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+Project Gutenberg's Annali d'Italia, vol. 1, by Lodovico Antonio Muratori
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org/license
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+
+Title: Annali d'Italia, vol. 1
+ dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750
+
+Author: Lodovico Antonio Muratori
+
+Commentator: Gian Francesco Galeani Napione
+
+Release Date: May 15, 2012 [EBook #39704]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ANNALI D'ITALIA, VOL. 1 ***
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+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
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+ [Illustrazione: LODOV. ANTONIO MURATORI]
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+ ANNALI D'ITALIA 1
+
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+ ANNALI D'ITALIA
+
+ DAL PRINCIPIO DELL'ERA VOLGARE
+ SINO ALL'ANNO 1750
+
+
+ _COMPILATI_
+
+ DA L. ANTONIO MURATORI
+
+ E CONTINUATI SINO A' GIORNI NOSTRI
+
+
+ _Quinta Edizione Veneta_
+
+ VOLUME PRIMO
+
+
+ VENEZIA
+ DAL PREMIATO STAB. DI G. ANTONELLI ED.
+ 1843
+
+
+
+
+VITA DI LODOVICO ANTONIO MURATORI
+
+_scritta da_
+
+GIAN-FRANC. GALEANI NAPIONE
+
+
+Che un uomo d'ingegno, il quale sappia far capitale del tempo, non
+abbia cagion di lagnarsi della brevità della vita, potendo ad infinite
+cose attendere, il Varrone dell'Italia moderna, LODOVICO ANTONIO
+MURATORI, palesemente il dimostrò; tuttochè non sia giunto a vivere,
+come dell'antico Varrone ci narra Plinio, ed a scrivere oltre
+all'ottantesimo ottavo anno, nè a poetare, come il Bettinelli, al
+nonagesimo. Non oltrepassò egli guari i termini di un corso ordinario
+di vita, e di una vita impiegata in massima parte negli esercizii
+religiosi, cioè come cherico attento a' doveri del suo stato ne' primi
+suoi anni, quindi come parroco zelantissimo sino oltre al sessagesimo,
+e sempre come sacerdote esemplare sino al fine de' suoi giorni; ma
+seppe, ciò non ostante, non meno colle azioni sue virtuose che coi
+dotti suoi libri, giovare agli uomini, instruirli ed eziandio
+dilettarli; e le opere da lui dettate formano una biblioteca.
+
+Nato in umile fortuna il giorno vigesimo primo di ottobre dell'anno
+1672 in Vignola, terra del Modenese, patria del celebre architetto
+Barozzi, che da quella prese il nome, non potè avere nella età sua
+fanciullesca altri per institutore che un maestro assai comunale di
+grammatica latina, che lungamente in quelle spine lo avvolse, per cui
+tanti vivaci ingegni prendono il più delle volte in abbominio ogni
+specie di lettere. Essendogli però capitati alle mani i romanzi di
+madama di Scuderì, ben s'avvide che esistevano libri più dilettevoli
+che le triviali grammatiche non sieno. Servirono questi in certo modo
+di correttivo, gli aprirono la mente e l'invogliarono sempre più della
+lettura. Chi si sarebbe dato a credere giammai che l'autor degli
+Annali e delle Antichità italiane, e di tante altre opere di storia e
+di critica la più dotta e severa, abbia incominciata, s'egli stesso
+non l'avesse asserito, la sua carriera letteraria dal gran Cairo,
+dall'illustre Bassà e da altre simili fole, leggendole avidamente? Ma
+il punto sustanzialissimo si è, che curiosa brama, qualunque siasi, di
+leggere e di imparare sorga nelle anime nuove, non riesce poi arduo
+gran fatto l'alimentare e meglio dirigere questa nobile fiamma; ma
+guai! se in principio inavvedutamente altri la spegne, in vece di
+nutrirla.
+
+Migliori maestri trovò poscia in Modena il Muratori, di grammatica non
+tanto quanto di umane lettere, ed eziandio di filosofia; anzi
+quest'ultimo (cosa singolare allora in persona di chiostro), oltre al
+sistema peripatetico, gli spiegò i sistemi moderni; e se la filosofia
+neutoniana non era ancora a que' tempi uscita dall'isola natìa, già
+avea avuto molto prima l'Italia il Galilei ed il Torricelli, e del
+loro modo di filosofare (che sistema veruno non volle inventare
+saviamente il Galilei) convien dire che avesse avuta una idea da
+giovane il Muratori, da che dettò una dissertazione intorno allo
+innalzamento e depression del barometro, oltrepassando di poco il
+vigesimo anno. Vestito avea egli l'abito chericale, quando giovanetto
+per gli studii a Modena si portò. Suoi studii principali doveano
+essere le leggi civili e canoniche e la moral teologia; così pensava
+il padre di lui, costretto dalle angustie domestiche, come tanti
+altri, a riguardar la dottrina come un capo di entrata. La pratica
+perfino della giurisprudenza intraprese il Muratori; ma da quella
+professione, al pari di tanti altri uomini insigni nella letteratura,
+il genio suo dominante il ritrasse. La poesia da prima e l'eloquenza
+riempivano di delizia gl'istanti che poteva aver liberi; ma essendo a
+que' tempi in Lombardia comunemente corrotto il gusto delle lettere
+più amene, di quelle ampollosità che aveano voga, e di quelle
+argutezze egli s'invaghì tanto, che il nostro ampolloso e concettoso
+Tesauro era il suo maestro, il suo autore. Corresse però ben tosto il
+suo gusto, dopochè venne ammesso ad una letteraria conversazione, dove
+il marchese Giovanni Rangoni ed altri svegliati ingegni modenesi
+seguivano guide migliori. Ciò non ostante, se si riguarda bene, nel
+fraseggiare, anche più trascurato, del Muratori, restò un non so che
+dello stile del Tesauro, segnatamente ne' traslati.
+
+Dalla lettura de' poeti e degli oratori passò a quella dei filosofi.
+Molto si compiacque di Seneca e di Epitteto, e la filosofia degli
+Stoici pigliò in concetto grande, sebben presto si avvedesse, come,
+senza la religione rivelata, quella orgogliosa dottrina è un albero
+pomposo, ma privo di solida radice, e che non produce frutti di vera
+sapienza. Lo studio delle massime degli Stoici il condusse alla
+lettura di Giusto Lipsio, gran partigiano di quella setta, e delle
+sentenze stoiche zelante promulgatore. E siccome è cosa consueta, che
+tutto si apprezza in quelle persone che si hanno per qualche rispetto
+in grande estimazione, passò il Muratori a studiare i libri, assai più
+pregevoli del Lipsio, riguardanti le antichità romane, e cominciò a
+dar opera indefessamente alla erudizione profana. Per inoltrarsi in
+essa vide però che gli mancavano e la copia di libri e il presidio
+della lingua greca. In una libreria di poveri claustrali trovò il
+giovane Muratori ciò che di rado o non mai si trova ne' palagi de'
+facoltosi, voglio dir libri in numero sufficiente e piena facoltà di
+valersene. Della greca lingua da sè stesso in breve tempo con ostinata
+fatica s'impadronì. Seguì questo in principio dell'anno 1693, ed a
+quei giorni maggior ventura gli toccò in sorte, cioè di rinvenire un
+direttore per gli studii suoi, di cui non potea desiderarne uno
+migliore, che lo iniziò alla diplomatica ed alle antichità del medio
+evo, e che a coltivare la sacra erudizione, propria al suo stato,
+principalmente lo animò. Fu questi l'abate cassinese Benedetto
+Bacchini, dottissimo personaggio, capitato allora in Modena, il
+Mabillon dell'Italia, che salito sarebbe ad egual fama, se avesse
+avuto, come il Mabillon, un più vasto teatro ed i favori di un
+potentissimo monarca; ma che però ebbe il vanto, che non potè avere il
+Mabillon, di esser padre, a dir così, nelle cose appartenenti alla
+soda erudizione, di due uomini sommi, il Muratori ed il Maffei. La
+storia ecclesiastica e gli ecclesiastici scrittori e i concilii ed i
+santi padri furono il nuovo pascolo che aprì il Bacchini alla mente
+avida del Muratori, che non lasciava passar giorno in cui lungamente
+non si trattenesse con lui, studiandosi di far tesoro di quanto ne'
+famigliari ragionamenti (la miglior disciplina di tutte) usciva dalla
+bocca di quell'uomo raro.
+
+Già abbandonato avea egli gli studii delle leggi e della teologia
+scolastica, punto non curando, purchè soddisfar potesse al genio suo
+prepotente, que' premii che da chi le professa si ottengono, da'
+letterati non mai. Ma in questo mezzo avendo il Muratori fatto
+conoscenza col marchese Gian Gioseffo Orsi, coltissimo patrizio
+bolognese, e con monsignor Marsigli, poscia vescovo di Perugia, col
+mezzo loro ottenne di essere invitato dal conte Carlo Borromeo alla
+famosa biblioteca Ambrosiana di Milano. Singolare ventura fu questa
+per lui di venir collocato in età giovanile nella piena luce del
+giorno, aprendosegli in tal modo la strada di far quella luminosa
+comparsa che ognun sa nella letteraria repubblica; e que' gentiluomini
+fecero dono del Muratori all'Italia. Novella prova fu questa che per
+far fiorire le lettere assai più giova la coltura ed il buon giudicio
+ai privati, che non la potenza ed i tesori stessi de' principi.
+Laureato prima in leggi in fine dell'anno 1694, si recò adunque il
+Muratori in Milano in principio del susseguente, dottore
+dell'Ambrosiana, e prima che terminasse quell'anno medesimo fu
+ordinato sacerdote.
+
+Gli aneddoti latini, colà due anni dopo pubblicati, (gli aneddoti
+greci videro la luce poscia in Padova) furono il primo saggio ch'ei
+diede del suo sapere, molti argomenti trattando di antichità
+cristiane, di disciplina e di erudizione ecclesiastica, in parecchie
+dissertazioni, con cui gli aneddoti suoi illustrò. Prima di venirsene
+a Milano, non poche cognizioni avea già acquistato egli appartenenti
+alla paleografia, facendone studio colla scorta del p. Bacchini sulle
+pergamene dell'archivio di Modena: e nell'Ambrosiana, ricca di rari e
+copiosi codici, vi si perfezionò. Grande fu la fama in cui salì il
+Muratori, giunto appena a toccare il vigesimo quinto anno, per questa
+prima opera sua; e si procacciò la benevolenza e la stima de' primi
+letterati, e principalmente di un Noris, di un Bianchini, di un
+Ciampini, di un Magliabechi in Italia; di un Mabillon, di un Ruinart,
+di un Montfaucon, di un Papebrochio oltremonti. Cinque anni interi si
+passarono da lui nell'Ambrosiana, quasi in proprio elemento, in mezzo
+a que' codici, facendo studio indefesso di erudizione sacra e profana,
+d'iscrizioni, di antichità, ed esercitandosi nel tradurre dal greco.
+Nè lasciava di attendere per sollievo agli studii delle lettere più
+gentili. Interveniva ad un'accademia, detta de' Faticosi, e ad
+un'altra di filosofia e di belle lettere, apertasi a suo suggerimento
+nella casa Borromeo; ed essendo passato ad altra vita in quella città
+nell'anno 1699 il Maggi, poeta di grido per que' tempi e suo grande
+amico, intraprese tosto il pietoso letterario ufficio di dettarne la
+vita, che nell'anno seguente 1700 si pubblicò, e con un idillio e con
+altri versi (chè poeta pur era allora il Muratori) ne celebrò la
+memoria.
+
+Le ricerche genealogiche, che per parte dell'elettore di Annover si
+facevano, onde chiarire l'origine italica della Casa di Brunsvico,
+derivata dal comun ceppo della Estense, furono quelle che richiamarono
+il Muratori da Milano alla contrada sua natía. In somma confusione era
+l'archivio estense. Per riordinarlo, e per compiacere quel principe
+che avea spedito un letterato tedesco a visitarlo, il duca di Modena,
+Rinaldo I, nominò suo archivista e bibliotecario il Muratori. Lasciò
+egli tosto Milano e l'Ambrosiana, non senza però qualche
+rincrescimento; e si restituì, nel fine della state dell'anno 1700, in
+Modena ai servigii del suo amato principe: e rinunciando ad ogni più
+splendida fortuna, mai più abbandonar non volle, durante un intero
+mezzo secolo, che ancor visse, l'estense biblioteca, pago, come
+Plutarco, di essere l'ornamento della sua patria, mentre per tutta
+Italia chiaro suonava il suo nome.
+
+La genealogia de' principi estensi occupò da prima i suoi pensieri; e
+le Antichità estensi, dotta opera e laboriosa, in cui, d'accordo col
+famoso tedesco Leibnizio, fissò l'origine di quella, prima in Italia,
+quindi in Germania ed Inghilterra, nobilissima famiglia, furono il
+frutto delle sue fatiche. Ma come i chimici valenti, che attenti sono
+oltremodo a prevalersi delle scoperte ed invenzioni che si presentano
+nel corso degli esperimenti loro, sebben non formassero l'oggetto
+principale, lo scopo delle loro ricerche, così il Muratori, dovendo
+rivoltare tanti diplomi e cronache e monumenti de' bassi-tempi,
+concepì il vasto disegno dell'unica e dottissima opera delle Antichità
+italiane del medio-evo, che rese il nome suo immortale, e che, secondo
+le prime idee, altro non avea ad essere se non una continuazione delle
+Antichità estensi, cui servir dovea di commento e quasi far loro
+corteggio.
+
+Dallo studio incessante, a norma delle più sane regole di critica,
+posto intorno alla storia di que' principi, nacquero non solo quelle
+tante scritture in favor di essi per lo dominio di Ferrara e di
+Comacchio, nelle quali superiore di tanto si dimostrò al focoso suo
+avversario monsignor Fontanini, e mediante le quali si fece conoscere
+per uno de' più scienziati gius-pubblicisti; ma inoltre la gran
+raccolta da lui ordinata ed illustrata di tutti gli scrittori
+originali delle cose d'Italia per lo corso di mille anni; e finalmente
+gli Annali d'Italia, l'unico ed il miglior corpo che sinora si abbia
+della storia della nazion nostra, stesi da lui nella età di
+sessantasette anni nel breve spazio di un anno solo; cosa incredibile,
+se da testimoni oculari degni della maggior fede non venisse
+asseverata. Che se dettati sono in istile umile, pedestre, inelegante,
+come le altre opere sue italiane, non mancano però mai di chiarezza,
+di precisione, di naturalezza, e talvolta di vivacità, non senza una
+certa efficacia e festività, direi così, lombarda. Del resto, e chi
+mai esigere potrà in un colosso la squisitezza del lavoro di un
+cammeo?
+
+Mentre per altro incominciava il Muratori a gittar i fondamenti
+dell'edificio immenso di cognizioni storiche che innalzar intendea,
+compose, quasi per sollievo e diporto, il suo trattato della Perfetta
+Poesia, in cui spiegò un sistema conforme ai pensamenti dell'oracolo
+dell'Inghilterra, Bacone da Verulamio, sistema più filosofico di
+quello che prima di lui da' sottili grammatici, e dopo di lui da
+Francesco Maria Zanotti e da altri, che han grido di filosofanti,
+vennero esposti alla luce del giorno. Se filosofico fu il trattato
+della Poetica del Muratori, poetico, a dir così, fu il disegno della
+Repubblica Letteraria, che pubblicò in fronte all'opera sua del Buon
+Gusto, o sia riflessioni sopra le scienze tutte; disegno concertato
+col dotto Bernardo Trevisano, che reggeva in Venezia quella cattedra
+di filosofia morale, che sempre occupata era da un veneto patrizio; e
+disegno con cui tenne lungamente e piacevolmente in sospeso la
+curiosità degli scienziati. Agli studi suoi di amene lettere riferir
+si debbono pure le Vite del Petrarca, del Castelvetro, del Sigonio,
+del Tassoni, del marchese Orsi, da lui in diversi tempi dettate. Ma
+qui non è il luogo di annoverar distintamente le opere tutte del
+modenese bibliotecario. Il solo catalogo, colle necessarie notizie
+bibliografiche, eccederebbe i confini a questa vita prescritti.
+Basterà il dire che la sua fecondità era tale, che due opere ad un
+tratto stava scrivendo per l'ordinario; e che temendo ancora non gli
+mancasse materia, chiedeva agli amici argomenti per comporne delle
+nuove. Alla erudizione sacra e profana, alle antichità romane e
+barbariche, alla critica, alla teologia, all'ascetica, alla
+giurisprudenza, alla filosofia, alla politica e perfino alla medicina,
+come il trattato del Governo della peste e la dissertazione _De potu
+vini calidi_ ne fanno fede, a tutto rivolse le sue speculazioni e le
+sue fatiche.
+
+L'erudizione sacra formò il primo oggetto de' suoi pensieri, e sempre,
+sino al termine de' suoi giorni, gli studii delle materie
+ecclesiastiche coltivò, congiungendoli coll'adempimento il più esatto
+ai doveri tutti del suo stato. Giovane sacerdote in Milano, in mezzo
+agli studii suoi più fervidi e più graditi, esemplarmente vi attendea.
+Fatto quindi in Modena preposto della Pomposa, con cura di anime, con
+vivo zelo e con amor grande le funzioni tutte del sacro suo ministero
+indefessamente esercitò, trovando ancora tempo, come già il celebre
+Pignoria, per le letterarie fatiche. Ma non contento di edificar
+coll'esempio e d'instruire colla voce il popolo suo, le virtù
+praticando che insegnava, s'ingegnò eziandio di giovare coi libri alla
+religione ed ai costumi. Non una persona sola, ma più persone e più
+anime, e tutte attivissime, operose, infiammate dell'amor de' suoi
+simili, pare che fossero nel Muratori concentrate. Se la vera
+filosofia consiste nel far del bene agli uomini, qual filosofo antico
+può venire in paragone con lui? Chè non parlo di coloro che negli
+ultimi tempi ne usurparono il nome, di tante sciagure infausta e mai
+sempre deplorabile cagione. Ascetico savio ed illuminato si mostrò
+egli (per toccar soltanto di alcuno di tali libri) negli esercizii
+spirituali; espertissimo conoscitore de' santi Padri, compreso del
+vero spirito della religione nel trattato della Carità cristiana,
+virtù che tutte perfeziona le cristiane virtù; maestro in divinità
+profondo nella dotta opera latina _De ingeniorum moderatione in
+religionis negotio_, opera in Italia non solo, ma in Germania ed in
+Francia eziandio riputatissima.
+
+Ma il Muratori, avanzando in età, e già sessagenario, non potea più
+reggere alle parrocchiali fatiche, e specialmente alla predicazione.
+Rinunciata dunque la prepositura, attese a scrivere negli anni che
+ancora gli restarono. In lui si verificò il detto di Cicerone, nulla
+esservi di più dolce e giocondo di una vecchiaia munita degli studii
+della gioventù; e non solo gli Annali d'Italia sopraccennati, ma
+parecchie altre opere di genere disparatissimo furono il frutto degli
+anni suoi senili; che anzi in quel periodo di tempo videro la luce le
+opere sue maggiori, già preparate prima, come, per tacer degli ultimi
+volumi della gran raccolta delle Cose d'Italia, furono le
+dissertazioni famose delle Antichità italiane del medio-evo (negli
+ultimi suoi anni poi in lingua italiana compendiate), la seconda parte
+delle Antichità estensi, il nuovo Tesoro delle Iscrizioni, per non
+parlar di tante altre opere di minor mole, ma non meno rilevanti,
+parte filosofiche, come i trattati della morale Filosofia, delle Forze
+dell'intendimento umano e della Fantasia; le altre riguardanti le
+antichità profane, come la Dissertazione de' servi e liberti, dei
+fanciulli alimentari di Trajano, dell'obelisco di Campo Marzio, e
+parecchie appartenenti alla erudizione sacra e alle materie
+ecclesiastiche, studii, da' quali avea prese le mosse nella letteraria
+carriera, da lui mai intermessi, e con lui la terminò. Tali furono
+l'opera contro l'inglese Burnet, le Missioni del Paraguay, l'antica
+Liturgia romana, e l'aureo trattato della regolata Divozione. Nè
+straniero alle, sebben da lui abbandonate, legali dottrine, scrisse
+dei difetti della Giurisprudenza, opuscolo sensatissimo, il quale se
+riscontrò obbiezioni, trovò eziandio difensori presso i giurisprudenti
+medesimi; e col trattato della pubblica Felicità, vale a dire, della
+vera scienza di governo, che le scienze e le arti tutte dirige al vero
+bene degli uomini, opera che vide la luce nell'anno antecedente alla
+sua morte, pose degno ed onorato fastigio a tutte le letterarie sue
+fatiche.
+
+Fu quel trattato, come disse il dottissimo cardinale Gerdil, la voce
+del cigno; ed aureo chiamandolo, giusti e meritati trova segnatamente
+gli encomii in quel sensato libro dal Muratori tributati ad un savio
+monarca, per avere nella università della capitale de' suoi stati
+aperto una cattedra di morale filosofia. Nè questo fu il solo
+provvedimento di quel principe lodato dal Muratori, che in quel
+medesimo libro per altri rispetti eziandio il celebra, e singolarmente
+per avere instituito peculiare carica in ciascuna provincia, che al
+pubblico vantaggio soprantendesse.
+
+Riguardano la maggior parte degli uomini il Muratori semplicemente
+come critico, come istorico, come antiquario, come filologo ed
+erudito, e non credono che al vanto di filosofo aspirar possa. Ma se
+la vera, la utile filosofia consiste nel giudicar delle cose
+rettamente e nel buon senso (più raro che altri non creda), e nel
+difendere antiche ed importanti verità piuttosto che sostenere nuovi,
+ingegnosi, ma inutili e dannosi paradossi, pochi furono al certo più
+filosofi del Muratori. Combattè come teologo contro l'irragionevole
+voto sanguinario, contro le pratiche esteriori di religione vane od
+anche superstiziose, contro l'indiscreto zelo e la ignoranza e le
+stravaganze divote; ed il dotto suo libro _De ingeniorum moderatione_,
+ec. se piacque a' savii tutti, spiacque (il che ascriversi dee a
+distinto pregio) a quelli del pari che troppo poco, come a quelli che
+troppo al Capo visibile della Chiesa concedono. Che se ne' libri suoi
+filosofici _ex professo_ avverso si mostrò al Loke ed all'Uezio, se
+gliene vuol dar lode piuttosto che biasimo. Al primo si mostrarono
+pure contrari il celebre Paolo Mattia Doria, ed altri chiari ingegni
+italiani: nè ebbe seguaci in Italia prima del fiorentino medico
+Antonio Cocchi, non sempre religiosissimo. Di fatto, la filosofia
+lokiana, come dimostrò poscia dottamente il prefato cardinal Gerdil,
+troppo al materialismo inchina, come allo scetticismo quella postuma
+dell'Uezio. Persino nelle materie mediche, se vi fu chi la opinion sua
+sulla origine delle pestilenze disapprovò, l'insigne professore di
+medicina in Torino, Carlo Richa, ne prese la difesa. Le matematiche
+discipline soltanto furono quelle, a cui, come que' due lumi primari
+della letteratura francese, il Bossuet ed il Fenelon, non volle mai
+applicare il Muratori, sia che temesse d'insuperbire, quando alle
+altre vaste sue cognizioni aggiunto avesse la parte più astrusa e
+recondita dell'umano sapere, sia che stimasse essere quegli studii
+incompatibili collo studio di altre facoltà da lui riputate più
+vantaggiose.
+
+Compiuto egli avea intanto il settuagesimo settimo anno del viver suo,
+quando un fiero colpo di paralisia gli tolse prima la luce degli
+occhi, e quindi la vita nel giorno vigesimoterzo di gennaio dell'anno
+1750. Placidamente riposò nel Signore tra le braccia del nipote
+ecclesiastico, dopo compiti tutti gli uffizi e ricevuti tutti i
+soccorsi della cristiana pietà. Fu il Muratori di statura ordinaria,
+ma quadrata, e che inclinava al pingue, di faccia colorita, di aspetto
+misto di gravità e di dolcezza; nel conversare affabile, cortese ed
+anche gioviale; a lui piaceva la gioventù onestamente lieta. Del
+rimanente candido, sincero, modesto, frugale, di singolare prudenza
+dotato, alle morali congiungea le cristiane virtù. Invitato a Padova
+in modo onorevolissimo, ed a Torino con offerta di pingue stipendio e
+con tutti gli agi dal marchese di Ormea, mai non volle abbandonar la
+sua patria ed il servizio del principe suo signore, a cui sagrificò
+sempre ogni privato suo vantaggio. Di fatto amico di quell'anima
+ingenua e generosa di papa Benedetto XIV sin prima del pontificato,
+credesi che per gl'insigni meriti suoi verso la religione cattolica e
+per l'esemplarità de' costumi lo avrebbe fregiato della sacra porpora,
+se non avesse temuto di recar dispiacere alla corte per le cose dal
+Muratori scritte nelle controversie di Ferrara e Comacchio. Non mancò
+di coraggio, dote non sempre famigliare agli uomini di lettere.
+Minacciato della vita con lettera anonima, se non ritrattava certe
+espressioni che credette di dover adoperare parlando di una contrada
+armigera, consegnò senza turbarsene il foglio alle fiamme, nè se ne
+pigliò il menomo pensiero. Da Modena manteneva corrispondenza il
+Muratori con tutti i primi letterati d'Italia, e ne coltivò
+l'amicizia, e tra gli altri amico fu infino agli estremi della vita
+del celebre marchese Scipione Maffei, non ostante alcuni dispareri in
+punto di erudizione. Bello si è negli ultimi giorni in cui visse il
+Muratori, vedere il Maffei, quasi eguale di età, protestargli di
+averlo sempre riputato il primo onore d'Italia; ed il Muratori
+vicendevolmente pregare il cielo che conservasse il Maffei, come il
+campione più vigoroso e più coraggioso della italiana letteratura.
+
+
+
+
+PREFAZIONE
+
+DI LODOVICO ANTONIO MURATORI
+
+
+Allorchè io stesi la prefazione al tomo 1 delle mie _Antichità
+Italiane_, stampato in Milano nell'anno 1738; accennai il bisogno che
+avea la Storia d'Italia d'esser compilata da qualche persona ben
+conoscente delle antiche memorie, ed amante della verità. Giacchè
+l'avanzata mia età e varie mie occupazioni non permettevano a me
+d'imprendere allora tal fatica, animai alla stessa gl'ingegni
+italiani, dopo averne loro agevolata la via colla gran raccolta degli
+_Scrittori delle cose d'Italia_, e colle suddette _Antichità
+Italiane_. Pure tanto di vita e di forze a me ha lasciato la divina
+Provvidenza, che accintomi io stesso alla medesima impresa, ho potuto
+se non con perfezione, certo con buona volontà, trarla a fine. Parlo
+io qui non già della Storia che riguarda gli avvenimenti della Chiesa
+di Dio, perchè di questa ci ha forniti per tempo la penna immortale
+del cardinal Baronio colla principal parte di essa, accresciuta poi e
+migliorata dal p. Antonio Pagi seniore, continuata dallo Spondano, dal
+Bzovio e dal Rinaldi. Abbiamo anche illustrati non poco i primi secoli
+del Cristianesimo dall'accuratissimo Tillemont, e l'intera Storia di
+essa Chiesa felicemente maneggiata dal Fleury: talchè per questo conto
+al comune bisogno pare sufficientemente provveduto; se non che la
+lingua italiana può tuttavia dirsi priva di quest'ornamento, non
+bastando certamente l'aver noi qualche compendio degli Annali del
+Baronio in volgare.
+
+La sola Storia civile d'Italia quella è che dimanda e può ricevere
+aiuto ed accrescimento dai giorni nostri. Certamente obbligo grande
+abbiamo a Carlo Sigonio, insigne scrittor modenese, per aver egli
+assunta questa fatica, e trattata la storia suddetta ne' suoi libri
+_de Occidentali Imperio, et de Regno Italiae_, che tuttavia sono in
+onore, e meritano bene di esserlo. Ma oltre all'aver egli solamente
+cominciata la sua carriera dall'imperio di Diocleziano e Massimiano, e
+terminatala nell'imperio di Ridolfo I austriaco; tali e tante notizie
+si son dissotterrate dipoi per cura di molti valentuomini, tanto
+dell'Italia che d'altri paesi, gloriosi per avere aumentato l'erario
+della repubblica letteraria, che oggidì si può ampiamente supplire ciò
+che mancò al secolo del Sigonio, e rendere più copiosa e corretta la
+storia Italiana. Aggiungasi, avere il Sigonio tessuto le storie sue
+senza allegare di mano in mano gli scrittori onde prendeva i fatti:
+silenzio praticato da altri suoi pari, ma o mal veduto o biasimato
+oggidì da chi esige di sapere i fondamenti su cui i moderni fabbricano
+i racconti delle cose antiche. Tralascio di rammentare qualche altro
+scrittore della Storia universale d'Italia, perchè niuno ne conosco
+che sia da paragonar col Sigonio, e niun certamente vi ha che abbia
+soddisfatto al bisogno. Ai nostri tempi poi prese il sig. di Tillemont
+a compilar le Vite degl'imperadori romani, cominciando dal principio
+dell'Era cristiana con tale esattezza, che se egli avesse potuto
+continuare il viaggio, dalle mani sue sarebbe a noi venuta una
+compiuta storia, ed avrebbe forse risparmiato a tutt'altri il pensiero
+di tentar da qui innanzi una tal navigazione. Ma egli passò poco più
+oltre all'imperio di Teodosio Minore e di Valentiniano III Augusti,
+con esporre gli avvenimenti d'Italia per soli quattro secoli e mezzo,
+lasciando i lettori colla sete del rimanente. Pertanto ho io preso a
+trattar la _Storia Civile_ o sia gli _Annali d'Italia_ dal medesimo
+principio dell'Era di Cristo, conducendoli sino all'anno 1500; nel
+quale ho deposta la penna, perchè da lì innanzi potrà facilmente il
+lettore consultare gli storici contemporanei, che non mancano, anzi
+son molti, se pure non verrà voglia ad alcuno di proseguire la
+medesima mia impresa sino ai dì nostri. E chi sa che non nasca, o non
+sia nato alcun altro, che prenda anche a trattar la storia dell'Italia
+dal principio del mondo sino a quell'anno dove io comincio la mia?
+Quanto a me, tanto più ho creduto di dover far punto fermo nel
+suddetto anno 1500, perchè nella Parte II delle mie _Antichità
+Estensi_, avendo io stesso in qualche guisa abbozzate le avventure
+universali d'Italia sino all'anno 1738, mi sarebbe incresciuto di aver
+da ridire lo stesso.
+
+Ma prima di mettere in viaggio i lettori, mi convien qui istruire i
+men periti di quel che debbono promettersi dalla mia fatica. Che non
+si ha già alcun di essi da aspettare, che la Storia d'Italia proceda
+per tanti secoli sempre con bella chiarezza, e con bastevol cognizione
+degli avvenimenti e delle azioni de' principi e de' popoli, che
+successivamente comparvero nel teatro del mondo, e colla tassa dei
+tempi precisi, ne' quali succederono i fatti a noi conservati dagli
+storici delle passate età. Un così bell'apparato di cose si può ben
+desiderare, ma non già sperare. Pur troppo si scorgerà, non essere più
+felice la Storia d'Italia di quel che sia quella delle altre nazioni.
+Di assaissime antiche storie ci ha privati l'ingiuria dei tempi, la
+frequenza delle guerre, e la serie d'altri non pochi pubblici e
+privati disastri. Nello stesso secolo terzo dell'Era cristiana,
+ancorchè le lettere tuttavia si mantenessero in gran credito, pure si
+comincia a provare gran penuria di luce per apprendere le avventure
+d'allora, e per ben regolare la cronologia di que' tempi. Pur questo è
+un nulla rispetto al secolo quinto, e incomparabilmente più ne'
+seguenti, cioè dacchè le nazioni barbare impossessatesi dell'Italia,
+fra gli altri gravissimi mali v'introdussero una somma e deplorabile
+ignoranza. Non solamente sono venute meno le storie di quei tempi, ma
+possiamo anche sospettare, se non credere, che pochissime ne fossero
+allora composte; e se la nostra buona fortuna non ci avesse salvata la
+Storia longobardica di Paolo Diacono sino all'anno 744, resterebbe in
+un gran buio allora la Storia d'Italia. Continua nulladimeno la
+medesima ad essere anche da lì innanzi sì povera di lumi sin dopo il
+1000, che qualora fosse perita la cronica di Luitprando, e non ci
+recassero aiuto quelle de' Franchi e dei Tedeschi, noi ci troveremmo
+ora, per così dire, in un deserto per conto di quasi tre secoli dopo
+il suddetto Paolo. Oltre poi all'essersi perduta la memoria di
+moltissimi avvenimenti d'allora, quegli ancora che restano, sì mal
+disposti bene spesso ci si presentano davanti, che di poterne
+assegnare gli anni via non resta, stante la negligenza o discordia
+degli scrittori, ed è forzata non di rado la cronologia a camminare a
+tentoni. A questi malanni si vuol aggiugnerne un altro, comune alla
+storia di tutti i tempi, cioè la difficoltà, meglio è dire,
+l'impossibilità di raggiugnere la verità di molte cose che a noi
+somministra la storia. Lo spirito della parzialità o dell'avversione
+troppo sovente guida la mano degli storici. Quello che osserviamo
+nella dipintura delle battaglie accadute a' tempi nostri, fatta da
+differenti pennelli, con accrescere o sminuire il numero de' morti e
+prigioni, e talvolta con attribuirsi ognuna delle parti la vittoria:
+lo stesso si praticava negli antichi tempi. E secondochè l'adulazione
+o l'odio prevalevano nella penna degli scrittori, il medesimo
+personaggio veniva innalzato o depresso. C'è di più. Allorchè gli
+storici prendevano a descrivere quanto era accaduto ne' tempi lontani
+da sè, per mancanza di documenti o per semplicità e poca attenzione,
+talvolta ancora per malizia, vi mischiavano favole e dicerie, o
+tradizioni ridicole dell'ignorante volgo. Di queste false merci
+appunto abbonda la storia de' secoli barbarici dell'Italia, e più di
+gran lunga l'ecclesiastica che la secolare.
+
+Ora come mai potere in quell'ampio fondaco di verità e bugie,
+mischiate insieme, sbrogliare il vero dal falso? In tale stato ognuno
+ritrova la storia della sua nazione; ma chi vuole oggidì scrivere
+onoratamente le antiche cose, si studia, per quanto può, di depurarle,
+di dare schiettamente ad ognuno il suo secondo l'ordine della
+giustizia, cioè di lodare il merito, di biasimare il demerito altrui;
+e quando pur non fia possibile di raggiugnere il certo, di almeno
+accennare ciò che sembra più probabile e verisimile tanto dei fatti
+che delle persone. Questo medesimo mi son io ingegnato di eseguire
+nella presente mia Opera, per soddisfare al debito di sincero
+scrittore. Così avessi io potuto rendere dilettevole tal mia fatica,
+siccome ho procurato di formarla veritiera. Ma sappiano per tempo
+coloro, che nuovi si accostano alla antica storia, che io son per
+condurli talvolta per ameni giardini, ma più spesso per selve e dirupi
+orridi a vedere: e ciò secondo la diversità dei principi buoni o
+cattivi, delle felici o infelici influenze delle stagioni, della pace
+o delle guerre, o d'altre pubbliche prosperità o disgrazie. Anche
+allorquando era in fiore l'imperio romano, s'incontrano dominanti,
+obbrobrii del genere umano, mostri di crudeltà, e nati solamente per
+la rovina altrui, e in fine ancor per la propria. Scatenossi poi il
+Settentrione contro l'italiche contrade, con introdurvi la barbarie
+de' costumi, l'ignoranza ed altri malanni. Finalmente cominciarono le
+guerre a divenire il pane d'ogni giorno nell'Italia, e le pazze e
+furiose fazioni dei Guelfi e Ghibellini per parecchi secoli
+sconvolsero le più delle città: di maniera che nella Storia d'Italia
+assai maggior copia troviamo di quel che può rattristarci, che di
+quello che è possente a dilettarci. Ma questo non è male della sola
+Italia. Anche nell'altre nazioni si fan vedere queste medesime brutte
+scene, così avendo Iddio formato il mondo presente, con volere che più
+in esso abiti il pianto che il riso, acciocchè ognuno si rivolga a
+cercarne un migliore, di cui dà una dolce speranza la Fede santa che
+professiamo. Intanto fra le altre utilità che reca la storia, da noi
+riconosciuta per una delle efficaci maestre della vita umana, non è
+picciolo quello che io andrò talvolta ricordando ai lettori. Cioè, che
+nel mirare sì rozza e sconvolta, sì malmenata ed afflitta in tanti
+diversi passati tempi l'Italia, possente motivo abbiamo di
+riconoscersi anche per questo obbligati a Dio, cioè per averci
+riserbati a questi giorni, non esenti certamente da mali, ma pure di
+lunga mano men cattivi e dolorosi de' vecchi secoli.
+
+
+
+
+ANNALI D'ITALIA
+
+DAL PRINCIPIO DELL'ERA VOLGARE FINO ALL'ANNO 1500
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO I. Indizione IV.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 45.
+
+_Consoli_
+
+CAJO GIULIO CESARE figlio d'Agrippa, MARCO EMILIO PAOLO.
+
+
+Già avea la libertà della repubblica romana ricevuto un gran tracollo
+sotto il prepotente governo di Giulio Cesare, primo ad introdurre in
+Roma il principato sotto il modesto titolo d'imperadore, non altro
+significante in addietro che generale d'armata. Non so s'io dica
+ch'egli pagò le pene della sua ambizione con restar vittima de'
+congiurati; so bene che fu principe odiato dai più in vita, ma dopo
+morte scusato ed amato, massimamente da chi avea cominciato ad
+accomodarsi al comando di un solo; e so del pari che questo principe
+certamente abbondò di molti pregi, e che pochi pari di credito avrebbe
+avuto nell'antichità, se non avesse offuscata la sua gloria
+coll'oppression della patria. Caio Ottavio, o sia Ottaviano, da lui
+adottato per figliuolo, e da noi più conosciuto col nome di Cesare
+Augusto, ancorchè giovane, seppe ben deludere l'espettazione del
+senato. Adoperato per rimettere in piedi la repubblica, si servì egli
+della fortuna delle a lui confidate milizie, per assoggettar Roma di
+nuovo, e stabilir quella monarchia che, durata per qualche secolo,
+cedette in fine al concorso e alla possanza delle barbare nazioni. Di
+gran politica abbisognò Augusto per avvezzar il senato e popolo romano
+alla novità del governo cominciato da Giulio Cesare, e per ischivar
+nello stesso tempo quel funesto fine a cui egli soggiacque. I due suoi
+favoriti, cioè Marco Vipsanio Agrippa, marito prima di Marcella di lui
+nipote, e poi di Giulia di lui figliuola, e Mecenate, personaggi di
+gran senno e onoratezza, non gli furono scarsi di consiglio per fargli
+ottenere il suo intento. L'arte dunque sua fu quella di saper fare da
+padrone, senza mostrare di esser tale; e di conservare il nome e il
+decoro della repubblica, come era in addietro, ma con ritenere per sè
+il meglio dell'autorità e del comando. Perchè non solamente
+lontanissimo si diede a conoscere dall'ammettere il nome di _Re_ o
+_Signore_, a cui non erano avvezzi i Romani, essendogli anche
+esibito[1] dal popolo (forse per segreta sua insinuazione)
+l'usitatissimo di _Dittatore_, grado portante seco una gran balìa,
+fece la bella scena di pregar tutti con un ginocchio a terra, che lo
+esentassero da questo onore, parendogli assai d'essere riguardato e
+nominato principe, titolo non altro significante allora che primo fra
+i cittadini. Compariva[2] dappertutto la stima ch'egli professava al
+senato; e per maggiormente cattivarselo, non volle già egli sottoporre
+alla propria direzione tutte le provincie, ma la maggior parte lasciò
+alla disposizion del medesimo e de' proconsoli, e d'altri uffiziali
+scelti e spediti dal medesimo senato. Ad esso parimente lasciò
+l'erario pubblico, la facoltà di metter imposte, di far nuove leggi,
+di amministrar la giustizia; con che pareva alla nobiltà di conservar
+tuttavia l'antico onore e dominio. Nè minor fu il suo studio per
+guadagnarsi l'amore del popolo, col volere ch'egli continuasse a
+godere della facoltà di dare i suoi suffragi nelle pubbliche elezioni,
+col mantener sempre l'abbondanza de' viveri in Roma e la quiete della
+città, e con tenerlo allegro e divertito mediante la frequente
+rappresentazione di varii giuochi e spettacoli, e con magnifici
+congiarii o vogliam dir donativi. Finalmente si conciliò l'affetto dei
+pretoriani, cioè delle guardie del palazzo, con far loro dar doppia
+paga, e con usar altri atti di liberalità verso le legioni, cioè verso
+il resto della milizia. Che meraviglia è dunque, se Roma, che ne'
+tempi della libertà avea tante traversie patito per la disunion de'
+cittadini, cominciò a gustare i vantaggi d'esser governata dipendente
+da un solo?
+
+Ma intanto Ottavio riservò per sè le provincie dove occorreva tener
+delle soldatesche, o per buona guardia contro dei Barbari confinanti,
+o per imbrigliar i popoli facili alle sedizioni, con che il nerbo
+maggiore della repubblica, cioè tutta la milizia, restò in suo potere.
+A questo fine egli prese o volentieri accettò il titolo di imperadore,
+conceduto in addietro ai generali d'armate, dappoichè aveano riportata
+qualche vittoria; ma titolo accordato a lui a perpetuità, e con
+autorità sopra l'armi, di maniera che niun cittadino da lì innanzi fu
+onorato del trionfo, ancorchè vincesse, perchè la vittoria non
+s'attribuiva se non a chi era capo delle armate; e questo capo era il
+solo imperadore. Gran possanza, insigni privilegi aveano goduto fin
+qui i tribuni del popolo. Erano sacrosante ed inviolabili le loro
+persone, di maniera che il mancar loro di rispetto, non che
+l'offenderli co' fatti, si riputava sacrilegio e misfatto degno di
+morte. Questo potere volle a sè conferito, ed agevolmente ottenne
+Ottaviano, per poter cassare, occorrendo, le leggi e le determinazioni
+che non gli piacessero, come far solevano talvolta i tribuni; e questa
+fu appellata _Tribunizia Podestà_; titolo ben caro agli imperadori
+romani, e mai non obbliato nel loro titolario; perchè, al dire di
+Cornelio Tacito[3], vocabolo indicante _sommo dominio_. Inoltre
+l'autorità primaria sopra le cose sacre era riserbata ai _Pontefici
+Massimi_ in Roma pagana. Giudicò Augusto, che tal grado stesse meglio
+nelle sue mani che nelle altrui; e però tanto egli quanto i successori
+l'unirono con gli altri titoli della loro possanza. Finalmente il
+senato, già divenuto adulatore, perchè composto di gente che cercava i
+proprii vantaggi col promuovere quelli del principe, cercò di onorar
+questo imperadore colla giunta di un titolo glorioso, che facesse
+intendere la di lui possanza ed autorità quasi sovrana; e fu quello
+d'Augusto, indicante un non so che di divinità. Questo, che fu poi
+congiunto coll'altro di Cesare, che era a lui pervenuto per l'adozione
+di Giulio Cesare, continuò poscia in tutti i suoi successori, come il
+più luminoso dell'altra lor dignità. Veggonsi rapportati da Dione
+Cassio varii altri privilegi accordati dal senato a Cesare Augusto,
+coronati finalmente dal nobilissimo titolo di _Padre della Patria_,
+voluto o pure usato dipoi anche da quegli stessi mostruosi imperadori,
+che sembrarono nati solamente in danno e rovina della medesima. Salì
+in tal guisa ad un'ampia podestà Augusto, per cui senza nome di re
+potea tutto quanto poteano i più dispotici dei re, perchè il senato
+con tutta l'autorità a lui lasciata, nulla d'importante facea, che non
+fosse conforme all'intenzione e ai desiderii di lui. Tuttavia per un
+tratto di fina politica (che è ben lecito il pensare così) andava
+l'accorto imperadore di tanto in tanto dolendosi del grave peso
+imposto sulle sue spalle, e facea intendere l'ansietà di scaricarsene,
+per morir da privato. Arrivò sino a proporlo in senato; ma egli dovea
+ben sapere, che non correa rischio d'essere esaudito. Ed in fatti così
+fu. S'unirono le voci de' senatori a pregarlo, per non dire a
+costringerlo, che continuasse nella fatica del comando finchè vivesse.
+Allora s'indusse ben egli con tutta modestia ad accettar questo
+carico, ma con impetrare che solamente per dieci anni avvenire durasse
+un tale aggravio. Finiti questi, e chiesta di nuovo licenza, s'accordò
+in cinque altri, e poscia in dieci, tanto che senza mai cessare
+d'essere signore del mondo romano, e con apparenza di comandare, solo
+perchè così volevano il senato ed il popolo, terminò poi
+felicemente nel comando i suoi giorni. Nè mancò chi gli succedesse
+nell'incominciato onore e in quella signoria, la quale a poco a poco
+nel proseguimento pervenne all'intero despotismo e talvolta alla
+tirannia.
+
+In tale stato si trovava nell'anno presente Roma sotto Augusto
+imperadore, nè la di lei potenza si stendeva già sopra tutto il mondo,
+come l'adulazione talvolta sognò; ma bensì nella miglior parte di
+Europa, e in moltissime provincie non meno dell'Asia che dell'Africa.
+Era nato Augusto sotto il consolato di Cicerone e di Cajo Antonio,
+cioè l'anno sessantatre prima dell'Era cristiana; e però nel presente,
+in cui essa Era ebbe principio, correva l'anno sessantesimoquarto
+dell'età sua, e l'anno XXIII della sua tribunizia podestà, e il XLV
+del suo principato. Giacchè niun figlio maschio avea a lui prodotto
+Livia sua moglie, era già egli ricorso al ripiego dell'adozione, per
+desiderio di perpetuar la sua famiglia, e di trasmettere in un figlio
+anche la dignità imperiale. Avea egli due nipoti, figliuoli di Marco
+Agrippa e di Giulia sua figliuola, donna famosa per la sua
+impudicizia, e in questi tempi a cagion di tale infamia relegata
+nell'isola Pandataria. L'uno _Cajo_ e l'altro _Lucio_ nominati, aveano
+già talmente conseguito l'amore d'Augusto sì in riguardo al sangue che
+scorrea lor nelle vene, che per le loro belle qualità, che gli aveva
+adottati amendue per figliuoli, innestandoli nella famiglia Giulia, e
+dando loro il cognome di _Cesare_. L'uno d'essi, cioè _Cajo_, fu[4]
+nell'anno presente alzato alla dignità più eminente, che dopo
+l'imperiale dar potesse allora la repubblica romana, cioè al
+consolato. L'altro console fu _Lucio Emilio Paolo_, cognato d'esso
+Cajo, perchè marito di Giulia sua sorella, donna, che per aver imitata
+la madre Giulia nella disonestà, soffrì anch'essa un eguale castigo.
+Militava in questi tempi Cajo Cesare console per ordine d'Augusto suo
+padre, nella Siria, ossia nella Soria, contro de' Parti. Questa era
+allora la sola guerra che tenesse in esercizio l'armi romane;
+perciocchè Augusto, tra perchè vecchio, e perchè signore di gran
+senno, il più che potea s'andava studiando di mantener la pace
+nell'imperio, senza curar molto l'ambiziosa gloria de' conquistatori.
+Assai vasto era il dominio de' Romani per appagar ogni sua voglia.
+
+Ora in quest'anno si dee fissare il principio dell'Era cristiana
+volgare, di cui comunemente ci serviamo oggidì. Non fu già essa
+affatto ignota ai primi secoli della Chiesa; ma il merito d'averla
+messa in qualche credito in Occidente, è dovuto a Dionigi Esiguo,
+ossia il Picciolo, monaco assai dotto, che morì circa l'anno 540 nella
+Chiesa romana, e poscia a Beda, celebre scrittore d'Inghilterra, che
+nel secolo ottavo usandola, coll'esempio suo la rendè poi familiare
+fra i Latini. S'ingannarono amendue; ma non c'inganniamo noi in
+mettere sotto i consoli suddetti il principio di questa. Il cardinal
+Baronio, che stabilì senza fallo l'immortalità del suo nome colla gran
+fabbrica degli Annali ecclesiastici, due anni prima del presente, cioè
+nell'anno XXI della tribunizia podestà di Augusto, ossia nel XLIII del
+suo principato, pose il principio della medesima; ma con errore
+manifesto, siccome han dipoi dimostrato uomini sommamente eruditi.
+Opinione fu di quell'insigne porporato, che nell'anno XLII di Augusto,
+cioè tre anni prima dell'anno presente, s'incarnasse e nascesse il
+Figliuolo di Dio nel di 25 di dicembre; e che nel principio del
+susseguente egli fosse circonciso, dalla qual circoncisione, collocata
+nelle calende di gennaio, si avesse da cominciare l'anno primo
+dell'Era cristiana. Ciò non sussiste. Quanto alla nascita del Signor
+nostro Gesù Cristo ne è tuttavia incerto l'anno. Solamente sappiamo
+essere la medesima avvenuta molto innanzi all'anno presente, fra
+l'altre ragioni, perchè Erode figliuolo d'Antipatro (re vivente
+allorchè nacque il Signore), cessò di vivere[5] nel marzo dell'anno
+750 di Roma, e XLI di Augusto; e per conseguente[6] dovette nascere il
+Signore almeno nell'anno precedente al preteso dal Baronio, o in alcun
+altro più addietro. È ben sembrato agli eruditi più verisimile il
+riferire il suo natale al dicembre dell'anno 749 di Roma, e XL di
+Augusto; ma questa opinione nondimeno vien contrastata da quella di
+diversi altri, non mancando chi alcuni anni prima con buone ragioni
+colloca questo memorabil fatto, senza che finora si sia potuto
+pienamente accertare un punto di storia di tanta importanza. Ma se ciò
+è tuttavia oscuro, non è già per l'Era cristiana, il cui principio
+ormai resta deciso che si ha da fissare nell'anno presente, benchè non
+manchi taluno che lo riferisce nell'anno seguente. Per le ragioni
+suddette è un comune errore, ma errore condonabile, e di cui niun s'ha
+da formalizzare, il chiamar questa Era della Natività del divino
+Salvatore, oppur della Incarnazione, ovvero della Circoncisione.
+Questa varietà di parlare, da gran tempo introdotta, non è per anche
+terminata in Italia, dove abbiamo la maggior parte delle città, che
+chiamano l'anno della Natività, benchè l'incomincino dalla
+Circoncisione; ed alcune, che nella Pasqua, o nel dì 25 di marzo
+precedente, o susseguente all'anno comune, cominciato alla
+Circoncisione, danno principio al loro anno, le une coll'anteciparlo
+di quasi nove mesi, e le altre col posticiparlo di quasi quattro.
+Anticamente molti usarono di dar principio all'anno nuovo nel Natale
+del Signore, e di là poi venne il chiamar l'Era nostra a _Nativitate
+Domini_, il qual nome dura presso i più, contuttochè oggidì il primo
+giorno di gennaio sia anche il principio dell'anno nuovo. Intanto
+contando noi sotto questi consoli l'anno primo d'essa Era, seguiteremo
+da qui innanzi col medesimo ordine ad accennare i fatti principali
+della Storia d'Italia.
+
+NOTE:
+
+[1] Sueton., Vita August., cap. LII.
+
+[2] Dio. Cass., Histor.
+
+[3] Tacit., Annal., t. III, cap. 56.
+
+[4] Noris, Cenotaph. Pisan. Diss. 2, cap. 13.
+
+[5] Joseph., Antiq. Judaicar., lib. 7, cap. 8. Pagius, in Critica
+Baron.
+
+[6] Vaillant, Idem. Pagius, Usserius, Noris, ec.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO II. Indizione V.
+
+ AUGUSTO imperadore 46.
+
+_Consoli_
+
+P. VINICIO e P. ALFENIO VARO.
+
+
+Il primo di questi consoli è chiamato dal padre Pagi _Publio Vicinio_,
+dal padre Stampa _Publio Vinucio_. Sono errori di stampa. Nè la
+famiglia _Vicinia_, nè la _Vinucia_ son cognite fra le nobili romane.
+Bensì la _Vinicia_, di cui l'Orsino e il Palatino rapportano varie
+medaglie. Vellejo Patercolo[7] chiaramente scrisse _P. Vinicio
+Consule_, e parla in più d'un luogo di questa famiglia. Il secondo de'
+consoli è _Publio Alfeno_ presso il Pagi. Altri hanno scritto
+_Alfinio_; ma con diversità di poca importanza. Continuò _Cajo
+Cesare_, figliuolo adottivo di Augusto, e principe della gioventù, la
+sua spedizion militare in Soria. Seco era lo stesso _Vellejo
+Patercolo_, autore de' pezzi di un'amena storia, che si son salvati
+dalle ingiurie del tempo. Racconta egli, che inclinando Augusto a far
+pace coi Parti, perciò seguì un abboccamento di Cajo con _Fraate_ re
+di que' popoli, sopra un'isola dell'Eufrate, fiume che allora divideva
+i due imperi. Cajo dipoi sulla riva romana diede un convito a Fraate,
+ed appresso ricevette anch'egli sull'opposta il medesimo trattamento.
+Allora fu che Fraate scoprì a Cajo l'infedeltà e venalità di Marco
+Lollio, a lui dato per aio da Augusto. Però da lì a poco tempo[8]
+venne meno la vita d'esso Lollio per veleno, non si sa se preso per
+elezione di lui, o pure per comando altrui. In questi tempi[9] _Lucio
+Cesare_ fratello d'esso Cajo, acciocchè non marcisse nell'ozio della
+Corte, fu mandato da Augusto in Ispagna. Dovea servir questo viaggio
+per guadagnargli l'amor delle legioni che soggiornavano in quelle
+parti. Ma secondo le umane vicende non tardarono ad abortire in breve
+tante belle speranze di lui e del padre. Giunto egli a Marsilia,
+s'infermò, e in età di diciotto anni terminò la carriera del suo
+vivere nell'agosto dell'anno presente. Dione e Tacito non tacquero il
+sospetto che corse allora di aver Livia moglie d'Augusto procurata con
+arti indegne la morte di questo giovane principe. Chi fosse questa
+principessa, convien ora vederlo.
+
+Livia, figliuola di Livio Druso, era in prime nozze stata moglie di
+Tiberio Claudio Nerone, uno de' più cospicui nobili di Roma[10]. Seppe
+ella così ben tirar le sue reti, che invaghitosi di lei Augusto, già
+principe di Roma, ottenne da Nerone che la ripudiasse, per prenderla
+egli in moglie. Bisogna ben credere che fosse grande in questo
+principe il caldo, perchè gravida (fu preteso del primo marito) la
+condusse al talamo suo. Avea già essa partorito Tiberio, che vedremo a
+suo tempo imperadore. Sgravossi dipoi d'un altro figliuolo, che portò
+il nome di _Nerone Claudio Druso_, e fu consegnato al padre, perchè,
+secondo le leggi, tenuto per figliuolo di lui. Questi poi creato
+console nell'anno IX, prima dell'Era cristiana, finì quello stesso
+anno di vivere. Che superba, che scaltra donna fosse Livia, non si può
+abbastanza dire. Ancorchè Augusto fosse principe di mente svegliata e
+di raro intendimento, pure possedeva ella il gran secreto di saperlo
+governare, di condurlo alle voglie sue. L'unico figliuolo a lei
+restato, cioè _Tiberio_, era il principale oggetto dell'amor suo, e
+tutte le sue mire tendevano ad esaltarlo. Essendo morto dodici anni
+prima dell'Era nostra Agrippa gran confidente di Augusto, e marito di
+Giulia figliuola del medesimo imperadore, e di Scribonia sua prima
+moglie, procurò Livia che questa passasse a seconde nozze con Tiberio
+suo figliuolo[11], tuttochè a lui dispiacesse assaissimo un tal
+matrimonio, parte perchè gli convenne ripudiar Agrippina amata sua
+consorte, e parte ancora perchè non gli era ignota la trabocchevole
+inclinazione e vita sregolata d'essa Giulia. Suoi figliastri in questa
+maniera divennero _Cajo_ e _Lucio_, che già dicemmo nominati _Cesari_,
+figliuoli della medesima Giulia e d'Agrippa; ma da lui e da Livia sua
+madre internamente odiati, perchè adottati per figliuoli da Augusto, e
+destinati, per quanto si poteva congetturare, ad essere suoi
+successori nell'imperio. Nacquero in fatti delle gare fra questi due
+giovanetti fratelli e Tiberio lor padrigno. Sentivano già essi la
+superiorità della lor fortuna, ed aveano cominciato ad insolentire, e
+nello stesso tempo miravano di mal occhio il possesso che tenea nel
+cuore di Augusto la madre di Tiberio, Livia. Per ischivar tutti i
+pericoli, avea preso Tiberio il partito di ritirarsi: al che
+s'aggiunse ancora il non poter più egli sopportare i vizii della
+moglie sua Giulia, castigati in fine colla relegazione da Augusto suo
+padre. Senza che il potessero ritener le preghiere della madre e del
+medesimo Augusto, ritirossi Tiberio nell'isola di Rodi, e qui per
+sette anni in vita privata si fermò. Sazio finalmente di questo
+volontario esilio, che avea dato occasione di molte dicerie agli
+sfaccendati politici, fece istanza di ritornarsene a Roma in
+quest'anno per mezzo della madre. Volle Augusto prima intendere, se a
+Cajo Cesare fosse rincresciuto il di lui ritorno, perchè i dissapori
+seguiti fra loro non erano cose ignote. Per buona ventura essendosi
+allora scoperto, che Lollio, poco fa mentovato, quegli era che
+seminava zizzanie fra Tiberio ed i figliastri, Caio si mostrò contento
+che il padrigno rivedesse Roma. Venuto Tiberio, attese da lì innanzi
+coll'aiuto della madre a promuovere i proprii interessi. E questi
+presero tosto buona piega per la sopr'accennata morte di _Lucio
+Cesare_, non restando più fra i vivi se non il solo _Cajo Cesare_,
+cioè quel solo che impediva a Tiberio il poter succedere nello imperio
+ad Augusto suo padrigno. Cominciò[12] in quest'anno, se pur non fu nel
+seguente, anche in Germania una guerra, di cui parleremo all'anno V
+dell'Era cristiana.
+
+NOTE:
+
+[7] Vellejus Paterculus, lib. 2.
+
+[8] Plinius, lib. 9, cap. 35.
+
+[9] Noris, Cenotaph. Pisan. Diss. 2, cap. 14.
+
+[10] Dio, Suetonius, Tacitus.
+
+[11] Sueton., in Tiber., cap. 7.
+
+[12] Vellejus, Historiar. lib. 2.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO III. Indizione VI.
+
+ AUGUSTO imperadore 47.
+
+_Consoli_
+
+L. ELIO LAMIA e M. SERVILIO.
+
+
+Perchè son perite le storie antiche in questi tempi, mancano a noi le
+memorie di quanto allora avvenne in Roma e in Italia. Forse anche la
+mirabil quiete che per opera d'Augusto si godea in queste parti, niun
+avvenimento produsse assai riguardevole per comparir nella Storia
+romana. Rimasto senza aio in Soria Cajo Cesare per la morte di
+Lollio[13], Augusto non volendo lasciare la di lui giovanile età senza
+direzione e briglia, mandò per governatore di lui Publio Sulpicio
+Quirinio. Questi è quel medesimo che nel Vangelo di s. Luca è
+appellato _Cirino_, e che negli anni addietro avea fatta la
+descrizione degli abitanti della Giudea: nel qual tempo venne alla
+luce del mondo il nostro Signor Gesù Cristo, senza sapersene finora
+con certezza l'anno preciso. Ora Cajo Cesare, che nell'anno prossimo
+passato[14] avea conchiusa la pace coi Parti, ed era penetrato sino
+nell'Arabia, si diede in quest'anno a regolare gli affari
+dell'Armenia. Di là si erano ritirate le milizie ausiliarie de' Parti,
+in vigor della pace suddetta; ma non per questo volentieri ritornarono
+all'ubbedienza de' Romani quei popoli: e però sul principio fecero
+qualche resistenza; ma entrato con tutte le forze nel loro territorio
+Cajo Cesare, gli astrinse a deporre le armi. E poichè non si
+arrischiavano i Romani di ridurre in provincia un paese tanto lontano,
+ed avvezzo al governo de' proprii re, fu scelto da Cajo per quella
+corona Ariobarzane, medo di nazione, e ben veduto dai medesimi Armeni,
+il quale dovette promettere una buona alleanza col popolo romano. A
+così felice successo, per cui Cajo acquistato s'era non poco di
+gloria, ne tenne dietro un funesto. Mal soddisfatto un certo Addo de'
+Romani e del re novello, mosse a ribellione Artagera, una delle
+primarie città dell'Armenia[15]. Corso con tutta la sua armata Cajo ad
+assediar quella città, troppo credendo al ribello Addo, si lasciò
+condurre ad abboccarsi con lui. Nel mentre ch'egli leggeva un
+memoriale, datogli dallo stesso Addo, proditoriamente fu ferito da
+lui, o da chi era con lui, e con pericolosa ferita. Per tale iniquità
+irritate al maggior segno le legioni romane, più vigorosamente che mai
+strinsero la città, l'espugnarono, la ridussero in un mucchio di
+pietre. Il traditore Addo ebbe anch'egli la meritata pena.
+
+NOTE:
+
+[13] Tacitus, lib. 3 Annal.
+
+[14] Vellejus, lib. 2. Florus, lib. 4, c. 4. Tacitus, lib. 22. Ann.
+
+[15] Dio, in Hist. Strabo, lib. 2. Vellejus, ut supra. Ruffus, Festus,
+in Breviar.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO IV. Indizione VII.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 48.
+
+_Consoli_
+
+SESTO ELIO CATO e GAJO SENTIO SATURNINO.
+
+
+Celebre nella storia di Roma per varie sue dignità ed azioni fu questo
+Saturnino, creato console nell'anno presente. Fra gli altri suoi
+impieghi[16] avea avuto quello di legato, o sia di vice-governatore, o
+presidente della Soria, circa l'anno 36 d'Augusto, e undicesimo prima
+dell'Era volgare. Tertulliano[17] scrivendo contra Marcione asserì,
+che _Census constat actos sub Augusto tunc in Judaea per Sentium
+Saturninum_. La nascita di Cristo Signor nostro, secondo questo conto,
+verrebbe a cadere nell'anno suddetto 36 d'Augusto, o pure nel
+seguente. Ma opponendosi all'asserzione di Tertulliano la canonica di
+s. Luca, da cui abbiamo che il censo fu fatto da _Cirino_ o sia
+_Quirinio_, presidente della Siria o sia della Soria: e sapendosi che
+a Saturnino nell'anno 38 di Augusto succedette nel governo della Siria
+Quintilio Varo: altra via non s'è saputa fin qui trovare, che la
+plausibile e molto ben fondata, di dire che _Quirinio_, siccome era
+succeduto altre volte, fosse stato inviato colà con istraordinaria
+podestà a far la descrizione dell'anime, nel tempo stesso che
+Saturnino, o pur Varo con ordinaria podestà governava quella
+provincia. O sì maligna o sì mal curata fu la ferita, da _Cajo Cesare_
+riportata sotto Artagera, ch'egli non più si riebbe, e andò
+peggiorando la sua sanità. Perchè egli[18] non poteva accudire agli
+affari, gli uffiziali e cortigiani suoi, prevalendosi del tempo
+propizio, sotto nome di lui vendevano la giustizia, e faceano continue
+estorsioni ai popoli di quelle contrade. Ed acciocchè non finisse sì
+presto una sì utile mercatura, indussero l'infelice principe, allorchè
+Augusto il richiamava in Italia, a rispondere di non voler venire,
+perchè l'intenzion sua era di passare quel che gli restava di vita, in
+un ozio privato. Replicò Augusto, che il desiderava e voleva in
+Italia, dove potrebbe egualmente, ma colla vicinanza ed assistenza de'
+suoi, se pur così gli piacea, menar vita privata. Convenne ubbidire.
+Ma mentre egli, benchè suo mal grado, se ne ritornava, giunto a Limira
+città della Licia, quivi nel dì 24 febbraio dell'anno presente cessò
+di vivere. Sicchè Augusto, a cui la morte avea rapito Marcello,
+figliuolo di Ottavia sua sorella, nipote amatissimo, venne ancora
+nello spazio di diciotto mesi a perdere questi due altri giovanetti
+_Lucio_ e _Cajo_, nati nipoti suoi, e poscia adottati per figliuoli;
+motivo a lui d'inesplicabil dolore. Tuttavia sofferì egli con più di
+fortezza e pazienza queste perdite, che il disonore cagionatogli
+dall'impudicizia di Giulia sua figliuola madre dei suddetti due
+principi, e da lì a pochi anni dall'altra di Giulia sorella de'
+medesimi. Tante disgrazie faceano ch'egli si augurasse di non essere
+mai stato padre.
+
+Per lo contrario ne fu ben lieto in suo cuore _Tiberio_, figliastro di
+lui, al vedere tolti di mezzo questi due possenti ostacoli al corso
+della sua fortuna. Livia Augusta sua madre[19], per l'estrema sua
+ambizione da molti sospettata di aver avuta parte nella morte di que'
+due principi, non tardò molto ad assalire ed espugnare il cuore del
+marito Augusto in pro del figliuolo, proponendoglielo qual solo ormai
+capace e meritevole di succedere a lui nella dignità imperiale. Gli
+effetti della di lei eloquenza comparvero da lì a pochi mesi. Avea
+Augusto negli anni addietro conferita ad esso Tiberio la podestà
+tribunizia per cinque anni che già erano passati. Tornò nel presente
+ad associarlo seco nel godimento della medesima podestà, nel dì 27
+luglio; laonde nelle sue medaglie[20] si cominciò a notare la TRIB.
+POT. VI. Quel che più importa, l'adottò ancora per suo figliuolo,
+aprendogli la strada alla succession dei suoi beni, e insieme
+dell'imperio. Però chi prima era _Tiberio Claudio Nerone_, cominciò ad
+intitolarsi e ad essere intitolato _Tiberio Cesare figliuolo
+d'Augusto_. Vellejo Patercolo, storico[21] suo grande amico, si stende
+qui in immensi elogi di Tiberio, il qual forse allora sotto molte sue
+virtù sapea nascondere i moltissimi suoi vizii. Nello stesso giorno fu
+obbligato Tiberio ad adottare per suo figliuolo _Marco Agrippa_, nato
+da Giulia figlia d'Augusto dopo la morte di M. Vipsanio Agrippa di lei
+primo consorte. Ma questi tra per essersi scoperto giovanetto
+stolidamente feroce, e per le spinte che gli diede Livia Augusta,
+unicamente intenta ad esaltare i proprii figli, fu dipoi relegato
+nell'isola della Pianosa, dove, appena morto Augusto, per ordine di
+Tiberio tolta gli fu la vita. Inoltre nel medesimo giorno 27 di luglio
+(così volendo Augusto), Tiberio adottò in figliuolo il suo nipote
+_Germanico_, nato da _Claudio Druso_, suo fratello, cioè da chi al
+pari di lui avea avuto per madre Livia Augusta. Nè pur questa adozione
+internamente venne approvata da Tiberio; perchè egli avea un proprio
+figliuolo per nome _Nerone Druso_, a lui partorito da Agrippina sua
+prima moglie, verso il quale più si sentiva portato. Non erano mai
+mancati ad Augusto dei nobili suoi secreti nemici, sì perchè la
+memoria dell'antica libertà troppo spesso risvegliava lo sdegno contro
+chi ora facea da signore in Roma, e sì perchè sui principii del suo
+governo e potere, Augusto, con levare dal mondo non i soli avversari,
+ma chiunque ancora veniva creduto atto ad interrompere la carriera de'
+suoi ambiziosi disegni, s'era tirato addosso l'odio dei lor figliuoli
+e parenti. Traspirò nel presente anno una congiura ordita contra di
+lui da molti nobili. Capo di essa era _Gneo Cornelio Cinna Magno_, che
+per essere nato da una figliuola di Pompeo il Grande, portava nelle
+vene l'avversione ad Augusto; sì perchè Augusto era successore di chi
+tanta guerra avea fatto all'avolo suo materno; e sì ancora per essere
+stato persecutore anch'esso della medesima famiglia. In grande ansietà
+per questo si trovava Augusto, giacchè il timore o sentore delle
+congiure quello era spesso che non gli lasciava godere in pace il suo
+felicissimo stato. Conferito con sua moglie l'affanno, gli diede ella
+un saggio consiglio, cioè di ricorrere non già alla severità che potea
+solo accrescere i nemici, ma sì bene ad una magnanima clemenza;
+predicendogli che in tal maniera vincerebbe il cuore di Cinna, uomo
+generoso, ed insieme quello di tutta la nobiltà. Così fece Augusto.
+Dopo aver convinti i rei del meditato misfatto, perdonò a tutti; nè di
+ciò contento, disegnò console per l'anno prossimo avvenire lo stesso
+Cinna, benchè primario nell'attentato contra la di lui vita. Un atto
+di sì bella generosità gli guadagnò non solamente l'affetto di Cinna e
+degli altri, ma anche una tal gloria e stima presso d'ognuno, che nel
+resto di sua vita niuno pensò mai più a macchinare contra di lui. Ed
+ecco i frutti nobili della clemenza; ma ben diversi noi andremo
+trovando quei della crudeltà e fierezza.
+
+NOTE:
+
+[16] Usserius, Annal. Noris, Cenotaph. Pisan.
+
+[17] Tertullian., lib. 4, cap. 19, contra Marcionem.
+
+[18] Vellejus, lib. 2. Zonaras, Hist. Svetonius in Aug., c. 68.
+
+[19] Tacitus, lib. 1 Annal.
+
+[20] Mediobarb., in Numismat.
+
+[21] Vellejus, lib. 2. Dio, Histor., lib. 55.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO V. Indizione VIII.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 49.
+
+_Consoli_
+
+GNEO CORNELIO CINNA MAGNO, LUCIO VALERIO MESSALLA VOLUSO.
+
+
+Di _Cinna_, console nell'anno presente, abbiam favellato nel
+precedente. L'altro _Voluso_ taluno ha creduto che fosse piuttosto
+cognominato _Voleso_, perchè una iscrizione rapportata dal
+Fabretti[22] fu posta L. VALERIO VOLESO, CN. CINNA MAGNO COSS. Il
+Grutero, riferendo la stessa iscrizione, lesse VOLSEO, ma con errore.
+Certamente un marmo, veduto co' suoi occhi dal Fabretti, bastar
+dovrebbe a stabilire il cognome di _Voleso_. Ma mi ritiene una
+medaglia pubblicata da Fulvio Orsino e dal Patino[23], dove è la
+figura d'Augusto, e nel rovescio VOLVSUS VALER. MESSAL. III. VIR. A.
+A. A. F. F. Questi par certamente lo stesso che fu poi console o
+almeno della stessa casa. Abbiamo da Vellejo[24], che nell'anno
+secondo oppure terzo dell'Era nostra, s'era suscitata in Germania una
+gran guerra, la qual durava tuttavia. Dappoichè nell'anno precedente
+Augusto ebbe adottato Tiberio, e volendo accreditarlo maggiormente nel
+mestiere delle armi e nel comando delle armate, nel quale si era egli
+anche molti anni prima esercitato con mollo onore, poco stette a
+spedirlo in Germania. Andò Tiberio, e con esso lui era Vellejo
+Patercolo generale della cavalleria. Soggiogò i Caninefati, gli
+Attuari e i Brutteri, e fece ritornare all'ubbidienza i Cherusci.
+Terminata poi con reputazione la campagna, nel dicembre se ne ritornò
+a Roma per visitare i genitori. Quindi nella primavera di quest'anno
+di nuovo si portò in Germania. Le prodezze ivi fate da Tiberio si
+veggono descritte ed esaltate da esso Vellejo istorico. Per attestato
+di lui sottomise gran parte di quei feroci popoli, de' quali nè pur
+dianzi si sapeva il nome. Fra gli altri domò i _Longobardi_, gente la
+più fiera e valorosa dell'altre: il che è ben da avvertire: perchè
+dopo alcuni secoli vedremo questa medesima nazione dominante in
+Italia. Le conquiste di Tiberio arrivarono sino al fiume Elba; cosa
+non mai tentata in addietro nè allora sperata da alcuno. Venuta poi la
+stagion de' quartieri, volò Tiberio a Roma a ricevere i complimenti
+de' genitori e il plauso del popolo, per così vantaggiosa e gloriosa
+campagna.
+
+Circa questi tempi, o pur nell'anno precedente, vennero a Roma gli
+ambasciadori de' Parti, padroni allora della Persia, per chiedere un
+re ad Augusto[25]. Volle egli che andassero anche in Germania ad
+esporre la stessa dimanda a Tiberio Cesare, per avvezzar la gente al
+rispetto e alla stima di questo suo figliuolo. Era stato ucciso
+_Fraate re dei Parti_ da uno scellerato suo figlio, per iniqua voglia
+di regnare, benchè egli poi non solo non conseguì il regno, ma vi
+perdè la vita. Gli altri figliuoli di Fraate stavano in Roma da
+qualche tempo, mandati colà per ostaggi della sua fede dal padre.
+Aveano chiesto i Parti per loro re ad Augusto _Orode_, uno de'
+figliuoli di Fraate; ma ottenutolo, fra poco l'uccisero. Richiesero
+poscia un altro d'essi figliuoli, cioè _Venone_; e questi andò a
+prendere il possesso di quella corona, per restare anche egli dopo
+alcuni anni vittima del furore di quella barbara nazione. Ma non è
+certo, se all'anno presente appartenga l'andata di esso _Venone_ colà.
+Abbiamo varii regolamenti fatti da Augusto in questo anno[26].
+Difficilmente s'inducevano allora i nobili a lasciar entrare nel
+collegio delle vergini Vestali le lor figliuole, perchè presso i
+Gentili non era in pregio, anzi era in dispregio il celibato; nè
+mancavano disordini succeduti fra le stesse Vestali. Necessario fu un
+decreto, per cui fosse lecito alle fanciulle discendenti da liberti di
+entrarvi. Molte di queste si presentarono e furono elette a sorte; ma
+niuna d'esse vi entrò. Lamentavasi anche la milizia romana della
+tenuità della paga. Augusto, per animare i soldati a sostenere il peso
+della guerra, e molto più per conciliarsi l'affetto loro, siccome
+preventivamente accennai, volle che si accrescesse lo stipendio tanto
+alle legioni mantenute in varii siti dell'imperio, quanto ai
+pretoriani destinati a far la guardia dell'imperadore e del palazzo
+pubblico. Colla sua propria borsa supplì egli per ora, e nell'anno
+prossimo vi provvide con un altro ripiego. Dione ci dà il registro di
+tutta la fanteria e cavalleria che allora continuamente era mantenuta
+in piedi dalla repubblica romana; e questa andò poi crescendo e
+calando, secondo la diversità de' bisogni, o pur della pubblica
+felicità. Il pagamento allora de' soldati era ben superiore a quel
+d'oggidì.
+
+NOTE:
+
+[22] Fabrettus, Inscription., pag. 703.
+
+[23] Patinus, Famil. Roman.
+
+[24] Vellejus, lib. 2.
+
+[25] Sveton., in Tiber., cap. 16. Joseph., Antiq. Judaic., lib. 18.
+
+[26] Dio, Histor. lib. 15.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO VI. Indizione IX.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 50.
+
+_Consoli_
+
+MARCO EMILIO LEPIDO e LUCIO ARRUNTIO.
+
+
+Il Panvinio ed altri hanno scritto, che a questi consoli ne furono
+sostituiti nel dì primo di luglio due altri cioè _Cajo Ateio Capitone_
+e _Cajo Vibio Capitone_. Ma non è certo il fatto. Essendo mancante la
+iscrizione rapportata da esso Panvinio, può restar sospetto che tai
+consoli appartengano ad un altro anno. Vedemmo accresciute da Augusto
+le paghe ai soldati[27]. Per soddisfare a tali spese, per le quali non
+era bastante il privato erario d'Augusto, e nè pure il pubblico, si
+pensò a mettere un nuovo aggravio. Fu dato ordine a tutti i senatori
+di esporre il loro parere in iscritto. In ultimo col fingerne uno già
+meditato da Giulio Cesare, si decretò che da lì innanzi si pagasse la
+vigesima parte delle eredità e dei legali, eccettuate quelle che
+pervenivano a' figliuoli ed altri stretti parenti, e quelle de'
+poveri. Sebbene può dubitarsi, se tale eccezione venisse dipoi
+mantenuta da lutti i susseguenti imperadori: certo è, che questo
+pesante aggravio rincrebbe assaissimo al popolo romano, e, secondo
+l'uso delle cose umane, se fu facile l'introdurlo, riuscì poi
+difficilissimo il levarlo. E però nelle antiche iscrizioni s'incontra
+talvolta l'uffizio di chi era impiegato in raccogliere questo tributo.
+Ai lamenti del popolo se ne aggiunsero dei più gravi nell'anno
+presente per cagione d'una fiera carestia che afflisse la città di
+Roma[28]. Oltre ad altre provvisioni e spese fatte da Augusto in aiuto
+de' cittadini poveri, fu preso lo spediente di cacciar fuori di città
+i gladiatori e gli schiavi condotti per esser venduti, e la maggior
+parte de' forestieri: la qual somma di persone ascese a più di
+ottantamila. Finita poi quella angustia, cadde in pensiero ad Augusto
+di abolir l'uso introdotto del frumento, che dai granai del pubblico
+si donava alla plebe, e di cui talvolta erano partecipi dugento e più
+mila persone, parendo a lui, che per cagione di questa liberalità si
+trascurasse l'agricoltura. Non mutò poi questo uso, perchè pericoloso
+sarebbe stato anche il solo tentarlo; ma attese ben da lì innanzi a
+far più coltivar le campagne, e volea nota di tutti gli aratori, non
+meno che di tutti i negozianti e del popolo. Più frequenti divennero
+in questi tempi gli incendii in Roma, originati forse da chi cercava
+coi rubamenti di sovvenire alla fame. Stabilì pertanto il provvido
+Augusto sette corpi di guardia, chiamati i Vigili, che la notte
+battessero la pattuglia: impiego, che egli pensava di abolire in
+breve; ma ritrovato utile, anzi necessario, fu dipoi continuato anche
+sotto gli altri imperadori.
+
+Diversi guai parimente si provarono nelle provincie del romano imperio
+in quest'anno per le sedizioni e ribellioni dei popoli[29]. In
+Sardegna, nell'Isauria e nella Getulia dell'Africa, ebbero delle
+faccende i soldati romani, per tenere in freno quelle barbare genti.
+Seguitò la guerra in Germania. Tiberio Cesare era ivi generale
+dell'armata romana. Ma per attestato di Dione niuna rilevante impresa
+vi fece, quantunque sì Augusto ch'egli prendessero, il primo, il
+titolo d'imperadore per la quindicesima volta, ed il secondo per la
+quarta volta: il che solo succedea, dappoichè s'era riportata qualche
+vittoria. Potrebbe essere che i prosperosi successi delle armi romane
+in Germania nell'anno precedente guadagnassero loro questo
+accrescimento di lustro nel presente. Secondo Vellejo[30], s'era messo
+Tiberio in procinto di procedere contro de' Marcomanni, gente per
+numero e per bravura fin qui formidabile, e non mai vinta. Meroboduo,
+re loro, alla potenza sapea unire la disciplina militare, e mandando
+ambasciatori ai Romani, talora parlava da supplicante, talora da
+eguale. Stendevasi il suo dominio non solamente per la Boemia, ma
+molto più in là fino ai confini della Pannonia e del Norico, provincie
+romane, di modo che poco più di dugento miglia era egli lungi
+dall'Italia. Ma sul più bello de' suoi preparamenti contra di
+Meroboduo, Tiberio intese che la Pannonia (oggidì Ungheria) e la
+Dalmazia, per cagion dei tribuni ribellate, tal copia d'armati avevano
+messo in piedi, che il terrore ne giunse a Roma stessa; giacchè que'
+popoli, essendo in concordia coi Triestini, minacciavano di voler in
+breve calare in Italia. Allora fu che Tiberio trattò e conchiuse, come
+potè il meglio, la pace coi Germani, per accudire a questo incendio,
+più importante di gran lunga dell'altro a cagione della maggior
+vicinanza al cuore dell'imperio. Velleio fa conto, che fossero in armi
+dugentomila fanti, e novemila cavalli di que' ribelli. Aveano
+trucidato o carcerati i soldati, i cittadini e i mercatanti romani, e
+già messa a ferro e fuoco la Macedonia. Gran commozione per questo fu
+in Roma. I paurosi si figuravano che in dieci giornate veder si
+potesse intorno a Roma il campo di quei sollevati. Perciò a furia si
+arrolarono nuovi soldati, e Vellejo Patercolo fu incaricato di
+condurre a Tiberio questi rinforzi. Una sì grossa armata di fanteria e
+cavalleria si unì, che Tiberio fu costretto a licenziarne una parte.
+Marciò egli contro i ribelli della Pannonia; presi i passi, li
+ristrinse ed affamò. In somma li ridusse a tale, che molti di essi,
+presso il fiume Batino, vennero a deporre l'armi, e a sottomettersi.
+Dicono che il lor generale Batone o fu preso, o venne anch'egli
+spontaneamente all'ubbidienza; e pure nell'anno seguente egli si trova
+coll'altro Batone dalmatino in armi contro i Romani. Voltossi dipoi
+Tiberio contro i ribelli dalmatini, alla testa dei quali era l'altro
+Batone. Valerio Messalino, governatore di quella provincia, più di una
+volta si azzuffò con loro, ora vincitore ed ora vinto. Tutto il
+guadagno dei Romani si ridusse a frastornar i disegni fatti dai nemici
+per passare in Italia, ma senza poter impedire ch'essi non dessero il
+guasto ad un gran tratto di paese finchè arrivò il verno, che mise
+fine alle azioni militari.
+
+Dacchè mancò di vita nell'anno 41 d'Augusto _Erode il grande_, re
+della Giudea[31], _Archelao_ suo figliuolo s'affrettò pel suo viaggio
+a Roma, affin di succedere nel regno del padre in competenza di
+_Antipa_ e degli altri suoi fratelli e parenti. Ottenne egli da
+Augusto, non già il titolo di re, ma il solo di etnarca col dominio
+della metà degli Stati del padre, consistente nella Giudea, Idumea e
+Samaria. Per conseguente egli cominciò a dominare in Gerusalemme. Gli
+avea promesso Augusto il titolo di re, qualora colle sue virtuose
+azioni se ne facesse conoscere degno. Contrario all'espettazione, anzi
+tirannico fu il di lui governo, di maniera che nell'anno presente i
+primati della Giudea e di Samaria spedirono gravissime accuse contra
+di lui ad Augusto[32]. Citato a Roma Archelao, e convinto de' suoi
+reati, n'ebbe per gastigo la relegazione in Vienna del Delfinato, e la
+perdita de' suoi patrimoni e tesori, che furono presi dal fisco. Ed
+allora fu che la Giudea, l'Idumea e la Samaria furono ridotte alla
+forma delle provincie del romano imperio, ed unite alla Siria o sia
+alla Soria, e cominciarono ad essere governate dagli ufiziali
+dell'imperadore: cosa dianzi desiderata dagli stessi Giudei, perchè
+troppo aggravati dai propri re, speravano essi miglior trattamento dai
+ministri imperiali. Così cessò lo scettro di Giuda, siccome avea
+predetto Giacobbe[33], nella venuta del divino Salvatore del mondo. Il
+padre Pagi mette all'anno seguente la caduta di Archelao. Dione ne
+parla sotto il presente.
+
+NOTE:
+
+[27] Dio, lib. 55.
+
+[28] Sveton., in August., cap. 42.
+
+[29] Dio, Histor., lib. 55.
+
+[30] Vellejus, lib. 2.
+
+[31] Joseph., Antiq. Judaic., lib. 17.
+
+[32] Dio, lib. 55. Strabo, lib. 16.
+
+[33] Genes., cap. 49, v. 10.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO VII. Indizione X.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 51.
+
+_Consoli_
+
+AULIO LICINIO NERVA SILIANO e QUINTO CECILIO METELLO CRETICO SILANO.
+
+
+Che il secondo di questi consoli usasse il cognome di _Silano_,
+l'hanno dedotto gli eruditi dal trovarsi _Cretico Silano_ proconsole
+della Siria nell'anno di Cristo 16. Se ciò sussista, nol so. Da un
+antico marmo ancora ricavarono il Sigonio e il Panvinio che nelle
+calende di luglio ai suddetti consoli ne furono sostituiti due altri,
+cioè _Publio Cornelio Lentulo Scipione e Tito Quinzio Crispino
+Valeriano_. Procedeva assai lentamente la guerra nella Dalmazia e
+Pannonia, ed andavano a terminar tutte le prodezze dell'una e
+dell'altra parte in saccheggi ed incendii[34]. Niuna cosa stava più a
+cuore di Tiberio che il non esporre a rischio i suoi soldati,
+parendogli troppo cara anche una vittoria, quando si avesse a comperar
+colla vita di molti de' suoi. Ma non piaceva ad Augusto una sì melensa
+maniera di guerreggiare; e dubitando egli che Tiberio non si curasse
+di finir que' romori, per poter più lungamente godere del comando
+dell'armi: mandò colà con un copioso rinforzo di genti _Germanico
+Cesare_, nipote d'esso Tiberio, e figliuolo di lui per adozione,
+giovane amatissimo dai soldati per la memoria del valoroso suo padre
+Claudio Druso. Non vi spedì _Agrippa Cesare_, figliuolo di Giulia sua
+figlia, perchè, siccome accennai, trovatolo di sregolati costumi, in
+quest'anno il relegò nell'isola Pianosa vicina alla Corsica. Le
+imprese fatte da Tiberio e Germanico in questa campagna furono di poca
+conseguenza. Vero è che i due Batoni, iti ad assalire gli
+alloggiamenti romani, furono con loro perdita respinti, e che
+Germanico recò dei gravi danni ai Mazei e ad altri popoli della
+Dalmazia; ma altro ci volea che questa, per ridurre al dovere quelle
+feroci nazioni. Anche Marco Lepido, tenente generale di Tiberio,
+s'acquistò grande onore, e meritò gli ornamenti trionfali, per essere
+venuto ad unirsi con lui, aver tagliati a pezzi molti dei nemici che
+se gli opposero nel viaggio, ed aver dato il sacco ad un gran tratto
+del loro paese.
+
+Era stato inviato da Augusto per governatore nella Siria nell'anno
+precedente _Publio Sulpicio Quirinio_, personaggio illustre, e stato
+console nell'anno dodicesimo prima dell'Era volgare. Perchè la Giudea
+ridotta in provincia romana, per la caduta di Archelao di sopra
+accennata, dipendeva allora dalla Siria, Quirinio ebbe ordine di
+portarsi colà, per confiscare i beni d'esso Archelao, e per fare il
+censo, o sia la descrizion delle persone abitanti nella Giudea, e
+l'estimo delle facoltà d'ognuno[35]. V'andò egli nell'anno presente,
+ed eseguì puntualmente il suo impiego, ma non senza assaissimi lamenti
+de' Giudei, a' quali parea una specie di schiavitù una tal novità. Nè
+mancarono sedizioni in quel popolo, e copiosi ammazzamenti e saccheggi
+per questo. Il suddetto Quirinio altri non fu che quel medesimo che in
+san Luca[36] vien appellato _Cirino_, ed ebbe l'incumbenza di fare il
+censo nella Giudea allorchè venne alla luce del mondo Cristo Signor
+nostro. Indubitata cosa è che non può parlare il santo Evangelista del
+censo fatto in quest'anno da Quirinio, essendo nato il Signore, quando
+anche era vivente Erode il grande; ed avendo noi già accennato ch'esso
+Erode diede fine alla sua vita nell'anno 41 d'Augusto, cioè quattro
+anni prima dell'Era cristiana, per conseguente si dee ammettere un
+altro censo anteriormente fatto nella Giudea dal medesimo Quirinio. Ed
+ancorchè niun vestigio di ciò si trovi presso gli antichi storici
+profani, pure è bastante l'autorità dell'Evangelista per istabilirne
+la verità. E tanto più dicendo egli che: _Haec descriptio prima facta
+est a praeside Cyrino_. Imperciocchè quel _prima_ acconciamente fa
+dedurre, chiamarsi così quella descrizione, per distinguerla
+dall'altra, fatta nell'anno presente. In qual anno poi precisamente
+seguisse la prima delle suddette descrizioni, cioè se cinque, o sei, o
+sette, o più anni prima dell'Era cristiana, non s'è potuto chiarire
+finora.
+
+NOTE:
+
+[34] Dio, lib. 55. Vellejus, lib. 3.
+
+[35] Joseph., Antiq., lib. 17.
+
+[36] S. Lucas, in Evang., cap. 2.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO VIII. Indizione XI.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 52.
+
+_Consoli_
+
+MARCO FURIO CAMILLO e SESTO NONIO QUINTILIANO.
+
+
+A questi consoli ordinari, nelle calende di luglio furono surrogati
+_Lucio Apronio_ ed _Aulo Vibio Habito_. Trovavansi[37] già i ribellati
+popoli della Pannonia e Dalmazia in grandi strettezze, perchè
+penuriavano cotanto di viveri, che si erano ridotti a mangiar
+dell'erbe. Sopravvenne ancora un'epidemia che, mietendo le vite di
+molti, li ridusse ad un infelicissimo stato, in guisa che già erano i
+più determinati di chiedere la pace; ma perchè s'opponevano a tal
+risoluzione coloro che mostravano di credere inesorabili i Romani,
+niuno osava di mandare ambasciatori al campo nemico. Assediò in questi
+tempi Germanico una forte città, e la costrinse alla resa. Questo
+colpo fu cagione che, senza più stare in bilancio, Batone, capo dei
+Dalmatini ribelli, munito di salvocondotto, venne ad abboccarsi con
+Tiberio per trattar di pace. Gli dimandò Tiberio i motivi della già
+fatta e tanto sostenuta ribellione. «Ne siete in colpa voi altri
+Romani, animosamente allora rispose Batone, perchè a custodir le
+vostre gregge avete inviato non dei pastori e dei cani, ma sì bene dei
+lupi:» chè non erano già allora cose pellegrine le violenze ed
+ingiustizie degli uffiziali romani, per le quali anche altri popoli
+cercarono di scuotere il giogo. Augusto intanto trovandosi inquieto
+per questa guerra, la quale, per attestato di Svetonio[38], fu creduta
+la più grave e pericolosa che, dopo quelle de' Cartaginesi, avesse
+patito il popolo romano; e volendo egli essere più alla portata di
+udirne le nuove, e di provvedere ai bisogni, era venuto nell'anno
+precedente, o pure nel corrente, a Rimini. Approvò egli le
+proposizioni della pace; e, in questa maniera, parte colla forza,
+parte coll'uso della clemenza, que' popoli tornarono all'ubbidienza
+primiera. Niun altro rilevante avvenimento ci porge sotto quest'anno
+la Storia romana.
+
+NOTE:
+
+[37] Dio, lib. 55.
+
+[38] Sueton., in Tiber., cap. 16.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO IX. Indizione XII.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 53.
+
+_Consoli_
+
+CAJO POMPEO SABINO e QUINTO SULPICIO CAMERINO.
+
+
+Furono sostituiti ai suddetti consoli nelle calende di luglio _Marco
+Papio Mutilo_ e _Quinto Popeo Secondo_, chiamato da alcuni
+_Secondino_; ma più sicuro è il primo cognome. Dopo aver pacificata la
+Pannonia e la Dalmazia, glorioso se ne tornò a Roma Tiberio
+Cesare[39]. Augusto gli venne incontro fuori della città; il fece
+entrare in Roma con corona d'alloro in capo; e in un palco, dove
+amendue si misero a sedere in mezzo ai consoli, coi senatori in piedi,
+mostrò al popolo questo suo vittorioso figliuolo. Furono in onor suo
+celebrati alcuni spettacoli. In questi tempi Augusto, raunati i
+cavalieri romani e trovato che in minor numero erano gli ammogliati
+che gli altri, pubblicamente lodò i primi, biasimò i secondi. Dione
+rapporta la di lui allocuzione, in cui egli mostrò appartenere non
+meno al privato che al pubblico bene che tutti avessero moglie, e si
+studiassero di mettere figliuoli al mondo, per mantenere le nobili
+famiglie romane, e sostenere il decoro della repubblica, massimamente
+ne' bisogni delle guerre, con inveire gagliardamente contra di tanti,
+i quali non già per amore del celibato, ma per avere più libertà allo
+sfogo della lor libidine, fuggivano il prender moglie. Pertanto in
+vigore della legge Papia Poppea concedette varii privilegi a chi
+avesse o prendesse moglie, e pene a chi dentro un convenevol termine
+non si ammogliasse. Ed affinchè niuno si prevalesse dell'esempio delle
+Vestali, le quali pure nel loro stato erano sì accreditate, disse, che
+quando volessero imitarle, bisognava ancora che si contentassero
+d'essere puniti al pari di quelle vergini, qualora contravvenissero
+alle leggi della continenza. Fu poi sotto Tiberio mitigata questa
+legge.
+
+Poca durata ebbe la pace della Dalmazia[40]. Quel Batone, capo de'
+Pannonii, che dianzi avea mossi alla ribellione anche i Dalmatini,
+dopo aver preso ed ucciso l'altro Batone, tornò a cozzar coi Romani.
+Vollero questi prendere la città di Retino, ma per uno stratagemma dei
+sollevati ne riportarono una mala percossa. S'impadronirono bensì i
+Romani di alcuni luoghi; ma perchè apparenza non v'era di poter così
+presto terminar quella guerra, e Roma per quest'imbroglio scarseggiava
+di viveri, Augusto tornò di bel nuovo ad inviar colà Tiberio con un
+possente esercito. Nulla più bramavano i soldati, che di venire ad una
+giornata campale. Tiberio, che non voleva espor le genti all'azzardo,
+e temeva di qualche sollevazione, divise in tre corpi l'armata,
+dandone l'uno a Silano (o sia Siliano), l'altro a Lepido, e ritenendo
+il terzo per sè e per Germanico suo nipote. I due primi fecero
+valorosamente tornare al suo dovere il paese loro assegnato. Tiberio
+marciò contro Batone, ed essendosi costui salvato in un castello
+inespugnabile per la sua situazione, perchè fabbricato sopra alto
+sasso, e circondato da precipizii, non si scorgeva maniera di poter
+espugnare quella fortezza. Anderio era il suo nome. Furono sì arditi i
+Romani, che cominciarono ad arrampicarsi per que' dirupi, e al
+dispetto de' sassi rotolati all'ingiù, giunsero a mettere in fuga
+parte dei difensori ch'erano usciti fuori a battaglia. Per questo
+successo atterriti i restati nella rocca, dimandarono ed ottennero
+capitolazione. Britannico anche egli forzò Arduba ed altre castella
+alla resa. Disperato perciò Batone il Pannonico, altro scampo non
+ebbe, che ricorrere alla misericordia di Tiberio. Gli fu permesso di
+venire al campo, e concessogli il perdono, si rinnovò ed assodò meglio
+che prima la pace. Volò Germanico a Roma, a portarne la lieta nuova.
+Tiberio gli tenne dietro, ed incontrato da Augusto ne' borghi di Roma,
+fece la sua entrata nella città con molta magnificenza. A Germanico
+furono accordate le insegne trionfali nella Pannonia; a Tiberio il
+trionfo e due archi trionfali nella Pannonia, con altri privilegii ed
+onori; ma del trionfo non potè egli godere, perchè poco stette Roma a
+trovarsi in gran lutto per una sempre memoranda sventura accaduta
+all'armi romane in Germania, di cui furono portate le funeste nuove
+cinque soli giorni dopo l'arrivo di Tiberio.
+
+Siccome accennai di sopra, al governo della Siria, o vogliam dire
+della Soria, era stato inviato Quintilio Varo; di là poi venne in
+Germania per generale delle legioni che quivi continuamente
+dimoravano, per tener in dovere i popoli sudditi, ed in freno i non
+sudditi[41]. Tacito scrive essere state otto le legioni che si
+mantenevano dai Romani al Reno. Pare che Vellejo[42] ne nomini
+solamente cinque. Solevano in que' tempi essere composte le legioni di
+seimila fanti l'una, ed alcune d'esse avevano la giunta di qualche
+poco di cavalleria. Il nerbo principale delle armate romane era allora
+la fanteria. Varo, che povero entrò già nella Siria ricca, e nel
+partirsene ricco, lasciò lei povera, si credette di poter fare il
+medesimo giuoco in Germania. Cominciò a trattar que' popoli, come se
+fossero una specie di schiavi, con abolir le loro consuetudini,
+esigerne a diritto e a rovescio danari, e volere ridurli a quella
+total sommessione e maniera di vivere, che si usava fra i Romani.
+Diede motivo questo suo governo a molti di tramare una congiura.
+_Arminio_, figliuolo o pur fratello di Segimero, giovane prode e de'
+principali di quelle contrade, già ammesso alla cittadinanza di Roma e
+all'ordine equestre, quegli era che più degli altri animava i suoi
+nazionali a ricuperar l'antica libertà. Quanto più crescevano i loro
+odii, e si preparavano a far vendetta, tanto più fingevano sommessione
+ai comandanti, amore e confidenza alla persona di Varo, in guisa tale,
+che l'avviso dato da più di uno che si macchinava una congiura contra
+de' Romani, da lui fu creduto una baia, nè precauzione alcuna si
+prese. Ora essendosi per concerto fatto fra loro mossi all'armi alcuni
+de' lontani Tedeschi, Quintilio Varo, messa insieme un'armata di tre
+legioni, d'altrettante ale di cavalleria, e di sei coorti ausiliarie,
+che forse ascendevano alla somma almeno di ventiduemila combattenti,
+la più brava ed agguerrita gente che avesse allora l'imperio romano,
+si mise in viaggio con grossissimo bagaglio, per opporsi ai tentativi
+de' nemici. Arminio e Segimero suo padre, restati indietro col
+pretesto di raunar le lor genti in aiuto di Varo, allorchè i Romani si
+trovarono sfilati e disordinati per selve e strade disastrose,
+all'improvviso dalla parte superiore furono loro addosso, e
+cominciarono a farne macello. Per tre giorni durò il conflitto
+miserabile per i Romani, che non trovando mai sito in quelle montagne
+da potersi unire, schierare e difendere, rimasero quasi tutti vittima
+del furore germanico. _Varo_, e i principali dell'esercito, dopo aver
+riportate molte ferite, per non venire in mano dei nemici, da sè
+stessi si diedero la morte. Tutto il carriaggio, e le insegne romane
+restarono in poter de' Germani. Per attestato di Tacito, il luogo di
+questa tragedia fu il bosco di Teutoburgo, oggidì creduto Dietmelle
+nel contado di Lippa, vicino a Paderbona ed al fiume Wessen, nella
+Westfalia.
+
+Portata questa lagrimevol nuova a Roma, incredibile fu il cordoglio
+d'ognuno, non minore il terrore per paura[43] che i Germani
+meditassero imprese più grandi, e pensassero a passare il Reno, o a
+volgersi ancora coi Galli verso l'Italia. Più degli altri se ne
+afflisse Augusto per la morte di sì valorose truppe, per la perdita
+delle aquile romane e per la cattiva condotta di Varo, uomo male
+adoperato negli affari di pace, e peggio in quei della guerra. Perciò
+per più mesi non si fece tosare il capo, nè tagliare la barba; e andò
+sì innanzi il suo affanno, che dava della testa per le porte, e
+gridava da forsennato, che Varo gli restituisse le sue legioni. A sì
+fatti colpi non erano avvezzi i Romani, e dopo la sconfitta di Publio
+Crasso in Asia non aveano provata una calamità simile a questa. Si
+rincorò poscia Augusto al sopraggiugnere susseguenti avvisi d'essere
+la Gallia quieta, e di non avere i Germani osato di passare il Reno,
+per l'esatta guardia delle altre legioni ch'erano salve in quelle
+parti, e per la buona cura di Publio Asprenate, generale di due
+legioni al Reno, il quale seppe anche approfittarsi non poco delle
+eredità de' soldati uccisi. Perchè in Roma la gioventù atta all'armi
+non si voleva arrolare, adoperò Augusto la forza, tanto che tra essi e
+i veterani, che premiati tornarono all'armi e i libertini, compose un
+bel corpo d'armata, per inviarlo in Germania. L'anno fu questo, in cui
+il poeta _Ovidio_ in età di cinquanta anni, per ordine d'Augusto andò
+a far penitenza de' suoi falli, relegato in Tomi città della Scizia,
+oggidì Tartaria, nel Ponto. Perchè egli si tirasse addosso questo
+gastigo, non ben si seppe, ed ora almeno non si sa. Dall'aver detto
+Apollinare Sidonio, ch'egli amoreggiava una fanciulla cesarea, hanno
+alcuni creduto qualche suo imbroglio con Giulia figliuola d'Augusto:
+il che non è probabile, perchè molti anni prima questa impudica
+principessa era stata relegata dal padre, e gastigati i suoi drudi.
+Potrebbe piuttosto cadere il sospetto in Giulia figliuola della
+suddetta Giulia, che non la cedette alla madre nella cattiva fama.
+Altri ha tenuto che il suo libro dell'Arte di amare, siccome opera
+scandalosa, fosse cagion delle sue sciagure. La sua relegazione è
+certa; il perchè, difficil è l'accertarlo.
+
+NOTE:
+
+[39] Idem, ibid., cap. 17. Dio, lib. 56.
+
+[40] Vellejus, lib. 2.
+
+[41] Tacitus, Annal., lib. 1.
+
+[42] Vellejus, lib. 2. Dio, lib. 56.
+
+[43] Sueton., in August., cap. 23.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO X. Indizione XIII.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 54.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO CORNELIO DOLABELLA e CAJO GIUNIO SILANO.
+
+
+Si trova sostituito all'uno di questi consoli nelle calende di luglio
+_Servio Cornelio Lentulo Maluginense_. Credono i padri Petavio e
+Pagio, che Tiberio Cesare, in quest'anno, dedicasse il tempio della
+Concordia in Roma, ricavando tal notizia da Dione[44]. Ne parla
+veramente questo istorico, ma dopo aver detto che Tiberio fu inviato
+in Germania; e però tal dedicazione appartiene piuttosto ad un altro
+anno. È mancante, a mio credere, in questi tempi, come in tanti altri,
+la storia d'esso Dione. Vellejo anch'egli, perchè prometteva una
+storia a parte dei fatti di Tiberio, con due pennellate qui si sbriga:
+laonde poco si sa in questo e nel seguente anno della Storia romana.
+Quel che è certo, unito ch'ebbe Augusto quanto potè levar di gente in
+Roma, spedì con tali milizie, nella Gallia _Tiberio Cesare_. Ciò
+avvenne, secondo Svetonio[45], nell'anno presente. Seco probabilmente
+andò anche il nipote _Germanico_, perchè Dione sotto il seguente anno
+scrive che unitamente fecero guerra alla Germania. Le imprese di
+Tiberio in essa guerra o non son giunte a noi, o piuttosto non
+meritarono d'essere scritte, perchè di poco momento. Vellejo
+unicamente ci fa sapere[46] che Tiberio, ben disposte le guarnigioni
+della Gallia, passò il Reno coll'esercito romano. Non altro si
+aspettava Augusto e Roma da lui, se non che impedisse ad Arminio i
+progressi, sul timore che costui pensasse a molestare l'Italia. Ma
+Tiberio fece di più. Entrò nella parte nemica della Germania, mettendo
+a sacco e fuoco il paese, e in fuga chiunque ebbe ardire di
+contrastargli il passo: il che gran terrore diede ad Arminio. Così
+quello storico, gran panegirista, anzi adulator di Tiberio. Con queste
+poche parole Vellejo manda ai quartieri il romano esercito nell'anno
+presente. Potrebbono nondimeno appartenere all'anno seguente questi
+pochi fatti, confrontati colla narrativa di Dione. Secondo
+l'Usserio[47], a questo anno si dee riferire la morte di Salome
+sorella del fu re Erode. Essa era padrona del principato di Jamnia, in
+cui esistevano due bellissime ville, abbondanti di palme, che
+producevano frutti squisiti. Di tutto lasciò erede Livia moglie
+d'Augusto, donna che mieteva da per tutto, e con facilità, perchè
+essendo conosciuta di gran possanza presso il marito, ognun si
+procacciava la grazia di lei.
+
+NOTE:
+
+[44] Dio, lib. 56.
+
+[45] Sueton., in Tib., c. 18.
+
+[46] Vellejus, lib. 2.
+
+[47] Usserius, in Annalib.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XI. Indizione XIV.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 55.
+
+_Consoli_
+
+MANIO EMILIO LEPIDO e TITO STATILIO TAURO.
+
+
+Ad alcuni non par certo il prenome di _Manio_ nel primo di questi
+consoli. _Numio_ è da essi creduto piuttosto. _Marco_ fu appellato da
+altri. Un'iscrizione legittima potrebbe decidere questa poco
+importante quistione. Ad Emilio Lepido fu sostituito nelle calende di
+luglio _Lucio Cassio Longino_. Sotto questi consoli, narra Dione, che
+_Tiberio_ e _Germanico_ con autorità proconsolare fecero un'irruzione
+nella Germania, misero a sacco un tratto di quel paese; ma niuna
+battaglia diedero, perchè niuno si opponeva; nè sottomisero alcun di
+que' popoli, perchè, ammaestrati dalle disgrazie di Varo, non volevano
+esporsi a pericolosi cimenti. Svetonio, benchè poco d'accordo con
+Dione, anch'egli attesta[48] che Tiberio (avvezzo per altro a far di
+sua testa le risoluzioni) nulla intraprese in questa spedizione senza
+il parere de' suoi primari uffiziali. Aggiugne, aver egli osservata
+una rigorosa disciplina nell'esercito; e che sebben egli non amava di
+azzardar la fortuna ne' combattimenti, pure non avea difficoltà a
+combattere, se nella precedente notte all'improvviso si fosse smorzata
+da sè stessa la sua lucerna, benchè vi fosse dell'olio; perchè dicea
+d'aver egli e i suoi maggiori trovato sempre questo un segno di buona
+fortuna; tanto si lasciavano gli antichi pagani travolgere il capo da
+tali inezie. Ma riportata vittoria un dì, poco mancò che un di que'
+barbari non l'uccidesse, siccom'egli confessò di poi ne' tormenti di
+aver meditato. Dovette ancora succedere in quest'anno ciò che narra
+Vellejo Patercolo[49], cioè che essendo insorto un fiero tumulto e
+dissensione della plebe in Vienna del Delfinato, città allora
+floridissima, accorse colà Tiberio; e senza adoperar le scuri, quietò
+quella pericolosa commozione. Sappiamo inoltre da Dione, che dopo
+l'incursione fatta nella Germania, Tiberio e Germanico si ritirarono
+al Reno, e quivi stettero sino all'autunno: nel qual tempo fecero
+giuochi pubblici in onore del natale d'Augusto, e similmente un
+combattimento di cavalleria. Poscia verso il fine dell'anno se ne
+tornarono in Italia.
+
+Intanto Augusto mise in Roma un po' di freno alla astrologia
+giudiciaria, ch'era e fu anche da lì innanzi in gran voga in quella
+città, proibendo di predire la morte d'alcuno, benchè egli per sè niun
+pensiero si mettesse della vanità di quest'arte, ed avesse lasciato
+correre in pubblico l'oroscopo suo. Vietò ancora per tutte le
+provincie, che nulla più del consueto onore si facesse ai governatori
+ed altri ministri pubblici, durante il loro impiego, nè per due mesi
+dopo la loro partenza, imperciocchè per ottener simili dimostrazioni,
+si commettevano molte iniquità. Ora qui insorge fra gli eruditi una
+gran contesa, cioè in qual anno fosse Tiberio dichiarato _Collega
+nell'Imperio_, cioè ornato di quella stessa podestà tribunizia e
+proconsolare, che godeva lo stesso Augusto. In vigore dell'ultima era
+conceduto il comando di tutte le armate fuori di Roma colla stessa
+balìa che godevano i consoli. Da questo principio si pensano alcuni
+letterati di poter dedurre l'anno quindicesimo di Tiberio, enunziato
+da s. Luca. Non è facile la decision della quistione, perchè gli
+stessi antichi istorici son fra loro discordi, non già nell'assegnare
+il giorno, credendosi fatta tal dichiarazione dal senato nel dì 28 di
+agosto, ma bensì quanto all'anno. Svetonio scrive[50] che, essendo
+ritornato Tiberio dalla Germania _dopo due anni_ a Roma, per decreto
+del senato gli fu conceduto di amministrar le provincie comunemente
+con Angusto. Ma la autorità di Vellejo Patercolo merita ben di essere
+preferita a quelle di Svetonio per aver egli scritto le avventure de'
+suoi tempi; e militato allora sotto lo stesso Tiberio, laddove
+Svetonio visse e scrisse cento anni dipoi. Ora abbiamo da Velleio[51]
+che, a requisizione d'Augusto, il senato e popolo romano concedette a
+Tiberio l'uguaglianza nella podestà pel governo delle provincie e
+delle armate: _Ut aequum ei jus in omnibus provinciis, exercitibusque
+esset_. Dopo di che Tiberio se ne tornò a Roma. Adunque piuttosto
+all'anno presente si dee riferire l'esser egli divenuto collega
+dell'imperio. Anche da Tacito[52] possiam raccogliere la stessa
+verità, scrivendo egli, che Tiberio _Collega Imperii, consors
+Tribuniciae Potestatis adsumitur, omnesque per exercitus ostentatur_.
+Pare che Tacito anticipi di qualche anno questa dignità; ma certamente
+fa intendere la medesima a lui conferita, mentr'esso era all'armata, e
+non già allorchè fu giunto a Roma. Però assai fondamento abbiamo per
+credere che dall'anno presente, a cagione di questo innalzamento di
+Tiberio, alcuni cominciassero a numerare gli anni del suo imperio;
+sentenza adottata dal padre Pagi e da altri.
+
+NOTE:
+
+[48] Sueton., in Tiber., cap 18.
+
+[49] Vellejus, lib. 3.
+
+[50] Sveton., in Tiber., c. 20 e 21.
+
+[51] Vellejus, lib. 2.
+
+[52] Tacitus, Annal., lib. 1.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XII. Indizione XV.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 56.
+
+_Consoli_
+
+GERMANICO CESARE e CAIO FONTEJO CAPITONE.
+
+_Tiberio Giulio Germanico Cesare_, nipote e figliuolo per adozione di
+Tiberio Cesare, e nipote, a cagion d'essa adozione, di Augusto, pel
+merito acquistato nelle guerre della Germania, Pannonia e Dalmazia,
+ottenne quest'anno il consolato e inoltre gli ornamenti trionfali[53].
+Nelle calende di luglio a _Capitone_ fu sostituito nel consolato _Cajo
+Visellio Varrone_. Con esso Germanico venne anche Tiberio[54],
+nell'anno presente a Roma. Le guerre sopravvenute gli aveano impedito
+il trionfo destinatogli dal senato per le guerre da lui felicemente
+terminate nella Pannonia e Dalmazia. Ricevette egli ora quest'onore,
+con entrare trionfalmente in Roma. Prima di passare al Campidoglio,
+scese dal carro trionfale, e andò ad inginocchiarsi ai piedi
+d'Augusto, che con gran festa l'accolse. Seco era Batone, che già
+vedemmo capo della sollevazion della Pannonia ed è chiamato re di
+quella provincia da Rufo Festo, ma impropriamente. A costui professava
+non poca obbligazione Tiberio, perchè nella guerra pannonica
+trovandosi egli stretto in un brutto sito, e circondato dai ribelli,
+Batone generosamente il lasciò ritirarsi in luogo sicuro. Per
+gratitudine Tiberio gli fece de' grandissimi doni, e il mise di stanza
+a Ravenna. Seguita a dire Svetonio, aver Tiberio dato un convito al
+popolo con mille tavole apparecchiate, ed oltre a ciò un congiario,
+cioè un regalo di trenta nummi per testa. Dedicò eziandio il tempio
+della Concordia, mettendo nell'iscrizione, come asserisce Dione[55]
+d'averlo rifatto egli con Druso suo fratello già defunto. V'ha chi
+crede fatta cotal dedicazione nell'anno di Cristo X, e chi nel
+precedente IX, tirando ciascuno[56] al suo sentimento le parole di
+Dione. Ma dacchè lo stesso Dione confessa che prima di questa
+dedicazione Tiberio era passato in Germania, da dove solamente
+nell'anno presente ritornò, nè essendo verisimile che in lontananza
+egli dedicasse quel tempio; sembra ben da anteporsi l'autorità di
+Svetonio che mette quel fatto sotto l'anno presente, che è inoltre
+autore più vicino a questi tempi, che non fu Dione. Dedicò parimente
+lo stesso Tiberio il tempio di Polluce e di Castore sotto il nome suo
+o del fratello Druso, mettendo ivi le spoglie de' popoli soggiogati.
+
+Quantunque Augusto si trovasse in età molto avanzata, e con vacillante
+sanità, pure non lasciava di pensare al pubblico bene[57]. Perciò in
+quest'anno fece pubblicare una legge contro i Libelli famosi,
+ordinando che fossero bruciati, e castigati i loro autori. E perchè
+intese che gli esiliati da Roma con gran lusso viveano, e andando qua
+e là si ridevano delle delizie di Roma, nè parea loro di essere
+gastigati; ordinò che non potessero soggiornare se non nelle isole
+distanti dalla terra ferma per cinquanta miglia, a riserva di Coo,
+Rodi, Sardegna e Lesbo. Ristrinse ancora i lor comodi e la lor
+servitù. Per cagione poi della poca sua sanità mandò a scusarsi coi
+senatori, se da lì innanzi non poteva andar a convito con loro,
+pregandoli nello stesso tempo di non portarsi più a salutarlo in casa,
+come fin qui avevano usato di fare non tanto essi, ma eziandio i
+cavalieri ed alcuni della plebe. Finalmente raccomandò Germanico al
+senato, ed il senato a Tiberio con una polizza: segno ch'egli si
+sentiva già fiacco di forze, e vicino ad abbandonar questa vita. Molti
+pubblici giuochi furono fatti nell'anno presente dagl'istrioni e dai
+cavalieri nella piazza d'Augusto; e Germanico diede una gran caccia
+nel Circo, dove furono uccisi dugento lioni dai gladiatori. Fece
+ancora la fabbrica e la dedicazione del portico di Livia, in onore di
+Cajo e Lucio Cesari defunti. Abbiamo da Svetonio[58], che in
+quest'anno, nel dì 31 di agosto, venne alla luce Caio Caligola, che fu
+poi imperadore, figliuolo di esso Germanico Cesare, e di Giulia
+Agrippina, nata da Marco Agrippa, e da Giulia figliuola di Augusto.
+Chi il fa nato in Treveri, chi in Anzio in Italia. Di poca conseguenza
+è questa disputa, perchè egli non diede motivo ad alcun luogo di
+gloriarsi della di lui nascita.
+
+NOTE:
+
+[53] Vellejus, lib. 2.
+
+[54] Sueton., in Tiber., c. 20.
+
+[55] Dio, lib. 56.
+
+[56] Petavius, Mediobarbus, Pagius et aliis.
+
+[57] Dio, lib. 56.
+
+[58] Sueton., in Caligul., cap. 8.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XIII. Indizione I.
+
+ CESARE AUGUSTO imper. 57.
+
+_Consoli_
+
+CAJO SILIO e LUCIO MUNAZIO PLANCO.
+
+
+Di dieci in dieci anni, o pure di cinque in dieci il saggio Augusto
+soleva farsi confermare dal senato e popolo romano l'autorità ch'egli
+avea di reggere la repubblica come suo capo, e di comandare le armate,
+esercitando la podestà tribunizia e proconsolare. Con questo incenso e
+con quest'atto di sommessione, quasi che il suo comandare fosse una
+arbitraria concession de' Romani, egli continuava a far da padrone,
+tutti a lui servendo, quando egli mostrava d'essere dipendente e servo
+d'ognuno. Nè già egli dimandava la conferma di tali prerogative. Il
+senato stesso quegli era, che pregava e quasi forzava lui ad accettar
+il peso del comando. Non mancavano insinuazioni di così fare: ed anche
+senza insinuazioni ciascun desiderava di farsi merito con lui. Si mutò
+nel proseguimento dei tempi la sostanza delle cose: tuttavia l'esempio
+d'Augusto servì a far continuare l'uso de' quinquennali, decennali,
+vicennali e tricennali degl'imperadori romani, solennizzandosi con
+gran festa, cioè con giuochi pubblici e sagrifizii, il quinto, il
+decimo, vigesimo e trigesimo anno del loro imperio, con ringraziare
+gl'iddii della vita loro conceduta, e pregar felicità e lunghezza al
+resto del loro vivere, quand'anche erano cattivi. Nello anno
+presente[59] fu prorogato da Augusto per altri dieci anni a venire il
+governo della repubblica; e benchè egli si mostrasse renitente alla
+loro amorevole offerta, pure si sottomise a tali istanze. Prorogò egli
+la podestà tribunizia a Tiberio, e a Druso figliuolo d'esso Tiberio
+concedette la licenza di chiedere fra tre anni il consolato, anche
+senza avere esercitato la pretura. Intanto perchè la inoltrata sua età
+e gl'incomodi della salute non gli permettevano più di andare al
+senato, se non rarissime volte, dimandò di poter avere venti senatori
+per suoi consiglieri (ne tenea quindici negli anni addietro), e fu
+fatto un pubblico decreto, che qualunque determinazione ch'egli
+facesse da lì innanzi insieme coi suddetti consiglieri e coi consoli
+reggenti e disegnati, e coi suoi figliuoli e nipoti, fosse valida,
+come se fosse emanata dall'intero senato. In vigore di questo decreto,
+anche stando in letto per cagion delle sue indisposizioni, prese molte
+risoluzioni opportune al pubblico governo. Sì malcontento era il
+popolo romano del poco fa introdotto aggravio della vigesima parte
+delle eredità che si pagava all'erario militare pel mantenimento de'
+soldati, che si temeva di qualche sedizione in Roma. Scrisse Augusto
+al senato che ognuno mettesse in iscritto il suo voto, per trovar
+altra via più comoda da ricavar il necessario danaro, acciocchè, se
+non si fosse trovata, facesse conoscere che da lui non veniva il male,
+vietando a Germanico e a Druso di dire il loro parere, perchè non si
+credesse quella essere la mente sua. Vi fu gran dibattimento; e
+continuandosi pure a detestar la vigesima, egli mostrò di voler
+compartire il peso di quella contribuzione sopra i beni stabili del
+popolo. Inviò pertanto qua e là, senza perdere tempo, estimatori delle
+case e terre: il che bastò a fare che cadauno, temendo di patir più
+danno da questo che da quell'aggravio, si quietò, e restò, come prima,
+in piedi la vigesima.
+
+NOTE:
+
+[59] Dio, lib. 56.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XIV. Indizione II.
+
+ TIBERIO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+SESTO POMPEO e SESTO APPULEO.
+
+
+Fece in quest'anno Augusto insieme con Tiberio il censo, o sia la
+descrizione de' cittadini romani, abitanti in Roma e per le provincie;
+e per attestato della inscrizione ancirana, riferita dal Grutero[60],
+se ne trovarono quattro milioni e cento settantasettemila. Eusebio
+nella sua cronica[61] fa ascendere essi cittadini a nove milioni e
+trecento settantamila persone, forse per error de' copisti, il quale
+s'ha da correggere coll'autorità dell'iscrizione suddetta.
+Svetonio[62] e Dione[63] attestano, avere Augusto sul fin di sua vita
+fatto un compendio delle sue più memorabili azioni, con ordine
+d'intagliarlo in varie tavole di bronzo. Se ne conservò in Ancira una
+copia. Fu poi spedito Germanico in Germania, perchè non era per anche
+cessata in quelle contrade la guerra. Prese Augusto anche la
+risoluzion d'inviar Tiberio nell'Illirico, per assodar sempre più la
+pace ivi stabilita; e però con esso lui da Roma si incamminò alla
+volta di Napoli, invitatovi da quel popolo nell'occasione de' giuochi
+insigni che qui ogni cinque anni in onor suo si facevano all'usanza
+de' Greci. V'andò, ma portando seco una molesta diarrea, cominciata in
+Roma. Dopo avere assistito a quella magnifica funzione, e licenziato
+Tiberio, si rimise in viaggio per tornarsene a Roma. Aggravatosi il
+suo male, fu forzato a fermarsi in Nola, dove poi placidamente morì
+nel dì 19 agosto, cioè nel mese nominato prima sestile, e poscia dal
+suo nome Augusto, che tuttavia dura, e in quella medesima stanza, dove
+Ottavio suo padre era mancato di vita. Sospetto corse[64], che la
+ambiziosa sua moglie Livia, appellata anche Giulia, perchè adottata
+per figliuola da esso Augusto con istravaganza non lieve, gli avesse
+procurata la morte con dei fichi avvelenati. Imperocchè dicono che in
+questi ultimi tempi Augusto, o perchè già conoscesse il mal talento di
+Tiberio figliastro suo, o perchè gli paresse più convenevole di
+anteporre _Agrippa_, figliuolo di Giulia sua figlia, ad un figliuolo
+di sua moglie Livia, avesse cangiata massima intorno alla successione
+sua; e che segretamente coll'accompagnamento di pochi si fosse portato
+a visitar esso Agrippa, che trovavasi allora relegato nell'isola della
+Pianosa, con dargli buone speranze. Avendo Livia penetrato questo
+segreto affare, s'affrettò, secondo i suddetti scrittori, ad accelerar
+la morte del marito. Ma non par già verisimile, che Augusto sì vecchio
+volesse prendersi lo incomodo di arrivar sino alla Pianosa, vicino
+alla Corsica, nè potea ciò farsi senza che Livia ed altri nol
+venissero a sapere. L'affetto poi dimostrato da Augusto sul fine di
+sua vita alla medesima Livia e a Tiberio, il quale richiamato dal suo
+viaggio[65] arrivò a tempo di vederlo vivo, e di tenere un lungo
+ragionamento con lui, non lascia trasparire segno di affezione di esso
+Augusto verso il nipote Agrippa, nè di mal animo contro il figliastro
+Tiberio e di sua madre.
+
+Comunque sia, terminò Augusto i suoi giorni in età di quasi
+settantasei anni, e di cinquantasette anni e cinque mesi dopo la morte
+di Giulio Cesare. Tanto anticamente, quanto ne' due ultimi secoli, si
+vide posto sulle bilance de' politici e dei declamatori il merito di
+questo imperadore, lacerando gli uni la di lui fama, per avere
+oppressa la repubblica romana, e gli altri encomiandolo come uno dei
+più gloriosi principi che s'abbia prodotto la terra. La verità si è,
+che hanno ragione amendue queste fazioni, considerata la diversità de'
+tempi. Non si può negare ne' principii il reato di tirannia e di
+crudeltà in Augusto verso la sua patria; ma si dee ancora concedere,
+che il proseguimento della sua vita fece scorgere in lui non un
+tiranno, ma un principe degno di somma lode pel savio suo governo, per
+l'insigne moderazione sua, e per la cura di mantenere ed accrescere la
+pubblica felicità. Può anche meritar qualche perdono l'attentato suo.
+Trovavasi da molto tempo vacillante e guasta la romana repubblica per
+le fazioni e prepotenze, che non occorre qui rammentare[66]. Bisogno
+v'era di un'autorità superiore, che rimediasse ai passati disordini, e
+non lasciasse pullularne dei nuovi. Però la tranquillità di Roma è
+dovuta al medesimo, se vogliamo dire, fallo suo. Nè egli a guisa de'
+tiranni tirò a sè tutto quel governo, ma saggiamente seppe fare un
+misto di monarchia e di repubblica, quale anche oggidì con lode si
+pratica in qualche parte d'Europa. Felice Roma, s'egli avesse potuto
+tramandare ai suoi successori, come l'imperio, così anche il suo senno
+e il suo amore alla patria. Ma vennero tempi cattivi, ne' quali poi
+s'ebbe a dire: _Che Augusto non dovea mai nascere, o non dovea mai
+morire_. Il primo per mali da lui fatti a fine di rendersi padrone: il
+secondo per l'amorevolezza e saviezza, con cui seppe dipoi governare
+la repubblica, e di cui furono privi tanti de' suoi successori, non
+principi, ma tiranni. Un gran saggio ancora del merito d'Augusto
+furono gli onori a lui compartiti in vita, e più dopo morte. Vi avrà
+avuta qualche parte, non vo' negarlo, l'adulazione; ma i più vennero
+dalla stima, dall'amore e dalla gratitudine de' popoli che sotto di
+lui goderono uno stato cotanto felice. E tali onori arrivarono sino al
+sacrilegio[67]. Imperciocchè a lui anche vivente furono, come ad un
+Dio, dedicati altari, templi e sacerdoti, e molto più dopo morte. Con
+pubblici giuochi ancora e spettacoli si solennizzò dipoi il suo giorno
+natalizio, e memoria onorevole si tenne de' benefizii da lui ricevuti.
+
+Tennero Livia e Tiberio occulta per alcuni giorni la morte d'Augusto,
+finchè avendo frettolosamente inviato ordine alla Pianosa che fosse
+ucciso _Agrippa_, nipote d'esso Augusto, giunse loro la nuova di
+essere stato eseguito il barbaro comandamento, mostrando poscia di non
+averlo dato alcun d'essi; che questo fu il bel principio del loro
+imperio. Allora si pubblicò essere Augusto mancato di vita. Fu portato
+con gran solennità il di lui corpo a Roma dai principali magistrati
+delle città, e poi da' cavalieri; furongli fatte solenni esequie,
+descritte da Dione, con averlo portato al rogo Druso figliuolo di
+Tiberio e i senatori. Saltò poi fuori Numerio Attico senatore, il
+quale, mentre la pira ardeva, giurò di aver veduta l'anima d'Augusto
+volare al cielo[68], come si finse una volta succeduto anche a Romolo,
+facendosi credere con tali imposture alla buona gente ch'egli fosse
+divenuto un dio o semideo: vana pretensione, continuata ne' tempi
+seguenti per altri imperadori. Ciò fatto, si trattò nel senato di
+confermare, o, per dir meglio, di concedere a Tiberio Cesare, lasciato
+erede da Augusto suo padrigno, tutta l'autorità e gli onori goduti in
+addietro dal medesimo Augusto. Era allora Tiberio in età di
+cinquantasei anni, volpe fina e impastato di diffidenza, d'umor nero e
+di crudeltà; ma che sapeva nascondere il suo cuore meglio d'ogni
+altro, ed avea saputo coprire i suoi vizii agli occhi, non già di
+tutti, ma forse della maggior parte dei grandi e de' piccoli. Nel
+senato non v'era più alcuna di quelle teste forti che potessero
+rimettere in piedi la libertà romana; tutto tendeva all'adulazione e
+al privato, non al pubblico bene. V'entrava anche la paura, perchè
+Tiberio continuò a comandare alle coorti del pretorio e alle armate
+romane per le precedenti concessioni; e però niuno osava di alzar un
+dito, anzi ognuno gareggiò a conferir la signoria a Tiberio.
+All'incontro l'astuto Tiberio, quanto più essi insistevano per
+esaltarlo, tanto più facea vista di abborrir quegli onori, e di
+desiderare non superiorità, ma uguaglianza co' suoi cittadini,
+esagerando la gran difficoltà a reggere sì vasto corpo, e i pericoli
+di soccombere sotto il peso. Tutto affine di scandagliar bene gli
+animi di ciascun particolare, e far poi vendetta a suo tempo di chi
+poco inclinato comparisse verso di lui[69]. Temeva ancora che
+_Germanico_ suo nipote, già adottato da lui per figliuolo, tra per
+essere allora alla testa dell'armata romana in Germania, e perchè
+sommamente amato dal popolo romano e dai soldati, potesse torgli la
+mano. Lasciossi dunque pregare gran tempo anche dagl'inginocchiati
+senatori, e finalmente senza chiaramente accettar l'impiego[70], o pur
+facendo credere di prenderlo, ma per deporlo fra qualche tempo,
+cominciò francamente ad esercitare l'autorità imperiale. Qui Vellejo
+Patercolo[71] lascia la briglia all'eloquenza sua, per tessere un
+panegirico delle azioni di Tiberio sui principii del suo governo. La
+pace fiorì da per tutto; andò l'ingiustizia, la prepotenza, la frode a
+nascondersi fra i Barbari; si stese la di lui liberalità per le
+provincie e città che aveano patito disgrazie. E veramente gran
+moderazione mostrò a tutta prima Tiberio, e seguitò a governar da
+saggio, finchè visse Germanico, perchè temeva di lui. Nè qui si ferma
+Vellejo. Entra ancora a vele gonfie nelle lodi di Elio Sejano, scelto
+da Tiberio per suo consigliere e primo ministro. S'egli sel meritasse,
+l'andremo osservando nel progresso degli anni.
+
+Certo che in Roma niun tumulto o sedizione accadde per questo
+cambiamento di governo; ma non fu così nelle provincie[72]. Le milizie
+romane che soggiornavano nella Pannonia, appena udita la morte di
+Augusto, si rivoltarono contra di Giulio Bleso lor comandante, che
+corse pericolo della vita, facendo esse istanza della lor giubilazione
+e d'essere premiate, col minacciar anche di ribellar quella provincia,
+e di venirsene a Roma. Fu dunque spedito colà da Tiberio il suo
+figliuolo _Druso_ con una man di soldati pretoriani, ed accompagnato
+da Sejano, allora prefetto del pretorio. Durò Sejano non poca fatica a
+mettere in dovere i sollevati che l'assediarono, e ferirono alcuni
+della di lui scorta. Ma finalmente essendosi ritirati e divisi costoro
+pe' quartieri; e chiamati sotto altro pretesto ad uno ad uno i più
+feroci nella tenda di Druso, dove lasciarono la testa, si quietarono
+gli altri, ed ebbe fine quel romore. Più strepitosa e di maggior
+pericolo fu la sollevazion de' soldati romani nella Germania, perchè
+quivi dimorava il miglior nerbo delle legioni sotto il comando di
+_Germanico Cesare_, che si trovava allora nella Gallia a fare il censo
+o sia la descrizione dell'anime. Si ammutinò parte di questo esercito
+per le stesse cagioni che poco fa accennai. Corse perciò colà
+Germanico; e siccome egli era sommamente amato, perchè dotato di
+assaissime lodevoli qualità, e il conoscevano per migliore di gran
+lunga che Tiberio, vollero crearlo imperadore. Costantissimo egli nel
+non volere mancar di fede a Tiberio suo zio che l'avea anche adottato
+per figliuolo, allorchè vide di non potere in altra guisa liberarsi
+dalle lor furiose istanze, cavò la spada per uccidersi. Quest'atto li
+fermò. Finse poi lettere di Tiberio, quasi ch'egli ordinasse in
+donativo ad essi soldati il doppio dello stabilito da Augusto; la
+promessa di sì fatta liberalità, e l'aver eziandio accordato il ben
+servito ai veterani, li placò. Ma il danaro non concorreva, e intanto
+giunsero gli ambasciatori di Tiberio, all'arrivo de' quali di nuovo si
+sollevarono, e furono vicini a privarli di vita, per timore che
+fossero spediti ad annullar quanto avea promesso Germanico. Presero
+anche _Agrippina_ di lui moglie, gravida allora, e il piccolo
+figliuolo _Cajo_, soprannominato _Caligola_. La costanza di Germanico,
+giacchè non poteano conseguire di più, feceli dipoi tornare al loro
+dovere. Ed acciocchè stando in ozio non macchinassero altre sedizioni,
+Germanico li condusse addosso alle terre nemiche dove impiegarono i
+pensieri e le mani per far buon bottino. Certo è, che Germanico se
+avesse voluto, sarebbe stato imperatore Augusto; tanto egli avea in
+pugno l'affetto di quel potente esercito, e il cuore eziandio del
+popolo romano. Ma superior fu all'ambizione la sua virtù.
+Cordialissime lettere perciò scrisse a lui e ad Agrippina sua moglie,
+Tiberio per ringraziarli[73]: fece anche un bell'encomio di loro nel
+senato ed ottenne a Germanico la podestà proconsolare, che forse dovea
+essere terminata la dianzi a lui accordata. Tuttavia internamente
+continuò più che mai ad odiarli, paventando sempre che in danno
+proprio si potesse convertire un dì l'amore professato dalle milizie a
+Germanico[74]. Non finì quest'anno, che Giulia, figliuola di Augusto e
+moglie di Tiberio, già per gli eccessi della sua impudicizia relegata
+in Reggio di Calabria, fu lasciata ovvero fatta morire di stento, se
+pur non fu in altra più spedita maniera. Sempronio Gracco bandito
+anch'egli, già passava il quattordicesimo anno, da Augusto nell'isola
+di Cersina presso l'Africa, in castigo della sua disonesta amicizia
+colla suddetta Giulia, fu anch'egli tolto di vita.
+
+NOTE:
+
+[60] Gruter., Thesaur. Inscription., pag. 230.
+
+[61] Euseb., in Chron.
+
+[62] Sueton., in August., cap. ult.
+
+[63] Dio, lib. 56.
+
+[64] Sueton., Tacitus, Dio.
+
+[65] Vellejus, lib. 2.
+
+[66] Tacitus, Annal., lib. 1.
+
+[67] Tacitus, ibidem. Dio, lib. 51. Sueton., in August., c. 59. Philo,
+in Legation. ad Cajum.
+
+[68] Sueton., in August., cap. 101. Dio, lib. 56.
+
+[69] Dio, lib. 57.
+
+[70] Sueton., in Tiber., cap. 24.
+
+[71] Vellejus, lib. 2.
+
+[72] Dio, lib. 57. Tacit., lib. 1 Annal., cap. 16 et seq.
+
+[73] Dio, lib. 57. Tacitus, Annal., lib. 1, c. 56.
+
+[74] Tacito, Annal., lib. 1, c. 57.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XV. Indizione III.
+
+ TIBERIO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+DRUSO CESARE figliuolo di TIBERIO e CAIO NORBANO FLACCO.
+
+
+Fu massimamente in quest'anno un bel vedere, con che attenzione,
+moderazione e modestia si applicasse Tiberio al governo[75]. Non volle
+che si premettesse al suo nome il titolo d'imperadore. Si adirava con
+chi osasse chiamarlo _signore_; e a' soldati permetteva il nominarlo
+per _imperadore_: giacchè tal nome, siccome dissi, solamente allora
+significava generale d'armata. Il glorioso nome di _Padre della
+Patria_ non permise mai che il senato glielo desse, forse perchè
+abborriva l'adulazione, ed egli in sua coscienza dovea forse sapere di
+non poterlo meritare giammai. E certamente scrivendo una volta al
+senato[76] che vilmente pregava di ricevere questo titolo, disse: «Se
+per mia disavventura un qualche dì accadesse, che voi dubitaste della
+mia buona intenzione e della sincerità dell'affetto che a voi professo
+(il che se dovesse avvenire, desidero piuttosto che la morte mia
+prevenga la mutazion della vostra opinione), questo titolo di Padre
+della patria niente d'onore recherebbe a me, e servirebbe solo di
+rimprovero a voi per aver fallato il giudicare di me, e per avere
+spropositatamente dato a me un cognome che non mi conveniva.» Benchè
+passasse in lui per eredità il titolo d'_Augusto_, pure non l'usava se
+non talvolta in iscrivendo ai re; e solamente leggendolo o
+ascoltandolo a sè dato, non l'avea a male; e però sovente si trova
+nelle iscrizioni e medaglie d'allora. Il nome di _Cesare_ era a lui
+famigliare; e talora usò il cognome di _Germanico_, per le vittorie
+riportate in Germania, siccome ancor quello di _Principe del Senato_,
+cioè di primo fra i senatori. Soleva perciò dire ch'egli era: «Signore
+de' propri schiavi, imperadore (cioè generale) dei soldati, e primo
+fra gli altri cittadini di Roma.» Per la stessa ragione vietò sulle
+prime ad ognuno il fabbricargli dei templi come s'era fatto ad
+Augusto; nè volle sacerdoti flamini. Col tempo permise ciò alle città
+dell'Asia, ma nol volle permettere a quelle della Spagna e d'altri
+paesi. Che se talun desiderava d'innalzargli statue, o di esporre
+l'immagine sua, nol potea fare senza di lui licenza; e questa si
+concedea, sempre colla condizione che non si mettessero fra i
+simulacri degl'iddii, ma solamente per ornamento delle case. Altre
+simili distinzioni d'onore rifiutò egli, e soprattutto amava di
+comparire popolare; camminando per la città con poco seguito, e senza
+voler corteggio servile di gente nobile; onorando non solo i grandi,
+ma anche la bassa gente, e tenendo al suo servigio un discreto numero
+di schiavi. Nel senato poi e nei giudizii del foro, non si piccava
+punto di preminenza, dicendo e lasciando che ogni altro liberamente
+dicesse il suo parere: nè si sdegnava se si risolveva in contrario al
+suo. Niuna risoluzione prendeva egli mai senza sentire i senatori
+consiglieri eletti da lui. Era sollecito in impedire gli aggravi de'
+popoli e le estorsioni de' ministri; e ad alcuni governatori che
+l'esortavano ad accrescere i tributi, o pure a quel dell'Egitto, che
+mandò più danaro di quel che si solea ricavare, rispose: «Che le
+pecore s'han da tosare, e non già da levar loro la pelle.» In somma
+Tiberio avea testa per esser un ottimo principe e glorioso imperatore;
+e pur pessimo riuscì, perchè all'intendimento prevalse di troppo,
+siccome vedremo, la maligna sua inclinazione[77]. All'incontro _Livia
+Augusta_ sua madre, donna gonfia più d'ogni altra di fasto e di
+vanità, facea gran figura in Roma. Nulla avea omesso, fatte avea anche
+delle enormità affinchè il figliuolo arrivasse a dominare per
+isperanza di continuare a dominar come prima sotto l'ombra di lui. Ma
+era ben diverso da quello d'Augusto l'amor di Tiberio. La tenne egli,
+per quanto potè, sempre bassa, senza permettere che l'adulatore senato
+le desse certi titoli d'onore che maggiormente l'avrebbono
+insuperbita; talvolta diceva a lei stessa, «non esser conveniente alle
+donne il mischiarsi negli affari di Stato.» Quantunque talvolta si
+regolasse secondo i di lei consigli, pure il men che potea l'onorava
+di sue visite; ed anche visitandola, poco vi si tratteneva, affinchè
+non paresse ch'egli si lasciasse governare da lei. Fece anche di più
+col tempo, siccome vedremo.
+
+Comandava intanto le armate di Germania il giovane _Germanico Cesare_.
+Ancorchè fosse lontano da Roma, per cura di Tiberio gli fu conceduto
+il trionfo, celebrato poi nell'anno seguente, in ricompensa di quanto
+egli avea finora operato in quella guerra[78]. Durava questa in
+Germania, ed erano tuttavia in armi Arminio e Segeste, due primari
+capitani di quelle contrade; ma fra loro discordi, perchè Arminio,
+rapita una figliuola di esso Segeste, promessa ad un altro, la avea
+presa per moglie a dispetto del padre. Con due corpi d'armata assai
+poderosi, l'uno comandato da Germanico, l'altro da Aulo Cecina, legato
+dello esercito, fu portata la guerra addosso ai popoli Catti (oggidì
+creduti gli Assiani) e preso il loro paese. Mosse in questi tempi
+Arminio una sedizione contra del suocero Segeste, il quale, trovandosi
+assediato, spedì il figliuolo Segimondo a Germanico per aiuto.
+Accorsero i Romani; furon messi in rotta gli assedianti, liberato
+Segeste, e presa con altre nobili donne la di lui figliuola, gravida
+allora del marito Arminio. Questo fatto e le tante grida d'Arminio
+cagion furono che presero l'armi per lui i Cherusci ed Ingujomero di
+lui zio paterno. Seguirono poi due combattimenti. Nel primo toccò la
+peggio ad Arminio; nell'altro ebbe Cecina colle sue brigate non poca
+fatica a ridursi in salvo, ma dopo averne riportate molte ferite. Fu
+allora che _Agrippina_, moglie di Germanico, fece comparire l'animo
+suo virile. Per la suddetta disgrazia era corsa voce che i Germani
+venivano per passare ostilmente nella Gallia. Impedì la valorosa donna
+che non si guastasse il ponte sul Reno, come volevano que' cittadini.
+Messasi ella stessa alla testa del medesimo, graziosamente accolse le
+legioni che malconce ritornavano dal suddetto fatto d'armi, con far
+medicare i feriti, e donar vesti a chi avea perdute le sue. Riferita a
+Tiberio questa gloriosa azione d'Agrippina, siccome egli odiava la
+stirpe d'Agrippa, e il suo pascolo era la diffidenza, ne fece
+doglianze nel senato, con esporre l'indecenza che una donna si
+usurpasse lo ufficio de' generali e dei legati, ed accusandola di mire
+più alte, per esaltare il marito e il figliuolo Caligola. Nè mancò il
+favorito Sejano di maggiormente fomentar in Tiberio sì fatte gelosie.
+Meno è da credere che non facesse Livia Augusta, solita a mirar di mal
+occhio Germanico, e più la di lui moglie secondo lo stil delle
+femmine. Corsero dipoi gran pericolo di restar affogate nell'acque due
+legioni comandate da Publio Vitellio. Segimero, fratello di Segeste,
+col figliuolo si rendè ai Romani; e con questi, poco per altro
+fortunati avvenimenti, ebbe fine la campagna dell'anno presente. Pagò
+appunto in quest'anno Tiberio il pingue legato lasciato da Augusto al
+popolo romano. A ciò fare fu spinto da una pungente burla[79]. Nel
+passare la piazza un cadavero, portato alla sepoltura, accostatosi
+alle orecchie del morto un buffone, in bassa voce gli disse o pur
+finse di dire alcune parole. Interrogato poi dagli amici, rispose di
+avergli ordinato d'avvertire Augusto della non per anche eseguita
+testamentaria volontà. Le spie ne rapportarono tosto l'avviso a
+Tiberio, il quale non tardò a pagare il legato, con far poco appresso
+morir l'autore della burla, dicendo ch'egli stesso porterebbe più
+presto ad Augusto le nuove di questo mondo[80]. Prese Tiberio in
+quest'anno nel dì 10 marzo il titolo di _Pontefice Massimo_.
+
+NOTE:
+
+[75] Dio, lib. 57. Suetonius, in Tiber., cap. 26.
+
+[76] Sueton., ibid., cap. 67.
+
+[77] Dio, lib. 57. Tacitus, Annal., lib. 1, cap. 16. Sueton., in
+Tiber., cap. 50.
+
+[78] Tacitus, Annal., lib. 1, cap. 9.
+
+[79] Dio, lib. 56.
+
+[80] Panvin., in Fast. Blanchin., in Anast.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XVI. Indizione IV.
+
+ TIBERIO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+TITO STATILIO SISENNA TAURO e LUCIO SCRIBONIO LIBONE.
+
+Al primo d'essi consoli, cioè a _Statilio_, ho aggiunto il prenome di
+_Tito_, ricavandosi ciò da un'iscrizione riferita dal Fabretti[81].
+Così ancora avea scritto il Panvinio. Al secondo, cioè a _Libone_, fu
+sostituito nelle calende di luglio _Publio Pomponio Grecino_, come
+consta dalla iscrizione suddetta e dal poeta Ovidio[82]. In
+Germania[83] al fiume Weser due fatti d'armi seguirono fra i Romani
+sotto il comando di Germanico, e i Germani regolati da Arminio. In
+amendue la vittoria si dichiarò per li Romani. Avea Germanico fatto
+preparar mille legni tra grandi e piccoli nell'isola di Batavia
+(oggidì Olanda) per assalire dalla parte dell'Oceano i nemici. Sul
+fine della state, imbarcata che fu la copiosa fanteria, con alquanto
+di cavalleria, a forza di remi e di vele si mosse la flotta per entrar
+nel paese nemico. V'era in persona lo stesso Germanico. Per una
+tempesta insorta ebbe a perir tutta quella gente, e gran perdita si
+fece d'armi, cavalli e bagaglio. Ma quando i Germani per questo
+sinistro caso de' Romani si credeano in istato di vincere, Germanico
+spedì Cajo Silio con trentamila fanti e tremila cavalli contra di
+loro; il che tal riputazione acquistò ai Romani, tal terrore diede ai
+Germani che cominciarono ad inclinar alla pace. Avrebbe potuto
+Germanico dar l'ultima mano a quella guerra, se Tiberio con replicate
+lettere ed istanze non l'avesse richiamato a Roma con esibirgli il
+consolato e il trionfo già a lui accordato. Al geloso e diffidente
+Tiberio premeva forte di staccar Germanico da quelle legioni,
+paventando egli sempre delle novità a sè pregiudiziali, pel sommo
+amore che quei soldati professavano a sì grazioso generale. Ancorchè
+Germanico s'accorgesse delle torte mire d'esso suo zio, pure si
+accomodò ai di lui voleri, ed impreso il viaggio d'Italia, forse
+arrivò in Roma sul fine dell'anno. Fece[84] Tiberio nel presente
+accusare in senato Lucio Scribonio Libone, giovane, diverso dal
+console, quasichè macchinasse delle novità. Prevenne questi la
+sentenza della morte con uccidersi da sè stesso. Avea già cominciato
+Tiberio a permettere i processi contra delle persone anche più
+illustri per sole parole indicanti mal animo o sedizione contra del
+governo e della sua persona: laddove prima di salire sul trono avea
+sempre sostenuto[85], «che in una città libera dovea ciascuno goder la
+libertà di dire e pensare ciò che gli piacesse.» Questa bella massima,
+divenuto che fu principe, perdè presso lui di grazia. Siccome ancora
+quell'altra ch'egli proferì un dì nel senato con dire, «che se si
+cominciasse ad ammettere accuse di chi parlasse contra del principe o
+del senato, andrebbe in eccesso il processar persone; perchè chiunque
+ha dei nemici, correrebbe a denunziarli come rei di questo delitto.»
+Questi disordini appunto accaddero da lì innanzi sotto il tirannico di
+lui governo.
+
+Era in gran voga per questi tempi in Roma la strologia giudiciaria ed
+anche la magia[86]. Della prima si dilettava lo stesso Tiberio,
+tenendo in sua casa uno di questi venditori di fumo, chiamato
+Trasillo, e volendo ogni dì udire da lui quel che dovea succedere in
+quella giornata. Trovandosi beffato da costui, se ne sbrigò col farlo
+uccidere; poi perseguitò tutti gli altri fabbricatori di pronostici. E
+perchè non erano eseguiti gli editti intorno a questi impostori,
+chiunque de' cittadini romani fu per tal cagione denunziato dipoi,
+n'ebbe per castigo lo esilio. Solennemente ancora fu vietato a
+chicchessia il portar vesti di seta, perchè di spesa grave, non
+facendosi allora seta in Europa; siccome fu parimente proibito il
+tener vasi d'oro, se non per valersene ne' sagrifizii; e nè pur furono
+permessi vasi d'argento con ornamenti d'oro. Affettava Tiberio la
+purità della lingua latina, e soprattutto usava i vocaboli antichi
+d'Ennio e di Plauto. Essendogli in un editto scappata una parola non
+latina, n'ebbe scrupolo, e volle ascoltare il parere de' più dotti
+grammatici, i quali quasi tutti la dichiararono buona, dacchè era
+stata usata da sì gran dottore e principe, qual era Tiberio. Con tutto
+ciò saltò su un certo Marcello, dicendo, «che potea ben Cesare dar la
+cittadinanza di Roma agli uomini, ma non già alle parole;» bolzonata
+che ferì non poco Tiberio, e nondimeno seppe egli, secondo il suo
+costume, ben dissimularla. Proibì ancora ad un centurione il fare
+testimonianza nel senato con parole greche, tuttochè egli in quello
+stesso luogo avesse udito molte cause trattate in greco, ed egli
+medesimo talvolta si fosse servito dello stesso linguaggio per
+interrogare.
