Druso, imperadore 5. + +_Consoli_ + +MARCO VINICIO per la seconda volta e TAURO STATILIO CORVINO. + + +Secondo le osservazioni del cardinal Noris, tali furono i consoli +dell'anno presente, e, secondo lui, _Tauro_ fu il prenome di +_Statilio_: del che certo si può dubitare, perchè in un passo di +Flegonte[268] si parla di un fatto avvenuto in Roma, essendo consoli +_Marco Vinicio_ e _Tito Statilio Tauro_, cognominato _Corvilio_: dove +apparisce _Tauro_ cognome. Abbiam veduto nell'anno precedente +rammentata un'iscrizione posta MANIO ÆMILIO LEPIDO ET T. STATILIO +TAURO COS. Non ho io saputo dire, e neppure lo so ora, a qual anno +precisamente appartenga questo pajo di consoli. Certamente questo +_Tito Statilio Tauro_ non sarà stato console tanto in questo che +nell'antecedente anno, perchè ciò sarebbe stato notato ne' Fasti; e +però lo _Statilio_ di quell'anno dee essere diverso dal presente. +Osservarono il Panvinio ed altri, che ai consoli suddetti dovettero +essere sostituiti _Marco Cluvio Rufo_ e _Pompeo Silvano_, ricavandosi +ciò da un rescritto di Claudio, riferito da Giuseppe Ebreo[269], e +fatto sul fine di giugno, correndo la quinta sua podestà tribunizia. +Per altro, ancorchè finora abbiano faticato vari valenti letterati, +non possiam dire superate per anche le tenebre sparse qua e là ne' +Fasti consolari, restandovi tuttavia molto di scuro e molte +imperfezioni. Piena era oramai Roma di statue[270] e d'immagini +pubbliche o di marmo, o di bronzo, perciocchè ad ognuno era permesso +il metterne: il che rendeva troppo familiare ed anche vile un onore +che dovea essere riserbato alle persone di merito distinto. Claudio ne +levò via la maggior parte, ordinando insieme, che da lì innanzi niun +potesse esporre l'immagine sua senza licenza del senato, a riserva di +chi facea qualche fabbrica nuova, o rifacea le vecchie, per animar +ciascuno ad accrescere gli effetti di Roma. Mandò in esilio il +governatore di una provincia, perchè fu convinto d'aver preso dei +regali, e gli confiscò tutto quello che avea dianzi guadagnato nel +governo. Fece ancora un editto, che a niuno dopo un ufizio esercitato +nelle province, se ne potesse immediatamente conferire un altro: legge +anche altre volte stabilita; acciocchè nel tempo frapposto potesse chi +avea delle querele contra di tali persone, proporle con franchezza. +Proibì ancora, finiti i loro governi, il pellegrinare in altri paesi, +volendo che tutti venissero a Roma, per essere pronti a quello che ora +noi chiamiamo sindacato. Nell'anno presente spese Claudio di molto in +dar sollazzo al popolo con altri pubblici giuochi; e alla plebe, +solita a ricevere _gratis_ il frumento del pubblico, donò trecento +sesterzi per cadauno; e vi fu di quelli che n'ebbero per testa fino +mille e dugento cinquanta. Nel giorno suo natalizio[271], cioè nel dì +primo di agosto, in cui dieci anni prima dell'Era nostra egli venne +alla luce in Lione, correva in quest'anno l'ecclissi del sole. Claudio +con pubblico monitorio ne fece alcuni dì prima avvertito il popolo, +acciocchè sapessero quello essere un effetto necessario del corso dei +pianeti, e non ne tirassero qualche mal augurio, per lui, come per +poco soleano fare in tanti altri affari i Romani, essendo troppo +quella gente nudrita dagl'impostori nella superstizione. Le +medaglie[272] ci fan vedere che, tanto nel precedente che nel presente +anno, Claudio prese più volte il titolo d'_imperadore_, trovandosi +nominato _imperadore per la decima volta_. Indizii son questi, che i +suoi generali nella Bretagna doveano aver fatti de' progressi +coll'armi; ma di ciò non resta vestigio nella storia. + +NOTE: + +[268] Phlegon., de Mirabilib., cap. 6. + +[269] Joseph., lib. 19. + +[270] Dio, lib. 60. + +[271] Sueton., in Claudio, cap. 2. + +[272] Mediobarbus, Numismat. Imperator. + + + + + Anno di CRISTO XLVI. Indizione IV. + + PIETRO APOSTOLO papa 18. + TIBERIO CLAUDIO, figliuolo di + Druso, imperadore 6. + +_Consoli_ + +PUBLIO VALERIO ASIATICO per la seconda volta, e MARCO GIUNIO SILANO. + + +Dal trovar noi _Valerio Asiatico_ nominato console per la seconda +volta, apparisce aver ottenuto l'eccelso grado di console un qualche +anno innanzi, sostituito ai consoli ordinari; ma in quale non si è +potuto finora esattamente sapere. Se crediamo al Panvinio[273] e ad +altri, nelle calende di luglio a questi consoli succederono _Publio +Suillo Rufo_ e _Publio Ostorio Scapula_. Che ancor questi veramente +arrivasse al consolato, ne abbiam delle prove; ma se veramente in +quest'anno, ciò non si può accertare. Era[274] _Marco Giunio Silano_ +console fratello di Lucio, da noi veduto genero di Claudio Augusto. +Diede molto da dire a' Romani la risoluzion presa in quest'anno dal +suddetto _Asiatico_ console. Siccome era stato determinato da Claudio +per fargli onore, egli dovea ritener per tutto l'anno il consolato; ma +spontaneamente lo rinunziò. Aveano ben fatto lo stesso alcuni altri +consoli, per mancar loro le ricchezze sufficienti a sostener la spesa +enorme che occorreva in celebrar i giuochi circensi, addossata alla +borsa dei consoli, e cresciuta poi a dismisura. Era giusta la scusa e +ritirata per questi, ma non già per Asiatico, ch'era uno de' più +ricchi nobili del romano imperio, possedendo egli delle rendite +sterminate nella Gallia, patria sua. Il motivo da lui addotto fu +quello di schivare l'invidia altrui pel suo secondo consolato; ma +poteva meglio assicurarsene col non accettarlo neppure per i primi sei +mesi; e può credersi che non andò esente dalla taccia di avarizia +quella spontanea sua rinunzia. Vedremo all'anno seguente i frutti +amari di tante sue care ricchezze. Nel presente toccò la mala ventura +a _Marco Vinicio_, personaggio illustre, già marito di _Giulia +Livilla_, cioè d'una sorella di _Caligola_. Non l'avea nel suo libro +Messalina, dopo aver essa procurata la morte alla di lui consorte. +Crebbero anche i sospetti e gli odii contra la di lui persona, dacchè +(per quanto fu creduto) l'onestà di lui diede una negativa alle impure +voglie della medesima Messalina. Seppe ella fargli dare sì destramente +il veleno, che il mandò per le poste al paese di là, con permettere +dipoi, che dopo morte gli fosse fatto il funerale alle spese del +pubblico: onore molto familiare in questi tempi. Da _Agrippina_, prima +che divenisse moglie di Tiberio Augusto, era nato _Asinio Pollione_, +il quale perciò fu fratello uterino di _Druso Cesare_ figliolo di +_Tiberio_. Nel cervello d'esso Pollione entrarono in quest'anno grilli +di grandezze e desiderii di divenir imperadore; e cominciò egli per +questo alcune tele con sì poca avvertenza, che ne arrivò tosto la +contezza a Claudio. Teneva ognuno per certa la di lui morte; ma +Claudio si contentò di mandarlo solamente in esilio, o perchè non avea +fatta adunanza alcuna di gente o di danaro per sì grande impresa, o +perchè il trattò da pazzo, considerata anche la sua piccola statura e +deformità del volto, per cui era comunemente deriso, nè ciera avea da +far paura a chi sedeva sul trono. Di questa sua indulgenza riportò +Claudio non poca lode presso il pubblico, siccome ancora per altre +azioni di giustizia e di zelo pel buon governo, e massimamente per la +giustizia. All'incontro era universale la doglianza e mormorazione, +perchè egli si lasciasse menar pel naso da Messalina sua moglie e dai +suoi favoriti liberti; di modo che egli pareva non più il padrone, ma +bensì lo schiavo di essi. Condannato fu (che così si usava ancora) a +combattere nei giuochi de' gladiatori _Sabino_, stato governator nella +Gallia a' tempi di Caligola, per le sue molte rapine e iniquità. +Desiderava Claudio, e gli altri più di lui, che questo mal uomo +lasciasse ivi la vita, come solea per lo più succedere. Ma Messalina, +che anche di costui si valeva per la sua sfrenata sensualità, il +dimandò in grazia, nè Claudio gliel seppe negare. Ed intanto ogni dì +più si mormorava, perchè Mnestore, commediante allora famoso, non si +lasciava più vedere al teatro. Era egli in grazia grande presso il +popolo per la sua arte, e specialmente per la sua perizia nel danzare; +ma in grazia di Messalina era egli maggiormente per la sua avvenenza. +Dolevasi la gente d'essere priva di un sì valente attore, ma più +perchè ne sapeva la cagione, e la sapevano anche i più remoti da Roma. +Altri non v'era, che il buon Claudio, il quale ignorasse, quanta +vergogna albergasse nel proprio suo palazzo. Eusebio Cesariense[275] +solo è a scrivere, che circa questi tempi essendo stato ucciso +_Rematalce re della Tracia_ da sua moglie, Claudio Augusto ridusse +quel paese in provincia, e ne diede il governo ai suoi uffiziali. + +NOTE: + +[273] Panvinius, in Fast. Consularibus. + +[274] Dio, lib. 60. + +[275] Eusebius, in Chronico et in Excerptis. + + + + + Anno di CRISTO XLVII. Indizione V. + + PIETRO APOSTOLO papa 19. + TIBERIO CLAUDIO, figlio di + Druso, imperadore 7. + +_Consoli_ + +TIBERIO CLAUDIO AUGUSTO GERMANICO per la seconda volta, e LUCIO +VITELLIO per la terza. + + +Abbiamo da Svetonio[276], che _Claudio Augusto_ non fu già console +ordinario con _Lucio Vitellio_ in quest'anno. Un altro, il cui nome +non sappiamo, procedette console nel principio di gennaio; ma perchè +questi da lì a poco finì di vivere, Claudio non isdegnò di succedere +in suo luogo. _Vitellio_ qui mentovato, lo stesso è che fu proconsole +della Soria, e padre di _Vitellio imperadore_. Tanti onori a lui +compartiti erano i frutti della sua vile adulazione. Secondo la +supputazion di Varrone, questo era l'anno ottocentesimo della +fondazion di Roma[277]; e però Claudio diede al popolo il piacere de' +giuochi secolari, i quali propriamente si doveano fare ad ogni cento +anni. Ma a que' giuochi accadde ciò che si osservò nel giubileo romano +cominciato nel 1300, che dovea rinnovarsi solamente cento anni dipoi; +ma poi fu celebrato in anni diversi. Erano passati solamente +sessantaquattro anni, dacchè Augusto diede questi giuochi, e viveano +tuttavia delle persone che vi assisterono, e degl'istrioni che aveano +ballato in essi, fra' quali Stefanione, commemorato da Plinio[278]. +Però essendo solito il banditore, nell'invitare a questi giuochi il +popolo, di dire che venissero ad uno spettacolo che non aveano mai più +veduto, nè sarebbono mai più per vedere, si fecero delle risate alle +spese di Claudio. Ancor qui notata fu l'adulazione del console +Vitellio, perchè fu udito dire a Claudio, che gli augurava di poter +dare altre volte questi medesimi giuochi. Comparve ne' giuochi +suddetti _Britannico_ figliuolo dell'imperadore insieme col giovinetto +_Lucio Domizio_, che fu poi _Nerone_ imperadore; e si osservò che +l'inclinazion del popolo correa più verso questo giovine, perchè era +figliuolo di _Agrippina_ principessa amata da essi, non tanto per +essere stata figlia dell'amato Germanico, quanto perchè la miravano +perseguitata da Messalina. Si contano ancora sotto quest'anno alcune +azioni lodevoli di Claudio[279]. Prodigiosa era la quantità degli +schiavi che ogni nobil romano teneva al suo servigio[280]. Allorchè i +miseri cadeano infermi, costumavano alcuni de' loro padroni, per non +soggiacere alla spesa, di cacciarli fuori di casa, mandandoli +nell'isola del Tevere, acciocchè Esculapio, a cui quivi era dedicato +un tempio, li guarisse, ed esponendogli in tal guisa al pericolo di +morir di fame. Fece Claudio pubblicar un editto, che gli schiavi +cacciati da' padroni, s'intendessero liberi, nè fossero obbligati a +tornar a servire. Che se, in vece di cacciarli, volessero levarli di +vita, si procedesse contra di loro come omicidi. Inoltre essendo +denunziati alcuni di bassa sfera, quasi che avessero insidiato alla di +lui vita, niun caso ne fece, con dire, «non essere nella stessa +maniera da far vendetta di una pulce, che d'una fiera.» Ordinò ancora, +che i liberti ingrati ai lor padroni tornassero ad essere loro +schiavi: legge sempre dipoi osservata. Rimosse dal senato alcuni +senatori, perchè, essendo poveri, non poteano con dignità calcare quel +posto: il che a molti di loro fu cosa grata. E perchè un Sordinio +nativo della Gallia, ed uomo ricco, poteva con decoro sostenere la +dignità senatoria, e Claudio intese ch'era partito per andarsene a +Cartagine, disse: «Bisogna ch'io fermi costui in Roma con i ceppi +d'oro;» e richiamatolo indietro, il creò senatore. Insorsero gravi +querele contro gli avvocati che esigevano somme immense dai lor +clienti. Fu in procinto il senato di proibire affatto ogni pagamento. +Claudio volle che si tassasse una molto leggiera somma. + +Ma se Claudio da tali azioni riportò lode, maggior fu bene il biasimo +che a lui venne, per essersi lasciato condurre a dar la morte in +questo medesimo anno a varie illustri persone, per le maligne +insinuazioni di Messalina sua moglie. Aveva egli accasata con _Gneo +Pompeo Magno_, _Antonia_ sua figliuola. La matrigna Messalina, che +odiava l'uno e l'altra, seppe inventar tante calunnie, dipingendo il +genero Pompeo per insidiatore della vita di lui, che Claudio gli fece +tagliar la testa. Per altro costui offuscava la nobiltà de' suoi +natali con dei vizii nefandi. Nè qui si fermò la persecuzione. Fece +anche morire Crasso Frugi e Scribonia genitori d'esso Pompeo, +tuttochè, per attestato di Seneca[281], Crasso fosse così stolido, che +meritasse d'essere imperadore, come era Claudio. Antonia fu poi +maritata con _Cornelio Silla Fausto_ fratello di Messalina. A Valerio +Asiatico, da noi già veduto due volte console, le sue molte ricchezze +furono in fine cagione di totale rovina[282]. Con occhio ingordo le +mirava Messalina, e massimamente coi desiderii divorava gli orti di +Lucullo, da lui maggiormente abbelliti. S'inventarono vari sospetti e +delitti di lui, ed avendo egli determinato di passar nelle Gallie, +dove possedea dei gran beni, fu fatto credere a Claudio, che ciò fosse +per sollevar contra di lui le legioni della Germania. Condotto da Baja +incatenato, ed accusato, con forza si difese, allegando che non +conosceva alcuno de' testimoni prodotti contra di lui. Si fece venire +innanzi un soldato, che protestava d'essere intervenuto al trattato +della congiura. Dettogli, se conosceva Asiatico: senza fallo, rispose. +Che il mostrasse: data una girata d'occhi sopra gli astanti, sapendo +che Asiatico era calvo, indicò un calvo, ma che non era Asiatico. +Niuno dell'uditorio potè contenere le risa, e l'assemblea fu finita. +Già pensava Claudio ad assolverlo per innocente, quando entrò in sua +camera l'infame Vitellio il console, imboccato da Messalina, che colle +lagrime agli occhi mostrò gran compassione d'Asiatico, e poi finse +d'essere spedito da lui per impetrar la grazia di potere scegliere +quella maniera di morte che più a lui piacesse. Il bietolone Augusto, +senza cercar altro, credendo che per rimprovero della coscienza rea +egli non volesse più vivere, accordò la grazia richiesta. Asiatico si +tagliò dipoi le vene, e rendè contenta, ma non sazia l'avarizia e +crudeltà di Messalina, la quale per altre somiglianti vie condusse a +morte _Poppea_ moglie di Scipione, la più bella donna de' suoi tempi, +e madre di _Poppea_, maritata poi coll'Augusto Nerone. Nulla seppe di +sua morte Claudio. D'altri nella stessa guisa abbattuti parla Tacito, +la cui storia maltrattata dai tempi torna a narrarci gli avvenimenti +d'allora, quando quella di Dione per la maggior parte è venuta meno. +In quest'anno[283] ancora si credè Claudio d'immortalare il suo nome +anche fra i grammatici, con aggiugnere tre lettere all'alfabeto +latino. Una delle quali fu F scritto al rovescio per significare l'V +consonante. Ma dopo la sua morte morirono ancora le da lui inventate +lettere. Furono in quest'anno rivoluzioni in oriente. Essendo stato +ucciso _Artabano re dei Parti_, disputarono del regno coll'armi in +mano due suoi figliuoli. Prese Claudio questa occasione per inviar +_Mitridate_ fratello di _Farasmane re dell'Iberia_ a ricuperare il +regno dell'Armenia, già occupato dai Parti. Ed egli in fatti se ne +impadronì, e vi si sostenne col braccio de' Romani. Nè fu senza moti +di guerra la Germania. Essendo morto Sanquinio, che comandava l'armi +romane nella Germania bassa, in suo luogo fu inviato _Gneo Domizio +Corbulone_, che riuscì dipoi il più valente capitano che allora si +avesse Roma. Innanzi ch'egli arrivasse colà, i Cauci aveano fatte +delle scorrerie nei lidi della Gallia. Subito che Corbulone fu alla +testa delle legioni, soggiogò essi Cauci; fece tornare all'ubbidienza +i popoli della Frisia, che s'erano ribellati alcuni anni prima: rimise +fra le truppe romane con gran rigore l'antica disciplina. Era per far +maggiori imprese, se il pauroso Claudio Augusto non gli avesse scritto +di ripassare il Reno, e di lasciar in pace i Barbari. Ubbidì +Corbulone, ma con esclamare: _Felici gli antichi generali!_ Claudio a +lui concedè poi gli ornamenti trionfali. Venuto anche a Roma _Aulo +Plauzio_, il quale s'era segnalato nella guerra della Bretagna, +accordò a lui pure l'onore dell'ovazione, che così chiamavano il +picciolo trionfo. Già s'era cominciato a riserbare il vero trionfo ai +soli imperadori, perchè soli essi erano i generalissimi dell'armi +romane, e a loro si attribuiva l'onor di qualunque vittoria che fosse +riportata dai subalterni. + +NOTE: + +[276] Suetonius, in Claudio, cap. 4. + +[277] Suetonius, in Claudio, cap. 21. Tacitus, lib. 11, cap. 11. + +[278] Plinius, lib. 7, cap. 48. Zosimus lib. 1. + +[279] Dio, lib. 60. + +[280] Sueton., in Claudio, cap. 25. + +[281] Seneca, in Apocol. + +[282] Tacitus, Annal., lib. II, cap. 1. + +[283] Tacitus, Annal., lib. II, cap. 14. Suetonius in Claud., cap. 41. + + + + + Anno di CRISTO XLVIII. Indizione VI. + + PIETRO APOSTOLO papa 20. + TIBERIO CLAUDIO, figlio di + Druso imperadore 8. + +_Consoli_ + +AULO VITELLIO e QUINTO VIPSANIO POBLICOLA. + + +Il primo di questi consoli fu poscia imperadore. Per attestato di +Svetonio[284] ad esso _Aulo Vitellio_ nelle calende di luglio venne +sostituito _Lucio Vitellio_ suo fratello: tanto poteva nella corte di +allora _Lucio Vitellio_ lor padre, il re degli adulatori. Trattossi +nell'anno presente in senato[285] di crear dei nuovi senatori in luogo +dei defunti, e seguì molta disputa, perchè i popoli della Gallia +Comata dimandavano di poter anch'essi concorrere a tutte le dignità e +agli onori della repubblica romana. Fu contraddetto da non pochi; ma +prevalse il parere di Claudio, che, addotto l'esempio de' maggiori, +sostenne non doversi negar la grazia, perchè ridondava in pubblico +bene, e in accrescimento di Roma. Come censore fece Claudio ancora +alcune buone ordinazioni, e fra l'altre spurgò il senato di alcune +persone di cattivo nome, e ciò con buona maniera: perciocchè sotto +mano lasciò intendere a que' tali, che se avessero chiesta licenza di +ritirarsi, l'avrebbono conseguita. Propose il console Vipsanio, che si +desse a Claudio il titolo di _Padre del senato_. Claudio, conosciuto +che questo era un trovato dell'adulazione, lo rifiutò. Fu fatto in +quest'anno da esso Augusto parimente, come censore, e dal vecchio +Lucio Vitellio suo collega, il lustro, cioè la descrizione di tutti i +cittadini romani: il che non vuol già dire degli abitanti in Roma, +perchè tanti forestieri venuti a quella gran città non erano tutti per +questo cittadini di Roma, e molto meno tante e tante migliaia di +servi, cioè schiavi che servivano allora in Roma ai benestanti. Niuno +degli antichi scrittori ci ha lasciato il conto di quante anime allora +vivessero in Roma; città, che in que' tempi forse di non poco superava +le moderne di Parigi e di Londra. Un'iscrizione che di ciò parla, +merita d'essere creduta falsissima, siccome osservò Giusto +Lipsio[286]. Per cittadini dunque romani si intendevano tutte quelle +persone libere, che godeano allora la cittadinanza romana sì in Roma, +che nelle provincie; giacchè non per anche questo privilegio s'era +dilatato a tutto l'imperio romano, come ne' tempi susseguenti avvenne. +Di tali cittadini si trovarono nella descrizion suddetta sei milioni e +novecento e quarantaquattromila. + +Giunta era all'eccesso l'impudicizia e la baldanza di _Messalina_ +moglie di Claudio Augusto. Volle ella nell'anno presente far un colpo, +a credere il quale gran fatica si dura, non sapendosi capire come +potesse arrivar tant'oltre la sfacciataggine di una donna e la +balordaggine di un marito, e marito imperadore. Lo stesso Tacito +confessa[287], che ciò parrà favoloso: tuttavia tanto egli, quanto +Svetonio[288] e Dione[289], ci dan per sicuro il fatto. Era impazzita +questa rea femmina dietro a _Cajo Silio_, giovane, non men per la +nobiltà che per la bellezza del corpo, riguardevole. Avea Claudio a +disegnarlo console per l'anno prossimo. Nè bastandole di mantenere un +indegno commercio con questo giovane, determinò in fine di contraere +matrimonio con lui, benchè vivente Claudio, nè ripudiata da lui. +Dicono, ch'essendo ito Claudio ad Ostia per affari della pubblica +annona, ella fingendo qualche incomodo di sanità, si fermò in Roma, e +con gran solennità fece stendere lo strumento del contratto, munito di +tutte le clausole consuete, donando a Silio tutti i più preziosi +arredi del palazzo imperiale, e compiendo la funzione coi sagrifizii e +con un magnifico convito. Fu poi esposto[290] a Claudio, che alla +presenza del senato, del popolo e de' soldati tutto ciò era seguito. +Ha dell'incredibile. Svetonio aggiugne, aver Messalina indotto lo +stesso imperadore a sottoscrivere quell'atto, con fargli credere che +fosse una burla, e ciò utile per allontanare un pericolo che a lui +sovrastava, predetto dagl'indovini, e per farlo ricadere sopra Silio, +finto imperadore. Sì lontana da ogni verisimile è questa partita, che +patisce l'intelletto a crederla vera. Sarà stata probabilmente una +diceria del volgo, solito ad aggiugnere ai fatti veri delle false +circostanze; nè Tacito ne parla. Comunque sia, un gran dire per questo +sì sfoggiato ardimento fu per Roma tutta. Il solo Claudio nulla ne +sapea, perchè attorniato dai liberti, tutti paurosi di disgustar +Messalina, l'incorrere nella disgrazia di cui, e il perdere la vita, +andavano bene spesso uniti. Tuttavia troppo facile era lo scorgere che +Messalina, dopo aver fatto Silio suo marito, era dietro a farlo anche +imperadore, con un totale sconvolgimento del pubblico e della corte, a +cui terrebbe dietro infallibilmente la rovina ancora d'essi liberti, +tanto favoriti da Claudio. Si aggiunse ancora, che avendo Messalina +fatto morir Polibio[291], uno de' più potenti fra essi nella corte, +impararono gli altri a temere un'egual disavventura. Perciò Callisto, +Pallante e Narciso, liberti i più poderosi degli altri nell'animo di +Claudio, presero la risoluzione di aprire gli occhi all'ingannato +Augusto. Ma non istettero saldi i due primi nel proposito, paventando, +che se Messalina giugneva a parlare una sola volta a Claudio, saprebbe +inorpellar sì bene il fatto, che sfumerebbe in lui tutto lo sdegno. +Narciso solo stette costante, nè attentandosi egli a muoverne il primo +parola, fece che alcune puttanelle di Claudio gli rivelassero non +solamente la presente infamia, ma ancora la storia di tutti i +precedenti scandali originati dalla trabbocchevol libidine e crudeltà +di Messalina. Attonito Claudio fa tosto chiamar Narciso, il quale +chiesto perdono in prima, e addotte le cagioni del silenzio finora +osservato, conferma il fallo, e rivela altri complici della disonestà +di Messalina. Turranio presidente dell'annona, e Lusio Geta prefetto +del pretorio chiamati anch'essi attestano il medesimo, con +rappresentare e caricare il pericolo di perdere vita ed imperio, +imminente a Claudio per gli ambiziosi disegni di Silio e di Messalina, +e il bisogno di provvedervi con mano forte, senz'ascoltar discolpe e +parole lusinghiere della traditrice consorte. Rimase sì sbalordito +Claudio, che andava di tanto in tanto dimandando, s'egli era più +imperadore, se Silio menava tuttavia vita privata. + +Era il mese d'ottobre, e fu veduta Messalina più gaia del solito +divertirsi alle feste di Bacco[292], che si faceano per le vendemmie, +prendendo essa la figura di Baccante, e Silio quella di Bacco. +Quand'ecco di qua e di là giugnere a Roma l'avviso, essere Claudio +consapevole di tutte le sue vergogne, e venire a Roma per farne +vendetta. Il colpo di riserva, su cui riponeva le sue speranze +Messalina, era quello di poter parlare a Claudio, fidandosi, che, come +tant'altre volte era accaduto, ora ancora placherebbe l'insensato +marito. Ma questo appunto era quello, da cui l'accorto Narciso volea +tener lontano il padrone: al qual fine impetrò di avere per quel +giorno il comando delle guardie, rappresentando la dubbiosa fede di +Lusio Geta; ed insieme ottenne di venir anch'egli in carrozza +coll'imperadore a Roma. Nella stessa venivano ancora Lucio Vitellio e +Publio Cecina Largo, senza mai articolar parola nè in favore nè contra +di Messalina, perchè non si fidavano dell'animo troppo instabile e +debole di Claudio. Intanto _Messalina_, presi seco _Britannico_ ed +_Ottavia_ suoi figliuoli, e _Vibidia_, la più anziana delle Vestali, +ed accompagnata da tre persone, perchè gli altri se ne guardarono, +s'inviò a piedi fuor della porta d'Ostia, e salita poi in una +vilissima carretta, trovata ivi per avventura, andò incontro al +marito, non compatita da alcuno. Allorchè arrivò Claudio, cominciò a +gridare, che ascoltasse chi era madre di Britannico e d'Ottavia; e +Narciso intanto facea marciar la carrozza, strepitando anche egli con +esagerar l'insolenza di Silio e di Messalina, e con rimettere sotto +gli occhi di Claudio lo strumento nuziale. Nell'intrare in Roma si +vollero affacciare alla carrozza Britannico ed Ottavia; ordinò Narciso +alle guardie che li tenessero lontani; ma per la venerazione e per gli +privilegi che godeano le Vestali, non potè impedir Vibidia +dall'accostarsi, e dal far grande istanza, che contra di Messalina non +si procedesse a condanna senza prima ascoltarla. Così promise Claudio. +Accortamente Narciso condusse a dirittura l'imperadore alla casa di +Silio, e fecegli osservar le preziose masserizie della corte portate +colà: vista che svegliò pur del fuoco in quel freddo petto. Indi così +caldo il menò al quartiere de' pretoriani, istruiti prima di quel che +aveano a dire. Poche parole potè proferir Claudio, confuso tra il +timore e la vergogna; ed alzossi allora un grido dei soldati che +dimandavano il nome e il gastigo dei rei. Silio fu il primo che +sofferì con coraggio la morte, poi Vettio Valente, Pompeo Urbico, ed +altri nobili, tutti macchiati nelle impudicizie di Messalina. Mnestore +il commediante, con ricordare a Claudio d'aver ubbidito ai di lui +comandamenti, intenerì sì fattamente il buon Claudio, che fu vicino a +perdonargli; ma i liberti gli fecero mutar sentimento. Solamente +Suilio Cesonino e Plautio Laterano la scapparono netta, l'ultimo per +gli meriti di Aulo Plautio suo zio. Intanto Messalina, ritiratasi +negli orti di Lucullo, fra la speranza e l'ira, si pensava pure di +poter superare la burrasca; e non ne fu lontana. Claudio arrivato al +palazzo con gran quiete si mise a tavola, ed allorchè si sentì ben +riscaldato dal vino, diede ordine che s'avvisasse Messalina di venire +nel seguente dì, che l'avrebbe ascoltata. Si credette allora perduto +Narciso; però fatto coraggio, e levatosi da tavola, come per dar +l'ordine suddetto, da disperato ne diede un tutto diverso al +centurione e al tribuno di guardia, dicendo loro, che immediatamente +si portassero ad uccidere Messalina, perchè tale era la volontà +dell'imperadore. La trovarono eglino stesa in terra, ed assistita da +Lepida sua madre, che l'andava esortando a prevenir colle sue mani gli +esecutori della giustizia. All'arrivo di essi si diede ella in fatti +alcuni colpi, ma con mano tremante; più sicura fu quella del tribuno, +che la finì. Portata incontanente la nuova a Claudio, che Messalina +era morta, lo stupido senza informarsi, se per mano propria o +d'altrui, dimandò da bere, e con tranquillità compiè il convito. Ne' +seguenti giorni non si mirò in lui nè ira, nè odio, nè allegrezza, nè +tristezza, ancorchè osservasse l'ilarità di Narciso e degli altri +accusatori, e il volto afflitto de' figliuoli. A farlo maggiormente +dimenticar di Messalina, servì l'attenzione del senato; perchè per +ordine suo furono levate le di lei immagini tanto dai pubblici che dai +privati luoghi. Narciso, in ricompensa delle sue fatiche, da esso +senato fu promosso all'ordine de' questori. + +NOTE: + +[284] Sueton., in Vitellio, cap. 3. + +[285] Tacitus, Annal., lib. II, cap 23. + +[286] Lipsius, in Notis ad Tacit. lib. 40. + +[287] Tacit., Annal., lib. 11, cap. 26. + +[288] Sueton., in Claudio, cap. 26. + +[289] Dio, lib. 60. + +[290] Tacitus, Annal., lib. 11, cap. 30. + +[291] Dio, in Excerptis Valesianis. + +[292] Tacitus, lib. II, cap. 31. + + + + + Anno di CRISTO XLIX. Indizione VII. + + PIETRO APOSTOLO papa 21. + TIBERIO CLAUDIO, figlio di + Druso, imperadore 9. + +_Consoli_ + +AULO POMPEO LONGINO e GALLO QUINTO VERANIO. + + +S'è dubitato, se il primo de' consoli portasse il cognome di _Longino_ +o _Longiniano_. In un frammento di marmo[293], esistente oggidì nel +museo del Campidoglio, si legge Q. VERANIO, A. POMPEIO GALLO COS. E +però non _Cajo_, come s'è creduto finquì, ma sarà stato _Aulo_ il di +lui prenome. A questi consoli ordinari circa le calende di maggio +fondatamente si credono succeduti _Lucio Memmio Pollione_ e _Quinto +Allio Massimo_. Rimasto vedovo Claudio Augusto, si credette che non +passerebbe ad altre nozze[294]; e tanto più perchè egli protestò ai +soldati del pretorio di non voler più moglie, dacchè tanta sfortuna +avea provato nei precedenti, matrimonii; e che se facesse altrimenti, +si contentava d'essere scannato dalle loro mani. Ma andò presto in +fumo questo suo proponimento. Tutte le più nobili dame romane si +misero in arnese, per espugnar questa debil rocca, mettendo in mostra +tutte le lor bellezze naturali ed artificiali, e adoperando quanti +lacci sa inventare la loro scuola, sapendo per altro come egli fosse +alieno dalla continenza[295]. Tenevano il primato tre fra le altre, +cioè _Lollia Paolina_, figliuola di Marco Lollio già stato console, e +per lei facea di caldi uffizii Callisto, uno dei liberti favoriti di +Claudio. La seconda era _Elia Petina_ della famiglia de' Tuberoni, +figliuola di Sesto Elio Peto già console, stata già moglie del +medesimo Claudio[296] prima dell'imperio, e da lui ripudiata per lieve +cagione. Perorava per questa Narciso, altro potente liberto di corte, +di cui già s'è parlato. La terza fu _Giulia Agrippina_, figliuola di +_Germanico_ suo fratello, già cacciata in esilio da Caligola per la +sua mala vita, e perseguitata in addietro da Messalina. A promuovere +gl'interessi di lei si sbracciò forte Pallante, liberto anch'esso di +gran possanza nel cuore di Claudio. E questa in fine vinse il pallio. +Benchè fosse stata maritata due volte; cioè più di vent'anni prima a +_Gneo Domizio Enobarbo_, a cui partorì Lucio Domizio Enobarbo, che +vedremo imperadore col nome di Nerone; e poscia a Crispo Passieno, +ch'ella fece morire, per non tardar a godere l'eredità da lui +lasciatale; e benchè ella avesse passati gli anni della gioventù, pure +era assai fresca, e sosteneva il credito d'esser bella, possedendo +anche a maraviglia l'arte degl'intrighi e delle lusinghe femminili. A +cagion della stretta parentela, essendo Claudio suo zio +paterno, godeva ella il privilegio di visitarlo spesso ed assai +confidentemente. Questo bastò per farlo cader nella pania, di maniera +che fino dall'anno precedente furono concertate fra loro le nozze ed +eseguite poi nel presente. In mani peggiori non potea capitar Claudio, +perchè in questa donna non si sa qual fosse maggiore o la fierezza o +la superbia o l'avarizia. Pure la sua passion dominante e superiore +all'altre era l'ambizione, per cui avrebbe sagrificato tutto. Scrive +Dione[297], esserle stato predetto un giorno da uno strologo, che suo +figliuolo Nerone sarebbe imperadore, ma ch'egli stesso l'ucciderebbe. +_Non importa_, rispose ella, _mi uccida, purchè regni_. In fatti, fin +d'allora si diede ella a cercar le vie di accasar Lucio Domizio +Enobarbo suo figliuolo (che fu poi _Nerone_), nato sul fine dell'anno +37 dell'Era nostra, con _Ottavia figliuola_ di esso Claudio Augusto. +Perchè tra questa principessa e Lucio Silano erano seguiti gli +sponsali alcuni anni prima[298], bisognò pensare alla maniera di levar +un tale ostacolo con ricorrere alla calunnia, giacchè Silano per +l'incorrotta sua vita era esente da veri delitti. Lucio Vitellio +console fu l'iniquo mezzano della di lui rovina, con far credere a +Claudio, che fra Silano e Giunia Calvina sua sorella passassero +intrinsichezze nefande. Perciò Silano, che nulla sapea di questo, vide +sè stesso tutto ad un tempo balzato dal grado di senatore, obbligato +inoltre a rinunziar la pretura, e rotto il suo maritaggio con Ottavia. +Questa fu la prima prodezza di Agrippina, e non era per anche moglie +di Claudio. + +Ma Claudio, benchè ardente di voglia di effettuar questo matrimonio, +tuttavia non osava, perchè presso i Romani non era lecito, non che in +uso, che uno zio sposasse una nipote. Prese ancor qui l'assunto di +provvedere al bisogno quel gran faccendiere di Lucio Vitellio; ne +parlò egli con energia al senato; e i senatori, schiavi d'ogni volere +del principe, decretarono la validità di un tal contratto. +Celebraronsi dunque le nozze, e in quello stesso di Lucio Silano, +stato genero di Claudio, si diede la morte da sè stesso. Entrata +nell'imperial palazzo Agrippina, poca pena ebbe a rendersi padrona +dello scimunito consorte e de' pubblici affari, con voler anch'ella, +al pari di Claudio, essere ossequiata dal senato, dai principi +stranieri e dagli ambasciadori. Cominciò ad ammassar della roba, senza +perdonare a sordidezza alcuna, tirando colle lusinghe alcuni a +dichiararla erede, ed atterrando altri con calunnie, per occupare i +lor beni. Promosse gli sponsali del giovinetto _Lucio Domizio_ suo +figliuolo, già pervenuto all'età di dodici anni, colla suddetta +_Ottavia_ figliuola di Claudio, a cui questa alleanza fu il primo +gradino per salire al trono imperiale. Fece parimente richiamare a +Roma dall'esilio della Corsica _Lucio Anneo Seneca_, insigne filosofo +stoico, e il diede per precettore al figliuolo, sperando di farne una +cima d'uomo, e un mirabil imperadore, giacchè a questo bersaglio +tendevano le principali sue mire. Impetrò anche la pretura pel +medesimo Seneca. Appresso rivolse Agrippina lo spirito vendicativo +contro a _Lollia Paolina_, che seco avea gareggiato pel matrimonio di +Claudio. Fecesi comparire, che avesse interrogati strologhi e +l'oracolo di Apollo di Clario, in pregiudizio dell'imperadore; questi +perciò, senza lasciarle agio per le difese, la cacciò in esilio fuori +d'Italia, e confiscò la maggior parte del suo ricchissimo patrimonio. +Mandò Agrippina dipoi anche a levarle la vita; e fece appresso bandire +_Calpurnia_, illustre donna, solo perchè accidentalmente a Claudio era +scappato di bocca che era bella. Accrebbe Claudio in quest'anno il +pomerio, o sia il circondario delle mura di Roma: il che era riputato +di singolar gloria. Alle preghiere de' Parti mandò loro per re +_Meerdate_ di quella nazione, che poca fortuna provò per sè e +svergognò i Romani. Nella Tracia furono guerre tali nondimeno, che io +mi dispenso dal riferirle, perchè di niun momento per la storia +presente. Se crediamo ad Orosio[299], seguì in quest'anno l'editto di +Claudio, che tutti i Giudei uscissero di Roma, del che parla san Luca +negli Atti degli Apostoli[300]. Prodigiosa era la quantità d'essi in +quella gran città. Orosio cita Giuseppe ebreo per testimonio di tal +fatto all'anno presente; ma nei testi di Giuseppe ebreo oggidì non si +trova un tal passo. Per altro è certo il fatto, asserendolo ancora +Svetonio[301] con dire di Claudio: _Judaeos, impulsore Chresto_ (così +egli nomina il divino Salvator nostro) _assidue tumultuantes Roma +expulit_. Sotto nome de' Giudei erano allora compresi anche i +Cristiani; e forse i Giudei, perseguitando i Cristiani, svegliavano +que' tumulti. + +NOTE: + +[293] Thesaurus Novus Inscription., p. 304. + +[294] Sueton., in Claudio, cap. 26. + +[295] Sueton., in Claudio, cap. 33. + +[296] Idem, cap. 26. + +[297] Dio, lib. 60. + +[298] Tacitus, lib. 12, cap. 4. + +[299] Orosius, in Histor. + +[300] Actus Apostolor., c. 18, vers. 2. + +[301] Sueton., in Claudio, cap. 25. + + + + + Anno di CRISTO L. Indizione VIII. + + PIETRO APOSTOLO papa 22. + TIBERIO CLAUDIO, figlio di + Druso, imperadore 10. + +_Consoli_ + +CAJO ANTISTIO VETERE, o sia VECCHIO, e MARCO SUILLIO NERVILINO. + + +Ho scritto _Nervilino_, e non già _Nerviliano_, come hanno altri, +perchè il cognome di questo console si legge formato così in un +insigne marmo del museo Capitolino, da monsignor Bianchini[302], e da +me[303] ancora dato alla luce. Un altro gran passo fece in quest'anno +Agrippina per innalzar sempre più il suo figliuolo _Lucio Domizio +Enobarbo_[304]. Tuttochè Claudio Augusto avesse un figliuolo maschio, +cioè _Britannico_, che naturalmente avea da succedere a lui +nell'imperio, il semplicione si lasciò indurre ad addottar per +figliuolo anche il medesimo Lucio Domizio, il quale, passato nella +famiglia Claudia, cominciò ad intitolarsi _Nerone Claudio Cesare Druso +Germanico_, come apparisce dalle medaglie[305] battute allora in onor +suo. Il mezzano di questo affare, adoperato da Agrippina, fu Pallante, +il più confidente che s'avesse Claudio; ed avendo allora Nerone due +anni di più di Britannico, si vide la deformità d'aver egli adottivo +la mano dal figliuolo legittimo e naturale dell'imperadore, ornati +amendue del cognome cesareo. Nè già dimenticò sè stessa l'ambiziosa +Agrippina. Non avea mai Claudio conceduta a Messalina il titolo +d'_Augusta_. Lo volle ben ella, nè le fu difficile l'ottenerlo; sicome +ancora nell'anno seguente volle l'onore d'entrar col carpento, o sia +colla carrozza nei pubblici giuochi. Cresciuta ne' titoli Agrippina +crebbe anche nell'autorità, e peggior divenne di Messalina, non già +nell'impudicizia, perchè se questa non le mancò, fu almeno occulta, ma +nelle rapine della roba altrui, e in procurar la morte a chi si tirava +addosso il di lei sdegno, o lo meritava per essere ricco. Quanto ella +era diligente a far ben educare e a produrre il suo figliuolo Nerone, +altrettanto la scaltra donna si studiava di abbassare e di fare +scomparire il figliastro suo, cioè Britannico Cesare. Sotto vari +pretesti fece morire, e levare dal di lui fianco le persone che gli +poteano inspirare de' sentimenti contrarii ai suoi; e fra gli +altri[306] v'andò la vita di Sosibio di lui maestro. Altre persone +mise ella in lor luogo, tutte dipendenti dai suoi voleri, di modo che +l'infelice principe era in certa guisa assediato e tenuto quasi come +prigione, senza ch'egli potesse se non di rado vedere il padre +Augusto. Faceva anche correr voce, che egli patisse di mal caduco e +fosse scemo di cervello[307], quando si sapea che in quell'età di nove +o dieci anni era forte di corpo e di spirito molto vivace. Un +trattamento tale eccitava la compassione in tutti, ma senza alcun +profitto di lui. Nell'anno seguente Britannico, in salutar Nerone, +disavvedutamente gli diede il nome di _Domizio_ oppure di _Enobarbo_. +Non si può dir che fracasso e querele facesse per questo in corte +Agrippina. Volle essa inoltre la gloria di fondare una colonia che +portasse il suo nome. A questo fine mandò alcune migliaia di veterani +a piantarla nella città degli Ubii, che da lì innanzi prese il nome di +_Colonia Agrippina_, città tuttavia delle più illustri e floride della +Germania, che ritiene il nome di _Colonia_. Quivi era nata la medesima +Agrippina, allorchè Germanico suo padre guerreggiò in quelle parti coi +Germani. Riportò in quest'anno _Publio Ostorio Scapula_ molti vantaggi +contra de' popoli della Bretagna, e prese, non so se in questo o nel +seguente anno, _Carattaco_, uno dei re o duci loro, colla moglie e co' +figliuoli[308]: per le quali imprese conseguì dal senato romano gli +ornamenti trionfali, ma con goderne poco, perchè la morte il rapì da +lì a non molto. Condotto a Roma Carattaco prigioniero, senza smarrirsi +punto, parlò a Claudio da uomo forte: e Claudio restituì a lui e a +tutti i suoi la libertà. Ammirava dipoi Carattaco la magnificenza di +Roma, e dicea ai Romani, _che non sapea capire, come avendo essi +cotanti superbi palazzi ed agiate case, andassero poi a cercar le +povere capanne de' Britanni_. Camaloduno in quella grand'isola, città +così denominata dal dio Camalo, fu scelta per condurvi una colonia di +veterani, acciocchè servissero di baluardo contro i nemici e ribelli. +Anche nella Germania superiore i Catti furono in armi, e fecero delle +incursioni nel paese romano. Ma _Lucio Pomponio Secondo_, insigne +poeta tragico, e governatore dell'armi in quelle parti, li mise in +dovere, con aver anch'egli perciò meritati gli onori trionfali. + +NOTE: + +[302] Thesaur. Nov. veter. Inscript., T. 1. + +[303] Thes. Nov. veter. Inscript., cap. 305. + +[304] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 25. Dio, lib. 60. + +[305] Mediobarbus, Numism. Imp. + +[306] Dio, lib. 60. + +[307] Tacit., Annal., lib. 12, cap. 41. + +[308] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 32. + + + + + Anno di CRISTO LI. Indizione IX. + + PIETRO APOSTOLO papa 23. + TIBERIO CLAUDIO, figlio di + Druso, imperadore 11. + +_Consoli_ + +TIBERIO CLAUDIO AUGUSTO per la quinta volta e SERVIO CORNELIO ORFITO. + + +Nelle calende di luglio ebbero questi consoli per successori nella +dignità _Cajo Minicio Fondano_ e _Cajo Vettennio Severo_; e all'uno di +questi ultimi due nelle calende di novembre si crede che fosse +sostituito _Tito Flavio Vespasiano_, il quale a suo tempo vedremo +imperadore; ciò ricavandosi da Svetonio[309]. In questo medesimo anno +a dì 24 d'ottobre ad esso Vespasiano nacque da Flavia Domitilla sua +moglie _Domiziano_, che fu anch'egli imperadore. Benchè Nerone +Cesare[310] avesse solamente cominciato l'anno quattordicesimo di sua +età, senz'aspettare di compierlo, come portava la legge e l'uso, per +dispensa del senato adulatore, prese la toga virile, abilitato anche +al consolato, subito che toccasse l'anno ventesimo: con che potea aver +parte agli affari pubblici e agli onori. Venne anche dichiarato +_principe della gioventù_, e gli fu conceduta la podestà proconsolare +fuori di Roma: tutti gran passi all'imperio. All'importunità di +Agrippina nulla si sapea negare nè da Claudio nè dal senato. Per tanti +onori a lui conferiti volle la madre, che si desse alla plebe un +congiario, a' soldati un donativo, e che si celebrassero i giuochi +circensi, per procacciare con ciò l'amore del pubblico al figliuolo. +Intanto il povero Britannico si facea allevare come figlio di un +plebeo, e compariva nelle solennità delle funzioni tuttavia vestito da +putto; laddove il fratellastro Nerone sfoggiava con abiti da +imperadore: dal che ognuno argomentava, qual dovesse in fine essere il +destino di amendue. E perciocchè penetrò Agrippina, che alcuni +centurioni e tribuni de' soldati pretoriani teneano discorsi di +compassione per lo stato miserabile di Britannico, destramente li fece +allontanare o li trasse a dimettere i gradi militari con darne loro +dei civili più utili. Non si fidava ella di Lucio Geta, nè di Rufo +Crispino, ch'erano prefetti del pretorio, o, vogliam dire, capitani +delle guardie, perchè li credea parziali dell'estinta Messalina e dei +di lei figliuoli. Picchiò tanto in capo a Claudio, con rappresentargli +che in mano di due discordi uffiziali pativa non poco la disciplina +militare ed essere meglio un solo, che l'indusse a creare un solo +prefetto del pretorio; e questi fu _Burro Afranio_, uomo di molta +sperienza nel militare, e creatura d'essa Agrippina. Tal dignità, +massimamente conferita ad un solo, e durevole, era delle più cospicue +e temute in Roma, e sempre più andò crescendo, dacchè i pretoriani +cominciarono ad usurparsi colla forza il diritto d'eleggere +gl'imperadori. Carestia si provò nell'anno presente in Roma, e il +popolo affamato intronò di grida gli orecchi di Claudio[311], anzi, +mosso un tumulto, se gli serrarono addosso nella pubblica piazza, +gittandogli dei tozzi di pane, di modo ch'ebbe fatica a salvarsi per +una porta segreta in palazzo, e convenne adoperare i soldati per +isbandarli. Tuttavia non ne fece il freddo imperadore risentimento +alcuno, nè vendetta; e solamente si applicò con gran cura a far venir +grani da ogni parte, dando privilegi ai mercatanti e alle navi di +trasporto. + +NOTE: + +[309] Sueton., in Vesp., cap. 4. + +[310] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 41. + +[311] Sueton., in Claudio, cap. 18. + + + + + Anno di CRISTO LII. Indizione X. + + PIETRO APOSTOLO papa 24. + TIBERIO CLAUDIO, figliuolo di + DRUSO, imperadore 12. + +_Consoli_ + +PUBLIO CORNELIO SULLA FAUSTO e LUCIO SALVIO OTTONE TIZIANO. + + +Avendo _Ottone_ (poscia imperadore) un fratello per nome _Lucio +Tiziano_, vien perciò tenuto questo console pel medesimo di lui +fratello. Credono alcuni, che a questi consoli nelle calende di luglio +succedessero _Servilio Barca Serano_, chiamato _console disegnato_ da +Tacito sotto quest'anno, e _Marco Licinio Crasso Muciano_; e che, +cessando essi, nelle calende di novembre subentrassero in quella +dignità _Lucio Cornelio Sulla_ e _Tito Flavio Sabino Vespasiano_. +Questo per congettura. E quando essi vogliano che Flavio Sabino fosse +il fratello di Vespasiano (poscia imperadore) s'ha d'avvertire che +Tacito e Svetonio ci danno ben a conoscere Sabino per prefetto di +Roma, ma non già illustre per alcun consolato[312]. Fu in quest'anno +esiliato da Roma Furio Scriboniano, figliuolo di quel Camillo che si +sollevò in Dalmazia contro di Claudio Augusto. Per atto di clemenza +non avea Claudio nociuto al figlio; ma accusato egli ora di aver +consultati gli strologi intorno alla vita dell'imperadore, per questo +delitto si guadagnò il bando. Molto non campò di poi, rapito dir non +si sa se da morte naturale o pur da veleno. Diede ciò occasione ad un +rigoroso editto del senato contro gli strologi, con ordine di +cacciarli d'Italia, non che da Roma. Tutto nondimeno indarno: per una +porta uscivano, ritornavano per un'altra. Parimente fu pubblicata +legge contra le donne libere, che sposassero schiavi. Se ciò facea la +donna senza il consenso del padrone dello schiavo, diveniva anch'essa +schiava; se col consenso, era poi trattata come liberta. Videsi +nell'anno presente, fin dove arrivasse la prepotenza dei liberti di +corte, la melonaggine di Claudio e la viltà del senato. Perchè fu +attribuito a Pallante, liberto il più favorito dall'imperadore, +l'invenzione di questo ripiego, per frenar le donne, il senato a +suggestion di Claudio, o pure, come vuol Plinio il vecchio, di +Agrippina Augusta, il senato, dico, oltre a molte lodi del suo fedele +attaccamento al principe, e delle sue grandi applicazioni pel ben +pubblico, il pregò di accettare gli ornamenti della pretura, e la +facoltà di portare l'anello d'oro, come faceano i cavalieri, e per +giunta un regalo di trecento settantacinquemila scudi romani. Costui +accettò gli onori, ma sdegnò di prendere il danaro, con vantarsene +dipoi in un'iscrizione, e con dire ch'egli si contentava di vivere +nell'antica sua povertà, quando di schiavo ch'egli fu, era giunto a +posseder più milioni, ed è registrato dal vecchio Plinio fra gli +uomini più ricchi del suo tempo. Plinio il giovane[313] da lì a molti +anni, in leggendo quell'iscrizione e il vergognoso decreto fatto dal +senato per costui, non se ne potea dar pace. Callisto e Narciso erano +gli altri due liberti dominanti allora nella corte. Per le mani di +Agrippina e di costoro passava tutto e di tutto si facea danaro. Si +prendeano anche beffe del balordo loro padrone[314]. Un dì mentre +Claudio tenea ragione, comparvero alcuni della Bitinia ad accusar con +molte grida Giunio Cilone, stato lor governatore, che avea venduta la +giustizia per danari; nè intendendo ben Claudio, dimandò che volessero +quegli uomini. Rispose Narciso: _Rendono grazie per aver avuto Cilone +al lor governo_. Allora Claudio: _Ebbene, l'abbiano per lor +governatore anche due altri anni_. + +Alcuni tempi prima era venuta in mente a Claudio un'impresa che, se +gli riusciva, sarebbe stata di gran gloria a lui, e di pari utile al +pubblico, cioè[315] di seccare il Lago Fucino, detto oggidì Lago di +Celano nell'Abbruzzo, per mettere quelle terre a coltura, e difendere +le circonvicine dalle inondazioni che andavano di dì in dì crescendo: +fattura, per cui quei popoli Marsi avevano fatte più istanze ad +Augusto, ma senza nulla ottenere. Vi si applicò con incredibil vigore +Claudio, pensando di fare scolar quell'acque non già nel Tevere, come +alcuno ha creduto, ma bensì nel fiume Liri o sia nel Garigliano. +Plinio il vecchio[316] per un'opera maravigliosa ci descrive questo +tentativo di Claudio, e di spesa infinita; imperciocchè per undici +anni vi aveva egli impiegato continuamente circa trentamila lavoratori +in far cavare e tagliare una montagna di tre miglia, di profondità +incredibile, e condurre un canale lunghissimo da esso lago al fiume. +Allorchè l'opera fu creduta compiuta, Claudio, acciocchè si conoscesse +da ognuno la magnificenza della medesima, ordinò che si facesse prima +un solennissimo combattimento navale sul medesimo lago. Raunati da +varie parti dell'imperio diciannovemila uomini (se pur non v'ha +difetto in quel numero) condannati a morte, li compartì in due squadre +di navi colle lor armi, avendo disposto all'intorno in barche i +pretoriani ed altre milizie, affinchè niuno scappasse. Tutte le ripe e +le colline d'intorno erano coperte di gente accorsa allo spettacolo o +per curiosità, o per corteggiare l'imperadore, che vi assistè con +Agrippina[317], amendue superbamente vestiti. Sperando i destinati a +combattere grazia, il salutarono, dicendo _che andavano a morire_, e +non altra risposta ricevendo, se non _che anch'egli salutava loro_, +non volevano più procedere alla battaglia. Tante esortazioni e minacce +si fecero, che finalmente le nemiche squadre l'una appellata la +siciliana, l'altra la rodiana, si azzuffarono e combatterono da +disperate. Molti furono i morti, più i feriti. Chi restò in vita +ottenne poi grazia. Quindi passò la corte ad un magnifico convito, nel +qual tempo si lasciò correre l'acqua del lago pel nuovo fabbricato +canale; ma essa con tal empito corse, che fracassò in più luoghi le +muraglie delle sponde, ed allagò talmente il territorio, che Claudio +andò a pericolo d'annegarsi. Egli è pur di pochi il prevedere tutte le +forze delle acque messe in moto. Altre simili burle da loro fatte ho +io letto, ed anche veduto. Agrippina fece allora una gran lavata di +capo a Narciso, imputandogli di non aver fatto assai forte il lavoro +per risparmiare la spesa, e mettersi in saccoccia il danaro; e Narciso +anch'egli rispose a lei per le rime con dei frizzi intorno alla di lei +superbia, alle idee della sua ambizione. Aggiugne Tacito[318], non +essere stato quel canale sì basso da potere scolar le acque del lago +troppo profondo nel mezzo. Ordinò nondimeno Claudio, che si rifacesse +meglio il lavoro; ma per quanto si può dedurre da Plinio il vecchio, +egli non campò tanto da vederlo compiuto. Nerone suo successore per +invidia alla di lui gloria non si curò di perfezionarlo; e per quanto +poi facessero Traiano e Adriano, il lago sussistè, e tuttavia +sussiste. Un'altra maravigliosa impresa di Claudio Augusto fu l'aver +egli condotto a fine l'acquidotto cominciato da Caligola, per cui +furono introdotte in Roma le acque curzia e cerulea per quaranta +miglia di viaggio[319]; e ad una tale altezza, che arrivavano alla +cima di tutti i colli di Roma, e in tanta abbondanza, che servivano ad +ogni casa, alle peschiere, ai bagni, agli orti e ad ogni altro uso. +Plinio il vecchio, descrivendo la grandiosità di quest'opera stupenda, +ci assicura, che al veder tagliate montagne, riempiute valli, e tanti +archi per condurre quella gran copia d'acque, si conchiudeva, nulla +esservi di sì mirabile in tutto il mondo, come quella fattura, la +quale costò parecchi milioni. Tacito nota in questi tempi la +prepotenza e l'arti cattive di _Antonio Felice_, chiamato _Claudio +Felice_ da Giuseppe Ebreo[320], liberto già d'Antonia e poi di Claudio +Augusto, a cui esso imperadore avea dato il governo della Giudea. Quel +medesimo egli è, che si legge negli Atti degli Apostoli aver tenuto +per due anni in prigione san Paolo apostolo. Costui, oltre al godere +un buon posto nel cuore di Claudio, avea anche per fratello Pallante, +il più favorito, il più potente, il più ricco dei liberti di corte; e +però a man salva commetteva in quel governo quante iniquità egli +voleva senza timore che gliene venisse un processo. S'empiè allora la +Giudea di ladri e di assassini, e tutto si andò disponendo alla +ribellione che accenneremo a suo tempo. + +NOTE: + +[312] Tacitus, Annal., cap. 52. + +[313] Plinius, lib. 7, epistola 29. + +[314] Dio, lib. 60. + +[315] Dio, lib. 60. Suetonius, in Claudio, cap. 20. Tacitus, Annal., +lib. 12, cap. 57. + +[316] Plinius, lib. 36, cap. 15. + +[317] Sueton., in Claudio, cap. 21. + +[318] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 57. + +[319] Plin., lib. 36, cap. 15. + +[320] Joseph., Antiq. Judaic., lib. 2. + + + + + Anno di CRISTO LIII. Indizione XI. + + PIETRO APOSTOLO papa 25. + TIBERIO CLAUDIO, figliuolo di + Druso imperadore 13. + +_Consoli_ + +DECIMO GIUNIO SILANO e QUINTO HATERIO ANTONINO. + + +Era giunto _Nerone Cesare_ a quindici in sedici anni; anche _Ottavia_ +figliuola di Claudio Augusto all'età capace di matrimonio; e però in +quest'anno si celebrarono le loro nozze. Così Tacito[321]. Ma +Svetonio[322] mette questo fatto due anni prima, allorchè Claudio era +console, cioè nell'anno 54 dell'Era nostra, con avere allora Nerone +celebrati i giuochi circensi, e la caccia delle fiere nell'anfiteatro +per la salute del suocero imperadore. Anche Dione mette il di lui +matrimonio prima del combattimento navale sul lago Fucino. Però non è +qui sicura la cronologia di Tacito. Affinchè questo giovine bestia +facesse per tempo una bella comparsa nell'eloquenza, Agrippina sua +madre, e Seneca il maestro, vollero ch'egli servisse da avvocato al +popolo d'Ilio o sia di Troja, i cui ambasciadori chiedeano allora in +senato l'esenzion dai tributi. Una bella orazione in greco, dettatagli +senza fallo dal precettore[323], recitò Nerone, in cui ebbero luogo +tutte le favole inventate dai Romani, cioè la loro origine da Troja e +da Enea, spacciato dagli adulatori per propagatore della famiglia +Giulia. Nulla si potè negare ad un sì facondo oratore, e a sì forti +ragioni; però Tiberio, dopo avere anch'egli tirata fuori una lettera +scritta in greco dal senato e popolo romano, in cui esibivano lega al +re Seleuco, purchè egli concedesse ogni esenzione al popolo di Troja, +parente de' Romani, conchiuse che non si dovea negar tal grazia ai +Trojani; nè vi fu chi non concorresse nella medesima sentenza. Perchè +i Romani, che componeano la colonia nella città di Bologna in Italia, +erano ricorsi all'imperadore e al senato per aiuto a cagion di un +incendio che avea devastato le lor case: parimente per loro fece da +avvocato con una orazione latina il giovinetto Nerone, ed ottenne in +lor soccorso la somma di dugento cinquanta mila scudi romani. Anche il +popolo di Rodi supplicava per ricuperare la libertà, che dianzi +dicemmo tolta loro dal medesimo Claudio. Per loro perorò Nerone in +greco, ed impetrò tutto quanto desideravano. Concedè similmente +Claudio per cinque anni l'esenzion dalle imposte a quei d'Apamea, +rovinati da un tremuoto, e al popolo di Bisanzio, che si trovò troppo +aggravato; e per tutti i tempi avvenire l'accordò dipoi al popolo di +Coo. _Statilio Tauro_ (non sappiamo se _Marco_ o _Tito_) possedeva de' +bei giardini. Agrippina gli amoreggiava[324] anch'essa; però dacchè fu +ritornato dall'Africa, dove era stato proconsole, il fece accusare in +senato da Tarquinio Prisco, con apporgli falsamente d'essersi +mischiato in superstizioni di magia forse contro la vita di Claudio. +S'impazientò egli cotanto per questa trappola, che datasi la morte +colle proprie mani, prevenne la sentenza del senato. + +NOTE: + +[321] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 58. + +[322] Sueton., in Nerone, cap. 7. + +[323] Sueton., in Nerone, cap. 8. + +[324] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 64. + + + + + Anno di CRISTO LIV. Indizione XII. + + PIETRO APOSTOLO papa 26. + NERONE CLAUDIO imperad. 1. + +_Consoli_ + +MARCO ASINIO MARCELLO e MANIO ACILIO AVIOLA. + + +Scrive Tacito[325], che l'uno di questi consoli, sicome ancora un +questore, un edile, un tribuno e un pretore, nello spazio di pochi +mesi terminarono i lor giorni: accidente interpretato dai +superstiziosi Romani per preludio di gravi disgrazie. Noi non +sappiamo, nè qual dei consoli morisse, nè chi succedesse al defunto. +All'ambiziosa Agrippina faceva ombra _Domizia Lepida_, donna +ricchissima e di gran fasto, sorella del suo primo marito, cioè di +_Gneo Domizio Enobarbo_, e parente d'Augusto, per via d'Antonia sua +madre. Mirava Agrippina di mal occhio, che Lepida, oltre ad altri +riguardi, si comperasse l'affetto del nipote Nerone con assai carezze +e frequenti regali. Ella volea comandare al figliuolo, e però non +istava bene in vita chi potea contrastarle un sì fatto imperio. Per +attestato di Tacito non era meno impudica Lepida che si fosse +Agrippina; tuttavia ella non fu per questo verso assalita. Le accuse +che contra di lei inventò la malizia, furono d'aver fatti de' +sortilegi per far morire essa Agrippina, oppure per diventar moglie +dell'imperadore; e ch'ella non avesse frenata l'insolenza de' suoi +servi, i quali, diceva ella, in Calabria turbavano la pace +dell'Italia. Fin lo stesso Nerone[326] fu sforzato dalla madre, donna +fiera, a far testimonianza contro l'amata sua zia. In una parola, per +sentenza del senato, Lepida perdè la vita, ancorchè Narciso, potente +liberto di Claudio, vi si opponesse con tutte le sue forze. E +probabilmente questo liberto, che osservando i disegni ambiziosi di +Agrippina, si teneva perduto, se il di lei figliuolo fosse pervenuto +all'imperio e perciò si dichiarava tutto in favor di Britannico, si +servì di tal occasione per rivelare, a Claudio l'amicizia infame che +passava tra Agrippina e Pallante, altro onnipotente liberto di corte. +Promosse inoltre a tutto potere gl'interessi di Britannico presso il +padre, con fargli insieme conoscere, quanto fosse indecente +l'anteporre al proprio figliuolo un figliastro, e quali fossero le +trame di Agrippina per questo[327]. In fatti cominciarono a comparire +alcuni segni ch'egli si fosse pentito[328] d'aver presa per moglie +Agrippina, e d'aver adottato il di lei figliuolo. Si faceva egli +condurre più del solito innanzi il proprio figlio Britannico; +l'abbracciava, e un dì fu udito dire, _che con quella mano con cui +l'avea ferito, il guarirebbe_. Narciso, anch'egli consapevole della +mutata inclinazion del padrone, animava Britannico, e gli facea gran +festa intorno. Ad occhi aperti stava Agrippina. Ma dacchè seppe essere +scappato detto un giorno a Claudio, _che per suo destino egli avea +dovuto avere solamente delle mogli impudiche, per poi punirle_: non +volle aspettar più, e si studiò di prevenirlo. Si sentiva poco bene di +sanità Claudio, e sperando aiuto dall'aria e dall'acque di Sinuessa, +colà si portò, per quanto scrive Tacito. Quivi fu che Agrippina, dopo +aver allontanato Narciso con bella maniera, mandandolo in Campania, si +fece preparar un potente veleno da una famosa fabbriciera d'essi, +nominata Locusta, che servì gran tempo a simili bisogni della corte. E +sapendo, quanto il marito fosse ghiotto di boleti, ne acconciò uno al +proposito, e gliel fece poi presentare dall'eunuco Haloto, solito a +fare il saggio de' cibi del principe. Mangiò di que' boleti anche +Agrippina, ma con lasciare il più bello al marito. Fu portato Claudio +come ubbriaco (che questo gli accadeva spesso) dalla tavola al +letto[329]. Perchè parve che sciolto il ventre potesse sovvenire al +rischio in cui egli si trovava, spaventata Agrippina ricorse a +Senofonte medico di sua confidenza, il quale già preparata, col +pretesto di svegliargli il vomito, una penna tinta d'altro fiero +veleno gliela immerse nella gola. La notte egli perdè i sentimenti, e +verso il far del giorno del dì 13 d'ottobre spirò. Abbiamo da +Svetonio[330], che in diverse maniere si contò questo fatto: +comunemente nondimeno essersi detto e creduto ch'egli morisse di +veleno. Incerto è anche il luogo, e sembra piuttosto ch'egli morisse +in Roma. Lo stesso storico quegli è che cel dà morto nel dì 13 del +suddetto mese, e con lui va d'accordo Dione. Ma pare che Tacito lo +supponga prima; perciocchè si tenne (e sembra non delle sole ore) +celata la di lui morte, e però potè succedere prima di quel giorno. In +Roma si faceano intanto preghiere agli dii per la di lui salute. +Agrippina chiamò i commedianti, quasi che li desiderasse Claudio per +divertirsi, e spesso facea spargere voce che il di lui incomodo andava +di bene in meglio. Tutto ciò per dar tempo a disporre le cose per far +succedere Nerone. Ella inoltre si mostrava spasimante di dolore pel +marito, e piena di tenerezza per _Britannico_ e per le sorelle di lui, +_Antonia_ ed _Ottavia_, e trattenevali tutti, affinchè non uscissero +della loro stanza, con aver anche messe guardie dappertutto. + +Preparato ciò che occorreva, sul mezzogiorno del suddetto dì 13 di +ottobre si spalancarono[331] le porte del del palazzo, e ne uscì +Nerone, accompagnato da Burro prefetto del pretorio, che andava ben +d'accordo con Agrippina, siccome sua creatura. Fu presentato al corpo +di guardia e ricevuto con acclamazioni: indi entrato in lettiga, non +senza maraviglia di molti al non veder seco Britannico, fu condotto al +quartiere dei pretoriani in Roma, senza che apparisca da Tacito, il +quale fa morto Claudio a Sinuessa, alcun lungo viaggio, per venire da +quella alla gran città. Dappoichè Nerone ebbe parlato ai pretoriani, e +promesso loro un donativo, non inferiore al ricevuto da Claudio, fu +acclamato da tutti per imperadore. Non tardò molto a far lo stesso il +senato, perchè privo di maniere da resistere ai voleri e alla forza +della milizia, già entrata in possesso di far essa gl'imperadori. +Furono poi decretati a Claudio i medesimi onori che si praticarono +alla morte d'Augusto, con deificarlo, e fargli un solennissimo +funerale, in cui Agrippina gareggiò nella magnificenza con Livia +Augusta sua bisavola[332]. Aveva ella anche cominciato un sontuoso +tempio alla memoria del _Divo Claudio_; ma l'invidioso Nerone lo +lasciò poi andare a terra, o lo distrusse per la maggior parte. Fu poi +rifatto e compiuto da Vespasiano per gratitudine ad un imperadore che +l'avea beneficato. Ed ecco come finì sua vita Claudio, principe +annoverato fra i partecipanti del buono e del cattivo, di cuore +inclinato alla giustizia, alla clemenza e alla munificenza, e che fece +molte azioni da principe ottimo; ma di testa troppo debole, per cui +lasciandosi governare da mogli scellerate e da liberti iniquissimi, +per gli consigli ed inganni di essi tante altre azioni operò +obbrobriose o ridicole. Gallione fratello di Seneca il derise morto, +con dire, _ch'egli veramente era salito al cielo[333], ma tirato con +un uncino_, come si faceva ai giustiziati che venivano strascinati dal +boia al Tevere. Lodava anche _i boleti, perchè divenuti cibi degli +dii_. Lo stesso Lucio Anneo Seneca, siccome maltrattato da lui, se ne +vendicò anch'egli con una satira che tuttavia sussiste, +rappresentandolo portato al cielo, ma poi cacciato di là e mandato +all'inferno, con essere riconosciuto in entrambi que' luoghi per uno +scimunito e per una bestia. L'orazione funebre[334] composta dal +medesimo Seneca in onore di Claudio, fu recitata da Nerone. Era +elegantissima; ma allorchè si udì esaltare la provvidenza e sapienza +del defunto principe, niuno vi fu che potesse trattenersi dal +sogghignare, forse non prevedendo chi si ridea di Claudio, che avea +poi da piangere del suo successore, sentina di crudeltà e di vizii. +Non fu letto in senato il testamento di Claudio, perchè verisimilmente +non volle Agrippina che Britannico a Nerone in esso comparisse +anteposto. Comandano i principi quel che vogliono in vita; morti, quel +solo che piace al loro successore. Solamente sotto quest'anno il padre +Antonio Pagi[335] comincia l'anno primo del pontificato di san Pietro, +perchè sostiene ch'egli solamente ora venisse a Roma. Trattandosi di +punti assai tenebrosi e controversi di storia, si attenga ognuno a +quella opinione che più gli aggrada. + +NOTE: + +[325] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 64. + +[326] Sueton., in Nerone, cap. 7. + +[327] Idem, ibid., cap. 43. + +[328] Dio, lib. 60. + +[329] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 67. + +[330] Sueton., in Claud., cap. 43. + +[331] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 69. + +[332] Sueton., in Claud., c. 45, et in Vespas., c. 9. + +[333] Dio, lib. 60. + +[334] Tacit., Annal., lib. 13, c. 3. + +[335] Pagius, in Critica Baroniana. + + + + + Anno di CRISTO LV. Indizione XIII. + + PIETRO APOSTOLO papa 27. + NERONE CLAUDIO imperad. 2. + +_Consoli_ + +NERONE CLAUDIO AUGUSTO e LUCIO ANTISTIO VETERE o sia VECCHIO. + + +Benchè non fosse Nerone per anche pervenuto all'età stabilita dalle +leggi per esser console, non avendo più di diecisette anni, tuttavia +siccome superiore alle leggi, e per onorare i principii del suo +governo, prese il consolato. Per testimonianza di Svetonio[336] lo +tenne solamente due mesi. Chi succedesse a lui nelle calende di marzo, +non si sa. V'ha chi crede _Pompeo Paolino_, perchè da lì a due anni si +trova proconsole della Germania. Diede l'ambiziosa Agrippina principio +al governo del figliuolo Nerone con levar di vita _Giunio Silano_, +allora proconsole dell'Asia. Parte per gelosia, perchè fu detto dal +popolazzo, ch'egli per via di femmine discendente dalla casa di +Augusto potea aspirare all'imperio, e più proprio anche sarebbe stato +che il giovinetto Nerone; parte ancora per timore, ch'egli volesse +vendicar la morte ingiustamente data a _Lucio Silano_ suo fratello, +benchè pericolo non vi fosse, perchè egli era un dappoco, e Caligola +perciò il solea chiamare _la pecora ricca_. Si trovarono persone che +seppero dargli il veleno, ed egli se ne andò, senza che Nerone ne +penetrasse la trama. Da gran tempo era in disgrazia di essa Agrippina +Narciso, liberto e segretario di Claudio Augusto, perchè parzialissimo +di Britannico, e perchè a lei stato contrario in molte occorrenze. +Aveva egli ammassato delle immense ricchezze, e potendo tutto sopra il +padrone, le intere città e gli stessi re, chiunque avea bisogno del +principe, il corteggiavano e gli faceano de' regali. Era per altro +fedele a Claudio, e vegliava per la di lui conservazione. S'egli si +fosse trovato alla corte, non avrebbe osato Agrippina di tradir il +marito, o pur sarebbono seguiti differentemente gli affari; ma +Agrippina, siccome accennai, seppe bene staccarlo da lui; e +poscia[337] cacciatalo in dura prigione, il fece ammazzare, o il +ridusse ad ammazzarsi da sè medesimo, ed anche contro il voler di +Nerone, che l'amava per la somiglianza de' costumi, essendo egualmente +anch'egli più avaro che prodigo. Si metteva Agrippina in istato +d'altri simili prepotenze e crudeltà, se _Afranio_ _Burro, prefetto +del pretorio_, ed uomo di costumi saggi e severi, e _Seneca maestro di +Nerone_, non men dell'altro tendente al buono, divenuti amendue +principali ministri ed arbitri della corte, non l'avessero tenuta in +freno. Andavano d'accordo questi due ministri, e perchè desiderosi +erano del buon governo, abolirono sul principio varii abusi, e fecero +molti buoni regolamenti. Ad Agrippina accordarono in apparenza quante +distinzioni d'onore ella seppe richiedere. Dava ella le udienze ai +magistrati, agli ambasciatori, anche senza il figliuolo. Con esso +usciva in lettiga; più spesso sel facea tener dietro. Ella scriveva ai +popoli e ai re; ella dava il nome alle guardie. Ma a poco a poco i due +ministri andarono restringendo la di lei autorità, facendole conoscere +che chimerico era il di lei disegno di far da padrona assoluta. + +Per conto di Nerone ognun d'essi si studiava di portarlo all'amore e +alla pratica delle virtù; ma perchè aveano che fare con un giovinastro +vivace, capriccioso, vago solamente di divertimenti e piaceri, e non +già di logorarsi il capo nell'applicazione al governo, gli permetteano +di sollazzarsi con altri giovani di suo genio in canti, suoni e +conviti, e in qualche altra pericolosa libertà di più, sperando +ch'egli crescendo in età, e sfogati que' primi bollori di gioventù, +prenderebbe miglior cammino. Ma, siccome osserva Dione, non badarono +che il lasciar così la briglia ad un giovane, era un aprirgli la +strada a divenire uno scapestrato, perchè un vizio chiama l'altro, e +formato il mal abito, andando innanzi, sempre più cresce e si +rinforza, massimamente in chi può ciò che vuole. Per altro sul +principio non nocevano punto al buon governo i suoi divertimenti, +lasciando egli operare ai due suoi saggi ministri, i quali finchè +ebbero possanza, sempre mantennero la giustizia e il buon ordine con +plauso del popolo. Portatosi Nerone ne' primi giorni in senato, parlò +così acconciamente della maniera ch'egli pensava di tener nel governo, +che innamorò tutti. Seneca gli avea messo in iscritto quegli +avvertimenti. Non voleva egli essere il giudice di tutti gli affari; +l'autorità del senato dovea esercitarsi liberamente, come ne' vecchi +tempi. Non più s'aveano da vendere gli uffizii. Tutto camminerebbe +sulle pedate di Augusto. E così ragionando d'altri buoni regolamenti, +piacque cotanto la sua orazione, che fu ordinato d'intagliarla in una +colonna d'argento, e di rinnovarne la lettura in ogni primo dì +dell'anno. In fatti, anche il senato animato da tali parole fece di +molti utili decreti in così bella aurora. Disobbligò fra l'altre cose +i questori dal fare ogni anno il troppo dispendioso giuoco de' +gladiatori, benchè non senza gravi richiami d'Agrippina, la quale +fatti venire i senatori al palazzo, dietro ad una portiera ascoltava +tutto, e disse che questo era un distruggere gli editti del defunto +Claudio. E perciocchè ella volea pur seguitare a comparir sul trono +col figliuolo, per dar le pubbliche udienze, Burro e Seneca la +finirono, in occasione che i legati dell'Armenia si presentarono al +senato. Era assiso Nerone sul trono ascoltando le loro dimande, quando +arriva Agrippina, per fare anch'ella la sua comparsa padronale su quel +medesimo trono. Allora Nerone, ammaestrato prima da Seneca, discende +come per andare incontro alla madre, e trovato un pretesto per +rimettere ad un altro dì l'ascoltare gli ambasciatori, diede fine al +concistoro, senza che quei forestieri s'accorgessero che Agrippina +voleva tuttavia menare il figliuolo grande per le maniche del sajo. +Così a poco a poco la disviarono dal far quelle ambiziose comparse con +vergogna del figlio. Diede[338] Nerone in quest'anno l'Armenia Minore +ad _Aristobolo_ di nazione giudaica, e a _Soemo_ la provincia di +Sofene, dichiarandoli re amendue. Spedì ordini pressanti ad _Agrippa +re_ di una parte della Giudea, e ad _Antioco re_ di Comagene, di +unirsi coi Romani per far guerra ai Parti, acciocchè battuti dalla +parte della Mesopotamia, uscissero dell'Armenia. Ne uscirono in fatti +per le discordie insorte fra _Vologeso re d'essi Parti_ e _Vardane_ +suo figliuolo. Portate a Roma cotali nuove, ed ingrandite, mossero il +senato adulatore a decretar la veste trionfale a Nerone, ed anche +l'ovazione. A _Domizio Corbulone_ fu dato il governo, o pur la cura +degli affari dell'Armenia Maggiore: cosa applaudita dai Romani. Il +credito di questo generale, non meno che gli uffizii di Cajo Ummidio +Durmio Quadrato governatore della Siria, indussero Vologeso a dimandar +la pace e a dar degli ostaggi. Segni ancora di clemenza diede Nerone +nel non volere che fossero ammesse le accuse contra di un senatore e +di un cavaliere. + +Tutto il finquì narrato appartiene in parte al precedente anno. Nel +presente si cominciarono ad imbrogliar le scritture fra _Agrippina_ e +il figliuolo. Erasi _Nerone_ già incapricciato di una giovine, +appellata Atte, di bassa sfera, perchè stata schiava, ed allora +liberta. Gli tenevano mano due de' suoi compagni negli spassi, cioè +_Marco Salvio Ottone_, che fu poi imperadore, e _Senecione_. L'amore +ch'egli dovea ad _Ottavia_ sua moglie, principessa per avvenenza e +saviezza meritevole di ogni lode, si era tutto rivolto verso questa +ignobil giovinetta, essendosi fin detto che gli corse più volte per +mente di sposarla. Mostravano di non saper questo suo sviluppo i due +primi ministri per paura, che se gli si contrastava questo +amoreggiamento, da cui non veniva ingiuria ad alcuno, egli si volgesse +alle case de' nobili. Ma Agrippina non sì tosto se n'avvide, che diede +nelle smanie, e gli fece più e più bravate. Tuttavia accorgendosi a +null'altro servire questa sua severità, che ad accendere maggiormente +le disoneste fiamme di Nerone, mutò batteria, e si studiò di +guadagnarlo colle buone, e con profusion di regali e fin con +esibizioni che non son da dire; e tuttochè raccontate da Tacito e da +Dione, han tutta la ciera di calunnie, facili, quando si vuol male +alle persone. Nerone all'incontro, scelte le più belle gioie e +masserizie del palazzo, le inviò in dono alla madre, la quale se ne +offese, per voler egli far seco da liberale con quella roba che tutta +egli dovea riconoscer da lei. Qui non si fermò Nerone. Levò il +maneggio delle rendite del pubblico a Pallante, liberto il più +confidente (e forse troppo) che s'avesse la madre, per abbassar sempre +più la di lei superbia. Per questo andò nelle furie Agrippina, nè potè +contenersi dal dire un dì al figliuolo, _che giacchè vivea Britannico, +ella ne saprebbe anche fare un imperadore_. Anzi, secondo Dione[339], +gli ricordò in tal maniera d'averlo fatto imperadore, che parve +volesse dire che era anche capace di disfarlo. Queste parole della +superba donna incautamente proferite, furono la sentenza di morte +dell'infelice _Britannico_, giovinetto di molta espettazione, amato da +ognuno, che già toccava il quindicesimo anno dell'età sua. Nerone il +fece avvelenare da Giunio Pollione tribuno di una coorte di +pretoriani. Mentre lo sfortunato principe pranzava coll'imperadore, +ma, secondo lo stile, ad una tavola a parte, gli fu portata una +bevanda troppo calda senza veleno, di cui fece il saggio lo scalco +suo. Dimandò Britannico dell'acqua fredda per temperare quel caldo, e +recatagli questa con un potentissimo veleno, bebbe; ed appena bevuto, +si sentì sconvolgere tutto, e da lì a poco cadde per terra tramortito. +Ognuno de' circostanti atterrito tremava; alcuno anche imprudente si +ritirò[340]; ma i più accorti fissarono il guardo in Nerone, il quale +senza punto muoversi da tavola, e senza punto scomporsi, disse che +quello era un colpo di mal caduco, a cui fin da fanciullo egli era +soggetto. Britannico morì nella seguente notte, e fu immediatamente +bruciato il suo corpo, acciocchè non apparissero i segni del veleno. +Dione all'incontro scrive, che per coprir que' segni apparenti nel +volto, Nerone lo fece imbiancare col gesso; ma sopraggiunta una +dirotta pioggia nel portarlo al rogo, si lavò l'imbiancatura, onde +ognuno potè scorgere l'iniquità del fatto. Anche Tacito parla di essa +pioggia, ma con dir solamente, averla interpretata i Romani per un +contrassegno dell'ira degli dii. + +Questo colpo sbalordì fieramente Agrippina, sì per vedere di che fosse +capace il figliuolo, e sì per trovarsi priva di chi al bisogno avrebbe +potuto giovare ai suoi disegni. Ma fece forza a sè stessa, per coprire +l'interno affanno. Nè meno di lei seppe contenersi nel mirarsi tolto +da sì barbara mano il caro fratello _Ottavia_, siccome già avvezza a +non zittire per qualunque aggravio che le fosse fatto. Colle spoglie +di Britannico Nerone arricchì di poi Burro e Seneca: il che diede da +mormorare di essi a non pochi. Ne fece anche parte ad Agrippina; ma +questa non potea darsi pace al vedere un figlio agitato da sì violente +passioni, e al temere di peggio. Laonde per premunirsi cominciò a +farsi del partito coi tribuni centurioni della milizia, ed insieme ad +adescare i più accreditati della nobiltà, non più altera, come in +addietro, ma abbondante di cortesia anche all'eccesso. E soprattutto +raunava danaro, creduto il più potente amico nelle occorrenze. Seppelo +Nerone; le levò le due guardie de' pretoriani e Germani; la fece anche +passare dal palazzo imperiale ad abitare in quello di Antonia sua +avola, per tenerla lontana da sè. Portavasi talvolta a visitarla, ma +sempre attorniato da molti centurioni, e dopo un breve complimento, se +n'andava. Allora comparve a che vicende sia suggetta l'umana potenza, +e quanto fragile e vana sia la grandezza de' mortali. Quella dianzi +tanto venerata e temuta donna si trovò in isola; niun più andava a +visitarla, a riserva di poche femmine; ognun fuggiva d'incontrarla di +parlarle, di mostrarsene parziale. A questo arrivò la smoderata +ambizion di Agrippina; e pure non finì qui la sua depressione. _Giulia +Silana_, nobilissima dama, già amica sua, e poi gravemente disgustata +pel matrimonio di Sesto Africano, concertato da lei, e frastornato da +Agrippina, prese ad accusarla, e fece passare all'orecchio, di Nerone +per mezzo di Paride commediante, che la madre era dietro a volere +sposar Rubellio Plauto, per via di femmine discendente da Augusto, con +disegno di sconvolgere poi lo stato. Passata la mezza notte, corse +Paride a far questa relazione a Nerone, il quale si ritrovava allora, +secondo il solito, ubbriaco. Il primo ed unico pensiero dell'infuriato +Augusto fu quello di uccider la madre e Plauto, e di levar la carica +di prefetto del pretorio a Burro, sospettandolo d'accordo con +Agrippina, da cui egli riconosceva la sua fortuna. Seneca chiamato al +romore, il pacificò per conto di Burro, attestandone l'onoratezza. +Accorse anche Burro, e promise di torre la vita ad Agrippina, se si +recavano prove dell'accusa, mostrando poi la necessità d'ascoltar lei +ancora. Fatto giorno, i ministri andarono ad intimarle l'accusa e a +rivelarle gli accusatori. Agrippina rispose col non per anche deposto +orgoglio, e dimandò di poter parlare al figliuolo: il che non le fu +negato. Parlò in maniera, che il rasserenò, e poscia andò il gastigo a +cadere sopra Silana, che fu relegata, e sopra alcuni altri complici di +lei. Ottenne ella ancora dei posti per alcuni suoi favoriti. Un'altra +accusa in questi tempi venne in campo contra del suddetto Burro, e di +Pallante liberto da noi più volte nominato, imputati di voler portare +all'imperio _Cornelio Sulla_, uno de' primati romani. Si difesero in +maniera, che solamente Peto l'accusatore ne portò la pena con essere +relegato. + +NOTE: + +[336] Sueton., in Nerone. + +[337] Dio, lib. 62. + +[338] Tacitus, Annal., l. 13, cap. 7. + +[339] Dio, lib. 6. + +[340] Tacitus, lib. 13, cap. 7. + + + + + Anno di CRISTO LVI. Indizione XIV. + + PIETRO APOSTOLO papa 28. + NERONE CLAUDIO imper. 3. + +_Consoli_ + +QUINTO VOLUSIO SATURNO e PUBLIO CORNELIO SCIPIONE. + + +Secondochè abbiam da Svetonio, soleva Nerone mutar nelle calende di +luglio i consoli. Per questo va congetturando Vinando Pighio, che ai +suddetti consoli fossero sostituiti _Curtilio Mancia e Dubio Avito_, +per trovarsi eglino da qui a due anni proconsoli. Cominciò in +quest'anno lo sbrigliato giovinastro Nerone a menar una vita più che +mai scandalosa[341]. La notte travestito da servo, accompagnato da +alcuni suoi fidi, scorreva per le strade per gli postriboli, per le +bettole a sfogare i bestiali suoi appetiti, divertendosi in rompere ed +isvaligiar botteghe, e in dar per ischerzo delle battiture a chi +s'incontrava per via, e far di peggio a chi resisteva. Essendo poi +trapelato venir da Nerone somiglianti insolenze, presero animo altri +giovani scapestrati per unirsi insieme, e far lo stesso sotto nome di +lui, ingiuriando uomini e donne illustri: con che pericoloso per tutti +divenne lo andar di notte per Roma. Perchè Nerone non era conosciuto, +toccavano anche a lui talvolta delle busse. Per attestato di +Plinio[342] fu sfregiato una notte in volto. Con tassia, incenso e +cera avendo unta la percossa, la mattina seguente comparve con la cute +sana. Uno di quelli che la notte gli diedero alcune bastonate o +ferite, o sia per cagion della moglie, come vuole Svetonio e Dione, o +pure per motivo di propria difesa, come s'ha da Tacito, fu Giulio +Montano, uomo nobile e già vicino a divenir senatore. Stette Nerone a +cagion di questo regalo più dì confinato in casa, nè già pensava a +vendetta, perchè si figurava di non essere stato conosciuto, e però +non ingiuriato. Ma il mal accorto Montano, saputo con chi egli avea sì +malamente trescato, andò ad infilzarsi da sè stesso con iscrivergli +una lettera lagrimevole e chiedergli perdono. «Come! gridò Nerone, +costui sa d'aver percosso l'imperadore, nè si è per anche data la +morte da sè stesso!» Gli fece egli dipoi insegnare come andava fatto. +Da lì innanzi usò Nerone di uscir di notte con una banda di soldati e +di gladiatori, che il seguitavano in disparte. Se per le insolenze +ch'egli commetteva, talun si rivoltava, allora costoro menavano le +mani. Dilettavasi parimente il forsennato Augusto di accendere e +fomentare le fazioni del popolazzo nelle pubbliche commedie, gustando +ora da luogo occulto, ed ora scoperto, di mirare se si davano de' +pugni, e tiravano dei sassi, essendo egli talora il primo a gittarne, +con avere anche una volta ferito in volto il pretore, presidente ai +giuochi. Andò tanto innanzi la confusione per questo, con pericolo di +peggio, che bisognò rimettere le guardie ne' teatri, e bandire +dall'Italia alcuni dei più sediziosi istrioni e pantomimi. Piena[343] +era l'antica Roma di schiavi e di liberti. Ancorchè i primi con +acquistar la libertà dai padroni, sembra che fossero sciolti da ogni +legame, pure o per la pratica, o per le riserve tacite od espresse che +si faceano, erano tenuti a servire essi padroni, ma in impieghi più +onorevoli. Se mancavano, erano gastigati; se arrivava il lor fallo +all'ingratitudine, tornavano schiavi. Grandi lamenti insorsero in +questi tempi de' padroni contra dei liberti; e in senato fu proposto +di fare una legge rigorosa, che gli abbracciasse tutti. Nerone +l'impedì con ordinare, che il gastigo andasse sopra i particolari, per +le ragioni che ne adduce Tacito. Fu anche modificata la soverchia +autorità de' pretori, degli edili e de' tribuni della plebe. Alcuni +altri regolamenti si fecero, tutti utili al pubblico. + +NOTE: + +[341] Tacit., Ann., lib. 13, cap. 25. Dio, lib. 61. Suet., in Nerone, +cap. 26. + +[342] Plin., lib. 13, cap. 22. + +[343] Tacitus, lib. 13, cap. 26. + + + + + Anno di CRISTO LVII. Indizione XV. + + PIETRO APOSTOLO papa 29. + NERONE CLAUDIO imper. 4. + +_Consoli_ + +NERONE CLAUDIO AUGUSTO per la seconda volta e LUCIO CALPURNIO PISONE. + + +Si sa da Svetonio, che Nerone non tenne se non sei mesi il consolato. +Disputano gli eruditi, chi a lui ed al collega succedesse nelle +calende di luglio. Nulla s'è potuto accertare finora. Non ci +somministra l'antica storia alcun fatto rilevante sotto quest'anno. +Tacito[344] solamente racconta aver Nerone dato un congiario, o sia +regalo, al popolo, e levata l'imposta di venticinque danari sopra la +vendita che si faceva degli schiavi. Proibì ancora ai governatori +delle provincie il fare spettacoli di gladiatori o di fiere, e simili +altri giochi: perchè sotto questo pretesto molestavano forte le borse +de' popoli, o cercavano di coprire con tali magnificenze i lor +latrocini. Fu accusata _Pomponia Grecina_, moglie di Aulo Plauzio, +conquistator della Bretagna, perchè seguitava una _superstizion +forestiera_. Hanno creduto, e fondatamente i nostri, ch'ella avesse +abbracciata la religion cristiana, la quale in questi tempi s'andava +dilatando per la terra, e massimamente in Roma. Fu rimessa tal +giustizia, secondo l'antico costume, alla cognizion del marito, il +quale, esaminato l'affare coi di lei parenti, la giudicò innocente. +Potrebbe essere che appartenesse all'anno presente ciò che narra +Dione[345] con dire, che si fecero vari spettacoli in Roma. Uno di +tori, che furono uccisi da uomini a cavallo, correnti a briglia +sciolta contra di essi. Un altro, in cui quattrocento orsi e trecento +lioni caddero al suolo trafitti dalle lance delle guardie a cavallo di +Nerone. Anche trenta uomini dell'ordine de' cavalieri romani +combatterono nell'anfiteatro alla foggia de' gladiatori, cioè di gente +infame. Cresceva intanto lo sregolamento di Nerone ascoltando egli +unicamente i consigli di chi adulava le di lui passioni, tutte rivolte +ai piaceri anche più abbominevoli. Quei di _Burro_ e di _Seneca_ +l'infastidivano, e in fine cominciò a metterseli sotto i piedi. +_Ottone_, che fu poi imperadore, e in tutto simile era a Nerone nelle +inclinazioni e nei vizii, siccome ancora gli altri collegati +negl'infami di lui divertimenti, gli andavano di tanto in tanto +dicendo: «Come mai soffrite che vi facciano i pedanti in questa età? E +voi ve ne mettete suggezione, senza ricordarvi che siete l'imperadore, +e che non essi, ma voi sopra d'essi avete potere!» Così imparò egli a +sprezzare i consigli de' buoni, e, voltata strada, si diede ad imitar +Caligola, anzi a superarlo; parendogli cosa degna di un imperadore il +non esser da meno d'alcuno neppur nelle cose mal fatte. Tuttavia in +questi primi anni si andò ritenendo. I suoi erano finora vizii +privati, e nocevano a lui solo, e a pochi altri, senza che ne patisse +la repubblica. Si videro anche in lui alcuni atti di clemenza, intorno +alla qual virtù gli avea Seneca composto e dedicato nell'anno +precedente un trattato che ci resta. Ma fin dove il portasse la sua +perversa natura, e questo abbandonamento di sè stesso, poco staremo a +vederlo. + +NOTE: + +[344] Tacit., lib. 13, cap. + +[345] Dio, lib. 61. + + + + + Anno di CRISTO LVIII. Indizione I. + + PIETRO APOSTOLO papa 30. + NERONE CLAUDIO imper. 5. + +_Consoli_ + +NERONE CLAUDIO AUGUSTO per la terza volta e VALERIO MESSALLA. + + +V'ha chi dà al secondo console il nome di _Marco Valerio Messalla +Corvino._ Ed abbiamo bensì da Svetonio che il terzo consolato di +_Nerone_ durò solamente quattro mesi; ma non sappiamo chi a lui +succedesse nelle calende di maggio. Potentissimo avvocato, ed insieme +terribile e venale accusatore sotto l'imperador Claudio era stato +Marco Suilio[346], odiato perciò da molti, i quali, mutato il governo, +si studiarono d'abbatterlo. Perchè egli credea suo nemico _Seneca_, ne +sparlava a tutto potere, tassandolo di aver avuto disonesto commercio +con _Giulia_ figliuola di Germanico Cesare, per cui giustamente avesse +patito l'esilio, e ch'egli fosse filosofo bensì di nome, ma ne' fatti +un solennissimo ipocrita, mentre scriveva sì dei precetti di +filosofia, ed altro poi non facea che ammassar de' milioni, e andar a +caccia di testamenti, e di far usure innumerabili per l'Italia e per +le provincie. Nel senato comparvero delle gravi accuse contro di +Suilio; ma Nerone si contentò di confiscargli una parte de' suoi beni +e di relegarlo in Majorica e Minorica. Anche _Cornelio Silla_, +verisimilmente quello stesso ch'era stato console nell'anno 52 ed +aveva avuta in moglie _Antonia_ figliuola di Claudio Augusto, fu +relegato a Marsilia. Benchè pel suo genio timido e vile non fosse +capace d'imprese grandi, pure gli emuli suoi fecero credere a Nerone, +ch'egli, sotto una finta stupidità, covasse dei veri disegni di +novità; e gli tesero anche tante trappole, che fu condannato, come +dissi, all'esilio ed anche nell'anno 62 tolto dal mondo. Fu parimente +accusato _Pomponio Silvano_ d'aver fatto delle estorsioni durante il +suo governo nell'Africa. Ebbe de' buoni protettori, perchè lor fece +sperar le molte sue ricchezze per eredità, giacchè privo era di +figliuoli ed inoltrato molto nell'età. In questa maniera si salvò, con +deludere poscia l'espettazione di chiunque facea i conti sulla sua +roba, per essere sopravvivuto a tutti. Potrebb'essere un d'essi +_Ottone_, che fu poi imperadore, e forse anche il buon _Seneca_, da +noi veduto in concetto d'attendere a simili prede. Era in questi tempi +andato all'eccesso l'orgoglio e l'insolenza dei pubblicani, cioè de' +gabellieri di Roma, e ne mormorava forte il popolo. Saltò in capo a +Nerone di levar via, tutt'i dazii e le gabelle, per aver la gloria di +fare un bellissimo regalo al genere umano; e se ne lasciò intendere in +senato. Lodarono i senatori assaissimo la grandezza dell'animo suo; ma +appresso gli fecero toccar con mano che senza il nerbo delle rendite +pubbliche non potea sussistere l'imperio romano, tanto ch'egli smontò. +Furono nondimeno fatti dei buonissimi regolamenti in questo proposito +per benefizio dei popoli con reprimere le avanie di quelle +sanguisughe: regolamenti nondimeno ch'ebbero corta durata, con +ripullulare gli abusi. Tuttavia confessa Tacito, che molti se ne +levarono, nè al suo tempo si pagavano più non so quante esazioni +introdotte al passaggio de' ponti, e per le navi. + +Ebbe principio in quest'anno l'amoreggiamento di Nerone con _Poppea +Sabina_, donna di gran nobiltà, di pari bellezza e ricchezza. Graziosa +nel parlare, vivace d'ingegno, e modesta in apparenza, di rado si +lasciava vedere per Roma, e sempre col volto mezzo coperto, per non +saziare affatto la curiosità di chi la riguardava. Le mancava solo il +più bello, cioè l'onestà. Bastava essere liberale per guadagnarsi i di +lei favori. Era stata moglie di Rufo Crispino cavaliere romano, a cui +partorì un figliuolo; ma innamoratosene _Ottone_, che fu poscia +imperadore, non gli fu difficile colla bizzarria delle comparse, +colla gioventù e col credito d'essere uno dei più confidenti +dell'imperadore, di distorla dal marito, e di prenderla egli in +moglie: chè di questi bei tiri abbondava Roma pagana. Ma il +vanaglorioso scioccone non potea ritenersi presso Nerone dal far elogi +incessanti della nobiltà e dell'avvenenza della nuova moglie, +chiamando sè stesso il più felice degli uomini, per trovarsi in +possesso di tal donna. Tanto andò ripetendo questa canzone, che Nerone +invogliossi di vederla, e il vederla fu lo stesso che innamorarsene +perdutamente. Mostrossi anch'ella sul principio presa della di lui +bellezza; poi colla ritrosia, e col fingersi troppo contenta del +marito Ottone, e di non apprezzar molto chi era di spirito sì basso da +compiacersi dell'amore di una vil serva, cioè di Atte liberta, tal +corda gli diede, che sempre più andò crescendo la fiamma. Ne provò ben +presto gli effetti lo stesso Ottone con restar privo della confidenza +di Nerone, e col non essere ammesso alla di lui udienza, nè al +corteggio. Di peggio potevagli avvenire, se Seneca, amico suo, non +avesse impetrato, che Nerone l'inviasse per presidente della +Lusitania, parte di cui era il Portogallo d'oggidì, dove con buone +operazioni per dieci anni risarcì l'onore ch'egli avea perduto in +Roma. Da lì innanzi Poppea trionfò nel cuor di Nerone. Dione[347] +pretende, che per qualche tempo Ottone e Nerone andassero d'accordo +nel possedere costei; ma molto non sogliono durare sì fatte amicizie. +Risvegliossi in quest'anno[348] la guerra fra i Romani e i Parti, per +cagion dell'Armenia. _Vologeso re_ d'essi Parti pretendea di mettervi +per re _Tiridate_ suo fratello; i Romani voleano disporne a lor +piacimento, come s'era fatto in addietro. _Domizio Corbulone_, che già +dicemmo il più valente generale di Roma in questi tempi, comandava in +quelle parti l'armi romane. Ma, più che i Parti, recava a lui pena la +scaduta disciplina delle soldatesche sue, per lunga pace impigrite e +dimentiche degli ordini della vecchia milizia. La prima sua cura +adunque fu quella di cassare gl'inutili, di far nuove leve, e di ben +disciplinar la sua gente, usando del rigore ch'era a lui naturale. +S'impadronì egli poi di Artasata capitale dell'Armenia e di +Tigranocerta; ed avendo voluto Tiridate rientrare nell'Armenia, il +ripulsò, divenendo in fine padrone affatto di quella contrada. +Probabilmente non succederono tutte queste imprese nell'anno presente. +L'Occone e il Mezzabarba[349], che riferiscono a quest'anno la pace +universale, e il tempio di Giano chiuso in Roma, come apparisce da +molte medaglie, andarono a tastoni in questo punto di storia. Tacito +racconta in un fiato varii avvenimenti tanto dell'Armenia che della +Germania, ma non succeduti tutti in un sol anno. + +NOTE: + +[346] Tacitus, lib. 13, cap. 42. + +[347] Dio, lib. 90. + +[348] Tacitus, lib. 13, cap. 34. + +[349] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + + + + + Anno di CRISTO LIX. Indizione II. + + PIETRO APOSTOLO papa 31. + NERONE CLAUDIO imper. 6. + +_Consoli_ + +LUCIO VIPSTANO APRONIANO e FONTEJO CAPITONE. + + +Comunemente da chi ha illustrato i Fasti consolari, il primo di questi +consoli è chiamato _Vipsanio._ Ma, secondo le osservazioni del +cardinal Noris[350], il suo vero nome fu _Vipstano_; e ciò può ancora +dedursi da un'iscrizione pubblicata anche da me[351]. In essa +s'incontra _Cajo Fontejo._ Se ivi è disegnato il console di questi +tempi, _Cajo_ e non _Lucio_ sarà stato il suo prenome. Giunse in +quest'anno ad un orrido eccesso la più che maligna natura di Nerone. +Erasi rimessa in qualche credito Agrippina sua madre, dappoichè le +riuscì di superar le calunnie di _Giunia Silana;_ ma dacchè entrò in +corte _Poppea Sabina_, cominciò una nuova e più fiera guerra contro di +lei. Aspirava questa ambiziosa ed adultera donna alle nozze del +regnante, al che, vivente Agrippina, le parea troppo difficile di +poter giungere, sì perchè Agrippina amava forte la saggia e paziente +sua nuora _Ottavia_, e sì perchè non avrebbe potuto soffrire presso il +figliuolo chi a lei fosse superiore negli onori e nel comando. +Cominciò dunque Poppea a stimolar Nerone con dei motti pungenti, +deridendolo, «perchè tuttavia fosse sotto la tutela; ed oh che bel +padrone del mondo, che nè pure è padrone di sè stesso!» Passò poi in +varie guise, e coll'aiuto dei cortigiani nemici di Agrippina, a fargli +credere che la madre nudrisse de' cattivi disegni contra di lui. +Ingegnavasi all'incontro anche Agrippina di guadagnarsi l'affetto del +figliuolo contra di questa rivale; e fanno orrore le dicerie che +corsero allora, delle quali Dione Cassio[352] e Tacito[353] fanno +menzione, contraddicendo quegli autori anche in parlar di _Seneca_, +che alcuni vogliono concorde coll'iniquo Nerone alla rovina della +madre, ed altri parziale della medesima, anzi macchiato di un infame +commercio con lei. La stessa battaglia fra quegli scrittori si +osserva, rappresentando alcuni[354], ch'ella con carezze nefande, ed +altri colla fierezza e colle minacce procurava di rompere +l'abbominevole attaccamento del figliuolo a Poppea. Se nulla è da +credersi, è l'ultimo. Perciò Nerone annoiato cominciò a sfuggirla, e +ad aver caro ch'ella se ne stesse ritirata nelle deliziose sue ville, +benchè quivi ancora l'inquietasse, con inviar persone, le quali, in +passando, le diceano delle villanie o delle parole irrisorie. +Finalmente si lasciò precipitar nella risoluzione di torle la vita. +Non si arrischiò al veleno, perchè non apparisse troppo sfacciato il +colpo, siccome era avvenuto in Britannico; e perchè ella andava ben +guernita di antidoti. Nulladimeno Svetonio scrive, che per tre volte +tentò questa via, ma indarno. Pensò anche a farle cadere addosso il +vôlto della camera, dov'ella dormiva, e vi si provò. Ne fu avvertita +per tempo Agrippina, e vi provvide. + +Ora _Aniceto_ liberto di Nerone, presidente dell'armata navale, che si +tenea sempre allestita nel porto di Miseno, siccome nemico di +Agrippina, si esibì a Nerone di fare il colpo con una invenzione che +parrebbe fortuita; e risparmierebbe a lui l'odiosità del fatto. +Consisteva questa in fabbricare una galea congegnata in maniera, che +una parte si scioglierebbe, tirando seco in mare chi v'era disopra, +esempio preso da una simil nave già fabbricata nel teatro. Piacque la +proposizione; fu preparato nella Campania l'insidiatore legno; e +Nerone per celebrar i giuochi d'allegria in onor di Minerva, chiamati +Quinquatrui, si portò al palazzo di Bauli, situato fra Baia, e Miseno, +conducendo seco la madre sino ad Anzo, giacchè era qualche tempo che +le mostrava un finto affetto, ed usavale delle finezze. Quivi stando +Nerone si udiva dire: che toccava ai figliuoli il sopportare gli +sdegni di chi avea lor data la vita, e che a tutti i patti volea far +buona pace colla madre; acciocchè tutto le fosse riferito, ed ella, +secondo l'uso delle donne facili a credere ciò che bramano, si +lasciasse meglio attrappolare. Invitolla dipoi a venire ad un suo +convito ad Anzo; ed ella v'andò, accolta dal figliuolo sul lido con +cari abbracciamenti, e tenuta poi a tavola nel primo posto: il che +maggiormente la assicurò. O sia, come vuol Tacito, ch'ella quivi si +fermasse quella sola giornata, o che, al dire di Dione, si trattenesse +quivi per alcuni giorni, volle ella infine ritornarsene alla sua +villa. Nerone, dopo il lungo e magnifico convito, la tenne fino alla +notte in ragionamenti ora allegri, ora serii, baciandola di tanto in +tanto, ed animandola a chiedere tutto quel che voleva, con altre +parole le più dolci del mondo. Accompagnata da lui sino al lido, +s'imbarcò nella nave traditrice, superbamente addobbata, e andò +servendola Aniceto. Era quietissimo il mare, e parve quella calma +venuta apposta, per far conoscere ad ognuno, che non dalla forza de' +venti, ma dal tradimento procedea lo sfasciarsi della nave. Alla +divisata ora cadde, secondo Tacito[355], il tavolato di sopra, che +soffocò Creperio Gallo cortigiano d'Agrippina; ma essa con Acerronia +Polla sua dama d'onore si attaccò alle sponde, nè cadde. In quella +confusione i marinai credendo che Acerronia fosse Agrippina, coi remi +la uccisero. Ad Agrippina toccò solamente una ferita sulla spalla. Fu +voltata in un lato la nave, perchè si affondasse; ed Agrippina +cadutavi pian piano dentro, parte nuotando, e parte soccorsa dalle +barchette che venivano dietro, si salvò, e fu condotta al suo palazzo +nel lago Lucrino. Dione in poche parole dice, che, sfasciatasi la +nave, Agrippina cadde in mare, nè si annegò. Più minuta, ma +imbrogliata, è la descrizione che fa di questo fatto Tacito; ma, +comunque succedesse, per consenso di tutti, Agrippina scampò la vita. + +Ridotta nel suo palazzo, e in letto, per farsi curare, ricorrendo col +pensiero tutta la serie di quel fatto, non durò fatica ad intendere +chi le avesse tramata la morte. Prese la saggia determinazione di +tutto dissimulare, ed immediatamente spedì Agerino suo liberto al +figliuolo, per dargli avviso d'avere per benignità degli dii sfuggito +un bravissimo pericolo, e per pregarlo di non farle visita per ora, +avendo ella bisogno di quiete per farsi medicare. Nerone ch'era stato +sulle spine la notte, aspettando nuova dell'esito degli esecrandi suoi +disegni, allorchè intese come era passata la cosa, ed esserne uscita +netta la madre, fu sorpreso da immensa paura, immaginandosi ch'ella +potesse spedirgli contro tutta la sua servitù in armi, o muovere i +pretoriani contra di lui, o comparire ad accusarlo in Roma al senato e +al popolo. Sbalordito non sapeva allora in qual mondo si fosse. Fece +svegliar Burro e Seneca, chiamandogli a consiglio, essendo ignoto +s'eglino sì o no fossero prima consapevoli del delitto. Restarono un +pezzo ambedue senza parlare, o perchè non osassero di dissuaderlo, o +perchè credessero ridotte le cose ad un punto che Nerone fosse +perduto, se non preveniva la madre. Nerone in fatti propose di levarla +dal mondo; e Seneca, imputato da Dione d'aver dianzi dato questo +medesimo consiglio, voltò gli occhi a Burro, come per domandargli che +ne comandasse ai suoi pretoriani l'esecuzione. Ma Burro, non +dimenticando che da Agrippina era proceduta la propria fortuna, +prontamente rispose, che essendo obbligate le guardie del corpo a +tutta la casa cesarea, e ricordandosi del nome di Germanico, non si +potea promettere in ciò della loro ubbidienza; e che toccava ad +Aniceto il compiere ciò ch'egli aveva incominciato. Chiamato Aniceto, +non vi pose alcuna difficoltà, cosicchè Nerone protestò che in quel +giorno egli riceveva dalle sue mani l'imperio; e quindi gli ordinò di +prendere quegli armati che occorressero dalla guarnigione delle sue +galee. Intanto arriva per parte di Agrippina Agerino. Sovvenne allora +a Nerone un ripiego degno del suo capo sventato. Allorchè l'ebbe +ammesso all'udienza, gli gittò a' piedi un pugnale, e chiamò tosto +aiuto, con fingere costui mandato dalla madre per ucciderlo, e il fece +tosto imprigionare, e poi spargere voce, ch'egli s'era ucciso da sè +stesso per la vergogna della scoperta sua mala intenzione. Intanto +Agrippina, ch'era negli spasimi per non veder venire Agerino, nè altra +persona per parte del figlio, in vece di essi mira entrar nella sua +camera Aniceto, accompagnato da due suoi uffiziali, senza sapere se in +bene o in male. Poco stette in avvedersene: un colpo di bastone la +colse nella testa; e vedendo sguainata la spada da un di essi, +saltando su gridò: «Ferisci questo,» mostrandogli il ventre. Fu di poi +morta con più ferite; e portatane la nuova a Nerone, non mancò chi +disse di averla voluta vedere estinta e nuda, non fidandosi di chi gli +riferì il fatto, e d'aver detto: «io non sapea d'avere una madre sì +bella.» Tacito lascia in forse questa circostanza. Fu in quella stessa +notte bruciato, secondo il costume d'allora, il suo corpo e vilmente +seppellito. Ed ecco dove andò a terminare la sbrigliata ambizione di +questa donna, figliuola di Germanico, nipote del grande Agrippa, +pronipote d'Augusto, moglie e madre d'imperadori. Le iniquità da lei +commesse per far salire il figlio al trono riportarono questa +ricompensa dallo stesso suo figlio, mostro d'ingratitudine e di +crudeltà. + +Fece susseguentemente Nerone una bella scena, mostrandosi +inconsolabile per la morte della madre, e dolendosi d'aver salvata la +vita propria colla perdita della sua; giacchè voleva che si credesse +aver ella inviato Agerino per ucciderlo, e ch'ella dipoi si fosse +uccisa da sè stessa. Lo stesso ancora scrisse al senato con aggiungere +una filza d'altre accuse contro la madre per giustificar sè medesimo, +e con dire fra l'altre cose[356]: _Ch'io sia salvo, appena lo credo, e +non ne godo._ Perchè quella lettera o era scritta da Seneca, o si +riconobbe per sua dettatura, fu mormorato non poco di questo adulator +filosofo, il quale compariva approvatore di sì nero delitto. Mostrò il +senato[357] di credere tutto: decretò ringraziamenti agli dii, e +giuochi per la salvata vita del principe; e dichiarò il dì natalizio +di Agrippina per giorno abbominevole. Il solo _Publio Peto Trasea_, +senatore onoratissimo, dappoichè, fu letta quella lettera, uscì dal +senato, per non approvare nè disapprovare, il che poi gli costò caro. +Ma Nerone dopo il misfatto[358] si sentì gran tempo rodere il cuore +dalla coscienza; sempre avea davanti agli occhi l'immagine +dell'estinta madre e gli parea di veder le furie che il +perseguitassero colle fiaccole accese. Nè il mutar di luogo e l'andare +a Napoli ed altrove, servì a liberarlo dall'interno strazio. Neppure +s'attentava di ritornar più a Roma, temendo d'essere in orrore a +tutti. Ma gl'ispiravano del coraggio i bravi cortigiani, facendogli +anzi sperare cresciuto l'amore del popolo per aver liberata Roma dalla +più ambiziosa e odiata donna del mondo. In fatti, restituitosi alla +città, trovò anche più di quel che sperava, movendosi e grandi e +piccoli per paura di un sì spietato principe a fargli onore. Andò +dunque come trionfante al Campidoglio, persuaso ch'egli potea far +tutto a man salva, dacchè tutti, o perchè l'amavano, o perchè +avviliti, non sapeano se non adorare i di lui supremi voleri. Affettò +ancora la clemenza con richiamare a Roma _Giunia Calvina, Calpurnia, +Valerio Capitone_ e _Licinio Gabalo_, esiliati già dalla madre. Ma in +questo medesimo anno col veleno abbreviò la vita a _Domizia_ sua zia +paterna, con occupar tutti i suoi beni posti in quel di Baja e di +Ravenna, prima ancora ch'ella spirasse. Quivi alzò de' magnifici +trofei, che duravano anche ai tempi di Dione[359]. Mirabil cosa +nondimeno fu, che parlando molti liberamente di tali eccessi, ed +uscendo non poche pasquinate, pure, egli, benchè dalle sue spie +informato di quanto succedea, ebbe tal prudenza da dissimular tutto, e +da non gastigar alcuno per questo, paventando di accrescere, +altrimente facendo, il romore nel popolo. + +NOTE: + +[350] Noris, Ep. Consul. + +[351] Thes. Nov. Veter. Inscr., p. 305, n. 3. + +[352] Dio, lib. 90. + +[353] Tac., lib. 14, cap. 2. + +[354] Sueton., in Nerone. + +[355] Tacitus, lib. 14, cap. 3. + +[356] Quintilianus, lib. 8 Instit. + +[357] Tacitus, lib. 14, c. 12. + +[358] Sueton., in Neron., c. 34. + +[359] Dio, lib. 61. + + + + + Anno di CRISTO LX. Indizione III. + + PIETRO APOSTOLO papa 32. + NERONE CLAUDIO imper. 7. + +_Consoli_ + +NERONE CLAUDIO AUGUSTO e COSSO CORNELIO LENTULO. + + +Dicendo Svetonio, che Nerone tenne questo consolato per soli sei mesi +nelle calende di luglio dovettero succedere a lui e al collega due +altri consoli. Il nome loro ci è ignoto. Alcuni han sospettato che +fossero _Tito Ampio Flaviano_ e _Marco Aponio Saturnino_, perchè da +Tacito son chiamati uomini consolari, ed ebbero poscia de' governi. +Andossi poi sempre abbandonando Nerone[360] ai divertimenti e piaceri, +dappoichè non vivea più la madre, che il tenea pure in qualche +suggezione. Sin da fanciullo si dilettava egli di andare in carretta e +di condurre i cavalli. Avea anche imparato a sonar di cetra e a +cantare. Diedesi ora in preda a questi sollazzi, sì sconvenevoli ad un +imperadore. Seneca e Burro gli permisero il primo, per distorlo dagli +altri, purchè corresse co' cavalli nel circo vaticano chiuso per non +lasciarsi vedere dal popolo. Ma non si potè contenere il vanissimo +giovane; volle degli spettatori, e il lor plauso l'invogliò ad +invitarvi anche del popolo, il quale godendo di veder fare i principi +ciò ch'esso fa, e perciò gonfiandolo con alte lodi, maggiormente +l'incitò a quel plebeo mestiere[361]. Tuttavia ben conoscendo, che i +saggi erano d'altro sentimento, credette di schivar il disonore, con +cercare de' compagni nobili che imitasser lui ne' pubblici +divertimenti. Perciò venutogli in capo di far de' giuochi di somma +magnificenza in onor della madre, che durarono più giorni, si videro +nobili dell'uno e dell'altro sesso, non solo dell'ordine equestre, ma +anche del senatorio, comparir ne' teatri, ne' circhi e negli +anfiteatri, con esercitar pubblicamente le arti riserbate in addietro +alle sole persone vili e plebee, con sonar nelle orchestre, +rappresentar commedie e tragedie, ballar ne' teatri, far da gladiatori +e da carrettieri: alcuni di propria elezione, ed altri per non +disubbidir Nerone che gl'invitava. Mirava il popolo, ed anche i +forestieri riconoscevano, che quegli attori, dimentichi della lor +nascita, erano chi un Furio, chi un Fabio, chi un Valerio, un Porcio, +un Appio, ed altri simili della nobiltà primaria. Al veder cotali +novità e stravaganze, ne gemevano forte i saggi, sì pel disonor delle +famiglie, come ancora perchè veniva con ciò a crescere troppo +smisuratamente la corruttela de' costumi. Rammaricavansi inoltre +osservando le incredibili spese che facea Nerone, non solamente in +questi sì sfoggiati divertimenti, ma anche negl'immensi regali alla +plebe con gittar dei segni, ne' quali era scritto quella sorta di dono +che dovea darsi a chi avea la fortuna d'aggraffarli come cavalli, +schiavi, vesti, danari. Ben prevedevano che tanto scialacquamento +andrebbe a finire in nuovi aggravi ed estorsioni sopra il pubblico, +siccome in fatti avvenne. Instituì eziandio Nerone altri giuochi, +appellati Giovenali in onore della prima volta ch'egli si fece far la +barba: rito festivo presso i Romani. Que' preziosi peli in una scatola +d'oro furono consecrati a Giove. In que' giuochi danzarono i più +nobili fra i Romani, e bella figura fra l'altre dame fece Elia Catula, +giovinetta di ottanta anni, che ballò un minoetto. Chi de' nobili non +potea ballare, cantava; ed eranvi scuole apposta, dove concorrevano ad +imparare uomini e donne di prima sfera, fanciulle, giovanetti, vecchi, +per far poscia con leggiadria il loro mestiere ne' pubblici teatri. +Che se alcuno, non potendo di meno, per vergogna vi compariva +mascherato. Nerone gli cavava la maschera, e si venivano a conoscere +persone impiegate ne' più riguardevoli magistrati. + +Nè lo stesso Nerone volle in fine essere da meno degli altri. Uscì +anche egli nella scena in abito da suonator di cetra, ed oltre al +suonare, fece sentir la sua da lui creduta melodiosa voce, la qual +nondimeno si trovò sì somigliante a quella de' capponi cantanti, che +niun potea ritener le risa, e molti piangeano per rabbia. Se crediamo +a Dione, Burro e Seneca assistenti servivano a lui di suggeritori, e +andavangli poi facendo plauso colle mani e coi panni, per invitare +allo stesso l'udienza. Tacito[362] anch'egli lo attesta di Burro, ma +con aggiungere che internamente se ne affliggeva. Nè già era +permesso[363], allorchè cantava questo insigne maestro, ad alcuno +l'uscir di teatro, per qualsivoglia bisogno che occorresse. Quella era +la voce d'Apollo; niun v'era che potesse uguagliarsi a lui nella +melodia del canto. Così gli adulatori. Volle egli ancora che si +tenesse una gara di poesia e d'eloquenza, e vi entrò anch'egli +coll'invito de' giovani nobili. Non è difficile l'immaginarsi a chi +toccasse la palma e il premio. Furono similmente richiamati a Roma i +pantomimi, perchè divertissero il popolo nei teatri, ma non già ne' +giuochi sacri. Apparve in quest'anno una cometa. Il volgo, imbevuto +dell'opinione, che questo predica la morte de' principi, cominciò a +fare i conti su la vita di Nerone, e a predire chi a lui succederebbe. +Concorrevano molti in _Rubellio Plauto_, discendente per via di donne +dalla famiglia di Giulio Cesare, personaggio ritirato e dabbene. Ne fu +avvertito Nerone. Si aggiunse, che trovandosi a desinare il medesimo +imperadore in Subbiaco, un fulmine gli rovesciò le vivande e la +tavola. Perchè quel luogo era vicino a Tivoli, patria dei maggiori +d'esso Plauto, la pazza gente perduta nelle superstizioni maggiormente +si confermò nella predizione suddetta. Fece dunque Nerone intendere a +Rubellio Plauto, che miglior aria sarebbe per lui l'Asia, dov'egli +possedeva dei beni. Gli convenne andar là colla sua famiglia, ma per +poco tempo, perchè da lì a due anni Nerone mandò ad ucciderlo. Venne +in questi tempi a morte _Quadrato_, governatore della Siria, e quel +governo fu dato a _Corbulone_, da cui dicemmo ch'era stata acquistata +l'Armenia. Trovavasi da gran tempo in Roma _Tigrane_, nipote +d'_Archelao_, che già fu re della Cappadocia, avvezzato ad una servile +pazienza. Ottenne egli da Nerone di poter governare l'Armenia con +titolo di re; e andato colà, fu assistito da Corbulone con un corpo di +soldatesche tali, che, al dispetto di molti, più inclinati al dominio +de' Parti, n'ebbe il pacifico possesso, benchè poi non vi potesse +lungo tempo sussistere[364]. Pozzuolo in questo anno acquistò il +diritto di colonia, e il cognome di Nerone; intorno a che disputano +gli eruditi, perchè da Livio e da Vellejo abbiamo, che tanti anni +prima Pozzuolo fu colonia, e Frontino fa autore Augusto di una nuova +colonia in quella città. In questi tempi Laodicea, illustre città +della Frigia restò rovinata da un tremuoto; ma quel popolo la rimise +in piedi colle proprie ricchezze senza aiuto de' Romani. + +NOTE: + +[360] Tacitus, Annal., lib. 14, cap. 14. + +[361] Dio, lib. 61. + +[362] Tacitus, lib. 14, cap. 15. + +[363] Sueton., in Nerone, cap. 23. + +[364] Tacitus, lib. 14, cap. 27. + + + + + Anno di CRISTO LXI. Indizione IV. + + PIETRO APOSTOLO papa 33. + NERONE CLAUDIO imper. 8. + +_Consoli_ + +CAJO CESONIO PETO e CAJO PETRONIO TURPILIANO. + + +Non è certo il prenome di _Cajo_ pel secondo di questi consoli, nè +sappiamo chi nelle calende di luglio loro succedesse nella dignità. +Motivo[365] ai pubblici ragionamenti diedero in quest'anno due +iniquità, commesse in Roma, l'una da un nobile, l'altra da un servo. +Mancò di vita _Domizio Balbo_, ricco, e della prima nobiltà, senza +figliuoli. _Valerio Fabiano_, senatore, con un falso testamento, a cui +tennero mano altri nobili colle lor soscrizioni e sigilli, corse +all'eredità. Convinto di falsario, degradato con gli altri suoi +complici, riportò la pena statuita dalla legge Cornelia. Ucciso fu da +un suo servo, o vogliam dire schiavo, _Pedanio Secondo_, prefetto di +Roma. Ne aveva egli al suo servigio quattrocento, tra maschi e +femmine, grandi e piccoli, essendo soliti i ricchi Romani a tenerne +una prodigiosa quantità al loro servigio. Benchè fossero quasi tutti +innocenti di quel misfatto, doveano morire secondo il rigore delle +antiche leggi; ma fattasi grande adunanza di gente plebea per +difendere quegl'infelici, l'affare fu portato al senato; ed intorno a +ciò si fece lungo dibattimento, con prevalere in fine la sentenza del +supplicio di tutti. Nerone mandò un ordine alla plebe di attendere ai +fatti suoi, e somministrò quanti soldati occorressero per iscortare i +condannati. I mali portamenti degli uffiziali nella Bretagna cagion +furono di far perdere circa questi tempi quasi tutto quel paese che vi +aveano acquistato i Romani; e ciò perchè si volle rimetter ivi il +confisco dei beni de' delinquenti, da cui Claudio gli avea esentati. +Anche _Seneca_, se crediamo a Dione[366], avea dato ad usura un +milione a que' popoli, e con violenza ne esigeva non solo i frutti, ma +anche il capitale. Inoltre, _Boendicia_ o sia _Bunduica_ vedova[367] +di _Prasutago re_ di una parte di quella grand'isola, si protestava +anche essa troppo scontenta delle infinite prepotenze ed insolenze +fatte dai Romani a sè stessa, a due figlie e a tutto il suo popolo. +Questa regina, donna d'animo virile, quella fu che sonò in fine la +tromba col muovere i suoi e i circostanti popoli a sollevarsi contra +degl'indiscreti Romani con prevalersi della buona congiuntura che +_Svetonio Paolino_, governatore della parte della Bretagna romana, e +valoroso condottier d'armi, era ito a conquistare un'isola ben +popolata, adiacente alla Bretagna. Con un'armata dicono, di cento +ventimila persone vennero i sollevati addosso alla nuova colonia di +Camaloduno, e la presero di assalto. Dopo due dì ebbero anche il +tempio di Claudio, mettendo quanti Romani vennero alle lor mani, tutti +a fil di spada, senza voler far prigionieri. Petilio Cereale, venuto +per opporsi con una legione, fu rotto, messa in fuga la cavalleria, e +tutta la fanteria tagliata a pezzi. Portate queste funeste nuove a +Svetonio Paolino, frettolosamente si mosse, e venne a Londra, luogo di +una colonia scarsa, ma celebre città anche allora per la copia grande +dei mercatanti e del commercio. Benchè pregato con calde lagrime dagli +abitanti di fermarsi alla lor difesa, volle piuttosto attendere a +salvare il resto della provincia. S'impadronirono i ribelli di Londra +e di Verulamio, nè vi lasciarono persona in vita. Credesi che in que' +luoghi perissero circa settanta o ottantamila fra cittadini romani e +collegati. Si trovò poi forzato Svetonio, perchè mancava di viveri, ad +azzardare una battaglia, ancorchè non avesse potuto ammassare che +dieci mila combattenti; laddove i nemici da Dione si fanno ascendere a +dugento trentamila persone, numero probabilmente, secondo l'uso delle +guerre, o per disattenzion de' copisti, troppo amplificato. Boendicia +stessa comandava quella grande armata. Dopo fiero combattimento +prevalse la disciplina militare dei pochi allo sterminato numero dei +Britanni, che furono sconfitti, con essersi poi detto che restarono +sul campo estinti circa ottantamila di essi, numero anch'esso +eccessivo. Comunque, sia insigne e memoranda fu quella vittoria. +Boendicia morì poco dappoi, o per malattia o per veleno ch'essa +medesima prese, e colla sua morte tornò fra non molto all'ubbidienza +de' Romani il già rivoltato paese, con avervi Nerone inviato un buon +corpo di gente dalla Germania, il quale servì a Svetonio per compiere +quell'impresa. + +NOTE: + +[365] Tacitus, ibid. + +[366] Dio, lib. 61. + +[367] Tacitus, lib. 12, cap. 29. + + + + + Anno di CRISTO LXII. Indizione V. + + PIETRO APOSTOLO papa 34. + NERONE CLAUDIO imper. 9. + +_Consoli_ + +PUBLIO MARIO CELSO e LUCIO ASINIO GALLO. + + +Perchè Tacito sul principio di questo anno nomina _Giunio Marullo, +console disegnato_, il quale poi non apparisce console, perciò possiam +credere ch'egli fosse sostituito ad alcun d'essi consoli ordinari, +oppure all'uno degli straordinari, succeduti nelle calende di luglio, +i quali si tiene che fossero _Lucio Anneo Seneca_ maestro di Nerone, e +_Trebellio Massimo_. Nel gennaio dell'anno presente[368] accusato fu e +convinto _Antistio Sostano_ pretore, d'aver composto dei versi contro +l'onor di Nerone. I senatori più vili, fra' quali _Aulo Vitellio_, che +fu poi imperadore, conchiusero dovuta la pena della morte a questo +reato. Non osavano aprir bocca gli altri. Il solo _Peto Trasea_ ruppe +il silenzio, sostenendo che bastava relegarlo in un'isola, e +confiscargli i beni, nel qual parere venne il resto dei senatori. +Nondimeno fu creduto meglio di udir prima il sentimento di Nerone, il +quale mostrò bensì molto risentimento contra d'Antistio, eppur si +rimise al senato, con facoltà ancora di assolverlo. Si eseguì la +sentenza del bando. In quest'anno ancora il suddetto Trasea, uomo di +petto, e rivolto sempre al pubblico bene, propose che si proibisse ai +popoli delle provincie il mandare i lor deputati a Roma, per far +l'elogio dei loro governatori; perchè questo onore sel procuravano i +magistrati colla troppa indulgenza, e col permettere ai popoli delle +indebite licenze, per non disgustarli. L'ultimo anno fu questo della +vita di _Burro prefetto del pretorio_, uomo d'onore e di petto, che +avea finquì trattenuto Nerone dall'abbandonarsi affatto ai suoi +capricci, e massimamente alla crudeltà. Restò in dubbio s'egli +morisse, di mal naturale, oppure di veleno, per quanto ne scrive +Tacito[369]; poichè, per conto di Svetonio[370] e di Dione[371], +amendue crederono che Nerone, rincrescendogli ormai d'aver un +soprastante che non si accordava con tutti i suoi voleri, il facesse +prima del tempo sloggiar dal mondo. Gran perdita fece in lui il +pubblico, e molto più, perchè Nerone in vece d'uno creò due altri +prefetti del pretorio, cioè _Fenio Rufo_, uomo dabbene, ma capace di +far poco bene per la sua pigrizia, e _Sofonio Tigellino_, uomo +screditato per tutt'i versi, ma carissimo per la somiglianza de' +depravati costumi a Nerone. Con questo iniquo favorito cominciò Nerone +ad andare a vele gonfie verso la tirannia e pazzia. Allora fu, che +_Seneca_ conobbe che non era più luogo per lui presso di un principe, +il quale si lascerebbe da lì innanzi condurre dai consigli de' +cattivi, e già cominciava a dimostrar poca confidenza a lui. Il pregò +dunque di buona licenza, per ritirarsi a finir quietamente i suoi +giorni, con offerirgli ancora tutto il capitale de' beni a lui finquì +pervenuti o per la munificenza del principe, o per industria +propria[372]. Nerone con bella grazia gliela negò, ed accompagnò la +negativa con tenere espressioni d'affetto e di gratitudine, giungendo +sino a dirgli di desiderar egli piuttosto la morte, che di far mai +alcun torto ad un uomo, a cui si professava cotanto obbligato. Quel +che potè dal suo canto Seneca; giacchè non si fidava di sì belle +parole; fu di ricusar da lì innanzi le visite, di non volere corteggio +nell'uscire di casa; il che era anche di rado, fingendosi mal concio +di salute, ed occupato da' suoi studi. Si ridusse ancora a cibarsi di +solo pane ed acqua e di poche frutta, o per sobrietà o per paura del +veleno. + +Già dicemmo, che _Ottavia_ figliuola di Claudio Augusto, e moglie di +Nerone, era per la sua saviezza e pazienza un'adorabile principessa; +ma non già agli occhi di Nerone, troppo diverso da lei d'inclinazione +e di costumi. Certamente egli non ebbe mai buon cuore per lei, e +dacchè introdusse in corte _Poppea Sabina_, cominciò anche ad +odiarla[373] per le continue batterie di quell'impudica, che non potea +stabilire la sua fortuna se non sulle rovine d'Ottavia. Tanto disse, +tanto fece questa maga che in quest'anno, col pretesto della sterilità +di essa Ottavia, Nerone la ripudiò, e da lì a pochi dì arrivò Poppea +all'intento suo di essere sposata da lui. Nondimeno qui non finì la +guerra. Poppea, sovvertito uno de' familiari di Ottavia, la fece +accusar di un illecito commercio con un suonatore di flauto, nominato +Eucero. Furono perciò messe ai tormenti le di lei damigelle, ed +estorta da alcune con sì violento mezzo la confession del fallo; ma +altre sostennero con coraggio l'innocenza della padrona, e dissero +delle villanie a Tigellino, ministro non meno di questa crudeltà, che +della morte data poco innanzi a _Silla_ e a _Rubellio Plauto_ già +mandati da Nerone in esilio. Fu relegata _Ottavia_ nella Campania, e +messe guardie alla di lei casa, per tenerla ristretta. Ma perciocchè +il popolo, che amava forte questa buona principessa, apertamente +mormorava di sì aspro trattamento, la fece Nerone ritornare a Roma. +Pel suo ritorno andò all'eccesso la gioia del popolo, perchè, ruppe le +statue alzate in onor di Poppea, e coronò di fiori quelle di Ottavia, +con altre pazzie d'allegria sediziosa; di che diede motivo a Poppea di +caricar la mano contra dell'odiata principessa, persuadendo a Nerone +che il di lei credito era sufficiente a rovesciare il suo trono. Fu +perciò chiamato a corte l'indegno Aniceto, che già avea tolta di vita +Agrippina, acciocchè servisse ancora ad abbattere Ottavia, col fingere +d'aver tenuta disonesta pratica con lei. Perchè gli fu minacciata la +morte, se ricusava di farlo, ubbidì. Promossa l'infame accusa colla +giunta d'altre inventate dal maligno principe di aborto procurato, di +ribellioni macchinate, l'infelice principessa, in età di soli ventidue +anni, venne relegata nell'isola Pandalaria, dove passato poco tempo +Nerone le fece levar la vita, e portar anche il suo capo a Roma, +acciocchè l'indegna Poppea s'accertasse della verità del suo crudel +trionfo. Di tante iniquità commesse da Nerone, forse niuna riuscì +cotanto sensibile al popolo romano, come il miserabil fine d'una sì +saggia ed amata principessa, la quale portava anche il titolo di +Augusta, e massimamente al vederla condannata per così patenti ed +indegne calunnie. La ricompensa ch'ebbe Aniceto dell'indegna sua +ubbidienza, fu di essere relegato in Sardegna, dove ben trattato +terminò poscia con suo comodo la vita. Pallante, già potentissimo +liberto sotto Claudio, morì in quest'anno, e fu creduto per veleno +datogli da Nerone, affin di metter le griffe sopra le immense di lui +ricchezze. + +NOTE: + +[368] Tacitus, lib. 14, cap. 48. + +[369] Tacitus, ibid., cap. 51. + +[370] Sueton., in Nerone, cap. 35. + +[371] Dio, lib. 61. + +[372] Sueton., in Nerone, c. 35. + +[373] Tacit., lib. 14, c. 60. Dio, lib. 61. Suetonius, c. 35. + + + + + Anno di CRISTO LXIII. Indizione VI. + + PIETRO APOSTOLO papa 35. + NERONE CLAUDIO imper. 10. + +_Consoli_ + +PUBLIO MARIO CELSO e LUCIO ASINIO GALLO. + + +Erano tuttavia imbrogliati gli affari dell'Armenia, dacchè Nerone avea +colà inviato col titolo di re _Tigrane_[374]. _Vologeso_ re de' Parti +persisteva più che mai nella pretension di quel regno, per coronarne +_Tiridate_ suo fratello, che gliene faceva continue istanze. Ma andava +titubando, finchè Tigrane il fece risolvere a dar di piglio all'armi, +per aver egli fatta un'incursione nel paese degli Adiabeni o sudditi o +collegati de' Parti. Dopo aver dunque Vologeso coronato Tiridate come +re dell'Armenia, e somministratogli un possente esercito per +conquistar quel paese, si diede principio alla guerra. _Corbulone_, +governator della Siria, in aiuto di Tigrane spedì due legioni, e nello +stesso tempo scrisse a Nerone, rappresentandogli il bisogno d'un altro +generale, per accudire alla difesa dell'Armenia mentre egli dovea +difendere le frontiere della sua provincia. Nerone v'inviò _Lucio +Cesennio Peto_, uomo consolare, cioè ch'era stato console: il che ha +fatto ad alcuni crederlo lo stesso che _Caio Cesennio Peto_, da noi +veduto console nell'anno superiore 61 di Cristo, ma che da altri vien +tenuto per personaggio diverso. Intanto i Parti, entrati nell'Armenia, +posero l'assedio ad Artasata capital di quel regno, dove s'era +ritirato Tigrane, che non mancò di fare una valorosa difesa. Corbulone +allora inviò Casperio centurione a Vologeso, per dolersi dell'insulto +che si facea ad un regno dipendente dai Romani, minacciando dal suo +canto la guerra ai Parti, se non desistevano da quelle violenze. Servì +quest'ambasciata ad inchinar Vologeso a' pensieri di pace, ed avendo +chiesto di mandare a Nerone i suoi legati per trattarne, e pregarlo di +conferire lo scettro dell'Armenia a Tiridate suo fratello, accettata +fu la di lui proferta, con patto di far cessare l'assedio di Artasata: +il che ebbe esecuzione. Ma non è ben noto, che convenzione segreta +seguisse allora fra Corbulone e Vologeso, avendo alcuni creduto che +tanto i Parti quanto Tigrane avessero da abbandonar l'Armenia. Venuti +a Roma gli ambasciatori di Vologeso, nulla poterono ottenere; e però +il Parto ricominciò la guerra in tempo che Cesennio Peto giunse al +governo dell'Armenia, uomo di poca provvidenza e sapere in quel +mestiere, ma che si figurava di poter fare il maestro agli altri. +Prese Peto alcune castella, passò anche il monte Tauro, pensando a +maggiori conquiste; ma, all'avviso che Vologeso veniva con grandi +forze, fu ben presto a ritirarsi, ed a lasciar gente ne' passi del +monte suddetto, per impedir l'accesso de' nemici, con iscrivere +intanto più e più lettere a Corbulone, che venisse a soccorrerlo. +Forzò Vologeso i passi: a Peto cadde il cuore per terra, perchè avea +troppo divise le sue genti, e colto fu con due sole legioni. Però +spedì nuove lettere ad affrettar Corbulone, il quale intanto avendo +passato l'Eufrate, marciava a gran giornate verso la Comagene o la +Cappadocia, per entrar poi nell'Armenia, Nulladimeno poco giovarono +gli sforzi di Corbulone. In questo mentre Vologeso strinse il picciolo +esercito di Peto, molti ne uccise; e tal terrore mise al capitano de' +Romani, ch'egli solamente pensò a comperarsi la salvezza con qualunque +vergognosa condizione che gli fosse esibita. Dimandando dunque un +abboccamento con gli uffiziali di Vologeso, restò conchiuso, che +l'armi romane si levassero da tutta l'Armenia, e cedessero ai Parti +tutte le castella e munizioni da bocca e da guerra; e che poi Vologeso +se l'intenderebbe coll'imperador Nerone pel resto. Le insolenze dei +Parti furono poi molte; vollero entrar nelle fortezze prima che ne +fossero usciti i Romani; affollati per le strade, dove passavano i +Romani, toglievano loro schiavi, bestie e vesti; ed i Romani come +galline lasciavano far tutto per paura che menassero anche le mani. +Tanto marciarono le avvilite truppe, che piene di confusione +arrivarono finalmente ad unirsi con quelle di Corbulone, il quale, +deposto per ora ogni pensier dell'Armenia, se ne tornò alla difesa +della Siria sua provincia. + +Secondochè abbiam da Tacito, tutto ciò avvenne nel precedente anno. +Dione ne parla più tardi. Nella primavera del presente comparvero gli +ambasciatori di _Vologeso_, che chiedevano il regno dell'Armenia per +_Tiridate;_ ma senza ch'egli volesse presentarsi a Roma. Seppe allora +Nerone da un centurione, venuto con loro, come stava la faccenda +dell'Armenia, perchè Cesennio Peto gliene avea mandata una relazion +ben diversa. Parve a Nerone ed al senato che Vologeso si prendesse +beffa di loro, e perciò rimandati gli ambasciatori di lui senza +risposta, ma non senza ricchi regali, fu presa la risoluzione di far +guerra viva ai Parti. Richiamato Peto, tremante fu all'udienza di +Nerone, il quale mise la cosa in facezia, dicendogli, senza lasciarlo +parlare, «che gli perdonava tosto, acciocchè essendo egli sì pauroso, +non gli saltasse la febbre addosso.» Andò ordine a Corbulone di +muovere l'armi contro de' Parti, e gli furono inviati rinforzi di +nuove truppe e reclute; laonde egli passò alla volta dell'Armenia. +Tuttavia non ebbe dispiacere che venissero a trovarlo gli ambasciatori +di Vologeso, per esortarli a rimettersi alla clemenza di Cesare. +S'impadronì poi di varie castella, e diede tale apprensione ai Parti, +che _Tiridate_ fece premura di abboccarsi con lui. Mandati innanzi gli +ostaggi romani, Tiridate comparve al luogo destinato; e veduto +Corbulone, fu il primo a scendere da cavallo, e seguirono amichevoli +accoglienze e ragionamenti, nei quali Tiridate restò di voler +riconoscere dall'imperador romano l'Armenia, e che verrebbe a Roma a +prenderne la corona, qualora piacesse a Nerone di dargliela: del che +Corbulone gli diede buone speranze. In segno poi della sua +sommessione andò Tiridate a deporre il diadema a piè dell'immagine +dell'imperadore, per ripigliarla poi dalle mani del medesimo Augusto +in Roma. Noi non sappiamo che divenisse di _Tigrane_, re precedente +dell'Armenia[375]. Nacque nell'anno presente a Nerone una figliuola da +Poppea, fatta andare apposta a partorire ad Anzo, perchè quivi ancora +venne alla luce lo stesso Nerone. Ad essa e alla madre fu dato il +cognome di Augusta; e il senato, pronto sempre alle adulazioni, +decretò altri onori ad amendue, ed ordinò varie feste. Ma non +passarono quattro mesi, che questo caro pegno sel rapì la morte. +Nerone, che per tale acquisto era dato in eccessi di gioia, cadde in +altri di dolore per la perdita che ne fece. Si fecero in quest'anno i +giuochi de' gladiatori, e si videro anche molti senatori e molte +illustri donne combattere: tanto innanzi era arrivata la follia de' +Romani. + +NOTE: + +[374] Tacitus, Annal., lib. 15, cap. 1. + +[375] Tacitus, Annal., lib. 15, cap. 23. + + + + + Anno di CRISTO LXIV. Indizione VII. + + PIETRO APOSTOLO papa 36. + NERONE CLAUDIO imper. 11. + +_Consoli_ + +CAIO LECANIO BASSO e MARCO LICINIO CRASSO. + + +Andò in quest'anno Nerone a Napoli[376] per vaghezza di far sentire a +quei popoli nel pubblico teatro la sua canora voce. Grande adunanza di +gente v'intervenne dalle vicine città, per udire un imperadore musico, +un usignolo Augusto. Ma occorse un terribile accidente, che nondimeno +a niun recò danno. Appena fu uscita tutta la gente ch'esso teatro +cadde a terra. Pensava quella vana testa di passar anche in Grecia, e +in altre parti di Levante, per raccogliere somiglianti plausi; ma poi +si fermò in Benevento, nè andò più oltre, senza che se ne sappia il +motivo. Fra questi divertimenti fece accusar _Torquato Silano_, +insigne personaggio, discendente da Augusto per via di donne. Il suo +reato era di far troppa spesa per un particolare; ciò indicar disegni +di perniciose novità. Prima di essere condannato, egli si tagliò le +vene. Tornato a Roma Nerone, volle dare una cena sontuosa nel lago di +Agrippa, come ha Tacito. Dione[377] scrive ciò fatto nell'anfiteatro, +dove, dopo una caccia di fiere, introdusse l'acqua per un +combattimento navale; e, dopo averne ritirata l'acqua, diede una +battaglia di gladiatori; e finalmente, rimessavi l'acqua, fece la +cena. N'ebbe l'incombenza Tigellino. V'erano superbe navi ornate d'oro +e d'avorio, con tavole coperte di preziosi tappeti, e all'intorno +taverne disposte in gran numero con delicati cibi preparati per +ognuno. Canti, suoni dappertutto, ed illuminata ogni parte. Concorso +grande di plebe e di nobiltà, tanto uomini che donne, e tutta la razza +delle prostitute. Che Babilonia d'infamità e di lascivie si vedesse +ivi, nol tacquero gli antichi, ma non è lecito alla mia penna il +ridirlo. A questa abbominevole scena ne tenne dietro un'altra, ma +sommamente terribile e funesta[378]. Attaccossi o fu attaccato nel dì +19 di luglio il fuoco alla parte di Roma, dov'era il Circo Massimo, +pieno di botteghe di venditori dell'olio. Spirava un vento gagliardo, +che dilatò l'incendio pel piano e per le colline con tal furore, che +di quattordici rioni di quella gran città dieci restarono orrida preda +delle fiamme, ed appena se ne salvarono quattro. Per così fiera strage +di case, di templi, di palazzi, colla perdita di tanti mobili, e +preziose rarità ed antichità, accompagnata ancora dalla morte +d'assaissime persone, che strida, che urli, che tumulto si provasse +allora, più facile è l'immaginarlo che il descriverlo. Per sei giorni +durò l'incendio (altri dissero di più), senza poter mai frenare il +corso a quel torrente di fuoco. Trovavasi Nerone ad Anzo, allorchè +ebbe nuova di sì gran malanno, nè si mosse per restituirsi a Roma, se +non quando seppe che le fiamme si accostavano al suo palazzo, e agli +orti di Mecenate, fabbriche anch'esse appresso involte nell'indicibil +eccidio. + +Che quella bestia di Nerone fosse l'autore di sì orrida tragedia, a +cui non fu mai veduta una simile in Italia, lo scrivono risolutamente +Svetonio e Dione e chi poscia da loro trasse la storia romana. +Aggiungono, esser egli venuto a sì diabolica invenzione, perchè Roma +abbondante allora di vie strette e torte e di case disordinate, o +poveramente fabbricate, si rifacesse poi in miglior forma, e prendesse +il nome da lui; e che specialmente egli desiderava di veder per terra +molte case e granai pubblici, che gl'impedivano il fabbricare un gran +palazzo ideato da lui. Dicono di più, che fur veduti i suoi camerieri +con fiaccole e stoppia attaccarvi il fuoco; e che Nerone, in quel +mentre stava ad osservar lo scempio, con dire: «Che bella fiamma!» +Aggiungono finalmente, ch'egli vestito in abito da scena a suon di +cetra cantò la rovina di Troia. Ma fra le tante iniquità di Nerone +questa non è certa. Tacito la mette in dubbio; e l'altre suddette +particolarità sono bensì in parte toccate da lui, ma con aggiungere +che ne corse la voce. Trattandosi di un sì screditato imperadore, +conosciuto capace di qualsisia enormità, facil cosa allora fu +l'attribuire a lui l'invenzione di sì gran calamità, ed ora è a noi +impossibile il discernere se vero o falso ciò fosse. Si applicò tosto +Nerone a far alzare gran copia di case di legno, per ricoverarvi tutti +i poveri sbandati, facendo venir mobili da Ostia e da altri luoghi; +comandò ancora, che si vendesse il frumento a basso prezzo. Quindi +stese le sue premure, a far rifabbricare la rovinata città, la quale +(non può negarsi) da questa sventura riportò un incredibil vantaggio. +Imperciocchè con bel ordine fu a poco a poco rifatta, tirate le strade +diritte e larghe, aggiunti i portici alle case, e proibito l'alzar di +troppo le fabbriche. Tutta la trabocchevol copia dei rottami venne di +tanto in tanto condotta via dalle navi che conducevano grani a Roma, e +scaricata nelle paludi di Ostia. Vuole Svetonio che Nerone si +caricasse del trasporto di quelle demolizioni, per profittar delle +ricchezze che si trovavano in esse rovine; nè vi si potevano accostare +se non i deputati da lui. Determinò di sua borsa premii a chiunque +entro di un tal termine di tempo avesse alzata una casa o palagio: e +del suo edificò ancora i portici. Fece distribuire con più proporzione +l'acque condotte per gli acquidotti a Roma, e destinò i siti di esse, +per estinguere al bisogno gl'incendii, con altre provvisioni che +meritavano gran lode, ma non la conseguirono per la comune credenza +che da lui fosse venuto sì orribil malanno. Anch'egli imprese allora +la fabbrica del suo nuovo palazzo, che fu mirabil cosa, e nominato poi +_la Casa doro._ Svetonio[379] ce ne dà un piccolo abbozzo. Tutto il di +dentro era messo a oro, ornato di gemme, intarsiato di madreperle. +Sale e camere innumerabili incrostate di marmi fini; portici con tre +ordini di colonne che si stendevano un miglio; vigne, boschetti, +prati, bagni, peschiere, parchi con ogni sorta di fiere ed animali; un +lago di straordinaria grandezza, con corona di fabbriche all'intorno a +guisa di una città; davanti al palazzo un colosso alto centoventi +piedi, rappresentante Nerone. Allorchè egli vi andò poi ad alloggiare, +disse: «Ora sì che quasi comincio ad abitare in un alloggio +conveniente ad un uomo.» Ma questa sì sontuosa e stupenda mole, con +altri vastissimi disegni da lui fatti di sterminati canali, per condur +lontano sino a cento sessanta miglia per terra l'acqua del mare, costò +ben caro al popolo romano, perciocchè smunto e ridotto al bisogno il +prodigo Augusto, passò a mille estorsioni e rapine, confiscando, sotto +qualsivoglia pretesto, i beni altrui, imponendo non più uditi dazii e +gabelle, ed esigendo contribuzioni rigorose da tutte le città, ed +anche dalle libere e collegate; il che fu quasi la rovina delle +provincie. Nè ciò bastando, mise mano ai luoghi sacri; estraendone +tutti i vasi d'oro e d'argento, e le altre cose preziose. Mandò anche +per la Grecia e per l'Asia a spogliar tutti que' templi delle ricche +statue degli stessi dii, e di ogni lor più riguardevole ornamento. + +Diede occasione lo spaventoso incendio di Roma alla prima persecuzione +degl'imperatori pagani[380] contra dei Cristiani. Si era già non solo +introdotta, ma largamente diffusa nel popolo romano, per le +insinuazioni di s. Pietro Apostolo e de' suoi discepoli, la religione +di Cristo; giacchè non duravano fatica i buoni a conservare la santità +ed eccellenza in confronto dell'empia e sozza dei Gentili. Nerone, +affin di scaricar sopra d'altri l'odiosità da lui contratta per la +comune voce di aver egli stesso incendiata quella gran città, +calunniosamente, secondo il suo solito, ne fece accusare i Cristiani, +siccome attestano Tertulliano, Eusebio, Lattanzio, Orosio ed altri +autori, e fin gli stessi storici pagani Tacito e Svetonio. Scrive esso +Tacito, ma non già Svetonio, che furono convinti di aver essi +attaccato il fuoco a Roma, quando egli stesso poco dianzi avea +attestato che la persuasion comune ne facea autore lo stesso Nerone; e +Svetonio e Dione ciò danno per certo. Non era capace di sì enorme +misfatto chi seguitava la legge purissima di Gesù Cristo, e +massimamente durante il fervore e l'illibatezza dei primi Cristiani. A +che fine mai, gente dabbene, e lasciata in pace, avea da cadere in sì +mostruoso eccesso? Perciò una _gran moltitudine_ di essi fu con aspri +ed inutili tormenti fatta morire sulle croci, o bruciata a lento +fuoco, o vestita da fiere, per essere sbranata dai cani. Vi si +aggiunse ancora l'inumana invenzione di coprirli di cera, pece e di +altre materie combustibili, e di farli servir di notte, come tanti +doppieri della crudeltà, negli orti stessi di Nerone. Così cominciò +Roma ad essere bagnata dal sacro sangue de' martiri. Confessa +nondimeno il medesimo Tacito, che gran compassione produsse un così +fiero macello di gente, tuttochè, secondo lui, colpevole per una +religione contraria al culto dei falsi dii. In questi tempi avendo +ordinato Nerone che l'armata navale tornasse al porto di Miseno, fu +essa sorpresa da così impetuosa burrasca, che la maggior parte delle +galee e di altre navi minori s'andò a fracassare nei lidi di Cuma. + +NOTE: + +[376] Tacitus, Annal., lib. 15, cap. 33. + +[377] Dio, lib. 61. + +[378] Tacit., Annal., lib. 15, c. 38. Dio, lib. 61. Suet., in Ner., c. +38. + +[379] Sueton., in Nerone, c. 31 et 32. Tacitus, Annal., lib. 15, cap. +42 et seqq. + +[380] Sueton., in Nerone, c. 16. Tacit., lib. 15, c. 42 et seqq. + + + + + Anno di CRISTO LXV. Indizione VIII. + + LINO papa 1. + NERONE CLAUDIO imper. 12. + +_Consoli_ + +AULO LICINIO NERVA SILIANO e MARCO VESTINO ATTICO. + + +In una iscrizione, rapportata dal Doni e da me[381], si legge SILANO +ET ATTICO COS. Se questa sussiste, non _Siliano_, ma _Silano_ sarà +stato l'ultimo dei suoi cognomi. Il cardinal Noris ed altri sostentano +_Siliano._ Per attestato di Tacito, avea Nerone disegnati consoli per +le calende di luglio, _Plauzio Laterano_, dalla cui persona o casa +riconosce la sua origine la Basilica Lateranense, ed _Anicio Cereale._ +Il primo, in vece del consolato, ebbe da Nerone la morte, siccome +dirò. Fece lo stesso fine _Vestino Attico_, cioè l'altro console +ordinario. Però si può tenere per fermo che _Cereale_ succedesse nel +consolato. Roma[382] in questo anno divenne teatro di morti violente +per la congiura di _Caio Calpurnio Pisone_, che fu scoperta. Era +questi di nobilissima famiglia, ben provveduto di beni di fortuna, +grande avvocato dei rei, e però comunemente amato e stimato, benchè +dato ai piaceri ed al lusso, e mancante di gravità di costumi. Sarebbe +volentieri salito sul trono, e per salirvi conveniva levar di mezzo +Nerone; il che non parea tanto difficile, stante l'odio comune. S'egli +fosse il primo ad intavolar la congiura, non si sa. Certo è bensì che +_Subrio_, o sia _Subio Flavio_, tribuno di una compagnia delle +guardie, e _Mario Anneo Lucano_ nipote di Seneca, e celebre autore del +poema della Farsalia, furono de' primi ad entrarvi, e de' più disposti +ad eseguirla. Per una giovanil vanità Lucano (era nato nell'anno 39 +dell'Era nostra) non potea digerire che Nerone, per invidia, e pazza +credenza di saperne più di lui in poesia, gli avesse proibita la +pubblicazione del suddetto poema, ed anche di far da avvocato nelle +cause. Entrò in questo medesimo concerto anche _Plauzio Laterano_, +console disegnato, per l'amore che portava al pubblico. Molti altri, o +senatori, o cavalieri, o pretoriani, ed alcune dame ancora, chi per +odio e vendetta privata, e chi per liberar l'imperio da questo mostro, +tennero mano al trattato. Proposero alcuni di ammazzarlo, mentre +cantava in teatro, o pur di notte, quando usciva senza guardie per la +città. Altri giudicavano meglio di aspettare a far il colpo a +Pozzuolo, a Miseno o a Baja, avendo a tal fine guadagnato uno de' +principali uffiziali dell'armata navale. In fine fu stabilito di +ucciderlo nel dì 12 di aprile, in cui si celebravano i giuochi del +Circo a Cerere. Messo in petto di tanti il segreto, per poca +avvertenza di _Flavio Scevino_ traspirò. Fece egli testamento; diede +la libertà a molti servi; regalò gli altri; preparò fasce per legar +ferite: ed intanto, benchè desse agli amici un bel convito, e facesse +il disinvolto, pure comparve malinconico e pensoso. Milico suo liberto +osservava tutto, e perchè il padrone gli diede da far aguzzare un +pugnale rugginoso, s'avvisò che qualche grande affare fosse in volta. +Sul far del giorno questo infedele, animato dalla speranza di una gran +ricompensa, se n'andò agli orti Serviliani, dove allora soggiornava +Nerone, e tanto tempestò coi portinai, che potè parlare ad Epafrodito +liberto di corte, che l'introdusse all'udienza del padrone. Furono +tosto messe le mani addosso a Scevino, che coraggiosamente si difese, +e rivolse l'accusa contro del suo liberto. Ma perchè si seppe, avere +nel dì innanzi Scevino tenuto un segreto e lungo ragionamento con +Antonio Natale, ancor questo fu condotto dai soldati. Esaminati a +parte, si trovarono discordi, e poi alla vista de' tormenti +confessarono il disegno; e rivelarono i complici. Allo intendere si +numerosa frotta di congiurati, saltò tal paura addosso a Nerone, che +mise guardie dappertutto, e nè pur si teneva sicuro in qualunque luogo +ch'egli si trovasse. + +Vien qui Tacito annoverando tutti i congiurati, e il loro fine. Molti +furono gli uccisi, e fra gli altri _Caio Pisone_, capo della congiura, +e _Lucano_ poeta; altri, con darsi la morte da sè stessi, prevennero +il carnefice; ed alcuni ancora la scamparono colla pena dell'esilio. +Fra gli altri denunziati v'entrò anche _Lucio Anneo Seneca_, insigne +maestro della stoica filosofia; ma che, se si avesse a credere a +Dione[383], macchiato fu di nefandi vizii d'avarizia di disonestà e di +adulazione. Di lui parla con istima maggiore Tacito, scrittore +alquanto più vicino a questi tempi. Consisteva tutto il suo reato +nell'essere stato a visitarlo nel suo ritiro _Antonio Natale_, e a +lamentarsi perchè non volesse ammettere _Pisone_ in sua casa, e +trattare con lui. Al che avea risposto Seneca, _non essere bene che +favellassero insieme; del resto dipendere la di lui salute da quella +di Pisone._ Trovavasi Seneca nella sua villa, quattro miglia lungi di +Roma, e mentre era a tavola con due amici, e con _Pompea Paolina_ sua +moglie cara, arrivò Silvano tribuno d'una coorte pretoriana ad +interrogarlo intorno alla suddetta accusa. Rispose con forti ragioni, +nulla mostrò di paura, e parlò senza punto turbarsi in volto. Portata +la risposta a Nerone, dimandò, il crudele, se Seneca pensava a levarsi +colle proprie mani la vita. Disse Silvano di non averne osservato +alcun segno. _Farà bene_, replicò allora Nerone, ed ordinò di +farglielo sapere. Intesa l'atroce intimazione, volle Seneca far +testamento, e gli fu proibito. Quindi scelto di morire collo svenarsi, +coraggiosamente si tagliò le vene, ed entrò nel bagno per accelerare +l'uscita del sangue. Dopo aver lasciati alcuni bei documenti agli +amici, morì. Anche la moglie _Paolina_ volle accompagnarlo collo +stesso genere di morte, e si svenò, ma per ordine di Nerone fu per +forza trattenuta in vita, ed alcuni pochi anni visse dipoi, ma pallida +sempre in volto. Le straordinarie ricchezze di Seneca si potrebbe +credere gl'inimicassero l'ingordo Nerone, se non che scrive Dione +ch'egli le avea dianzi cedute a lui, per impiegarle nelle sue +fabbriche. Ancorchè il console _Vestinio_ non fosse a parte della +congiura, pure si valse Nerone di questa occasione per levarlo di +vita, e lo stesso fece d'altri ch'egli mirava di mal occhio. + +Andò poscia Nerone in senato, per informar quei padri del pericolo +fuggito e dei delinquenti[384]; e però furono decretati ringraziamenti +e doni agli dii, perchè avessero salvato un sì degno principe; ed egli +consecrò a Giove vendicatore nel Campidoglio il suo pugnale. Capitò in +questi tempi a Roma _Cesellio Basso_, di nascita Africano, uomo +visionario, che ammesso all'udienza di Nerone, gli narrò come cosa +certa, che nel territorio di Cartagine in una vasta spelonca stava +nascosa una massa immensa d'oro non coniato, quivi riposta o dalla +regina Didone, o da alcuno degli antichi re di Numidia. Vi saltò +dentro a piè pari l'avido Nerone, senza esaminar meglio l'affare, +senza prendere alcuna informazione, e subito fu spedita una grossa +nave, scelta come capace di sì sfoggiato tesoro, con varie galee di +scorta. Nè d'altro si parlava allora che di questo mirabil guadagno +fra il popolo. Per la speranza di un sì ricco aiuto di costa, +maggiormente s'impoverì il pazzo imperadore, perchè si fece animo in +ispendere e spandere in pubblici spettacoli e in profusion di regali. +Ma con tutto il gran cavamento fatto dal suddetto Basso, nè pure un +soldo si trovò; e però deluso il misero, altro scampo non ebbe per +sottrarsi alle pubbliche beffe, che di togliere colle sue mani a sè +stesso la vita. Ma se mancò a Nerone questa pioggia d'oro, si acquistò +egli almeno un'incomparabil gloria in quest'anno, coll'aver fatta una +pubblica comparsa nella scena del teatro, dove recitò alcuni suoi +versi. Fattagli istanza dal popolazzo di metter fuori la sua abilità +anche in altri studii, saltò fuori colla cetra in concorrenza d'altri +sonatori, e fece udir delle belle sonate. Strepitosi furono i viva del +popolo, la maggior parte per dileggiarlo, mentre i buoni si torcevano +tutti al mirar sì fatto obbrobrio della maestà imperiale. E guai a +que' nobili che non vi intervennero: erano tutti messi in nota. Fu in +pericolo della vita _Vespasiano_ (poscia imperadore), perchè osservato +dormire in occasione di tanta importanza. Conseguita la corona, passò +Nerone, secondo Svetonio e Dione[385], a far correre, stando in +carrozza, i cavalli. Ito poscia a casa[386], tutto contento di sì gran +plauso, trovò la sola _Poppea_ Augusta sua moglie, che gli disse +qualche disgustosa parola. Benchè l'amasse a dismisura, pure le +insegnò a tacere con un calcio nella pancia. Essa era gravida, e di +questo colpo morì. Donna sì delicata e vana, che tutto dì era davanti +allo specchio per abbellirsi; voleva le redini d'oro alle mule della +sua carrozza; e teneva cinquecento asine al suo servigio, per lavarsi +ogni dì in un bagno formato del loro latte. S'augurava anche piuttosto +la morte, che di arrivare ad esser vecchia, e a perdere la bellezza. +Opinione è d'insigni letterati[387] che nel dì 29 di giugno del +presente anno, per comandamento di Nerone, fosse crocifisso in Roma il +principe degli Apostoli _san Pietro_, e che nel medesimo giorno ed +anno venisse anche decollato l'Apostolo de' Gentili _san Paolo._ +Certissima è la loro gloriosa morte e martirio in Roma; ma non sembra +egualmente certo il tempo; intorno a che potrà il lettore consultare +chi ha maneggiato _ex professo_ cotali materie. Nel pontificato romano +a lui succedette _s. Lino._ Dopo la morte di Poppea, Nerone, perchè +_Antonia_ figlia di Claudio Augusto, e sorella di _Ottavia_ sua prima +moglie, non volle consentir alle sue nozze, trovò de' pretesti per +farla morire. Quindi sposò _Statilia Messalina_, vedova di _Vestinio +Attico_ console, a cui egli avea dianzi tolta la vita. Certe altre sue +bestialità, raccontate da Dione, non si possono raccontar da me. E +Tacito aggiunge l'esilio o la morte da lui data ad altri primarii +romani, che mai non gli mancavano ragioni per far del male. + +NOTE: + +[381] Thesaurus Novus Inscription., pag. 305, num. 4. + +[382] Tac., Annal., lib. 15, cap. 48 et seq. Dio, lib. 61. Sueton., in +Nerone, cap. 36. + +[383] Dio, lib. 61. + +[384] Tacitus, Annal., lib. 16, cap. 1. + +[385] Sueton., in Nerone, cap. 35. Dio, lib. 62. + +[386] Tacitus, lib. 16, c. 6. + +[387] Baron., in Annal. Blanchinius, ad Anastasium. Pagius, in Critica +Baroniana. + + + + + Anno di CRISTO LXVI. Indizione IX. + + LINO papa 2. + NERONE CLAUDIO imper. 13. + +_Consoli_ + +CAIO LUCIO TELESINO e CAIO SVETONIO PAOLINO. + + +Funesto ancora fu l'anno presente a Roma per l'infelice fine di molti +illustri romani, che tutti perirono per la crudeltà di Nerone, +principe giunto a non saziarsi mai di sangue, perchè questo sangue gli +fruttava l'acquisto dei beni de' pretesi rei. Tacito empie molte +carte[388] di sì tristo argomento. Io me ne sbrigherò in poche parole, +per risparmiare la malinconia a chiunque, è per leggere queste carte. +Basterà solo rammentare che _Anneo Mella_, fratello di _Seneca_, e +padre di _Lucano_ poeta, accusato si svenò e terminò presto il +processo. _Caio Petronio_, che ha il prenome di _Tito_ appresso +Plinio, uomo di somma leggiadria, e tutto dato al bel tempo, era +divenuto uno dei più favoriti di Nerone. La gelosia di Tigellino, +prefetto del pretorio, gli tagliò le gambe, e il costrinse a darsi la +morte. Ma prima di darsela, fece credere a Nerone di lasciarlo suo +erede, e gli mandò il suo testamento. In questo non si leggevano se +non le infami impurità ed iniquità di esso Nerone. La descrizione de' +costumi lasciati da Tacito, ha dato motivo ad alcuni di crederlo il +medesimo, che _Petronio Arbitro_, di cui restano i frammenti di un +impurissimo libro. Ma dicendo esso Tacito, che questo Petronio fu +proconsole della Bitinia e console, egli sembra essere stato quel +_Cajo Petronio Turpiliano_, che abbiam veduto console nell'anno 61 di +Cristo, e però diverso da _Petronio Arbitro._ Più di ogni altro venne +onorato dalla compassione di tutti, e compianto il caso di _Peto +Trasea_, e di _Berea Sorano_, amendue senatori e personaggi della +prima nobiltà, perchè non solo abbondavano di ricchezze, ma più di +virtù, di amore del pubblico bene e di costanza per sostenere le +azioni giuste e riprovar le cattive. Per questi lor bei pregi non +potea di meno l'iniquo Nerone di non odiarli, e di non desiderar la +morte loro. Però il fargli accusare, benchè d'insussistenti reati, lo +stesso fu che farli condannare dal senato, avvezzo a non mai +contraddire ai temuti voleri di Nerone. Così restò priva Roma dei due +più riguardevoli senatori, ch'ella avesse in que' tempi, crescendo con +ciò il batticuore a ciascun'altra persona di vaglia, giacchè in tempi +tali l'essere virtuoso era delitto. Non parlo d'altri o condannati o +esiliati da Nerone nell'anno presente, mentovati da Tacito, la cui +storia qui ci torna a venir meno perchè l'argomento è tedioso. + +Secondo il concerto fatto con _Corbulone_ governator della Soria, +_Tiridate_ fratello di Vologeso re dei Parti[389], si mosse in +quest'anno per venir a prendere la corona dell'Armenia dalle mani di +Nerone, conducendo seco la moglie, e non solo i figliuoli suoi, ma +quelli ancora di Vologeso, di Pacoro e di Monobazo, e una guardia di +tremila cavalli. L'accompagnava _Annio Viviano_, genero di Corbulone, +con gran copia d'altri Romani. Nerone, che forte si compiaceva di +veder venire a' suoi piedi questo re barbaro, non perdonò a diligenza +ed attenzione alcuna, affinchè egli nel medesimo tempo fosse trattato +da par suo, e comparisse agli occhi di lui la magnificenza +dell'imperio romano. Non volle Tiridate[390] venir per mare, perchè +dato alla magia, peccato riputava lo sputare o il gittar qualche +lordura in mare. Convenne dunque condurlo per terra con sommo aggravio +dei popoli romani; perchè dacchè entrò e si fermò nelle terre +dell'imperio, dappertutto sempre alle spese del pubblico ricevè un +grandioso trattamento (il che costò un immenso tesoro), e tutte le +città per dove passò, magnificamente ornate, l'accolsero con grandi +acclamazioni. Marciava Tiridate in tutto il viaggio a cavallo, con la +moglie accanto, coperta sempre con una celata d'oro per non essere +veduta, secondo il rito de' suoi paesi, che tuttavia con rigore si +osserva. Passato per Bitinia, Tracia ed Illirico, e giunto in Italia, +montò nelle carrozze che gli avea inviato Nerone, e con esse arrivò a +Napoli, dove l'imperadore volle trovarsi a riceverlo. Menato +all'udienza, per quanto dissero i mastri delle cerimonie, non volle +deporre la spada. Solamente si contentò che fosse serrata con chiodi +nella guaina. Per questa renitenza Nerone concepì più stima di lui; e +maggiormente se gli affezionò, allorchè sel vide davanti con un +ginocchio piegato a terra, e colle mani alzate al cielo sentì darsi il +titolo di _Signore_. Dopo avergli Nerone fatto godere in Pozzuolo un +divertimento con caccia di fiere e di tori, il condusse seco a Roma. +Si vide allora quella vastissima città tutta ornata di lumi, di +corone, di tappezzerie, con popolo senza numero accorso anche di +lontano, vestito di vaghe vesti, e coi soldati ben compartiti +coll'armi loro tutte rilucenti. Fu soprattutto mirabile nella mattina +del dì seguente il vedere la gran piazza e i tetti anch'essi coperti +tutti di gente. Miravasi nel mezzo di esse assiso Nerone in veste +trionfale sopra un alto trono, col senato e le guardie intorno. Per +mezzo di quel gran popolo condotti Tiridate e il suo nobil seguito, +s'inginocchiarono davanti a Nerone, ed allora proruppe il popolo in +altissime grida, che fecero paura a Tiridate, e il tennero sospeso per +qualche tempo. Fatto silenzio, parlò a Nerone con umiltà non +aspettata, chiamando se stesso schiavo, e dicendo di essere venuto ad +onorar Nerone come un suo dio, e al pari di Mitra, cioè del sole, +venerato dai Parti. Gli pose dipoi Nerone in capo il diadema, +dichiarandolo re dell'Armenia; e dopo la funzione passarono al teatro, +ch'era tutto messo a oro, per mirare i giuochi. Le tende tirate per +difendere la gente dal sole, furono di porpora, sparse di stelle +d'oro, e in mezzo di esse la figura di Nerone in cocchio, fatta di +ricamo. Succedette un sontuosissimo convito, dopo il quale si vide +quel bestion di Nerone pubblicamente cantare e suonar di cetra: e poi +montato in carretta colla canaglia de' cocchieri, vestito dell'abito +loro, gareggiar nel corso con loro. + +Se ne scandalezzò forte Tiridate, e prese maggior concetto di +Corbulone, dacchè sapeva servire e sofferire un padrone sì fatto, +senza valersi dell'armi contra di lui. Anzi non potè contenersi da +toccar ciò in gergo allo stesso Nerone con dirgli: «Signore, voi avete +un ottimo servo in Corbulone;» ma Nerone non penetrò l'intenzion +segreta di queste parole. Fecesi conto, che i regali fatti da esso +Augusto a Tiridate ascendessero a due milioni. Ottenne egli ancora di +poter fortificar Artasata, e a questo fine menò da Roma gran quantità +di artefici, con dar poi a quella città il nome di Neronia. Da +Brindisi fu condotto a Durazzo, e passando per le grandi e ricche +città dell'Asia ebbe sempre più occasion di vedere la magnificenza e +possanza dell'imperio romano. Ma non ancor sazia la vanità di Nerone +per questa funzione che costò tanti milioni al popolo romano, avrebbe +pur voluto, che _Vologeso re de' Parti_ fosse venuto anch'egli a +visitarlo, e l'importunò su questo. Altra risposta non gli diede +Vologeso, se non che era più facile a Nerone passare il Mediterraneo: +il che facendo, avrebbono trattato di un abboccamento. Per questo +rifiuto a Nerone saltò in capo di fargli guerra; ma durarono poco +questi grilli, perchè egli pensò ad una maniera più facile di +acquistarsi gloria: del che parleremo all'anno seguente. Nacque[391] +bensì nell'anno presente la guerra in Giudea, essendosi rivoltato quel +popolo per le strane avanie de' Romani, mentre _Cestio Gallo_ era +governator della Siria, il quale durò fatica a salvarsi dalle loro +mani in una battaglia. Fu obbligato Nerone ad inviar un buon rinforzo +di gente colà, e scelse per comandante di quell'armata _Vespasiano_, +capitano di valore sperimentato. Io so che all'anno seguente è +comunemente riferita la morte di _Corbulone_, ricavandosi ciò da +Dione. Ma al trovar noi, per attestato di Giuseppe Storico, allora +vivente, il suddetto Cestio Gallo al governo della Siria, senzachè +parli punto di Corbulone, può dubitarsi che la morte di questo +eccellente uomo succedesse nell'anno presente. E per valore e per amor +della giustizia non era inferiore Corbulone ad alcuno de' più rinomati +antichi Romani. Nerone presso il quale passava per delitto l'essere +nobile, virtuoso e ricco, non potè lasciarlo più lungamente in vita. +Coll'apparenza di volerlo promuovere a maggiori onori, il richiamò +dalla Siria, ed allorchè fu arrivato a Cencre, vicino a Corinto, gli +mandò ad intimar la morte. Se la diede egli colle proprie mani, tardi +pentito di tanta sua fedeltà ad un principe sì indegno, e di essere +venuto disarmato a trovarlo. Perchè a noi qui manca la Storia di +Tacito, la cronologia non va con piede sicuro. + +NOTE: + +[388] Tacitus, Annal., lib. 16, cap. 14 et seq. + +[389] Dio, lib. 63. + +[390] Plinius, lib. 30, cap. 2. + +[391] Joseph., de Bello Judaico, lib. 2, cap. 40. + + + + + Anno di CRISTO LXVII. Indizione X. + + CLEMENTE papa 1. + NERONE CLAUDIO imper. 14. + +_Consoli_ + +LUCIO FONTEJO CAPITONE e CAJO GIULIO RUFO. + + +Seguendo le congetture di vari letterati, a _s. Lino papa_, che +martire della Fede finì di vivere in quest'anno, succedette +_Clemente_, personaggio che illustrò dipoi non poco la Chiesa di Dio. +Ho riserbato io a parlar qui del viaggio fatto da Nerone in Grecia, +benchè cominciato nell'anno precedente, per unir insieme tutte le +scene di quella testa sventata. La natura, in mettere lui al mondo, +intese di fare un uomo di vilissima condizione, un sonator di cetra, +un vetturino, un beccaio, un gladiatore, un buffone. La fortuna deluse +le intenzioni della natura, con portare costui al trono imperiale; ma +sul trono ancora si vide poi prevalere l'inclinazion naturale[392]. +Invanito egli delle tante adulatorie acclamazioni che venivano fatte +in Roma alla soavità della sua voce, alla sua maestria nel suono e +bravura nel maneggiar i cavalli stando in carretta: s'invogliò di +riscuotere un egual plauso dalle città della Grecia, le quali +portavano anche allora il vanto di fare i più magnifici e rinomati +giuochi della terra. Perciò si mosse da Roma a quella volta con un +esercito di gente, armata non già di lance e scudi, ma di cetre, di +maschere e di abiti da commedia e tragedia. Con questa corte degna di +un tal imperadore, comparve egli in quelle parti, astenendosi +nondimeno dal visitare Atene e Sparta per alcuni suoi particolari +riguardi. Fece nell'altre città in mezzo ai pubblici teatri, +anfiteatri e circhi, da commediante, da sonatore, da musico, da +guidator di carrette abbigliato, ora da servo, ora da donna, ed anche +da donna partoriente, da Ercole, da Edipo e da altri simili +personaggi. Le corone destinate per chi vinceva ne' suddetti giuochi, +tutte senza fallo toccavano a lui. Dicono che ne riportasse più di +mille ottocento. Sì gli erano care, che arrivando ambasciatori delle +città, per offerirgli i premii delle sue vittorie, questi erano i +primi alla sua udienza, questi tenuti alla sua stessa tavola. Pregato +da essi talvolta di cantar e sonare dopo il desinare, o dopo la cena, +senza lasciarsi molto importunare, dava di mano alla chitarra, e gli +esaudiva. Si mostrava ognuno incantato dalla sua divina voce: egli era +il dio della musica, egli un nuovo Apollo; laonde ebbe a dire, non +esservi nazione, che meglio della greca sapesse ascoltando giudicar +del merito delle persone, e di aver trovato essi soli degni di sè e +de' suoi studi. Le viltà, le oscenità commesse da Nerone in tal +occasione furono infinite; immensi i regali e le spese. Ma nello +stesso tempo, per supplire ai bisogni della borsa, impoverì i popoli +della Grecia, saccheggiò quei lor templi, a' quali non per anche avea +steso le griffe; confiscò i beni di assaissime persone, condannate a +diritto e a rovescio. Mandò anche a Roma e per l'Italia Elio, liberto +di Claudio, con podestà senza limite, per confiscare, esiliare ed +uccidere fino i senatori; e costui il seppe servire di tutto punto, +facendo da imperadore, senza essersi potuto conchiudere, chi fosse +peggiore, o egli o Nerone stesso. + +Volle questo forsennato imperadore, che i giuochi olimpici d'Elide, +benchè si dovessero far prima, si differissero sino al suo arrivo in +Grecia, per poterne riportare il premio. Colla sua carretta anch'egli +entrò nel circo, ma cadutone ebbe ad accopparsi, e più giorni per tal +disgrazia stette in letto. Con tutto ciò il premio a lui fu assegnato. +Passava male per chi a lui non volea cedere[393]. Nei giuochi istmici +un tragico, miglior musico che politico, perchè non ebbe l'avvertenza +di desistere dal canto, per lasciar comparire quel di Nerone, che +dovea certamente essere più mirabile del suo, fu strangolato sul +teatro in faccia di tutta la Grecia. Vennegli poi in pensiero di far +un'opera stabile per cui s'immortalasse il suo nome: e fu quella di +tagliare lo stretto di Corinto, per unire i due mari Ionio ed +Egeo[394]: disegno concepito anche da Giulio Cesare e da molti altri; +ma per le molte difficoltà non mai eseguito. Nulla parea difficile +alla gran testa di Nerone. Fu egli nel destinato giorno il primo a +rompere la terra con un piccone d'oro, e a portar la terra in una +cesta, per animare gli altri all'impresa: il che fatto, si ritirò a +Corinto, tenendosi per più glorioso di Ercole a cagione di così gran +prodezza. Furono a quel lavoro impiegati i soldati, i condannati e +gran copia d'altra gente: e Vespasiano[395] gl'inviò apposta seimila +Giudei fatti prigioni. Non più di cinque miglia di terra è lo stretto +di Corinto; eppure con tante mani in due mesi e mezzo di lavoro non si +arrivò a cavar neppure un miglio di quel tratto. Non si andò poi più +innanzi, perchè affari premurosi richiamarono Nerone a Roma. Elio +liberto, mandato da lui con plenipotenza di far del male in Italia, +l'andava con frequenti lettere spronando a ritornarsene, inculcando la +necessità della sua presenza in queste parti. Ma Nerone, perduto in un +paese dove giorno non passava che non mietesse nuove palme, non +trovava la via di lasciar quel cielo sì caro: quand'ecco giugnere in +persona Elio stesso, venuto per le poste, che gli mise in corpo un +fastidioso sciroppo, avvertendolo che si tramava in Roma una +formidabil congiura contro di lui. Allora sì, che s'imbarcò, dopo +essersi quasi un anno intero fermato in Grecia, alla quale accordò il +governarsi coi propri magistrati, e l'esenzione da tutte le imposte; e +venne alla volta d'Italia. Sorpreso fu per viaggio da una tempesta, +per cui perdè i suoi tesori, laonde speranza insorse fra molti, che +anch'egli in quel furore del mare avesse a perire. Sano e salvo egli +compiè la navigazione, ma non già chi avea mostrata speranza o +desiderio di vederlo annegato, perchè ne pagò la pena col suo sangue. +Come trionfante entrò in Roma sullo stesso cocchio trionfale +d'Augusto, su cui veniva anche Diodoro citarista suo favorito, +corteggiato dai soldati, cavalieri e senatori. Era addobbata ed +illuminata tutta la città, incessanti le acclamazioni dettate +dall'adulazione: «Viva Nerone Ercole, Nerone Apollo, Nerone, vincitor +di tutti i giuochi. Beato chi può ascoltar la tua voce!» A questo +segno era ridotta la maestà del popolo romano. Mentre succedeano +queste vergognose commedie in Grecia e in Italia, avea dato principio +_Flavio Vespasiano_[396] alla guerra contro i sollevati Giudei. Già il +vedemmo inviato colà per generale da Nerone. La prima sua impresa fu +l'assedio di Jotapat, luogo fortissimo per la sua situazione. Vi spese +intorno quarantasette giorni, e costò la vita di molti de' suoi; ma +de' Giudei vi perirono circa quarantamila persone, e fra gli altri vi +restò prigione lo stesso _Giuseppe_, storico insigne della nazion +giudaica, il quale comandava a quelle milizie. Perchè predisse a +Vespasiano l'imperio, fu ben trattato. Di molte altre città e luoghi +della Galilea s'impadronì Vespasiano, e _Tito_ suo figliuolo riportò +qualche vittoria in vari combattimenti, con istrage di gran quantità +di Giudei. + +NOTE: + +[392] Dio, lib. 63. Sueton., in Nerone, cap. 22 + +[393] Lucian., in Nerone. + +[394] Dio, lib. 63. Suetonius, in Nerone, c. 19. + +[395] Joseph., de Bello Judaico, lib. 3 + +[396] Joseph., de Bello Judaico, lib. 3 + + + + + Anno di CRISTO LXVIII. Indizione XI. + + CLEMENTE papa 2. + NERONE CLAUDIO imper. 15. + SERVIO SULPICIO GALBA imper. 1. + +_Consoli_ + +CAIO SILIO ITALICO e MARCO GALERIO TRACALO. + + +Il console _Silio Italico_ quel medesimo è che fu poeta, e lasciò dopo +di sè un poema pervenuto sino ai dì nostri. S'era egli meritata la +grazia di Nerone, e nello stesso tempo l'odio pubblico, col brutto +mestiere d'accusare e far condannare varie persone. Consisteva la +riputazion di _Tracalo_ nell'essere uomo di singolar eloquenza, +trattando le cause giudiciali. Non durò il loro consolato più del mese +d'aprile, a cagion delle rivoluzioni insorte, che liberarono +finalmente l'imperio romano da un imperador buffone, mostro insieme di +crudeltà[397]. Ne' primi mesi dell'anno presente _Caio Giulio +Vindice_, vicepretore e governator della Gallia Celtica, il primo fu +ad alzar bandiera contro di Nerone, col muovere a ribellione que' +popoli: al che non trovò difficoltà, sentendosi essi troppo aggravati +dalle estorsioni e tirannie del furioso imperadore, vivamente ancora +ricordate loro da Vindice in questa occasione. Non teneva egli al suo +comando legione alcuna, ma avea ben molto coraggio, e in breve tempo +mise in armi circa centomila persone di que' paesi. Con tutto ciò le +mire sue non erano già rivolte a farsi imperadore; anzi egli scrisse +tosto a _Servio Sulpicio Galba_, governatore della Spagna +Taraconense[398], e personaggio di gran credito per la sua saviezza, +giustizia e valore, esortandolo ad accettar l'imperio, con +promettergli anche la sua ubbidienza. Perciò circa il principio di +aprile, Galba, raunata una legione ch'egli avea in quella provincia, +con alquante squadre di cavalleria, ed esposte la crudeltà e pazzie di +Nerone, si vide proclamato imperadore da ognuno. Egli nondimeno prese +il titolo solamente di legato o sia di luogotenente della repubblica. +Dopo di che si diede a far leva di gente, e a formare una specie di +senato. Parve un felice augurio e preludio, l'essere arrivata in quel +punto a Tortosa in Catalogna una nave d'Alessandria carica di armi, +senzachè persona vivente vi fosse sopra. In questi tempi soggiornava +l'impazzito Nerone tutto dedito ai suoi vergognosi divertimenti in +Napoli quando nel giorno anniversario, in cui avea uccisa la madre, +cioè nel di 21 di marzo, gli arrivarono le nuove della ribellion della +Gallia e dell'attentato di Vindice. Parve che non se ne mettesse gran +pensiero e piuttosto ne mostrasse allegria, sulla speranza che il +gastigo di quelle ricche provincie gli frutterebbe degl'immensi +tesori. Seguitò dunque i suoi spassi, e per otto giorni non mandò nè +lettere nè ordini, quasichè volesse coprir col silenzio l'affare. Ma +sopraggiunta copia degli editti pubblicati da Vindice nella Gallia, +pieni d'ingiurie contra di lui, allora si risentì. Quel che più gli +trafisse il cuore, fu il vedere, che Vindice invece di Nerone il +nominava col suo primo cognome _Enobarbo_,[399] e diede poi nelle +smanie perchè il chiamava _cattivo sonator di cetra. Ne conoscete voi +un migliore di me?_ gridò allora rivolto ai suoi, i quali si può ben +credere che giurarono di no. Venendo poi un dopo l'altro nuovi +corrieri, con più funesti avvisi, tutto sbigottito corse a Roma, +consolato nondimeno per avere osservato nel viaggio, scolpito in marmo +un soldato gallico trascinato pe' capelli, da un romano: dal che prese +buon augurio. Non raunò in Roma nè il senato nè il popolo; solamente +chiamò una consulta de' principali al suo palagio, e spese poi il +resto della giornata intorno a certi strumenti musicali che sonavano a +forza d'acqua. Fu posta taglia sulla testa di Vindice, ed inviati +ordini, perchè le legioni dell'Illirico ed altre soldatesche +marciassero contra di lui. + +Ma sopraggiunto l'avviso che anche Galba s'era sollevato in +Ispagna[400]; oh allora sì che gli cadde il cuore per terra. Dopo lo +sbalordimento tornato in sè, si stracciò la veste, e dandosi dei pugni +in testa, gridò che era spedito, parendogli troppo inaudita e strana +cosa di perdere, ancorchè fosse vivo, l'imperio. E pure da lì a non +molto, perchè vennero nuove migliori tornò alle sue ragazzerie, +lautamente cenando, cantando poscia versi contra de' capi della +ribellione, e accompagnandoli ancora con gesti da commediante. Andava +intanto crescendo il partito de' sollevati nelle Gallie, e tutti con +buon occhio ed animo miravano _Galba_. Fra gli altri che aderirono al +suo partito, uno de' primi fu _Marco Salvio Ottone_, governatore della +Lusitania, il quale gli mandò tutto il suo vasellamento d'oro e +d'argento, acciocchè ne facesse moneta, ed alcuni uffiziali ancora più +pratici de' Gallici per servire ad un imperadore. Ma nelle Gallie si +turbarono di poi non poco gli affari. _Lucio_ (chiamato _Publio_ da +altri) _Virginio_ o sia _Verginio Rufo_, governatore dell'alta +Germania, che comandava il miglior nerbo dell'armi romane, o da sè +stesso determinò, oppure ebbe ordine di marciar contra di Vindice. In +favor di Nerone stette salda quella parte della Gallia che s'accosta +al Reno, e sopra tutto Treveri, Langres, e in fin Lione si dichiarò +contra di Vindice. Pare eziandio, che l'armata della Bassa Germania, +cioè della Fiandra ed Olanda, si unisse con Virginio Rufo, il quale +marciò all'assedio di Besanzone. Corse colà anche Vindice con tutte le +forze per difendere quella città, e seguì un segreto abboccamento fra +questi due generali, anzi parve nel separarsi che fossero d'accordo +verisimilmente contra di Nerone. Ma accostatesi le soldatesche di +Vindice per entrar nella città (il che si suppone concertato con +Virginio) le legioni romane, non informate di quel concerto, senza che +lor fosse ordinato, si scagliarono addosso alle milizie galliche: e +non trovandole preparate per la battaglia e mal ordinate, ne fecero un +macello. Vuol Plutarco[401] che contro il voler de' generali quelle +due armate venissero alle mani. Vi perirono da ventimila Gallici; e +tutto il resto andò disperso, con tal affanno di Vindice, che da sè +stesso si diede poco appresso la morte. Se di questa non voluta +vittoria avesse voluto prevalersi Virginio Rufo, per farsi e +mantenersi imperadore, poca fatica avrebbe durato: cotanto era egli +amato ed ubbidito da tutta la sua possente armata. Gliene fecero anche +più istanze allora e dipoi i suoi soldati; ma egli da vero cittadin +romano, e con impareggiabil grandezza d'animo, ricusò sempre, dicendo +anche dopo la morte di Nerone, che quel solo dovea essere imperadore +che venisse eletto dal senato e popolo romano. Per questo magnanimo +rifiuto si rendè poi glorioso Virginio, e tenuto fu in somma +riputazione presso tutti i susseguenti Augusti[402], e carico d'onori +menò sua vita in pace sino all'anno ottantatrè di sua età, in cui +regnando Nerva, finì i suoi giorni. In non piccola costernazione si +trovò Galba, allorchè intese la disfatta di Vindice, e per vedersi +anche male ubbidito dai suoi, spedì a Virginio Rufo, per pregarlo di +volere operar seco di concerto affinchè si ricuperasse dai Romani la +libertà e l'imperio. Qual risposta ricevesse, non si sa. Solamente è +noto[403] che Galba perduto il coraggio si ritirò con gli amici a +Clunia, città della Spagna, meditando già di levarsi di vita se vedea +punto peggiorare gli affari. + +Era intanto stranamente inviperito Nerone per questi disgustosi +movimenti. Nella sua barbara mente altro non passava che pensieri +d'inumanità indicibile. Quanti di nazione gallica che si trovavano o +per suoi affari o relegati in Roma, tutti li voleva far tagliare a +pezzi: permettere il saccheggio delle Gallie agli eserciti; levar dal +mondo l'intero senato col veleno; attaccar il fuoco a Roma, e nello +stesso tempo aprire i serragli delle fiere, acciocchè al popolo non +restasse luogo da difendersi. Nulla poi fece per le difficoltà che +s'incontravano. Quindi pensò che s'egli andasse in persona contro i +ribelli, vittoria si otterrebbe. Figuravasi egli, che al solo +presentarsi piangendo alla vista loro, tutti ritornerebbero alla sua +divozione. Credendo inoltre, che a vincere la Gallia fosse necessario +il grado di console, per attestato di Svetonio, deposti i consoli +ordinari circa le calende di maggio, prese egli solo il consolato per +la quinta volta. Trovasi nondimeno in Roma un frammento d'iscrizione, +da me dato alla luce[404], in cui si legge NERONE V. ET TRACHA...... +parendo per conseguenza, che _Tracalo_ non dimettesse allora il +consolato. Ridicolo fu il preparamento suo per questa grande +spedizione. La principal sua attenzione andò a far caricare in +carrette scelte tutti gli strumenti musicali e gli abiti da scena con +armi e vesti da Amazzoni per le sue concubine. E certo, s'egli cantava +una delle sue canzonette a que' rivoltati, potevano eglino non darsi +per vinti? Ma occorreva danaro, e assaissimo, a questa impresa. Pose +una gravosissima colta al popolo romano, facendola rigorosamente +riscuotere. Servì ciò ad aumentar l'odio di ognuno contro di lui, e ad +affrettar la sua rovina, tanto più che in Roma era carestia, e quando +si credette che un vascello d'Alessandria portasse grani, si trovò che +conduceva solamente polve per servigio de' lottatori. Cominciarono +allora a fioccar le ingiurie e le pasquinate, e tutto era disposto +alla sedizione. Per buona fortuna avvenne[405], che anche _Ninfidio +Sabino_, eletto in luogo di _Fenio Rufo_, prefetto del pretorio, uomo +di bassa sfera, ma fiero, mosso a compassione di tante calamità di +Roma, tenne mano a liberarla dal furioso tiranno. Anche l'altro +prefetto, o sia capitan delle guardie, _Tigellino_ che tanto di male +avea fatto negli anni precedenti, giunse ora a tradire l'esoso +padrone. Essendo stato avvertito Nerone del mal animo del popolo, e +giuntogli nel medesimo tempo avviso, mentre desinava, che Virginio +Rufo col suo esercito si era dichiarato contra di lui, stracciò le +lettere, rovesciò la tavola, fracassò due bicchieri di mirabil +intaglio, e preparato il veleno si ritirò negli orti serviliani, +meditando o di fuggirsene fra i Parti o di andar supplichevole a +trovar Galba, o di presentarsi al senato e al popolo per domandar +perdono. Di questa occasione profittò Ninfidio[406] per far credere ai +pretoriani, che Nerone era fuggito, e per far acclamare _Galba_ +imperadore, promettendo loro a nome di esso Galba un esorbitante +donativo. Verso la mezza notte svegliandosi Nerone, si trovò +abbandonato dalle guardie, e con pochi andò girando pel palazzo, +senzachè alcuno gli volesse aprire, e senza impetrar dai suoi, che +alcuno gli facesse il servigio di ucciderlo. Si esibì Faonte suo +liberto di ricoverarlo ed appiattarlo in un suo palazzo di villa, +quattro miglia lungi da Roma; ed in fatti colà con grave disagio per +luoghi spinosi arrivato si nascose. Fatto giorno, vennero nuove a +Faonte che il senato romano avea proclamato imperadore _Galba_, e +dichiarato _Nerone_ nemico pubblico, e fulminate contra di lui le pene +consuete. Dimandò Nerone, che pene fossero queste? Gli fu risposto di +essere trascinato nudo per le strade, fatto morire a colpi di +battiture, precipitato dal Campidoglio, e con un uncino gittato nel +Tevere. Allora fremendo mise mano a due pugnali che avea seco, ma +senza attentarsi di provare se sapeano ben forare. Udito poi, che +veniva un centurione con molti cavalli per prenderlo vivo, aiutato da +Epafrodito suo liberto, si diede del pugnale nella gola. Arrivò in +quel punto il centurione, fingendo di esser venuto per aiutarlo, e +corse col mantello da viaggio a turargli la ferita. Allora Nerone, +benchè mezzo morto, disse: «Oh adesso sì che è tempo! E questa è la +vostra fedeltà[407]?» Così dicendo spirò in età di anni trentuno, o +pure trentadue, nel dì 9 di giugno, restando i suoi occhi sì torvi e +fieri, che faceano orrore a chiunque il riguardava. Permise poi Icelo, +liberto di Galba, poco prima sprigionato, che il di lui corpo si +bruciasse. Le ceneri furono seppellite, per quanto s'ha da Svetonio +assai onorevolmente nel sepolcro dei Domizii. E tale fu il fine di +Nerone, degno appunto della sua vita, la quale è incerto se abbondasse +più di follie o di crudeltà. Manifesta cosa è bensì, ch'egli fu +considerato qual nemico del genere umano, qual furia, qual compiuto +modello de' principi più cattivi, anzi dei tiranni, non essendo mai da +chiamare legittimo principe chi per forza era salito sul trono, ed +avea carpita col terrore l'approvazione del senato e del popolo +romano, accrescendo di poi col crudel suo governo e colle tante sue +ingiustizie e rapine la macchia del violento ingresso. E tal possesso +prese allora nei popoli la fama di questo infame imperadore, che passò +anche ai secoli seguenti con tal concordia, che oggidì ancora il volgo +del nome di lui si serve per denotare un uomo crudele e spietato. +Nulladimeno fra il minuto popolo, vago solamente di spettacoli, e fra +i soldati delle guardie, avvezzi a profittare della disordinata di lui +liberalità, molti vi furono che amarono ed onorarono la di lui +memoria. Fu anche messa in dubbio la sua morte, e si vide uscir fuori +in vari tempi più di un impostore, che finse di essere Nerone vivo, +con gran commozione dei popoli, godendone gli uni, e temendone gli +altri. + +Non si può esprimere l'allegrezza del popolo romano allorchè si vide +liberato da quel mostro. V'ha chi crede, che tolto di mezzo Nerone, +fossero creati consoli _Marco Plautio Silvano_ e _Marco Salvio +Ottone_, il quale fu poi imperadore. Ma di questo consolato d'_Ottone_ +vestigio non apparisce presso gli antichi scrittori; e Plutarco[408] +osserva, ch'egli venne di Spagna con Galba: dal che si comprende, non +aver egli potuto ottenere si fatta dignità in questi tempi. Fuor di +dubbio è bensì, che consoli furono _Cajo Bellico Natale_ e _Publio +Cornelio Scipione Asiatico._ Ciò consta dalle iscrizioni ch'io ho +riferito[409]. In esse _Natale_ si vede nominato _Bellico_, e non +_Bellicio_, e gli vien dato anche il cognome di _Tebaniano_. Galba +intanto col cuor tremante se ne stava in Ispagna aspettando qual piega +prendessero gli affari; quando in sette dì di viaggio arrivò colà +Icelo suo liberto, ed entrato al dispetto de' camerieri nella stanza, +dov'egli dormiva, gli diede la nuova ch'era morto Nerone, e di +essersene egli stesso voluto chiarire colla visita del cadavero, ed +avere il senato dichiarato imperadore esso Galba. Racconta Svetonio, +ch'egli tutto allegro immediatamente prese il nome di Cesare. Più +probabile nondimeno è, che aspettasse a prenderlo due giorni dopo, nel +qual tempo arrivò Tito Vinio da Roma, che gli portò il decreto del +senato per la sua elezione in imperadore. _Servio_ (appellato +scorrettamente da alcuni _Sergio_) _Sulpicio Galba_, che prima avea +usato il prenome di _Lucio_, uscito da una delle più antiche famiglie +romane, dopo essere stato console nell'anno di Cristo 55, e dopo aver +con lode in vari onorevoli governi dato saggio della sua prudenza e +del suo valor militare, si trovava allora in età di settantadue +anni[410]. Ne sperò buon governo il senato romano, ed ancorchè si +venisse a sapere che egli era uom rigoroso ed inclinato alla avarizia, +male famigliare di non pochi vecchi; pure il merito di avere in +lontananza cooperato ad abbattere l'odiatissimo Nerone, fece che +comunemente fosse desiderato il suo arrivo a Roma. Partissi egli di +Spagna, e a piccole giornate in lettiga passò nelle Gallie, inquieto +tuttavia per non sapere se l'armate dell'alta e della bassa Germania, +comandate l'una da _Virginio Rufo_, e l'altra da _Fontejo Capitone;_ +fossero per venire alla sua divozione. Soprattutto gli dava +dell'apprensione Virginio, siccome quello, a cui vedemmo fatte cotante +istanze acciocchè assumesse l'imperio. Ma questi con eroica +moderazione indusse l'armata, benchè non senza fatica, a giurar +fedeltà a Galba; ed altrettanto anche prima di lui fece Capitone. Poco +dipoi grato si mostrò Galba a Virginio, perchè chiamatolo alla corte +con belle parole, diede il comandò di quell'esercito ad _Ordeonio +Fiacco_, e da lì innanzi trattò assai freddamente esso Virginio, senza +fargli del male, ma neppur facendogli del bene. + +I due maggiormente favoriti e potenti presso Galba cominciarono ad +essere _Tito Vinio_, dianzi da noi mentovato, che ci vien descritto da +Plutarco[411] per uomo perduto nelle disonestà, ed interessato al +maggior segno, e[412] _Cornelio Lacone_, uomo dappoco, e di parecchi +vizii macchiato, che Galba senza dimora dichiarò capitano delle +guardie, o sia prefetto del pretorio. Per mano di questi due passavano +tutti gli affari. Volle anco _Marco Salvio Ottone_, vicepretore della +Lusitania, accompagnar Galba a Roma. Era egli stato de' primi a +dichiararsi per lui, nè lasciava indietro ossequio e finezza alcuna +per cattivarsi il di lui affetto, e quello ancora di Vinio, avendo +conceputa speranza che il vecchio Galba, sprovveduto di figli, +adotterebbe lui per figliuolo. E qualora ciò non succedesse, già +macchinava di pervenire all'imperio per altre vie. Giunto Galba a +Narbona, quivi se gli presentarono i deputati del senato, accolti +benignamente da lui, ma senza che egli volesse mobili di Nerone, +inviati da Roma, e senza voler mutare i propri, benchè vecchi; il che +gli ridondò in molta stima, per darsi egli a conoscere in tal forma +signore moderato e lontano dal fasto. Non tardò poi a cangiar di stile +per gli cattivi consigli di Vinio. Intanto in Roma si alzò un brutto +temporale, che felicemente si sciolse per buona fortuna di Galba. +_Ninfidio Sabino_ prefetto del pretorio, che più degli altri avea +contribuito alla morte di Nerone, e all'esaltazione di Galba, si +credea di dover essere l'arbitro della corte, e far da padrone allo +stesso nuovo Augusto che tanto gli dovea. Perciò imperiosamente depose +_Tigellino_ suo collega, e sotto nome di Galba si diede a +signoreggiare in Roma[413]. Ma dappoichè gli fu riferito che _Cornelio +Lacone_ aveva anch'egli conseguita la dignità di prefetto del +pretorio, e ch'esso con _Tito Vinio_ comandava le feste, se ne alterò +forte, perchè non amava nè voleva compagno nell'uffizio suo. Mutate +dunque idee, meditò di farsi egli imperadore. Trasse dalla sua quanti +soldati delle guardie potè, ed anche alcuni senatori e qualche dama +delle più intriganti; e giacchè non si sapea chi fosse suo padre, +sparse voce di esser egli figliuolo di Caio Caligola. Gli +rassomigliava anche nella fierezza del volto e nell'infame sua +impudicizia. Voleva spedire ambasciatori a Galba, per rappresentargli +che s'egli si levasse dal fianco Vinio e Lacone, riuscirebbe più grata +la sua venuta a Roma. Poscia, in vece di questo, tentò d'intimidirlo +con fargli credere mal contente di lui le armate della Germania, Soria +e Giudea. E perciocchè Galba mostrava di non farne caso, determinò +Ninfidio di prevenirlo con farsi proclamar imperadore dai pretoriani. +E gli veniva fatto, se Antonio Onorato, uno de' principali tribuni di +quelle compagnie, non avesse con saggia esortazione tenuta in dovere +la maggior parte de' pretoriani. Anzi arrivò ad indurgli a tagliare a +pezzi Ninfidio: con che si quietò tutto quel romore. + +Informato Galba di quest'affare, ed avuta nota d'alcuni complici di +Ninfidio, e specialmente di _Cingonio Varrone_, console disegnato, e +di _Mitridate_, quegli probabilmente ch'era stato re del Ponto, mandò +l'ordine della lor morte senz'altro processo, e senza accordar loro le +difese: dal che gli venne un gran biasimo. Nella stessa forma tolto fu +dal mondo _Caio Petronio Turpiliano_, stato già console nell'anno di +Cristo 61, non per altro delitto che per essere stato amico ed +uffiziale di Nerone. Giunto poi Galba a Ponte Molle colla legione +condotta seco dalle Spagne, e con altre milizie, se gli presentarono +senz'armi alcune migliaia di persone, che Svetonio[414] dice di +remiganti, alzati all'onore della milizia da Nerone: Dione[415] +pretende di soldati, che prima erano dall'armata navale passati al +grado di pretoriani. Galba avea comandato che tornassero al loro +esercizio nella flotta, ed eglino con alte grida faceano istanza di +riaver le loro bandiere. Rinforzavano essi le grida, e, secondo +Plutarco[416], che li suppone armati, alcuni misero mano alle spade, +Galba allora ordinò che la cavalleria di sua scorta facesse man bassa +contro di loro. Per quel che narra Svetonio, furono messi in fuga, e +poi decimati. Tacito scrive che ne furono uccise alcune migliaia; e +Dione giugne a dire che furono settemila: il che par poco credibile. +Quel che è certo, per azioni tali entrò Galba in Roma già screditato; +ed ancorchè facesse alcuni buoni regolamenti in benefizio del +pubblico, e rallegrasse il popolo colla morte di Elio, Policeto, +Petino, Patrobio e d'altri, che con calunnie aveano fatto perire molti +innocenti: pure tant'altre cose operò, che fecero parlare molto di lui +il popolo. Imperciocchè contro la espettazion di ognuno non punì +_Tigellino_, ministro primario della crudeltà di esso Nerone, perchè +costui seppe guadagnarsi la protezione di Tito Vinio, che tutto potea +nel palazzo imperiale. Chiedendogli i pretoriani le immense somme di +danaro promesse loro da Ninfidio, con fatica donò pochissimo. E +pervenutogli a notizia che se ne lagnavano forte, diede una risposta +da saggio Romano, con dire:[417] «Ch'egli era solito ad arrolare per +grazia, e non già a comperare i soldati.» Ma se n'ebbe ben presto a +pentire. Seguitava[418] in questi tempi la guerra de' Romani sotto il +comando di _Vespasiano_ contra de' Giudei. Si andò egli disponendo per +far l'assedio di Gerusalemme, con prendere tutte le fortezze +all'intorno; e quella città, che nel di fuori provava tutte le fiere +pensioni della guerra, maggiormente era afflitta nel di dentro per le +funeste e micidiali discordie degli stessi Giudei, che diffusamente si +veggono descritte da Giuseppe Ebreo. Ma perciocchè arrivarono le nuove +colà della ribellione delle Gallie e della Spagna, che facea temere di +una guerra civile, e poi della morte di Nerone, Vespasiano sospese +l'assedio suddetto, e spedì Tito suo figliuolo ad assicurar Galba +della sua divozione ed ubbidienza; ma da lì a non molto cangiarono +faccia gli affari, siccome vedremo andando innanzi. + +NOTE: + +[397] Dio, lib. 63. Sueton., in Nerone, cap. 40 et seqq. + +[398] Sueton., in Galba, cap. 9 et seq. + +[399] Philostratus, in Apoll. + +[400] Plutarchus, in Galba. Suetonius, in Nerone, cap. 42. + +[401] Plutarchus, in Galba. + +[402] Plinius Junior, lib. 6, ep. 10. Tacitus, Histor., lib. 2, cap. +49. + +[403] Dio, lib. 63. Sueton., in Galba, cap. 11. + +[404] Thesaurus Novus Veter. Inscription., pag. 306, num. 2. + +[405] Plutarc., in Galba. + +[406] Ibid. + +[407] Dio, lib. 63. Suet., in Ner., c. 57. Euseb., in Chr. Eutrop. et +alii. + +[408] Plutar., in Galba. + +[409] Thesaur. Novus Inscription., pag. 306, n. 3. + +[410] Suet., in Galba, c. 12. + +[411] Plutarc., in Galba. + +[412] Tacitus, Histor., lib. 1, c. 6. + +[413] Plutarc., in Galba. + +[414] Suet., in Galba, cap. 12. + +[415] Dio, lib. 64. + +[416] Plutarc., in Galba. + +[417] Sueton., in Galba, cap. 16. + +[418] Joseph., de Bello Judaico, lib. 4. + + + + + Anno di CRISTO LXIX. Indizione XII. + + CLEMENTE papa 3. + SERVIO SULPICIO GALBA imper. 2. + MARCO SALVIO OTTONE imper. 1. + FLAVIO VESPASIANO imper. 1. + +_Consoli_ + +SERVIO SULPICIO GALBA imperad. per la seconda volta, e TITO VINIO +RUFFINO. + + +Perchè _Clodio Macro_ vicepretore dell'Africa si era anch'egli +ribellato contra Nerone, e continuava a far delle estorsioni e +ruberie, Galba nell'anno precedente ebbe maniera di farlo levar dal +mondo[419]. Fu ancora accusato di meditar delle novità nella bassa +Germania _Fonteio Capitone_, il qual pure vedemmo che avea +riconosciuto Galba per imperadore. Vero o falso che fosse questo suo +disegno, anch'egli fu ucciso, senza aspettarne gli ordini da Roma. Al +comando di quell'armata[420] inviò Galba, a suggestione di Vinio, +_Aulo Vitellio_, uomo pieno di vizii, oppur creduto tale da non far +bene nè male, e che, purchè potesse appagar la sua ingordissima gola, +pareva incapace d'ogni grande impresa. Fu questa elezione il principio +della rovina di Galba. Costui, pieno di debiti per aver troppo +scialacquato sotto i precedenti Augusti, arrivò all'armata della +Germania inferiore, e niuna viltà o bassezza lasciò indietro per +conciliarsi l'amore di quelle milizie, senza gastigar alcuno, con +perdonare e far buona ciera a tutti, e donar loro quel poco che potea. +Avvenne che le legioni dimoranti nell'alta Germania, già irritate per +l'abbassamento di Virginio Rufo, udendo le relazioni, accresciute +molto nel viaggio, dell'avarizia e della crudeltà di Galba, +cominciarono ad inclinar tutte alla sedizione; nè _Ordeonio Flacco_ +lor comandante, uomo vecchio, gottoso e sprezzato dai soldati, avea +forza di tenerle in dovere. In fatti, benchè nel primo giorno di +gennaio dell'anno presente, secondo il costume, giurassero, ma con +istento, fedeltà a Galba, nel dì seguente misero in pezzi le di lui +immagini, e giurarono di riconoscere qualunque altro imperadore che +fosse eletto dal senato e popolo romano[421]. Tacito scrive che la +ribellione ebbe principio nelle stesse calende di gennaio. Volò presto +l'avviso di tal novità a Colonia, dove dimorava _Vitellio, _ che ne +seppe profittare, con far destramente insinuare ai suoi soldati della +bassa Germania di elegger essi piuttosto un imperadore, che di +aspettarlo dalle mani altrui. Non vi fu bisogno di molte parole. Nel +dì seguente Fabio Valente, venuto colla cavalleria a Colonia, e tratto +fuori di casa _Vitellio_, benchè in vesta da camera, l'acclamò +imperadore. Poco stettero ad accettarlo per tale le legioni dell'alta +Germania. Le città di Colonia, Treveri e Langres, disgustate di Galba, +s'affrettarono ad esibir armi, cavalli e denaro a Vitellio. Accettò +egli con piacere il cognome di _Germanico:_ per allora non volle +quello _d'Augusto_; nè mai usò quello di _Cesare._ Formò poi la sua +corte; e gli uffizii, soliti a darsi dall'imperadore ai liberti, +furono da lui appoggiati a cavalieri romani. _Valerio Asiatico_ legato +della Fiandra, per essersi unito a lui, divenne fra poco suo genero. E +_Giunio Bleso_, governatore della Gallia lugdunense, perchè il popolo +di Lione era forte in collera contra di Galba, seguitò anch'egli il +partito di Vitellio con una legione e colla cavalleria di Torino. + +Galba in questo mentre, il meglio che potea, attendeva in Roma al +governo[422], ma per la sua vecchiezza sprezzato da molti, avvezzi +alle allegrie del giovane Nerone, e da molti odiato per la sua +avarizia. Il potere nella sua corte era compartito fra Tito Vinio, che +già dicemmo console, e Cornelio Lacone prefetto del pretorio, e per +terzo entrò Icelo liberto di Galba, uomo di malvagità patente. +Costoro, emuli e discordi fra loro, abusando della debolezza del +vecchio Augusto, si studiavano cadauno di far roba, e di portar +innanzi chi potesse succedere a Galba. Ma eccoti corriere, che porta +la nuova della sollevazion delle legioni dell'alta Germania. Andava +già pensando Galba ad adottare in figliuolo e successor nell'imperio +qualche persona, in cui si unisse la gratitudine verso del padre, e +l'abilità in benefizio del pubblico. Più degli altri vi aspirava, e +confidato nell'appoggio di Tito Vinio sperava Marco Salvio Ottone, più +volte da me rammentato di sopra come uomo infame per molti suoi vizii, +e veterano negl'intrichi della corte. All'udir le novità della +Germania, non volle Galba maggiormente differir le sue risoluzioni per +procacciarsi in un giovane figliuolo un appoggio alla sua avanzata età +e alla mal sicura potenza. Fatto chiamare all'improvviso nel dì 10 di +gennaio, _Lucio Pisone Frugi Liciniano_, discendente da Crasso e dal +gran Pompeo, giovane di molta riputazione e gravità, in età allora di +trentun anni, alla presenza di Vinio, di Lacone, di Mario Celso +console disegnato e di _Ducennio Gemino_ prefetto di Roma, dichiarò +che il voleva suo figliuolo adottivo e successore. Pisone senza +comparir turbato, nè molto allegro, rispettosamente il ringraziò. +Andarono poi tutti al quartiere dei pretoriani, e quivi più +solennemente fece Galba questa dichiarazione per isperanza di +guadagnargli l'affetto di que' soldati. Ma perchè non si parlò punto +di regalo, quelle milizie mal avvezze ascoltarono con silenzio ed +anche con malinconia quel ragionamento. Per attestato di Tacito, la +promessa di un donativo poteva assicurar la corona in capo a Pisone; +ma Galba non sapea spendere, e volea vivere all'antica, senza +riflettere che erano di troppo mutati i costumi. Anche al senato fu +portata questa determinazione ed approvata. + +Ottone, che di dì in dì aspettava questa medesima fortuna da Galba, +allorchè vide tradite tutte le sue speranze, tentò un colpo da +disperato. Coll'aver ottenuto un posto in corte ad un servo di Galba, +avea poco dianzi guadagnata una buona somma d'argento. Di questo +danaro si servì egli per condurre ad una sua trama due, oppur cinque +soldati del pretorio[423], a' quali, con tirar nel suo partito pochi +altri, prodigiosamente riuscì di fare una somma rivoluzion di cose. +Costoro, perchè furono cassati in questo tempo alcuni uffiziali delle +guardie, come parziali dell'estinto Ninfidio, sparsero voci di +maggiori mutazioni. Quel poltron di Lacone, tuttochè avvertito di +qualche pericolo di sedizione, a nulla provvide. Ora nel dì 15 di +gennaio, _Marco Salvio Ottone_, dopo essere stato a corteggiar Galba, +si portò alla colonna dorata, dove trovò, secondo il concerto, +ventitrè soldati: che così pochi erano i congiurati[424]. +L'acclamarono essi imperadore, e messolo in una lettiga, +l'introdussero nel quartiere de' pretoriani, senza che a sì picciolo +numero di ammutinati alcun si opponesse. A poco a poco altri si +unirono ai precedenti, e non finì la faccenda, che tutto quel corpo di +milizie, colla giunta ancora dall'altra dell'armata navale, si +dichiarò per lui, mercè del buon accoglimento e delle promesse di un +gran donativo che Ottone andava di mano in mano facendo a chiunque +arrivava. Avvisati di questa novità Galba e Pisone, spedirono tosto +per soccorso alla legione condotta dalle Spagne, e ad alcune compagnie +di tedeschi. Uscì Galba di palazzo, per una falsa voce che Ottone +fosse stato ucciso, sperando che il suo presentarsi ai perfidi +pretoriani li farebbe cedere. Ma al comparir essi in armi con Ottone, +e al gridare che si facesse largo, il popolo si ritirò, e Galba, in +mezzo alla piazza rimasto abbandonato, fu steso con più colpi a terra, +ed anche barbaramente messo in brani. Il console _Vinio_ anch'egli +restò vittima delle spade. _Pisone_ malamente ferito tanto fu difeso +da Sempronio Denso centurione, che potè fuggire e salvarsi nel tempio +di Vesta; ma saputosi dov'egli era, due soldati inviati colà anche a +lui levarono la vita, e il medesimo fine toccò a _Lacone_ capitan +delle guardie. Avvicinandosi poi la sera, entrò Ottone in senato, dove +spacciando d'essere stato forzato a prendere l'imperio, ma che volea +dipendere dall'arbitrio de' senatori, trovò pronta la volontà e +l'adulazione d'ognuno per confermarlo, e per mostrar anche gioia della +di lui esaltazione. Gli furono accordati tutti i titoli e gli onori +de' precedenti Augusti; e il matto popolo gli diede il cognome di +_Nerone_, per cui non cessava in molti l'affetto. Giacchè non vi erano +più consoli, fu conferita questa dignità al medesimo _Marco Salvio +Ottone imperadore Augusto_ e a _Lucio Salvio Ottone Tiziano_ suo +fratello _per la seconda volta._ Nelle calende di marzo succederono ad +essi _Lucio Virginio Rufo_ e _Vopisco Pompeo Silvano:_ Cedendo questi +nelle calende di maggio, furono sostituiti _Tito Arrio Antonino_ e +_Publio Mario Celso per la seconda volta._ Continuarono questi in quel +decoroso grado sino alle calende di settembre; ed allora entrarono +consoli _Caio Fabio Valente_ ed _Aulo Alieno Cecina_. Ma essendo stato +degradato il secondo d'essi nel dì 31 di ottobre, fu creato console +_Roseto Regolo_, la cui dignità non oltrepassò quel giorno; perciocchè +nelle calende di novembre venne conferito il consolato a _Gneo Cecilio +Semplice_ e a _Caio Quinzio Attico._ Tutto ciò si ricava da +Tacito[425]. + +Sul principio si studiò Ottone di procacciarsi l'affetto e la stima +del popolo. Luminosa fu un'azione sua. _Mario Celso_ poco fu +mentovato, che comandava la compagnia delle milizie dell'Illirico, ed +era console disegnato, avea con fedeltà soddisfatto al suo dovere +nell'accorrere alla difesa di Galba. Dopo la di lui morte venne per +baciar la mano ad Ottone[426]. Gl'iniqui pretoriani alzarono allora le +voci, gridando: _Muoia._ Ottone, bramando di salvarlo dalla lor furia, +col pretesto di voler prima ricavare da lui varie notizie, il fece +caricar di catene, fingendosi pronto a toglierlo di vita. Ma nel dì +seguente il liberò, l'abbracciò, e scusò l'oltraggio fattogli +solamente per suo bene. Nè solamente il lasciò poi godere del +consolato, ma il volle ancora per uno de' suoi generali e dei più +intimi amici, con trovarlo non men fedele verso di sè che verso +l'infelice Galba. Alle istanze ancora del popolo indusse a darsi la +morte _Sofonio Tigellino_, da noi veduto infame ministro delle +scelleraggini di Nerone. Inoltre si applicò seriamente al maneggio de' +pubblici affari, e restituì a molti i lor beni tolti da Nerone: azioni +tutte che gli fecero del credito, non parendo egli più quel pigro e +quel perduto nel lusso e ne' piaceri che era stato in addietro. Ma i +più non se ne fidavano, conoscendolo abituato nei vizii, e simile nel +genio a Nerone, le cui statue, come ancor quelle di Poppea, permise +che si rialzassero. Osservavano parimente ch'egli mostrava poco +affetto al senato, moltissimo ai soldati: laonde temevano che se fosse +cessata la paura dell'emulo Vitellio, si sarebbe provato in lui un +novello Nerone. E certo egli era comunemente odiato più di Vitellio, +non tanto pel tradimento da lui fatto a Galba, quanto perchè il +riputavano persona data alla crudeltà, e capace di nuocere a tutti; +laddove Vitellio era in concetto di uomo dato ai piaceri, e però in +istato di solamente nuocere a sè stesso: benchè in fine amendue +fossero poco amati, anzi odiati dai Romani. Intanto era diviso il +romano imperio fra questi due competitori. _Ottone_ si trovava +riconosciuto imperadore in Roma e da tutta l'Italia. Cartagine con +tutta l'Africa era per lui. _Muciano_, governator della Siria, o sia +della Soria, gli fece prestar giuramento dai popoli di quelle +contrade[427]. Altrettanto fece _Vespasiano_ nella Palestina. Aveva +egli inviato già _Tito_ suo figliuolo, per attestare il suo ossequio a +Galba; ma dacchè, arrivato a Corinto, intese la di lui morte, se ne +tornò indietro a trovar il padre. Anche le legioni della Dalmazia, +Pannonia e Mesia aderirono ad Ottone. Così l'Egitto e le altre città +dell'Oriente e della Grecia. Ancorchè Ottone fosse un usurpatore, il +nome nondimeno di Roma e del senato romano, che l'avea accettato, +bastò perchè tanti altri paesi s'uniformassero al capo dell'imperio. + +Ma in mano di _Vitellio_ erano le migliori e più accreditate milizie +de' Romani, raccolte dall'alta e bassa Germania, dalla Bretagna e da +una parte della Gallia[428]. Ne formò egli due eserciti, l'uno di +quarantamila combattenti sotto il comando di _Fabio Valente_, l'altro +di trentamila, comandato da _Alieno Cecina_, a' quali si unirono varii +rinforzi di Tedeschi. Ardevano tutti costoro di voglia, non ostante il +verno, di far dei fatti, per aver occasione di bottinare (fine +primario di chi esercita quel mestiere), mentre il grasso e pigro +Vitellio attendeva a darsi bel tempo, con far buona tavola, ubbriaco +per lo più. Anche vivente Galba si mossero tante forze sotto i due +generali per due diverse vie alla volta d'Italia; cioè _Valente_ per +le Gallie, e _Cecina_ per l'Elvezia. Vitellio facea conto di +seguitarli dipoi. Nel viaggio ebbero nuova della morte di Galba e +dell'innalzamento di Ottone. Dovunque passò Valente per la Gallia, il +terrore delle sue armi condusse i popoli all'ubbidienza di Vitellio. +Sopra tutto con allegria fu ricevuto in Lione. In altri luoghi non +mancarono saccheggi ed anche stragi. Non fece di meno Cecina nel +passare pel paese degli Svizzeri. All'avviso di queste armate, che si +avvicinavano all'Italia, un reggimento di cavalleria, accampato sul +Po, che avea servito una volta in Africa sotto Vitellio, l'acclamò +imperadore, e cagion fu che Milano, Ivrea, Novara e Vercelli +prendessero il suo partito. Perciò si affrettò Cecina verso la metà di +marzo per calare in Italia, ancorchè i monti fossero tuttavia carichi +di neve, e spedì innanzi un corpo di gente, per sostenere le suddette +città. Gran dire, gran costernazione fu in Roma, allorchè si udì la +mossa di tante armi, e l'inevitabil guerra civile[429]. Mosse _Ottone_ +il senato a scrivere a Vitellio delle lettere amorevoli, per esortarlo +a desistere dalla ribellione, offrendogli danaro, comodi e una città. +Ne scrisse anch'egli, e dicono[430] che gli esibisse segretamente di +prenderlo per collega nell'imperio e per genero. Gli rispose Vitellio +in termini amichevoli; tali nondimeno che mostravano di burlarsi di +lui. Irritato Ottone gli rispose per le rime, cioè gliene scrisse +dell'altre piene di vituperii, e con ridicole sparate, ricordandogli +soprattutto l'infame sua vita passata. Non furono meno obbrobriose le +risposte di Vitellio. Nè alcun di loro diceva bugia. Amendue ancora +inviarono degli assassini, per liberarsi cadauno dall'emulo suo; ma +riuscì in fumo il loro disegno. Adunque chiaro si vide, non restar +altro che di decidere la contesa coll'armi. Unì _Ottone_ una possente +armata anch'egli, composta della maggior parte de' pretoriani e delle +legioni venute dalla Dalmazia e Pannonia. E lasciato al governo di +Roma _Tiziano_ suo fratello con _Flavio Svetonio_ prefetto d'essa +città, e fratello di Vespasiano, dato anche ordine che non fosse fatto +torto alcuno alla madre, alla moglie e a' figliuoli di Vitello, nel dì +14 di marzo si licenziò dal senato, e alla testa dell'esercito, non +parendo più quell'effeminato uomo di una volta, s'incamminò per venir +contro a' nemici. Suoi marescialli erano _Svetonio Paolino, Mario +Celso_ ed _Annio Gallo_, uffiziali non meno prudenti che bravi. +Mancavano ben questi pregi a' _Licinio Procolo_ prefetto del pretorio, +che pur faceva una delle prime figure in quell'armata. _Alieno +Cecina_, general di Vitellio, arrivato al Po, passò quel fiume a +Piacenza, ed assalì quella città, da cui _Annio Gallo_[431], dopo due +dì di valorosa difesa, il fece ritirare a Cremona, malcontento per la +perdita di molta gente. Fu in quella occasione bruciato l'anfiteatro +de' Piacentini, posto fuori della città, il più capace di gente che +fosse allora in Italia. Anche _Marzio Macro_, console disegnato, diede +a Cecina un'altra percossa coi gladiatori di Ottone. Eppur egli, ciò +non ostante, volle venire ad un terzo cimento: tanta era la voglia in +lui di vincere, affinchè l'altro general di Vitellio, cioè _Valente_, +non gli rapisse o dimezzasse la gloria. In un luogo detto i Castori, +dodici miglia lungi da Cremona, tese un'imboscata a _Svetonio Paolino_ +e a _Mario Celso;_ ma questi, avutane notizia, presero così ben le +misure, che il misero in rotta, ed avrebbono anche rovinata affatto la +di lui gente, se Paolino per troppa cautela non avesse impedito ai +suoi l'inseguirli. Per questo fu egli in sospetto di tradimento, ed +Ottone chiamò da Roma _Tiziano_ suo fratello, acciocchè comandasse +l'armi, sebben con poco frutto, perchè Licinio Procolo, capitan delle +guardie, benchè uomo inesperto, la facea da superiore a tutti. + +Venne poi Valente da Pavia colla sua armata più numerosa dell'altra ad +unirsi con Cecina, e tuttochè questi due generali di Vitellio fossero +gelosi l'uno dell'altro, si accordarono nondimeno pel buon regolamento +della guerra, e per isbrigarla il più presto possibile. Tenne +consiglio dall'altra parte Ottone; e il parere de' suoi più assennati +generali, cioè di Svetonio Paolino, Mario Celso ed Annio Gallo, fu di +temporeggiare, tanto che venissero alcune legioni che si aspettavano +dall'Illirico. Ma prevalse quello di Ottone, Tiziano e Procolo, ai +quali parve meglio di venir senza dimora a battaglia, perchè i +pretoriani credendosi tanti Marti, si tenevano in pugno la vittoria, e +tutti ansavano di ritornarsene tosto alle delizie di Roma[432]. Lo +stesso Ottone impaziente per trovarsi in mezzo a tanti pericoli, fra +l'incertezza delle cose e il timore di qualche rivolta de' soldati, +era nelle spine; però si voleva levar d'affanno con un pronto fatto +d'armi. Ma da codardo si ritirò a Brescello, dove il fiume Enza sbocca +nel Po, per quivi aspettar l'esito delle cose; risoluzione che +accrebbe la sua rovina, perchè seco andarono molti bravi uffiziali e +molti soldati, con restare indebolita l'armata sua in mano di generali +discordi fra loro, e poco ubbidienti e senza quel coraggio di più che +loro avrebbe potuto dar la presenza del principe. Seguì qualche +piccolo fatto fra gli staccamenti delle due armate, ma finalmente +quella di Ottone, passato il Po, andò a postarsi a qualche miglio +lungi da Bedriaco, villa posta fra Verona e Cremona, più vicina +nondimeno all'ultimo, verso il fiume Oglio, dove si crede che oggidì +sia la terra di Caneto. Molte miglia separavano le due armate; ed +ancorchè Svetonio e Mario ripugnassero alla risoluzion conceputa da +Procolo di andare nel dì seguente (cioè circa il dì 15 di aprile) ad +assalire i nemici, perchè l'arrivar colà stanchi i soldati era un +principio d'esser vinti: Procolo persistè nella sua opinione, perchè +sollecitato da più lettere di Ottone, che voleva battaglia. Si venne +in fatti al combattimento[433], che fu sanguinosissimo, credendosi che +fra l'una e l'altra parte restassero sul campo estinte circa +quarantamila persone, perchè non si dava quartiere. Ma la vittoria +toccò all'armata di Vitellio. I generali di Ottone, chi qua chi là +fuggitivi, scamparono colle reliquie della lor gente il meglio che +poterono, valendosi del favor della notte[434]. Ma perchè nel dì +seguente si aspettavano di nuovo addosso il vittorioso esercito, con +pericolo d'essere tutti tagliati a pezzi, gli uffiziali, soldati e lo +stesso Tiziano, fratello di Ottone, che si trovarono insieme, +s'accordarono di fare una deputazione a Valente e Cecina, per +rendersi. Fu accettata l'offerta, ed unitesi le non più nemiche +armate, ognun corse ad abbracciare gli amici, a detestare gli odii +passati, e condolersi delle morti di tanti. Giurarono i vinti fedeltà +a Vitellio, e cessarono tutti i rancori. Portata questa lagrimevol +nuova ad Ottone, dimorante in Brescello, non mancarono già i suoi +cortigiani di animarlo, con fargli conoscere arrivate già ad Aquileia +tre legioni della Mesia, salvate altre buone milizie a lui fedeli, non +essere disperato il caso. Ma egli aveva già determinato di finirla, +chi credette per orrore di una guerra civile, come attesta +Svetonio[435], chi per poca fortezza d'animo, e chi per acquistarsi +una gloria vana con una risoluzion generosa. Pertanto attese +spiritosamente nel resto del giorno a distribuir danaro a' suoi +domestici ed amici, a bruciar le lettere scrittegli da varie persone +contra di Vitellio, affinchè non pregiudicassero a chi le avea +scritte, e a dar altri ordini per la sicurezza di molti nobili +ch'erano alla sua corte[436]. Prese anche nella notte seguente un po' +di sonno, ma fu disturbato da un rumor delle guardie, che minacciavano +la morte a que' senatori, i quali d'ordine suo erano per ritirarsi, e +sopra tutto aveano assediato _Virginio Rufo._ Uscì Ottone di camera, e +con buona maniera calmò quel tumulto. Poscia, sul far del giorno +svegliato, intrepidamente si diede un pugnale nel petto, e di quella +ferita fra poco morì in età di trentasette anni[437]. Al suo cadavero +bruciato fu data quella sepoltura che si potè, cioè in terra, colla +memoria del solo suo nome senza titolo alcuno. Una massa di monete +d'oro, trovate sui primi anni del secolo, in cui scrivo, sul +territorio di Brescello, fece credere ad alcuni che fossero ivi +seppellite in occasion delle disgrazie di Ottone. Benchè usurpator +dell'imperio, e screditato per varie sue ree qualità, cotanto era +amato dai soldati, che alcuni d'essi, non meno in Brescello, che in +Piacenza e in altri luoghi, pel dolore accompagnarono la di lui morte +colla propria, secondo la detestabil usanza e frenesia di quei tempi. +Dacchè i soldati, ch'erano in Brescello, non poterono indurre Virginio +Rufo ad accettar l'imperio, si diedero ai generali di Vitellio. In un +fiero imbroglio si trovò allora la maggior parte del senato che Ottone +avea lasciato in Modena, perchè dall'un canto temeva oltraggi +dall'armi di Vitellio, e dall'altro i soldati di Ottone tenendoli a +vista d'occhio, e riputandoli nemici dell'estinto principe, cercavano +pretesti per menar le mani contra di loro. Finalmente ebbero la +fortuna di salvarsi a Bologna, dove si mostrarono disposti a +riconoscere Vitellio; ma per qualche tempo se ne guardarono a cagion +di una falsa voce portata da Ceno, liberto già di Nerone, che i +vincitori erano poi stati vinti. Da queste paure non si riebbero se +non allorchè arrivarono lettere di Valente che riferirono la vera +positura degli affari. In Roma, subito che s'intese quanto era +succeduto di Ottone, _Flavio Sabino_, fratello di Vespasiano, fece +prestar giuramento dal senato e dai soldati che ivi restavano, a +Vitellio, e il senato gli accordò tutti gli onori consueti. + +Intanto _Vitellio_, dopo aver lasciato ad _Ordeonio Fiacco_ un corpo +di milizie per la guardia del Reno germanico, col resto delle genti +che potè raccorre, si mise in viaggio verso l'Italia. Per istrada +intese la vittoria de' suoi e la morte di Ottone, e che _Cluvio Rufo_, +governator della Spagna, avea ricuperate le due Mauritanie. Arrivato a +Lione, quivi trovò non meno i vincitori che i vinti generali. Perdonò +a _Tiziano_ fratello di Ottone, perchè il conosceva per uomo dappoco. +Conservò il consolato a _Mario Celso. Svetonio_ e _Procolo_ si +acquistarono la di lui grazia con una viltà, asserendo di aver fatta +consigliatamente perdere la vittoria ad Ottone nella battaglia di +Bedriaco. Mandò Vitellio a Roma un editto, per cui proibiva ai +cavalieri il combattere da gladiatori fra loro e contro le fiere negli +anfiteatri. Un altro ancora, che tutti gli strologhi e indovini prima +delle calende di ottobre fossero fuori d'Italia. Si vide attaccato +nella stessa notte un cartello, in cui essi strologhi comandavano a +lui di uscire del mondo prima del suddetto medesimo giorno. Se ne +alterò talmente Vitellio, che qualunque d'essi che gli capitasse alle +mani, senza processo il condannava alla morte. Grande odiosità si tirò +egli addosso coll'aver inviato ordine che si levasse la vita a _Gneo +Cornelio Dolabella_ uno de' più illustri Romani, odiato da lui per +particolari riguardi, che, relegato ad Aquino, era dopo la morte di +Ottone ritornato a Roma. L'ordine fu barbaramente eseguito. Intanto a +poco a poco tutte le provincie si andarono sottomettendo a lui; ma +l'Italia era afflitta per le tante soldatesche del medesimo Vitellio e +dell'altre che furono di Ottone. Senza disciplina saccheggiavano, +uccidevano, e sotto l'ombra loro anche molti altri faceano ruberie e +vendette. Entrato che fu Vitellio in Italia, trovò modo di dividere le +milizie (e specialmente i pretoriani) che avevano servito ad Ottone, +perchè le conobbe malcontente ed inquiete, e a poco a poco le andò +cassando, con dar loro delle ricompense. Venne a Cremona, e volle coi +suoi occhi vedere il campo dove s'era data (già scorreano quaranta +giorni) la battaglia; ed avvegnachè fossero tuttavia insepolte quelle +migliaia di cadaveri, e menasse un insopportabil fetore, non lasciò +ordine che si seppellissero; anzi disse che _l'odore di un nemico +morto sapea di buono._ Menava seco circa sessantamila combattenti, +senza i famigli ed altre persone destinate al bagaglio, ch'erano più +del doppio. Dovunque passava questa gran ciurma, lasciava lagrimevoli +segni della sua rapacità e barbarie. Verso la metà di luglio arrivò a +Roma, e, se non era distornato da' suoi amici, volea farvi l'entrata +in abito da guerra, come in una città conquistata. L'accompagnavano +mandre di eunuchi e commedianti, secondo la usanza del suo maestro +Nerone, e questi ebbero poi parte agli affari. Trovata _Sestilia_ sua +madre nel Campidoglio, le diede il cognome di _Augusta_; ma ella non +se ne allegrò punto, anzi si vergognava di avere un sì indegno +imperadore per figlio. Morì ella dipoi in quest'anno, non si sa se per +iniquità del figliuolo, o per veleno da lei preso, prevedendo i mali +che doveano avvenire. Fece dipoi Vitellio una nuova leva di coorti +pretoriane sino a sedici, tutte di mille uomini per cadauna, e gente +scelta. Due furono i prefetti del pretorio, cioè _Publio Sabino_ e +_Giulio Prisco. Valente_ e _Cecina_ potevano tutto in corte, ma sempre +fra loro discordi. Diedesi poi questo ghiottone Augusto, com'era il +suo stile, a fare del suo ventre un dio, ma con eccessi maggiori, a +misura della dignità e del comodo accresciuto. Il suo mestiere +cotidiano era mangiare e bere e vomitare per far luogo ad altri cibi e +bevande. Consumava in ciò tesori; e molti si spiantarono per fargli +de' conviti. Non istimava nè lodava questo mostro se non le azioni di +Nerone, e le imitava bene spesso, inclinando anche alla crudeltà, di +cui rapporta Svetonio[438] varii esempli; e se fosse sopravvissuto +molto, forse sarebbe riuscito anche in ciò non inferiore a lui. La +maniera di guadagnarlo soleva essere l'adulazione; ma siccome egli era +timido e sospettoso, poco ci voleva a disgustarlo. + +E fin qui abbiam veduto le due tragedie di _Galba_ e di _Ottone._ Ora +è tempo di passare alla terza. Di niuno più temeva Vitellio che di +_Flavio Vespasiano_, generale dell'armi romane nella Giudea, dove si +continuava la guerra con apparenza ch'egli fosse per assediar +Gerusalemme. Allorchè gli venne la nuova che esso Vespasiano e +_Licinio Muciano_, governator della Soria, il riconoscevano per +imperadore, ne fece gran festa. Ed, in vero, sulle prime niuno mai +s'avvisò che Vespasiano potesse arrivar all'imperio, nè egli vi +aspirava, perchè bassamente nato a Rieti e mancante di danaro. Si +raccontavano ancora molte viltà di lui nella vita privata; e +Tacito[439] ci assicura ch'egli si era tirato addosso l'odio e il +dispregio de' popoli; ma i fatti mostrarono poi tutto il contrario. +Comunque sia, Dio l'aveva destinato a liberar Roma dai mostri, e a +punire l'orgoglio de' Giudei implacabili persecutori del nato +Cristianesimo. Era egli per altro dotato di molte lodevoli qualità, +perchè senza fasto, temperante nel vitto, amorevole verso tutti, e +massimamente verso i soldati, che l'amavano non poco, ancorchè li +tenesse in disciplina; vigilante e prudente, buono soldato e migliore +capitano. Sopra tutto veniva considerato come amator della giustizia; +la sua età era allora d'anni sessanta. Si può giustamente credere che +dopo la morte di Galba i più saggi de' Romani, al vedere che i due +usurpatori Ottone e Vitellio, senza sapersi chi fosse il peggiore di +loro, disputavano dell'imperio, rivolgessero i lor occhi e desiderii a +Vespasiano, e segretamente ancora l'esortassero al trono. _Flavio +Sabino_ di lui fratello gran figura faceva anch'egli, coll'essere +prefetto di Roma, e le sue belle doti maggiormente accreditavano +quelle del fratello. O questo fosse, o pure che gli uffiziali e +soldati di Vespasiano mirando quel che aveano fatto gli altri in +Ispagna, Roma e Germania, non volessero essere da meno: certo è che si +cominciò da essi a proporre di far imperadore Vespasiano. Quegli che +diede l'ultima spinta all'irrisoluzione di esso Vespasiano, +personaggio guardingo e non temerario, fu il suddetto _Licinio +Muciano_ governator della Soria, il quale dopo la morte di Ottone gli +rappresentò, che non era sicura nè la comune lor dignità, nè la vita +sotto quell'infame imperador di Vitellio. Si lasciò vincere in fine +Vespasiano, ed essendo entrato nella medesima lega anche _Tiberio +Alessandro_ governator dell'Egitto, fu egli il primo a proclamarlo in +Alessandria imperadore nel dì primo di luglio[440]; e lo stesso fece +nel terzo giorno di esso mese anche la armata della Giudea, a cui +Vespasiano promise un donativo, simile a quel di Claudio e di Nerone. +La Soria, e tutte le altre provincie e i re sudditi di Roma in +Oriente, e la Grecia alzarono anche esse le bandiere del novello +Augusto. Furono scritte lettere a tutte le provincie dell'Occidente, +per esortar ciascuno ad abbandonar Vitellio, usurpatore indegno del +trono imperiale[441]. Si fece intendere ai pretoriani cassati da +Vitellio, che questo era il tempo di farlo pentire; e veramente +costoro arrolatisi in favor di Vespasiano, fecero di poi delle +meraviglie contra di Vitellio. + +Essendo così ben disposte le cose, e procacciate quelle somme di +denaro che si poterono raccogliere per muovere le soldatesche, e in un +gran consiglio tenuto in Berito, fu conchiuso che _Muciano_ marcerebbe +con un competente esercito in Italia; _Tito_, figliuolo di Vespasiano, +già dichiarato _Cesare_, continuerebbe lentamente la guerra contro ai +Giudei: e _Vespasiano_ passerebbe nella doviziosa provincia +dell'Egitto, per raunar danaro, ed affamare o provveder di grani Roma, +secondochè portasse il bisogno. _Muciano_, uomo ambizioso, e che +mirava a divenire in certa maniera compagno di Vespasiano nel +principato, accettò volentieri quella incumbenza. Per timore delle +tempeste non si arrischiò al mare; ma imprese il viaggio per terra, +con disegno di passare lo stretto verso Bisanzio; al qual fine ordinò +che quivi fossero pronti i vascelli del mar Nero. Non era molto +copiosa e possente l'armata di Muciano, ma a guisa de' fiumi regali +andò crescendo per via: tanta era la riputazion di Vespasiano, e +l'abbominazion di Vitellio. Nella Mesia le tre legioni che stavano ivi +a' quartieri, si dichiararono per Vespasiano; e l'esempio d'esse seco +trasse due altre della Pannonia, e poi le milizie della Dalmazia, +senza neppur aspettare l'arrivo di Muciano. _Antonio Primo_ da Tolosa, +soprannominato _Becco di Gallo_, forse dal suo naso (dal che impariamo +l'antichità della parola _Becco_), uomo arditissimo[442], sedizioso ed +egualmente pronto alle lodevoli che alle malvage imprese, quegli fu +che colla sua vivace eloquenza commosse popoli e soldati contra di +Vitellio, nè aspettò gli ordini di Vespasiano o di Muciano, per farsi +generale di quelle legioni. Che più? Chiamati in soccorso i re degli +Svevi ed altri Barbari, e trovato che quelle milizie nulla più +sospiravano che di entrare in Italia, per arricchirsi nello spoglio di +queste belle provincie, di sua testa con poche truppe innanzi agli +altri calò in Italia, e fu con festa ricevuto in Aquileia, Padova, +Vicenza, Este, ed altri luoghi di quelle parti. Mise in rotta un corpo +di cavalleria, ch'era postata al Foro da Alieno, dove oggidì è +Ferrara. Rinforzato poi dalle due legioni della Pannonia (soleva +essere ogni legione composta di seimila soldati), s'impadronì di +Verona, e quivi si fortificò. Colà ancora giunse _Marco Aponio +Saturnino_ con una delle legioni della Mesia, e concorse ad arrolarsi +sotto di Primo gran copia dei pretoriani licenziati da Vitellio. +Ancorchè fosse sì grande il suscitato incendio, non s'era per anche +mosso l'impoltronito Vitellio. Svegliossi egli allora solamente, che +intese penetrato il fuoco fino in Italia. Perchè _Valente_ non era ben +rimesso da una sofferta malattia, diede il comando delle sue armi ad +_Alieno Cecina_, con ordine di marciare speditamente contra di +_Antonio Primo._ Venne Cecina con otto legioni almeno, cioè con tali +forze che avrebbe potuto opprimerlo. Mandò parte delle milizie a +Cremona, e col più della gente armata si portò ad Ostiglia sul Po. +Macchinando poi altre cose, perdè apposta il tempo in iscrivere +lettere di rimproveri e minacce ai soldati di Primo, ed intanto lasciò +che arrivassero a Verona le due altre legioni della Mesia. Finalmente, +dappoichè intese che _Luciano Basso_, governatore della flotta di +Ravenna, con cui teneva intelligenza, verso il di 20 d'ottobre s'era +rivoltato in favor di Vespasiano: allora, come se fosse disperato il +caso per Vitellio, si diede ad esortare i soldati ad abbracciare il +partito di Vespasiano, e molti ne indusse a prestar giuramento a lui, +e a rompere le immagini di Vitellio. Ma gli altri, che non poteano +sofferir tanta perfidia, e quegli stessi che poc'anzi aveano +giurato[443], presi dalla vergogna e pentiti, si scagliarono contra di +lui, senza alcun rispetto al carattere di console, incatenato +l'inviarono a Cremona, e cominciarono a caricar anch'essi il bagaglio, +per passare colà. + +Ad _Antonio Primo_, ch'era in Verona, fu portata dalle spie +l'informazione di quanto era accaduto ad Ostiglia, e subito fu in +armi, per impedir l'unione di quell'esercito con quel di Cremona. +Inoltratosi sino a Bedriaco, luogo fatale per le battaglie, e circa +nove miglia lungi da quel sito, s'incontrò colle soldatesche di +Vitellio, che uscite di Cremona venivano per unirsi con quelle +d'Ostiglia. Ciò fu circa il dì 26 di ottobre. Dopo sanguinoso +conflitto le mise in rotta, obbligando chi scampò dalle sue spade a +rifugiarsi in Cremona. Ad alte voci allora dimandarono i vittoriosi +soldati di andar dirittamente a Cremona, per isperanza d'entrarvi e +per avidità di saccheggiarla. Nè gli avrebbe potuto ritenere Primo, se +non fosse giunto l'avviso che s'appressava l'altra armata partita da +Ostiglia, e in ordinanza di battaglia. Era già sopraggiunta la notte, +e pure i due eserciti vennero alle mani con ardore, con fierezza +inaudita, combattendo, per quanto comportavano le tenebre, senza +distinguere talvolta chi fosse amico o nemico. Levatasi poi la luna, +cominciò Primo a provarne del vantaggio, perchè essa dava nel volto ai +nemici. Durò il combattimento tutto il resto della notte, e fatto poi +giorno, avendo la terza legione, già venuta di Soria, secondo l'uso di +que' paesi, salutato il sole con alti ed allegri _Viva_, questo rumore +fece credere a que' di Vitellio che l'esercito di Muciano fosse +arrivato, e diede loro tal terrore, che riuscì poi facile a Primo lo +sconfiggerli ed obbligarli alla fuga. Giuseppe[444], narrando che dei +soldati di Vitellio in queste azioni perirono trentamila e dugento +persone, quattromila e cinquecento di quei di Vespasiano, +verisimilmente, secondo l'uso delle battaglie, ingrandì di troppo il +racconto, nè noi siam tenuti a prestargli fede. Bensì possiam credere +a Dione allorchè dice, che oscurandosi talvolta la luna per qualche +nuvola, cessava il combattimento; e che i soldati emuli vicini +parlavano l'uno all'altro, chi con villanie, chi con parole +amichevoli, e con detestar le guerre civili, e con invitar +l'avversario a seguitar Vitellio o pur Vespasiano. Ma non c'è già +ragion di credere che l'uno porgesse all'altro da mangiare e da bere, +finchè non si provi che i soldati di allora erano sì bravi od +industriosi da portar seco anche nel furor delle zuffe le loro bisacce +al collo, coll'occorrente cibo e bevanda. Tanto poi Dione quanto +Tacito ci assicurano che incomodando forte una grossa petriera, con +lanciar sassi, l'esercito di Vespasiano, due coraggiosi soldati, dato +di piglio a due scudi degli avversarii, si finsero Vitelliani; ed +arrivati alla macchina ne tagliarono le funi, con render essa inutile, +ma con restar anch'essi tagliati a pezzi senza che rimanesse memoria +alcuna del lor nome. Dopo lo spoglio del campo, _a Cremona, a +Cremona_, gridarono i vincitori soldati. Bisognò andarvi. Si credevano +di saltarvi dentro, ma trovarono un impensato ostacolo, cioè un alto e +mirabil trinceramento, fatto fuor della città nella precedente guerra +di Ottone, alla cui difesa era accorsa quasi tutta la milizia +esistente in Cremona. Fecero delle maraviglie i soldati di Vespasiano +per superar quel sito: tanta era la lor gola di arrivar al sacco di +quella ricca città, che Antonio Primo avea loro benignamente +accordato: il che fatto, assalirono la città. Con tutto che questa +fosse cinta di forti mura e torri e piena di popolo, invilirono sì +fattamente i soldati vitelliani, che non tardarono a trattare di +rendersi. Scatenarono per questo _Alieno Cecina_, acciocchè +s'interponesse nel perdono, ed esposero bandiera bianca. Uscì Cecina +vestito da console co' suoi littori, cioè colle sue guardie, e passò +al campo dei vincitori, ma accolto da tutti con ischerni e rimproveri, +perchè la perfidia suol essere pagata coll'odio d'ognuno. D'uopo fu +che _Antonio Primo_ il facesse scortare, tanto che fosse in luogo +sicuro, da potersi portare a trovar Vespasiano.; Fu perdonato ai +soldati di Vitellio, ma non già all'infelicissima città allora celebre +per bellissime fabbriche, per gran popolo, per molte ricchezze[445]. +Quarantamila soldati, e un numero maggior di famigli e bagaglioni, +come cani v'entrarono. Stragi e stupri senza numero; non si perdonò +neppure ai templi: tutto andò a sacco; e in fine si attaccò il fuoco +alle case. Gli stessi soldati di Vitellio, che prima difendeano quella +città, gareggiarono in tanta barbarie con gli altri; anzi fecero di +peggio, perchè più pratici de' luoghi. Che vi perissero cinquantamila +di quegli innocenti e miseri cittadini, lo scrive Dione. A me par +troppo. Gli abitanti rimasti in vita furono tenuti per ischiavi, e poi +riscattati. Per cura di Vespasiano venne poi riedificata e popolata di +nuovo quella città. + +Vitellio intanto se ne stava in Roma agitato, e con isfoggiata tavola, +niuna apprensione mostrando di tanti romori. Ma quando cominciarono +sul fine di ottobre ad arrivare l'un dietro l'altro i funesti avvisi +di quanto era succeduto, allora gli corse il freddo per l'ossa. E +poscia udendo che Antonio Primo s'era messo in cammino per venire a +Roma, buffava, non sapea più dove si fosse, ora pensando a far ogni +sforzo per resistere, ora a dimettere l'imperio, ed a ritirarsi a vita +privata, ora facendo il bravo con la spada al fianco, ed ora il +coniglio, con far ridere il senato, e con trovare ormai poca +ubbidienza ne' pretoriani. Tuttavia spedì _Giulio Prisco_ ed _Alfeno +Varo_ con quattordici coorti pretoriane, e tutti i reggimenti, di +cavalleria, a prendere i passi dell'Apennino[446], e vi aggiunse la +legione dell'armata navale: esercito sufficiente a sostener con vigore +la guerra, se avesse avuto capitani migliori. Si postò a Bevagna +quest'armata, e colà ancora si portò poi lo stesso Vitellio, benchè +solennissimo poltrone, per le istanze dei soldati. Attediossi ben +presto di quel soggiorno, e venutagli poi nuova che _Claudio Faentino_ +e _Claudio Apollinare_ aveano indotta alla ribellione l'armata navale +del Miseno, e le città circonvicine, se ne tornò a Roma, ed inviò +_Lucio Vitellio_ suo fratello ad occupar Terracina per opporsi da +quella banda ai ribelli. Ma _Antonio Primo_ colle milizie fedeli a +Vespasiano, alle quali egli permetteva il far quante insolenze ed +iniquità volevano nel viaggio, passò l'Apennino. Pervenuto che fu a +Narni, se gli arrenderono la legione e le coorti inviate contra di lui +da Vitellio. E pur Vitellio in sì duro frangente seguitava a starsene +con tal torpedine in Roma, che la gente sapea bensì esser egli il +principe, ma parea di non saperlo egli stesso. Ogni dì nuove, l'una +più dell'altra cattive. A _Fabio Valente_ suo generale, ch'era stato +preso nell'andar nelle Gallie, e rimandato ad Urbino, tagliata fu la +testa, per far conoscere ai Vitelliani falsa una voce, ch'egli avesse +messa in armi la Germania e Gallia contra di Vespasiano. Vero +all'incontro era che anche le Spagne, le Gallie e la Bretagna +riconobbero Vespasiano per imperadore. Poc'altro che Roma ormai non +restava a Vitellio; e però _Flavio Sabino_, fratello di Vespasiano, +che fin qui era stato prefetto della città, con fedeltà e buona +intelligenza di Vitellio, desiderando di salvar Roma da più gravi +disordini, avea proposto dei temperamenti a Vitellio stesso, per +salvargli la vita. Altrettanto aveano fatto con lettere _Muciano_ e +_Primo_; e già s'era in concerto che Vitellio, deponendo l'impero, ne +riceverebbe in contraccambio un milione di sesterzii e terre nella +Campania. In fatti egli nel dì 18 di dicembre, uscito di palazzo in +abito nero co' suoi domestici, e col figliuolo tuttavia fanciullo, +piangendo dichiarò al popolo che per bene dello Stato egli deponeva il +comando; ma nel voler consegnare la spada al console _Cecilio +Semplice_, nè questi nè gli altri la vollero accettare. A tale +spettacolo commosso il popolo protestò di non volerlo sofferire; ma +scioccamente, perchè tutto si rivolse poscia in danno della città e +rovina maggior di Vitellio. Trovavasi in questo mentre un'assemblea +de' primi senatori, cavalieri ed uffiziali militari presso _Flavio +Sabino_,[447] trattando del buono stato di Roma, colla persuasione che +veramente fosse seguita, o che seguirebbe la rinunzia di Vitellio. +Alla nuova dell'abortito trattato, fu creduto bene che _Sabino_ +andasse al palazzo per esortare o forzar Vitellio a cedere. Andò egli +accompagnato da una buona truppa di soldati; ma per via essendosi +incontrato colla guardia de' Tedeschi, si venne ad un picciolo +combattimento. Salvossi Sabino nella rocca del Campidoglio con alcuni +senatori e cavalieri, e co' due suoi figliuoli _Sabino_ e _Clemente_, +e con _Domiziano_ figlio minore di Vespasiano. Quivi assediato fece +una meschina difesa; v'entrarono i Germani, ed appiccato il fuoco al +Campidoglio (non si sa da chi), si vide ridotto in cenere +quell'insigne luogo, con perir tante belle memorie che ivi erano: +accidente sommamente compianto dal popolo romano. Fuggirono di là +_Domiziano_, i figli di _Sabino;_ non già l'infelice _Sabino_, che, +preso dai Germani insieme con _Quinzio Attico_ console, fu condotto +carico di catene davanti a Vitellio. Si salvò _Attico;_ ma _Sabino_, +uomo di gran credito e di raro merito, e fratello maggiore di +_Vespasiano_, sotto le furiose spade di que' soldati perdè la vita: +del che più che d'altro s'afflisse dipoi _Vespasiano_, ma non già +_Muciano_ che il riguardava come ostacolo all'ascendente della sua +fortuna. + +Antonio _Primo_, informato di queste lagrimevoli scene, mosse allora +il suo campo alla volta di Roma, dove si trovò all'incontro la milizia +di Vitellio, e lo stesso popolo in armi. Giacchè egli e _Petilio +Cereale_ non vollero dar orecchio alle proposizioni di qualche +accordo, varii combattimenti seguirono, favorevoli ora all'una ed ora +all'altra parte; ma finalmente rimasero superiori quei di Vespasiano. +Furono presi varii luoghi di Roma, e il quartiere de' pretoriani, +commessi molti saccheggi colle consuete appendici, e strage di tanta +gente, che Giuseppe[448] e Dione la fanno ascendere a cinquantamila +persone[449]. Veggendosi allora a mal partito Vitellio, dal palazzo +fuggì nell'Aventino, con pensiero di andarsene nel dì seguente a +trovar _Lucio_ suo fratello a Terracina. Ma sul falso avviso che non +erano disperate le cose, tornò al palazzo, e trovato poi che ognun se +n'era fuggito, preso un vile abito, con una cintura piena d'oro, andò +a nascondersi nella cameretta del portinaio, oppur nella stalla de' +cani, da più di uno de' quali fu anche morsicato. A nulla gli servì +questo nascondiglio. Scoperto da un tribuno, per nome _Giulio Placido +_, ne fu estratto, e con una corda al collo, colle mani legate al di +dietro, fu menato per le strade, dileggiato, e con picciole punture +trafitto in varie forme dai soldati, ed ingiuriato dal popolo, +senzachè alcuno compassion ne mostrasse; anzi correndo ognuno a +rovesciar le sue statue sotto gli occhi di lui. Credette di fargli +servigio un soldato tedesco, per levarlo da tanti obbrobrii, e gli +lasciò sulla testa un buon colpo: il che fatto, si ammazzò da sè +stesso, ovvero, come si ha da Tacito, fu ucciso dagli altri. Terminò +la sua vita _Vitellio_, coll'essere gittato giù per le scale gemonie; +il cadavero suo fu coll'uncino strascinato al Tevere, e la sua testa +portata per tutta la città. Era in età di cinquantasette anni; e +questo frutto riportò egli dalla sconsigliata sua ambizione, alzato da +chi nol conosceva a sì sublime grado, ed abborrito da chi sapea di sua +vita, riguardandolo per troppo indegno dell'imperio, e certamente +incapace di sostenerlo con tanto perversi costumi e sì grande +poltroneria. Restò bensì libera Roma dall'usurpatore Vitellio, ma non +già dalle atroci pensioni della guerra civile. Per lungo tempo +durarono i saccheggi e gli omicidii. Maltrattato era chiunque fu amico +di Vitellio, e sotto questo pretesto si estendeva ad altri la feroce +avidità dei vittoriosi e licenziosi soldati: in una parola, tutto era +lutto, confusione e lamenti in Roma ed altrove. Ancorchè _Domiziano_, +figlio di Vespasiano, fosse ornato immediatamente col nome di +_Cesare_, pure niun rimedio apportava, intento solo a sfogar le +passioni proprie della scapestrata gioventù. _Lucio Vitellio_, +fratello dell'estinto Augusto, venne ad arrendersi colle sue +soldatesche, sperando pure miglior trattamento; ma restò anch'egli +barbaramente ucciso. Fece lo stesso fine _Germanico_, piccolo +figliuolo del medesimo imperadore. Subito che si potè raunare il +senato, furono decretati a _Flavio Vespasiano_ tutti gli onori soliti +a godersi dagl'imperadori romani. E bisogno ben grande v'era di un sì +fatto imperadore, sì per rimettere in calma la sconcertata Roma ed +Italia, come ancora per dar sesto alla Germania e Gallia dove _Claudio +Civile_ avea mosso dei gravi torbidi che accenneremo fra poco. Guerra +eziandio era nella Giudea, guerra nella Mesia e nel Ponto. +Sovrastavano perciò danni e pericoli non pochi alla romana repubblica, +se non arrivava a reggerla un Augusto, che per senno e per valore +gareggiasse coi migliori. + +NOTE: + +[419] Tacitus, Historiar., lib. 1, cap. 7. Dio, lib. 64. + +[420] Sueton., in Vitellio, cap. 7. + +[421] Plutarc., in Galba. Tacit., Historiar., lib. 1, cap. 55. + +[422] Tacit., Historiar., lib. 1, cap. 13. + +[423] Sveton., in Othone, cap. 5. + +[424] Tacitus, Historiar., lib. 1, c. 27. Plutarchus, in Galba. + +[425] Tacitus, lib. 1, cap. 77. + +[426] Plutarc., in Othone. + +[427] Tacitus, Hist., lib. 1, cap. 1. + +[428] Idem, ibid., cap. 61 et seq. + +[429] Plutarchus, in Othone. + +[430] Suetonius, in Othone, cap. 8. Dio, lib. 64. Tacitus, Histor., +lib. 1, cap. 74. + +[431] Tacitus, Histor., lib. 2, cap. 21. + +[432] Plutarc., in Othone. + +[433] Dio, lib. 64. + +[434] Plutarc., in Othone. + +[435] Sueton., in Othone, cap. 10. + +[436] Tacitus, Histor., lib. 2, c. 48. + +[437] Plutarcus, in Othone. + +[438] Sueton., in Vitellio, cap. 24. Dio, lib. 64 + +[439] Tacitus, Histor., lib. 2, c. 97. Suetonius, in Vespasiano, c. 4. + +[440] Joseph., de Bello Judaic., lib. 4. + +[441] Tacitus, Historiar., lib. 2, cap. 82. + +[442] Sueton., in Vitellio, cap. 18. + +[443] Dio, lib. 65. Tacitus, Histor., lib. 3, cap. 13. + +[444] Joseph., de Bello Judaico, lib. 5, cap. 13. + +[445] Tacitus, Historiar., lib. 3, c. 33. Dio, lib. 65. + +[446] Tacitus, Historiar., lib. 3, cap. 55. + +[447] Dio, lib. 65. Tacitus, Histor., lib. 3, cap. 69. + +[448] Joseph., de Bel. Jud., lib. 4, cap. 42. Dio, lib. 65. + +[449] Sueton., in Vitellio, cap. 16. + + + + + Anno di CRISTO LXX. Indizione XIII. + + CLEMENTE papa 4. + VESPASIANO imperadore 2. + +_Consoli_ + +FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO imperad. per la seconda volta, e TITO FLAVIO +CESARE suo figliuolo. + + +Ancorchè fossero lontani da Roma _Vespasiano_ Augusto e _Tito_ suo +figlio, dichiarato anch'esso _Cesare_ dal senato, pure, per onorare i +principii di questo nuovo imperadore, furono amendue promossi al +consolato, in cui procederono per tutto giugno. In essa dignità ebbero +per successori nelle calende di luglio _Marco Licinio Muciano_ e +_Publio Valerio Asiatico:_ e poscia a questi nelle calende di novembre +succederono _Lucio Annio Basso_ e _Caio Cecina Peto._ Dacchè[450] +nell'anno precedente giunse a Roma _Muciano_, prese egli il governo, +facendo quel che gli parea sotto nome di Vespasiano. V'interveniva +anche _Domiziano Cesare_, figliolo dell'imperadore, per dar colore +agli affari; ma quantunque egli prendesse molte risoluzioni per le +istigazioni degli amici, pure l'autorità era principalmente presso +Muciano, uomo di smoderata ambizione, che s'andava vantando d'aver +donato l'imperio a Vespasiano, e di essere come fratello di lui, e +facendo perciò alto e basso, come s'egli stesso fosse l'imperadore. +Certo la sua prima cura fu quella di metter fine all'insolenza dei +soldati, e di ridurre la quiete primiera nella città. Ma un'altra +maggiormente n'ebbe per adunar danaro il più che si potea, per +rinforzare il pubblico fallito erario, dicendo sempre _che la pecunia +era il nerbo del Principato_; nè rincresceva di tirar sopra di sè +l'odiosità delle esazioni, e di risparmiarla a Vespasiano, perchè ne +profittava non poco anch'egli per sè stesso. Recavano a lui gelosia +_Antonio Primo_, divenuto in gran credito, per aver egli abbassato +Vitellio; ed _Arrio Varo_, perchè alzato alla potente carica di +prefetto del pretorio. Quanto a _Primo_, il caricò di lodi nel senato, +gli mostrò gran confidenza, gli fece sperare il governo della Spagna +Taraconense, promosse agli onori varii di lui amici; ma nello stesso +tempo mandò lungi da Roma le legioni che aveano dell'amore per lui, e +fece restar lui in secco. Andò Primo a trovar Vespasiano, che il +ricevè con molte carezze; ma Muciano, con rappresentarlo uomo +pericoloso a ragion della sua arditezza, e con rilevar gli +abbominevoli disordini da lui permessi in Cremona, Roma ed altrove, +per guadagnarsi l'affetto de' soldati, gli tagliò in fine le +gambe[451]. Per conto di _Varo_, gli tolse la prefettura del pretorio, +dandogli quella dell'annona, e sostituì nella prima carica _Clemente +Aretino_, parente di Vespasiano. + +Allorchè si compiè la tragedia di Vitellio, si trovava _Vespasiano_ in +Egitto, _Tito_ suo figliuolo nella Giudea. Non sì tosto ebbe +Vespasiano avviso di quanto era avvenuto, che spedì da Alessandria a +Roma una copiosa flotta di navi cariche di grano, perchè le soprastava +una terribil carestia, e l'Egitto da gran tempo era il granaio de' +Romani, affinchè quel gran popolo abbondasse di vettovaglia. Se +vogliam credere a Filostrato[452], Vespasiano fece di gran bene +all'Egitto, con dare un saggio regolamento a quel paese, esausto in +addietro per le soverchie imposte, Dione[453] all'incontro attesta che +gli Alessandrini, i quali si aspettavano delle notabili ricompense, +per essere stati i primi ad acclamarlo imperadore, si trovarono +delusi, perchè egli volle da loro buone somme di danaro, esigendo gli +aggravii vecchi non pagati, senza esentarne nè meno i poveri, ed +imponendone di nuovi. Questo era il solo difetto o vizio (se pure, +come diremo, tal nome gli competeva) che s'avesse Vespasiano. Perciò +il popolo di Alessandria, popolo per altro avvezzo a dir quasi sempre +male de' suoi padroni, se ne vendicò con delle satire, e con caricarlo +d'ingiurie e di nomi molto oltraggiosi. Perciò vi mancò poco che +Vespasiano, quantunque principe savio ed amorevole, non li gastigasse +a dovere; e l'avrebbe fatto, se Tito suo figliuolo non si fosse +interposto, per ottener loro la grazia, con rappresentare al padre, +«che i saggi principi fanno quel che debbono, o credono ben fatto, e +poi lasciano dire.» Nella state venne Vespasiano Augusto alla volta di +Roma. Arrivato a Brindisi, vi trovò Muciano, ch'era ito ad incontrarlo +colla primaria nobiltà di Roma. Trovò a Benevento il figliuolo +_Domiziano_, che già aveva cominciato a dar pruove del perverso suo +naturale, con varie azioni ridicole, o con prepotenze. Perchè egli +nella lontananza del padre si era arrogata più autorità che non +conveniva, e trascorreva anche in ogni sorta di vizii: Vespasiano in +collera parea disposto a de' gravi risentimenti contra di questo +scapestrato figliuolo[454]. Il buon Tito suo fratello fu quegli che +perorò per lui, e disarmò l'ira del padre. Non lasciò per questo +Vespasiano di mortificar la superbia di esso Domiziano. Accolse poi +gli altri tutti con gravità condita di cordiale amorevolezza, +trattando non da imperadore, ma come persona privata con cadauno. +Aveva egli molto prima inviato ordine a Roma, che si rifabbricasse il +bruciato Campidoglio, dando tal incombenza a _Lucio Vestino_, +cavaliere di molto credito. Nel dì 21 di giugno s'era dato principio a +sì importante lavoro con tutto il superstizioso rituale e le cerimonie +di Roma pagana, con essersi gittate ne' fondamenti assai monete nuove +e non usate, perchè così aveano decretato gli aruspici. Giunto da lì a +non molto Vespasiano a Roma, per meglio autenticar la sua premura per +quella fabbrica, e per alzar quivi un sontuoso tempio[455], fu dei +primi a portar sulle sue spalle alquanti di que' rottami; e volle che +gli altri nobili facessero altrettanto, affinchè dal suo e loro +esempio si animasse maggiormente il popolo all'impresa. E perciocchè +nell'incendio d'esso Campidoglio erano perite circa tremila tavole di +rame, o sia di bronzo, cioè le più preziose antichità di Roma, perchè +in simili tavole erano intagliate le leggi, i decreti, le leghe, le +paci e gli altri atti più insigni del senato e del popolo romano fin +dalla fondazione di Roma, comandò che se ne ricercassero +diligentemente quelle copie che si potessero ritrovare, e di nuovo +s'incidessero in altre tavole. Parimente ordinò Vespasiano che fosse +restituita la buona fama a tutti i condannati al tempo di Nerone[456], +e sotto i tre susseguenti Augusti, e la libertà a tutti gli esiliati +che si trovassero vivi; e che si cassassero tutte le accuse de' tempi +addietro. Cacciò eziandio di Roma tutti gli strologhi, gente +perniciosa alle repubbliche, quantunque egli non disprezzasse +quest'arte vana, e tenesse in sua corte uno di tali pescatori +dell'avvenire, stimandolo il più perito degli altri. E si sa ch'egli, +a requisizione di un certo Barbillo strologo, concedette al popol di +Efeso di poter fare il combattimento appellato sacro: grazia da lui +non accordata ad altre città. + +Due guerre di somma importanza ebbero in questi tempi i Romani, l'una +in Giudea, l'altra nella Gallia e Germania. Diffusamente è narrata la +prima da Giuseppe Ebreo; l'una e l'altra da Cornelio Tacito. Io me ne +sbrigherò in poche parole. Famosissima è la guerra. Avea quel popolo, +ingrato e cieco, ricompensato il Messia, cioè il divino Salvator +nostro, di tanti suoi benefizii, con dargli una morte ignominiosa; +avea perseguitata a tutto potere fin qui la nata santissima religione +di Cristo. Venne il tempo, in cui la giustizia di Dio volle lasciar +piombare sopra quella sconoscente nazione il gastigo, già a lei +predetto dallo stesso Signor nostro[457]. S'erano ribellati i Giudei +all'imperio romano, e per una vittoria da loro riportata contro +_Cestio_, parea che si ridessero delle forze romane[458]. Vespasiano, +irritato forte contra di loro, spedì _Tito_ suo figliuolo nella +primavera dell'anno presente per domarli. Gerusalemme era in quei +tempi una delle più belle; forti e ricche città dell'universo, perchè +i Giudei, sparsi in gran copia per l'Asia e per l'Europa, faceano gara +di divozione per mandar colà doni al tempio e limosine di danari. Per +dar anche a conoscere Iddio più visibilmente che dalla sua mano veniva +il gastigo, Tito andò ad assediarla in tempo che un'infinità di Giudei +era, secondo il costume, concorsa colà per celebrarvi la Pasqua: nel +qual tempo appunto aveano crocifisso l'umanato figliuol di Dio. Che +sterminato numero di essi per giusto giudizio di Dio si trovasse +ristretto in quella città, come in prigione, si può raccogliere dal +medesimo loro storico Giuseppe, il quale asserisce che, durante +quell'assedio, vi perì un milione e centomila Giudei, per fame e per +la peste. Sanguinosi combattimenti seguirono; ostinato quel popolo mai +non volle ascoltar proposizioni di pace e di arrendersi. Avvegnachè +riuscisse al copiosissimo esercito romano di superar le due prime +cinte di muro di quella città, la terza nondimeno, più forte +dell'altre, fu sì bravamente difesa dagli assediati, che Tito perdè la +speranza di espugnar la città colla forza, e si rivolse al partito di +vincerla con la fame. Un prodigioso muro con fosse e bastioni di +circonvallazione fatto intorno a Gerusalemme tolse ad ognuno la via a +fuggirsene. Però una orribil fame, e la peste sua compagna, entrate in +Gerusalemme, vi faceano un orrido macello di quegli abitanti; i quali +anche discordi fra loro e sediziosi, piuttosto amavano di vedere e +sofferire ogni più orribile scempio, che di suggettarsi di nuovo al +popolo romano. Non si può leggere senza orrore la descrizione che fa +Giuseppe di quella deplorabil miseria, a cui difficilmente si troverà +una simile nelle storie. Immense furono le ruberie e le crudeltà di +quei che più poteano in quella città; le centinaia di migliaia di +cadaveri accrescevano il fetore e le miserie di coloro che restavano +in vita; faceano i falsi profeti e i tiranni interni più male al +popolo che gli stessi Romani. Ma nel dì 22 di luglio il tempio di +Gerusalemme, fu preso, e con tutta la cura di Tito Cesare, perchè si +conservasse quell'insigne e ricchissimo edificio, Dio permise che gli +stessi Giudei vi attaccassero il fuoco, e si riducesse in un monte di +sassi e di cenere. S'impadronì poi Tito della città alta e bassa nel +mese di settembre colla strage e schiavitù di quanti si ritrovarono +vivi. Non solo il tempio, ma anche la città, parte dalle mani de' +vincitori, parte dal fuoco furono disfatti ed atterrati; e quella gran +città rimase per molto tempo un orrido testimonio dell'ira di Dio, +siccome la dispersion di quel popolo senza tempio, senza sacerdoti, +che noi tuttavia miriamo, fa fede, quello non essere più il popolo di +Dio, siccome aveano predetto i profeti. + +L'altra guerra, che i Romani sostennero in questi tempi, ebbe +principio nella Batavia, oggidì Olanda, sotto Vitellio[459]. _Claudio +Civile_, persona di sangue reale, di gran coraggio, avendo prese +l'armi, stuzzicò quei popoli, e i circonvicini ancora, a rivoltarsi +contra de' Romani e di Vitellio, con apparenza nondimeno di sostenere +il partito di Vespasiano. Diede sul Reno una rotta ad _Aquilio_ +generale de' Romani, e al suo fiacco esercito. Questa vittoria fece +voltar casacca a molte delle soldatesche, le quali ausiliarie +militavano per l'imperio, e commosse a ribellione altri popoli della +Germania e della Gallia; e però cresciute le forze a Claudio Civile, +non riuscì a lui difficile il riportare altri vantaggi. Ma dopo la +morte di Vitellio, i ministri di Vespasiano inviarono gran copia di +gente per ismorzar quell'incendio. _Annio Fallo_ e _Petilio Cereale_ +furono scelti per capitani di tale impresa. Andò innanzi il terrore di +quest'armata, e cagion fu che la parte rivoltata della Gallia tornasse +all'ubbidienza. Furono ripigliate alcune città colla forza, date più +sconfitte a Civile e a' suoi seguaci, tanto che tutti a poco a poco si +ridussero a piegare il collo, e a ricorrere alla clemenza romana. +_Domiziano Cesare_ in questa occasione, bramoso di non essere da meno +di Tito suo fratello, volle andare alla guerra; e _Muciano_, per paura +che questo sfrenato ed impetuoso giovane non commettesse qualche +bestialità in danno dell'armi romane, giudicò meglio, di +accompagnarlo. Seppe poi con destrezza fermarlo a Lione sotto varii +pretesti, tanto che si mise fine a quella guerra, senzachè egli vi +avesse mano; e poscia; il ricondusse in Italia, acciocchè andasse ad +incontrar il padre Augusto, il quale; siccome già dicemmo, venne a +Roma nell'anno, presente, e fu ricevuto con gran magnificenza +dappertutto. + +NOTE: + +[450] Tacit., Histor., lib. 4. Dio, lib. 66. + +[451] Tacitus, Histor., lib. 4, cap. 69. + +[452] Philostratus, in Apollon. Tyan. + +[453] Dio, lib. 66. + +[454] Tacitus, Histor., lib. 4, cap. 52. + +[455] Sueton., in Vespasiano, c. 8. + +[456] Dio, in Excerptis Valesianis. + +[457] Joseph., lib. 5 de bello Judaico. + +[458] Tacitus, Histor., lib. 5. + +[459] Tacitus, Histor., lib. 4. + + + + + Anno di CRISTO LXXI. Indizione XIV. + + CLEMENTE papa 5. + FLAVIO VESPASIANO imperadore 3. + +_Consoli_ + +FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la terza volta, e MARCO COCCEIO NERVA. + + +Nerva, collega dell'imperadore nel consolato, divenne anch'egli col +tempo imperadore. Non tennero essi consoli se non per tutto febbraio +quella dignità, e ad essi succederono, nelle calende di marzo, _Flavio +Domiziano Cesare_, figliuolo di Vespasiano, e _Gneo Pedio Casto_. +Merito grande s'era acquistato _Tito Cesare_ presso il padre per la +guerra gloriosamente terminata nella Giudea. Maggior anche era il +merito de' suoi dolci costumi[460]. Cotanto si faceva egli amar dai +soldati, che, dopo la presa di Gerusalemme, l'armata romana, gli diede +il titolo militare d'imperadore; e volendo egli venire a Roma, +cominciarono tutti con preghiere, e poi con minacce, a gridare o che +restasse egli, o che tutti li conducesse seco. Per questo e per +qualche altro barlume insorse sospetto presso della gente maliziosa +ch'egli nudrisse dei disegni di rivoltarsi contra del padre: il che +giammai a lui non cadde in pensiero. Ne fu anche informato Vespasiano; +ma siccome egli avea troppe prove dell'onoratezza del figliuolo, così +non ne fece caso; anzi udito che già egli era in viaggio, il fece +dichiarar suo collega nell'imperio, e compagno anche nella podestà +tribunizia, ma senza conferirgli i titoli di _Augusto_ e _Padre della +Patria._ Questi onori equivalevano allora alla dignità dei re de' +Romani de' nostri giorni, ed erano un sicuro grado per succedere al +padre Augusto nella piena dignità ed autorità imperiale[461]. Passando +per la Città di Argos, volle Tito abboccarsi con _Apollonio Tianeo_, +filosofo di gran grido in questi tempi, e di cui molte favole hanno +spacciato i Gentili. Il pregò di dargli alcune regole per saper ben +governare. Altro non gli diss'egli, se non d'imitar Vespasiano suo +padre, e di ascoltar con pazienza Demetrio filosofo cinico, che facea +professione di dir liberamente, e senz'adulazione o rispetto di +alcuno, la verità; e che non s'inquietasse, se l'avesse ripreso di +qualche fallo. Tito promise di farlo. Sarebbe da desiderare un +filosofo sì fatto, e con tale autorità in ogni corte; e fors'anche in +ogni paese si troverebbe volendolo. Ma è da temere che non si +trovassero poi tanti Titi. Ebbe Tito sentore per istrada delle +relazioni maligne portate di lui al padre (e forse n'era stato sotto +mano autore l'invidioso Domiziano) con fargli anche sospettare che +Tito non verrebbe, perchè macchinava cose più grandi. Allora egli +s'affrettò, e in una nave da carico, quando men s'aspettava, arrivò in +corte; e quasi rimproverando il padre ch'era uscito in fretta ad +incontrarlo, un po' agramente gli disse: _Son venuto, Signor e Padre, +son venuto._ + +Fu decretato il trionfo dal senato tanto a Vespasiano, quanto al +figliuolo, e separatamente per la vittoria giudaica. Ma Vespasiano che +amava il risparmio in tutte le occorrenze, nè potea sofferir tanta +spesa, si contentò d'un solo che servisse ad amendue. Non s'era mai +veduto in addietro un padre trionfar con un figlio: si vide questa +volta. Memoria di questo trionfo tuttavia abbiamo nell'arco di Tito in +Roma, dato anche alle stampe dal Bellorio, e vi si mira portato +l'aureo candelabro del tempio di Gerusalemme. L'essersi felicemente +terminate le guerre della Giudea e Germania, diede campo a Vespasiano +di fabbricar il tempio della Pace, e di chiudere quello di Giano; +giacchè per tutto l'imperio romano si godeva un'invidiabil calma. +Questa specialmente tornò a fiorire in Roma insieme colla giustizia, +per tanti anni in addietro bandita da essa, e vi risorse la quiete +degli animi e l'allegria: tutti effetti del saggio e dolce governo di +Vespasiano. Buon concetto si avea nei tempi andati di questo +personaggio; ma, divenuto imperadore; superò di lunga mano +l'aspettazion di ognuno[462]. Imperocchè tosto si accinse egli con +vigore a ristabilire Roma e l'imperio, che tanto aveano patito sotto i +precedenti, o principi o tiranni; nè si diede mai posa, finchè visse, +per levare i disordini, e per abbellire quella gran città. Chiara cosa +essendo che i passati affanni principalmente erano proceduti +dall'avidità, insolenza e poca disciplina de' soldati, e soprattutto +de' pretoriani, vi rimediò col cassare la maggior parte di quei di +Vitellio, ed esigere rigorosamente la buona disciplina dai suoi +propri. Per assicurarsi meglio del pretorio, cioè delle guardie del +palazzo, con istupore di ognuno, creò lo stesso _Tito_, suo figliuolo +e collega, prefetto del pretorio: carica sempre innanzi esercitata dai +cavalieri, e che perciò divenne col tempo la più insigne ed apprezzata +dopo la dignità imperiale[463]. La vita di Vespasiano era senza fasto. +Il venerava ognuno come signore, ed egli amava all'incontro di +comparir verso tutti piuttosto concittadino, e come persona tuttavia +privata. Di rado abitava nel palazzo, più spesso negli orti +sallustiani, luogo delizioso. Dava quivi benignamente udienza non solo +ai senatori, ma agli altri ancora di qualsivoglia grado. +Vigilantissimo, soleva avanti giorno, stando in letto, leggere le +lettere e le memorie a lui presentate, ammettere i suoi familiari ed +amici, quando si vestiva, e favellar con loro delle cose occorrenti. +Uno di questi era _Plinio il Vecchio_[464]. Anche andando per istrada +non rifiutava di parlare con chi avea bisogno di lui. Fra il giorno +stavano aperte a tutti e senza guardia le porte della sua abitazione. +Sempre interveniva al senato, mostrando il convenevol rispetto a +quell'ordine insigne, nè v'era affare d'importanza che non comunicasse +con loro. Sovente ancora, andava in piazza a rendere giustizia al +popolo. E qualora per la sua avanzata età non potea portarsi al +senato, gli partecipava i suoi sentimenti in iscritto, e incaricava i +suoi figliuoli di leggerli. Nè solamente in ciò dava egli a conoscere +la stima che facea del senato, ma eziandio col voler sempre alla sua +tavola molti dei senatori, e coll'andar egli stesso non rade volte a +pranzare in casa degli amici e dei familiari suoi. Sapeva dir delle +burle, e pungere con grazia; nè s'avea a male, se altri facea lo +stesso verso di lui. Dilettavasi massimamente di praticar colle +persone savie, per le quali non vi era portiera, e fu udito dire[465]: +_Oh potess'io comandare a dei saggi, e che anche i saggi potessero +comandare a me!