+
+NOTE:
+
+[81] Fabrettus, Inscript., pag. 701.
+
+[82] Ovidius, lib. 4, Ep. 9 Trist.
+
+[83] Tacitus, Annal., lib. 2, cap. 9 et seq.
+
+[84] Dio, lib. 57.
+
+[85] Sueton., in Tiber., cap. 27.
+
+[86] Dio, ibidem.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XVII. Indizione V.
+
+ TIBERIO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+CAIO CECILIO RUFO e LUCIO POMPONIO FLACCO GRECINO.
+
+
+Il primo de' consoli negli Annali stampati di Tacito è chiamato
+_Celio_; _Cecilio_ in quei di Dione. E così appunto si dee appellare.
+S'è disputato fra gli eruditi intorno a questo nome. Credo io decisa
+la lite da un marmo da me dato alla luce[87], che si dice posto C.
+CAECILIO RVFO, L. POMPONIO FLACCO COSS. Erano insorte nell'anno
+precedente varie turbolenze fra i re d'Oriente, che dipendevano in
+qualche guisa da Roma[88]. Avea Augusto, siccome accennammo, dato ai
+Parti _Vonone_ per re. Col tempo cominciarono que' barbari a
+sprezzarlo, poscia ad abborrirlo, e finalmente a congiurare per
+detronizzarlo. Chiamato alla corona _Artabano_ del sangue degli
+antichi Arsacidi, questi, sconfitto sulle prime, sconfisse in fine
+Vonone. Si rifugiò il vinto nell'Armenia, e fatto re da que' popoli
+non andò molto, che prevalendo presso gli Armeni il partito favorevole
+ad Artabano, Vonone si ritirò ad Antiochia con un gran tesoro. Ivi
+risedeva proconsole della Soria Cretico Silano, che adocchiato
+quell'oro, l'accolse ben volentieri, e permise ch'egli si trattasse da
+re, ma nel medesimo tempo il facea custodire sotto buona guardia.
+Vonone intanto implorava con frequenti lettere aiuto da Tiberio; ma
+non avea Tiberio voglia di romperla coi Parti, gente che non si
+lasciava far paura dai Romani, e gli avea anche più volte fatti
+sospirare. Oltre a ciò avvenne[89] che Tiberio fece citar a Roma
+_Archelao re della Cappadocia_ tributario de' Romani, col pretesto
+ch'egli meditasse delle rebellioni. L'odiava Tiberio, perchè, allorchè
+egli dimorava a guisa di relegato in Rodi, Archelao passando per colà
+non l'avea onorato di una visita, e grande onore all'incontro avea
+fatto a Cajo Cesare emulo suo. Venne Archelao a Roma vecchio e
+malconcio di sanità, dopo aver per cinquant'anni governato i suoi
+popoli; e fu accusato innanzi al senato. Si mise egli in tal affanno
+per questa persecuzione, che da lì a qualche tempo, non si sa se
+naturalmente, o pure per aiuto altrui, terminò la sua vita. Allora la
+Cappadocia fu ridotta in provincia, e spedito colà un governatore. In
+que' medesimi tempi vennero a morte _Antioco re della Comagene_ e
+_Filopatore re di Cilicia_ con gran turbazione di que' popoli, parte
+dei quali volea un re, ed un'altra desiderava il governo de' Romani.
+Anche la Soria e la Giudea, lagnandosi de' troppo gravi tributi, ne
+dimandavano la diminuzione.
+
+Fu questa una bella occasione a Tiberio per allontanar l'odiato nipote
+_Germanico Cesare_ da Roma, e cacciarlo in paesi pericolosi sotto
+specie d'onore. Propose dunque in senato, che non v'era persona più a
+proposito di lui per dar sesto agl'imbrogli dell'Oriente. Già avea
+esso Germanico conseguito il trionfo nel dì 26 di maggio; e a lui per
+questa spedizione fu conceduta un'ampia autorità in tutte le provincie
+di là del mare. Ma Tiberio, per mettere a lui un contrapposto in
+quelle contrade, richiamato Cretico Silano dalla Soria[90], spedì a
+quel governo Gneo Calpurnio Pisone, uomo violento e poco amico di
+Germanico. Con costui andò anche Plancina sua moglie, addottrinata,
+per quanto fu creduto, da Livia Augusta, acciocchè facesse testa ad
+_Agrippina_ moglie di Germanico. Volle inoltre Tiberio, che _Druso
+Cesare_ suo figliuolo, lasciato l'ozio e il lusso di Roma, andasse
+nell'Illirico ad apprendere il mestiere della guerra. Andò egli; ma
+giunto colà fu forzato a passare in Germania, per cagion delle guerre
+civili nate fra i Germani non sudditi di Roma. Aspra lite quivi era
+fra Arminio promotore della libertà, e Maroboduo, che avea preso il
+titolo di re. Ad una campale battaglia vennero questi due emuli. Fu
+creduto vincitore Arminio, perchè l'altro per la soverchia diserzione
+dei suoi si ritirò fra i Marcomanni[91]. Druso colà si portò con
+apparenza di voler trattar la pace fra essi. Devastò in quest'anno un
+fiero tremuoto dodici città dell'Asia, alcune delle quali assai
+celebri, come Efeso, Sardi, Filadelfia. Tiberio dedicò in Roma varii
+templi, ma edificati da altri; perchè egli non si dilettò di
+fabbriche, nè di lasciar magnifiche memorie, per non iscomodar la sua
+borsa. In Africa si sollevarono i Numidi e i Mori per istigazione di
+Tacfarinate. Furio Camillo, proconsole di quelle provincie, benchè non
+avesse al suo comando se non una sola legione e poche truppe
+ausiliarie, marciò contro quella gran moltitudine di gente, e le mise
+in fuga. Per tal vittoria si meritò dal senato gli ornamenti
+trionfali[92]. Negli ultimi sei mesi dell'anno presente diede fine
+alla sua vita il poeta _Ovidio_ in Tomi, città posta alle rive del mar
+Nero, dov'era stato relegato da Augusto. Credesi ancora, che questo
+fosse l'ultimo anno di vita del celebre storico romano _Tito Livio_
+padovano.
+
+NOTE:
+
+[87] Thesaur. Novus Inscription., pag. 301, n. 1.
+
+[88] Tacitus, Annal., lib. 2, cap. 1. Joseph., Antiq. Judaic., lib.
+16, cap. 3.
+
+[89] Dio, lib. 57.
+
+[90] Tacit., Annal., lib. 2, cap. 43.
+
+[91] Dio, Strabo, Eusebius, in Chron.
+
+[92] Hieron., in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XVIII. Indizione VI.
+
+ TIBERIO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+CLAUDIO TIBERIO NERONE imperatore per la terza volta, e GERMANICO
+CESARE per la seconda.
+
+
+Pochi giorni tenne Tiberio il consolato. A lui succedette _Lucio Sejo
+Tuberone_; e poscia nelle calende di luglio in luogo di Germanico, fu
+creato console _Cajo Rubellio Blando_. Ho aggiunto il prenome di
+_Cajo_ a Rubellio, secondo la testimonianza di un marmo[93] da me dato
+alla luce. Ma si può dubitare, se il consolato di lui appartenga
+all'anno presente. _Germanico_ si trovava in Nicopoli, città
+dell'Epiro, allorchè vestì la trabea consolare[94]. Visitò egli le
+città greche, e massimamente Atene, ricevendo dappertutto distinti
+onori. Passò a Bisanzio e al mar Nero; e finalmente entrato nell'Asia,
+arrivò a Lesbo, dove _Agrippina_ sua moglie partorì _Giulia Livilla_.
+Intanto Gneo Pisone, inviato da Tiberio per proconsole della Soria,
+raggiunse Germanico a Rodi. Non era ignoto a Germanico il mal animo di
+costui; pure avendo inteso ch'egli correa pericolo della vita per una
+fiera tempesta insorta, spedì alcune galee per salvarlo. Neppur giovò
+questo per ammansarlo. Appena Pisone fu dimorato un giorno in Rodi,
+che passò in Soria, dove usando carezze e regali si procacciò
+l'affetto di quelle legioni, lasciando a' soldati specialmente la
+libertà di far tutto ciò che loro piacea. Meno non si adoperava
+Plancina sua moglie, che intanto non si guardava di sparlar
+dappertutto di Germanico e di Agrippina. Andossene in Armenia
+Germanico, ed ivi pose per re _Zenone_ figliuolo di Polemone re di
+Ponto, dopo aver deposto _Orode_ figliuolo di Artabano. Diede dei
+governatori alle provincie della Cappadocia e della Comagene, con
+isminuire i tributi di quelle provincie; e poscia continuò il viaggio
+fino in Soria. Più che mai cresceva la boria e la petulanza di Pisone
+proconsole; e sforzavasi bensì Germanico di pazientare gl'insulti e i
+mancamenti di rispetto di costui; ma niuno v'era, che non conoscesse
+l'aperta nimicizia che passava fra loro. Vennero a trovar Germanico
+gli ambasciadori di _Artabano_ re de' Parti, per rinnovar l'amicizia e
+lega, esibendosi quel re di venire alle rive dell'Eufrate per fargli
+una visita. Una delle loro dimande fu che non permettesse al già
+deposto re dei Parti Vonone di soggiornar nella Soria. Germanico il
+mandò a Pompejopoli, città della Cilicia, non tanto per far cosa grata
+ad Artabano, quanto per far dispetto a Pisone, che il proteggeva non
+poco a cagion de' regali e della servitù che ne ricavava Plancina sua
+moglie. Qui ci vien meno la storia di Dione, e però nulla di più
+sappiamo de' fatti de' Romani nell'anno presente.
+
+NOTE:
+
+[93] Thes. Novus Inscript., pag. 301, num. 2.
+
+[94] Tacitus, Annal., lib. 2, cap. 54.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XIX. Indizione VII.
+
+ TIBERIO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+MARCO GIUNIO SILANO e LUCIO NORBANO BALBO.
+
+
+Fece in quest'anno Germanico Cesare un viaggio in Egitto[95], per
+curiosità di veder quelle rinomate antichità, e si portò sino ai
+confini della Nubia, informandosi di tutto. Per cattivarsi que' popoli
+abbassò il prezzo de' grani, e in pubblico nella città d'Alessandria
+andò vestito alla greca, perchè quivi predominava quella nazione e la
+loro lingua[96]. Tiberio, risaputolo, disapprovò la mutazion
+dell'abito, e più l'essere entrato in Alessandria, afflitta allora
+dalla carestia, senza sua licenza. Tornossene dipoi in Soria, dove
+trovò che tutto quanto egli avea ordinato per l'armata e per le città,
+era stato disfatto da Pisone. Pertanto divampando forte la loro
+discordia, prese Pisone la risoluzione d'andarsene lungi dalla Soria;
+ma sopravvenuta una malattia a Germanico già pervenuto ad Antiochia,
+si fermò, finchè parve che il di lui male prendesse ottima piega; ed
+allora si ritirò a Seleucia. Ma l'infermità di Germanico andò poscia
+crescendo. Sparsesi voce, che per malie d'esso Pisone e di Plancina
+sua moglie l'infelice principe venisse condotto a poco a poco alla
+morte; e a tal voce si prestò fede, per essersi trovati vari
+creduti maleficii. In somma se ne morì Germanico nell'età di
+trentaquattr'anni, lasciando in una grande incertezza, se la morte sua
+fosse naturale, oppure a lui procurata da Pisone e da Plancina sua
+moglie; o per segreti ordini di Tiberio. Universalmente fu creduto
+quest'ultimo. Non si può esprimere il dolore, non solo del popolo
+romano e delle provincie tutte del romano impero, ma degli stessi re
+dell'Asia per la perdita di questo generoso principe. Era egli ornato
+delle più belle doti di corpo e d'animo, valoroso coi nemici[97],
+clementissimo coi sudditi. Posto in tanta dignità, e con tanta
+autorità, pure mai non insuperbì, trattando tutti con onorevolezza, e
+vivendo più da privato che da principe. Già vedemmo, ch'egli ricusò
+l'imperio, per non mancar di fede e di onor a Tiberio. Non mai fu
+veduto abusarsi della sua podestà, non mai si lasciò torcere dalla
+fortuna ad azioni sconvenevoli a personaggio virtuoso. Quel ch'è più,
+con tutti i torti a lui fatti da Tiberio, suo zio paterno, e padre per
+adozione, e con tutto il suo ben conosciuto mal talento, non mai si
+lasciò uscir parola di bocca, per riprovar le azioni di lui. Perciò
+era amatissimo da tutti, fuorchè dallo stesso Tiberio, anzi
+maggiormente amato, appunto perchè il conoscevano odiato da esso suo
+zio. Mirabil cosa fu l'osservare, come lo stesso Druso, figliuolo
+natural di Tiberio, ancorchè Germanico potesse ostargli alla
+succession dell'imperio, pure l'amasse sempre con sincero amore e come
+vero fratello. Gran perdita fece Roma in Germanico, ma specialmente
+perchè Tiberio sciolto dal timore di lui, cominciò ad imperversare,
+con giugnere in fine a costumi crudeli e tirannici. Restarono di
+Germanico tre figliuoli maschi, cioè _Nerone_, _Druso_, e _Cajo
+Caligola_, e tre figlie, cioè _Agrippina_, che poi fu madre di Nerone
+augusto, _Drusilla_ e _Livilla_. _Agrippina_ lor madre, figliuola di
+Agrippa, e di Giulia nata da Augusto, donna, che ben diversa dalla
+madre, s'era già fatta conoscere per ispecchio di castità, ed avea
+dati segni di un viril coraggio, molto più ora abbisognò della sua
+costanza, rimasta senza il generoso consorte, con dei figliuoli
+piccioli, e odiata da Livia e forse poco men da Tiberio. Fu
+consigliata da molti di non tornarsene a Roma: differente ben era il
+desiderio suo, perchè ardeva di voglia di cercar vendetta di Pisone e
+di Plancina, tenuti per autori delle sue disavventure. Però sul fine
+dell'anno colle ceneri del marito e co' figliuoli spiegò le vele alla
+volta di Roma.
+
+In luogo di Pisone era stato costituito progovernatore della Siria
+Gneo Sentio Saturnino; ma Pisone, udita la morte di Germanico, dopo
+averne fatta gran festa, si mise in viaggio con molti legni, e buona
+copia di milizie, risoluto di ricuperare il suo governo, e di
+adoperare, occorrendo, anche la forza. Si impadronì d'un castello; ma
+avendolo Saturnino quivi assediato con forze maggiori, gli convenne
+cedere, ed intanto fu chiamato a Roma. L'andata di _Druso Cesare_ in
+Germania, secondo le apparenze, fu per pacificare i torbidi insorti
+fra Arminio e Maroboduo. Altri documenti avendo ricevuto dall'astuto
+suo padre, fece tutto il contrario, aggiungendo destramente olio a
+quell'incendio, acciocchè i nemici si consumassero da sè stessi.
+Abbandonato poi Maroboduo da' suoi, ricorse a Tiberio, che gli assegnò
+per abitazione Ravenna, dove aspettando sempre qualche rivoluzione
+nella Svevia, senza mai vederla, dopo diciotto anni, assai vecchio,
+compiè la carriera de' suoi giorni. Fin qui Arminio in Germania avea
+bravamente difesa la libertà della sua patria contro ai Romani; ma
+avendola poi voluta egli stesso opprimere, fu in quest'anno ucciso dai
+suoi, in età di soli trentasette anni di vita. Per un decreto
+d'Augusto era già stato proibito in Roma l'esercizio della religione
+egiziana con tutte le sue cerimonie; ma seppe essa mantenersi quivi ad
+onta della legge sino al presente anno. Un'iniquità commessa da que'
+falsi sacerdoti, collo ingannare Paolina, savia e nobilissima dama
+romana, e darla per danari in preda a Decio Mondo, giovane perduto
+dietro a lei, con farle credere che di lei fosse innamorato il falso
+dio Anubi, siccome diffusamente narra Giuseppe storico[98], diede ansa
+al senato di esiliar dall'Italia il culto d'Iside, di Osiride e degli
+altri dii d'Egitto[99]. Comandò inoltre Tiberio, che si atterrasse il
+tempio d'Iside, e si gittasse nel Tevere la sua statua. La medesima
+disavventura toccò ai Giudei[100], che in gran numero abitavano allora
+in Roma, a cagion di una baratteria usata da alcuni impostori di
+quella nazione a Fulvia, nobile dama romana, che avea abbracciata la
+lor religione; avendo essi convertito in uso proprio l'oro e le vesti
+ricche, dalla medesima inviate a Gerusalemme, affinchè servissero in
+onore del tempio. Scelsero i consoli quattromila giovani di essi
+Giudei di razza libertina, e per forza arrolati li mandarono in
+Sardegna a far guerra ai ladri ed assassini di quell'isola, senza
+mettersi in pensiero, se quivi avessero da perire per l'aria che in
+quei tempi veniva creduta maligna e mortifera. Il rimanente de' Giudei
+fu cacciato di Roma, e disperso in varie provincie. _Vonone_, già re
+de' Parti, volendo in questi tempi fuggir dalla Cilicia, preso da
+Vibio Frontone, si trovò poi da un soldato privato di vita. Per
+mettere freno all'impudicizia delle matrone romane[101], che ogni dì
+più andava crescendo in Roma, città piena di lusso e di gente, a cui
+poca paura faceano i falsi dii del Paganesimo, fu con pubblico editto
+imposta la pena dell'esilio alle figliuole, nipoti e vedove de'
+cavalieri Romani che cadessero in questo delitto.
+
+NOTE:
+
+[95] Tacitus, Ann., lib. 1, c. 59.
+
+[96] Sueton., in Tiber., c. 52.
+
+[97] Dio, in Excerptis, et lib. 57.
+
+[98] Joseph., Antiq., lib. 18, cap. 4.
+
+[99] Tacit., lib. 2, cap. 85.
+
+[100] Sueton., in Tiber., cap. 36.
+
+[101] Sueton., in Tiber., cap. 35.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XX. Indizione VIII.
+
+ TIBERIO imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+MARCO VALERIO MESSALLA e MARCO AURELIO COTTA.
+
+
+Di grandi onori avea ricevuto in Roma la memoria di _Germanico_, per
+ordine di Tiberio e del senato[102]; ed anche il popolo in varie guise
+ne avea attestato il suo dolore. Si rinnovò il lutto in quest'anno
+all'arrivo di _Agrippina_ sua moglie. Dopo essersi per qualche giorno
+fermata in Corfù, sbarcò dipoi a Brindisi. _Druso Cesare_, che era
+tornato a Roma, co' maggiori figliuoli del defunto Germanico, andò ad
+incontrarla sino a Terracina. Innumerabil gente, massime de' militari,
+si portò sino a Brindisi. Caldi furono i sospiri, universale il pianto
+al comparire dell'urna funebre. Per tutta la via i magistrati e popoli
+fecero a gara per onorar le di lui ceneri. Gli stessi consoli col
+senato, e gran parte del popolo si portarono a riceverle con dirotte
+lagrime; e poi queste vennero riposte nel mausoleo d'Augusto[103].
+Giunse dipoi Pisone con sua moglie a Roma, orgoglioso come in
+addietro; ma non tardarono a presentarsi al senato accusatori,
+imputando a lui e a Plancina sua moglie la morte di Germanico. Neppure
+a questo mal uomo mancavano dei difensori; e difficile era il provar
+le accuse, siccome avviene in somiglianti casi. Tiberio, che ben sapea
+le mormorazioni del popolo, quasi che fosse passata buona intelligenza
+tra lui e Pisone, per levar di vita Germanico, da uomo disinvolto si
+regolava in questa pendenza, mostrando sempre un vivo affanno per la
+perdita del figliuolo adottivo, e di voler buona giustizia; ma nello
+stesso tempo di non volere, che sopercheria si facesse all'accusato.
+Creduto fu che segretamente a Pisone fosse fatto animo e sicurezza di
+protezion da Sejano, e che per questo egli si astenesse dal produrre
+gli ordini a lui dati da Tiberio. Ma se non si provava il reato
+suddetto, si faceano ben constare altri reati di sedizione, d'ingiurie
+fatte e dette a Germanico: cosa che mise in fiera apprension Pisone, e
+tanto più perchè il popolazzo vicino la curia gridava contra di lui,
+minacciando di menar le mani, qualora egli la scappasse netta dal
+giudizio de' senatori. Perciò vinto dall'affanno, tenendosi tradito,
+da sè stesso si diede la morte, liberando in tal guisa Tiberio da un
+bel molesto pensiero. Plancina sua moglie, che era tutta di Livia
+Augusta, per le raccomandazioni di lei seguitò a vivere in pace. Al di
+lei figliuolo Marco Pisone fu conceduto un capitale di cento
+venticinquemila filippi; il rimanente confiscato, ed egli mandato in
+esilio. Risvegliossi intanto di nuovo in Africa la guerra, essendo
+risorto più di prima vigoroso Tacfarinate. Per aver egli messa in fuga
+una coorte di Romani, sì fatta collera montò a Lucio Apronio
+proconsole allora in quelle contrade, che infierì contra de'
+fuggitivi. Ciò fu cagione, che cinquecento soli de' suoi veterani sì
+valorosamente combatterono dipoi contro l'armata di Tacfarinate, che
+la misero in rotta. Giunto era all'età capace di matrimonio _Nerone_,
+figliuolo primogenito del defunto Germanico[104]. Tiberio a lui diede
+in moglie _Giulia_ figliuola di _Druso_ suo figlio: cosa che recò non
+poca allegrezza al popolo romano. Per lo contrario si mormorò non
+poco, perchè Tiberio avesse fatto contrarre gli sponsali ad una
+figliuola del suo favorito Elio Sejano con _Druso_ figliuolo di
+_Claudio_, cioè di un fratello di Germanico, di Claudio, dico, il qual
+poi fu imperadore. A tutti parve avvilita con questo atto la nobiltà
+della famiglia principesca; perchè era bensì nato Sejano di padre
+aggregato all'ordine de' cavalieri, ma niuna proporzione si trovava
+fra lui e Druso, discendente non meno dalla casa d'Augusto, che da
+quella di Livia. Maggiormente ciò dispiacque per la apparenza che
+Sejano, comunemente odiato pel predominio suo nel cuor di Tiberio,
+potesse aspirare a voli più alti, cioè all'imperio. Ma non si
+effettuarono poi queste meditate nozze, perchè il giovinetto _Druso_
+mentre da lì a pochi giorni era in Campania, avendo gittato in aria
+per giuoco un pero[105], e presolo a bocca aperta nel cadere, ne
+rimase soffocato, non sussistendo, come dice Svetonio, ch'egli morisse
+per frode di Sejano.
+
+NOTE:
+
+[102] Tacitus, lib. 3, cap. 1.
+
+[103] Ibidem, c. 9.
+
+[104] Sueton., in Tiber., cap. 29.
+
+[105] Sueton., in Claudio, cap 27.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXI. Indizione IX.
+
+ TIBERIO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+CLAUDIO TIBERIO NERONE AUGUSTO per la quarta volta e DRUSO CESARE suo
+figliuolo per la seconda.
+
+
+Ci assicura Svetonio[106], che Tiberio, il quale avea preso il
+consolato per far onor al figliuolo, da lì a tre mesi lo rinunziò,
+senza sapersi finora se alcuno subentrasse console in luogo suo. Niuno
+probabilmente, scrivendo Dione[107], che Tiberio, _finito il suo
+Consolato_, ritornò a Roma nè egli vi ritornò, se non alla fine
+dell'anno. In fatti venuta la primavera dell'anno presente, trovandosi
+esso Tiberio, o pure fingendo d'essere con qualche incomodo di sanità,
+volle mutar aria, e se n'andò a Campania. Chi credette ciò fatto per
+lasciar al figliuolo tutto l'onore del consolato, ed altri, perchè gli
+cominciasse a rincrescere il soggiorno di Roma, essendogli
+specialmente molesta l'ambizione di Livia Augusta sua madre, che
+faceva di mani e di piedi per comandare anch'ella, e per dividere il
+governo con lui: cosa ch'egli non sapea sofferire. Parve perciò che
+fin d'allora egli meditasse di volontariamente esiliarsi da Roma,
+siccome vedremo che succedette dipoi. Turbata fu anche nell'anno
+presente l'Africa da Tacfarinate[108]; laonde si vide spedito colà
+Giunio Bleso, zio materno di Sejano, per regolar quegli affari. Tentò
+in questo anno Severo Cecina nel Senato di far rinnovar l'antica
+disciplina de' Romani, che non permetteva ai governatori delle
+provincie di condur seco le loro mogli. Ma Druso console e la maggior
+parte de' senatori furono di contrario sentimento. Pericoloso era
+troppo allora il lasciar le dame romane lungi dai mariti, e in loro
+balìa: tanta era la corruttela de' costumi. Fu anche proposto di
+rimediare all'abuso introdotto e troppo cresciuto, che chiunque de'
+malfattori e degli schiavi fuggitivi si ricoverava alle immagini o
+statue degl'imperadori, era in salvo. Da tanti asili proveniva la
+moltiplicità de' misfatti, e l'impunità de' delinquenti. Druso
+cominciò a far provare ad alcuni nobili rifuggiti colà il gastigo
+meritato dai lor delitti, e ciò con plauso universale. Nella Tracia si
+sollevarono alcuni di que' popoli, ed impresero anche l'assedio di
+Filippopoli. Convenne inviare colà a reprimerli Publio Vellejo, forse
+il medesimo che ci lasciò un pezzo di storia scritta con leggiadria,
+ed insieme con penna adulatrice. Poca fatica occorse a dissipar quella
+gentaglia. Neppure andò in quest'anno esente da ribellioni la Gallia.
+Giulio Floro in Treveri, Giulio Sacroviro negli Edui, furono i primari
+a commovere la sedizione in varie città, malcontente de' Romani, a
+cagion della gravezza de' tributi e dei debiti fatti per pagarli.
+Restò in breve talmente incalzato Floro da Visellio Varrone e da Cajo
+Silio legati, o, vogliam dire, tenenti generali de' Romani, che con
+darsi la morte diede anche fine alla guerra in quelle parti. Più da
+far s'ebbe a domar Sacroviro, che, occupata la città d'Autun, capitale
+degli Edui, menava in campo circa quarantamila persone armate.
+Nulladimeno una battaglia datagli da Silio, con fortunato successo,
+ridusse ancor lui ad abbreviarsi di sua mano la vita. Fu in quest'anno
+chiamato in giudizio Cajo Lutorio Prisco cavalier romano, e celebre
+poeta di questi tempi, il quale avea composto un lodatissimo poema in
+morte di Germanico, per cui fu superbamente regalato. Avvenne che
+anche Druso Cesare caduto infermo fece dubitar di sua vita; laonde
+egli preparò un altro poema sopra la morte di lui. Guarì Druso; ma
+Prisco, mosso dalla vanagloria, non volendo perdere il plauso
+dell'insigne sua fatica, lesse quel poema in una conversazione di dame
+romane. Questo bastò al senato per fargliene un delitto, e delitto che
+fu immediatamente punito colla morte di lui: a tanta viltà
+d'adulazione e di schiavitù oramai era giunto quell'augusto
+consesso[109]. S'ebbe a male Tiberio, non già perchè l'avessero
+condannato a morte, ma perchè aveano eseguita la sentenza, senza
+ch'egli ne fosse informato. E però fu fatta una legge che da lì
+innanzi non si potesse pubblicar nè eseguire sentenza di morte data
+dal senato, se non dieci giorni dappoi, acciocchè se l'imperadore
+fosse assente dalla città, potesse averne notizia. Teodosio il Grande,
+augusto, prolungò poi questo termine sino a trenta giorni per li
+condannati dall'imperadore, e verisimilmente ancora per le sentenze
+del senato.
+
+NOTE:
+
+[106] Sueton., in Tib., cap. 26.
+
+[107] Dio, lib. 57.
+
+[108] Tacit., lib. 3, cap. 35.
+
+[109] Dio, lib. 57. Tacitus, lib. 3, cap. 50.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXII. Indizione X.
+
+ TIBERIO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO HATERIO AGRIPPA e CAJO SULPICIO GALBA.
+
+
+Questo Galba console, non so dire se padre o pur fratello fosse di
+Galba, che fu poi imperadore, asserendo Svetonio[110] essere stato
+console il padre d'esso Augusto, e poi soggiugnendo che Cajo fratello
+d'esso imperadore, per non aver potuto conseguire il proconsolato da
+Tiberio, si uccise da sè stesso nell'anno 36 dell'Era nostra. Ai
+suddetti consoli nelle calende di luglio furono sostituiti _Marco
+Coccejo Nerva_, creduto avolo di Nerva, poscia imperadore, e _Cajo
+Vibio Ruffino_. Era cresciuto in eccesso[111] il lusso delle nozze,
+ne' conviti, e per altri capi nella città di Roma, senza far più caso
+delle leggi e prammatiche pubblicate da Augusto, e prima d'Augusto: il
+che s'era tirato dietro l'aumento dei prezzi delle robe e dei viveri.
+Fu proposto in senato di rimediare al disordine col moderar le spese.
+Ma una lettera di Tiberio, che ne accennava le difficoltà, distrusse
+tutta la buona intenzion degli edili. Tacito nota, che si continuò in
+sì fatto scialacquamento fino ai tempi di Vespasiano imperadore, sotto
+cui cominciarono i Romani a darsi alla parsimonia, non già per qualche
+legge o comandamento del principe, ma perchè così facea lo stesso
+Augusto: tanto può a regolare e sregolare i costumi l'esempio de'
+regnanti. In quest'anno ancora Tiberio scrisse al senato, chiedendo la
+podestà tribunizia per _Druso Cesare_ suo figliuolo, affine di
+costituirlo in tal maniera compagno suo nell'autorità e metterlo in
+istato d'essere suo successore nell'imperio. Fu prontamente ubbidito,
+e con giunte di novità all'onore: al che nondimeno Tiberio non
+consentì. Veggonsi medaglie[112] di _Druso_, nelle quali è espressa
+questa podestà. Motivo di lungo e tedioso esame diedero dipoi al
+senato gli asili delle città greche, tanto in Europa che in Asia. Ogni
+tempio era divenuto un sicuro rifugio d'impunità ad ogni schiavo
+fuggitivo, ad ogni debitore e a chiunque era in sospetto di delitti
+capitali. Furono citate quelle città a produrre i loro privilegii. Si
+trovò per la maggior parte insussistente in esse il diritto
+dell'asilo; e però fu moderato quell'eccesso. Infermatasi intanto
+gravemente Livia Augusta, conobbe Tiberio suo figliuolo la necessità
+di tornarsene per visitarla. Gareggiarono a più non posso i senatori,
+per inventar cadauno pubbliche dimostrazioni del loro affanno per vita
+sì cara e della comun premura per la di lei salute; studiandosi di
+placare gl'insensati loro dii. Andò tanto innanzi la vilissima loro
+adulazione, che stomacò lo stesso Tiberio in guisa ch'ebbe a dire più
+volte in uscir dalla curia: _Oh che gente inclinata alla servitù!_ Nè
+a lui piaceano tanti sfoggi di una stima verso la sua madre, siccome
+maggiore incentivo alla di lei natìa superbia e voglia di dominare.
+Continuavano tuttavia le turbolenze dell'Africa. Tacfarinate ribello
+era giunto a tale alterigia, che, spediti suoi ambasciadori a Tiberio,
+gli avea chiesto per sè e per l'esercito suo un determinato paese da
+signoreggiare: minacciando, non esaudito, una fierissima guerra. Per
+questa ardita dimanda fumò di collera Tiberio, e mandò ordine a Bleso
+proconsole di tirar colle buone all'ubbidienza i sollevati, per far
+poscia prigione, se mai poteva, quel temerario. Grande sforzo fece per
+tale incitamento Bleso, e prese un di lui fratello, ma non fu già egli
+stesso. Di poco rilievo furono le sue imprese; contuttociò Tiberio,
+perchè egli era zio materno del favorito Sejano, gli fece accordare
+gli ornamenti trionfali. Morì in quest'anno Asinio Salonino, figliuolo
+d'Asinio Gallo e di Vipsania, ripudiata già da Tiberio Augusto, e però
+fratello uterino di Druso Cesare.
+
+NOTE:
+
+[110] Sueton., in Galba, cap. 3.
+
+[111] Tacitus, lib. 3, cap. 55.
+
+[112] Mediobarb., in Num. Imperator.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXIII. Indizione XI.
+
+ TIBERIO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+CAJO ASINIO POLLIONE e LUCIO ANTISTIO VETERE o sia VECCHIO.
+
+
+Benchè gli autori de' fasti consolari comunemente dieno ad _Antistio
+Vetere_ il prenome di _Cajo_, pure _Lucio_ vien da me nominato sul
+fondamento d'una iscrizione della mia Raccolta[113], posta Q. IVNIO
+BLASEO, L. ANTISTIO VETERE; dalla quale eziandio si può raccogliere
+che nelle calende di luglio ad Asinio Pollione fu sostituito _Quinto
+Giunio Bleso_, già da noi veduto governatore dell'Africa.
+Probabilmente _Asinio Pollione_, fratello fu del poco fa defunto
+Asinio Salonino. Mancò di vita sui primi mesi dell'anno presente, dopo
+lunga malattia _Druso Cesare_[114], unico figliuolo di Tiberio
+Augusto, giovane destinato a succedergli nell'imperio. Voce pubblica
+fu che un lento veleno, fattogli dare da Elio Sejano, il conducesse a
+morte. Tacito e Dione[115] danno questo fatto per certo. Druso,
+giovane facilmente portato alla collera, non potendo digerir l'eccesso
+del favore di cui godea Sejano presso il padre, un dì venne alle mani
+con lui, e gli diede uno schiaffo, come vuol Tacito, parendo poco
+verisimile che il percussore fosse lo stesso Sejano, come s'ha da
+Dione. Questo affronto, ma più la segreta sete di Sejano di arrivare
+all'imperio, a cui troppo ostava l'esser vivente Druso, gli fece
+studiar le vie di levarlo dal mondo. Cominciò la tela, con adescar
+_Giulia Livilla_, sorella del fu Germanico Cesare e moglie d'esso
+Druso, traendola alle sue disoneste voglie. Dopo di che non gli riuscì
+difficile colle promesse del matrimonio e dell'imperio a farla
+precipitare in una congiura contro la vita del marito. Scelto Liddo,
+uno degli eunuchi suoi più cari, un tal veleno gli diede che potesse
+parer naturale la di lui malattia. Non si conobbe allora l'iniquo
+manipolator di questo fatto; ma da lì ad otto anni nella caduta di
+Sejano, ciò venne alla luce per confessione di Apicata sua moglie. Con
+tal costanza nondimeno portò Tiberio la perdita del figliuolo, che i
+maligni giunsero fino a sospettare lui stesso complice o autore del
+veleno, quasichè Druso avesse prima pensato di avvelenare il padre.
+Neppur Tacito, benchè inclinasse ad annerir tutte le azioni di
+Tiberio, osò prestar fede a così inverisimil diceria. Del resto non
+erano tali i costumi e le inclinazioni di Druso, che i Romani
+internamente si affliggessero della di lui morte. Lasciò egli tre
+figliuoli di tenera età, ma che l'un dietro all'altro furono rapiti
+dalla morte, di modo che la succession dell'imperio cominciò a
+destinarsi ai figliuoli di _Germanico_. In abbondanza furono fatti
+onori alla memoria di Druso; ma Tiberio non ammise chi gareggiava per
+passar seco atti di condoglianza, affinchè non gli si rinnovassero le
+piaghe del dolore. E perchè da lì a non molto tempo gli ambasciadori
+d'Ilio, o sia di Troja, venuti a Roma[116], gli spiegarono il lor
+dispiacere a cagion della perdita del figliuolo, per deriderli
+rispose: «Che anch'egli si condoleva con loro per la morte d'Ettore,»
+ucciso mille e dugento anni prima.
+
+Buone qualità avea Tiberio mostrato in addietro, e competente governo
+avea fatto[117]. Già dicemmo che tolto di vita Germanico, cominciò
+egli a declinar al male. Peggiorò anche dopo la morte di Druso.
+Nondimeno a renderlo più cattivo contribuì non poco l'ambizioso e
+perverso Sejano, le cui mire tendevano tutte a regnar solo col tempo.
+Perchè gliene avrebbono impedito l'acquisto i figliuoli di Germanico,
+nipoti per adozione di Tiberio, e raccomandati in quest'anno dallo
+stesso Tiberio al senato, nè poteva Sejano sbrigarsi di loro col
+veleno per la buona cura che avea di essi, e della propria pudicizia
+Agrippina lor madre: si diede a fomentar ed accrescere l'odio di
+Tiberio contro d'essi, e il mal animo di Livia Augusta contro
+d'Agrippina. Chiunque ancora de' nobili sembrava a lui capace
+d'interrompere i voli della sua fortuna, cominciò egli sotto vari
+pretesti, e massimamente di aver essi sparlato di Tiberio, a
+perseguitarli con accuse che in questi tempi ad alcuni, e col
+progresso del tempo a moltissimi costarono la vita[118]. Succedeva
+talvolta che gl'istrioni, o vogliam dire i commedianti, eccedevano
+nell'oscenità, e tagliavano i panni addosso a determinate donne
+romane, o pure porgevano occasioni a risse. Tiberio li cacciò di Roma,
+e vietò l'arte loro in Italia. Alle persone di merito dopo morte erano
+state alzate alcune statue da esso Tiberio. Videsi nel presente anno
+questa deformità, cioè, ch'egli mise la statua di bronzo di Sejano nel
+pubblico teatro. L'esempio del principe servì ad altri, per esporne
+molte altre simili. E conoscendo già ognuno che costui era la ruota
+maestra della fortuna e degli affari, risonavano dappertutto le sue
+lodi ed anche nello stesso senato; piena sempre di nobili l'anticamera
+di lui; i consoli stessi frequenti visite gli faceano; nulla in fine
+si otteneva, se non passava per le mani di lui. Una bestialità di
+Tiberio vien raccontata sotto quest'anno. Un insigne portico di Roma
+minacciava rovina, essendosi molto inchinate le colonne che lo
+sostenevano[119]. Seppe un bravo architetto con argani ed altri
+ingegni ritornarlo al suo primiero sito. Maravigliatosene molto
+Tiberio, il fece bensì pagare, ma il cacciò anche fuori di Roma.
+Tornato un dì costui per supplicarlo di grazia, credendo di farsi del
+merito, gittò un vaso di vetro in terra; poi raccoltolo fece vedere
+che possedeva il secreto di racconciarlo. Gli fece Tiberio levar la
+vita, senza sapersi il vero motivo di così pazza e crudele sentenza.
+Scrive Plinio[120] lo stesso più chiaramente, dicendo che quel vetro
+era molle e pieghevole, come lo stagno, con aggiugnere nulladimeno,
+essere stata questa una voce di molti, ma poco creduta dai saggi.
+
+NOTE:
+
+[113] Thesaurus Novus Inscript., pag. 301, n. 4.
+
+[114] Tacitus, lib. 4, c. 8.
+
+[115] Dio, lib. 58.
+
+[116] Sueton., in Tiber., cap. 52.
+
+[117] Dio, lib. 57.
+
+[118] Tacitus, lib. 4, cap. 14.
+
+[119] Dio, lib. 57.
+
+[120] Plinius, lib. 36, cap. 26.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXIV. Indizione XII.
+
+ TIBERIO imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+SERVIO CORNELIO CETEGO e LUCIO VISELIO VARRONE.
+
+
+Ancorchè Tiberio non chiedesse al senato la confermazione della sua
+suprema autorità[121], finito il decennio di essa, come usò Augusto,
+perchè egli non l'avea dianzi ricevuta per un determinato tempo: pure
+si solennizzarono i decennali del suo imperio con varii giuochi
+pubblici e feste. E perciocchè[122] i pontefici e sacerdoti aveano
+fatto dei voti per la conservazione della vita di Tiberio, unendo
+anche con lui _Nerone_ e _Druso_, cioè i due maggiori figliuoli del
+defunto _Germanico_, se l'ebbe a male il geloso Tiberio. Volle sapere,
+se così avessero fatto per preghiere o per minacce d'Agrippina lor
+madre; ed inteso che no, li rimandò, non senza qualche riprensione.
+Poscia nel senato si lasciò meglio intendere, con dire che non si avea
+con prematuri onori da eccitare od accrescere la superbia de' giovani
+per lo più sconsigliati. Sejano anch'egli non lasciava di fargli
+paura, ripetendo essere già divisa Roma in fazioni; una d'esse portare
+il nome di Agrippina; e doversi perciò prevenire maggiori disordini.
+Dato fu quest'anno fine alla guerra, già mossa da Tacfarinate in
+Africa. Era proconsole di quelle provincie Publio Dolabella, e
+tuttochè fosse stata richiamata in Italia la legione nona che era in
+quelle parti, pure raccolti quanti soldati romani potè, all'improvviso
+assalì i Numidi, mentre sotto il comando di esso Tacfarinate stavano
+raccolti sotto un castello mezzo smantellato. Fatta fu strage di loro,
+e fra gli uccisi vi restò il medesimo Tacfarinate, per la cui morte
+ritornò la quiete fra que' popoli. Fu in quella azione aiutato
+Dolabella da Tolomeo figliuolo di Giuba, re della Mauritania. Erano
+dovuti al vincitore proconsole gli onori trionfali, ed egli ne fece
+istanza; ma non gli ottenne, perchè a Sejano non piacque di vederlo
+uguagliato nella lode a Bleso suo zio, predecessore di Dolabella nel
+governo che pure avea ricevuto quel premio, con aver operato tanto
+meno. A _Tolomeo_ re fu inviato da Tiberio in dono uno scettro
+d'avorio, e una veste ricamata in segno del gradimento dello aiuto
+prestato. Perseguitò Tiberio in quest'anno alcuni de' nobili, non
+d'altro delitto rei che d'aver mostrato il loro amore a Germanico e a'
+suoi figliuoli; e ad alcuni per questo gran misfatto, tolta fu la
+vita, crescendo ogni dì più la crudeltà del principe, e per
+conseguente il comune odio contro di lui. Abbondavano allora le spie;
+orecchio si dava a tutti gli accusatori, e niuno era sicuro. Nelle
+contrade di Brindisi un Tito Cortisio, soldato pretoriano ne' tempi
+addietro, mosse a sedizione i servi o, vogliam dire, gli schiavi di
+quelle parti; e vi fu paura d'una guerra servile. Ma per la
+sollecitudine di Tiberio e di Curzio Lupo questore, che con un corpo
+di armati volò contro di loro, restò in breve estinto il nascente
+incendio. Hanno osservato gli eruditi[123] che nell'anno presente
+avendo Valerio Grato dato fine al suo governo della Giudea, Tiberio
+spedì colà per procuratore e governatore _Ponzio Pilato_, di cui è
+fatta menzione nel Vangelo.
+
+NOTE:
+
+[121] Dio, lib. 57.
+
+[122] Tacitus, lib. 4, cap. 16.
+
+[123] Noris, Cenotaph. Pisan., Dissert. 2, cap. 16. Blanch., in
+Anastas. Schelestratus et alii.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXV. Indizione XIII.
+
+ TIBERIO imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ASINIO AGRIPPA e COSSO CORNELIO LENTOLO.
+
+
+Vien creduto che _Cosso_ sia un prenome particolare della casa de'
+Cornelii Lentoli. Nuovo esempio dell'infelicità dei Romani, regnando
+il crudele Tiberio e il prepotente Sejano, si vide nel presente
+anno[124]. Cremuzio Cordo, uno de' migliori ingegni de' Romani
+d'allora, avea composta[125] una storia delle guerre civili di Cesare
+e Pompeo, conducendola anche ai tempi d'Augusto. Lo stesso Augusto
+l'avea letta, e, siccome principe saggio e discreto, non se n'era
+punto formalizzato. Ma avendo Cremuzio dipoi, forse con qualche
+parola, disgustato Sejano, si trovarono in quella storia dei delitti
+gravissimi. Egli avea lodato Bruto e Cassio uccisori di Cesare, e
+chiamato lo stesso Cassio _l'ultimo dei Romani_. Male non avea detto
+di Giulio Cesare, nè di Augusto, ma neppure stato era prodigo di lodi
+verso di loro. Fu accusato per questo nel senato, e Tiberio con occhio
+arcigno gli diede assai a conoscere d'essere indispettito contro di
+lui. Si difese egli coll'esempio di Tito Livio e d'altri scrittori e
+storici precedenti; ma tornato a casa, ed increscendogli di vivere
+sotto un sì tirannico governo, si lasciò morir di fame. Sentenziati
+furono al fuoco i di lui scritti; contuttociò avendone Marcia sua
+figliuola conservata una copia, vennero dopo la morte di Tiberio alla
+luce, accolti allora con ansietà maggiore dal pubblico appunto per la
+persecuzione sofferta dall'autor d'essi, ma a noi poscia rubati dalla
+voracità de' tempi. Osserva Tacito la mellonaggine di que' potenti,
+che mal operando non vorrebbono che la memoria de' lor perversi fatti
+passasse ai posteri; e tutto fanno per abolirla. Ma Iddio permette
+ch'ella vi passi per castigare anche nel nostro mondo chi s'è abusato
+della potenza in danno de' popoli. Ai Ciziceni in quest'anno levato fu
+il privilegio di regolarsi colle proprie leggi e co' propri
+magistrati; e ciò perchè non avevano per anche terminato un tempio
+eretto ad Augusto ed avevano imprigionati alcuni cittadini romani. Le
+città di Spagna in questi tempi, inclinate anch'esse all'adulazione,
+inviarono ambasciatori a Tiberio, pregandolo di permettere che
+innalzassero dei templi a lui e a Livia Augusta sua madre, siccome
+egli avea conceduto alle città dell'Asia. Tacito mette le più belle
+sentenze in bocca di Tiberio[126], con riferire il ragionamento di lui
+fatto nel senato per cui nol volle loro permettere, riconoscendo sè
+stesso per uno de' mortali, e bastando a lui di avere un tempio nel
+cuore de' senatori per l'amore e la stima che sperava da essi. Salì
+poi tanto alto l'ambizion di Sejano, che nel presente anno arditamente
+supplicò per ottenere in moglie _Giulia Livilla_, vedova del fu _Cajo
+Cesare_, figliuolo adottivo di Augusto, e poi del defunto _Druso
+Cesare_, e nuora del medesimo Tiberio. Quantunque fosse eccessivo il
+favore di Tiberio verso di lui, pure non si lasciò indurre l'astuto
+principe ad accordargli tal grazia: il che sconcertò forte le misure
+di Sejano, e lo rendè malcontento della propria per altro smoderata
+fortuna. Tuttavia mise in ordine altre macchine, siccome vedremo
+nell'anno seguente. Credono alcuni letterati[127], che in quest'anno
+corresse l'_anno XV dell'impero di Tiberio_, enunziato da san Luca, in
+cui san Giovanni Batista diede principio alle sue prediche. Prendesi
+tal anno dal fine d'agosto dell'anno undecimo dell'Era cristiana, in
+cui Tiberio colla podestà tribunizia fu costituito suo collega
+nell'imperio d'Augusto.
+
+NOTE:
+
+[124] Tacitus, lib. 4, cap. 34.
+
+[125] Dio, lib. 57.
+
+[126] Tacitus, loc. cit.
+
+[127] Pagius, in Critic. Baron., Stampa et alii.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXVI. Indizione XIV.
+
+ TIBERIO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+CAJO CALVISIO SABINO e GNEO CORNELIO LENTOLO GETULICO.
+
+
+Ebbero questi consoli nelle calende di luglio per successori nella
+dignità _Quinto Marcio Barea_ e _Tito Rustio Nummio Gallo_. V'ha chi
+crede non doversi attribuire il nome di _Cornelio_ a _Lentolo
+Getulico_. Ma certamente i Lentoli soleano essere della famiglia
+_Cornelia_, come si può vedere nei Trattati dell'Orsino e Patino, e di
+Antonio Agostino. S'erano messi in armi[128] alcuni popoli della
+Tracia, perchè non voleano sofferir che si facesse dai Romani leva di
+soldati nei lor paesi; negavano anche ubbidienza a _Remetalce_ re
+loro. A Poppeo Sabino fu data l'incombenza di marciar contro di loro
+con quelle forze che potè raccogliere; e questi sì fattamente gli
+strinse, che per la fame e più per la sete, parte rimasero uccisi, e
+il rimanente se n'andò disperso. Per tal vittoria accordati furono a
+Sabino gli onori trionfali. Crebbero in questo anno le amarezze fra
+Tiberio ed Agrippina, vedova di Germanico, perchè fu condannata
+Claudia Pulcra, o sia Bella, cugina di lei. Parlò alto Agrippina a
+Tiberio, il pregò ancora di darle marito; ma egli, che temeva
+competenza nel governo, la lasciò senza risposta. Fu poi gran lite in
+Roma fra gli ambasciadori delle città dell'Asia, gareggiando cadauna
+per aver l'onore di alzare un tempio ad Augusto. La decision del
+senato cadde in favore della città di Smirna. Ritirossi nell'anno
+presente Tiberio nella Campania, col pretesto di andare a dedicare un
+tempio a Giove in Capoa, e un altro in Nola ad Augusto, morto in
+quella città. Suo pensiero era di non ritornar più a Roma, e così fu
+in fatti. Si misero tutti allora a scandagliare i motivi di questa
+ritirata. Chi pensò ciò avvenuto per arte e suggestione di Sejano, che
+voleva restar solo alla testa degli affari in Roma, e seppe così ben
+dipingere gl'incomodi, a' quali era sottoposto il principe per tante
+visite, suppliche e giudizii, che l'indusse a cercar la quiete nella
+solitudine. Furono altri di parere, ch'egli se ne andasse, per non
+poter più sofferire l'ambizion di Livia sua madre, giacchè ella
+credeva a sè competente il far da padrona al pari di lui: cosa ch'egli
+non sapea digerire, ma neppure assolutamente vietare, considerando la
+signoria sua un dono di lei. Credettero finalmente altri, che si
+movesse Tiberio a tal risoluzione solamente per impulso proprio
+originato dall'infame sua libidine, in cui da gran tempo ero immerso,
+e continuava più che mai il sozzo vecchio, ma con istudiarsi di
+soddisfarla in segreto al che era più proprio un luogo ritirato. Si
+aggiungeva l'esser egli d'alta, ma gracile statura, col capo calvo e
+colla faccia sparsa d'ulcere, e coperta per lo più da empiastri. Hanno
+perciò creduto alcuni, che ciò fosse un frutto della sua sordida
+impudicizia, e che il morbo gallico somministrasse ancora in que'
+tempi un castigo, benchè raro, ai perduti dietro alle femmine
+prostitute. Vergognandosi egli di comparire in pubblico con sì deforme
+figura, parve ad alcuni di trovare in lui bastante motivo di fuggire
+dal consorzio degli uomini. In fatti anche dopo la morte della madre e
+di Sejano, si tenne egli lontano da Roma, benchè talvolta andasse
+burlando la gente credula, con ispargere voce del suo imminente
+ritorno. Pochi cortigiani volle seco Tiberio. Fra essi furono Sejano e
+Coccejo Nerva, personaggio pratico della giurisprudenza e
+probabilmente avolo di Nerva, che fu dipoi imperadore. Ad assaissimi
+lunari e ciarle senza fine dei Romani diede motivo la risoluzion presa
+da Tiberio, nè queste furono a lui ignote. Con levar la vita ad
+alcuni, forse anche innocenti, egli insegnò agli altri ad esaminare e
+censurar con più riguardo le azioni de' tiranni.
+
+NOTE:
+
+[128] Tacitus, lib. 6, cap. 46.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXVII. Indizione XV.
+
+ TIBERIO imperadore 14.
+
+_Consoli_
+
+MARCO LICINIO CRASSO e LUCIO CALPURNIO PISONE.
+
+
+Il primo di questi consoli in due iscrizioni riferite dal
+Reinesio[129], vien chiamato MARCVS CRASSVS FRVGI. Queste iscrizioni,
+senz'avvedermi ch'erano già pubblicate, le ho inserite ancor io nella
+mia raccolta; e sono ben più da attendere, che la rapportata dallo
+Sponio, per conoscere il vero cognome d'esso console. Andò in
+quest'anno Tiberio Augusto a fissar la sua abitazione nell'amena isola
+di Capri, otto miglia distante da Surrento, tre dalla terra ferma,
+sprovveduta di porto, e solo accessibile a piccole barche, dove
+ritirato, con suo comodo continuò a sfogare la infame sua lussuria.
+Non si sa quante guardie egli menasse seco. Molto strano era
+nondimeno, che un imperadore soggiornasse in sì piccolo sito per dieci
+anni senza aver paura de' corsari, o di chi gli volesse male.
+Fors'egli si assicurò sulla difficoltà di approdare colà per cagion
+degli scogli. Pochi giorni dopo il suo arrivo un pescatore per mezzo
+di essi scogli penetrò nell'isola[130], e gli presentò un bel mullo o
+triglia, pesce allora stimatissimo. Perchè s'ebbe non poco a male
+Tiberio, che costui per quella difficile via fosse entrato, fece
+fregargli e lacerargli il volto col medesimo pesce; e buon per lui che
+non gli accadde di peggio. Sejano intanto non tralasciava diligenza
+alcuna per accendere sempre più la diffidenza e l'odio di Tiberio
+contro di _Agrippina_, vedova di Germanico, e contro di _Nerone_
+primogenito d'essa, non quello che fu poi imperadore. Secondo le
+apparenze dovea questo giovane principe, siccome nipote per adozione
+di Tiberio, succedere a lui nell'imperio. Sejano, che v'aspirava
+anch'egli il tenea forte di vista; segretamente ancora inviava
+persone, che sotto specie d'amicizia il gonfiavano, esortandolo a
+mostrar più spirito; tale esser il desiderio del popolo romano; tale
+quel degli eserciti. All'incauto giovane scappavano talvolta parole,
+che meglio sarebbe stato il tenerle fra i denti. Tutto era riferito a
+Sejano, e tutto passava, forse anche con delle giunte, alle orecchie
+di Tiberio, con aggiungere sospetti a sospetti. Però nell'anno
+presente furono messi soldati alla guardia del palazzo d'Agrippina,
+affin di risapere chi v'andava e che vi si parlava: tutti segni
+funesti di maggiore strepito e della futura ruina. Accadde in
+quest'anno un caso quasi incredibile e sommamente lamentevole, che ha
+pochi pari nella storia[131]. In Fidene, città lontana da Roma cinque
+sole miglia, cadde in pensiero ad un uomo di bassa sfera, e neppur
+ricchissimo, per nome Atilio, di schiatta libertina, di fabbricare un
+anfiteatro di legno di gran mole, per dar al popolo lo spettacolo de'
+gladiatori. Siccome non v'era divertimento, di cui fossero sì ghiotti
+i Romani, come di questo; venuto quel dì, a folla vi corse da Roma la
+gente, uomini e donne d'ogni età. Ma quella macchina era mancante di
+buoni fondamenti, e peggio legata; però ecco sul più bello dell'azione
+precipitar tutto l'anfiteatro. Vi restarono soffocate o per la caduta
+sfracellate ventimila persone e trenta altre mila ferite in varie
+guise, con braccia e gambe rotte e simili altri mali, con urli e grida
+che andavano al cielo. Fu almeno considerabile la carità de' cittadini
+romani, che nelle loro case accolsero tutti que' miseri,
+somministrando loro vitto, medici e medicamenti, con isvegliarsi
+l'antico lodevol costume degli antichi, i quali così trattavano dopo
+le battaglie i soldati feriti. La pena data ad Atilio per la somma sua
+balordaggine, fu l'esilio; ed uscì un editto, che da lì innanzi non
+potesse dare il giuoco de' gladiatori, se non chi possedeva
+quattrocentomila sesterzi di valsente, e che fosse approvato
+l'anfiteatro da intendenti architetti. A questa disavventura tenne
+dietro in Roma un grave incendio, che consumò tutte le case poste nel
+monte Celio. Tiberio all'avviso di un tal danno spontaneamente si
+mosse alla liberalità, inviando gran soccorso di danaro a chi avea
+patito: il che gli fece assai onore, e ne fu anche ringraziato dal
+senato.
+
+NOTE:
+
+[129] Reinesius, Inscription. Class. VII, n. 10, 18.
+
+[130] Sueton., in Tiber., cap. 60.
+
+[131] Tacitus, lib. 2 Annal., c. 62. Sueton., in Tiber., c. 40.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXVIII. Indizione I.
+
+ TIBERIO imperadore 15.
+
+_Consoli_
+
+APPIO GIULIO SILANO e SILIO NERVA.
+
+
+Gran romore e compassione cagionò in quest'anno in Roma la caduta di
+Tizio Sabino, illustre cavaliere romano[132]. Era egli de' più
+affezionati alla famiglia di Germanico, praticava in casa d'Agrippina,
+l'accompagnava in pubblico. Sejano gli tese le reti. Latinio Laziare,
+d'ordine suo, s'insinuò nella di lui amicizia cominciando con
+amichevoli ragionamenti intorno alle afflizioni di Agrippina, e del
+mal trattamento a lei fatto e a' suoi figliuoli da Tiberio: del che
+andava mostrando gran compassione. Non potè Sabino ritenere le
+lagrime, e sdrucciolò in lamenti contro la crudeltà e superbia di
+Sejano, non la perdonando neppure a Tiberio. Con tali ragionamenti si
+strinse fra loro una stretta confidenza. In un giorno determinato
+Laziare trasse in sua casa il mal accorto Sabino, per avvertirlo di
+disgrazie che soprastavano ai figliuoli di Germanico. Stavano ascosi
+nella camera vicina tre detestabili senatori per udir tutto, ed
+udirono in fatti Sabino sparlar di Tiberio e di Sejano. L'accusa tosto
+andò al senato, ed egli imprigionato, fu nel primo dì solenne
+dell'anno condotto al supplicio con terrore di ognuno che seppe la
+frode usata. Ebbe da lì innanzi ognuno sommo riguardo nel parlare del
+governo, nè pur attentandosi d'ascoltare, nè fidandosi d'amici, e
+sospettando fin delle stesse mura. Gittato il corpo di Sabino nel
+Tevere, un suo cane, che lo avea seguitato alla prigione, e s'era
+trovato alla sua morte, andò anch'esso a precipitarsi e a morire nel
+fiume: del che altri esempi si son più volte veduti. Plinio anch'egli
+parla[133] della fedeltà di questo cane, ma con pretendere che fosse
+di un liberto di Sabino, condannato con lui alla morte. Mancò di vita
+in quest'anno _Giulia_ figliuola di _Giulia_, e nipote d'Augusto, la
+quale non men della madre convinta già d'adulterio, e relegata in
+un'isola da esso imperadore, e sostenuta ivi da Livia Augusta, per
+venti anni, avea fatto penitenza de' suoi falli. Ribellaronsi in
+questi tempi i popoli della Frisia, per non poter sofferire i tributi
+loro imposti, leggeri sul principio, e poscia accresciuti
+dagl'insaziabili ministri colà inviati. Contra di loro marciò Lucio
+Apronio vicepretore della Germania inferiore con un buon corpo di
+armati; ma volendo perseguitarli per quel paese inondato dall'acque e
+pieno di fosse, vi lasciò morti circa mille e trecento de' suoi in più
+incontri, con gloria de' Frisj e vergogna sua. Tiberio, ancorchè
+dolente ne ricevesse la nuova, pure per li suoi fini e timori politici
+niun generale volle inviare colà. Troppa apprensione gli facea il
+mettere in mano altrui il comando di grossa armata. Faceva istanza il
+senato, perchè Tiberio e Sejano ritornassero; e in fatti vennero essi
+in terra ferma della Campania; e colà si portò non solamente il
+senato, ma gran copia della nobiltà e della plebe con ritornarsene poi
+quasi tutti malcontenti o dell'alterigia di Sejano, o del non aver
+potuto ottenere udienza dal principe. Diede nell'anno presente Tiberio
+in moglie a Gneo Domizio Enobarbo _Agrippina_, figliuola di Germanico
+e di Agrippina, più volte da noi memorata. Da loro poi nacque Nerone,
+mostro fra gl'imperadori. Era già parente della casa d'Augusto questo
+Gneo Domizio, avendo avuto per avola sua Ottavia, sorella d'Augusto.
+Svetonio[134], parlando di costui, ci assicura ch'egli fu una sentina
+di vizii; e però da meravigliarsi non è, se il suo figliuolo, divenuto
+imperadore, non volle essere da meno del padre. Diceva lo stesso
+Domizio, che da lui e da Agrippina nulla potea prodursi, se non di
+cattivo e di pernicioso al pubblico. Convien credere che questa
+Agrippina juniore, ben dissomigliante dalla madre, fosse in sinistro
+concetto anche in sua gioventù.
+
+NOTE:
+
+[132] Tacitus, lib. 4, c. 68. Dio, lib. 58.
+
+[133] Plinius, lib. 8, c. 40.
+
+[134] Suet., in Neron., c. 5. Dio, in Neron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXIX. Indizione II.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 1.
+ TIBERIO imperadore 16.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO RUBELLIO GEMINO e CAJO RUFIO GEMINO.
+
+
+Nelle calende di luglio furono sostituiti altri consoli. Ha creduto
+taluno, che fossero _Quinto Pomponio Secondo_, e _Marco Sanquinio
+Massimo_. Ma il cardinal Noris[135] con più fondamento mostrò essere
+stati _Aulo Plauzio_ e _Lucio Nonio Asprenate_. Certamente egli è da
+dubitare, che nell'assegnar i consoli sostituiti, si sieno talvolta
+ingannati i fabbricatori de' fasti consolari. Più d'un esempio di ciò
+si trova nel Panvinio. Ora sotto questi due consoli _Gemini_ han
+tenuto e tengono tuttavia alcuni letterati, che seguisse la Passione
+del divin nostro Salvatore: opinione fondatissima, perchè assistita da
+una grande antichità, ed approvata da molti de' santi Padri. Se così
+è, a noi sia lecito di metter qui l'anno primo del pontificato di san
+Pietro Apostolo. Tertulliano[136], autore che fiorì nel secolo
+seguente, chiaramente scrisse, che il Signore patì _sub Tiberio
+Caesare, Consulibus Rubellio Gemino et Rufio Gemino_. Furono del
+medesimo sentimento Lattanzio, Girolamo, Agostino, Severo Sulpizio ed
+il Grisostomo. Altri poi han riferito ad alcuno degli anni seguenti un
+fatto sì memorabile della santa nostra religione. All'istituto mio non
+compete il dirne di più; e massimamente, perchè, con tutti gli sforzi
+dell'ingegno e della erudizione, non s'è giunto fin qui, e
+verisimilmente mai non si giugnerà a mettere in chiaro una così
+tenebrosa quistione. A noi dee bastare la certezza del fatto, poco
+importando l'incertezza del tempo. Sino a quest'anno era vissuta
+_Livia_, già moglie d'Augusto, e madre di Tiberio[137], appellata
+anche Giulia da Tacito e in varie iscrizioni, perchè dal medesimo
+Augusto adottata. Morì essa in età assai avanzata, con lasciar dopo di
+sè il concetto d'essere stata donna di somma ambizione, e non men
+provveduta di sagacità per soddisfarla, con aver saputo, a forza di
+carezze e di una allegra ubbidienza in tutto, guadagnarsi il cuore
+d'Augusto. Con tali arti condusse al trono il figlio Tiberio, poco
+amata, ma nondimeno rispettata da lui, e temuta da Sejano, finchè ella
+visse, pochissimo poi compianta da loro in morte. Prima che Tiberio si
+ritirasse a Capri[138], era insorto qualche nuvolo fra lui e la madre,
+perchè facendo ella replicate istanze al figliuolo di aggregare ai
+giudici una persona a lei raccomandata, le rispose Tiberio d'essere
+pronto a farlo, purchè nella patente si mettesse, che la madre gli
+avea estorta quella grazia. Se ne risentì forte Livia, e piena di
+sdegno gli rinfacciò i suoi costumi scortesi ed insoffribili, i quali,
+aggiunse, erano stati ben conosciuti da Augusto; e, in così dire, cavò
+fuori una lettera conservata fin allora del medesimo Augusto, in cui
+si lamentava dell'aspre maniere del di lei figliuolo. Ne restò sì
+disgustato Tiberio, che alcuni attribuirono a questo accidente la sua
+ritirata da Roma. In fatti nell'ultima di lei malattia neppur si mosse
+per farle una visita; e dappoichè la seppe morta, andò tanto
+differendo la sua venuta, ch'era putrefatto il di lei corpo allorchè
+fu portato alla sepoltura. Avendo l'adulator senato decretato molti
+onori alla di lei memoria, egli ne sminuì una parte, e sopra tutto
+comandò che non la deificassero (benchè poi sotto l'imperio di Claudio
+a lei fosse conceduto questo sacrilego onore) facendo credere che così
+ell'avesse ordinato. Neppur volle eseguire il testamento da essa
+fatto, e di poi perseguitò chiunque era stato a lei caro, e infin
+quelli ch'essa avea destinati alla cura del suo funerale.
+
+Soleva Tiberio ad ogni morte dei suoi diventar più cattivo. Ciò ancora
+si verificò dopo la morte della madre, la cui autorità avea fin qui
+servito di qualche freno alla maligna di lui natura, e agli arditi e
+malvagi disegni di Sejano, con attribuirsi a lei la gloria di aver
+salvata la vita a molti. Poco perciò stette a giugnere in senato
+un'assai dura lettera di Tiberio contro _Agrippina_ vedova di
+Germanico, e contro di _Nerone_ di lei primogenito. Erano tutti i
+reati loro, non già di abbandonata pudicizia, non di congiure, non di
+pensieri di novità, ma solamente di arroganza e di animo contumace
+contro di Tiberio. All'avviso del pericolo, in cui si trovavano l'uno
+e l'altra, la plebe, che sommamente gli amava, prese le loro immagini,
+con esse andò alla curia, gridando essere falsa quella lettera, e che
+si trattava di condannarli contro la volontà dell'imperadore. Faceano
+istanza nel senato i senatori, venduti ad ogni voler di Tiberio, che
+si venisse alla sentenza; ma gli altri tutti se ne stavano mutoli e
+pieni di paura. Il solo Giunio Rustico, benchè uno de' più divoti di
+Tiberio, consigliò che si differisse la risoluzione, per meglio
+intendere le intenzioni del principe. Di questo ritardo, e
+maggiormente per la commozione del popolo, si dichiarò offeso Tiberio;
+ed insistendo più che mai nel suo proposito, fece relegar
+_Agrippina_[139] nell'isola Pandataria, posta in faccia di Terracina e
+di Gaeta. Dicono che non sapendosi ella contenere dal dir delle
+ingiurie contro di Tiberio, un centurione la bastonò per comandamento
+di lui sì sgarbatamente, che le cavò un occhio. I di lei figliuoli,
+_Nerone_ e _Druso_, benchè nipoti per adozion di Tiberio, furono
+anch'essi dichiarati nemici; il primo relegato nell'isola di Ponza, e
+l'altro detenuto ne' sotterranei del palazzo imperiale. Qual fosse il
+fine di questi infelici, lo vedremo andando innanzi.
+
+NOTE:
+
+[135] Norisius, in epistola Consulari.
+
+[136] Tertull. contra Jud., c. 8.
+
+[137] Tacitus, lib. 5, c. 1.
+
+[138] Sueton., in Tiber., c. 51.
+
+[139] Sueton., in Tiber., cap. 53.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXX. Indizione III.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 2.
+ TIBERIO imperadore 17.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO CASSIO LONGINO e MARCO VINICIO.
+
+
+In luogo de' suddetti consoli nelle calende di luglio succederono
+_Cajo Cassio Longino_ e _Lucio Nevio Sordino_. Qui vien meno la storia
+romana, essendosi perduti molti pezzi di quella di Cornelio Tacito; e
+l'altra di Dione si scuopre molto digiuna, perchè assassinata
+anch'essa dalle ingiurie del tempo. Tuttavia è da dire essere stati sì
+in grazia di Tiberio i due suddetti consoli ordinarii, cioè _Lucio
+Cassio_ e _Marco Vinicio_, ch'egli da lì a tre anni diede loro in
+moglie due figliuole di Germanico; a Cassio _Giulia Drusilla_, a
+Vinicio _Giulia Livilla_. Appartiene poi a quest'anno il funesto caso
+di Asinio Gallo, figliuolo di Asinio Pollione, celebre a' tempi
+d'Augusto. Dacchè Tiberio dovette ripudiar _Vipsania_, figliuola
+d'Agrippa, sua moglie primiera, che già gli avea partorito _Druso_,
+per prendere _Giulia_ figliuola d'Augusto, questa Vipsania si maritò
+col suddetto Asinio Gallo, e gli partorì dei figliuoli, i quali perciò
+vennero ad essere fratelli uterini di Druso Cesare, ed uno d'essi era
+stato promosso al consolato. Ma, per testimonianza di Tacito, Tiberio
+mirò sempre di mal occhio Asinio Gallo per quel maritaggio. Tanto più
+se la prese con lui[140], perchè osservò ch'egli facea una gran corte
+a Sejano, e l'esaltava dappertutto, forse credendo che costui
+arriverebbe un dì all'imperio, o pure cercando in lui un appoggio
+contro le violenze di Tiberio. Dovendo il senato inviar degli
+ambasciatori a Tiberio, fece egli negozio per essere un d'essi. Andò,
+fu ricevuto con volto ben allegro da esso Tiberio, e tenuto alla sua
+tavola, dove lietamente si votarono più bicchieri; ma nel medesimo
+tempo ch'egli stava in gozzoviglia, il senato, che avea ricevuta una
+lettera da Tiberio con alcune accuse immaginate dal suo maligno
+capriccio, il condannò, con ispedir tosto un pretore a farlo prigione.
+S'infinse Tiberio d'essere sorpreso all'avviso di quella sentenza, ed
+esortato Asinio a star di buona voglia, e a non darsi la morte, come
+egli desiderava, il lasciò condurre a Roma, con ordine di custodirlo
+sino al suo ritorno in città. Ma non vi ritornò mai più Tiberio; ed
+egli intanto senza servi, e senza poter parlare se non con chi gli
+portava tanto di cibo, che bastasse a non lasciarlo morire, andò
+languendo in una somma miseria, con finir poscia i suoi guai, non si
+sa se per la fame o per altro verso, nell'anno 33 della nostra Era,
+siccome attesta Tacito. Eusebio[141], che mette la sua morte nell'anno
+primo di Tiberio, non è da ascoltare. Anche Siriaco, uomo insigne pel
+suo sapere, tolto fu di vita non per altro delitto, che per quello
+d'essere amico del suddetto Asinio. In quest'anno appunto scrisse la
+sua storia, di cui buona parte s'è perduta, _Vellejo Patercolo_, con
+indirizzarla a Marco Vinicio, uno dei due consoli di quest'anno; però
+non merita scusa la prostituzione della sua penna in caricar di tante
+lodi Tiberio e Sejano. Le loro iniquità davano negli occhi di tutti; e
+quegl'incensi sì mal impiegati, sempre più ci convincono di che animi
+servili fosse allor pieno il senato e la nobiltà romana. Abbiamo da
+Dione, che sempre più crescendo l'autorità e l'orgoglio di Sejano,
+tanto più per paura o per adulazione crescevano le pubbliche e le
+private dimostrazioni di stima verso di lui. Già in ogni parte di Roma
+si miravano statue alzate in suo onore[142]. Fu anche decretato in
+senato, che si celebrasse il di lui giorno natalizio. E a lui
+separatamente, e non più al solo Tiberio, si mandavano gli
+ambasciatori dal senato, dai cavalieri, dai tribuni della plebe e
+dagli edili. Cominciossi ancora ne' voti e sagrifizii che si facevano
+agli dii del Paganesimo per la salute di Tiberio, ad unir seco Sejano;
+si udivano grandi e piccioli giurare per la fortuna di amendue; il che
+era riserbato in addietro per gli soli imperadori. Non lasciava
+quell'astuta volpe di Tiberio, benchè si stesse nell'infame suo
+postribolo di Capri, d'essere informato di tutto questo; e tutto anche
+dissimulava, ma coll'andar intanto ruminando quel che convenisse di
+fare.
+
+NOTE:
+
+[140] Dio, in Excerptis Vales.
+
+[141] Euseb., in Chron.
+
+[142] Dio, lib. 58.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXXI. Indizione IV.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 3.
+ TIBERIO imperadore 18.
+
+_Consoli_
+
+Lo stesso TIBERIO AUGUSTO per la quinta volta, LUCIO ELIO SEJANO.
+
+
+Non ritennero Tiberio e Sejano lungo tempo il consolato, perciocchè,
+siccome avvertì il cardinale Noris[143], nel dì 9 di maggio
+subentrarono in quella dignità _Fausto Cornelio Sulla_ e _Sestidio
+Catullino_, ciò apparendo da un'iscrizione. Da un'altra ancora da me
+rapportata[144] apparisce il loro nome, ma con qualche mio dubbio, che
+SEXTEIDIVS possa essere _Sex. Teidius_. Il non trovar io vestigio
+della famiglia _Sestidia_, ma bensì della _Tidia_, mi ha fatto nascere
+un tal dubbio. All'uno di questi due consoli fu surrogato nelle
+calende di luglio _Lucio Fulcinio Trione_, e all'altro nelle calende
+di ottobre, _Publio Memmio Regolo_, che non era amico di Sejano, come
+Fulcinio Trione. Con occhi aperti vegliava Tiberio sopra gli andamenti
+del suo favorito Sejano, pentito ormai d'averlo tanto esaltato. Già
+s'era accorto che costui avea serrati i passi ai ricorsi, nè gli
+lasciava sapere, se non ciò ch'egli voleva. Molto più appariva che
+costui a gran passi tendeva al trono col deprimere i suoi nemici, e
+guadagnarsi ogni dì più amici e clienti. E giacchè il senato e il
+popolo erano giunti ad eguagliarlo a lui in più occasioni, ed
+all'incontro ben sapea Tiberio d'essere poco amato, anzi odiato dai
+più dei Romani; preso fu da gagliardo timore, che potesse scoppiar
+qualche gran fulmine sopra il suo capo. Abbiamo ancora da Giuseppe
+Ebreo[145] che Antonia madre di Germanico e di Claudio, che fu poi
+imperadore, spedito a Capri Pallante suo fidatissimo servo, diede
+avviso a Tiberio della congiura tramata da esso Sejano coi pretoriani
+e con molti senatori e liberti d'esso Tiberio, di maniera che egli
+restò accertato del pericolo suo. Ma come atterrare un uomo sì ardito
+e intraprendente, e giunto a tanta possanza? La via di prevenirlo
+tenuta da quell'astuto vecchio, fu quella di sempre più comparir
+contento ed amante di Sejano, e di colmarlo di nuovi onori, per più
+facilmente ingannarlo. Il creò console per l'anno presente, e affine
+di maggiormente onorarlo, prese seco il consolato. Scrisse anche al
+senato con raccomandargli questo suo fedele ministro. Potrebbe
+chiedersi, perchè nol facesse strozzare in Capri, e come mai per
+abbatterlo il facesse salire al consolato, cioè ad una dignità che
+aumentava non solo il di lui fasto, ma anche la di lui autorità e
+potere. Quanto a me vo' credendo, ch'egli non s'attentasse nè in Capri
+nè in Roma di fargli alcun danno, finchè costui era prefetto del
+pretorio, cioè capitan delle guardie imperiali, il che vuol dire di un
+corpo di gente consistente in dieci mila de' migliori soldati fra i
+Romani, ed abitante unito in Roma. Allorchè Tiberio volea farsi ben
+rispettare e temere dai consoli e senatori, alla lor presenza dava la
+mostra ai pretoriani. Ma anche a lui faceano essi paura, perchè
+comandati da Sejano, e ubbidienti a' di lui cenni; ed esso Augusto era
+attorniato da sì fatte guardie anche in Capri. Adunque con crear
+Sejano console, ed inviarlo a Roma, se lo staccò dai fianchi,
+disegnando di torgli a suo tempo la carica di prefetto del pretorio,
+per conferirla a Nevio Sertorio Macrone.
+
+Dopo pochi mesi gli fece dimettere il consolato, allettandolo intanto
+colla speranza d'impieghi e premii maggiori[146], cioè di associarlo
+nella podestà tribunizia, grado sicuro alla succession dell'imperio, e
+di dargli moglie di sangue cesareo, verisimilmente Giulia Livilla,
+figliuola di Germanico. E perciocchè Sejano, dappoichè ebbe deposto la
+trabea consolare, facea istanza di tornarsene in Capri, per seguitar
+ivi a far da padrone; Tiberio il fermò con dar ad intendere a lui, e
+spacciar dappertutto, che fra poco voleva anch'egli tornarsene a Roma.
+Ne' mesi seguenti andò Tiberio fingendo ora esser malato, ora di star
+bene, e sempre venivano nuove ch'egli si preparava pel viaggio. Talor
+lodava Sejano, ed altre volte il biasimava. In considerazione di lui
+facea delle grazie ad alcuni de' suoi amici, ed altri pure amici di
+lui maltrattava con varii pretesti: tutto per raccogliere segretamente
+col mezzo delle spie, quali fossero i sentimenti e le inclinazioni del
+senato e del popolo. Non andò molto che al non vedersi ritornar Sejano
+a Capri e all'osservar certi segni di rallentato amore di Tiberio
+verso di lui, molti cominciarono a staccarsi con buona maniera da lui,
+e calò non poco il suo credito anche presso del popolo. Ma Sejano, tra
+perchè non gli parea di mirar l'animo di Tiberio alienato punto da sè,
+e perchè Tiberio conferì a lui e a suo figliuolo in questo mentre
+l'onore del pontificato, non pensò, siccome avrebbe potuto, a far
+novità alcuna. Fu poi ben pentito di non l'aver fatto, allorchè era
+console. Nulladimeno viveva egli con delle inquietudini e con dei
+sospetti; e strano gli parve che avendo Tiberio con una lettera recato
+avviso al senato della morte di _Nerone_, figliuolo primogenito di
+Germanico e di Agrippina, e suo nipote per adozione, niuna lode, come
+era usato di fare, avesse fatta del medesimo Sejano. Relegato, siccome
+già dissi, questo infelice principe nell'isola di Ponza, finì quivi
+nell'anno presente la sua vita: chi disse per la fame, e chi perchè
+essendo in sua camera il boja per istrangolarlo, egli da sè stesso si
+uccise. Certo fu anch'egli vittima della crudeltà di Tiberio.
+
+Ora informato abbastanza Tiberio, che l'affezion del senato e popolo
+verso Sejano non era quale si figurava egli in addietro, volle passar
+all'ultimo colpo, ma tremando per l'incertezza dell'esito. Nella notte
+precedente il dì 18 di ottobre comparve a Roma Macrone, segretamente
+dichiarato prefetto del pretorio, e ben istruito di quel che s'avea da
+fare, mostrando di venir per altro negozio; e fu a concertare gli
+affari con Memmio Regolo, l'uno de' consoli, perchè l'altro, cioè
+Fulcino Trione, era tutto di Sejano. La mattina per tempo andò al
+tempio di Apollo, dove s'avea da unire il senato, ed incontratosi a
+caso con Sejano, che non era per anche entrato, fu richiesto se avesse
+lettere per lui. Si annuvolò non poco Sejano all'udire che no; ma
+avendolo tratto in disparte Macrone, e dettogli che gli portava la
+podestà tribunizia, tutto consolato ed allegro andò a seder nella
+curia. Macrone intanto, chiamati a sè i soldati pretoriani, una buona
+mano de' quali facea sempre corteggio e guardia a Sejano, mostrò loro
+le sue patenti di prefetto del pretorio, e in luogo d'essi alla
+guardia del tempio distribuì le compagnie dei vigili, comandate da
+Gracino Lacone consapevole del segreto. Entrato egli poscia colà,
+presentò una lettera molto lunga, ma ingarbugliata, di Tiberio. Non
+parlava egli seguitatamente contro di Sejano, ma sul principio
+trattava di un differente affare; andando innanzi, si lamentava di
+lui; poi ritornava ad altro negozio; e quindi passava a dir male di
+Sejano, conchiudendo in fine, che si facessero morir due senatori
+molto confidenti di lui, e Sejano fosse ritenuto sotto buona guardia.
+Non si attentò di dire che il facessero morire, perchè temeva che si
+svegliasse qualche tumulto da' suoi parziali. Confusi ed estatici
+rimasero i più de' senatori ad ordini tali, perchè già preparati a far
+de' complimenti ed elogi a Sejano per la promessa a lui podestà
+tribunizia. Sejano stesso avvilito senza muoversi dal suo luogo, senza
+mettersi ad aringare (il che se avesse fatto, forse altrimenti passava
+la faccenda) pareva insensato; e chiamato tre volte dal console Memmio
+Regolo, non si movea, siccome usato a comandare, e non ad ubbidire.
+Entrato intanto Lacone colle coorti de' vigili, l'attorniò di guardie
+e il menò prigione. Niun movimento fecero i pretoriani, perchè Macrone
+li tenne a freno, con ispiegar loro la mente del principe, e
+promettere ad essi alcuni premii per ordine del senato. Si mosse bensì
+la plebe al mirare quel sì dianzi orgoglioso ministro condotto alle
+carceri, prorompendo in villanie e bestemmie senza fine, e poi corse
+ad abbattere e strascinar tutte le statue a lui poste, giacchè non
+poteano infierir contro la persona di lui[147]. Raunatosi poi nel
+medesimo giorno 18 di ottobre il senato nel tempio della Concordia,
+veggendo che i pretoriani se ne stavano quieti, e intendendo qual
+fosse il volere del popolo, condannarono a morte Sejano; e la sentenza
+fu immediatamente eseguita col taglio della testa. Accorsa la plebe
+gittò giù per le scale gemonie il di lui cadavere, e dopo essersi per
+tre dì sfogata contra d'esso, facendone grande scempio, lo buttò in
+Tevere. Anche due suoi figliuoli, l'uno maschio e l'altro femmina, per
+ordine del senato furono privati di vita; ma perchè insolita cosa era
+il far morire una fanciulla, il carnefice, prima di strozzar
+quell'infelice, le tolse l'onore in prigione. Apicata moglie di
+Sejano, benchè non condannata, si diede la morte da sè stessa, dopo
+aver messo in iscritto il tradimento fatto dal marito e da Livilla a
+Druso Cesare.
+
+Intanto batteva forte il cuore a Tiberio nell'isola di Capri per
+sospetto che non riuscisse bene la meditata impresa; ed avea ordinato
+che, per fargli sapere il più presto possibile la nuova, si dessero
+segnali da' luoghi alti, frapposti tra Roma e Capri; salì egli in quel
+dì sul più eminente scoglio dell'isola, aspettando quivi il lieto
+avviso. Per altro aveva egli preparato delle barchette, affinchè, se
+il bisogno l'avesse richiesto, potesse ritirarsi in sicuro con esse ad
+alcuna delle sue armate. Scrivono eziandio, aver egli dato ordine a
+Macrone, che qualora fosse insorta qualche fiera sedizione in Roma,
+cavasse dalle carceri _Druso_ figliuolo di Germanico, e il presentasse
+al senato ed al popolo, con dichiararlo anche imperadore a nome suo.
+Il fine della tragedia di Sejano fu poi principio d'altre gravi
+turbolenze, che sconcertarono non poco il senato e la nobiltà romana.
+Il popolo già commosso, a qualunque dei favoriti di Sejano, che gli
+cadesse nelle mani, levava la vita. Anche i pretoriani sdegnati si
+misero a saccheggiare e bruciar delle case. Cominciarono poi dei duri
+processi contro dei senatori e d'altri nobili, che più degli altri
+s'erano fatti conoscere parziali di Sejano. Molti furono condannati, e
+con ignominiosa morte puniti; altri relegati; ed altri da sè stessi si
+abbreviarono la vita. Tutto era pieno di accusatori, e si rivangavano
+i processi e le condanne, gastigando chi avea giudicato come per
+istigazion di Sejano. Si tenne per certo, che le tante adulazioni del
+senato verso il medesimo Sejano, e gli onori straordinari a lui
+vilmente accordati, contribuissero non poco ad ubbriacarlo e farlo
+precipitare. Però lo stesso senato decretò che in avvenire si
+procedesse con gran moderazione in onorar altrui, nè si potesse
+giurare se non pel nome dell'imperadore. Contuttociò nel medesimo
+tempo volle esso senato concedere a Macrone il grado di pretore, e a
+Lacone quel di questore, oltre ad un regalo in danari; ma essi,
+addottrinati dal recente esempio, nulla vollero accettare. Incredibil
+fu la gioja di Tiberio, allorchè si vide sbrigato da Sejano. Ciò non
+ostante, la sua mirabil politica gl'insegnò di non ammettere
+all'udienza sua alcuno de' tanti senatori e cavalieri che erano corsi
+o erano stati spediti dal senato, per significargli la fortunata
+riuscita dell'affare. E il console Regolo, che l'avea in ciò ben
+servito, fu costretto a tornarsene indietro senza poterlo vedere. Si
+figuravano molti, che liberato Tiberio dal giogo, dai mali ufizj e da'
+sospetti di Sejano, avesse da lì innanzi da fare un governo dolce.
+Troppo s'ingannarono: sempre più egli imperversò. E giacchè era venuto
+in cognizione, per la deposizion sopraccennata della moglie di Sejano,
+degli autori della morte di Druso suo figliuolo, contro d'essi ancora
+con tutto rigore procedette; e la primo a provarne la pena, fu la
+stessa _Livilla_ che lasciatasi sovvertir da Sejano, avea tradito il
+consorte Druso. Scrive Dione[148] d'aver inteso da alcuni, che Tiberio
+non la facesse morire in grazia di Antonia madre di lei, e di
+_Claudio_ che fu poi imperadore; ma che la medesima sua madre quella
+fosse, che la privò di vita con lasciarla morir di fame.
+
+NOTE:
+
+[143] Norisius, Epist. Cens.
+
+[144] Thesaurus Novus Inscription., pag. 302, num. 4.
+
+[145] Joseph., Antiquit. Judaic., lib. 18.
+
+[146] Dio, lib. 58.
+
+[147] Tacitus, lib. 6, c. 25.
+
+[148] Dio, lib. 58.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXXII. Indizione V.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 4.
+ TIBERIO imperadore 19.
+
+_Consoli_
+
+GNEO DOMIZIO ENOBARBO e MARCO FURIO CAMILLO SCRIBONIANO.
+
+
+Il primo di questi consoli, marito di _Agrippina_ figliuola di
+Germanico, siccome già dissi, ebbe per figliuolo _Nerone_, che divenne
+poi imperadore. Al secondo de' consoli, che mancò di vita nel
+consolato, fu sostituito _Aulo Vitellio_. Non si sa intendere, perchè
+Svetonio[149], allorchè scrisse, essere nato sotto questi consoli
+_Marco Salvio Ottone_, uno de' susseguenti imperadori, chiamasse
+_Camillo Arruntio_ il collega di _Domizio Enobarbo_: e che parimente
+si trova ne' fasti d'Idacio e del Cuspiniano. Forse fu sostituito a
+Vitellio, o Vitellio a lui. Parve bene[150], che Tiberio volesse por
+fine ai processi e condanne degli amici di Sejano, con permettere
+ancora ad alcuni il lutto per la di lui morte; ma poco durò questo
+barlume d'indulgenza, ed egli più che mai continuò la persecuzione,
+trovando allora altre accuse ancora d'incesti e di parricidii, per
+levar la vita a chi non godea di sua grazia. Crebbe perciò cotanto
+l'universal odio contro di lui, che il poter divorare le di lui carni,
+sarebbe sembrato un gustoso cibo ad ognuno. Fece anche il timore di
+lui crescere l'adulazion nel senato. Costume era in addietro che nelle
+calende di gennaio, un solo leggesse gli ordini di Tiberio con giurar
+d'osservarli: al che gli altri acconsentivano. Fu creduto maggior
+ossequio e finezza che cadauno prestasse espressamente quel
+giuramento. Inoltre per far conoscere a Tiberio, quanto cara lor fosse
+la vita di lui, decretarono che egli scegliesse chi de' senatori fosse
+a lui in grado, e che venti d'essi colle spade servissero a lui di
+guardia quando egli entrava nel senato. Trovò Tiberio assai ridicolo
+un tal decreto; e quantunque ne rendesse loro grazie, pure non
+l'approvò, perchè non essendogli ignoto d'essere in odio al senato,
+non era sì pazzo da voler permettere intorno alla sua persona di sì
+fatte guardie armate. E da lì innanzi molto più attese a conciliarsi
+l'amore de' soldati pretoriani, per valersene occorrendo contro il
+senato. Avea proposto Giunio Gallione che esso senato accordasse un
+privilegio a quei che avessero compiuto il termine della lor milizia.
+Tiberio, perchè non gli piacea che le genti militari fossero obbligate
+se non a lui solo, mandò in esilio lo stesso Gallione fuori d'Italia,
+e poscia il richiamò per metterlo a penare sotto la guardia de'
+magistrati, dacchè intese aver egli meditato di passare a Lesbo, dove
+sarebbe troppo deliziosamente vivuto. Raccontano Tacito[151] e Dione
+che in quest'anno furono processati altri nobili per l'amicizia di
+Sejano; e fra gli altri fu punito Latinio Laziare che, siccome abbiam
+veduto di sopra, coll'usare un tradimento a Tizio Sabino, fu cagion di
+sua morte. Fra gli accusati nondimeno miracolosamente la scappò netta
+Marco Terenzio. Il suo reato consisteva nel solo essere stato amico di
+Sejano. Lo confessò egli francamente, e con egual coraggio difese il
+fatto, mostrando ch'egli così operando avea onorato Tiberio nel suo
+favorito; e se Tiberio, signor così saggio, s'era ingannato in
+dispensar tante grazie a chi n'era indegno meritavano bene scusa
+gl'inferiori, caduti nel medesimo inganno. Nè doversi aver l'occhio
+all'ultimo giorno di Sejano, ma bensì ai sedici anni della di lui
+potenza, durante il qual tempo chi non volea perire, dovea studiarsi
+d'essere a lui caro. E però chiunque volesse condannar chi non avea
+fallato in altro che in amare ed onorar Sejano, verrebbe nello stesso
+punto a condannar Tiberio. Fu assoluto, nè Tiberio se l'ebbe a male.
+
+Fu creduto daddovero in quest'anno ch'esso Tiberio tornasse a
+Roma[152]; imperciocchè da Capri venne nella Campania, e poscia
+continuato il viaggio sino al Tevere, quivi imbarcatosi, arrivò agli
+orti della Naumachia presso Roma, dove oggidì si vede il monistero
+delle moniche de' santi Cosma e Damiano. Erano disposti sulla ripa del
+fiume corpi di guardia, acciocchè il popolo non se gli accostasse. Ma
+non entrò in città, senza che se ne sapesse il motivo, e se ne tornò
+poco dappoi a Capri. Altro non seppe immaginar Tacito, se non che
+fosse tirato colà del suo mal genio, per poter nasconder entro quello
+scoglio il fetore delle immense sue laidezze. Non è certamente
+permesso ad onesta penna il rammentare ciò ch'esso Tacito e Svetonio
+non ebbero difficoltà di propalare della detestabil libidine di
+quell'infame vecchio. Basterà a me di dire che nel postribolo di Capri
+si praticarono ed inventarono tutte le più sozze maniere della
+sensualità[153] che faceano orrore allora ad orecchie pudiche. E a
+tale stato giunse un principe di Roma pagana, ma senza che ce ne
+abbiamo a stupire, perchè non conoscevano i Romani d'allora se non
+degli dii compagni della medesima sensualità; e per altro Tiberio era
+di coloro che poco conto facevano de' medesimi, ne punto li temevano.
+Del solo tuono egli avea paura, e correva a mettersi in testa la
+corona d'alloro, per la credenza che quelle foglie fossero rispettate
+dai fulmini. Morì in quest'anno _Lucio Pisone, prefetto di Roma_, che
+per venti anni con lode avea esercitata quella carica, e in ricompensa
+del suo merito il senato gli decretò un pubblico funerale. In luogo
+suo fu posto da Tiberio _Lucio Elio Lamia_, il quale, nell'anno
+seguente, diede anch'egli fine a' suoi giorni. Morì parimente
+quest'anno Cassio Severo, oratore di gran credito, ma portato sempre
+alla satira, e a lacerar la riputazione delle persone illustri. Per
+questo mal genio era stato relegato da Augusto nell'isola di Creta, e
+poscia nella picciola di Serifo, dove in estrema povertà, senza avere
+neppur uno straccio da coprir le parti vergognose, terminò il suo
+vivere.
+
+NOTE:
+
+[149] Suetonius, in Vitellio, cap. 2.
+
+[150] Dio, lib. 58.
+
+[151] Tacitus, Annal., lib. 6, cap. 2. Dio, ibid.
+
+[152] Tacitus, ibidem. Sueton., in Tib., c. 72.
+
+[153] Sueton., cap. 43.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXXIII. Indizione VI.
+
+ PIETRO Apostolo papa 5.
+ TIBERIO imperadore 20.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO SULPICIO GALBA e LUCIO CORNELIO SULLA FELICE.
+
+
+_Galba_, primo dei consoli porta il prenome di _Lucio_ in una
+iscrizione riferita dal cardinal Noris, e da me inserita nella mia
+raccolta[154]. In un'altra iscrizione che si legge nel Tesoro di
+Grutero, il suo prenome è _Servio_: che così s'ha da intendere il SER.
+abbreviato degli antichi, e non già _Sergio_, come ha creduto taluno.
+Ma è lecito di sospettare, che nell'iscrizion gruteriana sia stato
+mutato il prenome di _Lucio_ in _Servio_, perchè ben si sa che Galba
+imperadore, cioè il medesimo che fu console in quest'anno, era
+chiamato _Servio Galba_. Ma Svetonio[155] chiaramente scrive di lui:
+_Lucium pro Servio usque ad tempus imperii usurpavit_: il che
+giustifica quanto ha il marmo del Noris, e fa con fondamento temere
+della corruttela nell'altro. Tacito e Dione diedero a Galba console
+quel prenome ch'egli usò fatto imperadore; senz'avvertire ciò che
+Svetonio avvertì. Nelle calende di luglio a Galba fu sostituito nel
+consolato _Lucio Salvio Ottone_ creduto da alcuni figliuolo di Tiberio
+Augusto, cotanto se gli rassomigliava nel volto. Da questo console
+nell'anno precedente era nato _Ottone_, che fu poi imperadore di pochi
+mesi. Volle far conoscere Tiberio in quest'anno ai senatori[156],
+quanto egli poco si fidasse di loro, e che in breve era per venire a
+Roma; cioè scrisse chiedendo che qualora egli entrava nel senato,
+fosse permesso a Macrone capitan delle guardie del pretorio
+d'accompagnarlo con alcuni tribuni e centurioni della milizia. Tosto
+fu decretato che potesse menar seco quanta gente voleva. Erano
+tuttavia serrati nelle carceri, _Druso_, figliuolo di Germanico e
+nipote per adozion di Tiberio, ed _Agrippina_ di lui madre. Avea più
+volte Tiberio fatto condurre questi infelici da un luogo ad un altro,
+sempre incatenati e in una lettiga ben serrata[157], e con guardie che
+faceano allontanar tutti i viandanti. Doveva egli paventar sempre
+qualche risoluzione, e che avesse da correre il popolo a sprigionar
+quell'infelice principe. Saziò poi il suo furore in quest'anno con far
+morire di fame _Druso_. La savia _Agrippina_ diede anch'essa fine al
+suo vivere, senza apparire, se mancasse per non volere il cibo, o pure
+perchè il cibo le fosse negato[158]. Furono i lor corpi non già
+portati nel mausoleo d'Augusto, ma sì segretamente seppelliti, che mai
+non se ne seppe il sito. Tutta Roma si riempiè di dolore e lutto, ma
+solamente nell'interno delle persone, per sì compassionevol fine della
+famiglia di Germanico, principe tanto amato da ognuno. Eppur bisognò
+che il senato rendesse grazie a Tiberio dell'avviso datogli della
+morte di Agrippina, predicata da lui per sua nemica e adultera, quando
+era notissima la di lei insigne onestà; ed inoltre convenne decretare
+che essendo morta nel medesimo dì che Sejano fu ucciso, cioè nel di 18
+d'ottobre, da lì innanzi in quel giorno si facesse un'offerta a Giove
+in rendimento di grazie per la morte dell'uno e dell'altra.
+
+Restava solo in vita dei figliuoli di Germanico _Cajo Caligola_[159],
+giovinetto di costumi sommamente malvagi, ma provveduto di tanto senno
+da farsi amare da Tiberio. Sapea coprir con finta modestia l'animo suo
+inclinato alla crudeltà; non gli scappò mai una parola di dispiacere o
+lamento per l'esilio e per la morte dei fratelli e della madre; ed
+ottenne per grazia di poter accompagnare Tiberio a Capri, studiandosi
+quivi di comparir sempre con vesti simili a quelle di lui, e d'imitare
+per quanto poteva le di lui maniere di parlare; di modo che di lui,
+divenuto poscia imperadore, ebbe a dire Passieno oratore: «Non esservi
+stato mai nè miglior servo, nè peggior signore di lui.» Contrasse il
+medesimo Cajo, di consenso di Tiberio in quest'anno gli sponsali con
+_Claudia_ o _Claudilla_ figliuola di Marco Silano. Sotto il detestabil
+governo di Tiberio, gran voga intanto aveano in Roma gli spioni e gli
+accusatori, parte volontari, parte suscitati dal principe stesso.
+Bastava per lo più l'accusare, perchè ne seguisse il condannare.
+Fioccavano in senato i libelli contro delle persone, e moltissimi
+inviati dal medesimo Tiberio che col braccio del senato andava facendo
+vendette, e pascendo I' avarizia sua colla morte e col confisco dei
+beni de' condannati. A parecchi nobili toccò ancor nell'anno presente
+la disavventura stessa; e massimamente ai senatori, tanti de' quali a
+poco a poco andò egli levando dal mondo, che non si poteano più
+provvedere i governi delle provincie[160]. Fra l'altre più memorabili
+ingiustizie commesse in quest'anno degna è di menzione l'usata da
+Tiberio contro di Sesto Mario, da lungo tempo suo amico che, col
+favore principesco, giunto era ad essere il più ricco gentiluomo della
+Spagna. Avendo egli una figliuola di bellissimo aspetto, per timore
+che Tiberio non gliela facesse rapire, come solito era con altri, la
+trafugò in luogo dove fosse sicura. Avvertitone dalle sue spie
+Tiberio, fece accusar amendue d'incesto, e gittar giù della rupe
+tarpeja i lor corpi, con far sue le immense ricchezze dell'infelice
+Mario. Tacito racconta molti altri spettacoli di somiglianti crudeltà
+accadute in quest'anno, senza che mai si saziasse il genio sanguinario
+di Tiberio. Strano bensì parve ai più del popolo, ch'egli in un certo
+dì facesse morire tutti i principali spioni ed accusatori, e proibisse
+a tutte le persone militari il far questo infame uffizio, benchè lo
+permettesse ai senatori e cavalieri. Ma si può ben credere ciò fatto
+per comparire disapprovatore di que' maligni stromenti, dei quali si
+serviva la stessa di lui malignità per far tanto male al pubblico.
+Erano eziandio cresciute a dismisura le usure in Roma; e contro dei
+debitori furono in quest'anno portate istanze ed accuse assaissime al
+senato; nè piccolo era il numero di coloro che, ascondendo la pecunia
+d'oro e d'argento, ne faceano scarseggiare la città. Si vide allora un
+prodigio di Tiberio. Mise egli nel banco della repubblica una gran
+somma d'oro e d'argento, da prestarsi a chiunque ne abbisognasse, e
+desse idonea sigurtà, senza che per tre anni ne pagassero frutto:
+azione applaudita da ognuno, ma che non fece punto sminuire il comune
+odio contro del tiranno. Ad _Elio Lamia_ prefetto di Roma defunto
+succedette in quell'uffizio _Cosso_, per attestato di Tacito e
+Seneca[161]. E Marco Coccejo Nerva, giurisconsulto insigne di questi
+tempi, ed uno del consiglio di Tiberio, non potendo più, siccome uomo
+giusto, tollerar le iniquità di quel mostro, se ne liberò con
+lasciarsi morir di fame: nè per quante preghiere gli facesse Tiberio,
+per saper la cagione di tal risoluzione, e per tenerlo in vita, volle
+mutare il fatto proponimento.
+
+NOTE:
+
+[154] Thesaur. Nov. Inscription., p. 303, n. 1.
+
+[155] Sueton., in Galba, cap. 4.
+
+[156] Tacitus, Annal., lib. 6.
+
+[157] Suetonius, in Tiber., cap. 64.
+
+[158] Dio, lib. 58.
+
+[159] Tacit., lib. 6, cap. 20.
+
+[160] Tacitus, ibid., cap. 49. Dio, eod. lib. 58.
+
+[161] Seneca, epist. 81.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXXIV. Indizione VII.
+
+ PIETRO Apostolo papa 6.
+ TIBERIO imperadore 21.
+
+_Consoli_
+
+PAOLO FABIO PERSICO e LUCIO VITELLIO.
+
+
+A questi consoli ordinari si crede che ne succedessero nelle calende
+di luglio due altri[162], de' quali si è perduto il nome. E ciò perchè
+avendo questi ultimi consoli celebrato l'anno ventesimo compiuto
+dell'imperio di Tiberio, fecero anche dei voti agli dii pel decennio
+venturo, come fu in uso a' tempi d'Augusto. Quella gelosa bestia di
+Tiberio, che avea preso l'imperio non per dieci, nè per venti anni, ma
+finchè a lui piacesse, parendogli che volessero far conoscere, che la
+di lui potestà dipendea dall'arbitrio del senato, fece accusarli tutti
+e due e condannarli, e pare che fosse anche abbreviata immediatamente
+loro la vita. Questo Persico probabilmente è quello stesso che fu
+mentovato da Seneca[163], per uomo di cattiva riputazione. Ma nulla di
+un fatto tale, che avrebbe fatto più strepito di tant'altri, si ha
+presso Tacito, il qual pure accenna le morti di molti altri di dignità
+inferiore. Dione stesso attribuisce quei voti e quell'innocente fallo
+ai consoli ordinari; e pure noi sappiam da Svetonio[164], che _Lucio
+Vitellio_, console nel presente anno e padre di Aulo Vitellio che fu
+poi imperadore, dopo il consolato ebbe il governo della Soria, e campò
+molto dappoi. Parimente di _Fabio Persico_, sopravvissuto, s'ha
+memoria presso Seneca[165]. Però la credenza dei consoli sostituiti, e
+fors'anche il fatto narrato da Dione può patire dei dubbi. Non
+mancarono all'anno presente le sue funeste scene, cioè molte condanne
+e morti d'uomini illustri, avvenute per la crudeltà di Tiberio e per
+la prepotenza di Macrone prefetto del pretorio; il quale imitando le
+arti di Sejano ma più copertamente, si abusava anch'egli della sua
+autorità e del favore del principe[166]. Pomponio Labeone, dopo essere
+stato pretore di Mesia per otto anni, accusato d'essersi lasciato
+corrompere con danari, tagliatosi le vene, si sbrigò da questa vita:
+ed altrettanto fece sua moglie. Era anche stato in governo Marco,
+ossia Mamerco Emilio Scauro, nè già era incolpato di cattiva
+amministrazione, quantunque vergognosi fossero i suoi costumi.
+Macrone, che l'odiava, trovò la maniera di precipitarlo, con
+presentare a Tiberio una di lui tragedia intitolata _Atreo_, in cui
+oltre al parlarsi di parricidio, uno era esortato a tollerar la pazzia
+del regnante; è con fargli credere che sotto nome altrui si sparlasse
+di lui. Di più non ci volle per far processare Scauro, il quale,
+senz'aspettar la condanna, si privò da sè stesso di vita, nè da meno
+di lui volle essere la moglie sua. Costumavasi allora dagli etnici
+romani di darsi iniquamente la morte da sè medesimi, perchè i corpi
+de' condannati non era lecito il seppellirli, e i lor beni andavano al
+fisco; laddove prevenendo la sentenza, loro non si negava la
+sepoltura: e sussistendo i testamenti, agli eredi pervenivano i loro
+beni. Fra coloro eziandio che furono accusati si contò Lentulo
+Getulico, stato già console nell'anno di Cristo 26. Altro a lui non
+veniva imputato, se non che avesse trattato di dare una sua figliuola
+in moglie a Sejano. Ma fu buon per questo personaggio ch'egli allora
+si trovasse in Germania al comando di quelle legioni che l'amavano
+forte per le sue dolci maniere. Dicono ch'egli scrivesse animosamente
+una lettera a Tiberio, con ricordargli che non per elezione propria,
+ma per consiglio di lui stesso, avea cercato di far parentela con
+Sejano. Essersi ben egli ingannato nel procacciarsi l'amicizia di
+quell'uomo indegno; ma che niuno più d'esso Tiberio avea amato Sejano:
+nè essere perciò conforme alla ragione che il comun fallo fosse
+innocente per lui, e peccaminoso per gli altri. Pertanto riflettendo
+al pericolo di nuocere a chi aveva l'armi in mano, e poter rivoltarsi,
+giudicò meglio il desistere dall'impresa; e per lo contrario fece
+condannar e cacciare in esilio Abudio Rufo, cioè l'accusatore di
+Lentulo Getulico. Videsi in questo anno in Grecia un giovane[167], che
+spacciatosi per Druso figliuolo di Germanico, trovò di molti aderenti
+in quelle contrade; e se gli riusciva di passare in Soria, a lui si
+sarebbe verisimilmente unito quell'esercito. Ma preso da Pompeo Sabino
+governator della Macedonia, fu inviato a Tiberio. Tacito scrive[168]
+ciò avvenuto tre anni prima, quando era tuttavia vivente lo stesso
+Druso in prigione: il che, se fosse vero, potrebbe questo avvenimento
+aver dato impulso alla morte del medesimo Druso. Da esso Tacito fu
+ancora scritto che nel presente anno si lasciò veder di nuovo dopo
+alcuni secoli l'augello Fenice nell'Egitto, con rapportarne la mirabil
+genealogia. A simili favole oggidì non si presta fede. Plinio e Dione
+mettono due anni dappoi lo scoprimento di questo non mai più risorto
+uccello.
+
+NOTE:
+
+[162] Dio, lib. 58.
+
+[163] Seneca, de benefic., lib. 2, cap. 21.
+
+[164] Sueton., in Vitellio, c. 2.
+
+[165] Seneca, lib. 2 et 4 de Benefic.
+
+[166] Dio, lib. 58. Tacit., lib. 4, cap. 19.
+
+[167] Dio, lib. 58.
+
+[168] Tacit., lib. 5, c. 10.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXXV. Indizione VIII.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 7.
+ TIBERIO imperadore 22.
+
+_Consoli_
+
+CAJO CESTIO GALLO e MARCO SERVILIO MONIANO.
+
+
+Si celebrarono in quest'anno[169] le nozze di _Cajo Caligola_, nipote
+per adozione di Tiberio, con _Claudilla_, figliuola di Marco Silano,
+in Anzo. V'intervenne lo stesso Tiberio, non avendo voluto neppure per
+occasion sì propria lasciarsi vedere in Roma, perchè non gli piacea di
+trovarsi presente alle sanguinarie esecuzioni, che ivi tuttavia si
+continuavano d'ordine di lui, non mai sazio di perseguitare chiunque
+fu stretto d'amicizia con Sejano. Fin qui aveva egli sofferto Fulcinio
+Trione, che fu console nell'anno della caduta del medesimo Sejano,
+anzi la buona gente il riputava molto favorito da lui. Ora solamente
+era per iscoppiare il fulmine sopra di lui; ma ciò presentito da
+Trione, si uccise colle proprie mani dopo aver fatto un testamento, in
+cui vomitò quante ingiurie potè contra di Tiberio e di Macrone, e dei
+liberti della corte. Non si attentavano gli eredi suoi di pubblicare
+un sì obbrobrioso scritto. Avutane contezza Tiberio, volle che si
+portasse e leggesse nel senato per guadagnarsi il plauso di principe
+sofferente dell'altrui libertà, giacchè punto non si curava della
+propria infamia, nè che si scoprissero le iniquità da lui commesse per
+mezzo di Sejano, ben sapendo che non erano cose ignote al pubblico.
+Uso certamente suo fu il non mai volere che si occultassero i libelli
+infamatorii fatti contra di lui, parendo quasi che riputasse sue lodi
+le sue vergogne. Altri senatori ed altri nobili, annoverati da
+Tacito[170] e da Dione, o per mano propria o per quella del carnefice
+terminarono in quest'anno la lor vita; ed uno fra gli altri merita
+d'essere rammentato, cioè Poppeo Sabino, poco fa da noi veduto, che
+dopo il consolato, per ventiquattro anni avea governato la Macedonia,
+l'Acaia e le due Mesie, e col darsi la morte schivò il giudizio.
+Soggiornava in questi tempi Tiberio in vicinanza di Roma, per poter
+più speditamente aver il piacere d'intendere l'esecuzione de' suoi
+tirannici comandamenti[171]. Fu allora, che vennero a Roma alcuni
+nobili Parti, segretamente, cioè senza saputa del re loro _Artabano_,
+per chiedere a Tiberio _Fraate_, figliuolo del fu _Fraate_ re. Era
+montato Artabano in gran superbia, dacchè la vecchiaia di Tiberio, e
+il suo abborrimento alla guerra, aveano scemata in molti la stima e
+paura dell'armi romane. Essendo mancato di vita _Zenone_ o sia
+_Artassia_, già creato dai Romani _re dell'Armenia_, Artabano avea
+occupato quel regno, e messovi _Arsace_, uno dei suoi figliuoli, per
+re, con assalir dipoi la Cappadocia, e minacciar anche di peggio i
+Romani. Inimicossi oltre a ciò i suoi colla soverchia alterigia, e lor
+diede ansa che ricorressero a Tiberio. Fu dunque mandato _Fraate_ in
+Soria per isperanza che i Parti si moverebbero in favore di lui; ma
+perchè v'andò con poca fretta, ebbe tempo Artabano di premunirsi, e
+Fraate ammalatosi morì. Non lasciò Tiberio per questo di accudire agli
+affari dell'Armenia, e costituito Lucio Vitellio, cioè il padre di
+_Vitellio_, che fu col tempo imperadore, per generale dell'armata
+romana in Levante, mosse anche i re d'Iberia e i Sarmati contra di
+Artabano. Lasciatisi corrompere i ministri di Arsace, già divenuto re
+dell'Armenia, tolsero a lui la vita; ed entrate in quel paese le
+truppe dell'Iberia sotto il comando del re _Farasmane_, presero
+Artasata capitale del regno. Allora Artabano spedì Orode altro suo
+figliuolo contra di Farasmane con parte delle sue forze[172]. I Parti,
+benchè inferiori di gente, vollero battaglia; ma o sia che Orode vi
+fosse ucciso, o che la nuova ch'egli fosse ferito passasse in credenza
+di morte, la vittoria si dichiarò per Farasmane, al cui fratello
+_Mitridate re dell'Iberia_ fu conceduta l'Armenia. Diedesi dipoi una
+seconda battaglia da Artabano, ma svantaggiosa anch'essa per lui; e
+perchè nello stesso tempo seppe che Lucio Vitellio coll'armi romane si
+accingeva a passar l'Eufrate per entrar nella Mesopotamia, abbandonato
+ogni pensier dell'Armenia, si ritirò alla difesa del proprio paese.
+Era allora l'Eufrate il confine tra l'imperio romano e il partico o
+sia persiano.
+
+NOTE:
+
+[169] Dio, lib. 58.
+
+[170] Tacitus, lib. 6, c. 38.
+
+[171] Tacitus, l. 6, c. 31. Dio, lib. 58.
+
+[172] Joseph., Antiq. Judaicarum, lib. 18, c. 6.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXXVI. Indizione IX.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 8.
+ TIBERIO imperadore 23.
+
+_Consoli_
+
+SESTO PAPINIO ALLENIO e QUINTO PLAUTIO.
+
+
+Non è ben chiaro, se Lucio Vitellio, fabbricato un ponte sull'Eufrate,
+coll'esercito romano passasse in questo o nel precedente anno in
+Mesopotamia. Certo è bensì che passò, e all'arrivo suo i primati de'
+Parti si scoprirono allora alienati dall'ossequio verso del re
+_Artabano_[173], e congiunsero le loro armi coi Romani. Trovavasi con
+Vitellio anche _Tiridate_, parente del defunto re Fraate. Veduta così
+bella disposizion dei Parti in suo favore, per consiglio di Vitellio,
+prese il cammino alla volta di Seleucia, città potente, che gli aprì
+con gran festa le porte, ed Artabano, veggendosi abbandonato de' suoi,
+se ne fuggì. Intanto Vitellio, contento di aver fatta la sua sparata
+con far conoscere a que' popoli la possanza romana, e credendo già
+assicurato il regno a Tiridate, se ne tornò colle sue legioni in
+Soria. Fu coronato Tiridate in Ctesifonte, capitale del regno dei
+Parti. S'egli avesse proseguito il corso di sua fortuna con visitar
+tutto il paese, e ridurre chiunque titubava alla sua fede, interamente
+il regno sarebbe stato di lui. Ma essendosi egli impegnato
+nell'assedio di un castello, dove Artabano avea ridotto il tesoro e le
+concubine sue, alcuni di que' grandi, che non erano intervenuti alla
+coronazione o per paura di Tiridate, o per invidia che portavano ad
+Abdagese, ministro favorito di lui, andarono a trovar Artabano per
+rimetterlo sul trono. S'era questi ritirato nell'Ircania, dove da
+povero uomo vivea, guadagnandosi il vitto con la caccia. Credette egli
+a tutta prima che fossero venuti costoro per assassinarlo. Rassicurato
+da essi, e presa seco una mano di Sciti, si mise con loro in cammino,
+e trovata la gente che senza difficoltà tornava alla sua divozione,
+ingrossato di forze, s'indirizzò verso Seleucia. Stette in forse
+Tiridate, se dovea andargli incontro per dargli battaglia. Prevalse
+l'opinion dei dappoco, il primo de' quali era il medesimo Tiridate; e
+però egli si ridusse in Soria, con isperanza che l'esercito romano
+avesse da prestargli aiuto per ricuperare il perduto regno, di cui con
+tutta facilità Artabano ripigliò il possesso. Vitellio non volle altro
+impegno, ed all'incontro Artabano diventò più che mai orgoglioso, e
+poco mancò che non portasse la guerra nel territorio romano. Non è
+inverisimile, che questo fosse il tempo in cui egli scrisse una
+lettera di fuoco a Tiberio[174], rinfacciandogli la sua crudeltà, la
+vergognosa libidine e la poltroneria, ed esortandolo ad appagar
+prontamente l'odio universale e giustissimo de' popoli con darsi la
+morte da sè medesimo.
+
+Due disavventure afflissero Roma nell'anno presente, cioè una fiera
+inondazione del Tevere, per cagione di cui in molte parti della città
+fu necessario l'andar colle barche, e un incendio che guastò gran
+copia di case nel monte Aventino e la metà del Circo[175]. Tiberio in
+questa occasione, dimenticata l'innata sua avarizia, sovvenne con
+abbondanza d'oro al bisogno di chiunque avea patito. Che per altro
+amava Tiberio di conservare e d'accrescere il suo tesoro, nè si sa che
+egli lasciasse alcuna fabbrica insigne, fuorchè il tempio innalzato ad
+Augusto, e la scena del teatro Pompeo. E neppur queste, se crediamo a
+Svetonio, le perfezionò. Non passò l'anno presente, senza che si
+vedessero le usate scene delle accuse e della crudeltà di Tiberio
+contra de' nobili. Cajo Galba, già console e fratello di chi fu dipoi
+imperadore, due Blesi ed Emilia Lepida prevennero, con darsi la morte,
+i colpi del carnefice. Vibuleno Agrippa, cavalier romano, accusato,
+prese in faccia del senato il veleno che portava in un anello. Caduto
+a terra moribondo, e strascinato alle carceri, fu quivi
+frettolosamente strozzato per occupargli i beni. _Tigrane_, già re
+dell'Armenia[176], e nipote del fu Erode re della Giudea, detenuto
+allora in Roma, ed accusato, lini anch'egli i suoi giorni per mano del
+pubblico ministro. Trattenevasi in Roma allora anche suo fratello
+_Agrippa_, ed avea contratta una famigliarità sì grande con Cajo
+Caligola, nipote per adozion di Tiberio, che pareano due fratelli.
+Racconta Giuseppe storico, che essendo un dì amendue a divertirsi
+condotti in un cocchio, Agrippa per adular Cajo gli disse, essere ben
+tempo che quel vecchio di Tiberio cedesse il luogo a lui, perchè
+allora tornerebbe la felicità in Roma. Furono ascoltate queste parole
+da Eutico liberto d'Agrippa, che gli serviva di carrozziere; e
+perciocchè costui, per aver fatto un furto al padrone, fu
+imprigionato, allora si lasciò intendere d'aver qualche cosa da
+rivelare attinente alla conservazion della vita dell'imperatore. Fu
+perciò inviato a Capri, dove era Tiberio, e tenuto un pezzo nelle
+catene senza esaminarlo. Lo stesso Agrippa stoltamente tanto si
+adoperò, che Tiberio trovandosi nel settembre di questo anno a
+Tuscolo, oggidì Frascati, vicino a Roma, fece venir Eutico, il quale
+alla presenza d'Agrippa rivelò quanto avea udito nel giorno suddetto.
+Ordinò immantinente Tiberio a Macrone capitan delle guardie di far
+incatenare Agrippa, a cui non valsero nè le negative, nè le suppliche
+per esentarsi da quell'obbrobrio. Stette egli nelle carceri tanto che
+Tiberio finì di vivere, ed allora ne uscì, siccome vedremo fra
+poco[177]. Un augurio della morte d'esso Tiberio fu dai superstiziosi
+Romani creduta quella di Trasullo, succeduta nell'anno presente[178].
+Costui era il più favorito astrologo ed indovino che si avesse
+Tiberio; imperciocchè oltre modo si dilettò questo imperadore della
+strologia giudicaria, arte piena di vanità e d'imposture, che egli
+stesso condannava in casa altrui. E quantunque scrivano Tacito,
+Svetonio e Dione, che Tiberio, per mezzo di essa, predicesse a Galba
+il suo corto imperio, e la morte del giovinetto Tiberio suo nipote per
+ordine di Caligola, e ch'egli sapesse ciò che doveva avvenire a sè
+stesso in cadauna giornata: simili racconti più sicuro è il crederli
+dicerie del volgo. Allorchè Tiberio stette come esiliato in Rodi,
+studiò forte quest'arte, che in que' tempi era spacciata dai Caldei
+dappertutto. Quanti professori capitavano a Rodi, Tiberio,
+accompagnato da un solo robusto liberto, li conduceva in un alto
+scoglio, e metteali alla prova d'indovinargli il passato o l'avvenire.
+Se non ci coglievano, dal liberto erano precipitati in mare, senza che
+alcuno ne avesse contezza. Trasullo capitato colà, fu menato da
+Tiberio in que' dirupi, e gli predisse l'imperio; ma soggiungendo
+Tiberio che gli sapesse dire anche l'anno e il giorno della propria
+natività, s'imbrogliò l'indovino, e confessò tremando di non saperlo,
+ma che ben sapea d'essere imminente la propria morte. Tra per la buona
+nuova dell'imperio, e la conoscenza del pericolo in cui si trovava
+costui, Tiberio l'abbracciò, e il tenne dipoi sempre in sua corte.
+Perchè la morte di costui facesse credere vicina quella di Tiberio,
+qualche predizione di cui si dovea essere intesa.
+
+NOTE:
+
+[173] Tacitus, lib. 6, c. 42.
+
+[174] Sueton., in Tiber. cap. 66.
+
+[175] Tacitus, lib. 6, cap. 45. Dio, lib. 58.
+
+[176] Tacitus, lib. 6, c. 40. Joseph., Antiquit. Judaic., lib. 18.
+
+[177] Dio, lib. 58.
+
+[178] Tacit., lib. 6, cap. 21.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXXVII. Indizione X.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 9.
+ CAJO CALIGOLA imperad. 1.
+
+_Consoli_
+
+GNEO ACERRONIO PROCOLO e CAJO PETRONIO PONTIO NEGRINO.
+
+Ho aggiunto il nome di _Petronio_ al secondo di questi consoli, perchè
+una iscrizione, riferita dal Fabretti[179], fu posta CN. ACERRONIO
+PROCVLO, C. PETRONIO PONTIO NIGRINO COS. In vece di _Negrino_ egli è
+appellato _Negro_ da Svetonio[180], siccome ancora una inscrizione da
+me data alla luce[181]. Sino alle calende di luglio durò la dignità di
+questi consoli. Appresso diremo a chi pervennero i fasci consolari.
+Anche nei primi mesi dell'anno presente si continuarono in Roma le
+accuse contra d'altre persone nobili; e perchè non erano accompagnate
+da lettere di Tiberio, credute furono manipolazioni di Macrone
+prefetto del pretorio, imitator di Sejano, e forse peggiore. Fra gli
+altri Lucio Arruntio, personaggio illustre, già stato console, non si
+potè impedir dagli amici, che, tagliatesi le vene, non si desse la
+morte, allegando che un vecchio par suo non sapea più vivere, battuto
+in addietro da Sejano ed ora da Macrone; e massimamente non essendo da
+sperare miglior tempo sotto il successor di Tiberio, che anzi
+prometteva peggio, e sarebbe governato dal medesimo Macrone; siccome
+in fatti avvenne. Intanto, dopo essersi fermato Tiberio alcuni mesi
+nei contorni di Roma senza mai volervi entrare, o perchè non si fidava
+de' Romani, o perchè qualche impostore gli avea predette delle
+disgrazie entrandovi, o pure perchè non voleva tanti occhi addosso
+alla sua scandalosa vita, determinò di tornarsene alla sua cara isola
+di Capri. Finora, benchè giunto all'età di settantotto anni, e benchè
+perduto in una nefanda lascivia, avea conservata la rubustezza del
+corpo, ed una competente sanità, camminava diritto come un palo, senza
+volersi servire di medicine, e con fare il medico a sè stesso: giacchè
+solea dire che l'uomo giunto all'età di trent'anni, non dee più aver
+bisogno di medici per saper ciò che conferisca o sia nocivo alla
+sanità. Ma egli si ritrovò infine sorpreso da una lenta malattia,
+arrivato che fu ad Astura[182]. Potè nondimeno continuare il viaggio
+sino a Miseno[183], celebre porto, dissimulando sempre il suo male, e
+non men di prima banchettando con gli amici. Deluso dal suo poco prima
+defunto strologo Trasullo, che gli avea predetto anche dieci altri
+anni di vita, tenea per lontanissima tuttavia la morte. Fu creduto che
+Trasullo con buon fine il burlasse con quella predizione, acciocchè
+persuaso di vivere sì lungo tempo, non si affrettasse a far morire
+tanti nobili ch'egli avea in lista. E certo non pochi si salvarono per
+questo saggio ripiego, e fra essi alcuni già condannati, perchè ne'
+dieci giorni di vita che si lasciavano loro dopo la sentenza, arrivò
+la nuova della morte di Tiberio.
+
+Fingeva dunque, secondo lo stile della sua dissimulazione, Tiberio di
+sentirsi bene, tuttochè aggravato dal male, e ridotto a fermarsi nella
+villa e nel palazzo che fu di Lucullo. Ma Caricle medico insigne, e da
+lui amato, non già perchè volesse de' medicamenti da lui, ma per li
+suoi consigli, destramente nel congedarsi da lui gli toccò il polso e
+conobbe che s'avvicinava al suo fine. Ne avvisò Macrone, e questi
+sollecitamente cominciò a disporre le cose per far succedere _Cajo
+Caligola_ nell'imperio. Tre persone viveano discendenti in qualche
+guisa da Augusto, e però capaci di succedere a Tiberio, cioè esso
+_Caligola_ figliuolo di Germanico, nato[184] nell'anno 12 dell'Era
+volgare, e però nel fiore di sua età. Questi, avendo Tiberio adottato
+Germanico di lui padre, veniva perciò ad essere di lui nipote
+legittimo. Ma egli era di pessima inclinazione, violento, e tendente
+anche alla follia; e se n'era facilmente accorto Tiberio, di modo che
+un dì ridendosi Cajo di Silla, celebre nella storia romana, Tiberio
+gli disse: «A quel ch'io veggo, tu sei per avere tutti i vizii di
+Silla, ma niuna delle sue virtù.» L'altro era _Tiberio Gemello_,
+figliuolo di _Druso_, cioè del figlio naturale dello stesso Tiberio,
+così appellato perchè nato con un altro fratello da _Livilla_ nel
+medesimo parto. Ma non avea che diciassette anni, e però non per anche
+capace di governare un sì vasto imperio. Il terzo era _Tiberio
+Claudio_, fratello del suddetto Germanico, in età bensì virile, ma di
+poca testa, e di niun concetto fra i Romani. Discordano gli autori in
+dire chi fosse eletto da Tiberio per suo successore. Giuseppe storico
+racconta un fatto, che ha ciera di favola[185]. Cioè che Tiberio,
+incerto qual dei due de' suddetti suoi nipoti avesse egli da eleggere,
+ne rimise la decisione al caso, con destinare di preferir quello che
+la mattina seguente fosse il primo ad entrar in sua camera; e questi
+fu Caligola, a cui poscia raccomandò il giovinetto Tiberio, quantunque
+scrivano che per astrologia antivedesse che Cajo Caligola gli dovea
+levare la vita. Altri[186] hanno detto che Tiberio non antepose il suo
+natural nipote, perchè la scoperta amicizia di Livilla di lui madre
+gli fece dubitare se fosse veramente figliuolo di Druso suo figlio.
+Tuttavia pare che si accordino Filone Ebreo[187], Svetonio e Dione in
+dire, che Tiberio in due suoi testamenti lasciò egualmente eredi
+_Caligola_ e il giovane _Tiberio_.
+
+Ora _Cajo Caligola_, per assicurarsi di prendere la fortuna pel
+ciuffo, facea la corte a Macrone, potentissimo ufficiale, perchè
+capitano delle guardie, cioè di diecimila soldati che erano il terrore
+di Roma. Nè men sollecito era a farla ad Ennia Nevia di lui moglie;
+anzi fu creduto che passasse tra loro un'infame corrispondenza, e di
+ciò non si mettesse pena Macrone, giacchè anch'egli dal suo canto avea
+dei motivi di guadagnarsi l'affetto di Cajo, perchè parea più facile
+che in lui cadesse l'imperio. Però parlava sempre bene di lui a
+Tiberio, scusandone i difetti, in guisa che un dì Tiberio gli
+rimproverò questo grande attaccamento a Cajo con dirgli «d'essersi ben
+avveduto ch'egli abbandonava il sole d'Occidente, per seguitare il
+sole d'Oriente.» Era cresciuto il male di Tiberio[188], ed avea già
+patito alcuni sfinimenti. Gliene arrivò uno specialmente nel dì 16 di
+marzo così gagliardo, che fu creduto morto. Caligola uscì del palazzo;
+a folla corsero i cortigiani a rallegrarsi con lui: quand'ecco esce
+uno di corte, che riferisce essere tornato in sè Tiberio, e chiedere
+da mangiare. Allora spaventati, chi qua, chi là, colla testa bassa
+sfumarono. Cajo senza poter parlare, più morto che vivo ricorre a
+Macrone. Ma questi, nulla atterrito, sa ben trovar tosto la maniera di
+calmare l'altrui spavento. Non van d'accordo gli scrittori nel dirci,
+come Tiberio si sbrigasse dal mondo. Seneca, citato da Svetonio,
+scrisse che o sia che Tiberio si sentisse venir meno, o che la sua
+famiglia l'avesse abbandonato, come è succeduto in tanti altri casi di
+principi morti senza parenti, chiamò; e niuno rispondendo, si alzasse
+dal letto, e poco lungi di là caduto, spirasse. Raccontano altri, che
+Cajo Caligola gli avesse dato un lento veleno che l'uccise. Altri, che
+sotto pretesto di riscaldarlo, Macrone gli facesse metter addosso di
+molti panni che il soffocarono; ovvero che gli negasse da mangiare, e
+il lasciasse morire per mancanza d'alimento. Finalmente scrissero
+altri, che veggendo Caligola[189] come Tiberio non la volea finir da
+sè stesso, lo strangolasse con le sue mani, o pure con uno origliere o
+sia guanciale gli turasse la bocca, e il facesse ammutolire per
+sempre. Comunque fosse, morì Tiberio nel suddetto giorno 16 di marzo.
+Dione scrive nel dì 26. O dell'uno o dell'altro il testo è mancante.
+Così cessò di vivere questo imperadore, dotato di grande ingegno, ma
+per servirsene solamente in male; che finchè ebbe paura d'Augusto e di
+Germanico, nipote e figliuolo suo adottivo, stette in dovere; che
+simulatore e dissimulator sopraffino si mostrò delle false virtù, ma
+poi si abbandonò in fine a tutti i vizii; che divenne abbominevole per
+l'infame sua libidine, ma più per le sue crudeltà ed ingiustizie; che
+niuno amava fuorchè sè stesso, che fu udito chiamar felice Priamo, per
+essere morto dopo aver veduti morti tutti i suoi.
+
+Non tardò _Cajo Caligola_ ad avvisare il senato dell'essere Tiberio
+mancato di vita, con dimandare ancora che decretassero al medesimo gli
+onori divini. Ma Tiberio era troppo odiato; e siccome il popolo romano
+a questa nuova diede in risalti d'allegrezza, così commosso andava
+lacerando la di lui memoria con tutte le maledizioni, e gridando _al
+Tevere, al Tevere_, cioè il di lui corpo. Di questa commozione si
+servì il senato per sospendere la risoluzion degli onori a Tiberio; e
+Cajo venuto poi a Roma, più non ne parlò. Portato a Roma il cadavere
+di Tiberio, fu bruciato secondo il costume d'allora; e con poca pompa
+seppellito. Cajo fece l'orazione funebre; ma con poco encomio di lui,
+impiegando le parole piuttosto in esaltare Augusto e Germanico suo
+padre. Già si è detto, quanto fosse amato dai Romani esso Germanico
+per le sue rare virtù, e Cajo appunto per essere di lui figliuolo,
+comunemente era amato, giacchè non si erano per anche dati a conoscere
+se non a pochi tutti i suoi vizii e difetti, che si trovarono poi
+innumerabili. All'incontro, per l'odio d'ognuno contra di Tiberio, era
+anche odiato _Tiberio Gemello_, natural nipote di lui. E però a Cajo
+non fu difficile l'essere riconosciuto e confermato per imperadore, e
+il fare che dal senato fosse cassato il testamento di Tiberio, per cui
+egualmente lasciava ad esso Cajo e Tiberio Gemello l'amministrazion
+dell'imperio. Così restò egli solo imperadore[190] colla podestà
+tribunizia e coll'autorità ed arbitrio di far tutto, siccome attesta
+Svetonio, benchè non usasse subito i titoli usati dai due precedenti
+Augusti. Piena d'ammirazione e di giubilo rimase Roma tutta al vedere
+con che mirabili e plausibili maniere Caligola desse principio al suo
+governo; senza riflettere che diversa dal mattino suol essere la sera
+di molti regnanti. _Caligola_, dissi, che così era volgarmente
+chiamato con soprannome a lui dato, allorchè fanciullo trovandosi
+all'armata in Germania, Germanico suo padre il facea vestir da
+semplice soldato, e portare gli stivaletti, chiamati _Caligae_, e
+usati allora nella milizia. Divenuto poi imperadore riputò egli come
+ingiurioso e degno di gastigo un tal soprannome; e perciò dagli
+storici vien mentovato per lo più col nome di _Cajo_. Affettò dunque
+Cajo sulle prime di comparir popolare, siccome abbiamo da Svetonio e
+da Dione; poichè, per conto di Tacito, periti seno i libri suoi, che
+trattavano della vita di questo iniquissimo principe, e dei primi anni
+del suo successore. Eseguì egli pontualmente tutti i legati lasciati
+da Tiberio, e quegli ancora, che Livia Augusta nel suo testamento avea
+ordinato; ma che l'ingrato suo figliuolo Tiberio non avea mai voluto
+pagare. Diede subito la mostra alle compagnie de' soldati del
+pretorio, con isborsar a tutti il danaro lasciato lor da Tiberio, ed
+aggiugnerne altrettanto per ispontanea munificenza. Pagò parimente al
+popolo romano l'insigne donativo di danaro ordinato da Tiberio colla
+giunta di sessanta denari per testa, ch'egli non avea potuto pagare,
+allorchè prese la toga virile, e inoltre quindici altri a titolo di
+usura pel ritardo. Finalmente a tutti gli altri soldati di Roma, e
+alle guardie notturne, cioè ai vigili, e alle legioni fuori d'Italia,
+e ad altri soldati mantenuti nelle città minori, sborsò cinquecento
+sesterzii ai primi, e trecento agli altri per testa.
+
+Mellifluo fu in un certo giorno il suo ragionamento ai senatori con
+dir loro, dopo aver toccati tutti i vizii del defunto Tiberio, di
+volerli a parte nel comando e governo, e che farebbe tutto quanto
+paresse loro il meglio, chiamandosi lor figliuolo ed allievo. Richiamò
+gli esiliati, liberò tutti i prigioni, e fra gli altri Quinto
+Pomponio, tenuto in quelle miserie per sette anni, dopo il suo
+consolato. Annullò ogni processo criminale, con bruciar anche i
+libelli lasciati da Tiberio. Queste prime azioni gli guadagnarono un
+gran plauso, massimamente perchè fu creduto ch'egli fosse per mantener
+la parola, che in quell'età il suo cuore andasse d'accordo con la
+lingua. Volle tosto il senato far dimetter il consolato a Procolo e
+Negrino per conferirlo a lui; ma egli ordinò che continuassero in
+quella dignità, secondochè era dianzi stabilito, sino alle calende di
+luglio, nel qual tempo poscia fu egli dichiarato console, ed amò di
+aver per collega _Tiberio Claudio_ suo zio, che fin qui era stato
+tenuto in basso stato e nell'ordine de' soli cavalieri, a cagion della
+debolezza del suo capo. Nelle medaglie[191] Cajo si trova intitolato
+CAJVS CAESAR AVGVSTVS GERMANICVS: ed in altre vi si aggiunge DIVI
+AVGVSTI PRONEPOS. Fece ancora risplendere l'amor suo verso de' suoi,
+con dare il titolo d'Augusta e di sacerdotessa d'Augusto ad _Antonia_
+avola sua e madre di Germanico, e col concedere alle sue sorelle i
+privilegi delle Vestali, e posto presso di sè negli spettacoli. A
+_Tiberio Gemello_, nipote di Tiberio, diede il titolo di Principe
+della Gioventù, e di più l'adottò per suo figliuolo. Andò in persona
+alle isole Pandataria e Ponza a cercar le ceneri d'_Agrippina_ sua
+madre, e di _Nerone_ suo fratello; e con funebre magnificenza
+portatele a Roma, le collocò nel mausoleo d'Augusto, con determinare
+in onore e memoria d'essi esequie e spettacoli annuali. Stava tuttavia
+fra le catene[192] Agrippa, nipote di Erode il grande re della Giudea,
+quando restò liberata Roma dal ferreo giogo di Tiberio. Cajo,
+essendosene tosto ricordato, siccome amico suo caro, mandò ordine al
+prefetto di Roma di trasferirlo dalla carcere alla casa dove abitava
+prima; e da lì a pochi giorni fattoselo condurre davanti con abito
+mutato, gli mise in capo un diadema, dichiarandolo re, e sottomettendo
+a lui la Tetrarchia, già posseduta da Filippo suo zio, morto poco fa,
+con aggiugnervi l'altra di Lisania, restando la Giudea come prima
+sotto l'immediato governo dei Romani. Restituì ancora ad _Antioco_ il
+regno della Comagene colla giunta della Cilicia marittima. Di gloria
+medesimamente fu a Cajo l'aver cacciato fuori di Roma que' giovinetti
+che faceano l'infame mercato de' lor corpi; e poco vi mancò che non li
+mandasse a seppellir nel Tevere. Ordinò che si cercassero e
+pubblicamente si potessero leggere le storie soppresse di _Tito
+Labieno, Cordo Cremuzio e Cassio Severo_. Ai magistrati lasciò libera
+la giurisdizione, senza che si potesse appellare a lui. Dalle
+provincie d'Italia levò il dazio del centesimo denaro che si pagava
+per tutte le cose vendute all'incanto. Sotto Tiberio, principe d'umor
+tetro, le pubbliche allegrie, i giuochi, gli spettacoli erano divenuti
+cose rare. Cajo non tardò a rimetter tutto in uso, e con grande
+accrescimento: cose tutte stupendamente applaudite dal popolo[193].
+Dopo aver tenuto il consolato per due mesi, lo rinunziò ai due consoli
+destinati da Tiberio. Il nome loro non è noto. Stimò il Pighio, che
+fossero _Tiberio Vinicio Quadrato_ e _Quinto Curzio Rufo_. Se di
+queste maravigliose azioni di Cajo Caligola si rallegrasse Roma,
+veggendo un aspetto sì bello con tanta differenza dal precedente
+sanguinario governo, non è da chiederlo. Talmente si rallegrò quel
+popolo a sì gran mutazione di scena, che, per testimonianza di
+Svetonio, nei tre mesi seguenti dopo la morte di Tiberio, cento
+sessantamila vittime furono svenate in rendimento di grazie ai loro
+falsi dii. Ma durò ben poco questo ciel sì ridente, siccome nell'anno
+seguente apparirà. _Artabano_ re de' Parti, che in addietro odiò forte
+Tiberio, udita la di lui morte, se ne rallegrò e diede tosto adito ad
+un trattato di pace. Scrive Dione ch'egli stesso ricercò l'amicizia di
+Cajo. Ma Svetonio e Giuseppe Ebreo raccontano, che fu Vitellio
+governator della Soria il promotore di quell'accordo per ordine di
+Cajo. Seguì in fatti fra esso re e Vitellio un magnifico abboccamento
+in un ponte fabbricato sull'Eufrate, e quivi fu conchiusa la pace con
+condizioni onorevoli per gli Romani.
+
+NOTE:
+
+[179] Fabret., Inscript., p. 674.
+
+[180] Suet., in Tiber., c. 73.
+
+[181] Thesaurus Novus Inscription., p. 303, n. 2.
+
+[182] Sueton., in Tiber., c. 72.
+
+[183] Dio, lib. 58. Tacitus, lib. 6, c. 50.
+
+[184] Sueton., in Caligula, cap. 8.
+
+[185] Joseph., Antiquit. Judaic., lib. 18.
+
+[186] Dio, lib. 58.
+
+[187] Philo, de Legation. Sueton., in Tiber., c. 76.
+
+[188] Dio, lib. 58. Tacitus, lib. 6, c. 50. Sueton. in Tiber., c. 73.
+
+[189] Sueton., in Cajo, cap. 12.
+
+[190] Sueton., in Caj., cap. 14. Dio, lib. 59.
+
+[191] Mediobarbus, in Numismat. Imperator.
+
+[192] Joseph., Antiq. Jud., lib. 18. Dio, lib 59.
+
+[193] Sueton., in Cajo, cap. 17. Dio, lib. 59.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXXVIII. Indizione XI.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 40.
+ CAJO CALIGOLA imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AQUILIO GIULIANO e PUBLIO NONIO ASPRENATE.
+
+
+Era già cominciato nel precedente anno un impensato cambiamento di
+vita e di massime nel da noi osservato finora sì amorevole e grazioso
+Cajo Caligola. Rapporterò io qui ciò che accadde allora e nel presente
+anno ancora[194]. I conviti, le crapole ed altre dissolutezze di una
+vita sensuale, a cui si abbandonò di buon'ora questo nuovo imperadore,
+cagion furono ch'egli cadde nel mese d'ottobre sì gravemente malato,
+che si dubitò di sua vita[195]. Appena si riebbe, che di volubile,
+qual era dianzi, cominciò a comparir stranamente agitalo da vari e
+fieri capricci, quasi che la mente sua per la sofferta malattia avesse
+patito qualche detrimento, con peggiorar da lì innanzi di maniera, che
+Roma, sì maltrattata sotto Tiberio cattivo, senza paragone sotto
+questo pessimo maestro divenne teatro di calamità. Aveano fatto i
+Romani delle pazzie pel tanto desiderio ch'egli superasse quel malore,
+perchè dopo aver Cajo dato sì glorioso principio al suo governo, si
+figurava ciascuno riposta tutta la pubblica felicità nella
+conservazione della di lui vita. Due persone fra l'altre, cioè Publio
+Afranio Potito, uomo popolare, ed Atanio Secondo, cavaliere, fecero
+voto, l'uno di dar la propria vita, se egli ricuperava la salute,
+l'altro di combattere fra i gladiatori, con esporsi al pericolo della
+morte, purchè Caligola guarisse. Guarito ch'egli fu, d'inesplicabile
+giubilo si riempiè tutta la città. Ma non tardò molto a cangiarsi
+scena. La prima sua strepitosa iniquità quella fu di levar di vita
+_Tiberio Gemello_, nipote legittimo e naturale di Tiberio Augusto, e
+da lui adottato per figliuolo, con obbligarlo ad uccidersi da sè
+stesso; perciocchè Cajo sì scrupoloso era, che non potea permettere a
+chicchessia di torre la vita al nipote di un imperadore. Per iscusa di
+questa crudeltà addusse l'essere egli stato accertato, che il
+giovinetto Tiberio si era rallegrato della sua infermità, ed avea
+desiderata la sua morte. Passò oltre il suo bestial capriccio con
+esigere, che chi avea fatto voto della vita, per salvare la sua,
+eseguisse la promessa, affinchè non rimanessero con lo spergiuro in
+corpo.
+
+Fece in quest'anno Cajo alcune azioni che piacquero al popolo[196],
+perchè restituì alla plebe il suo diritto ne' comizii per l'elezione
+de' magistrati che Tiberio avea ristretto nei senatori: il che ebbe
+poco effetto. Ordinò che pubblicamente si rendessero i conti delle
+rendite e spese della repubblica: regolamento dismesso sotto Tiberio.
+Essendo sminuito forte l'ordine de' cavalieri, lo ristorò con
+ascrivere ad esso molti scelti dalla nobilità delle città
+dell'imperio, purchè ben imparentati, e sufficientemente ricchi,
+concedendo loro anche de' privilegi. Con decreto del senato diede a
+_Soemo_ il regno, o sia principato dell'Arabia Iturea; a _Cotys_
+l'Armenia minore, e poscia alcune parti dell'Arabia. Concedette ancora
+una parte della Tracia a _Rimetalce_, e il Ponto a _Polemone_,
+figliuolo del re Polemone; esercitando in tal guisa la giurisdizione
+romana sopra que' lontani paesi, ed affezionando quei re al romano
+imperio. Non furono già di questo tenore altre sue azioni nell'anno
+presente. Già dicemmo ch'egli per opera di Macrone prefetto del
+pretorio avea ottenuto l'imperio. Perchè quest'uomo, per altro
+cattivo, osava di parlargli con qualche franchezza[197], forse per
+ritenerlo dall'esecuzione de' suoi malnati appetiti; Cajo, che non
+voleva più aver sopra di sè dei maestri, dallo sprezzo passò alla
+risoluzione di levarlo dal mondo, dopo avergli promesso il governo
+dell'Egitto. Macrone prevenne il carnefice con darsi da sè stesso la
+morte; e non meno di lui fece Ennia Nevia sua moglie, quella medesima,
+con cui Caligola avea tenuta, per quanto fu creduto, una pratica
+disonesta. Parve ad ognuno troppo nera l'ingratitudine di lui verso
+persone tali; e più indegno si riputò il delitto apposto loro dal
+medesimo imperadore, con chiamarli ruffiani, quando in lui ricadeva
+questo reato. Suocero d'esso Cajo era Marco Giunio Silano, già stato
+console, uomo di gran nobiltà, di gran senno, e primo nel senato a
+dire il suo parere, allorchè regnava Tiberio. Sua figliuola _Giunia
+Claudilla_ maritata con Caligola non per anche imperadore, era, per
+attestato di Dione[198], stata ripudiata. Tacito[199] la dice morta in
+breve, forse di parto. A questo illustre personaggio tali affronti
+fece Cajo, che l'indusse, secondo l'empio stile d'allora, a darsi la
+morte da sè stesso. Di ciò parla Dione all'anno precedente. Abbiamo
+anche da Tacito[200] e da Seneca, che Caligola volle dar l'incombenza
+d'accusar Silano a Giulio Grecino, senatore di rara probità, che
+compose alcuni libri dell'Agricoltura, menzionati anche da Plinio, e
+che fu padre di Giulio Agricola, la cui vita scritta da Tacito è
+pervenuta ai nostri giorni. Generosamente se ne scusò egli, e per
+questa bella azione meritò che il crudele Caligola il facesse morire.
+Racconta Seneca[201] di questo Grecino, che mancandogli il denaro per
+celebrar de' giuochi pubblici, Fabio Persico, probabilmente quello
+stesso che fu console nell'anno 34 della nostra Era, ma uomo
+screditato, gliene mandò ad esibire una buona somma. La rifiutò
+Grecino, e agli amici che il biasimavano di questo, rispose: «Come
+vorreste voi ch'io ricevessi dei danari da uno, con cui mi vergognerei
+anche di stare a tavola?»
+
+Quanta fosse la corruzion de' costumi in Roma pagana per questi tempi,
+sarebbe facile il mostrarlo. Caligola anch'egli ne lasciò degl'infami
+esempli[202]. Tre sorelle avea egli, cioè _Drusilla_, _Agrippina_ e
+_Livilla_. Con tutte e tre, o vergini o maritate, disonestamente
+conversò. Sopra l'altre amò Drusilla, a cui tolto avea l'onore
+giovinetto. Era essa stata dipoi maritata con Lucio Cassio Longino,
+che fu console. Caligola gliela tolse, e la tenne e trattò da
+legittima consorte. Dione[203], non so come, la fa moglie (forse in
+seconde nozze) di Marco Lepido, notando nondimeno anch'egli
+l'obbrobrioso commercio del fratello con essa. Fu costei in quest'anno
+rapita dalla morte, verisimilmente verso il fine di luglio. Caio
+n'ebbe a impazzire, e cadde in istravaganze ridicole. Dopo un
+solennissimo funerale e lutto pubblico, fece decretare ad essa gli
+onori dati a Livia Augusta, e deificarla e alzarle dei templi; e si
+trovò un senator sì vile, cioè Livio Geminio, che con giuramento
+affermò di aver veduta Drusilla salire al cielo, e ne riportò un buon
+regalo da Caio. Seneca anch'egli si rise di costui. Oltre a ciò come
+forsennato all'improvviso si partì da Roma, fece un viaggio nella
+Campania, arrivò sino a Siracusa, e poi frettolosamente ritornò a
+Roma, senza essersi fatta radere la barba nè tosare i capelli. Andò
+tanto innanzi la frenesia di Caio, che fece morir non so quante
+persone per due opposti motivi o pretesti; cioè le une perchè si erano
+rattristate per la morte di Drusilla, quasi che fosse un gran delitto
+l'affliggersi per chi era divenuta partecipe della divinità; e
+l'altre, perchè o avessero fatto conviti, o balli, o fossero ite al
+bagno nel tempo del lutto per Drusilla, parendo ciò un rellegrarsi
+della sua morte. Chi potea indovinarla con un sì furioso e pazzo
+Augusto? Altri nondimeno han creduto ch'egli spigolasse sì fatti
+pretesti, per ingoiar le ricchezze dei condannati a diritto o a torto;
+imperciocchè il folle ne' primi mesi fece un tale scialacquamento di
+denaro, che consumò colla sua prodigalità in doni e pubblici giuochi
+gli immensi tesori che l'avaro Tiberio avea radunato; e, trovandosi
+poi smunto, diede ad ogni sorta di violenza, o pubblica con imporre
+gravezze, o privata con levar di vita i ricchi innocenti, per
+soddisfare ai suoi capricciosi voleri colle loro sostanze. Quando
+altra accusa mancava, sempre era in pronto quella che avessero avuta
+parte nella morte dei di lui genitori e fratelli.
+
+Un'altra ridicolosa comparsa avea fatto questo imperadore, forse
+nell'anno precedente, come s'ha da Dione[204]. Invitato alle nozze di
+Caio Calpurnio Pisone con _Livia_ (o sia _Cornelia_) _Orestilla_,
+appena ebbe veduta quella giovinetta che se ne invaghì con dire a
+Pisone: «Non ti venga talento di toccare mia moglie.» E tosto seco la
+condusse in corte, poi fra pochi dì la ripudiò; e da li a due anni
+ragguagliato ch'essa avea commercio col primo marito, relegò l'uno e
+l'altra. Inoltre pochi giorni dopo la morte di Drusilla avendo esso
+Caio udito parlare della straordinaria bellezza dell'avola di _Lollia
+Paolina_, moglie di Caio Memmio Regolo, già stato console, e che era
+allora governatore della Macedonia ed Acaia, stranamente avvisandosi
+che non fosse minor la beltà della nipote, mandò a prendere essa
+_Paolina_, e la sposò, con obbligar suo marito ad adottarla per
+figliuola. Ma svaghitosene fra poco, la ripudiò, con precetto a lei
+fatto di non avere carnal commercio con altr'uomo in avvenire. Sposò
+dipoi _Cesonia Milonia_, che già avea avuto tre figliuole da un altro
+marito; donna che sapea il mestiere di farsi amare. E la sposò nel dì
+stesso che la medesima partorì una figliuola, ch'egli riconobbe per
+sua, ed ebbe nome _Giulia Drusilla_. Dione la fa nata un mese dopo, e
+riferisce all'anno seguente un tal matrimonio[205]. Intanto si diede
+meglio a conoscere la sua furiosa passione di mirar con piacere le
+morti degli uomini. I giuochi funesti de' gladiatori erano il suo
+maggior sollazzo. Sollecitava anche i nobili, benchè fosse contro le
+leggi, a combattere negli anfiteatri e a farsi scannare. Non contento
+del duello d'uno con uno, ne voleva delle schiere; e un dì fece
+combattere ventisei cavalieri romani, mostrando gran contento allo
+spargimento del loro sangue. Talvolta ancora, mancando i gladiatori,
+facea ghermire taluno della plebe; e colla lingua tagliata, affinchè
+non potesse gridare, il forzava a combattere con le fiere. Così di
+giorno in giorno andava egli crescendo nella crudeltà, sfoggiando
+nelle pazzie, e gettando smoderata copia di danaro in vari spettacoli
+e in demolir case per nuovi anfiteatri. In quest'anno[206], per quanto
+si crede, la mano di Dio cominciò a farsi sentire in Levante contra
+de' Giudei, fieri persecutori del già nato Cristianesimo. Ebbero
+principio in Egitto le turbolenze mosse contra di tal nazione, che in
+più centinaia di migliaia abitava in quella ricchissima provincia, con
+essersi sollevato il popolo di Alessandria contra d'essi in occasione
+che il re _Agrippa_ arrivò a quella città. Gran copia di loro fu
+maltrattata, tormentata, uccisa; saccheggiate le lor case, spogliati i
+magazzini, e ridotto quel gran popolo ad un'estrema miseria. La storia
+distesamente si legge ne' libri di Filone contra Flacco, negli Annali
+del Baronio all'anno 40, in quei dell'Usserio e d'altri. L'istituto
+mio non soffre ch'io ne dica di più.
+
+NOTE:
+
+[194] Dio, lib. 59.
+
+[195] Philo, in Legatione ad Cajum.
+
+[196] Dio, lib. 59.
+
+[197] Philo, in Legatione ad Cajum.
+
+[198] Dio, lib. 59.
+
+[199] Dio, lib. 59. Tacit., Annal., lib. 6, c. 46.
+
+[200] Tacitus, in Vita Agricolae.
+
+[201] Seneca, de Benefic., lib. 2, c. 21.
+
+[202] Sueton., in Cajo, cap. 24.
+
+[203] Dio, lib. 59.
+
+[204] Dio, lib. 59. Sueton., in Cajo, cap. 25.
+
+[205] Dio, lib. 59.
+
+[206] Philo, in Flacc. Joseph., in Antiq. Judaic. Eusebius, et alii.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XXXIX. Indizione XII.
+
+ PIETRO Apostolo papa 11.
+ CAJO CALIGOLA imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+CAJO CESARE CALIGOLA AUGUSTO per la seconda volta, LUCIO APRONIO
+CESIANO.
+
+
+Solamente per tutto il gennaio tenne _Caligola_ il consolato[207], e
+nelle calende di febbraio, per attestato di Dione[208], rinunziò la
+dignità a _Marco Sanquinio Massimo_, che era stato console un'altra
+volta. Continuò _Apronio Cesiano_ nell'uffizio sino alla fine di
+giugno, per testimonianza del medesimo storico, e nelle susseguenti
+calende dicono che gli fu sostituito _Gneo Domizio Corbulone_. Così il
+padre Stampa[209] ed altri, negando la sostituzione d'altri consoli.
+Ma Dione scrive, che incolpati da Caio i consoli, per non aver
+intimate le ferie pel suo giorno natalizio, e per aver solennizzata la
+vittoria d'Augusto contra di Marco Antonio, furono in quello stesso
+dì, cioè del suo natale, degradati, con rompere i loro fasci:
+ignominia tale, che l'un di essi consoli si uccise di poi da sè
+stesso. Aggiugne che allora succedette nel consolato _Domizio
+Africano_. Secondo Svetonio[210] Cajo Caligola nacque nel dì 31
+d'agosto; e però in quel dì succedette la mutazion de' consoli, e
+_Domizio Africano_ eletto console da Caligola, tenne il consolato sino
+al fine dell'anno. _Domitium Afrum Collegam Cajus ipse sibi re, verbo
+Populus elegit._ Certo è, essere stati due personaggi diversi _Domizio
+Corbulone e Domizio Africano_, come si ricava da Tacito[211] che li
+nomina amendue. Dione anch'egli parla di essi sotto l'anno presente,
+con dire che _Domizio Corbulone_ si guadagnò il consolato con far dei
+processi, e poscia aggiugne che anche _Domizio Africano_ fu creato
+console. Quel solo che resta scuro, si è, qual dei due consoli deposti
+si troncasse il filo della vita; perciocchè tanto Sanquinio Massimo,
+quanto Corbulone sembra che vivessero alcuni anni ancora, se pur di
+amendue parla Tacito negli Annali[212]. Cajo nell'anno presente levò
+di nuovo al popolo il diritto dei Comizii, perchè ne seguiva
+dell'imbroglio, e lo restituì al senato. Era per altre cagioni in
+collera contro d'esso popolo, perchè sapea d'esserne odiato; vedea che
+scarso era il loro concorso agli spettacoli; e più volte intese che
+aveano levato rumore contro le spie e gli accusatori. Però molti di
+quando in quando ne fece ammazzare, e si augurava che un solo collo
+avesse tutto il popolo romano per poterlo tagliare con un sol colpo.
+Nel medesimo tempo andava crescendo la di lui crudeltà anche verso i
+nobili e i ricchi, trovandosi con facilità dei pretesti per farli
+accusare e condannare a fine di mettere le griffe sopra le loro
+ricchezze e beni. Di Calvisio Sabino senatore, di Prisco pretore e
+d'altri parla Dione, con aggiungere che tutto il senato e popolo
+all'udirlo un dì lodar Tiberio, e minacciar tutti, rimasero sbalorditi
+e tremanti; e la conciarono per allora con delle adulazioni e lodi
+eccessive. Domizio Africano, del cui consolato poco fa s'è ragionato,
+seppe anch'egli con ripiego di fina accortezza schivar la mala
+ventura. Credendo costui d'acquistarsi un gran merito, avea esposta
+una statua di Caligola, con dire nell'iscrizione ch'esso Augusto in
+età di ventisette anni era giunto ad essere console due volte. Prese
+Caligola con quella sua testa sventata al rovescio l'espressione,
+parendogli fatto un rimprovero a sè stesso per la sua età, e per le
+leggi che non permetteano in sì poco tempo tali onori. Però
+considerando che uomo accreditato nell'eloquenza del foro fosse
+Domizio, composta un'orazione con molto studio volle egli stesso
+accusarlo in senato. L'accorto Domizio, finita ch'egli ebbe la
+diceria, senza mettersi a difendere sè stesso, si mostrò solamente
+stupefatto per la forza e bellezza dell'orazione di Caio, con
+rilevarne tutti i passi più luminosi e lodarli. Richiesto poi di
+difendersi, se potea, rispose d'essere vinto da così forte eloquenza,
+ed altro non restargli, se non di ricorrere alla clemenza di Cesare;
+e, in così dire, se gli gittò supplichevole ai piedi, implorando
+misericordia. Caio gonfio per aver superato un oratore di tanto nome,
+gli perdonò il resto, ed in appresso il creò console.
+
+Ma non meno della crudeltà cresceva in lui anche la frenesia o pazzia,
+profondendo sempre più a sproposito immenso danaro negli
+spettacoli[213]. Egli stesso sulla carretta talvolta andò nel circo a
+gareggiar nella corsa coi plebei professori; e guai a quegli uomini e
+cavalli che gli andavano innanzi. Fra gli altri ebbe un cavallo
+prediletto, a cui avea posto il nome d'_Incitato_. Lo tenea seco a
+tavola, dandogli biada in vasi d'oro, e in bicchieroni d'oro del vino.
+Forse fu una burla il dirsi che egli avea anche promesso di crearlo
+console un dì; e che l'avrebbe fatto, se fosse vivuto più tempo. Poca
+gloria a questo forsennato regnante pareva il passeggiar per terra a
+cavallo. Volle far vedere ai Romani, che gli dava l'animo di cavalcar
+sopra il mare. Fece dunque fabbricar un ponte in un seno di esso mare
+fra Baja e Pozzuolo, lungo da tre miglia e mezzo con due file di navi
+da carico, fermate con ancore, e fatte venir anche da lontano[214]: il
+che poi cagionò una gran carestia in Roma e nell'Italia. Sopra vi fu
+fatto un piano di terra con varie case ben provvedute d'acqua dolce.
+Per questo ponte fabbricato con immensa spesa, un dì montato sopra un
+superbo cavallo, armato colla corazza riputata di Alessandro Magno, e
+con sopravvesta ornata d'oro e di gemme, spada al fianco, e scudo
+imbracciato e con corona di quercia in capo, marciò l'intrepido
+imperadore con tutta la sua corte da Baja a Pozzuolo, quasichè andasse
+ad assalire un'armata nemica; e come se fosse stanco per una data
+battaglia, si riposò poi in quella città. Nel seguente giorno salito
+sopra un carro tirato dai suoi più superbi destrieri, con Dario
+avanti, uno degli ostaggi dei Parti, seguitato da essa sua corte tutta
+in gala, e da alcune schiere di pretoriani, ripassò di nuovo sul
+medesimo ponte; in mezzo al quale alzato un tribunale, arringò, come
+se avesse conseguita qualche gran vittoria, lodando i soldati, quasi
+che fossero usciti di pericolo, gloriandosi sopra tutto di aver
+calpestato coi piedi il mare. Dato poscia un congiario o sia regalo al
+popolo, egli coi cortigiani sul ponte, e gli altri in varie navi,
+passarono il rimanente del giorno e la notte in gozzoviglie e in
+ubbriacarsi, essendo tutto il ponte colla collina d'intorno illuminato
+da fiaccole, fuochi ed altri lumi, talmente che la notte non invidiava
+al giorno. Nel calore del vino e dell'allegria molti furono gittati
+per divertimento in mare, e molti ve ne gittò lo stesso Caio, dei
+quali perirono alcuni. Così terminò la gran funzione, con vantarsi il
+prode Augusto di aver messo terrore al mare, e con ridersi di Dario e
+di Serse, per aver egli domato il mare per un tratto più lungo. Le
+immense spese fatte in quest'azion da teatro, incitarono dipoi lo
+smunto Augusto a far danari per tutte le vie, e massimamente colle
+condanne dei benestanti. Fra questi uno fu il celebre filosofo _Lucio
+Anneo Seneca_, tenuto pel più saggio di Roma, che corse gran pericolo,
+non già per qualche suo delitto, ma solamente per aver trattata con
+vigore nel senato una causa alla presenza dello stesso Caligola, che
+se l'ebbe a male, o perchè proteggesse co' desiderii quella causa, o
+perchè gli spiacesse chi era più eloquente di lui. Il fece dunque
+condannare; ma il lasciò poi vivere per avere inteso da una
+donnicciuola di corte, che questo filosofo era tisico e poco potea
+campare.
+
+Prese susseguentemente Caligola all'improvviso la risoluzione di
+passar nella Gallia, col pretesto della guerra non mai bene estinta
+coi Germani; ma veramente per far bottino addosso alle provincie
+romane, ed insieme per dar a conoscere l'insigne suo valore e potenza
+ai Barbari, dopo averne data una sì bella lezione al mare stesso.
+Dovette accadere la sua partenza negli ultimi mesi di questo anno. Fu
+detto, che raunò dugentomila, ed altri anche scrissero dugento
+cinquantamila armati. Direste ch'egli sicuramente subbissò con tante
+forze la Germania. Andò a finire anche questo formidabil apparato in
+una scena comica. Appena ebbe passato il Reno, che marciando in
+carrozza in mezzo all'esercito per dei passi stretti, gli fu detto che
+sorgerebbe ivi della confusione se i nemici venissero ad assalire i
+Romani. Bastò questo, perchè egli salito a cavallo, con fretta se ne
+tornasse al ponte del Reno, e trovatolo impedito dalle carrette dei
+bagagli, si facesse portar di là sulle spalle dagli uomini, non
+parendogli mai d'essere in sicuro dai Germani, finchè non ebbe la
+barriera del Reno davanti. In quella ridicolosa spedizione fece un dì
+nascondere alcuni Tedeschi della sua guardia di là da esso Reno,
+acciocchè nel tempo del desinare gli fosse portata la nuova che il
+nemico veniva. Allora saltato su da tavola, colle milizie corse contra
+quelle sognate truppe, e giunto in un bosco vi spese il resto del
+giorno a far tagliare degli alberi, per innalzarvi de' trofei
+dell'oste nemica da lui messa in fuga, confortando intanto alla
+tolleranza le legioni colla speranza di menar meglio le mani un'altra
+volta. Ed intanto scrivea lettere di fuoco al senato, perchè in Roma
+si faceano dei conviti ed altri divertimenti, mentre egli si trovava
+in mezzo ai pericoli della guerra. Venne in questi tempi a mettersi
+sotto la di lui protezione con pochi de' suoi Adminio figliuolo d'uno
+dei re della gran Bretagna, cacciato dal padre. Come s'egli avesse
+conquistata la Bretagna, spedì tosto corrieri a Roma con lettere
+laureate, ed ordine ad essi di presentarsi sol quando il senato fosse
+adunato nel tempio di Marte, e di consegnar le lettere in mano dei
+consoli. Fecesi anco proclamar imperadore per la settima volta,
+quasichè egli avesse riportata qualche vittoria, quando neppur uno dei
+Germani provò se erano ben affilate le spade romane. Queste furono le
+bravure e conquiste del buffonesco imperadore, che diedero da ridere a
+tutti, e specialmente agli stessi Germani, i quali s'avvidero per
+tempo della di lui vanità e paura, nè ebbero più apprensione alcuna di
+lui. Il tempo preciso di queste sue ridicolose prodezze non è
+assegnato dagli antichi scrittori.
+
+Diedero per lo contrario da piagnere alla Gallia le inaudite sue
+estorsioni per far danaro. Non contento dei regali che gli portavano i
+deputati delle città, si applicò a far morire i più ricchi di quelle
+contrade sotto diversi pretesti; occupando le lor terre, e vendendole
+dipoi anche per forza a chi non ne avea voglia, ed era obbligato a
+pagarle molto più che non valevano. Trovandosi un giorno al giuoco,
+gli fu detto che mancava il danaro. Fecesi tosto portare i catasti dei
+beni della Gallia, comandò che i meglio possidenti fossero privati di
+vita; rivoltosi poi agli altri giocatori, disse: «Voi giuocate di
+poco; ma io giuoco a guadagnar sei milioni.» Profuse bensì un gran
+danaro in regalar le milizie, ma insieme cassò molti uffiziali; ad
+altri assaissimi negò la promozione dovuta; e a gran copia di soldati
+per capricciose ragioni fece levar la vita. Soprattutto risonò la
+morte da lui data a due dei suoi principali magistrati. L'uno fu _Gneo
+Lentolo Getulico_ della primaria nobiltà romana, che per dieci anni
+avea tenuto il governo dell'armi della Germania. Perchè egli, secondo
+il sentimento di Dione, s'era guadagnata la benevolenza de' soldati,
+questo fu il gran delitto per cui Caligola il tolse dal mondo. Ma
+probabilmente anch'egli fu incolpato, come mischiato in una congiura
+tramata contra d'esso Augusto da _Marco Emilio Lepido_, non so se vera
+o falsa. Svetonio la dà per vera. Aveva Cajo condotte seco nel viaggio
+le sue sorelle _Agrippina_ e _Livilla_, disonestamente amate da lui, e
+prostituite anche da altri. Lepido era loro parente, sì per essere
+figliuolo di Giulia nipote d'Augusto e sorella d'Agrippina lor madre,
+e sì per essere stato marito di _Drusilla_, loro sorella. La
+confidenza che passava fra essi a cagion della parentela, degenerò
+facilmente in un infame commercio, cosa non rara fra i Pagani, seguaci
+di una falsa e sporca religione. Sapendo le sorelle, quanto fosse
+odiato il fratello, ed aspirando spezialmente l'ambiziosa Agrippina a
+divenir imperadrice, macchinarono tutti e tre contra di Caligola,
+perchè Lepido si prometteva di succedergli. Scoperta la trama, Lepido
+la pagò con la vita; ed Agrippina e Livilla furono relegate nell'isola
+di Ponza, con aver anche Cajo obbligata Agrippina a portare a Roma le
+ceneri del drudo in un'urna. Disse che oltre alle isole egli avea per
+loro anche delle spade. Scrisse poscia al senato di avere scappato
+quella pericolosa burrasca, e mandò a Roma i biglietti che attestavano
+l'impudica lor vita, e la lor lega coi congiurati, e tre pugnali
+inoltre destinali a torgli la vita, con ordine di consecrarli a Marte
+vendicatore[215]. Fece da lì a poco venir nella Gallia tutti gli
+ornamenti e le suppellettili, gli schiavi, ed anche i liberti delle
+sorelle per ricavarne danaro (perchè spesso lo scialacquatore ne
+scarseggiava), e trovato che li vendea ben cari, nella maniera
+nondimeno che dissi da lui praticata: comandò tosto, che fossero
+condotte da Roma anche tutte le più belle e preziose masserizie del
+palazzo imperiale, prendendo per forza tutte le carrette e cavalli che
+si trovavano per le pubbliche strade, affin di condurle, non senza
+grave danno e lamento dei popoli. Tutto ancora vendè come all'incanto
+nella Gallia, e carissimo, perchè volea che si pagasse anche il fumo,
+con aver messo de' biglietti sopra cadaun di que' mobili; in uno
+d'essi dicea: «Questo fu di mio padre; quest'altro di mio nonno e di
+mia madre; quest'era di Marc'Antonio in Egitto; questo lo guadagnò
+Augusto in una tal vittoria;» e così discorrendo. Tutto il danaro poi
+si dissipò in breve tra le paghe e i regali dei soldati, ed alcuni
+spettacoli ch'egli volle dar in Lione prima del suo ritorno, succeduto
+nell'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[207] Sueton., in Cajo, cap. 17.
+
+[208] Dio, lib. 59.
+
+[209] Stampa, Continuat. Fastor. Sigonius et alii.
+
+[210] Sueton., in Cajo, c. 8.
+
+[211] Tacitus, Annal., lib. 3, cap. 33, et lib. 4, c. 52.
+
+[212] Tacitus, Annal., lib. II, cap. 18.
+
+[213] Sueton., in Cajo, cap. 54. Dio, lib. 59.
+
+[214] Sueton., in Cajo, c. 19.
+
+[215] Sueton., in Cajo, cap. 39.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XL. Indizione XIII.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 12.
+ CAJO CALIGOLA imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+CAJO CESARE CALIGOLA AUGUSTO per la terza volta.
+
+Solo fu console ad aprir l'anno _Cajo Caligola_, non già perchè egli
+non avesse nominato il collega; ma perchè, come abbiamo da Svetonio e
+da Dione[216], il console disegnato morì nell'ultimo dì del precedente
+anno, nè vi restò tempo da provvedere. Si ritrovarono imbrogliati i
+senatori per non esservi in Roma capo alcuno del senato, nè si
+attentavano i pretori a convocare esso senato, benchè loro
+appartenesse tale officio nell'assenza e mancanza de' consoli.
+Contuttociò da loro stessi salirono nelle calende di gennajo al
+Campidoglio, e quivi fecero i sacrifizii; posta anche la sedia di
+Caligola nel tempio, l'adorarono; e, come s'egli fosse stato presente,
+gli fecero l'offerta dei doni che in testimonianza del loro amore avea
+introdotto Augusto. Tiberio poi la dismise, e Caligola per avarizia la
+rinnovò. Null'altro osarono di fare in quel dì i senatori, se non di
+caricar di lodi l'imperadore, e di augurargli delle immense
+prosperità. Si contennero anche nei dì seguenti, finchè arrivò
+l'avviso, che Caligola giunto a Lione avea dimesso il consolato nel dì
+12 di gennajo. Allora entrarono nella dignità i due consoli
+sostituiti. Dione li lasciò nella penna. Secondo le conghietture
+d'alcuni eruditi questi furono Lucio Gellio Poblicola e Marco Coccejo
+Nerva; ma non è cosa esente da dubbii; e molto meno che nelle calende
+di luglio fossero sostituiti Sesto Giulio Celere e Sesto Nonio
+Quintiliano, come altri han creduto. In Lione, siccome accennai, si
+ritrovò Caligola nelle calende di gennajo[217], e probabilmente allora
+per onorare il suo consolato, celebrò quivi gli spettacoli mentovati
+da Svetonio e da Dione. Furono vari, ma non vi mancò quella della gara
+nell'eloquenza greca e latina, giuoco solito a farsi in quella città
+alla statua d'Augusto. Chi era vinto pagava il premio ai vincitori, ed
+era tenuto a fare un componimento in lor lode. Coloro poi, che in vece
+di piacere dispiacevano, doveano colla lingua, o con una spugna
+cancellare il loro scritto, se pur non eleggevano d'essere sferzati
+dai discepoli, ovvero tuffati nel fiume vicino. Era tuttavia Cajo in
+Lione, quando arrivò colà chiamato da lui _Tolomeo re_, figliuolo di
+Giuba già re delle due Mauritanie, e suo cugino. Fu onorevolmente
+ricevuto. Ma o sia ch'egli entrato nel teatro per ragione del grande
+sfarzo recasse gelosia al luminare maggiore, o pure che Cajo,
+informato delle molte di lui ricchezze, le volesse far sue: fuor di
+dubbio è, che il mandò in esilio, e poscia (forse nel cammino) con
+somma perfidia il fece ammazzare: iniquità, per cui i suoi sudditi si
+ribellarono dipoi al romano imperio. Anche _Mitridate re dell'Armenia_
+in altro tempo fu da lui mandato in esilio, ma non ucciso. Poscia,
+prima di ritornare in Italia, volle Caligola coronar tante sue
+gloriose imprese con un'azione magnifica[218]. Sul lido dell'Oceano
+per ordine suo andò tutto il suo esercito ad accamparsi con gran copia
+di macchine e d'attrezzi militari, ed egli imbarcatosi in una galea,
+per mare arrivò colà. Ognun si aspettava che egli pensasse portar la
+guerra nella Bretagna: e forse ne avea formato il disegno: quand'ecco
+smontato egli di nave, salì sopra un alto trono, fece ordinare in
+battaglia tutte le schiere, e sonar le trombe, dare il segno della
+zuffa, come se fosse vicino un gran combattimento, senza vedersi
+intanto nemico alcuno. Poscia tutto ad un punto ordinò ai soldati di
+raccogliere sul lido quante conchiglie o nicchi potessero nelle celate
+e nel seno, chiamandole spoglie dell'Oceano da portarsi a Roma, e da
+mettersi nel Campidoglio. In memoria di questa sua segnalata vittoria
+fece fabbricare ivi un'alta torre. Vennegli anche in testa prima di
+partirsi dalla Gallia, di far tagliare a pezzi le legioni che si
+rivoltarono molti anni addietro contra di Germanico suo padre, ed
+assediarono anche lui stesso fanciullo. Tanto gli dissero i suoi
+consiglieri, che depose così matta e crudel voglia; non poterono però
+tanto, ch'egli non persistesse nel volere almen decimare que' soldati.
+Feceli per tanto raunar tutti senz'armi e senza spada, ed attorniare
+dalla cavalleria; ma accortosi che molti d'essi dubitando di qualche
+insulto, correano a prendere l'armi, fu ben presto a levarsi di là, ed
+affrettare il suo ritorno in Italia.
+
+Venne egli, ma pieno di mal talento, contro al senato. Si trovavano
+stranamente imbrogliati i senatori, per non sapere come regolarsi con
+un sì fantastico e pazzo imperadore[219]. Se gli decretavano onori
+straordinari per la sua pretesa vittoria de' Germani e Britanni,
+temevano del male, quasi che il beffassero; e non decretandone alcuno,
+o pochi a misura dei di lui desiderii, ne temevano altrettanto. Egli
+inoltre avea scritto di non volere onori; e pur da lì a non molto
+tornò a scrivere, lamentandosi che l'aveano defraudato del trionfo a
+lui dovuto. Ed avendogli il senato inviato all'incontro un'ambasceria,
+sollecitandolo a venire a Roma: _Verrò, verrò_, rispose, _e con
+questa_, tenendo la mano sul pomo della spada. Fece anche
+pubblicamente sapere a Roma, ch'egli ritornava, ma solamente per
+coloro che desideravano il suo arrivo, cioè per l'ordine equestre e
+popolo, perchè quanto a sè non si terrebbe più per cittadino nè per
+principe del senato. Nè dipoi volle che alcun de' senatori venisse ad
+incontrarlo. O rifiutato o differito il trionfo, si contentò
+dell'ovazione: col qual onore entrò in Roma nel dì 31 d'agosto, giorno
+suo natalizio, conducendo seco per pompa que' pochi prigionieri
+disertori tedeschi che potè avere, a' quali unì una mano d'uomini
+d'alta statura, raccolti nella Gallia, e fatti tosare e vestire alla
+tedesca. Menò ancora, e buona parte per terra, le galee che l'aveano
+servito nella ridicolosa spedizione contra della gran Bretagna[220].
+Gittò poi in questa occasione dall'alto della basilica giulia gran
+quantità d'oro e d'argento, e nella folla molti vi perirono. Dopo tal
+solennità comandò che fosse ucciso Cassio Betulino, e volle che
+Capitone di lui padre assistesse a sì funesto spettacolo; e perchè
+questi osò di chiedergli, se permetteva a lui la vita, a lui ancora la
+levò. Rappacificossi poi col senato per un accidente. Entrato nella
+curia Protogene, corsero tutti i senatori a complimentarlo, e a
+toccargli, secondo il costume, la mano. Fra gli altri essendosi a lui
+presentato Scribonio Proculo uno d'essi, Protogene, ministro della
+crudeltà di Cajo, guatandolo con occhio torvo: _E tu ancora_, disse,
+_hai ardire di salutarmi; tu che cotanto odii l'imperatore?_ Allora i
+senatori si scagliarono addosso all'infelice, come ad un mostro e
+nemico pubblico; e con gli stiletti da scrivere, che ognuno portava
+addosso, tante gliene diedero, che lo stesero morto a terra. Il suo
+corpo fatto in brani fu poi strascinato per la città. Questo atto de'
+senatori, e l'aver eglino decretato[221] che l'imperadore avesse da
+sedere in un sì alto tribunale, che niuno potesse arrivarvi, e tener
+ivi le guardie, e che si mettessero anche dei soldati alle di lui
+statue; cagion fu, ch'egli si ammollì e perdonò a quell'augusto
+ordine: e similmente mostrò piacere, che i senatori più che mai
+l'adulassero, chi dandogli il titolo d'eroe, e chi di dio; il che
+servì a maggiormente farlo impazzire. Gran tempo era, che questa
+legger testa si riputava più che uomo, ed ambiva gli onori divini. Già
+avea comandato che in Mileto, città dell'Asia, si fabbricasse un
+tempio in onor suo. Un altro ancora se ne fece alzare in Roma; e si
+trovarono intieri popoli, e massimamente gli Alessandrini, che a
+questa ridicolosa divinità davano gl'incensi. Perchè i Giudei, divoti
+del solo vero Dio, non vollero consentire a tanta empietà, patirono di
+molti guai, e meraviglia fu che non gli sterminasse tutti. Le pazzie
+che fece Cajo, per sostenere questa sua vana opinione di deità,
+raccontate da Dione, sono innumerabili. Sulle prime si pareggiava ai
+semidei, vestendosi talora, come Ercole, Bacco ed altri simili. Passò
+ad uguagliarsi agli dii, e a gareggiar con Giove stesso. Al vederlo un
+dì assiso sul trono in abito di Giove, un ciabattino nativo della
+Gallia non potè contenere le risa. Avvedutosene Cajo, e chiamatolo,
+gli domandò chi credeva egli che fosse: _Un gran pazzo_, con gran
+sincerità rispose il buon uomo. E pur Cajo, che per tanto meno avrebbe
+fatto morire un intero senato, male non fece a costui, perchè più
+sopportava la libertà dei plebei che dei grandi. La via che tenne
+_Lucio Vitellio_, padre dell'altro che fu imperadore, per salvare la
+propria vita, fu la seguente. Richiamato egli in quest'anno dalla
+Soria, nel cui governo come proconsole s'era acquistato non poco
+onore, con ripulsare Artabano re de' Parti, venne a Roma. Cajo, parte
+per invidia alla di lui gloria, parte per paura di un personaggio sì
+generoso, avea già fissata la di lui morte. Subodorato questo suo
+pericolo[222], Vitellio prese il ripiego dell'adulazione e d'impazzire
+coi pazzi; e presentatosi davanti a lui con abito vile, e col capo
+velato, come si faceva ai falsi dii, se gli prostrò a' piedi con
+dirotte lagrime, dicendo, che _non v'era altri che un Dio par suo
+capace di perdonargli_, promettendo di fargli de' sagrifizii se potea
+conseguir la sua grazia. Non solamente Caligola gli perdonò, ma il
+tenne da lì innanzi per uno de' suoi principali amici. E Vitellio
+trovata così utile l'adulazione, continuò poi sotto Claudio Augusto a
+valersene con perpetua infamia del suo nome. Intanto non mancarono a
+Roma altri spettacoli della pazza crudeltà di Caligola, accennati da
+Dione e da Svetonio, non potendosi abbastanza esprimere a quante
+metamorfosi fosse suggetto quel cervello bisbetico, volendo oggi una
+cosa, domani il contrario; ora amando ed ora odiando le medesime
+persone; prodigo insieme ed avaro; sprezzator de' suoi dii, e un
+coniglio, qualora udiva il tuono; talora perdonando i gran falli, ed
+altre volte gastigando colla morte i minimi; e così discorrendo; tutti
+caratteri d'uomo a cui s'era intorbidato più d'un poco il cervello. Fu
+anche creduto, che _Cesonia_ sua moglie con dargli una bevanda
+amatoria l'avesse conciato così. La qual poscia fra le carezze che le
+faceva il consorte, ne sentiva anche ella delle belle: imperocchè
+baciandole il collo, più volte Cajo le dicea: _Oh che bel collo, che
+subito che me ne venga talento sarà tagliato!_ Ma sopra tutto tenne
+egli saldo il costume di far morire chi de' grandi non gli mostrava
+assai affetto: con avere sempre in bocca il detto di Azzio tragico
+poeta: _Oderint, dum metuant. Mi odiino quanto vogliono, purchè mi
+temano._ Un simile tirannico motto fu in uso a Tiberio[223].
+
+NOTE:
+
+[216] Sueton., in Cajo, cap. 17. Dio, lib. 59.
+
+[217] Sueton., in Cajo, cap. 20.
+
+[218] Dio, lib. 59. Sueton., cap. 46. Aurelius Victor de Caesarib.
+
+[219] Sueton., in Caligula, cap. 49.
+
+[220] Dio, lib. 59.
+
+[221] Dio, in Excerptis Valesianis.
+
+[222] Sueton., in Vitellio, cap. 2.
+
+[223] Sueton., in Tiber., cap. 59.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XLI. Indizione XIV.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 15.
+ TIBERIO CLAUDIO, figliuolo di
+ Druso imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+CAJO CESARE CALIGOLA AUGUSTO per la quarta volta e GNEO SENTIO
+SATURNINO.
+
+
+Che Caligola fosse in questo anno console per la quarta volta, e
+deponesse tal dignità nel dì 7 di gennaio, l'abbiamo da Svetonio[224],
+il quale ancora aggiugne, che egli unì _i due ultimi consolati_, per
+essere stato console anche nell'anno antecedente. Secondo il Pagi[225]
+ed altri, in vece di _due_ dovrebbe avere scritto Svetonio _tre_,
+perchè egli entrò console anche nell'anno 39 della nostra Era. Che a
+lui nel consolato fosse sostituito _Quinto Pomponio Secondo_ nello
+stesso dì 7 gennaio, si raccoglie da Dione[226], che per tale il
+nomina nel dì 24 del suddetto mese, in cui fu ucciso Caligola. E
+Giuseppe Ebreo[227] attesta anche egli, che erano consoli _Sentio
+Saturnino_ e _Pomponio Secondo_, allorchè Claudio salì all'imperio.
+Nei Fasti di Cassiodoro consoli dell'anno presente son detti _Secondo_
+e _Venusto_: e però il Panvinio ed altri han portata opinione, che
+nelle calende di luglio questo _Venusto_ succedesse a Saturnino.
+Monsignor Bianchini[228], che non trovò consoli in questo anno, e
+lasciò scappar l'anno medesimo, per assettare la nuova sua cronologia,
+difficilmente può sperar seguaci in tale opinione. Erano già pervenuti
+i Romani alla disperazione, veggendosi governati da un Augusto, se non
+tutto, almen mezzo pazzo e mezzo furioso, il quale specialmente
+esercitava il suo furore contro la nobiltà; che angariava con
+insopportabili imposte e gravezze i popoli, con inviare non i soliti
+uffiziali, ma i soldati a riscuoterle; che avea[229] spogliato ogni
+tempio della Grecia di tutte le lor più belle pitture e statue; che
+permetteva agli schiavi di accusare in giudizio i lor padroni (cosa
+inaudita), di modo che lo stesso Claudio, zio paterno dell'imperadore,
+accusato da Polluce suo schiavo, corse pericolo della vita, e fu
+obbligato a difendersi in senato; Augusto finalmente, che tutto dì si
+vedea far delle nove pazzie, indegne d'ogni persona ragionevole, non
+che di un imperadore. Perciò tutti sospiravano, chi per vendetta del
+passato, chi per impazienza del mal presente, e chi per timore di
+peggio nell'avvenire, che la terra fosse oramai liberata da questo
+mostro. Ma niuno osava. I soldati pretoriani, cioè delle guardie,
+grosso corpo di gente avvezza all'armi, ed affezionata a Caligola per
+le frequenti sue liberalità, faceano venir meno il coraggio a chiunque
+avesse voluto tentare contro la vita di lui. Contuttociò non mancarono
+persone, che, per proprii riguardi e compassione del pubblico, il
+quale andava di male in peggio, cominciarono a tramar delle congiure.
+I principali e più coraggiosi furono _Cassio Cherea_ e _Marco Annio
+Minuciano_. Era il primo uno dei tribuni, cioè dei primi uffiziali
+delle compagnie pretoriane, uomo di petto e di probità tale, che
+detestava le crudeltà e pazzie tutte di Cajo; dotato anche di molta
+prudenza e cautela, e però alto ad ogni grande impresa. Caligola,
+perchè egli avea poche parole, e parlava con voce languida, il teneva
+per un effemminato, beffandolo anche bene spesso, come un dappoco, e
+dato solo alla sensualità; di modo che qualor Cherea andava a prendere
+il nome per la guardia, ora gli dava quel di Priapo o di Cupido, ora
+quel di Venere ed altri simili: del che si offese molto Cherea. E buon
+per lui, che sì vil concetto avea del suo merito Caligola; perciocchè
+dicono, che gli era stato ultimamente predetto che sarebbe ammazzato
+da un Cassio, come fu ancora Giulio Cesare: il che fu cagione che egli
+richiamò a Roma Cassio Longino proconsole dell'Asia[230], discendente
+da Cassio, uccisor di Cesare, con ordine ancora di ucciderlo, ma senza
+che ne seguisse poi l'effetto. Trasse Cherea nelle sue massime
+Cornelio Sabino, tribuno anche esso delle guardie; ed amendue si
+aprirono con Annio Minuciano, uomo della primaria nobiltà, e pel suo
+raro merito stimato da tutti; ma che stava male presso di Caligola,
+per essere stato amico intimo di Marco Lepido. Scrive Giuseppe, che
+questo Minuciano avea sposata una sorella di Caligola. Noi vedemmo che
+_Giulia_ fu maritata con _Marco Vinicio_, uomo consolare; e Dione
+parla di un _Viniciano_ che pretese all'imperio. Però potrebbe essere
+che _Minuciano_ fosse il medesimo che _Viniciano_ o sia _Vinicio_, con
+errore di alcuno de' testi. Si trovò Minuciano non solamente pronto
+all'impresa, ma più ardente degli altri. A loro si aggiunse Callisto
+liberto di Cajo, che secretamente coltivava la amicizia di Claudio zio
+dell'imperadore, con altri non pochi. E Valerio Asiatico, personaggio
+ricchissimo di beni nelle Gallie, vi tenea mano, ma con gran
+secretezza e riguardo. Fu destinato al compimento del disegno il tempo
+de' giuochi che si aveano da fare in onor di Augusto nel dì 21 di
+gennaio, e nei tre seguenti: giacchè terminata quella festa, Caligola
+avea fissata la sua partenza per l'Egitto, a far ivi meglio conoscere
+un impazzito imperadore. Nei tre primi giorni de' giuochi non si trovò
+apertura a compiere il disegno: laonde Cherea, che non potea più stare
+alle mosse per paura che messo l'affare in petto di tante persone
+traspirasse, determinò di sbrigarla nel dì 24 di gennaio.
+
+Nella mattina di quel dì, Cajo più allegro ed affabile che mai fosse
+stato, si assise nell'anfiteatro, fabbricato di nuovo per quella
+funzione; fece gittar delle frutta agli spettatori; egli ancora
+lietamente in pubblico mangiava e beveva, facendo parte di quei regali
+a chi gli era vicino, e specialmente a Pomponio Secondo console, che
+sedea ai suoi piedi, e facea la graziosa scena di andarglieli baciando
+di tanto in tanto. Pericolo vi fu, che Cajo non si movesse di là nel
+rimanente del giorno; perchè assai satollo ed abboracchiato per la
+lauta colezione, bisogno non avea di desinare. Contuttociò riusci a
+Minuciano, ad Asprenate e ad altri cortigiani congiurati di farlo
+muovere un'ora o due dopo il mezzodì, per andare al bagno, e
+ritornarsene, pranzato che avesse. Giunto al palazzo, in vece di andar
+diritto verso dove l'aspettavano i destinati al fatto, voltò strada
+per vedere alcuni giovanetti delle migliori famiglie dell'Asia e della
+Grecia[231] fatti venire apposta per cantare e ballare ne' giuochi.
+Allorchè fu in un luogo stretto, Cherea se gli presentò davanti, per
+chiedergli il nome della guardia. L'ebbe, ma derisorio, secondo il
+costume. Egli messa allora mano alla spada gli diede un tal fendente
+sul capo, che a Cajo sbalordito neppure restò voce per chiamare aiuto.
+Fecesi avanti anche Cornelio Sabino, che con un colpo gli tagliò una
+mascella; ed altri con trenta altre ferite il finirono. Perchè senza
+rumore non potè succedere quella scena, trassero colà primieramente i
+portantini della lettiga imperiale colle loro stanghe, e poscia le
+guardie tedesche, le quali cominciarono a menar le mani addosso a'
+colpevoli ed innocenti. Fra gli altri vi perderono la vita Publio
+Nonio Asprenate, che era stato console nell'anno 58, Norbano ed
+Antejo, tutti e tre senatori. Il cadavere dell'estinto Augusto,
+portato nella notte seguente nel giardino di Lamia, fu mezzo bruciato,
+e frettolosamente seppellito in terra, per timore che il popolo lo
+mettesse in brani. Mandato anche da Cherea un centurione o tribuno,
+appellato Giulio Lupo, alle stanze di _Cesonia_ moglie di Cajo, la
+trucidò insieme colla figliuola _Giulia_, per cui Cajo avea fatto
+varie pazzie con dichiararla anche figliuola di Giove. E tale fu il
+fine di _Cajo Caligola_, fine corrispondente ad un conculcatore di
+tutte le leggi umane e divine, e che troppo tardi si accorse d'essere
+non un Dio, ma un miserabil mortale. Abbattute poi furono le sue
+statue, rasato il suo nome dalle iscrizioni, e trattata la sua memoria
+come di un pubblico nemico.
+
+Portata la nuova della morte di Caligola all'anfiteatro, dove buona
+parte del popolo dimorava in allegria godendo il pubblico
+divertimento, incredibil fu lo spavento di tutti; e tanto più perchè i
+soldati pretoriani attorniarono colle spade nude quel luogo, e si durò
+gran fatica a trattenerli che non cominciassero a far vendetta
+dell'estinto principe sopra quegl'innocenti. Subito che poterono in
+tanta confusione i consoli Sentio Saturnino e Pomponio Secondo, operar
+qualche cosa, inviarono tre compagnie di essi pretoriani che si
+trovarono ubbidienti per la città, affinchè impedissero i tumulti.
+Raunato poscia il senato nel Campidoglio, corsero colà gli altri
+soldati del pretorio, chiedendo con alte grida che si cercassero gli
+uccisori. Ma affacciatosi Valerio Asiatico, uno dei primi senatori, ad
+un balcone, gridò forte: «Piacesse a Dio, che l'avessi ammazzato io!»
+Queste sole parole fecero impression tale ne' soldati che si
+ritirarono. Fu poi dibattuto nel senato quel che fosse da fare in sì
+pericolosa congiuntura. Il console Saturnino, secondo che scrive lo
+storico Giuseppe, fece una bella aringa con rammentar tutti i mali
+patiti sotto Tiberio e Caligola principi sanguinarii ed assassini del
+pubblico, e conchiudendo che s'avea da ricuperare la libertà oppressa
+dai precedenti imperadori; ma senza prendere ben le misure necessarie
+per sì importante risoluzione. In fatti, non tardò molto a scoprirsi
+la vanità di questo disegno. _Tiberio Claudio Druso Germanico_,
+comunemente conosciuto col nome di _Claudio_ fra gl'imperadori de'
+Romani, figliuolo fu di _Nerone Claudio Druso_, e fratello di
+_Germanico Cesare_, per conseguenza zio paterno di Caligola. Uomo di
+poco senno e sommamente timido, benchè avesse studiato le arti
+liberali, era tenuto in concetto piuttosto di stolido, e perciò
+sprezzato e deriso da tutti. Forse anche egli mostrava d'essere più di
+quel che era. E questo fu la sua fortuna, perchè salvò la vita sotto
+Tiberio e Caligola, i quali vedendolo addormentato e dappoco, nè
+avendo apprensione alcuna di lui, si ritennero dal levarlo dal mondo.
+Tiberio nondimeno il lasciò sempre nell'ordine de' cavalieri. Cajo suo
+nipote, benchè fosse dipoi qualche volta tentato d'ucciderlo, pure
+l'avea alzato al grado di senatore ed anche al consolato. Trovavasi
+egli in compagnia o poco lungi da Caligola, allorchè i congiurati se
+gli avventarono addosso. Tutto spaventato corse ad appiattarsi dietro
+ad una tappezzeria, da dove ascoltava lo strepito di chi andava e
+veniva, e co' suoi occhi vide le teste d'Asprenate e degli altri
+uccisi staccate dai busti[232]. S'aspettava anch'egli la morte, quando
+in passare uno de' soldati per nome Grato e scoperti i suoi piedi, il
+tirò per forza fuori della tappezzeria. Cadde in ginocchioni Claudio e
+gli dimandò la vita; ma il soldato riconosciutolo per quel che era,
+non solamente l'animò, ma gli diede anche il titolo di _mio
+imperadore_. E menatolo a' suoi compagni, che stavano disputando di
+quel che s'avesse a fare in quel contingente, siccome per la memoria
+di Germanico suo fratello l'amavano, tutti concorsero a riceverlo per
+imperadore. Pertanto postolo in una lettiga, sulle loro spalle il
+portarono al castello pretoriano, cioè al loro quartiere; tremando
+egli intanto, e compassionandolo il popolo nel mirarlo così portato,
+sulla credenza che il conducessero alla morte. Si fermò tutta quella
+notte nel quartier de' soldati, nè andò al senato benchè chiamato,
+scusandosi colla forza che gliel'impediva. Venuto poscia il dì 25 di
+gennaio, giacchè i senatori erano discordi fra loro, nè mezzo appariva
+da poter ripigliare e sostenere l'antica libertà, non si prendeva
+risoluzione alcuna nel senato, in cui per altro non mancava il partito
+di chi proponeva un nuovo principe.
+
+Intanto la natia paura di Claudio l'avea tenuto lungamente sospeso
+s'egli avesse sì o no da accettare l'esibito imperio, e fu più volte
+in procinto di rifiutarlo, o di rimettersi totalmente alla volontà del
+senato; quando, per testimonianza di Giuseppe Storico, _Agrippa_ re di
+parte della Giudea, che si trovava allora in Roma, ed avea fatto dar
+sepoltura all'ucciso Caligola, arrivò segretamente colà, ed incoraggiò
+talmente il vacillante Claudio, che consentì al buon volere de'
+soldati, da' quali fu universalmente proclamato imperadore, con
+promettere egli a tutti un buon regalo di denari. Fu questi il primo
+degl'imperadori, eletto dalle milizie, con esempio infinitamente
+pregiudiziale allo imperio romano; perchè ne vedremo tanti altri per
+questa via, e col comperare lo imperio dai soldati, salire al trono.
+Ora il senato, a cui era già pervenuto lo avviso degli andamenti dei
+pretoriani e di Claudio, trovandosi ben intricato fra il desiderio di
+ricuperar la libertà, e il timore di non poterlo, mandò a chiamare il
+re Agrippa, per valersi del suo mezzo. Questo uomo doppio, quanto
+altri mai fosse, comparve in senato ben profumato, e fingendo di nulla
+sapere, anzi dimandando dove fosse Claudio, fu informato del presente
+sistema dei pubblici affari, ed interrogato del suo parere. Lodò egli
+sommamente il lor disegno di rimettere in piedi la repubblica, e si
+protestò pronto a dar la vita per la gloria del senato. Ma nello
+stesso tempo sparse il terrore in tutti, mostrando la difficoltà di
+resistere ai pretoriani, e lodando in fine, che si facesse una
+deputazione a Claudio per esortarlo a desistere: al che egli si esibì.
+Accettata la offerta, e deputati con lui anche i tribuni della plebe,
+andò Agrippa a trovar Claudio, e fece pubblicamente la ambasciata.
+Poscia in un ragionamento a parte espose a Claudio la debolezza ed
+incertezza del senato, esortandolo a prendere le briglie con mano
+forte. Perciò, per quanto dicessero dipoi i tribuni per rimuoverlo, e
+per consentire almeno di ricevere lo imperio dalle mani del senato,
+Claudio tenne saldo, con promettere solamente un buon governo. Dacchè
+il senato ebbe ricevuta questa risposta, volle fare il bravo col
+minacciargli la guerra, e Claudio ne mostrò paura. Passò fra questi
+dubbi il dì 25 di gennajo. Ma intanto andarono cangiando faccia gli
+affari. Molta parte del popolo cominciò a gridare di voler un
+principe, e ne nominò ancora alcuni; e venuto il dì 26, non pochi dei
+senatori stettero ritirati, senza entrare in senato. Il peggio fu, che
+quattro compagnie fin qui ubbidienti a Cherea e a Sabino, voltarono
+casacca, ed abbracciarono il partito di Claudio. Altrettanto fecero i
+vigili, i gladiatori e gli altri soldati della città, in maniera che i
+senatori rimasti come in isola nel senato, s'appigliarono in fine,
+benchè forzati, alla risoluzion di conoscere Claudio per imperadore.
+Andarono dunque tutti a gara al quartier de' soldati per salutarlo; ma
+furono sì mal ricevuti da coloro, che ne restarono alcuni bastonati ed
+altri feriti; e Pomponio Secondo, l'uno de' consoli, corse pericolo
+della vita, Claudio ed Agrippa s'interposero, ed acquietarono quegli
+animi turbolenti.
+
+Allora Claudio accompagnato dal senato e dalle milizie, a guisa di
+trionfante, si mosse, e dopo essersi portato al tempio, per
+ringraziare gl'iddii della sua esaltazione, passò al palazzo; nè altro
+di funesto per allora operò, se non che per politica condannò a morte
+alcuni degli uccisori di Caligola, e massimamente il lor capo Cassio
+Cherea, che coraggiosamente la sofferì. Volle perdonare a Cornelio
+Sabino, e conservargli anche la sua carica; ma questi, non sapendo
+sopravvivere all'amico Cherea, si diede poi la morte da sè stesso. Del
+resto Claudio, dopo aver ricevuto i titoli di Cesare Augusto e di
+pontefice massimo, e la tribunizia podestà, si trovò distinto da
+Tiberio suo antecessore, coll'essere chiamato _figliuolo di Druso_ o
+pur _di Tiberio_: laddove Tiberio s'intitolava _figliuolo di Augusto_.
+E nelle medaglie[233] Tiberio è mentovato col solo prenome TIBERIVS
+CAESAR; ma Claudio TIBERIVS CLAVDIVS CAESAR. Nè Claudio solea
+anteporre il titolo d'_imperadore_ al suo nome, ma posporlo. Ora
+anch'egli, non meno di quel che avessero fatto i precedenti due
+cattivi imperadori, diede un bel principio al suo governo. La più
+gloriosa delle azioni sue fu quella di accordare un general perdono a
+chiunque avea trattato di ridurre di nuovo Roma allo stato di libertà
+e di escludere lui dall'imperio. Nè egli rivangò mai più questi conti,
+anzi promosse a gradi più illustri chi s'era mostrato più zelante in
+quella occasione. Guai a loro, s'egli avesse avuto il cuor di Tiberio
+o di Caligola! Anzi neppur fece vendetta di tanti e tanti, che in vita
+privata o l'aveano oltraggiato, o vilipeso gastigandoli solamente se
+si provavano rei d'altri delitti. Allorchè giunse in Germania la nuova
+dell'ucciso Caligola, furonvi molti che sollecitarono Sulpicio Galba,
+general di quelle legioni, ad assumere l'imperio. Mai non volle egli
+acconsentire, perchè più poteva in lui l'onore che l'ambizione.
+Claudio, di ciò informato, tenne sempre Galba per uno de' suoi
+migliori amici; laddove Tiberio e Caligola furono soliti di levar di
+vita chiunque credeano riputato degno dell'imperio. Un altro merito si
+era acquistato Galba nell'anno precedente, perchè appena fu uscito
+delle Gallie Caligola, che i Germani fecero un'irruzione nelle
+provincie romane; ma Galba li ripulsò con tal vigore, che fu lodato
+infin da Caligola, principe per altro invidioso della gloria de' suoi
+generali. In quest'anno ancora egli sconfisse i popoli Catti nella
+Germania: laonde Claudio, per tal vittoria e per altra rapportata da
+Publio Gabinio contro i Cauci, fu nominato imperadore per la seconda
+volta. Il timido natural di Claudio, avvalorato anche dal recente
+esempio del nipote, cagion fu, ch'egli per un mese non osò d'entrar
+nel senato; nè alcuno, ancorchè donna o fanciullo, da lì innanzi a lui
+si accostò, se prima non era visitato, per vedere se portasse sotto
+coltello od altre armi. Andando a qualche convito, tenea sempre le
+guardie intorno alla tavola; e volendo far visita a qualche malato,
+facea prima ben cercar per la camera e per li letti se armi vi
+fossero. A fine poi di cattivarsi il pubblico amore, levò tosto, o
+almeno ristrinse assaissimo, la licenza conceduta ad ognuno in
+addietro di accusare chiunque si volea di lesa maestà[234]; e rimise
+in libertà o richiamò dall'esilio le persone processate per questo,
+con volerne nondimeno il consenso del senato. Abolì gli aggravi
+imposti da Caligola, nè volle i regali annui comandati da esso suo
+nipote. A chiunque indebitamente era stato spogliato de' suoi beni dal
+medesimo e da Tiberio, li restituì. Fece anche rendere alle città le
+statue e pitture che Caligola avea fatto condurre a Roma. Soprattutto
+ebbe in abbominio gli schiavi e liberti, che sotto il disordinato
+precedente regno si erano rivoltati contra de' lor padroni; e
+similmente i falsi testimoni che in addietro aveano avuta gran voga.
+Egli ne fece morir la maggior parte, obbligandoli a combattere negli
+anfiteatri colle fiere. La sua modestia era grande. Abborrì l'alzare a
+lui dei templi; per lo più ricusò anche le statue; altri onori
+straordinari non volle nè per sè nè per gli figliuoli nè per la
+moglie. Due erano le sue figliuole: _Antonia_, che fu maritata a Gneo
+Pompeo in quest'anno, a lui nata da _Elia Petina_, sua seconda moglie
+defunta; ed _Ottavia_, nata da _Valeria Messalina_, sua moglie
+vivente, che fu promessa a Lucio Silano, e poi fu maritata a _Nerone_
+crudelissimo imperadore. Gli partorì essa Messalina un figliuolo
+nell'anno presente, conosciuto dipoi sotto nome di _Britannico
+Cesare_. Trattava egli coi senatori con molta bontà e cortesia,
+visitandogli anche malati, ed assistendo alle lor feste private.
+Onorava specialmente i consoli, alzandosi anch'egli al pari del popolo
+in piede, allorchè intervenivano agli spettacoli, e qualora andavano
+al suo tribunale per parlargli. Parcamente ancora vivea, ed era
+indefesso a far giustizia, ed attento perchè gli altri la facesse. La
+sua liberalità verso i re sudditi fu riguardevole. Ad _Agrippa_, a cui
+professava di grandi obbligazioni, concedette tutto il regno posseduto
+da Erode il grande suo avolo, e ad _Erode_ suo fratello il paese di
+Calcide, col diritto ad amendue di sedere in senato, ed altri onori.
+Restituì ad _Antioco_ la provincia di Comagene. Mise in libertà
+_Mitridate re d'Armenia_, e gli rendè i suoi stati. Richiamò ancora
+dal loro esilio a Roma _Agrippina_ e _Giulia Livilla_, che Caligola
+lor fratello avea relegate nell'isola di Ponza. In somma, sì fatte
+lodevoli azioni sul principio acquistarono a Claudio l'amore d'ognuno,
+stupendosi probabilmente tutti, come un uomo creduto da nulla e
+stolido in addietro, comparisse ora con sì diversa divisa, e sapesse
+correggere con sì buon garbo gl'innumerabili disordini introdotti dai
+due precedenti Augusti, e con tanta amorevolezza e giustizia si fosse
+accinto al pubblico governo.
+
+NOTE:
+
+[224] Suet., in Cajo, cap. 17.
+
+[225] Pagius, Dissert. Hypatic.
+
+[226] Dio, lib. 59.
+
+[227] Joseph., Antiquit. Judaic., lib. 19, c. 1.
+
+[228] Blanchin., in Anast.
+
+[229] Joseph., Antiquit. Judaic., lib. 19, cap. 1.
+
+[230] Dio, lib. 59. Suetonius, in Cajo, cap 57.
+
+[231] Suet., in Cajo, c. 58. Dio, lib. 59. Joseph., Antiq., lib. 59.
+
+[232] Suet., in Claudio, cap. 10. Dio, lib. 60. Joseph., Antiq., lib.
+19.
+
+[233] Mediobarbus, Numism. Imper. Goltzius, Patinus et alii.
+
+[234] Sueton., in Claudio, cap. 3. Dio, lib. 60.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XLII. Indizione XV.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 14.
+ TIBERIO CLAUDIO figlio di
+ Druso, imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+TIBERIO CLAUDIO GERMANICO AUGUSTO per la seconda volta, e CAJO CECINA
+LARGO.
+
+
+Nell'ultimo di febbraio _Claudio Augusto_ si spogliò della dignità
+consolare, per ornarne non si sa bene chi. Ha creduto taluno, che gli
+succedesse _Cajo Vibio Crispo_, ma giocando ad indovinare. Nelle
+calende di gennaio[235] esso Claudio Augusto console fece ben giurare
+dai senatori l'osservanza delle leggi d'Augusto, e la giurò egli
+stesso; ma non pretese, nè permise un simile giuramento per quelle
+ch'egli facesse. S'erano già ribellati i popoli della Mauritania per
+la morte data da Caligola a Tolomeo re loro. In quest'anno rimasero
+essi sconfitti da Svetonio Paolino, che s'inoltrò sino al monte
+Atlante, e saccheggiò quelle contrade. Due altre rotte lor diede dipoi
+Osidio Geta, di maniera che posate le armi, quel paese tornò tutto
+all'ubbidienza di Roma. Claudio per tali vittorie prese il titolo
+d'_imperadore_ per la terza volta: poichè il merito delle vittorie si
+attribuiva sempre al generalissimo delle milizie romane (tali erano
+allora gl'imperadori) e non già agli uffiziali subalterni. Patì in
+quest'anno[236] Roma gran fame. Claudio Augusto non mancò al suo
+dovere, per provvedere al bisogno. E perciocchè Roma si trovava senza
+porto in sua vicinanza, nè le navi nel tempo di verno osavano portar
+grani alla città, Claudio imprese a formarne uno di pianta: opera
+degna della magnificenza romana; e tanto più gloriosa per Claudio,
+perchè Giulio Cesare avea avuta la medesima idea, ma per la grave
+spesa e difficoltà di eseguirla l'aveva abbandonata. Alla sboccatura
+dunque del Tevere, e dal lato del fiume opposto all'altro dove era
+Ostia, fece cavare un porto vastissimo nel continente, con due ale che
+si sporgevano molto in mare; il tutto guernito di marmi, e con torre o
+sia fanale ben alto. Si crederono gli architetti, chiamati per tal
+fabbrica, di spaventarlo con dirgli la sterminata spesa che
+costerebbe. Egli tanto più se n'invogliò, e volle farla, e la condusse
+a fine con gloria grande del suo nome. Resta tuttavia il nome di
+Porto, a quel sito, ma non già vestigio del porto medesimo. Racconta
+Plinio[237], come testimonio di veduta, che mentre si facea
+quell'insigne fabbrica, capitò colà un mostro marino, chiamato orca,
+di smisurata grandezza. Per prenderlo bisognò inviarvi i soldati del
+pretorio, e varie navi, una delle quali restò affondata dall'acqua
+gittatavi dalle narici del pesce. Molte leggi utili e buone fece
+Claudio in quest'anno, e fra le altre ordinò, che i governatori e
+ministri delle provincie, eletti nel principio d'anno, e soliti a
+fermarsi lungo tempo in Roma, per tutto il marzo dovessero trovarsi
+alle loro provincie; e che gli eletti nol ringraziassero in senato,
+come era il costume. Dicea, _che non essi a lui, ma egli ad essi dovea
+rendere grazie, perchè l'aiutavano a portare il peso del principato, e
+cooperavano al buon governo de' popoli_, con prometter anche loro
+maggiori onori se con lode avessero esercitato il loro impiego.
+
+Non sarebbe stato Claudio con tutta la sua poca testa un principe
+cattivo, perchè non gli mancava una buona intenzione, e mostrava genio
+alle cose ben fatte, privo, per altro, d'orgoglio e di fasto; e sulle
+prime regolandosi col consiglio dei savi non metteva il piè in
+fallo[238]. Ma per sua o per altrui disgrazia cominciò a comparir
+cattivo, parte per li mali affetti del suo natural timoroso, e parte
+perchè _Messalina_ sua moglie, la più impudica donna del mondo, e
+Narciso suo liberto favorito, ed altri mali arnesi della corte,
+abusandosi della di lui scempiaggine, il faceano precipitare in
+risoluzioni indegne di lui, e sommamente pregiudiziali al pubblico.
+Quel che parve strano, dall'un canto era un coniglio pien di paura, e
+dall'altro uno de' suoi maggiori piaceri consisteva nell'assister agli
+abbominevoli spettacoli dei gladiatori, e in vedere gli uomini
+combattere con le fiere, e restarne assaissimi stracciati e divorati.
+Diede anche da ridere, l'aver egli fatto levar l'insensata statua
+d'Augusto dall'anfiteatro, acciocchè non vedesse tante stragi, e non
+convenisse ogni volta coprirla, quando egli vivente non avea scrupolo
+di guatarle sì spesso, e di prenderne tanto diletto. Certamente fu
+creduto che avvezzatosi in questa maniera al sangue umano, divenisse
+poi sì facile a spargerlo co' suoi ingiusti decreti, dacchè lo
+spingevano al mal fare l'iniqua moglie e i suoi perversi servitori di
+corte. La prima sua ingiustizia, che cominciò a far grande strepito,
+fu la morte di _Appio_ o sia _Cajo Silano_, uno de' più illustri e
+stimati senatori di Roma, e tenuto in gran conto, ed amato da Claudio
+stesso, perchè[239] padrigno di Messalina sua moglie, avendo sposata
+Domizia Lepida, madre d'essa Messalina. E perciocchè si sa che Claudio
+avea già fatti seguire gli sponsali fra _Ottavia_ figliuola di
+Messalina, e _Lucio Silano_, s'è creduto che questo Lucio Silano fosse
+nato dal medesimo Appio Silano e da Giulia nipote d'Augusto, sua prima
+moglie. Questi sì stretti legami di parentela non trattennero l'infame
+Messalina del tentar Appio Silano d'adulterio. Il non aver egli voluto
+consentire fu un grave delitto, a punir il quale Messalina e Narciso
+si servirono della seguente furberia[240]. Entrò una mattina per tempo
+Narciso nella camera di Claudio, che tuttavia dimorava in letto colla
+moglie; e facendo lo spaventato e il tremante, gli raccontò di aver
+veduto in sogno lo stesso imperadore ucciso per mano del sopraddetto
+Appio. Saltò su allora Messalina, e calcò la mano con dire, aver
+anch'ella le notti addietro più volte con orrore sognato un sì orrendo
+spettacolo. Nello stesso tempo vien bussato all'uscio, ed è Appio
+Silano che Messalina e Narciso d'accordo aveano fatto venire a
+quell'ora. Non occorse di più. Claudio, a cui in materia di sospetti
+le biche pareano montagne, diede tosto ordine che gli fosse levata la
+vita, e l'ordine fu eseguito. Portò lo stesso Claudio al senato questa
+bella nuova, come liberato da un gran pericolo, e molto ringraziò il
+suo liberto Narciso che anche sognando vegliava così bene per la vita
+del suo padrone. Somiglianti foghe di sospetti e timori fecero, che
+Claudio in altre occasioni togliesse dal mondo altre persone innocenti
+con subitaneo furore; ed accadde talvolta (cotanto era stupido) che
+dopo aver fatto morir taluno, come tornato in sè, dimandava conto,
+credendolo vivo. Dettogli, che per ordine suo non si contava più fra i
+mortali, se ne rammaricava poi forte, ma senza profitto dei morti.
+
+Credesi che l'ingiusta morte di Silano, e il mirar la stupidità di
+Claudio capace d'altre simili false carriere, desse moto ad una
+congiura contra di lui: tanto più perchè durava in molti l'idea di
+rimettere in piedi la libertà della repubblica, nè parea ciò difficile
+sotto un imperadore impastato di paura[241]. _Annio Viniciano_, o
+_Minuciano_, fu delle prime ruote di tal cospirazione, siccome quegli
+che non si tenea mai sicuro, dopo essere stato uno de' principali
+nella congiura contro Caligola, e proposto anche in senato per
+succedergli nell'imperio. Ma sì grande impresa non si potea compiere
+senza l'armi; e Claudio intanto era ben assistito dai pretoriani e
+dall'altre milizie, che stavano di quartiere in Roma, perchè, oltre
+alla paga ordinaria, li rallegrava ogni anno con un buon regalo. Si
+rivolsero dunque i congiurati a _Furio Camillo Scriboniano_, che
+comandava ad alcune legioni nella Dalmazia, promettendogli aiuto se
+armato veniva a Roma. Vi saltò egli dentro, e fattasi giurar fedeltà
+da quell'esercito, col pretesto di restituire il popolo romano
+nell'antica autorità, tutto andò disponendo, con iscrivere intanto una
+lettera fulminante e piena d'ingiurie a Claudio, minacciandogli tutti
+i malanni se non rinunziava l'imperio. Ricevuta questa imperiosa
+intimazione, non era lontano Claudio dall'ubbidire; ma un accidente il
+liberò dal pericolo. Dato da Furio Camillo il segno della marcia, per
+caso fortuito si trovò difficoltà a sollevar le insegne che, secondo
+il costume, stavano conficcate in terra. Erano i Romani d'allora la
+più superstiziosa gente del mondo; badavano a tutto, interpretando
+anche le menome bagattelle per presagi favorevoli o contrari
+dell'avvenire. Bastò questo perchè i soldati credessero volontà degli
+dii il non dar esecuzione al meditato viaggio. Furio Camillo
+trovandosi deluso, se ne fuggì in un'isola della Dalmazia, dove[242]
+fra le braccia di Giunia sua moglie fu ucciso da un semplice soldato,
+appellato Volaginio, il quale premiato poi da Claudio ascese ai primi
+gradi della milizia. Per questa sedizione terminata con tanta
+felicità, Claudio fece far di molte perquisizioni in Roma, affin di
+scoprire i complici. Alcuni furono giustiziati, altri si levarono la
+vita da sè stessi, fra i quali specialmente si contò il sopr'accennato
+Viniciano o Minuciano. Non pochi anche dei cittadini romani, de'
+cavalieri e insin dei senatori furono messi ai tormenti, e data
+licenza ai servi e liberti di accusare i loro padroni, benchè Claudio
+nell'anno addietro avesse abolito quegli usi. In somma si riempiè
+tutta Roma di sospiri e di terrore; e quei soli se n'andarono salvi
+che seppero guadagnarsi la protezion di Messalina o dei liberti di
+corte. Fu osservato il coraggio di un liberto di Furio Camillo, per
+nome Galeso, che interrogato da Narciso nel senato, cosa egli avrebbe
+fatto se il suo padrone fosse divenuto imperadore: _Gli avrei_,
+rispose, _tenuto dietro secondo il mio solito, ed avrei taciuto_. In
+questa occasione[243] _Cecina Peto_, già stato console, che avea
+sposato il partito di Furio Camillo, fu preso e condotto a Roma in una
+nave. _Arria_ sua moglie, donna di petto virile, rigettata da quella
+nave, gli tenne dietro in una barchetta; ed arrivata a Roma, ricorse a
+Messalina, per raccomandarsele. Avendo trovata con lei Giunia moglie
+del suddetto Furio Camillo, la rimproverò, perchè tuttavia vivesse
+dopo la morte del marito. Avrebbe potuto Arria, mercè del favore di
+Messalina, non solamente vivere, ma anche sperar buon trattamento;
+pure s'incapricciò tanto di non voler sopravvivere al marito, che dopo
+aver veduta disperata la di lui causa, prese un pugnale, si trafisse,
+e poi diede il ferro medesimo al marito, acciocchè facesse
+altrettanto. Quest'atto d'Arria vien esaltato colle trombe da Plinio
+il giovane in una delle sue epistole, e da Dione, secondo la falsa
+idea che aveano i Romani di quel tempo della gloria; quasi che possa
+essere conforme alla retta ragione l'uccidere un innocente, e non sia
+più gloriosa quella fortezza che sa sofferir le maggiori calamità. Non
+si può fallare, credendo che dopo la morte di Furio Camillo, fosse
+inviato al governo della Dalmazia o sia dell'Illirico, _Lucio Ottone_
+padre di _Ottone_ poscia imperadore, di cui parla Svetonio[244]. Fu
+egli sì rigoroso, che fece tagliar la testa ad alcuni semplici
+soldati, i quali pentiti d'aver aderito ad esso Camillo, di lor
+propria autorità, e contro l'ordine, aveano ucciso i loro uffiziali
+come autori di quella sedizione, senza far egli caso, se dispiaceva a
+Claudio, da cui erano anche stati promossi alcuni di que' soldati a
+posto maggiore. Ne acquistò gloria presso i Romani, ma perdè molto
+della buona grazia di Claudio, con ricuperarla nondimeno da lì a poco,
+per avere scoperto e rilevato il disegno formato da un cavaliere di
+uccidere esso imperadore.
+
+NOTE:
+
+[235] Dio, lib. 60.
+
+[236] Sueton., in Claudio, cap. 20.
+
+[237] Plinius, lib. 9, c. 6.
+
+[238] Dio, lib. 60.
+
+[239] Sueton., in Claudio, cap. 29. Seneca, in Apocol.
+
+[240] Suet., ibid., cap. 87. Dio, lib. 60.
+
+[241] Sueton., in Claudio, cap. 13. Dio, lib. 60.
+
+[242] Tacit., Historiar. lib. 2, cap. 75.
+
+[243] Plinius junior, lib. 3, cap. 16.
+
+[244] Sueton., in Othone, cap. 1.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XLIII. Indizione I.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 15.
+ TIBERIO CLAUDIO, figlio di
+ Druso imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+TIBERIO CLAUDIO AUGUSTO per la terza volta e LUCIO VITELLIO per la
+seconda.
+
+
+Non più di due mesi tenne l'_Augusto Claudio_ il suo terzo
+consolato[245]. V'ha chi crede a lui succeduto nel dì primo di marzo
+_Publio Valerio Asiatico_, quel medesimo che avea tenuta mano ad
+abbattere il crudele Caligola, ma è opinione incerta. _Vitellio_
+console quel medesimo è che vedemmo proconsole della Siria, e che ebbe
+per figliuolo _Vitellio_ poscia imperadore. Coll'adulazione si salvò
+sotto Caligola, con questa ancora si fece largo presso di Claudio.
+Nelle calende poscia di luglio giudicarono alcuni eruditi, che ai
+suddetti consoli ne succedessero due altri, cioè _Quinto Curzio Rufo_
+e _Vipsanio Lenate_. Plausibile è la lor congettura, ma non è più che
+congettura. V'erano sì smisuratamente moltiplicate in Roma le
+ferie[246], che la maggior parte dell'anno era feriata; ed allora non
+si teneano i pubblici giudizii. Vi rimediò Claudio Augusto, riducendo
+esse ferie ad un numero discreto. Tolse vari uffizi a chi
+indebitamente gli avea ottenuti da Caligola, e li restituì o li
+conferì a chi ne era degno. Al popolo della Licia, perchè avea fatto
+un tumulto, con uccidere ancora non so quanti Romani, levò la libertà
+e sottomise quella provincia alla Panfilia. Privò della cittadinanza
+di Roma uno di quel paese, perchè non intendea la lingua latina; ed
+altri spogliò del medesimo diritto per loro falli; ma conferillo poi a
+moltissimi altri a capriccio, nè solo ai particolari, ma anche alle
+università e città. Più nondimeno quelli erano, che ricorrendo con
+danari a Messalina e ai liberti favoriti di corte, l'impetravano, di
+modo che si dicea, che la cittadinanza romana, la quale una volta
+siccome bel privilegio si pagava carissimo, era divenuta sì a buon
+mercato, che con un pezzo di vetro rotto si acquistava. Nè sol questo
+si vendea da Messalina e da' liberti palatini, ma ancora gli uffizi
+militari e i governi, con entrar anche a far traffico e a cavar danaro
+dalla grascia e dall'altre cose che si vendevano: il che fece incarire
+i lor prezzi, e necessario fu che Claudio nel campo Marzio alla
+presenza del popolo li tassasse. Ed intanto Messalina più che mai
+datasi in preda alla libidine[247], e sfacciatamente adultera, senza
+rispetto alcuno del marito, era l'oggetto delle dicerie della gente
+accorta. Se vero è ciò che ne scrisse Giovenale, lasciato la notte in
+letto l'addormentato buon consorte, travestita passava ai pubblici
+lupanari; nè contenta dell'infame suo vivere, forzava anche altre
+nobili donne, con chiamarle a palazzo a prostituire la lor pudicizia
+ed anche alla presenza de' lor mariti. A chi d'essi si contentava, non
+mancavano onori e posti, agli altri che non amavano questo vituperoso
+giuoco fabbricava trappole per farli condannare e morire, trovando
+maniere che non penetrasse agli orecchi del goffo marito l'enorme
+sordidezza del viver suo. Perciò Claudio era quasi il solo che non
+sapesse un'infamia sì mostruosa. Anzi scioccamente talvolta cooperava
+alle pazze voglie di lei, siccome fra l'altre avvenne di Mnestore
+famoso istrione o sia commediante. Era perduta nell'amore di costui la
+bestial Messalina, nè mai con preghiere o minacce avea potuto trarlo
+alle sue voglie, perchè egli dovea ben misurare il pericolo di quel
+salto. Lamentossi ella con Claudio, che Mnestore la sprezzava, nè
+volea ubbidirla in certo altro affare. Fattolo chiamare, l'Augusto
+bufalo gli ordinò di far tutto quanto ella gli comandasse. Nell'anno
+presente ancora riuscì a Messalina di levar dal mondo due principesse
+della casa cesarea[248], cioè _Giulia_ figliuola di _Druso Cesare_
+figliuol di _Tiberio_, e _Giulia Livilla_ sorella dell'ucciso
+_Caligola_, e di _Agrippina_, poi moglie dello stesso Claudio. Perchè
+esse voleano gareggiar con lei in bellezza e in possanza, nè usavanle
+assai finezze, e Livilla inoltre da sola a solo parlava spesse volte
+con Claudio, seppe così offuscare il cervello del marito Augusto, che
+senza lasciar loro agio per difendersi, le inviò all'altro mondo,
+l'una col ferro, l'altra colla fame. Il celebre filosofo _Seneca_,
+perchè amico di Livilla, fu in tal congiuntura relegato nella Corsica,
+e si vendicò poi di Claudio morto con una satira che si è conservata
+sino ai dì nostri.
+
+Finquì la grand'isola della Bretagna, oggidì appellata Inghilterra,
+non avea piegato il collo sotto il giogo de' Romani. Perchè quantunque
+Orazio[249] sembri indicare, che Augusto vincesse que' popoli, e
+Servio[250] chiaramente l'insegni; pure Strabone[251] assai fa
+conoscere che ciò non sussiste; ed è certo, che anche ai tempi di
+Claudio que' popoli viveano sottoposti a' vari loro re, amici
+solamente, ma non sudditi di Roma. Per cagione[252] d'alcuni desertori
+non restituiti s'intorbidò la buona armonia fra i Britanni e i Romani;
+e un certo Berico cacciato dalla Bretagna, tanto seppe dire ad _Aulo
+Plauzio_ senator chiarissimo, pretore allora e governatore della
+Germania inferiore, che gli fece credere facili le conquiste in
+quell'isola. Claudio informato della proposizione, e voglioso di
+guadagnare un trionfo, vi consentì. Trovò Plauzio una somma renitenza
+nell'esercito, per uscire del continente e passare in paese incognito;
+nè si voleano in fatti muovere. Arrivò colà Narciso spedito con ordini
+pressanti da Claudio. Questo liberto, gonfio pel gran favore del
+padrone, arditamente salì sul tribunale di Plauzio per fare un'aringa
+ai soldati. Allora a tutti montata la collera, cominciarono a gridare:
+_Ben venuti i Saturnali_; perchè in que' giuochi i servi si
+travestivano con gli abiti de' padroni. E senza volerlo ascoltare,
+alzate le bandiere, tennero dietro a Plauzio, il quale colle navi
+preparate andò poi a fare uno sbarco nella Bretagna. Non si
+aspettavano que' popoli una tal visita; e perchè non s'erano nè
+preparati nè uniti, si diedero alla fuga, nascondendosi nelle selve e
+nelle paludi. Con Plauzio andò anche _Vespasiano_, che fu poi
+imperadore. S'impadronirono questi due valorosi uffiziali d'una parte
+di quel paese sino al Tamigi; nè osando Plauzio di passar oltre,
+significò con sue lettere la positura degli affari a Claudio, e quali
+popoli egli avesse soggiogato, quali Vespasiano; e come Cajo Sidio
+Geta inviluppato dai nemici con pericolo d'esser preso, gli avea poi
+sbaragliati. Claudio o avea già fatta o fece allora la risoluzione di
+passar colà in persona. Lasciato dunque il governo di Roma a _Lucio
+Vitellio_, ch'era stato o pur tuttavia era console, probabilmente
+nella state s'imbarcò, e da Ostia fece vela verso Marsiglia, con
+patire per viaggio una pericolosa burrasca. Poscia parte per terra,
+parte per mare arrivò all'Oceano: e finalmente raggiunse l'armata, che
+stava tuttavia accampata presso al fiume Tamigi. Valicato quel fiume,
+sconfisse i Britanni accorsi in gran copia per impedirgli il
+passaggio, e prese Camaloduno reggia di Cinobellino. Così Dione[253]:
+laddove Svetonio[254] scrive non aver egli data battaglia alcuna.
+Certo è, che per quelle imprese due o tre volte conseguì di nuovo il
+titolo di _imperadore_, titolo indicante qualche nuova vittoria. Anche
+Tacito[255] afferma aver egli conquistato un buon tratto di paese
+nella Bretagna, e domati ivi alcuni di quei re; e Svetonio[256] stesso
+asserisce che Vespasiano in quella spedizione, ora sotto Plauzio ed
+ora sotto lo stesso Claudio Augusto, si segnalò con essere ben trenta
+volte venuto alle mani con que' popoli, ed aver sottomesse due di
+quelle possenti nazioni, prese venti città e l'isola di Vicht. Non
+molto tempo si fermò Claudio in quelle contrade, e dopo aver tolte
+l'armi agli abitanti del paese conquistato, e lasciato Plauzio
+coll'esercito al loro governo, si rimise in viaggio per tornarsene a
+Roma. Sei mesi spese nell'andare e venire; ed abbiamo da Seneca[257] e
+da Tacito[258], che nella Bretagna fu alzato un tempio a questo
+imperadore, la cui impresa aprì l'adito all'armi romane di stendersi
+maggiormente coll'andare degli anni in quella vasta isola. Giunti a
+Roma molto prima di Claudio, Gneo Pompeo e Lucio Silano, generi d'esso
+imperadore, coll'avviso del lieto avvenimento[259], il senato decretò
+il trionfo a Claudio, e diede tanto a lui che al picciolo suo
+figliuolo _Claudio Tiberio Germanico_, il titolo di _Britannico_, con
+ordinar dei giuochi da farsi ogni anno in sua memoria e l'erezione di
+due archi trionfali, l'uno in Roma e l'altro al lido della Gallia,
+dove Claudio entrò in mare per passare in Bretagna. Accordò inoltre a
+Messalina moglie di Claudio, ancorchè non avesse il titolo d'Augusta,
+il primo luogo nelle pubbliche adunanze, (il che può parere strano) e
+il poter andare nel carpento, cioè in carrozza singolare, di cui
+godeano per privilegio le sole Vestali e i Sacerdoti, ed entrar con
+essa ne' pubblici spettacoli. Nello stesso tempo pubblicarono un
+editto, che chiunque avesse monete di rame coll'immagine dell'odiato
+Caligola, le portasse alla zecca da essere disfatte. Sopra questo rame
+o bronzo mise tosto le mani Messalina, e ne fece formar delle statue
+al suo caro drudo Mnestore commediante.
+
+NOTE:
+
+[245] Sueton., in Claudio, cap. 14.
+
+[246] Dio, lib. 60.
+
+[247] Juvenalis, Satyra 6. Dio, lib. 60. Sueton. in Claud., cap. 26.
+
+[248] Seneca, in Apocol. Suetonius, in Claudio, cap. 29.
+
+[249] Horatius, Odar., lib. 3, I.
+
+[250] Servius, in Virgil., Georg. 3.
+
+[251] Strab., lib. 2.
+
+[252] Sueton., in Claud., cap. 17. Dio, lib. 60.
+
+[253] Dio, lib. 60.
+
+[254] Sueton., in Claudio, cap. 17.
+
+[255] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 13.
+
+[256] Sueton., in Vesp., cap. 4.
+
+[257] Seneca, in Apocol.
+
+[258] Tacitus, Annal., lib. 14, c. 31.
+
+[259] Dio, lib. 60.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XLIV. Indizione II.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 16.
+ TIBERIO CLAUDIO, figliuolo di
+ Druso, imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO QUINTIO CRISPINO per la seconda volta e MARCO STATILIO TAURO.
+
+Da un'iscrizion del Grutero raccolse il cardinale Noris[260] che il
+prenome di _Statilio Tauro_ fu _Marco_. Un'altra tuttavia esistente in
+Roma nel museo del Campidoglio, e da me[261] pubblicata, fu posta
+MANIO AEMILIO LEPIDO, T. STATILIO TAURO COS. Quando questa appartenga
+all'anno presente, si può inferirne, che essendo mancato di vita,
+ovvero avendo dimessa la dignità, il primo de' consoli _Crispino_, a
+lui succedesse _Manio Emilio Lepido_. Similmente se ne ricaverebbe,
+che il prenome di _Statilio Tauro_ era _Tito_ e non _Marco_. Ma di ciò
+all'anno seguente. Arrivò l'imperador Claudio dalla Bretagna in
+Italia, e, per testimonianza di Plinio[262], andò ad imbarcarsi ad una
+delle bocche del Po, appellata Vatreno, in un grosso legno,
+somigliante piuttosto ad un palazzo che ad una nave. Pervenuto a Roma,
+trionfante v'entrò[263] colle solite formalità. Sommamente magnifico e
+maestoso fu l'apparato, ed ottennero licenza i governatori delle
+provincie, ed anche alcuni esiliati, d'intervenirvi. Osserva
+Dione[264], che Claudio salì ginocchione al Campidoglio, sollevandolo
+di qua e di là i due suoi generi; e che dispensò, ma con profusione,
+gli ornamenti trionfali non solo alle persone consolari, che l'aveano
+accompagnato in quella spedizione, ma anche ad alcuni senatori contro
+il costume. Celebrò dipoi i giuochi trionfali in due teatri. Vi furono
+più corse di cavalli, cacce di fiere, forze d'atleti, balli di giovani
+armati. Le altre azioni lodevoli di Claudio in quest'anno si veggono
+brevemente riferite da Dione. Avea Tiberio tolte al senato le
+provincie della Grecia e Macedonia, con deputarne al governo i suoi
+uffiziali. Claudio gliele restituì, e tornarono a reggerle i
+proconsoli. Rimise in mano dei questori, come anticamente si usava, la
+tesoreria del pubblico, togliendola ai pretori. Possedeva _Marco
+Giulio Cozio_, il principato avito di un bel tratto di paese nell'Alpi
+che separano l'Italia dalla Gallia, appellate perciò _Alpi Cozie_. Gli
+accrebbe Claudio quel dominio, e, per attestato del medesimo Dione,
+gli concedè il titolo di re: _cosa_, dice egli, _non praticata in
+addietro_. Eppure nell'arco celebre di Susa, tuttavia esistente, la
+cui iscrizione pubblicata dal marchese Maffei[265], ho ancor io[266]
+data alla luce, si legge M. IVLIVS REGIS DONNI FILIVS COTTIVS. Quella
+iscrizione fu posta ad Augusto. Però sembra che non ora cominciasse il
+titolo di re in que' principi, e che Augusto, nel conquistar quelle
+contrade, le lasciasse bensì in signoria a Giulio figliuolo del re
+Donno, ma senza il titolo di re, il quale fu poi restituito da Claudio
+a Marco Giulio Corio di lui figliuolo o nipote. Avevano i cittadini di
+Rodi crocifissi alcuni Romani, che forse meritavano la morte; ma
+perchè quel supplizio era ignominioso, e in riputazione grande si
+tenea il privilegio della cittadinanza romana, Claudio levò loro la
+libertà, cioè il governarsi colle lor leggi e co' propri ufiziali,
+benchè poi loro la restituisse nell'anno di Cristo 53. Mancò di vita
+in quest'anno _Erode Agrippa re della Giudea_, allorchè si trovava in
+Cesarea[267]. Credevasi che Claudio Augusto lascerebbe succedere in
+quel regno il di lui figliuolo _Agrippa_; ma prevalendo i consigli de'
+suoi liberti, ne diede il governo a Cuspio Fado cavalier romano: con
+che Gerusalemme restò di nuovo senza i suoi re, immediatamente
+sottoposta ai governatori romani.
+
+NOTE:
+
+[260] Noris, Epistola Consulari.
+
+[261] Thesaurus Novus Inscription., pag. 304, num. 3.
+
+[262] Plin., lib. 3, cap. 16.
+
+[263] Sueton., in Claudio, cap. 17.
+
+[264] Dio, lib. 60.
+
+[265] Scipio Maffei, Diplomat.
+
+[266] Thesaurus Novus Inscription., pag. 1095.
+
+[267] Joseph., Antiq. Judaic., lib. 19.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XLV. Indizione III.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 17.
+ TIBERIO CLAUDIO, figlio di
+ Druso, imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+MARCO VINICIO per la seconda volta e TAURO STATILIO CORVINO.
+
+
+Secondo le osservazioni del cardinal Noris, tali furono i consoli
+dell'anno presente, e, secondo lui, _Tauro_ fu il prenome di
+_Statilio_: del che certo si può dubitare, perchè in un passo di
+Flegonte[268] si parla di un fatto avvenuto in Roma, essendo consoli
+_Marco Vinicio_ e _Tito Statilio Tauro_, cognominato _Corvilio_: dove
+apparisce _Tauro_ cognome. Abbiam veduto nell'anno precedente
+rammentata un'iscrizione posta MANIO ÆMILIO LEPIDO ET T. STATILIO
+TAURO COS. Non ho io saputo dire, e neppure lo so ora, a qual anno
+precisamente appartenga questo pajo di consoli. Certamente questo
+_Tito Statilio Tauro_ non sarà stato console tanto in questo che
+nell'antecedente anno, perchè ciò sarebbe stato notato ne' Fasti; e
+però lo _Statilio_ di quell'anno dee essere diverso dal presente.
+Osservarono il Panvinio ed altri, che ai consoli suddetti dovettero
+essere sostituiti _Marco Cluvio Rufo_ e _Pompeo Silvano_, ricavandosi
+ciò da un rescritto di Claudio, riferito da Giuseppe Ebreo[269], e
+fatto sul fine di giugno, correndo la quinta sua podestà tribunizia.
+Per altro, ancorchè finora abbiano faticato vari valenti letterati,
+non possiam dire superate per anche le tenebre sparse qua e là ne'
+Fasti consolari, restandovi tuttavia molto di scuro e molte
+imperfezioni. Piena era oramai Roma di statue[270] e d'immagini
+pubbliche o di marmo, o di bronzo, perciocchè ad ognuno era permesso
+il metterne: il che rendeva troppo familiare ed anche vile un onore
+che dovea essere riserbato alle persone di merito distinto. Claudio ne
+levò via la maggior parte, ordinando insieme, che da lì innanzi niun
+potesse esporre l'immagine sua senza licenza del senato, a riserva di
+chi facea qualche fabbrica nuova, o rifacea le vecchie, per animar
+ciascuno ad accrescere gli effetti di Roma. Mandò in esilio il
+governatore di una provincia, perchè fu convinto d'aver preso dei
+regali, e gli confiscò tutto quello che avea dianzi guadagnato nel
+governo. Fece ancora un editto, che a niuno dopo un ufizio esercitato
+nelle province, se ne potesse immediatamente conferire un altro: legge
+anche altre volte stabilita; acciocchè nel tempo frapposto potesse chi
+avea delle querele contra di tali persone, proporle con franchezza.
+Proibì ancora, finiti i loro governi, il pellegrinare in altri paesi,
+volendo che tutti venissero a Roma, per essere pronti a quello che ora
+noi chiamiamo sindacato. Nell'anno presente spese Claudio di molto in
+dar sollazzo al popolo con altri pubblici giuochi; e alla plebe,
+solita a ricevere _gratis_ il frumento del pubblico, donò trecento
+sesterzi per cadauno; e vi fu di quelli che n'ebbero per testa fino
+mille e dugento cinquanta. Nel giorno suo natalizio[271], cioè nel dì
+primo di agosto, in cui dieci anni prima dell'Era nostra egli venne
+alla luce in Lione, correva in quest'anno l'ecclissi del sole. Claudio
+con pubblico monitorio ne fece alcuni dì prima avvertito il popolo,
+acciocchè sapessero quello essere un effetto necessario del corso dei
+pianeti, e non ne tirassero qualche mal augurio, per lui, come per
+poco soleano fare in tanti altri affari i Romani, essendo troppo
+quella gente nudrita dagl'impostori nella superstizione. Le
+medaglie[272] ci fan vedere che, tanto nel precedente che nel presente
+anno, Claudio prese più volte il titolo d'_imperadore_, trovandosi
+nominato _imperadore per la decima volta_. Indizii son questi, che i
+suoi generali nella Bretagna doveano aver fatti de' progressi
+coll'armi; ma di ciò non resta vestigio nella storia.
+
+NOTE:
+
+[268] Phlegon., de Mirabilib., cap. 6.
+
+[269] Joseph., lib. 19.
+
+[270] Dio, lib. 60.
+
+[271] Sueton., in Claudio, cap. 2.
+
+[272] Mediobarbus, Numismat. Imperator.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XLVI. Indizione IV.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 18.
+ TIBERIO CLAUDIO, figliuolo di
+ Druso, imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO VALERIO ASIATICO per la seconda volta, e MARCO GIUNIO SILANO.
+
+
+Dal trovar noi _Valerio Asiatico_ nominato console per la seconda
+volta, apparisce aver ottenuto l'eccelso grado di console un qualche
+anno innanzi, sostituito ai consoli ordinari; ma in quale non si è
+potuto finora esattamente sapere. Se crediamo al Panvinio[273] e ad
+altri, nelle calende di luglio a questi consoli succederono _Publio
+Suillo Rufo_ e _Publio Ostorio Scapula_. Che ancor questi veramente
+arrivasse al consolato, ne abbiam delle prove; ma se veramente in
+quest'anno, ciò non si può accertare. Era[274] _Marco Giunio Silano_
+console fratello di Lucio, da noi veduto genero di Claudio Augusto.
+Diede molto da dire a' Romani la risoluzion presa in quest'anno dal
+suddetto _Asiatico_ console. Siccome era stato determinato da Claudio
+per fargli onore, egli dovea ritener per tutto l'anno il consolato; ma
+spontaneamente lo rinunziò. Aveano ben fatto lo stesso alcuni altri
+consoli, per mancar loro le ricchezze sufficienti a sostener la spesa
+enorme che occorreva in celebrar i giuochi circensi, addossata alla
+borsa dei consoli, e cresciuta poi a dismisura. Era giusta la scusa e
+ritirata per questi, ma non già per Asiatico, ch'era uno de' più
+ricchi nobili del romano imperio, possedendo egli delle rendite
+sterminate nella Gallia, patria sua. Il motivo da lui addotto fu
+quello di schivare l'invidia altrui pel suo secondo consolato; ma
+poteva meglio assicurarsene col non accettarlo neppure per i primi sei
+mesi; e può credersi che non andò esente dalla taccia di avarizia
+quella spontanea sua rinunzia. Vedremo all'anno seguente i frutti
+amari di tante sue care ricchezze. Nel presente toccò la mala ventura
+a _Marco Vinicio_, personaggio illustre, già marito di _Giulia
+Livilla_, cioè d'una sorella di _Caligola_. Non l'avea nel suo libro
+Messalina, dopo aver essa procurata la morte alla di lui consorte.
+Crebbero anche i sospetti e gli odii contra la di lui persona, dacchè
+(per quanto fu creduto) l'onestà di lui diede una negativa alle impure
+voglie della medesima Messalina. Seppe ella fargli dare sì destramente
+il veleno, che il mandò per le poste al paese di là, con permettere
+dipoi, che dopo morte gli fosse fatto il funerale alle spese del
+pubblico: onore molto familiare in questi tempi. Da _Agrippina_, prima
+che divenisse moglie di Tiberio Augusto, era nato _Asinio Pollione_,
+il quale perciò fu fratello uterino di _Druso Cesare_ figliolo di
+_Tiberio_. Nel cervello d'esso Pollione entrarono in quest'anno grilli
+di grandezze e desiderii di divenir imperadore; e cominciò egli per
+questo alcune tele con sì poca avvertenza, che ne arrivò tosto la
+contezza a Claudio. Teneva ognuno per certa la di lui morte; ma
+Claudio si contentò di mandarlo solamente in esilio, o perchè non avea
+fatta adunanza alcuna di gente o di danaro per sì grande impresa, o
+perchè il trattò da pazzo, considerata anche la sua piccola statura e
+deformità del volto, per cui era comunemente deriso, nè ciera avea da
+far paura a chi sedeva sul trono. Di questa sua indulgenza riportò
+Claudio non poca lode presso il pubblico, siccome ancora per altre
+azioni di giustizia e di zelo pel buon governo, e massimamente per la
+giustizia. All'incontro era universale la doglianza e mormorazione,
+perchè egli si lasciasse menar pel naso da Messalina sua moglie e dai
+suoi favoriti liberti; di modo che egli pareva non più il padrone, ma
+bensì lo schiavo di essi. Condannato fu (che così si usava ancora) a
+combattere nei giuochi de' gladiatori _Sabino_, stato governator nella
+Gallia a' tempi di Caligola, per le sue molte rapine e iniquità.
+Desiderava Claudio, e gli altri più di lui, che questo mal uomo
+lasciasse ivi la vita, come solea per lo più succedere. Ma Messalina,
+che anche di costui si valeva per la sua sfrenata sensualità, il
+dimandò in grazia, nè Claudio gliel seppe negare. Ed intanto ogni dì
+più si mormorava, perchè Mnestore, commediante allora famoso, non si
+lasciava più vedere al teatro. Era egli in grazia grande presso il
+popolo per la sua arte, e specialmente per la sua perizia nel danzare;
+ma in grazia di Messalina era egli maggiormente per la sua avvenenza.
+Dolevasi la gente d'essere priva di un sì valente attore, ma più
+perchè ne sapeva la cagione, e la sapevano anche i più remoti da Roma.
+Altri non v'era, che il buon Claudio, il quale ignorasse, quanta
+vergogna albergasse nel proprio suo palazzo. Eusebio Cesariense[275]
+solo è a scrivere, che circa questi tempi essendo stato ucciso
+_Rematalce re della Tracia_ da sua moglie, Claudio Augusto ridusse
+quel paese in provincia, e ne diede il governo ai suoi uffiziali.
+
+NOTE:
+
+[273] Panvinius, in Fast. Consularibus.
+
+[274] Dio, lib. 60.
+
+[275] Eusebius, in Chronico et in Excerptis.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XLVII. Indizione V.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 19.
+ TIBERIO CLAUDIO, figlio di
+ Druso, imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+TIBERIO CLAUDIO AUGUSTO GERMANICO per la seconda volta, e LUCIO
+VITELLIO per la terza.
+
+
+Abbiamo da Svetonio[276], che _Claudio Augusto_ non fu già console
+ordinario con _Lucio Vitellio_ in quest'anno. Un altro, il cui nome
+non sappiamo, procedette console nel principio di gennaio; ma perchè
+questi da lì a poco finì di vivere, Claudio non isdegnò di succedere
+in suo luogo. _Vitellio_ qui mentovato, lo stesso è che fu proconsole
+della Soria, e padre di _Vitellio imperadore_. Tanti onori a lui
+compartiti erano i frutti della sua vile adulazione. Secondo la
+supputazion di Varrone, questo era l'anno ottocentesimo della
+fondazion di Roma[277]; e però Claudio diede al popolo il piacere de'
+giuochi secolari, i quali propriamente si doveano fare ad ogni cento
+anni. Ma a que' giuochi accadde ciò che si osservò nel giubileo romano
+cominciato nel 1300, che dovea rinnovarsi solamente cento anni dipoi;
+ma poi fu celebrato in anni diversi. Erano passati solamente
+sessantaquattro anni, dacchè Augusto diede questi giuochi, e viveano
+tuttavia delle persone che vi assisterono, e degl'istrioni che aveano
+ballato in essi, fra' quali Stefanione, commemorato da Plinio[278].
+Però essendo solito il banditore, nell'invitare a questi giuochi il
+popolo, di dire che venissero ad uno spettacolo che non aveano mai più
+veduto, nè sarebbono mai più per vedere, si fecero delle risate alle
+spese di Claudio. Ancor qui notata fu l'adulazione del console
+Vitellio, perchè fu udito dire a Claudio, che gli augurava di poter
+dare altre volte questi medesimi giuochi. Comparve ne' giuochi
+suddetti _Britannico_ figliuolo dell'imperadore insieme col giovinetto
+_Lucio Domizio_, che fu poi _Nerone_ imperadore; e si osservò che
+l'inclinazion del popolo correa più verso questo giovine, perchè era
+figliuolo di _Agrippina_ principessa amata da essi, non tanto per
+essere stata figlia dell'amato Germanico, quanto perchè la miravano
+perseguitata da Messalina. Si contano ancora sotto quest'anno alcune
+azioni lodevoli di Claudio[279]. Prodigiosa era la quantità degli
+schiavi che ogni nobil romano teneva al suo servigio[280]. Allorchè i
+miseri cadeano infermi, costumavano alcuni de' loro padroni, per non
+soggiacere alla spesa, di cacciarli fuori di casa, mandandoli
+nell'isola del Tevere, acciocchè Esculapio, a cui quivi era dedicato
+un tempio, li guarisse, ed esponendogli in tal guisa al pericolo di
+morir di fame. Fece Claudio pubblicar un editto, che gli schiavi
+cacciati da' padroni, s'intendessero liberi, nè fossero obbligati a
+tornar a servire. Che se, in vece di cacciarli, volessero levarli di
+vita, si procedesse contra di loro come omicidi. Inoltre essendo
+denunziati alcuni di bassa sfera, quasi che avessero insidiato alla di
+lui vita, niun caso ne fece, con dire, «non essere nella stessa
+maniera da far vendetta di una pulce, che d'una fiera.» Ordinò ancora,
+che i liberti ingrati ai lor padroni tornassero ad essere loro
+schiavi: legge sempre dipoi osservata. Rimosse dal senato alcuni
+senatori, perchè, essendo poveri, non poteano con dignità calcare quel
+posto: il che a molti di loro fu cosa grata. E perchè un Sordinio
+nativo della Gallia, ed uomo ricco, poteva con decoro sostenere la
+dignità senatoria, e Claudio intese ch'era partito per andarsene a
+Cartagine, disse: «Bisogna ch'io fermi costui in Roma con i ceppi
+d'oro;» e richiamatolo indietro, il creò senatore. Insorsero gravi
+querele contro gli avvocati che esigevano somme immense dai lor
+clienti. Fu in procinto il senato di proibire affatto ogni pagamento.
+Claudio volle che si tassasse una molto leggiera somma.
+
+Ma se Claudio da tali azioni riportò lode, maggior fu bene il biasimo
+che a lui venne, per essersi lasciato condurre a dar la morte in
+questo medesimo anno a varie illustri persone, per le maligne
+insinuazioni di Messalina sua moglie. Aveva egli accasata con _Gneo
+Pompeo Magno_, _Antonia_ sua figliuola. La matrigna Messalina, che
+odiava l'uno e l'altra, seppe inventar tante calunnie, dipingendo il
+genero Pompeo per insidiatore della vita di lui, che Claudio gli fece
+tagliar la testa. Per altro costui offuscava la nobiltà de' suoi
+natali con dei vizii nefandi. Nè qui si fermò la persecuzione. Fece
+anche morire Crasso Frugi e Scribonia genitori d'esso Pompeo,
+tuttochè, per attestato di Seneca[281], Crasso fosse così stolido, che
+meritasse d'essere imperadore, come era Claudio. Antonia fu poi
+maritata con _Cornelio Silla Fausto_ fratello di Messalina. A Valerio
+Asiatico, da noi già veduto due volte console, le sue molte ricchezze
+furono in fine cagione di totale rovina[282]. Con occhio ingordo le
+mirava Messalina, e massimamente coi desiderii divorava gli orti di
+Lucullo, da lui maggiormente abbelliti. S'inventarono vari sospetti e
+delitti di lui, ed avendo egli determinato di passar nelle Gallie,
+dove possedea dei gran beni, fu fatto credere a Claudio, che ciò fosse
+per sollevar contra di lui le legioni della Germania. Condotto da Baja
+incatenato, ed accusato, con forza si difese, allegando che non
+conosceva alcuno de' testimoni prodotti contra di lui. Si fece venire
+innanzi un soldato, che protestava d'essere intervenuto al trattato
+della congiura. Dettogli, se conosceva Asiatico: senza fallo, rispose.
+Che il mostrasse: data una girata d'occhi sopra gli astanti, sapendo
+che Asiatico era calvo, indicò un calvo, ma che non era Asiatico.
+Niuno dell'uditorio potè contenere le risa, e l'assemblea fu finita.
+Già pensava Claudio ad assolverlo per innocente, quando entrò in sua
+camera l'infame Vitellio il console, imboccato da Messalina, che colle
+lagrime agli occhi mostrò gran compassione d'Asiatico, e poi finse
+d'essere spedito da lui per impetrar la grazia di potere scegliere
+quella maniera di morte che più a lui piacesse. Il bietolone Augusto,
+senza cercar altro, credendo che per rimprovero della coscienza rea
+egli non volesse più vivere, accordò la grazia richiesta. Asiatico si
+tagliò dipoi le vene, e rendè contenta, ma non sazia l'avarizia e
+crudeltà di Messalina, la quale per altre somiglianti vie condusse a
+morte _Poppea_ moglie di Scipione, la più bella donna de' suoi tempi,
+e madre di _Poppea_, maritata poi coll'Augusto Nerone. Nulla seppe di
+sua morte Claudio. D'altri nella stessa guisa abbattuti parla Tacito,
+la cui storia maltrattata dai tempi torna a narrarci gli avvenimenti
+d'allora, quando quella di Dione per la maggior parte è venuta meno.
+In quest'anno[283] ancora si credè Claudio d'immortalare il suo nome
+anche fra i grammatici, con aggiugnere tre lettere all'alfabeto
+latino. Una delle quali fu F scritto al rovescio per significare l'V
+consonante. Ma dopo la sua morte morirono ancora le da lui inventate
+lettere. Furono in quest'anno rivoluzioni in oriente. Essendo stato
+ucciso _Artabano re dei Parti_, disputarono del regno coll'armi in
+mano due suoi figliuoli. Prese Claudio questa occasione per inviar
+_Mitridate_ fratello di _Farasmane re dell'Iberia_ a ricuperare il
+regno dell'Armenia, già occupato dai Parti. Ed egli in fatti se ne
+impadronì, e vi si sostenne col braccio de' Romani. Nè fu senza moti
+di guerra la Germania. Essendo morto Sanquinio, che comandava l'armi
+romane nella Germania bassa, in suo luogo fu inviato _Gneo Domizio
+Corbulone_, che riuscì dipoi il più valente capitano che allora si
+avesse Roma. Innanzi ch'egli arrivasse colà, i Cauci aveano fatte
+delle scorrerie nei lidi della Gallia. Subito che Corbulone fu alla
+testa delle legioni, soggiogò essi Cauci; fece tornare all'ubbidienza
+i popoli della Frisia, che s'erano ribellati alcuni anni prima: rimise
+fra le truppe romane con gran rigore l'antica disciplina. Era per far
+maggiori imprese, se il pauroso Claudio Augusto non gli avesse scritto
+di ripassare il Reno, e di lasciar in pace i Barbari. Ubbidì
+Corbulone, ma con esclamare: _Felici gli antichi generali!_ Claudio a
+lui concedè poi gli ornamenti trionfali. Venuto anche a Roma _Aulo
+Plauzio_, il quale s'era segnalato nella guerra della Bretagna,
+accordò a lui pure l'onore dell'ovazione, che così chiamavano il
+picciolo trionfo. Già s'era cominciato a riserbare il vero trionfo ai
+soli imperadori, perchè soli essi erano i generalissimi dell'armi
+romane, e a loro si attribuiva l'onor di qualunque vittoria che fosse
+riportata dai subalterni.
+
+NOTE:
+
+[276] Suetonius, in Claudio, cap. 4.
+
+[277] Suetonius, in Claudio, cap. 21. Tacitus, lib. 11, cap. 11.
+
+[278] Plinius, lib. 7, cap. 48. Zosimus lib. 1.
+
+[279] Dio, lib. 60.
+
+[280] Sueton., in Claudio, cap. 25.
+
+[281] Seneca, in Apocol.
+
+[282] Tacitus, Annal., lib. II, cap. 1.
+
+[283] Tacitus, Annal., lib. II, cap. 14. Suetonius in Claud., cap. 41.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XLVIII. Indizione VI.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 20.
+ TIBERIO CLAUDIO, figlio di
+ Druso imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+AULO VITELLIO e QUINTO VIPSANIO POBLICOLA.
+
+
+Il primo di questi consoli fu poscia imperadore. Per attestato di
+Svetonio[284] ad esso _Aulo Vitellio_ nelle calende di luglio venne
+sostituito _Lucio Vitellio_ suo fratello: tanto poteva nella corte di
+allora _Lucio Vitellio_ lor padre, il re degli adulatori. Trattossi
+nell'anno presente in senato[285] di crear dei nuovi senatori in luogo
+dei defunti, e seguì molta disputa, perchè i popoli della Gallia
+Comata dimandavano di poter anch'essi concorrere a tutte le dignità e
+agli onori della repubblica romana. Fu contraddetto da non pochi; ma
+prevalse il parere di Claudio, che, addotto l'esempio de' maggiori,
+sostenne non doversi negar la grazia, perchè ridondava in pubblico
+bene, e in accrescimento di Roma. Come censore fece Claudio ancora
+alcune buone ordinazioni, e fra l'altre spurgò il senato di alcune
+persone di cattivo nome, e ciò con buona maniera: perciocchè sotto
+mano lasciò intendere a que' tali, che se avessero chiesta licenza di
+ritirarsi, l'avrebbono conseguita. Propose il console Vipsanio, che si
+desse a Claudio il titolo di _Padre del senato_. Claudio, conosciuto
+che questo era un trovato dell'adulazione, lo rifiutò. Fu fatto in
+quest'anno da esso Augusto parimente, come censore, e dal vecchio
+Lucio Vitellio suo collega, il lustro, cioè la descrizione di tutti i
+cittadini romani: il che non vuol già dire degli abitanti in Roma,
+perchè tanti forestieri venuti a quella gran città non erano tutti per
+questo cittadini di Roma, e molto meno tante e tante migliaia di
+servi, cioè schiavi che servivano allora in Roma ai benestanti. Niuno
+degli antichi scrittori ci ha lasciato il conto di quante anime allora
+vivessero in Roma; città, che in que' tempi forse di non poco superava
+le moderne di Parigi e di Londra. Un'iscrizione che di ciò parla,
+merita d'essere creduta falsissima, siccome osservò Giusto
+Lipsio[286]. Per cittadini dunque romani si intendevano tutte quelle
+persone libere, che godeano allora la cittadinanza romana sì in Roma,
+che nelle provincie; giacchè non per anche questo privilegio s'era
+dilatato a tutto l'imperio romano, come ne' tempi susseguenti avvenne.
+Di tali cittadini si trovarono nella descrizion suddetta sei milioni e
+novecento e quarantaquattromila.
+
+Giunta era all'eccesso l'impudicizia e la baldanza di _Messalina_
+moglie di Claudio Augusto. Volle ella nell'anno presente far un colpo,
+a credere il quale gran fatica si dura, non sapendosi capire come
+potesse arrivar tant'oltre la sfacciataggine di una donna e la
+balordaggine di un marito, e marito imperadore. Lo stesso Tacito
+confessa[287], che ciò parrà favoloso: tuttavia tanto egli, quanto
+Svetonio[288] e Dione[289], ci dan per sicuro il fatto. Era impazzita
+questa rea femmina dietro a _Cajo Silio_, giovane, non men per la
+nobiltà che per la bellezza del corpo, riguardevole. Avea Claudio a
+disegnarlo console per l'anno prossimo. Nè bastandole di mantenere un
+indegno commercio con questo giovane, determinò in fine di contraere
+matrimonio con lui, benchè vivente Claudio, nè ripudiata da lui.
+Dicono, ch'essendo ito Claudio ad Ostia per affari della pubblica
+annona, ella fingendo qualche incomodo di sanità, si fermò in Roma, e
+con gran solennità fece stendere lo strumento del contratto, munito di
+tutte le clausole consuete, donando a Silio tutti i più preziosi
+arredi del palazzo imperiale, e compiendo la funzione coi sagrifizii e
+con un magnifico convito. Fu poi esposto[290] a Claudio, che alla
+presenza del senato, del popolo e de' soldati tutto ciò era seguito.
+Ha dell'incredibile. Svetonio aggiugne, aver Messalina indotto lo
+stesso imperadore a sottoscrivere quell'atto, con fargli credere che
+fosse una burla, e ciò utile per allontanare un pericolo che a lui
+sovrastava, predetto dagl'indovini, e per farlo ricadere sopra Silio,
+finto imperadore. Sì lontana da ogni verisimile è questa partita, che
+patisce l'intelletto a crederla vera. Sarà stata probabilmente una
+diceria del volgo, solito ad aggiugnere ai fatti veri delle false
+circostanze; nè Tacito ne parla. Comunque sia, un gran dire per questo
+sì sfoggiato ardimento fu per Roma tutta. Il solo Claudio nulla ne
+sapea, perchè attorniato dai liberti, tutti paurosi di disgustar
+Messalina, l'incorrere nella disgrazia di cui, e il perdere la vita,
+andavano bene spesso uniti. Tuttavia troppo facile era lo scorgere che
+Messalina, dopo aver fatto Silio suo marito, era dietro a farlo anche
+imperadore, con un totale sconvolgimento del pubblico e della corte, a
+cui terrebbe dietro infallibilmente la rovina ancora d'essi liberti,
+tanto favoriti da Claudio. Si aggiunse ancora, che avendo Messalina
+fatto morir Polibio[291], uno de' più potenti fra essi nella corte,
+impararono gli altri a temere un'egual disavventura. Perciò Callisto,
+Pallante e Narciso, liberti i più poderosi degli altri nell'animo di
+Claudio, presero la risoluzione di aprire gli occhi all'ingannato
+Augusto. Ma non istettero saldi i due primi nel proposito, paventando,
+che se Messalina giugneva a parlare una sola volta a Claudio, saprebbe
+inorpellar sì bene il fatto, che sfumerebbe in lui tutto lo sdegno.
+Narciso solo stette costante, nè attentandosi egli a muoverne il primo
+parola, fece che alcune puttanelle di Claudio gli rivelassero non
+solamente la presente infamia, ma ancora la storia di tutti i
+precedenti scandali originati dalla trabbocchevol libidine e crudeltà
+di Messalina. Attonito Claudio fa tosto chiamar Narciso, il quale
+chiesto perdono in prima, e addotte le cagioni del silenzio finora
+osservato, conferma il fallo, e rivela altri complici della disonestà
+di Messalina. Turranio presidente dell'annona, e Lusio Geta prefetto
+del pretorio chiamati anch'essi attestano il medesimo, con
+rappresentare e caricare il pericolo di perdere vita ed imperio,
+imminente a Claudio per gli ambiziosi disegni di Silio e di Messalina,
+e il bisogno di provvedervi con mano forte, senz'ascoltar discolpe e
+parole lusinghiere della traditrice consorte. Rimase sì sbalordito
+Claudio, che andava di tanto in tanto dimandando, s'egli era più
+imperadore, se Silio menava tuttavia vita privata.
+
+Era il mese d'ottobre, e fu veduta Messalina più gaia del solito
+divertirsi alle feste di Bacco[292], che si faceano per le vendemmie,
+prendendo essa la figura di Baccante, e Silio quella di Bacco.
+Quand'ecco di qua e di là giugnere a Roma l'avviso, essere Claudio
+consapevole di tutte le sue vergogne, e venire a Roma per farne
+vendetta. Il colpo di riserva, su cui riponeva le sue speranze
+Messalina, era quello di poter parlare a Claudio, fidandosi, che, come
+tant'altre volte era accaduto, ora ancora placherebbe l'insensato
+marito. Ma questo appunto era quello, da cui l'accorto Narciso volea
+tener lontano il padrone: al qual fine impetrò di avere per quel
+giorno il comando delle guardie, rappresentando la dubbiosa fede di
+Lusio Geta; ed insieme ottenne di venir anch'egli in carrozza
+coll'imperadore a Roma. Nella stessa venivano ancora Lucio Vitellio e
+Publio Cecina Largo, senza mai articolar parola nè in favore nè contra
+di Messalina, perchè non si fidavano dell'animo troppo instabile e
+debole di Claudio. Intanto _Messalina_, presi seco _Britannico_ ed
+_Ottavia_ suoi figliuoli, e _Vibidia_, la più anziana delle Vestali,
+ed accompagnata da tre persone, perchè gli altri se ne guardarono,
+s'inviò a piedi fuor della porta d'Ostia, e salita poi in una
+vilissima carretta, trovata ivi per avventura, andò incontro al
+marito, non compatita da alcuno. Allorchè arrivò Claudio, cominciò a
+gridare, che ascoltasse chi era madre di Britannico e d'Ottavia; e
+Narciso intanto facea marciar la carrozza, strepitando anche egli con
+esagerar l'insolenza di Silio e di Messalina, e con rimettere sotto
+gli occhi di Claudio lo strumento nuziale. Nell'intrare in Roma si
+vollero affacciare alla carrozza Britannico ed Ottavia; ordinò Narciso
+alle guardie che li tenessero lontani; ma per la venerazione e per gli
+privilegi che godeano le Vestali, non potè impedir Vibidia
+dall'accostarsi, e dal far grande istanza, che contra di Messalina non
+si procedesse a condanna senza prima ascoltarla. Così promise Claudio.
+Accortamente Narciso condusse a dirittura l'imperadore alla casa di
+Silio, e fecegli osservar le preziose masserizie della corte portate
+colà: vista che svegliò pur del fuoco in quel freddo petto. Indi così
+caldo il menò al quartiere de' pretoriani, istruiti prima di quel che
+aveano a dire. Poche parole potè proferir Claudio, confuso tra il
+timore e la vergogna; ed alzossi allora un grido dei soldati che
+dimandavano il nome e il gastigo dei rei. Silio fu il primo che
+sofferì con coraggio la morte, poi Vettio Valente, Pompeo Urbico, ed
+altri nobili, tutti macchiati nelle impudicizie di Messalina. Mnestore
+il commediante, con ricordare a Claudio d'aver ubbidito ai di lui
+comandamenti, intenerì sì fattamente il buon Claudio, che fu vicino a
+perdonargli; ma i liberti gli fecero mutar sentimento. Solamente
+Suilio Cesonino e Plautio Laterano la scapparono netta, l'ultimo per
+gli meriti di Aulo Plautio suo zio. Intanto Messalina, ritiratasi
+negli orti di Lucullo, fra la speranza e l'ira, si pensava pure di
+poter superare la burrasca; e non ne fu lontana. Claudio arrivato al
+palazzo con gran quiete si mise a tavola, ed allorchè si sentì ben
+riscaldato dal vino, diede ordine che s'avvisasse Messalina di venire
+nel seguente dì, che l'avrebbe ascoltata. Si credette allora perduto
+Narciso; però fatto coraggio, e levatosi da tavola, come per dar
+l'ordine suddetto, da disperato ne diede un tutto diverso al
+centurione e al tribuno di guardia, dicendo loro, che immediatamente
+si portassero ad uccidere Messalina, perchè tale era la volontà
+dell'imperadore. La trovarono eglino stesa in terra, ed assistita da
+Lepida sua madre, che l'andava esortando a prevenir colle sue mani gli
+esecutori della giustizia. All'arrivo di essi si diede ella in fatti
+alcuni colpi, ma con mano tremante; più sicura fu quella del tribuno,
+che la finì. Portata incontanente la nuova a Claudio, che Messalina
+era morta, lo stupido senza informarsi, se per mano propria o
+d'altrui, dimandò da bere, e con tranquillità compiè il convito. Ne'
+seguenti giorni non si mirò in lui nè ira, nè odio, nè allegrezza, nè
+tristezza, ancorchè osservasse l'ilarità di Narciso e degli altri
+accusatori, e il volto afflitto de' figliuoli. A farlo maggiormente
+dimenticar di Messalina, servì l'attenzione del senato; perchè per
+ordine suo furono levate le di lei immagini tanto dai pubblici che dai
+privati luoghi. Narciso, in ricompensa delle sue fatiche, da esso
+senato fu promosso all'ordine de' questori.
+
+NOTE:
+
+[284] Sueton., in Vitellio, cap. 3.
+
+[285] Tacitus, Annal., lib. II, cap 23.
+
+[286] Lipsius, in Notis ad Tacit. lib. 40.
+
+[287] Tacit., Annal., lib. 11, cap. 26.
+
+[288] Sueton., in Claudio, cap. 26.
+
+[289] Dio, lib. 60.
+
+[290] Tacitus, Annal., lib. 11, cap. 30.
+
+[291] Dio, in Excerptis Valesianis.
+
+[292] Tacitus, lib. II, cap. 31.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XLIX. Indizione VII.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 21.
+ TIBERIO CLAUDIO, figlio di
+ Druso, imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+AULO POMPEO LONGINO e GALLO QUINTO VERANIO.
+
+
+S'è dubitato, se il primo de' consoli portasse il cognome di _Longino_
+o _Longiniano_. In un frammento di marmo[293], esistente oggidì nel
+museo del Campidoglio, si legge Q. VERANIO, A. POMPEIO GALLO COS. E
+però non _Cajo_, come s'è creduto finquì, ma sarà stato _Aulo_ il di
+lui prenome. A questi consoli ordinari circa le calende di maggio
+fondatamente si credono succeduti _Lucio Memmio Pollione_ e _Quinto
+Allio Massimo_. Rimasto vedovo Claudio Augusto, si credette che non
+passerebbe ad altre nozze[294]; e tanto più perchè egli protestò ai
+soldati del pretorio di non voler più moglie, dacchè tanta sfortuna
+avea provato nei precedenti, matrimonii; e che se facesse altrimenti,
+si contentava d'essere scannato dalle loro mani. Ma andò presto in
+fumo questo suo proponimento. Tutte le più nobili dame romane si
+misero in arnese, per espugnar questa debil rocca, mettendo in mostra
+tutte le lor bellezze naturali ed artificiali, e adoperando quanti
+lacci sa inventare la loro scuola, sapendo per altro come egli fosse
+alieno dalla continenza[295]. Tenevano il primato tre fra le altre,
+cioè _Lollia Paolina_, figliuola di Marco Lollio già stato console, e
+per lei facea di caldi uffizii Callisto, uno dei liberti favoriti di
+Claudio. La seconda era _Elia Petina_ della famiglia de' Tuberoni,
+figliuola di Sesto Elio Peto già console, stata già moglie del
+medesimo Claudio[296] prima dell'imperio, e da lui ripudiata per lieve
+cagione. Perorava per questa Narciso, altro potente liberto di corte,
+di cui già s'è parlato. La terza fu _Giulia Agrippina_, figliuola di
+_Germanico_ suo fratello, già cacciata in esilio da Caligola per la
+sua mala vita, e perseguitata in addietro da Messalina. A promuovere
+gl'interessi di lei si sbracciò forte Pallante, liberto anch'esso di
+gran possanza nel cuore di Claudio. E questa in fine vinse il pallio.
+Benchè fosse stata maritata due volte; cioè più di vent'anni prima a
+_Gneo Domizio Enobarbo_, a cui partorì Lucio Domizio Enobarbo, che
+vedremo imperadore col nome di Nerone; e poscia a Crispo Passieno,
+ch'ella fece morire, per non tardar a godere l'eredità da lui
+lasciatale; e benchè ella avesse passati gli anni della gioventù, pure
+era assai fresca, e sosteneva il credito d'esser bella, possedendo
+anche a maraviglia l'arte degl'intrighi e delle lusinghe femminili. A
+cagion della stretta parentela, essendo Claudio suo zio
+paterno, godeva ella il privilegio di visitarlo spesso ed assai
+confidentemente. Questo bastò per farlo cader nella pania, di maniera
+che fino dall'anno precedente furono concertate fra loro le nozze ed
+eseguite poi nel presente. In mani peggiori non potea capitar Claudio,
+perchè in questa donna non si sa qual fosse maggiore o la fierezza o
+la superbia o l'avarizia. Pure la sua passion dominante e superiore
+all'altre era l'ambizione, per cui avrebbe sagrificato tutto. Scrive
+Dione[297], esserle stato predetto un giorno da uno strologo, che suo
+figliuolo Nerone sarebbe imperadore, ma ch'egli stesso l'ucciderebbe.
+_Non importa_, rispose ella, _mi uccida, purchè regni_. In fatti, fin
+d'allora si diede ella a cercar le vie di accasar Lucio Domizio
+Enobarbo suo figliuolo (che fu poi _Nerone_), nato sul fine dell'anno
+37 dell'Era nostra, con _Ottavia figliuola_ di esso Claudio Augusto.
+Perchè tra questa principessa e Lucio Silano erano seguiti gli
+sponsali alcuni anni prima[298], bisognò pensare alla maniera di levar
+un tale ostacolo con ricorrere alla calunnia, giacchè Silano per
+l'incorrotta sua vita era esente da veri delitti. Lucio Vitellio
+console fu l'iniquo mezzano della di lui rovina, con far credere a
+Claudio, che fra Silano e Giunia Calvina sua sorella passassero
+intrinsichezze nefande. Perciò Silano, che nulla sapea di questo, vide
+sè stesso tutto ad un tempo balzato dal grado di senatore, obbligato
+inoltre a rinunziar la pretura, e rotto il suo maritaggio con Ottavia.
+Questa fu la prima prodezza di Agrippina, e non era per anche moglie
+di Claudio.
+
+Ma Claudio, benchè ardente di voglia di effettuar questo matrimonio,
+tuttavia non osava, perchè presso i Romani non era lecito, non che in
+uso, che uno zio sposasse una nipote. Prese ancor qui l'assunto di
+provvedere al bisogno quel gran faccendiere di Lucio Vitellio; ne
+parlò egli con energia al senato; e i senatori, schiavi d'ogni volere
+del principe, decretarono la validità di un tal contratto.
+Celebraronsi dunque le nozze, e in quello stesso di Lucio Silano,
+stato genero di Claudio, si diede la morte da sè stesso. Entrata
+nell'imperial palazzo Agrippina, poca pena ebbe a rendersi padrona
+dello scimunito consorte e de' pubblici affari, con voler anch'ella,
+al pari di Claudio, essere ossequiata dal senato, dai principi
+stranieri e dagli ambasciadori. Cominciò ad ammassar della roba, senza
+perdonare a sordidezza alcuna, tirando colle lusinghe alcuni a
+dichiararla erede, ed atterrando altri con calunnie, per occupare i
+lor beni. Promosse gli sponsali del giovinetto _Lucio Domizio_ suo
+figliuolo, già pervenuto all'età di dodici anni, colla suddetta
+_Ottavia_ figliuola di Claudio, a cui questa alleanza fu il primo
+gradino per salire al trono imperiale. Fece parimente richiamare a
+Roma dall'esilio della Corsica _Lucio Anneo Seneca_, insigne filosofo
+stoico, e il diede per precettore al figliuolo, sperando di farne una
+cima d'uomo, e un mirabil imperadore, giacchè a questo bersaglio
+tendevano le principali sue mire. Impetrò anche la pretura pel
+medesimo Seneca. Appresso rivolse Agrippina lo spirito vendicativo
+contro a _Lollia Paolina_, che seco avea gareggiato pel matrimonio di
+Claudio. Fecesi comparire, che avesse interrogati strologhi e
+l'oracolo di Apollo di Clario, in pregiudizio dell'imperadore; questi
+perciò, senza lasciarle agio per le difese, la cacciò in esilio fuori
+d'Italia, e confiscò la maggior parte del suo ricchissimo patrimonio.
+Mandò Agrippina dipoi anche a levarle la vita; e fece appresso bandire
+_Calpurnia_, illustre donna, solo perchè accidentalmente a Claudio era
+scappato di bocca che era bella. Accrebbe Claudio in quest'anno il
+pomerio, o sia il circondario delle mura di Roma: il che era riputato
+di singolar gloria. Alle preghiere de' Parti mandò loro per re
+_Meerdate_ di quella nazione, che poca fortuna provò per sè e
+svergognò i Romani. Nella Tracia furono guerre tali nondimeno, che io
+mi dispenso dal riferirle, perchè di niun momento per la storia
+presente. Se crediamo ad Orosio[299], seguì in quest'anno l'editto di
+Claudio, che tutti i Giudei uscissero di Roma, del che parla san Luca
+negli Atti degli Apostoli[300]. Prodigiosa era la quantità d'essi in
+quella gran città. Orosio cita Giuseppe ebreo per testimonio di tal
+fatto all'anno presente; ma nei testi di Giuseppe ebreo oggidì non si
+trova un tal passo. Per altro è certo il fatto, asserendolo ancora
+Svetonio[301] con dire di Claudio: _Judaeos, impulsore Chresto_ (così
+egli nomina il divino Salvator nostro) _assidue tumultuantes Roma
+expulit_. Sotto nome de' Giudei erano allora compresi anche i
+Cristiani; e forse i Giudei, perseguitando i Cristiani, svegliavano
+que' tumulti.
+
+NOTE:
+
+[293] Thesaurus Novus Inscription., p. 304.
+
+[294] Sueton., in Claudio, cap. 26.
+
+[295] Sueton., in Claudio, cap. 33.
+
+[296] Idem, cap. 26.
+
+[297] Dio, lib. 60.
+
+[298] Tacitus, lib. 12, cap. 4.
+
+[299] Orosius, in Histor.
+
+[300] Actus Apostolor., c. 18, vers. 2.
+
+[301] Sueton., in Claudio, cap. 25.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO L. Indizione VIII.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 22.
+ TIBERIO CLAUDIO, figlio di
+ Druso, imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+CAJO ANTISTIO VETERE, o sia VECCHIO, e MARCO SUILLIO NERVILINO.
+
+
+Ho scritto _Nervilino_, e non già _Nerviliano_, come hanno altri,
+perchè il cognome di questo console si legge formato così in un
+insigne marmo del museo Capitolino, da monsignor Bianchini[302], e da
+me[303] ancora dato alla luce. Un altro gran passo fece in quest'anno
+Agrippina per innalzar sempre più il suo figliuolo _Lucio Domizio
+Enobarbo_[304]. Tuttochè Claudio Augusto avesse un figliuolo maschio,
+cioè _Britannico_, che naturalmente avea da succedere a lui
+nell'imperio, il semplicione si lasciò indurre ad addottar per
+figliuolo anche il medesimo Lucio Domizio, il quale, passato nella
+famiglia Claudia, cominciò ad intitolarsi _Nerone Claudio Cesare Druso
+Germanico_, come apparisce dalle medaglie[305] battute allora in onor
+suo. Il mezzano di questo affare, adoperato da Agrippina, fu Pallante,
+il più confidente che s'avesse Claudio; ed avendo allora Nerone due
+anni di più di Britannico, si vide la deformità d'aver egli adottivo
+la mano dal figliuolo legittimo e naturale dell'imperadore, ornati
+amendue del cognome cesareo. Nè già dimenticò sè stessa l'ambiziosa
+Agrippina. Non avea mai Claudio conceduta a Messalina il titolo
+d'_Augusta_. Lo volle ben ella, nè le fu difficile l'ottenerlo; sicome
+ancora nell'anno seguente volle l'onore d'entrar col carpento, o sia
+colla carrozza nei pubblici giuochi. Cresciuta ne' titoli Agrippina
+crebbe anche nell'autorità, e peggior divenne di Messalina, non già
+nell'impudicizia, perchè se questa non le mancò, fu almeno occulta, ma
+nelle rapine della roba altrui, e in procurar la morte a chi si tirava
+addosso il di lei sdegno, o lo meritava per essere ricco. Quanto ella
+era diligente a far ben educare e a produrre il suo figliuolo Nerone,
+altrettanto la scaltra donna si studiava di abbassare e di fare
+scomparire il figliastro suo, cioè Britannico Cesare. Sotto vari
+pretesti fece morire, e levare dal di lui fianco le persone che gli
+poteano inspirare de' sentimenti contrarii ai suoi; e fra gli
+altri[306] v'andò la vita di Sosibio di lui maestro. Altre persone
+mise ella in lor luogo, tutte dipendenti dai suoi voleri, di modo che
+l'infelice principe era in certa guisa assediato e tenuto quasi come
+prigione, senza ch'egli potesse se non di rado vedere il padre
+Augusto. Faceva anche correr voce, che egli patisse di mal caduco e
+fosse scemo di cervello[307], quando si sapea che in quell'età di nove
+o dieci anni era forte di corpo e di spirito molto vivace. Un
+trattamento tale eccitava la compassione in tutti, ma senza alcun
+profitto di lui. Nell'anno seguente Britannico, in salutar Nerone,
+disavvedutamente gli diede il nome di _Domizio_ oppure di _Enobarbo_.
+Non si può dir che fracasso e querele facesse per questo in corte
+Agrippina. Volle essa inoltre la gloria di fondare una colonia che
+portasse il suo nome. A questo fine mandò alcune migliaia di veterani
+a piantarla nella città degli Ubii, che da lì innanzi prese il nome di
+_Colonia Agrippina_, città tuttavia delle più illustri e floride della
+Germania, che ritiene il nome di _Colonia_. Quivi era nata la medesima
+Agrippina, allorchè Germanico suo padre guerreggiò in quelle parti coi
+Germani. Riportò in quest'anno _Publio Ostorio Scapula_ molti vantaggi
+contra de' popoli della Bretagna, e prese, non so se in questo o nel
+seguente anno, _Carattaco_, uno dei re o duci loro, colla moglie e co'
+figliuoli[308]: per le quali imprese conseguì dal senato romano gli
+ornamenti trionfali, ma con goderne poco, perchè la morte il rapì da
+lì a non molto. Condotto a Roma Carattaco prigioniero, senza smarrirsi
+punto, parlò a Claudio da uomo forte: e Claudio restituì a lui e a
+tutti i suoi la libertà. Ammirava dipoi Carattaco la magnificenza di
+Roma, e dicea ai Romani, _che non sapea capire, come avendo essi
+cotanti superbi palazzi ed agiate case, andassero poi a cercar le
+povere capanne de' Britanni_. Camaloduno in quella grand'isola, città
+così denominata dal dio Camalo, fu scelta per condurvi una colonia di
+veterani, acciocchè servissero di baluardo contro i nemici e ribelli.
+Anche nella Germania superiore i Catti furono in armi, e fecero delle
+incursioni nel paese romano. Ma _Lucio Pomponio Secondo_, insigne
+poeta tragico, e governatore dell'armi in quelle parti, li mise in
+dovere, con aver anch'egli perciò meritati gli onori trionfali.
+
+NOTE:
+
+[302] Thesaur. Nov. veter. Inscript., T. 1.
+
+[303] Thes. Nov. veter. Inscript., cap. 305.
+
+[304] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 25. Dio, lib. 60.
+
+[305] Mediobarbus, Numism. Imp.
+
+[306] Dio, lib. 60.
+
+[307] Tacit., Annal., lib. 12, cap. 41.
+
+[308] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 32.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LI. Indizione IX.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 23.
+ TIBERIO CLAUDIO, figlio di
+ Druso, imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+TIBERIO CLAUDIO AUGUSTO per la quinta volta e SERVIO CORNELIO ORFITO.
+
+
+Nelle calende di luglio ebbero questi consoli per successori nella
+dignità _Cajo Minicio Fondano_ e _Cajo Vettennio Severo_; e all'uno di
+questi ultimi due nelle calende di novembre si crede che fosse
+sostituito _Tito Flavio Vespasiano_, il quale a suo tempo vedremo
+imperadore; ciò ricavandosi da Svetonio[309]. In questo medesimo anno
+a dì 24 d'ottobre ad esso Vespasiano nacque da Flavia Domitilla sua
+moglie _Domiziano_, che fu anch'egli imperadore. Benchè Nerone
+Cesare[310] avesse solamente cominciato l'anno quattordicesimo di sua
+età, senz'aspettare di compierlo, come portava la legge e l'uso, per
+dispensa del senato adulatore, prese la toga virile, abilitato anche
+al consolato, subito che toccasse l'anno ventesimo: con che potea aver
+parte agli affari pubblici e agli onori. Venne anche dichiarato
+_principe della gioventù_, e gli fu conceduta la podestà proconsolare
+fuori di Roma: tutti gran passi all'imperio. All'importunità di
+Agrippina nulla si sapea negare nè da Claudio nè dal senato. Per tanti
+onori a lui conferiti volle la madre, che si desse alla plebe un
+congiario, a' soldati un donativo, e che si celebrassero i giuochi
+circensi, per procacciare con ciò l'amore del pubblico al figliuolo.
+Intanto il povero Britannico si facea allevare come figlio di un
+plebeo, e compariva nelle solennità delle funzioni tuttavia vestito da
+putto; laddove il fratellastro Nerone sfoggiava con abiti da
+imperadore: dal che ognuno argomentava, qual dovesse in fine essere il
+destino di amendue. E perciocchè penetrò Agrippina, che alcuni
+centurioni e tribuni de' soldati pretoriani teneano discorsi di
+compassione per lo stato miserabile di Britannico, destramente li fece
+allontanare o li trasse a dimettere i gradi militari con darne loro
+dei civili più utili. Non si fidava ella di Lucio Geta, nè di Rufo
+Crispino, ch'erano prefetti del pretorio, o, vogliam dire, capitani
+delle guardie, perchè li credea parziali dell'estinta Messalina e dei
+di lei figliuoli. Picchiò tanto in capo a Claudio, con rappresentargli
+che in mano di due discordi uffiziali pativa non poco la disciplina
+militare ed essere meglio un solo, che l'indusse a creare un solo
+prefetto del pretorio; e questi fu _Burro Afranio_, uomo di molta
+sperienza nel militare, e creatura d'essa Agrippina. Tal dignità,
+massimamente conferita ad un solo, e durevole, era delle più cospicue
+e temute in Roma, e sempre più andò crescendo, dacchè i pretoriani
+cominciarono ad usurparsi colla forza il diritto d'eleggere
+gl'imperadori. Carestia si provò nell'anno presente in Roma, e il
+popolo affamato intronò di grida gli orecchi di Claudio[311], anzi,
+mosso un tumulto, se gli serrarono addosso nella pubblica piazza,
+gittandogli dei tozzi di pane, di modo ch'ebbe fatica a salvarsi per
+una porta segreta in palazzo, e convenne adoperare i soldati per
+isbandarli. Tuttavia non ne fece il freddo imperadore risentimento
+alcuno, nè vendetta; e solamente si applicò con gran cura a far venir
+grani da ogni parte, dando privilegi ai mercatanti e alle navi di
+trasporto.
+
+NOTE:
+
+[309] Sueton., in Vesp., cap. 4.
+
+[310] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 41.
+
+[311] Sueton., in Claudio, cap. 18.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LII. Indizione X.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 24.
+ TIBERIO CLAUDIO, figliuolo di
+ DRUSO, imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO CORNELIO SULLA FAUSTO e LUCIO SALVIO OTTONE TIZIANO.
+
+
+Avendo _Ottone_ (poscia imperadore) un fratello per nome _Lucio
+Tiziano_, vien perciò tenuto questo console pel medesimo di lui
+fratello. Credono alcuni, che a questi consoli nelle calende di luglio
+succedessero _Servilio Barca Serano_, chiamato _console disegnato_ da
+Tacito sotto quest'anno, e _Marco Licinio Crasso Muciano_; e che,
+cessando essi, nelle calende di novembre subentrassero in quella
+dignità _Lucio Cornelio Sulla_ e _Tito Flavio Sabino Vespasiano_.
+Questo per congettura. E quando essi vogliano che Flavio Sabino fosse
+il fratello di Vespasiano (poscia imperadore) s'ha d'avvertire che
+Tacito e Svetonio ci danno ben a conoscere Sabino per prefetto di
+Roma, ma non già illustre per alcun consolato[312]. Fu in quest'anno
+esiliato da Roma Furio Scriboniano, figliuolo di quel Camillo che si
+sollevò in Dalmazia contro di Claudio Augusto. Per atto di clemenza
+non avea Claudio nociuto al figlio; ma accusato egli ora di aver
+consultati gli strologi intorno alla vita dell'imperadore, per questo
+delitto si guadagnò il bando. Molto non campò di poi, rapito dir non
+si sa se da morte naturale o pur da veleno. Diede ciò occasione ad un
+rigoroso editto del senato contro gli strologi, con ordine di
+cacciarli d'Italia, non che da Roma. Tutto nondimeno indarno: per una
+porta uscivano, ritornavano per un'altra. Parimente fu pubblicata
+legge contra le donne libere, che sposassero schiavi. Se ciò facea la
+donna senza il consenso del padrone dello schiavo, diveniva anch'essa
+schiava; se col consenso, era poi trattata come liberta. Videsi
+nell'anno presente, fin dove arrivasse la prepotenza dei liberti di
+corte, la melonaggine di Claudio e la viltà del senato. Perchè fu
+attribuito a Pallante, liberto il più favorito dall'imperadore,
+l'invenzione di questo ripiego, per frenar le donne, il senato a
+suggestion di Claudio, o pure, come vuol Plinio il vecchio, di
+Agrippina Augusta, il senato, dico, oltre a molte lodi del suo fedele
+attaccamento al principe, e delle sue grandi applicazioni pel ben
+pubblico, il pregò di accettare gli ornamenti della pretura, e la
+facoltà di portare l'anello d'oro, come faceano i cavalieri, e per
+giunta un regalo di trecento settantacinquemila scudi romani. Costui
+accettò gli onori, ma sdegnò di prendere il danaro, con vantarsene
+dipoi in un'iscrizione, e con dire ch'egli si contentava di vivere
+nell'antica sua povertà, quando di schiavo ch'egli fu, era giunto a
+posseder più milioni, ed è registrato dal vecchio Plinio fra gli
+uomini più ricchi del suo tempo. Plinio il giovane[313] da lì a molti
+anni, in leggendo quell'iscrizione e il vergognoso decreto fatto dal
+senato per costui, non se ne potea dar pace. Callisto e Narciso erano
+gli altri due liberti dominanti allora nella corte. Per le mani di
+Agrippina e di costoro passava tutto e di tutto si facea danaro. Si
+prendeano anche beffe del balordo loro padrone[314]. Un dì mentre
+Claudio tenea ragione, comparvero alcuni della Bitinia ad accusar con
+molte grida Giunio Cilone, stato lor governatore, che avea venduta la
+giustizia per danari; nè intendendo ben Claudio, dimandò che volessero
+quegli uomini. Rispose Narciso: _Rendono grazie per aver avuto Cilone
+al lor governo_. Allora Claudio: _Ebbene, l'abbiano per lor
+governatore anche due altri anni_.
+
+Alcuni tempi prima era venuta in mente a Claudio un'impresa che, se
+gli riusciva, sarebbe stata di gran gloria a lui, e di pari utile al
+pubblico, cioè[315] di seccare il Lago Fucino, detto oggidì Lago di
+Celano nell'Abbruzzo, per mettere quelle terre a coltura, e difendere
+le circonvicine dalle inondazioni che andavano di dì in dì crescendo:
+fattura, per cui quei popoli Marsi avevano fatte più istanze ad
+Augusto, ma senza nulla ottenere. Vi si applicò con incredibil vigore
+Claudio, pensando di fare scolar quell'acque non già nel Tevere, come
+alcuno ha creduto, ma bensì nel fiume Liri o sia nel Garigliano.
+Plinio il vecchio[316] per un'opera maravigliosa ci descrive questo
+tentativo di Claudio, e di spesa infinita; imperciocchè per undici
+anni vi aveva egli impiegato continuamente circa trentamila lavoratori
+in far cavare e tagliare una montagna di tre miglia, di profondità
+incredibile, e condurre un canale lunghissimo da esso lago al fiume.
+Allorchè l'opera fu creduta compiuta, Claudio, acciocchè si conoscesse
+da ognuno la magnificenza della medesima, ordinò che si facesse prima
+un solennissimo combattimento navale sul medesimo lago. Raunati da
+varie parti dell'imperio diciannovemila uomini (se pur non v'ha
+difetto in quel numero) condannati a morte, li compartì in due squadre
+di navi colle lor armi, avendo disposto all'intorno in barche i
+pretoriani ed altre milizie, affinchè niuno scappasse. Tutte le ripe e
+le colline d'intorno erano coperte di gente accorsa allo spettacolo o
+per curiosità, o per corteggiare l'imperadore, che vi assistè con
+Agrippina[317], amendue superbamente vestiti. Sperando i destinati a
+combattere grazia, il salutarono, dicendo _che andavano a morire_, e
+non altra risposta ricevendo, se non _che anch'egli salutava loro_,
+non volevano più procedere alla battaglia. Tante esortazioni e minacce
+si fecero, che finalmente le nemiche squadre l'una appellata la
+siciliana, l'altra la rodiana, si azzuffarono e combatterono da
+disperate. Molti furono i morti, più i feriti. Chi restò in vita
+ottenne poi grazia. Quindi passò la corte ad un magnifico convito, nel
+qual tempo si lasciò correre l'acqua del lago pel nuovo fabbricato
+canale; ma essa con tal empito corse, che fracassò in più luoghi le
+muraglie delle sponde, ed allagò talmente il territorio, che Claudio
+andò a pericolo d'annegarsi. Egli è pur di pochi il prevedere tutte le
+forze delle acque messe in moto. Altre simili burle da loro fatte ho
+io letto, ed anche veduto. Agrippina fece allora una gran lavata di
+capo a Narciso, imputandogli di non aver fatto assai forte il lavoro
+per risparmiare la spesa, e mettersi in saccoccia il danaro; e Narciso
+anch'egli rispose a lei per le rime con dei frizzi intorno alla di lei
+superbia, alle idee della sua ambizione. Aggiugne Tacito[318], non
+essere stato quel canale sì basso da potere scolar le acque del lago
+troppo profondo nel mezzo. Ordinò nondimeno Claudio, che si rifacesse
+meglio il lavoro; ma per quanto si può dedurre da Plinio il vecchio,
+egli non campò tanto da vederlo compiuto. Nerone suo successore per
+invidia alla di lui gloria non si curò di perfezionarlo; e per quanto
+poi facessero Traiano e Adriano, il lago sussistè, e tuttavia
+sussiste. Un'altra maravigliosa impresa di Claudio Augusto fu l'aver
+egli condotto a fine l'acquidotto cominciato da Caligola, per cui
+furono introdotte in Roma le acque curzia e cerulea per quaranta
+miglia di viaggio[319]; e ad una tale altezza, che arrivavano alla
+cima di tutti i colli di Roma, e in tanta abbondanza, che servivano ad
+ogni casa, alle peschiere, ai bagni, agli orti e ad ogni altro uso.
+Plinio il vecchio, descrivendo la grandiosità di quest'opera stupenda,
+ci assicura, che al veder tagliate montagne, riempiute valli, e tanti
+archi per condurre quella gran copia d'acque, si conchiudeva, nulla
+esservi di sì mirabile in tutto il mondo, come quella fattura, la
+quale costò parecchi milioni. Tacito nota in questi tempi la
+prepotenza e l'arti cattive di _Antonio Felice_, chiamato _Claudio
+Felice_ da Giuseppe Ebreo[320], liberto già d'Antonia e poi di Claudio
+Augusto, a cui esso imperadore avea dato il governo della Giudea. Quel
+medesimo egli è, che si legge negli Atti degli Apostoli aver tenuto
+per due anni in prigione san Paolo apostolo. Costui, oltre al godere
+un buon posto nel cuore di Claudio, avea anche per fratello Pallante,
+il più favorito, il più potente, il più ricco dei liberti di corte; e
+però a man salva commetteva in quel governo quante iniquità egli
+voleva senza timore che gliene venisse un processo. S'empiè allora la
+Giudea di ladri e di assassini, e tutto si andò disponendo alla
+ribellione che accenneremo a suo tempo.
+
+NOTE:
+
+[312] Tacitus, Annal., cap. 52.
+
+[313] Plinius, lib. 7, epistola 29.
+
+[314] Dio, lib. 60.
+
+[315] Dio, lib. 60. Suetonius, in Claudio, cap. 20. Tacitus, Annal.,
+lib. 12, cap. 57.
+
+[316] Plinius, lib. 36, cap. 15.
+
+[317] Sueton., in Claudio, cap. 21.
+
+[318] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 57.
+
+[319] Plin., lib. 36, cap. 15.
+
+[320] Joseph., Antiq. Judaic., lib. 2.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LIII. Indizione XI.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 25.
+ TIBERIO CLAUDIO, figliuolo di
+ Druso imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+DECIMO GIUNIO SILANO e QUINTO HATERIO ANTONINO.