_ Non mancavano neppure in que' tempi pasquinate e +satire contro di lui; ma egli, benchè, ne fosse avvertito, non se ne +alterava punto, seguitando, ciò non ostante, a far ciò che riputava +utile alla repubblica. Allorchè Vespasiano era in Grecia col pazzo +Nerone[466], vedendolo un dì nel teatro prorompere in parole, e gesti +indecenti alla sua dignità, non seppe ritenersi dal fare un cenno di +stupore e disapprovazione. Febo, liberto di Nerone, osservato ciò, se +gli accostò, e dissegli che un par suo non istava bene in quel luogo. +_Dove, volete ch'io vada?_, disse allora Vespasiano. E il superbo ed +insolente liberto replicò, _che andasse alle forche._ Costui ebbe +tanto ardire di presentarsi, davanti a lui, già divenuto imperadore, +per addurre delle scuse. Altro male non gli fece Vespasiano, se non di +dirgli, _che se gli levasse davanti, e andasse alle forche_. Con rara +pazienza sofferiva egli che gli si dicesse la verità, e godeva quel +bel privilegio, tanto esaltato da Cicerone in Giulio Cesare, di +dimenticar le ingiurie. Maritò molto decorosamente tre figliuole di +Vitellio; e benchè si trovasse più d'uno che macchinò congiure contra +di un principe sì buono, contuttociò niuno mai gastigò se non +coll'esilio, solendo anche dire, _che compativa la pazzia di coloro, i +quali aspiravano all'imperio, perchè non sapevano che aggravio e spine +l'accompagnassero_. Però sua usanza fu di guadagnar coi benefizii, e +non di rimeritar coi gastighi, chi era stato ministro della crudeltà +de' tiranni, perchè volea credere che avessero così operato più per +paura che per malizia. E questo per ora basti de' costumi di +Vespasiano. Ne riparleremo andando innanzi, come potremo, giacchè si +son perdute le storie di Tacito, e con ciò a noi manca il filo +cronologico delle azioni di questo principe. + +NOTE: + +[460] Sveton., in Tito, cap. 5. + +[461] Philostratus, in Apollon. Tyaneo. + +[462] Sueton., in Vespasiano, cap. 8. + +[463] Dio, lib. 66. + +[464] Plinius Junior, lib. 4, epist. 5. + +[465] Philostratus, in Vita Apollonii Tyan. + +[466] Dio, lib. 66. Suetonius, in Vespasiano, cap. 14. + + + + + Anno di CRISTO LXXII. Indizione XV. + + CLEMENTE papa 6. + VESPASIANO imperadore 4. + +_Consoli_ + +VESPASIANO AUGUSTO per la quarta volta, e TITO FLAVIO CESARE per la +seconda. + + +Dappoichè _Muciano_ venuto a Roma cominciò a godere de' primi onori, +il governo della Siria fu dato da Vespasiano a _Cesennio Peto._ +Scriss'egli a Roma, che _Antioco re della Comagene_, il più ricco dei +re sudditi di Roma, con _Epifane_ suo figliuolo teneva dei trattati +secreti con _Vologeso_ re dei Parti, disegnando di rivoltarsi. Dubita +Giuseppe Ebreo[467], se Antioco fosse di ciò innocente, o reo, ed +inclina piuttosto al primo. Peto gli volea poco bene; e potè ordir +questa trama. Vespasiano, a cui troppo era difficile il chiarire la +verità, nè volea trascurar l'affare, essendo di somma importanza +quella provincia per le frontiere della Soria e dell'imperio romano: +mandò ordine a Peto di far ciò ch'egli credesse più convenevole, e +giusto in tal congiuntura. Pertanto unitosi quel governatore con +_Aristobolo re di Calcide_, e con _Soemo re di Emessa_, entrò +coll'esercito nella Comagene. A questa inaspettata mossa Antioco si +ritirò con tutta la sua famiglia, e senza voler far fronte all'armi +romane, lasciò che Peto entrasse in Samosata capitale dei suoi Stati. +Epifane e Callinico suoi figliuoli, prese le armi, fecero qualche +resistenza; ma tardarono poco i lor soldati a rendersi ai Romani. Si +rifuggirono essi alla corte di Vologeso, re dei Parti, che gli +accolse, non già come esiliati, ma come principi. Antioco lor padre +fuggì nella Cilicia. Peto inviò gente, a cercarlo, ed essendo stato +colto a Tarsi, fu caricato di catene, per essere condotto a Roma. Nol +permise Vespasiano, e spedì ordini che fosse rimesso in libertà, e che +potesse abitare a Sparta, dove gli facea somministrar tutto +l'occorrente, acciocchè vivesse da par suo. Per intercessione poi di +Vologeso, ai di lui figliuoli fu permesso di venire a Roma. Vi venne +anche Antioco, e tutti riceverono trattamento onorevole, senza più +riaver quegli Stati. Siamo assicurati da Svetonio[468] che la +Comagene, siccome ancora la Tracia, la Cilicia e la Giudea furono +ridotte in provincie sotto Vespasiano, cioè immediatamente governate +dagli uffiziali romani. Ma non tutto ciò avvenne sotto il presente +anno. Fece in questi tempi Vologeso re de' Parti istanza d'aiuti ai +Vespasiano, perchè gli Alani, feroce popolo della Tartaria, entrati +nella Media, obbligarono a fuggirne _Pacoro re_ di quel paese, e +_Tiridate re dell'Armenia_, minacciando anche il dominio di Vologeso. +Non si volle mischiar Vespasiano negli affari di que' Barbari; e forse +di qua venne qualche alterazion di animo fra di loro. Sappiamo da +Dione[469], aver quel superbo re scritta una lettera con questo +titolo: _Arsace re dei re a Vespasiano_, senza riconoscerlo per +imperador de' Romani. Vespasiano, lungi dal farne rimprovero o +doglianza alcuna, gli rispose nel medesimo tenore: _Ad Arsace re dei +re, Vespasiano_. Credesi[470] che in questi tempi avvenisse qualche +guerra nella Bretagna, dov'era andato per governatore _Petilio +Cereale_, con far quivi l'armi romane nuove conquiste. + +Seguitava intanto Vespasiano a far dei saggi regolamenti[471] per +levare gli abusi, e rimettere il buon ordine in Roma. Osservate alcune +persone indegne ne' due nobili ordini senatorio ed equestre, le levò +via; e perchè era scemato di molto il numero dei medesimi senatori e +cavalieri, per la crudeltà de' regnanti precedenti, aggregò a quegli +ordini le famiglie e persone più riguardevoli e degne, non tanto di +Roma, quanto dell'Italia e dell'altre provincie. Trovò che le liti +civili erano cresciute a dismisura, andavano in lungo e si eternavano +anche talvolta: male non forestiere anche in altri tempi e in altri +luoghi. Cercò di rimediarvi con eleggere varii giudici, che le +sbrigassero senz'attendere le formalità e lunghezze ordinarie del +foro. Per mettere freno alla libidine delle donne libere che sposavano +gli schiavi, rinnovò il decreto che anch'esse, perduta la libertà, +divenissero schiave. Per frastornar coloro che prestavano danaro ad +usura ai figliuoli di famiglia, vietò il poterlo esigere dopo la morte +dei padri. Ma nulla più contribuì alla correzion de' costumi e a far +cessare il soverchio lusso de' Romani, che l'esempio dell'imperadore +stesso. Parca era la mensa sua; semplice e non mai pomposo il suo +vestire; sicura dal di lui potere l'altrui onestà. Il disapprovar egli +colle parole e coi fatti gli eccessi introdotti, più che le leggi e i +gastighi, ebbe forza d'introdurre la riforma dei costumi nella +nobiltà, e in chiunque desiderava d'acquistare o conservar la grazia +di lui. Aveva[472] egli conceduta una carica ad un giovane. Andò +costui per ringraziarlo tutto profumato. Questo bastò perchè +Vespasiano, guatandolo con disprezzo, gli dicesse: _Avrei avuto più +caro che tu puzzassi d'aglio;_ e gli levò la patente. Oltre a ciò, per +guarire l'altrui vanità e superbia col proprio esempio, parlava egli +stesso della bassezza della prima sua fortuna, e si rise di chi avea +compilata una genealogia piena di adulazione, per mostrare[473] +ch'egli discendeva dai primi fondatori della città di Rieti sua +patria, e da Ercole. Anzi talora nella state andava a passar qualche +giorno nella villa, dov'egli era nato, fuori di Rieti, senza voler mai +che a quel luogo si facesse mutazione alcuna, per ben ricordarsi di +quello ch'egli fu una volta. E in memoria di _Tertulla_ sua avola +paterna, che l'avea allevato, nei dì solenni e festivi solea bere in +una tazza d'argento da lei usata. + +NOTE: + +[467] Joseph., de Bello Judaico, lib. 7. + +[468] Suet., in Vespasiano, c. 8. + +[469] Dio, lib. 66. + +[470] Tacitus, in Vita Agricolae, c. 17. + +[471] Suet., in Vespasiano, c. 9. + +[472] Suet., in Vespasiano, c. 8. + +[473] Idem, cap. 12. + + + + + Anno di CRISTO LXXIII. Indizione I. + + CLEMENTE papa 7. + VESPASIANO imperadore 5. + +_Consoli_ + +FLAVIO DOMIZIANO CESARE per la seconda volta, e MARCO VALERIO +MESSALINO. + + +Console ordinario fu in quest'anno _Domiziano_[474], non già per li +meriti suoi nè per elezione del saggio suo padre, ma perchè il buon +Tito suo fratello, disegnato per sostenere anche nell'anno presente sì +riguardevol dignità, la cedette a lui, e pregò il padre di +contentarsene. E si vuol qui appunto avvertire che esso Tito era in +tutti gli affari il braccio diritto del vecchio padre[475]. A nome di +lui dettava egli le lettere e gli editti, e per lui recitava in senato +le determinazioni occorrenti. Secondochè s'ha dalla cronaca +d'Eusebio[476], circa questi tempi (se pur ciò non fu più tardi) +l'Acaia, la Licia, Rodi, Bizanzio, Samo ed altri luoghi di Oriente +perderono la lor libertà, perchè se ne abusavano in danno lor proprio +per le sedizioni e nemicizie regnanti fra i cittadini. Non si mandava +colà proconsole o governatore romano in addietro, lasciando che si +governassero coi propri magistrati e colle lor leggi. Da qui innanzi +furono sottoposti al governo del presidente inviato da Roma, e a +pagare i tributi al pari dell'altre provincie. Per attestato ancora di +Filostrato[477], _Apollonio Tianeo_, filosofo rinomato di questi +tempi, grande strepito fece contra di Vespasiano, perchè avesse tolta +alla Grecia quella libertà che Nerone, tuttochè principe sì cattivo, +le avea restituita. Ma Vespasiano il lasciò gracchiare, dicendo _che i +Greci aveano disimparato il governarsi da gente libera_. Il Calvisio, +il Petavio, il Bianchini ed altri, non per certa cognizione del tempo, +ma per mera congettura, riferiscono a quest'anno la cacciata de' +_filosofi_ da Roma: risoluzione che par contraria alla saviezza di +Vespasiano, ma che fu fondata sopra giusti motivi. Le diede impulso +_Elvidio Prisco_ nobile senatore romano, e professore della più rigida +filosofia degli stoici, la qual era allora più dall'altre in voga +presso i Romani. A questo personaggio fa un grande elogio Cornelio +Tacito[478], con dire, aver egli studiata quella filosofia, non già +per vanità, come molti faceano, nè per darsi all'ozio, ma per +provvedersi di costanza ne' varii accidenti della vita, per sostenere +con equità e vigore i pubblici uffizii, e per operar sempre il bene, e +fuggire il male. Perciò s'era acquistato il concetto d'essere buon +cittadino, buon senatore, buon marito, buon genero, buon amico, +sprezzator delle ricchezze, inflessibile nella giustizia, ed intrepido +in qualsivoglia sua operazione. Anche Ariano[479], Plinio[480] il +giovane e Giovenale furono liberali di lodi verso di Prisco. Ma egli +era troppo invanito dell'amor della gloria, cercandola ancora per vie +mancanti di discrezione[481]. Gli esempli di _Trasea Peto_, suocero +suo, uomo da noi veduto lodatissimo ne' tempi addietro, gli stavano +sempre davanti agli occhi, per parlare francamente ove si trattava del +pubblico bene. Ma non sapea imitarlo nella prudenza. Trasea, ancorchè +avesse in orrore i vizii e le tirannie di Nerone, pure nulla dicea o +facea che potesse offenderlo. Solamente talvolta si ritirò dal senato, +per non approvare le di lui bestialità e crudeltà: il che poi gli +costò la vita. + +Ma _Elvidio_ si facea gloria di parlar con vigore e libertà senza +riguardo alcuno. Così operò sotto Galba, sotto Vitellio; ma più usò di +farlo sotto Vespasiano, quasichè la bontà di questo principe dovesse +servire di passaporto alla soverchia licenza delle sue parole. Il +peggio fu ch'egli, scoprendosi nemico della monarchia, tenendo sempre +il partito del popolo, non si facea scrupolo di darsi in pubblico e in +privato a conoscere per persona che odiava Vespasiano. Allorchè questo +principe arrivò a Roma, ito a salutarlo, non gli diede altro nome che +quello di Vespasiano. Essendo pretore nell'anno 70, in niuno de' suoi +editti mai mise parola in onore di lui, anzi nè pure il nominò. Ma +questo era poco. Sparlava di lui dappertutto, lodava solamente il +governo popolare, e Bruto e Cassio; formava anche delle fazioni contra +del dominio cesareo. Andò così innanzi l'ostentazione di questo suo +libero parlare, che nel senato medesimo giunse a contrastare e garrire +insolentemente collo stesso Vespasiano, quasichè fosse un suo +eguale[482]; perlochè, d'ordine dei tribuni della plebe, fu preso e +consegnato ai littori, o sia ai sergenti della giustizia. Il buon +Vespasiano, a cui forte dispiaceva di perdere un sì fatt'uomo, eppur +non credea bene d'impedire il riparo alla di lui insolenza, uscì di +senato quel dì piangendo e con dire: _O mio figliuolo mi succederà, o +niun altro:_ volendo forse indicare che Elvidio con quelle sue +impertinenti maniere additava di pretendere all'imperio. Pure la +clemenza di Vespasiano non permise che si decretasse ad uomo sì +turbolento, che inquietava e screditava il presente governo, e +mostravasi tanto capace di sedizioni, se non la pena dell'esilio. Ma +perchè verisimilmente neppur si seppe contener da lì innanzi la lingua +di questo imprudente filosofo, fu (non si sa in qual anno) condannato +a morte dal senato, e mandata gente ad eseguire il decreto. Vespasiano +spedì ordini appresso per salvargli la vita; ma gli fu fatto +falsamente credere che non erano arrivati a tempo. Probabilmente +_Muciano_, che men di Vespasiano amava Elvidio, il volle tolto dal +mondo con questa frode. E fu appunto in tale occasione[483] ch'esso +Muciano persuase all'imperatore di cacciar via da Roma tutti i +filosofi, e massimamente coloro che professavano la filosofia stoica, +maestra della superbia. Imperciocchè, oltre al rendersi da questa gli +uomini grandi estimatori di sè stessi e sprezzatori degli altri, i +seguaci di essa altro non faceano allora che declamar nelle scuole, e +fors'anche in pubblico, contra dello stato monarchico, e in favore del +popolare, svergognando una scienza che dee inspirare l'ossequio e la +fedeltà verso qualsivoglia regnante. E tanto più dovea farlo allora +Elvidio, che ai precedenti tiranni era succeduto un buon principe, +quale ognun confessa che fu Vespasiano, e la sua vita il dimostra. Fra +gli altri andarono relegati nelle isole _Ostilio_ e _Demetrio_ +filosofi anch'essi. Portata al primo la nuova del suo esilio, mentre +disputava contra dello stato monarchico, maggiormente s'infervorò a +dirne peggio, benchè dipoi mutasse parere. Ma Demetrio, siccome +professore della filosofia cinica, o sia canina, che si gloriava di +mordere tutti, e di non portare rispetto ai difetti e falli di +chicchessia[484], dopo la condanna vedendo venir per via Vespasiano, +nol salutò, e neppur si mosse da sedere, e fu anche udito borbottar +delle ingiurie contro di lui. Il paziente principe passò oltre, +solamente dicendo: _Ve' che cane!_ Nè mutò registro, ancorchè Demetrio +continuasse a tagliargli addosso i panni; perciocchè avvisato di tanta +tracotanza, pure non altro gli fece dire all'orecchio se non queste +poche parole: _Tu fai quanto puoi perch'io ti faccia ammazzare: ma io +non mi perdo ad uccidere can che abbaia._ Per attestato di Dione, il +solo _Caio Musonio Rufo_, cavaliere romano, eccellente filosofo +stoico, non fu cacciato di Roma: il che non s'accorda colla Cronica di +Eusebio, da cui abbiamo che Tito, dopo la morte del padre, il richiamò +dall'esilio. + +NOTE: + +[474] Suet., in Domiziano, cap. 2. + +[475] Idem, in Tito, cap. 6. + +[476] Euseb., in Chron. + +[477] Philostratus, in Apollon. Tyan. + +[478] Tacitus, Historiar., lib. 4, cap. 5. + +[479] Arrian., in Epictet. + +[480] Plinius junior., lib. 4, epist. 23. + +[481] Dio, lib. 66. + +[482] Sueton., in Vespasiano, cap. 15. + +[483] Dio, lib. 66. + +[484] Sueton., in Vespasiano, cap. 13. + + + + + Anno di CRISTO LXXIV. Indizione II. + + CLEMENTE papa 8. + VESPASIANO imperadore 6. + +_Consoli_ + +FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la quinta volta, e TITO FLAVIO CESARE +per la terza. + + +A _Tito Cesare_, che dimise il consolato, succedette nelle calende di +luglio _Domiziano Cesare_ suo fratello. Terminarono in quest'anno +_Vespasiano_ e _Tito_ il censo, o sia la descrizione de' cittadini +romani ch'essi aveano già cominciato come censori negli anni addietro. +E questo fu l'ultimo de' censi fatti dagl'imperadori romani. Scrive +Plinio il vecchio[485], che in tale occasione si trovarono fra +l'Apennino e il Po molti vecchi di riguardevol età. Cioè tre in Parma +di cento venti, e due di cento trenta anni; in _Brescello_ uno di +cento venticinque; in _Piacenza_ uno di cento trentuno; in _Faenza_ +una donna di cento trentadue; in _Bologna_ e _Rimini_ due di cento +cinquanta anni, se pure non è fallato, come possiam sospettare, il +testo. Aggiugne essersi trovati nella _Regione ottava dell'Italia_, +ch'egli determina da Rimini sino a Piacenza, cinquantaquattro persone +di cento anni; quattordici di cento dieci; due di cento venticinque; +quattro di cento trenta; altrettanti di cento trentacinque, o cento +trentasette, e tre di cento quaranta. Dal che probabilmente può +apparire qual fosse tenuta allora per la più salutevol aria d'Italia. +Se in altre parti d'Italia si fossero osservate somiglianti età, non +si sa vedere perchè Plinio l'avesse taciuto. Circa questi tempi[486] +mancò di vita Cenide, donna carissima a Vespasiano, liberta di +Antonia, madre di Claudio Augusto. Avea Vespasiano avuta per moglie +_Flavia Domitilla_, che gli partorì _Tito_ e _Domiziano_. Morta +costei, ebbe per sua amica questa Cenide, e creato anche imperatore la +tenne quasi per sua moglie, amandola non solamente per la sua fedeltà +e disinvoltura, e per molti benefizii da lei ricevuti quando era +privato, ma ancora perchè gli serviva di sensale per far danari. Era +l'avarizia forse l'unico vizio per cui universalmente veniva +proverbiato questo imperadore[487]. Mostravasi egli non mai contento +di danaro. A questo fine rimise in piedi alcune imposte e gabelle, +abolite già da Galba; ne aggiunse delle nuove e gravi; accrebbe i +tributi che si pagavano dalle provincie, ed alcune furono tassate il +doppio. Lasciavasi anche tirare a far un mercimonio vergognoso per un +par suo, col comperar cose a buon mercato, per venderle poi caro. +Cenide anch'essa l'aiutava ad empiere la borsa. A lei si accostava +chiunque ricercava sacerdozi e cariche civili e militari, +accompagnando le suppliche con esibizioni proporzionate al profitto +dei posti desiderati. Nè si badava, se questi concorrenti fossero o +non fossero uomini dabbene, purchè se ne spremesse del sugo. Si +vendevano in questa maniera anche l'altre grazie del principe; e le +pene, per chi potea, venivano riscattate col danaro. Di tutto si +credeva consapevole e partecipe Vespasiano. E tanto egli si lasciava +vincere da questa avidità, che cadeva in bassezze[488]. Avendo i +deputati di una città chiesta licenza di alzare in onor suo una +statua, la cui spesa ascenderebbe a venticinquemila dramme, per far +loro conoscere che amerebbe più il denaro in natura, stese la mano +aperta con dire: _Eccovi la base dove potete mettere la vostra +statua._ Era egli stesso il primo a porre in burla questa sua sete +d'oro per coprirne la vergogna, e si rideva di chi poco approvava le +sue vili maniere per adunarne. Uno di questi fu suo figliuolo Tito, +che non potendo sofferire una non so quale imposta, da lui messa sopra +l'orina, seriamente gliene parlò, con chiamar fetente quell'aggravio. +Aspettò Vespasiano che gli portassero i primi frutti di quell'imposta, +e fattili fiutare al figlio, dimandò _se quell'oro sapea di cattivo +odore_. Un giorno, ch'egli era per viaggio in lettiga, si fermò il +mulattiere con dire che bisognava ferrar le mule. Sospettò egli dipoi +inventato da costui un tal pretesto, per dar tempo ad un litigante di +parlargli, e di esporre le sue ragioni. E però gli domandò poi _quanto +avesse guadagnato a far ferrare le mule, perchè voleva esser a parte +del guadagno_. Questo forse disse per burla. Ma da vero operò egli con +uno de' suoi più cari cortigiani, che gli avea fatta istanza di un +posto per persona da lui tenuta in luogo di fratello. Chiamato a sè +quel tale, volle da lui il danaro pattuito con fargli la grazia. +Avendo poscia il cortigiano replicate le preghiere, siccome non +informato della beffa, Vespasiano gli disse: _Va a cercare un altro +fratello, perchè il proposto da te, non è tuo, ma mio fratello_. + +Tale era l'industria e continua cura di Vespasiano per ammassar +danari, cura in lui biasimata, e non senza ragione dagli storici di +allora, e più dai sudditi. Credevano alcuni, che dal suo naturale +fosse egli portato a questa debolezza: ed altri, che Muciano +gliel'avesse inspirata, con rappresentargli che nell'erario ben +provveduto consisteva la forza e la salute della repubblica, sì pel +mantenimento delle milizie, come per ogni altro bisogno. Tuttavia il +brutto aspetto di questo vizio si sminuisce di molto al sapere, come +osservarono Svetonio[489] e Dione[490], che Vespasiano non fece mai +morire persona per prendergli la roba, nè mai per via d'ingiustizie +occupò l'altrui. Quel che è più, non amava, nè cercava egli le +ricchezze, per impiegarle ne' suoi piaceri, perchè sempre fu +moderatissimo in tutto, nè poteva spendere senza necessità, contento +di poco. Appariva eziandio chiaramente, quanto egli fosse lontano dal +covare con viltà il danaro, perciocchè lo dispensava allegramente e +con saviezza in tutti i bisogni del pubblico, e in benefizio de' +popoli. Sapeva regalare chi lo meritava[491], sovvenire a' nobili +caduti in povertà; anzi la sua liberalità si stendeva a tutti. +Promosse con somma attenzione le arti e le scienze, favorendo in varie +maniere chi le coltivava; e fu il primo che istituisse in Roma scuole +d'eloquenza greca e latina, con buon salario pagato dal suo erario. +Prendeva al suo servigio i migliori poeti ed artifici che si +trovassero, e tutti erano partecipi della sua munificenza. A lui +premeva specialmente che il minuto popolo potesse guadagnare. A questo +fine faceva di quando in quando de' magnifici conviti; e ad un valente +artefice, che gli si era esibito di trasportare con poca spesa molte +colonne, diede bensì un regalo, ma di lui non si volle servire, per +non defraudare di quel guadagno la plebe. In Roma edificò degli +acquidotti, alzò uno smisurato colosso, nè solamente fece di pianta +varie fabbriche insigni, ma eziandio rifece le già fatte dagli altri, +mettendovi non già il nome suo, ma quel de' primi fondatori. Erano per +cagion de' tremuoti cadute, o per gl'incendi molto sformate, +assaissime città dell'imperio romano. Egli alle sue spese le rifece, e +più belle di prima. La stessa attenzione ebbe per fondar delle colonie +in varie città, e per risarcir le pubbliche strade dell'imperio[492]. +Restano tuttavia molte iscrizioni[493] per testimonianza di ciò. Gli +convenne per questo tagliar montagne e rompere vasti macigni; e per +tutto si lavorava senza salassar le borse de' popoli. Rallegrava +ancora il popolo colla caccia delle fiere negli anfiteatri, ma +abborriva i detestabili combattimenti de' gladiatori. Aggiungasi, per +testimonianza di Zonara[494], che Vespasiano mai non volle profittar +dei beni di coloro che aveano prese l'armi contra di lui, ma li lasciò +ai lor figliuoli o parenti. Ed ecco ciò che può servire, non già per +assolvere questo principe da ogni taccia in questo particolare, ma +bensì per iscusarlo, meritando bene il buon uso che egli facea del +denaro, che si accordi qualche perdono alle indecenti maniere da lui +tenute per raunarlo. Se non è scorretto il testo di Plinio il +vecchio[495], abbiamo da lui, che in questi tempi misurato il +circondario delle mura di Roma, si trovò esser di tredici miglia +dugento passi. Un gran campo occupavano poi i borghi suoi. + +NOTE: + +[485] Plinius, Histor. Natural., lib. 7, cap. 49. + +[486] Dio, lib. 66. Sueton., in Vespasiano, cap. 3. + +[487] Sueton., in Vespasiano, cap. 3. + +[488] Sueton., in Vespasiano, cap. 23. Dio, lib. 66. + +[489] Sueton., in Vespasiano, cap. 16. + +[490] Dio, lib. 66. + +[491] Sueton., in Vespasiano, cap. 16. + +[492] Aurelius Victor, in Breviar. + +[493] Gruterus, Thesaur. Inscription. Thesaurus Novus Veter. +Inscription. Muratorian. + +[494] Zonaras, Annal. + +[495] Plinius, Histor. Natur., lib. 3, c. 5. + + + + + Anno di CRISTO LXXV. Indizione III. + + CLEMENTE papa 9. + VESPASIANO imperadore 7. + +_Consoli_ + +FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la sesta volta, e TITO CESARE per la +quarta. + + +Nelle calende di luglio furono sostituiti nel consolato _Flavio +Domiziano Cesare_ per la quarta volta, e _Marco Licinio Muciano_ per +la terza. In gran favore continuava Muciano ad essere presso di +Vespasiano[496]. Naturalmente superbo, e più perchè alzato ai primi +onori, sapea ben far valere la sua autorità[497]. Sopra gli altri +della corte pretendea d'essere ossequiato e rispettato. Verso chi gli +mostrava anche ogni menomo segno di distinzione in onorarlo, andava +all'eccesso in procurargli posti ed avanzamenti. Guai all'incontro a +chi, non dirò gli facea qualche affronto od ingiuria, ma solamente +lasciava di onorarlo; l'odio di Muciano contra di lui diveniva +implacabile. Costui pubblicamente era perduto nelle disonestà, e +vantava tuttodì i gran servigi da lui prestati a Vespasiano: suo dono +chiamava ancora quel diadema ch'egli portava in capo. A tanto giunse +talvolta questa sua boria, e la fiducia de' meriti propri, che nemmeno +portava rispetto allo stesso imperadore. E pure nulla più fece +risplendere, che magnanimo cuore fosse quel di Vespasiano, quanto la +pazienza sua in sopportare quest'uomo, temendo egli sempre di +contravvenire alla gratitudine se l'avesse disgustato, non che punito. +Anzi neppure osava di riprenderlo in faccia; ma solamente con qualche +comune amico talora sfogandosi, disapprovava la di lui maniera di +vivere, e diceva: _Son pur uomo anch'io:_ tutto acciocchè gli fosse +riferito, per desiderio che si emendasse[498]. Fu anche dagli amici +consigliato Vespasiano di guardarsi da _Melio Pomposiano_; perchè egli +fatto prendere il proprio oroscopo, si vantava che sarebbe un dì +imperadore. Lungi dal fargli male, Vespasiano il creò console (noi non +ne sappiamo l'anno) dicendo più probabilmente per burla che da senno; +_Costui si ricorderà un giorno del bene che gli ho fatto_. Dedicò esso +Augusto, cioè fece la solennità di aprire e consecrare il tempio della +Pace, da lui fabbricato in Roma in vicinanza della piazza pubblica, +per ringraziamento a Dio della tranquillità donata al romano imperio, +e particolarmente a Roma, dopo tanti torbidi tempi patiti sotto i +precedenti tiranni. Plinio[499] chiama questa tempio _una delle più +belle fabbriche che mai si fossero vedute_. Erodiano[500] anch'egli +scrive, ch'esso era _il più vasto, il più vago e il più ricco edifizio +che si avesse in Roma. Immensi erano ivi gli ornamenti d'oro e +d'argento;_ e fra gli altri vi furono messi il candelabro[501] insigne +e gli altri vasi portati da Gerusalemme dopo la distruzione di quel +ricchissimo tempio. Ma che? questa mirabil fabbrica circa cento anni +dipoi, regnante Commodo Augusto, per incendio, o casuale o sacrilego, +rimase affatto preda delle fiamme. + +NOTE: + +[496] Sueton., in Vespasiano, c. 23. + +[497] Dio, in Excerptis Valesian. + +[498] Sueton., in Vespasiano, c. 14. Dio, lib. 66. + +[499] Plinius, lib. 36, cap. 15. + +[500] Herodian., lib. 1, c. 14. + +[501] Joseph., de Bello Judaic., lib. 7, c. 14. + + + + + Anno di CRISTO LXXVI. Indizione IV. + + CLEMENTE papa 10. + VESPASIANO imperadore 8. + +_Consoli_ + +FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la settima volta e TITO CESARE per la +quinta. + + +Abbiamo sufficienti lumi per credere sostituito all'uno di questi +consoli nelle calende di luglio _Domiziano Cesare_, probabilmente per +la cessione di _Tito_ suo fratello. Secondo il Panvino[502], +succedette ancora all'altro console ordinario _Tito Plautio Silvano_ +per la seconda volta. Ma non altro fondamento ebbe quel dotto uomo di +assegnare all'anno presente il secondo consolato di costui, se non il +sapere ch'egli due volte fu console. Che nel gennaio di quest'anno +nascesse _Adriano_, il qual poscia divenne imperadore, l'abbiamo da +Sparziano. Fiorì ancora in questi tempi, per attestato di +Eusebio[503], _Quinto Asconio Pediano_, storico di molto credito; di +cui restano tuttavia alcuni Commenti alle Orazioni di Cicerone. In età +di anni settantatrè divenne cieco questo letterato, e ne sopravvisse +dodici altri, tenuto sempre in grande stima da tutti. Era in questi +tempi governator della Bretagna _Giulio Frontino_, e gli riuscì di +sottomettere i popoli Siluri in quella grand'isola all'imperio romano. +Era venuto a _Roma Agrippa_[504] _re dell'Iturea_, figliuolo di +_Agrippa il grande_, stato già re della Giudea; avea condotto seco +_Berenice_ o sia _Beronice_ sua sorella, giovane di bellissimo +aspetto, già maritata con _Erode re di Calcide_ suo zio[505], e poscia +con _Polemone re di Cilicia_. Se n'invaghì Tito Cesare. Forse anche +era cominciata la tresca allorchè egli fu alla guerra contra de' +Giudei. Agrippa ottenne il grado di pretore. Berenice alloggiata nel +palazzo imperiale, dopo aver guadagnato Vespasiano a forza di regali, +sì fattamente s'insinuò nella grazia di Tito, che sperava ormai di +cangiar l'amicizia in matrimonio; e già godeva un tal trattamento e +autorità, come s'ella fosse stata vera moglie di lui. Ma perciocchè, +secondo le leggi romane, era vietato ai nobili romani di sposar donne +di nazion forestiera, o sia barbara (barbari erano allora appellati i +popoli tutti non sudditi al romano imperio) o pure perchè i re, +tuttochè sudditi di Roma, erano tenuti in concetto di tiranni; il +popolo romano altamente mormorava di questa sua amicizia, e molto più +della voce sparsa, che fosse per legarsi seco pienamente col vincolo +matrimoniale. Ebbe Tito cotal possesso sopra la sua passione, e sì a +cuore il proprio onore, che arrivò a liberarsene, con farla ritornare +al suo paese. Svetonio[506] attribuisce a Tito questa eroica azione, +dappoichè egli fu creato imperadore, laddove Dione[507] ne parla circa +questi tempi. Ma aggiugnendo esso Dione, che Berenice, dopo la morte +di Vespasiano, ritornò a Roma, sperando allora di fare il suo colpo, e +che, ciò non ostante, rimase delusa, si accorda facilmente +l'asserzione dell'uno e dell'altro storico. + +NOTE: + +[502] Panvin., in Fastis. + +[503] Eusebius, in Chronic. + +[504] Dio, lib. 66. + +[505] Joseph., Antiq. Judaic., lib. 18. + +[506] Sueton., in Tito, cap. 7. + +[507] Dio, lib. 66. + + + + + Anno di CRISTO LXXVII. Indizione V. + + CLETO papa 1. + VESPASIANO imperadore 9. + +_Consoli_ + +FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la ottava volta, e TITO FLAVIO CESARE +per la sesta. + + +Fu nelle calende di luglio conferito il consolato a DOMIZIANO CESARE +per la sesta volta ed a GNEO GIULIO AGRICOLA, cioè a quel medesimo, di +cui Cornelio Tacito suo genero ci ha lasciata la vita. Terminò in +quest'anno CAIO PLINIO SECONDO[508] veronese, i suoi libri della +Storia Naturale, e li dedicò a Tito Cesare, ch'egli nomina console per +la sesta volta, e dà a conoscere quanto amore quel buon principe +avesse per lui, e quanta stima per li suoi libri. S'è salvata dalle +ingiurie de' tempi quest'opera delle più insigni ed utili +dell'antichità, perchè tesoro di grande erudizione; ma è da dolersi +che sia pervenuta a noi alquanto difettosa, e che per la mancanza +d'antichi codici non sia possibile il renderne più sicuro ed emendato +il testo. Anche ai tempi di Simmaco camminava scorretta questa +istoria, siccome consta da una sua lettera ad Ausonio. Son periti +altri libri di Plinio, ma non di tanta importanza, come il suddetto. +Abbiamo dalla cronica di Eusebio[509], essere stata nell'anno +presente, o pure nel seguente, sommamente afflitta Roma da una +pestilenza così fiera, che per molti dì si contarono dieci mila +persone morte per giorno: se pur merita fede strage di tanto eccesso. +Ma questo flagello forse s'ha da riferire all'anno 80, regnando Tito. +Verso questi tempi[510] bensì capitarono a Roma segretamente due +filosofi cinici, che, secondo il loro costume, si faceano belli con +dir male d'ognuno. _Diogene_ si appellava l'un d'essi, nome +probabilmente da lui preso, per assomigliarsi in tutto all'altro +antico sì famoso che fu a' tempi di Alessandro Magno. Costui perchè +nel pubblico teatro, pieno di gran popolo, scaricò addosso ai Romani +una buona tempesta d'ingiurie e di motti satirici, ebbe per +ricompensa, d'ordine dei censori, un sonante regalo di sferzate. +L'altro fu _Eras_, che pensando di aggiustar la partita con sì +tollerabil pagamento, più sconciamente sfogò la sua rabbia ed +eloquenza canina contra de' Romani, fors'anche non la perdonando ai +principi. Gli fu mozzato il capo. Riferisce Dione[511] come un +prodigio, che in una osteria in una botte piena il vino tanto si +gonfiò, che uscendo fuori, scorreva per la strada. Erano ben facili +allora i Romani a spacciare de' fatti falsi per veri, o a credere +degli avvenimenti naturali per prodigiosi. Molti di tal fatta se ne +raccontano di Vespasiano, ch'io tralascio, perchè o imposture o +semplicità di quei tempi. E non ne mancano nella storia stessa di Tito +Livio. A san Clemente martire si crede che in quest'anno succedesse +Cleto nel pontificato romano. + +NOTE: + +[508] Plinius Senior, in Praefatione. + +[509] Euseb., in Chron. + +[510] Dio, lib. 66. + +[511] Dio, lib. 66. + + + + + Anno di CRISTO LXXVIII. Indizione VI. + + CLETO papa 2. + VESPASIANO imperadore 10. + +_Consoli_ + +LUCIO CEJONIO COMMODO e DECIMO NOVIO PRISCO. + + +Son di parere alcuni, che questo _Lucio Cejonio_ Console fosse avolo +(se pur non fu padre) di _Lucio Vero_, che noi vedremo a suo tempo +adottato da Adriano imperadore, ciò risultando da Giulio +Capitolino[512]. Abbiamo da Tacito[513], che _Gneo Giulio Agricola_, +stato console nell'anno precedente, fu inviato governatore della +Bretagna in luogo di Giulio Frontino. Era Agricola uomo di rara +prudenza ed onoratezza. Giunto che fu là, non lasciò indietro +diligenza veruna per rimettere la buona disciplina fra le milizie, e +per levare gli abusi dei tempi addietro, per gli quali erano +malcontenti que' popoli, moderando le imposte, e compartendole con +ordine: con che cessarono le avanie de' ministri del fisco, e tornò la +pace in quelle contrade. Eransi negli anni precedenti sottratti +all'ubbidienza de' Romani gli Ordovici nell'isola di Mona, creduta +oggidì l'Anglesei. Agricola v'andò colle armi, e guadagnata una +vittoria, ridusse quelle genti alla primiera divozione. Forse fu in +questi tempi[514], che si scoprì vivo _Giulio Sabino_, nobile della +Gallia, che nell'anno 70 dell'Era Cristiana avea nel suo paese di +Langres impugnate le armi contra de' Romani, e fatto ribellare quel +popolo[515]. Sconfitto egli in una battaglia, ancorchè potesse +ricoverarsi fra i Barbari, pure pel singolare amore ch'egli portava a +_Peponilla_ sua moglie, chiamala da Tacito[516] _Epponina_, e da +Plutarco _Empona_, determinò di nascondersi in certe camere +sotterranee di una sua casa in villa, con far correre voce di non +esser più vivo. Licenziati pertanto i suoi servi e liberti, con dire +di voler prendere il veleno, ne ritenne solamente due de' più fidati. +E perciocchè gli premeva forte, che fosse ben creduta da ognuno la +propria morte, mandò ad accertarne la moglie stessa, la quale a tal +nuova svenne, e stette tre dì senza voler prender cibo. Ma per timore, +che ella in fatti fosse dietro ad accompagnare colla vera sua morte la +finta del marito, fece poi avvisarla del nascondiglio in cui si +trovava, pregandola nondimeno a continuare a piagnerlo, come già +estinto. Andò ella dipoi a trovarlo la notte di tanto in tanto, e gli +partorì anche due figliuoli (l'uno dei quali Plutarco dice d'aver +conosciuto), coprendo sì saggiamente la sua gravidanza e il suo parto, +che niuno mai s'avvide del loro commercio. Portò la disgrazia, che +dopo vari anni fu scoperto l'infelice Sabino, e condotto con la moglie +a Roma. Per muovere Vespasiano a pietà, gli presentò Epponina i due +suoi piccioli figliuoli, dicendo, _che gli avea partoriti in un +sepolcro per aver molti che il supplicassero di grazia_, ed +aggiugnendo tali parole, che mossero le lagrime a tutti, e fino allo +stesso Vespasiano. Contuttociò Vespasiano li fece condannare amendue +alla morte. Allora Epponina, saltando nelle furie, gli parlò +arditamente, dicendogli fra l'altre cose, _che più volentieri avea +sofferto di vivere in un sepolcro, che di mirar lui imperadore_. Non +si sa perchè Vespasiano, che pur era la stessa bontà, e tanti esempli +avea dato finora di clemenza, procedesse qui con tanto rigore, se +forse non l'irritò sì fattamente l'indiscreto parlare dell'irata +donna, che dimenticò di essere quel ch'egli era. Attesta Plutarco, che +per questo rigor di giustizia, tuttochè l'unico di tutto l'imperio di +Vespasiano, venne un grande sfregio al di lui buon nome; ed egli +attribuisce a sì odioso fatto l'essersi dipoi in breve tempo estinta +tutta la di lui casa. Non saprei dire, se i poeti di questi ultimi +tempi abbiano condotta mai sul teatro questa tragica avventura: ben +so, che un tale argomento vi farebbe bella comparsa, siccome +stravagante e capace di muovere le lagrime oggidì, come pur fece +allora. + +NOTE: + +[512] Capitolinus, in Vita Lucii Veri. + +[513] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 9. + +[514] Dio, lib. 66. + +[515] Plutarch., in Amatorio. + +[516] Tacitus, Histor., lib. 4, cap. 67. + + + + + Anno di CRISTO LXXIX. Indizione VII. + + CLETO papa 3. + TITO FLAVIO imperadore 1. + +_Consoli_ + +FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la nona volta, e TITO FLAVIO CESARE per +la settima. + + +Essendo in quest'anno, siccome dirò, mancato di vita Vespasiano +Augusto, potrebbe darsi, secondo le congetture da me recate +altrove[517], che nelle calende di luglio il consolato fosse conferito +a _Marco Tizio Frugi_ e a _Vito Vinio_ o _Vinicio Giuliano_. +Pacificamente avea fin qui Vespasiano amministrato l'imperio, e +meritava ben il saggio e dolce suo governo, ch'egli non trovasse de' +nemici in casa. Tuttavia, o sia perchè la morte sola di Sabino, +compianta da tutti, rendesse odioso questo principe, oppure perchè +Tito destinato suo successore fosse, per quanto vedremo, poco amato, +ovvero, come è più probabile, perchè non mancano, nè mancheranno mai +al mondo dei pazzi e degli scellerati: certo è che in quest'anno due +de' principali tramarono una congiura contra di Vespasiano[518]. +Questi furono _Alieno Cecina_, già stato console, ed _Eprio Marcello_, +potenti in Roma, amati e beneficati da esso Augusto. Si credeva egli +d'aver in essi due buoni amici, e non avea che due ingrati: vizio +corrispondente ad altre loro pessime qualità. Venne scoperta la +congiura: si trovò avervi mano molti soldati, e Tito Cesare ne fu +assicurato da lettere scritte di lor pugno. Non volle esso Tito +perdere tempo, perchè temeva che nella notte stessa scoppiasse la +mina, e però fatto invitar _Cecina_ seco a cena, dopo essa il fece +trucidar dai pretoriani senza altro processo. _Marcello_, citato e +convinto, allorchè udì proferita contra di lui la sentenza di morte, +colle proprie mani si tagliò con un rasoio la gola. Non potea negarsi +che la risoluzion presa da Tito contra Cecina non fosse giusta, o +almeno scusabile: contuttociò per cagion d'essa egli incorse nell'odio +di molti. Dopo questa esecuzione sentendosi Vespasiano[519] alquanto +incomodato nella salute per alcune febbrette, si fece portare alla sua +villa paterna nel territorio di Rieti, siccome era solito nella state. +In quelle parti v'erano l'acque cutilie, sommamente fredde da Strabone +e da Plinio chiamate utili a curar varii mali. Riuscirono queste +perniciose non poco o per la lor natura, o pel troppo berne, a +Vespasiano, di maniera che gl'indebolirono forte lo stomaco, e gli +suscitarono una molesta diarrea. Era egli principe faceto, e dacchè +cominciò a sentir quelle febbri, ridendo e burlandosi del +superstizioso ed empio rito de' suoi tempi, nei quali si deificavano +dopo morte gl'imperadori, disse: _Pare ch'io incominci a diventar +dio_. Erasi anche veduta poco innanzi una cometa, e parlandone in sua +presenza alcuni: _Oh_, disse, _questa non parla per me. Quella sua +chioma minaccia il re de' Parti che porta la capigliatura. Quanto a me +son calvo_. E perciocchè, non ostante l'infermità sua egli seguitava +ad operar come prima, attendendo agli affari dell'imperio, e dando +udienza ai deputati delle città (del che era ripreso dai familiari) +rispose: _Un imperadore ha da morire stando in piedi_. Morì egli in +fatti, conservando sempre il medesimo coraggio, nel dì 23 o 24 di +giugno, in età di settant'anni, e non già per male di podagra, come +alcuni pensarono: molto meno per veleno, che taluno falsamente[520], e +fra gli altri Adriano imperadore, disse a lui dato in un convito da +Tito suo figliuolo, principe, in cui non potè mai cadere un sì nero +sospetto. Si fecero poscia i suoi funerali colla pompa consueta, e gli +fu dato il titolo di _Divo_. Da Svetonio[521] si raccoglie che a tali +esequie intervenivano anche i mimi, o sia i buffoni, ballando, +atteggiando ed imitando i gesti, la figura e il parlare del defunto +imperadore. Il capo de' mimi, che in questa occasione rappresentava la +persona di Vespasiano, probabilmente colla maschera simile al di lui +volto, volendo esprimere l'avarizia a lui attribuita, dimandò ai +ministri dell'erario, quanto costava quel funerale. Dissero: _Ducento +cinquantamila scudi_. Ed egli _Datemene solo dugento cinquanta, e +gittatemi nel fiume_. Gran disavventura si credeva allora il restar +senza sepoltura: ma per un poco di guadagno, secondo costui, si +sarebbe contentato Vespasiano di restarne privo. + +Era già suo collega nell'imperio, cioè nel comando dell'armi, e nella +tribunizia podestà, _Tito Flavio Sabino Vespasiano Cesare_, suo +primogenito; e però bisogno non ebbe di maneggi per acquistare una +dignità, di cui egli già buona parte godeva, e di cui anche il padre +l'avea dichiarato erede nel suo testamento. Prese bensì il titolo +d'_Augusto_, indicante la suprema potestà, e quella di _Pontefice +Massimo_; e dal senato gli fu conferito il glorioso nome di _Padre +della Patria_, come apparisce dalle sue medaglie. Per testimonianza di +Svetonio[522], egli era nato in Roma nell'anno 41 dell'epoca nostra, +in cui Caligola imperadore fu ucciso. Siccome suo padre in quei tempi +si trovava in molto bassa fortuna, così Tito nacque vicino al +Settizionio vecchio entro una brutta casuccia in camera stretta e +scura, che si mostrava anche ai tempi del suddetto Svetonio, per una +rarità. Fanciullo fu messo alla corte, probabilmente per paggio, al +servigio di Britannico, figliuolo di Claudio imperatore, e con esso +lui allevato, studiando seco e sotto i medesimi maestri, le lettere e +le arti cavalleresche. Tanta era la famigliarità d'esso lui con +Britannico, che in occasion del veleno dato a quell'infelice principe, +ne toccò anche a lui non poco, per cui soffrì una grave malattia. +Divenuto poi imperadore, mostrò la sua riconoscenza ad esso +Britannico, con fargli ergere due statue, l'una dorata, e l'altra +equestre d'avorio. Giovanetto di alta statura, di gran robustezza, di +volto avvenente ed insieme maestoso, con facilità imparò l'arti della +guerra e della pace, peritissimo soprattutto in maneggiar armi e +cavalli. Egregiamente parlava il latino e il greco linguaggio, sapea +far delle belle orazioni, sapea di musica, e tal possesso avea in far +versi, che anche fra gl'improvvisatori facea bella figura. L'imitare +gli altrui caratteri gli era facilissimo, e scherzando dicea: _Ch'egli +avrebbe potuto essere un gran falsario_. Fece dipoi col padre varie +campagne nelle guerre della Germania, e Bretagna, e poscia nella +Giudea, siccome di sopra fu detto, lasciando segni di prudenza e di +valore in ogni occasione, e comperandosi dappertutto l'affetto delle +milizie. Mirabile specialmente era in lui l'arte di farsi amare, parte +a lui venuta dalla natura, e parte acquistata colla saggia sua +accortezza, perchè in lui si trovava unita un'aria dolce e una rara +bontà verso tutti, con affabilità popolare ed insieme con gravità, che +guadagnava i cuori, e nello stesso tempo esigeva il rispetto di +ognuno. Ebbe per prima sua moglie _Arricidia Tertulla_, figliuola d'un +prefetto del pretorio. Morta questa, sposò _Marcia Furnilla_ di +nobilissimo casato, ma dopo averne avuto una figliuola, nomata _Giulia +Sabina_, di cui parleremo a suo luogo, la ripudiò. In tale stato era +Tito, allorchè succedette al padre Augusto nel governo della +repubblica romana, ma non senza difetti, la menzion de' quali io +riserbo all'anno seguente. Nel presente si crede[523] che avvenisse la +morte di _Plinio il vecchio_, celebre scrittore di questi tempi, +intorno alla cui patria hanno disputato Verona e Como. Nel primo dì di +novembre cominciò spaventosamente il monte Vesuvio a fumare[524], a +gittar fiamme, pietre e ceneri, che empievano tutti i luoghi +circonvicini. Plinio seniore, che si trovava allora a Miseno, +comandante di quella flotta, portato dal suo incessante studio delle +cose naturali, sopra una galea si fece condurre sino a Castell'-a-mare +di Stabia, per essere più vicino a contemplare il terribile sfogo di +quel monte; ed ancorchè vedesse le genti scappare dalla parte del +mare, per non esser colte dal torrente del fuoco, o dai sassi, pure si +fermò quivi la notte. Allorchè volle anch'egli fuggire, non gli fu +permesso dal mare, ch'era in fortuna. Sicchè soffocato dall'odore +dello zolfo, e dall'aria ingrossata da quelle esalazioni, lasciò ivi +la vita. _Plinio secondo_, il giovane, comasco, suo nipote, e da lui +adottato per figliuolo, uomo non men dello zio dotato di meraviglioso +ingegno, che soggiornava allora a Miseno, corse anch'egli pericolo +della vita in quel brutto frangente, ma ebbe tempo da ridursi in +salvo. + +NOTE: + +[517] Thesaurus Novus. Inscript., pag. 111. + +[518] Dio, lib. 66. Suetonius, in Tito, cap. 6. + +[519] Idem, in Vespasiano, cap. 24. + +[520] Dio, lib. 66. + +[521] Sueton., in Vespasiano, cap. 19. + +[522] Sveton., in Tito, cap. 1. + +[523] Plinius Junior, lib. 6, epist. 16 e 20. + +[524] Dio, lib. 66. + + + + + Anno di CRISTO LXXX. Indizione XIII. + + CLETO papa 4. + TITO FLAVIO imperadore 2. + } + + _Consoli_ + + TITO FLAVIO AUGUSTO per l'ottava volta, + e DOMIZIANO CESARE per la settima. + + + Con tutte le belle e plausibili prerogative, + colle quali Tito arrivò al trono + imperiale, non si vuol dissimulare ciò + che scrive di lui Svetonio[525], cioè aver + egli somministrata occasione a molti del + popolo romano di credere ch'egli nel + governo avesse da riuscire un cattivo + principe, anzi un altro Nerone. Si perdeva + egli talvolta nelle gozzoviglie coi + suoi amici dal buon tempo, stando a tavola + sino a mezza notte: dal che si guardavano + allora i saggi Romani. Recava + loro pena il parere, ch'egli fosse immerso + nella libidine anche più abbominevole, + stante le qualità delle persone + della sua corte, e l'esser egli stato sì + sconciamente invaghito della regina Berenice. + Temevasi inoltre di trovare in + lui un principe, a cui più del dovere + piacesse la roba altrui, sapendosi che + prendeva regali anche nell'amministrazion + della giustizia. Ma dopo la morte + del padre cessarono tutti questi sospetti. + Tito con istupore e piacer d'ognuno + comparve tutt'altro, scoprendosi esente + da ogni vizio, e solamente fornito di eccellenti + virtù, di maniera che si convertirono + in lode sua tutt'i conceputi timori + di lui. Licenziò tosto dalla sua corte + qualunque persona che dar potesse scandalo, + ed elesse amici di gran senno e + proprietà, tali che anche i susseguenti + principi se ne servirono, come di strumenti + utili o necessari al buon governo. + Tornò a Roma la _regina Berenice_, figurandosi, + che potendo ora Tito far tutto, + molto anch'ella potrebbe sopra di lui. + Se ne sbrigò egli e rimandolla alle sue + contrade. I conviti, ai quali invitava or + l'uno or l'altro de' senatori e de' nobili, + erano allegri, ma senza profusione od + eccesso. Più non si osservò in lui ruggine + d'avarizia; mai non tolse ad alcuno + il suo e neppur ammetteva i regali soliti + a darsi dalle provincie, città ed università + agli Augusti. Eppur niuno d'essi imperadori + gli andò innanzi nella munificenza + e magnificenza. Imperciocchè in + quest'anno egli dedicò l'anfiteatro[526], + appellato oggi il Colosseo, stupenda mole, + incominciata, per quanto si crede, da + Vespasiano suo padre, e da lui perfezionata. + Nulla più fa intendere qual fosse + la potenza e splendidezza degli antichi + Augusti, quanto i pezzi che restano tuttavia + di quel superbo edifizio. Fabbricò + eziandio le Terme, o sia i bagni pubblici, + presso al medesimo anfiteatro, le cui + vestigia pur ora si mirano circa la chiesa + di san Pietro in Vincula, per attestato + del Nardino, del Donato e d'altri. Ed + allorchè si fece la dedicazion di tali fabbriche, + cioè quando si misero all'uso + pubblico, Tito solennizzò la funzione + con maravigliosi e magnifici spettacoli, + descritti da Dione[527]. Si fecero combattimenti + navali, giuochi di gladiatori, caccie + di fiere, cinquemila delle quali furono + uccise nell'anfiteatro in un sol dì, e + quattro altre migliaia ne' susseguenti + giorni. Nè vi mancarono i giuochi circensi, + e una gran profusione di doni al + popolo. Durarono cento dì così allegre + e dispendiose feste. + + L'incendio del Vesuvio, di sopra da + me accennato, che fu de' più terribili + che mai si sieno provati, avea portata la + rovina o notabili danni alle città e terre + della Campania. Tito inviò colà due senatori, + già stati consoli con buone somme + di danaro, acciocchè si rimettessero + in piedi le fabbriche. Per tali spese assegnò + ancora i beni di tutti coloro che + erano morti senza eredi, benchè, secondo + le leggi, que' beni appartenessero al suo + fisco. Ed egli stesso colà si portò, non + tanto per mirar la desolazion de' luoghi, + quanto per affrettarne il sollievo. Ma a + questa disgrazia ne tenne dietro un'altra + non meno spaventosa e lagrimevole. Attaccatosi + il fuoco in Roma, vi consumò + il Campidoglio, il tempio di Giove Capitolino, + il Pantheon, i templi di Serapide + e d'Iside, siccome quel di Nettuno ed + altri; il teatro di Balbo e di Pompeo, + il palazzo d'Augusto colla biblioteca, e + molti altri pubblici edifizii. Sì ampia fu + la strage delle fabbriche, che fu creduto + quell'incendio non operazion degli uomini, + ma gastigo mandato da Dio. Se ne + afflisse sommamente Tito, protestando + nondimeno, che a lui come principe apparteneva + il risarcimento di tante fabbriche + del pubblico. In fatti a questo fine + alienò tutt'i più preziosi mobili de' suoi + palazzi; e quantunque molti particolari, + e varie città, e alcuni dei re sudditi, gli + offrissero o promettessero di molto danaro + per quel bisogno, non volle che + alcuno si scomodasse, riserbando tutte + quelle spese alla propria borsa. Dopo sì + fiero incendio succedette in Roma una + atrocissima peste, di cui parlano Svetonio + e Dione, e che, secondo[528] Aurelio + Vittore, fu delle più micidiali che mai si + provassero in quella città, e se ne diede + la colpa alle esalazioni del Vesuvio. Dubito + io, questa essere la medesima, che + di sopra all'anno 77 fu riferita da Eusebio, + e però collocata fuor di sito, cioè + sotto l'imperio di Vespasiano. La fece + Tito da padre in sì funeste circostanze, + consolando il popolo con frequenti editti, + ed aiutandolo in quante maniere gli + fu mai possibile. Certo inesplicabile fu + l'amore ch'egli portava ad ognuno, e la + bontà sua e la premura di far del bene + a tutti. Era lecito ad ognuno l'andare + all'udienza sua, ed ognuno ne riportava + o consolazione o speranza. E perchè i + suoi dimestici non approvavano ch'egli + promettesse sempre perchè non sempre + poi poteva mantener la parola: rispondeva, + _non doversi permettere che alcuno + mai si parta malcontento dall'udienza + del principe suo_. Tanta era in somma + l'inclinazione sua a far dei benefizii, che + sovvenendogli una notte, mentre cenava, + di non averne fatto veruno in quel + dì, sospirando disse quelle sì celebri e + decantate parole[529]: _Amici io ho perduta + questa giornata_. Giunse a tanto + questa benignità e amorevolezza, che + nel poco tempo ch'egli regnò, a niuno + per impulso o per ordine suo tolta fu + la vita. + + Diceva di amar piuttosto di perir egli, + che di far perire altrui. In effetto, + ancorchè si venisse a sapere che due + de' principali romani faceano brighe e + congiure per arrivar all'imperio, e ne + fossero essi anche convinti, pure non + altro egli fece, se non esortarli a desistere, + dicendo che _il principato vien da + Dio, nè si acquista colle scelleraggini; e + che se desideravano qualche bene da lui, + prometteva di farlo_[530]. Dopo di che, per + timore che la madre d'uno di questi senatori + si trovasse in grandi affanni, le + spedì dei corrieri, acciocchè l'assicurassero + che suo figliuolo era salvo. Inoltre + la notte stessa tenne seco a cena questi + due personaggi, e nel dì seguente li volle + allo spettacolo de' gladiatori a' suoi fianchi. + Allora fu che portate a lui le spade + di que' combattenti, com'era il costume, + le diede in mano ad amendue, acciocchè + osservassero s'erano taglienti, per far + loro tacitamente conoscere, che più non + dubitava della loro fedeltà. Ma ciò che + sopra ogni altra cosa gli conciliò l'amore + d'ognuno, fu l'aver egli levato via + l'insoffribile abuso introdotto sotto i precedenti + cattivi imperadori; cioè che a + qualsivoglia persona era permesso l'accusare + altrui d'avere sparlato del principe, + o d'avergli mancato di rispetto: il + che era delitto di lesa maestà. Una licenza + sì fatta teneva tutti sempre in una + apprensione e schiavitù incredibile. Tito + ordinò ai magistrati, che non ammettessero + più sì fatte accuse, ed egli stesso + perseguitò vivamente la mala razza di + cotali accusatori, facendoli battere o + mettere in ischiavitù, o pure esiliandoli. + Soleva perciò dire: _Non credo che mi si + possa fare ingiuria, perchè non opero cosa, + di cui con giustizia io possa essere + biasimato. Che se pur taluno ingiustamente + mi biasima, egli fa ingiuria più a + sè, che a me: ed io in vece d'adirarmi + contro di lui, ho d'aver compassione della + sua cecità. E se talun dice male dei + miei predecessori con ingiustizia, quando + sia vero che questi abbiano il potere che + loro s'attribuisce nell'averli deificati, + sapran ben essi vendicarsene senza di + me_. Fece parimenti questo buon principe + circa questi tempi selciar di nuovo la + via Flaminia, che da Roma conduceva + a Rimini. Ed Agricola[531] continuando + la guerra in Bretagna, stese i contini + romani sin verso la Scozia, fondando + ivi castelli e fortezze, per mettervi delle + guarnigioni. + + NOTE: + + [525] Sueton., in Tacito, cap. 7. + + [526] Sueton., in Tacit., cap. 8. + + [527] Dio, lib. 66. + + [528] Aurelius Victor, in Breviar. + + [529] Sueton., Dio, Eutropius, Eusebius. + + [530] Suetonius, in Tito, cap. 9. Dio, lib. 66. + + [531] Tacitus, in Vita Agricolae, c. 22. + + + + + Anno di CRISTO LXXXI. Indizione IX. + + CLETO papa 5. + DOMIZIANO imperadore 1. + } + + _Consoli_ + + LUCIO FLAVIO SILVA NONIO BASSO e ASINIO + POLLIONE VERRUCOSO. + + + Tali furono i nomi de' consoli di + quest'anno, come apparisce dall'iscrizione + rapportata da monsignor Bianchini, + e da me[532]. Ma in un'altra iscrizione + da me data alla luce, il primo console + è appellato _Lucio Flavio Silvano_. Di lagrime + e sospiri abbondò Roma in questo + anno. Un ottimo principe oramai la governava, + che amava tutti come figliuoli, + comunemente ancora amato da ognuno, + e che perciò avea conseguito un titolo, + non prima nè poi dato ad alcun altro + de' romani imperadori, cioè era chiamato[533] + _la delizia del genere umano_. O sia + ch'egli non si sentisse ben di salute, o + che qualche cattivo presagio gli facesse + apprendere vicina la morte; perciocchè + non si può dire, quanto i Romani d'allora + fossero superstiziosi, e dai vari accidenti + vanamente deducessero i buoni + o tristi successi dell'avvenire, o pur + badassero agli strologhi: fuor di dubbio + è, che Tito Augusto nulla operò in quest'anno + di singolare. Si fecero degli spettacoli, + e vi assistè; ma nel fin d'essi fu + veduto piagnere. Comparve ancora in + quest'anno nell'Asia un furbo appellato + Terenzio Massimo, che si facea credere + _Nerone Augusto_[534], già morto, e fu ben + accolto da _Artabano re de' Parti_. Anzi + parea, che quel barbaro re si preparasse + per muovere guerra a Tito, con pretendere + di rimettere sul trono un sì fatto + impostore. Se Tito se ne mettesse pensiero, + non è a noi noto. Volle egli, venuta + la state, portarsi alla casa paterna + nel territorio di Rieti, e melanconico più + del solito uscì di Roma, perchè nel voler + sagrificare, era fuggita la vittima di mano + al sacerdote; ed essendo tempo sereno, + s'è sentito il tuono. Alloggiato la sera + in non so qual luogo, gli venne la febbre. + Posto in lettiga, continuò il viaggio, + e come già fosse certo che quell'era la + ultima sua malattia, fu veduto tirar le + cortine, e mirare il cielo, e dolersi, perchè + in età sì immatura egli avesse da + perdere la vita; giacchè egli non sapea + di aver commessa azione alcuna, di cui + si avesse a pentire, fuorchè una sola. + Qual fosse questa, non si potè mai sapere + di certo, quantunque molte dicerie + ne fossero fatte. Dione[535] con più fondamento + riferisce ciò al tempo in cui + vide disperata la sua salute. Arrivato + alla villa paterna, dove il padre avea + terminata la sua vita, anch'egli, crescendo + il male, vi trovò la morte. Siccome + in casi tali avviene, ognun disse + la sua. Per quanto scrive Plutarco[536], + i suoi medici attribuirono la cagion di + sua morte ai bagni, a' quali s'era talmente + avvezzato che non potea prendere + cibo la mattina, se prima non s'era + portato al bagno. Forse l'acque fredde + della Sabina gli nocquero. Anche un + certo Regolo, che con esso lui si bagnò + nello stesso giorno, fu sorpreso da + un colpo di apoplessia, per cui morì. + Altri pretesero[537], che _Domiziano_ suo + fratello il levasse dal mondo col veleno, + perchè più volte anche prima gli avea + insidiata la vita; ed altri[538], che veramente + egli mancasse di malattia naturale. + Aggiugne Dione, che Domiziano, allorchè + Tito era malato, e potea forse + riaversi, il fece mettere in un cassone + pieno di neve, non so, se col pretesto + di rinfrescarlo, o di ottener quell'effetto, + che oggidì alcuni medici pretendono, + con dar acque agghiacciale nelle febbri + acute, ma con vero disegno di farlo morire + più presto. Quel ch'è certo, non + era per anche morto _Tito_, che _Domiziano_ + corse a Roma, guadagnò i soldati + del pretorio, e si fece proclamar imperadore + colla promessa di quel donativo, + che Tito avea loro dato nella sua assunzione + all'imperio. + + Tale fu il fine di questo amabile imperadore, + mancato di vita nel dì 13 di + settembre[539], e nell'anno quarantesimo + dell'età sua, dopo avere per poco più + di due anni e due mesi tenuto l'imperio. + Credettero alcuni politici d'allora, che + fosse vantaggioso per lui l'essere tolto + di vita giovane, siccome fu ad Augusto, + l'essere morto vecchio. Perciocchè Augusto, + sul principio del suo governo, fu + costretto per la moltitudine de' suoi nemici + e delle frequenti sedizioni, a commettere + non poche azioni crudeli e odiose; + ed ebbe poi bisogno di gran tempo, + se volle guadagnarsi il pubblico amore + a forza di benefizii, per li quali morì + glorioso. All'incontro meglio fu per Tito + il mancar di buon'ora, cioè in tempo che + egli già era in possesso dell'amore di + ognuno, perchè correa pericolo se fosse + più lungamente vissuto, d'essere astretto + a far cose che gliel facessero perdere. + Volata a Roma la nuova di sua morte, + fu per sì gran perdita inesplicabile il dolore + di quel popolo, parendo ad ognuno + di aver perduto un figliuolo o pure il + padre. Altrettanto avvenne per le provincie + romane. I senatori, senz'essere + chiamati dai consoli o dal pretore, corsero + alla curia, ed aperte le porte, diedero + più lodi a lui morto, di quel che avessero + fatto a lui vivo. Portato a Roma il + suo cadavere, fecegli fare Domiziano il + funerale, e registrarlo nel catalogo degli + dii, ma senz'alcun altro degli onori, che + Roma gentile soleva accordare agli altri + imperadori, come giuochi annuali, templi + e sacerdoti per eternare la loro memoria. + Finquì _Flavio Domiziano_ altro titolo + non avea goduto, che quello di _Cesare_[540], + e di _Principe della gioventù_. Appena prese + le redini del governo, che, siccome + persona gonfia di vanità ed ambizione, + volle dal senato tutt'i titoli ed onori, che + altri imperadori partitamente aveano ricevuto, + cioè quelli d'_Imperadore_, d'_Augusto_, + di _Pontefice Massimo_, di _Censore_ + e di ornato della _tribunizia podestà_. Le + medaglie ancora ci assicurano, che non + tardò punto a voler anche il bel nome + di _Padre della Patria_. Qual fosse il merito + suo, quali i suoi pregi, lo vedremo + all'anno seguente. Egli era nato nell'anno + cinquantesimo dell'Era nostra; e + però cominciò il suo reggimento in età + giovanile; e diede il titolo d'_Augusta_ a + _Domizia_ sua moglie. + + NOTE: + + [532] Thesaurus Novus Inscript., pag. 312 et pag. 318. + + [533] Suet., in Tito, cap. 10. + + [534] Zonara, in Chr. + + [535] Dio, lib. 66. + + [536] Plutar., de Sanit. + + [537] Aurelius, in Breviar. + + [538] Dio, lib. 66. + + [539] Sueton., in Tito, cap. 10. + + [540] Patin., Vaillant, Mediobarb. et alii. + + + + + Anno di CRISTO LXXXII. Indizione X. + + CLETO papa 6. + DOMIZIANO imperadore 2. + } + + _Consoli_ + + FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per l'ottava + volta, e TITO FLAVIO SABINO. + + + Era questo _Sabino_ console, cugino + carnale di Domiziano, perchè figliuolo di + _Tito Flavio Sabino_, fratello di Vespasiano, + e prefetto di Roma, da noi veduto + ucciso negli ultimi giorni di Vitellio Augusto. + Avea già dato principio Domiziano + imperadore al suo governo, non diversamente + da alcuni suoi predecessori, buoni + sulle prime, e nel progresso del tempo + d'ogni crudeltà e scelleraggine macchiati[541]. + Salito sul tribunale, posto in piazza, + bene spesso ascoltava e decideva giudiciosamente + e giustamente le liti. Cassò + molte sentenze date dai giudici con indebita + parzialità, dichiarando infami quei + d'essi che si scoprivano aver preso danaro + per vendere la giustizia[542]. Tanta + attenzione ebb'egli anche nel resto dei + suoi anni all'amministrazione di essa + giustizia, non solo in Roma, ma anche + nelle provincie, che, per attestato di + Svetonio, non si videro mai in tutto l'imperio + romano i governatori e i magistrati + sì modesti e giusti, come sotto + di lui. E perchè questi dopo la sua + morte lasciarono la briglia alla loro + malnata avidità di far danaro, furono + poi per la maggior parte condannati e + puniti. Come censore perpetuo fece ancora + alcune belle provvisioni. Volle nei + teatri, distinti dalla plebe i sedili de' cavalieri. + Abolì le pasquinate e i libelli famosi, + pubblicati contro l'onore dei nobili + dell'uno e dell'altro sesso, gastigandone + gli autori, se venivano a scoprirsi. + Cacciò dal senato _Cecilio Rufino_ questore, + perchè si dilettava di far il buffone e + il ballerino. Alle pubbliche meretrici vietò + l'uso della lettiga, e il poter conseguire + eredità e legati. Levò dal ruolo dei + giudici un cavaliere romano, perchè dopo + avere accusata di adulterio e ripudiata + la moglie, l'avea dipoi ripigliata. Secondo + la legge statinia condannò alcuni + de' senatori e cavalieri per la lor impudicizia. + Nè il padre nè il fratello di lui + aveano presa cura degli adulterii delle + vergini vestali, le quali, come ognun sa, + venivano obbligate a conservar la verginità. + Rigorosamente volle egli, siccome + Pontefice massimo, che si eseguisse contra + di loro la pena capitale, prescritta + dalle leggi; nè risparmiò i dovuti gastighi + o d'esilio o di morte ai complici dei + lor falli. Parve[543] parimente ne' principii + del suo governo, ch'egli abborrisse il + levar la vita agli uomini, nè fosse punto + avido della roba altrui. Anzi inclinava + egli molto alla liberalità, e ne diede dei + gran saggi verso tutti i suoi cortigiani, + parenti ed amici, loro poscia severamente + incaricando di guardarsi da ogni + sordida azione per far danaro. Le eredità + a lui lasciate da chi avea figliuoli, le + ricusò. Molte terre decadute al fisco restituì + ai padroni di esse. Decretò l'esilio a + quegli accusatori che non provavano le + lor denunzie ed accuse. Molto più aspramente + trattò coloro che intentavano + processi calunniosi di contrabbandi in + favore del fisco; imperocchè egli diceva: + _Chi non gastiga i falsi accusatori, anima + essi ed altri a questo iniquo mestiere_. + Non fu minore la sua magnificenza + nel rifare il Campidoglio: che fu mirabil + cosa, perchè, secondo la testimonianza + di Plutarco[544], nelle sole dorature + egli v'impiegò dodicimila talenti: + il che era un nulla rispetto alle spese + fatte nell'adornare il proprio palazzo. + Rifabbricò eziandio varj templi bruciati + sotto Tito Augusto, mettendovi il suo + nome, e non già quello de' primieri. Fece + di pianta il tempio della famiglia Flavia, + lo stadio per gli atleti, l'Odeo per + le gare de' musici, e la Naumachia per + gli combattimenti navali. _Marziale_, poeta + di questi tempi, sfacciato adulatore di + Domiziano, esalta alle stelle tutte queste + sue fabbriche, ed ogni altra sua azione. + Ora quanto s'è detto fin qui potrà far + credere ai lettori, che Domiziano comparisse + figliuolo ben degno di un Vespasiano, + e fratello d'un Tito, principi che + aveano restituito il suo splendore a Roma, + e all'imperio romano. Ma noi non + tarderemo a vederlo indegno lor figlio + e fratello, e tiranno non signore di Roma. + Prese egli in quest'anno il titolo + d'_imperadore_ per la terza volta, a cagione, + per quanto si crede, di qualche + vittoria riportata da _Giulio Agricola_ nella + Bretagna. Colà s'inoltrò cotanto quel + valente capitano coll'armi romane, che + arrivò sino ai confini dell'Irlanda[545]. + + NOTE: + + [541] Sueton., in Domitiano, cap. 8. + + [542] Aurelius Victor, in Epitome. + + [543] Sueton., in Domitiano, cap. 9. + + [544] Plutarc., in Vita Poplic. + + [545] Tacitus, in vita Agricolae, cap. 24. + + + + + Anno di CRISTO LXXXIII. Indizione XI. + + ANACLETO papa 1. + DOMIZIANO imperadore 3. + } + + _Consoli_ + + FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la nona + volta, e QUINTO PETILLIO RUFO per la seconda. + + + A _Quinto Petilio_ fu sostituito nel + consolato, per quanto si crede, _Cajo + Valerio Messalino_. In quest'anno la Storia + ecclesiastica riferisce la morte di san + _Cleto_ papa, che col suo sangue illustrò + la religione di Cristo. A lui succedette + nella cattedra di s. Pietro, _Anacleto_. Durava + tuttavia la guerra nella Bretagna. + _Giulio Agricola_ comandante dell'armi + romano in quelle parti[546], riportò un'insigne + vittoria nella Scozia contra di quei + popoli. Aveano i Romani trasportato in + quelle grandi isole un reggimento di + Tedeschi. Costoro non volendo più militare + in quelle parti, fatta una congiura, + uccisero il loro tribuno, i centurioni, + ed alcuni soldati romani, ed imbarcatisi + in tre brigantini si diedero alla fuga. Il + piloto d'essi legni seppe far tanto, che + ricondusse il suo all'armata romana. + Gli altri due fecero il giro della Bretagna, + e dopo una fiera fame patita, per + cui mangiarono i più deboli, giacchè non + poteano approdare ad alcun sito d'essa + Bretagna, per essere considerati quai + nemici, andarono poi a naufragar nelle + coste della Germania bassa. Quivi dai + corsari svevi e frisoni furono presi e + venduti come schiavi. Perchè alcuni + d'essi capitarono nelle terre del romano + imperio, perciò allora solamente vennero + a conoscere i Romani, che la Bretagna + era un'isola e non già terra ferma, come + per la poca pratica aveano fin allora + molti creduto. Intanto Domiziano teneva + allegro il popolo romano[547] con dei + magnifici e dispendiosi spettacoli, non + solamente nell'anfiteatro, ma anche nel + circo, dove si videro corse di carrette, + combattimenti a cavallo e a piedi, siccome + ancora cacce di fiere, battaglie di + gladiatori in tempo di notte a lume di + fiaccole[548], dando nel medesimo spettacolo + cena, o almen vino al popolo + spettatore. Vidersi ancora zuffe d'uomini, + ed anche combattere con le fiere, o + fra loro. Mirabili altresì furono i combattimenti + navali, fatti nell'anfiteatro, + oppure in un lago, cavato a mano in vicinanza + del Tevere. Probabilmente a + vari anni son da attribuire sì fatti spettacoli, + benchè da Svetonio e da me accennati + tutti in un fiato. + + NOTE: + + [546] Tacitus, cap. 25 et seq. + + [547] Sueton., in Domitiano, c. 4. + + [548] Dio, lib. 67. + + + + + Anno di CRISTO LXXXIV. Indizione XII. + + ANACLETO papa 2. + DOMIZIANO imperadore 4. + +_Consoli_ + +FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la decima volta e SABINO. + + +Non ho io dato alcun prenome e nome a questo _Sabino_ console, perchè +intorno a ciò nulla v'ha di certo. Da Giordano[549], che altri +sogliono chiamar Giornande, egli vien appellato _Poppeo Sabino_. Parve +probabile al cardinal Noris[550], che il suo nome fosse _Cajo Oppio +Sabino_. Ma in un'iscrizione riferita dal Cupero (non so di qual peso) +a _Domiziano_ per la decima volta console vien dato per collega _Tito +Aurelio Sabino_. Noi bensì vedremo un console dell'anno seguente +appellato _Tito Aurelio_. In tale incertezza ho io ritenuto solamente +il di lui cognome, di cui non ci lasciano dubitare i fasti antichi. +Quantunque non si sappia di certo l'anno in cui Domiziano andò alla +guerra in Germania, pure, seguendo la traccia delle medaglie[551], +reputo io più verisimile il parlarne nel presente. Erano confinanti i +Romani coi Catti, popolo, per attestato di Tacito[552], il più +prudente e meglio disciplinato che s'avesse la Germania, creduto +oggidì quel d'Hassia e Turingia. Domiziano, siccome sommamente vano ed +ambizioso di gloria, determinò di marciar egli in persona contra +d'essi[553], perchè aveano cacciato _Cariomero re dei Cherusci_ dal +suo dominio a cagion dell'amicizia ch'egli professava ai Romani. Andò +questo gran campione, assai persuaso che il suo solo nome avesse da +sbigottire que' popoli; e forse fu allora, che, per quanto abbiam da +Frontino[554], egli mostrò di portarsi nelle Gallie, ad oggetto +unicamente di fare il censo di quelle provincie. Ma giunto colà, +all'improvviso passò coll'esercito il Reno, e a bandiere spiegate andò +contro ai Catti. Se volessimo credere agli adulatori poeti, uno de' +quali era allora _Publio Stazio Papinio_[555], egli domò la fierezza +di quei barbari e mise in pace i vicini. Ma non si sa ch'egli desse +loro battaglia alcuna; e probabilmente altro non fece che ridurli ad +un trattato di pace, con rovinar intanto i popoli suoi sudditi di là +dal Reno. Contuttociò, come s'egli avesse compiuta una segnalata +impresa, sparse voce di vittorie riportate; e tutto gonfio del suo +mirabil valore se ne tornò a Roma per goder del trionfo, che il senato +sulla di lui parola gli accordò. Nelle medaglie di quest'anno si +truova più volte coniato il tipo della vittoria, segno di questi +pretesi vantaggi nella guerra germanica, per cui cominciò egli ad +usare il titolo di _Germanico_, e si fece proclamar _imperadore_ sino +alla nona volta. Può nondimeno essere, che contribuissero alla gloria +di Domiziano anche le prodezze di _Giulio Agricola_ nella Bretagna; +imperciocchè, per quanto si può conghietturare[556], nell'anno +presente quel saggio uffiziale sottopose al romano imperio le isole +Orcadi, ed altri paesi in quelle parti. Di questi felici successi +diede egli di mano in mano avviso a Domiziano. Qual ricompensa ne +ricavasse, lo diremo all'anno seguente. + +NOTE: + +[549] Jord., de Reb. Getic., c. 13. + +[550] Noris, Ep. Consul. + +[551] Mediobarbus, Goltzius et alii. + +[552] Tacitus, de Morib. Germanorum, cap. 30. + +[553] Dio, lib. 67. + +[554] Frontin., in Stratagem., lib. 1, cap. 1. + +[555] Stat., in Sylv., l. 1, c 1. + +[556] Tac., in vita Agric., c. 38 et seq. + + + + + Anno di CRISTO LXXXV. Indizione XIII. + + ANACLETO papa 3. + DOMIZIANO imperadore 5. + +_Consoli_ + +FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per l'undecima volta, e TITO AURELIO FULVO, o +FULVIO. + + +Questo _Tito Aurelio_ console per attestato di Capitolino[557], fu +avolo paterno di Antonino Pio Augusto. Che solamente nell'anno +presente Domiziano solennizzasse il suo trionfo per aver ridotti a +dovere i popoli Catti, si può facilmente dedurlo dalle monete o +medaglie d'allora[558], nelle quali ancora con isfacciata adulazione +si legge GERMANIA CAPTA, quasichè a questo bravo imperadore, il qual +forse neppure fu a fronte de' nemici, riusciti fosse di conquistar +l'intera Germania. Però da lì innanzi egli costumò di andare al senato +in abito trionfale. Son di parere alcuni[559], ch'egli nello stesso +tempo trionfasse dei Quadi, Daci, Geli e Sarmati. Ma, per quanto +sembra indicare Svetonio[560], diverse furono quelle guerre, diversi i +trionfi. Egli spontaneamente fece la prima spedizione contro ai Catti; +e l'altre per necessità. Però ne parleremo andando innanzi. L'avviso +delle vittorie riportate da Agricola fu ricevuto da Domiziano con +singolare allegrezza in apparenza[561]; perchè internamente gli rodeva +il cuore, che vi fosse altra persona, che lui, creduta valorosa, e da +invidioso riputava perdita sua le glorie altrui. Perciò, quantunque, +per coprire lo scontento suo, gli facesse decretar dal senato gli +ornamenti trionfali, una statua e gli altri onori, de' quali fosse +capace una privata persona, dappoichè si riserbavano ai soli +imperadori i trionfi: pure determinò di richiamarlo a Roma, indorando +questa pillola, col far correr voce di volergli conferire il governo +riguardevole della Siria o sia della Soria, giacchè era mancato di +vita _Attilio Rufo_, governatore di quella provincia. Fu detto ancora, +che gliene inviasse la patente portata da un suo liberto, ma con +ordine di consegnargliela solamente allorchè Agricola non fosse +partito per anche dalla Bretagna; perchè dovea Domiziano temere, +ch'egli non volesse muoversi, se prima non riceveva la sicurezza di +qualche migliore impiego. Ma il liberto avendo trovato, che Agricola, +dopo aver consegnata la provincia tutta in pace al suo successore, +cioè a _Sallustio Lucullo_ era già venuto nella Gallia, senza neppur +lasciarsi vedere da lui, se ne ritornò a Roma, portando seco la non +presentata patente. Entrò in Roma Agricola in tempo di notte, per +ischivare lo strepito di molti suoi amici, che voleano uscire ad +incontrarlo; e si portò a salutar Domiziano, da cui fu accolto con +della freddezza. Da ciò intese egli ciò che potea sperare da un tale +imperadore; e rimasto senza impiego, si diede poscia ad una vita +ritirata e privata. Non mancò in corte chi animò Domiziano a fargli +del male, accusando e calunniando un sì degno personaggio, prima +ch'egli giugnesse a Roma; ma non avea per anche Domiziano dato luogo +in suo cuore alla crudeltà, di cui parlerò a suo tempo; e la +moderazione e prudenza d'Agricola ebbero tal fortuna, ch'egli giunse +naturalmente alla morte, senza riceverla dalle mani altrui. Abbiamo da +Tacito[562], che dopo l'arrivo di esso Agricola a Roma, gli eserciti +romani nella Mesia, nella Dacia, nella Germania e nella Pannonia, o +per la temerità, o per la codardia de' generali, furono sconfitti; e +che vi rimasero o trucidati o presi moltissimi uffiziali di credito +colle lor compagnie, di maniera che non solamente si perdè alquanto +de' confini del romano imperio, ma si dubitò infine di perdere i +luoghi forti, dove soleano star le milizie romane ai quartieri +d'inverno. Tali disavventure nondimeno si può credere che succedessero +in vari anni; a noi resta luogo di distribuirle con sicurezza secondo +i lor tempi, perchè son periti gli Annali antichi, e Svetonio e Dione, +secondo il loro uso, contenti di riferir le azioni degli antichi +Augusti, poca cura si presero della cronologia. + +NOTE: + +[557] Julius Capitolinus, in Antonino Pio. + +[558] Mediobarb., in Numism. imperator. + +[559] Blanchinius ad Anastas. + +[560] Sueton., in Domitiano, cap. 6. + +[561] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 39, et seq. + +[562] Tacitus, in vita Agricolae. + + + + + Anno di CRISTO LXXXVI. Indizione XIV. + + ANACLETO papa 4. + DOMIZIANO imperadore 6. + +_Consoli_ + +FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la dodicesima volta, e SERVIO CORNELIO +DOLABELLA METILIANO POMPEO MARCELLO. + + +Tutti questi cognomi ho io dato al secondo de' consoli, seguendo +un'iscrizione da me[563] pubblicata, e creduta spettante al medesimo +personaggio. Abbiamo da Giulio Capitolino[564], che in quest'anno +venne alla luce _Antonino Pio_, il quale vedremo andando innanzi +imperadore. E in questi tempi ancora, siccome scrive Censorino[565], +Domiziano istituì in Roma i _Giuochi Capitolini_, i quali continuarono +di poi a celebrarsi ad ogni quarto anno, a guisa dei giuochi olimpici +della Grecia. Si solennizzavano in onore di Giove Capitolino. Per +testimonianza di Svetonio[566], in que' giuochi varie erano le gare e +contese dei professori dell'arti. Chi più degli altri piaceva nel suo +mestiere, ne riportava in premio una corona. Faceano un giorno le lor +forze gli atleti; un altro dì i cantori e sonatori; un altro +gl'istrioni o commedianti. V'era anche il giorno destinato per li +poeti; e il suo per chi recitava prose in greco o latino. _Stazio +Papinio_ poeta[567] recitò allora al popolo una parte della sua +Tebaide, che non piacque; e in confronto di lui furono coronati altri +poeti. Vi si videro ancora non senza dispiacer de' buoni, fanciulle +pubblicamente gareggiare nel corso. Come pontefice massimo presiedeva +a questi giuochi Domiziano, vestito alla greca, portando in capo una +corona d'oro, perchè i sacerdoti costumavano nelle lor funzioni di +andar coronati. Abbiamo da Dione[568] e da Svetonio[569] che +Domiziano, oltre al suddetto spettacolo ed altri straordinari, usò +ogni anno di fare i giuochi quinquatri in onor di Minerva, mentre +villeggiava in Albano. In essi ancora si miravano cacce di fiere, +divertimenti teatrali, e gare d'oratori e di poeti. Non contento +Domiziano di profondere immense somme di danaro in tali spettacoli, +tre volte in vari tempi diede al popolo romano un congiario, cioè un +regalo di trecento nummi per testa. Così nella festa dei Sette monti, +mentre si facea uno spettacolo, diede una lauta merenda a tutto il +popolo spettatore, in maniera pulita di tavole apparecchiate ai +senatori e cavalieri, e alla plebe in certe sportelle. Nel giorno +seguente sparse sopra il medesimo popolo una quantità prodigiosa di +tessere, cioè di tavolette, nelle quali era un segno di qualche dono, +come di uccelli, carne, grano, ec., che si andava poi a prendere alla +dispensa del principe. E perchè erano quasi tutte cadute ne' gradini +del teatro o anfiteatro, dove sedea la plebe, ne fece gittar cinquanta +sopra cadaun ordine de' sedili de' senatori e cavalieri. Certo è che +gl'imperadori, per guadagnarsi l'affetto del popolo, coll'esempio +d'Augusto, il ricreavano di quando in quando colla varietà de' giuochi +pubblici, e più lo rallegravano con dei regali. Ma in fine queste +esorbitanti spese di Domiziano tornarono, siccome dirò, in danno dello +stesso pubblico, perchè l'erario si votava con sì fieri salassi, e per +ristorarlo egli si diede poi alle crudeltà e alle oppressioni de' +cittadini. + +NOTE: + +[563] Thesaur. Novus Inscript., pag. 113, n. 2. + +[564] Capitolinus, in vita Antonini Pii. + +[565] Censorinus, de Die Natali, cap. 18. + +[566] Suetonius, in Domitiano, cap. 4. + +[567] Statius, in Sylv. + +[568] Dio, lib. 67. + +[569] Sueton., in Domitiano, c. 4. + + + + + Anno di CRISTO LXXXVII. Indizione XV. + + ANACLETO papa 5. + DOMIZIANO imperadore 7. + +_Consoli_ + +FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la tredicesima volta, e AULO VOLUSIO +SATURNINO. + + +Benchè Eusebio nella sua Cronica[570] non rechi un filo sicuro per la +cronologia di questi tempi, pure si può ben credergli, allorchè scrive +che nell'anno presente cominciò Domiziano a gustare che la gente gli +desse il titolo di _Signore_ e fin quello di _Dio_: empietà non +perdonabile a mortale alcuno. Secondo il suddetto istorico, assistito +dall'autorità di Svetonio[571], non solamente egli si compiacque, ma +comandò ancora d'essere così nominato: il che, dice Eusebio, non venne +in mente ad alcun precedente imperatore. Noi abbiam veduto, avere +Augusto veramente vietato con pubblico editto d'essere chiamato +_Signore_; ma anch'egli permise bene e gradì che in sua vita gli +fossero eretti dei templi e costituiti dei sacerdoti ad onore della +sua pretesa divinità. Per attestato ancora di Vittore[572], Caligola +forsennato Augusto volle essere chiamato _Signore_ e _Dio_. Di tutto +era vie più capace la smoderata ambizione o frenesia di Domiziano; e +pronta ad ubbidire era l'adulazione e la superstiziosa stoltezza dei +Pagani. Però fondatamente hanno creduto alcuni, che l'aver Domiziano +perseguitati i Cristiani, avesse origine di qui; perchè certo i +seguaci di Gesù Cristo, professando la credenza di un solo Dio +invisibile ed immortale, non poteano mai indursi a riconoscere per dio +un imperadore, vile e miserabil creatura in confronto del Creatore. +Abbiamo dallo stesso Eusebio, che in questi tempi i popoli Nasamoni e +Daci, avendo guerra coi Romani, furono vinti. Quanto ai Daci non ci +somministra l'antica storia assai lume per essere il tempo vero in cui +ebbe principio la guerra con essi, e quanto durò, e quando finì. +Tuttavia potrebbe darsi che a questi tempi appartenesse il primo +movimento di quella guerra, che continuò molto dipoi, e riuscì ben +pericolosa e funesta ai Romani. Credesi che l'antica Dacia +comprendesse quel paese che oggidì è diviso nella Transilvania, +Moldavia e Valachia. Erano popoli fieri e bellicosi quei di quelle +contrade, perchè credeano la morte fine della presente vita, e +principio di un'altra, secondo l'opinion di Pitagora, che spacciò la +trasmigrazion delle anime. Con tal persuasione sprezzavano ogni +pericolo, e si esponevano alla morte, sperando di risorgere con +miglior mercato in altri corpi. Alcuni Greci[573] diedero ai _Daci_ il +nome di _Geti_ e _Goti_; e veramente si truovano confusi presso gli +antichi scrittori i nomi delle barbare nazioni. Quel che è certo, +capitano di essi Daci era allora _Decebalo_, uomo di rara maestria ed +accortezza nel mestier della guerra. E questi, se crediamo a +Giordano[574] scrittore de' tempi di Giustiniano Augusto, mossi +dall'avarizia di Domiziano, rotta l'alleanza che aveano con Roma, +passarono il Danubio, e cacciarono da quelle ripe i presidii +romani[575]. _Appio Sabino_, che il cardinal Noris[576] crede più +tosto appellato _Cajo Oppio Sabino_, personaggio stato già console, e +governatore allora probabilmente della Mesia, marciò colle sue forze +contra di que' Barbari, ma ne rimase sconfitto, ed egli ebbe tagliata +la testa[577]. A questa vittoria tenne dietro il saccheggio del paese, +e la presa di molti villaggi e castella. Giunte a Roma queste dolorose +nuove, si vide Domiziano in certa guisa necessitato ad accorrere colà +per fermare questo rovinoso torrente. In qual anno egli la prima volta +v'andasse (perchè due volte v'andò) non si può decidere. Sarà permesso +a me di riserbarne a parlar nell'anno susseguente. Dei Nasamoni, +popoli dell'Africa di sopra nominati da Eusebio, noi sappiamo da +Zonara[578], che, a cagion delle eccessive imposte, si sollevarono +contro ai Romani e diedero una rotta a _Flacco_ governator della +Numidia. Ma essendosi coloro perduti dietro a votar molti barili di +vino, che trovarono nel campo dei vinti, Flacco fu loro addosso, e ne +fece un gran macello. Domiziano, gloriandosi delle imprese altrui, nel +senato espose d'aver annientati i Nasamoni. + +NOTE: + +[570] Euseb., in Chron. + +[571] Sueton., in Domitiano, cap. 13. + +[572] Aurelius Victor, in Epitome. + +[573] Dio, lib. 67. + +[574] Jordan., de Rebus Geticis, cap. 12. + +[575] Sueton., in Domitiano, cap. 6. + +[576] Noris, Epist. Consulari. + +[577] Eutrop., Histor. + +[578] Zonara, in Annal. + + + + + Anno di CRISTO LXXXVIII. Indizione I. + + ANACLETO papa 6. + DOMIZIANO imperadore 8. + +_Consoli_ + +FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la quattordicesima volta, e LUCIO MINUCIO +RUFO. + + +_Minicio_ e non _Minucio_ è appellato questo console in una iscrizione +da me[579] data alla luce. Nobil famiglia era anche la _Minucia_. +Derisa fu l'avidità di Domiziano (l'avea preceduto coll'esempio +Vespasiano suo padre) da Ausonio[580] e da altri, nel continuare per +tanti anni il consolato nella sua persona, quasichè invidiasse agli +altri un tale onore. Arrivò egli ad essere console diecisette volte: +il che niuno de' suoi predecessori avea mai fatto, amando essi di +veder compartita anche ad altri questa onorevolezza. Osservò nondimeno +Svetonio[581], che Domiziano non esercitava poi la funzione di +console, lasciandone il peso al collega, o pure ai sostituiti. Bastava +alla sua boria, che il suo nome comparisse negli atti pubblici, l'anno +de' quali per lo più era segnato col nome de' consoli ordinari. Del +resto egli constumava di deporre il consolato alla più lunga nelle +calende di maggio; e i più d'essi rinunziò nel dì 13 di gennaio. Ma +quali persone fossero a lui sostituite in quella dignità, e in qual +anno, non si può ora accertare. Volle Domiziano, che si celebrassero +nell'anno presente i _giuochi secolari_, ancorchè, secondo l'istituto +di essi, si avessero a celebrare ad ogni cento anni[582], nè più che +quarantun anni fosse, che Claudio Augusto gli avea fatti. La prima +spedizion di Domiziano contro ai Daci, insuperbiti per la loro +vittoria, forse accadde nell'anno presente. Andò egli in persona +coll'esercito a quella volta. Racconta Pietro patrizio nel suo +trattato delle ambascerie[583], che _Decebalo_ veduto venire con sì +grande apparato di gente un imperador romano contro sè, gl'inviò degli +ambasciatori per trattar di pace. Se ne rise il superbo Domiziano, ed +avendoli rimandati senza risposta, ordinò che le milizie imprendessero +la guerra, con dare il comando di tutta l'armata a _Cornelio Fosco_, +prefetto allora del pretorio. Decebalo assai informato del valore di +questo generale, che avea studiata l'arte militare solamente fra le +delizie della corte e in mezzo ai divertimenti di Roma, se ne fece +beffe, e spedì altri deputati a Domiziano, offerendosi di terminar +quella guerra, purchè i Romani di quelle contrade gli pagassero +annualmente due oboli per testa; e ricusando essi tal condizione, +minacciava loro lo sterminio[584]. Contuttociò Domiziano, ch'era un +solennissimo poltrone, come se avesse pienamente assicurato l'imperio +da quella parte, se ne tornò da bravo a Roma, senza apparire se prima +che terminasse il presente anno, o pur nel seguente. Per quanto +scrivono Svetonio e Giordano[585], _Fosco_ avendo passato il Danubio, +fece guerra a' Daci, e probabilmente ebbe sopra di loro qualche +vantaggio; ma in fine restò sconfitto e ucciso, forse nell'anno +seguente. Circa questi tempi, per quanto s'ha da Eusebio[586], _Marco +Fabio Quintiliano_, eccellente maestro di eloquenza, nato a Calaorra +in Ispagna, venne a Roma salariato dal pubblico, per insegnar la +oratoria. Ma probabilmente ciò avvenne sotto Vespasiano, il quale +fondò quivi varie scuole, e vi chiamò degl'insigni maestri. Certo è +intanto, che Quintiliano fiorì sotto i di lui figliuoli, e fu anche +maestro dei nipoti di Domiziano. + +NOTE: + +[579] Thesaurus Novus Inscription., p. 314, n. 1. + +[580] Ausonius, in Panegyr. + +[581] Sueton., in Domitian., cap. 13. + +[582] Censorinus, de Die Natal., cap. 17. + +[583] Petrus Patric., de Legat. Hist. Byzant., T. 1. + +[584] Sueton., in Domitiano, cap. 6. + +[585] Jordan., de Reb. Geticis, cap. 13. + +[586] Eusebius, in Chron. + + + + + Anno di CRISTO LXXXIX. Indizione II. + + ANACLETO papa 7. + DOMIZIANO imperadore 9. + +_Consoli_ + +TITO AURELIO FULVO per la seconda volta, e AULO SEMPRONIO ATRATINO. + + +Siamo accertati da Giulio Capitolino[587], che _Vito Aurelio Fulvo_ o +sia _Fulvio_, avolo paterno di Antonino Pio Augusto, fu due volte +console. Giacchè Svetonio scrive che Domiziano volle un doppio trionfo +dei Catti e dei Daci, non è improbabile ch'egli nell'anno presente +affrettasse questo onore per far credere ai Romani, che felicemente +passavano gli affari nella guerra della Dacia. Attesta il medesimo +storico, ch'erano seguite alcune battaglie in quelle parti, e taluna +verisimilmente vantaggiosa ai Romani, il che bastò all'ambizioso +Augusto, per esigere l'onor del trionfo. Giacchè sopravvenne la +sconfitta e la morte di _Cornelio Fosco_ nella guerra che continuava +nella Dacia, potrebbe attribuirsi all'anno presente la seconda +spedizione del medesimo Domiziano contro ai Daci, essendo noi +accertati da Svetonio[588], che due volte egli andò in persona a +quella guerra. Ma se non è possibile il ben dilucidare i tempi delle +azioni di Domiziano, a noi bastar deve almeno la certezza delle +medesime. Tornò dunque Domiziano alla guerra[589], ma perchè facea più +conto della pelle che dell'onore, nè gli piacea la fatica, ma sì bene +il godersi tutti i comodi, siccome uomo poltrone, e perduto tra le +femmine e in ogni sorta di disonestà: non osò giammai di lasciarsi +vedere a fronte dei nemici. Fermatosi dunque in qualche città della +Mesia, spedì i suoi generali contra di Decebalo. Seguirono vari +combattimenti, ne' quali, per testimonianza di Dione, perì buona parte +delle sue armate. Tuttavia, perchè la fortuna delle guerre è volubile, +e i suoi riportarono talvolta de' vantaggi, e specialmente _Giuliano_ +diede una considerabil rotta a Decebalo: Domiziano di continuo, ed +anche allorchè andavano poco bene gli affari, spediva l'un dietro +all'altro i corrieri a Roma, per avvisare il senato delle sue felici +vittorie. Pertanto, a cagione di questi creduti sì gloriosi successi, +il senato gli decretò quanti onori mai seppe immaginare, e per tutto +l'imperio romano gli furono alzate statue d'oro e d'argento, se pur +non erano dorate ed inargentate. Con tutto il suo valor nondimeno +Decebalo cominciò a sentirsi assai angustiato dalle forze de' Romani; +e però inviò degli ambasciatori a Domiziano per ottener la pace. Non +ne volle il poco saggio Augusto udir parola; ma in vece di +maggiormente incalzare il vacillante nemico, venuto nella Pannonia, +rivolse l'armi contro ai Quadi e Marcomanni, volendo gastigarli, +perchè non gli aveano dato soccorso contra dei Daci. Due volte que' +popoli gli fecero una deputazione, per placare il suo sdegno; non solo +nulla ottennero, ma Domiziano fece anche levar la vita ai secondi lor +deputati. Si venne dipoi ad una battaglia, in cui dai Marcomanni, +combattenti alla disperata, fu sconfitto l'esercito romano, ed +obbligato l'imperadore alla fuga. Allora fu, che egli diede orecchio +alle proposizioni di pace con Decebalo, il qual seppe ben profittare +della debolezza, in cui, dopo tante perdite, si trovavano i Romani. +Contentossi dunque egli di restituir molte armi e molti prigioni, e di +ricever anche dalle mani di Domiziano il diadema del regno; ma si +capitolò, che anche Domiziano pagasse a lui una gran somma di danaro, +e di mandargli molti artefici in ogni sorta d'arti di guerra e di +pace; e, quel che fu peggio, di pagargli in avvenire annualmente una +certa quantità di danaro a titolo di regalo. Durò questa vergognosa +contribuzione sino ai tempi di Trajano, il quale, siccome vedremo, +avendo altra testa e cuore che Domiziano, insegnò ai Daci il rispetto +dovuto all'aquile romane. Tutto boria Domiziano per questa pace, +quasichè egli l'avesse fatta da vincitore, e non da vinto, scrisse al +senato lettere piene di gloria, e fece in maniera ancora, che gli +ambasciatori di Decebalo andassero a Roma con una lettera di +sommessione, a lui scritta da Decebalo, se pur non fu finta, come +molti sospettarono, dallo stesso Domiziano. Per altro Decebalo non +fidandosi di lui, si guardò dal venire in persona a trovar Domiziano, +e in sua vece mandò il fratello Diegis a ricevere da lui il diadema. +Quanto durasse questa guerra sì perniciosa ai Romani, e quando +cessasse, non abbiamo assai lume per determinarlo; ma v'è +dell'apparenza, che si stabilisse la pace nell'anno presente, e che +Domiziano se ne tornasse a Roma nel dicembre per prendere il consolato +nell'anno seguente. Nè si dee tacere ciò che Plinio il giovane +osservò, cioè che Domiziano[590] andando a queste guerre, per dovunque +passava sulle terre dell'imperio, non pareva il principe ben venuto, +ma un nemico ed un assassino: tante erano le gravezze che imponeva ai +popoli, tante le rapine, gl'incendi, ed altri disordini che +commettevano le sue milizie, braccia cattive di un più cattivo capo. + +NOTE: + +[587] Capitol., in Antonino Pio. + +[588] Sueton., in Domitiano, cap. 6. + +[589] Dio, lib. 67. + +[590] Plinius, in Panegyr. + + + + + Anno di CRISTO XC. Indizione III. + + ANACLETO papa 8. + DOMIZIANO imperadore 10. + +_Consoli_ + +FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la quindicesima volta, e MARCO COCCEJO +NERVA per la seconda. + + +_Nerva_ console, quegli è che a suo tempo vedremo imperadore. Siccome +il cardinal Noris ed altri mettono la seconda guerra dacica prima di +quel ch'io abbia supposto, così credono che Domiziano celebrasse +nell'anno 88, o pure nel precedente, il secondo suo trionfo dei Daci, +e prendesse il titolo di _Dacico_. Eusebio[591] lo differisce sino +all'anno seguente. Io sto col padre Pagi[592], che riferisce quel +trionfo al presente anno. Su tal supposto adunque, fu in quest'anno, +per attestato di Dione[593], che Domiziano solennizzò in Roma le sue +glorie con magnifiche feste e spettacoli. Si fecero nel Circo vari +combattimenti a piedi e a cavallo, e in un lago fatto a posta una +battaglia navale, in cui quasi tutti i combattenti restarono morti. +Levossi inoltre durante quello spettacolo un fiero temporale con +pioggia, che quasi ebbe ad affogare gli spettatori. Domiziano si fece +dare il mantello di panno grosso, ma non volle che gli altri mutassero +veste, nè che alcuno uscisse, di maniera che tutti inzuppati d'acqua, +contrassero poi delle malattie, per cui molti morirono. A consolar poi +il popolo per tal disgrazia, trovò lo spediente di dargli una cena a +lume di fiaccole; e per lo più fu suo costume di eseguire i pubblici +divertimenti in tempo di notte. Ma specialmente fece egli comparire il +suo fantastico cervello in un convito notturno, al quale invitò i +principali dell'ordine senatorio ed equestre. Fece addobbar di nero +tutte le stanze del palazzo, mura, pavimento e soffitte, con sedie +nude. Invitati i commensali, cadaun vide collocata vicino a sè una +specie d'arca sepolcrale, col suo nome scritto in essa, e con una +lucerna pendente, come ne' sepolcri. Sopravvennero fanciulli tutti +nudi e tinti di nero, ballando intorno ad essi, e portando vasi, +simili agli usati nelle esequie dei morti. Cadauno de' convitati si +tenne allora spedito, e tanto più perchè tacendo ognuno, il solo +Domiziano d'altro non parlava che di morti e di stragi. Dopo sì gran +paura furono in fine licenziati; ma appena giunti alla loro +abitazione, ecco che parecchi di loro son richiamati alla corte. Oh +allora sì che crebbe in essi lo spavento; ma in vece d'alcun danno, +riceverono poi da Domiziano qualche dono in vasi d'argento, o in altri +preziosi mobili. Tali furono i sollazzi bizzarri dati da Domiziano +alla nobiltà in occasione del suo trionfo. Nondimeno il popolo +comunemente dicea, che questo era non già un trionfo, ma un funerale +de' Romani nella Dacia, ovvero in Roma estinti. Dopo questi trionfi la +vanità di Domiziano, che studiava ogni dì qualche novità, volle che il +mese di settembre da lì innanzi s'appellasse _Germanico_[594], e +l'ottobre _Domiziano_, per non essere da meno di Giulio Cesare e di +Augusto; e ciò perchè nel primo avea conseguito il principato, ed era +nato nel secondo. Ma non durò più della sua vita questo suo decreto. +Non si sa mai capire, come Eusebio[595] scrivesse, che molte fabbriche +furono terminate in Roma nell'anno presente, o pure nell'antecedente, +cioè _Capitolium, Forum transitorium, Divorum Porticus, Isium ac +Serapium, Stadium, Horrea piperataria, Vespasiani Templum, Minerva +Chalcidica, Odeum, Forum Trajani, Thermae Trajanae et Titianae, +Senatus, Ludus Matutinus, Mica aurea, Meta sudans et Pantheum_. Non si +pensasse alcuno, che tanti edifizii ricevessero il lor essere o +compimento in quest'anno. Forse furono risarciti. Il _Panteon_ era da +gran tempo fatto; e, per tacere il resto, la piazza e le terme di +Traiano non furono, siccome diremo, fabbricate, se non nei tempi del +suo imperio, cioè da qui a qualche anno. + +NOTE: + +[591] Euseb., in Chron. + +[592] Pagius, in Critica Baron. ad hunc Ann. + +[593] Dio, lib. 67. + +[594] Sueton., in Domitiano, cap 13. Plutarchus in Num. + +[595] Euseb., in Chron. + + + + + Anno di CRISTO XCI. Indizione IV. + + ANACLETO papa 9. + DOMIZIANO imperadore 11. + +_Consoli_ + +MARCO ULPIO TRAJANO e MARCO ACINIO GLABRIONE. + + +_Trajano_, console in quest'anno, il medesimo è che fu poi imperadore +glorioso. Il prenome dell'altro console _Glabrione_, secondo alcuni, +fu non già _Marco_, ma _Manio_, siccome proprio della famiglia +_Acilia_. Noi abbiamo da Dione[596] esser avvenuti due prodigii, per +l'uno de' quali fu presagito l'imperio a _Trajano_, e per l'altro la +morte a _Glabrione_. Quali fossero, nol sappiamo, se non che per +attestato del medesimo storico, Glabrione, benchè console, fu +obbligato dal capriccioso ed iniquo Domiziano a combattere contra di +un grosso lione, che fu bravamente da lui ucciso, senza restarne egli +ferito. Questa azione, che dovea guadagnargli lode e stima presso di +Domiziano, altro non fece che incitarlo ad invidia, ed anche ad odio, +perchè non gli piaceano i nobili di raro valore. Però col tempo trovò +de' pretesti per mandarlo in esilio, e poi imputandogli volesse +turbare lo stato (forse nell'anno 95) il fece ammazzare. All'anno +presente vien riferita da Eusebio[597] la strepitosa morte di +_Cornelia_, capo delle Vergini Vestali. Era ella stata accusata dianzi +d'incontinenza e dichiarata innocente. Sotto Domiziano si risvegliò +questa accusa; e Domiziano affettando la gloria di custode della +religione, cioè della superstizione pagana, e volendo rimettere in uso +le antiche leggi, la fece condannare e seppellir viva. Svetonio[598] +dice, ch'ella fu convinta de' suoi falli; Plinio il giovane[599], +ch'essa nè pur fu chiamata in giudizio, non che ascoltata, ed essere +quella stata un'enorme crudeltà ed ingiustizia. Furono anche +processati alcuni nobili romani, come complici del delitto, frustati +sino a lasciar la vita sotto le battiture, benchè non confessassero +l'apposto reato. E perchè _Valerio Liciniano_, già senatore e pretore, +uno de' più eloquenti uomini del suo tempo, per avere nascosa in sua +casa una donna della famiglia di Cornelia, fu accusato, altra maniera +non ebbe, per sottrarsi a que' rigori, se non di confessare quanto gli +fu suggerito sotto mano per ordine di Domiziano. Tuttavia fu egli +cacciato in esilio, e i suoi beni assegnati al fisco. Questi poi sotto +Trajano ritornato a Roma si guadagnò il vitto, con fare il maestro di +rettorica. Così inorpellava Domiziano i suoi vizii, volendo comparire +zelantissimo dell'onore de' suoi falsi dii. Narrasi ancora, che +essendo morto uno dei suoi liberti, e seppellito, dappoichè Domiziano +intese che costui si era fatto fabbricare il sepolcro con dei marmi +presi dal tempio di Giove Capitolino, bruciato negli anni addietro, +fece smantellar dai soldati quel sepolcro, e gittar in mare le ossa e +le ceneri di colui; tanto si piccava egli di essere zelante dell'onore +delle cose sacre. + +NOTE: + +[596] Dio, lib. 67. + +[597] Eusebius, in Chron. + +[598] Sueton., in Domitiano, c. 2. + +[599] Plinius, lib. 4, Ep. II. + + + + + Anno di CRISTO XCII. Indizione V. + + ANACLETO papa 10. + DOMIZIANO imperadore 12. + +_Consoli_ + +FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la sedicesima volta, e QUINTO VOLUSIO +SATURNINO. + + +S'è disputato, e tuttavia si disputa, in qual anno succedesse la +ribellione di _Lucio Antonio_, e la breve guerra civile che in que' +tempi avvenne. Alcuni[600] la mettono nell'anno 88, altri nell'89, e +il Calvisio[601] la differisce sino al presente anno. A me sembra più +probabile l'ultima opinione, confrontando insieme quel poco che s'ha +di questo fatto da Tacito[602], e da Svetonio[603], e da Dione[604], o +sia da Sifilino; perchè da loro apparisce che dopo questa sollevazione +Domiziano lasciò la briglia alla sua crudeltà, e ciò avvenne, siccome +dirò, nell'anno seguente. _Lucio Antonio_, a cui Marziale[605] dà il +cognome di _Saturnino_, era governatore dell'alta o sia superiore +Germania. Perchè ben sapea, quanto per poco Domiziano perseguitasse le +persone di merito, e che specialmente sparlava di lui con ingiuriosi +nomi, mosse a ribellione le sue legioni, facendosi proclamare +imperadore. Portata a Roma questa nuova, se ne conturbò ognuno per +l'apprensione che ne succedesse una gran guerra, e si tornasse a +provar tutti i malanni compagni delle guerre civili. Domiziano stesso, +temendo che quest'incendio si potesse maggiormente dilatare, determinò +di portarsi in persona contra di lui, ed avea già in ordine l'armata. +Ciò che recava maggiore spavento, era il sapersi che Lucio Antonio +s'era collegato coi Germani, e questi doveano rinforzarlo con un +potente esercito. Ma che? _Lucio Massimo_, che il Tillemont +fondatamente congettura essere lo stesso che _Lucio Appio Norbano +Massimo_, il qual forse governava allora la bassa Germania, o pure una +parte della Gallia vicina, senza aspettare alcun de' soccorsi che gli +promettea Domiziano, diede battaglia improvvisamente ad esso Lucio +Antonio, prima che con lui si unissero i Tedeschi. Volle anche la +buona fortuna, che mentre erano alle mani, crescesse così forte il +Reno, che non poterono passare i Tedeschi. Rimase sconfitto ed ucciso +Antonio, e la sua testa fu inviata a Roma in testimonianza della +vittoria: il che risparmiò a Domiziano gl'incomodi di continuar quella +spedizione. Plutarco[606] e Svetonio[607] narrano, che nel giorno +stesso, in cui fu data quella battaglia, un'aquila posandosi in Roma +sopra una statua di Domiziano, fece delle grida di allegria; e +passando tal voce d'uno in altro, nel medesimo giorno si divulgò per +tutta Roma, che Lucio Antonio era stato interamente disfatto: ed +alcuni giunsero fino a dire di aver veduta la sua testa recisa dal +busto. Prese tal piede questa diceria, che gran parte dei magistrati +corsero a far de' sagrifizii in rendimento di grazie. Ma cominciandosi +a cercare chi avea portata questa nuova, niuno si trovò, ed ognuno +rimase confuso. Domiziano, che era in viaggio, ricevette dipoi i +corrieri della vittoria, e si verificò essere la medesima succeduta +nel giorno medesimo, in cui se ne sparse in Roma la falsa voce. +All'anno presente attribuisce Eusebio[608] l'editto di Domiziano +contro le vigne[609]. Trovatosi che v'era stata molta abbondanza di +vino, poca di grano, s'immaginò Domiziano, che la troppa quantità +delle viti cagion fosse che si trascurasse la coltura delle campagne. +Ma Filostrato[610] aggiugne, che non piaceva a Domiziano sì sterminata +copia di vino, perchè l'ubbriachezza cagionava delle sedizioni. Ora +egli vietò che in Italia non si potessero piantar viti nuove, e che +nelle provincie se ne schiantasse la metà, anzi tutte nell'Asia, per +quanto ne dice Filostrato. Ma non istette poi saldo in questo +proposito, per essere venuto a Roma _Scopeliano_ spedito da tutte le +città dell'Asia, il quale non solamente ottenne che si coltivassero le +vigne, ma ancora che si mettesse pena a chi non ne piantava. Forse +ancora più di ogni altra riflessione servì a fare smontar Domiziano da +questa pretensione, l'essersi sparsi de' biglietti[611], ne' quali era +scritto, _che facesse pur Domiziano quanto voleva, perchè vi +resterebbe tanto di vino per fare il sagrifizio in cui sarebbe la +vittima lo stesso imperadore_. + +NOTE: + +[600] Pagius, in Crit. Baron. + +[601] Calvisius, Tillemont et alii. + +[602] Tacitus, in Vita Agricolae. + +[603] Sueton., in Domitiano, cap. 9. + +[604] Dio, lib. 67. + +[605] Martial., lib. 4, Epist. 9. + +[606] Plutarchus, in P. Æmil. + +[607] Sueton., in Domitiano, c. 6. + +[608] Euseb., in Chron. + +[609] Sueton., in Domitiano, cap. 7. + +[610] Philostratus, in Vita Apollon., lib. 6. + +[611] Aurelius Victor, in Epitome. Vopiscus, in Probo. + + + + + Anno di CRISTO XCIII. Indizione VI. + + ANACLETO papa 11. + DOMIZIANO imperadore 13. + +_Consoli_ + +POMPEO COLLEGA e CORNELIO PRISCO. + + +Credesi che a questi consoli fossero sostituiti prima del dì 15 di +luglio, _Marco Lollio Paolino_ e _Valerio Asiatico Saturnino_; e che +all'un di essi succedesse nel consolato _Cajo Antistio Giulio +Quadrato_; e il padre Stampa[612] ha sospettato che _Cajo Antistio_ o +sia _Antio Giulio_ fosse personaggio diverso da _Quadrato_. Ma qui son +delle tenebre, come in tanti altri siti de' Fasti consolari, +trovandosi bensì de' consoli sostituiti e straordinari nelle antiche +storie e lapidi nominati, ma senza certezza dell'anno in cui +esercitarono quell'insigne uffizio. Poichè per altro quai fossero i +due poco fa menzionati consoli, l'abbiamo da un marmo riferito dal +Grutero[613], e compiutamente poi dato alle stampe dal canonico +Gori[614], che fu posto M. LOLLIO PAVLLINO VALERIO ASIATICO SATVRNINO. +C. ANTIO IVLIO QVADRATO COS. Se poi questi nell'anno presente fossero +sostituiti ai consoli ordinari, io nol so dire. Nell'agosto di +quest'anno in età di cinquantasei anni diede fine alla sua vita _Gneo +Giulio Agricola_, suocero di Cornelio Tacito[615], già stato console: +le cui imprese militari nella Bretagna di sopra accennai. Tornato +ch'egli fu di colà a Roma, arrivò l'anno in cui potea chiedere il +proconsolato, o sia il governo dell'Asia o dell'Africa. Ma non si +sentì egli voglia d'altri onori, perchè sotto un imperador cattivo +troppo era pericoloso il servire. Poco prima avea Domiziano fatto +levar di vita _Civica Cereale_ proconsole dell'Asia per meri sospetti +di ribellione. Questo esempio, e il sapere che l'imperadore non avea +caro di conferir sì riguardevoli posti a persone di sperimentato +valore, indussero Agricola a pregarlo che volesse esentarlo da quel +pesante fardello. Era questo appunto ciò che desiderava Domiziano, e +ben presto glie l'accordò; e permise, che Agricola il ringraziasse, +come se gli avesse fatta una grazia. Seppe di poi vivere questo saggio +uomo anche per qualche tempo, senza provar le persecuzioni del +bisbetico Augusto, facendo conoscere che gli uomini grandi provveduti +di prudenza possono stare anche sotto principi cattivi, e non fare +naufragio. Dione[616], ciò non ostante scrive che Domiziano l'uccise; +ma Tacito, che più ne seppe di lui, e scrisse la sua vita, dice bensì +esser corsa voce di veleno, nondimeno ne restò egli in dubbio. + +Ma tempo è oramai di far vedere un principe appunto cattivo, anzi +pessimo, nella persona di Domiziano; cosa da me riserbata a +quest'anno, non già perchè egli cominciasse solamente ora a +riconoscersi tale, ma perchè il suo mal talento dopo la guerra civile +di Lucio Antonio andò agli eccessi. Certamente a Domiziano non mancava +ingegno ed intendimento: ma questa bella dote, se va unita con delle +sregolate passioni, ad altro non serve d'ordinario, che a rendere più +perniciosi e malefici i regnanti. Ora non si può assai esprimere +quanta fosse la vanità, la prosunzione, e la sete di dominare in lui. +Egli si credeva la maggior testa dell'universo, e ch'egli solo fosse +degno di comandare: perciò fiero, superbo e sprezzator d'ognuno, +astuto ed implacabile ne' suoi sdegni. Era sicuro dell'odio suo +chiunque compariva eccellente in alcuna bella dote: che questo è lo +stilo delle anime basse[617]. Vivente il padre, e creato Cesare fece +di mani e di piedi per non esser da meno del buon Tito suo fratello: +ottenne vari uffizi, che esercitò con gran boria ed eccesso di +autorità. E giacchè Vespasiano, ben conoscente del maligno suo +naturale, il teneva basso, non avendo potuto conseguire se non un +consolato ordinario, almeno si studiò sempre di essere sustituito come +console straordinario al fratello. Morto Vespasiano, fu in dubbio se +dovesse offerire ai soldati il doppio del donativo promosso loro da +Tito, per tentar di levare a lui l'imperio. Andava spacciando che il +padre l'avea lasciato collega del fratello nella signoria; ma che era +stato suppresso il testamento. Vantavasi ancora d'aver egli alzato al +trono non meno il padre che il fratello; e l'adulatore Marziale +approvò questo suo folle sentimento. Vivente esso Tito, non fece egli +mai fine a tendergli delle insidie, non solo segretamente, ma anche in +palese. Tuttavia tanta era la bontà di Tito, che quantunque +consigliato di liberar sè stesso e il pubblico da sì pericoloso +arnese, mai non volle ridursi a questo passo, contentandosi solamente +di fargli talvolta delle fraterne correzioni colle lagrime agli occhi, +benchè senza frutto. Forse quell'unica azione di cui Tito prima della +sua immatura morte disse d'esser pentito, fu d'aver lasciato in vita +questo fratello, ben conoscendo il gran male che ne avverrebbe alla +repubblica. Divenuto poscia imperadore[618] non lasciava occasione, +anche in senato[619], di sparlare copertamente ed ancora svelatamente +del padre e del fratello, biasimando le loro azioni; e per cadere in +disgrazia di lui, altro non occorreva che essere in grazia o dell'uno +o dell'altro, o dir parole alla presenza di lui in lode di Tito. Per +altro egli era un solennissimo poltrone: temeva i pericoli della +guerra; abborriva le fatiche del governo[620]. Il suo divertimento +principale consisteva in giocare ai dadi, anche ne' giorni destinati +agli affari. Soleva eziandio ne' principii del suo governo starsene +ritirato in certe ore del giorno: e la sua mirabil applicazione era in +prendere mosche[621], o ucciderle con uno stiletto. Celebre è intorno +a ciò il motto di Vibio Crispo, uomo faceto. Dimandando taluno, chi +fosse in camera con Domiziano, rispose Crispo: _Nè pur una mosca_. Ora +non aspettò egli, siccome dissi, a comparire quel crudele che era, a +questi tempi. Anche ne' precedenti anni diede varj saggi di questa sua +fierezza per varie e ben frivole cagioni. Fra gli altri (non se ne sa +l'anno) fece ammazzare _Tito Flavio Sabino_ suo cugino, perchè +avendolo disegnato console, secondo le apparenze, per la seconda +volta, il banditore inavvertentemente in vece del nome di _Console_ +gli diede quello d'_imperadore_. Questo bastò per togliere a Sabino la +vita. La stessa mala sorte toccò ad alcuni altri, o pure l'esilio: che +questo era ne' primi suoi anni di più ordinario gastigo; ed +Eusebio[622] al di lui quarto anno scrive essere stati esiliati da lui +assaissimi senatori. Probabilmente ciò avvenne più tardi. Ora noi +sappiamo da Suetonio[623], che Domiziano prima di questi tempi avea +levato dal mondo _Salvio Coccejano_, solamente perchè avea +solennizzato il giorno natalizio di Ottone imperatore suo zio; +_Sallustio Lucullo_, non per altro, che per aver dato il nome di +lucullee ad alcune lance di nuova invenzione; _Materno Sofista_, cioè +professor di rettorica, per aver fatta una declamazione contra de' +tiranni; ed _Elio Lamia Emiliano_, per cagione di qualche motto +piccante, detto fin quando esso Domiziano era persona privata. Moglie +di questo Lamia fu _Domizia Longina_, figliuola di Corbulone. Gliela +tolse Domiziano, e dopo averla tenuta per amica un tempo, la sposò, e +diedele il titolo di _Augusta_. Ad accrescere la crudeltà di questo +imperadore, s'aggiunse la smoderata credenza che si dava in questi +tempi alle vane predizioni degli strologhi. Più degli altri loro +prestava fede Domiziano, uomo timidissimo; e perchè fin da giovane gli +avea predetto alcun d'essi che sarebbe un dì ucciso: perciò la +diffidenza fu sua compagna finchè visse, e massimamente negli ultimi +anni del suo imperio. Di qua venne la morte di vari principali signori +dell'imperio; perchè egli si procacciava l'oroscopo di tutti, e +trovandoli destinati a qualche cosa di grande, li faceva levare dal +mondo. _Metio Pomposiano_, di cui parlammo all'anno 75, preservato +sotto il buon Vespasiano, non la scappò sotto l'iniquo suo figliuolo. +Perchè fu creduto che avesse una genitura, che vanamente gli +pronosticava l'imperio, e perchè teneva in sua camera una carta +geografica del mondo, e studiava le orazioni dei re e dei capitani, +che son nelle storie di Livio, il mandò in Corsica in esilio[624], ed +appresso il fece ammazzare. Ma soprattutto s'accese, e giunse al colmo +l'inumanità di Domiziano, dappoichè se gli ribellò _Lucio Antonio +Saturnino_; del che s'è favellato all'anno precedente. S'accorse più +che mai allora questo maligno principe, che l'odio universale è un +pagamento inevitabile delle iniquità[625]. Trovò anche in Roma dei +complici di quella congiura, e molti altri, che almeno sospiravano di +vederla camminare ad un fine felice. Incrudelì dunque contra di +chiunque era stato, o si sospettava che fosse stato partecipe dei +disegni d'esso Lucio Antonio; nè perdonò se non a due uffiziali, che +con vergognosa scusa coprirono il loro fallo. D'altre illustri persone +da lui uccise parleremo all'anno seguente. Anche Tacito[626] attesta +avere bensì Domiziano commessa qualche crudeltà negli anni addietro, +ma un nulla essere in paragon di quelle ch'egli praticò dopo la morte +d'Agricola, avvenuta nell'anno presente, siccome dicemmo. O nel +precedente anno, come vuole il padre Pagi[627], o nel presente, come +credette il cardinal Noris[628] ed altri, ebbe principio la guerra de' +Romani coi Sarmati[629]. Aveano que' barbari tagliato a pezzi una o +più legioni romane coi loro uffiziali. Ciò diede impulso a Domiziano +di accorrere colà in persona con un buon esercito, per frenare +l'insolenza di que' popoli. Da Marziale e da Stazio poeti, due trombe +delle azioni di questo imperadore, noi impariamo ch'egli ebbe a +combattere anche contro ai Marcomanni. Se bene, o male, non si sa. Ben +sappiamo[630] che, secondo il suo costume di attribuirsi le vittorie, +anche quando egli era vinto, tornato a Roma nel gennaio di questo anno +o pur del seguente, fece credere che gli affari erano passati a +maraviglia bene. Tuttavia ricusò il trionfo, e si contentò di portare +al Campidoglio la sola corona d'alloro, e di offerirla a Giove +Capitolino. + +NOTE: + +[612] Stampa, ad Fastos Consular. Sigonii. + +[613] Gruter., Thesaur. Inscript., pag. 189. + +[614] Gorius, Inscription. Etrusc., p. 69. + +[615] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 44. + +[616] Dio, lib. 67. + +[617] Sueton., in Domitiano, cap. 1. + +[618] Dio, lib. 67. + +[619] Sueton., in Domitiano, cap. 1. + +[620] Aurelius Victor, in Epitome. + +[621] Suet., in Domit., c. 3. Dio, l. 67. Aurel. Vict., in Epitome. + +[622] Euseb., in Chron. + +[623] Sueton., in Domit., cap. 10. + +[624] Dio, lib. 67. + +[625] Sueton., in Domitiano, cap. 10. + +[626] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 45. + +[627] Pagius, in Crit. Baron. + +[628] Noris, Epist. Consulari, Tillemont et alii. + +[629] Eutrop., in Breviar. + +[630] Sueton., in Domitiano, c. 6. + + + + + Anno di CRISTO XCIV. Indizione VII. + + ANACLETO papa 12. + DOMIZIANO imperadore 14. + +_Consoli_ + +LUCIO NONIO TORQUATO ASPRENATE e TITO SESTIO MAGIO LATERANO. + + +Fra gli eruditi è stata finora molta disputa intorno ai consoli +ordinari di quest'anno, nè si sapea il prenome e nome di _Laterano_. +Una iscrizione del museo kircheriano, da me[631] data alla luce, ha +messo tutto in chiaro. Da un altro marmo apparisce che, in luogo di +_Laterano_, era console nel settembre _Lucio Sergio Paolo_. +Moltiplicarono più che mai in questi tempi le calamità di Roma sotto +Domiziano, divenuto oramai formidabil tiranno, e non inferiore a +Nerone. Ne lasciò a noi un orrido ritratto Cornelio Tacito[632], +presente a tutte quelle scene, con dire che si vide il senato +circondato ed assediato da genti di armi; a molti che erano stati +consoli, tolta la vita; e le più illustri dame o fuggitive o cacciate +in esilio. Di persone nobili bandite, piene erano le isole, e +all'esilio tenea dietro bene spesso la spada del carnefice. Ma in Roma +si facea il maggior macello. Pareva un delitto l'aver avuto delle +dignità; pericoloso era il volerne; nè altro occorreva per istar tutto +dì esposto ai precipizii, che l'essere uomo dabbene. Le spie e gli +accusatori erano tornati alla moda; e fra questi mali arnesi si +distinguevano Metio Caro Messalino e Bebio Massa, assassini del +pubblico, non nelle strade, ma ne' tribunali stessi di Roma, con +essersi attribuita la maggior parte delle crudeltà d'allora più alla +lor malignità e prepotenza che a quella di Domiziano. Le spese +eccessive fatte da questo prodigo imperadore in tanti spettacoli non +necessari, e in accrescere fuor di misura lo stipendio ai soldati, per +maggiormente obbligarseli, l'aveano ridotto al verde[633]. Si avvisò +di cercare il risparmio col cassare una porzion delle milizie; e, +secondo Zonara[634], eseguì questo pensiero. Svetonio sembra dire, che +solamente lo tentò, ma che trovandosi tuttavia imbrogliato a dar le +paghe, rivolse il pensiero a far danaro in altre tiranniche maniere, +occupando a diritto e a torto i beni dei vivi e dei morti. Pronti +erano sempre gli accusatori, denunziando or questo, or quello, come +rei di lesa maestà per un cenno, per una parola contra del principe o +contra uno dei suoi gladiatori; delitti per lo più finti e non +provati. Si confiscavano a tutti i beni; e bastava che comparisse un +solo a dire di aver inteso che un tale prima di morire avea lasciata +la sua eredità a Cesare, perchè tosto si mettessero le griffe su +quella roba. Sopra gli altri furono angariati i Giudei, che da gran +tempo pagavano un rigoroso testatico, per esercitare liberamente il +culto della lor religione. Un'esatta perquisizion di essi fu fatta per +tutto l'imperio romano, e processati coloro che, dissimulando la lor +nazione, non aveano pagato. + +Fra gli altri personaggi di distinzione che, per attestato di +Tacito[635], furono tolti di mira in questi tempi dal genio +sanguinario di Domiziano, si contarono _Elvidio_ il giovane, _Rustico_ +e _Senecione_. Era il primo figliuolo di quell'_Elvidio Prisco_, che +a' tempi di Vespasiano, siccome fu detto di sopra all'anno 73, per la +sua stoica insolenza si tirò addosso l'esilio, e poi la morte[636]. +Eccellenti qualità concorrevano ancora in questo suo figliuolo, per le +quali era in gran riputazione, oltre all'aver esercitato un consolato +straordinario. Quantunque egli se ne stesse ritirato per la malvagità +de' tempi che correano, pure si vide accusato davanti al senato, per +avere, secondochè diceano, in un suo poema sotto i nomi di Paride e di +Enone messo in burla il divorzio di Domiziano[637], il quale altrove +abbiam detto che prese in moglie Domizia Longina. Questa poi la +ripudiò, perchè perduta di amore verso Paride istrione, ch'egli fece +uccidere in mezzo ad una strada. Contuttociò non si potè contenere dal +ripigliarla poco dipoi: del che fu assai proverbiato. _Publicio +Certo_, dianzi pretore, ed ora uno de' giudici dati ed Elvidio, per +mostrare il suo zelo adulatorio verso Domiziano, commise la più +vergognosa azione che si possa mai dire; perchè mise le mani proprie +addosso ed Elvidio, e il trasse alle prigioni. Fu condannato Elvidio, +e l'infame Publicio per ricompensa destinato console, senza però +giugnere a godere di quella dignità, perchè Domiziano tolto di vita +non gli potè mantener la parola. Contra di costui si fece accusatore +_Plinio_ il giovine; e tal terrore gli mise in corpo, che disperato +finì i suoi giorni. _Errenio Senecione_, per avere scritta la vita di +_Elvidio Prisco_ seniore, somministrò assai ragione al crudel +Domiziano e al timido senato, per condannarlo a morte e far bruciare +pubblicamente l'opere composte da quel felice ingegno. Un altro +personaggio, tenuto in sommo credito per la professione della stoica +filosofia[638], fu _Lucio Giunio Aruleno Rustico_. Aveva egli in un +suo libro lodati _Peto Trasea_ ed _Elvidio Prisco_, uomini insigni, +dei quali si è parlato di sopra. Di più non occorse, perchè egli fosse +condannato e fatto morire. Plutarco attribuisce la di lui disgrazia +all'invidia portata da Domiziano alla gloria di quest'uomo illustre. +Sappiamo parimente, che _Fannia_, moglie di Elvidio Prisco, in tal +occasione fu mandata in esilio, e spogliata di tutti i suoi beni; +siccome ancora _Arria_ vedova di Peto Trasea; e _Pomponia Gratilia_, +moglie del suddetto Rustico. Fece anche Domiziano morire _Ermogene_ da +Tarso, perchè in una storia di lui scritta si figurò di essere stato +punto sotto certe maniere di dir figurate. I copisti di quella storia +furono anch'essi fatti morire in croce. Di questo passo camminava la +crudeltà di Domiziano, e Dione[639] ebbe a dire, che non si può sapere +a qual numero ascendesse la serie degli uccisi per ordine suo, perchè +non voleva che si scrivesse negli atti del senato memoria alcuna delle +persone da lui tolte di vita. E con questa barbarie congiungeva egli +un'abbominevole infedeltà, perchè servendosi di molti iniqui o per +accusare altrui di lesa maestà, o per rapire le altrui sostanze, dopo +averli premiati con dar loro onori e magistrati, da lì a poco faceva +ancor questi ammazzare, acciocchè sembrasse che da essi soli, e non da +lui fossero procedute quelle iniquità. Altrettanto facea coi servi e +liberti da lui segretamente mossi ad accusare il padrone, facendoli +poi morire anch'essi. Molte arti usò inoltre, per indurre alcuni ad +uccidersi da sè stessi, acciocchè si credesse spontanea e non forzata +la morte loro. Peggiore ancor di Nerone fu per un conto[640], perchè +assisteva in persona agli esami e ai tormenti delle persone accusate, +e si compiaceva di udire i loro sospiri, e di mirar quei mali che +facea lor sofferire, il maggior dei quali era il veder presente +l'autore iniquo de' medesimi lor tormenti. Aggiungeva inoltre la +dissimulazione all'inumanità, usando finezze e carezze a chi fra poche +ore dovea per suo comandamento perdere la vita. Lo provò tra gli +altri[641] _Marco Arricino Clemente_, già prefetto del pretorio sotto +Vespasiano, e poi console (non si sa in qual anno), che era anche suo +parente, ed amato non poco da lui, perchè l'aiutava nelle iniquità. +Convertito l'amore in odio, un dì fattagli gran festa, il prese anche +seco in seggetta, e veduto colui che era appostato per denunziarlo nel +dì seguente come reo di lesa maestà, disse a Clemente: _Vuoi tu, che +domani ascoltiamo in giudicio quel furfante di servo?_ Posti in così +duro torchio, se stessero male i cittadini romani, e particolarmente i +nobili, non ci vuol molto ad intenderlo. + +NOTE: + +[631] Thesaur. Novus Veter. Inscript., p. 314, num. 2. + +[632] Tacitus, Hist., lib. 1, c. 2 et seq. Idem, in Vita Agricolæ, c. +46. + +[633] Sueton., in Domitiano, cap. 12. + +[634] Zonara, in Annalib. + +[635] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 45. + +[636] Sueton., in Domitiano, cap. 10. Plinius, lib. 9, Epist. 13. + +[637] Sueton., in Domitiano, cap. 3. + +[638] Dio, lib. 67. Plutarchus, de Curios. + +[639] Dio, in Excerptis Valesian. + +[640] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 45. + +[641] Sueton., in Domitiano, cap. 11. + + + + + Anno di CRISTO XCV. Indizione VIII. + + ANACLETO papa 13. + DOMIZIANO imperadore 15. + +_Consoli_ + +FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la diecisettesima volta, e TITO FLAVIO +CLEMENTE. + + +Non zio paterno, ma cugino di Domiziano fu questo _Clemente_ console, +perchè figliuolo di _Sabino_ fratello di Vespasiano. Mostravagli +Domiziano molto affetto, e per testimonianza di Svetonio[642], +meditava di voler suoi successori due piccioli figliuoli di lui, a' +quali avea anche fatto cangiare il nome, chiamando l'uno _Vespasiano_, +e l'altro _Domiziano_. Ma appena ebbe Clemente compiuto il tempo +dell'ordinario suo consolato, il quale in questi tempi solea durare +solamente i primi sei mesi, che Domiziano per leggerissimi sospetti +gli fece levar la vita. Il cardinal Baronio[643], il Tillemont[644] ed +altri dottissimi uomini, pretendono ch'egli morisse cristiano e +martire; e le lor ragioni mi paiono convincenti. Imperciocchè Eusebio, +Orosio ed altri scrittori cristiani mettono sotto quest'anno la +persecuzione mossa da Domiziano contro i professori della legge di +Cristo; e insin lo stesso Dione[645], scrittore pagano, scrive aver +Domiziano nell'anno presente fatto morir _Flavio Clemente Console_ per +delitto d'_empietà_, cioè per non credere nè venerare i falsi dii del +Paganesimo; e che furono molti altri condannati a morte, per avere +abbracciata la religion de' Giudei: che tali erano creduti e chiamati +allora i Cristiani. Svetonio[646], tacciando questo Clemente di una +_vilissima dappocaggine_ (_contemtissimae inertiae_), indica lo +stesso; perchè, per attestato di Tertulliano[647], i Cristiani, +siccome gente ritirata, che non compariva agli spettacoli, non cercava +dignità e gloria nel secolo, e attendeva alla mortificazion delle sue +passioni, pareano persone di poco spirito, e gente buona da nulla. +Moglie di questo Clemente console era _Flavia Domitilla_, nipote di +Domiziano, cristiana anch'essa, che fu relegata nell'Isola Pandataria. +Ebbe inoltre esso Clemente una nipote, appellata parimente _Flavia +Domitilla_. Credesi che amendue queste Domitille, morendo martiri, +illustrassero la fede di Gesù Cristo, e la lor memoria è onorata ne' +sacri martirologi. Ne parla anche Eusebio[648], citando in prova di +ciò la storia di Brutio Pagano. O sia perchè il Cristianesimo era +considerato come una setta di filosofia, o pure perchè Senecione e +Rustico, amendue filosofi, uccisi, come dicemmo, nell'anno precedente +(se pur non fu nel presente), irritassero non poco l'animo bestiale e +timido di Domiziano: certo è, ch'egli cacciò di Roma tutti i +professori della filosofia circa questi tempi, non potendo egli +probabilmente sofferir coloro, da' quali ben s'immaginava che erano +condannate le sue malvagie azioni. E che ciò succedesse nell'anno +presente, lo scrive il mentovato Eusebio[649]. Però Filostrato +notò[650], che molti d'essi filosofi se ne fuggirono nelle Gallie, ed +altri nei deserti della Scizia e della Libia. _Dione Crisostomo_, uomo +insigne, se ne andò nel paese de' Goti. Epitetto celebre Stoico, fu +anch'egli obbligato a ritirarsi fuori di Roma. Amaramente si duol +Tacito[651] di questo crudele editto di Domiziano, perchè fu un +bandire da Roma la sapienza ed ogni buono studio, acciocchè non vi +rimanesse studio delle virtù, e vi trionfasse solamente la disonestà +con gli altri vizii. Pare che a quest'anno appartenga, secondo +Dione[652], la morte di _Acilio Glabrione_, che fu console l'anno 91, +fatto uccidere da Domiziano. _Epafrodito_, già potente liberto di +Nerone, lungamente avea goduto gran fortuna anche nella corte di +Domiziano, servendolo per segretario de' memoriali[653]. Fu mandato in +esilio, e condannato ora solamente a morte, perchè avea aiutato Nerone +a darsi la morte, in vece d'impedirlo; il che fu fatto da Domiziano +per atterrire i suoi domestici liberti, acciocchè non ardissero mai di +far lo stesso con lui. Forse ancora è da riferire all'anno presente, o +piuttosto al seguente, quanto avvenne, per attestato di Dione[654], a +_Giuvenio Gelso_, creduto da alcuni _Publio Giuvenzio Celso_, che fu +poi pretore sotto Trajano, console sotto Adriano, e celebre +giurisconsulto di que' tempi. Fu egli accusato di aver cospirato +contra di Domiziano. Prima che si venisse nel senato alle prove, fece +istanza di parlare all'imperadore, perchè avea cose rilevanti da +dirgli. Ottenuta la permissione, questo accorto uomo se gli gittò +ginocchioni davanti come per adorarlo; gli diede cento volte il titolo +di Signore e di Dio; protestò di essere innocente; ma che se gli volea +dare un po' di tempo, saprebbe ben pescare, ed indicargli chiunque +avea mal animo contra di lui. Fu licenziato, ed egli dipoi andò tanto +tirando innanzi con vari sutterfugi senza rivelar alcuno, che arrivò +la morte di Domiziano, per cui sicuro poi se ne visse. Abbiamo dal +medesimo Dione, che in questi tempi Domiziano fece lastricar la via +che va da Sinuessa a Pozzuolo. Anche Stazio[655] parla d'una simil via +acconciata; ma questa forse andava da Roma a Baja. + +NOTE: + +[642] Sueton., in Domitiano, c. 15. + +[643] Baron., Annal. Ecclesiast. + +[644] Tillemont, Mém. Hist. Ecclés. + +[645] Dio, lib. 67. + +[646] Sueton., in Domitiano, c. 15. + +[647] Tertull., in Apologetico, cap. 42. + +[648] Eusebius, in Chron., et Hist. Ecclesiast. lib. 3. + +[649] Eusebius, in Chron. + +[650] Philostratus, in Apollon., lib. 8. + +[651] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 2. + +[652] Dio, lib. 67. + +[653] Sueton., in Domitiano, cap. 14. + +[654] Dio, lib. 67. + +[655] Statius, Sylvar., lib. 4, cap. 3. + + + + + Anno di CRISTO XCVI. Indizione IX. + + EVARISTO papa 1. + NERVA imperadore 1. + +_Consoli_ + +CATO ANTISTIO VETERE e CAIO MANLIO VALENTE. + + +Erasi ben ridotta Roma ad un compassionevole stato sotto il crudele e +tirannico governo di Domiziano. Non si sarebbe trovata persona nobile +e benestante, che continuamente non tremasse al vedere tanti senatori, +cavalieri ed altre persone, o private di vita o spinte in esilio o +spogliate di beni[656]. Si univa bensì il senato, ma solamente per +fulminar quelle sentenze che voleva il tiranno, o per autorizzar le +maggiori iniquità. Ad ognuno mancava la voce per dire il suo +sentimento; parlava quel solo che portava gli ordini dell'imperadore, +e gli altri colla testa bassa, col cuor pieno di affanno, approvavano +tacendo ciò che non osavano disapprovare parlando[657]. Esente non era +da un pari timore il resto del popolo, perchè dappertutto si trovavano +spioni, che raccoglievano, amplificavano, e bene spesso fingevano +parole dette in discredito del principe; e bastava essere accusato, +per essere condannato. Ma se Domiziano facea tremar tutto il mondo, +anche tutto il mondo facea tremar Domiziano, chè questa è una pensione +inevitabile dei tiranni, i quali col nuocere a tanti, e massimamente +ai migliori e agli innocenti, sanno di essere in odio a tutti, e che +da tutti, almeno coi desiderii, se non con altro, è affrettata la +morte loro. Però la diffidenza, gastigo che rode il cuore di ogni +principe crudele ed ingiusto, crebbe sì fattamente in Domiziano, che +cominciò a non fidarsi neppur di _Domizia_ Augusta sua moglie, nè di +alcuno de' suoi liberti, cioè de' suoi più intimi cortigiani[658]. Ad +accrescere i suoi terrori si aggiunsero le predizioni a lui fatte in +sua giuventù dai Caldei, cioè dagli strologi, che dovea perir di morte +violenta. Anche Vespasiano suo padre, che non poco badava alla +strologia, vedendolo ad una cena astenersi dal mangiar funghi, gli +diede pubblicamente la burla, dicendo, _che avea piuttosto da +guardarsi dal ferro_. Ma specialmente in quest'anno, che +verisimilmente gli era stato predetto come l'ultimo di sua vita, non +sapea dove stare: tanta era la sua inquietudine e paura, tanti i suoi +sospetti contra ancora dei suoi più cari e familiari. A tutti perciò +parlava brusco, tutti mirava con aria minaccevole. Avvenne inoltre, +che per otto continui mesi caddero di molti fulmini, uno sopra il +Campidoglio rifabbricato da lui, un altro nel palazzo imperiale, e +nella stessa sua camera, un altro sopra il tempio della famiglia +Flavia, e un altro guastò l'iscrizione posta ad una statua trionfale +di lui, rovesciandola in un monumento vicino. Il popolo superstizioso +di Roma, e più degli altri Domiziano, facea mente a tutti questi +naturali avvenimenti e ad altri ch'io tralascio, credendoli segni +d'imminente disavventura. Nulla nondimeno atterrì cotanto questo +indegno imperadore[659], quanto un certo strologo appellato +Ascletarone, che avea predetta la di lui morte. Preso costui e +condotto alla presenza di Domiziano, confessò di averlo detto. _Sai +tu_, disse allora Domiziano, _che cosa abbia da intervenire a te in +questo giorno?_--_Signor sì_, rispose lo strologo, _il mio corpo ha da +essere mangiato dai cani_. Ordinò tosto Domiziano che costui fosse +giustiziato, ed immantinente bruciato il corpo suo. Ma appena mezzo +abbrustolito, si svegliò una dirotta pioggia, che estinse il fuoco, e +costrinse la gente a ritirarsi, sicchè poterono i cani accorrerne, e +far buon convito di quel arrosto. Portatane poi la nuova a Domiziano, +oh allora sì che smaniò per la paura[660]. Più fortunato fu un certo +Largino Proclo, aruspice, che in Germania avea predetto dover seguire +nel dì 18 di settembre gran mutazione di cose; anzi chiaramente, +secondo Dione[661], avea accennata la morte di Domiziano. Mandato +perciò a Roma in catene negli ultimi tempi di esso imperadore, fu +condannato a perdere la testa dopo il suddetto giorno, supponendosi +che falsa avesse da riuscire la di lui predizione. Ma verificatasi +questa, egli restò salvo, e fu anche ben regalato da Nerva. + +Vanissima arte è la strologia; ma Dio, pei suoi occulti giudizii, può +permettere che i suoi professori, per lo più fallacissimi, talvolta +arrivino a colpire nel segno. Ma intanto è da osservare, che +quest'arte ingannatrice, piuttosto che predire la morte di Domiziano, +fu essa la cagione della morte medesima, di maniera che fors'egli +sarebbe sopravvivuto molto, se non le avesse prestato fede. +Imperciocchè, siccome abbiamo detto, essendosi conficcata nel di lui +animo la credenza di dover esser ammazzato un dì, servì essa a lui di +stimolo per commettere buona parte delle sue crudeltà, e a divenire +odioso a tutti, con togliere dal mondo i migliori, e chiunque egli +riputava più capace e voglioso di nuocergli. Il rendè essa inoltre sì +diffidente e sospettoso, che temeva fin della moglie e de' suoi più +intimi famigliari; ed arrivò, per quanto fu creduto, sino alla +risoluzione di volerli privar tutti di vita. Ora, tanto _Domizia_ sua +moglie, quanto i suoi più confidenti liberti, _Norbano_, e _Petronio +Secondo_, allora prefetti del pretorio, dappoichè ebbero veduto, come +per sì lievi motivi egli avea ucciso _Clemente_ suo cugino, e +personaggio di tanta probità, e faceva troppo conoscere di non più +fidarsi di alcun di loro: assai intesero ch'erano anch'essi in +pericolo, e che, per salvar la propria vita, altra maniera non restava +che di levarla a Domiziano. Sicchè prendendo bene il filo, la +soverchia credenza che professò questo screditato Augusto alle ciarle +degli strologi, trasse lui ad esser crudele, e a non fidarsi di +alcuno: e questa sua crudeltà e diffidenza costò a lui la vita per +mano de' suoi più cari. Scrive dunque Dione di aver inteso da buona +parte[662], che Domiziano avesse veramente presa la determinazione di +uccider la moglie e gli altri più familiari suoi liberti, e i capitani +delle guardie stesse. Subodorata questa sua intenzione, si accinsero +essi a prevenirlo, ma non prima di aver pensato a chi potesse +succedergli nell'imperio. Segretamente ne fecero parola a varie nobili +persone, che tutte, dubitando di qualche trappola, non vollero +accettar quella esibizione. Finalmente si abbatterono in Marco Coccio +Nerva, personaggio degno dell'imperio, che abbracciò l'offerta. Un +accidente fece affrettare la di lui morte, se pur è vero ciò che +racconta Dione: perchè Svetonio, più vicino a questi tempi, non ne +parla, e lo stesso vedremo raccontato di Commodo Augusto, anch'esso +ucciso. Soleva Domiziano per suo solazzo tenere in camera un fanciullo +spiritoso di pochi anni. Questi, mentre il padrone dormiva, gli tolse +di sotto al capezzale una carta, con cui andava poi facendo dei +giuochi. Sopravvenuta _Domizia_ Augusta, gliela tolse, e con orrore +trovò quella essere una lista di persone che il marito volea levare +dal mondo, e di esservi scritta ella stessa, i due prefetti del +pretorio, _Partenio_ mastro di camera, ed altri della corte. Ad ognun +di essi comunicato l'affare, fu determinato di non perder tempo ad +eseguire il disegno. + +Venne il dì 18 di settembre, in cui, secondo gli astrologi, temeva +Domiziano di essere ucciso. L'ora quinta della mattina, quella +specialmente, era di cui paventava. Però, dopo aver atteso nel +tribunale alla spedizione di alcuni processi, nel ritirarsi alle sue +stanze dimandò che ora era. Da taluno de' congiurati maliziosamente +gli fu detto, che era la sesta: perlochè tutto lieto, come se avesse +passato il pericolo, si ritirò nella sua camera per riposare. +_Partenio_, mastro di camera, entrò da lì a poco per dirgli, che +_Stefano_ liberto e mastro di casa dell'ucciso Flavio Clemente, +desiderava di parlargli per affare di somma importanza. Costui siccome +uomo forte di corpo, e che odiava sopra gli altri Domiziano per la +morte data al suo padrone, era scelto dai congiurati per fare il +colpo. Ne' giorni addietro aveva egli finto di aver male al braccio +sinistro, e lo portava con fascia pendente dal collo. Entrato egli in +tal positura, presentò a Domiziano una carta, contenente l'ordine di +una congiura che si fingeva tramata contra di lui, col nome di tutti i +congiurati. Mentre era l'imperadore attentissimo a leggerla, Stefano +gli diede di un coltello nella pancia. Gridò Domiziano aiuto: un suo +paggio corse al capezzale del letto, per prendere il pugnale, oppure +la spada, nè vi trovò che il fodero, e tutti gli uscii erano +chiusi[663]. Ma perchè la ferita non era mortale, Domiziano s'avventò +a Stefano, si ferì le dita nel volergli prendere il coltello, ed +abbrancolatisi insieme caddero a terra. _Partenio_, temendo che +Domiziano la scappasse, aperta la porta, mandò dentro Clodiano +Corniculario, Massimo suo liberto, e Saturio capo de' camerieri, ed +altri che con sette ferite il finirono. Ma entrati altri, che nulla +sapeano della congiura, e trovato Stefano in terra, l'uccisero. In +questa maniera, cioè col fine ordinario dei tiranni terminò sua vita +Domiziano, in età di anni quarantacinque. Del suo corpo niuno si prese +cura, fuorchè Filide sua nutrice, che segretamente in una bara plebea +lo fece portare ad una sua casa di campagna, e dopo averlo fatto +bruciare, secondo l'uso d'allora, seppe farne mettere le ceneri, senza +che alcuno se ne avvedesse, nel tempio della casa Flavia, mischiandole +con quelle di _Giulia Sabina Augusta_, figliuola di Tito imperadore +suo fratello[664]. Fu questa Giulia maritata da esso Tito a _Flavio +Sabino_ suo cugino germano; ma invaghitosene, Domiziano, vivente +ancora Tito, l'ebbe alle sue voglie. Divenuto poi imperadore, dopo +aver fatto uccidere il di lei marito, pubblicamente la tenne presso di +sè, con darle il titolo di Augusta, e farle un tal trattamento che +alcuni la credettero sposata da lui[665]. Ma, perchè gravida del +marito egli volle farla abortire, cagion fu di sua morte. Non ho detto +fin qui, ma dico ora che Domiziano nella libidine non la cedette ad +alcuno de' più viziosi. Nè occorre dire di più. + +Quanto al basso popolo di Roma[666], non mostrò egli nè gioia nè +dolore per la morte di sì micidial regnante, perchè sfogavasi di +ordinario il di lui furore solamente sopra i grandi, nè toccava i +piccoli. I soldati sì ne furono in grande affanno e rabbia, perchè +sempre ben trattati, e smoderatamente arricchiti da lui; però voleano +tosto correre a farne vendetta: ma i lor capitani ne frenarono que' +primi furiosi movimenti, benchè non potessero dipoi impedire quanto +soggiugnerò appresso. All'incontro il senato, contra di cui +specialmente era infierito Domiziano, ne fece gran festa, il caricò di +tutti i titoli più obbrobriosi, ed ordinò che si abbattessero la sue +statue, e i suoi archi trionfali[667]; si cancellasse il di lui nome +in tutte le iscrizioni, cassando anche generalmente ogni suo decreto. +Ancorchè Domiziano non si dilettasse delle lettere e delle arti +liberali, a solamente si conti ch'egli gran cura ebbe di rimettere in +piedi le biblioteche bruciate di Roma, con raccogliere[668] libri da +ogni parte, e farne copiare assaissimi da quella di Alessandria: pure +fiorirono a' suoi tempi vari insigni filosofi, fra' quali massimamente +risplendè _Epitteto_, i cui utili insegnamenti restano tuttavia, ed +_Apollonio Tianeo_, la cui vita, scritta da _Filostrato_, è piena di +favole. Fiorirono anche in Roma l'eccellente maestro della eloquenza +_Marco Fabio Quintiliano_, e _Marco Valerio Marziale_, poeta rinomato +per l'ingegno, infame per gli suoi troppo licenziosi epigrammi. Erano +amendue nativi di Spagna. Vissero parimente in que' tempi _Cajo +Valerio Flacco, Cajo Silio Italico_, de' quali abbiamo tuttavia i +poemi, ma di gusto cattivo; e _Decimo Giunio Giuvenale_, autor delle +satire, poco certamente modeste, ma assai ingegnose e degne di stima. + +Terminata dunque la tragedia di Domiziano, cominciò Roma, e seco +l'imperio romano, liberato da questo mostro, a respirare, e tornarono +i buoni giorni per l'assunzione al trono imperiale di _Marco Coccejo +Nerva_. Era nato Nerva, per quanto ne scrive Dione[669], nell'anno 32 +dell'era nostra, di nobilissimo casato. L'onestà dei suoi costumi, la +sua aria dolce e pacifica, la sua rara saviezza, prudenza ed +inclinazione al ben del pubblico, il faceano amare e rispettar da +chicchessia. Queste sue belle doti gli ottennero due volte il +consolato, cioè nell'anno 71 e nel 90. Mancava a lui solamente un +corpo robusto, e una buona sanità, essendo stato debolissimo lo +stomaco. Non si accordano gli storici in certe particolarità della sua +vita negli ultimi anni di Domiziano. Filostrato[670] vuole che venuto +a Roma Apollonio Tianeo, gl'insinuasse di liberar la patria dalla +tirannia di Domiziano, ma ch'egli non ebbe tanto coraggio. Aggiugne +che Domiziano il mandò in esilio a Taranto; ed Aurelio Vittore[671] +scrive, che Nerva si trovava ne' Sequani, cioè nella Franca Contea, +allorchè trucidato fu Domiziano, e che per consentimento delle legioni +prese l'imperio. Ben più credibile a noi sembrerà ciò che lasciò +scritto Dione, cioè, che Domiziano, giù da noi veduto persecutore di +chiunque o per le sue buone qualità, o per relazion degli astrologi, +era creduto potergli succedere nell'imperio, meditò ancora di levar +Nerva dal mondo, e l'avrebbe fatto, se uno strologo amico di lui non +avesse detto a Domiziano, che Nerva attempato e mal sano era per +morire fra pochi giorni. Nè Dione parla punto di esilio; anzi suppone +ch'egli si trovasse in Roma nel tempo dell'uccision di Domiziano, e +che passasse di concerto coi congiurati, consentendo che si togliesse +la vita a lui, giacchè senza di questo egli più non istimava sicura la +propria. Estinto dunque il tiranno, fu alzato al trono cesareo _Marco +Coccejo Nerva_, che certo non era lungi da Roma, per opera[672] +specialmente di _Petronio Secondo_ prefetto del pretorio, e di +_Partenio_ principal autore della morte di Domiziano, con approvazione +di tutto il senato e plauso del popolo. Ma eccoti alzarsi un rumore e +una voce, che Domiziano era vivo, e fra poco comparirebbe[673]. Nerva +di natural timido allora mutò colore, perdè la favella, nè più sapea +in qual mondo si fosse. Ma Partenio, che coi suoi occhi avea veduto le +ferite e gli ultimi respiri dell'estinto Domiziano, lo incoraggiò, e +rimise in sella. Andò pertanto Nerva a parlare ai soldati per +quietarli, e promise loro il donativo solito nell'assunzion de' nuovi +imperadori. Di là poscia passò al senato, dove ricevette gli +abbracciamenti gioviali, e i complimenti cordiali di cadauno de' +senatori. Non vi fu se non _Arrio Antonino_, avolo materno di Tito +Antonino poscia imperadore, suo sviscerato amico, il quale +abbracciatolo gli disse, che ben si rallegrava col senato e popolo +romano, e colle provincie per sì degna elezione, ma non già con lui; +perchè meglio per lui sarebbe stato il vivere paziente sotto principi +cattivi, che assumere un peso sì grave, ed esporsi a tanti pericoli ed +inquietudini, col mettersi fra i nemici, che mai non mancano, e fra +amici, i quali credendo di meritar tutto, se non ottengono quel che +vogliono, diventano più implacabili degli stessi nemici. Contuttociò +Nerva fattosi coraggio, prese le ridini del governo, e si accinse a +sostener con decoro la sua dignità, siccome ancora a restituire al +senato il primier suo decoro, e la quiete e l'allegria ai popoli. +Vivente ancora Domiziano, e non per anche cessata la persecuzione da +lui mossa a' Cristiani, _sant'Anacleto_ papa coronò la sua vita col +martirio o nel precedente, o piuttosto nel presente anno; ed ebbe per +successore nel pontificato romano _Evaristo_. + +NOTE: + +[656] Plinius, in Panegyrico, et lib. 7, Epist. 14. + +[657] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 2. + +[658] Sueton., in Domitiano, cap. 15. + +[659] Dio, lib. 67. + +[660] Sueton., in Domitiano, cap. 16. + +[661] Dio, lib. 67. + +[662] Dio, lib. 67. + +[663] Dio, lib. 67. Sueton., in Domitiano, c. 17. + +[664] Sueton., in Domitiano, cap. 22. + +[665] Philostratus, in Apollon. Tyan., lib. 7. + +[666] Sueton., in Domitiano, c. 23. + +[667] Dio, lib. 67. + +[668] Sueton., in Domitiano, cap. 24. + +[669] Dio, lib. 68. + +[670] Philostrat., in Vita Apollonii, lib. 7. + +[671] Aurel. Vict., in Epit. + +[672] Eutrop., in Brev. Dio, lib. 68. + +[673] Aurel. Vict., in Epit. + + + + + Anno di CRISTO XCVII. Indiz. X. + + EVARISTO papa 2. + NERVA imperadore 2. + +_Consoli_ + +MARCO COCCEJO NERVA AUGUSTO per la terza volta, e LUCIO VIRGINIO RUFO +per la terza. + + +Vari altri consoli l'un dietro l'altro si credono dall'Almeloven +sostituiti in quest'anno, fra gli altri certo è che _Cornelio Tacito_ +istorico, siccome osservò anche Giusto Lipsio, succedette a +_Virginio_, o sia _Verginio Rufo_. Tal notizia abbiamo da Plinio il +giovane[674]. Era Virginio Rufo quel medesimo che nell'anno 68 ricusò +più di una volta l'imperio, datogli in Germania dai soldati. +Gloriosamente avea egli menata fin qui la sua vita, senza incorrere in +alcuna disgrazia, rispettandolo ognuno, e fin quella bestia di +Domiziano, e serbando quell'animo grande, ch'era stato superiore +agl'imperi. Nerva anch'egli volle far conoscere a lui ed al pubblico, +quanta stima ne facesse con crearlo suo collega nel consolato. Abbiam +di certo da Plinio suddetto, che questo fu il _Terzo consolato_ di +esso Virginio: al che non fece riflessione il padre Stampa[675], +quantunque il cardinal Noris[676] ed altri lo avessero avvertito, e si +raccolga eziandio da Frontino e dai Fasti d'Idacio. Fu egli sotto +Nerone nell'anno 63 per la prima volta console ordinario. Credesi che +nell'anno 69 gli toccasse il secondo consolato, ma straordinario, +sotto Ottone Augusto. Intorno al prenome di Rufo s'è disputato. Chi +_Tito_, chi _Pubblio_ l'ha voluto. È più probabile _Lucio_. Ora per la +terza volta creato console nell'anno presente, siccome c'insegna +Plinio il giovane, mentre sul principio dell'anno si preparava a +recitare in senato il rendimento di grazie a Nerva per la dignità a +lui conferita, essendo in età di ottantatrè anni, colle mani tremanti, +e stando in piedi, gli cadde il libro di mano; e nel volerlo +raccogliere gli sdrucciolò il piede pel pavimento liscio e lubrico, in +maniera che si ruppe una coscia. Non essendosi questa ben ricomposta o +riunita, dopo qualche tempo se ne morì, e gli furono fatti solenni +funerali, mentre era console _Cornelio Tacito_, eloquentissimo oratore +e storico, il qual fece l'orazione funebre in sua lode. Scrive il +medesimo Plinio, che questo Virginio Rufo era nato in una città +confinante alla sua patria Como. + +Dacchè l'Augusto Nerva si vide sufficientemente assodato sul trono, +fece tosto sentire il suo benefico genio a Roma e a tutto il romano +imperio[677]. Richiamò dall'esilio una copia grande di nobili, che +aveano patito naufragio sotto il precedente tirannico governo, ed +abolì tutti i processi di lesa maestà. E perciocchè questi erano +proceduti da mere calunnie, perseguitò i calunniatori, e fece morir +quanti servi e liberti si trovarono aver intentate accuse contra dei +loro padroni, proibendo con rigoroso editto a tal sorta di persone +l'accusare da lì innanzi i padroni. Vietò parimente l'accusar +chicchessia d'empietà, e di seguitare i riti giudaici: il che vuol +dire ch'egli estinse la persecuzione mossa de' Cristiani, che dai +Pagani venivano tuttavia confusi coi Giudei. Perciocchè per conto de' +Giudei era loro permesso l'osservar la lor legge. Quanti preziosi +mobili si trovarono nell'imperial palazzo, ingiustamente tolti da +Domiziano, furono da lui con tutta prontezza restituiti. Non volle +permettere che si facessero statue d'oro e d'argento (se pur non erano +dorate o inargentate) in onor suo, abuso dianzi assai gradito da +Domiziano. A que' cittadini romani che si trovavano in gran povertà, +assegnò terreni, ch'egli fece comperare, di valore di un milione e +mezzo di dramme, con deputare alcuni senatori che ne facessero la +divisione. Perchè trovò smunto affatto l'erario, vendè, a riserva +delle cose necessarie, tutti i vasi d'oro o d'argento ed altri mobili, +tanto suoi particolari, che della corte, e parecchi poderi e case, con +usar anche liberalità ai compratori. E ciò non per covare in cassa il +danaro, ma per dispensarlo al popolo romano, apparendo dalle +medaglie[678] che egli distribuì due volte nel breve corso del suo +governo danari e grano. Giurò che d'ordine suo non si farebbe mai +morire alcuno de' senatori; e quantunque un di essi fosse convinto di +aver congiurato contra di lui, pure altro mal non gli fece che di +cacciarlo in esilio. Fu da lui confermata la legge che non si +potessero far eunuchi; e proibito il prendere in moglie le nipoti. +Attese ancora al risparmio, dopo aver conosciuto il gran male +provenuto dallo scialacquamento esorbitante di Domiziano. Levò dunque +via molti sagrifizii, molti giuochi ed altri non pochi spettacoli, che +costavano somme immense[679]. Soppresse tutto ciò ch'era stato +aggiunto agli antichi tributi a titolo di pena contro quei ch'erano +morosi al pagamento; siccome ancora le vessazioni ed angarie +introdotte contro ai Giudei, nell'esigere le lor imposte. Le città +oppresse da troppe gravezze ebbero sollievo da lui; ed ordinò che per +tutte le città d'Italia si alimentassero alle spese del pubblico gli +orfani dell'uno e dell'altro sesso, nati da poveri genitori, ma +liberti: carità continuata anche dai susseguenti buoni imperadori, +anzi accresciuta, come apparisce dalle antiche iscrizioni. Ristrinse +ancora l'imposta della vigesima per le eredità e per gli legati, +introdotta da Augusto. Fra le lettere di Plinio il giovane[680] si +trova un editto di questo imperadore, che assai esprime quanta fosse +la di lui bontà, con dir egli _che ciascuno de' suoi concittadini +poteva assicurarsi, aver egli preferita la sicurezza di tutti alla +propria quiete, e non aver altro in animo che di far di buon cuore de' +nuovi benefizii, e di conservare i già fatti da altri. E però per +levar dal cuore d'ognuno la paura di perdere quel che aveano +conseguito sotto altri Augusti, o doverne cercar la conferma con delle +preghiere d'oro, dichiarava che senza bisogno di nuovi ricorsi, +chiunque godeva avesse da godere; perchè egli volea solamente +attendere a dispensar grazie e benefizii nuovi a chi non avea finora +goduto_. + +E pure con un principe sì buono, il cui dolce e salutevol governo +tanto più dovea prezzarsi, quanto più si paragonava col barbarico +precedente, non mancarono nobili romani che tramarono una +congiura[681]. Capo di essi fu _Calpurnio_ senatore dell'illustre +famiglia de' _Crassi_: degli altri non si sa il nome. Con esorbitanti +promesse di danaro sollecitava egli alla rivolta i soldati. Scoperta +la mina, Nerva il fece sedere presso di sè assistendo ai giuochi de' +gladiatori, e nella stessa guisa che vedemmo operato da Tito, allorchè +gli furono presentate le spade di quei combattenti, le diede in mano a +Crasso, acciocchè osservasse, se erano ben affilate, mostrando in ciò +di non paventar la morte. Fu processato e convinto _Crasso_: tuttavia +Nerva per mantener la sua parola di non uccidere senatori, altro +gastigo non gli diede che di relegar lui e la moglie a Taranto. Fu +biasimata dal senato sì grande indulgenza in caso di tanta importanza, +e in altri ancora, perchè egli non sapea far male ai grandi, benchè +sel meritassero[682]. Trovavasi un dì alla sua tavola _Vejento_ o sia +_Vejentone_, già console, uomo scellerato, che sotto Domiziano era +stato la rovina di molti. Cadde il ragionamento sopra _Catullo +Messalino_, che nell'antecedente governo tutti avea assassinati colle +sue accuse e colla sua crudeltà, ed era già morto. _Se costui_, disse +allora Nerva, fosse _tuttavia vivo, che sarebbe di lui? Giunio +Maurico_, uomo di gran petto, di egual sincerità, e uno dei commensali +immantinente rispose: _Con esso noi sarebbe a questa tavola_. Ma +quello che maggiormente sconcertò Nerva, fu l'attentato d'_Eliano +Casperio_, creato non so se da lui, o pur da Domiziano, prefetto del +pretorio, cioè capitan delle guardie. O sia che costui movesse i +soldati, o che fosse incitato da loro, certo è, che un dì formata una +sollevazione andarono tutti al palazzo[683], chiedendo con alte grida +il capo di coloro che aveano ucciso Domiziano. A tal dimanda si trovò +in una somma costernazione Nerva; contuttociò parendogli che non fosse +mai da comportare il dar loro in mano chi avea liberata la patria da +un tiranno, ed era stato cagione del proprio suo innalzamento, +coraggiosamente negò loro tal soddisfazione, dicendo che se si voleano +sfogare, piuttosto colla sua testa cadesse il loro sdegno. Ma costoro +senza fermarsi per questo, e con disprezzo all'autorità imperiale, +corsero a prendere _Petronio Secondo_, già prefetto del pretorio, e lo +svenarono. Altrettanto fecero a _Partenio_ già maestro di camera di +Domiziano, trattandolo anche più ignominiosamente dell'altro. E +_Casperio_, divenuto più insolente, obbligò Nerva di lodar +quest'azione al popolo raunato, e di protestarsi obbligato ai soldati, +perchè avessero tolta la vita ai maggiori ribaldi che si avesse la +terra. + +Una sì atroce insolenza de' pretoriani servì a far meglio conoscere a +Nerva, ch'egli, stante la sua vecchiaia e poca sanità, non potea +sperare l'ubbidienza ed il rispetto dovuto al suo grado, e piuttosto +dovea temerne degli altri oltraggi. Il perchè da uomo saggio pensò di +fortificar la sua autorità, con associare all'imperio una persona che +fosse non men forte d'animo, che vigorosa di corpo. E siccome egli non +avea la mira se non al pubblico bene, desiderava di scegliere il +migliore di tutti[684], così dopo maturo esame, e consigliato anche da +_Lucio Licino Sura_, senza punto badare ai molti parenti, che avea +(giacchè non si sa ch'egli avesse mai moglie) fermò i suoi pensieri +sopra Marco Ulpio Trajano, generale allora dell'armi romane nella +Germania. Era questi di nazione spagnuolo, perchè nato in Italica +città della Spagna, come si raccoglie da Dione[685] e da +Eutropio[686], benchè Aurelio Vittore[687] il dica venuto alla luce in +Todi; nè alcuno finora avea ottenuto l'imperio, che non fosse nato in +Roma o nel vicinato: contuttociò Nerva fu di sentimento, che per +iscegliere chi dovea governare un sì vasto imperio, si avea da +considerare più che la nazione, l'abilità e la virtù. Pertanto in +occasion di una vittoria riportata nella Pannonia, fatto raunare il +popolo nel Campidoglio nel dì 18 settembre, come alcuni vogliono[688], +o piuttosto nel dì 27 o 28 di ottobre, come pretendono altri, ad alta +voce dichiarò ch'egli adottava per suo figliuolo _Marco Ulpio Nerva +Trajano_, a cui il senato diede nel giorno stesso il titolo di +_Cesare_ e di _Germanico_, e scrisse di suo proprio pugno, avvisandolo +di tale elezione[689]. Fors'anche, secondo alcuni, non era pervenuta +questa nuova a Trajano, soggiornante allora in Colonia, che Nerva il +proclamò _Imperadore_[690], conferendogli la tribunizia podestà, ma +non già il titolo d'_Augusto_; cioè il creò suo collega nell'imperio. +Può essere che ciò avvenisse alquanto più tardi. Almen certo è che il +disegnò console per l'anno seguente. Il merito assai conosciuto di +Trajano, che era stato console nell'anno 94, ed avea avuto il padre, +stato anch'esso console (non si sa in qual anno) fece che ognuno +ricevesse con plauso una sì bella elezione, e cessasse ogni +sollevazione e tumulto in Roma. Si trovava allora Trajano nel maggior +vigore della virilità, perchè in età di circa quarantaquattro anni. + +NOTE: + +[674] Plinius, lib. 2, ep. 1. + +[675] Stampa sul Fastos Consul. Sig. + +[676] Noris, Epistol. Consul. + +[677] Dio, lib. 68. + +[678] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[679] Aurel. Vict., in Epit. + +[680] Plinius, lib. 10, Epist. 66. + +[681] Dio, lib. 68. Aurelius Victor, in Epitome. + +[682] Plinius, lib. 4, Ep. 22. Aur. Vict., in Epit. + +[683] Plinius, in Panegyr. + +[684] Aurelius Victor, in Epitome. + +[685] Dio, lib 68. + +[686] Eutr., in Brev. + +[687] Aurel. Vict., in Epitome. + +[688] Panvin., Petav., Pagius, Dodwellus, Fabrett., Tillem. + +[689] Plinius, in Panegyrico. + +[690] Euseb., in Chron. + + + + + Anno di CRISTO XCVIII. Indiz. XI. + + EVARISTO papa 3. + TRAJANO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO COCCEJO NERVA AUGUSTO per la quarta volta, e MARCO ULPIO TRAJANO +per la seconda. + + +Credesi che a questi consoli ne fossero sostituiti degli altri nelle +calende di luglio, ma quali noi possiamo sapere di certo. Poco +sopravvisse il buon imperadore Nerva, nè già sussiste, come taluno ha +pensato, ch'egli deponesse l'imperio. Riscaldossi egli un giorno forte +in gridando contra di un certo Regolo[691], che doveva aver commessa +qualche iniquità, di modo che, quantunque fosse di verno, sudò; e +questo raffreddatosegli addosso, gli cagionò una tal febbre, che fu +bastante a levarlo di vita. Aurelio Vittore gli dà sessantatre anni +d'età[692], Dione sessantacinque[693] Eutropio settantuno[694], ed +Eusebio settantadue[695]. Comunque sia, lasciò egli anche dopo sì +corto governo un glorioso nome a cagion delle sue lodevoli azioni di +bontà e saviezza; azioni tali, ch'egli ebbe a dire di non sapere +d'aver operata cosa, per cui, quando anch'egli avesse deposto +l'imperio, non avesse da vivere quieto e sicuro nella vita privata. Ma +nulla certo gli acquistò più credito e gloria, che l'aver voluto per +successore nell'imperio un _Trajano_, che poi divenne il modello de' +principi ottimi. Con funerale magnifico fu portato il suo corpo, o +vogliam dire le ceneri ed ossa sue, dal senato, nel mausoleo +d'Augusto. Intorno al giorno di sua morte disputano gli eruditi. +Inclinano i più a credere che questa avvenisse nel gennaio dell'anno +presente, e nel dì 27; Aurelio Vittore scrive che quel giorno, in cui +egli mancò di vita, fu un ecclissi del sole. Secondo i conti del +Calvisio si eclissò il sole nel dì 21 di marzo di quest'anno; ma non +s'accorda ciò con chi[696] gli dà sedici mesi e nove o dieci giorni +d'imperio. Sappiamo bensì da Eusebio[697], dalle medaglie[698], e +dalle iscrizioni[699], che Nerva per decreto del senato fu alzato +all'onore degli dii, e che Trajano non mai stanco di mostrar la sua +gratitudine a questo buon principe e padre, che l'avea alzato al +trono, alzò anch'egli a lui dei templi, secondo la cieca superstizione +e temerità del gentilesimo. Allorchè terminò Nerva i suoi giorni, +_Publio Elio Adriano_, che fu poi imperadore, giovane allora ed +amicissimo, anzi parente di Trajano, lasciato già da suo padre sotto +la tutela di lui[700], si trovava nella Germania superiore. Arrivata +colà la nuova della morte di Nerva, Adriano volle essere il primo a +portarla a Trajano, dimorante allora in Colonia; e tuttochè _Serviano_ +di lui cognato cercasse d'impedirglielo, con fare segretamente rompere +il di lui calesse, per aver egli l'onore di far penetrar con sua +lettera il lieto avviso a Trajano: nondimeno Adriano camminando a +piedi, prevenne il messagger di Serviano. Ricevute poi che ebbe +Trajano[701] le lettere del senato, gli rispose di suo pugno, co' +dovuti ringraziamenti, fra l'altre cose promettendo, che nulla mai +farebbe contro la vita e l'onore delle persone dabbene; il che poscia +confermò con suo giuramento. Mentr'egli tuttavia si trovava in quelle +parti, o certo prima di tornarsene a Roma, chiamò a sè _Eliano +Casperio_ prefetto del pretorio e i soldati da lui dipendenti, facendo +vista di volersi valere di lui in servigio della repubblica. Nerva in +ragguagliarlo della elezione sua, l'avea particolarmente incaricato di +far le sue vendette contra d'esso Casperio, e di quelle milizie che +ammutinate gli aveano fatto, siccome dicemmo, un sì grave affronto. +Trajano l'ubbidì. Tolta fu a Casperio la vita e a quanti pretoriani si +trovò che avevano avuta parte in quella sedizione. Comandava allora ad +una possente armata Trajano, nè v'è apparenza ch'egli nell'anno +presente venisse a Roma, ma bensì che egli si trattenesse in quelle ed +anche in altre parti per dare un buon sesto ai confini dell'imperio e +alla quiete delle provincie[702]. Sparsasi nelle nazioni germaniche la +fama che Trajano era divenuto imperadore ed Augusto, tale già correa +la rinomanza e la stima del di lui valore e senno anche fra quelle +barbare genti, che ognun fece a gara per ispedirgli dei deputati e +chiedergli supplichevolmente la continuazion della pace. Erano soliti +i Tedeschi nel verno, allorchè il Danubio gelato si potea passare a +piedi, di venir ai danni dei Romani. Nel verno di quest'anno non si +lasciarono punto vedere. Trovavasi in quelle contrade Trajano, e +tuttochè le sue legioni facessero istanza di valicar quel fiume, per +dare addosso ai Tedeschi, tuttavia egli nol permise. Una delle sue +principali applicazioni era stata, e maggiormente fu in questi tempi, +di ristabilire l'antica disciplina, l'amor della fatica, e +l'ubbidienza nella milizia romana; ed egli stesso, con trattar +civilmente tutti gli uffiziali e soldati, si conciliò più che prima +l'amore e il rispetto d'ognuno. + +NOTE: + +[691] Aurel. Vict., in Epit. Tillem., Mém. Hist. Pagius, Crit. Bar. + +[692] Aurel. Victor, in Epitome. + +[693] Dio, lib 68. + +[694] Eutrop., in Breviar. + +[695] Eusebius, in Chron. + +[696] Dio, lib. 68. Eutropius, in Brev. + +[697] Eusebius, in Chron. + +[698] Mediobarb., in Numism. imperator. + +[699] Gruter., Thesaur. Insc. + +[700] Spartianus, in Hadriano. + +[701] Dio, lib. 67. + +[702] Plinius, in Panegyr. + + + + + Anno di CRISTO XCIX. Indizione XII. + + EVARISTO papa 4. + TRAJANO imperadore 2. + +_Consoli_ + +AULO CORNELIO PALMA e CAJO SOSIO SENECIONE. + + +Erano questi consoli due de' migliori nobili che si avesse allora il +senato romano, e particolarmente godevano della stima ed amicizia di +Trajano. Aveano costumato alcuni de' precedenti Augusti di prender +essi il consolato nelle prime calende di gennaio, susseguenti alla +loro assunzione, cessando perciò i consoli disegnati[703]. Trajano, +tra perchè non si pasceva di fumo, e perchè gli affari non gli +permettevano di trovarsi all'apertura dell'anno nuovo in Roma, ricusò +nell'anno precedente l'onore del consolato offertogli dal senato, +secondo lo stile, e volle che entrassero i due consoli sopraddetti. +Verisimilmente venuta che fu la primavera, fu il tempo in cui egli +dalla Germania s'inviò a Roma. Ben diverso fu il suo passaggio da quel +di Domiziano. Quello era un saccheggio delle città, dovunque passava +egli colle sue truppe. Trajano, benchè scortato da più legioni, con +tal disciplina, con sì bel regolamento faceva marciare e riposar la +sua gente, che diventò lieve ai popoli quel militare aggravio. Abbiamo +ancora da Plinio l'entrata di Trajano in Roma. Fu ben lieto quel +giorno al veder venire un buon principe, non già orgoglioso sopra un +carro trionfale, o portato dagli uomini, come costumò alcuno de' suoi +antecessori, ma a piedi e in abito modesto; che non accoglieva con +fronte alta e superba, chi gli si presentava, per rallegrarsi con lui +e per ossequiarlo; ma bensì gli abbracciava e baciava tutti, come suoi +cari concittadini e fratelli. Andò al Campidoglio, e poscia al +palazzo. Seco era _Pompea Plotina_ sua moglie, donna d'alto affare, ed +emula delle virtù del marito[704]. Allorchè ella fu sulle scalinate +del palazzo imperiale, rivolta al popolo disse: _Quale io entro or +qua, tale desidero anche d'uscirne_, cioè ben voluta e senza +rimprovero di alcuna iniquità. In fatti con tal modestia e saviezza +visse ella sempre dipoi, che si meritò gli encomi di tutti, e +massimamente perchè cooperava anch'essa a promuovere il ben pubblico e +la gloria del marito[705]. Raccontasi, che informata delle avanie e +vessazioni che si praticavano per le provincie del romano imperio +dagli esattori de' tributi e delle gabelle, sanguisughe ordinarie de' +popoli, ne fece una calda doglianza al marito, come egli fosse sì +trascurato in affare di tanta premura, permettendo iniquità che +facevano troppo torto alla di lui riputazione. Seriamente vi si +applicò da lì innanzi Trajano, e rimediò ai disordini, riconoscendo +essere il fisco simile alla milza, la quale crescendo fa dimagrar +tutte le altre membra. A _Plotina_ fu probabilmente conferito, dopo il +suo arrivo a Roma il titolo di _Augusta_, siccome a Trajano quello di +_Padre della Patria_, che si trova enunziato nelle monete di +quest'anno, come pur anche quello di _Pontefice Massimo_. Avea Trajano +una sorella, appellata _Marciana_, con cui mirabilmente andò sempre +d'accordo la saggia imperatrice Plotina. La città di Marcianopoli, +capitale della Mesia, per attestato di Ammiano[706] e di +Giordano[707], prese il nome da lei. Ebbe anche Marciana il titolo +d'_Augusta_, che si trova in varie iscrizioni e monete. Da lei nacque +una _Matidia_, madre di _Giulia Sabina_, che fu moglie di _Adriano +Augusto_, e per quanto si crede, di un'altra _Matidia_. + +Le prime applicazioni di Trajano, dacchè fu egli giunto a Roma, furono +a cattivarsi l'amore del pubblico colla liberalità[708]. Aveva egli +già pagato alle milizie la metà del regalo che loro solea darsi dai +novelli imperadori. Ai poveri cittadini romani diede egli l'intero +congiario, volendo che ne partecipassero anche gli assenti e i +fanciulli: spesa grande, ma senza arricchire gli uni colle sostanze +indebitamente rapite ad altri, come in addietro si facea da' principi +simili alle tigri, le quali nudriscono i lor figliuoli colla strage +d'altri animali. Da gran tempo si costumava in Roma, che la repubblica +distribuiva gratis di tanto in tanto una prodigiosa quantità di grano +e di altri viveri al basso popolo dei cittadini liberi, perchè +anch'esso riteneva qualche parte nel dominio e governo. Ma i fanciulli +che aveano meno di undici anni, non godevano di tal distribuzione. +Trajano volle ancor questi partecipi della pubblica liberalità. E +perciocchè, siccome dicemmo, Nerva avea ordinato, che anche per le +città dell'Italia a spese dei pubblici erari si alimentassero i +figliuoli orfani della povera gente libera: diede alle città danari e +rendite, affinchè fosse conservato ed accresciuto questo buon uso. +Rallegrò parimente il popolo romano con alcuni giuochi e spettacoli +pubblici, conoscendo troppo il genio di quella gente a sì fatti +divertimenti. Per altro non se ne dilettava egli; anzi cacciò di nuovo +da Roma i pantomimi, come indegni della gravità romana. Cura +particolare ebbe dell'annona, con levar via tutti gli abusi e +monopolii, con formare e privilegiare il collegio de' fornai: di modo +che non solo in Roma, ma per tutta l'Italia si vide fiorire +l'abbondanza del grano, talmente che l'Egitto, solito ad essere il +granaio dell'Italia, trovandosi carestioso in quest'anno, per avere il +Nilo inondato poco paese, potè ricevere soccorso di biade dall'Italia +stessa. Ma ciò che maggiormente si meritò plauso da ognuno, fu l'aver +anch'egli più rigorosamente di quel che avessero fatto Tito e Nerva, +ordinato processi e gastighi contra dei calunniosi accusatori, che +sotto Domiziano erano stati la rovina di tanti innocenti. Nella stessa +guisa ancora abolì l'azione di lesa maestà, ch'era in addietro +l'orrore del popolo romano. Ogni menoma parola contra del governo si +riputava un enorme delitto. Ma egregiamente intendeva Trajano, essere +proprio de' buoni principi l'operar bene, senza poi curarsi delle vane +dicerie dei sudditi: laddove i tiranni, male operando, esigerebbono +ancora, che i sudditi fossero senza occhi e senza lingua; nè badano +che coi gastighi maggiormente accendono la voglia di sparlare di loro +e l'odio universale contra di sè stessi. Assistè Trajano nell'anno +presente, come persona privata ai comizi, nei quali si dovea far +l'elezion de' consoli per l'anno seguente. Fu egli disegnato console +ordinario, ma si durò fatica a fargli accettare questa dignità; ed +accettata che l'ebbe, con istupore d'ognuno si vide il buon imperadore +andarsi ad inginocchiare davanti al console, per prestare il +giuramento come solevano i particolari: e il console, senza turbarsi, +lasciò farlo. Altri consoli da sostituire agli ordinari, furono anche +allora disegnati, siccome dirò nell'anno seguente. + +NOTE: + +[703] Plinius, in Panegyr. + +[704] Dio, lib. 68. + +[705] Aurel. Vict., in Epit. + +[706] Ammianus, lib. 27. + +[707] Jordan, de Reb. Geticis. + +[708] In Panegyr. + + + + + Anno di CRISTO C. Indizione XIII. + + EVARISTO papa 5. + TRAJANO imperadore 3. + +_Consoli_ + +MARCO ULPIO NERVA TRAJANO per la terza volta, e MARCO CORNELIO +FRONTONE per la terza. + + +Gran disputa fra gli eruditi illustratori de' Fasti consolari[709] è +stata e dura tuttavia, senza aver mezzo finora da deciderla, quale sia +stato il collega ordinario di Trajano nel presente consolato, cioè chi +con lui procedesse console nelle calende di gennaio. Parve al cardinal +Noris[710] più probabile che fosse _Sesto Giulio Frontino per la terza +volta_, scrittore rinomato per li suoi libri, conservati sino ai dì +nostri. Poscia inclinò piuttosto a crederlo _Marco Cornelio Frontone +per la terza volta_, come avea tenuto il Panvinio, e tenne dipoi anche +il Pagi. L'imbroglio è nato dalla vicinanza dei cognomi di _Frontone_ +e _Frontino_. Certo è che Frontone fu console in quest'anno. E +perciocchè sappiamo da Plinio[711], essere stati disegnati per +quest'anno oltre all'Augusto Trajano due altri, che serebbono consoli +_per la terza volta_, perciò alcuni han creduto anche Frontino console +nell'anno presente; ma senza apparire in qual anno preciso, tanto egli +quanto _Frontone_, avessero conseguito gli altri due consolati. +Credesi ben comunemente, che nelle calende di settembre fossero +sostituiti in quella illustre dignità _Cajo Plinio Cecilio Secondo_ +comasco, celebre scrittore di lettere, e del panegirico di Trajano, +ch'egli per ordine del senato compose e recitò in questa congiuntura, +e _Spurio Cornuto Tertullo_, personaggio anch'esso di gran merito. +Secondo il Panvinio e l'Almeloven, nelle calende di novembre +succederono _Giulio Feroce_ ed _Acutio Nerva_. Ma io[712] ho prodotta +un'iscrizione posta nel dì 29 di dicembre dell'anno presente, da cui +ricaviamo essere allora stati consoli _Lucio Roscio Eliano_ e _Tiberio +Claudio Sacerdote_. Benchè fosse assai conosciuto in Roma il mirabil +talento di Trajano Augusto, pure assunto ch'egli fu al trono, +maggiormente comparì qual era, con vedersi inoltre un avvenimento ben +raro, cioè ch'egli non mutò punto nella mutazion dello stato i buoni +suoi costumi, anzi li migliorò; e che l'altezza del suo grado e della +sua autorità servì solamente a far crescere le sue virtù. Fasto e +superbia sparivano le azioni di molti suoi predecessori[713]. Continuò +egli, come prima, la sua affabilità, la sua modestia, la sua cortesia. +Ammetteva alla sua udienza chiunque lo desiderava, trattando con tutti +civilmente, e massimamente onorando la nobiltà, ed abbracciando e +baciando i principali: laddove gli altri Augusti, stando a sedere, +appena porgeano la man da baciare. Gli stava fitta in mente questa +massima, _che un sovrano in vece d'avvilirsi coll'abbassarsi, tanto +più si fa rispettare e adorare_. Usciva egli con un corteggio modesto +e mediocre; nè andavano già innanzi lacchè o palafrenieri per fargli +largo colle bastonate, anzi egli talvolta si fermava nelle strade, per +lasciar che passasse qualche carro o carrozza altrui. Per un +imperadore era assai frugale la sua tavola, ma condita dall'allegria +di lui e da quella di varie persone savie e scelte, ch'erano or l'una, +or l'altra invitate[714]. Distinzione di posto non voleva alla sua +mensa, nè sdegnava di andare a desinare in casa degli amici, di +portarsi alle lor feste, di visitarli malati, di andar talvolta nelle +loro carrozze. In somma, per quanto poteva, si studiava di trattar con +tutti, non meno in Roma che per le provincie, con tanta civiltà e +moderazione, come se non fosse il sovrano, ma un loro eguale, +ricordando a sè stesso, che egli comandava bensì agli uomini, ma +ch'era uomo anch'egli. E perchè un dì gli amici suoi il riprendevano, +perchè eccedesse nella cortesia verso d'ognuno, rispose quelle +memorande parole: _Tale desidero d'essere imperadore verso i privati, +quale avrei caro che gl'imperadori fossero verso di me se fossi uomo +privato_. Lo stesso Giuliano Apostata[715], che andò cercando tutte le +macchie e i nei dei precedenti Augusti, non potè non confessare, che +Trajano superò tutti gli altri imperadori nella bontà e nella +dolcezza: il che punto non facea scemare in lui la maestà, e ne' +sudditi il rispetto verso di lui. Per questa via, e col mostrar amore +a tutti, egli era sommamente amato da tutti, odiato da niuno; e +dappertutto si godeva una somma pace e un'invidiabil tranquillità, +come si fa nelle ben regolate famiglie. + +L'adulazione come in paese suo proprio suol abitar nelle corti; non +già in quella di Trajano, che l'abborriva[716]. E però neppur gradiva +che se gli alzassero tante statue, come in addietro si era praticato +con gli altri Augusti, e di rado permetteva che si gli facesse +quest'onore, nè altri che puzzassero di adulazione. Per altro mostrava +egli piacere, che il nome suo comparisse nelle fabbriche da lui fatte +o risarcite, e nelle iscrizioni de' particolari; laonde apparendo poi +esso in tanti luoghi, diede motivo ad alcuni di chiamarlo per +ischerzo[717] _Erba Parietaria_, erba che si attacca alle muraglie. Ma +conferendo le cariche, neppur voleva esserne ringraziato, quasi +ch'egli fosse più obbligato a chi le riceveva, che essi a lui. Le +ordinarie sue occupazioni consistevano in dar udienze a chi ricorrea +per giustizia, per bisogni, per grazie, con ispedir prontamente gli +affari, specialmente quelli che riguardavano il ben pubblico. Sapeva +unire la clemenza, la piacevolezza colla severità e costanza nel +punire i cattivi, nel rimediare alle ingiustizie de' magistrati, nel +pacificar fra loro le città discordi. Sotto di lui in materia +criminale non si proferiva sentenza contro di chi era assente; nè per +meri sospetti, come si usava in addietro, si condannava alcuno. Un +bellissimo suo rescritto vien riferito ne' Digesti[718], cioè: _Meglio +è in dubbio lasciar impunito un reo, che condannare un innocente_. +Sotto altri principi il fisco guadagnava sempre le cause. Non già +sotto Trajano, che anche contra di sè amava che fosse fatta giustizia. +Quanto era egli lontano dal rapire la roba altrui, altrettanto era +alieno dal nuocere o inferir la morte ad alcuno. A' suoi tempi un solo +de' senatori fu fatto morire, ma per sentenza del senato, e senza +notizia di lui, mentre era lungi da Roma: tanto era il rispetto +ch'egli professava a quel nobilissimo ordine[719]. Ed appunto in +quest'anno fu bel vedere, come creato console egli si contenesse nel +senato, in esercitando quest'eminente dignità. Nel primo giorno +dell'anno volle salito in palco nella pubblica piazza prestare il +giuramento di osservar le leggi, solito a prestarsi dagli altri +consoli, ma non dagl'imperatori, che se ne dispensavano. Portatosi al +senato, ordinò ad ognuno di dire con libertà e sincerità i lor +sentimenti, con sicurezza di non dispiacergli. Così diceano anche gli +altri Augusti, ma non di cuore, e i fatti poi lo mostravano. Ordinò +ancora, che ai voti, i quali non meno in Roma che per le provincie nel +dì 3 di gennaio si faceano per la salute dell'imperadore, +s'aggiugnesse questa condizione: _Purché egli governi a dovere la +Repubblica e procuri il bene di tutti._ Egli stesso in pregare gli dii +per sè medesimo, solea dire: _Se pure la meriterò, se continuerò ad +essere quale sono stato eletto, e se seguirò a meritar la stima e +l'affetto del Senato_. Con tal pazienza accudiva egli ai pubblici +affari, ascoltava i dibattimenti delle cause, e con tanta attenzione +distribuiva le cariche, promovendo sempre chi andava innanzi nel +merito, che il senato non potè contenersi dal palesar la sua gioia con +delle acclamazioni, che mossero le lagrime al medesimo Trajano, +coprendosi intanto il di lui volto di rossore, cioè di un contrassegno +vivo della sua modestia. E verisimilmente il senato circa questi tempi +conferì a Trajano il glorioso titolo di _Ottimo Principe_. Plinio +nelle sue epistole parla di molte cause agitate in questi tempi nel +senato, con aver Trajano ben disaminati i processi, e custodita +rigorosamente l'osservanza delle leggi. Il primo gran dono che fa Dio +agli uomini, quello è di dar loro un buon naturale, un intendimento +chiaro e un'indole portata solamente al bene. Convien ben dire, che +ottimo fosse il talento di Trajano, dacchè confessano gli storici, +ch'egli poco o nulla avea studiato di lettere, ed era mancante +d'eloquenza. Ma il suo ingegno e giudizio, e il pendìo a quel solo che +è bene, supplivano questo difetto. E però, benchè non fosse letterato, +sommamente amava e favoriva i letterati, e chiunque era eccellente in +qualsivoglia professione. + +NOTE: + +[709] Panvinus, Pagius, Tillemont, Stampa. + +[710] Noris, Ep. Consul. + +[711] Plinius, in Panegyr. + +[712] Thesaurus Novus Inscript., pag. 305, n. 5. + +[713] Plinius, in Panegyr. + +[714] Eutropius, in Breviar. + +[715] Julianus, de Caesaribus. + +[716] Plinius, in Panegyrico. + +[717] Ammianus, lib. 27. Aurelius Victor, in Epitome. + +[718] Lege 5. Digestis de Poenis. + +[719] Plinius, in Panegyr. + + + + + Anno di CRISTO CI. Indizione XIV. + + EVARISTO papa 6. + TRAJANO imperadore 4. + +_Consoli_ + +MARCO ULPIO NERVA TRAJANO AUGUSTO per la quarta volta, e SESTO +ARTICOLAJO. + + +Credesi che l'uno di questi consoli avesse nelle calende di marzo per +successore nel consolato _Cornelio Scipione Orfito_, e che nelle +calende di marzo fossero sostituiti _Bebio Macro_ e _Marco Valerio +Paolino_; e poi nelle calende di luglio procedessero colla trabea +consolare _Rubrio Gallo_ e _Quinto Celio Ispone_. Trovasi +un'iscrizione, da me[720] riferita, posta a _Marco Epulejo_ (forse +_Apulejo_) _Procolo Cepione Ispone_, ch'era stato console. Sarebbe da +vedere se si tratti del suddetto _Ispone_. Per me ne son persuaso, +quantunque chiaro non apparisca in qual anno cada il di lui consolato. +Han creduto molti storici, che in quest'anno avvenisse la prima guerra +di Trajano contra dei Daci. Tali nondimeno son le ragioni addotte dal +giudiziosissimo cardinal Noris[721], che pare doversi la medesima +riferire all'anno seguente. Nulladimeno il Tillemont[722], scrittore +anch'esso accuratissimo, inclinò a giudicarla succeduta in questo +anno. Più sicuro a me sembra il differirla al seguente, quantunque si +possa credere cominciata la rottura nel presente. Già vedemmo fatta da +Domiziano una vergognosa pace con _Decebalo re dei Daci_, a cui egli +s'obbligò di pagare ogni anno certa somma di danaro a titolo di +regalo, che in fatti era un tributo. All'animo grande di Trajano parve +troppo ignominiosa una sì fatta concordia e condizione, nè egli si +sentì voglia di pagare[723]. Per questo rifiuto Decebalo cominciò a +formare un possente armamento, e a minacciar le terre dell'imperio con +delle sgarate. Forse anche le sue genti commisero qualche ostilità. +Portossi perciò nell'anno susseguente l'Augusto Trajano in persona a +que' confini, per dimandargliene conto; ed allora, come io vo' +credendo, ebbe principio la prima guerra dacica. Non istette +certamente in ozio in questi tempi Trajano. Stendevasi la di lui +provvidenza e liberalità a tutte le parti dell'imperio. Abbiamo da +Eutropio[724], ch'egli riparò le città della Germania, situate di là +dal Reno. Potrebbe ciò essere succeduto nell'anno presente. E senza +questo noi sappiamo ch'egli fece far infinite fabbriche per le città +romane, e porti, e strade, ed altre opere, o per utilità o per +ornamento; ed era facile a concedere ad esse città privilegi ed +esenzioni, e a sollevarle ne' lor bisogni. Tale ancora il provavano i +particolari. Bastava avere avuta con lui anche una mediocre +familiarità, e poi chiedere. A chi ricchezze, a chi compartiva onori, +rimandando consolati gli altri colla promessa di dar ciò che allora +non potea. Ma particolarmente premiava egli chi avea più merito; e +laddove sotto i precedenti Augusti chi era uomo di petto, e odiava la +servitù, e solea parlar franco, o dispiaceva, o correva pericolo +dell'esilio o della vita: questi da Trajano erano i più stimati, ben +voluti ed esaltati. E tuttochè la nobiltà sua propria si stendesse +poco indietro, pure gran cura avea egli di chi procedeva dagli antichi +nobili romani, e li preferiva agli altri negl'impieghi. Ne' tempi +addietro troppo spesso si vide, che i liberti degl'imperatori la +faceano da padroni del pubblico e della corte stessa[725]. Trajano, +scelti i migliori fra essi, se ne serviva bensì, e li trattava assai +bene; ma in maniera che si ricordassero sempre della lor condizione, e +d'essere stati schiavi; e che, per piacere, altra maniera non v'era, +che d'essere uomini dabbene e persone amanti dell'onore[726]. Proibì +alle città il far dei regali col danaro del pubblico, ma non volle che +si potessero ripetere i fatti prima di venti anni addietro, per non +rovinar molte persone, conchiudendo il suo rescritto a Plinio: _Perchè +a me appartiene di non aver men cura del bene de' particolari, che di +quello del pubblico_. Così procurava egli anche alle città il +risparmio delle spese. Però sapendo[727] questa sua buona intenzione +Trebonio Rufino, duumviro, cioè principal magistrato scelto dal popolo +di Vienna del Delfinato, proibì che si facessero in quella città i +giuochi ginnici, i quali, oltre alla spesa, riuscivano anche +scandalosi e contrari a' buoni costumi, perchè gli uomini nudi alla +presenza di tutto il popolo faceano la lotta. S'opposero i cittadini. +Fu portato l'affare a Trajano, che raccolse i voti de' senatori. Fra +gli altri _Giulio Maurino_ sostenne, che non si doveano permettere +que' giuochi a quelle città, e poi soggiunse: _Volesse Dio, che si +potessero anche levar via da Roma_, città perduta dietro a simili +sconci divertimenti. + +NOTE: + +[720] Thesaurus Novus Veter. Inscript., pag. 316, num. 2. + +[721] Noris, Epistola Consulari. + +[722] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[723] Dio, lib. 68. + +[724] Eutropius, in Breviario. + +[725] Plinius, in Panegyrico. + +[726] Plinius, lib. 10, ep. 3. + +[727] Idem, lib. 4, epist. 22. + + + + + Anno di CRISTO CII. Indizione XV. + + EVARISTO papa 7. + TRAJANO imperadore 5. + +_Consoli_ + +GAJO SOSIO SENECIONE per la terza volta e LUCIO LICINIO SURA per la +seconda. + + +Certo è bensì che _Sura_ fu console ordinario nell'anno presente. Non +v'ha la medesima certezza di _Senecione_. Il solo Cassiodoro quegli è, +che cel mette davanti. Discordano gli altri fasti. Ho io seguitato in +ciò i più che han trattato de' consoli. Erano questi due i più cari e +favoriti che s'avesse Trajano, degni bene amendue della di lui +confidenza ed affetto, perchè ornati di tutte quelle virtù che si +ricercano in chi dee servire ad un buon principe. Ma specialmente[728] +amava egli _Licinio Sura_, per gratitudine, avendo questi cooperato +non poco, affinchè Nerva adottasse Trajano. Salì questo Sura a tal +ricchezza e potenza, che a sue proprie spese edificò un superbo +ginnasio, o sia la scuola de' lottatori al popolo romano. Non andò +egli esente dai soffi dell'invidia, compagna ordinariamente delle +grandi fortune, avendo più d'uno procurato d'insinuare in cuor di +Trajano dei sospetti della fedeltà di questo suo favorito, +calunniandolo come giunto a meditar delle novità contra di lui. +Trajano, la prima volta che Sura l'invitò seco a pranzo, v'andò senza +guardie. Volle per una flussione che aveva agli occhi, farseli ugnere +dal medico di Sura. Fatto anche venire il di lui barbiere, si fece +radere la barba: chè così allora usavano i Romani. Adriano fu quegli +che poi introdusse il portarla. Dopo aver anche preso il bagno, +Trajano si mise a tavola, e allegramente desinò. Nel dì seguente disse +agli amici, che gli mettevano in mal concetto Sura: _Se costui mi +avesse voluto ammazzare, n'ebbe jeri tutta la comodità_. Fu ammirato +un sì fatto coraggio in Trajano, ben diverso da que' principi deboli +che temono di tutto. Aggiugne Dione, che un altro saggio di questa sua +intrepidezza diede Trajano. Nel crear sulle prime un prefetto del +pretorio (si crede che fosse _Saburano_) dovea cingergli la spada al +fianco. Nuda gliela porse, dicendo: _Prendi questo ferro, per +valertene in mia difesa, se rettamente governo: contra di me, se farò +il contrario_. Forse fu lo stesso Saburano, come conghiettura Giusto +Lipsio, che gli dimandò licenza di ritirarsi, perchè Plinio[729] +attesta essere stato un prefetto del pretorio, che antepose il piacere +della vita e della quiete agli onori della corte. Trajano, perchè gli +dispiaceva di perdere un uffizial sì dabbene, fece quanto potè per +ritenerlo. Vedendolo costante, non volle rattristarlo col negargli la +grazia; ma l'accompagnò sino all'imbarco, il regalò da par suo, e +baciandolo, colle lagrime agli occhi il pregò di ritornarsene presto. + +L'anno verisimilmente fu questo, in cui Trajano con poderosa armata +marciò contro a Decebalo re dei Daci. Poco sappiamo delle avventure di +quella guerra. Ecco quel poco che ne lasciò scritto Dione[730]. Giunto +che fu l'Augusto Trajano ai confini della Dacia, veggendo Decebalo +tante forze in ordine, e un sì rinomato imperadore in persona venuto +contra di lui, spedì tosto deputati per esibirsi pronto alla pace. +Trajano, oltre al non fidarsi di lui, un gran prurito nudriva di +acquistar gloria per sè e di ampliare il romano imperio: però, senza +voler prestare orecchio a proposizione alcuna, andò innanzi. Si venne +ad una terribil battaglia, che costò di gran sangue ai Romani, ma +colla sconfitta de' nemici. Raccontasi che in tal congiuntura girando +Trajano, per osservare se i soldati feriti erano ben curati, al +trovare che mancavano fasce per legar le ferite, fece mettere in pezzi +la veste propria, perchè servisse a quel bisogno. Con grande onore +data fu sepoltura agli estinti; ed alzato un altare, acciocchè ne' +tempi avvenire si celebrasse il loro anniversario. Col vittorioso +esercito s'andò poi di montagna in montagna inoltrando Trajano, finchè +pervenne alla capitale della Dacia, che si crede _Sarmigetusa_, città +posta in quella provincia che oggidì appelliamo Transilvania; che +divenne poi colonia de' Romani col nome di _Ulpia Trajana_[731]. Nel +medesimo tempo _Lucio Quieto_, Moro di nazione, uffizial valoroso, da +un'altra parte fece grande strage e molti prigioni dei Daci; e a +_Massimo_, uno de' generali, riuscì di prendere una buona fortezza; +entro la quale si trovò la sorella di Decebalo. Allora dovette +accadere ciò che narra Pietro Patrizio[732], cioè che Decebalo mandò a +Trajano prima alcuni de' suoi conti, poscia altri de' suoi principali +uffiziali a supplicarlo di pace, esibendosi di restituir l'armi e le +macchine da guerra, e gli artefici guadagnati nella guerra fatta a' +tempi di Domiziano[733]. Accettò Trajano le proposizioni, con +aggiugnervi che Decebalo smantellasse le fortezze, rendesse i +disertori, cedesse il paese occupato ai circonvicini, e tenesse per +amici e nemici quei del popolo romano. Decebalo, suo malgrado, venne a +prostrarsi a' piedi di Trajano, e ad implorar la sua grazia ed +amicizia. Non si sa, se in questa prima guerra e pace Trajano restasse +in possesso di Sarmigetusa, e di quanto egli avea conquistato in +quelle contrade. Certo è, che per questa impresa riportò egli il +titolo di Dacico, nè aspettò a conseguirlo nell'anno seguente, come +immaginò il Mezzabarba[734]; ma nel presente, siccome ancora apparisce +da due iscrizioni da me date alla luce[735], nelle quali è chiamato +_Dacico_, correndo la sua _tribunizia podestà_ V, che terminava circa +il fine di ottobre in quest'anno. + +NOTE: + +[728] Aurelius Victor, in Epitome. Dio, lib. 68. + +[729] Plinius, in Panegyrico, §. 86. + +[730] Dio, lib. 68. + +[731] Thesaurus Novus Veter. Inscription., p. 1121, 7; 1127, 112. + +[732] Petrus Patricius, de Legationib., Tom. 1, Hist. Byzantin. + +[733] Dio, lib. 68. + +[734] Mediobarbus, Numismat. Imperator. + +[735] Thesaurus Novus Inscription., pag. 449, 2, 450, 1. + + + + + Anno di CRISTO CIII. Indizione I. + + EVARISTO papa 8. + TRAJANO imperadore 6. + +_Consoli_ + +MARCO ULPIO NERVA TRAJANO AUGUSTO per la quinta volta e LUCIO APPIO +MASSIMO per la seconda. + + +Intorno ai consoli di quest'anno han disputato vari letterati, +pretendendo che il consolato quinto di _Trajano_, e il secondo di +_Massimo_ cadano nell'anno seguente[736]; e che ciò si deduca da due o +tre medaglie, nelle quali Trajano, correndo la sua _settima podestà +tribunizia_, è chiamato CO_nSul_ IIII. DE_Signatus_ V. Ma concorrendo +gli antichi fasti ne' consoli sopraccitati, si può forse dubitare +della legittimità di quelle monete, oppur di errore ne' monetari. +Finchè si scuoprano migliori lumi, io mi attengo qui al Panvinio, al +Pagi, al Tillemont e ad altri, che non ostante l'opposizione di quelle +medaglie, mettono in quest'anno il consolato quinto di Trajano. +_Massimo_, il secondo d'essi consoli, verisimilmente è quel medesimo +che nell'anno precedente s'era segnalato nella guerra dacica, e fu +premiato per la sua prodezza coll'insigne dignità del consolato. +Era[737] già tornato a Roma nel precedente anno il vittorioso Trajano. +Perchè egli da saggio e buon principe cercava il proprio onore, nè +dimenticava quello del senato romano, avea fra l'altre condizioni +obbligato Decebalo a spedire ambasciatori a Roma, per supplicare il +senato di accordargli la pace, e di ratificare il trattato. Vennero +essi verisimilmente in quest'anno, e introdotti nel senato, deposero +l'armi, e colle mani giunte a guisa degli schiavi, in poche parole +esposero la lor supplica. Furono benignamente ascoltati, e confermata +la pace: il che fatto, ripigliarono l'armi, e se ne tornarono al loro +paese. Trajano dipoi celebrò il suo trionfo per la vittoria riportata +dei Daci: e v'ha una medaglia[738], creduta indizio di questo suo +trionfo, dove comparisce la _Tribunizia Podestà_ VII; il che può far +credere differita questa funzion trionfale agli ultimi due mesi +dell'anno corrente. Ma quivi egli è intitolato CONSUL IIII; il che si +oppone alla credenza ch'egli nell'anno presente procedesse console +_per la quinta volta_. Un qualche dì potrebbe disotterrarsi alcuna +iscrizione o medaglia che dileguasse le tenebre, nelle quali resta +involto questo punto di storia e cronologia. Aveva Trajano trovato +nelle parti della Dacia _Dione Grisostomo_ eloquentissimo oratore e +filosofo greco, di cui restano tuttavia le orazioni. Seco il condusse +a Roma, e tale stima ne mostrò, che, se dice il vero Filostrato[739], +nel suo stesso carro trionfale il volle presso di sè, con volgersi di +tanto in tanto a lui per parlargli e far conoscere al pubblico quanto +l'apprezzasse. Al trionfo tenne dietro un combattimento pubblico di +gladiatori, e un divertimento di ballerini che Trajano, dopo averli +due anni prima cacciati di Roma, ripigliò, dilettandosi dei loro +giuochi, e sopra gli altri amando Pilade uno di essi. Ma s'egli +talvolta si ricreava con tali spettacoli, ciò non pregiudicava punto +agli affari; e massimamente s'applicava il vigilante imperadore +all'amministrazione della giustizia. Una bellissima villa era +posseduta da Trajano a Centocelle, oggidì Cività Vecchia, dove egli +andava talvolta a villeggiare, con attendere anche ivi alla spedizion +delle cause e liti più rilevanti. Plinio[740] scrive d'essere stato +chiamato a quel delizioso soggiorno (probabilmente in quest'anno) per +assistere ad alcuni giudizii ch'egli descrive. Fra gli altri era +accusato Euritmo, liberto e procurator di Trajano, di aver falsificati +in parte i codicilli di _Giulio Tirone_, i cui eredi alla presenza di +Trajano pareva che non si attentassero a proseguir la causa, +trattandosi di un uffizial di casa del principe. Fece lor animo il +giusto principe, con dire: _Eh che colui non è Policleto_ (liberto +favorito di Nerone) _nè io son Nerone_. Abbiamo dal medesimo Plinio, +che Trajano in questi tempi facea fabbricare un porto vastissimo a +foggia di un anfiteatro. Già era compiuto il braccio sinistro, si +lavorava al destro, e vi si andavano conducendo per mare grossissimi +sassi. Tolomeo[741] parla del porto di Trajano, lo stesso che oggidì +Cività Vecchia; e Rutilio nel suo Itinerario ne fece la +descrizione[742]. + +NOTE: + +[736] Noris, Epistol. Consulari. + +[737] Dio, lib. 68. + +[738] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + +[739] Philostratos, in Sophist. + +[740] Plinius, lib. 4, epist. 31. + +[741] Ptolomaeus, Geograph. + +[742] Rutilius, in Itinerar. + + + + + Anno di CRISTO CIV. Indizione II. + + EVARISTO papa 9. + TRAJANO imperadore 7. + +_Consoli_ + +LUCIO LICINIO SURA per la terza volta, e PUBLIO ORAZIO MARCELLO. + + +Il cardinal Noris, il Fabretti e il Mezzabarba stimarono che questi +fossero i consoli dell'anno precedente, e che nel presente _Trajano +Augusto_ per la quinta volta, insieme, con _Appio Massimo_, +amministrassero il consolato. Finchè si possa meglio chiarir questo +punto, io seguito gli antichi Fasti, abbracciati in ciò anche dal +Panvinio, dal Pagi, dal Tillemont e da altri. Disputa ancora c'è +intorno al primo d'essi consoli, credendo alcuni ch'egli sia stato non +già _Sura_, ma Suburrano. Sarebbe da desiderare _qualche_ marmo che +decidesse la quistione. Uno dei più riguardevoli amici di Trajano fu +il suddetto _Orazio Marcello_. Le conghietture dei migliori letterati +concorrono[743] a persuaderci, che in quest'anno prendesse origine la +seconda guerra dacica. Non sapea digerir _Decebalo_ la pace fatta con +Trajano, perchè comperata con troppo dure condizioni; e però subito +che si vide rimesso in arnese, cominciò delle novità, e a chiedere un +nuovo accordo, lamentandosi specialmente, che molti dei suoi sudditi +passavano al servigio dei Romani. Perchè nulla potè ottenere, +determinò di venir di bel nuovo all'armi[744]. Diedesi dunque a far +gente, a fortificar i suoi luoghi, ad accogliere i disertori romani, e +a sollecitare i circonvicini popoli, acciocchè entrassero seco in +lega, per timore, diceva egli, che un dietro l'altro non rimanessero +oppressi dall'armi romane. Gli Sciti, cioè i Tartari, ed altre nazioni +si unirono con lui. A chi ricusò di sposare i di lui disegni, fece +aspra guerra, e tolse ancora ai Jazigi una parte del loro paese. +Queste furono le cagioni, per le quali il senato romano dichiarò +Decebalo nemico pubblico, e Trajano fece tutti gli opportuni +preparamenti per domarne la ferocia. Se sussiste ciò che racconta +Eusebio[745], in quest'anno Roma vide bruciata la casa d'oro, cioè, +per quanto si può credere, una parte di quella fabbricata da Nerone, +che si dovea essere salvata nell'incendio precedente. Furono di parere +il Loidio e il Tillemont, che circa questi tempi _Plinio_ il giovane, +già stato console, fosse inviato da Trajano al governo del Ponto e +della Bitinia, non come proconsole, ma come vicepretore colla podestà +consolare. Scabrosa è la quistione del tempo in cui ciò avvenne, e +mancano notizie per poterla decidere. A me perciò sarà lecito di +differir più tardi quest'impiego di Plinio, siccome han fatto il +Noris, il Pagi, il Bianchini ed altri. + +NOTE: + +[743] Loydius, Pagius, Tillemont et alii. + +[744] Dio, lib. 68. + +[745] Euseb., in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CV. Indizione III. + + EVARISTO papa 10. + TRAJANO imperadore 8. + +_Consoli_ + +TIBERIO GIULIO CANDIDO per la seconda volta e AULO GIULIO QUADRATO per +la seconda. + + +Tre iscrizioni spettanti a questi consoli ho io rapportate +altrove[746]. Credesi che l'anno presente quel fosse, in cui l'Augusto +Trajano imprese la seconda sua spedizione contra di _Decebalo re dei +Daci_, per aver egli creduta necessaria la sua presenza anche questa +volta contro ad un sì riguardevole avversario, e che non fosse impresa +da fidare ai soli suoi generali. _Adriano_, suo cugino, che fu poi +imperadore, ed era stato in quest'anno tribuno della plebe[747], andò +servendolo per comandante della legione minervia, e vi si portò così +bene, che Trajano il regalò di un diamante, a lui donato da +Nerva[748]. Non erano certamente le forze di Decebalo tali da poter +competere con quelle di Trajano, il quale seco menava un potentissimo +agguerrito esercito. Perciò tentò il Dacio altre vie per liberarsi, se +gli veniva fatto, dall'imminente tempesta, con inviar nella Mesia, +dov'era giunto l'imperadore, dei disertori bene instruiti per +ucciderlo. Poco mancò che non succedesse il nero attentato, perchè +Trajano, oltre alla sua facilità di dare in tutti i tempi udienza, +spezialmente la dava a tutti nell'occorrenze della guerra. Per buona +fortuna osservati alcuni cenni di un di costoro, fu preso, e messo a' +tormenti, confessò le tramate insidie: il che sconcertò anche le +misure degli altri. Un'altra vigliaccheria pur fece Decebalo. Dato ad +intendere a _Longino_ uno de' più sperimentati generali d'armi +che s'avessero i Romani, di volersi sottomettere ai voleri +dell'imperadore, l'indusse a venire ad una conferenza con lui; ma da +disleale il ritenne prigione, sforzandosi poi di ricavar da lui i +disegni e segreti di Trajano. La costanza di questo generale in tacere +fu qual si conveniva ad un uomo d'onore par suo. Decebalo il fece +bensì slegare, ma il mise sotto buone guardie, con iscrivere poscia a +Trajano d'essere pronto a rilasciar Longino, ogni volta che si volesse +trattar di pace: altrimenti minacciava di torgli la vita. Trajano, +benchè irritato forte dall'iniquo procedere di costui, gli rispose con +molto riguardo, cioè mostrando di non fare tal caso della persona e +salute di Longino, che volesse comperarla troppo caro; ma senza +trascurare la difesa della vita di quel suo uffiziale. Stette in forse +Decebalo, qual risoluzione ne avess'egli da prendere intorno a +Longino; e perchè forse si lasciò intendere di volerlo far morire +sotto i tormenti, Longino guadagnò un liberto d'esso Decebalo, che gli +procurò del veleno; e, per salvarlo dalle mani del padrone, ottenne di +poterlo spedire a Trajano, sotto pretesto di procurar un accordo. Il +che eseguito, prese Longino il veleno, e si sbrigò dal mondo. Allora +Decebalo inviò a Trajano un centurione già fatto prigione con Longino, +e seco dieci altri prigionieri, esibendogli il corpo di Longino, +perchè Trajano gli restituisse quel liberto. Ma l'imperadore che +trovava aliena dal decoro del romano imperio una tal proposizione, nè +gli volle consegnare il liberto, e neppur lasciò tornare a lui il +centurione, siccome preso contro il diritto delle genti. + +Pare che fondatamente si possa dedurre da quanto narra Dione[749], che +nel presente anno nulla di rilevante fosse operato da Trajano per +conto della guerra contra di Decebalo. Le applicazioni sue prima di +esporsi a maggiori imprese, consisterono in far fabbricar un ponte di +pietra sul Danubio. Considerava il saggio condottiere d'armate, che +essendo egli passato di là da quel fiume, se venissero assaliti i +Romani dai Barbari, poteva esser loro impedito il ritirarsi di qua, ed +anche il ricevere nuovi rinforzi. Però volendo assicurarsi di simili +pericolosi avvenimenti, e mettere una stabile buona comunicazione fra +il paese signoreggiato di qua e di là dal Danubio, volle prima che si +edificasse un ponte su quel fiume, per quanto credono alcuni[750], tra +Belgrado e Widen: intorno a che è da vedere il Danubio del conte +Marsigli[751]. Altre opere di somma magnificenza fece Trajano, ma +questa andò innanzi alle altre, per sentimento di Dione, il quale non +sapea abbastanza ammirarla nè decidere qual fosse più grande, o la +spesa occorsa per sì gran lavoro, o l'arditezza del disegno. Ognun sa +che vastissimo fiume sia in quelle parti il Danubio, e tuttochè fosse +scelto pel ponte il più stretto che si potesse dell'alveo suo, ciò +nonostante occorreva un ponte di lunga estensione; e cresceva anche la +difficoltà, perchè le acque ristrette in quel sito tanto più veloci e +rapide correano, e il fondo del fiume, ricco sempre d'acque, era +profondissimo e pieno di gorghi di fango. Ma alla potenza e al voler +di un Trajano nulla era difficile. Senza poter divertire le acque del +fiume, quivi furono piantate venti smisurate pile tutte di grossissimi +marmi quadrati, alte cento cinquanta piedi senza i fondamenti, larghe +sessanta, distanti l'una dall'altra cento settanta, ed unite insieme +con archi e volte. L'architetto fu _Apollodoro Damasceno_:[752] e di +qua e di là da esso ponte furono fabbricati due forti castelli per +guardia del medesimo. Eppure questa mirabil fabbrica da lì a pochi +anni si vide in parte smantellata, non già dai barbari, ma da +_Adriano_ successor di Trajano, col pretesto, che per quel medesimo +ponte i Barbari potrebbono passare ai danni de' Romani. Ma da quando +in qua non potea la potenza romana difendere un ponte, difeso da due +castelli? Oltre di che, nel verno tutto il Danubio agghiacciato non +era forse un vasto ponte ai Barbari per passar di qua, se volevano? +Però fu creduto, e con più ragione, che Adriano, mosso da invidia per +non poter giugnere alla gloria di Trajano, così gloriosa memoria di +lui volesse piuttosto distrutta. Vi restarono in piedi solamente le +pile; e queste ancora a' tempi di Procopio non comparivano più. In +questo anno parimente, per quanto si raccoglie dalle medaglie[753], e +da Dione[754], l'Arabia Petrea, che avea in addietro avuti i propri +re, fu sottomessa con altri popoli all'imperio romano per valore di +_Auto Cornelio Palma_ governatore della Soria, e stato già console +nell'anno 99. Una nuova Era perciò cominciarono ad usar le città di +Samosata, Bostri, Petra ed altre di quelle contrade. + +NOTE: + +[746] Thesaurus Novus Inscription., pag. 316, n. 3 et seq. + +[747] Spartianus, in Hadriano. + +[748] Dio, lib. 68. + +[749] Dio, lib. 68. + +[750] Cellarius Georg., Tom. I. + +[751] Marsilius, in Danubii descriptione. + +[752] Procopius, lib. 4, de Ædific. + +[753] Mediobarbus, Numism. Imperat. + +[754] Dio, lib. 68. + + + + + Anno di CRISTO CVI. Indizione IV. + + EVARISTO papa 11. + TRAJANO imperadore 9. + +_Consoli_ + +LUCIO CEIONIO COMODO VERO e LUCIO TUZIO CEREALE. + + +Il primo di questi consoli, cioè _Comodo Vero_, fu padre _di Lucio +Vero_, che noi vedremo a suo tempo adottato da Adriano Augusto. Il +secondo console nella cronica di Alessandria è chiamato _Ceretano_ in +vece di _Cereale_, e fu creduto dal Tillemont[755] diverso da _Tuzio +Cereale_. Ma sufficiente ragione non v'ha, per aderire alla di lui +opinione, siccome neppure di tener con lui, che nell'anno precedente +avesse fine la seconda guerra dacica. Chiaramente scrive Dione[756], +che Trajano, dopo aver fatto il meraviglioso ponte sul Danubio +(impresa che senza fallo costò gran tempo e danari), passò di là da +quel fiume, e fece la guerra piuttosto con sicurezza, che con +celerità; non volendo arrischiar combattimenti, e procedendo a poco a +poco nel paese nemico. Plinio[757] con poche parole riconosce, che +immense fatiche durò l'esercito romano, guerreggiando in que' montuosi +paesi, e gli convenne accamparsi in montagne scoscese, condurre fiumi +per nuovi alvei, e far altre azioni, che pareano da non credersi, come +simili alle fole. Dione[758] aggiugne, aver Trajano in tal congiuntura +dati segni di singolar valore e di savia condotta, e che l'esempio suo +servì ai soldati per gareggiare insieme in esporsi a molti pericoli, e +per giugnere al sommo della bravura. Fra gli altri un cavaliere che, +ferito in una zuffa, fu portato alle tende per farsi curare, dacchè +intese disperata la di lui guarigione, mentr'era ancor caldo, rimontò +a cavallo, e tornato alla mischia, vendè ben caro ai nemici il poco +che gli restava di vita. Le apparenze sono, che nè pure in quest'anno +con tutti i suoi progressi Trajano terminasse la guerra suddetta, come +altri han creduto. Tutte le medaglie[759] riferite dall'Occone e dal +Mezzabarba, per indizio che nel presente anno Decebalo fosse vinto, e +ridotta la Dacia in provincia dell'imperio romano, nulla concludono, +perchè possono appartenere anche nell'anno 107 e 108. Però chi dei +moderni scrive, che Trajano non solamente tornò in quest'anno a Roma, +e dopo avere ordinata una strada per le paludi pontine, partì tosto +alla volta dell'Oriente, con trovarsi in Antiochia ne' primi giorni +dell'anno seguente, probabilmente anticipò di troppo le di lui +imprese. E noi abbiamo bensì dalla cronica alessandrina[760] sotto +quest'anno, che mossa guerra dai Persiani, dai Goti, e da altri popoli +al romano impero, Trajano marciò contra di loro e sospese l'esazion +de' tributi sino al suo ritorno; ma questo ha ciera di favola. Più che +mai abbisognava egli allora di danaro; e senza dubbio avvenne molto +più tardi la guerra co' Persiani, o sia co' Parti. Può ben verificarsi +quella guerra dacica, perchè sotto nome di Goti venivano in que' tempi +anche i Daci, come attestano Dione e Giordano. Rapporta il +Panvinio[761] a quest'anno l'iscrizione posta a _Lucio Valerio +Pudente_, il quale, benchè in età di soli tredici anni, nel sesto +lustro de' giuochi capitolini fatti in Roma, fu vincitore, e riportò +la corona sopra gli altri poeti latini. + +NOTE: + +[755] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[756] Dio, lib. 68. + +[757] Plinius, lib. 8, Epistol. 4. + +[758] Dio, lib. 68. + +[759] Mediobarb., in Numism. imperator. + +[760] Cronicum Paschale, seu Alexandrinum. + +[761] Panvinius, Fast. Consular. + + + + + Anno di CRISTO CVII. Indizione V. + + EVARISTO papa 12. + TRAJANO imperadore 10. + +_Consoli_ + +LUCIO LICINIO SURA per la terza volta, e CAIO SOSIO SENECIONE per la +quarta. + + +Ma questo _Sura_ da Sparziano[762] vien detto _Consul bis_ nell'anno +presente insieme con _Serviano_. All'incontro il Panvinio[763] con +altri fu di parere, che i due suddetti ordinari consoli nelle calende +di luglio avessero per successori _Cajo Giulio Servilio Orso +Serviano_, che avea sposata _Paolina_ sorella di _Adriano_, e cugina +di _Trajano_, e fu molto amico di Plinio, e _Surano_ per la seconda +volta. Certo non mancano imbrogli ne' fasti consolari; ed è ben facile +il prendere degli abbagli nell'assegnare ai consoli sostituiti il +preciso anno del loro consolato. Nel presente si può ragionevolmente +credere che Trajano, con felicità bensì, ma dopo immense fatiche, +conducesse a fine la seconda guerra contro de' Daci. Per attestato di +Dione[764] s'impadronì egli della reggia di Decebalo, o sia della +capitale della Dacia, chiamata Sarmigetusa: il che reca indizio, +ch'egli non ne fosse restato in possesso nella pace stabilita dopo la +prima guerra. Pertanto Decebalo, veggendosi spogliato di tutto il suo +paese, ed in pericolo ancora di restar preso, piuttosto che venire in +man dei nemici, si diede la morte da sè stesso, e il capo suo fu +portato a Roma. Così pervenne tutta la Dacia in potere del popolo +romano, e Trajano ne formò una provincia, con fondare in Sarmigetusa +una colonia, nominata nelle iscrizioni della Transilvania, che il +Grutero ed io[765] abbiam dato alla luce. In oltre abbiam da Dione che +Decebalo, trovandosi in mal punto, affinchè i suoi tesori non +cadessero in mano de' Romani, distornò il corso del fiume Sargezia, +che passava vicino al suo palazzo, e fatta cavare una gran fossa in +mezzo al seccato lido di quel fiume, vi seppellì una gran copia d'oro, +d'argento e d'altre cose preziose, che si poteano conservare. Quindi +ricoperto il sito con terra e con grossi sassi, tornò a far correre +l'acqua pel solito alveo. I prigioni da lui adoperati per quella +fattura, acciocchè non rivelassero il segreto, furono tosto uccisi. Ma +essendo poi stato preso dai Romani Bicilis, uno de' familiari più +confidenti di Decebalo, questi scoprì tutto a Trajano, il quale ne +seppe ben profittare. Rimasto spolpato quel paese, ebbe cura Trajano +di mandarvi ad abitare un numero infinito di persone, e di fondarvi, +oltre alla suddetta, altre colonie, che si veggono menzionate da +Ulpiano[766]: con che divenne la Transilvania una fioritissima +provincia de' Romani, essendosi perciò in quelle parti trovate negli +ultimi due secoli molte iscrizioni romane, che si leggono presso il +suddetto Grutero, presso il Reinesio, e nel mio nuovo Tesoro. + +NOTE: + +[762] Spartianus, in Vita Hadriani. + +[763] Panvinius, Fast. Consular. + +[764] Dio, lib. 68. + +[765] Gruterus, Thesaur. Inscription. + +[766] Lege Sciendum ff. de Censibus. + + + + + Anno di CRISTO CVIII. Indizione VI. + + ALESSANDRO papa 1. + TRAJANO imperadore 11. + +_Consoli_ + +APPIO ANNIO TREBONIO GALLO e MARCO ATILIO METILIO BRADUA. + + +V'ha chi dà il cognome di _Treboniano_ al primo di questi consoli; ma +in due iscrizioni, riferite dal Panvinio[767], si legge _Trebonio_. Se +crediamo al medesimo Panvinio, nelle calende di marzo succederono nel +consolato _Cajo Giulio Africano_ e _Clodio Crispino_. Ma +un'iscrizione, conservata in Verona, e riferita dal marchese Scipione +Maffei, e poscia anche da me[768], ci fa sufficientemente conoscere, +che nel dì 23 di agosto dell'anno presente erano consoli _Appio Annio +Gallo_ e _Lucio Verulano Severo_, o pur _Severiano_. O sul fine del +precedente anno, o nella primavera del presente, sbrigato dagli affari +della Dacia, se ne ritornò Trajano a Roma, ed ivi celebrò il secondo +suo trionfo dei Daci con magnifiche feste, e massimamente perchè +correvano i decennali del suo imperio, che solevano solennizzarsi con +gran pompa[769]. Attesta Dione che, arrivato Trajano a Roma, vennero +molte ambascerie di nazioni barbare, e fino dall'India a visitarlo, +chi per bisogni, chi per ossequio. Quattro mesi durarono in Roma i +pubblici spettacoli e divertimenti, consistenti per lo più in +combattimenti di lioni e di altre feroci bestie, oppur di gladiatori. +Giorni vi furono, nei quali si videro uccisi mille di questi fieri +animali, e in più altri arrivò la somma a diecimila. Si fece conto che +anche dieci migliaja di gladiatori diedero orrida mostra della lor +arte, combattendo fra loro negli anfiteatri. In questi tempi ancora +attese Trajano a formare e selciare una strada pubblica per le paludi +pontine, con fabbricar anche case e ponti di gran magnificenza lungo +di essa via, per comodo de' viandanti e del commercio. E perchè si +trovava molta moneta o di bassa lega, o strozzata, o falsa; ordinò il +saggio imperadore, che tutta fosse portata alla zecca, dove fu +disfatta per rifarne della buona e di giusto peso. A quest'anno si +crede che appartenga il terzo congiario o regalo, che Trajano diede al +popolo romano, espresso da una medaglia, riferita dal Mezzabarba[770]. +Mette il Tillemont[771] con altri scrittori in questi tempi la +spedizion di Trajano contro de' Parti, o sia de' Persiani; ma +certamente è da anteporre la sentenza d'altri, che molto più tardi +parlano di quelle imprese. Succedette, secondo la cronica di +Damasco[772], nel presente anno il glorioso martirio di _santo +Evaristo papa_, in cui luogo fu posto _Alessandro_. + +NOTE: + +[767] Panvinius, Fast. Consul. + +[768] Thesaur. Novus Veter. Inscription., p. 317, num. 4. + +[769] Dio, lib. 68. + +[770] Mediobarb., in Numism. Imperat. + +[771] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[772] Anastas., Bibliothec. + + + + + Anno di CRISTO CIX. Indizione VII. + + ALESSANDRO papa 2. + TRAJANO imperadore 12. + +_Consoli_ + +AULO CORNELIO PALMA per la seconda volta, e CAJO CALVISIO TULLO per la +seconda. + + +Si tien per certo, che a questi consoli ordinari fossero sostituiti +(forse nelle calende di luglio) _Publio Elio Adriano_, che poi divenne +imperadore, e _Lucio Publilio_, o piuttosto _Publicio Celso_. Era +stato _Adriano_ pretore in Roma nell'anno 107, per testimonianza di +Sparziano[773], e Trajano gli avea donato due milioni di sesterzi, che +si credono far la somma di cinquantamila scudi d'argento, acciocchè +potesse celebrare i giuochi soliti a darsi da chi entrava in quel +riguardevole uffizio. Pretende il Salmasio[774], che Sparziano +scrivesse il doppio. Fu nel precedente anno inviato con titolo di +legato pretorio, o sia di vicepretore esso Adriano nella bassa +Pannonia: mise in dovere i Sarmati, che aveano fatto qualche novità +ne' confini dell'imperio romano; restituì la disciplina fra le milizie +di quelle parti; e fece altre azioni, per le quali si meritò il +consolato nell'anno presente. Non avea figliuoli Trajano, e Adriano +suo cugino non ometteva diligenza ed arte alcuna per giungere a +succedergli nell'imperio, aiutandosi spezialmente con far la corte +alla imperadrice Plotina, e col tenersi amico _Lucio Licinio Sura_, +uno de' favoriti di Trajano. Fu appunto in quest'anno, che Sura gli +diede la buona nuova, qualmente Trajano pensava di adottarlo; e perchè +i cortigiani ed amici di esso imperadore scoprirono qualche barlume di +questa sua intenzione, laddove prima mostravano di poco stimare, anzi +di sprezzare Adriano, da lì innanzi cominciarono ad onorarlo, e a +procacciarsi la di lui amicizia. Mancò poi di vita, forse circa questi +tempi, il medesimo _Sura_. Trajano, che si serviva di lui per farsi +dettar le allocuzioni al senato e al popolo, perchè egli sapea poco di +lettere, non ignorando che Adriano, siccome persona letterata, era +capace di servirlo in quella funzione, il volle presso di sè, e si +valeva della di lui penna; il che gli accrebbe la familiarità e l'amor +di Trajano. Al defunto Sura fece fare Trajano un solenne funerale, ed +alzare una statua per gratitudine[775]. Lo stesso fece egli dipoi alla +memoria di _Sosio Senecione_ e di _Palma_ e di _Celso_, che abbiam +detto essere stati consoli nell'anno presente, come ad amici suoi +cari. Noi sappiamo che _Cajo Plinio Cecilio Secondo_, rinomatissimo +autore del panegirico di Trajano, dopo essere stato console nell'anno +100, fu poi mandato con titolo di vicepretore al governo della Bitinia +e del Ponto. Le sue lettere scritte di là a Trajano si leggono nel +libro decimo. Ma per quanto finora abbiano disputato fra loro gli +eruditi, non s'è potuto, nè si può decidere in qual anno egli fosse +spedito colà. Il Loidio e il Tillemont[776] attribuirono la di lui +andata al fine dell'anno 103; il cardinal Noris[777] al presente 109, +o pure al susseguente, come ancor fece[778] il padre Pagi. +Eusebio[779] mette all'anno decimo di Trajano, cioè al 107 dell'Era +nostra, la lettera celebre scrittagli da Plinio, esistente allora +nella Bitinia. Idacio[780] ne parla all'anno 112. In tale incertezza +di tempi sia lecito ai lettori l'attenersi a quella opinione che più +loro aggradirà, e a me di seguitar più tosto il Noris, il Pagi e il +Bianchini. A questi tempi, ma colla medesima incertezza, vien riferita +dal Mezzabarba[781] e dal suddetto Bianchini[782] la selciatura della +via Trajana, fatta per ordine di esso Trajano. Altro essa non fu, che +la via descritta da Dione, di cui si parlò al precedente anno, cioè la +via Appia, che da Roma va a Capua: la più magnifica di quante mai +facessero i Romani, ed opera di molti secoli avanti. Perchè la +rimodernò ed arricchì Trajano di vari ponti e di fabbriche a canto +alla medesima, perciò egli, o il pubblico le diede il nome di via +Trajana. Credesi parimente che in questo anno Trajano dedicasse il +Circo, cioè il Massimo, ristorato da lui co' marmi presi dalla +Naumachia[783] di Domiziano. + +NOTE: + +[773] Spartian., in Vita Hadriani. + +[774] Salmas., in Notis ad Spartian. + +[775] Dio, lib. 68. + +[776] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[777] Noris, Epist. Consulari. + +[778] Pagius, in Critic. Baron. + +[779] Eusebius, in Chron. + +[780] Idacius, in Fastis. + +[781] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[782] Blanchinius ad Anastasium. + +[783] Suetonius, in Domitiano, cap. 15. + + + + + Anno di CRISTO CX. Indizione VIII. + + ALESSANDRO papa 3. + TRAJANO imperadore 13. + +_Consoli_ + +SERVIO SALVIDIENO ORFITO e MARCO PEDUCEO PRISCINIO. + + +Le iscrizioni pubblicate dal Fabretti, dal Bianchini e da me, ci +assicurano tali essere stati i nomi e cognomi di questi consoli, che +si trovavano ignorati o guasti presso i precedenti illustratori dei +Fasti. Non si sa intendere, perchè il Mezzabarba[784] e monsignor +Bianchini pretendano, che solamente in quest'anno il senato accordasse +a Trajano il glorioso titolo di _Ottimo_, quando questo titolo +comparisce in tante altre medaglie, che si rapportano agli anni +precedenti. Plinio anch'egli ne parla nel panegirico che dicemmo +composto nell'anno 100. Dione[785], per lo contrario, scrive che +solamente dopo le conquista dell'Armenia egli fu cognominato _Ottimo_. +Vogliono i suddetti scrittori, che Trajano l'accettasse solamente in +quest'anno. Ma non era tale la di lui umiltà, da far sì lunga +resistenza a quest'elogio, per altro ben meritato da lui. Augusto non +voleva esser chiamato _Signore_. Trajano all'incontro assai gradiva +che gli si desse questo nome. Abbiamo da Eusebio[786], che il famoso +tempio del Panteon di Roma, oggidì la Rotonda, fu bruciato da un +fulmine. Chi sa che in quella nobilissima fabbrica non entrava legno, +crederà bensì che un folgore cadesse colà, ma che lo incendiasse, non +saprà intenderlo. Sotto Nerone e sotto Domiziano, principi nemici +della virtù, maraviglia non è, se fu perseguitata la santa religione +di Cristo. Potrebbe ben taluno stupirsi, come essa trovasse un +persecutore in Trajano[787], principe amator delle virtù, delle quali +vera maestra è la sola religione de' Cristiani. Pure fuor di dubbio è, +che sotto di lui la Chiesa di Dio patì la terza persecuzione, non già, +come osservò il cardinal Baronio, ch'egli pubblicasse editto alcuno +particolare contro di essi Cristiani, ma perchè riferito a lui, come +si andava a gran passi dilatando la lor credenza con pregiudizio del +dominante culto degl'idoli, con gravi lamenti de' falsi sacerdoti del +Paganesimo, e con delle sollevazioni de' popoli contra chi professava +la fede di Cristo; Trajano ordinò, o permise che fossero osservate +rigorosamente le antiche leggi contra gl'introduttori di nuove +religioni. Però i governatori delle provincie, massimamente +dell'Oriente, cominciarono ad infierire, probabilmente circa questi +tempi, contra chiunque si scopriva seguace dei dogmi cristiani; laonde +si videro molti forti campioni attestar col loro sangue la verità di +questa religione. Ne han trattato ampiamente il cardinal Baronio[788], +il Tillemont[789], i Bollandisti[790] ed altri. Forse a questi tempi +appartiene la scoperta della congiura tramata da _Crasso_ contra del +buon imperador Trajano, che vien solo accennata da Dione[791], senza +dirne circostanza alcuna. Altro di più non abbiamo, se non che Trajano +ne lasciò la cognizione al senato, da cui gli fu dato il meritato +gastigo, senza apparire se pagasse il delitto col capo o coll'esilio. +Racconta Sparziano[792], che Adriano, successor di Trajano, ne' primi +giorni del suo imperio fu consigliato da Taziano di levar la vita a +_Laberio Massimo_ e a _Crasso Frugi_, relegati nelle isole per +sospetti di aver aspirato all'imperio; ma ch'egli, affettando sul +principio il buon concetto di essere principe clemente, niun male avea +lor fatto. Tuttavia, perchè Crasso dipoi senza licenza era uscito fuor +dell'isola, il procuratore di Adriano, senza aspettarne alcun ordine +dall'imperadore, l'avea ucciso, quasichè egli macchinasse delle +novità. Questi forse è il medesimo Crasso, di cui parla Dione. + +NOTE: + +[784] Mediobarbus, in Numism. Imper. + +[785] Dio, lib. 68. + +[786] Euseb., in Chron. + +[787] Euseb., Histor., lib. 3, cap. 31. + +[788] Baron., in Annal. + +[789] Tillemont, Mém. de l'Église. + +[790] Acta Sanctorum. + +[791] Dio, lib. 68. + +[792] Spartianus, in Hadriano. + + + + + Anno di CRISTO CXI. Indizione IX. + + ALESSANDRO papa 4. + TRAJANO imperadore 14. + +_Consoli_ + +CAJO CALPURNIO PISONE e MARCO VETTIO BOLANO. + + +Un'iscrizione pubblicata dal Panvinio[793] ci fa vedere console nelle +calende di marzo, se pure è vero, correndo la tribunizia podestà XIV +di Trajano, cioè nell'anno presente, _Cajo Orso Serviano_ per la +seconda volta e _Lucio Fabio Giusto_. Quando sia vero che Plinio in +questi tempi governasse il Ponto e la Bitinia, probabil cosa sarebbe +che a quest'anno appartenesse la celebre lettera[794] da lui scritta a +Trajano intorno ai Cristiani. Era cresciuta a dismisura in quelle +parti, non meno che nell'altre dell'Oriente, la religione di Cristo; e +si scorge che Plinio avea ricevuto ordine da Trajano di processare e +punire i di lei seguaci. Plinio ne fece diligente ricerca; ma +ritrovato, più di quel che credea, esorbitante il numero de' Cristiani +di ogni sesso ed età; e, quel che più importa, dopo maturo esame +scoperto, ad altro non tendere questa religione, che a professar la +pratica delle virtù, e l'abborrimento ai vizi, volle prima informarne +Trajano, per sapere come s'avea da condurre in circostanze tali. +Abbiamo anche la risposta dell'imperadore, che gli comanda di non fare +ricerca de' Cristiani; ma se saranno denunziati, e trovati costanti +nella lor fede, sieno puniti, con perdonare a chi proverà di non esser +tale, sagrificando agli dii, e col non badare alle denunzie orbe, cioè +date contra di loro, senza il nome dell'accusatore. Tertulliano[795], +ben informato di queste lettere, fa conoscere l'ingiustizia di Trajano +in non volere che sieno ricercati come innocenti, e in volerli puniti, +se accusati. Però continuò la persecuzione come prima: e quantunque +non mancassero degli apostati, pure senza paragone maggior fu il +numero degli altri, che amarono piuttosto di sofferir coraggiosamente +la morte, che di sagrificare ai falsi dii del Gentilesimo. Crede il +padre Pagi[796], che sia piuttosto da riferire al seguente anno la +lettera di Plinio. Il vero è, che non si può accertar questo tempo. + +NOTE: + +[793] Panvin., Fast. Consular. + +[794] Plinius, lib. 10, epist. 