+
+
+Era giunto _Nerone Cesare_ a quindici in sedici anni; anche _Ottavia_
+figliuola di Claudio Augusto all'età capace di matrimonio; e però in
+quest'anno si celebrarono le loro nozze. Così Tacito[321]. Ma
+Svetonio[322] mette questo fatto due anni prima, allorchè Claudio era
+console, cioè nell'anno 54 dell'Era nostra, con avere allora Nerone
+celebrati i giuochi circensi, e la caccia delle fiere nell'anfiteatro
+per la salute del suocero imperadore. Anche Dione mette il di lui
+matrimonio prima del combattimento navale sul lago Fucino. Però non è
+qui sicura la cronologia di Tacito. Affinchè questo giovine bestia
+facesse per tempo una bella comparsa nell'eloquenza, Agrippina sua
+madre, e Seneca il maestro, vollero ch'egli servisse da avvocato al
+popolo d'Ilio o sia di Troja, i cui ambasciadori chiedeano allora in
+senato l'esenzion dai tributi. Una bella orazione in greco, dettatagli
+senza fallo dal precettore[323], recitò Nerone, in cui ebbero luogo
+tutte le favole inventate dai Romani, cioè la loro origine da Troja e
+da Enea, spacciato dagli adulatori per propagatore della famiglia
+Giulia. Nulla si potè negare ad un sì facondo oratore, e a sì forti
+ragioni; però Tiberio, dopo avere anch'egli tirata fuori una lettera
+scritta in greco dal senato e popolo romano, in cui esibivano lega al
+re Seleuco, purchè egli concedesse ogni esenzione al popolo di Troja,
+parente de' Romani, conchiuse che non si dovea negar tal grazia ai
+Trojani; nè vi fu chi non concorresse nella medesima sentenza. Perchè
+i Romani, che componeano la colonia nella città di Bologna in Italia,
+erano ricorsi all'imperadore e al senato per aiuto a cagion di un
+incendio che avea devastato le lor case: parimente per loro fece da
+avvocato con una orazione latina il giovinetto Nerone, ed ottenne in
+lor soccorso la somma di dugento cinquanta mila scudi romani. Anche il
+popolo di Rodi supplicava per ricuperare la libertà, che dianzi
+dicemmo tolta loro dal medesimo Claudio. Per loro perorò Nerone in
+greco, ed impetrò tutto quanto desideravano. Concedè similmente
+Claudio per cinque anni l'esenzion dalle imposte a quei d'Apamea,
+rovinati da un tremuoto, e al popolo di Bisanzio, che si trovò troppo
+aggravato; e per tutti i tempi avvenire l'accordò dipoi al popolo di
+Coo. _Statilio Tauro_ (non sappiamo se _Marco_ o _Tito_) possedeva de'
+bei giardini. Agrippina gli amoreggiava[324] anch'essa; però dacchè fu
+ritornato dall'Africa, dove era stato proconsole, il fece accusare in
+senato da Tarquinio Prisco, con apporgli falsamente d'essersi
+mischiato in superstizioni di magia forse contro la vita di Claudio.
+S'impazientò egli cotanto per questa trappola, che datasi la morte
+colle proprie mani, prevenne la sentenza del senato.
+
+NOTE:
+
+[321] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 58.
+
+[322] Sueton., in Nerone, cap. 7.
+
+[323] Sueton., in Nerone, cap. 8.
+
+[324] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 64.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LIV. Indizione XII.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 26.
+ NERONE CLAUDIO imperad. 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ASINIO MARCELLO e MANIO ACILIO AVIOLA.
+
+
+Scrive Tacito[325], che l'uno di questi consoli, sicome ancora un
+questore, un edile, un tribuno e un pretore, nello spazio di pochi
+mesi terminarono i lor giorni: accidente interpretato dai
+superstiziosi Romani per preludio di gravi disgrazie. Noi non
+sappiamo, nè qual dei consoli morisse, nè chi succedesse al defunto.
+All'ambiziosa Agrippina faceva ombra _Domizia Lepida_, donna
+ricchissima e di gran fasto, sorella del suo primo marito, cioè di
+_Gneo Domizio Enobarbo_, e parente d'Augusto, per via d'Antonia sua
+madre. Mirava Agrippina di mal occhio, che Lepida, oltre ad altri
+riguardi, si comperasse l'affetto del nipote Nerone con assai carezze
+e frequenti regali. Ella volea comandare al figliuolo, e però non
+istava bene in vita chi potea contrastarle un sì fatto imperio. Per
+attestato di Tacito non era meno impudica Lepida che si fosse
+Agrippina; tuttavia ella non fu per questo verso assalita. Le accuse
+che contra di lei inventò la malizia, furono d'aver fatti de'
+sortilegi per far morire essa Agrippina, oppure per diventar moglie
+dell'imperadore; e ch'ella non avesse frenata l'insolenza de' suoi
+servi, i quali, diceva ella, in Calabria turbavano la pace
+dell'Italia. Fin lo stesso Nerone[326] fu sforzato dalla madre, donna
+fiera, a far testimonianza contro l'amata sua zia. In una parola, per
+sentenza del senato, Lepida perdè la vita, ancorchè Narciso, potente
+liberto di Claudio, vi si opponesse con tutte le sue forze. E
+probabilmente questo liberto, che osservando i disegni ambiziosi di
+Agrippina, si teneva perduto, se il di lei figliuolo fosse pervenuto
+all'imperio e perciò si dichiarava tutto in favor di Britannico, si
+servì di tal occasione per rivelare, a Claudio l'amicizia infame che
+passava tra Agrippina e Pallante, altro onnipotente liberto di corte.
+Promosse inoltre a tutto potere gl'interessi di Britannico presso il
+padre, con fargli insieme conoscere, quanto fosse indecente
+l'anteporre al proprio figliuolo un figliastro, e quali fossero le
+trame di Agrippina per questo[327]. In fatti cominciarono a comparire
+alcuni segni ch'egli si fosse pentito[328] d'aver presa per moglie
+Agrippina, e d'aver adottato il di lei figliuolo. Si faceva egli
+condurre più del solito innanzi il proprio figlio Britannico;
+l'abbracciava, e un dì fu udito dire, _che con quella mano con cui
+l'avea ferito, il guarirebbe_. Narciso, anch'egli consapevole della
+mutata inclinazion del padrone, animava Britannico, e gli facea gran
+festa intorno. Ad occhi aperti stava Agrippina. Ma dacchè seppe essere
+scappato detto un giorno a Claudio, _che per suo destino egli avea
+dovuto avere solamente delle mogli impudiche, per poi punirle_: non
+volle aspettar più, e si studiò di prevenirlo. Si sentiva poco bene di
+sanità Claudio, e sperando aiuto dall'aria e dall'acque di Sinuessa,
+colà si portò, per quanto scrive Tacito. Quivi fu che Agrippina, dopo
+aver allontanato Narciso con bella maniera, mandandolo in Campania, si
+fece preparar un potente veleno da una famosa fabbriciera d'essi,
+nominata Locusta, che servì gran tempo a simili bisogni della corte. E
+sapendo, quanto il marito fosse ghiotto di boleti, ne acconciò uno al
+proposito, e gliel fece poi presentare dall'eunuco Haloto, solito a
+fare il saggio de' cibi del principe. Mangiò di que' boleti anche
+Agrippina, ma con lasciare il più bello al marito. Fu portato Claudio
+come ubbriaco (che questo gli accadeva spesso) dalla tavola al
+letto[329]. Perchè parve che sciolto il ventre potesse sovvenire al
+rischio in cui egli si trovava, spaventata Agrippina ricorse a
+Senofonte medico di sua confidenza, il quale già preparata, col
+pretesto di svegliargli il vomito, una penna tinta d'altro fiero
+veleno gliela immerse nella gola. La notte egli perdè i sentimenti, e
+verso il far del giorno del dì 13 d'ottobre spirò. Abbiamo da
+Svetonio[330], che in diverse maniere si contò questo fatto:
+comunemente nondimeno essersi detto e creduto ch'egli morisse di
+veleno. Incerto è anche il luogo, e sembra piuttosto ch'egli morisse
+in Roma. Lo stesso storico quegli è che cel dà morto nel dì 13 del
+suddetto mese, e con lui va d'accordo Dione. Ma pare che Tacito lo
+supponga prima; perciocchè si tenne (e sembra non delle sole ore)
+celata la di lui morte, e però potè succedere prima di quel giorno. In
+Roma si faceano intanto preghiere agli dii per la di lui salute.
+Agrippina chiamò i commedianti, quasi che li desiderasse Claudio per
+divertirsi, e spesso facea spargere voce che il di lui incomodo andava
+di bene in meglio. Tutto ciò per dar tempo a disporre le cose per far
+succedere Nerone. Ella inoltre si mostrava spasimante di dolore pel
+marito, e piena di tenerezza per _Britannico_ e per le sorelle di lui,
+_Antonia_ ed _Ottavia_, e trattenevali tutti, affinchè non uscissero
+della loro stanza, con aver anche messe guardie dappertutto.
+
+Preparato ciò che occorreva, sul mezzogiorno del suddetto dì 13 di
+ottobre si spalancarono[331] le porte del del palazzo, e ne uscì
+Nerone, accompagnato da Burro prefetto del pretorio, che andava ben
+d'accordo con Agrippina, siccome sua creatura. Fu presentato al corpo
+di guardia e ricevuto con acclamazioni: indi entrato in lettiga, non
+senza maraviglia di molti al non veder seco Britannico, fu condotto al
+quartiere dei pretoriani in Roma, senza che apparisca da Tacito, il
+quale fa morto Claudio a Sinuessa, alcun lungo viaggio, per venire da
+quella alla gran città. Dappoichè Nerone ebbe parlato ai pretoriani, e
+promesso loro un donativo, non inferiore al ricevuto da Claudio, fu
+acclamato da tutti per imperadore. Non tardò molto a far lo stesso il
+senato, perchè privo di maniere da resistere ai voleri e alla forza
+della milizia, già entrata in possesso di far essa gl'imperadori.
+Furono poi decretati a Claudio i medesimi onori che si praticarono
+alla morte d'Augusto, con deificarlo, e fargli un solennissimo
+funerale, in cui Agrippina gareggiò nella magnificenza con Livia
+Augusta sua bisavola[332]. Aveva ella anche cominciato un sontuoso
+tempio alla memoria del _Divo Claudio_; ma l'invidioso Nerone lo
+lasciò poi andare a terra, o lo distrusse per la maggior parte. Fu poi
+rifatto e compiuto da Vespasiano per gratitudine ad un imperadore che
+l'avea beneficato. Ed ecco come finì sua vita Claudio, principe
+annoverato fra i partecipanti del buono e del cattivo, di cuore
+inclinato alla giustizia, alla clemenza e alla munificenza, e che fece
+molte azioni da principe ottimo; ma di testa troppo debole, per cui
+lasciandosi governare da mogli scellerate e da liberti iniquissimi,
+per gli consigli ed inganni di essi tante altre azioni operò
+obbrobriose o ridicole. Gallione fratello di Seneca il derise morto,
+con dire, _ch'egli veramente era salito al cielo[333], ma tirato con
+un uncino_, come si faceva ai giustiziati che venivano strascinati dal
+boia al Tevere. Lodava anche _i boleti, perchè divenuti cibi degli
+dii_. Lo stesso Lucio Anneo Seneca, siccome maltrattato da lui, se ne
+vendicò anch'egli con una satira che tuttavia sussiste,
+rappresentandolo portato al cielo, ma poi cacciato di là e mandato
+all'inferno, con essere riconosciuto in entrambi que' luoghi per uno
+scimunito e per una bestia. L'orazione funebre[334] composta dal
+medesimo Seneca in onore di Claudio, fu recitata da Nerone. Era
+elegantissima; ma allorchè si udì esaltare la provvidenza e sapienza
+del defunto principe, niuno vi fu che potesse trattenersi dal
+sogghignare, forse non prevedendo chi si ridea di Claudio, che avea
+poi da piangere del suo successore, sentina di crudeltà e di vizii.
+Non fu letto in senato il testamento di Claudio, perchè verisimilmente
+non volle Agrippina che Britannico a Nerone in esso comparisse
+anteposto. Comandano i principi quel che vogliono in vita; morti, quel
+solo che piace al loro successore. Solamente sotto quest'anno il padre
+Antonio Pagi[335] comincia l'anno primo del pontificato di san Pietro,
+perchè sostiene ch'egli solamente ora venisse a Roma. Trattandosi di
+punti assai tenebrosi e controversi di storia, si attenga ognuno a
+quella opinione che più gli aggrada.
+
+NOTE:
+
+[325] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 64.
+
+[326] Sueton., in Nerone, cap. 7.
+
+[327] Idem, ibid., cap. 43.
+
+[328] Dio, lib. 60.
+
+[329] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 67.
+
+[330] Sueton., in Claud., cap. 43.
+
+[331] Tacitus, Annal., lib. 12, cap. 69.
+
+[332] Sueton., in Claud., c. 45, et in Vespas., c. 9.
+
+[333] Dio, lib. 60.
+
+[334] Tacit., Annal., lib. 13, c. 3.
+
+[335] Pagius, in Critica Baroniana.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LV. Indizione XIII.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 27.
+ NERONE CLAUDIO imperad. 2.
+
+_Consoli_
+
+NERONE CLAUDIO AUGUSTO e LUCIO ANTISTIO VETERE o sia VECCHIO.
+
+
+Benchè non fosse Nerone per anche pervenuto all'età stabilita dalle
+leggi per esser console, non avendo più di diecisette anni, tuttavia
+siccome superiore alle leggi, e per onorare i principii del suo
+governo, prese il consolato. Per testimonianza di Svetonio[336] lo
+tenne solamente due mesi. Chi succedesse a lui nelle calende di marzo,
+non si sa. V'ha chi crede _Pompeo Paolino_, perchè da lì a due anni si
+trova proconsole della Germania. Diede l'ambiziosa Agrippina principio
+al governo del figliuolo Nerone con levar di vita _Giunio Silano_,
+allora proconsole dell'Asia. Parte per gelosia, perchè fu detto dal
+popolazzo, ch'egli per via di femmine discendente dalla casa di
+Augusto potea aspirare all'imperio, e più proprio anche sarebbe stato
+che il giovinetto Nerone; parte ancora per timore, ch'egli volesse
+vendicar la morte ingiustamente data a _Lucio Silano_ suo fratello,
+benchè pericolo non vi fosse, perchè egli era un dappoco, e Caligola
+perciò il solea chiamare _la pecora ricca_. Si trovarono persone che
+seppero dargli il veleno, ed egli se ne andò, senza che Nerone ne
+penetrasse la trama. Da gran tempo era in disgrazia di essa Agrippina
+Narciso, liberto e segretario di Claudio Augusto, perchè parzialissimo
+di Britannico, e perchè a lei stato contrario in molte occorrenze.
+Aveva egli ammassato delle immense ricchezze, e potendo tutto sopra il
+padrone, le intere città e gli stessi re, chiunque avea bisogno del
+principe, il corteggiavano e gli faceano de' regali. Era per altro
+fedele a Claudio, e vegliava per la di lui conservazione. S'egli si
+fosse trovato alla corte, non avrebbe osato Agrippina di tradir il
+marito, o pur sarebbono seguiti differentemente gli affari; ma
+Agrippina, siccome accennai, seppe bene staccarlo da lui; e
+poscia[337] cacciatalo in dura prigione, il fece ammazzare, o il
+ridusse ad ammazzarsi da sè medesimo, ed anche contro il voler di
+Nerone, che l'amava per la somiglianza de' costumi, essendo egualmente
+anch'egli più avaro che prodigo. Si metteva Agrippina in istato
+d'altri simili prepotenze e crudeltà, se _Afranio_ _Burro, prefetto
+del pretorio_, ed uomo di costumi saggi e severi, e _Seneca maestro di
+Nerone_, non men dell'altro tendente al buono, divenuti amendue
+principali ministri ed arbitri della corte, non l'avessero tenuta in
+freno. Andavano d'accordo questi due ministri, e perchè desiderosi
+erano del buon governo, abolirono sul principio varii abusi, e fecero
+molti buoni regolamenti. Ad Agrippina accordarono in apparenza quante
+distinzioni d'onore ella seppe richiedere. Dava ella le udienze ai
+magistrati, agli ambasciatori, anche senza il figliuolo. Con esso
+usciva in lettiga; più spesso sel facea tener dietro. Ella scriveva ai
+popoli e ai re; ella dava il nome alle guardie. Ma a poco a poco i due
+ministri andarono restringendo la di lei autorità, facendole conoscere
+che chimerico era il di lei disegno di far da padrona assoluta.
+
+Per conto di Nerone ognun d'essi si studiava di portarlo all'amore e
+alla pratica delle virtù; ma perchè aveano che fare con un giovinastro
+vivace, capriccioso, vago solamente di divertimenti e piaceri, e non
+già di logorarsi il capo nell'applicazione al governo, gli permetteano
+di sollazzarsi con altri giovani di suo genio in canti, suoni e
+conviti, e in qualche altra pericolosa libertà di più, sperando
+ch'egli crescendo in età, e sfogati que' primi bollori di gioventù,
+prenderebbe miglior cammino. Ma, siccome osserva Dione, non badarono
+che il lasciar così la briglia ad un giovane, era un aprirgli la
+strada a divenire uno scapestrato, perchè un vizio chiama l'altro, e
+formato il mal abito, andando innanzi, sempre più cresce e si
+rinforza, massimamente in chi può ciò che vuole. Per altro sul
+principio non nocevano punto al buon governo i suoi divertimenti,
+lasciando egli operare ai due suoi saggi ministri, i quali finchè
+ebbero possanza, sempre mantennero la giustizia e il buon ordine con
+plauso del popolo. Portatosi Nerone ne' primi giorni in senato, parlò
+così acconciamente della maniera ch'egli pensava di tener nel governo,
+che innamorò tutti. Seneca gli avea messo in iscritto quegli
+avvertimenti. Non voleva egli essere il giudice di tutti gli affari;
+l'autorità del senato dovea esercitarsi liberamente, come ne' vecchi
+tempi. Non più s'aveano da vendere gli uffizii. Tutto camminerebbe
+sulle pedate di Augusto. E così ragionando d'altri buoni regolamenti,
+piacque cotanto la sua orazione, che fu ordinato d'intagliarla in una
+colonna d'argento, e di rinnovarne la lettura in ogni primo dì
+dell'anno. In fatti, anche il senato animato da tali parole fece di
+molti utili decreti in così bella aurora. Disobbligò fra l'altre cose
+i questori dal fare ogni anno il troppo dispendioso giuoco de'
+gladiatori, benchè non senza gravi richiami d'Agrippina, la quale
+fatti venire i senatori al palazzo, dietro ad una portiera ascoltava
+tutto, e disse che questo era un distruggere gli editti del defunto
+Claudio. E perciocchè ella volea pur seguitare a comparir sul trono
+col figliuolo, per dar le pubbliche udienze, Burro e Seneca la
+finirono, in occasione che i legati dell'Armenia si presentarono al
+senato. Era assiso Nerone sul trono ascoltando le loro dimande, quando
+arriva Agrippina, per fare anch'ella la sua comparsa padronale su quel
+medesimo trono. Allora Nerone, ammaestrato prima da Seneca, discende
+come per andare incontro alla madre, e trovato un pretesto per
+rimettere ad un altro dì l'ascoltare gli ambasciatori, diede fine al
+concistoro, senza che quei forestieri s'accorgessero che Agrippina
+voleva tuttavia menare il figliuolo grande per le maniche del sajo.
+Così a poco a poco la disviarono dal far quelle ambiziose comparse con
+vergogna del figlio. Diede[338] Nerone in quest'anno l'Armenia Minore
+ad _Aristobolo_ di nazione giudaica, e a _Soemo_ la provincia di
+Sofene, dichiarandoli re amendue. Spedì ordini pressanti ad _Agrippa
+re_ di una parte della Giudea, e ad _Antioco re_ di Comagene, di
+unirsi coi Romani per far guerra ai Parti, acciocchè battuti dalla
+parte della Mesopotamia, uscissero dell'Armenia. Ne uscirono in fatti
+per le discordie insorte fra _Vologeso re d'essi Parti_ e _Vardane_
+suo figliuolo. Portate a Roma cotali nuove, ed ingrandite, mossero il
+senato adulatore a decretar la veste trionfale a Nerone, ed anche
+l'ovazione. A _Domizio Corbulone_ fu dato il governo, o pur la cura
+degli affari dell'Armenia Maggiore: cosa applaudita dai Romani. Il
+credito di questo generale, non meno che gli uffizii di Cajo Ummidio
+Durmio Quadrato governatore della Siria, indussero Vologeso a dimandar
+la pace e a dar degli ostaggi. Segni ancora di clemenza diede Nerone
+nel non volere che fossero ammesse le accuse contra di un senatore e
+di un cavaliere.
+
+Tutto il finquì narrato appartiene in parte al precedente anno. Nel
+presente si cominciarono ad imbrogliar le scritture fra _Agrippina_ e
+il figliuolo. Erasi _Nerone_ già incapricciato di una giovine,
+appellata Atte, di bassa sfera, perchè stata schiava, ed allora
+liberta. Gli tenevano mano due de' suoi compagni negli spassi, cioè
+_Marco Salvio Ottone_, che fu poi imperadore, e _Senecione_. L'amore
+ch'egli dovea ad _Ottavia_ sua moglie, principessa per avvenenza e
+saviezza meritevole di ogni lode, si era tutto rivolto verso questa
+ignobil giovinetta, essendosi fin detto che gli corse più volte per
+mente di sposarla. Mostravano di non saper questo suo sviluppo i due
+primi ministri per paura, che se gli si contrastava questo
+amoreggiamento, da cui non veniva ingiuria ad alcuno, egli si volgesse
+alle case de' nobili. Ma Agrippina non sì tosto se n'avvide, che diede
+nelle smanie, e gli fece più e più bravate. Tuttavia accorgendosi a
+null'altro servire questa sua severità, che ad accendere maggiormente
+le disoneste fiamme di Nerone, mutò batteria, e si studiò di
+guadagnarlo colle buone, e con profusion di regali e fin con
+esibizioni che non son da dire; e tuttochè raccontate da Tacito e da
+Dione, han tutta la ciera di calunnie, facili, quando si vuol male
+alle persone. Nerone all'incontro, scelte le più belle gioie e
+masserizie del palazzo, le inviò in dono alla madre, la quale se ne
+offese, per voler egli far seco da liberale con quella roba che tutta
+egli dovea riconoscer da lei. Qui non si fermò Nerone. Levò il
+maneggio delle rendite del pubblico a Pallante, liberto il più
+confidente (e forse troppo) che s'avesse la madre, per abbassar sempre
+più la di lei superbia. Per questo andò nelle furie Agrippina, nè potè
+contenersi dal dire un dì al figliuolo, _che giacchè vivea Britannico,
+ella ne saprebbe anche fare un imperadore_. Anzi, secondo Dione[339],
+gli ricordò in tal maniera d'averlo fatto imperadore, che parve
+volesse dire che era anche capace di disfarlo. Queste parole della
+superba donna incautamente proferite, furono la sentenza di morte
+dell'infelice _Britannico_, giovinetto di molta espettazione, amato da
+ognuno, che già toccava il quindicesimo anno dell'età sua. Nerone il
+fece avvelenare da Giunio Pollione tribuno di una coorte di
+pretoriani. Mentre lo sfortunato principe pranzava coll'imperadore,
+ma, secondo lo stile, ad una tavola a parte, gli fu portata una
+bevanda troppo calda senza veleno, di cui fece il saggio lo scalco
+suo. Dimandò Britannico dell'acqua fredda per temperare quel caldo, e
+recatagli questa con un potentissimo veleno, bebbe; ed appena bevuto,
+si sentì sconvolgere tutto, e da lì a poco cadde per terra tramortito.
+Ognuno de' circostanti atterrito tremava; alcuno anche imprudente si
+ritirò[340]; ma i più accorti fissarono il guardo in Nerone, il quale
+senza punto muoversi da tavola, e senza punto scomporsi, disse che
+quello era un colpo di mal caduco, a cui fin da fanciullo egli era
+soggetto. Britannico morì nella seguente notte, e fu immediatamente
+bruciato il suo corpo, acciocchè non apparissero i segni del veleno.
+Dione all'incontro scrive, che per coprir que' segni apparenti nel
+volto, Nerone lo fece imbiancare col gesso; ma sopraggiunta una
+dirotta pioggia nel portarlo al rogo, si lavò l'imbiancatura, onde
+ognuno potè scorgere l'iniquità del fatto. Anche Tacito parla di essa
+pioggia, ma con dir solamente, averla interpretata i Romani per un
+contrassegno dell'ira degli dii.
+
+Questo colpo sbalordì fieramente Agrippina, sì per vedere di che fosse
+capace il figliuolo, e sì per trovarsi priva di chi al bisogno avrebbe
+potuto giovare ai suoi disegni. Ma fece forza a sè stessa, per coprire
+l'interno affanno. Nè meno di lei seppe contenersi nel mirarsi tolto
+da sì barbara mano il caro fratello _Ottavia_, siccome già avvezza a
+non zittire per qualunque aggravio che le fosse fatto. Colle spoglie
+di Britannico Nerone arricchì di poi Burro e Seneca: il che diede da
+mormorare di essi a non pochi. Ne fece anche parte ad Agrippina; ma
+questa non potea darsi pace al vedere un figlio agitato da sì violente
+passioni, e al temere di peggio. Laonde per premunirsi cominciò a
+farsi del partito coi tribuni centurioni della milizia, ed insieme ad
+adescare i più accreditati della nobiltà, non più altera, come in
+addietro, ma abbondante di cortesia anche all'eccesso. E soprattutto
+raunava danaro, creduto il più potente amico nelle occorrenze. Seppelo
+Nerone; le levò le due guardie de' pretoriani e Germani; la fece anche
+passare dal palazzo imperiale ad abitare in quello di Antonia sua
+avola, per tenerla lontana da sè. Portavasi talvolta a visitarla, ma
+sempre attorniato da molti centurioni, e dopo un breve complimento, se
+n'andava. Allora comparve a che vicende sia suggetta l'umana potenza,
+e quanto fragile e vana sia la grandezza de' mortali. Quella dianzi
+tanto venerata e temuta donna si trovò in isola; niun più andava a
+visitarla, a riserva di poche femmine; ognun fuggiva d'incontrarla di
+parlarle, di mostrarsene parziale. A questo arrivò la smoderata
+ambizion di Agrippina; e pure non finì qui la sua depressione. _Giulia
+Silana_, nobilissima dama, già amica sua, e poi gravemente disgustata
+pel matrimonio di Sesto Africano, concertato da lei, e frastornato da
+Agrippina, prese ad accusarla, e fece passare all'orecchio, di Nerone
+per mezzo di Paride commediante, che la madre era dietro a volere
+sposar Rubellio Plauto, per via di femmine discendente da Augusto, con
+disegno di sconvolgere poi lo stato. Passata la mezza notte, corse
+Paride a far questa relazione a Nerone, il quale si ritrovava allora,
+secondo il solito, ubbriaco. Il primo ed unico pensiero dell'infuriato
+Augusto fu quello di uccider la madre e Plauto, e di levar la carica
+di prefetto del pretorio a Burro, sospettandolo d'accordo con
+Agrippina, da cui egli riconosceva la sua fortuna. Seneca chiamato al
+romore, il pacificò per conto di Burro, attestandone l'onoratezza.
+Accorse anche Burro, e promise di torre la vita ad Agrippina, se si
+recavano prove dell'accusa, mostrando poi la necessità d'ascoltar lei
+ancora. Fatto giorno, i ministri andarono ad intimarle l'accusa e a
+rivelarle gli accusatori. Agrippina rispose col non per anche deposto
+orgoglio, e dimandò di poter parlare al figliuolo: il che non le fu
+negato. Parlò in maniera, che il rasserenò, e poscia andò il gastigo a
+cadere sopra Silana, che fu relegata, e sopra alcuni altri complici di
+lei. Ottenne ella ancora dei posti per alcuni suoi favoriti. Un'altra
+accusa in questi tempi venne in campo contra del suddetto Burro, e di
+Pallante liberto da noi più volte nominato, imputati di voler portare
+all'imperio _Cornelio Sulla_, uno de' primati romani. Si difesero in
+maniera, che solamente Peto l'accusatore ne portò la pena con essere
+relegato.
+
+NOTE:
+
+[336] Sueton., in Nerone.
+
+[337] Dio, lib. 62.
+
+[338] Tacitus, Annal., l. 13, cap. 7.
+
+[339] Dio, lib. 6.
+
+[340] Tacitus, lib. 13, cap. 7.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LVI. Indizione XIV.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 28.
+ NERONE CLAUDIO imper. 3.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO VOLUSIO SATURNO e PUBLIO CORNELIO SCIPIONE.
+
+
+Secondochè abbiam da Svetonio, soleva Nerone mutar nelle calende di
+luglio i consoli. Per questo va congetturando Vinando Pighio, che ai
+suddetti consoli fossero sostituiti _Curtilio Mancia e Dubio Avito_,
+per trovarsi eglino da qui a due anni proconsoli. Cominciò in
+quest'anno lo sbrigliato giovinastro Nerone a menar una vita più che
+mai scandalosa[341]. La notte travestito da servo, accompagnato da
+alcuni suoi fidi, scorreva per le strade per gli postriboli, per le
+bettole a sfogare i bestiali suoi appetiti, divertendosi in rompere ed
+isvaligiar botteghe, e in dar per ischerzo delle battiture a chi
+s'incontrava per via, e far di peggio a chi resisteva. Essendo poi
+trapelato venir da Nerone somiglianti insolenze, presero animo altri
+giovani scapestrati per unirsi insieme, e far lo stesso sotto nome di
+lui, ingiuriando uomini e donne illustri: con che pericoloso per tutti
+divenne lo andar di notte per Roma. Perchè Nerone non era conosciuto,
+toccavano anche a lui talvolta delle busse. Per attestato di
+Plinio[342] fu sfregiato una notte in volto. Con tassia, incenso e
+cera avendo unta la percossa, la mattina seguente comparve con la cute
+sana. Uno di quelli che la notte gli diedero alcune bastonate o
+ferite, o sia per cagion della moglie, come vuole Svetonio e Dione, o
+pure per motivo di propria difesa, come s'ha da Tacito, fu Giulio
+Montano, uomo nobile e già vicino a divenir senatore. Stette Nerone a
+cagion di questo regalo più dì confinato in casa, nè già pensava a
+vendetta, perchè si figurava di non essere stato conosciuto, e però
+non ingiuriato. Ma il mal accorto Montano, saputo con chi egli avea sì
+malamente trescato, andò ad infilzarsi da sè stesso con iscrivergli
+una lettera lagrimevole e chiedergli perdono. «Come! gridò Nerone,
+costui sa d'aver percosso l'imperadore, nè si è per anche data la
+morte da sè stesso!» Gli fece egli dipoi insegnare come andava fatto.
+Da lì innanzi usò Nerone di uscir di notte con una banda di soldati e
+di gladiatori, che il seguitavano in disparte. Se per le insolenze
+ch'egli commetteva, talun si rivoltava, allora costoro menavano le
+mani. Dilettavasi parimente il forsennato Augusto di accendere e
+fomentare le fazioni del popolazzo nelle pubbliche commedie, gustando
+ora da luogo occulto, ed ora scoperto, di mirare se si davano de'
+pugni, e tiravano dei sassi, essendo egli talora il primo a gittarne,
+con avere anche una volta ferito in volto il pretore, presidente ai
+giuochi. Andò tanto innanzi la confusione per questo, con pericolo di
+peggio, che bisognò rimettere le guardie ne' teatri, e bandire
+dall'Italia alcuni dei più sediziosi istrioni e pantomimi. Piena[343]
+era l'antica Roma di schiavi e di liberti. Ancorchè i primi con
+acquistar la libertà dai padroni, sembra che fossero sciolti da ogni
+legame, pure o per la pratica, o per le riserve tacite od espresse che
+si faceano, erano tenuti a servire essi padroni, ma in impieghi più
+onorevoli. Se mancavano, erano gastigati; se arrivava il lor fallo
+all'ingratitudine, tornavano schiavi. Grandi lamenti insorsero in
+questi tempi de' padroni contra dei liberti; e in senato fu proposto
+di fare una legge rigorosa, che gli abbracciasse tutti. Nerone
+l'impedì con ordinare, che il gastigo andasse sopra i particolari, per
+le ragioni che ne adduce Tacito. Fu anche modificata la soverchia
+autorità de' pretori, degli edili e de' tribuni della plebe. Alcuni
+altri regolamenti si fecero, tutti utili al pubblico.
+
+NOTE:
+
+[341] Tacit., Ann., lib. 13, cap. 25. Dio, lib. 61. Suet., in Nerone,
+cap. 26.
+
+[342] Plin., lib. 13, cap. 22.
+
+[343] Tacitus, lib. 13, cap. 26.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LVII. Indizione XV.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 29.
+ NERONE CLAUDIO imper. 4.
+
+_Consoli_
+
+NERONE CLAUDIO AUGUSTO per la seconda volta e LUCIO CALPURNIO PISONE.
+
+
+Si sa da Svetonio, che Nerone non tenne se non sei mesi il consolato.
+Disputano gli eruditi, chi a lui ed al collega succedesse nelle
+calende di luglio. Nulla s'è potuto accertare finora. Non ci
+somministra l'antica storia alcun fatto rilevante sotto quest'anno.
+Tacito[344] solamente racconta aver Nerone dato un congiario, o sia
+regalo, al popolo, e levata l'imposta di venticinque danari sopra la
+vendita che si faceva degli schiavi. Proibì ancora ai governatori
+delle provincie il fare spettacoli di gladiatori o di fiere, e simili
+altri giochi: perchè sotto questo pretesto molestavano forte le borse
+de' popoli, o cercavano di coprire con tali magnificenze i lor
+latrocini. Fu accusata _Pomponia Grecina_, moglie di Aulo Plauzio,
+conquistator della Bretagna, perchè seguitava una _superstizion
+forestiera_. Hanno creduto, e fondatamente i nostri, ch'ella avesse
+abbracciata la religion cristiana, la quale in questi tempi s'andava
+dilatando per la terra, e massimamente in Roma. Fu rimessa tal
+giustizia, secondo l'antico costume, alla cognizion del marito, il
+quale, esaminato l'affare coi di lei parenti, la giudicò innocente.
+Potrebbe essere che appartenesse all'anno presente ciò che narra
+Dione[345] con dire, che si fecero vari spettacoli in Roma. Uno di
+tori, che furono uccisi da uomini a cavallo, correnti a briglia
+sciolta contra di essi. Un altro, in cui quattrocento orsi e trecento
+lioni caddero al suolo trafitti dalle lance delle guardie a cavallo di
+Nerone. Anche trenta uomini dell'ordine de' cavalieri romani
+combatterono nell'anfiteatro alla foggia de' gladiatori, cioè di gente
+infame. Cresceva intanto lo sregolamento di Nerone ascoltando egli
+unicamente i consigli di chi adulava le di lui passioni, tutte rivolte
+ai piaceri anche più abbominevoli. Quei di _Burro_ e di _Seneca_
+l'infastidivano, e in fine cominciò a metterseli sotto i piedi.
+_Ottone_, che fu poi imperadore, e in tutto simile era a Nerone nelle
+inclinazioni e nei vizii, siccome ancora gli altri collegati
+negl'infami di lui divertimenti, gli andavano di tanto in tanto
+dicendo: «Come mai soffrite che vi facciano i pedanti in questa età? E
+voi ve ne mettete suggezione, senza ricordarvi che siete l'imperadore,
+e che non essi, ma voi sopra d'essi avete potere!» Così imparò egli a
+sprezzare i consigli de' buoni, e, voltata strada, si diede ad imitar
+Caligola, anzi a superarlo; parendogli cosa degna di un imperadore il
+non esser da meno d'alcuno neppur nelle cose mal fatte. Tuttavia in
+questi primi anni si andò ritenendo. I suoi erano finora vizii
+privati, e nocevano a lui solo, e a pochi altri, senza che ne patisse
+la repubblica. Si videro anche in lui alcuni atti di clemenza, intorno
+alla qual virtù gli avea Seneca composto e dedicato nell'anno
+precedente un trattato che ci resta. Ma fin dove il portasse la sua
+perversa natura, e questo abbandonamento di sè stesso, poco staremo a
+vederlo.
+
+NOTE:
+
+[344] Tacit., lib. 13, cap.
+
+[345] Dio, lib. 61.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LVIII. Indizione I.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 30.
+ NERONE CLAUDIO imper. 5.
+
+_Consoli_
+
+NERONE CLAUDIO AUGUSTO per la terza volta e VALERIO MESSALLA.
+
+
+V'ha chi dà al secondo console il nome di _Marco Valerio Messalla
+Corvino._ Ed abbiamo bensì da Svetonio che il terzo consolato di
+_Nerone_ durò solamente quattro mesi; ma non sappiamo chi a lui
+succedesse nelle calende di maggio. Potentissimo avvocato, ed insieme
+terribile e venale accusatore sotto l'imperador Claudio era stato
+Marco Suilio[346], odiato perciò da molti, i quali, mutato il governo,
+si studiarono d'abbatterlo. Perchè egli credea suo nemico _Seneca_, ne
+sparlava a tutto potere, tassandolo di aver avuto disonesto commercio
+con _Giulia_ figliuola di Germanico Cesare, per cui giustamente avesse
+patito l'esilio, e ch'egli fosse filosofo bensì di nome, ma ne' fatti
+un solennissimo ipocrita, mentre scriveva sì dei precetti di
+filosofia, ed altro poi non facea che ammassar de' milioni, e andar a
+caccia di testamenti, e di far usure innumerabili per l'Italia e per
+le provincie. Nel senato comparvero delle gravi accuse contro di
+Suilio; ma Nerone si contentò di confiscargli una parte de' suoi beni
+e di relegarlo in Majorica e Minorica. Anche _Cornelio Silla_,
+verisimilmente quello stesso ch'era stato console nell'anno 52 ed
+aveva avuta in moglie _Antonia_ figliuola di Claudio Augusto, fu
+relegato a Marsilia. Benchè pel suo genio timido e vile non fosse
+capace d'imprese grandi, pure gli emuli suoi fecero credere a Nerone,
+ch'egli, sotto una finta stupidità, covasse dei veri disegni di
+novità; e gli tesero anche tante trappole, che fu condannato, come
+dissi, all'esilio ed anche nell'anno 62 tolto dal mondo. Fu parimente
+accusato _Pomponio Silvano_ d'aver fatto delle estorsioni durante il
+suo governo nell'Africa. Ebbe de' buoni protettori, perchè lor fece
+sperar le molte sue ricchezze per eredità, giacchè privo era di
+figliuoli ed inoltrato molto nell'età. In questa maniera si salvò, con
+deludere poscia l'espettazione di chiunque facea i conti sulla sua
+roba, per essere sopravvivuto a tutti. Potrebb'essere un d'essi
+_Ottone_, che fu poi imperadore, e forse anche il buon _Seneca_, da
+noi veduto in concetto d'attendere a simili prede. Era in questi tempi
+andato all'eccesso l'orgoglio e l'insolenza dei pubblicani, cioè de'
+gabellieri di Roma, e ne mormorava forte il popolo. Saltò in capo a
+Nerone di levar via, tutt'i dazii e le gabelle, per aver la gloria di
+fare un bellissimo regalo al genere umano; e se ne lasciò intendere in
+senato. Lodarono i senatori assaissimo la grandezza dell'animo suo; ma
+appresso gli fecero toccar con mano che senza il nerbo delle rendite
+pubbliche non potea sussistere l'imperio romano, tanto ch'egli smontò.
+Furono nondimeno fatti dei buonissimi regolamenti in questo proposito
+per benefizio dei popoli con reprimere le avanie di quelle
+sanguisughe: regolamenti nondimeno ch'ebbero corta durata, con
+ripullulare gli abusi. Tuttavia confessa Tacito, che molti se ne
+levarono, nè al suo tempo si pagavano più non so quante esazioni
+introdotte al passaggio de' ponti, e per le navi.
+
+Ebbe principio in quest'anno l'amoreggiamento di Nerone con _Poppea
+Sabina_, donna di gran nobiltà, di pari bellezza e ricchezza. Graziosa
+nel parlare, vivace d'ingegno, e modesta in apparenza, di rado si
+lasciava vedere per Roma, e sempre col volto mezzo coperto, per non
+saziare affatto la curiosità di chi la riguardava. Le mancava solo il
+più bello, cioè l'onestà. Bastava essere liberale per guadagnarsi i di
+lei favori. Era stata moglie di Rufo Crispino cavaliere romano, a cui
+partorì un figliuolo; ma innamoratosene _Ottone_, che fu poscia
+imperadore, non gli fu difficile colla bizzarria delle comparse,
+colla gioventù e col credito d'essere uno dei più confidenti
+dell'imperadore, di distorla dal marito, e di prenderla egli in
+moglie: chè di questi bei tiri abbondava Roma pagana. Ma il
+vanaglorioso scioccone non potea ritenersi presso Nerone dal far elogi
+incessanti della nobiltà e dell'avvenenza della nuova moglie,
+chiamando sè stesso il più felice degli uomini, per trovarsi in
+possesso di tal donna. Tanto andò ripetendo questa canzone, che Nerone
+invogliossi di vederla, e il vederla fu lo stesso che innamorarsene
+perdutamente. Mostrossi anch'ella sul principio presa della di lui
+bellezza; poi colla ritrosia, e col fingersi troppo contenta del
+marito Ottone, e di non apprezzar molto chi era di spirito sì basso da
+compiacersi dell'amore di una vil serva, cioè di Atte liberta, tal
+corda gli diede, che sempre più andò crescendo la fiamma. Ne provò ben
+presto gli effetti lo stesso Ottone con restar privo della confidenza
+di Nerone, e col non essere ammesso alla di lui udienza, nè al
+corteggio. Di peggio potevagli avvenire, se Seneca, amico suo, non
+avesse impetrato, che Nerone l'inviasse per presidente della
+Lusitania, parte di cui era il Portogallo d'oggidì, dove con buone
+operazioni per dieci anni risarcì l'onore ch'egli avea perduto in
+Roma. Da lì innanzi Poppea trionfò nel cuor di Nerone. Dione[347]
+pretende, che per qualche tempo Ottone e Nerone andassero d'accordo
+nel possedere costei; ma molto non sogliono durare sì fatte amicizie.
+Risvegliossi in quest'anno[348] la guerra fra i Romani e i Parti, per
+cagion dell'Armenia. _Vologeso re_ d'essi Parti pretendea di mettervi
+per re _Tiridate_ suo fratello; i Romani voleano disporne a lor
+piacimento, come s'era fatto in addietro. _Domizio Corbulone_, che già
+dicemmo il più valente generale di Roma in questi tempi, comandava in
+quelle parti l'armi romane. Ma, più che i Parti, recava a lui pena la
+scaduta disciplina delle soldatesche sue, per lunga pace impigrite e
+dimentiche degli ordini della vecchia milizia. La prima sua cura
+adunque fu quella di cassare gl'inutili, di far nuove leve, e di ben
+disciplinar la sua gente, usando del rigore ch'era a lui naturale.
+S'impadronì egli poi di Artasata capitale dell'Armenia e di
+Tigranocerta; ed avendo voluto Tiridate rientrare nell'Armenia, il
+ripulsò, divenendo in fine padrone affatto di quella contrada.
+Probabilmente non succederono tutte queste imprese nell'anno presente.
+L'Occone e il Mezzabarba[349], che riferiscono a quest'anno la pace
+universale, e il tempio di Giano chiuso in Roma, come apparisce da
+molte medaglie, andarono a tastoni in questo punto di storia. Tacito
+racconta in un fiato varii avvenimenti tanto dell'Armenia che della
+Germania, ma non succeduti tutti in un sol anno.
+
+NOTE:
+
+[346] Tacitus, lib. 13, cap. 42.
+
+[347] Dio, lib. 90.
+
+[348] Tacitus, lib. 13, cap. 34.
+
+[349] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LIX. Indizione II.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 31.
+ NERONE CLAUDIO imper. 6.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO VIPSTANO APRONIANO e FONTEJO CAPITONE.
+
+
+Comunemente da chi ha illustrato i Fasti consolari, il primo di questi
+consoli è chiamato _Vipsanio._ Ma, secondo le osservazioni del
+cardinal Noris[350], il suo vero nome fu _Vipstano_; e ciò può ancora
+dedursi da un'iscrizione pubblicata anche da me[351]. In essa
+s'incontra _Cajo Fontejo._ Se ivi è disegnato il console di questi
+tempi, _Cajo_ e non _Lucio_ sarà stato il suo prenome. Giunse in
+quest'anno ad un orrido eccesso la più che maligna natura di Nerone.
+Erasi rimessa in qualche credito Agrippina sua madre, dappoichè le
+riuscì di superar le calunnie di _Giunia Silana;_ ma dacchè entrò in
+corte _Poppea Sabina_, cominciò una nuova e più fiera guerra contro di
+lei. Aspirava questa ambiziosa ed adultera donna alle nozze del
+regnante, al che, vivente Agrippina, le parea troppo difficile di
+poter giungere, sì perchè Agrippina amava forte la saggia e paziente
+sua nuora _Ottavia_, e sì perchè non avrebbe potuto soffrire presso il
+figliuolo chi a lei fosse superiore negli onori e nel comando.
+Cominciò dunque Poppea a stimolar Nerone con dei motti pungenti,
+deridendolo, «perchè tuttavia fosse sotto la tutela; ed oh che bel
+padrone del mondo, che nè pure è padrone di sè stesso!» Passò poi in
+varie guise, e coll'aiuto dei cortigiani nemici di Agrippina, a fargli
+credere che la madre nudrisse de' cattivi disegni contra di lui.
+Ingegnavasi all'incontro anche Agrippina di guadagnarsi l'affetto del
+figliuolo contra di questa rivale; e fanno orrore le dicerie che
+corsero allora, delle quali Dione Cassio[352] e Tacito[353] fanno
+menzione, contraddicendo quegli autori anche in parlar di _Seneca_,
+che alcuni vogliono concorde coll'iniquo Nerone alla rovina della
+madre, ed altri parziale della medesima, anzi macchiato di un infame
+commercio con lei. La stessa battaglia fra quegli scrittori si
+osserva, rappresentando alcuni[354], ch'ella con carezze nefande, ed
+altri colla fierezza e colle minacce procurava di rompere
+l'abbominevole attaccamento del figliuolo a Poppea. Se nulla è da
+credersi, è l'ultimo. Perciò Nerone annoiato cominciò a sfuggirla, e
+ad aver caro ch'ella se ne stesse ritirata nelle deliziose sue ville,
+benchè quivi ancora l'inquietasse, con inviar persone, le quali, in
+passando, le diceano delle villanie o delle parole irrisorie.
+Finalmente si lasciò precipitar nella risoluzione di torle la vita.
+Non si arrischiò al veleno, perchè non apparisse troppo sfacciato il
+colpo, siccome era avvenuto in Britannico; e perchè ella andava ben
+guernita di antidoti. Nulladimeno Svetonio scrive, che per tre volte
+tentò questa via, ma indarno. Pensò anche a farle cadere addosso il
+vôlto della camera, dov'ella dormiva, e vi si provò. Ne fu avvertita
+per tempo Agrippina, e vi provvide.
+
+Ora _Aniceto_ liberto di Nerone, presidente dell'armata navale, che si
+tenea sempre allestita nel porto di Miseno, siccome nemico di
+Agrippina, si esibì a Nerone di fare il colpo con una invenzione che
+parrebbe fortuita; e risparmierebbe a lui l'odiosità del fatto.
+Consisteva questa in fabbricare una galea congegnata in maniera, che
+una parte si scioglierebbe, tirando seco in mare chi v'era disopra,
+esempio preso da una simil nave già fabbricata nel teatro. Piacque la
+proposizione; fu preparato nella Campania l'insidiatore legno; e
+Nerone per celebrar i giuochi d'allegria in onor di Minerva, chiamati
+Quinquatrui, si portò al palazzo di Bauli, situato fra Baia, e Miseno,
+conducendo seco la madre sino ad Anzo, giacchè era qualche tempo che
+le mostrava un finto affetto, ed usavale delle finezze. Quivi stando
+Nerone si udiva dire: che toccava ai figliuoli il sopportare gli
+sdegni di chi avea lor data la vita, e che a tutti i patti volea far
+buona pace colla madre; acciocchè tutto le fosse riferito, ed ella,
+secondo l'uso delle donne facili a credere ciò che bramano, si
+lasciasse meglio attrappolare. Invitolla dipoi a venire ad un suo
+convito ad Anzo; ed ella v'andò, accolta dal figliuolo sul lido con
+cari abbracciamenti, e tenuta poi a tavola nel primo posto: il che
+maggiormente la assicurò. O sia, come vuol Tacito, ch'ella quivi si
+fermasse quella sola giornata, o che, al dire di Dione, si trattenesse
+quivi per alcuni giorni, volle ella infine ritornarsene alla sua
+villa. Nerone, dopo il lungo e magnifico convito, la tenne fino alla
+notte in ragionamenti ora allegri, ora serii, baciandola di tanto in
+tanto, ed animandola a chiedere tutto quel che voleva, con altre
+parole le più dolci del mondo. Accompagnata da lui sino al lido,
+s'imbarcò nella nave traditrice, superbamente addobbata, e andò
+servendola Aniceto. Era quietissimo il mare, e parve quella calma
+venuta apposta, per far conoscere ad ognuno, che non dalla forza de'
+venti, ma dal tradimento procedea lo sfasciarsi della nave. Alla
+divisata ora cadde, secondo Tacito[355], il tavolato di sopra, che
+soffocò Creperio Gallo cortigiano d'Agrippina; ma essa con Acerronia
+Polla sua dama d'onore si attaccò alle sponde, nè cadde. In quella
+confusione i marinai credendo che Acerronia fosse Agrippina, coi remi
+la uccisero. Ad Agrippina toccò solamente una ferita sulla spalla. Fu
+voltata in un lato la nave, perchè si affondasse; ed Agrippina
+cadutavi pian piano dentro, parte nuotando, e parte soccorsa dalle
+barchette che venivano dietro, si salvò, e fu condotta al suo palazzo
+nel lago Lucrino. Dione in poche parole dice, che, sfasciatasi la
+nave, Agrippina cadde in mare, nè si annegò. Più minuta, ma
+imbrogliata, è la descrizione che fa di questo fatto Tacito; ma,
+comunque succedesse, per consenso di tutti, Agrippina scampò la vita.
+
+Ridotta nel suo palazzo, e in letto, per farsi curare, ricorrendo col
+pensiero tutta la serie di quel fatto, non durò fatica ad intendere
+chi le avesse tramata la morte. Prese la saggia determinazione di
+tutto dissimulare, ed immediatamente spedì Agerino suo liberto al
+figliuolo, per dargli avviso d'avere per benignità degli dii sfuggito
+un bravissimo pericolo, e per pregarlo di non farle visita per ora,
+avendo ella bisogno di quiete per farsi medicare. Nerone ch'era stato
+sulle spine la notte, aspettando nuova dell'esito degli esecrandi suoi
+disegni, allorchè intese come era passata la cosa, ed esserne uscita
+netta la madre, fu sorpreso da immensa paura, immaginandosi ch'ella
+potesse spedirgli contro tutta la sua servitù in armi, o muovere i
+pretoriani contra di lui, o comparire ad accusarlo in Roma al senato e
+al popolo. Sbalordito non sapeva allora in qual mondo si fosse. Fece
+svegliar Burro e Seneca, chiamandogli a consiglio, essendo ignoto
+s'eglino sì o no fossero prima consapevoli del delitto. Restarono un
+pezzo ambedue senza parlare, o perchè non osassero di dissuaderlo, o
+perchè credessero ridotte le cose ad un punto che Nerone fosse
+perduto, se non preveniva la madre. Nerone in fatti propose di levarla
+dal mondo; e Seneca, imputato da Dione d'aver dianzi dato questo
+medesimo consiglio, voltò gli occhi a Burro, come per domandargli che
+ne comandasse ai suoi pretoriani l'esecuzione. Ma Burro, non
+dimenticando che da Agrippina era proceduta la propria fortuna,
+prontamente rispose, che essendo obbligate le guardie del corpo a
+tutta la casa cesarea, e ricordandosi del nome di Germanico, non si
+potea promettere in ciò della loro ubbidienza; e che toccava ad
+Aniceto il compiere ciò ch'egli aveva incominciato. Chiamato Aniceto,
+non vi pose alcuna difficoltà, cosicchè Nerone protestò che in quel
+giorno egli riceveva dalle sue mani l'imperio; e quindi gli ordinò di
+prendere quegli armati che occorressero dalla guarnigione delle sue
+galee. Intanto arriva per parte di Agrippina Agerino. Sovvenne allora
+a Nerone un ripiego degno del suo capo sventato. Allorchè l'ebbe
+ammesso all'udienza, gli gittò a' piedi un pugnale, e chiamò tosto
+aiuto, con fingere costui mandato dalla madre per ucciderlo, e il fece
+tosto imprigionare, e poi spargere voce, ch'egli s'era ucciso da sè
+stesso per la vergogna della scoperta sua mala intenzione. Intanto
+Agrippina, ch'era negli spasimi per non veder venire Agerino, nè altra
+persona per parte del figlio, in vece di essi mira entrar nella sua
+camera Aniceto, accompagnato da due suoi uffiziali, senza sapere se in
+bene o in male. Poco stette in avvedersene: un colpo di bastone la
+colse nella testa; e vedendo sguainata la spada da un di essi,
+saltando su gridò: «Ferisci questo,» mostrandogli il ventre. Fu di poi
+morta con più ferite; e portatane la nuova a Nerone, non mancò chi
+disse di averla voluta vedere estinta e nuda, non fidandosi di chi gli
+riferì il fatto, e d'aver detto: «io non sapea d'avere una madre sì
+bella.» Tacito lascia in forse questa circostanza. Fu in quella stessa
+notte bruciato, secondo il costume d'allora, il suo corpo e vilmente
+seppellito. Ed ecco dove andò a terminare la sbrigliata ambizione di
+questa donna, figliuola di Germanico, nipote del grande Agrippa,
+pronipote d'Augusto, moglie e madre d'imperadori. Le iniquità da lei
+commesse per far salire il figlio al trono riportarono questa
+ricompensa dallo stesso suo figlio, mostro d'ingratitudine e di
+crudeltà.
+
+Fece susseguentemente Nerone una bella scena, mostrandosi
+inconsolabile per la morte della madre, e dolendosi d'aver salvata la
+vita propria colla perdita della sua; giacchè voleva che si credesse
+aver ella inviato Agerino per ucciderlo, e ch'ella dipoi si fosse
+uccisa da sè stessa. Lo stesso ancora scrisse al senato con aggiungere
+una filza d'altre accuse contro la madre per giustificar sè medesimo,
+e con dire fra l'altre cose[356]: _Ch'io sia salvo, appena lo credo, e
+non ne godo._ Perchè quella lettera o era scritta da Seneca, o si
+riconobbe per sua dettatura, fu mormorato non poco di questo adulator
+filosofo, il quale compariva approvatore di sì nero delitto. Mostrò il
+senato[357] di credere tutto: decretò ringraziamenti agli dii, e
+giuochi per la salvata vita del principe; e dichiarò il dì natalizio
+di Agrippina per giorno abbominevole. Il solo _Publio Peto Trasea_,
+senatore onoratissimo, dappoichè, fu letta quella lettera, uscì dal
+senato, per non approvare nè disapprovare, il che poi gli costò caro.
+Ma Nerone dopo il misfatto[358] si sentì gran tempo rodere il cuore
+dalla coscienza; sempre avea davanti agli occhi l'immagine
+dell'estinta madre e gli parea di veder le furie che il
+perseguitassero colle fiaccole accese. Nè il mutar di luogo e l'andare
+a Napoli ed altrove, servì a liberarlo dall'interno strazio. Neppure
+s'attentava di ritornar più a Roma, temendo d'essere in orrore a
+tutti. Ma gl'ispiravano del coraggio i bravi cortigiani, facendogli
+anzi sperare cresciuto l'amore del popolo per aver liberata Roma dalla
+più ambiziosa e odiata donna del mondo. In fatti, restituitosi alla
+città, trovò anche più di quel che sperava, movendosi e grandi e
+piccoli per paura di un sì spietato principe a fargli onore. Andò
+dunque come trionfante al Campidoglio, persuaso ch'egli potea far
+tutto a man salva, dacchè tutti, o perchè l'amavano, o perchè
+avviliti, non sapeano se non adorare i di lui supremi voleri. Affettò
+ancora la clemenza con richiamare a Roma _Giunia Calvina, Calpurnia,
+Valerio Capitone_ e _Licinio Gabalo_, esiliati già dalla madre. Ma in
+questo medesimo anno col veleno abbreviò la vita a _Domizia_ sua zia
+paterna, con occupar tutti i suoi beni posti in quel di Baja e di
+Ravenna, prima ancora ch'ella spirasse. Quivi alzò de' magnifici
+trofei, che duravano anche ai tempi di Dione[359]. Mirabil cosa
+nondimeno fu, che parlando molti liberamente di tali eccessi, ed
+uscendo non poche pasquinate, pure, egli, benchè dalle sue spie
+informato di quanto succedea, ebbe tal prudenza da dissimular tutto, e
+da non gastigar alcuno per questo, paventando di accrescere,
+altrimente facendo, il romore nel popolo.
+
+NOTE:
+
+[350] Noris, Ep. Consul.
+
+[351] Thes. Nov. Veter. Inscr., p. 305, n. 3.
+
+[352] Dio, lib. 90.
+
+[353] Tac., lib. 14, cap. 2.
+
+[354] Sueton., in Nerone.
+
+[355] Tacitus, lib. 14, cap. 3.
+
+[356] Quintilianus, lib. 8 Instit.
+
+[357] Tacitus, lib. 14, c. 12.
+
+[358] Sueton., in Neron., c. 34.
+
+[359] Dio, lib. 61.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LX. Indizione III.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 32.
+ NERONE CLAUDIO imper. 7.
+
+_Consoli_
+
+NERONE CLAUDIO AUGUSTO e COSSO CORNELIO LENTULO.
+
+
+Dicendo Svetonio, che Nerone tenne questo consolato per soli sei mesi
+nelle calende di luglio dovettero succedere a lui e al collega due
+altri consoli. Il nome loro ci è ignoto. Alcuni han sospettato che
+fossero _Tito Ampio Flaviano_ e _Marco Aponio Saturnino_, perchè da
+Tacito son chiamati uomini consolari, ed ebbero poscia de' governi.
+Andossi poi sempre abbandonando Nerone[360] ai divertimenti e piaceri,
+dappoichè non vivea più la madre, che il tenea pure in qualche
+suggezione. Sin da fanciullo si dilettava egli di andare in carretta e
+di condurre i cavalli. Avea anche imparato a sonar di cetra e a
+cantare. Diedesi ora in preda a questi sollazzi, sì sconvenevoli ad un
+imperadore. Seneca e Burro gli permisero il primo, per distorlo dagli
+altri, purchè corresse co' cavalli nel circo vaticano chiuso per non
+lasciarsi vedere dal popolo. Ma non si potè contenere il vanissimo
+giovane; volle degli spettatori, e il lor plauso l'invogliò ad
+invitarvi anche del popolo, il quale godendo di veder fare i principi
+ciò ch'esso fa, e perciò gonfiandolo con alte lodi, maggiormente
+l'incitò a quel plebeo mestiere[361]. Tuttavia ben conoscendo, che i
+saggi erano d'altro sentimento, credette di schivar il disonore, con
+cercare de' compagni nobili che imitasser lui ne' pubblici
+divertimenti. Perciò venutogli in capo di far de' giuochi di somma
+magnificenza in onor della madre, che durarono più giorni, si videro
+nobili dell'uno e dell'altro sesso, non solo dell'ordine equestre, ma
+anche del senatorio, comparir ne' teatri, ne' circhi e negli
+anfiteatri, con esercitar pubblicamente le arti riserbate in addietro
+alle sole persone vili e plebee, con sonar nelle orchestre,
+rappresentar commedie e tragedie, ballar ne' teatri, far da gladiatori
+e da carrettieri: alcuni di propria elezione, ed altri per non
+disubbidir Nerone che gl'invitava. Mirava il popolo, ed anche i
+forestieri riconoscevano, che quegli attori, dimentichi della lor
+nascita, erano chi un Furio, chi un Fabio, chi un Valerio, un Porcio,
+un Appio, ed altri simili della nobiltà primaria. Al veder cotali
+novità e stravaganze, ne gemevano forte i saggi, sì pel disonor delle
+famiglie, come ancora perchè veniva con ciò a crescere troppo
+smisuratamente la corruttela de' costumi. Rammaricavansi inoltre
+osservando le incredibili spese che facea Nerone, non solamente in
+questi sì sfoggiati divertimenti, ma anche negl'immensi regali alla
+plebe con gittar dei segni, ne' quali era scritto quella sorta di dono
+che dovea darsi a chi avea la fortuna d'aggraffarli come cavalli,
+schiavi, vesti, danari. Ben prevedevano che tanto scialacquamento
+andrebbe a finire in nuovi aggravi ed estorsioni sopra il pubblico,
+siccome in fatti avvenne. Instituì eziandio Nerone altri giuochi,
+appellati Giovenali in onore della prima volta ch'egli si fece far la
+barba: rito festivo presso i Romani. Que' preziosi peli in una scatola
+d'oro furono consecrati a Giove. In que' giuochi danzarono i più
+nobili fra i Romani, e bella figura fra l'altre dame fece Elia Catula,
+giovinetta di ottanta anni, che ballò un minoetto. Chi de' nobili non
+potea ballare, cantava; ed eranvi scuole apposta, dove concorrevano ad
+imparare uomini e donne di prima sfera, fanciulle, giovanetti, vecchi,
+per far poscia con leggiadria il loro mestiere ne' pubblici teatri.
+Che se alcuno, non potendo di meno, per vergogna vi compariva
+mascherato. Nerone gli cavava la maschera, e si venivano a conoscere
+persone impiegate ne' più riguardevoli magistrati.
+
+Nè lo stesso Nerone volle in fine essere da meno degli altri. Uscì
+anche egli nella scena in abito da suonator di cetra, ed oltre al
+suonare, fece sentir la sua da lui creduta melodiosa voce, la qual
+nondimeno si trovò sì somigliante a quella de' capponi cantanti, che
+niun potea ritener le risa, e molti piangeano per rabbia. Se crediamo
+a Dione, Burro e Seneca assistenti servivano a lui di suggeritori, e
+andavangli poi facendo plauso colle mani e coi panni, per invitare
+allo stesso l'udienza. Tacito[362] anch'egli lo attesta di Burro, ma
+con aggiungere che internamente se ne affliggeva. Nè già era
+permesso[363], allorchè cantava questo insigne maestro, ad alcuno
+l'uscir di teatro, per qualsivoglia bisogno che occorresse. Quella era
+la voce d'Apollo; niun v'era che potesse uguagliarsi a lui nella
+melodia del canto. Così gli adulatori. Volle egli ancora che si
+tenesse una gara di poesia e d'eloquenza, e vi entrò anch'egli
+coll'invito de' giovani nobili. Non è difficile l'immaginarsi a chi
+toccasse la palma e il premio. Furono similmente richiamati a Roma i
+pantomimi, perchè divertissero il popolo nei teatri, ma non già ne'
+giuochi sacri. Apparve in quest'anno una cometa. Il volgo, imbevuto
+dell'opinione, che questo predica la morte de' principi, cominciò a
+fare i conti su la vita di Nerone, e a predire chi a lui succederebbe.
+Concorrevano molti in _Rubellio Plauto_, discendente per via di donne
+dalla famiglia di Giulio Cesare, personaggio ritirato e dabbene. Ne fu
+avvertito Nerone. Si aggiunse, che trovandosi a desinare il medesimo
+imperadore in Subbiaco, un fulmine gli rovesciò le vivande e la
+tavola. Perchè quel luogo era vicino a Tivoli, patria dei maggiori
+d'esso Plauto, la pazza gente perduta nelle superstizioni maggiormente
+si confermò nella predizione suddetta. Fece dunque Nerone intendere a
+Rubellio Plauto, che miglior aria sarebbe per lui l'Asia, dov'egli
+possedeva dei beni. Gli convenne andar là colla sua famiglia, ma per
+poco tempo, perchè da lì a due anni Nerone mandò ad ucciderlo. Venne
+in questi tempi a morte _Quadrato_, governatore della Siria, e quel
+governo fu dato a _Corbulone_, da cui dicemmo ch'era stata acquistata
+l'Armenia. Trovavasi da gran tempo in Roma _Tigrane_, nipote
+d'_Archelao_, che già fu re della Cappadocia, avvezzato ad una servile
+pazienza. Ottenne egli da Nerone di poter governare l'Armenia con
+titolo di re; e andato colà, fu assistito da Corbulone con un corpo di
+soldatesche tali, che, al dispetto di molti, più inclinati al dominio
+de' Parti, n'ebbe il pacifico possesso, benchè poi non vi potesse
+lungo tempo sussistere[364]. Pozzuolo in questo anno acquistò il
+diritto di colonia, e il cognome di Nerone; intorno a che disputano
+gli eruditi, perchè da Livio e da Vellejo abbiamo, che tanti anni
+prima Pozzuolo fu colonia, e Frontino fa autore Augusto di una nuova
+colonia in quella città. In questi tempi Laodicea, illustre città
+della Frigia restò rovinata da un tremuoto; ma quel popolo la rimise
+in piedi colle proprie ricchezze senza aiuto de' Romani.
+
+NOTE:
+
+[360] Tacitus, Annal., lib. 14, cap. 14.
+
+[361] Dio, lib. 61.
+
+[362] Tacitus, lib. 14, cap. 15.
+
+[363] Sueton., in Nerone, cap. 23.
+
+[364] Tacitus, lib. 14, cap. 27.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXI. Indizione IV.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 33.
+ NERONE CLAUDIO imper. 8.
+
+_Consoli_
+
+CAJO CESONIO PETO e CAJO PETRONIO TURPILIANO.
+
+
+Non è certo il prenome di _Cajo_ pel secondo di questi consoli, nè
+sappiamo chi nelle calende di luglio loro succedesse nella dignità.
+Motivo[365] ai pubblici ragionamenti diedero in quest'anno due
+iniquità, commesse in Roma, l'una da un nobile, l'altra da un servo.
+Mancò di vita _Domizio Balbo_, ricco, e della prima nobiltà, senza
+figliuoli. _Valerio Fabiano_, senatore, con un falso testamento, a cui
+tennero mano altri nobili colle lor soscrizioni e sigilli, corse
+all'eredità. Convinto di falsario, degradato con gli altri suoi
+complici, riportò la pena statuita dalla legge Cornelia. Ucciso fu da
+un suo servo, o vogliam dire schiavo, _Pedanio Secondo_, prefetto di
+Roma. Ne aveva egli al suo servigio quattrocento, tra maschi e
+femmine, grandi e piccoli, essendo soliti i ricchi Romani a tenerne
+una prodigiosa quantità al loro servigio. Benchè fossero quasi tutti
+innocenti di quel misfatto, doveano morire secondo il rigore delle
+antiche leggi; ma fattasi grande adunanza di gente plebea per
+difendere quegl'infelici, l'affare fu portato al senato; ed intorno a
+ciò si fece lungo dibattimento, con prevalere in fine la sentenza del
+supplicio di tutti. Nerone mandò un ordine alla plebe di attendere ai
+fatti suoi, e somministrò quanti soldati occorressero per iscortare i
+condannati. I mali portamenti degli uffiziali nella Bretagna cagion
+furono di far perdere circa questi tempi quasi tutto quel paese che vi
+aveano acquistato i Romani; e ciò perchè si volle rimetter ivi il
+confisco dei beni de' delinquenti, da cui Claudio gli avea esentati.
+Anche _Seneca_, se crediamo a Dione[366], avea dato ad usura un
+milione a que' popoli, e con violenza ne esigeva non solo i frutti, ma
+anche il capitale. Inoltre, _Boendicia_ o sia _Bunduica_ vedova[367]
+di _Prasutago re_ di una parte di quella grand'isola, si protestava
+anche essa troppo scontenta delle infinite prepotenze ed insolenze
+fatte dai Romani a sè stessa, a due figlie e a tutto il suo popolo.
+Questa regina, donna d'animo virile, quella fu che sonò in fine la
+tromba col muovere i suoi e i circostanti popoli a sollevarsi contra
+degl'indiscreti Romani con prevalersi della buona congiuntura che
+_Svetonio Paolino_, governatore della parte della Bretagna romana, e
+valoroso condottier d'armi, era ito a conquistare un'isola ben
+popolata, adiacente alla Bretagna. Con un'armata dicono, di cento
+ventimila persone vennero i sollevati addosso alla nuova colonia di
+Camaloduno, e la presero di assalto. Dopo due dì ebbero anche il
+tempio di Claudio, mettendo quanti Romani vennero alle lor mani, tutti
+a fil di spada, senza voler far prigionieri. Petilio Cereale, venuto
+per opporsi con una legione, fu rotto, messa in fuga la cavalleria, e
+tutta la fanteria tagliata a pezzi. Portate queste funeste nuove a
+Svetonio Paolino, frettolosamente si mosse, e venne a Londra, luogo di
+una colonia scarsa, ma celebre città anche allora per la copia grande
+dei mercatanti e del commercio. Benchè pregato con calde lagrime dagli
+abitanti di fermarsi alla lor difesa, volle piuttosto attendere a
+salvare il resto della provincia. S'impadronirono i ribelli di Londra
+e di Verulamio, nè vi lasciarono persona in vita. Credesi che in que'
+luoghi perissero circa settanta o ottantamila fra cittadini romani e
+collegati. Si trovò poi forzato Svetonio, perchè mancava di viveri, ad
+azzardare una battaglia, ancorchè non avesse potuto ammassare che
+dieci mila combattenti; laddove i nemici da Dione si fanno ascendere a
+dugento trentamila persone, numero probabilmente, secondo l'uso delle
+guerre, o per disattenzion de' copisti, troppo amplificato. Boendicia
+stessa comandava quella grande armata. Dopo fiero combattimento
+prevalse la disciplina militare dei pochi allo sterminato numero dei
+Britanni, che furono sconfitti, con essersi poi detto che restarono
+sul campo estinti circa ottantamila di essi, numero anch'esso
+eccessivo. Comunque, sia insigne e memoranda fu quella vittoria.
+Boendicia morì poco dappoi, o per malattia o per veleno ch'essa
+medesima prese, e colla sua morte tornò fra non molto all'ubbidienza
+de' Romani il già rivoltato paese, con avervi Nerone inviato un buon
+corpo di gente dalla Germania, il quale servì a Svetonio per compiere
+quell'impresa.
+
+NOTE:
+
+[365] Tacitus, ibid.
+
+[366] Dio, lib. 61.
+
+[367] Tacitus, lib. 12, cap. 29.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXII. Indizione V.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 34.
+ NERONE CLAUDIO imper. 9.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO MARIO CELSO e LUCIO ASINIO GALLO.
+
+
+Perchè Tacito sul principio di questo anno nomina _Giunio Marullo,
+console disegnato_, il quale poi non apparisce console, perciò possiam
+credere ch'egli fosse sostituito ad alcun d'essi consoli ordinari,
+oppure all'uno degli straordinari, succeduti nelle calende di luglio,
+i quali si tiene che fossero _Lucio Anneo Seneca_ maestro di Nerone, e
+_Trebellio Massimo_. Nel gennaio dell'anno presente[368] accusato fu e
+convinto _Antistio Sostano_ pretore, d'aver composto dei versi contro
+l'onor di Nerone. I senatori più vili, fra' quali _Aulo Vitellio_, che
+fu poi imperadore, conchiusero dovuta la pena della morte a questo
+reato. Non osavano aprir bocca gli altri. Il solo _Peto Trasea_ ruppe
+il silenzio, sostenendo che bastava relegarlo in un'isola, e
+confiscargli i beni, nel qual parere venne il resto dei senatori.
+Nondimeno fu creduto meglio di udir prima il sentimento di Nerone, il
+quale mostrò bensì molto risentimento contra d'Antistio, eppur si
+rimise al senato, con facoltà ancora di assolverlo. Si eseguì la
+sentenza del bando. In quest'anno ancora il suddetto Trasea, uomo di
+petto, e rivolto sempre al pubblico bene, propose che si proibisse ai
+popoli delle provincie il mandare i lor deputati a Roma, per far
+l'elogio dei loro governatori; perchè questo onore sel procuravano i
+magistrati colla troppa indulgenza, e col permettere ai popoli delle
+indebite licenze, per non disgustarli. L'ultimo anno fu questo della
+vita di _Burro prefetto del pretorio_, uomo d'onore e di petto, che
+avea finquì trattenuto Nerone dall'abbandonarsi affatto ai suoi
+capricci, e massimamente alla crudeltà. Restò in dubbio s'egli
+morisse, di mal naturale, oppure di veleno, per quanto ne scrive
+Tacito[369]; poichè, per conto di Svetonio[370] e di Dione[371],
+amendue crederono che Nerone, rincrescendogli ormai d'aver un
+soprastante che non si accordava con tutti i suoi voleri, il facesse
+prima del tempo sloggiar dal mondo. Gran perdita fece in lui il
+pubblico, e molto più, perchè Nerone in vece d'uno creò due altri
+prefetti del pretorio, cioè _Fenio Rufo_, uomo dabbene, ma capace di
+far poco bene per la sua pigrizia, e _Sofonio Tigellino_, uomo
+screditato per tutt'i versi, ma carissimo per la somiglianza de'
+depravati costumi a Nerone. Con questo iniquo favorito cominciò Nerone
+ad andare a vele gonfie verso la tirannia e pazzia. Allora fu, che
+_Seneca_ conobbe che non era più luogo per lui presso di un principe,
+il quale si lascerebbe da lì innanzi condurre dai consigli de'
+cattivi, e già cominciava a dimostrar poca confidenza a lui. Il pregò
+dunque di buona licenza, per ritirarsi a finir quietamente i suoi
+giorni, con offerirgli ancora tutto il capitale de' beni a lui finquì
+pervenuti o per la munificenza del principe, o per industria
+propria[372]. Nerone con bella grazia gliela negò, ed accompagnò la
+negativa con tenere espressioni d'affetto e di gratitudine, giungendo
+sino a dirgli di desiderar egli piuttosto la morte, che di far mai
+alcun torto ad un uomo, a cui si professava cotanto obbligato. Quel
+che potè dal suo canto Seneca; giacchè non si fidava di sì belle
+parole; fu di ricusar da lì innanzi le visite, di non volere corteggio
+nell'uscire di casa; il che era anche di rado, fingendosi mal concio
+di salute, ed occupato da' suoi studi. Si ridusse ancora a cibarsi di
+solo pane ed acqua e di poche frutta, o per sobrietà o per paura del
+veleno.
+
+Già dicemmo, che _Ottavia_ figliuola di Claudio Augusto, e moglie di
+Nerone, era per la sua saviezza e pazienza un'adorabile principessa;
+ma non già agli occhi di Nerone, troppo diverso da lei d'inclinazione
+e di costumi. Certamente egli non ebbe mai buon cuore per lei, e
+dacchè introdusse in corte _Poppea Sabina_, cominciò anche ad
+odiarla[373] per le continue batterie di quell'impudica, che non potea
+stabilire la sua fortuna se non sulle rovine d'Ottavia. Tanto disse,
+tanto fece questa maga che in quest'anno, col pretesto della sterilità
+di essa Ottavia, Nerone la ripudiò, e da lì a pochi dì arrivò Poppea
+all'intento suo di essere sposata da lui. Nondimeno qui non finì la
+guerra. Poppea, sovvertito uno de' familiari di Ottavia, la fece
+accusar di un illecito commercio con un suonatore di flauto, nominato
+Eucero. Furono perciò messe ai tormenti le di lei damigelle, ed
+estorta da alcune con sì violento mezzo la confession del fallo; ma
+altre sostennero con coraggio l'innocenza della padrona, e dissero
+delle villanie a Tigellino, ministro non meno di questa crudeltà, che
+della morte data poco innanzi a _Silla_ e a _Rubellio Plauto_ già
+mandati da Nerone in esilio. Fu relegata _Ottavia_ nella Campania, e
+messe guardie alla di lei casa, per tenerla ristretta. Ma perciocchè
+il popolo, che amava forte questa buona principessa, apertamente
+mormorava di sì aspro trattamento, la fece Nerone ritornare a Roma.
+Pel suo ritorno andò all'eccesso la gioia del popolo, perchè, ruppe le
+statue alzate in onor di Poppea, e coronò di fiori quelle di Ottavia,
+con altre pazzie d'allegria sediziosa; di che diede motivo a Poppea di
+caricar la mano contra dell'odiata principessa, persuadendo a Nerone
+che il di lei credito era sufficiente a rovesciare il suo trono. Fu
+perciò chiamato a corte l'indegno Aniceto, che già avea tolta di vita
+Agrippina, acciocchè servisse ancora ad abbattere Ottavia, col fingere
+d'aver tenuta disonesta pratica con lei. Perchè gli fu minacciata la
+morte, se ricusava di farlo, ubbidì. Promossa l'infame accusa colla
+giunta d'altre inventate dal maligno principe di aborto procurato, di
+ribellioni macchinate, l'infelice principessa, in età di soli ventidue
+anni, venne relegata nell'isola Pandalaria, dove passato poco tempo
+Nerone le fece levar la vita, e portar anche il suo capo a Roma,
+acciocchè l'indegna Poppea s'accertasse della verità del suo crudel
+trionfo. Di tante iniquità commesse da Nerone, forse niuna riuscì
+cotanto sensibile al popolo romano, come il miserabil fine d'una sì
+saggia ed amata principessa, la quale portava anche il titolo di
+Augusta, e massimamente al vederla condannata per così patenti ed
+indegne calunnie. La ricompensa ch'ebbe Aniceto dell'indegna sua
+ubbidienza, fu di essere relegato in Sardegna, dove ben trattato
+terminò poscia con suo comodo la vita. Pallante, già potentissimo
+liberto sotto Claudio, morì in quest'anno, e fu creduto per veleno
+datogli da Nerone, affin di metter le griffe sopra le immense di lui
+ricchezze.
+
+NOTE:
+
+[368] Tacitus, lib. 14, cap. 48.
+
+[369] Tacitus, ibid., cap. 51.
+
+[370] Sueton., in Nerone, cap. 35.
+
+[371] Dio, lib. 61.
+
+[372] Sueton., in Nerone, c. 35.
+
+[373] Tacit., lib. 14, c. 60. Dio, lib. 61. Suetonius, c. 35.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXIII. Indizione VI.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 35.
+ NERONE CLAUDIO imper. 10.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO MARIO CELSO e LUCIO ASINIO GALLO.
+
+
+Erano tuttavia imbrogliati gli affari dell'Armenia, dacchè Nerone avea
+colà inviato col titolo di re _Tigrane_[374]. _Vologeso_ re de' Parti
+persisteva più che mai nella pretension di quel regno, per coronarne
+_Tiridate_ suo fratello, che gliene faceva continue istanze. Ma andava
+titubando, finchè Tigrane il fece risolvere a dar di piglio all'armi,
+per aver egli fatta un'incursione nel paese degli Adiabeni o sudditi o
+collegati de' Parti. Dopo aver dunque Vologeso coronato Tiridate come
+re dell'Armenia, e somministratogli un possente esercito per
+conquistar quel paese, si diede principio alla guerra. _Corbulone_,
+governator della Siria, in aiuto di Tigrane spedì due legioni, e nello
+stesso tempo scrisse a Nerone, rappresentandogli il bisogno d'un altro
+generale, per accudire alla difesa dell'Armenia mentre egli dovea
+difendere le frontiere della sua provincia. Nerone v'inviò _Lucio
+Cesennio Peto_, uomo consolare, cioè ch'era stato console: il che ha
+fatto ad alcuni crederlo lo stesso che _Caio Cesennio Peto_, da noi
+veduto console nell'anno superiore 61 di Cristo, ma che da altri vien
+tenuto per personaggio diverso. Intanto i Parti, entrati nell'Armenia,
+posero l'assedio ad Artasata capital di quel regno, dove s'era
+ritirato Tigrane, che non mancò di fare una valorosa difesa. Corbulone
+allora inviò Casperio centurione a Vologeso, per dolersi dell'insulto
+che si facea ad un regno dipendente dai Romani, minacciando dal suo
+canto la guerra ai Parti, se non desistevano da quelle violenze. Servì
+quest'ambasciata ad inchinar Vologeso a' pensieri di pace, ed avendo
+chiesto di mandare a Nerone i suoi legati per trattarne, e pregarlo di
+conferire lo scettro dell'Armenia a Tiridate suo fratello, accettata
+fu la di lui proferta, con patto di far cessare l'assedio di Artasata:
+il che ebbe esecuzione. Ma non è ben noto, che convenzione segreta
+seguisse allora fra Corbulone e Vologeso, avendo alcuni creduto che
+tanto i Parti quanto Tigrane avessero da abbandonar l'Armenia. Venuti
+a Roma gli ambasciatori di Vologeso, nulla poterono ottenere; e però
+il Parto ricominciò la guerra in tempo che Cesennio Peto giunse al
+governo dell'Armenia, uomo di poca provvidenza e sapere in quel
+mestiere, ma che si figurava di poter fare il maestro agli altri.
+Prese Peto alcune castella, passò anche il monte Tauro, pensando a
+maggiori conquiste; ma, all'avviso che Vologeso veniva con grandi
+forze, fu ben presto a ritirarsi, ed a lasciar gente ne' passi del
+monte suddetto, per impedir l'accesso de' nemici, con iscrivere
+intanto più e più lettere a Corbulone, che venisse a soccorrerlo.
+Forzò Vologeso i passi: a Peto cadde il cuore per terra, perchè avea
+troppo divise le sue genti, e colto fu con due sole legioni. Però
+spedì nuove lettere ad affrettar Corbulone, il quale intanto avendo
+passato l'Eufrate, marciava a gran giornate verso la Comagene o la
+Cappadocia, per entrar poi nell'Armenia, Nulladimeno poco giovarono
+gli sforzi di Corbulone. In questo mentre Vologeso strinse il picciolo
+esercito di Peto, molti ne uccise; e tal terrore mise al capitano de'
+Romani, ch'egli solamente pensò a comperarsi la salvezza con qualunque
+vergognosa condizione che gli fosse esibita. Dimandando dunque un
+abboccamento con gli uffiziali di Vologeso, restò conchiuso, che
+l'armi romane si levassero da tutta l'Armenia, e cedessero ai Parti
+tutte le castella e munizioni da bocca e da guerra; e che poi Vologeso
+se l'intenderebbe coll'imperador Nerone pel resto. Le insolenze dei
+Parti furono poi molte; vollero entrar nelle fortezze prima che ne
+fossero usciti i Romani; affollati per le strade, dove passavano i
+Romani, toglievano loro schiavi, bestie e vesti; ed i Romani come
+galline lasciavano far tutto per paura che menassero anche le mani.
+Tanto marciarono le avvilite truppe, che piene di confusione
+arrivarono finalmente ad unirsi con quelle di Corbulone, il quale,
+deposto per ora ogni pensier dell'Armenia, se ne tornò alla difesa
+della Siria sua provincia.
+
+Secondochè abbiam da Tacito, tutto ciò avvenne nel precedente anno.
+Dione ne parla più tardi. Nella primavera del presente comparvero gli
+ambasciatori di _Vologeso_, che chiedevano il regno dell'Armenia per
+_Tiridate;_ ma senza ch'egli volesse presentarsi a Roma. Seppe allora
+Nerone da un centurione, venuto con loro, come stava la faccenda
+dell'Armenia, perchè Cesennio Peto gliene avea mandata una relazion
+ben diversa. Parve a Nerone ed al senato che Vologeso si prendesse
+beffa di loro, e perciò rimandati gli ambasciatori di lui senza
+risposta, ma non senza ricchi regali, fu presa la risoluzione di far
+guerra viva ai Parti. Richiamato Peto, tremante fu all'udienza di
+Nerone, il quale mise la cosa in facezia, dicendogli, senza lasciarlo
+parlare, «che gli perdonava tosto, acciocchè essendo egli sì pauroso,
+non gli saltasse la febbre addosso.» Andò ordine a Corbulone di
+muovere l'armi contro de' Parti, e gli furono inviati rinforzi di
+nuove truppe e reclute; laonde egli passò alla volta dell'Armenia.
+Tuttavia non ebbe dispiacere che venissero a trovarlo gli ambasciatori
+di Vologeso, per esortarli a rimettersi alla clemenza di Cesare.
+S'impadronì poi di varie castella, e diede tale apprensione ai Parti,
+che _Tiridate_ fece premura di abboccarsi con lui. Mandati innanzi gli
+ostaggi romani, Tiridate comparve al luogo destinato; e veduto
+Corbulone, fu il primo a scendere da cavallo, e seguirono amichevoli
+accoglienze e ragionamenti, nei quali Tiridate restò di voler
+riconoscere dall'imperador romano l'Armenia, e che verrebbe a Roma a
+prenderne la corona, qualora piacesse a Nerone di dargliela: del che
+Corbulone gli diede buone speranze. In segno poi della sua
+sommessione andò Tiridate a deporre il diadema a piè dell'immagine
+dell'imperadore, per ripigliarla poi dalle mani del medesimo Augusto
+in Roma. Noi non sappiamo che divenisse di _Tigrane_, re precedente
+dell'Armenia[375]. Nacque nell'anno presente a Nerone una figliuola da
+Poppea, fatta andare apposta a partorire ad Anzo, perchè quivi ancora
+venne alla luce lo stesso Nerone. Ad essa e alla madre fu dato il
+cognome di Augusta; e il senato, pronto sempre alle adulazioni,
+decretò altri onori ad amendue, ed ordinò varie feste. Ma non
+passarono quattro mesi, che questo caro pegno sel rapì la morte.
+Nerone, che per tale acquisto era dato in eccessi di gioia, cadde in
+altri di dolore per la perdita che ne fece. Si fecero in quest'anno i
+giuochi de' gladiatori, e si videro anche molti senatori e molte
+illustri donne combattere: tanto innanzi era arrivata la follia de'
+Romani.
+
+NOTE:
+
+[374] Tacitus, Annal., lib. 15, cap. 1.
+
+[375] Tacitus, Annal., lib. 15, cap. 23.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXIV. Indizione VII.
+
+ PIETRO APOSTOLO papa 36.
+ NERONE CLAUDIO imper. 11.
+
+_Consoli_
+
+CAIO LECANIO BASSO e MARCO LICINIO CRASSO.
+
+
+Andò in quest'anno Nerone a Napoli[376] per vaghezza di far sentire a
+quei popoli nel pubblico teatro la sua canora voce. Grande adunanza di
+gente v'intervenne dalle vicine città, per udire un imperadore musico,
+un usignolo Augusto. Ma occorse un terribile accidente, che nondimeno
+a niun recò danno. Appena fu uscita tutta la gente ch'esso teatro
+cadde a terra. Pensava quella vana testa di passar anche in Grecia, e
+in altre parti di Levante, per raccogliere somiglianti plausi; ma poi
+si fermò in Benevento, nè andò più oltre, senza che se ne sappia il
+motivo. Fra questi divertimenti fece accusar _Torquato Silano_,
+insigne personaggio, discendente da Augusto per via di donne. Il suo
+reato era di far troppa spesa per un particolare; ciò indicar disegni
+di perniciose novità. Prima di essere condannato, egli si tagliò le
+vene. Tornato a Roma Nerone, volle dare una cena sontuosa nel lago di
+Agrippa, come ha Tacito. Dione[377] scrive ciò fatto nell'anfiteatro,
+dove, dopo una caccia di fiere, introdusse l'acqua per un
+combattimento navale; e, dopo averne ritirata l'acqua, diede una
+battaglia di gladiatori; e finalmente, rimessavi l'acqua, fece la
+cena. N'ebbe l'incombenza Tigellino. V'erano superbe navi ornate d'oro
+e d'avorio, con tavole coperte di preziosi tappeti, e all'intorno
+taverne disposte in gran numero con delicati cibi preparati per
+ognuno. Canti, suoni dappertutto, ed illuminata ogni parte. Concorso
+grande di plebe e di nobiltà, tanto uomini che donne, e tutta la razza
+delle prostitute. Che Babilonia d'infamità e di lascivie si vedesse
+ivi, nol tacquero gli antichi, ma non è lecito alla mia penna il
+ridirlo. A questa abbominevole scena ne tenne dietro un'altra, ma
+sommamente terribile e funesta[378]. Attaccossi o fu attaccato nel dì
+19 di luglio il fuoco alla parte di Roma, dov'era il Circo Massimo,
+pieno di botteghe di venditori dell'olio. Spirava un vento gagliardo,
+che dilatò l'incendio pel piano e per le colline con tal furore, che
+di quattordici rioni di quella gran città dieci restarono orrida preda
+delle fiamme, ed appena se ne salvarono quattro. Per così fiera strage
+di case, di templi, di palazzi, colla perdita di tanti mobili, e
+preziose rarità ed antichità, accompagnata ancora dalla morte
+d'assaissime persone, che strida, che urli, che tumulto si provasse
+allora, più facile è l'immaginarlo che il descriverlo. Per sei giorni
+durò l'incendio (altri dissero di più), senza poter mai frenare il
+corso a quel torrente di fuoco. Trovavasi Nerone ad Anzo, allorchè
+ebbe nuova di sì gran malanno, nè si mosse per restituirsi a Roma, se
+non quando seppe che le fiamme si accostavano al suo palazzo, e agli
+orti di Mecenate, fabbriche anch'esse appresso involte nell'indicibil
+eccidio.
+
+Che quella bestia di Nerone fosse l'autore di sì orrida tragedia, a
+cui non fu mai veduta una simile in Italia, lo scrivono risolutamente
+Svetonio e Dione e chi poscia da loro trasse la storia romana.
+Aggiungono, esser egli venuto a sì diabolica invenzione, perchè Roma
+abbondante allora di vie strette e torte e di case disordinate, o
+poveramente fabbricate, si rifacesse poi in miglior forma, e prendesse
+il nome da lui; e che specialmente egli desiderava di veder per terra
+molte case e granai pubblici, che gl'impedivano il fabbricare un gran
+palazzo ideato da lui. Dicono di più, che fur veduti i suoi camerieri
+con fiaccole e stoppia attaccarvi il fuoco; e che Nerone, in quel
+mentre stava ad osservar lo scempio, con dire: «Che bella fiamma!»
+Aggiungono finalmente, ch'egli vestito in abito da scena a suon di
+cetra cantò la rovina di Troia. Ma fra le tante iniquità di Nerone
+questa non è certa. Tacito la mette in dubbio; e l'altre suddette
+particolarità sono bensì in parte toccate da lui, ma con aggiungere
+che ne corse la voce. Trattandosi di un sì screditato imperadore,
+conosciuto capace di qualsisia enormità, facil cosa allora fu
+l'attribuire a lui l'invenzione di sì gran calamità, ed ora è a noi
+impossibile il discernere se vero o falso ciò fosse. Si applicò tosto
+Nerone a far alzare gran copia di case di legno, per ricoverarvi tutti
+i poveri sbandati, facendo venir mobili da Ostia e da altri luoghi;
+comandò ancora, che si vendesse il frumento a basso prezzo. Quindi
+stese le sue premure, a far rifabbricare la rovinata città, la quale
+(non può negarsi) da questa sventura riportò un incredibil vantaggio.
+Imperciocchè con bel ordine fu a poco a poco rifatta, tirate le strade
+diritte e larghe, aggiunti i portici alle case, e proibito l'alzar di
+troppo le fabbriche. Tutta la trabocchevol copia dei rottami venne di
+tanto in tanto condotta via dalle navi che conducevano grani a Roma, e
+scaricata nelle paludi di Ostia. Vuole Svetonio che Nerone si
+caricasse del trasporto di quelle demolizioni, per profittar delle
+ricchezze che si trovavano in esse rovine; nè vi si potevano accostare
+se non i deputati da lui. Determinò di sua borsa premii a chiunque
+entro di un tal termine di tempo avesse alzata una casa o palagio: e
+del suo edificò ancora i portici. Fece distribuire con più proporzione
+l'acque condotte per gli acquidotti a Roma, e destinò i siti di esse,
+per estinguere al bisogno gl'incendii, con altre provvisioni che
+meritavano gran lode, ma non la conseguirono per la comune credenza
+che da lui fosse venuto sì orribil malanno. Anch'egli imprese allora
+la fabbrica del suo nuovo palazzo, che fu mirabil cosa, e nominato poi
+_la Casa doro._ Svetonio[379] ce ne dà un piccolo abbozzo. Tutto il di
+dentro era messo a oro, ornato di gemme, intarsiato di madreperle.
+Sale e camere innumerabili incrostate di marmi fini; portici con tre
+ordini di colonne che si stendevano un miglio; vigne, boschetti,
+prati, bagni, peschiere, parchi con ogni sorta di fiere ed animali; un
+lago di straordinaria grandezza, con corona di fabbriche all'intorno a
+guisa di una città; davanti al palazzo un colosso alto centoventi
+piedi, rappresentante Nerone. Allorchè egli vi andò poi ad alloggiare,
+disse: «Ora sì che quasi comincio ad abitare in un alloggio
+conveniente ad un uomo.» Ma questa sì sontuosa e stupenda mole, con
+altri vastissimi disegni da lui fatti di sterminati canali, per condur
+lontano sino a cento sessanta miglia per terra l'acqua del mare, costò
+ben caro al popolo romano, perciocchè smunto e ridotto al bisogno il
+prodigo Augusto, passò a mille estorsioni e rapine, confiscando, sotto
+qualsivoglia pretesto, i beni altrui, imponendo non più uditi dazii e
+gabelle, ed esigendo contribuzioni rigorose da tutte le città, ed
+anche dalle libere e collegate; il che fu quasi la rovina delle
+provincie. Nè ciò bastando, mise mano ai luoghi sacri; estraendone
+tutti i vasi d'oro e d'argento, e le altre cose preziose. Mandò anche
+per la Grecia e per l'Asia a spogliar tutti que' templi delle ricche
+statue degli stessi dii, e di ogni lor più riguardevole ornamento.
+
+Diede occasione lo spaventoso incendio di Roma alla prima persecuzione
+degl'imperatori pagani[380] contra dei Cristiani. Si era già non solo
+introdotta, ma largamente diffusa nel popolo romano, per le
+insinuazioni di s. Pietro Apostolo e de' suoi discepoli, la religione
+di Cristo; giacchè non duravano fatica i buoni a conservare la santità
+ed eccellenza in confronto dell'empia e sozza dei Gentili. Nerone,
+affin di scaricar sopra d'altri l'odiosità da lui contratta per la
+comune voce di aver egli stesso incendiata quella gran città,
+calunniosamente, secondo il suo solito, ne fece accusare i Cristiani,
+siccome attestano Tertulliano, Eusebio, Lattanzio, Orosio ed altri
+autori, e fin gli stessi storici pagani Tacito e Svetonio. Scrive esso
+Tacito, ma non già Svetonio, che furono convinti di aver essi
+attaccato il fuoco a Roma, quando egli stesso poco dianzi avea
+attestato che la persuasion comune ne facea autore lo stesso Nerone; e
+Svetonio e Dione ciò danno per certo. Non era capace di sì enorme
+misfatto chi seguitava la legge purissima di Gesù Cristo, e
+massimamente durante il fervore e l'illibatezza dei primi Cristiani. A
+che fine mai, gente dabbene, e lasciata in pace, avea da cadere in sì
+mostruoso eccesso? Perciò una _gran moltitudine_ di essi fu con aspri
+ed inutili tormenti fatta morire sulle croci, o bruciata a lento
+fuoco, o vestita da fiere, per essere sbranata dai cani. Vi si
+aggiunse ancora l'inumana invenzione di coprirli di cera, pece e di
+altre materie combustibili, e di farli servir di notte, come tanti
+doppieri della crudeltà, negli orti stessi di Nerone. Così cominciò
+Roma ad essere bagnata dal sacro sangue de' martiri. Confessa
+nondimeno il medesimo Tacito, che gran compassione produsse un così
+fiero macello di gente, tuttochè, secondo lui, colpevole per una
+religione contraria al culto dei falsi dii. In questi tempi avendo
+ordinato Nerone che l'armata navale tornasse al porto di Miseno, fu
+essa sorpresa da così impetuosa burrasca, che la maggior parte delle
+galee e di altre navi minori s'andò a fracassare nei lidi di Cuma.
+
+NOTE:
+
+[376] Tacitus, Annal., lib. 15, cap. 33.
+
+[377] Dio, lib. 61.
+
+[378] Tacit., Annal., lib. 15, c. 38. Dio, lib. 61. Suet., in Ner., c.
+38.
+
+[379] Sueton., in Nerone, c. 31 et 32. Tacitus, Annal., lib. 15, cap.
+42 et seqq.
+
+[380] Sueton., in Nerone, c. 16. Tacit., lib. 15, c. 42 et seqq.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXV. Indizione VIII.
+
+ LINO papa 1.
+ NERONE CLAUDIO imper. 12.
+
+_Consoli_
+
+AULO LICINIO NERVA SILIANO e MARCO VESTINO ATTICO.
+
+
+In una iscrizione, rapportata dal Doni e da me[381], si legge SILANO
+ET ATTICO COS. Se questa sussiste, non _Siliano_, ma _Silano_ sarà
+stato l'ultimo dei suoi cognomi. Il cardinal Noris ed altri sostentano
+_Siliano._ Per attestato di Tacito, avea Nerone disegnati consoli per
+le calende di luglio, _Plauzio Laterano_, dalla cui persona o casa
+riconosce la sua origine la Basilica Lateranense, ed _Anicio Cereale._
+Il primo, in vece del consolato, ebbe da Nerone la morte, siccome
+dirò. Fece lo stesso fine _Vestino Attico_, cioè l'altro console
+ordinario. Però si può tenere per fermo che _Cereale_ succedesse nel
+consolato. Roma[382] in questo anno divenne teatro di morti violente
+per la congiura di _Caio Calpurnio Pisone_, che fu scoperta. Era
+questi di nobilissima famiglia, ben provveduto di beni di fortuna,
+grande avvocato dei rei, e però comunemente amato e stimato, benchè
+dato ai piaceri ed al lusso, e mancante di gravità di costumi. Sarebbe
+volentieri salito sul trono, e per salirvi conveniva levar di mezzo
+Nerone; il che non parea tanto difficile, stante l'odio comune. S'egli
+fosse il primo ad intavolar la congiura, non si sa. Certo è bensì che
+_Subrio_, o sia _Subio Flavio_, tribuno di una compagnia delle
+guardie, e _Mario Anneo Lucano_ nipote di Seneca, e celebre autore del
+poema della Farsalia, furono de' primi ad entrarvi, e de' più disposti
+ad eseguirla. Per una giovanil vanità Lucano (era nato nell'anno 39
+dell'Era nostra) non potea digerire che Nerone, per invidia, e pazza
+credenza di saperne più di lui in poesia, gli avesse proibita la
+pubblicazione del suddetto poema, ed anche di far da avvocato nelle
+cause. Entrò in questo medesimo concerto anche _Plauzio Laterano_,
+console disegnato, per l'amore che portava al pubblico. Molti altri, o
+senatori, o cavalieri, o pretoriani, ed alcune dame ancora, chi per
+odio e vendetta privata, e chi per liberar l'imperio da questo mostro,
+tennero mano al trattato. Proposero alcuni di ammazzarlo, mentre
+cantava in teatro, o pur di notte, quando usciva senza guardie per la
+città. Altri giudicavano meglio di aspettare a far il colpo a
+Pozzuolo, a Miseno o a Baja, avendo a tal fine guadagnato uno de'
+principali uffiziali dell'armata navale. In fine fu stabilito di
+ucciderlo nel dì 12 di aprile, in cui si celebravano i giuochi del
+Circo a Cerere. Messo in petto di tanti il segreto, per poca
+avvertenza di _Flavio Scevino_ traspirò. Fece egli testamento; diede
+la libertà a molti servi; regalò gli altri; preparò fasce per legar
+ferite: ed intanto, benchè desse agli amici un bel convito, e facesse
+il disinvolto, pure comparve malinconico e pensoso. Milico suo liberto
+osservava tutto, e perchè il padrone gli diede da far aguzzare un
+pugnale rugginoso, s'avvisò che qualche grande affare fosse in volta.
+Sul far del giorno questo infedele, animato dalla speranza di una gran
+ricompensa, se n'andò agli orti Serviliani, dove allora soggiornava
+Nerone, e tanto tempestò coi portinai, che potè parlare ad Epafrodito
+liberto di corte, che l'introdusse all'udienza del padrone. Furono
+tosto messe le mani addosso a Scevino, che coraggiosamente si difese,
+e rivolse l'accusa contro del suo liberto. Ma perchè si seppe, avere
+nel dì innanzi Scevino tenuto un segreto e lungo ragionamento con
+Antonio Natale, ancor questo fu condotto dai soldati. Esaminati a
+parte, si trovarono discordi, e poi alla vista de' tormenti
+confessarono il disegno; e rivelarono i complici. Allo intendere si
+numerosa frotta di congiurati, saltò tal paura addosso a Nerone, che
+mise guardie dappertutto, e nè pur si teneva sicuro in qualunque luogo
+ch'egli si trovasse.
+
+Vien qui Tacito annoverando tutti i congiurati, e il loro fine. Molti
+furono gli uccisi, e fra gli altri _Caio Pisone_, capo della congiura,
+e _Lucano_ poeta; altri, con darsi la morte da sè stessi, prevennero
+il carnefice; ed alcuni ancora la scamparono colla pena dell'esilio.
+Fra gli altri denunziati v'entrò anche _Lucio Anneo Seneca_, insigne
+maestro della stoica filosofia; ma che, se si avesse a credere a
+Dione[383], macchiato fu di nefandi vizii d'avarizia di disonestà e di
+adulazione. Di lui parla con istima maggiore Tacito, scrittore
+alquanto più vicino a questi tempi. Consisteva tutto il suo reato
+nell'essere stato a visitarlo nel suo ritiro _Antonio Natale_, e a
+lamentarsi perchè non volesse ammettere _Pisone_ in sua casa, e
+trattare con lui. Al che avea risposto Seneca, _non essere bene che
+favellassero insieme; del resto dipendere la di lui salute da quella
+di Pisone._ Trovavasi Seneca nella sua villa, quattro miglia lungi di
+Roma, e mentre era a tavola con due amici, e con _Pompea Paolina_ sua
+moglie cara, arrivò Silvano tribuno d'una coorte pretoriana ad
+interrogarlo intorno alla suddetta accusa. Rispose con forti ragioni,
+nulla mostrò di paura, e parlò senza punto turbarsi in volto. Portata
+la risposta a Nerone, dimandò, il crudele, se Seneca pensava a levarsi
+colle proprie mani la vita. Disse Silvano di non averne osservato
+alcun segno. _Farà bene_, replicò allora Nerone, ed ordinò di
+farglielo sapere. Intesa l'atroce intimazione, volle Seneca far
+testamento, e gli fu proibito. Quindi scelto di morire collo svenarsi,
+coraggiosamente si tagliò le vene, ed entrò nel bagno per accelerare
+l'uscita del sangue. Dopo aver lasciati alcuni bei documenti agli
+amici, morì. Anche la moglie _Paolina_ volle accompagnarlo collo
+stesso genere di morte, e si svenò, ma per ordine di Nerone fu per
+forza trattenuta in vita, ed alcuni pochi anni visse dipoi, ma pallida
+sempre in volto. Le straordinarie ricchezze di Seneca si potrebbe
+credere gl'inimicassero l'ingordo Nerone, se non che scrive Dione
+ch'egli le avea dianzi cedute a lui, per impiegarle nelle sue
+fabbriche. Ancorchè il console _Vestinio_ non fosse a parte della
+congiura, pure si valse Nerone di questa occasione per levarlo di
+vita, e lo stesso fece d'altri ch'egli mirava di mal occhio.
+
+Andò poscia Nerone in senato, per informar quei padri del pericolo
+fuggito e dei delinquenti[384]; e però furono decretati ringraziamenti
+e doni agli dii, perchè avessero salvato un sì degno principe; ed egli
+consecrò a Giove vendicatore nel Campidoglio il suo pugnale. Capitò in
+questi tempi a Roma _Cesellio Basso_, di nascita Africano, uomo
+visionario, che ammesso all'udienza di Nerone, gli narrò come cosa
+certa, che nel territorio di Cartagine in una vasta spelonca stava
+nascosa una massa immensa d'oro non coniato, quivi riposta o dalla
+regina Didone, o da alcuno degli antichi re di Numidia. Vi saltò
+dentro a piè pari l'avido Nerone, senza esaminar meglio l'affare,
+senza prendere alcuna informazione, e subito fu spedita una grossa
+nave, scelta come capace di sì sfoggiato tesoro, con varie galee di
+scorta. Nè d'altro si parlava allora che di questo mirabil guadagno
+fra il popolo. Per la speranza di un sì ricco aiuto di costa,
+maggiormente s'impoverì il pazzo imperadore, perchè si fece animo in
+ispendere e spandere in pubblici spettacoli e in profusion di regali.
+Ma con tutto il gran cavamento fatto dal suddetto Basso, nè pure un
+soldo si trovò; e però deluso il misero, altro scampo non ebbe per
+sottrarsi alle pubbliche beffe, che di togliere colle sue mani a sè
+stesso la vita. Ma se mancò a Nerone questa pioggia d'oro, si acquistò
+egli almeno un'incomparabil gloria in quest'anno, coll'aver fatta una
+pubblica comparsa nella scena del teatro, dove recitò alcuni suoi
+versi. Fattagli istanza dal popolazzo di metter fuori la sua abilità
+anche in altri studii, saltò fuori colla cetra in concorrenza d'altri
+sonatori, e fece udir delle belle sonate. Strepitosi furono i viva del
+popolo, la maggior parte per dileggiarlo, mentre i buoni si torcevano
+tutti al mirar sì fatto obbrobrio della maestà imperiale. E guai a
+que' nobili che non vi intervennero: erano tutti messi in nota. Fu in
+pericolo della vita _Vespasiano_ (poscia imperadore), perchè osservato
+dormire in occasione di tanta importanza. Conseguita la corona, passò
+Nerone, secondo Svetonio e Dione[385], a far correre, stando in
+carrozza, i cavalli. Ito poscia a casa[386], tutto contento di sì gran
+plauso, trovò la sola _Poppea_ Augusta sua moglie, che gli disse
+qualche disgustosa parola. Benchè l'amasse a dismisura, pure le
+insegnò a tacere con un calcio nella pancia. Essa era gravida, e di
+questo colpo morì. Donna sì delicata e vana, che tutto dì era davanti
+allo specchio per abbellirsi; voleva le redini d'oro alle mule della
+sua carrozza; e teneva cinquecento asine al suo servigio, per lavarsi
+ogni dì in un bagno formato del loro latte. S'augurava anche piuttosto
+la morte, che di arrivare ad esser vecchia, e a perdere la bellezza.
+Opinione è d'insigni letterati[387] che nel dì 29 di giugno del
+presente anno, per comandamento di Nerone, fosse crocifisso in Roma il
+principe degli Apostoli _san Pietro_, e che nel medesimo giorno ed
+anno venisse anche decollato l'Apostolo de' Gentili _san Paolo._
+Certissima è la loro gloriosa morte e martirio in Roma; ma non sembra
+egualmente certo il tempo; intorno a che potrà il lettore consultare
+chi ha maneggiato _ex professo_ cotali materie. Nel pontificato romano
+a lui succedette _s. Lino._ Dopo la morte di Poppea, Nerone, perchè
+_Antonia_ figlia di Claudio Augusto, e sorella di _Ottavia_ sua prima
+moglie, non volle consentir alle sue nozze, trovò de' pretesti per
+farla morire. Quindi sposò _Statilia Messalina_, vedova di _Vestinio
+Attico_ console, a cui egli avea dianzi tolta la vita. Certe altre sue
+bestialità, raccontate da Dione, non si possono raccontar da me. E
+Tacito aggiunge l'esilio o la morte da lui data ad altri primarii
+romani, che mai non gli mancavano ragioni per far del male.
+
+NOTE:
+
+[381] Thesaurus Novus Inscription., pag. 305, num. 4.
+
+[382] Tac., Annal., lib. 15, cap. 48 et seq. Dio, lib. 61. Sueton., in
+Nerone, cap. 36.
+
+[383] Dio, lib. 61.
+
+[384] Tacitus, Annal., lib. 16, cap. 1.
+
+[385] Sueton., in Nerone, cap. 35. Dio, lib. 62.
+
+[386] Tacitus, lib. 16, c. 6.
+
+[387] Baron., in Annal. Blanchinius, ad Anastasium. Pagius, in Critica
+Baroniana.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXVI. Indizione IX.
+
+ LINO papa 2.
+ NERONE CLAUDIO imper. 13.
+
+_Consoli_
+
+CAIO LUCIO TELESINO e CAIO SVETONIO PAOLINO.
+
+
+Funesto ancora fu l'anno presente a Roma per l'infelice fine di molti
+illustri romani, che tutti perirono per la crudeltà di Nerone,
+principe giunto a non saziarsi mai di sangue, perchè questo sangue gli
+fruttava l'acquisto dei beni de' pretesi rei. Tacito empie molte
+carte[388] di sì tristo argomento. Io me ne sbrigherò in poche parole,
+per risparmiare la malinconia a chiunque, è per leggere queste carte.
+Basterà solo rammentare che _Anneo Mella_, fratello di _Seneca_, e
+padre di _Lucano_ poeta, accusato si svenò e terminò presto il
+processo. _Caio Petronio_, che ha il prenome di _Tito_ appresso
+Plinio, uomo di somma leggiadria, e tutto dato al bel tempo, era
+divenuto uno dei più favoriti di Nerone. La gelosia di Tigellino,
+prefetto del pretorio, gli tagliò le gambe, e il costrinse a darsi la
+morte. Ma prima di darsela, fece credere a Nerone di lasciarlo suo
+erede, e gli mandò il suo testamento. In questo non si leggevano se
+non le infami impurità ed iniquità di esso Nerone. La descrizione de'
+costumi lasciati da Tacito, ha dato motivo ad alcuni di crederlo il
+medesimo, che _Petronio Arbitro_, di cui restano i frammenti di un
+impurissimo libro. Ma dicendo esso Tacito, che questo Petronio fu
+proconsole della Bitinia e console, egli sembra essere stato quel
+_Cajo Petronio Turpiliano_, che abbiam veduto console nell'anno 61 di
+Cristo, e però diverso da _Petronio Arbitro._ Più di ogni altro venne
+onorato dalla compassione di tutti, e compianto il caso di _Peto
+Trasea_, e di _Berea Sorano_, amendue senatori e personaggi della
+prima nobiltà, perchè non solo abbondavano di ricchezze, ma più di
+virtù, di amore del pubblico bene e di costanza per sostenere le
+azioni giuste e riprovar le cattive. Per questi lor bei pregi non
+potea di meno l'iniquo Nerone di non odiarli, e di non desiderar la
+morte loro. Però il fargli accusare, benchè d'insussistenti reati, lo
+stesso fu che farli condannare dal senato, avvezzo a non mai
+contraddire ai temuti voleri di Nerone. Così restò priva Roma dei due
+più riguardevoli senatori, ch'ella avesse in que' tempi, crescendo con
+ciò il batticuore a ciascun'altra persona di vaglia, giacchè in tempi
+tali l'essere virtuoso era delitto. Non parlo d'altri o condannati o
+esiliati da Nerone nell'anno presente, mentovati da Tacito, la cui
+storia qui ci torna a venir meno perchè l'argomento è tedioso.
+
+Secondo il concerto fatto con _Corbulone_ governator della Soria,
+_Tiridate_ fratello di Vologeso re dei Parti[389], si mosse in
+quest'anno per venir a prendere la corona dell'Armenia dalle mani di
+Nerone, conducendo seco la moglie, e non solo i figliuoli suoi, ma
+quelli ancora di Vologeso, di Pacoro e di Monobazo, e una guardia di
+tremila cavalli. L'accompagnava _Annio Viviano_, genero di Corbulone,
+con gran copia d'altri Romani. Nerone, che forte si compiaceva di
+veder venire a' suoi piedi questo re barbaro, non perdonò a diligenza
+ed attenzione alcuna, affinchè egli nel medesimo tempo fosse trattato
+da par suo, e comparisse agli occhi di lui la magnificenza
+dell'imperio romano. Non volle Tiridate[390] venir per mare, perchè
+dato alla magia, peccato riputava lo sputare o il gittar qualche
+lordura in mare. Convenne dunque condurlo per terra con sommo aggravio
+dei popoli romani; perchè dacchè entrò e si fermò nelle terre
+dell'imperio, dappertutto sempre alle spese del pubblico ricevè un
+grandioso trattamento (il che costò un immenso tesoro), e tutte le
+città per dove passò, magnificamente ornate, l'accolsero con grandi
+acclamazioni. Marciava Tiridate in tutto il viaggio a cavallo, con la
+moglie accanto, coperta sempre con una celata d'oro per non essere
+veduta, secondo il rito de' suoi paesi, che tuttavia con rigore si
+osserva. Passato per Bitinia, Tracia ed Illirico, e giunto in Italia,
+montò nelle carrozze che gli avea inviato Nerone, e con esse arrivò a
+Napoli, dove l'imperadore volle trovarsi a riceverlo. Menato
+all'udienza, per quanto dissero i mastri delle cerimonie, non volle
+deporre la spada. Solamente si contentò che fosse serrata con chiodi
+nella guaina. Per questa renitenza Nerone concepì più stima di lui; e
+maggiormente se gli affezionò, allorchè sel vide davanti con un
+ginocchio piegato a terra, e colle mani alzate al cielo sentì darsi il
+titolo di _Signore_. Dopo avergli Nerone fatto godere in Pozzuolo un
+divertimento con caccia di fiere e di tori, il condusse seco a Roma.
+Si vide allora quella vastissima città tutta ornata di lumi, di
+corone, di tappezzerie, con popolo senza numero accorso anche di
+lontano, vestito di vaghe vesti, e coi soldati ben compartiti
+coll'armi loro tutte rilucenti. Fu soprattutto mirabile nella mattina
+del dì seguente il vedere la gran piazza e i tetti anch'essi coperti
+tutti di gente. Miravasi nel mezzo di esse assiso Nerone in veste
+trionfale sopra un alto trono, col senato e le guardie intorno. Per
+mezzo di quel gran popolo condotti Tiridate e il suo nobil seguito,
+s'inginocchiarono davanti a Nerone, ed allora proruppe il popolo in
+altissime grida, che fecero paura a Tiridate, e il tennero sospeso per
+qualche tempo. Fatto silenzio, parlò a Nerone con umiltà non
+aspettata, chiamando se stesso schiavo, e dicendo di essere venuto ad
+onorar Nerone come un suo dio, e al pari di Mitra, cioè del sole,
+venerato dai Parti. Gli pose dipoi Nerone in capo il diadema,
+dichiarandolo re dell'Armenia; e dopo la funzione passarono al teatro,
+ch'era tutto messo a oro, per mirare i giuochi. Le tende tirate per
+difendere la gente dal sole, furono di porpora, sparse di stelle
+d'oro, e in mezzo di esse la figura di Nerone in cocchio, fatta di
+ricamo. Succedette un sontuosissimo convito, dopo il quale si vide
+quel bestion di Nerone pubblicamente cantare e suonar di cetra: e poi
+montato in carretta colla canaglia de' cocchieri, vestito dell'abito
+loro, gareggiar nel corso con loro.
+
+Se ne scandalezzò forte Tiridate, e prese maggior concetto di
+Corbulone, dacchè sapeva servire e sofferire un padrone sì fatto,
+senza valersi dell'armi contra di lui. Anzi non potè contenersi da
+toccar ciò in gergo allo stesso Nerone con dirgli: «Signore, voi avete
+un ottimo servo in Corbulone;» ma Nerone non penetrò l'intenzion
+segreta di queste parole. Fecesi conto, che i regali fatti da esso
+Augusto a Tiridate ascendessero a due milioni. Ottenne egli ancora di
+poter fortificar Artasata, e a questo fine menò da Roma gran quantità
+di artefici, con dar poi a quella città il nome di Neronia. Da
+Brindisi fu condotto a Durazzo, e passando per le grandi e ricche
+città dell'Asia ebbe sempre più occasion di vedere la magnificenza e
+possanza dell'imperio romano. Ma non ancor sazia la vanità di Nerone
+per questa funzione che costò tanti milioni al popolo romano, avrebbe
+pur voluto, che _Vologeso re de' Parti_ fosse venuto anch'egli a
+visitarlo, e l'importunò su questo. Altra risposta non gli diede
+Vologeso, se non che era più facile a Nerone passare il Mediterraneo:
+il che facendo, avrebbono trattato di un abboccamento. Per questo
+rifiuto a Nerone saltò in capo di fargli guerra; ma durarono poco
+questi grilli, perchè egli pensò ad una maniera più facile di
+acquistarsi gloria: del che parleremo all'anno seguente. Nacque[391]
+bensì nell'anno presente la guerra in Giudea, essendosi rivoltato quel
+popolo per le strane avanie de' Romani, mentre _Cestio Gallo_ era
+governator della Siria, il quale durò fatica a salvarsi dalle loro
+mani in una battaglia. Fu obbligato Nerone ad inviar un buon rinforzo
+di gente colà, e scelse per comandante di quell'armata _Vespasiano_,
+capitano di valore sperimentato. Io so che all'anno seguente è
+comunemente riferita la morte di _Corbulone_, ricavandosi ciò da
+Dione. Ma al trovar noi, per attestato di Giuseppe Storico, allora
+vivente, il suddetto Cestio Gallo al governo della Siria, senzachè
+parli punto di Corbulone, può dubitarsi che la morte di questo
+eccellente uomo succedesse nell'anno presente. E per valore e per amor
+della giustizia non era inferiore Corbulone ad alcuno de' più rinomati
+antichi Romani. Nerone presso il quale passava per delitto l'essere
+nobile, virtuoso e ricco, non potè lasciarlo più lungamente in vita.
+Coll'apparenza di volerlo promuovere a maggiori onori, il richiamò
+dalla Siria, ed allorchè fu arrivato a Cencre, vicino a Corinto, gli
+mandò ad intimar la morte. Se la diede egli colle proprie mani, tardi
+pentito di tanta sua fedeltà ad un principe sì indegno, e di essere
+venuto disarmato a trovarlo. Perchè a noi qui manca la Storia di
+Tacito, la cronologia non va con piede sicuro.
+
+NOTE:
+
+[388] Tacitus, Annal., lib. 16, cap. 14 et seq.
+
+[389] Dio, lib. 63.
+
+[390] Plinius, lib. 30, cap. 2.
+
+[391] Joseph., de Bello Judaico, lib. 2, cap. 40.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXVII. Indizione X.
+
+ CLEMENTE papa 1.
+ NERONE CLAUDIO imper. 14.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO FONTEJO CAPITONE e CAJO GIULIO RUFO.
+
+
+Seguendo le congetture di vari letterati, a _s. Lino papa_, che
+martire della Fede finì di vivere in quest'anno, succedette
+_Clemente_, personaggio che illustrò dipoi non poco la Chiesa di Dio.
+Ho riserbato io a parlar qui del viaggio fatto da Nerone in Grecia,
+benchè cominciato nell'anno precedente, per unir insieme tutte le
+scene di quella testa sventata. La natura, in mettere lui al mondo,
+intese di fare un uomo di vilissima condizione, un sonator di cetra,
+un vetturino, un beccaio, un gladiatore, un buffone. La fortuna deluse
+le intenzioni della natura, con portare costui al trono imperiale; ma
+sul trono ancora si vide poi prevalere l'inclinazion naturale[392].
+Invanito egli delle tante adulatorie acclamazioni che venivano fatte
+in Roma alla soavità della sua voce, alla sua maestria nel suono e
+bravura nel maneggiar i cavalli stando in carretta: s'invogliò di
+riscuotere un egual plauso dalle città della Grecia, le quali
+portavano anche allora il vanto di fare i più magnifici e rinomati
+giuochi della terra. Perciò si mosse da Roma a quella volta con un
+esercito di gente, armata non già di lance e scudi, ma di cetre, di
+maschere e di abiti da commedia e tragedia. Con questa corte degna di
+un tal imperadore, comparve egli in quelle parti, astenendosi
+nondimeno dal visitare Atene e Sparta per alcuni suoi particolari
+riguardi. Fece nell'altre città in mezzo ai pubblici teatri,
+anfiteatri e circhi, da commediante, da sonatore, da musico, da
+guidator di carrette abbigliato, ora da servo, ora da donna, ed anche
+da donna partoriente, da Ercole, da Edipo e da altri simili
+personaggi. Le corone destinate per chi vinceva ne' suddetti giuochi,
+tutte senza fallo toccavano a lui. Dicono che ne riportasse più di
+mille ottocento. Sì gli erano care, che arrivando ambasciatori delle
+città, per offerirgli i premii delle sue vittorie, questi erano i
+primi alla sua udienza, questi tenuti alla sua stessa tavola. Pregato
+da essi talvolta di cantar e sonare dopo il desinare, o dopo la cena,
+senza lasciarsi molto importunare, dava di mano alla chitarra, e gli
+esaudiva. Si mostrava ognuno incantato dalla sua divina voce: egli era
+il dio della musica, egli un nuovo Apollo; laonde ebbe a dire, non
+esservi nazione, che meglio della greca sapesse ascoltando giudicar
+del merito delle persone, e di aver trovato essi soli degni di sè e
+de' suoi studi. Le viltà, le oscenità commesse da Nerone in tal
+occasione furono infinite; immensi i regali e le spese. Ma nello
+stesso tempo, per supplire ai bisogni della borsa, impoverì i popoli
+della Grecia, saccheggiò quei lor templi, a' quali non per anche avea
+steso le griffe; confiscò i beni di assaissime persone, condannate a
+diritto e a rovescio. Mandò anche a Roma e per l'Italia Elio, liberto
+di Claudio, con podestà senza limite, per confiscare, esiliare ed
+uccidere fino i senatori; e costui il seppe servire di tutto punto,
+facendo da imperadore, senza essersi potuto conchiudere, chi fosse
+peggiore, o egli o Nerone stesso.
+
+Volle questo forsennato imperadore, che i giuochi olimpici d'Elide,
+benchè si dovessero far prima, si differissero sino al suo arrivo in
+Grecia, per poterne riportare il premio. Colla sua carretta anch'egli
+entrò nel circo, ma cadutone ebbe ad accopparsi, e più giorni per tal
+disgrazia stette in letto. Con tutto ciò il premio a lui fu assegnato.
+Passava male per chi a lui non volea cedere[393]. Nei giuochi istmici
+un tragico, miglior musico che politico, perchè non ebbe l'avvertenza
+di desistere dal canto, per lasciar comparire quel di Nerone, che
+dovea certamente essere più mirabile del suo, fu strangolato sul
+teatro in faccia di tutta la Grecia. Vennegli poi in pensiero di far
+un'opera stabile per cui s'immortalasse il suo nome: e fu quella di
+tagliare lo stretto di Corinto, per unire i due mari Ionio ed
+Egeo[394]: disegno concepito anche da Giulio Cesare e da molti altri;
+ma per le molte difficoltà non mai eseguito. Nulla parea difficile
+alla gran testa di Nerone. Fu egli nel destinato giorno il primo a
+rompere la terra con un piccone d'oro, e a portar la terra in una
+cesta, per animare gli altri all'impresa: il che fatto, si ritirò a
+Corinto, tenendosi per più glorioso di Ercole a cagione di così gran
+prodezza. Furono a quel lavoro impiegati i soldati, i condannati e
+gran copia d'altra gente: e Vespasiano[395] gl'inviò apposta seimila
+Giudei fatti prigioni. Non più di cinque miglia di terra è lo stretto
+di Corinto; eppure con tante mani in due mesi e mezzo di lavoro non si
+arrivò a cavar neppure un miglio di quel tratto. Non si andò poi più
+innanzi, perchè affari premurosi richiamarono Nerone a Roma. Elio
+liberto, mandato da lui con plenipotenza di far del male in Italia,
+l'andava con frequenti lettere spronando a ritornarsene, inculcando la
+necessità della sua presenza in queste parti. Ma Nerone, perduto in un
+paese dove giorno non passava che non mietesse nuove palme, non
+trovava la via di lasciar quel cielo sì caro: quand'ecco giugnere in
+persona Elio stesso, venuto per le poste, che gli mise in corpo un
+fastidioso sciroppo, avvertendolo che si tramava in Roma una
+formidabil congiura contro di lui. Allora sì, che s'imbarcò, dopo
+essersi quasi un anno intero fermato in Grecia, alla quale accordò il
+governarsi coi propri magistrati, e l'esenzione da tutte le imposte; e
+venne alla volta d'Italia. Sorpreso fu per viaggio da una tempesta,
+per cui perdè i suoi tesori, laonde speranza insorse fra molti, che
+anch'egli in quel furore del mare avesse a perire. Sano e salvo egli
+compiè la navigazione, ma non già chi avea mostrata speranza o
+desiderio di vederlo annegato, perchè ne pagò la pena col suo sangue.
+Come trionfante entrò in Roma sullo stesso cocchio trionfale
+d'Augusto, su cui veniva anche Diodoro citarista suo favorito,
+corteggiato dai soldati, cavalieri e senatori. Era addobbata ed
+illuminata tutta la città, incessanti le acclamazioni dettate
+dall'adulazione: «Viva Nerone Ercole, Nerone Apollo, Nerone, vincitor
+di tutti i giuochi. Beato chi può ascoltar la tua voce!» A questo
+segno era ridotta la maestà del popolo romano. Mentre succedeano
+queste vergognose commedie in Grecia e in Italia, avea dato principio
+_Flavio Vespasiano_[396] alla guerra contro i sollevati Giudei. Già il
+vedemmo inviato colà per generale da Nerone. La prima sua impresa fu
+l'assedio di Jotapat, luogo fortissimo per la sua situazione. Vi spese
+intorno quarantasette giorni, e costò la vita di molti de' suoi; ma
+de' Giudei vi perirono circa quarantamila persone, e fra gli altri vi
+restò prigione lo stesso _Giuseppe_, storico insigne della nazion
+giudaica, il quale comandava a quelle milizie. Perchè predisse a
+Vespasiano l'imperio, fu ben trattato. Di molte altre città e luoghi
+della Galilea s'impadronì Vespasiano, e _Tito_ suo figliuolo riportò
+qualche vittoria in vari combattimenti, con istrage di gran quantità
+di Giudei.
+
+NOTE:
+
+[392] Dio, lib. 63. Sueton., in Nerone, cap. 22
+
+[393] Lucian., in Nerone.
+
+[394] Dio, lib. 63. Suetonius, in Nerone, c. 19.
+
+[395] Joseph., de Bello Judaico, lib. 3
+
+[396] Joseph., de Bello Judaico, lib. 3
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXVIII. Indizione XI.
+
+ CLEMENTE papa 2.
+ NERONE CLAUDIO imper. 15.
+ SERVIO SULPICIO GALBA imper. 1.
+
+_Consoli_
+
+CAIO SILIO ITALICO e MARCO GALERIO TRACALO.
+
+
+Il console _Silio Italico_ quel medesimo è che fu poeta, e lasciò dopo
+di sè un poema pervenuto sino ai dì nostri. S'era egli meritata la
+grazia di Nerone, e nello stesso tempo l'odio pubblico, col brutto
+mestiere d'accusare e far condannare varie persone. Consisteva la
+riputazion di _Tracalo_ nell'essere uomo di singolar eloquenza,
+trattando le cause giudiciali. Non durò il loro consolato più del mese
+d'aprile, a cagion delle rivoluzioni insorte, che liberarono
+finalmente l'imperio romano da un imperador buffone, mostro insieme di
+crudeltà[397]. Ne' primi mesi dell'anno presente _Caio Giulio
+Vindice_, vicepretore e governator della Gallia Celtica, il primo fu
+ad alzar bandiera contro di Nerone, col muovere a ribellione que'
+popoli: al che non trovò difficoltà, sentendosi essi troppo aggravati
+dalle estorsioni e tirannie del furioso imperadore, vivamente ancora
+ricordate loro da Vindice in questa occasione. Non teneva egli al suo
+comando legione alcuna, ma avea ben molto coraggio, e in breve tempo
+mise in armi circa centomila persone di que' paesi. Con tutto ciò le
+mire sue non erano già rivolte a farsi imperadore; anzi egli scrisse
+tosto a _Servio Sulpicio Galba_, governatore della Spagna
+Taraconense[398], e personaggio di gran credito per la sua saviezza,
+giustizia e valore, esortandolo ad accettar l'imperio, con
+promettergli anche la sua ubbidienza. Perciò circa il principio di
+aprile, Galba, raunata una legione ch'egli avea in quella provincia,
+con alquante squadre di cavalleria, ed esposte la crudeltà e pazzie di
+Nerone, si vide proclamato imperadore da ognuno. Egli nondimeno prese
+il titolo solamente di legato o sia di luogotenente della repubblica.
+Dopo di che si diede a far leva di gente, e a formare una specie di
+senato. Parve un felice augurio e preludio, l'essere arrivata in quel
+punto a Tortosa in Catalogna una nave d'Alessandria carica di armi,
+senzachè persona vivente vi fosse sopra. In questi tempi soggiornava
+l'impazzito Nerone tutto dedito ai suoi vergognosi divertimenti in
+Napoli quando nel giorno anniversario, in cui avea uccisa la madre,
+cioè nel di 21 di marzo, gli arrivarono le nuove della ribellion della
+Gallia e dell'attentato di Vindice. Parve che non se ne mettesse gran
+pensiero e piuttosto ne mostrasse allegria, sulla speranza che il
+gastigo di quelle ricche provincie gli frutterebbe degl'immensi
+tesori. Seguitò dunque i suoi spassi, e per otto giorni non mandò nè
+lettere nè ordini, quasichè volesse coprir col silenzio l'affare. Ma
+sopraggiunta copia degli editti pubblicati da Vindice nella Gallia,
+pieni d'ingiurie contra di lui, allora si risentì. Quel che più gli
+trafisse il cuore, fu il vedere, che Vindice invece di Nerone il
+nominava col suo primo cognome _Enobarbo_,[399] e diede poi nelle
+smanie perchè il chiamava _cattivo sonator di cetra. Ne conoscete voi
+un migliore di me?_ gridò allora rivolto ai suoi, i quali si può ben
+credere che giurarono di no. Venendo poi un dopo l'altro nuovi
+corrieri, con più funesti avvisi, tutto sbigottito corse a Roma,
+consolato nondimeno per avere osservato nel viaggio, scolpito in marmo
+un soldato gallico trascinato pe' capelli, da un romano: dal che prese
+buon augurio. Non raunò in Roma nè il senato nè il popolo; solamente
+chiamò una consulta de' principali al suo palagio, e spese poi il
+resto della giornata intorno a certi strumenti musicali che sonavano a
+forza d'acqua. Fu posta taglia sulla testa di Vindice, ed inviati
+ordini, perchè le legioni dell'Illirico ed altre soldatesche
+marciassero contra di lui.
+
+Ma sopraggiunto l'avviso che anche Galba s'era sollevato in
+Ispagna[400]; oh allora sì che gli cadde il cuore per terra. Dopo lo
+sbalordimento tornato in sè, si stracciò la veste, e dandosi dei pugni
+in testa, gridò che era spedito, parendogli troppo inaudita e strana
+cosa di perdere, ancorchè fosse vivo, l'imperio. E pure da lì a non
+molto, perchè vennero nuove migliori tornò alle sue ragazzerie,
+lautamente cenando, cantando poscia versi contra de' capi della
+ribellione, e accompagnandoli ancora con gesti da commediante. Andava
+intanto crescendo il partito de' sollevati nelle Gallie, e tutti con
+buon occhio ed animo miravano _Galba_. Fra gli altri che aderirono al
+suo partito, uno de' primi fu _Marco Salvio Ottone_, governatore della
+Lusitania, il quale gli mandò tutto il suo vasellamento d'oro e
+d'argento, acciocchè ne facesse moneta, ed alcuni uffiziali ancora più
+pratici de' Gallici per servire ad un imperadore. Ma nelle Gallie si
+turbarono di poi non poco gli affari. _Lucio_ (chiamato _Publio_ da
+altri) _Virginio_ o sia _Verginio Rufo_, governatore dell'alta
+Germania, che comandava il miglior nerbo dell'armi romane, o da sè
+stesso determinò, oppure ebbe ordine di marciar contra di Vindice. In
+favor di Nerone stette salda quella parte della Gallia che s'accosta
+al Reno, e sopra tutto Treveri, Langres, e in fin Lione si dichiarò
+contra di Vindice. Pare eziandio, che l'armata della Bassa Germania,
+cioè della Fiandra ed Olanda, si unisse con Virginio Rufo, il quale
+marciò all'assedio di Besanzone. Corse colà anche Vindice con tutte le
+forze per difendere quella città, e seguì un segreto abboccamento fra
+questi due generali, anzi parve nel separarsi che fossero d'accordo
+verisimilmente contra di Nerone. Ma accostatesi le soldatesche di
+Vindice per entrar nella città (il che si suppone concertato con
+Virginio) le legioni romane, non informate di quel concerto, senza che
+lor fosse ordinato, si scagliarono addosso alle milizie galliche: e
+non trovandole preparate per la battaglia e mal ordinate, ne fecero un
+macello. Vuol Plutarco[401] che contro il voler de' generali quelle
+due armate venissero alle mani. Vi perirono da ventimila Gallici; e
+tutto il resto andò disperso, con tal affanno di Vindice, che da sè
+stesso si diede poco appresso la morte. Se di questa non voluta
+vittoria avesse voluto prevalersi Virginio Rufo, per farsi e
+mantenersi imperadore, poca fatica avrebbe durato: cotanto era egli
+amato ed ubbidito da tutta la sua possente armata. Gliene fecero anche
+più istanze allora e dipoi i suoi soldati; ma egli da vero cittadin
+romano, e con impareggiabil grandezza d'animo, ricusò sempre, dicendo
+anche dopo la morte di Nerone, che quel solo dovea essere imperadore
+che venisse eletto dal senato e popolo romano. Per questo magnanimo
+rifiuto si rendè poi glorioso Virginio, e tenuto fu in somma
+riputazione presso tutti i susseguenti Augusti[402], e carico d'onori
+menò sua vita in pace sino all'anno ottantatrè di sua età, in cui
+regnando Nerva, finì i suoi giorni. In non piccola costernazione si
+trovò Galba, allorchè intese la disfatta di Vindice, e per vedersi
+anche male ubbidito dai suoi, spedì a Virginio Rufo, per pregarlo di
+volere operar seco di concerto affinchè si ricuperasse dai Romani la
+libertà e l'imperio. Qual risposta ricevesse, non si sa. Solamente è
+noto[403] che Galba perduto il coraggio si ritirò con gli amici a
+Clunia, città della Spagna, meditando già di levarsi di vita se vedea
+punto peggiorare gli affari.
+
+Era intanto stranamente inviperito Nerone per questi disgustosi
+movimenti. Nella sua barbara mente altro non passava che pensieri
+d'inumanità indicibile. Quanti di nazione gallica che si trovavano o
+per suoi affari o relegati in Roma, tutti li voleva far tagliare a
+pezzi: permettere il saccheggio delle Gallie agli eserciti; levar dal
+mondo l'intero senato col veleno; attaccar il fuoco a Roma, e nello
+stesso tempo aprire i serragli delle fiere, acciocchè al popolo non
+restasse luogo da difendersi. Nulla poi fece per le difficoltà che
+s'incontravano. Quindi pensò che s'egli andasse in persona contro i
+ribelli, vittoria si otterrebbe. Figuravasi egli, che al solo
+presentarsi piangendo alla vista loro, tutti ritornerebbero alla sua
+divozione. Credendo inoltre, che a vincere la Gallia fosse necessario
+il grado di console, per attestato di Svetonio, deposti i consoli
+ordinari circa le calende di maggio, prese egli solo il consolato per
+la quinta volta. Trovasi nondimeno in Roma un frammento d'iscrizione,
+da me dato alla luce[404], in cui si legge NERONE V. ET TRACHA......
+parendo per conseguenza, che _Tracalo_ non dimettesse allora il
+consolato. Ridicolo fu il preparamento suo per questa grande
+spedizione. La principal sua attenzione andò a far caricare in
+carrette scelte tutti gli strumenti musicali e gli abiti da scena con
+armi e vesti da Amazzoni per le sue concubine. E certo, s'egli cantava
+una delle sue canzonette a que' rivoltati, potevano eglino non darsi
+per vinti? Ma occorreva danaro, e assaissimo, a questa impresa. Pose
+una gravosissima colta al popolo romano, facendola rigorosamente
+riscuotere. Servì ciò ad aumentar l'odio di ognuno contro di lui, e ad
+affrettar la sua rovina, tanto più che in Roma era carestia, e quando
+si credette che un vascello d'Alessandria portasse grani, si trovò che
+conduceva solamente polve per servigio de' lottatori. Cominciarono
+allora a fioccar le ingiurie e le pasquinate, e tutto era disposto
+alla sedizione. Per buona fortuna avvenne[405], che anche _Ninfidio
+Sabino_, eletto in luogo di _Fenio Rufo_, prefetto del pretorio, uomo
+di bassa sfera, ma fiero, mosso a compassione di tante calamità di
+Roma, tenne mano a liberarla dal furioso tiranno. Anche l'altro
+prefetto, o sia capitan delle guardie, _Tigellino_ che tanto di male
+avea fatto negli anni precedenti, giunse ora a tradire l'esoso
+padrone. Essendo stato avvertito Nerone del mal animo del popolo, e
+giuntogli nel medesimo tempo avviso, mentre desinava, che Virginio
+Rufo col suo esercito si era dichiarato contra di lui, stracciò le
+lettere, rovesciò la tavola, fracassò due bicchieri di mirabil
+intaglio, e preparato il veleno si ritirò negli orti serviliani,
+meditando o di fuggirsene fra i Parti o di andar supplichevole a
+trovar Galba, o di presentarsi al senato e al popolo per domandar
+perdono. Di questa occasione profittò Ninfidio[406] per far credere ai
+pretoriani, che Nerone era fuggito, e per far acclamare _Galba_
+imperadore, promettendo loro a nome di esso Galba un esorbitante
+donativo. Verso la mezza notte svegliandosi Nerone, si trovò
+abbandonato dalle guardie, e con pochi andò girando pel palazzo,
+senzachè alcuno gli volesse aprire, e senza impetrar dai suoi, che
+alcuno gli facesse il servigio di ucciderlo. Si esibì Faonte suo
+liberto di ricoverarlo ed appiattarlo in un suo palazzo di villa,
+quattro miglia lungi da Roma; ed in fatti colà con grave disagio per
+luoghi spinosi arrivato si nascose. Fatto giorno, vennero nuove a
+Faonte che il senato romano avea proclamato imperadore _Galba_, e
+dichiarato _Nerone_ nemico pubblico, e fulminate contra di lui le pene
+consuete. Dimandò Nerone, che pene fossero queste? Gli fu risposto di
+essere trascinato nudo per le strade, fatto morire a colpi di
+battiture, precipitato dal Campidoglio, e con un uncino gittato nel
+Tevere. Allora fremendo mise mano a due pugnali che avea seco, ma
+senza attentarsi di provare se sapeano ben forare. Udito poi, che
+veniva un centurione con molti cavalli per prenderlo vivo, aiutato da
+Epafrodito suo liberto, si diede del pugnale nella gola. Arrivò in
+quel punto il centurione, fingendo di esser venuto per aiutarlo, e
+corse col mantello da viaggio a turargli la ferita. Allora Nerone,
+benchè mezzo morto, disse: «Oh adesso sì che è tempo! E questa è la
+vostra fedeltà[407]?» Così dicendo spirò in età di anni trentuno, o
+pure trentadue, nel dì 9 di giugno, restando i suoi occhi sì torvi e
+fieri, che faceano orrore a chiunque il riguardava. Permise poi Icelo,
+liberto di Galba, poco prima sprigionato, che il di lui corpo si
+bruciasse. Le ceneri furono seppellite, per quanto s'ha da Svetonio
+assai onorevolmente nel sepolcro dei Domizii. E tale fu il fine di
+Nerone, degno appunto della sua vita, la quale è incerto se abbondasse
+più di follie o di crudeltà. Manifesta cosa è bensì, ch'egli fu
+considerato qual nemico del genere umano, qual furia, qual compiuto
+modello de' principi più cattivi, anzi dei tiranni, non essendo mai da
+chiamare legittimo principe chi per forza era salito sul trono, ed
+avea carpita col terrore l'approvazione del senato e del popolo
+romano, accrescendo di poi col crudel suo governo e colle tante sue
+ingiustizie e rapine la macchia del violento ingresso. E tal possesso
+prese allora nei popoli la fama di questo infame imperadore, che passò
+anche ai secoli seguenti con tal concordia, che oggidì ancora il volgo
+del nome di lui si serve per denotare un uomo crudele e spietato.
+Nulladimeno fra il minuto popolo, vago solamente di spettacoli, e fra
+i soldati delle guardie, avvezzi a profittare della disordinata di lui
+liberalità, molti vi furono che amarono ed onorarono la di lui
+memoria. Fu anche messa in dubbio la sua morte, e si vide uscir fuori
+in vari tempi più di un impostore, che finse di essere Nerone vivo,
+con gran commozione dei popoli, godendone gli uni, e temendone gli
+altri.
+
+Non si può esprimere l'allegrezza del popolo romano allorchè si vide
+liberato da quel mostro. V'ha chi crede, che tolto di mezzo Nerone,
+fossero creati consoli _Marco Plautio Silvano_ e _Marco Salvio
+Ottone_, il quale fu poi imperadore. Ma di questo consolato d'_Ottone_
+vestigio non apparisce presso gli antichi scrittori; e Plutarco[408]
+osserva, ch'egli venne di Spagna con Galba: dal che si comprende, non
+aver egli potuto ottenere si fatta dignità in questi tempi. Fuor di
+dubbio è bensì, che consoli furono _Cajo Bellico Natale_ e _Publio
+Cornelio Scipione Asiatico._ Ciò consta dalle iscrizioni ch'io ho
+riferito[409]. In esse _Natale_ si vede nominato _Bellico_, e non
+_Bellicio_, e gli vien dato anche il cognome di _Tebaniano_. Galba
+intanto col cuor tremante se ne stava in Ispagna aspettando qual piega
+prendessero gli affari; quando in sette dì di viaggio arrivò colà
+Icelo suo liberto, ed entrato al dispetto de' camerieri nella stanza,
+dov'egli dormiva, gli diede la nuova ch'era morto Nerone, e di
+essersene egli stesso voluto chiarire colla visita del cadavero, ed
+avere il senato dichiarato imperadore esso Galba. Racconta Svetonio,
+ch'egli tutto allegro immediatamente prese il nome di Cesare. Più
+probabile nondimeno è, che aspettasse a prenderlo due giorni dopo, nel
+qual tempo arrivò Tito Vinio da Roma, che gli portò il decreto del
+senato per la sua elezione in imperadore. _Servio_ (appellato
+scorrettamente da alcuni _Sergio_) _Sulpicio Galba_, che prima avea
+usato il prenome di _Lucio_, uscito da una delle più antiche famiglie
+romane, dopo essere stato console nell'anno di Cristo 55, e dopo aver
+con lode in vari onorevoli governi dato saggio della sua prudenza e
+del suo valor militare, si trovava allora in età di settantadue
+anni[410]. Ne sperò buon governo il senato romano, ed ancorchè si
+venisse a sapere che egli era uom rigoroso ed inclinato alla avarizia,
+male famigliare di non pochi vecchi; pure il merito di avere in
+lontananza cooperato ad abbattere l'odiatissimo Nerone, fece che
+comunemente fosse desiderato il suo arrivo a Roma. Partissi egli di
+Spagna, e a piccole giornate in lettiga passò nelle Gallie, inquieto
+tuttavia per non sapere se l'armate dell'alta e della bassa Germania,
+comandate l'una da _Virginio Rufo_, e l'altra da _Fontejo Capitone;_
+fossero per venire alla sua divozione. Soprattutto gli dava
+dell'apprensione Virginio, siccome quello, a cui vedemmo fatte cotante
+istanze acciocchè assumesse l'imperio. Ma questi con eroica
+moderazione indusse l'armata, benchè non senza fatica, a giurar
+fedeltà a Galba; ed altrettanto anche prima di lui fece Capitone. Poco
+dipoi grato si mostrò Galba a Virginio, perchè chiamatolo alla corte
+con belle parole, diede il comandò di quell'esercito ad _Ordeonio
+Fiacco_, e da lì innanzi trattò assai freddamente esso Virginio, senza
+fargli del male, ma neppur facendogli del bene.
+
+I due maggiormente favoriti e potenti presso Galba cominciarono ad
+essere _Tito Vinio_, dianzi da noi mentovato, che ci vien descritto da
+Plutarco[411] per uomo perduto nelle disonestà, ed interessato al
+maggior segno, e[412] _Cornelio Lacone_, uomo dappoco, e di parecchi
+vizii macchiato, che Galba senza dimora dichiarò capitano delle
+guardie, o sia prefetto del pretorio. Per mano di questi due passavano
+tutti gli affari. Volle anco _Marco Salvio Ottone_, vicepretore della
+Lusitania, accompagnar Galba a Roma. Era egli stato de' primi a
+dichiararsi per lui, nè lasciava indietro ossequio e finezza alcuna
+per cattivarsi il di lui affetto, e quello ancora di Vinio, avendo
+conceputa speranza che il vecchio Galba, sprovveduto di figli,
+adotterebbe lui per figliuolo. E qualora ciò non succedesse, già
+macchinava di pervenire all'imperio per altre vie. Giunto Galba a
+Narbona, quivi se gli presentarono i deputati del senato, accolti
+benignamente da lui, ma senza che egli volesse mobili di Nerone,
+inviati da Roma, e senza voler mutare i propri, benchè vecchi; il che
+gli ridondò in molta stima, per darsi egli a conoscere in tal forma
+signore moderato e lontano dal fasto. Non tardò poi a cangiar di stile
+per gli cattivi consigli di Vinio. Intanto in Roma si alzò un brutto
+temporale, che felicemente si sciolse per buona fortuna di Galba.
+_Ninfidio Sabino_ prefetto del pretorio, che più degli altri avea
+contribuito alla morte di Nerone, e all'esaltazione di Galba, si
+credea di dover essere l'arbitro della corte, e far da padrone allo
+stesso nuovo Augusto che tanto gli dovea. Perciò imperiosamente depose
+_Tigellino_ suo collega, e sotto nome di Galba si diede a
+signoreggiare in Roma[413]. Ma dappoichè gli fu riferito che _Cornelio
+Lacone_ aveva anch'egli conseguita la dignità di prefetto del
+pretorio, e ch'esso con _Tito Vinio_ comandava le feste, se ne alterò
+forte, perchè non amava nè voleva compagno nell'uffizio suo. Mutate
+dunque idee, meditò di farsi egli imperadore. Trasse dalla sua quanti
+soldati delle guardie potè, ed anche alcuni senatori e qualche dama
+delle più intriganti; e giacchè non si sapea chi fosse suo padre,
+sparse voce di esser egli figliuolo di Caio Caligola. Gli
+rassomigliava anche nella fierezza del volto e nell'infame sua
+impudicizia. Voleva spedire ambasciatori a Galba, per rappresentargli
+che s'egli si levasse dal fianco Vinio e Lacone, riuscirebbe più grata
+la sua venuta a Roma. Poscia, in vece di questo, tentò d'intimidirlo
+con fargli credere mal contente di lui le armate della Germania, Soria
+e Giudea. E perciocchè Galba mostrava di non farne caso, determinò
+Ninfidio di prevenirlo con farsi proclamar imperadore dai pretoriani.
+E gli veniva fatto, se Antonio Onorato, uno de' principali tribuni di
+quelle compagnie, non avesse con saggia esortazione tenuta in dovere
+la maggior parte de' pretoriani. Anzi arrivò ad indurgli a tagliare a
+pezzi Ninfidio: con che si quietò tutto quel romore.
+
+Informato Galba di quest'affare, ed avuta nota d'alcuni complici di
+Ninfidio, e specialmente di _Cingonio Varrone_, console disegnato, e
+di _Mitridate_, quegli probabilmente ch'era stato re del Ponto, mandò
+l'ordine della lor morte senz'altro processo, e senza accordar loro le
+difese: dal che gli venne un gran biasimo. Nella stessa forma tolto fu
+dal mondo _Caio Petronio Turpiliano_, stato già console nell'anno di
+Cristo 61, non per altro delitto che per essere stato amico ed
+uffiziale di Nerone. Giunto poi Galba a Ponte Molle colla legione
+condotta seco dalle Spagne, e con altre milizie, se gli presentarono
+senz'armi alcune migliaia di persone, che Svetonio[414] dice di
+remiganti, alzati all'onore della milizia da Nerone: Dione[415]
+pretende di soldati, che prima erano dall'armata navale passati al
+grado di pretoriani. Galba avea comandato che tornassero al loro
+esercizio nella flotta, ed eglino con alte grida faceano istanza di
+riaver le loro bandiere. Rinforzavano essi le grida, e, secondo
+Plutarco[416], che li suppone armati, alcuni misero mano alle spade,
+Galba allora ordinò che la cavalleria di sua scorta facesse man bassa
+contro di loro. Per quel che narra Svetonio, furono messi in fuga, e
+poi decimati. Tacito scrive che ne furono uccise alcune migliaia; e
+Dione giugne a dire che furono settemila: il che par poco credibile.
+Quel che è certo, per azioni tali entrò Galba in Roma già screditato;
+ed ancorchè facesse alcuni buoni regolamenti in benefizio del
+pubblico, e rallegrasse il popolo colla morte di Elio, Policeto,
+Petino, Patrobio e d'altri, che con calunnie aveano fatto perire molti
+innocenti: pure tant'altre cose operò, che fecero parlare molto di lui
+il popolo. Imperciocchè contro la espettazion di ognuno non punì
+_Tigellino_, ministro primario della crudeltà di esso Nerone, perchè
+costui seppe guadagnarsi la protezione di Tito Vinio, che tutto potea
+nel palazzo imperiale. Chiedendogli i pretoriani le immense somme di
+danaro promesse loro da Ninfidio, con fatica donò pochissimo. E
+pervenutogli a notizia che se ne lagnavano forte, diede una risposta
+da saggio Romano, con dire:[417] «Ch'egli era solito ad arrolare per
+grazia, e non già a comperare i soldati.» Ma se n'ebbe ben presto a
+pentire. Seguitava[418] in questi tempi la guerra de' Romani sotto il
+comando di _Vespasiano_ contra de' Giudei. Si andò egli disponendo per
+far l'assedio di Gerusalemme, con prendere tutte le fortezze
+all'intorno; e quella città, che nel di fuori provava tutte le fiere
+pensioni della guerra, maggiormente era afflitta nel di dentro per le
+funeste e micidiali discordie degli stessi Giudei, che diffusamente si
+veggono descritte da Giuseppe Ebreo. Ma perciocchè arrivarono le nuove
+colà della ribellione delle Gallie e della Spagna, che facea temere di
+una guerra civile, e poi della morte di Nerone, Vespasiano sospese
+l'assedio suddetto, e spedì Tito suo figliuolo ad assicurar Galba
+della sua divozione ed ubbidienza; ma da lì a non molto cangiarono
+faccia gli affari, siccome vedremo andando innanzi.
+
+NOTE:
+
+[397] Dio, lib. 63. Sueton., in Nerone, cap. 40 et seqq.
+
+[398] Sueton., in Galba, cap. 9 et seq.
+
+[399] Philostratus, in Apoll.
+
+[400] Plutarchus, in Galba. Suetonius, in Nerone, cap. 42.
+
+[401] Plutarchus, in Galba.
+
+[402] Plinius Junior, lib. 6, ep. 10. Tacitus, Histor., lib. 2, cap.
+49.
+
+[403] Dio, lib. 63. Sueton., in Galba, cap. 11.
+
+[404] Thesaurus Novus Veter. Inscription., pag. 306, num. 2.
+
+[405] Plutarc., in Galba.
+
+[406] Ibid.
+
+[407] Dio, lib. 63. Suet., in Ner., c. 57. Euseb., in Chr. Eutrop. et
+alii.
+
+[408] Plutar., in Galba.
+
+[409] Thesaur. Novus Inscription., pag. 306, n. 3.
+
+[410] Suet., in Galba, c. 12.
+
+[411] Plutarc., in Galba.
+
+[412] Tacitus, Histor., lib. 1, c. 6.
+
+[413] Plutarc., in Galba.
+
+[414] Suet., in Galba, cap. 12.
+
+[415] Dio, lib. 64.
+
+[416] Plutarc., in Galba.
+
+[417] Sueton., in Galba, cap. 16.
+
+[418] Joseph., de Bello Judaico, lib. 4.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXIX. Indizione XII.
+
+ CLEMENTE papa 3.
+ SERVIO SULPICIO GALBA imper. 2.
+ MARCO SALVIO OTTONE imper. 1.
+ FLAVIO VESPASIANO imper. 1.
+
+_Consoli_
+
+SERVIO SULPICIO GALBA imperad. per la seconda volta, e TITO VINIO
+RUFFINO.
+
+
+Perchè _Clodio Macro_ vicepretore dell'Africa si era anch'egli
+ribellato contra Nerone, e continuava a far delle estorsioni e
+ruberie, Galba nell'anno precedente ebbe maniera di farlo levar dal
+mondo[419]. Fu ancora accusato di meditar delle novità nella bassa
+Germania _Fonteio Capitone_, il qual pure vedemmo che avea
+riconosciuto Galba per imperadore. Vero o falso che fosse questo suo
+disegno, anch'egli fu ucciso, senza aspettarne gli ordini da Roma. Al
+comando di quell'armata[420] inviò Galba, a suggestione di Vinio,
+_Aulo Vitellio_, uomo pieno di vizii, oppur creduto tale da non far
+bene nè male, e che, purchè potesse appagar la sua ingordissima gola,
+pareva incapace d'ogni grande impresa. Fu questa elezione il principio
+della rovina di Galba. Costui, pieno di debiti per aver troppo
+scialacquato sotto i precedenti Augusti, arrivò all'armata della
+Germania inferiore, e niuna viltà o bassezza lasciò indietro per
+conciliarsi l'amore di quelle milizie, senza gastigar alcuno, con
+perdonare e far buona ciera a tutti, e donar loro quel poco che potea.
+Avvenne che le legioni dimoranti nell'alta Germania, già irritate per
+l'abbassamento di Virginio Rufo, udendo le relazioni, accresciute
+molto nel viaggio, dell'avarizia e della crudeltà di Galba,
+cominciarono ad inclinar tutte alla sedizione; nè _Ordeonio Flacco_
+lor comandante, uomo vecchio, gottoso e sprezzato dai soldati, avea
+forza di tenerle in dovere. In fatti, benchè nel primo giorno di
+gennaio dell'anno presente, secondo il costume, giurassero, ma con
+istento, fedeltà a Galba, nel dì seguente misero in pezzi le di lui
+immagini, e giurarono di riconoscere qualunque altro imperadore che
+fosse eletto dal senato e popolo romano[421]. Tacito scrive che la
+ribellione ebbe principio nelle stesse calende di gennaio. Volò presto
+l'avviso di tal novità a Colonia, dove dimorava _Vitellio, _ che ne
+seppe profittare, con far destramente insinuare ai suoi soldati della
+bassa Germania di elegger essi piuttosto un imperadore, che di
+aspettarlo dalle mani altrui. Non vi fu bisogno di molte parole. Nel
+dì seguente Fabio Valente, venuto colla cavalleria a Colonia, e tratto
+fuori di casa _Vitellio_, benchè in vesta da camera, l'acclamò
+imperadore. Poco stettero ad accettarlo per tale le legioni dell'alta
+Germania. Le città di Colonia, Treveri e Langres, disgustate di Galba,
+s'affrettarono ad esibir armi, cavalli e denaro a Vitellio. Accettò
+egli con piacere il cognome di _Germanico:_ per allora non volle
+quello _d'Augusto_; nè mai usò quello di _Cesare._ Formò poi la sua
+corte; e gli uffizii, soliti a darsi dall'imperadore ai liberti,
+furono da lui appoggiati a cavalieri romani. _Valerio Asiatico_ legato
+della Fiandra, per essersi unito a lui, divenne fra poco suo genero. E
+_Giunio Bleso_, governatore della Gallia lugdunense, perchè il popolo
+di Lione era forte in collera contra di Galba, seguitò anch'egli il
+partito di Vitellio con una legione e colla cavalleria di Torino.
+
+Galba in questo mentre, il meglio che potea, attendeva in Roma al
+governo[422], ma per la sua vecchiezza sprezzato da molti, avvezzi
+alle allegrie del giovane Nerone, e da molti odiato per la sua
+avarizia. Il potere nella sua corte era compartito fra Tito Vinio, che
+già dicemmo console, e Cornelio Lacone prefetto del pretorio, e per
+terzo entrò Icelo liberto di Galba, uomo di malvagità patente.
+Costoro, emuli e discordi fra loro, abusando della debolezza del
+vecchio Augusto, si studiavano cadauno di far roba, e di portar
+innanzi chi potesse succedere a Galba. Ma eccoti corriere, che porta
+la nuova della sollevazion delle legioni dell'alta Germania. Andava
+già pensando Galba ad adottare in figliuolo e successor nell'imperio
+qualche persona, in cui si unisse la gratitudine verso del padre, e
+l'abilità in benefizio del pubblico. Più degli altri vi aspirava, e
+confidato nell'appoggio di Tito Vinio sperava Marco Salvio Ottone, più
+volte da me rammentato di sopra come uomo infame per molti suoi vizii,
+e veterano negl'intrichi della corte. All'udir le novità della
+Germania, non volle Galba maggiormente differir le sue risoluzioni per
+procacciarsi in un giovane figliuolo un appoggio alla sua avanzata età
+e alla mal sicura potenza. Fatto chiamare all'improvviso nel dì 10 di
+gennaio, _Lucio Pisone Frugi Liciniano_, discendente da Crasso e dal
+gran Pompeo, giovane di molta riputazione e gravità, in età allora di
+trentun anni, alla presenza di Vinio, di Lacone, di Mario Celso
+console disegnato e di _Ducennio Gemino_ prefetto di Roma, dichiarò
+che il voleva suo figliuolo adottivo e successore. Pisone senza
+comparir turbato, nè molto allegro, rispettosamente il ringraziò.
+Andarono poi tutti al quartiere dei pretoriani, e quivi più
+solennemente fece Galba questa dichiarazione per isperanza di
+guadagnargli l'affetto di que' soldati. Ma perchè non si parlò punto
+di regalo, quelle milizie mal avvezze ascoltarono con silenzio ed
+anche con malinconia quel ragionamento. Per attestato di Tacito, la
+promessa di un donativo poteva assicurar la corona in capo a Pisone;
+ma Galba non sapea spendere, e volea vivere all'antica, senza
+riflettere che erano di troppo mutati i costumi. Anche al senato fu
+portata questa determinazione ed approvata.
+
+Ottone, che di dì in dì aspettava questa medesima fortuna da Galba,
+allorchè vide tradite tutte le sue speranze, tentò un colpo da
+disperato. Coll'aver ottenuto un posto in corte ad un servo di Galba,
+avea poco dianzi guadagnata una buona somma d'argento. Di questo
+danaro si servì egli per condurre ad una sua trama due, oppur cinque
+soldati del pretorio[423], a' quali, con tirar nel suo partito pochi
+altri, prodigiosamente riuscì di fare una somma rivoluzion di cose.
+Costoro, perchè furono cassati in questo tempo alcuni uffiziali delle
+guardie, come parziali dell'estinto Ninfidio, sparsero voci di
+maggiori mutazioni. Quel poltron di Lacone, tuttochè avvertito di
+qualche pericolo di sedizione, a nulla provvide. Ora nel dì 15 di
+gennaio, _Marco Salvio Ottone_, dopo essere stato a corteggiar Galba,
+si portò alla colonna dorata, dove trovò, secondo il concerto,
+ventitrè soldati: che così pochi erano i congiurati[424].
+L'acclamarono essi imperadore, e messolo in una lettiga,
+l'introdussero nel quartiere de' pretoriani, senza che a sì picciolo
+numero di ammutinati alcun si opponesse. A poco a poco altri si
+unirono ai precedenti, e non finì la faccenda, che tutto quel corpo di
+milizie, colla giunta ancora dall'altra dell'armata navale, si
+dichiarò per lui, mercè del buon accoglimento e delle promesse di un
+gran donativo che Ottone andava di mano in mano facendo a chiunque
+arrivava. Avvisati di questa novità Galba e Pisone, spedirono tosto
+per soccorso alla legione condotta dalle Spagne, e ad alcune compagnie
+di tedeschi. Uscì Galba di palazzo, per una falsa voce che Ottone
+fosse stato ucciso, sperando che il suo presentarsi ai perfidi
+pretoriani li farebbe cedere. Ma al comparir essi in armi con Ottone,
+e al gridare che si facesse largo, il popolo si ritirò, e Galba, in
+mezzo alla piazza rimasto abbandonato, fu steso con più colpi a terra,
+ed anche barbaramente messo in brani. Il console _Vinio_ anch'egli
+restò vittima delle spade. _Pisone_ malamente ferito tanto fu difeso
+da Sempronio Denso centurione, che potè fuggire e salvarsi nel tempio
+di Vesta; ma saputosi dov'egli era, due soldati inviati colà anche a
+lui levarono la vita, e il medesimo fine toccò a _Lacone_ capitan
+delle guardie. Avvicinandosi poi la sera, entrò Ottone in senato, dove
+spacciando d'essere stato forzato a prendere l'imperio, ma che volea
+dipendere dall'arbitrio de' senatori, trovò pronta la volontà e
+l'adulazione d'ognuno per confermarlo, e per mostrar anche gioia della
+di lui esaltazione. Gli furono accordati tutti i titoli e gli onori
+de' precedenti Augusti; e il matto popolo gli diede il cognome di
+_Nerone_, per cui non cessava in molti l'affetto. Giacchè non vi erano
+più consoli, fu conferita questa dignità al medesimo _Marco Salvio
+Ottone imperadore Augusto_ e a _Lucio Salvio Ottone Tiziano_ suo
+fratello _per la seconda volta._ Nelle calende di marzo succederono ad
+essi _Lucio Virginio Rufo_ e _Vopisco Pompeo Silvano:_ Cedendo questi
+nelle calende di maggio, furono sostituiti _Tito Arrio Antonino_ e
+_Publio Mario Celso per la seconda volta._ Continuarono questi in quel
+decoroso grado sino alle calende di settembre; ed allora entrarono
+consoli _Caio Fabio Valente_ ed _Aulo Alieno Cecina_. Ma essendo stato
+degradato il secondo d'essi nel dì 31 di ottobre, fu creato console
+_Roseto Regolo_, la cui dignità non oltrepassò quel giorno; perciocchè
+nelle calende di novembre venne conferito il consolato a _Gneo Cecilio
+Semplice_ e a _Caio Quinzio Attico._ Tutto ciò si ricava da
+Tacito[425].
+
+Sul principio si studiò Ottone di procacciarsi l'affetto e la stima
+del popolo. Luminosa fu un'azione sua. _Mario Celso_ poco fu
+mentovato, che comandava la compagnia delle milizie dell'Illirico, ed
+era console disegnato, avea con fedeltà soddisfatto al suo dovere
+nell'accorrere alla difesa di Galba. Dopo la di lui morte venne per
+baciar la mano ad Ottone[426]. Gl'iniqui pretoriani alzarono allora le
+voci, gridando: _Muoia._ Ottone, bramando di salvarlo dalla lor furia,
+col pretesto di voler prima ricavare da lui varie notizie, il fece
+caricar di catene, fingendosi pronto a toglierlo di vita. Ma nel dì
+seguente il liberò, l'abbracciò, e scusò l'oltraggio fattogli
+solamente per suo bene. Nè solamente il lasciò poi godere del
+consolato, ma il volle ancora per uno de' suoi generali e dei più
+intimi amici, con trovarlo non men fedele verso di sè che verso
+l'infelice Galba. Alle istanze ancora del popolo indusse a darsi la
+morte _Sofonio Tigellino_, da noi veduto infame ministro delle
+scelleraggini di Nerone. Inoltre si applicò seriamente al maneggio de'
+pubblici affari, e restituì a molti i lor beni tolti da Nerone: azioni
+tutte che gli fecero del credito, non parendo egli più quel pigro e
+quel perduto nel lusso e ne' piaceri che era stato in addietro. Ma i
+più non se ne fidavano, conoscendolo abituato nei vizii, e simile nel
+genio a Nerone, le cui statue, come ancor quelle di Poppea, permise
+che si rialzassero. Osservavano parimente ch'egli mostrava poco
+affetto al senato, moltissimo ai soldati: laonde temevano che se fosse
+cessata la paura dell'emulo Vitellio, si sarebbe provato in lui un
+novello Nerone. E certo egli era comunemente odiato più di Vitellio,
+non tanto pel tradimento da lui fatto a Galba, quanto perchè il
+riputavano persona data alla crudeltà, e capace di nuocere a tutti;
+laddove Vitellio era in concetto di uomo dato ai piaceri, e però in
+istato di solamente nuocere a sè stesso: benchè in fine amendue
+fossero poco amati, anzi odiati dai Romani. Intanto era diviso il
+romano imperio fra questi due competitori. _Ottone_ si trovava
+riconosciuto imperadore in Roma e da tutta l'Italia. Cartagine con
+tutta l'Africa era per lui. _Muciano_, governator della Siria, o sia
+della Soria, gli fece prestar giuramento dai popoli di quelle
+contrade[427]. Altrettanto fece _Vespasiano_ nella Palestina. Aveva
+egli inviato già _Tito_ suo figliuolo, per attestare il suo ossequio a
+Galba; ma dacchè, arrivato a Corinto, intese la di lui morte, se ne
+tornò indietro a trovar il padre. Anche le legioni della Dalmazia,
+Pannonia e Mesia aderirono ad Ottone. Così l'Egitto e le altre città
+dell'Oriente e della Grecia. Ancorchè Ottone fosse un usurpatore, il
+nome nondimeno di Roma e del senato romano, che l'avea accettato,
+bastò perchè tanti altri paesi s'uniformassero al capo dell'imperio.
+
+Ma in mano di _Vitellio_ erano le migliori e più accreditate milizie
+de' Romani, raccolte dall'alta e bassa Germania, dalla Bretagna e da
+una parte della Gallia[428]. Ne formò egli due eserciti, l'uno di
+quarantamila combattenti sotto il comando di _Fabio Valente_, l'altro
+di trentamila, comandato da _Alieno Cecina_, a' quali si unirono varii
+rinforzi di Tedeschi. Ardevano tutti costoro di voglia, non ostante il
+verno, di far dei fatti, per aver occasione di bottinare (fine
+primario di chi esercita quel mestiere), mentre il grasso e pigro
+Vitellio attendeva a darsi bel tempo, con far buona tavola, ubbriaco
+per lo più. Anche vivente Galba si mossero tante forze sotto i due
+generali per due diverse vie alla volta d'Italia; cioè _Valente_ per
+le Gallie, e _Cecina_ per l'Elvezia. Vitellio facea conto di
+seguitarli dipoi. Nel viaggio ebbero nuova della morte di Galba e
+dell'innalzamento di Ottone. Dovunque passò Valente per la Gallia, il
+terrore delle sue armi condusse i popoli all'ubbidienza di Vitellio.
+Sopra tutto con allegria fu ricevuto in Lione. In altri luoghi non
+mancarono saccheggi ed anche stragi. Non fece di meno Cecina nel
+passare pel paese degli Svizzeri. All'avviso di queste armate, che si
+avvicinavano all'Italia, un reggimento di cavalleria, accampato sul
+Po, che avea servito una volta in Africa sotto Vitellio, l'acclamò
+imperadore, e cagion fu che Milano, Ivrea, Novara e Vercelli
+prendessero il suo partito. Perciò si affrettò Cecina verso la metà di
+marzo per calare in Italia, ancorchè i monti fossero tuttavia carichi
+di neve, e spedì innanzi un corpo di gente, per sostenere le suddette
+città. Gran dire, gran costernazione fu in Roma, allorchè si udì la
+mossa di tante armi, e l'inevitabil guerra civile[429]. Mosse _Ottone_
+il senato a scrivere a Vitellio delle lettere amorevoli, per esortarlo
+a desistere dalla ribellione, offrendogli danaro, comodi e una città.
+Ne scrisse anch'egli, e dicono[430] che gli esibisse segretamente di
+prenderlo per collega nell'imperio e per genero. Gli rispose Vitellio
+in termini amichevoli; tali nondimeno che mostravano di burlarsi di
+lui. Irritato Ottone gli rispose per le rime, cioè gliene scrisse
+dell'altre piene di vituperii, e con ridicole sparate, ricordandogli
+soprattutto l'infame sua vita passata. Non furono meno obbrobriose le
+risposte di Vitellio. Nè alcun di loro diceva bugia. Amendue ancora
+inviarono degli assassini, per liberarsi cadauno dall'emulo suo; ma
+riuscì in fumo il loro disegno. Adunque chiaro si vide, non restar
+altro che di decidere la contesa coll'armi. Unì _Ottone_ una possente
+armata anch'egli, composta della maggior parte de' pretoriani e delle
+legioni venute dalla Dalmazia e Pannonia. E lasciato al governo di
+Roma _Tiziano_ suo fratello con _Flavio Svetonio_ prefetto d'essa
+città, e fratello di Vespasiano, dato anche ordine che non fosse fatto
+torto alcuno alla madre, alla moglie e a' figliuoli di Vitello, nel dì
+14 di marzo si licenziò dal senato, e alla testa dell'esercito, non
+parendo più quell'effeminato uomo di una volta, s'incamminò per venir
+contro a' nemici. Suoi marescialli erano _Svetonio Paolino, Mario
+Celso_ ed _Annio Gallo_, uffiziali non meno prudenti che bravi.
+Mancavano ben questi pregi a' _Licinio Procolo_ prefetto del pretorio,
+che pur faceva una delle prime figure in quell'armata. _Alieno
+Cecina_, general di Vitellio, arrivato al Po, passò quel fiume a
+Piacenza, ed assalì quella città, da cui _Annio Gallo_[431], dopo due
+dì di valorosa difesa, il fece ritirare a Cremona, malcontento per la
+perdita di molta gente. Fu in quella occasione bruciato l'anfiteatro
+de' Piacentini, posto fuori della città, il più capace di gente che
+fosse allora in Italia. Anche _Marzio Macro_, console disegnato, diede
+a Cecina un'altra percossa coi gladiatori di Ottone. Eppur egli, ciò
+non ostante, volle venire ad un terzo cimento: tanta era la voglia in
+lui di vincere, affinchè l'altro general di Vitellio, cioè _Valente_,
+non gli rapisse o dimezzasse la gloria. In un luogo detto i Castori,
+dodici miglia lungi da Cremona, tese un'imboscata a _Svetonio Paolino_
+e a _Mario Celso;_ ma questi, avutane notizia, presero così ben le
+misure, che il misero in rotta, ed avrebbono anche rovinata affatto la
+di lui gente, se Paolino per troppa cautela non avesse impedito ai
+suoi l'inseguirli. Per questo fu egli in sospetto di tradimento, ed
+Ottone chiamò da Roma _Tiziano_ suo fratello, acciocchè comandasse
+l'armi, sebben con poco frutto, perchè Licinio Procolo, capitan delle
+guardie, benchè uomo inesperto, la facea da superiore a tutti.
+
+Venne poi Valente da Pavia colla sua armata più numerosa dell'altra ad
+unirsi con Cecina, e tuttochè questi due generali di Vitellio fossero
+gelosi l'uno dell'altro, si accordarono nondimeno pel buon regolamento
+della guerra, e per isbrigarla il più presto possibile. Tenne
+consiglio dall'altra parte Ottone; e il parere de' suoi più assennati
+generali, cioè di Svetonio Paolino, Mario Celso ed Annio Gallo, fu di
+temporeggiare, tanto che venissero alcune legioni che si aspettavano
+dall'Illirico. Ma prevalse quello di Ottone, Tiziano e Procolo, ai
+quali parve meglio di venir senza dimora a battaglia, perchè i
+pretoriani credendosi tanti Marti, si tenevano in pugno la vittoria, e
+tutti ansavano di ritornarsene tosto alle delizie di Roma[432]. Lo
+stesso Ottone impaziente per trovarsi in mezzo a tanti pericoli, fra
+l'incertezza delle cose e il timore di qualche rivolta de' soldati,
+era nelle spine; però si voleva levar d'affanno con un pronto fatto
+d'armi. Ma da codardo si ritirò a Brescello, dove il fiume Enza sbocca
+nel Po, per quivi aspettar l'esito delle cose; risoluzione che
+accrebbe la sua rovina, perchè seco andarono molti bravi uffiziali e
+molti soldati, con restare indebolita l'armata sua in mano di generali
+discordi fra loro, e poco ubbidienti e senza quel coraggio di più che
+loro avrebbe potuto dar la presenza del principe. Seguì qualche
+piccolo fatto fra gli staccamenti delle due armate, ma finalmente
+quella di Ottone, passato il Po, andò a postarsi a qualche miglio
+lungi da Bedriaco, villa posta fra Verona e Cremona, più vicina
+nondimeno all'ultimo, verso il fiume Oglio, dove si crede che oggidì
+sia la terra di Caneto. Molte miglia separavano le due armate; ed
+ancorchè Svetonio e Mario ripugnassero alla risoluzion conceputa da
+Procolo di andare nel dì seguente (cioè circa il dì 15 di aprile) ad
+assalire i nemici, perchè l'arrivar colà stanchi i soldati era un
+principio d'esser vinti: Procolo persistè nella sua opinione, perchè
+sollecitato da più lettere di Ottone, che voleva battaglia. Si venne
+in fatti al combattimento[433], che fu sanguinosissimo, credendosi che
+fra l'una e l'altra parte restassero sul campo estinte circa
+quarantamila persone, perchè non si dava quartiere. Ma la vittoria
+toccò all'armata di Vitellio. I generali di Ottone, chi qua chi là
+fuggitivi, scamparono colle reliquie della lor gente il meglio che
+poterono, valendosi del favor della notte[434]. Ma perchè nel dì
+seguente si aspettavano di nuovo addosso il vittorioso esercito, con
+pericolo d'essere tutti tagliati a pezzi, gli uffiziali, soldati e lo
+stesso Tiziano, fratello di Ottone, che si trovarono insieme,
+s'accordarono di fare una deputazione a Valente e Cecina, per
+rendersi. Fu accettata l'offerta, ed unitesi le non più nemiche
+armate, ognun corse ad abbracciare gli amici, a detestare gli odii
+passati, e condolersi delle morti di tanti. Giurarono i vinti fedeltà
+a Vitellio, e cessarono tutti i rancori. Portata questa lagrimevol
+nuova ad Ottone, dimorante in Brescello, non mancarono già i suoi
+cortigiani di animarlo, con fargli conoscere arrivate già ad Aquileia
+tre legioni della Mesia, salvate altre buone milizie a lui fedeli, non
+essere disperato il caso. Ma egli aveva già determinato di finirla,
+chi credette per orrore di una guerra civile, come attesta
+Svetonio[435], chi per poca fortezza d'animo, e chi per acquistarsi
+una gloria vana con una risoluzion generosa. Pertanto attese
+spiritosamente nel resto del giorno a distribuir danaro a' suoi
+domestici ed amici, a bruciar le lettere scrittegli da varie persone
+contra di Vitellio, affinchè non pregiudicassero a chi le avea
+scritte, e a dar altri ordini per la sicurezza di molti nobili
+ch'erano alla sua corte[436]. Prese anche nella notte seguente un po'
+di sonno, ma fu disturbato da un rumor delle guardie, che minacciavano
+la morte a que' senatori, i quali d'ordine suo erano per ritirarsi, e
+sopra tutto aveano assediato _Virginio Rufo._ Uscì Ottone di camera, e
+con buona maniera calmò quel tumulto. Poscia, sul far del giorno
+svegliato, intrepidamente si diede un pugnale nel petto, e di quella
+ferita fra poco morì in età di trentasette anni[437]. Al suo cadavero
+bruciato fu data quella sepoltura che si potè, cioè in terra, colla
+memoria del solo suo nome senza titolo alcuno. Una massa di monete
+d'oro, trovate sui primi anni del secolo, in cui scrivo, sul
+territorio di Brescello, fece credere ad alcuni che fossero ivi
+seppellite in occasion delle disgrazie di Ottone. Benchè usurpator
+dell'imperio, e screditato per varie sue ree qualità, cotanto era
+amato dai soldati, che alcuni d'essi, non meno in Brescello, che in
+Piacenza e in altri luoghi, pel dolore accompagnarono la di lui morte
+colla propria, secondo la detestabil usanza e frenesia di quei tempi.
+Dacchè i soldati, ch'erano in Brescello, non poterono indurre Virginio
+Rufo ad accettar l'imperio, si diedero ai generali di Vitellio. In un
+fiero imbroglio si trovò allora la maggior parte del senato che Ottone
+avea lasciato in Modena, perchè dall'un canto temeva oltraggi
+dall'armi di Vitellio, e dall'altro i soldati di Ottone tenendoli a
+vista d'occhio, e riputandoli nemici dell'estinto principe, cercavano
+pretesti per menar le mani contra di loro. Finalmente ebbero la
+fortuna di salvarsi a Bologna, dove si mostrarono disposti a
+riconoscere Vitellio; ma per qualche tempo se ne guardarono a cagion
+di una falsa voce portata da Ceno, liberto già di Nerone, che i
+vincitori erano poi stati vinti. Da queste paure non si riebbero se
+non allorchè arrivarono lettere di Valente che riferirono la vera
+positura degli affari. In Roma, subito che s'intese quanto era
+succeduto di Ottone, _Flavio Sabino_, fratello di Vespasiano, fece
+prestar giuramento dal senato e dai soldati che ivi restavano, a
+Vitellio, e il senato gli accordò tutti gli onori consueti.
+
+Intanto _Vitellio_, dopo aver lasciato ad _Ordeonio Fiacco_ un corpo
+di milizie per la guardia del Reno germanico, col resto delle genti
+che potè raccorre, si mise in viaggio verso l'Italia. Per istrada
+intese la vittoria de' suoi e la morte di Ottone, e che _Cluvio Rufo_,
+governator della Spagna, avea ricuperate le due Mauritanie. Arrivato a
+Lione, quivi trovò non meno i vincitori che i vinti generali. Perdonò
+a _Tiziano_ fratello di Ottone, perchè il conosceva per uomo dappoco.
+Conservò il consolato a _Mario Celso. Svetonio_ e _Procolo_ si
+acquistarono la di lui grazia con una viltà, asserendo di aver fatta
+consigliatamente perdere la vittoria ad Ottone nella battaglia di
+Bedriaco. Mandò Vitellio a Roma un editto, per cui proibiva ai
+cavalieri il combattere da gladiatori fra loro e contro le fiere negli
+anfiteatri. Un altro ancora, che tutti gli strologhi e indovini prima
+delle calende di ottobre fossero fuori d'Italia. Si vide attaccato
+nella stessa notte un cartello, in cui essi strologhi comandavano a
+lui di uscire del mondo prima del suddetto medesimo giorno. Se ne
+alterò talmente Vitellio, che qualunque d'essi che gli capitasse alle
+mani, senza processo il condannava alla morte. Grande odiosità si tirò
+egli addosso coll'aver inviato ordine che si levasse la vita a _Gneo
+Cornelio Dolabella_ uno de' più illustri Romani, odiato da lui per
+particolari riguardi, che, relegato ad Aquino, era dopo la morte di
+Ottone ritornato a Roma. L'ordine fu barbaramente eseguito. Intanto a
+poco a poco tutte le provincie si andarono sottomettendo a lui; ma
+l'Italia era afflitta per le tante soldatesche del medesimo Vitellio e
+dell'altre che furono di Ottone. Senza disciplina saccheggiavano,
+uccidevano, e sotto l'ombra loro anche molti altri faceano ruberie e
+vendette. Entrato che fu Vitellio in Italia, trovò modo di dividere le
+milizie (e specialmente i pretoriani) che avevano servito ad Ottone,
+perchè le conobbe malcontente ed inquiete, e a poco a poco le andò
+cassando, con dar loro delle ricompense. Venne a Cremona, e volle coi
+suoi occhi vedere il campo dove s'era data (già scorreano quaranta
+giorni) la battaglia; ed avvegnachè fossero tuttavia insepolte quelle
+migliaia di cadaveri, e menasse un insopportabil fetore, non lasciò
+ordine che si seppellissero; anzi disse che _l'odore di un nemico
+morto sapea di buono._ Menava seco circa sessantamila combattenti,
+senza i famigli ed altre persone destinate al bagaglio, ch'erano più
+del doppio. Dovunque passava questa gran ciurma, lasciava lagrimevoli
+segni della sua rapacità e barbarie. Verso la metà di luglio arrivò a
+Roma, e, se non era distornato da' suoi amici, volea farvi l'entrata
+in abito da guerra, come in una città conquistata. L'accompagnavano
+mandre di eunuchi e commedianti, secondo la usanza del suo maestro
+Nerone, e questi ebbero poi parte agli affari. Trovata _Sestilia_ sua
+madre nel Campidoglio, le diede il cognome di _Augusta_; ma ella non
+se ne allegrò punto, anzi si vergognava di avere un sì indegno
+imperadore per figlio. Morì ella dipoi in quest'anno, non si sa se per
+iniquità del figliuolo, o per veleno da lei preso, prevedendo i mali
+che doveano avvenire. Fece dipoi Vitellio una nuova leva di coorti
+pretoriane sino a sedici, tutte di mille uomini per cadauna, e gente
+scelta. Due furono i prefetti del pretorio, cioè _Publio Sabino_ e
+_Giulio Prisco. Valente_ e _Cecina_ potevano tutto in corte, ma sempre
+fra loro discordi. Diedesi poi questo ghiottone Augusto, com'era il
+suo stile, a fare del suo ventre un dio, ma con eccessi maggiori, a
+misura della dignità e del comodo accresciuto. Il suo mestiere
+cotidiano era mangiare e bere e vomitare per far luogo ad altri cibi e
+bevande. Consumava in ciò tesori; e molti si spiantarono per fargli
+de' conviti. Non istimava nè lodava questo mostro se non le azioni di
+Nerone, e le imitava bene spesso, inclinando anche alla crudeltà, di
+cui rapporta Svetonio[438] varii esempli; e se fosse sopravvissuto
+molto, forse sarebbe riuscito anche in ciò non inferiore a lui. La
+maniera di guadagnarlo soleva essere l'adulazione; ma siccome egli era
+timido e sospettoso, poco ci voleva a disgustarlo.
+
+E fin qui abbiam veduto le due tragedie di _Galba_ e di _Ottone._ Ora
+è tempo di passare alla terza. Di niuno più temeva Vitellio che di
+_Flavio Vespasiano_, generale dell'armi romane nella Giudea, dove si
+continuava la guerra con apparenza ch'egli fosse per assediar
+Gerusalemme. Allorchè gli venne la nuova che esso Vespasiano e
+_Licinio Muciano_, governator della Soria, il riconoscevano per
+imperadore, ne fece gran festa. Ed, in vero, sulle prime niuno mai
+s'avvisò che Vespasiano potesse arrivar all'imperio, nè egli vi
+aspirava, perchè bassamente nato a Rieti e mancante di danaro. Si
+raccontavano ancora molte viltà di lui nella vita privata; e
+Tacito[439] ci assicura ch'egli si era tirato addosso l'odio e il
+dispregio de' popoli; ma i fatti mostrarono poi tutto il contrario.
+Comunque sia, Dio l'aveva destinato a liberar Roma dai mostri, e a
+punire l'orgoglio de' Giudei implacabili persecutori del nato
+Cristianesimo. Era egli per altro dotato di molte lodevoli qualità,
+perchè senza fasto, temperante nel vitto, amorevole verso tutti, e
+massimamente verso i soldati, che l'amavano non poco, ancorchè li
+tenesse in disciplina; vigilante e prudente, buono soldato e migliore
+capitano. Sopra tutto veniva considerato come amator della giustizia;
+la sua età era allora d'anni sessanta. Si può giustamente credere che
+dopo la morte di Galba i più saggi de' Romani, al vedere che i due
+usurpatori Ottone e Vitellio, senza sapersi chi fosse il peggiore di
+loro, disputavano dell'imperio, rivolgessero i lor occhi e desiderii a
+Vespasiano, e segretamente ancora l'esortassero al trono. _Flavio
+Sabino_ di lui fratello gran figura faceva anch'egli, coll'essere
+prefetto di Roma, e le sue belle doti maggiormente accreditavano
+quelle del fratello. O questo fosse, o pure che gli uffiziali e
+soldati di Vespasiano mirando quel che aveano fatto gli altri in
+Ispagna, Roma e Germania, non volessero essere da meno: certo è che si
+cominciò da essi a proporre di far imperadore Vespasiano. Quegli che
+diede l'ultima spinta all'irrisoluzione di esso Vespasiano,
+personaggio guardingo e non temerario, fu il suddetto _Licinio
+Muciano_ governator della Soria, il quale dopo la morte di Ottone gli
+rappresentò, che non era sicura nè la comune lor dignità, nè la vita
+sotto quell'infame imperador di Vitellio. Si lasciò vincere in fine
+Vespasiano, ed essendo entrato nella medesima lega anche _Tiberio
+Alessandro_ governator dell'Egitto, fu egli il primo a proclamarlo in
+Alessandria imperadore nel dì primo di luglio[440]; e lo stesso fece
+nel terzo giorno di esso mese anche la armata della Giudea, a cui
+Vespasiano promise un donativo, simile a quel di Claudio e di Nerone.
+La Soria, e tutte le altre provincie e i re sudditi di Roma in
+Oriente, e la Grecia alzarono anche esse le bandiere del novello
+Augusto. Furono scritte lettere a tutte le provincie dell'Occidente,
+per esortar ciascuno ad abbandonar Vitellio, usurpatore indegno del
+trono imperiale[441]. Si fece intendere ai pretoriani cassati da
+Vitellio, che questo era il tempo di farlo pentire; e veramente
+costoro arrolatisi in favor di Vespasiano, fecero di poi delle
+meraviglie contra di Vitellio.
+
+Essendo così ben disposte le cose, e procacciate quelle somme di
+denaro che si poterono raccogliere per muovere le soldatesche, e in un
+gran consiglio tenuto in Berito, fu conchiuso che _Muciano_ marcerebbe
+con un competente esercito in Italia; _Tito_, figliuolo di Vespasiano,
+già dichiarato _Cesare_, continuerebbe lentamente la guerra contro ai
+Giudei: e _Vespasiano_ passerebbe nella doviziosa provincia
+dell'Egitto, per raunar danaro, ed affamare o provveder di grani Roma,
+secondochè portasse il bisogno. _Muciano_, uomo ambizioso, e che
+mirava a divenire in certa maniera compagno di Vespasiano nel
+principato, accettò volentieri quella incumbenza. Per timore delle
+tempeste non si arrischiò al mare; ma imprese il viaggio per terra,
+con disegno di passare lo stretto verso Bisanzio; al qual fine ordinò
+che quivi fossero pronti i vascelli del mar Nero. Non era molto
+copiosa e possente l'armata di Muciano, ma a guisa de' fiumi regali
+andò crescendo per via: tanta era la riputazion di Vespasiano, e
+l'abbominazion di Vitellio. Nella Mesia le tre legioni che stavano ivi
+a' quartieri, si dichiararono per Vespasiano; e l'esempio d'esse seco
+trasse due altre della Pannonia, e poi le milizie della Dalmazia,
+senza neppur aspettare l'arrivo di Muciano. _Antonio Primo_ da Tolosa,
+soprannominato _Becco di Gallo_, forse dal suo naso (dal che impariamo
+l'antichità della parola _Becco_), uomo arditissimo[442], sedizioso ed
+egualmente pronto alle lodevoli che alle malvage imprese, quegli fu
+che colla sua vivace eloquenza commosse popoli e soldati contra di
+Vitellio, nè aspettò gli ordini di Vespasiano o di Muciano, per farsi
+generale di quelle legioni. Che più? Chiamati in soccorso i re degli
+Svevi ed altri Barbari, e trovato che quelle milizie nulla più
+sospiravano che di entrare in Italia, per arricchirsi nello spoglio di
+queste belle provincie, di sua testa con poche truppe innanzi agli
+altri calò in Italia, e fu con festa ricevuto in Aquileia, Padova,
+Vicenza, Este, ed altri luoghi di quelle parti. Mise in rotta un corpo
+di cavalleria, ch'era postata al Foro da Alieno, dove oggidì è
+Ferrara. Rinforzato poi dalle due legioni della Pannonia (soleva
+essere ogni legione composta di seimila soldati), s'impadronì di
+Verona, e quivi si fortificò. Colà ancora giunse _Marco Aponio
+Saturnino_ con una delle legioni della Mesia, e concorse ad arrolarsi
+sotto di Primo gran copia dei pretoriani licenziati da Vitellio.
+Ancorchè fosse sì grande il suscitato incendio, non s'era per anche
+mosso l'impoltronito Vitellio. Svegliossi egli allora solamente, che
+intese penetrato il fuoco fino in Italia. Perchè _Valente_ non era ben
+rimesso da una sofferta malattia, diede il comando delle sue armi ad
+_Alieno Cecina_, con ordine di marciare speditamente contra di
+_Antonio Primo._ Venne Cecina con otto legioni almeno, cioè con tali
+forze che avrebbe potuto opprimerlo. Mandò parte delle milizie a
+Cremona, e col più della gente armata si portò ad Ostiglia sul Po.
+Macchinando poi altre cose, perdè apposta il tempo in iscrivere
+lettere di rimproveri e minacce ai soldati di Primo, ed intanto lasciò
+che arrivassero a Verona le due altre legioni della Mesia. Finalmente,
+dappoichè intese che _Luciano Basso_, governatore della flotta di
+Ravenna, con cui teneva intelligenza, verso il di 20 d'ottobre s'era
+rivoltato in favor di Vespasiano: allora, come se fosse disperato il
+caso per Vitellio, si diede ad esortare i soldati ad abbracciare il
+partito di Vespasiano, e molti ne indusse a prestar giuramento a lui,
+e a rompere le immagini di Vitellio. Ma gli altri, che non poteano
+sofferir tanta perfidia, e quegli stessi che poc'anzi aveano
+giurato[443], presi dalla vergogna e pentiti, si scagliarono contra di
+lui, senza alcun rispetto al carattere di console, incatenato
+l'inviarono a Cremona, e cominciarono a caricar anch'essi il bagaglio,
+per passare colà.
+
+Ad _Antonio Primo_, ch'era in Verona, fu portata dalle spie
+l'informazione di quanto era accaduto ad Ostiglia, e subito fu in
+armi, per impedir l'unione di quell'esercito con quel di Cremona.
+Inoltratosi sino a Bedriaco, luogo fatale per le battaglie, e circa
+nove miglia lungi da quel sito, s'incontrò colle soldatesche di
+Vitellio, che uscite di Cremona venivano per unirsi con quelle
+d'Ostiglia. Ciò fu circa il dì 26 di ottobre. Dopo sanguinoso
+conflitto le mise in rotta, obbligando chi scampò dalle sue spade a
+rifugiarsi in Cremona. Ad alte voci allora dimandarono i vittoriosi
+soldati di andar dirittamente a Cremona, per isperanza d'entrarvi e
+per avidità di saccheggiarla. Nè gli avrebbe potuto ritenere Primo, se
+non fosse giunto l'avviso che s'appressava l'altra armata partita da
+Ostiglia, e in ordinanza di battaglia. Era già sopraggiunta la notte,
+e pure i due eserciti vennero alle mani con ardore, con fierezza
+inaudita, combattendo, per quanto comportavano le tenebre, senza
+distinguere talvolta chi fosse amico o nemico. Levatasi poi la luna,
+cominciò Primo a provarne del vantaggio, perchè essa dava nel volto ai
+nemici. Durò il combattimento tutto il resto della notte, e fatto poi
+giorno, avendo la terza legione, già venuta di Soria, secondo l'uso di
+que' paesi, salutato il sole con alti ed allegri _Viva_, questo rumore
+fece credere a que' di Vitellio che l'esercito di Muciano fosse
+arrivato, e diede loro tal terrore, che riuscì poi facile a Primo lo
+sconfiggerli ed obbligarli alla fuga. Giuseppe[444], narrando che dei
+soldati di Vitellio in queste azioni perirono trentamila e dugento
+persone, quattromila e cinquecento di quei di Vespasiano,
+verisimilmente, secondo l'uso delle battaglie, ingrandì di troppo il
+racconto, nè noi siam tenuti a prestargli fede. Bensì possiam credere
+a Dione allorchè dice, che oscurandosi talvolta la luna per qualche
+nuvola, cessava il combattimento; e che i soldati emuli vicini
+parlavano l'uno all'altro, chi con villanie, chi con parole
+amichevoli, e con detestar le guerre civili, e con invitar
+l'avversario a seguitar Vitellio o pur Vespasiano. Ma non c'è già
+ragion di credere che l'uno porgesse all'altro da mangiare e da bere,
+finchè non si provi che i soldati di allora erano sì bravi od
+industriosi da portar seco anche nel furor delle zuffe le loro bisacce
+al collo, coll'occorrente cibo e bevanda. Tanto poi Dione quanto
+Tacito ci assicurano che incomodando forte una grossa petriera, con
+lanciar sassi, l'esercito di Vespasiano, due coraggiosi soldati, dato
+di piglio a due scudi degli avversarii, si finsero Vitelliani; ed
+arrivati alla macchina ne tagliarono le funi, con render essa inutile,
+ma con restar anch'essi tagliati a pezzi senza che rimanesse memoria
+alcuna del lor nome. Dopo lo spoglio del campo, _a Cremona, a
+Cremona_, gridarono i vincitori soldati. Bisognò andarvi. Si credevano
+di saltarvi dentro, ma trovarono un impensato ostacolo, cioè un alto e
+mirabil trinceramento, fatto fuor della città nella precedente guerra
+di Ottone, alla cui difesa era accorsa quasi tutta la milizia
+esistente in Cremona. Fecero delle maraviglie i soldati di Vespasiano
+per superar quel sito: tanta era la lor gola di arrivar al sacco di
+quella ricca città, che Antonio Primo avea loro benignamente
+accordato: il che fatto, assalirono la città. Con tutto che questa
+fosse cinta di forti mura e torri e piena di popolo, invilirono sì
+fattamente i soldati vitelliani, che non tardarono a trattare di
+rendersi. Scatenarono per questo _Alieno Cecina_, acciocchè
+s'interponesse nel perdono, ed esposero bandiera bianca. Uscì Cecina
+vestito da console co' suoi littori, cioè colle sue guardie, e passò
+al campo dei vincitori, ma accolto da tutti con ischerni e rimproveri,
+perchè la perfidia suol essere pagata coll'odio d'ognuno. D'uopo fu
+che _Antonio Primo_ il facesse scortare, tanto che fosse in luogo
+sicuro, da potersi portare a trovar Vespasiano.; Fu perdonato ai
+soldati di Vitellio, ma non già all'infelicissima città allora celebre
+per bellissime fabbriche, per gran popolo, per molte ricchezze[445].
+Quarantamila soldati, e un numero maggior di famigli e bagaglioni,
+come cani v'entrarono. Stragi e stupri senza numero; non si perdonò
+neppure ai templi: tutto andò a sacco; e in fine si attaccò il fuoco
+alle case. Gli stessi soldati di Vitellio, che prima difendeano quella
+città, gareggiarono in tanta barbarie con gli altri; anzi fecero di
+peggio, perchè più pratici de' luoghi. Che vi perissero cinquantamila
+di quegli innocenti e miseri cittadini, lo scrive Dione. A me par
+troppo. Gli abitanti rimasti in vita furono tenuti per ischiavi, e poi
+riscattati. Per cura di Vespasiano venne poi riedificata e popolata di
+nuovo quella città.
+
+Vitellio intanto se ne stava in Roma agitato, e con isfoggiata tavola,
+niuna apprensione mostrando di tanti romori. Ma quando cominciarono
+sul fine di ottobre ad arrivare l'un dietro l'altro i funesti avvisi
+di quanto era succeduto, allora gli corse il freddo per l'ossa. E
+poscia udendo che Antonio Primo s'era messo in cammino per venire a
+Roma, buffava, non sapea più dove si fosse, ora pensando a far ogni
+sforzo per resistere, ora a dimettere l'imperio, ed a ritirarsi a vita
+privata, ora facendo il bravo con la spada al fianco, ed ora il
+coniglio, con far ridere il senato, e con trovare ormai poca
+ubbidienza ne' pretoriani. Tuttavia spedì _Giulio Prisco_ ed _Alfeno
+Varo_ con quattordici coorti pretoriane, e tutti i reggimenti, di
+cavalleria, a prendere i passi dell'Apennino[446], e vi aggiunse la
+legione dell'armata navale: esercito sufficiente a sostener con vigore
+la guerra, se avesse avuto capitani migliori. Si postò a Bevagna
+quest'armata, e colà ancora si portò poi lo stesso Vitellio, benchè
+solennissimo poltrone, per le istanze dei soldati. Attediossi ben
+presto di quel soggiorno, e venutagli poi nuova che _Claudio Faentino_
+e _Claudio Apollinare_ aveano indotta alla ribellione l'armata navale
+del Miseno, e le città circonvicine, se ne tornò a Roma, ed inviò
+_Lucio Vitellio_ suo fratello ad occupar Terracina per opporsi da
+quella banda ai ribelli. Ma _Antonio Primo_ colle milizie fedeli a
+Vespasiano, alle quali egli permetteva il far quante insolenze ed
+iniquità volevano nel viaggio, passò l'Apennino. Pervenuto che fu a
+Narni, se gli arrenderono la legione e le coorti inviate contra di lui
+da Vitellio. E pur Vitellio in sì duro frangente seguitava a starsene
+con tal torpedine in Roma, che la gente sapea bensì esser egli il
+principe, ma parea di non saperlo egli stesso. Ogni dì nuove, l'una
+più dell'altra cattive. A _Fabio Valente_ suo generale, ch'era stato
+preso nell'andar nelle Gallie, e rimandato ad Urbino, tagliata fu la
+testa, per far conoscere ai Vitelliani falsa una voce, ch'egli avesse
+messa in armi la Germania e Gallia contra di Vespasiano. Vero
+all'incontro era che anche le Spagne, le Gallie e la Bretagna
+riconobbero Vespasiano per imperadore. Poc'altro che Roma ormai non
+restava a Vitellio; e però _Flavio Sabino_, fratello di Vespasiano,
+che fin qui era stato prefetto della città, con fedeltà e buona
+intelligenza di Vitellio, desiderando di salvar Roma da più gravi
+disordini, avea proposto dei temperamenti a Vitellio stesso, per
+salvargli la vita. Altrettanto aveano fatto con lettere _Muciano_ e
+_Primo_; e già s'era in concerto che Vitellio, deponendo l'impero, ne
+riceverebbe in contraccambio un milione di sesterzii e terre nella
+Campania. In fatti egli nel dì 18 di dicembre, uscito di palazzo in
+abito nero co' suoi domestici, e col figliuolo tuttavia fanciullo,
+piangendo dichiarò al popolo che per bene dello Stato egli deponeva il
+comando; ma nel voler consegnare la spada al console _Cecilio
+Semplice_, nè questi nè gli altri la vollero accettare. A tale
+spettacolo commosso il popolo protestò di non volerlo sofferire; ma
+scioccamente, perchè tutto si rivolse poscia in danno della città e
+rovina maggior di Vitellio. Trovavasi in questo mentre un'assemblea
+de' primi senatori, cavalieri ed uffiziali militari presso _Flavio
+Sabino_,[447] trattando del buono stato di Roma, colla persuasione che
+veramente fosse seguita, o che seguirebbe la rinunzia di Vitellio.
+Alla nuova dell'abortito trattato, fu creduto bene che _Sabino_
+andasse al palazzo per esortare o forzar Vitellio a cedere. Andò egli
+accompagnato da una buona truppa di soldati; ma per via essendosi
+incontrato colla guardia de' Tedeschi, si venne ad un picciolo
+combattimento. Salvossi Sabino nella rocca del Campidoglio con alcuni
+senatori e cavalieri, e co' due suoi figliuoli _Sabino_ e _Clemente_,
+e con _Domiziano_ figlio minore di Vespasiano. Quivi assediato fece
+una meschina difesa; v'entrarono i Germani, ed appiccato il fuoco al
+Campidoglio (non si sa da chi), si vide ridotto in cenere
+quell'insigne luogo, con perir tante belle memorie che ivi erano:
+accidente sommamente compianto dal popolo romano. Fuggirono di là
+_Domiziano_, i figli di _Sabino;_ non già l'infelice _Sabino_, che,
+preso dai Germani insieme con _Quinzio Attico_ console, fu condotto
+carico di catene davanti a Vitellio. Si salvò _Attico;_ ma _Sabino_,
+uomo di gran credito e di raro merito, e fratello maggiore di
+_Vespasiano_, sotto le furiose spade di que' soldati perdè la vita:
+del che più che d'altro s'afflisse dipoi _Vespasiano_, ma non già
+_Muciano_ che il riguardava come ostacolo all'ascendente della sua
+fortuna.
+
+Antonio _Primo_, informato di queste lagrimevoli scene, mosse allora
+il suo campo alla volta di Roma, dove si trovò all'incontro la milizia
+di Vitellio, e lo stesso popolo in armi. Giacchè egli e _Petilio
+Cereale_ non vollero dar orecchio alle proposizioni di qualche
+accordo, varii combattimenti seguirono, favorevoli ora all'una ed ora
+all'altra parte; ma finalmente rimasero superiori quei di Vespasiano.
+Furono presi varii luoghi di Roma, e il quartiere de' pretoriani,
+commessi molti saccheggi colle consuete appendici, e strage di tanta
+gente, che Giuseppe[448] e Dione la fanno ascendere a cinquantamila
+persone[449]. Veggendosi allora a mal partito Vitellio, dal palazzo
+fuggì nell'Aventino, con pensiero di andarsene nel dì seguente a
+trovar _Lucio_ suo fratello a Terracina. Ma sul falso avviso che non
+erano disperate le cose, tornò al palazzo, e trovato poi che ognun se
+n'era fuggito, preso un vile abito, con una cintura piena d'oro, andò
+a nascondersi nella cameretta del portinaio, oppur nella stalla de'
+cani, da più di uno de' quali fu anche morsicato. A nulla gli servì
+questo nascondiglio. Scoperto da un tribuno, per nome _Giulio Placido
+_, ne fu estratto, e con una corda al collo, colle mani legate al di
+dietro, fu menato per le strade, dileggiato, e con picciole punture
+trafitto in varie forme dai soldati, ed ingiuriato dal popolo,
+senzachè alcuno compassion ne mostrasse; anzi correndo ognuno a
+rovesciar le sue statue sotto gli occhi di lui. Credette di fargli
+servigio un soldato tedesco, per levarlo da tanti obbrobrii, e gli
+lasciò sulla testa un buon colpo: il che fatto, si ammazzò da sè
+stesso, ovvero, come si ha da Tacito, fu ucciso dagli altri. Terminò
+la sua vita _Vitellio_, coll'essere gittato giù per le scale gemonie;
+il cadavero suo fu coll'uncino strascinato al Tevere, e la sua testa
+portata per tutta la città. Era in età di cinquantasette anni; e
+questo frutto riportò egli dalla sconsigliata sua ambizione, alzato da
+chi nol conosceva a sì sublime grado, ed abborrito da chi sapea di sua
+vita, riguardandolo per troppo indegno dell'imperio, e certamente
+incapace di sostenerlo con tanto perversi costumi e sì grande
+poltroneria. Restò bensì libera Roma dall'usurpatore Vitellio, ma non
+già dalle atroci pensioni della guerra civile. Per lungo tempo
+durarono i saccheggi e gli omicidii. Maltrattato era chiunque fu amico
+di Vitellio, e sotto questo pretesto si estendeva ad altri la feroce
+avidità dei vittoriosi e licenziosi soldati: in una parola, tutto era
+lutto, confusione e lamenti in Roma ed altrove. Ancorchè _Domiziano_,
+figlio di Vespasiano, fosse ornato immediatamente col nome di
+_Cesare_, pure niun rimedio apportava, intento solo a sfogar le
+passioni proprie della scapestrata gioventù. _Lucio Vitellio_,
+fratello dell'estinto Augusto, venne ad arrendersi colle sue
+soldatesche, sperando pure miglior trattamento; ma restò anch'egli
+barbaramente ucciso. Fece lo stesso fine _Germanico_, piccolo
+figliuolo del medesimo imperadore. Subito che si potè raunare il
+senato, furono decretati a _Flavio Vespasiano_ tutti gli onori soliti
+a godersi dagl'imperadori romani. E bisogno ben grande v'era di un sì
+fatto imperadore, sì per rimettere in calma la sconcertata Roma ed
+Italia, come ancora per dar sesto alla Germania e Gallia dove _Claudio
+Civile_ avea mosso dei gravi torbidi che accenneremo fra poco. Guerra
+eziandio era nella Giudea, guerra nella Mesia e nel Ponto.
+Sovrastavano perciò danni e pericoli non pochi alla romana repubblica,
+se non arrivava a reggerla un Augusto, che per senno e per valore
+gareggiasse coi migliori.
+
+NOTE:
+
+[419] Tacitus, Historiar., lib. 1, cap. 7. Dio, lib. 64.
+
+[420] Sueton., in Vitellio, cap. 7.
+
+[421] Plutarc., in Galba. Tacit., Historiar., lib. 1, cap. 55.
+
+[422] Tacit., Historiar., lib. 1, cap. 13.
+
+[423] Sveton., in Othone, cap. 5.
+
+[424] Tacitus, Historiar., lib. 1, c. 27. Plutarchus, in Galba.
+
+[425] Tacitus, lib. 1, cap. 77.
+
+[426] Plutarc., in Othone.
+
+[427] Tacitus, Hist., lib. 1, cap. 1.
+
+[428] Idem, ibid., cap. 61 et seq.
+
+[429] Plutarchus, in Othone.
+
+[430] Suetonius, in Othone, cap. 8. Dio, lib. 64. Tacitus, Histor.,
+lib. 1, cap. 74.
+
+[431] Tacitus, Histor., lib. 2, cap. 21.
+
+[432] Plutarc., in Othone.
+
+[433] Dio, lib. 64.
+
+[434] Plutarc., in Othone.
+
+[435] Sueton., in Othone, cap. 10.
+
+[436] Tacitus, Histor., lib. 2, c. 48.
+
+[437] Plutarcus, in Othone.
+
+[438] Sueton., in Vitellio, cap. 24. Dio, lib. 64
+
+[439] Tacitus, Histor., lib. 2, c. 97. Suetonius, in Vespasiano, c. 4.
+
+[440] Joseph., de Bello Judaic., lib. 4.
+
+[441] Tacitus, Historiar., lib. 2, cap. 82.
+
+[442] Sueton., in Vitellio, cap. 18.
+
+[443] Dio, lib. 65. Tacitus, Histor., lib. 3, cap. 13.
+
+[444] Joseph., de Bello Judaico, lib. 5, cap. 13.
+
+[445] Tacitus, Historiar., lib. 3, c. 33. Dio, lib. 65.
+
+[446] Tacitus, Historiar., lib. 3, cap. 55.
+
+[447] Dio, lib. 65. Tacitus, Histor., lib. 3, cap. 69.
+
+[448] Joseph., de Bel. Jud., lib. 4, cap. 42. Dio, lib. 65.
+
+[449] Sueton., in Vitellio, cap. 16.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXX. Indizione XIII.
+
+ CLEMENTE papa 4.
+ VESPASIANO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO imperad. per la seconda volta, e TITO FLAVIO
+CESARE suo figliuolo.
+
+
+Ancorchè fossero lontani da Roma _Vespasiano_ Augusto e _Tito_ suo
+figlio, dichiarato anch'esso _Cesare_ dal senato, pure, per onorare i
+principii di questo nuovo imperadore, furono amendue promossi al
+consolato, in cui procederono per tutto giugno. In essa dignità ebbero
+per successori nelle calende di luglio _Marco Licinio Muciano_ e
+_Publio Valerio Asiatico:_ e poscia a questi nelle calende di novembre
+succederono _Lucio Annio Basso_ e _Caio Cecina Peto._ Dacchè[450]
+nell'anno precedente giunse a Roma _Muciano_, prese egli il governo,
+facendo quel che gli parea sotto nome di Vespasiano. V'interveniva
+anche _Domiziano Cesare_, figliolo dell'imperadore, per dar colore
+agli affari; ma quantunque egli prendesse molte risoluzioni per le
+istigazioni degli amici, pure l'autorità era principalmente presso
+Muciano, uomo di smoderata ambizione, che s'andava vantando d'aver
+donato l'imperio a Vespasiano, e di essere come fratello di lui, e
+facendo perciò alto e basso, come s'egli stesso fosse l'imperadore.
+Certo la sua prima cura fu quella di metter fine all'insolenza dei
+soldati, e di ridurre la quiete primiera nella città. Ma un'altra
+maggiormente n'ebbe per adunar danaro il più che si potea, per
+rinforzare il pubblico fallito erario, dicendo sempre _che la pecunia
+era il nerbo del Principato_; nè rincresceva di tirar sopra di sè
+l'odiosità delle esazioni, e di risparmiarla a Vespasiano, perchè ne
+profittava non poco anch'egli per sè stesso. Recavano a lui gelosia
+_Antonio Primo_, divenuto in gran credito, per aver egli abbassato
+Vitellio; ed _Arrio Varo_, perchè alzato alla potente carica di
+prefetto del pretorio. Quanto a _Primo_, il caricò di lodi nel senato,
+gli mostrò gran confidenza, gli fece sperare il governo della Spagna
+Taraconense, promosse agli onori varii di lui amici; ma nello stesso
+tempo mandò lungi da Roma le legioni che aveano dell'amore per lui, e
+fece restar lui in secco. Andò Primo a trovar Vespasiano, che il
+ricevè con molte carezze; ma Muciano, con rappresentarlo uomo
+pericoloso a ragion della sua arditezza, e con rilevar gli
+abbominevoli disordini da lui permessi in Cremona, Roma ed altrove,
+per guadagnarsi l'affetto de' soldati, gli tagliò in fine le
+gambe[451]. Per conto di _Varo_, gli tolse la prefettura del pretorio,
+dandogli quella dell'annona, e sostituì nella prima carica _Clemente
+Aretino_, parente di Vespasiano.
+
+Allorchè si compiè la tragedia di Vitellio, si trovava _Vespasiano_ in
+Egitto, _Tito_ suo figliuolo nella Giudea. Non sì tosto ebbe
+Vespasiano avviso di quanto era avvenuto, che spedì da Alessandria a
+Roma una copiosa flotta di navi cariche di grano, perchè le soprastava
+una terribil carestia, e l'Egitto da gran tempo era il granaio de'
+Romani, affinchè quel gran popolo abbondasse di vettovaglia. Se
+vogliam credere a Filostrato[452], Vespasiano fece di gran bene
+all'Egitto, con dare un saggio regolamento a quel paese, esausto in
+addietro per le soverchie imposte, Dione[453] all'incontro attesta che
+gli Alessandrini, i quali si aspettavano delle notabili ricompense,
+per essere stati i primi ad acclamarlo imperadore, si trovarono
+delusi, perchè egli volle da loro buone somme di danaro, esigendo gli
+aggravii vecchi non pagati, senza esentarne nè meno i poveri, ed
+imponendone di nuovi. Questo era il solo difetto o vizio (se pure,
+come diremo, tal nome gli competeva) che s'avesse Vespasiano. Perciò
+il popolo di Alessandria, popolo per altro avvezzo a dir quasi sempre
+male de' suoi padroni, se ne vendicò con delle satire, e con caricarlo
+d'ingiurie e di nomi molto oltraggiosi. Perciò vi mancò poco che
+Vespasiano, quantunque principe savio ed amorevole, non li gastigasse
+a dovere; e l'avrebbe fatto, se Tito suo figliuolo non si fosse
+interposto, per ottener loro la grazia, con rappresentare al padre,
+«che i saggi principi fanno quel che debbono, o credono ben fatto, e
+poi lasciano dire.» Nella state venne Vespasiano Augusto alla volta di
+Roma. Arrivato a Brindisi, vi trovò Muciano, ch'era ito ad incontrarlo
+colla primaria nobiltà di Roma. Trovò a Benevento il figliuolo
+_Domiziano_, che già aveva cominciato a dar pruove del perverso suo
+naturale, con varie azioni ridicole, o con prepotenze. Perchè egli
+nella lontananza del padre si era arrogata più autorità che non
+conveniva, e trascorreva anche in ogni sorta di vizii: Vespasiano in
+collera parea disposto a de' gravi risentimenti contra di questo
+scapestrato figliuolo[454]. Il buon Tito suo fratello fu quegli che
+perorò per lui, e disarmò l'ira del padre. Non lasciò per questo
+Vespasiano di mortificar la superbia di esso Domiziano. Accolse poi
+gli altri tutti con gravità condita di cordiale amorevolezza,
+trattando non da imperadore, ma come persona privata con cadauno.
+Aveva egli molto prima inviato ordine a Roma, che si rifabbricasse il
+bruciato Campidoglio, dando tal incombenza a _Lucio Vestino_,
+cavaliere di molto credito. Nel dì 21 di giugno s'era dato principio a
+sì importante lavoro con tutto il superstizioso rituale e le cerimonie
+di Roma pagana, con essersi gittate ne' fondamenti assai monete nuove
+e non usate, perchè così aveano decretato gli aruspici. Giunto da lì a
+non molto Vespasiano a Roma, per meglio autenticar la sua premura per
+quella fabbrica, e per alzar quivi un sontuoso tempio[455], fu dei
+primi a portar sulle sue spalle alquanti di que' rottami; e volle che
+gli altri nobili facessero altrettanto, affinchè dal suo e loro
+esempio si animasse maggiormente il popolo all'impresa. E perciocchè
+nell'incendio d'esso Campidoglio erano perite circa tremila tavole di
+rame, o sia di bronzo, cioè le più preziose antichità di Roma, perchè
+in simili tavole erano intagliate le leggi, i decreti, le leghe, le
+paci e gli altri atti più insigni del senato e del popolo romano fin
+dalla fondazione di Roma, comandò che se ne ricercassero
+diligentemente quelle copie che si potessero ritrovare, e di nuovo
+s'incidessero in altre tavole. Parimente ordinò Vespasiano che fosse
+restituita la buona fama a tutti i condannati al tempo di Nerone[456],
+e sotto i tre susseguenti Augusti, e la libertà a tutti gli esiliati
+che si trovassero vivi; e che si cassassero tutte le accuse de' tempi
+addietro. Cacciò eziandio di Roma tutti gli strologhi, gente
+perniciosa alle repubbliche, quantunque egli non disprezzasse
+quest'arte vana, e tenesse in sua corte uno di tali pescatori
+dell'avvenire, stimandolo il più perito degli altri. E si sa ch'egli,
+a requisizione di un certo Barbillo strologo, concedette al popol di
+Efeso di poter fare il combattimento appellato sacro: grazia da lui
+non accordata ad altre città.
+
+Due guerre di somma importanza ebbero in questi tempi i Romani, l'una
+in Giudea, l'altra nella Gallia e Germania. Diffusamente è narrata la
+prima da Giuseppe Ebreo; l'una e l'altra da Cornelio Tacito. Io me ne
+sbrigherò in poche parole. Famosissima è la guerra. Avea quel popolo,
+ingrato e cieco, ricompensato il Messia, cioè il divino Salvator
+nostro, di tanti suoi benefizii, con dargli una morte ignominiosa;
+avea perseguitata a tutto potere fin qui la nata santissima religione
+di Cristo. Venne il tempo, in cui la giustizia di Dio volle lasciar
+piombare sopra quella sconoscente nazione il gastigo, già a lei
+predetto dallo stesso Signor nostro[457]. S'erano ribellati i Giudei
+all'imperio romano, e per una vittoria da loro riportata contro
+_Cestio_, parea che si ridessero delle forze romane[458]. Vespasiano,
+irritato forte contra di loro, spedì _Tito_ suo figliuolo nella
+primavera dell'anno presente per domarli. Gerusalemme era in quei
+tempi una delle più belle; forti e ricche città dell'universo, perchè
+i Giudei, sparsi in gran copia per l'Asia e per l'Europa, faceano gara
+di divozione per mandar colà doni al tempio e limosine di danari. Per
+dar anche a conoscere Iddio più visibilmente che dalla sua mano veniva
+il gastigo, Tito andò ad assediarla in tempo che un'infinità di Giudei
+era, secondo il costume, concorsa colà per celebrarvi la Pasqua: nel
+qual tempo appunto aveano crocifisso l'umanato figliuol di Dio. Che
+sterminato numero di essi per giusto giudizio di Dio si trovasse
+ristretto in quella città, come in prigione, si può raccogliere dal
+medesimo loro storico Giuseppe, il quale asserisce che, durante
+quell'assedio, vi perì un milione e centomila Giudei, per fame e per
+la peste. Sanguinosi combattimenti seguirono; ostinato quel popolo mai
+non volle ascoltar proposizioni di pace e di arrendersi. Avvegnachè
+riuscisse al copiosissimo esercito romano di superar le due prime
+cinte di muro di quella città, la terza nondimeno, più forte
+dell'altre, fu sì bravamente difesa dagli assediati, che Tito perdè la
+speranza di espugnar la città colla forza, e si rivolse al partito di
+vincerla con la fame. Un prodigioso muro con fosse e bastioni di
+circonvallazione fatto intorno a Gerusalemme tolse ad ognuno la via a
+fuggirsene. Però una orribil fame, e la peste sua compagna, entrate in
+Gerusalemme, vi faceano un orrido macello di quegli abitanti; i quali
+anche discordi fra loro e sediziosi, piuttosto amavano di vedere e
+sofferire ogni più orribile scempio, che di suggettarsi di nuovo al
+popolo romano. Non si può leggere senza orrore la descrizione che fa
+Giuseppe di quella deplorabil miseria, a cui difficilmente si troverà
+una simile nelle storie. Immense furono le ruberie e le crudeltà di
+quei che più poteano in quella città; le centinaia di migliaia di
+cadaveri accrescevano il fetore e le miserie di coloro che restavano
+in vita; faceano i falsi profeti e i tiranni interni più male al
+popolo che gli stessi Romani. Ma nel dì 22 di luglio il tempio di
+Gerusalemme, fu preso, e con tutta la cura di Tito Cesare, perchè si
+conservasse quell'insigne e ricchissimo edificio, Dio permise che gli
+stessi Giudei vi attaccassero il fuoco, e si riducesse in un monte di
+sassi e di cenere. S'impadronì poi Tito della città alta e bassa nel
+mese di settembre colla strage e schiavitù di quanti si ritrovarono
+vivi. Non solo il tempio, ma anche la città, parte dalle mani de'
+vincitori, parte dal fuoco furono disfatti ed atterrati; e quella gran
+città rimase per molto tempo un orrido testimonio dell'ira di Dio,
+siccome la dispersion di quel popolo senza tempio, senza sacerdoti,
+che noi tuttavia miriamo, fa fede, quello non essere più il popolo di
+Dio, siccome aveano predetto i profeti.
+
+L'altra guerra, che i Romani sostennero in questi tempi, ebbe
+principio nella Batavia, oggidì Olanda, sotto Vitellio[459]. _Claudio
+Civile_, persona di sangue reale, di gran coraggio, avendo prese
+l'armi, stuzzicò quei popoli, e i circonvicini ancora, a rivoltarsi
+contra de' Romani e di Vitellio, con apparenza nondimeno di sostenere
+il partito di Vespasiano. Diede sul Reno una rotta ad _Aquilio_
+generale de' Romani, e al suo fiacco esercito. Questa vittoria fece
+voltar casacca a molte delle soldatesche, le quali ausiliarie
+militavano per l'imperio, e commosse a ribellione altri popoli della
+Germania e della Gallia; e però cresciute le forze a Claudio Civile,
+non riuscì a lui difficile il riportare altri vantaggi. Ma dopo la
+morte di Vitellio, i ministri di Vespasiano inviarono gran copia di
+gente per ismorzar quell'incendio. _Annio Fallo_ e _Petilio Cereale_
+furono scelti per capitani di tale impresa. Andò innanzi il terrore di
+quest'armata, e cagion fu che la parte rivoltata della Gallia tornasse
+all'ubbidienza. Furono ripigliate alcune città colla forza, date più
+sconfitte a Civile e a' suoi seguaci, tanto che tutti a poco a poco si
+ridussero a piegare il collo, e a ricorrere alla clemenza romana.
+_Domiziano Cesare_ in questa occasione, bramoso di non essere da meno
+di Tito suo fratello, volle andare alla guerra; e _Muciano_, per paura
+che questo sfrenato ed impetuoso giovane non commettesse qualche
+bestialità in danno dell'armi romane, giudicò meglio, di
+accompagnarlo. Seppe poi con destrezza fermarlo a Lione sotto varii
+pretesti, tanto che si mise fine a quella guerra, senzachè egli vi
+avesse mano; e poscia; il ricondusse in Italia, acciocchè andasse ad
+incontrar il padre Augusto, il quale; siccome già dicemmo, venne a
+Roma nell'anno, presente, e fu ricevuto con gran magnificenza
+dappertutto.
+
+NOTE:
+
+[450] Tacit., Histor., lib. 4. Dio, lib. 66.
+
+[451] Tacitus, Histor., lib. 4, cap. 69.
+
+[452] Philostratus, in Apollon. Tyan.
+
+[453] Dio, lib. 66.
+
+[454] Tacitus, Histor., lib. 4, cap. 52.
+
+[455] Sueton., in Vespasiano, c. 8.
+
+[456] Dio, in Excerptis Valesianis.
+
+[457] Joseph., lib. 5 de bello Judaico.
+
+[458] Tacitus, Histor., lib. 5.
+
+[459] Tacitus, Histor., lib. 4.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXI. Indizione XIV.
+
+ CLEMENTE papa 5.
+ FLAVIO VESPASIANO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la terza volta, e MARCO COCCEIO NERVA.
+
+
+Nerva, collega dell'imperadore nel consolato, divenne anch'egli col
+tempo imperadore. Non tennero essi consoli se non per tutto febbraio
+quella dignità, e ad essi succederono, nelle calende di marzo, _Flavio
+Domiziano Cesare_, figliuolo di Vespasiano, e _Gneo Pedio Casto_.
+Merito grande s'era acquistato _Tito Cesare_ presso il padre per la
+guerra gloriosamente terminata nella Giudea. Maggior anche era il
+merito de' suoi dolci costumi[460]. Cotanto si faceva egli amar dai
+soldati, che, dopo la presa di Gerusalemme, l'armata romana, gli diede
+il titolo militare d'imperadore; e volendo egli venire a Roma,
+cominciarono tutti con preghiere, e poi con minacce, a gridare o che
+restasse egli, o che tutti li conducesse seco. Per questo e per
+qualche altro barlume insorse sospetto presso della gente maliziosa
+ch'egli nudrisse dei disegni di rivoltarsi contra del padre: il che
+giammai a lui non cadde in pensiero. Ne fu anche informato Vespasiano;
+ma siccome egli avea troppe prove dell'onoratezza del figliuolo, così
+non ne fece caso; anzi udito che già egli era in viaggio, il fece
+dichiarar suo collega nell'imperio, e compagno anche nella podestà
+tribunizia, ma senza conferirgli i titoli di _Augusto_ e _Padre della
+Patria._ Questi onori equivalevano allora alla dignità dei re de'
+Romani de' nostri giorni, ed erano un sicuro grado per succedere al
+padre Augusto nella piena dignità ed autorità imperiale[461]. Passando
+per la Città di Argos, volle Tito abboccarsi con _Apollonio Tianeo_,
+filosofo di gran grido in questi tempi, e di cui molte favole hanno
+spacciato i Gentili. Il pregò di dargli alcune regole per saper ben
+governare. Altro non gli diss'egli, se non d'imitar Vespasiano suo
+padre, e di ascoltar con pazienza Demetrio filosofo cinico, che facea
+professione di dir liberamente, e senz'adulazione o rispetto di
+alcuno, la verità; e che non s'inquietasse, se l'avesse ripreso di
+qualche fallo. Tito promise di farlo. Sarebbe da desiderare un
+filosofo sì fatto, e con tale autorità in ogni corte; e fors'anche in
+ogni paese si troverebbe volendolo. Ma è da temere che non si
+trovassero poi tanti Titi. Ebbe Tito sentore per istrada delle
+relazioni maligne portate di lui al padre (e forse n'era stato sotto
+mano autore l'invidioso Domiziano) con fargli anche sospettare che
+Tito non verrebbe, perchè macchinava cose più grandi. Allora egli
+s'affrettò, e in una nave da carico, quando men s'aspettava, arrivò in
+corte; e quasi rimproverando il padre ch'era uscito in fretta ad
+incontrarlo, un po' agramente gli disse: _Son venuto, Signor e Padre,
+son venuto._
+
+Fu decretato il trionfo dal senato tanto a Vespasiano, quanto al
+figliuolo, e separatamente per la vittoria giudaica. Ma Vespasiano che
+amava il risparmio in tutte le occorrenze, nè potea sofferir tanta
+spesa, si contentò d'un solo che servisse ad amendue. Non s'era mai
+veduto in addietro un padre trionfar con un figlio: si vide questa
+volta. Memoria di questo trionfo tuttavia abbiamo nell'arco di Tito in
+Roma, dato anche alle stampe dal Bellorio, e vi si mira portato
+l'aureo candelabro del tempio di Gerusalemme. L'essersi felicemente
+terminate le guerre della Giudea e Germania, diede campo a Vespasiano
+di fabbricar il tempio della Pace, e di chiudere quello di Giano;
+giacchè per tutto l'imperio romano si godeva un'invidiabil calma.
+Questa specialmente tornò a fiorire in Roma insieme colla giustizia,
+per tanti anni in addietro bandita da essa, e vi risorse la quiete
+degli animi e l'allegria: tutti effetti del saggio e dolce governo di
+Vespasiano. Buon concetto si avea nei tempi andati di questo
+personaggio; ma, divenuto imperadore; superò di lunga mano
+l'aspettazion di ognuno[462]. Imperocchè tosto si accinse egli con
+vigore a ristabilire Roma e l'imperio, che tanto aveano patito sotto i
+precedenti, o principi o tiranni; nè si diede mai posa, finchè visse,
+per levare i disordini, e per abbellire quella gran città. Chiara cosa
+essendo che i passati affanni principalmente erano proceduti
+dall'avidità, insolenza e poca disciplina de' soldati, e soprattutto
+de' pretoriani, vi rimediò col cassare la maggior parte di quei di
+Vitellio, ed esigere rigorosamente la buona disciplina dai suoi
+propri. Per assicurarsi meglio del pretorio, cioè delle guardie del
+palazzo, con istupore di ognuno, creò lo stesso _Tito_, suo figliuolo
+e collega, prefetto del pretorio: carica sempre innanzi esercitata dai
+cavalieri, e che perciò divenne col tempo la più insigne ed apprezzata
+dopo la dignità imperiale[463]. La vita di Vespasiano era senza fasto.
+Il venerava ognuno come signore, ed egli amava all'incontro di
+comparir verso tutti piuttosto concittadino, e come persona tuttavia
+privata. Di rado abitava nel palazzo, più spesso negli orti
+sallustiani, luogo delizioso. Dava quivi benignamente udienza non solo
+ai senatori, ma agli altri ancora di qualsivoglia grado.
+Vigilantissimo, soleva avanti giorno, stando in letto, leggere le
+lettere e le memorie a lui presentate, ammettere i suoi familiari ed
+amici, quando si vestiva, e favellar con loro delle cose occorrenti.
+Uno di questi era _Plinio il Vecchio_[464]. Anche andando per istrada
+non rifiutava di parlare con chi avea bisogno di lui. Fra il giorno
+stavano aperte a tutti e senza guardia le porte della sua abitazione.
+Sempre interveniva al senato, mostrando il convenevol rispetto a
+quell'ordine insigne, nè v'era affare d'importanza che non comunicasse
+con loro. Sovente ancora, andava in piazza a rendere giustizia al
+popolo. E qualora per la sua avanzata età non potea portarsi al
+senato, gli partecipava i suoi sentimenti in iscritto, e incaricava i
+suoi figliuoli di leggerli. Nè solamente in ciò dava egli a conoscere
+la stima che facea del senato, ma eziandio col voler sempre alla sua
+tavola molti dei senatori, e coll'andar egli stesso non rade volte a
+pranzare in casa degli amici e dei familiari suoi. Sapeva dir delle
+burle, e pungere con grazia; nè s'avea a male, se altri facea lo
+stesso verso di lui. Dilettavasi massimamente di praticar colle
+persone savie, per le quali non vi era portiera, e fu udito dire[465]:
+_Oh potess'io comandare a dei saggi, e che anche i saggi potessero
+comandare a me!_ Non mancavano neppure in que' tempi pasquinate e
+satire contro di lui; ma egli, benchè, ne fosse avvertito, non se ne
+alterava punto, seguitando, ciò non ostante, a far ciò che riputava
+utile alla repubblica. Allorchè Vespasiano era in Grecia col pazzo
+Nerone[466], vedendolo un dì nel teatro prorompere in parole, e gesti
+indecenti alla sua dignità, non seppe ritenersi dal fare un cenno di
+stupore e disapprovazione. Febo, liberto di Nerone, osservato ciò, se
+gli accostò, e dissegli che un par suo non istava bene in quel luogo.
+_Dove, volete ch'io vada?_, disse allora Vespasiano. E il superbo ed
+insolente liberto replicò, _che andasse alle forche._ Costui ebbe
+tanto ardire di presentarsi, davanti a lui, già divenuto imperadore,
+per addurre delle scuse. Altro male non gli fece Vespasiano, se non di
+dirgli, _che se gli levasse davanti, e andasse alle forche_. Con rara
+pazienza sofferiva egli che gli si dicesse la verità, e godeva quel
+bel privilegio, tanto esaltato da Cicerone in Giulio Cesare, di
+dimenticar le ingiurie. Maritò molto decorosamente tre figliuole di
+Vitellio; e benchè si trovasse più d'uno che macchinò congiure contra
+di un principe sì buono, contuttociò niuno mai gastigò se non
+coll'esilio, solendo anche dire, _che compativa la pazzia di coloro, i
+quali aspiravano all'imperio, perchè non sapevano che aggravio e spine
+l'accompagnassero_. Però sua usanza fu di guadagnar coi benefizii, e
+non di rimeritar coi gastighi, chi era stato ministro della crudeltà
+de' tiranni, perchè volea credere che avessero così operato più per
+paura che per malizia. E questo per ora basti de' costumi di
+Vespasiano. Ne riparleremo andando innanzi, come potremo, giacchè si
+son perdute le storie di Tacito, e con ciò a noi manca il filo
+cronologico delle azioni di questo principe.
+
+NOTE:
+
+[460] Sveton., in Tito, cap. 5.
+
+[461] Philostratus, in Apollon. Tyaneo.
+
+[462] Sueton., in Vespasiano, cap. 8.
+
+[463] Dio, lib. 66.
+
+[464] Plinius Junior, lib. 4, epist. 5.
+
+[465] Philostratus, in Vita Apollonii Tyan.
+
+[466] Dio, lib. 66. Suetonius, in Vespasiano, cap. 14.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXII. Indizione XV.
+
+ CLEMENTE papa 6.
+ VESPASIANO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+VESPASIANO AUGUSTO per la quarta volta, e TITO FLAVIO CESARE per la
+seconda.
+
+
+Dappoichè _Muciano_ venuto a Roma cominciò a godere de' primi onori,
+il governo della Siria fu dato da Vespasiano a _Cesennio Peto._
+Scriss'egli a Roma, che _Antioco re della Comagene_, il più ricco dei
+re sudditi di Roma, con _Epifane_ suo figliuolo teneva dei trattati
+secreti con _Vologeso_ re dei Parti, disegnando di rivoltarsi. Dubita
+Giuseppe Ebreo[467], se Antioco fosse di ciò innocente, o reo, ed
+inclina piuttosto al primo. Peto gli volea poco bene; e potè ordir
+questa trama. Vespasiano, a cui troppo era difficile il chiarire la
+verità, nè volea trascurar l'affare, essendo di somma importanza
+quella provincia per le frontiere della Soria e dell'imperio romano:
+mandò ordine a Peto di far ciò ch'egli credesse più convenevole, e
+giusto in tal congiuntura. Pertanto unitosi quel governatore con
+_Aristobolo re di Calcide_, e con _Soemo re di Emessa_, entrò
+coll'esercito nella Comagene. A questa inaspettata mossa Antioco si
+ritirò con tutta la sua famiglia, e senza voler far fronte all'armi
+romane, lasciò che Peto entrasse in Samosata capitale dei suoi Stati.
+Epifane e Callinico suoi figliuoli, prese le armi, fecero qualche
+resistenza; ma tardarono poco i lor soldati a rendersi ai Romani. Si
+rifuggirono essi alla corte di Vologeso, re dei Parti, che gli
+accolse, non già come esiliati, ma come principi. Antioco lor padre
+fuggì nella Cilicia. Peto inviò gente, a cercarlo, ed essendo stato
+colto a Tarsi, fu caricato di catene, per essere condotto a Roma. Nol
+permise Vespasiano, e spedì ordini che fosse rimesso in libertà, e che
+potesse abitare a Sparta, dove gli facea somministrar tutto
+l'occorrente, acciocchè vivesse da par suo. Per intercessione poi di
+Vologeso, ai di lui figliuoli fu permesso di venire a Roma. Vi venne
+anche Antioco, e tutti riceverono trattamento onorevole, senza più
+riaver quegli Stati. Siamo assicurati da Svetonio[468] che la
+Comagene, siccome ancora la Tracia, la Cilicia e la Giudea furono
+ridotte in provincie sotto Vespasiano, cioè immediatamente governate
+dagli uffiziali romani. Ma non tutto ciò avvenne sotto il presente
+anno. Fece in questi tempi Vologeso re de' Parti istanza d'aiuti ai
+Vespasiano, perchè gli Alani, feroce popolo della Tartaria, entrati
+nella Media, obbligarono a fuggirne _Pacoro re_ di quel paese, e
+_Tiridate re dell'Armenia_, minacciando anche il dominio di Vologeso.
+Non si volle mischiar Vespasiano negli affari di que' Barbari; e forse
+di qua venne qualche alterazion di animo fra di loro. Sappiamo da
+Dione[469], aver quel superbo re scritta una lettera con questo
+titolo: _Arsace re dei re a Vespasiano_, senza riconoscerlo per
+imperador de' Romani. Vespasiano, lungi dal farne rimprovero o
+doglianza alcuna, gli rispose nel medesimo tenore: _Ad Arsace re dei
+re, Vespasiano_. Credesi[470] che in questi tempi avvenisse qualche
+guerra nella Bretagna, dov'era andato per governatore _Petilio
+Cereale_, con far quivi l'armi romane nuove conquiste.
+
+Seguitava intanto Vespasiano a far dei saggi regolamenti[471] per
+levare gli abusi, e rimettere il buon ordine in Roma. Osservate alcune
+persone indegne ne' due nobili ordini senatorio ed equestre, le levò
+via; e perchè era scemato di molto il numero dei medesimi senatori e
+cavalieri, per la crudeltà de' regnanti precedenti, aggregò a quegli
+ordini le famiglie e persone più riguardevoli e degne, non tanto di
+Roma, quanto dell'Italia e dell'altre provincie. Trovò che le liti
+civili erano cresciute a dismisura, andavano in lungo e si eternavano
+anche talvolta: male non forestiere anche in altri tempi e in altri
+luoghi. Cercò di rimediarvi con eleggere varii giudici, che le
+sbrigassero senz'attendere le formalità e lunghezze ordinarie del
+foro. Per mettere freno alla libidine delle donne libere che sposavano
+gli schiavi, rinnovò il decreto che anch'esse, perduta la libertà,
+divenissero schiave. Per frastornar coloro che prestavano danaro ad
+usura ai figliuoli di famiglia, vietò il poterlo esigere dopo la morte
+dei padri. Ma nulla più contribuì alla correzion de' costumi e a far
+cessare il soverchio lusso de' Romani, che l'esempio dell'imperadore
+stesso. Parca era la mensa sua; semplice e non mai pomposo il suo
+vestire; sicura dal di lui potere l'altrui onestà. Il disapprovar egli
+colle parole e coi fatti gli eccessi introdotti, più che le leggi e i
+gastighi, ebbe forza d'introdurre la riforma dei costumi nella
+nobiltà, e in chiunque desiderava d'acquistare o conservar la grazia
+di lui. Aveva[472] egli conceduta una carica ad un giovane. Andò
+costui per ringraziarlo tutto profumato. Questo bastò perchè
+Vespasiano, guatandolo con disprezzo, gli dicesse: _Avrei avuto più
+caro che tu puzzassi d'aglio;_ e gli levò la patente. Oltre a ciò, per
+guarire l'altrui vanità e superbia col proprio esempio, parlava egli
+stesso della bassezza della prima sua fortuna, e si rise di chi avea
+compilata una genealogia piena di adulazione, per mostrare[473]
+ch'egli discendeva dai primi fondatori della città di Rieti sua
+patria, e da Ercole. Anzi talora nella state andava a passar qualche
+giorno nella villa, dov'egli era nato, fuori di Rieti, senza voler mai
+che a quel luogo si facesse mutazione alcuna, per ben ricordarsi di
+quello ch'egli fu una volta. E in memoria di _Tertulla_ sua avola
+paterna, che l'avea allevato, nei dì solenni e festivi solea bere in
+una tazza d'argento da lei usata.
+
+NOTE:
+
+[467] Joseph., de Bello Judaico, lib. 7.
+
+[468] Suet., in Vespasiano, c. 8.
+
+[469] Dio, lib. 66.
+
+[470] Tacitus, in Vita Agricolae, c. 17.
+
+[471] Suet., in Vespasiano, c. 9.
+
+[472] Suet., in Vespasiano, c. 8.
+
+[473] Idem, cap. 12.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXIII. Indizione I.
+
+ CLEMENTE papa 7.
+ VESPASIANO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO DOMIZIANO CESARE per la seconda volta, e MARCO VALERIO
+MESSALINO.
+
+
+Console ordinario fu in quest'anno _Domiziano_[474], non già per li
+meriti suoi nè per elezione del saggio suo padre, ma perchè il buon
+Tito suo fratello, disegnato per sostenere anche nell'anno presente sì
+riguardevol dignità, la cedette a lui, e pregò il padre di
+contentarsene. E si vuol qui appunto avvertire che esso Tito era in
+tutti gli affari il braccio diritto del vecchio padre[475]. A nome di
+lui dettava egli le lettere e gli editti, e per lui recitava in senato
+le determinazioni occorrenti. Secondochè s'ha dalla cronaca
+d'Eusebio[476], circa questi tempi (se pur ciò non fu più tardi)
+l'Acaia, la Licia, Rodi, Bizanzio, Samo ed altri luoghi di Oriente
+perderono la lor libertà, perchè se ne abusavano in danno lor proprio
+per le sedizioni e nemicizie regnanti fra i cittadini. Non si mandava
+colà proconsole o governatore romano in addietro, lasciando che si
+governassero coi propri magistrati e colle lor leggi. Da qui innanzi
+furono sottoposti al governo del presidente inviato da Roma, e a
+pagare i tributi al pari dell'altre provincie. Per attestato ancora di
+Filostrato[477], _Apollonio Tianeo_, filosofo rinomato di questi
+tempi, grande strepito fece contra di Vespasiano, perchè avesse tolta
+alla Grecia quella libertà che Nerone, tuttochè principe sì cattivo,
+le avea restituita. Ma Vespasiano il lasciò gracchiare, dicendo _che i
+Greci aveano disimparato il governarsi da gente libera_. Il Calvisio,
+il Petavio, il Bianchini ed altri, non per certa cognizione del tempo,
+ma per mera congettura, riferiscono a quest'anno la cacciata de'
+_filosofi_ da Roma: risoluzione che par contraria alla saviezza di
+Vespasiano, ma che fu fondata sopra giusti motivi. Le diede impulso
+_Elvidio Prisco_ nobile senatore romano, e professore della più rigida
+filosofia degli stoici, la qual era allora più dall'altre in voga
+presso i Romani. A questo personaggio fa un grande elogio Cornelio
+Tacito[478], con dire, aver egli studiata quella filosofia, non già
+per vanità, come molti faceano, nè per darsi all'ozio, ma per
+provvedersi di costanza ne' varii accidenti della vita, per sostenere
+con equità e vigore i pubblici uffizii, e per operar sempre il bene, e
+fuggire il male. Perciò s'era acquistato il concetto d'essere buon
+cittadino, buon senatore, buon marito, buon genero, buon amico,
+sprezzator delle ricchezze, inflessibile nella giustizia, ed intrepido
+in qualsivoglia sua operazione. Anche Ariano[479], Plinio[480] il
+giovane e Giovenale furono liberali di lodi verso di Prisco. Ma egli
+era troppo invanito dell'amor della gloria, cercandola ancora per vie
+mancanti di discrezione[481]. Gli esempli di _Trasea Peto_, suocero
+suo, uomo da noi veduto lodatissimo ne' tempi addietro, gli stavano
+sempre davanti agli occhi, per parlare francamente ove si trattava del
+pubblico bene. Ma non sapea imitarlo nella prudenza. Trasea, ancorchè
+avesse in orrore i vizii e le tirannie di Nerone, pure nulla dicea o
+facea che potesse offenderlo. Solamente talvolta si ritirò dal senato,
+per non approvare le di lui bestialità e crudeltà: il che poi gli
+costò la vita.
+
+Ma _Elvidio_ si facea gloria di parlar con vigore e libertà senza
+riguardo alcuno. Così operò sotto Galba, sotto Vitellio; ma più usò di
+farlo sotto Vespasiano, quasichè la bontà di questo principe dovesse
+servire di passaporto alla soverchia licenza delle sue parole. Il
+peggio fu ch'egli, scoprendosi nemico della monarchia, tenendo sempre
+il partito del popolo, non si facea scrupolo di darsi in pubblico e in
+privato a conoscere per persona che odiava Vespasiano. Allorchè questo
+principe arrivò a Roma, ito a salutarlo, non gli diede altro nome che
+quello di Vespasiano. Essendo pretore nell'anno 70, in niuno de' suoi
+editti mai mise parola in onore di lui, anzi nè pure il nominò. Ma
+questo era poco. Sparlava di lui dappertutto, lodava solamente il
+governo popolare, e Bruto e Cassio; formava anche delle fazioni contra
+del dominio cesareo. Andò così innanzi l'ostentazione di questo suo
+libero parlare, che nel senato medesimo giunse a contrastare e garrire
+insolentemente collo stesso Vespasiano, quasichè fosse un suo
+eguale[482]; perlochè, d'ordine dei tribuni della plebe, fu preso e
+consegnato ai littori, o sia ai sergenti della giustizia. Il buon
+Vespasiano, a cui forte dispiaceva di perdere un sì fatt'uomo, eppur
+non credea bene d'impedire il riparo alla di lui insolenza, uscì di
+senato quel dì piangendo e con dire: _O mio figliuolo mi succederà, o
+niun altro:_ volendo forse indicare che Elvidio con quelle sue
+impertinenti maniere additava di pretendere all'imperio. Pure la
+clemenza di Vespasiano non permise che si decretasse ad uomo sì
+turbolento, che inquietava e screditava il presente governo, e
+mostravasi tanto capace di sedizioni, se non la pena dell'esilio. Ma
+perchè verisimilmente neppur si seppe contener da lì innanzi la lingua
+di questo imprudente filosofo, fu (non si sa in qual anno) condannato
+a morte dal senato, e mandata gente ad eseguire il decreto. Vespasiano
+spedì ordini appresso per salvargli la vita; ma gli fu fatto
+falsamente credere che non erano arrivati a tempo. Probabilmente
+_Muciano_, che men di Vespasiano amava Elvidio, il volle tolto dal
+mondo con questa frode. E fu appunto in tale occasione[483] ch'esso
+Muciano persuase all'imperatore di cacciar via da Roma tutti i
+filosofi, e massimamente coloro che professavano la filosofia stoica,
+maestra della superbia. Imperciocchè, oltre al rendersi da questa gli
+uomini grandi estimatori di sè stessi e sprezzatori degli altri, i
+seguaci di essa altro non faceano allora che declamar nelle scuole, e
+fors'anche in pubblico, contra dello stato monarchico, e in favore del
+popolare, svergognando una scienza che dee inspirare l'ossequio e la
+fedeltà verso qualsivoglia regnante. E tanto più dovea farlo allora
+Elvidio, che ai precedenti tiranni era succeduto un buon principe,
+quale ognun confessa che fu Vespasiano, e la sua vita il dimostra. Fra
+gli altri andarono relegati nelle isole _Ostilio_ e _Demetrio_
+filosofi anch'essi. Portata al primo la nuova del suo esilio, mentre
+disputava contra dello stato monarchico, maggiormente s'infervorò a
+dirne peggio, benchè dipoi mutasse parere. Ma Demetrio, siccome
+professore della filosofia cinica, o sia canina, che si gloriava di
+mordere tutti, e di non portare rispetto ai difetti e falli di
+chicchessia[484], dopo la condanna vedendo venir per via Vespasiano,
+nol salutò, e neppur si mosse da sedere, e fu anche udito borbottar
+delle ingiurie contro di lui. Il paziente principe passò oltre,
+solamente dicendo: _Ve' che cane!_ Nè mutò registro, ancorchè Demetrio
+continuasse a tagliargli addosso i panni; perciocchè avvisato di tanta
+tracotanza, pure non altro gli fece dire all'orecchio se non queste
+poche parole: _Tu fai quanto puoi perch'io ti faccia ammazzare: ma io
+non mi perdo ad uccidere can che abbaia._ Per attestato di Dione, il
+solo _Caio Musonio Rufo_, cavaliere romano, eccellente filosofo
+stoico, non fu cacciato di Roma: il che non s'accorda colla Cronica di
+Eusebio, da cui abbiamo che Tito, dopo la morte del padre, il richiamò
+dall'esilio.
+
+NOTE:
+
+[474] Suet., in Domiziano, cap. 2.
+
+[475] Idem, in Tito, cap. 6.
+
+[476] Euseb., in Chron.
+
+[477] Philostratus, in Apollon. Tyan.
+
+[478] Tacitus, Historiar., lib. 4, cap. 5.
+
+[479] Arrian., in Epictet.
+
+[480] Plinius junior., lib. 4, epist. 23.
+
+[481] Dio, lib. 66.
+
+[482] Sueton., in Vespasiano, cap. 15.
+
+[483] Dio, lib. 66.
+
+[484] Sueton., in Vespasiano, cap. 13.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXIV. Indizione II.
+
+ CLEMENTE papa 8.
+ VESPASIANO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la quinta volta, e TITO FLAVIO CESARE
+per la terza.
+
+
+A _Tito Cesare_, che dimise il consolato, succedette nelle calende di
+luglio _Domiziano Cesare_ suo fratello. Terminarono in quest'anno
+_Vespasiano_ e _Tito_ il censo, o sia la descrizione de' cittadini
+romani ch'essi aveano già cominciato come censori negli anni addietro.
+E questo fu l'ultimo de' censi fatti dagl'imperadori romani. Scrive
+Plinio il vecchio[485], che in tale occasione si trovarono fra
+l'Apennino e il Po molti vecchi di riguardevol età. Cioè tre in Parma
+di cento venti, e due di cento trenta anni; in _Brescello_ uno di
+cento venticinque; in _Piacenza_ uno di cento trentuno; in _Faenza_
+una donna di cento trentadue; in _Bologna_ e _Rimini_ due di cento
+cinquanta anni, se pure non è fallato, come possiam sospettare, il
+testo. Aggiugne essersi trovati nella _Regione ottava dell'Italia_,
+ch'egli determina da Rimini sino a Piacenza, cinquantaquattro persone
+di cento anni; quattordici di cento dieci; due di cento venticinque;
+quattro di cento trenta; altrettanti di cento trentacinque, o cento
+trentasette, e tre di cento quaranta. Dal che probabilmente può
+apparire qual fosse tenuta allora per la più salutevol aria d'Italia.
+Se in altre parti d'Italia si fossero osservate somiglianti età, non
+si sa vedere perchè Plinio l'avesse taciuto. Circa questi tempi[486]
+mancò di vita Cenide, donna carissima a Vespasiano, liberta di
+Antonia, madre di Claudio Augusto. Avea Vespasiano avuta per moglie
+_Flavia Domitilla_, che gli partorì _Tito_ e _Domiziano_. Morta
+costei, ebbe per sua amica questa Cenide, e creato anche imperatore la
+tenne quasi per sua moglie, amandola non solamente per la sua fedeltà
+e disinvoltura, e per molti benefizii da lei ricevuti quando era
+privato, ma ancora perchè gli serviva di sensale per far danari. Era
+l'avarizia forse l'unico vizio per cui universalmente veniva
+proverbiato questo imperadore[487]. Mostravasi egli non mai contento
+di danaro. A questo fine rimise in piedi alcune imposte e gabelle,
+abolite già da Galba; ne aggiunse delle nuove e gravi; accrebbe i
+tributi che si pagavano dalle provincie, ed alcune furono tassate il
+doppio. Lasciavasi anche tirare a far un mercimonio vergognoso per un
+par suo, col comperar cose a buon mercato, per venderle poi caro.
+Cenide anch'essa l'aiutava ad empiere la borsa. A lei si accostava
+chiunque ricercava sacerdozi e cariche civili e militari,
+accompagnando le suppliche con esibizioni proporzionate al profitto
+dei posti desiderati. Nè si badava, se questi concorrenti fossero o
+non fossero uomini dabbene, purchè se ne spremesse del sugo. Si
+vendevano in questa maniera anche l'altre grazie del principe; e le
+pene, per chi potea, venivano riscattate col danaro. Di tutto si
+credeva consapevole e partecipe Vespasiano. E tanto egli si lasciava
+vincere da questa avidità, che cadeva in bassezze[488]. Avendo i
+deputati di una città chiesta licenza di alzare in onor suo una
+statua, la cui spesa ascenderebbe a venticinquemila dramme, per far
+loro conoscere che amerebbe più il denaro in natura, stese la mano
+aperta con dire: _Eccovi la base dove potete mettere la vostra
+statua._ Era egli stesso il primo a porre in burla questa sua sete
+d'oro per coprirne la vergogna, e si rideva di chi poco approvava le
+sue vili maniere per adunarne. Uno di questi fu suo figliuolo Tito,
+che non potendo sofferire una non so quale imposta, da lui messa sopra
+l'orina, seriamente gliene parlò, con chiamar fetente quell'aggravio.
+Aspettò Vespasiano che gli portassero i primi frutti di quell'imposta,
+e fattili fiutare al figlio, dimandò _se quell'oro sapea di cattivo
+odore_. Un giorno, ch'egli era per viaggio in lettiga, si fermò il
+mulattiere con dire che bisognava ferrar le mule. Sospettò egli dipoi
+inventato da costui un tal pretesto, per dar tempo ad un litigante di
+parlargli, e di esporre le sue ragioni. E però gli domandò poi _quanto
+avesse guadagnato a far ferrare le mule, perchè voleva esser a parte
+del guadagno_. Questo forse disse per burla. Ma da vero operò egli con
+uno de' suoi più cari cortigiani, che gli avea fatta istanza di un
+posto per persona da lui tenuta in luogo di fratello. Chiamato a sè
+quel tale, volle da lui il danaro pattuito con fargli la grazia.
+Avendo poscia il cortigiano replicate le preghiere, siccome non
+informato della beffa, Vespasiano gli disse: _Va a cercare un altro
+fratello, perchè il proposto da te, non è tuo, ma mio fratello_.
+
+Tale era l'industria e continua cura di Vespasiano per ammassar
+danari, cura in lui biasimata, e non senza ragione dagli storici di
+allora, e più dai sudditi. Credevano alcuni, che dal suo naturale
+fosse egli portato a questa debolezza: ed altri, che Muciano
+gliel'avesse inspirata, con rappresentargli che nell'erario ben
+provveduto consisteva la forza e la salute della repubblica, sì pel
+mantenimento delle milizie, come per ogni altro bisogno. Tuttavia il
+brutto aspetto di questo vizio si sminuisce di molto al sapere, come
+osservarono Svetonio[489] e Dione[490], che Vespasiano non fece mai
+morire persona per prendergli la roba, nè mai per via d'ingiustizie
+occupò l'altrui. Quel che è più, non amava, nè cercava egli le
+ricchezze, per impiegarle ne' suoi piaceri, perchè sempre fu
+moderatissimo in tutto, nè poteva spendere senza necessità, contento
+di poco. Appariva eziandio chiaramente, quanto egli fosse lontano dal
+covare con viltà il danaro, perciocchè lo dispensava allegramente e
+con saviezza in tutti i bisogni del pubblico, e in benefizio de'
+popoli. Sapeva regalare chi lo meritava[491], sovvenire a' nobili
+caduti in povertà; anzi la sua liberalità si stendeva a tutti.
+Promosse con somma attenzione le arti e le scienze, favorendo in varie
+maniere chi le coltivava; e fu il primo che istituisse in Roma scuole
+d'eloquenza greca e latina, con buon salario pagato dal suo erario.
+Prendeva al suo servigio i migliori poeti ed artifici che si
+trovassero, e tutti erano partecipi della sua munificenza. A lui
+premeva specialmente che il minuto popolo potesse guadagnare. A questo
+fine faceva di quando in quando de' magnifici conviti; e ad un valente
+artefice, che gli si era esibito di trasportare con poca spesa molte
+colonne, diede bensì un regalo, ma di lui non si volle servire, per
+non defraudare di quel guadagno la plebe. In Roma edificò degli
+acquidotti, alzò uno smisurato colosso, nè solamente fece di pianta
+varie fabbriche insigni, ma eziandio rifece le già fatte dagli altri,
+mettendovi non già il nome suo, ma quel de' primi fondatori. Erano per
+cagion de' tremuoti cadute, o per gl'incendi molto sformate,
+assaissime città dell'imperio romano. Egli alle sue spese le rifece, e
+più belle di prima. La stessa attenzione ebbe per fondar delle colonie
+in varie città, e per risarcir le pubbliche strade dell'imperio[492].
+Restano tuttavia molte iscrizioni[493] per testimonianza di ciò. Gli
+convenne per questo tagliar montagne e rompere vasti macigni; e per
+tutto si lavorava senza salassar le borse de' popoli. Rallegrava
+ancora il popolo colla caccia delle fiere negli anfiteatri, ma
+abborriva i detestabili combattimenti de' gladiatori. Aggiungasi, per
+testimonianza di Zonara[494], che Vespasiano mai non volle profittar
+dei beni di coloro che aveano prese l'armi contra di lui, ma li lasciò
+ai lor figliuoli o parenti. Ed ecco ciò che può servire, non già per
+assolvere questo principe da ogni taccia in questo particolare, ma
+bensì per iscusarlo, meritando bene il buon uso che egli facea del
+denaro, che si accordi qualche perdono alle indecenti maniere da lui
+tenute per raunarlo. Se non è scorretto il testo di Plinio il
+vecchio[495], abbiamo da lui, che in questi tempi misurato il
+circondario delle mura di Roma, si trovò esser di tredici miglia
+dugento passi. Un gran campo occupavano poi i borghi suoi.
+
+NOTE:
+
+[485] Plinius, Histor. Natural., lib. 7, cap. 49.
+
+[486] Dio, lib. 66. Sueton., in Vespasiano, cap. 3.
+
+[487] Sueton., in Vespasiano, cap. 3.
+
+[488] Sueton., in Vespasiano, cap. 23. Dio, lib. 66.
+
+[489] Sueton., in Vespasiano, cap. 16.
+
+[490] Dio, lib. 66.
+
+[491] Sueton., in Vespasiano, cap. 16.
+
+[492] Aurelius Victor, in Breviar.
+
+[493] Gruterus, Thesaur. Inscription. Thesaurus Novus Veter.
+Inscription. Muratorian.
+
+[494] Zonaras, Annal.
+
+[495] Plinius, Histor. Natur., lib. 3, c. 5.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXV. Indizione III.
+
+ CLEMENTE papa 9.
+ VESPASIANO imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la sesta volta, e TITO CESARE per la
+quarta.
+
+
+Nelle calende di luglio furono sostituiti nel consolato _Flavio
+Domiziano Cesare_ per la quarta volta, e _Marco Licinio Muciano_ per
+la terza. In gran favore continuava Muciano ad essere presso di
+Vespasiano[496]. Naturalmente superbo, e più perchè alzato ai primi
+onori, sapea ben far valere la sua autorità[497]. Sopra gli altri
+della corte pretendea d'essere ossequiato e rispettato. Verso chi gli
+mostrava anche ogni menomo segno di distinzione in onorarlo, andava
+all'eccesso in procurargli posti ed avanzamenti. Guai all'incontro a
+chi, non dirò gli facea qualche affronto od ingiuria, ma solamente
+lasciava di onorarlo; l'odio di Muciano contra di lui diveniva
+implacabile. Costui pubblicamente era perduto nelle disonestà, e
+vantava tuttodì i gran servigi da lui prestati a Vespasiano: suo dono
+chiamava ancora quel diadema ch'egli portava in capo. A tanto giunse
+talvolta questa sua boria, e la fiducia de' meriti propri, che nemmeno
+portava rispetto allo stesso imperadore. E pure nulla più fece
+risplendere, che magnanimo cuore fosse quel di Vespasiano, quanto la
+pazienza sua in sopportare quest'uomo, temendo egli sempre di
+contravvenire alla gratitudine se l'avesse disgustato, non che punito.
+Anzi neppure osava di riprenderlo in faccia; ma solamente con qualche
+comune amico talora sfogandosi, disapprovava la di lui maniera di
+vivere, e diceva: _Son pur uomo anch'io:_ tutto acciocchè gli fosse
+riferito, per desiderio che si emendasse[498]. Fu anche dagli amici
+consigliato Vespasiano di guardarsi da _Melio Pomposiano_; perchè egli
+fatto prendere il proprio oroscopo, si vantava che sarebbe un dì
+imperadore. Lungi dal fargli male, Vespasiano il creò console (noi non
+ne sappiamo l'anno) dicendo più probabilmente per burla che da senno;
+_Costui si ricorderà un giorno del bene che gli ho fatto_. Dedicò esso
+Augusto, cioè fece la solennità di aprire e consecrare il tempio della
+Pace, da lui fabbricato in Roma in vicinanza della piazza pubblica,
+per ringraziamento a Dio della tranquillità donata al romano imperio,
+e particolarmente a Roma, dopo tanti torbidi tempi patiti sotto i
+precedenti tiranni. Plinio[499] chiama questa tempio _una delle più
+belle fabbriche che mai si fossero vedute_. Erodiano[500] anch'egli
+scrive, ch'esso era _il più vasto, il più vago e il più ricco edifizio
+che si avesse in Roma. Immensi erano ivi gli ornamenti d'oro e
+d'argento;_ e fra gli altri vi furono messi il candelabro[501] insigne
+e gli altri vasi portati da Gerusalemme dopo la distruzione di quel
+ricchissimo tempio. Ma che? questa mirabil fabbrica circa cento anni
+dipoi, regnante Commodo Augusto, per incendio, o casuale o sacrilego,
+rimase affatto preda delle fiamme.
+
+NOTE:
+
+[496] Sueton., in Vespasiano, c. 23.
+
+[497] Dio, in Excerptis Valesian.
+
+[498] Sueton., in Vespasiano, c. 14. Dio, lib. 66.
+
+[499] Plinius, lib. 36, cap. 15.
+
+[500] Herodian., lib. 1, c. 14.
+
+[501] Joseph., de Bello Judaic., lib. 7, c. 14.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXVI. Indizione IV.
+
+ CLEMENTE papa 10.
+ VESPASIANO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la settima volta e TITO CESARE per la
+quinta.
+
+
+Abbiamo sufficienti lumi per credere sostituito all'uno di questi
+consoli nelle calende di luglio _Domiziano Cesare_, probabilmente per
+la cessione di _Tito_ suo fratello. Secondo il Panvino[502],
+succedette ancora all'altro console ordinario _Tito Plautio Silvano_
+per la seconda volta. Ma non altro fondamento ebbe quel dotto uomo di
+assegnare all'anno presente il secondo consolato di costui, se non il
+sapere ch'egli due volte fu console. Che nel gennaio di quest'anno
+nascesse _Adriano_, il qual poscia divenne imperadore, l'abbiamo da
+Sparziano. Fiorì ancora in questi tempi, per attestato di
+Eusebio[503], _Quinto Asconio Pediano_, storico di molto credito; di
+cui restano tuttavia alcuni Commenti alle Orazioni di Cicerone. In età
+di anni settantatrè divenne cieco questo letterato, e ne sopravvisse
+dodici altri, tenuto sempre in grande stima da tutti. Era in questi
+tempi governator della Bretagna _Giulio Frontino_, e gli riuscì di
+sottomettere i popoli Siluri in quella grand'isola all'imperio romano.
+Era venuto a _Roma Agrippa_[504] _re dell'Iturea_, figliuolo di
+_Agrippa il grande_, stato già re della Giudea; avea condotto seco
+_Berenice_ o sia _Beronice_ sua sorella, giovane di bellissimo
+aspetto, già maritata con _Erode re di Calcide_ suo zio[505], e poscia
+con _Polemone re di Cilicia_. Se n'invaghì Tito Cesare. Forse anche
+era cominciata la tresca allorchè egli fu alla guerra contra de'
+Giudei. Agrippa ottenne il grado di pretore. Berenice alloggiata nel
+palazzo imperiale, dopo aver guadagnato Vespasiano a forza di regali,
+sì fattamente s'insinuò nella grazia di Tito, che sperava ormai di
+cangiar l'amicizia in matrimonio; e già godeva un tal trattamento e
+autorità, come s'ella fosse stata vera moglie di lui. Ma perciocchè,
+secondo le leggi romane, era vietato ai nobili romani di sposar donne
+di nazion forestiera, o sia barbara (barbari erano allora appellati i
+popoli tutti non sudditi al romano imperio) o pure perchè i re,
+tuttochè sudditi di Roma, erano tenuti in concetto di tiranni; il
+popolo romano altamente mormorava di questa sua amicizia, e molto più
+della voce sparsa, che fosse per legarsi seco pienamente col vincolo
+matrimoniale. Ebbe Tito cotal possesso sopra la sua passione, e sì a
+cuore il proprio onore, che arrivò a liberarsene, con farla ritornare
+al suo paese. Svetonio[506] attribuisce a Tito questa eroica azione,
+dappoichè egli fu creato imperadore, laddove Dione[507] ne parla circa
+questi tempi. Ma aggiugnendo esso Dione, che Berenice, dopo la morte
+di Vespasiano, ritornò a Roma, sperando allora di fare il suo colpo, e
+che, ciò non ostante, rimase delusa, si accorda facilmente
+l'asserzione dell'uno e dell'altro storico.
+
+NOTE:
+
+[502] Panvin., in Fastis.
+
+[503] Eusebius, in Chronic.
+
+[504] Dio, lib. 66.
+
+[505] Joseph., Antiq. Judaic., lib. 18.
+
+[506] Sueton., in Tito, cap. 7.
+
+[507] Dio, lib. 66.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXVII. Indizione V.
+
+ CLETO papa 1.
+ VESPASIANO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la ottava volta, e TITO FLAVIO CESARE
+per la sesta.
+
+
+Fu nelle calende di luglio conferito il consolato a DOMIZIANO CESARE
+per la sesta volta ed a GNEO GIULIO AGRICOLA, cioè a quel medesimo, di
+cui Cornelio Tacito suo genero ci ha lasciata la vita. Terminò in
+quest'anno CAIO PLINIO SECONDO[508] veronese, i suoi libri della
+Storia Naturale, e li dedicò a Tito Cesare, ch'egli nomina console per
+la sesta volta, e dà a conoscere quanto amore quel buon principe
+avesse per lui, e quanta stima per li suoi libri. S'è salvata dalle
+ingiurie de' tempi quest'opera delle più insigni ed utili
+dell'antichità, perchè tesoro di grande erudizione; ma è da dolersi
+che sia pervenuta a noi alquanto difettosa, e che per la mancanza
+d'antichi codici non sia possibile il renderne più sicuro ed emendato
+il testo. Anche ai tempi di Simmaco camminava scorretta questa
+istoria, siccome consta da una sua lettera ad Ausonio. Son periti
+altri libri di Plinio, ma non di tanta importanza, come il suddetto.
+Abbiamo dalla cronica di Eusebio[509], essere stata nell'anno
+presente, o pure nel seguente, sommamente afflitta Roma da una
+pestilenza così fiera, che per molti dì si contarono dieci mila
+persone morte per giorno: se pur merita fede strage di tanto eccesso.
+Ma questo flagello forse s'ha da riferire all'anno 80, regnando Tito.
+Verso questi tempi[510] bensì capitarono a Roma segretamente due
+filosofi cinici, che, secondo il loro costume, si faceano belli con
+dir male d'ognuno. _Diogene_ si appellava l'un d'essi, nome
+probabilmente da lui preso, per assomigliarsi in tutto all'altro
+antico sì famoso che fu a' tempi di Alessandro Magno. Costui perchè
+nel pubblico teatro, pieno di gran popolo, scaricò addosso ai Romani
+una buona tempesta d'ingiurie e di motti satirici, ebbe per
+ricompensa, d'ordine dei censori, un sonante regalo di sferzate.
+L'altro fu _Eras_, che pensando di aggiustar la partita con sì
+tollerabil pagamento, più sconciamente sfogò la sua rabbia ed
+eloquenza canina contra de' Romani, fors'anche non la perdonando ai
+principi. Gli fu mozzato il capo. Riferisce Dione[511] come un
+prodigio, che in una osteria in una botte piena il vino tanto si
+gonfiò, che uscendo fuori, scorreva per la strada. Erano ben facili
+allora i Romani a spacciare de' fatti falsi per veri, o a credere
+degli avvenimenti naturali per prodigiosi. Molti di tal fatta se ne
+raccontano di Vespasiano, ch'io tralascio, perchè o imposture o
+semplicità di quei tempi. E non ne mancano nella storia stessa di Tito
+Livio. A san Clemente martire si crede che in quest'anno succedesse
+Cleto nel pontificato romano.
+
+NOTE:
+
+[508] Plinius Senior, in Praefatione.
+
+[509] Euseb., in Chron.
+
+[510] Dio, lib. 66.
+
+[511] Dio, lib. 66.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXVIII. Indizione VI.
+
+ CLETO papa 2.
+ VESPASIANO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO CEJONIO COMMODO e DECIMO NOVIO PRISCO.
+
+
+Son di parere alcuni, che questo _Lucio Cejonio_ Console fosse avolo
+(se pur non fu padre) di _Lucio Vero_, che noi vedremo a suo tempo
+adottato da Adriano imperadore, ciò risultando da Giulio
+Capitolino[512]. Abbiamo da Tacito[513], che _Gneo Giulio Agricola_,
+stato console nell'anno precedente, fu inviato governatore della
+Bretagna in luogo di Giulio Frontino. Era Agricola uomo di rara
+prudenza ed onoratezza. Giunto che fu là, non lasciò indietro
+diligenza veruna per rimettere la buona disciplina fra le milizie, e
+per levare gli abusi dei tempi addietro, per gli quali erano
+malcontenti que' popoli, moderando le imposte, e compartendole con
+ordine: con che cessarono le avanie de' ministri del fisco, e tornò la
+pace in quelle contrade. Eransi negli anni precedenti sottratti
+all'ubbidienza de' Romani gli Ordovici nell'isola di Mona, creduta
+oggidì l'Anglesei. Agricola v'andò colle armi, e guadagnata una
+vittoria, ridusse quelle genti alla primiera divozione. Forse fu in
+questi tempi[514], che si scoprì vivo _Giulio Sabino_, nobile della
+Gallia, che nell'anno 70 dell'Era Cristiana avea nel suo paese di
+Langres impugnate le armi contra de' Romani, e fatto ribellare quel
+popolo[515]. Sconfitto egli in una battaglia, ancorchè potesse
+ricoverarsi fra i Barbari, pure pel singolare amore ch'egli portava a
+_Peponilla_ sua moglie, chiamala da Tacito[516] _Epponina_, e da
+Plutarco _Empona_, determinò di nascondersi in certe camere
+sotterranee di una sua casa in villa, con far correre voce di non
+esser più vivo. Licenziati pertanto i suoi servi e liberti, con dire
+di voler prendere il veleno, ne ritenne solamente due de' più fidati.
+E perciocchè gli premeva forte, che fosse ben creduta da ognuno la
+propria morte, mandò ad accertarne la moglie stessa, la quale a tal
+nuova svenne, e stette tre dì senza voler prender cibo. Ma per timore,
+che ella in fatti fosse dietro ad accompagnare colla vera sua morte la
+finta del marito, fece poi avvisarla del nascondiglio in cui si
+trovava, pregandola nondimeno a continuare a piagnerlo, come già
+estinto. Andò ella dipoi a trovarlo la notte di tanto in tanto, e gli
+partorì anche due figliuoli (l'uno dei quali Plutarco dice d'aver
+conosciuto), coprendo sì saggiamente la sua gravidanza e il suo parto,
+che niuno mai s'avvide del loro commercio. Portò la disgrazia, che
+dopo vari anni fu scoperto l'infelice Sabino, e condotto con la moglie
+a Roma. Per muovere Vespasiano a pietà, gli presentò Epponina i due
+suoi piccioli figliuoli, dicendo, _che gli avea partoriti in un
+sepolcro per aver molti che il supplicassero di grazia_, ed
+aggiugnendo tali parole, che mossero le lagrime a tutti, e fino allo
+stesso Vespasiano. Contuttociò Vespasiano li fece condannare amendue
+alla morte. Allora Epponina, saltando nelle furie, gli parlò
+arditamente, dicendogli fra l'altre cose, _che più volentieri avea
+sofferto di vivere in un sepolcro, che di mirar lui imperadore_. Non
+si sa perchè Vespasiano, che pur era la stessa bontà, e tanti esempli
+avea dato finora di clemenza, procedesse qui con tanto rigore, se
+forse non l'irritò sì fattamente l'indiscreto parlare dell'irata
+donna, che dimenticò di essere quel ch'egli era. Attesta Plutarco, che
+per questo rigor di giustizia, tuttochè l'unico di tutto l'imperio di
+Vespasiano, venne un grande sfregio al di lui buon nome; ed egli
+attribuisce a sì odioso fatto l'essersi dipoi in breve tempo estinta
+tutta la di lui casa. Non saprei dire, se i poeti di questi ultimi
+tempi abbiano condotta mai sul teatro questa tragica avventura: ben
+so, che un tale argomento vi farebbe bella comparsa, siccome
+stravagante e capace di muovere le lagrime oggidì, come pur fece
+allora.
+
+NOTE:
+
+[512] Capitolinus, in Vita Lucii Veri.
+
+[513] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 9.
+
+[514] Dio, lib. 66.
+
+[515] Plutarch., in Amatorio.
+
+[516] Tacitus, Histor., lib. 4, cap. 67.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXIX. Indizione VII.
+
+ CLETO papa 3.
+ TITO FLAVIO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VESPASIANO AUGUSTO per la nona volta, e TITO FLAVIO CESARE per
+la settima.
+
+
+Essendo in quest'anno, siccome dirò, mancato di vita Vespasiano
+Augusto, potrebbe darsi, secondo le congetture da me recate
+altrove[517], che nelle calende di luglio il consolato fosse conferito
+a _Marco Tizio Frugi_ e a _Vito Vinio_ o _Vinicio Giuliano_.
+Pacificamente avea fin qui Vespasiano amministrato l'imperio, e
+meritava ben il saggio e dolce suo governo, ch'egli non trovasse de'
+nemici in casa. Tuttavia, o sia perchè la morte sola di Sabino,
+compianta da tutti, rendesse odioso questo principe, oppure perchè
+Tito destinato suo successore fosse, per quanto vedremo, poco amato,
+ovvero, come è più probabile, perchè non mancano, nè mancheranno mai
+al mondo dei pazzi e degli scellerati: certo è che in quest'anno due
+de' principali tramarono una congiura contra di Vespasiano[518].
+Questi furono _Alieno Cecina_, già stato console, ed _Eprio Marcello_,
+potenti in Roma, amati e beneficati da esso Augusto. Si credeva egli
+d'aver in essi due buoni amici, e non avea che due ingrati: vizio
+corrispondente ad altre loro pessime qualità. Venne scoperta la
+congiura: si trovò avervi mano molti soldati, e Tito Cesare ne fu
+assicurato da lettere scritte di lor pugno. Non volle esso Tito
+perdere tempo, perchè temeva che nella notte stessa scoppiasse la
+mina, e però fatto invitar _Cecina_ seco a cena, dopo essa il fece
+trucidar dai pretoriani senza altro processo. _Marcello_, citato e
+convinto, allorchè udì proferita contra di lui la sentenza di morte,
+colle proprie mani si tagliò con un rasoio la gola. Non potea negarsi
+che la risoluzion presa da Tito contra Cecina non fosse giusta, o
+almeno scusabile: contuttociò per cagion d'essa egli incorse nell'odio
+di molti. Dopo questa esecuzione sentendosi Vespasiano[519] alquanto
+incomodato nella salute per alcune febbrette, si fece portare alla sua
+villa paterna nel territorio di Rieti, siccome era solito nella state.
+In quelle parti v'erano l'acque cutilie, sommamente fredde da Strabone
+e da Plinio chiamate utili a curar varii mali. Riuscirono queste
+perniciose non poco o per la lor natura, o pel troppo berne, a
+Vespasiano, di maniera che gl'indebolirono forte lo stomaco, e gli
+suscitarono una molesta diarrea. Era egli principe faceto, e dacchè
+cominciò a sentir quelle febbri, ridendo e burlandosi del
+superstizioso ed empio rito de' suoi tempi, nei quali si deificavano
+dopo morte gl'imperadori, disse: _Pare ch'io incominci a diventar
+dio_. Erasi anche veduta poco innanzi una cometa, e parlandone in sua
+presenza alcuni: _Oh_, disse, _questa non parla per me. Quella sua
+chioma minaccia il re de' Parti che porta la capigliatura. Quanto a me
+son calvo_. E perciocchè, non ostante l'infermità sua egli seguitava
+ad operar come prima, attendendo agli affari dell'imperio, e dando
+udienza ai deputati delle città (del che era ripreso dai familiari)
+rispose: _Un imperadore ha da morire stando in piedi_. Morì egli in
+fatti, conservando sempre il medesimo coraggio, nel dì 23 o 24 di
+giugno, in età di settant'anni, e non già per male di podagra, come
+alcuni pensarono: molto meno per veleno, che taluno falsamente[520], e
+fra gli altri Adriano imperadore, disse a lui dato in un convito da
+Tito suo figliuolo, principe, in cui non potè mai cadere un sì nero
+sospetto. Si fecero poscia i suoi funerali colla pompa consueta, e gli
+fu dato il titolo di _Divo_. Da Svetonio[521] si raccoglie che a tali
+esequie intervenivano anche i mimi, o sia i buffoni, ballando,
+atteggiando ed imitando i gesti, la figura e il parlare del defunto
+imperadore. Il capo de' mimi, che in questa occasione rappresentava la
+persona di Vespasiano, probabilmente colla maschera simile al di lui
+volto, volendo esprimere l'avarizia a lui attribuita, dimandò ai
+ministri dell'erario, quanto costava quel funerale. Dissero: _Ducento
+cinquantamila scudi_. Ed egli _Datemene solo dugento cinquanta, e
+gittatemi nel fiume_. Gran disavventura si credeva allora il restar
+senza sepoltura: ma per un poco di guadagno, secondo costui, si
+sarebbe contentato Vespasiano di restarne privo.
+
+Era già suo collega nell'imperio, cioè nel comando dell'armi, e nella
+tribunizia podestà, _Tito Flavio Sabino Vespasiano Cesare_, suo
+primogenito; e però bisogno non ebbe di maneggi per acquistare una
+dignità, di cui egli già buona parte godeva, e di cui anche il padre
+l'avea dichiarato erede nel suo testamento. Prese bensì il titolo
+d'_Augusto_, indicante la suprema potestà, e quella di _Pontefice
+Massimo_; e dal senato gli fu conferito il glorioso nome di _Padre
+della Patria_, come apparisce dalle sue medaglie. Per testimonianza di
+Svetonio[522], egli era nato in Roma nell'anno 41 dell'epoca nostra,
+in cui Caligola imperadore fu ucciso. Siccome suo padre in quei tempi
+si trovava in molto bassa fortuna, così Tito nacque vicino al
+Settizionio vecchio entro una brutta casuccia in camera stretta e
+scura, che si mostrava anche ai tempi del suddetto Svetonio, per una
+rarità. Fanciullo fu messo alla corte, probabilmente per paggio, al
+servigio di Britannico, figliuolo di Claudio imperatore, e con esso
+lui allevato, studiando seco e sotto i medesimi maestri, le lettere e
+le arti cavalleresche. Tanta era la famigliarità d'esso lui con
+Britannico, che in occasion del veleno dato a quell'infelice principe,
+ne toccò anche a lui non poco, per cui soffrì una grave malattia.
+Divenuto poi imperadore, mostrò la sua riconoscenza ad esso
+Britannico, con fargli ergere due statue, l'una dorata, e l'altra
+equestre d'avorio. Giovanetto di alta statura, di gran robustezza, di
+volto avvenente ed insieme maestoso, con facilità imparò l'arti della
+guerra e della pace, peritissimo soprattutto in maneggiar armi e
+cavalli. Egregiamente parlava il latino e il greco linguaggio, sapea
+far delle belle orazioni, sapea di musica, e tal possesso avea in far
+versi, che anche fra gl'improvvisatori facea bella figura. L'imitare
+gli altrui caratteri gli era facilissimo, e scherzando dicea: _Ch'egli
+avrebbe potuto essere un gran falsario_. Fece dipoi col padre varie
+campagne nelle guerre della Germania, e Bretagna, e poscia nella
+Giudea, siccome di sopra fu detto, lasciando segni di prudenza e di
+valore in ogni occasione, e comperandosi dappertutto l'affetto delle
+milizie. Mirabile specialmente era in lui l'arte di farsi amare, parte
+a lui venuta dalla natura, e parte acquistata colla saggia sua
+accortezza, perchè in lui si trovava unita un'aria dolce e una rara
+bontà verso tutti, con affabilità popolare ed insieme con gravità, che
+guadagnava i cuori, e nello stesso tempo esigeva il rispetto di
+ognuno. Ebbe per prima sua moglie _Arricidia Tertulla_, figliuola d'un
+prefetto del pretorio. Morta questa, sposò _Marcia Furnilla_ di
+nobilissimo casato, ma dopo averne avuto una figliuola, nomata _Giulia
+Sabina_, di cui parleremo a suo luogo, la ripudiò. In tale stato era
+Tito, allorchè succedette al padre Augusto nel governo della
+repubblica romana, ma non senza difetti, la menzion de' quali io
+riserbo all'anno seguente. Nel presente si crede[523] che avvenisse la
+morte di _Plinio il vecchio_, celebre scrittore di questi tempi,
+intorno alla cui patria hanno disputato Verona e Como. Nel primo dì di
+novembre cominciò spaventosamente il monte Vesuvio a fumare[524], a
+gittar fiamme, pietre e ceneri, che empievano tutti i luoghi
+circonvicini. Plinio seniore, che si trovava allora a Miseno,
+comandante di quella flotta, portato dal suo incessante studio delle
+cose naturali, sopra una galea si fece condurre sino a Castell'-a-mare
+di Stabia, per essere più vicino a contemplare il terribile sfogo di
+quel monte; ed ancorchè vedesse le genti scappare dalla parte del
+mare, per non esser colte dal torrente del fuoco, o dai sassi, pure si
+fermò quivi la notte. Allorchè volle anch'egli fuggire, non gli fu
+permesso dal mare, ch'era in fortuna. Sicchè soffocato dall'odore
+dello zolfo, e dall'aria ingrossata da quelle esalazioni, lasciò ivi
+la vita. _Plinio secondo_, il giovane, comasco, suo nipote, e da lui
+adottato per figliuolo, uomo non men dello zio dotato di meraviglioso
+ingegno, che soggiornava allora a Miseno, corse anch'egli pericolo
+della vita in quel brutto frangente, ma ebbe tempo da ridursi in
+salvo.
+
+NOTE:
+
+[517] Thesaurus Novus. Inscript., pag. 111.
+
+[518] Dio, lib. 66. Suetonius, in Tito, cap. 6.
+
+[519] Idem, in Vespasiano, cap. 24.
+
+[520] Dio, lib. 66.
+
+[521] Sueton., in Vespasiano, cap. 19.
+
+[522] Sveton., in Tito, cap. 1.
+
+[523] Plinius Junior, lib. 6, epist. 16 e 20.
+
+[524] Dio, lib. 66.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXX. Indizione XIII.
+
+ CLETO papa 4.
+ TITO FLAVIO imperadore 2.
+ }
+
+ _Consoli_
+
+ TITO FLAVIO AUGUSTO per l'ottava volta,
+ e DOMIZIANO CESARE per la settima.
+
+
+ Con tutte le belle e plausibili prerogative,
+ colle quali Tito arrivò al trono
+ imperiale, non si vuol dissimulare ciò
+ che scrive di lui Svetonio[525], cioè aver
+ egli somministrata occasione a molti del
+ popolo romano di credere ch'egli nel
+ governo avesse da riuscire un cattivo
+ principe, anzi un altro Nerone. Si perdeva
+ egli talvolta nelle gozzoviglie coi
+ suoi amici dal buon tempo, stando a tavola
+ sino a mezza notte: dal che si guardavano
+ allora i saggi Romani. Recava
+ loro pena il parere, ch'egli fosse immerso
+ nella libidine anche più abbominevole,
+ stante le qualità delle persone
+ della sua corte, e l'esser egli stato sì
+ sconciamente invaghito della regina Berenice.
+ Temevasi inoltre di trovare in
+ lui un principe, a cui più del dovere
+ piacesse la roba altrui, sapendosi che
+ prendeva regali anche nell'amministrazion
+ della giustizia. Ma dopo la morte
+ del padre cessarono tutti questi sospetti.
+ Tito con istupore e piacer d'ognuno
+ comparve tutt'altro, scoprendosi esente
+ da ogni vizio, e solamente fornito di eccellenti
+ virtù, di maniera che si convertirono
+ in lode sua tutt'i conceputi timori
+ di lui. Licenziò tosto dalla sua corte
+ qualunque persona che dar potesse scandalo,
+ ed elesse amici di gran senno e
+ proprietà, tali che anche i susseguenti
+ principi se ne servirono, come di strumenti
+ utili o necessari al buon governo.
+ Tornò a Roma la _regina Berenice_, figurandosi,
+ che potendo ora Tito far tutto,
+ molto anch'ella potrebbe sopra di lui.
+ Se ne sbrigò egli e rimandolla alle sue
+ contrade. I conviti, ai quali invitava or
+ l'uno or l'altro de' senatori e de' nobili,
+ erano allegri, ma senza profusione od
+ eccesso. Più non si osservò in lui ruggine
+ d'avarizia; mai non tolse ad alcuno
+ il suo e neppur ammetteva i regali soliti
+ a darsi dalle provincie, città ed università
+ agli Augusti. Eppur niuno d'essi imperadori
+ gli andò innanzi nella munificenza
+ e magnificenza. Imperciocchè in
+ quest'anno egli dedicò l'anfiteatro[526],
+ appellato oggi il Colosseo, stupenda mole,
+ incominciata, per quanto si crede, da
+ Vespasiano suo padre, e da lui perfezionata.
+ Nulla più fa intendere qual fosse
+ la potenza e splendidezza degli antichi
+ Augusti, quanto i pezzi che restano tuttavia
+ di quel superbo edifizio. Fabbricò
+ eziandio le Terme, o sia i bagni pubblici,
+ presso al medesimo anfiteatro, le cui
+ vestigia pur ora si mirano circa la chiesa
+ di san Pietro in Vincula, per attestato
+ del Nardino, del Donato e d'altri. Ed
+ allorchè si fece la dedicazion di tali fabbriche,
+ cioè quando si misero all'uso
+ pubblico, Tito solennizzò la funzione
+ con maravigliosi e magnifici spettacoli,
+ descritti da Dione[527]. Si fecero combattimenti
+ navali, giuochi di gladiatori, caccie
+ di fiere, cinquemila delle quali furono
+ uccise nell'anfiteatro in un sol dì, e
+ quattro altre migliaia ne' susseguenti
+ giorni. Nè vi mancarono i giuochi circensi,
+ e una gran profusione di doni al
+ popolo. Durarono cento dì così allegre
+ e dispendiose feste.
+
+ L'incendio del Vesuvio, di sopra da
+ me accennato, che fu de' più terribili
+ che mai si sieno provati, avea portata la
+ rovina o notabili danni alle città e terre
+ della Campania. Tito inviò colà due senatori,
+ già stati consoli con buone somme
+ di danaro, acciocchè si rimettessero
+ in piedi le fabbriche. Per tali spese assegnò
+ ancora i beni di tutti coloro che
+ erano morti senza eredi, benchè, secondo
+ le leggi, que' beni appartenessero al suo
+ fisco. Ed egli stesso colà si portò, non
+ tanto per mirar la desolazion de' luoghi,
+ quanto per affrettarne il sollievo. Ma a
+ questa disgrazia ne tenne dietro un'altra
+ non meno spaventosa e lagrimevole. Attaccatosi
+ il fuoco in Roma, vi consumò
+ il Campidoglio, il tempio di Giove Capitolino,
+ il Pantheon, i templi di Serapide
+ e d'Iside, siccome quel di Nettuno ed
+ altri; il teatro di Balbo e di Pompeo,
+ il palazzo d'Augusto colla biblioteca, e
+ molti altri pubblici edifizii. Sì ampia fu
+ la strage delle fabbriche, che fu creduto
+ quell'incendio non operazion degli uomini,
+ ma gastigo mandato da Dio. Se ne
+ afflisse sommamente Tito, protestando
+ nondimeno, che a lui come principe apparteneva
+ il risarcimento di tante fabbriche
+ del pubblico. In fatti a questo fine
+ alienò tutt'i più preziosi mobili de' suoi
+ palazzi; e quantunque molti particolari,
+ e varie città, e alcuni dei re sudditi, gli
+ offrissero o promettessero di molto danaro
+ per quel bisogno, non volle che
+ alcuno si scomodasse, riserbando tutte
+ quelle spese alla propria borsa. Dopo sì
+ fiero incendio succedette in Roma una
+ atrocissima peste, di cui parlano Svetonio
+ e Dione, e che, secondo[528] Aurelio
+ Vittore, fu delle più micidiali che mai si
+ provassero in quella città, e se ne diede
+ la colpa alle esalazioni del Vesuvio. Dubito
+ io, questa essere la medesima, che
+ di sopra all'anno 77 fu riferita da Eusebio,
+ e però collocata fuor di sito, cioè
+ sotto l'imperio di Vespasiano. La fece
+ Tito da padre in sì funeste circostanze,
+ consolando il popolo con frequenti editti,
+ ed aiutandolo in quante maniere gli
+ fu mai possibile. Certo inesplicabile fu
+ l'amore ch'egli portava ad ognuno, e la
+ bontà sua e la premura di far del bene
+ a tutti. Era lecito ad ognuno l'andare
+ all'udienza sua, ed ognuno ne riportava
+ o consolazione o speranza. E perchè i
+ suoi dimestici non approvavano ch'egli
+ promettesse sempre perchè non sempre
+ poi poteva mantener la parola: rispondeva,
+ _non doversi permettere che alcuno
+ mai si parta malcontento dall'udienza
+ del principe suo_. Tanta era in somma
+ l'inclinazione sua a far dei benefizii, che
+ sovvenendogli una notte, mentre cenava,
+ di non averne fatto veruno in quel
+ dì, sospirando disse quelle sì celebri e
+ decantate parole[529]: _Amici io ho perduta
+ questa giornata_. Giunse a tanto
+ questa benignità e amorevolezza, che
+ nel poco tempo ch'egli regnò, a niuno
+ per impulso o per ordine suo tolta fu
+ la vita.
+
+ Diceva di amar piuttosto di perir egli,
+ che di far perire altrui. In effetto,
+ ancorchè si venisse a sapere che due
+ de' principali romani faceano brighe e
+ congiure per arrivar all'imperio, e ne
+ fossero essi anche convinti, pure non
+ altro egli fece, se non esortarli a desistere,
+ dicendo che _il principato vien da
+ Dio, nè si acquista colle scelleraggini; e
+ che se desideravano qualche bene da lui,
+ prometteva di farlo_[530]. Dopo di che, per
+ timore che la madre d'uno di questi senatori
+ si trovasse in grandi affanni, le
+ spedì dei corrieri, acciocchè l'assicurassero
+ che suo figliuolo era salvo. Inoltre
+ la notte stessa tenne seco a cena questi
+ due personaggi, e nel dì seguente li volle
+ allo spettacolo de' gladiatori a' suoi fianchi.
+ Allora fu che portate a lui le spade
+ di que' combattenti, com'era il costume,
+ le diede in mano ad amendue, acciocchè
+ osservassero s'erano taglienti, per far
+ loro tacitamente conoscere, che più non
+ dubitava della loro fedeltà. Ma ciò che
+ sopra ogni altra cosa gli conciliò l'amore
+ d'ognuno, fu l'aver egli levato via
+ l'insoffribile abuso introdotto sotto i precedenti
+ cattivi imperadori; cioè che a
+ qualsivoglia persona era permesso l'accusare
+ altrui d'avere sparlato del principe,
+ o d'avergli mancato di rispetto: il
+ che era delitto di lesa maestà. Una licenza
+ sì fatta teneva tutti sempre in una
+ apprensione e schiavitù incredibile. Tito
+ ordinò ai magistrati, che non ammettessero
+ più sì fatte accuse, ed egli stesso
+ perseguitò vivamente la mala razza di
+ cotali accusatori, facendoli battere o
+ mettere in ischiavitù, o pure esiliandoli.
+ Soleva perciò dire: _Non credo che mi si
+ possa fare ingiuria, perchè non opero cosa,
+ di cui con giustizia io possa essere
+ biasimato. Che se pur taluno ingiustamente
+ mi biasima, egli fa ingiuria più a
+ sè, che a me: ed io in vece d'adirarmi
+ contro di lui, ho d'aver compassione della
+ sua cecità. E se talun dice male dei
+ miei predecessori con ingiustizia, quando
+ sia vero che questi abbiano il potere che
+ loro s'attribuisce nell'averli deificati,
+ sapran ben essi vendicarsene senza di
+ me_. Fece parimenti questo buon principe
+ circa questi tempi selciar di nuovo la
+ via Flaminia, che da Roma conduceva
+ a Rimini. Ed Agricola[531] continuando
+ la guerra in Bretagna, stese i contini
+ romani sin verso la Scozia, fondando
+ ivi castelli e fortezze, per mettervi delle
+ guarnigioni.
+
+ NOTE:
+
+ [525] Sueton., in Tacito, cap. 7.
+
+ [526] Sueton., in Tacit., cap. 8.
+
+ [527] Dio, lib. 66.
+
+ [528] Aurelius Victor, in Breviar.
+
+ [529] Sueton., Dio, Eutropius, Eusebius.
+
+ [530] Suetonius, in Tito, cap. 9. Dio, lib. 66.
+
+ [531] Tacitus, in Vita Agricolae, c. 22.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXXI. Indizione IX.
+
+ CLETO papa 5.
+ DOMIZIANO imperadore 1.
+ }
+
+ _Consoli_
+
+ LUCIO FLAVIO SILVA NONIO BASSO e ASINIO
+ POLLIONE VERRUCOSO.
+
+
+ Tali furono i nomi de' consoli di
+ quest'anno, come apparisce dall'iscrizione
+ rapportata da monsignor Bianchini,
+ e da me[532]. Ma in un'altra iscrizione
+ da me data alla luce, il primo console
+ è appellato _Lucio Flavio Silvano_. Di lagrime
+ e sospiri abbondò Roma in questo
+ anno. Un ottimo principe oramai la governava,
+ che amava tutti come figliuoli,
+ comunemente ancora amato da ognuno,
+ e che perciò avea conseguito un titolo,
+ non prima nè poi dato ad alcun altro
+ de' romani imperadori, cioè era chiamato[533]
+ _la delizia del genere umano_. O sia
+ ch'egli non si sentisse ben di salute, o
+ che qualche cattivo presagio gli facesse
+ apprendere vicina la morte; perciocchè
+ non si può dire, quanto i Romani d'allora
+ fossero superstiziosi, e dai vari accidenti
+ vanamente deducessero i buoni
+ o tristi successi dell'avvenire, o pur
+ badassero agli strologhi: fuor di dubbio
+ è, che Tito Augusto nulla operò in quest'anno
+ di singolare. Si fecero degli spettacoli,
+ e vi assistè; ma nel fin d'essi fu
+ veduto piagnere. Comparve ancora in
+ quest'anno nell'Asia un furbo appellato
+ Terenzio Massimo, che si facea credere
+ _Nerone Augusto_[534], già morto, e fu ben
+ accolto da _Artabano re de' Parti_. Anzi
+ parea, che quel barbaro re si preparasse
+ per muovere guerra a Tito, con pretendere
+ di rimettere sul trono un sì fatto
+ impostore. Se Tito se ne mettesse pensiero,
+ non è a noi noto. Volle egli, venuta
+ la state, portarsi alla casa paterna
+ nel territorio di Rieti, e melanconico più
+ del solito uscì di Roma, perchè nel voler
+ sagrificare, era fuggita la vittima di mano
+ al sacerdote; ed essendo tempo sereno,
+ s'è sentito il tuono. Alloggiato la sera
+ in non so qual luogo, gli venne la febbre.
+ Posto in lettiga, continuò il viaggio,
+ e come già fosse certo che quell'era la
+ ultima sua malattia, fu veduto tirar le
+ cortine, e mirare il cielo, e dolersi, perchè
+ in età sì immatura egli avesse da
+ perdere la vita; giacchè egli non sapea
+ di aver commessa azione alcuna, di cui
+ si avesse a pentire, fuorchè una sola.
+ Qual fosse questa, non si potè mai sapere
+ di certo, quantunque molte dicerie
+ ne fossero fatte. Dione[535] con più fondamento
+ riferisce ciò al tempo in cui
+ vide disperata la sua salute. Arrivato
+ alla villa paterna, dove il padre avea
+ terminata la sua vita, anch'egli, crescendo
+ il male, vi trovò la morte. Siccome
+ in casi tali avviene, ognun disse
+ la sua. Per quanto scrive Plutarco[536],
+ i suoi medici attribuirono la cagion di
+ sua morte ai bagni, a' quali s'era talmente
+ avvezzato che non potea prendere
+ cibo la mattina, se prima non s'era
+ portato al bagno. Forse l'acque fredde
+ della Sabina gli nocquero. Anche un
+ certo Regolo, che con esso lui si bagnò
+ nello stesso giorno, fu sorpreso da
+ un colpo di apoplessia, per cui morì.
+ Altri pretesero[537], che _Domiziano_ suo
+ fratello il levasse dal mondo col veleno,
+ perchè più volte anche prima gli avea
+ insidiata la vita; ed altri[538], che veramente
+ egli mancasse di malattia naturale.
+ Aggiugne Dione, che Domiziano, allorchè
+ Tito era malato, e potea forse
+ riaversi, il fece mettere in un cassone
+ pieno di neve, non so, se col pretesto
+ di rinfrescarlo, o di ottener quell'effetto,
+ che oggidì alcuni medici pretendono,
+ con dar acque agghiacciale nelle febbri
+ acute, ma con vero disegno di farlo morire
+ più presto. Quel ch'è certo, non
+ era per anche morto _Tito_, che _Domiziano_
+ corse a Roma, guadagnò i soldati
+ del pretorio, e si fece proclamar imperadore
+ colla promessa di quel donativo,
+ che Tito avea loro dato nella sua assunzione
+ all'imperio.