97 et 98. + +[795] Tertullianus, in Apologetico, cap. 2. + +[796] Pagius, in Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CXII. Indizione X. + + ALESSANDRO papa 5. + TRAJANO imperadore 13. + +_Consoli_ + +MARCO ULPIO NERVA TRAJANO AUGUSTO per la sesta volta e TITO SESTIO +AFRICANO. + + +Possiam credere che a quest'anno appartengano due opere di Trajano, +fatte prima d'imprendere la spedizione verso l'Armenia, delle quali fa +menzione lo storico Dione[797]. Cioè l'erezione in Roma di alcune +biblioteche, e la fabbrica della piazza, che fu poi appellata di +Trajano, nel sito, dove anche oggidì si mira la sua colonna. Un tesoro +impiegò Trajano in formar questa piazza, perchè gli convenne spianare +una parte del Monte Quirinale, e servendosi di _Apollodoro_ insigne +architetto, ornò in varie maniere tutta la circonferenza di bei +portici, e l'atrio di alte e grossissime colonne con capitelli e +corone, e con istatue e ornamenti di bronzo indorato, rappresentanti +uomini a cavallo e arnesi militari. Nel mezzo dell'atrio si vedea la +statua equestre d'esso Trajano. Era sì vaga e sì magnifica tal fattura +per altre giunte fattevi da Alessandro Severo imperadore, che restava +incantato chiunque la mirava. Ammiano Marcellino[798] scrive, che +venuto a Roma Costanzo Augusto, allorchè giunse alla piazza di +Trajano, fattura che non ha pari tutto il mondo, e che mirabil sembra +fino agli stessi dii (così uno storico pagano), rimase attonito +all'osservar quelle gigantesche figure e tanti begli ornamenti. E +Cassiodoro[799] anch'egli scriveva, che a' suoi tempi, per quanto si +andasse e riandasse alla piazza di Trajano, sempre essa compariva un +miracolo. In somma non vi fu opera fatta da Trajano, che non desse a +conoscere che il suo bel genio era impareggiabile, e il suo buon gusto +mirabile in tutto. Credesi che in quest'anno e nel seguente fosse +compiuta e dedicata quella piazza. Il Tillemont[800], fidatosi di +Giovanni Malala, scrittore abbondante di favole e di sbagli, mise +all'anno 106 e al seguente, la spedizion di Trajano verso l'Armenia. +Le ragioni recate dal Cardinal Noris, dal Pagi e da altri, e lo stesso +racconto che fa Dione di quella guerra, persuadono abbastanza, che +solamente in questo anno Trajano si mosse verso quelle parti[801]. +V'ha in oltre qualche medaglia[802] indicante i voti fatti pel suo +buon ritorno. Ardeva di voglia Trajano di far qualche altra militare +impresa, per cui sempre più crescesse la gloria sua. Gli se ne +presentò un'occasione, perchè egli non era di que' principi che +trovano, sempre che vogliono, nei lor gabinetti delle ragioni di far +guerra ai loro vicini. Erano soliti i re dell'Armenia (l'abbiam già +veduto) di prendere il diadema reale dai Romani imperadori, dalla +sovranità de' quali si riconosceano in qualche maniera dipendenti. +_Esedare_, nuovo re di quella contrada, l'avea preso da _Cosroe re de' +Parti_, dominator della Persia. Trajano fece intendere le sue +doglianze a Cosroe, il quale come se fossero burle, o per sua +superbia, niuna adeguata risposta diede. Trajano allora determinò di +farsi fare giustizia con un mezzo più concludente, cioè coll'armi. Si +mise dunque in viaggio nell'anno presente con un possente esercito +verso il Levante. Il solo suo muoversi fece calar tosto l'alterigia di +Cosroe, e spedire ambasciatori a Trajano con dei regali, per esortarlo +a desistere da una guerra di tale importanza, giacchè egli diceva +d'aver deposto Esedare, e il pregava di voler concedere l'Armenia a +Partamasire, che forse era fratello del medesimo Cosroe. Trovarono +questi ambasciatori Trajano già arrivato ad Atene, ma non già in lui +quella facilità, di cui si lusingavano. Rifiutò egli i lor presenti, e +disse conoscersi l'amicizia dalle azioni, non dalle parole, ed esser +egli incamminato verso la Soria, dove avrebbe prese quelle misure che +più converrebbono. Continuato poscia il viaggio per terra, secondo +Giovanni Malala, nel dì 7 del seguente gennaio, oppure nell'ottobre +dell'anno presente, entrò in Antiochia, capitale della Soria, con +corona d'ulivo in capo. + +NOTE: + +[797] Dio, lib. 68. + +[798] Ammianus Marcellinus, lib. 16, c. 10. + +[799] Cassiodorus Var., lib. 7, c. 6. + +[800] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[801] Dio, lib. 68. + +[802] Mediobarbus, in Numismat. Imperator. + + + + + Anno di CRISTO CXIII. Indizione XI. + + ALESSANDRO papa 6. + TRAJANO imperadore 16. + +_Consoli_ + +LUCIO PUBLICIO GELSO per la seconda volta e LUCIO CLODIO PRISCINO. + + +Vogliono alcuni, che nell'occasione che Trajano Augusto si trovò in +Antiochia, o sul fine del precedente anno, o sul principio del +presente, gli fosse condotto d'avanti _santo Ignazio_ vescovo di +quella città[803], accusato d'essere cristiano, e pastore de' +Cristiani. Confessò il santo vecchio intrepidamente il nome di Gesù +Cristo: e però d'ordine di Trajano fu mandato a Roma, per essere +esposto alle fiere nell'anfiteatro. Gli atti del suo gloriosissimo +martirio, compiuto secondo i Greci nel dì 20 di dicembre, e le sue +lettere, spiranti un mirabile amor di Dio e una tenerissima divozione, +restano tuttavia per edificazion della Chiesa. Altri mettono più +presto il suo martirio; ma a noi basti di sapere la certezza del +fatto, se non possiamo quella del tempo. L'iscrizione[804] che si +legge nella base della nobilissima Colonna Trajana, tuttavia esistente +in Roma, ci vien dicendo, che nell'anno presente seguì la dedicazione +di questa maravigliosa fattura a nome del senato in onor di Trajano, +che non ebbe poi il contento di vederla prima di morire. Nella gran +copia delle figure illustrate dalla penna del Fabretti, rappresentata +si vede la guerra di Trajano contra ai Daci. Proseguendo intanto +Trajano il suo viaggio, arrivò con un poderosissimo esercito ai +confini dell'Armenia. Allora i re e principi di quelle contrade[805] +si portarono a gara a visitarlo con ricchissimi presenti, fra' quali +si vide un cavallo così ben ammaestrato, che s'inginocchiava e chinava +il capo a' piedi di chi si voleva. _Abgaro re_, o principe di Edessa +nella Osroena, parte della provincia della Mesopotamia, gl'inviò +regali e proteste di amicizia, ma senza venire in persona, perchè non +volea perdere la buona grazia di _Cosroe re de' Parti_. Tuttavia in +sua vece gli mandò[806] Arbando suo figliuolo, giovane di bellissimo +aspetto, che s'insinuò così bene nel cuor di Trajano, che quando poi +questo imperadore passò per Edessa, Abgaro andatogli incontro, +agevolmente, per intercession del figliuolo, ottenne il perdono. +_Partamasire_ s'era già messo in possesso dell'Armenia con favore de' +Parti, ed avea preso il titolo di re. Con questo titolo scrisse egli +lettera di sommessione a Trajano; ma, non vedendo venire risposta, ne +tornò a scrivere un'altra, senza più intitolarsi re; supplicandolo di +voler inviare a lui _Marco Giunio_, governatore della Cappadocia, per +trattar seco d'accordo. Trajano gl'inviò il figliuolo di Giunio, e +intanto continuò il suo viaggio, con impossessarsi del paese, dovunque +passava, senza trovarvi resistenza alcuna. Arrivato a Satala, città +dell'Armenia minore, venne ad inchinarlo _Anchialo re_ degli Eniochi, +popoli della Circassia verso il mar Nero. Trajano il ricevè con grande +onore, e il rimandò carico di regali. Allora fu, che anche +_Partamasire_, considerando il brutto aspetto de' suoi affari, +probabilmente consigliato dal figliuolo di Giunio a rimettersi nella +clemenza cesarea, ottenuto il salvocondotto, venne a presentarsi a +Trajano. Nol volle egli ricevere, se non assiso sul trono in mezzo al +campo. Se gli accostò Partamasire, e depose a' suoi piedi il diadema +senza proferir parola: il che veduto dall'immensa corona dei soldati +di Trajano, si alzò un sì allegro strepitoso grido di _Viva_, che quel +principe atterrito fu in procinto di fuggirsene, se non si fosse +veduto attorniato da sì gran copia d'armati. Chiesta poi una +particolare udienza da Trajano, l'ottenne egli bensì, ma non già il +diadema, siccome egli dimandava e sperava coll'esempio di Tiridate a' +tempi di Nerone. Era ben diverso dal codardo Nerone il coraggioso +Trajano. Ne uscì in collera Partamasire; ma risalito sul trono +Trajano, il fece richiamare, acciocchè pubblicamente si riconoscesse +il ragionamento seguito fra loro in disparte. Lamentossi Partamasire +d'essere trattato come un prigioniero, quando egli era volontariamente +venuto, e fece nuova istanza, per impetrare il diadema dalle mani di +Cesare, a cui giurerebbe omaggio. Trajano gli rispose, che essendo +l'Armenia pertinenza del romano imperio, non voleva concederla a +chicchessia, ma bensì mettervi un governatore; e licenziatolo, il fece +tosto partire, scortato da un corpo di cavalleria, acciocchè non +potesse manipolar nel ritorno qualche intrico colla gente del paese. +Si venne dunque alla guerra, di cui altro non sappiamo, se non che +Partamasire, dopo essersi sostenuto, finchè potè, coll'armi alla mano, +finalmente fu ucciso, e tutta l'Armenia restò in potere dell'Augusto +Trajano, il quale ne fece una provincia del romano imperio. + +NOTE: + +[803] Acta Sanctorum apud Bolland. et apud Ruinartum. + +[804] Gruterus, pag. 190, num. 4. + +[805] Dio, lib. 68. + +[806] Idem, in Excerptis Valesian. + + + + + Anno di CRISTO CXIV. Indizione XII. + + ALESSANDRO papa 7. + TRAJANO imperadore 17. + +_Consoli_ + +QUINTO NINNIO HASTA e PUBLIO MANILIO VOPISCO. + + +Gran disavventura è stata che uno de' più gloriosi imperadori che +s'abbia avuto Roma, quale ognuno confessa Trajano, con un regno +fecondo di tante belle imprese, e di sì grandi uomini, qual fu il suo, +non sia passato a noi con esatta e convenevole storia della vita e +delle azioni di lui. Non mancò già agli antichi secoli una tale +storia, anzi più d'una ve ne fu, attestando Lampridio[807], avere +_Mario Massimo_, _Fabio Marcellino_, _Aurelio Vero_ e _Stazio Valente_ +scritta la di lui vita, ed asserendo Plinio[808] il giovane, che +_Caninio_ era dietro a descrivere la guerra dacica. Pure tutti questi +scritti son rimasti preda del tempo, e son periti i libri di _Arriano_ +che avea descritte le guerre dei Parti; sicchè altro a noi non resta +che il compendio di Dione, fatto da Giovanni Sifilino, da cui si +possano ricavar le imprese di Trajano, ma appena abbozzate, e senza +poterne noi trarre i tempi distinti, in cui furono fatte. Perciò +solamente a tentone andiamo riferendo a questo e a quell'anno le di +lui imprese, senza poterne fondatamente assegnare il tempo preciso. +Sia dunque ch'egli nel precedente anno compiesse la conquista di tutta +l'Armenia, o che ciò avvenisse in parte ancora del presente, certo è, +per testimonianza di Dione[809], che sparsasi maggiormente la fama del +di lui valore, e de' suoi acquisti per l'Oriente, i re e i principi +circonvicini vennero ad assoggettarsi all'aquile romane, oppure a +chiedere amicizia e pace. Diede egli un re ai popoli Albani[810]; e i +re dell'Iberia, de' Sauromati, del Bosforo e della Colchide gli +prestarono giuramento di fedeltà. Avea notato Plinio[811], che +Trajano, se volea ricrearsi talvolta dalle applicazioni e fatiche del +governo, non passava già a divertimenti puerili di giuoco, meno poi ad +altri di maggior vergogna, perchè illeciti e scandalosi, ma a +passatempi faticosi, per tenere in esercizio il corpo, e giovare alla +sanità. Il cavalcare, la caccia erano i suoi trastulli; e se si +trovava vicino al mare o ai fiumi, solea talvolta far da piloto in una +nave, e mettersi a remigare, facendo a gara co' suoi cortigiani a chi +meglio sapea esercitar quel duro mestiere in romper l'onde e passare +gli stretti. Non operò di meno questo saggio imperadore in Levante, +insegnando coll'esempio suo ai soldati l'amore e la tolleranza delle +fatiche[812]. Marciava anch'egli a piedi, e al pari d'essi passava a +piedi i guadi dei fiumi. Ordinava egli in persona i soldati nelle +marcie, e camminava innanzi, come un semplice uffiziale. Teneva molte +spie, per saper nuove de' nemici, e talora ne spargeva egli delle +false, per avvezzar la milizia ad ubbidir con prontezza, a star +vigilante e preparata sempre con coraggio a tutti i pericoli ed +avvenimenti. Son di parere il Mezzabarba e monsignor Bianchini, che +Trajano conquistasse in quest'anno l'Assiria, perchè in una sua +medaglia si legge ASSYRIA IN POTESTATEM POPVLI ROMANI REDACTA. Ma +quella medaglia si può riferire ai due seguenti anni, non avendo +caratteristica particolare dell'anno presente; e da Dione, secondo me, +si ricava che più tardi succedette l'acquisto dell'Assiria, o sia +della parte della Soria che allora era posseduta dai Parti. + +NOTE: + +[807] Lampridius, in Vita Alexandri Severi. + +[808] Plin., lib. 8, ep. 4. + +[809] Dio, lib. 68. + +[810] Eutrop., in Breviar. + +[811] Plinius, in Panegyrico, c. 81. + +[812] Dio, lib. 68. + + + + + Anno di CRISTO CXV. Indizione XIII. + + ALESSANDRO papa 8. + TRAJANO imperadore 18. + +_Consoli_ + +LUCIO VIPSTANIO MESSALA e MARCO VERGILIANO PEDONE. + + +Che _Vipstanio_ e non _Vipstano_ fosse il nome del primo di questi +consoli, apparisce da un'iscrizione da me[813] prodotta, e da due +altre del Grutero[814]. Se crediamo al Tillemont, l'anno fu questo +delle grandi imprese di Trajano in Levante, perchè egli entrò nel +paese de' Parti, e fece quelle grandi conquiste ch'io accennerò +all'anno seguente. Se non c'inganna Dione[815], altro non sappiamo +dell'operato da lui in questo, se non ch'egli s'impadronì delle città +di Nisibi, capitale della Mesopotamia, e di Singara, e di Barne, città +o luogo amenissimo di que' contorni: il che indica abbastanza, che +alle sue mani venne l'intera ricca provincia della Mesopotamia, avendo +noi anche osservato di sopra, ch'egli passò per Edessa, città +parimente di quel tratto dove signoreggiava il re o sia principe +Abgaro. Parla dipoi Dione, e parlerò ancor io, fra poco, del tremuoto +orrendo d'Antiochia, accaduto sul fine del presente anno. Dopo di che +descrive i gloriosi progressi di Trajano contra de Parti, i quali +perciò debbono appartenere all'anno seguente, e non già al presente. +Anche[816] il Mezzabarba mette in quest'anno la dedicazione fatta in +Roma della basilica Ulpia, o sia di Trajano, che può anche riferirsi +all'anno 112, e ai quattro susseguenti. Certo è che questa basilica +era contigua alla piazza di Trajano, superbo edificio che accresceva +la bellezza di quella piazza, sapendo noi, che le basiliche de' Romani +furono sontuosissime fabbriche, simili a molte grandi chiese de' +Cristiani, con trofei, statue ed altri ornamenti in cima, e con +portici magnifici all'intorno, destinate per i giudici che andavano a +tener ragione, concorrendovi anche i negozianti a trattar de' loro +affari. Tornando ora a Trajano, mentr'egli attendeva all'acquisto +della Mesopotamia, _Manete_, capo d'una nazion degli Arabi, _Sporace_ +principe dell'Antemisia, cioè di una parte d'essa Mesopotamia, e +_Manisare_, anch'egli signore in quelle contrade, faceano vista di +volersi a lui sottomettere, ma con trovar pretesti ogni dì per +dichiararsi, e per venire a trovarlo[817]. Non si fidava Trajano di +costoro, e molto meno se ne fidò, dappoichè _Mebaraspe_, re +dell'Adiabene, avendo ottenuto da lui un corpo di soldatesche per +difendersi contro di Cosroe, avea da traditore parte trucidati, parte +ritenuti prigioni que' soldati. Fra gli ultimi fu un centurione +chiamato Sentio, il quale con altri imprigionato in un forte castello, +allorchè l'esercito di Trajano, irritato contra del traditore, arrivò +nell'anno seguente in vicinanza di quel luogo, ruppe le catene, uccise +il castellano, ed aprì le porte agli altri Romani. Scrive +Eutropio[818], che Trajano s'impossessò del l'Antemisia. Dovette +essere in quest'anno, perchè quella era una delle provincie della +Mesopotamia. Secondo che abbiam da Dione, per queste vittorie fu dato +a Trajano il titolo di _Partico_; ma egli più si compiaceva dell'altro +di _Ottimo_, perchè esprimente la soavità de' suoi costumi, e il +possesso in cui egli era di tutte le virtù. + +Finita la campagna coll'acquisto della Mesopotamia, venne Trajano[819] +a svernare con parte dell'armata ad Antiochia. Ma mentre ivi +soggiornava, avvenne in quella città uno de' più orribili e funesti +tremuoti che mai si leggano nelle storie. L'ordinario popolo di quella +vasta città ascendeva ad un numero esorbitante: ma lo avea accresciuto +a dismisura la venuta colà della corte imperiale, e di gran copia di +soldatesche. V'era inoltre concorsa un'immensa moltitudine di persone +di quasi tutto l'imperio romano, chi per negozi, chi per bisogno del +principe, chi per veder quelle feste. In tale stato si trovava quella +nobilissima metropoli dell'Oriente; quando nel dì 25 di decembre, come +pretende il padre Pagi[820], venne un sì impetuoso tremuoto, preceduto +da fulmini e da venti gagliardissimi, che rovinò buona parte delle +fabbriche della città, con restare oppressa sotto le rovine gran +moltitudine di persone, ed innumerabili altri con ferite e membra +rotte. Si vide il vicino monte Corasio scuotere sì forte la cima, che +parea dover precipitare addosso alla città; uscirono da più luoghi +nuove fontane, e si seccarono le vecchie. Acquetato il gran flagello, +si cominciò a pescar nelle rovine, e moltissimi vi si scoprirono morti +di fame. Trovossi una sola donna che avea sostentato per più giorni sè +stessa e un suo pargoletto col proprio latte, ed amendue furono cavati +vivi: il che par cosa da non credere. Trajano che s'incontrò ad essere +in sì brutto frangente, per una finestra del palazzo, in cui abitava, +se ne fuggì; e scrivono che un personaggio d'inusitata e più che umana +statura lo ajutò a salvarsi. Tal fu nulladimeno la sua paura, che +quantunque fosse cessato lo scotimento della terra, pure per molti +giorni volle abitare a cielo scoperto nel Circo. In questa sciagura +perdè la vita _Pedone_ console, che terminato il suo consolato +ordinario ne' primi sei mesi potè molto ben venire pe' suoi affari ad +Antiochia; se pur non fu un altro Pedone, stato console in alcun degli +anni precedenti. + +NOTE: + +[813] Thesaurus Novus Inscription., pag. 319, num. 2. + +[814] Gruterus, pag. 74 et 1070. + +[815] Dio, lib. 68. + +[816] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + +[817] Dio, lib. 68. + +[818] Eutrop., in Breviar. + +[819] Joannes Matala, in Chron. Dio, lib. 68. + +[820] Pagius, in Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CXVI. Indizione XIV. + + ALESSANDRO papa 9. + TRAJANO imperadore 19. + +_Consoli_ + +LUCIO ELIO LAMIA ed ELIANO VETERE. + + +Chiaramente scrive lo storico Dione[821] che dopo il tremuoto di +Antiochia (e però nell'anno presente, e non già nel precedente) venuta +la primavera, Trajano con tutto lo sforzo delle sue genti si mosse per +portar la guerra nel cuore del regno dei Parti. Conveniva passare il +rapido fiume Tigri, le cui sponde, dalla parte del Levante, erano ben +guernite di nemiche milizie. Avea egli fatto fabbricar nel verno una +prodigiosa quantità di barche con legni presi dai boschi di Nisibi; e +per introdurle nel suddetto fiume, pensò ad un arditissimo e +dispendioso ripiego, cioè di tirare un gran canale di acqua +dall'Eufrate nel Tigri, per cui si potessero condurre le navi. Nacque +sospetto, che essendo più alto l'Eufrate dell'altro fiume, potessero +le di lui acque accrescere di soverchio la rapidità del Tigri, e che +colà si volgesse tutto l'Eufrate, con perdersene anche la navigazione; +e però non si compiè l'impresa; o se pur si compiè, non se ne servì +Trajano. L'altro ripiego, a cui s'attenne, fu di condurre sopra carri +barche fatte, ma sciolte, per unirle poi insieme sulle ripe del Tigri, +e lanciarle quivi nel fiume. Così fu fatto. Di queste si formò un +ponte; e tanta era la copia delle altre navi cariche di armati, che +infestavano i Parti schierati sull'opposta ripa, e di altre che +minacciavano in più luoghi il passaggio dell'armata, che i Parti non +sapendo intendere, come in un paese privo affatto d'alberi, fossero +nate cotante navi, e perciò sgomentati, presero la fuga. Passò dunque +felicemente tutto l'esercito romano, e piombò sulle prime addosso al +traditor _Mebaraspe_ re dell'Adiabene, con sottomettere tutta quella +provincia. Quindi s'impadronì di Arbela e di Gaugamela (dove +Alessandro il Grande diede la sconfitta a Dario), e di Ninive e di +Susa. Di là passò a Babilonia, senza trovare in luogo alcuno +opposizione, perchè i Parti non erano d'accordo col re loro Cosroe, e +più di una sedizione e guerra civile in addietro avea snervata la +potenza di quella nazione. Volle Trajano osservare in quei contorni il +lago onde si cavò il bitume, con cui in vece di calce furono unite le +pietre delle mura di Babilonia. Sì fetente è l'aria di quel lago, che +l'alito suo fa morire gli animali e gli uccelli che vi si appressano. +Di là passò Trajano a Ctesifonte, capitale allora del regno de' Parti, +dove fu fatto un incredibil bottino, e presa una figliuola di Cosroe +col suo ricchissimo trono[822]. Cosroe se n'era fuggito: ne parleremo +a suo tempo. Stese dipoi il vittorioso Augusto le sue conquiste per +quelle parti, soggiogando Seleucia[823], e i popoli Marcomedi, e +un'isola del Tigri, dove regnava Atambilo, e giunse fino all'Oceano. +Svernò coll'armata in quelle parti, e vi corse vari pericoli per +cagion delle tempeste insorte in quel fiume, vastissimo verso le basse +parti per l'union dell'Eufrate. + +Lo strepito di tali conquiste arrivato a Roma riempiè di giubilo quel +popolo, che non sapea saziarsi di esaltar le prodezze di questo +Augusto, giacchè l'aquile romane non aveano mai steso sì oltre, come +sotto di lui, i lor voli. Perciò il senato gli confermò il cognome di +_Partico_, con facoltà di trionfalmente entrare in Roma quante volte +egli volesse, perchè in Roma non erano conosciuti tanti popoli da lui +soggiogati. Trovasi ancora in qualche medaglia[824] accresciuto per +lui sino alla nona volta il titolo d'_imperadore_, e datogli il nome +d'_Ercole_. Ordinò parimente il senato, oltre ad altri onori, che gli +fosse alzato un arco trionfale. Preparavansi ancora i Romani a fargli +uno straordinario onorevole incontro, allorchè egli fosse ritornato a +Roma; ma Dio altrimenti avea disposto. Trajano più non rivide Roma, nè +potè goder del trionfo. Intanto stando egli ai confini dell'Oceano, +vista una nave che andava alle Indie, cominciò ad informarsi meglio di +quel paese, di cui avea dianzi udito tante maraviglie; e gran +desiderio mostrava di portarsi colà. Poi dicea, che se egli fosse +giovane vi andrebbe; e chiamava beato Alessandro il Grande, per avere +in età fresca potuto dar principio alle sue imprese. Contuttociò gli +durava questo prurito; ma nell'anno seguente gli sopravvennero tali +traversie, che gli convenne cacciar queste fantasie, e cangiar di +risoluzione. Intanto egli fece dell'Assiria e della Mesopotamia due +provincie del romano imperio. Da una iscrizione[825] esistente +tuttavia nel porto d'Ancona, e riferita da più letterati, si +raccoglie, che circa questi tempi fu compiuto il lavoro di quel porto +per ordine di Trajano, il quale, dopo aver provveduto il Mediterraneo +del porto di Cività Vecchia, volle ancora che l'Adriatico ne avesse il +suo. A lui ha questa obbligazione Ancona, ed ivi tuttavia sussiste un +arco trionfale, posto in onore di così benefico principe. Abbiamo +ancora da Eusebio[826], che verso questi tempi la nazione giudaica, +sparsa per la Libia e per l'Egitto, si rivoltò dappertutto contra de' +Gentili, e ne seguirono innumerabili morti. Ebbero i Giudei la peggio +in Alessandria. Secondo i conti di Dione vi perirono dugento ventimila +persone; in Cirene essi Giudei commisero delle incredibili crudeltà +contro de' Pagani. + +NOTE: + +[821] Dio, lib. 68. + +[822] Spartianus, in Vita Hadriani. + +[823] Eutrop., in Breviar. + +[824] Mediobarbus, in Numismat. Imperator. + +[825] Gruterus, pag. 247, num. 6. + +[826] Eusebius, in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CXVII. Indizione XV. + + SISTO papa 1. + ADRIANO imperadore 1. + +_Consoli_ + +QUINZIO NEGRO e GAIO VIPSTANIO APRONIANO. + + +Secondo l'opinione de' migliori, l'anno fu questo, in cui santo +_Alessandro_ papa gloriosamente terminò i suoi giorni col martirio. +Dopo lui, _Sisto_ tenne il pontificato romano. Soggiornando Trajano +verso l'Oceano, tuttavia co' pensieri e desiderii di veder l'Indie, si +fece condurre in nave pel golfo, che Dione[827] ed Eutropio[828] +chiamano il mar Rosso, ma che, secondo tutte le apparenze, fu il golfo +Persico. Aggiugne Dione ch'egli s'inoltrò in quelle parti sino al +luogo, dove si crede che morisse il grande Alessandro, con far ivi le +cerimonie funebri in memoria di lui. Ma restò ben deluso, perchè dopo +la relazione di tante belle cose che si diceano di que' paesi, altro +non vi trovò che favole e luoghi rovinati. In questo mentre gli vien +nuova, che i Parti si son ribellati, e si son perdute tutte le +conquiste della Persia e della Mesopotamia, colla morte e prigionia +delle milizie lasciatevi di guarnigione. Non tardò Trajano ad inviar +colà _Massimo_ e _Lucio Quieto_. Differente fu la fortuna di questi +due generali. _Massimo_ in una battaglia vi lasciò la vita. _Lucio +Quieto_, all'incontro, moro di nazione, ricuperò Nisibi, ed espugnata +Edessa, le diede il sacco e la incendiò. Alla medesima pena fu esposta +la città di Seleucia, presa da _Ericio Claro_ e da _Giulio +Alessandro_. Tali novità fecero risolvere Trajano a mutar disegno +intorno a que' paesi, scorgendo assai, che non gli sarebbe riuscito di +conservarli come provincia, e sotto il governo dei magistrati romani. +Però, tornato a Ctesifonte, e fatti raunare in una gran pianura i +Romani e i Parti, salito sopra un eminente trono, dichiarò re dei +Parti _Partamaspare_ personaggio di quella nazione, chiamato +_Psamatossiris_ da Sparziano[829], e gli pose in capo il diadema: +risoluzione abbracciata volentieri ed applaudita da que' popoli. Indi +passò nell'Arabia Petrea, che s'era anch'essa ribellata; ma vi trovò +il paese molto brutto, nè vi potè prendere Atra lor capitale, con +patirvi ancora insoffribili caldi e molti altri disastri. Credesi +nondimeno da alcuni ch'egli pervenisse fino all'Arabia Felice. Negli +stessi tempi[830] continuarono più che mai le sedizioni e ribellioni +de' Giudei nella Mesopotamia, nell'Egitto e in Cipri. Attesta +Eusebio[831], che in Salamina città di Cipri prevalse la forza de' +Giudei contra de' Gentili, di modo che quella città rimase spopolata. +Ma Artemione capitano de' Cipriotti così fattamente perseguitò i +Giudei in quell'isola, che li disertò affatto, facendosi conto, che +ivi tra Gentili e Giudei perirono dugento quarantamila persone. Fu +anche spedito _Lucio Quieto_ il Moro contra de' medesimi nella +Mesopotamia, che, col farne un'orrida strage, diede fine alla loro +inquietudine. + +Ma che? tutte queste vittorie e conquiste di Trajano, che costarono +tanto sangue e tante spese e fatiche ai Romani, non istettero molto a +svanir in fumo; perchè appena ritirossi da quelle contrade Trajano, +che le cose ritornarono nel primiero stato, senza restarvi un palmo di +dominio pe' Romani. E se ne ritirò per forza Trajano, perchè nel mese +di luglio cominciò a sentire aggravata la sua sanità da male +pericoloso, che da lui fu creduto veleno; ma si attribuisce da altri a +cessazion delle emorroidi, e da altri ad un tocco di apoplessia, per +cui restò offesa qualche parte del suo corpo. Altri in fine vogliono +ch'egli fosse assalito dall'idropisia. Questo qualunque sia malore +sopraggiunto a Trajano, allorchè meditava di tornarsene in +Mesopotamia, gli fece cangiar pensiero, e l'invogliò di ritornarsene +in Italia, dove era continuamente richiamato dal senato; e però verso +queste parti frettolosamente s'incamminò[832]. Giunto ad Antiochia, +capitale della Soria, lasciò ivi _Elio Adriano_, suo cugino, con +titolo di governatore, e gli consegnò l'esercito romano. Continuato +poscia il viaggio sino a Selinonte, città marittima della Cilicia, +appellata poi Trajanopoli, oppresso dal male, che Eutropio[833] chiamò +flusso di ventre, quivi in età di sessantuno, altri dicono di +sessantatrè anni, compiè il corso di sua vita, per quanto si crede nel +dì 10 d'agosto. Il detto finora ha condotto i lettori a comprendere le +mirabili belle doti, che concorsero a rendere Trajano uno de' più +gloriosi imperadori che s'abbia mai avuto Roma, e a cui pochi altri +possono uguagliarsi, non che andare innanzi. Oltre alle belle memorie +ch'egli lasciò in Roma e in varie parti del romano imperio, in +fabbriche sontuose, strade, porti, ponti, si trovano ancora varie +città o fabbricate da lui, o che presero il nome da lui. A lui ancora +principalmente attribuisce Aurelio Vittore l'istituzione del Corso +Pubblico, oggidì appellato le Poste, che veramente ebbe origine da +Augusto, ma fu ampliato e regolato in miglior forma da Trajano, +acciocchè si potessero speditamente e regolarmente saper +dall'imperadore le nuove del vasto imperio romano, e andar e venir +prontamente gli uffiziali cesarei: giacchè, come dottamente osservò il +Gotofredo[834], serviva allora la posta solamente per gli ministri ed +uomini dell'imperatore, e non già per le persone private, ed era +mantenuta alle spese del Fisco con cavalli, calessi e carrette. Ma +siccome osserva Aurelio Vittore[835], e si raccoglie dal codice +teodosiano, questo lodevol istituto col tempo, e sotto i cattivi +imperadori degenerò in uno intollerabil aggravio delle provincie e de' +sudditi. Non fu già esente da ogni difetto Trajano, e van di accordo +Dione[836], Aurelio Vittore[837], Sparziano[838] e Giuliano +l'Apostata[839] in dire ch'egli cadea talvolta in eccessi di bere; ma +non si sa ch'egli commettesse giammai azione alcuna contra il dovere, +allorchè era riscaldato dal vino. Anzi, se crediamo ad esso Vittore, +egli ordinò di non aver riguardo a ciò ch'egli avesse comandato dopo +essere intervenuto a qualche convito. Aggiugne Dione, ch'egli fu +suggetto ad un'infame libidine, abborrita dalla natura stessa, ma +senza fare violenza o torto ad alcuno. Tutti effetti della falsa e +stolta religione dei Gentili, la quale accecava e affascinava talmente +le loro menti, che non si attribuivano a vergogna e peccato le +maggiori enormità, che san Paolo chiaramente nomina e riconosce per un +gran vitupero del gentilesimo allora dominante. Contuttociò nelle +virtù politiche, e massimamente nell'amorevolezza, clemenza e +saviezza, fu sì eccellente questo Augusto, che[840] da lì innanzi +nelle acclamazioni che faceva il senato al regnante imperadore, si usò +di augurargli, che fosse più _fortunato d'Augusto, più buono di +Trajano_. E ben godè sotto di lui Roma e l'imperio tutto una mirabil +calma: se non che si sentirono tremuoti in varie città, e peste e +carestia in vari luoghi, e in Roma seguì una fiera inondazion del +Tevere: malanni nondimeno, che servirono solamente di gloria a +Trajano, perchè egli in quante maniere potè si adoperò per rimediare +ai lor pessimi effetti, e per sovvenire chi era in bisogno. Fiorirono +ancora sotto questo insigne imperadore vari eccellenti ingegni, perchè +egli al pari degli altri più rinomati regnanti, amò i letterati, e +promosse le lettere. Restano a noi tuttavia le Opere di _Cornelio +Tacito_, di _Plinio_ il giovane e di _Frontino_, per tacer d'altri, +che fiorirono anche sotto Adriano, e d'altri de' quali si son perduti +i libri. + +Ora _Plotina imperadrice_, che accompagnò sempre in tutti i suoi +viaggi il marito Trajano, dacchè egli fu morto, non lasciò traspirare +la di lui perdita, se non dappoichè ebbe concertato tutto per fargli +succedere _Publio Elio Adriano_ di lui cugino, giacchè non si sa che +Trajano avesse mai figliuolo alcuno. La fama è varia intorno a questo +punto. Crederono alcuni[841], che fosse corso per mente a Trajano di +lasciar l'imperio a _Nerazio Prisco_ giurisconsulto di que' tempi, e +che gli dicesse un giorno: _A voi raccomando le provincie, se qualche +disgrazia mi accadesse_. Altri pensarono[842] ch'egli avesse posti gli +occhi sopra _Serviano_ cognato di Adriano, ed altri fin sopra _Lucio +Quieto_, che già dicemmo moro di nazione. Lo creda chi vuole. Vi fu +chi disse essere stata sua intenzione di nominar dieci persone, +lasciando poi la scelta del migliore al senato, dopo la sua morte. +Nulla di ciò fu fatto. Solamente sul fin della vita adottò e nominò +suo successore _Adriano_, e ciò per opera di _Plotina Augusta_ e di +_Celio Taziano_ o sia _Attiano_, tutore di esso Adriano; perchè +veramente Trajano non mostrò mai tenerezza alcuna di amore per lui, +conoscendone assai i difetti; e l'avea bensì sollevato alla dignità di +console, ma senza dargli cariche riguardevoli sussistenti: il che non +si accorda con ciò che abbiam detto rivelato a lui da _Licinio +Sura_[843] nell'anno 109, cioè che fin d'allora Trajano meditava di +adottarlo per suo figliuolo. Convengono nondimeno gli storici in dire, +che Plotina co' suoi maneggi portò il marito infermo a dichiararlo suo +figliuolo e successore, siccome quella che, se vogliamo prestar fede a +Dione[844], era innamorata di Adriano: il che facilmente potè +immaginar la malizia solita a far dei ricami alle azioni altrui, e +massimamente dei grandi. Anzi non mancò chi credesse essere stata +l'adozion di Adriano una tela interamente fatta da essa Plotina senza +notizia e consentimento di Trajano, ed anche dopo la di lui morte, +tenuta celata apposta per qualche dì, con fingere fatta da lui +l'adozione suddetta. A questo sospetto diede qualche fondamento +l'essere state spedite le lettere al senato coll'avviso di tale +adozione, ma sottoscritte dalla sola Plotina. Fece la medesima Augusta +per solleciti corrieri intendere ad _Adriano_ la nuova dell'operato da +Trajano (se pur tutta sua non fu quella fattura) nel dì 9 di agosto. +Poscia nel dì 11 gli arrivò la nuova della morte di Trajano[845]. Non +perdè tempo Adriano a scriver lettere al senato, intitolandosi +_Trajano Adriano_, e pregandolo di confermargli l'imperio, e +protestando di non ammettere onore alcuno, ch'egli non avesse prima +domandato ed ottenuto dal medesimo senato, con altre sparate di non +voler fare se non ciò che fosse utile al pubblico, di non far morire +alcun senatore, aggiungendo a tali proteste gravi giuramenti ed +imprecazioni, se non eseguiva ciò che prometteva. Niuna difficoltà si +trovò ad approvare la di lui successione, ben conoscendo i senatori, +che, comandando egli al nerbo maggiore delle milizie romane, pazzia +sarebbe il negare a lui ciò che colla forza potrebbe ottenere. Oltre +di che l'esercito stesso della Soria, appena udita l'adozione di lui e +la morte di Trajano[846], l'avea riconosciuto per _Imperadore_: del +che fece egli scusa col senato. Uscì Adriano di Antiochia, per veder +le ceneri ed ossa dello stesso Trajano, che _Plotina_ sua moglie, +_Matidia_ sua nipote e _Taziano_ portavano a Roma; e poscia se ne +ritornò ad Antiochia, per dar sesto agli affari dell'Oriente, prima +d'imprendere anch'egli il suo viaggio alla volta della Italia. Furono +accolte in Roma esse ceneri colle lagrime e con un trionfo lugubre, ed +introdotte in quella città sopra un carro trionfale, in cui si mirava +l'immagine del defunto Augusto; e poscia collocate in un'urna d'oro +sotto la colonna trajana, con privilegio conceduto a pochi in +addietro, perchè non era lecito il seppellire entro le città[847]. +Egli certo fu il primo degl'imperadori che fossero entro Roma +seppelliti. Scrisse Adriano al senato, acciocchè gli onori divini, +secondo l'empio costume del gentilesimo, fossero compartiti a Trajano. +Non sol questi, ma altri ancora, come templi e sacerdoti, decretò il +senato alla di lui memoria; e per molti anni dipoi si celebrarono in +onor suo i giuochi appellati Partici. + +NOTE: + +[827] Dio, lib. 68. + +[828] Eutropius, in Breviar. + +[829] Spartianus, in Vita Hadriani. + +[830] Dio, lib. 68. + +[831] Euseb., in Chron. + +[832] Aurel. Vict., in Epit. + +[833] Eutrop., in Breviar. + +[834] Gothofredus ad Legem 8, Tit. 5, Codic. Theodosiani. + +[835] Aurelius Victor, de Caesarib. + +[836] Dio, lib. 68. + +[837] Aurel. Vict., de Caesarib. + +[838] Spart., in Vita Hadriani. + +[839] Julian., de Caesar. + +[840] Eutrop., in Brev. + +[841] Spartianus, in Vita Hadriani. + +[842] Dio, lib. 69. + +[843] Spartianus, in Vita Hadriani. + +[844] Dio, lib. 69. + +[845] Dio, ibid. + +[846] Spartianus, in Vita Hadriani. + +[847] Eutropius, in Breviar. + + + + + Anno di CRISTO CXVIII. Indizione I. + + SISTO papa 2. + ADRIANO imperadore 2. + +_Consoli_ + +ELIO ADRIANO AUGUSTO per la seconda volta, e TIBERIO CLAUDIO FOSCO +ALESSANDRO. + + +Credesi che Trajano avesse all'anno precedente disegnato console +_Adriano_ per l'anno presente. Ma anche senza di questo, il costume +era che i novelli Augusti prendessero il consolato ordinario nel primo +anno del loro governo. Era nato Adriano nell'anno 76 della nostra Era, +nel dì 24 di gennaio, per testimonianza di Sparziano[848], da cui +abbiam la sua vita. Ebbe per moglie _Giulia Sabina_, figliuola di +_Matidia Augusta_, di cui fu madre _Marciana Augusta_, sorella di +_Trajano_. Perchè in sua gioventù comparve scialacquatore, si tirò +addosso lo sdegno di Trajano, suo parente, e già suo tutore. Tuttavia +tal era la sua disinvoltura e vivacità di spirito, che si rimise in +grazia di lui, e ricevè anche molti onori da lui; ma non mai giunse in +vita del medesimo ad essere accertato di succedergli nell'imperio a +cagion del suo naturale, in cui quel saggio imperadore trovava bensì +molte belle doti, ma insieme sapea scoprire non pochi vizii, +quantunque Adriano si studiasse di dissimularli e coprirli. +L'ambizione traspariva dalle di lui azioni e parole, molto più la +leggerezza e l'incostanza; e sopra tutto, il suo essere stizzoso e +vendicativo, facea temere che sarebbe portato alla crudeltà. Non si +può negare, che la penetrazione del suo intendimento, la prontezza +delle sue risposte, un'applicazione a tutto quanto può riuscir +d'ornamento a persona nobile, l'aiutavano a brillar nella corte e +negli uffizi a lui commessi. Prodigiosa era la sua memoria. Tutto +quanto leggeva, lo riteneva a niente. Fu veduto talvolta in uno stesso +tempo scrivere una lettera, dettarne un'altra, ascoltare e favellar +con gli amici. Non si lasciava andar innanzi alcuno nella cognizion +delle lingue greca e latina; sapea egregiamente comporre tanto in +prosa che in versi, ed anche improvvisava talvolta con garbo[849]. La +medicina, l'aritmetica, la geometria le possedeva; dilettavasi di +sonar vari strumenti, di dipignere, di lavorar delle statue; e la sua +non mai sazia curiosità il portava a voler sapere di tutto, con insino +inoltrarsi molto nel vanissimo studio della strologia giudiciaria, o +nell'empio della magia. Lasciò anche dopo di sè vari libri di sua +composizione in prosa e in versi. Suo maestro, o pure aiutante di +studio, fu _Lucio Giulio Vestinio_, che servì poscia a lui divenuto +imperadore di segretario, e vien chiamato sopraintendente alle +biblioteche di Roma greche e latine in una iscrizione[850]. Questo suo +amore alle scienze ed arti cagion fu, che a' suoi tempi fiorirono in +Roma le lettere, e vidersi i professori d'esse sommamente onorati e +premiati, come attesta anche Filostrato[851]. Piena era la sua corte +di grammatici, musici, pittori, geometri ed altri simili. Spezialmente +si compiaceva di conversar coi filosofi, poeti ed oratori, e li teneva +bene in esercizio, proponendo loro stravaganti quistioni, per +imbrogliarli, e rispondendo loro con egual vivacità tanto sul serio, +che burlando. Per altro a misura del suo volubil cervello era anche +bizzarro ed instabile il suo genio e gusto. E credendosi, per istare +sopra gli altri come imperadore, di aver anche questa medesima +superiorità nell'ingegno e nel sapere, portava nello stesso tempo +invidia a chi parea sapere più di lui, con giugnere a maltrattarli, e +a trovar da dire sopra tutte le lor fatiche, e, quel che è peggio, a +perseguitarli. Facevasi anche ridere dietro, allorchè anteponeva ad +Omero un certo cattivo poeta appellato Antimaco, Ennio a Virgilio, +Catone a Cicerone, Celio a Sallustio. E questo suo maligno ed +invidioso talento il trasse fino a screditar le azioni e le fabbriche +di Trajano, quasichè egli andasse innanzi a quel grand'uomo nel +giudizio e nel buon gusto. Ma questo per ora basti del novello +imperadore Adriano, e intorno alle sue doti e costumi. + +Dacchè fu egli creato imperadore, giudicò di non dover partire di +Antiochia senza lasciare in istato quieto le cose d'Oriente[852]. Avea +ben Trajano aggiunto al romano imperio le provincie della Mesopotamia, +dell'Assiria e dell'Armenia; ma il mantenere quelle provincie nella +dovuta ubbidienza, non era da un Adriano, principe che s'intendea del +mestier della guerra per parlarne in sua camera, non per esercitarlo +in campagna, perchè mal provveduto di coraggio e di pazienza nelle +fatiche. Però si rivolse egli a' trattati di pace con _Cosroe_, già re +de' Parti, e con quei popoli, contento di salvare la dignità del +popolo romano: giacchè non si credea da tanto da poter conservar +quelle conquiste. Cedette dunque l'Assiria e la Mesopotamia a Cosroe, +mandandogli probabilmente il diadema, con ritener qualche ombra di +superiorità, e riducendo il confine romano all'Eufrate, come era +prima. Levò via _Partamaspare_, cioè quel re che Trajano avea dato ai +Parti, costituendolo re in qualche di angolo quelle contrade. Permise +anche ai popoli dell'Armenia l'eleggersi il loro re. Parve che in +tutto questo egli cercasse d'estinguere la gloria di Trajano, di cui, +per attestato di Eutropio[853], si mostrò sempre invidioso. Fece poi +anche per questo distruggere, contro il volere di tutti, il teatro +fabbricato da esso Trajano nel Campo Marzio. Poco mancò che non +restituisse ancora la Dacia ai Barbari. Impedito ne fu dalla +persuasion degli amici, acciocchè non cadessero sotto il giogo +barbarico tanti cittadini romani, che Trajano aveva inviato ad abitare +colà. Creò Adriano sul principio due prefetti del pretorio, cioè +_Celio Taziano_ per gratitudine, avendolo avuto per tutore in sua +gioventù, e per mezzano a salire in alto; e _Simile_ per la +moderazione ed onoratezza de' suoi costumi. Di questi ne dà un saggio +lo storico Dione[854] con dire che mentre _Simile_ era solamente +centurione, trovossi nella anticamera imperiale per andare all'udienza +di Trajano. V'erano ancora molti altri da più di lui, cioè uffiziali +primari che la desideravano anch'essi. Trajano il fece chiamare +innanzi agli altri, ma egli si scusò con dire, essere contro l'ordine, +che un par suo dovesse goder quest'onore, con fare intanto aspettare i +suoi comandanti nell'anticamera. Accettò Simile con difficoltà la +carica di prefetto, e da lì forse a due anni, scorgendo che verso di +lui s'era raffreddato Adriano, dimandò ed ottenne il suo congedo. +Ritiratosi alla campagna, quivi per sette anni sopravvisse in tutta +pace, comandando poi alla sua morte, che pel suo epitaffio si +scrivesse come egli _era stato settantasei anni sulla terra, ed +esserne vissuto solamente sette_. D'altro umore fu ben _Taziano_, +perchè uomo violento. Egli sulle prime scrisse da Roma ad Adriano di +levar dal mondo[855] _Bebio Marco_ prefetto di Roma, e _Laberio +Massimo_, e _Crasso Frugi_, relegati nell'isole, come persone capaci +di novità. Adriano non volle dar principio al suo governo con queste +crudeltà. Alcune poi ne commise andando innanzi, e di queste diede la +colpa ai consigli del medesimo Taziano. Depresse _Lucio Quieto_, +valoroso uffiziale, con levargli la compagnia de' Mori, perchè si +sospettava che aspirasse all'imperio. Mandò ancora _Marzio Turbone_ ad +acquetare un tumulto insorto nella Mauritania. Probabilmente verso la +primavera di quest'anno Adriano, dopo aver dato ai soldati il doppio +di quel regalo che solevano dare gli altri nuovi imperadori, e +lasciato al governo della Soria _Catilio Severo_, si mise in viaggio +per terra alla volta di Roma. Il senato gli avea decretato il trionfo. +Lo ricusò egli, volendo che a Trajano, benchè defunto, si desse +quest'onore. Perciò entrò in Roma sul carro trionfale, su cui era +inalberata l'immagine di esso Trajano. Cominciò dipoi il suo governo, +come far sogliono per lo più i principi novelli, con somma bontà e +dolcezza, e con far bene a tutti. Diede un congiario al popolo +romano[856], e pare che n'avesse dato due altri nell'anno antecedente. +Rimise alle città d'Italia tutto il tributo coronario, cioè quello che +si solea pagare per le vittorie degl'imperadori, e per l'assunzione +d'essi al trono. Lo sminuì anche alle provincie fuori d'Italia, benchè +egli pomposamente esprimesse, quanto allora lo stato si trovasse in +gran bisogno di danaro, che ciò nonostante egli faceva quella +remissione. Ciò nondimeno che gli produsse un incredibil plauso, fu +l'aver condonato tutti i debiti[857] che aveano le persone private da +sedici anni in addietro coll'erario imperiale, tanto in Roma che in +Italia, e nelle provincie spettanti all'imperadore, secondo la +divisione d'Augusto, non sapendosi se questa liberalità si stendesse +ancora alle provincie governate dal senato. Parla di questa sua +memorabil generosità Sparziano, e ne conservarono la memoria le +medaglie e le iscrizioni antiche[858]. Se non fallano i conti del +Gronovio[859], questa remissione ascese a ventidue milioni e mezzo di +scudi d'oro: il che sembra cosa incredibile. Per dare maggior risalto +a questa sua insigne azione, e per maggior sicurezza dei debitori, +fece bruciar nella piazza di Trajano tutte le lor polizze ed +obbigazioni. Apparisce dalle medaglie suddette, ch'egli appena creato +imperadore prese i titoli di _Germanico_, _Dacico_ e _Partico_, come +se ancor questi fossero passati in lui coll'eredità di Trajano. +Trovasi anche appellato _Pontefice Massimo_. Ma per conto del titolo +di Padre_ della Patria_, benchè il senato non tardasse ad +esibirglielo, e tornasse da lì a qualche tempo ad offerirglielo, nol +volle, sull'esempio di Augusto che tardi l'avea accettato. + +NOTE: + +[848] Spartianus, in Vita Hadriani. + +[849] Dio, lib. 69. + +[850] Thesaurus novus Inscription. + +[851] Philostratus, in Sophist. + +[852] Dio, lib. 69. Spartianus, in Vita Hadriani. + +[853] Eutrop., in Breviar. + +[854] Dio, lib. 69. + +[855] Spartianus, in Vita Hadriani. + +[856] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[857] Dio, lib. 69. + +[858] Panvinius, Fast. Consular. Spartianus, in Vita Hadriani. + +[859] Gronovius de Sestertiis. + + + + + Anno di CRISTO CXIX. Indizione II. + + SISTO papa 3. + ADRIANO imperatore 3. + +_Consoli_ + +ELIO ADRIANO AUGUSTO per la terza volta, e QUINTO GIUNIO RUSTICO. + + +Perchè non abbiamo storici che abbiano con ordine di cronologia +distribuite le azioni di Adriano e di molti altri susseguenti +imperadori, possiamo ben rapportar con sicurezza ciò che operarono, ma +non già accertarne i tempi. Le stesse medaglie mancano in questi tempi +di note cronologiche, perchè non vi si esprime, se non in generale, la +podestà tribunizia e il consolato terzo, ripetuto sempre ne' +susseguenti anni, perchè egli più non fu da lì innanzi console. Diede +(forse nel precedente e non meno nel presente) dei sollazzi al popolo +romano, troppo vago degli spettacoli, correndo il suo giorno +natalizio, cioè[860] il combattimento de' gladiatori, e molte cacce di +fiere. Giorni vi furono, ne' quali cento lioni ed altrettante lionesse +restarono uccisi. Tanto nel teatro che nel circo, dove si fecero altri +giuochi, sparse dei doni separatamente agli uomini e alle donne. E +perciocchè regnava in Roma l'abbominevole abuso, che nel medesimo +bagno e nello stesso tempo si andavano a lavar uomini e donne, proibì +così enorme indecenza. Durò[861] il suo consolato dell'anno presente +solamente i primi quattro mesi, senza che si sappia chi gli fosse +sostituito in quella dignità. Ed allora attese ad ascoltar e decidere +le cause, che erano portate al senato. Meglio regolò le poste, +acciocchè i magistrati delle provincie non avessero l'incomodo di +provveder le vetture ai bisogni. Ordinò che da lì innanzi le pene dei +condannati non si pagassero al fisco, cioè alla camera cesarea, ma +bensì all'erario della repubblica. Accrebbe gli alimenti ai fanciulli +e alle fanciulle orfane povere per tutta l'Italia, ampliando la bella +istituzione che aveano dinanzi fatto i buoni imperadori Nerva e +Trajano. Ai senatori, che senza lor colpa aveano sminuito molto del +patrimonio che si esigeva per essere di quell'ordine eminente, diede +egli il supplemento con pensioni ben pagate finchè egli visse. Per le +spese occorrenti nell'ingresso delle cariche a molti suoi amici poveri +somministrò un buon aiuto di costa, e ciò fece ancora con alcuni che +nol meritavano. Sovvenne ancora molte nobili donne, alle quali mancava +il modo onesto di sostentar la vita. Scelse i più accreditati +dell'ordine senatorio per i suoi domestici e familiari, e li teneva +alla sua tavola. Fuorchè nel giorno suo natalizio, ricusò i giuochi +circensi, che in altri tempi volle il senato decretare in onore di +lui. Spesse volte ancora, parlando al senato e al popolo, protestò di +voler far conoscere nel suo governo, ch'egli procurava il ben +pubblico, e non già il proprio. + +La cronica di Alessandria mette sotto questi consoli l'andata di +Addano a Gerusalemme[862], per quietare i tumulti eccitati dai Giudei +anche in quelle parti. Prese, se vogliam credere a quello storico, la +città di Terebinto, e vendè schiavi al pubblico i Giudei quivi +trovati. Atterrò il tempio di Gerusalemme; fabbricò ivi due piazze, un +teatro ed altri edifizii. Divise quella città in sette rioni coi lor +sopraintendenti, ed abolito il nome di Gerusalemme, volle che quella +città dal suo si chiamasse Elia. Anche Eusebio[863] qualche cosa di +ciò parla all'anno presente; e il padre Pagi[864] tien per fermo che +allora seguisse il viaggio suddetto di Adriano, e che Gerusalemme +fosse da lui rifabbricata. Ma non è l'autore della cronica +alessandrina di tal peso, da dovergli tosto prestar fede in questo +punto di cronologia, quando Dione e Sparziano nulla di ciò dicono +verso i tempi presenti; e quello scrittore patentemente s'inganna in +attribuire ad Adriano la distruzione del tempio accaduta nella guerra +di Tito. Non è perciò, a mio credere, assai sussistente il viaggio +colà di Adriano in questi tempi. Possiamo bensì tenere, che nell'anno +presente i sediziosi Giudei facessero qualche movimento, e restassero +abbattuti, come scrive san Girolamo[865], e vien accennato anche da +Eusebio. Abbiamo inoltre da Eutropio[866], che Adriano ebbe una sola +guerra, di cui parleremo, nè questa la fece in persona, ma per mezzo +di un suo generale. + +NOTE: + +[860] Dio, lib. 69. + +[861] Spartianus, in vita Hadriani. + +[862] Chr. Paschale, tom. I Histor. Byzantin. + +[863] Eusebius, in Chron. + +[864] Pagius, in Critic. Baron. + +[865] Hieron., Comment. in Danymus, c. 9. + +[866] Eutrop., in Breviar. + + + + + Anno di CRISTO CXX. Indizione III. + + SISTO papa 4. + ADRIANO imperadore 4. + +_Consoli_ + +LUCIO CATILIO SEVERO e TITO AURELIO FULVO. + + +Per quanto c'insegna Giulio Capitolino[867], l'imperadore _Antonino +Pio_ fu prima nominato _Tito Aurelio Fulvio_ o _Fulvo_, ed era stato +console con _Catilio Severo_. Quando quello storico non prenda +abbaglio, il secondo de' consoli dell'anno presente dovette essere il +medesimo Antonino. Non _Lucio Aurelio_, come per errore è corso ne' +fasti del padre Stampa, ma _Tito Aurelio_ fu il prenome e nome d'esso +console, come s'ha da un'iscrizione riferita dal Panvinio[868]. Ora +all'anno presente, secondochè immaginò il padre Pagi[869] con altri, e +non già al precedente, come volle il Tillemont, pare che s'abbia da +riferire la guerra mossa[870] dai Sarmati e dai Rossolani contro le +terre dell'imperio romano. A questo avviso Adriano Augusto +immediatamente mandò innanzi l'esercito romano, e poi, tenendogli +dietro, arrivò anche egli nella Mesia, e si fermò al Danubio, +frapposto fra lui e i nemici. Il Cellario[871], che mette i Sarmati +verso il mar Nero, e i Rossolani circa la Palude Meotide, non so come +ben si accordi col racconto di questa guerra. Un dì la cavalleria +romana, di tutte armi guernita, all'improvviso passò a nuoto il +Danubio: azione sommamente ardita, che mise tal terrore nei Barbari, +che trattarono di pace[872]. Lamentavasi il re de' Rossolani[873], che +gli fosse stata sminuita la pensione solita a pagarsegli dai Romani. +Adriano, che abborriva i pericoli della guerra, il soddisfece, con +accordar vergognosamente quanto il barbaro richiedea. Fu in questi +tempi, che egli diede il governo della Pannonia e della Dacia a +_Marzio Turbone_, ch'era stato presidente della Mauritania, +conferendogli la medesima autorità che avea il governator dell'Egitto. +Fors'anche allora fu ch'egli fece fabbricar nella Mesia una città, che +da lui prese il nome di Adrianopoli, oggidì Andrinopoli, città molto +cospicua tuttavia. Secondo l'ordine che tiene Sparziano nel suo +racconto, parrebbe che appartenessero all'anno presente alcune +crudeltà usate da esso Adriano. Dione[874] sembra metterle molto +prima, cioè all'anno 118 o 119. Siccome Adriano era principe +diffidente e sospettoso, e che facilmente bevea quanto di male gli +veniva riferito, così prestò fede a chi accusò _Domizio_ Negrino +d'aver macchinato contro la di lui vita: del qual delitto (vero o +falso che fosse) furono creduti complici _Cornelio Palma, Lucio +Publicio Celso_ e _Lucio Quieto_, tutti e quattro personaggi di gran +credito e nobiltà, e stati già consoli ordinari o straordinari. Ma non +s'accordano insieme Dione e Sparziano. Il primo scrive che doveano +ammazzare Adriano, allorchè era alla caccia; e l'altro, mentr'egli si +trovava impegnato in un sagrifizio. Si può anche dubitare che un tal +fatto accadesse quando Adriano si trovava nelle vicinanze di Roma, e +non già nella Mesia. Ne scrisse Adriano al senato. Pare che queste +persone prendessero la fuga, perchè _Palma_, per ordine del senato, fu +ucciso in Terracina, _Celso_ a Baja, _Negrino_ a Faenza, e _Lucio_ in +viaggio. Protestò dappoi Adriano, non essere accaduta la lor morte di +commessione sua, e lo scrisse anche nella sua vita, libro che più non +esiste. Ma per quanto egli dicesse[875], comune credenza fu, che per +insinuazioni segrete da lui fatte, il senato levasse a sì riguardevoli +soggetti la vita; nè alcuno si sapea persuadere, che persone di tanta +riputazione fossero giunte a meditar simile attentato. Lo stesso +Adriano poi in qualche congiuntura non negò d'aver data la spinta alla +lor morte, con rigettarne poi la colpa del consiglio sopra _Taziano_, +prefetto del pretorio. + +Nè fu questa la sola crudeltà usata da Adriano. Altre nobili e potenti +persone credute colpevoli per la suddetta congiura, o per altre +cagioni, ed in altri tempi, perderono la vita d'ordine suo, tuttochè +l'astuto principe, anche con giuramento, attestasse d'essere in ciò +innocente. Così in un altro anno egli fece levare dal mondo +_Apollodoro Damasceno_[876]. Siccome di sopra accennammo, era questi +un architetto mirabile. Avea fabbricato il maraviglioso ponte di +Trajano sul Danubio. Sua fattura parimente furono la superba piazza di +Trajano, l'Odeo ed il Ginnasio in Roma. Un giorno si trovava presente +Adriano, allorchè l'Augusto Trajano ed Apollodoro trattavano di una di +esse fabbriche, e volle anch'egli fare il saccente, come quegli che +credea di sapere di tutto. Rivoltosegli Apollodoro gli disse: _Andate +di grazia a dipingere delle zucche: chè di questo non v'intendete +punto_. Questa ingiuria non si cancellò mai più dal cuor di Adriano, e +fu cagione che mandò poi con de' pretesti quel valentuomo in esilio. +Tuttavia maggior male per questo non gli avrebbe fatto; anzi in +qualche tempo si servì di lui. Avvenne che Adriano fabbricò il tempio +di Venere e di Roma, dove erano le magnifiche statue di queste due +falsamente appellate dee. Per prendersi beffe di Apollodoro ch'era +fuori di Roma, e forse esiliato, gliene mandò il disegno, acciocchè +intendesse che senza di lui si poteano far delle sontuose e belle +fabbriche in Roma; e nello stesso tempo desiderò che dicesse il suo +sentimento, se fosse o no con buona architettura formato quello +edifizio. Rispose Apollodoro, che conveniva fabbricar quel tempio +assai più alto, se avea da fare un'eminente comparsa sopra le alte +fabbriche della Via sacra: ed anche più concavo, a cagion delle +macchine che si pensava di fabbricar ivi segretamente, per introdurle +poi nel teatro. Aggiugneva, che le maestose statue ivi poste non erano +proporzionate alla grandezza del tempio, perchè se le dee avessero +avuto da levarsi in piedi ed uscir fuori, non avrebbono potuto farlo. +All'udir queste osservazioni, e al conoscere l'error commesso senza +poterlo emendare, s'empiè di tanta rabbia e dolore Adriano, che privò +di vita il troppo sincero architetto, degno ben d'altra mercede pel +suo impareggiabil valore. Oh che bestia il signore Adriano! griderà +qui taluno. Ma convien aspettare alquanto, perchè mirandolo in un +altro prospetto fra poco, troveremo in lui tanto di buono da potere +far bella figura fra i regnanti. Non so io ben dire in che luogo +dimorasse Adriano, allorchè succedette la tragedia dei quattro +consolari suddetti uccisi. Ben so ch'egli si trovava fuori di +Roma[877], ed avvisato dalla grave mormorazione che si faceva per la +morte di sì illustri personaggi, e ch'egli s'era tirato addosso l'odio +di tutti, corse frettolosamente a Roma per prevenire i disordini. +Quetò il popolo con dispensargli un doppio congiario. Mentre era +lontano, gli avea anche fatto distribuire tre scudi d'oro per testa. +Nel senato, dopo aver addotte le scuse dell'operato, giurò di nuovo +che non avrebbe mai fatto morire senatore alcuno, se non era giudicato +degno di morte dal senato. Ma sotto i precedenti cattivi Augusti, un +solo lor cenno bastava a far che il senato proferisse la sentenza di +morte contra di chi incorreva nella loro disgrazia. Se non falla +Eusebio[878], in quest'anno ovvero nel seguente, un fiero tremuoto +diroccò la città di Nicomedia, e ne patirono gran danno tutte le città +circonvicine. Adriano generosamente inviò colà grandi somme di danaro +per rifarle. + +NOTE: + +[867] Julius Capitolinus, in T. Antonino. + +[868] Panvinius, in Fast. Consular. + +[869] Pagius, in Critic. Baron. + +[870] Dio, lib. 69. + +[871] Cellar., Geogr. + +[872] Euseb., in Chron. + +[873] Spartianus, in Vita Hadriani. + +[874] Dio, lib. 69. + +[875] Dio, lib. 69. + +[876] Dio, ibidem. + +[877] Spartianus, in Hadriano. + +[878] Euseb., in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CXXI. Indizione IV. + + SISTO papa 5. + ADRIANO imperadore 5. + +_Consoli_ + +LUCIO ANNIO VERO per la seconda volta e AURELIO AUGURINO. + + +Fu _Lucio Annio Vero_ avolo paterno di _Marco Aurelio_ filosofo ed +imperadore, di cui parleremo a suo tempo. Osservossi[879] in tutte le +maniere di vivere d'Adriano Augusto una continua varietà, e una +costante incostanza. Ora crudele, ora tutto clemenza: ora serio e +severo, ora lieto buffone: avaro insieme e liberale: sincero e +simulatore. Amava facilmente, ma facilmente passava dall'amore +all'odio. S'è veduto com'egli trattò l'architetto Apollodoro, e pure +abbiam da Sparziano, che non si vendicò di chi gli era stato nemico, +allorchè menava vita privata. Divenuto imperadore, solamente non +guardava loro addosso. E vedendo uno che più degli altri se gli era +mostrato contrario, disse: _L'hai scappata_. Tutto ciò può essere, se +non che per testimonianza del medesimo storico, _Palma_ e _Celso_ +consoli, stati sempre suoi nemici nella vita privata, abbiam veduto +qual fine fecero. In quest'anno gli venne troppo a noia _Celio +Taziano_, che già dicemmo alzato da lui al grado di prefetto del +pretorio, in guisa che, come dimentico di averlo avuto per tutore, e +per gran promotore della sua assunzione al trono, ad altro non pensava +che a levarselo d'attorno. Non poteva sofferire la grand'aria di +potenza che si dava Taziano; e perciò gli corse più volte per mente di +farlo tagliare a pezzi. Se ne astenne, perchè era fresca la memoria +dei quattro consolari uccisi, e l'odio che gliene era provenuto. Ma +con tutto il suo guardarlo di bieco, non otteneva che Taziano +chiedesse di depor quella carica. Gli fece per tanto dire +all'orecchio, che era bene il chiederlo; ed appena ne udì l'istanza, +che conferì la carica di prefetto del pretorio e _Marzio Turbone_, +richiamato dalla Pannonia e Dacia. Creò senatore _Taziano_, dandogli +anche gli ornamenti consolari, e dicendo che non avea cosa più grande +con cui premiarlo. Anche _Simile_, l'altro prefetto del pretorio, +siccome dissi all'anno 118, dimandò il suo congedo. Entrò nel suo +posto _Setticio Claro_. Sì _Turbone_ che _Claro_ erano due personaggi +di raro merito; ma anch'essi provarono col tempo, quanto instabile +fosse l'amore e la grazia di questo imperadore. Per questa mutazion +d'uffiziali parendo oramai ad Adriano d'aver la vita in sicuro, perchè +di loro non si fidava più, andò a sollazzarsi nella Campania, dove +fece del bene a tutte quelle città e terre, ed ammise all'amicizia sua +le persone più degne ch'egli trovò in quel tratto di paese. + +Ritornato a Roma Adriano, come se fosse persona privata, interveniva +alle cause agitate davanti ai consoli e ai pretori; compariva ai +conviti de' suoi amici, e se questi cadevano malati, due ed anche tre +volte il giorno andava a visitarli. Nè solamente ciò praticò coi +senatori; si stesero le visite sue anche ai cavalieri romani infermi, +e insino a persone di schiatta libertina, sollevando tutti con buoni +consigli, ed aiutando chiunque si trovava in bisogno. Gran copia +d'essi amici volea sempre alla sua mensa. Alla suocera sua, cioè a +_Matidia_ _Augusta_, nipote di Trajano, compartì ogni possibil onore, +allorchè si faceano i giuochi de' gladiatori, e in altre occorrenze. +Ebbe sempre in sommo onore _Plotina Augusta_, vedova di Trajano, da +cui conosceva l'imperio. E a lei defunta fece un suntuoso scorruccio. +Gran rispetto ancora mostrava ai consoli, sino a ricondurli a casa +terminati ch'erano i giuochi circensi. Anche con la più bassa gente +parlava umanissimamente, detestando i principi che colla loro altura +si privano del contento di mandar via soddisfatte di sè le persone. +Con queste azioni prive di fasto, piene di clemenza[880], si +procacciava l'affetto del pubblico; e lodavasi nel medesimo tempo la +continua sua attenzione al buon governo; la sua magnificenza nelle +fabbriche; la sua provvidenza ne' bisogni occorrenti, e specialmente +nel mantenere l'abbondanza de' viveri al popolo. Assaissimo ancora +piaceva il non esser egli vago di guerre, che d'ordinario costano +troppo ai sudditi. Tanto le abborriva egli, che se ne insorgeva +alcuna, più tosto si studiava di aggiustar le differenze coi +negoziati, che di venir all'armi. Non confiscò mai i beni altrui per +via d'ingiustizie; troppo si pregiava egli di donare il suo ad altri, +non già di far sua la roba altrui. In fatti grande fu la sua +liberalità verso moltissimi senatori e cavalieri; nè aspettava egli +d'essere pregato; bastava che conoscesse i lor bisogni per correre +spontaneamente a sovvenirli. Se gli poteva parlare con libertà, senza +ch'egli se l'avesse a male. Avendogli una donna dimandata giustizia, +rispose di non aver tempo di ascoltarla. _Perchè siete voi dunque +imperadore?_ gridò la donna. Fermossi allora Adriano, con pazienza +l'ascoltò, e la soddisfece. Un di ne' giuochi de' gladiatori al popolo +non piacea quel che si facea, e con importune grida dimandava +all'imperadore, che se ne facesse un altro. Comandò Adriano all'araldo +che gli era vicino, di dire imperiosamente al popolo _che tacesse_, +come solea far Domiziano. Ma l'araldo fatto cenno al popolo di +dovergli dir qualche parola a nome del regnante, altro non disse se +non: _Quel che ora si fa, è di piacere dell'imperadore._ Non si offese +punto Adriano, che l'araldo avesse contro l'ordine suo parlato con tal +mansuetudine al popolo, anzi il lodò d'aver così fatto. Credesi +ch'egli in quest'anno fabbricasse un circo in Roma. Comincia il +Tillemont[881] nell'anno 120 i viaggi di Adriano fuori di Italia; il +Pagi[882] nell'anno 121. Io mi riserbo di parlarne all'anno seguente. + +NOTE: + +[879] Spartianus, in Hadriano. + +[880] Dio, lib. 69. + +[881] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[882] Pagius, Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CXXII. Indizione V. + + SISTO papa 6. + ADRIANO imperadore 6. + +_Consoli_ + +MANIO ACILIO AVIOLA, e CAJO CORNELIO PANSA. + + +Per accertar gli anni precisi, ne' quali Adriano Augusto imprese ed +eseguì tanti suoi viaggi, non ci ha provveduti la storia di lumi +sufficienti. Nè occorre volgersi alle medaglie, nelle quali veramente +sono accennati questi suoi viaggi, perchè esse non ritengono vestigio +del tempo. L'Occone e il Mezzabarba[883] le han distribuite a tentone +per varii anni, senza poterne addurre il perchè. Sia dunque lecito a +me il tener qui con esso Mezzabarba e col Bianchini[884], che in +quest'anno cominciasse Adriano a viaggiare. Parte per curiosità, e +parte per farsi rinomare, si era egli messo in testa di voler visitare +tutto il vasto imperio romano; cosa non mai fatta da alcuno de' +predecessori. Venne dunque, a mio credere, nell'anno presente per +l'Italia, e passò nella Gallia[885], dove delle sue azioni altro non +si sa, se non che sollevò colla sua liberalità quanti bisognosi a lui +ricorsero. Certo è che questo suo genio ambulatorio tornava in +profitto delle provincie[886] dove egli arrivava; imperocchè a guisa +di un ispettore s'informava co' suoi occhi, e col saggio esame delle +cose, se i magistrati faceano il lor dovere, oppur mancavano alla +giustizia, e quali fossero gli abusi, per rimediare a tutto; nel che +maravigliosa era non meno la di lui attività e provvidenza, che la sua +costanza in degradare o punire in altre forme i delinquenti. Volea +saper tutte le rendite e gli aggravi delle città; visitava tutte le +fortezze, per osservare se erano ben tenute e munite, ordinando che si +provvedesse quel che mancava, distruggendo ciò che non gli piacea, e +comandando, se occorreva, delle fabbriche nuove in altri siti. Dalla +Gallia passò nella Germania romana. A que' confini distribuito stava a +quartiere il maggior nerbo delle milizie romane sempre all'ordine per +opporsi ai Germani non sudditi, i quali più che altra nazione furono +sempre temuti e rispettati dai Romani. Era Adriano, quanto altri mai, +peritissimo dell'arte militare, e sembra ch'egli anche ne componesse +un libro, come altrove ho io accennato[887]. Adunque senza perder +tempo, si applicò alla visita de' luoghi forti, esaminando le +fortificazioni, l'armi, le macchine militari; e come se fosse +imminente la guerra, diede la mostra a tutte quelle legioni, e premiò +e promosse a gradi superiori chi sel meritava; fece far l'esercizio a +tutti. Trovati moltissimi abusi introdotti nella milizia per +trascuratezza dei principi e generali precedenti, si mise al forte, +per rimettere in piedi l'antica disciplina romana fra que' soldati. +Diede ordini bellissimi intorno a varii impieghi degli uffiziali, e +alle spese che si facevano. Levò via dagli alloggiamenti de' soldati +(che erano obbligati ad abitar sotto le tende alla campagna) i +portici, i pergolati, le grotte ed altre delizie. Niuno de' soldati +senza giusta cagione potea uscire del campo. Per divenir centurione +(noi diremmo capitano) bisognava aver buona fama e robustezza di +corpo. Essere non potea tribuno (noi diremmo colonnello) se non chi +era giunto ad una perfetta giovanezza, accompagnata inoltre dalla +prudenza. Lecito non era ai tribuni l'esigere o ricevere alcun dono o +danaro dai soldati. E per conto de' medesimi soldati disaminò +attentamente le loro armi, il lor bagaglio, la loro età, acciocchè +niuno prima degli anni diecisette fosse assunto alla milizia, nè fosse +tenuto a militar più di trenta, se non voleva. Nell'esattezza della +disciplina precedeva egli a tutti, animando col proprio esempio le sue +leggi. Mangiava in pubblico, altro cibo non prendendo che l'usato dai +soldati gregari, cioè lardo, cacio e posca, o sia acqua mischiata +d'aceto. Talvolta armato fece venti miglia a piedi; bene spesso usava +vesti dimesse, non dissomiglianti da quelle de' soldati. L'usbergo suo +era senza oro, le fibbie senza gemme, di avorio solamente il pomo +della spada. Visitava i soldati infermi; disegnava i siti degli +accampamenti; sopra tutto badando che non si comprassero robe inutili, +nè si desse a mangiare a persone oziose. Da questo poco si può +comprendere la saviezza degli antichi Romani nel ben disciplinare la +loro milizia. + +Sbrigato della Germania Adriano, si crede che nell'anno stesso, cioè +come io vo congetturando, nel presente passasse alla visita della gran +Bretagna[888]. Quivi ancora trovò molti abusi, e li corresse. Erano i +Romani in possesso di buona parte di quell'isola; ma nel principio del +governo di Trajano vi era stata qualche ribellione o tumulto in quelle +parti. Certo è che la parte settentrionale non ubbidiva all'aquile +romane. Per assicurarsi dunque Adriano dagl'insulti di que' Barbari, +gente feroce e temuta, ordinò che si fabbricasse un muro lungo ottanta +miglia, il qual dividesse i confini romani dalle terre d'essi Barbari. +Credono gli eruditi Inglesi, che questo muro fosse nella provincia del +Northumberland verso il fiume Tin, e che ne restino tuttavia le +vestigia. Ebbe fra le altre cose in uso Adriano di tener delle spie, +non tanto per saper tutto ciò che si faceva in corte, quanto ancora +per indagar tutt'i fatti particolari de' suoi cortigiani ed amici. Al +qual proposito si racconta, che avendo una dama scritto al marito, +lamentandosi dello star egli tanto tempo lontano, e del perdersi nei +bagni ed in altri piaceri: lo seppe Adriano, e venuto quel tale a +prendersi commiato, gli disse ch'era bene l'andare e l'abbandonare +ormai i bagni e i piaceri. Il cavaliere non sapendo di che mezzi si +servisse Adriano per iscoprire i fatti altrui, allora rispose: _L'ha +forse mia moglie scritto anche a voi, siccome ha fatto a me?_ Ora +dovette Adriano essere avvisato da Roma, che _Svetonio Tranquillo_, +autore delle Vite dei dodici primi Cesari, che allora serviva in corte +nel grado di segretario delle lettere, e _Setticio Claro_, prefetto +del pretorio, ed altri, praticavano troppo familiarmente con _Sabina_ +sua moglie, non mostrando quella riverenza che si dovea alla casa +dell'imperadore. Di più non vi volle, perchè egli levasse loro le +cariche. Aggiungono, ch'era anche disgustato della stessa Sabina sua +moglie, perchè gli parea donna aspra e schizzinosa: laonde ebbe a +dire, che s'egli fosse stato persona privata, l'avrebbe ripudiata. +Succedette in questi tempi qualche fastidiosa sedizione in Egitto. +Adoravano que' popoli il dio Apis sotto figura di un bue macchiato; e +morendo questo, si cercava un vitello che avesse le medesime macchie. +Dopo molti anni trovato questo dio bestia, gran gara, anzi un +principio di guerra insorse fra le città, pretendendo molte d'esse di +doverlo nutrire nel loro tempio. A questo avviso turbato Adriano, +dalla Bretagna tornò nella Gallia, e venne a Nimes in Provenza, dove +d'ordine suo fu fabbricata una maravigliosa basilica in onore di +Plotina Augusta, già moglie di Trajano. A lui ancora, o pure ad +Antonino, vien attribuita la fabbrica dell'anfiteatro, in parte ancora +sussistente, ed un ponte ed altre antichità di quella città. Di là poi +si portò in Ispagna, e passò il verno in Tarragona. + +NOTE: + +[883] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + +[884] Blanchinius, ad Anastasium. + +[885] Spartianus, in Hadriano. + +[886] Dio, lib. 69. + +[887] Antiquit. Italicar., tom. 2, Dissert. 26. + +[888] Spartianus, in Hadriano. + + + + + Anno di CRISTO CXXIII. Indizione VI. + + SISTO papa 7. + ADRIANO imperadore 7. + +_Consoli_ + +QUINTO APRIO PETINO e LUCIO VENULEJO APRONIANO. + + +I più degl'illustratori de' Fasti consolari danno il nome di _Cajo +Ventidio Aproniano_ al secondo di questi due consoli. Io, fondato +sopra un embrice o mattone, tuttavia esistente nell'insigne museo del +Campidoglio[889], l'ho appellato _Lucio Venulejo_. Ma in un altro +mattone, riferito dal Fabretti[890], egli ha il prenome di _Tito_, e +non già di _Lucio_. Sembra che sotto Nerva s'introducesse l'uso +continuato di poi per molti anni, d'imprimere ne' mattoni, e in altri +materiali di terra cotta, oltre al nome della bottega o sia della +fornace, quello ancora de' consoli per denotar l'anno. Passò Adriano, +siccome già accennai, il verno in Tarragona, dove egl'incontrò un +pericoloso accidente. Mentre egli un dì passeggiava per un giardino, +gli venne incontro furiosamente colla spada nuda un servo del padrone +di quella casa. Adriano bravamente si difese, e fermato il micidiale, +consegnollo alle guardie[891]. Trovossi che il cervello avea data +volta a costui. L'imperadore con esempio di rara moderazione il fece +curar dai medici, nè volle fargli alcun male. In quella città riparò +egli a sue spese il tempio d'Augusto. Ordinò una leva di gente, ma vi +trovò delle difficoltà, tuttavia con tal prudenza e destrezza maneggiò +gli animi di que' popoli, che ottenne l'intento suo. Motivo di stupore +fu, che trovandosi egli in Ispagna, non andasse a visitar la sua +patria Italica. Sappiamo nondimeno che le fece di gran bene; ed Aulo +Gellio[892] cita un discorso da lui fatto in senato, allorchè Italica, +Utica ed altre città che godeano la libertà dei municipii, dimandarono +d'aver delle colonie romane: il che parve strano, essendo migliore la +condizion dei municipii, che quella delle colonie. Qualche torbido +dovette seguire circa questi tempi nella Mauritania, provincia +dell'Africa. Adriano felicemente lo quietò. Deducendosi dalle +medaglie[893], che anche in persona a quella provincia egli si +trasferì, il Tillemont[894] si figura che questo accadesse nell'anno +presente. Ma il Pagi[895] pensa ciò avvenuto più tardi. Dicendo poi +Sparziano[896], che in questi tempi vi fu un principio di guerra coi +Parti, il quale con un abboccamento seguito fra esso Adriano e forse +con Cosroe re di quella nazione, in breve fu posto fine: potrebbe +taluno argomentare, che Adriano passasse dalla Spagna e dalla +Mauritania in Soria. Il salto a me par troppo grande. Si tien +parimente, che egli andasse dipoi ad Atene, dove si fermò per tutto il +verno seguente. Con tal supposizione pare che possa accordarsi l'avere +scritto Eusebio[897], che Adriano, fattagli istanza di nuove leggi dal +popolo ateniese, formò un estratto di quelle di Dracone, Solone ed +altri legislatori, e loro le diede. + +NOTE: + +[889] Thesaurus Novus Inscription., pag. 321, num. 6. + +[890] Fabrettus, Inscription., pag. 509. + +[891] Spartian., in Hadriano. + +[892] Gellius, lib. 16, cap. 13. + +[893] Mediobarbus, Numism. Imper. + +[894] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[895] Pagius, in Crit. Baron. + +[896] Spartianus, in Hadriano. + +[897] Eusebius, in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CXXIV. Indizione VII. + + SISTO papa 8. + ADRIANO imperadore 8. + +_Consoli_ + +MANIO ACILIO GLABRIONE e CAJO BELLICIO TORQUATO. + + +Perchè si sono smarrite tante antiche storie, e massimamente la vita +di sè stesso scritta da Adriano, noi ci troviamo ora troppo intrigati +a seguitar questo imperadore ne' suoi viaggi, e ci convien solamente +per congetture rapportare a questo ed a quell'anno i suoi passi. +Camminando dunque sul supposto che Adriano soggiornasse nel presente +verno ad Atene, ne sarebbe seguito ciò che scrive Eusebio nella sua +Cronica, cioè, che essendo uscito del suo letto il fiume Cefiso, ed +avendo inondata la città di Eleusi o sia Eleusina, egli fabbricò un +ponte sopra quel fiume, e verisimilmente lo fece arginar con delle +muraglie, in maniera che più non potesse farle di queste burle. Quindi +pare ch'egli si portasse alla visita della Bitinia, Macedonia, +Cappadocia, Cicilia, Frigia, Pamfilia, Licia, Armenia, e d'altri paesi +dell'Asia e dell'isole adiacenti. Ci sono medaglie di tali provincie, +che il nominano lor ristauratore; imperciocchè in niun luogo andava +egli, che non vi lasciasse dei benefizii, con esenzioni e privilegii, +o con fabbriche degne di un par suo. Dione[898] attesta ch'egli +magnificamente aiutò ed abbellì le città da lui visitate, chi con +danari, chi con acquedotti o porti, chi con templi, ed altri pubblici +edifizii, o con accrescimento d'onori. Sotto l'antecedente anno +l'autore della cronica alessandrina[899] scrive che Adriano edificò le +piazze di Nicomedia e di Nicea, e i Crociali, e le mura che guardano +verso la Bitinia. Fabbricò inoltre il tempio di Cizico, e in quella +città selciò di marmi la piazza. Colla stessa generosità in molte +altre illustri città alzò vari templi, e varie statue fece mettere in +essi. Aggiugne lo storico Dione, che nella maggior parte delle città, +dove si lasciò vedere, fabbricò de' teatri, e v'istituì dei +combattimenti annuali. Così dappertutto risuonava la fama e il nome di +Adriano, come di comune benefattore di tutto il romano imperio. Varie +iscrizioni in testimonianza di questo ho anch'io rapportato +altrove[900]. Non è inverisimile, che verso il fine dell'anno egli si +riducesse di nuovo ad Atene, città sopra le altre a lui cara, e quivi +soggiornasse ne' mesi del verno, moltiplicando le grazie verso quella +città. In essa volle anche esser presidente dei pubblici giuochi e +combattimenti. Fu osservato che molti de' Greci portavano dei +coltelli, anche andando ai lor templi. O per ordine o per riverenza di +Adriano niuno osò allora di portarli. + +NOTE: + +[898] Dio, lib. 69. + +[899] Chron. Paschale. Histor. Byzantin. + +[900] Thesaurus Novus Inscript., tom. 1. + + + + + Anno di CRISTO CXXV. Indizione VIII. + + SISTO papa 9. + ADRIANO imperadore 9. + +_Consoli_ + +PUBLIO CORNELIO SCIPIONE ASIATICO, per la seconda volta, e QUINTO +VETTIO AQUILINO. + + +Camminando noi sul supposto, che Adriano Augusto soggiornasse nel +presente verno in Atene, allora dovette succedere ciò che narra +Sparziano, cioè ch'egli volle intervenire[901] alle sacre feste di +Cerere, che si faceano nella città di Eleusi o sia Eleusina. Rinomati +erano i misteri di que' sacerdoti, cioè i riti e le cerimonie che si +adoperavano nel culto di quella falsa deità, appunto perchè segreti e +non veduti dal popolo. Per grazia pochi si ammettevano alla conoscenza +e participazione di sì fatte superstizioni ed imposture. Adriano, ad +esempio d'Ercole e di Filippo il Macedone, ne volle essere partecipe, +e farsi ascrivere al ruolo di que' divoti. Venne poi da Atene a +visitar le città della Sicilia, ed anche ivi è da credere che con +larga mano spargesse benefizii, dacchè abbiamo una medaglia, in cui +vien appellato Restitutore della Sicilia. Volle quivi visitare il +monte Etna, per vedere la nascita del sole, la quale si dicea che +rappresentava l'arco baleno. Dopo tante girate finalmente si restituì +a Roma. + +NOTE: + +[901] Spartianus, in Hadriano. + + + + + Anno di CRISTO CXXVI. Indizione IX. + + SISTO papa 10. + ADRIANO imperadore 10. + +_Consoli_ + +MARCO ANNIO VERO per la terza volta, ed EGGIO AMBIBULO. + + +Il primo de' consoli _Annio Vero_, sappiam di certo che fu avolo +paterno di _Marco Aurelio_ imperadore; non così certo è il suo prenome +di Marco. Ho io appellato il secondo _Eggio Ambibulo_, fondato sopra +un'iscrizione da me rapportata altrove[902], ed esistente nel Museo +Capitolino. Credette il cardinal Noris[903], ch'egli portasse i nomi +di _Lucio Vario Ambibulo_, adducendone per prova due iscrizioni +riferite dal Reinesio. Ma i marmi reinesiani non dicono che quel +_Lucio Vario Ambibulo_ fosse console, e perciò nulla si oppongono al +marmo da me sopra citato. Il padre Pagi[904] pieno della idea de' +quinquennali, decennali, quindecennali, ec. degl'imperadori, de' quali +sì spesso favella, pretende che il motivo d'Adriano per tornare a +Roma, fosse affin di celebrare in quest'anno le feste che si usavano, +allorchè gli Augusti compievano il decimo anno del loro imperio. +Eusebio[905], con cui vanno concordi l'autore della cronica +alessandrina, e Paolo Orosio, scrive che nel presente anno dal senato +romano fu conferito ad Adriano il titolo di _Padre della Patria_, e a +_Giulia_ Sabina sua moglie quello di _Augusta_. Ma che ciò succedesse +in quest'anno, si può giustamente dubitarne, trovandosi +iscrizioni[906] e medaglie[907], nelle quali prima di questi tempi +Adriano si vede intitolato _Padre della Patria_. Abbiamo poi da +Sparziano[908] che continuando questo imperadore nel desiderio di +visitar tutte le provincie dell'imperio, dopo essersi fermato qualche +tempo in Roma, passò in Africa, dove non men si fece conoscere +liberale di grazie e di benefizii verso quelle città, che fosse stato +verso le altre di sopra menzionate. Veggonsi medaglie[909], nelle +quali è appellato Ristoratore dell'Africa, della Mauritania, della +Libia. Terminata poi la visita di quelle provincie, tornò a Roma, per +quivi soggiornare nel verno. + +NOTE: + +[902] Thesaurus Novus Inscript., p. 323, n. 2. + +[903] Noris, Espistol. Consular. + +[904] Pagius, Critic. Baron. + +[905] Eusebius, in Cron. + +[906] Gruterus, Thesaur. Inscript. + +[907] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[908] Spartianus, in Hadriano. + +[909] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + + + + + Anno di CRISTO CXXVII. Indizione X. + + TELESFORO papa 1. + ADRIANO imperadore 11. + +_Consoli_ + +TIZIANO e GALLICANO. + + +Finora non si sono scoperti in sicure memorie i prenomi e i nomi di +questi consoli. Assai fu in uso de' Romani il distinguere le persone +nobili, una dall'altra coll'ultimo lor cognome, o sia soprannome. +Questo solo dovea bastare per intendere chi fosse l'uno e l'altro de' +consoli. Opinione poi fondata è, che in quest'anno succedesse il +glorioso martirio di _san Sisto_ papa, in cui luogo nella cattedra di +san Pietro fu sustituito _Telesforo_. Quanto tempo si fermasse in Roma +Adriano, non si sa. Sembra bensì credibile, che ogni qualvolta egli +tornava a Roma, rallegrasse il popolo con un congiario, e con altre +fogge di regali. Le medaglie[910] ci hanno conservata la memoria di +varie _Liberalità_ di Adriano, e ne contano fin sette. Secondochè +scrive Sparziano[911], si rimise poi in viaggio il non mai stanco +Augusto, per visitare un'altra volta la Grecia e l'Asia, +verisimilmente bramoso di conoscere, se le fabbriche già da lui +ordinate in varie città, fossero compiute. Tali trovò quelle che egli +avea disegnato in Atene, e celebrò la festa della lor dedicazione. Fra +gli altri suntuosi edifizii, ch'egli fece fabbricare in Atene, si +contò quello di Giove Olimpio, il quale sembra, siccome dirò, compiuto +solamente nell'anno 134. In alcune iscrizioni[912] da me date alla +luce, egli è chiamato _Adriano Olimpio_. Sembra ancora che +l'adulazione greca arrivasse a dare a lui il titolo di _Giove +Olimpio_: il che, se fosse, sarebbe da cercare chi più meritasse il +nome di pazzo, o chi lo dava o chi lo riceveva. Oltre a ciò si osserva +nelle iscrizioni suddette, che dimorando Adriano in Atene, varie città +gli spedirono ambasciatori, per rallegrarsi del di lui felice ritorno +in quelle parti. Pare anche verisimile, ch'egli innamorato di Atene, +si fermasse ivi tutto il seguente verno. Troppo si compiaceva egli di +trovarsi tra i filosofi e le persone letterate. Di queste tuttavia era +doviziosa la scuola d'Atene; e sopra gli altri furono in gran credito +alla corte di Adriano _Epitteto_, insigne filosofo stoico, di cui ci +restano il manuale, operetta aurea, e molti suoi documenti nel libro +di Arriano suo discepolo; e _Favorino_ sofista, o sia oratore, +dottissimo tanto nella latina che nella greca lingua, di cui molto +parla Aulo Gellio[913]. Di lui si racconta[914] che avendogli un +giorno Adriano, principe uso di fare l'arcifanfano nelle lettere, +riprovata una parola, adoperata da esso oratore in qualche scritto, +dopo breve contrasto Favorino gliela diede vinta. Rimproverandolo +poscia di codardia gli amici suoi, perchè quella era parola buona, +autenticata dall'uso fattone da alcuni accreditati scrittori, egli +saporitamente ridendo, loro rispose: _Trattandosi di uno che ha trenta +legioni al suo comando, non volete voi ch'io il creda più dotto di +me?_ Ma cadde egli in fine dalla grazia di Adriano, perchè non sapea +questo capriccioso e volubile Augusto sofferir lungamente chi potea +far ombra al preteso suo universal sapere. E se n'avvide Favorino, +allorchè fu per trattare una sua causa davanti a lui, pretendendo +l'esenzione dal sostenere le cariche della sua patria Arles nella +Gallia. Conobbe assai, che Adriano era per dargli la sentenza contro; +e però quando si credea ch'egli venuto al contradditorio perorasse per +la sua pretensione, altro non disse, se non che apparitogli la notte +in sogno il suo maestro (forse Dione Grisostomo) l'avea esortato a non +lasciarsi increscere di far quello che faceano gli altri suoi +concittadini. Aveano gli Ateniesi eretta a quel filosofo una statua. +Inteso ch'egli era decaduto dal favore di Adriano, corsero ad +abbatterla[915]. Ne fu portata la nuova a Favorino, ed egli senza +punto scomporsi, rispose: _Avrebbe ben voluto Socrate essere trattato +dagli Ateniesi a così buon mercato._ Anche _Dionisio da Mileto_, +eccellente sofista, godè un tempo della grazia di Adriano; ma perchè +un giorno gli scappò detto ad Eliodoro segretario delle lettere di +esso imperadore; _Cesare ti può ben caricar di onori e di ricchezze, +ma non ti può far divenire oratore_, Adriano l'ebbe da lì innanzi in +odio. Per altro questo imperadore, siccome ho detto di sopra, +s'intendeva di tutte le arti e scienze, e lasciò scritti vari libri, +di dicitura per lo più scura ed affettata, ed uno massimamente della +sua vita. Ma usava di pubblicarli sotto nome de' suoi liberti, uno de' +quali fu _Flegonte_, di cui tuttavia resta un'operetta degli +Avvenimenti maravigliosi, e che compose molti altri libri. + +NOTE: + +[910] Idem, ibid. + +[911] Spartianus, in Hadriano. + +[912] Thesaurus Novus Inscript., p. 235. + +[913] Spartianus, in Hadriano. + +[914] Aulus Gellius, Noct. Attic. + +[915] Philostratus, in Sophistis. + + + + + Anno di CRISTO CXXVIII. Indizione XI>. + TELESFORO papa 2. + ADRIANO imperadore 12. + +_Consoli_ + +LUCIO NONIO ASPRENATE TORQUATO per la seconda volta, e MARCO ANNIO +LIBONE. + + +Fu quest'_Annio Libone_ zio paterno di _Marco Aurelio_, poscia +imperadore, come si ricava da Giulio Capitolino[916]. Seguitando +quella poca traccia che dei viaggi di Adriano ci ha lasciato +Sparziano[917], possiam credere ch'esso Augusto nell'anno presente da +Atene ripassasse nell'Asia, per osservare se ivi ancora erano stati +eseguiti gli ordini suoi, e perfezionate le fabbriche e i lavori da +lui nel primo suo viaggio disegnati. In fatti vi fece la consecrazione +di molti templi, appellati di Adriano. Andò nella Cappadocia, e quivi +raunò gran copia di servi o sia schiavi per servigio delle armate, e +non già per farli soldati. A tutti i re e principi barbari di quelle +vicinanze fece sapere il suo arrivo, per confermar la buona amicizia +con tutti. Molti di essi vennero ad attestargli il loro ossequio, e +Adriano li trattò e regalò così generosamente, che si trovarono ben +pentiti coloro i quali ebbero difficoltà di venire ad inchinarlo. Più +degli altri se ne pentì _Farasmane_, probabilmente re dell'Iberia, che +con insolente alterigia avea ricusato di comparire davanti a lui. +Tuttavia Sparziano più di sotto scrive, che Adriano fece dei gran +donativi a molti di quei re, comperando la pace dalla maggior parte di +essi; ma verso niuno fu così liberale, come verso il re dell'Iberia, +al quale, oltre ad altri magnifici regali, donò un lionfante e una +coorte di cinquecento uomini d'armi. _Farasmane_ anch'egli dal canto +suo gl'inviò de' superbi donativi, e fra essi delle vesti di tela +d'oro. Ma Adriano, per deridere i di lui regali, ordinò che trecento +uomini condannati a morte andassero a combattere nell'anfiteatro, +vestiti di tela d'oro. Invitò anche _Cosroe re de' Parti_, con +rimandargli la figliuola, già presa da Trajano, e con promettergli la +restituzione del trono d'oro, ma senza mantenergli poi la parola. Era +la vanità principal compagna di Adriano in tutti questi viaggi. +Abbiamo da Arriano[918], che questo imperadore diede dei re ai popoli +de' Lazii, degli Abasgi, de' Sanigi e degli Zughi, tutti situati verso +le parti del mar Nero. Continuando egli poscia a girar per le +provincie romane, poste nell'Asia, quanti uffiziali ritrovò che si +erano abusati delle loro autorità in pregiudizio de' popoli, +severamente li gastigò, e a molti tolse la vita. Venuto nella Soria, +ebbe sopra tutto in odio il popolo di Antiochia, senza che ne +apparisca il motivo: di modo che pensò di separar la Fenicia dalla +Soria, acciocchè Antiochia non fosse in avvenire capo di tanto paese. +E che in fatti la separasse, e ch'egli veramente venisse in quest'anno +nella Soria, lo prova il padre Pagi[919] colle antiche medaglie. Certo +è, che gli Antiocheni si pregiavano di una lingua tagliente. Forse li +guardò di mal occhio per questo. Volle poi visitare il monte Casio, +dove situato era un rinomato tempio di Giove, e salì colà di notte, +per veder la mattina nascere il sole; ma insorse un temporale, la cui +pioggia il bagnò, e un fulmine cadde sopra la vittima, mentre egli +preparava il sagrifizio. Passò in appresso Adriano dalla Soria +nell'Egitto. + +NOTE: + +[916] Capitolinus, in Marco Aurelio + +[917] Spartianus, in Hadriano. + +[918] Arrianus, de Pont. + +[919] Pagius, in Critic. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CXXIX. Indizione XII. + + TELESFORO papa 3. + ADRIANO imperadore 13. + +_Consoli_ + +QUINTO GIULIO BALBO e PUBLIO GIUVENZIO CELSO per la seconda volta. + + +_Celso_ fu un insigne giurisconsulto di questi tempi. Ad essi ordinari +consoli furono sostituiti _Cajo Nerasio Marcello_ e _Gneo Lollio +Gallo_, siccome osservò il Panvinio[920], con produrre un'iscrizione +antica. Un'altra data alla luce dal canonico Gorio[921], ci fa vedere +consoli insieme _Giuvenzio per la seconda volta, e Marcello_ anch'esso +_per la seconda_: laonde si può dubitare che _Balbo_ fosse mancato di +vita prima di compiere i mesi del suo consolato, o ch'egli prima del +collega scendesse. Scrisse Sparziano[922] che essendo stato Adriano +tre volte console promosse molti altri al terzo consolato, ed infiniti +al secondo; il che sembra da lui detto con troppa esagerazione. Che +nell'anno precedente venisse Adriano nell'Egitto, e viaggiasse nel +presente infaticabilmente per quei paesi, lo provò il padre Pagi[923] +colle medaglie battute da varie città egiziane nell'anno 11 di esso +Adriano. Ora in quest'anno egli fece il viaggio per l'Arabia, e di là +tornò a Pelusio, dove fece con maggior magnificenza rifare il sepolcro +di Pompeo il Grande. Mentr'egli navigava pel Nilo, perdè _Antinoo_, +giovinetto nato in Bitinia, di rara bellezza, suo gran favorito, ma +come si credeva per motivi degni della detestazione di tutti. Nella +cronica di Eusebio appunto sotto quest'anno è riferita la di lui +morte. Fece correre voce Adriano, che Antinoo caduto nel Nilo si fosse +affogato. Ma per testimonianza di Sparziano[924] e di Dione[925], +opinion comune fu che Antinoo offerisse ai falsi dii la volontaria sua +morte, per soddisfare a una bestial curiosità o empia superstizione di +Adriano, il quale vago della magia, o credulo alle imposture del +gentilesimo[926], si figurò di prolungar la sua vita coll'iniquo +sacrifizio di questo giovine; oppure, come pensò il Salmasio, volle +cercar nelle viscere di lui l'augurio dei fatti avvenire. Comunque +sia, certo è, per attestato di Sparziano, che Adriano pianse la morte +di Antinoo, come fan le donnicciuole; poscia per consolar sè stesso, e +ricompensare il defunto giovinetto, il fece deificare dai Greci; pazza +e ridicola risoluzione, per tale riconosciuta anche dagli stessi +Gentili, ma specialmente dai Cristiani d'allora, che si servirono di +questa empia buffonata per maggiormente screditare la stolta religion +de' Pagani, come si può vedere ne' libri di san Giustino, di +Tertulliano, di Origene e d'altri difensori della santa religione di +Cristo. Ma che non sa far l'adulazione? Per guadagnarsi merito con +Adriano, i popoli accettarono questo novello dio, gli alzarono statue +per tutto l'imperio romano; più templi furono fabbricati in onore di +lui, con sacerdoti apposta, i quali incominciarono anche a fingere +ch'egli dava le risposte come un oracolo. E gli strologhi, osservata +in cielo una nuova stella, non ebbero vergogna di dire che quell'era +Antinoo trasportato in cielo. Lo stesso Adriano, con dire di vederlo +colà, dava occasion di ridere alla gente savia. Fece egli dipoi +fabbricare una città nel luogo dove morì, e fu seppellito Antinoo, +alla quale pose il nome di Antinopoli, di cui poche vestigia oggidì +restano nell'Egitto. + +NOTE: + +[920] Panvinius, in Fastis Consul. + +[921] Gorius, in Inscript. Etrur. + +[922] Spartianus, in Hadriano. + +[923] Pagius, in Critic. Baron. + +[924] Spartianus, in Hadriano. + +[925] Dio, lib. 69. + +[926] Aurelius, in Epitome. + + + + + Anno di CRISTO CXXX. Indizione XIII. + + TELESFORO papa 4. + ADRIANO imperadore 14. + +_Consoli_ + +QUINTO FABIO CATULLINO e MARCO FLAVIO ASPRO. + + +Non è inverisimile che Adriano stoltamente impegnato ad eternar la +memoria del suo Antinoo, passasse il verno di quest'anno nell'Egitto. +Siccome egli stendeva il guardo a tutte le provincie del romano +imperio per beneficarle, così non avea lasciato indietro la Giudea. Ha +creduto il padre Petavio[927], ch'egli in quest'anno e non prima +rifabbricasse l'abbattuta città di Gerusalemme, e le desse il nome suo +proprio, chiamandola Elia Capitolina, deducendolo da Sparziano, che +nulla dice di questo. Solamente scrive egli[928], che trovandosi +Adriano in Antiochia (probabilmente, siccome abbiam supposto, +nell'anno 128) i Giudei si sollevarono per cagion di un editto, in cui +veniva loro vietato il castrarsi; il che, per quanto si può credere, +vuol dire che loro fu proibita la circoncisione. Non potendo essi +sofferire un divieto cotanto opposto alla lor legge, si mossero a +ribellione. Abbiamo all'incontro da Dione[929], che Adriano fatta +fabbricare Gerusalemme, e mutatole il nome, nel luogo, dove dinanzi +era il tempio dedicato al vero Dio, ne edificò uno in onore di Giove, +e pose in quella città una colonia di gentili romani. Perderono la +pazienza i Giudei al vedere in casa loro venir a piantare una stabile +abitazione gente straniera, e in faccia loro alzato un tempio +all'idolatria; e però non seppero contenersi da' movimenti di +ribellione. Ma finchè Adriano Augusto si fermò in quelle vicinanze, +cioè nell'Egitto e nella Soria, non ardirono di venire all'armi, ed +attesero a covar l'ira loro, aspettando tempo più opportuno per dar +fuoco alla mina. Il padre Pagi, che crede riedificata Gerusalemme +nell'anno 119, differisce sino all'anno 155 la nuova nominazion di +Gerusalemme, e non va certo d'accordo con Dione. Santo Epifanio[930] +scrive, che Adriano passò nella Palestina, e visitò quel paese, dopo +essere stato nell'Egitto. Nulla è più verisimile, che andando egli +dalla Soria in Egitto, oppur nel ritorno, visitasse quella provincia. +Ci ha conservata Vopisco[931] nella vita di Saturnino una lettera, +scritta da Adriano a _Serviano_ suo cognato, nell'anno 134, in cui +descrive i costumi degli Egiziani, come aveva egli stesso osservato, +allorchè fu in quelle contrade, cioè dipinge il popolo specialmente di +Alessandria, come gente volubile, inquieta, pronta sempre alle +sedizioni e alle ingiurie. Se vogliamo prestar fede a lui, i _Gentili +vi adoravano Cristo, i Cristiani vi adoravano Serapide, essendo amanti +solo di novità. Non vi era Giudeo, Samaritano, Cristiano, che non +attendesse alla strologia, agli augurii_: benchè il Salmasio stimi +doversi altrimente spiegar quelle parole: _I Cristiani, i Giudei, i +Gentili non vi conoscevano che un Dio_, probabilmente l'interesse. +_Alessandria era piena di popolo, di ricchezze; niuno vi stava in +ozio; si facevano lavorare fino i ciechi, e quei che pativano di +podagra e chiragra. Loro aveva Adriano confermati gli antichi +privilegii, aggiuntine de' nuovi. Tuttavia appena fu egli partito, che +dissero un mondo di male di lui e dei suoi più cari_. Così Adriano. Ma +che i Giudei e i Cristiani tutti adorassero Serapide, e che fossero +tutti gente superstiziosa e cattiva, non siam tenuti a stare al +giudizio di un Adriano gentile. Di qua bensì intendiamo, quanto in +quella città fosse cresciuto il numero de' Cristiani, e che Adriano li +lasciava vivere in pace. Scrive poi Lampridio[932], aver avuto in +animo questo imperadore di ricevere _Cristo Signor nostro per Dio_, al +qual fine avea fabbricati molti templi senza statue. Ma il Casaubono e +il Pagi credono ciò una diceria popolare. Nè questo s'accorda col +dirsi da Sparziano[933], che Adriano gran diligenza e zelo mostrò per +le cose sacre di Roma, e sprezzò le forestiere. + +NOTE: + +[927] Petavius, in Chronol. + +[928] Spart., in Hadriano. + +[929] Dio, lib. 69. + +[930] Epiphanius, de Mensuris. + +[931] Vopiscus, in Saturn. + +[932] Lampridius, in Alexandro Severo. + +[933] Spartianus, in Vita Hadriani. + + + + + Anno di CRISTO CXXXI. Indizione XIV. + + TELESFORO papa 5. + ADRIANO imperadore 15. + +_Consoli_ + +SERVIO OTTAVIO LENATE PONZIANO e MARCO ANTONIO RUFINO. + + +In un'iscrizione riferita dal Grutero[934] il secondo console vien +chiamato _Annio Rufino_. Quello è un errore. _Antonio Rufino_ ho io +trovato in più di un'antica copia di quel marmo. Secondo la Cronica +d'Eusebio, fu circa questi tempi compiuta in Roma, per ordine di +Adriano, la fabbrica del tempio di Venere e di Roma, e se ne fece la +dedicazione. Era questo uno de' più sontuosi edifizii dell'augusta +città, per la gran quantità e bellezza dei marmi, coi quali era +fabbricato o incrostato, e col tetto coperto di tegole di bronzo, che +poi servirono, a' tempi di Onorio I per coprire la basilica di san +Pietro. Altri riferiscono all'anno seguente la dedicazione del tempio +suddetto, che fu la morte dell'architetto _Apollodoro_, come di sopra +accennai all'anno 120. Per attestato ancora del medesimo Eusebio[935] +fu pubblicato in quest'anno l'editto perpetuo, composto dall'insigne +giurisconsulto _Salvio Giuliano_, che fu uno de' principali +consiglieri di Adriano. Imperciocchè[936] questo imperadore ebbe il +lodevol costume, allorchè andava a giudicare e a decidere le +controversie, di avere per assistenti non solamente i suoi amici e +cortigiani, ma anche i migliori giurisconsulti, approvati prima dal +senato; ed egli principalmente si serviva del suddetto _Salvio +Giuliano_, di _Giulio Celso_ e di _Nerazio Prisco_. Gran diversità era +allora nei giudizii per le provincie; chi decideva a una maniera e chi +all'altra. Adriano, affinchè si camminasse con uniformità dappertutto, +volle che Giuliano formasse una raccolta di leggi ed editti, creduta +bastevole a terminar con giustizia tutte le cause. Di questo editto +perpetuo si veggono raccolti i frammenti nell'edizion dei Digesti +fatta da Dionisio Gotofredo. Le apparenze sono, che Adriano +abbandonasse in quest'anno l'Egitto, e passando per la Soria e per +l'Asia, tornasse alla sua diletta città di Atene, dove, per +testimonianza di Eusebio, egli stette tutto il verno seguente. Giacchè +non abbiamo storico migliore, che ci somministri un buon filo per +seguitare i passi di questo imperadore, non è temerità l'attenersi ad +Eusebio. + +NOTE: + +[934] Gruterus, Thesaurus Inscription., p. 337. + +[935] Euseb., in Chron. + +[936] Spartianus, in vita Hadriani. + + + + + Anno di CRISTO CXXXII. Indizione XV. + + TELESFORO papa 6. + ADRIANO imperadore 16. + +_Consoli_ + +SENTIO AUGURINO ed ARRIO SEVERIANO per la seconda volta. + + +Non _Severiano_, ma _Sergiano_ è chiamato in vari Fasti il secondo di +questi consoli, e però resta indecisa la lite intorno al di lui vero +cognome. Dimorò[937] Adriano tutto questo verno, e forse il resto +dell'anno presente, in Atene, dove celebrò i suoi quindecennali, cioè +l'anno quindicesimo compiuto del suo imperio[938]. Per attestato di +Eusebio, tornò a visitar le misteriose imposture di Cerere Eleusina; +compiè molte fabbriche in Atene; vi fece de' suntuosi giuochi, fra' +quali una caccia di mille fiere. Sopra tutto quivi formò una +biblioteca delle più copiose e belle che fossero nell'universo. Per +tutto il tempo che si fermò Adriano[939] nelle vicinanze della Giudea, +cioè nella Soria e in Egitto, i Giudei, benchè pieni di rabbia a +cagione del tempio di Giove fabbricato in Gerusalemme, si tenner per +paura quieti. Ma intanto andavano disponendo tutto per ribellarsi a +suo tempo. Fecero preparamenti d'armi, fortificarono vari siti, +formarono cammini sotterranei per ricoverarvisi in caso di bisogno; e +sopra tutto spedirono segreti messi per le varie città dell'imperio, +acciocchè quei della lor nazione accorressero in lor aiuto, o +formassero delle sedizioni. Nè lasciarono di commuovere anche altre +nazioni a prendere l'armi, facendo loro sperare non pochi vantaggi e +guadagni. Dacchè dunque videro Adriano molto allontanato dalle loro +contrade, cominciarono apertamente a non voler ubbidire ai magistrati +romani; ma non osando di venire a combattimenti, attendevano solamente +a premunirsi contro la forza de' Romani. Però Eusebio mette all'anno +presente il principio di questa guerra. + +NOTE: + +[937] Euseb., in Chron. + +[938] Blanchinius, in Anastasium. + +[939] Dio, lib. 69. + + + + + Anno di CRISTO CXXXIII. Indizione I. + + TELESFORO papa 7. + ADRIANO imperadore 17. + +_Consoli_ + +MARCO ANTONIO IBERO e NUMMIO SISENA. + + +Un'iscrizione rapportata dal Doni[940] ci ha scoperto il prenome del +console Ibero. Dove soggiornasse Adriano nell'anno presente, io nol so +dire. Che fosse ritornato a Roma, non apparisce da alcuna memoria. Il +dire col Tillemont[941], ch'egli fu in questi tempi in Egitto e +nell'anno seguente nella Soria, non si accorda con Dione[942], che fa +ribellati i Giudei, dappoichè Adriano si fu ben allontanato dai lor +paesi: il che dovette succedere nell'anno precedente. Ma o fosse egli +tuttavia in Atene, come io vo' sospettando, o fosse ripassato in Asia, +si può credere che egli non istesse fermo in un sol luogo: tanta era +la sua vaghezza di viaggiare, e di acquistarsi credito colle sue +maniere popolari fra tutt'i popoli. Abbiamo da Sparziano[943], ch'egli +in Atene volle essere uno degli Arconti. Nella Toscana, benchè +divenuto imperadore, esercitò la pretura; e per le città del Lazio si +compiacque degli uffizii municipali di Dittatore, Edile e Duumviro. In +Napoli volle essere Demarco, o capo del popolo; in Italica, sua +patria, in Ispagna, quinquennale; e in Adria, da cui ebbero origine i +suoi maggiori, ebbe il medesimo uffizio di quinquennale. A tutta prima +non fecero i magistrati romani[944] gran caso dei movimenti degli +Ebrei; ma dappoichè si avvidero che si accendeva il fuoco per tutta la +Giudea, e che per l'altre parti dell'imperio romano la nazion giudaica +facea delle adunanze, delle minacce e peggio ancora: Adriano pensò +allora daddovero a reprimere il loro ardire e disegno. Perciò spedì +rinforzi di gente a _Tenio Rufo_, governatore della Giudea, ed ordinò +che i migliori suoi generali passassero in quelle parti. Uno di questi +fu _Giulio Severo_. Abbiamo da Eusebio[945], che i Giudei aveano +saccheggiata la Palestina. Lor capitano era un certo Cochebas o +Barcochebas, uomo sommamente crudele. Fece costui quanto potè per +indurre i Cristiani a prendere anch'essi l'armi contra de' Romani; ma +i cristiani istruiti dalla lor santa legge, che s'ha da osservare la +fedeltà anche ai principi cattivi, non ne vollero far altro; e però lo +spietato Giudeo non solamente contra de' Romani, ma anche contra di +quanti cristiani gli caddero nelle mani, andò sfogando il suo sdegno, +con fargli aspramente tormentare e morire. Ma sopraggiunti gli +eserciti romani, poco potè far fronte alla superiore lor forza. + +NOTE: + +[940] Donius, Inscription. Antiquar. + +[941] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[942] Dio, lib. 69. + +[943] Spartianus, in Vita Hadriani. + +[944] Dio, lib. 69. + +[945] Eusebius, in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CXXXIV. Indizione II. + + TELESFORO papa 8. + ADRIANO imperadore 18. + +_Consoli_ + +CAJO GIULIO SERVIANO per la terza volta, e CAJO VIBIO VARO. + + +_Serviano_ console ordinario dell'anno presente era il cognato di +Adriano, perchè marito di _Paolina_, sorella di lui. Però a quest'anno +appartiene la lettera, che di sopra all'anno 230 dicemmo a lui scritta +da Adriano intorno ai costumi degli Alessandrini ed Egiziani, e a noi +conservata da Vopisco[946]. Fa conoscere quella lettera, che Adriano +era stato in Egitto, e tuttavia dimorava ne' primi mesi di quest'anno +lungi da Roma. Non è improbabile ch'egli andasse visitando le città e +le isole della Grecia. Avea nel precedente anno cominciata _Giulio +Severo_ la guerra contro ai Giudei; nel presente la terminò, se +sussiste la cronologia di Eusebio[947], che ne riferisce il fine sotto +quest'anno. Così gran fatti ne racconta Dione[948], che parrebbe non +essersi potuto smorzar quell'incendio in poco tempo. Scrive egli +adunque, che Giulio Severo, valoroso ed accorto generale di Adriano, +non si attentò mai di venire con quella gente disperata, ed ascendente +ad un numero eccessivo, ad una battaglia campale. Ma assalendoli in +corpi separati, impedendo loro i viveri, e rinserrandoli a poco a +poco, e senza azzardare, ne fece un terribil macello, sì fattamente, +che pochissimi salvarono la vita. È da credere ch'egli non la +perdonasse nè pure alle donne, a' fanciulli e ai vecchi; imperocchè vi +perirono, se dobbiamo stare in ciò all'asserzione di quello storico, +cinquecento ottantamila persone di nazione giudaica, tagliate a pezzi, +senza contare i morti di fame, fuoco e malattia, che fu una +moltitudine incredibile. Cinquanta buone loro fortezze vennero in +poter de' Romani: e novecento ottantacinque belle terre, castella e +borghi furono tutti spianati, di modo che quasi tutta la Palestina +rimase un paese deserto. Costò nondimeno assai caro anche ai Romani +quella impresa, perchè ve ne perirono parecchie migliaia; e perciò in +occasione che Adriano scrivendo al senato in questi tempi (segno +ch'egli era lungi da Roma) non si servì dell'usato esordio secondo il +formolario, cioè di quelle parole: _Se voi e i vostri figliuoli siete +sani, me ne rallegro. Quanto a me e all'esercito, noi siam tutti +sani._ Terminata secondo i giusti giudizii di Dio questa gran rovina +del popolo giudaico[949], Adriano pubblicò un editto, che sotto pena +della vita niun Giudeo potesse più entrare in Gerusalemme, e nè pure +appressarvisi. Ma non si mantenne questo gran rigore sotto i +susseguenti Augusti. Diede lo stesso Adriano in ricompensa del buon +servigio a _Giulio Severo_ il governo della Bitinia, esercitato poscia +da lui con tal giustizia, prudenza e nobil contegno, e con sì fatta +cura non men de' pubblici che de' privati affari di quel paese, che +Dione, nativo di lì, attesta essere stata anche ai suoi dì in +venerazione la di lui memoria. Insorse poco appresso un altro torbido +in Levante, perchè gli Alani, appellati anche Massageti, mossi da +_Farasmane re_ loro, diedero il sacco alla Media e all'Armenia, +scorrendo fin sulle terre della Cappadocia, dove era governatore +_Flavio Arriano_, forse quel medesimo, di cui ci restano alcuni libri. +I regali fatti da _Vologeso_ (probabilmente re dell'Armenia) a que' +Barbari, e la paura dell'esercito romano raunato da Arriano, fecero da +lì a non molto cessare le loro ostilità e i saccheggi. Si può ricavar +da Dione, che in questi tempi l'Augusto Adriano stanziasse in Atene, +dove dedicò il tempio di Giove Olimpico, in cui fu anche posto la +statua di lui col suo altare, e un drago fatto venire dall'India. +Solennizzò ivi Adriano con gran magnificenza le feste di Bacco, e vi +fece la sua comparsa, vestito in abito di Arconte. Diede inoltre +licenza ai Greci adulatori di fabbricar in quella città a nome di +tutta la Grecia un tempio alla sua persona, come ad un dio; e per far +onore a questo insigne edifizio, istituì de' combattimenti e giuochi, +e donò agli Ateniesi non solo una grossa somma di danaro e del grano, +ma anche l'isola di Cefalonia. In somma di tante beneficenze colmò +egli Atene, che quasi divenne essa una città nuova. Il che fatto, +finalmente abbandonò quel caro paese, e se ne ritornò in Italia nel +presente anno, o almeno nei primi mesi del seguente. + +NOTE: + +[946] Vopisc., in Saturn. + +[947] Euseb., in Chron. et lib. 4, cap. 6 Historiae Ecclesiasticae. + +[948] Dio, lib. 69. + +[949] Euseb., lib. 4, cap. 6 Histor. Hieronymus in Isaiam, cap. 6. + + + + + Anno di CRISTO CXXXV. Indizione III. + + TELESFORO papa 9. + ADRIANO imperadore 19. + +_Consoli_ + +PONZIANO ed ATILIANO. + + +Il prenome e nome di questi consoli non si sono finora scoperti; v'ha +chi in vece di _Atiliano_ scrive _Atelano_. Da un'iscrizione atletica, +che si legge presso il Grutero e presso il Falconieri, ricavò il padre +Pagi[950], che Adriano Augusto prima del dì 3 di maggio era ritornato +a Roma, perchè un suo rescritto dato in quel giorno e nella stessa +città, appartiene alla di lui _Podestà Tribunizia XVIII_ corrente +allora. Rallegrò tosto il popolo con degli spettacoli. Nel corso delle +carrette si acquistò gran plauso uno di quei cocchieri, servo di +qualche nobile romano[951]. Il popolo con alte grida fece istanza +all'imperadore che gli desse la libertà. Addano in iscritto rispose, +_non essere cosa decente per li Romani il dimandare, che l'imperadore +dia la libertà ad un servo altrui, o forzi il padrone a dargliela_. +Ripigliò Adriano in Roma le sue solite maniere di vivere. Fra gli +altri suoi usi, andava spesso ai pubblici bagni, e si lavava con gli +altri del popolo[952]. Gli venne un dì osservato un veterano, molto +ben noto a lui, che fregava la schiena e le altre parti del corpo ai +marmi del bagno. Gliene dimandò il perchè: _Perchè non ho un servo, +rispose il soldato, che mi possa fregare._ Adriano gliene donò alcuni, +ed anche le spese in vita. Risaputosi ciò, l'altro dì vennero molti +vecchi a far lo stesso, sperando un egual trattamento. Ordinò Adriano +che si fregassero l'un l'altro. Fece molti buoni ordini. Che non fosse +lecito ai senatori il prendere nè direttamente nè indirettamente +appalto alcuno di gabelle. Che fosse vietato ai padroni l'uccidere i +loro servi, cioè gli schiavi (il che ne' tempi addietro era permesso +ai Romani) volendo che se si trovavano rei, fossero condannati dai +giudici. Soffrì nondimeno che tenessero prigioni private per li servi +e liberti. Voleva che i senatori, uscendo in pubblico, sempre +portassero la toga, eccettochè la notte. Tassò le sportole ai giudici, +riducendole all'antica moderazione. Ripudiò le eredità lasciategli da +persone ch'egli non conosceva; ed anche conoscendole, se v'erano de' +figliuoli, le rifiutò. Dilettossi forte della caccia, ed amò sì +fattamente alcuni de' suoi cavalli e cani, che fece far loro dei +sepolcri. Talvolta nelle cacce ammazzò orsi, lioni ed orse; tanta era +la sua destrezza. Non voleva che i suoi liberti avessero alcuna +autorità, nè si credesse che potessero qualche cosa presso di lui, +perchè attribuiva a questa sorta di gente la maggior parte dei +disordini passati sotto i precedenti Augusti. Osservò egli una volta, +che uno di costoro passeggiava in mezzo a due senatori. Mandò tosto +uno de' suoi domestici a dargli una guanciata, e a dirgli: _Guardati +di camminar del pari con persone, delle quali tu puoi tuttavia +divenire schiavo._ Mirabile eziandio parve la sua moderazione, perchè +quantunque infinite fabbriche facesse per tutto l'imperio romano, non +volle che si mettesse il suo nome, se non nel tempio alzato a Trajano. +Riedificò in Roma il Panteon, lo steccato del Campo Marzio, la +basilica di Nettuno, molti templi, la piazza di Augusto, il bagno di +Agrippa: contuttociò d'ordine suo fu ivi rimesso il nome dei primi +fondatori. Fabbricò sopra il Tevere il ponte chiamato di Adriano, +oggidì ponte sant'Angelo; e il suo sepolcro vicino al Tevere che ora +si chiama castello sant'Angelo; e il tempio della Buona Dea. Fece +anche un emissario al lago Fucino. Tutte queste azioni ho io raccolte +sotto quest'anno, benchè spettanti a vari tempi, acciocchè sempre più +si conosca qual imperadore fosse Adriano. + +NOTE: + +[950] Pagius, Critic. Baron. + +[951] Dio, lib. 69. + +[952] Spartianus, in Hadriano. + + + + + Anno di CRISTO CXXXVI. Indizione IV. + + TELESFORO papa 10. + ADRIANO imperadore 20. + +_Consoli_ + +LUCIO CEJONIO COMMODO VERO, e SESTO VETULENO CIVICA POMPEJANO. + + +_Lucio Cejonio_, primo fra questi due consoli, quel medesimo è che +Adriano adottò per suo figliuolo, e destinò alla succession +dell'imperio. Resta finora in disputa l'anno preciso, in cui seguisse +tale adozione. L'esser egli nominato _Lucio Cejonio Commodo_ nei fasti +e nelle inscrizioni, cioè portando egli i nomi propri della sua +famiglia sul principio di quest'anno, fa abbastanza intendere ch'egli +non era per anche giunto alla figliuolanza di Adriano. Adottato da +lui, prese il nome di _Lucio Elio Commodo_, e il titolo di _Cesare_. +Però sentenza è di alcuni, che in quest'anno solamente seguisse la di +lui adozione. Altri la riferiscono all'anno precedente, perchè nella +lettera che abbiam detto scritta allora da Adriano a suo cognato +Serviano, egli dice che gli Alessandrini aveano tagliati i panni +addosso anche _al mio figliuolo Vero_. E perchè a _Lucio Elio_ vien +dato il cognome di _Vero_ da Sparziano, di cui si crede che parlasse +Adriano. Io per me ne dubito al vedere che Lucio Vero (che fu poi +Augusto) di lui figliuolo, ricevè da Marco Aurelio, e non da suo padre +il cognome di _Vero_. Fu poi di parere il padre Pagi[953], che fin +dall'anno 130, Adriano adottasse il suddetto _Lucio Cejonio_, ma senza +conferirgli il titolo di _Cesare_, e senza destinarlo all'imperio: il +che poi fece nell'anno presente. E con questa idea pare che vada +d'accordo Sparziano[954]. Ma non si saprà mai ben intendere, come +_Lucio Cejonio Commodo_, se prima del presente anno entrò, per via +dell'adozione, nella famiglia _Elia_, comparisse negli atti pubblici +senza il nome di _Elio_: il che poi si osserva fatto nell'anno +seguente. Certo è che il testo di Sparziano in questo racconto ha +delle contraddizioni, e probabilmente degli errori. Ma lasciate da +banda queste liti, a noi basterà di sapere che _Cejonio Commodo_ fu +adottato dall'Augusto Adriano, e perciò da lì innanzi appellato _Lucio +Elio_, ed ebbe il titolo di _Cesare_, cioè la futura promessa +dell'imperio: il che credo io fatto solamente nell'anno presente. +Volle Adriano solennizzar questa elezione, con dare al popolo romano +un congiario, e ai soldati un regalo di sette milioni e mezzo, se +dicono il vero coloro che parlano dell'antica moneta. Si fecero +correre nel circo i cavalli, ed altri divertimenti si diedero, che +accrebbero l'allegrezza del popolo. Fu in oltre esso _Elio Cesare_ +disegnato console per l'anno avvenire. Il dirsi da Sparziano, che +questo principe, appena adottato, fu creato pretore, e poscia andò al +governo della Pannonia, cagiona non poco imbroglio: perchè, secondochè +osserva il padre Pagi, esercitò egli la pretura nell'anno 130; il che +poi discorda da altre notizie recate dal medesimo storico. E veramente +sembra che lo stesso Sparziano, siccome lontano da questi tempi, non +sapesse ben quel che dicesse intorno a tali affari. Fors'anche non fu +lo stesso storico, il qual descrisse le gesta di _Adriano_ e la vita +di _Lucio Elio_. Sappiamo bensì di certo, che questo principe era di +cattiva complessione ed infermiccio; per altro di vita allegra, e data +a' piaceri anche illeciti, ornato di letteratura, di grazioso aspetto, +e tale che chi volea male ad Adriano, immaginò proceduta la di lui +elezione dal riflesso piuttosto alla bellezza del corpo, che alle +virtù dell'animo. Ma s'egli godeva poca sanità, anche Adriano cominciò +a sentire venir meno la sua; anzi Dione[955] e Sparziano[956] vanno +d'accordo in dire, che per cagione appunto di questi suoi malori +Adriano si risolvesse di eleggersi questo figliuolo, con disegno di +averlo per successore. + +NOTE: + +[953] Pagius, in Critic. Baron. + +[954] Spartianus, in Hadriano et in Ælio Vero. + +[955] Dio, lib. 69. + +[956] Spartianus, in Hadriano. + + + + + Anno di CRISTO CXXXVII. Indizione V. + + TELESFORO papa 11. + ADRIANO imperadore 21. + +_Consoli_ + +LUCIO ELIO CESARE per la seconda volta, e LUCIO CELIO BALBINO VITULIO +PIO. + + +Cominciò, siccome accennai di sopra, a declinare la sanità +dell'imperadore Adriano: e fu creduto da alcuni originato questo +sconcerto dalle pioggie e dai freddi patiti in tanti suoi viaggi, e +massimamente perchè egli ebbe in uso per tutti i tempi di stare e di +andare colla testa scoperta. Soleva uscirgli di tanto in tanto il +sangue dal naso; questo cominciò a farsi più copioso. Non poca +inquietudine per altra parte gli recava l'osservare, quanto meschina +fosse anche la sanità dell'adottato suo figliuolo _Lucio Elio_, di +modo che dicono, che stette poco a pentirsi di aver messo gli occhi +sopra di lui, per farsi un successore. Certamente fu più volte udito +dire: _Ci siamo appoggiati ad una parete rovinosa, ed abbiam gittati +via dieci milioni_, dati al popolo e ai soldati per la di lui +adozione. Anzi coloro che scrissero la vita d'esso Adriano, e +nominatamente _Mario Massimo_, portarono opinione ch'egli sapesse non +dovergli sopravvivere questo figliuolo; e ciò per via della strologia, +di cui egli si dilettava forte, con dirsi insino, che Adriano, finchè +visse, andava scrivendo ciò che ogni dì gli dovea accadere. Noi +possiamo ben dispensarci dal prestar fede a queste fandonie, e v'ha +contraddizione tra il dire che lo voleva per successore, con sapere +nello stesso tempo che questo successore dovea mancare prima di lui. +Eppure aggiungono, aver più volte Adriano predetta la morte d'esso +_Lucio Elio_ e pensato a provvedersi di un altro successore. Intanto +Adriano, secondo il consiglio de' medici, i quali allorchè non han +rimedio ai mali, propongono la mutazion dell'aria, si ritirò a Tivoli, +sperando di migliorar di salute con quell'aria migliore. Se si ha da +credere a Sparziano, egli mandò Lucio Elio Cesare al governo della +Pannonia, dove si acquistò una convenevole riputazione. Ma chi mai può +persuadersi ch'egli malsano volesse allontanare da sè un figliuolo +anch'esso malconcio di sanità, e destinato a succedergli. Par ben più +verisimile, che Sparziano confondesse le azioni e i tempi, e che Lucio +Cejonio, prima d'essere adottato, esercitasse la pretura, e governasse +dipoi la Pannonia; e che creato Cesare attendesse al governo di Roma. +Attesta il medesimo storico, esser egli stato dopo l'adozione talmente +in grazia di Adriano, che tutto quel che voleva, lo impetrava +dall'imperadore, anche col solo scrivergli delle lettere: il che +suppone che potesse anche parlargli. In fatti Aurelio Vittore[957] +lasciò scritto che Adriano, ritiratosi a Tivoli, permise che Lucio +Elio Cesare restasse in Roma. Abbiamo parimente da esso Vittore, che +stando l'imperadore in Tivoli, quivi si applicò per divertirsi a +fabbricar dei palagi ed altri edifizii, ai quali diede il nome di +Liceo, Accademia, Pritaneo, Canopo, Tempe, ed altri. Attese ancora a +far de' buoni conviti, e delle gallerie di statue e pitture, +abbandonarsi anche alla lascivia, forse ad imitazione di Tiberio. Il +peggio fu che si lasciò trasportare ad imitar Tiberio anche nella +crudeltà: ma questo, a mio credere, appartiene solamente all'anno +seguente. + +NOTE: + +[957] Aurelius Victor, in Epitome. + + + + + Anno di CRISTO CXXXVIII. Indizione VI. + + IGINO papa 1. + ANTONINO PIO imperadore 1. + +_Consoli_ + +CAMERINO e NEGRO. + + +Non si è potuto finora accertare quai fossero i prenomi e nomi di +questi consoli. Da alcuni per sole conghietture furono appellati +_Sulpicio Camerino_ e _Quinzio Negro_; ma meglio fia l'aspettare che +si scuopra qualche marmo che meglio ci istruisca di questa faccenda. +Per quanto s'ha dalla cronica antichissima di Damaso[958], sul +principio di quest'anno _san Telesforo papa_ compiè il corso del suo +pontificato colla corona del martirio. Quantunque Adriano niun editto +nuovo pubblicasse contra de' Cristiani, pure in vigore delle +precedenti leggi, e per lo mal animo dei sacerdoti gentili, noi +sappiamo che sotto di lui moltissimi Cristiani col sangue loro +confermarono la fede di Gesù Cristo. Vero è che, per attestato di +Eusebio[959] e di san Girolamo[960], i santi _Quadrato_ ed _Aristide_ +presentarono ad Adriano le loro apologie per la religione cristiana, e +che queste fecero un buon effetto. Contuttociò non mancavano allora +dei nemici del nome cristiano, che instigavano i giudici da infierire +contra i pastori della greggia di Cristo. A Telesforo succedette nella +cattedra di san Pietro _Igino_. _Lucio Elio_ Cesare figlio adottivo di +Adriano anche egli terminò i suoi giorni nel dì primo di quest'anno. +Pareva che i suoi malori gli avessero data posa in guisa tale, che +egli si era preparato per recitar nelle calende di gennaio in senato +un'orazione composta da lui, o dettata a lui da qualche maestro, in +rendimento di grazie ad Adriano _per la sua adozione_, come narra +Sparziano[961]. Dissi per la sua adozione: parole che non possono mai +accordarsi coll'opinione del padre Pagi[962], che il vuole adottato +fin dall'anno 130. V'ha chi crede ciò fatto nell'anno 136, non avendo +egli, come si figurano, per la sua poca salute potuto soddisfare nelle +calende dell'anno precedente. Ma nè pur nelle calende di quest'anno +gli fu permesso, perchè in quel medesimo giorno la morte il rapì. +Essendo quello il tempo, in cui si formavano i voti solenni per la +salute dell'imperadore, non volle Adriano che si facesse piagnisteo +alla sepoltura di lui. Avea _Lucio Elio_ avuta per moglie una +figliuola di _Domizio Negrino_, fatto uccidere da Adriano sui +principii del suo governo; ed essa gli avea partorito un figliuolo +appellato _Lucio Cejonio Commodo_. Verso questo fanciullo vedremo in +breve quanto continuasse l'amore e la beneficenza di Adriano Augusto. + +Al vedere sconcertati i suoi disegni per la morte di Lucio Elio, andò +Adriano per qualche settimana pensando a riparar questa perdita +coll'elezione di un altro figliuolo; e per buona fortuna de' Romani +egli fermò il suo guardo sopra _Tito Aurelio Fulvio_ (o Fulvo) +_Bojonio Antonino_, che era stato console nell'anno 120. Egli è +chiamato _Arrio Antonino_ da Sparziano[963]. Giulio Capitolino[964] +gli dà i suddetti nomi, e vuole che _Arrio Antonino_ fosse avolo +materno di esso _Tito Aurelio_. Conosceva molto bene Adriano le rare +virtù di questo soggetto, giacchè egli era uno de' senatori del suo +consiglio; e però gli fece intendere il disegno da lui concepito di +adottarlo per figliuolo e successor nell'imperio, colla condizion +nondimeno, che, stante l'esser esso Antonino privo di prole maschile, +anch'egli volesse adottar per figliuolo _Marco Aurelio Vero_, +figliuolo di Annio Vero, cioè di un fratello di _Sabina Augusta_ sua +moglie; e _Lucio Cejonio Commodo_, che poco fa dicemmo nato da _Lucio +Elio Cesare_, fanciullo allora di circa otto anni, perchè nato +dell'anno 130. Fu dato tempo ad Antonino tanto da pensarvi, ed avendo +egli poi accettata la favorevol offerta fattagli, e le condizioni +prescritte, _Adriano Augusto_, la cui sanità andava di male in peggio, +nel dì 25 febbraio fece la solenne funzione di dichiararlo suo +figliuolo, con dargli il titolo di _Cesare_, e farlo suo collega nella +podestà tribunizia e nel comando proconsolare. Ch'egli ancora +ottenesse il titolo d'_Imperadore_, lo stimò il padre Pagi; ma non ne +abbiamo sufficiente fondamento. Presentò Adriano questo suo nuovo +figliuolo al senato, con dire, _che giacchè la morte gli avea tolto +Lucio Elio, ne avea trovato quest'altro, nobile, mansueto e prudente, +in età da non temere, ch'egli o per temerità male operasse, o per +debolezza trascurasse gli affari_. Parea pure che l'elezione di un sì +degno personaggio avesse da tirarsi dietro l'allegrezza e il plauso di +ognuno: e pure che non può l'ambizione? Moltissimi dell'ordine +senatorio, giacchè cadauno aspirava a sì gran dignità, se l'ebbero a +male; e sopra gli altri _Catilio Severo_, già stato console, ed allora +prefetto di Roma, che si teneva in pugno l'imperio. Perchè questi +dovette lasciar traspirare i suoi lamenti, Adriano gli levò quella +carica prima del tempo consueto. L'aver egli in tal congiuntura +scoperta una tal contrarietà a' suoi voleri, con parergli anche per la +sua malattia di essere oramai sprezzato dal senato, cominciò a farlo +prorompere in alcune azioni di crudeltà. Si credettero alcuni, che +naturalmente Adriano inclinasse a questo vizio, e se ne astenesse per +la sola paura, tenendo davanti agli occhi il fine di Domiziano. Ma +Dione[965] lo niega, e da quanto abbiam detto finora, può apparire che +solamente per qualche esaltazion di bile incrudelì. Si aggiunse in +questi tempi una fastidiosa malattia, che gli svegliò il mal umore e +la rabbia non solamente contra degli altri, ma infin contra di sè +stesso: il perchè venne meno in lui la mansuetudine e la clemenza. + +Si sa ch'egli fece morire _Serviano_ suo cognato, cioè marito di +_Paolina_ sua sorella già defunta[966]. Fin qui l'aveva egli amato ed +onorato sopra gli altri; l'avea promosso al terzo consolato, e sempre +usciva ad incontrarlo fuori della camera, ognivoltachè sapeva il di +lui arrivo al palazzo. Ma dappoichè fu compiuta l'adozione di +Antonino, nacque sospetto in Adriano, che Serviano, benchè vecchio di +novant'anni, meditasse di salire sul trono, deducendolo dall'aver egli +mandata la cena ai servi della corte; dell'essersi un dì messo a +sedere con gran possesso sulla sedia imperiale che stava a canto del +suo letto, e dall'esser entrato pettoruto nel quartier de' soldati, +quasi per farsi conoscere tuttavia atto al comando. Dione[967] +espressamente scrive, che _Serviano_ e _Fosco_ di lui nipote si +risentirono per l'elezione di Antonino, credendosi aggravati perchè +Adriano avesse anteposto chi non era parente ad un nipote di sua +sorella. Perciò Adriano li fece uccidere amendue. Raccontano che +Serviano prima di essere strangolato, si fece portar del fuoco, e +messovi dell'incenso, come in atto di sacrifizio, disse: _Voi +immortali dii, che ho per testimoni della mia innocenza, prego di una +sola grazia, cioè che Adriano, benchè ardentemente brami la morte, non +possa morire._ Forse fu una frottola inventata per quello che poscia +avvenne. Di altri che fossero uccisi per ordine di Adriano, non parla +Dione, che pur fu più vicino a questi tempi. Ma Sparziano scrive che +parecchi altri furono levati dal mondo o scopertamente o per insidie; +e corse fin voce, che _Sabina Augusta_, la qual forse finì di vivere +in questi tempi, per veleno datogli da Adriano terminasse i suoi +giorni. Sparziano la tien per una favola. In fatti niuno è più +soggetto alle dicerie del popolo che i gran signori. Aurelio +Vittore[968], benchè più lontano da questi tempi, arrivò a scrivere +che Adriano, prima di morire, fece ammazzar molti senatori; che Sabina +per gli strapazzi a lei usati dal marito, volontariamente si diede la +morte; e ch'ella pubblicamente sparlava del genio crudele di Adriano, +con aggiungere di aver fatto il possibile di non restare gravida di +lui, temendo di partorire qualche mostro pernicioso al genere umano. È +a noi permesso il credere che con qualche verità sia mischiata una +buona dose di falso. E se non falla Capitolino[969] in dire, che +_Marco Aurelio_ adottato per ordine di Adriano da _Antonino_, era +figliuolo di un fratello di essa Sabina; non sembra già che Adriano +nudrisse così mal animo contro la moglie. Contuttociò convengono tutti +gli storici in dire, che il merito di tante belle azioni fatte da +Adriano parve un nulla al senato in confronto della morte da lui data +sul principio del suo governo ai quattro personaggi consolari, e agli +altri sul fin di sua vita, contro replicate promesse da lui fatte, di +maniera che si era messo in testa il medesimo senato di non voler +accordare gli onori consueti dell'empia gentilità ad Adriano defunto, +siccome vedremo fra poco. + +Cresceva intanto la malattia di esso Adriano, e fu in fine dichiarata +idropisia, accompagnata da dolori e da un insoffribil tedio, non solo +del male, ma anche della vita[970]. Non si stendeva la potenza di un +imperadore a trovarvi rimedio; e quantunque egli ricorresse insino +alla magia, neppur questa potè aiutarlo. Disperato adunque, altro più +non desiderava, se non di potersi dar la morte da sè stesso, o di +riceverla con veleno o con pugnale da altri. Prometteva impunità e +danari a chi gli prestasse aiuto in questo; ma niuno si sentiva voglia +di ubbidirlo. Importunato con preghiere e minacce il suo medico, +questi amò meglio di uccidersi da sè stesso, che di abbreviare la vita +al suo principe. Al medesimo fine si raccomandò ad un servo, il quale +ne corse a dar l'avviso ad Antonino. Per animarlo alla pazienza, e +levargli di capo sì nere fantasie, entrò in sua camera esso Antonino +Cesare, accompagnato dai prefetti del pretorio. Veggendosi scoperto, +entrò nelle furie Adriano, e comandò che si ammazzasse quel servo. +Antonino il salvò, facendo poi credere ad Adriano che il suo ordine +era stato eseguito. Oltre a ciò gran guardia gli fece fare per questo, +con dire che crederebbe sè stesso reo di omicidio, se avesse +tralasciato di conservarlo vivo finchè si poteva[971]. Invenzione sua +anche fu il far venire una donna, che disse ad Adriano d'avere +ricevuto ordine da una deità di avvisarlo che sarebbe guarito: e +perchè ella non l'avea fatto, era divenuta cieca. Tornò poscia a +dirgli, d'avere inteso in altro sogno, che s'ella baciasse le +ginocchia ad Adriano, ricupererebbe la vista: e così con facilità +avvenne. Si finse ancora cieco nato un uomo, venuto dalla Pannonia, +che col toccare Adriano, tornò anch'egli a vedere. Servirono queste +imposture a quietare alquanto Adriano; e tanto più che per accidente, +o perchè gli fu fatto credere, gli cessò la febbre. Volle egli dipoi +essere portato a Baja; ma quivi nel dì 10 di luglio, in età di +sessantadue anni, dopo aver detto un assai famoso motto, cioè: _I +molti medici hanno ucciso l'imperadore_, e dopo aver recitato cinque +versi sopra l'anima sua, destinata agli orrori dell'inferno, +finalmente morì. Prima di morire, chiamò da Roma _Antonino_, che +giunse a tempo di vederlo vivo, sebben Capitolino[972] sembra dire +ch'egli andò colà solamente per riportarne le ceneri a Roma. Scrive +Sparziano, che Adriano odiato da tutti, fu seppellito in Pozzuolo +nella villa di Cicerone, dove il suo successore Antonino gli fabbricò +un tempio, come ad una deità, dandogli de' Flamini ed altri sacri +ministri. Capitolino, per lo contrario, attesta che le di lui ceneri +furono portate a Roma da Antonino, esposte nel giardino di Domizia, e +riposte nel suo mausuleo (oggidì castello sant'Angelo), perchè in +quello di Augusto non v'era più luogo. Succedette a lui nell'imperio +_Antonino Pio_, di cui parleremo all'anno seguente. E si vuol ben qui +ripetere che le lettere fiorirono non poco sotto Adriano imperadore +letterato. Abbiam di sopra fatta menzione di _Favorino_ sofista, di +_Epitteto_ insigne filosofo della scuola stoica, di _Arriano_ suo +discepolo e di _Flegonte_ liberto d'esso Adriano. Oltre ad altri +scrittori vivuti allora, de' quali si son perdute l'opere, furono e +son tuttavia in gran credito _Svetonio Tranquillo_, autore delle vite +de' dodici primi imperadori, e massimamente _Plutarco_, le cui opere +meritano di essere appellate un dovizioso magazzino dell'erudizione +greca e latina, e dell'antica filosofia. + +NOTE: + +[958] Anastas. Bibliothecarius. + +[959] Eusebius, Hist. Ecclesiast., lib. 4, c. 3. + +[960] Hieron., de Viris Illustr. + +[961] Spartianus, in Hadriano. + +[962] Pagius, Critic. Baron. + +[963] Spartianus, in Hadriano. + +[964] Capitolinus, in Tito Antonino. + +[965] Dio, lib. 69. + +[966] Spartianus, in Hadriano. + +[967] Dio, lib. 69. + +[968] Aur. Victor, in Epitome. + +[969] Capitolin., in Antonino Pio. + +[970] Dio, lib. 69. Spartianus, in Hadr. Aurelius Victor, in Epit. + +[971] Spartianus, in Hadrian. Aurel. + +[972] Capitolin., in Marco Aurelio. + + + + + Anno di CRISTO CXXXIX. Indizione VII. + + IGINO papa 2. + ANTONINO PIO imperadore 2. + +_Consoli_ + +TITO ELIO ADRIANO ANTONINO AUGUSTO per la seconda volta, e CAJO +BRUTTIO PRESENTE per la seconda. + + +Ebbe il console _Presente_ il prenome di _Cajo_, ciò risultando da una +greca iscrizione che si legge nella mia raccolta[973]. Così da +un'altra pubblicata dal Fabretti[974] apparisce che avendo _Antonino +Augusto_ deposto il consolato, a lui fu sostituito _Aulo Giunio +Rufino_. Morto Adriano imperadore nell'anno precedente, prese le +redini del governo _Antonino Pio_, ed ebbe il titolo d'_Imperadore_ +(se non l'avea ottenuto prima), d'_Augusto_ e di _Pontefice Massimo_. +Era egli della famiglia _Aurelia_, originaria di Nimes, città della +Gallia, e il suo primo nome fu quello di _Tito Aurelio Fulvo_ o +Fulvio[975]. L'avolo suo, che portava lo stesso nome, tre volte ebbe +l'onore dei fasti consolari: due volte il di lui padre. _Arria +Fadilla_, sua madre, figliuola fu di _Arrio Antonino_, stato anch'esso +console, ed uno de' più illustri senatori d'allora. Tito Aurelio +suddetto si vede poi nominato _Arrio Antonino_ con indizio, che +l'avolo materno l'avesse adottato per figliuolo; e certamente fu erede +del ricco di lui patrimonio. Nacque egli nell'anno 89 della nostra Era +nella villa di Lanuvio. Nell'anno 120 dal suo merito fu portato al +consolato, imperciocchè si univano in lui la bella presenza, un +ingegno penetrante, ma insieme placido e sodo, molta letteratura, +maggiore eloquenza, e sopra tutto una rara saviezza, sobrietà ed +amorevolezza. Era liberale in donare il suo, lontano dal volere quel +d'altri, il tutto sempre operando con misura e senza giattanza. Tale +in somma comparve agli occhi dei Romani nella vita privata, e molto +più divenuto imperadore, che i saggi l'assomigliavano, e con ragione, +a Numa Pompilio. Da Adriano fu scelto per uno de' quattro consolari +che reggevano l'Italia. Proconsole dell'Asia fece un sì bel governo, +che ne riportò plauso da ognuno. Poscia ammesso nel consiglio di +Adriano, costumò in tutto ciò che era messo in consulta, di eleggere +la sentenza più mite. Stimarono alcuni, che l'avere Adriano veduto +Antonino entrar nel senato dando di braccio al d'_Annia Galeria +Faustina_ sua moglie, tanto si compiacesse di quell'atto, che per +questo il volle suo successore. Ma è ben più da credere che a tale +elezione si sentisse mosso Adriano dalla conoscenza e sperienza del +senno e delle tante virtù che concorrevano in esso Antonino. + +Dappoichè egli ebbe riportate a Roma le ceneri di Adriano[976], trovò +il senato così irritato contro la memoria di Adriano per le crudeltà +sul principio e nell'ultimo di sua vita usate verso l'ordine +senatorio, che non solamente stava forte in negargli i creduti onori +divini, ma era in procinto di cassar ancora tutti i di lui atti e +decreti. Entrò in quella illustre assemblea il novello imperadore, che +per la sua adozione fu da lì innanzi nominato _Tito Elio Adriano +Antonino_, e colle lagrime agli occhi perorò in favore del defunto +padre così vivamente, che avrebbe potuto muovere ogni più duro cuore. +Vedendo tuttavia i senatori mal disposti a compiacerlo, venne +all'ultima batteria con dire, che dunque non volevano nè pur lui per +imperadore, giacchè se pensavano d'abolir tutti gli atti d'Adriano, +come di un principe cattivo e nemico, fra questi entrava anche la sua +adozione. A tali parole si piegò il senato, non tanto per riverenza ad +Antonino, quanto per timore de' soldati che erano per lui; decretando +che Adriano potesse aver luogo fra gli dii, benchè personaggio da lor +tenuto per sanguinario e crudele. Puntualmente pagò Antonino[977] di +sua propria borsa alle milizie il regalo promesso loro dal padre, e +diede al popolo un congiario fors'anche vivente lo stesso Adriano. +Restituì e condonò interamente alle città d'Italia l'oro coronario, +cioè la contribuzione o sia il donativo esibito per la sua adozione, e +ne rilasciò la metà alle provincie fuori d'Italia. Rientrato poi in sè +stesso il senato, e conoscendo che bel regalo avesse fatto Adriano con +dare alla repubblica romana un sì buono, un sì degno successore, +rivolse le sue applicazioni ad onorar Antonino, e a renderselo grato. +Gli diede il titolo di _Pio_, che comincia tosto a comparire nelle di +lui medaglie[978]. Crede il Tillemont[979], che questo nome +significasse _Buono_, e a lui fosse accordato per denotare la singolar +sua amorevolezza verso il padre, verso i parenti e la patria. Anche +gli antichi[980] ne cercarono il motivo; chi il credette appellato +così pel suo rispetto alla religione; altri perchè avea salvata la +vita a molti condannati all'ultimo supplicio da Adriano infermo e +furioso, ch'egli nascose, e dopo la di lui morte rimise in libertà: il +che par ben più credibile, che il dirsi da Dione ciò fatto, perchè sul +principio del suo governo molti furono accusati per varii reati, ed +egli non volle che alcun fosse gastigato. Il lasciare impuniti certi +delitti, che turbano la pubblica quiete, non suol essere molto +glorioso ne' principi, ed è nocivo al pubblico. Per altro la clemenza +è una bella gemma della lor corona, e per questo crede Eutropio +ch'egli meritasse il titolo di Pio. Le medaglie ancora[981] battute in +quest'anno ci possono assicurare che fu onorato Antonino col bel nome +di _Padre della Patria_, pel qual fece un bel ringraziamento ai Padri. +Inoltre il senato fece alzar delle statue ai genitori, all'avolo +paterno e materno e ai fratelli già defunti del medesimo Antonino. Non +ebbe discaro esso Augusto che il senato desse anche ad _Annia Galeria +Faustina_ sua moglie il titolo di Augusta; accettò ancora i giuochi +circensi decretati dallo stesso senato per solennizzare il di lui +giorno natalizio, che correva nel dì 19 di settembre; ma rifiutò ogni +altra pubblica dimostrazione. Da lì a qualche anno determinò il +medesimo senato, che i mesi di settembre e di ottobre in onor suo e di +Faustina si chiamassero Antoniano, Faustiniano; ma ricusò Antonino un +sì fatto onore. Trovavansi delle persone non poche condannate o +esiliate da Adriano. Dimandò Antonino grazia per loro nel senato, con +dire che Adriano l'avrebbe chiesta anch'egli. A niun di coloro, che lo +stesso Adriano avea dato dei posti, li levò; anzi suo costume fu +lasciar continuare ne' governi delle provincie per fin sette e nove +anni coloro ch'erano in concetto di governare con illibatezza e +prudenza. + +Ebbe Antonino Pio da Faustina sua moglie due figliuoli[982] maschi, +uno appellato _Marco Aurelio Fulvo Antonino_, e l'altro _Marco Galerio +Aurelio Antonino_. Amendue giovani erano a lui premorti. Due figliuole +ancora gli nacquero. La maggiore, maritata con _Lamia Sillano_, mancò +di vita, allorchè il marito andava al governo dell'Asia. Restavagli la +seconda, cioè _Annia Faustina_. Avea ordinato Adriano, ch'egli la +desse in moglie a _Lucio Vero_, cioè a quel medesimo che insieme con +_Marco Aurelio_ per comandamento di Adriano egli avea adottato per suo +figliuolo. Ma Antonino, dacchè cessò Adriano di vivere, riflettendo +all'età troppo tenera di Lucio Vero, e che miglior testa era quella di +Marco Aurelio, cangiata massima[983], s'invogliò di dar la figliuola +ad esso Marco Aurelio, contuttochè egli avesse contratti gli sponsali +con _Fabia_ figliuola di _Lucio Cejonio Commodo_, e sorella del +suddetto _Lucio Vero_. Gliene fece far la proposizione per Giulia +Faustina sua moglie, con dargli tempo di pensarvi. Si credette in fine +Marco Aurelio di assicurar meglio la sua fortuna con questo +matrimonio; e però disciolti gli sponsali suddetti, s'indusse ad +isposare Annia Faustina. Non si sa bene se seguissero tali nozze +nell'anno presente. Prima anche d'esse Antonino, per maggiormente +comprovare al destinato genero il suo compiacimento ed affetto, gli +conferì il titolo di _Cesare_, e il disegnò, ad istanza del senato, +console seco per l'anno seguente, contuttochè egli non fosse se non +questore, nè avesse esercitate altre cariche pubbliche. Il fece anche +accettare ne' Collegi de' sacerdoti, e passare nel palazzo di Tiberio, +con formargli una corte da par suo, benchè egli ripugnasse. Assegnò +anche Antonino[984] in dote alla figliuola tutti i suoi beni +patrimoniali, con riserbarsene nondimeno l'usufrutto sua vita natural +durante per gli bisogni dello stato. Servono le medaglie[985], coniate +nel secondo consolato di Antonino Pio, cioè nell'anno presente, per +farci conoscere che egli diede un re ai Quadi, e un altro ai popoli +dell'Armenia. + +NOTE: + +[973] Thesaur. Nov. Inscript., pag. 326, n. 4. + +[974] Fabrettus, Inscription, pag. 726. + +[975] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[976] Spartianus, in Hadriano. + +[977] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[978] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[979] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[980] Pausanias, lib. 8. Dio, l. 70. Lampridius in Elagabalo. + +[981] Mediobarbus, in Numismat. Imperator. + +[982] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[983] Capitolinus, in Marco Aurel. + +[984] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[985] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + + + + + Anno di CRISTO CXL. Indizione VIII. + + IGINO papa 3. + ANTONINO PIO imperadore 3. + +_Consoli_ + +TITO ELIO ADRIANO ANTONINO PIO AUGUSTO per la terza volta e MARCO ELIO +AURELIO VERO CESARE. + + +Siccome il regno di Antonino Pio fu regno tutto di pace, perchè +quest'ottimo principe, privo d'ambizione e nulla sitibondo della +gloria vana, unicamente attese a rendere felici i suoi popoli: +mestiere che dovrebbe essere quello di tutti i regnanti: così la di +lui vita non ci somministra varietà d'azioni da poter empiere gli anni +del suo lungo imperio. Oltre di che son perite le antiche storie, che +parlavano de' fatti di lui, nè altro ci resta, che la breve sua vita +scritta da Giulio Capitolino, mancante di quel filo ch'è necessario +per riferir cronologicamente anno per anno le di lui imprese. Sia +pertanto ora a me lecito di riportar qui il ritratto di questo insigne +Augusto, che anche il Tillemont[986] raccolse da esso Capitolino[987], +dai libri di Marco Aurelio[988] suo figliuolo adottivo, da Dione[989], +e da altri pochi rimasugli dell'antichità. Fu Antonino Pio provveduto +dalla natura di un corpo di alta statura e ben fatto, con volto +maestoso e insieme dolce, con voce grata ad udirla; allegro nella +conversazione, ma senza eccesso; buon economo del suo, e insieme +liberale e magnifico alle occorrenze, con dilettarsi molto di stare +alla campagna, dove facea fruttare i suoi beni, e solea divertirsi +colla caccia e colla pesca, e in città coll'intervenire alle commedie +e buffonerie degl'istrioni. Studioso della sobrietà, anche giunto +all'imperio, sempre la conservò, contento de' cibi ordinari, senza +cercarne de' rari e senza lusso: con che visse molto, senza bisogno di +medici nè di rimedi. I suoi conviti o pubblici, o privati erano per lo +più conditi dai discorsi de' suoi commensali amici, andando anch'egli +talvolta a pranzare in casa loro con tutta confidenza. Usava[990] la +mattina di ammettere alcuno all'udienza, di mangiare un tozzo di pan +secco, per aver lena agli affari, nei quali sempre si dimostrò +applicato e indefesso. Compiacevasi ancora di andar come persona +privata alle vendemmie co' suoi amici; divertimento carissimo agli +antichi Romani. Anche imperadore usò abiti dimessi, senza curarsi di +ornar molto il corpo, ma neppur mostrandosi dimentico della polizia e +del decoro. Era, dissi, indefesso negli affari e tuttochè patisse di +quando in quando delle micranie, pure appena le avea scrollate, che +tornava più vigoroso di prima alle applicazioni. Quotidiane erano +queste, perchè non meno de' saggi padri di famiglia, che continuamente +studiano il bene della lor casa, anch'egli, come se la repubblica +fosse la casa di lui propria, senza mai darsi posa, ne procurava i +vantaggi, vegliava alla sua difesa, e rimediava ai disordini e +bisogni. Esatto anche nelle minime cose (del che fu deriso da alcuni, +e spezialmente nella sua satira da Giuliano Apostata), con gran +calma[991], e senza fermarsi alle apparenze, esaminava a fondo le +cose, i costumi degli uomini e le ragioni; ma nulla spediva degli +affari, senza aver prima raccolti i pareri di saggi amici e di dotti +consiglieri. Presa poi con maturità una risoluzione, costante e fermo +era nel volerne l'esecuzione. Tanto nel rallegrare il popolo con degli +spettacoli e con de' congiari, quanto nelle fabbriche e in altre +azioni di piacere e d'ornamento del pubblico, non cercava punto con +vanità gli applausi del popolo, siccome nè pur si metteva pensiero dei +di lui sregolati giudizii. Facea del bene per far del bene, e non per +sete di lode; e però gli adulatori alla di lui presenza perdeano la +voce. Nè, come Adriano, avea egli gelosia di chi più di lui compariva +eccellente nell'eloquenza, nella conoscenza delle leggi, o in altre +arti e scienze, anzi tanto più onorava questi tali e cedeva loro con +piacere. Trovasi sopra tutto lodato in lui l'amore della religione: +falsa religione bensì, ma in cui per sua disavventura egli era nato. +Al contrario ancora di Adriano, si provò sempre in lui stabilità nelle +amicizie: frutto nondimeno del non aver egli ammesso al grado di suoi +confidenti ed amici, se non persone di gran merito per l'ingegno e per +la virtù. E bastino per ora queste poche pennellate del ritratto +d'Antonino Pio. Da un'iscrizione riferita dal Grutero[992] ricaviamo +che in questi tempi erano prefetti del pretorio _Petronio Mamertino_ e +_Gavio Massimo_. Questo Gavio, uomo severissimo, durò in quella carica +per venti anni, ed ebbe per successore _Tazio Massimo_. Certo è, che +sotto l'imperio di quest'Augusto seguì un'inondazione del Tevere in +Roma, attestandolo Capitolino[993]; e il padre Pagi[994] pretende ciò +avvenuto nell'anno presente, per trovarsi una medaglia, in cui si +legge TIBERIS. Non ha sufficiente fondamento una tale opinione. +Potrebbe ben esser vero ciò che egli aggiugne, cioè che in quest'anno +riuscisse ad Antonino Pio di riportare una vittoria de' Britanni per +mezzo di _Lollio Urbico_ suo legato, con aver poi maggiormente +ristretti que' popoli con un altro muro più in là che quel di Adriano. +Da altri vien riferita questa vittoria all'anno 144. + +NOTE: + +[986] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[987] Capitolinus, in Antonio Pio. + +[988] Marcus Aurelius, de rebus suis. + +[989] Dio, lib. 70. + +[990] Aurelius Victor, in Epitome. + +[991] Zonaras, in Annalibus. + +[992] Gruterus, Thesaur. Inscript., p. 268, n. 8. + +[993] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[994] Pagius, in Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CXLI. Indizione IX. + + IGINO papa 4. + ANTONINO PIO imperadore 4. + +_Consoli_ + +MARCO PEDUCEO SILOGA PRISCINO e TITO HOENIO SEVERO. + + +Abbiamo da Capitolino[995] che nell'_anno terzo_ dell'imperio di +Antonino Pio mancò di vita _Annia Galeria Faustina_ Augusta sua +moglie. Però han creduto alcuni avvenuta la sua morte nell'anno +precedente. Ma il padre Pagi, in vigore di un'iscrizione, pubblicata +dal padre Mabillone, e da me ancora riferita[996], in cui è nominata +la DIVA, cioè la defunta _Faustina_, moglie d'Antonino Angusto console +per la terza volta, ornato della _Quarta Podestà Tribunizia_, ha +sostenuto che Faustina terminasse la vita dopo il dì 25 di febbraio +dell'anno presente, e prima del dì 10 di luglio; nel qual tempo +correva la quarta podestà tribunizia, e il terzo anno dell'imperio di +Antonino. Forte è questa ragione, ma non toglie affatto il sospetto +che Faustina potesse essere morta nell'anno precedente, e +quell'iscrizione fosse a lei posta nel presente. Per ordine del senato +fu deificata questa imperatrice; alzato a lei un tempio; deputate +delle donne flaminiche; poste delle statue d'oro e d'argento, o sia +dorate e inargentate. Furono anche in onor suo celebrati i giuochi +circensi. Tutto ciò fu fatto dalla cieca gentilità per onorare una +donna, la quale, per testimonianza di Capitolino, diede da parlare +molto di sè, per la troppa libertà e facilità di vivere; il che +Antonino mirava con dolore e con somma pazienza dissimulava. Che nè +pure lo stesso Antonino fosse esente da simil difetto, il Platino, il +Tillemont, ed altri l'hanno creduto e dedotto dalla satira +ingegnosamente composta da Giuliano apostata[997]. Ma non è assai +chiaro quel passo, e il padre Petavio lo pretende una calunnia. +Abbiamo solamente di certo da Capitolino, che essendo mancato di vita, +molti anni dopo, _Tazio Massimo_ prefetto del pretorio, rammentato di +sopra, in suo luogo ne furono sostituiti due da Antonino, cioè _Fabio +Repentino_ e _Cornelio Vittorino_: ed essere allora corsa una +pasquinata, in cui si dicea che _Repentino_ era giunto a quella +dignità per raccomandazione di una concubina dell'imperadore. Di +questo si può anche dubitare, perchè Antonino Pio mancò di vita in età +di sessantaquattr'anni, ed essendo l'elezion di Repentino succeduta +negli ultimi tempi suoi, non par credibile che un sì saggio principe +si lasciasse vincere da sregolate passioni in quell'età. Oltre di che, +secondo la falsa morale de' Gentili, non erano biasimevoli certi usi +od abusi d'allora. Dalla vita di Avidio Cassio, scritta da Vulcazio +Gallicano[998], abbiamo un barlume, che vivente ancora Faustina, si +ribellò uno non so qual _Celso_ contra di Antonino, però nel +precedente, o nel presente anno, Faustina, sapendo quanto fosse +inclinato il consorte Augusto alla clemenza, gli scrisse che s'egli +avesse compassion di costui, non mostrerebbe d'averla per sua moglie +nè per gli suoi, perchè se andasse ben fatta ai ribelli, essi non +avrebbono pietà nè dell'imperadore nè di chi è congiunto con lui. Ma +niun'altra memoria di questo Celso ci ha conservata la storia. + +NOTE: + +[995] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[996] Thesaurus Novus Inscription., p. 239, n. 3. + +[997] Julian., de Caesarib. + +[998] Vulcat. Gallicanus, in Avidio Cassio. + + + + + Anno di CRISTO CXLII. Indizione X. + + PIO papa 1. + ANTONINO PIO imperad. 3. + +_Consoli_ + +LUCIO CUSPIO RUFINO e LUCIO STATIO QUADRATO. + + +È di parere monsignor Bianchini[999], che in quest'anno, e non già nel +precedente, come pensò il padre Pagi[1000], _santo Igino_ romano +pontefice terminasse la sua vita con una più gloriosa morte, perchè +martire della Fede di Gesù Cristo. Certo è bensì, che a lui succedette +_Pio_ papa. Sappiamo del pari, che anche sotto Antonino Pio continuò +la persecuzion de' Cristiani, non già per editto, non già per colpa di +questo clementissimo imperadore e principe assai conoscente che la +cristiana religione ed i seguaci di essa, per la maggior parte +professori della virtù, non meritavano gastighi; ma per gli precedenti +non aboliti editti, e per la malvagità de' presidenti e de' giudici, +adoratori degl'idoli, a' quali non era vietato il procedere contro ai +cristiani. Però circa questi tempi _san Giustino_, poscia glorioso +martire, scrisse un'apologia in favore de' fedeli, e la presentò ad +esso imperadore Antonino, dimostrandogli la falsità dei delitti +attribuiti ai cristiani, e l'ingiustizia de' supplizii, a' quali erano +condannati. L'anno preciso, in cui san Giustino compose e presentò +all'imperadore questa prima sua apologia (perchè egli due ne compose) +nol sappiamo. Fuor di dubbio è, per attestato di Eusebio[1001], aver +non meno essa, che varie favorevoli lettere dei governatori Gentili +dell'Asia, prodotto buon effetto, avendo Antonino dipoi, cioè +nell'anno 152, spediti ordini che niuno fosse condannato perchè fosse +cristiano. Nè si potea aspettar meno da un imperador tale, ch'era la +stessa bontà, e che nulla più desiderava che di far fiorire la pace e +la contentezza per tutte le provincie del romano imperio. Tanto il +portava alla mansuetudine, alla clemenza la sua ben radicata virtù, +che nè pur volea punire le offese fatte a lui stesso. Di due sole +congiure tramate contra di lui parla Capitolino[1002]. L'una di +_Attilo Taziano_. Fu questi processato e convinto dal senato; ma per +ordine di Antonino, gastigato col solo esilio. Nè volle il buon +Angusto, che si ricercassero i complici, e verso il di lui figliuolo +si mostrò in tutte le occorrenze sempre mai favorevole. L'altra fu di +_Prisciano_. Da che costui si vide scoperto, prevenne la clemenza di +Antonino con darsi la morte da sè stesso. Faceva istanza il +senato[1003], che si procedesse oltre per iscoprire gli altri +congiurati: vietollo Antonino, dicendo, _che non era bene il far di +più, non amando egli di sapere a quante persone fosse in odio la sua +persona_. Anche un dì per sospetto, che mancasse in Roma il grano, +l'insolente popolo arrivò a tirargli de' sassi. Ma egli in vece di +punire il pazzo loro ammutinamento, si studiò di placarli con buone ed +amorevoli ragioni. Perciò sotto di lui niuno de' senatori si vide +privato di vita. Un solo convinto di parricidio, fu condannato ad +essere portato e lasciato in un'isola deserta. + +NOTE: + +[999] Blanchin., ad Anastas. Bibliothecar. + +[1000] Pagius, in Crit. Baron. + +[1001] Euseb., in Chron. et Hist. Eccl., lib. 4. + +[1002] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1003] Aurelius Victor, in Epitome. + + + + + Anno di CRISTO CXLIII. Indizione XI. + + PIO papa 2. + ANTONINO PIO imperadore 6. + +_Consoli_ + +CAJO BELLICIO TORQUATO e TIBERIO CLAUDIO ATTICO ERODE. + + +Il secondo console, cioè _Attico Erode_, fu uno dei celebri personaggi +del suo tempo, e trovasi commendato assaissimo da Aulo Gellio[1004] e +da Filostrato[1005]. Si racconta di Attico suo padre, cittadino di +Atene, che avendo trovato un gran tesoro, ne scrisse al buon +imperadore Nerva, per sapere che ne avesse da fare. La risposta fu, +che ne usasse come voleva. Tuttavia temendo egli un dì qualche avania +dal fisco, gli tornò a scrivere, come non osando di valersi di tal +grazia; e Nerva gli replicò che si servisse di ciò che la fortuna gli +avea donato, perchè era cosa sua. Divenne molto più ricco il figliuolo +Erode, ma con impiegar in bene le sue ricchezze, con aiutare un gran +numero di persone bisognose. La eccellenza sua consisteva +nell'eloquenza, in cui forse allora non ebbe pari. Avea esercitati +vari governi, e poi fu scelto da Antonino per maestro de' suoi due +figliuoli adottivi, cioè di _Marco Aurelio_ e di _Lucio Vero_, +affinchè loro insegnasse la eloquenza greca. Accomodando il padre Pagi +le azioni degli Augusti[1006] alle regole da sè stabilite, immagina +che in quest'anno Antonino Pio celebrasse i quinquennali del suo +imperio. Ma di ciò niun vestigio ci somministra la storia, e nè pur le +medaglie, le quali, perchè non esprimono i diversi anni della podestà +tribunizia, non ci conducono a discernere i precisi tempi delle opere +e degli avvenimenti di questi tempi. Per altro nè pure Antonino Pio +lasciò privo il popolo romano de' tanto sospirati spettacoli. Abbiamo +da Capitolino[1007], ch'egli ne diede più volte, facendo comparire in +essi degli elefanti, delle corocotte, delle tigri, e insin de' +coccodrilli, e de' cavalli marini ed altri ammali stranieri, fatti +venire da tutte le parti della terra. E in un dì solo cento lioni si +fecero entrar nell'anfiteatro, e se ne fece la caccia. + +NOTE: + +[1004] Aulus Gell., Noct. Attic. + +[1005] Philost., de Sophist. + +[1006] Pagius, in Crit. Baron. + +[1007] Capitolin., in Antonino Pio. + + + + + Anno di CRISTO CXLIV. Indizione XII. + + PIO papa 3. + ANTONINO PIO imperadore 7. + +_Consoli_ + +PUBLIO LOLLIANO AVITO e MASSIMO. + + +Perchè non è sicuro il nome del secondo console, cioè di _Massimo_, +chiamato da alcuni _Cajo Gavio Massimo_, io l'ho lasciato andare. Il +cardinal Noris[1008] e il padre Pagi[1009] portarono opinione, che +egli si chiamasse _Claudio Massimo_, e fosse quel medesimo che fu uno +de' maestri di Marco Aurelio, poscia imperadore, mentovato da +Capitolino[1010], e che da Apulejo[1011] vien riconosciuto proconsole +dell'Africa, con chiaro indicio, che dianzi egli era stato console. +Pensa all'incontro il Panvinio[1012], seguitato in ciò da altri, +ch'egli fosse quel _Gavio Massimo_, che di sopra dicemmo avere +esercitata la carica di prefetto del pretorio per venti anni, con +citare un'iscrizione, in cui si legge: C. GAVIVS C. F. STRABO MAXIMVS +COS. Ma cotale iscrizione nulla conchiude, perchè non si sa di certo +che appartenga a lui. All'incontro si dee osservare detto da +Capitolino[1013], avere Antonino pio arricchiti _i suoi prefetti_, e +donati loro _gli ornamenti consolari_. Suol significar questa frase, +l'aver solamente ottenuto il privilegio di portar la veste palmata, di +aver la sedia d'avorio, ed altri onorevoli segni, conceduti ai veri +consoli, ma senza essere stato console. Però più probabile sembra +l'opinione del Noris e del Pagi. Tuttavia comparendo essa non esente +da ogni dubbio, meglio ho creduto di nominar solamente _Massimo_ il +console suddetto. Circa questi tempi, siccome abbiamo dagli antichi +scrittori cristiani[1014], sboccarono dall'inferno Valentino, Cerdone +e Marcione, eresiarchi e maestri d'altri non meno empii discepoli, che +si studiarono d'infettar la nostra santa religione con istravaganti +immaginazioni, ed opinioni esecrande, contra de' quali poi aguzzarono +le lor penne varii santi e dottissimi scrittori cattolici. Scrivono +all'incontro san Giustino ed Arnobio, che Antonino Pio, portato dallo +zelo dell'erronea religione pagana, vietasse il leggere i versi dello +Sibille, e le opere di Cicerone della Natura degli dii, e della +Divinazione, ed altri simili, perchè atti a distruggere le imposture e +lo stolto culto de' falsi numi. Di ciò nulla dicono gli autori della +sua vita. Per conto de' libri sibillini, finti negli antichi tempi, è +da vedere il Du-Pin[1015], che dottamente esamina questo argomento, +senza ch'io ne dica una parola di più. Sembra poi inverisimile questo +divieto delle opere di Cicerone, il quale se fosse succeduto, tanta +era la stima di quello presso i Romani, che non avrebbono taciuta sì +importante particolarità gli scrittori della vita di Antonino Pio, +giacchè derisero Adriano solamente perchè egli apprezzava più lo stile +di Catone che quello di Cicerone. + +NOTE: + +[1008] Noris, Epistola Consulari. + +[1009] Pagius, in Critic. Baron. + +[1010] Capitol., in Marco Aurel. + +[1011] Apulejus, in Apolog. secund. + +[1012] Panvin., in Fast. Consular. + +[1013] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1014] Justin., in Apolog. Eusebius. Tertull., Philastrius et alii. + +[1015] Du-Pin, Dissertat. Préliminair. aux Auteurs Ecclésiastiq. + + + + + Anno di CRISTO CXLV. Indizione XIII. + + PIO papa 4. + ANTONINO PIO imperadore 8. + +_Consoli_ + +TITO ELIO ADRIANO ANTONINO PIO AUGUSTO per la quarta volta, e MARCO +ELIO AURELIO VERO CESARE per la seconda. + + +Si figura il padre Pagi[1016], che _Antonino Augusto_ prendesse questo +consolato per solennizzare i quinquennali del suo imperio, avendo +differita questa festa all'anno presente, che dovea farsi nel +precedente. Ma cotal dilazione è immaginata da lui, nè fondata se non +sopra le regole da esso ideate, che patiscono molte difficoltà. Credè +egli parimente, che in quest'anno _Lucio Vero_ suo figliuolo adottivo, +per attestato di Capitolino[1017], essendo in età di quindici anni, +prendesse la toga virile: nella qual occasione solevano i Romani far +festa. Credono altri, che Antonino in fatti la facesse con dedicare il +tempio d'Augusto, da lui ristorato, siccome consta dalle +medaglie[1018]. Ma Capitolino[1019] scrive diversamente, con dire +ch'egli in tal congiuntura dedicò il _Tempio del Padre_, cioè di +Adriano, e non già di Augusto. Dal medesimo autore abbiamo, che +Antonino Pio lasciò di belle memorie, tanto in Roma che altrove, con +fabbriche sontuose, o fatte di pianta o ristorate durante il suo +imperio. Cioè il tempio dedicato in onore di esso Adriano suo padre; +il Grecostadio, o sia la Grecostasi, edificio, in cui si fermavano gli +ambasciadori delle nazioni prima di essere introdotti nel senato. +Questo, già rovinato da un incendio, fu da lui rifatto. Ristorò +similmente l'anfiteatro di Tito, per quanto si crede; il sepolcro di +Adriano; il tempio d'Agrippa, cioè oggidì la Rotonda; il ponte +Sulpicio di legno sul Tevere; il Faro, forse di Pozzuolo o di Gaeta. +Vedesi in Pozzuolo una iscrizione, testimonio di questo[1020]. +Racconciò i porti di essa Gaeta e di Terracina. Lo stesso benefizio +prestò alle Terme d'Ostia, all'acquidotto d'Anzio, e al tempio di +Lanuvio, o sia di Lavinia. Del tempio d'Augusto, da lui risarcito, non +parla Capitolino. Soggiugne bensì, aver egli aiutate con danaro molte +città, acciocchè o facessero delle nuove fabbriche, o ristorassero le +vecchie, ed aver contribuito molto del suo, affinchè i senatori ed +altri magistrati potessero con decoro esercitar i loro impieghi. +Pausania[1021] fa menzione di varii altri edifizii attribuiti nella +Grecia al medesimo Antonino Augusto. E da un'iscrizione rapportata dal +marchese Maffei[1022] si raccoglie ch'egli ristorò le Terme di Narbona +nella Gallia. Anche di diverse pubbliche strade per ordin suo +riselciate parlano altre iscrizioni. + +NOTE: + +[1016] Pagius, in Critic. Baron. + +[1017] Capitolinus, in Lucio Vero. + +[1018] Mediobarb., in Numism. Imperat. + +[1019] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1020] Thesaurus Novus Inscript., pag. 543, n. 5. + +[1021] Pausanias, lib. 8. + +[1022] Maffejus, Antiquit. Galliae. + + + + + Anno di CRISTO CXLVI. Indizione XIV. + + PIO papa 5. + ANTONINO PIO imperadore 9. + +_Consoli_ + +SESTO ERUCIO CLARO per la seconda volta, e GNEO CLAUDIO SEVERO. + + +Intanto si provava una mirabil tranquillità e un delizioso vivere, +tanto in Roma che in tutto il romano imperio, pel savio governo di +Antonino Pio, che si facea conoscere buon principe, e maggiormente +padre a tutti i sudditi suoi. Marco Aurelio, imperador dopo lui, nello +scrivere la vita propria[1023], confessa d'aver molto imparato dagli +esempli e dalla voce d'esso Antonino, padre suo per adozione, e ci dà +un bel saggio della maniera da lui tenuta di vivere. Capitolino[1024] +anch'esso ce ne lasciò qualche memoria. L'altezza del grado, a cui era +pervenuto Antonino, non gli fece punto mutare, se non in meglio, i +costumi, perchè mai non gli andò il fumo alla testa. Vivuto da privato +con gran moderazione, saviezza ed affabilità[1025], maggiormente +continuò ad esser tale divenuto Augusto, con ritener lo stesso +abborrimento al fasto e alla matta superbia, e con istudiare, tanto +superiore come era, di farsi eguale agli altri nobili cittadini: il +che, invece di sminuire, accresceva negli altri la stima e l'amore +della maestà imperiale. Si faceva egli servire da' suoi schiavi, come +usavano anche i privati; andava alle case degli amici; famigliarmente +passeggiava con loro, come se non fosse imperadore; e voleva che +cadauno di essi godesse la sua libertà, senza formalizzarsi, se +invitati non venivano alla cena, se, andando egli in viaggio, non +l'accompagnavano. Costantissimo fu il suo rispetto verso il senato, e +trattava coi senatori in quella stessa guisa e colla medesima bontà +ch'egli, allorchè era senatore, desiderava d'essere trattato dagli +imperatori. Ritenne sempre il costume di render conto di tutto quel +che faceva al senato ed anche al popolo, allorchè avea da pubblicar +degli editti. E qualor voleva il consolato, o qualche altra carica per +sè o per gli figliuoli, la domandava al senato al pari degli altri +particolari. Scrive lo stesso Marco Aurelio, suo figliuolo adottivo, +d'aver fra l'altre avuta a lui l'obbligazione d'essere spogliato della +vanità, appunto dappoichè fu adottato e alzato da lui; perchè Antonino +gli andava insinuando, che si potea vivere anche in corte quasi come +persona privata: cosa appunto praticata da lui, con altre virtù +commemorate da Marco Aurelio. + +Grave nell'aspetto, nel medesimo tempo era cortese, gioviale e dolce +verso tutti, infin verso i cattivi, ai quali levava il poter più +nuocere, ma senza punirli quasi mai col rigor delle leggi. Quanto egli +fosse mansueto, tollerante delle ingiurie, e nemico del vendicarsi, +già si è accennato di sopra. Serviranno nondimeno alcuni avvenimenti a +maggiormente comprovarlo. In concetto di uno dei più famosi sofisti +greci[1026] fu in questi tempi _Polemone_. La più bella casa che fosse +nella città di Smirne era la sua. Si era abbattuto a passar di là +Antonino, mentre esercitava la carica di proconsole dell'Asia, e vi +andò ad alloggiare. Polemone, che si trovava fuor di città, venuto una +notte, ed osservando in sua casa tanta foresteria entratavi senza +licenza sua, ne fece tal rumore e tanti lamenti, che il buon Antonino +di mezza notte stimò meglio di uscirne, e di cercarsi un altro +albergo. Creato ch'egli fu poi imperadore, Polemone venne a Roma, ed +ebbe tanto animo di andargli a fare riverenza. Antonino l'accolse +colla solita sua cortesia senza che gli turbasse l'animo la memoria +del passato, e solamente con galante maniera gli ricordò la sua +scortesia, con ordinare _che gli fosse data una stanza nel palazzo, e +che persona nol facesse sloggiare_. Accadde ancora che un commediante +andò a lamentarsi ad Antonino, e a chiedere giustizia, perchè il +suddetto Polemone l'avea cacciato dal teatro nel bel mezzodì: E me, +rispose allora l'imperadore, _egli ha cacciato fuor di casa in tempo +di mezza notte, e non ne ho fatta querela_. Bisogna ben credere che +l'alterigia e l'albagia fossero il quinto elemento della maggior parte +di que' decantati sofisti greci di allora. Antonino, a cui premeva +forte la buona educazion di Marco Aurelio suo figliuolo adottivo fece +venir dalla Grecia _Apollonio_, non già il Tianeo, ma bensì un +filosofo stoico[1027], ch'era in gran riputazion di sapere allora. +Venne costui a Roma, menando seco molti dei suoi discepoli, che +graziosamente, per attestato di Luciano[1028], furono chiamati da +Demonatte filosofo cinico _Argonauti nuovi_, perchè tutti in viaggio +menati dalla speranza di divenir tutti ricconi in Roma. Mandò a dirgli +Antonino che venisse al palazzo, per consegnargli il figliuolo; e +l'orgoglioso sofista altra risposta non diede, se non _che toccava al +discepolo di andar a trovare il maestro, e non già al maestro di +andare al discepolo_. In somma l'essere dotto e prudente non è lo +stesso: e pur troppo il sapere suol mandare de' fumi alla testa. Si +mise a ridere Antonino, e disse: _Mirate che bel capriccio! A costui +non è incresciuto di venir sì da lontano a Roma, ed ora gl'incresce di +venir solamente dalla sua casa al palazzo._ Contuttociò permise che +Marco Aurelio andasse a prendere le lezioni, dove Apollonio volle, e +durò fatica a contentar costui nel salario. Un saggio ancora della sua +mansuetudine diede il buon Antonino nel visitar che fece la casa di +_Valerio Omulo_[1029]. Al vedere le belle colonne di porfido, delle +quali essa era ornata, se ne maravigliò, e dimandò onde le avesse +avute. Omulo, in vece di gradire la stima che facea un imperadore +degli ornamenti di sua casa, sgarbatamente gli rispose: _In casa +d'altri si ha da essere mutolo e sordo._ Tanto questa impertinenza, +quanto altri motti pungenti del medesimo Omulo, persona satirica e +maligna, sopportò sempre con pazienza il buon imperadore Antonino, +senza far valere giammai i diritti della maestà imperiale, e senza +farne mai vendetta. + +NOTE: + +[1023] Marcus Aur., de rebus suis, lib. 1, §. 26. + +[1024] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1025] Eutrop., in Breviar. + +[1026] Philostrat., in Sophistis. + +[1027] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1028] Lucianus, in Demonacte. + +[1029] Capitolinus, in Antonino Pio. + + + + + Anno di CRISTO CXLVII. Indizione XV. + + PIO papa 6. + ANTONINO PIO imperadore 10. + +_Consoli_ + +LARGO e MESSALINO. + + +Cresceva ogni dì più l'affetto di Antonino Pio verso di _Marco Aurelio +Cesare_, non solamente perchè figliuolo suo adottivo e marito di +_Faustina_ sua figlia, ma perchè scopriva in lui ben radicata la +saviezza con altre virtù che insegnava la filosofia di quei tempi, e +per le quali meritò poi di essere appellato _Marco Aurelio Antonino il +Filosofo_. Avendogli appunto[1030] Faustina partorita una figliuola, +cioè _Lucilla_, maritata poi con _Lucio Commodo_, o sia _Lucio Vero_, +da che divenne Augusto, volle Antonino Pio esaltar maggiormente +l'amato suo genero e figliuolo, conferendogli in questo anno la +_Tribunizia Podestà_, _l'imperio proconsolare_ fuori di Roma, e il +diritto di far cinque relazioni in qualsivoglia senato. Pretende il +padre Pagi[1031], che Marco Aurelio fosse in quest'anno ancora +dichiarato _Imperadore_ e _Collega dell'Imperio_ con suo padre +Antonino. Il cardinal Noris pretese di no, e par ben più sicura la di +lui opinione. Il gius della quinta relazione, conferito a Marco +Aurelio, non conveniva ad un imperadore, la cui autorità non era +ristretta, ma si stendeva a quello che gli piaceva. Scrive inoltre +Capitolino, che quel maligno uomo di _Valerio Omulo_, di cui poco fa +si è parlato, osservata un giorno _Domizia Calvilla_, madre di Marco +Aurelio, la quale, dopo il presente anno, venerava in un giardino la +statua di Apollo, disse sotto voce ad Antonino: _Colei prega ora, che +tu chiuda gli occhi, e suo figliuolo sia imperadore._ Non ne fece +alcun caso l'imperadore; tanto era conosciuta la probità di Marco +Aurelio, tanta era la modestia nel _principato imperatorio_; le quali +ultime parole non si sa se si abbiano da riferire a Marco Aurelio, +oppure ad Antonino stesso, regnante con tal moderazione, che non +credeva dovergli alcuno augurare la morte. Pareva ancora che Antonino +Pio portasse affetto all'altro suo figliuolo adottivo, cioè a Lucio +Commodo[1032]; ma era ben differente il calibro di questo amore. +Imperciocchè finchè visse, il lasciò sempre nello stato di persona +privata, senza mai conferirgli il titolo di _Cesare_, nè altra +dignità, per cui apparisse che destinava ancor lui all'imperio. Era +egli solamente appellato _Figliuolo dell'Imperadore_, e quando +Antonino usciva in campagna, Lucio Commodo non andava in carrozza col +padre, ma bensì nel cocchio del capitan delle guardie. Tuttociò +chiaramente apparisce da quanto ne scrisse Capitolino; falsa perciò o +adultera si può credere qualche medaglia o iscrizione, che sembra +insinuare il contrario[1033]. Conosceva assai Antonino Pio i difetti +di questo giovinetto, ma non lasciava di compatirlo, ed amava in lui +la semplicità dell'ingegno, e l'andar egli alla buona nella sua +maniera di vivere. Abbiamo dalla cronica alessandrina[1034] che +nell'anno presente Antonino Pio esercitò la sua liberalità verso i +debitori del Fisco, con rimettere loro tutto il debito, e bruciar +pubblicamente le cedole delle loro obbligazioni. Ancor questo possiam +conghietturare fatto per solennizzar maggiormente la promozion +predetta di Marco Aurelio a maggiori onori. Correndo intanto l'anno +novecentesimo dalla fondazion di Roma, sono stati di parere alcuni +dotti uomini che nell'anno presente si celebrassero in Roma i giuochi +secolari con somma magnificenza. L'ha negato il padre Pagi. Ma Aurelio +Vittore[1035], secondo l'edizione del padre Scotto, può abbastanza +assicurarcene in dicendo: _Celebrato magnifice Urbis nongentesimo._ + +NOTE: + +[1030] Capitolinus, in Marco Aurel. + +[1031] Pagius, in Crit. Baron. + +[1032] Capitolinus, in Lucio Vero. + +[1033] Tillemont, Mémoires des Empereurs. Pagius, Crit. Baron. + +[1034] Chron. Pascale, Histor. Byzantin. + +[1035] Aurelius Victor, in Epitome. + + + + + Anno di CRISTO CXLVIII. Indizione I. + + PIO papa 7. + ANTONINO PIO imperadore 11. + +_Consoli_ + +LUCIO TORQUATO per la terza volta, e MARCO SALVIO GIULIANO. + + +Pietro Relando[1036], accuratissimo illustratore dei Fasti consolari +dell'anno 146 dell'Era Cristiana sino al fine, chiama il secondo +console _Cajo Giuliano Vetere_, ricavandolo da un'iscrizione riferita +dal Gudio. Ma converrebbe prima accertarsi, se le tante iscrizioni +pubblicate dal Gudio fossero tutte di buon conio ed esenti da ogni +sospetto: il che non sarà sì facile. Quanto a me vo' giudicando più +sicuro partito il chiamar questo console _Marco Salvio Giuliano_, +giurisconsulto celebratissimo di questi tempi, milanese di patria, +perchè tale si trova appellato in una iscrizione da me data alla +luce[1037], e perchè sappiamo da Sparziano[1038], esser egli stato +console due volte. Se il console dell'anno presente fosse stato _Cajo +Giuliano Vetere_, l'anno sarebbe stato notato _Torquato et Vetere +Coss._ perchè l'ultimo cognome o soprannome soleva enunziarsi, secondo +l'uso più familiare d'allora. Ma in tutt'i fasti antichi noi troviamo +solamente _Torquato et Juliano Coss._ Forse anche si può dubitare, se +questo _Torquato_ fosse appellato console _per la terza volta_. Che in +quest'anno si celebrassero in Roma i decennali di Antonino Pio +Augusto, chiaramente apparisce dalle medaglie[1039] che ne parlano e +rammentano i voti pubblici fatti per la di lui salute. Crede il padre +Pagi[1040], che nell'anno presente _san Giustino_ presentasse ad +Antonino Pio la sua prima apologia, creduta un pezzo la seconda, in +difesa della religione cristiana. + +NOTE: + +[1036] Reland., Fast. Consular. + +[1037] Thesaurus Novus Inscript., p. 329, n. 3. + +[1038] Spartianus, in Didio Juliano. + +[1039] Mediobarb., in Numism. Imperator. + +[1040] Pagius, Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CXLIX. Indizione II. + + PIO papa 8. + ANTONINO PIO imperadore 12. + +_Consoli_ + +SERVIO SCIPIONE ORFITO e QUINTO NONIO PRISCO. + + +Se crediamo al Relando[1041], il primo console fu _Sergio Scipione +Orfito_; in prova di che egli cita quattro iscrizioni della Raccolta +di Marquardo Gudio, nelle quali chiaramente si legge _Sergio_. Ma io +torno a dire (e ne chieggo perdono): convien andar cauto a fidarsi de' +marmi del Gudio, dati alla luce pochi anni sono. A buon conto la prima +di quelle iscrizioni, che si dice data sotto questi consoli, è +patentemente falsa, perchè vi si parla delle _Terme Costantiniane_, +che certo non erano per anche nate. Ho io dunque dato ad esso _Orfito_ +il prenome di _Servio_, perchè nelle iscrizioni rapportate dal +Panvinio e dal Grutero si legge SER. che significa _Servio_ e non +_Sergio_. Pensa il Noris[1042] che questo console s'abbia da appellare +_Sergio Vettio Scipione Orfito_. Del prenome ho parlato. Per conto del +nome di _Vettio_, lo reputo cosa dubbiosa. Anche lo Spon[1043] +rapporta un'iscrizione, in cui il secondo console è appellato _Sosio +Prisco_. Sarebbe da vedere, se quella fosse un'iscrizione sicura, in +cui comparisce un liberto di Tito Augusto, cioè di un principe morto +sessanta anni prima. In ogni caso col Fabretti si può immaginare +ch'egli fosse chiamato _Nonio Sosio Prisco_. In un mattone antico da +me rapportato[1044] egli vien chiamato _Priscino_, o per vezzo o per +distinguerlo da un altro _Prisco_. Parlando le medaglie[1045] di +quest'anno di una munificenza usata dall'imperadore Antonino al popolo +romano, stima il padre Pagi[1046] ciò fatto per la celebrazione dei +decennali dell'imperio cesareo di Marco Aurelio. Se sia vero, niuno lo +potrà dire. Piena avea la testa esso padre Pagi di quinquennali, +decennali, quindecennali, vicennali, ec. tutto riferendo ad essi; ma +non poco è da diffalcare dalle regole sue. + +NOTE: + +[1041] Reland., Fast. Consular. + +[1042] Noris, Epist. Consulari. + +[1043] Sponius, Section. III, num. 28. + +[1044] Thesaur. Nov. Inscription., pag. 330, n. 3. + +[1045] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + +[1046] Pagius, in Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CL. Indizione III. + + ANICETO papa 1. + ANTONINO PIO imperadore 13. + +_Consoli_ + +GALLICANO e VETERE. + + +Il prenome e nome di questi consoli son tuttavia incerti. Ha creduto +il Panvinio[1047], che il secondo si chiamasse _Cajo Antistio Vetere_, +perchè si trova sotto Domiziano un personaggio di tal nome. La +conghiettura è assai debole. Meno si può accordare al Tillemont[1048], +il chiamare il primo di questi consoli _Glabrione Gallicano_, e al +Bianchini[1049] l'appellarlo _Quinto Romulo Gallicano_, senza che essi +ne adducano pruove sufficienti. Nell'anno presente, secondo i conti +del medesimo Bianchini, passò a miglior vita _s. Pio_ pontefice +romano, coronato col martirio, e sulla cattedra di san Pietro fu posto +_Aniceto_. Truovansi medaglie battute in quest'anno dal senato e +popolo romano[1050], in cui vien dato ad Antonino Pio il titolo di +_Ottimo Principe_; e si dice che egli ha accresciuto il numero de' +cittadini. Ben giustamente si meritò questo imperadore un sì glorioso +titolo, perchè egli spendeva tutti i suoi pensieri e le sue +applicazioni per procurare il pubblico bene, tanto di Roma, quanto di +tutte le provincie dell'imperio romano[1051]. Sapeva egli esattamente +lo stato d'esse provincie, e quanto se ne ricavava. Raccomandava agli +esattori de' tributi di procedere senza rigore, molto più senza avanie +nel loro uffizio; e qualora mancavano a questo dovere, gli obbligava a +render conto rigorosamente della loro amministrazione. La porta e gli +orecchi suoi erano sempre aperti a chiunque si trovava aggravato da sì +fatti ministri, abborrendo egli troppo di arricchirsi colle lagrime e +coll'oppressione de' sudditi. Però sotto il suo regno furono ricche e +floride le provincie romane tutte. Che se ad alcuna incontravano +inevitabili disastri di carestie, tremuoti, epidemie e simili malanni, +si trovava in lui un'amorevol prontezza ad esentarle per un +convenevole tempo dalle imposte. Le sue maggiori premure riguardavano +la giustizia; e però quanto egli era attentissimo e indefesso nel +farla, tanto ancora si studiava di scegliere chi credeva abile ed +inclinato ad amministrarla agli altri. Chi più si distingueva in +questo, più veniva da lui amato e promesso a gradi maggiori. Molti +editti fece in bene del pubblico, servendosi de' più celebri +giurisconsulti d'allora, cioè di _Vinidio Vero_, _Salvio Valente_, +_Volusio_, _Metiano_, _Ulpio Marcello_ e _Jaboleno_. Vietò il +seppellire i morti nelle città, perchè doveva esser ito in disuso il +rigore delle antiche leggi. L'aggravio delle poste con savii +regolamenti fu da lui scemato. Probabilmente è di lui una legge, +citata da santo Agostino[1052], che non fu lecito al marito il volere +in giudizio gastigata la moglie per colpa di adulterio, quando +anch'egli fosse mancato di fedeltà verso della stessa. Se talun +veniva[1053] per proporgli qualche cosa utile al pubblico, con piacere +la ascoltava; e lo stesso allegro volto faceva a chiunque gli dava +qualche buon avviso, senza aversi a male che quei del suo consiglio +s'opponessero al di lui sentimento, nè che vi fossero persone, le +quali ingiustamente disapprovassero il governo suo. Molto ancora +onorava i veri filosofi: diede pensioni e privilegi per tutto +l'imperio romano, tanto ad essi che ai professori dell'eloquenza. +Sopportava poi que' filosofi, ch'erano tali solamente in apparenza, e +senza mai rimproverar loro la superbia od ipocrisia. E questo basti +per ora delle ragioni, per le quali si meritò Antonino Pio l'eminente +elogio di _Principe Ottimo_. + +NOTE: + +[1047] Panvinius, in Fastis Consul. + +[1048] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[1049] Blanc., ad Anastas. Bibliothecar. + +[1050] Mediobarbus, in Numism. Imperator. + +[1051] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1052] August., de Adulter. Conjug., lib. 2, cap. 8. + +[1053] Marcus Aurel., lib. 1, cap. 16, de Rebus suis. + + + + + Anno di CRISTO CLI. Indizione IV. + + ANICETO papa 2. + ANTONINO PIO imperadore 14. + +_Consoli_ + +SESTO QUINTILIO CONDIANO e SESTO QUINTILIO MASSIMO. + + +Senza i prenomi di _Sesto_, il Pagi e il Relando ed altri aveano +proposto i consoli presenti. Loro l'ho aggiunto io in vigore +d'un'iscrizione che si legge nella mia Raccolta[1054]. Nuovo non è, +che due fratelli portino il medesimo prenome. Il cognome o sia +soprannome li distingueva. Nelle medaglie di Antonino Pio[1055] +spettanti all'anno presente, è fatta menzione dell'_Annona_, cioè +della provvision di grani, fatta dal buon imperadore per sollievo del +popolo romano. Se ne trova menzione anche sotto altri anni. Ben +sollecito in sì importante affare fu Antonino Augusto[1056], +trattandosi di provvedere di vitto all'immenso popolo allora abitante +in Roma. Un anno ancora vi fu, in cui si patì una grave carestia. +Servì questa a far meglio conoscere il generoso ed amorevol cuore del +principe. Abbondante provvision da ogni parte fece egli di grano e +d'olio e di vino colla sua propria borsa, e tutto gratuitamente donò +al suo popolo. Pareva che questo imperadore inclinasse troppo al +risparmio, e quasi all'avarizia; ma ciò che veniva disapprovato +dall'ignorante popolo, nell'estimazion de' saggi era uno de' suoi più +begli elogi. Levò egli via moltissime pensioni date da Adriano a delle +persone inutili, con dire, _che era cosa indegna, anzi crudele, il +lasciar divorare il pubblico da chi non gli prestava servigio alcuno. +A Mesomede Candiotto_, poeta e sonator di lira, che dovea essere ben +eccellente nell'arte sua, perchè di lui parlano con lode Eusebio[1057] +e Suida, sminuì Antonino il salario. Vendè ancora vari addobbi ed +altre cose superflue de' palazzi imperiali, ed alcuni poderi ancora: +del che probabilmente si fecero molte dicerie. Pure tutto ciò era per +pubblico bene, e non per ammassar tesori, perchè Antonino in occasione +magnificamente spendea, se così richiedeva il bene e il bisogno della +repubblica, e il risparmio suo tendeva al non aggravar mai di nuove +imposte i popoli. Se dice il vero Zonara[1058], occorrendo qualche +guerra, o pur altro bisogno di regalare i soldati, non richiedeva egli +danari da alcuno, non imponeva gabelle; ma, messi pubblicamente +all'incanto gli ornamenti del palazzo, e fin le gioie ed altri arredi +della moglie Augusta, col ricavato soddisfacea i soldati. Passata poi +quella necessità, procurava di ricuperar le cose preziose vendute, con +rifonderne il prezzo. Alcuni le restituivano; ma altri no, senza che +Antonino se ne sdegnasse, nè inquietasse per questo i compratori. Noi +vedremo all'anno 170, che Marco Aurelio suo successore fece lo stesso, +talmente che si può fondatamente sospettare che Zonara si sia +ingannato attribuendo questo fatto glorioso ad Antonino Pio, quando +esso unicamente si può credere di Marco Aurelio Antonino. Guardossi +egli sempre dall'imprendere alcun viaggio lungo. Il suo andar più +lontano era nella Campania e alle terre che possedeva nelle vicinanze +di Roma; perchè diceva di sapere quanto costasse ai popoli la corte +d'un imperadore in viaggio, ancorchè egli camminasse con poco seguito. +Doveva ben esso Augusto avere inteso i lamenti delle città per li +tanti viaggi fatti da Adriano, o pure da Domiziano. E quanto egli +fosse alieno dal succiar il sangue de' sudditi, lo fece ben +vedere[1059] con levar via tutti gli accusatori che abbondavano in +altri tempi, perchè toccava loro la quarta parte delle condanne. Però +sotto di lui il fisco fece poche faccende. Avea questo usato in +addietro d'ingojar le sostanze di quei governatori, giudici ed altri +ministri, contra de' quali o le comunità o i privati avessero +intentate querele per danari indebitamente presi nel loro uffizio; +Antonino restituì ai loro figliuoli i beni confiscati, con obbligo +nondimeno di rifare ai provinciali il danno ad essi dato. Nè egli fu +mai veduto accettar eredità a lui lasciate da chi avea de' figliuoli. +Se s'ha da credere a Zonara[1060], egli bruciò ed abolì il +senatusconsulto fatto da Giulio Cesare, con cui era proibito il far +testamento, in cui non fosse lasciata all'erario della repubblica una +determinata parte dell'eredità. Parla anche Pausania[1061] d'una +legge, per cui chi avea la cittadinanza romana per privilegio, senza +che questa si stendesse ai suoi figliuoli, l'eredità sua dovea passare +ad altri cittadini, o pure al fisco, restandone privi essi suoi +figliuoli. Ma Antonino più riguardo avendo alle leggi dell'umanità, +che all'altre inventate dall'avarizia de' principi cattivi, volle che +ne' loro figli passasse l'eredità paterna. + +NOTE: + +[1054] Thesaur. Novus Inscript., pag. 330, n. 5. + +[1055] Mediobarb., in Numism. Imper. + +[1056] Capitol., in Antonino Pio. + +[1057] Eusebius, in Chron. + +[1058] Zonaras, in Annal. + +[1059] Capitolin., in Antonino Pio. + +[1060] Zonar., in Annal. + +[1061] Pausanias, lib. 8. + + + + + Anno di CRISTO CLII. Indizione V. + + ANICETO papa 3. + ANTONINO PIO imperadore 15. + +_Consoli_ + +MARCO ACILIO GLABRIONE e MARCO VALERIO OMULO o sia OMULLO. + + +Questo _Omulo_ o _Omullo_, console, quel medesimo è che abbiam veduto +di sopra, di genio satirico e maligno. Può essere che Antonino non +avesse a male la libertà del di lui parlare, anzi prendesse per +buffonerie gustose i di lui motti piccanti, o pure che coi benefizii +volesse guadagnar la di lui tagliente lingua in suo favore. Da molti +letterati vien creduta data in quest'anno la lettera[1062] di Antonino +Pio a varie città dell'Asia in favor dei cristiani, comandando di non +inferir loro molestia per cagion della loro religione, ma solamente in +caso d'altri delitti vietati dalla legge comune. Altri han preteso +ch'essa lettera sia di _Marco Aurelio_ Augusto, e però spettante agli +anni del suo imperio. Certo è che si parla in essa di vari tremuoti +accaduti allora nell'Asia, de' quali i ciechi o nemici Gentili soleano +sempre accagionare la religion cristiana. Ora Capitolino[1063] lasciò +scritto, che, regnando Antonino Pio, varie disavventure pubbliche +accaddero, cioè la fame, di cui abbiam parlato, e la rovina del Circo, +un fiero tremuoto, per cui molte città e terre dell'isola di Rodi e +dell'Asia furono atterrate. In Roma un terribile incendio consumò +trecento quaranta tra isole e case. Per isole si crede che gli antichi +appellassero le case separate dall'altre; con tale opinione pare che +non s'accordi la descrizion di Roma a noi venuta da Publio Vittore, +perchè ivi sono attribuite a quella gran città _Insulae per totam +Urbem XLVI Millia et DCCII_, e solamente _Domus MDCCXC_. Col nome di +_Domus_ paiono indicati quei che ora chiamiamo _palazzi_; col nome +d'_isole_ le ordinarie case del popolo romano, l'una dall'altra +distinte, ma insieme coi muri unite. Anche le città di Narbona e di +Antiochia, e la gran piazza di Cartagine, rimasero maltrattate da un +somigliante flagello del fuoco. Parla Ancora Zonara[1064] de' tremuoti +succeduti allora, che rovesciarono varie città della Bitinia e +dell'Ellesponto, con abbattere specialmente il tempio di Cizico, +creduto il più grande e il più bello che fosse allora in Asia. +Servirono queste pubbliche sciagure a far maggiormente risplendere la +liberalità di Antonino Pio; perchè a sue spese furono rifatte varie di +quelle città, o pure contribuì egli non poco per aiutare i popoli a +rifarle. Aristide[1065], sofista celebre, attesta che il gran tempio +di Cizico fu poi terminato sotto l'impero di Marco Aurelio Augusto. + +NOTE: + +[1062] Eusebius, Hist. Eccles., lib. 4, c. 13. + +[1063] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1064] Zonaras, in Annal. + +[1065] Aristid., Oration. 16. + + + + + Anno di CRISTO CLIII. Indizione VI. + + ANICETO papa 4. + ANTONINO PIO imperad. 16. + +_Consoli_ + +CAJO BRUTTIO PRESENTE e AULO GIUNIO RUFINO. + + +Perchè le medaglie[1066] coniate nell'anno presente ci fanno vedere la +Vittoria che mette in capo all'imperadore una corona d'alloro, +possiamo ben conghietturare che in questi tempi avessero qualche +guerra i Romani, benchè non apparisca che Antonino prendesse se non +due volte il nome d'_imperadore_, significante Vincitore. Scrive +Capitolino[1067], aver egli amata sommamente la pace, con andare in +varie occasioni ripetendo quel detto di Scipione, _che gli era più +caro di salvare un sol cittadino romano, che di uccidere mille +nemici_. Ma altro è l'amar la pace, ed altro non aver guerra. Anche i +principi di genio pacifico sono talvolta, loro malgrado, costretti a +guerreggiare, e se Antonino non andò mai in persona alla guerra, vi +mandò bene i generali suoi. Già abbiamo accennata di sopra quella +della Bretagna, felicemente compiuta da _Lollio Urbico_. Abbiamo dallo +stesso Capitolino, che questo Augusto mandò delle sue milizie in +soccorso degli Olbiopoliti, che erano in guerra coi Taurosciti verso +il Ponto, e colla forza dell'armi obbligò que' barbari a dar degli +ostaggi agli Olbiopoliti. Da san Giustino[1068] si può inoltre +dedurre, che avendo fatto i Giudei qualche nuova ribellion nel loro +paese, furono messi in dovere dalle armi di Antonino Augusto. Di +maggiori notizie intorno a ciò non abbiamo, perchè son perite le +antiche storie. Per altro attesta Capitolino, che questo imperadore +non mai volontariamente, ma per non potere di meno, fece moltissime +guerre, valendosi in esse de' suoi legati, o sia de' suoi +luogotenenti. E a lui pare che si possa più credere che ad Aurelio +Vittore[1069], il quale scrive, aver Antonino senza guerra alcuna +governato per ventitrè anni il romano imperio. + +NOTE: + +[1066] Mediobarbus, in Numism. Imper. + +[1067] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1068] Justinus, in Dialog. contra Triphon. + +[1069] Aurelius Victor, in Epitome. + + + + + Anno di CRISTO CLIV. Indizione VII. + + ANICETO papa 5. + ANTONINO PIO imperad. 17. + +_Consoli_ + +LUCIO ELIO AURELIO COMMODO e TITO SESTIO LATERANO. + + +Il secondo console, cioè _Laterano_, è chiamato da Capitolino[1070] +_Sestilio Laterano_, e in un'iscrizione greca presso il Grutero, _Tito +Sestio Laterano_. Perchè il cardinal Noris[1071] trovò _Lucio Sestio +Sestino Laterano_ console trecento sessantasei anni prima dell'Era +cristiana, conchiuse egli, che _Sestio_ e non _Sestilio_ fosse il nome +ancora di questo console. Ma non toglie ogni dubbio cotale +osservazione; e potrebbe anche nascere sospetto, se il marmo greco del +Grutero fosse assai esattamente copiato. A buon conto il +Panvinio[1072] ne cita un altro latino, in cui leggiamo _Sestilio +Laterano_, ed _Aquilio Orfito Consoli_: il che s'accorda col testo di +Capitolino. Vien qui portata dal Relando[1073] un'iscrizione del +Gudio, dove questo console si vede appellato _Sestio Sestilio +Laterano_. Ma non si può far fondamento sopra i marmi del Gudio. Il +prenome di _Sesto_ combatte coll'iscrizion gruteriana. Quivi si +trovano _Cassari_, artefici di nome sospetto, e _Scambillari_, che +certo dovrebb'essere _Scabilluri_. Forse perchè il Gudio, uomo +dottissimo, s'avvide che non erano sicuri tutti i marmi ch'egli aveva +raccolti, non li volle mai pubblicare in sua vita. S'è poi trovato chi +meno scrupoloso di lui gli ha dati dopo la sua morte alle stampe. Il +console primo ordinario di quest'anno è _Lucio Elio Aurelio Commodo_, +quel medesimo che fu adottato da Antonino Pio[1074], nè avea altro +onorifico titolo, che quello di _figliuolo dell'imperadore_. L'aveva +il padre promosso alla questura nel precedente anno, nella qual carica +diede al popolo, ma con denaro paterno, il divertimento di uno +spettacolo di gladiatori, ed ebbe l'onore di sedere in mezzo +all'imperadore e a Marco Aurelio Cesare suo fratello. Aveva egli +passati i verdi suoi anni nello studio delle lettere, non avendo +tralasciato il buon Antonino di procurargli tutti i mezzi convenevoli +per una buona educazione, affinchè divenisse un valentuomo. Gli +assegnò egli per aio _Nicomede_, e per maestri nella grammatica latina +_Scauro_, figliuolo di quello _Scauro_ ch'era stato grammatico di +Adriano; nella grammatica greca _Telefo_, _Efestione_ ed +_Arprocazione_; nella retorica greca _Apollonio Caninio Celere_ ed +_Erode Attico_, da noi veduto console; nella retorica latina _Cornelio +Frontone_, anch'esso uomo consolare: e nella filosofia stoica +_Apollonio_, della cui albagia si parlò di sopra, e _Sesto_ anch'esso +celebre filosofo di que' tempi. Tuttochè Lucio Commodo non avesse gran +testa per profittar nelle lettere, egli portò un singolar amore a +tutti questi suoi maestri, ed essi non meno amarono lui. Imparò a far +versi e a compor delle orazioni; e riuscì miglior oratore che poeta, +o, per dir meglio, fu più cattivo poeta che retorico. Dilettavasi +egli, più che delle lettere, del lusso, delle delizie, di aver buona +conversazione di gente allegra, di andare a caccia, di far altri +esercizii cavallereschi, e sopra tutto di assistere ai giuochi +circensi ed ai combattimenti de' gladiatori. Tale era Lucio Commodo, +che vedremo fra pochi anni imperadore, ed appellato _Lucio Vero_. Si +raccoglie poi dalle medaglie[1075], che in quest'anno l'Augusto +Antonino fu _liberale per la settima volta_ verso il popolo romano con +qualche conciario, o sia donativo a lui fatto. Questo era l'uso +degl'imperadori, per tenerlo contento, e fargli dimenticare di avere +una volta avuto tanta parte nel governo e nella padronanza. + +NOTE: + +[1070] Capitol., in Lucio Vero. + +[1071] Noris, Epist. Consulari. + +[1072] Panvin., Fast. Consular. + +[1073] Reland., Fast. Consular. + +[1074] Capitol., in Lucio Vero. + +[1075] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + + + + + Anno di CRISTO CLV. Indizione VIII. + + ANICETO papa 6. + ANTONINO PIO imperad. 18. + +_Consoli_ + +CAJO GIULIO SEVERO e MARCO GIUNIO RUFINO SABINIANO. + + +Ho io aggiunto il nome di _Giunio_ al secondo console, fondato sopra +un'iscrizione pubblicata dal Doni, e posta ancora nella mia +raccolta[1076]. Molti furono ancora in questi tempi consoli +straordinari, o vogliam dire i sostituti agli ordinari; ma quai +fossero, e in qual anno maneggiassero i fasci consolari, ci mancano +memorie da poterlo chiarire. Pare bensì che si raccolga da +un'iscrizione, recata dal Panvinio[1077] e dal Grutero[1078], che nel +dì 5 novembre del presente anno fossero consoli sostituiti _Anzio +Pollione_ ed _Opimiano_. Ma con questo marmo parrebbe che facesse +guerra un altro pubblicato dal medesimo Panvinio, in cui nel dì 5 di +dicembre si veggono tuttavia consoli _Severo_ e _Sabiniano_, se non +sapessimo che gli atti pubblici erano per lo più segnati col nome de' +consoli ordinari, senza far caso de' sostituiti. Una medaglia[1079] +appartenente a quest'anno ci fa veder la _Bretagna_ in abito di donna +mesta, sedente presso una rupe con delle spoglie lì presso potrebbe +ciò porgere indizio, che qualche torbido fosse stato nella Bretagna, +con vantaggio dell'armi romane. + +NOTE: + +[1076] Thesaurus Novus Inscript., p. 332, n. 2. + +[1077] Panvinius, in Fastis Consularibus. + +[1078] Gruter., in Thesaur. Inscr., p. 607, n. 1. + +[1079] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + + + + + Anno di CRISTO CLVI. Indizione IX. + + ANICETO papa 7. + ANTONINO PIO imperad. 19. + +_Consoli_ + +MARCO CEJONIO SILVANO e CAJO SERIO AUGURINO. + + +Non passano senza disputa i prenomi di questi consoli, come si può +vedere negl'Illustratori de' fasti; ma un'iscrizione del +Grutero[1080], e quanto ha osservato il cardinal Noris[1081], ci dà +assai fondamento per fermarci ne' nomi proposti, e non già in una +iscrizione del Gudio, dove compariscono consoli _Giulio Silvano_ e +_Marco Vibulio Augurino_. Torno a dire, che a fontane torbide ha +bevuto il Gudio, nè si può far capitale de' suoi marmi, se non quando +si veggono presi da buona parte. Monsignor Bianchini[1082] in vece di +_Serio Augurino_ mette _Sestio Augurino_, ma senza produrne il perchè. +Il padre Pagi[1083], che sempre ha nella manica i decennali, +quindecennali, etc., degl'imperadori, pretese che in quest'anno +Antonino Pio celebrasse i vicennali del suo imperio proconsolare. Il +padre Stampa[1084] ha dimostrato che egli prende abbaglio in citare +per prova di tal pretensione una medaglia, dove è notata la tribunizia +podestà XXI di Antonino Pio, la quale cominciava solamente nel +febbraio dell'anno seguente. + +NOTE: + +[1080] Gruterus, Thes. Inscr., p. 128, n. 5. + +[1081] Noris, Epist. Consular. + +[1082] Blanchin., ad Anastas. Biblioth. + +[1083] Pagius, in Critic. Baron. + +[1084] Stampa, Additament. ad Fast. Sigonii. + + + + + Anno di CRISTO CLVII. Indizione X. + + ANICETO papa 8. + ANTONINO PIO imperad. 20. + +_Consoli_ + +BARBARO e REGOLO. + + +Null'altro si sa di questi consoli, se non che il cardinal Noris[1085] +andò conghietturando che il primo fosse chiamato _Vetuleno Barbaro_, +ma con dubbiosa prova. Il Panvinio[1086] in vece di _Barbaro_ stimò il +di lui nome _Barbato_. Così pure è scritto nell'edizione +d'Idazio[1087]. Anzi _Barbato_ ancora si legge in una iscrizione +trovata in questi ultimi tempi nelle Terme Ercolane della +Transilvania, e rapportata dal signor Pasquale Garofalo nel trattato +delle medesime Terme, e da me ancora nella mia Raccolta[1088]. Ma +avendo gli antichi Fasti, e qualche altra iscrizione, _Barbaro_ e non +_Barbato_, possiamo per ora attenerci ad essi. Sotto questo anno si +vede una medaglia[1089] battuta in onore di Antonino Pio, in cui gli è +dato il titolo di _Romolo Augusto_. Ciò sembrar può strano; perciocchè +questo pacifico e prudentissimo Augusto, secondochè scrive +Capitolino[1090], in tutte le sue parti fu lodevole, e tale che, per +sentenza di tutti i buoni, e con ragione, veniva paragonato a _Numa +Pompilio_. Era ben d'altro umore Romolo. Eutropio[1091] ebbe a dire +che siccome Trajano fu creduto un altro _Romolo_, così Antonino Pio un +altro _Numa Pompilio_. + +NOTE: + +[1085] Noris, Epist. Consulari. + +[1086] Panvinius, in Fastis Consul. + +[1087] Idacius, Fast. + +[1088] Thes. Novus Inscript., pag. 332, n. 3. + +[1089] Mediobarbus, in Numism. Imperator, ex Goltzio. + +[1090] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1091] Eutrop., in Breviar. + + + + + Anno di CRISTO CLVIII. Indizione XI. + + ANICETO papa 9. + ANTONINO PIO imperad. 21. + +_Consoli_ + +TERTULLO e CLAUDIO SACERDOTE. + + +Il nome di _Claudio_, dato al console _Sacerdote_, non è autenticato +da memoria alcuna sicura dell'antichità, e solamente si appoggia sopra +una ragionevol conghiettura del cardinal Noris[1092]. In una +medaglia[1093] si fa menzione della _Ottava Liberalità_ usata da +Antonino Pio Augusto al popolo romano. Questa dal Mezzabarba è +riferita all'anno presente, ma può egualmente appartenere ad altri +anni o precedenti o susseguenti; perchè non v'è espresso il numero +della podestà tribunizia. Fuor di dubbio è, che questo significa un +nuovo congiario, con cui egli rallegrò il popolo romano. + +NOTE: + +[1092] Noris, Epist. Consular. + +[1093] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + + + + + Anno di CRISTO CLIX. Indizione XII. + + ANICETO papa 10. + ANTONINO PIO imperad. 22. + +_Consoli_ + +PLAUTIO QUINTILIO per la seconda volta e STAZIO PRISCO. + + +_Quintillo_ è appellato il primo console in vari Fasti. Ho io scritto +_Quintilio_, ed anche colla nota del secondo consolato, non conosciuto +dagli altri, in vigore di un'iscrizione esistente nella biblioteca +ambrosiana di Milano, e da me inserita nella mia nuova[1094] raccolta. +Che il secondo console, cioè _Stazio Prisco_, portasse il prenome di +_Marco_, fondatamente lo conghietturò il cardinal Noris[1095]. Ci +avvisano le medaglie[1096], che in questo anno si celebrarono in Roma +i vicennali dell'imperio augustale di Antonino Pio, veggendosi i voti +pubblici affinchè egli pervenisse al terzo decennio dell'imperio suo. +In tal occasione dedicò il tempio d'Augusto con averlo nondimeno +solamente ristorato: del che parlano ancora le medesime medaglie. +Credesi che in quest'anno fosse celebrato in Roma dal pontefice +Aniceto il concilio[1097], a cui intervenne il celebre san Policarpo, +e dove fu decisa la controversia intorno al giorno in cui si ha da +fare la Pasqua. + +NOTE: + +[1094] Thesaurus Novus. Inscr., pag. 333, n. 3. + +[1095] Noris, Epist. Consular. + +[1096] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[1097] Blanch., ad Anast. Bibliothecar. + + + + + Anno di CRISTO CLX. Indizione XIII. + + ANICETO papa 11. + ANTONINO PIO imperad. 23. + +_Consoli_ + +APPIO ANNIO ATILIO BRADUA e TITO CLODIO VIBIO VARO. + + +È stata disputa fra gli eruditi intorno al cognome e soprannome del +secondo console, volendolo alcuni _Vero_ ed altri _Varo_. In favore +degli ultimi è già deciso il punto, stante una riguardevole +iscrizione, scoperta in Lione, e da me riferita altrove[1098], la +quale ci dà con sicurezza i nomi e cognomi di questi consoli. Intorno +a questi tempi son di parere alcuni letterati che succedesse quanto +scrive Aurelio Vittore[1099], cioè che vennero ambascerie de' popoli +dell'Ircania, Battriana, e fin dell'India, ad inchinare Antonino Pio. +Ma niuna ragion v'ha di riferire un cotal fatto più all'anno presente +che ad altri precedenti. Quel che è certo, ancorchè Antonino fosse +uomo di pace, e pieno di benignità e mansuetudine[1100], pure il +credito della sua saviezza, costanza ed equità, gli acquistò tanta +autorità e buon nome anche presso le nazioni barbare, che non +solamente tutti il rispettarono e temerono, ma anche ricercarono a +gara la di lui grazia ed amicizia. Anzi essendo coloro talvolta in +guerra fra essi, solevano rimettere in lui le loro differenze, +credendo di non poter trovare un giudice più abile e disappassionato +di lui. _Farasmane_ re dell'Iberia venne a Roma per conoscere di vista +e riverire un così rinomato Augusto, e fece a lui più presenti che al +suo predecessore Adriano. Avea il re de' Parti (_Vologeso_ +probabilmente) mosse l'armi sue contro l'Armenia. Una sola lettera a +lui scritta da Antonino bastò a farlo ritirare e desistere dalle +offese. Ed avendo esso re fatta istanza di riavere il trono d'oro, che +Trajano già tolse al di lui padre, Antonino, senza far caso delle di +lui minacce, continuò a star sulla sua. Comandò parimente esso +Augusto, che _Abgaro_ re di Edessa venisse a Roma, e fu ubbidito. +Rimandò ancora _Rimetalse_ re del Bosforo al suo regno, dacchè intese +nato fra lui e il suo curatore del dissapore. Egli è da stupire, come +di queste sue gloriose azioni le medaglie non ci abbiano conservata +qualche memoria. + +NOTE: + +[1098] Thesaurus Novus Inscript., p. 333, n. 4. + +[1099] Aurelius Victor, in Epitome, edit. Scotti. + +[1100] Capitolinus, in Antonino Pio. + + + + + Anno di CRISTO CLXI. Indizione XIV. + + ANICETO papa 12. + MARCO AURELIO _il filosofo_ + imperadore 1. + LUCIO VERO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO VERO CESARE per la terza volta, e LUCIO VERO AURELIO +COMMODO per la seconda. + + +Promosse Antonino Pio Augusto al consolato di quest'anno i due +figliuoli adottivi, cioè _Marco Aurelio Cesare_ e _Lucio Commodo_. Coi +soli suddetti nomi aprirono essi l'anno, come consta ancora da +un'iscrizione del Grutero[1101]. Ma perchè sopravvenne dipoi la morte +del padre, ed amendue furono dichiarati imperadori Augusti; perciò si +truovano iscrizioni fatte dopo essa morte, nelle quali son chiamati +_Consoli_ insieme ed _Augusti_. In due leggi del codice di Giustiniano +si trova quest'anno notato _Divis Fratribus Augustis Consulibus_. E +fin qui avea Antonino Pio con mirabil saviezza, e con procurar sempre +la felicità de' popoli, governato il romano imperio. Venne la morte a +privar di sì buon principe i sudditi, allorchè egli entrato nell'anno +sessantesimoterzo della sua età, ne avea già passato cinque mesi e +mezzo[1102]. Trovavasi egli in Lorio sua villa, dodici miglia lungi da +Roma, ed avendo nella cena mangiato del formaggio alpino più del +dovere[1103], la notte lo rigettò, e fu sorpreso dalla febbre. +Sentendosi nel terzo giorno aggravato dal male, alla presenza de' +capitani delle guardie raccomandò a _Marco Aurelio_, suo figliuolo +adottivo e genero, la repubblica e Faustina sua figlia, moglie di lui. +Fece anche passare alla di lui camera la statuetta d'oro della +Fortuna, che soleva sempre stare in quella degl'imperadori. Quindi, +dopo di aver dato il nome delle sentinelle al tribuno di guardia, cioè +_Tranquillità dell'animo_, farneticando alquanto, andava parlando del +governo e dei re, co' quali era in collera (uno di essi è da credere +che fosse il re dei Parti), e poi quietatosi, come se dormisse spirò +l'anima, per quanto si crede, nel dì 7 di marzo. Avea egli prevenuto +questo colpo, con fare il suo testamento, in cui lasciò tutto il suo +patrimonio privato alla figliuola, e legati proporzionati a tutta la +sua servitù. Dalle lagrime di ognuno fu accompagnato il suo funerale; +il corpo suo collocato nel mausoleo di Adriano; e, secondo gli empii +riti del paganesimo, furono decretati a lui dal senato gli onori +divini, templi e ministri sacri. Restò tal memoria delle mirabili +virtù, e dell'ottimo governo di questo imperadore, che, per lo spazio +di quasi un secolo, il popolo e i soldati parea che non sapessero +amare e rispettare un imperadore, s'egli non portava il nome di +_Antonino_, come si usò di quello di _Augusto_: quasi che dal nome e +non dai fatti dipendesse l'essere un principe buono. Noi siam per +vedere che lo presero anche degl'imperadori cattivi. Nè si dee +tralasciare che _Gordiano_ I, fatto imperadore nell'anno dell'era +Cristiana 237, quando era giovane[1104], compose un poema molto +lodevole, intitolato _Antoniniade_, dove espose tuttavia la vita, le +azioni e le guerre di esso Antonino Pio, e di Marco Aurelio Antonino +suo successore. Capitolino attesta di averlo veduto a' suoi dì; ma noi +ora indarno lo desideriamo. Fiorirono ancora sotto questo imperadore +le lettere, e fra gli altri in gran riputazione furono _Appiano +Alessandrino_, delle cui storie ci restano alcuni libri; _Tolomeo_, di +cui abbiamo trattati di astronomia e di geografia; _Massimo +Tirio_, filosofo platonico, del quale tuttavia si conservano i +Ragionamenti[1105]. Ma si son perdute l'opere di _Calvisio Tauro_ di +Berito: di _Apollonio_ da Calcide, filosofo stoico; di _Basilide_ da +Scitopoli, filosofo anch'esso; di _Erode Attico_; di _Callinico_ +storico; di _Frontone_ insigne oratore romano, e di altri ch'io +tralascio. Han creduto alcuni che _Giustino_ storico, da cui furono +ridotte in compendio le storie di _Trogo Pompeo_, vivesse in questi +tempi; ma l'hanno creduto senza alcun fondamento. Sappiamo bensì di +sicuro, che allora fiorì s. _Giustino_, insigne filosofo e martire +cristiano. Resta tuttavia un antico itinerario attribuito da alcuni al +medesimo Antonino Pio Augusto; ma il Wesslingio, che con erudite +annotazioni ha illustrata quell'opera, fa conoscere quanto ne sia +incerto l'autore. Ad Antonino Pio succederono nell'imperio _Marco Elio +Aurelio Antonino_, soprannominato il filosofo, e _Lucio Elio Aurelio +Commodo_, appellato poi _Vero_, amendue di lui figliuoli adottivi, e +consoli nell'anno presente. + +Abbiamo già accennato che _Marco Aurelio_ fu prima nomato _Annio +Vero_, e nacque nell'anno 121 nel dì 26 di aprile. Adriano Augusto, +che per qualche lato era di lui parente[1106], all'osservare in lui +giovinetto un animo grande, un sommo rispetto ai suoi maggiori, un bel +genio alle lettere, ma sopra tutto l'inclinazione sua alla filosofia +morale, e non già solamente per mettere nella testa i di lei +documenti, ma per praticarla co' fatti; ne concepì un tal amore e +stima, che gli passò per pensiero di lasciare a lui, morendo, +l'imperio. Tuttavia, perchè non gli parve per anche la di lui età +capace di portare un sì grave fardello, elesse poi per suo successore +_Antonino Pio_, ma con obbligarlo ad adottare esso _Annio Vero_, il +quale per tal adozione assunse il nome di _Marco Elio Aurelio Vero_, +ed insieme con lui _Lucio Cejonio Commodo_, figliuolo di _Lucio Elio +Cesare_, che fu poi nominato _Lucio Elio Aurelio Vero_. Quanto a Marco +Aurelio, divenuto ch'egli fu imperadore, comunemente fu chiamato +_Marco Aurelio Antonino_, o pure _Marco Antonino_, distinguendosi dal +suo predecessore pel solo prenome di _Marco_, perchè Antonino Pio +portava quello di _Tito_. Molto ancora è conosciuto questo Augusto col +soprannome di _Filosofo_, dall'essersi egli applicato di buon'ora allo +studio della filosofia stoica, di cui scrisse ancora alcuni libri, che +tuttavia abbiamo, dove egli parla delle cose sue, esponendo ciò che +avea imparato, e producendo le riflessioni sue intorno alle azioni +umane, alle virtù, ai vizii[1107]. Ottimi maestri ebbe Marco Aurelio +nello studio dell'eloquenza, della poesia e dell'erudizione; ma egli +stesso confessa di non avere avuto assai talento per risplendere in sì +fatti studi, e ringrazia Dio di non essersi perduto, come i sofisti, +in far dei bei discorsi, in formar de' sillogismi, e in contemplare le +stelle. Diedesi egli alla conoscenza delle leggi sotto _Lucio Volusio +Meciano_, valente giureconsulto; e questa poi gli servì assaissimo, +allorchè imperadore ebbe da far giustizia. Il suo naturale serio, +grave, tranquillo e lontano dalle inezie anche nell'età più verde, e +il suo genio solamente rivolto al buono e al meglio, per tempo il +portarono allo studio, all'amore e alla professione della filosofia +de' costumi. Studio, il quale volesse Dio che fosse più in onore e più +in pratica a' giorni nostri! Nell'età di dodici anni egli prese +l'abito de' filosofi, cioè il mantello alla greca, e fece, per così +dire, il suo noviziato con darsi ad una vita sobria ed austera, sino +ad avvezzarsi a dormire sulla nuda terra. Per le instanze di _Domizia +Calvilla_ sua madre si ridusse poi a dormire in un piccolo letto, +coperto nel verno con alcune pelli. Si protesta egli obbligato a Dio +di aver così per tempo amata la filosofia, e imparato a mortificar le +sue voglie e passioni, perchè ciò il tenne lungi da' vizii, e fece +ch'egli anche giovanotto conservasse la castità, e molto più da lì +innanzi: cosa ben rara fra i Gentili, professori d'una religione falsa +e fomentatrice degli stessi vizii. Giuliano Apostata[1108], che tagliò +i panni addosso a tutti gli Augusti suoi antecessori, quando arriva a +_Marco Aurelio_, altro non ne fa che un elogio, e cel dipinge con +faccia dolcemente seria, e con barba folta e mal pettinata, con abito +semplice e modesto. Furono suoi maestri nella filosofia peripatetica +_Claudio Severo_, che vedremo console in breve; nella stoica amata da +lui sopra le altre, _Apollonio_ da Calcide, _Sesto_ da Cheronea, +nipote di Plutarco, _Giunio Rustico_, _Claudio Massimo_, _Cinna +Catullo_, _Basilide Arriano_ ed altri[1109]. Sul principio de' suoi +libri, perchè egli sapeva prendere il buono di tutti, e lasciare il +cattivo, va ricordando quali buone ed utili massime avesse imparato da +cadaun d'essi, e da _Antonino Pio_ suo padre per adozione, e da vari +altri o grammatici, o oratori, o filosofi, fra' quali specialmente amò +ed ascoltò il suddetto _Giunio Rustico_[1110]. Abbiam da Capitolino, +che Marco Aurelio, allorchè gli morì un di coloro che aveano avuta +cura della sua educazione, ne pianse; e perchè i cortigiani si +facevano beffe di questa sua tenerezza di cuore, Antonino Pio Augusto +disse loro: _Lasciatelo fare, perchè anche i saggi sono uomini; nè la +filosofia, nè l'imperio estinguono gli affetti nostri_. Da tutti +questi maestri apprese Marco Aurelio qualche cosa di profittevole per +ben vivere, badando ai lor documenti o all'esempio loro: con che +giovane ancora si avvezzò a tenere in freno il corpo, menando una vita +dura, fuggendo ogni delizia, leggendo, faticando, e attendendo agli +affari occorrenti. + +Con così bel preparamento adunque, e con tale corteggio di virtù fu +Marco Aurelio adottato per figliuolo da Antonino Pio, e divenne suo +genero, con isposar _Faustina_, unica figliuola di lui, da cui ebbe +poi varie figliuole. Essa in questo medesimo anno, dacchè il marito +era divenuto imperadore, gli partorì due gemelli nel dì 31 d'agosto, +l'uno de' quali fu _Commodo_, figliuolo indegno di sì buon padre, e +che avrà luogo fra gli abbominevoli Augusti. Altri maschi nacquero da +tal matrimonio, ma niun d'essi sopravvisse al padre. Dappoichè ebbe +Antonino Pio fatto fine alla sua vita, il senato dichiarò imperadore +Augusto il solo _Marco Aurelio_; ma egli con un atto di magnanimità, +che non avea, e non avrà forse esempio, benchè _Lucio Elio Commodo_ +non fosse a lui attinente per alcuna parentela di sangue, ma solamente +per titolo di adozione gli fosse fratello; pure il volle[1111] per suo +collega nello imperio, e gli conferì i titoli d'_Imperatore_ e +d'_Augusto_, e la _podestà tribunizia e proconsolare_; il che fu cosa +non più veduta; cioè due Augusti nel medesimo tempo. Ritenne per sè il +pontificato massimo, e il cognome di Antonino, cedendo a lui il suo +proprio, cioè quello di _Vero_; di modo che egli da lì innanzi fu +appellato _Marco Aurelio Antonino_, e l'altro _Lucio Aurelio Vero_, o +_Lucio Vero_. Il dirsi da Dione[1112], o pur da Zonara[1113], che +Marco Aurelio s'indusse a risoluzion tale, perchè egli era debole di +complessione, e voleva attendere ai suoi studi, laddove Lucio Vero era +giovane robusto, e più atto alle fatiche della milizia, nol so io +credere vero. Se Marco Aurelio non si attentasse a fare il mestier +della guerra, e si perdesse fra i libri, lo vedremo andando innanzi. +Aristide[1114], famoso sofista di questi tempi, in una delle sue +orazioni, esalta forte, come un'azione la più grande che potesse mai +farsi, l'avere Marco Aurelio spontaneamente, e senza far caso de' +figliuoli che poteano nascere da Lucio Vero, voluto eleggerlo per suo +collega nell'imperio. Egli sì dice il vero. La virtù sola di Marco +Aurelio e la sola grandezza dell'animo suo potè giungere a tanto; e la +virtù quella fu che fece poi camminar concordi questi due fratelli +Augusti, benchè in Lucio abbondassero i difetti, siccome diremo. A lui +promise ancora[1115] Marco Aurelio in moglie _Lucilla_ sua figliuola, +non per anche atta alle nozze, che vedremo effettuate a suo tempo. +Andarono poscia amendue questi Augusti al quartiere de' soldati +pretoriani, promisero ad essi il consueto regalo, e agli altri soldati +a proporzione. _Vicena millia nummum singulis promiserunt militibus_, +si legge nel testo di Capitolino. Temo io dello sbaglio in sì fatta +espressione, perchè vien creduto che sieno quattrocento scudi romani +per testa: somma, che a' dì nostri fa paura, perchè si trattava di +molte migliaia di soldati. Che anche al popolo toccasse il suo +congiario si raccoglie dalle medaglie[1116]. Oltre a ciò il donativo +del frumento, che si faceva ai fanciulli e alle fanciulle de' poveri +cittadini romani, fu steso da loro a quei che nuovamente erano venuti +ad abitare in Roma, se pur non vuol dire lo storico[1117], che +accrebbero per l'Italia il numero de' fanciulli e delle fanciulle, +che, per istituzione di Nerva, Trajano e Adriano, partecipavano della +cesarea liberalità. + +NOTE: + +[1101] Gruterus, Thesaurus Inscript., pag. 300, num. 1. + +[1102] Eutrop., Breviar. Euseb., in Chron. Aurel. Victor, Epitome. + +[1103] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1104] Capitolin., in Gordiano. + +[1105] Euseb., in Chron. + +[1106] Dio, lib. 71. + +[1107] Marcus Aurelius, de Rebus suis, lib. 1. + +[1108] Julian, de Caesarib. + +[1109] Eusebius, in Chron. + +[1110] Capitolinus, in Antonino Pio. + +[1111] Idem, in Lucio Vero Imper. + +[1112] Dio, lib. 71. + +[1113] Zonaras, in Annal. + +[1114] Aristid., Orat. 16. + +[1115] Capitolinus, in Marco Aurelio. + +[1116] Mediobarbus, in Numismat. Imperator. + +[1117] Capitolinus, in Marco Aurelio. + + + + + Anno di CRISTO CLXII. Indizione XV. + + SOTERO papa 1. + MARCO AURELIO imperad. 2. + LUCIO VERO imperadore 2. + +_Consoli_ + +QUINTO GIUNIO RUSTICO e CAJO VETTIO AQUILINO. + + +_Rustico_ quel medesimo è che fu uno de' maestri di Marco Aurelio, +sopra gli altri a lui caro. Da un'iscrizione riferita dal +Panvinio[1118], e posta nelle calende di luglio, si deduce che ad +Aquilino succedette nel consolato _Quinto Flavio Tertullo_. +Credesi[1119] che sant'_Aniceto_ papa nell'anno precedente compiesse +gloriosamente il suo pontificato col martirio; ma è intrigata in +questi tempi la cronologia de' romani pontefici, e confessa anche la +cronica di Damaso, la qual va sotto nome di Anastasio bibliotecario. +Tuttavia, secondo essa cronica, _Sotero_ papa cominciò in quest'anno a +contare gli anni del suo pontificato. Avea già dato principio al suo +governo nell'anno procedente _Marco Aurelio Augusto_, e si era +cominciato a provare quanto sia vero il detto di Platone, che +sarebbero felici i popoli, se regnassero solamente i filosofi, ed è lo +stesso che dire se i regnanti studiassero, amassero e professassero la +sapienza. Seco si univa _Lucio Vero Augusto_ nel comando, e con buona +unione, ma con subordinazione a lui, quasi che l'uno fosse padre e +l'altro figliuolo[1120]. Studiavasi Lucio Vero di uniformarsi nelle +maniere di vivere a lui, per quanto poteva, usando sobrietà, gravità e +moderazione in apparenza, perchè nella sostanza troppo era egli +diverso dall'altro. Non si desiderò in essi la bontà e la clemenza di +Antonino Pio; ed uno de' primi a farne pruova fu Marcello commediante, +che in pubblico teatro con qualche equivoco il punse, senza che Marco +Aurelio, che lo seppe, ne facesse risentimento alcuno. Ma che? contro +dell'imperio romano si cominciarono a scatenar le disgrazie, e se al +popolo romano non fosse toccato in tempi sì burrascosi un imperadore +di tanta voglia, come fu Marco Aurelio, poteano maggiormente +moltiplicarsi i guai. La prima disavventura, onde restò turbata la +pubblica felicità, fu l'innondazione del Tevere, che recò un +gravissimo danno alle case, alle mercatanzie ed altre robe della città +di Roma, affogò gran copia di bestiame, e si tirò una terribil +carestia. Le provvisioni fatte in questo bisogno dai due Augusti, tali +furono che si rimediò ai disordini, e ritornò la calma nella città. Ma +più da pensare davano le turbolenze insorte ai confini dell'imperio, +prima eziandio che mancasse di vita Antonino Pio. In Germania i Catti +popoli barbari avevano già fatto delle scorrerie nel paese romano. La +Bretagna anch'essa minacciata dai barbari non sudditi dell'imperio. Fu +dunque inviato in Germania a difendere quelle frontiere _Aufidio +Vittorino_. Cosa ne avvenisse non ne resta memoria nelle storie. Alla +difesa della Bretagna fu spedito _Calpurnio Agricola_, ma di quegli +affari parimente è perita la memoria. + +Di maggiore importanza senza paragone fu la guerra mossa fin l'anno +precedente da _Vologeso re de' Parti_, non si sa, se perchè Antonino +Pio ricusò di rendergli il trono regale, tolto a Cosroe suo padre, o +pure perchè anch'egli, al pari de' suoi maggiori, facesse l'amore al +regno dell'Armenia, dipendente dall'imperio romano. Dopo la morte di +esso, Antonino dichiarò egli la guerra, sollevò quanti re e nazioni +potè di là dall'Eufrate e dal Tigri contro ai Romani, e, +verisimilmente sul principio, indirizzò l'armi sue addosso alla stessa +Armenia. Fu conosciuto in Roma necessario lo spedire un capo di grande +autorità con gagliardissime forze, per far fronte a sì potente nemico, +e perchè lo stato della repubblica esigeva in Roma la presenza di +Marco Aurelio, acciocchè egli accudisse anche agli altri rumori della +Bretagna e della Germania; e col consenso del senato fu presa la +risoluzion d'inviare in Oriente _Lucio Vero Augusto_. In fatti, +provveduto di tutti gli uffiziali occorrenti si partì questo +giovinastro principe da Roma, e fu accompagnato dal fratello Augusto +sino a Capoa. Ma appena giunto a Canosa, cadde infermo. Il che inteso +da Marco Aurelio, che s'era restituito a Roma, colà si portò di nuovo +per visitarlo. Tornatosene poscia a Roma, compiè i voti fatti per la +salute d'esso Lucio Vero nel senato. L'andata di esso Vero vien +riferita all'anno presente da vari letterati. Il padre Pagi[1121] la +crede seguita del precedente. Riavuto egli dalla malattia, guadagnata +nel viaggio coi disordini e coi piaceri, a' quali si abbandonò, subito +che si fu sottratto agli occhi del savio fratello Augusto, continuò +per mare il suo viaggio. Abbiamo da Capitolino[1122], e lo asserisce +anche Eusebio[1123], che Lucio Vero andò a Corinto e ad Atene, sempre +accompagnato nella navigazione dalla musica de' cantori e sonatori. In +Atene fece de' sagrifizii con augurii, creduti infausti dai visionarii +pagani. Poscia, ripigliato il viaggio per mare, andò costeggiando +l'Asia Minore, la Pamfilia e la Cilicia, fermandosi qualche giorno per +tutte le città più illustri a darsi bel tempo, finchè finalmente +arrivò ad Antiochia, dove fece punto fermo. Probabilmente non vi +giunse se non nell'anno presente. + +NOTE: + +[1118] Panvinius, in Fastis Consular. + +[1119] Blanc., ad Anastasium Bibliothec. + +[1120] Capitolinus, in Marco Aurelio. + +[1121] Pagius, Critic. Baron. + +[1122] Capitolinus, in Lucio Vero. + +[1123] Eusebius, in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CLXIII. Indizione I. + + SOTERO papa 2. + MARCO AURELIO imperad. 3. + LUCIO VERO imperad. 3. + +_Consoli_ + +LELIANO e PASTORE. + + +S'è disputato finora, se il primo console sia da nominarsi _Lucio +Eliano_, o pure _Leliano_. Resta indecisa la lite. Per le ragioni da +me addotte altrove, inclino a crederlo _Leliano_; e un'iscrizione da +me prodotta[1124] mi ha somministrato fondamento per conghietturare, +che il suo prenome e nome fossero _Marco Pontio Leliano_. Con esso lui +si trova ancora console _Quinto Mustio Prisco_, che potè essere +sostituito a _Pastore_. Un'iscrizione prodotta dal Reinesio[1125], +Cupero e Relando[1126] ha _Marco Aurelio_ e _Lucio Eliano Consoli_, +iscrizione creduta da me falsa, perchè si solevano notare i consoli +col cognome, e non già col solo prenome e nome. Ma essa è presa dai +manuscritti del Ligorio, cioè, per quanto ho io accennato nella +prefazione alla mia Raccolta, da opere non vere del Ligorio, ma +accresciute o adulterate da qualche susseguente impostore, che +fabbricò gran copia di antiche iscrizioni, e le spacciò sotto il nome +del Ligorio, delle quali poi specialmente s'è fatto bello il Gudio. +Ne' legittimi manuscritti del Ligorio da me veduti non si trovano +queste merci. Intanto gli affari di Levante male e peggio camminavano +per li Romani. Per testimonianza di Dione[1127], era stato spedito +_Severiano_, forse governatore della Cappadocia, colle forze ch'egli +avea in quelle parti, in aiuto dell'Armenia. Secondo il pazzo rito de' +superstiziosi e troppo crudeli d'allora, volle egli prima consultare +nella Paflagonia _Alessandro_, famoso impostore, che in questi tempi +si spacciava profeta, ed ebbe poi Luciano[1128] scrittore della di lui +infame vita. Il furbo gli predisse delle vittorie. Con questo dolce in +bocca andò Severiano, menando seco più d'una legione, a portarsi in +Elegia città dell'Armenia. Ma eccoti comparire un nuvolo di Parti, che +per tre giorni tennero bloccata da ogni parte l'armata romana, e in +fine con una pioggia di strali la disfecero interamente, lasciandovi +la vita anche tutti i capitani. Se non falla Capitolino[1129], questa +sciagura arrivò ai Romani, fin quando Lucio Vero Augusto, postosi in +cammino verso l'Oriente, si dava bel tempo nella Puglia, andando a +caccia, e perdendo il tempo. Per conseguente dovrebbe tal fatto +appartenere all'anno precedente 162. Fiero per tal vittoria _Vologeso_ +re dei Parti, rivolse le armi contro la Soria, dove era governatore +_Attidio Corneliano_. Quivi ancora venuto alle mani coll'esercito +romano, lo mise in rotta, spandendo con ciò il terrore e i saccheggi +per tutte quelle contrade. Nè andò esente da sì fatti danni la +provincia della Cappadocia. Sembra che tal disavventura accadesse nel +precedente anno. Giunto era ad Antiochia, come dicemmo, capitale della +Soria, _Lucio Vero Augusto_[1130]; e invece di attendere +all'importante affare, per cui s'era mosso, quivi tutto si diede in +preda ai piaceri, anche più infami, nel lusso, nei conviti e in ogni +sorta di libidine. Non avea più il maestro a lato che gli tenesse gli +occhi addosso, nè gli legasse le mani. Doveva andare in persona, come +desiderava l'Augusto suo fratello, a procacciarsi gloria nelle armi, +ed egli ad altro non pensava che ad appagare ogni sfrenata sua voglia. +Tutto quel che fece, fu spedire gran gente e dei bravi generali contra +dei Parti, e questi principalmente furono _Stazio Prisco_, _Avidio +Cassio_ (che vedremo a suo tempo ribello) e _Marzio Vero_, lodati +ancora da Dione[1131] pel loro valore. Sembra che si possa dedurre +dalle medaglie[1132], che in quest'anno i Romani riportassero qualche +vantaggio nell'Armenia, o ne ricuperassero una parte; ma non dovette +esser gran cosa. Avea già Marco Aurelio promessa in moglie a _Lucio +Vero_ la sua figliuola _Lucilla_. Secondo i conti del padre +Pagi[1133], in questo anno se ne effettuarono le nozze[1134]. Condotta +questa principessa dal padre sino a Brindisi, fu poi trasferita ad +Efeso, dove si portò Lucio Vero a prenderla. E vi si portò per +concerto fatto prima; imperciocchè Marco Aurelio avea detto in senato +di volerla egli stesso condurre fino in Soria; ma Lucio Vero si esibì +di venire a riceverla ad Efeso per timore che se il fratello arrivasse +ad Antiochia, non iscoprisse tutti i segreti della scandalosa sua +vita. Avea il buon imperadore Marco Aurelio, per esentare i popoli +dagli aggravi, spediti prima degli ordini alle provincie, che non si +facessero incontri alla figliuola. Ma più verosimile sembrerà che +nell'anno susseguente succedesse il viaggio di Lucilla, a cui fu +conferito il titolo di _Augusta_; perchè Marco Aurelio se ne tornò in +fretta da Brindisi a Roma, per ismentire le dicerie sparse, ch'egli +volesse passare in Soria affin di levare al fratello e genero la +gloria di terminar quella guerra. E pure finquì non abbiamo inteso +alcun tale prospero successo delle armi romane in quelle parti, onde +potesse Marco Aurelio portar invidia a Lucio Vero. + +NOTE: + +[1124] Thesaurus Novus Inscript., pag. 335. + +[1125] Reinesius, Inscript., pag. 218. + +[1126] Reland., Fast. Consular. + +[1127] Dio, lib. 71. + +[1128] Lucian., in Pseud. + +[1129] Capitolin., in Lucio Vero. + +[1130] Idem, ibid. + +[1131] Dio, lib. 71. + +[1132] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[1133] Pagius, Critic. Baron. + +[1134] Capitolinus, in Marco Aurel. et in Lucio Vero. + + + + + Anno di CRISTO CLXIV. Indizione II. + + SOTERO papa 3. + MARCO AURELIO imperad. 4. + LUCIO VERO imperad. 4. + +_Consoli_ + +MARCO POMPEO MACRINO e PUBLIO JUVENZIO GELSO. + + +Cangiossi finalmente nel presente anno in ridente il volto finora +bieco della fortuna verso de' Romani. A _Stazio Prisco_ riuscì di +prendere Artasata città dell'Armenia[1135], di mettere guarnigione in +un luogo, appellato di poi Città-Nuova, perchè _Marzio Vero_, a cui fu +dato il governo di quella provincia, fece di quel luogo la prima città +dell'Armenia[1136]. Allorchè esso Marzio giunse colà, trovò ammutinate +quelle milizie, e colla sua prudenza le pacificò. Nelle medaglie[1137] +di quest'anno si fa menzione dell'_Armenia vinta_, dell'_Armenia +presa_. E più di una vittoria convien dire che riportassero i Romani +in quelle parti, perchè osserviamo che i due Augusti presero in +quest'anno _per due volte_ il titolo d'_Imperadore_, segno appunto di +vittoria. Quel che è più, tanto Marco Aurelio, che Lucio Vero, furono +proclamati _Armeniaci_, come consta dalle medesime loro medaglie, o, +vogliam dire, monete, inoltre dalle stesse apparisce ch'essi Augusti +diedero un re agli Armeni; e questo fu _Soemo_ della razza degli +Arsacidi, senza che si sappia s'egli ne fosse dianzi re, e cacciato da +Vologeso, o pure s'egli fosse re nuovo, dato dai due imperadori a quei +popoli; e Dione[1138], parlando della somma clemenza di Marco Aurelio, +scrive che in questa guerra fu fatto prigione Tiridate Satrapa, il +quale era stato cagione de' torbidi nati nell'Armenia, ed avea ucciso +il re degli Eniochi, e messa mano alla spada contra di _Marzio Vero_ +generale de' Romani, perchè gli rimproverava cotesti suoi eccessi. E +pure il buon imperadore altro gastigo non gli diede, se non che il +mandò in esilio nella Bretagna. Intanto ridendosi Lucio Vero dei +rumori e pericoli della guerra, col pretesto di attendere a provveder +le armate romane di viveri e di nuove genti[1139], se ne stava godendo +le delizie di Antiochia, e lasciava che i generali romani sudassero ed +esponessero le lor vite per lui nelle imprese guerriere. Per quattro +anni, ma con soggiorno non fisso, si trattenne egli in quella città: +perchè nel verno abitava a Laodicea, nella state a Dafne, amenissimo +ed ombroso luogo in vicinanza di Antiochia. Per le tante istanze +nondimeno de' suoi consiglieri, si lasciò indurre, durante questa +guerra, a portarsi due volte sino all'Eufrate. Ma appena s'era +lasciato vedere all'esercito romano (non già a quel de' nemici), che +se tornava ai suoi prediletti ed obbrobriosi piaceri di Antiochia. E +non gliela perdonavano già que' commedianti, i quali nel pubblico +teatro più volte con arguti motti destramente mettevano in canzone ora +la di lui codardia, ora la sfrenata sua lussuria; nè v'era persona che +non gli ridesse dietro. Truovasi presso il Mezzabarba sotto quest'anno +una medaglia, in cui Marco Aurelio è intitolato _Germanico_, ed +espressa una _Vittoria d'Augusto_. Ma non può stare. Vedremo a suo +tempo quando a questo imperadore fu dato il titolo di Germanico. Per +ora egli solamente veniva chiamato _Armeniaco_. + +NOTE: + +[1135] Capitol., in Marco Aurelio. + +[1136] Dio, lib. 71. + +[1137] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[1138] Dio, in excerpt. Valesian. + +[1139] Capitol., in Lucio Vero. + + + + + Anno di CRISTO CLXV. Indizione III. + + SOTERO papa 4. + MARCO AURELIO imperad. 5. + LUCIO VERO imperad. 5. + +_Consoli_ + +LUCIO ARRIO PUDENTE e MARCO GAVIO ORFITO. + + +Più strepitosi ancora furono i fatti de' Romani in quest'anno nella +guerra contra de' Parti[1140]. _Avidio Cassio_, che comandava la +grande armata romana in faccia ai Parti, gittò un ponte sull'Eufrate, +come già fece Trajano, e, ad onta loro, passò coll'esercito nella +Mesopotamia, inseguì i fuggitivi, e mise quelle contrade sotto +l'ubbidienza de' romani Augusti. Fra le sue conquiste massimamente +famosa divenne quella di Seleucia, città popolatissima e ricca sul +Tigri, tale che, se non abbiam difficultà a credere ad Eutropio[1141] +e a Paolo Orosio[1142], era abitata da quattrocento e più mila +persone. Si rendè amichevolmente quel popolo a Cassio, senza voler +aspettare la forza, ma l'iniquo generale che voleva pur rallegrare +l'armata col sacco di sì doviziosa città, trovò de' pretesti ed +inventò delle querele, tanto che si effettuò lo scellerato suo disegno +colla rovina di quel popolo, e coll'incendio dell'intera città, in +cui, anche a' tempi di Ammiano Marcellino[1143], si miravano le +vestigia di così crudele azione. Nulladimeno attesta Capitolino[1144], +che _Asinio Quadrato_, scrittore di questa guerra, discolpa _Cassio_, +e rigetta sopra i Seleuciani, come primi a romper la fede, l'origine +della loro sciagura. In dubbii tali la presunzione corre contra chi ha +l'armi in mano, e facendo quel mestiere per arricchire, ed anche per +altri fini obbrobriosi, facilmente dimentica tutte le leggi +dell'umanità, per ottenere l'intento. Qui non si fermò la vittoria di +Cassio. Passato il fiume Tigri, entrò ancora in Ctesifonte, capitale +del regno de' Parti, e in Babilonia, città famosa di quei tempi. +Rimasero spianati tutti i palazzi che _Vologeso_ avea in Ctesifonte, +acciocchè anch'egli imparasse, al pari di suo padre, a rispettare la +maestà del romano imperio. Scrive Luciano[1145], autore di questi +tempi, una gran battaglia succeduta a Zaugma presso l'Eufrate fra i +Romani e i Parti, colla totale disfatta degli ultimi; e poi per +deridere gli storici adulatori, aggiugne che vi morirono trecento +settantamila Parti, e de' Romani solamente tre furono i morti, e nove +i feriti. Secondo il medesimo Luciano, anche Edessa fu assediata dai +Romani. Per tal vittoria i due fratelli Augusti presero il titolo +d'_imperadori per la terza volta_, siccome ancora il cognome di +Partici. Fu di parere il padre Pagi[1146] che si terminasse in +quest'anno essa guerra partica, e che Lucio Vero Augusto si +restituisse a Roma, fondato sopra la credenza, che nell'anno 161 +avesse principio quella guerra: il che non è certo. Alcuni pensano che +all'anno seguente s'abbia da riferire tanto il fine d'essa guerra, +quanto il ritorno di Lucio Vero, e questa giudico io più probabil +opinione. + +NOTE: + +[1140] Dio, lib. 71. + +[1141] Eutrop., in Breviar. + +[1142] Orosius, in Histor. + +[1143] Ammianus Marcellinus, Histor., lib. 23. + +[1144] Capitolin., in Lucio Vero. + +[1145] Lucian., de Conscribenda Hist. + +[1146] Pagius, in Critic. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CLXVI. Indizione IV. + + SOTERO papa 5. + MARCO AURELIO imperad. 6. + LUCIO VERO imperadore 6. + +_Consoli_ + +QUINTO SERVILIO PUDENTE e LUCIO FUFIDIO POLLIONE. + + +Dissi parere a me più probabile, che durasse ancora per molti mesi di +questo anno la guerra dei Romani coi Parti. Ci assicurano le +medaglie[1147], che nell'anno presente Marco Aurelio e Lucio Vero +furono proclamati _per la quarta volta Imperadori_. Adunque l'armi +loro riportarono qualche vittoria, e questa non potè essere se non +contro ai Parti, perchè quella de' Marcomanni fu più tardi. Oltre di +che in esse monete si truova espressa la _Vittoria Partica_. Giusto +motivo dunque ci è di credere, che _Avidio Cassio_ generale de' Romani +continuasse le conquiste e i saccheggi contra de' Parti nell'anno +presente, e fosse allora appunto, ch'egli arrivò sino alla Media, onde +poi ai titoli d'_Armeniaco_ e _Partico_ aggiunse Lucio Vero[1148] +quello di _Medico_, del quale nondimeno non si ha vestigio nelle +medaglie. Dovette Cassio internarsi cotanto in que' paesi, che corse +voce aver egli infin passato il fiume Indo, benchè si possa ciò +credere finto da Luciano[1149], per mettere in ridicolo gli storici +che scrivevano allora cose spropositate per esaltare i loro eroi. +Abbiamo poi da Dione[1150], che Cassio, nel tornare indietro, perdè +gran copia de' suoi soldati, parte per mancanza di viveri, e parte per +malattie; e che con quei che gli restarono, si ridusse in Soria, la +qual vasta provincia a lui fu poscia data in governo. Come finisse +l'impresa suddetta, non ne parla la storia. Verisimilmente si venne +fra i Romani e Vologeso a qualche trattato di pace; ed apparenza c'è, +che della Mesopotamia, o almeno di una parte di essa rimanessero +padroni i Romani. _Lucio Vero Augusto_, che tuttavia dimorava in +Antiochia, si gonfiò forte per così prosperosi successi. Avea spedito +l'imperador Marco Aurelio in quelle parti[1151] _Annio Libone_ suo +cugino germano, con titolo di legato, o sia di luogotenente, cioè con +molta autorità. Questi non istette molto ad ammalarsi e a morire in +fretta. Perchè egli con insolenza avea cominciato ad esercitar la sua +carica, e mostrava poca stima di _Lucio Vero_, con dire nelle cose +dubbiose, che ne scriverebbe a Marco Aurelio; vi fu chi credette per +ordine d'esso Vero Augusto abbreviata a lui la vita col veleno. Ma o +nol credette, o fece finta di non crederlo Marco Aurelio; anzi venuto +il fratello a Roma, e volendo dar per moglie ad Agaclito suo liberto +la vedova d'esso Libone, Marco Aurelio, benchè se l'avesse a male, +pure intervenne al convito di quelle nozze. Sbrigato dunque dalla +guerra de' Parti, dopo cinque anni, come dice Capitolino[1152], Lucio +Vero se ne tornò, prima che terminasse quest'anno, a Roma; menando +seco, non già dei re vinti, ma un gregge di commedianti, buffoni, +giocolieri, ballerini, sonatori ed altra simil sorta di gentaglia, di +cui specialmente si dilettavano i popoli dell'Egitto e della Soria, +troppo dediti ai divertimenti; di modo che pareva, ch'egli fosse +ritornato non da una vera guerra, ma da un serraglio di persone da +lusso e sollazzo. Questi erano i trofei di un tale Augusto, tutto il +rovescio del savissimo imperador suo fratello, dimorante in Roma, e +solamente intento al pubblico bene. + +NOTE: + +[1147] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[1148] Capitolin., in Lucio Vero. + +[1149] Lucian., de Conscribenda Histor. + +[1150] Dio, Lib. 71. + +[1151] Capitolinus, in Lucio Vero. + +[1152] Capitolinus, in Lucio Vero. + + + + + Anno di CRISTO CLXVII. Indizione V. + + SOTERO papa 6. + MARCO AURELIO imperad. 7. + LUCIO VERO imperadore 7. + +_Consoli_ + +LUCIO ELIO AURELIO VERO AUGUSTO per la terza volta e QUADRATO. + + +Secondo i conti del padre Pagi[1153], _Marco Aurelio_ e _Lucio Vero_ +Augusti fecero nell'anno precedente la lor solenne entrata in Roma da +trionfanti per la guerra compiuta contro i Parti e gli Armeni. Secondo +quei di Mezzabarba[1154], che sembrano meglio fondati, il trionfo loro +succedette nell'anno presente; per la qual suntuosa funzione _Lucio +Vero_ prese anche il consolato. Abbiamo memoria di ciò in una medaglia +di Marco Aurelio colla di lui _Podestà Tribunizia XXI_ corrente in +questo anno, dove si mirano i due imperadori, in cocchio tirato da +quattro cavalli, e preceduto dalla pompa trionfale. Per sua modestia +non voleva il buon Marco Aurelio[1155] partecipare di questo trionfo, +dicendolo dovuto al suo Lucio Vero, le cui grandi fatiche per domar +que' barbari, già le abbiamo vedute. Ma Lucio Vero fece istanza al +senato, che anche il fratello Augusto trionfasse con lui; e inoltre, +che i di lui figliuoli _Commodo_ e Vero fossero creati Cesari; il che +fu eseguito. Vidersi poscia essi suoi figli, tanto maschi che femmine, +andare in carrozza con loro nel trionfo. In tal occasione decretò ad +amendue il senato la corona civica, e il titolo di _Padri della +Patria_, ricusato finora da Marco Aurelio, per esser lontano il +fratello. Nelle medaglie non s'incontra questo loro glorioso titolo. +Si truova bensì nelle iscrizioni legittime, fatte in quest'anno e ne' +seguenti, in onore dell'altro imperadore: il che può anche servire ad +indicar l'anno preciso del trionfo, da me creduto il presente, e per +conoscere ancora se sieno o scorrette o adulterine quelle iscrizioni +che prima di questi tempi attribuissero loro un sì fatto titolo. In +occasione del suddetto trionfo eziandio fu decretato che fossero fatti +pubblici giuochi, a' quali assisterono tutti e due gli Augusti in +abito trionfale. Parlano finalmente le medaglie[1156] del _quarto +Congiario_ dato al popolo romano da essi Augusti nell'anno presente, +probabilmente per solennizzare con maggior contento d'esso popolo la +pubblica allegrezza. Trovaronsi dunque in Roma i due Augusti in +quest'anno, e si vide come un prodigio, la bella concordia de' loro +animi, tuttochè fossero sì diversi i loro costumi. Quanto a Marco +Aurelio, principe per natural saviezza, per inclinazione alle azioni +lodevoli, e specialmente per l'aiuto della filosofia pieno di belle +massime, egli era tutto rivolto a procurare il ben della repubblica, +non meno di quel che sia un saggio padre di famiglia in ben regolare +la propria casa[1157]. Ammiravasi in lui l'indefessa applicazione ad +amministrar la giustizia, obbligo primario dei regnanti. Voleva +ascoltar tutto con pazienza, interrogava egli le parti, esaminava le +ragioni, lasciando agli avvocati il convenevol tempo per dedurle: di +maniera che talvolta intorno ad un solo affare impiegava più giorni, +laonde coloro poi che erano condannati, si persuadevano che giuste +fossero le di lui sentenze. Nè in ciò procedeva egli mai senza il +consiglio e l'assistenza di valenti giurisconsulti, fra i quali +principalmente si contò _Scevola_, lodatissimo anche oggidì nella +scuola de' Legisti. La sua bontà il portava sempre alla clemenza e +alla dolcezza, sminuendo per lo più nelle cause criminali il rigor +delle pene, se non quando si trattava di atroci delitti, nei quali +compariva inesorabile. Teneva gli occhi sopra i giudici, affinchè non +si abusassero o per negligenza o per malizia, della loro autorità. Ad +un pretore, che non avea ben esaminato un processo, comandò di +rileggerlo da capo a piedi. Ad un altro, che peggio operava, non levò +già il posto per sua bontà, ma gli sospese la giurisdizione, +delegandola al di lui compagno. Lo studio suo maggiore consisteva in +distornar dolcemente gli uomini dal male, ed invitarli al bene, +ricompensando i buoni colla liberalità e con vari premii, e cercando +di guadagnare il cuore de' cattivi con perdonar loro i falli, che si +potessero scusare: il che servì a rendere buoni molti, e a far +divenire migliori i già buoni. + +Nelle liti suo costume fu di non favorire quasi mai il fisco. +Piuttosto che far delle leggi nuove, procurava di rimettere in piedi +le vecchie. E ben molte ne rinnovò intorno al ristringere il soverchio +numero delle ferie; in assegnar tutori e curatori; in ben regolare +l'annona, e levarne gli abusi; in tener selciate le vie di Roma e +delle provincie, e nette dai malviventi; e in punire chi nelle gabelle +avesse esatto più delle tasse; in moderar le spese degli spettacoli e +delle commedie; in gastigare i calunniatori, e in simili altri utili. +Proibì sopra tutto l'accusar chicchessia, che avesse sparlato della +maestà imperiale, sofferendo egli senza punto alterarsi le dicerie de' +maligni, fin le insolenze dette in faccia a lui stesso. Un certo +Veterano, malamente screditato presso il pubblico, gli faceva premura +per ottenere un posto. Rispose il savio imperadore, che studiasse +prima di riacquistare il buon nome. Al che colui replicò: _Quasi che +io non abbia veduto molti nel posto di Pretore, che meco hanno +combattuto nell'anfiteatro._ Pazientemente sopportò il buon Augusto +l'insolente risposta. Il rispetto suo verso il senato incredibile fu. +V'interveniva sempre, essendo in Roma, non impedito, ancorchè nulla +avesse da riferire. E quando pure, essendo a villeggiar nella +Campania, gli occorreva di dover proporre qualche cosa, in vece di +scrivere, veniva egli in persona a parlarne. Non aggiugneva a +quell'insigne ordine, se non chi egli ben sapeva meritarlo per le sue +virtù, con promuovere dipoi alle cariche lucrose i senatori poveri, ma +dabbene, per aitarli. Che se talun dei senatori veniva accusato di +delitti capitali, ne facea prima prendere segrete informazioni, per +non iscreditare alcuno senza un sicuro fondamento. Interveniva anche +ai pubblici Comizi, standovi finchè arrivasse la notte; nè mai si +partiva dalla Curia, se prima il console non licenziava l'assemblea. +Tal era il vivere dell'ottimo imperadore. Qual fosse quello di Lucio +Vero Augusto, mi riserbo di accennarlo fra poco. Ma non si vuol qui +lasciar di dire che questo giovinetto imperadore tornando dalla +Soria[1158], un brutto regalo fece alla patria, con condur seco la +peste. Era essa insorta, chi dicea nell'Etiopia, chi nell'Egitto e chi +nel paese dei Parti. Attaccatasi poi alle milizie romane, ed entrata +nella corte di Lucio Vero, dappertutto, dov'egli passava, lasciava la +micidial infezione secondo il suo costume, di modo che cominciò a +sentirsi terribilmente anche in Roma. Si andò poi a poco a poco +dilatando per l'Italia, e per la Gallia sino al Reno, facendo +incredibile strage per tutti i paesi, durando anche più anni. Paolo +Orosio[1159] scrive, che rimasero prive di agricoltori le campagne, +spopolate le città e castella, e crebbero i boschi e le spine in varie +contrade, perchè prive di abitatori. Così feroce si provò essa in +Roma[1160], che i cadaveri de' poveri si mandavano fuori in carrette a +seppellire, e mancarono di vita molti illustri personaggi, ai più +degni de' quali Marco Aurelio fece innalzar delle statue. + +NOTE: + +[1153] Pagius, Crit. Baron. + +[1154] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + +[1155] Capitolin., in Marco Aurelio. + +[1156] Mediob., in Numism. Imperat. + +[1157] Capitolinus, in Marco Aurelio. + +[1158] Capitolin., in Lucio Vero. Lucian., de Conscrib. Histor. +Ammianus, lib. 23. + +[1159] Orosius, Histor. lib. 8. + +[1160] Capitol., in Marco Aurelio. + + + + + Anno di CRISTO CLXVIII. Indizione VI. + + SOTERO papa 7. + MARCO AURELIO imperad. 8. + LUCIO VERO imperadore 8. + +_Consoli_ + +APRONIANO e LUCIO VETTIO PAOLO. + + +Tutti gli antichi fasti ci danno consoli sotto quest'anno _Aproniano_ +e _Paolo_. Par ben difficile che tutti si sieno ingannati. Una sola +iscrizione riferita dal Panvinio[1161] e dal Grutero, ci dà consoli +_Lucio Vettio Paolo_ e _Tito Giunio Montano_. Ma verisimilmente un +_Aproniano_ sarà stato console ordinario con _Paolo_, ed a lui, o per +morte o per sostituzione, sarà succeduto _Montano_, parendo poco +probabile che _Montano_ fosse lo stesso che _Aproniano_. Già inclinato +al lusso e a tutti gli sfoghi della sensualità Lucio Vero +Augusto[1162], maggiormente dacchè si fu allontanato dagli occhi del +fratello imperadore, si era abbandonato, siccome di sopra accennammo, +ad ogni sorta di piaceri, anche più abbominevoli, deludendo +l'intenzion del fratello stesso che l'aveva inviato là, per isperanza +che le fatiche militari il guarirebbono: speranza vana, come si +conobbe dagli effetti. Ritornato che fu l'Augusto giovane a Roma, +andava egli bensì alquanto ritenuto, per nascondere i suoi vizii al +saggio imperadore Marco Aurelio, ma in secreto faceva alla peggio. +Volle una cucina a parte nel suo appartamento; e, dopo essere stato +alla parca cena di Marco Aurelio, passava colà a soddisfare la sua +ghiottoneria, con farsi servire a tavola da persone infami, e con +volere dei combattimenti di gladiatori a quelle private cene, le quali +andavano sì a lungo, che talvolta egli abborracchiato si addormentava +sopra i cuscini o letti, sui quali si adagiavano gli antichi stando +alla mensa, e conveniva portarlo di peso alla sua stanza. In uso era +allora di non far tavola, dove fossero più di sette persone; e diverse +tavole verisimilmente si mettevano nelle grandi occasioni, perchè +passavano per proverbio: _Sette fanno un convito, nove fanno una +lite._ Lucio Vero fu il primo a voler dodici convitati alla medesima +mensa, e con una profusione spropositata di regali; perchè ai paggi, +agli scalchi ed ai commensali si donavano piatti, bicchieri d'oro, +d'argento e gioiellati, vari animali, vasi d'oro con unguenti, e +carrozze con mule guernite di ricchi finimenti. Costava cadauno di +questi conviti una tal somma, che nè pure mi arrischio a nominarla: +tanto è grande nel testo di Capitolino. Il resto poi della notte si +soleva per lo più spendere in giuoco, vizio, oltre a tanti altri, +imparato in Soria. Fecesi anche fabbricare una suntuosa villa nella +via Clodia, dove se la passava in gozzoviglie co' suoi liberti, e con +quegli amici che godeano beni in quelle parti. Marco Aurelio sapea +tutti questi disordini, e quantunque se ne rammaricasse non poco, pure +fingeva ignorarli, per non romperla col fratello; anzi invitato da lui +alla suddetta villa, non ebbe difficultà di andarvi, per insegnargli +coll'esempio suo, come si dovea far la villeggiatura. E vi si fermò +cinque giorni, attendendo anche allora alla spedizion delle cause, +mentre Lucio Vero si perdeva ne' conviti, o era affaccendato per +prepararli. Dicono di più, che questo sregolato imperadore passò ad +imitare i vergognosi costumi di Caligola, di Nerone e di Vitellio, +coll'andar di notte travestito e incappucciato per le bettole e nei +bordelli, cenando con dei mascalzoni, attaccando delle risse, dalle +quali tornò talvolta colla faccia maltrattata da pugni, e rompendo i +bicchieri delle taverne col gittar in aria delle grosse monete di +rame. Sopra tutto era egli spasimato dietro alle corse de' cavalli nel +Circo, mostrandosi a spada tratta parziale in que' giuochi della +fazione Prasina, che portava la divisa verde; di maniera che anche +mentr'egli col fratello Augusto assisteva a quegli spettacoli, più +volte gli furono dette delle villanie dall'emula fazione Veneta, +vestita d'azzurro. Innamorato specialmente di un suo cavallo, +appellato Volucre, o sia Uccello, fece fare la statua di esso d'oro, e +seco la portava. Invece d'orzo voleva che gli si desse uva passa con +pinocchi; e per cagion di esso s'introdusse il dimandare per premio +de' vincitori nel corso un cavallo d'oro. Morto questo cavallo, gli +fece alzare un sepolcro nel Vaticano. E tali erano i costumi e le +capricciose azioni di _Lucio Vero Augusto_. + +Fin quando si facea la guerra de' Parti, se ne preparò un'altra al +settentrione contra de' Romani[1163]. Avevano cominciato i Marcomanni, +creduti oggidì abitatori della Boemia, ad infestare il paese romano; +ma i generali che custodivano quelle parti, per non esporre l'imperio +a questa pericolosa guerra, nel tempo che si facea l'altra più +importante coi Parti, andarono sempre temporeggiando e pazientando, +finchè venisse un tempo più opportuno da fiaccar loro le corna. +Terminata con felicità l'impresa dell'Oriente, maggiormente crebbe +l'insolenza di essi Marcomanni; anzi si venne a scorgere che quasi +tutte le nazioni barbare abitanti di là dal Rene e dal Danubio, +cominciando dall'Oceano, fin quasi al mar Nero, erano in armi ai danni +dei Romani, sia che fosse qualche lega fra loro, o pure che l'una +imparasse dall'esempio dell'altra a disprezzar le forze della +repubblica romana. Fra que' popoli, tutti gente bellicosa e fiera, e +che parea congiurata alla rovina de' Romani, oltre ai Marcomanni +principali fra essi, si contavano i Narisci, gli Ermonduri, i Quadi, i +Suevi, i Sarmati, i Vandali, i Vittovali, i Rossolani, i Basterni, i +Costobochi, gli Alani, i Jazigi ed altri, de' quali non si sa il nome. +Se dice il vero Dione, i Germani Transrenani vennero fino in Italia, e +recarono de' gravissimi danni: il che par difficile a credere. Fra i +cadaveri di costoro uccisi, furono ritrovate molte femmine guernite di +tutte armi. Così gli altri barbari saccheggiarono varie provincie, +presero città, e sembra che s'impadronissero di tutta la Pannonia, o +almeno di una parte di essa. Per attestato di Pausania[1164], i +Costobochi fecero delle scorrerie fino in Grecia. Portate così funeste +nuove a Roma, riempirono tutta la città di spavento; e tanto più, +perchè la peste avea fatto e facea tuttavia un fier macello anche +delle milizie romane. Marco Aurelio[1165], che con tutto il suo bel +genio alla virtù, e con tutti i suoi studi, non giunse mai a conoscere +la falsità della sua religione pagana, nè la verità della cristiana, +di cui piuttosto fu persecutore, ricorse allora per aiuto agl'idoli, +facendo venir da tutte le parti de' sacerdoti, anche di religioni +straniere, moltiplicando i sagrifizii e le preghiere in così gran +bisogno alle sorde sue deità. Fece ancora quanti preparamenti potè, +per ammassar genti, e per reclutare le quasi disfatte legioni. Restò +per un tempo ritardata la sua spedizione dalla peste tuttavia +mietitrice delle vite umane; ma finalmente in quest'anno egli si mosse +da Roma in persona con quelle forze che potè adunare. Insinuò egli +segretamente al senato, essere necessaria l'andata di amendue gli +Augusti, trattandosi di una guerra sì strepitosa e di tanta +estensione; e questo fu decretato. Non si fidava il saggio imperador +Marco Aurelio di mandar solo a cotale impresa il fratello Lucio Vero, +perchè ne avea già sperimentata la codardia[1166]; e nè pur voleva +lasciarlo solo in Roma, affinchè egli in tanta libertà maggiormente +non s'immergesse negli eccessi, e crescesse il suo disonore. Si misero +dunque in viaggio i due imperadori (ma Lucio Vero con interna +ripugnanza e dispiacere) e pervennero sino ad Aquileja. Truovasi nelle +medaglie[1167] di questo anno, che i due Augusti presero _per la +quinta volta_ il titolo d'_Imperadori_. Non apparendo che vittoria +alcuna, di cui questo titolo è indizio, si fosse per anche riportata +contra de' Marcomanni, improbabile non è, che sia con ciò significata +quella che _Avidio Cassio_ ebbe coi Bucoli, o sia coi pastori egiziani +che si erano ribellati. Da Vulcazio Gallicano[1168] abbiamo che Cassio +si portò anch'egli alla guerra marcomannica; e però dovrebbe essere +succeduta prima la ribellion d'essi pastori e la loro disfatta. Dacchè +si sollevarono[1169] i suddetti Bucoli, gente barbara e selvaggia, +molti ne furono presi; ma gli altri vestiti con abiti donneschi, e +fingendosi le mogli de' prigionieri, invitarono un centurione romano a +prendere l'oro preparato pel riscatto de' prigionieri. In vece +dell'oro, trovò egli le spade nemiche, che gli tolsero la vita. +Cresciuto l'ardire in quella gente, e tirata nel suo partito la +maggior parte degli Egiziani, con avere per capo un Isidoro, +valorosissima persona, rimasero vittima del loro furore molte +soldatesche romane; saccheggi senza fine furono fatti; e poco vi mancò +che non s'impadronissero della stessa Alessandria, capitale allora +dell'Egitto. E sarebbe forse avvenuto, se non vi fosse accorso colle +sue genti _Avidio Cassio_ governatore della Soria. Non si attentò egli +di venire a giornata campale con quella sterminata copia di gente +fiera e disperata; ma gli riuscì bene di seminar fra loro la +discordia: il che bastò per opprimere i pertinaci, e per ridurre gli +altri alla sommessione. Quando ciò veramente succedesse in questi +tempi, potrebbe ciò aver dato motivo agli Augusti di prender di nuovo +il titolo d'_Imperadori_. Ma siccome le azioni e gli avvenimenti +dell'imperio di Marco Aurelio sono a noi pervenuti senza distinzioni +di tempo, così malagevol cosa è il poter fissarne gli anni precisi, e +resta indeciso chi meglio in questa oscurità l'indovini. + +NOTE: + +[1161] Panvin., Fast. Consul. + +[1162] Capitol., in Lucio Vero. + +[1163] Capitolinus, in Marco Aurelio. Dio, lib. 71. + +[1164] Pausanias, lib. 10. + +[1165] Capitolinus, in Marco Aurelio. + +[1166] Capitolinus, in Lucio Vero. + +[1167] Mediobarb., in Numism. Imper. + +[1168] Vulcatius, in Avidio Cassio. + +[1169] Dio, lib. 71. + + + + + Anno di CRISTO CLXIX. Indizione VII. + + SOTERO papa 8. + MARCO AURELIO imperad. 9. + LUCIO VERO imperadore 9. + +_Consoli_ + +QUINTO SOSIO PRISCO SENECIONE e PUBLIO CELIO APOLLINARE. + + +Al primo console, cioè a _Prisco_, ho aggiunto il cognome di +_Senecione_, che si legge in una iscrizione[1170], da me altrove +riferita, trovandosi nell'altre memorie il solo di _Prisco_, che dovea +essere il più usato. La venuta dei due Augusti ad Aquileja con un +copiosissimo esercito, seguita nell'anno precedente, per testimonianza +di Capitolino[1171], produsse buoni effetti; imperciocchè la maggior +parte dei rei e popoli barbari del Settentrione non solamente +cessarono dalle ostilità, ma uccisero ancora gli autori delle +sedizioni, mostrando di voler concordia coi Romani. E i Quadi rimasti +senza re protestavano di non voler confermare il già eletto, se non +precedeva l'approvazion degl'imperadori. Andavano anche arrivando +ambasciatori dei più di que' popoli ai luogotenenti generali di essi +Augusti, che chiedevano pace. Tal positura d'affari colla giunta della +peste che già s'era inoltrata fino Aquileja, ed avea consumata parte +dell'armata, e colla morte ancora di _Furio Vittorino_, prefetto del +pretorio, animava Lucio Vero a fare istanza al fratello Augusto per +tornarsene a Roma a godervi le solite sue delizie e i consueti +passatempi. Ma Marco Aurelio era di contrario parere, insistendo +sempre in dire, che l'essersi ritirati i Barbari, e il mostrar tanta +voglia di pace, poteano essere loro finzioni e ripieghi presi al +vedere un sì grande apparato d'armi dalla parte de' Romani; e che +bisognava andar innanzi, e chiarir meglio, se i nemici operavano +daddovero, o fingevano. Ch'essi due Augusti passassero il verno in +Aquileja, lo pruova il padre Pagi[1172] con alcuni passi di Galeno. Fu +dunque forzato contro sua voglia Lucio Vero a seguitare il fratello +Augusto nella Pannonia e nell'Illirico, dove diedero buon sesto alla +quiete di quelle contrade, liberandole, o pure avendole trovate libere +dalle nazioni barbare. Le medaglie[1173] ci fan vedere preso da essi +Augusti in quest'anno _per la sesta volta_ il titolo d'_Imperadori_, +senza che apparisca dove le lor milizie avessero guadagnata qualche +battaglia. Eusebio[1174] circa questi tempi scrive, che i Romani +combatterono contra de' Germani, Marcomanni, Quadi, Sarmati e Daci. E +nelle medaglie[1175] battute nell'anno presente si trova menzione +d'una _Vittoria Germanica_, e della _Germania soggiogata_, ed in oltre +dato a Marco Aurelio il titolo di _Germanico_: tutte pruove, che si +dovette menar le mani, e che qualche vittoria toccò all'armi romane. +Capitolino[1176] ignorò molte particolarità di questa guerra, e più di +lui certamente son da apprezzar le medaglie. Ma che in quest'anno +Marco Aurelio conseguisse il nome di _Germanico_, si può dubitarne non +poco. + +Adunque dappoichè si vide rimessa la tranquillità nella Pannonia e +nell'Illirico, se ne tornarono i due Augusti da Aquileja. Lucio +Vero[1177], a cui parea un'ora mille anni per rivedere le delizie di +Roma, tanto fece, tanto disse, che impetrò licenza dal fratello di +soddisfar al suo volere verso il fine dell'anno, sebben le parole di +Galeno, riferite dal padre Pagi, sembrano indicare che amendue +d'accordo s'inviassero alla volta di Roma. Fuor di dubbio è, che +viaggiando essi unitamente in carrozza fra Concordia ed Altino, Lucio +Vero[1178] fu improvvisamente colpito da un accidente di apoplessia, +per cui perdè la favella. Cavatogli sangue, e portato ad Altino, da lì +a tre giorni compiè il corso di sua vita. Le dicerie cagionate da +questa improvvisa morte furono infinite, secondo la consuetudine degli +oziosi, de' maligni e degli ignoranti, che tutti vogliono far da +politici. Vi fu dunque non poca gente, che il credè portato all'altra +vita per veleno che dicea fatto a lui dare da _Faustina Augusta_ +suocera sua, chi da _Lucilla_ sua moglie per gelosia di _Fabia_, +sorella di lui, ch'era entrata seco in troppa confidenza, o per altri +infami intrighi donneschi, o perchè egli con essa sua sorella avesse +tramato contro la vita di Marco Aurelio; e che Agaclito suo favorito +liberto fosse stato adoperato per levar lui di vita. Altri poi +inventarono una favola, cioè che Marco Aurelio con un coltello +dall'una parte avvelenato avendo tagliato un pezzo di carne, ne desse +a lui la mortifera, e prendesse l'altra per sè: ovvero che per mezzo +di Posidipo suo medico il facesse salassar fuor di tempo. Ma così +stabilita era la riputazione e il concetto dell'integrità di Marco +Aurelio, che niuna onesta persona vi fu, che non conoscesse la falsità +di sì fatte immaginazioni. L'aveva egli sempre amato, avea tenuti +segreti il più che poteva i di lui difetti, benchè gli dispiacessero +al sommo. Comunque passassero quegli affari, abbastanza si raccoglie +da Capitolino[1179] che Marco Aurelio venne in quest'anno a Roma, +pregò il senato a voler accordare al defunto Lucio Vero gli onori +divini, il cui corpo fu posto nel sepolcro di Adriano. Gli assegnò +ancora de' Flamini, ed altri sacri ministri, come si costumava con gli +Augusti, empiamente deificati. Le zie e le sorelle di esso Lucio Vero +furono provvedute di assegni convenevoli al loro stato. Trattò bene, e +regalò tutti i di lui liberti, benchè la maggior parte fossero gente +cattiva che si era abusata della debolezza del padrone in addietro; ma +dopo qualche tempo con apparenza di onorarli, ne liberò la corte, +ritenendo solamente _Eletto_, quel medesimo, che a suo tempo vedremo +uccisore di Commodo Augusto, figliuolo del medesimo imperadore. Andò +poscia Marco Aurelio in senato per ringraziare i padri degli onori +compartiti al defunto fratello, e destramente lasciò capire che tutti +i felici successi della guerra partica non erano provenuti dai suoi +consigli e provvedimenti, e che da lì innanzi passerebbono meglio gli +affari. + +NOTE: + +[1170] Thesaurus Novus Inscription., pag. 336, num. 5. + +[1171] Capitolinus, in Marco Aurelio. + +[1172] Pagius, in Critic. Baron. + +[1173] Mediobarbus, in Numism. Imper. + +[1174] Eusebius, in Chron. + +[1175] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[1176] Capitol., in Marco Aurelio et Lucio Vero. + +[1177] Capit., in Marco Aurelio et Lucio Vero. + +[1178] Eutrop., in Breviar. Aurelius Victor, in Epitome. + +[1179] Capit., in Marco Aurelio. + + + + + Anno di CRISTO CLXX. Indizione VIII. + + SOTERO papa 9. + MARCO AURELIO imperad. 10. + +_Consoli_ + +MARCO CORNELIO CETEGO e CAJO ERUCIO CLARO. + + +Non s'ingannò l'Augusto Marco Aurelio in dubitare che i barbari +settentrionali con finto animo avessero trattato di pace nell'anno +precedente. In fatti nel presente, ripigliate l'armi, ricominciarono i +Marcomanni con gli altri popoli di sopra nominati, e con altri +mentovati da Capitolino[1180], le ostilità contro le provincie romane, +forse animati dal sapere quanta strage avesse fatta la pestilenza +nelle legioni romane. Il peggio era, che la medesima peste era tornata +ad infierire in Roma; e però mancavano i soldati, ed anche l'altro +nerbo principale di chi vuole far guerra, cioè il danaro; nè in sì +calamitosi tempi sofferiva il cuore al buon imperadore di smugnere con +imposture nuove i popoli afflitti. Che fece egli dunque? Ricorse a dei +ripieghi riserbati alle gravi angustie della repubblica. Non erano mai +ammessi alla milizia i servi, o vogliam dire schiavi; e di questi il +numero a que' tempi era incredibile nel romano imperio. Per valersene +alla guerra, fece conceder loro la libertà, e ne formò alcune legioni, +con dare ad essi il nome di _Volontari_. Altrettanto si era praticato +nelle necessità della guerra Punica a' tempi della repubblica. Volle +ancora, che i gladiatori, benchè persone infami, seco venissero alla +guerra, e che in vece di scannarsi fra loro, impiegassero la lor +destrezza in favor della patria con uso migliore. Prese inoltre al suo +soldo i banditi della Dalmazia, della Dardania e molte compagnie di +Germani, acciocchè servissero contro gli stessi Germani. In tal guisa +mise insieme una poderosissima armata. Ma non reggendo il suo erario a +sì gravi spese, nè volendo egli, siccome dissi, aggravar i popoli, si +ridusse a vendere al pubblico incanto nella piazza di Trajano gli +ornamenti del palazzo imperiale e i vasi preziosi e fin le vesti della +moglie e le gemme trovate negli scrigni di Adriano. Durò due mesi +questo incanto, e tanto oro se ne ricavò, che bastò al bisogno della +guerra. Finita poi essa, mandò fuori un editto, invitando i compratori +di que' preziosi arredi a restituirli pel medesimo prezzo. E chi non +volle renderli, non ebbe per questo vessazione alcuna. Siccome +osservammo di sopra all'anno 151, probabilmente Zonara s'è ingannato +con attribuir questo fatto ad Antonino Pio, che non ebbe come Marco +Aurelio necessità sì premurose di far danaro. Erasi ritirato il buon +imperadore, non so se per godere della villeggiatura, o pure per +guardarsi dalla peste, a Palestrina. Quivi la morte gli rapì il suo +terzogenito, appellato _Vero_, per un tumore natogli sotto un +orecchio, inutilmente tagliato. Era egli in età di sette anni, ed avea +già conseguito il titolo di _Cesare_. Non più che cinque giorni volle +il padre che durasse il suo lutto; consolò i medici che infelicemente +l'aveano curato; e tornò fresco al maneggio degli affari pubblici, +essendosi sempre osservata in questo imperador filosofo la medesima +uguaglianza d'animo e di volto, tanto nella buona che nella avversa +fortuna. Non permise egli che s'interrompessero per la morte del +figliuolo i giuochi capitolini di Giove, che s'incontrarono in sì +funesta occasione: solamente ordinò che si alzassero statue al defunto +fanciullo, e l'immagine sua d'oro fosse portata ne' giuochi circensi. +Era egli in procinto di muoversi per andare alla guerra, quando pensò +di rimaritar la figliuola _Lucilla_, rimasta vedova del morto Lucio +Vero Augusto. Scelse dunque per marito di lei _Claudio Pompejano_, di +origine Antiocheno, e figliuolo d'un cavalier romano, considerata +sopra tutto la di lui onoratezza e saviezza. Ma tra perchè egli non +era della prima nobiltà, e si trovava molto inoltrato nell'età, tanto +essa _Lucilla_, che portava il titolo di Augusta, ed era figliuola di +un Augusto, quanto _Faustina_ imperadrice sua madre, non sapevano +dirigere un sì fatto parentado. + +NOTE: + +[1180] Capitol., in Marco Aurelio. + + + + + Anno di CRISTO CLXXI. Indizione IX. + + ELEUTERIO papa 1. + MARCO AURELIO imperad. 11. + +_Consoli_ + +LUCIO SEPTIMIO SEVERO per la seconda volta e LUCIO AUFIDIO ERENNIANO. + + +Sino a questi tempi tenne _Sotero_ il pontificato romano, e nel +presente anno sostenne col martirio la verità della Religion +Cristiana. Contuttochè Marco Aurelio imperadore tanti lumi avesse +dalla filosofia, pure, siccome già dissi, non giunse mai a discernere +la vanità de' suoi idoli e la falsità della credenza dei Pagani. Anzi, +come zelante dell'onore de' suoi dii, permise che si perseguitassero i +Cristiani, di maniera che Eusebio[1181] ed altri antichi scrittori +mettono sotto di lui la quarta persecuzione del Cristianesimo, per cui +nella Gallia e nell'Asia moltissimi eroi della Fede di Cristo +riceverono la corona del martirio. Celebri sopra gli altri furono i +santi martiri _Policarpio_ e _Giustino_. Anche in Roma toccò questo +glorioso fine a santo _Sotero_ papa. Non accadeva disgrazia al romano +imperio, in cui i falsi sacerdoti del gentilesimo non inveissero +contra de' Cristiani, attribuendo l'ira dei loro sognati dii allo +sprezzo che ne mostravano gli adoratori di un solo Dio. La fierissima +peste accaduta in questi tempi dovette maggiormente inasprir la loro +rabbia contro i seguaci di Cristo. A Sotero succedette nella cattedra +romana _Eleuterio_. E tuttochè i santi _Melitone_ vescovo di Sardi ed +_Apollinare_ vescovo di Jerapoli circa questi tempi esibissero le +apologie del Cristianesimo a Marco Aurelio Augusto, nè egli aprì mai +gli occhi, nè si rallentò il rigore contro ai Cristiani. Era già +marciato in persona esso imperadore verso la Pannonia inondata dai +popoli barbari. Siccome questa fu una delle più pericolose e memorande +guerre che si avessero i Romani, così sarebbe da desiderare che la +storia ce ne avesse conservate le memorie. Ma noi non ne abbiamo che +un solo scuro abbozzo, e senza distinzione di tempi. Probabil è, che +solamente nell'anno presente Marco Aurelio desse principio alle +militari sue imprese; ma cosa egli operasse nol sappiamo. Le +medaglie[1182] non parlano di alcuna sua vittoria, e ci mostrano +solamente un ponte, sul quale egli passa con alquanti soldati. Abbiamo +bensì, che in Roma si celebrarono i decennali del di lui imperio, cioè +che si fecero feste, sagrifizii e giuochi pel decennio compiuto del +suo savio governo, con far dei pubblici voti, acciocchè salvo egli +giungesse al secondo decennio. Fioriva in questi tempi in Roma il +celebre medico _Galeno_ o sia _Gallieno_, come vien chiamato da altri, +nativo di Pergamo in Asia[1183]. Di colà Marco Aurelio l'avea fatto +venire ad Aquileja, nell'anno 169, e poi condottolo a Roma. Sommamente +desiderando di averlo a' suoi fianchi in questa spedizione, gliene +scrisse. Ma avendolo istantemente pregato Galeno di lasciarlo a Roma, +perchè non gli dovea piacere la vita militare, accompagnata da +parecchi incomodi e pericoli, se ne contentò il buono imperadore, ma +con obbligarlo ad assistere alla sanità di _Commodo Cesare_ suo +figliuolo, il qual fu veramente malato durante la lontananza del +padre. Noi sappiamo che fra gli uffiziali, i quali si distinsero nella +suddetta spedizione contra de' Marcomanni e degli altri Barbari, si +contarono _Claudio Pompejano_, genero dell'imperadore, ed _Avidio +Cassio_, che poi si ribellò, ed _Elvio Pertinace_ che fu col tempo +imperadore. Avea quest'ultimo calcati vari posti militari, e si +trovava di quartiere nella Dacia; ma per alcune relazioni de' suoi +malevoli Marco Aurelio il levò di là. Pompejano, che ne conosceva il +valore e il merito, il volle per suo ajutante, ed egli salì con tal +congiuntura in sì fatta riputazione, che meritò di essere creato +senatore. Anzi chiaritosi l'imperadore che i sospetti della di lui +onoratezza erano proceduti da mere calunnie, maggiormente dipoi l'amò, +e il promosse ai primi onori. Attesta Dione[1184], che in qualche +battaglia i Marcomanni furono superiori ai Romani, e che in una d'esse +perdè la vita _Marco Vindice_ prefetto del pretorio, a cui l'Augusto +Marco Aurelio fece alzare tre statue in Roma. Un altro de' suoi +prefetti del pretorio fu _Rufo Basseo_, poveramente nato, e che nè +pure avea studiato lettere. La sua fortuna, il suo valore, la sua +bontà compensarono i difetti della nascita, e l'alzarono in fine a +grado così sublime. + +NOTE: + +[1181] Eusebius, in Chron. et in Histor. Eccl. + +[1182] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[1183] Galenus, de Prognosticis. + +[1184] Dio, lib. 71. + + + + + Anno di CRISTO CLXXII. Indizione X. + + ELEUTERIO papa 2. + MARCO AURELIO imperad. 12. + +_Consoli_ + +MASSIMO e ORFITO. + + +Quai prenomi e nomi avessero questi due consoli, non si è potuto +accertatamente scoprire fin qui. Nell'anno presente, per quanto sembra +risultar dalle medaglie[1185], la vittoria accompagnò il valore +dell'armi romane nella guerra coi Marcomanni. In esse comparisce la +_Vittoria Germanica_, la _Germania soggiogata_, e truovasi anche il +titolo di _Germanico_ dato a Marco Aurelio. Quel solo che non si sa +intendere, punto non si vede moltiplicato il titolo d'_imperadore_ ad +esso Augusto, come pur solea praticarsi dopo qualche insigne vittoria. +Può anche mettersi in dubbio, s'egli per anche ricevesse il cognome di +_Germanico_. Ma se non sappiamo il quando, abbiamo almen sicure +notizie da Capitolino[1186] e da Dione[1187], ch'egli ridusse i +Marcomanni al Danubio, e che nel voler essi passare quel gran fiume, +diede loro una solenne rotta, e liberò la Pannonia dal giogo de' +Marcomanni, Sarmati e Vandali. Parte del bottino fatto in quella +fortunata azione, siccome composto di roba tolta ai sudditi della +Pannonia, volle che fosse restituita ai poveri paesani. Del resto +pesatamente procedeva il savio imperadore in sì pericolose +congiunture, senza voler azzardare le battaglie a capriccio e sapeva +temporeggiare per cogliere i vantaggi. Che se negli affari civili +nulla mai determinava senza averli conferiti prima co' suoi +consiglieri, molto più ciò praticava in quei della guerra, dove la +prudenza ed accortezza ottien più d'ordinario che la forza. Nè +s'intestava del suo parere; solendo dire: _Più conveniente è ch'io +segua il consiglio di tanti e sì saggi amici, che tanti e sì saggi +amici seguitino il parere di me solo._ Per altro era egli costante +nelle fatiche, sebben molti il biasimavano, perchè un filosofo par suo +volesse menar la vita fra l'armi e fra i pericoli della guerra: vita +che non si accordava punto colle massime degli altri filosofi: pure +egli con lettere o colla viva voce facea conoscere giusto e lodevole +il suo operare, trattandosi del bene della repubblica, per cui si dee +sofferire e sagrificar tutto. Nè per quante lettere gli scrivessero da +Roma gli amici, affinchè lasciato il comando ai generali, venisse al +riposo, mai non si volle muovere, finchè non ebbe dato fine a questa +guerra, che riuscì più lunga di quel che su le prime si credeva. + +NOTE: + +[1185] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[1186] Capitol., in Marco Aurelio. + +[1187] Dio, lib. 71. + + + + + Anno di CRISTO CLXXIII. Indizione XI. + + ELEUTERIO papa 5. + MARCO AURELIO imperad. 13. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO SEVERO per la seconda volta e TIBERIO CLAUDIO POMPEJANO. + + +Il secondo console, cioè POMPEJANO, non è già il genero di Marco +Aurelio, siccome colla sua consueta accuratezza osservò +l'incomparabile Noris[1188]. Non gli ho io dato il prenome di _Tito_, +come fan gli altri, perchè in un'iscrizione dal Doni e da me +riferita[1189], il veggo chiamato TIBERIO, con prenome più usitato +dalla famiglia Claudia. Le medaglie[1190] ancora di quest'anno parlano +della _Vittoria Germanica_ e della _Germania soggiogata_, e nominato +_Germanico Augusto_ l'imperator Marco Aurelio; ma senza ch'egli porti +altro titolo che d'_Imperadore per la sesta volta_, com'egli era +chiamato negli anni addietro. Non è improbabile, che in questo verno +succedesse la vittoria che, per attestato di Dione[1191], riportarono +i Romani, combattendo coi popoli Jazigi sul Danubio agghiacciato, con +far di molte prodezze. Fors'anche potrebbe appartenere all'anno +presente ciò che narra Vulcazio Gallicano nella vita di Avidio +Cassio[1192]. Voleva costui essere rigidissimo custode della +disciplina militare, e si pregiava di essere chiamato un altro Marco. +Di tal sua severità, che più convenevolmente si dovea chiamare +crudeltà, molti esempli si raccontavano. Fra gli altri uno è il +seguente. Comandava egli un corpo dell'armata cesarea alle rive del +Danubio. Avendo un dì alcuni de' suoi capitani adocchiato di là dal +fiume una brigata di tremila Sarmati, che non faceano buona guardia, +senza che nè Cassio nè i tribuni lo sapessero, con poca gente +passarono improvvisamente il fiume, diedero loro addosso e li +disfecero, con far anche un riguardevol bottino. Ritornati al campo +que' centurioni, tutti lieti andarono a presentarsi a Cassio, sperando +un bel premio per l'impresa felicemente riuscita. Il premio fu, che +egli fece immantinente giustiziar tutti, e col gastigo degli schiavi +(rigore senza esempio), cioè colla croce, dicendo che si sarebbe +potuto dare che i Barbari avessero finta quella negligenza per tirare +alla trappola i Romani, e che non s'avea a mettere così a repentaglio +la riputazion del romano imperio. E perciocchè a cagion di questa sì +rigorosa giustizia l'esercito suo si mosse a sedizione, saltò Cassio +fuor della tenda in soli calzoni, gridando: _Ammazzate me, se avete +tanto ardire, ed aggiugnete questo delitto all'altro della disciplina +da voi trasgredita._ Questo suo non temere fu cagione che i soldati +temessero daddovero, e si quetassero. Ma divolgata una sì fatta +azione, mise tal terrore ne' Barbari, che spedirono a Marco Aurelio, +lontano allora da quelle contrade, supplicandolo di dar loro la pace +per cento anni avvenire. Al rovescio di Cassio era esso imperadore +tutto amorevolezza e bontà verso de' soldati, e ben li trattava; ma +non volea già che dessero la legge a lui[1193]. Dopo una sanguinosa +battaglia, riuscita felice all'armi romane, gli dimandarono i soldati +paga doppia o altro donativo. Nulla volle dar loro con dire, _che il +di più del solito che avesse dato, bisognava cavarlo dal sangue de' +loro parenti, e ch'egli ne avrebbe renduto conto a Dio_. Nè cessava +l'infaticabil Augusto, sbrigato ch'era dalle faccende militari, di +ascoltare e decidere le cause e liti occorrenti. Si trovava egli nella +città di Sirmio, sua ordinaria residenza durante questa guerra; benchè +Paolo Orosio[1194] scriva ch'egli per tre anni si fermò a Carnunto, +città vicina a Vienna d'oggidì, quando arrivò _Erode Attico_[1195] +celebre oratore di questi tempi, e stato già console, per cagion di +una lite assai calda ch'egli avea con la sua patria Atene. Vi giunse +anche il deputato degli Ateniesi, per nome _Demostrato_, che fu ben +accolto da Marco Aurelio, principe naturalmente inclinato a favorir le +comunità più che i privati. Prese ancora la protezione della città +_Faustina Augusta_, la quale, secondo l'uso di altre imperadrici, +accompagnava il marito Augusto alla guerra; e fino una lor figliuola +di tre soli anni, facendo carezze al padre Augusto, gittandosi a' suoi +piedi, e balbettando gli raccomandava la causa degli Ateniesi. Di +tutto informato Erode Attico, allorchè si dovette trattar la causa +davanti all'imperadore, lasciatosi trasportar dall'ira fuori di +strada, a visiera calata declamò contro al medesimo imperadore, con +giungere fino a rimproverargli, che si lasciasse governar da una donna +e da una fanciulla di tre anni. E perchè _Ruffo Basseo_ capitan delle +guardie gli disse, _che questa maniera di parlare gli potrebbe costar +la vita_, Erode gli rispose, _che un uomo della sua età_ (era assai +vecchio) _nulla avea da temere_; e voltategli le spalle se ne andò +via. Marco Aurelio senza mai scomporsi, senza fare un gesto indicante +noia o sdegno, partito che fu Erode, tranquillamente disse +all'avvocato degli Ateniesi, che dicesse le loro ragioni. Era +Demostrato uomo eloquentissimo, seppe ben vivamente rappresentarle. +Ascoltò Marco Aurelio, ed allorchè intese le maniere, colle quali +Erode e i suoi liberti opprimevano il popolo di Atene, non potè +trattener le lagrime, perchè grande stima professava ad Erode Attico, +uomo insigne, e stato suo maestro, ma ben più amava i suoi popoli. +Tuttavia non volle pronunziare sentenza alcuna contro di Erode. +Solamente decretò alcuni leggeri gastighi contro ai di lui insolenti +liberti, e provvide all'indennità degli Ateniesi. Erode da lì a +qualche tempo, per tentare se Marco Aurelio, venuto in Asia, era in +collera con lui, gli scrisse, come lagnandosi di non ricevere più sue +lettere, quando di tante dianzi era favorito; e il buon imperadore gli +diede un'ampia risposta, piena di amichevoli espressioni, con far +anche scusa dell'essere stato obbligato a condannar persone +appartenenti a lui. Certamente (dice qui il Tillemont[1196]) ci saran +ben de' Cristiani, ai quali nel dì del giudizio farà vergogna questo +dolce operare di un imperadore, ed imperadore pagano. + +NOTE: + +[1188] Noris, Epist. Consulari. + +[1189] Thesaurus Novus Inscription., pag. 338. + +[1190] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[1191] Dio, lib. 71. + +[1192] Vulcat., in Avidio Cassio. + +[1193] Dio, lib. 71. + +[1194] Orosius, in Histor. + +[1195] Philostr., in Herode Attico. + +[1196] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + + + + + Anno di CRISTO CLXXIV. Indizione XII. + + ELEUTERIO papa 4. + MARCO AURELIO imperad. 14. + +_Consoli_ + +GALLO e FLACCO. + + +Nulla di più sappiamo di questi consoli. Ho io prodotta una nobile +iscrizione[1197] col C. CALPVRNIO FLACCO, L. TREBIO GERMANO COS., +congetturando che questa si potesse riferire all'anno presente, e che +quel _Germanico_ forse sostituito a _Gallo_ nelle calende di luglio, o +pure ne' mesi seguenti. Se sia o non sia ragionevole tal conghiettura, +ne giudicheranno i lettori. Al vedere nelle medaglie[1198] di +quest'anno, che l'imperador Marco Aurelio prese _per la settima volta +il titolo d'Imperadore_, senza timor di errare, veniamo a conoscere +ch'egli riportò qualche vittoria contra de' Barbari. Secondo tutte le +apparenze, questa fu la descritta da Dione[1199]. Erasi inoltrata +l'armata romana nel paese de' Quadi, e vi era in persona lo stesso +imperadore. In un sito svantaggioso fu essa ristretta da innumerabil +copia di Barbari che presero tutti i passi, senza che i Romani +potessero a lor talento dar la battaglia. Eccessivo era il caldo della +stagione, nè acqua si trovava in quella parte. Andavano differendo i +Barbari il combattimento sperando di cogliere i nemici snervati ed +avviliti per la sete. In fatti, ad un estremo pericolo era ridotta +l'armata romana, se un improvviso accidente non avesse provveduto al +bisogno. Imperciocchè ecco in un subito annuvolarsi il cielo, e cadere +una dirotta pioggia. Ogni soldato allora tutto lieto stese i suoi elmi +e scudi per raccoglier l'acqua cadente, abbeverando sè stesso e i +cavalli, e tutti si riconfortarono. All'incontro i Barbari, veggendo +fallita la loro speranza di vincerli colla sete, e credendoli tuttavia +indeboliti pel patimento preceduto, attaccarono la zuffa. Forse anche +prima l'aveano attaccata, immaginando troppo spossati i Romani e i lor +cavalli, onde non potessero resistere. Generosamente combatterono i +Romani rinvigoriti dall'acqua cadente; ma quel che portò loro la +vittoria, fu una scappata di fulmini addosso all'esercito barbarico, e +un fuoco aereo che cadeva solamente addosso ai medesimi Barbari, +confessato miracoloso dallo stesso Dione gentile. In somma rimasero +interamente sconfitti i Barbari, liberati i Romani, ed ognuno confessò +essere stata prodigiosa così gran vittoria. Era solito Marco Aurelio +ad aspettare dal senato il decreto di moltiplicare il titolo +d'_imperadore_, segnale di qualche nuova vittoria. A cagion della +suddetta, che riuscì cotanto luminosa, fu egli proclamato _Imperatore +per la settima volta_ dal vincitore esercito. Ne scrisse poi egli al +senato in occasione di notificargli il felicissimo e mirabil successo +delle sue armi: e il senato non solamente approvò il fatto, ma +dichiarò anche Faustina Augusta sua moglie _madre degli eserciti_. + +Ora, conoscendo anche i Pagani per miracoloso il descritto +avvenimento, chi fra essi ne attribuì la cagione a un incantesimo di +Arnufi mago egiziano, chi ad un altro mago caldeo appellato Giuliano, +chi alle preghiere del medesimo Marco Aurelio, come si può vedere +presso Dione[1200], Capitolino[1201] ed altri antichi scrittori[1202]. +E nella colonna Antonina effigiato tuttavia si scorge un Giove che +manda pioggia e fulmini nello stesso tempo dal cielo: con che +s'avvisarono i Pagani di attribuire tal grazia al loro Giove. Ma è ben +più da credere agli antichissimi scrittori, i quali attestano che i +Cristiani, militanti allora in gran numero nell'oste di Marco, +Aurelio, veggendo il comune periglio, ritiratisi in disparte, colle +ginocchia a terra implorarono l'aiuto del vero Dio, ed impetrarono +quel miracolo. Che poi vi fosse una legione tutta di Cristiani, +ch'essa fosse appellata di Melitene, e venisse poi soprannominata la +Fulminatrice, questo è dubbioso, e l'ultimo, secondo le osservazioni +degli eruditi, non sussiste punto. Un buon fondamento bensì abbiamo di +credere ottenuta quella vittoria per intercession de' Cristiani, +asserendolo, per testimonianza di Eusebio[1203], santo Apollinare +vescovo di Jerapoli, vivente allora, e Tertulliano[1204] vicino a +questi tempi, san Girolamo, san Gregorio di Nissa ed altri antichi. +Anzi il suddetto Tertulliano scrive aver lo stesso Marco Aurelio in +una lettera al senato romano attribuito questo prodigio alle preghiere +de' Cristiani, quantunque ne parlasse con qualche dubbio, per non +comparir troppo credulo ad una religione cotanto odiata dagl'idolatri +Gentili. Parlasi poi nelle medaglie[1205] di qualche vittoria +riportata da Marco Aurelio sopra i Sarmati. A quanto si è detto di +sopra de' costumi di questo imperadore, si vuol ora aggiungere ch'egli +ebbe in uso di tenere delle spie dappertutto, non già[1206] per far +danno altrui, ma solamente per saper ciò che si dicea di lui. Niun +caso poi facea delle sciocche o maligne dicerie e detrazioni che udiva +della sua persona. Ma se trovava ben fondata la lor censura, serviva +ciò a lui per emendarsi; chè questo era l'unica mira sua. Trovandosi +egli appunto a questa guerra, fu informato dei lamenti che facea il +popolo romano, per aver condotto via sì gran brigata di gladiatori, +de' sanguinosi combattimenti de' quali viveano spasimati i Romani; e +per avere ordinato che le commedie, o vogliam dire le buffonerie de' +pantomimi, si facessero in ora più tarda, per non impedire i negozii +de' mercatanti. Imperciocchè pareva ai Romani, che l'imperadore, con +privarli de' consueti divertimenti e sollazzi, li volesse far tutti +diventare filosofi. Ora egli mandò ordine, che si facessero gli usati +spettacoli, deputando a ciò i nobili, che aveano miglior borsa, e più +degli altri poteano rallegrare il popolazzo. + +NOTE: + +[1197] Thesaurus Novus Inscription., pag. 338. + +[1198] Mediobarb., in Numism. Imperat. + +[1199] Dio, lib. 71. + +[1200] Dio, lib. 70. + +[1201] Capitol., in Marco Aurelio. + +[1202] Themistius, in Oration. ad Imp. Theodosium. Claudianus, in +Sexto Consulatu Honorii. + +[1203] Euseb., Histor. Ecclesiast., lib. 5, cap. 5. + +[1204] Tertullianus, Apologet., c. 5. + +[1205] Mediobarb., in Numism. Imp. + +[1206] Capitol., in Marco Aurelio. + + + + + Anno di CRISTO CLXXV. Indizione XIII. + + ELEUTERIO papa 5. + MARCO AURELIO imperad. 