+
+ Tale fu il fine di questo amabile imperadore,
+ mancato di vita nel dì 13 di
+ settembre[539], e nell'anno quarantesimo
+ dell'età sua, dopo avere per poco più
+ di due anni e due mesi tenuto l'imperio.
+ Credettero alcuni politici d'allora, che
+ fosse vantaggioso per lui l'essere tolto
+ di vita giovane, siccome fu ad Augusto,
+ l'essere morto vecchio. Perciocchè Augusto,
+ sul principio del suo governo, fu
+ costretto per la moltitudine de' suoi nemici
+ e delle frequenti sedizioni, a commettere
+ non poche azioni crudeli e odiose;
+ ed ebbe poi bisogno di gran tempo,
+ se volle guadagnarsi il pubblico amore
+ a forza di benefizii, per li quali morì
+ glorioso. All'incontro meglio fu per Tito
+ il mancar di buon'ora, cioè in tempo che
+ egli già era in possesso dell'amore di
+ ognuno, perchè correa pericolo se fosse
+ più lungamente vissuto, d'essere astretto
+ a far cose che gliel facessero perdere.
+ Volata a Roma la nuova di sua morte,
+ fu per sì gran perdita inesplicabile il dolore
+ di quel popolo, parendo ad ognuno
+ di aver perduto un figliuolo o pure il
+ padre. Altrettanto avvenne per le provincie
+ romane. I senatori, senz'essere
+ chiamati dai consoli o dal pretore, corsero
+ alla curia, ed aperte le porte, diedero
+ più lodi a lui morto, di quel che avessero
+ fatto a lui vivo. Portato a Roma il
+ suo cadavere, fecegli fare Domiziano il
+ funerale, e registrarlo nel catalogo degli
+ dii, ma senz'alcun altro degli onori, che
+ Roma gentile soleva accordare agli altri
+ imperadori, come giuochi annuali, templi
+ e sacerdoti per eternare la loro memoria.
+ Finquì _Flavio Domiziano_ altro titolo
+ non avea goduto, che quello di _Cesare_[540],
+ e di _Principe della gioventù_. Appena prese
+ le redini del governo, che, siccome
+ persona gonfia di vanità ed ambizione,
+ volle dal senato tutt'i titoli ed onori, che
+ altri imperadori partitamente aveano ricevuto,
+ cioè quelli d'_Imperadore_, d'_Augusto_,
+ di _Pontefice Massimo_, di _Censore_
+ e di ornato della _tribunizia podestà_. Le
+ medaglie ancora ci assicurano, che non
+ tardò punto a voler anche il bel nome
+ di _Padre della Patria_. Qual fosse il merito
+ suo, quali i suoi pregi, lo vedremo
+ all'anno seguente. Egli era nato nell'anno
+ cinquantesimo dell'Era nostra; e
+ però cominciò il suo reggimento in età
+ giovanile; e diede il titolo d'_Augusta_ a
+ _Domizia_ sua moglie.
+
+ NOTE:
+
+ [532] Thesaurus Novus Inscript., pag. 312 et pag. 318.
+
+ [533] Suet., in Tito, cap. 10.
+
+ [534] Zonara, in Chr.
+
+ [535] Dio, lib. 66.
+
+ [536] Plutar., de Sanit.
+
+ [537] Aurelius, in Breviar.
+
+ [538] Dio, lib. 66.
+
+ [539] Sueton., in Tito, cap. 10.
+
+ [540] Patin., Vaillant, Mediobarb. et alii.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXXII. Indizione X.
+
+ CLETO papa 6.
+ DOMIZIANO imperadore 2.
+ }
+
+ _Consoli_
+
+ FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per l'ottava
+ volta, e TITO FLAVIO SABINO.
+
+
+ Era questo _Sabino_ console, cugino
+ carnale di Domiziano, perchè figliuolo di
+ _Tito Flavio Sabino_, fratello di Vespasiano,
+ e prefetto di Roma, da noi veduto
+ ucciso negli ultimi giorni di Vitellio Augusto.
+ Avea già dato principio Domiziano
+ imperadore al suo governo, non diversamente
+ da alcuni suoi predecessori, buoni
+ sulle prime, e nel progresso del tempo
+ d'ogni crudeltà e scelleraggine macchiati[541].
+ Salito sul tribunale, posto in piazza,
+ bene spesso ascoltava e decideva giudiciosamente
+ e giustamente le liti. Cassò
+ molte sentenze date dai giudici con indebita
+ parzialità, dichiarando infami quei
+ d'essi che si scoprivano aver preso danaro
+ per vendere la giustizia[542]. Tanta
+ attenzione ebb'egli anche nel resto dei
+ suoi anni all'amministrazione di essa
+ giustizia, non solo in Roma, ma anche
+ nelle provincie, che, per attestato di
+ Svetonio, non si videro mai in tutto l'imperio
+ romano i governatori e i magistrati
+ sì modesti e giusti, come sotto
+ di lui. E perchè questi dopo la sua
+ morte lasciarono la briglia alla loro
+ malnata avidità di far danaro, furono
+ poi per la maggior parte condannati e
+ puniti. Come censore perpetuo fece ancora
+ alcune belle provvisioni. Volle nei
+ teatri, distinti dalla plebe i sedili de' cavalieri.
+ Abolì le pasquinate e i libelli famosi,
+ pubblicati contro l'onore dei nobili
+ dell'uno e dell'altro sesso, gastigandone
+ gli autori, se venivano a scoprirsi.
+ Cacciò dal senato _Cecilio Rufino_ questore,
+ perchè si dilettava di far il buffone e
+ il ballerino. Alle pubbliche meretrici vietò
+ l'uso della lettiga, e il poter conseguire
+ eredità e legati. Levò dal ruolo dei
+ giudici un cavaliere romano, perchè dopo
+ avere accusata di adulterio e ripudiata
+ la moglie, l'avea dipoi ripigliata. Secondo
+ la legge statinia condannò alcuni
+ de' senatori e cavalieri per la lor impudicizia.
+ Nè il padre nè il fratello di lui
+ aveano presa cura degli adulterii delle
+ vergini vestali, le quali, come ognun sa,
+ venivano obbligate a conservar la verginità.
+ Rigorosamente volle egli, siccome
+ Pontefice massimo, che si eseguisse contra
+ di loro la pena capitale, prescritta
+ dalle leggi; nè risparmiò i dovuti gastighi
+ o d'esilio o di morte ai complici dei
+ lor falli. Parve[543] parimente ne' principii
+ del suo governo, ch'egli abborrisse il
+ levar la vita agli uomini, nè fosse punto
+ avido della roba altrui. Anzi inclinava
+ egli molto alla liberalità, e ne diede dei
+ gran saggi verso tutti i suoi cortigiani,
+ parenti ed amici, loro poscia severamente
+ incaricando di guardarsi da ogni
+ sordida azione per far danaro. Le eredità
+ a lui lasciate da chi avea figliuoli, le
+ ricusò. Molte terre decadute al fisco restituì
+ ai padroni di esse. Decretò l'esilio a
+ quegli accusatori che non provavano le
+ lor denunzie ed accuse. Molto più aspramente
+ trattò coloro che intentavano
+ processi calunniosi di contrabbandi in
+ favore del fisco; imperocchè egli diceva:
+ _Chi non gastiga i falsi accusatori, anima
+ essi ed altri a questo iniquo mestiere_.
+ Non fu minore la sua magnificenza
+ nel rifare il Campidoglio: che fu mirabil
+ cosa, perchè, secondo la testimonianza
+ di Plutarco[544], nelle sole dorature
+ egli v'impiegò dodicimila talenti:
+ il che era un nulla rispetto alle spese
+ fatte nell'adornare il proprio palazzo.
+ Rifabbricò eziandio varj templi bruciati
+ sotto Tito Augusto, mettendovi il suo
+ nome, e non già quello de' primieri. Fece
+ di pianta il tempio della famiglia Flavia,
+ lo stadio per gli atleti, l'Odeo per
+ le gare de' musici, e la Naumachia per
+ gli combattimenti navali. _Marziale_, poeta
+ di questi tempi, sfacciato adulatore di
+ Domiziano, esalta alle stelle tutte queste
+ sue fabbriche, ed ogni altra sua azione.
+ Ora quanto s'è detto fin qui potrà far
+ credere ai lettori, che Domiziano comparisse
+ figliuolo ben degno di un Vespasiano,
+ e fratello d'un Tito, principi che
+ aveano restituito il suo splendore a Roma,
+ e all'imperio romano. Ma noi non
+ tarderemo a vederlo indegno lor figlio
+ e fratello, e tiranno non signore di Roma.
+ Prese egli in quest'anno il titolo
+ d'_imperadore_ per la terza volta, a cagione,
+ per quanto si crede, di qualche
+ vittoria riportata da _Giulio Agricola_ nella
+ Bretagna. Colà s'inoltrò cotanto quel
+ valente capitano coll'armi romane, che
+ arrivò sino ai confini dell'Irlanda[545].
+
+ NOTE:
+
+ [541] Sueton., in Domitiano, cap. 8.
+
+ [542] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+ [543] Sueton., in Domitiano, cap. 9.
+
+ [544] Plutarc., in Vita Poplic.
+
+ [545] Tacitus, in vita Agricolae, cap. 24.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXXIII. Indizione XI.
+
+ ANACLETO papa 1.
+ DOMIZIANO imperadore 3.
+ }
+
+ _Consoli_
+
+ FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la nona
+ volta, e QUINTO PETILLIO RUFO per la seconda.
+
+
+ A _Quinto Petilio_ fu sostituito nel
+ consolato, per quanto si crede, _Cajo
+ Valerio Messalino_. In quest'anno la Storia
+ ecclesiastica riferisce la morte di san
+ _Cleto_ papa, che col suo sangue illustrò
+ la religione di Cristo. A lui succedette
+ nella cattedra di s. Pietro, _Anacleto_. Durava
+ tuttavia la guerra nella Bretagna.
+ _Giulio Agricola_ comandante dell'armi
+ romano in quelle parti[546], riportò un'insigne
+ vittoria nella Scozia contra di quei
+ popoli. Aveano i Romani trasportato in
+ quelle grandi isole un reggimento di
+ Tedeschi. Costoro non volendo più militare
+ in quelle parti, fatta una congiura,
+ uccisero il loro tribuno, i centurioni,
+ ed alcuni soldati romani, ed imbarcatisi
+ in tre brigantini si diedero alla fuga. Il
+ piloto d'essi legni seppe far tanto, che
+ ricondusse il suo all'armata romana.
+ Gli altri due fecero il giro della Bretagna,
+ e dopo una fiera fame patita, per
+ cui mangiarono i più deboli, giacchè non
+ poteano approdare ad alcun sito d'essa
+ Bretagna, per essere considerati quai
+ nemici, andarono poi a naufragar nelle
+ coste della Germania bassa. Quivi dai
+ corsari svevi e frisoni furono presi e
+ venduti come schiavi. Perchè alcuni
+ d'essi capitarono nelle terre del romano
+ imperio, perciò allora solamente vennero
+ a conoscere i Romani, che la Bretagna
+ era un'isola e non già terra ferma, come
+ per la poca pratica aveano fin allora
+ molti creduto. Intanto Domiziano teneva
+ allegro il popolo romano[547] con dei
+ magnifici e dispendiosi spettacoli, non
+ solamente nell'anfiteatro, ma anche nel
+ circo, dove si videro corse di carrette,
+ combattimenti a cavallo e a piedi, siccome
+ ancora cacce di fiere, battaglie di
+ gladiatori in tempo di notte a lume di
+ fiaccole[548], dando nel medesimo spettacolo
+ cena, o almen vino al popolo
+ spettatore. Vidersi ancora zuffe d'uomini,
+ ed anche combattere con le fiere, o
+ fra loro. Mirabili altresì furono i combattimenti
+ navali, fatti nell'anfiteatro,
+ oppure in un lago, cavato a mano in vicinanza
+ del Tevere. Probabilmente a
+ vari anni son da attribuire sì fatti spettacoli,
+ benchè da Svetonio e da me accennati
+ tutti in un fiato.
+
+ NOTE:
+
+ [546] Tacitus, cap. 25 et seq.
+
+ [547] Sueton., in Domitiano, c. 4.
+
+ [548] Dio, lib. 67.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXXIV. Indizione XII.
+
+ ANACLETO papa 2.
+ DOMIZIANO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la decima volta e SABINO.
+
+
+Non ho io dato alcun prenome e nome a questo _Sabino_ console, perchè
+intorno a ciò nulla v'ha di certo. Da Giordano[549], che altri
+sogliono chiamar Giornande, egli vien appellato _Poppeo Sabino_. Parve
+probabile al cardinal Noris[550], che il suo nome fosse _Cajo Oppio
+Sabino_. Ma in un'iscrizione riferita dal Cupero (non so di qual peso)
+a _Domiziano_ per la decima volta console vien dato per collega _Tito
+Aurelio Sabino_. Noi bensì vedremo un console dell'anno seguente
+appellato _Tito Aurelio_. In tale incertezza ho io ritenuto solamente
+il di lui cognome, di cui non ci lasciano dubitare i fasti antichi.
+Quantunque non si sappia di certo l'anno in cui Domiziano andò alla
+guerra in Germania, pure, seguendo la traccia delle medaglie[551],
+reputo io più verisimile il parlarne nel presente. Erano confinanti i
+Romani coi Catti, popolo, per attestato di Tacito[552], il più
+prudente e meglio disciplinato che s'avesse la Germania, creduto
+oggidì quel d'Hassia e Turingia. Domiziano, siccome sommamente vano ed
+ambizioso di gloria, determinò di marciar egli in persona contra
+d'essi[553], perchè aveano cacciato _Cariomero re dei Cherusci_ dal
+suo dominio a cagion dell'amicizia ch'egli professava ai Romani. Andò
+questo gran campione, assai persuaso che il suo solo nome avesse da
+sbigottire que' popoli; e forse fu allora, che, per quanto abbiam da
+Frontino[554], egli mostrò di portarsi nelle Gallie, ad oggetto
+unicamente di fare il censo di quelle provincie. Ma giunto colà,
+all'improvviso passò coll'esercito il Reno, e a bandiere spiegate andò
+contro ai Catti. Se volessimo credere agli adulatori poeti, uno de'
+quali era allora _Publio Stazio Papinio_[555], egli domò la fierezza
+di quei barbari e mise in pace i vicini. Ma non si sa ch'egli desse
+loro battaglia alcuna; e probabilmente altro non fece che ridurli ad
+un trattato di pace, con rovinar intanto i popoli suoi sudditi di là
+dal Reno. Contuttociò, come s'egli avesse compiuta una segnalata
+impresa, sparse voce di vittorie riportate; e tutto gonfio del suo
+mirabil valore se ne tornò a Roma per goder del trionfo, che il senato
+sulla di lui parola gli accordò. Nelle medaglie di quest'anno si
+truova più volte coniato il tipo della vittoria, segno di questi
+pretesi vantaggi nella guerra germanica, per cui cominciò egli ad
+usare il titolo di _Germanico_, e si fece proclamar _imperadore_ sino
+alla nona volta. Può nondimeno essere, che contribuissero alla gloria
+di Domiziano anche le prodezze di _Giulio Agricola_ nella Bretagna;
+imperciocchè, per quanto si può conghietturare[556], nell'anno
+presente quel saggio uffiziale sottopose al romano imperio le isole
+Orcadi, ed altri paesi in quelle parti. Di questi felici successi
+diede egli di mano in mano avviso a Domiziano. Qual ricompensa ne
+ricavasse, lo diremo all'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[549] Jord., de Reb. Getic., c. 13.
+
+[550] Noris, Ep. Consul.
+
+[551] Mediobarbus, Goltzius et alii.
+
+[552] Tacitus, de Morib. Germanorum, cap. 30.
+
+[553] Dio, lib. 67.
+
+[554] Frontin., in Stratagem., lib. 1, cap. 1.
+
+[555] Stat., in Sylv., l. 1, c 1.
+
+[556] Tac., in vita Agric., c. 38 et seq.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXXV. Indizione XIII.
+
+ ANACLETO papa 3.
+ DOMIZIANO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per l'undecima volta, e TITO AURELIO FULVO, o
+FULVIO.
+
+
+Questo _Tito Aurelio_ console per attestato di Capitolino[557], fu
+avolo paterno di Antonino Pio Augusto. Che solamente nell'anno
+presente Domiziano solennizzasse il suo trionfo per aver ridotti a
+dovere i popoli Catti, si può facilmente dedurlo dalle monete o
+medaglie d'allora[558], nelle quali ancora con isfacciata adulazione
+si legge GERMANIA CAPTA, quasichè a questo bravo imperadore, il qual
+forse neppure fu a fronte de' nemici, riusciti fosse di conquistar
+l'intera Germania. Però da lì innanzi egli costumò di andare al senato
+in abito trionfale. Son di parere alcuni[559], ch'egli nello stesso
+tempo trionfasse dei Quadi, Daci, Geli e Sarmati. Ma, per quanto
+sembra indicare Svetonio[560], diverse furono quelle guerre, diversi i
+trionfi. Egli spontaneamente fece la prima spedizione contro ai Catti;
+e l'altre per necessità. Però ne parleremo andando innanzi. L'avviso
+delle vittorie riportate da Agricola fu ricevuto da Domiziano con
+singolare allegrezza in apparenza[561]; perchè internamente gli rodeva
+il cuore, che vi fosse altra persona, che lui, creduta valorosa, e da
+invidioso riputava perdita sua le glorie altrui. Perciò, quantunque,
+per coprire lo scontento suo, gli facesse decretar dal senato gli
+ornamenti trionfali, una statua e gli altri onori, de' quali fosse
+capace una privata persona, dappoichè si riserbavano ai soli
+imperadori i trionfi: pure determinò di richiamarlo a Roma, indorando
+questa pillola, col far correr voce di volergli conferire il governo
+riguardevole della Siria o sia della Soria, giacchè era mancato di
+vita _Attilio Rufo_, governatore di quella provincia. Fu detto ancora,
+che gliene inviasse la patente portata da un suo liberto, ma con
+ordine di consegnargliela solamente allorchè Agricola non fosse
+partito per anche dalla Bretagna; perchè dovea Domiziano temere,
+ch'egli non volesse muoversi, se prima non riceveva la sicurezza di
+qualche migliore impiego. Ma il liberto avendo trovato, che Agricola,
+dopo aver consegnata la provincia tutta in pace al suo successore,
+cioè a _Sallustio Lucullo_ era già venuto nella Gallia, senza neppur
+lasciarsi vedere da lui, se ne ritornò a Roma, portando seco la non
+presentata patente. Entrò in Roma Agricola in tempo di notte, per
+ischivare lo strepito di molti suoi amici, che voleano uscire ad
+incontrarlo; e si portò a salutar Domiziano, da cui fu accolto con
+della freddezza. Da ciò intese egli ciò che potea sperare da un tale
+imperadore; e rimasto senza impiego, si diede poscia ad una vita
+ritirata e privata. Non mancò in corte chi animò Domiziano a fargli
+del male, accusando e calunniando un sì degno personaggio, prima
+ch'egli giugnesse a Roma; ma non avea per anche Domiziano dato luogo
+in suo cuore alla crudeltà, di cui parlerò a suo tempo; e la
+moderazione e prudenza d'Agricola ebbero tal fortuna, ch'egli giunse
+naturalmente alla morte, senza riceverla dalle mani altrui. Abbiamo da
+Tacito[562], che dopo l'arrivo di esso Agricola a Roma, gli eserciti
+romani nella Mesia, nella Dacia, nella Germania e nella Pannonia, o
+per la temerità, o per la codardia de' generali, furono sconfitti; e
+che vi rimasero o trucidati o presi moltissimi uffiziali di credito
+colle lor compagnie, di maniera che non solamente si perdè alquanto
+de' confini del romano imperio, ma si dubitò infine di perdere i
+luoghi forti, dove soleano star le milizie romane ai quartieri
+d'inverno. Tali disavventure nondimeno si può credere che succedessero
+in vari anni; a noi resta luogo di distribuirle con sicurezza secondo
+i lor tempi, perchè son periti gli Annali antichi, e Svetonio e Dione,
+secondo il loro uso, contenti di riferir le azioni degli antichi
+Augusti, poca cura si presero della cronologia.
+
+NOTE:
+
+[557] Julius Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[558] Mediobarb., in Numism. imperator.
+
+[559] Blanchinius ad Anastas.
+
+[560] Sueton., in Domitiano, cap. 6.
+
+[561] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 39, et seq.
+
+[562] Tacitus, in vita Agricolae.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXXVI. Indizione XIV.
+
+ ANACLETO papa 4.
+ DOMIZIANO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la dodicesima volta, e SERVIO CORNELIO
+DOLABELLA METILIANO POMPEO MARCELLO.
+
+
+Tutti questi cognomi ho io dato al secondo de' consoli, seguendo
+un'iscrizione da me[563] pubblicata, e creduta spettante al medesimo
+personaggio. Abbiamo da Giulio Capitolino[564], che in quest'anno
+venne alla luce _Antonino Pio_, il quale vedremo andando innanzi
+imperadore. E in questi tempi ancora, siccome scrive Censorino[565],
+Domiziano istituì in Roma i _Giuochi Capitolini_, i quali continuarono
+di poi a celebrarsi ad ogni quarto anno, a guisa dei giuochi olimpici
+della Grecia. Si solennizzavano in onore di Giove Capitolino. Per
+testimonianza di Svetonio[566], in que' giuochi varie erano le gare e
+contese dei professori dell'arti. Chi più degli altri piaceva nel suo
+mestiere, ne riportava in premio una corona. Faceano un giorno le lor
+forze gli atleti; un altro dì i cantori e sonatori; un altro
+gl'istrioni o commedianti. V'era anche il giorno destinato per li
+poeti; e il suo per chi recitava prose in greco o latino. _Stazio
+Papinio_ poeta[567] recitò allora al popolo una parte della sua
+Tebaide, che non piacque; e in confronto di lui furono coronati altri
+poeti. Vi si videro ancora non senza dispiacer de' buoni, fanciulle
+pubblicamente gareggiare nel corso. Come pontefice massimo presiedeva
+a questi giuochi Domiziano, vestito alla greca, portando in capo una
+corona d'oro, perchè i sacerdoti costumavano nelle lor funzioni di
+andar coronati. Abbiamo da Dione[568] e da Svetonio[569] che
+Domiziano, oltre al suddetto spettacolo ed altri straordinari, usò
+ogni anno di fare i giuochi quinquatri in onor di Minerva, mentre
+villeggiava in Albano. In essi ancora si miravano cacce di fiere,
+divertimenti teatrali, e gare d'oratori e di poeti. Non contento
+Domiziano di profondere immense somme di danaro in tali spettacoli,
+tre volte in vari tempi diede al popolo romano un congiario, cioè un
+regalo di trecento nummi per testa. Così nella festa dei Sette monti,
+mentre si facea uno spettacolo, diede una lauta merenda a tutto il
+popolo spettatore, in maniera pulita di tavole apparecchiate ai
+senatori e cavalieri, e alla plebe in certe sportelle. Nel giorno
+seguente sparse sopra il medesimo popolo una quantità prodigiosa di
+tessere, cioè di tavolette, nelle quali era un segno di qualche dono,
+come di uccelli, carne, grano, ec., che si andava poi a prendere alla
+dispensa del principe. E perchè erano quasi tutte cadute ne' gradini
+del teatro o anfiteatro, dove sedea la plebe, ne fece gittar cinquanta
+sopra cadaun ordine de' sedili de' senatori e cavalieri. Certo è che
+gl'imperadori, per guadagnarsi l'affetto del popolo, coll'esempio
+d'Augusto, il ricreavano di quando in quando colla varietà de' giuochi
+pubblici, e più lo rallegravano con dei regali. Ma in fine queste
+esorbitanti spese di Domiziano tornarono, siccome dirò, in danno dello
+stesso pubblico, perchè l'erario si votava con sì fieri salassi, e per
+ristorarlo egli si diede poi alle crudeltà e alle oppressioni de'
+cittadini.
+
+NOTE:
+
+[563] Thesaur. Novus Inscript., pag. 113, n. 2.
+
+[564] Capitolinus, in vita Antonini Pii.
+
+[565] Censorinus, de Die Natali, cap. 18.
+
+[566] Suetonius, in Domitiano, cap. 4.
+
+[567] Statius, in Sylv.
+
+[568] Dio, lib. 67.
+
+[569] Sueton., in Domitiano, c. 4.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXXVII. Indizione XV.
+
+ ANACLETO papa 5.
+ DOMIZIANO imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la tredicesima volta, e AULO VOLUSIO
+SATURNINO.
+
+
+Benchè Eusebio nella sua Cronica[570] non rechi un filo sicuro per la
+cronologia di questi tempi, pure si può ben credergli, allorchè scrive
+che nell'anno presente cominciò Domiziano a gustare che la gente gli
+desse il titolo di _Signore_ e fin quello di _Dio_: empietà non
+perdonabile a mortale alcuno. Secondo il suddetto istorico, assistito
+dall'autorità di Svetonio[571], non solamente egli si compiacque, ma
+comandò ancora d'essere così nominato: il che, dice Eusebio, non venne
+in mente ad alcun precedente imperatore. Noi abbiam veduto, avere
+Augusto veramente vietato con pubblico editto d'essere chiamato
+_Signore_; ma anch'egli permise bene e gradì che in sua vita gli
+fossero eretti dei templi e costituiti dei sacerdoti ad onore della
+sua pretesa divinità. Per attestato ancora di Vittore[572], Caligola
+forsennato Augusto volle essere chiamato _Signore_ e _Dio_. Di tutto
+era vie più capace la smoderata ambizione o frenesia di Domiziano; e
+pronta ad ubbidire era l'adulazione e la superstiziosa stoltezza dei
+Pagani. Però fondatamente hanno creduto alcuni, che l'aver Domiziano
+perseguitati i Cristiani, avesse origine di qui; perchè certo i
+seguaci di Gesù Cristo, professando la credenza di un solo Dio
+invisibile ed immortale, non poteano mai indursi a riconoscere per dio
+un imperadore, vile e miserabil creatura in confronto del Creatore.
+Abbiamo dallo stesso Eusebio, che in questi tempi i popoli Nasamoni e
+Daci, avendo guerra coi Romani, furono vinti. Quanto ai Daci non ci
+somministra l'antica storia assai lume per essere il tempo vero in cui
+ebbe principio la guerra con essi, e quanto durò, e quando finì.
+Tuttavia potrebbe darsi che a questi tempi appartenesse il primo
+movimento di quella guerra, che continuò molto dipoi, e riuscì ben
+pericolosa e funesta ai Romani. Credesi che l'antica Dacia
+comprendesse quel paese che oggidì è diviso nella Transilvania,
+Moldavia e Valachia. Erano popoli fieri e bellicosi quei di quelle
+contrade, perchè credeano la morte fine della presente vita, e
+principio di un'altra, secondo l'opinion di Pitagora, che spacciò la
+trasmigrazion delle anime. Con tal persuasione sprezzavano ogni
+pericolo, e si esponevano alla morte, sperando di risorgere con
+miglior mercato in altri corpi. Alcuni Greci[573] diedero ai _Daci_ il
+nome di _Geti_ e _Goti_; e veramente si truovano confusi presso gli
+antichi scrittori i nomi delle barbare nazioni. Quel che è certo,
+capitano di essi Daci era allora _Decebalo_, uomo di rara maestria ed
+accortezza nel mestier della guerra. E questi, se crediamo a
+Giordano[574] scrittore de' tempi di Giustiniano Augusto, mossi
+dall'avarizia di Domiziano, rotta l'alleanza che aveano con Roma,
+passarono il Danubio, e cacciarono da quelle ripe i presidii
+romani[575]. _Appio Sabino_, che il cardinal Noris[576] crede più
+tosto appellato _Cajo Oppio Sabino_, personaggio stato già console, e
+governatore allora probabilmente della Mesia, marciò colle sue forze
+contra di que' Barbari, ma ne rimase sconfitto, ed egli ebbe tagliata
+la testa[577]. A questa vittoria tenne dietro il saccheggio del paese,
+e la presa di molti villaggi e castella. Giunte a Roma queste dolorose
+nuove, si vide Domiziano in certa guisa necessitato ad accorrere colà
+per fermare questo rovinoso torrente. In qual anno egli la prima volta
+v'andasse (perchè due volte v'andò) non si può decidere. Sarà permesso
+a me di riserbarne a parlar nell'anno susseguente. Dei Nasamoni,
+popoli dell'Africa di sopra nominati da Eusebio, noi sappiamo da
+Zonara[578], che, a cagion delle eccessive imposte, si sollevarono
+contro ai Romani e diedero una rotta a _Flacco_ governator della
+Numidia. Ma essendosi coloro perduti dietro a votar molti barili di
+vino, che trovarono nel campo dei vinti, Flacco fu loro addosso, e ne
+fece un gran macello. Domiziano, gloriandosi delle imprese altrui, nel
+senato espose d'aver annientati i Nasamoni.
+
+NOTE:
+
+[570] Euseb., in Chron.
+
+[571] Sueton., in Domitiano, cap. 13.
+
+[572] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[573] Dio, lib. 67.
+
+[574] Jordan., de Rebus Geticis, cap. 12.
+
+[575] Sueton., in Domitiano, cap. 6.
+
+[576] Noris, Epist. Consulari.
+
+[577] Eutrop., Histor.
+
+[578] Zonara, in Annal.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXXVIII. Indizione I.
+
+ ANACLETO papa 6.
+ DOMIZIANO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la quattordicesima volta, e LUCIO MINUCIO
+RUFO.
+
+
+_Minicio_ e non _Minucio_ è appellato questo console in una iscrizione
+da me[579] data alla luce. Nobil famiglia era anche la _Minucia_.
+Derisa fu l'avidità di Domiziano (l'avea preceduto coll'esempio
+Vespasiano suo padre) da Ausonio[580] e da altri, nel continuare per
+tanti anni il consolato nella sua persona, quasichè invidiasse agli
+altri un tale onore. Arrivò egli ad essere console diecisette volte:
+il che niuno de' suoi predecessori avea mai fatto, amando essi di
+veder compartita anche ad altri questa onorevolezza. Osservò nondimeno
+Svetonio[581], che Domiziano non esercitava poi la funzione di
+console, lasciandone il peso al collega, o pure ai sostituiti. Bastava
+alla sua boria, che il suo nome comparisse negli atti pubblici, l'anno
+de' quali per lo più era segnato col nome de' consoli ordinari. Del
+resto egli constumava di deporre il consolato alla più lunga nelle
+calende di maggio; e i più d'essi rinunziò nel dì 13 di gennaio. Ma
+quali persone fossero a lui sostituite in quella dignità, e in qual
+anno, non si può ora accertare. Volle Domiziano, che si celebrassero
+nell'anno presente i _giuochi secolari_, ancorchè, secondo l'istituto
+di essi, si avessero a celebrare ad ogni cento anni[582], nè più che
+quarantun anni fosse, che Claudio Augusto gli avea fatti. La prima
+spedizion di Domiziano contro ai Daci, insuperbiti per la loro
+vittoria, forse accadde nell'anno presente. Andò egli in persona
+coll'esercito a quella volta. Racconta Pietro patrizio nel suo
+trattato delle ambascerie[583], che _Decebalo_ veduto venire con sì
+grande apparato di gente un imperador romano contro sè, gl'inviò degli
+ambasciatori per trattar di pace. Se ne rise il superbo Domiziano, ed
+avendoli rimandati senza risposta, ordinò che le milizie imprendessero
+la guerra, con dare il comando di tutta l'armata a _Cornelio Fosco_,
+prefetto allora del pretorio. Decebalo assai informato del valore di
+questo generale, che avea studiata l'arte militare solamente fra le
+delizie della corte e in mezzo ai divertimenti di Roma, se ne fece
+beffe, e spedì altri deputati a Domiziano, offerendosi di terminar
+quella guerra, purchè i Romani di quelle contrade gli pagassero
+annualmente due oboli per testa; e ricusando essi tal condizione,
+minacciava loro lo sterminio[584]. Contuttociò Domiziano, ch'era un
+solennissimo poltrone, come se avesse pienamente assicurato l'imperio
+da quella parte, se ne tornò da bravo a Roma, senza apparire se prima
+che terminasse il presente anno, o pur nel seguente. Per quanto
+scrivono Svetonio e Giordano[585], _Fosco_ avendo passato il Danubio,
+fece guerra a' Daci, e probabilmente ebbe sopra di loro qualche
+vantaggio; ma in fine restò sconfitto e ucciso, forse nell'anno
+seguente. Circa questi tempi, per quanto s'ha da Eusebio[586], _Marco
+Fabio Quintiliano_, eccellente maestro di eloquenza, nato a Calaorra
+in Ispagna, venne a Roma salariato dal pubblico, per insegnar la
+oratoria. Ma probabilmente ciò avvenne sotto Vespasiano, il quale
+fondò quivi varie scuole, e vi chiamò degl'insigni maestri. Certo è
+intanto, che Quintiliano fiorì sotto i di lui figliuoli, e fu anche
+maestro dei nipoti di Domiziano.
+
+NOTE:
+
+[579] Thesaurus Novus Inscription., p. 314, n. 1.
+
+[580] Ausonius, in Panegyr.
+
+[581] Sueton., in Domitian., cap. 13.
+
+[582] Censorinus, de Die Natal., cap. 17.
+
+[583] Petrus Patric., de Legat. Hist. Byzant., T. 1.
+
+[584] Sueton., in Domitiano, cap. 6.
+
+[585] Jordan., de Reb. Geticis, cap. 13.
+
+[586] Eusebius, in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO LXXXIX. Indizione II.
+
+ ANACLETO papa 7.
+ DOMIZIANO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+TITO AURELIO FULVO per la seconda volta, e AULO SEMPRONIO ATRATINO.
+
+
+Siamo accertati da Giulio Capitolino[587], che _Vito Aurelio Fulvo_ o
+sia _Fulvio_, avolo paterno di Antonino Pio Augusto, fu due volte
+console. Giacchè Svetonio scrive che Domiziano volle un doppio trionfo
+dei Catti e dei Daci, non è improbabile ch'egli nell'anno presente
+affrettasse questo onore per far credere ai Romani, che felicemente
+passavano gli affari nella guerra della Dacia. Attesta il medesimo
+storico, ch'erano seguite alcune battaglie in quelle parti, e taluna
+verisimilmente vantaggiosa ai Romani, il che bastò all'ambizioso
+Augusto, per esigere l'onor del trionfo. Giacchè sopravvenne la
+sconfitta e la morte di _Cornelio Fosco_ nella guerra che continuava
+nella Dacia, potrebbe attribuirsi all'anno presente la seconda
+spedizione del medesimo Domiziano contro ai Daci, essendo noi
+accertati da Svetonio[588], che due volte egli andò in persona a
+quella guerra. Ma se non è possibile il ben dilucidare i tempi delle
+azioni di Domiziano, a noi bastar deve almeno la certezza delle
+medesime. Tornò dunque Domiziano alla guerra[589], ma perchè facea più
+conto della pelle che dell'onore, nè gli piacea la fatica, ma sì bene
+il godersi tutti i comodi, siccome uomo poltrone, e perduto tra le
+femmine e in ogni sorta di disonestà: non osò giammai di lasciarsi
+vedere a fronte dei nemici. Fermatosi dunque in qualche città della
+Mesia, spedì i suoi generali contra di Decebalo. Seguirono vari
+combattimenti, ne' quali, per testimonianza di Dione, perì buona parte
+delle sue armate. Tuttavia, perchè la fortuna delle guerre è volubile,
+e i suoi riportarono talvolta de' vantaggi, e specialmente _Giuliano_
+diede una considerabil rotta a Decebalo: Domiziano di continuo, ed
+anche allorchè andavano poco bene gli affari, spediva l'un dietro
+all'altro i corrieri a Roma, per avvisare il senato delle sue felici
+vittorie. Pertanto, a cagione di questi creduti sì gloriosi successi,
+il senato gli decretò quanti onori mai seppe immaginare, e per tutto
+l'imperio romano gli furono alzate statue d'oro e d'argento, se pur
+non erano dorate ed inargentate. Con tutto il suo valor nondimeno
+Decebalo cominciò a sentirsi assai angustiato dalle forze de' Romani;
+e però inviò degli ambasciatori a Domiziano per ottener la pace. Non
+ne volle il poco saggio Augusto udir parola; ma in vece di
+maggiormente incalzare il vacillante nemico, venuto nella Pannonia,
+rivolse l'armi contro ai Quadi e Marcomanni, volendo gastigarli,
+perchè non gli aveano dato soccorso contra dei Daci. Due volte que'
+popoli gli fecero una deputazione, per placare il suo sdegno; non solo
+nulla ottennero, ma Domiziano fece anche levar la vita ai secondi lor
+deputati. Si venne dipoi ad una battaglia, in cui dai Marcomanni,
+combattenti alla disperata, fu sconfitto l'esercito romano, ed
+obbligato l'imperadore alla fuga. Allora fu, che egli diede orecchio
+alle proposizioni di pace con Decebalo, il qual seppe ben profittare
+della debolezza, in cui, dopo tante perdite, si trovavano i Romani.
+Contentossi dunque egli di restituir molte armi e molti prigioni, e di
+ricever anche dalle mani di Domiziano il diadema del regno; ma si
+capitolò, che anche Domiziano pagasse a lui una gran somma di danaro,
+e di mandargli molti artefici in ogni sorta d'arti di guerra e di
+pace; e, quel che fu peggio, di pagargli in avvenire annualmente una
+certa quantità di danaro a titolo di regalo. Durò questa vergognosa
+contribuzione sino ai tempi di Trajano, il quale, siccome vedremo,
+avendo altra testa e cuore che Domiziano, insegnò ai Daci il rispetto
+dovuto all'aquile romane. Tutto boria Domiziano per questa pace,
+quasichè egli l'avesse fatta da vincitore, e non da vinto, scrisse al
+senato lettere piene di gloria, e fece in maniera ancora, che gli
+ambasciatori di Decebalo andassero a Roma con una lettera di
+sommessione, a lui scritta da Decebalo, se pur non fu finta, come
+molti sospettarono, dallo stesso Domiziano. Per altro Decebalo non
+fidandosi di lui, si guardò dal venire in persona a trovar Domiziano,
+e in sua vece mandò il fratello Diegis a ricevere da lui il diadema.
+Quanto durasse questa guerra sì perniciosa ai Romani, e quando
+cessasse, non abbiamo assai lume per determinarlo; ma v'è
+dell'apparenza, che si stabilisse la pace nell'anno presente, e che
+Domiziano se ne tornasse a Roma nel dicembre per prendere il consolato
+nell'anno seguente. Nè si dee tacere ciò che Plinio il giovane
+osservò, cioè che Domiziano[590] andando a queste guerre, per dovunque
+passava sulle terre dell'imperio, non pareva il principe ben venuto,
+ma un nemico ed un assassino: tante erano le gravezze che imponeva ai
+popoli, tante le rapine, gl'incendi, ed altri disordini che
+commettevano le sue milizie, braccia cattive di un più cattivo capo.
+
+NOTE:
+
+[587] Capitol., in Antonino Pio.
+
+[588] Sueton., in Domitiano, cap. 6.
+
+[589] Dio, lib. 67.
+
+[590] Plinius, in Panegyr.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XC. Indizione III.
+
+ ANACLETO papa 8.
+ DOMIZIANO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la quindicesima volta, e MARCO COCCEJO
+NERVA per la seconda.
+
+
+_Nerva_ console, quegli è che a suo tempo vedremo imperadore. Siccome
+il cardinal Noris ed altri mettono la seconda guerra dacica prima di
+quel ch'io abbia supposto, così credono che Domiziano celebrasse
+nell'anno 88, o pure nel precedente, il secondo suo trionfo dei Daci,
+e prendesse il titolo di _Dacico_. Eusebio[591] lo differisce sino
+all'anno seguente. Io sto col padre Pagi[592], che riferisce quel
+trionfo al presente anno. Su tal supposto adunque, fu in quest'anno,
+per attestato di Dione[593], che Domiziano solennizzò in Roma le sue
+glorie con magnifiche feste e spettacoli. Si fecero nel Circo vari
+combattimenti a piedi e a cavallo, e in un lago fatto a posta una
+battaglia navale, in cui quasi tutti i combattenti restarono morti.
+Levossi inoltre durante quello spettacolo un fiero temporale con
+pioggia, che quasi ebbe ad affogare gli spettatori. Domiziano si fece
+dare il mantello di panno grosso, ma non volle che gli altri mutassero
+veste, nè che alcuno uscisse, di maniera che tutti inzuppati d'acqua,
+contrassero poi delle malattie, per cui molti morirono. A consolar poi
+il popolo per tal disgrazia, trovò lo spediente di dargli una cena a
+lume di fiaccole; e per lo più fu suo costume di eseguire i pubblici
+divertimenti in tempo di notte. Ma specialmente fece egli comparire il
+suo fantastico cervello in un convito notturno, al quale invitò i
+principali dell'ordine senatorio ed equestre. Fece addobbar di nero
+tutte le stanze del palazzo, mura, pavimento e soffitte, con sedie
+nude. Invitati i commensali, cadaun vide collocata vicino a sè una
+specie d'arca sepolcrale, col suo nome scritto in essa, e con una
+lucerna pendente, come ne' sepolcri. Sopravvennero fanciulli tutti
+nudi e tinti di nero, ballando intorno ad essi, e portando vasi,
+simili agli usati nelle esequie dei morti. Cadauno de' convitati si
+tenne allora spedito, e tanto più perchè tacendo ognuno, il solo
+Domiziano d'altro non parlava che di morti e di stragi. Dopo sì gran
+paura furono in fine licenziati; ma appena giunti alla loro
+abitazione, ecco che parecchi di loro son richiamati alla corte. Oh
+allora sì che crebbe in essi lo spavento; ma in vece d'alcun danno,
+riceverono poi da Domiziano qualche dono in vasi d'argento, o in altri
+preziosi mobili. Tali furono i sollazzi bizzarri dati da Domiziano
+alla nobiltà in occasione del suo trionfo. Nondimeno il popolo
+comunemente dicea, che questo era non già un trionfo, ma un funerale
+de' Romani nella Dacia, ovvero in Roma estinti. Dopo questi trionfi la
+vanità di Domiziano, che studiava ogni dì qualche novità, volle che il
+mese di settembre da lì innanzi s'appellasse _Germanico_[594], e
+l'ottobre _Domiziano_, per non essere da meno di Giulio Cesare e di
+Augusto; e ciò perchè nel primo avea conseguito il principato, ed era
+nato nel secondo. Ma non durò più della sua vita questo suo decreto.
+Non si sa mai capire, come Eusebio[595] scrivesse, che molte fabbriche
+furono terminate in Roma nell'anno presente, o pure nell'antecedente,
+cioè _Capitolium, Forum transitorium, Divorum Porticus, Isium ac
+Serapium, Stadium, Horrea piperataria, Vespasiani Templum, Minerva
+Chalcidica, Odeum, Forum Trajani, Thermae Trajanae et Titianae,
+Senatus, Ludus Matutinus, Mica aurea, Meta sudans et Pantheum_. Non si
+pensasse alcuno, che tanti edifizii ricevessero il lor essere o
+compimento in quest'anno. Forse furono risarciti. Il _Panteon_ era da
+gran tempo fatto; e, per tacere il resto, la piazza e le terme di
+Traiano non furono, siccome diremo, fabbricate, se non nei tempi del
+suo imperio, cioè da qui a qualche anno.
+
+NOTE:
+
+[591] Euseb., in Chron.
+
+[592] Pagius, in Critica Baron. ad hunc Ann.
+
+[593] Dio, lib. 67.
+
+[594] Sueton., in Domitiano, cap 13. Plutarchus in Num.
+
+[595] Euseb., in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XCI. Indizione IV.
+
+ ANACLETO papa 9.
+ DOMIZIANO imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ULPIO TRAJANO e MARCO ACINIO GLABRIONE.
+
+
+_Trajano_, console in quest'anno, il medesimo è che fu poi imperadore
+glorioso. Il prenome dell'altro console _Glabrione_, secondo alcuni,
+fu non già _Marco_, ma _Manio_, siccome proprio della famiglia
+_Acilia_. Noi abbiamo da Dione[596] esser avvenuti due prodigii, per
+l'uno de' quali fu presagito l'imperio a _Trajano_, e per l'altro la
+morte a _Glabrione_. Quali fossero, nol sappiamo, se non che per
+attestato del medesimo storico, Glabrione, benchè console, fu
+obbligato dal capriccioso ed iniquo Domiziano a combattere contra di
+un grosso lione, che fu bravamente da lui ucciso, senza restarne egli
+ferito. Questa azione, che dovea guadagnargli lode e stima presso di
+Domiziano, altro non fece che incitarlo ad invidia, ed anche ad odio,
+perchè non gli piaceano i nobili di raro valore. Però col tempo trovò
+de' pretesti per mandarlo in esilio, e poi imputandogli volesse
+turbare lo stato (forse nell'anno 95) il fece ammazzare. All'anno
+presente vien riferita da Eusebio[597] la strepitosa morte di
+_Cornelia_, capo delle Vergini Vestali. Era ella stata accusata dianzi
+d'incontinenza e dichiarata innocente. Sotto Domiziano si risvegliò
+questa accusa; e Domiziano affettando la gloria di custode della
+religione, cioè della superstizione pagana, e volendo rimettere in uso
+le antiche leggi, la fece condannare e seppellir viva. Svetonio[598]
+dice, ch'ella fu convinta de' suoi falli; Plinio il giovane[599],
+ch'essa nè pur fu chiamata in giudizio, non che ascoltata, ed essere
+quella stata un'enorme crudeltà ed ingiustizia. Furono anche
+processati alcuni nobili romani, come complici del delitto, frustati
+sino a lasciar la vita sotto le battiture, benchè non confessassero
+l'apposto reato. E perchè _Valerio Liciniano_, già senatore e pretore,
+uno de' più eloquenti uomini del suo tempo, per avere nascosa in sua
+casa una donna della famiglia di Cornelia, fu accusato, altra maniera
+non ebbe, per sottrarsi a que' rigori, se non di confessare quanto gli
+fu suggerito sotto mano per ordine di Domiziano. Tuttavia fu egli
+cacciato in esilio, e i suoi beni assegnati al fisco. Questi poi sotto
+Trajano ritornato a Roma si guadagnò il vitto, con fare il maestro di
+rettorica. Così inorpellava Domiziano i suoi vizii, volendo comparire
+zelantissimo dell'onore de' suoi falsi dii. Narrasi ancora, che
+essendo morto uno dei suoi liberti, e seppellito, dappoichè Domiziano
+intese che costui si era fatto fabbricare il sepolcro con dei marmi
+presi dal tempio di Giove Capitolino, bruciato negli anni addietro,
+fece smantellar dai soldati quel sepolcro, e gittar in mare le ossa e
+le ceneri di colui; tanto si piccava egli di essere zelante dell'onore
+delle cose sacre.
+
+NOTE:
+
+[596] Dio, lib. 67.
+
+[597] Eusebius, in Chron.
+
+[598] Sueton., in Domitiano, c. 2.
+
+[599] Plinius, lib. 4, Ep. II.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XCII. Indizione V.
+
+ ANACLETO papa 10.
+ DOMIZIANO imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la sedicesima volta, e QUINTO VOLUSIO
+SATURNINO.
+
+
+S'è disputato, e tuttavia si disputa, in qual anno succedesse la
+ribellione di _Lucio Antonio_, e la breve guerra civile che in que'
+tempi avvenne. Alcuni[600] la mettono nell'anno 88, altri nell'89, e
+il Calvisio[601] la differisce sino al presente anno. A me sembra più
+probabile l'ultima opinione, confrontando insieme quel poco che s'ha
+di questo fatto da Tacito[602], e da Svetonio[603], e da Dione[604], o
+sia da Sifilino; perchè da loro apparisce che dopo questa sollevazione
+Domiziano lasciò la briglia alla sua crudeltà, e ciò avvenne, siccome
+dirò, nell'anno seguente. _Lucio Antonio_, a cui Marziale[605] dà il
+cognome di _Saturnino_, era governatore dell'alta o sia superiore
+Germania. Perchè ben sapea, quanto per poco Domiziano perseguitasse le
+persone di merito, e che specialmente sparlava di lui con ingiuriosi
+nomi, mosse a ribellione le sue legioni, facendosi proclamare
+imperadore. Portata a Roma questa nuova, se ne conturbò ognuno per
+l'apprensione che ne succedesse una gran guerra, e si tornasse a
+provar tutti i malanni compagni delle guerre civili. Domiziano stesso,
+temendo che quest'incendio si potesse maggiormente dilatare, determinò
+di portarsi in persona contra di lui, ed avea già in ordine l'armata.
+Ciò che recava maggiore spavento, era il sapersi che Lucio Antonio
+s'era collegato coi Germani, e questi doveano rinforzarlo con un
+potente esercito. Ma che? _Lucio Massimo_, che il Tillemont
+fondatamente congettura essere lo stesso che _Lucio Appio Norbano
+Massimo_, il qual forse governava allora la bassa Germania, o pure una
+parte della Gallia vicina, senza aspettare alcun de' soccorsi che gli
+promettea Domiziano, diede battaglia improvvisamente ad esso Lucio
+Antonio, prima che con lui si unissero i Tedeschi. Volle anche la
+buona fortuna, che mentre erano alle mani, crescesse così forte il
+Reno, che non poterono passare i Tedeschi. Rimase sconfitto ed ucciso
+Antonio, e la sua testa fu inviata a Roma in testimonianza della
+vittoria: il che risparmiò a Domiziano gl'incomodi di continuar quella
+spedizione. Plutarco[606] e Svetonio[607] narrano, che nel giorno
+stesso, in cui fu data quella battaglia, un'aquila posandosi in Roma
+sopra una statua di Domiziano, fece delle grida di allegria; e
+passando tal voce d'uno in altro, nel medesimo giorno si divulgò per
+tutta Roma, che Lucio Antonio era stato interamente disfatto: ed
+alcuni giunsero fino a dire di aver veduta la sua testa recisa dal
+busto. Prese tal piede questa diceria, che gran parte dei magistrati
+corsero a far de' sagrifizii in rendimento di grazie. Ma cominciandosi
+a cercare chi avea portata questa nuova, niuno si trovò, ed ognuno
+rimase confuso. Domiziano, che era in viaggio, ricevette dipoi i
+corrieri della vittoria, e si verificò essere la medesima succeduta
+nel giorno medesimo, in cui se ne sparse in Roma la falsa voce.
+All'anno presente attribuisce Eusebio[608] l'editto di Domiziano
+contro le vigne[609]. Trovatosi che v'era stata molta abbondanza di
+vino, poca di grano, s'immaginò Domiziano, che la troppa quantità
+delle viti cagion fosse che si trascurasse la coltura delle campagne.
+Ma Filostrato[610] aggiugne, che non piaceva a Domiziano sì sterminata
+copia di vino, perchè l'ubbriachezza cagionava delle sedizioni. Ora
+egli vietò che in Italia non si potessero piantar viti nuove, e che
+nelle provincie se ne schiantasse la metà, anzi tutte nell'Asia, per
+quanto ne dice Filostrato. Ma non istette poi saldo in questo
+proposito, per essere venuto a Roma _Scopeliano_ spedito da tutte le
+città dell'Asia, il quale non solamente ottenne che si coltivassero le
+vigne, ma ancora che si mettesse pena a chi non ne piantava. Forse
+ancora più di ogni altra riflessione servì a fare smontar Domiziano da
+questa pretensione, l'essersi sparsi de' biglietti[611], ne' quali era
+scritto, _che facesse pur Domiziano quanto voleva, perchè vi
+resterebbe tanto di vino per fare il sagrifizio in cui sarebbe la
+vittima lo stesso imperadore_.
+
+NOTE:
+
+[600] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[601] Calvisius, Tillemont et alii.
+
+[602] Tacitus, in Vita Agricolae.
+
+[603] Sueton., in Domitiano, cap. 9.
+
+[604] Dio, lib. 67.
+
+[605] Martial., lib. 4, Epist. 9.
+
+[606] Plutarchus, in P. Æmil.
+
+[607] Sueton., in Domitiano, c. 6.
+
+[608] Euseb., in Chron.
+
+[609] Sueton., in Domitiano, cap. 7.
+
+[610] Philostratus, in Vita Apollon., lib. 6.
+
+[611] Aurelius Victor, in Epitome. Vopiscus, in Probo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XCIII. Indizione VI.
+
+ ANACLETO papa 11.
+ DOMIZIANO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+POMPEO COLLEGA e CORNELIO PRISCO.
+
+
+Credesi che a questi consoli fossero sostituiti prima del dì 15 di
+luglio, _Marco Lollio Paolino_ e _Valerio Asiatico Saturnino_; e che
+all'un di essi succedesse nel consolato _Cajo Antistio Giulio
+Quadrato_; e il padre Stampa[612] ha sospettato che _Cajo Antistio_ o
+sia _Antio Giulio_ fosse personaggio diverso da _Quadrato_. Ma qui son
+delle tenebre, come in tanti altri siti de' Fasti consolari,
+trovandosi bensì de' consoli sostituiti e straordinari nelle antiche
+storie e lapidi nominati, ma senza certezza dell'anno in cui
+esercitarono quell'insigne uffizio. Poichè per altro quai fossero i
+due poco fa menzionati consoli, l'abbiamo da un marmo riferito dal
+Grutero[613], e compiutamente poi dato alle stampe dal canonico
+Gori[614], che fu posto M. LOLLIO PAVLLINO VALERIO ASIATICO SATVRNINO.
+C. ANTIO IVLIO QVADRATO COS. Se poi questi nell'anno presente fossero
+sostituiti ai consoli ordinari, io nol so dire. Nell'agosto di
+quest'anno in età di cinquantasei anni diede fine alla sua vita _Gneo
+Giulio Agricola_, suocero di Cornelio Tacito[615], già stato console:
+le cui imprese militari nella Bretagna di sopra accennai. Tornato
+ch'egli fu di colà a Roma, arrivò l'anno in cui potea chiedere il
+proconsolato, o sia il governo dell'Asia o dell'Africa. Ma non si
+sentì egli voglia d'altri onori, perchè sotto un imperador cattivo
+troppo era pericoloso il servire. Poco prima avea Domiziano fatto
+levar di vita _Civica Cereale_ proconsole dell'Asia per meri sospetti
+di ribellione. Questo esempio, e il sapere che l'imperadore non avea
+caro di conferir sì riguardevoli posti a persone di sperimentato
+valore, indussero Agricola a pregarlo che volesse esentarlo da quel
+pesante fardello. Era questo appunto ciò che desiderava Domiziano, e
+ben presto glie l'accordò; e permise, che Agricola il ringraziasse,
+come se gli avesse fatta una grazia. Seppe di poi vivere questo saggio
+uomo anche per qualche tempo, senza provar le persecuzioni del
+bisbetico Augusto, facendo conoscere che gli uomini grandi provveduti
+di prudenza possono stare anche sotto principi cattivi, e non fare
+naufragio. Dione[616], ciò non ostante scrive che Domiziano l'uccise;
+ma Tacito, che più ne seppe di lui, e scrisse la sua vita, dice bensì
+esser corsa voce di veleno, nondimeno ne restò egli in dubbio.
+
+Ma tempo è oramai di far vedere un principe appunto cattivo, anzi
+pessimo, nella persona di Domiziano; cosa da me riserbata a
+quest'anno, non già perchè egli cominciasse solamente ora a
+riconoscersi tale, ma perchè il suo mal talento dopo la guerra civile
+di Lucio Antonio andò agli eccessi. Certamente a Domiziano non mancava
+ingegno ed intendimento: ma questa bella dote, se va unita con delle
+sregolate passioni, ad altro non serve d'ordinario, che a rendere più
+perniciosi e malefici i regnanti. Ora non si può assai esprimere
+quanta fosse la vanità, la prosunzione, e la sete di dominare in lui.
+Egli si credeva la maggior testa dell'universo, e ch'egli solo fosse
+degno di comandare: perciò fiero, superbo e sprezzator d'ognuno,
+astuto ed implacabile ne' suoi sdegni. Era sicuro dell'odio suo
+chiunque compariva eccellente in alcuna bella dote: che questo è lo
+stilo delle anime basse[617]. Vivente il padre, e creato Cesare fece
+di mani e di piedi per non esser da meno del buon Tito suo fratello:
+ottenne vari uffizi, che esercitò con gran boria ed eccesso di
+autorità. E giacchè Vespasiano, ben conoscente del maligno suo
+naturale, il teneva basso, non avendo potuto conseguire se non un
+consolato ordinario, almeno si studiò sempre di essere sustituito come
+console straordinario al fratello. Morto Vespasiano, fu in dubbio se
+dovesse offerire ai soldati il doppio del donativo promosso loro da
+Tito, per tentar di levare a lui l'imperio. Andava spacciando che il
+padre l'avea lasciato collega del fratello nella signoria; ma che era
+stato suppresso il testamento. Vantavasi ancora d'aver egli alzato al
+trono non meno il padre che il fratello; e l'adulatore Marziale
+approvò questo suo folle sentimento. Vivente esso Tito, non fece egli
+mai fine a tendergli delle insidie, non solo segretamente, ma anche in
+palese. Tuttavia tanta era la bontà di Tito, che quantunque
+consigliato di liberar sè stesso e il pubblico da sì pericoloso
+arnese, mai non volle ridursi a questo passo, contentandosi solamente
+di fargli talvolta delle fraterne correzioni colle lagrime agli occhi,
+benchè senza frutto. Forse quell'unica azione di cui Tito prima della
+sua immatura morte disse d'esser pentito, fu d'aver lasciato in vita
+questo fratello, ben conoscendo il gran male che ne avverrebbe alla
+repubblica. Divenuto poscia imperadore[618] non lasciava occasione,
+anche in senato[619], di sparlare copertamente ed ancora svelatamente
+del padre e del fratello, biasimando le loro azioni; e per cadere in
+disgrazia di lui, altro non occorreva che essere in grazia o dell'uno
+o dell'altro, o dir parole alla presenza di lui in lode di Tito. Per
+altro egli era un solennissimo poltrone: temeva i pericoli della
+guerra; abborriva le fatiche del governo[620]. Il suo divertimento
+principale consisteva in giocare ai dadi, anche ne' giorni destinati
+agli affari. Soleva eziandio ne' principii del suo governo starsene
+ritirato in certe ore del giorno: e la sua mirabil applicazione era in
+prendere mosche[621], o ucciderle con uno stiletto. Celebre è intorno
+a ciò il motto di Vibio Crispo, uomo faceto. Dimandando taluno, chi
+fosse in camera con Domiziano, rispose Crispo: _Nè pur una mosca_. Ora
+non aspettò egli, siccome dissi, a comparire quel crudele che era, a
+questi tempi. Anche ne' precedenti anni diede varj saggi di questa sua
+fierezza per varie e ben frivole cagioni. Fra gli altri (non se ne sa
+l'anno) fece ammazzare _Tito Flavio Sabino_ suo cugino, perchè
+avendolo disegnato console, secondo le apparenze, per la seconda
+volta, il banditore inavvertentemente in vece del nome di _Console_
+gli diede quello d'_imperadore_. Questo bastò per togliere a Sabino la
+vita. La stessa mala sorte toccò ad alcuni altri, o pure l'esilio: che
+questo era ne' primi suoi anni di più ordinario gastigo; ed
+Eusebio[622] al di lui quarto anno scrive essere stati esiliati da lui
+assaissimi senatori. Probabilmente ciò avvenne più tardi. Ora noi
+sappiamo da Suetonio[623], che Domiziano prima di questi tempi avea
+levato dal mondo _Salvio Coccejano_, solamente perchè avea
+solennizzato il giorno natalizio di Ottone imperatore suo zio;
+_Sallustio Lucullo_, non per altro, che per aver dato il nome di
+lucullee ad alcune lance di nuova invenzione; _Materno Sofista_, cioè
+professor di rettorica, per aver fatta una declamazione contra de'
+tiranni; ed _Elio Lamia Emiliano_, per cagione di qualche motto
+piccante, detto fin quando esso Domiziano era persona privata. Moglie
+di questo Lamia fu _Domizia Longina_, figliuola di Corbulone. Gliela
+tolse Domiziano, e dopo averla tenuta per amica un tempo, la sposò, e
+diedele il titolo di _Augusta_. Ad accrescere la crudeltà di questo
+imperadore, s'aggiunse la smoderata credenza che si dava in questi
+tempi alle vane predizioni degli strologhi. Più degli altri loro
+prestava fede Domiziano, uomo timidissimo; e perchè fin da giovane gli
+avea predetto alcun d'essi che sarebbe un dì ucciso: perciò la
+diffidenza fu sua compagna finchè visse, e massimamente negli ultimi
+anni del suo imperio. Di qua venne la morte di vari principali signori
+dell'imperio; perchè egli si procacciava l'oroscopo di tutti, e
+trovandoli destinati a qualche cosa di grande, li faceva levare dal
+mondo. _Metio Pomposiano_, di cui parlammo all'anno 75, preservato
+sotto il buon Vespasiano, non la scappò sotto l'iniquo suo figliuolo.
+Perchè fu creduto che avesse una genitura, che vanamente gli
+pronosticava l'imperio, e perchè teneva in sua camera una carta
+geografica del mondo, e studiava le orazioni dei re e dei capitani,
+che son nelle storie di Livio, il mandò in Corsica in esilio[624], ed
+appresso il fece ammazzare. Ma soprattutto s'accese, e giunse al colmo
+l'inumanità di Domiziano, dappoichè se gli ribellò _Lucio Antonio
+Saturnino_; del che s'è favellato all'anno precedente. S'accorse più
+che mai allora questo maligno principe, che l'odio universale è un
+pagamento inevitabile delle iniquità[625]. Trovò anche in Roma dei
+complici di quella congiura, e molti altri, che almeno sospiravano di
+vederla camminare ad un fine felice. Incrudelì dunque contra di
+chiunque era stato, o si sospettava che fosse stato partecipe dei
+disegni d'esso Lucio Antonio; nè perdonò se non a due uffiziali, che
+con vergognosa scusa coprirono il loro fallo. D'altre illustri persone
+da lui uccise parleremo all'anno seguente. Anche Tacito[626] attesta
+avere bensì Domiziano commessa qualche crudeltà negli anni addietro,
+ma un nulla essere in paragon di quelle ch'egli praticò dopo la morte
+d'Agricola, avvenuta nell'anno presente, siccome dicemmo. O nel
+precedente anno, come vuole il padre Pagi[627], o nel presente, come
+credette il cardinal Noris[628] ed altri, ebbe principio la guerra de'
+Romani coi Sarmati[629]. Aveano que' barbari tagliato a pezzi una o
+più legioni romane coi loro uffiziali. Ciò diede impulso a Domiziano
+di accorrere colà in persona con un buon esercito, per frenare
+l'insolenza di que' popoli. Da Marziale e da Stazio poeti, due trombe
+delle azioni di questo imperadore, noi impariamo ch'egli ebbe a
+combattere anche contro ai Marcomanni. Se bene, o male, non si sa. Ben
+sappiamo[630] che, secondo il suo costume di attribuirsi le vittorie,
+anche quando egli era vinto, tornato a Roma nel gennaio di questo anno
+o pur del seguente, fece credere che gli affari erano passati a
+maraviglia bene. Tuttavia ricusò il trionfo, e si contentò di portare
+al Campidoglio la sola corona d'alloro, e di offerirla a Giove
+Capitolino.
+
+NOTE:
+
+[612] Stampa, ad Fastos Consular. Sigonii.
+
+[613] Gruter., Thesaur. Inscript., pag. 189.
+
+[614] Gorius, Inscription. Etrusc., p. 69.
+
+[615] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 44.
+
+[616] Dio, lib. 67.
+
+[617] Sueton., in Domitiano, cap. 1.
+
+[618] Dio, lib. 67.
+
+[619] Sueton., in Domitiano, cap. 1.
+
+[620] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[621] Suet., in Domit., c. 3. Dio, l. 67. Aurel. Vict., in Epitome.
+
+[622] Euseb., in Chron.
+
+[623] Sueton., in Domit., cap. 10.
+
+[624] Dio, lib. 67.
+
+[625] Sueton., in Domitiano, cap. 10.
+
+[626] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 45.
+
+[627] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[628] Noris, Epist. Consulari, Tillemont et alii.
+
+[629] Eutrop., in Breviar.
+
+[630] Sueton., in Domitiano, c. 6.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XCIV. Indizione VII.
+
+ ANACLETO papa 12.
+ DOMIZIANO imperadore 14.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO NONIO TORQUATO ASPRENATE e TITO SESTIO MAGIO LATERANO.
+
+
+Fra gli eruditi è stata finora molta disputa intorno ai consoli
+ordinari di quest'anno, nè si sapea il prenome e nome di _Laterano_.
+Una iscrizione del museo kircheriano, da me[631] data alla luce, ha
+messo tutto in chiaro. Da un altro marmo apparisce che, in luogo di
+_Laterano_, era console nel settembre _Lucio Sergio Paolo_.
+Moltiplicarono più che mai in questi tempi le calamità di Roma sotto
+Domiziano, divenuto oramai formidabil tiranno, e non inferiore a
+Nerone. Ne lasciò a noi un orrido ritratto Cornelio Tacito[632],
+presente a tutte quelle scene, con dire che si vide il senato
+circondato ed assediato da genti di armi; a molti che erano stati
+consoli, tolta la vita; e le più illustri dame o fuggitive o cacciate
+in esilio. Di persone nobili bandite, piene erano le isole, e
+all'esilio tenea dietro bene spesso la spada del carnefice. Ma in Roma
+si facea il maggior macello. Pareva un delitto l'aver avuto delle
+dignità; pericoloso era il volerne; nè altro occorreva per istar tutto
+dì esposto ai precipizii, che l'essere uomo dabbene. Le spie e gli
+accusatori erano tornati alla moda; e fra questi mali arnesi si
+distinguevano Metio Caro Messalino e Bebio Massa, assassini del
+pubblico, non nelle strade, ma ne' tribunali stessi di Roma, con
+essersi attribuita la maggior parte delle crudeltà d'allora più alla
+lor malignità e prepotenza che a quella di Domiziano. Le spese
+eccessive fatte da questo prodigo imperadore in tanti spettacoli non
+necessari, e in accrescere fuor di misura lo stipendio ai soldati, per
+maggiormente obbligarseli, l'aveano ridotto al verde[633]. Si avvisò
+di cercare il risparmio col cassare una porzion delle milizie; e,
+secondo Zonara[634], eseguì questo pensiero. Svetonio sembra dire, che
+solamente lo tentò, ma che trovandosi tuttavia imbrogliato a dar le
+paghe, rivolse il pensiero a far danaro in altre tiranniche maniere,
+occupando a diritto e a torto i beni dei vivi e dei morti. Pronti
+erano sempre gli accusatori, denunziando or questo, or quello, come
+rei di lesa maestà per un cenno, per una parola contra del principe o
+contra uno dei suoi gladiatori; delitti per lo più finti e non
+provati. Si confiscavano a tutti i beni; e bastava che comparisse un
+solo a dire di aver inteso che un tale prima di morire avea lasciata
+la sua eredità a Cesare, perchè tosto si mettessero le griffe su
+quella roba. Sopra gli altri furono angariati i Giudei, che da gran
+tempo pagavano un rigoroso testatico, per esercitare liberamente il
+culto della lor religione. Un'esatta perquisizion di essi fu fatta per
+tutto l'imperio romano, e processati coloro che, dissimulando la lor
+nazione, non aveano pagato.
+
+Fra gli altri personaggi di distinzione che, per attestato di
+Tacito[635], furono tolti di mira in questi tempi dal genio
+sanguinario di Domiziano, si contarono _Elvidio_ il giovane, _Rustico_
+e _Senecione_. Era il primo figliuolo di quell'_Elvidio Prisco_, che
+a' tempi di Vespasiano, siccome fu detto di sopra all'anno 73, per la
+sua stoica insolenza si tirò addosso l'esilio, e poi la morte[636].
+Eccellenti qualità concorrevano ancora in questo suo figliuolo, per le
+quali era in gran riputazione, oltre all'aver esercitato un consolato
+straordinario. Quantunque egli se ne stesse ritirato per la malvagità
+de' tempi che correano, pure si vide accusato davanti al senato, per
+avere, secondochè diceano, in un suo poema sotto i nomi di Paride e di
+Enone messo in burla il divorzio di Domiziano[637], il quale altrove
+abbiam detto che prese in moglie Domizia Longina. Questa poi la
+ripudiò, perchè perduta di amore verso Paride istrione, ch'egli fece
+uccidere in mezzo ad una strada. Contuttociò non si potè contenere dal
+ripigliarla poco dipoi: del che fu assai proverbiato. _Publicio
+Certo_, dianzi pretore, ed ora uno de' giudici dati ed Elvidio, per
+mostrare il suo zelo adulatorio verso Domiziano, commise la più
+vergognosa azione che si possa mai dire; perchè mise le mani proprie
+addosso ed Elvidio, e il trasse alle prigioni. Fu condannato Elvidio,
+e l'infame Publicio per ricompensa destinato console, senza però
+giugnere a godere di quella dignità, perchè Domiziano tolto di vita
+non gli potè mantener la parola. Contra di costui si fece accusatore
+_Plinio_ il giovine; e tal terrore gli mise in corpo, che disperato
+finì i suoi giorni. _Errenio Senecione_, per avere scritta la vita di
+_Elvidio Prisco_ seniore, somministrò assai ragione al crudel
+Domiziano e al timido senato, per condannarlo a morte e far bruciare
+pubblicamente l'opere composte da quel felice ingegno. Un altro
+personaggio, tenuto in sommo credito per la professione della stoica
+filosofia[638], fu _Lucio Giunio Aruleno Rustico_. Aveva egli in un
+suo libro lodati _Peto Trasea_ ed _Elvidio Prisco_, uomini insigni,
+dei quali si è parlato di sopra. Di più non occorse, perchè egli fosse
+condannato e fatto morire. Plutarco attribuisce la di lui disgrazia
+all'invidia portata da Domiziano alla gloria di quest'uomo illustre.
+Sappiamo parimente, che _Fannia_, moglie di Elvidio Prisco, in tal
+occasione fu mandata in esilio, e spogliata di tutti i suoi beni;
+siccome ancora _Arria_ vedova di Peto Trasea; e _Pomponia Gratilia_,
+moglie del suddetto Rustico. Fece anche Domiziano morire _Ermogene_ da
+Tarso, perchè in una storia di lui scritta si figurò di essere stato
+punto sotto certe maniere di dir figurate. I copisti di quella storia
+furono anch'essi fatti morire in croce. Di questo passo camminava la
+crudeltà di Domiziano, e Dione[639] ebbe a dire, che non si può sapere
+a qual numero ascendesse la serie degli uccisi per ordine suo, perchè
+non voleva che si scrivesse negli atti del senato memoria alcuna delle
+persone da lui tolte di vita. E con questa barbarie congiungeva egli
+un'abbominevole infedeltà, perchè servendosi di molti iniqui o per
+accusare altrui di lesa maestà, o per rapire le altrui sostanze, dopo
+averli premiati con dar loro onori e magistrati, da lì a poco faceva
+ancor questi ammazzare, acciocchè sembrasse che da essi soli, e non da
+lui fossero procedute quelle iniquità. Altrettanto facea coi servi e
+liberti da lui segretamente mossi ad accusare il padrone, facendoli
+poi morire anch'essi. Molte arti usò inoltre, per indurre alcuni ad
+uccidersi da sè stessi, acciocchè si credesse spontanea e non forzata
+la morte loro. Peggiore ancor di Nerone fu per un conto[640], perchè
+assisteva in persona agli esami e ai tormenti delle persone accusate,
+e si compiaceva di udire i loro sospiri, e di mirar quei mali che
+facea lor sofferire, il maggior dei quali era il veder presente
+l'autore iniquo de' medesimi lor tormenti. Aggiungeva inoltre la
+dissimulazione all'inumanità, usando finezze e carezze a chi fra poche
+ore dovea per suo comandamento perdere la vita. Lo provò tra gli
+altri[641] _Marco Arricino Clemente_, già prefetto del pretorio sotto
+Vespasiano, e poi console (non si sa in qual anno), che era anche suo
+parente, ed amato non poco da lui, perchè l'aiutava nelle iniquità.
+Convertito l'amore in odio, un dì fattagli gran festa, il prese anche
+seco in seggetta, e veduto colui che era appostato per denunziarlo nel
+dì seguente come reo di lesa maestà, disse a Clemente: _Vuoi tu, che
+domani ascoltiamo in giudicio quel furfante di servo?_ Posti in così
+duro torchio, se stessero male i cittadini romani, e particolarmente i
+nobili, non ci vuol molto ad intenderlo.
+
+NOTE:
+
+[631] Thesaur. Novus Veter. Inscript., p. 314, num. 2.
+
+[632] Tacitus, Hist., lib. 1, c. 2 et seq. Idem, in Vita Agricolæ, c.
+46.
+
+[633] Sueton., in Domitiano, cap. 12.
+
+[634] Zonara, in Annalib.
+
+[635] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 45.
+
+[636] Sueton., in Domitiano, cap. 10. Plinius, lib. 9, Epist. 13.
+
+[637] Sueton., in Domitiano, cap. 3.
+
+[638] Dio, lib. 67. Plutarchus, de Curios.
+
+[639] Dio, in Excerptis Valesian.
+
+[640] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 45.
+
+[641] Sueton., in Domitiano, cap. 11.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XCV. Indizione VIII.
+
+ ANACLETO papa 13.
+ DOMIZIANO imperadore 15.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO DOMIZIANO AUGUSTO per la diecisettesima volta, e TITO FLAVIO
+CLEMENTE.
+
+
+Non zio paterno, ma cugino di Domiziano fu questo _Clemente_ console,
+perchè figliuolo di _Sabino_ fratello di Vespasiano. Mostravagli
+Domiziano molto affetto, e per testimonianza di Svetonio[642],
+meditava di voler suoi successori due piccioli figliuoli di lui, a'
+quali avea anche fatto cangiare il nome, chiamando l'uno _Vespasiano_,
+e l'altro _Domiziano_. Ma appena ebbe Clemente compiuto il tempo
+dell'ordinario suo consolato, il quale in questi tempi solea durare
+solamente i primi sei mesi, che Domiziano per leggerissimi sospetti
+gli fece levar la vita. Il cardinal Baronio[643], il Tillemont[644] ed
+altri dottissimi uomini, pretendono ch'egli morisse cristiano e
+martire; e le lor ragioni mi paiono convincenti. Imperciocchè Eusebio,
+Orosio ed altri scrittori cristiani mettono sotto quest'anno la
+persecuzione mossa da Domiziano contro i professori della legge di
+Cristo; e insin lo stesso Dione[645], scrittore pagano, scrive aver
+Domiziano nell'anno presente fatto morir _Flavio Clemente Console_ per
+delitto d'_empietà_, cioè per non credere nè venerare i falsi dii del
+Paganesimo; e che furono molti altri condannati a morte, per avere
+abbracciata la religion de' Giudei: che tali erano creduti e chiamati
+allora i Cristiani. Svetonio[646], tacciando questo Clemente di una
+_vilissima dappocaggine_ (_contemtissimae inertiae_), indica lo
+stesso; perchè, per attestato di Tertulliano[647], i Cristiani,
+siccome gente ritirata, che non compariva agli spettacoli, non cercava
+dignità e gloria nel secolo, e attendeva alla mortificazion delle sue
+passioni, pareano persone di poco spirito, e gente buona da nulla.
+Moglie di questo Clemente console era _Flavia Domitilla_, nipote di
+Domiziano, cristiana anch'essa, che fu relegata nell'Isola Pandataria.
+Ebbe inoltre esso Clemente una nipote, appellata parimente _Flavia
+Domitilla_. Credesi che amendue queste Domitille, morendo martiri,
+illustrassero la fede di Gesù Cristo, e la lor memoria è onorata ne'
+sacri martirologi. Ne parla anche Eusebio[648], citando in prova di
+ciò la storia di Brutio Pagano. O sia perchè il Cristianesimo era
+considerato come una setta di filosofia, o pure perchè Senecione e
+Rustico, amendue filosofi, uccisi, come dicemmo, nell'anno precedente
+(se pur non fu nel presente), irritassero non poco l'animo bestiale e
+timido di Domiziano: certo è, ch'egli cacciò di Roma tutti i
+professori della filosofia circa questi tempi, non potendo egli
+probabilmente sofferir coloro, da' quali ben s'immaginava che erano
+condannate le sue malvagie azioni. E che ciò succedesse nell'anno
+presente, lo scrive il mentovato Eusebio[649]. Però Filostrato
+notò[650], che molti d'essi filosofi se ne fuggirono nelle Gallie, ed
+altri nei deserti della Scizia e della Libia. _Dione Crisostomo_, uomo
+insigne, se ne andò nel paese de' Goti. Epitetto celebre Stoico, fu
+anch'egli obbligato a ritirarsi fuori di Roma. Amaramente si duol
+Tacito[651] di questo crudele editto di Domiziano, perchè fu un
+bandire da Roma la sapienza ed ogni buono studio, acciocchè non vi
+rimanesse studio delle virtù, e vi trionfasse solamente la disonestà
+con gli altri vizii. Pare che a quest'anno appartenga, secondo
+Dione[652], la morte di _Acilio Glabrione_, che fu console l'anno 91,
+fatto uccidere da Domiziano. _Epafrodito_, già potente liberto di
+Nerone, lungamente avea goduto gran fortuna anche nella corte di
+Domiziano, servendolo per segretario de' memoriali[653]. Fu mandato in
+esilio, e condannato ora solamente a morte, perchè avea aiutato Nerone
+a darsi la morte, in vece d'impedirlo; il che fu fatto da Domiziano
+per atterrire i suoi domestici liberti, acciocchè non ardissero mai di
+far lo stesso con lui. Forse ancora è da riferire all'anno presente, o
+piuttosto al seguente, quanto avvenne, per attestato di Dione[654], a
+_Giuvenio Gelso_, creduto da alcuni _Publio Giuvenzio Celso_, che fu
+poi pretore sotto Trajano, console sotto Adriano, e celebre
+giurisconsulto di que' tempi. Fu egli accusato di aver cospirato
+contra di Domiziano. Prima che si venisse nel senato alle prove, fece
+istanza di parlare all'imperadore, perchè avea cose rilevanti da
+dirgli. Ottenuta la permissione, questo accorto uomo se gli gittò
+ginocchioni davanti come per adorarlo; gli diede cento volte il titolo
+di Signore e di Dio; protestò di essere innocente; ma che se gli volea
+dare un po' di tempo, saprebbe ben pescare, ed indicargli chiunque
+avea mal animo contra di lui. Fu licenziato, ed egli dipoi andò tanto
+tirando innanzi con vari sutterfugi senza rivelar alcuno, che arrivò
+la morte di Domiziano, per cui sicuro poi se ne visse. Abbiamo dal
+medesimo Dione, che in questi tempi Domiziano fece lastricar la via
+che va da Sinuessa a Pozzuolo. Anche Stazio[655] parla d'una simil via
+acconciata; ma questa forse andava da Roma a Baja.
+
+NOTE:
+
+[642] Sueton., in Domitiano, c. 15.
+
+[643] Baron., Annal. Ecclesiast.
+
+[644] Tillemont, Mém. Hist. Ecclés.
+
+[645] Dio, lib. 67.
+
+[646] Sueton., in Domitiano, c. 15.
+
+[647] Tertull., in Apologetico, cap. 42.
+
+[648] Eusebius, in Chron., et Hist. Ecclesiast. lib. 3.
+
+[649] Eusebius, in Chron.
+
+[650] Philostratus, in Apollon., lib. 8.
+
+[651] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 2.
+
+[652] Dio, lib. 67.
+
+[653] Sueton., in Domitiano, cap. 14.
+
+[654] Dio, lib. 67.
+
+[655] Statius, Sylvar., lib. 4, cap. 3.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XCVI. Indizione IX.
+
+ EVARISTO papa 1.
+ NERVA imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+CATO ANTISTIO VETERE e CAIO MANLIO VALENTE.
+
+
+Erasi ben ridotta Roma ad un compassionevole stato sotto il crudele e
+tirannico governo di Domiziano. Non si sarebbe trovata persona nobile
+e benestante, che continuamente non tremasse al vedere tanti senatori,
+cavalieri ed altre persone, o private di vita o spinte in esilio o
+spogliate di beni[656]. Si univa bensì il senato, ma solamente per
+fulminar quelle sentenze che voleva il tiranno, o per autorizzar le
+maggiori iniquità. Ad ognuno mancava la voce per dire il suo
+sentimento; parlava quel solo che portava gli ordini dell'imperadore,
+e gli altri colla testa bassa, col cuor pieno di affanno, approvavano
+tacendo ciò che non osavano disapprovare parlando[657]. Esente non era
+da un pari timore il resto del popolo, perchè dappertutto si trovavano
+spioni, che raccoglievano, amplificavano, e bene spesso fingevano
+parole dette in discredito del principe; e bastava essere accusato,
+per essere condannato. Ma se Domiziano facea tremar tutto il mondo,
+anche tutto il mondo facea tremar Domiziano, chè questa è una pensione
+inevitabile dei tiranni, i quali col nuocere a tanti, e massimamente
+ai migliori e agli innocenti, sanno di essere in odio a tutti, e che
+da tutti, almeno coi desiderii, se non con altro, è affrettata la
+morte loro. Però la diffidenza, gastigo che rode il cuore di ogni
+principe crudele ed ingiusto, crebbe sì fattamente in Domiziano, che
+cominciò a non fidarsi neppur di _Domizia_ Augusta sua moglie, nè di
+alcuno de' suoi liberti, cioè de' suoi più intimi cortigiani[658]. Ad
+accrescere i suoi terrori si aggiunsero le predizioni a lui fatte in
+sua giuventù dai Caldei, cioè dagli strologi, che dovea perir di morte
+violenta. Anche Vespasiano suo padre, che non poco badava alla
+strologia, vedendolo ad una cena astenersi dal mangiar funghi, gli
+diede pubblicamente la burla, dicendo, _che avea piuttosto da
+guardarsi dal ferro_. Ma specialmente in quest'anno, che
+verisimilmente gli era stato predetto come l'ultimo di sua vita, non
+sapea dove stare: tanta era la sua inquietudine e paura, tanti i suoi
+sospetti contra ancora dei suoi più cari e familiari. A tutti perciò
+parlava brusco, tutti mirava con aria minaccevole. Avvenne inoltre,
+che per otto continui mesi caddero di molti fulmini, uno sopra il
+Campidoglio rifabbricato da lui, un altro nel palazzo imperiale, e
+nella stessa sua camera, un altro sopra il tempio della famiglia
+Flavia, e un altro guastò l'iscrizione posta ad una statua trionfale
+di lui, rovesciandola in un monumento vicino. Il popolo superstizioso
+di Roma, e più degli altri Domiziano, facea mente a tutti questi
+naturali avvenimenti e ad altri ch'io tralascio, credendoli segni
+d'imminente disavventura. Nulla nondimeno atterrì cotanto questo
+indegno imperadore[659], quanto un certo strologo appellato
+Ascletarone, che avea predetta la di lui morte. Preso costui e
+condotto alla presenza di Domiziano, confessò di averlo detto. _Sai
+tu_, disse allora Domiziano, _che cosa abbia da intervenire a te in
+questo giorno?_--_Signor sì_, rispose lo strologo, _il mio corpo ha da
+essere mangiato dai cani_. Ordinò tosto Domiziano che costui fosse
+giustiziato, ed immantinente bruciato il corpo suo. Ma appena mezzo
+abbrustolito, si svegliò una dirotta pioggia, che estinse il fuoco, e
+costrinse la gente a ritirarsi, sicchè poterono i cani accorrerne, e
+far buon convito di quel arrosto. Portatane poi la nuova a Domiziano,
+oh allora sì che smaniò per la paura[660]. Più fortunato fu un certo
+Largino Proclo, aruspice, che in Germania avea predetto dover seguire
+nel dì 18 di settembre gran mutazione di cose; anzi chiaramente,
+secondo Dione[661], avea accennata la morte di Domiziano. Mandato
+perciò a Roma in catene negli ultimi tempi di esso imperadore, fu
+condannato a perdere la testa dopo il suddetto giorno, supponendosi
+che falsa avesse da riuscire la di lui predizione. Ma verificatasi
+questa, egli restò salvo, e fu anche ben regalato da Nerva.
+
+Vanissima arte è la strologia; ma Dio, pei suoi occulti giudizii, può
+permettere che i suoi professori, per lo più fallacissimi, talvolta
+arrivino a colpire nel segno. Ma intanto è da osservare, che
+quest'arte ingannatrice, piuttosto che predire la morte di Domiziano,
+fu essa la cagione della morte medesima, di maniera che fors'egli
+sarebbe sopravvivuto molto, se non le avesse prestato fede.
+Imperciocchè, siccome abbiamo detto, essendosi conficcata nel di lui
+animo la credenza di dover esser ammazzato un dì, servì essa a lui di
+stimolo per commettere buona parte delle sue crudeltà, e a divenire
+odioso a tutti, con togliere dal mondo i migliori, e chiunque egli
+riputava più capace e voglioso di nuocergli. Il rendè essa inoltre sì
+diffidente e sospettoso, che temeva fin della moglie e de' suoi più
+intimi famigliari; ed arrivò, per quanto fu creduto, sino alla
+risoluzione di volerli privar tutti di vita. Ora, tanto _Domizia_ sua
+moglie, quanto i suoi più confidenti liberti, _Norbano_, e _Petronio
+Secondo_, allora prefetti del pretorio, dappoichè ebbero veduto, come
+per sì lievi motivi egli avea ucciso _Clemente_ suo cugino, e
+personaggio di tanta probità, e faceva troppo conoscere di non più
+fidarsi di alcun di loro: assai intesero ch'erano anch'essi in
+pericolo, e che, per salvar la propria vita, altra maniera non restava
+che di levarla a Domiziano. Sicchè prendendo bene il filo, la
+soverchia credenza che professò questo screditato Augusto alle ciarle
+degli strologi, trasse lui ad esser crudele, e a non fidarsi di
+alcuno: e questa sua crudeltà e diffidenza costò a lui la vita per
+mano de' suoi più cari. Scrive dunque Dione di aver inteso da buona
+parte[662], che Domiziano avesse veramente presa la determinazione di
+uccider la moglie e gli altri più familiari suoi liberti, e i capitani
+delle guardie stesse. Subodorata questa sua intenzione, si accinsero
+essi a prevenirlo, ma non prima di aver pensato a chi potesse
+succedergli nell'imperio. Segretamente ne fecero parola a varie nobili
+persone, che tutte, dubitando di qualche trappola, non vollero
+accettar quella esibizione. Finalmente si abbatterono in Marco Coccio
+Nerva, personaggio degno dell'imperio, che abbracciò l'offerta. Un
+accidente fece affrettare la di lui morte, se pur è vero ciò che
+racconta Dione: perchè Svetonio, più vicino a questi tempi, non ne
+parla, e lo stesso vedremo raccontato di Commodo Augusto, anch'esso
+ucciso. Soleva Domiziano per suo solazzo tenere in camera un fanciullo
+spiritoso di pochi anni. Questi, mentre il padrone dormiva, gli tolse
+di sotto al capezzale una carta, con cui andava poi facendo dei
+giuochi. Sopravvenuta _Domizia_ Augusta, gliela tolse, e con orrore
+trovò quella essere una lista di persone che il marito volea levare
+dal mondo, e di esservi scritta ella stessa, i due prefetti del
+pretorio, _Partenio_ mastro di camera, ed altri della corte. Ad ognun
+di essi comunicato l'affare, fu determinato di non perder tempo ad
+eseguire il disegno.
+
+Venne il dì 18 di settembre, in cui, secondo gli astrologi, temeva
+Domiziano di essere ucciso. L'ora quinta della mattina, quella
+specialmente, era di cui paventava. Però, dopo aver atteso nel
+tribunale alla spedizione di alcuni processi, nel ritirarsi alle sue
+stanze dimandò che ora era. Da taluno de' congiurati maliziosamente
+gli fu detto, che era la sesta: perlochè tutto lieto, come se avesse
+passato il pericolo, si ritirò nella sua camera per riposare.
+_Partenio_, mastro di camera, entrò da lì a poco per dirgli, che
+_Stefano_ liberto e mastro di casa dell'ucciso Flavio Clemente,
+desiderava di parlargli per affare di somma importanza. Costui siccome
+uomo forte di corpo, e che odiava sopra gli altri Domiziano per la
+morte data al suo padrone, era scelto dai congiurati per fare il
+colpo. Ne' giorni addietro aveva egli finto di aver male al braccio
+sinistro, e lo portava con fascia pendente dal collo. Entrato egli in
+tal positura, presentò a Domiziano una carta, contenente l'ordine di
+una congiura che si fingeva tramata contra di lui, col nome di tutti i
+congiurati. Mentre era l'imperadore attentissimo a leggerla, Stefano
+gli diede di un coltello nella pancia. Gridò Domiziano aiuto: un suo
+paggio corse al capezzale del letto, per prendere il pugnale, oppure
+la spada, nè vi trovò che il fodero, e tutti gli uscii erano
+chiusi[663]. Ma perchè la ferita non era mortale, Domiziano s'avventò
+a Stefano, si ferì le dita nel volergli prendere il coltello, ed
+abbrancolatisi insieme caddero a terra. _Partenio_, temendo che
+Domiziano la scappasse, aperta la porta, mandò dentro Clodiano
+Corniculario, Massimo suo liberto, e Saturio capo de' camerieri, ed
+altri che con sette ferite il finirono. Ma entrati altri, che nulla
+sapeano della congiura, e trovato Stefano in terra, l'uccisero. In
+questa maniera, cioè col fine ordinario dei tiranni terminò sua vita
+Domiziano, in età di anni quarantacinque. Del suo corpo niuno si prese
+cura, fuorchè Filide sua nutrice, che segretamente in una bara plebea
+lo fece portare ad una sua casa di campagna, e dopo averlo fatto
+bruciare, secondo l'uso d'allora, seppe farne mettere le ceneri, senza
+che alcuno se ne avvedesse, nel tempio della casa Flavia, mischiandole
+con quelle di _Giulia Sabina Augusta_, figliuola di Tito imperadore
+suo fratello[664]. Fu questa Giulia maritata da esso Tito a _Flavio
+Sabino_ suo cugino germano; ma invaghitosene, Domiziano, vivente
+ancora Tito, l'ebbe alle sue voglie. Divenuto poi imperadore, dopo
+aver fatto uccidere il di lei marito, pubblicamente la tenne presso di
+sè, con darle il titolo di Augusta, e farle un tal trattamento che
+alcuni la credettero sposata da lui[665]. Ma, perchè gravida del
+marito egli volle farla abortire, cagion fu di sua morte. Non ho detto
+fin qui, ma dico ora che Domiziano nella libidine non la cedette ad
+alcuno de' più viziosi. Nè occorre dire di più.
+
+Quanto al basso popolo di Roma[666], non mostrò egli nè gioia nè
+dolore per la morte di sì micidial regnante, perchè sfogavasi di
+ordinario il di lui furore solamente sopra i grandi, nè toccava i
+piccoli. I soldati sì ne furono in grande affanno e rabbia, perchè
+sempre ben trattati, e smoderatamente arricchiti da lui; però voleano
+tosto correre a farne vendetta: ma i lor capitani ne frenarono que'
+primi furiosi movimenti, benchè non potessero dipoi impedire quanto
+soggiugnerò appresso. All'incontro il senato, contra di cui
+specialmente era infierito Domiziano, ne fece gran festa, il caricò di
+tutti i titoli più obbrobriosi, ed ordinò che si abbattessero la sue
+statue, e i suoi archi trionfali[667]; si cancellasse il di lui nome
+in tutte le iscrizioni, cassando anche generalmente ogni suo decreto.
+Ancorchè Domiziano non si dilettasse delle lettere e delle arti
+liberali, a solamente si conti ch'egli gran cura ebbe di rimettere in
+piedi le biblioteche bruciate di Roma, con raccogliere[668] libri da
+ogni parte, e farne copiare assaissimi da quella di Alessandria: pure
+fiorirono a' suoi tempi vari insigni filosofi, fra' quali massimamente
+risplendè _Epitteto_, i cui utili insegnamenti restano tuttavia, ed
+_Apollonio Tianeo_, la cui vita, scritta da _Filostrato_, è piena di
+favole. Fiorirono anche in Roma l'eccellente maestro della eloquenza
+_Marco Fabio Quintiliano_, e _Marco Valerio Marziale_, poeta rinomato
+per l'ingegno, infame per gli suoi troppo licenziosi epigrammi. Erano
+amendue nativi di Spagna. Vissero parimente in que' tempi _Cajo
+Valerio Flacco, Cajo Silio Italico_, de' quali abbiamo tuttavia i
+poemi, ma di gusto cattivo; e _Decimo Giunio Giuvenale_, autor delle
+satire, poco certamente modeste, ma assai ingegnose e degne di stima.
+
+Terminata dunque la tragedia di Domiziano, cominciò Roma, e seco
+l'imperio romano, liberato da questo mostro, a respirare, e tornarono
+i buoni giorni per l'assunzione al trono imperiale di _Marco Coccejo
+Nerva_. Era nato Nerva, per quanto ne scrive Dione[669], nell'anno 32
+dell'era nostra, di nobilissimo casato. L'onestà dei suoi costumi, la
+sua aria dolce e pacifica, la sua rara saviezza, prudenza ed
+inclinazione al ben del pubblico, il faceano amare e rispettar da
+chicchessia. Queste sue belle doti gli ottennero due volte il
+consolato, cioè nell'anno 71 e nel 90. Mancava a lui solamente un
+corpo robusto, e una buona sanità, essendo stato debolissimo lo
+stomaco. Non si accordano gli storici in certe particolarità della sua
+vita negli ultimi anni di Domiziano. Filostrato[670] vuole che venuto
+a Roma Apollonio Tianeo, gl'insinuasse di liberar la patria dalla
+tirannia di Domiziano, ma ch'egli non ebbe tanto coraggio. Aggiugne
+che Domiziano il mandò in esilio a Taranto; ed Aurelio Vittore[671]
+scrive, che Nerva si trovava ne' Sequani, cioè nella Franca Contea,
+allorchè trucidato fu Domiziano, e che per consentimento delle legioni
+prese l'imperio. Ben più credibile a noi sembrerà ciò che lasciò
+scritto Dione, cioè, che Domiziano, giù da noi veduto persecutore di
+chiunque o per le sue buone qualità, o per relazion degli astrologi,
+era creduto potergli succedere nell'imperio, meditò ancora di levar
+Nerva dal mondo, e l'avrebbe fatto, se uno strologo amico di lui non
+avesse detto a Domiziano, che Nerva attempato e mal sano era per
+morire fra pochi giorni. Nè Dione parla punto di esilio; anzi suppone
+ch'egli si trovasse in Roma nel tempo dell'uccision di Domiziano, e
+che passasse di concerto coi congiurati, consentendo che si togliesse
+la vita a lui, giacchè senza di questo egli più non istimava sicura la
+propria. Estinto dunque il tiranno, fu alzato al trono cesareo _Marco
+Coccejo Nerva_, che certo non era lungi da Roma, per opera[672]
+specialmente di _Petronio Secondo_ prefetto del pretorio, e di
+_Partenio_ principal autore della morte di Domiziano, con approvazione
+di tutto il senato e plauso del popolo. Ma eccoti alzarsi un rumore e
+una voce, che Domiziano era vivo, e fra poco comparirebbe[673]. Nerva
+di natural timido allora mutò colore, perdè la favella, nè più sapea
+in qual mondo si fosse. Ma Partenio, che coi suoi occhi avea veduto le
+ferite e gli ultimi respiri dell'estinto Domiziano, lo incoraggiò, e
+rimise in sella. Andò pertanto Nerva a parlare ai soldati per
+quietarli, e promise loro il donativo solito nell'assunzion de' nuovi
+imperadori. Di là poscia passò al senato, dove ricevette gli
+abbracciamenti gioviali, e i complimenti cordiali di cadauno de'
+senatori. Non vi fu se non _Arrio Antonino_, avolo materno di Tito
+Antonino poscia imperadore, suo sviscerato amico, il quale
+abbracciatolo gli disse, che ben si rallegrava col senato e popolo
+romano, e colle provincie per sì degna elezione, ma non già con lui;
+perchè meglio per lui sarebbe stato il vivere paziente sotto principi
+cattivi, che assumere un peso sì grave, ed esporsi a tanti pericoli ed
+inquietudini, col mettersi fra i nemici, che mai non mancano, e fra
+amici, i quali credendo di meritar tutto, se non ottengono quel che
+vogliono, diventano più implacabili degli stessi nemici. Contuttociò
+Nerva fattosi coraggio, prese le ridini del governo, e si accinse a
+sostener con decoro la sua dignità, siccome ancora a restituire al
+senato il primier suo decoro, e la quiete e l'allegria ai popoli.
+Vivente ancora Domiziano, e non per anche cessata la persecuzione da
+lui mossa a' Cristiani, _sant'Anacleto_ papa coronò la sua vita col
+martirio o nel precedente, o piuttosto nel presente anno; ed ebbe per
+successore nel pontificato romano _Evaristo_.
+
+NOTE:
+
+[656] Plinius, in Panegyrico, et lib. 7, Epist. 14.
+
+[657] Tacitus, in Vita Agricolae, cap. 2.
+
+[658] Sueton., in Domitiano, cap. 15.
+
+[659] Dio, lib. 67.
+
+[660] Sueton., in Domitiano, cap. 16.
+
+[661] Dio, lib. 67.
+
+[662] Dio, lib. 67.
+
+[663] Dio, lib. 67. Sueton., in Domitiano, c. 17.
+
+[664] Sueton., in Domitiano, cap. 22.
+
+[665] Philostratus, in Apollon. Tyan., lib. 7.
+
+[666] Sueton., in Domitiano, c. 23.
+
+[667] Dio, lib. 67.
+
+[668] Sueton., in Domitiano, cap. 24.
+
+[669] Dio, lib. 68.
+
+[670] Philostrat., in Vita Apollonii, lib. 7.
+
+[671] Aurel. Vict., in Epit.
+
+[672] Eutrop., in Brev. Dio, lib. 68.
+
+[673] Aurel. Vict., in Epit.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XCVII. Indiz. X.
+
+ EVARISTO papa 2.
+ NERVA imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+MARCO COCCEJO NERVA AUGUSTO per la terza volta, e LUCIO VIRGINIO RUFO
+per la terza.
+
+
+Vari altri consoli l'un dietro l'altro si credono dall'Almeloven
+sostituiti in quest'anno, fra gli altri certo è che _Cornelio Tacito_
+istorico, siccome osservò anche Giusto Lipsio, succedette a
+_Virginio_, o sia _Verginio Rufo_. Tal notizia abbiamo da Plinio il
+giovane[674]. Era Virginio Rufo quel medesimo che nell'anno 68 ricusò
+più di una volta l'imperio, datogli in Germania dai soldati.
+Gloriosamente avea egli menata fin qui la sua vita, senza incorrere in
+alcuna disgrazia, rispettandolo ognuno, e fin quella bestia di
+Domiziano, e serbando quell'animo grande, ch'era stato superiore
+agl'imperi. Nerva anch'egli volle far conoscere a lui ed al pubblico,
+quanta stima ne facesse con crearlo suo collega nel consolato. Abbiam
+di certo da Plinio suddetto, che questo fu il _Terzo consolato_ di
+esso Virginio: al che non fece riflessione il padre Stampa[675],
+quantunque il cardinal Noris[676] ed altri lo avessero avvertito, e si
+raccolga eziandio da Frontino e dai Fasti d'Idacio. Fu egli sotto
+Nerone nell'anno 63 per la prima volta console ordinario. Credesi che
+nell'anno 69 gli toccasse il secondo consolato, ma straordinario,
+sotto Ottone Augusto. Intorno al prenome di Rufo s'è disputato. Chi
+_Tito_, chi _Pubblio_ l'ha voluto. È più probabile _Lucio_. Ora per la
+terza volta creato console nell'anno presente, siccome c'insegna
+Plinio il giovane, mentre sul principio dell'anno si preparava a
+recitare in senato il rendimento di grazie a Nerva per la dignità a
+lui conferita, essendo in età di ottantatrè anni, colle mani tremanti,
+e stando in piedi, gli cadde il libro di mano; e nel volerlo
+raccogliere gli sdrucciolò il piede pel pavimento liscio e lubrico, in
+maniera che si ruppe una coscia. Non essendosi questa ben ricomposta o
+riunita, dopo qualche tempo se ne morì, e gli furono fatti solenni
+funerali, mentre era console _Cornelio Tacito_, eloquentissimo oratore
+e storico, il qual fece l'orazione funebre in sua lode. Scrive il
+medesimo Plinio, che questo Virginio Rufo era nato in una città
+confinante alla sua patria Como.
+
+Dacchè l'Augusto Nerva si vide sufficientemente assodato sul trono,
+fece tosto sentire il suo benefico genio a Roma e a tutto il romano
+imperio[677]. Richiamò dall'esilio una copia grande di nobili, che
+aveano patito naufragio sotto il precedente tirannico governo, ed
+abolì tutti i processi di lesa maestà. E perciocchè questi erano
+proceduti da mere calunnie, perseguitò i calunniatori, e fece morir
+quanti servi e liberti si trovarono aver intentate accuse contra dei
+loro padroni, proibendo con rigoroso editto a tal sorta di persone
+l'accusare da lì innanzi i padroni. Vietò parimente l'accusar
+chicchessia d'empietà, e di seguitare i riti giudaici: il che vuol
+dire ch'egli estinse la persecuzione mossa de' Cristiani, che dai
+Pagani venivano tuttavia confusi coi Giudei. Perciocchè per conto de'
+Giudei era loro permesso l'osservar la lor legge. Quanti preziosi
+mobili si trovarono nell'imperial palazzo, ingiustamente tolti da
+Domiziano, furono da lui con tutta prontezza restituiti. Non volle
+permettere che si facessero statue d'oro e d'argento (se pur non erano
+dorate o inargentate) in onor suo, abuso dianzi assai gradito da
+Domiziano. A que' cittadini romani che si trovavano in gran povertà,
+assegnò terreni, ch'egli fece comperare, di valore di un milione e
+mezzo di dramme, con deputare alcuni senatori che ne facessero la
+divisione. Perchè trovò smunto affatto l'erario, vendè, a riserva
+delle cose necessarie, tutti i vasi d'oro o d'argento ed altri mobili,
+tanto suoi particolari, che della corte, e parecchi poderi e case, con
+usar anche liberalità ai compratori. E ciò non per covare in cassa il
+danaro, ma per dispensarlo al popolo romano, apparendo dalle
+medaglie[678] che egli distribuì due volte nel breve corso del suo
+governo danari e grano. Giurò che d'ordine suo non si farebbe mai
+morire alcuno de' senatori; e quantunque un di essi fosse convinto di
+aver congiurato contra di lui, pure altro mal non gli fece che di
+cacciarlo in esilio. Fu da lui confermata la legge che non si
+potessero far eunuchi; e proibito il prendere in moglie le nipoti.
+Attese ancora al risparmio, dopo aver conosciuto il gran male
+provenuto dallo scialacquamento esorbitante di Domiziano. Levò dunque
+via molti sagrifizii, molti giuochi ed altri non pochi spettacoli, che
+costavano somme immense[679]. Soppresse tutto ciò ch'era stato
+aggiunto agli antichi tributi a titolo di pena contro quei ch'erano
+morosi al pagamento; siccome ancora le vessazioni ed angarie
+introdotte contro ai Giudei, nell'esigere le lor imposte. Le città
+oppresse da troppe gravezze ebbero sollievo da lui; ed ordinò che per
+tutte le città d'Italia si alimentassero alle spese del pubblico gli
+orfani dell'uno e dell'altro sesso, nati da poveri genitori, ma
+liberti: carità continuata anche dai susseguenti buoni imperadori,
+anzi accresciuta, come apparisce dalle antiche iscrizioni. Ristrinse
+ancora l'imposta della vigesima per le eredità e per gli legati,
+introdotta da Augusto. Fra le lettere di Plinio il giovane[680] si
+trova un editto di questo imperadore, che assai esprime quanta fosse
+la di lui bontà, con dir egli _che ciascuno de' suoi concittadini
+poteva assicurarsi, aver egli preferita la sicurezza di tutti alla
+propria quiete, e non aver altro in animo che di far di buon cuore de'
+nuovi benefizii, e di conservare i già fatti da altri. E però per
+levar dal cuore d'ognuno la paura di perdere quel che aveano
+conseguito sotto altri Augusti, o doverne cercar la conferma con delle
+preghiere d'oro, dichiarava che senza bisogno di nuovi ricorsi,
+chiunque godeva avesse da godere; perchè egli volea solamente
+attendere a dispensar grazie e benefizii nuovi a chi non avea finora
+goduto_.
+
+E pure con un principe sì buono, il cui dolce e salutevol governo
+tanto più dovea prezzarsi, quanto più si paragonava col barbarico
+precedente, non mancarono nobili romani che tramarono una
+congiura[681]. Capo di essi fu _Calpurnio_ senatore dell'illustre
+famiglia de' _Crassi_: degli altri non si sa il nome. Con esorbitanti
+promesse di danaro sollecitava egli alla rivolta i soldati. Scoperta
+la mina, Nerva il fece sedere presso di sè assistendo ai giuochi de'
+gladiatori, e nella stessa guisa che vedemmo operato da Tito, allorchè
+gli furono presentate le spade di quei combattenti, le diede in mano a
+Crasso, acciocchè osservasse, se erano ben affilate, mostrando in ciò
+di non paventar la morte. Fu processato e convinto _Crasso_: tuttavia
+Nerva per mantener la sua parola di non uccidere senatori, altro
+gastigo non gli diede che di relegar lui e la moglie a Taranto. Fu
+biasimata dal senato sì grande indulgenza in caso di tanta importanza,
+e in altri ancora, perchè egli non sapea far male ai grandi, benchè
+sel meritassero[682]. Trovavasi un dì alla sua tavola _Vejento_ o sia
+_Vejentone_, già console, uomo scellerato, che sotto Domiziano era
+stato la rovina di molti. Cadde il ragionamento sopra _Catullo
+Messalino_, che nell'antecedente governo tutti avea assassinati colle
+sue accuse e colla sua crudeltà, ed era già morto. _Se costui_, disse
+allora Nerva, fosse _tuttavia vivo, che sarebbe di lui? Giunio
+Maurico_, uomo di gran petto, di egual sincerità, e uno dei commensali
+immantinente rispose: _Con esso noi sarebbe a questa tavola_. Ma
+quello che maggiormente sconcertò Nerva, fu l'attentato d'_Eliano
+Casperio_, creato non so se da lui, o pur da Domiziano, prefetto del
+pretorio, cioè capitan delle guardie. O sia che costui movesse i
+soldati, o che fosse incitato da loro, certo è, che un dì formata una
+sollevazione andarono tutti al palazzo[683], chiedendo con alte grida
+il capo di coloro che aveano ucciso Domiziano. A tal dimanda si trovò
+in una somma costernazione Nerva; contuttociò parendogli che non fosse
+mai da comportare il dar loro in mano chi avea liberata la patria da
+un tiranno, ed era stato cagione del proprio suo innalzamento,
+coraggiosamente negò loro tal soddisfazione, dicendo che se si voleano
+sfogare, piuttosto colla sua testa cadesse il loro sdegno. Ma costoro
+senza fermarsi per questo, e con disprezzo all'autorità imperiale,
+corsero a prendere _Petronio Secondo_, già prefetto del pretorio, e lo
+svenarono. Altrettanto fecero a _Partenio_ già maestro di camera di
+Domiziano, trattandolo anche più ignominiosamente dell'altro. E
+_Casperio_, divenuto più insolente, obbligò Nerva di lodar
+quest'azione al popolo raunato, e di protestarsi obbligato ai soldati,
+perchè avessero tolta la vita ai maggiori ribaldi che si avesse la
+terra.
+
+Una sì atroce insolenza de' pretoriani servì a far meglio conoscere a
+Nerva, ch'egli, stante la sua vecchiaia e poca sanità, non potea
+sperare l'ubbidienza ed il rispetto dovuto al suo grado, e piuttosto
+dovea temerne degli altri oltraggi. Il perchè da uomo saggio pensò di
+fortificar la sua autorità, con associare all'imperio una persona che
+fosse non men forte d'animo, che vigorosa di corpo. E siccome egli non
+avea la mira se non al pubblico bene, desiderava di scegliere il
+migliore di tutti[684], così dopo maturo esame, e consigliato anche da
+_Lucio Licino Sura_, senza punto badare ai molti parenti, che avea
+(giacchè non si sa ch'egli avesse mai moglie) fermò i suoi pensieri
+sopra Marco Ulpio Trajano, generale allora dell'armi romane nella
+Germania. Era questi di nazione spagnuolo, perchè nato in Italica
+città della Spagna, come si raccoglie da Dione[685] e da
+Eutropio[686], benchè Aurelio Vittore[687] il dica venuto alla luce in
+Todi; nè alcuno finora avea ottenuto l'imperio, che non fosse nato in
+Roma o nel vicinato: contuttociò Nerva fu di sentimento, che per
+iscegliere chi dovea governare un sì vasto imperio, si avea da
+considerare più che la nazione, l'abilità e la virtù. Pertanto in
+occasion di una vittoria riportata nella Pannonia, fatto raunare il
+popolo nel Campidoglio nel dì 18 settembre, come alcuni vogliono[688],
+o piuttosto nel dì 27 o 28 di ottobre, come pretendono altri, ad alta
+voce dichiarò ch'egli adottava per suo figliuolo _Marco Ulpio Nerva
+Trajano_, a cui il senato diede nel giorno stesso il titolo di
+_Cesare_ e di _Germanico_, e scrisse di suo proprio pugno, avvisandolo
+di tale elezione[689]. Fors'anche, secondo alcuni, non era pervenuta
+questa nuova a Trajano, soggiornante allora in Colonia, che Nerva il
+proclamò _Imperadore_[690], conferendogli la tribunizia podestà, ma
+non già il titolo d'_Augusto_; cioè il creò suo collega nell'imperio.
+Può essere che ciò avvenisse alquanto più tardi. Almen certo è che il
+disegnò console per l'anno seguente. Il merito assai conosciuto di
+Trajano, che era stato console nell'anno 94, ed avea avuto il padre,
+stato anch'esso console (non si sa in qual anno) fece che ognuno
+ricevesse con plauso una sì bella elezione, e cessasse ogni
+sollevazione e tumulto in Roma. Si trovava allora Trajano nel maggior
+vigore della virilità, perchè in età di circa quarantaquattro anni.
+
+NOTE:
+
+[674] Plinius, lib. 2, ep. 1.
+
+[675] Stampa sul Fastos Consul. Sig.
+
+[676] Noris, Epistol. Consul.
+
+[677] Dio, lib. 68.
+
+[678] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[679] Aurel. Vict., in Epit.
+
+[680] Plinius, lib. 10, Epist. 66.
+
+[681] Dio, lib. 68. Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[682] Plinius, lib. 4, Ep. 22. Aur. Vict., in Epit.
+
+[683] Plinius, in Panegyr.
+
+[684] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[685] Dio, lib 68.
+
+[686] Eutr., in Brev.
+
+[687] Aurel. Vict., in Epitome.
+
+[688] Panvin., Petav., Pagius, Dodwellus, Fabrett., Tillem.
+
+[689] Plinius, in Panegyrico.
+
+[690] Euseb., in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XCVIII. Indiz. XI.
+
+ EVARISTO papa 3.
+ TRAJANO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO COCCEJO NERVA AUGUSTO per la quarta volta, e MARCO ULPIO TRAJANO
+per la seconda.
+
+
+Credesi che a questi consoli ne fossero sostituiti degli altri nelle
+calende di luglio, ma quali noi possiamo sapere di certo. Poco
+sopravvisse il buon imperadore Nerva, nè già sussiste, come taluno ha
+pensato, ch'egli deponesse l'imperio. Riscaldossi egli un giorno forte
+in gridando contra di un certo Regolo[691], che doveva aver commessa
+qualche iniquità, di modo che, quantunque fosse di verno, sudò; e
+questo raffreddatosegli addosso, gli cagionò una tal febbre, che fu
+bastante a levarlo di vita. Aurelio Vittore gli dà sessantatre anni
+d'età[692], Dione sessantacinque[693] Eutropio settantuno[694], ed
+Eusebio settantadue[695]. Comunque sia, lasciò egli anche dopo sì
+corto governo un glorioso nome a cagion delle sue lodevoli azioni di
+bontà e saviezza; azioni tali, ch'egli ebbe a dire di non sapere
+d'aver operata cosa, per cui, quando anch'egli avesse deposto
+l'imperio, non avesse da vivere quieto e sicuro nella vita privata. Ma
+nulla certo gli acquistò più credito e gloria, che l'aver voluto per
+successore nell'imperio un _Trajano_, che poi divenne il modello de'
+principi ottimi. Con funerale magnifico fu portato il suo corpo, o
+vogliam dire le ceneri ed ossa sue, dal senato, nel mausoleo
+d'Augusto. Intorno al giorno di sua morte disputano gli eruditi.
+Inclinano i più a credere che questa avvenisse nel gennaio dell'anno
+presente, e nel dì 27; Aurelio Vittore scrive che quel giorno, in cui
+egli mancò di vita, fu un ecclissi del sole. Secondo i conti del
+Calvisio si eclissò il sole nel dì 21 di marzo di quest'anno; ma non
+s'accorda ciò con chi[696] gli dà sedici mesi e nove o dieci giorni
+d'imperio. Sappiamo bensì da Eusebio[697], dalle medaglie[698], e
+dalle iscrizioni[699], che Nerva per decreto del senato fu alzato
+all'onore degli dii, e che Trajano non mai stanco di mostrar la sua
+gratitudine a questo buon principe e padre, che l'avea alzato al
+trono, alzò anch'egli a lui dei templi, secondo la cieca superstizione
+e temerità del gentilesimo. Allorchè terminò Nerva i suoi giorni,
+_Publio Elio Adriano_, che fu poi imperadore, giovane allora ed
+amicissimo, anzi parente di Trajano, lasciato già da suo padre sotto
+la tutela di lui[700], si trovava nella Germania superiore. Arrivata
+colà la nuova della morte di Nerva, Adriano volle essere il primo a
+portarla a Trajano, dimorante allora in Colonia; e tuttochè _Serviano_
+di lui cognato cercasse d'impedirglielo, con fare segretamente rompere
+il di lui calesse, per aver egli l'onore di far penetrar con sua
+lettera il lieto avviso a Trajano: nondimeno Adriano camminando a
+piedi, prevenne il messagger di Serviano. Ricevute poi che ebbe
+Trajano[701] le lettere del senato, gli rispose di suo pugno, co'
+dovuti ringraziamenti, fra l'altre cose promettendo, che nulla mai
+farebbe contro la vita e l'onore delle persone dabbene; il che poscia
+confermò con suo giuramento. Mentr'egli tuttavia si trovava in quelle
+parti, o certo prima di tornarsene a Roma, chiamò a sè _Eliano
+Casperio_ prefetto del pretorio e i soldati da lui dipendenti, facendo
+vista di volersi valere di lui in servigio della repubblica. Nerva in
+ragguagliarlo della elezione sua, l'avea particolarmente incaricato di
+far le sue vendette contra d'esso Casperio, e di quelle milizie che
+ammutinate gli aveano fatto, siccome dicemmo, un sì grave affronto.
+Trajano l'ubbidì. Tolta fu a Casperio la vita e a quanti pretoriani si
+trovò che avevano avuta parte in quella sedizione. Comandava allora ad
+una possente armata Trajano, nè v'è apparenza ch'egli nell'anno
+presente venisse a Roma, ma bensì che egli si trattenesse in quelle ed
+anche in altre parti per dare un buon sesto ai confini dell'imperio e
+alla quiete delle provincie[702]. Sparsasi nelle nazioni germaniche la
+fama che Trajano era divenuto imperadore ed Augusto, tale già correa
+la rinomanza e la stima del di lui valore e senno anche fra quelle
+barbare genti, che ognun fece a gara per ispedirgli dei deputati e
+chiedergli supplichevolmente la continuazion della pace. Erano soliti
+i Tedeschi nel verno, allorchè il Danubio gelato si potea passare a
+piedi, di venir ai danni dei Romani. Nel verno di quest'anno non si
+lasciarono punto vedere. Trovavasi in quelle contrade Trajano, e
+tuttochè le sue legioni facessero istanza di valicar quel fiume, per
+dare addosso ai Tedeschi, tuttavia egli nol permise. Una delle sue
+principali applicazioni era stata, e maggiormente fu in questi tempi,
+di ristabilire l'antica disciplina, l'amor della fatica, e
+l'ubbidienza nella milizia romana; ed egli stesso, con trattar
+civilmente tutti gli uffiziali e soldati, si conciliò più che prima
+l'amore e il rispetto d'ognuno.
+
+NOTE:
+
+[691] Aurel. Vict., in Epit. Tillem., Mém. Hist. Pagius, Crit. Bar.
+
+[692] Aurel. Victor, in Epitome.
+
+[693] Dio, lib 68.
+
+[694] Eutrop., in Breviar.
+
+[695] Eusebius, in Chron.
+
+[696] Dio, lib. 68. Eutropius, in Brev.
+
+[697] Eusebius, in Chron.
+
+[698] Mediobarb., in Numism. imperator.
+
+[699] Gruter., Thesaur. Insc.
+
+[700] Spartianus, in Hadriano.
+
+[701] Dio, lib. 67.
+
+[702] Plinius, in Panegyr.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO XCIX. Indizione XII.
+
+ EVARISTO papa 4.
+ TRAJANO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+AULO CORNELIO PALMA e CAJO SOSIO SENECIONE.
+
+
+Erano questi consoli due de' migliori nobili che si avesse allora il
+senato romano, e particolarmente godevano della stima ed amicizia di
+Trajano. Aveano costumato alcuni de' precedenti Augusti di prender
+essi il consolato nelle prime calende di gennaio, susseguenti alla
+loro assunzione, cessando perciò i consoli disegnati[703]. Trajano,
+tra perchè non si pasceva di fumo, e perchè gli affari non gli
+permettevano di trovarsi all'apertura dell'anno nuovo in Roma, ricusò
+nell'anno precedente l'onore del consolato offertogli dal senato,
+secondo lo stile, e volle che entrassero i due consoli sopraddetti.
+Verisimilmente venuta che fu la primavera, fu il tempo in cui egli
+dalla Germania s'inviò a Roma. Ben diverso fu il suo passaggio da quel
+di Domiziano. Quello era un saccheggio delle città, dovunque passava
+egli colle sue truppe. Trajano, benchè scortato da più legioni, con
+tal disciplina, con sì bel regolamento faceva marciare e riposar la
+sua gente, che diventò lieve ai popoli quel militare aggravio. Abbiamo
+ancora da Plinio l'entrata di Trajano in Roma. Fu ben lieto quel
+giorno al veder venire un buon principe, non già orgoglioso sopra un
+carro trionfale, o portato dagli uomini, come costumò alcuno de' suoi
+antecessori, ma a piedi e in abito modesto; che non accoglieva con
+fronte alta e superba, chi gli si presentava, per rallegrarsi con lui
+e per ossequiarlo; ma bensì gli abbracciava e baciava tutti, come suoi
+cari concittadini e fratelli. Andò al Campidoglio, e poscia al
+palazzo. Seco era _Pompea Plotina_ sua moglie, donna d'alto affare, ed
+emula delle virtù del marito[704]. Allorchè ella fu sulle scalinate
+del palazzo imperiale, rivolta al popolo disse: _Quale io entro or
+qua, tale desidero anche d'uscirne_, cioè ben voluta e senza
+rimprovero di alcuna iniquità. In fatti con tal modestia e saviezza
+visse ella sempre dipoi, che si meritò gli encomi di tutti, e
+massimamente perchè cooperava anch'essa a promuovere il ben pubblico e
+la gloria del marito[705]. Raccontasi, che informata delle avanie e
+vessazioni che si praticavano per le provincie del romano imperio
+dagli esattori de' tributi e delle gabelle, sanguisughe ordinarie de'
+popoli, ne fece una calda doglianza al marito, come egli fosse sì
+trascurato in affare di tanta premura, permettendo iniquità che
+facevano troppo torto alla di lui riputazione. Seriamente vi si
+applicò da lì innanzi Trajano, e rimediò ai disordini, riconoscendo
+essere il fisco simile alla milza, la quale crescendo fa dimagrar
+tutte le altre membra. A _Plotina_ fu probabilmente conferito, dopo il
+suo arrivo a Roma il titolo di _Augusta_, siccome a Trajano quello di
+_Padre della Patria_, che si trova enunziato nelle monete di
+quest'anno, come pur anche quello di _Pontefice Massimo_. Avea Trajano
+una sorella, appellata _Marciana_, con cui mirabilmente andò sempre
+d'accordo la saggia imperatrice Plotina. La città di Marcianopoli,
+capitale della Mesia, per attestato di Ammiano[706] e di
+Giordano[707], prese il nome da lei. Ebbe anche Marciana il titolo
+d'_Augusta_, che si trova in varie iscrizioni e monete. Da lei nacque
+una _Matidia_, madre di _Giulia Sabina_, che fu moglie di _Adriano
+Augusto_, e per quanto si crede, di un'altra _Matidia_.
+
+Le prime applicazioni di Trajano, dacchè fu egli giunto a Roma, furono
+a cattivarsi l'amore del pubblico colla liberalità[708]. Aveva egli
+già pagato alle milizie la metà del regalo che loro solea darsi dai
+novelli imperadori. Ai poveri cittadini romani diede egli l'intero
+congiario, volendo che ne partecipassero anche gli assenti e i
+fanciulli: spesa grande, ma senza arricchire gli uni colle sostanze
+indebitamente rapite ad altri, come in addietro si facea da' principi
+simili alle tigri, le quali nudriscono i lor figliuoli colla strage
+d'altri animali. Da gran tempo si costumava in Roma, che la repubblica
+distribuiva gratis di tanto in tanto una prodigiosa quantità di grano
+e di altri viveri al basso popolo dei cittadini liberi, perchè
+anch'esso riteneva qualche parte nel dominio e governo. Ma i fanciulli
+che aveano meno di undici anni, non godevano di tal distribuzione.
+Trajano volle ancor questi partecipi della pubblica liberalità. E
+perciocchè, siccome dicemmo, Nerva avea ordinato, che anche per le
+città dell'Italia a spese dei pubblici erari si alimentassero i
+figliuoli orfani della povera gente libera: diede alle città danari e
+rendite, affinchè fosse conservato ed accresciuto questo buon uso.
+Rallegrò parimente il popolo romano con alcuni giuochi e spettacoli
+pubblici, conoscendo troppo il genio di quella gente a sì fatti
+divertimenti. Per altro non se ne dilettava egli; anzi cacciò di nuovo
+da Roma i pantomimi, come indegni della gravità romana. Cura
+particolare ebbe dell'annona, con levar via tutti gli abusi e
+monopolii, con formare e privilegiare il collegio de' fornai: di modo
+che non solo in Roma, ma per tutta l'Italia si vide fiorire
+l'abbondanza del grano, talmente che l'Egitto, solito ad essere il
+granaio dell'Italia, trovandosi carestioso in quest'anno, per avere il
+Nilo inondato poco paese, potè ricevere soccorso di biade dall'Italia
+stessa. Ma ciò che maggiormente si meritò plauso da ognuno, fu l'aver
+anch'egli più rigorosamente di quel che avessero fatto Tito e Nerva,
+ordinato processi e gastighi contra dei calunniosi accusatori, che
+sotto Domiziano erano stati la rovina di tanti innocenti. Nella stessa
+guisa ancora abolì l'azione di lesa maestà, ch'era in addietro
+l'orrore del popolo romano. Ogni menoma parola contra del governo si
+riputava un enorme delitto. Ma egregiamente intendeva Trajano, essere
+proprio de' buoni principi l'operar bene, senza poi curarsi delle vane
+dicerie dei sudditi: laddove i tiranni, male operando, esigerebbono
+ancora, che i sudditi fossero senza occhi e senza lingua; nè badano
+che coi gastighi maggiormente accendono la voglia di sparlare di loro
+e l'odio universale contra di sè stessi. Assistè Trajano nell'anno
+presente, come persona privata ai comizi, nei quali si dovea far
+l'elezion de' consoli per l'anno seguente. Fu egli disegnato console
+ordinario, ma si durò fatica a fargli accettare questa dignità; ed
+accettata che l'ebbe, con istupore d'ognuno si vide il buon imperadore
+andarsi ad inginocchiare davanti al console, per prestare il
+giuramento come solevano i particolari: e il console, senza turbarsi,
+lasciò farlo. Altri consoli da sostituire agli ordinari, furono anche
+allora disegnati, siccome dirò nell'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[703] Plinius, in Panegyr.
+
+[704] Dio, lib. 68.
+
+[705] Aurel. Vict., in Epit.
+
+[706] Ammianus, lib. 27.
+
+[707] Jordan, de Reb. Geticis.
+
+[708] In Panegyr.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO C. Indizione XIII.
+
+ EVARISTO papa 5.
+ TRAJANO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ULPIO NERVA TRAJANO per la terza volta, e MARCO CORNELIO
+FRONTONE per la terza.
+
+
+Gran disputa fra gli eruditi illustratori de' Fasti consolari[709] è
+stata e dura tuttavia, senza aver mezzo finora da deciderla, quale sia
+stato il collega ordinario di Trajano nel presente consolato, cioè chi
+con lui procedesse console nelle calende di gennaio. Parve al cardinal
+Noris[710] più probabile che fosse _Sesto Giulio Frontino per la terza
+volta_, scrittore rinomato per li suoi libri, conservati sino ai dì
+nostri. Poscia inclinò piuttosto a crederlo _Marco Cornelio Frontone
+per la terza volta_, come avea tenuto il Panvinio, e tenne dipoi anche
+il Pagi. L'imbroglio è nato dalla vicinanza dei cognomi di _Frontone_
+e _Frontino_. Certo è che Frontone fu console in quest'anno. E
+perciocchè sappiamo da Plinio[711], essere stati disegnati per
+quest'anno oltre all'Augusto Trajano due altri, che serebbono consoli
+_per la terza volta_, perciò alcuni han creduto anche Frontino console
+nell'anno presente; ma senza apparire in qual anno preciso, tanto egli
+quanto _Frontone_, avessero conseguito gli altri due consolati.
+Credesi ben comunemente, che nelle calende di settembre fossero
+sostituiti in quella illustre dignità _Cajo Plinio Cecilio Secondo_
+comasco, celebre scrittore di lettere, e del panegirico di Trajano,
+ch'egli per ordine del senato compose e recitò in questa congiuntura,
+e _Spurio Cornuto Tertullo_, personaggio anch'esso di gran merito.
+Secondo il Panvinio e l'Almeloven, nelle calende di novembre
+succederono _Giulio Feroce_ ed _Acutio Nerva_. Ma io[712] ho prodotta
+un'iscrizione posta nel dì 29 di dicembre dell'anno presente, da cui
+ricaviamo essere allora stati consoli _Lucio Roscio Eliano_ e _Tiberio
+Claudio Sacerdote_. Benchè fosse assai conosciuto in Roma il mirabil
+talento di Trajano Augusto, pure assunto ch'egli fu al trono,
+maggiormente comparì qual era, con vedersi inoltre un avvenimento ben
+raro, cioè ch'egli non mutò punto nella mutazion dello stato i buoni
+suoi costumi, anzi li migliorò; e che l'altezza del suo grado e della
+sua autorità servì solamente a far crescere le sue virtù. Fasto e
+superbia sparivano le azioni di molti suoi predecessori[713]. Continuò
+egli, come prima, la sua affabilità, la sua modestia, la sua cortesia.
+Ammetteva alla sua udienza chiunque lo desiderava, trattando con tutti
+civilmente, e massimamente onorando la nobiltà, ed abbracciando e
+baciando i principali: laddove gli altri Augusti, stando a sedere,
+appena porgeano la man da baciare. Gli stava fitta in mente questa
+massima, _che un sovrano in vece d'avvilirsi coll'abbassarsi, tanto
+più si fa rispettare e adorare_. Usciva egli con un corteggio modesto
+e mediocre; nè andavano già innanzi lacchè o palafrenieri per fargli
+largo colle bastonate, anzi egli talvolta si fermava nelle strade, per
+lasciar che passasse qualche carro o carrozza altrui. Per un
+imperadore era assai frugale la sua tavola, ma condita dall'allegria
+di lui e da quella di varie persone savie e scelte, ch'erano or l'una,
+or l'altra invitate[714]. Distinzione di posto non voleva alla sua
+mensa, nè sdegnava di andare a desinare in casa degli amici, di
+portarsi alle lor feste, di visitarli malati, di andar talvolta nelle
+loro carrozze. In somma, per quanto poteva, si studiava di trattar con
+tutti, non meno in Roma che per le provincie, con tanta civiltà e
+moderazione, come se non fosse il sovrano, ma un loro eguale,
+ricordando a sè stesso, che egli comandava bensì agli uomini, ma
+ch'era uomo anch'egli. E perchè un dì gli amici suoi il riprendevano,
+perchè eccedesse nella cortesia verso d'ognuno, rispose quelle
+memorande parole: _Tale desidero d'essere imperadore verso i privati,
+quale avrei caro che gl'imperadori fossero verso di me se fossi uomo
+privato_. Lo stesso Giuliano Apostata[715], che andò cercando tutte le
+macchie e i nei dei precedenti Augusti, non potè non confessare, che
+Trajano superò tutti gli altri imperadori nella bontà e nella
+dolcezza: il che punto non facea scemare in lui la maestà, e ne'
+sudditi il rispetto verso di lui. Per questa via, e col mostrar amore
+a tutti, egli era sommamente amato da tutti, odiato da niuno; e
+dappertutto si godeva una somma pace e un'invidiabil tranquillità,
+come si fa nelle ben regolate famiglie.
+
+L'adulazione come in paese suo proprio suol abitar nelle corti; non
+già in quella di Trajano, che l'abborriva[716]. E però neppur gradiva
+che se gli alzassero tante statue, come in addietro si era praticato
+con gli altri Augusti, e di rado permetteva che si gli facesse
+quest'onore, nè altri che puzzassero di adulazione. Per altro mostrava
+egli piacere, che il nome suo comparisse nelle fabbriche da lui fatte
+o risarcite, e nelle iscrizioni de' particolari; laonde apparendo poi
+esso in tanti luoghi, diede motivo ad alcuni di chiamarlo per
+ischerzo[717] _Erba Parietaria_, erba che si attacca alle muraglie. Ma
+conferendo le cariche, neppur voleva esserne ringraziato, quasi
+ch'egli fosse più obbligato a chi le riceveva, che essi a lui. Le
+ordinarie sue occupazioni consistevano in dar udienze a chi ricorrea
+per giustizia, per bisogni, per grazie, con ispedir prontamente gli
+affari, specialmente quelli che riguardavano il ben pubblico. Sapeva
+unire la clemenza, la piacevolezza colla severità e costanza nel
+punire i cattivi, nel rimediare alle ingiustizie de' magistrati, nel
+pacificar fra loro le città discordi. Sotto di lui in materia
+criminale non si proferiva sentenza contro di chi era assente; nè per
+meri sospetti, come si usava in addietro, si condannava alcuno. Un
+bellissimo suo rescritto vien riferito ne' Digesti[718], cioè: _Meglio
+è in dubbio lasciar impunito un reo, che condannare un innocente_.
+Sotto altri principi il fisco guadagnava sempre le cause. Non già
+sotto Trajano, che anche contra di sè amava che fosse fatta giustizia.
+Quanto era egli lontano dal rapire la roba altrui, altrettanto era
+alieno dal nuocere o inferir la morte ad alcuno. A' suoi tempi un solo
+de' senatori fu fatto morire, ma per sentenza del senato, e senza
+notizia di lui, mentre era lungi da Roma: tanto era il rispetto
+ch'egli professava a quel nobilissimo ordine[719]. Ed appunto in
+quest'anno fu bel vedere, come creato console egli si contenesse nel
+senato, in esercitando quest'eminente dignità. Nel primo giorno
+dell'anno volle salito in palco nella pubblica piazza prestare il
+giuramento di osservar le leggi, solito a prestarsi dagli altri
+consoli, ma non dagl'imperatori, che se ne dispensavano. Portatosi al
+senato, ordinò ad ognuno di dire con libertà e sincerità i lor
+sentimenti, con sicurezza di non dispiacergli. Così diceano anche gli
+altri Augusti, ma non di cuore, e i fatti poi lo mostravano. Ordinò
+ancora, che ai voti, i quali non meno in Roma che per le provincie nel
+dì 3 di gennaio si faceano per la salute dell'imperadore,
+s'aggiugnesse questa condizione: _Purché egli governi a dovere la
+Repubblica e procuri il bene di tutti._ Egli stesso in pregare gli dii
+per sè medesimo, solea dire: _Se pure la meriterò, se continuerò ad
+essere quale sono stato eletto, e se seguirò a meritar la stima e
+l'affetto del Senato_. Con tal pazienza accudiva egli ai pubblici
+affari, ascoltava i dibattimenti delle cause, e con tanta attenzione
+distribuiva le cariche, promovendo sempre chi andava innanzi nel
+merito, che il senato non potè contenersi dal palesar la sua gioia con
+delle acclamazioni, che mossero le lagrime al medesimo Trajano,
+coprendosi intanto il di lui volto di rossore, cioè di un contrassegno
+vivo della sua modestia. E verisimilmente il senato circa questi tempi
+conferì a Trajano il glorioso titolo di _Ottimo Principe_. Plinio
+nelle sue epistole parla di molte cause agitate in questi tempi nel
+senato, con aver Trajano ben disaminati i processi, e custodita
+rigorosamente l'osservanza delle leggi. Il primo gran dono che fa Dio
+agli uomini, quello è di dar loro un buon naturale, un intendimento
+chiaro e un'indole portata solamente al bene. Convien ben dire, che
+ottimo fosse il talento di Trajano, dacchè confessano gli storici,
+ch'egli poco o nulla avea studiato di lettere, ed era mancante
+d'eloquenza. Ma il suo ingegno e giudizio, e il pendìo a quel solo che
+è bene, supplivano questo difetto. E però, benchè non fosse letterato,
+sommamente amava e favoriva i letterati, e chiunque era eccellente in
+qualsivoglia professione.
+
+NOTE:
+
+[709] Panvinus, Pagius, Tillemont, Stampa.
+
+[710] Noris, Ep. Consul.
+
+[711] Plinius, in Panegyr.
+
+[712] Thesaurus Novus Inscript., pag. 305, n. 5.
+
+[713] Plinius, in Panegyr.
+
+[714] Eutropius, in Breviar.
+
+[715] Julianus, de Caesaribus.
+
+[716] Plinius, in Panegyrico.
+
+[717] Ammianus, lib. 27. Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[718] Lege 5. Digestis de Poenis.
+
+[719] Plinius, in Panegyr.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CI. Indizione XIV.
+
+ EVARISTO papa 6.
+ TRAJANO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ULPIO NERVA TRAJANO AUGUSTO per la quarta volta, e SESTO
+ARTICOLAJO.
+
+
+Credesi che l'uno di questi consoli avesse nelle calende di marzo per
+successore nel consolato _Cornelio Scipione Orfito_, e che nelle
+calende di marzo fossero sostituiti _Bebio Macro_ e _Marco Valerio
+Paolino_; e poi nelle calende di luglio procedessero colla trabea
+consolare _Rubrio Gallo_ e _Quinto Celio Ispone_. Trovasi
+un'iscrizione, da me[720] riferita, posta a _Marco Epulejo_ (forse
+_Apulejo_) _Procolo Cepione Ispone_, ch'era stato console. Sarebbe da
+vedere se si tratti del suddetto _Ispone_. Per me ne son persuaso,
+quantunque chiaro non apparisca in qual anno cada il di lui consolato.
+Han creduto molti storici, che in quest'anno avvenisse la prima guerra
+di Trajano contra dei Daci. Tali nondimeno son le ragioni addotte dal
+giudiziosissimo cardinal Noris[721], che pare doversi la medesima
+riferire all'anno seguente. Nulladimeno il Tillemont[722], scrittore
+anch'esso accuratissimo, inclinò a giudicarla succeduta in questo
+anno. Più sicuro a me sembra il differirla al seguente, quantunque si
+possa credere cominciata la rottura nel presente. Già vedemmo fatta da
+Domiziano una vergognosa pace con _Decebalo re dei Daci_, a cui egli
+s'obbligò di pagare ogni anno certa somma di danaro a titolo di
+regalo, che in fatti era un tributo. All'animo grande di Trajano parve
+troppo ignominiosa una sì fatta concordia e condizione, nè egli si
+sentì voglia di pagare[723]. Per questo rifiuto Decebalo cominciò a
+formare un possente armamento, e a minacciar le terre dell'imperio con
+delle sgarate. Forse anche le sue genti commisero qualche ostilità.
+Portossi perciò nell'anno susseguente l'Augusto Trajano in persona a
+que' confini, per dimandargliene conto; ed allora, come io vo'
+credendo, ebbe principio la prima guerra dacica. Non istette
+certamente in ozio in questi tempi Trajano. Stendevasi la di lui
+provvidenza e liberalità a tutte le parti dell'imperio. Abbiamo da
+Eutropio[724], ch'egli riparò le città della Germania, situate di là
+dal Reno. Potrebbe ciò essere succeduto nell'anno presente. E senza
+questo noi sappiamo ch'egli fece far infinite fabbriche per le città
+romane, e porti, e strade, ed altre opere, o per utilità o per
+ornamento; ed era facile a concedere ad esse città privilegi ed
+esenzioni, e a sollevarle ne' lor bisogni. Tale ancora il provavano i
+particolari. Bastava avere avuta con lui anche una mediocre
+familiarità, e poi chiedere. A chi ricchezze, a chi compartiva onori,
+rimandando consolati gli altri colla promessa di dar ciò che allora
+non potea. Ma particolarmente premiava egli chi avea più merito; e
+laddove sotto i precedenti Augusti chi era uomo di petto, e odiava la
+servitù, e solea parlar franco, o dispiaceva, o correva pericolo
+dell'esilio o della vita: questi da Trajano erano i più stimati, ben
+voluti ed esaltati. E tuttochè la nobiltà sua propria si stendesse
+poco indietro, pure gran cura avea egli di chi procedeva dagli antichi
+nobili romani, e li preferiva agli altri negl'impieghi. Ne' tempi
+addietro troppo spesso si vide, che i liberti degl'imperatori la
+faceano da padroni del pubblico e della corte stessa[725]. Trajano,
+scelti i migliori fra essi, se ne serviva bensì, e li trattava assai
+bene; ma in maniera che si ricordassero sempre della lor condizione, e
+d'essere stati schiavi; e che, per piacere, altra maniera non v'era,
+che d'essere uomini dabbene e persone amanti dell'onore[726]. Proibì
+alle città il far dei regali col danaro del pubblico, ma non volle che
+si potessero ripetere i fatti prima di venti anni addietro, per non
+rovinar molte persone, conchiudendo il suo rescritto a Plinio: _Perchè
+a me appartiene di non aver men cura del bene de' particolari, che di
+quello del pubblico_. Così procurava egli anche alle città il
+risparmio delle spese. Però sapendo[727] questa sua buona intenzione
+Trebonio Rufino, duumviro, cioè principal magistrato scelto dal popolo
+di Vienna del Delfinato, proibì che si facessero in quella città i
+giuochi ginnici, i quali, oltre alla spesa, riuscivano anche
+scandalosi e contrari a' buoni costumi, perchè gli uomini nudi alla
+presenza di tutto il popolo faceano la lotta. S'opposero i cittadini.
+Fu portato l'affare a Trajano, che raccolse i voti de' senatori. Fra
+gli altri _Giulio Maurino_ sostenne, che non si doveano permettere
+que' giuochi a quelle città, e poi soggiunse: _Volesse Dio, che si
+potessero anche levar via da Roma_, città perduta dietro a simili
+sconci divertimenti.
+
+NOTE:
+
+[720] Thesaurus Novus Veter. Inscript., pag. 316, num. 2.
+
+[721] Noris, Epistola Consulari.
+
+[722] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[723] Dio, lib. 68.
+
+[724] Eutropius, in Breviario.
+
+[725] Plinius, in Panegyrico.
+
+[726] Plinius, lib. 10, ep. 3.
+
+[727] Idem, lib. 4, epist. 22.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CII. Indizione XV.
+
+ EVARISTO papa 7.
+ TRAJANO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+GAJO SOSIO SENECIONE per la terza volta e LUCIO LICINIO SURA per la
+seconda.
+
+
+Certo è bensì che _Sura_ fu console ordinario nell'anno presente. Non
+v'ha la medesima certezza di _Senecione_. Il solo Cassiodoro quegli è,
+che cel mette davanti. Discordano gli altri fasti. Ho io seguitato in
+ciò i più che han trattato de' consoli. Erano questi due i più cari e
+favoriti che s'avesse Trajano, degni bene amendue della di lui
+confidenza ed affetto, perchè ornati di tutte quelle virtù che si
+ricercano in chi dee servire ad un buon principe. Ma specialmente[728]
+amava egli _Licinio Sura_, per gratitudine, avendo questi cooperato
+non poco, affinchè Nerva adottasse Trajano. Salì questo Sura a tal
+ricchezza e potenza, che a sue proprie spese edificò un superbo
+ginnasio, o sia la scuola de' lottatori al popolo romano. Non andò
+egli esente dai soffi dell'invidia, compagna ordinariamente delle
+grandi fortune, avendo più d'uno procurato d'insinuare in cuor di
+Trajano dei sospetti della fedeltà di questo suo favorito,
+calunniandolo come giunto a meditar delle novità contra di lui.
+Trajano, la prima volta che Sura l'invitò seco a pranzo, v'andò senza
+guardie. Volle per una flussione che aveva agli occhi, farseli ugnere
+dal medico di Sura. Fatto anche venire il di lui barbiere, si fece
+radere la barba: chè così allora usavano i Romani. Adriano fu quegli
+che poi introdusse il portarla. Dopo aver anche preso il bagno,
+Trajano si mise a tavola, e allegramente desinò. Nel dì seguente disse
+agli amici, che gli mettevano in mal concetto Sura: _Se costui mi
+avesse voluto ammazzare, n'ebbe jeri tutta la comodità_. Fu ammirato
+un sì fatto coraggio in Trajano, ben diverso da que' principi deboli
+che temono di tutto. Aggiugne Dione, che un altro saggio di questa sua
+intrepidezza diede Trajano. Nel crear sulle prime un prefetto del
+pretorio (si crede che fosse _Saburano_) dovea cingergli la spada al
+fianco. Nuda gliela porse, dicendo: _Prendi questo ferro, per
+valertene in mia difesa, se rettamente governo: contra di me, se farò
+il contrario_. Forse fu lo stesso Saburano, come conghiettura Giusto
+Lipsio, che gli dimandò licenza di ritirarsi, perchè Plinio[729]
+attesta essere stato un prefetto del pretorio, che antepose il piacere
+della vita e della quiete agli onori della corte. Trajano, perchè gli
+dispiaceva di perdere un uffizial sì dabbene, fece quanto potè per
+ritenerlo. Vedendolo costante, non volle rattristarlo col negargli la
+grazia; ma l'accompagnò sino all'imbarco, il regalò da par suo, e
+baciandolo, colle lagrime agli occhi il pregò di ritornarsene presto.
+
+L'anno verisimilmente fu questo, in cui Trajano con poderosa armata
+marciò contro a Decebalo re dei Daci. Poco sappiamo delle avventure di
+quella guerra. Ecco quel poco che ne lasciò scritto Dione[730]. Giunto
+che fu l'Augusto Trajano ai confini della Dacia, veggendo Decebalo
+tante forze in ordine, e un sì rinomato imperadore in persona venuto
+contra di lui, spedì tosto deputati per esibirsi pronto alla pace.
+Trajano, oltre al non fidarsi di lui, un gran prurito nudriva di
+acquistar gloria per sè e di ampliare il romano imperio: però, senza
+voler prestare orecchio a proposizione alcuna, andò innanzi. Si venne
+ad una terribil battaglia, che costò di gran sangue ai Romani, ma
+colla sconfitta de' nemici. Raccontasi che in tal congiuntura girando
+Trajano, per osservare se i soldati feriti erano ben curati, al
+trovare che mancavano fasce per legar le ferite, fece mettere in pezzi
+la veste propria, perchè servisse a quel bisogno. Con grande onore
+data fu sepoltura agli estinti; ed alzato un altare, acciocchè ne'
+tempi avvenire si celebrasse il loro anniversario. Col vittorioso
+esercito s'andò poi di montagna in montagna inoltrando Trajano, finchè
+pervenne alla capitale della Dacia, che si crede _Sarmigetusa_, città
+posta in quella provincia che oggidì appelliamo Transilvania; che
+divenne poi colonia de' Romani col nome di _Ulpia Trajana_[731]. Nel
+medesimo tempo _Lucio Quieto_, Moro di nazione, uffizial valoroso, da
+un'altra parte fece grande strage e molti prigioni dei Daci; e a
+_Massimo_, uno de' generali, riuscì di prendere una buona fortezza;
+entro la quale si trovò la sorella di Decebalo. Allora dovette
+accadere ciò che narra Pietro Patrizio[732], cioè che Decebalo mandò a
+Trajano prima alcuni de' suoi conti, poscia altri de' suoi principali
+uffiziali a supplicarlo di pace, esibendosi di restituir l'armi e le
+macchine da guerra, e gli artefici guadagnati nella guerra fatta a'
+tempi di Domiziano[733]. Accettò Trajano le proposizioni, con
+aggiugnervi che Decebalo smantellasse le fortezze, rendesse i
+disertori, cedesse il paese occupato ai circonvicini, e tenesse per
+amici e nemici quei del popolo romano. Decebalo, suo malgrado, venne a
+prostrarsi a' piedi di Trajano, e ad implorar la sua grazia ed
+amicizia. Non si sa, se in questa prima guerra e pace Trajano restasse
+in possesso di Sarmigetusa, e di quanto egli avea conquistato in
+quelle contrade. Certo è, che per questa impresa riportò egli il
+titolo di Dacico, nè aspettò a conseguirlo nell'anno seguente, come
+immaginò il Mezzabarba[734]; ma nel presente, siccome ancora apparisce
+da due iscrizioni da me date alla luce[735], nelle quali è chiamato
+_Dacico_, correndo la sua _tribunizia podestà_ V, che terminava circa
+il fine di ottobre in quest'anno.
+
+NOTE:
+
+[728] Aurelius Victor, in Epitome. Dio, lib. 68.
+
+[729] Plinius, in Panegyrico, §. 86.
+
+[730] Dio, lib. 68.
+
+[731] Thesaurus Novus Veter. Inscription., p. 1121, 7; 1127, 112.
+
+[732] Petrus Patricius, de Legationib., Tom. 1, Hist. Byzantin.
+
+[733] Dio, lib. 68.
+
+[734] Mediobarbus, Numismat. Imperator.
+
+[735] Thesaurus Novus Inscription., pag. 449, 2, 450, 1.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CIII. Indizione I.
+
+ EVARISTO papa 8.
+ TRAJANO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ULPIO NERVA TRAJANO AUGUSTO per la quinta volta e LUCIO APPIO
+MASSIMO per la seconda.
+
+
+Intorno ai consoli di quest'anno han disputato vari letterati,
+pretendendo che il consolato quinto di _Trajano_, e il secondo di
+_Massimo_ cadano nell'anno seguente[736]; e che ciò si deduca da due o
+tre medaglie, nelle quali Trajano, correndo la sua _settima podestà
+tribunizia_, è chiamato CO_nSul_ IIII. DE_Signatus_ V. Ma concorrendo
+gli antichi fasti ne' consoli sopraccitati, si può forse dubitare
+della legittimità di quelle monete, oppur di errore ne' monetari.
+Finchè si scuoprano migliori lumi, io mi attengo qui al Panvinio, al
+Pagi, al Tillemont e ad altri, che non ostante l'opposizione di quelle
+medaglie, mettono in quest'anno il consolato quinto di Trajano.
+_Massimo_, il secondo d'essi consoli, verisimilmente è quel medesimo
+che nell'anno precedente s'era segnalato nella guerra dacica, e fu
+premiato per la sua prodezza coll'insigne dignità del consolato.
+Era[737] già tornato a Roma nel precedente anno il vittorioso Trajano.
+Perchè egli da saggio e buon principe cercava il proprio onore, nè
+dimenticava quello del senato romano, avea fra l'altre condizioni
+obbligato Decebalo a spedire ambasciatori a Roma, per supplicare il
+senato di accordargli la pace, e di ratificare il trattato. Vennero
+essi verisimilmente in quest'anno, e introdotti nel senato, deposero
+l'armi, e colle mani giunte a guisa degli schiavi, in poche parole
+esposero la lor supplica. Furono benignamente ascoltati, e confermata
+la pace: il che fatto, ripigliarono l'armi, e se ne tornarono al loro
+paese. Trajano dipoi celebrò il suo trionfo per la vittoria riportata
+dei Daci: e v'ha una medaglia[738], creduta indizio di questo suo
+trionfo, dove comparisce la _Tribunizia Podestà_ VII; il che può far
+credere differita questa funzion trionfale agli ultimi due mesi
+dell'anno corrente. Ma quivi egli è intitolato CONSUL IIII; il che si
+oppone alla credenza ch'egli nell'anno presente procedesse console
+_per la quinta volta_. Un qualche dì potrebbe disotterrarsi alcuna
+iscrizione o medaglia che dileguasse le tenebre, nelle quali resta
+involto questo punto di storia e cronologia. Aveva Trajano trovato
+nelle parti della Dacia _Dione Grisostomo_ eloquentissimo oratore e
+filosofo greco, di cui restano tuttavia le orazioni. Seco il condusse
+a Roma, e tale stima ne mostrò, che, se dice il vero Filostrato[739],
+nel suo stesso carro trionfale il volle presso di sè, con volgersi di
+tanto in tanto a lui per parlargli e far conoscere al pubblico quanto
+l'apprezzasse. Al trionfo tenne dietro un combattimento pubblico di
+gladiatori, e un divertimento di ballerini che Trajano, dopo averli
+due anni prima cacciati di Roma, ripigliò, dilettandosi dei loro
+giuochi, e sopra gli altri amando Pilade uno di essi. Ma s'egli
+talvolta si ricreava con tali spettacoli, ciò non pregiudicava punto
+agli affari; e massimamente s'applicava il vigilante imperadore
+all'amministrazione della giustizia. Una bellissima villa era
+posseduta da Trajano a Centocelle, oggidì Cività Vecchia, dove egli
+andava talvolta a villeggiare, con attendere anche ivi alla spedizion
+delle cause e liti più rilevanti. Plinio[740] scrive d'essere stato
+chiamato a quel delizioso soggiorno (probabilmente in quest'anno) per
+assistere ad alcuni giudizii ch'egli descrive. Fra gli altri era
+accusato Euritmo, liberto e procurator di Trajano, di aver falsificati
+in parte i codicilli di _Giulio Tirone_, i cui eredi alla presenza di
+Trajano pareva che non si attentassero a proseguir la causa,
+trattandosi di un uffizial di casa del principe. Fece lor animo il
+giusto principe, con dire: _Eh che colui non è Policleto_ (liberto
+favorito di Nerone) _nè io son Nerone_. Abbiamo dal medesimo Plinio,
+che Trajano in questi tempi facea fabbricare un porto vastissimo a
+foggia di un anfiteatro. Già era compiuto il braccio sinistro, si
+lavorava al destro, e vi si andavano conducendo per mare grossissimi
+sassi. Tolomeo[741] parla del porto di Trajano, lo stesso che oggidì
+Cività Vecchia; e Rutilio nel suo Itinerario ne fece la
+descrizione[742].
+
+NOTE:
+
+[736] Noris, Epistol. Consulari.
+
+[737] Dio, lib. 68.
+
+[738] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+[739] Philostratos, in Sophist.
+
+[740] Plinius, lib. 4, epist. 31.
+
+[741] Ptolomaeus, Geograph.
+
+[742] Rutilius, in Itinerar.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CIV. Indizione II.
+
+ EVARISTO papa 9.
+ TRAJANO imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO LICINIO SURA per la terza volta, e PUBLIO ORAZIO MARCELLO.
+
+
+Il cardinal Noris, il Fabretti e il Mezzabarba stimarono che questi
+fossero i consoli dell'anno precedente, e che nel presente _Trajano
+Augusto_ per la quinta volta, insieme, con _Appio Massimo_,
+amministrassero il consolato. Finchè si possa meglio chiarir questo
+punto, io seguito gli antichi Fasti, abbracciati in ciò anche dal
+Panvinio, dal Pagi, dal Tillemont e da altri. Disputa ancora c'è
+intorno al primo d'essi consoli, credendo alcuni ch'egli sia stato non
+già _Sura_, ma Suburrano. Sarebbe da desiderare _qualche_ marmo che
+decidesse la quistione. Uno dei più riguardevoli amici di Trajano fu
+il suddetto _Orazio Marcello_. Le conghietture dei migliori letterati
+concorrono[743] a persuaderci, che in quest'anno prendesse origine la
+seconda guerra dacica. Non sapea digerir _Decebalo_ la pace fatta con
+Trajano, perchè comperata con troppo dure condizioni; e però subito
+che si vide rimesso in arnese, cominciò delle novità, e a chiedere un
+nuovo accordo, lamentandosi specialmente, che molti dei suoi sudditi
+passavano al servigio dei Romani. Perchè nulla potè ottenere,
+determinò di venir di bel nuovo all'armi[744]. Diedesi dunque a far
+gente, a fortificar i suoi luoghi, ad accogliere i disertori romani, e
+a sollecitare i circonvicini popoli, acciocchè entrassero seco in
+lega, per timore, diceva egli, che un dietro l'altro non rimanessero
+oppressi dall'armi romane. Gli Sciti, cioè i Tartari, ed altre nazioni
+si unirono con lui. A chi ricusò di sposare i di lui disegni, fece
+aspra guerra, e tolse ancora ai Jazigi una parte del loro paese.
+Queste furono le cagioni, per le quali il senato romano dichiarò
+Decebalo nemico pubblico, e Trajano fece tutti gli opportuni
+preparamenti per domarne la ferocia. Se sussiste ciò che racconta
+Eusebio[745], in quest'anno Roma vide bruciata la casa d'oro, cioè,
+per quanto si può credere, una parte di quella fabbricata da Nerone,
+che si dovea essere salvata nell'incendio precedente. Furono di parere
+il Loidio e il Tillemont, che circa questi tempi _Plinio_ il giovane,
+già stato console, fosse inviato da Trajano al governo del Ponto e
+della Bitinia, non come proconsole, ma come vicepretore colla podestà
+consolare. Scabrosa è la quistione del tempo in cui ciò avvenne, e
+mancano notizie per poterla decidere. A me perciò sarà lecito di
+differir più tardi quest'impiego di Plinio, siccome han fatto il
+Noris, il Pagi, il Bianchini ed altri.
+
+NOTE:
+
+[743] Loydius, Pagius, Tillemont et alii.
+
+[744] Dio, lib. 68.
+
+[745] Euseb., in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CV. Indizione III.
+
+ EVARISTO papa 10.
+ TRAJANO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+TIBERIO GIULIO CANDIDO per la seconda volta e AULO GIULIO QUADRATO per
+la seconda.
+
+
+Tre iscrizioni spettanti a questi consoli ho io rapportate
+altrove[746]. Credesi che l'anno presente quel fosse, in cui l'Augusto
+Trajano imprese la seconda sua spedizione contra di _Decebalo re dei
+Daci_, per aver egli creduta necessaria la sua presenza anche questa
+volta contro ad un sì riguardevole avversario, e che non fosse impresa
+da fidare ai soli suoi generali. _Adriano_, suo cugino, che fu poi
+imperadore, ed era stato in quest'anno tribuno della plebe[747], andò
+servendolo per comandante della legione minervia, e vi si portò così
+bene, che Trajano il regalò di un diamante, a lui donato da
+Nerva[748]. Non erano certamente le forze di Decebalo tali da poter
+competere con quelle di Trajano, il quale seco menava un potentissimo
+agguerrito esercito. Perciò tentò il Dacio altre vie per liberarsi, se
+gli veniva fatto, dall'imminente tempesta, con inviar nella Mesia,
+dov'era giunto l'imperadore, dei disertori bene instruiti per
+ucciderlo. Poco mancò che non succedesse il nero attentato, perchè
+Trajano, oltre alla sua facilità di dare in tutti i tempi udienza,
+spezialmente la dava a tutti nell'occorrenze della guerra. Per buona
+fortuna osservati alcuni cenni di un di costoro, fu preso, e messo a'
+tormenti, confessò le tramate insidie: il che sconcertò anche le
+misure degli altri. Un'altra vigliaccheria pur fece Decebalo. Dato ad
+intendere a _Longino_ uno de' più sperimentati generali d'armi
+che s'avessero i Romani, di volersi sottomettere ai voleri
+dell'imperadore, l'indusse a venire ad una conferenza con lui; ma da
+disleale il ritenne prigione, sforzandosi poi di ricavar da lui i
+disegni e segreti di Trajano. La costanza di questo generale in tacere
+fu qual si conveniva ad un uomo d'onore par suo. Decebalo il fece
+bensì slegare, ma il mise sotto buone guardie, con iscrivere poscia a
+Trajano d'essere pronto a rilasciar Longino, ogni volta che si volesse
+trattar di pace: altrimenti minacciava di torgli la vita. Trajano,
+benchè irritato forte dall'iniquo procedere di costui, gli rispose con
+molto riguardo, cioè mostrando di non fare tal caso della persona e
+salute di Longino, che volesse comperarla troppo caro; ma senza
+trascurare la difesa della vita di quel suo uffiziale. Stette in forse
+Decebalo, qual risoluzione ne avess'egli da prendere intorno a
+Longino; e perchè forse si lasciò intendere di volerlo far morire
+sotto i tormenti, Longino guadagnò un liberto d'esso Decebalo, che gli
+procurò del veleno; e, per salvarlo dalle mani del padrone, ottenne di
+poterlo spedire a Trajano, sotto pretesto di procurar un accordo. Il
+che eseguito, prese Longino il veleno, e si sbrigò dal mondo. Allora
+Decebalo inviò a Trajano un centurione già fatto prigione con Longino,
+e seco dieci altri prigionieri, esibendogli il corpo di Longino,
+perchè Trajano gli restituisse quel liberto. Ma l'imperadore che
+trovava aliena dal decoro del romano imperio una tal proposizione, nè
+gli volle consegnare il liberto, e neppur lasciò tornare a lui il
+centurione, siccome preso contro il diritto delle genti.
+
+Pare che fondatamente si possa dedurre da quanto narra Dione[749], che
+nel presente anno nulla di rilevante fosse operato da Trajano per
+conto della guerra contra di Decebalo. Le applicazioni sue prima di
+esporsi a maggiori imprese, consisterono in far fabbricar un ponte di
+pietra sul Danubio. Considerava il saggio condottiere d'armate, che
+essendo egli passato di là da quel fiume, se venissero assaliti i
+Romani dai Barbari, poteva esser loro impedito il ritirarsi di qua, ed
+anche il ricevere nuovi rinforzi. Però volendo assicurarsi di simili
+pericolosi avvenimenti, e mettere una stabile buona comunicazione fra
+il paese signoreggiato di qua e di là dal Danubio, volle prima che si
+edificasse un ponte su quel fiume, per quanto credono alcuni[750], tra
+Belgrado e Widen: intorno a che è da vedere il Danubio del conte
+Marsigli[751]. Altre opere di somma magnificenza fece Trajano, ma
+questa andò innanzi alle altre, per sentimento di Dione, il quale non
+sapea abbastanza ammirarla nè decidere qual fosse più grande, o la
+spesa occorsa per sì gran lavoro, o l'arditezza del disegno. Ognun sa
+che vastissimo fiume sia in quelle parti il Danubio, e tuttochè fosse
+scelto pel ponte il più stretto che si potesse dell'alveo suo, ciò
+nonostante occorreva un ponte di lunga estensione; e cresceva anche la
+difficoltà, perchè le acque ristrette in quel sito tanto più veloci e
+rapide correano, e il fondo del fiume, ricco sempre d'acque, era
+profondissimo e pieno di gorghi di fango. Ma alla potenza e al voler
+di un Trajano nulla era difficile. Senza poter divertire le acque del
+fiume, quivi furono piantate venti smisurate pile tutte di grossissimi
+marmi quadrati, alte cento cinquanta piedi senza i fondamenti, larghe
+sessanta, distanti l'una dall'altra cento settanta, ed unite insieme
+con archi e volte. L'architetto fu _Apollodoro Damasceno_:[752] e di
+qua e di là da esso ponte furono fabbricati due forti castelli per
+guardia del medesimo. Eppure questa mirabil fabbrica da lì a pochi
+anni si vide in parte smantellata, non già dai barbari, ma da
+_Adriano_ successor di Trajano, col pretesto, che per quel medesimo
+ponte i Barbari potrebbono passare ai danni de' Romani. Ma da quando
+in qua non potea la potenza romana difendere un ponte, difeso da due
+castelli? Oltre di che, nel verno tutto il Danubio agghiacciato non
+era forse un vasto ponte ai Barbari per passar di qua, se volevano?
+Però fu creduto, e con più ragione, che Adriano, mosso da invidia per
+non poter giugnere alla gloria di Trajano, così gloriosa memoria di
+lui volesse piuttosto distrutta. Vi restarono in piedi solamente le
+pile; e queste ancora a' tempi di Procopio non comparivano più. In
+questo anno parimente, per quanto si raccoglie dalle medaglie[753], e
+da Dione[754], l'Arabia Petrea, che avea in addietro avuti i propri
+re, fu sottomessa con altri popoli all'imperio romano per valore di
+_Auto Cornelio Palma_ governatore della Soria, e stato già console
+nell'anno 99. Una nuova Era perciò cominciarono ad usar le città di
+Samosata, Bostri, Petra ed altre di quelle contrade.
+
+NOTE:
+
+[746] Thesaurus Novus Inscription., pag. 316, n. 3 et seq.
+
+[747] Spartianus, in Hadriano.
+
+[748] Dio, lib. 68.
+
+[749] Dio, lib. 68.
+
+[750] Cellarius Georg., Tom. I.
+
+[751] Marsilius, in Danubii descriptione.
+
+[752] Procopius, lib. 4, de Ædific.
+
+[753] Mediobarbus, Numism. Imperat.
+
+[754] Dio, lib. 68.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CVI. Indizione IV.
+
+ EVARISTO papa 11.
+ TRAJANO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO CEIONIO COMODO VERO e LUCIO TUZIO CEREALE.
+
+
+Il primo di questi consoli, cioè _Comodo Vero_, fu padre _di Lucio
+Vero_, che noi vedremo a suo tempo adottato da Adriano Augusto. Il
+secondo console nella cronica di Alessandria è chiamato _Ceretano_ in
+vece di _Cereale_, e fu creduto dal Tillemont[755] diverso da _Tuzio
+Cereale_. Ma sufficiente ragione non v'ha, per aderire alla di lui
+opinione, siccome neppure di tener con lui, che nell'anno precedente
+avesse fine la seconda guerra dacica. Chiaramente scrive Dione[756],
+che Trajano, dopo aver fatto il meraviglioso ponte sul Danubio
+(impresa che senza fallo costò gran tempo e danari), passò di là da
+quel fiume, e fece la guerra piuttosto con sicurezza, che con
+celerità; non volendo arrischiar combattimenti, e procedendo a poco a
+poco nel paese nemico. Plinio[757] con poche parole riconosce, che
+immense fatiche durò l'esercito romano, guerreggiando in que' montuosi
+paesi, e gli convenne accamparsi in montagne scoscese, condurre fiumi
+per nuovi alvei, e far altre azioni, che pareano da non credersi, come
+simili alle fole. Dione[758] aggiugne, aver Trajano in tal congiuntura
+dati segni di singolar valore e di savia condotta, e che l'esempio suo
+servì ai soldati per gareggiare insieme in esporsi a molti pericoli, e
+per giugnere al sommo della bravura. Fra gli altri un cavaliere che,
+ferito in una zuffa, fu portato alle tende per farsi curare, dacchè
+intese disperata la di lui guarigione, mentr'era ancor caldo, rimontò
+a cavallo, e tornato alla mischia, vendè ben caro ai nemici il poco
+che gli restava di vita. Le apparenze sono, che nè pure in quest'anno
+con tutti i suoi progressi Trajano terminasse la guerra suddetta, come
+altri han creduto. Tutte le medaglie[759] riferite dall'Occone e dal
+Mezzabarba, per indizio che nel presente anno Decebalo fosse vinto, e
+ridotta la Dacia in provincia dell'imperio romano, nulla concludono,
+perchè possono appartenere anche nell'anno 107 e 108. Però chi dei
+moderni scrive, che Trajano non solamente tornò in quest'anno a Roma,
+e dopo avere ordinata una strada per le paludi pontine, partì tosto
+alla volta dell'Oriente, con trovarsi in Antiochia ne' primi giorni
+dell'anno seguente, probabilmente anticipò di troppo le di lui
+imprese. E noi abbiamo bensì dalla cronica alessandrina[760] sotto
+quest'anno, che mossa guerra dai Persiani, dai Goti, e da altri popoli
+al romano impero, Trajano marciò contra di loro e sospese l'esazion
+de' tributi sino al suo ritorno; ma questo ha ciera di favola. Più che
+mai abbisognava egli allora di danaro; e senza dubbio avvenne molto
+più tardi la guerra co' Persiani, o sia co' Parti. Può ben verificarsi
+quella guerra dacica, perchè sotto nome di Goti venivano in que' tempi
+anche i Daci, come attestano Dione e Giordano. Rapporta il
+Panvinio[761] a quest'anno l'iscrizione posta a _Lucio Valerio
+Pudente_, il quale, benchè in età di soli tredici anni, nel sesto
+lustro de' giuochi capitolini fatti in Roma, fu vincitore, e riportò
+la corona sopra gli altri poeti latini.
+
+NOTE:
+
+[755] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[756] Dio, lib. 68.
+
+[757] Plinius, lib. 8, Epistol. 4.
+
+[758] Dio, lib. 68.
+
+[759] Mediobarb., in Numism. imperator.
+
+[760] Cronicum Paschale, seu Alexandrinum.
+
+[761] Panvinius, Fast. Consular.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CVII. Indizione V.
+
+ EVARISTO papa 12.
+ TRAJANO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO LICINIO SURA per la terza volta, e CAIO SOSIO SENECIONE per la
+quarta.
+
+
+Ma questo _Sura_ da Sparziano[762] vien detto _Consul bis_ nell'anno
+presente insieme con _Serviano_. All'incontro il Panvinio[763] con
+altri fu di parere, che i due suddetti ordinari consoli nelle calende
+di luglio avessero per successori _Cajo Giulio Servilio Orso
+Serviano_, che avea sposata _Paolina_ sorella di _Adriano_, e cugina
+di _Trajano_, e fu molto amico di Plinio, e _Surano_ per la seconda
+volta. Certo non mancano imbrogli ne' fasti consolari; ed è ben facile
+il prendere degli abbagli nell'assegnare ai consoli sostituiti il
+preciso anno del loro consolato. Nel presente si può ragionevolmente
+credere che Trajano, con felicità bensì, ma dopo immense fatiche,
+conducesse a fine la seconda guerra contro de' Daci. Per attestato di
+Dione[764] s'impadronì egli della reggia di Decebalo, o sia della
+capitale della Dacia, chiamata Sarmigetusa: il che reca indizio,
+ch'egli non ne fosse restato in possesso nella pace stabilita dopo la
+prima guerra. Pertanto Decebalo, veggendosi spogliato di tutto il suo
+paese, ed in pericolo ancora di restar preso, piuttosto che venire in
+man dei nemici, si diede la morte da sè stesso, e il capo suo fu
+portato a Roma. Così pervenne tutta la Dacia in potere del popolo
+romano, e Trajano ne formò una provincia, con fondare in Sarmigetusa
+una colonia, nominata nelle iscrizioni della Transilvania, che il
+Grutero ed io[765] abbiam dato alla luce. In oltre abbiam da Dione che
+Decebalo, trovandosi in mal punto, affinchè i suoi tesori non
+cadessero in mano de' Romani, distornò il corso del fiume Sargezia,
+che passava vicino al suo palazzo, e fatta cavare una gran fossa in
+mezzo al seccato lido di quel fiume, vi seppellì una gran copia d'oro,
+d'argento e d'altre cose preziose, che si poteano conservare. Quindi
+ricoperto il sito con terra e con grossi sassi, tornò a far correre
+l'acqua pel solito alveo. I prigioni da lui adoperati per quella
+fattura, acciocchè non rivelassero il segreto, furono tosto uccisi. Ma
+essendo poi stato preso dai Romani Bicilis, uno de' familiari più
+confidenti di Decebalo, questi scoprì tutto a Trajano, il quale ne
+seppe ben profittare. Rimasto spolpato quel paese, ebbe cura Trajano
+di mandarvi ad abitare un numero infinito di persone, e di fondarvi,
+oltre alla suddetta, altre colonie, che si veggono menzionate da
+Ulpiano[766]: con che divenne la Transilvania una fioritissima
+provincia de' Romani, essendosi perciò in quelle parti trovate negli
+ultimi due secoli molte iscrizioni romane, che si leggono presso il
+suddetto Grutero, presso il Reinesio, e nel mio nuovo Tesoro.
+
+NOTE:
+
+[762] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[763] Panvinius, Fast. Consular.
+
+[764] Dio, lib. 68.
+
+[765] Gruterus, Thesaur. Inscription.
+
+[766] Lege Sciendum ff. de Censibus.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CVIII. Indizione VI.
+
+ ALESSANDRO papa 1.
+ TRAJANO imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+APPIO ANNIO TREBONIO GALLO e MARCO ATILIO METILIO BRADUA.
+
+
+V'ha chi dà il cognome di _Treboniano_ al primo di questi consoli; ma
+in due iscrizioni, riferite dal Panvinio[767], si legge _Trebonio_. Se
+crediamo al medesimo Panvinio, nelle calende di marzo succederono nel
+consolato _Cajo Giulio Africano_ e _Clodio Crispino_. Ma
+un'iscrizione, conservata in Verona, e riferita dal marchese Scipione
+Maffei, e poscia anche da me[768], ci fa sufficientemente conoscere,
+che nel dì 23 di agosto dell'anno presente erano consoli _Appio Annio
+Gallo_ e _Lucio Verulano Severo_, o pur _Severiano_. O sul fine del
+precedente anno, o nella primavera del presente, sbrigato dagli affari
+della Dacia, se ne ritornò Trajano a Roma, ed ivi celebrò il secondo
+suo trionfo dei Daci con magnifiche feste, e massimamente perchè
+correvano i decennali del suo imperio, che solevano solennizzarsi con
+gran pompa[769]. Attesta Dione che, arrivato Trajano a Roma, vennero
+molte ambascerie di nazioni barbare, e fino dall'India a visitarlo,
+chi per bisogni, chi per ossequio. Quattro mesi durarono in Roma i
+pubblici spettacoli e divertimenti, consistenti per lo più in
+combattimenti di lioni e di altre feroci bestie, oppur di gladiatori.
+Giorni vi furono, nei quali si videro uccisi mille di questi fieri
+animali, e in più altri arrivò la somma a diecimila. Si fece conto che
+anche dieci migliaja di gladiatori diedero orrida mostra della lor
+arte, combattendo fra loro negli anfiteatri. In questi tempi ancora
+attese Trajano a formare e selciare una strada pubblica per le paludi
+pontine, con fabbricar anche case e ponti di gran magnificenza lungo
+di essa via, per comodo de' viandanti e del commercio. E perchè si
+trovava molta moneta o di bassa lega, o strozzata, o falsa; ordinò il
+saggio imperadore, che tutta fosse portata alla zecca, dove fu
+disfatta per rifarne della buona e di giusto peso. A quest'anno si
+crede che appartenga il terzo congiario o regalo, che Trajano diede al
+popolo romano, espresso da una medaglia, riferita dal Mezzabarba[770].
+Mette il Tillemont[771] con altri scrittori in questi tempi la
+spedizion di Trajano contro de' Parti, o sia de' Persiani; ma
+certamente è da anteporre la sentenza d'altri, che molto più tardi
+parlano di quelle imprese. Succedette, secondo la cronica di
+Damasco[772], nel presente anno il glorioso martirio di _santo
+Evaristo papa_, in cui luogo fu posto _Alessandro_.
+
+NOTE:
+
+[767] Panvinius, Fast. Consul.
+
+[768] Thesaur. Novus Veter. Inscription., p. 317, num. 4.
+
+[769] Dio, lib. 68.
+
+[770] Mediobarb., in Numism. Imperat.
+
+[771] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[772] Anastas., Bibliothec.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CIX. Indizione VII.
+
+ ALESSANDRO papa 2.
+ TRAJANO imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+AULO CORNELIO PALMA per la seconda volta, e CAJO CALVISIO TULLO per la
+seconda.
+
+
+Si tien per certo, che a questi consoli ordinari fossero sostituiti
+(forse nelle calende di luglio) _Publio Elio Adriano_, che poi divenne
+imperadore, e _Lucio Publilio_, o piuttosto _Publicio Celso_. Era
+stato _Adriano_ pretore in Roma nell'anno 107, per testimonianza di
+Sparziano[773], e Trajano gli avea donato due milioni di sesterzi, che
+si credono far la somma di cinquantamila scudi d'argento, acciocchè
+potesse celebrare i giuochi soliti a darsi da chi entrava in quel
+riguardevole uffizio. Pretende il Salmasio[774], che Sparziano
+scrivesse il doppio. Fu nel precedente anno inviato con titolo di
+legato pretorio, o sia di vicepretore esso Adriano nella bassa
+Pannonia: mise in dovere i Sarmati, che aveano fatto qualche novità
+ne' confini dell'imperio romano; restituì la disciplina fra le milizie
+di quelle parti; e fece altre azioni, per le quali si meritò il
+consolato nell'anno presente. Non avea figliuoli Trajano, e Adriano
+suo cugino non ometteva diligenza ed arte alcuna per giungere a
+succedergli nell'imperio, aiutandosi spezialmente con far la corte
+alla imperadrice Plotina, e col tenersi amico _Lucio Licinio Sura_,
+uno de' favoriti di Trajano. Fu appunto in quest'anno, che Sura gli
+diede la buona nuova, qualmente Trajano pensava di adottarlo; e perchè
+i cortigiani ed amici di esso imperadore scoprirono qualche barlume di
+questa sua intenzione, laddove prima mostravano di poco stimare, anzi
+di sprezzare Adriano, da lì innanzi cominciarono ad onorarlo, e a
+procacciarsi la di lui amicizia. Mancò poi di vita, forse circa questi
+tempi, il medesimo _Sura_. Trajano, che si serviva di lui per farsi
+dettar le allocuzioni al senato e al popolo, perchè egli sapea poco di
+lettere, non ignorando che Adriano, siccome persona letterata, era
+capace di servirlo in quella funzione, il volle presso di sè, e si
+valeva della di lui penna; il che gli accrebbe la familiarità e l'amor
+di Trajano. Al defunto Sura fece fare Trajano un solenne funerale, ed
+alzare una statua per gratitudine[775]. Lo stesso fece egli dipoi alla
+memoria di _Sosio Senecione_ e di _Palma_ e di _Celso_, che abbiam
+detto essere stati consoli nell'anno presente, come ad amici suoi
+cari. Noi sappiamo che _Cajo Plinio Cecilio Secondo_, rinomatissimo
+autore del panegirico di Trajano, dopo essere stato console nell'anno
+100, fu poi mandato con titolo di vicepretore al governo della Bitinia
+e del Ponto. Le sue lettere scritte di là a Trajano si leggono nel
+libro decimo. Ma per quanto finora abbiano disputato fra loro gli
+eruditi, non s'è potuto, nè si può decidere in qual anno egli fosse
+spedito colà. Il Loidio e il Tillemont[776] attribuirono la di lui
+andata al fine dell'anno 103; il cardinal Noris[777] al presente 109,
+o pure al susseguente, come ancor fece[778] il padre Pagi.
+Eusebio[779] mette all'anno decimo di Trajano, cioè al 107 dell'Era
+nostra, la lettera celebre scrittagli da Plinio, esistente allora
+nella Bitinia. Idacio[780] ne parla all'anno 112. In tale incertezza
+di tempi sia lecito ai lettori l'attenersi a quella opinione che più
+loro aggradirà, e a me di seguitar più tosto il Noris, il Pagi e il
+Bianchini. A questi tempi, ma colla medesima incertezza, vien riferita
+dal Mezzabarba[781] e dal suddetto Bianchini[782] la selciatura della
+via Trajana, fatta per ordine di esso Trajano. Altro essa non fu, che
+la via descritta da Dione, di cui si parlò al precedente anno, cioè la
+via Appia, che da Roma va a Capua: la più magnifica di quante mai
+facessero i Romani, ed opera di molti secoli avanti. Perchè la
+rimodernò ed arricchì Trajano di vari ponti e di fabbriche a canto
+alla medesima, perciò egli, o il pubblico le diede il nome di via
+Trajana. Credesi parimente che in questo anno Trajano dedicasse il
+Circo, cioè il Massimo, ristorato da lui co' marmi presi dalla
+Naumachia[783] di Domiziano.
+
+NOTE:
+
+[773] Spartian., in Vita Hadriani.
+
+[774] Salmas., in Notis ad Spartian.
+
+[775] Dio, lib. 68.
+
+[776] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[777] Noris, Epist. Consulari.
+
+[778] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[779] Eusebius, in Chron.
+
+[780] Idacius, in Fastis.
+
+[781] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[782] Blanchinius ad Anastasium.
+
+[783] Suetonius, in Domitiano, cap. 15.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CX. Indizione VIII.
+
+ ALESSANDRO papa 3.
+ TRAJANO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+SERVIO SALVIDIENO ORFITO e MARCO PEDUCEO PRISCINIO.
+
+
+Le iscrizioni pubblicate dal Fabretti, dal Bianchini e da me, ci
+assicurano tali essere stati i nomi e cognomi di questi consoli, che
+si trovavano ignorati o guasti presso i precedenti illustratori dei
+Fasti. Non si sa intendere, perchè il Mezzabarba[784] e monsignor
+Bianchini pretendano, che solamente in quest'anno il senato accordasse
+a Trajano il glorioso titolo di _Ottimo_, quando questo titolo
+comparisce in tante altre medaglie, che si rapportano agli anni
+precedenti. Plinio anch'egli ne parla nel panegirico che dicemmo
+composto nell'anno 100. Dione[785], per lo contrario, scrive che
+solamente dopo le conquista dell'Armenia egli fu cognominato _Ottimo_.
+Vogliono i suddetti scrittori, che Trajano l'accettasse solamente in
+quest'anno. Ma non era tale la di lui umiltà, da far sì lunga
+resistenza a quest'elogio, per altro ben meritato da lui. Augusto non
+voleva esser chiamato _Signore_. Trajano all'incontro assai gradiva
+che gli si desse questo nome. Abbiamo da Eusebio[786], che il famoso
+tempio del Panteon di Roma, oggidì la Rotonda, fu bruciato da un
+fulmine. Chi sa che in quella nobilissima fabbrica non entrava legno,
+crederà bensì che un folgore cadesse colà, ma che lo incendiasse, non
+saprà intenderlo. Sotto Nerone e sotto Domiziano, principi nemici
+della virtù, maraviglia non è, se fu perseguitata la santa religione
+di Cristo. Potrebbe ben taluno stupirsi, come essa trovasse un
+persecutore in Trajano[787], principe amator delle virtù, delle quali
+vera maestra è la sola religione de' Cristiani. Pure fuor di dubbio è,
+che sotto di lui la Chiesa di Dio patì la terza persecuzione, non già,
+come osservò il cardinal Baronio, ch'egli pubblicasse editto alcuno
+particolare contro di essi Cristiani, ma perchè riferito a lui, come
+si andava a gran passi dilatando la lor credenza con pregiudizio del
+dominante culto degl'idoli, con gravi lamenti de' falsi sacerdoti del
+Paganesimo, e con delle sollevazioni de' popoli contra chi professava
+la fede di Cristo; Trajano ordinò, o permise che fossero osservate
+rigorosamente le antiche leggi contra gl'introduttori di nuove
+religioni. Però i governatori delle provincie, massimamente
+dell'Oriente, cominciarono ad infierire, probabilmente circa questi
+tempi, contra chiunque si scopriva seguace dei dogmi cristiani; laonde
+si videro molti forti campioni attestar col loro sangue la verità di
+questa religione. Ne han trattato ampiamente il cardinal Baronio[788],
+il Tillemont[789], i Bollandisti[790] ed altri. Forse a questi tempi
+appartiene la scoperta della congiura tramata da _Crasso_ contra del
+buon imperador Trajano, che vien solo accennata da Dione[791], senza
+dirne circostanza alcuna. Altro di più non abbiamo, se non che Trajano
+ne lasciò la cognizione al senato, da cui gli fu dato il meritato
+gastigo, senza apparire se pagasse il delitto col capo o coll'esilio.
+Racconta Sparziano[792], che Adriano, successor di Trajano, ne' primi
+giorni del suo imperio fu consigliato da Taziano di levar la vita a
+_Laberio Massimo_ e a _Crasso Frugi_, relegati nelle isole per
+sospetti di aver aspirato all'imperio; ma ch'egli, affettando sul
+principio il buon concetto di essere principe clemente, niun male avea
+lor fatto. Tuttavia, perchè Crasso dipoi senza licenza era uscito fuor
+dell'isola, il procuratore di Adriano, senza aspettarne alcun ordine
+dall'imperadore, l'avea ucciso, quasichè egli macchinasse delle
+novità. Questi forse è il medesimo Crasso, di cui parla Dione.
+
+NOTE:
+
+[784] Mediobarbus, in Numism. Imper.
+
+[785] Dio, lib. 68.
+
+[786] Euseb., in Chron.
+
+[787] Euseb., Histor., lib. 3, cap. 31.
+
+[788] Baron., in Annal.
+
+[789] Tillemont, Mém. de l'Église.
+
+[790] Acta Sanctorum.
+
+[791] Dio, lib. 68.
+
+[792] Spartianus, in Hadriano.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXI. Indizione IX.
+
+ ALESSANDRO papa 4.
+ TRAJANO imperadore 14.
+
+_Consoli_
+
+CAJO CALPURNIO PISONE e MARCO VETTIO BOLANO.
+
+
+Un'iscrizione pubblicata dal Panvinio[793] ci fa vedere console nelle
+calende di marzo, se pure è vero, correndo la tribunizia podestà XIV
+di Trajano, cioè nell'anno presente, _Cajo Orso Serviano_ per la
+seconda volta e _Lucio Fabio Giusto_. Quando sia vero che Plinio in
+questi tempi governasse il Ponto e la Bitinia, probabil cosa sarebbe
+che a quest'anno appartenesse la celebre lettera[794] da lui scritta a
+Trajano intorno ai Cristiani. Era cresciuta a dismisura in quelle
+parti, non meno che nell'altre dell'Oriente, la religione di Cristo; e
+si scorge che Plinio avea ricevuto ordine da Trajano di processare e
+punire i di lei seguaci. Plinio ne fece diligente ricerca; ma
+ritrovato, più di quel che credea, esorbitante il numero de' Cristiani
+di ogni sesso ed età; e, quel che più importa, dopo maturo esame
+scoperto, ad altro non tendere questa religione, che a professar la
+pratica delle virtù, e l'abborrimento ai vizi, volle prima informarne
+Trajano, per sapere come s'avea da condurre in circostanze tali.
+Abbiamo anche la risposta dell'imperadore, che gli comanda di non fare
+ricerca de' Cristiani; ma se saranno denunziati, e trovati costanti
+nella lor fede, sieno puniti, con perdonare a chi proverà di non esser
+tale, sagrificando agli dii, e col non badare alle denunzie orbe, cioè
+date contra di loro, senza il nome dell'accusatore. Tertulliano[795],
+ben informato di queste lettere, fa conoscere l'ingiustizia di Trajano
+in non volere che sieno ricercati come innocenti, e in volerli puniti,
+se accusati. Però continuò la persecuzione come prima: e quantunque
+non mancassero degli apostati, pure senza paragone maggior fu il
+numero degli altri, che amarono piuttosto di sofferir coraggiosamente
+la morte, che di sagrificare ai falsi dii del Gentilesimo. Crede il
+padre Pagi[796], che sia piuttosto da riferire al seguente anno la
+lettera di Plinio. Il vero è, che non si può accertar questo tempo.
+
+NOTE:
+
+[793] Panvin., Fast. Consular.
+
+[794] Plinius, lib. 10, epist. 97 et 98.
+
+[795] Tertullianus, in Apologetico, cap. 2.
+
+[796] Pagius, in Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXII. Indizione X.
+
+ ALESSANDRO papa 5.
+ TRAJANO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ULPIO NERVA TRAJANO AUGUSTO per la sesta volta e TITO SESTIO
+AFRICANO.
+
+
+Possiam credere che a quest'anno appartengano due opere di Trajano,
+fatte prima d'imprendere la spedizione verso l'Armenia, delle quali fa
+menzione lo storico Dione[797]. Cioè l'erezione in Roma di alcune
+biblioteche, e la fabbrica della piazza, che fu poi appellata di
+Trajano, nel sito, dove anche oggidì si mira la sua colonna. Un tesoro
+impiegò Trajano in formar questa piazza, perchè gli convenne spianare
+una parte del Monte Quirinale, e servendosi di _Apollodoro_ insigne
+architetto, ornò in varie maniere tutta la circonferenza di bei
+portici, e l'atrio di alte e grossissime colonne con capitelli e
+corone, e con istatue e ornamenti di bronzo indorato, rappresentanti
+uomini a cavallo e arnesi militari. Nel mezzo dell'atrio si vedea la
+statua equestre d'esso Trajano. Era sì vaga e sì magnifica tal fattura
+per altre giunte fattevi da Alessandro Severo imperadore, che restava
+incantato chiunque la mirava. Ammiano Marcellino[798] scrive, che
+venuto a Roma Costanzo Augusto, allorchè giunse alla piazza di
+Trajano, fattura che non ha pari tutto il mondo, e che mirabil sembra
+fino agli stessi dii (così uno storico pagano), rimase attonito
+all'osservar quelle gigantesche figure e tanti begli ornamenti. E
+Cassiodoro[799] anch'egli scriveva, che a' suoi tempi, per quanto si
+andasse e riandasse alla piazza di Trajano, sempre essa compariva un
+miracolo. In somma non vi fu opera fatta da Trajano, che non desse a
+conoscere che il suo bel genio era impareggiabile, e il suo buon gusto
+mirabile in tutto. Credesi che in quest'anno e nel seguente fosse
+compiuta e dedicata quella piazza. Il Tillemont[800], fidatosi di
+Giovanni Malala, scrittore abbondante di favole e di sbagli, mise
+all'anno 106 e al seguente, la spedizion di Trajano verso l'Armenia.
+Le ragioni recate dal Cardinal Noris, dal Pagi e da altri, e lo stesso
+racconto che fa Dione di quella guerra, persuadono abbastanza, che
+solamente in questo anno Trajano si mosse verso quelle parti[801].
+V'ha in oltre qualche medaglia[802] indicante i voti fatti pel suo
+buon ritorno. Ardeva di voglia Trajano di far qualche altra militare
+impresa, per cui sempre più crescesse la gloria sua. Gli se ne
+presentò un'occasione, perchè egli non era di que' principi che
+trovano, sempre che vogliono, nei lor gabinetti delle ragioni di far
+guerra ai loro vicini. Erano soliti i re dell'Armenia (l'abbiam già
+veduto) di prendere il diadema reale dai Romani imperadori, dalla
+sovranità de' quali si riconosceano in qualche maniera dipendenti.
+_Esedare_, nuovo re di quella contrada, l'avea preso da _Cosroe re de'
+Parti_, dominator della Persia. Trajano fece intendere le sue
+doglianze a Cosroe, il quale come se fossero burle, o per sua
+superbia, niuna adeguata risposta diede. Trajano allora determinò di
+farsi fare giustizia con un mezzo più concludente, cioè coll'armi. Si
+mise dunque in viaggio nell'anno presente con un possente esercito
+verso il Levante. Il solo suo muoversi fece calar tosto l'alterigia di
+Cosroe, e spedire ambasciatori a Trajano con dei regali, per esortarlo
+a desistere da una guerra di tale importanza, giacchè egli diceva
+d'aver deposto Esedare, e il pregava di voler concedere l'Armenia a
+Partamasire, che forse era fratello del medesimo Cosroe. Trovarono
+questi ambasciatori Trajano già arrivato ad Atene, ma non già in lui
+quella facilità, di cui si lusingavano. Rifiutò egli i lor presenti, e
+disse conoscersi l'amicizia dalle azioni, non dalle parole, ed esser
+egli incamminato verso la Soria, dove avrebbe prese quelle misure che
+più converrebbono. Continuato poscia il viaggio per terra, secondo
+Giovanni Malala, nel dì 7 del seguente gennaio, oppure nell'ottobre
+dell'anno presente, entrò in Antiochia, capitale della Soria, con
+corona d'ulivo in capo.
+
+NOTE:
+
+[797] Dio, lib. 68.
+
+[798] Ammianus Marcellinus, lib. 16, c. 10.
+
+[799] Cassiodorus Var., lib. 7, c. 6.
+
+[800] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[801] Dio, lib. 68.
+
+[802] Mediobarbus, in Numismat. Imperator.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXIII. Indizione XI.
+
+ ALESSANDRO papa 6.
+ TRAJANO imperadore 16.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO PUBLICIO GELSO per la seconda volta e LUCIO CLODIO PRISCINO.
+
+
+Vogliono alcuni, che nell'occasione che Trajano Augusto si trovò in
+Antiochia, o sul fine del precedente anno, o sul principio del
+presente, gli fosse condotto d'avanti _santo Ignazio_ vescovo di
+quella città[803], accusato d'essere cristiano, e pastore de'
+Cristiani. Confessò il santo vecchio intrepidamente il nome di Gesù
+Cristo: e però d'ordine di Trajano fu mandato a Roma, per essere
+esposto alle fiere nell'anfiteatro. Gli atti del suo gloriosissimo
+martirio, compiuto secondo i Greci nel dì 20 di dicembre, e le sue
+lettere, spiranti un mirabile amor di Dio e una tenerissima divozione,
+restano tuttavia per edificazion della Chiesa. Altri mettono più
+presto il suo martirio; ma a noi basti di sapere la certezza del
+fatto, se non possiamo quella del tempo. L'iscrizione[804] che si
+legge nella base della nobilissima Colonna Trajana, tuttavia esistente
+in Roma, ci vien dicendo, che nell'anno presente seguì la dedicazione
+di questa maravigliosa fattura a nome del senato in onor di Trajano,
+che non ebbe poi il contento di vederla prima di morire. Nella gran
+copia delle figure illustrate dalla penna del Fabretti, rappresentata
+si vede la guerra di Trajano contra ai Daci. Proseguendo intanto
+Trajano il suo viaggio, arrivò con un poderosissimo esercito ai
+confini dell'Armenia. Allora i re e principi di quelle contrade[805]
+si portarono a gara a visitarlo con ricchissimi presenti, fra' quali
+si vide un cavallo così ben ammaestrato, che s'inginocchiava e chinava
+il capo a' piedi di chi si voleva. _Abgaro re_, o principe di Edessa
+nella Osroena, parte della provincia della Mesopotamia, gl'inviò
+regali e proteste di amicizia, ma senza venire in persona, perchè non
+volea perdere la buona grazia di _Cosroe re de' Parti_. Tuttavia in
+sua vece gli mandò[806] Arbando suo figliuolo, giovane di bellissimo
+aspetto, che s'insinuò così bene nel cuor di Trajano, che quando poi
+questo imperadore passò per Edessa, Abgaro andatogli incontro,
+agevolmente, per intercession del figliuolo, ottenne il perdono.
+_Partamasire_ s'era già messo in possesso dell'Armenia con favore de'
+Parti, ed avea preso il titolo di re. Con questo titolo scrisse egli
+lettera di sommessione a Trajano; ma, non vedendo venire risposta, ne
+tornò a scrivere un'altra, senza più intitolarsi re; supplicandolo di
+voler inviare a lui _Marco Giunio_, governatore della Cappadocia, per
+trattar seco d'accordo. Trajano gl'inviò il figliuolo di Giunio, e
+intanto continuò il suo viaggio, con impossessarsi del paese, dovunque
+passava, senza trovarvi resistenza alcuna. Arrivato a Satala, città
+dell'Armenia minore, venne ad inchinarlo _Anchialo re_ degli Eniochi,
+popoli della Circassia verso il mar Nero. Trajano il ricevè con grande
+onore, e il rimandò carico di regali. Allora fu, che anche
+_Partamasire_, considerando il brutto aspetto de' suoi affari,
+probabilmente consigliato dal figliuolo di Giunio a rimettersi nella
+clemenza cesarea, ottenuto il salvocondotto, venne a presentarsi a
+Trajano. Nol volle egli ricevere, se non assiso sul trono in mezzo al
+campo. Se gli accostò Partamasire, e depose a' suoi piedi il diadema
+senza proferir parola: il che veduto dall'immensa corona dei soldati
+di Trajano, si alzò un sì allegro strepitoso grido di _Viva_, che quel
+principe atterrito fu in procinto di fuggirsene, se non si fosse
+veduto attorniato da sì gran copia d'armati. Chiesta poi una
+particolare udienza da Trajano, l'ottenne egli bensì, ma non già il
+diadema, siccome egli dimandava e sperava coll'esempio di Tiridate a'
+tempi di Nerone. Era ben diverso dal codardo Nerone il coraggioso
+Trajano. Ne uscì in collera Partamasire; ma risalito sul trono
+Trajano, il fece richiamare, acciocchè pubblicamente si riconoscesse
+il ragionamento seguito fra loro in disparte. Lamentossi Partamasire
+d'essere trattato come un prigioniero, quando egli era volontariamente
+venuto, e fece nuova istanza, per impetrare il diadema dalle mani di
+Cesare, a cui giurerebbe omaggio. Trajano gli rispose, che essendo
+l'Armenia pertinenza del romano imperio, non voleva concederla a
+chicchessia, ma bensì mettervi un governatore; e licenziatolo, il fece
+tosto partire, scortato da un corpo di cavalleria, acciocchè non
+potesse manipolar nel ritorno qualche intrico colla gente del paese.
+Si venne dunque alla guerra, di cui altro non sappiamo, se non che
+Partamasire, dopo essersi sostenuto, finchè potè, coll'armi alla mano,
+finalmente fu ucciso, e tutta l'Armenia restò in potere dell'Augusto
+Trajano, il quale ne fece una provincia del romano imperio.
+
+NOTE:
+
+[803] Acta Sanctorum apud Bolland. et apud Ruinartum.
+
+[804] Gruterus, pag. 190, num. 4.
+
+[805] Dio, lib. 68.
+
+[806] Idem, in Excerptis Valesian.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXIV. Indizione XII.
+
+ ALESSANDRO papa 7.
+ TRAJANO imperadore 17.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO NINNIO HASTA e PUBLIO MANILIO VOPISCO.
+
+
+Gran disavventura è stata che uno de' più gloriosi imperadori che
+s'abbia avuto Roma, quale ognuno confessa Trajano, con un regno
+fecondo di tante belle imprese, e di sì grandi uomini, qual fu il suo,
+non sia passato a noi con esatta e convenevole storia della vita e
+delle azioni di lui. Non mancò già agli antichi secoli una tale
+storia, anzi più d'una ve ne fu, attestando Lampridio[807], avere
+_Mario Massimo_, _Fabio Marcellino_, _Aurelio Vero_ e _Stazio Valente_
+scritta la di lui vita, ed asserendo Plinio[808] il giovane, che
+_Caninio_ era dietro a descrivere la guerra dacica. Pure tutti questi
+scritti son rimasti preda del tempo, e son periti i libri di _Arriano_
+che avea descritte le guerre dei Parti; sicchè altro a noi non resta
+che il compendio di Dione, fatto da Giovanni Sifilino, da cui si
+possano ricavar le imprese di Trajano, ma appena abbozzate, e senza
+poterne noi trarre i tempi distinti, in cui furono fatte. Perciò
+solamente a tentone andiamo riferendo a questo e a quell'anno le di
+lui imprese, senza poterne fondatamente assegnare il tempo preciso.
+Sia dunque ch'egli nel precedente anno compiesse la conquista di tutta
+l'Armenia, o che ciò avvenisse in parte ancora del presente, certo è,
+per testimonianza di Dione[809], che sparsasi maggiormente la fama del
+di lui valore, e de' suoi acquisti per l'Oriente, i re e i principi
+circonvicini vennero ad assoggettarsi all'aquile romane, oppure a
+chiedere amicizia e pace. Diede egli un re ai popoli Albani[810]; e i
+re dell'Iberia, de' Sauromati, del Bosforo e della Colchide gli
+prestarono giuramento di fedeltà. Avea notato Plinio[811], che
+Trajano, se volea ricrearsi talvolta dalle applicazioni e fatiche del
+governo, non passava già a divertimenti puerili di giuoco, meno poi ad
+altri di maggior vergogna, perchè illeciti e scandalosi, ma a
+passatempi faticosi, per tenere in esercizio il corpo, e giovare alla
+sanità. Il cavalcare, la caccia erano i suoi trastulli; e se si
+trovava vicino al mare o ai fiumi, solea talvolta far da piloto in una
+nave, e mettersi a remigare, facendo a gara co' suoi cortigiani a chi
+meglio sapea esercitar quel duro mestiere in romper l'onde e passare
+gli stretti. Non operò di meno questo saggio imperadore in Levante,
+insegnando coll'esempio suo ai soldati l'amore e la tolleranza delle
+fatiche[812]. Marciava anch'egli a piedi, e al pari d'essi passava a
+piedi i guadi dei fiumi. Ordinava egli in persona i soldati nelle
+marcie, e camminava innanzi, come un semplice uffiziale. Teneva molte
+spie, per saper nuove de' nemici, e talora ne spargeva egli delle
+false, per avvezzar la milizia ad ubbidir con prontezza, a star
+vigilante e preparata sempre con coraggio a tutti i pericoli ed
+avvenimenti. Son di parere il Mezzabarba e monsignor Bianchini, che
+Trajano conquistasse in quest'anno l'Assiria, perchè in una sua
+medaglia si legge ASSYRIA IN POTESTATEM POPVLI ROMANI REDACTA. Ma
+quella medaglia si può riferire ai due seguenti anni, non avendo
+caratteristica particolare dell'anno presente; e da Dione, secondo me,
+si ricava che più tardi succedette l'acquisto dell'Assiria, o sia
+della parte della Soria che allora era posseduta dai Parti.
+
+NOTE:
+
+[807] Lampridius, in Vita Alexandri Severi.
+
+[808] Plin., lib. 8, ep. 4.
+
+[809] Dio, lib. 68.
+
+[810] Eutrop., in Breviar.
+
+[811] Plinius, in Panegyrico, c. 81.
+
+[812] Dio, lib. 68.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXV. Indizione XIII.
+
+ ALESSANDRO papa 8.
+ TRAJANO imperadore 18.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO VIPSTANIO MESSALA e MARCO VERGILIANO PEDONE.
+
+
+Che _Vipstanio_ e non _Vipstano_ fosse il nome del primo di questi
+consoli, apparisce da un'iscrizione da me[813] prodotta, e da due
+altre del Grutero[814]. Se crediamo al Tillemont, l'anno fu questo
+delle grandi imprese di Trajano in Levante, perchè egli entrò nel
+paese de' Parti, e fece quelle grandi conquiste ch'io accennerò
+all'anno seguente. Se non c'inganna Dione[815], altro non sappiamo
+dell'operato da lui in questo, se non ch'egli s'impadronì delle città
+di Nisibi, capitale della Mesopotamia, e di Singara, e di Barne, città
+o luogo amenissimo di que' contorni: il che indica abbastanza, che
+alle sue mani venne l'intera ricca provincia della Mesopotamia, avendo
+noi anche osservato di sopra, ch'egli passò per Edessa, città
+parimente di quel tratto dove signoreggiava il re o sia principe
+Abgaro. Parla dipoi Dione, e parlerò ancor io, fra poco, del tremuoto
+orrendo d'Antiochia, accaduto sul fine del presente anno. Dopo di che
+descrive i gloriosi progressi di Trajano contra de Parti, i quali
+perciò debbono appartenere all'anno seguente, e non già al presente.
+Anche[816] il Mezzabarba mette in quest'anno la dedicazione fatta in
+Roma della basilica Ulpia, o sia di Trajano, che può anche riferirsi
+all'anno 112, e ai quattro susseguenti. Certo è che questa basilica
+era contigua alla piazza di Trajano, superbo edificio che accresceva
+la bellezza di quella piazza, sapendo noi, che le basiliche de' Romani
+furono sontuosissime fabbriche, simili a molte grandi chiese de'
+Cristiani, con trofei, statue ed altri ornamenti in cima, e con
+portici magnifici all'intorno, destinate per i giudici che andavano a
+tener ragione, concorrendovi anche i negozianti a trattar de' loro
+affari. Tornando ora a Trajano, mentr'egli attendeva all'acquisto
+della Mesopotamia, _Manete_, capo d'una nazion degli Arabi, _Sporace_
+principe dell'Antemisia, cioè di una parte d'essa Mesopotamia, e
+_Manisare_, anch'egli signore in quelle contrade, faceano vista di
+volersi a lui sottomettere, ma con trovar pretesti ogni dì per
+dichiararsi, e per venire a trovarlo[817]. Non si fidava Trajano di
+costoro, e molto meno se ne fidò, dappoichè _Mebaraspe_, re
+dell'Adiabene, avendo ottenuto da lui un corpo di soldatesche per
+difendersi contro di Cosroe, avea da traditore parte trucidati, parte
+ritenuti prigioni que' soldati. Fra gli ultimi fu un centurione
+chiamato Sentio, il quale con altri imprigionato in un forte castello,
+allorchè l'esercito di Trajano, irritato contra del traditore, arrivò
+nell'anno seguente in vicinanza di quel luogo, ruppe le catene, uccise
+il castellano, ed aprì le porte agli altri Romani. Scrive
+Eutropio[818], che Trajano s'impossessò del l'Antemisia. Dovette
+essere in quest'anno, perchè quella era una delle provincie della
+Mesopotamia. Secondo che abbiam da Dione, per queste vittorie fu dato
+a Trajano il titolo di _Partico_; ma egli più si compiaceva dell'altro
+di _Ottimo_, perchè esprimente la soavità de' suoi costumi, e il
+possesso in cui egli era di tutte le virtù.
+
+Finita la campagna coll'acquisto della Mesopotamia, venne Trajano[819]
+a svernare con parte dell'armata ad Antiochia. Ma mentre ivi
+soggiornava, avvenne in quella città uno de' più orribili e funesti
+tremuoti che mai si leggano nelle storie. L'ordinario popolo di quella
+vasta città ascendeva ad un numero esorbitante: ma lo avea accresciuto
+a dismisura la venuta colà della corte imperiale, e di gran copia di
+soldatesche. V'era inoltre concorsa un'immensa moltitudine di persone
+di quasi tutto l'imperio romano, chi per negozi, chi per bisogno del
+principe, chi per veder quelle feste. In tale stato si trovava quella
+nobilissima metropoli dell'Oriente; quando nel dì 25 di decembre, come
+pretende il padre Pagi[820], venne un sì impetuoso tremuoto, preceduto
+da fulmini e da venti gagliardissimi, che rovinò buona parte delle
+fabbriche della città, con restare oppressa sotto le rovine gran
+moltitudine di persone, ed innumerabili altri con ferite e membra
+rotte. Si vide il vicino monte Corasio scuotere sì forte la cima, che
+parea dover precipitare addosso alla città; uscirono da più luoghi
+nuove fontane, e si seccarono le vecchie. Acquetato il gran flagello,
+si cominciò a pescar nelle rovine, e moltissimi vi si scoprirono morti
+di fame. Trovossi una sola donna che avea sostentato per più giorni sè
+stessa e un suo pargoletto col proprio latte, ed amendue furono cavati
+vivi: il che par cosa da non credere. Trajano che s'incontrò ad essere
+in sì brutto frangente, per una finestra del palazzo, in cui abitava,
+se ne fuggì; e scrivono che un personaggio d'inusitata e più che umana
+statura lo ajutò a salvarsi. Tal fu nulladimeno la sua paura, che
+quantunque fosse cessato lo scotimento della terra, pure per molti
+giorni volle abitare a cielo scoperto nel Circo. In questa sciagura
+perdè la vita _Pedone_ console, che terminato il suo consolato
+ordinario ne' primi sei mesi potè molto ben venire pe' suoi affari ad
+Antiochia; se pur non fu un altro Pedone, stato console in alcun degli
+anni precedenti.
+
+NOTE:
+
+[813] Thesaurus Novus Inscription., pag. 319, num. 2.
+
+[814] Gruterus, pag. 74 et 1070.
+
+[815] Dio, lib. 68.
+
+[816] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+[817] Dio, lib. 68.
+
+[818] Eutrop., in Breviar.
+
+[819] Joannes Matala, in Chron. Dio, lib. 68.
+
+[820] Pagius, in Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXVI. Indizione XIV.
+
+ ALESSANDRO papa 9.
+ TRAJANO imperadore 19.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO ELIO LAMIA ed ELIANO VETERE.
+
+
+Chiaramente scrive lo storico Dione[821] che dopo il tremuoto di
+Antiochia (e però nell'anno presente, e non già nel precedente) venuta
+la primavera, Trajano con tutto lo sforzo delle sue genti si mosse per
+portar la guerra nel cuore del regno dei Parti. Conveniva passare il
+rapido fiume Tigri, le cui sponde, dalla parte del Levante, erano ben
+guernite di nemiche milizie. Avea egli fatto fabbricar nel verno una
+prodigiosa quantità di barche con legni presi dai boschi di Nisibi; e
+per introdurle nel suddetto fiume, pensò ad un arditissimo e
+dispendioso ripiego, cioè di tirare un gran canale di acqua
+dall'Eufrate nel Tigri, per cui si potessero condurre le navi. Nacque
+sospetto, che essendo più alto l'Eufrate dell'altro fiume, potessero
+le di lui acque accrescere di soverchio la rapidità del Tigri, e che
+colà si volgesse tutto l'Eufrate, con perdersene anche la navigazione;
+e però non si compiè l'impresa; o se pur si compiè, non se ne servì
+Trajano. L'altro ripiego, a cui s'attenne, fu di condurre sopra carri
+barche fatte, ma sciolte, per unirle poi insieme sulle ripe del Tigri,
+e lanciarle quivi nel fiume. Così fu fatto. Di queste si formò un
+ponte; e tanta era la copia delle altre navi cariche di armati, che
+infestavano i Parti schierati sull'opposta ripa, e di altre che
+minacciavano in più luoghi il passaggio dell'armata, che i Parti non
+sapendo intendere, come in un paese privo affatto d'alberi, fossero
+nate cotante navi, e perciò sgomentati, presero la fuga. Passò dunque
+felicemente tutto l'esercito romano, e piombò sulle prime addosso al
+traditor _Mebaraspe_ re dell'Adiabene, con sottomettere tutta quella
+provincia. Quindi s'impadronì di Arbela e di Gaugamela (dove
+Alessandro il Grande diede la sconfitta a Dario), e di Ninive e di
+Susa. Di là passò a Babilonia, senza trovare in luogo alcuno
+opposizione, perchè i Parti non erano d'accordo col re loro Cosroe, e
+più di una sedizione e guerra civile in addietro avea snervata la
+potenza di quella nazione. Volle Trajano osservare in quei contorni il
+lago onde si cavò il bitume, con cui in vece di calce furono unite le
+pietre delle mura di Babilonia. Sì fetente è l'aria di quel lago, che
+l'alito suo fa morire gli animali e gli uccelli che vi si appressano.
+Di là passò Trajano a Ctesifonte, capitale allora del regno de' Parti,
+dove fu fatto un incredibil bottino, e presa una figliuola di Cosroe
+col suo ricchissimo trono[822]. Cosroe se n'era fuggito: ne parleremo
+a suo tempo. Stese dipoi il vittorioso Augusto le sue conquiste per
+quelle parti, soggiogando Seleucia[823], e i popoli Marcomedi, e
+un'isola del Tigri, dove regnava Atambilo, e giunse fino all'Oceano.
+Svernò coll'armata in quelle parti, e vi corse vari pericoli per
+cagion delle tempeste insorte in quel fiume, vastissimo verso le basse
+parti per l'union dell'Eufrate.
+
+Lo strepito di tali conquiste arrivato a Roma riempiè di giubilo quel
+popolo, che non sapea saziarsi di esaltar le prodezze di questo
+Augusto, giacchè l'aquile romane non aveano mai steso sì oltre, come
+sotto di lui, i lor voli. Perciò il senato gli confermò il cognome di
+_Partico_, con facoltà di trionfalmente entrare in Roma quante volte
+egli volesse, perchè in Roma non erano conosciuti tanti popoli da lui
+soggiogati. Trovasi ancora in qualche medaglia[824] accresciuto per
+lui sino alla nona volta il titolo d'_imperadore_, e datogli il nome
+d'_Ercole_. Ordinò parimente il senato, oltre ad altri onori, che gli
+fosse alzato un arco trionfale. Preparavansi ancora i Romani a fargli
+uno straordinario onorevole incontro, allorchè egli fosse ritornato a
+Roma; ma Dio altrimenti avea disposto. Trajano più non rivide Roma, nè
+potè goder del trionfo. Intanto stando egli ai confini dell'Oceano,
+vista una nave che andava alle Indie, cominciò ad informarsi meglio di
+quel paese, di cui avea dianzi udito tante maraviglie; e gran
+desiderio mostrava di portarsi colà. Poi dicea, che se egli fosse
+giovane vi andrebbe; e chiamava beato Alessandro il Grande, per avere
+in età fresca potuto dar principio alle sue imprese. Contuttociò gli
+durava questo prurito; ma nell'anno seguente gli sopravvennero tali
+traversie, che gli convenne cacciar queste fantasie, e cangiar di
+risoluzione. Intanto egli fece dell'Assiria e della Mesopotamia due
+provincie del romano imperio. Da una iscrizione[825] esistente
+tuttavia nel porto d'Ancona, e riferita da più letterati, si
+raccoglie, che circa questi tempi fu compiuto il lavoro di quel porto
+per ordine di Trajano, il quale, dopo aver provveduto il Mediterraneo
+del porto di Cività Vecchia, volle ancora che l'Adriatico ne avesse il
+suo. A lui ha questa obbligazione Ancona, ed ivi tuttavia sussiste un
+arco trionfale, posto in onore di così benefico principe. Abbiamo
+ancora da Eusebio[826], che verso questi tempi la nazione giudaica,
+sparsa per la Libia e per l'Egitto, si rivoltò dappertutto contra de'
+Gentili, e ne seguirono innumerabili morti. Ebbero i Giudei la peggio
+in Alessandria. Secondo i conti di Dione vi perirono dugento ventimila
+persone; in Cirene essi Giudei commisero delle incredibili crudeltà
+contro de' Pagani.
+
+NOTE:
+
+[821] Dio, lib. 68.
+
+[822] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[823] Eutrop., in Breviar.
+
+[824] Mediobarbus, in Numismat. Imperator.
+
+[825] Gruterus, pag. 247, num. 6.
+
+[826] Eusebius, in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXVII. Indizione XV.
+
+ SISTO papa 1.
+ ADRIANO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+QUINZIO NEGRO e GAIO VIPSTANIO APRONIANO.
+
+
+Secondo l'opinione de' migliori, l'anno fu questo, in cui santo
+_Alessandro_ papa gloriosamente terminò i suoi giorni col martirio.
+Dopo lui, _Sisto_ tenne il pontificato romano. Soggiornando Trajano
+verso l'Oceano, tuttavia co' pensieri e desiderii di veder l'Indie, si
+fece condurre in nave pel golfo, che Dione[827] ed Eutropio[828]
+chiamano il mar Rosso, ma che, secondo tutte le apparenze, fu il golfo
+Persico. Aggiugne Dione ch'egli s'inoltrò in quelle parti sino al
+luogo, dove si crede che morisse il grande Alessandro, con far ivi le
+cerimonie funebri in memoria di lui. Ma restò ben deluso, perchè dopo
+la relazione di tante belle cose che si diceano di que' paesi, altro
+non vi trovò che favole e luoghi rovinati. In questo mentre gli vien
+nuova, che i Parti si son ribellati, e si son perdute tutte le
+conquiste della Persia e della Mesopotamia, colla morte e prigionia
+delle milizie lasciatevi di guarnigione. Non tardò Trajano ad inviar
+colà _Massimo_ e _Lucio Quieto_. Differente fu la fortuna di questi
+due generali. _Massimo_ in una battaglia vi lasciò la vita. _Lucio
+Quieto_, all'incontro, moro di nazione, ricuperò Nisibi, ed espugnata
+Edessa, le diede il sacco e la incendiò. Alla medesima pena fu esposta
+la città di Seleucia, presa da _Ericio Claro_ e da _Giulio
+Alessandro_. Tali novità fecero risolvere Trajano a mutar disegno
+intorno a que' paesi, scorgendo assai, che non gli sarebbe riuscito di
+conservarli come provincia, e sotto il governo dei magistrati romani.
+Però, tornato a Ctesifonte, e fatti raunare in una gran pianura i
+Romani e i Parti, salito sopra un eminente trono, dichiarò re dei
+Parti _Partamaspare_ personaggio di quella nazione, chiamato
+_Psamatossiris_ da Sparziano[829], e gli pose in capo il diadema:
+risoluzione abbracciata volentieri ed applaudita da que' popoli. Indi
+passò nell'Arabia Petrea, che s'era anch'essa ribellata; ma vi trovò
+il paese molto brutto, nè vi potè prendere Atra lor capitale, con
+patirvi ancora insoffribili caldi e molti altri disastri. Credesi
+nondimeno da alcuni ch'egli pervenisse fino all'Arabia Felice. Negli
+stessi tempi[830] continuarono più che mai le sedizioni e ribellioni
+de' Giudei nella Mesopotamia, nell'Egitto e in Cipri. Attesta
+Eusebio[831], che in Salamina città di Cipri prevalse la forza de'
+Giudei contra de' Gentili, di modo che quella città rimase spopolata.
+Ma Artemione capitano de' Cipriotti così fattamente perseguitò i
+Giudei in quell'isola, che li disertò affatto, facendosi conto, che
+ivi tra Gentili e Giudei perirono dugento quarantamila persone. Fu
+anche spedito _Lucio Quieto_ il Moro contra de' medesimi nella
+Mesopotamia, che, col farne un'orrida strage, diede fine alla loro
+inquietudine.
+
+Ma che? tutte queste vittorie e conquiste di Trajano, che costarono
+tanto sangue e tante spese e fatiche ai Romani, non istettero molto a
+svanir in fumo; perchè appena ritirossi da quelle contrade Trajano,
+che le cose ritornarono nel primiero stato, senza restarvi un palmo di
+dominio pe' Romani. E se ne ritirò per forza Trajano, perchè nel mese
+di luglio cominciò a sentire aggravata la sua sanità da male
+pericoloso, che da lui fu creduto veleno; ma si attribuisce da altri a
+cessazion delle emorroidi, e da altri ad un tocco di apoplessia, per
+cui restò offesa qualche parte del suo corpo. Altri in fine vogliono
+ch'egli fosse assalito dall'idropisia. Questo qualunque sia malore
+sopraggiunto a Trajano, allorchè meditava di tornarsene in
+Mesopotamia, gli fece cangiar pensiero, e l'invogliò di ritornarsene
+in Italia, dove era continuamente richiamato dal senato; e però verso
+queste parti frettolosamente s'incamminò[832]. Giunto ad Antiochia,
+capitale della Soria, lasciò ivi _Elio Adriano_, suo cugino, con
+titolo di governatore, e gli consegnò l'esercito romano. Continuato
+poscia il viaggio sino a Selinonte, città marittima della Cilicia,
+appellata poi Trajanopoli, oppresso dal male, che Eutropio[833] chiamò
+flusso di ventre, quivi in età di sessantuno, altri dicono di
+sessantatrè anni, compiè il corso di sua vita, per quanto si crede nel
+dì 10 d'agosto. Il detto finora ha condotto i lettori a comprendere le
+mirabili belle doti, che concorsero a rendere Trajano uno de' più
+gloriosi imperadori che s'abbia mai avuto Roma, e a cui pochi altri
+possono uguagliarsi, non che andare innanzi. Oltre alle belle memorie
+ch'egli lasciò in Roma e in varie parti del romano imperio, in
+fabbriche sontuose, strade, porti, ponti, si trovano ancora varie
+città o fabbricate da lui, o che presero il nome da lui. A lui ancora
+principalmente attribuisce Aurelio Vittore l'istituzione del Corso
+Pubblico, oggidì appellato le Poste, che veramente ebbe origine da
+Augusto, ma fu ampliato e regolato in miglior forma da Trajano,
+acciocchè si potessero speditamente e regolarmente saper
+dall'imperadore le nuove del vasto imperio romano, e andar e venir
+prontamente gli uffiziali cesarei: giacchè, come dottamente osservò il
+Gotofredo[834], serviva allora la posta solamente per gli ministri ed
+uomini dell'imperatore, e non già per le persone private, ed era
+mantenuta alle spese del Fisco con cavalli, calessi e carrette. Ma
+siccome osserva Aurelio Vittore[835], e si raccoglie dal codice
+teodosiano, questo lodevol istituto col tempo, e sotto i cattivi
+imperadori degenerò in uno intollerabil aggravio delle provincie e de'
+sudditi. Non fu già esente da ogni difetto Trajano, e van di accordo
+Dione[836], Aurelio Vittore[837], Sparziano[838] e Giuliano
+l'Apostata[839] in dire ch'egli cadea talvolta in eccessi di bere; ma
+non si sa ch'egli commettesse giammai azione alcuna contra il dovere,
+allorchè era riscaldato dal vino. Anzi, se crediamo ad esso Vittore,
+egli ordinò di non aver riguardo a ciò ch'egli avesse comandato dopo
+essere intervenuto a qualche convito. Aggiugne Dione, ch'egli fu
+suggetto ad un'infame libidine, abborrita dalla natura stessa, ma
+senza fare violenza o torto ad alcuno. Tutti effetti della falsa e
+stolta religione dei Gentili, la quale accecava e affascinava talmente
+le loro menti, che non si attribuivano a vergogna e peccato le
+maggiori enormità, che san Paolo chiaramente nomina e riconosce per un
+gran vitupero del gentilesimo allora dominante. Contuttociò nelle
+virtù politiche, e massimamente nell'amorevolezza, clemenza e
+saviezza, fu sì eccellente questo Augusto, che[840] da lì innanzi
+nelle acclamazioni che faceva il senato al regnante imperadore, si usò
+di augurargli, che fosse più _fortunato d'Augusto, più buono di
+Trajano_. E ben godè sotto di lui Roma e l'imperio tutto una mirabil
+calma: se non che si sentirono tremuoti in varie città, e peste e
+carestia in vari luoghi, e in Roma seguì una fiera inondazion del
+Tevere: malanni nondimeno, che servirono solamente di gloria a
+Trajano, perchè egli in quante maniere potè si adoperò per rimediare
+ai lor pessimi effetti, e per sovvenire chi era in bisogno. Fiorirono
+ancora sotto questo insigne imperadore vari eccellenti ingegni, perchè
+egli al pari degli altri più rinomati regnanti, amò i letterati, e
+promosse le lettere. Restano a noi tuttavia le Opere di _Cornelio
+Tacito_, di _Plinio_ il giovane e di _Frontino_, per tacer d'altri,
+che fiorirono anche sotto Adriano, e d'altri de' quali si son perduti
+i libri.
+
+Ora _Plotina imperadrice_, che accompagnò sempre in tutti i suoi
+viaggi il marito Trajano, dacchè egli fu morto, non lasciò traspirare
+la di lui perdita, se non dappoichè ebbe concertato tutto per fargli
+succedere _Publio Elio Adriano_ di lui cugino, giacchè non si sa che
+Trajano avesse mai figliuolo alcuno. La fama è varia intorno a questo
+punto. Crederono alcuni[841], che fosse corso per mente a Trajano di
+lasciar l'imperio a _Nerazio Prisco_ giurisconsulto di que' tempi, e
+che gli dicesse un giorno: _A voi raccomando le provincie, se qualche
+disgrazia mi accadesse_. Altri pensarono[842] ch'egli avesse posti gli
+occhi sopra _Serviano_ cognato di Adriano, ed altri fin sopra _Lucio
+Quieto_, che già dicemmo moro di nazione. Lo creda chi vuole. Vi fu
+chi disse essere stata sua intenzione di nominar dieci persone,
+lasciando poi la scelta del migliore al senato, dopo la sua morte.
+Nulla di ciò fu fatto. Solamente sul fin della vita adottò e nominò
+suo successore _Adriano_, e ciò per opera di _Plotina Augusta_ e di
+_Celio Taziano_ o sia _Attiano_, tutore di esso Adriano; perchè
+veramente Trajano non mostrò mai tenerezza alcuna di amore per lui,
+conoscendone assai i difetti; e l'avea bensì sollevato alla dignità di
+console, ma senza dargli cariche riguardevoli sussistenti: il che non
+si accorda con ciò che abbiam detto rivelato a lui da _Licinio
+Sura_[843] nell'anno 109, cioè che fin d'allora Trajano meditava di
+adottarlo per suo figliuolo. Convengono nondimeno gli storici in dire,
+che Plotina co' suoi maneggi portò il marito infermo a dichiararlo suo
+figliuolo e successore, siccome quella che, se vogliamo prestar fede a
+Dione[844], era innamorata di Adriano: il che facilmente potè
+immaginar la malizia solita a far dei ricami alle azioni altrui, e
+massimamente dei grandi. Anzi non mancò chi credesse essere stata
+l'adozion di Adriano una tela interamente fatta da essa Plotina senza
+notizia e consentimento di Trajano, ed anche dopo la di lui morte,
+tenuta celata apposta per qualche dì, con fingere fatta da lui
+l'adozione suddetta. A questo sospetto diede qualche fondamento
+l'essere state spedite le lettere al senato coll'avviso di tale
+adozione, ma sottoscritte dalla sola Plotina. Fece la medesima Augusta
+per solleciti corrieri intendere ad _Adriano_ la nuova dell'operato da
+Trajano (se pur tutta sua non fu quella fattura) nel dì 9 di agosto.
+Poscia nel dì 11 gli arrivò la nuova della morte di Trajano[845]. Non
+perdè tempo Adriano a scriver lettere al senato, intitolandosi
+_Trajano Adriano_, e pregandolo di confermargli l'imperio, e
+protestando di non ammettere onore alcuno, ch'egli non avesse prima
+domandato ed ottenuto dal medesimo senato, con altre sparate di non
+voler fare se non ciò che fosse utile al pubblico, di non far morire
+alcun senatore, aggiungendo a tali proteste gravi giuramenti ed
+imprecazioni, se non eseguiva ciò che prometteva. Niuna difficoltà si
+trovò ad approvare la di lui successione, ben conoscendo i senatori,
+che, comandando egli al nerbo maggiore delle milizie romane, pazzia
+sarebbe il negare a lui ciò che colla forza potrebbe ottenere. Oltre
+di che l'esercito stesso della Soria, appena udita l'adozione di lui e
+la morte di Trajano[846], l'avea riconosciuto per _Imperadore_: del
+che fece egli scusa col senato. Uscì Adriano di Antiochia, per veder
+le ceneri ed ossa dello stesso Trajano, che _Plotina_ sua moglie,
+_Matidia_ sua nipote e _Taziano_ portavano a Roma; e poscia se ne
+ritornò ad Antiochia, per dar sesto agli affari dell'Oriente, prima
+d'imprendere anch'egli il suo viaggio alla volta della Italia. Furono
+accolte in Roma esse ceneri colle lagrime e con un trionfo lugubre, ed
+introdotte in quella città sopra un carro trionfale, in cui si mirava
+l'immagine del defunto Augusto; e poscia collocate in un'urna d'oro
+sotto la colonna trajana, con privilegio conceduto a pochi in
+addietro, perchè non era lecito il seppellire entro le città[847].
+Egli certo fu il primo degl'imperadori che fossero entro Roma
+seppelliti. Scrisse Adriano al senato, acciocchè gli onori divini,
+secondo l'empio costume del gentilesimo, fossero compartiti a Trajano.
+Non sol questi, ma altri ancora, come templi e sacerdoti, decretò il
+senato alla di lui memoria; e per molti anni dipoi si celebrarono in
+onor suo i giuochi appellati Partici.
+
+NOTE:
+
+[827] Dio, lib. 68.
+
+[828] Eutropius, in Breviar.
+
+[829] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[830] Dio, lib. 68.
+
+[831] Euseb., in Chron.
+
+[832] Aurel. Vict., in Epit.
+
+[833] Eutrop., in Breviar.
+
+[834] Gothofredus ad Legem 8, Tit. 5, Codic. Theodosiani.
+
+[835] Aurelius Victor, de Caesarib.
+
+[836] Dio, lib. 68.
+
+[837] Aurel. Vict., de Caesarib.
+
+[838] Spart., in Vita Hadriani.
+
+[839] Julian., de Caesar.
+
+[840] Eutrop., in Brev.
+
+[841] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[842] Dio, lib. 69.
+
+[843] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[844] Dio, lib. 69.
+
+[845] Dio, ibid.
+
+[846] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[847] Eutropius, in Breviar.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXVIII. Indizione I.
+
+ SISTO papa 2.
+ ADRIANO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+ELIO ADRIANO AUGUSTO per la seconda volta, e TIBERIO CLAUDIO FOSCO
+ALESSANDRO.
+
+
+Credesi che Trajano avesse all'anno precedente disegnato console
+_Adriano_ per l'anno presente. Ma anche senza di questo, il costume
+era che i novelli Augusti prendessero il consolato ordinario nel primo
+anno del loro governo. Era nato Adriano nell'anno 76 della nostra Era,
+nel dì 24 di gennaio, per testimonianza di Sparziano[848], da cui
+abbiam la sua vita. Ebbe per moglie _Giulia Sabina_, figliuola di
+_Matidia Augusta_, di cui fu madre _Marciana Augusta_, sorella di
+_Trajano_. Perchè in sua gioventù comparve scialacquatore, si tirò
+addosso lo sdegno di Trajano, suo parente, e già suo tutore. Tuttavia
+tal era la sua disinvoltura e vivacità di spirito, che si rimise in
+grazia di lui, e ricevè anche molti onori da lui; ma non mai giunse in
+vita del medesimo ad essere accertato di succedergli nell'imperio a
+cagion del suo naturale, in cui quel saggio imperadore trovava bensì
+molte belle doti, ma insieme sapea scoprire non pochi vizii,
+quantunque Adriano si studiasse di dissimularli e coprirli.
+L'ambizione traspariva dalle di lui azioni e parole, molto più la
+leggerezza e l'incostanza; e sopra tutto, il suo essere stizzoso e
+vendicativo, facea temere che sarebbe portato alla crudeltà. Non si
+può negare, che la penetrazione del suo intendimento, la prontezza
+delle sue risposte, un'applicazione a tutto quanto può riuscir
+d'ornamento a persona nobile, l'aiutavano a brillar nella corte e
+negli uffizi a lui commessi. Prodigiosa era la sua memoria. Tutto
+quanto leggeva, lo riteneva a niente. Fu veduto talvolta in uno stesso
+tempo scrivere una lettera, dettarne un'altra, ascoltare e favellar
+con gli amici. Non si lasciava andar innanzi alcuno nella cognizion
+delle lingue greca e latina; sapea egregiamente comporre tanto in
+prosa che in versi, ed anche improvvisava talvolta con garbo[849]. La
+medicina, l'aritmetica, la geometria le possedeva; dilettavasi di
+sonar vari strumenti, di dipignere, di lavorar delle statue; e la sua
+non mai sazia curiosità il portava a voler sapere di tutto, con insino
+inoltrarsi molto nel vanissimo studio della strologia giudiciaria, o
+nell'empio della magia. Lasciò anche dopo di sè vari libri di sua
+composizione in prosa e in versi. Suo maestro, o pure aiutante di
+studio, fu _Lucio Giulio Vestinio_, che servì poscia a lui divenuto
+imperadore di segretario, e vien chiamato sopraintendente alle
+biblioteche di Roma greche e latine in una iscrizione[850]. Questo suo
+amore alle scienze ed arti cagion fu, che a' suoi tempi fiorirono in
+Roma le lettere, e vidersi i professori d'esse sommamente onorati e
+premiati, come attesta anche Filostrato[851]. Piena era la sua corte
+di grammatici, musici, pittori, geometri ed altri simili. Spezialmente
+si compiaceva di conversar coi filosofi, poeti ed oratori, e li teneva
+bene in esercizio, proponendo loro stravaganti quistioni, per
+imbrogliarli, e rispondendo loro con egual vivacità tanto sul serio,
+che burlando. Per altro a misura del suo volubil cervello era anche
+bizzarro ed instabile il suo genio e gusto. E credendosi, per istare
+sopra gli altri come imperadore, di aver anche questa medesima
+superiorità nell'ingegno e nel sapere, portava nello stesso tempo
+invidia a chi parea sapere più di lui, con giugnere a maltrattarli, e
+a trovar da dire sopra tutte le lor fatiche, e, quel che è peggio, a
+perseguitarli. Facevasi anche ridere dietro, allorchè anteponeva ad
+Omero un certo cattivo poeta appellato Antimaco, Ennio a Virgilio,
+Catone a Cicerone, Celio a Sallustio. E questo suo maligno ed
+invidioso talento il trasse fino a screditar le azioni e le fabbriche
+di Trajano, quasichè egli andasse innanzi a quel grand'uomo nel
+giudizio e nel buon gusto. Ma questo per ora basti del novello
+imperadore Adriano, e intorno alle sue doti e costumi.
+
+Dacchè fu egli creato imperadore, giudicò di non dover partire di
+Antiochia senza lasciare in istato quieto le cose d'Oriente[852]. Avea
+ben Trajano aggiunto al romano imperio le provincie della Mesopotamia,
+dell'Assiria e dell'Armenia; ma il mantenere quelle provincie nella
+dovuta ubbidienza, non era da un Adriano, principe che s'intendea del
+mestier della guerra per parlarne in sua camera, non per esercitarlo
+in campagna, perchè mal provveduto di coraggio e di pazienza nelle
+fatiche. Però si rivolse egli a' trattati di pace con _Cosroe_, già re
+de' Parti, e con quei popoli, contento di salvare la dignità del
+popolo romano: giacchè non si credea da tanto da poter conservar
+quelle conquiste. Cedette dunque l'Assiria e la Mesopotamia a Cosroe,
+mandandogli probabilmente il diadema, con ritener qualche ombra di
+superiorità, e riducendo il confine romano all'Eufrate, come era
+prima. Levò via _Partamaspare_, cioè quel re che Trajano avea dato ai
+Parti, costituendolo re in qualche di angolo quelle contrade. Permise
+anche ai popoli dell'Armenia l'eleggersi il loro re. Parve che in
+tutto questo egli cercasse d'estinguere la gloria di Trajano, di cui,
+per attestato di Eutropio[853], si mostrò sempre invidioso. Fece poi
+anche per questo distruggere, contro il volere di tutti, il teatro
+fabbricato da esso Trajano nel Campo Marzio. Poco mancò che non
+restituisse ancora la Dacia ai Barbari. Impedito ne fu dalla
+persuasion degli amici, acciocchè non cadessero sotto il giogo
+barbarico tanti cittadini romani, che Trajano aveva inviato ad abitare
+colà. Creò Adriano sul principio due prefetti del pretorio, cioè
+_Celio Taziano_ per gratitudine, avendolo avuto per tutore in sua
+gioventù, e per mezzano a salire in alto; e _Simile_ per la
+moderazione ed onoratezza de' suoi costumi. Di questi ne dà un saggio
+lo storico Dione[854] con dire che mentre _Simile_ era solamente
+centurione, trovossi nella anticamera imperiale per andare all'udienza
+di Trajano. V'erano ancora molti altri da più di lui, cioè uffiziali
+primari che la desideravano anch'essi. Trajano il fece chiamare
+innanzi agli altri, ma egli si scusò con dire, essere contro l'ordine,
+che un par suo dovesse goder quest'onore, con fare intanto aspettare i
+suoi comandanti nell'anticamera. Accettò Simile con difficoltà la
+carica di prefetto, e da lì forse a due anni, scorgendo che verso di
+lui s'era raffreddato Adriano, dimandò ed ottenne il suo congedo.
+Ritiratosi alla campagna, quivi per sette anni sopravvisse in tutta
+pace, comandando poi alla sua morte, che pel suo epitaffio si
+scrivesse come egli _era stato settantasei anni sulla terra, ed
+esserne vissuto solamente sette_. D'altro umore fu ben _Taziano_,
+perchè uomo violento. Egli sulle prime scrisse da Roma ad Adriano di
+levar dal mondo[855] _Bebio Marco_ prefetto di Roma, e _Laberio
+Massimo_, e _Crasso Frugi_, relegati nell'isole, come persone capaci
+di novità. Adriano non volle dar principio al suo governo con queste
+crudeltà. Alcune poi ne commise andando innanzi, e di queste diede la
+colpa ai consigli del medesimo Taziano. Depresse _Lucio Quieto_,
+valoroso uffiziale, con levargli la compagnia de' Mori, perchè si
+sospettava che aspirasse all'imperio. Mandò ancora _Marzio Turbone_ ad
+acquetare un tumulto insorto nella Mauritania. Probabilmente verso la
+primavera di quest'anno Adriano, dopo aver dato ai soldati il doppio
+di quel regalo che solevano dare gli altri nuovi imperadori, e
+lasciato al governo della Soria _Catilio Severo_, si mise in viaggio
+per terra alla volta di Roma. Il senato gli avea decretato il trionfo.
+Lo ricusò egli, volendo che a Trajano, benchè defunto, si desse
+quest'onore. Perciò entrò in Roma sul carro trionfale, su cui era
+inalberata l'immagine di esso Trajano. Cominciò dipoi il suo governo,
+come far sogliono per lo più i principi novelli, con somma bontà e
+dolcezza, e con far bene a tutti. Diede un congiario al popolo
+romano[856], e pare che n'avesse dato due altri nell'anno antecedente.
+Rimise alle città d'Italia tutto il tributo coronario, cioè quello che
+si solea pagare per le vittorie degl'imperadori, e per l'assunzione
+d'essi al trono. Lo sminuì anche alle provincie fuori d'Italia, benchè
+egli pomposamente esprimesse, quanto allora lo stato si trovasse in
+gran bisogno di danaro, che ciò nonostante egli faceva quella
+remissione. Ciò nondimeno che gli produsse un incredibil plauso, fu
+l'aver condonato tutti i debiti[857] che aveano le persone private da
+sedici anni in addietro coll'erario imperiale, tanto in Roma che in
+Italia, e nelle provincie spettanti all'imperadore, secondo la
+divisione d'Augusto, non sapendosi se questa liberalità si stendesse
+ancora alle provincie governate dal senato. Parla di questa sua
+memorabil generosità Sparziano, e ne conservarono la memoria le
+medaglie e le iscrizioni antiche[858]. Se non fallano i conti del
+Gronovio[859], questa remissione ascese a ventidue milioni e mezzo di
+scudi d'oro: il che sembra cosa incredibile. Per dare maggior risalto
+a questa sua insigne azione, e per maggior sicurezza dei debitori,
+fece bruciar nella piazza di Trajano tutte le lor polizze ed
+obbigazioni. Apparisce dalle medaglie suddette, ch'egli appena creato
+imperadore prese i titoli di _Germanico_, _Dacico_ e _Partico_, come
+se ancor questi fossero passati in lui coll'eredità di Trajano.
+Trovasi anche appellato _Pontefice Massimo_. Ma per conto del titolo
+di Padre_ della Patria_, benchè il senato non tardasse ad
+esibirglielo, e tornasse da lì a qualche tempo ad offerirglielo, nol
+volle, sull'esempio di Augusto che tardi l'avea accettato.
+
+NOTE:
+
+[848] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[849] Dio, lib. 69.
+
+[850] Thesaurus novus Inscription.
+
+[851] Philostratus, in Sophist.
+
+[852] Dio, lib. 69. Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[853] Eutrop., in Breviar.
+
+[854] Dio, lib. 69.
+
+[855] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[856] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[857] Dio, lib. 69.
+
+[858] Panvinius, Fast. Consular. Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[859] Gronovius de Sestertiis.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXIX. Indizione II.
+
+ SISTO papa 3.
+ ADRIANO imperatore 3.
+
+_Consoli_
+
+ELIO ADRIANO AUGUSTO per la terza volta, e QUINTO GIUNIO RUSTICO.
+
+
+Perchè non abbiamo storici che abbiano con ordine di cronologia
+distribuite le azioni di Adriano e di molti altri susseguenti
+imperadori, possiamo ben rapportar con sicurezza ciò che operarono, ma
+non già accertarne i tempi. Le stesse medaglie mancano in questi tempi
+di note cronologiche, perchè non vi si esprime, se non in generale, la
+podestà tribunizia e il consolato terzo, ripetuto sempre ne'
+susseguenti anni, perchè egli più non fu da lì innanzi console. Diede
+(forse nel precedente e non meno nel presente) dei sollazzi al popolo
+romano, troppo vago degli spettacoli, correndo il suo giorno
+natalizio, cioè[860] il combattimento de' gladiatori, e molte cacce di
+fiere. Giorni vi furono, ne' quali cento lioni ed altrettante lionesse
+restarono uccisi. Tanto nel teatro che nel circo, dove si fecero altri
+giuochi, sparse dei doni separatamente agli uomini e alle donne. E
+perciocchè regnava in Roma l'abbominevole abuso, che nel medesimo
+bagno e nello stesso tempo si andavano a lavar uomini e donne, proibì
+così enorme indecenza. Durò[861] il suo consolato dell'anno presente
+solamente i primi quattro mesi, senza che si sappia chi gli fosse
+sostituito in quella dignità. Ed allora attese ad ascoltar e decidere
+le cause, che erano portate al senato. Meglio regolò le poste,
+acciocchè i magistrati delle provincie non avessero l'incomodo di
+provveder le vetture ai bisogni. Ordinò che da lì innanzi le pene dei
+condannati non si pagassero al fisco, cioè alla camera cesarea, ma
+bensì all'erario della repubblica. Accrebbe gli alimenti ai fanciulli
+e alle fanciulle orfane povere per tutta l'Italia, ampliando la bella
+istituzione che aveano dinanzi fatto i buoni imperadori Nerva e
+Trajano. Ai senatori, che senza lor colpa aveano sminuito molto del
+patrimonio che si esigeva per essere di quell'ordine eminente, diede
+egli il supplemento con pensioni ben pagate finchè egli visse. Per le
+spese occorrenti nell'ingresso delle cariche a molti suoi amici poveri
+somministrò un buon aiuto di costa, e ciò fece ancora con alcuni che
+nol meritavano. Sovvenne ancora molte nobili donne, alle quali mancava
+il modo onesto di sostentar la vita. Scelse i più accreditati
+dell'ordine senatorio per i suoi domestici e familiari, e li teneva
+alla sua tavola. Fuorchè nel giorno suo natalizio, ricusò i giuochi
+circensi, che in altri tempi volle il senato decretare in onore di
+lui. Spesse volte ancora, parlando al senato e al popolo, protestò di
+voler far conoscere nel suo governo, ch'egli procurava il ben
+pubblico, e non già il proprio.
+
+La cronica di Alessandria mette sotto questi consoli l'andata di
+Addano a Gerusalemme[862], per quietare i tumulti eccitati dai Giudei
+anche in quelle parti. Prese, se vogliam credere a quello storico, la
+città di Terebinto, e vendè schiavi al pubblico i Giudei quivi
+trovati. Atterrò il tempio di Gerusalemme; fabbricò ivi due piazze, un
+teatro ed altri edifizii. Divise quella città in sette rioni coi lor
+sopraintendenti, ed abolito il nome di Gerusalemme, volle che quella
+città dal suo si chiamasse Elia. Anche Eusebio[863] qualche cosa di
+ciò parla all'anno presente; e il padre Pagi[864] tien per fermo che
+allora seguisse il viaggio suddetto di Adriano, e che Gerusalemme
+fosse da lui rifabbricata. Ma non è l'autore della cronica
+alessandrina di tal peso, da dovergli tosto prestar fede in questo
+punto di cronologia, quando Dione e Sparziano nulla di ciò dicono
+verso i tempi presenti; e quello scrittore patentemente s'inganna in
+attribuire ad Adriano la distruzione del tempio accaduta nella guerra
+di Tito. Non è perciò, a mio credere, assai sussistente il viaggio
+colà di Adriano in questi tempi. Possiamo bensì tenere, che nell'anno
+presente i sediziosi Giudei facessero qualche movimento, e restassero
+abbattuti, come scrive san Girolamo[865], e vien accennato anche da
+Eusebio. Abbiamo inoltre da Eutropio[866], che Adriano ebbe una sola
+guerra, di cui parleremo, nè questa la fece in persona, ma per mezzo
+di un suo generale.
+
+NOTE:
+
+[860] Dio, lib. 69.
+
+[861] Spartianus, in vita Hadriani.
+
+[862] Chr. Paschale, tom. I Histor. Byzantin.
+
+[863] Eusebius, in Chron.
+
+[864] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[865] Hieron., Comment. in Danymus, c. 9.
+
+[866] Eutrop., in Breviar.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXX. Indizione III.
+
+ SISTO papa 4.
+ ADRIANO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO CATILIO SEVERO e TITO AURELIO FULVO.
+
+
+Per quanto c'insegna Giulio Capitolino[867], l'imperadore _Antonino
+Pio_ fu prima nominato _Tito Aurelio Fulvio_ o _Fulvo_, ed era stato
+console con _Catilio Severo_. Quando quello storico non prenda
+abbaglio, il secondo de' consoli dell'anno presente dovette essere il
+medesimo Antonino. Non _Lucio Aurelio_, come per errore è corso ne'
+fasti del padre Stampa, ma _Tito Aurelio_ fu il prenome e nome d'esso
+console, come s'ha da un'iscrizione riferita dal Panvinio[868]. Ora
+all'anno presente, secondochè immaginò il padre Pagi[869] con altri, e
+non già al precedente, come volle il Tillemont, pare che s'abbia da
+riferire la guerra mossa[870] dai Sarmati e dai Rossolani contro le
+terre dell'imperio romano. A questo avviso Adriano Augusto
+immediatamente mandò innanzi l'esercito romano, e poi, tenendogli
+dietro, arrivò anche egli nella Mesia, e si fermò al Danubio,
+frapposto fra lui e i nemici. Il Cellario[871], che mette i Sarmati
+verso il mar Nero, e i Rossolani circa la Palude Meotide, non so come
+ben si accordi col racconto di questa guerra. Un dì la cavalleria
+romana, di tutte armi guernita, all'improvviso passò a nuoto il
+Danubio: azione sommamente ardita, che mise tal terrore nei Barbari,
+che trattarono di pace[872]. Lamentavasi il re de' Rossolani[873], che
+gli fosse stata sminuita la pensione solita a pagarsegli dai Romani.
+Adriano, che abborriva i pericoli della guerra, il soddisfece, con
+accordar vergognosamente quanto il barbaro richiedea. Fu in questi
+tempi, che egli diede il governo della Pannonia e della Dacia a
+_Marzio Turbone_, ch'era stato presidente della Mauritania,
+conferendogli la medesima autorità che avea il governator dell'Egitto.
+Fors'anche allora fu ch'egli fece fabbricar nella Mesia una città, che
+da lui prese il nome di Adrianopoli, oggidì Andrinopoli, città molto
+cospicua tuttavia. Secondo l'ordine che tiene Sparziano nel suo
+racconto, parrebbe che appartenessero all'anno presente alcune
+crudeltà usate da esso Adriano. Dione[874] sembra metterle molto
+prima, cioè all'anno 118 o 119. Siccome Adriano era principe
+diffidente e sospettoso, e che facilmente bevea quanto di male gli
+veniva riferito, così prestò fede a chi accusò _Domizio_ Negrino
+d'aver macchinato contro la di lui vita: del qual delitto (vero o
+falso che fosse) furono creduti complici _Cornelio Palma, Lucio
+Publicio Celso_ e _Lucio Quieto_, tutti e quattro personaggi di gran
+credito e nobiltà, e stati già consoli ordinari o straordinari. Ma non
+s'accordano insieme Dione e Sparziano. Il primo scrive che doveano
+ammazzare Adriano, allorchè era alla caccia; e l'altro, mentr'egli si
+trovava impegnato in un sagrifizio. Si può anche dubitare che un tal
+fatto accadesse quando Adriano si trovava nelle vicinanze di Roma, e
+non già nella Mesia. Ne scrisse Adriano al senato. Pare che queste
+persone prendessero la fuga, perchè _Palma_, per ordine del senato, fu
+ucciso in Terracina, _Celso_ a Baja, _Negrino_ a Faenza, e _Lucio_ in
+viaggio. Protestò dappoi Adriano, non essere accaduta la lor morte di
+commessione sua, e lo scrisse anche nella sua vita, libro che più non
+esiste. Ma per quanto egli dicesse[875], comune credenza fu, che per
+insinuazioni segrete da lui fatte, il senato levasse a sì riguardevoli
+soggetti la vita; nè alcuno si sapea persuadere, che persone di tanta
+riputazione fossero giunte a meditar simile attentato. Lo stesso
+Adriano poi in qualche congiuntura non negò d'aver data la spinta alla
+lor morte, con rigettarne poi la colpa del consiglio sopra _Taziano_,
+prefetto del pretorio.
+
+Nè fu questa la sola crudeltà usata da Adriano. Altre nobili e potenti
+persone credute colpevoli per la suddetta congiura, o per altre
+cagioni, ed in altri tempi, perderono la vita d'ordine suo, tuttochè
+l'astuto principe, anche con giuramento, attestasse d'essere in ciò
+innocente. Così in un altro anno egli fece levare dal mondo
+_Apollodoro Damasceno_[876]. Siccome di sopra accennammo, era questi
+un architetto mirabile. Avea fabbricato il maraviglioso ponte di
+Trajano sul Danubio. Sua fattura parimente furono la superba piazza di
+Trajano, l'Odeo ed il Ginnasio in Roma. Un giorno si trovava presente
+Adriano, allorchè l'Augusto Trajano ed Apollodoro trattavano di una di
+esse fabbriche, e volle anch'egli fare il saccente, come quegli che
+credea di sapere di tutto. Rivoltosegli Apollodoro gli disse: _Andate
+di grazia a dipingere delle zucche: chè di questo non v'intendete
+punto_. Questa ingiuria non si cancellò mai più dal cuor di Adriano, e
+fu cagione che mandò poi con de' pretesti quel valentuomo in esilio.
+Tuttavia maggior male per questo non gli avrebbe fatto; anzi in
+qualche tempo si servì di lui. Avvenne che Adriano fabbricò il tempio
+di Venere e di Roma, dove erano le magnifiche statue di queste due
+falsamente appellate dee. Per prendersi beffe di Apollodoro ch'era
+fuori di Roma, e forse esiliato, gliene mandò il disegno, acciocchè
+intendesse che senza di lui si poteano far delle sontuose e belle
+fabbriche in Roma; e nello stesso tempo desiderò che dicesse il suo
+sentimento, se fosse o no con buona architettura formato quello
+edifizio. Rispose Apollodoro, che conveniva fabbricar quel tempio
+assai più alto, se avea da fare un'eminente comparsa sopra le alte
+fabbriche della Via sacra: ed anche più concavo, a cagion delle
+macchine che si pensava di fabbricar ivi segretamente, per introdurle
+poi nel teatro. Aggiugneva, che le maestose statue ivi poste non erano
+proporzionate alla grandezza del tempio, perchè se le dee avessero
+avuto da levarsi in piedi ed uscir fuori, non avrebbono potuto farlo.
+All'udir queste osservazioni, e al conoscere l'error commesso senza
+poterlo emendare, s'empiè di tanta rabbia e dolore Adriano, che privò
+di vita il troppo sincero architetto, degno ben d'altra mercede pel
+suo impareggiabil valore. Oh che bestia il signore Adriano! griderà
+qui taluno. Ma convien aspettare alquanto, perchè mirandolo in un
+altro prospetto fra poco, troveremo in lui tanto di buono da potere
+far bella figura fra i regnanti. Non so io ben dire in che luogo
+dimorasse Adriano, allorchè succedette la tragedia dei quattro
+consolari suddetti uccisi. Ben so ch'egli si trovava fuori di
+Roma[877], ed avvisato dalla grave mormorazione che si faceva per la
+morte di sì illustri personaggi, e ch'egli s'era tirato addosso l'odio
+di tutti, corse frettolosamente a Roma per prevenire i disordini.
+Quetò il popolo con dispensargli un doppio congiario. Mentre era
+lontano, gli avea anche fatto distribuire tre scudi d'oro per testa.
+Nel senato, dopo aver addotte le scuse dell'operato, giurò di nuovo
+che non avrebbe mai fatto morire senatore alcuno, se non era giudicato
+degno di morte dal senato. Ma sotto i precedenti cattivi Augusti, un
+solo lor cenno bastava a far che il senato proferisse la sentenza di
+morte contra di chi incorreva nella loro disgrazia. Se non falla
+Eusebio[878], in quest'anno ovvero nel seguente, un fiero tremuoto
+diroccò la città di Nicomedia, e ne patirono gran danno tutte le città
+circonvicine. Adriano generosamente inviò colà grandi somme di danaro
+per rifarle.
+
+NOTE:
+
+[867] Julius Capitolinus, in T. Antonino.
+
+[868] Panvinius, in Fast. Consular.
+
+[869] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[870] Dio, lib. 69.
+
+[871] Cellar., Geogr.
+
+[872] Euseb., in Chron.
+
+[873] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[874] Dio, lib. 69.
+
+[875] Dio, lib. 69.
+
+[876] Dio, ibidem.
+
+[877] Spartianus, in Hadriano.
+
+[878] Euseb., in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXI. Indizione IV.
+
+ SISTO papa 5.
+ ADRIANO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO ANNIO VERO per la seconda volta e AURELIO AUGURINO.
+
+
+Fu _Lucio Annio Vero_ avolo paterno di _Marco Aurelio_ filosofo ed
+imperadore, di cui parleremo a suo tempo. Osservossi[879] in tutte le
+maniere di vivere d'Adriano Augusto una continua varietà, e una
+costante incostanza. Ora crudele, ora tutto clemenza: ora serio e
+severo, ora lieto buffone: avaro insieme e liberale: sincero e
+simulatore. Amava facilmente, ma facilmente passava dall'amore
+all'odio. S'è veduto com'egli trattò l'architetto Apollodoro, e pure
+abbiam da Sparziano, che non si vendicò di chi gli era stato nemico,
+allorchè menava vita privata. Divenuto imperadore, solamente non
+guardava loro addosso. E vedendo uno che più degli altri se gli era
+mostrato contrario, disse: _L'hai scappata_. Tutto ciò può essere, se
+non che per testimonianza del medesimo storico, _Palma_ e _Celso_
+consoli, stati sempre suoi nemici nella vita privata, abbiam veduto
+qual fine fecero. In quest'anno gli venne troppo a noia _Celio
+Taziano_, che già dicemmo alzato da lui al grado di prefetto del
+pretorio, in guisa che, come dimentico di averlo avuto per tutore, e
+per gran promotore della sua assunzione al trono, ad altro non pensava
+che a levarselo d'attorno. Non poteva sofferire la grand'aria di
+potenza che si dava Taziano; e perciò gli corse più volte per mente di
+farlo tagliare a pezzi. Se ne astenne, perchè era fresca la memoria
+dei quattro consolari uccisi, e l'odio che gliene era provenuto. Ma
+con tutto il suo guardarlo di bieco, non otteneva che Taziano
+chiedesse di depor quella carica. Gli fece per tanto dire
+all'orecchio, che era bene il chiederlo; ed appena ne udì l'istanza,
+che conferì la carica di prefetto del pretorio e _Marzio Turbone_,
+richiamato dalla Pannonia e Dacia. Creò senatore _Taziano_, dandogli
+anche gli ornamenti consolari, e dicendo che non avea cosa più grande
+con cui premiarlo. Anche _Simile_, l'altro prefetto del pretorio,
+siccome dissi all'anno 118, dimandò il suo congedo. Entrò nel suo
+posto _Setticio Claro_. Sì _Turbone_ che _Claro_ erano due personaggi
+di raro merito; ma anch'essi provarono col tempo, quanto instabile
+fosse l'amore e la grazia di questo imperadore. Per questa mutazion
+d'uffiziali parendo oramai ad Adriano d'aver la vita in sicuro, perchè
+di loro non si fidava più, andò a sollazzarsi nella Campania, dove
+fece del bene a tutte quelle città e terre, ed ammise all'amicizia sua
+le persone più degne ch'egli trovò in quel tratto di paese.
+
+Ritornato a Roma Adriano, come se fosse persona privata, interveniva
+alle cause agitate davanti ai consoli e ai pretori; compariva ai
+conviti de' suoi amici, e se questi cadevano malati, due ed anche tre
+volte il giorno andava a visitarli. Nè solamente ciò praticò coi
+senatori; si stesero le visite sue anche ai cavalieri romani infermi,
+e insino a persone di schiatta libertina, sollevando tutti con buoni
+consigli, ed aiutando chiunque si trovava in bisogno. Gran copia
+d'essi amici volea sempre alla sua mensa. Alla suocera sua, cioè a
+_Matidia_ _Augusta_, nipote di Trajano, compartì ogni possibil onore,
+allorchè si faceano i giuochi de' gladiatori, e in altre occorrenze.
+Ebbe sempre in sommo onore _Plotina Augusta_, vedova di Trajano, da
+cui conosceva l'imperio. E a lei defunta fece un suntuoso scorruccio.
+Gran rispetto ancora mostrava ai consoli, sino a ricondurli a casa
+terminati ch'erano i giuochi circensi. Anche con la più bassa gente
+parlava umanissimamente, detestando i principi che colla loro altura
+si privano del contento di mandar via soddisfatte di sè le persone.
+Con queste azioni prive di fasto, piene di clemenza[880], si
+procacciava l'affetto del pubblico; e lodavasi nel medesimo tempo la
+continua sua attenzione al buon governo; la sua magnificenza nelle
+fabbriche; la sua provvidenza ne' bisogni occorrenti, e specialmente
+nel mantenere l'abbondanza de' viveri al popolo. Assaissimo ancora
+piaceva il non esser egli vago di guerre, che d'ordinario costano
+troppo ai sudditi. Tanto le abborriva egli, che se ne insorgeva
+alcuna, più tosto si studiava di aggiustar le differenze coi
+negoziati, che di venir all'armi. Non confiscò mai i beni altrui per
+via d'ingiustizie; troppo si pregiava egli di donare il suo ad altri,
+non già di far sua la roba altrui. In fatti grande fu la sua
+liberalità verso moltissimi senatori e cavalieri; nè aspettava egli
+d'essere pregato; bastava che conoscesse i lor bisogni per correre
+spontaneamente a sovvenirli. Se gli poteva parlare con libertà, senza
+ch'egli se l'avesse a male. Avendogli una donna dimandata giustizia,
+rispose di non aver tempo di ascoltarla. _Perchè siete voi dunque
+imperadore?_ gridò la donna. Fermossi allora Adriano, con pazienza
+l'ascoltò, e la soddisfece. Un di ne' giuochi de' gladiatori al popolo
+non piacea quel che si facea, e con importune grida dimandava
+all'imperadore, che se ne facesse un altro. Comandò Adriano all'araldo
+che gli era vicino, di dire imperiosamente al popolo _che tacesse_,
+come solea far Domiziano. Ma l'araldo fatto cenno al popolo di
+dovergli dir qualche parola a nome del regnante, altro non disse se
+non: _Quel che ora si fa, è di piacere dell'imperadore._ Non si offese
+punto Adriano, che l'araldo avesse contro l'ordine suo parlato con tal
+mansuetudine al popolo, anzi il lodò d'aver così fatto. Credesi
+ch'egli in quest'anno fabbricasse un circo in Roma. Comincia il
+Tillemont[881] nell'anno 120 i viaggi di Adriano fuori di Italia; il
+Pagi[882] nell'anno 121. Io mi riserbo di parlarne all'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[879] Spartianus, in Hadriano.
+
+[880] Dio, lib. 69.
+
+[881] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[882] Pagius, Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXII. Indizione V.
+
+ SISTO papa 6.
+ ADRIANO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+MANIO ACILIO AVIOLA, e CAJO CORNELIO PANSA.
+
+
+Per accertar gli anni precisi, ne' quali Adriano Augusto imprese ed
+eseguì tanti suoi viaggi, non ci ha provveduti la storia di lumi
+sufficienti. Nè occorre volgersi alle medaglie, nelle quali veramente
+sono accennati questi suoi viaggi, perchè esse non ritengono vestigio
+del tempo. L'Occone e il Mezzabarba[883] le han distribuite a tentone
+per varii anni, senza poterne addurre il perchè. Sia dunque lecito a
+me il tener qui con esso Mezzabarba e col Bianchini[884], che in
+quest'anno cominciasse Adriano a viaggiare. Parte per curiosità, e
+parte per farsi rinomare, si era egli messo in testa di voler visitare
+tutto il vasto imperio romano; cosa non mai fatta da alcuno de'
+predecessori. Venne dunque, a mio credere, nell'anno presente per
+l'Italia, e passò nella Gallia[885], dove delle sue azioni altro non
+si sa, se non che sollevò colla sua liberalità quanti bisognosi a lui
+ricorsero. Certo è che questo suo genio ambulatorio tornava in
+profitto delle provincie[886] dove egli arrivava; imperocchè a guisa
+di un ispettore s'informava co' suoi occhi, e col saggio esame delle
+cose, se i magistrati faceano il lor dovere, oppur mancavano alla
+giustizia, e quali fossero gli abusi, per rimediare a tutto; nel che
+maravigliosa era non meno la di lui attività e provvidenza, che la sua
+costanza in degradare o punire in altre forme i delinquenti. Volea
+saper tutte le rendite e gli aggravi delle città; visitava tutte le
+fortezze, per osservare se erano ben tenute e munite, ordinando che si
+provvedesse quel che mancava, distruggendo ciò che non gli piacea, e
+comandando, se occorreva, delle fabbriche nuove in altri siti. Dalla
+Gallia passò nella Germania romana. A que' confini distribuito stava a
+quartiere il maggior nerbo delle milizie romane sempre all'ordine per
+opporsi ai Germani non sudditi, i quali più che altra nazione furono
+sempre temuti e rispettati dai Romani. Era Adriano, quanto altri mai,
+peritissimo dell'arte militare, e sembra ch'egli anche ne componesse
+un libro, come altrove ho io accennato[887]. Adunque senza perder
+tempo, si applicò alla visita de' luoghi forti, esaminando le
+fortificazioni, l'armi, le macchine militari; e come se fosse
+imminente la guerra, diede la mostra a tutte quelle legioni, e premiò
+e promosse a gradi superiori chi sel meritava; fece far l'esercizio a
+tutti. Trovati moltissimi abusi introdotti nella milizia per
+trascuratezza dei principi e generali precedenti, si mise al forte,
+per rimettere in piedi l'antica disciplina romana fra que' soldati.
+Diede ordini bellissimi intorno a varii impieghi degli uffiziali, e
+alle spese che si facevano. Levò via dagli alloggiamenti de' soldati
+(che erano obbligati ad abitar sotto le tende alla campagna) i
+portici, i pergolati, le grotte ed altre delizie. Niuno de' soldati
+senza giusta cagione potea uscire del campo. Per divenir centurione
+(noi diremmo capitano) bisognava aver buona fama e robustezza di
+corpo. Essere non potea tribuno (noi diremmo colonnello) se non chi
+era giunto ad una perfetta giovanezza, accompagnata inoltre dalla
+prudenza. Lecito non era ai tribuni l'esigere o ricevere alcun dono o
+danaro dai soldati. E per conto de' medesimi soldati disaminò
+attentamente le loro armi, il lor bagaglio, la loro età, acciocchè
+niuno prima degli anni diecisette fosse assunto alla milizia, nè fosse
+tenuto a militar più di trenta, se non voleva. Nell'esattezza della
+disciplina precedeva egli a tutti, animando col proprio esempio le sue
+leggi. Mangiava in pubblico, altro cibo non prendendo che l'usato dai
+soldati gregari, cioè lardo, cacio e posca, o sia acqua mischiata
+d'aceto. Talvolta armato fece venti miglia a piedi; bene spesso usava
+vesti dimesse, non dissomiglianti da quelle de' soldati. L'usbergo suo
+era senza oro, le fibbie senza gemme, di avorio solamente il pomo
+della spada. Visitava i soldati infermi; disegnava i siti degli
+accampamenti; sopra tutto badando che non si comprassero robe inutili,
+nè si desse a mangiare a persone oziose. Da questo poco si può
+comprendere la saviezza degli antichi Romani nel ben disciplinare la
+loro milizia.
+
+Sbrigato della Germania Adriano, si crede che nell'anno stesso, cioè
+come io vo congetturando, nel presente passasse alla visita della gran
+Bretagna[888]. Quivi ancora trovò molti abusi, e li corresse. Erano i
+Romani in possesso di buona parte di quell'isola; ma nel principio del
+governo di Trajano vi era stata qualche ribellione o tumulto in quelle
+parti. Certo è che la parte settentrionale non ubbidiva all'aquile
+romane. Per assicurarsi dunque Adriano dagl'insulti di que' Barbari,
+gente feroce e temuta, ordinò che si fabbricasse un muro lungo ottanta
+miglia, il qual dividesse i confini romani dalle terre d'essi Barbari.
+Credono gli eruditi Inglesi, che questo muro fosse nella provincia del
+Northumberland verso il fiume Tin, e che ne restino tuttavia le
+vestigia. Ebbe fra le altre cose in uso Adriano di tener delle spie,
+non tanto per saper tutto ciò che si faceva in corte, quanto ancora
+per indagar tutt'i fatti particolari de' suoi cortigiani ed amici. Al
+qual proposito si racconta, che avendo una dama scritto al marito,
+lamentandosi dello star egli tanto tempo lontano, e del perdersi nei
+bagni ed in altri piaceri: lo seppe Adriano, e venuto quel tale a
+prendersi commiato, gli disse ch'era bene l'andare e l'abbandonare
+ormai i bagni e i piaceri. Il cavaliere non sapendo di che mezzi si
+servisse Adriano per iscoprire i fatti altrui, allora rispose: _L'ha
+forse mia moglie scritto anche a voi, siccome ha fatto a me?_ Ora
+dovette Adriano essere avvisato da Roma, che _Svetonio Tranquillo_,
+autore delle Vite dei dodici primi Cesari, che allora serviva in corte
+nel grado di segretario delle lettere, e _Setticio Claro_, prefetto
+del pretorio, ed altri, praticavano troppo familiarmente con _Sabina_
+sua moglie, non mostrando quella riverenza che si dovea alla casa
+dell'imperadore. Di più non vi volle, perchè egli levasse loro le
+cariche. Aggiungono, ch'era anche disgustato della stessa Sabina sua
+moglie, perchè gli parea donna aspra e schizzinosa: laonde ebbe a
+dire, che s'egli fosse stato persona privata, l'avrebbe ripudiata.
+Succedette in questi tempi qualche fastidiosa sedizione in Egitto.
+Adoravano que' popoli il dio Apis sotto figura di un bue macchiato; e
+morendo questo, si cercava un vitello che avesse le medesime macchie.
+Dopo molti anni trovato questo dio bestia, gran gara, anzi un
+principio di guerra insorse fra le città, pretendendo molte d'esse di
+doverlo nutrire nel loro tempio. A questo avviso turbato Adriano,
+dalla Bretagna tornò nella Gallia, e venne a Nimes in Provenza, dove
+d'ordine suo fu fabbricata una maravigliosa basilica in onore di
+Plotina Augusta, già moglie di Trajano. A lui ancora, o pure ad
+Antonino, vien attribuita la fabbrica dell'anfiteatro, in parte ancora
+sussistente, ed un ponte ed altre antichità di quella città. Di là poi
+si portò in Ispagna, e passò il verno in Tarragona.
+
+NOTE:
+
+[883] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+[884] Blanchinius, ad Anastasium.
+
+[885] Spartianus, in Hadriano.
+
+[886] Dio, lib. 69.
+
+[887] Antiquit. Italicar., tom. 2, Dissert. 26.
+
+[888] Spartianus, in Hadriano.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXIII. Indizione VI.
+
+ SISTO papa 7.
+ ADRIANO imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO APRIO PETINO e LUCIO VENULEJO APRONIANO.
+
+
+I più degl'illustratori de' Fasti consolari danno il nome di _Cajo
+Ventidio Aproniano_ al secondo di questi due consoli. Io, fondato
+sopra un embrice o mattone, tuttavia esistente nell'insigne museo del
+Campidoglio[889], l'ho appellato _Lucio Venulejo_. Ma in un altro
+mattone, riferito dal Fabretti[890], egli ha il prenome di _Tito_, e
+non già di _Lucio_. Sembra che sotto Nerva s'introducesse l'uso
+continuato di poi per molti anni, d'imprimere ne' mattoni, e in altri
+materiali di terra cotta, oltre al nome della bottega o sia della
+fornace, quello ancora de' consoli per denotar l'anno. Passò Adriano,
+siccome già accennai, il verno in Tarragona, dove egl'incontrò un
+pericoloso accidente. Mentre egli un dì passeggiava per un giardino,
+gli venne incontro furiosamente colla spada nuda un servo del padrone
+di quella casa. Adriano bravamente si difese, e fermato il micidiale,
+consegnollo alle guardie[891]. Trovossi che il cervello avea data
+volta a costui. L'imperadore con esempio di rara moderazione il fece
+curar dai medici, nè volle fargli alcun male. In quella città riparò
+egli a sue spese il tempio d'Augusto. Ordinò una leva di gente, ma vi
+trovò delle difficoltà, tuttavia con tal prudenza e destrezza maneggiò
+gli animi di que' popoli, che ottenne l'intento suo. Motivo di stupore
+fu, che trovandosi egli in Ispagna, non andasse a visitar la sua
+patria Italica. Sappiamo nondimeno che le fece di gran bene; ed Aulo
+Gellio[892] cita un discorso da lui fatto in senato, allorchè Italica,
+Utica ed altre città che godeano la libertà dei municipii, dimandarono
+d'aver delle colonie romane: il che parve strano, essendo migliore la
+condizion dei municipii, che quella delle colonie. Qualche torbido
+dovette seguire circa questi tempi nella Mauritania, provincia
+dell'Africa. Adriano felicemente lo quietò. Deducendosi dalle
+medaglie[893], che anche in persona a quella provincia egli si
+trasferì, il Tillemont[894] si figura che questo accadesse nell'anno
+presente. Ma il Pagi[895] pensa ciò avvenuto più tardi. Dicendo poi
+Sparziano[896], che in questi tempi vi fu un principio di guerra coi
+Parti, il quale con un abboccamento seguito fra esso Adriano e forse
+con Cosroe re di quella nazione, in breve fu posto fine: potrebbe
+taluno argomentare, che Adriano passasse dalla Spagna e dalla
+Mauritania in Soria. Il salto a me par troppo grande. Si tien
+parimente, che egli andasse dipoi ad Atene, dove si fermò per tutto il
+verno seguente. Con tal supposizione pare che possa accordarsi l'avere
+scritto Eusebio[897], che Adriano, fattagli istanza di nuove leggi dal
+popolo ateniese, formò un estratto di quelle di Dracone, Solone ed
+altri legislatori, e loro le diede.
+
+NOTE:
+
+[889] Thesaurus Novus Inscription., pag. 321, num. 6.
+
+[890] Fabrettus, Inscription., pag. 509.
+
+[891] Spartian., in Hadriano.
+
+[892] Gellius, lib. 16, cap. 13.
+
+[893] Mediobarbus, Numism. Imper.
+
+[894] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[895] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[896] Spartianus, in Hadriano.
+
+[897] Eusebius, in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXIV. Indizione VII.
+
+ SISTO papa 8.
+ ADRIANO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+MANIO ACILIO GLABRIONE e CAJO BELLICIO TORQUATO.
+
+
+Perchè si sono smarrite tante antiche storie, e massimamente la vita
+di sè stesso scritta da Adriano, noi ci troviamo ora troppo intrigati
+a seguitar questo imperadore ne' suoi viaggi, e ci convien solamente
+per congetture rapportare a questo ed a quell'anno i suoi passi.
+Camminando dunque sul supposto che Adriano soggiornasse nel presente
+verno ad Atene, ne sarebbe seguito ciò che scrive Eusebio nella sua
+Cronica, cioè, che essendo uscito del suo letto il fiume Cefiso, ed
+avendo inondata la città di Eleusi o sia Eleusina, egli fabbricò un
+ponte sopra quel fiume, e verisimilmente lo fece arginar con delle
+muraglie, in maniera che più non potesse farle di queste burle. Quindi
+pare ch'egli si portasse alla visita della Bitinia, Macedonia,
+Cappadocia, Cicilia, Frigia, Pamfilia, Licia, Armenia, e d'altri paesi
+dell'Asia e dell'isole adiacenti. Ci sono medaglie di tali provincie,
+che il nominano lor ristauratore; imperciocchè in niun luogo andava
+egli, che non vi lasciasse dei benefizii, con esenzioni e privilegii,
+o con fabbriche degne di un par suo. Dione[898] attesta ch'egli
+magnificamente aiutò ed abbellì le città da lui visitate, chi con
+danari, chi con acquedotti o porti, chi con templi, ed altri pubblici
+edifizii, o con accrescimento d'onori. Sotto l'antecedente anno
+l'autore della cronica alessandrina[899] scrive che Adriano edificò le
+piazze di Nicomedia e di Nicea, e i Crociali, e le mura che guardano
+verso la Bitinia. Fabbricò inoltre il tempio di Cizico, e in quella
+città selciò di marmi la piazza. Colla stessa generosità in molte
+altre illustri città alzò vari templi, e varie statue fece mettere in
+essi. Aggiugne lo storico Dione, che nella maggior parte delle città,
+dove si lasciò vedere, fabbricò de' teatri, e v'istituì dei
+combattimenti annuali. Così dappertutto risuonava la fama e il nome di
+Adriano, come di comune benefattore di tutto il romano imperio. Varie
+iscrizioni in testimonianza di questo ho anch'io rapportato
+altrove[900]. Non è inverisimile, che verso il fine dell'anno egli si
+riducesse di nuovo ad Atene, città sopra le altre a lui cara, e quivi
+soggiornasse ne' mesi del verno, moltiplicando le grazie verso quella
+città. In essa volle anche esser presidente dei pubblici giuochi e
+combattimenti. Fu osservato che molti de' Greci portavano dei
+coltelli, anche andando ai lor templi. O per ordine o per riverenza di
+Adriano niuno osò allora di portarli.
+
+NOTE:
+
+[898] Dio, lib. 69.
+
+[899] Chron. Paschale. Histor. Byzantin.
+
+[900] Thesaurus Novus Inscript., tom. 1.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXV. Indizione VIII.
+
+ SISTO papa 9.
+ ADRIANO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO CORNELIO SCIPIONE ASIATICO, per la seconda volta, e QUINTO
+VETTIO AQUILINO.
+
+
+Camminando noi sul supposto, che Adriano Augusto soggiornasse nel
+presente verno in Atene, allora dovette succedere ciò che narra
+Sparziano, cioè ch'egli volle intervenire[901] alle sacre feste di
+Cerere, che si faceano nella città di Eleusi o sia Eleusina. Rinomati
+erano i misteri di que' sacerdoti, cioè i riti e le cerimonie che si
+adoperavano nel culto di quella falsa deità, appunto perchè segreti e
+non veduti dal popolo. Per grazia pochi si ammettevano alla conoscenza
+e participazione di sì fatte superstizioni ed imposture. Adriano, ad
+esempio d'Ercole e di Filippo il Macedone, ne volle essere partecipe,
+e farsi ascrivere al ruolo di que' divoti. Venne poi da Atene a
+visitar le città della Sicilia, ed anche ivi è da credere che con
+larga mano spargesse benefizii, dacchè abbiamo una medaglia, in cui
+vien appellato Restitutore della Sicilia. Volle quivi visitare il
+monte Etna, per vedere la nascita del sole, la quale si dicea che
+rappresentava l'arco baleno. Dopo tante girate finalmente si restituì
+a Roma.
+
+NOTE:
+
+[901] Spartianus, in Hadriano.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXVI. Indizione IX.
+
+ SISTO papa 10.
+ ADRIANO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ANNIO VERO per la terza volta, ed EGGIO AMBIBULO.
+
+
+Il primo de' consoli _Annio Vero_, sappiam di certo che fu avolo
+paterno di _Marco Aurelio_ imperadore; non così certo è il suo prenome
+di Marco. Ho io appellato il secondo _Eggio Ambibulo_, fondato sopra
+un'iscrizione da me rapportata altrove[902], ed esistente nel Museo
+Capitolino. Credette il cardinal Noris[903], ch'egli portasse i nomi
+di _Lucio Vario Ambibulo_, adducendone per prova due iscrizioni
+riferite dal Reinesio. Ma i marmi reinesiani non dicono che quel
+_Lucio Vario Ambibulo_ fosse console, e perciò nulla si oppongono al
+marmo da me sopra citato. Il padre Pagi[904] pieno della idea de'
+quinquennali, decennali, quindecennali, ec. degl'imperadori, de' quali
+sì spesso favella, pretende che il motivo d'Adriano per tornare a
+Roma, fosse affin di celebrare in quest'anno le feste che si usavano,
+allorchè gli Augusti compievano il decimo anno del loro imperio.
+Eusebio[905], con cui vanno concordi l'autore della cronica
+alessandrina, e Paolo Orosio, scrive che nel presente anno dal senato
+romano fu conferito ad Adriano il titolo di _Padre della Patria_, e a
+_Giulia_ Sabina sua moglie quello di _Augusta_. Ma che ciò succedesse
+in quest'anno, si può giustamente dubitarne, trovandosi
+iscrizioni[906] e medaglie[907], nelle quali prima di questi tempi
+Adriano si vede intitolato _Padre della Patria_. Abbiamo poi da
+Sparziano[908] che continuando questo imperadore nel desiderio di
+visitar tutte le provincie dell'imperio, dopo essersi fermato qualche
+tempo in Roma, passò in Africa, dove non men si fece conoscere
+liberale di grazie e di benefizii verso quelle città, che fosse stato
+verso le altre di sopra menzionate. Veggonsi medaglie[909], nelle
+quali è appellato Ristoratore dell'Africa, della Mauritania, della
+Libia. Terminata poi la visita di quelle provincie, tornò a Roma, per
+quivi soggiornare nel verno.
+
+NOTE:
+
+[902] Thesaurus Novus Inscript., p. 323, n. 2.
+
+[903] Noris, Espistol. Consular.
+
+[904] Pagius, Critic. Baron.
+
+[905] Eusebius, in Cron.
+
+[906] Gruterus, Thesaur. Inscript.
+
+[907] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[908] Spartianus, in Hadriano.
+
+[909] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXVII. Indizione X.
+
+ TELESFORO papa 1.
+ ADRIANO imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+TIZIANO e GALLICANO.
+
+
+Finora non si sono scoperti in sicure memorie i prenomi e i nomi di
+questi consoli. Assai fu in uso de' Romani il distinguere le persone
+nobili, una dall'altra coll'ultimo lor cognome, o sia soprannome.
+Questo solo dovea bastare per intendere chi fosse l'uno e l'altro de'
+consoli. Opinione poi fondata è, che in quest'anno succedesse il
+glorioso martirio di _san Sisto_ papa, in cui luogo nella cattedra di
+san Pietro fu sustituito _Telesforo_. Quanto tempo si fermasse in Roma
+Adriano, non si sa. Sembra bensì credibile, che ogni qualvolta egli
+tornava a Roma, rallegrasse il popolo con un congiario, e con altre
+fogge di regali. Le medaglie[910] ci hanno conservata la memoria di
+varie _Liberalità_ di Adriano, e ne contano fin sette. Secondochè
+scrive Sparziano[911], si rimise poi in viaggio il non mai stanco
+Augusto, per visitare un'altra volta la Grecia e l'Asia,
+verisimilmente bramoso di conoscere, se le fabbriche già da lui
+ordinate in varie città, fossero compiute. Tali trovò quelle che egli
+avea disegnato in Atene, e celebrò la festa della lor dedicazione. Fra
+gli altri suntuosi edifizii, ch'egli fece fabbricare in Atene, si
+contò quello di Giove Olimpio, il quale sembra, siccome dirò, compiuto
+solamente nell'anno 134. In alcune iscrizioni[912] da me date alla
+luce, egli è chiamato _Adriano Olimpio_. Sembra ancora che
+l'adulazione greca arrivasse a dare a lui il titolo di _Giove
+Olimpio_: il che, se fosse, sarebbe da cercare chi più meritasse il
+nome di pazzo, o chi lo dava o chi lo riceveva. Oltre a ciò si osserva
+nelle iscrizioni suddette, che dimorando Adriano in Atene, varie città
+gli spedirono ambasciatori, per rallegrarsi del di lui felice ritorno
+in quelle parti. Pare anche verisimile, ch'egli innamorato di Atene,
+si fermasse ivi tutto il seguente verno. Troppo si compiaceva egli di
+trovarsi tra i filosofi e le persone letterate. Di queste tuttavia era
+doviziosa la scuola d'Atene; e sopra gli altri furono in gran credito
+alla corte di Adriano _Epitteto_, insigne filosofo stoico, di cui ci
+restano il manuale, operetta aurea, e molti suoi documenti nel libro
+di Arriano suo discepolo; e _Favorino_ sofista, o sia oratore,
+dottissimo tanto nella latina che nella greca lingua, di cui molto
+parla Aulo Gellio[913]. Di lui si racconta[914] che avendogli un
+giorno Adriano, principe uso di fare l'arcifanfano nelle lettere,
+riprovata una parola, adoperata da esso oratore in qualche scritto,
+dopo breve contrasto Favorino gliela diede vinta. Rimproverandolo
+poscia di codardia gli amici suoi, perchè quella era parola buona,
+autenticata dall'uso fattone da alcuni accreditati scrittori, egli
+saporitamente ridendo, loro rispose: _Trattandosi di uno che ha trenta
+legioni al suo comando, non volete voi ch'io il creda più dotto di
+me?_ Ma cadde egli in fine dalla grazia di Adriano, perchè non sapea
+questo capriccioso e volubile Augusto sofferir lungamente chi potea
+far ombra al preteso suo universal sapere. E se n'avvide Favorino,
+allorchè fu per trattare una sua causa davanti a lui, pretendendo
+l'esenzione dal sostenere le cariche della sua patria Arles nella
+Gallia. Conobbe assai, che Adriano era per dargli la sentenza contro;
+e però quando si credea ch'egli venuto al contradditorio perorasse per
+la sua pretensione, altro non disse, se non che apparitogli la notte
+in sogno il suo maestro (forse Dione Grisostomo) l'avea esortato a non
+lasciarsi increscere di far quello che faceano gli altri suoi
+concittadini. Aveano gli Ateniesi eretta a quel filosofo una statua.
+Inteso ch'egli era decaduto dal favore di Adriano, corsero ad
+abbatterla[915]. Ne fu portata la nuova a Favorino, ed egli senza
+punto scomporsi, rispose: _Avrebbe ben voluto Socrate essere trattato
+dagli Ateniesi a così buon mercato._ Anche _Dionisio da Mileto_,
+eccellente sofista, godè un tempo della grazia di Adriano; ma perchè
+un giorno gli scappò detto ad Eliodoro segretario delle lettere di
+esso imperadore; _Cesare ti può ben caricar di onori e di ricchezze,
+ma non ti può far divenire oratore_, Adriano l'ebbe da lì innanzi in
+odio. Per altro questo imperadore, siccome ho detto di sopra,
+s'intendeva di tutte le arti e scienze, e lasciò scritti vari libri,
+di dicitura per lo più scura ed affettata, ed uno massimamente della
+sua vita. Ma usava di pubblicarli sotto nome de' suoi liberti, uno de'
+quali fu _Flegonte_, di cui tuttavia resta un'operetta degli
+Avvenimenti maravigliosi, e che compose molti altri libri.
+
+NOTE:
+
+[910] Idem, ibid.
+
+[911] Spartianus, in Hadriano.
+
+[912] Thesaurus Novus Inscript., p. 235.
+
+[913] Spartianus, in Hadriano.
+
+[914] Aulus Gellius, Noct. Attic.
+
+[915] Philostratus, in Sophistis.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXVIII. Indizione XI>.
+ TELESFORO papa 2.
+ ADRIANO imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO NONIO ASPRENATE TORQUATO per la seconda volta, e MARCO ANNIO
+LIBONE.
+
+
+Fu quest'_Annio Libone_ zio paterno di _Marco Aurelio_, poscia
+imperadore, come si ricava da Giulio Capitolino[916]. Seguitando
+quella poca traccia che dei viaggi di Adriano ci ha lasciato
+Sparziano[917], possiam credere ch'esso Augusto nell'anno presente da
+Atene ripassasse nell'Asia, per osservare se ivi ancora erano stati
+eseguiti gli ordini suoi, e perfezionate le fabbriche e i lavori da
+lui nel primo suo viaggio disegnati. In fatti vi fece la consecrazione
+di molti templi, appellati di Adriano. Andò nella Cappadocia, e quivi
+raunò gran copia di servi o sia schiavi per servigio delle armate, e
+non già per farli soldati. A tutti i re e principi barbari di quelle
+vicinanze fece sapere il suo arrivo, per confermar la buona amicizia
+con tutti. Molti di essi vennero ad attestargli il loro ossequio, e
+Adriano li trattò e regalò così generosamente, che si trovarono ben
+pentiti coloro i quali ebbero difficoltà di venire ad inchinarlo. Più
+degli altri se ne pentì _Farasmane_, probabilmente re dell'Iberia, che
+con insolente alterigia avea ricusato di comparire davanti a lui.
+Tuttavia Sparziano più di sotto scrive, che Adriano fece dei gran
+donativi a molti di quei re, comperando la pace dalla maggior parte di
+essi; ma verso niuno fu così liberale, come verso il re dell'Iberia,
+al quale, oltre ad altri magnifici regali, donò un lionfante e una
+coorte di cinquecento uomini d'armi. _Farasmane_ anch'egli dal canto
+suo gl'inviò de' superbi donativi, e fra essi delle vesti di tela
+d'oro. Ma Adriano, per deridere i di lui regali, ordinò che trecento
+uomini condannati a morte andassero a combattere nell'anfiteatro,
+vestiti di tela d'oro. Invitò anche _Cosroe re de' Parti_, con
+rimandargli la figliuola, già presa da Trajano, e con promettergli la
+restituzione del trono d'oro, ma senza mantenergli poi la parola. Era
+la vanità principal compagna di Adriano in tutti questi viaggi.
+Abbiamo da Arriano[918], che questo imperadore diede dei re ai popoli
+de' Lazii, degli Abasgi, de' Sanigi e degli Zughi, tutti situati verso
+le parti del mar Nero. Continuando egli poscia a girar per le
+provincie romane, poste nell'Asia, quanti uffiziali ritrovò che si
+erano abusati delle loro autorità in pregiudizio de' popoli,
+severamente li gastigò, e a molti tolse la vita. Venuto nella Soria,
+ebbe sopra tutto in odio il popolo di Antiochia, senza che ne
+apparisca il motivo: di modo che pensò di separar la Fenicia dalla
+Soria, acciocchè Antiochia non fosse in avvenire capo di tanto paese.
+E che in fatti la separasse, e ch'egli veramente venisse in quest'anno
+nella Soria, lo prova il padre Pagi[919] colle antiche medaglie. Certo
+è, che gli Antiocheni si pregiavano di una lingua tagliente. Forse li
+guardò di mal occhio per questo. Volle poi visitare il monte Casio,
+dove situato era un rinomato tempio di Giove, e salì colà di notte,
+per veder la mattina nascere il sole; ma insorse un temporale, la cui
+pioggia il bagnò, e un fulmine cadde sopra la vittima, mentre egli
+preparava il sagrifizio. Passò in appresso Adriano dalla Soria
+nell'Egitto.
+
+NOTE:
+
+[916] Capitolinus, in Marco Aurelio
+
+[917] Spartianus, in Hadriano.
+
+[918] Arrianus, de Pont.
+
+[919] Pagius, in Critic. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXIX. Indizione XII.
+
+ TELESFORO papa 3.
+ ADRIANO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO GIULIO BALBO e PUBLIO GIUVENZIO CELSO per la seconda volta.
+
+
+_Celso_ fu un insigne giurisconsulto di questi tempi. Ad essi ordinari
+consoli furono sostituiti _Cajo Nerasio Marcello_ e _Gneo Lollio
+Gallo_, siccome osservò il Panvinio[920], con produrre un'iscrizione
+antica. Un'altra data alla luce dal canonico Gorio[921], ci fa vedere
+consoli insieme _Giuvenzio per la seconda volta, e Marcello_ anch'esso
+_per la seconda_: laonde si può dubitare che _Balbo_ fosse mancato di
+vita prima di compiere i mesi del suo consolato, o ch'egli prima del
+collega scendesse. Scrisse Sparziano[922] che essendo stato Adriano
+tre volte console promosse molti altri al terzo consolato, ed infiniti
+al secondo; il che sembra da lui detto con troppa esagerazione. Che
+nell'anno precedente venisse Adriano nell'Egitto, e viaggiasse nel
+presente infaticabilmente per quei paesi, lo provò il padre Pagi[923]
+colle medaglie battute da varie città egiziane nell'anno 11 di esso
+Adriano. Ora in quest'anno egli fece il viaggio per l'Arabia, e di là
+tornò a Pelusio, dove fece con maggior magnificenza rifare il sepolcro
+di Pompeo il Grande. Mentr'egli navigava pel Nilo, perdè _Antinoo_,
+giovinetto nato in Bitinia, di rara bellezza, suo gran favorito, ma
+come si credeva per motivi degni della detestazione di tutti. Nella
+cronica di Eusebio appunto sotto quest'anno è riferita la di lui
+morte. Fece correre voce Adriano, che Antinoo caduto nel Nilo si fosse
+affogato. Ma per testimonianza di Sparziano[924] e di Dione[925],
+opinion comune fu che Antinoo offerisse ai falsi dii la volontaria sua
+morte, per soddisfare a una bestial curiosità o empia superstizione di
+Adriano, il quale vago della magia, o credulo alle imposture del
+gentilesimo[926], si figurò di prolungar la sua vita coll'iniquo
+sacrifizio di questo giovine; oppure, come pensò il Salmasio, volle
+cercar nelle viscere di lui l'augurio dei fatti avvenire. Comunque
+sia, certo è, per attestato di Sparziano, che Adriano pianse la morte
+di Antinoo, come fan le donnicciuole; poscia per consolar sè stesso, e
+ricompensare il defunto giovinetto, il fece deificare dai Greci; pazza
+e ridicola risoluzione, per tale riconosciuta anche dagli stessi
+Gentili, ma specialmente dai Cristiani d'allora, che si servirono di
+questa empia buffonata per maggiormente screditare la stolta religion
+de' Pagani, come si può vedere ne' libri di san Giustino, di
+Tertulliano, di Origene e d'altri difensori della santa religione di
+Cristo. Ma che non sa far l'adulazione? Per guadagnarsi merito con
+Adriano, i popoli accettarono questo novello dio, gli alzarono statue
+per tutto l'imperio romano; più templi furono fabbricati in onore di
+lui, con sacerdoti apposta, i quali incominciarono anche a fingere
+ch'egli dava le risposte come un oracolo. E gli strologhi, osservata
+in cielo una nuova stella, non ebbero vergogna di dire che quell'era
+Antinoo trasportato in cielo. Lo stesso Adriano, con dire di vederlo
+colà, dava occasion di ridere alla gente savia. Fece egli dipoi
+fabbricare una città nel luogo dove morì, e fu seppellito Antinoo,
+alla quale pose il nome di Antinopoli, di cui poche vestigia oggidì
+restano nell'Egitto.
+
+NOTE:
+
+[920] Panvinius, in Fastis Consul.
+
+[921] Gorius, in Inscript. Etrur.
+
+[922] Spartianus, in Hadriano.
+
+[923] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[924] Spartianus, in Hadriano.
+
+[925] Dio, lib. 69.
+
+[926] Aurelius, in Epitome.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXX. Indizione XIII.
+
+ TELESFORO papa 4.
+ ADRIANO imperadore 14.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO FABIO CATULLINO e MARCO FLAVIO ASPRO.
+
+
+Non è inverisimile che Adriano stoltamente impegnato ad eternar la
+memoria del suo Antinoo, passasse il verno di quest'anno nell'Egitto.
+Siccome egli stendeva il guardo a tutte le provincie del romano
+imperio per beneficarle, così non avea lasciato indietro la Giudea. Ha
+creduto il padre Petavio[927], ch'egli in quest'anno e non prima
+rifabbricasse l'abbattuta città di Gerusalemme, e le desse il nome suo
+proprio, chiamandola Elia Capitolina, deducendolo da Sparziano, che
+nulla dice di questo. Solamente scrive egli[928], che trovandosi
+Adriano in Antiochia (probabilmente, siccome abbiam supposto,
+nell'anno 128) i Giudei si sollevarono per cagion di un editto, in cui
+veniva loro vietato il castrarsi; il che, per quanto si può credere,
+vuol dire che loro fu proibita la circoncisione. Non potendo essi
+sofferire un divieto cotanto opposto alla lor legge, si mossero a
+ribellione. Abbiamo all'incontro da Dione[929], che Adriano fatta
+fabbricare Gerusalemme, e mutatole il nome, nel luogo, dove dinanzi
+era il tempio dedicato al vero Dio, ne edificò uno in onore di Giove,
+e pose in quella città una colonia di gentili romani. Perderono la
+pazienza i Giudei al vedere in casa loro venir a piantare una stabile
+abitazione gente straniera, e in faccia loro alzato un tempio
+all'idolatria; e però non seppero contenersi da' movimenti di
+ribellione. Ma finchè Adriano Augusto si fermò in quelle vicinanze,
+cioè nell'Egitto e nella Soria, non ardirono di venire all'armi, ed
+attesero a covar l'ira loro, aspettando tempo più opportuno per dar
+fuoco alla mina. Il padre Pagi, che crede riedificata Gerusalemme
+nell'anno 119, differisce sino all'anno 155 la nuova nominazion di
+Gerusalemme, e non va certo d'accordo con Dione. Santo Epifanio[930]
+scrive, che Adriano passò nella Palestina, e visitò quel paese, dopo
+essere stato nell'Egitto. Nulla è più verisimile, che andando egli
+dalla Soria in Egitto, oppur nel ritorno, visitasse quella provincia.
+Ci ha conservata Vopisco[931] nella vita di Saturnino una lettera,
+scritta da Adriano a _Serviano_ suo cognato, nell'anno 134, in cui
+descrive i costumi degli Egiziani, come aveva egli stesso osservato,
+allorchè fu in quelle contrade, cioè dipinge il popolo specialmente di
+Alessandria, come gente volubile, inquieta, pronta sempre alle
+sedizioni e alle ingiurie. Se vogliamo prestar fede a lui, i _Gentili
+vi adoravano Cristo, i Cristiani vi adoravano Serapide, essendo amanti
+solo di novità. Non vi era Giudeo, Samaritano, Cristiano, che non
+attendesse alla strologia, agli augurii_: benchè il Salmasio stimi
+doversi altrimente spiegar quelle parole: _I Cristiani, i Giudei, i
+Gentili non vi conoscevano che un Dio_, probabilmente l'interesse.
+_Alessandria era piena di popolo, di ricchezze; niuno vi stava in
+ozio; si facevano lavorare fino i ciechi, e quei che pativano di
+podagra e chiragra. Loro aveva Adriano confermati gli antichi
+privilegii, aggiuntine de' nuovi. Tuttavia appena fu egli partito, che
+dissero un mondo di male di lui e dei suoi più cari_. Così Adriano. Ma
+che i Giudei e i Cristiani tutti adorassero Serapide, e che fossero
+tutti gente superstiziosa e cattiva, non siam tenuti a stare al
+giudizio di un Adriano gentile. Di qua bensì intendiamo, quanto in
+quella città fosse cresciuto il numero de' Cristiani, e che Adriano li
+lasciava vivere in pace. Scrive poi Lampridio[932], aver avuto in
+animo questo imperadore di ricevere _Cristo Signor nostro per Dio_, al
+qual fine avea fabbricati molti templi senza statue. Ma il Casaubono e
+il Pagi credono ciò una diceria popolare. Nè questo s'accorda col
+dirsi da Sparziano[933], che Adriano gran diligenza e zelo mostrò per
+le cose sacre di Roma, e sprezzò le forestiere.
+
+NOTE:
+
+[927] Petavius, in Chronol.
+
+[928] Spart., in Hadriano.
+
+[929] Dio, lib. 69.
+
+[930] Epiphanius, de Mensuris.
+
+[931] Vopiscus, in Saturn.
+
+[932] Lampridius, in Alexandro Severo.
+
+[933] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXXI. Indizione XIV.
+
+ TELESFORO papa 5.
+ ADRIANO imperadore 15.
+
+_Consoli_
+
+SERVIO OTTAVIO LENATE PONZIANO e MARCO ANTONIO RUFINO.
+
+
+In un'iscrizione riferita dal Grutero[934] il secondo console vien
+chiamato _Annio Rufino_. Quello è un errore. _Antonio Rufino_ ho io
+trovato in più di un'antica copia di quel marmo. Secondo la Cronica
+d'Eusebio, fu circa questi tempi compiuta in Roma, per ordine di
+Adriano, la fabbrica del tempio di Venere e di Roma, e se ne fece la
+dedicazione. Era questo uno de' più sontuosi edifizii dell'augusta
+città, per la gran quantità e bellezza dei marmi, coi quali era
+fabbricato o incrostato, e col tetto coperto di tegole di bronzo, che
+poi servirono, a' tempi di Onorio I per coprire la basilica di san
+Pietro. Altri riferiscono all'anno seguente la dedicazione del tempio
+suddetto, che fu la morte dell'architetto _Apollodoro_, come di sopra
+accennai all'anno 120. Per attestato ancora del medesimo Eusebio[935]
+fu pubblicato in quest'anno l'editto perpetuo, composto dall'insigne
+giurisconsulto _Salvio Giuliano_, che fu uno de' principali
+consiglieri di Adriano. Imperciocchè[936] questo imperadore ebbe il
+lodevol costume, allorchè andava a giudicare e a decidere le
+controversie, di avere per assistenti non solamente i suoi amici e
+cortigiani, ma anche i migliori giurisconsulti, approvati prima dal
+senato; ed egli principalmente si serviva del suddetto _Salvio
+Giuliano_, di _Giulio Celso_ e di _Nerazio Prisco_. Gran diversità era
+allora nei giudizii per le provincie; chi decideva a una maniera e chi
+all'altra. Adriano, affinchè si camminasse con uniformità dappertutto,
+volle che Giuliano formasse una raccolta di leggi ed editti, creduta
+bastevole a terminar con giustizia tutte le cause. Di questo editto
+perpetuo si veggono raccolti i frammenti nell'edizion dei Digesti
+fatta da Dionisio Gotofredo. Le apparenze sono, che Adriano
+abbandonasse in quest'anno l'Egitto, e passando per la Soria e per
+l'Asia, tornasse alla sua diletta città di Atene, dove, per
+testimonianza di Eusebio, egli stette tutto il verno seguente. Giacchè
+non abbiamo storico migliore, che ci somministri un buon filo per
+seguitare i passi di questo imperadore, non è temerità l'attenersi ad
+Eusebio.