15. + +_Consoli_ + +CALPURNIO PISONE e MARCO SALVIO GIULIANO. + + +Siccome altrove[1207] ho io accennato, sarebbe da vedere, se questo +_Giuliano_ console potesse essere il medesimo che _Marco Didio +Giuliano Severo_, il quale a suo tempo ci comparirà assunto al trono +imperiale: giacchè Erodiano attesta ottenuto da lui il consolato prima +dell'imperio, e si sa da Sparziano[1208] aver egli avuto per collega +in questa dignità _Pertinace_, il quale divenne anch'egli imperadore, +e forse potrebbe essere stato sostituito a _Pisone_ nell'anno +presente. Di Pertinace scrive Capitolino[1209], che egli liberò la +Retia e il Norico dai nemici, ed in ricompensa fu disegnato console da +Marco Aurelio, senza che se ne sappia l'anno preciso. Ma, per +attestato di Dione[1210], molti ne mormorarono, perchè egli era +bassamente nato. Nulla più resisteva alle armi vittoriose di Marco +Aurelio, a cui era riuscito di ridurre in somme angustie i Marcomanni +e i Quadi. Avea egli anche messi di presidio ne' lor paesi ventimila +armati in siti ben fortificati; e tuttochè quei popoli ricalcitrassero +per qualche tempo ancora, pure forzati furono a sottomettersi, +coll'impetrare un accordo, in cui si obbligarono di non abitare per +certo tratto in vicinanza del Danubio. I Jazigi, già sconfitti dai +Romani, finchè poterono, tennero forte, ed imprigionarono _Bonadaspe_ +re loro, perchè avea inviato dei deputati a Marco Aurelio per trattare +di pace. Ma, incalzati sempre più dalla armata de' Romani, si +ridussero anche essi ad umiliarsi. Nulla poterono impetrare la prima +volta, perchè di loro non si fidava l'imperadore; ma in fine venuto +_Zantico_ lor nuovo re coi principali della nazione a' piedi di Marco +Aurelio, ottenne con alcune condizioni la pace. Una d'esse condizioni +era la restituzion de' prigionieri, che ascese a centomila persone, +oltre ai fuggiti, morti o venduti. Diedero in oltre a Marco Aurelio +ottomila uomini a cavallo di lor nazione, cinquemila de' quali furono +spediti nella Bretagna: segni tutti di una gran possanza di que' +popoli. Anch'essi furono obbligati ad abitar lungi dal Danubio più +ancora de' Marcomanni. Non fecero di meno i Narisci, i Buri, ed altre +di quelle barbare nazioni. Tutte implorarono la pace dal temuto +Augusto[1211]: e chi si sottomise, chi entrò in lega, chi provvide di +soldatesche. A molti di costoro diede egli delle terre nella Dacia, e +nella Pannonia, nella Mesia, nella Germania, e gran quantità di +Marcomanni rimandò ad abitare in Italia. Ma perchè alcuni di costoro +posti a Ravenna[1212] tentarono d'impadronirsi di quella città, a +tutti costoro diede poi sussistenza di là dall'Alpi. Tale per certo +era la bontà e la equità di questo imperadore, che trattava i nemici +stessi, prigioni o sottomessi, come amici. Merita anche d'essere +osservato nelle iscrizioni raccolte dal Grutero e da me, che molti +soldati portavano il nome di _Marco Aurelio_. Potrebbe credersi che +fossero liberti suoi; ma più probabilmente furono persone di nazioni +straniere, che venute al suo soldo meritarono in premio il nome dello +stesso imperadore. + +Con questa felicità avea l'Augusto Marco Aurelio domate quelle barbare +genti, e conseguito per questo il titolo di _Germanico_ e +_Sarmatico_[1213]. Era anche dietro a dare un nuovo sistema ai +conquistati paesi, meditando di far della Marcomannia e della Sarmazia +due provincie romane, governate da pretori o proconsoli romani, quando +gli convenne interrompere questi disegni per una noiosa novità occorsa +nell'anno presente. _Avidio Cassio_, di cui s'è parlato di sopra, dopo +essere intervenuto alla guerra marcomannica[1214], d'ordine di Marco +Aurelio se ne tornò al governo della Siria o sia della Soria, e quivi +formò una fiera ribellione. Era egli originario di quel paese: il che +diede poi motivo allo stesso Augusto di ordinare che da lì innanzi +niuno potesse avere il governo di quelle provincie, ove fosse nato, o +dalle quali traessero origine i suoi maggiori. Vulcazio Gallicano, che +ne scrisse la vita (se pure autor di essa non fu Sparziano), il vuole +far credere discendente da Cassio, uno degli uccisori di Giulio +Cesare. Ma non è sì facilmente da prestargli fede, nè lo stesso Cassio +in una sua lettera riconosce tale la sua nobiltà. Il medesimo +scrittore cel rappresenta per rigoroso esattor della disciplina +militare, anzi portato alla crudeltà: del che di sopra addussi un +esempio. Egli, per ogni menomo trascorso de' suoi soldati, li facea +crocifiggere, bruciar vivi, affogare, e a molti de' disertori fece +tagliar le mani e le gambe: il che non s'accorda coll'aver _Lucio +Vero_ scritto che Cassio era amato assai dai soldati. Certo è bensì, +che egli sempre un dì della settimana facea far loro l'esercizio, e +che ogni delizia nel mangiare e nel vestire bandì dai loro quartieri. +Gran tempo era, che costui dava a conoscere il suo genio di +signoreggiare; altro non facendo che dir male di Marco Aurelio, +chiamandolo una vecchierella filosofessa, e di Lucio Vero, +appellandolo sciocco lussurioso. Derideva le loro azioni, non istimava +le loro lettere. Udivasi in ogni occasione compiangere lo stato +presente della romana repubblica, dove più non si mirava l'antica +disciplina, dove il principe lasciava andar tutto alla peggio, non +gastigava i cattivi, e permetteva che si ingrassassero a dismisura i +capitani delle guardie e tutti i governatori delle provincie. +Aggiugneva, che se toccasse a lui, saprebbe ben tagliar teste e +premiare i buoni, con altre simili bravate: dalle quali fu mosso Lucio +Vero Augusto, fin quando andò in Soria ad avvisarne Marco Aurelio, +acciocchè si guardasse da uomo sì pericoloso, e provvedesse alla +sicurezza propria e de' suoi figliuoli. Marco Aurelio gli rispose, che +non trovava nella di lui lettera la grandezza d'animo conveniente ad +un imperadore; essere tale il governo suo, che non avea da paventar +rivoluzioni; e che quando altramente dovesse essere, il destino non si +potea schivare; nè potersi condannare un uomo che non era accusato da +alcuno; e però che Cassio dicesse quel che volesse, perchè essendo +uomo di gran valore, buon capitano e severo, egli era utile alla +repubblica, nè gli si dovea recar nocumento. Terminava poi la sua +risposta con queste belle parole: _Quanto al procurare la salvezza de' +miei figliuoli, avrò più caro di vederli perir tutti, quando Cassio +meriti d'esser amato più che essi, e quando importi più alla +repubblica la vita di Cassio che la loro._ + +Ma eccoti che nell'aprile di questo anno il medesimo _Cassio_ si +ribellò, assunse il titolo d'_Imperadore_, e creò prefetto del +pretorio colui che gli mise addosso il manto imperiale. Dicono ch'egli +con lettere finte facesse credere morto Marco Aurelio, e per consolare +i soldati, gli desse nome di Divo. Altri giunsero a scrivere, che +_Faustina Augusta_[1215] era d'accordo con lui, perchè, vedendo il +marito malsano, avrebbe poi sposato esso Cassio: frottola, a mio +credere, inventata dagli oziosi, e smentita dalle lettere della +medesima Faustina: che son riferite dallo storico Vulcazio +Gallicano[1216]. Imperocchè essa, udita la ribellion di Cassio, +secondo l'esempio di Faustina seniore sua madre riferito di sopra, +accese il marito a punir costui e i complici, rappresentandogli che se +in tal caso non lasciava in disparte la sua troppa clemenza, e non +dava un esempio di giustizia, altri si sarebbono animati a tentar lo +stesso, e che non era in sicuro la vita de' lor figliuoli. Intanto +Cassio, seguitato dalle sue legioni, ebbe tutta la Soria alla sua +ubbidienza. Specialmente gli Antiocheni, che assai l'amavano, si +dichiararono per lui. Altrettanto fece la Cilicia; e per tradimento di +_Flavio Calvisio_ governatore, anche l'Egitto. Tertulliano[1217] +osservò, che niuno de' Cristiani si mischiò in questa ribellione, +perchè la legge di Cristo vuol che si onorino anche i principi +cattivi, non che i buoni. Avvisato di questa inaspettata turbolenza in +Germania l'Augusto Marco Aurelio da _Publio Marzio_ governatore della +Cappadocia, ne dissimulò, per qualche tempo, il suo affanno. Quel che +più gli dispiaceva, era di dover venire ad una guerra civile. +Divolgatosi poi l'affare, fece una savia aringa alle legioni che +l'aveano sì ben servito nella guerra de' Marcomanni; e ne scrisse +ancora al senato, parlando sempre non di vendetta, ma di clemenza. +Ordinò a _Commodo_ suo figliuolo[1218] di venirlo a trovare ai confini +della Germania, per dargli la toga virile, essendo in uso di darla ai +figliuoli degli Augusti da che erano entrati nell'anno quindicesimo +della loro età[1219]. Ciò fu fatto, e per tal festa diede un congiario +al popolo romano, se pur non falla Capitolino. Trovandosi in una +medaglia menzionata la _settima liberalità_ di Marco Aurelio, crede il +Mezzabarba[1220], essere ciò un donativo da lui fatto all'esercito +germanico nell'occasione suddetta. Ma forse più tardi succedette quel +dono. Dichiarato fu ancora _Commodo principe della gioventù_. Intanto +Marco Aurelio, lasciate ben guernite le frontiere della Germania, +diede la marcia alle sue milizie verso la Soria, e tenne poi loro +dietro da lì a qualche tempo: sicchè si preparava oramai un'aspra +guerra fra lui e il ribellato Cassio. In Roma stessa abbondava lo +spavento per timore che Cassio meditasse di venire in Italia, mentre +n'era lontano l'imperadore; benchè per questo non si ritenesse il +senato dal dichiarar _Cassio_ pubblico nemico, e di confiscare i di +lui beni all'erario della repubblica, giacchè Marco Aurelio nulla +volle per sè dei beni di costui. + +Ma di corta durata fu questo incendio. Erano appena passati tre mesi e +sei giorni da che Cassio avea assunto l'imperio[1221], quando essendo +egli in viaggio, un centurione per nome Antonio, fedele a Marco +Aurelio, incontratolo per istrada, gli diede di un fendente al collo. +Non fu mortale la ferita, e si sarebbe salvato Cassio colla fuga presa +dal cavallo, se sopraggiunto un decurione non l'avesse finito. +Spiccatagli la testa dal busto, questi due uffiziali presero le poste +per potarla all'imperadore. Altra particolarità più precisa di questo +fatto noi non abbiamo dagli storici, se non che pare seguito qualche +combattimento fra i soldati di Cassio e quei di _Marzio Vero_, +governatore della Cappadocia, inviato da Cesare nella Soria[1222]. Fu +anche ucciso il prefetto del pretorio, creato da lui, siccome ancora +_Metiano_ governatore di Alessandria, che avea abbracciato il di lui +partito. Capitolino[1223] il chiama figliuolo di Cassio. Succederono +cotali uccisioni senza alcun ordine o saputa di Marco Aurelio, il +quale troppa premura avea che non si spandesse il sangue di verun +senatore, desiderando di salvar la vita a Cassio stesso, e solamente +di potere rinfacciargli la sua infedeltà e ingratitudine. In fatti +s'afflisse all'udirlo ucciso per aver perduta l'occasione di esercitar +la misericordia. Furono trovate nello scrigno di _Pudente_ molte +lettere scritte a Cassio da' suoi parziali. _Marzio Vero_, dichiarato +poi governatore della Soria, tutte le bruciò, con dire che credeva +d'incontrar così il genio di Marco Aurelio; e quando pur fosse +succeduto il contrario, amava piuttosto di perir solo che di lasciar +perir tanti altri[1224]. Ma più costante fama fu, che portate quelle +lettere a Marco Aurelio, senza volerle dissuggellare, le gettò nel +fuoco per non conoscere alcuno de' suoi insidiatori, o per non essere, +suo malgrado, forzato ad odiarli. Lo stesso fece allorchè gli fu +portato il processo formato contra di Cassio, nè volle vedere la di +lui testa, avendo comandato di seppellirla, prima che arrivasse chi +gliela portava. Nè qui si fermò la di lui clemenza. Si guardò egli +dall'imprigionare, o far morire alcuno de' senatori denunziati di aver +tenuta mano a cotesta ribellione[1225]. E perciocchè il senato seguitò +dipoi le ricerche e i processi contra di tutti i complici, e molti ne +condannò, Marco Aurelio, non coll'ipocrisia di Tiberio, ma colla sua +sincera umanità, scrisse dalla Asia, dove il vedremo andare, ad esso +senato, pregandolo e scongiurandolo di usar piuttosto l'indulgenza che +il rigor contra de' delinquenti, e di non condannar a morte +chicchessia, e massimamente chi fosse dell'ordine senatorio o +equestre: _perchè egli desiderava questa gloria al suo regno, che in +occasion di ribellione niuno, fuori del calore del tumulto perdesse la +vita._ Aggiungeva, _che avrebbe anzi voluto, se fosse stato possibile, +richiamar dal sepolcro gli estinti_[1226]; e chiudeva in fine tal +preghiera con dire, _che se altrimenti avessero fatto per conto di +alcun senatore o cavaliere, si aspettassero di vedere ancor lui in +breve morire._ In effetto, a riserva di pochissimi centurioni +decapitati, gli altri colpevoli furono solamente gastigati +coll'esilio. _Flavio Calvisio_ governator dell'Egitto, benchè +partigiano dichiarato della ribellione, fu relegato in un'isola, nè +solo ebbe salva la vita, ma anche i beni. + +Perdonò Marco Aurelio alla moglie, ai figliuoli, al genero di Cassio, +ancorchè sapesse che aveano sparlato di lui. Il solo _Eliodoro_ fu +relegato in un'isola. Agli altri figliuoli di Cassio volle che fosse +conservata la metà de' beni paterni e materni, con facoltà di andare +dovunque loro piacesse (probabilmente lungi da Roma e fuori d'Italia), +colla giunta ancora di molti regali, e con divieto di ingiuriarli o +rimproverarli per cagion della loro disgrazia. Così poterono essi con +sicurezza e comodo vivere da lì innanzi non come figliuoli d'un +tiranno, ma come senatori romani, finchè il bestial _Commodo_, figlio +di Marco Aurelio, sotto pretesto d'una congiura, li condannò col tempo +ad esser bruciati vivi. Nè andò molto, che Marco Aurelio fece anche +richiamar dall'esilio parecchi banditi per questa turbolenza. In +somma, ad altro non servì la ribellione di Cassio, che a far +maggiormente risaltare la grandezza d'animo e l'incomparabile bontà di +Marco Aurelio. Molti nulladimeno vi furono che disapprovarono cotanta +indulgenza, perchè era un dar ansa di far del male ad altri, nè era +sicura la vita di lui nè di suo figliuolo. Ed uno fra gli altri vi fu +che disse allo stesso Augusto: _Ma come sarebbe andata, se Cassio +avesse vinto?_ Al che egli rispose: _Io non ho sì poco timor +degl'iddii, nè vivo in maniera che Cassio avesse da vincere_[1227]. +Meritava bene un principe tale di conoscere il vero Dio, giacchè egli +avea tanta fiducia nei falsi. E qui si metteva egli a dire, _che niun +de' principi precedente uccisi v'era, che non sel fosse meritato. Così +Caligola, Nerone, Ottone e Vitellio. Galba anch'esso era perito per la +sua avarizia._ Nel testo di Vulcazio Gallicano v'ha, che egli disse lo +stesso di Pertinace: errore massiccio che non può venir dallo storico, +ma da qualche saputello, che vi fece quella giunta, perchè _Pertinace_ +venne dipoi. Aggiugneva, _che non Augusto, non Trajano, Adriano ed +Antonio Pio suo padre erano stati sopraffatti dai ribelli o dai +congiurati, perchè non si lasciarono mai sopraffare dai vizii._ A +picciole giornate finalmente marciò l'Augusto Marco Aurelio, con +pensiero d'andar in Soria. Per viaggio intese la morte di Cassio, e +per viaggio scrisse al senato quanto s'è detto di sopra[1228]. Da una +lettera ch'egli inviò a _Faustina_, sua moglie, e dalla risposta di +lei, si può raccogliere ch'egli fece la via d'Italia, e venne ad +Albano e a Capoa, senza apparire che entrasse in Roma. Gli stava +probabilmente a cuore di non interrompere l'incominciato cammino; e in +fatti con essa sua moglie e col figliuolo _Commodo Cesare_ lo +continuò, imbarcatosi, come credono alcuni, nella flotta del Miseno. +Vogliono il cardinal Noris e il padre Pagi[1229], che nell'agosto di +quest'anno, mentre Marco Aurelio tuttavia era in Campania, per le +istanze del senato conferisse ad esso suo figlio la potestà +tribunizia. Scrittori di tanta autorità si possono seguitare a chiusi +occhi. Nulladimeno potrebbe restar qualche sospetto, che più tardi +succedesse questo fatto. Certo è che dopo avere il senato ricevuta la +lettera d'esso Augusto, sì piena di clemenza verso i partigiani della +ribellione cassiana[1230], proruppe in allegre acclamazioni verso di +lui, chiedendo, fra l'altre cose, che assicurasse l'imperio al +figliuolo, e che gli concedesse la tribunizia podestà. Quando e dove +fosse scritta quella lettera, non si sa. Da essa impariamo che già +alcuni erano stati relegati nell'isole, altri banditi, e seguite altre +condanne; e i processi esigevano del tempo e notizie ed esami dalla +Soria. Però sembra scritta la lettera, dappoichè l'imperadore era +giunto in Levante. E tanto più, perchè Dione[1231] assai chiaramente +mostra averla egli scritta, dappoichè l'Augusta _Faustina_ era morta; +e questa senza fallo, siccome dirò, mancò di vita mentr'egli era in +Asia. Ecco dunque sufficiente motivo di sospettare che non sia tanto +sicura l'opinion de' suddetti critici, e potersi dubitare che +_Commodo_ ottenesse quella insigne prerogativa alquanto più tardi. + +NOTE: + +[1207] Thesaurus Novus Inscript., pag. 338. + +[1208] Spartianus, in Juliano. + +[1209] Capitol., in Pertinace. + +[1210] Dio, lib. 71. + +[1211] Capitolinus, in Marco Aurelio. + +[1212] Dio, lib. 71. + +[1213] Mediobarbus, in Numismat. Imperator. + +[1214] Vulcat., in Avidio Cassio. Dio, lib. 71. + +[1215] Dio, lib. 71. + +[1216] Vulcat., in Avidio Cassio. + +[1217] Tertullianus, ad Scap., cap. 2; et Apologet., cap. 35. + +[1218] Lampridius, in Commodo. + +[1219] Capitolinus, in Marco Aurelio. + +[1220] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[1221] Dio, lib. 71. + +[1222] Vulcatius, in Avidio Cassio. + +[1223] Capitol., in Marco Aurelio. + +[1224] Dio, in Excerptis Valer. Ammianus, Histor., lib. 21. + +[1225] Vulcatius, in Avidio Cassio. + +[1226] Dio, lib. 71. + +[1227] Vulcat., in Avidio Cass. + +[1228] Vulcat., in Avidio Cassio. + +[1229] Pagius, in Crit. Baron. + +[1230] Vulcat., in Avidio Cassio. + +[1231] Dio, lib. 71. + + + + + Anno di CRISTO CLXXVI. Indizione XIV. + + ELEUTERIO papa 6. + MARCO AURELIO imperadore 16. + +_Consoli_ + +TITO VITRASIO POLLIONE per la seconda volta e MARCO FLAVIO APRO per la +seconda. + + +Già dissi passato in Oriente l'Augusto Marco Aurelio nell'anno +precedente per dar sesto agli affari sconvolti della Soria e +dell'Egitto a cagion della ribellione di Cassio. Era egli giunto ad un +borgo chiamato Halala nella Cappadocia, a piè del monte Tauro[1232], +borgo poscia da lui popolato con una colonia, e fatto divenire una +città, cui diede il nome di Faustinopoli. Quivi presa da mortal +malattia sua moglie _Annia Faustina_ Augusta minore, finì i suoi +giorni, e fu attribuita la sua morte alla gotta, male, a cui era +soggetta. Dione[1233], intestato ch'essa avesse parte nella +sollevazion di Cassio, dubitò ch'ella medesima si lasciasse morire per +paura d'essere scoperta complice di quella ribellione: sospetto, come +già vedemmo, insussistente e privo affatto di verisimiglianza. Il +Tillemont[1234] la fa defunta nell'anno precedente. Il Petavio[1235], +il Mezzabarba[1236] ed altri nell'anno presente. Non è facile il +decidere tal quistione. Solamente abbiamo da Filostrato[1237] nella +vita di Erode Attico, che Marco Aurelio rispondendo benignamente alla +lettera scrittagli da esso Erode, di cui parlammo all'anno 173, +esprimeva il suo dolore per la recente morte di _Faustina Augusta_, +dicendo ch'egli si trovava a quartier d'inverno colle soldatesche che +l'accompagnavano: il che può convenire al precedente dicembre, e molto +più ai primi mesi dell'anno corrente. Si vuol ora avvertire, che +questa imperadrice lasciò di sè un nome obbrobrioso per la sua +lascivia: vizio troppo usuale in chi adorava delle deità infami pel +medesimo eccesso. Per attestato di Capitolino[1238], fama era che +_Commodo_ suo figliuolo fosse nato di adulterio, perchè trovandosi +ella a Gaeta, scialacquò la sua pudicizia colla feccia dei barcaiuoli +e gladiatori. Sapevasi ancora essere stati de' suoi drudi Tertullo, +Utilio, Orfito e Moderato; e perchè Marco Aurelio promosse costoro +alle cariche, ed alcuni fino al consolato, ne fu anche proverbiato +dalla gente e messo in canzone ne' teatri. Corse inoltre voce, ch'essa +perdutamente si innamorasse d'un gladiatore; essendo per questo folle +amore lungamente inferma, confessò il suo fallo all'Augusto consorte. +Consigliatosi egli coi Caldei, ebbe per risposta, che ucciso quel +gladiatore, facesse lavar la moglie nel di lui sangue. Il che fatto, +essa guarì e concepì poco dappoi Commodo, principe che vedremo +impastato di tutti i vizii della canaglia, e abbandonato all'infamia +degli spettacoli gladiatorii. Non ignorava già Marco Aurelio, se non +tutti, almeno gran parte dei trascorsi della moglie impudica: pure non +seppe mai indursi a prendere alcuna risoluzione gagliarda su questo. E +a chi gli disse un dì, che se non volea ucciderla, almeno la +ripudiasse, rispose: _Ma così facendo, converrà anche renderle la +dote;_ e volea dir l'imperio da lui conseguito per cagion d'essa. Nè +egli lasciò mai per le sue follie d'amarla e di andar d'accordo con +lei. Morta che fu questa donna, certo indegna d'aver avuto per padre +un Antonino Pio, per marito un Marco Aurelio, ne fece il senato una +ridicola deità per le istanze del marito Augusto, il quale la pianse, +e le alzò un tempio, al cui servigio pose anche delle fanciulle +appellate Faustiniane. Giuliano Apostata[1239] gli diede la burla per +questo. _Fabia_, sorella di Lucio Vero, a lui giovine destinata in +moglie, si studiò allora per giugnere al di lui talamo. Ma Marco +Aurelio, per non dare una matrigna ai figliuoli, se la passò da lì +innanzi con una concubina, giacchè ciò s'accordava colle leggi romane. + +Abbiamo dalle medaglie[1240], che in quest'anno esso imperadore prese +per _la ottava volta_ il titolo d'_Imperadore_: il che ci fa intendere +riportata dai Romani qualche nuova vittoria, e questa in Germania, +come traluce dalle stesse monete. Nella lettera, o pure nell'orazione +mandata da esso imperadore al senato, e riferita da Vulcazio +Gallicano[1241], dove tanto raccomanda la piacevolezza verso i +congiurati con Cassio, credo io che si parli di questa vittoria, per +cui s'era rallegrato il senato con lui. Il che è da osservare, perchè +prima di quella lettera _Commodo Cesare_ non era per anche giunto ad +ottenere la podestà tribunizia. In essa lettera ancora si parla del +consolato dato a _Claudio Pompejano_ suo genero, il cui nome non +comparendo ne' fasti, ci fa conoscere non esser egli stato console +ordinario. Ora Marco Aurelio in quest'anno visitò la Soria, la +Palestina e l'Egitto, lasciando dappertutto segni luminosi della sua +clemenza coll'aver perdonato a tutte le città che aveano aderito a +Cassio, e prese l'armi in favore di lui. Ma non volle veder quella di +Cirro, perchè patria di Cassio, essendo ben più probabile che +Capitolino[1242] scrivesse _Cirro_, città della Soria, che _Cipri_. +Molto men volle passare in Antiochia, città che con isfacciata +alterigia avea sostenuto la ribellion cassiana. Anzi verso questa sola +diede a divedere il suo sdegno con privar que' cittadini del diritto +di adunarsi, di ascoltar pubbliche orazioni, di fare spettacoli (cosa +lor tanto cara), e con levar loro simili altri privilegii, spettanti +alle città che si governavano colle proprie leggi. Ma non durò molto +la collera del buon imperadore. Fra pochi mesi restituì loro tutto, e, +nel tornar dall'Egitto consolò quel popolo con visitare la loro città. +Mentre andava in Egitto, abbiamo da Ammiano Marcellino[1243], che fu +sì attediato in passando per la Palestina dai ricorsi e dai rissosi +cicalecci dei fetenti Giudei, che in fine esclamò: _O Marcomanni, o +Quadi, o Sarmati, ho pur una volta trovata gente più inquieta e noiosa +di voi!_ Ancorchè gli abitanti di Alessandria avessero incensato +Cassio con grandi elogi[1244], pure non si fece pregare per dar loro +il perdono. Quivi anche lasciò una sua figliuola, mentre andò alla +visita d'altre città dell'Egitto, per le quali tutte comparve sempre +vestito alla moda di quel paese, o pur con abito da filosofo. Durante +questo suo pellegrinaggio vennero i re dell'Oriente e gli ambasciatori +del re dei Parti ad inchinarlo, e a rinnovare i trattati di pace. In +somma lasciò questo Augusto per tutta l'Asia e per l'Egitto un gran +nome della sua saviezza e moderazione; nè persona vi fu che non +concepisse un grande amore e stima per lui. Venuto alle Smirne, imparò +ivi a conoscere il sofista[1245] _Aristide_, di cui restano le +orazioni. Arrivò ad Atene, e quivi, per provare la sua innocenza, +volle essere ammesso ai misteri di Cerere, e solo entrò in quel +sacrario. Accrebbe i privilegii a così illustre città, e specialmente +beneficò quelle scuole con assegnar buone pensioni a tutti i maestri +delle sette filosofiche, cioè Stoici, Platonici, Peripatetici ed +Epicurei. Poscia imbarcatosi, spiegò le vele alla volta di Italia, e +soffrì nel viaggio una gravissima tempesta di mare. Sbarcato che fu a +Brindisi, prese tosto la toga, cioè l'abito di pace, e con questa +ancora volle che marciassero tutte le milizie che lo scortavano. Entrò +dipoi in Roma colla solennità del trionfo a lui decretato per le +vittorie riportate in Germania[1246]. Nel dì 27 di novembre, impetrata +dal senato la dispensa dell'età per Commodo suo figliuolo, il disegnò +console per l'anno prossimo venturo. Ad amendue ancora nel dì 28 di +ottobre era stato conferito il titolo d'_Imperadori_ per la vittoria, +di cui parlammo di sopra; e se si ha da credere a Capitolino[1247], in +questa occasione fu che Marco Aurelio conferì al figliuolo la podestà +tribunizia. Ma siccome già accennai, in vigore delle medaglie che +abbiamo, il Noris e il Pagi pretendono conceduta a Commodo questa +podestà nell'anno precedente. Lascerò io qui combattere gli eruditi, +con dir solamente che non intendo io qui una regola del padre +Pagi[1248]. Egli vuole che gl'imperadori disegnassero prima consoli +poi Cesari ed Augusti i lor figliuoli; e pure certo è, che Commodo +prima del consolato portò il titolo di Cesare. Lampridio[1249] scrive, +che Commodo trionfò col padre _X Kalendas Amazionias_ nell'anno +corrente; e il padre Pagi spiega celebrato questo trionfo _X Kalendas +januarias_, seguendo l'opinion del Salmasio, che credette appellato +_Amazonio_ il gennaio; opinione non certa, scrivendo chiaramente +Capitolino, che il mese di _dicembre_ fu dal capriccioso Commodo +appellato _Amazonio_; e però quel trionfo, secondo lui, cadde nel dì +23 novembre dell'anno presente. Pretende esso padre Pagi dato in +quest'anno il titolo d'_Augusto_ al medesimo _Commodo_: punto +anch'esso imbrogliato dalle medaglie. Non me ne prenderò io altro +pensiero; e solamente dirò, che sarebbe da desiderare che tutte le +medaglie fossero legittime, e tutte ben attentamente lette ed +accuratamente copiate. Perchè appunto son qui imbrogliati i conti, non +oserò io di dar principio all'epoca dell'imperio del sopraddetto +Commodo. Diede Marco Aurelio in occasion di tali feste un congiario al +popolo. In che consistesse questo donativo si ha da Dione[1250]. Nella +pubblica concione avendo egli detto, che era stato in pellegrinaggio +_otto anni_, il popolo gridò colle mani alzate _otto_, volendo dire, +che aspettava da lui il regalo di otto monete d'oro per persona. +Sorrise l'imperadore; e contuttochè non fosse mai giunto alcuno dei +suoi predecessori a donar tanto, pure tutta quella somma fece sborsare +al popolo. Per attestato di Capitolino[1251], diede anche degli +spettacoli maravigliosi: cosa dopo il danaro la maggiormente grata ai +Romani. + +NOTE: + +[1232] Antoninus, in Itinerario. Cellarius, in Geograph. + +[1233] Dio, lib. 71. + +[1234] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[1235] Petavius, de Doctrin. Temp. + +[1236] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[1237] Philostr., in Sophist., lib. 27. + +[1238] Capitolinus, in Marco Aurelio. + +[1239] Julianus, de Caesarib. + +[1240] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[1241] Vulcat., in Avidio Cassio. + +[1242] Capitol., in Marco Aurelio. + +[1243] Ammianus, lib. 23, cap. 5. + +[1244] Capitol., in Marco Aurel. + +[1245] Philost., in Sophistis., c. 34. + +[1246] Lampridius, in Commodo. + +[1247] Capitolin., in Marco Aurelio. + +[1248] Pagius, Crit. Baron. ad hunc annum. + +[1249] Lampridius, in Commodo. + +[1250] Dio, lib. 71. + +[1251] Capitolinus, in Marco Aurelio. + + + + + Anno di CRISTO CLXXVII. Indizione XV. + + ELEUTERIO papa 7. + MARCO AURELIO imperad. 17. + +_Consoli_ + +LUCIO AURELIO COMMODO CESARE o pure AUGUSTO e QUINTILIO. + + +In una iscrizione del Gudio s'incontrano questi consoli disegnati: M. +AVRELIO ANTONINO COMMODO AVGVSTO ET QVINTILIO COS. Ma mi sia lecito il +ripetere, che l'appoggiarsi ai marmi gudiani, non è cosa sicura nei +punti controversi. Non v'ha dubbio, Commodo portò il prenome di +_Lucio_, e in onore del padre assunse quello di _Marco_. Vivente il +padre, il troviam quasi sempre nominato _Lucio_; anzi credono +uomini[1252] dottissimi, ch'egli solamente dopo la morte di esso suo +padre prendesse l'altro: laddove nel marmo del Gudio comparisce +_Marco_ in quest'anno. Quivi parimente vien chiamato _Quintilio_ il +secondo console, il cui cognome in tutti i fasti è _Quintillo_. +Vedemmo di sopra all'anno 159 console _Marco Plautio Quintillo_. +Questi forse fu suo figliuolo, e portò i medesimi nomi. S'aggiunge +l'aver alquanto del pellegrino nell'iscrizione gudiana quel GENIS DEF. +ET HERCVLI CVSTODI DELVBR. CAPIT. Abbiamo dunque il primo consolato di +_Commodo_ figliuolo di Marco Aurelio, al quale nell'anno presente +(altri credono nel seguente) il padre diede[1253] per moglie +_Crispina_ figliuola di _Bruttio Presente_, personaggio stato già +console. Le nozze furono celebrate alla maniera de' privati: e, ciò +non ostante, egli volle rallegrare il popolo con un nuovo congiario. +Di ciò v'ha qualche vestigio in una medaglia[1254], dove è segnata la +_Liberalità VIII_ d'esso Augusto, ma può dubitarsi se sia ben copiata. +Nel tempo ch'esso imperadore si fermò in Roma, levò via vari abusi +civili. Moderò le spese che si faceano nei giuochi dei gladiatori. +Osserva Dione[1255] una particolarità, sempre più comprovante quanto +egli fosse alieno dallo spargimento del sangue. Era impazzito il +popolo romano dietro ai gladiatori; quanto più sanguinosi erano i lor +combattimenti, tanto maggior piacere ne provavano i Romani. Marco +Aurelio ordinò che adoperassero nelle lor battaglie spade senza punta +e senza taglio, acciocchè si facessero onore colla destrezza, ma non +già coll'ammazzarsi. Fece ancora dei regolamenti per correggere il +soverchio lusso e la troppa libertà delle matrone e dei giovani +nobili. Stese[1256] eziandio la sua liberalità a tutte le provincie, +con rimettere ad ognuno i debiti che avevano coll'erario, non men suo +che della repubblica, e in mezzo alla piazza maggiore di Roma bruciò +le carte delle loro obbligazioni. + +Pareva intanto, che per la pace riportata a Roma da Marco Aurelio, +tutti si promettessero una durevol serenità, quando si scompigliarono +di nuovo gli affari della Germania, se pur questi si erano mai +acconciati daddovero. Sappiamo da Dione[1257], che i Quadi, dappoichè +l'imperadore fu passato in Oriente, si burlarono degli accordi fatti +con lui. Deposero essi il re, verisimilmente dato loro dal medesimo +Augusto, ed alzarono al trono _Ariogeso_. Al vedere Marco Aurelio +sprezzata così l'imperiale autorità, e violati i patti, contra il suo +solito andò sì fattamente in collera che mise fuori una taglia, +promettendo mille scudi d'oro a chi gli desse vivo in mano _Ariogeso_, +e cinquecento a chi gliene portasse la testa. Vero è nondimeno che +essendogli poi riuscito di averlo prigione, altro male non gli fece, +che di mandarlo in esilio ad Alessandria. Qualche altra turbolenza +maggiore dovette accadere al Danubio, e tale ch'egli spedì (a mio +credere nell'anno presente) a que' romori i due _Quintilii_, uomini +amendue di molto volere e di non minore sperienza nella guerra. Ma +perchè nulla profittavano essi, anzi doveano camminar poco bene gli +affari di essa guerra, nell'anno seguente credette l'infaticabile +Augusto necessaria la sua persona a quell'impresa, ed egli stesso vi +andò, siccome vedremo. Crede il padre Pagi[1258] rotta solamente nel +seguente anno la pace e ricominciata la guerra; ma ben più verisimile +è che ciò avvenisse nell'anno presente, perchè Dione riconosce che i +due Quintilii aveano prima comandata in quelle parti l'armata, nè +riusciva loro di mettere al dovere que' Barbari: il che non si potè +fare in poco tempo. Secondo Dione, questa seconda guerra non fu contro +i Germani, ma bensì contro gli Sciti. Capitolino all'incontro +asserisce[1259], che Marco Aurelio di nuovo guerreggiò coi Marcomanni, +Hermunduri, Sarmati e Quadi. + +NOTE: + +[1252] Noris, Epistol. Consular. Pagius, in Critic. Baron. Bimard., +Epistol., pag. 122. Tom. 1. Thesaur. Novus. Inscript. Mur. + +[1253] Capitolinus, in Marco Aurel. + +[1254] Mediobarb., in Numism. Imperat. + +[1255] Dio, lib. 71. + +[1256] Euseb., in Chron. + +[1257] Dio, in Excerpt. Vales. + +[1258] Pagius, in Crit. Baron. + +[1259] Capitol., in Marco Aurel. + + + + + Anno di CRISTO CLXXVIII. Indizione I. + + ELEUTERIO papa 8. + MARCO AURELIO imperad. 18. + +_Consoli_ + +ORFITO e RUFO. + + +Il Panvinio[1260] per conghiettura diede i nomi a questi due consoli, +de' quali ho io posto il solo cognome, ch'è assicurato dal consenso +de' fasti e da Lampridio. Il cardinal Noris[1261] li rifiutò, e con +ragione. Credette egli poi, conghietturando, che il secondo fosse +_Gavio Orfito_, e il primo _Giuliano Rufo_, a cagion di una iscrizione +in cui i consoli di quest'anno sono _Orfito_ e _Giuliano_. Ma chi ci +assicura che Giuliano non sia stato console sostituito a _Rufo_? +Perciò non ho io osato di scrivere di più. Lampridio[1262], citando +gli atti pubblici, attesta che _Commodo_ imperadore nel dì 3 del mese +_Commodio_, essendo consoli _Orfito_ e _Rufo_, cioè nell'anno +presente, andò di nuovo alla guerra. Pretende il Salmasio che questo +fosse il mese di agosto, ma non è ben certo. Potè anche essere luglio. +Abbiamo poi da Dione[1263] che _gl'imperadori_ per necessità +marciarono in Germania. Sicchè a quest'anno si dee riferir l'andata +dell'Augusto Marco Aurelio col figliuolo, tuttochè Capitolino[1264] +scriva ch'egli per tre anni guerreggiò di nuovo in quelle parti. Era +ben poca la sanità, meschina di molto la complessione di questo +principe: tuttavia sì gli stava a cuore il pubblico bene e il dovere +dell'uffizio suo, che niun privato riguardo il potè ritenere. Ito egli +in senato, propose l'andata sua, e dimandò ai padri aiuto dall'erario +pubblico, senza volerlo prendere di sua autorità, come usarono altri +imperadori; _perchè_ (siccome egli disse in parlando ai medesimi) +_quel danaro e tutti gli altri beni sono del senato e popolo romano, +in maniera tale, che nulla noi possediamo del proprio, ed è vostra fin +quella casa dove abitiamo._ Ciò detto, presa l'asta insanguinata, a +lui recata dal tempio di Marte, in segno di dichiarar la guerra, la +scagliò verso il settentrione. Portossi ancora al Campidoglio, dove +protestò con giuramento che da che egli regnava, niun senatore era +stato ucciso d'ordine suo, o con sua contezza, e ch'egli avrebbe anche +perdonato ai ribelli, se non fossero stati uccisi prima ch'egli lo +sapesse. Noi troviamo nelle medaglie[1265] di quest'anno a lui dato +per _la nona volta_ il titolo d'_Imperatore_, e _per la terza_ a +Commodo Augusto suo figliuolo, per qualche vittoria al certo +guadagnata dai Romani, e forse da che i due imperadori furono giunti +al campo. Ma la storia non ci somministra lume per poterne dire di +più. Il console _Orfito_ diede il nome in questo anno al +Senatusconsulto[1266], per cui i figliuoli dell'uno e dell'altro +sesso, benchè passati per adozione in altre famiglie, furono ammessi +alla successione delle loro madri morte ab intestato. Ciò non si +praticava, o era proibito in addietro; e le adozioni, oggidì si rare, +ben frequenti erano presso gli antichi Romani. + +NOTE: + +[1260] Panvin., in Fast. Consular. + +[1261] Noris, Epistola Consulari. + +[1262] Lampridius, in Commodo. + +[1263] Dio, lib. 71. + +[1264] Capitolin., in Marco Aurel. + +[1265] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + +[1266] Institut., lib. III, cap. 4. + + + + + Anno di CRISTO CLXXIX. Indizione II. + + ELEUTERIO papa 9. + MARCO AURELIO imperad. 19. + +_Consoli_ + +LUCIO AURELIO COMMODO AUGUSTO per la seconda volta e PUBLIO MARZIO +VERO. + + +Due iscrizioni sono presso il Grutero[1267], spettanti all'anno +presente. Nell'una il secondo console è chiamato _Tito Annio Vero per +la seconda volta_; nell'altra _Aurelio Vero per la seconda volta_. +Perciò il cardinal Noris[1268], il Pagi[1269], il Relando[1270] ed +altri gli han dato il nome di _Tito Annio Aurelio Vero_. Ma da che il +sig. Bimard[1271], barone della Bastia, ed uno dell'Accademia reale di +Parigi, ha prodotto un marmo esistente in Aosta, che si legge nel +primo tomo delle mie iscrizioni, e posto IMP. COMMODO II. P. MARTIO +VERO II. COS., credo io che si abbia a preferir questo nome, ricavato +da un'iscrizione d'indubitata legittimità, alle due del Grutero che +son dubbiose e non concordi tra loro. Anzi apocrife le giudica esso +Bimard, perchè la famiglia Annia solamente si unì coll'Aurelia in +quella degli Antonini; nè alcuno vi era allora che portasse tal nome. +All'incontro _Publio Marzio Vero_ celebre fu in questi tempi, come si +ha da Capitolino[1272] e da Dione[1273]; e noi l'abbiamo veduto di +sopra il primo mobile di Marco Aurelio Augusto nella ribellione di +Cassio. Bolliva intanto la guerra barbarica al Danubio, avvalorata +dalla presenza dei due imperadori Marco Aurelio e Commodo. La +resistenza dei Barbari era grande[1274], quando Marco Aurelio ordinò a +_Paterno_ di andare ad assalirli con tutto il nerbo delle milizie +romane. Di _Tarrutenio Paterno_, prefetto del pretorio sotto Commodo, +parlano Lampridio[1275] e Dione. Durò l'atroce battaglia, per +attestato d'esso Dione, un'intera giornata, e finì colla totale +sconfitta delle nazioni nemiche. Per questa insigne vittoria fu +proclamato Marco Aurelio _Imperadore per la decima volta_, e Commodo +_per la quarta_[1276]. Trovasi questa lor denominazione nelle medaglie +coniate nell'anno presente, nel quale, secondo la testimonianza +d'Eusebio[1277], la città di Smirna restò smantellata da un furioso +tremuoto. Dione sembra mettere questa disavventura all'anno +precedente. Ne parla ancora Aristide[1278] in una delle sue orazioni, +con farci intendere la mirabil carità usata verso quell'illustre città +da tutte l'altre della Grecia e dell'Asia, perchè ognuna fece a gara +per dare ricetto a quei che erano rimasti in vita. Certamente i +Cristiani molto dilatati in quelle contrade, siccome allevati nella +scuola della carità, saranno stati i primi e i più abbondanti in recar +loro soccorso, ed avran servito di esempio anche ai Gentili. Ne +scrisse il suddetto Aristide[1279] ai due Augusti una compassionevol +lettera, che tuttavia esiste, pregandoli di risarcire l'infelice +città, siccome aveano fatto per tante altre di Italia in somiglianti +sciagure. Non potè ritener le lagrime il buon imperador Marco Aurelio +in leggendo la catastrofe di così rinomata città[1280]; e senza +aspettare che arrivassero i di lei deputati a pregarlo d'aiuto, con +viscere paterne ne scrisse al popolo rimasto in Smirna una lettera +consolatoria; mandò gran somma di danaro, acciocchè rifabbricassero le +case; gli esentò per dieci anni dai tributi; raccomandò con sue +lettere al senato romano di dar loro altri soccorsi, onde potesse +risorgere l'abbattuta città. + +NOTE: + +[1267] Gruterus, Thesaur. Inscript., p. 65, n. 9, et 77, n. 3. + +[1268] Noris, Epist. Consul. + +[1269] Pagius, in Critic. Baron. + +[1270] Reland., in Fastis. + +[1271] Bimard, Epist., pag. 120. Tom. 1 Thesaur. Nov. Inscript. + +[1272] Capitolin., in Marco Aurelio. + +[1273] Dio, lib. 71. + +[1274] Idem, ibidem. + +[1275] Lampridius, in Commodo. + +[1276] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[1277] Euseb., in Chron. + +[1278] Aristid., Or. 21. + +[1279] Aristid., Or. 20. + +[1280] Philost., in Sophist., cap. 35. + + + + + Anno di CRISTO CLXXX. Indizione III. + + ELEUTERIO papa 10. + COMMODO imperadore 1. + +_Consoli_ + +CAJO BRUTTIO PRESENTE per la seconda volta, e SESTO QUINTILIO +CONDIANO. + + +Fondato il cardinal Noris[1281] sopra un'iscrizione gruteriana[1282], +ch'egli nondimeno riconosce per difettosa, diede al primo console il +nome di _Lucio Fulvio Bruttio Presente per la seconda volta_, nel che +fu seguitato dal Pagi[1283], dal Relando[1284] e da altri. Ma chiunque +esaminerà meglio quel marmo, non avrà difficoltà a chiamarlo +un'impostura, e però appoggiati que' nomi ad un fondamento che non +regge. Ho io prodotta un'iscrizione[1285], dove _Cajo Bruttio +Presente_ vien detto _console per la seconda volta_. Era questi padre +di _Crispina_ moglie di _Commodo_ Augusto. Se non vogliamo ammettere +ch'egli fosse per la prima volta console nell'anno 153, sarà almeno +stato in alcuno de' susseguenti anni console straordinario ed +ordinario nel presente. Certamente motivo bastevole abbiamo di così +credere, finchè si disotterri altra memoria che tolga ogni dubbio. +Avea già l'Augusto Marco Aurelio ridotta a buon termine la guerra coi +Barbari. Erodiano[1286], che qui dà principio alla sua storia, scrive +che già alcuni di que' popoli s'erano a lui sottomessi, altri aveano +fatta lega con lui, ed altri fuggiti non comparivano più per paura +delle di lui vittoriose schiere. Ma non piacque a Dio di lasciargli +tanto di tempo per dar compimento all'impresa. Cadde egli +infermo[1287] nel marzo dell'anno presente, essendoglisi attaccata la +peste o sia l'epidemia, che già s'era introdotta nell'armata[1288]. +Nel sesto giorno della sua malattia chiamò al suo letto gli amici, e +fece loro un discorso intorno alla vanità delle cose umane, facendo +assai conoscere di disprezzar la vicina morte. Piangevano essi, ed +egli, loro rivolto, disse: _Perchè piagnete me, invece di piagnere la +peste che va desolando l'armata?_ Erodiano gli mette in bocca una +bella orazione, con cui raccomandò a tutti _Commodo_, benchè +Capitolino scriva che non ne parlò, ma che solamente interrogato a chi +egli raccomandasse il figliuolo, rispose: _A voi e agli dii immortali, +se pur se ne mostrerà degno._ L'aveva egli sul principio del male +chiamato a sè, pregandolo di non partirsi se prima non era terminata +la guerra: al che rispose Commodo che più gli premeva la propria +sanità, e desiderar perciò di andarsene. Ma più del male e più +dell'imminente morte, si affliggeva l'ottimo imperadore al vedere che +lasciava dopo di sè un figlio troppo diverso da' suoi costumi. Ne avea +già osservata la perversa inclinazione, e gli correa per mente +l'immagine di Nerone, di Domiziano e d'altri principi giovinastri +scapestrati, che erano stati la rovina della lor patria. Ma rimedio +più non appariva. Egli era già imperadore Augusto, nè si poteva +disfare il fatto. Giuliano Apostata nella sua Satira[1289] scrisse che +Marco Aurelio dovea lasciar l'impero a _Claudio Pompejano_ suo genero, +personaggio di gran saviezza, più tosto che ad un figlio di natural sì +maligno. Ma l'affetto paterno, lusingandosi sempre che nel crescere +dell'età crescerebbe il senno del giovane Commodo, prevalse all'amor +della repubblica, che in lui certamente era sommo. Fu anche +sollecitato a ciò dal senato romano istesso, siccome attesta Vulcazio +Gallicano[1290]. Puossi ancor credere che Marco Aurelio, sperando vita +più lunga, si figurasse d'aver tempo da ridirizzar quella pianta, che +già minacciava frutti cattivi. Turbato poi da questo rammarico +l'infermo Augusto, nè sapendo come quetarlo, desiderò che +sollecitamente venisse la sua morte, e stette anche senza voler +prendere cibo. Nel settimo dì copertosi il capo, come se volesse +dormire[1291], spirò nella notte del dì 17 di marzo, secondo +Tertulliano[1292], in Sirmio, o pure, secondo Aurelio Vittore[1293], +in Vienna d'Austria, mentre era nell'anno cinquantanovesimo dell'età +sua. Dione scrive d'aver avuto riscontri accertati, esser egli stato +tolto dal mondo, non già dalla malattia, ma dai medici che Commodo +avea guadagnati per sì esecrabile azione. Forse l'odio universale, in +cui, siccome vedremo, incorse Commodo, diede origine e fomento a +questa voce. + +L'afflizione dell'armata fu incredibile per la perdita di questo +principe, perchè quantunque egli fosse assai ritenuto a regalare i +soldati, e lontano da quelle esorbitanti liberalità che altri +imperadori aveano usato per tenersi ben affette le milizie; e tuttochè +egli volesse una rigida disciplina ed impiegati in continui esercizii +i soldati, pure teneramente era amato da tutti: frutto della sua gran +bontà e giustizia. Non fu minore l'affanno[1294] che ne provò Roma e +le provincie, gridando tutti che era morto il lor fortissimo capitano +e un principe che non avea pari. Portate a Roma le sue ceneri, furono +collocate verisimilmente nel mausoleo di Adriano, e fatta la di lui +deificazione secondo l'empio rito di allora. Venne poi riguardato qual +sacrilego, chi da lì innanzi non tenne la di lui immagine in +casa[1295], e restò sempre anche appresso i posteri in tal onore la di +lui memoria, come di principe ottimo, che fino il satirico Giuliano +Apostata[1296] il collocò in cielo sopra Augusto, sopra Trajano e +sopra gli altri rinomati regnanti. Non mancarono certamente dei +difetti in Marco Aurelio: e chi mai ne va senza? La stessa sua bontà, +e l'abborrimento ad ogni severità di gastigo non potò far di meno che +non cagionasse qualche disordine con abusarsene i cattivi. E il non +aver frenate le dissolutezze della moglie; l'aver eletto per suo +collega _Lucio Vero_, che nol meritava; ma sopra tutto l'aver voluto o +permesso che fosse successor suo nell'imperio chi n'era sì indegno, +recò non poca taccia al suo nome. Contuttociò tali e tante furono le +virtù sue, che tutti gli antichi scrittori s'accordano in iscusare +que' pochi difetti che in lui si osservarono. Imperocchè, oltre al +molto che ne ho già detto di sopra, il solo esempio del grave, onesto +e virtuoso suo vivere, servì, a riformar non poco i costumi sregolati +de' Romani. Suo uso fu anche di mettere negli uffizii chi egli credeva +più dabbene e più utile al pubblico; e perchè niuno ordinariamente si +trovava che fosse perfetto, diceva[1297]: _Essere impossibile a noi il +fare gli uomini, come noi li vorremmo; e che però conveniva valersi di +loro, come sono, cercando solamente i men difettosi fra gli altri._ +Gli diede veramente la natura un corpo debole, o pure il provvide +bensì di assai vigore, perchè in gioventù era robusto, facea gli +esercizii militari, uccideva alla caccia i cignali; ma poi creduto fu +che l'applicazione agli studi l'indebolisse e gli cagionasse molti +incomodi di salute. Contuttociò al pari de' più vigorosi tollerava le +fatiche; e già si è veduto quanti viaggi egli facesse, e quanto tempo +restasse esposto agl'incomodi della guerra. La beneficenza gli stette +sopra tutto a cuore; a questa sognata deità eresse anche un tempio in +Roma. Da alcuni si desiderò in lui la magnificenza, e si sarebbe +voluto più liberale; ma con censura indebita, perchè egli non ammassò +mai pecunia per sè; ed era bensì buon economo del danaro, ma per +valersene solamente in bene del pubblico, senza mai accrescere gli +aggravi ai popoli, con isminuirli alle occorrenze e con soccorrere +sempre ne' bisogni le persone di merito. Non la finirebbe mai chi +volesse riandar le belle massime ch'ebbe questo principe per regolare +non men sè stesso che gli altri. Ne lasciò egli anche una perenne +memoria in dodici libri, che abbiam tuttavia, _delle cose sue_, +commentati da Merico Casaubono e da Tommaso Gatachero. Sono memorie +delle meditazioni sue, concernenti il meglio della filosofia stoica, +scritte in greco, come gli venivano in mente, con istile semplice, ma +purissimo, ed altamente commendato dagl'intendenti. Per questi libri, +ma più per la vita e per le azioni sue, egli si meritò il titolo di +_filosofo_, ed è specialmente conosciuto sotto nome di _Marco Aurelio +Antonino il Filosofo_. La vita, che si legge di lui, composta da +Antonio da Guevara, vescovo spagnuolo di Mondognetto, è un'impostura, +che nondimeno può esser utile a chi ne voglia far la lettura. +Fiorirono poi[1298] sotto questo letterato principe molte persone +dottissime, fra le quali io solamente rammenterò _Luciano +Samosatense_, il cui faceto, erudito e vivacissimo stile si ammira nei +suoi libri, ma che più sarebbe degno di stima, s'egli non facesse +un'aperta professione d'empietà. _Lucio Apulejo_, scrittore della +medesima tempra, si crede che fiorisse in questi tempi; ed è certo che +_Galeno_, o sia _Gallieno_, medico rinomatissimo, gran tempo visse +nella corte di Marco Aurelio. Così _Pausania_, _Aristide_, _Polieno_, +_Artemidoro_, _Aulo Gellio_, e forse _Sesto Empirico_, fiorirono in +questi tempi, e di loro ci restano libri, per tacere di tanti altri, +de' quali l'opere si son perdute. Restò dunque dopo la morte di _Marco +Aurelio_ al governo dell'imperio romano _Lucio Aurelio Antonino +Commodo_, molto prima dichiarato imperadore augusto, di cui parlerò +all'anno seguente. Ed io comincio ora a contare gli anni del suo +imperio, non avendo osato di farlo finora, perchè non parmi per anche +ben certo il principio del suo imperio augustale. Trovasi egli, +siccome già accennai, da qui innanzi nominato per lo più _Marco +Aurelio Commodo_, avendo egli assunto il prenome del padre, ma senza +avere ereditata alcuna delle di lui virtù che nel mostrassero degno +suo figlio. + +NOTE: + +[1281] Noris, Epist. Consul. + +[1282] Gruterus, Thes. Inscript., p. 1095, n. 1. + +[1283] Pagius, in Crit. Baron. + +[1284] Reland., in Fastis. + +[1285] Thesaurus Novus Inscription., p. 339, n. 5. + +[1286] Herodianus, Histor., lib. 1. + +[1287] Capitolinus, in Marco Aurelio. + +[1288] Dio, lib. 71. + +[1289] Julianus, de Caesarib. + +[1290] Vulcat., in Commodo. + +[1291] Dio, lib. 71. + +[1292] Tertullianus, in Apologetico, cap. 25. + +[1293] Aurelius Victor, in Epitome. + +[1294] Herodianus, Histor., lib. 1. + +[1295] Capitolinus, in Marco Aurelio. + +[1296] Julianus, de Caesarib. + +[1297] Dio, in Excerptis Vales. + +[1298] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + + + + + Anno di CRISTO CLXXXI. Indizione IV. + + ELEUTERIO papa 11. + COMMODO imperadore 2. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO ANTONINO COMMODO AUGUSTO per la terza volta, e LUCIO +ANTISTIO BURRO. + + +_Antistio Burro_ console in quest'anno era cognato di Commodo Augusto, +perchè marito di una di lui sorella. Imperciocchè Marco Aurelio avea +procreato da Faustina, oltre a Commodo, due o tre altri maschi, che +mancarono in tenera età, e varie femmine, cioè _Lucilla_ maritata a +_Lucio Vero_, poscia a _Claudio Pompejano_, e _Fadilla_ e _Vibia +Aurelia_ e _Domizia Faustina_, e forse alcun'altra. Una di esse fu +data in moglie al suddetto _Burro_, ed un'altra a _Petronio +Mamertino_, personaggi tutti scelti dal padre per generi in riguardo +della loro sperimentata saviezza. Assunse nell'anno precedente Commodo +Augusto il governo della romana repubblica. Era egli nato[1299] nel dì +31 d'agosto dell'anno 161, giorno natalizio anche del bestiale e +crudel Cajo Caligola, sul cui modello tagliato fu parimente +quest'altro. Non avea mancato il di lui buon padre di procurargli +tutti i possibili mezzi, affinchè fosse ben educato ne' costumi ed +istradato nelle buone arti e nelle lettere. Suo maestro fu nella +lingua ed erudizione greca _Onesicrato_; nella latina _Antistio +Capella_, e nell'eloquenza _Attejo Santo_ o _Santio_. Non ne ricavò +egli profitto alcuno: tanto potè l'indole cattiva; imperciocchè egli +nulla ebbe dell'ottimo suo padre, e solamente in lui passarono le +magagne della madre infame, con essersi fin creduto, siccome già +accennai, averlo essa conceputo da un gladiatore, nel cui amore era +perduta. In fatti di buon'ora comparve inclinato alla crudeltà, alla +libidine, e dedito solamente a discorsi osceni, a saltare, a fare il +buffone e il gladiatore, con altri costumi propri della vil canaglia. +Non avea che dodici anni, quando in villeggiare a Centocelle, oggidì +Cività Vecchia, perchè non trovò assai calda l'acqua del bagno, ordinò +che il deputato del bagno fosse gittato in una fornace; e bisognò che +il suo aio _Pitolao_ fingesse di ubbidirlo non far bruciare una pelle +di castrone. Non poteva egli sofferir le persone dotate di probità, +che il padre gli avea messo appresso; solamente gli davano nel genio i +cattivi; e perchè il padre glieli levò d'attorno, si ammalò di rabbia. +Il troppo indulgente genitore non tenne saldo; laonde egli cominciò di +buon'ora a far bettola in sua camera, e praticar giuochi d'azzardo, ad +ammettere donne di vita cattiva, ad essere sboccato di lingua. Con +questo bell'apparato di vizii, coperti nondimeno fin qui, e non +passati alla vista del popolo, si trovò egli solo sul trono. Tuttavia +si può credere che non tanti allora fossero i suoi difetti, o +certamente che fossero coperti, e non passati agli occhi del popolo, +perchè Erodiano[1300], più vicino di lunga mano a questi tempi, non ci +fa un sì brutto ritratto della gioventù di Commodo. + +Era egli, siccome dissi, in Ungheria coll'armata. Dopo i funerali del +padre, per consiglio de' parenti ed amici fece una bella allocuzione +all'esercito, e gli dispensò un abbondante donativo. Ma perciocchè +presso lui gran potere avea chi era più cattivo e sapea più adulare, +costoro non tardarono ad esagerar le delizie di Roma, e a dir quanto +male sapeano del brutto soggiorno del Danubio, tanto che l'indussero a +determinare di abbandonar l'armata e di venirsene in Italia. Preso il +pretesto di temere che alcuno in Roma si facesse dichiarare +imperadore, pubblicò il suo disegno. Tante ragioni nondimeno gli +addusse _Pompejano_ suo cognato, che il fermò per qualche tempo in +quelle parti, per terminare con qualche onore la guerra. Secondochè +s'ha da Erodiano, riuscì ai suoi generali di domar qualcheduno di quei +popoli barbari. Condusse Commodo gli altri alla pace, con regalarli +ben bene impiegando l'erario ch'egli avea trovato ben provveduto. Se +si vuol credere ad Eutropio[1301], felicemente egli combattè contro ai +Germani; ma non apparendo dalle medaglie ch'egli prendesse nuovo +titolo d'_Imperadore_ nell'anno precedente, o niuno o di poco rilievo +dovettero essere le sue vittorie. Certo è bensì, che egli con +condizioni anche svantaggiose, e a forza di danaro, comperò la pace, +perchè troppo gli stava a cuore di cangiare quell'aspro cielo nel +delizioso di Roma. Venn'egli finalmente accolto per tutte le città +dove passò con solenne allegria; e il senato e, per così dire, tutta +Roma con corone di alloro gli fece un festoso incontro. I più +considerandolo figliuolo di sì buon padre, veggendolo sì bel giovane, +con occhi vivi, con bionda zazzera, tale che parea sparsa sul suo capo +una pioggia d'oro, si figuravano maraviglie di lui; e però tra le +infinite acclamazioni, accompagnato da gran profusione di fiori e di +corone, entrò Commodo in Roma. Fu al senato, e recitò un'orazione che +contenea solamente delle inezie. Dione[1302], il quale comincia qui a +raccontar cose da lui stesso vedute, scrive ch'egli fece gran pompa +dell'aver dato soccorso al padre Augusto, che era caduto in una fossa +fangosa. Se il mese _romano_ fu, come pensa il Salmasio, novembre, +l'arrivo a Roma di Commodo seguì nel dì 22 di ottobre[1303]; ma è cosa +dubbiosa. Fece egli un ragionamento anche ai soldati di Roma, con +lodare la lor fedeltà. E che desse loro il consueto regalo e al popolo +un congiario, pare che si ricavi dalle medaglie. Procedente egli +console per la terza volta nell'anno presente; ed in questo ancora, +per attestato d'Eusebio[1304], egli trionfò dei Germani, ma con dare +una bella mostra dell'animo suo corrotto: perchè nello stesso cocchio +trionfale dietro a sè condusse un infame suo liberto, appellato +Antero, e l'andò baciando più volte pubblicamente, volgendo la faccia +indietro. Lo stesso praticò nell'orchestra a vista d'ognuno. Vivente +anche il padre, avea Commodo senza alcun merito conseguito il bel +titolo di _Padre della Patria_. In quest'anno l'adulazione gli conferì +ancor quello di _Pio_, che s'incontra nelle medaglie[1305], ma non già +quello di _Felice_, come va credendo il Tillemont[1306]. + +NOTE: + +[1299] Vulcat., in Commodo. + +[1300] Herodianus, Histor., lib. 1. + +[1301] Eutrop., in Breviar. + +[1302] Dio, lib. 72. + +[1303] Lampridius, in Commodo. + +[1304] Euseb., in Chronic. Edition. Pont. + +[1305] Mediobarb., in Numism. Imperator. + +[1306] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + + + + + Anno di CRISTO CLXXXII. Indizione V. + + ELEUTERIO papa 12. + COMMODO imperadore 3. + +_Consoli_ + +POMPONIO MAMERTINO e RUFO. + + +Non ho io osato di chiamare altrimenti questi due consoli, perchè non +veggo sicurezza negli altri nomi. Certo è che il primo fu cognato di +Commodo Augusto, perchè avea per moglie una di lui sorella. Il +Panvinio[1307], seguitato da molti altri, chiamò il secondo console +_Trebellio Rufo_. Perchè il Relando[1308] pubblicò un'iscrizione +gudiana, posta nelle calende di marzo, C. PETRONIO MAMERTINO ET +CORNELIO RUFO COS., tanto esso Relando che il Bianchini[1309] e lo +Stampa[1310], stabilirono con tali nomi i consoli dell'anno presente. +Ma sarebbe prima da vedere se si possa riposar sulla fede de' marmi +riferiti dal Gudio. Il Fabretti[1311] porta un mattone, dove egli +lesse VETTIO RUFO ET POMP. MATER. COS. Probabilmente ivi si dee +leggere POMP. MAMER., cioè Pomponio Mamertino: il che se fosse, +l'altro console sarebbe stato _Vettio Rufo_, e non già _Trabellio_, o +_Cornelio Rufo_. _Velio Rufo_ vien posto fra i consoli da +Lampridio[1312]. Probabilmente egli scrisse _Vettio Rufo_. Crede poi +il suddetto Panvinio, che nelle calende di luglio fossero sostituiti +nel consolato _Emilio Junto_ o _Junzio_, ed _Atilio Severo_. Abbiam di +certo, che amendue furono consoli, ma non apparisce già che in +quest'anno. Anzi essendo essi stati esiliati, in tempo che Commodo si +abbandonò alla crudeltà, si dee credere che il lor consolato accadesse +molto più tardi. In questi primi tempi, secondo ciò che s'è anche +veduto di Tiberio, di Caligola, di Nerone e di Domiziano, anche +l'Augusto Commodo fece un buon governo. Onorava egli i consiglieri ed +amici del padre[1313], nulla risolveva senza il loro parere. +L'autorità di questi savi personaggi teneva in qualche freno le +sregolate passioni di questo giovinastro. E probabilmente è da +riferire all'anno presente ciò che racconta Dione[1314], cioè che +_Manilio_, il qual era stalo segretario delle lettere latine di +_Avidio Cassio_, della cui ribellione parlammo di sopra, e molta +possanza avea avuto sotto di lui, finalmente fu scoperto e condotto a +Roma. Prometteva egli di rivelar molti segreti; ma Commodo, per +consiglio, come possiam credere, de' saggi suoi ministri, non +solamente non volle ascoltarlo, ma fece anche bruciar tutte le di lui +lettere o carte, senza curarsi di leggerne pur una. Questa bella +azione diede speranza al senato e al popolo, ch'egli non volesse +essere da meno del padre. E perciocchè Commodo compariva in pubblico +con gran magnificenza, e faceva spiccare dappertutto la sua +leggiadria, l'ignorante popolo dicea _oh bello_! e si rallegrava +d'avere un principe sì grazioso. Ma non così la sentivano quei che il +praticavano, ed aveano miglior conoscenza delle di lui perverse +inclinazioni, che di giorno in giorno s'andavano meglio spiegando. +Truovasi egli in qualche medaglia[1315] dell'anno presente proclamato +_Imperadore per la quinta volta_. Dione[1316] parla della guerra fatta +contra de' Barbari di là della Dacia. E Lampridio[1317] scrive che +quei popoli rimasero sconfitti dai legati, cioè dai luogotenenti +generali dell'imperadore. Questi furono _Albino_ e _Negro_, de' quali +si parlerà a' tempi di Severo imperadore. Ciò probabilmente succedette +nell'anno presente, e per qualche loro vittoria si accrebbero i titoli +a Commodo senza sua fatica. + +NOTE: + +[1307] Panvin., in Fast. Consular. + +[1308] Reland., Fast. Cons. + +[1309] Blanchin., ad Anast. Bibliot. + +[1310] Stamp., Fast. Cons. Sigon. + +[1311] Fabrettus, Inscript., pag. 511. + +[1312] Lampr., in Commodo. + +[1313] Herodianus, Histor., lib. 1. + +[1314] Dio, in Excerptis Valesianis. + +[1315] Mediobarbus, in Numism. Imperator. + +[1316] Dio, lib. 72. + +[1317] Lampridius, in Commodo. + + + + + Anno di CRISTO CLXXXIII. Indizione VI. + + ELEUTERIO papa 13. + COMMODO imperadore 4. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO ANTONINO COMMODO AUGUSTO per la quarta volta, e CAJO +AUFIDIO VITTORINO per la seconda. + + +Perchè abbiamo una nobile iscrizione, già pubblicata da monsignor +della Torre, che si legge anche nella mia raccolta[1318], luogo non +resta a disputare dei nomi di questi consoli. E di qui ancora può +risultare qual fede si possa avere alle iscrizioni del Gudio. Una di +esse, riferita anche dal Relando[1319], si dice posta IDIBVS OCTOBRIS +M. AVRELIO COMMODO IIII. ET M. AVRELIO VICTORINO COS. Ecco qual +capitale si possa far di quelle merci. Da un marmo, di cui non si può +trovare un più autentico, siamo assicurati che quel console si +chiamava _Cajo Aufidio_, ed esso nell'emporio gudiano ci comparisce +_Marco Aurelio_. Ora questo _Cajo Aufidio Vittorino_[1320] fu uno de' +più insigni senatori ed oratori del suo tempo, carissimo già a Marco +Aurelio Augusto, di modo che giunse ad essere non solamente prefetto +di Roma, ma console due volte. Di lui racconta Dione[1321], che +essendo governatore della Germania molti anni prima, certificato che +il suo legato, o sia luogotenente, prendeva de' regali, l'ammonì in +segreto di desistere da quell'abuso. Veggendo di non far frutto, un dì +assiso sul tribunale alla vista di ognuno, si fece citar dall'araldo a +giurare di non aver mai preso regali, e di non essere per prenderne, +finchè vivesse. Appresso fu esibito il giuramento medesimo al legato, +il quale convinto dalla coscienza e dal timore di chi potea deporre +contra di lui, ricusò il giurare. Vittorino immantinente il licenziò. +Essendo anche proconsole in Africa, trovò un altro legato, che +zoppicava dello stesso piede. Ed egli, senza far altre cerimonie, il +fece imbarcare, e rimandollo a Roma. Da che, siccome vedremo, Commodo +cominciò ne' tempi seguenti a mietere le vite de' più accreditati +senatori, più volte fu detto che anch'egli era in lista. Mosso da +questa voce Vittorino, francamente andò a trovar _Perenne_, prefetto +allora del pretorio, e gli disse d'aver inteso che si volea farlo +morire, ed aggiunse: _Se è così, che state a fare? Ora è il tempo._ Fu +lasciato in vita, e morto poi di morte naturale, ebbe l'onore di una +statua. Quanto a _Perenne_ poco fa nominato, costui[1322] per la sua +perizia della disciplina militare, fu alzato da Commodo al grado di +prefetto del pretorio, o sia di capitano delle guardie, quale ancora +_Tarrutino_ o sia _Tarrutenio Paterno_[1323]. Costui fu la rovina del +padrone, perchè andò tanto innanzi nella confidenza e grazia di lui +che diventò poi l'arbitro del governo. La sete di accumular tesori si +potè dire in lui inesausta. Quasi che un nulla fossero i già +guadagnati, tutto era egli sempre ansante a procacciarne de' nuovi. E +gli se ne presentò ben presto l'occasione, siccome vedremo. Intanto +convien avvertire i lettori, che gli avvenimenti in questi tempi non +si possono compartire per gli loro precisi anni, perchè le storie che +restano raccontano bensì i fatti, ma senza indicarne la cronologia. +Però solamente a tentone si andran riferendo le cose sotto gli anni +seguenti. Nel presente le medaglie[1324] ci avvisano che Commodo +Augusto fu proclamato _per la sesta volta Imperadore_, ma senza +apparire per qual vittoria. Il Tillemont[1325] la crede riportata +nella guerra che si accese nella Bretagna; ma questa vittoria, per +quel che dirò, sembra più tosto appartenere all'anno seguente. +Verisimile è più tosto, che in quest'anno ancora i generali cesarei in +Germania, come conghietturò il Mezzabarba, dessero qualche rotta ai +Barbari di quelle contrade. Parlano le stesse monete di un viaggio di +Commodo, di cui niun vestigio s'ha nella storia; siccome ancora di una +sua _munificenza_: indizio di qualche congiario dato al popolo. Ma +delle stesse monete si incontrano degl'imbrogli, o perchè non sincere, +o perchè non assai attentamente copiate. + +NOTE: + +[1318] Thesaur. Novus Inscript., pag. 340, n. 2. + +[1319] Reland., in Fastis. + +[1320] Capitol., in Marco Aurelio. + +[1321] Dio, in Excerpt. Valesianis. + +[1322] Herodianus, Histor., lib. 1. + +[1323] Lampridius, in Commodo. + +[1324] Mediobarb., in Numism. Imper. + +[1325] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + + + + + Anno di CRISTO CLXXXIV. Indizione VII. + + ELEUTERIO papa 14. + COMMODO imperadore 5. + +_Consoli_ + +LUCIO COSSONIO EGGIO MARULLO e GNEO PAPIRIO ELIANO. + + +Al primo console _Marullo_ ho io aggiunto il nome di _Cossonio_, +ricavato da un'iscrizione, esistente nel Museo Capitolino, data alla +luce da monsignor Torre, e prodotta anche nella mia raccolta[1326]. In +una iscrizione del Gudio, rapportata dal Relando[1327], il primo +console si vede chiamato _Marco Marullo_, quando è certissimo che il +suo prenome fu _Lucio_. Il secondo comparisce ivi col nome di _Giunio +Eliano_; e pure nell'altre iscrizioni troviamo costantemente _Gneo +Papirio Eliano_: tutte pruove che i fasti e l'erudizione antica +debbono aspettar dal Gudio, in vece di un sicuro rinforzo, della +confusione. Era, dissi, insorta una fiera guerra nella Bretagna[1328], +guerra la più lunga che si avesse Commodo ai suoi dì. Aveano i Barbari +passato il muro, posto da Antonino Pio ai confini, e tagliato a pezzi +il general romano con tutte le milizie che erano ivi di guardia. +Portata questa funesta nuova a Roma, il vile Commodo tutto impaurito +spedì tosto colà _Ulpio Marcello_, uomo di grand'animo, e di raro +valore; chè di tali persone non era già perduto il seminario in Roma. +Questi, per attestato di Dione, uomo modesto e severo, ma di una +severità che si accostava all'asprezza, fece più volte conoscere la +sua bravura ne' combattimenti, nè mai si lasciò invischiare dall'amor +de' regali e della pecunia. Era vigilantissimo, e per maggiormente +comparir tale, e tener anche vigilanti gli uffiziali di guerra, solea +qualche sera scrivere dodici biglietti, con ordine ai suoi servi di +portarli in varie ore della notte a diversi d'essi ufficiali, +acciocchè credessero ch'egli allora vegliasse. Non si distingueva egli +nel mangiare e vestire dai semplici soldati; anzi, per mangiar meno, +si facea venire con bizzarria quasi incredibile fin da Roma il pane, +come ognun può credere, ben secco e duro. Questo bravo uomo adunque +gravissimi danni recò a que' Barbari, e dovette dar loro una gran +rotta, per cui si osserva nelle medaglie[1329] che Commodo Augusto +conseguì in questo anno non solamente _per la settima volta_ il titolo +d'_Imperadore_, ma anche quello di _Britannico_[1330]. Era egli già +stato appellato _Pio_, adulatoriamente senza fallo, perchè egli nulla +mai fece, per cui meritasse così bell'elogio. Nell'anno presente si +aggiunse a' suoi titoli quello di _Felice_. L'esempio suo servì poi ai +susseguenti Augusti per più secoli, acciocchè cadaun d'essi fosse +chiamato _Pio Felice_. + +Se non succedette nell'anno precedente, si dovrà almeno attribuire al +presente la prima congiura tramata contra di Commodo. Abbiamo da +Erodiano[1331] ch'egli per _pochi anni_ stette in dovere, e però +probabil cosa è che in questo si sovvertisse il di lui ingegno, e che +cominciasse il suo precipizio. Merita ben più di Lampridio d'essere +qui ascoltato Erodiano, siccome storico che visse in que' tempi e +soggiornò in Roma. Quel mal arnese adunque di _Perenne_ prefetto del +pretorio, per dominar solo, avea già staccati dal fianco del giovane +Augusto i migliori suoi consiglieri, con far subentrare in lor luogo +una frotta di persone vili, e maneggiava già solo tutti gli affari: +dal che può essere che prendesse origine l'odiosità dei buoni contra +di Commodo. Comunque sia, la prima pietra dei disordini fu posta da +_Lucilla_ figliuola di Marco Aurelio, e sorella dello stesso Commodo. +Per essere stata moglie di _Lucio Vero_ imperadore, il padre, tuttochè +la rimaritasse con _Claudio Pompejano_, pure le lasciò il titolo e gli +onori di Augusta; ed essa nel teatro soleva assidersi in una sedia +imperatoria, ed uscendo fuor di casa, le era portato innanzi il fuoco, +come si faceva agli Augusti. Sposata che fu _Crispina_ da Commodo, si +vide obbligata _Lucilla_ a cederle il primo luogo; ma gliel cedette +con immensa rabbia, credendo fatto a sè stessa un gran torto per la +sua anzianità in quell'onore, e da lì innanzi ne cercò sempre la +vendetta. Non si arrischiò mai a parlarne con _Pompejano_ suo marito, +perchè sapeva quant'egli amasse Commodo. Passava fra lei e _Quadrato_, +giovane nobilissimo e ricchissimo, appellato mastro di camera di +Commodo da Dione[1332], una stretta ed anche peccaminosa amicizia. Le +tante querele di Lucilla trassero questo giovane a formar una +cospirazione contro la vita di Commodo, in cui entrarono alcuni +senatori ancora. Scelto fu per eseguir l'impresa un giovane di grande +ardire per nome _Quinziano_. Lampridio il chiama _Claudio Pompejano_: +sbaglio probabilmente suo o de' copisti, benchè anco lo stesso scriva +Zonara[1333], anzi dice che fu lo stesso marito di Lucilla: errore +massiccio. Ora Quinziano ito a postarsi in luogo stretto e scuro +dell'entrata dell'anfiteatro, stette aspettando che arrivasse Commodo; +ed allorchè il vide, sfoderato un pugnale, che tenea sotto nascosto, +mattescamente gliel fece vedere con dire: _Questo te lo manda il +senato_, e gli si avventò addosso. Se crediamo ad Ammiano[1334], gli +diede qualche ferita. Erodiano e Lampridio nol dicono. Certo è che +lasciò tempo a Commodo di difendersi o di scappare. Preso dunque dalle +guardie lo sconsigliato Quinziano, e messo ai tormenti da _Perenne_, +rivelò i complici. Fu perciò relegata _Lucilla_ nell'isola di Capri, e +quivi da lì a qualche tempo uccisa. Tolta fu la vita a _Quinziano_, a +_Quadrato_, ad _Eletto_, mastro anch'esso di camera di Commodo[1335]; +e per attestato di Lampridio[1336], fecero il medesimo fine _Norbana_, +_Norbano_ e, _Parelio_ colla madre sua. Il peggio fu, che il pugnale e +l'assalto di Quinziano, e più le parole da lui proferite, restarono +talmente impresse nella mente di Commodo, che sempre gli parea d'aver +davanti agli occhi quello spettacolo, e da lì innanzi cominciò ad +odiar tutti i senatori, come se veramente tutti avessero cospirato +contra di lui, ed ordinato a Quinziano di fargli quel brutto +complimento. Seppe ben prevalersi di questa congiuntura Perenne, per +empiere di paura l'incauto principe, ed accrescere i suoi odii contra +de' più ricchi e potenti, con lavorar poi di calunnie a fine di +processarli, e di arricchir sè stesso coi loro beni. + +NOTE: + +[1326] Thesaurus Novus Inscription., pag. 342. + +[1327] Reland., in Fastis. + +[1328] Dio, lib. 72. + +[1329] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[1330] Lampridius, in Commodo. + +[1331] Herodianus, Histor., lib. 1. + +[1332] Dio, l. 72. + +[1333] Zonaras, in Annalib. + +[1334] Ammianus, lib. 29. + +[1335] Dio, lib. 72. + +[1336] Lampridius, in Commodo. + + + + + Anno di CRISTO CLXXXV. Indizione VIII. + + ELEUTERIO papa 15. + COMMODO imperadore 6. + +_Consoli_ + +MARCO CORNELIO NEGRINO CURIAZIO MATERNO e MARCO ATTILIO BRADUA. + + +Il Relando[1337] non mette se non i cognomi di _Materno_ e _Bradua_. +Al Panvinio[1338], seguitato dal padre Pagi[1339], parve il primo +_Triario Materno_, solamente perchè sotto Pertinace si trovava un +senatore di tal nome: pruova troppo fievole. Gli ho io dato que' nomi, +mosso da un'iscrizione da me pubblicata nella mia raccolta[1340]. Il +nome dell'altro console _Bradua_ si raccoglie da un'iscrizione dello +Smirne, che pur ivi si legge. Trovandosene un'altra posta MATERNO ET +ATTICO COS., potrebbe essere che questo Attico fosso stato sostituito +a _Bradua_. Sino all'anno presente arrivò la vita di _santo Eleuterio_ +romano pontefice, secondo la cronica di Damaso[1341]. Nel martirologio +egli porta il titolo di _Martire_; ma non è certo ch'egli desse il +capo per la confessione della religion di Cristo. Saggiamente osservò +il cardinal Baronio[1342], che ne' primi secoli il nome di _Martire_ +fu conferito a coloro eziandio che sofferirono vessazioni o tormenti +per la fede di Cristo, benchè non morissero ne' tormenti. San Cipriano +non ce ne lascia dubitare. Al che si dee avere riguardo anche per +altri primi romani pontefici, tutti ornati di sì glorioso titolo, +senza che resti più precisa memoria della lor morte nel martirio. Per +questa cagione alcuni d'essi da _santo Ireneo_, celebre vescovo di +Lione, che fiorì in questi tempi, sono considerati solamente come +_Confessori_. A santo _Eleuterio_ fu sostituito _Vittore_ nella +cattedra di san Pietro, i cui anni cominceremo a contare nell'anno +seguente, seguendo la cronologia del padre Pagi e del Bianchini. A me +sia lecito di riferire a quest'anno altri sconcerti della corte di +Commodo e della nobiltà romana. Gran riputazione e potenza godeva in +quella corte Antero, infame suo liberto[1343]. Era costui stato alzato +al grado di mastro di camera da Commodo, a cui nello stesso tempo +serviva per ministro nelle disonestà. L'odio universale contra di +questo cattivo strumento cresceva ogni dì più, e andava poi a +terminare contra dello stesso Commodo, il quale spasimava per lui. +Sofferì un pezzo _Tarrutino_ o sia _Tarrutenio Paterno_, prefetto del +pretorio, costui; ma finalmente un dì rotta la pazienza, fattolo con +galanteria uscir di palazzo col pretesto d'un sagrificio, nel tornare +che egli faceva a casa, il fece assassinare ed uccidere da alquanti +sgherri. Diede nelle smanie Commodo per questo, e ne fu più cruccioso +di quel che fosse stato nel pericolo della vita ch'egli avea corso per +l'assalto di Quinziano. Avuto sufficiente sentore che _Paterno_ era +stato autore del colpo, col consiglio di _Tigidio_, e fors'anche di +_Perenne_, il quale prese questa congiuntura per tagliar le gambe al +compagno, il creò senatore, levandolo in tal guisa dal pretorio, sotto +specie di promuoverlo a grado più cospicuo. Ma non andò molto che fece +accusare Paterno di una congiura, apponendogli d'aver promessa sua +figliuola a _Salvio Giuliano_, nipote di _Giuliano_ celebre +giurisconsulto, per farne poscia un imperadore[1344]. Se avessero +avuto questo disegno Paterno e Giuliano, nulla mancava loro per +eseguirlo, comandando il primo alle guardie e l'altro a qualche +migliaio di soldati. Perciò amendue perderono la vita, e con esso loro +_Vitruvio Secondo_, segretario delle lettere dell'imperadore, perchè +era confidentissimo di Paterno. Nella stessa disgrazia rimasero +involti _Velio_ o sia _Vettio Rufo_ ed _Egnazio Capitone_, stati +consoli amendue. _Emilio Junto_ ed _Atilio Severo_, consoli sostituiti +(se pure in quest'anno succedette la morte di Antero), furono mandati +in esilio. Anche _Quintilio Massimo_ e _Quintilio Condiano_, già stato +console, due de' più riguardevoli personaggi che si avesse il senato, +amatissimi per la lor singolare saviezza da Marco Aurelio, e adoperati +nei primi posti militari e civili, furono in tal occasione tolti dal +mondo, e finì la lor casa. Narra Dione che fu condannato anche _Sesto +Quintilio_ figliuolo di Massimo. Precorsa a lui questa nuova, mentre +era in Soria, fece finta di cader da cavallo, e d'essere morto, e da' +suoi famigliari invece fu portato alla sepoltura un montone. Andò egli +dipoi, mutando sempre abito, vagabondo per vari paesi, nè più si seppe +nuova di lui, e ciò fu la rovina di molti, perchè essendo ricercato +dappertutto, le teste di non pochi innocenti furono portate a Roma, +pretese quella di Sesto, e rimasero altri spogliati di beni col +pretesto che gli avessero dato ricovero. Mancato poi di vita Commodo, +comparve persona a Roma che sosteneva d'essere Sesto, e rispondeva a +proposito a tutti gli esami. Pertinace scoprì la furberia, facendogli +delle interrogazioni in greco, lingua ch'egli sapeva essere già ben +intesa da Sesto; e qui s'imbrogliò l'impostore, perchè non capiva le +interrogazioni. V'era presente Dione. _Didio Giuliano_, che fu poi +imperadore, corse anch'egli pericolo della vita, per l'accusa datagli +d'aver tenuta mano alla congiura con Salvio Giuliano. Commodo il fece +assolvere, e condannar l'accusatore[1345]. Dopo la caduta di Paterno, +restò prefetto del pretorio il solo _Perenne_[1346], con divenir +padrone totale della corte. Seppe egli persuadere a Commodo, giovane +timidissimo, che non si fidasse d'alcuno, e se ne stesse in ritiro, +attendendo ai piaceri mentre egli assumerebbe in sè le cure spinose +del governo. Così fu fatto. Commodo rade volte da lì innanzi si lasciò +vedere in pubblico, e chiuso come in un turchesco serraglio, s'immerse +affatto nel baratro della lussuria con trecento concubine, scelte +parte dalla nobiltà, parte dai postriboli, e con altra non minor turba +anche più infame. I conviti e i bagni erano una continua scuola di +intemperanza e di disonestà; faceva egli ancora de' combattimenti in +abito da gladiatore, co' suoi camerieri, e talvolta ancora con ispada +nuda, uccidendo alcun d'essi armati solamente di spade colla punta +impiombata. E intanto Perenne aggirava tutti gli affari, uccidendo +quei che voleva, altri assaissimi spogliando dei loro beni non solo in +Roma, ma anche per le provincie, conculcando tutte leggi, ed +ammassando senza ritegno alcuno tesori immensi. In questo misero stato +si trovava allora l'augusta città per la balordaggine e sfrenatezza +del suo regnante. + +NOTE: + +[1337] Reland., in Fastis. + +[1338] Panvin., in Fast. + +[1339] Pagius, Critic. Baron. + +[1340] Thesaurus Novus Inscript., p. 343. + +[1341] Anast., Bibliot. + +[1342] Baronius, Annal. Eccles. ad annum 194. + +[1343] Lampridius, in Commodo. + +[1344] Dio, lib. 72. + +[1345] Spartianus, in Juliano. + +[1346] Lampridius, in Commodo. + + + + + Anno di CRISTO CLXXXVI. Indizione IX. + + VITTORE papa 1. + COMMODO imperadore 7. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO COMMODO AUGUSTO per la quinta volta, e MANIO ACILIO +GABRIONE per la seconda. + + +Era già pervenuta al sommo la potenza di _Perenne_ prefetto del +pretorio, e l'abuso ch'egli ne faceva. Le tante ricchezze da lui +accumulate pareva che tendessero a guadagnarsi l'amore dei pretoriani, +qualora egli volesse tentar qualche tradimento contro la vita di +Commodo[1347]. Allo stesso fine sembrava che cospirassero le macchine +de' suoi giovani figliuoli, i quali portati da lui al governo +dell'Illirico, altro non faceano che ammassar gente. Può essere che in +mente sua non bollissero così alti disegni; certo è nondimeno, che +l'odio universale dava questa interpretazione a tutte le azioni di lui +e de' suoi figli. Di qua venne la rovina sua, narrata diversamente +nelle particolarità da Erodiano e da Dione[1348]. Abbiamo dal primo, +che celebrandosi in quest'anno i sontuosissimi giuochi capitolini, i +quali si solevano fare ad ogni quattro anni con immenso concorso di +popolo, ed assistendovi Commodo nella sedia imperatoria, prima che +gl'istrioni cominciassero le loro fatiche, comparve in iscena uno +vestito da filosofo con tasca al fianco, bastone in mano. Costui, +fatto silenzio colla mano, ad alta voce gridò verso Commodo, +dicendogli, quello non essere tempo da divertirsi in giuochi, perchè +_Perenne_ era in procinto di levargli la vita; per questo aver egli +adunate tante ricchezze; per questo i di lui figliuoli tante +soldatesche; e che se non vi provvedeva prontamente, egli era spedito. +Sperava fosse costui di veder subito una commozion del popolo contra +di Perenne, e poscia un bel premio dall'imperadore. Ma Commodo restò +solamente sbalordito, nè disse parola; il popolo, benchè gli prestasse +fede, nè pur esso fece movimento alcuno; e intanto Perenne, fatto +prendere il finto filosofo, ordinò che fosse bruciato vivo. Tuttavia +questo accidente diede campo a chi era presso all'imperadore, e volea +male a Perenne per la sua intollerabile alterigia, di far credere +forse più di quel ch'era, a Commodo. Gli mostrarono in oltre alcune +monete battute coll'immagine del figliuolo di esso Perenne, benchè si +credesse ciò fatto senza notizia del padre, e forse per manifattura +de' suoi emuli. In somma andò tanto innanzi la mena, che Commodo una +notte mandò alcuni a levar la testa a Perenne, e immediatamente spedì +gente a far venire in Italia dall'Illirico il di lui figlio maggiore, +prima che gli arrivasse l'avviso della morte del padre. Chiamato egli +con dolci lettere dall'imperadore, benchè mal volentieri, venne, ed +appena toccò l'Italia, che gli fu reciso il capo. Dione[1349] e +Lampridio[1350], il cui testo è qui imbrogliato, ben diversamente +scrivono, essere nata una sedizione nell'armata britannica, comandata +da _Ulpio Marcello_, perchè Perenne, levati via gli uffiziali +dell'ordine senatorio, ne avea mandati là degli altri dell'ordine +equestre. Ammutinatisi quei soldati, stavano sul duro, nè volendosi +quetare, giunsero a scegliere dal corpo loro mille e cinquecento +armati, e gl'inviarono a Roma a dir le loro ragioni. Commodo, allorchè +intese l'arrivo di essi, siccome era un coniglio, andò loro incontro +per saper la cagione di questa novità. Gli risposero di essere venuti +apposta per liberarlo dalle insidie di Perenne, ch'era dietro a far +imperadore un suo figliuolo. Commodo, quantunque non gli mancasse +tanta forza di pretoriani da assorbir questi pochi soldati, non gli +sprezzò; anzi prestò loro fede per istigazione principalmente di +_Cleandro_ suo mastro di camera, che odiava forte Perenne, come remora +all'adempimento di tutte le sue voglie. Però, tolta a Perenne la +carica di prefetto del pretorio, la diede ad altri e permise che i +soldati britannici tagliassero a pezzi Perenne, e non lui solo, ma +anche la moglie, la sorella e i due figliuoli di lui. Chi sia più +veritiero degli storici suddetti, non è in nostra mano il deciderlo. +Strano è che Dione, lungi dall'accordarsi con Erodiano e con Lampridio +nell'imputare a Perenne gli eccessi e disegni sopra narrati, ne faccia +un ritratto vantaggioso, con rappresentarlo continente, modesto, non +sitibondo di gloria e di danaro, buon custode della persona +dell'imperadore, in una parola indegno di quella morte: se non che il +confessa reo della caduta di _Paterno_ suo collega, procurata per +restar solo nel comando delle guardie principesche. Ci fan le +medaglie[1351] vedere in quest'anno Commodo Augusto non solamente +console per la quinta volta, ma anche proclamato _Imperadore per +l'ottava volta_. Pensano alcuni[1352] ciò fatto per una vittoria +riportata da _Clodio Albino_ contra i popoli della Frisia di là del +Reno, mentovata da Capitolino[1353]. Il Mezzabarba anch'egli si +credette di ricavar da esse medaglie un viaggio di Commodo, fatto in +quest'anno contra de' Mori, ovvero nella Pannonia, e una allocuzione +all'esercito colla vittoria pel ritorno e col congiario sesto dato al +popolo. Ma nulla di questo si ha dalle antiche storie, e però conviene +andar cauto a crederlo. Abbiam solamente da Lampridio[1354], ch'egli +fece mostra una volta di voler andare alla guerra in Africa a fin di +esigere le spese del viaggio. Esatte che l'ebbe, tutte se le consumò +in tanti banchetti e giuochi d'azzardo. + +NOTE: + +[1347] Herodianus, Histor., lib. 1. + +[1348] Dio, lib. 72. + +[1349] Dio, lib. 72. + +[1350] Lampridius, in Commodo. + +[1351] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[1352] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[1353] Capitolin., in Clodio Albino. + +[1354] Lampridius, in Commodo. + + + + + Anno di CRISTO CLXXXVII. Indizione X. + + VITTORE papa 2. + COMMODO imperadore 8. + +_Consoli_ + +CRISPINO ed ELIANO. + + +Abbiamo di certo i soli cognomi di questi consoli. Incerti sono i lor +nomi. Il Panvinio[1355] li credette _Tullio Crispino_ e _Papirio +Eliano_, ma con troppo fievoli conghietture. Da che estinta rimase la +possanza e vita di Perenne, saltò su un altro dominante nella corte +imperiale, peggiore ancora dell'altro; e questi fu _Cleandro_[1356]. +Costui, per attestato di Dione, era nato servo, cioè, come ora +diciamo, schiavo; e fra i servi venduto, fu condotto a Roma, dove +s'applicò al mestier di facchino. Tanto seppe fare costui introdotto +in corte, tanto seppe piacere alla testa sventata di Commodo, perchè +questi da fanciullo seco praticò, che a poco a poco salendo, arrivò ad +essere suo mastro di camera, con isposare Damostrazia, una delle +meretrici di esso imperadore. Prima di lui sosteneva questa carica +_Saoterio_ da Nicomedia con grande autorità, e quegli fu che ai suoi +compatriotti ottenne di poter celebrare i giuochi de' gladiatori, e di +alzar un tempio a chi sopra gli altri n'era indegno, cioè al medesimo +Commodo. Cleandro buttò giù questo Saoterio, e il fece ammazzare, +entrando dopo sì bel fatto nel posto di lui. Il Salmasio[1357] +sospettò che questo Saoterio fosse il medesimo che _Antero_, da noi +veduto di sopra mastro di camera di Commodo, ed ucciso. Ma lo stesso +Lampridio lo attesta assassinato per ordine dei prefetti del pretorio, +e non già di Cleandro. Ora, dopo la morte di Perenne, la padronanza +della corte si mirò unita in esso Cleandro. Ancorchè Commodo cassasse +molte cose fatte come senza ordine suo da Perenne[1358], non passarono +trenta giorni, che lasciò far di peggio a Cleandro; laonde tuttodì si +vedeano mutazioni in Corte. _Negro_, succeduto a Perenne nel posto di +prefetto del pretorio, nol tenne che sole sei ore; _Marzio Quarto_ +cinque giorni solamente. E così a proporzione altri, che furono di +mano in mano o imprigionati o uccisi per ordine di Cleandro. L'ultimo +di questi tolti dal mondo fu _Ebuziano_; ed allora fu che Cleandro si +fece crear prefetto del pretorio con due altri scelti da sè, portando +nondimeno egli solo la spada nuda davanti all'imperadore. Questa fu la +prima volta che si videro tre prefetti del pretorio nello stesso +tempo[1359]. Essendo alla testa di essi pretoriani Cleandro, non vi fu +scelleraggine che da loro e dalle altre soldatesche romane non si +commettesse. Uccidevano, bruciavano, ingiuriavano chiunque loro +piaceva, e riparo non vi era. Commodo non aveva orecchi, unicamente +intento alle sue infami dissolutezze, a far correre cavalli, a guidar +egli stesso le carrette, ai combattimenti di gladiatori, e a cacce di +fiere, per lo più nel suo ritiro, talvolta ancora in pubblico. + +Aveva egli dopo la morte di Perenne inviato in Bretagna _Elvio +Pertinace_[1360], siccome persona di gran credito e rigido osservatore +della disciplina militare, acciocchè riducesse al dovere quei soldati +tuttavia ammutinati e sediziosi. Perenne l'avea dianzi cacciato di +Roma dopo vari illustri suoi impieghi, ed egli si era ridotto alla +villa di Marte sullo Apennino nella Liguria, dov'era nato, e dove si +fermò per tre anni. Commodo, per risarcire il di lui onore, e valersi +in congiuntura di tanto bisogno di un uomo di tanta vaglia, +richiamatolo, il mandò colà per calmare que' torbidi con titolo di +legato. Andò, e trovò quelle milizie sì mal animate contro di Commodo, +che se un solo avesse alzato il dito, ed egli avesse acconsentito alle +loro istanze, l'avrebbono proclamato imperadore. Il tentarono in fatti +su questo, ma il trovarono uomo d'onore. Tenne egli per qualche tempo +in freno quelle milizie; ma un dì sollevatasi una legione, si venne +alle mani, e poco mancò ch'egli non restasse ucciso. Certamente fu +creduto morto, perchè con più ferite restò mischiato fra i cadaveri +degli uccisi; del che fece egli a suo tempo, cioè divenuto imperadore, +aspra vendetta. Dovrebbe appartenere all'anno presente un fatto +raccontato da Erodiano[1361], ed avvenuto non molto tempo dopo la +morte di Perenne. Un certo _Materno_ soldato, uomo di mirabil ardire, +essendo disertato, si unì con altri disertori, e formò un corpo di +gente accresciuto di mano in mano da chiunque avea voglia di far del +male, sino ad alcune migliaia. Con costoro cominciò egli a scorrere +per la Gallia e per la Spagna, dando il sacco non solamente alla +campagna, ma anche alle città, con poi abbruciarle, e mettendo in +libertà tutti i prigioni che si univano tosto con lui. Commodo scrisse +lettere di fuoco a quelle provincie; spedì colà _Pescennio +Negro_[1362], uomo di coraggio, il quale con _Settimio Severo_, allora +governatore di Lione, messo insieme un esercito, disperse quella +canaglia. Ma qui non si fermò Materno. Per varie strade, egli e le sue +genti, chi per una parte e chi per altra, calarono in Italia. Era +saltato in capo ad esso Materno di fare un gran colpo, cioè, giacchè +non potea competere colle forze di Commodo in aperta campagna, pensò +di ammazzarlo insidiosamente in Roma stessa. Gran festa si solea dai +Romani far nella primavera in onor di Cibele, chiamata madre degli +dii, dove tanto l'imperadore, quanto i particolari esponevano le più +preziose lor masserizie, ed era permesso ad ognuno di andar travestito +e mascherato. Il disegno di Materno era di frammischiarsi con vari dei +suoi fra le guardie di Commodo vestito alla stessa maniera, e di +svenarlo. Ma tradito prima del tempo da qualche suo compagno, fu preso +e giustiziato con gli altri. Pare che tal fatto succedesse nella +primavera di quest'anno; ma il padre Pagi[1363] lo differisce sino +all'anno 190, del che nondimeno egli non reca pruova sufficiente. +Commodo, ammaestrato da questo pericolo, tanto meno da lì innanzi +comparve in pubblico, e la maggior parte del tempo soggiornò nelle +ville fuori di città, senza prendersi alcun pensiero di amministrar +giustizia, nè far l'altre azioni pubbliche convenienti ad un +imperadore o necessarie al governo. In sua vece tutto faceva l'iniquo +Cleandro. + +NOTE: + +[1355] Panvin., in Fast. Consular. + +[1356] Dio, lib. 72. + +[1357] Salmasius, in Notis ad Lampridium. + +[1358] Lampridius, in Commodo. + +[1359] Dio, lib. 72. + +[1360] Capitolin., in Pertinac. + +[1361] Herodian., Histor., lib. 1. + +[1362] Spartianus, in Pescennio Nigro. + +[1363] Pagius, in Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CLXXXVIII. Indizione XI. + + VITTORE papa 3. + COMMODO imperadore 9. + +_Consoli_ + +CAJO ALLIO FUSCIANO per la seconda volta, e DUILLIO SILANO per la +seconda. + + +Di male in peggio andavano gli affari di Roma per la disattenzione e +pazza condotta di Commodo[1364], ma più per la crudeltà ed avarizia +del suddetto Cleandro, già arbitro della corte. Costui vendeva tutte +le grazie e tutte le dignità tanto militari che civili. Per andare al +governo delle provincie, bisognava comperar le cariche. Per denaro le +persone di condizion libertina ottenevano la nobiltà, giungevano anche +a divenir senatori. I banditi, purchè spendessero, tornavano alla +patria, ed erano promossi agli onori; nè si portava rispetto alle +sentenze date dal senato e dai giudici. L'oro le faceva abolire. +Perchè _Antistio Burro_, uno de' primi senatori, coll'autorità e +confidenza che gli dava l'essere marito di una sorella di Commodo, +volle avvertire il cognato Augusto di tanti disordini, si tirò addosso +l'ira di Cleandro. Nè andò molto che costui contra di un uomo sì degno +fece saltar fuori un processo, quasi che egli aspirasse all'imperio. +Ciò bastò per togliere la vita a lui e a molti altri che impresero la +di lui difesa. Avvenne tal iniquità prima ancora che Cleandro +occupasse il posto di prefetto del pretorio: al che egli probabilmente +pervenne circa questi tempi. Tante avanie, concussioni ed uccisioni +faceva costui a fine di ammassar tesori, non solamente in suo pro, ma +anche per regalar le bagasce dell'imperador suo padrone, e molto più +lui stesso[1365], perciocchè egli col tanto scialacquare in ispese o +inutili od obbrobriose, si trovava sempre smunto o coll'erario voto. +Ma nè pur bastando al di lui bisogno i tanti rinforzi che gli +somministrava la malvagità di Cleandro, si ricorse al ripiego di +minacciar dei processi anche alle matrone romane, con inventati e +finti delitti, atterrendole in maniera, che conveniva venire a +composizioni, e a riscattarsi con buona somma di danari. Inventò +Commodo inoltre di mettere una tassa di due scudi d'oro a cadaun +senatore, loro mogli e figliuoli, da pagarsegli ogni anno nel giorno +suo natalizio, e di cinque denari ad ogni decurione della città. Pure +tutto questo era una goccia al mare, perchè malamente si consumava +tanto oro in cacce, in combattimenti di gladiatori e in altri +divertimenti peggiori. Abbiamo da Lampridio[1366], che sotto questi +consoli furono fatti dei voti pubblici per la salute e prosperità di +Commodo; e nelle monete[1367] si parla della _pubblica Felicità_, +quando altro non si provava che miserie ed affanni. Ma non mai si +esercita tanto l'adulazione, che sotto i principi cattivi, ai quali si +fa plauso per timore di peggio. Scrive ancora Eusebio[1368], che in +quest'anno cadde un fulmine nel Campidoglio, per cui rimase bruciata +la biblioteca colle case vicine. Non può già stare il dirsi da lui, +che le Terme di Commodo fossero fabbricate nell'anno IV del suo +imperio, avendo noi, non meno da Lampridio[1369] che da +Erodiano[1370], essere quella stata una fabbrica fatta da Cleandro, il +quale molto più tardi salì in alto. Queste terme e un ginnasio, ossia +una scuola di atleti e di scherma, opere anch'esse di lui, furono +bensì dedicate sotto nome di Commodo; ma Cleandro avea caro che si +sapesse esserne egli stato l'autore per guadagnarsi l'amor del popolo +a tenore d'alcuni suoi grandiosi disegni, de' quali parleremo fra +poco. + +NOTE: + +[1364] Lampr., in Commodo. + +[1365] Dio, in Excerptis Vales. + +[1366] Lampr., in Commod. + +[1367] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[1368] Eusebius, in Chron. + +[1369] Lamprid., in Commodo. + +[1370] Herodianus, Histor., lib. 1. + + + + + Anno di CRISTO CLXXXIX. Indizione XII. + + VITTORE papa 4. + COMMODO imperadore 10. + +_Consoli_ + +SILANO e SILANO + + +Siamo assicurati dai fasti antichi, essere stati in quest'anno consoli +ordinari _due Silani_. Che il primo si chiamasse _Giunio Silano_, lo +conghiettura il Panvinio[1371], ma non è certo. Vogliono che l'altro +si chiamasse _Servilio Silano_, e con più ragione, sapendosi da +Lampridio[1372], che Commodo tolse di poi la vita ad un consolare di +questo nome. Una iscrizione riferita dal Fabretti[1373] si vede posta +C. ATILIO, Q. SERVILIO COS., ma non si può arrivar a sapere se +appartenga all'anno presente. In questo sì giudicò il padre Pagi[1374] +che accadesse quanto narrano Dione[1375] e Lampridio[1376], cioè che +si contarono venticinque consoli in un anno solo. Il Panvinio credette +questa deforme scena nell'anno 185, senza badare che Cleandro, salito +molto più tardi in auge, ne fu l'autore, e per cogliere verisimilmente +un grosso regalo da tanti soggetti vogliosi di quell'onore. Quando ciò +sia avvenuto nell'anno presente, certo sarà che nel medesimo giunse al +consolato anche _Settimio Severo_, il qual fu poi imperadore, +scrivendo Sparziano[1377] ch'egli sostenne il primo consolato con +_Apulejo Rufino_, disegnato da Commodo a quella dignità insieme con +molti altri. Strano poi sembra che il medesimo Sparziano[1378] dica +nato _Geta_, figliuolo di Settimio Severo, mentre erano consoli +_Severo e Vitellio_, quando avea dato _Rufino_ per collega a _Severo_. +Seguitava intanto Cleandro[1379] a far delle estorsioni, e a vendere +gli onori, impoverendo la sciocca gente che correva a comperare da lui +il fumo. Uno di questi fu _Giulio Solone_, uomo ignobile, che per la +vanità di salire al grado di senatore, consumò quasi tutte le sue +facoltà, di modo che fu detto argutamente, _che Solone, a guisa de' +condannati, era stato spogliato de' suoi beni, e relegato nel senato_. +Ma quando men se l'aspettava, arrivò ancora Cleandro al fine dovuto ai +pari suoi. Il precipizio suo vien differito dal padre Pagi all'anno +seguente; dal Tillemont vien riferito[1380] al presente. In tale +incertezza credo io meglio di parlarne qui. Entrò in questi +tempi[1381] una fierissima peste in Italia[1382], e per le poche +precauzioni che si costumavano allora, si diffuse ben tosto per tutte +le città, e passò anche oltramonti. Questo di raro avea essa, che non +men gli uomini che le bestie perivano. In casi tali, quanto più vaste +e popolate son le città, tanto maggiormente infierisce il malore nella +folta misera plebe. Così fu in Roma. Dione, testimonio di veduta, +asserisce che per lo più ogni dì vi morivano duemila persone. +Rinnovossi inoltre allora l'uso di certi aghi attossicati, co' quali +fu data la morte a non pochi. Commodo, per consiglio de' medici, si +ritirò a Laurento, luogo fresco alla marina, e pieno di lauri, creduti +allora per l'odor loro un possente scudo contro la peste. A questo +gravissimo male s'aggiunse la carestia, facile disgrazia, massimamente +alle grandi città, dove immenso è il popolo, e dove allorchè +infierisce la peste, molti si guardano dall'accostarvisi per timor +della vita. Dicono che _Dionisio Papirio_, presidente dell'annona, +accrebbe maggiormente la penuria dei viveri, colla mira che il popolo +già irritato contra di Cleandro, per le tante ruberie, ne attribuisse +a lui la colpa, e si alzasse a rumore contra di lui, siccome in fatti +avvenne. Sapevasi ch'egli avea comperata gran quantità di grano, nè lo +lasciava uscire de' suoi granai. In mezzo a sì calamitosi tempi +mirabile è la facilità, con cui può sorgere e prender piede una voce +ed opinione anche più spallata. Fu dunque detto che Cleandro tendesse +ad occupar il trono imperiale. Le ricchezze da lui adunate, e il grano +ammassato avea da servire a guadagnar in suo favore i pretoriani e +l'altre milizie romane. Di più non occorse, perchè si facesse una +sollevazione. Non vanno ben d'accordo Dione ed Erodiano in raccontar +le circostanze del fatto. Molto meno Lampridio[1383], che attribuisce +la odiosità del popolo contro Cleandro all'aver costui fatto morire +_Arrio Antonino_, personaggio di gran credito, a forza di calunnie, +perchè, essendo egli proconsole dell'Asia, avea condannato un certo +Attalo, probabilmente creatura del medesimo Cleandro. Confessano poi, +tanto Erodiano quanto Dione, che Commodo in tempo di questa +sollevazione si trovava nella villa di Quintilio poco lungi da Roma, +dove attendeva a' suoi infami piaceri. Aggiugne Dione, che si fecero +in quel tempo le corse de' cavalli nel circo: il che mi fa sospettare +che fosse già terminata in Roma la peste, e solamente allora si +provasse il flagello della carestia. + +Comunque sia, parte del popolo spronato dalla fame, e mosso dalle +grida di moltissimi fanciulli attruppati, condotti da una fanciulla +d'alta statura, e di terribile aspetto, creduta dalla buona gente una +dea, si mosse in furia, e andò al palazzo di villa, dove dimorava +coll'imperadore _Cleandro_. Quindi, dopo aver gridato: _Viva il nostro +Augusto!_ dimandarono di aver in mano il traditore Cleandro, +caricandolo intanto d'infinite villanie. Nulla ne intese Commodo, +immerso nei suoi divertimenti. Cleandro allora ordinò che il corpo di +cavalleria di guardia dissipasse quella gentaglia, e fu puntualmente +ubbidito. Misero que' cavalieri in fuga il popolo disarmato, ne +uccisero o ferirono molti, inseguendoli fin dentro le porte di Roma. +Mossesi allora a rumore tutto il popolo, e correndo ai balconi e su +per gli tetti, cominciò a tempestar con sassi e tegole i cavalieri; +unissi ancora col popolo parte de' soldati a piedi della città: e +tutti con armi e grida cominciarono una fiera battaglia colla peggio +de' cavalieri, parte scavalcati o feriti, o morti, e gl'inseguirono +sino al palazzo suburbano dell'imperadore. Niuno si attentava a far +motto di ciò a Commodo. Marzia, già concubina di Quadrato, che non era +già stata uccisa, come si legge in Sifilino, quella fu che ne avvisò +l'imperadore. Erodiano, all'incontro, scrive essere stata _Fadilla_ +sorella del medesimo Augusto, che, atterrita dal rumore, corse +scapigliata a' piedi del fratello, e l'avvertì del pericolo, in cui +egli con tutti i suoi si trovava, se non sagrificava allo sdegno del +popolo quel suo scelleratissimo ministro. Altri, che ivi si trovavano, +calcarono la mano, accrescendogli la paura talmente, ch'egli in fine, +fatto chiamar Cleandro, ordinò che gli fosse tagliato il capo, e +consegnato sopra un'asta al popolo. Spettacolo di gran letizia fu la +testa di costui a chi l'odiava, e strascinò poscia il di lui cadavero +per la città. Due piccoli figliuoli suoi vi perderono anch'essi la +vita; nè finì questa turbolenza, che anche molti familiari o favoriti +di esso Cleandro vennero uccisi: con che restò quieto il tumulto. +Lampridio aggiugne che Apolausto ed altri liberti di corte in tal +congiuntura rimasero anch'essi vittima del furore popolare; e Commodo, +per testimonianza di Dione, fece poi morire il sopra mentovato +presidente dell'annona _Papirio_, dando probabilmente a lui tutta la +colpa del nato sconcerto. In luogo di Cleandro creati furono prefetti +del pretorio _Giuliano e Regillo_, e la presidenza dell'annona fu +conferita ad _Elvio Pertinace_, il quale doveva essere poco prima +tornato dalla Bretagna, con fama d'aver anch'egli di là incitato +Commodo contro di _Antistio Burro_ e di _Arrio Antonino_, imputando +loro che aspirassero all'imperio. Commodo non si attentava più, +siccome timidissimo, di rientrare in Roma. Tanto cuore gli fecero i +suoi confidenti[1384], che comparve colà, e fu accolto con grandi +acclamazioni del popolo: del che si consolò non poco. Eusebio[1385] +sotto il presente anno scrive che Commodo fece levar la testa al +colosso fabbricato da Nerone, per mettervi la sua. Vedremo ben altri +più ridicoli eccessi della di lui vanità. + +NOTE: + +[1371] Panvin., in Fastis. + +[1372] Lampridius, in Commodo. + +[1373] Fabrettus, Inscript., pag. 635. + +[1374] Pagius, Critic. Baron. ad hunc annum. + +[1375] Dio, lib. 72. + +[1376] Lampr., in Commodo. + +[1377] Spartianus, in Septimio Sev. + +[1378] Spart., in Geta. + +[1379] Dio, lib. 72. + +[1380] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[1381] Dio, lib. 72. + +[1382] Herodianus, lib. 1. + +[1383] Lampr., in Commodo. + +[1384] Herodianus, Histor., l. 1. + +[1385] Euseb., in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CXC. Indizione XIII. + + VITTORE papa 5. + COMMODO imperadore 11. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO COMMODO AUGUSTO per la sesta volta, e MARCO PETRONIO +SETTIMIANO. + + +Fu ben calmata la sedizione popolare descritta di sopra, e +ritornossene Commodo Augusto alla sua residenza in Roma[1386], ma non +si quietò già l'animo suo; anzi il fresco esempio fece in lui crescere +le diffidenze e i sospetti. Personaggio non v'era di qualche abilità e +credito che non fosse mirato di mal occhio da Commodo, e di cui egli +non desiderasse la morte; e, quel ch'è peggio, non la procurasse o col +veleno o col ferro. Ogni sinistra relazione o calunnia sufficiente era +perchè egli levasse dal mondo i nobili, e massimamente i più amati dal +popolo e i più potenti. Ognuno gli facea ombra, perchè non ignorava +già quanto fosse l'odio del pubblico contra di lui. Credesi +dunque[1387] che in questi tempi egli privasse di vita _Petronio +Mamertino_ suo cognato, cioè marito di una sua sorella, ed _Antonino_ +di lui figlio, ed _Annia Faustina_ cugina di suo padre, che stava in +Grecia. La sua crudeltà principalmente prendeva di mira chi era stato +console. Tali furono _Duillio_ e _Servilio Silani_, _Allio Fosco_, +_Celio Felice_, _Lucejo Torquato_, _Larzio Euripiano_, _Valerio +Bassiano_ e _Patulejo Magno_ co' suoi figliuoli, _Sulpizio Crasso_ +proconsole dell'Asia, _Claudio Lucano_, _Giulio Procolo_ colla sua +prole, ed altri infiniti, come dice Lampridio, a' quali tutti o in una +maniera o in un'altra procurò la morte. Fece anche bruciar vivi tutti +i figliuoli e nipoti del già ribello _Avidio Cassio_[1388], nulla +servendo loro il perdono ottenuto dal di lui buon padre Marco Aurelio; +e ciò con imputar loro che macchinassero delle novità. Probabil cosa è +che non tutte in quest'anno succedessero tali stragi, e che alcune +appartengano all'anno seguente. _Giuliano_ e _Regillo_, già creati +prefetti del pretorio, poco la durarono con questa bestia, ed amendue +furono ammazzati. E pur Giuliano godea sì forte della grazia di +Commodo, che pubblicamente era da lui abbracciato, baciato, e chiamato +suo padre. _Quinto Emilio Leto_ ottenne allora il grado di prefetto +del pretorio. Accadde ancora verso questi tempi[1389] la morte di +_Giulio Alessandro_, personaggio di maraviglioso ardire, uno de' +nobili cittadini di Emesa nella Soria, che stando a cavallo avea colla +lancia passato da parte a parte un lione. Se crediamo a Lampridio, +s'era egli ribellato. Altro non dice Dione, se non che all'udire +l'arrivo di un centurione, spedito con una truppa di soldati per +ammazzarlo, di notte andò a trovarli, e tutti li tagliò a pezzi. Lo +stesso brutto giuoco fece appresso ad alcuni suoi concittadini, coi +quali manteneva nimicizia; e poi montato a cavallo con un ragazzo +ch'egli amava, se ne fuggì. Si sarebbe egli ridotto in salvo, ma non +potendo più reggere il ragazzo alla corsa, nè volendolo egli +abbandonare, fu raggiunto dai corridori, che il venivano seguitando. +Diede egli allora la morte al ragazzo e a sè stesso, e così terminò la +sua tragedia. + +Tali erano in questi tempi le barbariche azioni di Commodo. E merita +ben d'essere osservato che sotto questo crudel regnante la religion +cristiana non patì per conto suo persecuzione veruna; e chi morì +martire a que' tempi, non già da lui, ma dai governatori delle +provincie, nemici del nome cristiano, riportarono una gloriosa morte. +E però, lui regnante, crebbe e sempre più si dilatò il numero de' +Cristiani. Questa indulgenza di Commodo vien attribuita da +Sifilino[1390] a Marzia, donna di bassa nascita, ch'era stata +concubina di Quadrato. Dopo la morte di Quadrato entrò essa talmente +in grazia di Commodo, il quale avea relegato a Capri, e poi fatta +morire _Crispina_ sua moglie, che, a riserva del nome di +Augusta[1391], conseguì gli onori delle imperadrici. Poteva ella molto +nel cuor di Commodo; e però si pretende che amando essa molto, benchè +non cristiana, i cristiani, procurasse loro un buon trattamento ed +altri benefizii. Vuole il padre Pagi[1392] che la peste e la fame, di +cui parlammo all'anno precedente, infierissero in questo; e non men +Dione che le medaglie sembrano dar peso a così fatta opinione. Ma, +secondo Erodiano, sembra più verosimile che fossero preceduti questi +flagelli. Parlasi ancora nelle monete[1393] della _Liberalità Settima_ +di Commodo, cioè di qualche congiario dato al popolo per tenerselo +amico. E Dione, fra l'altre cose, lasciò scritto che Commodo più volte +donò al popolo cinque scudi d'oro e quindici denari per testa. + +NOTE: + +[1386] Herodianus, Histor., lib. 1. + +[1387] Lampridius, in Commodo. + +[1388] Vulcat., in Avidio Cassio. + +[1389] Dio, lib. 72. + +[1390] Xiphilinus, in Commodo. + +[1391] Dio, lib. 72. + +[1392] Pagius, Critic. Baron. ad hunc annum. + +[1393] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + + + + + Anno di CRISTO CXCI. Indizione XIV. + + VITTORE papa 6. + COMMODO imperadore 12. + +_Consoli_ + +CASSIO APRONIANO e BRADUA. + + +Se il primo console _Aproniano_ portò veramente il nome di _Cassio_, +egli fu padre di Dione Cassio, storico celebratissimo; ma ciò non è +senza qualche dubbio. Alle disgrazie che andava provando Roma pel +governo tirannico di Commodo e per gli altri mali di sopra accennati, +si aggiunse nel presente anno quello di un fiero incendio[1394]. +Attaccatosi il fuoco al tempio della Pace, fabbricato da Vespasiano, +interamente lo consumò colle botteghe ricchissime delle specierie +contigue: tempio il più magnifico che si fosse allora in Roma. +Imperciocchè quivi erano conservate le più preziose spoglie del tempio +di Gerusalemme; quivi si faceano le assemblee dei letterati; e pare +che vi si conservassero anche i loro scritti, giacchè Galeno[1395] il +medico si duole che un gran numero de' suoi vi perisse in tal +congiuntura. Ma, quel che è più, colà si portavano in deposito i +danari e le cose più preziose de' Romani, come in luogo il più sicuro +d'ogni altro. Perciò, essendo succeduto di notte quel gravissimo +incendio, moltissimi, venuto il giorno, si trovarono poveri di ricchi +che erano la sera innanzi. Nè ivi si fermarono le fiamme, perchè +passarono ad altri assaissimi nobili edifizii romani, e fra gli altri +il tempio di Vesta col palazzo rimase anch'esso consunto. Durò molti +giorni il fuoco, dilatandosi qua e là, senza potersi fermare con arte +umana, finchè un'improvvisa dirotta pioggia gli troncò i passi. +Eusebio[1396] dice che gran parte della città di Roma restò preda +delle fiamme. Salvarono le Vestali il palladio, cioè la statua di +Pallade, la quale fama era che fosse stata portata da Troja. Dione +anch'egli attesta che il fuoco arrivò al palazzo, e vi bruciò la +maggior parte delle scritture spettanti al principato. Questa +gravissima sciagura moltiplicò l'odio di ognuno contra di Commodo, +credendo tale incendio un'ira palese del cielo per le di lui iniquità: +e giacchè era ito in rovina il tempio della Pace, giudicarono tutti +questa una predizion di guerra vicina per tutto il romano imperio. +Intanto la vanità di Commodo cominciava a degenerare in pazzia. Perchè +niuno l'uguagliava nella destrezza in uccidere le fiere, e molte e +grandi pruove di ciò aveva egli dato in Lanuvio, gli saltò in testa di +farsi appellare l'_Ercole Romano_[1397], gloriandosi di essere +figliuolo non più dell'ottimo imperadore Marco Aurelio, ma di Giove. +In abito d'Ercole volle che gli fossero alzate le statue. Una pelle di +lione e una clava gli erano portate innanzi, allorchè faceva viaggio; +e queste ne' teatri, intervenendovi egli o non intervenendovi, si +mettevano sopra la sedia d'oro imperatoria. Veggonsi ancora molte +medaglie[1398] dell'anno presente e susseguente, dov'è nominato +_Ercole Romano_, _Ercole Commodiano_. Oltre a ciò comandò che da lì +innanzi Roma si chiamasse _Commodiana_, e il senato istesso dovette +assumere il cognome di _Commodiano_. Per comandamento suo ancora +furono mutati i nomi a tutti i mesi, e si adattarono ad essi quei che +esprimevano titoli e nomi del medesimo folle Augusto. Dione[1399] gli +annovera con quest'ordine: _Amazonio_, _Invitto_, _Felice_, _Pio_, +_Lucio_, _Elio_, _Aurelio_, _Commodo_, _Augusto_, _Ercole_, _Romano_ e +_Superante_. Se crediamo a Lampridio[1400], il mese di agosto si +appellò _Commodo_: settembre _Ercole_: ottobre _Invitto_: novembre +_Superante_ o _Superatorio_: e dicembre _Amazonio_. Questi due ultimi +specialmente se gli teneva egli ben cari; quasichè egli in ogni cosa +superasse il resto degli uomini; tanto gli frullava il capo. Qui il +Casaubono e il Salmasio insorgono con allontanarsi dalla sentenza di +Lampridio, e pretendendo che ad altri mesi si applicassero que' nomi. +Poco a noi importa la frenesia del pazzo Augusto, volendo che si +formasse un decreto[1401], per cui da lì innanzi tutto il tempo +ch'egli regnasse, si appellasse il _Secolo d'oro_, e di questo si +facesse menzione in tutte le lettere del senato. Certo è che a sì +fatti ordini strignevano le labbra, inarcavano le ciglia i senatori; +ma conveniva chinare la testa. Altre pazzie mischiate colle crudeltà e +varie disonestà di questo principe si possono raccogliere da +Lampridio, che ne fa un lungo catalogo. Ma non si può tacere che +debbono parerci falsità la maggior parte degli elogi a lui dati nelle +monete. Sopra tutto in esse è chiamato _Pio_, ed anche _Autore_ e +_Ristoratore della Pietà_. Quando con questo nome si voglia +significare il culto della falsa religione gentile, abbiamo in fatti +da esso Lampridio[1402] che col capo raso nella festa d'Iside egli +portò la statua di Anubi, ma ridicolosamente, perchè con quella +medesima andava gravemente percotendo le teste dei sacerdoti vicini; e +voleva che que' sacri ministri d'Iside si battessero maledettamente il +petto colle pigne che portavano in mano. Non la perdonò poi la sua +sfrenata libidine nè pure ai templi: eccesso detestabile anche presso +i Gentili. Nei sagrifizii ancora di Mitra uccise un uomo. Ecco qual +fosse la religione di questo forsennato Augusto. + +NOTE: + +[1394] Herodianus, lib. 1, et Dio, lib. 72. + +[1395] Galenus, de libris suis. + +[1396] Euseb., in Chronic. + +[1397] Lamprid., in Commodo. Dio, lib. 72. Herodianus Histor., lib. 1. + +[1398] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[1399] Dio, lib. 72. + +[1400] Lampridius, in Commodo. + +[1401] Dio, lib. 72. + +[1402] Lampridius, in Commodo. + + + + + Anno di CRISTO CXCII. Indizione XV. + + VITTORE papa 7. + COMMODO imperadore 13. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO COMMODO AUGUSTO per la settima volta e PUBLIO ELVIO +PERTINACE per la seconda. + + +Guastandosi ogni dì più il cervello a Commodo imperadore, andavano +crescendo le sue perverse azioni e, per conseguente ancora, l'odio del +popolo, e specialmente de' buoni contra di lui. A capriccio egli +faceva uccidere le persone. Alcuni tolse dal mondo, perchè +incontratosi in loro, osservò ch'erano vestiti di abito +straniero[1403]; altri perchè parevano più belli di lui. Saputo che +certuno avea letta la vita di Caligola, scritta da Svetonio, il diede +in preda alle fiere, perchè egli era nato lo stesso dì che Caligola. +Tralascio altre simili sue crudeltà, narrate da Lampridio. Nè minori +di numero erano le sue inezie, che si tiravano dietro le risate di +ognuno. Guai nondimeno, se si accorgeva di chi il burlasse e +deridesse, perchè tosto il faceva consegnare alle bestie feroci. E pur +egli non si guardava dal comparire ridicolo in faccia di tutti, +lasciandosi vedere in pubblico vestito ora da donna, ora da Ercole +colla clava, ora da Mercurio col caduceo in mano. Ma il colmo delle +sue pazzie quel fu d'intestarsi di essere il più bravo ed esperto +gladiatore e cacciatore che fosse sopra l'universa terra[1404]. E +veramente confessano tutti gli storici, maravigliosa essere stata la +destrezza sua nell'uccidere le fiere o lanciando l'asta contra di +esse, o scagliando frecce e dardi. Con tal giustezza scaricava i colpi +che feriva quasi sempre dove avea presa la mira. Questo fu il solo de' +pregi ch'egli ebbe: che per altro differenza non si scorgeva tra lui e +un vero coniglio. S'era egli avvezzato a queste cacce in Lanuvio, e +ne' suoi palazzi di villa, dove dicono che ammazzò in varii tempi +migliaja di esse fiere. Per conto dei gladiatori infinite pruove avea +fatto in quell'infame mestiere, combattendo con essi armato di spada e +scudo, nudo o pur vestito, facendo anche tutti i giuochi de' reziarii +e dei secutori, ch'erano specie di gladiatori. Di sua mano uccise egli +talvolta i competitori, senza che alcun di essi ardisse di torcere a +lui un capello. Ordinariamente dopo aver quella canaglia sostenuto +alquanto gli assalti e riportata talora qualche ferita, se gli dava +per vinto, chiedendogli la vita in dono, ed acclamandolo pel più forte +imperadore che Roma avesse mai prodotto. S'invanì tanto per tante sue +lodi e per la stupenda sua bravura il folle Commodo, che, per +attestato di Mario Massimo, le cui storie si sono perdute, ma +esistevano a' tempi di Lampridio, ordinò che negli atti pubblici si +registrassero queste sue ridicole vittorie, come già si facea delle +campali riportate dagli eserciti romani; e queste ascendevano a +migliaja e migliaja. Arrivò egli sì oltre (cotanto si era ubbriacato +di questa vergognosa gloria), che più non curando il nome di Ercole, +s'invogliò di quello di primo fra i gladiatori, con prendere anche il +nome di un Paolo già defunto, e stato mirabile a' suoi dì nell'arte +obbrobriosa de' gladiatori. + +Ma troppa lieve parve in fine quella gloria a Commodo, perchè +ristretta nei suoi privati palagi e nelle scuole gladiatorie. Gli +venne in capriccio di farsi anche ammirare da tutto il popolo romano; +e però fece precorrer voce, che nei giuochi saturnali, soliti a +celebrarsi nel dicembre[1405], egli solo volea uccidere tutte le +fiere, e combattere coi più bravi dell'arena. All'avviso di questa +gran novità, incredibile fu il concorso, non solo del popolo romano, +ma anche da varie parti d'Italia. Quattordici dì durarono questi +spettacoli. Innumerabili e di varie specie furono le fiere e le +bestie, fatte venir dall'India, dall'Africa e da altre contrade, che +comparvero nell'anfiteatro, e molte di esse conosciute dianzi +solamente in pittura. Si aspettava poi la gente di mirare il valoroso +Augusto affrontar nell'arena lioni, pantere, tigri, orsi e somiglianti +feroci animali. Ma il per altro pazzo Commodo ebbe tanto senno di far +guerra a tali fiere da un corridore alquanto alto, che girava intorno +alla platea dell'anfiteatro. Vero è nondimeno, ch'egli di là con tanta +maestria e forza scagliava aste e dardi che feriva e trapassava gli +animali, cogliendo nella fronte e nel cuor de' medesimi senza fallare. +Cento lioni in questa guisa per mano di lui rimasero estinti sul +campo. Il popolo tutto andava gridando _Bravo_ e _Viva_; per lo che si +ringalluzziva sempre più il balordo Augusto. E qualora egli si sentiva +stanco, Marzia, sua cara concubina, era pronta a porgergli una tazza +di buon vino rinfrescato; e il popolo, e i senatori stessi, uno de' +quali era lo stesso Dione storico, come si fa nei conviti, gli +auguravano salute e vita. Un altro dì lo spettacolo fu di lepri, +cervi, daini, tori e di altre bestie da corno. Commodo, calato nella +piazza dell'anfiteatro, ne fece una grande strage. In altri giorni +uccise una tigre, un cavallo marino, un elefante ed altre bestie. E +fin qui se gli potea pur perdonare. Ma da che spiegò di voler anche +combattere da gladiatore, non si potè contenere Marzia dal buttarsegli +ai piedi, e dal supplicarlo colle lagrime agli occhi di non +isvergognare la dignità di un imperadore con quell'infame mestiere. Se +la levò egli d'attorno con dirle delle villanie. Chiamati poi _Quinto +Emilio Leto_ prefetto del pretorio, ed _Eletto_ mastro di camera, +ordinò loro di preparar tutto il bisognevole. Anch'essi con forti +ragioni lo scongiurarono di non andarvi; ma indarno sempre. Ad altro +non servì la loro resistenza, se non a suscitargli un odio grave +contra di loro, quasi che gl'invidiassero la gloria che era per +acquistarsi. Erodiano non iscrive che Commodo andasse al +combattimento; ma Dione, che v'era presente, ci assicura che vi +comparve più volte, e combattè in quella indecente figura; e che i +gladiatori fecero battaglia fra loro colla morte di molti di essi, ed +anche di parecchi spettatori, che per la gran folla non poteano +tirarsi indietro. I senatori, siccome era stato loro imposto erano +forzati a gridare: _Viva il Signore: Viva il vincitor di tutti: Viva +l'Amazonio._ Per altro molti della plebe non si azzardarono +d'intervenire a quegli spettacoli, parte per l'orrore di mirar un +Augusto sì delirante ed avvilito, e parte per una voce corsa, che +Commodo volea regalarli di colpi di frecce, come Ercole avea fatto +alle Stinfalidi; e tanto più perchè ne' giorni addietro esso Augusto +raunati tutti i poveri mancanti di piedi, e fattili vestir da giganti, +colla clava gli avea tutti morti, per rassomigliarsi ad Ercole anche +in questo. Puossi egli immaginare un più bestiale ed impazzito +principe? Confessa Dione, che nè pur egli co' suoi colleghi senatori +andò esente da paura; imperciocchè Commodo, dopo aver tagliata la +testa ad un passero (se pur tale fu), con essa in mano, e colla spada +nell'altra andò alla volta dei senatori con torvo aspetto, ma senza +aprir bocca, volendo forse far intendere che potea far loro +altrettanto. A tutta prima molti di que' senatori non sapeano contener +la risa, ed erano perduti se Commodo se ne accorgea. Dione, col +mettersi a masticar delle foglie di lauro, insegnò agli altri di +moderarsi, e poco poi stettero ad avvedersi del corso pericolo. L'aver +Commodo in appresso comandato che i senatori venissero all'anfiteatro +nell'abito che solamente si usava nello scorruccio del principe, e +l'essere stata nell'ultimo dì dei giuochi portata la di lui celata +alla porta, per dove uscivano i morti, diede a pensare a tutti, che +fosse imminente il fine della di lui vita; e così fu. Altri augurii, +a' quali badavano forte i superstiziosi Romani, racconta +Lampridio[1406], ch'io tralascio come cose vane. + +Non van d'accordo[1407] Erodiano e Dione[1408] in assegnare i motivi e +le circostanze della morte di _Commodo_. Scrive il primo, che irritato +il pazzo Augusto contro Marzia, Leto ed Eletto, perchè gli aveano +contrastata la sconvenevol comparsa nel campo de' gladiatori, scrisse +in un biglietto l'ordine della lor morte, colla giunta di parecchi +altri, e pose la carta sul letto. Entrato un nano suo carissimo in +camera, avendo preso quello scritto, uscì fuori, ed incontratosi in +Marzia, questa gliel tolse di mano, imaginandosi che fosse cosa +d'importanza. Vi trovò quel che non voleva. Avvisatine Leto ed Eletto, +concertarono tutti e tre di esentarsi da quel temporale con prevenire +la mala volontà dell'iniquo principe. Nulla dice Dione di questa +particolarità, ed intanto il lettore si ricorderà, aver quello storico +narrato un simil fatto nella morte di Domiziano. Certamente uno di +questi due racconti ha da essere falso; ed il presente ha qualche più +di verisimiglianza. Dione e Lampridio scrivono che Leto ed Eletto, per +timore della propria vita, sì perchè aveano davanti più specchi della +somma facilità con cui Commodo la toglieva ai capitani delle sue +guardie e a' suoi mastri di camera, e sì ancora perchè conoscevano di +averlo disgustato colla ripugnanza alle sue bestialità, unitisi a +Marzia, tentarono prima la via del veleno, con darglielo in una tazza +di vino ch'egli soleva prendere dopo il bagno. Occupato da lì a poco +da gravezza di capo e da sonnolenza, Commodo entrò in letto. Era +l'ultimo dì dell'anno. Venuta la notte, si svegliò, e fosse la sua +robusta complessione, o pure il molto mangiar e bere dianzi da lui +fatto, che l'aiutasse, cominciò a vomitare, e per secesso ancora ad +alleggerirsi dell'interno nemico. Allora i congiurati, apprendendo più +che mai il rischio loro, introdussero Narciso robustissimo atleta, +comperato con promessa di gran regalo, che serrategli le canne del +fiato, il soffocò. Sparsero poi voce, ch'egli fosse morto per +accidente apopletico. In questa maniera terminò _Commodo_ la vita sua +sì malamente menata, in età non più che di trentadue anni, senza +lasciar dopo di sè figliuoli. Fu poi detto, ch'egli avea comandato di +bruciar Roma, e che ne sarebbe seguito l'effetto, se Leto non lo +avesse trattenuto. Sparsero inoltre voce aver egli avuto in animo di +uccidere _Erucio Claro_ e _Socio Falcone_, consoli disegnati, che +doveano far l'entrata nel giorno seguente, e di proceder egli console +con prendere per collega uno dei gladiatori. Dione par che lo creda; +ma morto chi è odiato da tutti, nè più può far paura, a mille ciarle +si scioglie la lingua. In quest'anno probabilmente avvenne ciò che +narra Capitolino[1409]. Comandava _Clodio Albino_ alle armi romane +nella Bretagna. Fu portata colà una falsa nuova che Commodo era morto; +Commodo, dissi, quale il tanta fede avea in lui, che gli avea dianzi +mandato il titolo di Cesare, cioè un segno di volerlo per successore. +Albino non l'accettò; venuta poi quella falsa voce, egli parlò +all'esercito britannico, esortando tutti a ritornare la repubblica +romana nell'antico suo stato, e ad abolir la monarchia, con toccar i +disordini venuti per cagion degl'imperadori, senza risparmiare lo +stesso Commodo. Di questa sua disposizione ed aringa avvertito +Commodo, ch'era ancor vivo, mandò _Giulio Severo_ al comando +dell'armata britannica, e richiamò Albino; ma per la morte d'esso +Commodo non dovette aver esecuzione quell'ordine. Gran credito con ciò +Albino si guadagnò presso il senato. Nè si dee tacere, che quando poi +da Roma furono spediti pubblici messaggeri alle provincie per dar +avviso che più non viveva Commodo, quasi tutti furono messi in +prigione dai governatori, per paura che questa fosse una nuova falsa a +fine di tentar la lor fede, quantunque tutti sospirassero che fosse +vera, siccome dipoi si trovò. + +NOTE: + +[1403] Lampr., in Commodo. + +[1404] Herodianus, Histor., lib. 1. Dio, lib. 72. + +[1405] Herodianus, Histor., lib. 1. Dio, lib. 72. + +[1406] Lampridius, in Commodo. + +[1407] Herodianus, Histor., lib. 3. + +[1408] Dio, lib. 72. + +[1409] Capitolin., in Clodio Albino. + + + + + Anno di CRISTO CXCIII. Indizione I. + + VITTORE papa 8. + ELVIO PERTINACE imperad. 1. + DIDIO GIULIANO imperad. 1. + SETTIMIO SEVERO imperad. 1. + +_Consoli_ + +QUINTO SOSIO FALCONE e CAJO GIULIO ERUCIO CLARO. + + +Nella notte precedente al dì primo di gennaio, siccome dissi, accadde +la morte di Commodo. Prima nondimeno che si divulgasse il fatto, Leto +ed Eletto[1410] furono a trovar _Publio Elvio Pertinace_, che tuttavia +era console[1411]. Egli dormiva, e sentendo che veniva a lui il +prefetto del pretorio, s'immaginò quella essere l'ultima sua ora, +perchè se lo aspettava, dicendosi che gli era stata predetta in +quest'anno. Intrepidamente accolse i due ministri, e rimase ben +sorpreso all'intendere che in vece della morte gli esibivano l'impero. +La credette a tutta prima una furberia; ma giurando essi, che Commodo +non era più vivo, se ne volle chiarire, con inviar uno de' suoi più +confidenti a mirar coi suoi occhi il cadavere dall'estinto principe. +Allora egli cedette alle lor persuasioni, e con essi andò al quartiere +dei pretoriani. Era molto inoltrata la notte, e fuorchè le sentinelle, +tutti riposavano. Leto, esposta la morte di Commodo, presentò loro +Pertinace, che dal canto suo promise il consueto regalo; e però tutti, +almeno in apparenza, consentirono; ma restarono amareggiati, perchè +egli, nell'arringa che fece loro, si lasciò scappar di bocca, che +v'erano molti abusi, i quali sperava di levar via collo aiuto di essi. +Sospettarono coloro, che volesse spogliarli di quanto avea loro +prodigamente donato il morto imperadore. Oltre di che, avvezzi colla +briglia sul collo sotto un principe giovinastro cattivo, che lor +permetteva di far quanto cadeva loro in capriccio, non potevano mirar +di buon occhio Pertinace, cioè un vecchio[1412], di costumi tanto +diversi dal precedente Augusto. Imperocchè è da sapere che _Elvio +Pertinace_, nato da povero padre nella villa di Marte del territorio +d'Alba Pompea, città oggidì del Monferrato, insegnò grammatica da +giovane; ma perchè gli fruttava poco il mestiere, si rivolse alla +milizia, e salendo di grado in grado con riputazione, sostenne de' +riguardevoli impieghi nella Mesia e nella Dacia. Per calunnie perdè la +grazia di Marco Aurelio Augusto, ma per opera di Claudio Pompejano, +genero d'esso imperadore, scoperta la falsità delle accuse, fu +Pertinace promosso all'ordine senatorio, ed anche al consolato. Ebbe +poscia il governo di varie provincie, e massimamente di Soria, dove +attese ad empiere la borsa. Sotto Commodo, abbassato dal prepotente +Perenne, si ritirò alla sua patria, dove comperò di molti stabili. +Dopo la morte di Perenne, siccome accennai di sopra, fu spedito da +Commodo in Bretagna, e di là passò al governo dell'Africa. Finalmente +tornato a Roma, vi esercitò, dopo _Fusciano_, uomo severo, la carica +di prefetto della città, con tale umanità e piacevolezza, che piacque +maggiormente a Commodo, e meritò di procedere di nuovo console con +esso lui[1413]. Passava Pertinace in questi tempi l'età di anni +sessantasei, perchè nato nell'anno 126 della nostra Era; ma era in +concetto d'uomo di onore, di molta saviezza ed amorevolezza, e +sperimentato nelle cose della guerra. Per attestato di Erodiano[1414], +la sua gravità ed anche la povertà il salvarono sotto Commodo, perchè +fra gli altri pregi si contava ancor questo, d'esser egli il più +povero dei senatori, ancorchè avesse esercitato molti riguardevoli +uffizii. Ma, secondo Capitolino[1415], si diceva aver egli sempre +atteso a raccogliere molto e spendere poco. Un uomo di tal probità, ma +insieme poco inclinato alla liberalità, non potea piacere ai soldati, +troppo male avvezzati sotto Commodo. + +Durava tuttavia la notte, quando si fece sparger voce per la città, +che _Commodo_ era morto, ed eletto imperador _Pertinace_. Saltò fuori +tutto il popolo con incredibil festa ed incessanti grida, caricando di +maladizioni e villanie il defunto Augusto, cantando i suoi vituperii, +e dandogli i nomi di tiranno, di gladiatore, di ernioso, perchè egli +patì di una ernia, ch'era visibile agli occhi del pubblico. Anche i +senatori, balzati dal letto, corsero, non sapendo dove stare per la +gioia, alla curia: e quivi si presentò loro Pertinace, ma senza +insegna alcuna d'imperadore e coll'animo assai agitato, perchè sapendo +la bassa sua condizione in confronto di tanti altri senatori delle +prime e nobili casate di Roma, sembrava a lui un'indecenza, ed anche +un passo pericoloso, il prendere un posto più ragionevolmente dovuto +ad altri. Però assiso in senato nella solita sua sedia, disse che egli +veramente era stato riconosciuto imperadore dai soldati, ma che +vecchio inabile ed immeritevole, rinunziava a quell'onore, e che +eleggessero chi loro piacesse, essendovi tanti nobili degni più di lui +del trono. Secondo Erodiano, prese anche pel braccio _Aulo Glabrione_, +creduto il più nobile de' Romani, e l'esortò a voler egli assumere la +dignità imperiale. Capitolino aggiunge, che fece lo stesso con +_Claudio Pompejano_, genero già di Marco Aurelio, e cognato di +Commodo; ma che anch'egli si scusò. E qui dee aver luogo ciò che +racconta Dione[1416], cioè che _Pompejano_, siccome persona di gran +prudenza, osservato ch'ebbe qual mala bestia fosse Commodo suo +cognato, di buon'ora si ritirò in villa, nè si lasciava se non rade +volte vedere in città, adducendo per iscusa varie sue indisposizioni, +e specialmente la vista sua troppo indebolita. Nè volle già egli +venire agli ultimi spettacoli di Commodo, per non essere spettator del +disonore della maestà imperatoria, essendosi solamente contentato che +v'intervenissero i suoi figliuoli. Creato poi Pertinace imperadore, +gli tornò la vista, svanirono i suoi malori; e Pertinace a lui e a +Glabrione fece sempre un distinto onore, nè risoluzione imprendeva +senza il loro consiglio. Lo stesso Pompejano poi, da che fu morto +Pertinace, e si videro imbrogliati forte gli affari, tornò ad +ammalarsi, a vedervi poco, e a battere la ritirata. Da ciò si +raccoglie essere adulterato il testo di Dione presso Zonara[1417] e +Sifilino, là dove è detto, che Claudio Pompejano, genero di Marco +Aurelio fu quegli che presentò a Commodo il pugnale per ammazzarlo. +Ora i senatori, veduta la umiltà e l'onorato procedere di Pertinace, +quasi tutti di buon cuore il confermarono imperadore, e convenne anche +fargli forza perchè accettasse l'imperio[1418], se non che _Falcone_, +il quale dovea la mattina seguente entrar console, gli si mostrò ora, +e peggio poi nel progresso, assai contrario, con dirgli di non sapere +come avesse da riuscire il di lui governo, da che il mirava sì +favorevole a Marzia e a Leto, stati ministri delle iniquità di +Commodo. Al che rispose quietamente Pertinace: _Voi siete console +giovane, nè sapete che cosa sia la necessità di ubbidire. Costoro +hanno ubbidito fin qui loro malgrado a Commodo. Subito che han potuto, +han dato a conoscere la lor buona volontà._ + +Quindi proruppe il senato in acclamazioni festose verso il novello +regnante, in detestazioni di Commodo, che si leggono a parola per +parola presso Lampridio[1419], prese dalla storia perduta di Mario +Massimo. Soprattutto dimandavano i senatori, che si facesse al +cadavero di Commodo il trattamento conveniente a chi era stato nemico +degli dii, boia del senato, parricida, nemico della patria, cioè che +fosse strascinato coll'uncino per la città, e gittato nel Tevere, +siccome si usava co' malfattori più esecrandi. Ma quel corpo, di +permissione di Pertinace, era già stato segretamente seppellito in +qualche sepolcro, e di là fra qualche tempo Pertinace lo fece +trasportare nel mausoleo d'Adriano, perchè non gli piaceva d'irritare +i pretoriani, troppo innamorati dell'estinto regnante. Fatta fu anche +istanza dal senato, che si rompessero tutte le statue di Commodo, e si +abolissero tutte le sue memorie. Non perdè tempo il popolo ad +eseguirne il decreto. A Pertinace furono nello stesso tempo accordati +tutti i titoli consueti degl'imperadori. Scrive Capitolino[1420], che +a _Flavia Taziana_ di lui moglie fu dato il titolo di _Augusta_; ma sì +egli, che Dione senatore, presente allora a tutti quegli affari, +aggiungono averle bensì il senato decretato questo onore, siccome +ancora al di lui figliuolo il titolo di _Cesare_; ma che Pertinace +ricusò l'uno e l'altro, perchè non mirava per anche abbastanza +assodato il suo imperio, conosceva l'umor petulante della moglie, nè +gli pareva che il figliuolo di età anche tenera fosse capace di tanto +onore. Diede egli principio al suo governo con ottime idee e +rettissima volontà. Dovea pagarsi il regalo promesso ai pretoriani e +agli altri soldati di Roma, e nell'erario non si trovò più di +venticinquemila scudi. Mise perciò[1421] in vendita le statue, l'armi +gioiellate, i cavalli, le carrozze, gli schiavi, le concubine, e tutte +le altre vane suppellettili di Commodo, tanto che ne ricavò danaro da +pagare in parte il regalo pattuito coi soldati, e da fare un donativo +al popolo di cento danari per testa. _Emilio Leto_ nello stesso tempo +spogliò d'ordine suo tanti buffoni, che Commodo avea smisuratamente +arricchiti coi beni dei senatori uccisi. Trattava il buon Pertinace, +uomo senza fasto, cortesemente con tutti, ed affabile era massimamente +coi senatori, ciascun de' quali potea liberamente dire il suo parere; +e dicea anche egli il suo, ma con tranquillità e rispetto a quello +degli altri. Or questi or quelli voleva alla sua tavola, tavola +propria di un principe, ma frugale. Per questa frugalità v'erano de' +ricchi e magnifici che il mettevano in burla; ma da tutta la gente +savia ne veniva egli ben commendato. Applicossi a riformar le spese +superflue, a levare gli abusi introdotti, a pagare i debiti del +pubblico. Ai pretoriani e alle altre milizie non fu più permesso di +rubare nè il far insolenze ed ingiurie a chicchessia. Cessarono le +spie e gli accusatori, furono cassate le ingiuste condanne; restituiti +i beni indebitamente confiscati; richiamati i banditi; e si potè dar +sepoltura convenevole a chi in addietro non la potè conseguire. Abolì +per le provincie vari dazi imposti dai cattivi principi alle rive de' +fiumi, ai ponti, alle strade. Promosse l'agricoltura per tutta +l'Italia, donando le terre abbandonate ed incolte, acciocchè si +coltivassero. In somma, sotto sì moderato e buon principe[1422] +cominciava a rifiorir Roma, ed ogni saggia persona benediceva il tempo +presente; ma questo tempo, che pareva così sereno, stette ben poco a +rannuvolarsi. + +Malcontenti già erano, siccome dissi, del nuovo governo i +soldati[1423]; e molto più se ne disgustarono, da che si videro +imbrigliati e ritenuti dal far que' mali che solevano. Aveano insino +ne' primi giorni tentato di esaltare al trono _Triario Materno +Lascivio_ senatore; ma egli scappò lor dalle mani, e andato a trovar +Pertinace, si ritirò poi fuori di Roma. Mirarono ancor i pretoriani di +mal occhio l'abbattimento delle statue di Commodo, e ne fremevano. +Intanto aspettava Pertinace il giorno natalizio di Roma, per mutar la +famiglia di corte, che dianzi serviva a Commodo, non l'avendo egli +licenziata finora. Da tutti costoro ancora era egli odiato a morte, e +specialmente dai liberti, a' quali avea già tagliate le unghie sul +vivo. Il saper poi quanto egli fosse guardingo nelle spese, e in +concetto d'avaro, e che per ristorare l'erario fallito esigeva imposte +messe da Commodo, contro le promesse fatte; e la voce corsa, che per +far danaro si cominciassero a vendere le grazie e la giustizia; e che +quei d'Alba Pompea corsi, credendo di toccare il cielo col dito sotto +un Augusto lor compatriotto, s'erano trovati delusi: tutto ciò cagion +fu che dalla maggior parte del popolazzo egli fosse poco amato, e che +nella commedia sotto nome d'altre persone si sparlasse di lui, con +dire fra le altre cose, ch'egli aveva bei detti, ma pochi fatti. Ai +soldati e alla plebe non solevano piacere se non quegl'imperadori che +largamente spendevano e più largamente donavano. Così la discorre +Capitolino[1424], il quale cento anni dipoi scrisse alla rifusa la di +lui vita, nè dovea aver qui buone memorie. Imperocchè Dione[1425] ed +Erodiano[1426], meglio informati di questi affari, ci lasciarono un +diverso, cioè un bellissimo ritratto di Pertinace, dicendone amendue +un gran bene, ed assicurandoci tale essere stata la clemenza, la +saviezza, la modestia, l'illibatezza sua, tanta la sua premura pel +pubblico bene, a cui principalmente tendevano le mire sue, che già +Roma si potea dire tornata in un tranquillissimo e felicissimo stato. +Lo stesso Capitolino attesta di poi anch'egli, che il popolo andò +nelle smanie, udita la di lui morte, perchè tutti speravano di veder +sotto di lui tornare ad un bel mezzogiorno l'imperio romano: segno +dunque che l'amavano molto, e che non ha sussistenza quanto egli ha +detto di sopra. Solamente confessa Dione, ch'egli fallò nello aver +voluto con troppa fretta correggere tutti i disordini, parte de' quali +era inveterati; e molto più nell'aver dato ai soldati men regalo di +quel che avessero ricevuto da Marco Aurelio e da Commodo; perchè +sebben egli nel senato protestò di averlo fatto, la verità nondimeno +era che que' due Augusti aveano loro donati venti sesterzii per testa, +laddove Pertinace non ne diede che dodici. Ma la rovina di questo +recente imperadore si dee principalmente attribuire ad _Emilio Leto_ +prefetto del pretorio, che o per qualche riprensione a lui fatta da +Pertinace[1427], o perchè non potea conseguir quella padronanza che +avea dianzi immaginato, si pentì d'averlo promosso all'imperio, e +congiurò coi pretoriani contra di lui. Scoprissi intanto che _Sosio +Falcone_ console personaggio di gran credito per la sua nobiltà ed +opulenza, trattava con essi pretoriani per occupare il trono cesareo, +e ne fu portata l'accusa colle pruove al senato. Pretesero nondimeno +alcuni ch'egli fosse innocente di questo fatto. Trovandosi allora +Pertinace al mare, per provvedere all'abbondanza della annona, corse +subito a Roma, e nel senato avendo inteso che già s'era in procinto di +condannar Falcone[1428]: _Non sia mai vero, gridò, che sotto il mio +principato alcuno senatore anche per giusta cagione abbia da perdere +la vita._ Ma Emilio Leto[1429], benchè niun ordine ne avesse da +Pertinace, e solamente per renderlo odioso, prese di qua il pretesto +di far ammazzare alcuni soldati quasi complici di Falcone, con +ispargere anche il terrore sopra gli altri, quasi che tutti avessero +da perire. Attizzati perciò dugento de' più arditi pretoriani, colle +spade sguainate a dirittura di mezzodì andarono al palazzo, e, senza +che alcun si opponesse, furiosamente salirono le scale. Capitolino +scrive ch'essi erano di guardia, e che parte degli stessi servitori di +corte, che odiava Pertinace in suo cuore, li vide volentieri venire, e +spalancò le porte. Essendo volata la moglie ad avvisar l'Augusto +marito di questa novità, egli ordinò a Leto di correre a frenar la +sedizione; ma Leto, uscito per altra via, se n'andò, lasciando agli +ammutinati di eseguir quello che pensavano. Nulla dice Dione di +questo; ma bensì, che avrebbe potuto Pertinace salvarsi, se avesse +voluto, perchè v'era una squadra di cavalleria con altre guardie, e +molta gente di corte, bastante a tagliar a pezzi coloro; ed almeno +poteva nascondersi, e far serrare le porte. Signor no: gli cadde in +pensiero d'affacciarsi egli stesso, figurandosi d'atterrirli col suo +venerabil aspetto, e di placarli a forza di buone parole. In fatti +loro parlò con tal gravità ed amore, che molti già deposte l'armi, +colla testa bassa si ritirarono; quando un d'essi più temerario degli +altri, Liegese di patria, per nome Tausio, se gli avventò col ferro +dicendo: _Questo tel mandano i soldati_, e il ferì nel petto; gli +altri il finirono. _Eletto_, mastro di camera, che gli stava al +fianco, dopo aver ucciso due di quegli scellerati, e feriti +molt'altri, con gran fedeltà lasciò anch'egli la vita fra le loro +spade. Accadde questa tragedia nel dì 28 di marzo, essendo appena +corsi ottantasette giorni da che Pertinace reggeva l'imperio. Il capo +dell'infelice Augusto, posto sopra una picca, fu portato al quartiere +dai soldati, i quali tosto armarono i lor posti, cioè il castello +pretorio, per paura del popolo. + +Sparsa infatti in Roma così funesta nuova, non potea il popolo darsi +pace per la perdita di sì buon principe, che tante cose in sì poco +tempo avea fatto in servigio del pubblico, e più si conosceva che +avrebbe fatto, se più lungamente fosse vivuto. Ognun fremeva, tutti +piangevano, e smaniando uscirono per le piazze, per le strade, +cercando gli assassini, gridando vendetta. Ma i senatori veggendo in +tanta confusion la città, chi si ritirò alle sue case, e chi anche in +villa per timore di peggio. Se crediamo ad Erodiano[1430], due dì +passarono in questo ondeggiamento e turbolenza, senza che il popolo +potesse vendicar la morte dell'infelice principe, e senza che i +pretoriani movessero piede dalla loro fortezza. Dopo di che costoro, +osservato che nulla si facea dal senato e dal popolo, misero in +vendita il romano imperio. Merita nondimeno più fede Dione[1431], da +cui impariamo, che essendo stato mandato da Pertinace per placare i +pretoriani Flavio o sia _Flacco Sulpiciano_, suocero suo, già da lui +creato prefetto di Roma e personaggio assai degno di quell'impiego: +questi appena intese la morte del genero Augusto, che si diede a far +brighe per divenire successore di lui nel trono. Ma _Didio Severo +Giuliano_, che intese messa all'incanto l'imperial dignità, corse +anch'egli al mercato, e stando alle mura del quartiere de' pretoriani, +cominciò ad esibir danari più dell'altro[1432]. Era _Giuliano_, di +nobil casa nativo di Milano. Dione[1433] chiama quella città patria di +lui, e vi fu relegato da Commodo per sospetto che fosse complice della +pretesa congiura di _Salvio Giuliano_. Discendeva, per via di padre o +pur di madre, dal celebre giurisconsulto Giuliano. Nato nell'anno 133 +di Cristo, avea passati i suoi anni in vari impieghi civili e militari +con riputazione, governate provincie, ottenuto il consolato in +compagnia di Pertinace. Parlano indifferentemente dei di lui costumi +gli scrittori[1434], facendolo gli uni un avaro, altri un crapulone. +Dione, ch'era forte in collera contra di lui, giugne fino a dire, che +fu dedito alla magia. Convengono poi tutti in dire, ch'egli era +sommamente denaroso, e che con tal fiducia si fece innanzi per +comperar l'imperio da chi volea venderlo. Entro il quartiere de' +pretoriani si trovava anche _Sulpiciano_, siccome dissi, a questo +traffico. Andavano innanzi indietro sensali per vedere chi più +offeriva; ed era già a buon segno Sulpiciano, coll'aver promesso +ventimila nummi per testa, che da alcuno son figurati quattrocento +scudi romani, o filippi, ed a me paiono somma eccessiva. Ma restò +superiore Giuliano con prometterne venticinquemila, dicendo anche di +averli in cassa e con far conoscere ai pretoriani, che facevano un mal +contratto accordandosi coll'altro, il quale, siccome suocero di +Pertinace, avrebbe saputo ben vendicarlo. _Viva dunque l'imperador +Giuliano_, gridarono allora i pretoriani, tanto più inclinati a +costui, perchè prese il nome di _Commodo_, e si mostrò amico della di +lui memoria. Dopo aver promesso, secondo le loro istanze, di non +nuocere a Sulpiciano, creò prefetti del pretorio _Flavio Geniale_ e +_Tullio Crispino_. + +Verso la sera s'inviò Giuliano alla volta del senato[1435], scortato +più del solito da una copiosa masnada di pretoriani, tutti in armi, +come se andassero a battaglia per timore del popolo. Allora i +senatori, ancorchè in lor cuore detestassero questo mercatante della +dignità imperiale, e fra gli altri Dione sapesse di non essere molto +in grazia di lui, perchè caro già a Pertinace, e perchè in trattar +varie cause avea aringato forte contra del medesimo Giuliano; pure +ognun di essi, accomodandosi al tempo, andò frettolosamente alla +curia. Comparso colà Giuliano, parlò senza giudizio, chiamando sè +stesso degnissimo dell'imperio, dicendo di essere venuto solo, +acciocchè il confermassero imperadore, quando seco avea tante schiere +d'armi, e molti di essi soldati nello stesso senato, che poteano dar +polso a tali preghiere. Mostrò ancora di conoscere ch'essi l'odiavano. +Ciò non ostante fu confermato e passò al palazzo. Prima di cena fece +dar sepoltura al corpo di Pertinace. Non avea detto una parola di lui +nel senato, e non ne disse mai più per non dispiacere ai pretoriani. +Vuole Sparziano ch'egli cenasse con della malinconia. Dione, +all'incontro, ch'egli si mostrò allegro, giocò ai dadi, e fece entrare +in sua camera Pilade ballerino con altri buffoni. Furono la mattina +seguente senatori e cavalieri ad inchinarlo e a rallegrarsi, ed egli +con somma cortesia accolse ognuno. Una mascherata era quella, perchè +gli uni da burla si congratulavano, ed egli fingeva di credere ciò che +sapea non essere vero[1436]. Si portò egli dipoi al senato, ed +allorchè era per fare un sagrifizio, il popolo cominciò con alte voci +a gridare ch'egli era un parricida, un usurpatore dell'imperio. +_Giuliano_, senza alterarsi, mostrò loro la borsa come promettendo +loro un donativo, o pur colle dita accennò quante migliaia volea donar +loro. Ed essi più che mai incolleriti gridavano: _Non ne vogliamo; no, +che non ne vogliamo_, e gli gittarono de' sassi. Perdè allora la +pazienza Giuliano, ed ordinò ai soldati di guardia di ammazzare i più +vicini. Il che fatto, il popolo più che mai andò caricando di villanie +lui, ma più i soldati. Indi corse a pigliar l'armi, e si ridusse nel +circo, dove si fermò tutta la notte senza prender cibo, e nè pure un +sorso d'acqua, facendo intanto istanza, che si chiamasse a Roma +_Pescennio Negro_, governator di Soria, colle sue legioni. Nel dì +seguente deposte l'armi, se ne tornarono alle lor case, e cessò la +tempesta. Ora se il senato, se il popolo romano non sapea sofferire un +imperadore, per via sì ignominiosa portato al trono, aveano ben +ragione. Questo funestissimo esempio insegnò a tanti altri indegni e +tiranni di occupar da lì innanzi l'augusto soglio di Roma; aprì la +porta ad infinite guerre civili, che andremo raccontando, e fu infine +la rovina dell'imperio romano, col prevalere i Barbari, e soperchiare +il corpo, che a poco a poco si andò disciogliendo, della romana +repubblica. Nè si vergognò Giuliano di prendere tutti i titoli più +onorevoli degli altri imperadori; fece anche dar quello di Augusta a +_Mallia Scantilla_ sua moglie e a _Didia Clara_ sua figliuola, +maritata con _Cornelio Repentino_, a cui conferì la prefettura di +Roma. Per attestato di Erodiano[1437] con tutto il votare de' suoi +scrigni, e col ricorrere allo smunto erario imperiale, non trovò tanto +da pagare tutto il promesso regalo ai pretoriani, i quali perciò +rimasero disgustati di lui: laddove Sparziano[1438] slargando la +bocca, scrive che avea promesso a cadauno venticinquemila nummi, e ne +pagò trentamila. Non si sa ch'egli fosse crudele; le finezze e carezze +che facea a tutti erano incredibili; ma specialmente le praticava coi +senatori, che vi trovavano dell'affettazione. I conviti suoi furono +frequenti; le tavole superbamente imbandite; ma il cuore de' grandi e +del popolo era sempre lo stesso. + +Tre principali eserciti si contavano allora nel romano imperio +comandati da tre insigni generali. Quello dell'Illirico e della +Pannonia ubbidiva a _Lucio Settimio Severo_: quello della Bretagna a +_Decimo Clodio Albino_: e quello della Soria, il governo della qual +provincia era in que' tempi il più riguardevole di tutti, a _Cajo +Pescennio Negro_. Perchè a Pescennio arrivò ben tosto l'avviso di +essere chiamato in aiuto del popolo romano, altro non occorse, perchè +egli si facesse proclamar _Imperadore_ dal suo esercito, e dal +numerosissimo popolo della città di Antiochia. Ma _Settimio Severo_, +verisimilmente mosso con segrete lettere da qualche senatore, che lui +considerava miglior testa, che gli altri due, oltre all'esser egli più +vicino, e all'aver più forze al suo comando, nè pur egli tardò ad +assumere il titolo d'_Imperatore Augusto_ in Carnunto città della +Pannonia. Per non aver poi da contendere con due avversarii nel +medesimo tempo, prese il partito di guadagnar _Albino_, dichiarandolo +_Cesare_, con una specie di adozione: trappola, che a lui ben servì, +perchè Albino ricevute le lettere di Severo, le quali non si poteano +scrivere più tenere da un padre ad un figliuolo, non pensò più a far +novità e movimento alcuno. Secondo alcuni autori sembra che tale +risoluzion di Severo verso Albino succedesse più tardi. Dione[1439] +attesta, che si videro in questi tempi tre stelle intorno al sole, +cospicuo a tutti, ed egli stesso chiaramente le osservò, o ne fu +formato un cattivo presagio agli affari di _Giuliano_. Intanto tutte +le città dell'Illirico sino a Bisanzio (cioè sino ad una città che +avea riconosciuto Pescennio Negro) e le Gallie, e la Germania romana, +si dichiararono per Settimio Severo; laonde egli senza perdere tempo +si mosse coll'armata sua, per venire a dirittura a Roma, da dove prima +di prendere la porpora imperiale, aveva egli destramente ritirati i +suoi figliuoli. All'avviso di tante novità a non pochi batteva forte +il cuore in Roma, ma i più brillavano per l'allegrezza, nondimeno +celata, per desiderio e speranza di veder a terra l'odiato Giuliano. +Fu di parere il Relando[1440], che nelle calende di marzo agli +ordinari consoli fossero sostituiti _Flavio Claudio Sulpiciano_ e +_Fabio Cilone Septimiano_. Pare che ciò dovesse succedere più tardi, +citando egli un'iscrizione del Fabretti[1441], posta nel dì 19 di +marzo di quest'anno FALCONE ET CLARO COS. Anzi si vede un altro marmo +presso il Grutero[1442], dove a dì 5 di settembre sono mentovati gli +stessi consoli. Ma non è ben certo, perchè molti non ne faceano caso +dei consoli sostituiti. Per conto di _Cilone_ una altra iscrizione +pubblicata dal Doni, e riferita anche da me[1443], c'insegna essere +stato il suo nome _Lucio Fabio Cilone Septimiano_. Ma nè pur apparisce +che questi due fossero sostituiti; ed è malamente citato, in pruova di +ciò, Erodiano. Abbiamo bensì da Dione[1444], che _Silio Messala_, +verisimilmente sustituito a _Falcone_, dappoichè cadde di posto per +l'accusa narrata di sopra, era console sul principio di giugno. +D'altri consoli sostituiti in quest'anno parla il Relando, senza che +se ne veggano le pruove. + +Non si credeva Giuliano di aver a contendere se non con _Pescennio +Negro_, quando gli arrivò la nuova, che anche _Settimio Severo_, avea +alzata bandiera contra di lui. Allora si vide perduto. Precauzioni da +ridere furono quelle ch'ei prese con fare che il senato dichiarasse +nemici pubblici _Severo_ e _Negro_ con terribil bando ai soldati che +loro ubbidissero; ma Severo assai informato era del cuore de' +senatori. Spedì il senato anche dei deputati all'uno e all'altro, per +esortarli ad ubbidire; ma Severo guadagnò gli spediti a lui, e +gl'indusse a parlare in suo favore all'armata. Aquilio Centurione, ed +altri mandati da Giuliano, per assassinar i due nuovi imperadori, +trovarono di aver che fare con gente più accorta di loro. Mise esso +Giuliano in armi i suoi pretoriani, fece fare un trincieramento fuori +di Roma con fosse; e mise delle buone porte e dei cancelli al palazzo +imperiale. Dione presente a tutto confessa che non potea trattener le +risa al mirare i pretoriani, avvezzi alle delizie, intrigati a +ripigliare il mestier della guerra; meno ancora le soldatesche ne +sapeano, che Giuliano avea fatto venire dall'armata navale di Miseno; +e per gli elefanti, co' quali si sperava di atterrire i cavalli de' +nemici, non si trovava chi li sapesse condurre. Roma sembrava oramai +una città assediata, non vedendosi andar innanzi indietro altro che +armi, cavalli ed attrezzi di guerra. Giuliano in questi tempi fece +uccidere _Emilio Leto_, prefetto del pretorio, e Marzia, autori della +morte di Commodo, sapendo che Severo era creatura di Leto, e temendo +perciò di vedergli uniti contra di sè. Ma Severo, senza mettersi +pensiero de' vani preparamenti di Giuliano, veniva a gran giornate +verso l'Italia. A lui si davano tutte le città. Senza opposizione +entrò in Ravenna, e s'impadronì della flotta solita a stare in quel +porto. _Tullio Crispino_ creato nuovamente prefetto del pretorio, e +mandato da Giuliano per occupar quella flotta, se ne tornò indietro +con poco gusto. Allora Giuliano non sapendo dove volgersi, ordinò che +le vestali, i sacerdoti e il senato andassero incontro a Severo per +fermarlo; e perchè trovò in ciò della contraddizione, avea disegnato +di spingere i soldati nel senato, per isforzare i senatori ad +ubbidire; e non ubbidendo, di fargli tagliare a pezzi. Tanto gli fu +detto, che desistè da sì maligno pensiero, e mandò poi ordine al +senato di dichiarar _Severo_ collega dell'imperio, pensando con ciò di +comperarsi la di lui grazia. Il decreto fu fatto ed inviato a Severo, +il quale per consiglio de' suoi lo rifiutò, perchè le sue forze e la +conoscenza di quel che bolliva in Roma, gli prometteano molto più. +Aveva egli fatto sapere ai pretoriani, che se stessero quieti, e gli +dessero in mano gli uccisori di Pertinace, non farebbe lor male; e ne +scrisse a _Veturio Macrino_, con dargli speranza di crearlo prefetto +del pretorio. S'egli poi mantenesse la parola, nol so dire; certo è +bensì, che promosse a tal carica _Flavio Giovenale_. Continuato poscia +il viaggio, le milizie dell'Umbria, che doveano guardare i passi +dell'Apennino, si unirono con esso lui, ed intanto i pretoriani +abbandonarono Giuliano. Allora costui restò in isola, e in braccio +alla disperazione[1445]. Indarno avea tentato di rinunziar l'imperio a +_Claudio Pompejano_, personaggio di gran senno, che si scusò colla sua +vecchiaia; indarno fece scannar molti fanciulli, credendo per magia di +conoscere il suo destino. Il senato adunque, subito che fu assicurato +da _Silio Messala_ console, che non vi era più da temere de' +pretoriani, proferì la sentenza di morte contra di Giuliano, usurpator +dell'imperio; dichiarò imperadore _Severo_, con far una deputazione di +cento senatori che andassero ad incontrarlo, e decretò gli onori +divini a _Pertinace_. Probabilmente ciò fu sul fine di maggio, o in un +dei primi due giorni di giugno. Furono inviati alcuni a tagliar la +testa a Giuliano, che restò ben servito, nè altro seppe dire, se non: +_Che male ho io fatto? a chi ho io tolta la vita?_ tardi conoscendo di +aver impiegati i suoi tesori per comperarsi un fine sì miserabile. +Permise poi Severo, che il di lui corpo trovasse riposo nella +sepoltura de' suoi antenati. + +Ora Severo, uomo sommamente guardingo e diffidente, massimamente dopo +avere scoperto le già mandate persone per assassinarlo, era dalla +Pannonia marciato fin qui in mezzo ad una guardia di secento soldati +scelti, i quali mai non si cavarono la corazza, ed accompagnato +dall'armata sua, come se fosse in paese nemico. A Narni se gli +presentarono i cento senatori deputati che prima della udienza furono +ben ricercati se aveano armi sotto[1446]. Li ricevè Severo con della +maestà, e nel dì seguente, dopo averli regalati, diede loro licenza di +ritornarsene a Roma, con facoltà nondimeno di restar chi volesse con +lui. Vicino a Roma mandò ordine ai pretoriani di venire ad incontrarlo +senz'armi, e in abito di pace e di festa. Aveva egli fatto giustiziare +gli uccisori di Pertinace. Venuti che furono, fattili attorniare dalle +sue genti armate, all'improvviso ordinò che fossero presi tutti, e +dopo aver loro fatto un aspro rimprovero per le iniquità commesse in +addietro, volle che fossero spogliati dei lor pugnali, o spade che +fossero, delle vesti, e fin della camicia; e che sotto pena capitale +stessero cento miglia lungi da Roma, con riconoscere da lui per grazia +grande, se donava loro la vita. Svergognati e colla testa bassa se ne +andarono costoro, ben pentiti di essere capitati colà disarmati. +Furono loro tolti anche i cavalli; e Dione[1447] racconta che un di +questi cavalli scappò per tener dietro al suo padrone nitrendo. +Accortosi il soldato di questo, tanto era turbato l'animo suo, che +rivoltosi uccise il cavallo, e poi sè stesso. Nè tardò Severo a mandar +guernigione nella fortezza dei pretoriani, e ad impossessarsi di tutte +le lor armi ed arnesi. Fece dipoi l'entrata sua in Roma, se crediamo a +Sparziano, armato di tutte armi. Dione che ne sapea più di lui, +siccome presente a tutto, scrive ch'egli venne a cavallo sino alla +porta, e quivi smontato si vestì da città, e a piedi vi entrò. Era +tutta la città in festa, e i cittadini coronati di lauro e di fiori, +ornate le strade di preziosi addobbi, lumi e profumi dappertutto; e +tutti i senatori magnificamente coi loro roboni il corteggiavano col +popolo affollato, che assordava il cielo con viva e con alte +acclamazioni, gareggiando ognuno per mirar questo novello padrone. Con +tal pompa andò Severo al Campidoglio, dove nel tempio di Giove fece i +sacrifizii; e dopo aver visitato altri templi, passò a riposar nello +imperial palazzo. Il resto delle azioni sue spettanti a quest'anno mi +sia lecito di riserbarlo al seguente. + +NOTE: + +[1410] Dio, lib. 73. + +[1411] Herodianus, Histor., lib. 2. + +[1412] Capitol., in Pertinace. + +[1413] Herodianus, Histor., lib. 2. + +[1414] Ibidem. + +[1415] Capitol., in Pertinace. + +[1416] Dio, in Excerpt. Valesianis. + +[1417] Zonaras, in Annal. + +[1418] Capitol., in Pertinac. + +[1419] Lampr., in Commod. + +[1420] Capitolin., in Pertinac. + +[1421] Dio, lib. 73. + +[1422] Herodianus, Histor., lib. 2. + +[1423] Capitol., in Pertinace. + +[1424] Capitol., in Pertinace. + +[1425] Dio, lib. 73. + +[1426] Herod., Histor., lib. 2. + +[1427] Capitolinus, in Pertinace. + +[1428] Dio, lib. 73. + +[1429] Zonaras, in Annalib. + +[1430] Herod., Histor., lib. 2. + +[1431] Dio, lib. 73. + +[1432] Spartianus, in Jul. + +[1433] Dio, lib. 73. + +[1434] Herodianus, lib. 2. + +[1435] Dio, lib. 73. + +[1436] Spartianus, Dio, Herodian. + +[1437] Herodian., Hist., lib. 2. + +[1438] Spartian., in Jul. + +[1439] Dio, lib. 73. + +[1440] Reland., Fast. Consul. + +[1441] Fabret., Inscript., p. 688. + +[1442] Gruterus, Thesaur. Inscr., p. 475, n. 4. + +[1443] Thesaurus Novus Inscription., pag. 345. + +[1444] Dio, lib. 73. + +[1445] Dio, lib. 73. Spartianus, in Jul. Herodian., lib. 2. + +[1446] Spartianus, in Sev. Herodian., lib. 3. + +[1447] Dio, lib. 72. + + + + + Anno di CRISTO CXCIV. Indizione II. + + VITTORE papa 9. + SETTIMIO SEVERO imperad. 2. + +_Consoli_ + +LUCIO SETTIMIO SEVERO AUGUSTO per la seconda volta, e DECIMO CLODIO +SETTIMIO ALBINO CESARE per la seconda. + + +Si sa che _Severo Augusto_ era stato ornato di un consolato +straordinario, con avere avuto per suo collega _Apulejo Rufino_; ma +non se ne sa l'anno. Molto meno ci è noto quando _Albino_ fosse +console la prima volta. Ci assicurano le medaglie[1448] che anch'egli +procedette in quest'anno console per la seconda volta. Severo, che con +questi onori voleva addormentarlo, fece anche battere monete ad onor +suo; sicchè ognun lo avrebbe creduto il Beniamino di Severo. Il nome +di _Settimio_ a lui dato nelle stesse medaglie ci fa intendere che +Severo lo avea adottato per figliuolo; se con retto cuore poi, non +istaremo molto ad avvedercene. In una iscrizione riferita dal Cupero e +dal Relando[1449], _Albino_ console è chiamato _Lucio Postumiano_. Ma +venendo quel marmo dal magazzino fallace del Gudio, non se ne può far +capitale; quando pur non volessimo che ad _Albino Cesare_, appellato +nelle medaglie _Decimo Clodio_, fosse sostituito un altro Albino: il +che non è credibile. Venga ora meco il lettore a conoscere chi fosse +_Lucio_ _Settimio Severo_ nuovo Augusto[1450]. Era egli per nascita +Africano, perchè venuto alla luce in Leptis, città della provincia +Tripolitana, nell'anno 146 della nostra Era, a dì undici d'aprile. +Senatoria fu la sua famiglia. Due suoi zii paterni erano stati +consoli. Suo padre portò il nome di _Marco Settimio Gela_. Esso +Settimio Severo giovinetto studiò lettere latine e greche in +Africa[1451]; gran profitto fece nell'eloquenza e nella filosofia de' +costumi; e venuto dipoi in età di diciotto anni a Roma fu condiscepolo +di _Papiniano_[1452], studiando la giurisprudenza sotto _Scevola_, +insigne legista di questi tempi. Nondimeno Dione[1453], che +intimamente il conosceva, trovò in lui un buon genio, ma non molta +abilità per l'eloquenza e per le scienze. Diedesi anche a far +l'avvocato, ma con poca fortuna. Aveva egli portato seco a Roma il +fuoco africano[1454]; e però la sua gioventù fu piena di furore, ed +anche di delitti, ed accusato una volta d'adulterio, la scappò netta +per grazia di _Salvio Giuliano_, di cui poscia procurò la rovina. +Sotto Marco Aurelio entrò negli impieghi civili, poscia nei governi; e +trovandosi in Africa legato del proconsole, si racconta che, +camminando egli a piedi un giorno colle insegne avanti della sua +dignità, un uomo plebeo della sua patria Leptis, vedutolo in così +nobil carica ed accompagnamento, per allegrezza corse buonamente ad +abbracciarlo, dicendogli: _O paesano caro._ Severo gli fece dare una +man di bastonate per esempio agli altri, affinchè più rispettassero i +magistrati romani. Scrivono ancora ch'egli consultò uno strologo +africano, il quale, veduta ch'ebbe la di lui genitura, gliela restituì +dicendo: _Dammi la tua, e non quella degli altri._ Giurò Severo, che +era la sua; ed allora gli fu predetto quanto poscia avvenne. Di sì +fatte predizioni e di augurii presi da' sogni e da varii accidenti, +nel che non poco deliravano una volta i Gentili, parlano molto gli +storici antichi. Io, siccome vanità o fole, non le reputo degne di +menzione. Passò poi Severo per impieghi militari al governo della +Gallia Lionese. Fu console, proconsole della Pannonia, della Sicilia, +e finalmente dell'Illirico, dove stando, le rivoluzioni di Roma +aprirono a lui strada per salire sul trono. + +Cominciarono di buonora i Romani a provare che duro maestro fosse +questo padrone[1455]. Da che egli fu entrato in Roma, i soldati suoi +co' cavalli presero alloggio, e fecero stalla ne' templi, ne' portici, +e dovunque loro piacque; e a buon mercato comperavano quel che loro +occorreva, perchè non volevano pagare un soldo. Un gran dire e paura +per questo era nella città. S'aggiunse che ito nel giorno seguente +Severo in senato, quei soldati cominciarono con alte grida a +pretendere un'esorbitante somma di regalo da esso senato, cioè quella +stessa che fu pagata all'esercito, allorchè s'introdusse in Roma +Ottavio Augusto: quasi che fosse costato loro assai di pena il far +entrare in Roma il loro imperadore. Durò fatica lo stesso Severo a +quetar quel tumulto, con far loro pagare, o promettere una somma +minore, cioè dugento cinquanta dracme per testa. Era poi inveterato +costume[1456], che le guardie degli Augusti si prendessero dalla +Italia, Spagna, Macedonia e Norico, siccome persone di bell'aspetto e +trattabili ne' costumi. Gran mormorazione insorse, perchè Severo a +formar quelle compagnie badò solamente alla fortezza, scegliendo +perciò gente tutta di orrido aspetto, di linguaggio che facea paura, +di costumi salvatici e bestiali. Accrebbe anche il numero d'esse +compagnie con grave spesa del pubblico. Ma questo fu rose e viole in +paragon di quello che vedremo nell'andare innanzi. Sapeva Severo +quanto fosse caro ai Romani Pertinace, quanto lodata la forma del suo +governo; e però da uomo accorto, per lusingar il popolo, unì ai suoi +nomi quello ancora di _Pertinace_[1457]. Allorchè fu nel senato parlò +con assai cortesia e bontà, promettendo di gran cose, e sopra tutto di +voler prendere per suo modello Marco Aurelio e Pertinace. Nè solamente +promise e giurò di non far mai morire alcun senatore[1458], ma ordinò +ancora, che si formasse un decreto che _quello imperadore, il quale +altramente operasse, e chiunque a ciò gli prestasse mano, eglino coi +lor figliuoli fossero tenuti per nemici della repubblica_. Si poteva +egli desiderar di più? Ma se ne dimenticò ben presto Severo. _Giulio +Solone_, che avea steso quel decreto, fu il primo a provarne +l'inosservanza, e dopo lui tanti altri, siccome vedremo. Contuttociò +al basso popolo le prime azioni di Severo fecero concepire molta stima +ed affetto per lui; ma quei che conoscevano qual volpe si nascondesse +sotto quella pelle d'agnello, andavano l'un all'altro dicendo +all'orecchio: _E sarà poi così?_ In fatti fu Severo fornito di +mirabili doti per governar bene un imperio, ma insieme di terribili +difetti per far un gran male; fra i quali due specialmente toccherò +qui, cioè non solamente la severità corrispondente al suo cognome, ma +la crudeltà e la poca fede ch'egli non osservava giammai, se non +quando gli tornava il conto. + +Per guadagnarsi maggiormente l'affetto popolare, diede Severo un +congiario, e volle far il funerale e l'Apoteosi di _Pertinace_. Questa +magnifica funzione vien descritta da Dione[1459] con tutte le sue +circostanze. L'orazion funebre in lode di lui la recitò il medesimo +Severo. I lamenti e i pianti per la rinnovata memoria di sì buon +principe furono infiniti: che non gli elogi fatti in vita dei +regnanti, ma l'amore e il desiderio dei popoli dopo la lor morte son +la vera pruova del merito d'essi. Con questa pompa i Romani pretesero +di formare un dio di Pertinace; pure non ne stette egli certamente +meglio nel mondo di là. Parimente a Severo furono accordati o +confermati tutti i titoli e l'autorità consueta degli altri +imperadori; e probabilmente non si tardò a conferire il titolo di +Augusta a _Giulia_ sua moglie, di nazione soriana, da lui sposata +prima dell'anno di Cristo 175, la quale gli avea partorito _Bassiano_, +che fu poi _Caracalla_ imperatore, e _Geta_, de' quali si parlerà a +suo tempo. Maritò anche Severo due sue figlie, l'una a _Probo_, +l'altra ad _Aezio_, i quali egli arricchì dipoi e promosse al +consolato, non si sa in qual anno. La prefettura di Roma fu da lui +appoggiata a _Domizio Destro_. Diede ancora buon sesto all'annona, +sbrigò molte cause, e quelle principalmente di alcuni governatori +accusati di avanie ed ingiustizie, gastigando rigorosamente che si +provò delinquente. Non si fermò egli in Roma se non un mese, ed in +quel tempo usò una mirabil diligenza e fretta nel prepararsi per far +guerra a _Pescennio Negro_, che avea preso il titolo d'_Imperadore_ in +Soria, comandando già a tutte le provincie dell'Asia ed anche a +Bisanzio. Avea Severo avuta l'attenzione, prima di arrivare a Roma, di +spedire _Fulvio Plauziano_ a far prigioni i figliuoli di Negro[1460]; +ed egli poi giunto a Roma fece ritenere gli altri di qualunque +magistrato ed uffiziale che fosse in Soria, comandando nondimeno che +fossero tutti ben trattati. In Roma non si udì mai Severo dir parola +di esso Negro. Solamente studiò egli indefessamente di far leva di +gente da tutte le provincie, di adunare una possente flotta da ogni +parte d'Italia, e di ordinare alle soldatesche lasciate nell'Illirico +di marciare verso il Levante. Non si può assai dire, che spirito vivo +e vigoroso fosse quel di Severo; quanta la di lui attività, l'ardire e +la prontezza nel concepir le imprese, non meno che nell'eseguirle; +quanta la penetrazion della sua mente, per cui prevedeva acutamente +l'avvenire, e trovar ripieghi e spedienti, senza guardare a spesa ne' +bisogni, senza curarsi punto di quel che si dicesse di lui, purchè +riuscisse ne' suoi disegni. Però quando men se l'aspettava la gente, +mise in marcia il raunato esercito, e verisimilmente nel luglio +dell'anno precedente, partendo egli in persona da Roma, per non +lasciar tempo a Pescennio Negro di maggiormente assodarsi in Asia. +Provvide nello stesso tempo alla sicurezza dell'Africa. Una malattia +dipoi sopraggiuntagli in cammino, la lunghezza del viaggio necessario +per condurre sì lontano una poderosa armata per terra, perchè non +potea tanta gente per mare passar a dirittura in Soria, e il tempo +occorrente per unir tante forze da varie parti, pare che non gli +lasciassero tempo da far progressi nell'anno suddetto, se non che +alcune medaglie (dubbiose nondimeno) cel rappresentano _Imperadore per +la seconda volta_[1461], benchè non apparisca quando tale foss'egli +proclamato per la prima. + +_Cajo Pescennio Negro_, soprannominato _Giusto_ nelle monete, contra +di cui Severo faceva questi preparamenti[1462], e che fu creduto +nativo da Aquino, di famiglia equestre, da giovane si svergognò colla +sfrenata sua libidine; ma impiegato nella milizia, da tutti sempre fu +riconosciuto e lodato per uomo di raro coraggio, e sopra gli altri +geloso della disciplina militare, senza mai sofferire che i suoi +soldati facessero estorsione alcuna ne' paesi per dove passavano o +dove si fermavano. Arrivò sotto Commodo ad essere console, ed inoltre, +per intercessione di quel Narciso atleta, che strangolò poi lo stesso +Commodo, cioè d'uno che in quella sfacciata corte avea, come +tant'altra canaglia, gran polso, ottenne il governo della Soria, dove +si affezionò que' popoli con permettere loro quanti spettacoli +voleano, dietro a' quali era quella gente perduta, e dove, in fine, +benchè vecchio, vestì la porpora imperiale. Tuttochè egli sapesse di +essere desiderato dal popolo romano, e probabilmente anche da una +parte de' senatori, pure niuna fretta giammai si fece per venir alla +volta di Roma. Le delizie e i divertimenti di Antiochia l'aveano +troppo incantato[1463]. Quivi si pavoneggiava egli dell'alta sua +dignità, si riputava un novello Alessandro, e intanto nulla facea, +persuadendosi forse che senza fatica sua cederebbe Giuliano Augusto, +ed allora con tutta pace egli se ne anderebbe a sedere sul trono +cesareo in Roma stessa. Restò egli dipoi sommamente sorpreso +all'intendere ad un punto stesso ucciso Giuliano, e Severo pervenuto a +Roma, e concorsi in lui i voti del senato e popolo romano. Allora si +svegliò dal sonno, allora diede ad ammassar gente, ad implorar +soccorsi dai re vicini, e guernir di milizie i passi massimamente del +monte Tauro. In persona andò egli a Bisanzio, per ben munire di gente +e di fortificazioni quella città, troppo importante, attesa la sua +situazione, e più perchè solamente pel suo stretto si soleva passare +dalle armate romane in Asia[1464]. Andò anche a Perinto, dove seguì un +combattimento svantaggioso per la parte di Severo, e da cui prese +motivo il senato romano di dichiarare _Pescennio Negro_ nemico della +repubblica. Se sussiste ciò che narra Sparziano, dopo quella vittoria +vennero in poter di Negro la Tracia, la Macedonia e la Grecia; ed egli +allora andò ad offerir a Severo, che il prenderebbe per collega +nell'imperio: al che altra risposta non diede Severo se non una +risata. Ma non è facilmente da credere che Pescennio stendesse tanto +l'ali, perchè Severo non gliene lasciò il tempo. Arrivò in quest'anno +l'Augusto Severo sotto Bisanzio col grosso dell'armata sua, e ne +imprese l'assedio[1465]; ma conosciuto essere troppo duro quell'osso, +dopo aver lasciata ivi gente bastante a tenerla assediata o bloccata, +passò col rimanente dell'esercito suo lo stretto, valendosi della +flotta seco condotta. Appena arrivò a Cizico città della Misia[1466], +che gli fu a fronte _Emiliano_, stato governator della Soria prima di +Negro, e, presentemente proconsole dell'Asia, che, sposato il partito +di esso Negro, era divenuto suo generale. Godeva questi il credito di +essere una delle migliori teste di allora; ma perchè n'era persuaso +anch'esso, ed, oltre a ciò, passava parentela fra lui e Pescennio +Negro, l'insolenza e superbia sua dava negli occhi a tutti. Ma gli +calò ben presto il fumo. Andò in rotta l'esercito suo, ed egli da lì a +non molto fatto prigione, per ordine de' generali di Severo perdè la +vita[1467]. Questa vittoria portò all'ubbidienza di Severo Nicomedia +con altre città della Bitinia; ma Nicea ed altre tennero forte per +Negro, il quale arrivato di poi con un gran nerbo di armati e raccolti +gli sbanditi, fra essa Nicea e la città di Cio venne ad un secondo +fatto d'armi[1468], che fu assai sanguinoso e dubbioso, con +dichiararsi in fine la vittoria in favor di _Candido_ generale di +Severo. Dopo di che fece il vincitore Augusto esibire a Negro un +onorato e sicuro esilio, se volea deporre l'armi; ma prevalendo i +consigli di _Severo Aureliano_, che avea promesso le sue figliuole ai +figli di Negro, quasi rigettò ogni offerta[1469]. Ridottosi poi +Pescennio Negro al monte Tauro, afforzò tutti quei passi; e perchè gli +venne nuova che Laodicea e Tiro, per odio ed invidia che portavano ad +Antiochia, aveano alzate le bandiere di Severo, spedì contra di esse +città alquante brigate di Mori, che dopo un fiero sacco fecero del +resto con incendiarle. Severo dipoi le rimise in piedi. Allorchè +giunse al Tauro fra la Cappadocia e la Cilicia l'armata di +Severo[1470] trovò chiusi talmente que' passi, che impossibil era +l'inoltrarsi. Fermatisi ivi i soldati tutti per qualche giorno, aveano +già smarrito il coraggio, si trovavano anche disperati, quando ecco +all'improvviso una dirottissima pioggia con neve (segno che si +avvicinava il fine dell'anno) la quale, formati dei torrenti, schiantò +e distrusse tutte le sbarre e fortificazioni fatte in que' passaggi +dall'oste nemica, la quale a tal vista prese la fuga, e lasciò +all'armi di Severo comodità di valicar quelle montagne, e di calar +nella Cilicia. Fu creduto, secondo il costume, questo avvenimento un +chiaro segno del cielo favorevole a Severo. Perchè vo io +conghietturando che il fine di questa guerra appartenga all'anno +seguente, altro per ora non soggiugnerò, se non che Severo Augusto si +truova nelle medaglie[1471] battute nel presente, _Imperadore per la +terza volta_, e ciò a cagion delle vittorie riportate da' suoi +generali, come abbiam veduto di sopra. + +NOTE: + +[1448] Mediobarbus, in Numism. Imper. + +[1449] Reland., in Fastis Consul. + +[1450] Spartianus, in Sever. + +[1451] Eutrop., in Breviar. + +[1452] Spartianus, in Caracalla. + +[1453] Dio, in Excerptis Vales. + +[1454] Spartianus, in Caracalla. + +[1455] Spartianus, in Severo. + +[1456] Dio, lib. 74. + +[1457] Herodianus, lib. 2. + +[1458] Dio, lib. 74. + +[1459] Ibidem. + +[1460] Spartianus, in Severo. Herodianus, lib. 2. + +[1461] Mediobarb., in Numism. Imperat. + +[1462] Spartianus, in Pescennio Negro. + +[1463] Dio, in Excerptis Vales. + +[1464] Spart., in Severo et Pescennio. + +[1465] Herodianus, lib. 3. + +[1466] Dio, in Excerptis Valesianis. + +[1467] Spartianus, in Pescennio. + +[1468] Dio, lib. 74. + +[1469] Spartianus, in Pescennio. + +[1470] Herodianus, lib. 3. + +[1471] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + + + + + Anno di CRISTO CXCV. Indizione III. + + VITTORE papa 10. + SETTIMIO SEVERO Imperad. 3. + +_Consoli_ + +SCAPOLA TERTULLO e TINEJO CLEMENTE. + + +Questo _Scapola_ console vien creduto quel medesimo che fu poi +proconsole dell'Africa, fiero persecutor de' Cristiani, a cui +Tertulliano scrisse il suo Apologetico. Sufficiente motivo di credere +ci è, che al presente anno sia da riferire il fin della guerra di +Severo contra di Pescennio Negro, perchè il miriamo nelle +medaglie[1472] dichiarato _Imperadore per la quarta e quinta volta_. +Avea Negro avuto tempo di mettere in piedi una ben numerosa armata, +essendovi concorsa in gran copia la gioventù antiochena, armata +nondimeno di poca sperienza ne' fatti della guerra. Si venne egli a +postare alle porte della Cilicia vicino al mare, e alla città d'Isso, +oggidì Lajazzo, ad un passo strettissimo, dove Dario ne' secoli avanti +rimase sconfitto da Alessandro. Attaccossi[1473] aspra battaglia un +giorno fra i suoi e l'esercito di Severo, comandato da _Valeriano_ ed +_Anullino_ suoi generali, di cui si vede la descrizione in +Dione[1474]. Lungo ed ostinato riuscì il conflitto, ed erano già per +restar vincitori quei di Negro nel vantaggio del sito, quando, +turbatosi il cielo con tuoni e folgori, cadde un'impetuosa pioggia, +che dando in faccia ad essi, non incomodava quei di Severo, perchè +ricevuta alle spalle. Fu interpretato ancor questo avvenimento per una +dichiarazione del volere del cielo, con accrescere il coraggio +all'esercito di Severo, e scorare il nemico. In somma fu rotto il +campo di Pescennio Negro con tale strage che vi restarono estinti +ventimila de' suoi. Salvossi Negro ad Antiochia; ma poco stettero ad +arrivar colà anche i vittoriosi Severiani; nè fidandosi egli di star +ivi rinserrato, prese la fuga, disegnando di portarsi all'Eufrate. Ma +essendosi renduta immediatamente Antiochia, fu con tal sollecitudine +inseguito da' corridori nemici, che restò preso. Tagliatogli il capo, +fu portato a Severo; ma, secondo Sparziano[1475], fece egli quanta +difesa potè, e ferito venne condotto a Severo, davanti al quale spirò. +La vendetta che fece dipoi Severo de' partigiani di Pescennio +Negro[1476], gli acquistò il titolo di crudele, perchè non levò già la +vita ad alcuno de' senatori che aveano seguitato l'emulo suo, per +attestato di Dione autor più sicuro che Sparziano[1477], il quale ne +vuole uno ucciso, ma la maggior parte d'essi spogliò de' lor beni, e +li relegò nell'isole. Fra questi si distinse pel suo coraggio _Cassio +Clemente_[1478], perchè condotto in faccia allo stesso Severo, +francamente gli disse, _che s'era unito con Negro, non per far contro +a Severo, di cui non sapeva i disegni, ma bensì contro a Giuliano +usurpator dell'imperio; e se non avea peccato chi avea preso il +partito di Severo, per ottenere il medesimo fine, nè pur egli si dovea +credere reo. Che se Severo avrebbe tenuto per traditore chi si fosse +partito da lui per seguitar Negro, militava in favor suo la medesima +ragione._ Non dispiacque a Severo questa libertà di parlare, e gli +lasciò la metà de' suoi beni. Per altro fece Severo privar di vita +molti degli uffiziali di Pescennio Negro. Costoro, se pur vero ciò è +che narra Erodiano[1479], per suggestione dello stesso Severo che +teneva in suo potere i loro figliuoli, aveano tradito Pescennio; pure, +ciò non ostante, Severo, dopo la vittoria, fece morir non meno essi +che i loro figliuoli. + +Stesesi l'inumanità di Severo alle città che aveano aderito a Negro. +Quattro volte più volle del danaro, che anche per forza aveano ad esso +Negro contribuito. Ma principalmente sfogò egli il suo sdegno contro +ad Antiochia, privandola d'ogni suo diritto e privilegio, e +sottomettendola a Laodicea, città che lo avea ben servito in questa +occasione, ed emula già dell'altra; la qual prese allora il cognome di +Settimia e di Severiana. Nulladimeno poco tempo passò, che alle +preghiere di _Caracalla_[1480] suo primogenito restituì ad essa +Antiochia il primiero onore. Molti, che niuna parte aveano avuto +nell'affare di Pescennio Negro, nè l'aveano mai veduto, nè fatto alcun +passo per lui, si trovarono involti in questa persecuzione, perchè +Severo abbisognava di danaro, e ne volea per ogni verso: il che odioso +il rendè in tutto l'Oriente. Ma egli facea e lasciava dire. Vero è che +buona parte di cotali contribuzioni impiegò in ristorar le altre +città, che per tener la sua parte aveano patito gravissime sciagure. E +il bello fu che anche _Albino Cesare_[1481] inviò colà soccorsi di +danaro, senza fallo per mostrare di secondar le idee di Severo, ma +insieme colla mira di guadagnarsi l'affetto di quei popoli per li suoi +fini. Accadde ancora che assaissimi, per sottrarsi alla fierezza di +Severo, fuggirono nel paese dei Parti[1482]; e quantunque da lì a +qualche tempo Severo pubblicasse il perdono per tutti, non pochi +restarono fra i Parti, insegnando loro di fabbricar armi e di +combattere alla maniera romana con danno poi del romano imperio. Rade +volte la clemenza nocque ai regnanti; spessissimo la crudeltà: vizio +tanto più sconvenevole a Severo in tal congiuntura, perchè scusabil +era la risoluzion presa da quei popoli. Quanto alla moglie e ai +figliuoli di Pescennio Negro, dopo la di lui morte furono mandati da +Severo in esilio[1483]; ma da che insorse la guerra con Albino, per +timore che questi non facessero delle novità, Severo gli spedì tutti +al paese dei più. Noi miriamo nelle medaglie[1484] appellato Severo in +questo anno _Imperadore per la quinta volta_, a cagione, come si può +credere, della sconfitta di esso Negro. + +NOTE: + +[1472] Ibid. + +[1473] Herodian., lib. 3. + +[1474] Dio, lib. 74. + +[1475] Spartianus, in Pescennio. + +[1476] Dio, in Excerpt. Valesianis. + +[1477] Spartianus, in Severo. + +[1478] Dio, lib. 74. + +[1479] Herod., lib. 3. + +[1480] Spart., in Caracal. + +[1481] Capitol., in Clodio Albino. + +[1482] Herod., lib. 3. + +[1483] Spartianus, in Severo et in Nigro. + +[1484] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + + + + + Anno di CRISTO CXCVI. Indizione IV. + + VITTORE papa 11. + SETTIMIO SEVERO imperad. 4. + +_Consoli_ + +CAJO DOMIZIO DESTRO per la seconda volta, e LUCIO VALERIO MESSALA +TRASIA PRISCO. + + +Porta il Relando[1485] sotto quest'anno delle leggi date _Fusco II et +Dextro Cos_. Ma quelle appartengono all'anno 225. Una iscrizione bensì +ho prodotto io[1486], posta DEXTRO II ET FVSCO COS., la quale si dee, +a mio credere, riferire al presente anno, in cui al console ordinario +_Prisco_ dovette essere prima delle calende di giugno sostituito +_Fosco_; e questi poi probabilmente nel suddetto anno 225 arrivò al +secondo consolato. Correva già il terzo anno che la città di Bizanzio +era assediata dalle milizie di Severo Augusto. Colà dopo la rovina di +Pescennio Negro si era rifuggita gran copia dei di lui uffiziali e +soldati che maggiormente accesero gli animi di quegli abitanti alla +difesa. Dione[1487] assai ampiamente descrive le fortificazioni di +quella città munita di buone mura, perchè di marmo, guernita di alte +torri, di bastioni e di ogni sorta di macchine da guerra, mirabili +essendo fra l'altre le fabbricate da Prisco da Nicea, ingegnosissimo +architetto. Circa cinquecento barchette aveano gli assediati, colle +quali infestavano continuamente la gran flotta spedita colà da Severo. +A nulla servì per atterrire ed esortare alla resa quei cittadini e +soldati l'aver Severo inviata colà la testa di Pescennio Negro. Essi +ostinati più che mai resisterono con far delle maraviglie che pareran +di valore, ma che son piuttosto da dire di pazzia. Imperciocchè, in +vece di procurare il perdono e qualche tollerabil capitolazione, +quando niuna speranza restava lor di soccorso, amarono piuttosto di +ridursi agli estremi, che di cedere. Ciò che non potè ottenere la +forza operò la fame. Giunsero quegli abitanti, dappoichè ebbero +consumati tutti i viveri, anche più schifosi, a mangiarsi l'un +l'altro. Nè restando più altro scampo, gran parte d'essi volle tentar +la fuga colle loro barchette. Aspettato dunque un gagliardo vento, +s'imbarcarono; ma le navi romane furono loro addosso, fracassarono i +loro piccioli legni, di modo che il dì seguente nel porto di Bisanzio +altro non si vide che cadaveri e pezzi di barche rotte. Allora le +grida e i pianti di chiunque restato era nella città, furono oggetti +di gran compassione, nè si tardò più a rendere la città. Entrativi i +Severiani tagliarono a pezzi tutti i soldati che vi trovarono, e +chiunque avea esercitato gli uffizii pubblici. Furono poi d'ordine di +Severo smantellate tutte le mura e fortificazioni di quella +riguardevol città, le terme, i teatri ed ogni altro più bello +edifizio[1488]. Di peggio non avrebbono potuto fare i Barbari. +Dione[1489], che dianzi avea veduta in tanta forza ed onore quella +città, al mirarla poi ridotta a sì miserabile stato, non seppe già +tacciar d'ingiustizia un tanto rigor di Severo, dappoichè con tanta +ostinazione quel popolo volle cozzar col suo sovrano; ma non gli seppe +già perdonare, che lo sdegno suo avesse privato l'imperio romano di un +sì forte antemurale contro i tentativi de' Barbari. Confiscò Severo i +beni di tutti gli abitanti; non solamente li privò di ogni privilegio, +ma anche del titolo di città la lor patria, sottomettendo Bisanzio a +guisa d'un borgo alla città di Perinto, che insolentemente dipoi +esercitò la sua autorità sopra i Bizantini. Al valente ingegnere +Prisco fu salvata la vita, e Severo di lui poscia utilmente si servì +da lì innanzi nelle guerre. + +Allorchè accadde la resa di Bisanzio, si trovava Severo nella +Mesopotamia, voglioso di acquistarsi gloria in guerreggiare coi Parti +e con altre di quelle nazioni. Per la grande allegrezza esclamò: +_Abbiamo in fine preso Bisanzio._ Aveano i popoli dell'Osroene, e +dell'Adiabene, gli Arabi e i Parti o prestato aiuto nella passata +guerra a Pescennio Negro, o pure tentato di profittar della discordia +di lui con Severo, saccheggiando il paese romano, e prendendo ancora +alquante castella[1490]. Severo, a cui premeva di far rispettare in +quelle parti il nome romano, mosse guerra a que' popoli. Ma +ritrovandosi di là dall'Eufrate in stagione bollente, in campagne +prive d'acqua, e come soffocate dal gran polverio che facea la marcia +dell'esercito, fu vicino a veder perire tutti i suoi. Trovata +finalmente acqua, tornò ad ognuno il cuore in corpo. Sappiamo inoltre +che Severo spedì _Laterano_, _Candido_ e _Leto_ a mettere a sacco e a +fuoco le nemiche nazioni; nel che fu ben egli ubbidito, con aver +eglino anche prese alcune città. Per tali successi non poco s'invanì +Severo; ma dovette restar alquanto mortificata la di lui vanità, +perchè nel mentre che si cercava con gran premura un certo Claudio, +che faceva continue scorrerie e ruberie per la Giudea e per la Soria, +costui con una mano de' suoi, come se fosse stato un tribuno delle +armate romane, venne a trovar Severo nel campo, l'inchinò e gli baciò +la mano, e poi se n'andò senza che mai riuscisse a Severo di averlo +nelle mani. Da queste prodezze e da tali poco a noi note vittorie di +Severo, si trova a lui dato nelle medaglie il titolo d'_Imperadore per +la sesta, settima ed ottava volta_[1491]. Oltre a ciò il senato romano +gli accordò i titoli di _Adiabenico_, _Partico_ ed _Arabico_: il qual +ultimo ci guida a credere ch'egli facesse guerra anche contra degli +Arabi. Decretogli ancora un trionfo; ma, secondo Sparziano[1492], +Severo ricusò il trionfo, per non parere di voler gloria da una guerra +e vittoria civile. Nè pur volle accettare il titolo di _Partico_, per +non irritar maggiormente quella possente nazione. Nientedimeno in +alcune medaglie di quest'anno il troviamo ornato di tutti e tre i +suddetti titoli. Lo stesso si può osservare in varie iscrizioni. Andò +poscia Severo a Nisibi, e dopo aver onorata quella città di molti +privilegi, ne diede il governo a un cavaliere romano. Osserva +Dione[1493] che Severo si facea bello di aver accresciuto notabilmente +in quelle parti il romano imperio, e provvedutolo di un forte baluardo +colla città di Nisibi; la verità nondimeno era che Nisibi non costava +se non ispese e guerre per cagion de' Medi e Parti che non la +lasciavano mai in pace: il che in vece d'utile, portava seco un gran +danno e dispendio. Ma nel mentre che Severo attendeva a guerreggiar in +Oriente, se gli preparò un più pericoloso cimento in Occidente per la +guerra a lui mossa nella Bretagna da _Clodio Albino Cesare_, di cui +parlerò all'anno seguente. Per ora basterà di sapere che questo +incendio minacciava anche la Gallia; e però all'Augusto Severo fu +d'uopo di abbandonar la Soria, e di ricondurre in Europa per terra la +grande armata divisa in più corpi, dopo averla ben rallegrata con un +magnifico donativo. Racconta Erodiano[1494] ch'egli marciava con +diligenza senza riposo, non distinguendo i dì delle feste da quei da +lavoro. Non l'aggravava fatica alcuna, nè caldo, nè freddo, passando +sovente per montagne piene di nevi, e colla neve che fioccava, +camminando col capo scoperto, per animar i soldati alla fatica e alla +pazienza; ed essi in effetto non per paura, nè per forza, ma per una +bella gara al vedere l'esempio del principe, marciavano allegri. Era +in somma nato Severo per fare il generale di armata. Allorchè egli +pervenne[1495] a Viminacio nella Mesia Superiore sulla ripa del +Danubio, quivi dichiarò _Cesare_ il suo figliuolo primogenito +_Bassiano_, a cui mutò il nome, con farlo chiamar da lì innanzi _Marco +Aurelio Antonino_. Questi è da noi ora più conosciuto pel soprannome +di _Caracalla_, che gli fu dato dagli storici dopo morte, a cagion +d'un abito di nuova invenzione ch'egli portò. + +NOTE: + +[1485] Reland., in Fastis Consular. + +[1486] Thesaurus Novus Inscription., p. 346, n. 2. + +[1487] Dio, lib. 74. + +[1488] Herodianus, lib. 3. + +[1489] Dio, lib. 74. + +[1490] Ibidem. + +[1491] Mediobarb., in Numism. Imp. + +[1492] Spartianus, in Severo. + +[1493] Dio, lib. 74. + +[1494] Herodianus, lib. 3. + +[1495] Spartianus, in Severo. + + + + + Anno di CRISTO CXCVII. Indizione V. + + ZEFIRINO papa 1. + SETTIMIO SEVERO imperad. 5. + +_Consoli_ + +APPIO CLAUDIO LATERANO e RUFINO. + + +La cagione per cui si sconcertò la buona armonia fra _Severo Augusto_ +e _Decimo Clodio Albino Cesare_, secondo il costume l'uno la rifondeva +sull'altro. A Severo veniva riferito[1496] che Albino nella Bretagna +si abusava dell'autorità a lui data, facendola più da imperadore che +da Cesare. Anzi Dione aggiugne aver egli scritte lettere a Severo, con +pretensione d'essere dichiarato _Augusto_. Dicevasi inoltre che alcuni +de' principali del senato segretamente scriveano ad Albino, +esortandolo a venirsene a Roma, mentre Severo soggiornava in Levante, +con sicurezza d'essere ben accolto. Nè si potea negare che tutta la +nobiltà romana inclinasse più ad Albino, per esser egli nato da +nobilissima famiglia in Africa: almeno così pretendeva egli, benchè +Severo ciò tenesse per falso. Era anche creduto d'indole mansueta ed +amabile, contuttochè Capitolino[1497] diversamente ne parli. Certo è +altresì che a Severo mancava il pregio della nobiltà, e l'opere sue +spiravano solamente crudeltà. Dall'altro canto poi in cuor di Albino +stavano non poche spine, perchè gli amici suoi gli andavano picchiando +in capo che non si fidasse di Severo, uomo di niuna fede, pieno di +frodi e d'insidie, il quale avendo due figliuoli, non si potea mai +presumere che intendesse di esaltare e preferir Albino in pregiudizio +d'essi. La diffidenza conceputa da Albino passò dipoi in certezza; +imperciocchè Severo alterato contro di lui, sulle prime pensò di +sbrigarsene con ricorrere ad inganni, e fingere ottima volontà verso +di lui in iscrivendo al senato e a lui, per poterlo assassinare. Spedì +in Bretagna corrieri fidati con ordine di parlargli in segreto, e di +ammazzarlo, se potevano; o pure di levarlo di vita col veleno. Albino, +che stava all'erta, e prima di dar udienza facea ben indagare se le +persone portavano armi addosso, accortosi di questa mena[1498], fece +pigliar quei corrieri, e ricavata co' tormenti la verità, ordinò che +fossero impiccati. Ed ecco manifestamente in rotta _Albino_ e +_Severo_. Allora, per consiglio de' suoi, Albino prese il titolo e le +insegne d'_Imperadore_, e raunata gran copia di soldatesche, passò nel +presente anno nella Gallia, dove si studiò di tirar nel suo partito +quante città mai potè. S'ebbero ben a pentirne quelle che il +seguitarono. Severo, che già era in marcia coll'esercito suo venendo +dalla Soria, premise ordini pressanti, affinchè si fornissero di +armati i passi dell'Alpi, per sospetto che Albino tentasse di penetrar +in Italia. Racconta Dione[1499], che saltata fuori questa nuova guerra +civile, gran bisbiglio e mormorazione ne fu in Roma. Amavano Albino, +loro dispiacevano le conseguenze funeste della guerra per le tante +spese e per lo spargimento del sangue de' cittadini; e però in pieno +teatro se ne lamentarono. Venne intanto ordine al senato di pubblicar +il bando contra di Albino, e tosto fu eseguito. + +Anche nell'anno precedente si può credere che seguisse qualche +conflitto nella Gallia fra le genti di Albino e quegli uffiziali che +tuttavia conservavano la fedeltà a Severo, scrivendo Capitolino che i +capitani d'esso Severo ebbero delle busse. Ed abbiam qui un'avventura +curiosa narrata da Dione[1500]. Un certo _Numeriano_, che insegnava +grammatica ai fanciulli in Roma, essendogli salito al capo un pensier +bizzarro, se n'andò nella Gallia, e facendosi credere alla gente un +senatore spedito da Severo per mettere insieme un corpo d'armata, +raccolse a tutta prima alcune poche truppe, colle quali diede la mala +pasqua ad alquanta cavalleria d'Albino, e fece dipoi altri bei fatti +in favor di Severo. Ne andò l'avviso ad esso Severo, che credendolo +veramente senatore, gli scrisse lodandolo, e comandando che +accrescesse il suo esercito. L'ubbidì Numeriano, nè solamente fece +varie prodezze contra di Albino, ma inviò anche a Severo un milione e +mezzo di danaro adunato in quelle contrade. Finita poi la guerra, si +presentò a Severo, nè gli tacque cosa alcuna. Avrebbe potuto ottener +molta roba ed onorevoli posti, ma altro non accettò che una lieve +pension da Severo, bastante a farlo vivere in villa con tutta quiete. +Stavasi anche _Albino_ come in pace nella Gallia, godendo di quelle +delizie, quando gli giunse la disgustosa nuova che Severo +coll'esercito suo era già dietro a passar l'Alpi per entrar nella +Gallia. Allora venne a postarsi a Lione con tutta l'oste sua. +Succederono varie scaramucce[1501], e in un fatto d'armi riuscì alle +genti di Albino di sconfiggere _Lupo_ generai di Severo con istrage di +molti soldati. Era impaziente Severo, e voleva una giornata campale, +decisoria della gran lite, fidandosi molto nelle sue agguerrite +milizie, avvezze già alle vittorie, che ascendevano a cinquantamila +combattenti. Un egual numero si pretende che ne avesse anche Albino, +gente di non minor valore e sperienza nel suo mestiere. Però +attaccatasi la feroce e sanguinosa battaglia in vicinanza di poche +miglia a Lione[1502] nel dì 19 di febbraio, amendue le parti +combatterono con incredibil bravura ed ostinazione. Stette lungamente +in bilancio la fortuna dell'armi, quando l'ala sinistra di Albino +piegò, e fu interamente rovesciata sino alle sue tende, intorno allo +spoglio delle quali si perderono i vincitori. Per lo contrario l'ala +destra diede una terribile percossa alle genti di Severo. Secondo lo +stratagemma usato non poco allora, aveano quei di Albino fabbricate +delle fosse coperte di terra, dietro alle quali stavano saettando +mostrando paura. Inoltratisi i Severiani precipitarono dentro, laonde +di essi e dei cavalli fu fatto un gran macello. Retrocedendo gli altri +spaventati, misero in confusione ogni schiera. Allora accorse Severo +coi pretoriani; ma fu così ben ricevuto da quei di Albino, che +uccisogli sotto il cavallo, corse pericolo di restar morto o prigione. +Erano già in rotta tutti i suoi, quando egli, stracciatasi la +sopravveste e collo stocco nudo in mano, si mise innanzi a' suoi +fuggitivi. La sua voce e presenza bastò a farli voltar faccia, e a +ripulsare i nemici. Non s'era mosso finora _Leto_ col suo corpo di +riserva, e fu detto dipoi per isperanza che amendue gl'imperadori +perissero, e che susseguentemente l'una e l'altra fazione desse a lui +lo scettro imperiale, oppure che egli differisse tanto, per unirsi con +chi fosse vincitore. Questa ciarla vien da Erodiano[1503], il quale +aggiugne, da ciò essere proceduto che Severo, invece di ricompensar +Leto, come gli altri generali, gli levasse nell'anno seguente la vita. +Ora Leto, veggendo superiore Severo, con sì duro assalto piombò +anch'egli addosso alle squadre di Albino, che finì di sconfiggerle. Ma +immenso fu il numero de' morti e feriti non men dall'una che +dall'altra parte; e se vogliam credere ad un'usata maniera di dire +degli storici, il sangue scorreva a ruscelli nei fiumi, di maniera che +se i vinti piansero, nè pure risero i vincitori. Il padre Pagi[1504] +riferisce all'anno seguente tutta questa tragedia; ma è ben più +verisimile ch'essa appartenga all'anno presente. + +La città di Lione, dopo la vittoria di Severo, divenne il teatro della +crudeltà. Fin colà inseguì Severo i fuggitivi[1505], ed entrate le sue +genti in quella città, la misero a sacco, e poi la bruciarono. Erasi +ritirato _Albino_ in una casa sulle rive del Rodano. Allorchè prese la +risoluzion di fuggire, non fu più tempo, perchè erano occupati i +passi; però diede fine alla sua tragedia con uccidersi di propria +mano[1506]. Altri il dissero ucciso da' soldati, o pure da un servo, e +condotto mezzo morto davanti a Severo, il quale ne mandò il capo a +Roma, con lettere al senato, dolendosi forte in esse, perchè tanti de' +senatori avessero portato amore a costui, e desiderato di vederlo +vincitore: il che atterrì non poco quell'augusto corpo. Sfogò poscia +Severo la rabbia sua contro il cadavero dell'estinto Albino[1507]; +perdonò bensì a tutta prima alla moglie e a due figliuoli di lui; ma +da lì a poco li fece svenare e gittare nel Rodano. Aveva egli avuta +l'attenzione di far occupar tutta la segreteria d'Albino, per +conoscere i di lui corrispondenti. Quanti ne trovò fece di poi morire. +Tutta la famiglia d'Albino, e i suoi nobili amici della Gallia e della +Spagna, perderono la vita, sì uomini che donne. Altrettanto avvenne +appresso in Italia, perchè non si perdonò a persona scoperta parziale +dell'estinto Albino. Era implacabil Severo contro a tutti; e perchè +uno de' nobili infelici, che suo malgrado si trovò involto nel partito +contrario, gli dimandò[1508], _cosa desidererebbe egli, se la fortuna +gli fosse stata contraria, e si trovasse ora ne' panni di lui_: +crudelmente gli rispose: _Soffrirei con pazienza quello che tu hai ora +da sofferire_[1509], e il fece ammazzare. Tutti i beni di coloro che +Severo condannò a morte, furono confiscati ed applicati all'erario +privato d'esso imperadore, a cui riuscì facile di premiare ed +arricchire tutti i suoi soldati e i lor figliuoli, perchè si trattò +d'incredibil confisco. Non tornò poi così tosto la quiete nella +Gallia, essendovi restati dei partigiani d'Albino, che fecero testa, +finchè poterono, con prevaler infine la maggior forza di Severo, il +quale in questi tempi divise in due provincie la Bretagna, non la +volendo più sotto il governo d'un solo. Poscia mossosi dalla Gallia a +gran giornate, siccome suo costume era, sen venne a Roma, menando seco +tutta l'armata per maggiormente atterrire i Romani, che tutti già +tremavano, conoscendo che mal uomo fosse questo, e specialmente per le +terribili lettere mandate innanzi. Entrò nella gran città, accolto con +incessanti _Viva_ dal popolo tutto laureato e in gala, e dal senato in +corpo: acclamazioni nondimeno uscite dalla bocca, ma non dal cuore. + +Furono lieti questi primi giorni, perchè egli diede un suntuoso regalo +al popolo[1510], ed allargò la sua liberalità sopra i soldati, donando +loro più di quello che mai avesse fatto alcuno de' suoi predecessori, +con accrescere loro la porzione del grano, e conceder anche ad essi di +poter portare anelli d'oro, e il tener mogli o pur donne in casa: cose +non permesse dianzi dalla militar disciplina, e che servirono poi al +loro lusso, e a snervar il vigore della milizia romana. Ma Severo, +purchè si facesse amar dai soldati, null'altro curava, esigendo +solamente d'esser temuto dagli altri. Andò poscia al senato, e +confessa Dione[1511] che un gran ribrezzo corse per l'ossa sue e di +tutt'i suoi colleghi, allorchè lo udirono entrar nelle lodi di +_Commodo Augusto_, di cui avea già cominciato ad intitolarsi +fratello[1512], inveendo contro al senato perchè avea caricato esso +Commodo d'ignominia, e dicendo che la maggior parte d'essi senatori +menavano una vita più scandalosa di lui, e al pari di lui facevano da +gladiatori. Passò ad esaltare Silla, Mario e i primi anni del governo +d'Augusto, ne' quali di gran faccende ebbero le mannaie e le scuri, +pretendendo che questa fosse la maniera più sicura di quetare +l'imperio, di estinguere le fazioni, di prevenir le ribellioni, e non +già quella troppo dolce e pietosa di Pompeo e di Giulio Cesare, che fu +la loro rovina[1513]. Massime detestabili e contrarie alla vera +politica; imperciocchè la crudeltà e l'eccessivo rigore fanno divenir +segreti nemici anche gli amici; laddove la clemenza, adoperata a +tempo, muta i nemici in amici, ed util pruova ne aveano sempre fatto i +principi e buoni e saggi. Andarono a terminar questi tuoni in fulmini, +perchè messe fuori le lettere scritte da vari senatori ad Albino, +contò per grave delitto ogni menoma espression d'amicizia verso di +lui. Perdonò, è vero, a trentacinque d'essi senatori per farsi credere +clemente, e li trattò sempre da lì innanzi come amici; ma ne condannò +senza processo a morte ventinove altri, fra' quali _Sulpiciano_ +suocero di Pertinace Augusto. Sparziano[1514] ne nomina fin +quarantadue della principal nobiltà di Roma, la maggior parte stati +consoli, o pretori, o in altre riguardevoli cariche. Erodiano dice di +più[1515], cioè ch'egli levò dal mondo i più nobili e ricchi delle +provincie, sotto pretesto che fossero fautori d'Albino, ma +effettivamente per sete dei lor beni, perchè egli era non mai sazio di +raunar tesori. Tra i fatti morire, uno fu _Erucio Claro_[1516], già +stato console. Gli prometteva Severo la vita, purchè volesse rivelare +ed accusare chi aveva tenuto la parte d'Albino; ma egli protestò che +morrebbe più tosto mille volte, che di far sì brutto mestiere, e si +lasciò in fatti uccidere. Non così operò _Giuliano_, che s'indusse a +far quanto volle Severo, e si salvò. Caro nondimeno gli costò questa +vile ubbidienza, perchè Severo il fece ben ben tormentare, acciocchè +più giuridiche comparissero le di lui deposizioni. Osserva il +Tillemont[1517] che Tertulliano[1518] vivente in Africa in questi +tempi animava i martiri cristiani a sofferir i tormenti e la morte +coll'esempio di tanti nobili romani che Severo avea sagrificati al suo +furore, nè merito alcuno acquistavano colla lor pazienza. Imperciocchè +sotto Severo infierì di nuovo la persecuzion de' Pagani contro chi +professava la fede di Cristo. Ed appunto si crede che in quest'anno +san _Vittore_ papa celebre terminasse col martirio, e che a lui +succedesse _Zefirino_. + +Ad una specie di frenesia attribuì Sparziano[1519] l'avere l'Augusto +Severo preso ad onorar la memoria di _Commodo Imperatore_, con +dichiararsi, come accennai, suo fratello: del che si truova memoria in +qualche iscrizione. Volle egli inoltre che il senato suo malgrado +decretasse gli onori divini a sì screditato Augusto: il che sempre più +fa scorgere la pazzia di una religion tale, che dovea tener per dio un +principe lordo di tutti i vizii. E fin qui era vivuto in pace quel +Narciso atleta che strangolò Commodo. Severo, divenuto protettore e +panegirista di Commodo, fece in quest'anno gittare costui nel +serraglio dei lioni. Per essersi egli dichiarato fratello d'esso +Commodo e figliuolo di Marco Aurelio[1520], _Pollenio Sebennio_, uomo +avvezzo a proferir dei motti arguti, ebbe tanto animo di dire a +Severo, _che si rallegrava con lui, perchè avesse trovato il padre_, +quasi che il vero suo padre per la bassezza de' suoi natali non si +sapesse. Pure il sì accorto Severo non si avvide della burla. +Venne[1521] appunto a trovarlo, non so dove, una sua sorella, maritata +già poveramente in Leptis città dell'Africa, con un suo figliuolo; +Severo la regalò da par suo, e creò anche senatore suo figlio; ma, +vergognandosi ch'ella nè men sapesse parlar latino, la rimandò a casa. +In breve tempo quel figliuolo terminò i suoi giorni. Secondo i conti +di Sparziano, accrebbe Severo in quest'anno gli onori a Bassiano suo +primogenito, appellato già Marco Aurelio Antonino, e da noi chiamato +_Caracalla_, disegnandolo suo successore, e facendogli dare dal senato +gli ornamenti imperiali. Erodiano[1522] vuole che il dichiarasse anche +collega nell'imperio; intorno a che hanno disputato gli eruditi, e i +più convengono doversi riferire all'anno seguente cotesti onori, non +essendo già probabile, come vorrebbe il padre Pagi[1523], che Severo +concedesse in quest'anno la tribunizia podestà a Caracalla, e che solo +nel seguente gli fosse confermata dal senato. Gran tempo era che il +senato faceva tutto quanto comandavano i dominanti Augusti, e bastava +che aprissero la bocca per essere tosto ubbiditi. Sembra poi, secondo +il suddetto Erodiano, che in quest'anno l'Augusto Severo, dopo essersi +fermato per qualche tempo in Roma, marciasse di nuovo coll'armata in +Oriente: del che mi riserbo di parlare nell'anno seguente. + +NOTE: + +[1496] Herodianus, lib. 3. + +[1497] Capitolinus, in Albino. + +[1498] Capitolinus, in Albino. + +[1499] Dio, lib. 75. + +[1500] Ibidem. + +[1501] Dio, lib. 75. + +[1502] Capitolinus, in Severo. + +[1503] Herodianus, lib. 3. + +[1504] Pagius, in Critic. Baron., ad annum 198. + +[1505] Dio, lib. 71. + +[1506] Capitolinus, in Albino. + +[1507] Spartianus, in Severo. + +[1508] Aurelius Victor., in Breviario. + +[1509] Spartianus, in Severo. + +[1510] Herodianus, lib. 3. + +[1511] Dio, lib. 75. Herodianus, lib. 3. + +[1512] Spartianus, in Severo. + +[1513] Aurelius Victor, in Breviario. + +[1514] Spartianus, in Severo. + +[1515] Herodianus, lib. 3. + +[1516] Dio, in Excerptis Vales. + +[1517] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[1518] Tertull., ad Martyres. + +[1519] Spartian., in Sev. + +[1520] Dio, lib. 71. + +[1521] Spartianus, in Severo. + +[1522] Herod., lib. 3. + +[1523] Pagius, in Critic. Baron., ad hunc annum. + + + + + Anno di CRISTO CXCVIII. Indizione VI. + + ZEFIRINO papa 2. + SETTIMIO SEVERO imperad. 6. + CARACALLA imperadore 1. + +_Consoli_ + +SATURNINO e GALLO. + + +Perchè non paiono ben sicuri i prenomi di _Tiberio_ e di _Cajo_, dati +da taluno a questi due consoli, io non ho posto se non i loro cognomi. +Certamente non era molto in uso di notare i consoli col prenome e +cognome, lasciando andare i lor nomi. O sia che l'Augusto Severo +nell'anno precedente, o pure nel presente s'inviasse in Levante, certo +è che egli si mosse per fare una nuova guerra in quelle parti. Sì +Erodiano[1524] che Sparziano[1525] pretendono che niuna necessità vi +fosse in questa guerra, ed averla Severo intrapresa unicamente per la +sua capricciosa voglia di volere un trionfo, giacchè i Romani non +solevano trionfare per le vittorie ottenute nelle guerre civili. Ma +qui si truova la storia in gravi imbrogli, non tanto per determinare i +tempi di tali imprese, che sono scuri e controversi fra gli scrittori +moderni, quanto per esporre le imprese medesime, essendo troppo +discordi fra loro Dione, Erodiano e Sparziano, cioè le uniche nostre +scorte per gli affari di questi tempi. Dall'ultimo di questi scrittori +abbiamo che Severo da Brindisi traghettò l'esercito in Grecia, e per +terra continuando la marcia, arrivò in Soria. E qui Dione[1526] vien +dicendo che, trovandosi occupato Severo nella guerra contro d'Albino, +i Parti aveano agevolmente occupata la Mesopotamia, ed anche messo +l'assedio alla città di Nisibi. Leto, che verisimilmente dopo la rotta +data ad Albino, era stato spedito da Severo in quelle contrade, quegli +fu che difese Nisibi. Però ecco contraddizione fra questo fatto e il +dirsi da Erodiano e Sparziano che Severo, senza bisogno alcuno e per +sola sete di gloria, entrò in questo nuovo cimento. E pur ciò è poco +rispetto a quello che aggiugnerò. Scrive lo stesso Erodiano che il +pretesto preso da Severo per tal guerra fu di vendicarsi del re +d'Atra, che s'era dichiarato in favor di Pescennio Negro nella +precedente guerra. Si partì egli dunque con pensiero di malmettere +l'Armenia; ma prevenuto da quel re con regali, ostaggi e preghiere, +comparve poi come amico in quel paese. Anche il re dell'Osroene +_Abgaro_ gli diede per pegno della sua fede i suoi figliuoli, e +somministrò una gran copia di arcieri all'esercito romano. Poscia +Severo, passato il paese degli Albeni, entrò nell'Arabia Felice (cosa +dura da credere), e dopo aver espugnate molte città e castella, e dato +il guasto a quelle contrade, si portò all'assedio di Atra, città +fortissima, sì per le sue mura, come per essere situata sopra una +montagna e guernita di bravi arcieri. Fecero una terribil difesa gli +Atreni, bruciarono le macchine degli assedianti; perì quivi gran +quantità di Romani per le spade e saette de' nimici, ma più per le +malattie che entrarono nel loro campo. Però fu forzato l'imperadore a +levar l'assedio con rabbia e confusione incredibile, perchè, essendo +avvezzo alle vittorie, ora gli parve d'essere vinto, perchè non avea +vinto. Dipoi voltò l'armi contra dei Parti. Così Erodiano[1527]. +Dione, all'incontro, scrive[1528], che i Parti, senza aspettar +l'arrivo di Severo, se n'erano tornati alle case loro: e che Severo +giunse a Nisibi, dove trovò che un grossissimo cignale avea buttato +giù da cavallo ed ucciso un cavaliere. Trenta soldati appresso tanto +fecero che uccisero quella bestia, e la presentarono a Severo, il +quale non tardò a portar la guerra addosso ai Parti, chiamando +_Vologeso_ quel re che da Erodiano vien appellato _Artabano_. +Succedette dipoi, secondo Dione, l'assedio infelice d'Atra. Ma perchè +il medesimo storico mette due assedii di quella città, situata non so +dire se nella Mesopotamia non lungi da Nisibi, o pur nell'Arabia, come +vuole lo stesso Dione, pare che il primo si possa riferire all'anno +presente; e tanto più perchè quell'autore lo mette intrapreso +dappoichè Severo fu entrato in essa Mesopotamia. Noi abbiam le storie +di Dione troppo accorciate e sconvolte da Sifilino. + +Staccatosi da Atra l'Augusto Severo, se pur sussiste l'assedio +suddetto nell'anno presente, mosse l'armi contra de' Parti. Vuole +Erodiano[1529], che imbarcatesi le di lui soldatesche, fossero per +accidente trasportate dall'empito dell'acque nel paese d'essi Parti, +mentre quel re se ne stava con tutta pace senza aspettare ostilità +alcuna dai Romani; laddove Dione[1530] attesta che i Parti aveano poco +prima fatto guerra nella Mesopotamia, e che Severo fece gran +preparamento di barche leggere da mettere nell'Eufrate per assalire i +medesimi Parti. Allorchè fu in ordine l'armamento navale, marciò +l'armata romana, ed entrò in Seleucia e in Babilonia, abbandonate dai +nemici, e poco appresso sorprese, o pur colla forza acquistò +Ctesifonte, reggia in que' tempi de' Parti. Secondo Sparziano[1531], +ciò accade sul fin dell'autunno. Ne fuggì il re Vologeso, o sia +Artabano, con pochi cavalli; furono presi i di lui tesori; permesso il +sacco della città ai soldati, i quali, dopo un gran macello di +persone, vi fecero centomila prigioni. Ma non si fermò molto +l'imperadore in quella città per mancanza di viveri, e tornossene +coll'armata piena di bottino indietro. Se non falla Sparziano[1532], +fu in questa occasione che gli allegri soldati proclamarono collega +nell'imperio, cioè _Imperadore Augusto_, _Marco Aurelio Antonino +Caracalla_, primogenito d'esso imperador Severo, e _Cesare Geta_ suo +secondogenito. Ora dai più si crede che solamente nel presente anno +Caracalla conseguisse questo onore, e, per conseguente, il differire +la presa di Ctesifonte all'anno di Cristo 200, come han fatto il +Petavio, il Mezzabarba e il Bianchini, non sembra appoggiato ad assai +forti fondamenti. Ho io rapportata[1533] un'iscrizione dedicata XIII. +KAL. OCTOBR. SATVRNINO ET GALLO COS., cioè in quest'anno in cui +Caracalla si vede appellato _Imperadore Augusto_, e dotato +dell'_autorità tribunizia e proconsolare_. V'ha qualche medaglia[1534] +che ci rappresenta Severo sotto quest'anno _Imperadore per la decima +volta_; il che è segno (quando ciò sussista) della vittoria riportata +contra de' Parti. Con magnifiche parole diede Severo[1535] un distinto +ragguaglio di queste sue vittorie al senato e popolo romano, e ne +mandò anche la descrizione dipinta in varie tavolette che furono +esposte in Roma. Nè fu minore la diligenza del senato in accordargli +tutt'i più onorevoli titoli delle nazioni ch'egli diceva d'aver +soggiogate; e l'adulazione inventò allora quello di _Partico Massimo_, +che si comincia a trovar nelle iscrizioni e medaglie. A lui fu +decretato il trionfo. Se crediamo al suddetto Sparziano[1536], senza +saputa, non che consenso di Severo, seguì la proclamazione di +_Caracalla Augusto_; e perchè il padre o seppe o s'immaginò ciò fatto +perchè egli pativa delle doglie articolari, o pur delle gotte ne' +piedi, nè potea ben soddisfare ai bisogni della guerra, salito sul +trono, e fatti venir tutti gli uffiziali dell'armata, volea gastigar +chiunque era stato autore di quella novità. Ognun d'essi si gittò +ginocchioni, chiedendo perdono. Terminò questa scena solamente in dir +egli: _Avete da conoscere in fine, essere la testa che comanda, e non +i piedi._ Al Salmasio questa parve una frottola di Sparziano. Il +Tillemont[1537] cerca di renderla verisimile con dire che Caracalla +dovette far questo maneggio per escludere Geta suo fratello: il che +dispiacque a Severo. O pure che ciò potè accadere nell'ultima guerra +da lui fatta nella Bretagna, siccome vedremo. Son plausibili le di lui +riflessioni; ma come sarà poi vero che _Caracalla_ acquistasse +nell'anno presente il titolo d'_Augusto_? + +NOTE: + +[1524] Herodian., Histor., lib. 3. + +[1525] Spartianus, in Severo. + +[1526] Dio, lib. 75. + +[1527] Herodianus, lib. 3. + +[1528] Dio, lib. 75. + +[1529] Herodianus, lib. 3. + +[1530] Dio, lib. 75. + +[1531] Spartianus, in Severo. + +[1532] Spartianus, ibidem. + +[1533] Thes. Novus Inscript., Clas. XV, p. 1035, num. 6. + +[1534] Mediobarbus, in Numismat. imperat. + +[1535] Herodianus, lib. 4. + +[1536] Spartianus, in Severo. + +[1537] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + + + + + Anno di CRISTO CXCIX. Indizione VII. + + ZEFIRINO papa 3. + SETTIMIO SEVERO imperad. 7. + CARACALLA imperadore 2. + +_Consoli_ + +PUBLIO CORNELIO ANULINO per la seconda volta, e MARCO AUFIDIO +FRONTONE. + + +Di due assedii della città di Atra, siccome accennai, fatti +dall'Augusto Severo, noi siamo accertati dallo storico Dione[1538]. Il +primo, per attestato di Erodiano[1539], dovrebbe appartenere all'anno +precedente, assedio calamitoso ed insieme frustraneo all'armata +romana. Funesto riuscì sopra tutto il medesimo a due de' primi e più +valorosi uffiziali. L'uno fu _Giulio Crispo_, tribuno de' soldati +pretoriani. Questi, perchè si trovava stanco per le fatiche militari, +e in collera al vedere che l'imperadore, per l'ostinata sua ambizione +e vanità, consumava tante truppe intorno a quell'inespugnabil +fortezza, cominciò a cantar quei versi di Virgilio nel libro undecimo +dell'Eneide, dove Drance si duole _che Turno fa perir senza ragione +tanti de' suoi soldati_. Riferito ciò a Severo, non vi volle altro, +perchè egli il facesse tosto ammazzare, con dar poi quel posto ad un +semplice soldato appellato Valerio, stato accusatore dello stesso +Crispo. L'altro fu _Leto_, quel medesimo che già vedemmo principal +autore della vittoria riportata da Severo contra di Albino; L'amavano +forte i soldati, e perchè un dì non voleano combattere, se non erano +guidati da lui, tal gelosia prese Severo per cagione di tanta +parzialità mostrata da quella gente al suo generale, che a lui fece +torre la vita. Dione ci rappresenta questo personaggio per uomo di +rara prudenza negli affari civili, e di non minor prodezza nei +militari, con attribuire l'indegna sua morte, non già all'aver egli +meditato de' tradimenti nella battaglia di Lione, come asserisce +Erodiano e il suo seguace Sparziano, ma solamente all'abbominevole +invidia ed inumanità di Severo. Ne ebbe poi tal rossore lo stesso +Severo[1540], che si diede a volere far credere che Leto contra sua +volontà era stato ucciso dai soldati. Tornò dunque[1541] nell'anno +presente esso imperadore all'assedio di Atra, dopo aver fatta gran +provvisione di viveri e di macchine, perchè nulla a lui parea di aver +fatto, se non superava quella forte rocca. Ma Iddio avea destinato +questa medesima città per umiliare l'orgoglio di Severo. Vi perdè egli +intorno anche questa volta un numero grande di milizie, e i nemici con +bitume acceso fecero un falò di tutte le di lui macchine di legno, a +riserva delle fabbricate da Prisco, ingegnere famoso di Nicea. +Contuttociò essendo caduta una parte del muro esteriore, allorchè +l'esercito a tal vista incoraggito dimandava di andare all'assalto, +Severo nol volle, e fece sonar la ritirata. Ne fu data la colpa alla +somma sua avarizia, perchè voce correa che in quella città si +chiudessero immensi tesori, e massimamente in un tempio del Sole, che +quivi era in gran venerazione; e Severo si figurava, che esponendo gli +Atreni bandiera bianca, si avrebbe egli ingoiate tutte quelle +ricchezze. Ma gli Atreni niun segno fecero di volersi dare; anzi la +notte rifabbricarono, il meglio che poterono, la caduta muraglia. +Venuto il dì seguente, Severo, trovate fallite le sue idee e fumando +di collera, comandò all'esercito di dar l'assalto, ma niuno de' +soldati europei il volle ubbidire, amareggiati troppo dalla vittoria +loro tolta di mano nel dì innanzi dalla insaziabilità di Severo. Per +forza v'andarono i Soriani; ma gran sangue costò loro l'ubbidienza, e +la città tenne forte. Tanta fu allora l'agitazion di Severo al vedere +l'ammutinamento nei soldati, che essendo venuto uno de' suoi capitani +a domandargli solamente cinquecento cinquanta soldati, co' quali si +prometteva di entrar nella città, non potè contenersi dal dire a +sentita d'ognuno: _Ma onde prenderemo noi tanta gente?_ Sicchè, dopo +venti giorni d'infelice assedio egli più che prima malcontento di sè +stesso lasciò Atra in pace. Potrebbe essere che questo assedio +appartenesse ad uno dei seguenti anni: a buon conto qui ne ho fatta +menzione. Che fossero o pur fossero stati dei rumori di guerra anche +in Palestina verso questi tempi, si può dedurre da Eusebio[1542], il +quale all'anno quinto di Severo mette il cominciamento di una guerra +nella Giudea e nella Samaria. E che guerra appunto facessero quivi i +Romani, possiam raccoglierlo da Sparziano[1543], il quale scrive avere +il senato romano accordato a Caracalla Augusto di lui figliuolo il +_Trionfo Giudaico_, a contemplazione ancora delle felici imprese della +Soria. Qual altra azione facesse in Oriente l'Augusto Severo, nol +saprei dire, restando esse in troppa caligine involte, e senza poter +noi accertare i tempi, ne' quali accaddero. Ma essendovi qualche +medaglia[1544], in cui esso Severo comparisce nell'anno presente +acclamato _Imperadore per l'undecima volta_, questo ci reca indizio di +qualche vittoria riportata in esso anno. Nella Cronica di Eusebio è +scritto che Severo in questi tempi talmente domò anche gli Arabi +_interiori_, che formò una provincia romana del loro paese. + +NOTE: + +[1538] Dio, lib. 75. + +[1539] Herodianus, lib. 3. + +[1540] Spartianus, in Severo. + +[1541] Dio, lib. 75. + +[1542] Euseb., in Chron. + +[1543] Spartianus, in Sev. + +[1544] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + + + + + Anno di CRISTO CC. Indizione VIII. + + ZEFIRINO papa 4. + SETTIMIO SEVERO imperad. 8. + CARACALLA imperadore 3. + +_Consoli_ + +TIBERIO CLAUDIO SEVERO e CAJO AUFIDIO VITTORINO. + + +Una bella iscrizione si vede in Roma, scoperta negli anni addietro, e +da me rapportata nella mia Raccolta[1545]. Fu essa dedicata nel primo +dì di aprile, SEVERO ET VICTORINO COS., cioè nell'anno presente, da +una compagnia di soldati ritornata dalla spedizione contro i Parti, +_per la salute, per l'andare e ritornare, e per la vittoria +degl'imperadori Severo_, il qual si chiama dotato della _podestà +tribunizia VIII_, ed _imperadore per l'undecima volta_, e di _Marco +Aurelio Antonino_ cioè Caracalla, al quale si attribuisce la _Podestà +Tribunizia III_. Dal che apparisce che prima delle calende dell'anno +198, Caracalla avea conseguita la podestà tribunizia. Fu di parere il +Petavio, seguitato dal Mezzabarba[1546] e dal Bianchini, che in +quest'anno si facesse la guerra partica, e succedesse ora solamente la +presa di Seleucia, Babilonia e Ctesifonte. E veramente rapporta esso +Mezzabarba monete, dove si legge VICTORIA PARTHICA MAXIMA, da lui +credute spettanti a questo anno. Ma, oltre all'osservarsi che alcune +di esse possono appartenere anche agli anni precedenti, perchè +accompagnate dal numero della podestà tribunizia, conviene avvertire +che non nelle sole monete dell'anno, in cui succedeano le vittorie +degli imperadori, si truova menzione delle medesime vittorie, ma in +alcune ancora degli anni susseguenti, e però non si può far capitale +di sì fatta nozione. All'incontro a dimostrare che prima di quest'anno +succedessero le imprese suddette contra de' Parti, bastar dovrebbe +l'osservare + + +che Severo anche nel precedente anno era _Imperadore per l'undecima +volta_, e nel presente non più che tale comparisce nelle monete: +laonde non è da credere che a quest'anno sia da riferir la guerra e la +vittoria riportata contra dei Parti. Ma e che operò Severo in Oriente +in questi tempi? Noi non troviamo che oscurità. A me dunque sia lecito +di riferir qui ciò che forse non disconviene al presente anno. Una +delle applicazioni di Severo[1547], allorchè andava girando per le +città d'Oriente, era d'indagare chiunque fosse stato amico o parziale +di Pescennio Negro, tanto tempo prima ucciso, sempre con la mira +d'occupar le loro sostanze: perchè in ciò non si dava mai posa la di +lui avarizia. Dico ciò, seguitando Sparziano[1548], che per altro +Dione[1549] storico più fidato attesta, non aver Severo fatto +ammazzare alcuno per avidità della roba loro. Certo è che in questi +tempi molte persone, accusate della parzialità suddetta, furono da lui +private di vita, _graspugliando egli dopo la vendemmia_, come dice +Tertulliano[1550]. _Plauziano_, prefetto del pretorio, della cui +malvagità parleremo fra poco, o era l'autore di tutte queste iniquità, +o almeno andava maggiormente attizzando alla crudeltà Severo; e +verisimilmente le stesse ricerche non si ometteano in Roma e nelle +provincie europee[1551]. Raccontasi, che mentre si facea cotal +persecuzione ai partigiani di Negro e di Albino, per la quale diceva +Severo ai suoi figliuoli _di liberarli dai nemici_; il giovine +Caracalla ne mostrava piacere ed aggiugneva, _doversi anche far morire +i figli di costoro_. Allora Geta, minor suo fratello, dimandò se +costoro aveano de' parenti. _Molti_, rispose Severo. E Geta: _Molti +ancora avremo che ci odieranno._ Poi voltatosi a Caracalla, gli disse: +_Se voi non perdonate a chi che sia, potrete benanco ammazzar vostro +fratello_; il che fu una predizione di quel che poscia avvenne. Notò +il padre queste savie parole del fanciullo, e gli piacquero; ma +profittar non seppe per la prepotenza del suddetto _Plauziano_ e di +_Giuvenale_ prefetti del pretorio, intenti troppo a far buona borsa +colle altrui calamità. Perderono ancora molti la vita, accusati di +aver interrogato gl'indovini caldei intorno alla salute +degl'imperadori. A quest'anno scrive Eusebio[1552], che furono +fabbricate in Antiochia e in Roma le Terme di Severo Augusto e il +Settizonio. Sparziano[1553] non parla se non delle Terme romane e del +Settizonio, fabbrica di gran magnificenza, intorno al sito e +all'impiego della quale disputano tuttavia gli eruditi, credendolo +alcuni un mausoleo, ed altri un edifizio ad uso civile. + +NOTE: + +[1545] Thesaurus Novus Inscript., pag. 347. + +[1546] Mediobarbus, in Numismat. Imperator. + +[1547] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[1548] Spartianus, in Sever. + +[1549] Dio, in Excerpt. Valesianis. + +[1550] Tertullianus, in Apologet., cap. 35. + +[1551] Spart., in Sev. et in Geta. + +[1552] Euseb., in Chronic. + +[1553] Spartianus, in Sever. + + + + + Anno di CRISTO CCI. Indizione IX. + + ZEFIRINO papa 5. + SETTIMIO SEVERO imperad. 9. + CARACALLA imperadore 4. + +_Consoli_ + +LUCIO ANNIO FABIANO e MARCO NONIO ARRIO MUCIANO. + + +Che così s'abbia a scrivere il nome del secondo console, apparisce da +una iscrizione della mia Raccolta[1554]. Nè pur sappiamo qual cose si +andasse facendo in Levante l'Augusto Severo nell'anno presente. Dalle +medaglie[1555] risulta, che egli circa questi tempi cominciò ad usare +il titolo di _Pio_, che frequente poi si osserva da lì innanzi. Stava +pur male ad un imperador sì crudele e spietato un sì bel titolo. +Quello di _Pertinace_, perchè egli era proverbiato a cagion d'esso, +andò a poco a poco in disuso. Abbiamo inoltre da Sparziano[1556], che +soggiornando esso Severo in Antiochia, diede la toga virile a +_Caracalla Augusto_ suo figliuolo. S'è vero, come pretende il padre +Pagi, che Caracalla[1557] fosse nato nell'anno 188, nel dì 6 d'aprile, +egli anticipò d'un anno questa funzione, non solendo i Romani prendere +essa toga se non compiuto l'anno quattordicesimo della loro età. +Disegnò ancora sè stesso console per l'anno prossimo venturo, +prendendo per collega in esso consolato il medesimo Caracalla. So io +molto bene che Sparziano riferisce all'anno seguente l'andata di +Severo Augusto in Egitto: nel che è seguito da insigni scrittori. Ma +non essendo Sparziano in tanti altri punti uno scrittore sì esatto, +come ognun confessa, io chieggo licenza di riferir questo viaggio +all'anno presente, perchè vo credendo che gl'imperadori nel seguente +anno ritornassero a Roma più presto di quel che credono alcuni. +Abbiamo dunque da Dione[1558], che terminato infelicemente l'assedio +di Atra, lo Augusto Severo andò in Palestina. Quivi perdonò ai Giudei +ch'erano stati parziali di Pescennio Negro[1559], e fece molti +regolamenti pel governo di quel paese; ma con proibire sotto rigorose +pene che alcuno potesse abbracciare la religione giudaica, e stese +questo divieto anche alla cristiana. Eusebio[1560] nell'anno seguente +mette la quinta persecuzion de' Cristiani. Il resto nondimeno, come fu +pubblicato da Gioseffo Scaligero, non è sicuro; imperciocchè nella +Cronica Alessandrina[1561] sotto questi consoli, e non già sotto i +seguenti, vien riferita la suddetta persecuzione, per cui moltissimi +fedeli riceverono la corona del martirio. Per altro può essere che la +medesima cominciasse in quest'anno, e crescesse di poi nel seguente. +Quindi passò Severo in Egitto, dove, dopo aver visitato il sepolcro di +Pompeo, si portò ad Alessandria. Abbiamo da Suida[1562], che, +nell'entrare in quella città, egli osservò un'iscrizione con queste +parole in greco, che qui rapporto in latino: DOMINI NIGRI EST HAEC +CIVITAS. Se ne turbò egli forte, ma gli spiritosi Alessandrini +risposero tosto, _contener essa iscrizione verità, perchè quella città +era del signore di Pescennio Negro_; e Severo se ne contentò. Lo creda +chi vuole. Poco verisimile è quella iscrizione, e troppo stiracchiata +l'interpretazione. Trattò Severo gli Alessandrini assai bene. Nei +tempi addietro il solo governatore cesareo amministrava quivi la +giustizia. Concedette loro[1563] che avessero da lì innanzi il loro +senato, e che giudicassero delle cause, a mio credere, civili. Fece +anche altre mutazioni in lor favore. Poscia imbarcatosi sul Nilo, +volle visitar tutte le città ed i luoghi più celebri di quella +fortunata provincia, e massimamente Menfi, le Piramidi, il Labirinto e +la statua di Mennone. Soleva poi ricordarsi con piacere di questo suo +pellegrinaggio, per aver veduto tante belle memorie, tanti diversi +animali, e il culto di quelle deità, massimamente ne' templi +memorabili di Serapide. Nulla vi fu di cose sacre o profane[1564], e +specialmente delle più recondite, delle quali non volesse essere ben +informato: ma portò via da essi templi quanti libri potè mai trovare, +contenenti dei segreti. Fece chiudere il sepolcro di Alessandro, in +maniera che niuno da lì innanzi potesse mirare il di lui corpo, nè +leggere le iscrizioni ivi contenute. Sul supposto intanto che tal suo +viaggio si facesse nell'anno presente, egli di là partito verso il +principio del verno, arrivò ad Antiochia, e quivi passò la seguente +fredda stagione. Che poi in questo anno Caracalla, come vuole il padre +Pagi[1565], celebrasse il suo trionfo giudaico, allora c'indurremo a +crederlo che ci sarà dimostrato che gli Augusti trionfassero fuori di +Roma. A Roma certamente non tornarono in quest'anno gl'imperadori. + +NOTE: + +[1554] Thesaurus Novus Inscript., p. 348, n. 5. + +[1555] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + +[1556] Spartianus, in Sever. + +[1557] Pagius, in Critic. Baron. + +[1558] Dio, lib. 75. + +[1559] Spartianus, in Severo. + +[1560] Eusebius, in Chron. + +[1561] Chronic. Paschal., Tom. II, Hist. Byz. + +[1562] In Excerpt. Suidae, Tom. I, Hist. Byz. + +[1563] Spartianus, in Severo. + +[1564] Dio, lib. 75. + +[1565] Pagius, in Critic. Baron., ad hunc annum. + + + + + Anno di CRISTO CCII. Indizione X. + + ZEFIRINO papa 6. + SETTIMIO SEVERO imperad. 10. + CARACALLA imperad. 5. + +_Consoli_ + +LUCIO SETTIMIO SEVERO AUGUSTO per la terza volta, e MARCO AURELIO +ANTONINO CARACALLA AUGUSTO. + + +Perchè sul principio di quest'anno soggiornavano tuttavia in Antiochia +i due Augusti, quivi perciò diedero principio al loro consolato. Di là +poi, secondo Sparziano[1566], andò Severo in Egitto; ma, a tenore +della mia supposizione, egli non aspettò la primavera a mettersi in +viaggio per tornare dopo tanto tempo in Europa e a Roma. Certo è +ch'egli fece questo viaggio per terra nella Bitinia, arrivò a Nicea, e +passò il mare allo stretto del Bosforo Tracio. Perciò potrebbe essere +che succedesse allora ciò che racconta Suida[1567], cioè che arrivato +a Bisanzio, gli vennero incontro quei cittadini con corone di ulivo in +capo gridando: _Viva_, e dimandando loro vita e grazia. Li sottopose +ben egli di nuovo a Perinto, ma perdonò loro, ed ordinò che quivi si +fabbricasse l'anfiteatro coi portici per le cacce, e un circo +magnifico con dei bagni nel tempio di Giove appellato Seusippo. +Rifabbricò ancora il pretorio. Tutte queste fabbriche furono bensì +cominciate sotto Severo, ma Caracalla suo figliuolo quegli fu poi che +le perfezionò. Passando per la Tracia, si può credere che allora +_Massimino_, il qual fu poi imperadore, fosse conosciuto per la prima +volta da Severo Augusto[1568]; perchè celebrandosi il dì natalizio di +Geta suo figliuolo nel dì 27 di maggio, Massimino allora pastore fece +di gran pruove nei giuochi, allora celebrati dall'armata per ordine +dell'imperadore. Abbiamo da Erodiano[1569] che Severo, in transitando +per la Mesia e per la Pannonia, diede la mostra a quegli eserciti; e +di là poi continuando il viaggio, pervenne in Italia, e finalmente in +Roma. Entrò nell'augusta città, secondo Sparziano[1570], colla sola +ovazione, cioè con una solennità minore del trionfo; ma Erodiano ci fa +abbastanza intendere, ch'egli col figliuolo Caracalla veramente +trionfò fra gl'incessanti viva e plausi del popolo; fece anche delle +magnifiche feste, dei sagrifizii e spettacoli suntuosissimi, e diede +ad esso popolo un ricchissimo congiario. + +Prima nondimeno di spiegar meglio in che consistessero quelle +grandiose feste, convien avvertire che il Mezzabarba[1571] in questo +medesimo anno mette insieme l'andata di Severo Augusto da Antiochia in +Egitto, il suo ritorno in Italia, il trionfo e le nozze di Caracalla: +il che non può mai stare, considerato il tempo che si dovette spendere +in tante ricerche fatte da Severo in Egitto, e la sterminata lunghezza +de' viaggi fatti tutti per terra, e coll'accompagnamento di un'armata. +Però il Pagi[1572] e il Tillemont[1573] differirono all'anno seguente +l'arrivo a Roma di Severo e il suo trionfo, con riferir al presente il +suo viaggio e la sua dimora in Egitto. Crede anche esso padre Pagi di +ricavar ciò da più di una medaglia, dove si legge ADVENT. AVGVSTOR., +correndo la _Podestà Tribunizia X_ di Severo, che terminava nel dì 13 +d'aprile dell'anno seguente. A me all'incontro più verisimile sembra +che nel precedente anno Severo fosse in Egitto, e nel presente +arrivasse a Roma. Quelle stesse medaglie convengono più al presente +che al susseguente anno, come ancora conghietturò il Mezzabarba, +giacchè la tribunizia podestà decima di Severo ebbe, per confession +del Pagi, principio nel dì 13 di aprile di quest'anno. Quel che è più, +riconosce il Pagi preso il consolato dagli Augusti in quest'anno, +perchè Severo era entrato nel decennio del suo imperio, e Caracalla +nel quinquennio, volendo poi, contra le stesse sue regole, ch'essi +Augusti differissero le feste e i voti decennali e quinquennali nel +seguente anno. Se avessero voluto differir tali feste, doveano anche +riserbare il consolato al seguente anno. Però è da credere più tosto +che tali solennità si facessero in questo, essendo essi consoli. +Inoltre Dione[1574] scrive che Severo, allorchè fu entrato nel decimo +anno del suo imperio, diede al popolo quel superbo congiario, e questo +senza dubbio gliel diede in Roma. Ma avendo noi veduto che nell'aprile +di quest'anno cominciava l'anno suo decimo, in esso ancora dovettero +succedere le feste suddette. Il Tillemont pensa che Severo arrivasse a +Roma verso il fine di maggio dell'anno seguente. Ma se lo ADVENT. +AUGUSTOR., segnato nelle medaglie significa l'arrivo succeduto, +correndo la podestà tribunizia _decima_, non può sussistere tale +opinione, perchè, secondo i conti del padre Pagi, allora Severo godeva +dell'_undecima_. Ora noi abbiamo da Dione, che in questi tempi si vide +nel pubblico anfiteatro un crudel combattimento di donne; ed avendo +esse dipoi caricato di villanie le nobili matrone romane, uscì un +proclama, che da lì innanzi non fosse permesso alle donne il far da +gladiatori. Aggiugne esso storico, che pel ritorno di Severo, pel suo +decennio e per le sue vittorie si fecero varii spettacoli in Roma, +cioè di combattimenti e cacce di fiere. Sessanta cignali di Plauziano +in un dì si azzuffarono insieme, e furono uccise altre bestie, fra le +quali un elefante e una crocota, non mai più veduta in Roma. Fattasi +una macchina nell'anfiteatro a guisa di nave, questa si sciolse, e ne +uscirono orsi, lionesse, pantere, struzzoli, asini selvatici e +bissonti. Per sette dì durarono le feste, e in cadaun giorno cento +fiere uccise diedero sollazzo al popolo. Il congiario dato da Severo +al popolo, e il donativo ai soldati, fu di dieci monete d'oro per +cadauno a misura degli anni del suo principato: del che si compiaceva +egli, perchè niuno dei suoi predecessori era giunto a sì eminente +liberalità. A queste feste accrebbe decoro l'aver anche l'_Augusto +Caracalla_ presa in moglie _Fulvia Plautilla_, figliuola di +_Plauziano_, favorito di Severo, di cui parlerò nell'anno seguente. +Diede egli tanto in dote ad essa sua figliuola, che, per attestato di +Dione, sarebbe stato sufficiente a maritar cinquanta regine. E si +videro passar per la piazza le portate degli arredi ed ornamenti, che +empierono tutti di maraviglia. Un convito di magnificenza incredibile +fu dato nel palazzo, dove non si potè immaginar vivanda, o romana o +barbarica, che vi si desiderasse[1575]. Per tali nozze Severo disegnò +console per l'anno venturo _Plauziano_. Adunque le medesime si +celebrarono nell'anno presente, e non già nel seguente. Una cometa e +un terribil incendio del monte Vesuvio, che si videro in questi tempi, +siccome poco usati effetti della natura, somministrarono occasione di +predir novità e malanni, a chi ridicolosamente vuol pescare ne' libri +dello avvenire. In quest'anno ancora i due Augusti ristorarono +l'insigne fabbrica del Pantheon, come si raccoglie dalla iscrizione +riferita dal Panvinio[1576], dal Grutero e da altri[1577]. + +NOTE: + +[1566] Spartianus, in Severo. + +[1567] Excerpt. Suidae, Tom. I, Histor. Byz. + +[1568] Capitol., in Maximino. + +[1569] Herodian., lib. 3. + +[1570] Spartianus, in Severo. + +[1571] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[1572] Pagius, Critic. Baronii ad annum seq. + +[1573] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[1574] Dio, lib. 75. + +[1575] Dio, lib. 75. + +[1576] Panvin., Fast. Consular. + +[1577] Vignolius, Dissert. II. + + + + + Anno di CRISTO CCIII. Indizione XI. + + ZEFIRINO papa 7. + SETTIMIO SEVERO imperad. 11. + CARACALLA imperadore 6. + +_Consoli_ + +LUCIO FULVIO PLAUZIANO per la seconda volta e PUBLIO SETTIMIO GETA. + + +_Geta_, secondo fra questi consoli, vien comunemente creduto, non già +il figliuolo, ma il fratello dell'imperador Severo. Quanto a +_Plauziano_, egli era suocero di Caracalla Augusto, e il primo mobile +della corte cesarea. Hassi dunque a sapere che costui, riputato da +alcuni parente del medesimo imperadore, ma certamente nativo della +stessa città di Leptis in Africa[1578], cioè della patria dello stesso +Augusto, benchè uscito dalla feccia del popolo, talmente s'andò +insinuando nella grazia di Severo, ch'egli non mirava con altri occhi +che con quei di Plauziano. Si dà un certo ascendente di persone nel +mondo, per cui arrivano anche persone vili e di niun merito a farla da +signori sopra le teste de' migliori, e dei più grandi ed intendenti. +N'era Severo così innamorato, che non sapea vivere senza di lui, e +considerava di morir prima egli che Plauziano. Il creò prefetto del +pretorio, e senza di lui nulla faceva; pareva anzi che Plauziano fosse +l'imperadore (tanto era la di lui potenza), e che Severo la facesse da +prefetto del pretorio. Non v'era segreto dell'imperadore che Plauziano +nol sapesse; e, per lo contrario, niun arrivava a sapere i segreti di +Plauziano. Nei viaggi fatti in Oriente da Severo, anch'egli si trovò +sempre ai fianchi dell'imperadore; a lui toccava di ordinario il +miglior alloggio, a lui i cibi più squisiti, di modo che, essendo +Severo in Nicea di Bitinia, se volle un pesce mugile (cefalo creduto +da alcuni), mandò a dimandarlo a Plauziano. E nella città di Tiane in +Cappadocia essendosi infermato esso Plauziano, fu a visitarlo Severo, +ma senza che le guardie dello stesso Plauziano permettessero d'entrare +a quei del suo seguito. Della sua ribalderia non si può dire +abbastanza. Era giunto costui ad un'immensa ricchezza per li tanti +beni confiscati, a lui donati da Severo; e pure non sapendo mai +saziarsi l'insaziabil sua avarizia, ad altro non attendeva che a far +sempre nuovi bottini. Per istigazione principalmente di lui furono +fatti morir da Severo tanti benestanti, nè v'era provincia o città, +dov'egli fosse capitato, che non restasse spogliata del meglio da +costui, senza perdonarla nè pure ai templi, contandosi fra le altre +sue ruberie, che egli portò via i cavalli del Sole dall'isole del mar +Rosso. Credevasi, in una parola, che egli possedesse più roba che lo +stesso imperadore e i suoi figliuoli. Dello orgoglio suo non +occorrerebbe dire. Quando usciva per città, andavano innanzi i suoi +col bastone alla mano a far ritirare ognun dalla strada, ordinando che +tutti tenessero gli occhi bassi, nè il riguardassero, come si fa alle +sultane in Levante. Perciò egli era più temuto che lo stesso +imperadore; e i soldati e i senatori non giuravano che per la di lui +fortuna. Pubbliche preghiere si faceano per la di lui conservazione; e +più statue a lui furono alzate in tutte le provincie, che allo stesso +Severo, e fino in Roma, ed anche coll'autorità del senato. Severo o +non sapeva tutto, o sofferiva tutto; tanto era il predominio che +costui aveva preso sopra di lui. + +Già abbiam detto che Severo fece sposar _Plautilla_, figliuola d'esso +Plauziano, a Caracalla Augusto suo figlio; e per maggiormente onorar +questo suo favorito, il creò console nell'anno presente, con far due +novità. L'una fu, che avendolo dianzi dichiarato console onorario, con +solamente conferire a lui gli ornamenti consolari, quantunque non +fosse stato veramente console, pur volle che venisse chiamato _console +per la seconda volta_. L'altro fu, che il grado di prefetto del +pretorio non si concedeva allora, se non a' cavalieri, cioè a quei +dell'ordine equestre: il consolato solamente a chi era senatore. Volle +Severo che Plauziano nello stesso tempo procedesse console, e +ritenesse anche il posto di prefetto del pretorio. Due erano allora i +prefetti di esso pretorio[1579], cioè l'uno esso _Plauziano_ e l'altro +_Emilio Saturnino_. Plauziano, a cui non piaceva d'aver compagni in +quella importante carica, fece ammazzar l'altro. Cotanto si teneva +egli sicuro del suo potere e padrone dell'imperadore, che niun +rispetto mostrava per _Giulia Augusta_; anzi la maltrattava, e ne +diceva male tuttodì allo stesso imperadore, con aver anche tormentate +delle nobili donne, per ricavar loro qualche trascorso della medesima; +di maniera che Giulia, abbandonati tutti i divertimenti, cominciò +allora a studiar la filosofia morale, e a conversar solamente con +persone dotte. Ci vien anche dipinto costui da Dione per uomo di +sfrenata libidine, col non voler nello stesso tempo che sua moglie +conversasse con alcuno, e nè pur fosse visitata dall'imperadore o +dall'imperadrice. Aggiugnevasi a sì fatti vizi anche una intemperanza +somma, perchè empieva così forte il sacco, che non potendo digerir +tanta copia di cibo e di vino, ricorreva per lo più al recipe di +rigettarlo. Per tali eccessi nondimeno, ma più per la paura di +Caracalla suo genero, questo sì potente personaggio, questo gran +favorito si vedeva sempre pallido e tremante. Motivo di gravi dicerie +contra di lui fu ancora l'aver egli contra le leggi romane fatto +castrare cento buoni cittadini romani, parte fanciulli e giovinetti, +parte ancora ammogliati, acciocchè servissero da eunuchi a Plautilla +sua figliuola, maritata, come dicemmo, all'Augusto Caracalla. Tale era +in questi tempi Plauziano prefetto del pretorio e console. Il +Panvinio[1580] e il Relando[1581] crederono che costui nell'anno +presente fosse ucciso, perchè si trova una legge data sotto il solo +_Geta_ console. Ma non può stare, da che sappiamo ch'esso Geta morì +prima di Plauziano. Certo è bensì che in quest'anno fu dedicato in +Roma il superbo arco trionfale di Severo, tuttavia esistente, ma +corroso dal tempo. Nella iscrizione[1582] ivi posta, Severo ha +l'_undecima_, e Caracalla la _sesta tribunizia podestà_. + +NOTE: + +[1578] Dio, lib. 75. Herodianus, lib. 3. + +[1579] Dio, in Excerpt. Vales. + +[1580] Panvin., in Fast. Cons. + +[1581] Reland., Fast. Cons. + +[1582] Panvinius, Gruterus, Bellorius et alii. + + + + + Anno di CRISTO CCIV. Indizione XII. + + ZEFIRINO papa 8. + SETTIMIO SEVERO imperad. 12. + CARACALLA imperad. 7. + +_Consoli_ + +LUCIO FABIO SETTIMIO CILONE per la seconda volta e FLAVIO LIBONE. + + +Gran figura fece sotto Severo e sotto Caracalla questo _Libone_ +console. Egli fu prefetto di Roma, ed ebbe molti altri impieghi, come +c'insegna un'iscrizione a lui posta e riferita dal Panvinio[1583] e +dal Grutero. Ancorchè poi non apparisca chiaro, se a questo o al +seguente anno appartenga la morte di _Plauziano_ favorito di Severo, +mi fo lecito io di rammentarla qui. Un anno prima che succedesse la di +lui caduta, Severo finalmente avea cominciato a mirar di mal occhio +tante statue poste a costui in Roma stessa; e perciò ne fece fondere +alcune che doveano essere di bronzo. Un gran dire ne fu; volò questa +voce per le provincie[1584], ingrandita, secondo il solito, per +istrada: _Plauziano non è più in grazia, Plauziano è morto._ Di qui +avvenne che molti atterrarono le di lui statue, e male per loro, +perchè Severo volea ben abbassare alquanto l'albagia di Plauziano, ma +non dargli il tracollo; e perciò que' tali processati, perderono la +vita. Ed uno d'essi fu _Racio Costante_, governatore allora della +Sardegna, ch'era corso troppo presto a creder vera quella voce. +Trattossi la di lui causa in Roma alla presenza di Severo e di molti +senatori, uno de' quali era _Dione_. E fu allora che si sentì dire +l'avvocato che arringava contra d'esso Costante, qualmente _sarebbe +più tosto caduto il cielo, che l'imperador Severo facesse alcun male a +Plauziano_; e Severo stesso confermò con altre parole quanto avea +detto quell'oratore. Parea dunque sopra un'immobil base assicurata la +fortuna di costui. Ma venne all'ultimo della vita, probabilmente in +questo anno, _Settimio Geta_, fratello dell'imperadore, uomo che +odiava forte Plauziano; ed avendogli fatta una visita l'Augusto +fratello, trovandosi Geta in istato di non temer da lì innanzi di +quell'empio ministro, ne disse quanto male potè a Severo, scoprendogli +quel che ne diceva il pubblico, e qual disonore a lui venisse dal +tener sì caro un sì cattivo arnese. Aprì allora Severo alquanto gli +occhi, e, dopo aver fatto mettere nella piazza la statua del defunto +fratello, cominciò a non far più tanto onore a Plauziano, anzi si +diede a sminuire la di lui potenza. Non avvezzo a questi bocconi di +corte Plauziano, ne attribuiva la cagione ai mali uffizii di +_Caracalla_ Augusto suo genero. Imperocchè avendo Caracalla, contro +suo genio e solamente per ubbidire al padre[1585], sposata la +figliuola di Plauziano, non mai andò d'accordo con lei; e tanto più +perchè la trovò femmina insolentissima: laonde, oltre al non aver con +lei comunione alcuna di letto e di abitazione, odiava a morte non men +lei, che il padre di lei, con essergli anche più di una volta scappato +di bocca, _che arrivando a comandare, saprebbe bene schiantar dal +mondo radici così cattive_. Tutto riferiva Plautilla al padre; e però +l'altero ed irritato Plauziano aspramente trattava il genero, gli +facea delle riprensioni assai disgustose, e gli tenea continuamente +delle spie attorno per indagare i di lui andamenti, affine di +screditarlo appresso l'Augusto di lui genitore. + +Perdè infine la pazienza Caracalla, e cominciò a studiar la maniera di +rovinar Plauziano[1586]; e la maniera fu di fingere che costui avesse +ordita una congiura contro la vita di Severo Augusto e dello stesso +Caracalla. Erodiano[1587], seguitato in ciò da Ammiano[1588], +pretendono che la congiura fosse vera, e il primo ne racconta varie +circostanze; ma Dione, che meglio di loro seppe esaminar questo fatto, +la tenne per un'invenzion di Caracalla e di chi l'assisteva coi +consigli. Il concerto dunque fu che Saturnino, uno dei centurioni del +pretorio, con due altri uffiziali suoi eguali, guadagnato da Evodo, +balio di Caracalla, finiti che fossero certi spettacoli fatti nel +palazzo, dimandasse udienza all'imperador Severo, e gli rivelasse la +trama, e dicesse venuto l'ordine a dieci centurioni di fare il fatto: +in pruova di che mise fuori gli ordini in iscritto dati, per quanto +dicevano, da Plauziano medesimo ad essi uffiziali. Prestò qualche fede +Severo a tale accusa, perchè i Romani d'allora erano sommamente +superstiziosi, con trovar dappertutto dei presagi dell'avvenire; e +Severo appunto nella notte precedente avea veduto in sogno Albino +vivente che tendeva insidie alla di lui vita. O sia che egli facesse +tosto chiamare a corte Plauziano, oppure che questi non chiamato vi +andasse, scrive Dione che vicino al palazzo caddero le mule della +carrozza, in cui egli veniva; ed entrante egli per la prima porta, non +permisero le guardie che alcun altro del seguito suo entrasse: cosa +che l'intimorì e riempiè di molti sospetti. Contuttociò perchè non +potea più tornare indietro, animosamente si presentò a Severo, il +quale assai placidamente gli domandò come gli fosse saltato in testa +di voler ammazzare i suoi principi; e si preparava ad ascoltar le sue +ragioni e discolpe. Mentre Plauziano comincia a mostrarsi maravigliato +di un tal ragionamento e a negare, eccoti avvantarsegli _Caracalla_ +addosso, torgli la spada dal fianco e dargli un gran pugno. Era dietro +lo stesso Caracalla a volerlo uccidere di sua mano; ma Severo diede +ordine ad uno de' famigli di corte che gli togliesse la vita. Così fu +fatto, ed alcuni de' cortigiani, strappatigli alcuni peli della barba, +corsero a mostrargli a _Giulia Augusta_, che si abbattè ad essere +allora con _Plautilla_ sua nuora. Ne sentì ella gran piacere, gran +dolore all'incontro la misera nuora. Gittato fu in istrada il corpo di +Plauziano, ma permise dipoi Severo che gli fosse data sepoltura. Nel +seguente giorno raunato il senato, Severo senza entrare in alcun reato +di Plauziano, ne espose la morte, e parlò della deplorabil condizione +del genere umano, che si lascia sovvertire dalla felicità, accusando +nello stesso tempo sè stesso, per aver troppo amato e favorito chi nol +meritava. Quindi ritiratosi fece entrare gli accusatori di Plauziano a +render ragione dei lor detti al senato. Corsero molti da lì innanzi +pericolo della vita, per essere stati adulatori dell'estinto ministro, +ed alcuni ancora perirono per questo. Fra gli altri _Cocrano_, che più +degli altri affettava di comparir confidente di Plauziano, benchè in +fatti tale non fosse, convinto d'avergli, colla ridicola +interpretazione d'un sogno, predetto l'imperio, fu mandato in esilio. +Ma ritornato dopo sette anni, ottenne il grado senatorio, ed arrivò +anche ad esser console. Furono allora premiati _Saturnino_ ed _Evodo_, +autori della morte di Plauziano; ma col tempo Caracalla non li lasciò +vivere; nè Severo permise che il senato lodasse Evodo, dicendo _che +non conveniva far insuperbire i liberti della corte_. Suo costume +veramente fu di tenerli bassi. _Plautilla Augusta_ e _Plauto_, o +_Plauzio_, figli di esso Plauziano, relegati nell'isola di Lipari, +quivi per qualche anno mangiarono il pan del dolore, privi anche delle +cose necessarie, e sempre colla morte davanti agli occhi. Erodiano +scrive ch'erano ben trattati. Caracalla poi quando arrivò alla +signoria, li liberò appunto da quei guai con fargli uccidere. E tale +fu il fine di Plauziano, che sel comperò a danari contanti colla sua +incredibil avarizia, non meno che colla crudeltà e coll'alterigia. +Abbiamo da Censorino[1589] e da Zosimo[1590], che furono in quest'anno +celebrati con gran suntuosità i giuochi secolari in Roma e di ciò è +fatta anche menzione nelle medaglie[1591]. La descrizion d'essi si può +vedere nella Storia di Zosimo. + +NOTE: + +[1583] Panvin., in Fast. Cons. + +[1584] Dio, lib. 75. + +[1585] Herodianus, lib. 3. + +[1586] Dio, lib. 75. + +[1587] Herodianus, lib. 3. + +[1588] Ammianus Marcellinus, lib. 29. + +[1589] Censorinus, de Die Natali, cap. 17. + +[1590] Zosimus, Histor., lib. 2. + +[1591] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + + + + + Anno di CRISTO CCV. Indizione XIII. + + ZEFIRINO papa 9. + SETTIMIO SEVERO imperad. 13. + CARACALLA imperadore 8. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO ANTONINO CARACALLA AUGUSTO per la seconda volta, e +PUBLIO SETTIMIO GETA CESARE. + + +Sbrigato Severo del pessimo suo ministro Plauziano, regolò ne' tempi +susseguenti con bell'ordine la vita sua, giacchè si godeva gran quiete +in Roma, e da niuna guerra in questi tempi era molestato l'imperio +romano[1592]. Andava egli spesso a villeggiar nella Campania; ma o +fosse quivi, o pure in Roma, soleva levarsi di buon mattino, e tosto +ascoltava i processi delle cause, poi faceva una buona passeggiata a +piedi, ascoltando e dicendo intanto quello che riguardava l'utilità +del pubblico. Andava appresso al senato e al consiglio, per udire i +contraddittorii, e decidere le cause, concedendo il tempo prescritto +agli avvocati per dedurre le ragioni delle parti litiganti, e +lasciando una piena libertà ai senatori di esporre il lor sentimento. +Venuto il mezzodì, montava a cavallo, per far di nuovo quello +esercizio di corpo, e dipoi andava al bagno. Pranzava solo o pur co' +suoi figliuoli, e con lentezza, ma senza invitarvi senatori, come in +addietro costumarono di far vari imperadori. Vi intervenivano essi +solamente in certe feste solenni dell'anno, ed allora ne' di lui +conviti non si desiderava punto la magnificenza. Dopo il pranzo +dormiva, e non poco. Svegliato, passeggiava, dilettandosi in quel +mentre di studiar lettere, o sia l'erudizion latina e greca. Tornava +al bagno verso la sera, e poi cenava coi suoi domestici. Le +applicazioni sue pel buon governo di Roma si stendevano anche nelle +provincie, sapendo egli scegliere le persone più abili a ben reggere i +popoli[1593]; e più volentieri dava quei governi a chi vi era stato +dianzi luogotenente, e s'era acquistato credito, siccome persone più +pratiche di quei paesi; nè permetteva che si vendessero le cariche. +Per l'amministrazione della giustizia si serviva egli di eccellenti +giurisconsulti. Uno di essi fu _Papiniano_, celebre anche oggidì pel +suo profondo saper nelle leggi, che giunse ad essere prefetto del +pretorio. Questi prese per suoi assessori o consiglieri _Paolo_ ed +_Ulpiano_, personaggi anch'essi rinomatissimi nella scienza legale. +Però molte leggi utili di esso Severo si leggono nei testi di +Giustiniano. Una ve n'ha, in cui permette ai Giudei di poter essere +promossi agli uffizii ed onori[1594]. Sotto questo nome si pensò il +cardinal Baronio, dopo l'Alciato, che fossero compresi anche i +Cristiani: il che, quantunque cosa dubbiosa, non è però inverisimile. +Ben certo è che quella legge non venne da Marco Aurelio e Lucio Vero, +come fu creduto, ma bensì da _Severo_ ed _Antonino_, cioè Caracalla, +Augusti. Odiava Severo sopra tutto i ladri ed assassini, e li +perseguitava dappertutto. La libertà della lascivia era giunta +all'eccesso in Roma. Severo non solamente ci vien descritto per uomo +continente, ma che abborriva in altrui gli adulterii. Però abbiamo +leggi da lui pubblicate contro questo vizio. E Dione[1595] confessa di +aver trovato nei registri criminali d'allora, che furono accusate di +adulterio tremila persone; ma perchè non si proseguivano poi i +processi, si ridussero a nulla le provvisioni fatte per questo +dall'imperadore. E, a ben conoscere quanto fossero in ciò depravati i +costumi de' Romani gentili, servirà una risposta data dalla moglie di +un nobile della Bretagna, probabilmente allorchè Severo Augusto, +siccome diremo, fu in quelle parti. _Giulia Augusta_ l'andava +motteggiando pel libertinaggio che praticavano allora le femmine +britanne con gli uomini: _Almeno_, disse quella gentildonna, _se noi +trapassiamo i limiti dell'onestà, lo facciamo con persone nobili; ma +voi altre romane segretamente vi valete della canaglia per soddisfare +alle vostre voglie._ Starei a vedere che persona ci fosse a' tempi +nostri, la qual credesse con così magra scusa difendere l'intemperanza +sua. Forse non fu la stessa _Giulia_ imperatrice esente da sì fatto +discredito. Anzi, se crediamo a Sparziano[1596], anch'ella si rendè +famosa per l'impudicizia: vizio troppo facile a chi non conosce o non +teme il vero Dio, amatore della sola virtù, e punitore de' vizii, o +pure troppo lascia la libertà del conversare all'uno e all'altro +sesso. Ma perchè Dione ed Erodiano non riconoscono in lei questo +vizio, e vedremo che Sparziano altre favole raccontò di questa +imperatrice, possiam credere, rapportar egli qui piuttosto le dicerie +del volgo che la verità della storia. + +NOTE: + +[1592] Dio, lib. 76. Herodianus, lib. 3. + +[1593] Aurelius Victor, in Epitome. Spartianus, in Severo. + +[1594] Lib. 3, ff. de Decur. + +[1595] Dio, lib. 76. + +[1596] Spartianus, in Severo. + + + + + Anno di CRISTO CCVI. Indizione XIV. + + ZEFIRINO papa 10. + SETTIMIO SEVERO imperad. 14. + CARACALLA imperadore 9. + +_Consoli_ + +LUCIO FULVIO RUSTICO EMILIANO e MARCO NUMMIO PRIMO SENECIONE ALBINO. + + +Tali nomi ho io dato a questi consoli, fondato sulle iscrizioni che si +leggono nella mia raccolta[1597]. Quei del secondo console ci fanno +abbastanza intendere che non dovea punto passar parentela fra lui e +_Clodio Albino_, da noi veduto imperadore, ma di poco tempo. Ora da +che tolto fu dal mondo Plauziano, cioè il superbo favorito di Severo +Augusto, _Caracalla_ e _Geta_ figliuoli di esso imperadore, come se +allora fossero rimasti liberi dal timore di quell'aguzzino, lasciarono +la briglia ai loro giovanili appetiti. Tanto Dione[1598] che +Erodiano[1599] confessano che amendue si diedero in preda alla +libidine, con isvergognar le case de' nobili, e senza guardarsi da ciò +ch'è più infame in quel vizio. Se loro mancava danaro, non mancavano +già delle inique vie per raccoglierne. I lor principali impieghi e +divertimenti consistevano in assistere a tutt'i combattimenti e a +tutte le corse dei cavalli, ed anch'essi in carrette gareggiavano +insieme a chi correa più forte. E sì male un dì terminò la lor +carriera, che Caracalla, caduto dal carro, si ruppe una gamba. Ma +questa gara da gran tempo dava a conoscere qual grave antipatia ed +invidia bollisse fra loro, perchè passava sempre in discordia. Ancora +quando erano in minore età, o vedessero i combattimenti delle +coturnici o dei galli, o pur le battagliuole de' fanciulli, o si +trovassero ai pubblici giuochi, si scoprivano sempre differenti di +genio; e quel che piaceva all'uno, dispiaceva all'altro. +S'introdussero anche fra loro degli adulatori e mali arnesi che, in +vece di metter acqua al fuoco, lo fomentavano, aggiugnendovi anche +dell'olio. Quanto più crescevano in età, tanto più sbrigliati +correvano dietro ai piaceri ed alle iniquità, e la loro vicendevole +avversione prendeva sempre più piede. Non avea già lasciato l'Augusto +Severo lor padre di provvederli di eccellenti governatori e maestri, e +scorgendoli poi sì discordi fra loro, or colle dolci, or colle brusche +si studiava di correggere questa lor malnata passione, mostrando loro +i beni della concordia, e il felice stato, in cui era per lasciarli, e +in cui si manterrebbono, se sapessero andar ben uniti. Tolse anche di +vita alcuni che seminavano zizzanie fra loro. Ma indarno era tutto. +_Geta_, siccome di umor più mansueto ed umile, dal suo canto ubbidiva; +ma _Caracalla_, divenuto dopo la morte del suocero più orgoglioso e +fiero che mai, ascoltava le parole del padre, ma fremendo in suo +cuore, e poi seguitava ad operar come prima. Accadde probabilmente in +questi tempi ciò che narra Dione[1600] della crudeltà di Severo, non +soddisfatta peranche. Il perchè non si sa, ma egli fece morir varie +persone, e fra l'altre _Quintillo Plauziano_, senator nobilissimo: +morte che fu creduta ingiustissima. Altri senatori[1601] da lui tolti +dal mondo erano stati convinti di reità; ma questi in età assai +decrepita, standosene da gran tempo ritirato in villa, pensando non +già a far delle novità, ma bensì alla morte vicina, per soli sospetti +e per mere calunnie fu condannato a morte. Recatagli la funesta nuova, +si fece portare gli arredi che avea molti anni prima preparati pel suo +funerale, e trovatili guasti dalle tignuole, disse: _Ho anche tardato +troppo a morire._ E fatto venir del fuoco, sopra di esso sparse +l'incenso in segno di sagrifizio a' suoi falsi dii, pregandoli che +avvenisse a Severo quel tanto che Severiano in simil congiuntura +augurò ad Adriano. Era in questi tempi proconsole dell'Asia +_Aproniano_. Contro ancora di lui fu proferita la sentenza di morte, +perchè avendo la sua nudrice sognato ch'egli dovea regnare un giorno, +si pretendeva che Aproniano avesse intorno a ciò consultato i maghi. +Ed ecco un amaro frutto della sciocchezza di que' tempi, che +prestavano tanta fede ai sogni, agli augurii e alle arti vane piene +d'imposture. Nel leggersi in senato il processo, si trovò avere un +testimonio deposto, che mentre si facea quella consultazione da +Aproniano, un senator calvo, veduto così di passaggio da esso +testimonio, v'era presente. Corse allora un ghiaccio per le vene di +chiunque in senato era, o cominciava a divenir calvo; Dione confessa +che egli e tanti altri, che avevano buona capigliatura, restarono sì +turbati, che non seppero ritenersi dal tastar colla mano se avevano +tuttora i lor capelli in capo. Il sospetto cadde principalmente sopra +_Bebio Marcellino_, il qual fece istanza che fosse introdotto il +testimonio, acciocchè costui, se gli dava l'animo, riconoscesse il +senatore calvo. Entrato costui, andò girando un pezzo con gli occhi +senza parlare. Verisimilmente gli fece un cenno _Pollenio Sebennio_ +senatore, uomo di lingua mordace, da me rammentato di sopra, perchè +Dione a lui attribuisce la disgrazia dell'infelice Marcellino, il +quale fu mostrato a dito dal testimonio suddetto e condotto +immediatamente al patibolo. Quando fu in piazza, diede l'ultimo addio +a quattro suoi figliuoli con un discorso patetico, conchiudendo, che +_solamente gli dispiaceva di lasciarli in vita in tempi così cattivi_. +Gli fu mozzato il capo, prima ancora che Severo Augusto sapesse la di +lui condanna; tanto era allora avvilito il senato, e tanta era la +paura che si avea dello sdegno di Severo. Gran disgrazia di dover +vivere sotto principi tali! e pur se ne trovarono tanti altri di lunga +mano più fieri e crudeli di questo! + +NOTE: + +[1597] Thesaurus Novus Inscription., p. 352. + +[1598] Dio, lib. 76. + +[1599] Herodianus, lib. 3. + +[1600] Dio, lib. 76. + +[1601] Dio, in Excerpt. Valesianis. + + + + + Anno di CRISTO CCVII. Indizione XV. + + ZEFIRINO papa 11. + SETTIMIO SEVERO imper. 15. + CARACALLA imperadore 10. + +_Consoli_ + +APRO e MASSIMO. + + +Altro non sappiamo dei nomi di questi consoli fin ora. Al presente +anno sembra che si possa riferire un avvenimento raccontato da +Dione[1602]. Era divenuto un certo Bulla, cognominato Felice, capo dei +ladri e banditi nelle parti di quel che ora è regno di Napoli. Secento +uomini teneva egli al suo servigio, parte dei quali erano schiavi +dell'imperadore fuggiti; ed infestava tutte quelle contrade. Non gli +mancavano spie in Roma stessa ed altrove, che l'andavano avvisando di +chiunque si metteva in viaggio, e con qual compagnia, con quali robe. +Della gente che prendeva, molti lasciava andare, contentandosi di +qualche parte delle lor sostanze; gli artefici li riteneva alcun tempo +per farli lavorare, e li rimandava poi regalati. Per due anni continuò +costui il suo detestabil mestiere, e tanta era la sua accortezza, che +quantunque perseguitato da molti e con pressanti ordini da Severo +Augusto cercato dappertutto, pure quasi sugli occhi di lui e di tanti +suoi soldati commetteva quelle ruberie; niuno il vedeva, benchè +l'avessero davanti; niuno il prendeva, benchè potessero averlo in +mano: tutto per industria sua, perchè giocava di grosso con regali. +Presi furono due de' suoi masnadieri, e si stava per condannarli ad +essere il pascolo delle fiere. Bulla, fingendosi governatore del +paese, fu a trovare il carceriere, e mostrando di aver bisogno di +quegli uomini, li liberò e condusse via. Quindi in persona andò a +trovare il centurione posto alla guardia di quei contorni, e si esibì +di dargli in mano quell'infame di Bulla, se voleva seguitarlo. Il +seguitò con alcuni de' suoi il centurione; ma allorchè fu in una valle +attorniata da dirupi, Bulla, dopo averlo preso, gli fece radere il +capo a guisa degli schiavi, e il lasciò andare, dicendogli che facesse +sapere ai suoi padroni nudrir meglio i loro schiavi, affinchè non +fossero obbligati a fare gli assassini da strada. All'udir queste +insolenze Severo Augusto andava nelle smanie, dolendosi, che mentre i +suoi nella Bretagna riportavano vittorie e tenevano in freno popoli +intieri, egli non fosse da tanto da potersi liberar da un ladrone che, +in faccia sua commettendo tante iniquità, si rideva di lui. Finalmente +spedì in traccia di costui un tribuno con un corpo di fanteria e +cavalleria, minacciando forte quest'uffiziale, se non gliel conduceva +morto e vivo. Andò il tribuno, e per mezzo di una donna, con cui Bulla +avea commercio, il colse in una grotta, e menollo vivo a Roma. +Interrogato Bulla dal celebre giurisconsulto Papiniano, prefetto +allora del pretorio, perchè si fosse dato al mestier del rubare: _E +tu_, rispose, _perchè fai il mestier di prefetto?_ volendo dire, che +anche quell'uffizio era per rubare. Fu egli condannato alle bestie, e +si dissipò tutta la ciurma de' suoi seguaci. Dione[1603] ci ha detto +che in questi tempi Severo ebbe qualche vittoria nella Bretagna. +Trovasi in fatti circa questi tempi ch'egli è chiamato in qualche +medaglia[1604] _Imperadore per la dodicesima volta_. Il padre +Pagi[1605], pieno sempre delle sue idee di quinquennali, decennali, +ec., sospettò ch'egli prendesse questo nome per cagion de' suoi +quindecennali; ma con opinione da non abbracciare, certo essendo, che +solamente per cagion di qualche vera o finta vittoria gli Augusti +replicavano il titolo d'_Imperadore_. Abbiamo assai lume da Dione per +credere che avendo i generali di Severo riportato qualche considerabil +vantaggio nella Bretagna, dove si era risvegliata la guerra, gli +accrescesse il suo titolario. Anche suo figliuolo Caracalla Augusto si +comincia a vedere _Imperadore per la seconda volta_. + +NOTE: + +[1602] Dio, lib. 76. + +[1603] Dio, lib. 76. + +[1604] Mediobarbus, in Numism. Imperat. + +[1605] Pagius, in Critic. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CCVIII. Indizione I. + + ZEFIRINO papa 12. + SETTIMIO SEVERO imper. 16. + CARACALLA imperadore 11. + SETTIMIO GETA imperad. 1. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO ANTONINO CARACALLA AUGUSTO per la terza volta e PUBLIO +SETTIMIO GETA CESARE per la seconda. + + +Allorchè _Geta_ entrò console nell'anno presente, egli non era +fregiato di altro titolo che di quello di _Cesare_. Che a lui in +quest'anno fosse conferita dal padre Augusto la _podestà tribunizia_, +sufficientemente si raccoglie delle medaglie[1606]. Che anche +ricevesse il titolo e l'autorità d'_Imperadore Augusto_, l'ho io bene +scritto nel titolo dall'anno presente, per conformarmi al Pagi e ad +altri che tengono tale opinione, ma con crederla nondimeno non esente +da dubbi, perchè qui compariscono imbrogli nelle medaglie. E il volere +il Pagi[1607] dedur ciò dai decennali di Caracalla Augusto celebrati +in quest'anno, sembrerà un lavorare sopra fondamenti non riconosciuti +finora stabili. Potrebbe nondimeno essere ch'egli fosse nell'anno +presente promosso a così eccelsa dignità; e certamente noi il troviamo +Augusto nel seguente. Erasi, come accennai, riaccesa la guerra nella +Bretagna, dove nondimeno niuna pace almen durevole era stata negli +anni addietro[1608]. Vennero lettere a Severo Augusto da quel cesareo +governatore, che i Britanni non sudditi faceano grande massa di armati +e scorrerie e saccheggi pel paese romano, e ch'egli abbisognava di +rinforzi e soccorsi, e parergli anche necessaria la presenza dello +stesso regnante. Già toccava l'imperador Severo gli anni della +vecchiaia, stava anche male ne' piedi o per la podagra, o per doglie +d'altra fatta. Contuttociò, a guisa di un baldanzoso e fresco +giovinetto, accolse con piacere questo invito, e determinò di portarsi +a quel ballo. Troppo di forza in lui avea l'appetito della gloria. +Avea trionfato de' popoli dell'Oriente, sospirava di poter anche +trionfare di quei dell'Occidente, e di procacciarsi il titolo di +_Britannico_. Oltre a ciò gli premeva forte di levare i figliuoli dal +lusso pericoloso di Roma, e dai soverchi divertimenti, per avvezzarli +alla frugalità e temperanza usata nelle armate, siccome di non lasciar +più lungamente marcir nell'ozio le milizie, le quali, al pari dei +cavalli, se non son tenute in esercizio, diventano rozze. Però in +quest'anno egli imprese il viaggio coi figliuoli, colla moglie +_Giulia_ e coll'esercito a quella volta. Per lo più si fece condurre +in lettiga, e volle far posate, perchè la sollecitudine nelle marcie +fu un suo ordinario costume, corrispondente al natural focoso, che in +tutte le azioni sue dava a conoscere. Dione[1609], secondo il suo +stile, anzi secondo l'uso universale degli storici di allora, vien +dicendo ch'egli andò, benchè con sicurezza di non dover tornare; e qui +sfodera una mano di augurii, e la di lui genitura che prediceva quanto +dipoi avvenne. Possiamo ben credere ch'egli, prima che terminasse il +corrente anno, passato felicemente il mare, arrivasse nella Bretagna, +dove cominciò a far dei preparamenti grandiosi, per far pentire quei +Barbari della loro insolenza. + +NOTE: + +[1606] Mediobarbus, in Numism. Imp. + +[1607] Pagius, in Crit. Baron. + +[1608] Herodianus, lib. 3. + +[1609] Dio, lib. 76. + + + + + Anno di CRISTO CCIX. Indizione II. + + ZEFIRINO papa 13. + SETTIMIO SEVERO imperad. 17. + CARACALLA imperadore 12. + SETTIMIO GETA imperad. 2. + +_Consoli_ + +POMPEJANO ed AVITO. + + +Il Relando[1610] e il padre Stampa[1611] chiamano questi consoli +_Civica Pompejano_ e _Lolliano Avito_, fondati sopra una iscrizione +rapportata dal Gudio. Ma io, che non so fidarmi delle merci gudiane, +meglio ho riputato di mettere solamente i loro indubitati cognomi. Nè +serve il dire che Capitolino[1612] fa menzione di _Lolliano Avito +consolare_, in parlando di Pertinace. Quell'_Avito_, se di lui si +parlasse qui, il mireremmo appellato console _per la seconda volta_. +Arrivato[1613] che fu Severo Augusto nell'Isola Britannica, la sua +presenza e le poderose forze ch'egli avea condotto seco, misero lo +spavento in cuor di que' Barbari; e però non tardarono a spedirgli +degli ambasciatori, per giustificarsi e per chiedergli pace. Ma +Severo, che tanto s'era scomodato per andargli a trovare affin di +conseguire la gloria d'essere intitolato _Britannico_, non volea già +pace, ed unicamente cercava la guerra; perciò li rimandò colle mani +vuote, ed attese a mettersi in ordine con tutti gli attrezzi militari, +con ponti ed altri ordigni, per sottomettere il loro paese[1614]. +Possedevano allora i Romani più della metà della Bretagna presa nella +sua lunghezza, che vuoi dire, tutta la parte meridionale, cioè il più +e il meglio di quella che oggidì appelliamo Inghilterra e Scozia, +giugnendo il dominio loro almen sino allo stretto di Edemburgo. Dione +ed Erodiano ci lasciarono una descrizione de' popoli che restavano +tuttavia esenti dal giogo romano, i principali de' quali erano i Meati +e i Calidonii, gente di costumi barbari, feroce e bellicosa, nudi +dalla cintura in su, col corpo dipinto, andando alla guerra armati +solamente d'una corta lancia, d'uno scudo e di spada da punta. Le loro +abitazioni erano sotto le tende fra aspre montagne e fra paludi, +perchè niuna città o borgo si trovava fra essi. Lasciò Severo il minor +suo figlino lo Geta per governatore del paese romano, con formargli un +consiglio di alcune savie persone; ed egli col figliuolo maggiore +Caracalla marciò alla guerra. Delle imprese sue dirò quel poco che +sappiamo all'anno seguente. + +NOTE: + +[1610] Reland., in Consul. + +[1611] Stampa, Fast. Consul. + +[1612] Capitolin., in Pertinace. + +[1613] Herodian., lib. 5. + +[1614] Dio, lib. 76. + + + + + Anno di CRISTO CCX. Indizione III. + + ZEFIRINO papa 14. + SETTIMIO SEVERO imperad. 18. + CARACALLA imperad. 13. + SETTIMIO GETA imperad. 3. + +_Consoli_ + +MANIO ACILIO FAUSTINO e TRIARIO RUFINO. + + +Intorno alla guerra fatta dall'Augusto Severo nella Bretagna, altro +non abbiamo da Erodiano[1615], se non che seguirono varie scaramucce +con quei Barbari, sfavorevoli per lo più ai Romani, perchè quella +gente non si univa giammai per venire ad una regolata battaglia, e +lavorava solamente d'insidie, ritirandosi ben tosto in salvo ne' folti +boschi e nelle frequenti paludi. Lo stesso viene attestato da +Dione[1616], scrivendo che Severo non diede in quelle parti battaglia +alcuna, nè vide mai schierati nemici, per far fatto d'armi: laonde non +si sa vedere, come il padre Pagi[1617] parli di molte vittorie da lui +riportate in questa spedizione. La maniera tenuta da quei Barbari +consisteva in esporre buoi o pecore, per tirare i soldati romani alla +preda, ed opprimerli all'improvviso; e guai se alcuno di essi Romani +si dilungava punto dal corpo dell'armata o restava indietro: era tosto +dai nemici ucciso o preso. Tra per questa guerra, e per le acque +malsane di quelle contrade, e le tante fatiche, ci assicura esso Dione +che vi perirono circa cinquantamila soldati romani. Nulladimeno +l'indefesso Severo volea andare innanzi. Le selve, che si opponevano, +le faceva tagliare; per le paludi apriva passaggi con terra portata; e +gittando ponti sui fiumi, li valicava, facendosi portar sempre in +lettiga a cagion della debolezza del corpo. Così arrivò sino al fine +della parte settentrionale di quella grand'isola, con osservar ivi la +diversità di quel clima dal nostro. Ma quivi le campagne erano +incolte[1618]; niuna fortezza, niuna città si trovava per via; sicchè +gli convenne tornar indietro alla fine con poco piacere. Pur queste +sue bravure cagion furono che i Britanni barbari tornarono a dimandar +pace, e l'ottennero con cedere una certa parte del paese ai Romani. +Allora fu che Severo[1619] tirò un nuovo muro, o pur rifece il vecchio +al confine del dominio romano, disputando tuttavia gli eruditi +Inglesi, per assegnare il sito d'esso muro e d'essi confini. Nulla di +ciò dice Dione, e neppur Erodiano. Per questi felici avvenimenti tanto +lo imperador Severo, quanto i suoi due figliuoli presero il titolo di +_Britannici_, ma senza ch'eglino fossero di nuovo _imperadori_, perchè +in fatti alcuna vittoria in battaglia campale non riportarono. + +Ma queste felicità esteriori di Severo Augusto erano di soverchio +amareggiate da vari suoi interni disgusti ed affanni. Mirava egli nel +maggior de' suoi figli, cioè in _Caracalla_, che sempre più i vizii +gli toglievano la mano; imperciocchè anche in mezzo alle fatiche della +guerra egli si dava in preda alla libidine, e cresceva ogni dì più la +sua insolenza e petulanza. Quel che più l'affliggeva, si era potersi +oramai prevedere che il bisbetico umore di questo suo maggior +figliuolo avrebbe tolta la vita al minore, subito che avesse potuto. E +tanto più se ne persuase, da che s'avvide che Caracalla nudriva dei +neri pensieri contra la persona dello stesso suo padre, e se n'erano +anche veduti due brutti cenni. Un dì uscì Caracalla dalla tenda del +padre, gridando che _Castore_ l'avea ingiuriato. Era Castore il +migliore dei liberti di corte, mastro di camera del medesimo imperador +Severo, che in lui depositava tutti i suoi segreti. Stavano appostati +alcuni soldati al di fuori, che cominciarono anch'essi ad alzar la +voce contra di Castore, e a chiamar altri. Forse aveano qualche mal +animo, quando Severo, creduto da essi obbligato al letto, uscì fuori, +e fattili prendere, fece morire i più sediziosi. Ma questo fu un nulla +rispetto a ciò che avvenne nell'andar Caracalla col padre a trattar +coi nemici caledonii, già disposti a cedere e capitolare. Benchè +malconcio ne' piedi, marciava a cavallo Severo; e già si trovava quasi +in faccia ai nemici, quando Caracalla, che cavalcava a lato del padre, +fermò il cavallo, e sguainò la spada, per quanto fu creduto, con +disegno di cacciarla nelle reni al padre. Chi veniva dietro alzò +allora un grido, da cui atterrito Caracalla rimise tosto la spada nel +fodero: e Severo, che si voltò indietro a quel grido, ebbe tempo di +vedergliela in mano, ma allora non disse nè pure una parola. Fatto +ch'ebbe l'accordo coi Barbari, se ne tornò al campo, e chiamato +Caracalla nel suo padiglione, alla presenza di Papiniano prefetto del +pretorio, e del suddetto Castore, fece portar una spada nuda; e poi +cominciò a sgridare il figliuolo dell'orrido misfatto ch'egli avea +tentato, e in faccia de' nemici; aggiugnendo in fine, che se tale era +l'animo suo, se ne cavasse allora la voglia, giacchè egli era vecchio +ed infermo, e vivuto abbastanza. Che se non ardiva di ammazzarlo di +sua mano, lo ordinasse, siccome imperadore, a Papiniano prefetto, che +l'ubbidirebbe. Dovette Caracalla palliare, come potè, l'iniquo +attentato, e se la passò senza che il padre gli torcesse un capello. E +pur, soggiugne lo storico Dione, Severo più volte fu udito dir male di +Marco Aurelio, perchè non avea tolto dal mondo quella mala bestia di +Commodo; ed egli stesso talvolta si lasciò scappar di bocca, che +farebbe a Caracalla ciò che non volle far Marco Aurelio a Commodo. Ma +queste minacce gli uscivano dai denti, allorchè era in collera; e +passata questa, si trovava ch'egli volea più bene ai suoi figliuoli +che a tutta la repubblica romana. Con tuttociò neppur Severo amò i +suoi figliuoli come dovea, perchè assassinò il men cattivo figliuolo, +lasciandolo alla discrezion dello altro cattivissimo, tuttochè si +credesse ch'egli prevedesse di certo la di lui rovina. + +NOTE: + +[1615] Herodian., lib. 3. + +[1616] Dio, lib. 76. + +[1617] Pagius, in Crit. Baron. + +[1618] Dio, lib. 76. + +[1619] Spartianus, in Severo. + + + + + Anno di CRISTO CCXI. Indizione IV. + + ZEFIRINO papa 15. + CARACALLA imperad. 14 e 1. + SETTIMIO GETA imperad. 4. + +_Consoli_ + +GENZIANO e BASSO. + + +Abbiamo veramente una iscrizione presso il Panvinio[1620], riferita +anche dal Grutero[1621], che ci fa vedere _Quinto Epidio Rufo Lolliano +Genziano, augure, console, proconsole della provincia di Lione_, e +_conte_ (cioè consigliere ed assessore) _degl'imperatori Severo ed +Antonino Caracalla_. Perciò il Relando[1622] diede tutti questi nomi a +_Genziano_ console di questo anno. Io non mi sono attentato a +seguirlo. Imperocchè Capitolino[1623] ci fa vedere sotto Pertinace +_Lolliano Genziano consolare_, a cui verisimilmente appartiene il +marmo gruteriano; nè questi può essere il console dell'anno presente, +perchè sarebbe stato appellato _console per la seconda volta_. Perciò +più sicuro partito reputo io il non proporre se non i loro indubitati +cognomi. Di corta durata fu l'accordo stabilito coi Britanni barbari. +Tornarono essi alle primiere insolenze; Severo tanto bollente di +collera, fatte raunar le sue schiere, inumanamente comandò loro +l'esterminio di que' popoli, senza perdonar neppure alle lor donne e +fanciulli. Trovavasi già da qualche tempo esso Augusto indisposto di +corpo, più pel crepacuore di mirare i presenti disordini di Caracalla +e di presagirne dei più gravi, che per gli soliti suoi malori. Andò +sempre più declinando la di lui sanità, in guisa che restò confinato +in letto[1624]. Allora sì che il malvagio _Caracalla_ più che mai si +diede a guadagnare gli animi de' soldati, per escludere, se potea, il +fratello _Geta_ dal succedere nel comando. Studiossi ancora di +accelerar la morte del padre, col corrompere quei medici che trovò +privi di onore: e corse fama ancora, ch'egli aiutasse il male a +sbrigarlo da questa vita. Si disse inoltre che Severo sugli estremi +del vivere chiamati i figliuoli, gli esortò a camminar di concordia, e +ad arricchire e tener ben contenti i soldati, senza poi far conto +degli altri tutti[1625]. Diede egli fine ai suoi giorni nel dì 4 di +febbraio dell'anno presente nella città di Jorch, in età di +sessantacinque e quasi sei mesi. Al di lui corpo furono fatte solenni +esequie da tutta la milizia, e le ceneri riposte in un'urna di porfido +o pur d'oro. Se è vero ch'egli prima di morire, fattasi portar +quell'urna, tastandola con le mani, dicesse: _In te capirà un uomo, a +capir cui non era bastante tutto il mondo_, fu questo un vanto +sconvenevole a chi era sull'orlo della vita senza essere per anche +giunto a conoscere sè stesso. Fu poi portata quell'urna a Roma, e con +grande onore posta nel mausoleo di Adriano, ed egli dalla stolta +Gentiltà deificato. Ed ecco terminate le grandezze di _Settimio Severo +imperadore_, che di bassa fortuna giunse al governo di un vastissimo +impero, di mirabil penetrazion di mente, principe lodato anche +all'eccesso pel suo raro valore, e per tante sue vittorie, implacabile +verso chi cadeva dalla sua grazia, grato e liberale verso gli amici, +amator delle lettere, avido del danaro che raccoglieva per tutte le +vie, per ispenderlo poi non già per sè, poichè egli si contentava di +poco, ma pel pubblico. Avea egli rifatte tutte le più insigni +fabbriche di Roma[1626], con rimettervi il nome dei primi fondatori. +Dione[1627] diversamente scrive ch'egli vi mise il suo. Altre +fabbriche suntuose fece di pianta, e liberale fu verso il popolo, ma +più verso i soldati; e pure con tante spese lasciò un gran tesoro in +cassa ai figliuoli, tanto frumento ne' pubblici granai, che potea +bastar per sette anni a mantener i soldati, e chi del popolo ricevea +_gratis_ il grano, e tanto olio nei magazzini della repubblica, che +per cinque anni potea soddisfare al bisogno, non dirò solamente di +Roma, ma di tutta l'Italia. La sua rapacità nondimeno, e più la sua +crudeltà guastarono ogni suo merito e pregio. E pure vennero tempi sì +cattivi, che fu desiderato il suo governo, e si disse, come d'Augusto, +che egli o non dovea mai nascere, o non mai morire. Sotto di lui +fiorirono le lettere, e visse il maggiore dei _Filostrati_; e si crede +che vivesse anche _Diogene Laerzio_, autore della bella opera delle +Vite de' filosofi, oltre alcuni altri, de' quali abbiamo perduto i +libri. + +Morto dunque Severo Augusto, _Marco Aurelio Antonino_ suo maggior +figliuolo, soprannominato dipoi _Caracalla_, che si trovava +all'armata, in tempo che i Britanni barbari aveano ricominciata la +guerra[1628], marciò contra di loro, non già per disertarli, ma per +mettere tal terrore in essi, che abbracciassero la pace, altra voglia +non allignando in suo cuore, che quella di tornare il più presto +possibile alle delizie di Roma. Stabilì dunque una pace, non quale si +conveniva ad un romano imperadore, ma quale la prescrissero que' +Barbari, con restituir loro il paese ceduto, ed abbandonare i luoghi +fortificati dal padre. I suoi iniqui maneggi, perchè i soldati +riconoscessero lui solo per imperadore ad esclusione di _Publio +Settimio Geta_, suo minor fratello, dichiarato, siccome vedemmo, +anch'esso _Imperadore Augusto_, non sortirono l'effetto ch'egli +desiderava. Giurarono i soldati fedeltà all'uno e all'altro; e tanto +si adoperò _Giulia Augusta_ lor madre, e tanto dissero i comuni amici, +che i due fratelli si unirono insieme, in apparenza nondimeno; +perciocchè Caracalla, il qual pure godea se non tutta l'autorità del +comando, certamente la maggior parte, da gran tempo covava in cuore il +maligno pensiero di voler sedere solo sul trono cesareo. Ma finchè +Geta si trovò in mezzo all'esercito, che l'amava forte, non osò mai di +levargli la vita. Abbiamo bensì da Dione[1629], ch'egli tolse a +_Papiniano_ la carica di prefetto del pretorio, alzandolo forse al +grado senatorio, e fece ammazzare _Evodo_ che era stato suo balio, ed +avea prestato a lui grande aiuto per levar di vita Plauziano. Del pari +tolse di vita _Castore_, che già vedemmo mastro di camera di suo +padre. Mandò poscia ordini, perchè fosse uccisa _Plautilla_ sua +moglie, e _Plauto_ o _Plauzio_ di lei fratello, relegati nell'isola di +Lipari. Erodiano aggiugne che fece anche morir que' medici che non +l'aveano voluto ubbidire per sollecitar la morte del padre; e molti +altri ch'erano stati de' più cari ed onorati appresso il medesimo suo +genitore. Con tali scene di crudeltà diede principio Caracalla al suo +governo, e passato dipoi il mare colla madre, col fratello e +coll'armata, accompagnato dai voti degli adulatori, sen venne a Roma, +dove fu ricevuto con gran festa e solennità[1630], e rendè gli ultimi +doveri alla memoria del padre. Vedesi descritto da Dione il +solennissimo funerale e l'empia deificazion di Severo fatta allora. Io +mi dispenso dall'entrarvi. Può il lettore informarsene ancora, se +vuole, da Onofrio Panvinio[1631]. + +NOTE: + +[1620] Panvin., in Fast. Consul. + +[1621] Gruterus, Thes. Inscr., pag. 304, n. 6. + +[1622] Reland., Fast. Cons. + +[1623] Capitolin., in Pertinace. + +[1624] Dio, lib. 76. Herodian., lib. 3. + +[1625] Aurelius Victor, in Epitome. Eutropius, in Breviario. + +[1626] Spartianus, in Sev. + +[1627] Dio, in Excerptis Vales. + +[1628] Herodian., lib. 3. + +[1629] Dio, lib. 76. + +[1630] Herodianus, lib. 4. + +[1631] Panvin., in Fast. Consul. + + + + + Anno di CRISTO CCXII. Indizione V. + + ZEFIRINO papa 16. + CARACALLA imperad. 15 e 2. + +_Consoli_ + +CAIO GIULIO ASPRO per la seconda volta e CAJO GIULIO ASPRO. + + +Erano fratelli questi due consoli, e, per attestato di Dione[1632], +figliuoli di _Giuliano Aspro_, personaggio pel suo sapere e per la +grandezza d'animo assai rinomato, e tanto amato da Caracalla, che +tanto egli che i suoi figliuoli furono esaltati da lui a' primi onori. +Ma poca sussistenza ebbe il favore di questo bestiale Augusto. +_Giuliano_ da qui a non molto fu vituperosamente cacciato fuori di +Roma ed obbligato a tornarsene alla sua patria. Un'iscrizione +pubblicata dal Fabretti[1633] ci fa vedere che sì l'un come l'altro +portava il nome di _Cajo Giulio Aspro_: cosa nondimeno assai rara, e +Dio sa se vera, non veggendosi distinto per alcun segno, come si +usava, l'uno dallo altro. Nel viaggio a Roma dei due fratelli Augusti, +_Caracalla_ e _Geta_, diede negli occhi ad ognuno la comune lor +diffidenza e discordia, perchè non alloggiavano mai nè mangiavano +insieme; temendo cadaun d'essi di veleno. Più visibile riuscì poi in +Roma il lor contraggenio, anzi l'odio vicendevole che l'un covava +contro dell'altro, quantunque Geta, giovane di miglior cuore, +solamente per necessità stesse in guardia, perchè assai persuaso del +cuor fellone di suo fratello[1634]. Questa fiera diffidenza cagion fu +ch'essi fecero due parti del palazzo cesareo, per istar ben separati +l'uno dall'altro, con far chiudere le porte frapposte fra i loro +appartamenti, e tenendo solamente aperte quelle delle sale, dove +amendue davano pubblica udienza. Nè già ad alcun d'essi mancava veruna +delle comodità, perchè il palazzo imperiale era più vasto, se Erodiano +dice il vero, del resto di Roma stessa: il che un gran dire a me +sembra, e nol so digerire. Andò tanto innanzi questa contrarietà e +mutola guerra fraterna, che ognun d'essi s'ingegnava di tirar più +gente nel suo partito; nel che Geta avea più destrezza e fortuna, +perchè generalmente più amato che l'altro, a cagion d'essere giovane +placido, cortese verso tutti, in una parola assai diverso dal barbaro +suo fratello. Cadauno intanto volle la sua guardia separata, +lasciandosi vedere di rado insieme, e questo nelle sole pubbliche +funzioni. Fu dunque proposto da qualche amico e consigliere, per +prevenir maggiori disordini, che si dividesse fra loro l'imperio. +Erano come d'accordo i due fratelli su questo. Contentavasi Geta di +aver in sua parte l'Asia, la Soria e l'Egitto, lasciando tutto il +resto nell'Europa e nell'Africa al fratello, con pensiero di mettere +la sua residenza o in Antiochia o in Alessandria, città che allora +poteano gareggiare in grandezza con Roma. I senatori di nazione +europea resterebbono in Roma; gli altri potrebbono seguitar Geta. Nel +consiglio degli amici del padre, e alla presenza di _Giulia Augusta_ +lor madre, spiegarono i due Augusti questa loro risoluzione. Con +ribrezzo e con gli occhi fitti nel suolo ciascuno gli ascoltò, nè +alcuno osava di aprir bocca, quando saltò su Giulia, e pateticamente +loro parlò dicendo, _che potrebbono ben partire gli Stati, ma come poi +partirebbono fra loro la madre?_ e qui con singhiozzi e con lagrime li +pregò di piuttosto uccidere lei, che di lasciarla sopravvivere a +questo sì lagrimevole spettacolo. Correndo poi ad abbracciarli +teneramente amendue, gli scongiurò di vivere uniti in pace. Questo +bastò perchè anche gli altri disapprovassero un tal fatto, troppo +orrore sentendo ciascuno all'udire che s'avesse a dividere, e per +conseguente da indebolir cotanto il romano imperio. Però nulla se ne +fece. + +Ma le dissensioni, le gare e i sospetti andarono sempre più crescendo, +ed ognun d'essi fratelli pensava alla maniera di opprimere +l'altro[1635]. Venne in mente a Caracalla di sbrigarsi di Geta nelle +feste Saturnali dell'anno presente, perchè in esse una gran licenza si +concedeva agli schiavi; ma perchè ebbe paura che troppo pubblico fosse +il misfatto, se ne astenne. Tutte le strade ch'egli andò meditando, +parendogli sempre pericolose, perchè Geta stava molto bene in guardia, +ed era ben voluto, massimamente dai soldati, dai quali, siccome anche +da buon numero di gladiatori, veniva custodito, prese in fine il +partito di valersi dell'inganno, che che gliene potesse avvenire. Fece +dunque credere a Giulia sua madre di volersi riconciliar da dovero col +fratello, e che si abboccherebbe con lui nella di lei camera segreta. +Chiamato Geta dalla madre, buonamente corse colà. Quando fu dentro, +secondo Erodiano[1636], lo stesso Caracalla di sua man lo scannò. +Dione[1637], che scrive i fatti de' suoi giorni, confessa che +Caracalla dipoi consacrò a Serapide la spada con cui avea ucciso il +fratello; ma con aggiugnere che sbucarono fuori alcuni centurioni, già +messi da Caracalla in agguato, che gli si avventarono anch'essi coi +ferri nudi addosso. Altro non potè fare l'infelice giovane, che +correre ad abbracciare strettamente l'atterrita Giulia, gridando: +_Mamma, mamma, aiutatemi, che mi ammazzano._ L'ammazzarono in fatti +nel seno dell'ingannata madre, che restò tutta coperta del sangue del +misero figlio, e ne riportò anch'essa una ferita nella mano, per +averla stesa affin di trattener que' colpi. Questo fu il miserabil +fine di _Geta Augusto_, nell'età sua di ventidue anni e nove mesi, +probabilmente negli ultimi giorni di febbraio, o pur ne' primi di +marzo, essendo egli nato nell'anno 189 della nostr'Era. Erodiano non +men che Sparziano[1638] cel descrivono per giovane non esente già da +difetti, ma pure alieno dalla crudeltà, amabile, e che teneva a mente +tutti i buoni documenti del padre. L'indegno Caracalla, dopo così +enorme misfatto, corse qua e là pel palazzo, facendo lo +spaventato[1639], e gridando di essere scampato dal più gran pericolo +del mondo, e fingendo di non tenersi sicuro ivi, a gran passi (ed era +la sera) marciò verso il quartiere de' pretoriani. I soldati, che +erano di guardia del palazzo, non sapendo come fosse l'affare, gli +tennero dietro anch'essi, passando per mezzo alla città con ispargere +un gravissimo terrore fra il popolo, che non intendeva il soggetto di +tanto rumore. Allorchè arrivò Caracalla alla fortezza de' pretoriani, +andò diritto al luogo, dove stavano le insegne e gl'idoletti loro, +fatto a guisa di cappella; e quivi prostrato a terra, fece vista di +ringraziar il cielo che gli avesse salvata la vita. Corsero colà tutti +i soldati, ansiosi di sapere che novità era quella; ed egli sempre +parlando con parole ambigue di pericoli, d'insidie a lui tese, a poco +a poco finalmente arrivò a far loro intendere che non aveano più se +non un padrone. Poscia, per amicarseli, promise loro un regalo di +duemila e cinquecento dracme per testa, e la metà di più del grano +solito darsi loro: di maniera che in un sol dì egli dissipò tutti i +tesori ammassati in diciotto anni colla crudeltà e rapacità da suo +padre. Permise anche ai soldati di andare a spogliar vari templi delle +cose preziose. Tanta prodigalità di Caracalla, ancorchè si venisse da +lì a poco a scoprire il fratricidio, quetò gli animi di coloro, che +non solamente proclamarono lui _Imperadore_, ma dichiararono nemico +pubblico l'estinto Geta. + +Fermossi tutta la notte Caracalla nel campo dei pretoriani[1640], e la +mattina seguente accompagnato da tutto l'esercito in armi più del +solito, portando egli stesso la corazza sotto le vesti, si portò al +senato, facendovi anche entrare parecchi soldati con volere che +sedessero. Parlò delle insidie in varie guise a lui tese dal nemico +fratello, da cui anche ultimamente poco era mancato che non fosse +stato ucciso a tradimento; ma che egli, in difendendo sè stesso, aveva +ammazzato l'altro. Se crediamo ad Erodiano[1641], parlò anche con +asprezza e volto fiero contro gli amici di Geta. Dione[1642] nol dice, +e nè pure Sparziano. Amendue bensì attestano, che all'uscir della +curia rivolto a senatori: _Ascoltate_, disse, _una cosa che rallegrerà +tutto il mondo. Io fo grazia a tutti i banditi e relegati nelle +isole._ Con che egli venne a riempiere Roma di scellerati e +malviventi, per poi popolar quelle medesime isole di persone +innocenti. Tornossene Caracalla dal senato al palazzo, accompagnato di +qua e di là da _Papiniano_ e da _Fabio Cilone_, che gli davano di +braccio, e sembravano due suoi cari fratelli, ma per far in breve +un'altra ben diversa figura. Comandò poi che al cadavero dell'ucciso +Geta fosse fatto un solenne funerale[1643], e che gli fosse data +sepoltura nel sepolcro dei Settimii nella via Appia. Di là fu poi esso +trasportato nel mausoleo di Adriano. Che egli allora fosse deificato, +lo scrive taluno, ma non se ne trovano sufficienti prove. Tutto ciò +fece Caracalla per isminuir, se poteva, l'universale odiosità che egli +s'era tirata addosso con sì nero misfatto. Non istarò io qui a +raccontare i presagii della morte violenta di Geta, che Sparziano, +fecondo di tali osservazioni, poco per lo più degne di fede, lasciò +scritti. Dirò bensì che Dio anche in vita punì Caracalla, perchè egli +ebbe sempre davanti agli occhi l'orrido aspetto del fratello +svenato[1644], e dormendo se gli presentavano sempre, degli oggetti +spaventevoli, e pareagli di vedere or esso suo fratello, ed ora il +padre, che colla spada sguainata gli venivano alla vita. Scrive Dione, +che, per trovar rimedio a questo interno flagello, ricorse fino alla +magia, e che gli comparvero l'ombre di molti, fra le quali solamente +quella di Commodo gli disse: _Va, che t'aspetta il patibolo._ Ne creda +il lettor quel che vuole. Certo è bensì che questi tetri fantasmi gli +guastarono a poco a poco la fantasia, talmente che il vedremo furioso. +Ed egli non mancò di visitar i templi de' suoi dii, dovunque egli +andava, e di mandarvi dei doni per quetar pure tante interne +agitazioni; ma tutto fu indarno. Il bello era[1645] che non udiva mai +ricordarsi il nome di Geta, non ne mirava mai il ritratto, o le statue +di lui, che non gli venissero le lagrime agli occhi. Ma o egli fingeva +questo dolore, o pur egli ad ogni soffio di vento mutava affetti e +voleri. Io mi riserbo di parlare all'anno seguente dell'incredibil sua +crudeltà contro la memoria del fratello, benchè più propriamente +appartengano al presente anno tutte quelle sue barbare azioni. E qui +dirò unicamente ch'egli fece rompere tutte le statue di lui, ed anche +fondere la moneta, dove era il suo nome. + +NOTE: + +[1632] Dio, in Excerpt. Valesianis. + +[1633] Fabretti, Inscript., pag. 494. + +[1634] Herodianus, lib. 4. + +[1635] Dio, lib. 77. + +[1636] Herodian., lib. 4. + +[1637] Dio, lib. 78. + +[1638] Spart., in Geta. + +[1639] Herod., lib. 4. Dio, lib. 78. + +[1640] Spartianus, in Caracalla. + +[1641] Herodian., lib. 4. + +[1642] Dio, lib. 77. + +[1643] Spartianus, in Geta. + +[1644] Dio, in Excerpt. Valesianis. + +[1645] Spartianus, in Geta. + + + + + Anno di CRISTO CCXIII. Indizione VI. + + ZEFIRINO papa 17. + CARACALLA imperad. 16 e 3. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO ANTONINO CARACALLA AUGUSTO per la quarta volta e DECIMO +CELIO BALBINO per la seconda. + + +Per alcune ragioni da me altrove[1646] accennate, sufficiente motivo +abbiamo di dubitare se il secondo console fosse _Balbino_ o pure +_Albino_. Che _Marco Antonino Gordiano_, il qual fu poi imperadore, +venisse nel presente anno sostituito console a Balbino, pare che si +ricavi da Capitolino[1647]. Ma un'iscrizione scorretta del +Grutero[1648] ci fa veder Balbino tuttavia console nel dì 3 di +novembre; e però resta dubbiosa la cosa. Che _Elvio Pertinace_, +figliuolo del fu Pertinace Augusto, fosse anch'egli promosso in +quest'anno al consolato, come stimarono il Panvinio[1649] e il +Relando[1650], molto più dubbioso, per non dir falso, a me comparisce. +Debbo io qui ora accennare le immense crudeltà esercitate dall'inumano +Caracalla nel precedente anno, e parte ancora in questo; ma quasi mi +cade di mano la penna per l'orrore: tanto fu il sangue innocente +sparso da quel mostro Augusto. Vanno concordi gli antichi +storici[1651] in asserire ch'egli sfogò la bestiale sua rabbia contro +chiunque era stato o domestico o amico o in qualsivoglia maniera +parziale allo ucciso fratello. Quanti nella numerosa corte di esso +Geta, o liberti, o schiavi, o cortigiani d'altra specie, si trovarono, +tutti furono messi a fil di spada; nè si perdonò a donne e fanciulli. +Fino gli atleti, gl'istrioni, i gladiatori e qualunque altra persona +che avesse servito al divertimento degli occhi o degli orecchi di +Geta, e fin que' soldati che stettero alla sua guardia, perderono la +vita. Questo macello si andava facendo di notte, e, venuto il dì, si +portavano i lor cadaveri fuori della città. Dione conta venti mila +persone sacrificate in questa maniera dal furore tirannico di +Caracalla. Sparziano aggiugne che furono innumerabili. Bastava che +s'indicasse un qualche filo di attaccamento avuto con Geta, vero o +falso che fosse, perchè si desse la sentenza di morte. Nè i suoi +fulmini si fermarono senza percuotere anche l'alte torri. Era in que' +tempi riputato l'arca del sapere legale il celebre _Papiniano_, stato +già prefetto del pretorio, verso il quale poco fa vedemmo usate tante +finezze da Caracalla. Non altro reato di lui si trovava che il +glorioso di aver fatto il possibile per rimettere la concordia fra i +due fratelli Augusti. V'ha nondimeno chi scrive[1652], esser egli +caduto in disgrazia di Caracalla, perchè, chiestagli un'orazione da +recitare in senato per sua discolpa, egli generosamente rispondesse +_che non era tanto facile lo scusare un fratricidio, come il +commetterlo; ed essere un secondo delitto l'accusare un innocente, +dopo avergli tolta la vita_. Sparziano[1653] crede ciò un sogno de' +politici. Fuori bensì di dubbio è che Papiniano fu ammazzato per +ordine di Caracalla, il qual poi riprese l'uccisore, perchè, +nell'ucciderlo, si fosse servito della scure in vece della spada, +strumento di morte riservato per la gente nobile. Un figliuolo di esso +Papiniano, che era allora questore, e tre giorni prima avea fatto +grande spesa in alcuni magnifici spettacoli, fu anch'egli tolto dal +mondo. Abbiam veduto ancora _Lucio Fabio Cilone_, stato due volte +console e prefetto di Roma, in auge di gran credito e fortuna. +Caracalla il chiamava suo padre, perchè lo avea avuto per suo aio in +gioventù; era anche creduto il suo braccio diritto; ma niun si potea +fidare del capo stravolto di un tale imperadore[1654]. Perchè +anch'egli avea persuasa l'union de' fratelli, Caracalla mandò un +tribuno con alcuni soldati per tagliargli il capo. Costoro nol +trovarono tosto; e si perderono a svaligiar le argenterie, i danari e +gli altri preziosi mobili delle sue stanze. Coltolo poi al bagno, così +com'era in camicia e in pianelle, il menarono per mezzo la città con +disegno di ucciderlo nel palazzo, maltrattandolo intanto con pugni sul +viso per la strada. La plebe e i soldati della città, al vedere in sì +compassionevole stato un personaggio di tanta stima, alzarono un gran +rumore e fecero sedizione. Avvisatone Caracalla, per quietare il +tumulto, avendo paura di peggio, gli venne incontro, e, cavatasi la +sopravveste militare, la pose indosso al quasi nudo Cilone, gridando: +_Lasciate stare mio padre; non vogliate toccare il mio aio._ Fece poi +morire quel tribuno co' soldati ch'erano iti per ucciderlo, fingendoli +rei, per avere insidiato alla vita di un sì degno personaggio, ma con +essersi comunemente creduto che li gastigasse per non averlo ucciso. +Di altri nobili e senatori uccisi parlano Dione, Erodiano e Sparziano, +facendone un fascio; ma verisimilmente non tulle quelle stragi +appartengono ai due suoi primi anni. E qui non si dee tacer quella di +_Quinto Sereno Sammonico_, uno de' più insigni letterati uomini di +questi tempi, compositore di moltissimi libri, che son quasi tutti +periti[1655], e che possedeva una biblioteca di sessantadue mila +volumi, donati poi da suo figliuolo al secondo dei Giordani Augusti. +Forse perchè Geta si dilettava forte della lettura dei di lui libri, +Caracalla la prese con lui. Si trovava l'infelice Sammonico a cena +quando gli arrivarono i sicarii che gli spiccarono la testa dal busto. + +NOTE: + +[1646] Thesaur. Novus Inscript., pag. 356. + +[1647] Capitol., in Giordano. + +[1648] Gruterus, Thesaur. Inscript., p. 44, n. 2. + +[1649] Panvin., in Fastis Cons. + +[1650] Reland., in Fastis Consular. + +[1651] Dio, lib. 77. Herodianus, lib. 4. Spartianus, in Caracalla. + +[1652] Zosimus., Histor., lib. 1. + +[1653] Spartianus, in Caracalla. + +[1654] Spartianus, in Caracalla. Dio, lib. 77. + +[1655] Spartianus, in Caracalla. Capitolinus, in Giordano. + + + + + Anno di CRISTO CCXIV. Indizione VII. + + ZEFIRINO papa 18. + CARACALLA imperad. 17 e 4. + +_Consoli_ + +MESSALLA e SABINO. + + +Non è certo, come vuole il Relando[1656], che _Messalla_ portasse il +nome di _Silio_; nè questi potè essere quel _Silia Messalla_ che Dione +mette console nell'anno 193 sotto Giuliano, perchè sarebbe appellato +console _per la seconda volta_. Tornando ora a Caracalla, volle egli, +non so ben dire se in questo o nel precedente anno, rallegrare il +popolo romano con degli spettacoli[1657], cioè con cacce di fiere, +combattimenti di gladiatori e corse di cavalli. Ma quivi ancora ebbe +luogo la sua crudeltà, mostrando il suo piacere nel vedere i +gladiatori scannarsi l'un l'altro. Si sa[1658] che, quando egli era +fanciullo, pareva così inclinato alla clemenza, che non si poteva +immaginare di più; perchè, vedendo uomini esposti alle fiere, si +metteva a piangere, e voltava il viso altrove. E un dì, perchè uno de' +fanciulli che giocavano seco fu aspramente battuto, per essersi +scoperto attaccato alla religion giudaica (probabilmente vuoi dire +Sparziano la cristiana), egli non guardò mai più di buon occhio il +padre di esso fanciullo, o pur colui che l'avea sferzato. Ma, fatto +grande, cangiò ben costumi e natura, e sua delizia divenne lo +spargimento e la vista del sangue. Fra gli altri gladiatori che in +que' giuochi perirono, uno fu Batone, forzato da lui a combattere +nello stesso dì con tre altri di fila. Restò egli ucciso dall'ultimo, +ma ebbe la consolazione che il pazzo imperadore gli fece una magnifica +sepoltura. Un altro di essi gladiatori, appellato Alessandro, gli fu +sì caro, che a lui innalzò molte statue in Roma ed altrove. Nelle +corse poi dei cavalli, perchè alcuni del popolo dissero qualche burla +contro ad uno de' carrettieri da lui favoriti, ordinò a tutti i +soldati di ammazzar chiunque avea parlato. Non conoscendosi i rei di +questo gran delitto, restarono molti innocenti uccisi, e gli altri con +denari riscattarono la lor vita. Ma perciocchè Roma era divenuta per +lui un teatro di nere immaginazioni, se ne partì Caracalla, non già +nel precedente, ma nel presente anno, perchè si ha una sua legge[1659] +data in Roma nel dì 5 di febbraio. Prese il pretesto di visitar le +provincie, e di levar dall'ozio le milizie[1660]. Andò nella Gallia, +ed appena arrivato colà, fece morir il proconsole della provincia +narbonese, sconvolse tutti quei popoli, guastò i privilegii delle +città, e si comperò l'odio di ognuno. Ammalatosi quivi, guarì, e +trattò poi crudelmente que' medici che l'aveano curato. Di là passò +nella Germania. Che prodezze egli facesse in quelle parti, non è ben +noto. Scrive Sparziano ch'egli verso la Rezia ammazzò molti Barbari, e +soggiogò i Germani. Certo è[1661] che una specie di guerra fu da lui +fatta contra dei Catti e degli Alemanni o Alamanni, il nome de' quali +si comincia ad udire in questi tempi. Se crediamo ad Erodiano[1662], +fece Caracalla una bellissima figura fra i suoi soldati, perchè andava +vestito da fantaccino, era de' primi ad alzar terreno, a far ponte, +marciava a piedi coll'armi, mangiava poveramente al pari di essi, con +altre simili scene di bravura. Dione[1663] confessa anch'egli che la +funzion di soldato seppe farla, fingendo nondimeno più di quel che +era; ma non già quella di generale; e ch'egli in quella spedizione si +fece assai ridere dietro dai popoli della Germania. Venivano i lor +deputati fin dall'Elba per dimandar pace, ma nello stesso tempo +dimandavano danaro; e Caracalla, dopo aver fatta qualche rodomontata, +li pagava bene, ed accordava loro delle pensioni, comperando a questo +prezzo la loro amicizia. Anzi si cominciò ad affratellar cotanto con +loro, che si vestiva alla lor moda, portava parrucca bionda, per +assomigliar i loro capelli, e venne fino ad arrolar nelle sue schiere, +ed anche nelle sue guardie, moltissimi di loro, con fidarsi da lì +innanzi più di essi che dei soldati romani. Trattava anche in segreto +alle volte con quei deputati, non essendovi presenti che +gl'interpreti, a' quali fece poi levar la vita, affinchè non +rivelassero le sue conferenze. In somma, o per diritto o per rovescio, +tanto egli fece, che prese il titolo di _Germanico_, il quale comincia +a vedersi nelle monete[1664] di questi tempi. Truovasi anche appellato +_Imperadore per la terza volta_, che non dà un sicuro indizio di +vittoria, trattandosi di questo general da commedia. + +NOTE: + +[1656] Reland., Fast. Cons. + +[1657] Herod., lib. 4. Dio, lib. 77. + +[1658] Spartianus, in Caracalla. + +[1659] L. Si hi quos servos., C. de libera causa. + +[1660] Spartianus, in Caracalla. + +[1661] Dio, in Excerptis Valesianis. + +[1662] Erodian., lib. 4. + +[1663] Dio, lib. 77, et in Excerp. Valesianis. + +[1664] Mediobarbus, in Numismat. Imperator. + + + + + Anno di CRISTO CCXV. Indizione VIII. + + ZEFIRINO papa 19. + CARACALLA imperad. 18 e 5. + +_Consoli_ + +LETO per la seconda volta e CEREALE. + + +Un'iscrizione, probabilmente spettante a questo _Leto_ console, e da +me riferita nella mia Raccolta[1665], se fosse a noi pervenuta ben +intera, forse ci scoprirebbe ch'egli fu della famiglia _Catia_. Altri +nomi loro dati dagl'illustratori de' Fasti, per essere dubbiosi, io li +tralascio. Sparziano scrive[1666] che un _Leto_, il quale era stato il +primo a consigliar Caracalla di uccidere Geta, fu anche il primo +forzato a morir col veleno, a lui inviato dallo stesso Caracalla; e +però non dovrebbe essere questo che fu ora console. Dalla Germania, +secondo il medesimo Sparziano, passò Caracalla nella Dacia, oggidì +Transilvania, e vi si fermò qualche tempo; con far ivi qualche +scaramuccia coi Geti, appellati poi più comunemente Goti, e pare che +ne riportasse vittoria. _Elvio Pertinace_, figlio del fu Pertinace +Augusto, prese di qua motivo nell'anno seguente di dire un motto +pungente; perchè, nominandosi i titoli dati a Caracalla di +_Germanico_, _Partico_, _Arabico_ ed _Alemannico_; _aggiugnetevi_, +diss'egli, _anche quello di Getico Massimo_, come a lui dovuto per +aver debellato i Geti, tacitamente nondimeno alludendo alla morte da +lui data a Geta suo fratello. Forse non è vero ch'egli facesse guerra +coi Geti, ma è ben da credere vero quel motto. Sappiamo che questo +_Pertinace_ fu fatto morire da Caracalla, e non già per questa puntura +a lui riferita. Spanciano scrive che gli tolse la vita perchè era +figliuolo di un imperadore. Ma come mai aspettò egli tanto? Forse fu +in que' medesimi tempi che egli mandò all'altro mondo _Claudio +Pompeiano_, nato da _Lucilla_, figliuola di Marco Aurelio Augusto, e +da _Pompeiano_, cioè da un padre stato due volte console, e bravo +generale di armate[1667]. Incamminossi poi Caracalla per la Mesia +nella Tracia. La vicinanza della Macedonia produsse un mirabil +effetto, perchè fece diventar questo Augusto un novello Alessandro. Se +gli mancò il capo e il valore di quel gran conquistatore, non gli +mancò già l'esterno di lui portamento. Si vestì egli alla macedonica, +e poi scrisse al senato che gli era entrata in corpo l'anima di +Alessandro, e per questo volea essere chiamato _Alessandro Orientale_. +Da tali azioni che conseguenza sia per tirare il lettore, io non +istarò a cercarlo. Inoltre della più scelta gioventù della Macedonia +formò una brigata di fanteria, a cui diede il nome di falange +macedonica, di sedici mila persone, tutte armate nella guisa che +anticamente furono le truppe di Alessandro. Volle inoltre che si +alzassero statue per tutte le città in onor di esso Alessandro, e +massimamente nel Campidoglio e in ogni tempio di Roma. Moveva il riso +il vedere in varii luoghi immagini dipinte che con un sol corpo in due +differenti viste rappresentavano la faccia di Alessandro il Macedone e +di Caracalla. + +Volendo poi passare il Bosforo di Tracia per entrar nell'Asia[1668], +fu in pericolo di fare naufragio, essendosi rotta l'antenna della sua +nave; ma si salvò nello schifo. Racconta Dione[1669], che essendo +giunto a Nicomedia, dove passò il verno di quest'anno, la sua vita era +questa. Facea sapere ai senatori che l'accompagnavano (uno de' quali +era lo stesso Dione) che alla levata del sole fossero pronti, perchè +volea tener ragione e trattar degli affari spettanti al pubblico bene; +e li facea aspettar fino a mezzodì, e talvolta fino a sera, senza mai +lasciarsi vedere. Ed egli intanto si dava bel tempo col carrozzare, +ammazzar bestie, addestrarsi ai combattimenti de' gladiatori, e col +bere ed ubbriacarsi. Alla presenza degli stessi senatori mandava +piatti di vivande e bicchieri di vino ai soldati ch'erano di guardia. +Finalmente si lasciava pur vedere per isbrigar qualche causa, per lo +più mezzo ubbriaco ed appena udite poche parole, voleva che si +decidesse. Teneva in sua corte un eunuco spagnuolo, deforme al maggior +segno non men di corpo che di costumi, creduto uno stregone, e +fabbricator di veleni, che facea da padrone sopra il senato. +Dappertutto manteneva spie che gli riferivano quel di vero o di falso +che lor piaceva, senza parteciparlo al suo consiglio; volendo egli +gastigar le persone senza saputa de' ministri: il che cagionava una +somma confusion di cose, ed era seminario di molte ingiustizie. In +tutti poi questi suoi viaggi pareva che avesse tolto di mira i +senatori, per ridurli in camicia, volendo che a loro spese (cioè, per +quanto io credo, della repubblica) fabbricassero per istrada alloggi e +case di molto costo, la maggior parte delle quali a nulla servirono, e +nè pur erano da lui vedute. E dovunque egli s'immaginava di dover +dimorare nel verno, esigeva che gli si edificassero anfiteatri e +circhi; e questi appresso si distruggevano. Che s'egli impoveriva il +senato e maltrattava i senatori, era poi tutto cortesia verso i +soldati, e consisteva la sua gran premura in regalarli con prodigalità +incredibile. Nelle monete[1670] di quest'anno si vede esaltata la di +lui _liberalità VII_, _VIII_ e _IX_, senza fallo usata verso le +milizie. Largamente poi spendeva in bestie fiere o mansuete, e in +cavalli[1671], per far la caccia di quelle, o per correre alla +disperata con gli altri in cocchio. Volta vi fu ch'egli uccise di sua +mano cento cignali. E facendo le sue carriere, diceva d'imitare il +sole, gloriandosi forte di non esser da meno di lui. Costrigneva +poscia i suoi cortigiani e gli altri ricchi a rappresentar degli +spettacoli con gravissima loro spesa, e vigliaccamente ancora +dimandava ad essi del danaro quando n'era senza. Tale fu la sua +maniera di vivere finchè regnò; e per questo suo scialacquare non si +può dire quante gabelle nuove egli mettesse, quante estorsioni +facesse; di maniera che egli in quei pochi anni diede il guasto a +tutto l'imperio romano, e desolò le provincie. E diceva spesso di non +abbisognar di cosa alcuna, fuorchè di danaro, da impiegarsi poi, non +già in gratificar chi lo meritava, ma solamente per arricchir soldati +e regalar adulatori. A _Giunio Paolino_ donò egli un dì dieci mila +scudi d'oro, perchè gli disse, che _quando anche fingeva d'essere in +collera, sapea farlo sì bene, che si credea veramente incollerito_. +_Giulia Augusta_ sua madre, che gli tenne sempre compagnia in questi +viaggi, non si guardò dal riprenderlo, perchè gittasse tanti tesori in +seno ai soldati, con essersi ridotto a non aver più un soldo di tanti +danari giustamente o ingiustamente esatti; ed egli: _Non dubitate, o +madre_ (rispose mostrandole la spada), _finchè questa durerà, non +mancheranno danari_. Tanto poi si mostrò spasimato per la memoria di +Alessandro il Grande questo nuovo Alessandro, che, essendosi +compiaciuto un dì in vedere un tribuno di soldati saltar molto snello +a cavallo, gli dimandò di che paese fosse: _Macedone_, rispose egli. E +il vostro nome? _Antigono_. E quello del padre? _Filippo_. Allora +disse Caracalla: _Ho tutto quel ch'io voleva_; e il fece salire a più +alto posto, e da lì a poco il creò senatore e pretore. Fu proposta +davanti a lui la causa d'un certo Alessandro, non già Macedone, reo di +molti misfatti. Perchè l'accusatore di tanto in tanto andava dicendo: +_Alessandro omicida; Alessandro odiato dagli dii_. Caracalla, quasi +che si parlasse di lui, saltò su gridando: _Se non la dismetti di +trattar così il nome di Alessandro, ti farò andar per le poste +all'altro mondo_. Conduceva anche seco molti elefanti, perchè ancor +questo conveniva ad un vero imitator d'Alessandro e di Bacco. Ed ecco +in quali mani era caduto in questi tempi il misero imperio romano. +Furono nell'anno presente, se dice il vero Eusebio[1672], terminate in +Roma le terme antoniane, fabbricate d'ordine d'esso Caracalla. +Sparziano[1673] fa un bell'elogio di quell'edifizio, mirabile non meno +per la magnificenza che per la bellezza dell'architettura. Resta +ancora accertato, che laddove in addietro si contava per grazia grande +il conseguire la cittadinanza di Roma, questo imperadore con suo +decreto la diede a tutte le città del romano imperio: intorno a che +molto hanno parlato i letterati illustratori delle cose romane. + +NOTE: + +[1665] Thesaurus Novus Inscription., pag. 353, num. 4. + +[1666] Spartianus, in Caracalla. + +[1667] Herodianus, lib. 4. + +[1668] Spartianus, in Caracalla. + +[1669] Dio, lib. 77. + +[1670] Mediobarb., in Numismat. Imper. + +[1671] Dio, lib. 77. + +[1672] Eusebius, in Chron. + +[1673] Spartianus, in Severo. + + + + + Anno di CRISTO CCXVI. Indizione IX. + + ZEFIRINO papa 20. + CARACALLA imperad. 19 e 6. + +_Consoli_ + +CATIO SABINO per la seconda volta e CORNELIO ANULINO. + + +Certi sono i cognomi de' consoli di quest'anno, cioè _Sabino_ ed +_Anulino_. Per conto dei nomi, un'iscrizione riferita dal +Panvinio[1674] e dal Grutero[1675], si dice posta Q. AQVILLIO SABINO +II. SEX. AVRELIO ANVLLINO COS. Ma essa dee essere falsa; o, se è +legittima, appartiene a qualche altro anno. Perciocchè un'altra presso +il medesimo Grutero[1676] fu alzata CATTO SABINO II. ET CO. ANVLLINO +COS., ed una parimente presso il Fabretti[1677], C. ATIO SABINO II. ET +CORNELIO ANVLINO COS. In vece di C. ATIO, credo io che s'abbia a +leggere CATIO SABINO II., perchè, se questo primo console fosse ornato +del prenome, anche il prenome dell'altro apparirebbe. Dopo avere[1678] +l'Augusto Caracalla passato il verno in Nicomedia, dove celebrò il suo +giorno natalizio nel dì 4 di aprile, ripigliò il suo viaggio[1679]; ed +arrivato alla città di Pergamo, celebre fra i Gentili pel tempio di +Esculapio, dove si facea credere alla buona gente che quel falso dio +in sogno rivelasse il rimedio dei mali del corpo: quivi Caracalla si +raccomandò, e di cuore, a quella ridicola divinità, che pur non avea +orecchi. Egli era malsano, e pativa varii mali, parte evidenti, parte +occulti: effetti dell'intemperanza sua nella gola e nella libidine, +per cui anche era divenuto inabile alla generazione[1680]. Sognò +quanto volle; ma niun sollievo trovò a' suoi malori. Visitò la città +d'Ilio, e benchè i Romani si tenessero per discendenti dai Troiani, +pure più onor fece, al sepolcro di Achille. Non si trovava chi facesse +la figura di Patroclo. O di morte naturale o di veleno morì allora +Festo, il più caro de' suoi liberti; e quella vana testa di Caracalla +gli fece far le esequie con tutte quelle cerimonie che sono descritte +da Omero per Patroclo del suo poema. Di là passò ad Antiochia, dove +per qualche tempo attese alle delizie, e dichiarò guerra al re de' +Parti. Ne prese motivo, perchè Tiridate ed Antioco, due de' suoi +uffiziali, erano disertati e passati al servigio di quel re, il quale, +non ostante che da Caracalla ne fossero fatte più istanze, non li +volle mai rendere. Trovavasi allora quel re in dispari, perchè in +guerra con un suo fratello, e Caracalla si gloriava di aver seminato +fra loro la discordia; però, per non tirarsi addosso anche la potenza +romana, fu costretto a restitur que' due uffiziali. Caracalla allora +si quietò, al vedersi così rispettato e temuto; e fatto poi sapere ad +_Abgaro_ re di Edessa, o sia dell'Osroene, con amichevoli lettere, che +desiderava di vederlo, questi sen venne; ma, credendo di trovare in +Caracalla un imperador romano, vi trovò un traditore[1681]. Abgaro fu +messo in prigione, e Caracalla s'impadronì di quella provincia, dove +in fatti lo stesso Abgaro per la sua crudeltà era forte odiato da +quella nobiltà. Confessano tutti gli storici che la simulazione e il +mancar di fede non fu l'ultimo dei vizii di Caracalla. Anche nella +guerra fatta in Germania avea lavorato di frodi, gloriandosi poi di +aver colle sue arti messa rottura fra i Vandali e Marcomanni, ed +attrappolato _Gaiovomaro_ re de' Quadi, con torgli anche la vita. +Inoltre, avendo finto di voler arrolar nelle sue guardie moltissimi +giovani di nazion germanica, gli avea poi fatti tagliare a pezzi. + + +In questi tempi ancora bolliva la discordia tra il re dell'Armenia e i +suoi figliuoli. Caracalla colla sua consueta infedeltà chiamò cadaun +d'essi alla corte, facendo loro credere di volerli accordare insieme. +L'accordo fu, che tutti li ritenne prigioni, figurandosi di poter fare +il medesimo giuoco dell'Armenia che avea fatto dell'Osroene; ma +s'ingannò. Que' popoli presero l'armi per difendersi, senza volersi +punto fidare di un principe che s'era troppo screditato colla sua +perfidia. Avea Caracalla alzato al grado di prefetto del pretorio +_Teocrito_, uomo vilmente nato, già ballerino nei teatri, e divenuto a +lui caro, perchè stato suo maestro nel ballo, e che per ammassar roba +commise varie crudeltà[1682], e facea anche sotto mano il mercatante. +Presso Sifilino è detto essere stato tanta la di lui autorità nella +corte, che la facea da superiore ai due prefetti del pretorio. Questo +degnissimo generale fu da lui inviato con un corpo d'armata per +sottomettere l'Armenia; ma da quei popoli rimase intieramente +disfatto. Scrisse in questi tempi Caracalla al senato, con dire di +saper bene ch'esso non sarebbe contento delle di lui imprese; ma che, +tenendo egli una buona armata al servigio suo, avea in fastidio +chiunque sparlasse di lui. Quindi volle passar in Egitto, con +ispargere voce d'essere spinto da divozione verso Serapide, e da +desiderio di veder la fiorita città di Alessandria, fabbricata dal suo +caro Alessandro Magno[1683]. Arrivata questa nuova in quella città, +gli Alessandrini, gente vana, non cupando in sè stessi per +l'allegrezza, si diedero a far mirabili preparamenti di addobbi, di +musiche, di profumi per accogliere con gran solennità il regnante. Ma +Caracalla, secondo il suo costume, doppio di cuore, si portava colà +non per rallegrar que' cittadini, ma per disertarli. Il natural di +quel popolo era inclinato forte alla maldicenza, ed avea sempre in +bocca motti frizzanti, specialmente contro ai potenti. In fatti, senza +nè pur risparmiare l'imperador stesso, misero in canzone la morte da +lui data al fratello, attribuendogli anche un disonesto commercio +colla madre, e deridendo la piccola di lui statura, non ostante la +quale egli si credeva un altro Alessandro e un nuovo Achille. I +principi saggi, che non prendono mosche, non fan più caso di simili +ciarle, di quel che si faccia delle ingiurie de' pappagalli e delle +gazze. Ma all'iracondo e bestial Caracalla esse trapassavano il cuore, +e però ne volea far gran vendetta. Giunto ad Alessandria, visitato con +divozione il tempio di Serapide, vi fece molti sagrifizii; andò al +sepolcro di Alessandro, e vi lasciò de' preziosi ornamenti. Gridavano +gli Alessandrini: _Viva il buon Imperadore;_ e lo sdegno sanguinario +di Caracalla stava allora per piombar sulle loro teste. Erodiano +scrive che, fatta raunar la gioventù di Alessandria fuori della città, +che ascendeva a migliaia, fingendo di voler formare un falange ancora +di Alessandrini, dopo averli fatti attorniare dal suo esercito, tutti +ordinò che fossero messi a fil di spada. Orridissima fu quella strage. +Dione[1684] scrive che il macello seguì nella città di notte e di +giorno, ed essere stato sì grande il numero degli uccisi, che +impossibile fu il raccoglierlo[1685]. Vi perì gran copia ancora di +forestieri venuti per veder quelle feste; il sacco fu dato ai fondachi +a alle case, nè andarono esenti dalla rapacità militare que' templi. E +questi furono i nemici che il detestabil Augusto andò a cercare in +Oriente per gastigarli. Divise poi la città in due parti, la privò di +tutti i privilegii, e lasciovvi presidio, con divieto ai cittadini di +far adunanze in avvenire. Perseguitò ancora i seguaci di Aristotile, +con dire che quel filosofo era stato cagion della morte di Alessandro, +e levò loro le scuole che godevano in quella città. Da uno di quegli +oracoli Caracalla fu chiamato una fiera; ma chi v'ha che non l'abbia a +chiamar tale, e vedute crudeltà sì enormi? Anch'egli nondimeno si +gloriava di questo, benchè molti poi facesse uccidere, perchè +divulgavano l'oracolo suddetto. + +Tornossene questa fiera Augusta ad Antiochia, con animo di far una +delle sue frodi anche ad _Artabano_ re dei Parti. Se crediamo ad +Erodiano[1686], gli dimandò per moglie una di lui figliuola, +proponendo nello stesso tempo di far una specie di unione delle due +monarchie, sufficiente ad assoggettar tutto il mondo allora +conosciuto. Non ne volea sentir parlare a tutta prima Artabano, ma +poscia, accettato il partito, lasciò campo a Caracalla d'inoltrarsi +nel suo regno, come s'egli andasse a prendere la sposa, e a visitar il +re suocero. Venne da una certa città ad incontrarlo Artabano con +immensa quantità di gente tutta inghirlandata e senz'armi. Allora +Caracalla comandò a' suoi di menar le mani contra de' Parti, che, +trovandosi privi di cavalli e d'armi, ed imbrogliati dalle vesti +lunghe, nè poteano punto difendersi, nè speditamente fuggire. Gran +carnificina vi fu fatta; il re ebbe tempo di scappare; restò il paese +in preda ai Romani, i quali, stanchi del tanto uccidere e rubare, se +ne tornarono finalmente nella Mesopotamia colla gloria di essere +insigni traditori. Dione[1687], all'incontro, lasciò scritto (ed è ben +più verisimile il suo racconto) che avendo Artabano promesso la +figliuola a Caracalla, e poi negatala, perchè s'avvide avere un sì +perfido Augusto dei perniciosi disegni sopra il suo regno, e che non +era uomo da fidarsi di lui; allora Caracalla ostilmente entrò nella +Media, saccheggiò e smantellò varie città, e fra l'altre Arbela, e +distrusse i sepolcri dei re parti. Si servì ancora di lioni, +mandandoli a quelle genti[1688]. Dione nondimeno scrive che fu un solo +lione, che, calato all'improvviso dal monte, fece del male ai Parti. +Ora, quantunque niuna battaglia seguisse, perchè i Parti scapparono +alle montagne, e di là dal fiume Tigri, pure il vano imperadore +scrisse al senato magnifiche lettere di queste sue vittorie, colle +quali avea conquistato tutto l'Oriente, e volle il titolo di +_Partico_. Si sapeva a Roma quel ch'era, ma convenne far vista di +credere illustri e memorande quelle imprese. Nelle monete[1689] +dell'anno seguente si trova menzionata la _vittoria partica_, ma non +si vide già che egli prendesse il titolo di _Imperadore per la quarta +volta_, benchè al Tillemont[1690] sia sembrato di vederlo. Venne[1691] +poscia Caracalla coll'armata a prendere la stanza di verno nella città +di Edessa, assai contento delle sue strepitose prodezze. + +NOTE: + +[1674] Panvin., in Fast. Consular. + +[1675] Gruterus, Thesaurus Inscript., p. 183, n. 4. + +[1676] Idem, pag. 261. + +[1677] Fabrettus, Inscript., pag. 682. + +[1678] Dio, lib. 77. + +[1679] Herodianus, lib. 4. + +[1680] Dio, in Excerptis Valesianis. + +[1681] Dio, in Excerpt. Valesianis. + +[1682] Dio, lib. 77. + +[1683] Herodianus, lib. 4. + +[1684] Dio, lib. 77. + +[1685] Spartianus, in Severo. + +[1686] Herodianus, lib. 4. + +[1687] Dio, lib. 78. + +[1688] Spartianus, in Severo. + +[1689] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[1690] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[1691] Spartianus, in Severo. + + + + + Anno di CRISTO CCXVII. Indizione X. + + CALLISTO papa 1. + MACRINO imperadore 1. + +_Consoli_ + +CAIO BRUTTIO PRESENTE e TITO MESSIO EXTRICATO per la seconda volta. + + +Ricevette in quest'anno la corona del martirio san _Zefirino_ papa, e +fu in suo luogo posto nella cattedra di san Pietro _Callisto_. Svernò, +come già accennai, l'Augusto Caracalla in Edessa[1692], dove tanto +egli che i soldati suoi viveano nelle delizie senza disciplina alcuna +nelle case de' cittadini, e prendendo come proprie tutte le loro +sostanze; quando, secondo i regolamenti de' tempi addietro, i soldati +anche in tempo di verno abitavano sotto le pelli, cioè sotto le tende +fatte di pelli. Lo stesso imperadore avea mutata la forma delle vesti +militari, avendo presa dai Galli la foggia di un abito talare, +appellato _Caracalla_, con cappuccio, di cui andava egli +vestito[1693], e voleva che andassero vestiti anche i soldati. Di là +venne il soprannome a lui dato di _Caracalla_. Si avvidero allora i +Parti che non erano poi lioni i Romani; anzi, in sapere che la vita +molle del quartiere di verno e le fatiche dell'anno precedente aveano +snervata la milizia romana, facean dei gran preparamenti per +vendicarsi. Ma nè pur Caracalla si teneva le mani alla cintola, +ammassando anche egli gente, e quanto occorreva per tornare in +campagna contra di loro; quando Iddio volle mettere fine alle iniquità +di questo indegno imperadore o piuttosto esecrabil tiranno. Esercitava +in questi tempi l'uffizio di prefetto del pretorio, o sia capitan +delle guardie, _Marco Opellio Macrino_, nativo d'Africa, i cui natali +furono vilissimi. Era in età di circa cinquantatrè anni. +Capitolino[1694], nella Vita di lui, ne parla assai male. Dione, +all'incontro, scrive[1695] aver egli con alcune buone qualità +compensati i difetti della sua bassa nascita, essendo stato +competentemente dotto nello studio legale, uomo moderato, avvezzo a +giudicare con molta equità, e che si facea amare. Avvenne che un +indovino in Africa chiaramente disse ch'esso Macrino e _Diaduminiano_ +suo figlio, in età allora di circa nove anni, aveano da essere +imperadori[1696]. Costui, mandato a Roma, confessò questo medesimo a +_Flavio Materniano_, comandante delle milizie lasciate in Roma, il +qual tosto ne spedì l'avviso a Caracalla Augusto. Ma, per attestato di +Dione, non andò la lettera direttamente a lui, perchè ordine v'era di +portar le lettere provenienti da Roma a _Giulia Augusta_, la quale, +dimorando in Antiochia con grande autorità, avea l'incumbenza di +accudire a tutti gli affari, per non isturbare il figliuolo occupato +nella guerra coi Parti. Intanto avendo _Ulpiano Giuliano_, allora +censore, inviato frettolosamente a Macrino un altr'uomo coll'avviso di +quanto bolliva in Roma contra di lui, Macrino venne prima di Caracalla +a risapere il pericolo a cui egli era esposto, perchè in simili casi +vi andava la vita. Si aggiunse che un certo Serapione Egiziano pochi +dì prima avea predetto a Caracalla che poco restava a lui di vita, e +che gli succederebbe _Macrino_. Fu ben pagata la di lui predizione, +con essere dato in cibo ai lioni. Imperciocchè Caracalla conduceva +sempre seco una man di lioni, e specialmente ne amava uno assai +dimestico, appellato Acinace (noi diremmo scimitarra), e il teneva a +guisa d'un cane alla tavola, al letto od alla porta, con baciarlo +sovente pubblicamente. Per tali accidenti determinò Macrino di +prevenir la morte propria con procurar quella di Caracalla. +Erodiano[1697] aggiunge che Caracalla anche talvolta aspramente +motteggiava Macrino, trattandolo da uomo da nulla nel mestier +dell'armi, con giungere ancora a minacciargli la morte. Secondochè +s'ha dal medesimo storico, arrivato il plico delle lettere spedite da +Materniano, Caracalla, che in cocchio era dietro a far correre i suoi +cavalli, lo diede a Macrino, come era suo costume alle volte, con +ordine di riferirgli dipoi le cose importanti, e di eseguir intanto +quelle che esigessero risoluzione. Trovò[1698] per questo fortunato +accidente Macrino il brutto avviso che di sua persona era dato a +Caracalla. Osservi qui il lettore che mali effetti producesse una +volta la troppa credenza agl'impostori indovini. Caracalla avea gli +oroscopi e le geniture di tutti i nobili romani, credendo di conoscere +chi l'amava o l'odiava, e chi gli potesse tendere insidie. Si folle +credenza o produsse o almeno accelerò la di lui rovina. + + +Macrino adunque, senza perdere tempo, giacchè credeva perduto sè +stesso, qualora Materniano avesse con altre lettere replicato +l'avviso, segretamente trattò con un tribuno delle guardie, appellato +Giulio Marziale, della maniera di levar dal mondo l'iniquo Caracalla. +Oltre all'essere Marziale uno de' maggiori suoi amici, nudriva ancora +un odio gravissimo contra di esso Augusto, perchè avea fatto morir, +qualche tempo prima, indubitamente un di lui fratello. Promise egli di +fare il colpo alla prima buona congiuntura. Infatti, nel dì 8 di +aprile, essendo montato a cavallo Caracalla con poche guardie[1699], +per andare alla città di Carre a fare il sacrifizio alla dea Luna, +appellata da quel popolo il dio Luno, essendo smontato per una +necessità del corpo, e ritiratesi per riverenza le guardie; Marziale, +che stava attento ad ogni momento per isvenarlo, se gli accostò con +qualche pretesto, quando egli ebbe soddisfatto al bisogno, ovvero per +aiutargli a risalire a cavallo, perchè non erano in uso allora le +staffe. Quel che è certo, con un pugnale gli diede una ferita nella +gola, e morto lo distese per terra. Perchè l'altre guardie non si +avvidero così tosto del colpo fatto, avrebbe potuto salvarsi Marziale, +se avesse lasciato indietro il pugnale. Ma riconosciuto da uno de' +Tedeschi, o pure Sciti, che scortavano Caracalla, gli scagliarono +dietro delle freccie e l'uccisero. Divulgata la morte dell'imperadore, +corse colà tutto l'esercito, e più degli altri Macrino si mostrò +dolente d'una sciagura, per cui internamente facea gran festa il suo +cuore. Ma a chi era morto nulla giovavano i lamenti altrui. Così +_Marco Aurelio Antonino_, non meritevole d'essere da noi rammentato se +non col soprannome di _Caracalla_, terminò i suoi giorni in età di +ventinove anni, dopo aver regnato solo sei anni, due mesi ed alcuni +giorni. Egli[1700] era anche soprannominato _Tarante_, dal nome di un +gladiatore, il più sparuto e scellerato uomo che vivesse sopra la +terra. E morì odiato da tutti, ma non già dai soldati, ancorchè non +pochi sofferissero mal volentieri che egli nelle sue guardie +anteponesse i Germani e gli Sciti ai Romani. Macrino, fatto dipoi +bruciare il di lui corpo, e riposte le ceneri in un'urna, le mandò ad +Antiochia a Giulia sua madre. Dopo qualche tempo le fece egli stesso +portare a Roma a seppellire nel mausoleo d'Adriano. Allorchè arrivò a +Roma la nuova della morte di Caracalla, non si attentava la gente a +mostrare di crederla vera, finchè, venuti più corrieri ed accertato il +fatto, ognuno lasciò la briglia all'allegrezza, ma specialmente il +senato e la nobiltà, a' quali parve di ritornar in vita[1701], perchè +in addietro lor sempre parea di aver la spada pendente sul capo. +Caricarono i senatori il nome e la memoria di lui dei più obbrobriosi +titoli, ma per paura de' soldati non ardirono di chiamarlo nemico +pubblico. Anzi, creato che fu imperadore _Macrino_, vennero sue +lettere, colle quali pregava il senato di decretare gli onori divini +ad esso _Caracalla_, e bisognò ubbidire. E si vide allora, come +osserva fin lo stesso Sparziano di professione pagano[1702], questa +orrida deformità, che un uccisore del padre e del fratello, un boia +del senato e del popolo di Roma e d'Alessandria, l'orrore in somma del +genere umano, presso il quale dopo morte si trovò una incredibile +copia di varii veleni, per valersene a soddisfare le sue voglie +crudeli: questo mostro, diss'io, conseguì il titolo di dio, e per +ordine di un Macrino, che l'avea fatto uccidere, con aver da li +innanzi tempio, sacerdoti e cultori. Saran pure stati contenti ed +allegri di sì nobil compagnia gli dii della Gentilità! avran pure +ottenuto delle belle grazie da questo nuovo dio i Pagani! Io tralascio +i presagii della di lui morte riferiti da Dione[1703], gran cacciatore +di somiglianti augurii, ai quali per lo più si facea mente dopo il +fatto. + +Quanto a _Giulia Augusta_, madre di esso Caracalla, si vuol ora +avvertire che essa era nata in Soria, e probabilmente ella fu che +condusse colà il figliuolo, forse per non partirne mai più. Grande era +stata sotto Severo Augusto suo marito la di lei autorità, maggiore fu +sotto il figlio Caracalla, di modo che comunemente veniva appellata +_Julia Domna_, cioè _Giulia signora e padrona_. L'adulazione inoltre +inventò per lei i titoli di _madre degli Augusti, della patria, del +senato, delle armate_. Sparziano[1704] le dà taccia di donna infame +per gli adulterii, ed aggiunge anche un fatto più nero, cioè che il +figliuolo, dopo la morte di Severo, la prese per moglie nella seguente +maniera. Essendo ella bellissima femmina, si lasciò un dì vedere a +Caracalla quasi affatto ignuda. Miratala in quell'atto Caracalla, +disse: _Io vorrei se fosse lecito...!_ Ed ella rispose: _Purchè vi +piaccia, è lecito. Non siete voi imperadore? A voi tocca di dar le +leggi, e non di riceverle._ Ed egli allora la sposò. Così orrido è il +fatto, che lo stesso Sparziano tenne Giulia per matrigna, e non già +per madre di Caracalla; e, da lui addottrinati, scrissero lo stesso +anche Aurelio Vittore[1705], Eutropio[1706], Eusebio[1707] ed altri; +ma queste son tutte fandonie e calunnie. Dione, che fu famigliare di +essa Giulia Augusta, ed Erodiano, che fiorì almeno in vicinanza di +questi tempi, concordemente asseriscono che essa Giulia fu vera madre +di Caracalla e di Geta[1708], e ce la descrivono per donna savia ed +applicata alla filosofia. Nè all'età di lei, che si dovea accostare ai +cinquant'anni, conviene l'eccesso narrato da Sparziano. Oltre di che, +se Caracalla l'avesse presa per moglie, non avrebbe trattato col re +dei Parti di prender una di lui figliuola. Dalle dicerie degli +Alessandrini venne questa calunniosa voce. Già vedemmo che la +maldicenza la trattava da Giocasta. Contra chi è odiato nulla è più +facile che l'inventare delitti oltre al vero. Non può già negarsi che +Giulia non fosse donna di rara avvedutezza e disinvoltura. Ancorchè il +barbaro Caracalla le avesse ammazzato in grembo il figliuolo +Geta[1709], pure seppe ella contener le sue lagrime, per non accusare +ed irritare il bestial fratricida; anzi contraffaceva in pubblico a +dispetto del suo dolore il volto sereno ed allegro, perchè era notata +ogni sua parola ed ogni menomo gesto. Non si accorda ciò col dirsi da +Sparziano[1710], che avendo ella sparse alcune lagrime in compagnia di +alcune dame, poco mancò che Caracalla non facesse morir lei e tutte +quelle sue confidenti. Ci assicura Dione ch'ella da lì innanzi fu +sommamente rispettata dal figliuolo Augusto, e che a lei diede +l'incumbenza di rispondere alle lettere e di fare i rescritti ai +memoriali, con dover solo riferire a lui le cose più importanti. +Stavasene in Antiochia allorchè arrivò la nuova certa che il figliuolo +Caracalla era stato tolto dal mondo[1711]. Sopraffatta dal dolore, più +pugni si diede sul petto, che irritarono forte un cancro che già +l'affliggeva. Scaricando ancora la sua bile contra di Macrino, altro +non desiderava che di morire; non già che ella amasse il perduto +figliuolo, ma perchè colla morte di lui era spirata la somma di lei +autorità. Tuttavia, perchè Macrino le scrisse con assai civiltà, +lasciandole tutti i suoi uffiziali e fin le guardie, anche ella lasciò +andare il pensiero di non più vivere. Informato poi Macrino del suo +sparlare, e ch'ella facea dei segreti maneggi per rendersi padrona +dell'imperio, le mandò ordine di levarsi da Antiochia. Tra per questo, +e per la nuova a lei pervenuta degli strapazzi fatti in Roma alla +memoria e al nome di Caracalla, si lasciò essa dipoi morire col non +volere cibarsi; benchè Erodiano[1712] scrive, essere incerto se +spontanea o forzata fu la di lei morte. + +Due giorni stette vacante l'imperio, perchè l'armata cesarea di Soria +non sapea a chi conferirlo; e pur conveniva affrettarsi, perchè con +poderoso sforzo di armati era già in campagna _Artabano re de' Parti_, +voglioso di vendicar le ingiurie e i danni a lui recati da +Caracalla[1713]. Macrino esternamente parea non ricercare quella +sublime dignità, per non dar sospetto all'armata di aver tenuta mano +alla morte di Caracalla, ma segretamente faceva i suoi maneggi coi +primi uffiziali, affinchè in lui cadesse la elezione. Per suggestione +appunto di essi, nel dì 11 d'aprile, e non già per inclinazione che ne +avessero, i pretoriani proclamarono _Macrino imperadore_: al che +consentì il restante dell'esercito. Aveano prima tentato di alzare al +trono _Advento_, prefetto anch'esso del pretorio; ma egli non avea +voluto accettare, con allegar la troppo avanzata età. Anche Macrino +fece alquanto lo schifoso, pure in fine mostrò di cedere alla lor +premura[1714]. Diede un regalo ai soldati, e molto più ne promise. Per +farsi anche credito presso i medesimi, assunse il nome di _Severo_; e +però nelle monete[1715] si trova chiamato _Marco Opellio Severo +Macrino_: per lo che fu deriso, niuna attinenza avendo egli con Severo +già Augusto. Vuol Capitolino che fosse da lui preso anche il nome +d'_Antonino_; ma di ciò niun vestigio apparendo nelle monete e nelle +iscrizioni, si crede un fallo di quello storico. Il nome bensì di +_Antonino_, troppo caro all'esercito, diede egli a _Diadumeniano_ suo +figliuolo, con dichiararlo _Cesare e principe della gioventù_. +Comparisce egli nelle monete[1716] col nome di _Marco Opellio Antonino +Diadumeniano_. Ha creduto il padre Pagi[1717] che dal padre sul +principio del suo imperio gli fosse conferita la podestà tribunizia, e +che amendue prendessero il consolato dell'anno presente, sostituiti ai +due consoli ordinarii. Ma questa opinione è appoggiata solamente a +qualche medaglia[1718], che sarà adulterata o falsa. Tale specialmente +è, a mio credere, una, in cui Diadumeniano è chiamato all'anno +seguente _console per la seconda volta_, ornato della _tribunizia +podestà per la seconda, imperadore, pontefice massimo e padre della +patria_. Dio sa se Diadumeniano fu nè pure imperadore Augusto. +Erodiano[1719], Dione[1720], Capitolino[1721] e Lampridio[1722] o ne +dubitano, o chiaramente il riconoscono non più che _Cesare_. Il che +risulta ancora da una iscrizione esistente nel museo cesareo, e da +altre nell'appendice da me[1723] pubblicate, dove nell'anno seguente +_Diadumeniano_ tuttavia vien detto _Cesare_ e _principe della +gioventù_, e non già imperadore, nè console, e tanto meno console per +la seconda volta. Ivi ancora s'incontra Macrino _console_, ma senza +segno alcuno di aver egli altra volta tenuta la dignità consolare. +Impostori di medaglie, non men che d'iscrizioni antiche, non sono +mancati negli ultimi secoli. + +Scrisse poi Macrino lettere di molta sommessione al senato, il quale +non fece difficoltà di accettarlo, qualunque egli fosse: tanto era il +piacere di vedersi liberato dal carnefice Caracalla. Perciò il +proclamarono patrizio romano[1724], che nè pur tale era egli in +addietro; e gli conferirono la podestà tribunizia e l'autorità +proconsolare con tutti gli altri onori. Trovavasi imbrogliato Macrino, +perchè dall'un canto, per non dispiacere ai soldati, dovea mostrare di +amar la memoria di Caracalla: e, ciò facendo, disgustava il senato ed +innumerabili altri. Tuttavia cassò alcune leggi ingiuste di Caracalla, +levò via le esorbitanti pensioni da lui accordate[1725], relegò ancora +in un'isola _Lucio Priscilliano_, famoso per gli combattimenti da lui +bravamente fatti con assaissime fiere, ma più per le sue calunnie, che +aveano cagionata la morte di moltissimi cavalieri e senatori, allorchè +era favorito di Caracalla[1726]. Anche tre senatori, spie d'esso +Caracalla, ebbero il medesimo gastigo, con altri non pochi di minore +sfera. Intanto il re dei Parti _Artabano_, messo insieme un +formidabile esercito di fanti e cavalli, entrò nella Mesopotamia, e +veniva a bandiere spiegate per vendicarsi de' torti a lui fatti dal +perfido Caracalla. Macrino, uomo di poco cuore, spedì ambasciatori per +placarlo e per trattar di pace. Ma Artabano mise ad alto prezzo questa +pace, con pretendere il rifacimento delle terre e città rovinate da' +Romani, ed eccessive somme di danaro in compenso de' sepolcri guasti e +di tanti altri danni recati al suo paese. Appena ebbe data questa +risposta, che comparve con tutte le sue forze in faccia ai Romani +nelle vicinanze di Nisibi[1727]. Due sanguinosissime battaglie si +fecero, dove perì innumerabil gente, e sempre con isvantaggio de' +Romani. Allora il tremante Macrino più che mai rinforzò le preghiere +per la pace, ed Artabano ebbe anch'egli i suoi motivi di concorrere in +essa, ma con venderla ben cara. Scrive Dione, aver Macrino spesi +cinque milioni di ducatoni per far cessare questa guerra, con aver +anche restituiti i prigionieri e quel bottino che si potè. Se merita +in ciò fede Capitolino[1728], Macrino ebbe da combattere ancora coi +popoli dell'Armenia e dell'Arabia Felice, ed in ciò mostrò valore, e +fu fortunato. Abbiamo solamente da Dione ch'egli stabilì la pace con +quel re _Tiridate_. Sembra poco verisimile l'altro punto dell'Arabia +Felice. Andarono queste nuove a Roma, e tuttochè sia da credere che il +senato avesse delle informazioni fedeli de' sinistri successi, pure +serrò gli occhi, e alle lettere di Macrino, che parlavano di vittoria, +e promettevano ottimo governo, rispose con pienezza di civiltà e di +congratulazioni, accordandogli il titolo di _Partico_ e il trionfo, +ch'egli nondimeno ricusò, per non sentire i rimproveri della sua +coscienza. Avvicinandosi poi il verno, egli sen venne ad Antiochia, e +compartì l'armata per la Soria. + +NOTE: + +[1692] Anastasius Bibliothecar. + +[1693] Spartianus. Dio. Aurelius Victor. + +[1694] Capitol., in Macrino. + +[1695] Dio, lib. 78. + +[1696] Herodianus, lib. 2. + +[1697] Herodianus, lib. 2. + +[1698] Dio, in Excerptis Vales. + +[1699] Dio, lib. 78. Herod., lib. 4. Spartianus, in Severo. + +[1700] Dio, lib. 78. + +[1701] Capitolinus, in Macrino. + +[1702] Spartianus, in Caracalla. + +[1703] Dio, lib. 68. + +[1704] Spartianus, in Severo. + +[1705] Aurelius Victor, in Epitome. + +[1706] Eutrop., in Breviar. + +[1707] Eusebius, in Chron. + +[1708] Dio, lib. 78. Herodianus, lib. 4. + +[1709] Dio, lib. 78. + +[1710] Spartianus, in Geta. + +[1711] Dio, lib. 78. + +[1712] Herodianus, lib. 4. + +[1713] Dio, lib. 78. + +[1714] Capitolin., in Macrino. + +[1715] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[1716] Mediobarb., in Numismat. Imper. + +[1717] Pagius, in Critic. Baron. + +[1718] Mediobarbus, in Numismat. Imperator. + +[1719] Herodianus, Histor., lib. 4. + +[1720] Dio, lib. 78. + +[1721] Capitol., in Macrino. + +[1722] Lampridius, in Diadumeniano. + +[1723] Thesaur. Novus Inscript., pag. 469, n. 1. + +[1724] Capitolinus, in Macrino. + +[1725] Dio, lib. 78. + +[1726] Herodianus, lib. 4. + +[1727] Dio, lib. 78. + +[1728] Capitol., in Macrino. + + + + + Anno di CRISTO CCXVIII. Indizione XI. + + CALLISTO papa 2. + MACRINO imperadore 2. + ELAGABALO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO OPELLIO SEVERO MACRINO AUGUSTO ed OCLATINO ADVENTO. + + +Questo _Advento_ console quel medesimo è che in compagnia di Macrino +era dianzi prefetto del pretorio, ed avea ricusato l'imperio. Macrino +il compensò con quest'onore, benchè fosse anch'egli di bassissima +sfera. Non si può ben chiarire il di lui prenome e nome. Il +Relando[1729], con produrre una iscrizione assai logora del Fabretti, +il nomina _Q. M. Coclatino Advento per la seconda volta_. Non è da +credere ch'egli usasse due prenomi, o che il suo nome fosse disegnato +con un solo M. Molto meno sussiste ch'egli fosse stato console +un'altra volta[1730]. Dai frammenti di Dione abbiamo che fu ripreso +Macrino per aver creato senatore, collega nel consolato e prefetto di +Roma _Advento_, uomo già soldato gregario, poscia corriere e, poco fa, +procuratore. In vigore di due iscrizioni, da me[1731] altrove +pubblicate, è sembrato a me più verisimile il suo nome _Oclatino_ che +_Coclatino_. Almen dubbioso, se non falso, parimente sembra che +Macrino fosse chiamato _console per la seconda volta_, come giudicò il +Relando. Ci sono medaglie[1732] che il nominano solamente _console_ in +quest'anno; però è da vedere se legittime sieno l'altre che ci +rappresentano il secondo suo consolato. Passò Macrino Augusto il verno +in Antiochia, ma senza prender ben le sue misure per assodar la sua +fortuna sul trono. Era desiderato, era sollecitato a venirsene a Roma, +dove, non ostante i difetti della sua nascita, si era conceputa non +lieve stima ed amore per lui, sapendo ch'era uomo di genio moderato ed +inclinato alla giustizia e a far del bene. Fallò egli non poco[1733] +col perdersi tanto nelle delizie di Antiochia[1734]. Ad errore ancora +gli fu attribuito l'aver lasciato troppo tempo unita l'armata senza +dividerla, e senza mandare i differenti corpi alle loro provincie, +giacchè più non si parlava di guerra. Oltre a ciò, in vece di studiar +la maniera di farsi amare, affettava una aria di gravità e di altura +non convenevole a chi era salito tant'alto dal basso; nè si mostrava +assai cortese verso i soldati. Capitolino[1735], che unì tutto quel +che seppe per iscreditare la di lui memoria, cel rappresenta crudele +anche nello stesso far la giustizia, e troppo rigoroso nell'esigere la +militar disciplina. Diedesi inoltre a far degli eccessi di gola, e +divertirsi nei teatri, e dar poche udienze. Può essere che tale +storico alterasse la verità in più d'un capo. Oltre di che, +Lampridio[1736] scrive che _Elagabalo_ fece dire dagli storici +d'allora quanto male mai seppe di esso _Macrino_. Tuttavia, per +attestato di Dione[1737], noi sappiamo che esso Macrino conferiva i +magistrati a persone inabili ed indegne, e che le sue parole, al pari +dei fatti, non mostravano ch'egli avesse mai testa e spalle per +sostener con decoro e con utile del pubblico una sì gran dignità. Ma +quello che finalmente diede il tracollo alla di lui fortuna, fu che, a +riserva de' pretoriani, il resto dell'armata, la quale mal volentieri +aveva accettato dalle mani di essi pretoriani questo nuovo Augusto, +sempre più si andò alienando da lui; perchè osservava in Macrino uno +spietato rigore nel voler rimettere l'antica disciplina nelle truppe, +costringendoli ad alloggiar sotto le tende anche nel verno, e sì +perchè non cadevano più le frequenti rugiade di regali, usate verso di +loro dal prodigo Caracalla; ed aveva anche preso piede il sospetto +ch'egli avesse tolto dal mondo quell'Augusto loro sì caro. Con questo +cuor guasto andavano fra loro sparlando di Macrino, e trapelava dalle +parole della maggior parte d'essi una inclinazione a ribellarsi. +Solamente mancava chi alzasse il dito e si facesse capo; ma questo +tale non tardò a presentarsi. + +Ebbe _Giulia Domna Augusta_, madre di Caracalla, Soriana, siccome già +vedemmo, di nazione, una sorella in quelle parti, appellata _Giulia +Mesa_, da cui erano nate due figliuole, l'una _Giulia Soemia_, e +l'altra _Giulia Mammea_[1738]. Fu maritata la prima di esse con _Vario +Marcello_, la seconda con _Genesio Marziano_, amendue ricchi signori +in Soria, e già mancati di vita. Giulia Mesa, che tuttavia era in +buona età, stando in addietro alla corte in compagnia di Giulia +Augusta sua sorella, vi aveva ammassata gran copia di ricchezza; e +siccome donna accorta e spiritosa, gran provvisione avea fatta di +disinvoltura e sperienza negli affari del mondo. Lasciolla Macrino in +pace, nè tolse un soldo dei tesori da lei accumulati: laonde ella, +dappoichè fu morta la sorella Augusta, si ritirò nella città di Emesa, +patria sua, colle due sue figliuole vedove, e con due nepoti, +figliuoli delle medesime. Quello di Giulia Soemia si appellava _Vario +Avito Bassiano_ (Dione, non so perchè, lo chiama _Lupo_: fors'era un +soprannome), che noi vedremo fra poco imperadore col soprannome di +_Elagabalo_. L'altro, nato da Giulia Mammea, portava il nome di +_Alessiano_, il quale, giunto anch'esso all'imperio, sarà da noi +conosciuto col nome di _Severo Alessandro_. Bassiano, giunto all'età +di quattordici anni[1739], era bellissimo giovinetto, e sacerdote del +tempio del dio Elagabalo, cioè del Sole, benchè altri dicano di Giove +o di Serapide, adorato in quella città, non già in qualche immagine o +statua, ma in una pietra che avea la figura di cono o sia di un pane +di zucchero, pietra caduta dal cielo per felicità di quel popolo. I +soldati acquartierati fuori di Emesa, coll'andare a quel tempio, e +veder in esso e fuori di esso in superbe vesti e con corona gioiellata +in capo il vaghissimo sacerdote Bassiano, se n'erano mezzo innamorati. +Crebbe poi a dismisura questo amore, da che l'accorta Giulia Mesa fece +spargere voce[1740] che questo bel giovine era figliuolo di _Caracalla +Augusto_, mercè del commercio da lui avuto con _Giulia Soemia_ +figliuola di lei, allorchè dimoravano tutte in corte. Vera o falsa che +fosse questa voce, commosse non poco i soldati tra per lo amore che +tuttavia nudrivano verso Caracalla, e per l'odio che portavano a +Macrino. Si aggiunse la fama delle grandi ricchezze di Giulia Mesa, la +quale ne facea loro una generosa offerta, se volevano promuovere al +trono il giovine Bassiano. Fatto il concerto, ed uscita ella una notte +di Emesa, condusse il nipote al campo de' soldati, che immediatamente +lo acclamarono _Imperadore_, e vestirono di porpora nel dì 16 di +maggio, dandogli il nome di _Marco Aurelio Antonino_, soprannominato +dipoi _Elagabalo_ per cagione del suddetto suo sacerdozio. Da +Capitolino e da altri è chiamato _Heliogabalo_; sono d'accordo ora gli +eruditi in appellarlo _Elagabalo_. Dione[1741], all'incontro, lasciò +scritto, essere stata l'esaltazione di questo mentito figlio di +Caracalla opera e maneggio solamente di _Eutichiano_, soprannominato +_Comazonte_ a cagion del suo umore allegro e buffone, già figliuolo di +uno schiavo, e poi liberto degl'imperadori, uomo screditato al maggior +segno per varii vizii. Costui (seguita a dire Dione) arditamente +trattò l'affare senza che lo sapessero nè la madre, nè l'avola di +Elagabalo; ma sembra ben più verosimile il racconto di Erodiano, che +mette incitati i soldati alle sedizione specialmente per la speranza +de' tesori loro esibiti da Giulia Mesa. + +Portata a Macrino questa nuova, mostrò egli nel di fuori di non farne +conto, anzi di ridersene, considerato per uno scioccherello e ragazzo +Elagabalo, ed atteso particolarmente il nerbo de' suoi pretoriani e +delle altre milizie che il fiancheggiavano. Scrisse nondimeno questa +novità al senato, e con lettera appellata puerile da Dione. S'egli +fosse stato uomo di testa e provveduto di coraggio, nulla più facile +era che di affogar quella ribellione, marciando tosto con tutte le sue +forze contro quel corpo di armata ribelle, troppo inferiore alla sua, +e col promettere ai soldati il bottino delle ricchezze di Giulia Mesa. +Gli parve sufficiente rimedio al male lo spedir colà _Ulpio Giuliano_ +perfetto del pretorio con parte delle milizie[1742]. Appena arrivato +colà questo uffiziale, ruppe alcune porte della città, dove si erano +ritirati e fortificati i ribelli; ma non vi volle entrar per forza, +sperando di veder di momento in momento esposta bandiera bianca. +Questa bandiera non comparve, e durante la notte si fortificarono così +bene i soldati di dentro, che quando Giuliano, venuta la mattina, fece +dare l'assalto alle mura, trovò una insuperabile resistenza negli +assediati. Inoltre, si lasciò vedere quel bel fantoccio di Elagabalo +magnificamente abbigliato sui merli delle mura e delle torri, gridando +i suoi soldati: _Ecco il figliuolo di Antonino_, cioè di _Caracalla_, +e mostrando nel medesimo tempo i sacchi dell'oro e dell'argento loro +dati da Giulia Mesa. Quella bella vista, passando in cuore di chi +tanto bene avea ricevuto da Caracalla, servì d'incanto ai soldati di +Macrino, che, ammutinati anch'essi, trucidarono i più dei loro +uffiziali, e si unirono con quei di Elagabalo. _Giuliano_ fuggì, ma +raggiunto perdè la vita; e fu così ardito un soldato, che, posta la di +lui testa entro un sacchetto sigillato col sigillo del medesimo +Giuliano, la portò a Macrino, fingendo che fosse il capo di Elagabalo; +e mentre quella si sviluppava, destramente se ne fuggì. Erasi +inoltrato Macrino Augusto sino ad Apamea, aspettando l'esito della +spedizion di Giuliano. Uditolo sinistro, credono alcuni[1743] ch'egli +creasse allora Augusto il figliuolo _Diadumeniano_. Altro non dice +Dione[1744], se non che _il disegnò Imperadore_, e promise un grosso +regalo ai soldati. Però le monete che ci rappresentano Diadumeniano +_Augusto_ prima di quel tempo e le lettere citate da Capitolino, o son +false o non vanno esenti da sospetto. Anzi non pare che vi restasse +tempo di battere nè pur monete in onore di questo nuovo Augusto, oltre +al dirsi da Dione ch'egli fu _disegnato_ solamente, per aspettarne +probabilmente il consenso dal senato. Erodiano il riconosce fregiato +unicamente col titolo di _Cesare_. + +Non si fidò Macrino di fermarsi dopo la disgrazia di Giuliano in +Apamea, e si mise in viaggio per ritornarsene ad Antiochia. Ma +l'esercito di Elagabalo, ch'era per tanti desertori cresciuto a segno +di poter fare paura a Macrino, uscì in campagna, e con isforzate +marcie il raggiunse in un luogo distante circa trenta miglia da +Antiochia[1745]. Bisognò venire ad un fatto d'armi correndo il dì 7 di +giugno. I pretoriani, siccome bei pezzi di uomini e gente scelta, +erano superiori di forze; ma i nemici con più furore combattevano, +perchè, perdendo, si aspettavano la pena della lor ribellione. +Contuttociò, prevalendo i primi, cominciarono a piegare e a prendere +la fuga gli altri; se non che, scesa dal cocchio _Giulia Mesa_ colla +figlia _Soemia_, con lagrime e preghiere tanto fece, che li rispinse +nella mischia. Lo stesso _Elagabalo_, il più vile uomo del mondo, +comparve in questa occasione un Marte, perchè a cavallo e col brando +in mano maggiormente animò i suoi alla pugna. Nulladimeno si sarebbe +anche dichiarata la vittoria per Macrino, s'egli non fosse stato +figliuolo della paura. Allorchè vide dubbioso il combattimento, per +timore di essere preso, se restava rotto il suo campo, abbandonò i +suoi per salvarsi ad Antiochia. Tennero saldo, ciò non ostante, i +pretoriani, finchè Elagabalo, informato della fuga di Macrino, lo fece +loro sapere, con promettere nello stesso tempo di conservare ad essi +il grado loro, e di regalargli se si dichiaravano per lui, siccome +seguì. Ciò saputosi da Macrino, travestito prese le poste alla volta +di Bisanzio, dove se potea giugnere, facea poi conto di passare a +Roma, e di rimettere in piedi la cadente sua fortuna. Si mise a passar +lo stretto, ed era già presso a Bisanzio, quando un vento furioso il +rigettò a Calcedonia, dove stette nascoso alcun poco, finchè giunti i +corridori spediti da Elagabalo coll'avviso della vittoria, fu scoperto +e messo in una carretta per condurlo vivo al vincitore; ma gittatosi +dal carro, e rottasi una spalla ad Archelaide, città della Cappadocia, +gli fu mozzato il capo e portato ad Elagabalo, che lo fece porre sopra +una lancia, e girar per tutto il campo alla vista di ognuno. Terminò +_Macrino_ i suoi giorni in età di cinquantaquattro anni, dopo aver +regnato quasi quattordici mesi. Mentre _Diadumeniano_ suo figliuolo +era in viaggio, sperando di salvarsi nel paese de' Parti, raccomandato +dal padre ad Artabano, fu preso anch'egli[1746], ed ucciso in età di +circa dieci anni, con che restò solo padrone del romano imperio _Marco +Aurelio Antonino_, soprannominato _Elagabalo_, in cui andiamo a vedere +il più vergognoso ed abbominevol uomo che sedesse mai sul trono de' +Cesari. Dopo l'union degli eserciti proclamato di nuovo _Imperadore_, +entrò come trionfante in Antiochia. Pretendevano i soldati il sacco di +quella innocente città: la salvò Elagabalo, con promettere loro +cinquecento dramme per testa; somma che la dovettero pagare per loro +men male i cittadini. + +Dai frammenti di Dione, pubblicati dal Valesio[1747], abbiamo che esso +Elagabalo, ovvero chi faceva per lui, scrisse al senato, mandando la +lettera a _Pollione console_. S'intitolava egli _imperadore Cesare +Augusto, figliuolo di Antonino_ (cioè di Caracalla), _nipote di +Severo, Pio, Felice, dotato della podestà tribunizia e proconsolare_; +cosa contraria all'ordine e all'uso, perchè gli altri principi aveano +aspettata questa autorità dal senato, almen per un atto di +convenienza. Si può argomentare da ciò quanto abbiam detto di +Diadumeniano creduto Augusto, perchè non vi fu tempo da poter ricevere +questo titolo dal senato. In essa lettera Elagabalo sparlava forte di +Macrino, prometteva gran cose di sè stesso, protestando di prendere +per suo modello Augusto e Marco Aurelio. Tutte spampanate di lui o di +chi dettò a lui quella lettera. Staremo poco ad avvedercene. E se ne +accorsero allora i senatori, perchè egli a parte scrisse al console +_Pollione_, che se alcuno facesse opposizione o resistenza, egli si +servisse della forza e dei soldati ch'erano in Roma. Già erano +afflitti essi senatori per aver perduto Macrino, principe che non +doveva essere quel tanto sciagurato che Capitolino ci vuole far +credere; e molto più per dover essere governati da uno sbarbatello +Soriano, non conosciuto da alcuno, o almen da pochi: il quale senza +verun legittimo titolo, e per una vergognosa finzione di bastardismo, +si era intruso nel trono cesareo. Tuttavia bisognò chinare il capo, +insegnare alla lor lingua le acclamazioni e gli elogi ad Elagabalo, e +fino all'odiato Caracalla, vantato suo padre, e dichiarar nemico +pubblico Macrino. Trovasi qualche iscrizione spettante a quest'anno in +cui si veggono consoli _Antonino_ ed _Advento_. Una specialmente ne +produce il Fabretti[1748]: il che fa intendere, e lo conferma anche +Dione, che _Elagabalo_, chiamato _Marco Aurelio Antonino_, di sua +autorità si fece console in quest'anno, e ciò senza licenza del +senato, con far anche radere dagli atti pubblici il nome di Macrino, e +mettervi il suo, quasichè egli fin dalle calende di gennaio fosse +stato console con Advento. Ma noi poco fa abbiam veduto console in +quest'anno anche _Pollione_. Forse nelle calende di maggio era egli +stato sostituito a Macrino in quella insigne dignità. Ardevano intanto +di voglia Mesa e Giulia Soemia, madre del nuovo Augusto, di rivedere +Roma, dove erano state in delizie ne' tempi addietro, e però +affrettarono verso quella parte Elagabalo[1749]. Giunto egli +coll'armata a Nicomedia, per la stagion troppo avanzata, quivi si +fermò, per proseguire il viaggio nella prossima ventura primavera. + +NOTE: + +[1729] Reland., Fast. Cons. + +[1730] Noris, Epist. Cons. + +[1731] Thesaurus Novus Inscript., pag. 354. + +[1732] Mediobarb., in Numism. Imperator. + +[1733] Herodianus, lib. 5. + +[1734] Dio, lib. 78. + +[1735] Capitolin., in Macrino. + +[1736] Lampridius, in Elagabalo. + +[1737] Dio, lib. 78. + +[1738] Herod., lib. 4. Dio, Lib. 78. Capitol., in Macrino. + +[1739] Herodianus, lib. 4. + +[1740] Capitol., in Macrino. + +[1741] Dio, lib. 78. + +[1742] Herod., lib. 5. Dio, lib. 78. + +[1743] Goltzius. Mediobarb. Tillemont. Pagius. + +[1744] Dio, lib. 78. + +[1745] Herodianus, lib. 5. Dio, lib. 78. + +[1746] Lamprid., in Diadumeniano. Herod., lib. 5. Dio, lib. 78. + +[1747] Dio, in Excerptis Valesianis. + +[1748] Fabrettus, Inscript., pag. 637. + +[1749] Herodianus, lib. 6. + + + + + Anno di CRISTO CCXIX. Indizione XII. + + CALLISTO papa 3. + ELAGABALO imperadore 2. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO ANTONINO, soprannominato ELAGABALO, per la seconda volta +e SACERDOTE per la seconda. + + +Una iscrizione da me[1750] riferita porge qualche barlume per credere +che il secondo console fosse appellato _Tiberio Claudio Sacerdote_. +Ora mentre tuttavia dimorava in Oriente l'Augusto Elagabalo, +Dione[1751] accenna alcuni torbidi, che dovettero essere di poca +conseguenza, cagionati da chi, avendo veduto salire all'imperio un +Macrino ed un Elagabalo, benchè sprovveduto di nobiltà, si diede a +tentar delle novità negli eserciti. Furono costoro ben tosto oppressi. +Nè tardò il nuovo Augusto a dar segni della sua crudeltà, con uccidere +di man propria il suo aio, pel cui senno e valore avea conseguita la +vittoria di Macrino ed ottenuto l'imperio: solamente perchè lo +esortava a lasciar le ragazzate. Fece anche uccidere _Giuliano +Nestore_, già prefetto del pretorio sotto Macrino, _Fabio Agrippino_ +governatore della Soria, _Reano_ governator dell'Arabia, _Claudio +Attalo_ presidente di Cipri, e _Decio Trajano_ governator della +Pannonia, non per altro delitto, che per essersi eglino sottomessi con +prontezza all'usurpato imperio suo[1752]. Durante il verno, ch'egli +passò in Nicomedia, cominciò di buon'ora a farsi conoscere quel mostro +non solo di crudeltà, come ho già detto, ma anche di libidine, di +capriccio e di leggerezza di senno, che poi da tutto il mondo fu +conosciuto e detestato. La prima sua pazzia, principio di molte altre, +fu l'esser egli perduto dietro al suo dio Elagabalo, di cui era stato +e pretendeva di voler essere tuttavia sacerdote. Ne cominciò in essa +Nicomedia a promuovere il culto con varie feste, portando veste +sacerdotale tessuta di porpora e d'oro, e maniglie e gioielli, e +corona a guisa di mitra o tiara fregiata d'oro e di gemme. Questo +abito all'orientale, pieno di lusso, era il suo favorito; gli facea +nausea il vestire alla romana o alla greca, chiamando i lor abiti +troppo vili, perchè fatti di lana; laddove egli li voleva di seta: +cosa assai rara e preziosa in que' tempi. Lasciavasi anche vedere fra +i sonatori di timpani e di pive, e faceva il ballerino nei sacrifizii +a quel ridicolo dio. Giulia Mesa sua nonna, a cui dispiacevano forte +queste sue puerilità, non mancò di riprenderlo, col mettergli davanti +il discredito in cui incorrerebbe con sì straniere vesti comparendo a +Roma. Più che mai si ostinò a volerla a suo modo, perch'egli non +badava se non a chi gli stava intorno per adularlo. Affine poi di +provare quanto egli si potesse promettere dalla sommession de' Romani +ad ogni suo volere, fattosi dipingere in quel l'abito sfarzoso e +forestiere di sacerdote insieme col dio da lui adorato, mandò a Roma +quel ritratto, comandando che si appendesse nella sala del senato, e +che ad ogni assemblea de' padri s'incensasse, con ordine ancora a +tutti i ministri sacri di Roma che nei loro sacrifizii prima degli +altri dii nominassero il suo dio Elagabalo. Fu ubbidito, e questo +servì a far conoscere in Roma il di lui esterior portamento, prima che +vi arrivasse; ed, arrivato che fu, a non maravigliarsene. + +Comparve dunque il folle giovinastro in quella gran città, e l'unica +cosa che fece meritevol di lode[1753], fu l'attener la promessa da lui +fatta di non punir chicchessia che avesse operato o parlato contra di +lui finchè Macrino visse. Diede al popolo il congiario solito a darsi +dai novelli regnanti; ed è da credere che allora, se non prima, +impetrasse dal senato il titolo di _Augusta_ a _Giulia Mesa_ avola +sua, ed a _Giulia Soemia_ sua madre, che a noi vien dipinta da +Lampridio[1754] per donna avvezza a mettersi sotto i piedi l'onestà e +l'onore. Volle appunto Elagabalo, nella sua prima comparsa in senato, +che i senatori pregassero la medesima sua madre di sedere presso i +consoli, e di dire il suo parere a guisa degli altri senatori: novità +non più veduta ne' tempi addietro, e che non si praticò se non sotto +questo capriccioso giovane Augusto. Costituì anche un senato di donne +nel monte Quirinale, capo di cui era la stessa Soemia, acciocchè quivi +si trattassero e decidessero gl'importantissimi affari della +repubblica femminina. Quivi poi furono fatti dal senato consulti +ridicoli intorno alle precedenze e mode donnesche; e fu deciso qual +foggia di vesti s'avesse a portare; quale delle dame precedere, quale +baciar l'altra, ed a chi competesse carrozza colle mule, a chi coi +buoi. Ad alcune era conceduto l'andare a cavallo, ad altre solamente +il cavalcare asinelli, e ad altre il farsi portare in seggetta. Fra +queste seggette ancora fu decretato chi la potesse avere intarsiata di +avorio, e chi di argento, e chi coperta di pelle; e si determinò a chi +fosse lecito il portar oro e gemme nelle scarpette. Quanto allo stesso +Elagabalo[1755], i suoi gran pensieri cominciarono ad impiegarsi tutti +per introdurre ed ampliare il culto del suo dio in Roma. Fece venir da +Emesa quel pezzo di pietra a guisa di cono, in cui si facea credere ai +popoli insensati che si adorava il dio Sole; e fabbricò per questo un +suntuosissimo tempio. Noi il troviamo nelle medaglie[1756] intitolato +_sacerdote dote del dio Sole Elagabalo_. Si era egli messo in capo di +ridurre tutta la religione, cioè tutte le superstizioni dei Gentili +Romani, al culto di questo solo favorito suo nume. Pretendeva in +oltre, come lasciò scritto Lampridio pagano, di tirare ad onorar +questo dio anche la religion de' Giudei e de' Samaritani, e infin la +_divozion de' Cristiani_: dal che certo erano ben lontani i nemici +dell'idolatria, e massimamente gli adoratori di Gesù Cristo. Pensava +ancora di trasportare in quel tempio, e forse anche trasportò, tutto +quello che di più sacro e raro si trovava negli altri tempi, come il +fuoco di Vesta, la statua di Cibele, lo scudo di Marte, il Palladio, e +simili altre superstiziose memorie della divozion de' Gentili. Se +queste novità e violenze dispiacessero ai Romani, amanti degli antichi +falsi loro dii e delle inveterate loro superstizioni, facilmente +ognuno sel può figurare. E un gran dire dovea essere in Roma, al +mirare tolta la mano al suo Giove altitonante da questa forestiera +divinità. Abbiamo ancora da Erodiano che Elagabalo intorno a quel suo +tempio fece ergere molti altari, ne' quali ogni dì sagrificava una +gran copia di buoi e di pecore, e si spandevano infiniti fiaschi di +vino del migliore e più vecchio che fosse in Roma, vedendosi scorrere +a ruscelli quel vino e quel sangue per terra. Bisognava che di tanto +in tanto i senatori e cavalieri assistessero a quei sagrifizii, e vi +facessero anche le funzioni più vili, con tener sulla testa i piatti +d'oro e d'argento dorato, ne' quali si mettevano le viscere delle +vittime, e coll'andar vestiti alla forma dei sacerdoti orientali. +Intanto l'imperadore conduceva i cori intorno agli altari fra lo +strepito d'innumerabili musicali strumenti, e colle donne di Fenicia +che ballavano battendo cembali e timpani. Ed ecco ove era giunta la +maestà di un imperadore e di un senato romano. + +NOTE: + +[1750] Thesaurus Novus Inscription., pag. 355. + +[1751] Dio, lib. 79. + +[1752] Herodian., lib. 5. + +[1753] Dio, in Excerpt. Valesianis. + +[1754] Lampridius, in Elagabalo. + +[1755] Dio, lib. 79. Herodianus, lib. 5. Lamprid., in Elag. + +[1756] Goltzius, Numism. Mediobarb., in Numism. Imper. + + + + + Anno di CRISTO CCXX. Indizione XIII. + + CALLISTO papa 4. + ELAGABALO imperadore 3. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO ANTONINO ELAGABALO per la terza volta ed EUTICHIANO +COMAZONTE. + + +Questo _Eutichiano_, soprannominato _Comazonte_, quel medesimo è che, +secondo Dione, cooperò più degli altri alla esaltazione di Elagabalo. +Per ricompensa fu creato prefetto del pretorio e poi console, benchè +di razza abbietta, per essere di condizion servile e libertina. +Pretendono alcuni ch'egli in quest'anno si abbia ad appellar _console +per la seconda volta_; ma non ne abbiamo sicuri fondamenti. Scrive +bensì Dione[1757], aver egli ottenuto tre volte il consolato: il che +si può credere seguito ne' due seguenti anni per sostituzione. Altresì +fuor di dubbio è ch'egli esercitò tre volte la carica di prefetto di +Roma. Niun'altra applicazione si prendeva il folle Elagabalo dei +pubblici affari di Roma e delle provincie, se non per vendere le +cariche e i magistrati a persone talvolta vili ed infami. Quel tempo +che gli restava dopo le sue grandi occupazioni in promuovere il culto +del suo caro nume, tutto lo impiegava in isfogar la sua libidine, che +forse non ebbe pari nel mondo. Il regno suo non giunse a quattro anni, +e pure più e più mogli prese[1758]. La prima fu _Giulia Cornelia +Paola_, delle più illustri famiglie di Roma, sposata con gran +solennità e con regali al popolo e ai soldati, ma ripudiata ben presto +ed anche spogliata del titolo di Augusta e degli altri onori di chi +era stata moglie di un imperadore. Sposò egli dipoi _Giulia Aquilia +Severa_, vergine Vestale, con iscandalo e mormorazion grande dei +Romani, dicendo egli di aver ciò fatto, affinchè da lui pontefice e da +una sacerdotessa di Vesta nascessero dei figliuoli divini. Se ne stufò +dopo ben poco tempo, perchè rivolse gli occhi ad _Annia Faustina_, +bellissima donna, nipote di Marco Aurelio Augusto, e moglie allora di +_Pomponio Basso_. Per averla in libertà, fece sotto altro pretesto +morire il di lei marito, e sposolla. Discacciò ancor questa, e ne +prese poi delle altre, delle quali non sappiamo il nome con tornare in +fine ad _Aquilia Severa_. Ma questo fu il meno delle bestiali sue +stravaganze. Abbandonossi egli ad ogni eccesso ed infamia di +impudicizia. Nè a me convien di entrare in sì fatta cloaca, nè onesto +cristiano lettore potrebbe aver piacere d'intendere tutto ciò che in +questo genere lasciarono scritto gli storici Dione e Lampridio, ma non +senza orrore di lor medesimi. Basta dire che la malizia unita colla +pazzia arrivò a tali sozzure, che non cadrebbono ora in mente di +persone anche le più pratiche dell'infame regno della disonestà. +Arrivò egli in fine a sposar pubblicamente l'un dopo l'altro due +vilissimi giovani, con far mille pazzie, cioè Jerocle carrozziere ed +Aurelio Zotico, figliuolo di un cuoco; e però egli vestiva da donna, e +voleva essere appellato la signora Regina. Di più non occorre per +ravvisare che pezzo di forsennato e d'infame fosse Elagabalo Augusto. +E pure con questi effemminati costumi si vedeva unita anche la +crudeltà[1759]. Solamente perchè con qualche cenno mostrarono di non +approvare le di lui bestiali operazioni, egli fece levar la vita a +_Peto Valeriano_ e a _Silio Messalla_. Lo stesso fine ebbero altri +ancora dei suoi più amici e confidenti, perchè osarono di esortarlo a +vivere con più onestà e moderazione. In onore ancora del suo dio fece +scannar molti garzoni nobili[1760], scelti da tutta l'Italia, nella +guisa che si faceva delle bestie, per osservar le viscere loro. + +NOTE: + +[1757] Dio, lib. 79. + +[1758] Herodian., lib. 5. Dio, lib. 79. + +[1759] Dio, lib. 79. + +[1760] Lampridius, in Elagabalo. + + + + + Anno di CRISTO CCXXI. Indizione XIV. + + CALLISTO papa 5. + ELAGABALO imperadore 4. + +_Consoli_ + +GRATO SABINIANO e CLAUDIO SELEUCO. + + +Più che mai andò continuando le sue sordidezze e follie l'Augusto +Elagabalo[1761], nelle quali consumò gran copia d'oro trovato +nell'erario principesco, e nè pur bastavano al lusso e alla lussuria +sua le rendite del pubblico. Ne' borghi di Roma[1762] avea fatto +fabbricare un altro tempio di gran magnificenza. Venuto il settembre, +conduceva colà a spasso il suo dio, cioè quella pietra, di cui abbiam +parlato, posta sopra di un carro tutto ornato di oro e di pietre +preziose, e tirato da candidissimi cavalli. Andava innanzi il folle +Augusto, tenendo le briglie in mano, colla testa volta all'idolo, e +camminando sempre all'indietro. Era composta la processione di tutto +il popolo, che portava le statue degli dii di Roma, ed ogni cosa più +rara de' templi, con fiaccole accese in mano e corone in capo; e +veniva fiancheggiato dalla cavalleria e fanteria di Roma. Finita poi +la solenne funzione, saliva l'imperadore nelle altissime torri del +tempio, e di là gittava alla plebe vasi d'oro e d'argento, e vesti e +panni di varie sorte: il che finiva colla morte di parecchi affogati +nella calca, o trapassati dalle lance dei soldati. Passò poi la sua +sfrenatezza più oltre, perchè, non volendo essere da meno di Nerone e +degli altri abbominevoli suoi predecessori, la notte travestito e con +un cappellino in capo girava per le osterie e pei bordelli, facendo +delle insolenze. Aprì anche un postribolo nello stesso palazzo. +Sovente facea il carrozziere alla presenza di tutti i cortigiani e di +molti senatori: de' senatori, dico, ch'egli nulla stimava, solendo +chiamarli _schiavi togati_. Più spesso facea il ballerino, non +solamente nell'orchestra, ma ne' sagrifizii ed in altre pubbliche +funzioni. Di questo passo camminava lo scapestrato Augusto, perduta +affatto ogni riverenza al suo grado, e divenuto, per le sue infami +lascivie, l'obbrobrio del mondo: quando gli saltò in capo di dar +moglie al suo dio Elagabalo. Scelse a questo effetto[1763] la statua +della dea Urania, o sia Celeste, venerata in Cartagine, oggetto di +gran divozione ad ogni città dell'Africa. Era essa dea creduta la +Luna; e però il pazzo imperadore diceva, ch'essendo quel suo dio il +Sole, non potea darsi matrimonio più proprio e convenevol di questo. +Quant'oro e cose preziose si trovarono in quel tempio di Cartagine, +tutto volle portato a Roma, acciocchè servisse di dote al suo dio. +Giunta poi quella statua, ordinò che in Roma e per tutta l'Italia si +facessero feste ed allegrezze, affin di onorar le nozze di questi +numi. Non era egli un imperador da legare? + +Qui racconta Dione[1764] uno strano avvenimento, appartenente a questi +tempi, di cui potè egli essere ben informato, trovandosi allora in +Bitinia. Sulle rive del Danubio comparve un personaggio, creduto da +esso Dione un dio, cioè un demonio, che diceva di essere Alessandro il +Grande, quale veramente pareva all'aspetto ed all'abbigliamento. Seco +menava quattrocento persone, portanti in mano dei tirsi, e addosso +pelli, come si solea dipignere Bacco, ed imitanti quel dio e le +baccanti colle lor danze e follie. Passò per la Mesia e per la Tracia, +senza far male ad alcuno; nè i pubblici ministri nè i soldati gli si +opposero mai; anzi tutte le città, per dove andò, gli preparavano +l'alloggio, e somministravano quanto gli bisognava. Arrivato a +Bisanzio, passò lo stretto, e venuto a Calcedonia, dopo aver quivi +creato un sacerdote, disparve, senza apparire che ne fosse divenuto. +Ma un altro Alessandro, non già immaginario come questo, si vide in +questi medesimi tempi in Roma[1765]. _Giulia Mammea_, figliuola +anch'essa di Giulia Mesa, siccome di sopra accennammo, avea un +figliuolo appellato _Alessiano_, cugino, per conseguente, dell'Augusto +Elagabalo, ma giovinetto di ottimi costumi ed affatto diversi da quel +mostro regnante. Già dicemmo che donna accorta fosse _Giulia Mesa_. +Costei, osservando le tante pazzie ed infamie del nipote Augusto, per +le quali cominciò anch'ella ad odiarlo, ben considerò ch'egli non +potea durare sul trono, e che presto o tardi farebbe il fine degli +altri troppo screditati imperadori, e ch'ella con esso rimarrebbe +spogliata dell'autorità, con pericolo anche di peggio. Prese dunque ad +esaltar l'altro nipote _Alessiano_; e per ben condurre il disegno, +destramente insinuò ad Elagabalo, che giacchè egli era occupato nella +divozione verso il suo gran dio, ben sarebbe lo scegliere persona che +per lui accudisse ai pubblici affari; e questo doversi prendere dalla +casa propria, e non altronde, proponendogli infine il cugino +Alessiano. Piacque ad Elagabalo questa proposizione, e però entrato un +dì in senato coll'avola _Mesa_ e con la madre _Soemia_, dichiarò che +adottava per suo figliuolo Alessiano, dandogli il titolo di _Cesare_ +ed il nome di _Alessandro_, spacciando che ciò faceva per ordine del +suo dio Elagabalo. Disegnollo ancora console per l'anno prossimo +venturo. Risero i Romani al vedere ch'egli in età di circa diciassette +anni voleva intitolarsi il padre del cugino, che già era in età di +tredici o quattordici anni. Dione gli dà anche più età che allo stesso +Elagabalo. Tuttavia tanto i senatori che i soldati di buon cuore +accettarono il novello Cesare, già consapevoli del di lui buon +naturale. E l'astuta Mesa, per renderlo vieppiù caro a' soldati, +divulgò dappertutto, che anche questo suo nipote era figliuolo di +Antonino Caracalla: finzione, la quale poi prese un sì fatto piede, +che laddove si tenea Elagabalo per un falso figliuolo di esso +Caracalla, Alessandro comunemente veniva creduto nato da lui. + +NOTE: + +[1761] Dio, in Excerptis Vales. + +[1762] Herod., lib. 5. + +[1763] Herod., lib. 5. + +[1764] Dio, lib. 75. + +[1765] Herod., lib. 5. Dio, lib. 79. + + + + + Anno di CRISTO CCXXII. Indizione XV. + + URBANO papa 1. + ALESSANDRO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO ANTONINO detto ELAGABALO per la quarta volta e MARCO +AURELIO ALESSANDRO SEVERO. + + +Terminò in quest'anno il pontificato e la vita _san Callisto_ papa, +con riportare la gloriosa corona del martirio, ed ebbe per successore +nella cattedra pontificia _Urbano_. Da che _Elagabalo_ ebbe alzato +alla dignità cesarea il cugino _Alessandro_[1766], per qualche tempo +continuò a favorirlo ed amarlo. Ma cominciò a poco a poco a +raffreddarsi questo amore, e giunse egli ancora a mirarlo di mal +occhio e a pentirsi dell'adozione fatta. E ciò per due motivi. L'uno, +perchè voleva addestrarlo ai suoi infami costumi, e pretendeva che +seco si unisse a ballare, e a far da sacerdote con quelle sue +barbariche fogge di vestiti. Alessandro, di natural grave, e di mente +ormai capace di ben discernere il ridicolo e l'indecente nelle azioni +del cugino Augusto, non si sentiva voglia d'imitarlo. Oltre a ciò, +_Mammea_, donna savia, sua madre, il distornava da somiglianti +eccessi[1767]. Lo aveva essa allevato con gran cura fin da' primi +anni, provvedendolo di ottimi maestri sì per le lettere che per gli +esercizii cavallereschi e militari, senza lasciar passare un giorno in +cui nol facesse studiare. Per maestro della lingua greca avea avuto +_Nebone_, per la rettorica _Serapione_, per la filosofia _Stilione_. +Ebbe poi in Roma per maestro della lingua latina _Scaurino_, uomo +rinomatissimo nella sua professione, per la rettorica _Giulio +Frontino_, _Bebio Macrino_ e _Giulio Graniano_. Servirono ancora ad +ammaestrarlo nell'erudizione _Valerio Cordo_, _Lucio Veturio_ ed +_Aurelio Filippo_, che scrisse poscia la di lui vita. L'altro motivo, +per cui si svegliò o crebbe il mal animo e lo sdegno di Elagabalo +contro il cugino Alessandro, fu il cominciar ad avvedersi che i +soldati più genio ed amore mostravano al figlio adottato che al padre. +Era in fatti succeduto che le tante pazzie e l'infame vita di questo +sfrenato Augusto aveano generata nausea fino negli stessi soldati, +gente per altro di buono stomaco. E, all'incontro, mirando essi la +saviezza e moderazione del giovinetto _Alessandro_, quanto sprezzavano +e già odiavano il folle Augusto, altrettanto di stima ed amore aveano +conceputo pel sì ben costumato Cesare. Pertanto la nata gelosia in +cuor di Elagabalo il portò a tentar varie vie di levarlo dal mondo col +veleno, col ferro o in altre guise. A questa indegna azione sollecitò +chiunque gli stava appresso con promesse di grandi ricompense[1768]. +Tutti osservarono una fedeltà onorata verso di Alessandro, e tutti i +tentativi del barbaro imperadore ad altro non servirono che a rendere +più cauta per la conservazion del figliuolo _Giulia Mammea_ sua madre, +la quale lo istruì di non prendere alcun cibo o bevanda che venisse +dalla parte di Elagabalo, e facevagli preparar la mensa solamente da +persone di sperimentata onoratezza. Fece Elagabalo levargli d'appresso +tutti i maestri, esiliandone alcuni, ed altri uccidendoli; e pur +questo a nulla servì. Potevano le spade dei suoi soldati appagar la +crudel voglia di Elagabalo; ma, oltre al professar essi dell'amore per +Alessandro, e all'avergli verisimilmente giurata anche fede in +riconoscerlo per figliuolo dell'imperadore, Alessandro segretamente li +regalava; e però niun d'essi volea macchiarsi le mani nel di lui +sangue innocente. _Giulia Mesa_ anch'ella andava scoprendo tutti i +disegni e le trame del cattivo nipote, e destramente preservava il +buono, con non lasciarlo uscire in pubblico[1769]. Accortosi +finalmente Elagabalo della inutilità di queste occulte macchine, +determinò di venire a guerra aperta. Mandò pertanto ordine al senato +di togliere ad Alessandro il titolo e la dignità di _Cesare_, e di +cassare la di lui adozione. Allorchè in senato fu letta questa +polizza[1770], niuno de' padri seppe trovar parola da dire. Se +ubbidissero, nol so; ben so che tutti amavano Alessandro, e +detestavano in lor cuore la violenza dell'indegno regnante. Certo niun +male avvenne ad Alessandro dalla parte de' soldati. Spedì loro +Elagabalo lo stesso ordine, per cui cominciarono a fremere non meno i +pretoriani che le altre milizie[1771]; e perchè videro arrivar gente +che cominciò a cancellar le iscrizioni poste alle statue d'esso +Alessandro, già erano vicini a prorompere in una sedizione. Vi fu +anche una man d'essi soldati che corse al palazzo, con apparenza di +voler uccidere Elagabalo[1772]. Avvisatone il coniglio imperadore, si +nascose in un cantone dietro ad una tappezzeria, ed inviò +_Antiochiano_ prefetto del pretorio a pacificarli. Poscia, perchè +durava la commozione nel quartier de' pretoriani, colà si portò +Elagabalo in persona, per quetare il rumore, insieme col suddetto +prefetto. Non si vollero mai arrendere i soldati, finchè Elagabalo non +diede parola di cacciare dal palazzo e gastigar colla morte Jerocle, +Gordo ed altri scellerati suoi cortigiani, che lui di stolto aveano +fatto diventare stoltissimo. Arrivò[1773] a tanta viltà Elagabalo, che +piangendo dimandò loro in grazia Jerocle, cioè colui che portava il +nome infame di suo marito, dicendo che più tosto uccidessero lui +stesso che quel suo caro ministro. L'accordo in fine fu conchiuso, con +patto che Elagabalo mutasse vita, e fosse assicurata la vita di +Alessandro, nè alcuno degli amici di Elagabalo andasse a visitarlo, +per timore che non gli nuocessero o nol conducessero ad imitare gli +sregolati costumi del corrotto Augusto. Secondo Lampridio[1774], +succederono queste cose nell'anno precedente. + +Era restato pien di veleno per tali avvenimenti l'indegno Elagabalo, e +però, venuto il primo dì di questo anno, in cui doveva egli col cugino +Alessandro procedere console, non si volle muovere di camera, se non +che l'avola e la madre tanto dissero, con fargli temer imminente una +sollevazion delle milizie, che solamente a mezzodì con esso Alessandro +andò a prendere il possesso della dignità consolare. Ma non volle +passar al Campidoglio a compiere la funzione, e convenne che il +prefetto di Roma la compiesse, come se non vi fossero consoli. Non +sapea digerire Elagabalo il veder così limitata l'autorità sua +imperiale, e molto meno che al dispetto suo e sugli occhi suoi vivesse +l'odiato Alessandro. Però andava cercando nuove maniere di levarlo di +vita; ed ora solamente fu, secondo Erodiano[1775], che tentò di torgli +il titolo e la dignità di _Cesare_. Fece partir di Roma all'improvviso +tutti i senatori[1776], acciocchè non osassero opporsi ai suoi malvagi +disegni. E perchè _Sabino_, senator gravissimo, era restato in città, +diede ordine ad un centurione che andasse ad ammazzarlo. Per buona +fortuna costui pativa di sordità, e credendo che l'ordine fosse per +l'esilio, non ne fece di più. Per comandamento poi di esso Elagabalo, +era ridotto Alessandro a starsene chiuso in casa, nè ammetteva +udienze. Da lì a poco tempo, volendo il folle ed insieme furbo +imperadore scandagliare qual disposizione si potesse aspettar dai +soldati, qualora facesse ammazzar Alessandro, fece correr voce ch'esso +_Cesare_ era vicino per malattia a mancar di vita. Grande fu il +bisbiglio, maggiore dipoi la commozion delle milizie, gridando +moltissimi di essi che volevano vedere Alessandro Cesare. Perciò si +chiusero ne' lor quartieri, nè più volevano far le guardie al palazzo +cesareo. Imminente era una terribil sollevazione, se Elagabalo, preso +seco in carrozza Alessandro, non fosse ito al loro campo. Apertegli le +porte, il condussero al loro tempio, unendosi intanto molti strepitosi +viva per _Alessandro_, pochi per _Elagabalo_. L'ultima pazzia di +questo imperadore fu che, essendosi egli trattenuto in quel tempio la +notte, nella mattina seguente, che fu il dì 7 (altri vogliono nel dì 9 +di marzo, altri più tardi, ma Lampridio chiaramente sta colla prima +opinione), fece istanza che fossero ammazzati alcuni di coloro che +aveano gridato: _Viva Alessandro_. Così irritati da questo pazzo +ordine rimasero i soldati, che a furia si sollevarono contra di lui. +Fuggì Elagabalo, e si nascose in una cloaca, luogo degno di lui; ma, +avendolo trovato, lo uccisero, e seco _Soemia_ sua madre, ch'era in +sua compagnia, e molti dei suoi iniqui ministri. Fra questi si +contarono i due prefetti del pretorio ed _Aurelio Eubulo_ da Emesa, +presidente della sua camera, scorticator della gente, che dalla plebe, +sollevata anch'essa, e dai soldati tagliato fu a pezzi. Nella stessa +rovina restò involto _Fulvio_ prefetto di Roma, e l'infame Jerocle. Di +tanti suoi obbrobriosi cortigiani, potenti presso di lui, non si salvò +che uno. Furono trascinati per la città i cadaveri dell'ucciso Augusto +e di sua madre; poi quello di esso Elagabalo gittato fu nel Tevere. +Fece il senato radere dalle iscrizioni a lui poste il nome di +Antonino, cotanto da lui disonorato, ed egli da lì innanzi non con +altro nome fu menzionato che di _falso Antonino_, di _Sardanapalo_ e +di _Tiberino_, o pur di _Vario Elagabalo_. Così, dopo aver questo +scapestrato giovine regnato tre anni, nove mesi e qualche giorno, +colla più vituperosa vita che mai si udisse, ricevette una più +vituperosa morte, pena convenevole ai suoi molti delitti. E in questa +maniera restò libera da un famoso mostro Roma e l'imperio. +Lampridio[1777] vien poi descrivendo le strane invenzioni della +golosità di Elagabalo, nelle quali impiegava egli grosse somme d'oro, +perchè superò le cene di Apicio e di Vitellio. Le altre pazzie della +sua lussuria si mette egli ancora ad annoverare che non meritano luogo +nella presente storia; e però passo a ragionare del novello imperador +de' Romani, cioè di _Alessandro_, che immediatamente dopo la morte di +_Elagabalo_ fu riconosciuto imperadore, per parlarne nondimeno +solamente all'anno seguente. + +NOTE: + +[1766] Dio, lib. 79. Herod., lib. 5. + +[1767] Lamprid., in Alexandro. + +[1768] Herodianus, lib. 5. + +[1769] Dio, lib. 79. + +[1770] Lamprid., in Elagabalo. + +[1771] Herod., lib. 5. Dio, lib. 79. + +[1772] Lampridius, in Elagabalo. + +[1773] Dio, lib. 79. + +[1774] Lamprid., in Elagabalo. + +[1775] Herod., lib. 5. + +[1776] Lamprid., in Elagabalo. + +[1777] Lampridius, in Elagabalo. + + + + + Anno di CRISTO CCXXIII. Indizione I. + + URBANO papa 2. + ALESSANDRO imperadore 2. + +_Consoli_ + +LUCIO MARIO MASSIMO per la seconda volta e LUCIO ROSCIO ELIANO. + + +Dappoichè tolta dal mondo fu la peste dell'impuro Elagabalo nell'anno +precedente, _Marco Aurelio Severo Alessandro_, che si trovava nel +quartiere dei pretoriani, con alte voci fu da essi proclamato +_Imperadore Augusto_[1778], e condotto fra i viva del popolo al +palazzo cesareo. Di là passò egli al senato, dove con allegrissimi +concordi voti fu confermato a lui l'imperio, e conferita la podestà +tribunizia e proconsolare col nome di _padre della patria_. Tutto ciò +fatto ad un tempo stesso, parte perchè il titolo di _Cesare_ già a lui +dato gli avea acquistato il diritto a questi onori, e parte perchè la +conosciuta sua morigeratezza gli avea preventivamente conciliato +l'amore d'ognuno. L'essere egli stato perseguitato da Elagabalo avea +servito a renderlo più caro tanto ai soldati che ai senatori, tutti +oramai troppo stomacati della sozza e pazza vita di quell'Augusto +animale. Leggonsi in Lampridio le nobili acclamazioni fatte dal senato +ad Alessandro, unite alle detestazioni dell'infame suo predecessore. +Volevano quei padri ch'egli assumesse il nome di _Antonino_ assai +conveniente al suo buon naturale; ma egli con bella grazia si mostrò +non ancor degno di portare un sì venerabil nome. Molto più ricusò il +titolo di _Grande_, esibitogli dal senato, per unirlo a quel di +_Alessandro_, con dire di meritarlo molto meno, perchè nulla di grande +avea operato fin qui: la qual moderazione di animo gli acquistò più +credito che se lo avesse accettato. Il nome di _Marco Aurelio_ non si +sa bene se lo assumesse perchè fu adottato da Elagabalo che usava quel +nome, o pure perchè fu creduto figliuolo di Caracalla, appellato +anch'esso _Marco Aurelio_. Quanto al nome di _Severo_, verisimilmente +lo prese egli per essere (falso o vero che fosse) nipote di Severo +Augusto, e non già, come vuole il suddetto Lampridio, pel suo vigore e +costanza nell'esigere la militar disciplina dai soldati. Di questa sua +fermezza e rigore egli diede i segni, non già sui principii del suo +governo, ma nel progresso del tempo; e noi abbiam le monete[1779] +anche nell'anno precedente, nelle quali è chiamato _Marco Aurelio +Alessandro Imperadore_. Che età avesse egli allorchè fu assunto al +trono, non si può decidere. Erodiano[1780] gli dà circa tredici anni. +Dione[1781], siccome già accennai, il fa maggiore di età di Elagabalo: +il che se si accorda, egli avrebbe avuto più dieciotto anni. Quel che +sappiam di certo, era egli molto giovinetto, e perciò tanto più dee +comparire mirabil cosa ch'egli sì lodevolmente cominciasse, e più +gloriosamente proseguisse il governo del romano imperio. Certo l'età +sua e la poca sperienza del mondo non erano sul principio bastevoli a +sostener con onore un tal peso; e il senato avea già fatto un decreto +che niuna donna potesse da lì innanzi sedere in senato. Perciò la +vecchia sua avola _Giulia Mesa_, e la madre sua _Giulia Mammea_, +desiderose della vera gloria del nipote e figliuolo, o scelsero esse, +o pur vollero[1782] che il senato eleggesse sedici senatori, i più +riguardevoli per l'età, per la saviezza e dottrina, e per probità dei +costumi, che si trovassero in Roma, i quali servissero di assessori e +consiglieri al giovinetto principe. Così fu fatto[1783]. Fra gli altri +scelti si contano _Ulpiano_, _Celso_, _Modestino_, _Paolo_, _Pomponio_ +e _Venuleio_, insigni giurisconsulti; _Fabio Sabino_, Catone dei suoi +tempi; _Gordiano_, che fu poi imperadore, _Catilio Severo_, _Elio +Sereniano_, _Quintilio Marcello_ ed altri, tutti personaggi di +sperimentata integrità. Nè il savio giovine Augusto da lì innanzi +solea dire o far cosa alcuna in pubblico senza la loro approvazione: +maniera di governo quanto lontana dalla tirannica precedente, tanto +più cara al senato, al popolo ed ai soldati. Dal consiglio di uomini +tanto onorati e saggi fu creduto che procedesse la gloria del suo +principe, e la felicità da lui procurata ai suoi popoli. La prima +plausibil azione sua fu di restituire ai templi le statue e robe +preziose tolte loro dal capriccioso predecessore, e di bandire da Roma +il dio Elagabalo, o sia quella ridicola pietra, con rimandarla al suo +paese di Emesa. Quindi nettò la corte da un prodigioso numero di +persone inutili o ridicole, o la maggior parte infami, che aveano in +addietro servito all'oscena ed abbominevol vita di Elagabalo. Tutti i +di lui nani, buffoni, musici, commedianti, eunuchi ed altri di peggior +condizione, si videro esposti alle fischiate del popolo, o donati agli +amici, o venduti come schiavi o banditi. Si stese il medesimo espurgo +al senato e a tutte le cariche e ministeri civili conferiti dal +malvagio Elagabalo ad uomini vili, inabili ed anche infami. Tutti +costoro tornarono alla lor primiera bassa fortuna, e furono a quella +dignità e a quegli uffizii promosse persone dabbene, intendenti delle +leggi e gelose del proprio onore. Si vide rifiorire anche la milizia, +con darsi gl'impieghi più onorevoli a chi avea dato maggiori pruove +del suo valore e della sua prudenza nelle passate congiunture. In +questa maniera non andò molto che si vide risorgere ad un tranquillo e +felicissimo stato Roma e l'imperio romano, tanto sconvolto e +svergognato in addietro dal ribaldo e stolto Elagabalo. + +NOTE: + +[1778] Idem, in Alexandro. + +[1779] Mediobarbus, in Numismat. Imper. I. + +[1780] Herodian., lib. 5. + +[1781] Dio, lib. 79. + +[1782] Herodianus, lib. 6. + +[1783] Lamprid., in Alexandro. + + + + + Anno di CRISTO CCXXIV. Indizione II. + + URBANO papa 3. + ALESSANDRO imperadore 3. + +_Consoli_ + +GIULIANO per la seconda volta e CRISPINO. + + +Forse non è ben certo che _Giuliano_ fosse console _per la seconda +volta_, essendovi leggi, fasti ed un marmo[1784] che non vi mettono +questa giunta. Camminava con felicità il governo di Roma tra per +l'inclinazione al bene e alle opere virtuose che seco portava il +giovane imperador Alessandro, e per la saviezza e vigilanza de' suoi +ministri e consiglieri, principalmente di _Domizio Ulpiano_, +celebratissimo giurisconsulto, creato poscia da lui prefetto del +pretorio. Non lasciavano _Giulia Mesa_ sua avola e _Giulia Mammea_ sua +madre, amendue decorate del titolo di _Auguste_[1785], di vegliare +alla buona condotta e preservazion dai vizii di esso lor nipote e +figliuolo, studiandosi sopra tutto di tener lontani gli adulatori, +gran peste delle corti, e chiunque potea guastar il cuore del ben +educato principe. E pur con tutta la loro attenzione s'introdussero +presso di lui alcune persone di questa mala razza, le quali colle lor +persuasioni e cabale cotanto gli screditarono, come un giogo +intollerabile, la dipendenza sua da quei consiglieri, che lo indussero +a non più ascoltarli. Ma durò poco questo suo sviamento, perchè, +conosciuta la lor malizia, li cacciò, e feceli anche gastigar dal +senato secondo il merito loro, con attaccarsi più di prima a coloro +che poteano farlo regnare con giustizia ed onore. Ancorchè fosse di +buon'ora ispirato ad Alessandro l'abborrimento alla disonestà, e +servissero a lui di un vivo specchio della deformità di questo vizio +gli eccessi di suo cugino Elagabalo; e tuttochè egli in fatti avesse +sempre in orrore i delitti contra della castità, talmente che la +storia non fa giammai menzione ch'egli trasgredisse le leggi +prescritte in ciò dagli stessi Gentili: pure avrebbe potuto il bollore +della gioventù tirarlo fuor di cammino. Per questo gli fu data in +moglie una dama della primaria nobiltà di Roma, a cui prese affetto, e +rendeva ogni conveniente onore, con favorire assaissimo nel medesimo +tempo il suocero suo. Erodiano[1786] non ne lasciò a noi il nome, nè +sappiamo il tempo in cui egli si ammogliò per la prima volta, e nè pur +le seguenti. Ma che? _Mammea_ sua madre, che dopo la morte di _Giulia +Mesa_, mancata di vecchiaia, voleva essere l'arbitra del figliuolo, +non soffrì lungo tempo che la nuora si fosse impossessata cotanto del +cuore del figliuolo, e godesse al pari di lui il titolo di _Augusta_; +e però cominciò a maltrattarla sì fattamente, e seco il di lei padre, +che questi, benchè amato non poco da Alessandro, si ritirò un dì nel +quartier dei soldati dicendo di render grazie all'imperadore dei +benefizii a lui compartiti, ma senza voler più comparire alla corte; e +qui sfogò la sua collera contro di Mammea, divolgando tutte le +ingiurie a lui fatte e alla figliuola. Tal fu di poi la prepotenza di +Mammea, che fece ammazzar lui, e relegare in Africa la infelice nuora. +Se questo è vero, non è da credere che _Mammea_ fosse cristiana, come +han pensato alcuni[1787], perchè ella veramente ebbe del latte +cristiano, ed ascoltò Origene, come attesta Eusebio[1788]. Ma potrebbe +essere che Erodiano non sapesse tutte le particolarità ed i motivi di +quel fallo. Lampridio[1789] certamente scrive, coll'autorità di +Desippo istorico, che Marziano suocero di Alessandro gli tese delle +insidie per ammazzarlo; ma che, scoperto il fatto, costui fu ucciso, e +scacciata la moglie Augusta. Aggiunge altrove il medesimo Lampridio +che un Ovinio Camillo, senatore di antica famiglia, tramò una +ribellione, e se n'ebbero le pruove. Il buon imperadore, in vece di +punirlo, il fece chiamar a palazzo, lodò il suo zelo pel pubblico +bene, e poi nel senato il dichiarò partecipe dell'imperio, cioè gli +diede il nome di _Cesare_ e gli ornamenti imperiali. Avea detto prima +lo storico stesso che al suddetto _Marziano_ suocero fu dato il titolo +di _Cesare_. Quel Camillo dipoi nella spedizione di Alessandro contro +i Barbari rinunziò, e gli fu permesso di ritirarsi in villa, dove +lungo tempo visse; ma in fine fu fatto uccidere dall'imperadore, +perchè era uomo militare ed amato assai dai soldati. Truovasi del buio +in questi fatti; ma vi è tanto barlume che basta a far dubitare che +giusto motivo non mancasse a Mammea di atterrare il suocero del +figliuolo, e la nuora ancora, caso che anch'essa fosse stata partecipe +della fellonia del padre. Oltre di che, lo stesso Lampridio scrive che +un tal avvenimento vien da alcuni riferito ai tempi di Traiano. Che +Alessandro sposasse _Memmia_, figliuola di _Sulpizio_ stato console, +lo abbiamo dal suddetto Lampridio. Forse questa fu la seconda sua +moglie. Trovasi anche nelle medaglie[1790] una _Sallustia Barbia +Orbiana Augusta_, ed hanno inclinato alcuni letterati[1791] a crederla +moglie del medesimo Alessandro imperadore. Ma trovandosi in quelle +medaglie CONCORDIA AVGVSTORVM, parole significanti l'esistenza allora +di più di un Augusto, a me non sembra verisimile la loro opinione. + +et cap. 21. + +NOTE: + +[1784] Thesaurus Novus Inscription., pag. 355, num. 3. + +[1785] Lampridius, in Alexandro. + +[1786] Herod., lib. 5. + +[1787] Orosius. Cedrenus. Vincentius Lirinensis. Casaubonus et alii. + +[1788] Eusebius, Histor. Eccles., lib. 6. cap. 16, + +[1789] Lampridius, in Alexandro. + +[1790] Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[1791] Spanhemius, de Praestantia et Usu Numismatum. + + + + + Anno di CRISTO CCXXV. Indizione III. + + URBANO papa 4. + ALESSANDRO imperadore 4. + +_Consoli_ + +FOSCO per la seconda volta e DESTRO. + + +Sempre più andavano riconoscendo i Romani la felicità propria +nell'essere loro toccato un sì buono imperadore, qual fu Severo +Alessandro. Ed era tale principalmente, perchè si erano ben radicati +nel cuore di lui i principii della religione: virtù, di cui se sono +scarsi, e peggio se mancanti i rettori dei popoli, troppo facile è, +per non dir certo, che la lor vita abbonderà d'iniquità e di azioni +malfatte. Falsa, non v'ha dubbio, era quella religione che non +conosceva il vero Dio, e adorava insensati dii e creature o demonii. +Tuttavia non può negarsi che questo principe, quantunque nato ed +allevato nella idolatria, non avesse in sè dei lodevoli principii, +perchè amava, temeva ed onorava, per quanto poteva, la divinità, e +tutto ciò che si credeva allora che avesse qualche cosa di Dio[1792]. +Appena era egli levato, che nel tempio del palazzo andava a rendere il +culto ai suoi dii con dei sacrifizii. Quivi teneva le statue di essi e +delle anime credute sante dai ciechi Gentili, come Orfeo, Alessandro +il Grande, Apollonio Tianeo. Quel che più merita la nostra attenzione, +si è che vi conservava anche la statua di _Gesù Cristo_, e colle altre +l'adorava. Può ben credersi che Mammea Augusta sua madre, la quale +avea imparato a conoscere in Soria la santità della religion +cristiana, ma senza mai abbandonare la falsità dell'etnica, ne avesse +inspirato del rispetto ed amore anche al figliuolo. Per questo +venerava egli _Cristo_, ed anche _Abramo_. Anzi, siccome attesta +Lampridio scrittore pagano, egli meditava di alzare un tempio al +medesimo Cristo, e di farlo ricevere per Dio; ma gli si opposero i +zelanti del Paganesimo, con dire di aver consultato intorno a ciò gli +oracoli, e riportato per risposta, che, se ciò si facesse, tutti +abbraccerebbono il Cristianesimo, e converrebbe chiudere ogni altro +tempio. Mai più non disse il demonio, padre della bugia, una verità +più luminosa di questa. Avea ancora Alessandro sovente in bocca quella +insigne massima, imparata più probabilmente dai Cristiani che dai +Giudei: _Non fare agli altri quello che non vorresti fatto a te +stesso_. E questa fece anche scrivere nel palazzo cesareo e in varie +fabbriche a lettere maiuscole. Avendo anche i Cristiani occupato un +luogo pubblico, per farvi una chiesa, e pretendendolo gli osti di lor +ragione, con suo rescritto dichiarò l'imperadore: _Essere meglio che +Dio ivi in qualunque maniera si adorasse, che se ne servissero gli +osti_: segno che già in Roma si fabbricavano e si tolleravano templi +al vero Dio. Di qui poi venne, ch'egli lasciò in pace i Cristiani, e +sotto di lui crebbe molto di fedeli la Chiesa. Quei che morirono +martiri in questi tempi furono vittime de' malvagi governatori delle +provincie, che senza saputa e permissione del principe[1793] non +lasciavano di trovar pretesti per uccidere gli odiati Cristiani. + +Sempre ancora professò l'Augusto Alessandro a sua madre _Mammea_ un +rispetto singolare, anzi tale che passò all'eccesso. Se crediamo ed +Erodiano[1794], questo solo difetto gli si potè opporre, cioè che +troppo amava la madre, sino ad ubbidirla, suo malgrado, in cose che +non trovava ben fatte. Perciò potente era ella nel governo, e fu al +pari di _Giulia_ di Severo intitolata _madre delle armate, del senato +e della patria_. Certo non mancò essa giammai di dar dei buoni +avvertimenti al figliuolo; fu nulladimeno tacciata di avidità della +roba altrui: il che andava ella scusando presso il figliuolo, con +dirgli che accumulava quell'oro per di lui servigio, affinchè avesse +di che regalare i soldati. Ma accumulandone talvolta per vie illecite, +ed empiendone i proprii scrigni, se ne lagnava poi Alessandro, senza +potervi nondimeno rimediare: tanta era la riverenza che professava a +chi gli avea data la vita. Onesti poi erano i divertimenti suoi. Amava +la musica, si dilettava della geometria, dipingeva assai bene, sonava +varii strumenti, cantava, ancora con bella voce e con garbo, ma +solamente in camera sua e nella privata conversazion degli amici. +Talvolta a cavallo, talora a piè facea delle buone passeggiate; gli +piaceva anche la caccia e la pesca. Una delle cure di sua madre fu +sempre quella di tenerlo occupato e lontano dall'ozio. Nè +pregiudicavano punto i divertimenti suoi al pubblico governo[1795]. +Gli erano portati gli affari smaltiti prima dai saggi suoi +consiglieri, ed era facile lo sbrigarli. Ma quando occorrevano cose di +molta importanza e premura, vi assisteva, levandosi anche prima del +sole, e stava nel consiglio le ore intere senza mai annoiarsi o +stancarsi. Impiegava anche talvolta il tempo che gli restava dopo gli +affari in leggere libri, essendogli spezialmente piaciuti in greco +quel di _Platone_ della Repubblica, e in latino quei di _Cicerone_ +degli Uffizii, o sia dei Doveri e della Repubblica. Dilettavasi ancora +di leggere degli oratori e dei poeti, e massimamente le poesie di +_Orazio_ e di _Sereno Sammonico_, da lui conosciuto ed amato. Ma sopra +le altre letture era a lui cara quella della vita di Alessandro il +Macedone, per istudiarsi d'imitarlo dove potea, condannando nondimeno +in lui l'ubbriachezza e la crudeltà verso gli amici. Dopo la lettura +esercitava il corpo in tirar di spada, in lotte discrete, in giuochi +ch'esigevano del moto: tutte maniere proprie per conservar la sanità. +Andava anche, secondo l'uso d'allora, al bagno, dopo il quale faceva +un po' di colezione, differendo talvolta il prender cibo dipoi sino +alla cena. Nulladimeno l'ordinario suo stile era di pranzare; e ne' +pranzi suoi non compariva nè sordidezza nè lusso, ma bensì un +bell'ordine, cibi semplici, piatti ben puliti, e quel che occorreva +per satollare e non per aggravare lo stomaco. Solamente nei dì di +festa si accresceva alla tavola un papero, e nelle maggiori solennità, +tutto il grande sfarzo era la giunta di uno o due fagiani o di due +polli. Oro non volle mai nella sua mensa, e tutto il suo vasellamento +d'argento consisteva in ducento libbre. Occorrendone di più nelle +occasioni, se ne facea prestar dagli amici. Se solo si cibava, teneva +un libro a tavola, e leggeva, se pur non facea leggere. Ma più spesso +voleva seco a pranzo degli uomini dotti, e particolarmente _Ulpiano_, +dicendo _che più gli faceano pro i ragionamenti loro eruditi, che le +vivande_. Allorchè dovea far de' pubblici banchetti, anche da questi +volea bandito lo sfoggio, portandosi solamente i piatti consueti, ma +aumentati a proporzione dei convitati. Per altro non gli piacea quella +gran turba, perchè dicea _di parergli di mangiar nel teatro o nel +circo_. Costumarono alcuni Augusti, ed era anche in uso presso i +grandi, di aver commedianti o buffoni intorno alle lor tavole per +divertirsi. L'innocente suo trastullo era di veder combattimenti di +pernici e di altri piccioli animaletti. Una sola, per altro innocente, +particolarità di lui parve strana, cioè ch'egli sommamente si dilettò +di aver nel suo palazzo varie uccelliere di fagiani, paoni, galline, +anitre e pernici, e spezialmente di colombi, dicendosi che ne nudrisse +fin venti mila. Dopo le applicazioni si ricreava in veder questi +volatili; ed affinchè non gli fosse attribuito a scialacquamento, +tenea dei servi, che colle nova, coi polli e coi piccioni cavavano +tanto da far le spese a tanto uccellame. Ma qui non è finito il +ritratto di questo buon imperadore. Il resto lo riserbo all'anno +seguente, giacchè il pacifico felice stato dell'imperio romano in que' +tempi non somministra avvenimento alcuno alla storia. + +NOTE: + +[1792] Lampridius, in Alexandro. + +[1793] Eusebius, Histor. Eccles., lib. 6, cap. 28. + +[1794] Herodian., lib 6. + +[1795] Lampridius, in Alexandro. + + + + + Anno di CRISTO CCXXVI. Indizione IV. + + URBANO papa 5. + ALESSANDRO imperadore 5. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO SEVERO ALESSANDRO AUGUSTO per la seconda volta e LUCIO +AUFIDIO MARCELLO anch'egli per la seconda. + + +Il Relando[1796], il Bianchini[1797] e il padre Stampa[1798] chiamano +il secondo console _Caio Marcella Quintiliano per la seconda volta_, +fidandosi di una iscrizione pubblicata dal Gudio. Dispiacemi sempre di +dovere ripetere che le merci gudiane son dubbiose, nè possono prestar +sicuro fondamento alla erudizione. Una iscrizione stampata dal +marchese Maffei[1799], e da me riferita nella mia Raccolta[1800], +benchè corrosa, vo io credendo che ci abbia conservato il vero nome di +esso console. Tutti i fasti e varie leggi ci danno _Marcello_ console +in quest'anno. S'egli avesse portato il cognome di _Quintiliano_, non +_Marcello_, ma _Quintiliano_ lo avrebbono appellato gli antichi. +Miriamo ora l'Augusto Alessandro nella vita civile. Mirabil cosa fu il +vedere com'egli odiasse il fasto, e quasi dimentico del sublime suo +grado, amasse di uguagliarsi a' suoi cittadini. Spesso andava ai +pubblici bagni a lavarsi dove concorreva anche il resto del popolo; e +nel suo palazzo si facea servire unicamente dai suoi servi. A chiunque +dimandava udienza, e a chi de' nobili di buona fama veniva per +salutarlo, era sempre la porta aperta; nè voleva egli che +s'inginocchiassero davanti a lui, come dianzi esigeva il vanissimo +Elagabalo, ma che gli facessero quello stesso saluto che si usava co' +senatori, chiamandolo col proprio nome, e senza nè pur chinare il +capo. Il fare altrimenti veniva da lui interpretato per adulazione, e +metteva in burla chi faceva troppi complimenti o eccedeva in ossequio. +Talvolta ancora licenziò in collera taluno di questi falsi adoratori. +Per la stessa ragione non potea soffrire, e teneva per una pazzia, +coll'esempio di Pescennio Negro, l'ascoltar poeti ed oratori che +facessero il di lui panegirico. Volentieri bensì porgea le orecchie a +coloro che contavano i fatti degli uomini illustri[1801], e sopra +tutti di Alessandro il Macedone, de' buoni imperadori e de' famosi +Romani. Vietò il dare a lui il titolo di _Signore_, ed ordinò che si +scrivesse alla sua persona come si faceva ai particolari, colla giunta +del solo nome d'_Imperadore_, cioè, come già si stilava ne' tempi di +Cicerone. Fece pubblicare che non entrasse a salutarlo chi sapeva di +non essere innocente. Specialmente ciò era detto per gli ministri e +nobili ladri. La maniera di trattar co' suoi amici era di molta +familiarità e franchezza, pregandoli sempre di sedere presso di sè: il +che indispensabilmente praticava coi senatori. Quanta fosse le sua +moderazione, principalmente si riconosceva nelle udienze, perchè si +mostrava cortese ed affabile verso di ognuno. Niuno partiva da lui +malcontento, nè passava mai giorno senza che egli facesse qualche atto +di bontà. Ed ammalandosi chi era amato da lui, ancorchè di basso +ordine, amorevolmente andava a visitarlo. Perchè poi _Mammea_ la madre +e _Memmia_ sua moglie gli dicevano che quella tanta cortesia esponeva +allo sprezzo la sublime sua dignità: _Può essere_, rispondeva, _ma +certo la rende più sicura e di maggior durata_. Alcuni de' suoi più +cari obbligava a venire a pranzo con lui; e di chi non veniva, +dimandava conto con bella grazia. Tanto alla tavola che alle udienze +si trovava sempre di buon umore, e non mai in collera; e diceva le sue +burle, ma senza punture. Esigeva che gli amici gli dicessero +liberamente il lor sentimento; e dicendolo, gli ascoltava con +attenzione, correggendo poscia proprii i difetti. Colla stessa libertà +diceva anch'egli dov'essi mancavano; e ciò non mai con fasto ed +asprezza. + +Il suo vestire era semplice e modesto, senza oro e senza perle, +imitando in ciò la moderazion di Severo, ed abborrendo la vanità di +Elagabalo, che voleva guernite di perle infino le scarpe. Soleano +essere gli abiti suoi di color bianco, e non di seta, che costava +allora assaissimo. Dicea _che le gemme convenivano solo alle donne; e +che le stesse donne, senza eccettuarne l'imperadrice, doveano essere +contente di poche_. Avendo un ambasciador d'Oriente donate due perle +di mirabil grossezza e bellezza all'Augusta sua moglie, cercò di +venderle; e perchè non si trovò compratore, ne formò due orecchini +alla statua di Venere, con dire _che l'imperadrice darebbe troppo +cattivo esempio portando addosso cose di tanto prezzo_. Con questo +esempio arrivò egli a correggere il lusso degli uomini, siccome anche +l'Augusta consorte quello delle donne. Fece inoltre Alessandro +ristorar molte fabbriche di Traiano, ma con rimettere dappertutto il +nome di esso primo autore. Quanto affetto poi egli sempre ebbe ai +buoni, altrettanto odio, o, per dir meglio, abborrimento, portava ai +cattivi. Un certo _Settimio_, che scrisse la vita di questo +impareggiabile Augusto, attestava che egli specialmente si sentiva +tutto commovere, e s'infiammava in volto, incontrandosi in giudici che +fossero in concetto di ladri. Accadde che un _Settimio Arabino_, +senatore famoso per sì fatto vizio, e liberato sotto Elagabalo, +comparve un dì con gli altri a salutarlo. _O dii immortali!_ gridò +allora Alessandro, _Arabino non solamente vive, ma vien anche in +senato! Spera forse costui da me un buon trattamento? Mi dee ben egli +tenere per un pazzo e scimunito_. Non vi era parente o amico ch'egli +potesse tollerare, se si lasciavano trasportare ad azioni disonorate, +e massimamente se per interesse vendevano la giustizia, riguardando +egli costoro come i più perniciosi nimici del pubblico. Però li faceva +processare e punire: o se pur s'induceva a far loro la grazia, la +godevano con patto che si ritirassero; _perchè_, siccome egli diceva, +_a lui più cara era la repubblica che qualsivoglia privata persona_. +Così ad un suo segretario, perchè portò al consiglio il sommario falso +di un processo, egli fece tagliare i nervi delle dita, acciocchè più +non potesse scrivere, e relegollo in un'isola. Venne in mente ad un +nobile, altre volte processato per le sue mani poco nette, di farsi +raccomandar caldamente da alcuni re o principi stranieri che erano +alla corte, per ottenere una carica militare. Tali furono le loro +istanze, che l'Augusto Alessandro non seppe negar la grazia. Ma da lì +innanzi tenne così ben gli occhi addosso a costui, che fra poco si +scoprì una sua ruberia. Fece egli esaminar lo affare in presenza di +que' medesimi principi, tuttavia dimoranti in Roma, e il reo fu +convinto e confesso. Dimandò allora a que' principi che gastigo si +desse nel loro paese a sì fatte persone: _La croce_, risposero essi; +ed in effetto, per sentenza de' suoi medesimi protettori, fu colui +condannato alla croce, senza che alcuno si potesse lagnare del rigor +di Alessandro. E non è già che questo buon imperadore non fosse +inclinato alla clemenza. Certamente niun senatore a' tempi suoi, +benchè delinquente, perdè la vita; ed egli incaricava i giudici di +procedere il più di rado che si potesse contra dei rei alla pena della +morte e al confisco dei beni. Ma, premendogli il pubblico bene, voleva +che la giustizia avesse il luogo nei casi bisognosi di esempio. E +perchè Erodiano[1802] scrive che il suo imperio fu senza sangue, +Lampridio[1803] ragionevolmente lo interpreta de' soli senatori; e +tanto più attestando il medesimo Erodiano, che a niuno sotto di lui fu +levata la vita, senza essere stato prima conosciuto giuridicamente dai +tribunali il suo delitto, ed emanata la condanna. + +NOTE: + +[1796] Reland., in Fastis Consul. + +[1797] Blanchin., ad Anastas. Biblioth. + +[1798] Stampa, in Fastis. + +[1799] Maffejus, Antiquit. Gall. + +[1800] Thesaurus Novus Inscript., pag. 356, n. 2. + +[1801] Lampridius, in Alexandro. + +[1802] Herodian., lib. 6. + +[1803] Lampridius, in Alexandro. + + + + + Anno di CRISTO CCXXVII. Indizione V. + + URBANO papa 6. + ALESSANDRO imperadore 6. + +_Consoli_ + +ALBINO e MASSIMO. + + +Di gravi dispute sono state fra gli eruditi intorno al prenome e nome +di questi consoli. Inclinò il cardinal Noris[1804] a credere il primo +_Marco_ o _Numerio Nummio Albino_, ma con conghiettura priva di forza. +Il Relando[1805] e il padre Stampa[1806], recata in mezzo una +iscrizione del Gudio, appellarono questi consoli _Lucio Albino_ e +_Massimo Emilio Emiliano_. Ma possiamo noi fidarci dei marmi gudiani? +Impropria cosa è che in quella iscrizione abbia il prenome _Albino_, e +non lo abbia l'altro console. Più improprio è che il secondo console +sia chiamato _Massimo Emilio Emiliano_. Non è nome di famiglia +_Massimo_. E se l'ultimo suo cognome fosse stato _Emiliano_, le leggi +e i fasti lo avrebbono notato con esso, e non già con quello di +_Massimo_. Tre leggi, che hanno _Albino ed Emiliano_, non son da +contrapporre a tante altre, che portano _Albino et Maximo_. Si +potrebbe solamente sospettare che quell'_Emiliano_ fosse sustituito a +_Massimo_. Sempre nei decreti del senato si riteneva uno stile, nè si +mutava, se non si cambiava console. Continuiamo ora a vedere come si +regolasse verso del pubblico il buon imperadore Alessandro. Merita ben +più la vita sua che quella del Macedone di esser letta dai principi, +per imparar ciò che talvolta non sanno[1807]. Procurava egli a tutto +suo potere la felicità de' popoli, non solo coll'astenersi +dall'imporre nuovi aggravii, ma con istudiarsi di sminuire i già +imposti. In fatti ridusse ad un terzo quel che si pagava sotto +Elagabalo per le gabelle, di maniera che dieci in vece di trenta si +cominciò a pagare. Pensava anche di fare di più, ma non glielo +permisero le necessità del pubblico. Non si sa ch'egli istituisse +altro dazio che sopra i banchieri, orefici, pellicciai e quei delle +altre arti. Questo nondimeno dovea essere leggiera cosa, perchè +Lampridio lo chiama _vectigal pulcherrimum_. E questo non per farlo +colar nella sua borsa, ma perchè il ricavato servisse al mantenimento +delle terme, cioè dei pubblici bagni, che erano allora in gran credito +ed uso; il che vuoi dire che tal dazio tornava in comodo solamente del +pubblico stesso. Volle si aggiugnesse olio ad esse terme, acciocchè +anche di notte se ne potesse valere il popolo: il che dianzi non si +faceva; e fu poi abolito da _Tacito imperadore_, perchè se ne abusava +la gente cattiva. Levò anche affatto interamente qualche dazio, solito +a pagarsi in Roma. Nè già favoriva egli il fisco in pregiudizio del +popolo e della giustizia; anzi odiava tutti i ministri del fisco e +delle dogane, e li chiamava un _male necessario_. Uso suo fu di +cambiarli spesso, sperando forse che i nuovi sulle prime opererebbono +con più discretezza e meno ingiustizia. In beneficio de' poveri sminuì +le usure; e se i senatori prestavano per cavarne frutto, ne' primi +anni del suo governo, voleva che loro non si pagasse usura, ma +solamente un regalo, ad arbitrio di chi prendeva in prestanza il +danaro. Poscia ridusse al sei per cento le usure di essi senatori, e +senza altro regalo; laddove gli altri per lo più esigevano il dodici. +Dava egli stesso danari a prestanza a' poveri, e senza volerne frutto; +anzi si contentava che coi frutti ch'essi ricavavano degli stabili +comperati col di lui danaro, gli fosse restituito il capitale. Teneva +egli esatto registro di tutto. E se gli veniva a notizia che talun de' +suoi conoscenti in bisogno di pecunia gli avesse o nulla o poco +chiesto in prestito, il faceva chiamare per dimandargli conto di sì +poca speranza e confidenza in lui. + +Del resto non era egli di coloro che non credono l'economia e il +risparmio una virtù da principe. Anche in essi è virtù, se ciò non +fanno per risparmiare ai suoi popoli gli aggravii, e per impiegare in +benefizio e sollievo del pubblico stesso il loro risparmio. Regolavasi +appunto così l'Augusto Alessandro, il quale era assai persuaso che il +principe dee far da economo del danaro che si cava dai sudori de' +sudditi, e non già da padrone per impiegarlo ne' suoi capricci e +divertimenti. Perciò egli risecò tutte le spese e i salariati inutili +della corte, ritenendo solamente la servitù necessaria con decenti e +non isfoggiate paghe. Solea dire _che la gloria e grandezza di un +imperio consiste non già nella magnificenza, ma nelle buone forze_, +cioè, a mio credere, nell'aver ricchi sudditi e valorose milizie. +Quanto ai soldati ne parleremo più a basso. Per conto de' sudditi, +favorì Alessandro non poco la mercatura, concedendo esenzioni a tutti +i trafficanti. Attese all'accrescimento e all'abbondanza dell'annona, +mandata in malora dall'impuro Elagabalo, e la rimise in piedi colla +sua borsa. Il donativo dell'olio, che Severo Augusto ogni anno faceva +al popolo, e che il suddetto Elagabalo avea molto assottigliato, fu da +lui rimesso nel primiero suo essere. Era anche il popolo romano a +parte una volta del governo e delle rendite della repubblica. +Dappoichè si alzarono gl'imperadori, siccome di sopra accennammo, gran +tempo durò il dare alla plebe di tanto in tanto qualche congiario, ed +ogni anno tante misure di grano per testa, e vi si aggiunse anche il +dono dell'olio e della carne. All'incontro condonò Alessandro alle +provincie e ai mercatanti quella contribuzione che aveva a titolo di +regalo, ma era forzata, solita a pagarsi all'entrare del nuovo +principe, chiamata l'Oro Coronario. Per altro non lasciò +Lampridio[1808] di osservare che questo principe non ometteva +diligenza alcuna per ammassar pecunia, e per custodirla ancora; ma non +ne cercò mai egli per le vie illecite, nè con aggravio indebito +d'altrui. Mai non diede per danari le giudicature, solendo dire: _Chi +compera bisogna che venda. Io mai non soffrirò questi mercatanti di +cariche, e se li promettessi, non potrei poi ragionevolmente +gastigarli. Mi vergognerei di punire un uomo che ha comperato, s'egli +poi vende._ Ma non donava oro nè argento a commedianti, carrozzieri e +ad altri che davano divertimento al pubblico, ancorchè si dilettasse +non poco degli spettacoli. Diceva _che costoro andavano trattati come +i famigli_, cioè con paghe tenui. E tuttochè egli avesse un gran +rispetto per la sua falsa religione, pure non offeriva ai templi +pagani più di quattro o cinque libbre d'argento, e mai nulla d'oro, +con ripetere un verso di Persio, indicante, _che gli dii non aveano +bisogno d'oro_, nè servir esso per fare star bene gli dii, ma sì bene +i loro ministri. Dissi con Lampridio che questo Augusto sapea ben +custodire il danaro. Ciò non vuoi dire ch'egli, a guisa degli avari, +il covasse. Solamente significa ch'egli non sel lasciava uscir delle +mani per ispese di vanità, di gola o di lussuria. Che per altro egli +largamente spendeva, e tutto in opere lodevoli, cioè in fabbriche ed +altre imprese di utile, o di ornamento alla città di Roma, o per far +guadagnare gli operai e il basso popolo. + +Istituì scuole di rettorica, grammatica, medicina, aruspicina, +matematica, architettura e di macchine, con salarii fissi ai maestri, +e vitto ai discepoli figliuoli di poveri, purchè liberi. Stese anche +la sua liberalità agli oratori nelle provincia. A molte città +deformate dai tremuoti rilasciò parte del danaro delle gabelle, +acciocchè rimettessero in piedi gli edifizii pubblici e privati. A chi +trovava de' tesori li lasciava godere. Solamente s'erano di molto +valore, ne faceva dar qualche parte ai suoi uffiziali. Fece fabbricar +dei pubblici granai per cadaun rione di Roma, acciocchè chi n'era +senza potesse quivi rinserrare i suoi grani. Diede compimento alle +terme magnifiche, cioè ai bagni di Caracalla, e ne fabbricò ancora +delle suntuose, che portarono il suo nome. Aggiunse inoltre varii +altri bagni a que' rioni di Roma che n'erano privi. Altri edifizii +fece in quella città e a Baia, con risarcire i ponti fabbricati da +Traiano, e con ristorar anche molte antiche memorie di Roma, e adornar +quella città di assaissimi colossi, o sia di statue sopra l'usata +misura, specialmente per li più rinomati imperadori, colle loro +iscrizioni e con colonne di bronzo, dove erano descritte le loro +imprese. Fabbricò eziandio molte case bellissime, e le donò a quegli +amici suoi ch'erano in concetto di maggior probità. Non invidiava, non +uccellava le ricchezze altrui, come usarono i cattivi principi; +all'incontro stendeva la mano in aiuto de' poveri; e massimamente le +rugiade della sua beneficenza si spandevano sopra i nobili caduti in +povertà non per loro colpa, e in povertà non finta, con donare ad essi +delle terre, de' servi, degli animali e degli utensili contadineschi; +diede anche tre congiarii al popolo, e fece tre donativi alle milizie. +Il danaro che ricavava dal dazio delle meretrici, dei ruffiani e di +altre peggiori pesti, siccome pecunia infame, non volle che passasse +nell'erario suo o pure del pubblico, ma che s'impiegasse nel +mantenimento del teatro, del circo e dell'anfiteatro. Sua intenzione +era parimente di proibire un detestabil vizio, che dalla sporca +Gentilità si permetteva al pari di quel delle pubbliche donne; ma vi +trovò tali difficoltà, che gli convenne desistere, e Dio riserbava +alla santa Religione di Cristo una tal vittoria. Contuttociò fece +confiscar i beni alle donne infami[1809], delle quali trovò un +infinito numero in Roma pagana piena di lordure, e mandò in esilio +tutta la gran ciurma de' nefandi garzoni, parte de' quali nel viaggio, +naufragando, perì. + +NOTE: + +[1804] Reland., Fast. Cons. + +[1805] Idem, ibid. + +[1806] Stampa, in Fastis. + +[1807] Lampridius, in Alexandro. + +[1808] Lampridius, in Alexandro. + +[1809] Lampridius, in Alexandro. + + + + + Anno di CRISTO CCXXVIII. Indizione VI. + + URBANO papa 7. + ALESSANDRO imperad. 7. + +_Consoli_ + +MODESTO e PROBO. + + +Le conghietture del cardinal Noris[1810], seguitate da' susseguenti +scrittori, sono che questi consoli portassero i nomi di _Tiberio +Manlio Modesto_ e _Servio_ (non _Sergio_) _Calpurnio Probo_, perchè +una iscrizione del Grutero[1811] rammemora il consolato di _Marco +Acilio Faustino_, e _Triario Rufino_, spettante all'anno di Cristo +210, poi quello di _Tiberio Manilio_ ... e _Servio Calpurnio_ ... poi +quello di _Alessandro Augusto_, appartenente all'anno 229, e poi +quello di _Lucio Virio Agricola_ e _Sesto Catto Clementino_ nell'anno +230. Ma non resta a tal conghiettura quieta la mente nostra per la +tanta distanza de' consoli dell'anno 210 all'anno presente 228, +potendo nel tempo di mezzo, ed in altro anno che nel corrente, essere +stati consoli que' due _Tiberio Manilio_ e _Servio Calpurnio_, per le +rivoluzioni succedute allora. Però più sicuro partito ho creduto di +mettere solamente i lor cognomi, de' quali niuno può dubitare. +Difficil cosa è, per non dire di più, il mettere ai lor siti gli +avvenimenti di questi tempi, perciocchè o ci mancano le storie, o son +confusi o dubbiosi i lor testi. Sia a me dunque lecito di riferirne +qui alcuni di molta importanza, che certamente dovettero accadere +prima dell'anno seguente 229, quando sia fuor di dubbio che Dione +istorico[1812] terminasse la storia sua in esso anno 229. Quantunque +regnasse un sì buon imperadore, pure avvenne che per una cagione assai +lieve insorse una rissa fra il popolo di Roma e i pretoriani, voglio +dire i soldati delle guardie. Crebbe tanto questo fuoco, che prese le +armi, per tre dì si combattè aspramente fra loro colla mortalità di +assaissime persone dall'un canto e dall'altro. Per la sua gran copia +era in istato il popolo di opprimere i soldati; ma avendo costoro +cominciato ad attaccar il fuoco alle case, esso popolo, per timore che +tutta la città andasse in fiamme, fu forzato di trattar di accordo, e +così ebbe fine quella guerra civile. Non si sa se prima o dopo di +questo accidente succedesse l'altro della morte di _Domizio Ulpiano_, +insigne giureconsulto di questi tempi e celebre nella storia delle +leggi. Egli, siccome il più dotto e saggio dei senatori di allora, era +come capo del consiglio cesareo[1813], e più di lui che di altri si +serviva l'Augusto Alessandro nel governo degli stati, facendo egli la +funzione di segretario de' memoriali e delle lettere. Arrivò anche ad +essere prefetto del pretorio[1814], dopo aver fatto ammazzare +(probabilmente con processo e condanna giudiciaria) _Flaviano_ e +_Cresio_ prefetti, per succedere loro in quella carica. Certamente +dagli antichi storici vien molto esaltato il sapere, la prudenza e lo +zelo di Ulpiano; e sappiamo che egli corresse non pochi abusi +introdotti da Elagabalo; ma forse colla sua gran dottrina egli sapeva +accoppiar l'ambizione ed altri vizii, credendosi ancora ch'egli +odiasse di molto i Cristiani. O sia dunque che la morte data ai +suddetti due prefetti irritasse forse gli animi de' pretoriani, o pure +che il loro sdegno provenisse dall'aver egli voluto riformare la +scaduta lor disciplina, e trattarli con asprezza: certo è che essi +pretoriani si sollevarono un giorno contra di lui, e dimandarono la +sua morte ad Alessandro Augusto, che lungi dall'acconsentire alla loro +dimanda, colla stessa sua porpora coprì e difese più di una volta +Ulpiano. Ma questo nulla giovò. Una notte lo assalirono, ed egli +scappò al palazzo, implorando la protezion dell'imperadore e +dell'augusta Mammea sua madre: il che non ritenne gl'infuriati soldati +dallo scannare sugli occhi dello stesso Augusto il misero Ulpiano. Ci +viene bensì dicendo Lampridio che Alessandro si fece rispettar dalle +sue milizie; e pure noi non sentiamo ch'egli facesse altro +risentimento per così grave insulto fatto alla sua dignità, che di +gastigare _Epagato_ stato la principal cagione della morte di +Ulpiano[1815]. Convenne ancora camminar in ciò con gran riguardo, cioè +mandarlo prima per prefetto in Egitto, e poi in Candia, dove fu +condannato e spogliato della vita: non essendosi attentata la corte di +punirlo in Roma per timore di una nuova sedizione. Non si sa bene il +netto e i motivi di quel torbido; e Zosimo[1816] scrive che ne +parlavano differentemente gli scrittori di questi tempi. + +Abbiamo nondimeno da questo medesimo storico, che i pretoriani, per +timor della pena, proclamarono imperadore un _Antonino_, il quale +destramente si ritirò, non volendo servir di giuoco alla lor pazza +ribellione, nè più si lasciò vedere. Parla lo stesso Zosimo anche di +un Urano schiavo, il quale proclamato Augusto, fu ben tosto preso e +condotto ad Alessandro colla porpora che gli aveano messa indosso. Di +un _Urano_ appunto, che usurpò l'imperio in Edessa nella Osroena, e fu +abbattuto da Alessandro, favella Giorgio Sincello[1817]; siccome +ancora Vittore, di un _Taurino_ (lo stesso forse che Urano) il quale +acclamato dai soldati imperadore[1818], per orrore di ciò si precipitò +nell'Eufrate. Oscuri fatti son questi. Tuttavia che varie ribellioni +si facessero, tutte nondimeno di poca durata, e tutte verisimilmente +per colpa de' soli pretoriani e degli altri soldati che sotto +Caracalla ed Elagabalo si erano troppo male avvezzati, e per poco +insolentivano, ne siamo assicurati da Dione[1819]. Aggiunge egli +stesso, ch'essendo insorta la guerra in Mesopotamia, per le conquiste +fatte da _Artaserse_ re dei Persiani contra de' Parti (del che parlerò +andando innanzi), molti dell'armata romana, ch'era in quelle parti, +desertando passavano ai Persiani, e più furono gli altri che non +voleano combattere, e giunsero ad ammazzare _Flavio Eracleone_ lor +generale: tanto grande era divenuta la effeminatezza, sbrigliatezza ed +impunità. Trovasi ancora nelle monete di questo anno[1820] fatta +menzione di una vittoria, senza che se ne sappia il perchè, e senza +che Alessandro prendesse il titolo d'_imperadore_. Intanto non +lasciava esso Augusto le applicazioni al governo de' popoli con +prudenza superiore alla sua età[1821]. Si ridusse nondimeno a non +ammettere alcuno a ragionamenti di familiarità e confidenza, se non +v'era presente il prefetto del pretorio ed altri de' suoi ministri. E +ciò avvenne perchè un _Vetronio Turino_, con cui egli trattava assai +alla domestica, parlava di lui, come se fosse suo favorito, vantandosi +di ottener tutto quanto voleva da lui. Passò più oltre, perchè +cominciò a far bottega di questo suo mentito favore, e per le grazie +fatte dall'imperadore esigeva de' buoni regali dai corrivi, facendole +credere impetrate da sè, contuttochè nè pure ne avesse detta una +parola. Informato di ciò Alessandro, e che costui vendendo il fumo, +screditava lo stesso Augusto, quasi che fosse un ragazzo e uno +scioccherello che si lasciasse da lui menare pel naso: volle prima +chiarirsi della verità del fatto, mandando sotto mano persona a +raccomandarsi a Turino, per impetrar una grazia di molta importanza. +Promise Turino di assistere; e dopo avergliela fatta saper buona col +mostrare la difficoltà, e di aver parlato più volte, finalmente +dappoichè fu spedita la grazia, in presenza di testimonii, si spacciò +mezzano di essa, e volle un grosso pagamento, ancorchè nè pure una +sillaba avesse detto di ciò all'imperadore. Allora Alessandro il fece +accusare, e convinto, fu attaccato ad un palo con paglia umida e legne +verdi intorno, che il soffocarono col fumo, gridando intanto il +banditore: _Col fumo è punito chi vendeva il fumo._ Ciò avvenne prima +che fosse ucciso Ulpiano. Veggonsi molti savii decreti di questo +principe nel corpo delle leggi romane. Costituì egli dei corpi di +cadauna arte, con dar loro dei difensori. Proibì l'andare gli uomini e +le donne al medesimo bagno. Aveva anche formato il disegno che ogni +ordine di cittadini avesse l'abito suo particolare, acciocchè si +distinguesse dagli altri, e specialmente si riconoscessero gli +schiavi. Ulpiano il distornò da questa risoluzione, perchè ne +sarebbero insorte molte dispute fra le persone, e gli schiavi si +sarebbono avveduti di essere in troppo maggior numero che la gente +libera. Lamentandosi il popolo che la carne di bue e porco era troppo +cara, in vece di calarne il prezzo, ordinò che non si ammazzassero +vitelli, vacche, porchette e troie gravide: e in meno di due anni la +carne suddetta venne a costare un solo quarto di quello che si vendeva +in addietro. + +NOTE: + +[1810] Noris, Epist. Consul. + +[1811] Gruterus, Thesaur. Inscript., p. 300, n. 1. + +[1812] Dio, lib. 80. + +[1813] Lampridius, in Alexandro. + +[1814] Dio, lib. 80. + +[1815] Dio, lib. 80. + +[1816] Zosimus, Histor., lib. 1. + +[1817] Syncellus, Histor. + +[1818] Aurelius Victor, in Epitome. + +[1819] Dio, lib. 80. + +[1820] Mediobarb., in Numismat. Imper. + +[1821] Lampridius, in Alexandro. + + + + + Anno di CRISTO CCXXIX. Indizione VII. + + URBANO papa 8. + ALESSANDRO imperadore 8. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO SEVERO ALESSANDRO per la terza volta, DIONE CASSIO per +la seconda. + + +Lo stesso _Dione_, che terminò in questi tempi la sua storia, confessa +che _Alessandro Augusto_ lui volle per collega nel suo consolato, +essendo egli stato console sostituito in alcuno degli anni precedenti. +Però sembra scorretta una legge riferita dal Relando[1822], siccome +ancora una iscrizione pubblicata dal Panvinio[1823] e dal +Grutero[1824], ed un'altra dal Doni, dove in vece di _Dione_ si legge +_Dionysio_, quando a Dione non fosse stato sostituito un console +appellato _Dionisio_, il che non par da credere. Ne' Fasti ancora del +Cuspiniano si legge _Dyonisio_. Racconta il medesimo Dione[1825] +d'avere avuto negli anni addietro il governo dell'Africa da Alessandro +Augusto, e poi quello della Dalmazia, e successivamente quello +dell'Alta Pannonia, dove con vigore cercò di rimettere sul piede +dell'antica disciplina quelle milizie. Venuto poscia a Roma nell'anno +precedente, gl'insolenti pretoriani, siccome aveano fatto ad Ulpiano, +accusarono anche lui, perchè paventavano ch'egli volesse rimettere fra +loro stessi la militar disciplina. Alessandro, che ben conosceva il +merito di Dione, in vece di fargli del male, per dar gusto a quegli +scellerati, il disegnò console per l'anno presente in sua compagnia. +Ma perciocchè dubitò che i pretoriani, al vederlo in quella dignità, +facessero maggior tumulto e lo uccidessero, credette meglio che Dione +stesse per qualche tempo fuori di Roma in quelle vicinanze. Portossi +poi Alessandro nella Campania, e colà fu a trovarlo Dione, e stette +qualche giorno con lui alla vista dei soldati, che non dissero una +parola. Ed egli allora ottenne licenza di potersi ritirare a Nicea di +Bitinia patria sua, per quivi passare quel che gli restava di vita, +trovandosi già vecchio e mal sano, e probabilmente colla paura in +corpo di non finir male, come era succeduto ad Ulpiano. Che a lui nel +consolato succedesse _Marco Antonio Gordiano_ in questo medesimo anno +si ricava da Capitolino[1826], colà, dove scrive essere stato il più +vecchio de' _Gordiani_ console in compagnia di _Alessandro Augusto_, e +ch'egli dipoi fu mandato proconsole al governo dell'Africa, con tal +piacere di esso Augusto, che con sua lettera ringraziò molto il senato +di sì fatta elezione, stante l'essere _Gordiano_ uomo nobile, +magnanimo, eloquente, giusto, continente e dabbene. Se ne ricordi il +lettore, perchè a suo tempo vedremo il medesimo Gordiano portare il +titolo di Augusto. + +Fu appunto una delle belle doti dell'imperadore Alessandro quella di +scegliere, e di volere che si scegliessero per le cariche e pel +governo delle provincie coloro, ne' quali concorreva più abilità a +governar altri e maggior probità[1827]. Nulla si dava al favore, nulla +alle raccomandazioni, molto meno al danaro. Gli eunuchi, i quali erano +stati in addietro potentissimi in corte, e venivano chiamati da lui +una _terza specie del genere umano_, tutti furono rimossi dal di lui +servigio, ed appena si contentò egli, che di alcuni pochi si servisse +la imperadrice, ed in uffizii bassi, e con abito de notante la +bassezza del loro stato, togliendo con ciò tanti disordini cagionati +per lo passato dalla soverchia autorità che godeano o faceano credere +di godere. Alessandro col parer del senato eleggeva i consoli, i +prefetti del pretorio ed altri magistrati, lasciando la elezion degli +altri al senato medesimo. Diceva egli, _meglio essere per lo più il +dare gli uffizii a chi non li ricerca, che a chi tante premure usa per +ottenerli_. Niun senatore nuovo creava egli, se persone di credito +prima non rendevano buona testimonianza del merito suo, e non veniva +approvato da' senatori suoi consiglieri. E guai se trovava che lo +avessero in ciò ingannato: colui era cacciato dal senato, e i suoi +fautori gastigati. Una rarissima ed ammirabil maniera ebbe ancora +nella elezion de' presidenti delle provincie e di altri magistrati +meno importanti. Prima di conferir que' posti, faceva esporre in +pubblico i nomi de' proposti per essi, esortando ognuno a scoprire se +costoro avessero commesso qualche delitto, purchè ne potessero dar le +pruove; poichè nello stesso tempo proibiva sotto pena della vita +l'accusare senza poter provare l'accusa. Lampridio[1828], storico +pagano, attesta aver egli appreso questo rito dai _Cristiani_ +ch'esaminavano diligentemente prima chi si avea da ammettere al +sacerdozio. E solea dire Alessandro, _parergli strano come non si +usasse la diligenza medesima, allorchè si voleva eleggere chi dovea +avere in mano i beni di fortuna e le vite dei popoli, quando ciò si +praticava dai suddetti Cristiani per la elezione de' sacerdoti_. +Avrebbe egli desiderato che ogni governator delle provincie avesse +saputo esercitare il suo uffizio senza bisogno di assessore, tuttavia +soffrì sempre l'uso di tali assessori; e diede anche loro buoni +salarii. Provvedeva egli in oltre le persone, nel mandarle ai governi, +di danaro, servi, mule, cavalli e di altre robe necessarie, dandole +poi a' medesimi, se con lode esercitavano i loro impieghi. Se male, +voleva che rendessero quattro volte più di quello che avea loro +somministrato. In somma, la vita di questo Augusto, tanto più +mirabile, quanto ch'egli era assai giovane, sarebbe un bellissimo +modello per qualunque principe che amasse la vera gloria, ed imparar +volesse il meglio degli esempi altrui, con leggere le vite di que' +principi buoni ed uomini illustri, dei quali forse niuna età e nazione +è stata priva. + +NOTE: + +[1822] Reland., in Fast. Cons. + +[1823] Panvin., in Fast. Consular. + +[1824] Gruterus, Thesaurus Inscript., pag. 1079, num. 11. + +[1825] Dio, lib. 80. + +[1826] Capitolinus, in Gordian. + +[1827] Lampridius, in Alexandro. + +[1828] Lampridius, in Alexandro. + + + + + Anno di CRISTO CCXXX. Indizione VIII. + + PONZIANO papa 1. + ALESSANDRO imperadore 9. + +_Consoli_ + +LUCIO VIRIO AGRICOLA e SESTO CATIO CLEMENTINO. + + +Il secondo console in qualche testo è chiamato _Clemente_[1829], e in +una iscrizione riferita del Cupero, _Clemenziano_. Se questa è +legittima, può essa prevalere agli antichi codici. Credesi che in +questi tempi santo _Urbano_ papa gloriosamente compiesse i suoi giorni +con ricevere la corona del martirio. Ebbe per successore _Ponziano_. +Tempo è ora di parlare di una strepitosa rivoluzion di cose accaduta +in Oriente. La Persia, conquistata alcuni secoli prima da Alessandro +il Grande, durò per qualche tempo sotto il dominio dei re della Siria, +ossia della Soria, successori del Macedone. _Arsace_, famoso re de' +Parti, loro la tolse circa ducento cinquant'anni prima dell'era +cristiana, e continuò ivi a signoreggiare la schiatta degli Arsacidi +sino ad _Artabano_ re di quelle contrade, e regnante a' tempi +dell'Augusto Alessandro[1830]. Contra di Artabano si ribellò un uomo +di basso affare, ma di gran coraggio, chiamalo _Artaserse_, +discendente dagli antichi Persiani; il quale messa in armi la nazione +sua, e collegato con altri popoli vicini, tre volte diede battaglia ad +Artabano, ed altrettante ancora lo sconfisse, ed in fine gli levò la +vita. Abbattuto dunque il regno de' Parti, ritornò la corona in capo +ed _Artaserse_ Persiano, e si rinnovò la potenza di quella nazione, la +quale troveremo, andando innanzi, terribile ai Romani, poi soggiogata +dagli Arabi, e di tal possanza anche oggidì dopo incredibili peripezie +che fa paura al potentissimo Sultano de' Turchi, e più che paura ha +fatto, pochi anni sono, al Mogol, grande imperadore delle Indie +orientali. Mise[1831] il vittorioso _Artaserse_ l'assedio alla +fortezza di Atra; ma perdutavi indarno molta gente, passò nella Media, +e ne conquistò la maggior parte. Rivolse poi le sue forze contro +l'Armenia, dove quel popolo assistito dai Medi e dai figliuoli di +Artabano, colà rifugiati, il costrinse con suo poco gusto a battere la +ritirata. Pretende il padre Pagi[1832] che nell'anno di Cristo 226, +Artaserse sulle rovine del regno de' Parti piantasse il trono de' +Persiani, citando in pruova di ciò lo storico Agatia; e che nel +seguente anno, o pure nel 228, egli incominciasse la guerra contra dei +Romani. Non è Agatia uno scrittore sicuro per tempi sì lontani da lui. +Abbiamo di certo da Dione[1833] che nell'anno 229 grande apprensione +recava Artaserse ai Romani, con minacciare di assalir la Mesopotamia e +la stessa Soria, pretendendo di voler ricuperar tutto quanto +appartenne una volta ai re di Persia[1834], l'imperio de' quali +arrivava sino al Mediterraneo e all'Egeo. Vuole il suddetto Pagi che +nell'anno precedente l'Augusto Alessandro, per frenare questo +minaccioso torrente, si portasse coll'esercito ad Antiochia. Monsignor +Bianchini[1835] differisce la di lui andata al presente anno, il +Tillemont[1836] sino all'anno 232. A me sembra più probabile che in +quest'anno Alessandro si mettesse in viaggio, giacchè abbiamo una +moneta[1837], spettante all'anno IX della di lui podestà tribunizia, +dove si legge PROFECTIO AVGVSTI. + +Scrive Erodiano[1838], che arrivato Alessandro all'anno tredicesimo +del suo imperio (numero senza fallo scorretto), si svegliò la guerra +coi Persiani, ed avere esso Augusto sulle prime creduto bene di +scrivere lettere ad _Artaserse_, per esortarlo a desistere dalle +novità, e a contentarsi del suo, perchè non gli andrebbe così ben +fatta, volendo combattere coi Romani, come gli era accaduto con altri +popoli, ricordandogli le imprese di Augusto, Lucio Vero e Settimio +Severo in quelle parti. Si rise l'orgoglioso Artaserse di queste +lettere, e la risposta che diede, fu coll'entrare armato nella +Mesopotamia, e dar principio ad assedii e saccheggi nel paese romano. +Venute queste nuove a Roma, benchè Alessandro fosse allevato nella +pace, pure, per parere ancora de' suoi consiglieri, fu creduta +necessaria la di lui presenza alle frontiere della Soria. Gran leva +dunque di gente si fece per l'Italia e per tutte le altre provincie; e +formato un poderosissimo esercito coll'unione de' pretoriani ed altri +soldati di Roma, si congedò Alessandro dal senato, ed imprese il +viaggio alla volta di Levante. Attesta il medesimo Erodiano che niuno +vi fu dei senatori e de' cittadini romani che potesse ritener le +lagrime al vedere allontanarsi da loro un principe sì buono, sì amato +ed adorato da tutti. Fece il viaggio per terra coll'armata, e data +nell'Illirico la revista a quelle legioni seco le prese. Passato +poscia lo stretto della Tracia, continuò il suo viaggio sino ad +Antiochia, capitale della Soria, dove attese a far i preparativi +necessarii per così pericolosa guerra. Racconta Lampridio[1839] la +bella maniera tenuta da lui nella marcia dell'esercito suo. Prima di +muoversi di Roma, fece attaccare ne' pubblici luoghi in iscritto la +disposizione del viaggio, indicando il giorno della partenza, e di +mano in mano assegnando i luoghi, dove l'armata dovea far alto nelle +notti, o prendere il riposo di un giorno. Mandati innanzi tali avvisi, +si trovava dappertutto preparata la tappa, cioè la provvisione de' +viveri; nè vi fu verso ch'egli volesse mai mutare alcuna delle posate +prescritte, per paura che i suoi uffiziali non facessero traffico +delle marcie, per guadagnar danaro. Non altro cibo prendeva egli che +l'usato dagli altri soldati, pranzando e cenando colla tenda aperta, +affinchè ognuno il potesse vedere. Gran cura si prendeva egli perchè +nulla mancasse di vettovaglia, di armi, di abiti, di selle e di altri +arnesi alle soldatesche; ed in tutto esigeva la pulizia, di maniera +che si concepiva, in mirar quelle truppe sì ben guarnite, un'alta idea +del nome romano. Più di ogni altra cosa poi gli stava a cuore la +disciplina militare, e che niun danno fosse inferito agli abitanti e +alle campagne per dove passava l'armata. Visitava egli in persona le +tende, nè permetteva che nella marcia alcuno, anche degli uffiziali +non che de' soldati, uscisse di cammino. Se taluno trasgrediva +l'ordine, le bastonate o altre convenevoli pene erano in pronto. E ai +principali dell'esercito, che avessero mancato in questo, e +danneggiato il paese, faceva una severa correzione, con intonar loro +la massima imparata da' Cristiani, cioè con dire: _Avreste voi caro +che gli altri facessero alle terre vostre quel che voi fate alle +loro?_ Perchè un soldato maltrattò una povera vecchia, il cassò e il +diede per ischiavo ad essa donna, acciocchè col mestiere di falegname, +ch'egli esercitava, la mantenesse. Ed avendo fatta doglianza di ciò +gli altri soldati, fece lor conoscere la giustizia di questo gastigo, +che servì a tenere gli altri in freno. Per così bei regolamenti, e col +tenere sì forte in briglia le milizie, dappertutto dove queste +passavano, si dicea, _che non già de' soldati, ma dei senatori erano +in viaggio_; ed ognuno, in vece di fuggirli, gli amava, vedendo tanta +modestia e sì bell'ordine in gente non avvezza se non a far del male, +con benedire Alessandro, come se fosse stato un dio. + +Veramente Zosimo[1840] scrive che i soldati erano malcontenti di +Alessandro per questo rigore di disciplina; e vedremo in fine che fu +così. E pure Lampridio, scrittore più antico, e che avea bene studiato +le precedenti storie, attesta ch'egli era amato da essi, come lor +fratello e lor padre. Aggiugne questo medesimo storico[1841], che +arrivato il giovine imperadore ad Antiochia, e trovato che alcuni +soldati di una legione si perdevano nelle delizie, e andavano ai bagni +colle donne, li fece tosto mettere in prigione. Cominciò per questo +tutta la legione a far tumulto e doglianze. Allora Alessandro salito +sul tribunale, si fece condurre davanti quei prigioni alla presenza di +tutti gli altri ch'erano in armi, e parlò con vigore intorno alla +necessità di mantener la disciplina, e che il supplicio di coloro +dovea insegnare agli altri. Grande schiamazzo allora insorse; ed egli +più franco che mai ricordò loro, dover essi alzar le grida contra dei +Persiani, e non contra il proprio imperadore, che cava il sangue dai +popoli per vestire, nudrire ed arricchir le milizie. Li minacciò +ancora, se non dimettevano, di cassarli tutti, e che forse non si +contenterebbe di questo, rimproverando loro, che dimenticavano di +essere cittadini romani. Più forte cominciarono essi allora a gridare +ed a muovere l'armi, come minacciandolo. Ma egli, _non istate_, +soggiunse, _a bravare. L'armi vostre han da essere contro i nemici di +Roma. Nè vi avvisaste di farmi paura. Quand'anche uccideste un par +mio, alla repubblica non mancherà un nuovo Augusto per governar lei e +punire voi altri._ E perciocchè non si quetavano, con gran voce gridò: +_Cittadini romani, deponete l'armi e andatevene con Dio._ Allora (e +par cosa da non credere) tutti, posate l'armi, le casacche militari e +le insegne, si ritirarono. Gli altri soldati e il popolo raccolsero +quelle armi e bandiere, e portarono tutto al palazzo. Di là poi ad un +mese, pregato, rendè loro l'armi, con far nondimeno morire i lor +tribuni, per negligenza de' quali erano caduti in tanta effeminatezza +quei soldati. Questa legione dipoi si segnalò sopra le altre nella +guerra contro i Persiani. Formò Alessandro di sei legioni una falange +di trenta mila combattenti: il che ci fa intendere che allora ogni +legione era composta di cinque mila armati. Altre guardie ancora avea +con gli scudi intarsiati d'oro e d'argento. A tutti dopo la guerra di +Persia fu data maggior paga che agli altri soldati. + +NOTE: + +[1829] Thesaurus Novus Inscription., pag. 357, num. 2. + +[1830] Dio. Herod. Lamprid. Agathias et alii. + +[1831] Dio, in Excerpt. Valesianis. + +[1832] Pagius, in Crit. Baron. + +[1833] Dio, in Excerptis Valesianis. + +[1834] Herod., lib. 6. + +[1835] Blanchinius, ad Anastas. Bibliothecar. + +[1836] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[1837] Mediobarbus, in Numismat. Imperator. + +[1838] Herodianus, lib. 6. + +[1839] Lampridius, in Alexandro. + +[1840] Zosimus, lib. 1. + +[1841] Lampridius, in Alexandro. + + + + + Anno di CRISTO CCXXXI. Indizione IX. + + PONZIANO papa 2. + ALESSANDRO imperadore 10. + +_Consoli_ + +POMPEIANO e PELIGNIANO. + + +Non mi son io attentato a chiamare il primo di questi consoli _Civica +Pompeiano_, perchè quel _Civica_ viene da una sola iscrizione del +Gudio, le cui merci sono a me sospette. Nell'anno 209 era stato +console _Civica Pompeiano_. Un altro ne troveremo all'anno 241. Ma +certo non è che ancor questo Pompeiano fosse appellato _Civica_. Il +secondo console vien chiamato da Cassiodoro, dal Panvinio e da altri +_Feliciano_; ma più è sicuro il cognome di _Peligniano_. L'Augusto +Alessandro, prima di mettersi in campagna, volle tentar di +nuovo se colle buone si potea frenar l'alterigia del Persiano +_Artaserse_[1842], e gli spedì nuovi ambasciatori lusingandosi che la +presenza sua, sostenuta da sì poderoso esercito, avesse da inspirare +al Barbaro pensieri più ragionevoli. Se ne tornarono essi senza +risoluzione alcuna. All'incontro, inviò Artaserse ad Alessandro +quattrocento dei suoi, tutti di alta statura, con vesti fregiate d'oro +ed archi sfarzosi, credendo con tal comparsa di atterrire i Romani. +Consistè la loro ambasciata in comandare orgogliosamente all'imperador +dei Romani di uscire quanto prima di tutta la Soria e di ogni altra +provincia di là dal mare, perchè tutto quel paese apparteneva ai +Persiani, come antica dipendenza della loro corona. Da così insolente +comando irritato Alessandro, col parere del suo consiglio, ordinò che +tutti quegli ambasciadori, spogliati de' loro arnesi, fossero relegati +nella Frigia, con dar loro campagne da coltivare. Nè volle fargli +uccidere, perchè una iniquità sarebbe stata il punir colla morte gente +non presa in battaglia, e che eseguiva gli ordini del suo re; quasi +che non fosse anche una iniquità e un violare il diritto delle genti +quel privarli di libertà, e il non lasciarli ritornare al loro +signore. Si venne dunque all'armi. Se crediamo ad Erodiano[1843], tre +corpi fece Alessandro delle sue genti, come gli fu suggerito da' suoi +generali, e da chi meglio sapeva il mestier della guerra, perchè egli +nulla mai faceva di sua testa nelle spedizioni militari[1844]; ma +voleva prima udire il sentimento de' più vecchi e sperimentati +nell'arte della milizia. Uno ne spinse nella Media per via +dell'Armenia; un altro nel paese de' Parti, e riserbò per sè il terzo, +per condurlo egli stesso. Ma o perchè Alessandro fosse di sua natura e +per l'educazione alquanto timido, o perchè l'Augusta _Mammea_ sua +madre nol volesse vedere esposto ai pericoli, o perchè succederono +diserzioni e tumulti in Soria, egli non s'inoltrò punto contro i +nemici; e cagion fu che il secondo corpo fu disfatto dai Persiani, con +vittoria nondimeno che costò loro ben caro; e che il primo, dopo aver +ben resistito alle forze de' Persiani, nel ritornare in Armenia, per +gli disagi perisse. Aggiugne lo stesso Erodiano che il corpo di +riserva di Alessandro per le malattie calò di molto, e fu a rischio di +lasciarvi la vita il suddetto imperadore per una grave infermità che +il sorprese. Ma perchè la grande armata de' Persiani notabilmente +anch'essa si sminuì, cessò dipoi la guerra; e per tre o quattro anni +stettero que' Barbari in pace. Così Erodiano. Non così Lampridio, il +quale, più che al racconto di quello storico, prestando fede a ciò che +tanti altri aveano scritto de' fatti di questo imperadore, da lui ben +esaminati, gli attribuisce una insigne vittoria riportata contra dei +Persiani. E maggiormente lo pruova, coll'aver veduto gli atti del +senato e la relazione dell'avvenimento glorioso fatta dal medesimo +Alessandro al senato, dopo il suo ritorno a Roma nel dì 25 di +settembre. Non si può sì facilmente credere che le parole di +Alessandro fossero soli vanti e menzogne, sì perchè non fu egli di +carattere millantatore, sì perchè poco sarebbe occorso per ismentirle. +Disse dunque Alessandro di avere sconfitto i Persiani, nell'armata dei +quali bella e terribil mostra faceano settecento elefanti colle lor +torri guernite di arcieri. Trecento di questi essere stati presi, +ducento morti, e diciotto venivano condotti a Roma. Vi erano mille +carri falcati. Cento venti mila cavalli si contavano parimente +nell'esercito nemico; dieci mila di essi rimasero sul campo; gli altri +si salvarono colla fuga. Molti erano stati i Persiani presi, e poscia +venduti per ischiavi. Si erano ricuperate le città perdute della +Mesopotamia; Artaserse, colla perdita delle bandiere, avea presa la +fuga. I soldati romani se ne ritornavano ben ricchi, nè sentivano più +le fatiche della guerra dopo sì felice vittoria. A questa relazione +tennero dietro le acclamazioni del senato. Aggiugne Lampridio che in +quella calda azione Alessandro correva per le file della sua armata, +animando i soldati, lodando chi meglio combatteva, combattendo +anch'egli, e trovandosi esposto alle freccie nemiche. Dopo sì +segnalata vittoria se ne tornò Alessandro ad Antiochia, per passare, +come io vo credendo, il verno colla sua armata. E che in quest'anno +esso Augusto fiaccasse le corna al superbo Artaserse, e non già nel +precedente, come volle il padre Pagi, e non nel seguente, come pensò +il Tillemont, bastantemente si raccoglie dalle monete[1845] rapportate +dal Mezzabarba, correndo la di lui tribunizia podestà X, cioè +nell'anno presente, perchè ivi si vede menzionata VICTORIA AVGVSTI. +Solamente non si sa intendere come Alessandro non prendesse il titolo +d'_Imperadore_ per questa vittoria. Forse lo impedì la sua modestia. +Dal senato ancora fu acclamato _Persico Massimo_: e pure questo suo +titolo non s'incontra nelle medaglie. Ha poi un bel dire Erodiano che +i Persiani da sè stessi desisterono dalla guerra; perchè se così +felicemente, com'egli vuole, fossero proceduti i loro affari, e le +armate romane fossero rimaste disfatte, inverisimil cosa è come i +medesimi non avessero proseguita la vittoria, ed occupata ai Romani la +Mesopotamia. + +NOTE: + +[1842] Herodianus, lib. 6. + +[1843] Herodian., lib. 6. + +[1844] Lamprid., in Alexandro. + +[1845] Mediobarb., in Numism. Imperat. + + + + + Anno di CRISTO CCXXXII. Indizione X. + + PONZIANO papa 3. + ALESSANDRO imperadore 11. + +_Consoli_ + +LUPO e MASSIMO. + + +Abbiamo anche da Erodiano[1846] che l'imperadore Alessandro si fermò +molto tempo in Antiochia: il che ci serve di fondamento per credere +che vi passasse il verno insieme coll'esercito distribuito in quei +quartieri. Lungo tempo si esigeva a ricondurre per terra le legioni +destinate per l'Europa; però sembra verisimile che succedesse +in quest'anno il suo arrivo a Roma nel tempo assegnato da +Lampridio[1847], cioè nel dì 25 di settembre, in cui egli comparve in +senato a rendere conto della sua spedizione. Fece la sua entrata da +trionfante, corteggiato da tutto il senato e dall'ordine equestre, fra +i plausi e l'indicibil allegrezza di tutto il popolo. Non entrò sul +cocchio, come si costumava ne' trionfi, ma bensì a piedi, venendogli +dietro il carro trionfale tirato da quattro elefanti. A piedi ancora +andò al palazzo, e tanta era la folla, che appena in quattr'ore potè +compiere il viaggio, tutti gridando intanto: _Se salvo è Alessandro, +salva è Roma._ Nel dì seguente si fecero le corse dei cavalli e i +giuochi scenici, dopo de' quali toccò un congiario al popolo. Allora +fu che si cominciarono a vedere presso i Romani degli schiavi +persiani; ma, non sofferendo allora la superbia dei re di Persia che +alcuno de' suoi sudditi restasse in ischiavitù, fu pregato Alessandro +di rimetterli in libertà col pagamento del riscatto, ed egli non mancò +di far loro questa grazia con rendere ai padroni il danaro pagato in +comperarli, o pure col metterlo nell'erario, se non erano venduti. +Questi servi adunque e gli elefanti condotti sempre più ci vengono ad +assicurare che l'Augusto Alessandro non vinto, ma vincitore, ritornò +dalla guerra di Persia. Seguita a dire Lampridio che anche nella +Mauritana Tingitana felicemente procederono gli affari della guerra +per la buona condotta di _Furio Celso_. Similmente nell'Illirico +_Vario Macrino_, parente d'esso Alessandro, riportò de' vantaggi +contro i nemici del popolo romano; e nell'Armenia _Giunio Palmato_ +diede anch'egli qualche buona lezione ai Persiani. Da tutti quei +luoghi probabilmente in questi tempi giunsero a Roma le laureate +lettere di avviso di que' prosperosi avvenimenti, le quali, lette in +senato e al popolo, rallegrarono ognuno, ed esaltarono sempre più il +nome e la gloria dell'Augusto Alessandro. + +NOTE: + +[1846] Herodianus, lib. 5. + +[1847] Lampridius, in Alexandro. + + + + + Anno di CRISTO CCXXXIII. Indizione XI. + + PONZIANO papa 4. + ALESSANDRO imperadore 12. + +_Consoli_ + +MASSIMO e PATERNO. + + +Un'iscrizione, che si legge nella mia Raccolta[1848], in vece di +_Paterno_, ha _Paterio_. Così ancora egli è chiamato in alcune leggi +raccolte dal Relando[1849]. Però, quantunque io abbia ritenuto +_Paterno_, gran dubbio mi resta che il suo vero cognome fosse +_Paterio_. In quattro leggi ancora _Massimo_ vien detto console _per +la seconda volta_; ma ciò meglio starà nell'anno seguente. +Instituì[1850] in questi tempi l'Augusto Alessandro in onore di +_Mammea_ imperatrice sua madre un collegio di fanciulli e un altro di +fanciulle, con chiamarli Mammeani e Mammeane, siccome Antonino Pio +avea dato il nome di Faustiniane alle fanciulle instituite in onore di +Faustina sua moglie. Parimente attese a premiare chiunque s'era +segnalato nel governo civile e militare della repubblica. Ai senatori +più meritevoli accordò gli ornamenti consolari, con aggiugnere dei +sacerdozii e dei poderi a quei ch'erano poveri o vecchi. Agli amici +donò i prigionieri di varie nazioni, ritenendo solamente i nobili fra +essi, che furono arrolati nella milizia. Le terre prese ai nemici donò +egli ai capitani e soldati posti alla guardia de' confini, con +permettere che passassero ancora in dominio de' loro eredi, purchè +anch'essi facessero il mestier dei soldati; non volendo che quei beni +restassero in proprietà di persona alcuna privata, con dire _che quei +tali con più attenzione militerebbono, ove si trattasse di difendere +le cose concedute loro con questo patto_. Ed ecco, se non il +principio, almeno un segno assai chiaro di quei che poscia furono +chiamati benefizii, cioè stabili dati a godere ai soldati con obbligo +di militare in favor del donante, con riservarsene i principi il +diretto dominio. Passò, dico, questo nome anche nella Chiesa, +dispensatrice di sì fatti beni a chi si consacra alla milizia +ecclesiastica. Oltre alle terre, donò ai medesimi soldati degli +animali e dei servi, acciocchè potessero coltivarle, e non le +lasciassero abbandonate all'invasion de' nemici; il che riputava egli +gran vergogna della repubblica. Mentre si godeva tanta felicità in +Roma, ecco nuove spiacevoli dalle contrade germaniche[1851], cioè +avere i Germani passato il Reno, mettere in conquasso la Gallia in +quelle parti con potenti armate, saccheggiar borghi e campagne, e far +paura alle stesse città. Se crediamo ad Erodiano[1852], fin quando +Alessandro dimorava in Antiochia, cominciò questa brutta danza, e +portatine colà gli avvisi, colla giunta di aver essi Germani passato +non solo il Reno, ma anche il Danubio, ed essere in grave rischio le +confinanti provincie dell'Illirico e l'Italia stessa. Per questo si +affrettò egli di lasciar la Soria, e di volgere i passi e l'armi colà +dove il chiamava il bisogno. Se vero fosse il racconto di Erodiano, +converrebbe dire che Alessandro si fermasse un anno di più in +Antiochia; o pure ch'egli, un anno dopo quel che abbiam supposto, +imprendesse la guerra coi Persiani. Ma non è sì facilmente da +acquetarsi in ciò a quello storico greco, da che gli viene a fronte +Lampridio, certo inferiore a lui di tempo, ma più di lui informato +degli affari di Roma. Secondo Erodiano, l'Augusto Alessandro marciò a +dirittura dalla Soria in Germania, nè più ritornò a Roma; laddove +Lampridio, citando gli atti del senato, ci assicura esser egli +dall'Oriente rivenuto a Roma, ed aver ottenuto il trionfo, e che quivi +si godeva una mirabil quiete, quando sopraggiunse la novità dei +Germani. Se questa giugnesse nell'anno presente, o pure nel +susseguente, non so dirlo. Caso che nel presente, attese Alessandro a +far dei preparamenti per andar in persona a dimandar conto ai Germani +dei danni inferiti alle contrade romane. + +NOTE: + +[1848] Thesaurus Novus Inscription., pag. 358, num. 3. + +[1849] Reland., in Fast. Cons. + +[1850] Lampridius, in Alexandro. + +[1851] Lamprid., in Alexandro. Zosim., Hist., l. 1. + +[1852] Herodianus, lib. 6. + + + + + Anno di CRISTO CCXXXIV. Indizione XII. + + PONZIANO papa 5. + ALESSANDRO imperadore 13. + +_Consoli_ + +MASSIMO per la seconda volta e CAIO CELIO URBANO. + + +Già ardeva la guerra tanto ai confini della Gallia quanto a quei della +Pannonia, con terrore non lieve dell'Italia stessa. Però in quest'anno +l'Augusto Alessandro, messo insieme un potente esercito, s'inviò alla +volta della Gallia, dove maggiore era il pericolo[1853]. Conduceva +egli seco un gran corpo di Mori e di arcieri presi dalla provincia +della Osroena, o pure disertori parti, guadagnati con buono stipendio. +Di costoro pensava egli di valersi con vantaggio in questa nuova +guerra, perchè tal sorta di gente saettava più lontano che i Germani, +e coglieva più facilmente nel bersaglio de' loro corpi. Si partì +Alessandro da Roma, quantunque il senato e i migliori, mal volentieri +vedendolo disposto alla partenza, si studiassero di ritenerlo[1854]: +tanto era l'amore che gli portavano, tanta la premura che non si +esponesse a pericolo alcuno e ai dubbiosi successi della guerra. Ma +egli avea fisso il chiodo di andare, perchè non potea sofferire che, +dopo aver vinto i Persiani, venissero ad insultare l'imperio romano i +Germani, gente che altri imperadori da meno di sè aveano saputo +mettere in dovere. Seco andò _Mammea_ sua madre; e, se crediamo a +Lampridio, tutti i senatori l'accompagnarono per centocinquanta +miglia. Nel fare a gran giornate il suo viaggio, incontratosi con una +donna della razza de' Druidi sacerdoti della Gallia, questa gli disse: +_Va pure, ma non isperar vittoria; e fidati poco de' tuoi soldati_. +Egli non l'ascoltò, o pure non se ne mise pensiero, perchè sprezzava +la morte. E Lampridio aggiugne, che avendogli predetto un celebre +astrologo ch'egli dovea morire per mano d'un Barbaro, se ne rallegrò, +credendo di aver da morire in qualche battaglia, e di far quel fine +glorioso ch'era toccato ad altri generali famosi. Arrivato alle rive +del Reno[1855], quivi si fermò a disporre tutto l'occorrente per +portare la guerra addosso a' Germani; ed intanto fece fabbricar un +ponte su quel fiume, acciocchè vi potesse transitar tutta la armata. +Vuole Erodiano, scrittore che solamente ci descrive Alessandro per un +imperador timoroso e privo di coraggio, ch'egli tentasse prima, se +potea, colle buone intavolar pace coi Germani; e loro a questo fine +inviò suoi ambasciatori, con esibire gran copia di danaro, assai +consapevole della forza che ha l'oro fra quei popoli. Forse che se +avesse tenuta questa via non gli sarebbe mancata la pace. Ma Lampridio +nulla parla di ciò, e nè meno di varii combattimenti accennati dal +suddetto Erodiano, nei quali scrive che bene spesso i Germani +comparvero non men forti dei Romani. Certo è che non abbiam vestigio +di alcuna bella militare impresa da lui fatta in essa guerra, ancorchè +il numeroso e prode esercito suo promettesse di molto in sì fatta +spedizione. + +NOTE: + +[1853] Herodianus, lib. 6. + +[1854] Lampridius, in Alexandro. + +[1855] Herodianus, lib. 6. + + + + + Anno di CRISTO CCXXXV. Indizione XIII. + + ANTERO papa 1. + MASSIMINO imperadore 1. + +_Consoli_ + +SEVERO e QUINZIANO. + + +Altro non abbiam di certo di questi consoli che il loro cognome, e il +secondo vien anche chiamato _Quintiliano_. Ho io prodotta +un'iscrizione[1856], dove ci comparisce _Gneo Pinario Severo console_, +ma senza poter dire se appartenga all'anno presente. Il Panvinio[1857] +avea citata un'iscrizione posta per la salute di _Lucio Ragonio +Urinazio Larcio Quinziano console_, credendo che ivi si parlasse del +secondo console. Un'altra[1858], a lui pure spettante, ho dato io, ma +con farmi a credere che questo _Quinziano_ molto prima dell'anno +presente fosse sostituito nel consolato. In un altro marmo[1859], +rapportato anche nella mia Raccolta, s'incontra _Tito Cesernio +Macedone Quinziano console_; ma senza che resti alcun lume se +appartenga all'anno presente. Una grande scossa ebbe in quest'anno il +romano imperio per la morte del buon _imperadore Alessandro_, tolto di +vita dagli empii ed iniqui suoi soldati. Non se ne sa bene il luogo e +la maniera. Lampridio[1860] ne fu anch'egli allo scuro, mentre scrive +che l'Augusto giovane, trovandosi nella gran Bretagna, da noi chiamata +Inghilterra, fu ucciso, e che altri scrissero essere ciò avvenuto +nella Gallia in un villaggio appellato Sicila, nel distretto di +Magonza, come vuole Eusebio[1861], oppure in quel di Treveri. Espone +bensì Erodiano[1862] con varie particolarità questo avvenimento, ma le +circostanze da lui narrate non hanno assai del verisimile. Secondo +lui, _Massimino_, uffiziale, che avea la cura di insegnar l'arte +militare ai soldati di nuova leva, per la maggior parte presi dalla +Pannonia, era amato non poco da esse milizie. Sparlavano costoro di +Alessandro, come di un principe troppo timoroso, che non lasciava fare +alcuna bella impresa contra dei nemici, e stava tuttavia sotto l'ali +della madre, donna, secondo essi, intenta solamente ad ammassar +danaro, e che colla sua parsimonia rendeva odioso a tutti il +figliuolo; essere perciò da eleggersi per imperadore un uomo forte e +pratico della guerra, e che meglio premiasse i soldati. Lamentavansi +eglino in fatti anche di Alessandro, perchè non profondeva sopra di +loro i tesori, siccome aveano praticato Caracalla ed Elagabalo, +scialacquatori delle pubbliche sostanze, per guadagnarsi l'affetto +delle milizie; e per questo sclamavano contro di Mammea, attribuendo +ad avarizia di lei ciò che si negava alla loro insaziabile avidità. +Posti dunque gli occhi sopra _Massimino_, all'improvviso il vestirono +di porpora, e l'acclamarono _Imperadore_. Fosse egli o non fosse +consapevole del loro disegno, almen finse di resistere; ma, minacciato +colle spade, accettò come forzato l'augustal dignità. Promesso dipoi +un grosso donativo, e di raddoppiar loro la provianda, concertò subito +la maniera di opprimere Alessandro. Avvisato questi di sì pericolosa +novità, tremando, piangendo, e simile ad un furioso, uscì dalla tenda, +e raccomandossi a' suoi soldati, con promettere quanto volessero, +purchè il difendessero. Con grandi acclamazioni promisero essi di +farlo. Passata la notte, eccoti l'avviso che vengono i soldati di +Massimino; e di nuovo Alessandro, uscito in pubblico, implorò l'aiuto +de' suoi, i quali replicarono le promesse; ma, all'arrivo delle truppe +di Massimino, lasciatisi sovvertire da lui, il riconobbero anch'essi +per Imperadore. Ciò fatto, diede Massimino ordine ai tribuni e +centurioni di levar la vita ad Alessandro, a Mammea sua madre e a +chiunque si volesse opporre. Fu il barbaro comandamento immediatamente +eseguito, e, a riserva di chi era fuggito, tutti rimasero vittima +delle loro spade. Così Erodiano. + +Ma non è probabile che _Massimino_ fosse proclamato Imperadore, perchè +si sa ch'egli studiò in tutte le forme di comparir innocente della +morte di Alessandro; nè che Alessandro sapesse l'esaltazion di +Massimino, nè che dopo tal notizia passasse anche una notte, prima di +essere ucciso, perchè o egli sarebbe fuggito, o, avendo tante persone +che l'amavano, non è da credere che tutti lo avessero abbandonato. Ha +ben più apparenza di verità ciò che scrivono Lampridio[1863] e +Capitolino[1864]: cioè che molti de' soldati, massimamente della +Gallia, erano disgustati di Alessandro, perchè egli, avendoli trovati +male avvezzati sotto Elagabalo, voleva rimetterli con vigore +nell'antica disciplina. E che, segretamente intesisi con Massimino, +molti di essi, inviati alla tenda di Alessandro nel dopo pranzo +allorchè vi era poca gente ed egli dormiva, il trucidassero colla +madre. Comunque ciò accadesse, fuor di dubbio è che il buono, ma +infelice imperadore, per mano di que' sicarii, e con intelligenza e +per comando di Massimino, uomo ingratissimo ai tanti benefizii che +avea da lui ricevuto, terminò i suoi giorni. Si è disputato da varii +letterati, cioè dal padre Pagi, dal Tillemont, dall'abbate Vignoli, da +monsignor della Torre e dal padre Valsecchi abbate benedettino, +intorno alla di lui età, intorno alla durazion del suo imperio e al +giorno della sua morte. Credesi con più probabilità ch'egli fosse +ucciso non nel marzo, ma nella state dell'anno presente, in età di +ventisei anni e di alquanti mesi, e non già di 29 anni, mesi 3 e +giorni 7, come ha il testo, che si tiene per iscorretto, di Lampridio; +e dopo tredici anni ed alquanti giorni o pur mesi d'imperio. A me non +convien di entrare in sì fatte dispute, bastando al lettore +d'intendere ciò che più importa al filo della storia. Intanto le +ammirabili cose da noi udite di questo novello Alessandro, tanto più +degne di stupore e di lode, quanto che operate da un sì giovinetto +Augusto, in cui lo stesso Erodiano, che pur gli è poco favorevole, +altro non seppe trovar di difetto, se non la troppa dipendenza da sua +madre, ci han già fatto detestare l'esecrabil azione di Massimino, o +pure di que' barbari soldati che gli tolsero la vita contra tutte le +leggi umane e divine, e ci danno a conoscere qual grave perdita fecero +in lui il senato e popolo romano, e tutte le provincie del romano +imperio. Un fulmine, che scoppiasse contra di ognuno, parve l'avviso +della sua morte. Se ne mostrò dolente, in apparenza, fin lo stesso +Massimino, e volle che nella Gallia gli fosse alzato un magnifico +monumento[1865]. Più riguardevole fu l'altro che il senato gli fece +fabbricare in Roma, dove furono portate le sue ceneri, e dove non +mancarono nè a lui nè a Mammea sua madre gli onori divini, +coll'assegno di alcuni sacerdoti: e gran tempo durò in Roma la festa +nel dì natalizio di lui e di sua madre. Gli stessi soldati, e fin +quelli ch'egli avea cassati in Soria, tagliarono poscia a pezzi quegli +assassini che si erano bagnate le mani nel di lui sangue: segno che +non lo aveano abbandonato, come vuole Erodiano, ma che improvvisa +dovette essere l'uccisione di lui. Fu da molti scritta la vita di +questo insigne Augusto; e Lampridio cita quella di _Settimio_, +_Acolio_ ed _Encolpo_, che oggidì perdute, servirono a lui da scorta +per tramandarci le notizie che abbiamo di esso imperadore. +Verisimilmente, se non si fossero perduti tanti libri della storia +nobilissima di _Dione Cassio_, sebben presso Sifilino egli poco parla +delle azioni di Alessandro, noi avremmo qualche altro lume del suo +governo: governo incomparabile, perchè, oltre all'esser egli stato di +gran mente e di ottima intenzione, volle sempre nel suo consiglio i +più saggi, i più giusti e disinteressati senatori e giureconsulti che +allora si trovassero. Ma a questo adorabil regnante, degno di +lunghissima vita, succedette _Massimino_ di carattere tutto contrario, +dedito solamente alla crudeltà, e, fuorchè dai soldati, universalmente +odiato ed abborrito qual manigoldo del migliore di tutti i principi. +Da che costui, tolto di mezzo il buon Alessandro, fu proclamato +_Imperadore_, partecipò al senato l'elezione sua. Bisognò approvarla, +perchè non si potea di meno, avendo egli dalla sua le forze maggiori +del romano imperio. Non sappiamo se da sè o pure se per decreto del +senato egli prendesse la _podestà tribunizia_ e il titolo di _padre +della patria_, che non fu mai sì indegnamente impiegato che questa +fiata. E se immenso fu il dolore de' Romani e degli altri popoli, +perchè privati di un ottimo Augusto, questo molto più crebbe, perchè +un uomo pessimo a lui succedeva, il quale dal secolo d'oro fece in +breve passare ad un secolo di ferro l'imperio romano. Ma l'ambizione, +che cotanto lo acciecò, siccome vedremo, ebbe dopo tre anni il +meritato supplizio. Chi fosse _Massimino_, e quale nella privata +fortuna, mi riserbo io di esporlo all'anno seguente. Nel presente +trovandosi san _Ponziano_ papa in esilio[1866] per la fede di Gesù +Cristo, gloriosamente compiè il suo pontificato, ed in vece sua fu +eletto _Antero_, e posto nella sedia di san Pietro. + +NOTE: + +[1856] Thesaur. Novus Inscript., pag. 358, n. 2. + +[1857] Panvin., in Fast. Consul. + +[1858] Thesaur. Novus Inscript., pag. 359, n. 1. + +[1859] Idem, ibid., p. 358, n. 4. + +[1860] Lampridius, in Alexandro. + +[1861] Eusebius, in Chron. + +[1862] Herodianus, lib. 6. + +[1863] Lampridius, in Alexandro. + +[1864] Capitolin., in Maximino. + +[1865] Lampridius, in Alexandro. + +[1866] Blanchinius, ad Anastas. Bibliothec. + + + + + Anno di CRISTO CCXXXVI. Indizione XIV. + + FABIANO papa 1. + MASSIMINO imperadore 2. + +_Consoli_ + +CAIO GIULIO MASSIMINO AUGUSTO ed AFRICANO. + + +Il nome di _Giulio_, dato dai compilatori de' Fasti ad _Africano_, +dipende da una conghiettura del Panvinio[1867], senza che se ne vegga +pruova alcuna; e però non mi son io attentato e darglielo, siccome +cosa dubbiosa. In vece di _Massimino_, noi troviamo _Massimo_[1868] in +varii Fasti: il che potrebbe far dubitare se _Massimino_ prendesse il +consolato. Ma essendo stati soliti i novelli Augusti nel primo nuovo +anno a prenderlo, ed essendovi altri lumi, ragionevolmente possiam +credere che _Massimino_ procedesse console nell'anno presente. Poco +più di un mese tenne santo _Antero_ papa il pontificato romano, e +diede fine alla sua vita col martirio[1869]. Succedette a lui +nell'apostolica sede _Fabiano_. Andiamo ora a vedere chi fosse colui +che nell'enorme delitto della morte data al buon Alessandro Augusto, +si aprì la strada al trono cesareo. _Caio Giulio Vero Massimino_ (che +così egli si fece chiamare) era di nazione barbara[1870], perchè +figlio di Micea o Micca, uomo goto, e di Ababa o Abala, donna alana. +Nacque in un villaggio ai confini della Tracia, e però veniva +considerato come Trace d'origine. Dicono che fosse terribile +d'aspetto; che la sua statura eccedesse otto piedi; che la sua forza +fosse prodigiosa; che in un sol pasto mangiasse quaranta ed anche +sessanta libbre di carne: il che se sia da credere, lascerò giudicare +agli altri. Essendo egli in sua gioventù pastore di professione, lo +sceglievano gli altri per loro capo a fine d'opporsi ai ladri. +Conosciuto costui da Severo Augusto, allorchè era nella Tracia, per +uomo di straordinaria robustezza, fu arrolato nella cavalleria, poscia +nelle guardie del corpo, e promosso dipoi a varie cariche militari, +spezialmente sotto Caracalla, nelle quali si acquistò molto credito, +perchè infaticabile, perchè non mangiava addosso ai soldati; anzi, +ricompensandoli, e gran cura prendendo di loro, si facea amare da +tutti. Per odio che portava a Macrino, siccome distruttore della casa +di Severo, si ritirò al suo paese, e con difficoltà tornò alla milizia +sotto l'impuro Elagabalo, creato tribuno, ma senza comparire per tre +anni a salutarlo, nè a baciargli la mano. Morto Elagabalo, venne a +Roma, accolto con grande allegrezza da Alessandro Augusto, da lui +lodato al senato, e creato tribuno della legione quarta, composta di +giovani di nuova leva, acciocchè loro insegnasse la milizia. Chi per +la sua forza il chiamava Ercole, chi Milone Crotoniate, Achille, ec. +In questo concetto era Massimino, quando, senza nè pur essere +senatore, usurpò il trono de' Cesari, in età d'anni settantadue, se si +ha da credere alla Cronica Alessandrina[1871] e a Zonara[1872]. Aveva +egli un figliuolo giovinetto, per nome _Caio Giulio Vero Massimino_, +come s'ha dalle medaglie[1873]. _Massimino_, ancor egli è chiamato da +alcuni storici, giovane di rara bellezza, di alta statura, e più +pulito del padre rozzo e barbaro, ma creduto più superbo di lui stesso +benchè Capitolino[1874], che ciò scrive, dica altrove ch'egli era di +un natural buono, e che Alessandro Augusto gli avrebbe data in moglie +_Teoclia_ sua sorella, se non fosse stato ritenuto dai barbari costumi +del di lui padre Massimino. Scrive il suddetto Capitolino che gli fu +da esso suo padre conferito il titolo d'_Imperadore_. Nelle iscrizioni +e medaglie che restano di lui, il troviamo ornato solamente del titolo +di _Cesare e di principe della gioventù_. Però è da dire che quello +storico s'inganna, o pur, come vuole il Pagi[1875], imperadori erano +anche chiamati allora i Cesari. + +Creato imperadore Massimino, siccome non gli era ignoto d'essere +mirato di mal occhio da chi considerava nella viltà dei di lui natali +troppo avvilita l'imperial dignità, e teneva per vittima delle di lui +ambiziose voglie l'ucciso Augusto, si rivolse ad assodar, se potea, +col terrore il suo trono, giacchè coll'amore non sapea sperarlo[1876]. +Tosto dunque sotto varii pretesti congedò gli amici e consiglieri +d'Alessandro, eletti già dal senato, col rimandar parte d'essi a Roma, +e con privare gli altri delle loro cariche. Era la sua mira di far +alto e basso senza dipendere da alcuno, per poter più liberamente +esercitare la sua tirannia. Tutta la servitù e i cortigiani del +passato governo mandò con Dio; moltissimi ancora ne fece uccidere, non +d'altro colpevoli che di mostrarsi afflitti per la morte del buon +padrone. Tiene Eusebio[1877] che, in odio appunto di Alessandro, nella +cui corte si trovavano assaissimi Cristiani, egli movesse una fiera +persecuzione contro la Chiesa, per cui crebbe in terra e in cielo il +numero de' santi martiri. Tremavano già i Romani per le frequenti +nuove[1878] che andavano arrivando della di lui crudeltà, mentre chi +faceva crocifiggere, chi dar in preda alle fiere, chi chiuder vivo +nelle bestie uccise, chi lasciar la vita sotto le bastonate. Altro +nome già non gli si dava, che di Ciclope, di Busiride, di Falari, ec. +Cacciossi perciò, coll'andar innanzi tal timore nel senato e popolo +romano, che o pubblicamente o privatamente ognun facea dei voti +affinchè Massimino mai non vedesse Roma. Fosse la verità, o pure una +finzione[1879], si scoprì una trama ordita contro di lui da _Magno_, +uomo consolare e di gran nobiltà. Dicono ch'egli, avendo prima +guadagnati molti uffiziali e le guardie del ponte di barche fatte sul +Reno, allorchè Massimino era passato di là, avesse disegnato di far +rompere lo stesso ponte, acciocchè Massimino restasse fra le branche +de' Germani, e nello stesso tempo pensasse di far proclamare sè stesso +Imperadore. Tutti coloro che furono sospetti di tal cospirazione +perderono la vita senz'altro esame o processo, di modo che non si potè +mai venire in chiaro se fosse vera o falsa, e molti la crederono +un'invenzione di Massimino per liberarsi da chi non gli era in grazia. +Si fa conto che quattro mila persone rimasero per tal cagione private +di vita. Dopo questa tragedia, il corpo dei soldati osroeni ch'era +all'armata, siccome gente persuasa che il tanto amato da loro +Alessandro Augusto fosse perito per ordine del crudel Massimino, si +rivoltarono contra di lui; e trovato per accidente _Tito +Quartino_[1880], già stato console ed amico di Alessandro, ma +congedato dal campo, con tutto il suo gridare e resistere, chiamatolo +_Imperadore_, il vestirono di porpora. Ma da lì a poco questi fu +assassinato da _Macedonio_ suo amico, che era stato promotor della +sedizione, o per rabbia d'essere stato posposto a lui, o per isperanza +di qualche gran ricompensa da Massimino, a chi ne portò il capo. La +ricompensa fu che Massimino allora il ringraziò, ma poco dipoi il fece +ammazzare, come autor della ribellione e traditor dell'amico. Non +s'accorda con questi scrittori Trebellio Pollione[1881], mentre scrive +che questo _Tito_ era tribuno de' Mori, e che imperò sei mesi, +contraddicendo a sè stesso per aver detto prima ch'egli fra pochi +giorni fu ucciso. Secondo questo autore, era sua moglie _Calpurnia_ +della nobil famiglia de' _Gensorini_, cioè de' _Pisoni_, sacerdotessa, +che per l'insigne sua castità fu adorata dai Romani. Gran tempo stette +la di lei statua in luogo ben improprio, perchè nel tempio di Venere. + +All'anno presente mi sia permesso di riferire la guerra fatta da +Massimino ai Germani, quantunque si possa dubitare che appartenga al +precedente. Un poderosissimo esercito avea condotto seco Alessandro +Augusto in quella spedizione, perchè, oltre a molte legioni di soldati +occidentali, s'era studiato, siccome ho detto, di avere gran copia di +Osroeni, Armeni, Parti e Mori; e credevasi che il maggior nerbo +dell'armata consistesse in costoro, per far quella guerra, perchè +erano tutti gente sperta nel saettare: mestier poco praticato dai +Germani. Massimino a tanti combattenti ne aggiunse degli altri, e in +persona attese ad esercitarli tutti e disciplinarli. Ardeva egli di +voglia di far delle grandi prodezze, acciocchè venisse ad intendere il +mondo l'importante vantaggio di avere un imperador bellicoso, e +dimenticasse, s'era possibile, il suo timido predecessore. Quindi, +passato il Reno, diede addosso ai Barbari. Niun d'essi sulle prime osò +di venirgli a fronte; tutti si ritirarono nei boschi e nelle paludi, +con fare dipoi, il meglio che poteano, la guerra con insidie. Diversi +combattimenti seguirono in quelle selve e paludi. Tanta era la +temerità di Massimino, che, al pari d'ogni soldato, entrava anch'egli +nelle mischie, e menava le mani. Ma corse una volta pericolo della +vita; perchè, inviluppato col cavallo nel fango di una palude, fu +attorniato da' nemici; e se non erano i suoi, che accorsero in aiuto, +si vedeva il fine della sua tirannia. Scrisse egli poscia al +senato[1882] d'essere entrato nel paese germanico, d'averne corso ben +quattrocento miglia, con uccidere molti de' nemici, farne assai più +prigioni, con incendiare i loro villaggi, tutti fabbricati di legno, e +col condur via un immenso bottino di bestiami e d'altre robe, che +tutte lasciò ai soldati. Erodiano[1883] aggiugne aver egli dato il +guasto ai raccolti di quelle contrade: il che fa intendere aver egli +guerreggiato nel giugno e luglio. Mandò anche Massimino a Roma dipinte +in alcune tavole le battaglie dai lui fatte in quelle parti, acciocchè +anche gl'ignoranti leggessero quivi i trofei del suo valore. Par tali +vittorie fu non meno a lui che al figlio Cesare dato il titolo di +_Germanico_; e questo si legge nelle monete battute[1884] correndo la +tribunizia podestà seconda di lui, cioè nell'anno presente, col motto +di VICTORIA GERMANICA. Giacchè non si trovavano più nemici da +combattere, e si accostava il verno[1885], coll'armata passò nella +Pannonia, e prese il suo alloggio nella città di Sirmio, capitale di +quelle contrade, meditando maggiori imprese nell'anno vegnente contra +dei Sarmati. Minacciava egli di voler sottomettere al romano imperio +tutte le nazioni germaniche; e fatto verisimilmente l'avrebbe: tanta +era la sua bravura e l'indefesso operare nel mestier dell'armi, s'egli +nello stesso tempo non avesse fatta ai sudditi suoi una guerra anche +più cruda che ai Barbari stessi: del che parleremo all'anno seguente. + +NOTE: + +[1867] Panvin., in Fast. Consul. + +[1868] Reland., Fast. Consul. + +[1869] Blanchinius, ad Anastas. + +[1870] Capitolin., in Maximino seniore. + +[1871] Chronicon Alexandrinum. + +[1872] Zonaras, in Annalibus. + +[1873] Mediob., in Numism. Imperator. + +[1874] Capitolinus, in Maxim. juniore. + +[1875] Pagius, in Crit. Baron. + +[1876] Capitolin., in Maxim. seniore. Herodianus, lib. 7. + +[1877] Euseb., Histor. Eccles., lib. 6, cap. 28. + +[1878] Capitol., in Maximino seniore. + +[1879] Herodianus, lib. 6. + +[1880] Capitolin., in Maximin. seniore. Herod., lib. 6. + +[1881] Trebellius Pollio, in Tito. + +[1882] Capitolinus, in Maxim. seniore. + +[1883] Herodianus, lib. 7. + +[1884] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[1885] Herodianus, lib. 7. + + + + + Anno di CRISTO CCXXXVII. Indizione XV. + + FABIANO papa 2. + MASSIMINO imperadore 3. + +_Consoli_ + +PERPETUO e CORNELIANO. + + +In due iscrizioni riferite dal Panvinio[1886] si truova un _Lucio +Ovinio Rustico Corneliano console disegnato_, e un _Publio Tizio +perpetuo consolare della Toscana e dell'Umbria_. Perciò i più han +creduto che tali fossero i prenomi e nomi di questi consoli. Perchè +non è esente da dubbii sì fatta partita, ho creduto meglio di star col +Relando[1887], che solamente accenna i loro cognomi. Quali imprese in +quest'anno facesse Massimino, dopo avere svernato nella Pannonia, +resta a noi molto scuro. Truovansi nondimeno iscrizioni[1888] a lui +poste nel susseguente anno dalle provincie che continuarono ad +ubbidirlo, nelle quali è chiamato _Dacico Massimo_, _Sarmatico +Massimo_ ed _Imperadore_ fin _sette volte_: tutti indizii di battaglie +date e di vittorie riportate contra de' Sarmati e Daci. +Capitolino[1889] attesta anch'egli che Massimino ebbe moltissime +guerre, dalle quali ritornò sempre vincitore e con gran copia di +prigionieri e di bottino. Nulladimeno ha ciera di una rodomontata +l'aver egli scritto al senato. _Tante essere state le guerre da lui +fatte in poco tempo, quante mai altri ne facesse in vita sua: tanta la +preda, che avea superata la speranza di ognuno; tanti i prigionieri, +che non bastava il paese romano a contenerli tutti_. Dissi che intanto +egli peggio trattava i sudditi suoi. Abbisognava di danaro per +sostenere quel diluvio di armati; e per cavarne da tutti i lati, si +concedeva ad ognuno licenza d'accusare[1890]. Stavano sempre aperti +gli orecchi di Massimino alle spie e a qualunque giusta o calunniosa +relazione, bastando che comparisse l'accusa, perchè ne succedesse +tosto la carcerazion delle persone, senza distinzione alcuna di grado +o di età. Laonde notte e dì si vedevano da ogni parte anche più +lontana del romano imperio condotti sopra carrette in Pannonia uomini +incatenati di qualsivoglia dignità civile o militare, cominciando da +coloro che erano stati consoli[1891]; e tutti poi o innocenti o rei +venivano condannati alla morte o all'esilio, col confisco de' loro +beni e colla rovina delle lor famiglie. Gran disavventura, o almen +gran pericolo e batticuore era allora l'essere ricco, coll'esempio di +tanti e tanti, i quali, di ricchissimi ch'erano, erano ridotti a +limosinar il pane. Nè qui terminò l'insaziabil crudeltà e avidità del +tiranno. Mise anche le mani sopra tutte le rendite proprie della +città, destinate per mantenimento della pubblica annona, per aiuto +della povera plebe, per le feste e per li giuochi allora usati. Passò +inoltre a spogliare i templi di tutte le statue, e d'ogni altro +ornamento d'oro, d'argento o di rame: che tutto, portato alle zecche, +si convertiva in moneta. Per tanti spogli e violenze veggendosi i +popoli sì conculcati e tanagliati dal proprio principe, non si può +dire come fossero malcontenti ed amareggiati; ma le lor doglianze +consistevano in sole parole, in maledizioni, in implorar l'aiuto de' +sordi numi offesi, a riserva d'alcuni, che, non potendo soffrire +gl'insulti fatti ai lor templi, nel difenderli, si lasciarono +piuttosto scannar presso gli altari. Ne mormoravano forte fin gli +stessi soldati, perchè tutto dì veniva rimproverato loro dai parenti +ed amici che per colpa d'essi tante iniquità erano commesse da +Massimino. Sotto quest'anno la corrente dei moderni storici mette la +sollevazion dell'Africa contro dell'indegno Massimino, e l'assunzione +al trono augustale dei due Gordiani, e la lor caduta, con altri +accidenti; ma con restare involti in molte tenebre i fatti d'allora. +Quanto a me, credo tutto ciò avvenuto solamente nell'anno seguente, +siccome dirò: e che Massimino passasse il presente in far guerra ai +Daci e Sarmati, e svernasse dipoi quietamente nella Pannonia. + +NOTE: + +[1886] Panvin., in Fast. Consular. + +[1887] Reland., in Fast. Cons. + +[1888] Gruterus, Inscript., pag. 151 et 158. Sponius, pag. 186. Thes. +Novus Inscript., p. 250, n. 5. + +[1889] Capitolin., in Maxim. seniore. + +[1890] Herod., lib. 7. + +[1891] Capitol., in Maxim. seniore. + + + + + Anno di CRISTO CCXXXVIII. Indizione I. + + FABIANO papa 3. + MASSIMINO imperadore 4. + due GORDIANI, imperadori 1. + PUPIENO e BALBINO imp. 1. + GORDIANO III imperadore 1. + +_Consoli_ + +PIO e PONZIANO. + + +Gran lite è qui fra gl'illustratori[1892] de' Fasti in assegnare i +prenomi e nomi di questi consoli. Il primo vien chiamato non Pio, ma +Ulpio in alcune leggi e da Censorino; altri gli danno il nome di Annio +Pio, ed altri di Marco Ulpio Crinito. Il secondo vien creduto Procolo +Ponziano, ovvero Ponziano Procolo, perchè in alcuni fasti, in vece di +Ponziano, si trova Procolo. Il nodo è tuttavia qual era prima. Ho io +prodotto altrove due inscrizioni[1893] che parlano di due consoli +Procoli coi loro prenomi e nomi, senza poter attestare se al presente +anno alcuna di esse appartenga. Penso bensì che solamente in questo +accadessero le novità dell'Africa[1894]. Le continue condanne ed +estorsioni che facea nelle provincie africane il procuratore del fisco +per ben somministrar della pecunia a Massimino (che questa era la via +di guadagnarsi merito presso di lui) cagion furono che alcuni nobili +giovani, capo de' quali fu un Maurizio nella città di Tisdoro, raunata +una gran frotta di loro servi e concittadini coll'armi sotto, andarono +a trovar costui, per pagare una condanna. Il pagamento fu, che lo +ammazzarono. Fecero bensì i soldati della guardia molta resistenza, ma +furono messi in fuga. Fatto il colpo, allora meglio che prima +conobbero il proprio pericolo, e però pensarono ad un colpo maggiore. +Sapendo in quanto odio de' popoli fosse Massimino, mossero assai gente +a sedizione, e poi si portarono a trovare _Marco Antonio Gordiano_ +proconsole di quella contrada, e, per quanta opposizione e ripugnanza +egli mostrasse, lo acclamarono _Imperadore Augusto_, e il vestirono di +porpora, minacciandogli la morte se non accettava. Era _Gordiano_ un +venerabil vecchio di ottant'anni, ornato di tutte le più luminose +virtù. _Mezio Marullo_ suo padre tirava l'origine dai Gracchi; _Ulpia +Gordiana_ sua madre da Traiano imperadore. Pareva ereditario in casa +di lui il consolato, avendolo avuto il padre, l'avolo e il bisavolo, +oltre ad altri dalla parte di sua moglie. Stato era anch'egli console +due volte, l'una con _Caracalla_ imperadore nell'anno di Cristo 215, e +nell'anno 229 con _Alessandro_ imperadore. Pochi si contavano che gli +andassero avanti in abbondanza di comodi e di facoltà. Da giovinetto +si applicò a far dei poemi, e specialmente mise in versi e in prosa le +azioni degl'imperadori Antonini, de' quali era innamorato. La pretura +e le altre pubbliche cariche da lui furono sostenute con tal +magnificenza di giuochi e di altri pubblici solazzi, che si tirò +dietro in Roma e per le provincie l'amore e il plauso di tutti i +popoli. Ma specialmente divenuto proconsole dell'Africa, a tal segno +si diede a conoscere la di lui giustizia, moderazione e prudenza, che +quei popoli il riguardavano come lor padre, nè mai cotanto amore +aveano portato ad alcuno dei suoi antecessori. Gli davano il nome di +Catone, di Scipione e di altri insigni Romani. + +Ora il buon vecchio, ancorchè, contra sua voglia, e per non poter di +meno, avesse accettate le imperiali insegne, pure, considerando che +sbrigata era la sua vita sotto il crudel Massimino, a cui non parrebbe +mai innocente un tal fatto, altro ripiego non seppe trovare che quello +di cercare di assodarsi il meglio che poteva sul trono, giacchè troppo +pericolo era il discenderne. Dichiarato dunque Augusto _Marco Antonio +Gordiano_ suo figliuolo, che da alcuni vien creduto chiamato _Marco +Antonino_, s'inviò a Cartagine, dove fu solennemente riconosciuto +Imperadore. Fra le ragioni che muovono me a credere succeduta in +quest'anno la di lui assunzione al trono, a me par decisiva quella di +Erodiano[1895], che asserisce accaduta tal novità _terminato l'anno +terzo dell'imperio di Massimino_; il che solamente accadde nel +presente anno. Fu ben di parere il padre Pagi[1896] che tal frase si +abbia da intendere _mentre correva il terzo anno di Massimino_; ma +conveniva recar esempli chiari comprovanti il suo assunto: il che egli +non ha fatto. Secondo la comune significazione, Erodiano parla di un +_terzo anno finito_, e non già cominciato o corrente. Furono dagli +Africani abbattute le statue di Massimino, ed alzate quelle de' due +Gordiani Augusti, i quali furono e son tuttavia chiamati Africani. +Spedirono essi immediatamente a Roma un'ambasciata. Non so se fra gli +ambasciatori si trovasse _Valeriano_, uno de' primarii senatori, che +fu poi imperadore, o pure s'egli fu quello che accolse in Roma quegli +ambasciatori. Esponevano essi quanto era succeduto, e pregavano il +senato di confermar la loro elezione[1897]. Nel tempio de' Castori +raunato il senato nel dì 27 _di maggio_, furono lette le lettere dei +Gordiani da _Giunio Sillano console_, sostituito insieme con +_Gallicano_ nel presente anno, e non già nel precedente, ai due +consoli ordinarii. Con sonore acclamazioni riconosciuti furono +Imperadori essi due _Gordiani_, e dichiarato nemico pubblico +_Massimino_ col figliuolo. Prima nondimeno di divolgar le lettere, e +di tener la suddetta assemblea, finto fu che venissero spediti da +Massimino alcuni sgherri a _Vitaliano_ prefetto del pretorio, uomo +crudelissimo, con lettere ed ordine di dirgli a bocca in segreto cose +d'importanza. Ammessi costoro nel di lui gabinetto, mentre egli +osservava i sigilli delle lettere, lo ammazzarono, con far poi credere +ai soldati, ciò essere stato comandamento di Massimino, solito a far +di questi servigi a' suoi ministri. Renduto poi pubblico il decreto +del senato, e sparsa voce fra il popolo che Massimino era stato +ucciso, che i Gordiani promettano un gran congiario alla plebe e un +suntuoso donativo ai soldati, si levò esso popolo a rumore, abbattè le +statue e le immagini di Massimino, e scaricò il suo furore addosso a +varii suoi uffiziali ed amici, e specialmente infierì contro le spie e +gli accusatori che si baldanzosamente esercitavano in addietro +l'infame lor mestiere. Molli innocenti ancora vi perirono; e perchè +_Sabino_, prefetto di Roma, volle mettervi freno, restò anch'egli +ucciso. Diede poscia il senato incumbenza a venti senatori, già stati +consoli, di andar a difendere i confini dell'Italia contro gli sforzi +che potesse far Massimino. Scrissero a tutte le provincie, anche fuori +d'Italia, esortando ognuno di prender l'armi in favor de' Gordiani e +contra di Massimino. I più ubbidirono; altri per paura se ne +guardarono, ed uccisero o mandarono a Massimino i messi del senato. + +Appena la novità dell'Africa accadde, che per corrieri espressi ne fu +portato il doloroso avviso a Massimino[1898]. Sopraggiunse poi l'altra +di quanto era accaduto in Roma. Allora uscì così fattamente in ismanie +quel fiero Augusto, con dar del capo nelle pareti, gittarsi in terra, +stracciarsi le vesti, imbrandire la spada, come se volesse uccidere il +senato: che non più uomo, ma un forsennato, una bestia parea. Se non +usciva di là suo figliuolo, fu creduto che gli avrebbe cavato gli +occhi, tanto era infuriato anche contra di lui, perchè sul principio +del suo governo volle mandarlo a Roma, ed egli, per l'amore che +portava al padre, non si seppe mai staccare da lui. _Se foss'ito_, +dicea Massimino, _non sarebbe avvenuto quel che ora intendiamo_. +Affogata poi col vino la conceputa rabbia, nel dì seguente arringò i +soldati[1899], vomitando quante ingiurie mai seppe contra dei Gordiani +e del senato romano; ed ordinò la marcia dell'esercito verso l'Italia +con tal fretta, che appena diede un sol dì di tempo per prepararsi al +viaggio. Oltre alla poderosa armata dei Romani, seco ancora menò +assaissime schiere di Tedeschi presi al suo servigio, e mandò innanzi +le coorti della Pannonia. Marciaron tutti, quando arrivarono +dall'Africa nuove di gran consolazione per Massimino. Era suo +procuratore nella Numidia _Capelliano_ dell'ordine senatorio. Gli +venne ordine fuor di tempo dal vecchio Gordiano di dimettere la +carica. Irritato costui pensò tosto a vendicarsene. Aveva egli sotto +il suo comando un corpo di brave soldatesche, assai pratiche del loro +mestiere, perchè affinate nella guerra continuamente fatta coi Barbari +di quelle contrade. Con questa gente, accresciuta da un possente +rinforzo di Numidi, tutti spertissimi arcieri, s'inviò alla volta di +Cartagine. Grande fu lo spavento non men de' Gordiani che di quel +popolo, perchè non aveano truppe regolate da opporre. Tuttavia diede +all'armi quella gran città, uscirono a folla i cittadini, per assalire +i nemici, avendo alla lor testa Gordiano minore Augusto. Si venne ad +un'aspra battaglia, in cui, quantunque i Cartaginesi fossero di lunga +mano superiori di numero ai nemici, pure, per la poca loro perizia nei +combattimenti, furono sconfitti con grave loro strage. Vi perì lo +stesso Gordiano secondo in età di quarantasei anni, e fra la +moltitudine dei cadaveri il suo non si potè poi rinvenire. Ciò inteso +dal vecchio Gordiano suo padre, per disperazione, e per non cadere in +man de' nemici, secondo Capitolino[1900], si strangolò, dando fino +anch'egli alla vita e all'imperio. Vuole Erodiano[1901] che egli +morisse prima del figliuolo; ma più probabile sembra su questo punto +il racconto di Capitolino. Entrato in Cartagine Capelliano, con gran +macello di gente, spogliò i templi, e fece un mondo di mali anche in +altre città. All'avviso di così inaspettata mutazion di cose, +Massimino, ch'era in viaggio, si rincorò forte. Chiunque poi ben +prenderà il filo di tali avvenimenti, conoscerà essere guasto il testo +di Capitolino, dove scrive che questi due Gordiani tennero l'imperio +_un anno e sei mesi_. Se Massimino, appena udita la loro esaltazione, +si mise in viaggio per venire in Italia, e prima di giugnere ad +Aquileia ne intese la lor caduta, come può mai stare che sì lungamente +regnassero i Gordiani? Però saggiamente il Panvinio[1902] ed altri han +tenuto che il loro imperio non durasse più d'un mese e sei dì, ed +altri han creduto due mesi e qualche giorno. + +Allorchè si seppe in Roma l'infelice morte dei due Gordiani, +incredibil fu la agitazione degli animi e lo spavento di ognuno al +vedersi tolti coloro, nei quali era riposta la comune speranza, e al +prevedere gl'immensi mali che si poteano aspettare da Massimino, +principe di sua natura sì sanguinario, e tanto più perchè irritato +dalla ribellione di Roma. Era fatto il primo passo, convenne fare il +secondo, per difendersi fino all'ultimo[1903]. Raunato dunque il +senato nel tempio di Giove Capitolino a porte chiuse, oppure in quello +della Concordia, elesse due nuovi imperadori, cioè _Marco Clodio +Pupieno Massimo_ e _Decimo Celio Balbino_, senatori di gran credito ed +abilità. Il primo, cioè _Massimo_, chiamato _Pupieno_ da altri, perchè +avea tutti e due questi cognomi, era di bassa nascita; ma il merito +acquistato da lui col valore e colla prudenza nel mestiere della +guerra lo avea fatto salire di grado in grado fino a quel di generale, +esercitando il quale nell'Illirico e nella Germania, quanto si era +renduto formidabile ai Sarmati e Germani, altrettanto s'era fatto amar +dai soldati. Alzato al posto di senatore, fu pretore, console, poi +proconsole nella Bitinia, nella Grecia e nella Gallia Narbonese, e +finalmente era stato prefetto di Roma; personaggio savio, attivo e +severo non poco, anzi creduto di genio aspro, e rigoroso esattore del +giusto. _Balbino_, all'incontro, discendeva da famiglia antica e +nobilissima: era stato due volte console; avea governato con lode +varie provincie; amato da ognuno pel suo natural buono, per la sua +affabilità e pel buon uso delle morte sue ricchezze[1904]. Erano +allora consoli sostituiti _Claudio Giuliano_ e _Celso Eliano_, il +consolato de' quali, secondo me, appartiene all'anno presente, e non +già al precedente, come altri ha creduto. Un altro errore è corso +nella vita di questi due imperadori, descritta da Capitolino[1905]. +Sul principio di essa si legge che la loro elezione seguì _septimo +kalendas junii_, cioè nel dì 26 di maggio, mentre si facevano i +_giuochi apollinari_. Noi abbiam veduto di sopra dirsi da lui che i +Gordiani furono confermati Augusti dal senato romano _nel dì 27 di +maggio_ di questo anno; ed essendo succeduta nel medesimo anno la +morte de' Gordiani, e l'innalzamento di Pupieno Massimo e di Celio +Balbino, perchè la nuova ne fu portata a Massimino durante il suo +viaggio, e prima ch'egli entrasse in Italia, per conseguente è fallato +il testo di Capitolino. Oltre a ciò, ha osservato il padre Pagi[1906] +che i _giuochi apollinari_ si celebravano _septimo idus julii_; e però +si dee credere che Capitolino asserisse eletti questi due novelli +Augusti _nel dì 9 di luglio_, non già dell'anno antecedente, come si +figurò esso padre Pagi, ma bensì del presente. Proposta dipoi al +popolo la loro elezione, grande apprensione ebbe la plebe del genio +severo di _Pupieno Massimo_, e però coll'armi e con le grida si +opposero. Trovato fu il ripiego di quetarli con crear Cesare _Marco +Antonio Gordiano_, che alcuni dicono nipote del vecchio Gordiano, e +figliuolo del secondo, ed altri nato da una figliuola del primo +Gordiano. Erodiano è di questo ultimo parere. L'età di questo _terzo +Gordiano_, il quale si trovava allora in Roma, e fu accolto con +giulive acclamazioni, restò dubbiosa anche presso gli antichi. La più +verisimile opinione è ch'egli fosse in età di circa dodici anni. + +Non si perdè tempo in Roma ad unire quante milizie si potè per marciar +contra di Massimino[1907]; e _Pupieno Massimo_ Augusto, siccome +persona di sperimentata buona condotta nel comando dell'armi, fu +prescelto per capo della armata. Ma, prima di muoversi, convenne +soddisfare alla superstizion de' Romani, presso i quali non solevano +andare alla guerra gl'imperadori, se prima non aveano dato al popolo +un combattimento di gladiatori, acciocchè i soldati si avvezzassero al +sangue, o si ottenesse il favore della dea Nemesi. Questo fu fatto, +siccome ancora altri giuochi nei teatri e nel circo. Dopo di che +Pupieno Massimo s'inviò contra di Massimino, e si fermò a Ravenna, per +far quivi maggior massa di gente e preparamenti per resistere al +ciclope[1908]: così egli nominava Massimino[1909]. Mandò ancora il +senato per tutte le provincie e città che aveano alzata bandiera +contra del tiranno, personaggi consolari, ed altri già stati pretori, +questori, edili, ec., con ordine di fortificar le città capaci di +difesa, provvederle d'armi e vettovaglie, e d'introdurvi tutto il +grano delle campagne, acciocchè mancasse la sussistenza allo arrivo di +Massimino. Allorchè pervenne ad esso Massimino la nuova dei novelli +due imperadori, conobbe chiaro che l'odio del popolo romano era +irreconciliabile contra di lui, e però doversi riporre tutte le sue +speranze nella forza. Sollecitata dunque più che mai la marcia del suo +esercito, che tuttavia era fuori della Italia, giunse ad Emona città +dell'Istria, e la trovò abbandonata da quegli abitanti. Il non aver +essi lasciata ivi vettovaglia alcuna diede da mormorare ai di lui +soldati, i quali, dopo tante marcie sforzate e patimenti del viaggio, +si erano lusingati di trovar le tavole imbandite, anzi le delizie ai +confini dell'Italia. Il peggio fu, che, continuato il viaggio, ebbero +avviso, qualmente Aquileia, città allora assai vasta, ricca e +popolata, ed una delle più riguardevoli del romano imperio, avea +chiuse le porte, e s'era accinta alla difesa. Prima d'imprendere +l'assedio di quella città, mandò Massimino uffiziali a parlare a quel +popolo, per esortarlo alla pace: al qual fine furono adoperate +promesse e parole le più belle del mondo. Ma dentro v'erano _Menofilo_ +e _Crespino_, uomini consolari, che meglio seppero parlare e ritenere +il vacillante popolo dall'aprir le porte al nemico, con avere +spezialmente finto che Apollo Beleno, singolarmente ivi onorato, +avesse, per mezzo degli aruspici, predetto che Massimino resterebbe +vinto. Fu di avviso il padre Pagi che questo assedio si facesse in +tempo di verno: e il cardinal Noris cita Erodiano[1910] là dove scrive +che il fiume Isonzo era grosso per le nevi delle montagne, le quali +dopo un lungo verno si disfacevano, deducendo da ciò che l'assedio si +facesse nel principio del mese di marzo. Ma le nevi delle alte +montagne più tardi si disfanno, e tanto più dovettero tardare dopo un +lungo verno, e però nè pure al giugno e luglio non disconviene +l'essere tuttavia ricchi d'acque i fiumi. Passò Massimino coll'armata +quel fiume,, volendosi di botti vuote, o pur di quei vasi, ne' quali +si portano l'uve alla città; e poi strinse d'assedio Aquileia. + +Mentre queste cose succedeano, un lagrimevole accidente occorse in +Roma diffusamente narrato da Erodiano[1911]. Due soldati pretoriani di +que' pochi che restavano in Roma, mossi da curiosità d'intendere ciò +che si trattava nel senato, entrarono dentro, e s'inoltrarono sino +all'altare della Vittoria. _Giuliano_, che poco fa era stato console +(non so se diverso dai due sostituiti soprannominati, o pure l'un +d'essi), e _Mecenate_, uno de' senatori, piantati nel petto di que' +due soldati i lor pugnali, li stesero morti a terra. Fuggirono gli +altri pretoriani al quartiere, e quivi rinserrati aspettavano il tempo +di vendicarsi. Uscito Giuliano, commosse il popolo e i gladiatori +all'armi contra de' pretoriani: laonde tutti in folla corsero al +castello pretorio, credendosi di poterlo superare, e di ingoiare i +pretoriani. Ma furono ben ricevuti dalle lor freccie e picche, in +maniera tale, che, vegnendo la sera, se ne tornarono confusamente +entro la città, riportando solamente delle ferite da quel conflitto. +Allora, spalancate le porte del pretorio, ne uscirono i soldati, e +diedero addosso a quella disordinata moltitudine, con farne grande +strage, e massimamente de' gladiatori. Irritato sempre più il popolo +romano per questa grave percossa, cercò aiuto, e continuò pei più +giorni a far guerra al pretorio, non sapendo sofferire che un mucchio +di soldati tanto inferiori di numero facesse sì lunga resistenza. +Tolsero anche gli acquidotti al pretorio, ma allora que' soldati, +mossi dalla disperazione, tornarono fuori, e colle spade alle reni +inseguirono il popolo fin dentro la città, con ucciderne molti. +Trovandosi ivi con isvantaggio, perchè dalle finestre e dai tetti +fioccavano i sassi e le tegole, s'avvisarono di mettere il fuoco a +varie case. Per disavventura s'andò sì fattamente dilatando +l'incendio, che non poca parte della città ne rimase disfatta: ed +unitasi coi soldati tutta la feccia de' cattivi, diede un fiero +saccheggio alle case de' benestanti. Non v'era giorno che _Balbino +Augusto_, rimasto al governo di Roma, non mandasse fuori qualche +editto, per quetare, se mai era possibile, sì gran turbolenza, e +pacificare il popolo coi pretoriani; ma nè gli uni nè gli altri +l'ubbidivano. E benchè in persona molte volte si sforzasse di fermar +quel furore, nulla ottenne, anzi gli fu gittato un sasso; ed altri +scrisse che gli arrivò una bastonata addosso[1912]. L'unico mezzo per +ismorzar quell'izza fu di condurre in pubblico il giovinetto _Gordiano +Cesare_, alla cui visita tanto il popolo che i soldati (perchè era +amato da ognuno) si placarono, e formarono una specie di concordia, o, +per dir meglio, di tregua, perchè vera pace non fu. + +Avea ben Massimino cominciato l'assedio di Aquileia, perchè gli pareva +troppo disonore il continuar il viaggio verso Roma, lasciando indietro +disubbidiente la prima città d'Italia ch'egli incontrava, e città di +tanto riguardo[1913]. Ma ebbe ben tosto ad arrabbiare al vedere la +valorosa difesa dei cittadini sì uomini che donne e fanciulli, i quali +con bitumi accesi accoglievano chiunque veniva all'assalto, bruciavano +le macchine nemiche, e magagnavano continuamente con sassi e fuoco i +più arditi del campo nemico. Però quanto più cresceva il coraggio agli +assediati, sino a farsi dalle mura le più grande beffe di Massimino, +tanto più calava l'animo agli assedianti. Poteano ben quanto voleano i +due Massimini montati a cavallo girar per le schiere, animando +ciascuno alla bravura e agli assalti: tutto era indarno. Allora +l'iniquo Massimino, giacchè non potea infierir contro gli Aquileiesi, +sfogò il suo sdegno contra di alcuni dei proprii capitani, imputando +loro di mantener intelligenza co' nemici, e di non far molto, perchè +nulla intendeano di fare; e li fece morire. Questa ingiustizia alienò +da lui l'animo di moltissimi soldati. Si aggiunse che mancava la +vettovaglia al campo per gli uomini e cavalli, dappoichè Pupieno +Massimo avea fatto ridurre nelle città forti tutti i viveri, e +vietatone per mare e pe' fiumi il trasporto. Bestemmiava per questi +patimenti la sua armata, ed erano anche tutti mesti e scorati per le +nuove, probabilmente da Pupieno Massimo fatte spargere, che tutto il +popolo romano era in armi, tutte le provincie romane, e fino i Barbari +congiurati contra di Massimino. Pertanto una brigata di soldati, +solita ad aver quartiere vicino a Roma nel monte Albano, e che +militava allora nel campo di Massimino, ricordevole delle mogli e de' +figliuoli lasciati nella stessa Roma, determinò di finir la tragedia. +Verso il mezzodì tutti attruppati andarono al padiglione di Massimino, +ed essendo di accordo colle guardie, levarono dalle bandiere le +immagini di lui. Usciti Massimino e il figliuolo per placarli, +rimasero tagliati a pezzi, correndo il quarto anno del loro imperio. +Lo stesso trattamento fu fatto al prefetto, e a qualunque altro de' +confidenti de' Massimini. Furono i lor cadaveri lasciati ai cani; le +sole teste inviate per alcuni corridori a Roma. Dispiacque forte la +morte di questi due tiranni ai soldati della Tracia; ma il fatto era +fatto. Trattò allora l'esercito di entrare amichevolmente in Aquileia; +ma quel popolo non amando ospiti tali, solamente dalle mura gli andava +somministrando de' viveri, e seguitò a tener chiuse le porte. Intanto +i corridori destinati a portar le teste dei tiranni a Roma, passarono +in barca le paludi formate dall'Adige, dal Po e da altri fiumi da +Altino sino a Ravenna, e chiamate Sette Mari, e con altro nome la +Padusa. Trovato in Ravenna _Pupieno Massimo Augusto_, che ivi +attendeva ad ingrossarsi di gente, recarono a lui e a tutti i +Ravegnani un immenso giubilo colla inaspettata felicissima nuova di +essere liberato il romano imperio dai due formidabili tiranni. Allora +Pupieno Massimo volò ad Aquileia, ricevuto da quella città con +indicibil plauso. Concorsero a lui ambascerie dalle città vicine, +tutte per congratularsi, e l'armata stessa di Massimino in abito di +pace e con corone di alloro in capo, mostrò di accomodarsi alla +presente fortuna, prorompendo in liete acclamazioni, ma internamente +covando del veleno, per vedersi assoggettata ad un imperadore eletto +dal senato, e non da loro. Fece Pupieno Massimo una bella aringa a +costoro con promessa di un grosso regalo; e diviso quell'esercito, +mandò ogni legione alla sua provincia, e pochi dì fermatosi in +Aquileia con varie schiere, colla guardia de' Germani, ne' quali più +confidava, si rimise in viaggio, e tornossene a Roma. + +Fu così sollecito per le poste il viaggio di coloro che portavano le +teste dei due Massimini, che da Aquileia in quattro dì giunsero a +Roma[1914]. Perchè era giorno di giuochi, si trovavano allora al +teatro _Balbino Augusto_, il giovine _Gordiano Cesare_, e il popolo; +ed appena comparvero que' messi, che il popolo gridò: _Massimino è +ucciso_. Verificatosi il fatto, ebbero tutti ad impazzir per la gioia. +Tosto si raunò il senato, furono fatte le acclamazioni agl'Imperadori; +determinato che _Pupieno Massimo_ e _Balbino_ Augusti fossero consoli +nel resto dell'anno, e che in luogo di Massimino fosse sostituito +_Gordiano Cesare_. Riconosce lo stesso padre Pagi[1915], voler dire +queste parole che Massimino avea prima della ribellione disegnato sè +stesso console per l'anno venturo 239, e che, venuta la nuova di sua +morte, il senato disegnò console per esso anno Gordiano terzo. Adunque +egli dovea riconoscere ancora che non era per anche nata la ribellione +dei due Gordiani Africani nel principio dell'anno presente, in cui si +soleano disegnare i consoli per l'anno prossimo; nè doversi riferire +al precedente anno la esaltazione e morte di essi due Gordiani, e la +creazione di Pupieno Massimo e di Balbino. Tutte queste scene nel solo +presente anno avvennero; e chi inoltre ben rifletterà ai frettolosi +passi di Massimino, troverà confermata la medesima verità. Arrivato +vicino a Roma Pupieno Massimo, ebbe l'incontro di Balbino, di Gordiano +terzo, e del senato e popolo romano, e gran festa fu fatta; ma in +faccia ai soldati altro non si leggeva che malinconia; e per altro +verso cominciò ad apparire nebbia di dissensione fra gli stessi +regnanti. Cioè, quantunque i due Augusti attendessero con somma +moderazione e zelo al buon governo sì civile che militare, pure fra +loro si scorgeva della gelosia e poco buona armonia. _Balbino_ +sprezzava _Pupieno Massimo_, perchè bassamente nato; e _Massimo_ non +istimava l'altro, perchè non era suo pari nel valore dell'armi. Di +questa discordia avvedutisi gl'infelloniti soldati, specialmente i +pretoriani, conobbero che non era tanto difficile l'atterrar due +imperadori da loro mal voluti, perchè alzati senza di loro al trono, e +perchè sempre erano in sospetto di essere degradati, come avvenne a' +tempi di Severo Augusto[1916]. Ora, allorchè si celebrarono i giuochi +scenici, o pure, come vuole Erodiano[1917], i capitolini, furiosamente +vennero i pretoriani al palazzo. Pupieno Massimo, che fu il primo ad +accorgersi di questo nuvolo minaccioso, mandò, e dipoi andò anche in +persona a Balbino, perchè si facessero venire in aiuto loro i soldati +germani. Qui saltò di nuovo in campo la gelosia. Balbino, per sospetto +che l'altro li chiamasse per farsi solo imperatore, non acconsentì, e +vennero a parole fra loro: quando ecco, forzate le porte e le guardie, +arrivar loro addosso i pretoriani, spogliarli, e menarli fuori, con +istrappar loro la barba, batterli e caricarli d'ingiurie. Volevano +condurli al loro quartiere, per quivi finirli; ma inteso che i Germani +prendevano l'armi per soccorrerli, in mezzo alla strada gli svenarono +amendue (non ne sappiamo nè il giorno nè il mese), e preso seco il +giovanetto _Gordiano terzo_ acclamato _Imperadore_ da essi, andarono a +rinserrarsi nella fortezza pretoria. E tal fu l'infelice fine di +questi due Augusti, degni certamente per le belle doti loro di miglior +fortuna, colla morte dei quali Erodiano termina la storia sua. Rimasto +_Gordiano III Cesare_, dopo tante tragiche scene, solo ed amato non +men dal popolo che dai soldati, tuttochè, secondo Erodiano[1918], egli +non avesse che tredici anni di età, fu riconosciuto da tutti +_Imperadore romano_. + +NOTE: + +[1892] Pagius. Relandus. Stampa et alii. + +[1893] Thesaurus Novus Inscription., pag. 360. + +[1894] Herodianus, lib. 7. Capitol., in Maximino seniore et in +Gordian. + +[1895] Herodianus, lib. 7. + +[1896] Pagius, in Crit. Baron. + +[1897] Capitolin., in Maximino seniore. Herodian., lib. 7. + +[1898] Capitolinus, in Maximino seniore. + +[1899] Herod., lib. 5. + +[1900] Capitol., in Gordiano seniore. + +[1901] Herod., lib. 7. + +[1902] Panvin., Fast. Cons. + +[1903] Herodian., lib. 7. Capitol., in Maxim. et Balbin. + +[1904] Capitol., in Maxim. et Balbin. + +[1905] Capitol., in Maximin. seniore. + +[1906] Pagius, Crit. Baron., ad annum 236. + +[1907] Capitol., in Maximo et Balbin. + +[1908] Idem, ibid. + +[1909] Herodian., lib. 5. + +[1910] Herodianus, lib. 8. + +[1911] Herodianus, lib. 8. + +[1912] Capitol., in Maximo et Balbino. + +[1913] Herodianus, lib. 7. Capitol., in Maximino seniore. + +[1914] Capitol., in Maximino seniore. + +[1915] Pagius, Crit. Baron., ad annum 239. + +[1916] Capitol., in Maximo et Balbino. + +[1917] Herodianus, lib. 8. + +[1918] Herodianus, lib. 8. + + + + + Anno di CRISTO CCXXXIX. Indizione II. + + FABIANO papa 4. + GORDIANO III imperadore 2. + +_Consoli_ + +MARCO ANTONIO GORDIANO AUGUSTO e MANIO ACILIO AVIOLA. + + +In una iscrizione riferita dal Doni e da me[1919] apparisce che tal fu +il prenome e nome del secondo console, cioè di _Aviola_. Già dicemmo +che _Gordiano III_ era stato nell'anno precedente disegnato console. +Portava egli lo stesso nome dell'avolo e del padre Augusto, cioè +_Marco Antonio Gordiano_; perchè nato da una figliuola di _Gordiano +I_, fu verisimilmente adottato da lui, o pure da _Gordiano II_ suo zio +materno, benchè Desippo e un altro antico storico il facciano +figliuolo di _Gordiano II_. Il che se fosse, sarebbe stato solamente +figlio naturale; perchè, per attestato di Capitolino[1920], il secondo +dei Gordiani non ebbe mai moglie legittima, e se la passava con +ventidue concubine. Il vedere che sua madre, tuttavia vivente dopo +l'esaltazion del figliuolo, non vien nominata da alcuno Augusta, +potrebbe servire per farla credere di bassa sfera, e non sorella, ma +concubina di Gordiano II. Questo principe vi fu alcun degli +antichi[1921] che il pretese nominato _Antonino_; opinione che pare +confermata da qualche marmo; ma il più sicuro suo nome è quello di +_Antonio_. Era questo giovinetto principe bello di aspetto, di umore +allegro, affabile con tutti, amabilissimo; avea studiato lettere; +tante in somma erano le sue belle doti, che faceano a gara il senato, +il popolo ed i soldati ad amarlo, dandogli il titolo di lor figliuolo, +e chiamandolo la lor delizia. Altro non gli mancava, per ben governar +l'imperio, che l'età e la sperienza degli affari; poichè per la buona +volontà non la cedeva ad alcuno. Creato dunque che egli fu _Augusto_, +cessarono tutti i tumulti e le brighe di Roma, si pacificarono i +soldati col popolo, e cominciò ognuno a goder del riposo e dei +solazzi, studiandosi di dimenticare i tanti affanni patiti dopo la +morte del buon imperadore Alessandro. Racconta il suddetto +Capitolino[1922], che, tolto di vita il crudo Massimino, i Parti, cioè +i Persiani, minacciavano guerra in Oriente; e che i Carpi e gli Sciti +l'aveano già mossa contro le due Mesie, provincie dell'imperio romano, +con farvi gran danno. Perciò nel precedente anno era già stabilito che +_Pupieno Massimo_ andrebbe in Levante per opporsi ai tentativi de' +Persiani, e che _Balbino_ con altra armata passerebbe il Danubio, per +far fronte ai Barbari, con lasciare il giovane _Gordiano_ al governo +di Roma. Ma Iddio altramente dispose, e convien pensare che non fosse +grande nè il pericolo, nè il bisogno, perchè in questo anno si godè +buona pace in Roma, nè si sa che l'imperio romano patisse scossa o +molestia alcuna in quelle contrade. Che questo novello Augusto +_Gordiano_, per maggiormente procacciarsi l'amore del popolo e delle +milizie, usasse loro un gran regalo, come si praticava dai nuovi +principi, si ricava dalle monete[1923] d'allora, nelle quali è +mentovata la prima _liberalità_ di questo Augusto. + +NOTE: + +[1919] Thes. Inscript., p. 361, n. 1. + +[1920] Capitol., in Gordiano III. + +[1921] Lampridius, in Elagabalo. + +[1922] Capitolin., in Maxim. et Balbino. + +[1923] Mediobarb., in Numism. Imperator. + + + + + Anno di CRISTO CCXL. Indizione III. + + FABIANO papa 5. + GORDIANO III imperadore 3. + +_Consoli_ + +SABINO per la seconda volta e VENUSTO. + + +Questo _Sabino_ console verisimilmente è quello che, dopo la morte dei +due Gordiani, propose in senato di eleggere imperadori Pupieno Massimo +e Balbino, ed appresso fu creato prefetto di Roma. Quando ciò si +ammettesse, dicendo Capitolino[1924] ch'egli era della famiglia degli +Ulpii, la stessa che quella di Traiano, converrebbe chiamarlo _Ulpio +Vettio Sabino_. Godevasi in Roma una invidiabil tranquillità, quando +vennero nuove dall'Africa[1925] che s'era fatta ivi un'unione di +malcontenti e ribelli contra dell'Augusto Gordiano, e capo di essi era +un certo _Sabiniano_. Colà inviò Gordiano un rinforzo di gente, con +cui il governatore della Mauritania, dianzi assediato dai congiurati, +talmente ristrinse coloro, che gli obbligò a venire a Cartagine, a +dargli legato il lor condottiero Sabiniano e a chieder perdono: il che +loro conceduto, si quietò tutto il rumore. Ma il testo di Capitolino +alquanto confuso non ci lascia ben discernere come passasse quella +faccenda, nè s'accorda con Zosimo[1926], quale pretende che il popolo +di Cartagine avesse proclamato Imperadore lo stesso _Sabiniano_, senza +che altro si sappia di lui. Da una legge di Gordiano si ricava che in +questi tempi era prefetto del pretorio un _Domizio_. + +NOTE: + +[1924] Capitolin., in Maximo et Balbino. + +[1925] Capitol., in Gordiano III. + +[1926] Zosimus, Hist., lib. 1. + + + + + Anno di CRISTO CCXLI. Indizione IV. + + FABIANO papa 6. + GORDIANO III imperadore 4. + +_Consoli_ + +MARCO ANTONIO GORDIANO AUGUSTO per la seconda volta e CIVICA +POMPEIANO. + + +Se non mi ritenesse una iscrizione greca rapportata dal Reinesio[1927] +e presa da quelle del Ligorio, in cui si legge console con Gordiano +Augusto _Pompeiano Civica_, io non gli darei il nome di _Civica_, nè +mi fiderei di un'altra del Gudio, dove questo console è appellato +_Civica Pompeiano_. Posto nondimeno ch'egli usasse questi due cognomi, +almen certo sarà che fu personaggio diverso da Pompeiano veduto da noi +console nell'anno 231, perchè qui non vien chiamato console per la +seconda volta. Guasto sarà il testo di Capitolino[1928], dove ha il +nome di _Popiniano_, avendo noi troppe testimonianze di leggi e di +marmi che _Pompeiano_ fu il suo cognome. Abbiam già veduto di sopra +come _Artaserse_ avea ristabilito la monarchia de' Persiani. Dopo la +guerra a lui fatta da Alessandro Augusto stettero per qualche tempo +quieti quei popoli; ma, defunto Artaserse, divenne _Sapore_ suo +figliuolo successore non men dei regni che dell'ambizione del padre. +La Mesopotamia posseduta dai Romani, siccome sottoposta una volta al +dominio persiano, tosto fu l'oggetto delle superbe sue mire. +Eutichio[1929] il loda per la sua giustizia; Agatia[1930] cel descrive +tutto il rovescio, uomo crudele, sanguinario, implacabile e di maniere +affatto tiranniche. Entrò costui con formidabil esercito sui principii +del suo governo nella Mesopotamia; prese Carre ed altre città +circonvicine, e mise l'assedio a quella di Nisibi. Fabbricato quivi un +castello alto presso le mura di quella città, continuamente infestava +quegli abitanti, i quali erano già vicini a rendersi, quando gli +convenne per urgente bisogno ritornar coll'armata nelle sue contrade. +S'accordò co' cittadini di Nisibi, che se promettessero di lasciare in +piedi quel castello fino al suo ritorno, egli se ne andrebbe. Ma non +sì tosto fu partito, che i Nisibini con fossa e muro nuovo chiusero +quel castello nella città. Tornato poi Sapore, e rinnovato l'assedio +con impadronirsi di Nisibi, fiera strage fece di parte di quel popolo, +e il resto condusse in ischiavitù con immenso bottino. I progressi di +questo ferocissimo re fecero paura fino all'Italia. Applicossi perciò +con tutto vigore il senato romano ad ammassar gente e danaro per +reprimere il borioso nemico, e fu determinato che il giovine +_imperador Gordiano_ in persona andrebbe a comandar l'armata, o, per +dir meglio, ad apprendere il mestier della guerra[1931]. Intanto si +pensò ad accasarlo, ancorchè, secondo i conti di Erodiano, non fosse +giunto per anche all'età di diciotto anni. La madre sua, da noi poco +conosciuta, probabilmente fu quella che gli trovò la moglie, cioè +_Furia Tranquillina Sabina_, così appellata nelle medaglie[1932] e in +alcune iscrizioni[1933], ma _Sabina_ in altre. Era essa figliuola di +_Misiteo_, uomo di competente nobiltà, ed allora solamente noto pel +suo sapere, per la sua eloquenza e prudenza, e non per impiego alcuno. +Altro non sappiamo di essa Tranquillina, se non che portò il titolo di +_Augusta_, senza apparire che da lei nascesse prole alcuna. Fu bensì +celebre _Misiteo_ suo padre, perchè divenuto suocero dell'imperadore e +creato prefetto del pretorio. Nè tardò egli a valersi della sua +autorità per dar sesto alla corte e mettere sul buon cammino lo +Augusto suo genero. Fin qui era stato il giovine Gordiano sotto il +governo della madre, che, poco avvertita, il lasciava aggirare a lor +talento dagli eunuchi della corte. Costoro lo allevarono in +divertimenti fanciulleschi e in bagattelle, e insieme d'accordo +vendevano la giustizia e i posti. Proponeva Mauro, uno di essi, +qualche risoluzione in lode o in biasimo di taluno. Sopra ciò chiedeva +Gordiano il loro parere a Gaudiano, Reverendo e Montano; ed approvando +questi la proposizion dell'altro, tutto si faceva. Per consiglio di +essi avea creato _Felice_ prefetto del pretorio, e data la quarta +legione a _Sarapammone_, uomini indegni di sì fatte cariche. L'erario +del principe caduto nelle griffe di queste arpie si trovava affatto +senza sangue. Venne a tempo il saggio Misiteo per liberar da peste sì +abbominevole l'Augusto suo genero. Abbiamo da Capitolino[1934] una +lettera da lui scritta ad esso Gordiano, in cui si rallegra di aver +medicate quelle piaghe, e di aver Gordiano allontanati da sè tali +ministri, congiurati contro l'onore di lui e contro il pubblico bene. +E Gordiano in altra lettera riconosce d'avere operato in addietro cose +che non erano da fare, dicendo, fra le altre cose, di _conoscere +oramai quanto sia infelice il principe posto in mano di gente, la +quale gli taccia il vero, e lo inganni col falso_. Però da lì innanzi +Gordiano volea saper tutto; e siccome principe di buon intendimento e +di miglior volontà, non lasciò indietro disordine alcuno conosciuto, a +cui non rimediasse, valendosi in tutto de' consigli del savio suo +suocero, a cui dava il titolo di padre. Per tale, e per tutore della +repubblica voleva che fosse riconosciuto anche dal senato: e +pubblicamente protestava che quel di bene che si faceva, tutto si +doveva attribuire a quel ministro d'onore ch'era toccato a lui per +suocero. In questa maniera non parve più governo di un giovane il suo; +e andò sempre crescendo l'amore del pubblico verso di esso Augusto. Un +gran tremuoto in questi tempi si fece udire, per cui traballarono +varie città, e si aprirono voragini con inghiottire gli abitatori. + +NOTE: + +[1927] Reinesius, Inscript., pag. 633. + +[1928] Capitolinus, in Gordiano III. + +[1929] Eutichius, Annal. Eccles. + +[1930] Agathias, Histor., lib. 4. + +[1931] Capitolin., in Gordiano III. + +[1932] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[1933] Thesaurus Novus Inscription., pag. 251. + +[1934] Capitol., in Gordiano III. + + + + + Anno di CRISTO CCXLII. Indizione V. + + FABIANO papa 7. + GORDIANO III imperadore 5. + +_Consoli_ + +CAIO VETTIO ATTICO e CAIO ASINIO PRETESTATO. + + +_Caio Aufidio Attico_ si truova nominato il primo console in una +iscrizione del Grutero[1935]. Più ne restano dove è nominato _Vettio_, +e non _Aufidio_, e così pure si legge in un marmo riferito nella mia +Raccolta[1936]. Però è scorretta quella iscrizione, o pur egli portò +amendue quei nomi. Gran tempo era che non si praticava in Roma la +cerimonia di aprire e chiudere le porte del tempio di Giano, allorchè +si dava principio o fine alle guerre[1937]. Gordiano, già risoluto di +passare in Levante per opporre le forze romane a quelle de' Persiani, +le fece spalancare sul principio di quest'anno in segno di guerra. +Venuta poi la primavera, provveduto di una fiorita armata e di assai +danaro, imprese il viaggio per terra alla volta di Bisanzio, per di là +traghettare in Asia. Passato per la Mesia, trovò nella Tracia molti +nemici del romano imperio, verisimilmente Sarmati, Alani o altra simil +gente barbara: tutti, o gli sterminò, o li fece ritirar colla fuga ai +loro paesi. Seco era _Misiteo_ suo suocero, prefetto del pretorio, e +suo braccio diritto. La provvidenza e l'indefessa vigilanza di questo +uffizial comandante si facea ammirar da tutti. Non v'era alcuna città +considerabile ne' confini dell'imperio romano che non fosse provveduta +di tanto grano, aceto, lardo, orzo e paglia da poter mantenere per un +anno l'imperadore col suo esercito, se pure s'han così da interpretar +le parole di Capitolino: il che a me par difficile a credersi. Altre +aveano provvisione per due mesi, ed altre meno, a proporzione delle +lor forze. Essendo prefetto del pretorio, spessissimo visitava l'armi +dei suoi soldati; non permetteva che i vecchi militassero, nè si +arrolassero fanciulli. Ovunque si accampava l'armata, volea che il +campo fosse cinto di fosse, e di notte facea sovente la ronda. Questo +suo zelo pel pubblico bene riportava in premio l'amore di tutti, ed +era così amato e rispettato dagli uffiziali subalterni, che niun di +essi osava di mancare al suo dovere. Dopo l'acquisto della +Mesopotamia, _Sapore_ re di Persia più altiero che mai era entrato +colle sue armi nella Soria, e forse gli sarebbe riuscito agevole di +conquistarla interamente, se non fosse giunto l'Augusto Gordiano a +reprimere un sì potente avversario. Secondo le parole di Capitolino, +sembra che Antiochia fosse caduta in potere del re barbaro; e ne fa +dubitare anche una lettera scritta dal medesimo Gordiano al senato; ma +potrebbe essere che quella gran città solamente fosse assediata dai +Persiani, e ridotta agli estremi. Certo è almeno, che arrivato colà +Gordiano, la liberò dalle lor mani. Seguirono varii combattimenti: in +tutti cantarono la vittoria i Romani. Tal terrore misero questi +fortunati successi in cuor di Sapore e de' Persiani, che il più +frettolosamente che poterono si ritirarono di là dall'Eufrate. Ed +esser può che succedesse allora quanto racconta Pietro Patrizio[1938] +ne' frammenti delle ambascerie, cioè, che, avendo Sapore passato +l'Eufrate, si abbracciavano l'un l'altro i di lui soldati: tanta era +la lor gioia di avere scappato il gran pericolo, in cui si trovavano, +credendo ad ogni momento d'avere alle spalle le spade romane. Dovette +egli passare quel fiume verso Edessa posta di là; e però mandò messi +alla guarnigion romana di quella città, offerendo loro un grosso +regalo della sua moneta, se il volevano lasciar passare, fingendo +d'andare al suo paese, non per paura, ma per solennizzarvi una festa, +non sapendo probabilmente quei soldati che Gordiano avesse data ai +Persiani la mala ventura, o pure per la gola del regalo, il lasciarono +passare senza molestia alcuna. Il resto delle imprese di Gordiano io +riferirò all'anno seguente, perchè non ci consta se nel presente o nel +susseguente egli ripigliasse la fortezza di Carre, e vittorioso +arrivasse fino alla città di Nisibi, città della Mesopotamia, la quale +ritornò anch'essa sotto l'aquile romane. Basterà per ora di dire con +Capitolino[1939], tale essere stata la paura del re persiano, che, +senza farsi pregare, abbandonò tutte le città tolte ai Romani, con +ritirarne i suoi presidii, consegnandole ai cittadini, senza usar +saccheggi o far loro altro danno. + +NOTE: + +[1935] Gruterus, Inscript., pag. 309, n. 7. + +[1936] Thesaurus Novus Inscription., pag. 361, num. 3. + +[1937] Capitolinus, in Gordiano III. + +[1938] Petrus Patricius, Legation. Tom. I Hist. Byzant. + +[1939] Capitolinus, in Gordiano III. + + + + + Anno di CRISTO CCXLIII. Indizione VI. + + FABIANO papa 8. + GORDIANO III imperadore 6. + +_Consoli_ + +ARRIANO e PAPO. + + +O nell'anno precedente o in questo l'Augusto Gordiano finì di +rimettere sotto il comando suo e della repubblica romana le città +perdute della Soria e Mesopotamia[1940]. Ed allorchè fu a Nisibi, +scrisse al senato, ragguagliandolo de' suoi prosperosi avvenimenti, e +che sperava di far una visita al re Sapore nella stessa di lui +capitale, cioè in Ctesifonte; che perciò fosse lor cura di far dei +sacrifizii e delle processioni, di raccomandar lui agli dii, e di +ringraziar Misiteo prefetto e padre suo, perchè dalla buona e saggia +condotta di lui egli riconosceva tutta la felicità di quella impresa. +Perciò dal senato fu decretato il trionfo a _Gordiano_, e ch'egli +entrasse in Roma con cocchio tirato dagli elefanti, e potesse entrarvi +anche _Misiteo_ in carrozza trionfale tirata da cavalli, a cui fu +inoltre fatto incidere in marmo l'elogio suo. Ma eccoti ammalarsi +Misiteo per una dissenteria, e venir men la sua vita. Fu creduto dai +più che _Filippo_, il qual fu dipoi imperadore, ed avea gran paura +della severità di Misiteo, gli affrettasse la morte, coll'aver +guadagnati i medici che lo assistevano, e fattogli dare una medicina +contraria al di lui bisogno. Lasciò Misiteo erede di tutto il suo la +repubblica romana, e se ne morì, e con lui venne anche a morir la +fortuna del genero Augusto, perchè rimase senza guida ed appoggio. In +luogo suo fu creato prefetto del pretorio il suddetto _Marco Giulio +Filippo_, il quale poco tardò ad aprirsi la strada al trono imperiale +colla più detestabil ingratitudine, siccome vedremo all'anno seguente. +In questi tempi fiorì _Plotino_, insigne filosofo platonico, di cui +restano molte opere, e la sua vita compilata da _Porfirio_[1941], cioè +da un altro celebre filosofo, seguace anch'esso di Platone. Si mise +Plotino nell'esercito di Gordiano, allorchè fu per entrar nelle terre +di Persia, condotto dal desiderio di conferire i sentimenti suoi coi +filosofi persiani, ed era allora in età di trentanove anni. + +NOTE: + +[1940] Idem, ibid. + +[1941] Porphyrius, in vita Plotini. + + + + + Anno di CRISTO CCXLIV. Indizione VII. + + FABIANO papa 9. + FILIPPO imperadore 1. + +_Consoli_ + +PELLEGRINO ed EMILIANO. + + +Trovandosi all'anno 249 _Marco Emiliano_ console _per la seconda +volta_, verisimil cosa è ch'egli stesso procedesse console per la +prima nell'anno presente. Alla smoderata ambizion di _Marco Giulio +Filippo_ parve poco la dignità di prefetto del pretorio. I suoi voti +tendevano all'imperio, e l'arte, con cui egli vi arrivò, fu la +seguente[1942]. Mentre si trovava il romano esercito fra Nisibi e +Carre, in procinto di entrar nelle terre de' Persiani, segretamente +fece andare innanzi le navi che portavano i viveri destinati +all'armata, affinchè, mancando la sussistenza, nascesse qualche +sedizione contra del principe, siccome in fatti avvenne. Si trovavano +i soldati in luoghi privi d'ogni sussidio per la bocca; molti di essi +erano anche stati guadagnati ed istruiti da Filippo; e però cominciò a +trapelare, e poscia a prendere sempre più piede, la mormorazione +contra Gordiano, con dire che stava male l'imperio e l'esercito in +mano di un giovinetto inesperto, e doversi provvedere di un imperadore +che avesse testa e braccio. Passarono i sediziosi fino a chiedere che +Filippo fosse posto sul trono. Per quanta resistenza facessero gli +amici di Gordiano, convenne cedere al ripiego proposto dagli altri, +cioè che _Filippo_ anch'egli fosse dichiarato _Augusto_, e regnasse +come tutore di Gordiano. Così fu fatto. Resta qui molto scura la +storia. Fuor che Capitolino, niun altro scrittore fa menzione di +questa associazion dell'imperio. Si truovano le leggi date[1943] sul +principio di quest'anno da Gordiano solo: una di Filippo solo data nel +dì 14 marzo si vede. E pur ne comparisce un'altra del medesimo +Gordiano solo nel dì 25 di aprile, la cui data dal Doduello[1944] è +creduta guasta. Pretende il padre Pagi[1945] ciò succeduto perchè non +andavano insieme d'accordo Gordiano e Filippo, e cadaun comandava e +faceva leggi da sè: il che par difficile a credere, perchè tutti e due +si truovavano nel medesimo esercito, e bisognava che l'infelice +Gordiano stesse di sotto. Capitolino poi si contraddice, scrivendo che +Filippo, dopo di aver tolto di vita Gordiano, notificò al senato con +sue lettere la di lui morte, come succeduta per malattia, ed insieme +la elezion di sè fatta dai soldati; e che il senato, da queste lettere +ingannato, il riconobbe per Imperadore. Se prima egli fu dato collega +a Gordiano nella dignità imperiale, come non iscrisse allora al senato +per ottenerne l'approvazione? Si può perciò dubitare del racconto di +Capitolino, ed anche di altre particolarità ch'egli aggiugne. Cioè che +non potendo Gordiano sofferire di esser trattato con tanta alterigia +dal nuovo suo collega Filippo, uomo vilmente nato dalla pessima gente +degli Arabi[1946], e salito colle sue furberie tanto alto, quando esso +Gordiano era di nobilissima schiatta romana, nipote d'imperadori, ed +imperadore prima di lui: montò un dì sul tribunale, assisto da _Mezio +Gordiano_ suo parente, creato prefetto del pretorio, e fece un'aringa +ai soldati, sperando d'indurli a deporlo, con rappresentare loro la +stomachevole ingratitudine di costui. Furono gettate al vento le di +lui parole, perchè prevaleva la fazion di Filippo. Fece istanza che +fosse eguale fra loro l'autorità, ma ne pur questo ottenne. Si ridusse +a chieder di usar solamente il titolo di Cesare: poi di esser prefetto +del pretorio; ed in fine di calcare almeno il posto di uno de' +generali, purchè fosse salva la sua vita. Pareva che Filippo si +mostrasse inclinato a quest'ultimo partito; ma, riflettendo che un dì +o l'altro potrebbe risorgere l'amore portato dal senato e popolo +romano, anzi da tutto l'imperio, a questo giovane principe, e che i +soldati, ora adirati contro di lui per la fame, non istarebbono sempre +del medesimo umore; fece venire alla presenza sua il misero giovane, +spogliarlo ed ucciderlo. Certamente non si accorda questo racconto di +Capitolino coll'amore ch'egli dice portato da tutti e dai soldati +medesimi a Gordiano. E se Filippo era già imperadore, perchè non +provvide tosto alla fame dell'armata? Più perciò verisimile sembra che +Filippo fosse non imperadore, ma bensì tutore di Gordiano in luogo di +Misiteo, e ch'egli di poi barbaramente all'improvviso il privasse di +vita. Giuliano Apostata presso Ammiano Marcellino[1947] in una sua +aringa scrive, che avendo Gordiano data presso Resena, città +dell'Osroena, una rotta al re persiano, se ne tornava vittorioso, +quando fu oppresso da _Filippo prefetto_ del pretorio. Non dice da +Filippo già creato imperadore. Anche Zosimo[1948] lasciò scritto, che +trovandosi Gordiano fra Nisibi e Carre, Filippo fraudolentemente +lasciò affamare l'esercito, con disegno di abbattere Gordiano, +quasichè per colpa di lui avvenisse quel disordine, e di salir egli +poscia sul trono: il che gli venne fatto, con restare scannato +l'infelice Gordiano. Sembra più verisimile il racconto di questi +ultimi scrittori. Pare che la di lui morte accadesse verso il +principio di marzo, correndo il sesto anno del suo imperio. Una o due +medaglie[1949] parlano della di lui _tribunizia podestà VII_, il che, +secondo i conti del Pagi[1950], basta a far credere che egli toccasse +l'anno settimo dell'imperio. Ma queste possono essere state battute +prima che si sapesse la di lui morte in Europa; però il punto non è +chiaro, siccome ancora resta dubbiosa la di lui età, che alcuni fanno +di diecinove anni, ed altri fino di ventitrè. Fu poi onorevolmente +seppellito nel luogo della sua morte il di lui corpo. Eusebio[1951] +scrive che questo fu portato a Roma. Accordogli il senato gli onori +divini. Lo stesso Filippo, per farsi credere innocente del sangue di +lui, l'onorava sempre col titolo di divo. Coloro che l'uccisero, tutti +poi, per attestato di Capitolino, perirono di mala morte, e vedremo a +suo tempo che non andò esente dai gastighi di Dio l'infedele ed +ingrato Filippo. Fiorirono sotto Gordiano, _Censorino_, che scrisse +del _Giorno Natalizio_, ed _Erodiano_ storico, della cui storia mi +sono servito in addietro, oltre ad altri scrittori, de' quali son +perite le memorie. Di Filippo, che succedette nel romano imperio, mi +riserbo di parlare all'anno seguente. + +NOTE: + +[1942] Capitolin., in Gordiano III. Zosimus, Hist., lib. 1, cap. 18. + +[1943] Reland., Fast. Cons. + +[1944] Dodwellus, in Annalibus Cyprian. + +[1945] Pagius, in Crit. Baron. + +[1946] Capitolin., in Gordiano III. Aurelius Victor, in Epitome. +Zosimus, Hist., lib. 1, cap. 18. + +[1947] Ammianus, lib. 23, cap. 54. + +[1948] Zosimus, lib. 1, cap. 19. + +[1949] Occo et Mediobarbus, Numism. Imper. + +[1950] Pagius, in Crit. Baron. + +[1951] Eusebius, in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CCXLV. Indizione VIII. + + FABIANO papa 10. + FILIPPO imperadore 2. + +_Consoli_ + +MARCO GIULIO FILIPPO AUGUSTO e TIZIANO. + + +Il secondo console, cioè _Tiziano_, verisimilmente quegli è che vien +chiamato in una iscrizion del Fabretti[1952] _Caio Messio Aquillio +Fabio Tiziano_. Il Relando[1953] e il padre Stampa[1954], fidandosi di +una iscrizione del Gudio, gli danno il nome di _Giunio Didiano_, o sia +_Tiziano_. Per me non oserei fabbricare coi materiali a noi lasciati +dal Gudio. Trovasi ancora in un'iscrizione del Grutero[1955] _Fabio +Tiziano Console_. A cagion di tale incertezza ho io posto il solo +cognome. Da che nell'anno precedente, dopo l'assassinio fatto a +Gordiano (e non prima, come sembra più probabile), _Marco Giulio +Filippo_ fu proclamato Imperadore Augusto dall'armata romana, +significò egli con sue lettere al senato di Roma l'assunzione sua al +trono, con fingere morto di malattia Gordiano[1956]. Il senato, già +avvezzo a cedere alla forza ed usurpazione de' soldati, chinò il capo, +ed accettollo. Era sua moglie _Marcia Otacilia Severa_, così nominata +nelle medaglie[1957], a cui fu dato il titolo d'_Augusta_. Aveva egli +anche un figliuolo che, secondo Aurelio Vittore[1958], era chiamato +_Caio Giulio Saturnino_, ma nelle iscrizioni e nelle medaglie +comparisce col solo nome paterno di _Caio Giulio Filippo_, dichiarato +immantinente _Cesare_ dal padre. Eusebio Cesariense[1959], seguitato +poi da san Girolamo, da san Giovanni Grisostomo, da Paolo Orosio e da +altri, scrisse essere fama che amendue i _Filippi_, padre e figliuolo, +fossero cristiani, e i primi Augusti che professassero la fede di Gesù +Cristo. In pruova di che narra che, venuto l'imperadore Filippo ad +Antiochia per la festa di Pasqua, volendo egli intervenire la notte +avanti alle sacre funzioni della Chiesa colla moglie Otacilia, san +Babila vescovo di quella città, consapevole dell'eccesso commesso +contra del suo legittimo principe, animosamente li rispinse, +protestando che non entrerebbono in chiesa, se non faceano la +confession de' lor falli e non prendeano luogo fra i pubblici +penitenti: il che da loro fu con somma umiltà eseguito. Ma l'autorità +per altro grande d'Eusebio e degli autori sopraccitati non ha ottenuto +dai critici degli ultimi tempi che se gli creda in questo. Pare che +fin Zonara[1960] ne dubitasse a' suoi dì. Il tradimento fatto da +Filippo a Gordiano non convien mai ad un cristiano. Per ciò +giudiziosamente il cardinal Baronio[1961] coll'autorità di Origene +osservò ch'egli almeno ne' principii del suo imperio non potè +professar la religion di Cristo. Oltre di che, Lattanzio, +contemporaneo di Eusebio, Sulpicio Severo, Teodoreto ed altri hanno +riconosciuto che Costantino il Grande fu il primo che abbracciasse la +fede cristiana. Quel sì, che ragionevolmente si può credere, e +l'afferma anche san Dionisio vescovo d'Alessandria, furono i due +Filippi molto favorevoli ai cristiani, e crebbe di molto sotto di loro +la Chiesa di Dio. E chi sa che la Augusta Otacilia non fosse quella +che nudrisse nel marito sì buon cuore verso la santa religion de' +cristiani? È perita la vita dei due Filippi, che verisimilmente fu +scritta da alcuno degli scrittori della Storia Augusta; laonde poco +abbiamo di lui per meglio conoscere il sistema delle sue operazioni. +Ora noi sappiamo da Zosimo[1962] che Filippo fece pace con Sapore re +della Persia; ed è privo di verisimile ciò che narra Giovanni +Zonara[1963], cioè ch'egli comperò questa pace con cedere al re +persiano la Mesopotamia e l'Armenia, ma che, mormorando non poco i +Romani di questo, egli poi difese e conservò quelle provincie. Sapore, +già vinto da Gordiano, vedea minacciata fin la sua capitale, nè è +credibile che in un trattato riportasse cotali vantaggi. Che questa +pace esigesse qualche tempo per conchiuderla, si può giustamente +immaginare; e però sembra conchiusa in questo, e non già +nell'antecedente anno. Quando poi fosse da credere il fatto attribuito +a san Babila vescovo d'Antiochia, ed accaduto nel tempo della Pasqua, +la quale nell'antecedente anno cadde nel dì 14 d'aprile, si avrebbe +assai argomento di credere che Filippo dalle vicinanze di Ctesifonte +non potesse arrivare a quel tempo in Antiochia, e sarebbe da riferire +all'anno presente il suo arrivo ad essa città. Ma quel fatto, per le +cose dette, ha ciera di favola. Che poi Filippo, mossosi dalla Soria, +arrivasse nell'anno precedente a Roma, se lo persuase il padre +Pagi[1964], ma senza pruove sicure. Le monete rapportate dal +Mezzabarba[1965] sembrano piuttosto indicare ch'egli vi giugnesse +nell'anno presente, sotto il quale appunto altro non so io riferire, +se non la suddetta pace, e l'aver Filippo fatto il viaggio assai lungo +dalla Soria a Roma. + +NOTE: + +[1952] Fabrettus, Inscript., pag. 119. + +[1953] Reland., in Fast. Consul. + +[1954] Stampa, Fast. Consul. + +[1955] Gruterus, Inscript., pag. 407, n. 8. + +[1956] Capitolin., in Gordian. III. + +[1957] Vaillant et Mediobarb., in Numismat. + +[1958] Aurelius Victor, in Brev. + +[1959] Euseb., Histor. Eccles., lib. 6, cap. 36. + +[1960] Zonaras, in Annalibus. + +[1961] Baron., in Annal. Eccles. + +[1962] Zosimus, lib. 1, cap. 19. + +[1963] Zonaras, in Annalibus. + +[1964] Pagius, Crit. Baron. + +[1965] Mediobarbus, in Numism. Imperator. + + + + + Anno di CRISTO CCXLVI. Indizione IX. + + FABIANO papa 11. + FILIPPO imperadore 3. + +_Consoli_ + +PRESENTE ed ALBINO. + + +Da che fu giunto Filippo a Roma, ben sapendo, altro non meritar le +azioni sue che l'odio universale[1966], si studiò in tutte le forme di +guadagnar l'affezione delle milizie e del senato. Nelle monete[1967] +dell'anno precedente si parla della sua _liberalità_, e Zosimo attesta +ch'egli con gran profusione d'oro rallegrò l'avidità de' soldati. Al +senato romano parlò con somma benignità, promettendo gran cose; e +certo quel poco che resta di notizie a lui spettanti, ci rappresenta +ben questo principe ambizioso ed anche superbo, ma non già crudele. +Parlava egli sempre di Gordiano con onore, nè alcun oltraggio mai fece +alle di lui statue e memorie. Solamente abbiamo da Capitolino[1968] +che la magnifica casa di _Gneo Pompeo_, posseduta dai _Gordiani_, fu +occupata sotto Filippo dal fisco imperiale. Tuttavia, non fidandosi +de' Romani, i principali impieghi conferiva egli ai proprii parenti. +Per questo diede il comando dell'armi in Soria a _Prisco_ suo +fratello, e quello della Mesia e Macedonia a _Severino_ padre di sua +moglie, persone poco atte a farsi ubbidire e rispettare: il che influì +col tempo alla di lui rovina. Credettero il Mezzabarba[1969] e il +Bianchini[1970] che Filippo in quest'anno rompesse la pace co' +Persiani, e non deponesse l'armi, se non dappoichè la Mesopotamia e +l'Armenia furono restituite al romano imperio. Ma, siccome vedemmo, +questa partita è presa di peso da Zonara, storico di poca esattezza. +Era la potenza de' Persiani tale da non lasciarsi far paura da grosse +armate, non che dalle poche milizie che furono lasciate allora di +guarnigione nella Soria. Però questa guerra seconda col re di Persia +siam dispensati dal crederla vera. Quel sì, che sopra buon fondamento +si truova appoggiato, ma che io non so dire se appartenga all'anno +presente o pure al seguente, si è il movimento de' Carpi, popoli +barbari forse dalla Sarmazia[1971]. Costoro, fatta un'irruzione da' +luoghi vicini al Danubio, portavano la desolazione in quelle parti. +Filippo, per farsi credito co' Romani, in persona passò colà con un +buon esercito, e venuto con quei Barbari alle mani, gli sconfisse. +Ritiraronsi molti d'essi in un castello, a cui fu posto l'assedio. Ma +raccolte di nuovo le lor forze, tentarono un altro combattimento, che +non fu per loro più felice del primo, per l'empito de' Mori militanti +nell'armata romana. Però fecero istanza di pace e lega: al che avendo, +senza farsi molto pregare, acconsentito Filippo, restituita la quiete +a quelle provincie, se ne ritornò tosto a Roma. Alcune medaglie, +portate dal Mezzabarba[1972] sotto il presente anno, parlano di una +_allocuzione_ fatta da Filippo all'esercito, e di una sua _vittoria_, +che ragionevolmente si può riferire alla suddetta impresa. Ma io non +me ne assicuro, perchè in un'iscrizione del Fabretti[1973], spettante +all'anno seguente, Filippo Augusto è chiamato _proconsole_: titolo +dato agl'imperadori allorchè erano in qualche spedizion militare. + +NOTE: + +[1966] Zosimus, lib. 1, cap. 19. + +[1967] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[1968] Capitolinus, in Gordiano seniore. + +[1969] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[1970] Blanchinius, ad Anastas. + +[1971] Zosimus, lib. 1, cap. 20. + +[1972] Mediob., Numism. Imper. + +[1973] Fabrettus, Inscript., pag. 687. + + + + + Anno di CRISTO CCXLVII. Indizione X. + + FABIANO papa 12. + FILIPPO imperadore 4. + FILIPPO juniore imperad. 1. + +_Consoli_ + +MARCO GIULIO FILIPPO AUGUSTO per la seconda volta e MARCO GIULIO +FILIPPO CESARE. + + +Il giovane _Filippo_, figliuolo di Filippo Augusto, che procedette +console col padre in quest'anno, non era che _Cesare_ nelle calende di +gennaio. Fu di parere il padre Pagi[1974] ch'egli dipoi in questo +medesimo anno fosse dichiarato collega dell'imperio da esso suo padre, +cioè _Imperadore Augusto_. Molta oscurità s'incontra nella storia di +questi tempi, e crescono ancora per cagione di marmi finti e di +medaglie false, o non assai attentamente lette. Se noi prestassimo +fede ad una iscrizione del Gudio, rapportata anche dal Relando[1975], +il giovane Filippo nè pure nell'anno seguente era fregiato del titolo +d'imperadore, usando il solo di Cesare, leggendosi ivi: IMP. CAES. +PHILIPPO III. ET IVLIO PHILIPPO CAESARE II. COS. Ma cento volte +ripeterò che le merci del Gudio non ci possono servire per iscorta +sicura all'erudizione. Lo Spon[1976], il Bellorio e il Fabretti[1977] +ci han fatto vedere un decreto emanato in favore de' soldati +dell'armata navale del Miseno, in cui Filippo il padre vien detto IMP. +CAESAR M. IVLIVS PHILIPPVS PIVS FELIX AVG. PONT. MAX. TRIB. POT. IIII. +CONSVL. III. DESIG. P. P. PROCONSVL; e il figliuolo IMP. CAESAR M. +IVLIVS PHILIPPUS PIVS FELIX AVG. PONT. MAX. TRIB. POT. IIII. COS. +DESIGNAT. P. P. Più sotto si legge IMP. M. IVLIO PHILIPPO COS. DES. +III. ET IMP. M. IVLIO PHILIPPO COS. II. DES. COS. Sarebbe da +desiderare che avessimo più iscrizioni dei due Filippi, per +confrontarle insieme ed assicurarci che niun inganno s'incontri nelle +memorie antiche o credute antiche. Da questo monumento, fatto mentre +correa la _quarta tribunizia podestà_ di Filippo seniore, cioè +nell'anno presente, deducono alcuni che il giovane Filippo, subito che +fu creato _Cesare_, ottenne dal padre la _podestà tribunizia_ +nell'anno 244, e ch'egli nel presente fu promosso al sommo grado +d'Imperadore Augusto. Ma il padre Harduino avrebbe trovato da dir +contra di tal decreto, perchè, secondo lui, non si comunicava ad +altri, ed era ritenuto per sè dall'imperador seniore il grado di +_pontefice massimo_, che pur qui si mira goduto anche da _Filippo +juniore_. Potrebbe parimente comparir della confusione nell'appellar +esso _Filippo_ COS. II. DES. COS., benchè sia certo ch'egli fu console +per la prima volta in quest'anno, e disegnato console per la seconda +nel seguente. Certamente può credersi non assai esattamente copiato +quel decreto, e tanto più perchè con esso convien confrontarne un +altro simile, che si legge nella mia Raccolta[1978], ed appartiene +all'anno seguente. Quivi anche il _giovane Filippo_ si trova appellato +_Augusto_, ciò servendo a farci riconoscere per falsa l'iscrizione del +Gudio. Similmente _Filippo juniore_ porta il titolo di _pontefice +massimo_ al pari del padre; e però cade a terra la regola proposta dal +padre Harduino. Quivi inoltre si dà al medesimo Filippo juniore la +_seconda tribunizia podestà_, e, per conseguente, l'ottenne egli +nell'anno presente, allorchè fu promosso alla dignità imperatoria, e +non già allorchè venne creato _Cesare_, come voleva il padre Pagi. Con +tal notizia s'accordano ancora varie monete rapportate dal Goltzio, e +indarno credute false da esso, perchè discordi dalla sua opinione. Un +riguardevol punto di storia è l'essersi sotto i _Filippi Augusti_ +celebrato l'anno millesimo della creduta fondazion di Roma, ma senza +che apparisca chiaro se a questo anno o pure al seguente si debba +riferire la gran festa, di cui fanno menzione gli storici antichi. Io +ne parlerò al seguente anno. Abbiamo da Aurelio Vittore[1979] che +Filippo fece fare di là dal Tevere un lago, perchè quel paese +penuriava troppo d'acqua. Ciò verisimilmente succedette in questi +tempi. + +NOTE: + +[1974] Pagius, in Critic. Baron. + +[1975] Reland., Fast. Consul. + +[1976] Spon, Miscellan. Erudit., pag. 244. + +[1977] Fabrettus, Inscription., pag. 687. + +[1978] Thesaurus Novus Inscript., pag. 362, n. 1. + +[1979] Aurel. Victor, in Breviar. + + + + + Anno di CRISTO CCXLVIII. Indizione XI. + + FABIANO papa 13. + FILIPPO imperadore 5. + FILIPPO juniore imperad. 2. + +_Consoli_ + +MARCO GIULIO FILIPPO seniore AUGUSTO per la terza volta e MARCO GIULIO +FILIPPO juniore AUGUSTO per la seconda. + + +Due son l'epoche della fondazion di Roma; l'una di Marco Varrone, +secondo la quale nell'anno precedente correva l'anno millesimo d'essa +fondazione; l'altra dei Fasti capitolini, e secondo questa cominciava +a correre nel presente anno esso millesimo. Il giorno natalizio di +Roma comunemente si credeva il dì 21 aprile. Fuor di dubbio è che +questo millesimo s'incontrò sotto l'imperio dei due Filippi Augusti, e +fu con somma magnificenza di giuochi e solazzi solennizzato. Stimarono +il cardinal Noris[1980] e il padre Pagi[1981] cominciato questo +millesimo nell'aprile del precedente anno; il Petavio[1982], il +Mezzabarba[1983], il Tillemont[1984], il Bianchini[1985] e il +Relando[1986] riferirono esso millesimo all'anno presente. Si credono +alcuni di poter conciliare insieme queste due opinioni con dire, ma +senza pruova, che essendo durata la solennità dal dì 21 aprile +dell'anno precedente sino al dì 21 d'esso mese del presente anno, si +verifica che in amendue i suddetti anni si celebrò l'anno millesimo +della fondazione di Roma. Contuttociò, se noi miriam le monete[1987] +rapportate dai varii scrittori, ci sembrerà accostarsi più al vero +l'opinione di chi mette il principio d'esso millesimo nell'anno +presente, perciocchè i _giuochi secolari_ e il _secolo millenario_ son +qui enunziati colla tribunizia podestà V di Filippo seniore, +cominciata nel marzo di quest'anno, e mentr'egli esercitava il _terzo +consolato_, che parimente significa l'anno presente. Niuna memoria di +ciò si trova nelle monete battute, correndo la quarta tribunizia +podestà di Filippo. E però quando non si pruovi che tutte le feste +allora fatte si ridussero ai soli ultimi giorni dell'anno millesimo, a +noi resta giusto motivo di credere cominciato esso anno nell'aprile +del presente. Abbiamo da Zosimo[1988] la descrizione de' giuochi +secolari, e da Capitolino[1989] la notizia degli animali forestieri +che comparvero nei combattimenti fatti allora nell'anfiteatro e nel +circo: cioè elefanti XXXII, alci X, tigri X, leoni mansueti LX, un +cavallo marino, un rinoceronte, X lioni bianchi, X cammelopardali, X +asini selvatici, XL cavalli fieri, ed innumerabili altri diversi +animali. Servì questa gran folla di fiere ai divertimenti del popolo +romano, oltre ai giuochi circensi, ed oltre a mille paia di gladiatori +mantenuti dal fisco. Eusebio[1990] anch'egli racconta che in questa +solennità furono uccise innumerabili bestie nel circo magno, e che nel +campo Marzio per tre dì e tre notti si fecero i giuochi teatrali. +Aggiugne dipoi che in esso anno millesimo bruciò in Roma il teatro di +Pompeo, e l'edifizio chiamato Cento Colonne, sontuoso portico di +quella incomparabil città. In Roma pagana, anzi dovunque dominava la +falsa religion degli dii viziosi[1991], si lasciava da molti secoli il +passaporto a quell'infame vizio per cui Sodoma e Gomorra perirono. +V'erano abbominevoli scuole di questo, e il fisco ne ricavava un +tributo. Avea tentato, siccome già osservammo, anche il buon +imperadore Alessandro di rimediare a questa infamia. Non meno di lui +fece conoscere l'Augusto Filippo il suo buon genio, perchè con editto +pubblico vietò questa nefanda lussuria. E contuttochè Aurelio Vittore +confessi l'obbrobriosa corruzion de' Romani gentili, con aggiugnere +che la proibizione, in vece di estinguere tal pestilenza, maggiormente +l'attizzò, dovuta nondimeno è la sua lode a questo imperadore, siccome +quegli che dal canto suo non lasciò di perseguitare il vizio, ancorchè +gli mancassero poi le forze e il tempo per isradicarlo. + +NOTE: + +[1980] Noris, Epist. Consul. + +[1981] Pagius, in Critic. Baron. + +[1982] Petavius, de Doctrin. Temp. + +[1983] Mediobarb., in Numismat. Imper. + +[1984] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[1985] Blanchinius, ad Anastas. Bibliothec. + +[1986] Reland., in Fast. Consular. + +[1987] Mediob., in Numismat. Imperator. + +[1988] Zosimus, Histor., lib. 2, cap. 5. + +[1989] Capitolinus, in Gordiano III. + +[1990] Euseb., in Chronic. + +[1991] Aurelius Victor, in Breviar. + + + + + Anno di CRISTO CCXLIX. Indizione XII. + + FABIANO papa 14. + FILIPPO imperadore 6. + FILIPPO juniore imperad. 3. + DECIO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO EMILIANO per la seconda volta e GIUNIO AQUILINO. + + +Cominciarono a sconcertarsi, se non nell'anno antecedente, certo nel +presente, gli affari di Filippo imperadore, non già per colpa di lui, +perchè era buon uomo, nè facea male ad alcuno, e però fu creduto da +alcuni che fosse cristiano; ma per le gravi imposte, motivo sempre di +doglianze ai popoli, e perchè i governatori ed uffiziali da lui posti +nelle provincie, o non sapeano governare, o troppo voleano governare; +perlochè erano odiati dai soldati e dai popoli. Essendo governatore +della Soria _Prisco_ fratello di _Filippo Augusto_, e rendutosi egli +oramai insoffribile, si fece in quelle parti una sedizione[1992], e fu +proclamato Imperadore un certo _Papiano_, di cui perì tosto la +memoria, perchè fu ucciso. Fa menzione Aurelio Vittore[1993] sotto +l'imperio di Decio successor di Filippo di un _Jotapiano_ che aspirò +all'imperio in quelle parti, per essere, diceva egli, parente di +Alessandro. Verisimilmente costui è il medesimo che presso Zosimo +porta il nome di _Papiano_, e come un fungo fece la comparsa +d'imperadore sotto Filippo. Ne' medesimi tempi nella Mesia e Pannonia, +governate allora da _Severiano_ suocero di Filippo, succedette +un'altra sedizione, per cui alquanti di quei popoli e soldati +acclamarono Imperadore un certo _Marino_ centurione, o qualche cosa di +più in quelle armate, che si crede chiamato in alcune medaglie (se di +sicura antichità, non so) _Publio Carvilio Marino_[1994]. Portate +queste nuove a Roma, alterossi forte l'Augusto Filippo, sì pel timore +che l'incendio crescesse, e sì perchè amava la quiete per sè stesso, e +la lasciava godere agli altri. Andossene al senato per pregarlo di +aiuto in sì gravi congiunture, e disse ancora, se dispiaceva il suo +governo, di esser pronto a deporre l'augusto suo ministero. Parevano +legate le lingue di cadaun senatore, ma in fine _Decio_, un di essi, +per nobiltà di sangue e per molte belle doti personaggio assai +riguardevole, si alzò e disse che non v'era motivo di tremare per +quelle novità, perchè fatte da persone mancanti di nobiltà, di seguito +e di mezzi per sostenersi; e che perciò avesse un po' di pazienza, +perchè non tarderebbono a svanire quei fantasmi d'imperadori. Così fu: +anche a _Marino_ s'intese fra poco tolta la vita. Ma non cessando in +Filippo la paura di altri simili sconcerti, perchè sapea quanto mal +animo nudrissero i soldati verso dei loro uffiziali, gli cadde in +mente di spedir nella Mesia e Pannonia per governatore un uomo di +vaglia, e mise gli occhi addosso al suddetto _Decio_. Questi si scusò +per quanto potè; ma cotanto Filippo il pregò, e quasi lo sforzò, che, +benchè contra sua voglia, accettò quell'impiego, ed andò[1995]. +All'arrivo suo rimasero ben confuse e turbate quelle milizie, +giudicando non per altro essere stato mandato _Decio_ colà che per +dare un esemplar gastigo a chi avea avuta mano nella ribellione. +Furono a consiglio, e tanto per esentarsi dal di lui rigore, quanto +per precautarsi all'avvenire, determinarono di crear _Imperadore_ il +medesimo _Decio_, in cui riconoscevano tutte le doti convenevoli per +sì eccelsa dignità. Se senza saputa di lui, Dio lo sa. Presentatisi +dunque all'improvviso a Decio, con alte voci lo acclamarono +Imperadore, e gli misero addosso la porpora. Non mancò egli di fare +ogni possibil resistenza a questa novità, parlando, per quanto si +crede, di cuore, a fine di scuotere quella nobilissima sì, ma +pericolosa soma; nulladimeno per le minaccie de' soldati, che misero +mano alle spade, gli convenne quetarsi. + +Per attestato di Zonara[1996], scrisse _Decio_ delle lettere segrete a +_Filippo_, adducendo in sua scusa la violenza a lui fatta, ed +assicurandolo che verrebbe a Roma, e deporrebbe la porpora. Ma Filippo +Augusto punto non si fidò di queste parole, credute da lui trappole, +perchè persuaso che Decio avesse tramata d'accordo la ribellione ed +esaltazione sua[1997]. Raunata perciò una poderosa armata, ancorchè la +sua età e la poca sanità potessero dissuadergli l'andare, pure, +lasciato il figliuolo Augusto al governo di Roma, s'inviò in persona +contra di Decio, il quale colle sue soldatesche s'era già messo in +viaggio alla volta dell'Italia. Restarono in Roma tanti pretoriani che +bastassero alla difesa del figlio[1998], Incontraronsi le due nemiche +armate nelle campagne di Verona; superiore era di numero e di forze +quella di Filippo; ciò non ostante, il valore e la buona condotta di +Decio fecero piegar la vittoria in suo favore. Zosimo e Zonara +scrivono che nel calore di quella battaglia restò ucciso _Filippo_; +Eutropio, Aurelio Vittore ed Eusebio[1999] il fanno trucidato in +Verona, mettendo forse la città per denotare il territorio. Fu inviata +la di lui testa a Roma, dove i soldati non tardarono ad uccider anche +il giovinetto _Filippo Augusto_, il quale, per testimonianza di +Aurelio Vittore, si trovava allora in età di dodici anni, di naturale +sì severo e malinconico, che dopo i primi suoi cinque anni per +qualunque spettacolo o facezia non fu mai veduto ridere; e perchè ne' +giuochi secolari avea osservato il padre imperadore sbardellatamente +ridere, con volto corruccioso il guatò. Spropositato racconto è quello +della Cronica Alessandrina[2000], dove si narra che il giovine +Filippo, rappresentato vivente anche sotto Gallo e Volusiano, con +felicità fece molte guerre, finchè combattendo contra ai Gepidi cade +da cavallo, e si ruppe una costa: laonde portato a Roma, quivi terminò +i i suoi dì in età di quarantacinque anni. Ma io ho osservato +altrove[2001] che abbiam quella cronica di mano di Andrea Darmario +greco impostore. Forse in vece di _Filippo_, si dee scrivere _Decio +juniore_, benchè nè pur ciò si accordi colla vera storia. Si accorda +bensì colla verità quanto è ivi scritto intorno all'avere Filippo +seniore istituite alcune compagnie di giovani scelti per le guardie +del corpo. Nella iscrizione da me pubblicata[2002], di cui feci +menzione di sopra, si vede che erano dieci _coorti_ appellate +_filippiane_. L'anno, in cui restò abbreviata la vita a questi due +imperadori, è senza fallo il presente: il mese e il giorno sono +incerti. Si può stare all'opinione del padre Pagi[2003] che mette la +lor morte circa il mese di luglio, giacchè abbiamo una legge di +_Filippo_, data nel dì 19 di giugno sotto questi consoli, e un'altra +di Decio suo successore, data nel dì 19 di ottobre parimente nel +presente anno. Parlerò di esso _Decio_ nell'anno seguente. Nè si dee +tacere che, regnando i due Filippi Augusti[2004], si suscitò in +Alessandria, probabilmente nell'anno precedente, una persecuzione +contra de' cristiani, mossa non già per ordine o editto alcuno di essi +imperadori, ma per la malignità di que' cittadini pagani, facili ai +tumulti, e che miravano sempre di mal occhio i seguaci di Gesù Cristo. +Ne fa menzione _san Dionisio_, vescovo celebre di quella gran città, +che fioriva in questi tempi, siccome ancora fiorì _Origene_, scrittore +di gran nome, ma non egualmente glorioso nella Chiesa di Dio. In +quest'anno ancora, ovvero nel precedente, fu creato vescovo di +Cartagine l'insigne martire e scrittore sacro _san Cipriano_. + +NOTE: + +[1992] Zosimus, lib. 1, cap. 20. + +[1993] Aurelius Victor, in Breviar. + +[1994] Goltzius et Mediobarb., in Numism. Imp. + +[1995] Zosimus, lib. 1, cap. 21. + +[1996] Zonaras, in Annalib. + +[1997] Aurelius Victor, in Breviario. + +[1998] Eutrop., in Epitome Histor. Roman. + +[1999] Eusebius, in Chronic. + +[2000] Chronicon Paschale, tom. II Histor. Byzantin. + +[2001] Antiquit. Italicar. + +[2002] Thesaur. Novus Inscript., pag. 362. + +[2003] Pagius, in Crit. Baron. + +[2004] Euseb., Hist. Eccles., lib. 6, cap. 41. + + + + + Anno di CRISTO CCL. Indizione XIII. + + CORNELIO papa 1. + DECIO imperadore 2. + +_Consoli_ + +CAIO MESSIO QUINTO TRAIANO DECIO AUGUSTO per la seconda volta e +MASSIMO GRATO. + +Essendo perite le vite dei due _Filippi_, dei _Decii_, e di _Gallo_ e +di _Volusiano_, già scritte da Trebellio Pollione, la storia di questi +tempi resta troppo smunta ed involta in molte tenebre, di maniera che +si stenta a distinguere le persone e i fatti d'allora. _Decio_, che +dopo la caduta dei due Filippi restò solo imperadore, si trova ne' +marmi e nelle monete appellato _Caio Messio Quinto Traiano Decio_. +Zosimo[2005], storico pagano e nemico dichiarato de' cristiani, cel +rappresenta personaggio di molta nobiltà ed ornato di tutte le virtù. +Tale principalmente dovette sembrare a lui, perchè trovò in questo +Augusto un fiero persecutore della religion di Cristo. Era egli nato +nel borgo di Bubalia o Budalia del territorio di Sirmio nella Pannonia +inferiore, il qual luogo ci difficulta di credere tanta nobiltà, +quanta gliene dà Zosimo. Secondo Aurelio Vittore[2006], potea egli +allora essere in età di circa quarantasette anni. Anche +Eutropio[2007], pagano al pari di Zosimo, cel descrive per uomo ornato +di tutte le virtù, mansueto, placido, che vivea senza fasto, che +nell'armi era bravissimo. Quali onorevoli impieghi avesse egli prima +esercitati, nol dice la storia. Certo è ch'egli era dell'ordine +senatorio. Benchè poi non si sappia con evidenza, pure si tien +comunemente che moglie di Decio fosse _Erennia Etruscilla Augusta_, di +cui resta memoria nelle medaglie[2008]; e il nome di un figliuolo di +_Decio_ serve a confermarlo; imperciocchè il primogenito suo portava +il nome di _Quinto Erennio Etrusco Messio Decio_, e questi fu dal +padre Augusto nell'anno precedente fregiato col titolo di _Cesare_. Un +altro suo figliuolo, per nome _Caio Valente Hostiliano Messio Quinto +Decio_, conseguì anch'esso il nome e la dignità cesarea. Che Decio +avesse due altri figliuoli appellati _Etrusco_ e _Traiano_, l'hanno +creduto alcuni, ma senza pruove valevoli a riportarne il comune +assenso. Ora _Decio imperadore_, secondo lo stile de' nuovi +imperadori, prese il consolato nelle prime calende di gennaio +dell'imperio suo. Perchè egli si truova in alcune antiche memorie +chiamato CONSUL II, perciò si crede che in alcuno dei precedenti anni +egli fosse stato console sostituito. Se alcuna riguardevol impresa, se +verun utile regolamento facesse questo novello Augusto ne' primi tempi +del suo governo, non v'ha storia, non v'ha iscrizione od altra memoria +che ce l'insegni. Quel solo detestabil fatto spettante all'anno +presente, di cui s'hanno parecchi insigni contemporanei testimoni +nella storia ecclesiastica, fu la fiera persecuzione da lui mossa +contro del Cristianesimo, per la quale stranamente restò sconvolta la +Chiesa di Dio, ed innumerabili Cristiani lasciarono gloriosamente la +vita nei tormenti e sotto le scuri. + +Correvano già trentotto anni dopo la morte di Severo imperadore, che i +Cristiani universalmente godevano pace, ancorchè non mancassero de' +mali ministri e governatori, che or qua or là infierissero contra di +chi professava la legge di Cristo. Alcuni degli stessi imperadori +erano stati favorevoli a questa santa religione, con essersi per ciò +diffusa e mirabilmente moltiplicata per la terra la semente +evangelica, e il numero de' fedeli divenuta innumerabile; quando +l'imperador Decio, quel descritto sì _placido_ da Aurelio Vittore, +prese a perseguitar apertamente chiunque nemico si scopriva degl'idoli +ed adorava il vero Creatore e Salvatore del mondo, con editti crudeli +che furono sparsi per tutto l'imperio romano e più barbaramente +eseguiti dove maggior copia di fedeli si trovava. Altro io non dirò di +questo gran flagello della Chiesa di Dio, per cui nelle antiche storie +e memorie dei Cristiani _Decio_ si acquistò il nome d'uno de' più +cattivi principi di Roma. Son da vedere intorno a ciò l'opere di san +Cipriano allora vivente, Eusebio Cesariense, Lattanzio, Orosio, gli +Annali del Baronio, gli Atti de' Bollandisti e le Memorie del +Tillemont. Quel solo che a me conviene di ricordar qui, si è essere +stato uno de' primi a far pruova della crudeltà di Decio _san Fabiano_ +papa, il quale nell'anno presente, con ricevere la corona del +martirio, passò a miglior vita. Suo successore nella sedia di san +Pietro, ma dopo molte difficultà, fu _Cornelio_, uno dei più insigni +pontefici della Chiesa di Dio. Intanto _Decio_ sen venne a Roma, dove +altro non si sa ch'egli facesse, se non un bagno, di cui parla +Eutropio[2009]. Ma s'egli mosse guerra al popolo cristiano, Dio +permise che nè pur egli godesse, pel poco tempo che visse e regnò, +pace nell'imperio. Sotto di lui cominciò a rinvigorirsi la potenza dei +barbari, e a rendersi familiari nel romano imperio la sedizione e +rivoluzion degli stati. Giordano storico[2010], corrottamente +appellato Giornande, benchè scrittore a cui non mancavano favole, pure +si può credere che ci abbia conservata qualche verità in un racconto +spettante a questi tempi. Scrive egli adunque che _Cniva_ re dei Goti, +avendo diviso l'armata sua in due corpi, spinse il minore contro la +Mesia romana; ed egli coll'altro consistente in settantamila +combattenti, andò per assediare Eustesio, chiamato Novi, città della +Mesia alle rive del Danubio. Ne fu respinto da _Gallo_ comandante +dell'armi romane. Passò a Nicopoli, città fabbricata da Traiano presso +quel fiume; e sopravvenendo _Decio imperadore_, anche di là fu +costretto a ritirarsi. Forse nell'anno precedente, trovandosi Decio +Augusto in quelle parti, succedette questa irruzion de' Goti: o pure, +se fu nel presente, parrebbe che Giordano col nome di Decio imperadore +significar volesse _Decio Cesare_ di lui figliuolo, il quale +verisimilmente fu lasciato o mandato dal padre per opporsi ai +tentativi di que' barbari. Passò Cniva il monte Emo, con disegno di +assediar Filippopoli, città della Tracia, che alcuni credono +fabbricata da Filippo imperadore, ma che più anticamente portò questo +nome. Per soccorrere questa città, anche Decio passò l'Emo, e venne a +postarsi a Berea. Cniva all'improvviso gli piombò addosso, e gli diede +tale spelazzata, che Decio fuggendo si ricoverò in Italia, restando al +comando di quell'armi _Gallo_, il quale si studiò di riparar le +perdite fatte dai Romani. In alcune medaglie, rapportate dal +Mezzabarba[2011] sotto questo anno, si truova DACIA CAPTA, DACIA +FELIX; ma senza che si sappia qual guerra sia questa, e nè pure se al +presente anno o al precedente appartengano queste medaglie. + +NOTE: + +[2005] Zosimus, lib. 1, cap. 21. + +[2006] Aurelius Victor, in Breviario. + +[2007] Eutrop., in Epitome. + +[2008] Mediobarb., in Numismat. Imper. + +[2009] Eutrop., Epitome Hist. Rom. + +[2010] Jordan., De Rebus Geticis, cap. 19. + +[2011] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + + + + + Anno di CRISTO CCLI. Indizione XIV. + + CORNELIO papa 2. + DECIO imperadore 3. + TREBONIANO GALLO imper. 1. + HOSTILIANO DECIO imper. 1. + +_Consoli_ + +CAIO MESSIO QUINTO TRAIANO DECIO AUGUSTO per la terza volta e QUINTO +HERENNIO ETRUSCO DECIO CESARE. + + +Non so ben dire se nel precedente o nel presente anno i Goti, senza +dubbio quegli stessi che da Zosimo[2012] son chiamati Sciti, o +vogliamo dire Tartari, assediassero la città di Filippopoli nella +Tracia. Quel che è certo, per testimonianza non men di esso Zosimo che +di Giordano[2013], s'impadronirono quei barbari dopo lungo assedio di +quella città; e, se scrive il vero Ammiano[2014], vi passarono a fil +di spada centomila persone. Zosimo e Giordano non parlano se non di +una gran copia di prigioni fatta nell'acquisto d'essa città. O sia che +_Lucio Prisco_ (forse fratello del già Filippo imperadore) fosse +governatore di Filippopoli, o pure ch'egli fosse presidente della +Macedonia, nella qual provincia si stesero i rapaci vincitori Goti: +noi abbiamo da Giordano e da Aurelio Vittore[2015] che costui, unitosi +con essi Goti, prese il titolo d'_imperadore_, volgendo l'armi contra +dei _Decii_. E sembra che san Cipriano[2016] avesse conoscenza di lui. +Ma costui, dichiarato pubblico nemico dal senato romano, stette poco +ad essere ucciso. Noi qui certamente ci troviamo in folte nebbie di +storia, essendovi altri che credono preso questo titolo da _Prisco_ +solamente dopo la morte dei medesimi _Decii_, e restando una gran +confusione nell'assegnare i successori e i tiranni insorti dopo di +loro. Intanto non si mette in dubbio il funesto fine dei _Decii_, +benchè le circostanze del medesimo sieno varie e discordi presso gli +antichi scrittori. I fortunati progressi adunque dei Goti, e +l'innalzamento, se pure è vero, di _Prisco_, fecero che Decio seniore +giudicò necessaria la sua presenza nella Mesia e Macedonia per liberar +dai Barbari quelle provincie. Se in quelle parti non era già il +figliuolo _Erennio Etrusco Decio_, seco andò nel presente; e +trovandosi qualche medaglia[2017], in cui esso si vede appellato +_Augusto_, credesi che in tal congiuntura egli fosse dichiarato +_imperadore_ e collega nell'imperio dal padre. Marciarono i due +Augusti Decii contra dei Goti con esercito poderoso, e, secondo +Zonara[2018], gl'incalzarono sì valorosamente, che li fecero ritirar +nel loro paese. Alcuni vogliono[2019] che Decio gl'inseguisse di là +dal Danubio; ma più verisimile sembra che di qua da esso fiume egli +venisse con loro alle mani. In quel conflitto il _giovane Decio_, per +quanto s'ha da Giordano[2020], trafitto dalle frecce gotiche, perì: il +che disanimò lo esercito romano[2021]. Ma il _vecchio Decio_ fece loro +coraggio, con dire che la perdita di un solo soldato nulla era alla +potenza romana: dopo di che alla disperata si spinse contra de' +Barbari, cercando o morte o vendetta. Trovò appunto la morte, +circondato ed oppresso da' nemici. + +Ma Zosimo[2022] ci vorrebbe far credere che Gallo, generale de' +medesimi Decii, per ingordigia dell'imperio, segretamente se +l'intendesse coi Goti, e per mezzo loro arrivasse ad atterrar questi +due regnanti. Per consiglio d'esso Gallo, dice esso Zosimo, si misero +essi Goti in battaglia dietro una palude; ed allorchè Decio ebbe poste +in fuga e sconfitte le due prime loro schiere, volendo dar addosso +alla terza, s'inoltrò col figliuolo nella palude, dove amendue +impantanati ed esposti alle frecce de' Barbari, insieme col loro +seguito perirono. Secondo Vittore Zonara, nè pur furono trovati, non +che seppelliti, i loro cadaveri; e ciò espressamente vien confermato +da Lattanzio[2023] nel suo trattato delle morti de' persecutori della +religione di Cristo. Certamente tutti gli antichi[2024] cristiani +riconobbero per un colpo della mano di Dio la presta ed ignominiosa +morte di _Decio_, nemico dichiarato dei seguaci di Gesù Cristo: +gastigo toccato anche prima e di poi a qualunque principe romano che +apertamente volle muover guerra ad una religione santa, che Dio volea +al loro dispetto piantata e dilatata sulla terra. Il luogo della morte +dei due Decii resta tuttavia dubbioso, o, per meglio dire, ignoto. +Costantino il Grande in una sua orazione presso Eusebio sembra tenerlo +morto nel paese dei Goti, e di là dal Danubio; altri di qua; alcuni +nella Mesia, ed altri nella Tracia. Danno il nome di Abirto o Abritto +a quel sito; e Giordano attesta che tuttavia restava un luogo, +chiamato Altare di Decio, dov'egli sagrificò prima di far quella +giornata. Ma niuno ora sa additare in qual provincia e territorio +fosse tal luogo. Si disputa ancora intorno al tempo, in cui perirono i +due Decii. V'ha[2025] chi crede ciò succeduto circa il mese di +giugno[2026], ed altri negli ultimi due mesi dell'anno presente. +Abbiamo da Trebellio Pollione[2027], che essendo consoli i due _Decii_ +(adunque nell'anno corrente), vennero al senato romano lettere ed +ordini di Decio, di eleggere un censore, uffizio da gran tempo dimesso +in Roma. Il pretore, giacchè amendue i consoli, cioè i due Augusti +Decii, erano assenti, nel dì 27 di ottobre propose l'affare, e di +comune consentimento fu eletto censore per la sua rara probità +_Valeriano_, il qual poi divenne imperadore. Trovavasi questi +coll'imperadore all'armata nella Tracia e nella Mesia, come io credo, +e non già in Roma, come pensò il padre Pagi. Informato Decio del +senatusconsulto, fece chiamar Valeriano, ed in piena assemblea il +dichiarò censore, con ispiegare la di lui autorità che era amplissima. +Cioè poteva egli determinare chi dovea aver luogo in senato; ridurre +all'antico stato l'ordine equestre; modificare o confermare i tributi +e i dazii; far nuove leggi; riformar le milizie, e giudicar tutte le +cause de' palatini, de' giudici e dei prefetti, a riserva dei consoli +ordinarii, del prefetto di Roma e del re delle cose sacre, e della +primaria vergine vestale, se pur essa conservava illesa la pudicizia. +Ma _Valeriano_, alzatosi in piedi, pregò l'Augusto Decio di averlo per +iscusato, se non poteva accettar questo carico, perchè questo +apparteneva a chi godeva il grado d'imperadore, ed erano venuti tempi, +nei quali niuna persona privata potea promettersi tal forza da farsi +ubbidire, e così andò in nulla il disegno. Ma se nel dì 27 di ottobre +_Decio_ tuttavia regnava, e se noi vedremo _Gallo_ suo successore +Augusto nelle calende seguenti di gennaio, vegniamo insieme a scorgere +che nel novembre o dicembre di quest'anno dovettero i due Decii +perdere la vita e lo imperio. Quel che succedesse dopo la lor morte, +sarà accennato all'anno seguente. + +NOTE: + +[2012] Zosimus, lib. 1, cap. 23. + +[2013] Jordan., de Rebus Geticis, cap. 18. + +[2014] Ammianus Marcellinus, Hist., lib. 31. + +[2015] Aurelius Victor, in Epitome. Zonaras, in Annalibus. + +[2016] Cyprian., Epistola 52. + +[2017] Mediob., Numism. Imper. + +[2018] Zonaras, in Annalibus. + +[2019] Aurelius Victor. Eutropius. + +[2020] Jordan., de Rebus Geticis, cap. 18. + +[2021] Eutrop., in Epitome. + +[2022] Zosimus, lib. 1, cap. 23. + +[2023] Lactantius, de Mortibus Persecutor. + +[2024] Cyprianus, Epist. ad Demetr. Eusebius, Orat. Constantin., cap. +24. Hieronym., Commentar. in Zachar., cap. 14. + +[2025] Blanchinius, ad Anastas. + +[2026] Pagius, in Critic. Baron. + +[2027] Trebellius Pollio, in Valerian. + + + + + Anno di CRISTO CCLII. Indizione XV. + + CORNELIO papa 3. + LUCIO papa 1. + TREBONIANO GALLO imp. 2. + HOSTILIANO DECIO imp. 2. + VOLUSIANO GALLO imp. 1. + +_Consoli_ + +CAIO TREBONIANO GALLO AUGUSTO per la seconda volta e CAIO VIBIO +VOLUSIANO CESARE. + + +Divulgata la morte dei due Decii, le armate della Mesia e della Tracia +poco stettero a proclamar Imperadore _Caio Treboniano Gallo_ lor +generale, a cui forse indebitamente fu attribuito da Zosimo[2028] il +tradimento fatto ai due Decii. Aurelio Vittore[2029] scrive, essere +stato il traditore un Bruto. Di che paese fosse il suddetto Treboniano +Gallo, nol sappiamo, se non che, al dir di Vittore, sembra nato +nell'isola delle Gerbe sulle coste dell'Africa. Perchè egli avendo +preso, secondo lo stile degli altri nuovi Augusti, il consolato in +quest'anno[2030], si trova in un'iscrizione e in alcuni fasti _console +per la seconda volta_, da ciò, si argomenta esser egli stato console +sustituito in alcuno degli anni addietro. Il grado di generale +dell'armi, che dicemmo sostenuto da lui, gli facilitò quello di +imperadore. Aveva egli un figliuolo, appellato _Caio Vibio Gallo +Volusiano_, cui diede immediatamente il titolo di _Cesare_. Ma +affinchè non nascesse o già nato si smorzasse il sospetto ch'egli +avesse tenuta mano all'obbrobriosa morte dei Decii, si mostrò +amantissimo della lor memoria, parlandone sempre con lode e riverenza; +volle ancora o pure acconsentì che amendue fossero, secondo la stolta +persuasione del gentilesimo, deificati. Vi restava un altro figliuolo +di Decio seniore, cioè _Caio Valente Hostiliano Messio Quinto Decio_, +già dichiarato _Cesare_ dal padre. Gallo, non tanto per farsi sempre +più credere ben affetto alla memoria di esso Decio, quanto per timore +che questo di lui figliuolo, spalleggiato dai soldati, potesse +prorompere in qualche sedizione, spontaneamente il dichiarò _Augusto_ +e collega suo nell'imperio, aspettando più proprio tempo per liberarsi +da lui. Disegnò ancora sè stesso console col figliuolo _Volusiano_ per +l'anno presente. Di tutto questo, accaduto nell'anno addietro, spedì +egli l'avviso a Roma, e il senato niuna difficoltà mostrò ad +approvarlo. + +Noi troviamo circa questi tempi varii altri imperadori o tiranni, +senza poterne ben chiaramente distinguere l'innalzamento e i luoghi, +dove fecero la loro breve comparsa e caddero. Di un _Giulio Valente_, +che usurpò la porpora imperiale, parla Aurelio Vittore, con dir appena +partito da Roma Decio, che costui occupò il trono, e fu in breve +punita la sua temerità colla morte. Ma Trebellio Pollione[2031], che +merita qui maggior fede, asserisce che costui per pochi giorni fece la +figura d'imperadore, non in Roma o in Italia, ma nell'Illirico, e +quivi fu ucciso. E forse il movimento suo accadde dappoichè i due +Decii avevano cessato di vivere. Vedesi tuttavia una medaglia[2032], +felicemente, se pur è vero, disotterrata, in cui vien fatta menzione +di _Marco Aufidio Perpenna Liciniano imperadore Augusto_, confuso da +Vittore ora con _Valente_ ed ora con _Hostiliano_. Il padre Pagi[2033] +è di parere che costui, vivente Decio, formasse la sua cospirazione, +e, preso il nome d'Augusto nelle Gallie, quivi da esso Decio restasse +soffocato, scrivendo Eutropio[2034] ch'esso Decio, prima di portar +l'armi contra dei Goti, estinse una guerra civile insorta nelle +Gallie. È plausibile la di lui conghiettura, ma non esente da dubbii. +Torniamo ora a _Treboniano Gallo_, riconosciuto imperadore anche dal +senato romano. Le prime sue occupazioni furono quelle di stabilir pace +coi Goti, comperandola nondimeno con vergognose condizioni[2035]; +perchè non solamente permise loro di tornarsene alle loro contrade di +là dal Danubio con tutto il bottino fatto sulle terre romane, e senza +prendersi cura di riscattare, o far rilasciare gran copia di Romani, +anche nobili, fatti prigioni nella presa di Filippopoli; ma eziandio +si obbligò di pagar da lì innanzi un certo tributo annuale a quei +Barbari, affinchè non inquietassero lo imperio romano. Non fu però +Gallo il primo ad avvilir la maestà romana con simili patti. L'esempio +gliene avea dato Domiziano, e probabilmente altri debili Augusti +aveano fatto lo stesso. Dopo di che, come s'egli avesse con tali +prodezze meritato il trionfo, se ne venne probabilmente nella +primavera di quest'anno a Roma, tutto spirante gloria ed assai +contento di sè stesso. Forse perchè i sacerdoti pagani o il senato +zelante della conservazione de' suoi falsi dii, fecero nuove istanze +anche a Gallo, certo è che la persecuzion de' cristiani, alquanto +rallentata, e fors'anche cessata negli ultimi mesi dell'anno +precedente e nei primi del corrente, si rinnovellò; e per tutte le +provincie si attese ad infierire contro i cristiani che ricusavano di +sagrificare agli abborriti numi della gentilità. Son qui da vedere le +nobilissime lettere e gli opuscoli di san Cipriano[2036] e di san +_Cornelio_ papa, il qual ultimo, per cagione di tal persecuzione, fu +mandato in esilio, e poi coronato col martirio. Al governo della +Chiesa romana fu sustituito _Lucio_ papa, il quale dovette anche egli +da lì a qualche tempo sofferire l'esilio. Ma Iddio non cessò di +flagellar con nuovi gastighi questi principi nemici del popolo suo +eletto, cominciando con una delle più terribili e lunghe pestilenze +che mai passeggiassero sulla terra. Si andò essa stendendo a poco a +poco per tutte le provincie del romano imperio[2037], facendo +dappertutto una fiera strage. Se crediamo ad Augusto Vittore[2038], +_Hostiliano Augusto_, già figliuolo di _Decio imperadore_, colto da +questa infezione, terminò i suoi giorni. Ma Zosimo[2039] pretende che +_Gallo imperadore_, sospettando che questo collega, da chi amava la +memoria del di lui padre Decio, fosse un dì portato troppo innanzi con +pericolo della propria dignità, il facesse a tradimento levare dal +mondo, fingendo verisimilmente che fosse morto di peste. Dopo la cui +morte egli dichiarò Augusto il suo figliuolo _Gallo Volusiano_, il +quale nelle iscrizioni[2040] è chiamato _Caio Vibio Affinio Gallo +Veldumiano Volusiano_. + +NOTE: + +[2028] Zosimus, lib. 1, cap. 23. + +[2029] Aurelius Victor, in Breviar. + +[2030] Reland., in Fast. Consul. + +[2031] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 19. + +[2032] Mediobarbus, in Numism. Imperator. + +[2033] Pagius, in Crit. Baron. + +[2034] Eutrop., in Epitome. + +[2035] Zosimus, lib. 1, cap. 24. + +[2036] SS. Cyprian. et Cornel., in Epistolis. + +[2037] Eutrop. Eusebius. Sanctus Cyprianus, et alii. + +[2038] Aurelius Victor, in Brev. + +[2039] Zosimus, lib. 1, cap. 25. + +[2040] Thesaurus Novus Inscript., pag. 253. + + + + + Anno di CRISTO CCLIII. Indizione I. + + LUCIO papa 2. + TREBONIANO GALLO imp. 3. + GALLO VOLUSIANO imp. 1. + VALERIANO imperadore 1. + GALLIENO imperadore 1. + +_Consoli_ + +CAIO VIBIO VOLUSIANO GALLO AUGUSTO per la seconda volta, e MASSIMO. + + +Il secondo console vien chiamato da alcuni _Marco Valerio Massimo_. +Perchè non ne ho veduto finora le prove, io m' attengo a chi solamente +l'appella _Massimo_[2041]. Sembra che il Governo di _Gallo Augusto_ +fosse assai dolce, e ch'egli, usando maniere popolari e placide, si +studiasse di farsi amare da ognuno, fuorchè da' cristiani. Ma +l'essersi tanto egli che il figliuolo dati al lusso e alle +delizie[2042], li faceva disprezzar dalla gente; e la loro negligenza +e poca applicazione al governo incoraggi di molto i Barbari, per +assalire e malmenare le provincia del romano imperio. Finalmente l'ira +di Dio stava addosso ad un principe che mossa avea anch'esso guerra ai +cristiani, i quali pure erano i migliori de' sudditi suoi. Durando +dunque l'orrido flagello della peste, s'aggiunse ai mali la irruzion +degli Sciti, cioè de' Goti, Carpi, Borani, o sieno Burgondi, e d' +altre nazioni tartare, nella Mesia, Tracia, Macedonia e Grecia sino al +mare Adriatico. Inesplicabili furono i saccheggi da lor fatti, le +città non fortificate, ed alcune ancora delle forti si videro +soccombere al loro furore; ed intanto Gallo in Roma si dava bel tempo. +Comandava in questi tempi l'armi romane nella Pannonia _Marco Giulio +Emiliano_. Aurelio Vittore[2043] gli dà il nome di _Emilio Emiliano_. +Questi, secondo che racconta Zosimo, animati i suoi soldati, diede +addosso agli a Sciti, e gli riuscì di sconfiggerli e d'incalzarli fin +dentro ai loro paesi. Questa vittoria cagion fu che l'esercito suo il +proclamò _imperadore_. Giordano[2044] solamente scrive che _Emiliano_, +considerati i gravissimi danni recati allora dai Barbari alle terre +romane, e la trascuratezza di Gallo e di Volusiano Augusti, fece +conoscere alle sue milizie la necessità di aver un imperadore di petto +da opporre all'insolenza de' Goti: dal che venne (per suggestione +certo di lui) che quell'armata si accordò a crearlo imperadore. +Ch'egli ripulsasse, o avesse già ripulsati i Barbari, o pure ch'egli +facesse qualche tregua con loro, si potrebbe argomentar dal sapere che +egli s'incamminò a gran giornate verso l'Italia, senza far caso +d'essi. Ma forse ciò avvenne perchè, secondo Zosimo[2045], que' +Barbari, rivolte le loro scorrerie verso l'Asia, arrivarono ad Efeso, +e desertarono poi tutta la Cappadocia. Allora fu che si svegliò +_Gallo_, e raunate quelle forze che potè nell'angustia del tempo, +marciò contra di _Emiliano_, non solamente entrato nell'Italia, ma +anche giunto nell'Umbria. Furono a fronte le due armate a Terni, +secondo l'asserzione di Vittore[2046] e di Eutropio[2047], o pure al +foro di Flaminio, città da gran tempo distrutta, e posta allora ai +confini di Foligno, come si ha da Eusebio[2048]. Ma le soldatesche di +Gallo, snervate dalle delizie di Roma, non poteano competere con +quelle di Emiliano, il quale ebbe anche l'avvertenza di subornarle con +far correre secretamente fra loro la promessa di un gran regalo. Il +perchè i due imperadori _Treboniano Gallo_ e _Volusiano Gallo_ furono +dai lor proprii soldati privati di vita. + +Credesi che _Gallo_ fosse allora in età di quarantasette anni, e gran +disputa è intorno alla durata del suo imperio. Fu di avviso il +Tillemont[2049] che verso il mese di Maggio Gallo fosse ucciso. +Ambedue si videro poi nell'anno seguente aggregati al numero degli dii +da _Valeriano Augusto_, ch'era loro amico fedele, ma non aveva già +l'autorità di fare dei veri dii. Rimasto vincitore _Emiliano_, e +rinforzato anche dall'armata di _Gallo_, che si unì alla sua, altro +non gli restava per essere assodato sul trono imperiale che +l'approvazion del senato. Questa la ottenne senza difficoltà, perchè +niuno osava di negarla; ed egli[2050] promise di scacciare i Barbari +dalla Mesia, e di far guerra ai Persiani, che mettevano a sacco la +Mesopotamia. Si sa[2051] che _Emiliano_ era Moro di nazione, e nato di +bassa famiglia; ma il suo valore gli avea spianata la strada ai posti +più sublimi. Se si dee credere ad una moneta di lui rapportata +dall'Angelloni[2052], egli fu due volte _console_. Potrebbe essere che +in uno degli anni addietro fosse stato console sostituito, e che dopo +la morte di Volusiano Augusto, console nell'anno presente, avesse +preso il consolato. Ma nulla di ciò apparendo in tante altre medaglie +che restano di esso _Emiliano_[2053], si può dubitar della legittimità +di questa. Ebbero poco effetto le promesse del novello imperadore, +perchè poco stette a scoppiar contra di lui un fulmine, che si andava +fabbricando nella Rezia e nel Norico. In quelle provincie _Publio +Licinio Valeriano_ era dietro a far gran massa di gente da tutte le +parti con disegno di venire in soccorso di _Gallo_ e di _Volusiano_: +quand'ecco giugnergli l'avviso di essere questi stati uccisi, e che +regnava il nemico loro _Emiliano_. O sia che Valeriano sdegnasse di +sottomettersi all'usurpator dell'imperio, o che i soldati suoi ne +concepissero anch'essi dell'abborrimento, andò a terminar la faccenda +nell'essere _Valeriano_ acclamato _Imperadore_[2054] dal medesimo +esercito suo, benchè Zosimo[2055] sembri avere creduto che solamente +dopo la morte di Emiliano, egli per consentimento di tutti, fosse +alzato al trono. Allora dunque che egli si trovò ben in forze calò in +Italia, e prese il cammino alla volta di Roma. Già correva il terzo +mese che _Emiliano_ signoreggiava, ma in maniera tale, che se +Zonara[2056] dice il vero, fino gli stessi soldati suoi il riputavano +indegno di regnare. Perciò uscito anch'egli in campagna per andare ad +affrontarsi con Valeriano, allorchè fu nelle vicinanze di Spoleti +(verisimilmente verso il mese di agosto) fu quivi da' suoi proprii +soldati svenato. La morte sua confermò _Valeriano_ senza spargimento +di sangue nel pieno possesso della dignità imperiale. Che _Valeriano_, +riconosciuto da tutti _imperadore_, desse dipoi in quest'anno il +titolo di _Augusto_ a _Publio Licinio Gallieno_ suo figliuol +primogenito, e il creasse collega nell'imperio, lo scorgeremo dagli +atti dell'anno seguente. Credesi che _Origene_, celebre ma combattuto +scrittore della Chiesa di Dio, terminasse[2057] anch'egli i suoi +giorni nell'anno presente. + +NOTE: + +[2041] Aurelius Victor, Syncellus et alii. + +[2042] Zosimus, lib. 1, cap. 16. + +[2043] Aurel. Victor, in Epitome. + +[2044] Jordan., de Rebus Geticis, cap. 19. Eutropius, in Breviar. +Aurelius Victor, ibid. + +[2045] Zosimus, lib. 1, cap. 16. + +[2046] Aurelius Victor, in Epit. + +[2047] Eutrop., in Brev. + +[2048] Euseb., in Chronic. Syncellus, Chronogr. + +[2049] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2050] Zonaras, in Annalib. + +[2051] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2052] Angellonius, Hist. August. + +[2053] Mediobarb., in Numismat. Imper. + +[2054] Aurelius Victor, et alii. + +[2055] Zosimus, l. 1, cap. 28. + +[2056] Zonaras, in Annalibus. + +[2057] Pagius, in Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CCLIV. Indizione II. + + STEFANO papa 1. + VALERIANO imperadore 2. + GALLIENO imperadore 2. + +_Consoli_ + +PUBLIO LICINIO VALERIANO AUGUSTO per la seconda volta e PUBLIO LICINIO +GALLIENO AUGUSTO. + +Secondo la Cronica di Damaso, o sia secondo Anastasio +bibliotecario[2058], il romano pontefice _san Lucio_, richiamato +dall'esilio, regnando Valeriano Augusto, coll'esser decapitato per la +fede di Gesù Cristo, compiè gloriosamente il corso della sua vita. E +che ciò succedesse in quest'anno alli 3 di marzo, fu opinione di +monsignor Bianchini[2059], laddove il padre Pagi[2060] riferì la di +lui morte all'anno precedente. Quel che è certo, nella cattedra di san +Pietro succedette Stefano; ma è ben difficile il provar +concludentemente che in tale e tal giorno succedesse l'elezion di +questo e di altri antichi romani pontefici. Del resto il fare +martirizzato _san Lucio_ sotto di Valeriano nell'anno presente non si +accorda con quanto abbiamo da Eusebio Cesariense[2061], cioè avere san +Dionisio, vescovo in questo tempo di Alessandria, scritto ad +Ermammone, che _Valeriano_ si mostrò sì mansueto e benigno verso de' +cristiani ne' principii, o sia ne' primi anni del suo governo, che +niuno de' precedenti Augusti, anche di quei che furono creduti +cristiani (cioè dei Filippi), avea mai praticata tanta cortesia e +benevolenza verso i seguaci di Gesù Cristo, come egli fece. La sua +stessa corte era piena di cristiani, e pareva una chiesa di Dio. Come +dunque pretendere ch'egli levasse la vita a san Lucio papa in questi +principii del suo regno? E questa fu la ragione, per cui il cardinal +Baronio differì la di lui morte sino ai tempi della persecuzione, +succeduta solamente nel quinto anno del di lui imperio. Sarebbe +pertanto da vedere se _san Lucio_, riconosciuto martire anche vivente +da Eusebio, tale fosse stato, perchè sostenne l'esilio ed altri +strapazzi per la fede di Cristo, senza poi lasciare il capo sotto la +spada dei persecutori. Quanto ho poi ricordato della benignità di +_Valeriano_ verso de' cristiani, ci fa per tempo conoscere la bellezza +e dirittura dell'animo suo, e la probità dei suoi costumi. Abbiamo +anche veduto di sopra, come egli era stato scelto dal senato romano +censore[2062], per essere in concetto del più savio ed onorato +senatore che allora si trovasse in Roma. Contava egli fra i suoi pregi +la nobiltà del sangue, ma più una vita fin qui menata con gran +prudenza e modestia. Giovanni Malala[2063] cel descrive per uomo di +statura corta, gracile, canuto, col naso alquanto schiacciato, con +barba folta, pupille nere, occhi grandi, timido e di molta parsimonia. +Pare certamente ch'egli avesse più di sessanta anni allorchè fu +acclamato imperadore. Due mogli, per attestato di Trebellio Pollione, +ebbe egli, amendue a noi ignote. La prima gli partorì _Gallieno_ suo +collega e successore; l'altra _Valeriano juniore_. Era passato +Valeriano Augusto lor padre per tutti i gradi della dignità sino al +consolato, in cui si conosce sostituito in alcuno de' precedenti anni, +giacchè avendolo preso in quest'anno, come soleano fare tutti i +novelli Augusti, vien registrato ne' Fasti _console per la seconda +volta_. Da che Valeriano fu con gran plauso riconosciuto da tutti +imperadore, il senato dichiarò _Cesare_ il di lui primogenito[2064], +cioè _Publio Licinio Gallieno_. Ciò fu nell'anno precedente, dopo di +che essendo di molto inoltrata la state, cioè, per quanto si può +conghietturare, passata la metà di agosto, o sul principio di +settembre, il Tevere gonfio oltre misura inondò la città di Roma: il +che fu preso per un presagio di disgrazie. Ma non molto dovette stare +l'imperador Valeriano a dar anche il titolo di _Augusto_ al figliuolo +Gallieno, ancorchè Zosimo ciò riferisca più tardi; perchè in tante +monete[2065] che restano di lui, egli si truova chiamato solamente +_imperadore Augusto_ e non mai _Cesare_. Passarono dunque a Roma i due +novelli Augusti, accolti con istraordinaria gioia dal senato e popolo +romano, perchè Valeriano era riputato il più meritevole di tutti di +quella eccelsa dignità[2066]: e se si fosse data al mondo tutta la +facoltà di eleggere un buon imperadore, sarebbe ognuno concorso ad +eleggere questo. Era pertanto grande la speranza e l'aspettazione di +tutti, che Valeriano avesse da rimettere in fiore l'impero romano. +Come ciò si verificasse, lo andremo a poco a poco vedendo. Entrarono +consoli nelle calende di gennaio i due Augusti; ma ciò che operassero +nell'anno presente a nostra notizia non è fin qui pervenuto. + +NOTE: + +[2058] Anastasius Bibliothecarius. + +[2059] Blanchin., ad Anast. + +[2060] Pagius, Crit. Baron., ad annum 253. + +[2061] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 10. + +[2062] Trebellius Pollio, in Vita Valeriani. + +[2063] Joannes Malala, in Chronogr. + +[2064] Eutrop., in Breviar. Aurelius Victor, in Epitome. + +[2065] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2066] Trebellius Pollio, in Vita Valeriani. + + + + + Anno di CRISTO CCLV. Indizione III. + + STEFANO papa 2. + VALERIANO imperadore 3. + GALLIENO imperadore 3. + +_Consoli_ + +PUBLIO LICINIO VALERIANO AUGUSTO per la terza volta e PUBLIO GALLIENO +AUGUSTO per la seconda. + + +Certo è che in _Valeriano Augusto_ concorrevano moltissime di quelle +belle doti e qualità che possono rendere gloriosi i regnanti, come la +prudenza, l'affabilità, la gravità, e la lontananza dalla superbia e +dal fasto. Il desiderio suo di accertar nelle buone risoluzioni, di +rimediare ai disordini e di giovare al pubblico, per quanto era in sua +mano, gli rendea cari tutti gli avvisi di chiunque suggeriva +avvertimenti e regole di buon governo. Resta tuttavia una sua +lettera[2067] scritta a _Balista_, forse prefetto del pretorio, che +gli aveva insinuato delle buone massime intorno al non permettere +uffiziali inutili e soldati nelle guardie, che non fossero uomini +sperimentati nel mestier della guerra. Raro giudizio ancora traspirava +dalle elezioni ch'egli faceva degli uffiziali della milizia; e tutti +coloro, che noi andremo vedendo ribellarsi a _Gallieno_ suo figliuolo, +e furono in concetto di personaggi dotati di molto valore e merito, +erano creature di lui. Così _Aureliano_ e _Probo_, che riuscirono +dipoi insigni imperadori, da lui riconobbero il principio dell'alta +loro fortuna. Secondo il catalogo del Bucherio[2068], _Lolliano_ fu da +lui creato prefetto di Roma nell'anno precedente; _Valerio Massimo_ +nel presente. Contuttociò mancava di molto a Valeriano per divenire un +eccellente imperadore. Egli non avea petto, nè quella forza di mente e +di coraggio che serve ai principi grandi, per operare intrepidamente +gran cose ne' proprii regni, e per mettere il cervello a partito ai +nemici de' suoi regni[2069]. La prudenza sua scompagnata da questo +vigore il rendeva diffidente e troppo guardingo, per timor sempre di +non errare. L'inoltrata sua età contribuiva non poco ad indebolir +ancora l'animo suo. Contuttociò s'applicò egli bravamente agli affari; +ed in vero sotto di lui egregiamente procedeva il governo civile dei +popoli. Ma si cominciarono a scatenar disastri da ogni parte. Durava +tuttavia la peste; le nazioni germaniche verso il Reno facevano +frequenti scorrerie nella Gallia; le scitiche, passato il Danubio, +andavano desolando la Tracia, Mesia e Macedonia; e i Persiani dal +canto loro non cessavano d'infestar la Mesopotamia e la Soria. Mancano +a noi storie che mettano per ordine e riferiscano ai lor anni proprii +que' fatti. Troviamo anche nelle medaglie di quest'anno[2070] +mentovata una _vittoria degli Augusti_, ma senza che apparisca in qual +paese e contra chi fosse riportata. In una lettera[2071] scritta da +Valeriano Augusto a _Ceionio Albino_ prefetto di Roma nell'anno +seguente, e in alcuni altri dipoi, egli chiama _Aureliano_, che fu +dipoi imperadore, _liberatore dell'Illirico_ e _ristoratore delle +Gallie_. Potrebbe essere che questi nell'anno presente desse qualche +buona percossa ai Goti che malmenavano l'Illirico, ovvero ai Germani +che sconciamente infestavano le galliche contrade. Abbiamo ancora nel +Codice[2072] un rescritto fatto in quest'anno dagli imperadori +_Valeriano_ e _Gallieno_, e da _Valeriano nobilissimo Cesare_. Chi sia +questo Valeriano Cesare, s'è disputato fra gli eruditi, e resta +tuttavia indecisa la lite. I più l'hanno creduto _Publio Licinio +Valeriano_, secondogenito di Valeriano Augusto; ma il padre Pagi[2073] +pretende ch'egli fosse _Publio Licinio Cornelio Salonino Valeriano_, +figliuolo di Gallieno Augusto, e nipote di Valeriano seniore Augusto, +il quale si sa di certo che ebbe il titolo di _Cesare_ e di _principe +della gioventù_. Certamente a' tempi ancora di Trebellio +Pollione[2074] punto controverso era, se Valeriano secondogenito di +Valeriano seniore avesse avuto il titolo di _Cesare_ ed anche +d'_Augusto_; nè le medaglie decidono questo punto. Esse bensì, e in +molta copia, ci assicurano che _Salonino Valeriano_ figliuolo di +Gallieno fu ornato del titolo cesareo. Ma una nobile iscrizione, da me +pubblicata[2075], spettante all'anno 259 può qui togliere ogni dubbio, +veggendosi ivi registrati _Valeriano e Gallieno Augusti_, ed insieme +con loro _Publio Cornelio Salonino Valeriano Nobilissimo Cesare_. Se +Valeriano fratello di Gallieno fosse stato Cesare allora, di lui +ancora si sarebbe fatta menzione. Tale era bensì _Salonino_. E però le +medaglie[2076] che parlano di _Valeriano Cesare_, e sono attribuite al +figlio secondogenito di Valeriano Augusto, abbiam giusto motivo di +credere che appartengano a _Salonino Valeriano Cesare_ figlio di +Gallieno. Di qui finalmente apprendiamo che la dignità di chi era +solamente _Cesare_, e non _imperadore Augusto_, portava seco molta +autorità, da che il nome loro si comincia a veder negli editti. + +NOTE: + +[2067] Trebel. Pollio, in Triginta Tyrannis, c. 17. + +[2068] Cuspinianus Bucherii. + +[2069] Zosimus, lib. 1, cap. 36. Aurelius Victor, in Epitome. + +[2070] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[2071] Vopiscus, in Aurel. + +[2072] Leg. 11 de Fideicommisso, tit. 4, C. de Transaction. + +[2073] Pagius, in Crit. Baron. + +[2074] Trebellius Pollio, in duobus Gallienis. + +[2075] Trebellius, Novus Inscript., pag. 360, n. 5. + +[2076] Mediobarbus, ibidem. + + + + + Anno di CRISTO CCLVI. Indizione IV. + + STEFANO papa 3. + VALERIANO imperadore 4. + GALLIENO imperadore 4. + +_Consoli_ + +MASSIMO e GLARRIONE. + + +V' ha chi dà il nome di _Valerio_ al primo di questi consoli, cioè a +_Massimo_, senza che se ne veggano buone prove. Il medesimo ancora +vien detto _console per la seconda volta_, quasichè egli lo stesso +fosse ch'era stato promosso al consolato nell'anno 253, o pure ch'egli +fosse quel _Massimo_ che nel precedente anno esercitò la carica di +prefetto di Roma. Perchè qui si lavora solamente di conghietture, amo +io meglio di mettere il solo suo certo cognome, che di proporlo con +nomi dubbiosi. Già dissi non essere agevol cosa lo sbrogliare i tempi +e le avventure di questi imperadori per penuria di memorie. Però, +camminando a tentone, l'Occone e il Mezzabarba[2077] rapportano +all'anno presente alcune medaglie, dove si parla di una _vittoria +germanica_; e pure in niuna di esse troviamo la tribunizia podestà +terza o quarta di Valeriano, che ci assicuri dell'anno presente. +Tuttavia, essendovene una di Gallieno Augusto, in cui si legge la di +lui _tribunizia podestà quarta_, e la stessa _vittoria germanica_, +bastante fondamento ci resta di credere vittoriose in quest'anno +l'armi romane contra dei Germani. E probabilmente il giovane _Gallieno +Augusto_ quegli fu ch'ebbe l'onore di tal vittoria. Nel rovescio di +una medaglia di _Valeriano_ suo padre, attribuita dal Mezzabarba +all'anno presente, si legge: GALLIENVS CVM EXERCITV SVO, in un'altra +ad esso Gallieno è dato in questi medesimi tempi il titolo di +_Germanico_. Aurelio Vittore[2078] ed Eutropio[2079] scrivono che +Gallieno ne' primi anni del suo imperio fece alcune imprese con valore +e fortuna nelle Gallie, da dove scacciò i Germani. Abbiamo parimente +da Zosimo[2080], che vedendo Valeriano desolato l'Oriente dai Barbari, +determinò di correre a quelle parti con un esercito, lasciando al +figliuolo Gallieno la cura di opporsi agli altri Barbari che +maltrattavano le provincie romane dell'Europa. Però Gallieno, siccome +quegli che conosceva maggiore il bisogno contra dei Germani, popoli +fieri, i quali calpestavano tutto dì gli abitatori delle Gallie, passò +in persona al Reno, dando ad altri capitani ordine di opporsi ai +Borani, Carpi, Goti e Burgundi, che recavano continui travagli alla +Tracia e alla Mesia. Postatosi Gallieno alle ripe del Reno, talvolta +impediva ai nemici il passaggio, e, se pur passavano, dava loro +addosso. Ma non avea egli tali forze da poter fare lungo e vigoroso +contrasto a que' nuvoli di gente che da varie parti della Germania, +allettati dalla gola del bottino, calavano alla distruzion delle +Gallie. Perciò ricorse al ripiego di far lega con uno di quei principi +della Germania, lavorando, come si può credere, di regali, di contanti +e di promesse per l'avvenire; ed essi da lì innanzi quei furono che +impedirono agli altri Germani il passare il Reno; e se pur passavano, +tosto moveano loro guerra. Ed è da notare[2081] che in questi tempi si +comincia ad udire il nome de' Franchi, popolo della Germania +anch'esso, che unito con altri infestava le terre de' Romani. + +NOTE: + +[2077] Occo et Mediob., Numism. Imperator. + +[2078] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2079] Eutrop., in Breviar. + +[2080] Zosimus, lib. 1, cap. 30. + +[2081] Vopiscus, in Aurelian. + + + + + Anno di CRISTO CCLVII. Indizione V. + + STEFANO papa 4. + SISTO papa 1. + VALERIANO imperadore 5. + GALLIENO imperadore 5. + +_Consoli_ + +PUBLIO LICINIO VALERIANO AUGUSTO per la quarta volta e PUBLIO LICINIO +GALLIENO AUGUSTO per la terza. + + +Fin qui potè lodarsi della mansuetudine e clemenza di Valeriano +Augusto il popolo cristiano, avendolo egli favorito, non che lasciato +vivere in pace; ma in quest'anno si cangiò sì fattamente il cuor +d'esso imperadore, che divenne persecutor mortifero e fiero degli +adoratori di Gesù Cristo[2082]. _Macriano_, che dal fango s'era alzato +ai primi onori della corte, e godeva spezial confidenza e possesso nel +cuor di Valeriano, quegli fu che, per attestato di _san Dionisio_, +vescovo allora d'Alessandria, sovvertì il regnante, facendogli credere +che fra le tante disavventure, ond'era allora oppresso l'imperio +romano, conveniva valersi della magia e della invocazione de' demonii: +al che essendo troppo contraria la religion de' cristiani, bisognava +sterminarla. Nè probabilmente dimenticò di attribuire ad essa religion +la folla delle pubbliche disgrazie: che così erano soliti di fare i +pagani[2083]. Vedremo poscia costui aspirar all'imperio, e ricevere da +Dio per mano degli uomini il gastigo delle sue iniquità. Ebbe dunque +principio in quest'anno la persecuzion di Valeriano, che andò poi +crescendo, e solamente cessò allorchè la mano di Dio si fece sentire +anche sopra questo crudel nemico del suo nome, con restar egli prigion +de' Persiani. Intorno a ciò è da vedere la storia ecclesiastica[2084]; +nè altro ora dirò io, se non che _santo Stefano_ romano pontefice +nell'anno presente gloriosamente sostenne la morte, confessando la +fede di Gesù Cristo, ed ebbe per successore _Sisto_ nel pontificato. +Furono anche in pericolo, e perciò si ritirarono, due insigni campioni +della Chiesa di Dio, cioè i santi _Dionisio_ vescovo d'Alessandria, e +_Cipriano_ vescovo di Cartagine, per tacere degli altri. Si +moltiplicavano intanto le guerre, e da ogni parte si trovava +angustiato dai Barbari nemici il romano imperio. Era già qualche tempo +che _Sapore_ re de' Persiani non lasciava passar anno che non +iscorresse coll'esercito suo a danni della Mesopotamia e della Soria. +Maggiori ancora furono i rumori e danni che si sentirono dalla parte +della Tracia e della Mesia, perchè i Goti con altre nazioni abitanti +di là dal Danubio vi faceano delle frequenti incursioni. Zosimo[2085] +arriva a dire che i Borani, i Goti, i Carpi, i Burgundi non lasciarono +parte dell'Illirico, dove non facessero delle scorrerie e saccheggi, +che giunsero fino in Italia, senza trovarvi chi loro facesse +resistenza. Comandava allora l'armi romane nella Tracia[2086] _Marco +Ulpio Crinito_, uomo di gran vaglia, creduto della casa di Traiano +imperadore, e già stato console nell'anno 258. Quali imprese egli +facesse per reprimere la petulanza di que' Barbari, nol sappiamo. Tale +nondimeno era il di lui credito, che fu creduto inclinar Valeriano a +dargli il titolo di _Cesare_: cosa nondimeno poco verisimile per le +conseguenze che ne poteano avvenire in danno dei proprii figliuoli e +nipoti. _Giunio Donato_ fu prefetto di Roma in quest'anno. + +NOTE: + +[2082] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 10. + +[2083] Baron., in Annalib. Pagius, Critic. Baron. Tillemont, Mémoires +des Empereurs. + +[2084] Anastasius. Baronius. Pagius. Tillemont. Blanchinius et alii. + +[2085] Zosimus, lib. 1, cap. 31. + +[2086] Vopiscus, in Aurelian. + + + + + Anno di CRISTO CCLVIII. Indizione VI. + + SISTO papa 2. + VALERIANO imperadore 6. + GALLIENO imperadore 6. + +_Consoli_ + +MEMMIO TOSCO e BASSO. + + +Sempre più s'inaspriva la persecuzione mossa da Valeriano Augusto +contra dei seguaci di Gesù Cristo; e però in quest'anno fu nobilitata +la Chiesa dal martirio di _san Sisto_ sommo pontefice, e del suo +glorioso diacono _san Lorenzo_. Vide anche l'Africa morir nella +confessione della vera fede l'immortal vescovo di Cartagine _san +Cipriano_, oltre a tanti altri martiri che si possono leggere nella +storia ecclesiastica. Accadde che _Ulpio Crinito_, governatore della +Tracia e di tutto l'Illirico[2087], si ammalò in tempo appunto che le +continue vessazioni date dai Goti e dalle altre barbare nazioni a +quelle contrade maggiormente esigevano l'assistenza d'un bravo +generale. Valeriano imperadore, verisimilmente ne' primi mesi di +quest'anno, spedì colà per vicario o luogotenente di lui _Lucio +Domizio Aureliano_, che fu col tempo imperadore. Ci ha conservata +Vopisco la lettera scrittagli dal medesimo Augusto piena di stima del +valore e della saviezza d'esso Aureliano; col registro delle truppe +che doveano militare sotto di lui, fra le quali si può credere che si +contassero alcune compagnie di gente germanica, perchè i lor capitani +si veggono chiamati _Hartomondo_, _Haldegaste_, _Hidemondo_ e +_Cariovisco_. I Francesi moderni si figurano che questi fossero della +nazion franca, conquistatrice dipoi delle Gallie, quasichè nomi tali +non convenissero anche ad altre nazioni germaniche. In essa lettera +Valeriano promette il consolato ad _Aureliano_ e ad _Ulpio Crinito_ +pel dì 22 maggio dell'anno seguente. E perchè di grandi spese doveano +fare i nuovi consoli, prendendo quell'insigne dignità, con fare i +giuochi circensi, e dar dei magnifici conviti ai senatori e cavalieri +romani; e la povertà di _Aureliano_ disegnato console non era atta a +sì grosse spese, Valeriano ordinò che l'erario pubblico gli +somministrasse tutto il danaro e gli utensili occorrenti, affinchè +egli non comparisse da meno degli altri. Andò Aureliano al comando +dell'armi in quelle parti, e con tal sollecitudine e bravura diede la +caccia ai Barbari, e con varii combattimenti gli atterrì, che chi non +restò vittima delle spade romane, si ritirò di là dal Danubio, +restando con ciò libera la Tracia e l'Illirico da quella mala gente. A +sì liete nuove dovette ben esultare il cuore di Valeriano e del senato +e popolo romano; ma probabilmente a turbar questa gioia giunsero altri +corrieri dall'Oriente coll'avviso di funestissimi guai. _Sapore_ re +della Persia, se crediamo ad Eusebio[2088], in quest'anno venne più +furiosamente di prima a saccheggiar la Soria. Potrebbe nondimeno +essere che al precedente anno appartenessero le disavventure di quelle +contrade. Trebellio Pollione[2089] ci dà fondamento di credere ch'egli +occupasse e spogliasse anche la nobilissima città d'Antiochia. E in +fatti Giovanni Malala[2090], storico antiocheno, scrive che un certo +Mariade, uno dei magistrati d'Antiochia, cacciato per le ruberie +ch'egli faceva al pubblico, andò a trovare il re di Persia, e si esibì +di fargli prendere a man salva la patria sua. Non lasciò il re cader +in terra una sì bella offerta, e messo in ordine l'esercito, per la +via di Calcide s'inviò colà. Per testimonianza di Ammiano[2091], e di +Egesippo[2092], se ne stava un dì il popolo d'Antiochia, siccome gente +perduta dietro ai solazzi, con gran festa ed attenzione mirando un +istrione e sua moglie, che colle lor buffonerie cavava il riso da +tutti: quando essa dopo una girata d'occhi disse ad alta voce: +_Marito, o io sogno, o vengono i Persiani_. Rivolse ognuno gli occhi +alla montagna, e videro in fatti calar l'esercito persiano. Tutti +allora a gambe, e a studiarsi di salvar quello che poteano. Entrati +nella città, che niuna difesa fece, i Persiani, dopo la strage di +molti cittadini, misero a sacco tutta quella ricca città, poscia ad +essa e a' circonvicini luoghi dato il fuoco, se ne andarono carichi di +bottino. Volle il re Sapore, prima di partirsi, far godere il premio +dovuto al traditore Mariade, con ordinare che fosse bruciato vivo, +come si ha da Ammiano, o decapitato, come scrive il Malala. + +Trebellio Pollione[2093] racconta che un Ciriade ricco e nobile, +avendo svaligiato il padre, si ritirò in Persia, e mosse il re Sapore +e Odenato re della Fenicia contra de' Romani; e che avendo Sapore +presa Antiochia e Cesarea, costui si fece proclamar Cesare, e prese +dipoi anche il nome d'Augusto, ed empiè di terrore tutto l'Oriente. Ma +non andò molto che fu ucciso a tradimento dai suoi stessi soldati, in +tempo appunto che Valeriano Augusto era in viaggio per far guerra ai +Persiani. Troppo verisimil sembra che questo _Ciriade_ lo stesso sia +che _Mariade_ mentovato da Giovanni Malala, e che o l'uno o l'altro di +quegli storici abbia alterate le circostanze del fatto. Fulvio +Orsino[2094] e il Mezzabarba[2095] portano una medaglia di questo +_Ciriade_. Quanto a me, allorchè miro una o due medaglie di simili +effimeri tiranni, sempre tremo per paura che qualche impostore abbia +burlato chi si affanna per formar raccolta di medaglie. Zonara[2096] +fa accaduta la disgrazia d'Antiochia dopo la prigionia di Valeriano +imperadore; ma, come abbiam veduto, Trebellio Pollione ce la +rappresenta succeduta prima ch'egli arrivasse in Oriente; e così pare +da credere, perchè appunto Valeriano si mise nell'anno presente in +campagna per tagliar il corso ai progressi de' Persiani nella Soria. +Ammiano, che riferisce cotal fatto a Gallieno, non discorda punto, +perchè Gallieno fu imperadore col padre. Di queste sciagure adunque +accadute in Oriente informato Valeriano Augusto, non penò a giudicar +necessaria la sua presenza in quelle parti; e perciò, raunato un gran +corpo d'armata, mosse da Roma per andar a passare, secondo l'uso +d'allora, il mare a Bisanzio. Ch'egli si trovasse in quella città +nell'anno presente, si ha con sicurezza da Vopisco[2097], nel +rapportare ch'egli fa un atto pubblico quivi fatto. Cioè, essendo +assiso nelle terme di Bisanzio l'_imperador Valeriano_ alla presenza +dell'esercito e degli uffiziali del palazzo, sedendo alla destra sua +_Memmio Fosco_ (vuole dire _Tosco_) console ordinario di quest'anno, +_Bebio Macro_ prefetto del pretorio e _Quinto Ancario_ presidente +dell'Oriente; ed essendo assisi dalla sinistra _Avulnio_, ossia +_Amulio_ oppure _Anolino_, _Saturnino_ duce posto ai confini della +Scizia, _Maurenzio_ destinato governator dell'Egitto, ed altri dei +primarii uffiziali, l'imperadore a nome della repubblica ringraziò +_Aureliano_, perchè avesse liberate dai Goti le provincie romane di +quelle parti, e il regalò di quattro corone murali, di cinque vallari +e di due navali, di due civiche, di dieci aste pure, di quattro +bandiere di due colori, di quattro tonache ducali rosse, di due +mantelli proconsolari, di una pretesta, di una tonaca palmata, di una +toga dipinta, ec. Il disegnò ancora console sostituito per l'anno +seguente, con promessa di scrivere al senato che gli desse il bastone +e i fasci consolari. Per tanta benignità anche Aureliano rendè umili +grazie al generoso Augusto; dopo di che levatosi in piedi _Ulpio +Crinito_ duce dell'Illirico e della Tracia, destinato console in +compagnia d'esso Aureliano per l'anno seguente, venne dicendo che, +trovandosi egli senza successione, adottava per suo figliuolo il +suddetto _Aureliano_, siccome persona meritevole d'ogni onore per la +sua prudenza e valore, con fare istanza che l'atto suo fosse approvato +e corroborato dall'imperadore presente: siccome fu fatto. Se ne +ricordino i lettori, perchè vedranno a suo tempo esso _Aureliano_ +alzato alla dignità imperiale. Da Bisanzio passò poi l'Augusto +Valeriano ad Antiochia, ma senza che apparisca s'egli vi arrivasse nel +presente anno, o pur nel seguente. Intanto i Persiani, dopo il gran +flagello recato ad Antiochia[2098], passarono nella Cilicia e +Cappadocia, dando il sacco e tutto quel paese. Aggiunge Giovanni +Malala[2099] che le loro scorrerie si stesero per tutto l'Oriente sino +alla città di Emesa, non vi lasciando paese che non devastassero e +bruciassero. Altri malanni ebbe l'imperio romano ancora dalla parte +del Ponto Eusino, o sia del mar Nero, dei quali parleremo all'anno +seguente. Sotto i consoli di quest'anno riferisce Trebellio +Pollione[2100] la ribellione di _Decimo Lelio Ingenuo_, generale +dell'armi della Mesia e Pannonia, che fu acclamato _imperadore_ da +quell'esercito, e poscia abbattuto da Gallieno. Tuttavia è difficile +il credere accaduta nell'anno presente cotal sollevazione, perchè +Valeriano imperadore passò in vicinanza di quelle parti, nè in tempo +tale costui avrebbe avuto tanto ardire; e pare che Gallieno, regnando +il padre, non si fosse per anche abbandonato ai piaceri, come vien +supposto da chi racconta questo fatto. + +NOTE: + +[2087] Idem, ibid. + +[2088] Euseb., in Chronic. + +[2089] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 1. + +[2090] Joannes Malala, in Chronogr. + +[2091] Ammianus, lib. 23, cap. 5. + +[2092] Hegesippus, lib. 3, cap. 5. + +[2093] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 1. + +[2094] Ursinus, in Numism. Imp. + +[2095] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2096] Zonaras, in Annalib. + +[2097] Vopiscus, in Aurelian. + +[2098] Euseb., in Chronic. + +[2099] Joannes Malala, Chronogr. + +[2100] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 8. + + + + + Anno di CRISTO CCLIX. Indizione VII. + + DIONISIO papa 1. + VALERIANO imperadore 7. + GALLIENO imperadore 7. + +_Consoli_ + +EMILIANO e BASSO. + + +Zosimo[2101], dopo avere scritto che i Borani, Goti, Carpi e Burgundi, +popoli tutti da lui chiamati Sciti, portarono il terrore e la +desolazione per ogni parte d'Italia e dell'Illirico, aggiugne che +rivolsero i loro disegni e passi anche verso l'Asia. Probabilmente ciò +avvenne dappoichè il valor d'_Aureliano_ gli ebbe fatti sloggiare +dalle provincie europee. Mancavano legni a costoro per passar forse +dalla Taurica Chersoneso, o sia dalla Crimea, nelle terre dell'Asia, +ma ne furono provveduti dagli abitanti di quei paesi, o per timore o +per danari. Arrivarono alla città di Pitiunte, posta alla ripa del mar +Nero, e si provarono d'impadronirsene. Ma _Successiano_, che comandava +in quelle parti l'armi romane, li ricevè così bravamente, che li fece +ritirare in fretta, non senza mortalità di molti d'essi. Avvenne che +Valeriano già pervenuto ad Antiochia, conoscendo il valore di +Successiano, il volle presso di sè, e chiamatolo, il creò prefetto del +pretorio in luogo di _Bebio Macro_, o pure unitamente con lui, con +ordinargli di ristorar le rovine della città d'Antiochia. Così Zosimo, +da cui veggiamo attestata l'occupazione d'essa città fatta dai +Persiani, non già dopo la prigionia dell'imperador Valeriano, ma +innanzi. Dovette la partenza di questo prode capitano animare gli +Sciti, cioè i Tartari suddetti, ad altre imprese; e però passarono in +Colco, e senza poter prendere il ricco tempio di Diana in Fasi, +tirarono diritto a Pitiunte, e se ne impadronirono. Di là +s'inoltrarono a Trabisonda, città grande e piena di popolo, provveduta +di buon presidio di soldati, e vi misero l'assedio. Sì trascurati +furono non meno i cittadini, che la guarnigione, che lasciarono +entrarvi una notte i Barbari. Gran bottino vi fu fatto, gran copia di +prigioni; diroccati i templi e le case; tutta la città e i luoghi +circonvicini rimasero un teatro di miserie e rovine. Secondo +Zosimo[2102], aveano costoro consumata quasi tutta la state prima di +occupar Trabisonda; ed occupata che l'ebbero, fecero delle scorrerie +per tutto il paese all'intorno, e finalmente carichi d'immensa preda +se ne tornarono sulle navi al loro paese, come si può credere, +accostandosi al verno. _Valeriano Augusto_, per quanto vedremo, +seguitando Zosimo, era tuttavia in Soria, e vel troveremo anche +nell'anno appresso: e per conseguente non si può abbracciar l'opinione +del padre Pagi[2103] e d'altri, che mettono sotto quest'anno la +cattività del medesimo imperadore; ma convien riferirla all'anno +seguente. _Cornelio Secolare_ fu in quest'anno prefetto di Roma. Ed +ivi dopo molti mesi di sede vacante, a cagion della persecuzione, che +tuttavia durava, fu eletto sommo pontefice _Dionisio_. Non v'ha +memoria se in quest'anno _Ulpio Crinito_ ed _Aureliano_ prendessero il +consolato loro promesso nell'antecedente da Valeriano Augusto. Ma +all'anno 271 troveremo esso Aureliano _console per la seconda volta_; +e quando ciò sia certo, puossi inferirne che nell'anno presente +egli procedesse console sostituito in luogo di _Gallieno_ e +_Valeriano_[2104], che doveano procedere nel consolato. Hanno +disputato gli eruditi per indovinar chi fossero questo _Gallieno_ e +questo Valeriano, destinati anch'essi consoli nell'anno presente. +Veggasi il Pagi[2105]. Resta tuttavia dubbiosa una tale quistione. + +NOTE: + +[2101] Zosimus, lib. 1, cap. 31. + +[2102] Zosimus, lib. 1, cap. 33. + +[2103] Pagius, in Critic. Baron. + +[2104] Vopiscus, in Aurelian. + +[2105] Pagius, in Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CCLX. Indizione VIII. + + DIONISIO papa 2. + VALERIANO imperadore 8. + GALLIENO imperadore 8. + +_Consoli_ + +PUBLIO CORNELIO SECOLARE per la seconda volta e GIUNIO DONATO per la +seconda. + + +Il prenome e nome di questi due consoli, non ben sicuri in addietro, +vengono oggidì chiaramente confermati da una nobile iscrizione, +esistente nel museo del Campidoglio, che si legge nella mia +Raccolta[2106]. Le ricchezze portate al loro paese dagli Sciti, cioè +dai Tartari, saccheggiatori di Trabisonda sul mar Nero, fecero +invogliar altri circonvicini Barbari a concorrere a così lucroso +mestiere[2107]. Si diedero tosto a preparar navi, obbligando gli +schiavi cristiani a fabbricarne; poi senz'aspettare il fine del verno, +e senza volersi valer di quei legni, per la Mesia inferiore passando, +ebbero maniera di valicar lo stretto di Bisanzio, e di giugnere a +Calcedone, città che andò tutta a sacco. Di là si trasferirono a +Nicomedia di Bitinia, città vasta e piena di popolo, abbondante in +ricchezze e in ogni copia di beni. Ancorchè ne fossero fuggiti i +cittadini portando quel meglio che poterono con loro, sì grande +nondimeno fu la preda ivi fatta, che ne stupivano i Barbari stessi. Le +città di Nicea, di Cio, di Apamea e di Prusa incorsero nella medesima +infelicità; e perchè coloro non poterono mettere il piede in quella di +Cizico, se ne tornarono indietro, e diedero alle fiamme Nicomedia e +Nicea. Dimorava tuttavia l'Augusto Valeriano in Antiochia, quando gli +vennero sì funeste nuove dalla Bitinia. Credevasi che egli spedirebbe +colà alcuno de' generali con un corpo di gente; ma perchè era signore +assai diffidente, altro non fece che inviar _Felice_ alla difesa di +Bisanzio. Ed egli poi se ne andò colla sua armata nella Cappadocia. +Trovò guastata da' Persiani anche quella provincia: dai Persiani, +dico, i quali aveano ancora fatta rivoltare l'Armenia, e creato ivi un +re da loro dipendente, stando più che mai orgogliosi in campagna +contra de' Romani. Ma giunto era il tempo che Dio voleva umiliare ed +insieme punire Valeriano, crudel persecutore de' servi suoi, e reo di +tante morti date a sì gran copia d'illustri campioni della fede di +Cristo. Quando egli pur pensava di andare a mettersi a fronte de' +Persiani, ecco la peste entrar nel di lui esercito, e farne un +orribile scempio. Ciò non ostante, più storici[2108] scrivono che fece +guerra ai Persiani nella Mesopotamia; e che in una battaglia per +tradimento di un suo generale, come scrive Trebellio Pollione[2109], +egli fu vinto. Questo generale vien creduto _Macriano_; e san Dionisio +vescovo d'Alessandria presso Eusebio[2110] scrive che costui, dopo +avere istigato Valeriano a perseguitar i cristiani, e dopo avere +ottenuto il supremo comando dell'armata, come s'ha da una +lettera[2111] scritta da Valeriano al senato, tradì lui stesso in +fine. Noi vedremo che costui aspirava all'imperio, e senza la rovina +di Valeriano non poteva salire sul trono. Zonara[2112] pretende che +Valeriano in questo infelice combattimento restasse preso. Ma +Zosimo[2113], senza far menzione alcuna di battaglia, e solamente +notando che rimase disfatto lo esercito romano dalla peste, seguita a +dire che Valeriano, uomo non avvezzo alle peripezie della guerra, +cadde in disperazione, nè altro scampo seppe immaginare, che quello di +guadagnar col danaro il temuto re _Sapore_, cioè di comperar la pace +dai Persiani. Spedì per questo ambasciatori con grande offerta d'oro; +ma Sapore li rimandò indietro senza nulla accettare, solamente +rispondendo, che se Valeriano volesse venire ad abboccarsi con lui, si +tratterebbono meglio i loro affari. Qui mancò la prudenza a Valeriano; +perchè, fidatosi della parola del re barbaro, andò con poco seguito a +trovarlo, e fu immediatamente ritenuto prigione. Altri[2114] furono di +parere, che trovandosi Valeriano in Edessa, ed essendo affamato +l'esercito, i soldati si sollevarono minacciando la vita di lui; e +ch'egli se ne fuggì nel campo persiano, dove restò imprigionato. +Questo racconto ha ben ciera di favola. + +Certo è intanto che _Valeriano imperadore de' Romani_ cadde nelle mani +di Sapore, superbissimo re de' Persiani, e secondo tutte le apparenze, +per frode o di _Macriano_ suo generale, o pur dei Persiani stessi, +come ha Zosimo, e sembra anche insinuare Pietro Patrizio[2115] ne' +frammenti delle ambascerie. Sappiamo altresì, per attestato di varii +antichi scrittori[2116], che dall'alta dignità imperiale egli si vide +ridotto alla condizione di un vilissimo schiavo sotto la tirannia del +re nemico, che il menava dappertutto come un trofeo delle sue +vittorie, vestito della porpora per sua maggior confusione, e carico +nello stesso tempo di catene. Allorchè il tiranno volea salire a +cavallo, obbligava lo schiavo Augusto a chinarsi colle mani in terra, +e a servirgli di scabello, con aggiugner anche un insolente riso, +dicendo _che questo era un vero trionfare, e non già il dipingere +nelle muraglie e nelle tavole i re vinti, come faceano i Romani_. In +somma nulla lasciò egli indietro per avvilire, per quanto potea, la +maestà del nome romano, nè vi fu obbrobrio ed ignominia che non si +facesse patire a questo infelice regnante, la cui caduta e il +vergognoso stato sembrò poscia a chi visse lungi da que' tempi degno +non poco di compassione. Ma san Dionisio, vescovo allora d +Alessandria, Lattanzio, Costantino il Grande, Paolo Orosio ed altri +hanno riconosciuta nell'ingiusta crudeltà del re Sapore la condotta +giustissima della provvidenza di Dio contra d'un principe che s'era +messo in pensiero di estinguere la santa religion dei cristiani, e +sopra tanti innocenti servi del vero Dio avea sfogato il suo furore. +Quel che dovette oltre a tante miserie ed ignominie maggiormente +lacerare il cuore di Valeriano, si può credere che fosse il vedere che +aveva un figliuolo imperadore, un nipote Cesare, e tanti grandi uomini +da lui sollevati ai primi posti ed onori; e pure niuno di essi alzò +mai un dito per liberarlo colla forza, o per riscattarlo coll'oro da +quella vergognosa schiavitù. Anzi dovette ben giugnergli +all'orecchio[2117] che l'infame suo figliuolo _Gallieno_, non +solamente niun pensiero si prendeva di lui, mai non ispedì a Sapore +per trattare della di lui liberazione; ma lasciava anche traspirare il +contento suo per quella disavventura, che l'avea liberato da un padre +riguardato da lui come troppo rigoroso. A chi con dispiacere gli +parlava di questa funestissima scena, mostrava egli di consolarsi con +dir di sapere _che suo padre era uomo mortale, ed essere ben grande la +di lui sciagura, ma che finalmente v'era incorso colla gloria di esser +uom coraggioso._ Ed ecco come l'ambizione sregolata avea estinto nel +cuor di Gallieno tutti i doveri della gratitudine filiale, ed ogni +riguardo all'onore dell'imperio romano, troppo svergognato nella +persona di Valeriano dal re altero di Persia. Maggiormente poi dovea +risaltare l'abbominevol sua non curanza delle sventure del padre, +all'osservare come tanto il popolo romano che le milizie deploravano +concordemente la miserabil sorte d'un Augusto divenuto schiavo. Fino i +popoli battriani, iberi, albani e taurosciti, quantunque non fossero +sudditi del romano imperio, si condolsero tanto di questo sinistro +caso, che non vollero ricevere le lettere, colle quali Sapore lor +notificava la sua vittoria, e scrissero ai generali romani, esibendosi +pronti a prestar loro aiuto per liberare dalla schiavitù +Valeriano[2118]. Rapporta anche Trebellio Pollione le lettere scritte +(se pur non sono finte) al re _Sapore_ da _Balero_ re dei Cadusi, da +_Artabasde_ re dell'Armenia, e da un certo _Belseto_, che io credo +nome guasto, nelle quali parlano in favore di Valeriano, ed esaltano +il poter de' Romani. Ma chi più era tenuto a sbracciarsi pel +prigioniero Augusto, cioè _Gallieno_ suo figliuolo, quegli era che men +degli altri pensava a liberarlo o riscattarlo. E però Valeriano, +spogliato dell'imperio, in un abisso di miserie, continuò a vivere +alcuni anni ancora nella schiavitù, da cui finalmente la morte il +liberò. L'autore della Cronica Alessandrina scrive[2119] che i +Persiani l'uccisero nell'anno di Cristo 269, ma più verisimil sembra +che morisse di morte naturale. E morto che fu, per ordine di Sapore, +venne scorticato[2120]. Concia la sua pelle, per maggior vergogna del +nome romano, fu posta in un tempio, e si mostrava a tutti gli +ambasciatori vegnenti da Roma, per ricordar loro di non fidarsi molto +della loro potenza. Il dirsi da Agatia[2121] che Valeriano fu +scorticato vivo, si può relegar tra le favole. Ho io pur rapportata a +quest'anno la cattività di questo imperatore, con seguitar l'opinione +del Panvinio, del Petavio, del Pearson, del Tillemont e d'altri, +perchè questa convien più col filo delle azioni di lui a noi +conservate da Trebellio Pollione e da Zosimo. Il padre Pagi[2122], che +mette la di lui caduta nell'anno precedente, niuna valevole pruova +adduce da poter battere l'altra opinione, che il fa prigioniere +nell'anno presente, come scorgerà chiunque sappia farne l'esame. + +NOTE: + +[2106] Thesaurus Novus Inscript., pag. 364, n. 1. + +[2107] Zosimus, lib. 1, cap. 34. + +[2108] Aurelius Victor. Eutropius. Zonaras. Agathias et alii. + +[2109] Trebellius Pollio, in Valerian. + +[2110] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 33. + +[2111] Trebellius Pollio, Trigint. Tyrann., cap. 11. + +[2112] Zonaras, in Annalibus. + +[2113] Zosimus, lib. 1, cap. 35. + +[2114] Zonaras, in Annal. Syncellus, in Hist. + +[2115] Petrus Patricius, de Legationibus, t. I Histor. Byzantin. + +[2116] Trebellius Pollio, in Valerian. Lactantius, de Mortibus +Persecut. Eusebius, in Oration. Constantin. Orosius, lib. 7, et alii. + +[2117] Trebellius Pollio, in Gallieno. + +[2118] Idem, in Valeriano. + +[2119] Chronicon Alexandrin., tom. II Histor. Byzantin. + +[2120] Petrus Patricius, de Legationibus. Lactant., de Mortib. +Persecut. + +[2121] Agathias, lib. 4 Histor. + +[2122] Pagius, in Crit. Baron., ad annum 259. + + + + + Anno di CRISTO CCLXI. Indizione IX. + + DIONISIO papa 3. + GALLIENO imperadore 9. + +_Consoli_ + +PUBLIO LICINIO AUGUSTO per la quarta volta e LUCIO PETRONIO TAURO +VOLUSIANO. + + +Dopo le disavventure del padre, che non fu più contato per imperadore, +restò solo al governo del romano imperio il di lui figliuolo Publio +Licinio Gallieno. In alcune iscrizioni da me rapportate[2123] egli è +ancora chiamato _Publio Licinio Egnazio Gallieno._ Il Reinesio[2124], +avendo trovato questo _Egnazio_, si avvisò ch'egli fosse un fratello +del medesimo Gallieno Augusto, e l'opinione sua si trova seguitata dal +Tillemont[2125]. Ma egli altri non fu che lo stesso imperadore +_Gallieno_. Da _Cornelia Salonina Augusta_ ebbe Gallieno due +figliuoli, cioè _Publio Licinio Cornelio Salonino Valeriano_, a cui +abbiam già veduto che non si tardò a concedere il titolo di Cesare. +Trovansi molte medaglie[2126] col nome suo. L'altro fu _Quinto Giulio +Salonino Gallieno_, che in alcune rare medaglie s'incontra onorato +anche esso col titolo di _Cesare_. Vopisco[2127] nella Vita di +Aureliano riferisce una lettera scritta ad _Antonino Gallo console_, +senza che noi sappiamo in qual anno cada il consolato di costui. Dice +d'essere stato ripreso da esso console in una lettera familiare, per +aver mandato ad educare _Gallieno suo figliuolo_ presso di _Postumo_, +piuttosto che presso di _Aureliano_. S'è disputato chi sia questo +_Gallieno_ mandato nella Gallia, ed appoggiato alla direzione di +_Postumo_, governatore di que' paesi. Il Tillemont[2128] parve +sospettare in un luogo, benchè poscia sia di diverso parere in un +altro, che questi fosse lo stesso primogenito suo, cioè _Gallieno_ ora +imperadore; ma questo Gallieno è detto _puer_ da Valeriano, età che +non conviene all'Augusto Gallieno, che in que' tempi avea già de' +figliuoli. Parve al conte Mezzabarba[2129] che fosse mandato colà +_Quinto Giulio Salonino Gallieno_, da noi già detto secondogenito +dell'imperador Gallieno, quando Valeriano il chiama suo _figliuolo_, e +non già nipote. Finalmente stimò il padre Pagi[2130] che questi fosse +_Licinio Salonino Valeriano_ primogenito di Gallieno. Trebellio +Pollione[2131] il chiama _Salonino Gallieno_. Lascerò io che altri +decida cotal controversia, per cui non si possono recare se non +conghietture, e passerò innanzi. + +Non mancavano all'_imperador Gallieno_ delle buone doti. Per conto +delle ingegno, molti si lasciava addietro. Avea studiata l'eloquenza e +la poesia; faceva anche dei versi tollerabili; mostrava genio alla +filosofia platonica, e tale stima ebbe di _Plotino_, eccellente +maestro di quella scuola, vivente allora, che gli era venuto il +capriccio[2132] di rifabbricare una città nella Campania, per ivi +fondare una repubblica di platonici; ma ne fu distornato da' suoi +cortigiani. Pareva avere del coraggio e della prontezza[2133]; ma +solamente ciò si verificava quando era in collera, o si sentiva +irritato dallo sprezzo altrui. La sua magnificenza e liberalità, se +vogliam credere a Zonara[2134], era qual si conveniva ad un +imperadore, amando egli di far del bene a tutti, e di non rifiutar +grazie a chiunque ne chiedeva. Aggiugne ch'egli inclinava alla +clemenza, non avendo fatto morire chi contra di lui s'era rivoltato. +Anche Ammiano Marcellino sembra concorde con lui su questo punto. +Tuttavia un ritratto ben diverso di lui fece Trebellio Pollione, e la +sua crudeltà starà poco a darci negli occhi. Del pari vedremo che andò +col progresso del tempo svanendo quella parte di buono che in lui si +trovava, con lasciarsi egli prender la mano dall'eccessivo amor dei +divertimenti e dei piaceri illeciti, e col divenir neghittoso e +sprezzato: cose tutte che si tirarono dietro de' gravissimi sconcerti, +e furono quasi la rovina della repubblica romana. Non si dee già +tacere che questo principe debolissimo, riconosciuta per ingiustissima +la fiera persecuzione mossa dal padre contra de' cristiani[2135], +restituì sul principio del suo governo la pace alla Chiesa, vietando +il recar ulteriori molestie ai professori della legge di Cristo. Ma +non cessò per questo l'ira di Dio, che volea puniti i Romani gentili, +per aver attizzata la crudeltà di Valeriano contra dei suoi servi; e +però si affollò ogni sorta di disgrazie sopra l'imperio romano, +regnante Gallieno. La peste più che mai vigorosa seguitò a mietere le +vite degli uomini; i tremuoti rovesciarono le città; da ogni parte i +Barbari continuarono a spogliare e lacerare le contrade romane. Il +maggiore de' guai nondimeno fu, che nel cuore del romano imperio +insorsero di mano in mano varii usurpatori e tiranni, l'insolenza de' +quali non si potè reprimere senza lo spargimento d'infinito sangue. + +Per la prigionia di Valeriano restarono in una somma confusione gli +affari dell'Oriente[2136]; e corsa questa voce per tutto l'imperio e +fra i Barbari, si spalancarono le porte alle sedizioni, alle rapine e +ad ogni più funesta novità, quasi che fosse rimasta vedova abbandonata +la repubblica romana, e si riputasse uomo da nulla il di lui figliuolo +Gallieno Augusto. Trovavasi questi allora all'armata del Reno, per +opporsi ai tentativi de' sempre inquieti Germani. Racconta Zosimo che +gli Sciti, cioè i Tartari, abitanti di là dal Danubio, unite insieme +varie loro nazioni, divisero in due corpi l'immensa lor moltitudine. +Coll'uno entrarono furiosi nell'Illirico, saccheggiando e devastando +le città e campagne; e coll'altro vennero fino in Italia, ardendo di +voglia di dare il sacco alla stessa città di Roma, ne' cui tesori +speravano di saziare la loro avidità. In fatti giunsero fino in quelle +vicinanze. Il senato allora, per rimediare a sì gran pericolo, raunò +quanti soldati potè, diede l'armi ai più gagliardi della plebe, in +maniera tale, che mise in piedi un esercito più copioso che quello de' +Barbari: il che bastò per far retrocedere quegli assassini. Se ne +tornarono essi al paese loro, ma con lasciar la desolazione dovunque +passarono. Incredibili mali altresì recarono gli altri all'Illirico, +dove nello stesso tempo si provò il loro flagello e quel della peste. +Forse la peste medesima fu quella che cacciò di là quelle barbariche +locuste. Io non so dire se possa essere succeduto in questi tempi ciò +che vien narrato da Zonara[2137]: cioè che riuscì a Gallieno con soli +dieci mila soldati suoi di sconfiggere presso a Milano trecentomila +Barbari: bravura di cui non intendo io di essere mallevadore. +Veramente Zosimo attesta ch'egli dalla Gallia calò in Italia per +iscacciarne gli Sciti; ma Zonara scrive, essere stati Alamanni que' +Barbari, a' quali diede la rotta. Gli antichi scrittori facilmente +confondono i nomi delle nazioni barbariche. Eusebio[2138] ed +Orosio[2139] in fatti scrivono che circa questi tempi gli Alamanni, +dopo aver saccheggiate le Gallie, vennero a dare il malanno +all'Italia. Anche i Sarmati, se pur non sono parte anch'essi degli +Sciti mentovati da Zosimo, portarono l'armi loro contro l'Illirico +nell'anno presente. Avea in quelle parti il comando dell'armi romane +_Regilliano_[2140], uomo di gran valore. Da una lettera a lui scritta +da _Claudio_, che fu poi imperadore, si raccoglie aver egli data una +gran rotta ai Sarmati presso Scupi, città della Mesia superiore, +oggidì Uscubi nella Servia. Abbiamo da Trebellio[2141], che essendo +consoli _Fosco_ (cioè _Tosco_) e _Basso_ nell'anno 258, e sapendo le +legioni della Mesia quanto fosse immerso Gallieno nelle crapole e +nella lussuria, e che v'era bisogno d'un coraggioso generale contra +de' Sarmati già incamminati alla lor volta, proclamarono Imperadore +_Ingenuo_ governator della Pannonia. Ma o il testo di Trebellio si dee +credere guasto, o pur egli s'ingannò in riferire la ribellione +d'_Ingenuo_ prima delle sventure di Valeriano Augusto; e dobbiamo +attenerci qui ad Aurelio Vittore[2142], il quale chiaramente scrive +avere la cattività di Valeriano data ansa all'ambizion d'_Ingenuo_ per +ribellarsi. Lo stesso vien confermato da Zonara[2143]; e però all'anno +presente dee appartenere quel fatto. Ne fu portata la nuova a +_Gallieno_ Augusto, che a gran giornate passò colà con un esercito, +dov'erano molti Mori. _Aureolo_ capitano della sua cavalleria diede +una rotta ad _Ingenuo_, per la quale disperato si uccise. Può +nondimeno dubitarsi se in persona vi andasse Gallieno. Abbiamo[2144] +una sua lettera scritta a _Celere Veriano_ suo generale in quelle +parti, dove con furore inudito gli ordina di procedere contra +d'_Ingenuo_ e de' suoi seguaci senza misericordia alcuna, con uccidere +e tagliare a pezzi chiunque de' soldati o di que' popoli avea avuta +mano in quella sollevazione; e che quanto più farebbe di vendetta, +tanto più gusto a lui darebbe. V'ha chi dice che _Ingenuo_, presa la +città di Mursa, o di Sirmio, dove egli risedeva, col pugnale si +levasse la vita, per non venire in man del crudo Gallieno. Che o +nell'anno precedente o pur nel presente si rivoltassero _Postumo_ +nella Gallia, _Macriano_ in Oriente, _Valente_ nell'Acaia, +_Regilliano_ nella Mesia, _Aureolo_ nell'Illirico, è stato parere di +varii moderni storici. Mancano a noi lumi per distinguere bene i fili +e tempi della storia, per quel che riguarda i tiranni allora insorti +nel romano imperio; nè ho io voglia di presentar ai lettori le dispute +dei letterati intorno a questi punti. Però chieggo licenza di parlar +di essi tiranni negli anni seguenti, perchè non o facile l'assegnar i +veri tempi de' fatti d'allora. + +NOTE: + +[2123] Thes. Novus Inscript., pag. 254. + +[2124] Reinesius, Inscription. + +[2125] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2126] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2127] Vopiscus, in Aurelian. + +[2128] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2129] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[2130] Pagius, in Crit. Baron. + +[2131] Trebellius Pollio, in Salonino. + +[2132] Porphyrius, in Vita Plotini. + +[2133] Trebellius Pollio, in duobus Gallienis. + +[2134] Zonaras, in Annalibus. + +[2135] Euseb., Hist. Eccles., lib. 7, c. 13. Baronius, Annal. Eccles. +ad hunc ann. Pagius, Crit. Baron. ad hunc ann. + +[2136] Zosimus, lib. 1, cap. 37. + +[2137] Zonaras, in Annalibus. + +[2138] Euseb., in Chronic. + +[2139] Orosius, lib. 7, cap. 22. + +[2140] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 9. + +[2141] Idem, cap. 8. + +[2142] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2143] Zonaras, in Annalibus. + +[2144] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrann., c. 8. + + + + + Anno di CRISTO CCLXII. Indizione X. + + DIONISIO papa 4. + GALLIENO imperadore 10. + +_Consoli_ + +PUBLIO LICINIO GALLIENO AUGUSTO per la quinta volta e FAUSTINO. + + +Un di coloro che, alzata bandiera contra di Gallieno Augusto, si +fecero proclamar Imperadori, fu _Marco Fulvio Macriano_[2145], da noi +più volte nominato di sopra, personaggio nato bassamente, ma che, +salendo per varii gradi militari, acquistò il credito di essere il più +valoroso e prudente generale che si avesse allora l'imperio romano. +Arrivò costui sì avanti, che _Valeriano_ Augusto, siccome già +accennai, non avea persona più confidente di lui, e da lui appunto fu +mosso a perseguitare i cristiani[2146]. Perchè avea imparata la magia +dai maghi egiziani, ha sospettato taluno ch'egli fosse di quella +stessa nazione. A lui diede Valeriano il comando dell'armata, allorchè +infelicemente prese a far guerra a' Persiani, e per opinione di alcuni +tradito fu da lui. Tradì egli ancora il di lui figliuolo _Gallieno_. +Imperocchè dopo la prigionia di Valeriano, giacchè nulla era stimato +Gallieno, i soldati della Soria cominciarono, secondochè scrive +Trebellio Pollione[2147], a trattar di voler un principe atto a +sostenere l'imperio. Furono a consiglio su questo _Macriano_ e _Servio +Anicio Balista_, ch'era stato prefetto del pretorio sotto Valeriano, +ed esercitava allora la carica anch'egli di generale. Fu d'avviso +Balista che niun fosse più atto di Macriano al comando dell'armi e al +governo dell'imperio romano. Se ne scusò Macriano con dire di esser +vecchio e zoppo; ma perchè avea due suoi figliuoli giovani, già +tribuni, e di singolar bravura, cioè _Quinto Fulvio Macriano_ e _Gneo +Fulvio Quieto_, fu conchiuso che il braccio di questi due figliuoli +supplirebbe all'età del padre; e però _Macriano_ venne acclamato +_Imperadore Augusto_, ed egli appresso promosse alla medesima dignità +i due suoi figli. Di tutti e tre resta memoria nelle antiche +medaglie[2148]. Trebellio Pollione[2149] vuole che Macriano usurpasse +l'imperio, essendo consoli _Gallieno_ e _Volusiano_, cioè nell'anno +precedente 261. Al padre Pagi[2150] parve questo un errore o dello +storico o del testo, perchè, secondo lui, nell'anno 259 accade la +disgrazia di Valeriano, nè tanto potè restar l'armata di Soria senza +capo. Ma siccome abbiam detto che non regge l'opinione del Pagi +intorno all'anno della cattività di Valeriano, così nè pur sussiste il +negar qui fede a Trebellio. Già si è detto che Valeriano cadde in man +dei Persiani nell'anno 260. Che poi non succedesse sì tosto +l'usurpazione da Macriano fatta dell'imperio, si può ricavar da +Zonara[2151]. Scrive questo autore che dopo la sventura di Valeriano i +Persiani senza paura d'alcuno portarono l'armi vincitrici per la +Soria, per la Cilicia e Cappadocia: il che vien confermato da Eusebio +Cesariense[2152]. Presero la nobilissima città d'Antiochia capitale +della Soria; poi Tarso insigne città della Cilicia. Quindi misero +l'assedio a Cesarea di Cappadocia, la qual si crede che contenesse +allora quattrocento mila anime. Gran difesa fu fatta da que' +cittadini, essendo lor capitano _Demostene_, uomo di gran cuore, e +forse l'avrebbono scappata, se un certo medico fatto prigione, per non +poter reggere ai tormenti, non avesse rivelato ai nemici un sito, per +cui entrati una notte, fecero una strage immensa di quei cittadini. +_Demostene_ lor capitano, essendovi ordine di prenderlo vivo, salito a +cavallo, ed imbrandito lo stocco, si cacciò per mezzo ai Persiani, ed +atterratine non pochi, ebbe la fortuna di salvarsi. Gran quantità di +prigioni fu fatta da' Barbari nella presa di quella città, e tutti +appena provveduti di tanto cibo che bastasse a tenerli in vita, e +senza poter bere acqua se non una volta al giorno, come si fa colle +bestie. Finalmente i Romani fuggiti elessero per lor capitano un +_Callisto_ (il Tillemont[2153] sospetta che Zonara voglia dire +_Balista_), il quale, trovando sbandati i Persiani, diede loro assai +busse in varii incontri, e prese anche le concubine del re Sapore con +delle grandi ricchezze. Per queste percosse si affrettò Sapore a +ricondursi ne' suoi paesi, seco menando l'infelice Valeriano. Ora +cotali imprese richieggono del tempo, nè si vede che Macriano se ne +impacciasse punto; e però fondatamente si può credere ch'esso Macriano +solamente nell'anno 261, siccome attesta Zonara, fosse acclamato +Imperadore. Credesi che egli regnasse in Egitto; ma, se ciò è vero, +non dovette ivi piantare la sua signoria senza spargimento di sangue, +facendo menzione _san Dionisio_ vescovo alessandrino presso +Eusebio[2154] d'un'atroce guerra civile che circa questi tempi +afflisse la città d'Alessandria, susseguita poi da una terribil peste. +Che il dominio di Macriano si stendesse quasi per tutta l'Asia, +abbiamo motivo di crederlo senza difficoltà; ed ivi egli comandò per +più d'un anno. + +Pensava probabilmente _Macriano_ di incamminarsi alla volta di Roma, e +di passare lo stretto di Bisanzio colla sua armata[2155]; ma perchè +ben prevedeva che _Publio Valerio Valente_, creato proconsole +dell'Acaia da Gallieno, uomo d'alto affare e suo particolar nimico, +gli avrebbe fatta opposizion nel passaggio, mandò un personaggio di +gran credito, cioè _Lucio Calpurnio Pisone Frugi_[2156], per +ammazzarlo. Se ne accorse _Valente_, e non sapendo come meglio +sottrarsi ai pericoli, si fece proclamar Augusto[2157], e regnò +qualche tempo nell'Acaia e Macedonia. Non andò più innanzi _Pisone_, +ma ritiratosi nella Tessaglia, giacchè vedea tanti che usurpavano +l'imperio, ne volle anch'egli la sua parte, con prendere il titolo +d'_Imperadore_ e di _Tessalico_ in quella contrada. Ma spedita una man +di soldati da Valente, levò di vita _Pisone_, e _Valente_ stesso fu +anch'egli da lì a poco ucciso da' suoi soldati. V'ha delle +inverisimiglianze in questi racconti; ma più ancora inverisimile a me +sembra il dirsi da Trebellio Pollione[2158], che saputosi in Roma la +morte di questi due personaggi nel dì 25 di giugno, il senato decretò +gli onori divini a _Pisone_, con dire che non si potea trovar uomo +migliore e più costante di lui. Come mai questo, se è vero ch'egli +usurpasse l'imperio contra di _Gallieno_ padrone di Roma? Nello stesso +decreto disse il console di confidare che _Gallieno_, _Valeriano_ e +_Salonino_ sieno _nostri imperadori_: intorno alle quali parole han +disputato più letterati, per determinare chi fossero _Valeriano_ e +_Salonino_, e se tutti godessero allora il titolo d'imperadori: il che +è difficile da stabilire per varii motivi. Ora _Macriano_, messa +insieme un'armata di quarantacinque mila combattenti, e lasciato +_Quieto_ Augusto suo secondo figliuolo, assistito da _Balista_, al +governo della Soria, marciò verso l'Europa, e passò il mare a +Bisanzio. Ma fosse nell'Illirico, o pure nelle estremità della Tracia, +gli venne a fronte _Marco Acilio Aureolo_ con altro più poderoso +esercito, per dargli battaglia, e segui ancora qualche menar di +spade[2159]. Trattandosi di altri Romani, non voleva Aureolo lasciar +la briglia a' suoi, sperando che quei di Macriano verrebbono dalla sua +parte, perchè avea fatta la chiamata, e forse guadagnato alcuno dei +contrarii uffiziali. Ma quei non si movevano. Per avventura venne ad +imbrogliarsi e a chinar la bandiera uno degli alfieri di Macriano; non +vi volle di più perchè gli altri alfieri, credendo ciò fatto non per +azzardo, ma per ordine de' capitani, abbassarono anch'essi le insegne, +e andarono in numero di trenta mila ad unirsi con _Aureolo_[2160], +acclamando l'imperador Gallieno. Accortosi dipoi Macriano che anche +gli altri restati con lui titubavano, li pregò di non voler dare sè +stesso e il figlio _Quinto Fulvio Macriano_ in mano di Aureolo. Il +compiacquero essi con ammazzar lui e il figliuolo; e, ciò fatto, +passarono anch'essi all'armata di Aureolo. Trebellio Pollione dà la +gloria di questo fatto a _Domiziano_, valoroso capitano d'esso +Aureolo, facendosi credere che Aureolo non v'intervenisse in persona. +Da san Dionisio Alessandrino[2161] si ricava che la caduta di +_Macriano_, per cui restò l'imperadore Gallieno libero da un nemico +che gli facea gran ribrezzo, accadde nell'_anno nono_ dell'imperio +d'esso Gallieno, e però nel presente. Si vuol qui aggiungere che restò +tuttavia padrone di quasi tutte le provincie orientali _Gneo Fulvio +Quieto_, dichiarato, come già dissi, Augusto da Macriano suo padre. +Stavagli a' fianchi _Balista_, personaggio di gran senno e di +sperimentato valore. Ma giunta la nuova che il di lui padre e fratello +erano stati vinti e tolti dal mondo, cominciarono le città +dell'Oriente l'una dopo l'altra a ritirarsi dall'ubbidienza di Quieto. +Zonara[2162] pretende che _Odenato_ da Palmira, di cui parleremo fra +poco, quegli fosse che, assediato Quieto nella città di Emesa, +l'uccidesse. Trebellio Pollione[2163] sembra piuttosto attribuire la +di lui morte ai soldati che Aureolo avea spedito per prenderlo vivo. +Quanto a _Balista_, o egli se ne fuggì, o per mezzo di qualche accordo +ebbe la facoltà di ritirarsi. Anch'egli, scrivono che prendesse dipoi +il titolo d'_Imperadore Augusto_ in qualche parte dell'Oriente, e si +mantenesse sino all'anno 264. In fatti v'ha qualche medaglia[2164] che +cel rappresenta Augusto. Ma io torno a desiderare che le medaglie di +tanti tiranni vivuti in questi tempi sieno tutte legittime e vere, +perchè non son mancati di coloro che, per farsi ben pagare dai +dilettanti di sì fatte anticaglie, han saputo formar di pianta monete +simili alle antiche col mutar le loro iscrizioni. Trebellio Pollione +confessa ingenuamente di non sapere se _Balista_ prendesse sì o no la +porpora; ed esservi scrittori che asseriscono essersi egli ritirato ad +una vita privata. Quel che è certo, egli fu dipoi ucciso, chi dice per +ordine di _Odenato_, e chi dai soldati di _Aureolo_, con riferire la +di lui morte all'anno 264: circostanze tutte dubbiose, e che non si +possono chiarire. Noi sappiamo ancora che dopo la morte d'_Ingenuo_ +tiranno _Quinto Nonio Regilliano_ nell'Illirico[2165] si sollevò e +prese il titolo d'_Imperadore Augusto_. Costui, siccome di sopra +accennai, fece di molte prodezze contra dei Sarmati, e ricuperò +l'Illirico, che per la dappocaggine di Gallieno era quasi tutto +perduto. Ciò dovette avvenire prima di usurpar l'imperio; ma in qual +tempo egli l'usurpasse, nol possiamo determinare; e noi vedremo fra +poco che anche _Aureolo_ prese il titolo d'Augusto nel medesimo +Illirico. Per quel che scrive Trebellio, fu un accidente che costui +fosse promosso all'imperial dignità dai soldati, i quali, scherzando +sul nome di _Regilliano_, trovarono che Dio gli avea dato questo nome, +acciocchè divenisse re, e per questo l'acclamarono Augusto. Ma quei +medesimi soldati poi per timore della crudeltà di Gallieno, già +provata nella ribellion d'Ingenuo, e per le premure di quei popoli che +non voleano quel peso addosso, diedero ad esso Regilliano la morte. + +NOTE: + +[2145] Mediobarbus, in Numism. Imperat. Trebell. Pollio, in Trigint. +Tyrann., cap. 8. + +[2146] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 10. + +[2147] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 11. + +[2148] Goltzius et Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[2149] Trebellius Pollio, in Gallieno. + +[2150] Pagius, in Critic. Baron. + +[2151] Zonaras, in Annalibus. + +[2152] Eusebius, in Chronic. + +[2153] Tillemont, Mémoires de Empereurs. + +[2154] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 22. + +[2155] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 18. + +[2156] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2157] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2158] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 20. + +[2159] Zonaras, in Annalib. + +[2160] Trebellius Pollio, in Trigint. Tyrannis, cap. 11. + +[2161] Euseb., Hist. Eccles., lib. 7, cap. 23. + +[2162] Zonaras, in Annalibus. + +[2163] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 17. + +[2164] Mediobarb., in Numismat. Imper. + +[2165] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 9. + + + + + Anno di CRISTO CCLXIII. Indizione XI. + + DIONISIO papa 5. + GALLIENO imperadore 11. + +_Consoli_ + +ALBINO per la seconda volta e MASSIMO DESTRO. + + +Credesi che il primo console fosse nominato _Marco_ o _Manio Nummio +Albino_, perchè v'ha un'iscrizione romana, dove egli è chiamato +_consul ordinarius iterum_. Che così fosse, può darsi. Ma nell'antico +catalogo[2166] de' prefetti di Roma noi troviamo che _Nummio Albino_ +era stato _prefetto di Roma_ nell'anno 261, e seguitò ad esercitar +quella carica nell'anno seguente ed anche nel presente; e non sapendo +noi che fosse per anche introdotto di dare ad un solo quelle due +dignità nel medesimo anno, perciò può restar sospetto che fossero due +persone diverse; se non che andando innanzi, cominceremo a trovare +chi, essendo prefetto di Roma, esercitò nello stesso tempo il +consolato. Circa questi tempi i Germani penetrarono colle loro +scorrerie fino in Ispagna. Aurelio Vittore[2167] ed Eutropio[2168] +scrivono che i Franchi, popoli allora della Germania, quei furono che, +entrati nelle Gallie, vi fecero immensi saccheggi, e di là passarono +nella Spagna Tarragonese, dove presero per forza e saccheggiarono la +capitale di quel paese, cioè Tarragona; e trovata copia di navi, +andarono insino a visitar l'Africa. Paolo Orosio[2169] attesta anche +egli la desolazione lasciata da costoro nella Spagna, con aggiungere +che ne restavano anche a' suoi tempi le funeste memorie, e che durò +per dodici anni la persecuzione da loro recata a quelle contrade. Fu +di parere il Valesio[2170] che costoro non per le Gallie, ma per +l'Oceano passassero in Ispagna, come poi fecero i Normanni nel secolo +nono; ed Eumene[2171] porge buon fondamento a questa opinione, che +sembra più verisimile, che non è il creduto loro passaggio per le +Gallie. A queste calamità son da aggiugnere l'altre narrate tutte in +un fiato[2172] da Aurelio Vittore, da Eutropio e da Orosio, ancorchè +non se ne sappia il tempo preciso. Cioè, che la Dacia, di cui quella +che oggi è Transilvania, era anticamente una parte, e tutto quanto il +paese conquistato una volta da Traiano venne in potere dei Barbari. +Secondo Eutropio, i Quadi e i Sarmati devastarono la Pannonia. +Eusebio[2173] scrive che l'occuparono. Orribili ancora furono i danni +recati dagli Sciti, cioè dai Goti, alle provincie dell'Europa e +dell'Asia, colle quali confinavano. Trebellio Pollione[2174] racconta +che costoro s'impossessarono della Tracia, devastarono la Macedonia, e +vennero ad assediare Tessalonica, oggidì Salonichi. Fu loro data +battaglia nell'Acaia da _Macriano_ general de' Romani, diverso da +colui che abbiam veduto di sopra, e il cui vero nome probabilmente era +_Marziano_, di cui parleremo più abbasso. Sconfitti se n'andarono i +Barbari. L'altro esercito di essi Goti, passato nell'Asia, pervenne +sino ad Efeso, dove, dato in prima il sacco al celebre e ricchissimo +tempio di Diana, poscia lo consegnarono alle fiamme. Lo storico +Giordano[2175] non lasciò indietro questa partita, con dire che i Goti +condotti da Respa, Veduco, Turo e Varo loro capitani, vi +saccheggiarono varie città, incendiarono il tempio di Diana Efesina, e +nella Bitinia spogliarono e diroccarono la bella città di Calcedonia. +Carichi di bottino nel ritornare a casa devastarono Troia ed Ilio: +lasciarono i segni della loro fierezza nella Tracia, e presero la +città d'Anchialo, posta alle radici del monte Emo, dove si fermarono +molti dì per que' bagni caldi che quivi si trovavano. Dopo di che se +ne tornarono ai lor paesi. Ma non si contentarono di questo que' +Barbari. Un sì gustoso mestiere li fece altre volte ritornare ai danni +delle provincie romane. Crede il padre Pagi[2176] che l'irruzione +suddetta de' Goti appartenga all'anno precedente, perchè si figura +celebrati allora i decennali di Gallieno. Ma chi riferisce a +quest'anno esse feste, vi unisce ancora i pianti dell'Asia per cagion +dei suddetti Barbari. + +In qual anno _Postumo_ governator delle Gallie si rivoltasse contra di +Gallieno Augusto, e prendesse il titolo di _imperadore_, è tuttavia in +disputa, nè io son qui per entrare in sì fatte liti di critica che il +lettore non aspetta da me. Certo è che almen qualche tempo prima +dell'anno presente egli usurpò l'imperio in quelle parti. Per quanto +credono gli eruditi di ricavar dalle medaglie[2177], era il suo nome +_Marco Cassio Latieno Postumo_, benchè Trebellio Pollione[2178] il +chiami _Postumio_. In una iscrizione[2179] da me data alla luce, non +_Latieno_, ma _Latino_ si vede appellato. Questi era bassamente nato, +ma giunto ad essere uno de' più eccellenti capitani che si avesse Roma +allora, uomo di singolar prudenza e gravità, che con tutta la sua +severità intendeva l'arte di farsi amare dai popoli e dai soldati. +_Valeriano Augusto_, che sapea ben discernere i meriti delle persone, +gli avea dato il governo delle Gallie, acciocchè il suo valore +servisse a rintuzzar l'orgoglio de' Franchi e d'altre nazioni +germaniche transrenane, già usate a molestar le provincie romane. Tal +credito s'era egli acquistato, ch'esso Valeriane gl'inviò suo nipote +_Salonino_, non so se il primo o se il secondo figliuolo di +_Gallieno_, acciocchè l'istruisse nelle arti convenienti ad un +principe e ad un guerriero. Ma se Postumo era dotato di tanti bei +pregi, non si trovava già in lui l'importantissimo della fedeltà. Il +sapersi nelle Gallie la vita lussuriosa e scandalosa che menava +_Gallieno_ in Roma cagionò in que' popoli un tal disprezzo di questo +principe, aiutato probabilmente anche dalle scerete insinuazioni +d'esso Postumo, che pensarono a provvedersi d'un imperadore, in cui +concorresse il valore e il senno, per difendersi dai nemici Germani. +Avea Postumo, per relazione di Zonara[2180], sconfitto un corpo di +que' Barbari passati di qua dal Reno, e distribuito ai soldati il +bottino fatto[2181] Silvano capitan delle guardie del giovinetto +_Salonino Cesare_ l'obbligò ad inviar quella preda al principe: il che +sì forte amareggiò i soldati, mal soddisfatti per altro, poichè lor +non piaceva di star sotto il comando di un fanciullo, cioè di esso +_Salonino_, che, alzato rumore, proclamarono _imperadore Postumo_. Il +che fatto, marciarono tutti a Colonia, dove dimorava esso _Salonino_, +gridando di voler nelle mani il principe e _Silvano_, ed assediarono +quella città. Bisognò darli, e Postumo li fece morire amendue, +aggiugnendo quest'altra taccia alla violata fede contra del suo +sovrano. Non vi fu popolo alcun delle Gallie che nol riconoscesse +volentieri per imperadore; e pare che anche le Spagne e l'Inghilterra +si sottomettessero al di lui imperio; e tolta la fellonia, era egli +ben degno di reggere popoli[2182]. Nello spazio di sette anni che +Postumo regnò, anche nelle Gallie regnò la felicità: tanta era la sua +moderazione e giustizia, tanto il suo valore, per cui ridusse i +Germani a contenersi nei loro limiti, e fabbricò anche alcune castella +nel loro paese. Egli si trova nelle medaglie[2183] (se pur tutte son +vere) appellato console per la quarta volta. Avea un figliuolo nomato +_Caio Giunio Cassio Postumo_, a cui diede il titolo di _Cesare_, e poi +quello di _Augusto_. Fu Postumo il più potente e terribil avversario +che si avesse Gallieno, non tanto per la sua buona testa, quanto per +l'amore che gli portavano i popoli delle Gallie, e per lo grande +squarcio ch'egli avea fatto dell'imperio romano. + +Ora _Gallieno Augusto_ (io non so dire in qual anno) con buon esercito +marciò in persona contra di Postumo. _Teodoto_ era il generale della +sua armata. Posero l'assedio ad una città, dove s'era rinchiuso +Postumo; ma nel fare Gallieno la ronda intorno a quella città, fu +ferito da una saetta, e dovette cessare per questo l'assedio. Se poi +Trebellio Pollione[2184] tien qualche ordine ne' suoi racconti, circa +questi tempi, o pur nell'anno precedente, il medesimo Gallieno, +conducendo seco due bravi capitani, cioè _Aureolo_ e _Claudio_ (il +qual fu poscia imperadore), tornò di nuovo a far guerra a Postumo. Fu +allora che Postumo dichiarò imperadore Augusto e collega suo _Marco +Aurelio Piavvonio Vittorino_, uomo di grande abilità nel mestier della +guerra, benchè perduto dietro le femmine, per poter più facilmente +opporsi agli sforzi di Gallieno. Seguirono varii combattimenti o +scaramuccie, e in una battaglia restò anche sconfino Postumo; ma senza +apparire che per questo sinistro colpo peggiorassero gli affari di +lui, e ne profittasse quei di Gallieno. Parimente intorno a questi +tempi un'orribil disavventura accadde in Bisanzio. Per quanto sembra +dire Trebellio, dovea essere venuto alle mani il popolo di quella +città colla guarnigione; e prevalendo la forza de' soldati, restò +tagliata a pezzi quella cittadinanza, in maniera che tutte le vecchie +famiglie vi perirono, a riserva di coloro che o per la mercatura o per +la milizia n'erano lontani. Gallieno adunque, sbrigato che fu dalla +guerra di Postumo, passò alla volta di Bisanzio, dove non ispirava di +entrare se non colla forza. Ma, avendo capitolato quel presidio, +v'entrò; e poi, senza osservar la parola e il giuramento, fece +uccidere tutti quanti que' soldati che vi si trovarono. Di là poi +frettolosamente, e glorioso per quel macello, come se ne avesse +riportata qualche gran vittoria, sen venne a Roma, dove celebrò con +grande e disusata pompa il decennio compiuto del suo imperio. Secondo +il padre Pagi[2185], questa solennità si fece nel precedente anno; +secondo altri, nel presente, perchè in questo terminava esso decennio, +e si faceano i voti pubblici per la conservazione dell'imperadore per +un altro decennio. Le medaglie[2186] ne parlano, ma senza chiarirne il +tempo. Racconta lo stesso Trebellio[2187] che _Gallieno_ corteggiato +da tutto il senato e dall'ordine equestre, e dalle milizie vestite di +bianco, preceduto dal popolo e fin da' suoi servi e dalle donne che +portavano torcie e lampade accese, processionalmente si portò al +Campidoglio. Cento buoi colle corna dorate e con gualdrappe di seta +(cosa preziosa in que' tempi) e ducento bianche agnelle, andavano +innanzi per servire ai sagrifizii. V'intervennero ancora dieci +elefanti che si trovavano allora in Roma; e mille e ducento gladiatori +superbamente vestiti. V'erano carrette che menavano ogni sorta di +buffoni, ed altre, nelle quali si rappresentavano le forze dei +ciclopi. Per tutte in somma le strade altro non si vedeva che giuochi, +e le acclamazioni dappertutto andavano al cielo. Comparivano in fine +centinaia di persone, fintamente vestite, chi alla gotica, chi alla +sarmatica, ed altre con abiti da Franchi e da Persiani. Con questa +vana pompa, o sia con questa mascherata, si credeva l'inetto principe +d'imporre al popolo romano, il quale in mezzo agli applausi si burlava +di lui, mostrandosi favorevole, chi a _Postumo_, chi a _Regilliano_, +il qual non dovea per anche essere ucciso; ed altri ad _Emiliano_ e a +_Saturnino_, che già si dicevano anch'essi rivoltati. I più nondimeno +compiangevano la prigionia di Valeriano, a cui nulla pensava l'ingrato +figliuolo. Accadde, che conducendosi fra la turba dei finti Persiani +anche il re di Persia, come prigioniere (cosa che moveva il riso a +tutti), alcuni buffoni si cacciarono fra que' Persiani, guatando +attentamente ognun d'essi in viso. Interrogati che cercassero con +tanta premura, risposero: _Cerchiamo il padre del principe_. Gallieno, +che mai non si risentiva all'udir parlare dell'infelice suo padre, e +solamente mutava discorso con dire agli astanti: _Cosa di buono avremo +al pranzo? che solazzi abbiam da godere oggi? vi sarà egli spasso +domani al teatro, al circo?_ avvertito della facezia di que' buffoni, +allora prese fuoco; e fattili imprigionare, li condannò ad essere +bruciati vivi: sentenza e spettacolo che amareggiò sommamente il +popolo, e talmente se ne dolsero i soldati, che ne fecero a suo tempo +aspra vendetta. + +NOTE: + +[2166] Apud Bucherium et Eccardum. + +[2167] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2168] Eutrop., in Breviar. + +[2169] Paulus Orosius, Histor., lib. 7. + +[2170] Valesius, Rer. Franc., lib. 11. + +[2171] Eumenes, in Panegyrico Constantin. + +[2172] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar. Orosius, +Histor., lib. 7. + +[2173] Euseb., in Chronic. + +[2174] Trebellius Pollio, in Gallieno. + +[2175] Jordanus, de Rebus Geticis, cap. 20. + +[2176] Pagius, in Critic. Baron. + +[2177] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2178] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, et in Gallieno. + +[2179] Thesaurus Novus Inscript., pag. 360, n. 5. + +[2180] Zonaras, in Annalibus. + +[2181] Zosimus, lib. 1, cap. 38. + +[2182] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 2 et 4. + +[2183] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[2184] Trebellius Pollio, in Gallieno. + +[2185] Pagius, in Crit. Baron. ad annum 262. + +[2186] Mediob., in Numismat. Imperator. + +[2187] Trebellius Pollio, in Gallieno. + + + + + Anno di CRISTO CCLXIV. Indizione XII. + + DIONISIO papa 6. + GALLIENO imperadore 12. + +_Consoli_ + +PUBLIO LICINIO GALLIENO AUGUSTO per la sesta volta e SATURNINO. + + +Ho io prodotta un'iscrizione[2188] posta a _Lucio Albino Saturnino +console_, ma senza poter determinare se ivi si parli di _Saturnino_ +console di quest'anno. S'è fatta poco fa menzione di _Saturnino_, +personaggio anch'esso usurpator dell'imperio in questi calamitosi +tempi di Roma. Quel poco che ne sappiamo, l'abbiamo dal solo Trebellio +Pollione[2189], il quale non seppe nè pur egli dirci altro, se non che +era uomo di prudenza singolare, di vita amabile, e che avea riportato +più vittorie contra dei Barbari; ma senza poter assegnare nè il tempo, +nè il paese, dove l'armata posta sotto il suo comando gli diede la +porpora imperiale. Probabilmente egli comandava ai confini della +Scizia. Ma perchè parve, nell'andar innanzi, troppo severo, que' +medesimi che gli aveano dato l'imperio, quello, insieme colla vita, +gli tolsero. Maraviglia è come quello storico ed altri sì vicini a +questi tempi sì poco sapessero di quegli avvenimenti. Per quello che +riguarda _Emiliano_, mentovato anch'esso poco fa da Trebellio +Pollione, non è per anche stabilita la serie de' suoi nomi, perchè le +poche medaglie che s'hanno di lui, lasciano dubbio d'impostura. Vien +creduto non diverso da quell'_Emiliano_ che, per attestalo di Dionisio +Alessandrino[2190], perseguitò malamente i cristiani in Egitto. Era +egli generale dell'armi romane in quelle stesse provincie[2191], +quando, insorta una briga per avere un soldato battuto un servo, a cui +era scappato detto, _essere migliori le scarpe sue che quelle dei +soldati_, la plebe alessandrina, solita per ogni bagattella a muoversi +e a far sedizione, s'attruppò, e con armi e sassi andò infuriata a +trovar _Emiliano_, regolandolo ancora d'alcune sassate. Dicono ch'egli +non trovasse altro scampo che quello di farsi dichiarar _imperadore_, +per poter comandare a bacchetta e farsi più rispettare. Per quel tempo +ch'egli regnò tenne con vigore l'imperio e visitò la Tebaide e tutto +l'Egitto, mettendo buon ordine dappertutto. Ma spedito colà da +Gallieno un esercito sotto il comando di _Teodoto_, Emiliano, nel +punto che si preparava a far una spedizione contro agl'Indiani, fu +preso e strangolato in prigione. Voleva poi Gallieno crear _Teodoto +proconsole_ dell'Egitto, acciocchè godesse più autorità e balìa; ma ne +fu ritenuto dai sacerdoti, perchè v'era una predizione, che allora +l'Egitto tornerebbe in libertà, quando v'entrassero i fasci consolari +che si davano ai proconsoli, e la pretesta dei Romani. Trebellio +Pollione cita per testimonio di ciò Cicerone e Procolo grammatico. Il +tempo, in cui Emiliano usurpò la porpora e perdè la vita, indarno si +va ora cercando. Lo stesso Pollione nel precedente anno parlò di +_Aureolo_, come di persona già ribellata contra di Gallieno Augusto. +Per questa ragione metto io sulla scena costui nell'anno presente, +benchè trovi qui imbrogliati non poco i conti di quello storico[2192]. +Sembra che egli proponga la di lui ribellione avvenuta non molto dopo +la cattività di _Valeriano imperadore_; e perciocchè dipoi si vede +ch'egli combattè in favor di Gallieno contra di Macriano, ed anzi poco +fa in compagnia del medesimo Gallieno, lo abbiam veduto far guerra a +Postumo; non si può già facilmente credere che così presto egli si +rivoltasse. Pollione l'acconcia con dire che Gallieno fece pace con +Aureolo, e di lui si servì poscia contra di Postumo. Altri sono stati +di avviso che il prendesse per collega nell'imperio per abbattere col +braccio di lui gli altri tiranni: tutte cose improbabili presso chi sa +le gelosie e le diffidenze dei dominanti. Zosimo[2193] riferisce la +rivolta d'esso _Aureolo_ all'anno 267, ed in ciò è seguito da +Zonara[2194]. Questa pare la più verisimil opinione. Nelle +medaglie[2195] che restano d'esso tiranno si vede ch'egli era +appellato _Manio_ (e non già _Marco_) _Acilio Aureolo_. Il governo +dell'Illirico fu a lui conferito da Gallieno; ma egli, guadagnati gli +animi dei soldati, si fece acclamar _Imperadore_. Se dice il vero il +sopraccitato Trebellio Pollione[2196], nell'anno precedente _Odenato_ +re de' Palmireni ottenne l'imperio di tutto l'Oriente. Riserbo io le +notizie di questo insigne personaggio all'anno seguente. + +NOTE: + +[2188] Thesaur. Novus Inscript., pag. 365. + +[2189] Trebell. Pollio, in Trigint. Tyrann., c. 22. + +[2190] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 11. + +[2191] Trebell. Pollio, in Triginta Tyrann., c. 21. + +[2192] Trebellius Pollio, in Trigint. Tyrann., et in Gall. + +[2193] Zosimus, lib. 1, cap. 40. + +[2194] Zonaras, in Annalibus. + +[2195] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2196] Trebellius Pollio, in Gallieno. + + + + + Anno di CRISTO CCLXV. Indizione XIII. + + DIONISIO papa 7. + GALLIENO imperadore 13. + +_Consoli_ + +PUBLIO LICINIO VALERIANO per la seconda volta e LUCIO CESONIO LUCILIO +MACRO RUFINIANO. + + +Il primo console, cioè _Valeriano_, comunemente vien creduto il +fratello di _Gallieno Augusto_, con opinione ch'egli nell'anno 259 +fosse stato console sostituito. Tempo è ormai di parlare di _Odenato_, +il cui nome si rendè ben celebre per le imprese da lui fatte in +servigio dell'imperio romano in Oriente. Egli[2197] era nato in +Palmira, città nobile della Fenicia, non lungi dall'Eufrate, delle cui +rovine ed antichità han rapportato molte notizie in questi ultimi +tempi i viaggiatori inglesi. Ch'egli fosse solamente cittadino e +decurione in quella città, lo scrive Eusebio[2198]. Ciò vien anche +confermato da Zosimo[2199], il quale nondimeno aggiunge aver egli +avuto delle milizie proprie: il che sembra indicare ch'egli fosse uno +dei principi dei Saraceni abitanti verso l'Eufrate e collegati dei +Romani, siccome ancora fu di parere Procopio[2200]. Fece Dio nascere +in questi tempi un uomo tale per umiliar l'orgoglio di _Sapore_ re +della Persia, che dopo la gran vergogna inferita ai Romani, col fare +suo schiavo il loro _imperador Valeriano_, pareva in istato di +assorbir tutte le provincie romane dell'Oriente. Avea _Odenato_[2201] +in sua gioventù fatto il noviziato della guerra nella caccia delle +fiere, prendendo lioni, pardi, orsi ed altri animali selvatici, ed +indurando il corpo ai venti e alle pioggie. Veduto ch'egli ebbe +divenuto formidabile a tutto l'Oriente il re Sapore per le vittorie +guadagnate sopra i Romani, abbiamo da Pietro Patrizio[2202], che per +comperarsi la buona grazia di quel regnante, gli inviò molti cammelli +carichi di preziosi regali, con lettera di tutta sommessione e +rispetto. All'alterigia di Sapore (male ordinario dei gran tiranni +dell'Oriente) parve un'insolenza l'atto di Odenato, che, essendo +persona privata, avesse osato di scrivergli senza presentarsi egli in +persona al soglio suo. Il perchè stracciò quella lettera, fece gittar +nel fiume que' presenti, e disse ai messi ch'egli saprebbe ben +insegnar le creanze al loro signore, e come un par suo dovea trattare +con chi era suo padrone, e che sterminerebbe lui colla sua famiglia e +patria. Contuttociò, s'egli bramava un gastigo men rigoroso, venisse a +prostrarsi ai suoi piedi colle mani legate. Fu allora che Odenato, non +sapendo digerir tanta boria, nè tollerar le mal meritate minaccie del +barbaro regnante, si gittò affatto nel partito de' Romani. +Zonara[2203] scrive, esser egli stato quello che nella Mesopotamia +assediò in Emesa _Quieto_ figliuolo di _Macriano_ tiranno, ed il fece +uccidere. Da lui parimente[2204] tolta fu la vita a _Batista_, +usurpatore anche esso dell'imperio in Oriente. Appresso mosse una +fiera guerra al re di Persia; ricuperò Nisibi e Carre e tutta la +Mesopotamia. S'era egli dato il vanto di voler anche cavar dalle mani +de' Persiani il prigionier Valeriano; e perciocchè mostrava in tutto +dipendenza da Gallieno Augusto, ed ubbidienza agli ordini che venivano +da lui, fu creato governatore e generale dell'Oriente da esso +imperadore. Avvennero questi fatti negli anni addietro. + +Che Odenato anche prima di questo anno entrato nelle terre de' +Persiani, grande strage facesse di loro, ed arrivasse fino a +Ctesifonte, capitale allora di quella monarchia, si può raccogliere da +Zosimo[2205] e da Trebellio Pollione[2206]. Ma verso questi tempi egli +di nuovo, più potente e risoluto che mai, tornò addosso ai Persiani, e +mise l'assedio a Ctesifonte. Molti combattimenti e saccheggi di tutto +quel paese, e macello incredibile della nemica genie fu ivi fatto. Ma +perchè tutti i satrapi della Persia si unirono per la comune difesa, +non potè far crollare ai suoi voleri quella metropoli. Portate intanto +a Gallieno le nuove, qualmente _Odenato_, dopo aver liberata dai +Persiani la Mesopotamia, era giunto sotto Ctesifonte, avea messo in +fuga il re Sapore, presi molti di questi satrapi, e fatta strage di +que' Barbari: per consiglio di _Valeriano_ suo fratello e di _Lucilio_ +suo parente, che abbiam veduto consoli ordinarii nell'anno presente, a +motivo di maggiormente attaccare _Odenato_ agl'interessi del romano +imperio, gli diede il titolo di _Augusto_, dichiarandolo suo collega, +ed ordinando che si battessero monete in onore di lui, delle quali +alcune ancora ne restano[2207]. A molti dovette parere strana una tal +risoluzione, perchè restava giustificatamente in mano ad Odenato, +principe straniero, tutto lo Oriente; e pure, se dice il vero +Trebellio Pollione, il senato e tutto il popolo romano sommamente +lodarono questo fatto, probabilmente sperando che andasse a terra +l'inetto Gallieno, e che questo valoroso Fenicio avesse poi da +rimettere in buon sesto il troppo sfasciato imperio romano. E ciò +basti per ora di Odenato. Benchè non si sappia il tempo preciso in cui +anche _Trebelliano_ non volle esser da meno di tanti altri usurpatori +dell'imperio[2208], pure ne parleremo qui. Solamente noi sappiamo che +costui, nominato _Caio Annio Trebelliano_ in qualche medaglia[2209] +(se pur son legittime le medaglie di lui), trovando nella Isauria quel +popolo malcontento di Gallieno, e bramoso di un condottiere, prese il +titolo d'_imperadore_, e nella rocca d'Isauria si fabbricò un palazzo. +Fra que' luoghi stretti del monte Tauro si mantenne egli per qualche +tempo; ma speditogli contro da Gallieno _Causisoleo_ Egiziano, +fratello di quel _Teodoto_ che avea preso Emiliano tiranno +dell'Egitto, ebbe maniera di tirarlo a campagna aperta, di dargli +battaglia, di sconfiggerlo e di levargli la vita. Ma quei popoli per +paura di gastighi continuarono nella lor ribellione e libertà, nè si +poterono per gran tempo, e forse mai più, rimettere all'ubbidienza +della repubblica romana. Nè pure all'Africa mancarono i suoi +disastri[2210]. Quivi per cura di _Vibio Passieno_ proconsole, e di +_Fabio Pomponiano_ general dell'armi ai confini nella Libia, fu creato +imperadore un _Tito Cornelio Celso_ semplice tribuno, e vestito colla +porpora imperiale da una _Galliena_ cugina del medesimo Gallieno +Augusto. Ma non passarono sette dì che costui fu ucciso, il suo corpo +dato ai cani, ed impiccata l'effigie sua per opera del popolo di +Sicca, il quale s'era mantenuto fedele a Gallieno. Abbiamo +un'iscrizione[2211] comprovante ch'esso Gallieno fece in quest'anno +rifabbricar le mura di Verona; perlochè quella città prese il titolo +di Galleniana. Il lavoro fu cominciato a dì 5 d'aprile, e terminato +nel dì 4 di dicembre. Dovea servire quella città d'antemurale +agl'insulti de' Germani. A' tempi del gran Pompeo era essa divenuta +colonia de' Romani[2212]; ma, scaduta per le guerre, trovò +miracolosamente un ristoratore in questo sì disattento e scioperato +Augusto. + +NOTE: + +[2197] Agathias, lib. 4 Histor. + +[2198] Euseb., in Chronic. + +[2199] Zosimus, lib. 1, cap. 38. + +[2200] Procopius, de Bello Pers., lib. 11. + +[2201] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., c. 14. + +[2202] Petrus Patricius, de Legationibus, t. I Histor. Byzantin. + +[2203] Zonaras, in Annalibus. + +[2204] Trebellius Pollio, in Gallienis. + +[2205] Zosimus, lib. 1, cap. 29. + +[2206] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 14. + +[2207] Goltzius, et Mediob., in Numism. Imperat. + +[2208] Trebellius Pollio, in Gallieno, et in Trig. Tyrann., cap. 14. + +[2209] Goltzius, et Mediob., Numism. Imper. + +[2210] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis. + +[2211] Panv., in Fast. Cons. Maffeius, Veron. Illustr. + +[2212] Incertus, in Panegyrico Constant., cap. 8. + + + + + Anno di CRISTO CCLXVI. Indizione XIV. + + DIONISIO papa 8. + GALLIENO imperadore 14. + +_Consoli_ + +PUBLIO LICINIO GALLIENO AUGUSTO per la settima volta e SABINILLO. + + +Per gli nuovi tiranni che ogni dì saltavano fuori, conquassato era +l'imperio romano; ma poco parea che se ne affliggesse la testa +leggiera di Gallieno imperadore[2213]. Quando gli giugneva la nuova +che l'Egitto era perduto: _E che?_ diceva egli, _non potremo noi +vivere senza il lino d'Egitto?_ Veniva un altro a dirgli le orribili +scorrerie fatte dagli Sciti nell'Asia, e i tremuoti che aveano in +quelle parti diroccate le città, rispondeva: _Non potremo noi far +senza le loro spume di nitro per lavarci?_ Udita la perdita delle +Gallie, se ne rise, dicendo: _Sto a vedere che la repubblica sia +sbrigata, se non verran più le tele di Arras_. Così questo imperadore +con aria da filosofo, ma con vera dappocaggine e stoltizia di +principe. E intanto le applicazioni sue più serie erano dietro alla +cucina e alle tavole per mangiar bene e ber meglio, e a soddisfar le +sfrenate voglie della libidine sua, e a far comparse di lusso +disusato, senza prendersi pensiero del pubblico governo, e senza +mettersi affanno di tante ribellioni e disastri che fioccavano da +tutte le bande sul romano imperio. Abbiamo da Aurelio Vittore[2214] +ch'egli, oltre alla moglie _Salonina Augusta_, teneva varie concubine, +fra le quali la principale fu _Pipa_, figliuola del re de' Marcomanni, +per ottenere la quale cedette ad esso re una parte della Pannonia +superiore. E questa sua trascuraggine appunto era quella che animava +or questo or quello ad alzar bandiera contra di lui, e ad usurpare il +nome d'imperadore. Trovò egli nondimeno un ingegnoso spediente per +mettere freno all'esaltazione di nuovi Augusti[2215], e fu quello di +proibir da lì innanzi che i senatori avessero impieghi nella milizia, +e si trovassero nelle armate, perchè diffidava di chiunque era in +credito, e poteva aspirare all'imperio, o muover altri a liberarsi da +lui. Uso fu degli Augusti di condur sempre seco ne' viaggi e nelle +guerre un numero scelto di senatori, che formavano il loro consiglio, +e mantenevano ne' popoli e nelle soldatesche il rispetto dovuto al +senato, e comandavano bene spesso le armate. Tutto il contrario fece +Gallieno. E di qui poi venne, che avvezzatisi i senatori a godersi in +pace i loro posti e beni, e a risparmiar le fatiche, i pericoli e le +sedizioni della milizia, più non cercarono di far cessare quella legge +di Gallieno: perlochè sempre più venne calando la loro stima ed +autorità, e crebbe l'insolenza di chi comandava e maneggiava l'armi. + +Intorno a questi tempi pare che succedesse nelle Gallie il fine di +_Postumo_, stato per più anni tiranno, o sia imperadore in quelle +parti, dove ancora avea preso il quarto consolato. Scrivono[2216] +ch'egli mantenne sempre que' popoli in istato felice, mercè del suo +senno e valore, ed era anche universalmente amato e rispettato. +Tuttavia si sollevò contra di lui _Lucio Eliano_, che prese il titolo +d'_Imperadore_ in Magonza. Eutropio[2217] scrive, che avendo Postumo +presa quella città, per non aver voluto abbandonarne il sacco ai +soldati, costoro l'uccisero insieme col giovane Postumo suo figliuolo. +Ho io con Aurelio Vittore appellato _Eliano_ l'emulo che si rivoltò +contro di lui; ma questi infallibilmente non è se non quel personaggio +che da Trebellio Pollione[2218] vien chiamato _Lolliano_, e tale +ancora si trova il suo nome presso d'Eutropio. Postumo, secondo il +suddetto Pollione, per maneggi segreti d'esso Lolliano, perdè la vita; +ed è certo che questi sopravvisse a Postumo. Dicono ch'egli fu +accettato per _Imperadore_ da una parte delle Gallie; e che fece di +gran bene alle città di quelle contrade, e che rifabbricò varii luoghi +di là del Reno. Ma che? _Vittorino_, figliuolo di Vittoria, già preso +per collega dell'imperio da Postumo, gli fece guerra; e peggiore +gliela fecero i soldati, perchè annoiati dalle troppe fatiche, alle +quali continuamente gli obbligava, gli tolsero la vita. Trovansi +medaglie[2219], dove egli è chiamato _Lucio Eliano_ ed _Aulo Pomponio +Eliano_; altre se ne rapportano col nome di _Spurio Servilio +Lolliano_. O l'une o l'altre sono mere imposture, quando ancora non +sieno tutte. Sicchè _Marco Aurelio Vittorino_ restò solo possessor +delle Gallie. Ma costui[2220] con tutte le belle doti d'uomo grave, +clemente, economo, ed esattor della disciplina militare, portava +nell'ossa un vizio che denigrava tutte le sue virtù, cioè una sfrenata +libidine, per cui niun rispetto portava ai talami de' suoi soldati. Ne +riportò anche il castigo[2221]. Trovandosi egli in Colonia, un +cancelliere dell'esercito, irritato contra di lui per violenza usata a +sua moglie, essendosi congiurato con altri, lo uccise. Il fanciullo +_Vittorino_ di lui figliuolo fu allora chiamato _Cesare_ da Vittoria o +sia Vittorina, avola sua paterna; ma nella stessa maniera che il +padre, fu anch'egli ammazzato dai medesimi soldati. Così Trebellio +Pollione, il quale, se son vere le medaglie riferite dal Goltzio e dal +Mezzabarba[2222], mal informato si scuopre di quegli affari. In esse +medaglie veggiamo appellato questo fanciullo _Caio Piavio Vittorino_, +e non già col suo titolo di _Cesare_, ma bensì _d'Imperadore Augusto_. +Se fosse vero il racconto di Pollione, non vi restò tempo da battere +monete in onore di questo piccolo Augusto. Il punto sta che siamo ben +sicuri d'essere quelle monete fattura indubitata dell'antichità. +Certamente è lecito il dubitarne. Dopo i due Vittorini, l'imperio +delle Gallie fu da quelle milizie conferito ad un _Mario_, già stato +fabbro ferraio. Eutropio[2223] mette l'esaltazione di costui fra +_Lolliano_ e _Vittorino_; Trebellio Pollione[2224] dopo _Vittorino_. +Era costui salito in alto ne' posti militari per l'estrema sua forza, +di cui alcune prove rapporta Pollione. Ma un soldato, già di lui +garzone nella bottega del suo mestiero, vedendosi sprezzato da lui o +prima o dopo l'usurpato imperio, due o tre giorni dopo la di lui +promozione, col ferro lo stese morto a terra, dicendo nel medesimo +tempo: _Questa è la spada che tu di tua mano fabbricasti_. Allora +Vittoria madre del vecchio Vittorino, che volea pur conservar +l'acquistata sua autorità nelle Gallie, a forza di denaro indusse i +soldati a proclamar Imperadore, forse nell'anno seguente, _Tetrico_ +suo parente, senatore romano, e governatore nell'Aquitania, provincia +delle Gallie. Questi nelle medaglie[2225] si trova nominato _Publio +Piveso_, o, secondo un'iscrizione, _Pesuvio Tetrico_, con apparenza +che alcuna di esse memorie patisca eccezione. Dicono ch'egli era anche +stato console, e che portatagli questa lieta nuova a Bordeos, quivi +prese la porpora. Suo figliuolo _Caio Pacuvio Piveso Tetrico_, +ancorchè allora fanciullo, fu creato _Cesare_ dalla suddetta Vittoria, +la quale appresso (non si sa in qual anno) terminò i suoi giorni, +aiutata, per quanto ne corse la voce, dal medesimo Tetrico, al quale +piaceva di comandare e non d'essere comandato da lei. Continuò dipoi +Tetrico la sua signoria non solamente nelle Gallie, ma anche nelle +Spagne, fino ai tempi di Aureliano Augusto, siccome allora diremo. Fu +di parere il Pagi[2226] che Postumo regnasse nelle Gallie sino +all'anno secondo di Claudio imperadore. Non mancano ragioni ad altri +per crederlo ucciso sotto Gallieno. La lite non è per anche decisa; nè +certo si può ben chiarire il tempo di tante rivoluzioni succedute in +quelle contrade. + +NOTE: + +[2213] Trebellius Pollio, in Gallieno. + +[2214] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2215] Idem, ibidem. + +[2216] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., cap. 2. + +[2217] Eutrop., in Breviar. + +[2218] Trebellius Pollio, in Trig. Tyran., cap. 4. + +[2219] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2220] Trebellius Pollio, in Trig. Tyran., cap. 5. + +[2221] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2222] Goltzius et Mediob., in Numism. Imperat. + +[2223] Eutrop., in Breviar. + +[2224] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 7. + +[2225] Goltzius, in Numism. Imperat. + +[2226] Pagius, in Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CCLXVII. Indizione XV. + + DIONISIO papa 9. + GALLIENO imperadore 15. + +_Consoli_ + +PATERNO e ARCESILAO. + + +Fin qui il valoroso _Odenato_ da Palmira, dichiarato _Augusto_ in +Oriente, mostrava bensì unione con Gallieno imperadore, ma +verisimilmente si facea conoscere per solo padrone delle provincie +romane dell'Asia. Seguitava egli a far vigorosamente guerra ai +Persiani, quando fu ucciso. Si disputa tuttavia intorno al tempo, al +luogo e all'uccisore. Chi crede succeduta la di lui morte nell'anno +precedente, chi nel presente. Certo è che circa questi tempi i Goti, o +sieno gli Sciti, fecero un'irruzione nell'Asia[2227], e giunsero fino +ad Eraclea, saccheggiando tutto il paese. Secondo Sincello[2228], +_Odenato_ prese la risoluzione di portar l'armi contra di costoro, e +giunto ad Eraclea, vi fu ferito e morto. Zosimo[2229], all'incontro, +scrive ch'egli soggiornava in Emesa, dove, celebrando un non so qual +giorno natalizio, a tradimento restò privato di vita. V'ha chi il fa +ucciso[2230] da un altro _Odenato_ suo nipote, chi da _Meonio_ suo +cugino; e sospettò anche taluno che _Zenobia_ sua moglie tenesse mano +al misfatto per gelosia di veder anteposto a' proprii figliuoli +_Erode_, nato da una prima moglie ad esso Odenato, e da lui creato +_Augusto_. Certo è che questo Erode, nominato anche _Erodiano_ in +qualche medaglia, della cui legittimità non so se possiam dubitare, +perdè anch'egli la vita col padre. Era giovane portato al lusso, alla +magnificenza, ai piaceri, e il padre gli lasciava far tutto. E questo +infelice fine ebbe _Odenato_, principe de' più gloriosi del Levante, +perchè gran flagello de' Persiani, e perchè conservò all'imperio +romano le pericolanti provincie dell'Asia. Arrivò Trebellio +Pollione[2231] a dire che Dio veramente si mostrò irato contra del +popolo romano, perchè toltogli _Valeriano Augusto_, non gli conservò +_Odenato_. Egli intanto il mette fra' tiranni, ma con ingiuria al +vero, e contraddicendo a sè stesso[2232]. Quanto a _Meonio_, che lo +stesso Pollione ci rappresenta come d'accordo con Zenobia per togliere +la vita a Odenato, dicono che fu con consenso di lei proclamato +_imperadore_; ma non andò molto che i soldati, nauseati per la di lui +sporca lussuria, gli levarono insieme coll'imperio la vita. Lasciò +Odenato dopo di sè tre figliuoli, cioè _Hereniano_, _Timolao_ ed +_Uhaballato_, che presero il titolo di _Augusti_, e si trovano +mentovati nelle medaglie[2233]. Ma perciocchè erano in età non ancora +capace di governo, _Settimia Zenobia_ lor madre Augusta prese essa le +redini a nome de' figliuoli, siccome donna virile, e fece dipoi varie +gloriose imprese, del che parleremo andando innanzi. + +Dissi che gli Sciti, o vogliam dire i Goti, aveano portata la +desolazione in varie provincie dell'Asia, e massimamente della +Cappadocia[2234]. Ora si vuol aggiugnere che costoro, udito che loro +si appressava colle armi _Odenato Augusto_, non vollero già +aspettarlo, e si affrettarono per tornarsene ai loro paesi collo +immenso bottino fatto. Nondimeno sul mar Nero ne perirono non pochi, +perchè assaliti dalle truppe e navi romane. Ma non passò gran tempo, +ch'entrati per le bocche del Danubio nelle terre dello imperio, vi +fecero un mondo di mali. Sulle rive del mar Nero fu data loro una +rotta dalla guarnigione romana di Bisanzio, ma senza che cessassero +per questo dal bottinare in quelle parti. Nè da lor soli vennero +cotanti affanni. Anche gli Eruli passati dalla palude Meotide nel mar +Nero con cinquecento vele sotto il comando di Naulobat loro capitano, +per mare vennero fino a Bisanzio e a Crisopoli. In una battaglia loro +data restò superiore l'esercito romano; e però tumultuosamente si +ritirarono[2235]. Ma ecco tornar di nuovo i Goti, che son chiamati +Sciti da altri, i quali andati alla ricca città di Cizico, la +spogliarono. Indi si portarono alle isole di Lenno e di Suero +nell'Arcipelago, ed arrivati sino all'insigne città di Atene, la +bruciarono, con far lo stesso barbaro trattamento a Corinto, Sparta, +Argo, e a quasi tutta l'Acaia, senza trovar persona che osasse di loro +opporsi. Tuttavia, messisi gli Ateniesi in una imboscata, con aver per +loro capitano _Desippo_ istorico, ne fecero un gran macello. (Si vedrà +qui sotto all'anno 269 un'altra presa di Atene, e forse solamente a +que' tempi è da riferire la disgrazia di quella città.) E pure non +finì la faccenda, che scorrendo per l'Epiro, per la Acarnania e per la +Beozia, recarono anche a quelle parti de' gran malanni. Zonara[2236] +sembra riferir questo flagello ai tempi di Claudio successore di +Gallieno. Mentre sì fiero temporale spremeva da ogni banda le grida +dei popoli afflitti, non potè di meno che non si svegliasse +l'_imperador Gallieno_, e non si movesse da Roma per accorrere al +soccorso delle malconce provincie. Arrivato ch'egli fu nell'Illirico, +non pochi di que' Barbari caddero sotto le spade romane; laonde gli +altri presero la fuga pel monte Gessace. Marziano ed Eracliano suoi +capitani con altre prodezze liberarono in fine da quei Barbari le +provincie dell'imperio. Ebbe parte in tali imprese anche _Claudio_, +che fu dipoi imperadore; e i due primi generali divisando fra loro +come si potesse sollevar la repubblica dall'inetto e crudel governo di +Gallieno, misero per tempo gli occhi sopra di esso Claudio per +adornarlo della porpora imperiale. Diedero probabilmente la spinta a +questi lor disegni l'essere, a mio credere, succeduto in questi tempi +ciò che narra Trebellio Pollione[2237] con dire, che quando si credeva +che Gallieno fosse ito coll'esercito per cacciare i Barbari, egli si +fermò ad Atene per la vanità di prendere la cittadinanza di +quell'illustre città, di esercitar ivi la carica di arconte, cioè del +magistrato supremo, di essere arrolato fra i giudici dell'Areopago, e +di assistere a tutti i loro sagrifizii, con vitupero della dignità +imperiale. Poco fa ho detto, potersi dubitare che non accadesse verso +questi tempi la presa e l'incendio di Atene. Viene maggiormente +confermato questo dubbio dall'andata colà di Gallieno. Questa ridicola +gloria, questa trascuratezza de' pubblici affari nel bisogno, in cui +si trovavano allora le provincie romane, fece perdere ai soldati la +pazienza e il rispetto verso di un principe sì disattento e vile, e +trattar fra loro di eleggere un degno imperador di Roma. Lo seppe +Gallieno, cercò di placarli, e non potendo, ne fece uccidere qualche +migliaio: risoluzione che indusse anche i generali a desiderar e +procurare la di lui rovina, come vedremo all'anno seguente. + +NOTE: + +[2227] Trebellius Pollio, in Gallien. + +[2228] Syncellus, in Hist. + +[2229] Zosimus, lib. 1, cap. 39. + +[2230] Zonaras, in Annalibus. + +[2231] Trebellius Pollio, in Trigint. Tyrann., cap. 14. + +[2232] Idem, ibidem, cap. 16. + +[2233] Goltzius et Mediobarb, in Numism. Imperatorum. + +[2234] Trebellius Pollio, in Gallieno. + +[2235] Trebellius Pollio, Syncellus, Zonaras. + +[2236] Zonaras, in Annalibus. + +[2237] Trebellius Pollio, in Gallien. + + + + + Anno di CRISTO CCLXVIII. Indizione I. + + DIONISIO papa 10. + CLAUDIO II imperadore 1. + +_Consoli_ + +PATERNO per la seconda volta e MARINIANO. + +Non si crede che questo _Paterno_ console fosse quello stesso che +nell'anno precedente esercitò il consolato ordinario, perchè non +solevano le persone private goder quella insigne dignità due anni di +fila, come talor facevano gli Augusti. _Petronio Volusiano_ bensì, +stato prefetto di Roma nell'anno precedente, continuò in quella carica +anche nel presente. Abbiam parlato di sopra di _Manio Acilio Aureolo_, +generale della cavalleria romana nell'Illirico, uomo di gran valore +nell'armi. Ribellossi anch'egli, al pari di tanti altri, contro al +disprezzato Gallieno; e chi si attiene a Trebellio Pollione[2238], +mette la di lui rivolta sino nell'anno 201. Ma di gran lunga maggior +apparenza di verità ha il racconto di Zosimo[2239], seguitato da +Zonara[2240], che riferisce all'anno precedente l'aver egli preso il +titolo d'_imperadore_. Allorchè Gallieno si trovava nella Mesia, o pur +nella Grecia, per timore che _Postumo_ imperadore, o sia tiranno nelle +Gallie, o pur chi era succeduto a lui, non profittasse della di lui +lontananza, ordinò ad _Aureolo_ di venir colle sue milizie a Milano, e +di far abortire i disegni di chi governava le Gallie. Venne _Aureolo_, +e meglio chiarito del discredito in cui era Gallieno, e che le Gallie +per la morte di Postumo e per le mutazioni seguite, invece di dar +gelosia all'Italia, pareano esposte ad essere vinte, credette essere +questo il tempo di salire sul trono. Ne pervennero gli avvisi a +Gallieno, che, conosciuta la gravità del pericolo, a gran giornate se +ne tornò in Italia, e a dirittura marciò contra di Aureolo[2241]. +Avendolo sconfitto e ferito in un fatto d'armi, l'obbligò a ritirarsi +a Milano, città che appresso fu da lui assediata[2242]. Accadde in +occasion di quella battaglia, che l'imperadrice _Cornelia Salonina_ +corse pericolo di essere presa da' nemici; perchè avendo essi +osservato come poca guardia si faceva nel campo di Gallieno, +arrivarono fino al padiglione di lui, dove dimorava essa imperadrice. +Trovavasi ivi per avventura un soldato, il qual era dietro a cucire +una sua veste. Costui, al comparir dei nemici, dato di piglio allo +scudo e allo stocco, con tal ferocia due ne percosse, che gli altri +giudicarono meglio di retrocedere. Intanto venne a rinforzar +l'esercito di Gallieno Marziano generale, ch'egli avea lasciato nella +Mesia, o nella Tracia contra de' Goti. _Eracliano_ prefetto del +pretorio vi giunse anch'egli con della cavalleria. Zonara il chiama +non Eracliano, ma Aureliano, il quale fu poi imperadore. + +Ora questi generali, invece di condurre a fine l'assedio di Milano, +piuttosto andavano concertando di levar dal mondo il malvoluto +Gallieno[2243]. Ne diede _Marziano_ l'incumbenza a _Cecrope_, o +_Cecropio_, capitano de' Dalmatini, uomo coraggioso, che arditamente +prese l'impegno, con lusingarsi di poter egli essere assunto +all'imperio. Ma qui, secondo il solito, discordano fra loro gli +scrittori. Aurelio Vittore[2244] scrive che _Aureolo_, vedendosi a mal +partito, ebbe maniera di contraffare una lettera o carta, come scritta +da Gallieno, in cui erano notati i principali uffiziali della armata, +che egli intendeva di voler far morire quasi suoi traditori. Questa +carta, trovata dagl'interessati, gli spronò a rimediare al proprio +pericolo colla morte di Gallieno. _Marziano_ ed Eracliano furono i +principali de' congiurati; _ma_ non nega Trebellio Pollione[2245] che +anche _Claudio_ non tenesse mano a questo trattato. Sembra nondimeno +più verisimile il dirsi da Zonara[2246], che avendo molto prima quegli +uffiziali tramata la congiura contro di Gallieno, ed essendo +traspirata questa mina, eglino si affrettarono ad eseguirla; e la +maniera fu la seguente. Una notte mentre Gallieno cenava, o pure se +n'era ito a dormire, Eracliano e Cecrope comparvero affannati a dirgli +che Aureolo con tutte le sue forze faceva una sortita. Gallieno +spaventato si fa tosto armare, e, montato a cavallo, esce dalla tenda, +movendo all'armi le soldatesche. In quella confusione ed oscurità +Cecrope se gli appressò e l'uccise. Altri vogliono, che un dardo +scagliato non si sa da chi gli levasse la vita; ed altri ch'egli fosse +morto in letto. Non merita certo fede il dirsi da Aurelio +Vittore[2247], che Gallieno ferito inviasse prima di morire le insegne +imperiali a _Claudio_, soggiornante allora in Pavia. Comunque sia, +questo miserabil fine ebbe la vita di _Gallieno_; e posciachè la nuova +d'essere stato dipoi eletto imperadore _Claudio_[2248], si seppe in +Roma nel dì 24 di marzo, da ciò con sicurezza raccogliamo che la morte +di esso dovette succedere alquanti giorni prima. Parimente sappiamo +che _Valeriano_ di lui fratello, il quale da alcuni fu creduto, ma con +poco fondamento, ornato del titolo di _Cesare_, ed anche di _Augusto_, +e il giovine _Gallieno_, di lui figliuolo, già dichiarato _Cesare_, +restarono involti in questo naufragio ed ammazzati nelle vicinanze di +Milano. V'ha chi li tiene privati di vita in Roma. In somma noi +troviamo strapazzata di molto in questi tempi la storia italiana, +senza sapere a chi attenerci senza pericolo di errare. Aurelio +Vittore[2249] aggiugne che portata la nuova dell'ucciso Gallieno a +Roma, il popolo si sfogò con infinite imprecazioni contra di lui; e il +senato scaricò l'odio suo contra de' suoi ministri e parenti, +_facendoli_ precipitar giù per le scale gemonie. Claudio succeduto +nello imperio, ordinò dipoi che non si recasse molestia agli altri che +aveano schivato il primo furore della burrasca. E per far conoscere o +dar ad intendere ch'egli non s'era mischiato nella morte di Gallieno, +mandò il di lui corpo, per quanto si crede, a Roma, e comandò che un +sì screditato Augusto fosse messo nel numero degli dii: il che si +deduce da qualche rara medaglia, dove gli è dato il titolo di divo. Ma +siamo noi ben certi, che antiche sieno e legittime tutte le medaglie +che si chiamano rare e rarissime? Noi certo non leggiamo che _Claudio_ +punisse alcuno per la morte data ad esso Gallieno. + +Dopo la tragedia di questo imperadore, i soldati che l'aveano odiato +vivo, mostrarono di compiagnerlo estinto, e ne facevano elogi, con +apparenza di formar una sedizione non già per vendicarlo, ma con +disegno di dare un gran sacco in tal congiuntura a chi non se +l'aspettava[2250]. Per frenare la loro insolenza, Marziano e gli altri +generali si appigliarono al solito lenitivo della moneta. Però loro +promisero venti pezzi d'oro per testa, e non tardarono a sborsarli, +perchè Gallieno avea lasciato un ricco tesoro. Questa rugiada smorzò +tutto il loro fuoco, e concorsero anch'essi a dichiarar _Gallieno_ un +tiranno, e ad accettar _Claudio_ per imperadore. Quanto a questo +principe, noi il troviamo nominato nelle medaglie[2251] _Marco Aurelio +Claudio_, e non già _Flavio_, come l'intitola Trebellio Pollione; ed +oggidì vien comunemente da noi conosciuto e mentovato col nome di +_Claudio II_, e più sovente di _Claudio il Gotico_. Il suddetto +Trebellio[2252], che si sforzò di esaltarlo dappertutto, perchè +scriveva a _Costantino Augusto_, la cui avola _Claudia_ era stata +figlia di _Crispo_ fratello di esso _Claudio_, tuttavia non seppe +trovare che la nobiltà del sangue fosse un pregio di Claudio. Era egli +nato nell'Illirico, cioè nella Dalmazia o nella Dardania, provincie +d'esso Illirico, nell'anno di Cristo 214, o nel 215, nel dì 10 di +marzo. Le sue belle doti, le sue molte virtù per la scala dei gradi +militari il portarono in fine all'imperio. S'egli avesse moglie non si +sa: certo non ebbe figliuoli. Due erano i suoi fratelli, cioè +_Quintillo_ che succedette a lui nell'imperio, e _Crispo_, dal quale +poco fa dissi discendente per via di una sua figliuola Costantino il +Grande. _Costantina_ ebbe anche nome una di lui sorella. Sotto lo +imperador Decio cominciò egli la carriera dei suoi onori; e creato +tribuno ebbe la guardia del passo delle Termopile, e sotto Valeriano +il comando della quinta legione nella Soria, con salario da generale; +poscia il generalato dell'armi in tutto l'Illirico. Trebellio Pollione +rapporta una lettera di Gallieno, in cui mostra molto affanno +dell'esser egli in cattivo concetto di _Claudio_, e la premura di +placarlo; al qual fine spedì ancora molti regali. La verità si è, che +tutti gli scrittori[2253], e fin Zosimo, benchè nemico di Costantino +Augusto, confessano che in questo personaggio concorrevano il valore, +la prudenza, l'amore del pubblico bene, la moderazione, l'abborrimento +al lusso ed altre nobili qualità, che senza dubbio il rendevano +degnissimo dell'imperio, ed egli fu dipoi registrato da ognuno fra i +principi buoni e gloriosi della repubblica romana. + +Ora dappoichè tolto fu di vita Gallieno, o sia, come vuol +Trebellio[2254], che _Marziano_ ed _Eracliano_ prefetto del pretorio, +avessero già fatto il concetto di alzar _Claudio_ al trono imperiale, +o pure che, tenuto il consiglio da tutta l'uffizialità, di consenso +comune ognun concorresse nell'elezione di questo sì degno suggetto, +certo è ch'egli fu creato _imperadore_ con approvazione e gioia +universale, e massimamente dell'esercito, perchè tutti riconoscevano +in lui abilità da poter rimettere in buono stato l'imperio romano, +lasciato in preda ad amici e nemici dalla negligenza di Gallieno. +Allorchè s'intese in Roma l'assunzione di questo principe, che non +mancò di parteciparla tosto con le lettere al senato, le acclamazioni +furono immense, strepitosa la allegrezza del popolo. Gli atti d'esso +senato ci scuoprono i comuni desiderii e le comuni speranze che il +novello Augusto liberasse l'Italia da _Aureolo_; la Gallia e la Spagna +da _Vittoria_, già madre di Vittorino, e da _Tetrico_ dichiarato quivi +imperadore (il che qualora sussistesse, converrebbe differire sino +all'anno seguente la rovina di Vittoria e di Tetrico), e l'Oriente da +_Zenobia_ regina de' Palmireni e vedova di Odenato, la quale non volea +più dipendere dai romani Augusti, e faceva da padrona nelle provincie +orientali dell'imperio. La prima applicazione dell'Augusto Claudio +quella fu di abbattere il tuttavia resistente _Aureolo_ con +dichiararlo tiranno e nemico pubblico. Mandò ben esso Aureolo messi a +Claudio, pregandolo di pace, ed esibendosi di far lega o patti con +lui; ma Claudio con gravità rispose, _che queste erano proposizioni da +fare ad un Gallieno_ (simile ad Aureolo nei costumi e timido) _e non +già ad un par suo_. Secondo Trebellio Pollione[2255], Aureolo in una +battaglia datagli da Claudio ad un luogo che fu denominato il ponte di +Aureolo, oggidì Pontirolo, rimase sconfino ed ucciso. Zosimo[2256] +all'incontro narra ch'egli si arrendè, ma che i soldati, già irritati +contra di lui, gli levarono la vita. Non conobbe Trebellio una +vittoria riportata in quest'anno da Claudio Augusto contra degli +Alamanni; ma ne parla bene Aurelio Vittore[2257]. Costoro +probabilmente chiamati in soccorso suo dal vivente Aureolo, erano +calati fin presso al lago di Garda nel Veronese. Claudio tal rotta +diede loro, che appena la metà di sì sterminata moltitudine si salvò +con la fuga. Trovansi medaglie[2258], nelle quali è appellato +_Germanico_, prima che _Gotico_, non perchè i Goti fossero popoli +della Germania come ha creduto taluno, ma bensì per la vittoria da lui +riportata degli Alamanni. Passò dipoi il novello Augusto a Roma[2259], +dove ristabilì la disciplina e il buon governo, ch'egli trovò in uno +stato deplorabile per la debolezza di Gallieno. Formò delle buone +leggi, condannò vigorosamente i magistrati che vendevano ai più +offerenti la giustizia, e frenò col terrore i cattivi. Uso era stato, +anzi abuso, per attestato di Zonara[2260], che alcuni dei precedenti +imperadori donavano anche i beni altrui; e sotto Gallieno spezialmente +ciò s'era praticato: e lo stesso Claudio possedeva uno stabile a lui +donato dal medesimo Augusto, appartenente ad una povera donna. Ricorse +questa a Claudio, con dire nel memoriale, che un uffiziale della +milizia ingiustamente possedeva un suo campo. Claudio accortosi che a +lui andava la stoccata, in vece di averselo a male, rispose: _Essere +ben di dovere, che Claudio imperadore_ (obbligato a far giustizia a +tutti) _restituisse ciò che Claudio uffiziale avea preso_, senza badar +molto alle leggi del giusto. Sul fine di quest'anno si crede che dopo +insigni fatiche per la Chiesa di Dio, terminasse i suoi giorni +_Dionisio_ romano pontefice. + +NOTE: + +[2238] Trebellius Pollio, in Gallien. + +[2239] Zosimus, lib. 1. + +[2240] Zonaras, in Annalibus. + +[2241] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2242] Zonaras, in Annalibus. + +[2243] Trebellius Pollio, in Gallien. + +[2244] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2245] Trebellius Pollio, in Claud. + +[2246] Zonaras, in Annalibus. + +[2247] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2248] Trebellius Pollio, in Claudio. + +[2249] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2250] Trebellius Pollio, in Gallieno. + +[2251] Goltzius et Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2252] Trebellius Pollio, in Claudio. + +[2253] Goltzius, et Mediob., in Numism. Imperat. Victor, Eutropius, +Zosimus. + +[2254] Trebellius Pollio, in Claudio. + +[2255] Trebellius Pollio, in Trigint. Tyrann., cap. 10. + +[2256] Zosimus, lib. 1. + +[2257] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2258] Mediobarbus, in Numismat. Imper. + +[2259] Eumenes, in Panegyrico Costantini. Trebel. Pollio, in Claudio. + +[2260] Zonaras, in Annalibus. + + + + + Anno di CRISTO CCLXIX. Indizione II. + + FELICE papa 1. + CLAUDIO II imperadore 2. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO CLAUDIO AUGUSTO e PATERNO. + + +V'ha una o due iscrizioni, nelle quali _Claudio_ è chiamato _Console +per la seconda volta_. Non mi son io arrischiato ad intitolarlo tale, +perchè più sono i monumenti, ne' quali egli si vede puramente +appellalo console. Questo _Paterno_, se a lui si applica un'iscrizione +da me pubblicata[2261], dovette essere chiamato _Nonio Paterno_. Era +in quest'anno prefetto di Roma[2262] _Flavio Antiochiano_. Giacchè +andava ben la faccenda sotto un imperadore sì screditato, come era +Gallieno, aveano preso gusto alle ruberie e ai saccheggi delle +provincie romane i Goti negli anni addietro; in questo invitarono al +medesimo giuoco altre nazioni barbare, cioè Ostrogoti, Gepidi, +Virtinghi, Eruli, Peusini, Trutungi ed altri di quei settentrionali +feroci popoli. Nell'anno presente adunque si videro comparir di nuovo +costoro, compresi da molti antichi sotto il nome di Goti o Gotti, a +desolar l'imperio romano. Può dubitarsi di un errore nel testo di +Zosimo[2263], allorchè scrive che formarono una flotta di seimila +navi. Quando anche non fossero che barche, il numero par troppo +grande. Trebellio Pollione[2264] non riferisce se non due mille navi +di que' Barbari. E di più non ne conta Ammiano Marcellino[2265] là +dove fa menzione di questi fatti. Ma sì Zosimo che Pollione fanno +ascendere il numero di coloro a trecento venti mila persone +combattenti, senza contare i servi e le donne. La prima scarica del +loro furore fu contro la città di Tomi, vicina alle bocche del +Danubio, da dove passarono a Marcianopoli, città della Mesia. Da +ammendue respinti dopo varii combattimenti si rimisero nei loro legni, +e dal mar Nero entrarono nello stretto di Bisanzio, dove la corrente +rapida delle acque, che urtava quelle navi le une contra delle altre, +ne fece perir non poche insieme colla gente. E non mancarono quei di +Bisanzio di far loro quanta guerra poterono. Dopo avere[2266] +inutilmente tentata la città di Cizico, vennero nell'Arcipelago, e +posero l'assedio a Salonichi, o sia Tessalonica, e a Cassandria. +Aveano macchine proprie per prendere città, e già pareano vicini ad +impadronirsi di ammendue, quando venne lor nuova, che Claudio Augusto +s'appressava colle sue forze. Certo è che _Claudio_ dimorante in Roma, +allorchè intese questo gran diluvio di Barbari, prese la risoluzione +di andar in persona ad incontrarli; e tuttochè si disputasse da alcuni +se fosse meglio il far guerra a Tetrico, occupator della Gallia e +della Spagna, cioè delle migliori forze dello imperio, che ai Goti e +agli altri Tartari rispose: _La guerra di Tetrico è mia propria, ma +quella de' Goti riguarda il pubblico_: e però volle anteporre il +pubblico al privato bisogno. Zonara[2267] in vece di _Tetrico_ mette +_Postumo_, che era già, secondo i nostri conti, morto. Or mentre egli +attendeva a fare un possente armamento per quella impresa, spedì +innanzi _Quintillo_ suo fratello e con esso lui _Aureliano_, al quale, +per la maggior sperienza negli affari della guerra, diede il principal +comando delle milizie nella Tracia e nell'Illirico. + +L'arrivo di questi due generali con un poderoso corpo di gente quel fu +che persuase ai Goti di abbandonar l'assedio di Salonichi, e di +gittarsi alla Pelagonia e Peonia, dove la cavalleria dei Dalmatini si +segnalò con tagliare a pezzi tremila di coloro. Di là passarono i +Barbari nell'alta Mesia, dove comparve ancora l'Augusto _Claudio_ +colla sua armata[2268]; si venne ad una giornata campale, che fu un +pezzo dubbiosa. Piegarono in fine i Romani, e fuggirono o fecero vista +di fuggire; ma ritornati all'improvviso per vie disastrose addosso ai +Barbari, ne stesero morti sul campo cinquantamila, riportando una +nobilissima vittoria d'essi. Quei che si salvarono colla fuga +voltarono verso la Macedonia, ma assaliti dipoi in un sito dalla +cavalleria romana ed oppressi dalla fame, buona parte lasciarono ivi +le lor ossa; e il resto veggendosi tagliata la strada, si ridussero al +monte Emo, dove fra mille stenti cercarono di passare il verno. Ancor +questi li vedremo sterminati nell'anno seguente. Se è vero ciò che +racconta Zonara[2269], convien che una parte della lor flotta e gente, +staccata dal grosso dell'armata, andasse a dare il guasto alla +Tessalia ed Acaia. Vi fecero gran danno, ma solamente alle campagne, +perchè le città erano ben munite e in guardia, e seppero ben +difendersi. Tuttavia riuscì ai Barbari di prendere quella di Atene, +dove raunati tutti i libri di quelle famose scuole erano per farne un +falò, se un d'essi, più accorto degli altri, non gli avesse +trattenuti, dicendo che perdendosi gli Ateniesi intorno a quelle +bagattelle, non avrebbono badato al mestier della guerra, e più facile +era il vincer essi che altri popoli. Questa disavventura di Atene +verisimilmente non altra è che la raccontata di sopra all'anno 267. +Aggiungono gli storici, che i Barbari suddetti tornando a navigare +giunsero alle isole di Creta e di Rodi, e fino in Cipri, ma senza far +impresa alcuna considerabile; anzi, assaliti dalla peste, rimase +estinto un buon numero di loro. Altre novità ebbe in questi tempi +l'Oriente. _Zenobia_ regina dei Palmireni, dominante nella Siria, +scosso ogni rispetto ed ogni suggezione al romano imperio, +rivolse i pensieri ad aggrandire il suo dominio colla conquista +dell'Egitto[2270], mantenendo ivi a questo fine corrispondenza con +_Timagene_, nobile di quel paese. Spedì colà _Zabda_ suo generale con +una armata di settantamila persone tra Palmireni e Soriani, il quale, +data battaglia a cinquantamila Egiziani venutigli all'incontro, gli +sbaragliò: vittoria che si tirò dietro l'ubbidienza di tutto quel +ricco paese. Zabda, lasciato in Alessandria un presidio di cinque mila +armati, se ne tornò in Soria. Trovavasi in quelle parti _Probo_ o sia +_Probato_ con una flotta per dar la caccia ai corsari. Questi, udite +le mutazioni dell'Egitto, verso là indirizzò le prore, ed ammassate +quelle soldatesche che potè, sì dell'Egitto che della Libia, scacciò +la guarnigion Palmirena da Alessandria, e fece tornar lo Egitto sotto +il comando de' Romani. Ma non rallentò Zenobia gli sforzi suoi[2271]. +Rispedì colà con nuovo esercito Zabda e Timagene, che furono sì +bravamente ricevuti e combattuti da Probo e dai popoli di Egitto, che +ne andarono sconfitti; ed era terminata la scena, se Probo non avesse +occupato un sito presso Babilonia di Egitto, per tagliare il passo a +duemila Palmireni. Ma Timagene ch'era con loro, siccome più pratico +del paese, essendosi impadronito della montagna, con tal forza piombò +sopra gli Egiziani, che li mise in rotta. Probo par questo di sua mano +si diede la morte, e l'Egitto tornò in potere di Zenobia[2272]. +Claudio Augusto, perchè impegnato nella guerra dei Goti, non poteva +attendere a questi affari, siccome nè pure alle Gallie occupate da +_Tetrico_[2273], il quale in questi tempi tenne per sette mesi +assediata la città di Autun che non voleva ubbidirlo, e colla forza in +fine la sottomise. Al defunto papa _Dionisio_ succedette sul principio +di quest'anno _Felice_ nella sedia di san Pietro[2274]. + +NOTE: + +[2261] Thesaurus Novus Inscript., pag. 366, n. 1. + +[2262] Bucherius, de Cycl. + +[2263] Zosimus, lib. 1, cap. 42. + +[2264] Trebellius Pollio, in Claudio. + +[2265] Ammianus Marcellinus, Hist., lib. 31, c. 5. + +[2266] Zosimus, lib. 1, cap. 42. Trebellius Pollio, in Claudio. +Ammianus Marcellinus, Zonaras, in Annalibus. + +[2267] Zonaras, in Annalib. + +[2268] Trebellius Pollio, in Claudio. + +[2269] Zonaras, in Annalibus. + +[2270] Zosimus, lib. 1, cap. 44. + +[2271] Trebellius Pollio, in Claudio. + +[2272] Joannes Malala, in Chronogr. + +[2273] Eumenes, in Panegyr. Constant. + +[2274] Blanchinius, ad Anastasium. + + + + + Anno di CRISTO CCLXX. Indizione III. + + FELICE papa 2. + CLAUDIO II imperadore 3. + QUINTILLO imperadore 1. + AURELIANO imperadore 1. + +_Consoli_ + +ANTIOCO per la seconda volta e ORFITO. + + +Il dirsi da me _Antioco_ console _per la seconda volta_, è fondato +sopra un'iscrizione da me data alla luce[2275], e sopra i Fasti di +Teone e di Eraclio, chiamati fiorentini, ne' quali i consoli di +quest'anno son chiamati _Antioco per la seconda volta_ ed +_Orfito_[2276]. Fu nell'anno presente prefetto di Roma _Flavio +Antiochiano_: il che bastò al Mezzabarba[2277] e al padre Pagi[2278], +per dar questo nome al console suddetto. Ma non ho io osato per questo +di mutar il nome a noi somministrato dai Fasti. Il resto de' +Goti[2279] che avea passato il verno fra molti patimenti nel monte +Emo, e per la peste andava sempre più calando, venuta la primavera +tentò di aprirsi un cammino per tornarsene al suo paese; ma essendo +bloccati que' Barbari da varii corpi dell'armata romana, bisognò farsi +largo colle spade. Alla fanteria romana toccò l'urto loro, urto così +gagliardo, che le fece voltar le spalle, e ne restarono sul campo +duemila. Peggio anche andava, se non sopraggiungeva la cavalleria +spedita da _Claudio Augusto_, che mise fine alla strage de' suoi. +Furono poi cotanto incalzati i Goti dall'esercito romano, e ridotti +anche a mal partito dalla peste, che, deposte l'armi, dimandarono di +rendersi. Molti di essi furono arrolati nelle legioni; ad altri fu +dato del terreno da coltivare; alcuni pochi restarono in armi sin dopo +la morte di Claudio, di maniera che di tanta gente pochissimi furono +coloro che potessero riveder le proprie contrade. Rapporta Trebellio +Pollione[2280] una lettera di Claudio Augusto, scritta a _Brocco_ +comandante delle armi nell'Illirico, in cui dice di aver annichilati +trecento ventimila Goti, affondate duemila navi di essi, che i fiumi e +i lidi erano coperti di scudi, spade e picciole lance; grande il +numero de' carriaggi e delle donne prese. Per così memorabil vittoria +a Claudio imperadore fu conferito il titolo di _Gotico_ o sia +_Gottico_[2281], che comparisce in varie monete di lui[2282]. Dal +medesimo Pollione[2283] abbiamo aver Claudio così ristretti gl'Isauri, +da noi veduti ribellati sotto Gallieno, che già pensava d'averli colla +corda al collo ai suoi piedi, e di metterli poi nella Cilicia, per +togliere loro la comodità di nuove ribellioni col vantaggio dell'aspre +lor montagne. Ma coloro continuarono nella rivolta, non si sa se per +ostinazione di essi, ovvero per la morte sopraggiunta a Claudio. Nè +pur sappiamo se a quest'anno o se all'antecedente appartenga la +ribellione ed esaltazione di _Censorino_ al trono imperiale. Costui, +se crediamo a Trebellio Pollione[2284] il quale è solo a parlarne, due +volte era stato console, due volte prefetto del pretorio, tre prefetto +di Roma ed anche proconsole, consolare, legato pretorio, ec. Vecchio +era e zoppo per una ferita a lui toccata nella guerra di Valeriano +contra de' Persiani. Prese egli la porpora imperiale; non apparisce in +qual anno; è ignoto in qual luogo, se non che quello storico nota +esser egli stato ucciso dai soldati medesimi che lo aveano fatto +imperadore, dopo sette giorni d'imperio, alla guisa appunto de' +funghi, e che fu seppellito presso Bologna con un epitaffio, in cui si +riferivano tutti i suoi onori, conchiudendo che egli era stato felice +in tutto fuorchè nell'essere imperadore. Però tener si può, a mio +credere, per battuta alla macchia una moneta riferita dal +Mezzabarba[2285], dove egli è chiamato _Appio Claudio Censorino_, e +coll'anno terzo dell'imperio. I parenti di costui duravano ai tempi di +Costantino il Grande, e per odio verso Roma andarono ad abitar[2286] +nella Tracia e nella Bitinia. Purchè s'abbia a prestar fede a Giovanni +Malala[2287], che fra non poche verità a noi conservate ha mischiato +molte favole, in questi tempi la regina _Zenobia_ occupò l'Arabia, +stata fin qui ubbidiente ai Romani, con uccidere il loro governatore +_Trasso_ (forse _Crasso_, perchè questo non par cognome romano), +mentre l'imperador Claudio dimorava in Sirmio, città della Pannonia. + +Quivi appunto si trovava questo Augusto, quando egli terminò colla +vita il suo corto, ma glorioso imperio[2288]. I Goti, da lui sì +felicemente vinti, fecero le lor vendette, coll'attaccar la peste +all'armata romana; e un malore sì micidiale passò alla persona del +medesimo[2289] Claudio imperadore, e il rapì dal mondo. S'è disputato +intorno al mese in cui egli morì[2290]. Dal Tillemont[2291] vien +creduto morto nell'aprile di questo anno, e più verisimile a me sembra +la di lui opinione. Il Noris e il Pagi, perchè si trova una +legge[2292] col nome di Claudio, data nel dì 26 di ottobre dell'anno +presente, la qual potrebbe esser fallata, come sono tant'altre, han +tenuto ch'egli circa il fine di quel mese cessasse di vivere. Certo è +almeno presso gli eruditi che in quest'anno succedette la morte sua, +compianta da tutti, e massimamente dal senato romano[2293], il quale +gli decretò uno scudo, o sia un busto, e una statua d'oro, che furono +messi per suo onore nella curia del Campidoglio, e, secondo la folle +superstizion de' pagani, se ne fece un dio. In quest'anno ancora diede +fine al suo vivere _Plotino_[2294], famoso filosofo platonico, le cui +opere son giunte fino a' dì nostri. Chiaramente scrive Trebellio +Pollione[2295], che dopo la morte di Claudio fu creato imperadore +_Marco Aurelio Claudio Quintillo_ (che così il troviamo appellato +nelle medaglie[2296]), fratello del medesimo defunto Claudio, +dimorante in Aquileia, e non già vivente Claudio, come ha creduto +taluno. Questo _Quintillo_, che Eutropio[2297] dice approvato dal +senato, era ben conosciuto per uomo dabbene e molto affabile, ma, +secondo Zonara[2298], peccava di semplicità, nè avea spalle per sì +gran fardello; e però non si sa ch'egli facesse azione od impresa +alcuna degna d'osservazione. Per sua disavventura avvenne che +_Aureliano_, il più accreditato uffiziale che si trovasse nell'armata +acquartierata in Sirmio, fu proclamato quasi nello stesso tempo +_Imperadore_ con universal consentimento di que' soldati[2299]. +Portata questa nuova in Italia, grande strepito fece, considerando +ognuno le qualità eminenti di questo eletto, superiori senza paragone +a quelle di Quintillo, e la forza dell'armata che accompagnava +l'elezione stessa. Da questa novità procedette la morte del medesimo +Quintillo nella suddetta città d'Aquileia. Vi ha[2300] chi il dice +rapito da una malattia. Trebellio Pollione[2301] con altri[2302] +apertamente cel rappresenta ucciso da' soldati, e Zosimo[2303] tiene, +che conoscendosi evidente la di lui caduta, i suoi stessi parenti il +consigliarono a cedere con darsi la morte; al qual partito si appigliò +con farsi tagliar le vene. Diciassette soli giorni di imperio a lui +son dati dal suddetto Pollione, da Eutropio, Eusebio[2304] e +Zonara[2305]; venti da Vopisco[2306]. Zosimo scrive ch'egli regnò +pochi mesi; e tante medaglie[2307] restanti di lui pare che persuadano +non essere stato sì breve il suo regno. Intanto è fuor di dubbio che +_Aureliano_ restò solo sul trono, ed approvato con gran plauso dal +senato romano. Noi il vedremo uno de' più gloriosi ed insieme aspri +imperadori; e di uomo tale avea ben bisogno allora la romana +repubblica, lacerata da' suoi stessi figliuoli, e più ancora malmenata +dalle potenze straniere. Nè tardò già Aureliano a mettere in esercizio +il suo valore con belle imprese, le quali se fossero succedute tutte +nell'anno presente, come pensò il Tillemont[2308], non al fine di +ottobre, ma all'aprile di quest'anno, si dovrebbe riferire la morte di +Claudio, e l'assunzione all'imperio dello stesso Aureliano. Ma il +padre Pagi[2309] ne attribuisce una parte all'anno seguente; e +veramente ci troviam qui sprovveduti di lumi per assegnare il preciso +tempo di que' fatti: fatti nondimeno certi, de' quali mi riserbo ad +esporre unitamente la serie nell'anno che viene. + +NOTE: + +[2275] Thesaurus Novus Inscript., pag. 366. + +[2276] Cuspinianus, Bucherius. + +[2277] Mediobarb., in Numismat. Imper. + +[2278] Pagius, in Crit. Baron. + +[2279] Trebellius Pollio, in Claudio. Zosimus, lib. 1, cap. 45. + +[2280] Trebellius Pollio, in Claudio. + +[2281] Julianus, Oratione I. + +[2282] Goltzius et Mediobarb., in Numism. Imp. + +[2283] Trebellius Pollio, in Trigint. Tyrann., cap. 25. + +[2284] Trebellius Pollio, in Censorino et Tito. + +[2285] Mediob., in Numismat. Imperator. + +[2286] Trebellius Pollio, in Censorino et Tito. + +[2287] Joannes Malala, Chronogr. + +[2288] Euseb., in Chron. Joannes Malala, Chronogr. Zonaras, in +Annalibus. + +[2289] Trebellius Pollio, in Claudio. + +[2290] Petavius et Noris. Pagius et alii. + +[2291] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2292] L. 2, tit. 23, C. de divers. rescript. + +[2293] Eutrop. Aurel. Vict. Trebellius Pollio. Zosimus. + +[2294] Porphyrius, in Vita Plotini. + +[2295] Trebellius Pollio, in Claud. + +[2296] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2297] Eutrop., in Breviar. + +[2298] Zonaras, in Annalibus. + +[2299] Zosimus, lib. 1, cap. 47. Zonaras, in Annalibus. + +[2300] Joannes Malala, Chronogr. + +[2301] Trebellius Pollio, in Gallieno. + +[2302] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar. + +[2303] Zosimus, lib. 1, cap. 47. + +[2304] Eusebius, in Chronic. + +[2305] Zonaras, in Annalib. + +[2306] Vopiscus, in Aurel. + +[2307] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2308] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2309] Pagius, in Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXI. Indizione IV. + + FELICE papa 5. + AURELIANO imperadore 2. + +_Consoli_ + +LUCIO DOMIZIO AURELIANO AUGUSTO e BASSO per la seconda volta. + + +Il padre Pagi, il Relando ed altri ci danno _Aureliano_ imperadore +_console per la seconda volta_, ma con fondamenti poco stabili, a mio +credere. Si suppone che Aureliano nell'anno 259 fosse console +sostituito; e di questo niuna certezza apparisce. Sono citate due +iscrizioni; l'una ligoriana, pubblicata dal Reinesio[2310], e l'altra +data alla luce dal Relando[2311], e presa dal Gudio; cioè due +monumenti che patiscono varie eccezioni, e vengono da fonti che non +possono servire a darci limpida e sicura la verità. All'incontro tutti +i Fasti consolari antichi ci presentano sotto l'anno corrente +_Aureliano console_, ma senza la nota del consolato secondo. +Altrettanto troviamo nelle iscrizioni di questo o de' seguenti anni, +tutte conformi in mettere questo pel primo consolato di Aureliano. Una +anch'io ne ho prodotta[2312] non diversa dalle altre. _Pomponio Basso_ +fu creduto dal Panvinio[2313] il secondo console, perchè sotto Claudio +si truova un riguardevol senatore di questo nome: conghiettura troppo +debole. Dai susseguenti illustratori de' Fasti vien egli chiamato +_Numerio_ o pur _Marco Ceionio Virio Basso_; ma con aver succiato nomi +tali dalle due suddette non affatto sicure iscrizioni. Per altro si +truova un _Ceionio Basso_[2314], a cui Aureliano scrisse una lettera, +ma senza segno ch'egli fosse stato console. Il perchè a maggior +precauzione non l'ho io appellato se non col solo cognome di _Basso_. +L'imperador novello Aureliano nelle monete[2315] parlanti di lui vien +chiamato _Lucio Domizio Aureliano_. Si può dubitare che sia un fallo +in alcune l'esser chiamato _Claudio Domizio Aureliano_, e che in vece +d'IMP. CL. DOM., ec., s'abbia a leggere IMP. C. L. DOM., cioè _Cesare +Lucio_, ec., come nell'altre. Il cardinal Noris e il padre Pagi +credettero che la vera sua famiglia fosse la _Valeria_, perchè, +scrivendogli una lettera Claudio imperadore, il chiama _Valerio +Aureliano_, e nell'iscrizione ligoriana, che dissi pubblicata dal +Reinesio, egli porta il medesimo nome. Ma se fosse guasto il testo di +Vopisco[2316]? Poichè quanto a quella iscrizione, torno a dire ch'essa +non è atta a decidere le controversie. Tanto nelle medaglie che nelle +antiche iscrizioni, altro nome, siccome dissi, non vien dato a questo +imperadore, che quello di _Lucio Domizio Aureliano_, e a questo +conviene attenersi. E se altri[2317] il chiama Flavio Claudio Valerio, +non v'è obbligazione di seguitarlo. Non ebbe difficoltà Vopisco di +confessare che _Aureliano_ sortì nascita bassa ed oscura nella città +di Sirmio, ovvero nella Dacia Ripense. Ma si fece egli largo colla sua +prudenza e valore nella milizia, e di grado in grado salendo, sempre +più guadagnò di plauso e di credito. Bello era il suo aspetto, alta la +statura, non ordinaria la robustezza. Nel bere, mangiare e in altri +piaceri del corpo, in lui si osservava una gran moderazione[2318]. La +sua severità e il rigore nella militar disciplina, quasi andava +all'eccesso. Denunziato a lui un soldato che avea commesso adulterio +colla moglie del suo albergatore, ordinò che si piegassero due forte +rami d'un albero, all'un de' quali fosse legato l'un piede del +delinquente, e l'altro all'altro, e che poi si lasciassero andare i +rami. Lo spettacolo di quel misero spaccato in due parti gran terrore +infuse negli altri. Ebbe principio la fortuna sua sotto Valeriano +Augusto; Gallieno ne mostrò altissima stima; e più di lui Claudio. In +varie cariche militari riportò vittorie contra de' Franchi, de' +Sarmati, de' Goti. Teneva mirabilmente in briglia le sue soldatesche, +e, ciò non ostante, sapea farsi amare dalle medesime. Merita d'essere +qui rammentata una lettera di lui, scritta ad un suo luogotenente, ove +dice: _Se vuoi essere tribuno, anzi, se t'è caro di vivere, tieni in +dovere le mani de' soldati. Niun d'essi rapisca i polli altrui, niuno +tocchi le altrui pecore. Sia proibito il rubar le uve, il far danno ai +seminati, e l'esigere dalla gente olio, sale e legna, dovendo ognuno +contentarsi della provvisione del principe. Si hanno i soldati a +rallegrar del bottino fatto sopra i nemici, e non già delle lagrime +de' sudditi romani. Cadauno abbia l'armi sue ben terse, le spade ben +aguzze ed affilate, e le scarpe ben cucite. Alle vesti fruste +succedono le nuove. Mettano la paga nella tasca, e non già +nell'osteria. Ognun porti la sua collana, il suo anello, il suo +bracciale, e nol venda o giuochi. Si governi e freghi il cavallo, ed +il giumento per le bagaglie; e così ancora il mulo comune della +compagnia; e non si venda la biada lor destinata. L'uno all'altro +presti aiuto, come se fosse un servo. Non han da pagare il medico. Non +gettino il danaro in consultar indovini. Vivano costantemente negli +alloggi, e se attaccheran lite, loro non manchi un regalo di buone +bastonate._ Bene sarebbe che alcun generale od uffiziale de' nostri +tempi studiasse questa sì lodevol lezione, saputa dai gentili, e +talvolta ignorata dai cristiani. Moglie di Aureliano imperadore fu +_Ulpia Severina_, la quale non si sa che procreasse altro che una +figliuola, i cui discendenti viveano a' tempi di Vopisco. + +Ora da che fu creato imperadore _Aureliano_, se dice il vero +Zosimo[2319], egli sen venne a Roma, e, dopo aver quivi bene +assicurata la sua autorità, di colà mosse, e per la via d'Aquileia +passò nella Pannonia, che era gravemente infestata dagli Sciti, o sia +dai Goti. Mandò innanzi ordine che si ritirassero nelle città e ne' +luoghi i viveri e i foraggi, affinchè la fame fosse la prima a far +guerra ai nemici. Comparvero, ciò non ostante, di qua dal Danubio i +Barbari, e bisognò venire ad un fatto d'armi. Senza sapersi chi +restasse vincitore, la sera separò le armate, e fatta notte, i nemici +si ritirarono di là dal fiume. La seguente mattina ecco i loro +ambasciatori ad Aureliano per trattar di pace. Se la concludessero, +nol dice Zosimo: e sembra che no, perchè partito Aureliano, e lasciato +un buon corpo di gente in quelle parti, furono alcune migliaia di que' +Barbari tagliate a pezzi. Il motivo per cui si mise in viaggio +Aureliano, fu la minaccia de' popoli, che Vopisco[2320] chiama +Marcomanni, e Desippo[2321] storico Giutunghi, di calare in Italia; se +pur de' medesimi fatti e popoli parlano i suddetti due scrittori. +Secondo Desippo, Aureliano, portatosi al Danubio contro ai Giutunghi +Sciti, diede loro una sanguinosa rotta; e, passato anche il Danubio, +fu loro addosso, e ne fece un buon macello, talmente che i restanti +mandarono deputati ad Aureliano per chieder pace. Fece Aureliano +metter in armi e in ordinanza il suo esercito, e per dare a quei +Barbari una idea della grandezza romana, vestito di porpora andò a +sedere in un alto trono in mezzo del campo, con tutti gli uffiziali a +cavallo, divisi in più schiere intorno a lui, e colle bandiere ed +insegne, portanti l'aquile d'oro e le immagini del principe poste in +fila dietro al suo trono. Parlarono que' deputati con gran fermezza, +chiedendo la pace, ma non da vinti; rammentando allo imperadore +ch'erano giornaliere le fortune e sfortune nelle guerre; ed esaltando +la loro bravura, giunsero a dire d'aver quaranta mila cavalieri della +sola nazion de' Giutunghi, ed anche maggior numero di fanti, e d'esser +nondimeno disposti alla pace, purchè loro si dessero i regali +consueti, e quell'oro ed argento che si praticava prima d'aver rotta +la pace. Aureliano con gravità loro rispose, che dopo aver eglino col +muover guerra mancato ai trattati, non conveniva loro il dimandar +grazie e presenti; e toccare a lui, e non a loro, il dar le condizioni +della pace; che pensassero a quanto era avvenuto ai trecento mila +Sciti, o Goti, che ultimamente aveano osato molestar le contrade +dell'Europa e dell'Asia; e che i Romani non sarebbono mai soddisfatti, +se non passavano il Danubio, per punirli nel loro paese. Con questa +disgustosa risposta furono rimandati quegli ambasciatori. Per +attestato del medesimo Desippo[2322], autore poco lontano da questi +tempi, anche i Vandali mossero guerra al romano imperio, gente anche +essi della Tartaria; ma una gran rotta loro data dall'esercito fece +ben tosto smontare il loro orgoglio, ed inviar ambasciatori ad +Aureliano per far pace e lega. Volle Aureliano udire intorno a ciò il +parere dell'armata; e la risposta generale fu, che avendo que' Barbari +esibite condizioni onorevoli, ben era il finir quella guerra. Così fu +fatto. Diedero i Vandali gli ostaggi all'imperadore, e due mila +cavalli ausiliarii all'armata romana; gli altri se ne tornarono alle +loro case con quiete. E perchè cinquecento d'essi vennero dipoi a +bottinar nelle terre romane, il re loro, per mantenere i patti, li +fece tutti mettere a fil di spada. + +Mentre si trovava Aureliano impegnato contra d'essi Vandali, ecco +giugnergli nuova che una nuova armata di Giutunghi era in moto verso +l'Italia. Mandò egli innanzi la maggior parte dell'esercito suo, e +poscia col resto frettolosamente anch'egli marciò per impedire la lor +calata; ma non fu a tempo. Costoro più presti di lui penetrarono in +Italia, e recarono infiniti mali al distretto di Milano. Vopisco[2323] +li chiama Svevi, Sarmati, Marcomanni, e si può temere che sieno +confuse le azioni, e replicate le già dette di sopra. Comunque sia, +per le cose che succederono, convien dire che non fossero lievi le +forze e il numero di costoro. E si sa che, avendo voluto Aureliano con +tutto il suo sforzo assalire que' Barbari verso Piacenza, costoro si +appiattarono nei boschi, e poi verso la sera si scagliarono addosso ai +Romani con tal furia, che li misero in rotta e ne fecero sì copiosa +strage, che si temè perduto l'imperio. In oltre si sa che questi loro +pregressi tal terrore e costernazione svegliarono in Roma, che ne +seguirono varie sedizioni, le quali, aggiunte agli altri guai, diedero +molta apprensione e sdegno ad Aureliano. Scrisse egli allora al +senato, riprendendolo perchè tanti riguardi, timori e dubbii avesse a +consultar i libri sibillini in occasione di tanta calamità e bisogno, +_quasi che_ (son parole della sua lettera) _essi fossero in una chiesa +di cristiani, e non già nel tempio di tutti gli dii_. Il decreto di +visitare i libri d'esse Sibille fu steso nel dì 11 di gennaio, cioè, +secondo il padre Pagi[2324], nel gennaio dell'anno presente. Ma non +può mai stare che Aureliano, come pensa il medesimo Pagi, fosse creato +imperadore in Sirmio sul principio di novembre dell'anno prossimo +passato, e che egli venisse a Roma, tornasse in Pannonia, riportasse +vittorie in più luoghi al Danubio, e dopo aver seguitato gli Alamanni, +o vogliam dire i Marcomanni e Giutunghi, mandasse gli ordini suddetti +a Roma: il tutto in due soli mesi. Chi sa come gl'imperadori non +marciavano per le poste, ma con gran corte, guardie e milizie, conosce +tosto che di più mesi abbisognarono tante imprese. Però convien dire +che Aureliano, siccome immaginò il Tillemont[2325], fu creato +imperadore nello aprile dell'anno precedente, in cui fece più guerre; +o pure che la calata in Italia dei Barbari appartiene all'anno +presente, per la qual poi nel dì 11 di gennaio dell'anno susseguente +vennero consultati in Roma i libri creduti delle Sibille, nei quali si +trovò che conveniva far molti sacrifizii crudeli, processioni ed altre +cerimonie praticate dalla superstizion de' pagani. A noi basterà, +giacchè non possiamo accertare i tempi di questi sì strepitosi +avvenimenti, che si rapporti il poco che sappiamo della continuazione +e del fine di tal guerra, tutto di seguito. Abbiamo da Aurelio +Vittore[2326] (perchè Vopisco qui ci abbandona) che Aureliano in tre +battaglie fu vincitore dei Barbari. L'una fu a Piacenza, che dee +essere diversa dalla raccontata da Vopisco: altrimenti l'un d'essi ha +fallato. La seconda fu data in vicinanza di Fano e del fiume Metauro, +segno che la giornata di Piacenza era stata favorevole ai Barbari, per +essersi eglino inoltrati cotanto verso Roma. La terza nelle campagne +di Pavia, che dovette sterminar affatto questi Barbari turbatori della +pace d'Italia: con che ebbe felice fine questa guerra. Allora +Aureliano mosse alla volta di Roma i suoi passi, non per portarvi +l'allegrezza d'un trionfo, ma per farvi sentire la sua severità, anzi +crudeltà. Imperocchè[2327], pien di furore per le sedizioni che nate +ivi dicemmo, con voce che fossero state tese insidie[2328] a lui +stesso e al governo, condannò a morte gli autori di quelle turbolenze. +Vopisco, tuttochè suo panegirista, confessa che egli troppo aspra e +rigorosa giustizia fece. E tanto più ne fu biasimato, perchè non +perdonò nè pure ad alcuni nobili senatori, fra' quali _Epitimio_, +_Urbano_ e _Domiziano_; ancorchè di poco momento fossero, e +meritassero perdono alcuni loro reati, e questi anche fondati nella +accusa di un sol testimonio. Prima era forse amato Aureliano; da lì +innanzi cominciò ad essere solamente temuto; e la gente dicea, non +altro essere da desiderare a lui che la morte, e _ch'egli era un buon +medico, ma che con mal garbo curava i malati_. Anche Giuliano +Augusto[2329] Apostata l'accusa di una barbarica crudeltà, ed Aurelio +Vittore[2330] con Eutropio[2331] cel rappresenta come uomo privo di +umanità e sanguinario, avendo egli levato di vita fino un figliuolo di +sua sorella. Tal sua barbarie pretende Ammiano[2332] che si stendesse +sotto varii pretesti, spezialmente sopra i ricchi, affine d'impinguar +l'erario, restato troppo esausto per le pazzie di Gallieno; e in tal +opinione concorre anche Vopisco[2333]. Fu in questi tempi che +Aureliano, considerata l'avidità dei Barbari, già scatenati contra +dell'imperio romano[2334], col consiglio del senato prese la +risoluzione di rifabbricar le mura rovinate di Roma, per poterla +difendere in ogni evento di pericoli e guerre. Idacio[2335] ne fa +menzione sotto questo anno. Ma Eusebio[2336], Cassiodoro[2337] ed +altri mettono ciò più tardi. Nella Cronica Alessandrina solamente se +ne parla all'anno seguente. Con questa occasione certo è che Aureliano +ampliò il circuito di Roma, scrivendo Vopisco che il giro d'essa città +arrivò allora a cinquanta miglia; opera sì grande nondimeno, secondo +Zosimo, fu solamente terminata sotto _Probo Augusto_. + +NOTE: + +[2310] Reinesius, Inscription., pag. 387. + +[2311] Reland., in Fast. Consul. + +[2312] Thesaurus Novus Inscript., pag. 367, n. 1. + +[2313] Panvin., in Fast. Consul. + +[2314] Vopiscus, in Aurelian. + +[2315] Mediobarb., in Numismat. Imper. + +[2316] Vopiscus, in Aurelian. + +[2317] Stampa, ad Fast. Consul. + +[2318] Vopiscus, in Aurelian. + +[2319] Zosimus, lib. 1, cap. 48. + +[2320] Vopiscus, in Aurelian. + +[2321] Dexippus, de Legat., tom. I Hist. Byzantin. + +[2322] Dexippus, de Legat., tom. I Hist. Byzantin. + +[2323] Vopiscus, in Aurelian. + +[2324] Pagius, in Critic. Baron. + +[2325] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2326] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2327] Vopiscus, in Aurel. + +[2328] Zosimus, lib. 1, cap. 49. + +[2329] Julianus, de Caesarib. + +[2330] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2331] Eutrop., in Breviar. + +[2332] Ammianus Marcellinus, lib. 30 Histor. + +[2333] Vopiscus, in Aurelian. + +[2334] Idem, ibidem. + +[2335] Idacius, in Chronic. + +[2336] Euseb., in Chronic. + +[2337] Cassiodorus, in Chronico. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXII. Indizione V. + + FELICE papa 4. + AURELIANO imperadore 3. + +_Consoli_ + +QUINTO e VELDUMIANO o sia VELDUMNIANO. + + +Domati i Barbari, e restituita la tranquillità all'Italia, due altre +importantissime imprese restavano da fare allo Augusto Aureliano. +_Tetrico_ occupava le Gallie e le Spagne. _Zenobia_ regina dei +Palmireni quasi tutte o tutte le provincie dell'Oriente occupava, ed +anche l'Egitto. Per varii motivi antepose Aureliano all'altra la +spedizion militare contro a Zenobia. Questa principessa, che +s'intitolava regina dell'Oriente, una delle più rinomate donne +dell'antichità, si trova chiamata in alcune medaglie[2338], che si +suppongono vere, _Settimia Zenobia Augusta_, quasichè ella discendesse +dalla famiglia di Settimio Severo Augusto; quando essa, secondo +Trebellio Pollione[2339], vantava di discendere dalla casa di +Cleopatra e dei re Tolomei. Santo Atanasio[2340] pretese ch'ella +seguitasse la religion de' Giudei, e favorisse per questo l'empio +Paolo Samosateno; e da Malala[2341] vien detta regina de' Saraceni. +Scrive il suddetto storico Pollione che in lei si ammirava una +bellezza incredibile, un spirito divino. Neri e vivacissimi i suoi +occhi, il colore fosco; non denti, ma perle pareano ornarle la bocca; +la voce soave e chiara, ma virile. Al bisogno uguagliava i tiranni +nella severità: superava nel resto la clemenza de' migliori principi. +Contro il costume delle donne sapeva conservare i tesori, ma non +lasciava di far risplendere la sua liberalità, ove lo richiedesse il +dovere. Nel portamento e ne' costumi non cedeva agli uomini, rade +volte uscendo in carrozza, spesso a cavallo, e più spesso facendo le +tre o quattro miglia a piedi, siccome persona allevata sempre nelle +caccie. Da _Odenato_ suo marito, che già dicemmo ucciso, non riceveva +le leggi, ma a lui le dava. Prese bensì da lui il titolo di _Augusta_, +dacchè egli fu dichiarato Augusto, e portava l'abito imperiale, a cui +aggiunse anche il diadema. Non sì tosto s'accorgeva essa d'esser +gravida, che non volea più commercio col marito. Il suo vivere era +alla persiana, cioè con singolar magnificenza, e volea essere +inchinata secondo lo stile praticato coi re persiani. A parlare al +popolo iva armata di corazza; pranzava sempre coi primi uffiziali +della sua armata, usando piatti d'oro e gemmati. Poche fanciulle, +molti eunuchi teneva al suo servigio; e l'impareggiabil sua castità, +tanto da maritata che da vedova, veniva decantata dappertutto. +_Aureliano_ stesso in una lettera al senato[2342] ne parla con elogio, +dicendo ch'essa non parea donna: tanta era la di lei prudenza ne' +consigli, la fermezza nell'eseguir le prese risoluzioni, e la gravità +con cui parlava ai soldati, di modo che non meno i popoli dell'Oriente +e dell'Egitto, a lei divenuti sudditi, che gli Arabi, i Saraceni e gli +Armeni non osavano di disubbidirla, o di voltarsi contro di lei: tanta +era la paura che ne aveano. A lei anche in buona parte si attribuivano +le gloriose azioni del fu Odenato suo marito contro ai Persiani. Nè +già le mancava il pregio delle lingue e della letteratura. Oltre al +suo nativo linguaggio fenicio o saracenico, perfettamente possedeva +l'egiziano, il greco e il latino, ma non s'arrischiava a parlare +questo ultimo. Ebbe per maestro nel greco il celebre _Longino_ +filosofo, di cui resta un bel trattato del Sublime, e la cui morte +vedremo fra poco. Fece imparare a' suoi figliuoli il latino sì +fattamente, che poche volte e con difficoltà parlavano il greco. Sì +pratica fu della storia dell'Oriente e dell'Egitto, che si crede che +ne formasse un compendio. Al suo marito Odenato ella avea partorito +tre figliuoli, cioè _Herenniano_, _Timolao_ e _Vaballato_, a' quali +dopo la morte del padre ella fece prendere la porpora imperiale e il +titolo d'_Augusti_; ma perchè erano di età non per anche capace di +governo, essa in nome loro governava gli Stati. Un altro figliuolo +ebbe Odenato da una sua prima moglie, chiamato _Erode_ o pure +_Erodiano_[2343], che si trova nelle medaglie (non so se tutte +legittime) col titolo di Augusto, a lui dato dal padre, come anche +afferma Trebellio Pollione[2344]. Per cagione dell'esaltazion di +questo suo figliastro, fama era che Zenobia avesse fatto morire lui e +il marito _Odenato_, siccome accennai di sopra. Una tal testa, benchè +di donna, signoreggiante dallo stretto di Costantinopoli fino a tutto +l'Egitto, ed assistita da molti dei suoi vicini, potea dar suggezione +ad ogni altro potentato, ma non già ad Aureliano imperadore, che pel +suo coraggio e saggio contegno, teneva sempre le vittorie in pugno. + +S'inviò dunque Aureliano da Roma con possente esercito verso l'Oriente +per la strada solita di que' tempi, cioè per terra alla volta di +Bisanzio, pel cui stretto si passava in Asia. Ma prima di giugnervi, +egli nettò[2345] l'Illirico, e poi la Tracia da tutti i nemici del +romano imperio, ch'erano tornati ad infestar quelle provincie. Scrive +Aurelio Vittore[2346] che a' tempi d'esso Aureliano un certo +_Settimio_ nella Dalmazia prese il titolo d'_imperadore_, e da lì a +poco ne pagò la pena, ammazzato da' suoi proprii soldati. Quando ciò +avvenisse, nol sappiamo. Per attestato bensì di Vopisco, Aureliano, +perchè _Cannabaude_ re e duca dei Goti dovea aver commesso delle +insolenze nel paese romano, passato il Danubio, l'andò a ricercar +nelle terre di lui; e datagli battaglia, lo uccise insieme con cinque +mila di que' Barbari combattenti. Probabilmente fu in questa +congiuntura ch'egli prese la carretta di quel re, tirata da quattro +cervi, su cui poscia entrò a suo tempo trionfante in Roma, siccome +diremo. Furono trovate nel campo barbarico molte donne estinte vestite +da soldati, e prese dieci di esse vive. Molte altre nobili donne di +nazione gotica rimasero prigioniere[2347], che Aureliano mandò dipoi a +Perinto, acciocchè ivi fossero mantenute alle spese del pubblico, non +già cadauna in particolare, ma sette insieme, acciocchè costasse meno +alla repubblica. Sbrigato da questi affari, marciò Aureliano a +Bisanzio, e passato lo stretto, al solo suo comparire ricuperò +Calcedone e la Bitinia, che Zenobia avea sottomesso al suo imperio. +Zosimo[2348] nondimeno asserisce aver la Bitinia scosso il giogo de' +Palmireni, fin quando udì esaltato al trono Aureliano. Ancira nella +Galazia sembra aver fatta qualche resistenza: certo è nondimeno che +Aureliano se ne impadronì. Giunto poscia che egli fu a Tiana, città +della Cappadocia[2349], vi trovò le porte serrate e preparato quel +popolo alla difesa. Dicono che Aureliano in collera gridasse: _Non +lascerò un cane in questa città._ Vopisco, grande ammiratore del morto +_Apollonio_, filosofo celebre, anzi mago, nativo di quella città, di +cui tanto egli come altri antichi raccontano varie maraviglie, cioè +molte favole, e che era tenuto da que' popoli per un dio: Vopisco, +dico, racconta ch'esso Apollonio comparve in sogno ad Aureliano, e lo +esortò alla clemenza, se gli premeva di vincere: parole che bastarono +a disarmare il di lui sdegno. Venne poi a trovarlo al campo +_Eraclammone_, uno dei più ricchi cittadini di Tiana, sperando di +farsi gran merito, col tradire la patria, e gl'insegnò un sito per cui +si poteva entrare nella città. Fu essa, mercè di questo avviso, presa +con facilità; e quando ognun si aspettava di darle il sacco, e di +farne man bassa contro gli abitanti, Aureliano ordinò che fosse ucciso +il solo traditore Eraclammone, con dire _che non si potea sperar +fedeltà da chi era stato infedele alla sua patria_; ma lasciò godere +ai di lui figliuoli tutta la eredità paterna, affinchè non si credesse +che lo avesse fatto morire per cogliere le molte di lui ricchezze. +Ricordata ad Aureliano la parola detta di non lasciare un cane in +Tiana: _Oh_, rispose, _ammazzino tutti i cani, che ne son contento_: +risposta applaudita fin dai medesimi soldati, benchè contraria alla +lor brama e speranza del sacco. + +Se crediamo a Vopisco[2350], Aureliano, continuato il cammino, arrivò +ad Antiochia, capitale della Soria, e dopo una leggiera zuffa al luogo +di Dafne, entrò vittorioso in quella gran città; e ricordevole +dell'avvertimento datogli in sogno da Apollonio Tianeo, usò di sua +clemenza anche verso di que' cittadini. Passando dipoi ad Emesa, città +della Mesopotamia, quivi con una fiera battaglia decise le sue liti +con Zenobia. Ma Zosimo[2351] diversamente scrive. Zenobia con grandi +forze lo aspettò di piè fermo in Antiochia, e mandò incontro a lui la +poderosa armata sua sino ad Imma, città molte miglia distante di là. +Gran copia di arcieri si contava nello esercito di lei, e di questi +penuriava quel de' Romani. Avea inoltre Zenobia la sua numerosa +cavalleria armata tutta da capo a' piedi, laddove la romana non era +composta se non di cavalli leggieri. Aureliano, mastro di guerra, +osservato lo svantaggio, ordinò alla sua cavalleria di mostrar di +fuggire, tantochè la nemica in seguitarli si trovasse assai stanca pel +peso dell'armi, e che poi voltassero faccia, e menassero le mani. Così +fu fatto, e seguì un'orribile strage dei Palmireni. Eusebio[2352] +scrive che si segnalò in quella gran battaglia un generale de' Romani, +appellato _Pompeiano_ e cognominato _il Franco_, la cui famiglia +durava in Antiochia anche a' suoi dì. Non osavano i fuggitivi di +portarsi ad Antiochia[2353], per timore di non essere ammessi, o pur +di essere tagliati a pezzi da' cittadini, se si accorgevano della +rotta lor data; ma Zabda, o sia Zaba, lor generale, preso un uomo che +si rassomigliava ad Aureliano, e fatta precorrer voce che conduceva +prigioniere lo imperadore stesso, trovò aperte le porte, e quietò il +popolo. La notte seguente poi con Zenobia s'incamminò alla volta di +Emessa. Entrò il vincitore Aureliano in Antiochia, ricevuto con alte +acclamazioni da quegli abitanti, e perchè parecchi de' più facoltosi +si erano ritirati per paura dello sdegno imperiale, Aureliano pubblicò +tosto un bando di perdono a tutti; e questa sua benignità fece +ripatriar di buon grado ciascuno. Dopo aver dato buon ordine agli +affari di Antiochia, ripigliò Aureliano il suo viaggio verso Emesa, +dove s'era ridotta Zenobia. Trovato presso Dafne un corpo di Palmireni +che voleano disputargli il passo, ne uccise un gran numero. Apamea, +Larissa ed Aretusa nel viaggio vennero alla sua ubbidienza[2354]. +Consisteva tuttavia l'armata di Zenobia in settanta mila combattenti +sotto il comando di Zabda. Si venne dunque ad una altra campale +giornata, che sulle prime fu o parve svantaggiosa ai Romani, perchè +parte della lor cavalleria o per forza o consigliatamente piegò. Ma +mentre la inseguivano i Palmireni, la fanteria romana di fianco gli +assalì, e ne fece gran macello, non giovando loro l'essere tutti +armati di ferro, perchè i Romani colle mazze li tempestavano e +rovesciavano a terra. Piena di cadaveri restò quella campagna. Zenobia +con gran fretta se ne fuggì, ritirandosi a Palmira; ed Aureliano fu +ricevuto con plauso giulivo in Emesa, dove rendè grazie al dio +Elagabalo, creduto autore di quella vittoria; e dopo aver presi e +vagheggiati con piacere i tesori che Zenobia non avea avuto tempo di +asportare, marciò con diligenza alla volta di Palmira, città +fabbricata da Salomone ne' deserti della Soria, o sia della Fenicia, +ed assai ricca pel commercio che faceva co' Romani e Persiani. Nel +cammino fu più volte in pericolo, e riportò gravi danni l'armata sua +dagli assassini soriani. Pur, giunto a Palmira, la strinse d'assedio. +S'egli in questo o pur nel seguente anno riducesse a fine sì grande +impresa, per mancanza di lumi non si può ora decidere. Sia lecito a me +il differirne il racconto al seguente. + +NOTE: + +[2338] Spanhemius, de Usu et Praestant. Numismat. Patinus, Num. +Mediob., Numismat. Imp. + +[2339] Trebellius Pollio, in Trig. Tyrann., c. 29. + +[2340] Athanasius, in Histor. + +[2341] Johannes Malala, in Chronogr. + +[2342] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., c. 29. + +[2343] Goltzius. Tristanus. Mediob., in Numism. Imper. + +[2344] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., c. 29. + +[2345] Vopiscus, in Aurel. + +[2346] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2347] Vopiscus, in Bonoso. + +[2348] Zosimus, lib. 1, cap. 50. + +[2349] Vopiscus, in Bonoso. + +[2350] Vopiscus, in Aurelian. + +[2351] Zosimus, lib. 1, cap. 50. + +[2352] Eusebius, in Chronic. + +[2353] Zosimus, lib. 1, cap. 50. + +[2354] Vopiscus, in Aurel. Zosim., lib. 1, cap. 52. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXIII. Indizione VI. + + FELICE papa 5. + AURELIANO imperadore 4. + +_Consoli_ + +MARCO CLAUDIO TACITO e PLACIDIANO. + + +A _Tacito_ primo console in quest'anno, perchè vien comunemente +creduto lo stesso che vedremo poi imperadore, gl'illustratori de' +Fasti danno il nome di _Marco Claudio_. Benchè vi possa restar qualche +dubbio, pure io mi son lasciato condurre dalla corrente. L'assedio di +Palmira, siccome dicemmo, fu impreso da Aureliano con gran calore; ma +non erano men riguardevoli i preparamenti per la difesa[2355]. Stava +ben provveduta quella città di freccie, pietre, macchine e d'altri +strumenti da guerra e da lanciar fuoco sopra i nemici, siccome ancora +di viveri, quando all'incontro uomini e bestie dell'armata romana +niuna sussistenza trovavano in quella spelata campagna, piena solo di +sabbia. Oltre a ciò, aspettava Zenobia soccorso da' Persiani, Armeni e +Saraceni, di maniera che si ridevano gli assediati delle sgherrate +degli assedianti. Ma Aureliano supplì al bisogno dell'armata per conto +delle provvisioni, facendone venire al campo da tutte le vicinanze; nè +lasciava indietro forza e diligenza alcuna per vincere quella sì ben +guernita città. Maggiormente crebbe l'izza e la picca sua, perchè +avendo sui principii scritto a Zenobia, comandandole imperiosamente di +rendersi, con esibirle comodo mantenimento, dove il senato l'avesse +messa, e con promettere salvo ogni diritto de' Palmireni, Zenobia gli +diede una insolente risposta, con intitolarsi _regina d'Oriente_, +anteporre il suo nome a quello dell'imperadore, e mostrar fiducia di +fargli calar l'orgoglio coi soccorsi ch'ella aspettava[2356]. Vennero +in fatti gli aiuti a lei promessi da' Persiani; ma Aureliano tagliò +loro la strada, e gli sbandò. Vennero anche le schiere de' Saraceni e +degli Armeni; ma egli, parte col terrore, parte coi danari le indusse +a militar nell'esercito suo. Contuttociò un'ostinata difesa fecero gli +assediati, con beffar eziandio ed ingiuriar i Romani. Un di coloro, +vedendo un dì l'imperadore, il caricò di villanie. Allora un arciere +persiano si esibì di rispondergli, e gli tirò così aggiustatamente uno +strale, che colpitolo il fece rotolar morto giù dalle mura. Intanto +veggendo Zenobia che a Palmira s'assottigliava la vettovaglia, stimò +meglio di ritirarsi sulle terre de' Persiani; ma fuggendo sopra dei +dromedarii, fu presa per via dai cavalieri che le spedì dietro +Aureliano, e prigioniera fu a lui condotta. Grande strepito ed istanza +fecero i soldati perchè egli castigasse colla morte la superbia di +costei; ma Aureliano non volle la vergogna di aver uccisa una donna, e +donna tale. La città dipoi ridotta all'agonia, dimandò ed ottenne +qualche capitolazione. V'entrò Aureliano, e perdonò al popolo, ma non +già ai principali, creduti consiglieri di Zenobia, a' quali, come a +seduttori ed autori di tanti mali, levò la vita. Fra questi fu +compreso[2357] _Longino_, celebre filosofo e sofista, e maestro o +segretario della medesima, convinto di aver egli dettata l'albagiosa +ed insolente risposta che Zenobia avea data alla lettera di Aureliano. +Soffrì Longino con tal fortezza la morte, ch'egli stesso consolava gli +amici venuti a deplorar la di lui sciagura. Perdonò anche Aureliano, +per quanto si crede, a _Vaballato_, uno de' figliuoli di Zenobia; e +truovasi una medaglia[2358], in cui si legge il suo nome col titolo di +_Augusto_, e nell'altra parte quello di Aureliano Augusto. Quando sia +vera (del che si può dubitare), sarà stata battuta in uno dei +precedenti anni, e prima della soprascritta tragedia. Di _Herenniano_ +e _Timolao_, due altri figliuoli di Zenobia, non si sa ben qual fosse +la sorte loro. Zosimo parla d'un solo figliuolo di Zenobia, condotto +in prigionia colla madre. Vopisco, all'incontro, scrive che Zenobia +sopravvisse molto tempo _cum liberis_ nelle vicinanze di Roma. Questo +si può intendere anche di figlie, che certo essa ne avea; ma Trebellio +Pollione[2359] c'insegna che Zenobia co' suoi due figliuoli minori +Herenniano e Timolao fu condotta in trionfo a Roma. Fu poi di parere +esso Zosimo che Zenobia nell'esser condotta in Europa, o per malattia, +o per non voler prender cibo, morisse per istrada, vinta dal dolore +della mutata fortuna; o per non soffrire la vergogna d'essere condotta +in trionfo. Merita ben qui fede Vopisco, il quale più vicino a questi +tempi ci assicura ch'ella giunse a Roma, e visse molto dipoi, come +dirò all'anno seguente. Anche Giovanni Malala[2360] attesta che +l'infelice principessa comparve nel trionfo romano di Aureliano, +fallando solamente nell'aggiugnere che le fu dipoi tagliato il capo. +Zonara[2361] rapporta su questo varie opinioni. Possiamo ben poi +credere a Zosimo[2362], allorchè racconta avere Aureliano spogliata +Palmira di tutte le sue ricchezze, senza rispettar nè pure i templi: +il che fatto, si rimise in cammino, e tornò ad Emesa[2363], dove forse +il trovarono le ambascerie de' Saraceni, Blemmii, Assomiti, Battriani, +Seri (creduti i Cinesi), Iberi, Albani, Armeni ed Indiani, che gli +portarono dei suntuosi regali. Trattò con superbia e fierezza i +Persiani, gli Armeni e i Saraceni, perchè aveano prestato aiuto a +Zenobia. + +Rimesso dunque in pace l'Oriente Aureliano passò lo stretto di +Bisanzio per tornarsene a Roma, menando seco Zenobia e i di lei +figliuoli[2364]. Informato che i popoli carpi aveano fatta +un'incursione nella Tracia, andò a trovarli e li disfece: e perciò il +senato romano, che gli avea già accordato i titoli di _Gotico_, +_Sarmatico_, _Armeniaco_, _Partico ed Adiabenico_, il nominò ancora +_Carpico_. Se ne rise Aureliano, e scrisse loro che si aspettava ormai +d'esser anche intitolato _Carpiscolo_, nome significante una sorta di +scarpe, e da cui poscia è a noi venuto il medesimo nome di _scarpa_. +Ma eccoti arrivargli avviso che i Palmireni s'erano ribellati, con +aver tagliato a pezzi _Sandarione_, e secento arcieri lasciati ivi di +presidio. Con tal sollecitudine tornò egli indietro, che +all'improvviso arrivò ad Antiochia, e spaventò quel popolo, intento +allora a' giuochi equestri. Aveano tentato i Palmireni d'indurre +_Marcellino_, governatore della Mesopotamia e di tutto l'Oriente, a +prendere il titolo di Augusto. Gli andò egli tenendo a bada, ed +informando intanto di tutto Aureliano; ma coloro, non vedendo +risoluzione di lui, dichiararono poi imperadore un certo appellato +_Achilleo_ da Vopisco, _Antioco_ da Zosimo. Giunse Aureliano a Palmira +quando men sel pensavano, e presa quella città senza colpo di spada, +fece mettere a fil di spada tutto quel popolo, uomini, donne, +fanciulli e vecchi, con furore d'inudita crudeltà, benchè poi, tornato +in sè stesso, scrivesse a _Ceionio Basso_ di perdonare a quei che +restavano in vita. Zosimo pretende che egli per isprezzo non facesse +morire quel ridicolo imperadore creato dai Palmireni. Ordinò egli +ancora che si ristabilisse come prima il tempio del Sole messo a sacco +dai soldati, deputando a tal effetto buona somma d'oro e d'argento. +Del resto fece spianare quella città, le cui rovine, visitate a' tempi +nostri dagli eruditi inglesi, ritengono ancora molti vestigii +dell'antica lor maestà. Già dicemmo che Zenobia nelle sue prosperità +avea usurpato al romano imperio l'Egitto. Ora Aureliano, mentre +nell'anno addietro faceva a lei la guerra in Oriente, spedì +_Probo_[2365], il qual fu poi imperadore, con delle soldatesche, per +ricuperar quella ricca ed importantissima provincia. Nel primo +combattimento sbaragliò Probo i nemici: nel secondo ebbe la peggio: +ma, ripigliate le forze, tanto si adoperò, che mise quella nobil +contrada sotto il comando de' Romani, ed aiutò poi Aureliano a +ripigliar l'Oriente nel resto della guerra coi Palmireni. Pareva dopo +ciò che l'Egitto avesse da goder pace, quando un _Marco Firmo_, o +_Firmio_, nativo di Seleucia[2366], amico di Zenobia non ancor vinta, +prese il titolo d'Augusto e d'imperadore, come, secondo Vopisco, +appariva dalle medaglie battute di lui, alcuna delle quali si crede +che resti tuttavia[2367]. Possedeva costui molte ricchezze, e +massimamente nell'Egitto, dove, fra l'altre cose, tanta carta, +chiamata papiro, si fabbricava ne' suoi beni, ch'egli si vantava di +poter mantenere col solo papiro e colla, adoperata in formar la carta, +un esercito. Teneva corrispondenza costui coi Blemmii e Saraceni, e +mandava alle Indie navi a trafficare. Impadronitosi dunque costui di +Alessandria e dell'Egitto, aiutò, per quanto potè, Zenobia; ma caduta +essa, cadde anche egli. Aureliano non già in persona, a mio credere, +andò, ma spedì colà parte della armata, che sconfisse Firmo, e dopo +varii tormenti lo uccise, con sottomettere in poco tempo quel ricco +paese, e mandare a Roma gran copia di grani, la spedizion dei quali +costui avea interrotta. Aureliano[2368], in ragguagliare il popolo +romano di queste vittorie, scrisse fra le altre cose di saper egli +ch'esso popolo non andava d'accordo col senato, non era amico +dell'ordine equestre, ed avea poco buon cuore verso dei pretoriani. +Sbrigato finalmente da questi affari l'infaticabil Aureliano Augusto, +indirizzò i suoi passi verso l'Europa con animo e voglia di atterrar +anche _Tetrico_, che solo restava tra gli usurpatori del romano +imperio. Come egli arrivato colà ricuperasse in poco tempo quelle +provincie, alla sfuggita lo raccontano i vecchi storici[2369]. Altro +non si sa, se non che seguì una battaglia a Scialons sopra la Marna, +in cui _Tetrico_ stesso tradì lo esercito suo, perchè si diede +volontariamente ad Aureliano: laonde i suoi soldati riportarono una +gran percossa da quei di Aureliano. Sono altri di parere che Tetrico +fosse da' suoi soldati tradito e consegnato ad Aureliano, al quale si +sottomisero poscia anch'essi. Tuttavia grande apparenza c'è che +seguisse, o prima o poco dopo dell'arrivo di Aureliano in quelle +contrade, qualche segreta capitolazione ed accordo fra Aureliano e +lui, al vedere l'indulgenza, con cui esso Aureliano, principe poco +avvezzo alla clemenza, trattò il medesimo Tetrico. E la ragione di +abbandonare i suoi per gittarsi in braccio ad Aureliano, l'abbiamo +dagli antichi storici. Cioè fu la continua disubbidienza dei soldati +suoi che ad ogni poco si sollevavano: dal che fu forzato Tetrico ad +invitare e pregar Aureliano che il liberasse da tanti mali. Venuto +egli alla divozion di Aureliano, tutte poi del pari le di lui milizie +il riconobbero per imperadore, e passarono nell'armata romana; con che +le Gallie, e, per conseguente, la Spagna e Bretagna, si videro +restituiti sotto la signoria del medesimo Augusto. Può o dee anche +oggidì essere motivo di stupore il corso di tante imprese e vittorie +fatte da un solo Augusto, e in poco più di tre anni, con aver egli +liberato da tanti barbari nemici il romano imperio, atterrati i +tiranni e riunite al suo corpo tante membra, da esso per più anni +disgiunte. Eusebio[2370] nella Cronica mette sotto quest'anno il +trionfo romano di Aureliano; ma si dee credere uno sbaglio, siccome +vien giudicato ancora il riferirsi da lui nell'anno primo e secondo +d'esso imperadore la caduta di Tetrico, la quale vien posta da Vopisco +dopo la guerra palmirena. Non si sa nè anche intendere, come in un +solo anno potesse Aureliano far tante azioni e viaggi, quanti ne +abbiam veduto in questo anno, menando seco eserciti, cioè ruote +pesanti, che non volano, senz'aggiungervi ancora il suo ritorno dalle +Gallie o Roma. Però coi più degli storici rapporterò io all'anno +seguente il suddetto trionfo. + +NOTE: + +[2355] Vopiscus, in Aurel. Zosimus, lib. 1, c. 54. + +[2356] Zosimus, lib. 1, cap. 55. + +[2357] Vopiscus, in Aurelian. Zosimus, l. 1, c. 56. + +[2358] Tristan., et Mediobarb., in Numism. Imp. + +[2359] Trebellius Pollio, in Trig. Tyrann., c. 23. + +[2360] Joannes Malala, Chronogr. + +[2361] Zonaras, in Annalib. + +[2362] Zosimus, lib. 1, cap. 56. + +[2363] Vopiscus, in Aurelian. + +[2364] Zosimus, lib. 1, cap. 60. Vopiscus, ibid. + +[2365] Vopiscus, in Probo. + +[2366] Vopiscus, in Firmo. + +[2367] Goltzius, et Spanhemius, in Numism. Imp. + +[2368] Vopiscus, in Firmo. + +[2369] Vopiscus, in Aureliano. Trebellius Pollio, in Tetrico. Euseb., +in Chron. + +[2370] Euseb., in Chronic. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXIV. Indiz. VII. + + FELICE papa 6. + AURELIANO imperadore 5. + +_Consoli_ + +LUCIO DOMIZIO AURELIANO AUGUSTO per la seconda volta e CAIO GIULIO +CAPITOLINO. + + +Dopo aver dato buon sesto agli affari delle Gallie, sen venne a Roma +l'Augusto Aureliano per celebrare il trionfo suo. Riuscì questo dei +più grandiosi e memorabili che mai si fossero veduti in quell'augusta +città. Vopisco[2371] bene dà un poco d'idea, con dire che vi erano tre +carrozze regali, le quali tiravano a sè gli sguardi di ognuno. La +prima avea servito ad _Odenato Augusto_, già marito di Zenobia, +coperta d'argento, oro e pietre preziose. La seconda di somigliante +ricco lavoro l'avea avuta Aureliano in dono dal figliuolo o nipote del +morto re _Sapore_, dominante allora in Persia. La terza era stata di +Zenobia, che con essa sperava di comparir vittoriosa in Roma: ed in +essa entrò ella appunto, ma vinta e trionfata. Eravi anche la carretta +del re de' Goti, tirata da quattro cervi, entro la quale Aureliano fu +condotto al Campidoglio, dove sagrificò a Giove que' medesimi cervi, +secondo il voto già fatto da lui. Precedevano in quella immensa +processione venti elefanti, ducento fiere ammansate della Libia e +Palestina, che Aureliano appresso donò a varii particolari, per non +aggravar di tale spesa il fisco; e dei cammellopardi e delle alci ed +altre simili bestie forestiere. Succedevano ottocento paia di +gladiatori e i prigionieri di diverse nazioni barbare, cioè Blemmii, +Assomiti, Arabi, Eudemoni, Indiani, Battriani, Iberi, Saraceni, +Persiani, Goti, Alani, Rossolani, Sarmati, Franchi, Svevi, Vandali e +Germani, colle mani legate; fra' quali ancora si contarono molti de' +principali Palmireni sopravanzati alla strage, e parecchi Egiziani a +cagion della loro ribellione. Ma quello che maggiormente tirò a sè gli +occhi di tutti, fu la comparsa fra i vinti di _Tetrico_ vestito alla +maniera dei Galli, col figliuolo _Tetrico_, al quale egli avea +conferito il titolo di senatore[2372]. Veniva anche _Zenobia_ con +pompa maggiore, tutta ornata, anzi caricata di gemme, dopo aver fatta +gran resistenza ad ammettere il peso ed uso di quelle gioie in sì +disgustosa congiuntura. Con catena d'oro avea legati i piedi e le +mani, ed una ancora ne avea dal collo pendente, sostenuta da un +Persiano che le andava avanti. Con questo mirabile apparato, colle +corone d'oro di tutte le città, colle carrette piene di ricco bottino, +con tutte le insegne e coll'accompagnamento del senato, esercito e +popolo, pervenne molte ore dipoi Aureliano al Campidoglio, e tardi al +palazzo; rattristandosi nondimeno molti al vedere condotti in trionfo +dei senatori romani, il che non era in uso, e mormorando altri[2373], +perchè si menasse in trionfo una donna, come s'ella fosse qualche gran +capitano. Intorno al qual lamento Aureliano dipoi con sua lettera +cercò di soddisfare il senato e popolo romano, col mettere Zenobia del +pari co' più illustri rettori di popoli. Furono poscia impiegati i +seguenti giorni in pubblici sollazzi di giuochi scenici e circensi, in +combattimenti di gladiatori, caccie di fiere, battaglie in acqua, e in +assegnamento perpetuo di pane e carne porcina, che ogni dì si +distribuiva a cadauno del popolo romano. + +Abbiamo da Trebellio Pollione[2374] che Aureliano non solamente +perdonò a Zenobia, ma le assegnò ancora un decente appannaggio pel +mantenimento di lei e de' suoi figliuoli, e un luogo a Tivoli presso +al palazzo di Adriano, dove ella soggiornò dipoi a guisa d'una matrona +romana. Eutropio[2375] scrive che a' suoi giorni restavano ancora dei +discendenti da essa Zenobia, senza dire se per via di maschi, o pur +delle sue figliuole. Il dirsi da Zonara[2376] che Aureliano sposò lei, +o pur una delle sue figlie, s'ha da contare per una favola. Ciera +bensì di verità ha l'aggiunger egli, che le figlie di essa Zenobia +furono da lui collocate in matrimonio con dei nobili romani. A quanto +poco fa ho detto non si ristrinse la liberalità di Aureliano verso il +popolo, perchè altri regali gli fece in abiti e danari[2377]. E +perciocchè infinita copia vi era di debitori del fisco, ordinò che +nella piazza di Traiano si bruciassero tutte le lor cedole. Pubblicò +ancora un perdon generale per tutti i rei di lesa maestà. S'acquistò +egli specialmente lode nell'aver non solamente rimessa ogni pena a +_Tetrico_, già imperadore, o sia tiranno delle Gallie[2378], ma +dichiaratolo ancora Correttore di tutta l'Italia, cioè della Campania, +del Sannio, della Lucania, de' Bruzii, della Puglia, Calabria, Etruria +ed Umbria, del Piceno e Flaminia, e di tutto il paese Annonario, +colmandolo di onori, e chiamandolo talvolta collega, commilitone ed +anche imperadore: segni di qualche precedente accordo seguito fra +loro. Gli diceva, burlando, _ch'era più onore il governare una +provincia d'Italia, che il regnar nelle Gallie_. Anche al giovane +_Tetrico_ di lui figlio fu conceduto posto fra i senatori, con godere +illesi i lor beni patrimoniali[2379]. Fece inoltre Aureliano portare +alla zecca tutte le monete adulterate e calanti, e ne diede al popolo +delle buone. Fu in questa occasione che i ministri della zecca[2380], +accusati di qualche frode nel loro uffizio, spinti da Felicissimo, +schiavo o liberto dell'imperadore, mossero una sì fiera sedizione in +Roma, che vi uccisero sette mila soldati di Aureliano: cosa difficile +a credersi. Ma pagarono anch'essi il fio della lor crudeltà, col +restar vinti ed esposti al furore, ch'era per lo più eccessivo, in +Aureliano. Racconta Suida[2381] che questo imperadore fece morir molti +senatori per informazioni della loro infedeltà, ricavate da Zenobia. +Era egli un grande adoratore e divoto del Sole[2382]: però in +quest'anno fece fabbricare in Roma il tempio del Sole con singolar +magnificenza, arricchendolo di immensi ornamenti d'oro, di perle e di +altre cose preziose. Pesava il solo oro ivi posto quindici mila +libbre. Quivi espose le statue del medesimo Sole e di Belo, con altri +ornamenti asportati da Palmira. Anche il Campidoglio si vide riempiuto +dei doni a lui fatti da varie nazioni; e tempio alcuno non vi fu in +Roma che non partecipasse di qualche suo dono. Fortificò ancora +l'autorità de' pontefici, ed assegnò rendite per la manutenzione de' +templi e de' ministri. Azioni tutte che fan conoscere l'amore e zelo +ch'egli nudriva per la sua falsa religione, cioè per l'idolatria: zelo +che ancora circa questi tempi lo spinse, dopo essere stato finora +clemente verso i Cristiani, a muovere contro di loro una fiera +persecuzione[2383]. Ma per poco tempo, perchè Dio non tardò a dargli +quel fine e gastigo, a cui soggiacquero anche in questo mondo altri +nemici e persecutori della religione e Chiesa sua santa. Alcune buone +leggi fece Aureliano, ma altre più meditava di farne, e sopra tutto +voleva provvedere al soverchio lusso introdotto in Roma[2384], con +proibire il consumo dell'oro in tanti ricami, indorature ed altri vani +usi, e con vietar l'uso della seta, perchè venendo questa allora +solamente dall'India, ogni libbra di essa costava una libbra d'oro. +Sarebbe da desiderare che anche a' dì nostri nascessero degli +Aureliani, per rimediare al lusso di certe città d'Italia, e alla +pazza mutazion delle mode. Per altro godeva Aureliano Augusto che i +privati abbondassero in vasi d'oro e d'argento. Trovandosi ancora +molte terre incolte nella Toscana e Liguria, suo disegno fu di mandar +colà a coltivarle le famiglie dei Barbari prigioni. Ma questi ed altri +disegni, troncato il filo della sua vita, abortirono tutti. +Credesi[2385] che in quest'anno _Felice_ papa fosse chiamato da Dio al +premio delle sue fatiche, e che o per l'imminente o già insorta +persecuzione non si eleggesse il suo successore se non nell'anno +seguente. + +NOTE: + +[2371] Vopiscus, in Aurelian. + +[2372] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., c. 29. + +[2373] Vopiscus, in Aurel. + +[2374] Trebellius Pollio, ibid. + +[2375] Eutrop., in Breviar. + +[2376] Zonaras, in Annalibus. + +[2377] Vopiscus, in Aurel. + +[2378] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., c. 23. + +[2379] Zosimus, lib. 1, cap. 61. + +[2380] Vopiscus, in Aurelian. Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in +Breviar. + +[2381] Suidas, in Lexico. + +[2382] Zosimus, lib. 1, cap. 61. Vopiscus. Eusebius et alii. + +[2383] Eusebius, in Histor. et in Chronico. Lactantius, de Mortibus +Persecutor. Orosius, Syncellus, et alii. + +[2384] Vopiscus, in Aureliano. + +[2385] Blanchinius, ad Anastasium. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXV. Indizione VIII. + + EUTICHIANO papa 1. + TACITO imperadore 1. + +_Consoli_ + +LUCIO DOMIZIO AURELIANO AUGUSTO per la terza volta e TITO NONIO +MARCELLINO. + + +_Annio_, e non _Avonio_, nè _Anonio_, fu il nome del console. Per +attestato di Vopisco[2386] fu console sostituito _Aurelio Gordiano_, e +nel dì 25 di settembre _Velio Cornificio Gordiano_. Sul principio di +quest'anno opinione è che fosse promosso al pontificato romano +_Eutichiano_. Nell'anno addietro l'Augusto Aureliano era passato nelle +Gallie, verisimilmente per cagion di qualche ribellione, accaduta in +quelle parti, ch'egli senza fatica estinse. La città di Orleans vien +creduto che fosse rifabbricata da lui e prendesse il di lui nome. E +perchè i Barbari erano entrati nel paese della Vindelicia, che +abbracciava allora parte della Baviera, della Svevia e i Grigioni, +Aureliano accorso a quelle parti, rimase il paese in pace con averne +cacciati i nemici. Di là andò nell'Illirico, e probabilmente fu allora +che scorta la difficoltà di poter sostenere la provincia della Dacia, +oggidì Transilvania, posta di là dal Danubio, attorniata da troppi +Barbari, prese la risoluzione di abbandonarla[2387]. A questo fine +ritirò di qua dal fiume tutte le milizie e famiglie romane abitanti in +quel paese, e lor diede parte della Mesia per abitarvi; paese che si +nominò dipoi la Nuova Dacia, di cui dicono che Sardica divenisse la +capitale. Da ciò si vede fallita l'immaginazione e il vanto dei Romani +gentili, pretendenti che il loro dio Termine non rinculasse giammai, +cioè non lasciasse mai perdere paese una volta unito al loro imperio. +Altri simili esempli di questo loro inetto dio riferisce +sant'Agostino[2388]. Verisimilmente svernò Aureliano in quelle parti, +o pur nella Tracia nell'anno presente, applicato a mettere insieme un +possente esercito per portar la guerra addosso a' Persiani. Era egli +invasato dal desiderio della gloria, e quanto più di grandi imprese +egli avea fatto fin qui, a nulla serviva che maggiormente accenderlo +per farne delle altre. Nè gli mancavano ragioni e pretesti contro la +Persia, che già vedemmo aver prese l'armi in favor di Zenobia. Ma +Iddio il colse nel punto[2389] che i suoi ordini di ferro e fuoco +contra dei cristiani erano già dati, e si doveano stendere per tutto +l'imperio[2390]. Un fulmine caduto in vicinanza di lui e dei suoi +cortigiani pure non fu bastante a rimuoverlo dalle prese risoluzioni. +Per altra mano egli perì, siccome ora son per dire. + + +A riserva del popolo romano, che veramente l'amava per i molti +benefizii già ricevuti o che si speravano[2391], pochi altri gli +portavano affetto: a colpa della sua severità, anzi crudeltà, di cui +sovente abbiam recate le pruove. Il senato romano, e fino i suoi +proprii cortigiani, non amore, ma bensì timore aveano di lui[2392]. +Accadde ch'egli un dì minacciò gravemente _Mnesteo_, uno dei suoi +segretarii, per qualche fallo. _Erote_ vien chiamato da Zosimo[2393]. +Costui, siccome pratico che Aureliano non minacciava, mai da burla, e +che se minacciava, non sapeva perdonare, essendosi molto prima +avvezzato a contraffare il carattere del padrone, formò un biglietto, +mettendovi col suo i nomi di molti altri, co' quali Aureliano era in +collera, e di altri ancora che non erano stati minacciati da lui, come +destinati tutti dal sanguinario Augusto alla morte; ed esagerando poi +la necessità di salvare sè stessi, con levare dal mondo quello +spietato carnefice. Abbiam veduto altri Augusti condotti a morte per +sì fatte liste di cortigiani destinati a perire. Dubitar si potrebbe +che alcuna di esse fosse a noi venuta dalle sole dicerie dei +novellisti. Quel ch'è certo, si trovava allora Aureliano in un luogo +chiamato _Caenophrurium_, cioè Castelnuovo, posto fra Bisanzio ed +Eraclea. Quivi gli uffiziali animati da Mnesteo contra di lui, preso +il tempo che Aureliano era con poche guardie, lo stesero morto a terra +con varie ferite. Vopisco[2394] scrive ch'egli morì per mano di +Mucapor, uno de' suoi generali. Altre particolarità di questo fatto +non ha a noi conservato la storia. Essendo giunta a Roma la nuova di +sua morte nel dì 3 di febbraio per attestato del medesimo storico, +vegniamo a conoscere che alquanti giorni prima del fine di gennaio +dell'anno presente dovette succedere la di lui tragedia. Scoprissi +dipoi la furberia di Mnesteo, e ne fu fatta aspra vendetta, con +legarlo ad un palo ed esporlo ad essere divorato dalle fiere. Gli +altri da lui ingannati gran pentimento ebbero d'aver bagnate le mani +nel sangue del loro principe, e parte vennero allora uccisi dai +soldati, parte poi dai successori Augusti Tacito e Probo. Funerali +magnifici furono fatti al defunto imperadore dall'armata, la quale +anche scrisse al senato e popolo romano coll'avviso del funesto +successo, e con premura, perchè Aureliano fosse aggregato al catalogo +degli dii. _Tacito_, che fu poi imperadore, il primo allora dei +senatori, quegli fu che dopo un bell'elogio alla memoria di Aureliano, +fu il primo a decretargli tutti gli onori divini. E certamente non si +può negare ad Aureliano la gloria di uno de' più insigni imperadori +romani, per aver egli in sì poco tempo rimesso in piedi e liberato dai +nemici interni ed esterni tutto l'imperio romano, con disposizione di +far altre mirabili imprese, se non gli fosse stato sul più bello +troncato il filo della vita. Era egli tuttavia vegeto d'età, e questa +la sapeva egli conservare colla sobrietà del vivere; e se si ammalava, +non correva giù a chiamar i medici, ma curava egli stesso i suoi mali +con una dieta rigorosa. La sua soverchia severità, benchè gli +partorisse l'odio di molti, pure riuscì di grande utilità alla +repubblica, perchè levò di mezzo o cacciò in esilio i cervelli +torbidi, cabalisti e perturbatori della quiete pubblica. Specialmente +perseguitò egli i delatori, cioè gli accusatori, tanto ben veduti +sotto altri precedenti governi. Non la perdonava nè pure ai suoi +medesimi parenti e familiari. E la moderazione sua nel vestire si +stendeva anche alla moglie e alla figliuola, alle quali, perchè pur +volevano una veste di seta, rispose, _troppo costare una tela che si +vendeva a peso d'oro_. Altre sue lodevoli doti rammenta Vopisco. Ma a +questo egregio principe mancava la clemenza, virtù necessaria, nonchè +sommamente commendabile ne' saggi principi; e da questo difetto, o, +per dir meglio, dalla sua crudeltà fu egli finalmente condotto ad un +fine infelice. + +Avrebbe ognuno creduto che, appena morto Aureliano, l'armata sua +acclamasse Augusto alcuno di quei generali, ma non fu così[2395]. +Forse perchè niun d'essi v'era esente dal reato, o dal sospetto della +morte di Aureliano, però non si poterono indurre i soldati a creare +alcun d'essi imperadore. Anzi scrissero al senato, con pregarlo di +scegliere un imperadore degno di tal posto. Non attentandosi di farlo +il senato, perchè alle armate non soleano piacere Augusti creati in +Roma da' senatori, tre volte corsero e ricopersero lettere fra loro, +rimettendo sempre l'una parte all'altra una tale elezione: +controversia rara, e che facea stupir chiunque era consapevole della +prepotenza dei passati eserciti in tali congiunture[2396]. Durante +questa contesa passarono sei mesi, senza che si eleggesse imperadore; +e, ciò non ostante, nell'interno si godeva buona calma; e tutti i +governatori scelti da Aureliano e dal senato continuavano +tranquillamente ne' loro impieghi, fuorchè _Aurelio Fosco_ proconsole +dell'Asia, in cui luogo fu spedito _Falconio_. Era in questi tempi +prefetto di Roma _Postumio Siagrio_, secondo il catalogo pubblicato +dal Bucherio[2397]; ma Vopisco scrive che nel dì 25 di settembre era +essa prefettura appoggiata ad _Elio Ceseziano_. Quegli che diede fine +a questa sonnolenza, e fece che il senato procedesse alla elezion di +un nuovo imperadore, fu il militar movimento de' Germani[2398], i +quali passato il Reno, aveano già occupato varie nobili città, e +temeva anche guerra dai Persiani. _Velio Cornificio Gordiano_, console +sostituito, rappresentò nel dì 25 di settembre la necessità di crear +un imperadore. Preparavasi a rispondere _Marco Claudio Tacito_, primo +fra i consolari, quando a comun voce fu interrotto dal senato, che +l'acclamò _imperadore_, siccome personaggio, per la rara sua prudenza +ed integrità, riconosciuto degnissimo di quell'eccelsa degnità. Fece +egli resistenza per quanto potè, con allegare l'avanzata sua età, e il +non poter cavalcare e reggere eserciti; anzi, perch'egli avea +preveduto questo colpo, per due mesi era stato ritirato nella +Campania. Ma, alzatosi _Mezio Falconio Nicomaco_, tanto disse, tanto +pregò Tacito, mettendogli davanti il bisogno della repubblica, ch'egli +cedette; e l'elezione sua fu molto applaudita dal popolo e da' +pretoriani, a' quali fu promesso il solito regalo. Si vantava _Tacito_ +d'essere discendente o parente di _Cornelio Tacito_ celebre storico, +ed egli perciò fece mettere in tutte le librerie l'opere di lui; e +pur, ciò non ostante, perite molte di esse sono oggidì indarno +desiderate da' letterati. Era stato console, avea molti figliuoli, ma +giovanetti, ed un fratello uterino, appellato nelle medaglie _Marco +Annio Floriano_. Non capiva in sè per l'allegrezza il senato al +vedersi giunto a poter eleggere dopo sì lungo tempo un Augusto, e si +pregiava di averlo eletto tale, che in breve potè corrispondere +all'espettazione di ognuno, col rimettere in uso gli antichi diritti e +l'autorità del senato e del prefetto di Roma. Ne diedero i senatori +tosto il lieto avviso con lettere a Cartagine, a Treveri, città +libera, ad Antiochia, Aquileia, Milano, Alessandria, Tessalonica, +Corinto ed Atene. Ora Tacito, appena accettato l'imperio e rendute +grazie al senato, ordinò che si mettessero in alcuni templi le statue +d'argento d'_Aureliano_ ed una d'oro nel Campidoglio. Quest'ultima +dipoi non fu posta; le altre sì. Proibì tanto al pubblico, quanto ai +privati il mischiar insieme l'argento e il rame, e l'argento e l'oro. +Vietò che i servi non potessero chiamarsi all'esame contra de' proprii +padroni, e neppure trattandosi di delitti di lesa maestà. Determinò +che si facesse un tempio de' defunti imperadori deificati, volendo +nondimeno che ivi si collocassero le sole statue dei buoni Augusti, +per animar alla loro imitazione i successori. Avendo fatta istanza del +consolato dell'anno susseguente per suo fratello _Floriano_, il +senato, benchè avvezzo a chinar il capo a tutto quanto bramavano i +precedenti Augusti, pure negò a lui questa soddisfazione, adducendo +che già erano disegnati i consoli, ed essere inconveniente il far +torto ad alcun degli eletti. Dicono che Tacito si rallegrasse +all'osservare questa libertà nella cura, e che dicesse: _Sa il senato +di che tempra sia il principe ch'egli ha eletto._ Poscia donò al +pubblico il privato suo patrimonio, le cui rendite si fanno ascendere +dal Salmasio ad un valore ch'io non ardisco di esprimere, parendo +difficile a credersi. Sembra anche inverisimile questo dono per chi +era vecchio ed avea figliuoli; e il _publicavit_ di Vopisco potrebbe +ammettere un altro senso. Tutto poscia il contante ch'egli si trovava +in cassa l'impiegò in pagar le milizie. E tanto per ora basti di +questo imperadore di pochi giorni. + +NOTE: + +[2386] Vopiscus, in Valerian. Zonaras, in Annalibus. + +[2387] Lactantius, de Mortib. Persecut. Eutropius. Syncellus. + +[2388] S. Augustinus, de Civitate Dei, lib. 4, c. 29. + +[2389] Lactantius, de Mort. Persec., cap. 7. + +[2390] Euseb., in Chronic. + +[2391] Vopiscus, in Aureliano. + +[2392] Aurelius Victor, in Epitome. Eutropius, in Breviar. + +[2393] Zosimus, lib. 1, cap. 62. + +[2394] Vopiscus, ibid. + +[2395] Vopiscus, in Aureliano. + +[2396] Vopiscus, in Tacito. Aurelius Victor, in Epitome. + +[2397] Bucherius, in Cycl. + +[2398] Vopiscus, in Aureliano. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXVI. Indizione IX. + + EUTICHIANO papa 2. + FLORIANO imperadore 1. + PROBO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO CLAUDIO TACITO AUGUSTO per la seconda volta ed EMILIANO. + + +Fa menzione Vopisco[2399] di _Elio Scorpiano_, che era console nel 3 +di febbraio dell'anno presente; e perciò si può credere che _Tacito +Augusto_ tenesse un solo mese il consolato. Fra le altre azioni di lui +riferite da Vopisco vi fu l'aver egli bandito da Roma i postriboli, +non già delle pubbliche donne, per quanto io mi figuro, ma bensì di un +vizio più deforme ed abbominevole: provvisione nondimeno che fu di +brevissima durata in un popolo avvezzo ad ogni brutalità, perchè +mancante dei lumi e del freno della vera religione. Proibì ancora il +tenere aperti i bagni in tempo di notte, per impedire le sedizioni; e +vietò, tanto agli uomini che alle donne, il portar vesti di seta. +Volle che si distruggesse la casa propria, e che a sue spese quivi si +fabbricasse un bagno pel pubblico. Cento colonne di marmo di Numidia, +alte ventitrè piedi, donò al popolo d'Ostia. Assegnò alla manutenzion +delle fabbriche del Campidoglio le possessioni ch'egli avea nella +Mauritania; donò ai templi l'argento che serviva alla sua tavola; e +manumise cento dei suoi servi dell'uno e dell'altro sesso. Continuò +poscia a vivere come prima, usando le medesime vesti che gli aveano +servito da privato. La sua tavola continuò ad essere parchissima: il +maggiore imbandimento consisteva in cavoli ed erbaggi. Non volea che +la moglie portasse gemme, e neppure permise al pubblico i ricami d'oro +nelle vesti. Ebbe anche cura di punire rigorosamente gli uccisori di +Aureliano, e sopra gli altri a Mucapor fu dato un rigoroso +gastigo[2400]. S'era fin l'anno dietro udito un gran movimento di +barbari Sciti dalla Palude Meotide, che pretendeano d'essere stati +chiamati da Aureliano Augusto in suo aiuto. Costoro si sparsero pel +Ponto, per la Cappadocia, Galazia e Cilicia, commettendo quelle +ruberie ed insolenze ch'erano il mestier familiare di gente usata alle +rapine. Tacito, benchè vecchio, giudicò debito della sua dignità il +portarsi colà in persona coll'esercito. Seco era _Floriano_ suo +fratello, dichiarato prefetto del pretorio. Da due parti amendue +combatterono contra di tali assassini, con obbligar quelli che non +restarono vittima delle spade romane a ritirarsi ne' lor paesi. Ciò +fatto, si preparava Tacito per tornare in Europa, quando la morte +venne a trovarlo[2401], chi dice in Tarso, chi in Tiana e chi nel +Ponto; e non avendo regnato che sei mesi e giorni, secondo i conti +d'alcuni, si conghiettura ch'egli finisse di vivere nell'aprile +dell'anno presente. Restava tuttavia indeciso ai tempi di Vopisco +s'egli mancasse di vita per malattia naturale, oppure perchè ucciso. +Convengono gli scrittori greci[2402] che violenta fosse la morte sua. +Intorno a ciò scrive Zosimo che avendo Tacito mandato per governator +della Soria _Massimino_ suo parente, costui maltrattò in maniera i +magistrati della città, che tutti cospirarono contra di lui, e gli +levarono la vita. Temendo poscia coloro di ricevere da Tacito il +meritato gastigo, unitisi con quegli uccisori di Aureliano che +restavano anche vivi, tali insidie tramarono ad esso Augusto Tacito, +che il levarono dal mondo. Nulla di più sappiamo di lui, e neppur ne +seppero gli autori della Storia Augusta, se non che[2403] a Terni gli +fu alzata una memoria sepolcrale con istatua, che poi restò atterrata +ed infranta da un fulmine. Certo il suo senno e l'amore del pubblico +bene poteano far sperare da lui delle gloriose imprese; ma il corto +suo vivere gl'impedì il fare di più. Stento io a credere a +Vopisco[2404], quando scrive, aver egli comandato che il mese di +_settembre_ si appellasse _Tacito_, non parendo propria di un sì +saggio vecchio Augusto una sì pueril vanità. + +Dopo la caduta di Tacito, _Marco Annio Floriano_, suo fratello uterino +e prefetto del pretorio, quasi che l'imperio fosse ereditario, si fece +proclamare _Imperadore Augusto_ da' suoi soldati, e non tardò a +spedirne l'avviso al senato romano, il quale non fece difficoltà ad +accettarlo. Ma ritrovandosi allora _Probo_ generale dell'armi romane +in Soria, quell'armata, appena udì la morte di Tacito, che a gran voce +chiamò _imperadore_ esso Probo. Fece egli, almeno apparentemente, non +poca resistenza, siccome personaggio che non avea, per quanto egli +dicea, mai desiderato quell'onore[2405], protestando specialmente a +que' soldati che non troverebbono vantaggio in volerlo innalzare, +perchè egli era uomo poco indulgente. Tuttavia gli convenne cedere, e +tanto più perchè dopo un tal atto sarebbe riuscito pericoloso a lui il +dimorare in istato privato. Perciò ecco insorgere una guerra civile. +_Floriano_ fu riconosciuto per imperadore a Roma, e per tutte le +provincie dell'Europa e dell'Africa, ed anche in Asia sino alla +Cilicia; laddove solamente la Soria, la Fenicia, la Palestina e +l'Egitto si sottomisero a _Probo_, pochissima parte di mondo in +paragone dell'altra. Dimorava allora Floriano verso lo stretto di +Bisanzio, dove avea ristretti gli Sciti rimasti sbanditi nell'Asia, +quando gli giunse l'avviso d'aver per competitore Probo. Lasciati +dunque andare i Barbari, si mise in arnese per procedere coll'armi +contra di lui, e passò nella Cilicia. Probo, all'incontro, perchè si +sentiva assai inferiore di forze, ad altro non pensò che a prepararsi +per la difesa, e a tirare in lungo la guerra, quando arrivò il caldo +della stagione, il quale ardente in quelle parti non solamente si fece +sentir molestissimo ai soldati di Floriano, la maggior parte europei, +e piuttosto usati al freddo, ma li fece anche cadere per la maggior +parte malati. Di ciò informato Probo si accostò coll'esercito suo a +Tarso, dov'era Floriano; e benchè uscissero in ordine di battaglia i +soldati di lui, pure non osarono azzardarsi che ad alcune scaramuccie. +Pertanto, inquieti al veder così indebolita per le malattie la loro +armata, e non ignorando quanto fosse superiore in abilità e merito +l'emulo Probo, il quale si può conghietturare che facesse far loro +delle segrete insinuazioni di molto vantaggio, vennero in risoluzione +di terminar quella guerra, con abbandonar Floriano ed accettar Probo +per imperadore[2406]. La più comune opinione degli storici è, che +_Floriano_ fosse ucciso da' suoi. Aurelio Vittore[2407] nondimeno +lasciò scritto ch'egli, con tagliarsi le vene da sè stesso, si diede +la morte, dopo due mesi in circa d'imperio. Sicchè restò solo +imperadore _Probo_, ed ebbe alla sua ubbidienza tutte le milizie che +si trovavano in Oriente: dopo di che spedì a Roma delle saporite +lettere, rappresentando al senato e al popolo romano, ch'egli per +forza avea ben preso il titolo d'_Augusto_, ma che senza la +approvazion d'essi, ch'erano i principi del mondo, egli non volea +ritenerlo: che ben sapeva di poter far tali slargate da che avea in +mano le forze maggiori dell'imperio, e qual fosse in casi tali l'uso +del senato. Nel testo di Vopisco è scritto che questa lettera di Probo +fu letta in senato nel dì 3 di febbraio, e in lui concorsero i voti e +plausi d'ognuno. Per consenso di tutti i critici, v'ha dell'errore, da +che il medesimo storico confessa cessata la vita di Floriano nella +state dell'anno presente, dopo due o tre mesi d'imperio: e però non +potè Probo nel febbraio di quest'anno aver presa la porpora, nè +aspettar sino al febbraio dell'anno seguente per procurarsi +l'approvazion del senato. + +NOTE: + +[2399] Vopiscus, in Probo. + +[2400] Zosimus, lib. 1, cap. 63. Zonaras, in Annal. Vopiscus, in +Tacito. + +[2401] Aurel. Victor, in Epitome. Eusebius, in Chron. + +[2402] Zosim. Zonar. Euseb. Joan. Malala. + +[2403] Vopiscus., in Flor. + +[2404] Idem, in Tacito. + +[2405] Vopiscus, in Probo. + +[2406] Vopiscus, in Probo. Zosimus. Eusebius. Syncellus. Joannes +Malala. + +[2407] Aurelius Victor, in Epitome. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXVII. Indizione X. + + EUTICHIANO papa 3. + PROBO imperadore 2. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO e MARCO AURELIO PAOLINO. + + +Nelle medaglie[2408] il novello imperadore porta il nome di _Marco +Aurelio Probo_. Egli era[2409] nativo di Sirmio nella Pannonia, di +famiglia mediocre e mal provveduta di beni. Diedesi in sua gioventù +alla milizia, e sotto Valeriano Augusto per li suoi buoni portamenti +arrivò ad essere tribuno. Lodavasi forte in lui la bella presenza, il +coraggio e la probità de' costumi corrispondente al suo cognome. Non +poche segnalate imprese fece egli in guerra contra varie nazioni +barbare e contro i ribelli dello imperio, di modo che fu carissimo a +Gallieno imperadore, il quale, scrivendo a lui, il chiamava suo padre. +Tanto lo stimò Aureliano Augusto, che parve inclinato a volerlo per +suo successore; e Claudio e Tacito il riguardavano sempre come il +miglior nobile della repubblica romana. Vopisco rapporta varie +prodezze di lui ed alcune lettere dei suddetti Augusti in pruova del +gran concetto che aveano di questo personaggio quando era in privata +fortuna. Nel mestier poi della guerra niun forse il pareggiava, nè a +lui mancava il bel segreto di farsi amar dai soldati, non già con +lasciar loro la briglia sul collo, ma con far conoscere ad ognuno +quanto gli amasse. Li visitava sovente; nulla voleva che loro +mancasse, nè che lor fosse fatta ingiustizia alcuna; anzi colla sua +saviezza spesso placava il crudel Aureliano, se il trovava adirato +contra di loro. Qualor si faceva qualche bottino, a riserva dell'armi, +tutto voleva che si dividesse fra i medesimi soldati. Per altro li +teneva egli continuamente in esercizio e in lavorieri, affinchè +s'indurassero nelle fatiche, imitando in ciò l'africano Annibale. E +però in molte città fece da essi fabbricar ponti, templi, portici ed +altri edifizii, e seccar nell'Egitto delle paludi, per potervi +seminare, aprendo canali che scaricassero l'acque, e facilitando in +altre maniere il traffico pel fiume Nilo. Creato poscia imperadore in +età, e riconosciuto per tale da tutti i popoli del romano imperio, in +così belle azioni s'impiegò, che Vopisco si lasciò scappar dalla +penna, a mio credere, una sfoggiata iperbole, con dire ch'egli fu da +preferire ad Aureliano, Traiano, Adriano, agli Antonini, ad Alessandro +e Claudio Augusti, perchè ebbe tutte le loro virtù, ma non già i loro +difetti. Così Vopisco[2410], il qual poi si trova aver saputo sì poco +delle gesta di questo imperadore. Scrive Zosimo[2411] che una delle +prime sue applicazioni fu quella di punire gli uccisori di Aureliano e +di Tacito. Nè arrischiandosi a tal giustizia con pubblicità, li fece +invitar tutti ad un convito, dove furono tagliati a pezzi dalle sue +guardie, fuorchè uno che si salvò, e preso dipoi fu abbruciato vivo. +Ma Vopisco[2412] non s'accorda con lui, confessando bensì che Probo +vendicò la morte di quegli imperadori, ma con più moderazione e +discretezza che non aveano prima fatto i soldati e Tacito Augusto. +Perdonò ancora a coloro che aveano sostenuto _Floriano_ contra di lui, +perchè seguaci non di usurpatore o tiranno, ma di un fratello del +principe. Nel mentre che si trovavano imbrogliati gli affari pubblici +per la morte di Tacito e per la disputa dell'imperio tra Floriano e +Probo, i popoli della Germania, passato il Reno[2413], occuparono non +poche città delle Gallie in que' contorni. Vopisco[2414] ci vorrebbe +far credere che tutte quelle provincie dopo la caduta di Postumo +restassero sconvolte: e che, tolto di vita Aureliano, venissero in +poter d'essi Germani. Pertanto l'Augusto Probo, lasciato per ora il +pensiero di passare a Roma, sen venne a Sirmio sul principio di +maggio, e di là poi marciò alla volta del Reno. Trovò i Barbari sparsi +per le città galliche, e diede loro addosso in varii combattimenti, +con farne una strage incredibile. In una lettera da lui scritta al +senato romano si pregia d'aver uccisi quattrocento mila di que' +Barbari, e di averne presi sedici mila, ch'erano poi arrolati nelle +truppe romane, e da lui sparsi in varii luoghi e in diverse legioni. +Temer si può che sia scorretto qui il testo di Vopisco, o che la morte +di tanti armati sia un vanto, difficile a credere. Ricuperò Probo e +liberò dal giogo barbarico sessanta o settanta città nobili delle +Gallie. + +Racconta qui Zosimo[2415] una cosa strana, cioè che, provandosi gran +carestia di viveri nell'armata sua, oscuratosi il cielo +all'improvviso, cadde una dirotta pioggia, e seco una tal quantità di +grano, che se ne trovavano dei mucchi nella campagna. Stupefatti i +soldati, non ardivano di valersi di questo soccorso; ma incalzati +dalla fame, fecero macinar quel grano, e il trovarono molto a +proposito per saziarsi. Non avrei fatta io menzione di questo +racconto, che, al pari degli altri lettori, credo anch'io favoloso, e +tanto più perchè Vopisco non ne dice parola, e Zonara[2416] ne parla +dubitativamente; ma non ho voluto ometterlo, perchè anche nell'anno +1740 vennero nuove che in una villa dell'Austria era piovuto del +grano, e ne ebbi io stesso sotto gli occhi, ma senza essersi potuto +chiarire se il vento lo avesse colà trasportato da altro luogo, o in +qual altra maniera ciò seguisse: dovendo per altro essere certo che +grano tale (se pur ne fu vera la pioggia) non era nato in cielo, nè +venuto da quel paese, dove non si ara nè semina. Aggiugne il suddetto +Zosimo che intervenne lo stesso Probo Augusto ad una gran battaglia +data ai Logioni, popoli della Germania, que' medesimi probabilmente +che son chiamati Ligi da Cornelio Tacito. La vittoria fu dal canto de' +Romani; Sennone, principe di quella gente, col figliuolo restò +prigioniere; ma Probo li rimise poscia in libertà mercè di un trattato +di pace, per cui furono restituiti tutti i prigioni e le prede da lor +fatte. Seguì ancora un fiero combattimento tra i generali di Probo e i +popoli Franchi, mentre l'imperadore in persona facea guerra, e venne +alle mani coi Borgognoni e Vandali sulle rive del Reno, popoli che non +si sa intendere come dalla Tartaria o da altro paese settentrionale +fossero pervenuti fin colà. Non avea Probo forze tali da poter +combattere del pari con quelle sterminate masnade di Barbari; però da +saggio cercò solamente di dividerli. Tanto dunque gli attizzarono i +Romani con dir loro delle villanie, e mostrando poi di fuggire, se +alcun d'essi passava di qua dal Reno, che gran parte del loro campo +passò il fiume. Non tardarono allora i Romani ad assalirli e disfarli; +e quei che restarono intatti di là, non ottennero pace se non con +obbligarsi di restituir tutto il bottino e i prigioni. Perchè non +eseguirono con fedeltà il trattato, Probo andò ad assalirli ne' loro +trincieramenti, una parte ne uccise, un'altra ne fece prigioniera con +_Igillo_ lor principe; e questi, mandati nella gran Bretagna a popolar +quel paese, servirono dipoi con fedeltà al romano imperio. Anche +Vopisco attesta che Probo, avendo valicato il Reno, portò la guerra in +casa de' Barbari, e li fece ritirare sino ai fiumi Necro ed Alba, con +torre loro non minor bottino di quel che essi aveano fatto nel paese +romano. Continuò ancora molto tempo quella guerra, senza che passasse +giorno in cui non gli fossero portate molte teste di que' Barbari, per +cadauna delle quali egli pagava una moneta d'oro. Un tal guasto +obbligò nove di que' principi a venire a' suoi piedi e a dimandar +pace. Questa fu loro accordata, purchè dessero ostaggi, ed insieme una +contribuzion di vacche, pecore e grano. Veggonsi medaglie[2417] di +Probo colla _vittoria germanica_, le quali son da riferire all'anno +presente, od anche al susseguente, parendo che tante imprese non si +potessero compiere in pochi mesi. Cominciò in quest'anno[2418] ad +infettare il mondo l'eresia di Manete, che stese poi di molto le +radici, e durò di poi per moltissimi secoli, con penetrar anche +nell'Italia dopo l'anno millesimo della era volgare. + +NOTE: + +[2408] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2409] Vopiscus, in Probo. Victor, in Epitome. + +[2410] Vopiscus, in Floriano. + +[2411] Zosimus, lib. 1, cap. 65. + +[2412] Vopiscus, in Probo. + +[2413] Zosimus, lib. 1, c. 67. + +[2414] Vopiscus, in Probo. + +[2415] Zosimus, lib. 1, c. 67. + +[2416] Zonaras, in Annalib. + +[2417] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[2418] Eusebius, in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXVIII. Indiz. XI. + + EUTICHIANO papa 4. + PROBO imperadore 3. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO per la seconda volta e LUPO. + + +_Furio_ o _Virio Lupo_ fu prefetto di Roma[2419] nell'anno presente e +ne' due susseguenti. Si figurò il Panvinio ch'egli procedesse ancora +console in questo anno: il che può essere vero, quando si supponga già +introdotto l'uso d'unir insieme queste due dignità. Dopo aver +restituita la quiete alle Gallie, passò lo _Augusto Probo_ nella +Rezia[2420], e lasciò quel paese in somma pace, e libero per allora +dal sospetto di ricevere molestia da' nemici del romano imperio. +Arrivato nell'Illirico, compianse quelle contrade infestate e messe a +sacco dai Sarmati e da altre nazioni barbare. Il terrore, che seco +portavano l'armi di lui, fu bastante a dissipar tutta la nemica gente, +e a ripigliar il possesso di ogni luogo da lor preso, quasi senza +sfoderare le spade. Continuato il cammino, trovò anche la Tracia +gemente per la irruzion de' Goti in quelle parti. Duolsi Vopisco che +la storia di questo insigne imperadore fosse come perita a' suoi +tempi; e pur egli fiorì poco più di un mezzo secolo dappoi. Altro +dunque non ci seppe egli dire delle imprese di Probo nella Tracia, se +non che tal paura concepirono di lui i Goti, che parte si sottomise ai +di lui voleri, e parte stabilì con dei trattati una buona amicizia coi +Romani. Gran tempo era che i popoli dell'Isauria stavano ribelli al +romano imperio, senza aver potuto i precedenti Augusti ridurli al +dovere, perchè le asprissime lor montagne tante rocche erano di lor +difesa, e quivi si manteneano a forza di ruberie continue. Probo, +aspirando alla gloria di domar quegli assassini, marciò a quella +volta, e nel viaggio colse e fece morire _Palfurio_, potentissimo capo +di que' ladroni: e con tal arte dipoi maneggiò la guerra, che liberò +tutta l'Isauria, e rimise in quelle parti l'autorità e le leggi della +romana repubblica. Non vi fu luogo, per iscosceso che fosse, in cui +non tendessero d'entrare o per amore o per forza i di lui soldati: +benchè egli dipoi dicesse essere tale quel paese, che ben più facile +era l'impedirne l'entrata ai ladroni che il cavarneli, se vi fossero +entrati. Donò ai veterani molti di quei luoghi a titolo di benefizio +(noi diciamo ora feudo), con obbligo ai loro figliuoli di militare +dopo i diciotto anni, acciocchè non imparassero prima il mestier del +rubare che quel della guerra. Ma per quanto egli facesse, non andò +molto che quel popolo tornò alla ribellione, ed il paese seguitò ad +essere un nido di ladri. Parla anche Zosimo[2421] dei fatti +dell'Isauria, scrivendo che un certo Lidio di quella nazione, gran +capo di masnadieri, e forse non diverso da quel Palfurio che vien +mentovato da Vopisco, con un corpo di gente avea fin qui malmenata la +Licia e la Panfilia. All'approssimarsi dell'armata romana andò a +rinserrarsi co' suoi in Cremma, fortezza inespugnabile della Licia per +la sua situazione in montagna e per le fosse profonde. Quivi +assediato, fece rasar molti edifizii per seminarvi, ma conoscendo ciò +non bastante al bisogno, si scaricò delle persone inutili, mandandole +fuori; e perchè furono queste fatte rientrar dai Romani, il crudel +uomo le fece precipitar giù da que' dirupi. Trovò anche maniera di +cavare una strada sotterranea, per cui i suoi uscivano a bottinare. +Per via d'una donna fu scoperto l'affare. Allora Lidio si sbrigò col +ferro di quei ch'erano superflui alla difesa. Non finiva sì presto +quel blocco, se un valente suo maneggiator di macchine, che solea +colpir colle freccie dovunque mirava, battuto ingiustamente da lui, +non fosse fuggito al campo de' Romani, da dove con una saetta +mortalmente ferì Lidio in tempo ch'egli si affacciava ad una finestra +per guatare gli andamenti dei nemici. Questo colpo diede fine +all'assedio, essendosi renduti quei difensori. Probabilmente son da +riferire all'anno presente tutte le suddette prodezze dell'Augusto +probo. Truovasi qualche sua medaglia[2422], dove è menzionata la +_vittoria gotica_, attribuita con ragione all'anno corrente, e con +indizio che qualche battaglia con fortunato esito fosse stata data ai +Goti, ancorchè Vopisco nulla parli di combattimenti con quella +nazione. + +NOTE: + +[2419] Bucherius, in Cycl. + +[2420] Vopiscus, in Probo. + +[2421] Zosimus, lib. 1, c. 69. + +[2422] Mediobarb., in Numism. Imperator. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXIX. Indiz. XII. + + EUTICHIANO papa 5. + PROBO imperadore 4. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO per la terza volta e NONIO MARCELLO per la +seconda. + + +Questo secondo consolato di _Nonio Marcello_ è appoggiato ad una +iscrizione romana da me data alla luce[2423]. Coronato di vittorie +passava l'Augusto Probo di un paese in un altro. Dalla Soria dunque +mosse egli contro ai popoli Blemmii, confinanti all'Egitto. Costoro, o +per forza, o perchè chiamati da qualche congiurato, s'erano +impadroniti di Copto e di Tolemaide, città egiziane, che presto +cederono alle forze dell'armata romana, con istrage dei +difensori[2424]. Ed essendo mandati molti di costoro a Roma +prigionieri, per la sparutezza e novità del volto e del portamento +loro, furono oggetto di stupore a chiunque li mirava. La sconfitta di +que' popoli, giudicati in que' tempi il terrore de' lor vicini, diede +molto da paventare al re di Persia, creduto _Narseo_ o _Narsete_. +Probo Augusto in fatti meditava di fargli guerra, quando +sopraggiunsero i di lui ambasciatori, dimandando pace con assai +umiltà. Probo con sostenutezza gli accolse, non volle ricevere i +regali a lui inviati, con dire che si maravigliava come il re loro +inviasse così poca cosa ad un principe, il quale, qualor gli piacesse, +diverrebbe padrone di tutto il di lui paese. Con tale risposta li +rimandò spaventati e confusi. Cresciuta perciò la paura ne' Persiani, +di nuovo spedirono legati con esibizioni tali, che Probo soddisfatto +conchiuse pace con loro. Fu di parere il padre Petavio che +appartenesse più tosto a _Probo_ ciò che Sinesio[2425] attribuisce a +_Carino Augusto_, con iscrivere che, avendo il re persiano fatta +qualche ingiuria ai Romani, l'imperadore marciò per l'Armenia colla +sua armata contra di lui. Giunto sulla cima della montagna, onde si +scopriva la pianura della Persia, con quella vista rallegrò i suoi +soldati, dicendo essere quello il paese, dove avrebbono sguazzato +nella abbondanza, e che pazientassero per ora il difetto di molte +cose. Quindi, postosi a tavola sopra l'erba, fece portare il suo +pranzo, consistente in una sola scudella di piselli, e in qualche +pezzo di porco salato; ed eccoti l'avviso di essere arrivati gli +ambasciatori persiani. Senza muoversi, senza mutarsi d'abito, mentre +era vestito di una casacca di porpora, ma di lana, e con un cappello +in testa, perchè calvo affatto, diede loro udienza; e disse che se il +re loro non provvedeva, vedrebbe in breve tutte le di lui campagne sì +nude d'alberi e grani, come la sua testa era di capelli, e, così +dicendo, si levò il cappello. Esibì a que' legati la sua tavola, se +aveano bisogno di mangiare; se no, che se ne andassero. La relazione +da costoro fatta al re di un imperadore e di un'armata sì poco curante +delle delizie e del lusso, talmente accrebbe il terror dei Persiani, +che il re stesso in persona fu a visitar l'imperadore, e ad +accordargli tutto ciò ch'egli desiderava. Noi non sappiamo che +_Carino_ facesse guerra a' Persiani; abbiamo bensì da Vopisco[2426], e +lo vedremo fra poco, avere l'imperador _Caro_ portate felicemente +l'armi contra di loro; e però potersi a lui più tosto che a Carino +riferir questo fatto. Contuttociò convien esso meglio a Probo, a cui +bastò di far paura ai Persiani, senza adoperar l'armi per farsi +rispettare. + +NOTE: + +[2423] Thesaurus Novus Inscription., pag. 267. + +[2424] Vopiscus, in Probo. + +[2425] Synesius, de Regno. + +[2426] Vopiscus, in Caro. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXX. Indiz. XIII. + + EUTICHIANO papa 6. + PROBO imperadore 5. + +_Consoli_ + +MESSALA e GRATO. + + +Un marmo rapportato dal Malvasia[2427] ci fa vedere un _Lucio Pomponio +Grato_ due volte console. Non è improbabile che ivi si parli del +console dell'anno presente. Lasciato ch'ebbe lo Augusto Probo in una +invidiabil pace l'Oriente, se ne ritornò in Europa. Fermatosi nella +Tracia, ricorsero a lui i Bastarni, popolo barbaro abitante verso le +bocche del Danubio, forse perchè cacciati dai lor nemici, o pure per +migliorar di paese, chiedendogli abitazione nelle terre romane, e +promettendo fedeltà[2428]. A cento mila di costoro assegnò Probo +campagne da coltivar nella Tracia, e costoro da lì innanzi furono +assai fedeli al romano imperio. Non così fu de' Gepidi, Grotunghi, o +sieno Trutunghi, e Vandali, molte migliaia de' quali ottennero +anch'essi di fissar il piede nelle provincie romane, acciocchè le +popolassero. Imperciocchè costoro, appena videro occupato Probo in +guerreggiar contro ai tiranni (de' quali fra poco parlerò), che si +rivoltarono, e, parte per terra, parte per mare, gravissimi danni +recarono a più contrade romane. Fu perciò obbligato dipoi l'imperadore +Probo a volgere l'armi contra di que' masnadieri, con opprimerli sì +fattamente, che pochi ne ritornarono vivi all'antico loro paese. +Abbiamo nondimeno da Zosimo che una parte de' Franchi, la quale si era +stabilita nel paese romano, fatta una sollevazione e raunata gran +copia di navi, infestò la Grecia; passata dipoi in Sicilia, vi prese +la città di Siracusa con grande strage di que' cittadini; ed infine +respinta dall'Africa, ebbe la fortuna, uscendo probabilmente dallo +stretto di Gibilterra, di ritornarsene sana e salva nella Germania. +Ancorchè manchino lumi per accertare il tempo in cui seguì e terminò +la ribellion di _Saturnino_, parlandone Eusebio[2429] sotto +quest'anno, e non dissentendo Vopisco[2430], a me non disdirà il farne +qui parola. Vedemmo già un _Saturnino_ tiranno sotto Gallieno; per +consenso di tutti gli antichi storici[2431], un altro di tal nome si +sollevò a' tempi di Probo. Trovansi medaglie[2432], nelle quali l'un +di essi è chiamato _Sesto Giulio Saturnino_, e l'altro _Publio +Sempronio Saturnino_, amendue col titolo di _Augusti_, senza potersi +ben chiarire qual d'essi appartenga al regno di Probo. Secondo il +Tillemont[2433], _Sesto Giulio_ par quegli che in questi tempi si +rivoltò. Zosimo il fa nato nella Mauritania; Vopisco cel dà oriondo +dalle Gallie, cioè da un paese inquietissimo e facile a crear dei +nuovi principi e a scuotere il giogo. Però Aureliano[2434], avendolo +fatto comandante dell'armi nelle frontiere dell'Oriente, specialmente +ordinò che costui non entrasse mai nell'Egitto, ben conoscendo il +carattere de' Galli, e l'inquietudine e vanità degli Egiziani, avidi +sempre di cose nuove. Si era segnalato Saturnino in varii posti +militari e in diverse occasioni di guerra, di modo che egli si vantava +di aver estinte le turbolenze delle Gallie, liberata l'Africa dalle +mani de' Mori, e data la pace alle Spagne. In somma era creduto il più +bravo generale che si avesse a' suoi di Aureliano. Probo Augusto lo +amava anche egli forte, e fidavasi assaissimo di lui. Avea inoltre +costui cominciato a fabbricare una nuova città in Antiochia, o pure +un'Antiochia nuova[2435], in non so qual paese. Ma essendo egli andato +in Egitto contro il divieto, il popolo troppo volubile d'Alessandria +lo acclamò improvvisamente _Augusto_. Saturnino, per operar da uomo di +onore, fuggì di colà, e si ritirò nella Palestina; ma quivi tanto gli +dovettero picchiar in capo gli amici suoi, rappresentandogli il +pericolo di vivere privato dopo un tal fatto, che si lasciò indurre a +prender la porpora e il titolo d'_Augusto_. Per altro, si dice[2436] +che egli mal volentieri si riducesse a questo; e fra le acclamazioni +del popolo gli cadevano le lagrime dagli occhi, considerando +gl'imminenti pericoli; e a chi gli facea coraggio, tenne un bel +discorso intorno alla miseria de' regnanti, e riconobbe che questo +passo il menava alla morte. Pretende Zonara[2437], tale essere stato +l'amore e la fiducia che a questo generale professava Probo, che fece +punir come calunniatore il primo che portò la nuova della di lui +ribellione. Gli scrisse anche più lettere per assicurarlo della sua +grazia; ma prevalendo le insinuazioni di chi sosteneva non doversi +egli fidar di sì belle parole, non si seppe arrendere. Pertanto colà +inviò l'Augusto Probo un corpo di milizia, a cui molte altre si +unirono, abbandonando Saturnino, il quale, assediato in un forte +castello, restò in fine preso, e gli fu reciso il capo contro la +volontà di Probo: con che tornò la calma nell'Oriente e nell'Egitto. + +A questi medesimi tempi mi sia lecito di riferir anche la ribellione +di _Procolo_ e di _Bonoso_, esposta da Vopisco[2438], ed appena +accennata da Aurelio Vittore[2439] e da Eutropio[2440]. Era _Tito Elio +Procolo_[2441] nativo di Albenga nella Riviera di Genova, avvezzo dai +suoi maggiori al mestier de' ladroni, in cui era divenuto sì ricco, +che al tempo della sua rivolta potè mettere in armi due mila de' suoi +proprii servi. Datosi alla milizia, giunse ad essere tribuno di varie +legioni, e bei fatti d'arme si contavano di lui, non men che brutti +della sua abbominevole lussuria. Trovavasi egli in Colonia, e dicono +che, giuocando agli scacchi, per burla un soldato o buffone il chiamò +_Augusto_, e portata una veste di lana di color di porpora, gliela +mise addosso; e che per tal atto sul timore di gastigo egli tentò +l'esercito, e trovatolo condiscendente, assunse daddovero il nome di +_Augusto_. Credesi che a questo salto più d'ogni altro lo animasse la +moglie sua, donna d'animo virile, e che poi fu nominata Sansone. Anche +i Lionesi, disgustati di Aureliano per i mali trattamenti ricevuti da +lui, confortarono costui a prendere la porpora. Per attestato di +Vopisco[2442], la Gallia Narbonese, le Spagne e la Bretagna a lui si +sottomisero, ed avendo in que' tempi gli Alemanni fatta una incursione +nelle Gallie, Procolo li disfece in più volte. Ma rimase anch'egli +disfatto dall'armata che contra di lui inviò Probo, dalla quale +perseguitato sino ai confini, si raccomandò all'aiuto dei Franchi, ma +questi il tradirono, ed egli perdè la vita. Non diverso fine ebbe un +altro ribello, cioè _Bonoso_[2443], che osò di farsi dichiarar +_Imperadore_. Costui era nato in Ispagna, ma originario dalla +Bretagna, e la madre sua procedeva dalla Gallia. Oltre al credito di +essere un bravo uffiziale, godeva ancor l'altro di essere un +solennissimo bevitore. Quando più ne tracannava, più fresco sempre +appariva, in guisa che Aureliano imperadore ebbe più volte a dire: +_Costui non è nato per vivere, ma per bere_. Se ne serviva +quell'Augusto per cavare i segreti degli ambasciadori de' Barbari, +restando essi ubbriachi, ed egli no. Ma perciocchè, comandando egli +l'armi romane al Reno, per poca guardia de' suoi riuscì ai Germani di +bruciar la flotta romana esistente in quel fiume, per timore d'esserne +gastigato, si fece proclamar _Imperadore_[2444]. Pare che ciò +succedesse nel tempo che Procolo si era anch'egli ribellato, e che +unitamente si sostenessero contro le forze di Probo. Attesta Vopisco +che occorsero varii combattimenti per atterrar questo tiranno, il +quale in fine terminò la sua vita sopra una forca, con dire allora la +gente: _Mirate là pendente non un uomo, ma un gran fiasco_. Zosimo +poi[2445] e Zonara[2446] fanno menzione della ribellione di un +governatore della Bretagna, senza nominarlo. Del che avvertito Probo, +ne fece querela a _Mauro Vittorino_, perchè sulla raccomandazione di +lui gli avesse dato quel governo. Vittorino per questo andò a trovare +in Bretagna l'amico, ed ebbe maniera di farlo trucidare. Qualche +sedizion di gladiatori fu anche in Roma, e con esso loro si unirono +molti della plebe romana, laonde fu d'uopo che Probo mandasse +dell'armi a Roma per soggiogarli. Il che pienamente gli riuscì. + +NOTE: + +[2427] Malvasia, Marm. Felsin., pag. 353. + +[2428] Vopiscus, in Probo. Zosimus, l. 1, c. 71. + +[2429] Eusebius, in Chron. + +[2430] Vopiscus, in Probo. + +[2431] Zosimus, Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Brev. + +[2432] Goltzius et Mediob., in Numismat. Imper. + +[2433] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2434] Vopiscus, in Saturn. + +[2435] Euseb., in Chron. + +[2436] Vopiscus, in Saturn. + +[2437] Zonaras, in Annalib. + +[2438] Vopiscus, in Probo. + +[2439] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2440] Eutrop., in Breviar. + +[2441] Goltzius et Mediob., in Numismat. Imperat. + +[2442] Vopiscus, in Probo. + +[2443] Idem, in Bonoso. + +[2444] Vopiscus, in Probo. + +[2445] Zosimus, lib. 1, cap. 66. + +[2446] Zonaras, in Annalibus. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXXI. Indizione XIV. + + EUTICHIANO papa 7. + PROBO imperadore 6. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO per la quarta volta e TIBERIANO. + + +Prefetto di Roma fu _Ovinio Paterno_[2447] in quest'anno. Resta +tuttavia in disputa il tempo, in cui Probo Augusto entrasse trionfante +in Roma. Ma certo sembra più proprio questo che gli altri, giacchè +dopo tante vittorie contro le nazioni barbare, e dopo aver restituita +la pace a tutto l'imperio romano, potè egli finalmente venir a +cogliere gli allori e i plausi nella dominante città[2448]. In questo +suo trionfo precedevano varie schiere di nazioni barbariche da lui +vinte. Diedesi poi una caccia magnifica di fiere nel circo, del quale +era stata formata una selva, con trasportarvi gli alberi interi colle +loro radici. Vi si videro mille struzzoli ed altrettanti cervi, +cignali, caprioli, ibici ed altri animali che mangiano erba; e se ne +lasciò la preda al popolo. Nel dì seguente si fecero comparire +nell'anfiteatro cento lioni colle lor giubbe o crini, che coi ruggiti +formavano una specie di tuono. Furono tutti uccisi, ma con ispettacolo +che diede poco divertimento o piacere al popolo. Lo stesso avvenne di +ducento leopardi, di cento lionesse e di trecento orsi. Si fecero +ancora combattimenti di gladiatori, condotti in numero di trecento +paia; e Probo diede un ricco congiario al popolo. Aveva egli fin sul +principio del suo governo rimesse in piedi le appellazioni dai +processi e da altri primarii magistrati al senato, come era ne' vecchi +tempi, e conceduto al medesimo senato di mandare i proconsoli, e di +dar loro i legati, o vogliam dire i luogotenenti, e il gius pretorio +ai governatori nelle provincie; volendo ancora che le leggi da esso +Augusto fatte venissero confermate con decreto del medesimo senato. +Tanta autorità restituita a quell'insigne corpo, per cui pareva ai +senatori d'essere tornati ai tempi di Augusto, procacciò a Probo un +gran plauso e lode. In questi tempi poi di pace, affinchè i soldati +non si guastassero nell'ozio, gl'impiegò in varie faccende, +specialmente in piantar vigne nelle colline delle Gallie, della +Pannonia e della Mesia, permettendo ad ognuno[2449], e massimamente ai +popoli delle Spagne, di aver delle vigne: licenza che dopo Domiziano +non era conceduta a tutti. Giuliano Apostata[2450] scrive che Probo +nel breve corso del suo imperio rifabbricò ed ornò ben settanta varie +città. E da Giovanni Malala[2451] abbiamo ch'esso Augusto adornò in +Antiochia il Museo e il Ninfeo con de' musaici; siccome ancora ordinò +che l'erario pubblico di quella città contribuisse de' salarii +annuali, affinchè gratuitamente la gioventù di Antiochia fosse +istruita nelle lettere. + +NOTE: + +[2447] Bucherius, de Cycl. + +[2448] Vopiscus, in Probo. + +[2449] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviario. Vopiscus, +in Probo. + +[2450] Julianus, de Caesaribus. + +[2451] Joannes Malala, in Chronogr. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXXII. Indizione XV. + + EUTICHIANO papa 8. + PROBO imperadore 7. + CARO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO per la quinta volta e VITTORINO. + + +Ebbe Roma in quest'anno per suo prefetto _Pomponio Vittorino_, o sia +_Vittoriano_[2452], il quale vien creduto da alcuni lo stesso che +_Vittorino_ console. Quai nuovi disgusti avessero i Persiani recato +all'imperio romano, è a noi ignoto. Solamente sappiamo che Probo +imperadore era in procinto di far loro guerra. A questo fine marciò +egli coll'armata a Sirmio nella Pannonia, o sia nell'Illirico, con +disegno di passar in Oriente; ma eccoti que' medesimi soldati che lui +aveano renduto vincitore di tanti nemici, levargli la vita con +improvvisa sedizione[2453]. I motivi de' loro disgusti erano il +vedersi sempre d'una in altra fatica da lui impiegati senza mai goder +posa nè quartieri, dicendo egli _che il soldato non dovea mangiare il +pane a tradimento_; siccome ancora l'essergli scappato un giorno _che +sperava di ridurre in tale stato di quiete la repubblica, che non vi +fosse bisogno di soldati_; detto inverisimile in bocca di un sì saggio +imperadore. Ma quel che più irritò molti d'essi militari, fu, che +desiderando egli di accrescere e rendere più fecondo il territorio di +Sirmio sua patria, ordinò a molte migliaia di soldati di cavar una +fossa, per seccare una vasta palude in quelle parti. Per questo +inferociti coloro, un dì se gli scagliarono addosso[2454]; ed ancorchè +egli fuggisse nella torre ferrata, pur questa non fu sufficiente a +sottrarlo al loro furore e a salvargli la vita. Credesi che succedesse +la morte sua nell'agosto di quest'anno, correndo l'anno settimo del +suo imperio, e che egli non avesse più che cinquanta anni d'età[2455], +principe degno di lunghissima vita, perchè in valore non la cedeva ad +alcuno de' suoi predecessori, e nella clemenza moltissimi ne superò; +e, trovata la romana repubblica in cattivo stato, la rimise +nell'antica sua potenza di onore, più sempre pensando al pubblico che +al privato suo bene. Non si sa ch'egli avesse o lasciasse figliuoli; +si tiene che avesse moglie, ma senza che se ne possa assegnare con +sicurezza il nome. Perciò non intendiam bene ciò che significhi +Vopisco[2456] con dire che i di lui posteri si ritirarono da Roma, e +andarono ad abitare nel territorio di Verona verso i laghi di Garda e +di Como. Fu eretto dipoi dai soldati un magnifico sepolcro a Probo con +iscrizione denotante lui veramente principe dabbene, e vincitor delle +nazioni barbare e dei tiranni. Giunta a Roma la nuova della di lui +morte, inconsolabile si fece conoscere il dolore del senato e popolo +romano, non tanto per avere perduto un ottimo principe, quanto per +paura che a questa perdita tenessero dietro dei gravissimi guai, +siccome in fatti avvenne. Niuno vi fu degli onori anche sacrileghi, +che Roma pagana sapesse decretare alla memoria dei loro Augusti, di +cui restasse privo il defunto Probo, essendo egli stato deificato, +innalzati templi al suo nome, e stabiliti ogni anno da farsi i giuochi +circensi in onore di lui. + +Prefetto del pretorio di Probo era _Marco Aurelio Caro_, e non pochi +furono coloro che sospettarono aver egli tenuta mano all'uccision del +suo principe. Vopisco[2457] da simil taccia il difende, allegando +l'integrità de' costumi di esso Caro, e l'aver egli fatta dipoi severa +giustizia di chi avea tolta la vita a quell'insigne imperadore. Ma non +seppe Vopisco assegnare qual fosse la vera patria di Caro, facendolo +alcuni nato in Roma, altri nell'Illirico ed altri in Milano. I due +Vittori[2458], Eutropio[2459] ed Eusebio[2460] cel rappresentano nato +in Narbona nella Gallia. Egli nondimeno pretendeva che i suoi maggiori +fossero di patria Romani. Per varii gradi militari era egli salito +all'eminente di prefetto del pretorio, e fu sommamente amato e +stimato, non men da Probo che dall'armata tutta, ancorchè, secondo +Giuliano Apostata[2461], egli fosse di genio melanconico e severo. Di +due suoi figliuoli il primogenito fu _Marco Aurelio Carino_, la cui +infame vita, troppo diversa da quella del padre, la vedremo fra poco. +L'altro si crede appellato _Marco Aurelio Numeriano_, di costumi +saggio e di maniere molto amabile. In due iscrizioni da me date alla +luce[2462] egli porta il nome di _Marco Numerio Numeriano_; e però è +da vedere se sieno legittime certe medaglie[2463] spettanti a lui, o +se il difetto fosse in tali iscrizioni. Ora, tolto di vita Probo, +concorsero i voti dei più dell'imperiale armata nella persona di esso +_Caro_, e il proclamarono _Augusto_, giudicandolo più d'ogni altro +meritevole di quell'eccelsa dignità, e volendo con ciò rimettere in +piedi l'uso negli eserciti di creare gl'imperadori, senza riceverli +dalle mani del senato. Portata questa nuova a Roma, tanto il senato +che il popolo se ne rattristarono forte, non perchè non sapessero +ch'egli era un buon uomo, benchè troppo inferiore a Probo[2464], ma +perchè ognun temeva _Carino_, di lui figliuolo, troppo screditato per +li suoi vizii. Nè tardò già Caro a dichiarar Cesari amendue i suoi +figliuoli, cioè _Carino_ e _Numeriano_. Poscia perchè il minore troppo +giovane non parea proprio per governar popoli, inviò il maggiore, cioè +_Carino_, nelle Gallie[2465], dandogli facoltà di comandar a quelle +provincie, ed insieme all'Italia, all'Illirico, alle Spagne, alla +Bretagna, come se fosse Augusto; giacchè esso Caro imperadore avea già +presa la risoluzione di passar in Oriente contra dei Persiani. Ma si +mostrò sempre scontentissimo di non avervi potuto inviar _Numeriano_, +perchè ben conosceva le ribalderie di Carino; anzi fu creduto che, se +vivea un poco di più, avrebbe levato ad esso Carino il titolo di +Cesare, per non lasciare un pessimo successore a sè stesso e +all'imperio. Mandandolo nondimeno nelle Gallie, gli mise a' fianchi +de' consiglieri onorati e saggi, rimedio di poca utilità, qualora nei +principi si unisca debolezza di testa ed inclinazione cattiva. + +NOTE: + +[2452] Bucher., in Cycl. + +[2453] Vopiscus, in Probo. Julianus, de Caesaribus. + +[2454] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviario. Eusebius, +in Chronico. + +[2455] Johannes Malala, in Chronogr. + +[2456] Vopiscus, in Probo. + +[2457] Idem, in Caro. + +[2458] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2459] Eutrop., in Breviario. + +[2460] Euseb., in Chronic. + +[2461] Julianus, de Caesaribus. + +[2462] Thesaurus Novus Inscription., pag. 256, num. 7, et 461, num. 5. + +[2463] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2464] Vopiscus, in Probo. + +[2465] Vopiscus, in Carino. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXXIII. Indizione I. + + EUTICHIANO papa 9. + CAIO papa 1. + CARO imperadore 2. + CARINO imperatore 1. + NUMERIANO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO CARO AUGUSTO e MARCO AURELIO CARINO CESARE. + + +Ne' Fasti pubblicati dal Noris e presso Anastasio bibliotecario, _Caro +Augusto_ è detto _console per la seconda volta_. Perchè gli altri +Fasti e varie leggi non accennano questo suo secondo consolato, nè pur +io ho ardito di metterlo per cosa certa. Il Panvinio[2466] nondimeno +reca un'iscrizione, in cui Caro è chiamato CONSVL II. Aggiugne che nel +luglio furono sustituiti con _Numeriano Cesare_ e _Matroniano_, +adducendo l'autorità di Vopisco. Presso di questo storico non ne trovo +io vestigio. Nella Cronica Alessandrina[2467] sotto quest'anno, oltre +Caro e Carino, sono chiamati consoli _Diocleziano_ e _Basso_. Di +questi due consoli sustituiti pare che s'incontri memoria in un marmo +da me pubblicato[2468]. Noi vedremo in fatti fra poco _Diocleziano +console per la seconda volta_: segno di un precedente consolato. Fu in +quest'anno prefetto di Roma _Titurio Robusto_ o _Roburro_. Alcune +leggi ci fan vedere _Carino_ e _Numeriano_ decorati col titolo +d'Imperadori Augusti: il che vien confermato da Zonara[2469]; ma è +incerto il mese in cui dal padre fossero presi per colleghi +dell'imperio. La mente di Probo, terrore de' Barbari, avea fatto calar +l'orgoglio ai Sarmati. Ma da che costoro il seppero estinto, si +prepararono di nuovo per invadere l'Illirico e la Tracia, con +isperanza ancora di maggiori progressi. Mossi dalle lor contrade, +trovarono lo Augusto Caro coll'armi in mano, il quale lasciò loro un +buon ricordo del valore romano[2470], con ucciderne sedici mila, e +farne venti mila prigionieri. Di più non vi volle a rimettere la pace +nell'Illirico. Forse avrebbe fatto di più Caro, se i movimenti de' +Persiani non l'avessero chiamato in Oriente a quell'impresa che già +era disegnata da Probo, e desiderata dall'esercito suo, per isperanza +di fare maggior bottino quivi che nei paesi dei Barbari +settentrionali. Non si sa che egli, prima d'imprendere il viaggio di +Levante, venisse a Roma. Ne dà qualche indizio Vopisco[2471], con dire +che _Diocleziano_, udendo lodar i giuochi teatrali e circensi, dati da +Caro in Roma, rispose _che Caro s'era ben fatto ridere dietro +nell'imperio suo_. Ma anche in lontananza di esso Caro si poterono far +quegli spettacoli. Quel ch'è certo, si portò Caro col suo esercito +nella Mesopotamia, ed essendosene ritirati i Persiani, senza +difficoltà la ricuperò tutta. Di là entrato nel territorio persiano, +arrivò sino a Ctesifonte, capitale allora della Persia. Eutropio[2472] +e Zonara[2473] scrivono ch'egli la prese insieme con Seleucia; per la +quale impresa gli fu dato il titolo di _Partico_. Vero è che da' +Persiani gli fu voltato addosso un canale del fiume Tigri; tuttavia +egli pieno di gloria si ritirò in luogo sicuro coll'esercito suo: +sicuro, dissi, dai nemici persiani, ma non già dai domestici, essendo +anche negli antichi tempi stato disputato di qual genere di morte +terminasse i suoi giorni[2474]. Ma comune opinione si è ch'egli in +vicinanza del fiume Tigri cadesse infermo, e sopraggiunto un temporale +sì nero, che dei suoi cortigiani uno non vedeva l'altro, scoppiò un +fulmine, da cui morisse soffocato, e che nello stesso tempo si +attaccasse il fuoco alla sua tenda. Altri dissero che i di lui +camerieri, disperati al mirarlo morto, appiccarono il fuoco alla tenda +medesima, ma ch'egli era mancato di vita per la malattia in quel +brutto frangente. Tal fu la relazion di sua morte inviata al prefetto +di Roma. Se in ciò intervenisse malizia alcuna umana, non v'ha che Dio +che lo sappia. Fu egli deificato[2475], secondo il sacrilego stile de' +Romani gentili. Fra le molte favole che s'incontrano nella Cronografia +di Giovanni Malala[2476], vi sono ancor queste, cioè che Caro diede il +nome di Caria ad una delle provincie di Oriente, siccome ancora il +nome alla città di Caras nella Mesopotamia; e ch'egli tornato a Roma, +nel far poi guerra contro gli Unni, restò ucciso, essendo consoli +_Massimo_ e _Gennaro_, cioè nell'anno 288. Verso il fine dell'anno +vien creduto che seguisse la morte di Caro, e per cagion di essa +restarono imperadori _Carino_ e _Numeriano_ suoi figliuoli. Fuor di +dubbio è che Numeriano si trovava con esso lui alla guerra contro ai +Persiani; e sembra che Carino tuttavia soggiornasse alle Gallie. +L'anno fu questo in cui _Eutichiano_ sommo pontefice diede fine al suo +vivere, ed ebbe per successore _Caio_ papa. + +NOTE: + +[2466] Panvin., in Fastis Consul. + +[2467] Chron. Paschale, seu Alexandr. + +[2468] Thesaurus Novus Inscripit., pag. 368, n. 1. + +[2469] Zonaras, in Annalib. + +[2470] Vopiscus, in Caro. + +[2471] Vopiscus, in Carino. + +[2472] Eutrop., in Breviar. + +[2473] Zonaras, in Annalib. + +[2474] Vopiscus. Aurel. Victor. Eutropius. Eusebius. Zonaras. + +[2475] Mediobarbus, in Numism. Imperator. + +[2476] Johannes Malala, in Chronograph. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXXIV. Indizione II. + + CAIO papa 2. + CARINO imperadore 2. + NUMERIANO imperadore 2. + DIOCLEZIANO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO CARINO AUGUSTO per la seconda volta e MARCO AURELIO +NUMERIANO AUGUSTO. + + +Il Panvinio[2477] e il Relando[2478], che mettono anche _Numeriano_ +Augusto console _per la seconda volta_, lavorano sul supposto ch'egli +fosse sostituito console nell'anno precedente; il che dissi non aver +fondamento. Certamente tutti i Fasti e le leggi ed altre antiche +memorie parlano bensì del secondo consolato di Carino, ma ciò non +dicono di Numeriano. Così nelle medaglie[2479] il troviamo appellato +solamente CONSVL, e non già _consul II_. Puossi perciò riputar falso +quel marmo che vien citato dal Panvinio col _consul II_. Si trova +prefetto di Roma in questo e nel seguente anno _Caio Ceionio Varo_. +Riconosciuti furono per imperadori in Roma e in tutte le provincie i +due fratelli _Carino_ e _Numeriano_, ed abbiam leggi pubblicate in +quest'anno col nome di amendue. Resta tuttavia incerto s'essi +venissero a Roma. Si crederebbe di sì, all'udir Vopisco[2480], il +quale racconta di aver veduti dipinti i giuochi romani celebrati da +loro con rarità di musiche e divertimenti teatrali, e questi nella +città di Roma: tuttavia le apparenze sono che dalle Gallie non venisse +sì tosto in Italia Carino, e che a Numeriano[2481] non restasse tempo +di ritornarci. Imperciocchè mentre esso _Numeriano_ era in viaggio +alla volta dell'Italia, e, secondo Sincello[2482], si trovava in +Eraclea della Tracia, tolta gli fu la vita. Aveva egli presa in moglie +una figlia di _Arrio Apro_ prefetto del pretorio, cioè di un +personaggio che moriva di voglia di esser imperadore; e coll'autorità +del suo grado e colla confidenza di suocero, sperava facile l'ottenere +il suo intento, sagrificando il giovinetto Numeriano alla sua +ambizione. Costui lo aveva spinto ad inoltrarsi nel paese de' +Persiani, lusingandosi di farlo perire in quella impresa per man de' +nemici. Non ebbe effetto la mina. Avvenne[2483] che _Numeriano_ fu +sorpreso da mal d'occhi, per cui non si lasciava vedere, e viaggiava +chiuso in una lettiga, ritornando coll'armata dalla Persia. Si servì +di questa occasione Apro per uccidere il genero Augusto, conducendo +poi il di lui corpo per più giorni in quella lettiga, come se fosse +vivo, per fare intanto de' maneggi affin di salire sul trono. Non è sì +facile il capire come alla uffizialità si potesse per tanto tempo +nascondere un imperadore, morto, non nel suo palagio, ma in una +marcia. Finalmente il fetore del cadavere scoprì il fatto, ed +accorgendosi ognuno che non si poteva imputare se non a frode del +capitano delle guardie, cioè ad Apro, lo aver tenuta così occulta la +morte del principe, fu egli preso e condotto avanti alle insegne e +schiere messe in ordinanza. Si tenne un'assemblea di tutta l'armata, +ed, alzato un tribunale, si cominciò a trattar di eleggere un altro +che fosse buon principe, ed insieme giustissimo vendicatore della +morte di Numeriano. Concorsero i voti dei più nella persona di +_Diocleziano_, capitano allora della guardia a cavallo de' domestici, +di cui parleremo all'anno seguente. Dall'anno presente appunto prese +principio l'era di Diocleziano, appellata anche de' Martiri, e celebre +nella storia della Chiesa. Salito dunque _Diocleziano_ sul palco, e +proclamato Augusto, mentre i soldati faceano istanza di sapere chi +fosse stato l'uccisore del principe, giurò egli prima di non aver +avuta parte nella morte di lui; poi, messa mano allo stocco, lo piantò +nel petto ad Apro, con dire: _Costui è quegli che ha tolto di vita +Numeriano_. Gloriavasi egli dipoi[2484] di avere ucciso un Apro, cioè +un cignale. Il dire Giovanni Malala[2485] che Numeriano dopo la morte +del padre riportò delle vittorie contro i Persiani, può aver qualche +sembianza di verità; ma non già il soggiugnere che egli, assediato +nella città di Caras dai Persiani, fu preso da essi, ucciso e +scorticato, con tenere dipoi la di lui pelle come un trofeo di gloria +per loro, di vergogna per gli Romani. Son qui attribuite a Numeriano +le disgrazie di Valeriano Augusto. Zonara[2486] rapporta bensì questa +tradizione, ma aggiugne l'altra più fondata ch'egli fu ucciso da Apro. +Nella Cronica poi di Alessandria[2487] è corso doppio errore, perchè +_Carino_, e non già _Numeriano_, vien detto da' Persiani. Trovandosi +una legge di Diocleziano Augusto, data nel dì 15 di ottobre di +quest'anno[2488], se ne deduce che nel settembre accadesse la morte di +Numeriano e l'innalzamento di Diocleziano, con restar tuttavia vivo e +in forze l'imperadore _Carino_. Ed ecco due competitori Augusti, e, +per conseguente, guerra civile fra i Romani. Il peggio fu che anche un +terzo concorse a questo mercato, cioè _Giuliano Valente_[2489], il +quale essendo Correttore della Venezia, appena udì la morte di Caro +Augusto, che prese la porpora e il titolo d'_Imperadore_. Sicchè tre +emuli si videro disputare il dominio del romano imperio. In Roma fu +compianta la morte di Numeriano, giovane universalmente amato per le +sue buone qualità, fra le quali si contava ancora l'eloquenza[2490], +dicendosi che egli componesse delle declamazioni; e fosse anche sì +eccellente nella poesia, che superasse tutti i poeti del suo tempo. +Una medaglia (se pure è legittima) vi ha[2491], in cui si trova la di +lui deificazione; e che Roma continuasse dopo la di lui morte a +riconoscere per imperadore suo fratello _Carino Augusto_, senza far +caso di _Diocleziano_ e di _Giuliano Valente_, pare che non se ne +abbia a dubitare. + +NOTE: + +[2477] Panvin., in Fastis Consul. + +[2478] Reland., in Fastis. + +[2479] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[2480] Vopiscus, in Carino. + +[2481] Vopiscus, in Numeriano. + +[2482] Syncell., Histor. + +[2483] Victor, de Caesaribus. + +[2484] Victor, de Caesaribus. + +[2485] Johannes Malala, Chronogr. + +[2486] Zonaras, in Annalibus. + +[2487] Chron. Alexandrin. + +[2488] L. ut nemo invit., Ibi. 3 Cod. + +[2489] Victor, de Caesaribus. + +[2490] Vopiscus, in Numeriano. + +[2491] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXXV. Indiz. III. + + CAIO papa 3. + CARINO imperadore 3. + DIOCLEZIANO imperadore 2. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO CARINO AUGUSTO per la terza volta ed ARISTOBOLO; CAIO +AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la seconda volta in Oriente. + + +Ancorchè le leggi spettanti a questo anno, e riferite dal +Relando[2492], ed anche i Fasti antichi solamente ci esibiscano +consoli ordinarii nell'anno presente _Diocleziano Augusto per la +seconda volta_ ed _Aristobolo_, si ha nondimeno, a mio credere, da +tenere che _Carino Augusto per la terza volta_ nelle calende di +gennaio procedesse console insieme con _Aristobolo_. Siccome osservò +il cardinal Noris[2493] coll'autorità di Vittore, _Aristobolo_ era +prefetto del pretorio di Carino, e fu ai di lui servigi sino alla di +lui morte, succeduta, siccome diremo, in quest'anno. Come dunque può +stare che Aristobolo procedesse console con Diocleziano nemico di +Carino sul principio dell'anno presente? Però la legge[2494] che si +dice data nelle calende di questo anno, _Diocletiano II Augusto, et +Aristobulo Coss._, o è fallata nel mese, o pure Diocleziano, rimasto +solo nell'imperio, fece mutar la data, come ora sta. Sembra dunque +credibile ciò che Idacio[2495] scrisse ne' Fasti: cioè che _Carino_ in +Occidente con _Aristobolo_, e _Diocleziano_ in Oriente con altro +collega prendessero il consolato. Essendo poi riuscito a Diocleziano, +il più furbo uomo del mondo, di sedurre secretamente Aristobolo ed +altri del partito di Carino ad essere traditori del loro principe, dal +che venne la caduta di esso Carino Diocleziano dipoi, per premiar +Aristobolo, il lasciò continuar seco nel consolato, con volere che da' +precedenti atti si cancellasse il nome di Carino, e si leggesse in +essi il solo suo e di Aristobolo. Alla rovina poi di Carino sommamente +contribuì il discredito ch'egli s'era guadagnato colla enormità de' +suoi vizii e col suo vivere troppo sregolato. Il ritratto a noi fatto +da Vopisco[2496] cel rappresenta per uomo dato solo ai piaceri, ed +anche più illeciti, perduto nel lusso, e con testa insieme leggiera. +Nove mogli l'una dopo l'altra aveva preso, ed anche aveva ripudiate, +rimandandole gravide per lo più. Abborrì e cacciò in esilio i suoi +ottimi amici, per prenderne de' pessimi. I posti principali erano da +lui conferiti a gente infame. Uccise il suo prefetto del pretorio, e +in suo luogo mise _Matroniano_, antico mezzano delle sue libidini. +Diede anche il consolato ad un suo notaio della medesima scuola, ed +empiè il palazzo di buffoni, meretrici, cantori e ruffiani. Per non +durar la fatica di sottoscrivere le lettere e i decreti, si serviva +della mano di un complice dei suoi impuri eccessi. Aggiungasi che di +varii atti della sua crudeltà parla Eutropio[2497]; al qual vizio si +aggiunse ancora l'alterigia, leggendosi questa nelle superbe lettere +che scriveva al senato e nel poco rispetto che portava ai consoli, +anche prima di essere imperadore. Ne' suoi conviti, ne' suoi bagni si +notava una pazza prodigalità. In somma tali erano le di lui perverse +inclinazioni e scapestrata vita, che l'imperador Caro ebbe più d'una +volta a dire: _Costui non è mio figlio_; e fu creduto che esso suo +padre meditasse di levarlo dal mondo per non lasciar dopo di sè +successore sì indegno. Soggiornava probabilmente tuttavia nelle Gallie +Carino, quando gli giunsero gli avvisi della morte di _Numeriano_ suo +fratello, e che _Diocleziano_ in Oriente, _Giuliano Valente_ +nell'Illirico erano stati proclamati Augusti. Laonde[2498], raunate +quante forze potè, si mosse per abbattere, se poteva, cotali +competitori. Girata l'Italia, e venuto nell'Illirico, diede battaglia +ad esso Valente, ed ebbe la fortuna di vincerlo e di levargli la vita. +Continuato poscia il viaggio, arrivò nella Mesia, dove gli fu a fronte +_Diocleziano_ coll'esercito suo. Seguirono fra loro varii +combattimenti; ma finalmente tra Viminacio e Murgo si venne ad una +giornata capitale, in cui riuscì a Carino di rovesciar l'armata nemica +e d'inseguirla. Erano molti de' suoi, per attestato di Aurelio +Vittore[2499], disgustati di un sì sfrenato Augusto, perchè non erano +salve dalla di lui libidine le mogli loro; e pensando che, s'egli +restava vincitore e solo padron dello imperio, maggiormente +imperverserebbe, e verisimilmente ancora mossi dalle offerte segrete +di Diocleziano, nell'inseguir ch'egli faceva i fuggitivi, lo stesero +morto con più ferite a terra. Così in poco più di due anni mancò +l'imperador _Caro_ colla sua prole; e _Diocleziano_ Augusto rimasto +assodato sul trono imperiale, da uomo accorto, perdonò a tutti, e +massimamente ad _Aristobolo_ console, uomo insigne, a cui conservò +tutti i suoi onori. Prese anche al suo servigio quasi tutte le milizie +che aveano servito a _Carino_: azione, a cui fece ognuno gran plauso, +al veder terminata una guerra civile senza esilii, senza morti e +confische di beni, siccome cosa rara e quasi senza esempio sotto Roma +pagana. Che Diocleziano vincitore venisse dipoi in questo anno a farsi +conoscere a Roma, e a ricevere le sommessioni del senato e del popolo, +sembra non inverisimile; e Zonara[2500] lo scrive. Nulladimeno le +memorie antiche osservate dal cardinal Noris[2501] ci portano a +credere ch'egli andasse a passar il verno nella Pannonia, con +apparenza che meditasse una spedizione contra de' Persiani, perchè con +essi non era seguita pace alcuna. + +NOTE: + +[2492] Reland., Fast. Consul. + +[2493] Noris, Dissertat. de Num. Imper. Dioclet. + +[2494] L. 2, C. si quis aliquem. + +[2495] Idacius, in Fastis. + +[2496] Vopiscus, in Carino. + +[2497] Eutrop., in Breviar. + +[2498] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2499] Idem, ibidem. + +[2500] Zonaras, in Annalibus. + +[2501] Noris, de Dioclet. Num. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXXVI. Indizione IV. + + CAIO papa 4. + DIOCLEZIANO imperadore 3. + MASSIMIANO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO GIUNIO MASSIMO per la seconda volta e VETTIO AQUILINO. + + +_Diocleziano_, che abbiam veduto sì prosperosamente portato al soglio +imperiale, e sbrigato dagli emuli suoi, era oriondo[2502] da Dioclea, +città della Dalmazia; portò anche il nome di _Diocle_, che cangiò +poscia in quello di _Diocleziano_. L'uno dei Vittori[2503] e Zonara il +fanno di famiglia bassissima; ed opinione anche fu che fosse liberato, +o pur figliuolo di un liberto di _Anulino_ senatore. I più nondimeno +credeano che suo padre fosse stato uno scrivano o notaio. Non si sa +perchè egli assumesse il nome di _Caio Valerio Diocleziano_, come per +l'ordinario era chiamato. Truovasi col nome ancora di _Caio Aurelio +Valerio Diocleziano_, per mostrarsi forse successore ed erede di Marco +Aurelio Caro, e di Numeriano suo figlio. Per la via dell'armi andò +salendo sino ad essere comandante delle milizie della Mesia; e sotto +Numeriano fu capitano della guardia a cavallo. Fama era che gli fosse +stato predetto dalla moglie di un druido, a Tungres nelle Gallie, +ch'egli sarebbe imperadore[2504]. Imperocchè, facendo i conti con +quella donna istessa, questa disse ch'egli era troppo avaro. +Diocleziano burlando le rispose _che sarebbe poi liberale quando fosse +divenuto imperadore_. Replicò la donna _che non burlasse, perchè tale +sarebbe, allorchè avesse ucciso un apro_, cioè un cignale. Non cadde +in terra questa parola. Da lì innanzi Diocleziano si dilettò molto +della caccia e di uccidere dei cignali, ma senza veder mai effettuata +la predizione. Allora poi ch'ebbe ucciso il prefetto del pretorio +Apro, gridò: _Ora sì che ho ucciso il fatal cignale_; racconto che ha +del curioso, purchè questa cosa nata non fosse e inventata da qualche +bell'ingegno dopo del fatto. Il credito di Diocleziano[2505] l'aveva +portato al posto di console surrogato nell'anno 283, siccome accennai +di sopra. Non si può negare: in lui s'univano delle invidiabili +qualità, e soprattutto mirabile fu in lui l'accortezza e vivacità +della mente. In questa non avea pari; col suo mezzo penetrava +facilmente nel cuore altrui per iscoprirne le intenzioni e non +lasciarsi ingannare; e mercè d'essa ne' bisogni e pericoli sapea tosto +ritrovar ripieghi e scappatoie, con prevedere a tutto, con simulare e +dissimulare dovunque occorreva. L'umor suo era veramente impetuoso e +violento, ma s'era anche avvezzato a ritenerlo e a comandare a sè +stesso; e quando ancora prorompeva in crudeltà, avea l'arte di +coprirla, o di rigettarne l'odiosità sopra i consiglieri e ministri. +Ancorchè fosse inclinatissimo al risparmio e alla avarizia, sino a +commettere ogni sorta d'ingiustizia per danari, pure si mostrava +appassionato del fasto, massimamente nella pompa de' suoi abiti, sì +ricchi d'oro e di gemme, che superò la vanità de' più vani suoi +antecessori. Ma questo fu il più picciolo sfogo della sua superbia. +Giunse egli col tempo, ad imitazion di Caligola e di Domiziano, a +farsi chiamar Signore, ed adorare qual Dio: pazzia che Vittore scusa +con dire ch'egli non lasciò per questo di comparir padre dei suoi +popoli. Noi vedremo le di lui militari imprese; e pure Lattanzio ci +assicura ch'egli naturalmente era timido e tremava ne' pericoli. Ma in +fine, la lunghezza del suo imperio, benchè agitata da assaissime +tempeste, è un bastante argomento di credere che Diocleziano fosse +uomo di gran testa, e capacissimo di reggere un vasto imperio, con +saper tenere in freno i soldati e i grandi, veduti da noi autori in +addietro di tante mutazioni e tragedie. + +Aveva ben egli moglie, cioè _Prisca_, ma non aveva figliuoli maschi da +essa. Però, volendo provvedersi di un aiuto, per sostenere il gran +peso di quell'ampia monarchia, uno ne scelse, e questi fu +_Massimiano_, appellato _Marco Aurelio Valerio Massimiano_ nelle +monete[2506] ed iscrizioni: nomi ch'egli prese dallo stesso suo +benefattor Diocleziano, come se fosse stato adottato da lui. +Convennero anche fra loro che Diocleziano prendesse il titolo di +_Giovio_, e Massimiano quello d'_Erculio_, quasi che fosse rinato +Giove, per cui tante belle azioni Ercole fece, come s'ha dalle favole. +E ornati di questi due vani e ridicoli titoli si trovano amendue nelle +antiche storie. Credesi che Diocleziano fosse nato circa l'anno 255, e +Massimiano circa l'anno 250. La patria d'esso Massimiano fu una villa +del distretto di Sirmio nella Pannonia, dove egli col tempo fece +fabbricare un suntuoso palazzo. I suoi genitori si guadagnavano il +pane con lavorare a giornata per altri. Ma il mestier della guerra +quel fu che da sì bassa condizione alzò a varii gradi e finalmente +alla più sublime grandezza Massimiano[2507]. Era egli sempre stato +amico intrinseco di Diocleziano, e partecipe di tutti i suoi segreti. +Parecchi attestati della sua bravura parimente avea dato in varie +guerre al Danubio, all'Eufrate, al Reno, all'Oceano[2508] sotto +Aureliano e Probo Augusti; e però Diocleziano, sentendo sè stesso di +natural timido e bisognoso di chi avesse petto per lui alle occasioni, +elesse l'amico Massimiano per suo braccio diritto, e poi per compagno +nel trono, tuttochè non apparisca che fra loro passasse parentela +alcuna. Cioè primieramente nel precedente anno il creò Cesare, e +cominciò ad appoggiargli i rischi e le più importanti imprese +dell'imperio. Da che fu partito dalle Gallie Carino, ovvero dappoichè +s'intese la di lui morte, s'erano sollevati in esse Gallie due capi di +masnadieri, cioè _Lucio Eliano_ e _Gneo Salvio Amando_: che così si +veggono appellati, e col titolo d'_Augusti_ in due medaglie[2509], se +pur esse son vere, giacchè Eliano dal Tillemont[2510] è appellato +_Aulo Pomponio_, e può dubitarsi che il desiderio degli amatori dei +musei di aver continuata la serie di tutti gli imperadori, abbia mosso +gl'impostori ad appagarli. Costoro adunque alla testa di numerose +schiere di contadini e ladri, chiamati Bagaudi, si diedero a scorrere +e saccheggiar le Gallie, con forzare talvolta anche le stesse città. +Diocleziano contra di tal gente non tardò a spedir Massimiano[2511] +con assai forze, e questi dopo alcuni combattimenti dissipò quella +canaglia, e rimise in pace le Gallie. S'è disputato fra i +letterati[2512] se questa impresa di Massimiano Erculio appartenga +all'anno precedente, oppure al presente o seguente. Probabilmente i +lettori non amerebbono ch'io entrassi in sì fatto litigio, e +massimamente perchè non è sì facile il deciderlo. Quel sì in che +convengono essi eruditi, si è che Diocleziano essendo in Nicomedia, e +sempre più riconoscendo quanto egli si poteva promettere di questo suo +bravo e vecchio amico, cioè di Massimiano, nell'anno corrente il +dichiarò anche Augusto e collega nell'imperio nel dì primo di aprile, +per quanto si ricava da Idacio nei Fasti[2513]. Fu stupenda cosa in +que' tempi il vedere come questi due Augusti, senza legame di sangue, +e d'umore l'un dall'altro diverso, pure andassero da lì innanzi sì +uniti, o governassero a guisa di due buoni fratelli. Conservava +Massimiano quel rustico che egli aveva portato dalla nascita, non meno +nel volto che ne' costumi[2514]. Il suo naturale era aspro e violento, +privo di civiltà e di umanità; si osservava anche dell'imprudenza nei +suoi disegni. Diocleziano, all'incontro, siccome furbo al maggior +segno, affettava l'affabilità e la dolcezza[2515], con lamentarsi +anche talvolta della durezza di Massimiano. Ma sapeva valersi della di +lui ferocia e selvatichezza all'esecuzion de' suoi voleri; e qualor si +trattava di qualche risoluzion severa ed odiosa, a lui ne dava +l'incumbenza e l'onore, sicuro che l'altro, senza farsi pregare, +l'avrebbe ubbidito. Il perchè chi mirava le sole apparenze, diceva che +Diocleziano era nato per fare un secolo d'oro, e Massimiano un secolo +di ferro. Abbiamo inoltre da Lattanzio[2516] che Massimiano non si +assomigliava già all'altro nell'avarizia, amando di comparir liberale; +ma qualora abbisognava di danaro, sapeva anche addossar dei delitti di +false cospirazioni ai più ricchi senatori, e fargli uccidere per +occupare i loro beni. Parla in oltre Lattanzio dell'insaziabil +lussuria di Massimiano, e della violenza che egli usava dappertutto +alle figliuole de' benestanti. Un passo di Mamertino[2517] sembra +indicare che appena dopo la sconfitta de' Bagaudi facessero +un'irruzion nelle Gallie i Borgognoni, Alamanni, Caiboni ed Eruli, +popoli della Germania. Furono anch'essi ben ricevuti da Massimiano che +si trovava in quelle parti; pochi d'essi si contarono che non +restassero vittima delle spade romane, niuno quasi essendone restato +che potesse portar la nuova della rotta alle proprie contrade. Vedesi +una iscrizione fatta prima del dì 17 di settembre dell'anno +presente[2518], in cui Diocleziano porta i titoli di _Germanico_ e +_Britannico_, credendosi questi derivati dalla vittoria suddetta, e da +qualche altra riportata dai suoi generali nella Bretagna. + +NOTE: + +[2502] Eutrop., in Brev. Lactant., de Mort. Persec. + +[2503] Aurel. Victor, in Epit. Zonaras, in Annal. + +[2504] Vopiscus, in Numeriano. + +[2505] Aurelius Victor, in Epitome. Lactantius, de Mort. Persecut. +Eutrop., in Breviar. + +[2506] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2507] Aurelius Victor. Lactantius. Eutropius. + +[2508] Mamertinus, in Panegyrico. + +[2509] Goltzius et Mediobarbus, in Numismat. Imperat. + +[2510] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2511] In Panegyr. Max. et Const. Aurel. Victor. Eutropius. + +[2512] Noris. Pagius. Tillemont et alii. + +[2513] Idacius, in Fastis. + +[2514] Aurelius Victor, ibidem. Eutrop., in Breviar. Lactantius, de +Mortib. Persecutor. + +[2515] Vopiscus, in Aureliano. + +[2516] Lactantius, de Mortib. Persecutor., cap. 8. + +[2517] Mamertinus, in Panegyr. Maximiani. + +[2518] Pagius, in Critic. Baron. ad hunc annum. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXXVII. Indizione V. + + CAIO papa 5. + DIOCLEZIANO imperadore 4. + MASSIMIANO imperadore 2. + +_Consoli_ + +CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO per la terza volta e MARCO AURELIO +VALERIO MASSIMIANO. + + +Prefetto di Roma[2519] fu in questo anno _Giunio Massimo_, da noi +veduto console. Un medaglione illustrato dall'incomparabile cardinal +Noris[2520], e battuto in quest'anno, ci rappresenta Diocleziano e +Massimiano Augusti, condotti in una carretta trionfale: segno che essi +celebrarono qualche trionfo, oppure che questo fu loro decretato dal +senato. Ciò vien creduto fatto o per le vittorie riportate nel +precedente anno da Massimiano contra le nazioni germaniche accennate +di sopra, oppure per qualche altra guadagnata contra de' Persiani, +siccome dirò, ovvero contra de' Franchi e Sassoni[2521], i quali per +mare faceano delle scorrerie nell'Oceano contro le Gallie. Certamente +Mamertino[2522], per lodar Massimiano, scrive (probabilmente con +iperbole e adulazione oratoria) che erano seguiti innumerabili +combattimenti nelle Gallie contra de' Germani, con aggiugnere che +costoro dipoi giunsero nel dì primo di quest'anno fin sotto le mura di +Treveri. Massimiano, che quivi era a quartier di verno, e solennizzava +l'ingresso del suo consolato, prese l'armi, si scagliò contra di loro, +e li mise in rotta. Venuta poi la primavera, valicò il Reno, portando +la guerra in casa de' medesimi Barbari, devastando quel paese con loro +gran danno. Il movimento poco fa accennato dei Franchi e Sassoni per +mare contra le Gallie ebbe principio nell'anno precedente. Massimiano +non perdè tempo ad allestire anch'egli una flotta di navi per opporla +a quelle barbare nazioni, e ne diede il comando a _Carausio_, uomo +bassamente bensì nato fra i popoli Menapii[2523] nella Fiandra, oppur +nel Brabante, ma di gran credito, specialmente nel condurre navi e far +battaglie marittime. Che costui desse delle percosse a que' corsari, +pare che si ricavi dal panegirico di Mamertino. Ma a poco a poco si +venne scorgendo che Carausio prendea gusto a continuar la guerra in +vece di estinguerla, lasciando che i Franchi e i Sassoni venissero a +spogliar le contrade romane, per poscia tor loro il bottino, senza +pensare a restituirlo a chi si dovea. Ordinò perciò Massimiano colla +consueta fierezza che gli fosse tolta la vita. Trapelò quest'ordine, +ed avvisatone Carausio, provvide a sè stesso col condur tutta la +flotta a lui raccomandata nella Bretagna, dove tratte nel suo partito +le milizie romane di guarnigione in quella grand'isola, si fece +acclamare Augusto. Il Noris crede ciò fatto nell'anno presente, ed è +seco Eusebio[2524]. Il Pagi[2525] nel precedente. Diedesi poscia +Carausio a far preparamenti per sostenersi in quel grado, fabbricando +nuovi legni, facendo leve di gente e tirando al suo servigio una gran +copia di Barbari, a' quali insegnò l'arte di combattere in mare. +Perchè nel medaglione prodotto dal Noris si vede tirato il carro +trionfale da quattro elefanti, potrebbe ciò piuttosto indicar vittorie +riportate da Diocleziano in Levante contra de' Persiani. Certo è +ch'egli marciò a quella volta, non volendo soffrire che Narseo, o +Narse, re di Persia (altri dicono Vararane II) avesse[2526] dopo la +morte di Caro Augusto occupata la Mesopotamia, e se la ritenesse. +Sembra in oltre che l'armi persiane fossero penetrate nella Soria, e +ne minacciassero la stessa capitale Antiochia. Chiaramente scrisse +Mamertino che i Persiani, o pel terrore o per la forza dell'armi +romane, si ritirarono dalla Mesopotamia, e si vide obbligata quella +nazione ad aver per confine il fiume Tigri. E verisimilmente fu in +quella occasione che il re loro inviò dei ricchi presenti a +Diocleziano, con parere eziandio che seguisse pace fra loro. +Certamente la storia non ci esibisce per molti anni dissensione alcuna +fra i Romani e i Persiani; e però sembra che Diocleziano ottenesse +l'intento suo, non solo di ricuperar le provincie e città perdute in +Oriente, ma di lasciar quivi anche la quiete. Convien nondimeno +confessare che troppo difficil cosa è il riferire a' suoi proprii anni +le imprese di questi due imperadori, perchè d'esse fanno bensì +menzione i panegiristi d'allora, ma senza ordine di tempi. Perciò +può essere che appartenga all'anno seguente, come pensò il +Tillemont[2527], la guerra fatta da Massimiano ai Germani di là dal +Reno, con dare ampiamente il guasto al loro paese; e che medesimamente +si debba differire ad esso anno la rinnovata amicizia dei Persiani con +Diocleziano, e la spedizion dei regali fatta da quel re, e mentovata +da Mamertino[2528]. Ma in fine, quel che importa, si è di saper gli +avvenimenti d'allora, ancorchè non si possa con sicurezza assegnarne +il tempo. + +NOTE: + +[2519] Bucherius, de Cycl. + +[2520] Noris, de Num. Dioclet. + +[2521] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar. + +[2522] Mamertinus, in Panegyr. Maximiani. + +[2523] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar. + +[2524] Eusebius, in Chron. + +[2525] Pagius, Crit. Baron. + +[2526] Mamertinus, in Panegyr. Maximiani, c. 7. + +[2527] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2528] Mamertinus, in Paneg. Maximian., cap. 10. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXXVIII. Indiz. VI. + + CAIO papa 6. + DIOCLEZIANO imperadore 5. + MASSIMIANO imperatore 3. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la seconda volta e +POMPONIO JANUARIO. + + +Fu, secondo il catalogo pubblicato dal Cuspiniano e Bucherio, in +questo anno prefetto di Roma _Pomponio Januario_; però il +Panvinio[2529] ed altri han creduto ch'egli nello stesso tempo +esercitasse l'impiego del consolato. E parendo veramente che in questi +tempi non ripugnasse l'esser insieme console e prefetto di Roma, +perciò ho osato anche io di dar a questo console il nome di +_Pomponio_. Stimò eziandio il suddetto Panvinio che non _Massimiano_ +Augusto, ma un _Massimo_ procedesse console in quest'anno, affidato ad +un passo di Ammiano[2530], e di uno o due scrittori; ma il cardinal +Noris colla comune dei Fasti ha assicurato qui il consolato a +Massimiano. Se noi sapessimo l'anno preciso, in cui Mamertino recitò +il suo primo panegirico nel natale di Roma, cioè nel dì 21 d'aprile, +in lode di esso Massimiano imperadore, alla cronologia d'allora si +porgerebbe qualche sussidio. Il Noris lo riferisce all'anno seguente, +il Pagi al presente, altri più tardi. A me basterà di dire +raccogliersi da quel panegirico che Massimiano[2531], nel medesimo +tempo che dava delle lezioni del suo valore ai popoli nemici della +Germania, mettendo a ferro e fuoco le lor campagne, faceva un +formidabil preparamento di navi ne' fiumi grossi delle Gallie, con +disegno di liberar la Bretagna dall'usurpatore Carausio. Accadde che +in questo o pure nel precedente anno per una mirabil serenità si +mostrò favorevole il cielo alla fabbrica di essa flotta, e il verno +stesso parve una primavera. Non si sa ben distinguere nel testo di +esso Mamertino se a Massimiano o pure a Diocleziano sia da riferire la +venuta con un buon esercito nella Rezia, e l'aver quivi riportata +qualche vittoria contra i Germani, con istendere da quella parte i +confini del romano imperio. Certo è che Diocleziano circa questi tempi +ritornò carico d'allori dalla spedizion militare contra de' Persiani +in Europa, per trattare con Massimiano dei pubblici affari. Fa +parimente menzione Mamertino[2532] di Genobon, o sia Genobaud, re di +qualche nazion germanica (il Valesio[2533] ed altri il credono re de' +Franchi), il quale con tutta la sua gente venne ad inchinar +Massimiano, ad implorar la pace, e a promettere buona amicizia e lega. + +NOTE: + +[2529] Panvin., in Fastis Consul. + +[2530] Ammianus, lib. 23. + +[2531] Mamertinus, in Panegyr., cap. 7 et 12. + +[2532] Idem, ibid., cap. 10. + +[2533] Valesius, Hist. Franc. + + + + + Anno di CRISTO CCLXXXIX. Indiz. VII. + + CAIO papa 7. + DIOCLEZIANO imperadore 6. + MASSIMIANO imperadore 4. + +_Consoli_ + +BASSO per la seconda volta e QUINZIANO. + + +Seguitò ad essere prefetto di Roma _Pomponio Januario_. Prima che +Mamertino recitasse il suo panegirico, racconta egli che i due +imperadori vennero, Diocleziano dall'Oriente, e Massimiano dal +Ponente, per abboccarsi insieme e trattar dei ripieghi per i bisogni +dell'imperio. _Carausio_, impadronito della Bretagna, sempre più +cresceva in forze; i Barbari scatenati da ogni parte, non ostante le +rotte lor date, minacciavano tutto dì le provincie romane. +Mamertino[2534] parla di questo abboccamento, che sembra diverso da un +altro, di cui ragioneremo più innanzi. Videsi allora e si ammirò la +stupenda unione e concordia di questi due principi, uno de' quali, +cioè Diocleziano, fece pompa dei regali a lui mandati dal re persiano, +e l'altro delle spoglie riportate dal paese germanico. Quando si +ammetta che in questo, e non già nel precedente, anno Mamertino +recitasse in Treveri il suo panegirico a Massimiano, che si trovava in +quella città, capo allora delle Gallie, e frontiera contro i Germani, +si può credere che qualche tempo prima avendo esso Augusto Massimiano +compiuta la fabbrica di una flotta, per procedere contro Carausio +usurpator della Bretagna[2535], la spignesse dai fiumi nel mare. Erano +state basse fin allora l'acque per la lunga serenità, durata anche nel +verno; ma vennero a tempo pioggie, le quali, coll'ingrossar i fiumi, +facilitarono il trasporto di que' legni all'Oceano. Di bei successi, +di felici vittorie prometteva perciò quel panegerista a Massimiano. Ma +diversi dall'aspettazione riuscirono poscia gli avvenimenti. Dovette +darsi qualche battaglia navale, in cui la peggio, per la testimonianza +di Eutropio[2536], toccò a Massimiano, non essendo le genti sue sì +sperte nei combattimenti marittimi, come quelle di Carausio, uomo +avvezzo più di Massimiano a combattere in quell'elemento. Questa non +aspettata disgrazia quella fu che indusse Massimiano[2537] ad ascoltar +proposizioni di pace. E infatti riuscì a Carausio di ottenerla, con +ritener la signoria della Bretagna, inorpellandola col titolo di +Difensore di quelle provincie per la repubblica romana. Se è vera una +medaglia, rapportata dal cardinal Noris[2538], leggendosi ivi PAX +AVGGG., si conosce che anche Carausio conservò il titolo di _Augusto_, +di consenso degli altri due imperadori. Per conto di Diocleziano, +potrebbe essere che in quest'anno egli facesse guerra ai Sarmati, +Jutunghi e Quadi, e ne riportasse quelle vittorie che si veggono +mentovate dai panegiristi d'allora[2539], per le quali in qualche +iscrizione Diocleziano è intitolato _Sarmatico_. Trovasi anche nelle +medaglie[2540] di questo Augusto VICTORIA SARMATICA. Sarà +probabilmente un'iperbole adulatoria quella di Eumene[2541], dove dice +che la nazion de' Sarmati fu per queste guerre sì estenuata ed +abbattuta, che appena ne restò il nome per pruova della sua rovina. +Noi troveremo anche da qui innanzi assai vigorosa quella gente, e +nemica possente dell'imperio romano. Parlano ancora i panegiristi del +ristabilimento della Dacia, provincia di là dal Danubio[2542], +abbandonata già da Aureliano, ma senza poter noi meglio conoscere in +che consistesse questo accrescimento o vantaggio dell'armi romane. + +NOTE: + +[2534] Mamert., in Panegyr., cap. 9. + +[2535] Idem, ibidem, cap. 11. + +[2536] Eutrop., in Breviario. + +[2537] Eumen., Panegyric. Const., cap. 11. + +[2538] Noris, Dissert. de Num. Dioclet. + +[2539] Mamert. et Eumenes, in Panegyr. + +[2540] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2541] Eumenes, Panegyr. Const., cap. 11. + +[2542] Idem, ibid. + + + + + Anno di CRISTO CCXC. Indizione VIII. + + CAIO papa 8. + DIOCLEZIANO imperadore 7. + MASSIMIANO imperadore 5. + +_Consoli_ + +CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la quarta volta, e MARCO +AURELIO MASSIMIANO AUGUSTO per la terza. + + +Fu in quest'anno prefetto di Roma _Turranio Graziano_. Erano tuttavia +in continuo moto i due Augusti Diocleziano e Massimiano, così esigendo +le turbolenze di que' tempi. Le leggi citate dal Relando e dal +Tillemont[2543] ci fan vedere Diocleziano nell'anno presente, ora a +Sirmio nella Pannonia, ora a Bisanzio nella Tracia; ed una ancora si +trova data in Emesa, città della Mesopotamia, ancorchè difficil sia +l'accordar insieme viaggi cotanto disparati, fatti in poco tempo. Ma +quando sussista, come si fece a credere il padre Pagi[2544], che il +panegirico di Eumene (creduto Mamertino da altri) fosse recitato nel +presente anno, certamente di là apprendiamo[2545] che Diocleziano +dalla _Soria_ era venuto nella _Pannonia_, da dove poi il vedremo +calare in Italia. Fa menzione il medesimo panegirista de' Saraceni +vinti e fatti schiavi dallo stesso Diocleziano; ma ignoto ci è se +fosse in questa o pure nella precedente andata di esso Augusto in +Oriente. Non è già improbabile che circa questi tempi cominciassero +altre nuove rivoluzioni nell'imperio romano, delle quali ci hanno +conservata memoria Aurelio Vittore[2546] ed Eutropio[2547]. Già la +Bretagna restava come smembrata da Roma per la occupazione fattane da +Carausio, benchè fosse succeduto quell'apparente accordo, di cui s'è +parlato di sopra. Sollevossi anche nell'Africa un _Giuliano_, il +quale, se dobbiam credere al Goltzio[2548], in cui mano fortunatamente +caddero le medaglie di quasi tutti i tiranni (voglia Dio che tutte +legittime), portava il nome di _Quinto Trebonio Giuliano_, ed assunse +il titolo d'_Imperadore Augusto_. Nella stessa Africa ancora erano in +armi, non so se barbari o pure ribelli, i popoli quinquegenziani, dei +quali non troviamo altrove memoria, col restar solamente sospetto che +tal nome prendessero cinque popoli confederati insieme. E non andava +l'Egitto esente da somiglianti turbolenze. Quivi _Lucio Epidio +Achilleo_ (così è nominato nelle medaglie) aveva preso il titolo di +_Augusto_; e sembra che stendesse il dominio, se non in tutta, almeno +in buona parte di quella provincia. Da esse medaglie apparisce ch'egli +tenne per cinque anni quel dominio; ma non sappiamo quando questi +avessero il principio. Aggiungasi che i Persiani, i quali presso +alcuni scrittori si veggono tuttavia appellati Parti, non mai quieti, +qualor se la vedeano bella, pizzicavano le contrade romane +dell'Oriente; impegni tutti di gran considerazione per i due regnanti +imperadori. + +NOTE: + +[2543] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2544] Pagius, Critic. Baron. + +[2545] Eumen., seu Mamert., Panegyr. Maximian., cap. 4. + +[2546] Aurelius Victor, Epitome. + +[2547] Eutrop., in Breviar. + +[2548] Goltzius et Mediob., in Numismat. Imper. + + + + + Anno di CRISTO CCXCI. Indizione IX. + + CAIO papa 9. + DIOCLEZIANO imperadore 8. + MASSIMIANO imperad. 6. + +_Consoli_ + +CAIO GIUNIO TIBERIANO per la seconda volta e DIONE. + + +Che _Tiberiano_ fosse promosso in quest'anno al secondo consolato, si +raccoglie da un'iscrizione da me[2549] data alla luce. E lo confermano +i Fasti Fiorentini e il Catalogo de' prefetti di Roma pubblicati dal +Bucherio. E perciocchè nell'anno 281 vedemmo console _Caio Giunto +Tiberiano_, fondata conghiettura abbiamo per credere che fosse il +medesimo che procedesse console ancora in quest'anno. Vero è che il +suddetto Catalogo ci dà prefetto di Roma nell'anno presente _Giunio +Tiberiano_: ma già abbiam detto essere probabile che fosse introdotto +l'uso di unir insieme talvolta la dignità di console e di prefetto. +Che il secondo console _Dione_ fosse figliuolo, o piuttosto nipote di +Cassio celebre storico, s'è giudicato con assai verisimiglianza, e +perciò a lui pure han dato fondatamente alcuni il nome di _Cassio +Dione_. L'autore[2550] del Genetliaco di Massimiano (sia egli Eumene, +o pur Mamertino) racconta l'abboccamento seguito in Milano fra i due +Augusti. Concorrono forti motivi per crederlo succeduto in +quest'anno[2551], e certo seguì ne' primi mesi dell'anno. Correva +allora un verno rigorosissimo[2552] con ghiaccio e nevi dappertutto, e +sì aspro freddo che, per così dire, gelava il fiato delle persone. +Contuttociò Diocleziano dalla Soria sen venne per la Pannonia in +Italia. Massimiano dalle Gallie per le vie di Monaco passò anch'egli +in queste parti con tal sollecitudine, viaggiando amendue con poco +seguito di notte e di giorno, che quasi pervennero prima de' corrieri +da loro spediti innanzi. L'abboccamento di essi si fece, come dissi, +in Milano con plauso inusitato di quel popolo, per lo inaspettato loro +arrivo e presenza, non meno che per la mirabil loro concordia. Il +senato romano spedì in questa congiuntura i più illustri senatori a +quella città, per complimentare i due Augusti, giacchè si seppe che +non erano per passar a Roma. Non si può fallare pensando che l'oggetto +di un tale abboccamento fosse di consultare insieme de' mezzi per +sostenere l'imperio in mezzo a tante turbolenze, e domare i ribelli; e +che allora divisassero di venire alla risoluzione, di cui parleremo +all'anno seguente. Abbiamo poi dal suddetto panegirico[2553] +(recitato, per quanto sembra, nell'anno presente in Treveri alla +presenza di Massimiano) che in questi tempi nel cuor dell'imperio si +godeva gran tranquillità, e che copiosissimi erano stati i raccolti. +All'incontro, i Barbari tutti si trovavano involti in fiere guerre +insieme. Cioè in Africa erano fra loro in rotta i Mori; nella Sarmazia +i Goti combattevano contra dei Borgognoni, i quali, avendo la peggio, +s'erano raccomandati agli Alemanni per soccorso, con dirsi (cosa che +pare strana) aver poi essi Borgognoni occupato il paese degli amici. +Similmente i Tervigi, altra spezie di Goti, uniti coi Taifali, aspra +guerra aveano mosso ai Vandali e Gepidi. Lo stesso maligno influsso +provavano i Persiani[2554], perchè Osmida s'era sollevato contra del +fratello re di Persia, avendo dalla sua i popoli Sacchi, Russi e +Gelli. Finalmente i Blemmii confinanti all'Egitto erano in guerra coi +popoli dell'Etiopia. Certamente le discordie presenti dei Barbari +tornavano in vantaggio del romano imperio; tuttavia non mancavano ad +esso imperio i suoi guai, e ne abbiam già fatta menzione. Lo stesso +andarsi sempre più agguerrendo que' Barbari ridondò in danno de' +Romani col tempo, siccome andremo vedendo. Potrebbe essere che in +questi tempi succedesse ciò che racconta Eumene, o sia Mamertino, con +dire che Massimiano Erculio popolò il paese incolto di Cambray e di +Treveri con gente del paese de' Franchi, la quale si era sottoposta ai +Romani. Anche Eusebio[2555] nota sotto quest'anno, che essendosi +ribellate a' Romani Busiri e Copto, città dell'Egitto, furono prese e +spianate, non si sa da qual generale degli Augusti. Secondo questo +istorico, sembra che non fosse per anche succeduta la ribellione +d'Achilleo, se pur l'eccidio delle due suddette città non si dee +prendere per indizio della medesima ribellione. + +NOTE: + +[2549] Thesaurus Novus Inscript., p. 268, n. 1. + +[2550] Genethliac. Maximian., cap. 4. + +[2551] Pagius, Crit. Baron. + +[2552] Genethliac. Maximian., cap. 9. + +[2553] Panegyr. Maximian., cap. 16. + +[2554] Agathias. Eutychius. Sincellus. + +[2555] Euseb., in Chronic. + + + + + Anno di CRISTO CCXCII. Indizione X. + + CAIO papa 10. + DIOCLEZIANO imperadore 9. + MASSIMIANO imperatore 7. + +_Consoli_ + +ANNIBALIANO ed ASCLEPIODOTO. + + +Noi vedremo prefetto di Roma nell'anno 297 _Afranio Annibaliano_. +Verisimilmente lo stesso fu che procedette console nell'anno presente. +_Claudio Marcello_ nel Catalogo del Bucherio[2556] si truova prefetto +di Roma al dì 3 di agosto di quest'anno. In esso appunto succedette +una riguardevol novità nel romano imperio. Tra perchè da più parti era +esso o minacciato dai Barbari, o lacerato dai ribelli, nè i due +Augusti potevano accudire a tutto[2557]; e perchè Diocleziano, uomo di +naturale pauroso, non amava molto di esporsi ai pericoli, prese egli +col collega Massimiano la risoluzion di scegliere due valorosi +generali d'armata, il braccio de' quali alleviasse loro le fatiche. E +per maggiormente tenerli uniti e subordinati al loro comando, +giudicarono meglio di dare ad essi il nome di _Cesari_, equivalente a +quel d'oggidì il re de' Romani. Quanto all'anno di tale elezione, +discordano forte Cassiodoro, Idacio, Eusebio e la Cronica +Alessandrina. Le ragioni addotte dal Pagi[2558] bastanti sono a +persuaderci che ciò succedesse nell'anno presente, allorchè i due +Augusti si trovavano in Nicomedia nel dì primo di marzo[2559]. Furono +gli eletti _Costanzo Cloro_ e _Galerio Massimo_, tutti e due adottati +per figliuoli da essi imperadori, ed insieme obbligati a ripudiar le +loro mogli, siccome era succeduto a Tiberio imperadore, affinchè +sposassero le figliuole de' medesimi Augusti. Costanzo prese per +moglie _Teodora_ figliastra di Massimiano, e Galerio _Valeria_ figlia +di Diocleziano. Ai novelli Cesari fu conceduta la tribunizia podestà, +con cui andava congiunta una notabil autorità. Nè qui si fermò la lor +fortuna. Per tutto il tempo addietro, avvegnachè vi fossero più +imperadori e cesari, sempre l'imperio romano era stato unito. Fecesi +ora una specie di divisione, che diede da mormorar non poco a tutti +gl'intendenti ed amatori della maestà romana, prevedendo che in tal +forma verrebbe ad indebolirsi l'imperio, e a cadere col tempo in +rovina: quando, all'incontro, i due Augusti si figuravano che +attendendo cadaun d'essi imperadori e cesari alla difesa della propria +porzione, e con prontezza ad aiutare gli altri che abbisognassero di +soccorso, più saldezza ne acquisterebbe l'imperio. Nè certo questo era +smembramento dell'imperio stesso, ma un comparto amichevole fra quei +quattro principi; imperciocchè durava la concordia del governo fra +loro; le leggi fatte dagli Augusti seguitavano a correre per tutte le +provincie; e l'uno di questi principi, secondo le occorrenze, passava +nelle provincie dell'altro. + +Secondo le antiche notizie[2560], a _Costanzo Cesare_ furono assegnate +le provincie tutte di là dall'Alpi, cioè le Gallie, le Spagne, la gran +Bretagna e la Mauritania Tingitana, siccome provincia dipendente dalla +Spagna. A _Massimiano Erculio Augusto_ fu data l'Italia e il resto +dell'Africa colle isole spettanti alle medesime. A _Galerio Cesare_ la +Tracia e l'Illirico colla Macedonia, Pannonia e Grecia. _Diocleziano +Augusto_ ritenne per sè la Soria e tutte l'altre provincie d'Oriente, +cominciando dallo stretto di Bisanzio, e riserbossi anche l'Egitto, +ricuperato dalle mani di Achilleo. Ne già si tardò a sentir le cattive +conseguenze di questa moltiplicazion di principi e divisione di Stati. +Buon testimonio è Lattanzio[2561], con dire, che volendo cadaun di +que' regnanti tener corte non inferiore a quella degli altri, ed +esercito che non la cedesse a que' dei colleghi, si accrebbero a +dismisura le imposte e gabelle per soddisfare alle spese, e con tali +aggravii, che in moltissimi luoghi erano lasciate incolte le campagne, +giacchè, pagati i pubblici pesi, non restava da vivere ai coltivatori +e padroni delle medesime. Ed allora fu, per attestato di Aurelio +Vittore[2562], che l'Italia, non ad altro obbligata fin qui che a +provvedere viveri alla corte e alle milizie di suo seguito, cominciò, +al pari delle provincie oltramontane, a pagar tributo, lieve bensì sul +principio, ma che andò poscia a poco a poco crescendo sino +all'eccesso, e produsse in fine la total sua rovina. Quanto ai +suddetti due Cesari, derivavano amendue dall'Illirico, onde erano +anche usciti Diocleziano e Massimiano. _Costanzo_, soprannominato +_Cloro_ dagli storici[2563], forse pel color pallido del volto, o +verde del vestito, ebbe per padre Eutropio, il quale dicono che fosse +uno dei meglio stanti del suo paese, e che per moglie avesse Claudia +figliuola di Crispo, cioè di un fratello di Claudio il Gotico +imperadore. Certamente gli antichi storici il fanno discendente dalla +casa di quell'Augusto per via di donne; e forse per questo ne' suoi +posteri si trova rinnovata la famiglia Claudia. Che nondimeno la +nobiltà e le facoltà di sua casa non fossero molte, si può dedurre +dall'aver egli studiato poco le lettere, e cominciata la sua fortuna +dal più basso della milizia, e dal sopportar le fatiche proprie da' +soldati gregarii nelle armate di Aureliano e di Probo. Aurelio +Vittore[2564] sembra quasi indicare che egli fosse nato poveramente in +villa, dicendo che tanto egli come Galerio aveano poca civiltà, ma +che, avvezzi alle miserie della campagna e della milizia, riuscirono +poi utili alla repubblica. L'anonimo del Valesio[2565] scrive che +Costanzo fu il primo soldato nelle guardie del corpo dell'imperadore, +poscia pel suo valore tribuno, o sia colonnello di una legione, e +giunse ad esser governator della Dalmazia, con essersi segnalato in +varie occasioni di guerra. In tal credito certamente egli salì, che fu +giudicato degno di esser creato Cesare in quest'anno dai due Augusti. +Nelle iscrizioni e medaglie si vede egli chiamato _Flavio Valerio +Costanzo_. Perchè Valerio, s'intende, essendo egli stato adottato +dall'uno degl'imperadori, amendue portanti il nome d'essa famiglia. +Perchè _Flavio_, non si sa, credendosi un'adulazione quella di +Trebellio Pollione, che il fa discendere da Flavio Vespasiano. Delle +ottime qualità di questo principe parleremo altrove; principe, la cui +maggior gloria fu l'essere stato padre di Costantino il Grande, a lui +nato circa l'anno di Cristo 274, mentre egli militava nell'Elvezia. + +Per quel che riguarda _Galerio_, l'altro dei nuovi Cesari, anch'egli +era nato bassamente in villa presso Serdica, o sia Sardica, capitale +della nuova Dacia[2566]. Romula sua madre, nemica de' cristiani in +quel paese, perchè non voleano intervenire ai suoi empi sacrifizii e +conviti, gli inspirò fin da picciolo un odio grande contro la +religione di Cristo. Che i suoi genitori fossero contadini, lo dicono +i vecchi storici, e si argomenta dal soprannome di _Armentario_, che +gli vien dato dagli antichi scrittori. Anche egli col mestiere +dell'armi si acquistò tal fama, che dai due Augusti fu creduto +meritevole di essere promosso alla dignità di Cesare. Noi il vediam +nominato nelle medaglie _Caio Galerio Valerio Massimiano_. Se dice il +vero Eutropio[2567], meritavano lode i di lui costumi; ma +Lattanzio[2568], all'incontro, ci assicura che nel portamento e nelle +azioni di costui compariva quell'aria di selvatichezza ch'egli portò +dalla nascita, ma ch'egli vi aggiunse anche col tempo un'insopportabil +fierezza e crudeltà, per cui scompariva quel poco di buono che in lui +si trovava[2569]. Sprezzava egli le lettere e chi le coltivava, non +amando se non le persone militari, le quali ancora, benchè ignoranti, +erano da lui promosse ai magistrati civili con discapito grande della +giustizia. L'ambizione sua vedremo che portò Diocleziano a deporre il +baston del comando; così l'avidità del danaro, per cui impose +esorbitanti aggravii, trasse i popoli ad una miserabil rovina. A lui +specialmente vien attribuita la crudel persecuzione mossa contro ai +cristiani, che accenneremo a suo tempo. Quel che fu mirabile[2570], +per varii anni si osservò una rara unione fra questi quattro principi, +gareggiando tutti nel promuovere gl'interessi della repubblica. +Diocleziano veniva considerato quel padre di tutti, e i suoi ordini e +voleri fedelmente erano eseguiti dagli altri; ed arte non mancava allo +stesso Diocleziano per tener contenti i subordinati colleghi, con +dissimular i loro trascorsi, e soprattutto procurando di dar nella +lesta ai seminatori di zizzanie e di false relazioni, perchè certo dal +suo canto egli non ometteva diligenza alcuna per conservar la buona +intelligenza ed armonia con chi si mostrava dipendente da lui. Dicemmo +già che un _Giuliano_ avea usurpato l'imperio nell'Africa. Credesi che +in quest'anno Massimiano Erculio passasse in quelle parti, come poste +sotto il comando suo nel comparto dell'imperio, ed obbligasse quel +tiranno a trapassarsi il petto col ferro e a gittarsi nel fuoco. +Abbiamo da Eumene, o sia Eumenio[2571], che Costanzo, dappoichè fu +dichiarato Cesare, con tal fretta passò nelle Gallie a lui destinate +per comandarvi, che non v'era per anche giunto l'avviso di avervi egli +a venire, anzi nè pure la notizia della sublime dignità a lui +conferita. La nuova a lui portata che le genti di Carausio tiranno +della Bretagna, venute con molte vele per mare, aveano occupato +Gesoriaco (oggidì Bologna di Picardia) fu a Costanzo un acuto sprone +per volar colà ed imprenderne l'assedio. Affinchè non potesse +approdarvi soccorso alcuno per mare, nè fuggir di là quella man di +corsari, fece egli con alte travi, conficcate intorno al porto, +piantare una forte palizzata. Fu obbligata quella guarnigione alla +resa, e Costanzo l'arrolò fra le sue truppe. Il che fatto, quasichè +fin allora il mare avesse rispettata la palizzata suddetta, a forza d' +onde la smantellò. Diedesi poi Costanzo a far preparamenti di navi per +liberar la Bretagna dalle mani di esso Carausio, il quale godea bensì +la pace in quell'isola, ma non lasciava di star ben armato e in +guardia per difendersi, qualora si vedesse assalito. A quest'anno, o +pure al seguente, scrive Eusebio[2572] che i popoli Carpi e Basterni +furono condotti ad abitar nelle provincie romane: segno che nel loro +paese con vittoriosi passi erano entrati i Romani, se pur coloro non +furono dalla forza di altri Barbari cacciati dal loro paese. La nazion +loro vien creduta germanica, ma abitante alla Vistola, in quella che +oggi si chiama Polonia. Probabilmente questa guerra appartiene +all'anno 294, siccome diremo. + +NOTE: + +[2556] Bucher, in Cyclo. + +[2557] Lactantius, de Mortibus Persecutor., cap. 7. + +[2558] Pagius, Crit. + +[2559] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 7. Eutropius. Aurel. +Vict. Eusebius. + +[2560] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2561] Lactantius, de Mortib. Persecutor., cap. 7. + +[2562] Aurelius Victor, Epitome. + +[2563] Pollio, in Claudio. + +[2564] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2565] Anonymus Vales. post Ammian. + +[2566] Lactantius, de Mort. Persec., cap. 9. Aurel. Victor, in +Epitome. Eutrop., in Breviar. + +[2567] Eutrop., in Breviario. + +[2568] Lactant., de Mort. Persec., cap. 9. + +[2569] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2570] Vopiscus, in Caro. Julian., Oratione I. Aurel. Vict., ibid. + +[2571] Eumen., in Panegyr. Constant. + +[2572] Eusebius, in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CCXCIII. Indizione XI. + + CAIO papa 11. + DIOCLEZIANO imperadore 10. + MASSIMIANO imperadore 8. + +_Consoli_ + +CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la quinta volta e MARCO +AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO par la quarta. + + +_Settimio Acindino_ fu in quest'anno prefetto di Roma, e continuò in +tal dignità anche nell'anno seguente. Si aspettava _Carausio_, +occupator della Bretagna, la guerra dalla parte della Gallia, senza +avvedersi che una più perniciosa, perchè occulta, gli si preparava in +casa[2573]. _Alletto_, o sia _Alesto_, ministro di sua maggior +confidenza, fosse per timore che piombasse il gastigo sopra i delitti +da lui commessi, o pure per sola vaghezza di comandare, l'assassinò +con torgli la vita: dopo di che prese col titolo d'_Augusto_ il +dominio di quelle provincie, ed ebbe forza e maniera per tenerlo lo +spazio di alcuni anni. Questo accidente, per cui forse rimasero +sconcertate alcune segrete misure di Costanzo Cesare, cagion fu +ch'egli per ora non impiegasse l'armi sue verso la Bretagna, ma che le +volgesse contro de' Cauchi, o Camavi, e dei Frisoni, che possedevano +il paese bagnato dalla Schelda, cioè quel che ora vien chiamato i +Paesi Bassi. Ancorchè in quei tempi un tal paese fosse pien di boschi +e paludi, ossia di acque stagnanti, cioè di siti difficili a farvi +guerra, tanta nondimeno fu l'industria e la ostinazion di Costanzo, +che ridusse tutte quelle barbariche popolazioni a rendersi. Il che +fatto, trasportò quella gente colle mogli e figliuoli nelle Gallie, +dando loro terreno da coltivare, senza lasciar armi ad essi, acciocchè +si avvezzassero ad ubbidire, senza più pensare a ribellarsi. Ciò che +in questi tempi operassero i due Augusti e Galerio Cesare, resta +ignoto. Dalle leggi che abbiamo, date nell'anno presente ed accennate +dal Relando[2574], si vede Diocleziano soggiornante nell'Illirico, o +nella Tracia, provincie governate da esso Galerio, ma senza apparire +quali imprese militari si facessero in quelle parti. Se vogliam +credere ad Eusebio[2575], cominciò Diocleziano in questi tempi a farsi +adorare qual dio, cioè, per quanto io m'avviso, con obbligar le +persone ad inginocchiarsi davanti a lui, come si usava coi boriosi re +di Persia, da' quali forse avea appreso questo costume, laddove +bastava in addietro salutare i precedenti Augusti con inchinar la +fronte, come si faceva anche coi giudici. S'egli pretendesse di più, +nol saprei dire. Proruppe ancora in isfoggi di vanità, col mettersi a +portar gemme nelle vesti, e fino nelle scarpe: dal che s'erano +guardati quei precedenti imperadori che furono in concetto di moderati +e savii. + +NOTE: + +[2573] Aurelius Victor. Eutropius. Eumenes. + +[2574] Reland., Fast. Consul. + +[2575] Eusebius, in Chron. + + + + + Anno di CRISTO CCXCIV. Indizione XII. + + CAIO papa 12. + DIOCLEZIANO imperadore 11. + MASSIMIANO imperadore 9. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANZO CESARE e CAIO GALERIO VALERIO MASSIMIANO +CESARE. + + +Che in quest'anno ancora i due Cesari Costanzo e Galerio facessero +delle prodezze contra de' Barbari, si può dedurre da Giuliano +Apostata[2576] e dal panegirista di Costantino Augusto, cioè da +Eumenio[2577]. Oltre all'aver essi cacciato dalle terre romane i +Barbari, che da gran tempo vi si erano annidati, e le coltivavano come +sue proprie, quel panegirista parla di diverse altre nazioni +germaniche, nel paese delle quali entrò il valoroso Costanzo, +seguitandolo la vittoria dappertutto. Parte egli sterminò que' popoli, +trovandoli resistenti; e parte umiliati trasse ad abitar nelle +provincie romane, per accrescerne la popolazione e coltura. Continuava +in questi tempi Diocleziano Augusto a dimorar nell'Illirico insieme +con Galerio Cesare, come si ricava da alcune leggi, e verisimilmente +attendevano nelle parti della Pannonia e Mesia a tenere in freno i +Barbari, sempre ansanti di bottinar nel paese romano. Idacio[2578] +scrive che furono in quest'anno fabbricate delle fortezze nel paese +de' Sarmati di là dal Danubio in faccia delle città di Acinco e +Bononia. E a questi tempi verisimilmente appartiene ciò che lasciò +scritto Eutropio[2579], con dire che Diocleziano e Valerio Massimiano +varie guerre fecero unitamente, o separatamente, e che soggiogarono i +Carpi e Bastarni, de' quali parlò Eusebio all'anno 292, coll'aver +inoltre dato delle rotte ai Sarmati. Gran copia ancora di costoro +fatta prigioniera fu poscia da essi principi trasportata nelle +provincie romane, e concedute loro terre incolte per sostentamento +delle lor famiglie, e con vantaggio del pubblico. Presso il +Mezzabarba[2580] si veggono medaglie di Diocleziano colla _Vittoria +Sarmatica_, le quali si può credere che sieno da riferire all'anno +presente. + +NOTE: + +[2576] Julian., Oratione I. + +[2577] Eumenes, Panegyr. 7 Costant., cap. 6. + +[2578] Idacius, in Fastis. + +[2579] Eutrop., in Breviar. + +[2580] Mediobarbus, in Numism. Imperator. + + + + + Anno di CRISTO CCXCV. Indizione XIII. + + CAIO papa 13. + DIOCLEZIANO imperadore 12. + MASSIMIANO imperadore 10. + +_Consoli_ + +TOSCO ed ANULLINO. + + +Che _Mummio Tosco_ fosse appellato il primo console, _Annio Cornelio +Anullino_ il secondo, lo conghietturò il Panvinio[2581], perchè +troveremo, andando innanzi, questi due personaggi prefetti di Roma. +Lodevole è bensì, ma non sicura, una tal conghiettura, e perciò del +loro solo cognome io mi contento. La prefettura di Roma fu in +quest'anno appoggiata ad _Aristobolo_. Per attestato d'Idacio[2582], i +popoli Carpi, che abbiam detto sottomessi nell'anno precedente, +acciocchè non alzassero più le corna, furono obbligati a mutar cielo, +con venire ad abitar nella Pannonia. Abbiamo delle leggi date in +quest'anno, in cui Diocleziano Augusto seguitò a soggiornar nella +Pannonia e Mesia. Probabilmente tra per le vittorie riportate contra +de' Sarmati in quelle parti, e pel buon ordine ch'egli diede, +restarono que' paesi in pace: laonde potè esso Augusto far +preparamenti per ricuperare l'Egitto, siccome dirò all'anno seguente. +Si può parimente credere che in questi tempi Galerio Massimiano, per +adular Diocleziano suocero suo, e Valeria di lui figlia, moglie +sua[2583], desse il nome di Valeria ad una parte della Pannonia, ossia +della moderna Ungheria, dopo aver quivi tagliate vastissime selve per +ridurre quel territorio a coltura. Circa questi tempi ancora sembra +che succedesse ciò che narrano Eumenio[2584] e l'autore del panegirico +di Massimiano e Costantino[2585]: cioè l'aver Massimiano Erculio +Augusto domati i popoli ferocissimi della Mauritania, con aver poscia +trasportata gran copia di essi in altri paesi. + +NOTE: + +[2581] Panvin., in Fastis Consul. + +[2582] Idacius, in Fastis. + +[2583] Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 15. Aurelius Victor, in +Epitome. Ammianus, lib. 19. + +[2584] Eumen., Oration. de Schol. restaur. + +[2585] Incertus, in Panegyr. Maximian., cap. 8. + + + + + Anno di CRISTO CCXCVI. Indizione XIV. + + MARCELLINO papa 1. + DIOCLEZIANO imperadore 13. + MASSIMIANO imperadore 11. + +_Consoli_ + +CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la sesta volta e FLAVIO +VALERIO COSTANZO CESARE per la seconda. + + +La carica di prefetto di Roma, secondo l'antico Catalogo del +Cuspiniano e Bucherio, fu esercitata da _Cassio Dione_ in quest'anno, +nel quale mancò di vita _Caio_ romano pontefice[2586]. A lui +succedette nella sedia di San Pietro _Marcellino_. Fecondo di vittorie +fu l'anno presente ai principi romani, se pur si può accertare nella +cronologia di quei fatti, fatti per altro certissimi. Costanzo Cesare, +ardendo sempre di voglia di riacquistar la Bretagna, con torla dalle +mani dell'usurpatore _Alletto_[2587], teneva già in ordine buon +esercito e poderose flotte per far vela verso colà. Ma sospettando che +i Franchi ed altri popoli della Germania, allorchè vedessero lui +impegnato nella guerra oltre mare, secondo il lor uso, tentassero +d'inquietar le Gallie, raccomandossi a Massimiano Augusto, padrigno di +sua moglie, pregandolo di venir alla difesa di que' confini. Venne in +fatti, per attestato d'Eumenio, Massimiano al Reno, e bastante fu la +sua presenza a tenere in briglia i popoli nemici. Intanto con ardore +incredibile si mossero le flotte di Costanzo verso la Bretagna. Su +quella ch'era a Gesoriaco, cioè a Bologna di Picardia, s'imbarcò egli; +ed ancorchè il mare fosse gonfio, e poco favorevole il vento, pure +animosamente sciolse dal lido. Pervenuto questo avviso all'altra +flotta preparata alla sboccatura della Senna, accrebbe il coraggio a +quei soldati e marinari in maniera, che al dispetto del tempo +contrario si mossero anch'essi. Era comandante d'essa _Asclepiodoto_ +prefetto del pretorio. Riuscì a questa col benefizio d'una densa +nebbia di andar a dirittura con prospero cammino nella Bretagna, senza +essere scoperta da Alletto, che colla sua s'era postato in +osservazione all'isola Vetta, oggidì di Wight. Appena ebbe +Asclepiodoto afferrato il lido, e sbarcate le truppe e le munizioni +tutte, che fece dar fuoco alle navi, acciocchè i suoi, veggendosi +tolta la speranza d'ogni scampo, sapessero che nelle lor sole braccia +era riposta la salute, ed anche per impedir che que' legni non +cadessero in poter de' nemici. Atterrito Alletto parte dalla notizia +che Costanzo veniva contra di lui con una flotta, e che l'altra, già +pervenuta in terra ferma, minacciava tutte le sue città, lasciata +andare l'armata sua navale, co' suoi se ne ritornò anch'egli indietro, +e si mise in campagna contra di Asclepiodoto. Senza aspettare di aver +unite tutte le sue forze, e senza nè pur mettere in ordine di +battaglia quelle che seco avea, coi soli Barbari di suo seguito assalì +egli dipoi i Romani. Rimase sconfitto, ed anch'egli lasciò nel +combattimento la vita, con essersi poi appena potuto discernere il +cadavero suo, per aver egli deposto l'abito imperiale, che avrebbe +potuto farlo conoscere nella zuffa o nella fuga. Ma forse molto più +tardi accadde la caduta di costui. Intanto la flotta, dove era +Costanzo Cesare, più per accidente che per sicura condotta, a cagion +delle folte nebbie, imboccò il Tamigi, e per esso si spinse fino alla +città di Londra. L'arrivo suo fu la salute di quel popolo; +imperciocchè essendosi ridotti colà i Franchi ed altri Barbari che si +erano salvati dalla rotta di Alletto, mentre concertavano fra loro di +dare il sacco alla città, e poi di fuggirsene, eccoli giugnere loro +addosso Costanzo colle sue milizie, e tagliarli lutti a pezzi, con +salvar le vite e i beni di que' cittadini. Così in poco tempo tutto +quel paese della Bretagna, che ubbidiva già all'aquile romane, tornò +alla division di Costanzo, con estremo giubilo di quei popoli, per +vedersi liberi dai tiranni e dai Barbari ausiliarii, e più perchè +trovarono in Costanzo non un nemico, nè un vendicativo, ma un principe +pien di clemenza. Perdonò egli a tutti, ed anche ai complici della +ribellione[2588], e fece restituire ai particolari tutto quanto era +stato loro tolto o dai tiranni passati, o dalle sue medesime milizie. +Così fu restituita le quiete e l'allegrezza alle contrade romane della +Bretagna; e i popoli, non per anche soggiogati in essa, un sommo +rispetto cominciarono ad osservare verso i Romani. Le Gallie anche +esse restarono libere dalle molte vessazioni patite in addietro per +cagione di que' corsari. + +A questo medesimo anno, se non falla la Cronica d'Eusebio[2589], si +dee riferir la spedizione di Diocleziano Augusto contra di _Achilleo_ +usurpatore dell'Egitto[2590]. Tenne egli assediata per otto mesi +Alessandria, e, secondo Giovanni Malala[2591], le tolse l'uso +dell'acqua, con rompere gli acquidotti. Finalmente entratovi, +dimentico affatto della clemenza, non solamente tolse di vita il +tiranno ed altri suoi complici, ma permise a' suoi soldati il sacco di +quella insigne città, e poi, datole il fuoco, ne fece diroccar le +mura. Innumerabili furono coloro che rimasero spogliati delle lor +facoltà e cacciati in esilio. Una favola sarà il raccontar esso +Malala, che avendo Diocleziano ordinato che non si cessasse di +uccidere gli Alessandrini, finchè il sangue loro non arrivasse ai +ginocchi del suo cavallo, per accidente nell'entrar egli nella città, +inciampando il suo cavallo in un uomo ucciso, si tinse di sangue il +ginocchio. Diocleziano allora comandò che desistessero dalla strage, +per essersi adempiuto il suo giuramento: perlochè quel popolo alzò +dipoi una statua di bronzo al di lui cavallo. Il solo Eumenio da +panegirista adulatore esalta la clemenza di Diocleziano, con cui avea +data la pace all'Egitto; imperciocchè lo stesso Eutropio[2592], oltre +ad altri scrittori[2593], ci assicura ch'egli con somma crudeltà +trattò que' popoli. Galerio Massimiano presso Eusebio[2594] si truova +intitolato _Egiziano_ e _Tebaico_: indizio ch'egli, siccome il bravo +Diocleziano, faticò in quella impresa. Nella Istoria Miscella[2595] è +scritto che Costantino figlio di Costanzo accompagnò Diocleziano colà, +e militando diede più segni del suo valore. Se poi crediamo a +Suida[2596], in questa occasione fece Diocleziano cercare e bruciare +quanti libri potè ritrovare che trattassero d'alchimia, cioè di +cangiare i metalli, convenendoli in oro ed argento. Credono alcuni +che, prestando egli fede a que' decantati segreti, volesse levare a +que' popoli i mezzi da ribellarsi. Più probabile è, che, tenendoli per +cose vane, siccome sono in fatti, egli cercasse di guarir quella gente +da cotal malattia. Quando quei libri avessero contenuto il segreto di +far oro ed argento, non era sì corto di giudizio Diocleziano che gli +avesse dati alle fiamme: avrebbe saputo ritenerli per valersene in suo +pro. Oltre a questo, egli visitò tutto il paese; ed abbiamo da +Procopio[2597], che avendo trovato un gran tratto di paese nell'alto +Egitto confinante coll'Etiopia, o sia colla Nubia, il cui mantenimento +portava più spesa che profitto a cagion delle scorrerie che vi faceano +continuamente i Nubiani, per via di una convenzione lo rilasciò ai +medesimi, con obbligarli a tenere in freno i Blemmii ed altri popoli +dell'Arabia, acciocchè non molestassero l'Egitto. Aggiugne +Olimpiodoro[2598] che Diocleziano, invitato dai Blemmii, andò a +divertirsi nel loro paese, e che loro accordò un'annua pensione per +averli amici: il che a nulla servì col tempo, essendo troppo avvezzi +coloro al mestier del rubare, che tuttavia a' dì nostri continua in +quel paese, altri non essendo stati i Blemmii, se non una nazione +d'Arabi masnadieri. Osserva ancora Procopio che in que' paesi erano +miniere di smeraldi; il che veggo confermato dai moderni viaggiatori, +i quali nondimeno asseriscono non sapersi più il sito di quelle, per +vendetta fatta da un principe d'Arabi, perseguitato indebitamente +dall'avarizia turchesca. + +NOTE: + +[2586] Anastas. Bibliothecar. + +[2587] Eumenes, in Constant. Eutropius. Aurelius Victor. + +[2588] Eumenes., Panegyr. Constant., cap. 6. + +[2589] Eusebius, in Chron. + +[2590] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar. + +[2591] Johannes Malala, in Chronograph. + +[2592] Eutrop., in Breviar. + +[2593] Euseb., in Chron. Orosius et alii. + +[2594] Euseb., Hist. Eccl. lib. 8, cap. 17. + +[2595] Histor. Miscella in Dioclet. + +[2596] Suidas, in Excerpt. + +[2597] Procop., de Reb. Pers., lib. 1, cap. 19. + +[2598] Olympiodorus, Eclog. in Histor. Byzant. + + + + + Anno di CRISTO CCXCVII. Indizione XV. + + MARCELLINO papa 2. + DIOCLEZIANO imperadore 14. + MASSIMIANO imperadore 12. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la quinta volta e CAIO +GALERIO MASSIMIANO CESARE per la seconda. + + +_Afranio Annibaliano_ tenne in questo anno la prefettura di Roma. Se +fosse vero che nell'anno presente Eumenio recitata avesse la sua +orazione delle scuole di Autun, come ha creduto il padre Pagi con +altri[2599], sarebbe da dire che in quest'anno fosse già cominciata la +guerra fatta da Galerio Massimiano contro ai Persiani. Ma non è ciò +esente da dubbii, potendo essere che nel corrente anno, o pur nel +seguente, come pensa il Tillemont[2600], quell'orazione venisse +recitata, non contenendo essa indizio certo dell'anno, oltre all'aver +anche alcuni dubitato se Eumenio ne sia l'autore. Sia dunque a me +permesso rammentar qui la guerra persiana di Galerio, giacchè +Eutropio[2601], Eusebio[2602], Idacio[2603] e la Cronica +Alessandrina[2604] la riferiscono dopo la liberazion dell'Egitto: +confessando io nondimeno che Aurelio Vittore[2605] e Giovanni +Malala[2606] sembrano rapportarla al tempo avanti. Zonara[2607] ne +parla come se fossero tutte e due nello stesso tempo succedute. +Regnava allora nella Persia non so se Narseo, o sia Narse, o Narsete, +o pur Vararane, principe ambizioso, che s'era messo in testa di non la +cedere a Sapore, avolo suo, nella gloria di conquistatore. Avea egli +già tolto ai Romani l'Armenia, e con formidabil armata minacciava il +resto dell'Oriente. Diocleziano, per attestato di Lattanzio[2608], non +si sentendo voglia di far pruova del suo valore contra di coloro, per +non incorrere nella sciagura di Valeriano Augusto, diede, secondo il +solito, l'incumbenza d'essa guerra al suo gran campione, cioè a +Galerio Massimiano Cesare, con andarsene egli a riposare in Antiochia +col pretesto di attender ivi alla spedizione di gente e di viveri +all'armata di Galerio a misura de' bisogni. Era Galerio uomo +arditissimo, ed Orosio[2609] parla di due combattimenti contro i +Persiani, ma senza dirne l'esito. Convengono poi tutti gli +storici[2610] che in un d'essi, o pure nel terzo, egli totalmente +rimase sconfitto dai nemici, non già per sua dappocaggine, ma per sua +temerità, avendo voluto con poche schiere de' suoi assalir le +moltissime dei Persiani. Da una o due parole di Eusebio[2611], e da +altre di Eutropio[2612] e di Rufo Festo[2613], ricaviamo che lo stesso +Galerio venne in persona ad informar Diocleziano de' suoi sinistri +avvenimenti; ma fu sì sgarbatamente, e con tale alterigia e sprezzo +ricevuto da Diocleziano, che fu costretto a tenergli dietro per più di +un miglio di viaggio a piedi vicino alla carrozza con tutto il suo +abito di porpora indosso. Potrebbe essere che nel precedente anno +tutto questo avvenisse. Ma per tal disavventura ed ignominia in vece +di perdere il coraggio, Galerio maggiormente si sentì animato alla +vendetta. Raunato dunque un possente esercito[2614], massimamente di +veterani e di Goti nell'Illirico e nella Mesia, con esso passò +nell'Armenia, per azzuffarsi di nuovo col re persiano. Diocleziano +anch'egli con molte forze si avvicinò ai confini della Persia nella +Mesopotamia, per fiancheggiar Galerio, ma lungi dai pericoli. Mirabile +fu questa volta la circospezione e sagacità di Galerio, dopo aver +imparato dianzi alle sue spese. In persona con due soli compagni andò +egli prima a spiare l'armata nemica, e seppe sì ben disporre le +insidie e cogliere il tempo, che, assalito all'improvviso il campo +nemico, superiore bensì di forze, ma impedito da gran bagaglio, +interamente lo disfece con orrido macello della gente persiana. Scrive +Zonara[2615] che il re loro se ne fuggì portando seco per buona +ricordanza del fatto una ferita. Ma restò prigioniera la di lui +moglie, o pure, come altri vogliono, le di lui mogli, sorelle e +figliuoli dell'uno e l'altro sesso, con assaissime altre persone della +prima nobiltà della Persia. Lo spoglio del campo nemico fu d'immense +ricchezze, e ne arricchirono tutti i soldati. Ebbe cura Galerio, per +attestato di Pietro Patrizio[2616], che fossero trattale con tutta +proprietà e modestia le principesse prigioniere: atto sommamente +ammirato dai Persiani, i quali furono forzati a confessare che i +Romani andavano loro innanzi, non meno nel valore dell'armi che nella +pulizia de' costumi. Avrà pena il lettore a credere ad Ammiano +Marcellino[2617], allorchè racconta, che avendo un soldato trovato in +quell'occasione un sacco di cuoio, se pur non fu uno scudo, dove era +gran quantità di perle, gittò via le perle, contento del solo scudo o +sacco: tanto erano allora le armate romane lontane del lusso, e +ignoranti nelle cose di vanità. Certo un grande ignorante dovea essere +costui! + +Giovanni Malala[2618] lasciò scritto che Arsane regina di Persia, +rimasta prigioniera, fu condotta ad Antiochia, ed ivi nel delizioso +luogo di Dafne per alcuni anni con tutto onore mantenuta da +Diocleziano, finchè, fatta la pace, fu restituita al marito. Aggiunge +ch'esso Augusto per la vittoria suddetta provar fece a tutte le +province la sua liberalità. Ma non sussiste che per alcuni anni +durasse la prigionia della regina persiana. Imperciocchè Narse, dopo +essere fuggito sino alle parti estreme del suo reame, rivenne in sè +stesso, e spedì a Galerio uno de' suoi più confidenti[2619], per nome +Afarban, affinchè umilmente il pregasse di pace, con dargli un foglio +in bianco per quelle condizioni che più piacessero ad esso Galerio. Nè +altro chiedeva quel re, fuorchè la restituzion delle sue donne e de' +suoi figliuoli, perchè nel resto sperava buon trattamento dalla +generosità romana, la quale non vorrebbe troppo eclissata la monarchia +persiana, cioè uno dei due occhi, o pur dei due soli che si avesse +allora la terra. L'ambasciata andò; e Galerio in collera rispose che +non toccava ai Persiani il domandare ad altrui della moderazion nella +vittoria dopo gl'indegni trattamenti da lor fatti a Valeriano Augusto, +e che egli restava più tosto offeso delle lor preghiere. Nientedimeno +voleva ben ricordarsi del costume de' Romani, avvezzi a vincere i +superbi e resistenti, e a trattar bene chi si sottometteva. Con questo +licenziò l'ambasciatore, dicendogli che il di lui padrone sperasse di +riveder presto persone a lui tanto care. Venne Galerio a Nisibi nella +Mesopotamia, dove si trovava Diocleziano, per conferir seco le +proposizioni del re nemico. Con grande onore fu allora ricevuto, e si +trattò fra loro se si avea da dar mano alla pace. Pretendeva Galerio +che si seguitasse la vittoria[2620], in guisa che si facesse della +Persia una provincia soggetta all'imperio romano. Ma Diocleziano, che +la volea finire, e più dell'altro scorgeva quanto fosse malagevole il +tenere in ubbidienza quel vasto regno, si ridusse a più discrete +pretensioni. Fu dunque spedito a Narse il segretario Sicorio Probo, il +quale, trovato il re nella Media vicino al fiume Asprudis, fu molto +onorevolmente accolto; ma non ebbe sì tosto udienza, perchè Narse +volle dar tempo a' suoi fuggiti dalla battaglia di comparir colà. +L'udienza fu fata alla presenza del solo Afarban e di due altri; e +Probo dimandò che il re cedesse ai Romani cinque provincie poste di +qua dal fiume Tigri verso la di lui sorgente, ciò l'Intelene, la +Sofene, l'Arzacene, la Carduene e la Zabdicene. Pretese inoltre che il +Tigri fosse il divisorio delle monarchie, Nisibi il luogo di commercio +fra le due nazioni; che l'Armenia sottoposta ai Romani arrivasse fino +al castello di Zinta sui confini della Media; e che il re d'Iberia +ricevesse la corona dall'imperatore. A riserva dell'articolo Nisibi, +Narse accordò tutto, e rinunziò ad ogni sua pretensione sopra la +Mesopotamia: con che seguì la pace, e furono restituiti i prigioni. +Gloria ed utilità non poca provenne dalla suddetta vittoria +all'imperio romano; perchè, a testimonianza di Rufo Festo[2621], durò +la stabilita pace sino ai suoi giorni, cioè per quaranta anni, +avendola rotta i Persiani solamente verso il fine del governo di +Costantino, per riaver le provincie cedute, siccome in fatti le +riebbero. Galerio per questa sì fortunata campagna si gonfiò a +dismisura; e, siccome avvertì Lattanzio[2622], prese i titoli fastosi +di _Persico, Armeniaco, Medico_ e _Adiabenico_, quasichè egli avesse +soggiogate tutte quelle nazioni. Quel che è più ridicolo, da lì +innanzi egli affettò il titolo di _figliuolo di Marte_, laonde +Diocleziano cominciò a temer forte di lui. Si sa che nel presentare a +Galerio le lettere di esso Diocleziano col titolo consueto di +_Cesare_, più volte egli esclamò dicendo: _E fin a quando io dovrò +ricevere questo solo titolo?_ Potrebbe essere che nel presente anno +ancora Massimiano Augusto e Costanzo Cloro Cesare riportassero altre +vittorie dal canto loro contra dei Barbari; ma giacchè il tempo +preciso delle loro imprese non si può fissare, parlerò dei loro fatti +negli anni seguenti. + +NOTE: + +[2599] Pagius, Critic. Baron. De la Baune et alii. + +[2600] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2601] Eutrop., in Breviario. + +[2602] Eusebius, in Chronic. + +[2603] Idacius, in Fastis. + +[2604] Chronic. Alexandrinam. + +[2605] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2606] Johannes Malala, in Chronograph. + +[2607] Zonaras, in Annalibus. + +[2608] Lactantius, de Mortibus Persecutor., cap. 9. + +[2609] Orosius, Histor., lib. 7, cap. 25. + +[2610] Aurelius Victor, in Epitome. Julianus, Oratione I. Ammianus +Marcellin. et alii. + +[2611] Euseb., in Chronic. + +[2612] Eutrop., in Breviar. + +[2613] Rufus Festus, in Breviar. + +[2614] Jordan., de Reb. Getic., cap. 21. Lactantius, de Mortibus +Persecut., cap. 9. Rufus Festus, in Breviar. Eutropius et alii. + +[2615] Zonaras, in Annalibus. + +[2616] Petrus Patritius, de Legat. Tom. I Histor. Byzant. + +[2617] Ammianus Marcellinus, lib. 22. + +[2618] Joannes Malala, in Chronogr. + +[2619] Petrus Patricius, de Legat. Tom. I Hist. Byzant. + +[2620] Aurelius Victor, Epitome. + +[2621] Rufus Festus, in Breviario. Libanius, in Basilic. + +[2622] Lactantius, de Mortib. Persec. + + + + + Anno di CRISTO CCXCVIII. Indizione I. + + MARCELLINO papa 3. + DIOCLEZIANO imperadore 15. + MASSIMIANO imperadore 13. + +_Consoli_ + +ANICIO FAUSTO e VIRIO GALLO. + + +Così ho io descritto i nomi di questi consoli, appoggiato a due +iscrizioni che si leggono nella mia Raccolta[2623], senza dare a +_Fausto_ il secondo consolato, come alcuno ha tenuto; e con chiamare +il secondo console _Virio_, e non _Severo_, come fa la Cronica +Alessandrina. _Artorio Massimo_, per attestato degli antichi +cataloghi, fu prefetto di Roma in questo anno. Potrebbe essere che +all'anno presente appartenesse la guerra fatta da Costanzo Cesare +contra degli Alamanni. Eusebio[2624] la riferisce circa questi tempi. +Eutropio[2625] e Zonara[2626] ne parlano prima della guerra di Persia. +Erano in armi gli Alamanni, e con poderoso esercito venuti alla volta +di Langres nelle Gallie, sorpresero in maniera Costanzo, che fu +forzato a ritirarsi precipitosamente colle sue genti. Pervenuto a +quella città, vi trovò chiuse le porte, per timore che v'entrassero i +nemici. Se volle salvarsi, gli convenne farsi tirar su per le mura con +delle corde. Ma raccolte in meno di cinque ore tutte le sue milizie, +coraggiosamente uscì addosso ai nemici, li sbaragliò, e ne fece restar +freddi sul campo sessantamila, come ha il testo latino di Eusebio, +Eutropio, Orosio[2627] e Zonara. Ma chi è pratico delle guerre, e sa +che d'ordinario troppo da' parziali s'ingrandiscono le vittorie, avrà +ben ragionevolmente dubbio, che invece di sessantamila s'abbia a +leggere sei mila, come appunto sta nel testo greco di Eusebio e di +Teofane[2628]. In questa battaglia restò ferito Costanzo. Eutropio +dopo sì gloriosa vittoria seguita a dire che Massimiano Augusto +nell'Africa terminò la guerra contro ai Quinquegenziani con averli +domati, e costretti a chieder pace, ch'egli loro non negò. + +NOTE: + +[2623] Thesaurus Novus Inscript., pag 370. + +[2624] Euseb., in Chron. + +[2625] Eutrop., in Breviar. + +[2626] Zonaras, in Annalibus. + +[2627] Orosius, lib. 7, cap. 25. + +[2628] Teophanes, in Chronico. + + + + + Anno di CRISTO CCXCIX. Indizione II. + + MARCELLINO papa 4. + DIOCLEZIANO imperadore 16. + MASSIMIANO imperadore 14. + +_Consoli_ + +CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la settima volta e MARCO +AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la sesta. + + +Fu in quest'anno esercitata la prefettura di Roma da _Anicio Fausto_. +Da che Diocleziano Augusto ebbe scelto per sè il governo dell'Oriente, +per l'affetto da lui preso a quel soggiorno, si diede ad abbellir di +nuove fabbriche l'insigne città di Antiochia, cioè la Roma di quelle +contrade; ma specialmente v'attese da che ebbe ricuperato l'Egitto, e +terminata felicemente la guerra co' Persiani, per essere succeduta +un'invidiabil pace. Giovanni Malala[2629], siccome di patria +Antiocheno, merita ben qualche fede, allorchè descrive le sontuose +opere di lui in ornamento d'Antiochia, e per sicurezza delle frontiere +romane. Scrive egli dunque che in quella città fabbricò un vasto +palazzo, di cui già avea Gallieno gittati i fondamenti, siccome ancora +un bagno pubblico vicino al circo, a cui diede il nome di terme +diocleziane. Furono ancora, d'ordine suo, fabbricati i pubblici +granai, per riporvi i grani, con regolar le misure del frumento e +delle altre cose venali, affinchè i mercatanti non venissero +danneggiati dai soldati. Inoltre fabbricò nel luogo di Dafne lo +stadio, acciocchè ivi dopo i giuochi olimpici si coronassero i +vincitori. Quivi ancora eresse i templi di Giove Olimpico, di Apolline +e di Nemesi, incrostandoli di marmi pellegrini. Parimente fabbricò +sotterra un tempio ad Ecate, al quale si scendeva per trecento +sessantacinque gradini; e in Dafne un palazzo, dove potessero +alloggiar gl'imperadori andando colà, quando in addietro stavano sotto +le tende. Quivi pure, siccome ancora in Edessa e in Damasco, dispose +botteghe, per lavorarvi ogni sorta d'armi ad uso della guerra, e per +impedir le frequenti scorrerie degli Arabi. Oltre a ciò, in Antiochia +da' fondamenti eresse una zecca, e fra alcuni altri bagni uno, a cui +diede il nome di senatorio. Nè questo bastò al suo magnifico genio. Si +applicò ancora ad alzar castella e fortezze ai confini, mettendo +guarnigioni di soldati dappertutto; e valenti capitani per custodir +quelle frontiere. Abbiamo confermata da Ammiano[2630] questa diligenza +di Diocleziano, siccome ancora da Procopio[2631], i quali scrivono +aver egli specialmente fortificato di mura e di torri il castello di +Cercusio, o sia Circesio, nella Mesopotamia. L'autore[2632] inoltre +della orazione pel ristoramento delle scuole in Autun, parla di varie +città già deserte, e divenute covili di fiere, le quali dalla +diligenza degli Augusti e Cesari di questi tempi erano state rimesse +io buono stato e popolate. Fa egli eziandio menzione delle fortezze +alzate al Reno, al Danubio, all'Eufrate per guardia del paese romano. +Se vogliamo stare alla testimonianza di Idacio[2633], ebbe Massimiano +Augusto guerra in quest'anno coi Marcomanni, popoli della Germania, e +fracassò le loro squadre: della qual vittoria fecero anche menzione +Eutropio[2634] ed Aurelio Vittore[2635]. + +NOTE: + +[2629] Joannes Malala, in Chronogr. + +[2630] Ammianus, lib. 23, cap. 11. + +[2631] Procop., de Ædicti., lib. 1, cap. 6. + +[2632] Eumen., Orat. de Schol. restaurand. + +[2633] Idacius, in Fastis. + +[2634] Eutrop., in Breviar. + +[2635] Aurelius Victor, in Epitome. + + + + + Anno di CRISTO CCC. Indizione III. + + MARCELLINO papa 5. + DIOCLEZIANO imperadore 17. + MASSIMIANO imperatore 15. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANZO CESARE per la terza volta e CAIO VALERIO +GALERIO MASSIMIANO CESARE per la terza. + + +L'essere nominato _Costanzo_ Cesare ne' Fasti prima di _Galerio_, +avvalora l'opinion di coloro che gli attribuiscono la preminenza, +allorchè egli fu eletto Cesare. _Appio Pompeo Faustino_, secondo gli +antichi Cataloghi[2636], esercitò in quest'anno la prefettura di Roma. +Alcune leggi, che si possono riferire all'anno presente, ci fan vedere +Diocleziano dimorante in questi tempi nelle città della Tracia e +dell'Illirico, e massimamente a Sirmio. Il dirsi poi da Eutropio[2637] +che dopo la guerra persiana furono vinti i Sarmati, e domati i popoli +Carpi e Bastarni, se veramente riguardasse l'anno presente, ci farebbe +intendere perchè Diocleziano si trattenesse in quelle parti della +giurisdizion di Galerio, cioè per secondare le di lui militari imprese +contra di que' Barbari. Ma per conto de' Carpi e Bastarni, la Cronica +d'Eusebio[2638] ce li rappresenta molto prima soggiogati, e +trasportati ad abitar nelle provincie romane. Parla il medesimo +Eusebio delle terme diocleziane che si cominciarono a fabbricare +(secondochè crede il padre Pagi)[2639] circa questi tempi in Roma, e +furono poi compiute da Costantino; fabbrica di maravigliosa mole, di +cui son da vedere gli scrittori che hanno illustrato Roma antica. +Similmente Massimiano Erculio Augusto si applicò ad edificar le terme +massimiane in Cartagine. Frequentissimo in questi secoli era +dappertutto l'uso dei bagni, che pure troviamo da sì lungo tempo +dismesso per quasi tutta l'Europa. + +NOTE: + +[2636] Panvin., in Fastis Consul. + +[2637] Eutrop., in Breviario. + +[2638] Eusebius, in Chron. + +[2639] Pagius, Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CCCI. Indizione IV. + + MARCELLINO papa 6. + DIOCLEZIANO imperadore 18. + MASSIMIANO imperadore 16. + +_Consoli_ + +TIZIANO per la seconda volta e NEPOZIANO. + + +Si parla in un'iscrizione pubblicata dal Fabretti[2640] di un _Tito +Flavio Postumio Tiziano console_. Egli da me è creduto quegli stesso +che in quest'anno procedette console, perciocchè noi vedremo all'anno +505 _Postumio Tiziano_ prefetto di Roma. Per l'anno presente quella +prefettura fu data ad _Elio Dionisio_. Eusebio[2641] riferisce un +orribil tremuoto che in questi tempi si fece sentire in Sidone e Tiro, +colla rovina di moltissimi edifizii, ed oppressione di popolo +innumerabile. Quali imprese in questi tempi facesse Costanzo Cloro +Cesare nelle Gallie, non sappiam dirlo, nè a qual anno appartenga il +raccontarsi da Eumenio[2642], nel panegirico a Costantino Augusto, che +Costanzo suo padre nei campi di Vindone, creduto oggidì un luogo nel +cantone di Berna, fece una grande strage di nemici. Oltre a ciò, +essendo passata una sterminata moltitudine di nazioni germaniche col +benefizio del ghiaccio nella grande isola formata dal Reno, cioè nella +Batavia, allo improvviso scioltosi il ghiaccio, restò ivi di maniera +ristretta, che fu obbligata a rendersi prigioniera a Costanzo. Non è +improbabile che verso questi tempi un tal fatto accadesse. + +NOTE: + +[2640] Fabrettus, Inscript., pag. 208. + +[2641] Euseb., in Chron. + +[2642] Eumenes, Panegyric. Const. + + + + + Anno di CRISTO CCCII. Indizione V. + + MARCELLINO papa 7. + DIOCLEZIANO imperadore 19. + MASSIMIANO imperadore 17. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANZO CESARE per la quarta volta e CAIO VALERIO +MASSIMIANO CESARE per la quarta. + + +_Nummio Tosco_ esercitò in quest'anno la carica di prefetto di Roma. +Gran carestia si patì in Oriente, ed arrivò ad una esorbitanza il +prezzo de' grani[2643]. Nel ripiego che prese in tal congiuntura +Diocleziano, si desiderò la prudenza; imperciocchè ordinò che ad un +prezzo mediocre si vendesse il grano: dal che venne che i mercanti non +ne vendevano più, nè faceano venirne da lontani paesi: sicchè crebbe +di lunga mano la penuria e la fame, e succederono sedizioni ed +ammazzamenti, con essere in fine costretto l'imperadore a levar quella +tassa, e a lasciare che il mondo per questo conto si governasse da sè +stesso. Può essere che tale carestia si stendesse anche allo Egitto, +paese per altro scelto a pascere gli altri coll'abbondanza sua. +Certamente abbiamo dalla Cronica di Alessandria[2644] e da +Procopio[2645] che Diocleziano assegnò alcuni milioni di misure di +grano, da darsi annualmente in dono ai poveri di quel paese, con +distribuirlo per famiglie: liberalità che durò sino ai tempi di +Giustiniano Augusto, e sotto di lui cessò. Abbiamo da Aurelio +Vittore[2646] che furono dai due Augusti pubblicate delle giustissime +leggi per la quiete pubblica e buono stato delle città, e sopra tutto +fu abolito l'uffizio dei frumentarii, cioè di spie, ossia +d'inspettori, che si mandavano nelle provincie per indagare se v'erano +movimenti, abusi e doglianze. Sembra che sul principio un tal impiego +fosse onorevole, e ne ridondasse buon utile al pubblico, perchè, +informati gli Augusti dei disordini occorrenti, vi rimediavano. Ma nel +progresso del tempo, giusta il costume delle umane cose, il buon +istituto degenerò in una vera peste; perchè costoro, con inventar +mille false accuse, assassinavano chiunque lor non piaceva, o non si +comperava la loro amicizia; e facendo paura anche ai più lontani, +mettevano in contribuzione tutti i paesi. Inoltre buoni regolamenti +furono fatti per mantenere l'abbondanza de' viveri in Roma, e perchè +puntualmente fossero pagate le milizie e promosse le persone +meritevoli, e gastigati i malfattori. Finalmente si continuò a cingere +di belle e forti mura la città di Roma, e ad abbellir l'altre città +con delle nuove e magnifiche fabbriche: il che particolarmente fu +fatto in Cartagine, Nicomedia e Milano. Fra gli altri suntuosi +edificii Massimiano Erculio Augusto in questa ultima città fece +fabbricar le terme, o vogliam dire i bagni, che presero la +denominazione da lui. Ne fa menzione Ausonio[2647] nella descrizion +delle primarie città. Non si può negare, v'erano motivi per poter +appellar felice allora lo stato dell'imperio romano; ma, siccome +aggiugne lo stesso Aurelio Vittore, neppure allora mancavano pubblici +guai e sconcerti. La nefanda libidine di Massimiano Erculio Augusto +cagionava non pochi lamenti, non perdonando egli neppure agli ostaggi; +e Diocleziano, per non isconciar la quiete e gl'interessi suoi +proprii, nè rompere la concordia con esso Massimiano e con Galerio +Cesare, chiudeva gli occhi, lasciando far loro quanto volevano +d'ingiustizie e prepotenze. Peggio ancora operò nell'anno seguente, +come fra poco vedremo. + +NOTE: + +[2643] Idacius, in Fastis. Lactantius, de Mort. Persecut., cap. 7. + +[2644] Chron. Alexandrin. + +[2645] Procop., in Histor. arc. + +[2646] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2647] Ausonius, de Urbibus. + + + + + Anno di CRISTO CCCIII. Indizione VI. + + MARCELLINO papa 8. + DIOCLEZIANO imperadore 20. + MASSIMIANO imperadore 18. + +_Consoli_ + +CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per l'ottava volta e MARCO +AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la settima. + + +L'uffizio di prefetto di Roma fu appoggiato a _Giunio Tiberiano_[2648] +in questo anno; anno non so s'io dica di funesta, oppur di gloriosa +memoria alla religione cristiana. Funesto, perchè in esso fu mossa la +più orrida persecuzione che mai patisse in addietro la fede di Cristo; +glorioso, perchè questa fede si mirò sostenuta da innumerabili +campioni sprezzatori dei tormenti e della morte, e che col loro +martirio accrebbero i cittadini al cielo[2649]. Per testimonianza di +Lattanzio[2650], fin l'anno di Cristo 298, perchè nel sagrificare agli +idoli niun segno si vedeva nelle viscere delle vittime per predir +l'avvenire, come si figurarono i troppo crudeli pagani, gli aruspici +attribuirono questo sconcerto al sospetto o alla certezza che fosse +presente qualche cristiano. Allora Diocleziano in collera ordinò che +non solamente tutte le persone di corte, fra le quali non poche +professavano la religione cristiana, ma anche i soldati per le +provincie sagrificassero agl'idoli, sotto pena d'essere flagellati e +cassati. Alcuni pochi per questo ordine sostennero anche la morte, ma +per allora gran rumore non si fece. Avvenne che Diocleziano Augusto e +Galerio Cesare suo genero unitamente passarono il verno di quest'anno +nella Bitinia, nella città di Nicomedia. In quei tempi, come confessa +Eusebio, per la lunga pace s'era bensì in mirabil forma dilatata la +religion di Cristo, coll'erezion d'infiniti templi nelle stesse città +per tutte le provincie romane; ed innumerabil popolo era già divenuto +quello degli adoratori della croce per l'Oriente e per l'Occidente. Ma +il loglio era anche col grano; già fra gli stessi cristiani s'udivano +eresie, si mirava l'invidia, la frode, la simulazione e l'ipocrisia +cresciuta fra loro. E fino i vescovi mal d'accordo insieme disputavano +di precedenze, l'un mormorando dell'altro, con giugnere poi le lor +gregge ad ingiurie e sedizioni, e a dimenticare i doveri e i bei +documenti di sì santa religione. Giacchè niun pensava a placar Dio, +volle Dio farli ravvedere, volle con leggier braccio gastigar le loro +negligenze, lasciando che i pagani sfogassero l'antico lor odio contra +del suo popolo eletto[2651]. Galerio Cesare quegli fu che accese il +fuoco. Costui da sua madre, donna di villa, asprissima nemica de' +cristiani, imparò ad abborrirli, e ne avea ben dati in addietro dei +fieri segni; ma in quest'anno decretò di sterminarli affatto. +Trovandosi egli dunque in Nicomedia col suocero Diocleziano, quando +ognuno credeva che amendue per tutto il verno trattassero in secreti +colloqui dei più importanti affari di stato, si venne a sapere che la +sola rovina de' cristiani si maneggiava ne' lor gabinetti. Galerio, +dissi, era l'ardente promotore di quest'empia impresa. Diocleziano +fece quanta difesa potè, dicendo che pericolosa cosa era l'inquietar +tutto il mondo romano; e che a nulla avrebbe servito, perchè i +cristiani erano usati a sofferir la morte per tener salda la lor +religione; e che, per conseguente, sarebbe bastato il solamente +vietarla ai cortigiani e soldati. Fece istanza Galerio che si udisse +il parer d'alcuni uffiziali della corte e dalla milizia. Costoro +aderirono tutti a Galerio. Volle parimente Diocleziano udir sopra ciò +gli oracoli dei suoi dii e dei sacerdoti gentili. Senza che io lo +dica, ognuno concepisce qual dovette essere la loro risposta. Fu +dunque stabilito di dar all'armi contra dei professori della fede di +Cristo; e Galerio pretendeva che eglino si avessero da bruciar vivi; +ma Diocleziano per allora solamente accordò che senza sangue si +procedesse contra di loro. + +Diedesi principio a questa lagrimevol tragedia, per attestato di +Lattanzio, nel dì 25 di febbraio dell'anno presente, in cui il +prefetto del pretorio con una man di soldati si portò alla chiesa di +Nicomedia, posta sopra una eminenza in faccia al palazzo imperiale. +Rotte le porte, si cercò invano la figura del Dio adorato dai +cristiani. Vi si trovavano bensì le sacre scritture, che furono tosto +bruciate, e dato il saccheggio a tutti gli arredi e vasi sacri. +Stavano intanto i due principi alla finestra, da cui si mirava la +chiesa, disputando fra loro, perchè Galerio insisteva che se le desse +il fuoco, ma con prevalere la volontà di Diocleziano, che quel tempio +si demolisse, per non esporre al manifesto pericolo d'incendio le case +contigue. Restò in poche ore pienamente eseguito il decreto, e nel dì +seguente si vide pubblicato un editto[2652], con cui si ordinava +l'abbattere sino ai fondamenti tutte le chiese dei cristiani, il dar +alle fiamme tutti i lor sacri libri, con dichiarar infame ogni persona +nobile, e schiavo ciascun della plebe che non rinunziasse alla +religion di Cristo. Tale sul principio fu l'imperial editto, a cui +poscia fu aggiunto che si dovessero cercar tutti i vescovi, ed +obbligarli a sagrificare ai falsi dii. Finalmente si arrivò a +praticare i tormenti e le scuri; onde poi venne tanta copia di martiri +che illustrarono la fede di Gesù Cristo, e servirono col loro sangue a +maggiormente assodarla e a renderla trionfante nel mondo. Poco dopo la +pubblicazion di questo editto si attaccò il fuoco due volte al palazzo +di Nicomedia[2653], dove abitavano Diocleziano e Galerio, e bruciò +buona parte. Costantino, che fu poscia Augusto, e si trovava allora in +quella città, in una sua orazione[2654] ne attribuisce la cagione ad +un fulmine e fuoco del cielo. Lattanzio tenne, all'incontro, per certo +che autor di quell'incendio fosse lo stesso Galerio Cesare, par +incolparne poscia i cristiani, e maggiormente irritar Diocleziano +contra di loro, siccome avvenne. Non aspetti da me il lettore altro +racconto di questa famosa terribil persecuzione del popolo cristiano, +dovendosi prendere la serie della medesima da Eusebio[2655], dal +cardinal Baronio[2656], dal Tillemont[2657], dagli Atti dei santi del +Bollando[2658], in una parola dalla Storia ecclesiastica. + +Circa questi tempi, per quanto si raccoglie da Eusebio[2659], +tentarono alcuni di farsi imperadori nella Melitene, provincia +dell'Armenia, e nella Soria. Di tali movimenti altro non sappiamo se +non ciò che il Valerio osservò presso Libanio sofista[2660]: cioè che +un certo Eugenio capitano di cinquecento soldati in Seleucia fu +forzato dai medesimi a prendere la porpora, perchè non poteano più +reggere alle fatiche loro imposte di nettare il porto di quella città. +S'avvisò egli di occupare Antiochia, ed ebbe anche la fortuna di +entrarvi con quel pugno di gente; ma sollevatosi contra di lui il +popolo d'essa città, non passò la notte che tutti quei masnadieri +furono morti o presi. La bella ricompensa che per questo atto di +fedeltà ebbero gli Antiocheni da Diocleziano, fu che i principali +uffiziali delle città d'Antiochia e Seleucia furono condannati a morte +senza forma di processo e senza concedere loro le difese. Questo atto +di detestabil crudeltà rendè sì odioso per tutta la Soria il nome di +Diocleziano, che anche novanta anni dappoi, cioè ai tempi di Libanio, +il cui avolo paterno fra gli altri perdè allora la vita, con orrore si +pronunziava il suo nome. Abbiamo poi da Lattanzio[2661] che +Diocleziano si portò a Roma in quest'anno per celebrarvi i vicennali, +che cadevano nel dì 20 di novembre. Hanno disputato intorno a questo +passo il padre Pagi[2662], il Tillemont[2663] ed altri, cercando quai +vicennali si debbano qui intendere, e come cadessero questi in quel +giorno. Non entrerò io in sì fatti litigii, e solamente dirò che +oggidì son d'accordo i letterati in credere celebrato in quest'anno, e +non già nel precedente, come porta il testo della Cronica di +Eusebio[2664], il trionfo romano d'esso Diocleziano, al quale, per +attestato d'un antico panegirista[2665], intervenne anche Massimiano +Augusto, siccome partecipe delle vittorie fin qui riportate contro ai +nemici del romano imperio. Con ciò che abbiam detto di sopra all'anno +297 della pace seguita col re di Persia, secondo la riguardevol +autorità di Pietro Patrizio[2666], pare che s'accordi ciò che +lasciarono scritto il suddetto Eusebio ed Eutropio[2667]: cioè che +davanti al cocchio trionfale furono condotte le mogli, le sorelle o i +figliuoli di Narse re di Persia, i quali già dicemmo restituiti molto +prima. Si può verisimilmente credere che solamente in figura, ma non +già in verità, comparissero in quel trionfo le principesse e i +principi suddetti. Parla ancora Eutropio di sontuosi conviti dati in +questa occasione da Diocleziano, ma non già di solenni giuochi, +siccome costumarono i precedenti Augusti; perchè egli, studiando il +più che potea, il risparmio, si rideva di Caro e d'altri suoi +predecessori, che, secondo lui, scialacquavano il danaro nella vanità +di quegli spettacoli[2668]. Uscirono perciò contra di lui varie +pasquinate in Roma; e non potendo egli sofferire cotanta libertà ed +insolenza, giudicò meglio di ritirarsi da Roma, e di andarsene a +Ravenna verso il fine dell'anno, senza voler aspettare il primo dì +dell'anno seguente, in cui egli dovea entrar console per la nona +volta. Ma essendo la stagione assai scomoda a cagion del freddo e +delle pioggie, egli contrasse nel viaggio delle febbri, leggiere sì, +ma nondimeno costanti, che l'obbligarono sempre ad andare in lettiga. +I cristiani, allora vessati in ogni parte, cominciarono a conoscere la +mano di Dio contra di questo lor persecutore. Dissi in ogni parte; ma +se n'ha da eccettuare il paese governato da Costanzo Cesare, cioè la +Gallia; imperciocchè, per attestato di Lattanzio[2669], essendo quel +principe amorevolissimo verso i cristiani, ed estimatore delle lor +virtù, volle bensì, per non comparir discorde da Diocleziano capo +dell'imperio, che fossero atterrate le lor chiese, ma che niun danno o +molestia venisse inferita alle persone. Anzi, se dice vero +Eusebio[2670], furono anche salve le chiese nel paese di sua +giurisdizione; o se pur ne furono distrutte alcune, ciò provenne dal +furor dei pagani, ma non da comandamento alcuno di Costanzo. Come poi +si dica che non mancassero anche alla Gallia i suoi martiri, bollendo +la persecuzione suddetta, è da vedere il padre Pagi all'anno presente. +Abbiamo poi dal sopra citato Lattanzio[2671] che nel tempo dei +vicennali una nazion di Barbari, cacciata dai Goti, si rifugiò sotto +l'ali di Massimiano Augusto, la qual poi presa nelle guardie da +Galerio, e indi da Massimino, in vece di servire ai Romani, li +signoreggiò e calpestò col tempo. + +NOTE: + +[2648] Bucherius, de Cyclo. + +[2649] Euseb., Hist. Eccl., lib. 8, c. 1, et in Chron. + +[2650] Lactantius, de Mortib. Persecutor., cap. 9 et 10. + +[2651] Lactantius, de Mort. Persecutor., cap. 9 et 10. + +[2652] Euseb., Histor. Eccles., lib. 8, cap. 2. + +[2653] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 14. + +[2654] Constantinus, in Oration. apud Eusebium. + +[2655] Euseb., Histor. Eccles., lib. 8. + +[2656] Baronius, in Annalib. + +[2657] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2658] Acta Sanctorum Bolland. + +[2659] Eusebius, lib. eod., cap. 6. + +[2660] Liban., Oration. 14 et 15. + +[2661] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 17. + +[2662] Pagius, Critic. Baron. ad annum 298. + +[2663] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2664] Eusebius, in Chronic. + +[2665] Incertus, in Paneg. Max. et Const., cap. 8. + +[2666] Petrus Patricius, de Legation., tom. I Hist. Byzant. + +[2667] Eutrop., in Breviario. + +[2668] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 17. + +[2669] Idem, cap. 15. + +[2670] Euseb., Hist. Eccl., lib. 7. cap. 13. + +[2671] Lactantius, cap. 38. + + + + + Anno di CRISTO CCCIV. Indizione VII. + + MARCELLINO papa 9. + DIOCLEZIANO imperadore 21. + MASSIMIANO imperadore 19. + +_Consoli_ + +CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la nona volta e MARCO +AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la ottava. + + +Prefetto di Roma noi troviamo nell'anno presente _Araclio Ruffino_. +Appena ebbe principio la persecuzion decretata da Diocleziano e +Massimiano Augusti, e da Galerio Cesare contro i seguaci della +religion cristiana, che nello stesso tempo l'ira di Dio cominciò a +farsi sentire sopra questi persecutori, che crudelmente spargevano il +sangue de' giusti; di modo che svanì ogni lor pace e grandezza; e +l'imperio romano, già ridotto ad un florido stato, tornò ad essere un +caos di rivoluzioni e calamità. Già dicemmo che il capo de' +persecutori predetti, cioè Diocleziano, caduto infermo nell'anno +precedente, era venuto a Ravenna. Quivi stando, procedette console per +la nona volta nelle calende di gennaio, e per isperanza di ricuperar +la salute, vi si fermò tutta la state. Ma veggendo che il male, in +vece di prendere buona piega, sembrava che peggiorasse, determinò di +passare all'aria più salutevole della Tracia; e tanto più perchè gli +premeva di dedicare il circo che egli avea fatto fabbricare a +Nicomedia. Facevansi intanto dappertutto preghiere ai sordi dii del +paganesimo per la conservazion della sua vita. Per la Venezia, per +l'Illirico e per le rive del Danubio, arrivò egli finalmente a +Nicomedia, dove da tal languidezza fu oppresso, che nel dì 13 di +dicembre corse voce di sua morte: il che riempiè tutta la corte di +lagrime e di sospetti, e per la città si giunse fino a dire che era +stata data sepoltura al suo corpo. Ma egli viveva, con tale +indebolimento nondimeno di cervello, che di tanto in tanto delirava; e +quantunque non mancassero persone, le quali l'attestavano vivo, pure +non pochi sospettavano che si tenesse occulta la sua morte per dar +tempo a Galerio Cesare di venire, e d'impedire che i soldati non +facessero delle novità. Ma noi nulla sappiamo delle azioni di Galerio +in quest'anno. Quanto a Massimiano Erculio Augusto, si ricava da un +antico panegirico[2672] ch'egli, essendo console per l'ottava volta, +soggiornò non poco in Roma. Secondo la Cronica di Damaso[2673], +_Marcellino_, romano pontefice, terminò in quest'anno il corso di sua +vita, alcuni han creduto col martirio, ma senza addurne valevoli +pruove. Anche negli antichi secoli sparsero voce i Donatisti ch'egli +nella persecuzione si lasciasse vincere dalla paura, e sacrificasse +agl'idoli: laonde fu poi formata una leggenda, in cui si rappresentava +la di lui caduta, e poi la penitenza, con altre favole, alle quali +l'erudizione degli ultimi secoli ha tagliato affatto le gambe, certo +ora essendo che questo pontefice fu esente da quel reato. La fierezza +poi della persecuzione cagion fu che la sedia di San Pietro stesse +vacante per tre anni, non arrischiandosi alcuno ad empierla, perchè il +furor de' pagani spezialmente si scaricava sopra i pastori della +Chiesa di Dio. + +NOTE: + +[2672] Incertus, in Panegyr. Maximian. et Constant., cap. 8. + +[2673] Anastas. Bibliothec. + + + + + Anno di CRISTO CCCV. Indizione VIII. + + SEDE PONTIFICIA vacante. + COSTANZO imperadore 1. + GALERIO MASSIMIANO imper. 1. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANZO CESARE per la quinta volta e CAIO GALERIO +VALERIO MASSIMIANO CESARE per la quinta. + + +Restò appoggiata nell'anno presente la prefettura di Roma a _Postumio +Tiziano_. Seguitava intanto Diocleziano Augusto il soggiorno suo in +Nicomedia, sempre infermo; se non che nel dì primo di marzo fece forza +a sè stesso[2674], ed uscì il meglio che potè fuori del palazzo per +farsi vedere al popolo, ma sì contraffatto pel male, che appena si +riconosceva quel desso, e in certi tempi ancora si osservava in lui +qualche alienazione di mente. Da lì a poco sopraggiunse Galieno Cesare +a visitarlo, non già per seco rallegrarsi della ricuperata salute, ma +per esortarlo, anzi forzarlo a rinunziare all'imperio. Già aveva egli +tenuto un simile ragionamento a Massimiano Erculio imperadore, +adoperando parole di gran polso, cioè minacciandolo di una guerra +civile, se non deponeva in sue mani il governo. Ora egli sulle prime +si studiò con buone maniere di tirare il suocero Diocleziano a' suoi +voleri, rappresentandogli l'età avanzata, l'infermità e l'inabilità a +più governar popoli, e mettendogli innanzi agli occhi l'esempio di +Nerva Augusto. Al che rispondeva Diocleziano, essere cosa indecente +che chi era stato sul trono, si avesse a ridurre ad una vita umile e +privata; e ciò anche pericoloso, per aver egli disgustato assaissime +persone. Nè valere l'esempio di Nerva, perchè egli sino alla morte +ritenne il suo grado. Che se pur Galerio bramava di alzarsi, tanto a +lui quanto a Costanzo Cloro si conferirebbe il titolo d'Augusto. Ma +Galerio, dopo aver replicato che, in far quattro imperadori, si +sconcerterebbe la forma del governo introdotto dal medesimo +Diocleziano, preso un tuono alto di voce, aggiunse, che s'egli non +voleva cedere, sarebbe sua cura di provvedervi, perchè certo non +voleva più far sì bassa figura, stanco della dura vita di quindici +anni menata nell'Illirico sempre in armi contra de' Barbari, quando +altri godevano le delizie in paesi migliori e tranquilli. Diocleziano +infermo, e che già avea ricevuto lettere di Massimiano coll'avviso di +somiglianti minaccie a lui fatte da Galerio, e colla notizia che +costui andava a questo fine sempre più ingrossando l'esercito proprio; +allora colle lagrime agli occhi si diede per vinto, e restarono +d'accordo tanto egli che Massimiano di deporre l'imperio. Si passò +dunque a trattare dell'elezion di due Cesari. Proponeva Diocleziano +che tal dignità si conferisse a Costantino figlio di Costanzo, e a +_Massenzio_ figlio di Massimiano. Amendue li rigettò l'orgoglioso +Galerio, con dire che Massenzio era troppo pien di vizii, benchè +genero suo; Costantino troppo pien di virtù ed amato dalle milizie; e +che niun d'essi presterebbe a lui l'ubbidienza dovuta; laddove egli +voleva persone che facessero a modo suo. _Ma e chi si farà?_ disse +allora Diocleziano. Rispose Galerio che promoverebbe _Severo_ e +_Daia_, ossia _Daza_, figliuolo d'una sua sorella, ed appellato poco +innanzi _Massimino_, amendue nativi dell'Illirico. Al nome di _Severo_ +replicò Diocleziano: _Quel ballerino? quell'ubbriacone, che fa di +notte giorno, e di giorno notte?--Quello appunto, seguitò a dir +Galerio, perchè egli sa onoratamente governar le milizie._ Bisognò che +Diocleziano abbassasse la testa, e si accomodasse ai voleri +dell'altero suo genero. Altro dunque non restò a Diocleziano che di +concertare per via di lettere con Massimiano la maniera e il giorno di +rinunziare l'imperio, e di dar la porpora ai due stabiliti Cesari, +benchè l'insolenza di Galerio, prima anche di parlare a Diocleziano, +era giunta ad inviar Severo ad esso Massimiano, con fargli istanza +della porpora cesarea. + +Venne il dì primo di maggio, cioè il giorno concertato per far la +rinunzia suddetta[2675]. Comparve _Diocleziano_ in un luogo Ire miglia +lungi da Nicomedia, dove già lo stesso Galerio molti anni prima era +stato creato Cesare. Quivi alzato si mirava un trono, quivi era +disposta in ordinanza la corte ed armata tutta. Costantino anch'egli, +siccome tribuno di prima riga, v'intervenne, e gli occhi di tutti +stavano rivolti verso di lui, sperando, anzi tenendo per fermo che +sarebbe egli l'eletto per la cesarea dignità: quand'ecco Diocleziano, +dopo aver colle lagrime agli occhi confessata h sua inabilità e il +bisogno di riposo, e dichiarati i due nuovi Augusti _Costanzo Cloro_ e +_Galerio Massimino_, pronunzia Cesari _Severo_ e _Massimino_. +Stupefatti i soldati, cominciarono a guardarsi l'un l'altro, con +chiedere se forse si fosse mutato il nome a Costantino. In questo +mentre Galerio fece venire innanzi _Daia_, chiamato _Massimino_: e +Diocleziano, cavatasi di dosso la porpora, con essa ne vestì il +novello Cesare: cioè chi cavato negli anni addietro dal pecoraio e +dalle selve, prima fu semplice soldato, poi soldato nelle guardie, +indi tribuno, e finalmente Cesare; non più pastore di pecore, ma di +soldati, ed assunto a governare, cioè a calpestar l'Oriente, benchè +nulla s'intendesse nè di milizie nè di governo di popoli. +_Diocleziano_, ripigliato il suo nome di _Diocle_, fu mandato in +carrozza a riposare in Dalmazia patria sua; e si fermò a Salona. Nè +sussiste il dirsi da Malala[2676] ch'egli fece la rinuncia in +Antiochia, e prese l'abito de' sacerdoti di Giove in quella città. +Galerio Augusto e Massimino Cesare presero le redini, e cominciarono +nuove tele per salire anche più alto. Trovavasi allora _Massimiano +Erculio_ Augusto in Milano, città, dove solea soggiornar volentieri. +Già accennai che quivi egli avea fabbricate suntuose terme. Si può +credere che vi edificasse, come lasciò scritto Galvano dalla +Fiamma[2677], il palazzo imperiale, e un tempio ad Ercole, creduto +oggidì la basilica di San Lorenzo. In essa città[2678] nel medesimo dì +primo di maggio, secondo il concerto, anche lo stesso Massimiano +imperadore depose la porpora; dichiarò _Costanzo Cloro Augusto_ e +_Severo Cesare_: il che fatto, per attestato di Eutropio[2679] e di +Zosimo[2680], la cui Storia, mancante negli anni addietro, torna qui a +risorgere, si ritirò nei luoghi più deliziosi della Lucania, parte +oggidì della Calabria, non già per riposare, siccome vedremo, ma per +aspettar venti più favorevoli alla sua non ancor domata ambizione. Il +racconto fin qui fatto, e quanto succedette dipoi, ci fa conoscere che +questi non per grandezza d'animo, come Aurelio Vittore, Eutropio ed +altri gentili dissero, ma per forza lor fatta deposero lo scettro. +Sicchè noi miriamo passato l'imperio romano in due novelli Augusti, +cioè in _Costanzo Cloro_ e in _Galerio_, appellato _Massimiano il +giovine_, a distinzione del vecchio deposto; e in due nuovi Cesari, +cioè in _Severo_ e _Massimino_. Le porzioni loro assegnate furono le +seguenti. A _Costanzo_ toccò la Gallia, l'Italia e l'Africa, e per +conseguente anche la Spagna e Bretagna. A _Galerio_ tutta l'Asia +romana, l'Egitto, la Tracia e l'Illirico. Ma, per attestato di +Eutropio[2681] e di Aurelio Vittore[2682], Costanzo, contento del +titolo e dell'autorità augustale, e delle provincie a lui già +commesse, lasciò a Severo Cesare la cura dell'Italia, e probabilmente +ancora dell'Africa, che nel comparto precedente andava unita con essa +Italia, dovendo nondimeno esso Severo[2683], a tenore del regolamento +già fatto, dipendere dai cenni di esso Costanzo. Per segno di questo, +come consta dalle medaglie[2684], prese egli il nome di _Flavio +Valerio Severo_. Nella stessa guisa _Massimiano Cesare_ dovea prestare +ubbidienza a Galerio Augusto suo zio materno. + +Già abbiamo detto come costui fosse vilmente nato. Aggiungasi ora +ch'egli era una sentina di vizii[2685]. Spezialmente predominava in +lui l'amore del vino, per cui sovente usciva di cervello; e perchè in +quello stato ordinava cose pregiudiziali anche a sè stesso, ebbe poi +tanto giudizio da ordinare che da lì innanzi nulla si eseguisse di +quello ch'egli comandava dopo il pranzo o dopo la cena, se non nel +giorno seguente. A questo vizio tenne dietro un'esecrabil lascivia, ed +una non inferior crudeltà, ch'egli massimamente sfogò contra de' +cristiani, de' quali fu fiero nemico ed asprissimo persecutore. Di che +peso fosse costui, troppo lo provarono i popoli da lui governati, +perchè da lui caricati d'insoffribili imposte, in guisa che sotto di +lui restarono impoverite e spogliate le provincie, tutto rubando egli, +per darlo ai suoi cortigiani e soldati. Vero è che Vittore gli dà la +lode d'uomo quieto ed amator de' letterati; ma, secondo Eusebio, non +si sa ch'altri egli amasse, se non i maghi ed incantatori, i quali +erano i suoi più favoriti. Siccome apparisce dalle medaglie[2686], +questo barbaro Daia o Daza si vede appellato _Caio Galerio Valerio +Massimino_. A cosini, secondo Eusebio[2687], non lasciò Galerio tutto +l'Oriente in governo, ma solamente la Soria e l'Egitto. Siccome dissi, +Costantino, deluso dalle sue speranze[2688], tuttavia dimorava a +Nicomedia nell'annata del fu imperador Diocleziano, presso il quale +s'era fin qui trattenuto, come ostaggio della fedeltà di Costanzo già +Cesare, ed ora Augusto. Ed appunto in questi tempi esso suo padre con +varie lettere andava facendo istanza a Galerio che gli si rimandasse +il figliuolo per desiderio di rivederlo, massimamente da che si +sentiva malconcio di sanità. Galerio avea delle altre mire per non +lasciarlo andare. Imperciocchè, considerando il natural di Costanzo, +assai dolce e pacifico, per cui lo sprezzava, e molto più la +disposizione in lui di corta vita, a cagion degl'incomodi di sua +salute, colla giunta ancora di poter egli disporre dei due Cesari a +talento suo, siccome sue creature: già si teneva egli in pugno il +dominio di tutto l'imperio romano per la morte di Costanze; e quando +occorresse, colla superiorità delle sue forze. Perciò, avendo in mano +Costantino, non si sentiva voglia di licenziarlo, anzi nulla più +desiderava che di torsi dagli occhi questo ostacolo al suo maggiore +innalzamento, con levargli la vita. Ma non osava di farlo apertamente, +perchè non gli era ignoto quanto affetto portasse l'esercito a questo +giovane principe, dotato di mirabili qualità. Ricorse pertanto alle +insidie e frodi. Prassagora, storico[2689], il quale si crede che +vivesse sotto lo stesso Costantino, o pur sotto i di lui figliuoli, +lasciò scritto che Galerio obbligò un giorno Costantino a combattere +con un furioso lione, ed egli in fatti l'uccise. Così, per relazion di +Zonara[2690], l'inviò un dì ad assalir con poca gente un capitano de' +Sarmati, che s'era inoltrato con molte soldatesche[2691]. Costantino +v'andò, e, presolo per li capelli, lo strascinò ai piedi di Galerio. +Probabilmente nella stessa guerra coi Sarmati, che sembra succeduta in +quest'anno, fu da esso Galerio inviato Costantino alla testa d'alcune +milizie contra di que' Barbari per mezzo ad una palude, con isperanza +che egli restasse quivi o affogato, ovvero oppresso dai nemici. Tutto +il contrario avvenne. Egli fece strage dei Sarmati, e tornò colla +vittoria a Galerio, che si fece bello del valore altrui. Così Dio in +mezzo a tanti pericoli ed insidie preservò questo principe, per farne +poscia un mirabile spettacolo della sua provvidenza in favore della +santa sua religione. Certo non sussiste, come vuole Aurelio +Vittore[2692], che Costantino fosse tenuto in Roma per ostaggio da +Galerio, il quale si sa che non venne più a Roma. Di queste insidie a +lui tese abbiamo anche la testimonianza d'Eusebio[2693]. + +NOTE: + +[2674] Lactantius, de Mort. Persecutor., cap. 17. + +[2675] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 19. + +[2676] Johannes Malala, in Chronogr. + +[2677] Gualvaneus de Flamma, Manipul. Flor. tom. XI Rer. Italic. + +[2678] Euseb., in Chron. Idacius, in Chronico. Incertus, in Panegyr. +Maximian. + +[2679] Eutrop., in Breviario. + +[2680] Zosimus, lib. 2. + +[2681] Eutrop., in Breviar. + +[2682] Aurelius Victor, de Caesaribus. + +[2683] Anonymus Valesianus post Ammian. + +[2684] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[2685] Euseb. Lactant. Victor, etc. + +[2686] Mediobarbus, in Numism. Imperator. + +[2687] Euseb., Histor. Eccles., lib. 9, cap. 1. + +[2688] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 24. + +[2689] Photius, Bibliothec. Cod. 62. + +[2690] Zonaras, in Annalibus. + +[2691] Anonymus Valesianus post Ammian. + +[2692] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2693] Euseb., in Vita Constant., lib. 1, cap. 20. + + + + + Anno di CRISTO CCCVI. Indizione IX. + + SEDE PONTIFICIA vacante. + GALERIO MASSIMIANO imperadore 2. + SEVERO imperadore 1. + MARCO AURELIO VALERIO MASSENZIO + imperadore 1. + MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO + imperadore 1. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANZO AUGUSTO per la sesta volta e CAIO GALERIO +VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la sesta. + + +Prefetto di Roma in quest'anno fu _Annio Anulino_. Non solo erano a +Costantino assai note le premure che faceva per rivederlo Costanzo +Augusto suo padre, ma eziandio che la di lui sanità ogni dì più andava +declinando[2694]. Perciò cotanto anche egli pregò e si raccomandò per +levarsi da quei pericolosi ceppi, che Galerio, per non venire ad una +aperta rottura con Costanzo, si contentò in fine che egli se ne +andasse. Diedegli dunque una sera le dimissorie, con gli opportuni +ordini alle poste di somministrargli i cavalli, ma con dirgli che +aspettasse a muoversi la mattina seguente, finchè egli fosse levato di +letto, perchè avea degli altri ordini da dargli. Fu creduto preso da +lui questo tempo per ispedire innanzi un corriere ad avvisar Severo +Cesare, che, nel passare Costantino per l'Italia, sotto qualche +pretesto il ritenesse. Galerio a questo fine stette in letto quella +mattina sino a mezzodì. Levatosi allora, disse che si facesse venir +Costantino. Ma Costantino, appena fu a letto Galerio, nella notte +innanzi se ne era partito, camminando per le poste con tal fretta, +come se fuggisse da un gran pericolo, ed aspettasse d'essere +inseguito. Anzi, dopo aversi presi quanti cavalli gli occorreano alle +poste[2695], ebbe la precauzione di storpiar di mano in mano gli +altri, affinchè niuno gli potesse correre dietro. A questo avviso oh +sì che Galerio per la collera fumò[2696]. Peggio fu allorchè, dopo +avere ordinato di inseguirlo tosto a briglia sciolta, gli fu detto che +non restavano più cavalli abili alle poste. Durò fatica a ritener le +lagrime per la rabbia. In questa maniera felicemente Costantino si +levò dalle unghie di chi mal volontieri il mirava tra i vivi, e senza +interrompimento passate l'Alpi, arrivò nelle Gallie, cioè nella +giurisdizion di suo padre. Aurelio Vittore e Zosimo[2697] +attribuiscono la fuga di Costantino alla sua ansietà di regnare, e al +dispetto di veder anteposti nella dignità a sè, figliuolo d'un +imperadore, due selvatici villani, cioè _Severo_ e _Massimino_. Non è +improbabile che fosse anche così. Arrivò Costantino all'Augusto suo +padre, e nol trovò già sugli estremi della vita, come scrivono +Eusebio[2698] ed Aurelio Vittore, perchè, oltre all'Anonimo Valesiano, +Eumenio[2699], scrittore più sicuro di tutti, ci assicura, nel +panegirico di lui recitato pochi anni dipoi, che Costantino giunse a +Gesoriaco, oggidì Bologna di Picardia, nel tempo appunto che Costanzo +suo padre era per levar le ancore di una poderosa flotta da lui +preparata per passare nella Bretagna a guerreggiar coi popoli Pitti e +Caledonii. Immenso fu il giubilo suo all'inaspettato arrivo del +figlio, il quale unissi tosto a lui nel passaggio per quella spedizion +militare. + +Abitavano i Pitti e Caledonii in quella parte della gran Bretagna che +oggidì Scozia si noma, nazione fiera, che si credeva, secondo +Beda[2700], venuta dalla Scitia colà. L'Usserio[2701] la stimò uscita +della Scandinavia o de' luoghi circonvicini. Ma gli antichi[2702] +stendevano talvolta il nome degli Sciti non solo alla presente +Tartaria, ma anche alla Russia e agli ultimi popoli del Settentrione. +Fu assistito Costanzo in quella militare impresa da Eroe re degli +Alamanni, che intervenne in persona. Altro non sappiamo di quella +guerra, se non che, per attestato dell'Anonimo Valesiano[2703], egli +riportò vittoria di quei popoli. Ma mentre si trovava esso Costanzo +nella città di Jorch, la sanità sua, stata assai debole in addietro, e +molto più infievolita per la vecchiaia, peggiorando il condusse +all'ultima meta; e però nel dì 25 di luglio[2704] in mezzo ai +figliuoli passò all'altra vita. Magnifico funerale fu a lui fatto, e +siccome pagano di credenza, secondo il sacrilego rito dei gentili, fu +egli anche deificato, ciò apparendo da varie medaglie[2705]. Hanno +disputato e tuttavia disputano gli eruditi inglesi intorno al luogo +della sua sepoltura. Era egli nato a Naissum, città della nuova Dacia, +che oggidì si chiama la Servia, e però nell'Illirico, come si ricava +da Stefano Bizantino[2706], dall'Anonimo Valesiano, da Costantino +Porfirogeneta[2707] e da altri scrittori. Se è vero che Claudia sua +madre, moglie di Eutropio suo padre, fosse figliuola di Crispo +fratello di Claudio il Gotico imperadore, non si può negare un po' di +nobiltà alla di lui origine. Certamente gli antichi diedero per +indubitata questa sua discendenza. La famiglia Claudia e il nome di +Crispo si truova nei suoi posteri. Per la via dell'armi diede egli +principio alla sua maggior fortuna, e trovandosi alla guerra nel paese +dell'Elvezia, oggidì gli Svizzeri, quivi Elena, donna di bassissima +condizione, gli partorì, nell'anno di Cristo 274, Costantino, che fu +poi gloriosissimo imperadore. Se Elena fosse moglie o pur semplice +concubina di Costanzo, non s'è potuto finora decidere. Eusebio[2708] +nella Cronica (se pur non è ivi san Girolamo che parli), Zosimo[2709], +nemico aperto di Costantino il Grande, l'autore della Cronica +Alessandrina[2710], Niceforo ed altri ci rappresentano l'imperador +Costantino nato fuori delle nozze. All'incontro l'Anonimo Valesiano +chiaramente ci dà Elena per sua moglie; ed Eutropio[2711], scrittore +assai vicino a questi tempi, mette Costantino nato _ex obscuriori +matrimonio_, confessando bensì la viltà della madre, madre nondimeno +sposata da Costanzo. Lo stesso vien attestato dai due Vittori[2712], +con dire che Costanzo, allorchè fu creato Cesare, dovette ripudiare +_la prima moglie_, e questa non potè essere se non Elena, perchè non +apparisce che egli altra ne avesse. Quel che è più, l'anonimo +panegirista[2713] di Costantino scrisse di lui: _Quo enim magis +continentiam patris acquare potuisti, quam quod et ab ipso fine +pueritiae illico matrimonii legibus tradidisti, ut primo ingressu +adolescentiae formares animum maritalem_, ec. Ma se un autore +contemporaneo scrive che Costantino, per non essere da meno di suo +padre nella continenza, appena uscito dalla puerizia prese moglie; +certamente in confronto di tale autorità cessa quella di Zosimo e +d'altri autori molti posteriori, e sembra giusto il credere stata +Elena moglie legittima di Costanzo, benchè egli poi, secondo l'uso dei +gentili, la ripudiasse per prendere Teodora figliuola di Massimiano +Augusto, nell'anno di Cristo 292. + +Scrittore non v'ha fra gli antichi, nè solo dei cristiani, ma anche +de' gentili, il quale non parli con elogio delle qualità di esso +Costanzo Augusto[2714]. Osservavasi in lui un natural buono, dolce ed +eguale, e un amore perpetuo della giustizia. Quanto egli si mostrava +focoso e valoroso nel mestier della guerra, altrettanto poi compariva +moderato nelle vittorie, e facile a perdonare; nè mai l'ambizione il +portò a desiderar quello de' colleghi, nè gli appetiti bestiali a +contravvenire ai doveri della continenza. Con queste ed altre virtù +s'era egli comperato il cuore de' popoli delle Gallie; ma specialmente +si celebrava da tutti l'onorata sua premura che i sudditi godessero +quiete e felicità, amando che si arricchisse non già il fisco, ma essi +bensì. Viveva egli appunto con grande frugalità per non aggravarli; e +contento per uso suo di pochi vasi d'argento, allorchè dovea far dei +solenni conviti, mandava a prendere in prestito l'argenteria degli +amici. Fra l'altre cose racconta Eusebio[2715] un fatto degno di +memoria. Cioè, che essendo giunte queste relazioni a Diocleziano, +spedì egli nella Gallia alcuni suoi uomini con ordine di fare a nome +suo una parlata forte intorno alla sua disattenzion nel governo, +stante la sua povertà, e il non aver tesori in cassa per valersene ne' +bisogni della repubblica. Costanzo, dopo aver mostrato di gradir lo +zelo del vecchio imperadore, li pregò di fermarsi qualche giorno nel +suo palazzo. Intanto fece sapere a tutti i più ricchi delle provincie +di sua giurisdizione d'essere in bisogno di danaro. Tutti allegramente +corsero a portare ori ed argenti, gareggiando fra loro a chi più ne +recasse. Allora Costanzo, fatti venire gli uomini di Diocleziano, +mostrò loro quel ricco tesoro, dicendo che questo lo tenevano in +deposito persone sue fidate per darlo alle occorrenze. Maravigliati +coloro se ne andarono, riferendo poi a Diocleziano quanto aveano +veduto. E Costanzo, richiamati i padroni di que' danari, loro +puntualmente tutto restituì colla giunta di molti ringraziamenti. Ho +io udito raccontar questo fatto di un principe d'Italia del secolo +prossimo passato; ma probabilmente la copia di tal azione non +sussiste. Non fu men luminosa in Costanzo la pietà[2716]. Ancorchè +egli non giugnesse mai ad abbracciar la vera religion di Cristo, pur +si tiene che abborrisse il copioso numero dei suoi falsi dii, e non +adorasse se non un solo dio sovrano del tutto. Amava inoltre non poco +i cristiani, li favoriva in ogni congiuntura, moltissimi ne teneva al +suo servigio in corte. Ed allorchè nell'anno 303 Diocleziano e Galerio +pubblicarono que' fieri editti contro il nome cristiano, e +gl'inviarono anche a Costanzo e a Massimiano Erculio per l'esecuzione, +Massimiano gli eseguì con piacere; ma Costanzo, per non parere di +opporsi agli altri, lasciò bensì che si abbattessero molte chiese +nelle Gallie, siccome accennai di sopra, ma non permise che si +perseguitassero le persone, nè che fosse tolta ad alcuno la libertà +della religione. Egli è credibile che indulgenza tale provenisse dal +suo naturale amorevole verso tutti, o pure dalle insinuazioni a lui +fatte da Elena sua prima consorte, se pur ella era in que' tempi +cristiana; del che si dubita, ed Eusebio chiaramente lo niega. Può +nondimeno essere che anch'ella fosse almeno in que' primi tempi assai +inclinata a religion così santa. Si racconta ancor qui da +Eusebio[2717] una memorabil azione di Costanzo. Allorchè vennero que' +fulminanti editti contra dei Cristiani, egli intimò a chiunque de' +suoi cortigiani, de' giudici e dei provveduti di altri uffizii, +professanti la legge di Gesù Cristo, che dimettessero i posti, o pur +lasciassero quella religione. Chi s'appigliò all'uno, chi all'altro +partito. Allora Costanzo rimproverò ai disertori del Cristianesimo la +loro infedeltà e viltà, e li cacciò dal suo servigio, con dire, che +dopo aver tradito il loro Dio, molto più erano capaci di tradir lui; e +però ritenne al servigio suo i fedeli, confidò loro la sua guardia, e +li trattò come suoi amici nel tempo stesso che gli altri principi +infierivano contro alla greggia di Cristo. Dopo Elena sua prima +moglie, ch'egli fu obbligato a ripudiare nell'anno 292, dalla quale +ebbe _Costantino il Grande_, sposò _Flavia Massimiana Teodora_, figlia +di Massimiano Augusto, che gli partorì tre maschi, cioè _Delmacio_, +_Giulio Costanzo_ ed _Annibaliano_, siccome ancora tre figlie, +_Costanza_, _Anastasia_ ed _Eutropia_. + +Prima di morire, siccome abbiamo da Eusebio Cesariense[2718], da +Lattanzio[2719], da Giuliano Apostata[2720], da Libanio[2721], e +massimamente da Eumenio[2722] scrittore contemporaneo, Costanzo +determinò che il solo Costantino primogenito suo, nato, per quanto si +crede, nell'anno 274, regnasse, e che gli altri suoi fratelli +vivessero vita privata. Raccomandollo ancora all'esercito suo, e nol +raccomandò indarno; imperciocchè nel giorno stesso, in cui mancò di +vita esso suo padre, tutte le milizie col re degli Alamanni, Eroc, il +quale ausiliario dei Romani si trovava anch'egli a Jorch nella +Bretagna, il proclamarono, come s'ha da Eusebio, _Imperadore_ ed +_Augusto_, e il vestirono di porpora. Dopo di che egli attese ai +funerali de! padre. Zosimo[2723] e l'Anonimo Valesiano[2724] +pretendono che da' soldati altro titolo non fosse dato che quello di +_Cesare_ a Costantino. Truovansi in fatti medaglie[2725], dove egli è +appellato _Cesare_, battute senza dubbio dopo il dì 25 luglio +dell'anno presente, in cui cominciò il suo regno. Ma facilmente si +possono conciliar gli autori. Fu veramente proclamato Costantino dai +soldati _Imperadore Augusto_, asserendolo anche Lattanzio[2726]; ma +egli camminando con più ritenutezza, nè volendo romperla a visiera +calata con gli altri principi regnanti, mandò bensì loro l'immagine +sua laureata, come solevano i principi novelli, ma con espressioni di +voler buona armonia con loro. Galerio Augusto a tal vista forte si +alterò, e fu in procinto di far bruciare quell'immagine e chi la +portò; ma i suoi amici tanto dissero, rappresentandogli che se si +veniva ad una rottura, i soldati del medesimo Galerio, siccome +affezionatissimi a Costantino, di cui per pratica sapeano le rare doti +e virtù, passerebbono tutti al servigio di lui, che Galerio smontò, +accettò l'immagine, mandò a Costantino la sua, ma con obbligarlo di +contentarsi del solo titolo di _Cesare_ colla tribunizia podestà. Fu +sì discreto Costantino, che in ciò si sottomise alla volontà di +Galerio. Se vide sì di mal occhio esso Galerio l'esaltazione di +Costantino, non è punto da stupirsene, perchè questa rovesciava tutti +i disegni da lui fatti. Si era egli figurato, mancando di vita +Costanzo, di poter dar a _Licinio_, suo gran favorito, il titolo e la +dignità augustale, tagliando fuori i figli di esso Costanzo, per aver +solamente delle creature sue e da sè dipendenti nel governo; e col +tempo di crear anche _Severo_ Augusto, e Cesare _Candidiano_ suo +bastardo, adottato da Valeria Augusta sua consorte; con disegno +finalmente, dopo aver regnato quanto a lui piacesse, di rinunziare +l'imperio, come aveano fatto Diocleziano e Massimiano, per passare gli +ultimi anni di sua vita quieto in onorato ritiro. E perchè la morte di +Costanzo arrivò molto prima de' suoi conti, e saltò su Costantino, da +tali avvenimenti rimasero sconcertate tutte le di lui misure. +Accomodossi bensì Costantino, siccome dissi, ai voleri di Galerio, col +prendere il solo titolo di _Cesare_; ma Galerio, per serrare a lui il +passo alla dignità augustale, giacchè non vi doveano essere se non due +Augusti, secondo il regolamento fatto da Diocleziano, da lì a non +molto dichiarò _Severo Imperadore Augusto_, mostrando di farlo, perchè +questi era maggiore d'età e più anziano nella dignità cesarea che +Costantino. E fin qui camminarono con quiete gli affari, e da Galerio +dipendevano tutti gli altri principi. + +Ma non tardò la mutazion delle cose, per i costumi ed atti tirannici +di Galerio stesso. Ne abbiamo la descrizion da Lattanzio[2727]. +Allorchè egli vinse i Persiani, imparò che que' popoli erano schiavi +dei re loro; e però anche a lui saltò in testa di valersi di quel +modello per ridurre i Romani alla medesima servitù, ed opprimere la +lor libertà. Toglieva a suo capriccio i posti e gli onori alle +persone, e tutto dì sfoggiava in nuove invenzioni di crudeltà, con +adoperarle prima contro i Cristiani, e stendendole poi ad ogni sorta +di persone, e a' suoi cortigiani stessi. Le croci, il bruciar vive le +persone, il farle divorar dalle fiere (al qual uso teneva spezialmente +dei grossissimi e ferocissimi orsi) erano divenuti spettacoli d'ogni +giorno, presente lo stesso Galerio, che ne rideva, nè voleva mettersi +a tavola senza aver prima pasciuti gli occhi coll'orribil morte +d'alcuno. Le carceri, gli esilii, i metalli, il taglio della testa +parevano a lui pene troppo lievi. Erano prese ancora e condotte nel +Serraglio di lui le matrone nobili. Oltre a ciò, la giustizia andò in +bando, perchè egli o facea morire, o cacciava in esilio gli avvocati e +legisti, e per giudici erano elette persone militari, che nulla +sapeano delle leggi, e si mandavano senza assessori nelle provincie. +Per incorrere nell'odio suo bastava essere letterato o professor +d'eloquenza. In somma tutto era confusione, e l'iniquità sola regnava. +A questi malanni s'aggiunse l'immensa avidità e violenza di Galerio +per far danari. Furono messe intollerabili imposte per tutte le +provincie dell'imperio; ed esatte con incredibil rigore sopra le teste +degli uomini e degli animali, sopra le terre, gli alberi e le viti. Nè +infermi, nè vecchi, nè età alcuna andava da questo torchio esente. +Perchè i poveri non poteano pagare, col pretesto che fosse finta la +loro impotenza, una gran quantità di essi ne fece annegare. Ma in fine +la mano di Dio cominciò ad apparire anche contra di questo nemico, non +solo del popolo cristiano, ma di tutto il genere umano, siccome era +avvenuto agli altri due Augusti persecutori del Cristianesimo. + +Accadde che Galerio si mise in punto per istendere quelle sue +gravissime imposte alla medesima città di Roma, senza far caso de' +privilegii e della esenzion del popolo romano; ed avea già inviate +persone per informarsi del numero e dei beni di quei cittadini. A +simili aggravii non era avvezzo il popolo romano, siccome quello che +fin qui avea ritenuta qualche figura di padrone e non di servo; e però +insorsero in Roma non pochi lamenti e principii di sedizione, dei +quali seppe ben profittare _Massenzio_ figliuolo di Massimiano Erculio +imperadore deposto. Costui si truova nelle antiche monete[2728] +appellato _Marco Aurelio Valerio Massenzio_. Gli antichi +panegiristi[2729] cel rappresentano figliuolo supposto al suddetto +Massimiano da Eutropia sua moglie, per farsi amare da lui. Così ancora +hanno Aurelio Vittore[2730] e l'Anonimo Valesiano. Ma se questo non è +certo, almen per indubitato sappiamo che Massenzio fu un vero +complesso di tutti i vizii, poltrone, eppur superbo al maggior segno, +crudele senza pari, ed inclinato unicamente alla malvagità. Tuttochè +Galerio gli avesse data molto tempo prima per moglie una sua +figliuola, pure per la riconoscenza dei di lui sfrenati ed +abbominevoli costumi, nol volle mai promuovere alla dignità cesarea. +Dimorava Massenzio[2731] in una villa del distretto di Roma, +sfaccendato, quando gli venne all'orecchio la disposizione del popolo +romano ad una sedizione per timor degli aggravii che lor minacciava +Galerio. Diedesi egli a far de' maneggi coi pochi soldati pretoriani +restati in Roma, disgustati appunto di Galerio, perchè gli avea +ridotti ad un poco numero[2732]. Guadagnò alcuni uffiziali, cioè +Luciano, Marcello e Marcelliano, con promettere loro mari e monti. +Disposto tutto, costoro diedero fuoco alla mina, con uccidere Abellio +vicario del prefetto di Roma, se pur non era egli stesso il prefetto. +Quindi proclamarono _Augusto Massenzio_, che tuttavia dimorava in +villa, nel dì 27 di ottobre, come s'ha da Lattanzio, oppur, come +sostiene il Tillemont[2733], appoggiato ad un antico calendario, nel +dì 28 del mese stesso. Non si oppose, anzi consentì all'esaltazione di +questo novello imperadore il popolo romano, perchè gli fece costui +sperare di molti vantaggi, e specialmente la sua residenza in Roma, +giacchè la lunga lontananza della corte da quella città riusciva ad +essa pregiudiziale non poco. Alla nuora dell'esaltazion del figliuolo, +dalla Lucania si accostò _Massimiano Erculio_ a Roma. V'ha chi +crede[2734] ch'egli fosse molto prima consapevole di quella trama, e +pare che anche si opponesse ai disegni del figlio. Ma ben più probabil +sembra ciò che scrive Eutropio[2735], cioè che siccome egli mal +volentieri avea deposto lo scettro, e stato continuamente alla +vedetta, spiando ed aspettando occasion propizia per ripigliarlo, così +ebbe piacere che il figliuolo cominciasse la danza, perchè in tal +guisa si preparava a lui il gradino per rimontar sul trono. In fatti +dalla Lucania passato Massimiano nella Campania, quivi si fermò[2736], +e, secondo altri, sen venne a dirittura a Roma con apparenza di +assistere al figliuolo, o piuttosto di arrivar a comandare sopra il +figliuolo, siccome poi dimostrarono i fatti. Nè molto andò che +sovrastando sedizioni in Roma contra di Massenzio, personaggio +screditato per i suoi vizii, e scorgendosi necessaria l'autorità di +suo padre, amato e rispettato tuttavia dai più dei Romani, pregollo il +figliuolo di ripigliar la porpora, e gliela mandò nella +Campania[2737], oppur gliela diede in Roma, dichiarandolo di nuovo +Imperadore Augusto, e suo collega nell'imperio. Dopo essersi fatto +pregare l'astuto Massimiano anche dal senato e popolo romano, di buon +cuore accettò. Sicchè due Augusti si videro allora in Roma, cioè +_Massimiano_ e _Massenzio_: e due altri nell'Illirico e nell'Oriente, +cioè _Galerio_ e _Severo_; e _Costantino_ Cesare nelle Gallie, nelle +Spagne e nella Bretagna. Fu profittevole questa novità ai +Cristiani[2738], perchè Massenzio ordinò tosto che cessasse nei paesi +a lui sottoposti la persecuzione. + +Quanto a Costantino, una delle prime azioni del governo suo fu di +restituire anch'egli dal suo canto la libertà ad essi Cristiani di +professar pubblicamente la loro religione. La buona sua madre Elena +gliene avea predicata la santità[2739], ispirato l'amore, e con che +frutto, l'andremo scorgendo. Poscia si applicò a regolar gli affari +delle provincie di sua dipendenza con tal prudenza e dolcezza, che si +tirò dietro le lodi e l'amore d'ognuno. Nè molto lasciò in ozio il suo +valore. Nel tempo che Costanzo suo padre si trovava impegnato nella +guerra della Bretagna[2740], i Franchi, popoli della Germania, rotta +la pace, aveano fatta una irruzion nelle Gallie. Contra di loro +sfoderò il ferro Costantino, già ritornato nelle Gallie; gli +sconfisse, prese due dei loro re[2741], cioè Ascarico e Regaiso, ossia +Gaiso, dei quali poi fece una rigorosa, anzi barbarica giustizia, con +esporli alle fiere, nel tempo dei magnifici spettacoli ch'egli diede +al pubblico. Non era per anche il di lui feroce genio ammansato dalla +religion di Cristo. Dopo questa vittoria all'improvviso egli passò il +Reno, per rendere la pariglia ai nemici dell'imperio, e indurli a +rispettar maggiormente da lì innanzi la maestà romana. Addosso ai +Brutteri, popoli della Frisia, si scaricarono le armi sue con istrage +e prigionia di migliaia d'essi, con incendiar le loro ville, e con +ispogliarli di tutti i loro bestiami. L'aver egli poi data alle fiere +la gioventù di quella nazione restata prigioniera, fu probabilmente un +gastigo dei patti rotti anche da essi, ma non esente da macchia di +crudeltà. Nè contento di ciò Costantino, affinchè i popoli della +Germania se l'aspettassero addosso, quando a lui piacesse, prese a +fabbricar un ponte sul Reno in vicinanza di Colonia: opera di mirabil +magnificenza, con aver piantate in mezzo a sì vasto fiume le pile, e +condotta col tempo la fabbrica a perfezione, come chiaramente attesta +Eumenio, pretendendo in vano il Valesio[2742] che egli non la +terminasse. Con tali imprese questo prode principe, e col mettere +buone guarnigioni per le castella sparse sulla riva del Reno, tal +terrore infuse nelle genti germaniche, che per gran tempo le Gallie +goderono una mirabil quiete, non attentandosi più di turbarle le +barbare nazioni. + +NOTE: + +[2694] Lactantius, de Mortib. Persec., cap. 14. + +[2695] Anonymus Valesianus post Ammian. + +[2696] Zosimus, lib. 2, cap. 5. + +[2697] Aurel. Victor, in Epit. et Zosimus, lib. 2, cap. 5. + +[2698] Euseb., Vit. Constant., lib 1, cap. 21. + +[2699] Eumen., Panegyr. Constant., cap. 7. + +[2700] Beda, Hist. Angl., lib. 1, cap. 1. + +[2701] Usser., de Reb. Britann. + +[2702] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2703] Anonymus Valesianus. + +[2704] Idacius, in Chronico. + +[2705] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2706] Stephanus, de Urbibus. + +[2707] Constantinus Porphyrogeneta, de Provin. + +[2708] Eusebius, in Chron. + +[2709] Zosimus, lib 2, cap. 5. + +[2710] Chronic. Alexandrinum. + +[2711] Eutrop., in Breviar. + +[2712] Aurelius Victor, in Epitome, et de Caesarib. + +[2713] Incertus, in Panegyr. Const., pag. 3. + +[2714] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 8. Incertus, in Panegyr. +Maximian. Eutrop., in Breviar. Eusebius, in Vita Constantini, lib. 1. + +[2715] Eusebius, in Vita Constantini, lib. 1, cap. 14. + +[2716] Euseb., lib. 8, cap. 13 Hist. Eccl. et in Vita Constant., lib. +1, cap. 15. Optatus, lib. 1. Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 15. + +[2717] Euseb., in Vita Constant., lib. 1, cap. 16. + +[2718] Euseb., in Vita Constantini. + +[2719] Lactantius, de Mortibus Persecut. + +[2720] Julian., Oratione I. + +[2721] Libanius, Oratione III. + +[2722] Eumen., Panegyr. Constant., cap. 7. + +[2723] Zosimus, lib. 2, cap. 9. + +[2724] Anonymus Valesianus, post Ammian. + +[2725] Mediobarbus, Numism. Imperator. + +[2726] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 25. + +[2727] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 21. + +[2728] Goltzius et Mediobarbus, Numismat. Imp. + +[2729] Incertus, Panegyr. Const. + +[2730] Aurelius Victor. Anonymus Valesianus. + +[2731] Aurel. Victor. Zosimus, lib. 2, cap. 9. + +[2732] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 26. + +[2733] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2734] Aurelius Victor, de Caesaribus. + +[2735] Eutrop., in Breviario. + +[2736] Lactantius, de Mortib. Persecut. + +[2737] Incertus, in Panegyr. Maximian. et Constant., cap. 10. + +[2738] Euseb., Histor. Eccl., lib. 8, cap. 14. + +[2739] Euseb., in Vita Constantini, lib. 1, cap. 25. + +[2740] Eumen., Panegyr. Constant. + +[2741] Eutrop., in Breviar. + +[2742] Valesius, Rer. Franc. + + + + + Anno di CRISTO CCCVII. Indizione X. + + SEDE PONTIFICIA vacante. + GALERIO MASSIMIANO imper. 3. + MASSENZIO imperadore 2. + MASSIMIANO ERCULIO imper. 2. + COSTANTINO imperadore 1. + LICINIO imperadore 1. + +_Consoli_ + +MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la nona volta e FLAVIO +VALERIO COSTANTINO CESARE. + + +Col Relando[2743], appoggiato ad alcuni Fasti, ho ben io enunziati i +consoli suddetti; ma avvertir debbo i lettori che gran confusione +cominciò ad introdursi nei consolati per questi tempi, a cagion delle +turbolenze e divisioni insorte nel romano imperio, e dei molti +regnanti fra loro discordi. Altri consoli furono fatti in Roma da +Massenzio e da Massimiano, ed altri da Galerio Augusto nell'Oriente. I +sopra enunziati sembrano i Romani. Gli altri, secondo i Fasti di +Teone, furono _Severo Augusto_ e _Massimino Cesare_. Forse anche +_Costantino_ fu promosso da Galerio al consolato, solamente dopo la +morte di _Severo_. Alcuni, per non fallare, usarono allora di notare +il _post consulatum_ dei consoli dell'anno precedente. _Giusteo +Tertullo_ esercitò in questo anno la prefettura di Roma. Da che +conferita fu da Massenzio l'augustal dignità a Massimiano Erculio suo +padre, questi per maggiormente imbrogliare le carte, e dar da pensare +a Galerio, scrisse lettere a _Diocle_, o sia _Diocleziano_, che si +godeva la quiete in una villa di Salona, dove si era fabbricato un +sontuoso palazzo e un delizioso orto e giardino, invitandolo ed +esortandolo a ripigliar la porpora imperiale. Son di parere altri che +questo succedesse più tardi. Diocleziano, che più senno di lui e meno +ambizione avea, tosto rigettò la proposizione, con dire al +messo[2744]: _Oh se vedesse i bei cavoli piantati di mia mano qui in +Salona, al certo non darebbe il cuore a Massimiano di tentarmi in +questa maniera._ Che anche Galerio tentasse Diocleziano, lo scrive ben +Aurelio Vittore, ma non par credibile. Che poi fosse veramente +disingannato esso Diocleziano della vanità del regno, si può anche +raccogliere da Vopisco[2745], il quale racconta di avere inteso da suo +padre, come questo principe attestava, non esserci cosa più difficile +che il ben regnare; perchè dicea che quattro o cinque persone del +primo ministero si collegano insieme per ingannare il padrone, e tutto +ciò che esse vogliono san farlo volere a lui. Imperciocchè, aggiungeva +egli, non potendo il principe, collo stare nei suoi gabinetti, veder +le cose co' proprii occhi, crede di operar saviamente stando sulla +fede di molti che gli attestano la medesima cosa. E intanto nulla egli +vede, nè sa la verità, e qualunque sia la sua buona intenzione, +capacità e prudenza, egli è ingannato e venduto, e dà le cariche a chi +meno le merita, e le toglie a chi sarebbe più atto ad esercitarle. + +Allorchè Galerio Massimiano Augusto ebbe intesa la ribellion di +Massenzio genero suo, parve che non se ne mettesse gran +pensiero[2746], ben sapendo che egli era un solennissimo poltrone, ed +immerso nei vizii, per i quali in vece dell'amore si guadagnerebbe +l'odio di tutti. Però senza curarsi di venir egli in persona ad +abbattere questo idolo (il che se avesse fatto, sarebbono forse +passati gli affari a seconda dei suoi desiderii), diede questa +incombenza a _Severo Augusto_ sua creatura, a cui particolarmente +apparteneva il governo dell'Italia. Venne Severo in Italia nell'anno +presente con una buona armata, ma composta la maggior parte di +milizie, che due anni prima aveano servito a Massimiano Erculio, ed +ansavano di tornare alle delizie di Roma. Però appena si presentò +Severo alle mura di Roma, che Massenzio facilmente subornò con segrete +offerte quell'armata, la quale, alzate le bandiere, e passata nel suo +partito, rivolse l'armi contra di Severo. Altro scampo adunque non +restò a costui che di prendere la fuga, ed incontratosi in Massimiano, +che probabilmente conduceva rinforzi di gente a Roma, il più che potè +fare fu di ritirarsi a Ravenna. Quivi fu bensì assediato da +Massimiano, ma essendo quella città forte ed abbondante di viveri, +apparenza non v'era di superarla[2747]. Superolla la frode, se è vero +quanto narra Zosimo[2748], perchè non si accordano in tutto con lui +Eusebio ed Eutropio: cioè Massimiano con varie lusinghe, promesse e +giuramenti il trasse a deporre la porpora e a venir seco a Roma. +Giunto che fu Severo al luogo appellato le Tre Taberne, sbucò un +agguato di armati ivi dallo spergiuro Massimiano preparati, che col +laccio gli tolsero la vita, o pure, come ha l'Anonimo Valesiano[2749], +tenuto ivi in prigione, allorchè Galerio calò in Italia, fu fatto +strangolare. Gli altri scrittori il dicono ucciso in Ravenna, e che +per grazia gli fu permesso di morir dolcemente colle vene tagliate; e +Lattanzio[2750] lasciò scritto, che egli, veggendo disperato il caso, +volontariamente s'era renduto a Massimiano. Pare che tal tragedia +succedesse nel febbraio di questo anno. Rimase di Severo un figlio per +nome _Severiano_, che Licinio fece poi morire nell'anno di Cristo 313 +per estinguere in lui ogni pretensione al dominio. + +Sbrigato da questo nemico, Massimiano Erculio ben conosceva che gli +restava più da fare con Galerio Augusto, uomo temuto pel suo valore, +ma più per la copia e possanza delle sue armi; giacchè ognun prevedeva +ch'egli non lascerebbe invendicata la morte di Severo. Pertanto andò +in persona a trovare il vecchio Diocleziano che si godeva un delizioso +riposo nella sua villa di Salona, per muoverlo a riassumere la porpora +imperiale. Gittò i passi, perchè Diocleziano vedeva il mare in +burrasca, ed egli se ne voleva stare sicuro sul lido, di là mirando le +altrui tempeste. Rivolse dunque Massimiano le speranze e i passi suoi +a Costantino Cesare, che nelle Gallie, dopo le vittorie riportate +contro ai Franchi, con gran credito di valore e di forze si godeva la +pace[2751]. Per tirarlo nel suo partito, gli disse quanto male potè di +Massenzio suo figliuolo, probabilmente esibendo di deporlo; il +dichiarò ancora _Imperadore Augusto_, e gli diede in moglie _Flavia +Massimiana Fausta_ sua figliuola, chiamata così nelle medaglie[2752], +giacchè si suppone che fosse già mancata di vita _Minervina_ sua prima +moglie, o pur concubina e madre di Crispo suo primogenito, che fu poi +Cesare. Perciò di qui cominceremo a contare gli anni dell'imperio di +Costantino. Intanto calò in Italia con poderoso esercito Galerio +Augusto, e venne a Roma, con trovare che si era ingannato in credere +sufficiente quell'armata ad assediarla, perchè, non avendola mai +veduta, non ne sapeva la vasta circonferenza. Arrivato a Terni, spedì +Licinio e Probo a Massenzio suo genero, per indurlo a venire a +trovarlo, e trattare d'accordo. Se ne rise Massenzio: dal che +maggiormente irritato Galerio minacciava l'eccidio al genero, al +senato e a tutto il popolo romano[2753]. Ma seppe anche questa volta +Massenzio sedurre una parte della di lui armata, perchè conoscendo +costoro quanto fosse vergognosa azione che soldati romani volgessero +l'armi contra di Roma lor madre, non durarono fatica ad abbandonar +Galerio, per darsi a Massenzio. Avrebbe fatto altrettanto il resto +dell'armata di Galerio, s'egli, gittatosi ai lor piedi, non avesse con +preghiere e promesse frastornata la lor sollevazione. Sicchè fu +costretto a levar l'assedio; e colui che si credeva di far paura a +tutti, ebbe per grazia il potersene andare in salvo, pieno non so se +più di rabbia o di vergogna. Nel tornarsene addietro, parte per +impedire ai nemici il tenergli dietro, e parte perchè così avea +promesso ai soldati restati con lui, loro permise di dare il sacco a +tutto il paese per dove passò: nella quale occasione commisero tutte +quante le enormità che si sogliono praticare nel saccheggio delle +nemiche prese città. Ebbe in questa maniera Galerio il comodo di +tornarsene nella Pannonia, ma con lasciare in Italia il nome non +d'Imperadore, ma di assassino de' Romani. + +Mentre tali cose succedeano in Italia, Massimiano Erculio, che +dimorava nelle Gallie, avea ben conseguito che il genero Costantino +Augusto non si unisse con Galerio, ma non potè già ottenere ch'egli +prendesse l'armi contra del medesimo Galerio, ancorchè venissero le +nuove ch'esso al maggior segno spelato e scornato se ne scappava +dall'Italia. Indispettito il suo cuore per questo, se ne ritornò a +Roma, e quivi col figlio Massenzio seguitò a signoreggiare[2754]. Ma +l'ambizioso ed inquieto vecchio non sapea sofferire che si desse la +preminenza al figliuolo, benchè da lui avesse ricevuta la porpora, nè +che i soldati mostrassero maggior obbedienza ad esso suo figlio che a +lui. Perciò pien di veleno cominciò sotto mano a procurar d'alienare +gli animi delle soldatesche da Massenzio; ma vedendo che non gli +riusciva il tentativo, un dì, fatte raunar le milizie e il popolo, +alla presenza del figliuolo, esagerò forte i mali e i disordini +correnti dello Stato, e poi si rivolse con fiera invettiva contra +Massenzio, attribuendo alla di lui poca testa e cattiva condotta la +serie di tutti que' malanni. Non avea lo indiavolato vecchio finito di +dire, quando preso colle mani il manto purpureo del figliuolo, glielo +strappò di dosso, e lo stracciò. Si contenne Massenzio in quel +frangente, ed altro non fece se non che si rifugiò fra i soldati, i +quali caricarono di villanie Massimiano, e si sollevarono contra di +lui. Sembrerà a taluno una semplicità il dirsi da Zonara[2755], che +Massimiano volle dipoi far credere ai soldati che quella era stata una +burla, per provare se amavano veramente suo figlio: il che nulla gli +valse, perchè tanto strepito fecero le milizie, ch'egli fu forzato a +fuggirsi di Roma. Se ne andò nelle Gallie a dolersi col genero +Costantino d'essere stato cacciato dal figlio[2756]; ma Costantino, a +cui non doveano mancare più sicuri avvisi del fatto, niun impegno +volle assumere dell'inquieto suocero, di maniera ch'egli, dopo essere +dimorato qualche tempo, ma senza vantaggio de' suoi interessi, nelle +Gallie, prese lo spediente di andar a trovare il maggior nemico che si +avesse il figliuolo, cioè lo stesso Galerio Augusto. Fu creduto, per +vedere se potesse aprirsi la strada a qualche tradimento per levargli +la vita, ed occupar, se gli veniva fatto il suo luogo[2757]. Trovavasi +allora Galerio nella Pannonia a Carnonto, dove avea fatto venir +Diocleziano da Salona, per dar più credito alla elezione di un nuovo +Augusto ch'egli meditava, per supplire la mancanza dell'ucciso Severo. +Andarono falliti tutti gl'intrighi, tutte le speranze di Massimiano, +per aver trovato quelle milizie fedeli a Galerio, e tentata invano la +costanza di Diocleziano per fargli riassumere la porpora imperiale. +Sicchè altro non gli restò che di assistere con lui e di dar vigore, +per non potere di meno, alla promozione che Galerio fece di _Licinio_, +dichiarandolo _Augusto_, avendogli forse ne' precedenti mesi conferito +il titolo di _Cesare_, come ha preteso taluno, e sembra confermato da +Aurelio Vittore. Seguì tal funzione, secondo Idacio[2758], nel dì 11 +di novembre, non già dell'anno seguente, come ha esso Idacio, ma del +presente, come si raccoglie dalla Cronica Alessandrina. + +_Licinio_ che, creato Augusto, si trova appellato nelle medaglie[2759] +e nelle iscrizioni[2760] _Caio Flavio Galerio Liciniano Licinio_, era +nativo[2761] anch'egli dell'Illirico, perchè venuto alla luce nella +Dacia nuova, oggidì la Servia, di vile e rustica famiglia[2762], +ancorchè egli dipoi cresciuto in fortuna si vantasse di trar l'origine +sua dall'imperadore Filippo. Passato dall'aratro alla milizia, niuna +conoscenza avea delle lettere, anzi se ne protestava nemico +dichiarato[2763], chiamandole un veleno e peste dello stato, e +massimamente odiando gli avvocati e procuratori, ch'egli credeva atti +solo ad imbrogliare ed eternar le liti del foro. L'amicizia fra lui e +Galerio Augusto avea avuto principio fin quando si diedero entrambi al +mestiere delle armi; ed ora poi cresciuta a tal segno la loro +intrinsichezza, massimamente dipoi che di grandi prodezze avea fatto +Licinio nella guerra co' Persiani, che Galerio nulla quasi facea senza +il di lui consiglio. Pertanto prima d'ora avea egli risoluto di +crearlo Augusto, subito che fosse mancato di vita l'imperador +Costanzo. Ma essendo stato prevenuto da Costantino, Galerio eseguì ora +il suo disegno con dargli la porpora imperiale, disegnando poi di +mandarlo a far guerra a Massenzio tiranno di Roma e dell'Italia. +Scrive Eusebio[2764] che sul principio del principato di Costantino i +Britanni posti all'Occidente dell'Oceano, si sottomisero al di lui +dominio. Non so io dire, se ciò sia un fatto diverso da quanto si è +narrato al precedente anno della guerra di Costanzo suo padre coi +Pitti e Caledonii. + +NOTE: + +[2743] Reland., in Fast. + +[2744] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2745] Vopiscus, in Vita Aureliani. + +[2746] Eutrop. Aurel. Vict. Lactantius. + +[2747] Idacius, in Chronico. + +[2748] Zosimus, lib. 2, cap. 10. + +[2749] Anonymus Valesianus. + +[2750] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 26. + +[2751] Incertus, in Panegyr. Maximian. et Const. + +[2752] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[2753] Anonym. Valesianus. Lactantius. Zosimus. Aurel. Vict. + +[2754] Lactantius, de Mortibus Persecut., cap. 28. Eutrop., in Brev. + +[2755] Zonaras, in Annalibus. + +[2756] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 26. + +[2757] Eusebius, in Chron. + +[2758] Idacius, in Fastis. + +[2759] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2760] Gruterus in Inscription. Thesaur. Novus Veter. Inscript. + +[2761] Eutrop., in Breviar. Anonymus Valesianus. + +[2762] Capitolin., in Gordian. + +[2763] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2764] Euseb., in Vita Constantini, lib. 4. cap. 50. + + + + + Anno di CRISTO CCCVIII. Indizione XI. + + MARCELLO papa 1. + GALERIO imperadore 4. + MASSENZIO imperadore 3. + COSTANTINO imperadore 2. + LICINIO imperadore 2. + MASSIMINO imperadore 1. + +_Consoli_ + +_Marco Aurelio Valerio Massimiano Augusto_ per la decima volta e CAIO +GALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la settima. + + +Durando tuttavia la discordia tra tanti imperadori, continuò ancora la +confusione ne' consolati. Pare che i suddetti consoli fossero +pubblicati da Galerio Augusto, che era d'accordo con Massimiano, ma +non già col di lui figliuolo e genero suo Massenzio, benchè +probabilmente si trattasse di qualche accordo. Di qua venne che in +Roma non furono accettati i consoli suddetti pei tre primi mesi. E non +essendo seguito aggiustamento alcuno, abbiamo dall'autore del Catalogo +dei prefetti di Roma[2765], che _Massenzio_ si fece dichiarar console +nell'anno presente insieme con _Romolo_ suo figliuolo, il quale è +nomato nelle medaglie[2766] _Marco Aurelio Romolo_. Truovasi anche in +alcuni Fasti sotto quest'anno _Diocleziano console per la decima +volta_; ma è da credere uno sbaglio de' copisti, perchè Diocleziano +non si volle più ingerire ne' pubblici affari. La prefettura di Roma +fu in quest'anno appoggiata a _Stazio Raffino_[2767]. Dopo essere +stata lungo tempo vacante la cattedra di San Pietro, in quest'anno fu +creato papa _Marcello_. Contuttochè il padre Pagi[2768] pretenda che +nell'anno precedente _Massimino Cesare_ prendesse di sua autorità il +titolo d'_Augusto_, tuttavia sembra più probabile che ciò succedesse +nell'anno presente. Stava esso Massimiano alla guardia e al governo +dell'Oriente. Allorchè egli intese che _Licinio_ era stato promosso, +nel di 11 di novembre, alla dignità imperiale, cominciò forte a +strepitare, pretendendo fatto a sè stesso un gravissimo torto, perchè, +essendo egli stato dichiarato Cesare molto prima di Licinio, +l'anzianità sua esigeva ch'egli fosse anteposto all'altro negli +onori[2769]. Pervenuti a notizia di Galerio questi suoi lamenti, per +attestato di Lattanzio, inviò _più legati_ a Massimino per quetarlo, +pregandolo istantemente di ubbidire, di accettar le risoluzioni da lui +prese, e di cedere a chi era maggiore di lui in età: che tale dovea +essere Licinio. Ostinossi Massimino nella sua pretensione, e perciò +Galerio si rodeva le dita per aver alzato costui dal fango, e creatolo +Cesare con isperanza d'averlo ubbidiente ad ogni suo cenno, quando ora +il trovava sì restio e impaziente degli ordini. Andò poi a terminare +la faccenda in avere il superbo Massimino, ad onta di Galerio, deposto +il titolo di _Cesare_ e preso quel di _Augusto_, con far poi sapere a +Galerio, essere stato l'esercito suo che l'avea proclamato +_imperadore_, senza ch'egli avesse potuto resistere. Queste ambasciate +e questo dibattimento, che per la lontananza delle persone richiedeva +del tempo, debbono a noi parere bastevoli fondamenti per credere +seguita, non già nell'anno precedente, ma bensì nel presente, +l'esaltazione di Massimino. Sicchè noi ora abbiamo nell'imperio romano +cinque diversi Augusti, _Galerio Massimiano_, _Massenzio_, +_Costantino_, _Licinio_, e _Massimino_. Lattanzio vi aggiugne anche +_Diocleziano_; ma niuno scrive ch'egli mai ripigliasse la porpora. Da +tanti principi ognun può immaginare qual confusione dovesse esser +quella de' pubblici affari. Sembra nondimeno che, a riserva di +Massenzio, gli altri andassero in qualche maniera d'accordo insieme. +Quanto a _Massimino_, già appellato _Daza_, come dicemmo, uscito da +parenti rustici e vili nell'Illirico, egli si era tirato innanzi colla +profession delle armi, e tuttochè si dica ch'egli fosse uomo +quieto[2770], pure abbiamo da Lattanzio[2771] e da Eusebio[2772], +ch'egli fu un grande assassino de' popoli a lui sottoposti, con +ispogliarli per arricchire i soldati, e del pari superstizioso e fiero +persecutor de' Cristiani, come risulta dalla storia ecclesiastica. + +Chiarito in questi tempi _Massimiano Erculio_, che poco a lui +profittavano le cabale sue ne' paesi di Galerio Augusto, se ne promise +miglior effetto presso di Costantino imperadore, genero suo e +figliuolo di un suo genero. Andossene dunque[2773] a trovarlo nelle +Gallie, fu ricevuto da lui con tutti gli onori, alloggiato nel +palazzo, e sì nobilmente provveduto di tutto[2774], come s'egli fosse +padrone in quelle parti, volendo Costantino che ognun l'ossequiasse ed +ubbidisse quasi più di lui stesso. Allora l'astuto vecchio, trovandosi +in mezzo a tanti comodi, per far ben credere al genero di non covar +più pensiero alcuno di regno, e di voler terminare in pace al pari di +Diocleziano i suoi giorni, depose la porpora, e si ridusse ad una vita +privata, in cui non mancava a lui delizia veruna. Tutto questo per più +facilmente ingannare l'Augusto genero. Avvenne che i Franchi fecero in +questi tempi qualche movimento d'armi contro le terre romane. Marciò a +quella volta Costantino con poca gente e alla sordina, così +consigliato da Massimiano, per sorprendere i nemici; ma altro in testa +avea il tuttavia ambizioso suo suocero. Sperava costui che Costantino +restasse involto in qualche grave pericolo, e di poter egli intanto +impadronirsi dell'armi e milizie lasciate addietro. In fatti, da che +si fu separato da lui, s'inviò verso Arles, dov'era il grosso delle +soldatesche, consumando nel cammino tutti i viveri, affinchè +mancassero a Costantino, caso ch'egli si rivolgesse a quelle parti. +Giunto ad Arles, di nuovo assunse l'abito imperiale, s'impossessò del +palazzo e de' tesori, dei quali tosto si servì per adescare e tirar +dalla sua quelle soldatesche; scrisse del pari all'altre più lontane, +invitandole con grandiose promesse, e screditando presso tutti un +genero, da cui tante finezze avea ricevuto Costantino, che non molto +si fidava di questo inquieto vecchio, e gli avea lasciato appresso +delle spie, immantinente fu avvertito de' primi moti del suo +tradimento, e però a gran giornate dal Reno sen venne ad Arles, prima +che Massimiano avesse preso buon piede; riguadagnò tutte le ribellate +milizie, e seguitò il suocero, che andò a ritirarsi a Marsiglia. Dato +l'assalto a quella città, si trovò che le scale erano troppo corte pel +bisogno, e convenne far sonare la ritirata. Lasciatosi veder +Massimiano sulle mura, Costantino avvicinatosegli, con tutta la +dolcezza possibile gli rimproverò una perfidia così indegna di un par +suo. Altro per risposta non riportò che delle ingiurie. Ma i cittadini +in quel tempo, aperta una porta della città, vi lasciarono entrar la +gente di Costantino, la quale, preso Massimiano, il condusse davanti +al genero Augusto. Atto d'incredibil moderazione convien ben dire che +fosse quel di Costantino, perchè a riserva de' rimproveri fatti al +perfido suocero, e all'avergli tolta di dosso la porpora imperiale, +niun altro male gli fece, nè il cacciò dalle Gallie; anzi sembra che +seguitasse a ritenerlo in sua corte, vinto probabilmente dalle +preghiere di Fausta sua moglie. Qui nondimeno non finirono le scene di +quest'uomo perfidioso, siccome vedremo. Liberato dal suddetto pericolo +l'Augusto Costantino, perocchè tuttavia pagano[2775], fece dei ricchi +donativi al superbo tempio d'Apollo creduto quello di Autun, dove +opinione era che si scoprisse la gente spergiura in quelle acque +calde. + +Si può fondatamente riferire all'anno presente una sollevazione +insorta nell'Africa, di cui parlano Zosimo[2776] ed Aurelio +Vittore[2777]. Probabilmente ubbidiva l'Africa a Galerio Augusto dopo +la morte di Severo. Massenzio, imperadore di Roma e dell'Italia, ben +sapendo che quelle provincie erano dinanzi assegnate all'Augusto +dominante in Roma, cercò di stendere colà il suo dominio, e vi mandò +le sue immagini scortate da una man di soldati. Furono queste +rigettale da que' popoli. Ma perchè le truppe del paese non poterono o +non vollero fare resistenza, Cartagine col resto della contrada venne +alla di lui ubbidienza. Cadde in pensiero a Massenzio di portarsi +personalmente in Africa per processare e spogliare chiunque avea +sprezzate l'immagini sue; ed avrebbe eseguito il disegno, se gli +aruspici, con allegar segni infausti nelle vittime, non l'avessero +trattenuto. Pertanto non fidandosi di _Alessandro_ nativo della +Frigia, che esercitava l'uffizio del prefetto del pretorio, o pur di +suo vicario in Cartagine, gli scrisse che voleva per ostaggio un di +lui figliuolo. Sapeva Alessandro che iniquo e sregolato principe fosse +Massenzio, e però si andò scusando per non inviarlo. Scoperto poi che +era venuta gente d'ordine d'esso Massenzio per assassinarlo, ancorchè +persona di poco spirito e di molta età e pigrizia, intavolò una +ribellione, e si fece proclamar _Augusto_ da quelle milizie. Cosi ai +cinque sopraccitati imperadori si aggiunse quest'altro, sempre più +crescendo con ciò lo smembramento del romano imperio. Crede il +Tristano[2778] che un _Nigriniano_, appellato _Divo_ in qualche rara +medaglia, fosse figliuolo del suddetto Alessandro; ma si può +dubitarne. Per tre anni si sostenne esso Alessandro nella signoria +dell'Africa, come apparisce dalle di lui medaglie[2779]. + +NOTE: + +[2765] Bucher., de Cyclo. + +[2766] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2767] Cospinianus. Bucherius. + +[2768] Pagius, in Crit. Baron. + +[2769] Lactantius, de Mortib. Persec., cap. 32. + +[2770] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2771] Lactantius, de Mortib. Persecut. cap. 32. + +[2772] Euseb., Histor. Eccles., lib. 8, cap. 14. + +[2773] Lactant., ibid., cap. 29. + +[2774] Eumen., Panegyr. Constant., cap. 14 e seg. + +[2775] Eumen., Panegyr. Const., cap. 21. + +[2776] Zosimus, lib. 2, cap. 12. + +[2777] Aurel. Victor, in Epitome. + +[2778] Tristan., Medail., lib. 3. + +[2779] Mediobarbus, Numism. Imperator. + + + + + Anno di CRISTO CCCIX. Indizione XII. + + MARCELLO papa 2. + GALERIO imperadore 5. + MASSENZIO imperadore 4. + COSTANTINO imperadore 3. + LICINIO imperadore 3. + MASSIMINO imperadore 3. + +_Consoli_ + +MASSENZIO AUGUSTO per la seconda volta, e ROMOLO CESARE per la +seconda. + + +I consoli da me proposti sono quei che Massenzio tiranno elesse in +Roma, e venivano riconosciuti per l'Italia. Ma per le altre provincie +del romano imperio, stante la discordia fra gli Augusti, non si sa che +fossero eletti consoli; o se furono eletti, ne è ignoto il nome, dal +che venne che la gente, per denotar l'anno presente, si valeva della +formola _post consulatum Maximiani X et Galerii VII_. Contuttociò vi +ha chi pretende che _Licinio Augusto_ prendesse il consolato anche +egli. Abbiam veduto _Romolo_ Cesare, figliuolo di Massenzio, +esercitare il secondo consolato nell'anno presente; ma forse in questo +medesimo egli mancò di vita, credendo alcuni che nelle acque del +Tevere egli si affogasse, ma senza notizia del come; anzi con dubbio +tuttavia se tale veramente fosse la morte di lui, perchè il passo di +un panegirista[2780] di Costantino non lascia scorgere se ivi si parli +di Massenzio stesso o pure del figlio. Anzi perchè vedremo veramente +annegato Massenzio in quel fiume, di lui e non del figliuolo pare che +s'abbia da intendere quel passo. La prefettura di Roma fu in +quest'anno appoggiata ad _Aurelio Ermogene_. Il tempo, in cui +Massimiano Erculio pose fine alle cabale sue colla morte, resta +tuttavia incerto. Idacio[2781] ne parla all'anno seguente. +Eusebio[2782] all'anno terzo di Massenzio suo figlio. E perciocchè +esso anno terzo si stendeva alla maggior parte del presente, sembra a +me assai verisimile che in questo succedesse il fine della sua +tragedia, di cui buon testimonio è Lattanzio[2783] scrittore di questi +tempi, oltre all'Anonimo Valesiano[2784], Zosimo[2785] ed +Eutropio[2786]. Noi lasciammo questo maligno personaggio nelle Gallie, +dove, deposta la porpora, non ostante la sua sperimentata perfidia, +ricevea un trattamento onorevolissimo da Costantino suo genero. Ma +avvezzo al comando, nè sapendo accomodarsi alla vita privata, che non +fece il mal uomo? Ora con preghiere ed ora con lusinghe andò +tempestando la figliuola Fausta, per indurla a tradire l'Augusto +marito, con promettergliene un altro più degno, e a lasciar aperta una +notte la camera del letto maritale. Finse ella d'acconsentire, e +rivelò tutto a Costantino; ed egli per chiarirsene mise nel suo letto +per quella notte un vile eunuco. Massimiano sulla mezza notte armato +comparve colà, e trovate poche guardie, ed anche lontane, con dir loro +d'aver fatto un sogno che egli voleva rivelare al suo caro figliuolo +imperadore, passò nella stanza e trucidò il misero eunuco. Ciò fatto, +uscì fuori confessando il fatto, ed anche gloriandosene; ma eccoti +sopravvenir Costantino con una man d'armati, il quale, fatto portare +il cadavero dell'ucciso alla presenza d'ognuno, fece una scarica +d'improperii sopra l'iniquissimo vecchio, senzachè egli sapesse +proferir parola in sua discolpa: tanto si trovò sbalordito e confuso. +Gli fu data licenza d'eleggersi la maniera della morte, e questo fu il +laccio, con cui diede fine alla scellerata sua vita. Fallò Zosimo con +dire che questo ignominioso fine gli arrivò in Tarso, quando è certo +che fu in Provenza, cioè ad Arles, dove soleva dimorar colla sua corte +Costantino, o pure a Marsiglia, dove l'autore della Cronaca +Novaliciense[2787] circa l'anno 1054 pretende che fosse disotterrato +il corpo di Massimiano, il quale si trovò imbalsamato ed esistente in +cassa di piombo entro un'altra di candido marmo. Questo poi per ordine +di Rambaldo arcivescovo d'Arles fu gittato in alto mare. E tale fu il +fine obbrobrioso di quel superbo ed ambizioso principe, stato in +addietro sì fiero persecutore della religione di Cristo, e d'uno +ancora di questi ultimi imperadori nemici del nome cristiano, che Dio +punì con una morte la più vergognosa ed infame. Dall'aver Costantino +data onorevole sepoltura al suocero (come anche attesta santo +Ambrosio[2788], con dire che il fece mettere in una cassa non di marmo +bianco, ma di porfido), dedusse il padre Pagi[2789] che esso Augusto +si attribuiva ad onore d'essere _nipote di Massimiano_, adducendo per +questo un'inscrizione a lui posta, dove si trova intitolato così. Ma +se Costantino il Grande non appetisse, anzi abborrisse questa lode, si +può argomentare[2790] dal saper noi ch'egli fece atterrare tutte le +statue ed immagini appartenenti a Massimiano, e cancellar quante +iscrizioni e memorie potè di lui; e per conseguente è più tosto da +riferire quel marmo a Costantino juniore, figliuolo del Grande e di +Fausta figlia di esso Massimiano. + +NOTE: + +[2780] Incertus, in Panegyr. Constantini, cap. 18. + +[2781] Idacius, in Fastis. + +[2782] Eusebius, in Chron. + +[2783] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 30. + +[2784] Anonymus Valesianus. + +[2785] Zosimus, lib. 2, cap. 11. + +[2786] Eutrop., in Breviar. + +[2787] Chron. Novaliciense, Rer. Italicar., Part. II, tom. 2. + +[2788] Ambrosius, Epistol. 53. + +[2789] Pagius, in Crit. Baron. + +[2790] Euseb., Histor. Eccles., lib. 8, cap. 13. Lactantius, de Mort. +Persec., cap. 42. + + + + + Anno di CRISTO CCCX. Indizione XIII. + + EUSEBIO papa 1. + MELCHIADE papa 1. + GALERIO MASSIMIANO imperadore 6. + MASSENZIO imperadore 5. + COSTANTINO imperadore 4. + LICINIO imperadore 4. + MASSIMINO imperadore 4. + +_Console_ + +_Massenzio_ imperatore solo. + + +Ne' fasti d'Idacio e nell'Anonimo del Bucherio, o sia del Cuspiniano, +è nominato il solo _Massenzio_ console in Roma. Fuori d'Italia si +contava _l'anno II dopo il consolato di Massimiano Erculio X e di +Galerio Massimiano VII_. Ne' Fasti di Teone enunziati si veggono sotto +questo anno _Andronico_ e _Probo_. Possiam sospettare che fossero +sostituiti a Massenzio. _Rufo Volusiano_ si trova nel presente anno +prefetto di Roma. In questi tempi la giustizia di Dio, che già aveva +abbattuto l'iniquo Massimiano Erculio, si fece sentire anche all'altro +imperadore Galerio Massimiano, soggiornante[2791] in Sardica nella +Dacia novella, cioè a colui che abbiam di sopra veduto principal +promotore della persecuzion dei Cristiani. Era egli innamorato del suo +paese nativo, ed abbiamo da Aurelio Vittore[2792], ch'egli con far +tagliare delle sterminate selve nella Pannonia, e mettere quelle terre +a coltura, e con fare scolar l'acque del lago Pelsone nel Danubio, +avea renduto un gran tratto di paese utilissimo alla repubblica. +Ardeva egli di odio contra di Massenzio tiranno di Roma, nè ad altro +pensava che a procedergli contro, ammassando a questo fine a tutto +potere genti e denari. Col pretesto adunque d'aver egli a solennizzare +i vicennali del suo regno cesareo, al che diceva che occorreano +immense spese, dopo aver già rovinate le provincie a lui suddite a +furia d'imposte, inorpellate col nome di prestanze, finì di smugnerle +e di assassinarle con altre gravezze, alla riscossion delle quali +deputò i suoi soldati, che meritavano piuttosto il nome di carnefici +che di esattori: tanta era la lor crudeltà. Lattanzio ci fa qui un +lagrimevol ritratto di quelle inumane esazioni, per le quali +violentemente si toglievano alla gente tutti i frutti delle lor terre, +senza lasciarle di che vivere. Ma chi è terribile sopra i re della +terra, fece finalmente intendere a costui che v'era uno sopra di +lui[2793], percuotendolo con piaga nelle parti segrete e vergognose, +piaga orribile ed incurabile, per i cui dolori insoffribili cominciò +egli a patire e a prorompere in grida ed urli spaventosi. Ciò +probabilmente avvenne in Sardica, città della nuova Dacia. Si +affaticavano i medici per curar questo fiero nemico, che già aveva +cancrenate le carni, con tagliare e bruciare; e pareva che omai la +piaga si cicatrizzasse, quando essa più che mai inferocì, menando tal +fetore, che non solamente per tutto il palazzo, ma anche per tutta la +città si diffuse, come iperbolicamente lasciò scritto Lattanzio. E, +marcendo le carni, cominciò ad uscirne gran copia di vermi. In sì +orrido stato sotto il flagello di Dio si trovava l'iniquo principe, +del cui fine parleremo all'anno seguente. Sembra che al presente +s'abbia da riferire quanto abbiamo da Nazario[2794] nel Panegirico di +Costantino Augusto. Avevano formata una lega contra di lui i Brutteri, +Camavi, Cherusci, Vangioni, Alamanni e Tubanti, popoli tutti della +Germania; ed unita una formidabile armata si misero in campagna. Lento +non fu Costantino a presentarsi colla sua incontro ad essi, ed +ottenuto passaporto per gli suoi deputati a trattar con quelle barbare +nazioni, travestito come un d'essi, passò nel campo nemico, +accompagnato da due soli de' suoi, per ispiare le lor forze e disegni; +il che felicemente seguì. All'aver prima saputo che Costantino era in +persona all'armata, già aveano pensato coloro di separarsi, e di non +voler battaglia; ma assicurati poi da Costantino non conosciuto, che +l'imperadore era lontano dalle sue milizie, arrischiarono in fine il +combattimento, in cui sbaragliati ad altro non pensarono che a menar +ben le gambe. Dopo questa insigne vittoria, accennata in poche parole +anche da Eusebio[2795], passò Costantino nella Gran Bretagna, chiamato +colà dalle turbolenze mosse da alcuni di que' popoli, non si sa se +ribelli o pur nemici. La soggiogò in poco tempo, forse con poca +fatica, e senza venire a battaglia, perchè i di lui panegiristi non ne +fanno parola. _San Marcello_ papa, cacciato in esilio da Massenzio +tiranno di Roma, terminò sul principio di quest'anno la sua vita, +onorato col titolo di martire, ed ebbe per successore _Eusebio_ nella +sedia di san Pietro[2796], il quale dopo soli quattro mesi e mezzo di +pontificato fu chiamato da Dio a miglior vita. A lui succedette nella +cattedra pontificale _Melchiade_ papa. + +NOTE: + +[2791] Lactantius, de Mortibus Persecut., cap. 31. Anonym. Valesianus. + +[2792] Aurelius Victor, de Caesaribus. + +[2793] Eusebius, Histor. Eccl., lib. 8, cap. 16. Lactantius, de Mort. +Persec., cap. 33. + +[2794] Nazar., in Panegyr., cap. 18. + +[2795] Euseb., in Vita Constantini, lib. 1, cap. 25. + +[2796] Pagius, Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CCCXI. Indizione XIV. + + MELCHIADE papa 2. + MASSENZIO imperadore 6. + COSTANTINO imperadore 5. + LICINIO imperadore 5. + MASSIMINO imperadore 5. + +_Console_ + +CAIO GALERIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la ottava volta. + + +Per la discordia di tanti imperadori più che mai continuò la +confusione nei consolati. Dal canto suo _Galerio_ Augusto, benchè +confinato in letto per l'orribil sua malattia, procedette solo +_Console per l'ottava volta_, come s'ha dal Catalogo del +Bucherio[2797] e da Idacio[2798]. Suo collega è appellato _Licinio_ +Augusto da Cassiodoro[2799], chi li mette amendue consoli sotto +quest'anno. I Fasti di Teone e Lattanzio[2800] fanno consoli _Galerio_ +e _Massimino_, amendue imperadori; il che può indicare che fosse +tornata fra loro qualche armonia. In fatti ho io recato nell'Appendice +al tomo IV delle mie Iscrizioni un marmo della Carintia, dove vien +detto edificato un tempio _Maximiano VIII et Maximino iterum Augg. +Coss._, e pare che si possa riferire all'anno presente. Quanto a Roma, +siamo accertati dal suddetto Catalogo dei prefetti di Roma, pubblicato +dal Cuspiniano e dal Bucherio, che si stette quivi sino al settembre +senza consoli; ed allora solamente furono pronunziati consoli _Rufino_ +ed _Eusebio_, o pure, come la Cronica di Damaso[2801], _Volusiano_ e +_Rufino_. Anche Idacio[2802] mette questi due ultimi consoli; e certo +per le conghietture da me altrove[2803] addotte, in quest'anno si può +credere assunto in Roma al consolato _Caio Ceionio Rufino Volusiano_. +Forse il suo collega fu _Eusebio_, potendosi temere il cognome di +_Rufio_ mutato in _Rufino_. Che se pure diverso da lui fu _Rufino_, +non è improbabile che _Aradio Rufino_, il quale troveremo prefetto di +Roma nell'anno seguente, procedesse console nel presente. A Giunto +Flaviano essa prefettura di Roma fu conferita sul fine di ottobre di +quest'anno. Intanto fra orribili tormenti, divorato da' vermi, +continuava[2804] a marcire Galerio Massimiano Augusto[2805]. Per +quanti ricorsi egli avesse fatto ai suoi falsi dii, cioè ad Apollo ed +Esculapio, niun sollievo provava, anzi sempre più si sentiva +peggiorare. Allora fu che s'avvide, ovvero ch'altri gli fece venir in +mente, che l'onnipotente vero Dio il flagellava per gastigo della +fiera persecuzione da lui specialmente accesa e crudelmente esercitata +contra de' suoi servi cristiani. Il perchè s'avvisò di dar loro la +pace, e sopra ciò pubblicò un editto, a noi conservato da Lattanzio e +da Eusebio, in cui troviamo una filza di titoli corrispondenti alla di +lui vanità. Quivi egli ordinò di non molestar da lì innanzi i seguaci +di Gesù Cristo, affinchè essi potessero pregar Dio per la di lui +salute. Ma niun segno ivi si legge di pentimento; e vi si leggono anzi +delle bestemmie contro la credenza de' Cristiani. Ad esso editto +concorsero ancora Costantino e Licinio Augusti, i quali andavano +d'accordo con esso Galerio; e sembra che anche Massimino vi +acconsentisse, per quanto accenna Lattanzio. Abbiamo poi dal medesimo +autore che nel dì 30 d'aprile questo editto fu pubblicato in +Nicomedia, dove furono aperte le prigioni, e che colà nel mese +seguente arrivò la nuova che _Galerio imperadore_ avea dato fine +all'odiata sua vita. Mancò egli in fatti nel mese di aprile, +terminando la sua superbia e crudeltà con evidente gastigo della mano +di Dio. + +Trovossi presente alla di lui morte Licinio imperadore, a cui egli +raccomandò sua moglie _Valeria_, figliuola di Diocleziano, e +_Candidiano_ suo figlio bastardo. Trovansi medaglie[2806] che ci +assicurano aver egli ricevuto dall'empietà pagana gli onori divini nel +paese, per quanto si può credere, che fu dipendente dalla di lui +autorità. Per la morte di lui restò _Licinio_ Augusto padrone di +quelle medesime contrade, cioè di tutto l'Illirico, che abbracciava +l'Ungheria ed altre provincie, e della Grecia, Macedonia e Tracia, ed +anche della Bitinia, posta di là dallo stretto di Bisanzio. Ma non sì +tosto ebbe intesa la di lui morte _Massimino_, imperador delle +provincie d'Oriente, che dato di piglio all'armi volò nella Bitinia, e +se ne impadronì[2807]. Accorse bensì Licinio a Bisanzio per opporsi, +ma non fu a tempo; e perchè non si sentiva gran voglia di venir per +ora con lui alle mani, diede orecchio ad un abboccamento[2808], in cui +rimasero insieme d'accordo, restando padrone Massimino d'essa Bitinia: +con che lo stretto di Bisanzio venne ad essere il confine de' loro +imperii. Seguita poi a dire Lattanzio che Massimino tornò come prima a +perseguitar i Cristiani, mostrando di farlo come pregato dalle città. +Tuttavia per far risplendere la sua clemenza ordinò che ai servi del +vero Dio non si levasse la vita, ma permettendo che loro si cavassero +gli occhi, si tagliassero le mani o piedi, o il naso e l'orecchie. +Valeria vedova di Galerio Augusto, ancorchè raccomandata a Licinio, si +ritirò da lui, e passò sulle terre di Massimino con Candidiano, +figliuolo del defunto marito, e da lei ancora adottato. Altro non dice +Lattanzio[2809], se non che le facea paura la libidine di Licinio, e +ch'ella si giudicò più sicura sotto la protezion di Massimino, perchè +uomo ammogliato. Ma que' villani imperadori tutti erano bestie anche +per questo conto. Massimino, da che fu entrata ne' suoi stati la +suddetta Valeria Augusta con Prisca sua madre, e moglie di Diocleziano +già imperadore, cominciò a pulsarla, affinchè rinunziasse a lui tutte +le sue pretensioni sopra la succession del padre e del marito Augusti. +Valeria, forse per tener salvi i diritti dell'adottato Candidiano e i +propri, non ne volle far altro. Veramente sul principio si trovò essa +ben trattata da lui; ma da lì a poco tempo restò essa non poco +ammirata e confusa, perchè Massimino le fece proporre di prenderla per +moglie; al qual fine si esibiva di ripudiar quella ch'egli avea. La +risposta di Valeria fu da donna saggia e di petto costante: che si +maravigliava di una tal proposizione, come empia, pendente lo +scorruccio del defunto consorte, e parere a lei strano ch'egli volesse +abbandonar una moglie senza alcun demerito suo; e che questo procedere +apriva a lei gli occhi per temer tutto da lui; in somma non essere +permesso ad una persona del suo grado di pensare ad un secondo marito, +come cosa scandalosa e senza esempio. Udita ch'ebbe Massimino questa +generosa risposta, cangiossi tutta la libidine sua in odio e furore. +Cacciò Valeria e tutti i suoi in esilio, senza assegnar loro un luogo +fisso, e con farla vergognosamente condurre qua e là. Occupò tutti i +di lei beni, le levò i suoi ufficiali, fece tormentare i suoi eunuchi, +e mosse guerra alle nobili dame della di lei corte, alcune delle quali +condannò alla morte con false accuse di adulterio, quando egli sapeva +che erano più caste di quel ch'egli stesso voleva: iniquità che +accrebbe a dismisura l'odio di ognuno verso questo manigoldo tiranno. +Come terminasse la tragedia d'essa Valeria non tarderemo ad udirlo. +Mosse anche guerra Massimino, per attestato di Eusebio, ai popoli +dell'Armenia, perchè, siccome cristiani, non voleano far sacrifizii ai +falsi dii; ma con poco suo utile. La fame e la peste anch'esse fecero +guerra alle di lui armate. + +Mentre tali cose succedevano in Oriente, Costantino Augusto si +applicava a stabilire una buona pace nelle Gallie, per essere in +istato di rispondere in buona forma alle minacce[2810] che andava +facendo Massenzio tiranno di Roma contro di lui, servendosi del +pretesto della morte di Massimiano Erculio suo padre, benchè in suo +cuore non ne avesse disgusto. Visitò Costantino[2811] in quest'anno la +città di Autun, e trovandola desolata, rimise a quel popolo i debiti +di cinque anni addietro contratti col fisco, e parte delle imposte per +gli anni avvenire: il che fu di mirabil sollievo a quella città, la +quale da lì innanzi prese il titolo di Flavia dalla famiglia +dell'Augusto benefattore. Fu in questa congiuntura che l'oratore +Eumene, o Eumenio, recitò in lode di lui un panegirico che resta con +altri tuttavia. Pensava in fatti Massenzio di far guerra a Costantino, +e già avea disegnato di passar pei Grigioni nelle Gallie, con formar +de' mirabili castelli in aria, cioè figurandosi di poter atterrar +Costantino con facilità, e poi d'impadronirsi della Dalmazia e +dell'Illirico, con abbattere l'Augusto Licinio, dominante in quelle +parti. Ma prima d'intraprendere questa guerra, giudicò meglio di +ricuperar l'Africa[2812]. Quivi tuttavia sussisteva l'usurpatore +_Alessandro_ che avea preso il titolo d'_Augusto_. Colà fu inviato +assai nerbo di gente Rufio Volusiano prefetto del pretorio, che +probabilmente dopo tale impresa fu assunto al consolato. Menò egli +seco Zena, uomo che egregiamente intendeva il mestier della guerra, ed +era in credito d'uomo pien di mansuetudine. Poca fatica durò questo +capitano a sbrigarsi di quel tiranno, con aver messo in fuga i di lui +soldati. Restò egli preso e strangolato. Bella occasion fu questa pel +crudele Massenzio di spogliar del suo meglio l'Africa tutta. Non vi fu +persona, nobile o ricca, che a torto o a diritto non fosse processata +e condannata come aderente all'estinto Alessandro, con perdere perciò +vita e roba. Oltre a ciò, ordinò l'empio Massenzio che fosse dato il +sacco e il fuoco a Cartagine, città allora delle più belle e +riguardevoli del mondo, non che dell'Africa. In una parola, per tante +crudeltà rimasero affatto impoverite e rovinate tutte le africane +provincie; e pure delle lacrime di que' popoli si fece trionfo e falò +in Roma, città nondimeno con ugual furore maltrattata dallo stesso +Massenzio, siccome fra poco dirò. + +NOTE: + +[2797] Bucherius, de Cycl. + +[2798] Idacius, in Fastis. + +[2799] Cassiodorus, in Fastis. + +[2800] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 35. + +[2801] Chronic. Damasi, apud Anastasium. Bibliothecar. + +[2802] Idacius, ibid. + +[2803] Thesaurus Novus Inscript., pag. 172. + +[2804] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 33. + +[2805] Euseb., Histor. Eccles., l. 8, cap. 17. + +[2806] Mediobarbus, in Numismat. Imp. + +[2807] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 36. + +[2808] Euseb., Histor. Eccles., lib. 9, cap. 6 et 10. + +[2809] Lactant., ibid., cap. 39. + +[2810] Zosimus, lib. 2, cap. 14. Lactant., de Mort. Persec., cap. 43. + +[2811] Eumen., Panegyr. Constant. + +[2812] Zosimus, lib. 2, cap. 14. Aurelius Victor, de Caesaribus. + + + + + Anno di CRISTO CCCXII. Indizione XV. + + MELCHIADE papa 3. + MASSENZIO imperadore 7. + COSTANTINO imperadore 6. + LICINIO imperadore 6. + MASSIMINO imperadore 6. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la seconda volta e PUBLIO +LICINIANO LICINIO AUGUSTO per la seconda. + + +Tali furono i consoli per le Gallie e per altri paesi, dove regnava +_Costantino_, e nell'Illirico, dove dominava _Licinio_. Andavano +d'accordo insieme questi due imperadori. Ma in Roma, per attestato +d'Idacio[2813] e del Catalogo Bucheriano[2814], fu _console_ il solo +_Massenzio per la quarta volta_. In Oriente credono alcuni che +procedessero _consoli Massimino Augusto e Picenzio_. Fu in quest'anno +prefetto di Roma Aradio Rufino. Fra tanti imperadori cavati +dall'aratro e dalla zappa, che in questi tempi governarono, o, per dir +meglio, divisero e lacerarono l'imperio romano, niuno, a mio credere, +fu più pernicioso e pestilente di Massenzio e di Massimino; l'uno +signoreggiante in Roma, nell'Italia e nell'Africa; e l'altro +nell'Oriente. Ne ho per testimonio Aurelio Vittore[2815] e lo stesso +Zosimo[2816], nemico di Costantino, oltre agli storici cristiani che, +parlano a lungo delle loro scelleraggini. Sopra gli altri +Lattanzio[2817] descrive la lascivia incredibile di Massimino e le +violenze da lui usate. L'autore incerto[2818] del panegirico di +Costantino ed Eusebio[2819] ci fan sapere gli enormi vizii di +Massenzio, tali che possono far orrore a chiunque legge; sì sfrenata +era la sua libidine, barbarica la sua crudeltà, non solo nella Africa, +come abbiam detto, ma nell'Italia ancora e in Roma stessa. Niuna +matrona era ivi sicura dalle unghie di questo avoltoio. La moglie +dello stesso prefetto di Roma, cristiana di religione, per sottrarsi +alla di lui bestiale violenza, si cacciò un pugnale nel petto e morì: +azione gloriosa bensì secondo la morale de' pagani, ma non già secondo +quella de' Cristiani. Le estorsioni poi fatte da Massenzio per adunar +tesori con disegno di valersene a far guerra a Costantino, e per tener +contente ed allegre le sue milizie, furono innumerabili, perchè +continue. Tutto dì saltavano fuori calunnie contra dei benestanti e +de' medesimi senatori; ed oltre ai lor beni vi andava anche la vita, +di maniera che il senato restò spogliato dei suoi più illustri +soggetti. Potevano poi i soldati a man salva commettere quante +iniquità volevano contra l'onore, la vita e i beni degl'innocenti, +perchè la giustizia per conto loro avea affatto perduta la voce e le +mani. Lo stesso, che in Roma, si praticava per tutta l'Italia dai suoi +perversi ministri. Giunse Massenzio per questa via in meno di sei anni +a spogliar Roma e le provincie italiane di tulle le ricchezze adunate +dai popoli in più di dieci secoli addietro[2820]. Fu fatto anche in +Roma un giorno un gran macello di cittadini romani per leggerissima +cagione. Forse fu quella, di cui Zosimo[2821] fa menzione, dicendo che +attaccatosi il fuoco in Roma al tempio della Fortuna, perchè uno de' +soldati metteva in burla quella falsa deità, i Romani accorsi a folla +per ismorzar l'incendio, se gli avventarono addosso e l'uccisero. Di +più non vi volle perchè gli altri soldati ammutinati facessero una +fiera strage di que' cittadini, e se non accorreva Massenzio, la città +affatto periva. Anche Nazario[2822], anche Prudenzio[2823] ci +lasciarono un vivo ritratto del compassionevole stato di Roma sotto di +questo tiranno, impudico, crudele, assassino delle sostanze altrui, e +dato alla magia per la folle speranza di scoprir l'avvenire: nel che +quanto egli s'ingannasse fra poco apparirà. + +Intanto l'Augusto Costantino con segrete lettere veniva sollecitato +dai Romani a calare in Italia, per liberarli dall'insoffribil tiranno; +ma quello che finalmente diede la spinta alle di lui armi, fu l'udire +che Massenzio era risoluto di muovere a lui stesso guerra, con +lasciarsene anche intendere dappertutto, e mirabil preparamento faceva +a tal fine, fingendo di voler vendicare la morte di Massimiano suo +padre. Un gran dappoco[2824], un figlio della paura era per altro +Massenzio; dato unicamente ai piaceri, non usciva quasi mai di +palazzo: il più gran viaggio che faceva, ma di raro, consisteva in +passare agli orti di Sallustio. La fidanza nondimeno di riuscire nelle +grandi imprese, la riponeva egli nel numero e nella forza delle sue +scapestrate milizie, in alcuni suoi valorosi uffiziali, e nei tesori +ammassati con impoverire tutti i suoi sudditi. Oltre al grosso corpo +dei suoi pretoriani, gente creduta la più valorosa dell'altre, oltre +all'armata che già servì sotto suo padre, aveva egli fatta copiosa +leva di soldati non meno in Italia che nell'Africa. Il panegirista +anonimo di Costantino gli dà un esercito di cento mila combattenti. +Aggiugne che quello di Costantino ascendeva solo alla quarta parte, +cioè a venticinque mila, espressamente dicendo che era minore di quel +di Alessandro il Grande, consistente in quaranta mila. Zosimo[2825], +all'incontro, benchè lontano da questi tempi e fatti, pure con più +verisimiglianza racconta che Massenzio avea in armi, oltre alle +vecchie sue squadre, ottanta mila Italiani, e quaranta mila tra +Siciliani ed Africani, di modo che nella sua armata si contavano cento +settanta mila pedoni, e diciotto mila cavalli. Dall'altra parte +Costantino aveva messo in piedi un esercito di gente, parte gallica e +parte germanica, sino al numero di novanta mila fanti ed otto mila +cavalli. Abbiamo da Nazario[2826] che Costantino tentò prima le vie +dolci per risparmiare la guerra, con ispedir ambasciatori a Massenzio +e far proposizioni di pace. Più che mai ostinato nei suoi disegni si +trovò il tiranno: e non passò molto[2827] ch'egli diede principio alla +danza con abbattere in Roma le statue ed immagini di Costantino, più +che mai protestando di voler la vendetta del padre. Ora Costantino, +veggendo che a costui piaceva il giuoco continuò più che mai a +mettersi in arnese. Ma per assicurarsi di non aver che un nemico da +affrontare, trattò prima una lega con Licinio imperadore +dell'Illirico, e gli riuscì di stabilirla con promettergli in moglie +_Flavia Valeria Costanza_ sua sorella[2828]. Informato di questo +accordo Massimino imperador dell'Oriente, che prima era in trattato di +lega con esso Licinio, ingelosito della contratta loro forte amistà, +quasi che mirassero alla di lui rovina, tosto si rivolse al tiranno di +Roma, cioè Massenzio, con offerirsi di stringersi in lega con lui. +Massenzio a braccia aperte accettò le esibizioni, parendogli mandato +dal cielo un sì fatto aiuto in occasione di tanta importanza. Pure noi +non sappiamo che Licinio porgesse in questa guerra soccorso alcuno a +Costantino, nè che Massimino si sbracciasse punto per sostenere +Massenzio. + +Non volle già il saggio Costantino lasciarsi prevenir da Massenzio, ma +animosamente determinò di prevenir lui, e di allontanar dal suo +dominio la guerra, con portarla nel paese nemico. Probabilmente +adunque sulla primavera dell'anno presente mosse egli dal Reno +l'armata sua[2829], con inviarne un'altra per mare, e tal diligenza +fece che all'improvviso comparve all'Alpi, e le passò senza trovar +resistenza. Trovò bensì la città di Susa ben fortificata, ben +rinforzata di guarnigione, che si oppose ai suoi passi, nè volle +cedere alla chiamata. Costantino, senza mettersi ad assediarla, +comandò immantinente che si attaccasse il fuoco alle porte, e si desse +la scalata alle mura. V'entrò vittoriosa la di lui gente; e pure il +buon imperadore ne impedì il sacco, e perdonò a quegli abitanti e +soldati[2830]. S'inoltrò poi l'esercito suo alla volta di Torino; ma +prima di giugnervi, ecco possenti schiere di nemici a cavallo, tutte +armate di ferro, attraversargli il cammino. Fatto far largo ai suoi, +Costantino le prese in mezzo, e poi diede loro addosso. I più +restarono ivi atterrati a colpi di mazze, gli altri inseguiti sino a +Torino, trovarono le porte che non si vollero aprir dagli abitanti per +loro, a piè delle quali perciò rimasero estinti. Di volere del popolo +entrò in quella città Costantino, ricevuto con giubilo da tutti. +Questo primo prosperoso successo dell'armi sue mosse le circonvicine +città a spedirgli dei deputati, con esibirgli la lor sommessione e +provvisione di viveri, di maniera che, senza più sfoderar la spada, +egli arrivò a Milano, dove entrò fra i viva di tutto quel popolo. Il +buon trattamento ch'egli faceva a chiunque volontariamente si rendeva, +invitava gli altri ad accettarlo allegramente per signore. Dopo aver +dato per qualche giorno riposo all'esercito suo in quella nobil città, +passò Costantino a Brescia, dove trovò un buon corpo di cavalleria che +parea disposto a far fronte; ma sbaragliato con pochi colpi, prese +tosto la fuga, con salvarsi a Verona, dove si erano unite le +soldatesche di Massenzio, sparse prima in varii siti per difendere +quella forte città[2831]. Avea quivi il comando dell'armi Ruricio +Pompeiano prefetto del pretorio, uomo di molta sperienza ne' fatti +della guerra, che, senza volersi esporre all'azzardo di una battaglia, +si dispose a sostenere l'assedio, con restare a sua disposizione il di +là dall'Adige. Fu dato principio all'assedio, ma riconoscendosi la +vanità d'esso se non si stringeva la città anche dalla parte +settentrionale, riuscì poi alle milizie di Costantino di valicar quel +fiume nella parte superiore in sito poco custodito da' nemici; e però +d'ogni intorno restò assediata Verona. Più d'una sortita fece +Pompeiano, ma con lasciar sempre sul campo la maggior parte dei suoi: +il perchè prese egli la risoluzione di uscirne segretamente dalla +città per portarsi a raunar gente, e tornar poi a soccorrerla. Ritornò +in fatti con molte forze[2832]. Ma Costantino, lasciata la maggior +parte dell'esercito all'assedio, col resto, benchè inferiore di numero +ai nemici, andò coraggiosamente ad assalirlo. Si attaccò la zuffa +verso la sera, e durò parte della notte, colla totale sconfitta e +strage grande de' Massenziani, e colla morte dello stesso lor generale +Pompeiano. Grandi prodezze fece in questo combattimento Costantino, +coll'entrare nel più forte e pericoloso della mischia, e menar le mani +al pari d'ogni semplice soldato, di maniera che dopo la vittoria i +suoi uffiziali colle lagrime agli occhi lo scongiurarono di non +azzardar più a questa maniera una vita di tanta importanza[2833]. Pare +che continuasse anche qualche tempo l'assedio, e che la città fosse +presa o per dedizione o per assalto, e poi saccheggiata, ma i +panegiristi d'allora, usati, secondo il loro mestiere, a farci veder +solamente il bello del loro eroe, non ci lasciano scorgere come +terminasse quella tragedia, se non che l'Anonimo scrive, che Pompeiano +cagion fu della rovina di Verona, e che miserabil fu la calamità di +quel popolo. A tutti nondimeno fu salva la vita, ed anche agli stessi +soldati nemici. Ma perchè non v'erano tante catene da poter legare sì +gran copia di prigioni, Costantino ordinò che delle spade loro si +facessero tante catene per custodirli nelle carceri. + +Tocca Nazario[2834] di passaggio le città d'Aquileia e di Modena, con +far comprendere che anch'esse fecero della resistenza, e convenne usar +della forza contra di esse. Ma in fine anche quei popoli si renderono +e con piacere, perchè sottoposti a Costantino si promettevano migliore +stato, e in fatti si trovarono da lì innanzi in buone mani. Niuna +altra opposizione provò l'Augusto principe nella continuazion del suo +viaggio, finchè arrivò alle vicinanze di Roma, primario scopo delle +sue armi, per desiderio di far sua la capital dell'imperio, e di +liberar quel popolo dal giogo intollerabile del violento tiranno +Massenzio. Costui non s'era attentato in addietro, e molto meno si +attentava ora a mettere il piede fuori di Roma[2835], perchè da' suoi +astrologhi o maghi era stato predetto, che qualora ne uscisse, sarebbe +perito. L'armata sua di gran lunga era superiore all'altra; in Roma +aveva egli raunata un'immensa copia di viveri; ed inoltre colle +immense somme d'oro, da lui messe insieme colle inudite sue avanie, si +lusingava di poter sovvertire tutte le milizie di Costantino, siccome +gli era venuto fatto con quelle di Severo e di Galerio. Il perchè +sembrava più tosto godere che rattristarsi della venuta di Costantino, +stante il tenersi egli come in pugno di spogliarlo di gente, di +riputazione e di vita. Ma differenti erano gli alti disegni di Dio, +che intendeva di liberar oramai Roma dal tiranno, e la sua Chiesa +dalla persecuzion de' pagani, i quali intorno a tre secoli sparso +aveano tanto sangue di persone innocenti. Era già l'Augusto Costantino +assai inclinato verso de' Cristiani, ancorchè nato ed allevato nella +superstizion dei Gentili, con aver forse ereditato questo buon genio +da Costanzo suo padre, da noi veduto sì favorevole ai cristiani, o pur +da Elena sua madre. Trovandosi egli ora in questo gran cimento; cioè a +fronte di un potentissimo nemico, e sul bivio o di perdere o di +guadagnar tutto, allora fu che, conoscendo il bisogno di essere +assistito da Dio, seriamente pensò a qual Dio dovesse egli ricorrere +per aiuto. La follia e falsità de' finora creduti suoi dii in varie +occasioni l'avea egli osservata, e però sull'esempio di suo padre non +soleva più adorare se non il Dio supremo, padrone e regolatore +dell'universo. Eusebio[2836] gravissimo storico ci assicura d'aver +intesa la verità di questo fatto dalla bocca del medesimo Costantino, +allorchè da lì ad alcuni anni familiarmente cominciò a trattare con +lui. Cioè si raccomandò egli vivamente a Dio creatore del tutto, +quando nel marciar egli coll'esercito suo un giorno, sul bel mezzo dì +mirò in cielo sopra il sole una croce di luce, ed appresso le seguenti +parole: _Con questa va a vincere._ Di tal miracoloso fenomeno +spettatori furono anche i soldati della sua comitiva. Restò egli +perplesso del suo significato, quando nella seguente notte +apparendogli in sogno Cristo, gli disse, che, di quella bandiera +valendosi, egli vincerebbe. Nulla di più occorse perchè Costantino, +fatti chiamare de' sacerdoti cristiani, ed esposto loro quanto avea +veduto, imparasse a conoscere la venerazion dovuta alla Croce +santificata da Gesù Cristo, e dal culto de' falsi dii passasse alla +pura e santa religion dei Cristiani: fatto de' più mirabili e +strepitosi che somministri la storia, perchè mutò affatto in poco di +tempo anche la faccia del romano imperio. + +Fece adunque Costantino mettere nelle sue insegne il monogramma di +Cristo Signor nostro, e con questa animosamente procedette contro del +tiranno. In qual tempo precisamente, cioè se nel principio di questa +guerra o pur nelle vicinanze di Roma, accadesse un tal fatto, l'han +ricercato gli eruditi. Chiaramente Lattanzio[2837] scrive che +Costantino prima di venir a battaglia con Massenzio, avvertito da Dio +in sogno, fece mettere il nome di Cristo negli scudi de' soldati, e +che in virtù d'esso vinse. E benchè possa parere strano a taluno, che +i panegiristi di allora e gli storici pagani, come Eutropio, Sesto +Vittore e Zosimo non abbiano fatto menzione alcuna di un avvenimento +di tanta conseguenza; pure non è da maravigliarsene, perchè nè pur +essi parlano della religion cristiana abbracciata da Costantino; o se +ne parlano, solamente è per isparlarne, e non già per riconoscerne i +pregi e i miracoli. A buon conto fuor di dubbio è che Costantino, +abbandonati gl'idoli, abbracciò la credenza dei cristiani, e fu il +primo degl'imperadori che venerasse la Croce; avvenimento per sè +stesso miracoloso, ed effetto della mano di Dio. Lattanzio poi ed +Eusebio furono scrittori nobili, contemporanei e familiari di quel +grande Augusto, nè loro si può negar fede senza temerità. Le +precauzioni che prese in questa congiuntura Massenzio, furono di +portare l'armata sua, più numerosa di lunga mano che quella di +Costantino, fuori di Roma, alla difesa del Tevere e di Ponte Molle; e +di fabbricar su quel fiume un ponte di barche, congegnato in maniera, +che levando via alcuni ramponi[2838], da' quali era legato nel mezzo, +esso si scioglieva, non tanto per assicurarsi della propria ritirata +occorrendo, quanto per annegare i nemici se si mettevano a passarlo. +Arrivato che fu Costantino a Ponte Molle, quivi si accampò +coll'esercito suo, ma senza scorgere come potere passar oltre; colla +opposizione di un fiume allora assai ricco d'acque, e difeso da tante +squadre nemiche. Ma permise Iddio che il tiranno dovette essere sì +caldamente spronato dagli uffiziali suoi, a' quali per la superiorità +delle forze parea certa la vittoria, che s'indusse a far egli passare +l'armata sua di là dal fiume pel nuovo ponte di navi, con animo di +venir a battaglia campale col nemico; ed intanto prese posto fra +Costantino e il Tevere ad un luogo appellato i Sassi Rossi, lungi da +Roma, se disse il vero Aurelio Vittore[2839], nove miglia. Non poteva +Massenzio far cosa più grata di questa a Costantino, il quale non +altro temeva, se non che il tiranno stesse chiuso in Roma, ed +aspettasse piuttosto un assedio; il che sarebbe stato la rovina o di +Roma, o degli assedianti, perchè quella gran città era a maraviglia +fornita di munizioni da bocca e da guerra, e di un'armata maggior +della sua[2840]. Due giorni prima il tiranno spaventato da un sogno, +s'era levato dal palazzo, e colla moglie e col figliuolo (non sappiamo +se Romolo o pure un altro) era passato ad abitare in una casa +particolare: dal che i superstiziosi Romani presagirono tosto che +fosse imminente la sua caduta. + +Era venuto il dì in cui Massenzio dovea celebrare il giorno suo +natalizio, o pure l'ultimo dell'anno sesto del suo imperio con feste e +giuochi; cioè il dì 27 d'ottobre, per quanto si ricava da +Lattanzio[2841], ovvero il dì 28 d'esso mese, come si raccoglie da un +Calendario antichissimo pubblicato dal Bucherio[2842]. Non mancò +Massenzio di dare al popolo giuochi circensi; ma perchè il medesimo +popolo gridò che Costantino non si potea vincere, tutto in collera si +levò di là, e spediti alcuni senatori a consultare i libri +sibillini[2843], mentre egli attendeva a far de' sacrifizii, gli fu +riferito essersi trovato che in quel giorno avea da perire il nemico +de' Romani. Questo bastò per incoraggirlo, perchè l'interpretò contra +di Costantino, senza pensare ch'egli stesso potesse essere quel desso; +e però tutto in armi passò all'esercito suo, il qual già era alle mani +coll'avversario. Così Lattanzio. Ma i panegiristi di Costantino[2844] +sembrano dire ch'egli in persona schierò la propria armata ed attaccò +la zuffa[2845]. Fu questa delle più terribili e sanguinose, e parve +che Dio permettesse che il tiranno ristrignesse la sterminata +moltitudine de' suoi fra il Tevere e l'esercito nemico, acciocchè +restando sconfitta, ne perisse la maggior parte o trafitta dalle +spade, o sommersa nel fiume. In fatti Costantino, dopo aver messe in +miglior ordinanza di battaglia le sue milizie, tutto fiducia nel Dio +de' cristiani, fece dar alle trombe, e innanzi agli altri si scagliò +contro ai nemici. I primi a piegare furono i soldati romani ed +italiani, perchè ansiosi d'essere liberati dall'insoffribil tiranno. +Tennero forte gli altri, e moltissimo sangue si sparse; ma in fine +rotta la cavalleria di Massenzio, tutto il suo campo voltò le spalle, +ma con aver dietro le spade nemiche, ed avanti un largo fiume. Però la +strage degli uccisi fu grande, maggior la copia di coloro che finirono +la lor vita nelle acque. Anche Massenzio, spronato il cavallo, cercò +di salvarsi pel suo ponte di barche, ma il trovò sì carico per la +folla dei fuggitivi, ch'esso ponte si sciolse, e si affondò, ed egli +in compagnia d'altra non poca gente precipitò nell'acque, ed ivi restò +sommerso[2846]. Giunta questa nuova in Roma, niuno per qualche tempo +osò di mostrarne allegrezza, perchè non mancava chi l'asseriva +falsissima; ma ritrovato nel giorno appresso il cadavero dell'estinto +tiranno, e spiccatane dal busto le testa, portata che fu questa sopra +un'asta nella città, allora tutto il popolo proruppe[2847] in +trasporti incessanti di gioia, senza potersi esprimere quanta fosse la +consolazion sua al trovarsi libero da un tiranno, delle cui iniquità +parlarono cotanto non meno i cristiani che gli etnici scrittori. Ma +crebbe il giubilo, quando videro entrar in Roma nel giorno susseguente +al fatto d'armi il vittorioso Costantino in foggia di trionfo, ma +insieme in abito di pace e d'amore, perchè senza condur prigioni, e +con fare buon volto a tutti, e solamente con aria di clemenza si +lasciò vedere a quel gran popolo. + +Zosimo scrive ch'egli fece levar di vita un picciolo numero di persone +troppo in addietro attaccate al tiranno; ed oltre a ciò Nazario sembra +dire che Costantino sradicò dal mondo la di lui schiatta colla morte +probabilmente del figliuolo di Massenzio, che non sappiamo se fosse +Romolo o pure un altro. La clemenza sua si stese dipoi sopra il +restante delle persone[2848], ricevendo in sua grazia chiunque era +stato apertamente contra di lui, e conservando loro il possesso dei +beni ed impieghi, e fino ad alcuni, dei quali il popolo dimandava la +morte. Accettò inoltre al suo servigio que' soldati di Massenzio +ch'erano salvati nella rotta, con levar loro l'armi; benchè dipoi loro +le restituì, mandandoli solamente divisi alle guarnigioni dei suoi +stati sul Reno e sul Danubio. Ma ciò che più d'ogni altra sua +risoluzione diede nel genio al popolo romano, e gli guadagnò le +benedizioni di ognuno, fu ch'egli abolì affatto la milizia pretoriana. +Questo considerabil corpo di gente militare e scelta, istituito anche +prima da Augusto, e conservato dai susseguenti imperadori per difesa +delle lor persone, dell'imperial palazzo e della città di Roma, +l'abbiamo tante volte vedute prorompere in deplorabili insolenza per +rovina della medesima città, e divenuto con tante sedizioni l'arbitrio +dello imperio, perchè avvezzo ad usurparsi l'autorità di creare o di +svenar gl'imperadori. Incredibili specialmente erano stati i disordini +da lor commessi sotto Massenzio, principe che per tenerseli bene +affezionati, permetteva lor tutto, e sovente dicea che stessero pure +allegri e spendessero largamente, perchè nulla lascerebbe mancare a +soldati di tanto merito. Costantino ritenne chi volle servire al soldo +suo con essere semplice soldato; e, licenziati gli altri, distrusse il +castello pretoriano, specie di fortezza destinata lor per quartiere. +Noi non sappiamo che altra guarnigione da lì innanzi stesse in Roma, +fuorchè i vigili destinati a battere di notte la pattuglia, e forse +qualche discreta guardia del palazzo dei regnanti. Ma non fu per +questo abolita l'insigne carica di prefetto del pretorio, la quale +continuò ad essere una delle prime nella corte imperiale. Anzi, perchè +la division fatta da Diocleziano del romano imperio in quattro parti +avea introdotto quattro diversi prefetti del pretorio, volendo cadaun +de' principi il suo prefetto, cioè il suo capitano delle guardie; così +ne seguitò il loro istituto, con trovar noi da qui innanzi i prefetti +del pretorio dell'Italia, delle Gallie, dell'Illirico e dell'Oriente. +Comparve poi nel senato il novello signore[2849], e con graziosa +orazione piena di clemenza parlò che voleva salva l'antica loro +autorità. Gli accusatori, de' quali sotto i principi cattivi abbondò +sempre la razza in Roma, e per cui non meno i rei che gl'innocenti +perdevano roba ed anche vita, fu vietato l'ascoltarli da lì innanzi, +ed intimato contra di essi l'ultimo supplicio. Erano poi innumerabili +coloro che Massenzio ingiustamente avea o cacciati in esilio, o +imprigionati, o condannati a diverse pene, o spogliati delle loro +sostanze[2850]. A tutti fu fatta grazia, ad ognuno restituiti i lor +beni. In somma parve che Roma rinascesse in breve tempo, perchè nel +termine di soli due mesi la benignità di Costantino riparò tutti i +mali che nello spazio di sei anni avea fatto la crudeltà di Massenzio. +Per questa vittoria dipoi divenne egli padron di tutta l'Italia, e fu +meravigliosa la commozione delle persone accorse allora dalle varie +provincie a Roma, per mirar coi loro occhi l'invitto liberatore che +rotte avea le lor catene. Fu anche inviata in Africa la testa del +tiranno accolta ivi con istrepitose ingiurie; e però senza fatica, +anzi con gran festa, i popoli ancora di quelle provincie riconobbero +per lor signore chi gli avea finalmente tratti da lagrimevole +schiavitù. + +NOTE: + +[2813] Idacius, in Fastis. + +[2814] Bucher., de Cyclo. + +[2815] Aurelius Victor, de Caesaribus. + +[2816] Zosimus, lib. 2, cap. 14. + +[2817] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 37 et sequent. + +[2818] Incertus, in Panegyr. Const., cap. 4. + +[2819] Euseb., in Vita Constant., lib. 1, cap. 33. + +[2820] Aurelius Victor, de Caesaribus. Euseb., in Vita Constantini, +lib. 1, cap. 35. + +[2821] Zosimus, lib. 2, cap. 13. + +[2822] Nazar., in Panegyr. Constant. + +[2823] Prudentius, in Sammach., lib. 1. + +[2824] Aurelius Victor, de Caesaribus. Incertus, Panegyrico +Constantin. + +[2825] Zosimus, lib. 2, cap. 15. + +[2826] Nazar., in Panegyr. Constant., cap. 9. + +[2827] Nazar., ibid., cap. 10. + +[2828] Lactant., de Mort. Persecut., cap. 43. + +[2829] Incertus, in Panegyr. Costantini, cap. 5. + +[2830] Nazar., in Panegyr. Constan., cap. 22. + +[2831] Incertus, in Panegyr. Costant., cap. 8. + +[2832] Nazar., in Panegyr. Const., cap. 26. + +[2833] Incertus, in Panegyr., cap. 11. + +[2834] Nazar., in Panegyr. Const., cap. 27. + +[2835] Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 44. + +[2836] Euseb., in Vita Constan., lib. 1, cap. 27 et seq. + +[2837] Lactantius, de Mort. Persecut. cap. 43. + +[2838] Eusebius, in Vita Constantini, lib. 1, c. 38. + +[2839] Aurelius Victor, de Caesaribus. + +[2840] Incertus, in Panegyr. Costantini, cap. 16. + +[2841] Lactantius, de Mortib. Persec., cap. 44. + +[2842] Bucherius, de Cycl. + +[2843] Zosimus, lib. 2, cap. 16. + +[2844] Incertus, in Panegyr. Const., cap. 16. Nazar., in Panegyr., +cap. 28. + +[2845] Zosimus, lib. 2, cap. 16. + +[2846] Euseb., in Vit. Const., lib. 1, cap. 38. + +[2847] Eutrop., in Breviar. Aurelius Victor, de Caesarib. Zosimus, +lib. 1, cap. 16. + +[2848] Incertus, in Paneg. Const., cap. 21. Libanius, Oratione 21. + +[2849] Incertus, in Panegyr. Const., cap. 18. + +[2850] Nazar., in Paneg. Constant., cap. 32 et seq. + + + + + Anno di CRISTO CCCXIII. Indizione I. + + MELCHIADE papa 4. + COSTANTINO imperatore 7. + LICINIO imperadore 7. + MASSIMINO imperadore 7. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la terza volta, PUBLIO VALERIO +LICINIANO LICINIO AUGUSTO per la terza. + + +Fu in quest'anno prefetto di Roma _Rufio Volusiano_. Ho ben io, +secondo l'uso di altri scrittori, notato negli anni addietro, +cominciando dal principio dell'Era nostra, le _Indizioni_, cioè un +corso di quindici anni, terminando il quale si torna a contare la +prima indizione. Ma tempo è ormai d'avvertire che non furono punto in +uso le indizioni ne' secoli passati, e che, per consentimento degli +eruditi, ne fu istitutore Costantino il Grande[2851]. Il motivo di tal +istituzione resta oscuro tuttavia. Opinione fu de' legisti, ch'essa +indizione fosse così chiamata da un determinato pagamento di tributi, +e il cardinal Baronio[2852] aggiunse, fatto questo regolamento pel +tempo destinato ai soldati di militare, dopo il quale s'imponeva un +tributo per pagarli. Conghietture son queste assai lodevoli, ma che +nulla di certo a noi somministrano. Quel che è fuor di dubbio, +servirono da lì innanzi, e tuttavia servono le indizioni per regolare +il tempo. Tiensi inoltre che la prima indizione cominciasse a correre +nel settembre dell'anno precedente, e non già per la vittoria di +Costantino contra di Massenzio, come immaginò il Panvinio, perchè +questa accadde sul fine d'ottobre. Ma perchè appunto nel settembre +antecedente non era Costantino per anche padrone di Roma, han creduto +alcuni che si desse principio ad essa indizione nel settembre +dell'anno corrente: il che alle pruove non sussiste. Potè anche prima +della vittoria Costantino introdurre l'uso di tali indizioni, essendo +per altro fuor di dubbio che le nuove indizioni cominciavano il corso +loro nel dì primo di settembre, o pure nel dì 24 d'esso mese; e questo +uso per assaissimi secoli durò in Occidente, con essere poi prevaluto +quel della curia romana, la quale da qualche secolo in qua conta dal +dì primo di gennaio la novella indizione. Egli è ben credibile che +l'Augusto Costantino continuasse a dimorare in Roma almen sino alle +calende di gennaio di quest'anno, per solennizzar ivi il terzo suo +consolato. Quivi pubblicata fu una legge[2853] in sollievo de' poveri, +che dai collettori delle pubbliche imposte erano più del dovere +caricati per favorire i ricchi. Passò egli dipoi a Milano, ed era in +quella città nel 10 di marzo, come apparisce da un'altra sua +legge[2854]. Chiamato colà Licinio imperadore dall'Illirico, vi venne +per isposare _Costanza_ sorella dell'Augusto Costantino, a lui +promessa nell'anno precedente, e quivi in fatti si solennizzarono +quelle nozze, e si formò un nuovo decreto per la pace delle chiese e +persone cristiane. + +Fin quando era in Roma Costantino, avviso gli pervenne che i Franchi, +gente avvezza a violar per poco i patti e i trattati, faceano de' +preparamenti per passar ai danni delle Gallie. E perciò, sbrigato +dagli affari dell'Italia, volò alle sponde del Reno[2855], e trovò non +ancora passati i Barbari. Fece egli finta di ritirarsi, mostrandosi +non accorto dei loro andamenti, ma lasciò in un'imboscata un grosso +corpo di gente. Allora fu che i Barbari, credendo lui ben lontano, si +arrischiarono a valicare il Reno in gran copia. Ma caduti +nell'agguato, pagarono ben caro il fio della loro perfidia. Nè questa +bastò. Eccoti giugnere di nuovo Costantino, il quale, radunata una +buona flotta di navi, ed imbarcata la sua gente, passò animosamente il +Reno, e portò lo sdegno e la vendetta addosso a quelle barbare e +disleali nazioni. L'Anonimo Panegirista gonfiando le pive secondo +l'uso de' suoi pari, giugne a dire, aver Costantino dato sì gran +guasto al loro paese, e fatta cotanta strage di loro, che si credeva +non doversi più nominar la nazione dei Franchi, avvezza in que' tempi +a solamente nudrirsi di cacciagione. Ci farà ben vedere la storia che +sparata oratoria fosse la sua. Sembra che in questo anno appunto il +panegirista suddetto, creduto Nazario da alcuni, recitasse in Treveri +quel panegirico in lode di Costantino, con dire, fra l'altre cose, che +il senato romano ad esso Augusto avea dedicata una statua, come ad un +dio liberatore, e che l'Italia gli avea anche essa dedicato uno scudo +e una corona d'oro. Ed è anche da osservare che quell'oratore, per +altro pagano, sul fine ricorre non al suo Giove, non ad Apollo o ad +altra delle false divinità, ma all'invisibile Creatore dell'universo +Iddio, pregandolo di conservar vita così preziosa come quella di +Costantino. Dovea costui sapere qual già fosse la credenza di questo +glorioso imperadore, già divenuto adoratore del solo vero Iddio. + +L'anno fu questo, per attestato di Lattanzio, e non già l'anno 316, +come han creduto Zosimo, l'autore della Cronica Alessandrina e Idacio, +in cui il vecchio _Diocleziano_, già imperadore, diede fine al suo +vivere nella villa del territorio di Salona, città della Dalmazia +sull'Adriatico, dove dicemmo ch'egli s'era ritirato a vivere dopo +l'abdicazion dell'imperio. Quivi si crede che sorgesse la moderna +città di Spalatro. Non si può negare che di belle qualità +concorressero in Diocleziano. Due autori pagani, cioè Libanio[2856] e +Giuliano l'Apostata[2857], il lodano come persona ammirabile in molte +cose, benchè non in tutte, riconoscendo fra l'altre, ch'egli avea +faticato di molto in utilità del pubblico. Veggonsi tuttavia molte +leggi fatte da lui, ed inserite nel Codice di Giustiniano, che spirano +prudenza e giustizia. Gran cura ebbe egli sempre di promuovere i +buoni[2858] e di punire i cattivi, di mantenere l'abbondanza dei +viveri, e di rimettere in buono stato i paesi spopolati per le guerre. +Sotto di lui andarono a vuoto tutti gli sforzi delle barbare nazioni: +tanta era l'applicazione di lui, tanti i suoi viaggi e le sue fatiche +per reprimere col braccio del suo bravo, cioè di Massimiano Erculio, i +nemici del romano imperio. Sapeva anche farsi amare, e soprattutto poi +fu con ragione ammirata la di lui saviezza, perchè, quantunque per +forza deponesse l'imperio, pure disingannato delle spinose grandezze +del principato, non seppe mai più indursi a ripigliarlo, risoluto di +finire i suoi giorni in vita privata. Ma non andò esente da +biasimo[2859] l'aver egli, secondo la sua politica, moltiplicati i +principi, e divise le provincie dell'imperio, siccome abbiamo veduto; +perciocchè, oltre all'essere costato carissimo ai popoli il dover +mantenere due _Augusti_ e due _Cesari_, nello stesso tempo dominanti +nel paese loro assegnato, e con corte non inferiore alle altre, di qui +poi venne uno smembramento della monarchia romana, e le guerre fin qui +accennate, ed altre che vedremo fra poco. Moltiplicò eziandio gli +uffiziali e gli esattori in cadauna provincia, che servirono a +conculcare ed impoverire i popoli. E perciocchè egli sommamente si +dilettò di alzar suntuose fabbriche tanto in Roma che in altri paesi, +e particolarmente a Nicomedia, con disegno di renderla uguale a Roma, +e fatta una fabbrica, se non gli piaceva, la faceva atterrare per +alzarne una nuova: di qua vennero infinite angarie alle città, per +somministrar artefici, per condurre materiali, e per pagar taglioni; +di modo che per ornare le città egli rovinava le provincie. +Dell'avarizia di Diocleziano abbiam parlato altrove. Ammassava tesori, +ma non per ispenderli, fuorchè una parte nelle fabbriche suddette; +poichè per altro se occorrevano bisogni del pubblico, soddisfaceva +coll'imporre nuove gravezze. E qualora egli osservava qualche campagna +ben coltivata, o casa ben ornata, non mancavano calunnie contro ai +padroni, per carpir loro non solamente gli stabili, ma anche la vita, +perchè egli senza sangue non sapea rapire l'altrui. Cosi Lattanzio. Ed +anche Eusebio attesta aver egli colle nuove imposte così scorticati i +popoli, che più tollerabile riusciva loro il morire che il vivere. + +Motivo ancora alla pubblica censura diede il fasto di Diocleziano per +lo suo sfoggiare in abiti troppo pomposi, siccome accennammo di sopra; +e il peggio fu che introdusse il farsi adorare, cioè l'inginocchiarsi +davanti a lui: cosa allora praticata solamente coi falsi dii, e non +gli dispiaceva di ricevere il titolo di Dio, e che si scrivesse alla +sua divinità. Questi conti avea da fare un così ambizioso ed avaro +principe col vero Dio, ad onta ancora del quale aggiunse in fine agli +altri suoi reati quello della fiera persecuzione che egli, come capo +dell'imperio, mosse contra degl'innocenti seguaci di Cristo. Noi già +il vedemmo, appena cominciata questa persecuzione, colpito da Dio con +una lunga e terribile malattia, e poi balzato dal trono. Certamente +per alcuni anni nel suo ritiro fu onorato da que' principi che +regnarono dopo di lui, perchè tutti da lui riconoscevano la lor +fortuna, ed era da essi sovente consultato negli affari scabrosi. Ma +il fine ancora di Diocleziano non andò diverso da quello degli altri +persecutori della Chiesa di Dio. Fioccarono le disgrazie e i +crepacuori sopra di lui nell'ultimo di sua vita. Vide abbattute da +Costantino le statue ed iscrizioni sue; vide Valerla sua figliuola, +già moglie di Galerio Massimiano, e Prisca sua moglie, rifugiate +nell'anno 311 nelle terre di Massimino imperador d'Oriente, +maltrattate da lui, spogliate dei lor beni, e poi relegate ne' deserti +della Soria. Mandò ben egli più volte de' suoi uffiziali[2860] a +pregare quel crudele Augusto di restituirgli due sì care persone, +ricordandogli le tante sue obbligazioni; ma nulla potè ottenere: +negativa, per cui crebbe tanto in lui il dolore e il dispetto, che, +veggendosi sprezzato ed oltraggiato da tutti, cadde in una tormentosa +malattia. A farlo maggiormente disperare dovette altresì contribuire, +se è vero, ciò che narra Aurelio Vittore[2861], cioè che avendolo +Costantino e Licinio pregato d'intervenire in Milano alle nozze poco +fa accennate, egli se ne scusò con allegare la sua grave età: del che +mal soddisfatti quei principi, gli scrissero una lettera minaccievole, +trattandolo come da lor nemico. Per questo disgustoso complimento, +venuto dietro alle altre suddette disavventure, egli si ridusse a non +voler nè mangiare nè dormire, sospirando, gemendo, piagnendo, e +rivoltandosi ora nel letto, or sulla terra, tanto che disperato chiuse +gli occhi per sempre circa il mese di giugno dell'anno presente. Fu +egli poi deificato secondo l'empietà d'allora, per attestato di +Eutropio[2862]. Nelle medaglie[2863] nol veggo col titolo di Divo, ma +bensì in un editto di Massimino e in altre memorie si truova a lui +compartito questo sacrilego onore. Fiorirono a' suoi tempi Sparziano, +Lampridio, Capitolino, Vulcazio Gallicano e Trebellio Pollione, +scrittori della Storia Augusta tante volte di sopra mentovati, senza +de' quali resterebbe per due secoli troppo involta nelle tenebre la +storia romana. Fiorì ancora Porfirio, filosofo celebre del paganesimo, +e nemico giurato della religione cristiana: intorno ai quali si +possono vedere il Vossio, il Tillemont, il Cave ed altri autori. + +Più visibilmente ancora si fece in quest'anno sentir la mano di Dio +sopra un altro persecutore della religione cristiana, forse il più +crudele degli altri, cioè sopra _Massimino_ Augusto, signoreggiante +nelle provincie d'Oriente. Già vedemmo che anch'egli concorse nello +editto pubblicato da Galerio Massimiano imperadore, di concerto con +gli altri Augusti, per dar la pace ai Cristiani; ma se ne dimenticò +egli ben tosto, e seguitò con più cautela, ma pur seguitò ad infierir +contra di loro. Abbiamo da Eusebio[2864], che, tolto di vita +Massenzio, unitamente Costantino e Licinio Augusti diedero fuori +nell'anno precedente un proclama in favor de' cristiani; ed inviatolo +a Massimino, non solo il pregarono di conformarsi alla loro +intenzione, ma in certa guisa gliel comandarono. Per paura mostrò egli +della prontezza a farlo; e, pubblicato un editto, l'inviò a Sabino e +agli altri uffiziali del suo imperio. Ma nè pure per questo cessò il +suo mal talento, perchè di nascosto faceva annegar quei cristiani che +gli capitavano alle mani; nè permetteva loro di raunarsi, nè di +fabbricar le chiese loro occorrenti. Giacchè i suddetti due Augusti in +Milano confermarono il già fatto editto per la pace de' cristiani, +alcuni han creduto che comunicassero di nuovo ancor questo a +Massimino, ma senza apparirne pruova alcuna. Anzi abbiamo che lo +stesso Massimino cominciò la guerra a Licinio nel tempo stesso che +questi venne a trovar Costantino in Milano. S'era avuto non poco a +male quel superbo[2865] che il senato romano avesse decretata la +precedenza di Costantino agli altri due Augusti, nè sapeva digerire la +vittoria da lui riportata contro Massenzio. S'aggiunse che egli avea +bensì tenuta nascosta la sua lega con Massenzio, ma di questa venne ad +accertarsi Costantino colle lettere trovate dopo la morte del tiranno +nella di lui segreteria. Il perchè immaginando egli un mal animo in +Costantino verso di sè, vieppiù gli crebbe la rabbia al vedere ito +Licinio a Milano per abboccarsi con esso Costantino e per contrarre +parentela con lui, perchè tutto a lui pareva concertato per la propria +sua rovina. Determinò dunque di prevenir egli i veri o creduti suoi +avversarii; e preso il tempo medesimo in cui Licinio Augusto si +trovava lungi da suoi Stati per la sua venuta a Milano, mosse +l'esercito suo, e a gran giornate dalla Soria si trasferì nella +Bitinia. Durava tuttavia il verno; il rigor della stagione, le nevi, +le pioggie, le strade rotte gli fecero perdere gran parte de' suoi +cavalli e delle bestie da soma. Ciò non ostante, senza prendere posa, +traghettato lo stretto, passò nella Tracia, e si presentò sotto +Bisanzio, dove coi regali e colle promesse tentò indarno di sedurre +quella guarnigione, e gli convenne adoperar la forza. Perchè erano +pochi i difensori, non più che undici giorni sostennero l'assedio e +gli assalti, e poi si renderono. Arrivato Massimino ad Eraclea, ivi +ancora fu obbligato a spendere alquanti giorni per ridurre alla sua +ubbidienza quella città. Un ritardo tale al corso delle sue armi servì +ai corrieri per portare volando in Italia l'avviso della invasione, e +a Licinio per tornarsene con diligenza a' suoi Stati. Quivi in fretta +raunate quelle truppe che potè, s'innoltrò sino ad Andrinopoli non già +col pensiero di venire ad alcun fatto d'armi, ma solamente per fermare +le ulteriori conquiste di Massimino, perch'egli non avea più di trenta +mila combattenti, laddove il nemico ne conduceva settanta mila. Il +racconto è tutto di Lattanzio. + +Seguita egli poi a dire che giunsero a vista l'una dell'altra le due +armate tra Andrinopoli ed Eraclea[2866]. Era il penultimo dì d'aprile, +e Licinio, veggendo di non poter fare di meno, pensava di dar +battaglia nel giorno primo di maggio, perchè, essendo quel dì in cui +Massimino compieva l'anno ottavo dell'esaltazione sua alla dignità +cesarea, sperava di vincerla, come era succeduto a Costantino contra +Massenzio in un simile giorno. Massimino, all'incontro, determinò di +venire alle mani nell'ultimo di aprile, per poter poi dopo la segnata +vittoria festeggiare nel dì appresso il suo natalizio. E la vittoria +se la teneva ben egli in pugno, dopo aver fatto voto a' suoi insensati +Numi, che guadagnandola, avrebbe interamente esterminati i cristiani. +Ora Licinio, che non potea più ritirarsi, nella notte in sogno fu +consigliato di ricorrere per aiuto all'onnipotente vero Dio d'essi +cristiani con una preghiera ch'egli poi, venuto il giorno, fece +scrivere in assaissimi biglietti, e distribuire fra l'esercito suo. La +rapporta intera lo stesso Lattanzio[2867]. La mattina dunque del dì +ultimo d'aprile ben per tempo mise Massimino in ordinanza di battaglia +le sue milizie: il che riferito nel campo di Licinio, anche egli fu +forzato a schierar le sue. Era quella campagna sterile e fatta apposta +per sì brutta danza: le due armate stavano già a vista l'una +dell'altra, e chi ansioso e chi timoroso di venire al cimento: quando +i soldati di Licinio, cavatisi di testa gli elmi, e colle mani alzate +verso il cielo, a dettatura de' loro uffiziali, intonarono per tre +volte coll'imperadore la preghiera suddetta al formidabil Dio degli +eserciti, supplicandolo della forte sua assistenza in quel bisogno, +con tal mormorio, che anche si udì dalla nemica armata. Ciò fatto, +rimessi in testa gli elmi, imbracciano gli scudi, e pieni di coraggio +stanno con impazienza aspettando il segno della battaglia. Seguì un +abboccamento fra i due imperadori, ma senza che Massimino volesse +piegarsi a condizione alcuna di pace, perchè lusingato dalla speranza +di veder desertare tutto l'esercito di Licinio alla sua parte, per +esser egli in concetto di principe assai liberale verso le persone +militari. Anzi sognava con tanto accrescimento di forze di poter poi +procedere contra di Costantino, e di abbattere dopo l'uno anche +l'altro. Ed eccoti dar fiato alle trombe, accozzarsi amendue le +armate[2868]. Parve che quei di Massimino non sapessero mettere mano +alle spade, nè scegliere i lor dardi. Di qua e di là correa Massimino +per animarli alla pugna, pregando, promettendo ricompense, ma senza +essere ascoltato. Per lo contrario quei di Licinio come lioni menavano +le mani, facendo, benchè tanto inferiori di numero, orribil macello +dei nemici, i quali sembravano venuti non per combattere, ma per farsi +scannare. Già era seguita una fiera strage di loro, quando Massimino, +accortosi che la faccenda passasse diversamente dal suo supposto, +cadutogli il cuor per terra, gittò via la porpora; e presa una veste +da servo, e datosi alla fuga, andò a passare il mare allo stretto di +Bisanzio. Intanto l'una metà del suo esercito restò vittima delle +spade, l'altra o si rendè o si salvò colla fuga[2869]. Le stesse sue +guardie si diedero al vincitore Licinio. + +Tal diligenza fece Massimino in fuggire, che nel termine di una notte +e di un dì, cioè nella sera del giorno primo di maggio pervenne +(certamente coll'aiuto delle poste) a Nicomedia in Bitinia, lontana +dal luogo della battaglia suddetta cento sessanta miglia. Quivi nè pur +credendosi sicuro, prese seco in fretta i figli, la moglie e pochi de' +suoi cortigiani, e ritirossi nella Cappadocia, dove, dopo aver messo +insieme, come potè, un corpo di soldatesche, in fine ripigliò la +porpora; e tutto furore fece uccidere molti de' suoi sacerdoti e +profeti, accusandoli come autori delle sue disgrazie coi loro falsi +oracoli. Ma Licinio, senza perdere tempo, con una parte del vittorioso +esercito suo, ricuperata che ebbe assai facilmente la Tracia, passò il +mare, e s'impadronì della Bitinia. Trovavasi egli nella città di +Nicomedia nel dì 13 di giugno[2870], quando, riconoscendo dal Dio dei +cristiani l'avvenimento felice delle sue armi, a nome ancora +dell'Augusto Costantino, pubblicò un editto, con cui annullò tutti gli +altri emanati contra di essi cristiani, e loro concedette la libertà +della religione e la fabbrica della chiese. Inseguì poscia Licinio con +vigore il fuggitivo Massimino, il quale, troppo tardi conosciuto il +gastigo di Dio per l'ingiustizia e barbarie sua contro chi professava +la legge di Cristo[2871], pubblicò anch'egli un editto in lor favore: +con che cessò la fiera carnificina che dianzi si faceva degl'innocenti +sudditi suoi. Fortificò poscia Massimino i passi del monte Tauro per +impedire i progressi al nemico Licinio[2872]; andò anche in Egitto per +far nuove leve di gente; ma ritornato alla città di Tarso, e udito che +Licinio superava gli argini e i trinceramenti del monte suddetto, e +che per mare e per terra gli veniva addosso una fiera tempesta, allora +s'avvide di non poter resistere alle forze dell'avversario, nè alla +giustizia di Dio irritata contro di lui. Adunque disperato ebbe +ricorso al veleno[2873]; ma perchè lo prese dopo aver mangiato e +bevuto a crepa pancia, non potè il veleno levarlo di vita, e solamente +gli cagionò una terribil malattia, per cui s'empiè tutto di piaghe, +sentendosi anche bruciar le viscere, e consumare fra insoffribili +dolori. Arrivò il suo corpo a diseccarsi, non restandogli altro che la +pelle e l'ossa, in guisa che perdè affatto la sua forma antica, nè più +si conosceva per quel che fu[2874]. Gli uscivano ancora gli occhi di +testa; effetti tutti non men del potente veleno, che dell'ira di Dio, +come attestano Eusebio e san Girolamo[2875]; di modo che quel suo +corpo tutto marcito meritava più tosto d'essere appellato un fetente +sepolcro, in cui si trovava imprigionata un'anima cattiva. Così fra +gli urli, e con dar della testa ne' muri, e confessando finalmente il +grave suo delitto, per aver perseguitato Gesù Cristo nella persona de' +suoi servi, ma senza abbandonar per questo la superstizion pagana, +finì Massimino la detestabil sua vita. Lasciò de' figli maschi, alcuno +dei quali aveva egli associato all'imperio, e una figliuola di sette +anni, promessa già in moglie a Candidiano figlio bastardo di Galerio +Massimiano. Ma Licinio levò poi dal mondo tutta la di lui stirpe, +secondo i giusti giudizii di Dio, che furono visibili sopra tutti +questi tiranni persecutori della santa sua religione. + +Per la morte di Massimino, il vincitor Licinio niuna fatica durò più +ad impossessarsi di tutto l'Oriente[2876]. Pervenuto egli ad +Antiochia, quivi lasciò le redini alla sua fierezza non solamente, +come dissi, contro la prole di Massimino e contra della di lui moglie, +che fu gittata ne' gorghi del fiume Oronte; ma anche contro la maggior +parte de' suoi favoriti e ministri, fra' quali spezialmente si +contarono Calciano e Peucecio o Picenzio, che aveano sparso tanto +sangue del popolo cristiano. Levò del pari la vita ad un Teotecno, +facendogli prima confessar le sue imposture, per le quali avea fatto +di gran male ad essi cristiani. Mentre dimorava Licinio nella suddetta +città d'Antiochia, venne a presentarsegli Candidiano, che già dicemmo +figliuolo di Galerio imperadore, e perseguitato da Massimino. Fu sulle +prime ben accolto, ben trattato, di maniera che Valeria figlia del fu +Diocleziano, che l'avea adottato per figliuolo, partendosi dal luogo +dell'esilio suo, venne travestita alla corte per vedere l'esito di +questo giovane. Ma quando men se l'aspettava la gente, tolta fu da +Licinio a Candidiano la vita, ed insieme con lui perdè la sua +Severiano, figlio di quel Severo Augusto che vedemmo ucciso nell'anno +307. Fu preteso che l'un d'essi, o pure amendue avessero disegnato, +dopo la morte di Massimino, di prendere la porpora. Uscì ancora +sentenza di morte contro la suddetta Valeria, la quale, udito sì +disgustoso tenore, prese la fuga, e per quindici mesi andò errando +sconosciuta in varii paesi, finchè scoperta in Tessalonica, +ossia in Salonichi, e presa con Prisca sua madre, già moglie di +Diocleziano[2877], furono tutte e due condannate nell'anno 315 a +perdere la testa, compiante da ognuno, e massimamente Valeria, per +essersi tirati addosso que' disastri col voler conservare la castità +in mezzo agli assalti dell'iniquo Massimino. Ma Iddio, sdegnato contro +la stirpe di quegli Augusti che tanta guerra aveano fatto ai suoi +servi, non essi solamente, ma anche tutta la lor famiglia volle +sradicata dal mondo. Fu in oltre l'estinto Massimino dichiarato +tiranno e pubblico nemico dei due Augusti Costantino e Licinio, +spezzate le sue statue, cancellate le iscrizioni, ed abbattuta ogni +memoria alzata in onore di lui e de' suoi figliuoli. Nè si dee tacere +che, non so se prima o dopo la rotta data nel penultimo dì d'aprile da +Licinio a Massimino, un _Valerio Valente_ si fece proclamar _Augusto_ +in Oriente[2878]. Massimino il prese; ma non avendo egli voluto allora +ucciderlo, Licinio di poi, divenuto padrone dell'Oriente, gli diede il +meritato gastigo con torgli la vita. Il padre Pagi[2879] ne parla a +lungo sotto quest'anno; ma contuttociò resta non poca oscurità intorno +ai fatti di costui. + +NOTE: + +[2851] Panvin., in Fast. Consul. Petav., de Doctrina Tempor. Pagius, +in Critic. Baron. + +[2852] Baron., in Annalib. Eccles. + +[2853] Cod. Theodos. L. 13, tit. 10, lib. 1. + +[2854] Gothofredus, in Chron. Cod. Theodos. + +[2855] Incertus, Panegyr. Const., cap. 22. Zosimus, lib. 2, cap. 17. + +[2856] Liban., Oratione 14. + +[2857] Julian., Oratione I. + +[2858] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2859] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 7. + +[2860] Lactantius, de Mortib. Persec., cap. 41. + +[2861] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2862] Eutrop., in Breviar. + +[2863] Mediob., Numism. Imper. + +[2864] Eusebius, Histor. Eccl., lib. 9, cap. 9. + +[2865] Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 44. + +[2866] Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 46. + +[2867] Lactant., de Mort. Persecut., cap. 47. + +[2868] Eusebius, Histor. Eccl., l. 1, cap. 10. + +[2869] Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 48. + +[2870] Idem, ibidem. + +[2871] Eusebius, Histor. Eccl., lib. 1, cap. 10. + +[2872] Zosimus, lib. 2, cap. 17. + +[2873] Euseb., lib. 9, cap. 10. Lactant., de Mortib. Persecut., cap. +49. + +[2874] Chrysostomus, Orat. in Gent. + +[2875] Hieronymus, in Zachariam, cap. 14. + +[2876] Aurelius Victor, de Cesaribus. Zosimus, lib. 2, cap. 18. +Euseb., lib. 9, cap. 11. + +[2877] Lactantius, de Mort. Persec., cap. 51. + +[2878] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 50. Aurelius Victor, in +Epitome. + +[2879] Pagius, Critic. Baron. ad hunc annum. + + + + + Anno di CRISTO CCCXIV. Indizione II. + + SILVESTRO papa 1. + COSTANTINO imperadore 8. + LICINIO imperadore 8. + +_Consoli_ + +CAIO CEIONIO RUFIO VOLUSIANO per la seconda volta ed ANNIANO. + + +Truovasi prefetto di Roma in questo anno _Rufio Volusiano_. Ciò non +ostante, vien creduto ch'egli esercitasse nel medesimo tempo il +consolato, giacchè la prefettura era stata a lui appoggiata nel +settembre dell'anno precedente. Sul principio di questo terminò i suoi +giorni MELCHIADE papa[2880], e succedette a lui nella sedia di san +Pietro SILVESTRO, che noi vedremo uno de' più gloriosi pontefici della +Chiesa di Dio, e felice anche in terra, perchè vivuto a' tempi del +primo degl'imperadori cristiani, cioè di Costantino. Certamente non +tardò questo insigne Augusto a farsi conoscere dopo la rotta di +Massenzio quale egli era, cioè attaccato alla religione de' cristiani, +e per questo si stima ch'egli, trionfalmente entrato in Roma, non +passasse al Campidoglio, ricusando di portarsi a venerar il Giove +sordo de' Romani[2881]. Fece in oltre alzare una statua in Roma a sè +stesso, che teneva la croce in mano, per segno che da quella egli +riconosceva la riportata vittoria. La prudenza sua non gli permise per +allora di far altra maggior risoluzione, perchè egli desiderava che i +popoli spontaneamente, e non già per forza, si arrendessero al lume +del Vangelo, oltre al temer di sedizioni, ove egli avesse tentato di +levar la libertà della religione in un subito ad immensa gente che +tuttavia professava il paganesimo. Truovasi in alcune iscrizioni, fra +gli altri titoli d'autorità e d'onore conferiti a Costantino, quello +di _pontefice massimo_; ma, siccome osservò il padre Pagi[2882], non +fu cotal titolo da lui preso, ma solamente a lui dato dai pagani, +secondo l'antico lor uso. Per altro pubblicamente egli si studiava di +far conoscere ai Romani il Dio, a cui si doveano gl'incensi[2883]; un +gran rispetto professava ai vescovi ed altri ministri dell'Altissimo; +ne teneva alcuni ancora in sua corte, li voleva alla sua mensa, e +compagni anche nei viaggi, credendo che la loro presenza tirasse sopra +di lui i favori e le benedizioni del cielo. Era già insorto +nell'Africa lo scisma de' Donatisti con una deplorabil division di +quelle chiese. L'Augusto Costantino, benchè novizzo nella religion di +Cristo, in vece di scandalezzarsi di una tal discordia troppo +contraria agli insegnamenti del Vangelo, si accese più tosto di zelo +per curare e sanar quella piaga[2884]. Intimò dunque un concilio di +vescovi ad Arles, acciocchè ivi si discutessero le accuse de' +Donatisti contra di Ceciliano vescovo; e in una lettera loro scritta +espresse i sentimenti della sua vera pietà, con rilevare la benignità +di Dio verso de' peccatori, dicendo: _Ho operato anch'io molte cose +contrarie alla giustizia, senza figurarmi allora che le vedesse la +suprema Potenza, ai cui occhi non sono nascose le fibre più occulte +del mio cuore. Per questo io meritava d'essere trattato in una maniera +conveniente alla mia cecità, e di essere punito con ogni sorta di +malanni. Ma così non ha fatto l'onnipotente ed eterno Dio che tien la +sua residenza ne' cieli. Egli per lo contrario mi ha compartito dei +beni, de' quali io non era degno, nè si possono annoverar tutti i +favori, coi quali la bontà celeste ha, per così dire, oppresso questo +suo servo._ + +Dacchè ebbe Licinio Augusto atterrato il nemico Massimino, siccome +dissi, tutte le provincie dell'Oriente coll'Egitto vennero in suo +potere, e si unirono coll'Illirico, formando egli così una vasta +possanza. L'Italia, l'Africa e tutte le restanti provincie d'Occidente +rendevano ubbidienza all'Augusto Costantino di lui cognato. Ma, per +attestato di Aurelio Vittore[2885], troppo diversi di genio erano +questi due principi. Costantino, istruito già delle massime del +Vangelo, inclinava alla clemenza; se non avea già abolito, tardò poco +ad abolire l'antico uso del patibolo della croce, perchè santificata +dal divino Salvator nostro, siccome ancor l'altro di rompere le gambe +ai rei. Ai suoi stessi nemici lasciava egli ancora godere gli onori e +i beni, non che la vita; laddove Licinio, uomo selvatico e dato al +risparmio, facilmente infieriva contra delle persone; ed abbiam veduto +di sopra un notabile esempio della sua crudeltà; sapendosi inoltre +ch'egli non si guardò dal tormentare a guisa di vili servi non pochi +innocenti e nobili filosofi di que' tempi. Poco per questo durò fra +tali regnanti la buona armonia, anzi si allumò guerra fra loro +nell'anno presente. Truovavasi l'imperador Costantino ne' primi mesi +di questo anno in Treveri, dove pubblicò varii ordini e leggi[2886] +concernenti il pubblico governo, ed una principalmente, in cui rimediò +al disordine accaduto sotto il tiranno Massenzio; cioè all'aver molti +perduto la lor libertà per la prepotenza e violenza de' grandi che +tuttavia li riteneva per ischiavi. Coll'intimazione di gravi pene +comandò egli che fosse escluso dalle dignità chiunque avea poco buon +nome e carestia d'onoratezza. Il motivo della disunione e guerra nata +in quest'anno fra Costantino e Licinio resta dubbioso. Zosimo[2887] +scrittor pagano ne rigetta tutta la colpa sopra il solo Costantino, +che non sapeva mantenere i patti, e cominciò a pretendere qualche +paese come di sua giurisdizione. Eutropio[2888], anch'egli scrittore +pagano, ne attribuisce l'origine all'ambizione di Costantino, malattia +troppo familiare ai regnanti del secolo, e che mai non suol dire +basta, se non quando il timore la frena. Ma Libanio sofista pretende +che Licinio per lo stesso male fosse il primo a rompere la concordia; +ed il perchè ce l'ha conservato l'Anonimo Valesiano[2889]. Scrive +questo autore, aver Costantino maritata _Anastasia_ sua sorella a +Bassiano, con disegno di dichiararlo Cesare, e di dargli il governo +dell'Italia. Per camminar dunque d'accordo col cognato Licinio, spedì +a lui un personaggio nomato Costanzo, richiedendolo del suo assenso. +Venne in questo mentre Costantino a scoprire che Licinio segretamente +per mezzo di Senecione, fratello di Bassiano, e suo confidente, era +dietro ad indurre lo stesso Bassiano a prendere l'armi contra del +medesimo Costantino. Di questa trama fu convinto Bassiano, e gli costò +la vita. Fece Costantino istanza per aver nelle mani il manipolatore +di tal trama, cioè Senecione; e Licinio gliel negò. Per questa +negativa, e perchè Licinio fece abbattere le immagini e statue di +Costantino in Emona, città, non so se dell'Istria o della Pannonia, si +venne a guerra aperta. Costantino marciò in persona con una armata di +soli venti mila tra cavalli e pedoni alla volta della Pannonia, per +farsi giustizia, coll'armi, e s'incontrò nelle campagne di Cibala con +Licinio, il cui esercito ascendeva a trentacinque mila uomini, parte +cavalleria e parte fanteria. Qui furono alle mani i due principi, e ne +rimase sconfitto Licinio. Zosimo[2890] descrive l'ordine di quella +battaglia, che durò dalla mattina sino alla sera con gran mortalità di +gente; ma in fine l'ala destra, dove era lo stesso Costantino, ruppe +la nemica; e le legioni di Licinio, dopo aver combattuto a piè fermo +tutto quel giorno, poichè videro il lor principe a cavallo in fuga, +anch'esse sull'imbrunir della notte, preso sol tanto di cibo che +bastasse per allora, ed abbandonato il resto de' viveri, de' carriaggi +e del bagaglio, frettolosamente si ritirarono alla volta di Sirmio, +dove prima di loro era pervenuto Licinio[2891]. Nel dì 8 di ottobre +succedette questo sanguinoso fatto d'armi; ed essendo il racconto di +Zosimo così circostanziato, merita ben più fede che quel di +Eutropio[2892], il quale sembra dire che Licinio prima di questo tempo +ebbe una percossa da Costantino, e che poi, sorpreso all'improvviso +sotto Cibala, di nuovo fu disfatto. L'Anonimo Valesiano fa giugnere la +sua perdita sino a venti mila persone: il che par troppo. + +Poco si fermò Licinio in Sirmio, città da due bande cinta dal Savo +fiume, colà dove esso si scarica nel Danubio[2893]; ma presi seco le +moglie e i figliuoli, e rotto il ponte, marciò con diligenza verso la +novella Dacia, finchè arrivò nella Tracia. Per viaggio[2894] egli creò +Cesare Valente, uffiziale assai valoroso della sua armata, di cui +leggerissima informazione ci resta nella storia. Indarno gli spedì +dietro Costantino cinque mila de' suoi per coglierlo nella fuga. +Impadronissi dipoi Costantino di Cibala e di Sirmio; ed allorchè fu +arrivato a Filippi, città della Macedonia, o piuttosto a Filippopoli +della Tracia, comparvero da Andrinopoli ambasciatori di Licinio per +dimandar pace; ma nulla ottennero, perchè Costantino esigeva la +deposizion di Valente creato Cesare al suo dispetto, e Licinio non +acconsentì. Intanto con somma diligenza mise Licinio insieme un'altra +assai numerosa armata colle genti a lui spedite dall'Oriente; e fu di +nuovo in campagna. Ma nol lasciò punto dormire l'infaticabil +Costantino, che gli giunse addosso nella pianura di Mardia. Seguì +un'altra giornata campale con perdita vicendevole di gente, secondo +Zosimo, e con restare indecisa la sorte, avendo la notte messo fine al +menar delle mani; ma dall'Anonimo del Valesio abbiamo che terminò la +zuffa con qualche svantaggio di Licinio, il quale, col favor della +notte tiratosi in disparte, lasciò nel dì seguente passar oltre +Costantino, con ridursi egli e i suoi a Berea. Pietro Patrizio[2895] +lasciò scritto che Costantino perdè in tal congiuntura parte del suo +bagaglio, sorpreso in un'imboscata da quei di Licinio. Tornò dunque +esso Licinio a spedire a Costantino proposizioni di pace, e +l'ambasciatore fu Mestriano, uno de' suoi consiglieri, il quale trovò +delle durezze più che mai. Contuttociò, considerando l'Augusto +Costantino quanto egli si fosse allontanato da' proprii Stati, e molto +più come sieno incerti gli avvenimenti delle guerre, finalmente si +lasciò piegare ad ascoltar l'inviato. Mostrossi egli irritato forte +contra di Licinio, perchè senza suo consentimento, anzi ad onta sua, +avesse creato un nuovo Cesare, cioè _Valente_, e volesse anche +sostenere piuttosto quel suo famiglio[2896] (che così il nominava +egli) che un Augusto suo cognato. Però, se si aveva a trattar di pace, +esigeva per preliminare la deposizion di Valente. Cedette in fine +Licinio a questa pretensione, e fu dipoi conchiusa la pace. Se non è +fallato il testo di Aurelio Vittore[2897], Licinio levò appresso non +solamente la porpora, ma anche la vita ad esso Valente. Per questa +pace vennero in potere di Costantino l'Illirico, la Dardania, la +Macedonia, la Grecia e la Mesia superiore. Restarono sotto il dominio +di Licinio la Soria colle altre provincie orientali, l'Egitto, la +Tracia e la Mesia inferiore[2898], appellata da alcuni la picciola +Scitia, perchè abitata ne' vecchi tempi dalle nazioni scitiche. Così +venne a crescere di molto la signoria di Costantino colle penne +tagliate al cognato. Nel Codice Teodosiano[2899] abbiamo una legge +pubblicata da Costantino nelle Gallie nel dì 29 di ottobre di +quest'anno; ma, siccome osservò il Gotofredo, sarà scorretto quel +luogo, o pure il mese, non essendo probabile che Costantino tornasse +sì tosto colà dopo la guerra fatta a Licinio. + +NOTE: + +[2880] Chron. Damasi, seu Anast. Biblioth. + +[2881] Euseb., Hist. Eccles., lib. 9. + +[2882] Pagius, Crit. Baron. ad annum 312. + +[2883] Euseb., in Vita Constant., lib. 1, cap 42. + +[2884] Labb., Concil. Collect. Baron., in Annal. Pagius, in Crit. Bar. + +[2885] Aurelius Victor, de Caesaribus. + +[2886] Gothofred., Chron. Cod. Theodos. + +[2887] Zosimus, lib. 2, cap. 18. + +[2888] Eutrop., in Breviar. + +[2889] Anonymus Valesianus post Ammianum. + +[2890] Zosimus, lib. 2, cap. 18. + +[2891] Idacius, in Fastis. Euseb., in Chron. + +[2892] Eutrop., in Breviar. + +[2893] Zosimus, lib. 2, cap. 18. + +[2894] Anonymus Valesianus. + +[2895] Petrus Patricius, de Legat., Tom. I Hist. Byzantin. + +[2896] Anonymus Valesianus. Zosimus. + +[2897] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2898] Jordan., de Reb. Getic. + +[2899] Cod. Theodos., l. 1, de Privileg. eorum, etc. + + + + + Anno di CRISTO CCCXV. Indizione III. + + SILVESTRO papa 2. + COSTANTINO imperadore 9. + LICINIO imperadore 9. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la quarta volta e PUBLIO VALERIO +LICINIANO LICINIO AUGUSTO per la quarta. + + +Per attestare al pubblico la ristabilita loro unione, presero amendue +gli Augusti il consolato in quest'anno. Truovasi _Rufio Volusiano_ +tuttavia prefetto di Roma nel dì 25 di febbraio, ciò apparendo da un +decreto[2900] a lui indirizzato da Costantino. Secondo il Catalogo de' +prefetti, dato alla luce dal Cuspiniano e dal Bucherio, in quella +dignità succedette _Vettio Rufino_ nel dì 20 d'agosto. Per la maggior +parte dell'anno presente si trattenne l'imperador Costantino nella +Pannonia, Dacia, Mesia superiore e Macedonia, per dar buon sesto a +que' paesi di nuova conquista, siccome attestano le leggi raccolte dal +Gotofredo[2901] e dal Relando[2902]. Ora si truova egli in +Tessalonica, ora in Sirmio e in Cibala, ed ora in Naisso e in altre +città tutte di quelle contrade. In una d'esse leggi inviata ad +Eumelio, che si vede poi nell'anno seguente vicario dell'Africa, egli +abolisce l'uso di marcar in fronte con ferro rovente i rei condannati +a combattere da gladiatori negli anfiteatri, o pure alle miniere, per +non disonorare, siccome egli dice, il volto umano, in cui traluce +qualche vestigio della bellezza celeste. Fors'anche ebbe egli riguardo +in ciò alla fronte, dove si faceva da' cristiani la sacra unzione e il +segno della croce, usato anche allora, per testimonianza di Lattanzio +e di Eusebio. Truovasi egli parimente nella città di Naisso, dove era +nato, che fu poi da lui abbellita con varie fabbriche, e quivi +pubblicò una legge ben degna della sua pietà, con ordine specialmente +di farla osservare in Italia, e di tenerla esposta in tavole di +bronzo. Un crudele abuso da gran tempo correva, che i padri e le madri +per la loro povertà non potendo alimentare i lor figliuoli, o gli +uccidevano, o li vendevano, o pure gli abbandonavano, esponendoli +nelle strade; con che divenivano schiavi di chiunque gli +accoglieva[2903]. Ordinò dunque il piissimo imperadore, che portando +un padre agli uffiziali del pubblico i suoi figliuoli, con provare la +impotenza sua di nutrirli, dovesse il tesoro del pubblico, o pure +l'erario del principe, somministrare gli alimenti a quelle povere +creature. Nell'anno poi 322 fece una somigliante legge per l'Africa; +incaricando i proconsoli e gli altri pubblici ministri di vegliare per +questo, e di prevenir la necessità de' poveri, prendendo dai granai +del pubblico di che soddisfare alla lor deplorabile indigenza, +acciocchè non si vedesse più quell'indegnità di lasciar morire alcuno +di fame. Poscia col tempo ordinò che i fanciulli esposti dai lor padri +nelle necessità, e fatti schiavi, si potessero riscattare, dando un +ragionevol prezzo, o pure il cambio d'un altro schiavo. Con altra +legge[2904] data in Sirmio noi troviamo che egli vietò sotto pena +della vita, nel pignorare i debitori, massimamente del fisco, il levar +loro i servi ed animali che servono a coltivar la campagna, +anteponendo con ciò il bene del pubblico al privato, come richiede il +dovere de' buoni e saggi principi. Abbiamo inoltre una legge[2905] +data da Costantino nel dì 18 di luglio, mentr'egli era in Aquileia, ed +indirizzata ai consoli, pretori e tribuni della plebe di Roma, la qual +poi solamente nel dì 5 di settembre fu recitata nel senato da Vettio +Rufino prefetto della città. Tal notizia ci mena ad intendere che esso +Augusto, dopo aver ordinati gli affari suoi nella Pannonia, Macedonia, +Mesia e Grecia, calò in questi tempi in Italia. In fatti si trovano +due susseguenti leggi[2906] da lui date in Roma sul fine d'agosto e +principio di settembre. Altre leggi poi cel fanno vedere nel medesimo +settembre, ottobre e ne' due seguenti mesi ritornato nella Pannonia; +ma certamente in alcuna di esse leggi è fallata la data, perchè +Costantino non sapeva volare. Dicesi pubblicata in Murgillo nel dì 18 +di ottobre quella[2907], con cui Costantino proibisce ai Giudei +d'inquietare, siccome faceano, coloro, i quali abbandonavano la lor +religione per abbracciar la cristiana; minacciando anche il fuoco a +chi in avvenire ardisse di molestarli; siccome ancora diverse pene a +chi passasse alla religione giudaica. Se poi crediamo qui al cardinal +Baronio, nell'anno presente tenuto fu un concilio di settantacinque +vescovi in Roma da papa Silvestro; ma essendo a noi venuta +cotal notizia dai soli atti di san Silvestro, che oggidì son +riconosciuti[2908] da ogni erudito per apocrifi, cade ancora a terra +quel concilio, perchè fondato sopra imposture, e contenente cose +troppo inverisimili. + +NOTE: + +[2900] Cod. Theodos., lib. 2, quor. appellat. + +[2901] Gothofred., in Chron. Cod. Theodos. + +[2902] Reland., in Fast. + +[2903] Cod. Theodos., l. 1, de aliment. + +[2904] Ibidem, l. 1, de pignoribus. + +[2905] Ibidem, l. 1, de matern. bon. + +[2906] Gothofred., Chron. Cod. Theodos. + +[2907] Ibidem, l. 1, de Judaeis. + +[2908] Pagius, Crit. Baron. Natalis Alexander et alii. + + + + + Anno di CRISTO CCCXVI. Indizione IV. + + SILVESTRO papa 3. + COSTANTINO imperadore 10. + LICINIO imperadore 10. + +_Consoli_ + +SABINO e RUFINO. + + +Seguitò ad essere prefetto di Roma _Vettio Rufino_, forse non diverso +dal console suddetto, sino al dì 4 d'agosto, in cui quella dignità fu +conferita ad _Ovinio Gallicano_. Le leggi del codice Teodosiano, +benchè alcune abbiano la data fallata, pure ci fan vedere Costantino +Augusto nella Gallia ne' mesi di maggio e d'agosto, essendo egli +passato colà da Roma. La prima d'esse leggi[2909], data in Roma +stessa, servì a non pochi di una mirabil quiete; perchè vien quivi +decretato che chiunque si trovasse da gran tempo in pacifico possesso +di beni una volta spettanti al demanio del principe, ed acquistati o +per donazione o per altra via legittima, ne resterebbe per sempre +padrone. Nell'Africa si osservava un abuso, cioè che per debiti con +particolari, o col fisco, le donne onorate erano per forza tirate +fuori delle loro case. Costantino, sotto pena di rigorosi supplicii, e +della vita stessa, proibì tal vessazione. E perciocchè egli di giorno +in giorno facea maggiormente comparire la sua venerazione alla +religion cristiana, per condurre soavemente e senza forza all'amor +d'essa i suoi sudditi, nell'anno presente con una legge +indirizzata[2910] a Protogene vescovo, probabilmente di Serdica, +permise ad ognuno di dar la libertà ai suoi schiavi nella chiesa alla +presenza del popolo cristiano, de' vescovi e de' preti. Queste +manomissioni si faceano in addietro davanti ai magistrati civili con +molte formalità o varie difficoltà: laddove da lì innanzi costò poca +fatica il farlo, e bastava per indennità de' liberti cristiani un +attestato de' sacri ministri della chiesa. Fu poi confermata questa +legge da Costantino e dai suoi successori con altri editti. Non +ostante la dichiarazione del concilio d'Arles, e la precedente di un +romano, tenuto sotto Melchiade papa, ne' quali fu assoluto Ceciliano +vescovo di Cartagine, e condannati come iniqui accusatori i Donatisti, +imperversavano tuttavia quegli scismatici; e riuscì loro d'impetrar da +Costantino un nuovo giudizio. Partitosi dalle Gallie, dove mai più non +ritornò, e venuto a Milano l'Augusto regnante[2911], quivi al +concistoro suo nel mese d'ottobre si presentarono Ceciliano e le parti +contrarie. Volle lo stesso imperadore con carità e pazienza ascoltar +tutti ed esaminar tutto; e di nuovo la sentenza riuscì favorevole a +Ceciliano, con restar nondimeno più che mai ostinati gli avversarii +suoi, e continuar poscia lo scisma per più di un secolo nelle chiese +dell'Africa. Se dicono il vero le leggi, da Milano passò Costantino +nella Pannonia e Dacia nuova, veggendosi una legge da lui data nel dì +4 di dicembre in Sardica, indirizzata ad Ottaviano conte di Spagna, in +cui ordina che i potenti, rei d'avere usurpato le donne, i servi o i +beni altrui, o pur colpevoli d'altro delitto, saranno giudicati +secondo le leggi ordinarie dai governatori de' luoghi, senza +permettere l'appellazione al prefetto di Roma, e senza bisogno di +scriverne all'imperadore. Dovea essere necessaria questa severità per +frenare gli abusi di coloro che, per la lontananza della corte e pel +vantaggio dell'appellazione, si facevano lecito tutto ciò che loro +piaceva. Nè si dee tacere che stando esso imperadore in Arles della +Gallia nel mese d'agosto, Fausta sua moglie a lui partorì un figliolo +nel dì 7 di quel mese. Aurelio Vittore[2912] il chiama _Costantino +juniore_; Zosimo[2913], secondo l'edizion del Silburgio, gli dà il +nome di _Costanzo_. Il Tillemont[2914] ha esaminata tal controversia, +ed inclina a crederlo _Costantino juniore_; nè altro, a mio credere, +si dee tenere. Nella edizione di Zosimo fatta da Arrigo Stefano si +legge _Costantino_; ed Eusebio[2915] e l'Anonimo Valesiano[2916] +decidono questa lite con dire che _Costantino juniore_ fu creato +Cesare, siccome vedremo nell'anno seguente; e Zosimo confessa che +questo Cesare era nato qualche tempo prima in Arles. Fu egli poscia +imperadore. + +NOTE: + +[2909] Cod. Theodos., l. 10, de longi temporis praescript. + +[2910] Cod. Justinian., l. 3, de bis qui in Eccles. manumit. + +[2911] Baron. Pagius. Fleury et alii. + +[2912] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2913] Zosimus, lib. 2, cap. 20. + +[2914] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2915] Eusebius, in Vita Constantini, lib. 1, c. 40. + +[2916] Anonym. Valesianus post Amm. + + + + + Anno di CRISTO CCCXVII. Indizione V. + + SILVESTRO papa 4. + COSTANTINO imperadore 11. + LICINIO imperadore 11. + +_Consoli_ + +OVINIO GALLICANO e BASSO. + + +Probabilmente il secondo console si nominò _Settimio Basso_, il quale, +secondo il Catalogo del Cuspiniano e Bucherio, nel dì 15 di maggio +cominciò ad esercitar la carica di prefetto di Roma. Quanto a +Gallicano, il Valesio pretende[2917] ch'egli fosse _Vulcazio +Gallicano_ lo storico, perchè _Ovinio Gallicano_ era prefetto di Roma. +Ma in questi tempi noi troviamo sovente unita al consolato essa +prefettura. L'Anonimo Valesiano e Zosimo ci fan sapere, che mentre +Costantino Augusto era in Serdica, o sia Sardica, città della nuova +Dacia, correndo l'anno decimo del suo imperio, trattò con Licinio +imperadore d'Oriente per creare concordemente _Cesari_ i loro +figliuoli. A Costantino Minervina sua prima moglie avea partorito +_Crispo_ forse prima dell'anno 300. A questo principe, allorchè fu +giunto all'età capace di lettere, diede il padre per maestro[2918] il +celebre Lattanzio Firmiano, acciocchè gl'insegnasse la lingua latina, +l'eloquenza, ed insieme la vera pietà coi documenti della religione +cristiana. Ne profittò il giovinetto; e noi presto il vedremo +cominciarsi a segnalare nel mestier della guerra, e dar grande +espettazion di sè stesso; ma sì belle speranze svanirono poi, siccome +diremo, coll'infausta sua morte. Era parimente nato a Costantino +Augusto da Fausta, di presente sua moglie, _Costantino juniore_ +nell'anno precedente. Pertanto amendue furono decorati nel presente +della dignità cesarea. Abbiamo da Libanio[2919] che usò Costantino di +formar la corte a cadaun de' suoi figliuoli, e di dar loro il comando +d'un'armata, ma con tenerli nondimeno sempre al suo lato, affinchè la +verde loro età non li facesse sdrucciolare. Crispo nelle +iscrizioni[2920] e medaglie[2921] si truova chiamato _Flavio Valerio +Giulio Crispo_; e il giovane Costantino _Flavio Claudio Costantino +juniore_. Anche l'imperador Licinio avea un figliuolo che portava il +nome paterno di _Valerio Liciniano Licinio_[2922], e si pretende +ch'egli fosse entrato solamente nel mese ventesimo di sua età: il che +se è vero, venghiamo a conoscere che un altro figliuolo di Licinio, +già atto alle armi, e da noi veduto alla battaglia di Cibala, dovea +essere premorto al padre. Ora anche a questo _Licinio_ fanciullo fu +conferita, d'accordo dei padri Augusti, la dignità cesarea. Dimorò in +tutto questo anno, o nella maggior parte almeno, l'imperadore +Costantino nella Dacia novella, nella Pannonia e in altri luoghi +dell'Illirico, come consta dalle sue leggi[2923] e dagli autori +suddetti; di modo che si può credere fallo in due d'esse che si dicono +date in Roma nel marzo e nel luglio, se pure appartengono all'anno +presente. In quelle parti si trovava ancora la moglie di Costantino, +Fausta Augusta, che diede alla luce nel dì 13 d'agosto un figliuolo, a +cui fu posto il nome di _Costanzo_. Fu anch'egli a suo tempo +imperadore, e riuscì il più rinomato de' suoi figli, non so se più per +li suoi vizii[2924], ovvero per le sue virtù. + +NOTE: + +[2917] Valesius, in Notis ad Ammian. + +[2918] Eusebius, in Chron. + +[2919] Libanius, Oratione 3. + +[2920] Gruterus, Thesaur Inscription. + +[2921] Mediob., Numism. Imperat. + +[2922] Zosimus, lib. 2, cap. 20. + +[2923] Gothofredus, in Chronic. Cod. Theodos. + +[2924] Julian., Oratione I. Anonymus Valesianus. + + + + + Anno di CRISTO CCCXVIII. Indizione VI. + + SILVESTRO papa 5. + COSTANTINO imperadore 12. + LICINIO imperadore 12. + +_Consoli_ + +PUBLIO VALERIO LICINIO AUGUSTO per la quinta volta, e FLAVIO GIULIO +CRISPO CESARE. + + +Continuò ad esercitare anche per quest'anno la carica di prefetto di +Roma _Settimio Basso_[2925]; ma perchè egli fu obbligato a portarsi +alla corte di Costantino, probabilmente soggiornante anche allor +nell'Illirico, _Giulio Cassio_ dal dì 13 di luglio fino al dì 13 +d'agosto sostenne le sue veci in quell'uffizio, finchè, ritornato esso +Basso, ne ripigliò l'esercizio. Nulla di rilevante intorno a +Costantino ci somministra in quest'anno la storia, se non che troviamo +tuttavia esso Augusto nell'Illirico, e particolarmente in +Sirmio[2926], dove son date due sue leggi. Intanto, siccome abbiamo da +Eusebio[2927], sotto questo piissimo Augusto godevano i cristiani una +tranquillissima pace e libertà, crescendo ogni dì più il lor numero, +ed alzandosi per tutto il romano imperio chiese e suntuosi templi al +vero Iddio. Somministrava il buon principe, come consta dai suoi +rescritti, ai vescovi dell'erario proprio l'occorrente danaro per le +fabbriche e per altre spese pertinenti al culto divino; esentava +inoltre i sacri ministri della Chiesa di Dio dalle gravezze imposte ai +secolari. E quantunque Licinio Augusto in Oriente professasse come +prima il culto degl'idoli, pure, più per paura di Costantino che per +proprio genio, non inquietava punto i fedeli, i quali ne' paesi di sua +giurisdizione abbondavano anche più che in altri luoghi. Tuttavia +Sozomeno è di parere[2928] che Licinio in qualche tempo si mostrasse +seguace o almen fautore della religion di Cristo; e può questo dedursi +anche da un passo d'Eusebio[2929], siccome osservò il padre +Pagi[2930]. Ma fuor di dubbio è, per attestato de' medesimi due +antichi storici, ch'egli o non mai ben rinunziò alla superstizion de' +Gentili, o pure, dappoichè nella battaglia di Cibala restò sconfitto +da Costantino, la ripigliò come prima, ed in quella credenza terminò +poi i suoi giorni. + +NOTE: + +[2925] Cuspinianus. Bucherius. Panvin. + +[2926] Gothofredus, in Chronic. Cod. Theodos. + +[2927] Euseb., in Vita Constant., l. 4, cap. 1 et seq. + +[2928] Sozomenus, lib. 1, cap. 7. + +[2929] Euseb., in Vita Constant., lib. 1, cap. 14. + +[2930] Pagius, Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CCCXIX. Indizione VII. + + SILVESTRO papa 6. + COSTANTINO imperadore 13. + LICINIO imperadore 13. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la quinta volta e VALERIO +LICINIANO LICINIO CESARE. + + +Continuò _Settimio Basso_ nella prefettura di Roma sino alle calende +di settembre, nel qual giorno succedette a lui in quella carica +_Valerio Massimo Basilio_, il quale seguitò anche per li tre +susseguenti anni, siccome dignità che non avea tempo fisso, e +dipendeva dal solo volere del principe. Nel Catalogo del Cuspiniano, +chiamato anche del Bucherio, egli si truova nei susseguenti anni +appellato solamente _Valerio Massimo_; e varii rescritti di Costantino +compariscono indirizzati a _Massimo prefetto di Roma_: che per quel +solo cognome era egli più comunemente conosciuto. Il soggiorno +dell'Augusto Costantino era tuttavia nell'Illirico, che abbracciava +allora anche la Pannonia e la Dacia nuova: ciò apparendo da varie sue +leggi. I motivi di fermarsi in quelle contrade, prive delle delizie +dell'Italia e della Gallia, possiam credere che fossero l'amore verso +un paese stato patria sua, ma più il vegliare agli andamenti dei +Sarmati e di altre nazioni barbariche, sempre ansanti di bottinar +nelle provincie romane. Forse anche era insorta guerra con loro. +Sembra più verisimile ch'egli attendesse a fortificar quelle città, +per essere all'ordine, giacchè correva sospetto che Licinio Augusto +suo cognato macchinasse un dì guerra contro di lui. Ma quivi stando, +non lasciava di promuovere il buon governo di Roma e dell'Italia, +specialmente accudendo a levarne i disordini e gli abusi introdotti +sotto i principi cattivi, e per istabilir dappertutto la umanità e la +pace. Molte savie leggi da lui pubblicate in quest'anno si trovano +raccolte dal Gotofredo[2931] e dal Relando[2932]. Da due di +esse[2933], date nel dì 1 di febbraio e 15 di maggio, raccogliamo +ch'egli cominciò a metter freno alle imposture degli aruspici ed altri +indovini della gentilità, acciocchè con vane speranze non ingannassero +chi loro prestava fede; comandando che non potessero entrare in casa +alcuna particolare per esercitarvi il lor mestiere, ma che loro +unicamente fosse permesso il farlo nei templi e luoghi pubblici. +Zosimo[2934], fiero nemico di Costantino, pretende ch'egli solamente +dopo la morte di Crispo e di Fausta prendesse avversione a quella +razza di furbi, de' quali si fosse ben servito in addietro, con +avergli predetto essi più fiate l'avvenire. Resta la di lui asserzione +smentita dalle suddette sue leggi, scorgendosi che il saggio Augusto +avea già scoperta la vanità di quell'arte, e la contava fra le +superstizioni. Troppo lungi mi condurrebbe il ragionamento, se volessi +qui rammentar tutte le sagge ordinazioni da lui fatte sopra altri +soggetti in benefizio del pubblico, e riguardanti i servi, gli +accusatori, le pasquinate, il mantenimento delle strade, varii +artefici, gli sponsali, e così discorrendo. Truovansi ancora alcune +leggi da lui date in Aquileia nel giugno e luglio di quest'anno; segno +ch'egli venne sino alle porte d'Italia, se pur non sono fallate, come +dirò, quelle date. Ma che andasse anche a Roma, qualche legge sembra +indicarlo; contuttociò si può tener per fermo che sieno scorrette +quelle date. Parlai poco fa di guerra coi Sarmati, ed in fatti crede +il padre Pagi[2935] che in quest'anno essa avesse principio, e +continuasse nei tre seguenti; ma senza aver noi notizia sicura del +tempo, anzi potendosi credere ciò non vero, per quel che osserveremo +andando innanzi. + +NOTE: + +[2931] Gothofredus, Chron. Cod. Theodosian. + +[2932] Reland., Fast. Consul. + +[2933] L. 1 et 2 de maleficiis. + +[2934] Zosimus, l. 2, cap. 29. + +[2935] Pagius, Crit. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CCCXX. Indizione VIII. + + SILVESTRO papa 7. + COSTANTINO imperadore 14. + LICINIO imperadore 14. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la sesta volta e FLAVIO VALERIO +COSTANTINO juniore CESARE. + + +Seguitò _Valerio Massimo_ ad essere prefetto di Roma, e seguitò +l'Augusto Costantino a dimorar nella Dacia, Pannonia e Mesia, e +solamente nell'aprile venne ad Aquileia: del che ci porgono +testimonianza le leggi[2936] da lui pubblicate in que' luoghi, a +riserva di quella _Aquileja_, il cui nome vien da me creduto fallato. +In vigor d'esse egli raffrenò il rigore dei ricchi, che facilmente +s'impadronivano dei beni de' poveri lor debitori, volendo che fossero +rilasciati quei beni, qualora il debito venisse pagato in contanti. +Altrove da noi fu fatta menzione della legge Papia[2937], e dei +regolamenti di Augusto contra chi non prendeva moglie, essendovi pene +per questi tali, siccome all'incontro privilegii per chi s'ammogliava: +e tutto ciò a fine di procrear figliuoli, dei quali scarseggiava la +repubblica, correndo bisogni di gente per le guerre. Ma perciocchè +questa legge era contraria alla verginità e continenza, virtù lodate +dal Vangelo, Costantino, intento a favorir la religion cristiana, levò +via le pene intimate contro chiunque era maritato[2938], lasciando +solamente i privilegii accordati dalla legge Papia a chi avea de' +figliuoli. Per altro santo Ambrosio sostiene[2939] che i paesi, dove +erano più vergini, come Alessandria, l'Africa e l'Oriente, erano più +popolati degli altri. Osservasi ancora che nell'anno presente fece +Costantino risplendere l'animo suo misericordioso nell'ordinare che i +debitori del fisco non sieno posti nelle prigioni segrete, riserbate +ai soli rei di delitti, nè sieno flagellati, nè sottoposti ad altri +supplizii inventati dall'insolenza e crudeltà de' giudici; ma che +sieno detenuti in prigioni alla larga, dove ognun possa vederli. La +dissolutezza poi de' costumi e lo sprezzo dell'onestà era una +conseguenza della falsa religione dei gentili. Ne abbiam più volte +toccata qualche cosa. Costantino prese a correggere alcuno di quegli +eccessi. Al ratto delle vergini, divenuto oramai male familiare in +Roma, provvide egli con assai rigorose pene, stendendole anche alle +stesse fanciulle, che volle prive dell'eredità paterna e materna, +ancorchè sembrassero rapite per forza, parendo a lui difficile che non +fossero almen colpevoli d'aver avuta poca cura e precauzione nella +custodia di un tesoro che lor dovea essere così caro. Provvide in +parte ancora alla libidine delle donne che abbandonavano il loro onore +agli schiavi[2940], con intimar la pena della morte ad esse, e +l'essere bruciati vivi ad essi schiavi, con escludere i lor figliuoli +da ogni successione e dignità. E fin qui il paganesimo avea senza +alcun divieto permesso alle persone maritate il tener delle concubine. +Lo proibì Costantino[2941], come abuso troppo contrario alle leggi e +all'onestà del matrimonio. Fu egli nondimeno il primo che accordasse +ai figli naturali qualche luogo nella eredità del padre. Ebbe +parimente cura il buon imperadore de' prigioni accusati di qualche +delitto, ordinando che i processi criminali colla maggior diligenza si +terminassero; e che gli accusati fossero detenuti in luoghi comodi ed +ariosi, soprattutto durante il giorno. Mise anche la pena di morte ai +guardiani ed altri ministri delle carceri che maltrattassero i +prigionieri o per cavarne del danaro o perchè ne avessero ricevuto dai +lor nemici, minacciando l'indignazione sua ai magistrati che non li +punissero. Con tutta ragion poi si crede che a quest'anno appartenga +la vittoria riportata da Crispo Cesare contra de' popoli transrenani, +di cui parla Nazario[2942] all'anno seguente. Altra particolarità non +ne sappiamo, se non che questo giovinetto principe fu alle mani con +loro, li vinse e supplichevoli gli ammise alla pace. Qualche +medaglia[2943] cel rappresenta vincitor degli _Alamanni_. Abbiamo +ancora da Eusebio[2944] che circa questi tempi Licinio imperador +d'Oriente cominciò a scoprire il suo mal animo contra de' cristiani, +perchè li cacciò tutti dalla sua corte. + +NOTE: + +[2936] Gothofred., Chron. Cod. Theodos. + +[2937] L. unica de Commissor. Cod. Theodos. + +[2938] L. unica de infirmand. poen. caelib. + +[2939] Ambrosius, de Virginit., lib. 3. + +[2940] L. unica, de mulier., quae serv. + +[2941] Ibid., de concubin. Cod. Justinian. + +[2942] Nazar., in Panegyr. Constant. + +[2943] Mediobarb., Numism. Imp. + +[2944] Euseb., in Chronic. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXI. Indizione IX. + + SILVESTRO papa 8. + COSTANTINO imperadore 15. + LICINIO imperadore 15. + +_Consoli_ + +FLAVIO GIULIO CRISPO CESARE per seconda volta e FLAVIO VALERIO +COSTANTINO juniore CESARE per la seconda. + + +_Valerio Massimo_ continuò tuttavia nella prefettura di Roma, e +Costantino Augusto seguitò a dimorar nell'Illirico, come si ha dalle +sue leggi[2945] date in Sirmio, Viminacio e Serdica. Una sola si +osserva data in Aquileia. Ma il far saltare sì sovente Costantino +dalla Pannonia e Dacia ad Aquileia, più di una volta ha somministrato +motivo a me di sospettare che la data di quelle possa appartenere non +ad Aquileia città d'Italia, ma bensì _ad Aquas_, o pure _Aquis_, luogo +della Mesia superiore, dove probabilmente l'imperadore andava a +bagnarsi. Trovasi appunto nell'anno 325 una legge[2946] data in quel +luogo. L'anno fu questo, in cui Nazario, chiamato insigne oratore da +Eusebio[2947], e lodato anche da Ausonio, recitò un panegirico, che +tuttavia abbiamo, in lode di Costantino imperadore, in occasione dei +voti quinquennali fatti nel dì primo di marzo per la salute di Crispo +e di Costantino juniore Cesari, i quali entravano nell'anno quinto +della dignità cesarea. Verisimilmente fu esso recitato in Roma, mentre +essi Cesari e l'Augusto lor padre erano ben lontani di là, +argomentandosi dal vedere sul fine un desiderio dell'oratore, che Roma +possa oramai godere la consolazion di mirare il suo principe e i suoi +figliuoli. Raccoglie Nazario[2948] in poche parole nella perorazione i +benefizii già fatti da Costantino al popolo romano e al resto +dell'imperio, con dire che i Barbari al Reno erano stati respinti +dalle Gallie, e nei loro stessi paesi aveano provato il filo delle +spade romane. Che la nazion de' Persiani, la più potente che fosse +allora dopo la romana, facea premura per istar amica di Costantino; nè +si trovava nazion sì feroce e barbara, che non temesse od amasse un +imperadore di tanto senno e valore. Che per tutte le città +dell'imperio si teneva buona giustizia, si godeva un'invidiabil pace +ed abbondanza di viveri. Che le città mirabilmente venivano ornate di +nuove fabbriche, ed alcune di esse pareano interamente rinnovate. Che +molte leggi pubblicate da Costantino tendevano tutte a riformare i +costumi e a reprimere i vizii. Che le sofisticherie, le calunnie, le +cabale non aveano più luogo nel foro, volendo egli che con semplicità +si amministrasse la giustizia. Che le oneste donne erano in sicuro, ed +onorato il matrimonio, col non soffrire gli adulterii e i concubinati. +Finalmente che ognuno si godeva in pace il suo, senza paura di +soperchierie dalla parte dei prepotenti, o concussioni da quella del +fisco. Altrettanto s'ha da Optaziano[2949] nel panegirico di +Costantino, con aggiugner egli che questo buon principe, per quanto +poteva, addolciva il rigor delle leggi; e quantunque anche le sue +fossero ben rigorose, pure egli con gran facilità accordava il perdono +ai colpevoli. Abbiamo poi dal suddetto Nazario[2950] che il giovinetto +Crispo Cesare, dopo essersi acquistato non poco credito nella guerra +contra degli Alamanni, venne nel furore d'un rigoroso verno, cioè ne' +primi mesi dell'anno corrente, a ritrovar il padre Augusto, tuttavia +soggiornante nell'Illirico. + +In quelle parti appunto noi osserviamo pubblicate da lui molte +leggi[2951], e massimamente in Sirmio. In una di esse[2952], data in +Serdica nel dì 27 di febbraio, egli temperò l'usato rigore delle +confiscazioni per delitti, ordinando che restasse esente dalle griffe +del fisco tutto quel che i delinquenti prima de' lor misfatti avessero +donato alle mogli, ai figliuoli e ad altre persone, non essendo di +dovere che chi non avea avuta parte ne' delitti, l'avesse nella pena. +Comandò inoltre che i ministri del fisco nella memoria de' beni +confiscati notassero sempre se il reo avea dei figliuoli; ed avendone, +se loro avea fatta qualche donazione, con disegno, come si può +credere, di far loro qualche grazia a proporzione del loro bisogno. +V'ha un'altra legge sua[2953], in cui concede licenza di consultare +gli aruspici, o sia gl'indovini della superstizione pagana: il che +fece dubitare il cardinale Baronio[2954] e il Gotofredo[2955] che +Costantino in questi tempi retrocedesse dalla religione cristiana per +aderire alla falsa de' gentili. Ma siccome lo stesso Gotofredo, +Giovanni Morino, il padre Pagi e il Relando hanno osservato, altro non +fece quel grande Augusto, che permettere all'importunità dei Romani il +continuare nel loro abuso di prestar fede a quelle imposture, perchè +troppo si lagnavano di non poter prevedere i mali avvenire per +guardarsene, come stoltamente si figuravano di raccogliere dalle +viscere delle bestie sagrificate. E che in effetto più che mai stesse +Costantino forte nell'amore e nella profession della fede di Cristo, +si tocca con mano in riflettere ad alcune leggi da lui date in questo +medesimo anno in favore della stessa santa religione. Nel dì 7 di +marzo ordinò[2956] che nel giorno di domenica cessassero tutti gli +atti della giustizia, i mestieri e le occupazioni ordinarie della +città, a riserva di quelle dell'agricoltura, in cui v'ha de' giorni +che il lavorare è di grande importanza. Con altra sua legge, la quale +fu pubblicata in Cagliari nel dì 3 di luglio, si vide[2957] proibito +in esso dì di domenica ai giusdicenti di far processi ed altri atti +giudiciali, riserbando solamente il poter dare in esso giorno nelle +chiese la libertà agli schiavi e il farne rogito, trattandosi in ciò +di un atto di carità cristiana. Anche Eusebio[2958] fa menzione di +questa legge, dicendo aver desiderato il piissimo imperadore che +ognuno impiegasse quel santo giorno in orazioni al vero Dio, come egli +faceva con tutta la sua casa. Concedeva anche vacanza ai soldati +cristiani in tutto quel dì, acciocchè andassero alle chiese ad +offerire a Dio le lor preghiere. Inoltre con legge[2959] indirizzata +al popolo romano, e pubblicata nel dì 3 di luglio, decretò lecito ad +ognuno di lasciar nei testamenti quei beni che volessero alla Chiesa +cattolica, e che queste ultime volontà sortissero il loro effetto. Or +veggasi se Costantino si fosse punto alienato dalla già abbracciata +religione di Gesù Cristo. Truovasi poi una legge[2960], la cui data è +del dì 22 di giugno in Aquileia (se pur non fu, come dissi, _Aquis_ +nella Mesia), nella quale egli ordina di punir severamente chiunque +impiega magia contro la vita e pudicizia altrui, lasciando poi la +libertà di valersi di rimedii superstiziosi per guarir le malattie, o +per conservare i beni della terra, o per altri usi che non recavano +nocumento a chicchessia. Anche per questa licenza potrebbe taluno fare +un reato al buon Costantino, quasichè egli non sapesse riprovate dalla +legge santa de' cristiani quelle benchè non nocive superstizioni. Ma +nè pur Costantino approvava quell'abuso; solamente lo permetteva ai +pagani, come pur lasciava lor fare i sagrificii ai loro falsi dii. Non +si può dire quanto fossero in voga presso i gentili gli amuleti e i +rimedii superstiziosi, inventati dagl'impostori per la guarigione dei +mali, per iscoprir l'avvenire, e per altri loro bisogni. Il saggio +principe, che non volea ne' principii irritar troppo, e muovere a +sedizioni l'immensa moltitudine dei pagani, con opprimere le loro +benchè sciocche usanze, permetteva loro quelle stoltezze, giacchè di +là non proveniva verun danno al pubblico, benchè sia da credere +ch'egli se ne ridesse, e le detestasse ancora in suo cuore. + +NOTE: + +[2945] Gothofred., Chronic. Cod. Theodos. + +[2946] L. 1, de erogat. milit. Cod. Theodosian. + +[2947] Euseb., in Chronico. + +[2948] Nazar., in Panegyr. Constantin., cap. 38. + +[2949] Optatianus, Panegyr. Constantin., apud Velserum. + +[2950] Nazar., Panegyr., cap. 36. + +[2951] Gothofr., in Chron. Cod. Theodos. + +[2952] L. 1, de bonis proscript., Cod. Theod. + +[2953] L. 1, de Paganis, Cod. Theodos. + +[2954] Baron., in Annal. Eccles. + +[2955] Gothofred., de Statu Christian. + +[2956] L. Omnes Judices. De feriis, Cod. Theod. + +[2957] L. 1, de feriis, Cod. Theodos. + +[2958] Euseb., in Vita Constantin., lib. 4, cap. 18. + +[2959] L. Habeat unusquisq. De Episc. + +[2960] L. 3, de maleficiis, Cod. Theod. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXII. Indizione X. + + SILVESTRO papa 9. + COSTANTINO imperadore 16. + LICINIO imperadore 16. + +_Consoli_ + +PETRONIO PROBIANO ed ANICIO GIULIANO. + + +De' suddetti consoli si trova un bell'elogio fra gli epigrammi di +Simmaco: la prefettura di Roma per questo anno ancora fu amministrata +da _Valerio Massimo_. Quanto all'imperador Costantino, noi il troviam +tuttavia di soggiorno nell'Illirico, ciò apparendo dalle sue +leggi[2961] date in Sirmio e Sabaria. E nell'anno presente appunto +possiam credere che succedesse la guerra viva da lui fatta coi +Sarmati, di cui parla Zosimo[2962]. Il padre Pagi la fa cominciata fin +dall'anno 319. Il Mezzabarba[2963] la mette all'anno precedente, e +potrebbe essere cominciata allora. Il non fare Nazario, nel panegirico +recitato l'anno avanti, menzione alcuna di tal guerra, assai motivo ci +porge di tenerla insorta dopo il dì primo di marzo di esso anno, e +probabilmente terminata nel presente, come han creduto il +Gotofredo[2964] e il Tillemont[2965]. Che fosse di molta importanza +e di non lieve pericolo, si può raccogliere da Optaziano +panegirista[2966], il quale asserisce che i Sarmati uniti ai Carpi e +Geti, appellati poi Goti, furono più volte sconfitti da Costantino a +Campona, a Margo e a Bononia città sul Danubio. Erano que' Barbari, +per relazion di Zosimo, venuti all'assedio di una città di qua dal +Danubio col loro re Rausimodo, figurandosi di poterla espugnare con +facilità, perchè era bensì la parte inferiore delle mura di pietra +viva, ma la superiore di legno. A questa attaccarono essi il fuoco, e +diedero poi l'assalto. Dentro v'era una buona guarnigione, che con +dardi e sassi seppe far gagliarda difesa, tanto che loro sopraggiunse +alle spalle Costantino, che moltissimi ne uccise, e più ne fece +prigioni. Il resto si salvò colla fuga di là dal Danubio coll'aiuto +delle barche tenute da essi in pronto. Rinforzatosi dipoi Rausimodo +con altra gente, meditava di tornar addosso ai Romani, quando l'ardito +Costantino, valicato il Danubio, all'improvviso arrivò loro addosso +vicino ad una collina piena di boschi, e ne fece grande strage, +restandovi fra gli altri ucciso lo stesso re Rausimodo. Assaissimi +furono i prigionieri, e il resto di que' Barbari, deposte l'armi, +dimandò quartiere; sicchè con gran moltitudine di prigioni il +vittorioso Augusto se ne tornò di qua dal Danubio, e distribuì per +varie città quella barbara gente, dando loro, secondo il costume, dei +terreni dal coltivare[2967]. Restano varie medaglie[2968] che +attestano la suddetta vittoria, spettanti più verisimilmente all'anno +presente che al precedente. Trovasi ancora fatta menzione da lì +innanzi nel Codice Teodosiano de' giuochi sarmatici, i quali possiam +conghietturare istituiti in memoria di questa gloriosa Vittoria. Si +facevano essi sul fine di novembre e principio di dicembre, come s'ha +da un calendario dell'Hervagio. Mandò in quest'anno l'Augusto +Costantino a Roma Crispo Cesare suo figliuolo con Elena avola sua, e +in riguardo loro volle rallegrar il popolo romano, con far grazia a +tutti i rei di varii delitti, a riserva del veleno, omicidio ed +adulterio. Così intende quella legge[2969] il Gotofredo: legge +nondimeno oscura, perchè vi sta solamente scritto: _propter Crispi, +adque Helenae partum_: il che diede molto da pensare al cardinal +Baronio[2970]. Conghietturò il Tillemont[2971] con altri, che qui si +parlasse del parto di un'Elena moglie di Crispo; ma di questo +maritaggio niun vestigio abbiano nella storia. Però esso Gotofredo in +vece di _partum_ legge _paratum_, o _apparatum_, con interpretare +l'andata di Crispo e d'Elena sua nonna all'augusta città. In questo +anno ancora, siccome nel seguente, pubblicò Costantino leggi +favorevoli a chi degli schiavi pretendeva di essere stato messo in +libertà, qualor questa gli fosse messa in dubbio. + +NOTE: + +[2961] Gothofred., Chronolog. Cod. Theodos. + +[2962] Zosimus, lib. 2, cap. 21. + +[2963] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2964] Gothofredus, Chronolog. Cod. Theod. + +[2965] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[2966] Optatianus, Panegyr. Constant., cap. 32. + +[2967] Du Cange, Hist. Byz. + +[2968] Mediob., in Numismat. Imperator. + +[2969] Lib. 1, de indulgen. crim., Cod. Theod. + +[2970] Baron., in Annal. + +[2971] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXIII. Indizione XI. + + SILVESTRO papa 10. + COSTANTINO imperadore 17. + LICINIO imperadore 17. + +_Consoli_ + +ACILIO SEVERO e VETTIO RUFINO. + + +Un'iscrizione dal Doni e da me[2972] data alla luce, fu posta a _Caio +Vettio Cossinio Rufino_, prefetto di Roma e proconsole dell'Acaia, che +sembra veramente spettante al secondo console di quest'anno, avendo in +fatti _Vettio Rufino_ esercitata la prefettura urbana nell'anno 315, e +non trovandosene altro di questo nome ornato di quella dignità. Per +più anni avea _Valerio Massimo_ tenuta la medesima carica; ma nel +presente a lui fu sostituito in essa _Lucerio_ ossia _Lucrio Verino_ +nel dì 13 di settembre, come si ha ancora dall'antico Catalogo del +Cuspiniano[2973]. Una legge di Costantino Augusto, data nel gennaio o +febbraio di quest'anno, cel fa vedere in Tessalonica ossia Salonichi, +città della Macedonia. Il motivo, per cui egli si fosse portato colà, +l'abbiamo da Zosimo[2974], cioè per fabbricar quivi un porto, +essendone dianzi priva quella città. Abbiamo poi una sua legge[2975] +data in Sirmio nel dì 25 di maggio. Gli fu riferita una vessazione +recata dai Pagani ai Cristiani, con volere che ancor questi +intervenissero ai sagrifizii delle loro lustrazioni: azione +incompatibile colla purità della religione di Cristo. Perciò ordinò +esso Augusto, che chiunque del basso popolo facesse loro violenza in +materia di religione, fosse sonoramente bastonato, e gli altri di +condizione più alta fossero condannati a pene pecuniarie. Fu poi +questo un anno memorando per le imprese bellicose dell'imperadore +suddetto. Avvenne che i Goti[2976] nell'anno presente (se pur non fu +nel precedente) avendo osservata poca guardia nella Tracia e nella +Mesia Inferiore, provincia spettanti a Licinio Augusto, fecero colà +una grande incursione, saccheggiando e menando in ischiavitù una gran +moltitudine di gente. Fossero costoro passati anche nelle terre +dipendenti da Costantino, o pur temendo egli che vi passassero, nè +veggendo egli provvisione al bisogno dalla parte di Licinio, mosse +l'armi sue contra di que' Barbari da Tessalonica; e con tal empito +giunse loro addosso, ch'ebbero per grazia il poter impetrar da lui la +pace colla restituzion dei prigioni. Due leggi[2977] da lui date sul +fine di aprile, dove parla delle scorrerie de' Barbari e de' saccheggi +familiari a quelle nazioni, con imporre fra le altre cose gravissime +pene a chiunque tenesse mano alle loro violenze e bottini, han fatto +credere che ne' primi mesi dell'anno corrente succedesse questa +barbarica irruzione. Ma perciocchè Costantino o andasse ad assalir +costoro nelle giurisdizion di Licinio, o pur vi entrasse per necessità +d'inseguirli, Licinio, in vece di ringraziarlo pel benefizio fatto a' +sudditi suoi, con liberarli dall'oppression dei Goti, ne fece un'amara +querela, come se Costantino avesse violati i patti, ed esercitata una +prepotenza nel paese non suo. Fece quanto potè Costantino per +giustificar l'azione sua, e mostrar indiscreti que' lamenti. A nulla +giovarono le lettere e deputazioni. Licinio non ammettendo scuse, più +che mai parlava alto col cognato Augusto, di maniera che Costantino, +perduta la pazienza, alzò anch'egli la testa, e non facendo frutto le +minaccie, venne in fine a guerra aperta con esso Licinio. + +Era già assai tempo che si conoscevano raffreddati gli animi di questi +due Augusti e cognati. Licinio, se crediamo all'apostata +Giuliano[2978], era odiato da Dio e dagli uomini per l'abbondanza ed +enormità de' suoi vizii. Imperocchè, per attestato d'Eusebio[2979] e +di Aurelio Vittore[2980], la brutalità sua nella libidine si tirava +dietro la detestazione d'ognuno, perchè non era sicura l'onestà di +persona alcuna o vergine o maritata, dalle di lui violenze; nè +bastando a lui di svergognar dal suo canto le famiglie più nobili, +permetteva anche ai suoi cortigiani di saziar, come volevano, le lor +voglie impure senza rispetto alcuno alle case più riguardevoli. Di +tutto ciò è da credere che fosse ben mal contento l'Augusto +Costantino, da che a lui avea conceduta Costanza sua sorella in +moglie. Superiore nulladimeno alla di lui sfrenata libidine era +l'avarizia, febbre sua oltre modo cocente. Da questa provenne +un'infinità di mali, perchè per adunar danari s'inventavano ogni dì +nuovi pretesti; e gran disavventura si riputava allora l'essere +facoltoso, perchè non mancavano mai accusatori e delitti da gastigare, +cioè da spogliare gl'innocenti de' loro beni. Non mancavano già +aggravii reali e personali ai popoli; ma Licinio sapea far ben +crescere questa gravosa mercatanzia, coll'inventar nuovi estimi, e far +trovare più campi dove non erano, e far risuscitare chi da gran tempo +più non si contava tra i vivi. Seppe anche trovar la sua avarizia +delle insolite gravezze per cavar dai testamenti e dai maritaggi +grosse somme di danaro. E pure con tutto il suo succiar continuamente +il sangue de' suoi popoli, ed ammassar tesori, il bello era che tutto +dì egli si lagnava di essere poverissimo e miserabile, come in fatti +son tutti gli avari, i quali non godono quel che hanno, e muoiono sol +di voglia di quel che non hanno. Osservavasi oltre a ciò in lui +un'esecrabile crudeltà, col non volere che alcuno assistesse ai +prigioni, sotto pena d'essere cacciato nelle medesime carceri, e +proibendo l'aver compassione d'essi, e il somministrar da mangiare a +chi si moriva di fame, facendo con ciò diventare un delitto le opere +della misericordia. Se un principe tale fosse amato da' sudditi suoi, +non occorre ch'io lo ricordi ai lettori. Tutto il rovescio era +l'Augusto Costantino, di modo che Eusebio[2981], scrittore che fioriva +in questi tempi, ebbe a dire che l'imperio romano, diviso allora fra +questi due principi, parea simile al dì e alla notte. La parte di +Costantino, cioè l'Occidente, compariva un bel giorno sereno; ma +l'Oriente, dominato da Licinio, si poteva affatto assomigliare alla +notte. + +Ma ciò che maggiormente a Costantino riuscì dispiacevole, e da non +sofferire nell'indegno suo cognato Licinio, fu la persecuzione da lui +mossa contra dei Cristiani, il numero de' quali nelle provincie +dell'Asia e dell'Egitto di gran lunga a proporzione superava quei +dell'Occidente. Già dicemmo ch'egli cacciò di sua corte chiunque +professava la religione cristiana. Ordinò poscia che i vescovi non +potessero celebrar concilio alcuno; che il popolo cristiano non +potesse raccogliersi nelle chiese per fare le sue divozioni, ma che +loro fosse lecito solamente a cielo aperto: perchè si figurava che le +loro orazioni avessero per iscopo la salute e felicità di Costantino, +e non già la sua, e che tramassero sempre delle congiure contra di +lui. Fece inoltre cassare chiunque de' soldati non sagrificava +agl'idoli; cacciò in esilio i nobili professanti la legge di Cristo; e +passò in fine a minacciar la morte a chiunque abbracciasse questa +santa religione[2982]. Ma perciocchè la paura che egli aveva di +Costantino il riteneva dal muovere una pubblica persecuzione contra +de' Cristiani, prese a farla il più cautamente o segretamente che +poteva, con insidie e calunnie, le quali costarono la vita a molti +innocenti vescovi, e l'atterramento di non poche chiese in Amasia ed +in altre città, senza volersi riflettere all'infausto fine di tanti +suoi predecessori, persecutori della Chiesa di Dio. Tutto questo non +poteva se non dispiacere al piissimo Costantino, perchè contrario agli +editti concordemente pubblicati in favor della religione cristiana, ed +insieme ai patti della pace stipulata dopo la battaglia di Cibala; e +tanto più che ciò parea fatto per far dispetto ad esso Augusto, +professore e protettore di questa religione. Perciò a questi dissapori +aggiunto l'altro che di sopra accennai della guerra coi Goti, si venne +all'armi, ed ognun degli Augusti gran preparamento fece per terra e +per mare. Zosimo[2983] minutamente descrive la flotta allestita da +Licinio consistente in trecentocinquanta galee raccolte dall'Egitto, +Fenicia, Cipro, Bitinia ed altri luoghi, e in quasi centocinquanta +mila fanti, e quindici mila cavalli cavati dalla Frigia e Cappadocia. +Costantino, all'incontro, unì dugento grossi legni, due mila altri da +carico, cento venti mila pedoni, con circa dieci mila cavalli. Che nel +di lui esercito si contassero moltissimi Goti ausiliarii, lo abbiamo +da Giordano[2984]. Venne Licinio a postarsi ad Andrinopoli con tutte +le sue forze. Costantino anch'egli marciò da Tessalonica a quella +volta colle sue, menando seco non già de' maghi, indovini ed altri +ciurmatori, come facea Licinio, ma dei santi vescovi e ministri della +Chiesa, perchè delle orazioni loro più che mai avea allora bisogno, e +in queste più che nelle armi metteva la sua fidanza. Per lo contrario +strideva Licinio a tutto pasto della divozione di Costantino e de' +suoi cherici; e perchè a lui i suoi falsi aruspici e sacerdoti +promettevano senza fallo vittorie, tutto altero e coraggioso si +dispose alla pugna. Ma prima fece di molti sagrifizii in un sacro +bosco ai suoi idoli, e tenne un ragionamento ai suoi cortigiani, +proponendo che si vedrebbe ora chi avesse più forza, o tanti antichi +suoi dii, o pure il nuovo e vergognoso Dio di Costantino. + +Stettero qualche dì le due armate a vista, ma separate dal fiume Ebro +nella Tracia. Costantino, impaziente di venir alle mani, finse di +voler gittare un ponte ad un passo stretto con preparar gran copia di +materiali[2985]; ma un dì condotta seco parte dell'esercito suo, +passando per mezzo ad una folta selva, andò a trovar un guado dianzi +adocchiato in quel fiume. Passò egli arditamente con soli dodici +cavalieri, ed immantinente si scagliò contro i primi delle guardie +nemiche ivi esistenti, che sbalordite per l'impensato assalto, parte +restarono trucidate, parte diedero alle gambe. Ebbe con ciò comodo la +di lui armata di passar tutta di là dal fiume; e in quello stesso +giorno, come sembra indicare lo storico Zosimo, o pure in altro dì, +egli è fuor di dubbio che si venne dipoi ad una giornata campale. +Secondo il calendario del Bucherio[2986], nel dì 3 di luglio accadde +quel memorabil e sanguinoso conflitto, in cui il segnale dato ai +soldati dalla parte di Costantino fu _Dio Salvator nostro_[2987], e +coll'aiuto d'esso il pio Augusto riportò in fine una segnalata +vittoria. Ci assicura Eusebio d'aver inteso dalla bocca del medesimo +imperadore, che cinquanta delle sue guardie, tutti cristiani, furono +scelti per portare l'insegna della Croce santa per mezzo l'esercito +suo, e che dovunque compariva questa sacra bandiera, restavano +sbaragliati i nemici. Trentaquattro mila persone rimasero estinte sul +campo, la maggior parte di quei di Licinio, e molti con arrendersi +salvarono le vite. Lo stesso Costantino che si cacciò anche egli nella +mischia, ne riportò una lieve ferita. Verso la sera furono presi gli +alloggiamenti nemici, e nel dì seguente essendosi trovati più branchi +di soldati fuggiti di Licinio qua e là sparsi, parte volontariamente +venne all'ubbidienza di Costantino, e parte ostinata fu messa a filo +di spada. Raccomandatosi alle gambe d'un poderoso destriero fuggì +Licinio a Bisanzio: e quivi si afforzò per sostenere un assedio[2988], +confidato spezialmente nella flotta sua, comandata da Abanto, ossia da +Amando, uffiziale di molta sperienza e valore. Ma lento non fu il +vittorioso Costantino ad inseguire co' suoi il fuggitivo nemico, e ad +imprendere l'assedio di Bisanzio. Conoscendo poi l'impossibilità di +riuscir nell'impresa, finchè l'armata navale di Licinio mantenesse la +comunicazion dell'Asia con quella città; ordinò a Crispo Cesare suo +figliuolo di far vela colla sua flotta, per venire a nuova battaglia +in mare. Trovaronsi a fronte le due armate navali nello stretto di +Gallipoli; quella di Licinio era composta di dugento navi; e i +capitani di Costantino ne scelsero solamente ottanta delle meglio +corredate e più forti. Derideva Abanto, generale di Licinio, il poco +numero dei legni nemici, e si credeva d'ingoiarli col tanto superiore +de' suoi; ma alle pruove si trovò ingannato. Con ordine procedevano +quei di Costantino alla pugna; senza ordine gli altri; e la +moltitudine di tante navi non servì loro se non d'imbroglio, perchè +urtandosi nel sito stretto l'una con l'altra, cagion fu che molte +d'esse coi soldati e marinari perissero. La notte separò la zuffa. +Fatto poi giorno, pensava Abanto di venire al secondo combattimento, +quando levatosi un vento furioso spinse la di lui flotta con tal +empito ne' sassi e lidi dell'Asia, che perirono cento e trenta delle +sue navi e circa cinque mila de' suoi soldati, combattendo in questa +maniera Dio contra di chi era nemico del suo nome[2989]. Se ne fuggì +Abanto, e lasciò aperto il varco alla flotta di Costantino, se voleva +inoltrarsi e passare anch'essa ad assediar Bisanzio per mare. + +Ma Licinio, ravvisato il pericolo, colle migliori sue milizie e coi +tesori si ritirò, e andò a piantarsi in Calcedonia dell'Asia, con +isperanza di rimettere in piedi una nuova armata, e di trovare in +altri incontri più propizia la sorte. Aveva egli stando in Bisanzio, +secondo l'Anonimo del Valesio, dichiarato Cesare[2990] _Martiniano_ +sopraintendente a tutti gli uffiziali della sua corte, per valersi di +questo campione a riparar le sue perdite. Zosimo[2991] e l'altro +Vittore[2992] scrivono che tal determinazione fu da lui presa, +dappoichè si fu ritirato a Calcedonia. Abbiamo medaglie[2993], dove il +troviamo appellato _Marco Martiniano_, e decorato, non solamente del +titolo di _Cesare_, ma anche d'_Augusto_: il che discordando dagli +antichi storici ci può far giustamente dubitar d'impostura in quelle +medaglie; giacchè (convien pure ripeterlo) non sono mancati ne' due +ultimi secoli fabbricatori d'iscrizioni e medaglie, rivolti a far +mercato della curiosità degli eruditi. Fu spedito Marciniano a +Lampsaco per impedire il passaggio della flotta di Costantino; ma +l'assennato e prode Augusto, in vece di valersi delle navi grosse da +carico, si servì di alcune centinaia di barchette, ed empiutele di +soldatesche, felicemente le fece passar lo Stretto, e andò a sbarcar +nella Bitinia circa trenta miglia lungi da Calcedonia, dove +soggiornava Licinio. Benchè Costantino desse tanto tempo al cognato da +ravvedersi e da chiedere pace, egli non si era saputo fin qui +umiliare; perchè tante volte ingannato dai suoi falsi dii e sacerdoti, +pure cercava dei nuovi dii che gli recassero aiuto: laddove Costantino +non di altro si fidava che della protezione del vero Dio, e a lui +continuamente ricorreva con preghiere. Contuttociò si raccoglie da +Eusebio[2994] che qualche trattato e concordia seguì fra loro; ma non +sincera dalla parte di Licinio, il quale cercò in questa maniera di +addormentar Costantino, per unire intanto una poderosa armata. Non +furono occulti i di lui disegni, e si venne a scoprire ch'egli da +tutte le nazioni barbare cercava soccorsi, ed in fatti ottenne un +grosso rinforzo dai Goti: il perchè Costantino determinò di schiacciar +la testa, se poteva, a questo serpente, con venire ad una nuova +battaglia, se pur non fu lo stesso Licinio il primo a volerla, siccome +risulta da Eusebio. Abbiamo da Zosimo[2995], che nell'armata di +Licinio si contavano cento trenta mila combattenti, avendo egli +richiamato Martiniano da Lampsaco colle milizie inviate colà. Con +quanta gente procedesse a quel fatto d'armi Costantino, nol sappiamo. +Si venne alle mani. Licinio facea portar fra le schiere le statue de' +suoi falsi dii per incoraggiare i suoi. Le insegne di Costantino colla +croce quelle erano che promettevano sicura vittoria a lui: e così fu. +S'affrontarono le armate a Crisopoli[2996] in poca distanza da +Calcedonia nel dì 18 di settembre; andò in rotta ben presto quella di +Licinio; e tale strage ne fu fatta, che Zosimo[2997] giunse ad aprir +ben la bocca con dire, esservi periti cento mila de' suoi. Ma più +sicuro sarà l'attenersi all'Anonimo di Valesio, che mette solamente +venticinque mila stesi morti sul campo. Questa insigne vittoria si +tirò dietro la presa di Bisanzio, e poi di Calcedonia. + +Ritirossi _Licinio_ con que' pochi che potè raunare a Nicomedia; ma +incalzato dall'armi vittoriose di Costantino, senza dimora assediato +in quella città, altro scampo non ebbe che d'inviar supplichevole +Costanza sua moglie al fratello Costantino. Andò essa, ed ottenne +salva la vita al consorte. Venne poscia il medesimo Licinio nel campo +a' piedi di Costantino, in cui mano rimise la porpora imperiale; +riconobbe lui per suo signore ed imperadore, ed umilmente dimandò +perdono delle cose passate. Costantino il tenne seco a tavola, poscia +il mandò come in luogo di rilegazione a Tessalonica, essendosi, per +quanto scrive Zosimo, obbligato con giuramento alla sorella di +conservargli la vita. Per conto di _Martiniano Cesare_, Aurelio +Vittore[2998] e Zosimo[2999] scrivono che per ordine di Costantino +dalle guardie fu immediatamente tagliato a pezzi. L'Anonimo Valesiano +vuol che per allora gli fosse lasciata la vita, ma questa dopo qualche +tempo tolta gli fu nella Cappadocia. Così il giovane _Licinio_, nipote +di Costantino, perchè figliuolo di Costanza sua sorella, e di pochi +anni di età, se crediamo a Teofane[3000], restò spogliato della +porpora e del titolo di Cesare; ma dopo tre anni, siccome vedremo, +anch'egli fu ucciso. Alcune medaglie presso il Du-Cange[3001] ed +altri, cel rappresentano _Cesare_ anche dipoi; ma della legittimità +d'esse noi non siamo bastevolmente sicuri; e certo poco verisimile si +scorge che a lui fosse lasciato un titolo di tanto decoro. Che a molti +ancora de' ministri ed uffiziali di Licinio, principali in addietro +persecutori dei cristiani, fosse reciso il capo, non dimenticò di +dirlo Eusebio[3002]. Per tali vittorie in pochissimo tempo tutte le +provincie romane dell'Oriente coll'Egitto vennero all'ubbidienza di +Costantino: con che l'antico romano imperio, dopo tante divisioni e +vicende, si vide totalmente riunito sotto la signoria di un solo +Augusto. E tutto ciò nell'anno presente 323, giacchè non pare +sussistente l'opinione del Pagi[3003], che vuol cominciata in questo e +terminata nell'anno seguente la guerra suddetta. Che i popoli +dell'Oriente, liberati dal pesante giogo di Licinio, si rallegrassero +di tal mutazione, e che anche i pagani romani giubilassero al mirar +saldate tante piaghe del loro imperio, si può facilmente immaginare. +Ma non è già l'esprimere la allegrezza degl'innumerabili cristiani, +sparsi per tutte le terre d'esso imperio, in vedere vittoriosa la +Croce di tanti suoi nemici, e divenuto padrone di sì vasta monarchia +un adoratore della medesima. Nè già tardò Costantino a liberar dalle +carceri, a richiamar dall'esilio e dai metalli, e a rimettere in +possesso dei lor beni, tanti d'essi cristiani che aveane provata la +persecuzion di Licinio. Ed a coloro che, per esser seguaci di Cristo, +era stato tolto il cingolo militare, fu permesso il rientrar, se +volevano, nell'onore della milizia. + +Intorno a questi tempi venne a mettersi sotto la protezione +dell'Augusto Costantino, _Ormisda_ figlio primogenito di Ormisda II, +re della Persia. Zosimo[3004] è quello che ci ha conservati gli +avvenimenti di questo principe. Perchè nel giorno natalizio del re suo +padre i grandi non gli fecero quell'onore che era dovuto ad un +principe ereditario, il giovane si lasciò scappar di bocca, che se +arrivava alla corona, voleva far loro provare le sorte di Marsia. Non +intesero quei magnati allora che volesse ciò dire; ma informati dipoi +da un Persiano stato nella Frigia, significar ciò che sarebbono +scorticati vivi, se la legarono al dito. Venuto dunque a morte il re +suo padre, quando Ormisda si pensava di succedergli, scoppiò la +congiura de' grandi, che lui preso confinarono in un castello, con +crear poscia re _Sapore_, suo fratello minore. Questi, se vogliam +credere ad Agatia[3005], non era per anche nato; ma perchè la regina +si trovava incinta, e i magi predicevano che nascerebbe un maschio, i +Persiani misero la tiara, ossia la corona sul ventre della madre, che +in fatti partorì un fanciullo. Ma dopo qualche tempo l'industriosa +moglie d'Ormisda trovò la maniera di liberarlo, inviandogli, per mezzo +di un fidato eunuco, un grosso pesce, nel cui ventre stava nascosa una +lima, e facendogli sapere di mangiarne, allorchè niun fosse presente, +e di valersi del ventre di quel pesce. Nello stesso tempo inviò gran +copia di vivande e di vini ai guardiani delle carceri, i quali +abborracchiati ben bene, ne rimasero tutti ubbriachi. Allora il +prigioniero Ormisda, aperto il pesce e trovata la lima, segò i ceppi, +e per mezzo de' balordi custodi uscì fuori, e si rifugiò nella +Armenia. Quivi fu ben ricevuto da quel re suo amico, e con una scorta +inviato a Costantino, che l'accolse con onore, e trattollo sempre da +par suo colla moglie, a lui, secondo Zonara[3006], rimandata dai +Persiani. Ma Costantino niun altro impegno volle mai prendere in +favore di lui. Attesta Ammiano[3007] che in molta considerazione fu +esso Ormisda anche sotto Costanzo Augusto per la sua saviezza. +Allorchè esso Costanzo, nell'anno di Cristo 356, fu a Roma, in +osservare la mirabil piazza di Traiano, e la suntuosa statua a cavallo +del medesimo Augusto, disse ad Ormisda, di voler fare per sè una +somigliante cavallo. Gli rispose Ormisda: _Signore, fate prima una +stalla uguale a questa, se potete, acciocchè vi stia bene il cavallo +che pensate di fare_. Interrogato ancora del suo sentimento intorno +alle grandiosità e alle mirabili cose di Roma rispose: _Solamente +essergli piaciuto_ (vi ha chi crede che dicesse _dispiaciuto_) _d'aver +imparato che anche in Roma gli uomini morivano_. Benchè ci sieno delle +dispute fra gli eruditi[3008] intorno al tempo, in cui Costanzo, +secondo figliuolo di Costantino Augusto e di Fausta, fu creato +_Cesare_ dal padre: pure sembra opinione più ricevuta il credere che +in quest'anno nel dì 3 di novembre fosse a lui conferita quella +dignità[3009]. Era egli in età di sei o sette anni, perchè nato +nell'agosto dell'anno 317. + +NOTE: + +[2972] Thes. Novus Inscript., pag. 373. + +[2973] Cuspinianus, Panvinius, Bucherius. + +[2974] Zosimus, lib. 2, cap. 22. + +[2975] L. 1, de Episcop., Cod. Theodos. + +[2976] Anonymus Valesian. + +[2977] Lib. 1, de re militar., et lib. 1, de comment., Cod. Theodos. + +[2978] Julian., de Caesarib. + +[2979] Euseb., Histor. Eccles., lib. 9, cap. 8; et Vita Const., lib. +1, cap. 55. + +[2980] Aurel. Victor, in Epitome. + +[2981] Euseb., in Vita Const., lib. 1, cap. 49. + +[2982] Euseb., in Vita Const., lib. 2, cap. 3 et seq. + +[2983] Zosimus, lib. 2, cap. 22. + +[2984] Jordan., de Reb. Getic. + +[2985] Zosimus, lib. 2, cap. 22. + +[2986] Bucher., de Cyclo. + +[2987] Euseb., in Vita Constan., lib. 2, cap. 6. + +[2988] Anonym. Valesianus. Zosim., lib. 2, cap. 23. + +[2989] Euseb., Hist. Eccles., lib. 10, cap. 9. + +[2990] Anonymus Valesianus. Aurel. Victor, in Epitome. + +[2991] Zosimus, lib. 2, cap. 25. + +[2992] Victor, de Caesarib. + +[2993] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[2994] Euseb., in Vita Costantini, lib. 2, cap. 15. + +[2995] Zosimus, lib. 2, cap. 26. + +[2996] Anonym. Valesianus. + +[2997] Zosimus, lib. 2, cap. 26. + +[2998] Aurelius Victor, in Epitome. + +[2999] Zosimus, lib 2, cap. 28. + +[3000] Theophan., Chronographia. + +[3001] Du-Cange, Hist. Byz. + +[3002] Euseb., in Vita Constant., lib. 2, cap. 18. + +[3003] Pagius, in Crit. Baron. + +[3004] Zosimus, lib. 2, cap. 27. + +[3005] Agathias, Histor. + +[3006] Zonaras, in Annalibus. + +[3007] Ammianus, lib. 16, cap. 10. + +[3008] Gothofredus, Valesius, Pagius, Tillemont et alii. + +[3009] Idacius, in Fastis. Chron. Alexandrinum. Pagius, Critic. Baron. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXIV. Indizione XII. + + SILVESTRO papa 11. + COSTANTINO imperadore 18. + +_Consoli_ + +FLAVIO GIULIO CRISPO CESARE per la terza volta, e FLAVIO VALERIO +COSTANTINO CESARE per la terza. + + +Prefetto di Roma nel Catalogo del Cuspiniano, ossia del Bucherio, +continuò ad essere nell'anno presente _Lucerio_ ossia _Lucerio Valerio +Verino_. Secondo l'asserzione d'Idacio[3010], che mette in un anno la +totale sconfitta di Licinio, e nel seguente la di lui morte, dovrebbe +Licinio, coerentemente a quanto s'è detto di sopra, essere giunto nel +presente al fine de' suoi giorni. Il Pagi[3011], che pretese atterrato +Licinio solamente nell'anno corrente, differisce la di lui morte al +seguente. Eusebio[3012], dopo aver detto che Costanzo fu creato +_Cesare_ (il che anche da esso padre Pagi vien riferito all'anno 323), +seguita a narrar la morte d'esso Licinio. Quello intanto che non cade +in controversia, si è che mentre Licinio inviato a soggiornare in +Tessalonica, dove si può credere che godesse libertà e buon +trattamento, quivi per ordine di Costantino fu strangolato. Non +solamente Zosimo[3013] ed Eutropio[3014] autori pagani, ma anche +Eusebio nella sua Cronica (se pur non è san Girolamo traduttore della +medesima) chiaramente dicono che Costantino, in torgli la vita, mancò +alla promessa e al giuramento da lui fatto a Costanza, sua sorella e +di lui moglie, di lasciarlo in vita. E Zosimo, autore per altro di +umore alterato contro le azioni di questo invitto principe, aggiunge +che non era in lui cosa insolita il violar la parola e i giuramenti. +Eusebio[3015], nella vita di esso Costantino, altro non dice, se non +che Licinio dal consiglio di guerra fu giudicato degno di non più +vivere. E l'Anonimo Valesiano[3016] pare che scriva, avere i soldati +in un tumulto dimandata la di lui morte, e che vi acconsentisse +Costantino per tema ch'egli, imitando Massimiano Erculio, un qualche +dì ripigliasse la porpora. Quel solo che può sembrar più verisimile, +si è il dirsi da Socrate[3017], che egli tolto fu dal mondo perchè +sollecitava i Barbari in suo favore. Qualche movimento d'essi in +questi tempi probabilmente fece sospettare che avesse origine dai +segreti impulsi di Licinio, e però piombò sopra di lui la sentenza di +morte, arrivando anch'egli, per giusto giudizio di Dio, al fine di +tanti altri persecutori della santa ed innocente religione di Cristo. +Furono perciò cassati i decreti ed altri atti di Licinio, fatti +durante la di lui tirannia. Poche sono le leggi di Costantino sotto +l'anno presente, e queste cel fanno vedere in Sirmio e Tessalonica. Nè +apparenza alcuna ci è ch'egli venisse a Roma, come s'avvisò il +cardinal Baronio[3018], il quale racconta succeduto in quella gran +città il battesimo d'esso Augusto, la sontuosa donazione che si +pretende da lui fatta alla Chiesa romana, la lepra del medesimo, con +altri assai strepitosi avvenimenti. Niuno v'ha oggi dei letterati che +non conosca essere tai fatti invenzioni favolose de' secoli +posteriori, nè io mi fermerò punto ad esporne la falsità, perchè +superfluo sarebbe il dirne di più. Quel sì che può appartenere +all'anno presente, si è la premura del piissimo Costantino per +soffocare la già insorta eresia d'Ario contraria alla divinità del +nostro Signor Gesù Cristo. Gran tumulto per questa bolliva in Egitto e +nei paesi circonvicini; ed Alessandro vescovo santo di Alessandria +avea già scomunicato l'ostinato eresiarca. Maraviglia è che Costantino +solamente catecumeno allora nella fede di Cristo, dopo aver vedute le +dissensioni de' cristiani nell'Africa per la petulanza de' Donatisti +senza poterle acquetare, trovando nato anche un più fiero scisma per +cagion d'Ario, non si scandalizzasse e formasse cattiva opinion de' +cristiani. Ma il saggio Augusto, ben riflettendo questi non essere +mali o difetti della religione in sè santissima, ma bensì dei mortali +troppo esposti al furor delle passioni; e sentendosi ben radicato +nell'amore d'essa religione, concepì anzi uno zelo grande per ismorzar +quell'incendio. Perciò da Nicomedia spedì un suo fedel deputato ad +Alessandria, che si crede essere stato Osio, insigne vescovo di +Cordova, per mettere la pace fra Alessandro ed Ario. Bellissima è la +lettera da lui scritta in questa occasione, rapportata da Eusebio +Cesariense, se non che egli si mostra in essa poco conoscente della +controversia de' cattolici con Ario, perchè probabilmente mal +informato da Eusebio vescovo di Nicomedia, gran protettore del +medesimo Ario, e sommo imbroglione, il quale si era, non ostante i +suoi demeriti, introdotto forte nella corte dell'imperadore. Venuta +dipoi una sincera informazione del fatto, scrisse egli un'altra +lettera piena di zelo contra dell'eresiarca. Ma indarno la scrisse. +Chiaritosi dipoi che non v'era mezzo per mettere in dovere +l'orgoglioso Ario, perchè assistito e fomentato da varii vescovi suoi +partigiani, non potè lo zelantissimo principe ritener le lagrime, e +ricorse poi al ripiego di far celebrar per questa causa nell'anno +seguente il famoso concilio di Nicea, di cui parleremo. Credono il +Baronio[3019] e il Tillemont[3020] che in questi tempi avvenisse ciò +che racconta s. Giovanni Grisostomo detto da san Flaviano a Teodosio +Augusto. Cioè che avendo i furiosi Ariani in Egitto scoperto l'Augusto +Costantino contrario all'empia loro opinione, sfogarono la loro rabbia +contra delle di lui statue, sfregiandole con una pioggia di sassate. +Saputo che l'ebbe, non se ne alterò punto il magnanimo imperadore; e +perchè i suoi cortigiani pur lo instigavano a farne vendetta, si mise +la mano al volto, e tastatoselo, sorridendo poi disse che non si +sentiva ferita alcuna: il che fece ammutolire gli adulatori +consiglieri. + +Benchè poi, per quanto ho detto, poche leggi si riconoscano date +nell'anno presente da Costantino, pure Eusebio[3021] si stende a +raccontar varie nobilissime di lui azioni e costituzioni fatte, +dappoichè colla caduta di Licinio egli ebbe uniti gli imperii +d'Occidente e d'Oriente, tutte in favore del pubblico e della +professata da lui religione di Cristo. Molte furono le provvisioni da +lui fatte per rimettere la felicità nelle conquistate provincie +dell'Oriente e dell'Egitto, diffondendo spezialmente le rugiade della +sua munificenza sopra que' popoli cotanto in addietro estenuati dalle +estorsioni di Licinio: di modo che a tutti parve di rinascere da morte +a vita, e sembrava loro un miracolo tanta mutazione di cose. Ma +quello, a che maggiormente si applicò il piissimo imperadore, fu di +favorire i cristiani, e di dilatare la loro religione, scorgendo +provenuto dalla santità e verità di essa il conseguimento di tante sue +vittorie, e l'abbassamento di qualsivoglia persecutore della medesima. +Leggesi presso Eusebio l'ampio editto da lui pubblicato per i +cristiani in addietro oppressi, e per la ristituzion delle chiese e +dei loro beni. Poscia, per promuovere la cristiana religione, diede +fuori altre leggi di gran forza contro dei professori del +paganesimo[3022], con esortar ognuno, ma senza forzare alcuno, ad +abbracciar il culto del vero Dio. Cominciò ad inviar nelle provincie +governatori per lo più cristiani, o se pur gentili, loro era vietato +di sacrificare e di far alcun'altra azione d'idolatria, affinchè le +persone tuttavia dedite agl'idoli si disavvezzassero dal prestar loro +onore e fede. Ordinò che si ristabilissero le chiese già abbattute, +che se ne fabbricassero dell'altre e più magnifiche, sperando di +vedere un dì tutti i suoi sudditi adoratori di Gesù Cristo, e volle +che l'erario suo soccombesse a tutte le occorrenti spese. Abbiamo +inoltre un editto composto da lui stesso in latino, e tradotto in +greco da Eusebio, in cui, deplorando la cecità dei suoi predecessori +nell'adorare i falsi dii, esorta in forma patetica tutti i sudditi +suoi a riconoscere e venerare Iddio creatore del mondo, notando che +già in qualche paese erano stati aboliti gl'idoli, ed interamente +cessato il sacrilego lor culto: del che sommo piacere egli sentiva. +Proibì ancora le imposture degli aruspici e di altri indovini della +setta gentile, meritando ben più fede Eusebio storico contemporaneo, +che Zosimo[3023] gentile, vivuto quasi un secolo dopo, il quale +spaccia Costantino come tuttavia attaccato a quegl'ingannatori, e come +seguace delle superstizioni pagane. Che questo zelantissimo imperadore +giugnesse anche a far serrare i templi e spezzare gl'idoli in molti +paesi, l'abbiamo dal suddetto Eusebio[3024]; ma di questo tornerà +occasion di parlare; perciocchè non nel solo anno presente, ma in +altri susseguenti andò sempre più crescendo lo zelo di questo insigne +Augusto per isbarbicare la gramigna de' pagani: cosa nondimeno da lui +eseguita con destrezza, affinchè non nascessero sedizioni, e chiunque +voleva ridursi alla vera religione, spontaneamente e non per forza lo +facesse. + +NOTE: + +[3010] Idacius, in Fastis. + +[3011] Pagius, Crit. Baron., ad hunc annum et seq. + +[3012] Eusebius, in Chron. + +[3013] Zosimus, lib. 2, cap. 28. + +[3014] Eutropius, in Breviar. + +[3015] Eusebius, in Vita Const., lib. 2, cap. 48. + +[3016] Anonym. Valesianus. + +[3017] Socrat., Hist. Eccl., lib. 1, cap. 4. + +[3018] Baron., Annal. Eccl. + +[3019] Baron., Annal. Eccl. + +[3020] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[3021] Euseb., Vit. Constant., lib. 2, c. 19. Idem, Hist. Eccles., +lib. 9, cap. 9. + +[3022] Euseb., Vit. Constant., lib. 2, cap. 44. + +[3023] Zosimus, lib. 2, cap. 29. + +[3024] Euseb., Vit. Const., lib. 2, c. 48. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXV. Indizione XIII. + + SILVESTRO papa 12. + COSTANTINO imperadore 19. + +_Consoli_ + +PAOLINO e GIULIANO. + + +Intorno ai nomi di questi due consoli molta disputa è stata fra gli +eruditi[3025], ma senza che si possa conchiudere cosa alcuna; e però +non ho io voluto esporre se non l'ultimo loro sicuro cognome, per cui +erano comunemente conosciuti. Non è inverisimile che amendue fossero +della famiglia _Anicia_. Dal dì 4 di gennaio probabilmente sino al dì +3 di novembre dell'anno seguente la prefettura di Roma fu esercitata +da _Acilio Severo_[3026]. Famosissimo riuscì dipoi l'anno presente per +la celebrazione del sacro concilio di Nicea, primo dei concilii +generali, dove intervennero trecento e dieciotto vescovi, da' quali +concordemente fulminati furono gli anatemi contra dell'ostinato Ario e +della sua pestilente eresia. Non si può dire abbastanza quanto +sfavillasse l'ardore dell'ottimo Augusto Costantino per la purità +della dottrina della Chiesa di Dio e per l'unione della medesima. Egli +fu che promosse quella non mai veduta in addietro memorabil assemblea +di prelati, secondato in ciò anche dalle premure del santo pontefice +Silvestro. Assistè egli medesimo a quell'augusta raunanza, ed ebbe +parte a tutto ciò che vi si fece, ma con far sempre ammirare la sua +umiltà, e un gran rispetto ai vescovi, riconosciuti da lui per giudici +di tali controversie. Di più non ne dico io, perchè intorno a questo è +da consultare la storia ecclesiastica. Terminato poi il concilio, +ancorchè Eusebio vescovo di Nicomedia, e Teognide vescovo di Nicea +godessero dianzi non poco della grazia sua, pure perchè non si +acquetavano alle decisioni sacrosante del medesimo concilio, e +continuavano a sostenere l'empietà di Ario, li mandò in esilio. Per +tanti capi sarà sempre in benedizione nella cristianità la memoria di +Costantino il Grande; ma egli spezialmente per cagione di questo +importantissimo concilio si meritò una particolar venerazione presso +tutti i cattolici. Basta leggere le Storie di Eusebio e di Socrate e +gli Atti del concilio suddetto per conoscere qual fosse in tal +occasione il fervore di questo gran principe nel culto e nell'amore +della santa religione di Cristo. E però torno a dire, essere una +marcia bugia quella di Zosimo[3027] scrittore pagano, il quale circa +cento anni dipoi fiorì, allorchè scrisse che Costantino, anche dopo la +caduta di Licinio, continuò a seguitar il culto de' gentili, e a +valersi degli aruspici ed indovini del paganesimo, con abbracciar il +Cristianesimo solamente dopo la morte del figlio e della moglie. Da +troppe prove si vede smentito un tal racconto, nè occorre fermarsi a +confutarlo. Gli spettacoli de' gladiatori fin qui erano stati le +delizie del popolo romano, anzi di tutti i popoli del romano imperio, +benchè dappertutto non si facessero, perchè costavano troppo. Al +mirare quegl'infami combattenti, che l'un l'altro ferivano, o +scannavano solamente per vile interesse, giubilavano gli spettatori, +applaudendo alla destrezza ed agilità degli uni, senza punto +compassionare il sangue e la morte degli altri. Ora Costantino, +illuminato dai documenti della legge di Cristo, ravvisata la deformità +e barbarie di que' giuochi, pieno di giusto zelo, con suo +editto[3028], mentre dimorava in Berito, nel dì primo di ottobre, li +vietò da lì innanzi sotto rigorose pene. Pretese il Gotofredo che +quella legge fosse solamente locale, nè si stendesse per tutto il +romano imperio; e non per altro, se non perchè sotto i successori di +Costantino s'incontrano nè più nè meno gli spettacoli de' +gladiatori[3029]. Credo io di avere abbastanza dimostrato, +massimamente coll'autorità di Eusebio, che veramente fu universale +quel divieto di Costantino, ancorchè i di lui figliuoli non sapessero +poi sostenerlo: tanto erano impazziti i pagani dietro a que' barbarici +e sanguinarii giuochi. All'anno presente ancora appartiene un'altra +legge[3030] di Costantino, data nel dì 17 di aprile intorno alle +usure. Erano queste a dismisura cresciute, perchè, secondo le leggi +romane, non era proibito il cavar frutto dai prestiti, e perciò +abbondavano allora i prestatori. Secondo l'opinione del Gotofredo, +Costantino ridusse, per conto dei danari prestati, il frutto al dodici +per cento, cioè a pagare l'uno per cento ogni mese; e, per quel che +riguarda i naturali prestati, come sarebbe il grano, permise che il +frutto d'ogni anno uguagliasse il capitale. Le leggi del Vangelo +corressero dipoi sì fatte usure, e ne moderarono l'esorbitanza con +lodevoli provvisioni. Possono vedersi nel codice Teodosiano altre +leggi del medesimo Augusto, tutte correttrici degli abusi d'allora, o +pure testimoni della di lui munificenza verso le chiese e verso le +vergini sacre e le povere vedove, alle quali assegnò un'annua +prestazione di grano. Nobilissimo del pari fu un suo editto, per cui +si mostrò pronto ad ascoltare e ricevere le querele ed accuse +d'ognuno, purchè assistite da buone pruove, contra di tutti gli +uffiziali di corte, governatori delle provincie ed altri pubblici +ministri che si abusassero del loro ufficio, promettendo di punir le +loro ingiustizie e frodi, e di premiar chiunque gli scoprisse questi +traditori della giustizia e nemici del pubblico e privato bene. + +NOTE: + +[3025] Panvinius. Du-Cange. Pagius. Relandus. Tillemont. + +[3026] Cuspinianus. Panvinius. Bucherius. + +[3027] Zosimus, lib. 2, c. 29. + +[3028] L. 1, de Gladiator., Cod. Theodos. + +[3029] Thesaur. Novus Inscript., Tom. III, in fine. + +[3030] L. 1, de Usuris, Cod. Theodos. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXVI. Indizione XIV. + + SILVESTRO papa 13. + COSTANTINO imperadore 20. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la settima volta e FLAVIO GIULIO +COSTANZO CESARE. + + +Entrò nella prefettura di Roma _Anicio Giuliano_ nel dì 13 di +novembre[3031] in luogo di Acilio Severo, e in quella carica continuò +egli per i due seguenti anni. Un grande sfregio patì nell'anno +presente la riputazione di Costantino per quelle passioni ed inganni, +da' quali non va esente quasi mai alcuno de' potentati perchè uomini +anch'essi come gli altri, ed uomini che hanno men freno degli altri. +Prima nondimeno di palesar questo suo trascorso, convien dire che il +vittorioso imperadore determinò in questo anno di passare, dopo tanto +tempo di lontananza, a Roma, secondo tutte le apparenze, per celebrar +ivi i vicennali del suo augustale imperio con più solennità. Di +febbraio noi il troviamo[3032] in Eraclea di Tracia, nel marzo in +Sirmio di Pannonia, e nell'aprile in Aquileia. Ci comparisce nel +principio di luglio in Milano, e nel dì 8 di luglio in Roma, dove +abbiamo da Idacio[3033] ch'egli celebrò l'anno ventesimo del suo +imperio augustale, siccome nell'anno precedente egli avea solennizzato +in Nicomedia il ventesimo del cesareo. Per quel che riferisce +Zosimo[3034], il popolo romano con una sinfonia di maledizioni e +d'ingiurie lo accolse, non per altro, se non perchè sempre più si +accertarono ch'egli aveva dato un calcio al culto dei loro idoli. In +fatti solito era in quelle grandi solennità che gl'imperadori col +senato, esercito e popolo si portassero al Campidoglio, per far ivi +de' sacrifizii a Giove Capitolino; ma nulla di ciò volle far +Costantino; e perchè si scaldarono alcuni per l'osservanza di quel +sacrilego rito, non seppe ritenersi il pio imperadore dal prorompere +in parole di abborrimento e sprezzo della superstizione pagana: il che +gli tirò addosso l'odio del senato e popolo romano, costante per la +maggior parte nell'idolatria. Anzi, se crediamo al medesimo Zosimo, +l'esser egli restato mal soddisfatto di loro fece cader in mente il +pensiero di formare una nuova Roma, e veramente la formò dipoi, +siccome vedremo. Si vuol nondimeno ascoltare Libanio sofista[3035], +cioè un oratore di questo secolo, ben più di Zosimo vicino a +Costantino, allorchè asserisce aver questo imperadore trattato i +Romani con assai dolcezza, tuttochè le loro pasquinate e parole +pungenti paressero degne di un trattamento diverso. Accadde un dì che, +avendo egli stesso udita una salva d'insolentissime grida di quel +popolo in dispregio suo, dimandò ai suoi due fratelli (cioè +probabilmente a Delmazio ed Annibaliano, o pur Costanzo) che gli +stavano appresso, cosa in tal congiuntura fosse da fare. L'un di essi +fu di parere che s'inviassero i soldati a tagliare a pezzi que' +temerarii. L'altro rispose che così avrebbono fatto i principi +cattivi, ma che i buoni doveano dissimulare e sofferir le vane dicerie +e scappate della plebe senza giudizio. Se ne rise in fatti Costantino: +cosa che, a parer di Libanio, gli acquistò l'affezion de' Romani. +Anche Aurelio Vittore[3036] lasciò scritto che il dolore mostrato dal +popolo romano, allorchè questo glorioso principe venne a morte, assai +diede a conoscere ch'egli era molto amato da essi Romani. Dopo essersi +fermato in Roma Costantino per qualche tempo, sembra, secondo le +leggi[3037] che restano, aver egli di nuovo ripigliato il cammino alla +volta della Pannonia, giacchè una sua legge di settembre è data in +Spoleti, un'altra di ottobre in Milano, e una di dicembre in Sirmio. + +Veniamo ora al passo più degli altri scabroso della vita di +Costantino. Abbiam più volte fatta menzione di _Crispo_ suo +primogenito, partorito a lui da Minervina sua prima moglie, già creato +_Cesare_, giovane di grande espettazione, e che avea anche dato saggi +del suo valore nella guerra coi Franchi e con Licinio. Questo infelice +principe nell'anno presente[3038], per ordine dello stesso Augusto suo +padre, tolto fu di vita, chi dice col veleno, e chi colla spada. +Zosimo[3039] pretende succeduto così funesto avvenimento in Roma nel +tempo che vi si trattenne Costantino; ma Ammiano Marcellino[3040], +scrittore più vicino a questi tempi, assegna la città di Pola +nell'Istria per luogo di tal tragedia. Perchè Costantino, principe sì +saggio e clemente, e nello stesso tempo sì crudo padre, giugnesse a +tanta severità, nol seppero dire di certo neppure gli antichi +scrittori, e solamente a noi tramandarono i loro sospetti. Zosimo +immaginò incolpato il misero giovane di tenere un'amicizia illecita +con Fausta Augusta sua matrigna; o, per dir meglio, che Fausta facesse +calunniosamente credere al marito d'essere stata tentata da questo suo +figliastro[3041]. Altri si figurarono che la medesima Augusta +inventasse delle cabale per persuadere a Costantino che il figlio +macchinasse contro la vita e lo stato del padre[3042]. Certamente i +più convengono in dire che per le accuse della matrigna Crispo +innocente perdè la vita. E ben probabile è che quell'ambiziosa donna, +la qual già avea tre suoi proprii figliuoli, mirasse di mal occhio il +figliastro Crispo anteposto per cagion dell'età ai suoi fratelli, per +timore ancora che a lui solo potesse un dì pervenire l'imperio, e però +si studiasse di screditarlo presso del padre, e le riuscisse di +precipitarlo. Ell'era figliuola di un gran cabalista, cioè di +Massimiano Erculio. Probabilmente profittò anch'essa di quell'indegna +scuola. Comunque sia, la morte di questo amabil nipote fu un coltello +al cuore di Elena madre dell'Augusto Costantino, nè potea essa darsene +pace. Andò ella dipoi tanto pescando, che dovette in fine far costare +al medesimo imperadore non men l'innocenza di Crispo, che la malvagità +e la calunnia di Fausta sua matrigna; e vuole Filostorgio[3043] che si +scoprisse allora, come l'iniqua donna avea tradito il talamo nuziale +con prostituirsi a delle vili persone. Un sicuro segnale che +Costantino la credesse rea, fu l'aver egli medesimamente ordinato che +a lei si fosse tolta la vita: il che si crede eseguito con farla +serrare in un bagno d'acqua bollente[3044]. Se un esecrando commercio +fosse stato fatto credere a Costantino fra la matrigna e Crispo, +contra di amendue nello stesso tempo sarebbe caduta la pena. Perciò +l'essersi differita la morte di Fausta rende assai verisimile che, +scoperte le sue trame ed iniquità, essa arrivasse al meritato gastigo. +Eutropio[3045] aggiugne che non si fermò qui l'ira di Costantino, +perchè egli appresso fece uccidere molti de' proprii amici, o +sospetti, o complici dei delitti verisimilmente di Fausta. + +Ora questo lagrimevole avvenimento, di cui Eusebio non si attentò di +far parola, perchè tasto troppo delicato, non volendo egli dispiacere +ai figliuoli allora regnanti di Fausta, certo è che diede da mormorar +non poco a' grandi e piccoli, ed offuscò non poco la gloria di +Costantino, con esser giunto taluno[3046] ad assomigliare il governo e +secolo di lui a quel di Nerone; e senza trovarsi chi abbia saputo +scusare o giustificare la credulità soverchia, o il rigore estremo da +lui mostrato in tal occasione. Perciò Eutropio non ebbe difficoltà di +dire che Costantino ne' suoi primi anni meritò d'essere uguagliato ai +più insigni principi di Roma, ma che nel progresso egli potè +contentarsi d'essere annoverato fra i mediocri. Non sussiste poi ciò +che Zosimo[3047], dopo aver narrata questa tragedia, aggiugne con +dire, che rimordendo la coscienza ad esso Augusto per tali trascorsi, +e cercando la via di rimettersi in grazia di Dio, ricorse ai pagani, +che gli dissero di non aver maniera di purgare i parricidii (il che +Sozomeno[3048] mostra essere falso), ebbe allora ricorso ad un +Egiziano venuto di Spagna, cristiano di religione, che già s'era +introdotto in corte (vuol probabilmente dire Osio, vescovo di +Cordova), il quale l'assicurò che dal battesimo de' cristiani restava +cancellata qualsivoglia reità: e però Costantino da lì innanzi aderì +alla religione di Cristo. Più chiaro del sole è che molto prima di +questi tempi Costantino s'era rivolto al Dio vero, con abbandonar +gl'idoli. Che poi per tali fatti Dio permettesse che sopra Costantino +si affollassero da lì innanzi varie sciagure, e che ne' figli suoi +terminasse la sua discendenza, del che sembra essere persuaso il +Tillemont[3049]: tuttavia meglio è non voler entrare ne' gabinetti di +Dio, perchè le cifre de' suoi, sempre per altro giusti, giudizii +venerar si debbono anche senza intenderle, e massimamente per non +saper noi i veri reati di Costantino. Abbiamo poi da Eusebio[3050] e +da Eutropio[3051] che nell'anno stesso, in cui a Crispo tolta fu la +vita, anche il giovane _Licinio_, figliuolo del già Licinio Augusto, +fu, d'ordine di Costantino, ucciso, nulla avendo servito a lui +l'essere nato da Costanza sorella dell'imperadore medesimo. Qual +motivo influisse a farlo privar di vita, e s'egli tuttavia conservasse +il titolo di Cesare, a noi resta ignoto. Può ben temersi che anche per +tale azione s'aguzzassero contra di Costantino le lingue di chi fra i +pagani mirava lui di mal occhio. L'anno fu questo, in cui esso Augusto +con sua legge[3052] ordinò che i cherici ed altri ecclesiastici si +cavassero dalla classe de' poveri, e non se ne ordinasse se non quel +numero ch'era necessario alle chiese, acciocchè l'esenzione da lui +conceduta ai sacri ministri del Vangelo non riuscisse dannosa al +pubblico, cioè al corpo secolare. Con altra legge ancora[3053] +dichiarò che i privilegii da lui accordati alle persone ecclesiastiche +s'intendessero in favore de' soli cattolici, e che ne restassero +esclusi gli eretici e sismatici. Credesi finalmente[3054] che in +quest'anno fosse composto il poema in versi di Publilio Optaziano +Porfirio, che giunto sino a' dì nostri fu dato alla luce dal Velsero, +contenente le lodi di Costantino, ma formato con degli acrostici, e +con altre di quelle ingegnose, o, per dir meglio, laboriose +bagattelle, che erano anche nel secolo precedente al nostro il grande +sforzo degl'ingegni minori. Contuttociò anche tali rimasugli +dell'antichità son da tenere in pregio, sì per le cose che contengono, +come per farci intendere ancora il genio di que' secoli, nei quali per +altro fiorirono tanti uomini grandi nelle lettere e nella santità. +Augurando Optaziano in esso poema i vicennali felici a Costantino, e +non men felici i decennali ai di lui figliuoli; perciò si crede +composto quel poema prima della morte di Crispo. + +NOTE: + +[3031] Bucher., de Cyclo. + +[3032] Gothofr., Chron. Codic. Theodos. + +[3033] Idacius, in Fastis. Euseb., in Chron. + +[3034] Zosimus, lib. 2, cap. 29. + +[3035] Liban., Oration. 14 et 15. + +[3036] Aurelius Victor, de Caesarib. + +[3037] Gothofredus, Chronolog. Cod. Theod. + +[3038] Idacius, in Fastis. + +[3039] Zosimus, lib. 2, cap. 29. + +[3040] Ammianus, lib. 14, cap. 11. + +[3041] Zonaras, in Annalibus. + +[3042] Aurel. Victor, in Epitome. + +[3043] Philostorgius, in Histor. + +[3044] Zosimus. Victor. Sidonius et alii. + +[3045] Eutropius, in Breviar. + +[3046] Sidonius Apollinaris, lib. 5, Epist. 8. + +[3047] Zosimus, lib. 2, cap. 29. + +[3048] Sozomenus, Histor., lib. 1, cap. 5. + +[3049] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[3050] Eusebius, in Chron. + +[3051] Eutrop., in Breviar. + +[3052] L. 6, de Episc., Cod. Theodos. + +[3053] L. 1, de Haereticis, Cod. Theodos. + +[3054] Pagius. Tillemont. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXVII. Indizione XV. + + SILVESTRO papa 14. + COSTANTINO imperadore 21. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANTINO e MASSIMO. + + +Nell'assegnare il nome del primo console ho io seguitato il padre +Pagi[3055] e il Relando[3056]; ma debbo ora dire che non abbiam +sicurezza d'esso, nè sappiam chi egli fosse: tanto son diverse le date +delle leggi di quest'anno e le asserzioni dei Fasti. Presso alcuni in +vece di _Costantino_ si legge _Costanzo_. Presso altri il puro suo +nome è scritto senza il titolo di _Cesare_, e in altri sì. Alcuni il +fanno console _per la prima volta_, altri _per la seconda_, ed altri +per la _quinta_. Fu creduto questo Costantino dal Panvinio[3057] un +parente di Costantino Augusto. Può essere che un dì salti fuori +qualche iscrizione che tolga ogni dubbio. Una[3058] ne ho io recato, +dove altra menzione non è fatta che di _Flavio Cesare_ e di _Massimo_. +Per conto di questo ultimo conghietturò il suddetto Panvinio ch'egli +non fosse diverso da _Valerio Massimo Basilio_, già da noi veduto +prefetto di Roma; ma nei Fasti si soleva notare il solo ultimo +cognome. Nella stessa prefettura seguitò ancora in questo anno _Anicio +Giuliano_. Truovavasi lo Augusto Costantino, per quanto apparisce +dalle date di varie sue leggi[3059], nell'anno presente in Tessalonica +ed Eraclea, cioè in città della Macedonia e Tracia. San Girolamo, che +dopo aver tradotta in latino la Cronica di Eusebio Cesariense[3060], +la continuò poi fino ai suoi giorni, fa verso a questi tempi menzione +di _Arnobio_ oratore africano. Era egli di credenza pagano, ed +insegnava agli scolari rettorica. Convertito alla religione di Cristo, +impugnò di poi la penna contro le superstizioni e follie del +gentilesimo con que' libri che tuttavia abbiamo gravi d'erudizion +pagana, e bisognosi di commento. Non è improbabile che circa questi +tempi _Elena_, madre dell'Augusto Costantino, donna santa e colma di +zelo per l'abbracciata religione di Cristo, andasse a Gerusalemme, +dove scoprì il sepolcro del divino nostro Salvatore, e la vera croce, +su cui egli morì. Portatone l'avviso a Costantino, ordinò che si +fabbricasse ivi un insigne tempio col titolo della Resurrezione. Altre +chiese a petizione della piissima Augusta egli piantò nel monte +Oliveto, in Betlemme ed altri luoghi, per onorar le memorie della +nascita e passion del Signore. Ma intorno a ciò è da consultare la +storia ecclesiastica, depurata nondimeno da alcuni racconti poco +sussistenti. L'anno preciso, in cui sant'Elena fu chiamata da Dio a +miglior vita, resta tuttavia ignoto o controverso. Potrebbe essere che +ciò succedesse nell'anno seguente. Eusebio[3061], dopo aver narrato le +suntuose chiese alzate da Costantino in quei santi luoghi, descrive +ancora le gloriose azioni di pietà, di munificenza e d'umiltà della +santa imperadrice, e quanto amore a lei professasse, quanto onore le +concedesse il figlio Augusto. Non solamente volle che foss'ella +riconosciuta per imperadrice, e che si battessero medaglie d'oro in +suo onore, ma le conferì ancora una piena balìa per valersi del tesoro +imperiale in opere di pietà. Appresso aggiugne, che essendo ella +mancata di vita in età di circa ottant'anni, Costantino fece portare +il suo corpo nella città regale, cioè a Roma, come comunemente vien +creduto, e deporlo in un magnifico sepolcro. Altri visibili segni +diede Costantino dell'amor suo verso la madre. Imperciocchè sotto +quest'anno nota san Girolamo[3062], ch'egli varie fabbriche alzò in +onore di san Luciano martire, seppellito nel borgo di Drepano nella +Bitinia, con farne una città, a cui diede il nome della madre, forse +tuttavia vivente, chiamandola Elenopoli. Ne parla ancora la Cronica +Alessandrina[3063]. Filostorgio[3064] attribuisce alla stessa Elena la +fabbrica di quella città e l'insigne tempio edificato in onore del +suddetto martire. Abbiamo anche da Sozomeno[3065] che una città di +Palestina prese il nome di Elenopoli da questa santa imperadrice. +Veggonsi iscrizioni, trovansi medaglie che confermano il gran credito +ch'ella meritamente godè, tanto in vita che dopo morte, per le sue +luminose virtù. + +NOTE: + +[3055] Pagius, Crit. Baron., ad hunc annum. + +[3056] Reland., Fast. Consul. + +[3057] Panvin., Fast. Consul. + +[3058] Thes. Novus Inscript., pag. 354. + +[3059] Gothofred., Chronolog. Cod. Theodos. + +[3060] Hieronymus, in Chronico. + +[3061] Euseb., in Vita Const., lib. 2, cap. 23 et seq. + +[3062] Hieron., in Chronico. + +[3063] Chron. Alexandrinum. + +[3064] Philostorgius, Hist., lib. 2, cap. 13. + +[3065] Sozomenus, lib. 2, cap. 2. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXVIII. Indizione I. + + SILVESTRO papa 15. + COSTANTINO imperadore 22. + +_Consoli_ + +JANUARIO e GIUSTO. + + +S'incontra il primo console appellato anche _Januarino_. Seguitò +nell'anno presente ad esercitar la prefettura di Roma _Anicio +Giuliano_. Le poche leggi[3066] che abbiamo appartenenti a quest'anno +ci fan vedere Costantino in Nicomedia, capitale della Bitinia, e poi +in Oiscos, o Escos, luogo della Dacia, o piuttosto della Mesia +inferiore, oggidì Bulgaria. Qui la Cronica Alessandrina ci fa sapere +che Costantino passò più volte di là dal Danubio, e che sopra quel +fiume fece fabbricar un ponte di pietra. Anche l'uno e l'altro +Vittore[3067] attestano la fabbrica di questo ponte, nè si sa vedere +perchè il Tillemont[3068] la chiami affatto inverisimile. Noi sappiamo +che Costantino, più di quel che si possa credere, fu avidissimo della +lode e della gloria. Ben probabile è ch'egli non volesse essere da +meno di Traiano, da cui fu fabbricato un simil ponte su quel fiume +regale. Abbiamo anche medaglie[3069], dove si mira quel ponte col +motto SALVS REIPVBLICAE DANVBIVS. Questi movimenti di Costantino hanno +poi fatto pensare a qualche erudito[3070] che in quest'anno egli +avesse guerra coi Goti e Taifali, popoli abitanti di là dal Danubio in +faccia alla Mesia. E però il Mezzabarba[3071] rapporta monete battute, +a suo credere, nel presente anno col motto VICTORIA GOTHICA. Ma forse +tali medaglie son da riferire nell'anno 322. Per altro ve n'ha di +quelle, dove egli comparisce circa questi tempi _imperadore per la +vigesima seconda volta_, e queste dovrebbono assicurarci di qualche +vittoria da lui riportata verisimilmente contra de' Barbari +transdanubiani. In questi tempi appunto gli autori della storia +ecclesiastica[3072] muovono gravi querele contro la memoria di +Costantino, perchè egli richiamò dall'esilio l'eresiarca Ario, e poi +Eusebio, Mari e Teognide, vescovi protettori del medesimo: dal che +vennero poi non poche turbolenze alla Chiesa di Dio, e cominciò la +persecuzione contra di sant'Atanasio. Certo è da stupire come un sì +saggio Augusto, dianzi veneratore dei decreti del celebre concilio +niceno, e che avea banditi i vescovi suddetti, perchè disubbidienti al +medesimo concilio, poscia retrocedesse, e tanto si lasciasse +avviluppar da Eusebio, vescovo di Nicomedia, che da lì innanzi il +tenne per uno de' suoi più intimi consiglieri, e in riguardo suo molti +falli commise in favore dell'arianismo. A simili salti è suggetto +chiunque de' principi non sa sceglier buoni ministri. + +NOTE: + +[3066] Gothofred., Chronolog. Cod. Theodos. + +[3067] Victor, in Epitome. Idem, de Caesarib. + +[3068] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[3069] Mediobarb., in Numismat. Imperat. + +[3070] Gothofredus et Tillemont. + +[3071] Mediob., in Numismat. Imperator. + +[3072] Socrat. Sozomen. Philostorg. Pagius. Baronius et alii. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXIX. Indizione II. + + SILVESTRO papa 16. + COSTANTINO imperatore 23. + +_Consoli_ + +FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per l'ottava volta e FLAVIO VALERIO +COSTANTINO CESARE per la quarta. + + +Ad Anicio Giuliano nella prefettura di Roma succedette nel dì 7 di +settembre _Publio Optaziano_[3073], che taluno ha creduto quel +medesimo Optaziano poeta da noi veduto di sopra autore del panegirico +di Costantino. Ma quel poeta si nomò _Publilio_, e forse non è da +credere che uomo di grande affare e degno di sì riguardevol carica +egli fosse, da che si perdeva in quelle pedanterie d'acrostici. Oltre +di che, san Girolamo[3074] scrive ch'egli in quest'anno fu richiamato +dall'esilio. Poscia nella suddetta prefettura entrò, nel dì 8 di +ottobre, _Petronio Probiano_. Dimorò Costantino in questi tempi, +siccome risulta dalle date delle sue leggi[3075], nella Pannonia, +Dacia e Tracia, ora in Sirmio, ora in Naisso, Sardica ed Eraclea. Era +egli in questi tempi tutto applicato alla fabbrica della nuova città +di Costantinopoli, della cui dedicazione parleremo all'anno seguente. +Nota san Girolamo, nella sua Cronica, che in quest'anno solamente fece +Costantino morir Fausta sua moglie; ma dee ben prevalere l'opinione di +tanti altri che tal tragedia riferiscono all'anno stesso in cui tolta +fu la vita a Crispo Cesare. Aggiugne il medesimo che parimente in +questi tempi fece grande strepito in Africa Donato vescovo di +Cartagine, con avvalorare lo scisma di quelle chiese, e che da lui +venne il nome de' Donatisti più tosto che da un altro precedente +Donato. Similmente scrive che nella città di Antiochia si cominciò a +fabbricare la suntuosa basilica de' cristiani, chiamata Aurea, per +ordine senza fallo di Costantino. Giovanni Malala[3076] probabilmente +indica il medesimo tempio, con dire che esso Augusto edificò in quella +città la gran chiesa, cioè la cattedrale, opera veramente magnifica, +con aver demolito il bagno del re Filippo, già maltrattato dalle +ingiurie del tempo, e divenuto inutile. Presso a quella chiesa ancora +fabbricò lo spedale dei pellegrini; e del tempio di Mercurio formò la +basilica appellata di Rufino. + +NOTE: + +[3073] Cuspinianus. Panvinius. Bucherius. + +[3074] Hieronymus, in Chron. + +[3075] Gothofred., in Chron. Cod. Theodos. + +[3076] Joannes Malala, in Chronogr. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXX. Indizione III. + + SILVESTRO papa 17. + COSTANTINO imperadore 24. + +_Consoli_ + +GALLICANO e SIMMACO. + + +In alcuni Fasti[3077] in vece di _Gallicano_ si trova un _Costanzo per +la terza volta_, piuttosto che _per la settima_, console con +_Simmaco_. Però taluno ha creduto ch'egli fosse sostituito a +Gallicano. Io il lascio nelle sue tenebre. Continuò anche per l'anno +presente _Petronio Probiano_ ad esercitar la prefettura di Roma. S'è +disputato non poco fra gli eruditi[3078] intorno all'anno, in cui +Costantino Augusto cominciò la fabbrica della nuova città di +Costantinopoli, e poi ne fece la dedicazione. Lasciando io il primo +punto che poco importa, dico convenire oggidì i più in credere che in +quest'anno egli dedicasse quella città, mutando il nome di Bisanzio in +quello di Costantinopoli. Era egli negli anni addietro, siccome +sommamente vago di gloria, invogliato di fabbricare una città, per +imporle il suo nome, ed eternar con ciò maggiormente la sua memoria +nei secoli avvenire. Pensava ancora di stabilir ivi la sua residenza, +facendo di quella città una nuova Roma, che gareggiasse in grandezza +ed ornamenti colla vecchia. Pretende Zosimo[3079] che egli a ciò +s'inducesse, perchè mal soddisfatto del popolo romano, da cui era +stato caricato di maledizioni l'ultima volta che egli fu a Roma, a +cagion della religione mutata. Non è questo improbabile, dacchè +sappiamo che dalla nuova città egli escluse ogni reliquia di +paganesimo: il che non gli sarebbe con egual facilità e quiete +riuscito nell'antica Roma. Fosse questo il motivo, o pure il desiderio +della gloria, e di divertire i suoi pensieri in tempo di pace, che +gl'ispirasse tal disegno, certissimo è aver egli a tutta prima scelto +un sito sulla costa dell'Asia in vicinanza della già distrutta città +di Troia, per fabbricarvi la novella sua città, e che v'impiegò assai +tempo ed operarii ad alzarne le mura e le porte. Ma nell'andar egli +soggiornando in quelle vicinanze, meglio di quel che avesse fatto in +addietro, adocchiò, e ravvisò la mirabil situazione dell'antica città +di Bisanzio, e quivi determinò di far la sua reggia; e lasciato andare +l'incominciato lavoro, tutto si diede ad accrescere e rinnovare +quest'altro luogo. Chiunque anche oggidì osserva Costantinopoli, +confessa non potersi trovare un sito più bello, più delizioso e più +comodo di quello sulla terra, perchè posta quella città sotto moderato +clima sul fin dell'Europa in un promontorio, e in faccia alla vicina +Asia, col mare che le bacia le mura, con porto capacissimo di navi, +con fertili campagne, e frapposta a due mari, ciascun dei quali può +facilmente mantenere in essa l'abbondanza. Quivi dunque tutto si diede +l'Augusto Costantino a fabbricare, con aprire gli scrigni ed impiegar +largamente i suoi tesori in quell'impresa, con ritenere il meglio del +vecchio Bisanzio, ed accrescere a meraviglia il circuito delle sue +mura. + +Gli autori greci[3080], siccome si può vedere nella descrizion di +Costantinopoli cristiana, che abbiamo dall'erudita penna del Du-Cange, +contano maraviglie, avvenimenti soprannaturali, ed anche favolosi, +della fondazione di questa città. Non convenendo all'assunto mio +l'entrare in sì fatto argomento, a me basterà di dire che le nuove +mura abbracciarono un gran sito, entro il quale egli fece edificare un +superbo imperial palagio, con altri assaissimi per i suoi cortigiani +ed uffiziali, belle strade e case, piazze non inferiori in bellezza a +quelle di Roma, circhi, statue, fontane, terme, portici suntuosi +sostenuti da più file di colonne di marmo: in una parola, si studiò +egli di formare una città che in fabbriche ed ornamenti potesse +competere con quella di Roma che era la maraviglia delle città. E per +maggiormente abbellirla, non si mise scrupolo di spogliar l'altre +città, per asportar colà le cose più rare, senza neppur eccettuare +quella di Roma. Chi leggesse la storia sola di Zosimo[3081], +crederebbe che Costantino in questa nuova città avesse eretti templi +ai falsi dii, ed onorate le statue loro. Ma Eusebio[3082], che scrive +le cose de' suoi dì, ed altri antichi scrittori[3083] ci assicurano +che egli unicamente vi fabbricò delle magnifiche chiese, fra le quali +mirabil poscia fu quella de' Santi Apostoli, oltre a varii oratorii in +memoria de' martiri, e che in quella città non soffrì alcun tempio de' +gentili, nè che le statue de' loro dii si onorassero ne' templi. +Quelle che v'erano, o che furono portate altronde colà, servivano +solamente per ornamento della città, e non per ricevere culto dai +pagani. Però di là fu estirpata l'idolatria, ed in essa pubblicamente +non si adorava se non il vero Dio e la croce santa; e questa +gioiellata facea bella comparsa nella sala maggiore dell'imperial +palazzo. Quel solo che troviam ripreso da Zosimo[3084] e da +Temistio[3085] in Costantino, fu la soverchia fretta sua, per aver +presto il piacere di veder terminate tante fabbriche, perchè, +trovandole malfatte, le disfaceva, ed altre non poche d'esse ebbero in +effetto corta sussistenza, e convenne ai susseguenti Augusti di +risarcirle e far di nuovo. A fine poi di popolare quest'ampia città, +ed accrescerne l'abitato, tirava ad essa i popoli delle altre città e +provincie, allettandoli con privilegii ed esenzioni, e con donar loro +terre da coltivare, ovver danari. E a molti senatori ancora, venuti da +Roma a stanziare colà, donò palazzi e ville. Assegnò anche rendite +annuali che servissero ad aumentare le case e a sempre più abbellir la +città di nuovi edifizii. Altre poi erano destinate per dare +annualmente al povero popolo pane o pur grano, carne ed olio[3086]. + +In questa maniera non passò gran tempo che Costantino vide piena di +abitatori la sua città, con avere, siccome scrisse anche san +Girolamo[3087], spogliate quasi tutte le altre per ingrandire ed ornar +questa sua favorita figlia. Affinchè poi vi abbondassero i viveri, +concedette varii privilegii ai mercatanti di grano dell'Oriente e +dell'Egitto, che tutti da lì innanzi correvano a smaltire in sì +popolata città le lor vettovaglie, città che per l'addietro tante ne +produceva, che ne facea parte all'altre. I Greci moderni, spezialmente +Codino[3088], spacciarono dipoi una man di fole intorno a questa +fondazione, e massimamente una curiosa particolarità, che, quantunque +favolosa, merita di essere comunicata ai lettori. Cioè che Costantino, +allorchè era dietro alla fabbrica d'essa città, chiamò a sè i +principali nobili romani, e li mandò alla guerra contro i Persiani. In +quel mentre, secondo le misure venute da Roma, ordinò che si +fabbricassero palazzi e case affatto simili a quelle che essi godevano +in Roma; e dopo averle mobigliate di tutto punto, segretamente fece +venir colà le loro mogli e i figliuoli con tutte le famiglie, e le +collocò in quelle abitazioni. Dopo sedici mesi tornarono que' nobili +dalla guerra, accolti con un solenne convito dall'imperadore, il quale +fece poi condurre cadauno all'abitazion loro assegnata, e tutti +all'improvviso si trovarono fra gli abbracciamenti dei lor cari. Torno +a dire, che è spezioso il racconto; ma che chiunque l'esamina, ne +scorge tosto la finzione; e tanto più che guerra non fu allora coi +Persiani, nè gli antichi fan parola di questo fatto, e lo avrebbono +ben saputo e dovuto dire, se fosse avvenuto. Ora varii autori[3089] +s'accordano in iscrivere che l'Augusto Costantino nel dì 11 di maggio +dell'anno presente fece con gran solennità di giuochi e profusion di +doni la dedicazione di questa nuova città, abolendo l'antico nome di +Bisanzio, ed ordinando ch'essa da lì innanzi fosse chiamata _città di +Costantino_, o sia _Costantinopoli_. Fra le sue leggi[3090] comincia +appunto a trovarsene una data sul fin di novembre in quella città col +suddetto nome. Non è già che in quest'anno fosse ridotta a perfezione +così insigne città, ricavandosi da Giuliano Apostata[3091] e da +Filostorgio[3092] che si continuarono i lavori anche qualche anno +dipoi. Ma perchè dovevano essere terminate le mura, le porte e i +principali edifizii, perciò l'imperadore impaziente non potè aspettare +di più per darle il nome e farne la dedicazione in quel giorno, che +annualmente fu poi celebrato anche ne' secoli susseguenti dalla +nazione greca. Per maggiormente poi esaltare la sua città, Costantino +le diede ancora il titolo di _seconda Roma_, o pure di _Roma +novella_[3093]; volle che godesse tutti i diritti e le esenzioni che +godeva la vecchia, stabilì ivi un senato, ma del secondo ordine, e +varii magistrati, che esercitavano la loro autorità sopra tutto +l'imperio dell'Oriente, e sopra l'Illirico orientale; in una parola, +se vogliam credere a Sozomeno, andò così crescendo Costantinopoli, che +in meno di cento anni giunse a superar Roma stessa non men per le +ricchezze che per la copia degli abitanti. Zosimo[3094] scriveva, +circa cento anni dappoi, che facea stupore la sterminata folla di +gente e di giumenti che si mirava in quelle strade e piazze; ma che, +essendo strette esse strade, scomodo e pericoloso era il passarvi. +Giunge anche a dire che niun'altra città potea allora paragonarsi in +felicità e grandezza a Costantinopoli, senza eccettuar Roma vecchia, +la qual certo cominciò a declinar da qui innanzi non poco per questa +emula nuova. + +NOTE: + +[3077] Cassiodorus, Prosper, in Fastis. + +[3078] Baron. Gothofred. Petavius. Pagius. + +[3079] Zosimus, lib. 2, cap 30. + +[3080] Euseb. Sozomen. Philostorg. Codinus, et alii. + +[3081] Zosimus, l. 2, cap. 31. + +[3082] Euseb., in Vita Costantini, lib. 3, cap. 48. + +[3083] Socrates, l. 1 Histor., cap. 16 et alii. + +[3084] Zosimus, lib. 2, cap. 32. + +[3085] Themistius, Orat. 3. + +[3086] Sozom. Socrates. Zosimus. Cod. Theodos. et alii. + +[3087] Hieron., in Chronico. + +[3088] Codinus, Origin. Constantin. + +[3089] Idacius, in Fastis. Chronic. Alexandrinum. Hieron., in Chron. +Zonaras, in Annalib. et alii. + +[3090] L. 2, de Judaeis, Cod. Theod. + +[3091] Julian., Oratione I. + +[3092] Philostorgius, Histor., lib. 2, cap. 9. + +[3093] Sozomenus, Histor., lib. 2, cap. 3. Socrates, Hist., lib. 1, +cap. 1. + +[3094] Zosimus, lib. 2, cap. 35. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXXI. Indizione IV. + + SILVESTRO papa 18. + COSTANTINO imperadore 25. + +_Consoli_ + +ANNIO BASSO ed ABLAVIO. + + +Nel dì 12 d'aprile entrò nella prefettura di Roma _Anicio Paolino_. Le +leggi[3095] pubblicate in quest'anno dall'Augusto Costantino cel fanno +vedere tuttavia residente in Costantinopoli, applicato ivi al +compimento di varie fabbriche. Allora fu ch'egli con un prolisso +editto, il quale nel Codice di Giustiniano si trova diviso in sei +diverse leggi, e indrizzato a tutte le provincie del romano imperio, +si studiò di provvedere alle concussioni ed avanie dei giudici, notai, +portieri ed altri uffiziali della giustizia, ed anche alla prepotenza +de' privati. Vuol dunque ivi che chiunque si sentirà aggravato +dall'avarizia, rapacità e ingiustizia de' suddetti, liberamente porti +le sue doglianze ai governatori; e, non provvedendo essi, ricorra ai +conti delle provincie, o ai prefetti del pretorio, affinchè essi ne +diano conto alla maestà sua, ed egli possa punire questi abusi e +delitti secondo il merito. Nè solamente impiegava in questi tempi +Costantino i suoi tesori per l'accrescimento della sua diletta città +di Costantinopoli; stendeva anche la sua munificenza ad altre città, +con fabbricar ivi dei riguardevoli templi in onore di Dio, de' quali +parla Eusebio[3096]. Faceva inoltre sfavillare il suo zelo in favore +della Chiesa cattolica, con aver pubblicato un editto contra de' varii +eretici che allora l'infestavano, ma non già contra degli Ariani, +perchè introdottosi forte in grazia di lui uno scaltro protettore +d'essi, cioè quel volpone di Eusebio, vescovo di Nicomedia, di cui si +parlò di sopra, andò egli non solamente inorpellando al buon Augusto i +sacrileghi dogmi dell'eresiarca Ario, ma mise anche sottosopra le due +insigni chiese di Antiochia e di Alessandria: del che potrà il lettore +chiarirsi consultando la storia ecclesiastica. Racconta eziandio il +medesimo Eusebio[3097] che Costantino fece sentire la beneficenza sua +a tutto l'imperio, con levare un quarto dei tributi che annualmente +pagavano i terreni: indulgenza che gli tirò addosso la benedizione dei +popoli. E perciocchè non mancavano persone, le quali si lamentavano di +essere state oltre il dovere aggravate negli estimi delle loro terre +sotto i principi precedenti, spedì estimatori dappertutto, acciocchè +riducessero al giusto quello che fosse difettoso. Parla anche Eusebio +della non mai stanca liberalità di questo grazioso regnante verso le +provincie e verso chiunque a lui ricorreva; di maniera che egli +giunse, per soddisfare a tanti che chiedevano onori, ad inventar nuove +cariche e nuovi uffizii, colla distribuzion de' quali si studiava di +rimandar contenta ogni meritevol persona. Zosimo[3098], che per +cagione del suo paganismo non seppe se non mirar d'occhio bieco tutte +le azioni di Costantino, gli fa un reato di questo, e particolarmente +perchè di due prefetti del pretorio egli ne formasse quattro. Il primo +d'essi era prefetto del pretorio dell'_Italia_, da cui dipendeva +l'Italia tutta colla Sicilia, Sardegna e Corsica, e l'Africa dalle +Sirti sino a Cirene, e la Rezia, e qualche parte dell'antico Illirico, +come l'Istria e Dalmazia, e verisimilmente anche il Norico. Era il +secondo quello dell'_Oriente_, a cui Costantino, per onorar la sua +cara Costantinopoli, diede una buona porzione, unendo sotto di lui +l'Egitto colla Libia Tripolitana, e tutte le provincie dell'Asia, e la +Tracia, e la Mesia inferiore con Cipri ed altre moltissime isole. Il +terzo fu quel dell'_Illirico_, al quale erano sottoposte le provincie +della Mesia superiore, la Pannonia, la Macedonia, la nuova Dacia, la +Grecia ed altri adiacenti paesi, compresi anticamente sotto esso nome +d'Illirico. Fu il quarto quello delle _Gallie_, che comandava a tutta +la Francia moderna sino al Reno, e a tutta la Spagna, con cui andava +congiunta la Mauritania Tangitana, e alle provincie romane della +Bretagna. Zosimo pretende che l'istituzione di tali magistrati +riuscisse pregiudiziale all'imperio. Ma doveva far mente quello +storico che Diocleziano il primo fu in certa maniera ad istituire +quattro prefetti del pretorio, allorchè in quattro parti divise il +romano imperio. Quel che più importava, quand'anche se ne faccia +autore Costantino, con ottima intenzione o per maggior comodo de' +popoli egli creò que' magistrati. Veggasi il Gotofredo[3099] ed altri +che han trattato dell'uffizio, dell'autorità e delle incumbenze de' +prefetti del pretorio. Che se uffiziali di tanta dignità, o i lor +subalterni col tempo si abusarono del loro impiego, alla lor +negligenza o malizia si dovea attribuire il reato, e non già alla +dignità, saviamente e con buon fine istituita, che, al pari di tante +altre, potè cadere in mani cattive. + +NOTE: + +[3095] Gothofred., Chronolog. Cod. Theodos. + +[3096] Euseb., in Vita Const., lib. 3, cap. 50 et 63. + +[3097] Idem, ibidem, lib. 4, cap. 2. + +[3098] Zosimus, lib. 2, cap. 32 et seq. + +[3099] Gothofred., tom. VI Cod. Theodosian. Pancirolus, Notitia +Utriusque Imperii. Bulenger., de Imp. Roman., lib. 3. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXXII. Indizione V. + + SILVESTRO papa 19. + COSTANTINO imperadore 26. + +_Consoli_ + +PACAZIANO ed ILARIANO. + + +Trovasi _Anicio Paolino_ continuare in quest'anno ancora nella +prefettura di Roma. Se vogliam riposar sull'asserzione di quella mala +lingua di Zosimo[3100], da che Costantino si perdè tutto dietro alla +fabbrica di Costantinopoli, non si curò più di far guerra, ed attese +solamente a darsi bel tempo. Cinquecento Taifali, nazione scitica, +fecero con soli cinquecento cavalli un'irruzione nel paese romano +(probabilmente in quest'anno), e non solamente niuna schiera loro +oppose Costantino, ma anche, dopo aver perduta la maggior parte +dell'esercito suo, allorchè vide comparire sino ai trincieramenti del +suo campo i nemici che davano il sacco alla campagna, si mise fuggendo +con gran fretta in salvo. Ho tradotto le stesse parole di Zosimo, +acciocchè il lettore comprenda la contraddizione di questo +appassionato storico. Se Costantino perdè tanti de' suoi armati, il +che suppone qualche battaglia, come non oppose egli gente a que' +Barbari? Ma nè questi svantaggi della cesarea armata, nè la fuga +dell'invitto imperadore son cose da credere a Zosimo, venendo egli +smentito da Eusebio scrittore contemporaneo[3101], e da s. +Girolamo[3102], e da Socrate[3103], e da Sozomeno[3104]. Sotto +quest'anno san Girolamo scrive che i Romani vinsero i Goti; perciocchè +con questo nome usarono molti di comprendere molte delle nazioni +scitiche, Tartari da noi chiamate oggidì, si può conghietturare +ch'egli significasse i Taifali di Zosimo. Eusebio anch'esso ci +assicura che Costantino soggiogò le dianzi indomite nazioni degli +Sciti e dei Sarmati. E Socrate attesta bensì che i Goti fecero delle +incursioni nel territorio romano, ma soggiugne che Costantino li +vinse. Abbiamo anche dall'Anonimo Valesiano[3105] che i Sarmati, +pressati dalla guerra che lor facevano i Goti, implorato l'aiuto di +Costantino, l'impetrarono; e che per la buona condotta di _Costantino +Cesare_ circa cento mila di que' Barbari perirono di fame e di freddo. +Pare perciò che Costantino, primogenito dell'Augusto Costantino, +quegli fosse che un titolo di generale a nome del padre guerreggiasse +coi Goti: il che si può anche inferire da Giuliano Apostata[3106]. A +ciò si dee unire lo scriversi da Idacio[3107] che i Goti furono +sconfitti dai Romani nel paese de' Sarmati, correndo il dì 22 d'aprile +dell'anno presente. Secondo l'Anonimo Valesiano[3108], Ararico o sia +Aorico, re dei Goti, per tale riconosciuto anche da Giordano[3109] +istorico, fu poscia obbligato a chiedere pace, per sicurezza della +quale diede alcuni ostaggi, e fra essi un suo figliuolo. Anche Aurelio +Vittore[3110] ed Eutropio[3111] riconobbero vinti da Costantino +Augusto i Goti; di maniera che le dicerie di Zosimo si scuoprono +effetti unicamente del suo mal cuore verso di un imperadore sì +glorioso e degno. Abbiamo inoltre nelle medaglie[3112] autenticati +questi fatti colla memoria della VICTORIA GOTHICA. E qui Eusebio[3113] +osserva un riguardevol pregio dell'Augusto Costantino. Erano stati +soliti non pochi de' precedenti imperadori di pagare alle nazioni +barbare confinanti un annuo regalo, che in sostanza era un tributo, ed +indizio che i Romani si professavano come sudditi e servi de' Barbari. +Non volle l'invitto Costantino sofferir questo vergognoso aggravio; e +perchè ricusò di pagare, ebbe guerra con que' popoli. Confidato nella +protezione di quel divino Signore, colla cui croce egli procedeva +nelle guerre, domò tutti coloro che osarono di fargli resistenza; nè +più pagò loro tributo: il che vien confermato da Socrate[3114]. Gli +altri Barbari poi che non presero l'armi ammansò egli in tal maniera +con prudenti ambascerie, che li ridusse da una vita senza legge e +simile alle fiere ad una civile ed umana forma di vivere, imparando in +fine gli Sciti ad ubbidir ai Romani. Così Eusebio vescovo di Cesarea, +egregio testimonio di tali affari, perchè vivente e scrivente allora +le sue Storie. Ma esso Eusebio, nel descrivere le azioni di +Costantino, perchè si prefisse di compilar quelle solamente che +riguardavano la di lui pietà, non si curò delle altre che concernevano +la di lui gloria civile e militare; e però non sappiamo distintamente +in che consistessero le sue guerre e vittorie contra dei Goti e +d'altri Barbari. Se fossero pervenute sino a' dì nostri le storie di +_Prassagora Ateniese_, conosciute da Fozio[3115], e quelle di _Bemarco +Cesariense_, mentovate da Suida[3116], siccome ancora le Vite +degl'imperadori composte da _Eunapio_, autori che trattarono de' fatti +di Costantino, altre particolarità noi sapremmo ora della di lui vita. +Tanto nondimeno a noi resta da potere smentire la licenza di Zosimo +ostinato pagano. Nè si dee tacere aver asserito Socrate[3117] e +Sozomeno[3118] che le vittorie di Costantino, riportate nelle guerre +coi Goti, fecero visibilmente conoscere la protezione di Dio sopra +questo principe, in guisa tale che moltissimi d'essi Goti, convinti +anche per tale osservazione della verità della religion cristiana +(passata settanta anni prima nelle lor contrade coll'occasion degli +schiavi cristiani), la abbracciarono e professarono, benchè infettata +dagli errori d'Ario. Abbiamo ancora dal sopraccitato storico +Giordano[3119] che Alarico, re allora d'essi Goti, provvide all'armate +di Costantino quaranta mila de' suoi soldati, i quali sotto nome di +collegati cominciarono a militare al di lui servigio. Se costoro +vollero i danari de' Romani, convenne che da lì innanzi se li +guadagnassero col servire negli eserciti cesarei. + +NOTE: + +[3100] Zosimus, lib. 2, cap. 31. + +[3101] Euseb., in Vit. Const., lib. 4, cap. 5. + +[3102] Hieronymus, in Chronico. + +[3103] Socrates, Histor., lib. 1, cap. 18. + +[3104] Sozomenus, Histor., lib. 2, cap. 8. + +[3105] Anonym. Valesianus. + +[3106] Julian., Oration. I. + +[3107] Idacius, in Fastis. + +[3108] Anonym. Vales. + +[3109] Jordan., de Reb. Get., cap. 21. + +[3110] Aurelius Victor, de Caesarib. + +[3111] Eutrop., in Breviar. + +[3112] Mediob., in Numismat. Imperator. + +[3113] Euseb., in Vit. Const., lib. 4, cap. 5. + +[3114] Socrates, Hist., lib. 1, cap. 18. + +[3115] Photius, in Biblioth., Cod. 62. + +[3116] Suidas, in Lexico. + +[3117] Socrat., lib. 1, cap. 8. + +[3118] Sozomenus, lib. 1, cap. 18. + +[3119] Jordan., de Reb. Getic., cap. 21. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXXIII. Indizione VI. + + SILVESTRO papa 20. + COSTANTINO imperadore 27. + +_Consoli_ + +FLAVIO DELMAZIO e ZENOFILO. + + +Quelle leggi e que' fasti, ne' quali in vece di _Delmazio_ si legge +_Dalmazio_, s'hanno da credere alterati dai copisti ignoranti ed +avvezzi a chiamar _Dalmazia_ quella che negli antichi secoli era +appellata _Delmazia_, siccome apparisce da varie iscrizioni militari +nella mia Raccolta[3120]. Nelle medaglie[3121] poi troviamo conservato +il di lui vero nome _Delmazio_. Alcuni han creduto questo Delmazio +fratello di Costantino, ma di altra madre. Oggidì opinion più ricevuta +è ch'egli fosse figlio di un fratello di Costantino, nè andrà molto +che il vedremo decorato col titolo di _Cesare_. Nel dì 7 d'aprile fu +conferita la carica di prefetto di Roma a _Publio Optaziano_[3122] +creduto dal Tillemont[3123] quel medesimo Publio Optaziano Porfirio +che compose in acrostici il panegirico di Costantino. Ma poco durò il +suo impiego, perchè nel dì 10 di maggio gli succedette _Ceionio +Giuliano Camenio_. Fra i tre figliuoli dell'Augusto Costantino, +l'ultimo era _Costante_, nato circa l'anno 320. Al pari degli altri +due fratelli fu anch'egli nel dì 25 di dicembre dell'anno presente +creato _Cesare_[3124]. Nelle altre medaglie e nelle iscrizioni si +trova chiamato _Flavio Giulio Costante_. Abbiamo da san Girolamo che +terribilmente infierì nella Soria e Cicilia la carestia colla +mortalità d'innumerabili persone. Di questa orrida fame, che afflisse +tutto l'Oriente, parla anche Teofane[3125], dicendo che un moggio di +grano costava allora un'incredibile prezzo; e che in Antiochia e Cipri +le ville altro non faceano che saccheggi sulle vicine, e buon per chi +avea superiorità di forze. Racconta ancora Eunapio che in non so qual +anno si patì penuria di grano in Costantinopoli, perchè i venti +contrarii impedivano ai legni mercantili l'abbordare a quel porto. +Trovavasi allora in gran credito alla corte di Costantino _Sopatro_, +filosofo platonico, ito colà per frenare l'impetuosità di Costantino +in distruggere il paganesimo. Ma, venuto un dì in cui mancò il pane +alla piazza, infuriata la plebe con alte grida cominciò ad esclamare +contra di Sopatro, con dire ch'egli era un mago, ed incantava i venti, +affinchè non arrivassero i vascelli del grano. Zosimo[3126] pretende +che questa fosse una cabala di _Ablavio_ prefetto del pretorio, al +quale non piaceva tanta familiarità di quel barbone coll'imperador +Costantino. Nientedimeno si può credere che di gran conseguenza non +fosse il favore goduto da costui; imperciocchè Costantino permise che +l'infuriata plebe il mettesse a pezzi, forse, come vuole Suida, per +far conoscere l'abborrimento suo al paganesimo. Si può anche riferire +a questi tempi ciò che lasciò scritto Eusebio[3127], cioè tanto essere +salito in riputazione l'Augusto Costantino, che da tutte le parti +della terra erano a lui spedite ambascerie. Ed egli stesso attesta +d'aver più volte osservato alle porte del palazzo imperiale le varie +generazioni di Barbari, fra' quali specialmente i Blemmii, gli +Indiani, gli Etiopi, tutti venuti per inchinare un così glorioso e +temuto monarca. Il vestir loro, la capigliatura, le barbe, tutte erano +diverse. Terribile il loro aspetto, e la statura quasi gigantesca. +Rosso il colore d'alcuni, candidissimo quello d'altri. Portavano tutti +costoro dei regali a Costantino, chi corone d'oro, chi diademi +gioiellati, cavalli, armi ed altre specie di donativi, per entrare in +lega con lui, e stabilir seco buona amicizia. Più era poi quello che +il generoso principe loro donava, rimandandoli perciò più ricchi di +prima, e contenti a casa. Oltre a ciò, i più nobili fra que' Barbari +soleva egli affezionarsegli, decorandoli con titoli ed ammettendoli +alle dignità romane: dal che veniva che la maggior parte d'essi, non +curando più ritornarsene alla patria, si fermava ai servigi del +medesimo Augusto. E tale era la politica di Costantino, il cui cuore +non si trovava inquietato dalla dannosa insaziabilità de' +conquistatori, ma bensì nobilmente bramava di far godere un'invidiabil +pace e tranquillità a tutti i sudditi del suo vasto imperio: lode non +intesa dal maledico Zosimo[3128], che quasi gli fa un reato, perchè +desistè dalle guerre. E di questa sua premura di far godere la pace ai +suoi popoli un bel segno diede, allorchè Sapore re della Persia (se +crediamo a Libanio[3129]), in occasione di inviargli una solenne +ambasciata, gli dimandò una gran quantità di ferro, di cui niuna +miniera si trovava in Persia, col pretesto di valersene per far guerra +ai lontani. Tuttochè Costantino conoscesse che questo ferro potea un +dì servire contro i Romani, pure, per non romperla con quel re, che +parea disposto a far guerra, ne permise l'estrazione, assicurandosi +coll'aiuto di Dio di vincere anche i Persiani armati, se l'occasion +veniva. Della stessa ambasciata fa menzione Eusebio[3130], siccome +ancora della suntuosità de' regali passati fra loro, e della pace di +nuovo assodata fra i due imperii. Aggiugne che un motivo particolare +ebbe il piissimo Costantino di mantener buona armonia con quel re, +perchè la religione di Cristo avea stese le radici fino in Persia; ed +egli, siccome protettor d'essa, non volea che i cristiani di quelle +contrade restassero esposti alla vendicativa barbarie del re persiano. +Anzi abbracciò egli questa congiuntura per iscrivere a quel regnante +una lettera, a noi conservata da Eusebio e da Teodoreto[3131], in cui, +dopo aver esaltata la religion de' cristiani, come sola ragionevole e +protetta da Dio, raccomanda a quel re i fedeli abitanti nel di lui +regno. Il Gotofredo[3132] e il padre Pagi[3133] mettono sotto +quest'anno lo studio di Costantino, affinchè si distruggessero i +templi e gl'idoli più famosi del gentilesimo, come si ricava da san +Girolamo[3134] e da altri antichi scrittori. + +NOTE: + +[3120] Thesaur. Novus Inscr., Class. XI. + +[3121] Goltzius. Tristanus. Spanhemius et alii. + +[3122] Cuspinianus. Panvinius. Bucher. + +[3123] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[3124] Idacius, in Fastis. Hieron., in Chronico. + +[3125] Theophanes, Chronogr. + +[3126] Zosimus, lib. 2, cap. 40. + +[3127] Euseb., in Vita Constantin., lib. 4, c. 7. + +[3128] Zosimus, lib. 2, cap. 32. + +[3129] Liban., Oration. 3. + +[3130] Euseb., in Vita Const., lib. 4, cap. 8. + +[3131] Theodoretus, Hist., lib. 1, cap. 24. + +[3132] Gothofred., Chron. Cod. Theodos. + +[3133] Pagius, Crit. Baron., ad hunc annum. + +[3134] Hieron., in Chronico. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXXIV. Indizione VII. + + SILVESTRO papa 21. + COSTANTINO imperadore 28. + +_Consoli_ + +LUCIO RANIO ACONZIO OPTATO e ANICIO PAOLINO juniore. + + +_Optato_ e _Paolino_ sono i cognomi indubitati di questi due consoli. +I loro nomi son presi da iscrizioni riferite dal Panvinio e Grutero, +le quali non è ugualmente certo che appartengano a questi personaggi. +Dal Catalogo del Cuspiniano e Bucherio[3135] abbiamo che nel dì 27 +d'aprile del presente anno la prefettura di Roma fu raccomandata ad +_Anicio Paolino_: sicchè, se regge il suddetto supposto, egli fu nello +stesso tempo ornato delle due più illustri dignità di Roma. +Un'iscrizione del Panvinio[3136] parla di tutte e due queste dignità, +e il Tillemont[3137] l'adduce per pruova che Paolino le esercitò nel +medesimo tempo. Ma nelle iscrizioni si solevano annoverar tutte le +dignità e gl'impieghi onorevoli dei personaggi, loro addossati in +varii tempi; e però non è bastante quel marmo a togliere ogni dubbio +che Paolino in quest'anno fosse console e prefetto di Roma. Le leggi +del Codice Teodosiano[3138] ci fan vedere Costantino Augusto, +nell'anno presente, ora in Costantinopoli, ora in Singidone della +Mesia, ed ora in Naisso della Dacia. Diede egli nella prima d'esse +città una legge[3139] nel dì 26 di giugno in favor de' pupilli, delle +vedove, e d'altre miserabili persone, concedendo loro il privilegio di +non poter essere tratte fuori del loro foro e paese, quando abbiano +liti, per farle litigare nel tribunale supremo del principe; e di +poter esse all'incontro citare i loro avversarii a quel tribunale. Con +varie altre leggi promosse il medesimo Augusto l'ornamento della città +di Costantinopoli, col concedere dei privilegii agli architetti, e +l'abbondanza de' viveri con proporne degli altri ai mercatanti. Noi +vedemmo di sopra all'anno 332 che trovandosi i Sarmati in pericolo di +soccombere alla potenza de' Goti, ottennero aiuto da Costantino, dalle +cui armi entrate nella Sarmazia furono que' Barbari sonoramente +battuti e sconfitti. Due parole abbiamo dall'Anonimo Valesiano[3140], +le quali sembrano significare, che per aver egli dipoi trovati i +medesimi Sarmati di fede dubbiosa ed ingrati a' suoi benefizii, anche +contra di loro ebbe guerra, e li vinse. Socrate[3141] chiaramente +attesta le vittorie da lui riportate, non solo de' Goti, ma anche de' +Sarmati, senza che ne sappiamo di più, nè in qual anno ciò succedesse. +Truovansi perciò medaglie[3142] d'esso Augusto, dove egli è appellato +VICTOR OMNIVM GENTIVM; e in altre si legge: DEBELLATORI GENTIVM +BARBARARVM. Ora si vuol narrare uno stravagante fatto che appartiene +all'anno presente, per attestato d'Idacio[3143], Eusebio[3144] ed +altri[3145]. Ossia che i popoli suddetti della Sarmazia (oggidì +Polonia) avessero guerra solamente nell'anno 332 coi Goti, poi +debellati dalle armi di Costantino; o pure, come par più probabile, +che si riaccendesse un'altra volta quel fuoco; certo è che, sentendosi +eglino debili di forze contra di sì potenti avversarii, misero l'armi +in mano ai loro servi, cioè ai loro schiavi, e data coll'aiuto d'essi +una rotta ai nemici, rimasero liberi da quella vessazione e pericolo. +Ma che? Uno di gran lunga peggiore se ne suscitò in casa loro. Uso fu +de' Greci, Romani e Barbari stessi di non ammettere alla milizia se +non persone libere, e di non dar l'armi giammai agli schiavi, per +timore che costoro dipoi non insolentissero e scuotessero il giogo; e +tanto più perchè il numero degli schiavi ordinariamente era sterminato +negli antichi tempi presso d'ogni nazione. Se i Romani in qualche +gravissimo bisogno di gente si vollero valer degli schiavi, lor +diedero prima la libertà. Non dovettero i signori sarmati usar tutta +la convenevol precauzione in tal congiuntura. Insuperbiti i loro +servi, e conosciuta la propria forza, rivolsero in fatti da lì a non +molto l'armi contra de' proprii padroni; e questi, non potendo +resistere, furono astretti a prendere la fuga, ed a lasciar tutto in +potere di chi dianzi loro ubbidiva. San Girolamo[3146] ed +Ammiano[3147] danno il nome di Limiganti a quei servi, e a' lor +padroni quello di Arcaraganti. Ebbero questi ultimi ricorso allo +Augusto Costantino, il quale benignamente gli accolse ne' suoi Stati. +Per attestato dell'Anonimo Valesiano[3148], erano più di trecento mila +persone tra grandi e piccioli dell'uno e dell'altro sesso. Costantino +arrolò nella milizia i più robusti: il rimanente fu da lui compartito +per varii paesi, cioè per la Tracia, Scitia (cioè la Tartaria minore), +Macedonia ed Italia, con dar loro terreni da coltivare. Altri di que' +Sarmati liberi, per testimonianza d'Ammiano, si ricoverarono nel paese +dei Victobali; e solamente nell'anno 358 furono rimessi dai Romani in +possesso del loro paese. + +NOTE: + +[3135] Cuspinianus. Panvinius. Bucherius. + +[3136] Panvinius, in Fast. + +[3137] Tillemont, Mémoires des Emp. + +[3138] Gothofred., Chron. Cod. Theod. + +[3139] L. 2, de Offic. Judic. omn. + +[3140] Anonymus Valesianus. + +[3141] Socrat., lib. 1, cap. 18. + +[3142] Mediobarb., Numism. Imper. + +[3143] Idacius, in Fastis. + +[3144] Euseb., in Vit. Const., lib. 4, cap. 6. + +[3145] Hieron., in Chron. + +[3146] Hieron., in Chronico. + +[3147] Ammian., Histor., lib. 17 et 19. + +[3148] Anonymus Valesianus. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXXV. Indizione VIII. + + SILVESTRO papa 22. + COSTANTINO imperadore 29. + +_Consoli_ + +GIULIO COSTANZO e CEIONIO RUFIO ALBINO. + + +Fratello di Costantino Augusto, ma da altra madre nato, cioè da +Teodora figliastra di Massimiano Erculio, fu questo _Giulio Costanzo_ +console. Oltre allo onore del consolato, ebbe egli anche la eminente +dignità di patrizio, il titolo di nobilissimo, e la facoltà di portar +la veste rossa orlata d'oro[3149]. La cognizion di questo personaggio +importa molto alla storia, perchè noi troveremo _Gallo Cesare_ a lui +nato dalla prima moglie, e _Giuliano_, a lui procreato da Basilina sua +seconda moglie, Giuliano, dissi, che arrivò poi ad essere imperadore, +ma d'infame memoria per la sua apostasia. Il secondo console, cioè +_Ceionio Rufio Albino_, era figliuolo di Rufio Volusiano, stato due +volte console, come apparisce da un'antica iscrizione[3150]. Dal +Catalogo[3151] del Cuspiniano e del Bucherio si ricava che a lui +stesso nel dì 30 di dicembre dell'anno presente fu conferita la +prefettura di Roma, nella quale egli continuò per tutto l'anno +seguente. Entrava l'Augusto Costantino nel dì 25 di luglio del +presente anno nell'anno trentesimo del suo regno, o imperio _cesareo_. +Il padre Pagi[3152] pretende che questi fossero i tricennali +dell'imperio _augustale_ di Costantino, e che da lui nell'anno +precedente fossero stati celebrati quei del cesareo. Ma, secondo i +miei conti, avendo egli veramente preso il titolo di Augusto nell'anno +di Cristo 307, non poteva aver principio nell'anno presente il +trentesimo dell'augustale imperio. Nè può stare che egli nel +precedente anno celebrasse i tricennali del regno cesareo, perchè +nell'anno 305 non fu, per quanto abbiam detto, dichiarato Cesare, ma +solamente nel 306. Comunque sia con grande magnificenza[3153] e con +una non minor divozione e pietà solennizzò Costantino questa festa, +giacchè, fuorchè a Cesare Augusto, a niun altro degli imperadori era +riuscito di giugnere così avanti nel godimento del regno. Perciò umili +azioni di grazie rendè all'Altissimo[3154]; ed in questo medesimo anno +fece la dedicazione dell'insigne chiesa della Resurrezione ch'egli +avea fatto fabbricare in Gerusalemme. Ma che? La stessa pietà di sì +glorioso Augusto incorse in questi medesimi tempi in una gravissima +macchia, di cui parla diffusamente la storia ecclesiastica, e che a me +basta di accennare in poche parole. Più che mai si trovava sconvolta +la Chiesa di Dio per l'eresia d'Ario, e per la prepotenza de' suoi +partigiani e protettori. Costantino, per mettere fine a tanti torbidi, +ordinò nel presente anno che si tenessero[3155] due concilii, l'uno in +Tiro, e l'altro in Gerusalemme. La intenzione sua si può credere che +fosse buona; ma non badò egli d'aver presso di sè lo scaltro Eusebio +vescovo di Nicomedia, ed altri o segreti o palesi campioni d'Ario, che +s'abusavano della di lui confidenza ed autorità in favore di +quell'eresiarca, e in pregiudizio della dottrina della Chiesa +cattolica e del santo concilio di Nicea. Avvenne dunque che nel +concilio di Tiro, Atanasio, insigne e santo vescovo d'Alessandria, +scudo de' cattolici, fu deposto, e in quello di Gerusalemme Ario ed i +suoi seguaci furono ammessi alla comunion della Chiesa cattolica; +tutti passi che offuscarono non poco la gloria di Costantino sulla +terra, e che abbisognarono della misericordia di Dio per lui +nell'altra vita. Portatosi a dimandargli giustizia sant'Atanasio, in +vece di ottenerla, fu relegato nelle Gallie. Altra novità nell'anno +presente, novità pregiudiziale alla sua politica, fece l'Augusto +Costantino; perchè, non contento di aver dichiarati _Cesari_ i suoi +tre figliuoli, cioè _Costantino_, _Costanzo_ e _Costante_[3156]: nel +settembre di quest'anno conferì il medesimo titolo di _Cesare_ e di +principe della gioventù a _Flavio Giulio Delmazio_ suo nipote, perchè +figliuolo di Delmazio suo fratello. Un altro nipote, nato dal medesimo +suo fratello, avea Costantino, per nome _Flavio Claudio Annibaliano_. +Il creò re del Ponto, della Cappadocia e dell'Armenia minore. Per +attestato ancora dell'Anonimo Valesiano[3157], gli diede in moglie +_Costantina_ o sia _Costanziana_ sua figlia, decorata del titolo +d'Augusta. Disavvedutamente con questi atti di munificenza, lodevoli +per altro in sè stessi, trattandosi di esaltare parenti suoi sì +stretti, non badò il saggio Augusto che egli seminava le discordie fra +i proprii figliuoli e i lor cugini. Non andrà molto che ce ne +accorgeremo. Benchè sia incerto il tempo, in cui ad un certo +_Calocero_, uomo vilissimo, saltò in capo la follia di farsi +imperadore, pure non è fuor di proposito il darne qui un barlume di +conoscenza (che di più egli non meritava), giacchè san Girolamo[3158] +e Teofane[3159] ne parlano all'anno 29 di Costantino. Costui pare che +occupasse l'isola di Cipri; ma un fuoco di paglia fu questo: dall'armi +imperiali egli restò in breve oppresso, e condannato ai supplizii +degli schiavi ed assassini. Recitò Eusebio vescovo di Cesarea nel +settembre di quest'anno in Costantinopoli quel panegirico[3160] che di +lui abbiamo in onore di Costantino Augusto. E nell'ultimo dì parimente +dell'anno presente passò a miglior vita san _Silvestro papa_[3161], +pontefice gloriosissimo, perchè a' suoi tempi, ed anche, siccome +possiam conghietturare, per cura sua, si vide trionfar la croce di +Cristo nel cuore di Costantino, ed alzar bandiera la religion +cristiana sopra l'antica superstizione di Roma pagana; di Roma, dico, +dove tanti insigni templi sotto di lui si cominciarono a dedicare al +vero Dio, siccome può vedersi nella storia ecclesiastica. + +NOTE: + +[3149] Zosimus, lib. 2, cap. 39. + +[3150] Panvin., in Fast. Gruterus, in Thesaur. Inscript. Reland., in +Fast. + +[3151] Cuspin. Bucher., de Cyclo. + +[3152] Pagius, Crit. Baron. + +[3153] Idacius, in Fastis. Chronic. Alexandr. + +[3154] Euseb., in Vita Constantin., lib. 4, cap. 40. + +[3155] Baron., Annal. Eccl. Collectio Concilior. Labbe, Fleury, et +alii. + +[3156] Idacius, in Fastis. Chronicon Alexandr. Hieron., in Chron. + +[3157] Anonymus Vales. + +[3158] Hieronymus, in Chronico. + +[3159] Theophan., Chronographia. + +[3160] Euseb., in Vita Constant., lib. 4 + +[3161] Anastas. Bibliothec. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXXVI. Indizione IX. + + MARCO papa 1. + COSTANTINO imperadore 30. + +_Consoli_ + +FLAVIO POPILIO NEPOZIANO e FACONDO. + + +Benchè i fasti e le leggi non ci porgano se non il cognome del primo +console, cioè _Nepoziano_, pure difficilmente si fallerà in credere +ch'egli fosse quel _Flavio Popilio Nepoziano_, a cui fu madre +_Eutropia_ sorella di Costantino Augusto. Noi torneremo a vedere +questo personaggio, all'anno 350, proclamato imperadore, ma imperadore +di poca durata. Seguitò ancora in quest'anno _Rufio Albino_ ad +esercitare la prefettura di Roma. In luogo del defunto s. Silvestro fu +creato romano pontefice[3162] _Marco_ nel gennaio dell'anno presente. +Cosa alquanto pellegrina può parere a talun il vederlo appellato +solamente _Marco_, perchè questo era un solo prenome; e non già un +nome o cognome de' Romani. Ma s. Marco evangelista avea fatto divenir +nome questo prenome, per tacere altri esempli. Non durò più di otto +mesi e venti giorni la vita di esso pontefice, registrato dipoi nel +catalogo de' santi. Fu di parere il cardinal Baronio[3163] che +_Giulio_ a lui succedesse nella cattedra di san Pietro sul fine +d'ottobre; ma il padre Pagi[3164], fondato nella Cronica di Damaso, +differisce la di lui esaltazione sino al febbraio del susseguente +anno, senza apparire il perchè in questi pacifici tempi restasse +vacante per tanto tempo la sedia di san Pietro. Appartengono a +quest'anno le prime nozze di _Costanzo Cesare_, secondo figliuolo +dell'imperadore[3165], celebrate con gran pompa dalla corte: nella +qual congiuntura l'Augusto suo padre distribuì ai popoli e alle città +moltissimi doni. Il Du-Cange[3166] inclinò a credere che questa prima +moglie di Costanzo (perchè n'ebbe più d'una) fosse figliuola di Giulio +Costanzo, cioè d'un fratello di esso Costantino Augusto e di Galla; ma +resta tuttavia scuro questo punto. Una solenne ambasciata dall'India +circa questi medesimi tempi venne a trovar Costantino, portandogli in +dono delle gemme preziose, e delle stravaganti bestie di que' paesi +sconosciute presso i Romani. Aggiugne Eusebio, che i re e i popoli +dell'India in certa maniera si suggettarono alla signoria di +Costantino, con riconoscerlo per loro imperadore e re, alzando in +onore di lui statue ed immagini. Si potrebbe dubitare se Eusebio in +questo sito la facesse più da oratore o poeta, che da storico. Volle +dopo le nozze di Costanzo, e conseguentemente nel presente anno, e non +già nel precedente, come fu d'avviso il Tillemont[3167], l'Augusto +Costantino provvedere alla succession de' figliuoli, forse perchè +qualche incomodo della sanità gli faceva già presentire non lontano il +fin de' suoi giorni; nè i saggi aspettano a regolar le loro faccende +allorchè la morte picchia alla porta. Divise dunque l'imperio fra i +suoi tre figliuoli e due nipoti nella seguente maniera. Al primogenito +suo _Costantino_, già ammogliato, ma senza sapersi con chi, lasciò +tutto il paese che è di là dalle Alpi, ed era stato della giurisdizion +di suo padre, cioè tutte le Gallie coll'Alpi Cozie, le Spagne colla +Mauritania Tingitana e la Bretagna, porzione che oggidì forma tre +potenti e fioriti regni. A questo principe, abitante allora in +Treveri, fece ricorso l'esiliato sant'Atanasio, e ne fu ben ricevuto. +A _Costanzo_ secondogenito assegnò il padre tutto l'Oriente +coll'Egitto, a riserva della porzione che già dissi data ad +_Annibaliano_ suo nipote. Pretese l'Apostata Giuliano[3168] che per +favore particolare Costantino concedesse le provincie d'Oriente a +Costanzo, perchè più degli altri l'amava a cagion della sua +sommessione e compiacenza. A _Costante_ terzogenito fu assegnata[3169] +l'Italia, l'Africa e l'Illirico: vasta porzione anche essa, perchè si +stendeva per tutta la Pannonia, per le Mesie, Dacia, Grecia, +Macedonia, ed altri paesi già attinenti all'Illirico, e verisimilmente +abbracciava anche il Norico e le Rezie. Il Valesio e il Tillemont, +correggendo un passo di Aurelio Vittore, con leggere _Delmatio_ in +vece di _Delmatiam_, pretendono che Costantino lasciasse la Tracia, la +Macedonia e l'Acaia, cioè la Grecia, a _Delmazio_ suo nipote. Ma non è +da credere che Costantino della sua diletta città di Costantinopoli +volesse privare i suoi figliuoli, e darla al nipote con dote tanto +inferiore di paese annesso. O non s'ha dunque da emendare il passo di +Vittore che attribuisce a _Costante_ l'Illirico, la Italia, la Tracia, +la Macedonia e la Grecia; o, quando pur si voglia fallato il suo +testo, si dee stare con Zonara[3170], il quale chiaramente scrive che +a _Costante_ toccò, oltre all'Oriente, anche la Tracia colla città del +padre, cioè con Costantinopoli. E a farci credere che così fosse, +concorre quanto poco fa dicemmo della parzialità a lui mostrata dal +padre Augusto. Quanto a _Delmazio_, altra parte, a mio credere, non fu +assegnata che la _Ripa Gotica_, come ha l'Anonimo Valesiano[3171], +cioè verisimilmente la Dacia nuova, o pur la Mesia inferiore. Di qual +parte divenisse o restasse signore _Annibaliano_ con titolo di re, già +s'è detto all'anno precedente. Ed ecco il romano imperio trinciato in +tante parti, e con tal divisione infievolito in maniera da prepararsi +alla rovina; ma Diocleziano avea già somministrato a Costantino questo +modello, e Costantino dovette anch'egli figurarsi meglio assicurata la +sussistenza di questi regni con provvederli di principi, de' quali +cadauno dal suo canto gareggerebbe per difendere dai Barbari la sua +porzione, senza prevedere o sospettar egli che l'ambizione e gelosia +potesse poi con tutta facilità attizzar la discordia fra tanti +principi, ed anche fra gli stessi fratelli. + +NOTE: + +[3162] Anastas., in Bibl. sive Chron. Damasi. + +[3163] Baron., in Annal. + +[3164] Pagius, Crit. Baron. + +[3165] Euseb., in Vita Constant., lib. 4, cap. 49. + +[3166] Du-Cange, Hist. Byz. + +[3167] Tillemont, Mémoires des Empereurs. + +[3168] Julian., Orat. III. + +[3169] Anonym. Valesianus. Zonaras, in Ann. Aurelius Victor, in +Epitome. + +[3170] Zonaras, in Annal. + +[3171] Anonym. Vales. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXXVII. Indizione X. + + GIULIO papa 1. + + COSTANTINO juniore } + COSTANZO e } imp. 1. + COSTANTE } + +_Consoli_ + +FELICIANO e TIBERIO FABIO TIZIANO. + + +Certo è il cognome del secondo console, cioè di _Tiziano_, non +egualmente è sembrato tale il suo nome e prenome a cagion dei dubbii +mossi al consolato dell'anno 391, siccome vedremo. Nel dì 10 di marzo +a Rufio Albino succedette nella dignità di prefetto di Roma _Valerio +Procolo_. La saviezza con cui Costantino reggeva i suoi popoli, la +sterminata sua potenza, e il credito con tante vittorie acquistato, +aveano per più anni tenuto in dovere i Barbari e fatta godere a tutte +le parti del romano imperio un'invidiabil pace: quando eccoli dare +all'armi i Persiani, e muover guerra al romano imperio. Un racconto di +Cedreno[3172], a cui il Valesio[3173] prestò fede, fa originata questa +rottura de' Persiani coi Romani dopo una pace per circa quaranta anni +durata fra loro, da un certo _Metrodoro_, filosofo persiano, il quale, +adunata gran copia di pietre preziose nell'India, parte da lui rubate +e parte a lui consegnate da un re indiano da portare in suo nome +all'Augusto Costantino, venne veramente a trovar l'imperadore, a cui +diede le gioie, ma senza far parola del re donatore, con aggiugnere +ancora di avergliene consegnata quel re un'altra gran quantità, ma +che, in passando per la Persia, erano state occupate da quel re Sapore +II. Perchè Costantino ne fece delle istanze ad esso re con assai +altura, e non ne ricevè risposta, si allumò la guerra fra loro. Altre +particolarità aggiunte da esso Cedreno a una tal relazione da niuno +degli antichi conosciute, han ciera di favole, delle quali per altro è +fecondo quello scrittore troppo lontano dai tempi di Costantino. +Tuttavia Ammiano[3174] ha qualche cosa di questo Metrodoro, con dire +che Costanzo, e non già Costantino, badando alle bugie di Metrodoro, +fu istigato a far guerra ai Persiani. Intanto a noi gioverà +l'attenerci ad autori più classici, cioè ad Eusebio[3175], +Libanio[3176] ed Aurelio Vittore[3177]. Vanno essi d'accordo in dire +che il re di Persia, Sapore, da gran tempo faceva de' preparamenti per +muovere guerra al romano imperio. Allorchè ebbe disposto tutto, inviò +ambasciatori a Costantino, ridomandando gli Stati che una volta +appartenevano alla corona persiana. La risposta di Costantino fu che +verrebbe egli in persona ad informarlo de' suoi sentimenti; ed in +fatti allestite armi e milizie, chiamate in gran copia da tutte le +parti del suo imperio, con vigore si preparò per questa importante +spedizione. Un così potente armamento d'un imperadore avvezzo alle +vittorie fece calar ben tosto gli orgogliosi spiriti del re persiano, +le cui armate aveano già dato principio alle scorrerie nella +Mesopotamia, di modo che spedì nuovi ambasciatori a Costantino per +trattar di pace. Eusebio[3178] qui più degli altri merita fede, e ci +assicura che l'ottennero; laddove Rufo Festo[3179] e l'Anonimo +Valesiano[3180], Libanio e Giuliano l'Apostata pretendono che +Costantino continuasse i preparamenti militari per la guerra; e noi +vedremo che Costanzo suo figliuolo fu da lì a non molto alle mani col +re di Persia. Tuttavia Ammiano è di parere che Costanzo, e non già i +Persiani, quegli fu che volle rompere, sedotto, siccome già +accennammo, dal suddetto Metrodoro. + +Avea l'Augusto Costantino goduta in addietro una prosperosa sanità, +accompagnata con gran vigore di corpo e d'animo[3181], ed era già +pervenuto al principio dell'anno sessantesimo terzo di sua età. Ma +convien credere che anche nel precedente anno qualche interna +debolezza o malore più vivamente che mai il facesse accorto +dell'inevitabile nostra mortalità. Però, siccome dicemmo, assettò +gl'interessi domestici; più che mai si applicò alle opere di pietà; +fece fabbricare il sepolcro suo presso il magnifico tempio degli +Apostoli, eretto e dedicato da lui in Costantinopoli, e spesso +trattava dell'immortalità dell'anima, insegnata dalla religion di +Cristo e dalla migliore filosofia. Ora, dopo aver egli con gran +divozione celebrato il giorno santo della Pasqua, cominciò a sentir +de' più gravi sconcerti nella sanità, e si portò ai bagni, ma senza +provarne profitto. Venuto che fu ad Elenopoli, si aggravò il suo male; +ed allora, conoscendo approssimarsi ormai il fine dei suoi +giorni[3182], con tutta umiltà confessò i suoi peccati in quella +chiesa, e fece istanza ai vescovi dimoranti nella sua corte di +ricevere il sacro battesimo, differito da lui fin qui, secondo l'uso +od abuso d'alcuni in que' tempi, per cancellare e purgare prima di +morire in un punto solo tutti i peccati della vita passata +coll'efficacia di quel sacramento. Questa funzione fu celebrata poco +appresso, essendo egli passato da una sua villa presso di +Nicomedia[3183]; e chi il battezzò, fu Eusebio vescovo di quella +città, uomo per altro screditato per la sua aderenza agli errori +d'Ario. Non v'ha oggidì persona alquanto applicata all'erudizione che +non conosca essere stato conferito il battesimo a questo celebre +imperadore, e primo fra gl'imperadori cristiani, non già in Roma per +mano di san Silvestro papa nell'anno 324, come ne' secoli +dell'ignoranza le leggende favolose fecero credere, ma bensì nell'anno +presente in Nicomedia sul fine della di lui vita. Se altro testimonio +che Eusebio Cesariense non avessimo di questo fatto, potrebbesi forse +dubitare della di lui fede, perchè vescovo almen sospetto di aver +favorito il partito dell'eresiarca Ario, contuttochè non sia mai +probabile che scrittore sì riguardevole volesse e potesse spacciare un +fatto, che così agevolmente si sarebbe potuto con sua vergogna +smentire, qualora fosse pubblicamente seguito in Roma tanti anni prima +il battesimo d'esso Augusto. Ma il punto sta, che con Eusebio, in +raccontar questo fatto, s'accordano il santo vescovo[3184] Ambrosio, +san Girolamo e tanti vescovi del concilio di Rimini nell'anno di +Cristo 359; e Socrate, Sozomeno, Teodoreto, Evagrio e la Cronica +Alessandrina. Non ne cito i passi, potendo il lettore informarsi +meglio di questo da chi _ex professo_ ha ventilata cotal quistione. +Posto poi il battesimo così tardi ricevuto da Costantino, per cui egli +cominciò veramente a chiamarsi cristiano, e ad essere partecipe dei +divini misteri[3185]; s'è cercato se Costantino fosse almeno in +addietro nel numero de' catecumeni, nè si son trovati bastanti lumi +per decidere questo punto. Quel che è certo, da gran tempo +l'impareggiabil Augusto, con aver abiurato l'empio culto degli idoli, +era cristiano in suo cuore, e adorava Gesù Cristo, e promoveva a tutto +suo potere gl'interessi della sua santa religione, benchè non si +sottomettesse per anche al giogo soave del Vangelo, e all'obbrobrio +della Croce; e si sa che egli superava col suo zelo e colla sua +divozione anche molti veterani nella scuola del Crocifisso. Dopo il +battesimo, che il piissimo Augusto ricevè con gran compunzione ed +ilarità insieme d'animo al veder quelle sacre cerimonie, vesti l'abito +bianco, e diedesi a far varii regolamenti, l'uno dei quali fu il +richiamar dall'esilio sant'Atanasio[3186], e, secondo tutte le +apparenze, anche gli altri vescovi banditi. Confermò ancora nel +testamento la division fatta degli Stati ne' suoi figliuoli, con +chiamare a sè, come più vicino, Costanzo, il quale non giunse a tempo +di vederlo vivo. + +Nella sacra festa adunque della Pentecoste, caduta in quest'anno nel +dì 22 di maggio, fu chiamato, come si può credere, alla gloria de' +beati questo insigne imperadore, in età di sessantatrè anni e tre +mesi, per quanto si deduce con varie conghietture dagli antichi +scrittori[3187], correndo l'anno trentunesimo, dacchè egli fu creato +Cesare. Nè sussiste che egli nell'ultimo della vita inclinasse agli +errori d'Ario, come si lasciò scappar dalla penna san Girolamo[3188], +avendo assai fatto conoscere alcuni letterati ch'egli morì nella +credenza e comunione della Chiesa cattolica: al che certamente nulla +pregiudicò l'avergli Eusebio di Nicomedia somministrato il battesimo, +la cui virtù non dipende dal ministro. Fu il corpo del defunto +Augusto[3189] con lugubre pompa portalo a Costantinopoli, accompagnato +da tutta l'armata di quelle parti; ed esposto nella gran sala del +palazzo, parata a lutto, e illuminata da assaissimi doppieri su +candellieri d'oro, quivi restò, finchè arrivato dalla Soria Costanzo +di lui figliuolo, solennemente lo condusse al sepolcro, ch'egli stesso +s'era preparato, e che fu posto alla porta del tempio de' santi +Apostoli in Costantinopoli. Incredibile ed universale fu il +dolore[3190] dei popoli per la perdita di questo incomparabile +imperadore; e spezialmente il senato e popolo romano[3191] se ne +afflisse, riflettendo che egli coll'armi, colle leggi e colla clemenza +avea, per così dire, fatta rinascere Roma, e procacciata con tanta +cura in addietro una mirabil tranquillità di pace al suo imperio. +Perciò furono in essa Roma sospesi tutti gli spettacoli ed altri +divertimenti; si serrarono i bagni, e con alte grida il popolo fece +istanza che il di lui corpo venisse trasportato colà, con provar +poscia estremo dolore, allorchè intese data ad esso sepoltura in +Costantinopoli. I pagani stessi[3192], secondo il sacrilego loro +stile, ne fecero un dio, come eziandio si raccoglie da varie +medaglie[3193], onore certamente detestato da quella grande anima che +adorò il solo vero Dio in vita, e dopo morte possiam credere che +passasse a godere i premii riserbati ai buoni in un regno più stabile +e migliore. Il titolo di _Grande_, che noi comunemente diamo a +Costantino, parve poco ai popoli, anche vivente lui; e però gli +diedero quel di _Massimo_, che s'incontra nelle suddette medaglie e +nelle iscrizioni. Ed, in vero, per quanto ebbe a confessare lo stesso +Eutropio[3194], benchè scrittore pagano, innumerabili pregi di corpo e +d'animo, e una rara fortuna concorsero a formare di lui uno dei +maggiori eroi dell'antichità. Videsi ritornato dal valore delle sue +armi sotto un solo capo il romano imperio; cessarono pel suo saggio e +clemente governo i gravissimi mali e disordini internamente patiti +sotto i precedenti cattivi Augusti; e calato l'orgoglio alle nazioni +barbare, niuna d'esse inferiva più molestia alcuna alle provincie +romane, per timore di questo invitto Augusto. Ma la principal gloria +di Costantino fu, e sempre sarà presso di noi cristiani, l'esser egli +stato il primo ad abbandonare il culto degli idoli con abbracciare la +vera religione di Cristo; e non solo di aver profittato per sè stesso +di questa luce, ma d'essersi studiato a tutto potere di dilatarla pel +vasto suo imperio, senza nondimeno forzare le coscienze altrui: studio +che, secondato da' suoi successori, giunse in fine ad atterrar affatto +il paganesimo, e a far solamente regnare la Croce per tutte le +provincie romane. Quanto egli operasse, affinchè ciascuno aprisse gli +occhi al lume del Vangelo, quante chiese egli fabbricasse, quanti +templi famosi della idolatria distruggesse, e tanti altri saggi della +sua umiltà e pietà, all'istituto mio non convien di riferire, +rimettendo io il lettore, desideroso di chiarirsene, alla Vita di lui +scritta da Eusebio, e alla storia ecclesiastica. Ma non posso tacere +che, per attestato del medesimo storico[3195], lo zelo di Costantino +giunse a proibire l'esterno culto degl'idoli, e a far chiudere le +porte de' loro templi, e a vietare i sagrifizii, l'aruspicina e varie +altre superstizioni del gentilesimo. Che s'egli non potè sradicar +tutto, il potente crollo nondimeno che gli diede, servì ai successori +suoi Augusti di campo per compiere quella grande impresa. Per questo +la memoria di Costantino si rendè venerabile per tutta la Chiesa, e +tanto innanzi andò presso i Greci la stima di questo imperadore, che +ne fecero un santo, e ne celebrano tuttavia la festa. Anzi nello +Occidente stesso non sono mancate chiese che han fatto altrettanto, e +scrittori che han compilata la Vita di _san Costantino_ il Grande. + +Ma qui si vuol avvertire i lettori, che quantunque riguardevoli sieno +stati i meriti di questo glorioso imperadore; tuttavia, se noi +prendiamo nella sua vera significazione il titolo di _santo_, +indicante il complesso d'ogni virtù cristiana, e l'essere affatto +privo di vizii e di sostanziali difetti: ben lontano fu Costantino dal +conseguir sì decoroso titolo, che la sola pia adulazione de' secoli +barbari a lui contribuì. Imperciocchè, a guisa di tanti altri principi +che grandi sono appellati, non mancarono in lui varii difetti, che +ebbero bisogno di misericordia presso Dio, e di scusa presso i +mortali. Non son già qui sì facilmente da credere tanti biasimi a lui +dati da Giuliano Apostata, e massimamente da Zosimo, il qual ultimo +fece quanto sforzo potè per isminuire o denigrar la fama di +Costantino. Scrittori tali, perchè ostinati nel paganesimo, maraviglia +non è se sparlassero d'un imperadore che, quanto potè, diroccò il +regno della lor superstizione. Ora tanto Giuliano[3196] che Aurelio +Vittore[3197] ed Eutropio[3198] ci rappresentano Costantino, non solo +avidissimo della gloria (passione per altro che in sè merita scusa, +per non dire anche lode, qualora è di stimolo alle sole belle opere), +ma ancora pieno d'ambizione, avendo egli cercato sempre d'ingrandirsi, +senza mettersi pensiero se per vie giuste od ingiuste. Ma chi vuol +male, tutte le altrui opere interpreta in sinistro. Gli attribuiscono +ancora[3199] un eccesso di lusso nell'ornamento del suo corpo, per +aver portato, ed anche continuamente, il diadema; dal che si +guardarono i suoi predecessori: accusa nondimeno di poco momento, +perchè ai monarchi non è disdetto il sostenere la propria maestà colla +magnificenza esteriore, purchè non giungano, come facea Diocleziano, a +farsi trattare da iddii. Che poi Costantino negli ultimi suoi anni si +desse ad una vita voluttuosa, amando i piaceri e gli spettacoli, lo +scrissero bensì Giuliano[3200] e Zosimo[3201]; ma lo stesso Aurelio +Vittore[3202] e Libanio[3203], amendue gentili, difendono qui la di +lui memoria, con dire ch'egli continuamente leggeva, scriveva, +meditavo, ascoltava le ambascerie e le querele delle provincie; e +molto più parla esso Libanio delle continue di lui occupazioni per +promuovere il pubblico bene; nè alcuno certamente mai fu che potesse +imputargli l'aver trasgredite le leggi della continenza, nè commessi +eccessi di gola. Se vero poi fosse che Costantino, come vuol +Zosimo[3204], e si ricava anche da Aurelio Vittore, dall'una parte +scorticava i popoli colle imposte e coi tributi, e dall'altra +scialacquava i tesori in fabbriche e in arricchir persone inutili ed +immeritevoli, di maniera che, secondo esso Vittore, governò ben egli +come buon principe ne' primi dieci anni, ma ne' dieci seguenti +comparve un ladrone, e ne' dieci ultimi si trovò come uno spelato +pupillo: se vero, dissi, ciò fosse, avrebbe senza dubbio pregiudicato +non poco alla di lui riputazione. Ma Evagrio[3205] difende qui la fama +di Costantino; e di sopra vedemmo, coll'autorità d'Eusebio, che questo +regnante levò via un quarto degli aggravii sopra le terre; oltre di +che, le sue leggi il danno a conoscere per nemico, e certo non +tollerante delle avanie sopra i sudditi. Quel forse che con più +ragione fu ripreso in questo gran principe, fu la sua troppa bontà, +amorevolezza e clemenza; male procedente da buon principio, ma che non +lascia d'essere male in chi è posto da Dio a governar popoli, se tale +eccesso va a finire in danno del pubblico. Confessa lo stesso +Eusebio[3206] che Costantino fu proverbiato, perchè niuno temendo, a +cagione della soverchia di lui clemenza, di soggiacere all'ultimo +supplizio, e poco o nulla affaticandosi i governatori delle provincie +per frenare i delinquenti, ne pativa la pubblica quiete, e frequenti +erano i lamenti de' sudditi. Aggiugne che due gravi disordini si +provarono in quei tempi, cioè la prepotenza ed insaziabil cupidigia +dei ministri di corte, che travagliavano tutti i mortali, e la +furberia di molte inique persone che, fingendosi convertite alla +religion cristiana, s'introducevano nella confidenza dell'imperadore, +con abusarsene poi in pregiudizio del pubblico e della religione +stessa, facendo credere quel che volevano all'incauto Augusto. Che +anche appresso dei buoni principi si veggano cattivi, scellerati +ministri, non è cosa forestiera; ma non sono esentati i principi +stessi dal rendere conto a Dio e al pubblico di valersi di sì fatte +braccia, senza prendersi pensiero delle lor malvage azioni. E +Costantino ben li conosceva[3207], e gridava, ma non provvedeva. E per +conto degl'impostori che colla maschera del Cristianesimo ingannavano +il troppo buono imperadore, sappiamo ch'egli, badando ad Eusebio di +Nicomedia, e verisimilmente anche allo stesso Eusebio di Cesarea, fece +de' passi falsi contra del sacrosanto concilio di Nicea, e in danno +della dottrina e religione cattolica. Contuttociò si vuol ripetere che +ad un principe tale, per tanti versi tutto dato alla pietà cristiana, +e pieno di retta intenzione, possiam fondatamente credere che il +misericordioso Dio avrà fatto godere un'abbondante misura della sua +clemenza nel mondo di là; e che s'egli, al pari di un altro suo +eguale, cioè di Carlo Magno, non meritò già d'essere venerato qual +indubitato santo sugli altari, non l'abbia almeno Iddio escluso da un +invidiabil riposo nel regno suo. Finalmente non vo' tralasciar di dire +che sotto Costantino il Grande fiorirono non poco le lettere e i +letterati, sì fra i cristiani che fra i pagani, perch'egli, per +attestato di Aurelio Vittore[3208], cura particolare ebbe che si +coltivassero l'arti e le scienze, e costituì ancora salarii ai maestri +delle medesime. Si sa ch'egli stesso componeva orazioni e discorsi, e +scriveva lettere con eloquenza, e ne restano tuttavia le pruove. Gli +autori della Storia Augusta, tante volte menzionati di sopra, +fiorirono quasi tutti sotto di lui, e alcuni d'essi ancora d'ordine +suo scrissero le Vite de' precedenti imperadori, come _Sparziano_, +_Lampridio_ e _Capitolino_. Di sopra ancora parlammo di _Eumene_, di +_Nazario_ e d'_Optaziano_ panegiristi, _Jamblico_ filosofo platonico, +_Commodiano_ (se pur non è più antico) e _Giuvenco_ poeti cristiani, +_Arnobio_, _Giulio Firmico_, _Eusebio Cesariense_, e probabilmente +_Gregorio_ ed _Ermogeniano_, autori di due codici, una volta celebri, +delle leggi romane, con altri che io tralascio, e intorno a' quali è +da vedere la storia ecclesiastica e letteraria. Quel poi che dopo la +morte di Costantino succedette, ancorchè appartenente al presente +anno, sia a me lecito di trasferirlo al seguente, perchè assai si è +parlato di questo. + +NOTE: + +[3172] Cedren., in Histor. + +[3173] Valesius, in Annot. ad Ammian., lib. 25, cap. 4. + +[3174] Ammianus, lib. 25, cap. 4. + +[3175] Euseb., in Vita Constantini, lib. 4, cap. 56. + +[3176] Liban., Orat. III. + +[3177] Aurelius Victor, de Caesarib. + +[3178] Euseb., in Vita Constantini, cap. 57. + +[3179] Rufus Festus, in Breviar. + +[3180] Anonym. Valesianus. Libanius. Julianus. + +[3181] Euseb., in Vita Constantini, lib. 4, cap. 53. + +[3182] Euseb., ibid., cap. 61. + +[3183] Hieron., in Chron. + +[3184] Ambrosius. Hieronym. Socrates. Sozomenus. Theodoret. Evagrius. +Chron. Alexandrinum. + +[3185] Valesius, Adnot. ad Euseb. Tillemont, Mémoires des Emper. + +[3186] Athan., Apolog. II. + +[3187] Euseb., in Vit. Const. Socrates, in Histor. Eccl. Idacius, in +Fastis. Cron. Alexandr. + +[3188] Hieron., in Chronico. + +[3189] Theodoretus, Histor., lib. 1, cap. 34. + +[3190] Euseb., in Vita Constant., lib. 4, cap. 69. + +[3191] Aurel. Vict., de Caesarib. + +[3192] Eutrop., in Brev. + +[3193] Mediobarb., Numismat. Imper. + +[3194] Eutrop., in Brev. + +[3195] Euseb., in Vit. Const., lib. 4, cap. 23 et 25. + +[3196] Julian., Oratione VII. + +[3197] Aurel. Victor, in Epitome. + +[3198] Eutropius, in Breviar. + +[3199] Aurelius Victor, in Epitome. + +[3200] Julian., de Caesarib. + +[3201] Zosimus, lib. 2, cap. 32. + +[3202] Aurelius Victor, in Epitome. + +[3203] Liban., Or. III. + +[3204] Zosimus, lib. 2, cap. 38 + +[3205] Evagr., lib. 3, cap. 40. + +[3206] Euseb., in Vita Constantini, lib. 4, cap. 51 et 54. + +[3207] Euseb., in Vita Constant., lib. 4, cap. 55. + +[3208] Aurelius Victor, in Epitome. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXXVIII. Indiz. XI. + + GIULIO papa 2. + + COSTANTINO juniore } + COSTANZO e } imp. 2. + COSTANTE } + +_Consoli_ + +ORSO e POLEMIO. + + +_Mecilio Ilariano_ esercitò in questo anno la prefettura di Roma. Da +che giunto a Costantinopoli _Costanzo_ Cesare ebbe data solenne +sepoltura al cadavero del defunto padre, nell'anno addietro si applicò +a dar sesto agli affari del pubblico. Intanto giunsero gli altri due +suoi fratelli[3209], cioè _Costantino_ juniore e _Costante_. Niun +d'essi finora avea portato se non il nome di _Cesare_. Le milizie, +verisimilmente bene istruite da essi, fecero istanza che tutti e tre +prendessero quello di _Augusto_, e questo di consenso delle altre +armate, alle quali fu significata la morte di Costantino, e +l'intenzione di crear imperadori tutti e tre i suoi figliuoli. Perchè +si volle anche far l'onore al senato romano di aspettare il di lui +assenso, che non mancò, tanto si andò innanzi, che solamente nel dì 9 +di settembre[3210] dell'anno prossimo passato furono essi pienamente +proclamati Imperadori ed Augusti; e ne presero il titolo. Avea, +siccome già dicemmo, l'Augusto Costantino creato Cesare _Delmazio_ suo +nipote, con assegnargli ancora alcuni Stati; e dichiarato re del +Ponto, della Cappadocia ed Armenia _Annibaliano_ di lui fratello. Non +seppero sofferire i tre ambiziosi fratelli Augusti che, fuor d'essi, +alcuno avesse parte nella signoria del romano imperio; e però furono a +consiglio per escluderli. La maniera di ottener l'intento fu +barbarica, e fa orrore, perchè si conchiuse di levar loro la vita. Ma +prima di eseguire così crudele risoluzione, cominciarono essi ad +esercitare la sovrana autorità, con levare il posto di prefetto del +pretorio ad _Ablavio_[3211], benchè lasciato da Costantino per +consigliere di Costanzo. Era stato costui onnipotente sotto il +medesimo Costantino; ed uno di coloro che Eusebio Cesariense volle +indicare, accennando que' ministri che, abusandosi della bontà d'esso +Costantino, s'erano renduti odiosi a tutti per le loro violenze e per +l'ingordigia della roba. Ritirossi Ablavio ad un suo palazzo di villa +nella Bitinia, credendosi assoluto colla sola perdita del grado; tua +abbiamo da Eunapio[3212] che Costanzo sotto mano spedì alcuni +uffiziali con lettere dell'armata che lo invitava a tornarsene per suo +gran vantaggio. Gli furono presentate quelle lettere con tutta +sommessione dagli uffiziali, come s'egli fosse stato un imperadore; ed +egli infatti si persuase che l'intenzione de' soldati fosse di crearlo +Augusto. Ma dove è la porpora? domandò egli con volto e voce fiera. +Risposero gli uffiziali di non aver eglino se non le lettere; ma che +altri stavano alla porta per eseguire il resto. Ordinò Ablavio che +entrassero; ma, in vece della porpora, gli presentarono le punte delle +spade, e il tagliarono a pezzi. Fu insinuato forse nei medesimi tempi, +se non prima, all'armata di far tumulto, con protestare ad alte grida +di non volere se non i tre figliuoli del defunto Augusto per signori +ed imperadori. E perciocchè erano venuti alla corte i suddetti +_Delmazio Cesare_ ed _Annibaliano re_ e _Giulio Costanzo_, quelli +cugini, e questi zio paterno d'essi tre Augusti, in quel bollore fu +loro dai soldati tolta la vita[3213]. Un altro fratello del defunto +Augusto (forse _Annibaliano_) e cinque altri del medesimo sangue, +tutti innocenti, incorsero nella stessa sciagura, per attestato di +Giuliano Apostata[3214]. Anzi poco mancò che lo stesso _Giuliano_ e +_Gallo_ suo fratello, figliuoli amendue del suddetto _Giulio +Costanzo_, e per conseguente cugini anche essi dei tre Augusti, non +fossero involti in questa rovina. Gallo restò illeso, perchè la +infelice sua sanità il rappresentava, senza fargli maggior fretta, +assai vicino alla tomba. L'età poi di soli sette anni quella fu che +salvò la vita a Giuliano. Potrebbe essere che a questi principi +scappasse detta qualche parola, che a loro, più che a' figliuoli di +Costantino, fosse dovuto l'imperio per le ragioni della lor nascita; e +che di qua procedesse il loro esterminio. + +Ed ecco con che turchesca crudeltà diede l'Augusto _Costanzo_ +incominciamento al suo governo, giacchè niuno degli antichi scrittori +attribuisce questa sanguinaria esecuzione a _Costantino juniore_ o a +_Costante_ di lui fratelli, ma bensì a lui solo[3215]. Ed ancorchè +egli palliasse l'iniquità sua, rifondendola sull'ammutinamento de' +soldati, fu ognuno nondimeno persuaso che egli n'era stato +segretamente il motore. Dopo la strage di questi principi, tutti del +sangue imperiale, entrò anche la discordia fra i tre fratelli Augusti, +o sia perchè cadaun d'essi pretendesse d'aver la sua parte negli Stati +decaduti per la morte di Delmazio e di Annibaliano, o pure perchè la +division de' regni fatta dal padre non piacesse a talun d'essi, o +restasse esposta, per cagion de' confini, a varie controversie. È +ignoto se allora, o pure dipoi, a motivo dell'Africa, insorgesse fiera +lite fra Costantino e Costante, la quale poi andò a terminare in una +brutta tragedia, forse perchè Costante pretendesse la Mauritania +Tingitana, che soleva andar unita colla Spagna, o perchè Costantino +credesse a sè dovuta qualche altra parte dell'Africa stessa. Unironsi, +a cagion di tali dissensioni, i tre fratelli a Sirmio nella Pannonia, +come attesta Giuliano l'Apostata[3216], e quivi Costanzo la fece da +arbitrio, con tal saviezza nondimeno e moderazione, che non lasciò ai +fratelli motivo di dolersi di lui; anzi nella partizion degli Stati +più diede ad essi di quel che ritenne per sè, affinchè si mantenesse +la buona unione e concordia fra tutti. Si disputa tuttavia fra gli +eruditi se questo abboccamento ed accordo de' fratelli Augusti +seguitasse nell'anno precedente o pure nel presente. Resta parimente +controverso qual cambiamento si facesse nell'assegnamento degli Stati. +Nulla io dirò del tempo, a noi bastando la certezza del fatto. Ma per +conto della divisione, niuna apparenza di verità ha il dirsi +dall'autore della Cronica Alessandrina[3217] che a Costantino, il +maggiore dei fratelli, toccasse Costantinopoli colla Tracia, e ch'egli +regnasse quivi un anno, quando, siccome dicemmo, le signorie di lui +erano la Gallia, le Spagne e la Bretagna, paesi troppo disuniti e +lontani dalla Tracia. Si può ben credere che la Cappadocia e +l'Armenia, provincia allora assai sconvolta, venisse in poter di +Costanzo; e che egli cedesse a Costantino il Ponto (il che vien +asserito da Zosimo)[3218], e forse la Mesia inferiore; e che +vicendevolmente Costante promettesse o rilasciasse a Costantino +qualche parte dell'Africa, o pur altri paesi adiacenti all'Italia. Non +si possono ben chiarire queste partite; quel che intanto è certo, +l'ambizione, cioè quella fame che rode il cuore di quasi tutti i +regnanti, nè mai si sazia, sconvolse di buon'ora i fratelli Augusti, +e, non ostante il predetto accordo, poco stette a produr delle +funestissime scene. Mentre poi fra loro bollivano queste dissensioni, +_Sapore_ re di Persia, animato dalla morte di Costantino il Grande, e +credendo venuto il tempo di mietere, entrò con potente armata nella +Mesopotamia[3219], e mise l'assedio alla città di Nisibi. Più di due +mesi vi tenne il campo, ma inutilmente, perchè quella guernigione co' +cittadini fece sì gagliarda difesa, che il superbo re dovette battere +la ritirata, probabilmente perchè Costanzo avea ammassata gran gente +per darle soccorso. Ma è disputato se all'anno presente appartenga +questo assedio: che per altro la guerra coi Persiani continuò dipoi +per anni parecchi, e Nisibi altre volle si vide assediata con +avvenimenti de' quali non si può assegnare il tempo preciso, e che +solamente, andando innanzi, saran brevemente accennati. Belle son due +leggi d'essi Augusti, spettanti a questo anno contro ai ribelli +infamatorii[3220] e alle lettere orbe, ed accuse secrete, con ordinare +che, in vigor di questi atti clandestini, non fatti secondo le regole +della giustizia, niuno de' giudici potesse procedere contra degli +accusati; e che si dessero alle fiamme quegl'iniqui libelli. + +NOTE: + +[3209] Euseb., in Vit. Const., lib. 4, cap. 68. + +[3210] Idacius, in Fastis. + +[3211] Gregorius Nazianzenus, Orat. 3. + +[3212] Eunap., de Vit. Sophistar., cap. 4. + +[3213] Zosimus, lib. 2, c. 40. Eutrop., in Breviar. + +[3214] Julian., Epist. ad Athen. + +[3215] Julian., Epist. ad Athen. Hieron., in Chron. Zosimus, lib. 2, +cap. 40. + +[3216] Julian., Orat. I et III. + +[3217] Chron. Alexandr. + +[3218] Zosimus, lib. 2, cap. 39. + +[3219] Theophanes, Chronogr. Chron. Alexandr. Hieron., in Chron. + +[3220] L. 4, de petition., et l. 5, de famos. libell., Cod. Theodos. + + + + + Anno di CRISTO CCCXXXIX. Indiz. XII. + + GIULIO papa 3. + + COSTANTINO juniore } + COSTANZO e } imp. 3. + COSTANTE } + +_Consoli_ + +FLAVIO GIULIO COSTANZO AUGUSTO per la seconda volta e FLAVIO GIULIO +COSTANTE AUGUSTO. + + +Prefetto di Roma fu in quest'anno dal dì 14 di luglio sino al dì 25 +d'ottobre _Lucio Turcio Secondo Aproniano Asterio_, ed ebbe per +successore pel resto dell'anno in quella dignità _Tiberio Fabio +Tiziano_, creduto lo stesso che nell'anno 337 era stato console. Non +mancano leggi e fasti che non _Costanzo_, ma _Costantino_ chiamano il +primo console, e va d'accordo con essi un'iscrizione[3221] da me data +alla luce. Contuttociò non si può abbandonar la comune opinione che +mette _Costanzo_ Augusto console, altrimenti si imbroglierebbe la +serie dei consolati susseguentemente da lui presi. Che se Costantino +juniore avesse presa in questo anno tal dignità, dovea dirsi _console +per la quinta volta_. Nulla di particolare ci somministra a quest'anno +la storia. Abbiam solamente alcune leggi[3222] che ci fan vedere, dove +in varii giorni si trovassero gli Augusti, ma non senza confusione, +per li testi guasti. Allora se uno d'essi imperadori pubblicava una +legge, non il solo suo nome, ma quello ancora degli altri due fratelli +Augusti vi si metteva in fronte, acciocchè paresse che il romano +imperio, tuttochè diviso fra i tre regnanti, seguitasse nondimeno ad +essere un corpo ed una cosa stessa. Tre d'esse leggi, date in +Laodicea, in Eliopoli e in Antiochia, indicar possono che Costanzo +Augusto dovea essere passato colà per accudire alla guerra dei +Persiani, i quali si può dire che ogni anno venivano a dar mala +ventura alla Mesopotamia, provincia de' Romani. In esse leggi Costanzo +si studiò di liberare i pubblici giudizii dalle sofisticherie e +formalità superflue che eternavano i processi e le liti. Proibì egli +ancora, sotto pena della vita, i matrimonii fra zio e nipote; e ai +Giudei il poter comperare schiavi d'altre nazioni, e molto più il +circonciderli, specialmente liberando gli schiavi cristiani dalle lor +mani. + +NOTE: + +[3221] Thes. Novus Inscript., pag. 377. + +[3222] Gothofred. Chronolog. Cod. Theodos. + + + + + Anno di CRISTO CCCXL. Indizione XIII. + + GIULIO papa 4. + + COSTANZO e } + COSTANTE } imperadori 4. + +_Consoli_ + +ACINDINO e LUCIO ARADIO VALERIO PROCOLO. + + +Non si dee sottrarre alla conoscenza dei lettori un'avventura di +questo _Acindino console_, narrata da santo Agostino[3223] come +succeduta circa l'anno 343. Essendo egli prefetto dell'Oriente in +Antiochia, fece imprigionar certuno che andava debitore al fisco di +una libbra d'oro; e, simile a tant'altri che negli uffizii pubblici +fanno a sè lecito tutto quel che loro cade in capriccio, con suo +giuramento minacciò che se dentro al tal giorno colui non +soddisfaceva, la sua vita la pagherebbe. A costui era impossibile il +trovar quella somma. Per buona ventura aveva una moglie di rara +bellezza, ma sprovveduta anch'essa di contante; quando un certo ricco, +che le faceva la caccia, preso il buon vento, le esibì quel danaro, se +ella voleva per una notte acconsentir alle sue voglie. Comunicò la +donna tal esibizione al marito, che approvò il disonesto contratto. +Ma, appagata che ebbe l'impuro la sua passione, giuocò di mano, e +quando l'incauta donna si credè di avere in pugno l'oro promesso, non +vi trovò che della terra. Qui si diede alle smanie e grida, e ricorsa +ella ad Acindino prefetto, sinceramente gli espose il fatto. Allora +egli riconobbe il suo fallo per le indebite minaccie fatte a quel +misero. Obbligò l'adultero a pagar la somma dovuta al fisco, e alla +donna assegnò quel campo, onde fu presa quella terra, con cui rimase +beffata. Continuò nella carica di prefetto di Roma _Tiberio Fabio +Tiziano_[3224]; ma perchè egli dovette nel maggio portarsi alla corte +di Costante Augusto, dimorante allora nell'Illirico, _Giunio Tertullo_ +sostenne le di lui veci finchè egli fu ritornato. Non erano sopite le +pretensioni di _Costantino juniore_ contra di _Costante_, e mala +intelligenza passava fra questi due fratelli Augusti, esigendo esso +Costantino alcuni paesi dal fratello o nella Africa, o nei confini +d'Italia, quasichè il dominio delle Gallie, Spagne e Bretagna fosse +picciola porzione per appagare le di lui ambiziose voglie. Forse +perchè parole sole, e non fatti, riportava da Costante, pensò di farsi +ragione coll'armi, giacchè vi era chi soffiava nel fuoco, e +massimamente un certo Anfiloco tribuno, gran seminatore di zizzanie +fra i due fratelli, al quale, col tempo, la giustizia di Dio non mancò +di dare il condegno gastigo. Mossosi dunque Costantino dalle Gallie +coll'esercito suo, entrò in Italia, e giunse fino ad Aquileia. Copriva +egli il movimento di queste armi col pretesto di voler marciare in +Oriente, per prestare aiuto al fratello Costanzo, che ne abbisognava, +per la guerra a lui mossa dai Persiani. Zonara[3225], che assai +fondatamente tratta di queste funesta lite, scrive che Costante +Augusto si trovava allora nella Dacia; ed in effetto abbiamo due +leggi[3226] date da lui nel febbraio dell'anno presente in Naisso, +città di quella provincia. Sì fatta visita non se l'aspettava egli; ma +appena gli giunse l'avviso dell'entrata di Costantino in Italia, che, +per fermare i suoi passi, gli spedì incontro i suoi generali con +quelle milizie che raccorre potè nella scarsezza del tempo. Trovarono +questi pervenuto ad Aquileia Costantino[3227], e ch'egli attendeva più +a saccheggiar il paese e ad ubbriacarsi, che a stare in guardia; +perciò disposero un'imboscata nelle vicinanze di quella città presso +il fiume Alsa, e col resto della loro gente lo impegnarono ad una +battaglia. Tale fu questa, che le di lui schiere alla fronte e alla +coda urtate, rimasero tagliate a pezzi, ed egli rovesciato a terra dal +cavallo impennatosegli; e poi, trafitto da più spade, lasciò ivi la +vita. Il suo cadavero, gittato nel vicino fiume, fu poi riscosso ed +inviato a Costantinopoli, dove ottenne onorevole sepoltura. È giunta +sino ai dì nostri una funebre orazione[3228], greca, composta da +anonimo oratore, in lode di questo sconsigliato principe, da cui +apparisce sparsa voce ch'egli dopo la battaglia morisse di peste in +Aquileia. Faceva in fatti la pestilenza grande strage non meno nelle +Gallie che nell'Italia in questi tempi. Ma i più convengono in dirlo +privato di vita nel combattimento suddetto. E questo fine ebbe la di +lui imprudente ambizione, e l'invidia portata al fratello Costante. + +Zosimo[3229], che in tutto si studiò di spargere il fiele nelle azioni +degl'imperadori cristiani, lasciò scritto che _Costante_ per tre anni +dissimulò il mal animo suo contra di _Costantino_, e che, mentre +questi era amichevolmente entrato in una provincia (senza dire qual +fosse), Costante, fingendo d'inviar soccorsi d'armati a Costanzo in +Oriente, col braccio d'essi fece assassinarlo. Anche l'autore anonimo +dell'orazione suddetta sembra autenticar questo racconto, con dire +ucciso Costantino juniore da sicarii inviati da Costante suo fratello; +ma egli attesta ancora la battaglia seguita fra loro, ed aggiunge la +voce ch'egli fosse morto di peste. Ci può anche essere dubbio se +quell'orazione fosse fatta in quel tempo, potendo essere una +declamazione di qualche sofista lontano da questo fatto. Sembra +inoltre che Filostorgio[3230], scrittore ariano, se pure non è fallato +il suo testo, concorra nel sentimento di Zosimo. Ma noi abbiamo san +Girolamo[3231], Socrate[3232], Sozomeno[3233], i due Vittori[3234], +Eutropio[3235] e Zonara[3236] che asseriscono aver Costantino mossa la +guerra al fratello, ed incontrata perciò la morte. E a buon conto non +si può negare ch'egli non fosse calato in Italia armato, ch'è quanto +dire entrato coll'armi in casa di Costante. Della verità fu e sarà +giudice Iddio. Intanto la morte di questo principe fece slargar molto +le ali ad esso Costante, perchè egli entrò in possesso di tutti i di +lui Stati, di maniera che si videro unite sotto il suo comando +l'Italia colle adiacenti isole, l'Illirico colla Grecia, Macedonia ed +altre settentrionali provincie, e quelle dell'Africa sino allo stretto +di Gibilterra, e le Gallie, le Spagne e la Bretagna: ch'è quanto dire +tutto l'Occidente, a riserva di Costantinopoli colla Tracia. Avrebbe +potuto Costanzo Augusto suo fratello pretendere la sua porzione di +questa eredità; ma, se crediamo a Giuliano[3237], volontariamente +rinunziò ad ogni sua pretensione, sapendo, dice egli, che la grandezza +d'un principe non consiste in signoreggiar molto paese (perchè quanto +più esso è, tanto maggiore è la pension delle cure ed inquietudini), +ma bensì nel governare quello che si ha, con altre, che possiam +chiamare sparate oratorie, credendo nello stesso tempo che non +mancasse ambizione a Costanzo per desiderar di crescere in potenza, se +avesse potuto. Ma egli avea allora sulle spalle i Persiani, e talmente +s'era ingrandito il fratello Costante colla giunta di tanti Stati, che +troppo pericoloso sarebbe riuscito il muovergli guerra, e il voler +colla forza ciò che non potea conseguir per amore. Nel mese di marzo +verisimilmente accadde la morte di _Costantino_, perchè dopo d'essa le +leggi del Codice Teodosiano[3238] ci fan vedere _Costante Augusto_ +venuto dalla Dacia ad Aquileia, e nel mese di giugno in Milano, dove +pubblicò un severo editto contra di coloro che demolivano i sepolcri, +o per isperanza di trovarvi dei tesori, o per asportarne i marmi e gli +altri ornamenti. Specialmente per tutto quel secolo fu in voga la +frenesia ed avarizia di tali assassini delle antiche memorie, come +consta da altre leggi e da molti versi del Nazianzeno[3239], da me +dati alla luce. Quanto all'Augusto Costanzo, egli era in Bessa di +Tracia nell'agosto, e nel settembre ad Antiochia, ma senza restar +contezza alcuna di altre azioni che a lui appartengano. + +NOTE: + +[3223] August., de Serm. Dom., lib. 1, cap. 50. + +[3224] Cuspinianus. Panvinius. Bucherius. + +[3225] Zonaras, in Annalibus. + +[3226] L. 29, de Decurion., et l. 5, de petition., Cod. Theodos. + +[3227] Aurel. Victor, in Epitome. + +[3228] Monod., in Const. + +[3229] Zosimus, lib. 2, cap. 41. + +[3230] Philostorgius, Hist., lib. 3, cap. 1. + +[3231] Hieron., in Chron. + +[3232] Socrates, Histor. Eccles., lib. 2, cap. 5. + +[3233] Sozomen., in Histor. Eccl. + +[3234] Victor, in Epitome. Victor, de Caes. + +[3235] Eutrop., in Brev. + +[3236] Zonar., in Annal. + +[3237] Julian., Orat. III. + +[3238] Gothofred., in Chron. Cod. Theod. + +[3239] Anecdota Graeca. + + +FINE DEL PRIMO VOLUME. + + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così +come le numerose grafie alternative (imperatore/imperadore, +cadavere/cadavero, radunare/raunare, domestico/dimestico, +giungere/giugnere, nascoste/nascose, Svetonius/Suetonius, +sessantatrè/sessantatre, arringare/aringare e simili), correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. + +Nella prima nota relativa all'anno LVII manca nell'originale il numero +di capitolo. + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Annali d'Italia, vol. 1, by +Lodovico Antonio Muratori + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ANNALI D'ITALIA, VOL. 1 *** + +***** This file should be named 39704-8.txt or 39704-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/9/7/0/39704/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara +Magni and the Online Distributed Proofreading Team at +http://www.pgdp.net (This file was produced from images +generously made available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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