+
+NOTE:
+
+[934] Gruterus, Thesaurus Inscription., p. 337.
+
+[935] Euseb., in Chron.
+
+[936] Spartianus, in vita Hadriani.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXXII. Indizione XV.
+
+ TELESFORO papa 6.
+ ADRIANO imperadore 16.
+
+_Consoli_
+
+SENTIO AUGURINO ed ARRIO SEVERIANO per la seconda volta.
+
+
+Non _Severiano_, ma _Sergiano_ è chiamato in vari Fasti il secondo di
+questi consoli, e però resta indecisa la lite intorno al di lui vero
+cognome. Dimorò[937] Adriano tutto questo verno, e forse il resto
+dell'anno presente, in Atene, dove celebrò i suoi quindecennali, cioè
+l'anno quindicesimo compiuto del suo imperio[938]. Per attestato di
+Eusebio, tornò a visitar le misteriose imposture di Cerere Eleusina;
+compiè molte fabbriche in Atene; vi fece de' suntuosi giuochi, fra'
+quali una caccia di mille fiere. Sopra tutto quivi formò una
+biblioteca delle più copiose e belle che fossero nell'universo. Per
+tutto il tempo che si fermò Adriano[939] nelle vicinanze della Giudea,
+cioè nella Soria e in Egitto, i Giudei, benchè pieni di rabbia a
+cagione del tempio di Giove fabbricato in Gerusalemme, si tenner per
+paura quieti. Ma intanto andavano disponendo tutto per ribellarsi a
+suo tempo. Fecero preparamenti d'armi, fortificarono vari siti,
+formarono cammini sotterranei per ricoverarvisi in caso di bisogno; e
+sopra tutto spedirono segreti messi per le varie città dell'imperio,
+acciocchè quei della lor nazione accorressero in lor aiuto, o
+formassero delle sedizioni. Nè lasciarono di commuovere anche altre
+nazioni a prendere l'armi, facendo loro sperare non pochi vantaggi e
+guadagni. Dacchè dunque videro Adriano molto allontanato dalle loro
+contrade, cominciarono apertamente a non voler ubbidire ai magistrati
+romani; ma non osando di venire a combattimenti, attendevano solamente
+a premunirsi contro la forza de' Romani. Però Eusebio mette all'anno
+presente il principio di questa guerra.
+
+NOTE:
+
+[937] Euseb., in Chron.
+
+[938] Blanchinius, in Anastasium.
+
+[939] Dio, lib. 69.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXXIII. Indizione I.
+
+ TELESFORO papa 7.
+ ADRIANO imperadore 17.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ANTONIO IBERO e NUMMIO SISENA.
+
+
+Un'iscrizione rapportata dal Doni[940] ci ha scoperto il prenome del
+console Ibero. Dove soggiornasse Adriano nell'anno presente, io nol so
+dire. Che fosse ritornato a Roma, non apparisce da alcuna memoria. Il
+dire col Tillemont[941], ch'egli fu in questi tempi in Egitto e
+nell'anno seguente nella Soria, non si accorda con Dione[942], che fa
+ribellati i Giudei, dappoichè Adriano si fu ben allontanato dai lor
+paesi: il che dovette succedere nell'anno precedente. Ma o fosse egli
+tuttavia in Atene, come io vo' sospettando, o fosse ripassato in Asia,
+si può credere che egli non istesse fermo in un sol luogo: tanta era
+la sua vaghezza di viaggiare, e di acquistarsi credito colle sue
+maniere popolari fra tutt'i popoli. Abbiamo da Sparziano[943], ch'egli
+in Atene volle essere uno degli Arconti. Nella Toscana, benchè
+divenuto imperadore, esercitò la pretura; e per le città del Lazio si
+compiacque degli uffizii municipali di Dittatore, Edile e Duumviro. In
+Napoli volle essere Demarco, o capo del popolo; in Italica, sua
+patria, in Ispagna, quinquennale; e in Adria, da cui ebbero origine i
+suoi maggiori, ebbe il medesimo uffizio di quinquennale. A tutta prima
+non fecero i magistrati romani[944] gran caso dei movimenti degli
+Ebrei; ma dappoichè si avvidero che si accendeva il fuoco per tutta la
+Giudea, e che per l'altre parti dell'imperio romano la nazion giudaica
+facea delle adunanze, delle minacce e peggio ancora: Adriano pensò
+allora daddovero a reprimere il loro ardire e disegno. Perciò spedì
+rinforzi di gente a _Tenio Rufo_, governatore della Giudea, ed ordinò
+che i migliori suoi generali passassero in quelle parti. Uno di questi
+fu _Giulio Severo_. Abbiamo da Eusebio[945], che i Giudei aveano
+saccheggiata la Palestina. Lor capitano era un certo Cochebas o
+Barcochebas, uomo sommamente crudele. Fece costui quanto potè per
+indurre i Cristiani a prendere anch'essi l'armi contra de' Romani; ma
+i cristiani istruiti dalla lor santa legge, che s'ha da osservare la
+fedeltà anche ai principi cattivi, non ne vollero far altro; e però lo
+spietato Giudeo non solamente contra de' Romani, ma anche contra di
+quanti cristiani gli caddero nelle mani, andò sfogando il suo sdegno,
+con fargli aspramente tormentare e morire. Ma sopraggiunti gli
+eserciti romani, poco potè far fronte alla superiore lor forza.
+
+NOTE:
+
+[940] Donius, Inscription. Antiquar.
+
+[941] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[942] Dio, lib. 69.
+
+[943] Spartianus, in Vita Hadriani.
+
+[944] Dio, lib. 69.
+
+[945] Eusebius, in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXXIV. Indizione II.
+
+ TELESFORO papa 8.
+ ADRIANO imperadore 18.
+
+_Consoli_
+
+CAJO GIULIO SERVIANO per la terza volta, e CAJO VIBIO VARO.
+
+
+_Serviano_ console ordinario dell'anno presente era il cognato di
+Adriano, perchè marito di _Paolina_, sorella di lui. Però a quest'anno
+appartiene la lettera, che di sopra all'anno 230 dicemmo a lui scritta
+da Adriano intorno ai costumi degli Alessandrini ed Egiziani, e a noi
+conservata da Vopisco[946]. Fa conoscere quella lettera, che Adriano
+era stato in Egitto, e tuttavia dimorava ne' primi mesi di quest'anno
+lungi da Roma. Non è improbabile ch'egli andasse visitando le città e
+le isole della Grecia. Avea nel precedente anno cominciata _Giulio
+Severo_ la guerra contro ai Giudei; nel presente la terminò, se
+sussiste la cronologia di Eusebio[947], che ne riferisce il fine sotto
+quest'anno. Così gran fatti ne racconta Dione[948], che parrebbe non
+essersi potuto smorzar quell'incendio in poco tempo. Scrive egli
+adunque, che Giulio Severo, valoroso ed accorto generale di Adriano,
+non si attentò mai di venire con quella gente disperata, ed ascendente
+ad un numero eccessivo, ad una battaglia campale. Ma assalendoli in
+corpi separati, impedendo loro i viveri, e rinserrandoli a poco a
+poco, e senza azzardare, ne fece un terribil macello, sì fattamente,
+che pochissimi salvarono la vita. È da credere ch'egli non la
+perdonasse nè pure alle donne, a' fanciulli e ai vecchi; imperocchè vi
+perirono, se dobbiamo stare in ciò all'asserzione di quello storico,
+cinquecento ottantamila persone di nazione giudaica, tagliate a pezzi,
+senza contare i morti di fame, fuoco e malattia, che fu una
+moltitudine incredibile. Cinquanta buone loro fortezze vennero in
+poter de' Romani: e novecento ottantacinque belle terre, castella e
+borghi furono tutti spianati, di modo che quasi tutta la Palestina
+rimase un paese deserto. Costò nondimeno assai caro anche ai Romani
+quella impresa, perchè ve ne perirono parecchie migliaia; e perciò in
+occasione che Adriano scrivendo al senato in questi tempi (segno
+ch'egli era lungi da Roma) non si servì dell'usato esordio secondo il
+formolario, cioè di quelle parole: _Se voi e i vostri figliuoli siete
+sani, me ne rallegro. Quanto a me e all'esercito, noi siam tutti
+sani._ Terminata secondo i giusti giudizii di Dio questa gran rovina
+del popolo giudaico[949], Adriano pubblicò un editto, che sotto pena
+della vita niun Giudeo potesse più entrare in Gerusalemme, e nè pure
+appressarvisi. Ma non si mantenne questo gran rigore sotto i
+susseguenti Augusti. Diede lo stesso Adriano in ricompensa del buon
+servigio a _Giulio Severo_ il governo della Bitinia, esercitato poscia
+da lui con tal giustizia, prudenza e nobil contegno, e con sì fatta
+cura non men de' pubblici che de' privati affari di quel paese, che
+Dione, nativo di lì, attesta essere stata anche ai suoi dì in
+venerazione la di lui memoria. Insorse poco appresso un altro torbido
+in Levante, perchè gli Alani, appellati anche Massageti, mossi da
+_Farasmane re_ loro, diedero il sacco alla Media e all'Armenia,
+scorrendo fin sulle terre della Cappadocia, dove era governatore
+_Flavio Arriano_, forse quel medesimo, di cui ci restano alcuni libri.
+I regali fatti da _Vologeso_ (probabilmente re dell'Armenia) a que'
+Barbari, e la paura dell'esercito romano raunato da Arriano, fecero da
+lì a non molto cessare le loro ostilità e i saccheggi. Si può ricavar
+da Dione, che in questi tempi l'Augusto Adriano stanziasse in Atene,
+dove dedicò il tempio di Giove Olimpico, in cui fu anche posto la
+statua di lui col suo altare, e un drago fatto venire dall'India.
+Solennizzò ivi Adriano con gran magnificenza le feste di Bacco, e vi
+fece la sua comparsa, vestito in abito di Arconte. Diede inoltre
+licenza ai Greci adulatori di fabbricar in quella città a nome di
+tutta la Grecia un tempio alla sua persona, come ad un dio; e per far
+onore a questo insigne edifizio, istituì de' combattimenti e giuochi,
+e donò agli Ateniesi non solo una grossa somma di danaro e del grano,
+ma anche l'isola di Cefalonia. In somma di tante beneficenze colmò
+egli Atene, che quasi divenne essa una città nuova. Il che fatto,
+finalmente abbandonò quel caro paese, e se ne ritornò in Italia nel
+presente anno, o almeno nei primi mesi del seguente.
+
+NOTE:
+
+[946] Vopisc., in Saturn.
+
+[947] Euseb., in Chron. et lib. 4, cap. 6 Historiae Ecclesiasticae.
+
+[948] Dio, lib. 69.
+
+[949] Euseb., lib. 4, cap. 6 Histor. Hieronymus in Isaiam, cap. 6.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXXV. Indizione III.
+
+ TELESFORO papa 9.
+ ADRIANO imperadore 19.
+
+_Consoli_
+
+PONZIANO ed ATILIANO.
+
+
+Il prenome e nome di questi consoli non si sono finora scoperti; v'ha
+chi in vece di _Atiliano_ scrive _Atelano_. Da un'iscrizione atletica,
+che si legge presso il Grutero e presso il Falconieri, ricavò il padre
+Pagi[950], che Adriano Augusto prima del dì 3 di maggio era ritornato
+a Roma, perchè un suo rescritto dato in quel giorno e nella stessa
+città, appartiene alla di lui _Podestà Tribunizia XVIII_ corrente
+allora. Rallegrò tosto il popolo con degli spettacoli. Nel corso delle
+carrette si acquistò gran plauso uno di quei cocchieri, servo di
+qualche nobile romano[951]. Il popolo con alte grida fece istanza
+all'imperadore che gli desse la libertà. Addano in iscritto rispose,
+_non essere cosa decente per li Romani il dimandare, che l'imperadore
+dia la libertà ad un servo altrui, o forzi il padrone a dargliela_.
+Ripigliò Adriano in Roma le sue solite maniere di vivere. Fra gli
+altri suoi usi, andava spesso ai pubblici bagni, e si lavava con gli
+altri del popolo[952]. Gli venne un dì osservato un veterano, molto
+ben noto a lui, che fregava la schiena e le altre parti del corpo ai
+marmi del bagno. Gliene dimandò il perchè: _Perchè non ho un servo,
+rispose il soldato, che mi possa fregare._ Adriano gliene donò alcuni,
+ed anche le spese in vita. Risaputosi ciò, l'altro dì vennero molti
+vecchi a far lo stesso, sperando un egual trattamento. Ordinò Adriano
+che si fregassero l'un l'altro. Fece molti buoni ordini. Che non fosse
+lecito ai senatori il prendere nè direttamente nè indirettamente
+appalto alcuno di gabelle. Che fosse vietato ai padroni l'uccidere i
+loro servi, cioè gli schiavi (il che ne' tempi addietro era permesso
+ai Romani) volendo che se si trovavano rei, fossero condannati dai
+giudici. Soffrì nondimeno che tenessero prigioni private per li servi
+e liberti. Voleva che i senatori, uscendo in pubblico, sempre
+portassero la toga, eccettochè la notte. Tassò le sportole ai giudici,
+riducendole all'antica moderazione. Ripudiò le eredità lasciategli da
+persone ch'egli non conosceva; ed anche conoscendole, se v'erano de'
+figliuoli, le rifiutò. Dilettossi forte della caccia, ed amò sì
+fattamente alcuni de' suoi cavalli e cani, che fece far loro dei
+sepolcri. Talvolta nelle cacce ammazzò orsi, lioni ed orse; tanta era
+la sua destrezza. Non voleva che i suoi liberti avessero alcuna
+autorità, nè si credesse che potessero qualche cosa presso di lui,
+perchè attribuiva a questa sorta di gente la maggior parte dei
+disordini passati sotto i precedenti Augusti. Osservò egli una volta,
+che uno di costoro passeggiava in mezzo a due senatori. Mandò tosto
+uno de' suoi domestici a dargli una guanciata, e a dirgli: _Guardati
+di camminar del pari con persone, delle quali tu puoi tuttavia
+divenire schiavo._ Mirabile eziandio parve la sua moderazione, perchè
+quantunque infinite fabbriche facesse per tutto l'imperio romano, non
+volle che si mettesse il suo nome, se non nel tempio alzato a Trajano.
+Riedificò in Roma il Panteon, lo steccato del Campo Marzio, la
+basilica di Nettuno, molti templi, la piazza di Augusto, il bagno di
+Agrippa: contuttociò d'ordine suo fu ivi rimesso il nome dei primi
+fondatori. Fabbricò sopra il Tevere il ponte chiamato di Adriano,
+oggidì ponte sant'Angelo; e il suo sepolcro vicino al Tevere che ora
+si chiama castello sant'Angelo; e il tempio della Buona Dea. Fece
+anche un emissario al lago Fucino. Tutte queste azioni ho io raccolte
+sotto quest'anno, benchè spettanti a vari tempi, acciocchè sempre più
+si conosca qual imperadore fosse Adriano.
+
+NOTE:
+
+[950] Pagius, Critic. Baron.
+
+[951] Dio, lib. 69.
+
+[952] Spartianus, in Hadriano.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXXVI. Indizione IV.
+
+ TELESFORO papa 10.
+ ADRIANO imperadore 20.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO CEJONIO COMMODO VERO, e SESTO VETULENO CIVICA POMPEJANO.
+
+
+_Lucio Cejonio_, primo fra questi due consoli, quel medesimo è che
+Adriano adottò per suo figliuolo, e destinò alla succession
+dell'imperio. Resta finora in disputa l'anno preciso, in cui seguisse
+tale adozione. L'esser egli nominato _Lucio Cejonio Commodo_ nei fasti
+e nelle inscrizioni, cioè portando egli i nomi propri della sua
+famiglia sul principio di quest'anno, fa abbastanza intendere ch'egli
+non era per anche giunto alla figliuolanza di Adriano. Adottato da
+lui, prese il nome di _Lucio Elio Commodo_, e il titolo di _Cesare_.
+Però sentenza è di alcuni, che in quest'anno solamente seguisse la di
+lui adozione. Altri la riferiscono all'anno precedente, perchè nella
+lettera che abbiam detto scritta allora da Adriano a suo cognato
+Serviano, egli dice che gli Alessandrini aveano tagliati i panni
+addosso anche _al mio figliuolo Vero_. E perchè a _Lucio Elio_ vien
+dato il cognome di _Vero_ da Sparziano, di cui si crede che parlasse
+Adriano. Io per me ne dubito al vedere che Lucio Vero (che fu poi
+Augusto) di lui figliuolo, ricevè da Marco Aurelio, e non da suo padre
+il cognome di _Vero_. Fu poi di parere il padre Pagi[953], che fin
+dall'anno 130, Adriano adottasse il suddetto _Lucio Cejonio_, ma senza
+conferirgli il titolo di _Cesare_, e senza destinarlo all'imperio: il
+che poi fece nell'anno presente. E con questa idea pare che vada
+d'accordo Sparziano[954]. Ma non si saprà mai ben intendere, come
+_Lucio Cejonio Commodo_, se prima del presente anno entrò, per via
+dell'adozione, nella famiglia _Elia_, comparisse negli atti pubblici
+senza il nome di _Elio_: il che poi si osserva fatto nell'anno
+seguente. Certo è che il testo di Sparziano in questo racconto ha
+delle contraddizioni, e probabilmente degli errori. Ma lasciate da
+banda queste liti, a noi basterà di sapere che _Cejonio Commodo_ fu
+adottato dall'Augusto Adriano, e perciò da lì innanzi appellato _Lucio
+Elio_, ed ebbe il titolo di _Cesare_, cioè la futura promessa
+dell'imperio: il che credo io fatto solamente nell'anno presente.
+Volle Adriano solennizzar questa elezione, con dare al popolo romano
+un congiario, e ai soldati un regalo di sette milioni e mezzo, se
+dicono il vero coloro che parlano dell'antica moneta. Si fecero
+correre nel circo i cavalli, ed altri divertimenti si diedero, che
+accrebbero l'allegrezza del popolo. Fu in oltre esso _Elio Cesare_
+disegnato console per l'anno avvenire. Il dirsi da Sparziano, che
+questo principe, appena adottato, fu creato pretore, e poscia andò al
+governo della Pannonia, cagiona non poco imbroglio: perchè, secondochè
+osserva il padre Pagi, esercitò egli la pretura nell'anno 130; il che
+poi discorda da altre notizie recate dal medesimo storico. E veramente
+sembra che lo stesso Sparziano, siccome lontano da questi tempi, non
+sapesse ben quel che dicesse intorno a tali affari. Fors'anche non fu
+lo stesso storico, il qual descrisse le gesta di _Adriano_ e la vita
+di _Lucio Elio_. Sappiamo bensì di certo, che questo principe era di
+cattiva complessione ed infermiccio; per altro di vita allegra, e data
+a' piaceri anche illeciti, ornato di letteratura, di grazioso aspetto,
+e tale che chi volea male ad Adriano, immaginò proceduta la di lui
+elezione dal riflesso piuttosto alla bellezza del corpo, che alle
+virtù dell'animo. Ma s'egli godeva poca sanità, anche Adriano cominciò
+a sentire venir meno la sua; anzi Dione[955] e Sparziano[956] vanno
+d'accordo in dire, che per cagione appunto di questi suoi malori
+Adriano si risolvesse di eleggersi questo figliuolo, con disegno di
+averlo per successore.
+
+NOTE:
+
+[953] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[954] Spartianus, in Hadriano et in Ælio Vero.
+
+[955] Dio, lib. 69.
+
+[956] Spartianus, in Hadriano.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXXVII. Indizione V.
+
+ TELESFORO papa 11.
+ ADRIANO imperadore 21.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO ELIO CESARE per la seconda volta, e LUCIO CELIO BALBINO VITULIO
+PIO.
+
+
+Cominciò, siccome accennai di sopra, a declinare la sanità
+dell'imperadore Adriano: e fu creduto da alcuni originato questo
+sconcerto dalle pioggie e dai freddi patiti in tanti suoi viaggi, e
+massimamente perchè egli ebbe in uso per tutti i tempi di stare e di
+andare colla testa scoperta. Soleva uscirgli di tanto in tanto il
+sangue dal naso; questo cominciò a farsi più copioso. Non poca
+inquietudine per altra parte gli recava l'osservare, quanto meschina
+fosse anche la sanità dell'adottato suo figliuolo _Lucio Elio_, di
+modo che dicono, che stette poco a pentirsi di aver messo gli occhi
+sopra di lui, per farsi un successore. Certamente fu più volte udito
+dire: _Ci siamo appoggiati ad una parete rovinosa, ed abbiam gittati
+via dieci milioni_, dati al popolo e ai soldati per la di lui
+adozione. Anzi coloro che scrissero la vita d'esso Adriano, e
+nominatamente _Mario Massimo_, portarono opinione ch'egli sapesse non
+dovergli sopravvivere questo figliuolo; e ciò per via della strologia,
+di cui egli si dilettava forte, con dirsi insino, che Adriano, finchè
+visse, andava scrivendo ciò che ogni dì gli dovea accadere. Noi
+possiamo ben dispensarci dal prestar fede a queste fandonie, e v'ha
+contraddizione tra il dire che lo voleva per successore, con sapere
+nello stesso tempo che questo successore dovea mancare prima di lui.
+Eppure aggiungono, aver più volte Adriano predetta la morte d'esso
+_Lucio Elio_ e pensato a provvedersi di un altro successore. Intanto
+Adriano, secondo il consiglio de' medici, i quali allorchè non han
+rimedio ai mali, propongono la mutazion dell'aria, si ritirò a Tivoli,
+sperando di migliorar di salute con quell'aria migliore. Se si ha da
+credere a Sparziano, egli mandò Lucio Elio Cesare al governo della
+Pannonia, dove si acquistò una convenevole riputazione. Ma chi mai può
+persuadersi ch'egli malsano volesse allontanare da sè un figliuolo
+anch'esso malconcio di sanità, e destinato a succedergli. Par ben più
+verisimile, che Sparziano confondesse le azioni e i tempi, e che Lucio
+Cejonio, prima d'essere adottato, esercitasse la pretura, e governasse
+dipoi la Pannonia; e che creato Cesare attendesse al governo di Roma.
+Attesta il medesimo storico, esser egli stato dopo l'adozione talmente
+in grazia di Adriano, che tutto quel che voleva, lo impetrava
+dall'imperadore, anche col solo scrivergli delle lettere: il che
+suppone che potesse anche parlargli. In fatti Aurelio Vittore[957]
+lasciò scritto che Adriano, ritiratosi a Tivoli, permise che Lucio
+Elio Cesare restasse in Roma. Abbiamo parimente da esso Vittore, che
+stando l'imperadore in Tivoli, quivi si applicò per divertirsi a
+fabbricar dei palagi ed altri edifizii, ai quali diede il nome di
+Liceo, Accademia, Pritaneo, Canopo, Tempe, ed altri. Attese ancora a
+far de' buoni conviti, e delle gallerie di statue e pitture,
+abbandonarsi anche alla lascivia, forse ad imitazione di Tiberio. Il
+peggio fu che si lasciò trasportare ad imitar Tiberio anche nella
+crudeltà: ma questo, a mio credere, appartiene solamente all'anno
+seguente.
+
+NOTE:
+
+[957] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXXVIII. Indizione VI.
+
+ IGINO papa 1.
+ ANTONINO PIO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+CAMERINO e NEGRO.
+
+
+Non si è potuto finora accertare quai fossero i prenomi e nomi di
+questi consoli. Da alcuni per sole conghietture furono appellati
+_Sulpicio Camerino_ e _Quinzio Negro_; ma meglio fia l'aspettare che
+si scuopra qualche marmo che meglio ci istruisca di questa faccenda.
+Per quanto s'ha dalla cronica antichissima di Damaso[958], sul
+principio di quest'anno _san Telesforo papa_ compiè il corso del suo
+pontificato colla corona del martirio. Quantunque Adriano niun editto
+nuovo pubblicasse contra de' Cristiani, pure in vigore delle
+precedenti leggi, e per lo mal animo dei sacerdoti gentili, noi
+sappiamo che sotto di lui moltissimi Cristiani col sangue loro
+confermarono la fede di Gesù Cristo. Vero è che, per attestato di
+Eusebio[959] e di san Girolamo[960], i santi _Quadrato_ ed _Aristide_
+presentarono ad Adriano le loro apologie per la religione cristiana, e
+che queste fecero un buon effetto. Contuttociò non mancavano allora
+dei nemici del nome cristiano, che instigavano i giudici da infierire
+contra i pastori della greggia di Cristo. A Telesforo succedette nella
+cattedra di san Pietro _Igino_. _Lucio Elio_ Cesare figlio adottivo di
+Adriano anche egli terminò i suoi giorni nel dì primo di quest'anno.
+Pareva che i suoi malori gli avessero data posa in guisa tale, che
+egli si era preparato per recitar nelle calende di gennaio in senato
+un'orazione composta da lui, o dettata a lui da qualche maestro, in
+rendimento di grazie ad Adriano _per la sua adozione_, come narra
+Sparziano[961]. Dissi per la sua adozione: parole che non possono mai
+accordarsi coll'opinione del padre Pagi[962], che il vuole adottato
+fin dall'anno 130. V'ha chi crede ciò fatto nell'anno 136, non avendo
+egli, come si figurano, per la sua poca salute potuto soddisfare nelle
+calende dell'anno precedente. Ma nè pur nelle calende di quest'anno
+gli fu permesso, perchè in quel medesimo giorno la morte il rapì.
+Essendo quello il tempo, in cui si formavano i voti solenni per la
+salute dell'imperadore, non volle Adriano che si facesse piagnisteo
+alla sepoltura di lui. Avea _Lucio Elio_ avuta per moglie una
+figliuola di _Domizio Negrino_, fatto uccidere da Adriano sui
+principii del suo governo; ed essa gli avea partorito un figliuolo
+appellato _Lucio Cejonio Commodo_. Verso questo fanciullo vedremo in
+breve quanto continuasse l'amore e la beneficenza di Adriano Augusto.
+
+Al vedere sconcertati i suoi disegni per la morte di Lucio Elio, andò
+Adriano per qualche settimana pensando a riparar questa perdita
+coll'elezione di un altro figliuolo; e per buona fortuna de' Romani
+egli fermò il suo guardo sopra _Tito Aurelio Fulvio_ (o Fulvo)
+_Bojonio Antonino_, che era stato console nell'anno 120. Egli è
+chiamato _Arrio Antonino_ da Sparziano[963]. Giulio Capitolino[964]
+gli dà i suddetti nomi, e vuole che _Arrio Antonino_ fosse avolo
+materno di esso _Tito Aurelio_. Conosceva molto bene Adriano le rare
+virtù di questo soggetto, giacchè egli era uno de' senatori del suo
+consiglio; e però gli fece intendere il disegno da lui concepito di
+adottarlo per figliuolo e successor nell'imperio, colla condizion
+nondimeno, che, stante l'esser esso Antonino privo di prole maschile,
+anch'egli volesse adottar per figliuolo _Marco Aurelio Vero_,
+figliuolo di Annio Vero, cioè di un fratello di _Sabina Augusta_ sua
+moglie; e _Lucio Cejonio Commodo_, che poco fa dicemmo nato da _Lucio
+Elio Cesare_, fanciullo allora di circa otto anni, perchè nato
+dell'anno 130. Fu dato tempo ad Antonino tanto da pensarvi, ed avendo
+egli poi accettata la favorevol offerta fattagli, e le condizioni
+prescritte, _Adriano Augusto_, la cui sanità andava di male in peggio,
+nel dì 25 febbraio fece la solenne funzione di dichiararlo suo
+figliuolo, con dargli il titolo di _Cesare_, e farlo suo collega nella
+podestà tribunizia e nel comando proconsolare. Ch'egli ancora
+ottenesse il titolo d'_Imperadore_, lo stimò il padre Pagi; ma non ne
+abbiamo sufficiente fondamento. Presentò Adriano questo suo nuovo
+figliuolo al senato, con dire, _che giacchè la morte gli avea tolto
+Lucio Elio, ne avea trovato quest'altro, nobile, mansueto e prudente,
+in età da non temere, ch'egli o per temerità male operasse, o per
+debolezza trascurasse gli affari_. Parea pure che l'elezione di un sì
+degno personaggio avesse da tirarsi dietro l'allegrezza e il plauso di
+ognuno: e pure che non può l'ambizione? Moltissimi dell'ordine
+senatorio, giacchè cadauno aspirava a sì gran dignità, se l'ebbero a
+male; e sopra gli altri _Catilio Severo_, già stato console, ed allora
+prefetto di Roma, che si teneva in pugno l'imperio. Perchè questi
+dovette lasciar traspirare i suoi lamenti, Adriano gli levò quella
+carica prima del tempo consueto. L'aver egli in tal congiuntura
+scoperta una tal contrarietà a' suoi voleri, con parergli anche per la
+sua malattia di essere oramai sprezzato dal senato, cominciò a farlo
+prorompere in alcune azioni di crudeltà. Si credettero alcuni, che
+naturalmente Adriano inclinasse a questo vizio, e se ne astenesse per
+la sola paura, tenendo davanti agli occhi il fine di Domiziano. Ma
+Dione[965] lo niega, e da quanto abbiam detto finora, può apparire che
+solamente per qualche esaltazion di bile incrudelì. Si aggiunse in
+questi tempi una fastidiosa malattia, che gli svegliò il mal umore e
+la rabbia non solamente contra degli altri, ma infin contra di sè
+stesso: il perchè venne meno in lui la mansuetudine e la clemenza.
+
+Si sa ch'egli fece morire _Serviano_ suo cognato, cioè marito di
+_Paolina_ sua sorella già defunta[966]. Fin qui l'aveva egli amato ed
+onorato sopra gli altri; l'avea promosso al terzo consolato, e sempre
+usciva ad incontrarlo fuori della camera, ognivoltachè sapeva il di
+lui arrivo al palazzo. Ma dappoichè fu compiuta l'adozione di
+Antonino, nacque sospetto in Adriano, che Serviano, benchè vecchio di
+novant'anni, meditasse di salire sul trono, deducendolo dall'aver egli
+mandata la cena ai servi della corte; dell'essersi un dì messo a
+sedere con gran possesso sulla sedia imperiale che stava a canto del
+suo letto, e dall'esser entrato pettoruto nel quartier de' soldati,
+quasi per farsi conoscere tuttavia atto al comando. Dione[967]
+espressamente scrive, che _Serviano_ e _Fosco_ di lui nipote si
+risentirono per l'elezione di Antonino, credendosi aggravati perchè
+Adriano avesse anteposto chi non era parente ad un nipote di sua
+sorella. Perciò Adriano li fece uccidere amendue. Raccontano che
+Serviano prima di essere strangolato, si fece portar del fuoco, e
+messovi dell'incenso, come in atto di sacrifizio, disse: _Voi
+immortali dii, che ho per testimoni della mia innocenza, prego di una
+sola grazia, cioè che Adriano, benchè ardentemente brami la morte, non
+possa morire._ Forse fu una frottola inventata per quello che poscia
+avvenne. Di altri che fossero uccisi per ordine di Adriano, non parla
+Dione, che pur fu più vicino a questi tempi. Ma Sparziano scrive che
+parecchi altri furono levati dal mondo o scopertamente o per insidie;
+e corse fin voce, che _Sabina Augusta_, la qual forse finì di vivere
+in questi tempi, per veleno datogli da Adriano terminasse i suoi
+giorni. Sparziano la tien per una favola. In fatti niuno è più
+soggetto alle dicerie del popolo che i gran signori. Aurelio
+Vittore[968], benchè più lontano da questi tempi, arrivò a scrivere
+che Adriano, prima di morire, fece ammazzar molti senatori; che Sabina
+per gli strapazzi a lei usati dal marito, volontariamente si diede la
+morte; e ch'ella pubblicamente sparlava del genio crudele di Adriano,
+con aggiungere di aver fatto il possibile di non restare gravida di
+lui, temendo di partorire qualche mostro pernicioso al genere umano. È
+a noi permesso il credere che con qualche verità sia mischiata una
+buona dose di falso. E se non falla Capitolino[969] in dire, che
+_Marco Aurelio_ adottato per ordine di Adriano da _Antonino_, era
+figliuolo di un fratello di essa Sabina; non sembra già che Adriano
+nudrisse così mal animo contro la moglie. Contuttociò convengono tutti
+gli storici in dire, che il merito di tante belle azioni fatte da
+Adriano parve un nulla al senato in confronto della morte da lui data
+sul principio del suo governo ai quattro personaggi consolari, e agli
+altri sul fin di sua vita, contro replicate promesse da lui fatte, di
+maniera che si era messo in testa il medesimo senato di non voler
+accordare gli onori consueti dell'empia gentilità ad Adriano defunto,
+siccome vedremo fra poco.
+
+Cresceva intanto la malattia di esso Adriano, e fu in fine dichiarata
+idropisia, accompagnata da dolori e da un insoffribil tedio, non solo
+del male, ma anche della vita[970]. Non si stendeva la potenza di un
+imperadore a trovarvi rimedio; e quantunque egli ricorresse insino
+alla magia, neppur questa potè aiutarlo. Disperato adunque, altro più
+non desiderava, se non di potersi dar la morte da sè stesso, o di
+riceverla con veleno o con pugnale da altri. Prometteva impunità e
+danari a chi gli prestasse aiuto in questo; ma niuno si sentiva voglia
+di ubbidirlo. Importunato con preghiere e minacce il suo medico,
+questi amò meglio di uccidersi da sè stesso, che di abbreviare la vita
+al suo principe. Al medesimo fine si raccomandò ad un servo, il quale
+ne corse a dar l'avviso ad Antonino. Per animarlo alla pazienza, e
+levargli di capo sì nere fantasie, entrò in sua camera esso Antonino
+Cesare, accompagnato dai prefetti del pretorio. Veggendosi scoperto,
+entrò nelle furie Adriano, e comandò che si ammazzasse quel servo.
+Antonino il salvò, facendo poi credere ad Adriano che il suo ordine
+era stato eseguito. Oltre a ciò gran guardia gli fece fare per questo,
+con dire che crederebbe sè stesso reo di omicidio, se avesse
+tralasciato di conservarlo vivo finchè si poteva[971]. Invenzione sua
+anche fu il far venire una donna, che disse ad Adriano d'avere
+ricevuto ordine da una deità di avvisarlo che sarebbe guarito: e
+perchè ella non l'avea fatto, era divenuta cieca. Tornò poscia a
+dirgli, d'avere inteso in altro sogno, che s'ella baciasse le
+ginocchia ad Adriano, ricupererebbe la vista: e così con facilità
+avvenne. Si finse ancora cieco nato un uomo, venuto dalla Pannonia,
+che col toccare Adriano, tornò anch'egli a vedere. Servirono queste
+imposture a quietare alquanto Adriano; e tanto più che per accidente,
+o perchè gli fu fatto credere, gli cessò la febbre. Volle egli dipoi
+essere portato a Baja; ma quivi nel dì 10 di luglio, in età di
+sessantadue anni, dopo aver detto un assai famoso motto, cioè: _I
+molti medici hanno ucciso l'imperadore_, e dopo aver recitato cinque
+versi sopra l'anima sua, destinata agli orrori dell'inferno,
+finalmente morì. Prima di morire, chiamò da Roma _Antonino_, che
+giunse a tempo di vederlo vivo, sebben Capitolino[972] sembra dire
+ch'egli andò colà solamente per riportarne le ceneri a Roma. Scrive
+Sparziano, che Adriano odiato da tutti, fu seppellito in Pozzuolo
+nella villa di Cicerone, dove il suo successore Antonino gli fabbricò
+un tempio, come ad una deità, dandogli de' Flamini ed altri sacri
+ministri. Capitolino, per lo contrario, attesta che le di lui ceneri
+furono portate a Roma da Antonino, esposte nel giardino di Domizia, e
+riposte nel suo mausuleo (oggidì castello sant'Angelo), perchè in
+quello di Augusto non v'era più luogo. Succedette a lui nell'imperio
+_Antonino Pio_, di cui parleremo all'anno seguente. E si vuol ben qui
+ripetere che le lettere fiorirono non poco sotto Adriano imperadore
+letterato. Abbiam di sopra fatta menzione di _Favorino_ sofista, di
+_Epitteto_ insigne filosofo della scuola stoica, di _Arriano_ suo
+discepolo e di _Flegonte_ liberto d'esso Adriano. Oltre ad altri
+scrittori vivuti allora, de' quali si son perdute l'opere, furono e
+son tuttavia in gran credito _Svetonio Tranquillo_, autore delle vite
+de' dodici primi imperadori, e massimamente _Plutarco_, le cui opere
+meritano di essere appellate un dovizioso magazzino dell'erudizione
+greca e latina, e dell'antica filosofia.
+
+NOTE:
+
+[958] Anastas. Bibliothecarius.
+
+[959] Eusebius, Hist. Ecclesiast., lib. 4, c. 3.
+
+[960] Hieron., de Viris Illustr.
+
+[961] Spartianus, in Hadriano.
+
+[962] Pagius, Critic. Baron.
+
+[963] Spartianus, in Hadriano.
+
+[964] Capitolinus, in Tito Antonino.
+
+[965] Dio, lib. 69.
+
+[966] Spartianus, in Hadriano.
+
+[967] Dio, lib. 69.
+
+[968] Aur. Victor, in Epitome.
+
+[969] Capitolin., in Antonino Pio.
+
+[970] Dio, lib. 69. Spartianus, in Hadr. Aurelius Victor, in Epit.
+
+[971] Spartianus, in Hadrian. Aurel.
+
+[972] Capitolin., in Marco Aurelio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXXXIX. Indizione VII.
+
+ IGINO papa 2.
+ ANTONINO PIO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+TITO ELIO ADRIANO ANTONINO AUGUSTO per la seconda volta, e CAJO
+BRUTTIO PRESENTE per la seconda.
+
+
+Ebbe il console _Presente_ il prenome di _Cajo_, ciò risultando da una
+greca iscrizione che si legge nella mia raccolta[973]. Così da
+un'altra pubblicata dal Fabretti[974] apparisce che avendo _Antonino
+Augusto_ deposto il consolato, a lui fu sostituito _Aulo Giunio
+Rufino_. Morto Adriano imperadore nell'anno precedente, prese le
+redini del governo _Antonino Pio_, ed ebbe il titolo d'_Imperadore_
+(se non l'avea ottenuto prima), d'_Augusto_ e di _Pontefice Massimo_.
+Era egli della famiglia _Aurelia_, originaria di Nimes, città della
+Gallia, e il suo primo nome fu quello di _Tito Aurelio Fulvo_ o
+Fulvio[975]. L'avolo suo, che portava lo stesso nome, tre volte ebbe
+l'onore dei fasti consolari: due volte il di lui padre. _Arria
+Fadilla_, sua madre, figliuola fu di _Arrio Antonino_, stato anch'esso
+console, ed uno de' più illustri senatori d'allora. Tito Aurelio
+suddetto si vede poi nominato _Arrio Antonino_ con indizio, che
+l'avolo materno l'avesse adottato per figliuolo; e certamente fu erede
+del ricco di lui patrimonio. Nacque egli nell'anno 89 della nostra Era
+nella villa di Lanuvio. Nell'anno 120 dal suo merito fu portato al
+consolato, imperciocchè si univano in lui la bella presenza, un
+ingegno penetrante, ma insieme placido e sodo, molta letteratura,
+maggiore eloquenza, e sopra tutto una rara saviezza, sobrietà ed
+amorevolezza. Era liberale in donare il suo, lontano dal volere quel
+d'altri, il tutto sempre operando con misura e senza giattanza. Tale
+in somma comparve agli occhi dei Romani nella vita privata, e molto
+più divenuto imperadore, che i saggi l'assomigliavano, e con ragione,
+a Numa Pompilio. Da Adriano fu scelto per uno de' quattro consolari
+che reggevano l'Italia. Proconsole dell'Asia fece un sì bel governo,
+che ne riportò plauso da ognuno. Poscia ammesso nel consiglio di
+Adriano, costumò in tutto ciò che era messo in consulta, di eleggere
+la sentenza più mite. Stimarono alcuni, che l'avere Adriano veduto
+Antonino entrar nel senato dando di braccio al d'_Annia Galeria
+Faustina_ sua moglie, tanto si compiacesse di quell'atto, che per
+questo il volle suo successore. Ma è ben più da credere che a tale
+elezione si sentisse mosso Adriano dalla conoscenza e sperienza del
+senno e delle tante virtù che concorrevano in esso Antonino.
+
+Dappoichè egli ebbe riportate a Roma le ceneri di Adriano[976], trovò
+il senato così irritato contro la memoria di Adriano per le crudeltà
+sul principio e nell'ultimo di sua vita usate verso l'ordine
+senatorio, che non solamente stava forte in negargli i creduti onori
+divini, ma era in procinto di cassar ancora tutti i di lui atti e
+decreti. Entrò in quella illustre assemblea il novello imperadore, che
+per la sua adozione fu da lì innanzi nominato _Tito Elio Adriano
+Antonino_, e colle lagrime agli occhi perorò in favore del defunto
+padre così vivamente, che avrebbe potuto muovere ogni più duro cuore.
+Vedendo tuttavia i senatori mal disposti a compiacerlo, venne
+all'ultima batteria con dire, che dunque non volevano nè pur lui per
+imperadore, giacchè se pensavano d'abolir tutti gli atti d'Adriano,
+come di un principe cattivo e nemico, fra questi entrava anche la sua
+adozione. A tali parole si piegò il senato, non tanto per riverenza ad
+Antonino, quanto per timore de' soldati che erano per lui; decretando
+che Adriano potesse aver luogo fra gli dii, benchè personaggio da lor
+tenuto per sanguinario e crudele. Puntualmente pagò Antonino[977] di
+sua propria borsa alle milizie il regalo promesso loro dal padre, e
+diede al popolo un congiario fors'anche vivente lo stesso Adriano.
+Restituì e condonò interamente alle città d'Italia l'oro coronario,
+cioè la contribuzione o sia il donativo esibito per la sua adozione, e
+ne rilasciò la metà alle provincie fuori d'Italia. Rientrato poi in sè
+stesso il senato, e conoscendo che bel regalo avesse fatto Adriano con
+dare alla repubblica romana un sì buono, un sì degno successore,
+rivolse le sue applicazioni ad onorar Antonino, e a renderselo grato.
+Gli diede il titolo di _Pio_, che comincia tosto a comparire nelle di
+lui medaglie[978]. Crede il Tillemont[979], che questo nome
+significasse _Buono_, e a lui fosse accordato per denotare la singolar
+sua amorevolezza verso il padre, verso i parenti e la patria. Anche
+gli antichi[980] ne cercarono il motivo; chi il credette appellato
+così pel suo rispetto alla religione; altri perchè avea salvata la
+vita a molti condannati all'ultimo supplicio da Adriano infermo e
+furioso, ch'egli nascose, e dopo la di lui morte rimise in libertà: il
+che par ben più credibile, che il dirsi da Dione ciò fatto, perchè sul
+principio del suo governo molti furono accusati per varii reati, ed
+egli non volle che alcun fosse gastigato. Il lasciare impuniti certi
+delitti, che turbano la pubblica quiete, non suol essere molto
+glorioso ne' principi, ed è nocivo al pubblico. Per altro la clemenza
+è una bella gemma della lor corona, e per questo crede Eutropio
+ch'egli meritasse il titolo di Pio. Le medaglie ancora[981] battute in
+quest'anno ci possono assicurare che fu onorato Antonino col bel nome
+di _Padre della Patria_, pel qual fece un bel ringraziamento ai Padri.
+Inoltre il senato fece alzar delle statue ai genitori, all'avolo
+paterno e materno e ai fratelli già defunti del medesimo Antonino. Non
+ebbe discaro esso Augusto che il senato desse anche ad _Annia Galeria
+Faustina_ sua moglie il titolo di Augusta; accettò ancora i giuochi
+circensi decretati dallo stesso senato per solennizzare il di lui
+giorno natalizio, che correva nel dì 19 di settembre; ma rifiutò ogni
+altra pubblica dimostrazione. Da lì a qualche anno determinò il
+medesimo senato, che i mesi di settembre e di ottobre in onor suo e di
+Faustina si chiamassero Antoniano, Faustiniano; ma ricusò Antonino un
+sì fatto onore. Trovavansi delle persone non poche condannate o
+esiliate da Adriano. Dimandò Antonino grazia per loro nel senato, con
+dire che Adriano l'avrebbe chiesta anch'egli. A niun di coloro, che lo
+stesso Adriano avea dato dei posti, li levò; anzi suo costume fu
+lasciar continuare ne' governi delle provincie per fin sette e nove
+anni coloro ch'erano in concetto di governare con illibatezza e
+prudenza.
+
+Ebbe Antonino Pio da Faustina sua moglie due figliuoli[982] maschi,
+uno appellato _Marco Aurelio Fulvo Antonino_, e l'altro _Marco Galerio
+Aurelio Antonino_. Amendue giovani erano a lui premorti. Due figliuole
+ancora gli nacquero. La maggiore, maritata con _Lamia Sillano_, mancò
+di vita, allorchè il marito andava al governo dell'Asia. Restavagli la
+seconda, cioè _Annia Faustina_. Avea ordinato Adriano, ch'egli la
+desse in moglie a _Lucio Vero_, cioè a quel medesimo che insieme con
+_Marco Aurelio_ per comandamento di Adriano egli avea adottato per suo
+figliuolo. Ma Antonino, dacchè cessò Adriano di vivere, riflettendo
+all'età troppo tenera di Lucio Vero, e che miglior testa era quella di
+Marco Aurelio, cangiata massima[983], s'invogliò di dar la figliuola
+ad esso Marco Aurelio, contuttochè egli avesse contratti gli sponsali
+con _Fabia_ figliuola di _Lucio Cejonio Commodo_, e sorella del
+suddetto _Lucio Vero_. Gliene fece far la proposizione per Giulia
+Faustina sua moglie, con dargli tempo di pensarvi. Si credette in fine
+Marco Aurelio di assicurar meglio la sua fortuna con questo
+matrimonio; e però disciolti gli sponsali suddetti, s'indusse ad
+isposare Annia Faustina. Non si sa bene se seguissero tali nozze
+nell'anno presente. Prima anche d'esse Antonino, per maggiormente
+comprovare al destinato genero il suo compiacimento ed affetto, gli
+conferì il titolo di _Cesare_, e il disegnò, ad istanza del senato,
+console seco per l'anno seguente, contuttochè egli non fosse se non
+questore, nè avesse esercitate altre cariche pubbliche. Il fece anche
+accettare ne' Collegi de' sacerdoti, e passare nel palazzo di Tiberio,
+con formargli una corte da par suo, benchè egli ripugnasse. Assegnò
+anche Antonino[984] in dote alla figliuola tutti i suoi beni
+patrimoniali, con riserbarsene nondimeno l'usufrutto sua vita natural
+durante per gli bisogni dello stato. Servono le medaglie[985], coniate
+nel secondo consolato di Antonino Pio, cioè nell'anno presente, per
+farci conoscere che egli diede un re ai Quadi, e un altro ai popoli
+dell'Armenia.
+
+NOTE:
+
+[973] Thesaur. Nov. Inscript., pag. 326, n. 4.
+
+[974] Fabrettus, Inscription, pag. 726.
+
+[975] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[976] Spartianus, in Hadriano.
+
+[977] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[978] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[979] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[980] Pausanias, lib. 8. Dio, l. 70. Lampridius in Elagabalo.
+
+[981] Mediobarbus, in Numismat. Imperator.
+
+[982] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[983] Capitolinus, in Marco Aurel.
+
+[984] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[985] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXL. Indizione VIII.
+
+ IGINO papa 3.
+ ANTONINO PIO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+TITO ELIO ADRIANO ANTONINO PIO AUGUSTO per la terza volta e MARCO ELIO
+AURELIO VERO CESARE.
+
+
+Siccome il regno di Antonino Pio fu regno tutto di pace, perchè
+quest'ottimo principe, privo d'ambizione e nulla sitibondo della
+gloria vana, unicamente attese a rendere felici i suoi popoli:
+mestiere che dovrebbe essere quello di tutti i regnanti: così la di
+lui vita non ci somministra varietà d'azioni da poter empiere gli anni
+del suo lungo imperio. Oltre di che son perite le antiche storie, che
+parlavano de' fatti di lui, nè altro ci resta, che la breve sua vita
+scritta da Giulio Capitolino, mancante di quel filo ch'è necessario
+per riferir cronologicamente anno per anno le di lui imprese. Sia
+pertanto ora a me lecito di riportar qui il ritratto di questo insigne
+Augusto, che anche il Tillemont[986] raccolse da esso Capitolino[987],
+dai libri di Marco Aurelio[988] suo figliuolo adottivo, da Dione[989],
+e da altri pochi rimasugli dell'antichità. Fu Antonino Pio provveduto
+dalla natura di un corpo di alta statura e ben fatto, con volto
+maestoso e insieme dolce, con voce grata ad udirla; allegro nella
+conversazione, ma senza eccesso; buon economo del suo, e insieme
+liberale e magnifico alle occorrenze, con dilettarsi molto di stare
+alla campagna, dove facea fruttare i suoi beni, e solea divertirsi
+colla caccia e colla pesca, e in città coll'intervenire alle commedie
+e buffonerie degl'istrioni. Studioso della sobrietà, anche giunto
+all'imperio, sempre la conservò, contento de' cibi ordinari, senza
+cercarne de' rari e senza lusso: con che visse molto, senza bisogno di
+medici nè di rimedi. I suoi conviti o pubblici, o privati erano per lo
+più conditi dai discorsi de' suoi commensali amici, andando anch'egli
+talvolta a pranzare in casa loro con tutta confidenza. Usava[990] la
+mattina di ammettere alcuno all'udienza, di mangiare un tozzo di pan
+secco, per aver lena agli affari, nei quali sempre si dimostrò
+applicato e indefesso. Compiacevasi ancora di andar come persona
+privata alle vendemmie co' suoi amici; divertimento carissimo agli
+antichi Romani. Anche imperadore usò abiti dimessi, senza curarsi di
+ornar molto il corpo, ma neppur mostrandosi dimentico della polizia e
+del decoro. Era, dissi, indefesso negli affari e tuttochè patisse di
+quando in quando delle micranie, pure appena le avea scrollate, che
+tornava più vigoroso di prima alle applicazioni. Quotidiane erano
+queste, perchè non meno de' saggi padri di famiglia, che continuamente
+studiano il bene della lor casa, anch'egli, come se la repubblica
+fosse la casa di lui propria, senza mai darsi posa, ne procurava i
+vantaggi, vegliava alla sua difesa, e rimediava ai disordini e
+bisogni. Esatto anche nelle minime cose (del che fu deriso da alcuni,
+e spezialmente nella sua satira da Giuliano Apostata), con gran
+calma[991], e senza fermarsi alle apparenze, esaminava a fondo le
+cose, i costumi degli uomini e le ragioni; ma nulla spediva degli
+affari, senza aver prima raccolti i pareri di saggi amici e di dotti
+consiglieri. Presa poi con maturità una risoluzione, costante e fermo
+era nel volerne l'esecuzione. Tanto nel rallegrare il popolo con degli
+spettacoli e con de' congiari, quanto nelle fabbriche e in altre
+azioni di piacere e d'ornamento del pubblico, non cercava punto con
+vanità gli applausi del popolo, siccome nè pur si metteva pensiero dei
+di lui sregolati giudizii. Facea del bene per far del bene, e non per
+sete di lode; e però gli adulatori alla di lui presenza perdeano la
+voce. Nè, come Adriano, avea egli gelosia di chi più di lui compariva
+eccellente nell'eloquenza, nella conoscenza delle leggi, o in altre
+arti e scienze, anzi tanto più onorava questi tali e cedeva loro con
+piacere. Trovasi sopra tutto lodato in lui l'amore della religione:
+falsa religione bensì, ma in cui per sua disavventura egli era nato.
+Al contrario ancora di Adriano, si provò sempre in lui stabilità nelle
+amicizie: frutto nondimeno del non aver egli ammesso al grado di suoi
+confidenti ed amici, se non persone di gran merito per l'ingegno e per
+la virtù. E bastino per ora queste poche pennellate del ritratto
+d'Antonino Pio. Da un'iscrizione riferita dal Grutero[992] ricaviamo
+che in questi tempi erano prefetti del pretorio _Petronio Mamertino_ e
+_Gavio Massimo_. Questo Gavio, uomo severissimo, durò in quella carica
+per venti anni, ed ebbe per successore _Tazio Massimo_. Certo è, che
+sotto l'imperio di quest'Augusto seguì un'inondazione del Tevere in
+Roma, attestandolo Capitolino[993]; e il padre Pagi[994] pretende ciò
+avvenuto nell'anno presente, per trovarsi una medaglia, in cui si
+legge TIBERIS. Non ha sufficiente fondamento una tale opinione.
+Potrebbe ben esser vero ciò che egli aggiugne, cioè che in quest'anno
+riuscisse ad Antonino Pio di riportare una vittoria de' Britanni per
+mezzo di _Lollio Urbico_ suo legato, con aver poi maggiormente
+ristretti que' popoli con un altro muro più in là che quel di Adriano.
+Da altri vien riferita questa vittoria all'anno 144.
+
+NOTE:
+
+[986] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[987] Capitolinus, in Antonio Pio.
+
+[988] Marcus Aurelius, de rebus suis.
+
+[989] Dio, lib. 70.
+
+[990] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[991] Zonaras, in Annalibus.
+
+[992] Gruterus, Thesaur. Inscript., p. 268, n. 8.
+
+[993] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[994] Pagius, in Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXLI. Indizione IX.
+
+ IGINO papa 4.
+ ANTONINO PIO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+MARCO PEDUCEO SILOGA PRISCINO e TITO HOENIO SEVERO.
+
+
+Abbiamo da Capitolino[995] che nell'_anno terzo_ dell'imperio di
+Antonino Pio mancò di vita _Annia Galeria Faustina_ Augusta sua
+moglie. Però han creduto alcuni avvenuta la sua morte nell'anno
+precedente. Ma il padre Pagi, in vigore di un'iscrizione, pubblicata
+dal padre Mabillone, e da me ancora riferita[996], in cui è nominata
+la DIVA, cioè la defunta _Faustina_, moglie d'Antonino Angusto console
+per la terza volta, ornato della _Quarta Podestà Tribunizia_, ha
+sostenuto che Faustina terminasse la vita dopo il dì 25 di febbraio
+dell'anno presente, e prima del dì 10 di luglio; nel qual tempo
+correva la quarta podestà tribunizia, e il terzo anno dell'imperio di
+Antonino. Forte è questa ragione, ma non toglie affatto il sospetto
+che Faustina potesse essere morta nell'anno precedente, e
+quell'iscrizione fosse a lei posta nel presente. Per ordine del senato
+fu deificata questa imperatrice; alzato a lei un tempio; deputate
+delle donne flaminiche; poste delle statue d'oro e d'argento, o sia
+dorate e inargentate. Furono anche in onor suo celebrati i giuochi
+circensi. Tutto ciò fu fatto dalla cieca gentilità per onorare una
+donna, la quale, per testimonianza di Capitolino, diede da parlare
+molto di sè, per la troppa libertà e facilità di vivere; il che
+Antonino mirava con dolore e con somma pazienza dissimulava. Che nè
+pure lo stesso Antonino fosse esente da simil difetto, il Platino, il
+Tillemont, ed altri l'hanno creduto e dedotto dalla satira
+ingegnosamente composta da Giuliano apostata[997]. Ma non è assai
+chiaro quel passo, e il padre Petavio lo pretende una calunnia.
+Abbiamo solamente di certo da Capitolino, che essendo mancato di vita,
+molti anni dopo, _Tazio Massimo_ prefetto del pretorio, rammentato di
+sopra, in suo luogo ne furono sostituiti due da Antonino, cioè _Fabio
+Repentino_ e _Cornelio Vittorino_: ed essere allora corsa una
+pasquinata, in cui si dicea che _Repentino_ era giunto a quella
+dignità per raccomandazione di una concubina dell'imperadore. Di
+questo si può anche dubitare, perchè Antonino Pio mancò di vita in età
+di sessantaquattr'anni, ed essendo l'elezion di Repentino succeduta
+negli ultimi tempi suoi, non par credibile che un sì saggio principe
+si lasciasse vincere da sregolate passioni in quell'età. Oltre di che,
+secondo la falsa morale de' Gentili, non erano biasimevoli certi usi
+od abusi d'allora. Dalla vita di Avidio Cassio, scritta da Vulcazio
+Gallicano[998], abbiamo un barlume, che vivente ancora Faustina, si
+ribellò uno non so qual _Celso_ contra di Antonino, però nel
+precedente, o nel presente anno, Faustina, sapendo quanto fosse
+inclinato il consorte Augusto alla clemenza, gli scrisse che s'egli
+avesse compassion di costui, non mostrerebbe d'averla per sua moglie
+nè per gli suoi, perchè se andasse ben fatta ai ribelli, essi non
+avrebbono pietà nè dell'imperadore nè di chi è congiunto con lui. Ma
+niun'altra memoria di questo Celso ci ha conservata la storia.
+
+NOTE:
+
+[995] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[996] Thesaurus Novus Inscription., p. 239, n. 3.
+
+[997] Julian., de Caesarib.
+
+[998] Vulcat. Gallicanus, in Avidio Cassio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXLII. Indizione X.
+
+ PIO papa 1.
+ ANTONINO PIO imperad. 3.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO CUSPIO RUFINO e LUCIO STATIO QUADRATO.
+
+
+È di parere monsignor Bianchini[999], che in quest'anno, e non già nel
+precedente, come pensò il padre Pagi[1000], _santo Igino_ romano
+pontefice terminasse la sua vita con una più gloriosa morte, perchè
+martire della Fede di Gesù Cristo. Certo è bensì, che a lui succedette
+_Pio_ papa. Sappiamo del pari, che anche sotto Antonino Pio continuò
+la persecuzion de' Cristiani, non già per editto, non già per colpa di
+questo clementissimo imperadore e principe assai conoscente che la
+cristiana religione ed i seguaci di essa, per la maggior parte
+professori della virtù, non meritavano gastighi; ma per gli precedenti
+non aboliti editti, e per la malvagità de' presidenti e de' giudici,
+adoratori degl'idoli, a' quali non era vietato il procedere contro ai
+cristiani. Però circa questi tempi _san Giustino_, poscia glorioso
+martire, scrisse un'apologia in favore de' fedeli, e la presentò ad
+esso imperadore Antonino, dimostrandogli la falsità dei delitti
+attribuiti ai cristiani, e l'ingiustizia de' supplizii, a' quali erano
+condannati. L'anno preciso, in cui san Giustino compose e presentò
+all'imperadore questa prima sua apologia (perchè egli due ne compose)
+nol sappiamo. Fuor di dubbio è, per attestato di Eusebio[1001], aver
+non meno essa, che varie favorevoli lettere dei governatori Gentili
+dell'Asia, prodotto buon effetto, avendo Antonino dipoi, cioè
+nell'anno 152, spediti ordini che niuno fosse condannato perchè fosse
+cristiano. Nè si potea aspettar meno da un imperador tale, ch'era la
+stessa bontà, e che nulla più desiderava che di far fiorire la pace e
+la contentezza per tutte le provincie del romano imperio. Tanto il
+portava alla mansuetudine, alla clemenza la sua ben radicata virtù,
+che nè pur volea punire le offese fatte a lui stesso. Di due sole
+congiure tramate contra di lui parla Capitolino[1002]. L'una di
+_Attilo Taziano_. Fu questi processato e convinto dal senato; ma per
+ordine di Antonino, gastigato col solo esilio. Nè volle il buon
+Angusto, che si ricercassero i complici, e verso il di lui figliuolo
+si mostrò in tutte le occorrenze sempre mai favorevole. L'altra fu di
+_Prisciano_. Da che costui si vide scoperto, prevenne la clemenza di
+Antonino con darsi la morte da sè stesso. Faceva istanza il
+senato[1003], che si procedesse oltre per iscoprire gli altri
+congiurati: vietollo Antonino, dicendo, _che non era bene il far di
+più, non amando egli di sapere a quante persone fosse in odio la sua
+persona_. Anche un dì per sospetto, che mancasse in Roma il grano,
+l'insolente popolo arrivò a tirargli de' sassi. Ma egli in vece di
+punire il pazzo loro ammutinamento, si studiò di placarli con buone ed
+amorevoli ragioni. Perciò sotto di lui niuno de' senatori si vide
+privato di vita. Un solo convinto di parricidio, fu condannato ad
+essere portato e lasciato in un'isola deserta.
+
+NOTE:
+
+[999] Blanchin., ad Anastas. Bibliothecar.
+
+[1000] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1001] Euseb., in Chron. et Hist. Eccl., lib. 4.
+
+[1002] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1003] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXLIII. Indizione XI.
+
+ PIO papa 2.
+ ANTONINO PIO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+CAJO BELLICIO TORQUATO e TIBERIO CLAUDIO ATTICO ERODE.
+
+
+Il secondo console, cioè _Attico Erode_, fu uno dei celebri personaggi
+del suo tempo, e trovasi commendato assaissimo da Aulo Gellio[1004] e
+da Filostrato[1005]. Si racconta di Attico suo padre, cittadino di
+Atene, che avendo trovato un gran tesoro, ne scrisse al buon
+imperadore Nerva, per sapere che ne avesse da fare. La risposta fu,
+che ne usasse come voleva. Tuttavia temendo egli un dì qualche avania
+dal fisco, gli tornò a scrivere, come non osando di valersi di tal
+grazia; e Nerva gli replicò che si servisse di ciò che la fortuna gli
+avea donato, perchè era cosa sua. Divenne molto più ricco il figliuolo
+Erode, ma con impiegar in bene le sue ricchezze, con aiutare un gran
+numero di persone bisognose. La eccellenza sua consisteva
+nell'eloquenza, in cui forse allora non ebbe pari. Avea esercitati
+vari governi, e poi fu scelto da Antonino per maestro de' suoi due
+figliuoli adottivi, cioè di _Marco Aurelio_ e di _Lucio Vero_,
+affinchè loro insegnasse la eloquenza greca. Accomodando il padre Pagi
+le azioni degli Augusti[1006] alle regole da sè stabilite, immagina
+che in quest'anno Antonino Pio celebrasse i quinquennali del suo
+imperio. Ma di ciò niun vestigio ci somministra la storia, e nè pur le
+medaglie, le quali, perchè non esprimono i diversi anni della podestà
+tribunizia, non ci conducono a discernere i precisi tempi delle opere
+e degli avvenimenti di questi tempi. Per altro nè pure Antonino Pio
+lasciò privo il popolo romano de' tanto sospirati spettacoli. Abbiamo
+da Capitolino[1007], ch'egli ne diede più volte, facendo comparire in
+essi degli elefanti, delle corocotte, delle tigri, e insin de'
+coccodrilli, e de' cavalli marini ed altri ammali stranieri, fatti
+venire da tutte le parti della terra. E in un dì solo cento lioni si
+fecero entrar nell'anfiteatro, e se ne fece la caccia.
+
+NOTE:
+
+[1004] Aulus Gell., Noct. Attic.
+
+[1005] Philost., de Sophist.
+
+[1006] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1007] Capitolin., in Antonino Pio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXLIV. Indizione XII.
+
+ PIO papa 3.
+ ANTONINO PIO imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO LOLLIANO AVITO e MASSIMO.
+
+
+Perchè non è sicuro il nome del secondo console, cioè di _Massimo_,
+chiamato da alcuni _Cajo Gavio Massimo_, io l'ho lasciato andare. Il
+cardinal Noris[1008] e il padre Pagi[1009] portarono opinione, che
+egli si chiamasse _Claudio Massimo_, e fosse quel medesimo che fu uno
+de' maestri di Marco Aurelio, poscia imperadore, mentovato da
+Capitolino[1010], e che da Apulejo[1011] vien riconosciuto proconsole
+dell'Africa, con chiaro indicio, che dianzi egli era stato console.
+Pensa all'incontro il Panvinio[1012], seguitato in ciò da altri,
+ch'egli fosse quel _Gavio Massimo_, che di sopra dicemmo avere
+esercitata la carica di prefetto del pretorio per venti anni, con
+citare un'iscrizione, in cui si legge: C. GAVIVS C. F. STRABO MAXIMVS
+COS. Ma cotale iscrizione nulla conchiude, perchè non si sa di certo
+che appartenga a lui. All'incontro si dee osservare detto da
+Capitolino[1013], avere Antonino pio arricchiti _i suoi prefetti_, e
+donati loro _gli ornamenti consolari_. Suol significar questa frase,
+l'aver solamente ottenuto il privilegio di portar la veste palmata, di
+aver la sedia d'avorio, ed altri onorevoli segni, conceduti ai veri
+consoli, ma senza essere stato console. Però più probabile sembra
+l'opinione del Noris e del Pagi. Tuttavia comparendo essa non esente
+da ogni dubbio, meglio ho creduto di nominar solamente _Massimo_ il
+console suddetto. Circa questi tempi, siccome abbiamo dagli antichi
+scrittori cristiani[1014], sboccarono dall'inferno Valentino, Cerdone
+e Marcione, eresiarchi e maestri d'altri non meno empii discepoli, che
+si studiarono d'infettar la nostra santa religione con istravaganti
+immaginazioni, ed opinioni esecrande, contra de' quali poi aguzzarono
+le lor penne varii santi e dottissimi scrittori cattolici. Scrivono
+all'incontro san Giustino ed Arnobio, che Antonino Pio, portato dallo
+zelo dell'erronea religione pagana, vietasse il leggere i versi dello
+Sibille, e le opere di Cicerone della Natura degli dii, e della
+Divinazione, ed altri simili, perchè atti a distruggere le imposture e
+lo stolto culto de' falsi numi. Di ciò nulla dicono gli autori della
+sua vita. Per conto de' libri sibillini, finti negli antichi tempi, è
+da vedere il Du-Pin[1015], che dottamente esamina questo argomento,
+senza ch'io ne dica una parola di più. Sembra poi inverisimile questo
+divieto delle opere di Cicerone, il quale se fosse succeduto, tanta
+era la stima di quello presso i Romani, che non avrebbono taciuta sì
+importante particolarità gli scrittori della vita di Antonino Pio,
+giacchè derisero Adriano solamente perchè egli apprezzava più lo stile
+di Catone che quello di Cicerone.
+
+NOTE:
+
+[1008] Noris, Epistola Consulari.
+
+[1009] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[1010] Capitol., in Marco Aurel.
+
+[1011] Apulejus, in Apolog. secund.
+
+[1012] Panvin., in Fast. Consular.
+
+[1013] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1014] Justin., in Apolog. Eusebius. Tertull., Philastrius et alii.
+
+[1015] Du-Pin, Dissertat. Préliminair. aux Auteurs Ecclésiastiq.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXLV. Indizione XIII.
+
+ PIO papa 4.
+ ANTONINO PIO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+TITO ELIO ADRIANO ANTONINO PIO AUGUSTO per la quarta volta, e MARCO
+ELIO AURELIO VERO CESARE per la seconda.
+
+
+Si figura il padre Pagi[1016], che _Antonino Augusto_ prendesse questo
+consolato per solennizzare i quinquennali del suo imperio, avendo
+differita questa festa all'anno presente, che dovea farsi nel
+precedente. Ma cotal dilazione è immaginata da lui, nè fondata se non
+sopra le regole da esso ideate, che patiscono molte difficoltà. Credè
+egli parimente, che in quest'anno _Lucio Vero_ suo figliuolo adottivo,
+per attestato di Capitolino[1017], essendo in età di quindici anni,
+prendesse la toga virile: nella qual occasione solevano i Romani far
+festa. Credono altri, che Antonino in fatti la facesse con dedicare il
+tempio d'Augusto, da lui ristorato, siccome consta dalle
+medaglie[1018]. Ma Capitolino[1019] scrive diversamente, con dire
+ch'egli in tal congiuntura dedicò il _Tempio del Padre_, cioè di
+Adriano, e non già di Augusto. Dal medesimo autore abbiamo, che
+Antonino Pio lasciò di belle memorie, tanto in Roma che altrove, con
+fabbriche sontuose, o fatte di pianta o ristorate durante il suo
+imperio. Cioè il tempio dedicato in onore di esso Adriano suo padre;
+il Grecostadio, o sia la Grecostasi, edificio, in cui si fermavano gli
+ambasciadori delle nazioni prima di essere introdotti nel senato.
+Questo, già rovinato da un incendio, fu da lui rifatto. Ristorò
+similmente l'anfiteatro di Tito, per quanto si crede; il sepolcro di
+Adriano; il tempio d'Agrippa, cioè oggidì la Rotonda; il ponte
+Sulpicio di legno sul Tevere; il Faro, forse di Pozzuolo o di Gaeta.
+Vedesi in Pozzuolo una iscrizione, testimonio di questo[1020].
+Racconciò i porti di essa Gaeta e di Terracina. Lo stesso benefizio
+prestò alle Terme d'Ostia, all'acquidotto d'Anzio, e al tempio di
+Lanuvio, o sia di Lavinia. Del tempio d'Augusto, da lui risarcito, non
+parla Capitolino. Soggiugne bensì, aver egli aiutate con danaro molte
+città, acciocchè o facessero delle nuove fabbriche, o ristorassero le
+vecchie, ed aver contribuito molto del suo, affinchè i senatori ed
+altri magistrati potessero con decoro esercitar i loro impieghi.
+Pausania[1021] fa menzione di varii altri edifizii attribuiti nella
+Grecia al medesimo Antonino Augusto. E da un'iscrizione rapportata dal
+marchese Maffei[1022] si raccoglie ch'egli ristorò le Terme di Narbona
+nella Gallia. Anche di diverse pubbliche strade per ordin suo
+riselciate parlano altre iscrizioni.
+
+NOTE:
+
+[1016] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[1017] Capitolinus, in Lucio Vero.
+
+[1018] Mediobarb., in Numism. Imperat.
+
+[1019] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1020] Thesaurus Novus Inscript., pag. 543, n. 5.
+
+[1021] Pausanias, lib. 8.
+
+[1022] Maffejus, Antiquit. Galliae.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXLVI. Indizione XIV.
+
+ PIO papa 5.
+ ANTONINO PIO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+SESTO ERUCIO CLARO per la seconda volta, e GNEO CLAUDIO SEVERO.
+
+
+Intanto si provava una mirabil tranquillità e un delizioso vivere,
+tanto in Roma che in tutto il romano imperio, pel savio governo di
+Antonino Pio, che si facea conoscere buon principe, e maggiormente
+padre a tutti i sudditi suoi. Marco Aurelio, imperador dopo lui, nello
+scrivere la vita propria[1023], confessa d'aver molto imparato dagli
+esempli e dalla voce d'esso Antonino, padre suo per adozione, e ci dà
+un bel saggio della maniera da lui tenuta di vivere. Capitolino[1024]
+anch'esso ce ne lasciò qualche memoria. L'altezza del grado, a cui era
+pervenuto Antonino, non gli fece punto mutare, se non in meglio, i
+costumi, perchè mai non gli andò il fumo alla testa. Vivuto da privato
+con gran moderazione, saviezza ed affabilità[1025], maggiormente
+continuò ad esser tale divenuto Augusto, con ritener lo stesso
+abborrimento al fasto e alla matta superbia, e con istudiare, tanto
+superiore come era, di farsi eguale agli altri nobili cittadini: il
+che, invece di sminuire, accresceva negli altri la stima e l'amore
+della maestà imperiale. Si faceva egli servire da' suoi schiavi, come
+usavano anche i privati; andava alle case degli amici; famigliarmente
+passeggiava con loro, come se non fosse imperadore; e voleva che
+cadauno di essi godesse la sua libertà, senza formalizzarsi, se
+invitati non venivano alla cena, se, andando egli in viaggio, non
+l'accompagnavano. Costantissimo fu il suo rispetto verso il senato, e
+trattava coi senatori in quella stessa guisa e colla medesima bontà
+ch'egli, allorchè era senatore, desiderava d'essere trattato dagli
+imperatori. Ritenne sempre il costume di render conto di tutto quel
+che faceva al senato ed anche al popolo, allorchè avea da pubblicar
+degli editti. E qualor voleva il consolato, o qualche altra carica per
+sè o per gli figliuoli, la domandava al senato al pari degli altri
+particolari. Scrive lo stesso Marco Aurelio, suo figliuolo adottivo,
+d'aver fra l'altre avuta a lui l'obbligazione d'essere spogliato della
+vanità, appunto dappoichè fu adottato e alzato da lui; perchè Antonino
+gli andava insinuando, che si potea vivere anche in corte quasi come
+persona privata: cosa appunto praticata da lui, con altre virtù
+commemorate da Marco Aurelio.
+
+Grave nell'aspetto, nel medesimo tempo era cortese, gioviale e dolce
+verso tutti, infin verso i cattivi, ai quali levava il poter più
+nuocere, ma senza punirli quasi mai col rigor delle leggi. Quanto egli
+fosse mansueto, tollerante delle ingiurie, e nemico del vendicarsi,
+già si è accennato di sopra. Serviranno nondimeno alcuni avvenimenti a
+maggiormente comprovarlo. In concetto di uno dei più famosi sofisti
+greci[1026] fu in questi tempi _Polemone_. La più bella casa che fosse
+nella città di Smirne era la sua. Si era abbattuto a passar di là
+Antonino, mentre esercitava la carica di proconsole dell'Asia, e vi
+andò ad alloggiare. Polemone, che si trovava fuor di città, venuto una
+notte, ed osservando in sua casa tanta foresteria entratavi senza
+licenza sua, ne fece tal rumore e tanti lamenti, che il buon Antonino
+di mezza notte stimò meglio di uscirne, e di cercarsi un altro
+albergo. Creato ch'egli fu poi imperadore, Polemone venne a Roma, ed
+ebbe tanto animo di andargli a fare riverenza. Antonino l'accolse
+colla solita sua cortesia senza che gli turbasse l'animo la memoria
+del passato, e solamente con galante maniera gli ricordò la sua
+scortesia, con ordinare _che gli fosse data una stanza nel palazzo, e
+che persona nol facesse sloggiare_. Accadde ancora che un commediante
+andò a lamentarsi ad Antonino, e a chiedere giustizia, perchè il
+suddetto Polemone l'avea cacciato dal teatro nel bel mezzodì: E me,
+rispose allora l'imperadore, _egli ha cacciato fuor di casa in tempo
+di mezza notte, e non ne ho fatta querela_. Bisogna ben credere che
+l'alterigia e l'albagia fossero il quinto elemento della maggior parte
+di que' decantati sofisti greci di allora. Antonino, a cui premeva
+forte la buona educazion di Marco Aurelio suo figliuolo adottivo fece
+venir dalla Grecia _Apollonio_, non già il Tianeo, ma bensì un
+filosofo stoico[1027], ch'era in gran riputazion di sapere allora.
+Venne costui a Roma, menando seco molti dei suoi discepoli, che
+graziosamente, per attestato di Luciano[1028], furono chiamati da
+Demonatte filosofo cinico _Argonauti nuovi_, perchè tutti in viaggio
+menati dalla speranza di divenir tutti ricconi in Roma. Mandò a dirgli
+Antonino che venisse al palazzo, per consegnargli il figliuolo; e
+l'orgoglioso sofista altra risposta non diede, se non _che toccava al
+discepolo di andar a trovare il maestro, e non già al maestro di
+andare al discepolo_. In somma l'essere dotto e prudente non è lo
+stesso: e pur troppo il sapere suol mandare de' fumi alla testa. Si
+mise a ridere Antonino, e disse: _Mirate che bel capriccio! A costui
+non è incresciuto di venir sì da lontano a Roma, ed ora gl'incresce di
+venir solamente dalla sua casa al palazzo._ Contuttociò permise che
+Marco Aurelio andasse a prendere le lezioni, dove Apollonio volle, e
+durò fatica a contentar costui nel salario. Un saggio ancora della sua
+mansuetudine diede il buon Antonino nel visitar che fece la casa di
+_Valerio Omulo_[1029]. Al vedere le belle colonne di porfido, delle
+quali essa era ornata, se ne maravigliò, e dimandò onde le avesse
+avute. Omulo, in vece di gradire la stima che facea un imperadore
+degli ornamenti di sua casa, sgarbatamente gli rispose: _In casa
+d'altri si ha da essere mutolo e sordo._ Tanto questa impertinenza,
+quanto altri motti pungenti del medesimo Omulo, persona satirica e
+maligna, sopportò sempre con pazienza il buon imperadore Antonino,
+senza far valere giammai i diritti della maestà imperiale, e senza
+farne mai vendetta.
+
+NOTE:
+
+[1023] Marcus Aur., de rebus suis, lib. 1, §. 26.
+
+[1024] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1025] Eutrop., in Breviar.
+
+[1026] Philostrat., in Sophistis.
+
+[1027] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1028] Lucianus, in Demonacte.
+
+[1029] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXLVII. Indizione XV.
+
+ PIO papa 6.
+ ANTONINO PIO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+LARGO e MESSALINO.
+
+
+Cresceva ogni dì più l'affetto di Antonino Pio verso di _Marco Aurelio
+Cesare_, non solamente perchè figliuolo suo adottivo e marito di
+_Faustina_ sua figlia, ma perchè scopriva in lui ben radicata la
+saviezza con altre virtù che insegnava la filosofia di quei tempi, e
+per le quali meritò poi di essere appellato _Marco Aurelio Antonino il
+Filosofo_. Avendogli appunto[1030] Faustina partorita una figliuola,
+cioè _Lucilla_, maritata poi con _Lucio Commodo_, o sia _Lucio Vero_,
+da che divenne Augusto, volle Antonino Pio esaltar maggiormente
+l'amato suo genero e figliuolo, conferendogli in questo anno la
+_Tribunizia Podestà_, _l'imperio proconsolare_ fuori di Roma, e il
+diritto di far cinque relazioni in qualsivoglia senato. Pretende il
+padre Pagi[1031], che Marco Aurelio fosse in quest'anno ancora
+dichiarato _Imperadore_ e _Collega dell'Imperio_ con suo padre
+Antonino. Il cardinal Noris pretese di no, e par ben più sicura la di
+lui opinione. Il gius della quinta relazione, conferito a Marco
+Aurelio, non conveniva ad un imperadore, la cui autorità non era
+ristretta, ma si stendeva a quello che gli piaceva. Scrive inoltre
+Capitolino, che quel maligno uomo di _Valerio Omulo_, di cui poco fa
+si è parlato, osservata un giorno _Domizia Calvilla_, madre di Marco
+Aurelio, la quale, dopo il presente anno, venerava in un giardino la
+statua di Apollo, disse sotto voce ad Antonino: _Colei prega ora, che
+tu chiuda gli occhi, e suo figliuolo sia imperadore._ Non ne fece
+alcun caso l'imperadore; tanto era conosciuta la probità di Marco
+Aurelio, tanta era la modestia nel _principato imperatorio_; le quali
+ultime parole non si sa se si abbiano da riferire a Marco Aurelio,
+oppure ad Antonino stesso, regnante con tal moderazione, che non
+credeva dovergli alcuno augurare la morte. Pareva ancora che Antonino
+Pio portasse affetto all'altro suo figliuolo adottivo, cioè a Lucio
+Commodo[1032]; ma era ben differente il calibro di questo amore.
+Imperciocchè finchè visse, il lasciò sempre nello stato di persona
+privata, senza mai conferirgli il titolo di _Cesare_, nè altra
+dignità, per cui apparisse che destinava ancor lui all'imperio. Era
+egli solamente appellato _Figliuolo dell'Imperadore_, e quando
+Antonino usciva in campagna, Lucio Commodo non andava in carrozza col
+padre, ma bensì nel cocchio del capitan delle guardie. Tuttociò
+chiaramente apparisce da quanto ne scrisse Capitolino; falsa perciò o
+adultera si può credere qualche medaglia o iscrizione, che sembra
+insinuare il contrario[1033]. Conosceva assai Antonino Pio i difetti
+di questo giovinetto, ma non lasciava di compatirlo, ed amava in lui
+la semplicità dell'ingegno, e l'andar egli alla buona nella sua
+maniera di vivere. Abbiamo dalla cronica alessandrina[1034] che
+nell'anno presente Antonino Pio esercitò la sua liberalità verso i
+debitori del Fisco, con rimettere loro tutto il debito, e bruciar
+pubblicamente le cedole delle loro obbligazioni. Ancor questo possiam
+conghietturare fatto per solennizzar maggiormente la promozion
+predetta di Marco Aurelio a maggiori onori. Correndo intanto l'anno
+novecentesimo dalla fondazion di Roma, sono stati di parere alcuni
+dotti uomini che nell'anno presente si celebrassero in Roma i giuochi
+secolari con somma magnificenza. L'ha negato il padre Pagi. Ma Aurelio
+Vittore[1035], secondo l'edizione del padre Scotto, può abbastanza
+assicurarcene in dicendo: _Celebrato magnifice Urbis nongentesimo._
+
+NOTE:
+
+[1030] Capitolinus, in Marco Aurel.
+
+[1031] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1032] Capitolinus, in Lucio Vero.
+
+[1033] Tillemont, Mémoires des Empereurs. Pagius, Crit. Baron.
+
+[1034] Chron. Pascale, Histor. Byzantin.
+
+[1035] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXLVIII. Indizione I.
+
+ PIO papa 7.
+ ANTONINO PIO imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO TORQUATO per la terza volta, e MARCO SALVIO GIULIANO.
+
+
+Pietro Relando[1036], accuratissimo illustratore dei Fasti consolari
+dell'anno 146 dell'Era Cristiana sino al fine, chiama il secondo
+console _Cajo Giuliano Vetere_, ricavandolo da un'iscrizione riferita
+dal Gudio. Ma converrebbe prima accertarsi, se le tante iscrizioni
+pubblicate dal Gudio fossero tutte di buon conio ed esenti da ogni
+sospetto: il che non sarà sì facile. Quanto a me vo' giudicando più
+sicuro partito il chiamar questo console _Marco Salvio Giuliano_,
+giurisconsulto celebratissimo di questi tempi, milanese di patria,
+perchè tale si trova appellato in una iscrizione da me data alla
+luce[1037], e perchè sappiamo da Sparziano[1038], esser egli stato
+console due volte. Se il console dell'anno presente fosse stato _Cajo
+Giuliano Vetere_, l'anno sarebbe stato notato _Torquato et Vetere
+Coss._ perchè l'ultimo cognome o soprannome soleva enunziarsi, secondo
+l'uso più familiare d'allora. Ma in tutt'i fasti antichi noi troviamo
+solamente _Torquato et Juliano Coss._ Forse anche si può dubitare, se
+questo _Torquato_ fosse appellato console _per la terza volta_. Che in
+quest'anno si celebrassero in Roma i decennali di Antonino Pio
+Augusto, chiaramente apparisce dalle medaglie[1039] che ne parlano e
+rammentano i voti pubblici fatti per la di lui salute. Crede il padre
+Pagi[1040], che nell'anno presente _san Giustino_ presentasse ad
+Antonino Pio la sua prima apologia, creduta un pezzo la seconda, in
+difesa della religione cristiana.
+
+NOTE:
+
+[1036] Reland., Fast. Consular.
+
+[1037] Thesaurus Novus Inscript., p. 329, n. 3.
+
+[1038] Spartianus, in Didio Juliano.
+
+[1039] Mediobarb., in Numism. Imperator.
+
+[1040] Pagius, Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXLIX. Indizione II.
+
+ PIO papa 8.
+ ANTONINO PIO imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+SERVIO SCIPIONE ORFITO e QUINTO NONIO PRISCO.
+
+
+Se crediamo al Relando[1041], il primo console fu _Sergio Scipione
+Orfito_; in prova di che egli cita quattro iscrizioni della Raccolta
+di Marquardo Gudio, nelle quali chiaramente si legge _Sergio_. Ma io
+torno a dire (e ne chieggo perdono): convien andar cauto a fidarsi de'
+marmi del Gudio, dati alla luce pochi anni sono. A buon conto la prima
+di quelle iscrizioni, che si dice data sotto questi consoli, è
+patentemente falsa, perchè vi si parla delle _Terme Costantiniane_,
+che certo non erano per anche nate. Ho io dunque dato ad esso _Orfito_
+il prenome di _Servio_, perchè nelle iscrizioni rapportate dal
+Panvinio e dal Grutero si legge SER. che significa _Servio_ e non
+_Sergio_. Pensa il Noris[1042] che questo console s'abbia da appellare
+_Sergio Vettio Scipione Orfito_. Del prenome ho parlato. Per conto del
+nome di _Vettio_, lo reputo cosa dubbiosa. Anche lo Spon[1043]
+rapporta un'iscrizione, in cui il secondo console è appellato _Sosio
+Prisco_. Sarebbe da vedere, se quella fosse un'iscrizione sicura, in
+cui comparisce un liberto di Tito Augusto, cioè di un principe morto
+sessanta anni prima. In ogni caso col Fabretti si può immaginare
+ch'egli fosse chiamato _Nonio Sosio Prisco_. In un mattone antico da
+me rapportato[1044] egli vien chiamato _Priscino_, o per vezzo o per
+distinguerlo da un altro _Prisco_. Parlando le medaglie[1045] di
+quest'anno di una munificenza usata dall'imperadore Antonino al popolo
+romano, stima il padre Pagi[1046] ciò fatto per la celebrazione dei
+decennali dell'imperio cesareo di Marco Aurelio. Se sia vero, niuno lo
+potrà dire. Piena avea la testa esso padre Pagi di quinquennali,
+decennali, quindecennali, vicennali, ec. tutto riferendo ad essi; ma
+non poco è da diffalcare dalle regole sue.
+
+NOTE:
+
+[1041] Reland., Fast. Consular.
+
+[1042] Noris, Epist. Consulari.
+
+[1043] Sponius, Section. III, num. 28.
+
+[1044] Thesaur. Nov. Inscription., pag. 330, n. 3.
+
+[1045] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+[1046] Pagius, in Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CL. Indizione III.
+
+ ANICETO papa 1.
+ ANTONINO PIO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+GALLICANO e VETERE.
+
+
+Il prenome e nome di questi consoli son tuttavia incerti. Ha creduto
+il Panvinio[1047], che il secondo si chiamasse _Cajo Antistio Vetere_,
+perchè si trova sotto Domiziano un personaggio di tal nome. La
+conghiettura è assai debole. Meno si può accordare al Tillemont[1048],
+il chiamare il primo di questi consoli _Glabrione Gallicano_, e al
+Bianchini[1049] l'appellarlo _Quinto Romulo Gallicano_, senza che essi
+ne adducano pruove sufficienti. Nell'anno presente, secondo i conti
+del medesimo Bianchini, passò a miglior vita _s. Pio_ pontefice
+romano, coronato col martirio, e sulla cattedra di san Pietro fu posto
+_Aniceto_. Truovansi medaglie battute in quest'anno dal senato e
+popolo romano[1050], in cui vien dato ad Antonino Pio il titolo di
+_Ottimo Principe_; e si dice che egli ha accresciuto il numero de'
+cittadini. Ben giustamente si meritò questo imperadore un sì glorioso
+titolo, perchè egli spendeva tutti i suoi pensieri e le sue
+applicazioni per procurare il pubblico bene, tanto di Roma, quanto di
+tutte le provincie dell'imperio romano[1051]. Sapeva egli esattamente
+lo stato d'esse provincie, e quanto se ne ricavava. Raccomandava agli
+esattori de' tributi di procedere senza rigore, molto più senza avanie
+nel loro uffizio; e qualora mancavano a questo dovere, gli obbligava a
+render conto rigorosamente della loro amministrazione. La porta e gli
+orecchi suoi erano sempre aperti a chiunque si trovava aggravato da sì
+fatti ministri, abborrendo egli troppo di arricchirsi colle lagrime e
+coll'oppressione de' sudditi. Però sotto il suo regno furono ricche e
+floride le provincie romane tutte. Che se ad alcuna incontravano
+inevitabili disastri di carestie, tremuoti, epidemie e simili malanni,
+si trovava in lui un'amorevol prontezza ad esentarle per un
+convenevole tempo dalle imposte. Le sue maggiori premure riguardavano
+la giustizia; e però quanto egli era attentissimo e indefesso nel
+farla, tanto ancora si studiava di scegliere chi credeva abile ed
+inclinato ad amministrarla agli altri. Chi più si distingueva in
+questo, più veniva da lui amato e promesso a gradi maggiori. Molti
+editti fece in bene del pubblico, servendosi de' più celebri
+giurisconsulti d'allora, cioè di _Vinidio Vero_, _Salvio Valente_,
+_Volusio_, _Metiano_, _Ulpio Marcello_ e _Jaboleno_. Vietò il
+seppellire i morti nelle città, perchè doveva esser ito in disuso il
+rigore delle antiche leggi. L'aggravio delle poste con savii
+regolamenti fu da lui scemato. Probabilmente è di lui una legge,
+citata da santo Agostino[1052], che non fu lecito al marito il volere
+in giudizio gastigata la moglie per colpa di adulterio, quando
+anch'egli fosse mancato di fedeltà verso della stessa. Se talun
+veniva[1053] per proporgli qualche cosa utile al pubblico, con piacere
+la ascoltava; e lo stesso allegro volto faceva a chiunque gli dava
+qualche buon avviso, senza aversi a male che quei del suo consiglio
+s'opponessero al di lui sentimento, nè che vi fossero persone, le
+quali ingiustamente disapprovassero il governo suo. Molto ancora
+onorava i veri filosofi: diede pensioni e privilegi per tutto
+l'imperio romano, tanto ad essi che ai professori dell'eloquenza.
+Sopportava poi que' filosofi, ch'erano tali solamente in apparenza, e
+senza mai rimproverar loro la superbia od ipocrisia. E questo basti
+per ora delle ragioni, per le quali si meritò Antonino Pio l'eminente
+elogio di _Principe Ottimo_.
+
+NOTE:
+
+[1047] Panvinius, in Fastis Consul.
+
+[1048] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[1049] Blanc., ad Anastas. Bibliothecar.
+
+[1050] Mediobarbus, in Numism. Imperator.
+
+[1051] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1052] August., de Adulter. Conjug., lib. 2, cap. 8.
+
+[1053] Marcus Aurel., lib. 1, cap. 16, de Rebus suis.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLI. Indizione IV.
+
+ ANICETO papa 2.
+ ANTONINO PIO imperadore 14.
+
+_Consoli_
+
+SESTO QUINTILIO CONDIANO e SESTO QUINTILIO MASSIMO.
+
+
+Senza i prenomi di _Sesto_, il Pagi e il Relando ed altri aveano
+proposto i consoli presenti. Loro l'ho aggiunto io in vigore
+d'un'iscrizione che si legge nella mia Raccolta[1054]. Nuovo non è,
+che due fratelli portino il medesimo prenome. Il cognome o sia
+soprannome li distingueva. Nelle medaglie di Antonino Pio[1055]
+spettanti all'anno presente, è fatta menzione dell'_Annona_, cioè
+della provvision di grani, fatta dal buon imperadore per sollievo del
+popolo romano. Se ne trova menzione anche sotto altri anni. Ben
+sollecito in sì importante affare fu Antonino Augusto[1056],
+trattandosi di provvedere di vitto all'immenso popolo allora abitante
+in Roma. Un anno ancora vi fu, in cui si patì una grave carestia.
+Servì questa a far meglio conoscere il generoso ed amorevol cuore del
+principe. Abbondante provvision da ogni parte fece egli di grano e
+d'olio e di vino colla sua propria borsa, e tutto gratuitamente donò
+al suo popolo. Pareva che questo imperadore inclinasse troppo al
+risparmio, e quasi all'avarizia; ma ciò che veniva disapprovato
+dall'ignorante popolo, nell'estimazion de' saggi era uno de' suoi più
+begli elogi. Levò egli via moltissime pensioni date da Adriano a delle
+persone inutili, con dire, _che era cosa indegna, anzi crudele, il
+lasciar divorare il pubblico da chi non gli prestava servigio alcuno.
+A Mesomede Candiotto_, poeta e sonator di lira, che dovea essere ben
+eccellente nell'arte sua, perchè di lui parlano con lode Eusebio[1057]
+e Suida, sminuì Antonino il salario. Vendè ancora vari addobbi ed
+altre cose superflue de' palazzi imperiali, ed alcuni poderi ancora:
+del che probabilmente si fecero molte dicerie. Pure tutto ciò era per
+pubblico bene, e non per ammassar tesori, perchè Antonino in occasione
+magnificamente spendea, se così richiedeva il bene e il bisogno della
+repubblica, e il risparmio suo tendeva al non aggravar mai di nuove
+imposte i popoli. Se dice il vero Zonara[1058], occorrendo qualche
+guerra, o pur altro bisogno di regalare i soldati, non richiedeva egli
+danari da alcuno, non imponeva gabelle; ma, messi pubblicamente
+all'incanto gli ornamenti del palazzo, e fin le gioie ed altri arredi
+della moglie Augusta, col ricavato soddisfacea i soldati. Passata poi
+quella necessità, procurava di ricuperar le cose preziose vendute, con
+rifonderne il prezzo. Alcuni le restituivano; ma altri no, senza che
+Antonino se ne sdegnasse, nè inquietasse per questo i compratori. Noi
+vedremo all'anno 170, che Marco Aurelio suo successore fece lo stesso,
+talmente che si può fondatamente sospettare che Zonara si sia
+ingannato attribuendo questo fatto glorioso ad Antonino Pio, quando
+esso unicamente si può credere di Marco Aurelio Antonino. Guardossi
+egli sempre dall'imprendere alcun viaggio lungo. Il suo andar più
+lontano era nella Campania e alle terre che possedeva nelle vicinanze
+di Roma; perchè diceva di sapere quanto costasse ai popoli la corte
+d'un imperadore in viaggio, ancorchè egli camminasse con poco seguito.
+Doveva ben esso Augusto avere inteso i lamenti delle città per li
+tanti viaggi fatti da Adriano, o pure da Domiziano. E quanto egli
+fosse alieno dal succiar il sangue de' sudditi, lo fece ben
+vedere[1059] con levar via tutti gli accusatori che abbondavano in
+altri tempi, perchè toccava loro la quarta parte delle condanne. Però
+sotto di lui il fisco fece poche faccende. Avea questo usato in
+addietro d'ingojar le sostanze di quei governatori, giudici ed altri
+ministri, contra de' quali o le comunità o i privati avessero
+intentate querele per danari indebitamente presi nel loro uffizio;
+Antonino restituì ai loro figliuoli i beni confiscati, con obbligo
+nondimeno di rifare ai provinciali il danno ad essi dato. Nè egli fu
+mai veduto accettar eredità a lui lasciate da chi avea de' figliuoli.
+Se s'ha da credere a Zonara[1060], egli bruciò ed abolì il
+senatusconsulto fatto da Giulio Cesare, con cui era proibito il far
+testamento, in cui non fosse lasciata all'erario della repubblica una
+determinata parte dell'eredità. Parla anche Pausania[1061] d'una
+legge, per cui chi avea la cittadinanza romana per privilegio, senza
+che questa si stendesse ai suoi figliuoli, l'eredità sua dovea passare
+ad altri cittadini, o pure al fisco, restandone privi essi suoi
+figliuoli. Ma Antonino più riguardo avendo alle leggi dell'umanità,
+che all'altre inventate dall'avarizia de' principi cattivi, volle che
+ne' loro figli passasse l'eredità paterna.
+
+NOTE:
+
+[1054] Thesaur. Novus Inscript., pag. 330, n. 5.
+
+[1055] Mediobarb., in Numism. Imper.
+
+[1056] Capitol., in Antonino Pio.
+
+[1057] Eusebius, in Chron.
+
+[1058] Zonaras, in Annal.
+
+[1059] Capitolin., in Antonino Pio.
+
+[1060] Zonar., in Annal.
+
+[1061] Pausanias, lib. 8.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLII. Indizione V.
+
+ ANICETO papa 3.
+ ANTONINO PIO imperadore 15.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ACILIO GLABRIONE e MARCO VALERIO OMULO o sia OMULLO.
+
+
+Questo _Omulo_ o _Omullo_, console, quel medesimo è che abbiam veduto
+di sopra, di genio satirico e maligno. Può essere che Antonino non
+avesse a male la libertà del di lui parlare, anzi prendesse per
+buffonerie gustose i di lui motti piccanti, o pure che coi benefizii
+volesse guadagnar la di lui tagliente lingua in suo favore. Da molti
+letterati vien creduta data in quest'anno la lettera[1062] di Antonino
+Pio a varie città dell'Asia in favor dei cristiani, comandando di non
+inferir loro molestia per cagion della loro religione, ma solamente in
+caso d'altri delitti vietati dalla legge comune. Altri han preteso
+ch'essa lettera sia di _Marco Aurelio_ Augusto, e però spettante agli
+anni del suo imperio. Certo è che si parla in essa di vari tremuoti
+accaduti allora nell'Asia, de' quali i ciechi o nemici Gentili soleano
+sempre accagionare la religion cristiana. Ora Capitolino[1063] lasciò
+scritto, che, regnando Antonino Pio, varie disavventure pubbliche
+accaddero, cioè la fame, di cui abbiam parlato, e la rovina del Circo,
+un fiero tremuoto, per cui molte città e terre dell'isola di Rodi e
+dell'Asia furono atterrate. In Roma un terribile incendio consumò
+trecento quaranta tra isole e case. Per isole si crede che gli antichi
+appellassero le case separate dall'altre; con tale opinione pare che
+non s'accordi la descrizion di Roma a noi venuta da Publio Vittore,
+perchè ivi sono attribuite a quella gran città _Insulae per totam
+Urbem XLVI Millia et DCCII_, e solamente _Domus MDCCXC_. Col nome di
+_Domus_ paiono indicati quei che ora chiamiamo _palazzi_; col nome
+d'_isole_ le ordinarie case del popolo romano, l'una dall'altra
+distinte, ma insieme coi muri unite. Anche le città di Narbona e di
+Antiochia, e la gran piazza di Cartagine, rimasero maltrattate da un
+somigliante flagello del fuoco. Parla Ancora Zonara[1064] de' tremuoti
+succeduti allora, che rovesciarono varie città della Bitinia e
+dell'Ellesponto, con abbattere specialmente il tempio di Cizico,
+creduto il più grande e il più bello che fosse allora in Asia.
+Servirono queste pubbliche sciagure a far maggiormente risplendere la
+liberalità di Antonino Pio; perchè a sue spese furono rifatte varie di
+quelle città, o pure contribuì egli non poco per aiutare i popoli a
+rifarle. Aristide[1065], sofista celebre, attesta che il gran tempio
+di Cizico fu poi terminato sotto l'impero di Marco Aurelio Augusto.
+
+NOTE:
+
+[1062] Eusebius, Hist. Eccles., lib. 4, c. 13.
+
+[1063] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1064] Zonaras, in Annal.
+
+[1065] Aristid., Oration. 16.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLIII. Indizione VI.
+
+ ANICETO papa 4.
+ ANTONINO PIO imperad. 16.
+
+_Consoli_
+
+CAJO BRUTTIO PRESENTE e AULO GIUNIO RUFINO.
+
+
+Perchè le medaglie[1066] coniate nell'anno presente ci fanno vedere la
+Vittoria che mette in capo all'imperadore una corona d'alloro,
+possiamo ben conghietturare che in questi tempi avessero qualche
+guerra i Romani, benchè non apparisca che Antonino prendesse se non
+due volte il nome d'_imperadore_, significante Vincitore. Scrive
+Capitolino[1067], aver egli amata sommamente la pace, con andare in
+varie occasioni ripetendo quel detto di Scipione, _che gli era più
+caro di salvare un sol cittadino romano, che di uccidere mille
+nemici_. Ma altro è l'amar la pace, ed altro non aver guerra. Anche i
+principi di genio pacifico sono talvolta, loro malgrado, costretti a
+guerreggiare, e se Antonino non andò mai in persona alla guerra, vi
+mandò bene i generali suoi. Già abbiamo accennata di sopra quella
+della Bretagna, felicemente compiuta da _Lollio Urbico_. Abbiamo dallo
+stesso Capitolino, che questo Augusto mandò delle sue milizie in
+soccorso degli Olbiopoliti, che erano in guerra coi Taurosciti verso
+il Ponto, e colla forza dell'armi obbligò que' barbari a dar degli
+ostaggi agli Olbiopoliti. Da san Giustino[1068] si può inoltre
+dedurre, che avendo fatto i Giudei qualche nuova ribellion nel loro
+paese, furono messi in dovere dalle armi di Antonino Augusto. Di
+maggiori notizie intorno a ciò non abbiamo, perchè son perite le
+antiche storie. Per altro attesta Capitolino, che questo imperadore
+non mai volontariamente, ma per non potere di meno, fece moltissime
+guerre, valendosi in esse de' suoi legati, o sia de' suoi
+luogotenenti. E a lui pare che si possa più credere che ad Aurelio
+Vittore[1069], il quale scrive, aver Antonino senza guerra alcuna
+governato per ventitrè anni il romano imperio.
+
+NOTE:
+
+[1066] Mediobarbus, in Numism. Imper.
+
+[1067] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1068] Justinus, in Dialog. contra Triphon.
+
+[1069] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLIV. Indizione VII.
+
+ ANICETO papa 5.
+ ANTONINO PIO imperad. 17.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO ELIO AURELIO COMMODO e TITO SESTIO LATERANO.
+
+
+Il secondo console, cioè _Laterano_, è chiamato da Capitolino[1070]
+_Sestilio Laterano_, e in un'iscrizione greca presso il Grutero, _Tito
+Sestio Laterano_. Perchè il cardinal Noris[1071] trovò _Lucio Sestio
+Sestino Laterano_ console trecento sessantasei anni prima dell'Era
+cristiana, conchiuse egli, che _Sestio_ e non _Sestilio_ fosse il nome
+ancora di questo console. Ma non toglie ogni dubbio cotale
+osservazione; e potrebbe anche nascere sospetto, se il marmo greco del
+Grutero fosse assai esattamente copiato. A buon conto il
+Panvinio[1072] ne cita un altro latino, in cui leggiamo _Sestilio
+Laterano_, ed _Aquilio Orfito Consoli_: il che s'accorda col testo di
+Capitolino. Vien qui portata dal Relando[1073] un'iscrizione del
+Gudio, dove questo console si vede appellato _Sestio Sestilio
+Laterano_. Ma non si può far fondamento sopra i marmi del Gudio. Il
+prenome di _Sesto_ combatte coll'iscrizion gruteriana. Quivi si
+trovano _Cassari_, artefici di nome sospetto, e _Scambillari_, che
+certo dovrebb'essere _Scabilluri_. Forse perchè il Gudio, uomo
+dottissimo, s'avvide che non erano sicuri tutti i marmi ch'egli aveva
+raccolti, non li volle mai pubblicare in sua vita. S'è poi trovato chi
+meno scrupoloso di lui gli ha dati dopo la sua morte alle stampe. Il
+console primo ordinario di quest'anno è _Lucio Elio Aurelio Commodo_,
+quel medesimo che fu adottato da Antonino Pio[1074], nè avea altro
+onorifico titolo, che quello di _figliuolo dell'imperadore_. L'aveva
+il padre promosso alla questura nel precedente anno, nella qual carica
+diede al popolo, ma con denaro paterno, il divertimento di uno
+spettacolo di gladiatori, ed ebbe l'onore di sedere in mezzo
+all'imperadore e a Marco Aurelio Cesare suo fratello. Aveva egli
+passati i verdi suoi anni nello studio delle lettere, non avendo
+tralasciato il buon Antonino di procurargli tutti i mezzi convenevoli
+per una buona educazione, affinchè divenisse un valentuomo. Gli
+assegnò egli per aio _Nicomede_, e per maestri nella grammatica latina
+_Scauro_, figliuolo di quello _Scauro_ ch'era stato grammatico di
+Adriano; nella grammatica greca _Telefo_, _Efestione_ ed
+_Arprocazione_; nella retorica greca _Apollonio Caninio Celere_ ed
+_Erode Attico_, da noi veduto console; nella retorica latina _Cornelio
+Frontone_, anch'esso uomo consolare: e nella filosofia stoica
+_Apollonio_, della cui albagia si parlò di sopra, e _Sesto_ anch'esso
+celebre filosofo di que' tempi. Tuttochè Lucio Commodo non avesse gran
+testa per profittar nelle lettere, egli portò un singolar amore a
+tutti questi suoi maestri, ed essi non meno amarono lui. Imparò a far
+versi e a compor delle orazioni; e riuscì miglior oratore che poeta,
+o, per dir meglio, fu più cattivo poeta che retorico. Dilettavasi
+egli, più che delle lettere, del lusso, delle delizie, di aver buona
+conversazione di gente allegra, di andare a caccia, di far altri
+esercizii cavallereschi, e sopra tutto di assistere ai giuochi
+circensi ed ai combattimenti de' gladiatori. Tale era Lucio Commodo,
+che vedremo fra pochi anni imperadore, ed appellato _Lucio Vero_. Si
+raccoglie poi dalle medaglie[1075], che in quest'anno l'Augusto
+Antonino fu _liberale per la settima volta_ verso il popolo romano con
+qualche conciario, o sia donativo a lui fatto. Questo era l'uso
+degl'imperadori, per tenerlo contento, e fargli dimenticare di avere
+una volta avuto tanta parte nel governo e nella padronanza.
+
+NOTE:
+
+[1070] Capitol., in Lucio Vero.
+
+[1071] Noris, Epist. Consulari.
+
+[1072] Panvin., Fast. Consular.
+
+[1073] Reland., Fast. Consular.
+
+[1074] Capitol., in Lucio Vero.
+
+[1075] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLV. Indizione VIII.
+
+ ANICETO papa 6.
+ ANTONINO PIO imperad. 18.
+
+_Consoli_
+
+CAJO GIULIO SEVERO e MARCO GIUNIO RUFINO SABINIANO.
+
+
+Ho io aggiunto il nome di _Giunio_ al secondo console, fondato sopra
+un'iscrizione pubblicata dal Doni, e posta ancora nella mia
+raccolta[1076]. Molti furono ancora in questi tempi consoli
+straordinari, o vogliam dire i sostituti agli ordinari; ma quai
+fossero, e in qual anno maneggiassero i fasci consolari, ci mancano
+memorie da poterlo chiarire. Pare bensì che si raccolga da
+un'iscrizione, recata dal Panvinio[1077] e dal Grutero[1078], che nel
+dì 5 novembre del presente anno fossero consoli sostituiti _Anzio
+Pollione_ ed _Opimiano_. Ma con questo marmo parrebbe che facesse
+guerra un altro pubblicato dal medesimo Panvinio, in cui nel dì 5 di
+dicembre si veggono tuttavia consoli _Severo_ e _Sabiniano_, se non
+sapessimo che gli atti pubblici erano per lo più segnati col nome de'
+consoli ordinari, senza far caso de' sostituiti. Una medaglia[1079]
+appartenente a quest'anno ci fa veder la _Bretagna_ in abito di donna
+mesta, sedente presso una rupe con delle spoglie lì presso potrebbe
+ciò porgere indizio, che qualche torbido fosse stato nella Bretagna,
+con vantaggio dell'armi romane.
+
+NOTE:
+
+[1076] Thesaurus Novus Inscript., p. 332, n. 2.
+
+[1077] Panvinius, in Fastis Consularibus.
+
+[1078] Gruter., in Thesaur. Inscr., p. 607, n. 1.
+
+[1079] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLVI. Indizione IX.
+
+ ANICETO papa 7.
+ ANTONINO PIO imperad. 19.
+
+_Consoli_
+
+MARCO CEJONIO SILVANO e CAJO SERIO AUGURINO.
+
+
+Non passano senza disputa i prenomi di questi consoli, come si può
+vedere negl'Illustratori de' fasti; ma un'iscrizione del
+Grutero[1080], e quanto ha osservato il cardinal Noris[1081], ci dà
+assai fondamento per fermarci ne' nomi proposti, e non già in una
+iscrizione del Gudio, dove compariscono consoli _Giulio Silvano_ e
+_Marco Vibulio Augurino_. Torno a dire, che a fontane torbide ha
+bevuto il Gudio, nè si può far capitale de' suoi marmi, se non quando
+si veggono presi da buona parte. Monsignor Bianchini[1082] in vece di
+_Serio Augurino_ mette _Sestio Augurino_, ma senza produrne il perchè.
+Il padre Pagi[1083], che sempre ha nella manica i decennali,
+quindecennali, etc., degl'imperadori, pretese che in quest'anno
+Antonino Pio celebrasse i vicennali del suo imperio proconsolare. Il
+padre Stampa[1084] ha dimostrato che egli prende abbaglio in citare
+per prova di tal pretensione una medaglia, dove è notata la tribunizia
+podestà XXI di Antonino Pio, la quale cominciava solamente nel
+febbraio dell'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[1080] Gruterus, Thes. Inscr., p. 128, n. 5.
+
+[1081] Noris, Epist. Consular.
+
+[1082] Blanchin., ad Anastas. Biblioth.
+
+[1083] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[1084] Stampa, Additament. ad Fast. Sigonii.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLVII. Indizione X.
+
+ ANICETO papa 8.
+ ANTONINO PIO imperad. 20.
+
+_Consoli_
+
+BARBARO e REGOLO.
+
+
+Null'altro si sa di questi consoli, se non che il cardinal Noris[1085]
+andò conghietturando che il primo fosse chiamato _Vetuleno Barbaro_,
+ma con dubbiosa prova. Il Panvinio[1086] in vece di _Barbaro_ stimò il
+di lui nome _Barbato_. Così pure è scritto nell'edizione
+d'Idazio[1087]. Anzi _Barbato_ ancora si legge in una iscrizione
+trovata in questi ultimi tempi nelle Terme Ercolane della
+Transilvania, e rapportata dal signor Pasquale Garofalo nel trattato
+delle medesime Terme, e da me ancora nella mia Raccolta[1088]. Ma
+avendo gli antichi Fasti, e qualche altra iscrizione, _Barbaro_ e non
+_Barbato_, possiamo per ora attenerci ad essi. Sotto questo anno si
+vede una medaglia[1089] battuta in onore di Antonino Pio, in cui gli è
+dato il titolo di _Romolo Augusto_. Ciò sembrar può strano; perciocchè
+questo pacifico e prudentissimo Augusto, secondochè scrive
+Capitolino[1090], in tutte le sue parti fu lodevole, e tale che, per
+sentenza di tutti i buoni, e con ragione, veniva paragonato a _Numa
+Pompilio_. Era ben d'altro umore Romolo. Eutropio[1091] ebbe a dire
+che siccome Trajano fu creduto un altro _Romolo_, così Antonino Pio un
+altro _Numa Pompilio_.
+
+NOTE:
+
+[1085] Noris, Epist. Consulari.
+
+[1086] Panvinius, in Fastis Consul.
+
+[1087] Idacius, Fast.
+
+[1088] Thes. Novus Inscript., pag. 332, n. 3.
+
+[1089] Mediobarbus, in Numism. Imperator, ex Goltzio.
+
+[1090] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1091] Eutrop., in Breviar.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLVIII. Indizione XI.
+
+ ANICETO papa 9.
+ ANTONINO PIO imperad. 21.
+
+_Consoli_
+
+TERTULLO e CLAUDIO SACERDOTE.
+
+
+Il nome di _Claudio_, dato al console _Sacerdote_, non è autenticato
+da memoria alcuna sicura dell'antichità, e solamente si appoggia sopra
+una ragionevol conghiettura del cardinal Noris[1092]. In una
+medaglia[1093] si fa menzione della _Ottava Liberalità_ usata da
+Antonino Pio Augusto al popolo romano. Questa dal Mezzabarba è
+riferita all'anno presente, ma può egualmente appartenere ad altri
+anni o precedenti o susseguenti; perchè non v'è espresso il numero
+della podestà tribunizia. Fuor di dubbio è, che questo significa un
+nuovo congiario, con cui egli rallegrò il popolo romano.
+
+NOTE:
+
+[1092] Noris, Epist. Consular.
+
+[1093] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLIX. Indizione XII.
+
+ ANICETO papa 10.
+ ANTONINO PIO imperad. 22.
+
+_Consoli_
+
+PLAUTIO QUINTILIO per la seconda volta e STAZIO PRISCO.
+
+
+_Quintillo_ è appellato il primo console in vari Fasti. Ho io scritto
+_Quintilio_, ed anche colla nota del secondo consolato, non conosciuto
+dagli altri, in vigore di un'iscrizione esistente nella biblioteca
+ambrosiana di Milano, e da me inserita nella mia nuova[1094] raccolta.
+Che il secondo console, cioè _Stazio Prisco_, portasse il prenome di
+_Marco_, fondatamente lo conghietturò il cardinal Noris[1095]. Ci
+avvisano le medaglie[1096], che in questo anno si celebrarono in Roma
+i vicennali dell'imperio augustale di Antonino Pio, veggendosi i voti
+pubblici affinchè egli pervenisse al terzo decennio dell'imperio suo.
+In tal occasione dedicò il tempio d'Augusto con averlo nondimeno
+solamente ristorato: del che parlano ancora le medesime medaglie.
+Credesi che in quest'anno fosse celebrato in Roma dal pontefice
+Aniceto il concilio[1097], a cui intervenne il celebre san Policarpo,
+e dove fu decisa la controversia intorno al giorno in cui si ha da
+fare la Pasqua.
+
+NOTE:
+
+[1094] Thesaurus Novus. Inscr., pag. 333, n. 3.
+
+[1095] Noris, Epist. Consular.
+
+[1096] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[1097] Blanch., ad Anast. Bibliothecar.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLX. Indizione XIII.
+
+ ANICETO papa 11.
+ ANTONINO PIO imperad. 23.
+
+_Consoli_
+
+APPIO ANNIO ATILIO BRADUA e TITO CLODIO VIBIO VARO.
+
+
+È stata disputa fra gli eruditi intorno al cognome e soprannome del
+secondo console, volendolo alcuni _Vero_ ed altri _Varo_. In favore
+degli ultimi è già deciso il punto, stante una riguardevole
+iscrizione, scoperta in Lione, e da me riferita altrove[1098], la
+quale ci dà con sicurezza i nomi e cognomi di questi consoli. Intorno
+a questi tempi son di parere alcuni letterati che succedesse quanto
+scrive Aurelio Vittore[1099], cioè che vennero ambascerie de' popoli
+dell'Ircania, Battriana, e fin dell'India, ad inchinare Antonino Pio.
+Ma niuna ragion v'ha di riferire un cotal fatto più all'anno presente
+che ad altri precedenti. Quel che è certo, ancorchè Antonino fosse
+uomo di pace, e pieno di benignità e mansuetudine[1100], pure il
+credito della sua saviezza, costanza ed equità, gli acquistò tanta
+autorità e buon nome anche presso le nazioni barbare, che non
+solamente tutti il rispettarono e temerono, ma anche ricercarono a
+gara la di lui grazia ed amicizia. Anzi essendo coloro talvolta in
+guerra fra essi, solevano rimettere in lui le loro differenze,
+credendo di non poter trovare un giudice più abile e disappassionato
+di lui. _Farasmane_ re dell'Iberia venne a Roma per conoscere di vista
+e riverire un così rinomato Augusto, e fece a lui più presenti che al
+suo predecessore Adriano. Avea il re de' Parti (_Vologeso_
+probabilmente) mosse l'armi sue contro l'Armenia. Una sola lettera a
+lui scritta da Antonino bastò a farlo ritirare e desistere dalle
+offese. Ed avendo esso re fatta istanza di riavere il trono d'oro, che
+Trajano già tolse al di lui padre, Antonino, senza far caso delle di
+lui minacce, continuò a star sulla sua. Comandò parimente esso
+Augusto, che _Abgaro_ re di Edessa venisse a Roma, e fu ubbidito.
+Rimandò ancora _Rimetalse_ re del Bosforo al suo regno, dacchè intese
+nato fra lui e il suo curatore del dissapore. Egli è da stupire, come
+di queste sue gloriose azioni le medaglie non ci abbiano conservata
+qualche memoria.
+
+NOTE:
+
+[1098] Thesaurus Novus Inscript., p. 333, n. 4.
+
+[1099] Aurelius Victor, in Epitome, edit. Scotti.
+
+[1100] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXI. Indizione XIV.
+
+ ANICETO papa 12.
+ MARCO AURELIO _il filosofo_
+ imperadore 1.
+ LUCIO VERO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO VERO CESARE per la terza volta, e LUCIO VERO AURELIO
+COMMODO per la seconda.
+
+
+Promosse Antonino Pio Augusto al consolato di quest'anno i due
+figliuoli adottivi, cioè _Marco Aurelio Cesare_ e _Lucio Commodo_. Coi
+soli suddetti nomi aprirono essi l'anno, come consta ancora da
+un'iscrizione del Grutero[1101]. Ma perchè sopravvenne dipoi la morte
+del padre, ed amendue furono dichiarati imperadori Augusti; perciò si
+truovano iscrizioni fatte dopo essa morte, nelle quali son chiamati
+_Consoli_ insieme ed _Augusti_. In due leggi del codice di Giustiniano
+si trova quest'anno notato _Divis Fratribus Augustis Consulibus_. E
+fin qui avea Antonino Pio con mirabil saviezza, e con procurar sempre
+la felicità de' popoli, governato il romano imperio. Venne la morte a
+privar di sì buon principe i sudditi, allorchè egli entrato nell'anno
+sessantesimoterzo della sua età, ne avea già passato cinque mesi e
+mezzo[1102]. Trovavasi egli in Lorio sua villa, dodici miglia lungi da
+Roma, ed avendo nella cena mangiato del formaggio alpino più del
+dovere[1103], la notte lo rigettò, e fu sorpreso dalla febbre.
+Sentendosi nel terzo giorno aggravato dal male, alla presenza de'
+capitani delle guardie raccomandò a _Marco Aurelio_, suo figliuolo
+adottivo e genero, la repubblica e Faustina sua figlia, moglie di lui.
+Fece anche passare alla di lui camera la statuetta d'oro della
+Fortuna, che soleva sempre stare in quella degl'imperadori. Quindi,
+dopo di aver dato il nome delle sentinelle al tribuno di guardia, cioè
+_Tranquillità dell'animo_, farneticando alquanto, andava parlando del
+governo e dei re, co' quali era in collera (uno di essi è da credere
+che fosse il re dei Parti), e poi quietatosi, come se dormisse spirò
+l'anima, per quanto si crede, nel dì 7 di marzo. Avea egli prevenuto
+questo colpo, con fare il suo testamento, in cui lasciò tutto il suo
+patrimonio privato alla figliuola, e legati proporzionati a tutta la
+sua servitù. Dalle lagrime di ognuno fu accompagnato il suo funerale;
+il corpo suo collocato nel mausoleo di Adriano; e, secondo gli empii
+riti del paganesimo, furono decretati a lui dal senato gli onori
+divini, templi e ministri sacri. Restò tal memoria delle mirabili
+virtù, e dell'ottimo governo di questo imperadore, che, per lo spazio
+di quasi un secolo, il popolo e i soldati parea che non sapessero
+amare e rispettare un imperadore, s'egli non portava il nome di
+_Antonino_, come si usò di quello di _Augusto_: quasi che dal nome e
+non dai fatti dipendesse l'essere un principe buono. Noi siam per
+vedere che lo presero anche degl'imperadori cattivi. Nè si dee
+tralasciare che _Gordiano_ I, fatto imperadore nell'anno dell'era
+Cristiana 237, quando era giovane[1104], compose un poema molto
+lodevole, intitolato _Antoniniade_, dove espose tuttavia la vita, le
+azioni e le guerre di esso Antonino Pio, e di Marco Aurelio Antonino
+suo successore. Capitolino attesta di averlo veduto a' suoi dì; ma noi
+ora indarno lo desideriamo. Fiorirono ancora sotto questo imperadore
+le lettere, e fra gli altri in gran riputazione furono _Appiano
+Alessandrino_, delle cui storie ci restano alcuni libri; _Tolomeo_, di
+cui abbiamo trattati di astronomia e di geografia; _Massimo
+Tirio_, filosofo platonico, del quale tuttavia si conservano i
+Ragionamenti[1105]. Ma si son perdute l'opere di _Calvisio Tauro_ di
+Berito: di _Apollonio_ da Calcide, filosofo stoico; di _Basilide_ da
+Scitopoli, filosofo anch'esso; di _Erode Attico_; di _Callinico_
+storico; di _Frontone_ insigne oratore romano, e di altri ch'io
+tralascio. Han creduto alcuni che _Giustino_ storico, da cui furono
+ridotte in compendio le storie di _Trogo Pompeo_, vivesse in questi
+tempi; ma l'hanno creduto senza alcun fondamento. Sappiamo bensì di
+sicuro, che allora fiorì s. _Giustino_, insigne filosofo e martire
+cristiano. Resta tuttavia un antico itinerario attribuito da alcuni al
+medesimo Antonino Pio Augusto; ma il Wesslingio, che con erudite
+annotazioni ha illustrata quell'opera, fa conoscere quanto ne sia
+incerto l'autore. Ad Antonino Pio succederono nell'imperio _Marco Elio
+Aurelio Antonino_, soprannominato il filosofo, e _Lucio Elio Aurelio
+Commodo_, appellato poi _Vero_, amendue di lui figliuoli adottivi, e
+consoli nell'anno presente.
+
+Abbiamo già accennato che _Marco Aurelio_ fu prima nomato _Annio
+Vero_, e nacque nell'anno 121 nel dì 26 di aprile. Adriano Augusto,
+che per qualche lato era di lui parente[1106], all'osservare in lui
+giovinetto un animo grande, un sommo rispetto ai suoi maggiori, un bel
+genio alle lettere, ma sopra tutto l'inclinazione sua alla filosofia
+morale, e non già solamente per mettere nella testa i di lei
+documenti, ma per praticarla co' fatti; ne concepì un tal amore e
+stima, che gli passò per pensiero di lasciare a lui, morendo,
+l'imperio. Tuttavia, perchè non gli parve per anche la di lui età
+capace di portare un sì grave fardello, elesse poi per suo successore
+_Antonino Pio_, ma con obbligarlo ad adottare esso _Annio Vero_, il
+quale per tal adozione assunse il nome di _Marco Elio Aurelio Vero_,
+ed insieme con lui _Lucio Cejonio Commodo_, figliuolo di _Lucio Elio
+Cesare_, che fu poi nominato _Lucio Elio Aurelio Vero_. Quanto a Marco
+Aurelio, divenuto ch'egli fu imperadore, comunemente fu chiamato
+_Marco Aurelio Antonino_, o pure _Marco Antonino_, distinguendosi dal
+suo predecessore pel solo prenome di _Marco_, perchè Antonino Pio
+portava quello di _Tito_. Molto ancora è conosciuto questo Augusto col
+soprannome di _Filosofo_, dall'essersi egli applicato di buon'ora allo
+studio della filosofia stoica, di cui scrisse ancora alcuni libri, che
+tuttavia abbiamo, dove egli parla delle cose sue, esponendo ciò che
+avea imparato, e producendo le riflessioni sue intorno alle azioni
+umane, alle virtù, ai vizii[1107]. Ottimi maestri ebbe Marco Aurelio
+nello studio dell'eloquenza, della poesia e dell'erudizione; ma egli
+stesso confessa di non avere avuto assai talento per risplendere in sì
+fatti studi, e ringrazia Dio di non essersi perduto, come i sofisti,
+in far dei bei discorsi, in formar de' sillogismi, e in contemplare le
+stelle. Diedesi egli alla conoscenza delle leggi sotto _Lucio Volusio
+Meciano_, valente giureconsulto; e questa poi gli servì assaissimo,
+allorchè imperadore ebbe da far giustizia. Il suo naturale serio,
+grave, tranquillo e lontano dalle inezie anche nell'età più verde, e
+il suo genio solamente rivolto al buono e al meglio, per tempo il
+portarono allo studio, all'amore e alla professione della filosofia
+de' costumi. Studio, il quale volesse Dio che fosse più in onore e più
+in pratica a' giorni nostri! Nell'età di dodici anni egli prese
+l'abito de' filosofi, cioè il mantello alla greca, e fece, per così
+dire, il suo noviziato con darsi ad una vita sobria ed austera, sino
+ad avvezzarsi a dormire sulla nuda terra. Per le instanze di _Domizia
+Calvilla_ sua madre si ridusse poi a dormire in un piccolo letto,
+coperto nel verno con alcune pelli. Si protesta egli obbligato a Dio
+di aver così per tempo amata la filosofia, e imparato a mortificar le
+sue voglie e passioni, perchè ciò il tenne lungi da' vizii, e fece
+ch'egli anche giovanotto conservasse la castità, e molto più da lì
+innanzi: cosa ben rara fra i Gentili, professori d'una religione falsa
+e fomentatrice degli stessi vizii. Giuliano Apostata[1108], che tagliò
+i panni addosso a tutti gli Augusti suoi antecessori, quando arriva a
+_Marco Aurelio_, altro non ne fa che un elogio, e cel dipinge con
+faccia dolcemente seria, e con barba folta e mal pettinata, con abito
+semplice e modesto. Furono suoi maestri nella filosofia peripatetica
+_Claudio Severo_, che vedremo console in breve; nella stoica amata da
+lui sopra le altre, _Apollonio_ da Calcide, _Sesto_ da Cheronea,
+nipote di Plutarco, _Giunio Rustico_, _Claudio Massimo_, _Cinna
+Catullo_, _Basilide Arriano_ ed altri[1109]. Sul principio de' suoi
+libri, perchè egli sapeva prendere il buono di tutti, e lasciare il
+cattivo, va ricordando quali buone ed utili massime avesse imparato da
+cadaun d'essi, e da _Antonino Pio_ suo padre per adozione, e da vari
+altri o grammatici, o oratori, o filosofi, fra' quali specialmente amò
+ed ascoltò il suddetto _Giunio Rustico_[1110]. Abbiam da Capitolino,
+che Marco Aurelio, allorchè gli morì un di coloro che aveano avuta
+cura della sua educazione, ne pianse; e perchè i cortigiani si
+facevano beffe di questa sua tenerezza di cuore, Antonino Pio Augusto
+disse loro: _Lasciatelo fare, perchè anche i saggi sono uomini; nè la
+filosofia, nè l'imperio estinguono gli affetti nostri_. Da tutti
+questi maestri apprese Marco Aurelio qualche cosa di profittevole per
+ben vivere, badando ai lor documenti o all'esempio loro: con che
+giovane ancora si avvezzò a tenere in freno il corpo, menando una vita
+dura, fuggendo ogni delizia, leggendo, faticando, e attendendo agli
+affari occorrenti.
+
+Con così bel preparamento adunque, e con tale corteggio di virtù fu
+Marco Aurelio adottato per figliuolo da Antonino Pio, e divenne suo
+genero, con isposar _Faustina_, unica figliuola di lui, da cui ebbe
+poi varie figliuole. Essa in questo medesimo anno, dacchè il marito
+era divenuto imperadore, gli partorì due gemelli nel dì 31 d'agosto,
+l'uno de' quali fu _Commodo_, figliuolo indegno di sì buon padre, e
+che avrà luogo fra gli abbominevoli Augusti. Altri maschi nacquero da
+tal matrimonio, ma niun d'essi sopravvisse al padre. Dappoichè ebbe
+Antonino Pio fatto fine alla sua vita, il senato dichiarò imperadore
+Augusto il solo _Marco Aurelio_; ma egli con un atto di magnanimità,
+che non avea, e non avrà forse esempio, benchè _Lucio Elio Commodo_
+non fosse a lui attinente per alcuna parentela di sangue, ma solamente
+per titolo di adozione gli fosse fratello; pure il volle[1111] per suo
+collega nello imperio, e gli conferì i titoli d'_Imperatore_ e
+d'_Augusto_, e la _podestà tribunizia e proconsolare_; il che fu cosa
+non più veduta; cioè due Augusti nel medesimo tempo. Ritenne per sè il
+pontificato massimo, e il cognome di Antonino, cedendo a lui il suo
+proprio, cioè quello di _Vero_; di modo che egli da lì innanzi fu
+appellato _Marco Aurelio Antonino_, e l'altro _Lucio Aurelio Vero_, o
+_Lucio Vero_. Il dirsi da Dione[1112], o pur da Zonara[1113], che
+Marco Aurelio s'indusse a risoluzion tale, perchè egli era debole di
+complessione, e voleva attendere ai suoi studi, laddove Lucio Vero era
+giovane robusto, e più atto alle fatiche della milizia, nol so io
+credere vero. Se Marco Aurelio non si attentasse a fare il mestier
+della guerra, e si perdesse fra i libri, lo vedremo andando innanzi.
+Aristide[1114], famoso sofista di questi tempi, in una delle sue
+orazioni, esalta forte, come un'azione la più grande che potesse mai
+farsi, l'avere Marco Aurelio spontaneamente, e senza far caso de'
+figliuoli che poteano nascere da Lucio Vero, voluto eleggerlo per suo
+collega nell'imperio. Egli sì dice il vero. La virtù sola di Marco
+Aurelio e la sola grandezza dell'animo suo potè giungere a tanto; e la
+virtù quella fu che fece poi camminar concordi questi due fratelli
+Augusti, benchè in Lucio abbondassero i difetti, siccome diremo. A lui
+promise ancora[1115] Marco Aurelio in moglie _Lucilla_ sua figliuola,
+non per anche atta alle nozze, che vedremo effettuate a suo tempo.
+Andarono poscia amendue questi Augusti al quartiere de' soldati
+pretoriani, promisero ad essi il consueto regalo, e agli altri soldati
+a proporzione. _Vicena millia nummum singulis promiserunt militibus_,
+si legge nel testo di Capitolino. Temo io dello sbaglio in sì fatta
+espressione, perchè vien creduto che sieno quattrocento scudi romani
+per testa: somma, che a' dì nostri fa paura, perchè si trattava di
+molte migliaia di soldati. Che anche al popolo toccasse il suo
+congiario si raccoglie dalle medaglie[1116]. Oltre a ciò il donativo
+del frumento, che si faceva ai fanciulli e alle fanciulle de' poveri
+cittadini romani, fu steso da loro a quei che nuovamente erano venuti
+ad abitare in Roma, se pur non vuol dire lo storico[1117], che
+accrebbero per l'Italia il numero de' fanciulli e delle fanciulle,
+che, per istituzione di Nerva, Trajano e Adriano, partecipavano della
+cesarea liberalità.
+
+NOTE:
+
+[1101] Gruterus, Thesaurus Inscript., pag. 300, num. 1.
+
+[1102] Eutrop., Breviar. Euseb., in Chron. Aurel. Victor, Epitome.
+
+[1103] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1104] Capitolin., in Gordiano.
+
+[1105] Euseb., in Chron.
+
+[1106] Dio, lib. 71.
+
+[1107] Marcus Aurelius, de Rebus suis, lib. 1.
+
+[1108] Julian, de Caesarib.
+
+[1109] Eusebius, in Chron.
+
+[1110] Capitolinus, in Antonino Pio.
+
+[1111] Idem, in Lucio Vero Imper.
+
+[1112] Dio, lib. 71.
+
+[1113] Zonaras, in Annal.
+
+[1114] Aristid., Orat. 16.
+
+[1115] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+[1116] Mediobarbus, in Numismat. Imperator.
+
+[1117] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXII. Indizione XV.
+
+ SOTERO papa 1.
+ MARCO AURELIO imperad. 2.
+ LUCIO VERO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO GIUNIO RUSTICO e CAJO VETTIO AQUILINO.
+
+
+_Rustico_ quel medesimo è che fu uno de' maestri di Marco Aurelio,
+sopra gli altri a lui caro. Da un'iscrizione riferita dal
+Panvinio[1118], e posta nelle calende di luglio, si deduce che ad
+Aquilino succedette nel consolato _Quinto Flavio Tertullo_.
+Credesi[1119] che sant'_Aniceto_ papa nell'anno precedente compiesse
+gloriosamente il suo pontificato col martirio; ma è intrigata in
+questi tempi la cronologia de' romani pontefici, e confessa anche la
+cronica di Damaso, la qual va sotto nome di Anastasio bibliotecario.
+Tuttavia, secondo essa cronica, _Sotero_ papa cominciò in quest'anno a
+contare gli anni del suo pontificato. Avea già dato principio al suo
+governo nell'anno procedente _Marco Aurelio Augusto_, e si era
+cominciato a provare quanto sia vero il detto di Platone, che
+sarebbero felici i popoli, se regnassero solamente i filosofi, ed è lo
+stesso che dire se i regnanti studiassero, amassero e professassero la
+sapienza. Seco si univa _Lucio Vero Augusto_ nel comando, e con buona
+unione, ma con subordinazione a lui, quasi che l'uno fosse padre e
+l'altro figliuolo[1120]. Studiavasi Lucio Vero di uniformarsi nelle
+maniere di vivere a lui, per quanto poteva, usando sobrietà, gravità e
+moderazione in apparenza, perchè nella sostanza troppo era egli
+diverso dall'altro. Non si desiderò in essi la bontà e la clemenza di
+Antonino Pio; ed uno de' primi a farne pruova fu Marcello commediante,
+che in pubblico teatro con qualche equivoco il punse, senza che Marco
+Aurelio, che lo seppe, ne facesse risentimento alcuno. Ma che? contro
+dell'imperio romano si cominciarono a scatenar le disgrazie, e se al
+popolo romano non fosse toccato in tempi sì burrascosi un imperadore
+di tanta voglia, come fu Marco Aurelio, poteano maggiormente
+moltiplicarsi i guai. La prima disavventura, onde restò turbata la
+pubblica felicità, fu l'innondazione del Tevere, che recò un
+gravissimo danno alle case, alle mercatanzie ed altre robe della città
+di Roma, affogò gran copia di bestiame, e si tirò una terribil
+carestia. Le provvisioni fatte in questo bisogno dai due Augusti, tali
+furono che si rimediò ai disordini, e ritornò la calma nella città. Ma
+più da pensare davano le turbolenze insorte ai confini dell'imperio,
+prima eziandio che mancasse di vita Antonino Pio. In Germania i Catti
+popoli barbari avevano già fatto delle scorrerie nel paese romano. La
+Bretagna anch'essa minacciata dai barbari non sudditi dell'imperio. Fu
+dunque inviato in Germania a difendere quelle frontiere _Aufidio
+Vittorino_. Cosa ne avvenisse non ne resta memoria nelle storie. Alla
+difesa della Bretagna fu spedito _Calpurnio Agricola_, ma di quegli
+affari parimente è perita la memoria.
+
+Di maggiore importanza senza paragone fu la guerra mossa fin l'anno
+precedente da _Vologeso re de' Parti_, non si sa, se perchè Antonino
+Pio ricusò di rendergli il trono regale, tolto a Cosroe suo padre, o
+pure perchè anch'egli, al pari de' suoi maggiori, facesse l'amore al
+regno dell'Armenia, dipendente dall'imperio romano. Dopo la morte di
+esso, Antonino dichiarò egli la guerra, sollevò quanti re e nazioni
+potè di là dall'Eufrate e dal Tigri contro ai Romani, e,
+verisimilmente sul principio, indirizzò l'armi sue addosso alla stessa
+Armenia. Fu conosciuto in Roma necessario lo spedire un capo di grande
+autorità con gagliardissime forze, per far fronte a sì potente nemico,
+e perchè lo stato della repubblica esigeva in Roma la presenza di
+Marco Aurelio, acciocchè egli accudisse anche agli altri rumori della
+Bretagna e della Germania; e col consenso del senato fu presa la
+risoluzion d'inviare in Oriente _Lucio Vero Augusto_. In fatti,
+provveduto di tutti gli uffiziali occorrenti si partì questo
+giovinastro principe da Roma, e fu accompagnato dal fratello Augusto
+sino a Capoa. Ma appena giunto a Canosa, cadde infermo. Il che inteso
+da Marco Aurelio, che s'era restituito a Roma, colà si portò di nuovo
+per visitarlo. Tornatosene poscia a Roma, compiè i voti fatti per la
+salute d'esso Lucio Vero nel senato. L'andata di esso Vero vien
+riferita all'anno presente da vari letterati. Il padre Pagi[1121] la
+crede seguita del precedente. Riavuto egli dalla malattia, guadagnata
+nel viaggio coi disordini e coi piaceri, a' quali si abbandonò, subito
+che si fu sottratto agli occhi del savio fratello Augusto, continuò
+per mare il suo viaggio. Abbiamo da Capitolino[1122], e lo asserisce
+anche Eusebio[1123], che Lucio Vero andò a Corinto e ad Atene, sempre
+accompagnato nella navigazione dalla musica de' cantori e sonatori. In
+Atene fece de' sagrifizii con augurii, creduti infausti dai visionarii
+pagani. Poscia, ripigliato il viaggio per mare, andò costeggiando
+l'Asia Minore, la Pamfilia e la Cilicia, fermandosi qualche giorno per
+tutte le città più illustri a darsi bel tempo, finchè finalmente
+arrivò ad Antiochia, dove fece punto fermo. Probabilmente non vi
+giunse se non nell'anno presente.
+
+NOTE:
+
+[1118] Panvinius, in Fastis Consular.
+
+[1119] Blanc., ad Anastasium Bibliothec.
+
+[1120] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+[1121] Pagius, Critic. Baron.
+
+[1122] Capitolinus, in Lucio Vero.
+
+[1123] Eusebius, in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXIII. Indizione I.
+
+ SOTERO papa 2.
+ MARCO AURELIO imperad. 3.
+ LUCIO VERO imperad. 3.
+
+_Consoli_
+
+LELIANO e PASTORE.
+
+
+S'è disputato finora, se il primo console sia da nominarsi _Lucio
+Eliano_, o pure _Leliano_. Resta indecisa la lite. Per le ragioni da
+me addotte altrove, inclino a crederlo _Leliano_; e un'iscrizione da
+me prodotta[1124] mi ha somministrato fondamento per conghietturare,
+che il suo prenome e nome fossero _Marco Pontio Leliano_. Con esso lui
+si trova ancora console _Quinto Mustio Prisco_, che potè essere
+sostituito a _Pastore_. Un'iscrizione prodotta dal Reinesio[1125],
+Cupero e Relando[1126] ha _Marco Aurelio_ e _Lucio Eliano Consoli_,
+iscrizione creduta da me falsa, perchè si solevano notare i consoli
+col cognome, e non già col solo prenome e nome. Ma essa è presa dai
+manuscritti del Ligorio, cioè, per quanto ho io accennato nella
+prefazione alla mia Raccolta, da opere non vere del Ligorio, ma
+accresciute o adulterate da qualche susseguente impostore, che
+fabbricò gran copia di antiche iscrizioni, e le spacciò sotto il nome
+del Ligorio, delle quali poi specialmente s'è fatto bello il Gudio.
+Ne' legittimi manuscritti del Ligorio da me veduti non si trovano
+queste merci. Intanto gli affari di Levante male e peggio camminavano
+per li Romani. Per testimonianza di Dione[1127], era stato spedito
+_Severiano_, forse governatore della Cappadocia, colle forze ch'egli
+avea in quelle parti, in aiuto dell'Armenia. Secondo il pazzo rito de'
+superstiziosi e troppo crudeli d'allora, volle egli prima consultare
+nella Paflagonia _Alessandro_, famoso impostore, che in questi tempi
+si spacciava profeta, ed ebbe poi Luciano[1128] scrittore della di lui
+infame vita. Il furbo gli predisse delle vittorie. Con questo dolce in
+bocca andò Severiano, menando seco più d'una legione, a portarsi in
+Elegia città dell'Armenia. Ma eccoti comparire un nuvolo di Parti, che
+per tre giorni tennero bloccata da ogni parte l'armata romana, e in
+fine con una pioggia di strali la disfecero interamente, lasciandovi
+la vita anche tutti i capitani. Se non falla Capitolino[1129], questa
+sciagura arrivò ai Romani, fin quando Lucio Vero Augusto, postosi in
+cammino verso l'Oriente, si dava bel tempo nella Puglia, andando a
+caccia, e perdendo il tempo. Per conseguente dovrebbe tal fatto
+appartenere all'anno precedente 162. Fiero per tal vittoria _Vologeso_
+re dei Parti, rivolse le armi contro la Soria, dove era governatore
+_Attidio Corneliano_. Quivi ancora venuto alle mani coll'esercito
+romano, lo mise in rotta, spandendo con ciò il terrore e i saccheggi
+per tutte quelle contrade. Nè andò esente da sì fatti danni la
+provincia della Cappadocia. Sembra che tal disavventura accadesse nel
+precedente anno. Giunto era ad Antiochia, come dicemmo, capitale della
+Soria, _Lucio Vero Augusto_[1130]; e invece di attendere
+all'importante affare, per cui s'era mosso, quivi tutto si diede in
+preda ai piaceri, anche più infami, nel lusso, nei conviti e in ogni
+sorta di libidine. Non avea più il maestro a lato che gli tenesse gli
+occhi addosso, nè gli legasse le mani. Doveva andare in persona, come
+desiderava l'Augusto suo fratello, a procacciarsi gloria nelle armi,
+ed egli ad altro non pensava che ad appagare ogni sfrenata sua voglia.
+Tutto quel che fece, fu spedire gran gente e dei bravi generali contra
+dei Parti, e questi principalmente furono _Stazio Prisco_, _Avidio
+Cassio_ (che vedremo a suo tempo ribello) e _Marzio Vero_, lodati
+ancora da Dione[1131] pel loro valore. Sembra che si possa dedurre
+dalle medaglie[1132], che in quest'anno i Romani riportassero qualche
+vantaggio nell'Armenia, o ne ricuperassero una parte; ma non dovette
+esser gran cosa. Avea già Marco Aurelio promessa in moglie a _Lucio
+Vero_ la sua figliuola _Lucilla_. Secondo i conti del padre
+Pagi[1133], in questo anno se ne effettuarono le nozze[1134]. Condotta
+questa principessa dal padre sino a Brindisi, fu poi trasferita ad
+Efeso, dove si portò Lucio Vero a prenderla. E vi si portò per
+concerto fatto prima; imperciocchè Marco Aurelio avea detto in senato
+di volerla egli stesso condurre fino in Soria; ma Lucio Vero si esibì
+di venire a riceverla ad Efeso per timore che se il fratello arrivasse
+ad Antiochia, non iscoprisse tutti i segreti della scandalosa sua
+vita. Avea il buon imperadore Marco Aurelio, per esentare i popoli
+dagli aggravi, spediti prima degli ordini alle provincie, che non si
+facessero incontri alla figliuola. Ma più verosimile sembrerà che
+nell'anno susseguente succedesse il viaggio di Lucilla, a cui fu
+conferito il titolo di _Augusta_; perchè Marco Aurelio se ne tornò in
+fretta da Brindisi a Roma, per ismentire le dicerie sparse, ch'egli
+volesse passare in Soria affin di levare al fratello e genero la
+gloria di terminar quella guerra. E pure finquì non abbiamo inteso
+alcun tale prospero successo delle armi romane in quelle parti, onde
+potesse Marco Aurelio portar invidia a Lucio Vero.
+
+NOTE:
+
+[1124] Thesaurus Novus Inscript., pag. 335.
+
+[1125] Reinesius, Inscript., pag. 218.
+
+[1126] Reland., Fast. Consular.
+
+[1127] Dio, lib. 71.
+
+[1128] Lucian., in Pseud.
+
+[1129] Capitolin., in Lucio Vero.
+
+[1130] Idem, ibid.
+
+[1131] Dio, lib. 71.
+
+[1132] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[1133] Pagius, Critic. Baron.
+
+[1134] Capitolinus, in Marco Aurel. et in Lucio Vero.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXIV. Indizione II.
+
+ SOTERO papa 3.
+ MARCO AURELIO imperad. 4.
+ LUCIO VERO imperad. 4.
+
+_Consoli_
+
+MARCO POMPEO MACRINO e PUBLIO JUVENZIO GELSO.
+
+
+Cangiossi finalmente nel presente anno in ridente il volto finora
+bieco della fortuna verso de' Romani. A _Stazio Prisco_ riuscì di
+prendere Artasata città dell'Armenia[1135], di mettere guarnigione in
+un luogo, appellato di poi Città-Nuova, perchè _Marzio Vero_, a cui fu
+dato il governo di quella provincia, fece di quel luogo la prima città
+dell'Armenia[1136]. Allorchè esso Marzio giunse colà, trovò ammutinate
+quelle milizie, e colla sua prudenza le pacificò. Nelle medaglie[1137]
+di quest'anno si fa menzione dell'_Armenia vinta_, dell'_Armenia
+presa_. E più di una vittoria convien dire che riportassero i Romani
+in quelle parti, perchè osserviamo che i due Augusti presero in
+quest'anno _per due volte_ il titolo d'_Imperadore_, segno appunto di
+vittoria. Quel che è più, tanto Marco Aurelio, che Lucio Vero, furono
+proclamati _Armeniaci_, come consta dalle medesime loro medaglie, o,
+vogliam dire, monete, inoltre dalle stesse apparisce ch'essi Augusti
+diedero un re agli Armeni; e questo fu _Soemo_ della razza degli
+Arsacidi, senza che si sappia s'egli ne fosse dianzi re, e cacciato da
+Vologeso, o pure s'egli fosse re nuovo, dato dai due imperadori a quei
+popoli; e Dione[1138], parlando della somma clemenza di Marco Aurelio,
+scrive che in questa guerra fu fatto prigione Tiridate Satrapa, il
+quale era stato cagione de' torbidi nati nell'Armenia, ed avea ucciso
+il re degli Eniochi, e messa mano alla spada contra di _Marzio Vero_
+generale de' Romani, perchè gli rimproverava cotesti suoi eccessi. E
+pure il buon imperadore altro gastigo non gli diede, se non che il
+mandò in esilio nella Bretagna. Intanto ridendosi Lucio Vero dei
+rumori e pericoli della guerra, col pretesto di attendere a provveder
+le armate romane di viveri e di nuove genti[1139], se ne stava godendo
+le delizie di Antiochia, e lasciava che i generali romani sudassero ed
+esponessero le lor vite per lui nelle imprese guerriere. Per quattro
+anni, ma con soggiorno non fisso, si trattenne egli in quella città:
+perchè nel verno abitava a Laodicea, nella state a Dafne, amenissimo
+ed ombroso luogo in vicinanza di Antiochia. Per le tante istanze
+nondimeno de' suoi consiglieri, si lasciò indurre, durante questa
+guerra, a portarsi due volte sino all'Eufrate. Ma appena s'era
+lasciato vedere all'esercito romano (non già a quel de' nemici), che
+se tornava ai suoi prediletti ed obbrobriosi piaceri di Antiochia. E
+non gliela perdonavano già que' commedianti, i quali nel pubblico
+teatro più volte con arguti motti destramente mettevano in canzone ora
+la di lui codardia, ora la sfrenata sua lussuria; nè v'era persona che
+non gli ridesse dietro. Truovasi presso il Mezzabarba sotto quest'anno
+una medaglia, in cui Marco Aurelio è intitolato _Germanico_, ed
+espressa una _Vittoria d'Augusto_. Ma non può stare. Vedremo a suo
+tempo quando a questo imperadore fu dato il titolo di Germanico. Per
+ora egli solamente veniva chiamato _Armeniaco_.
+
+NOTE:
+
+[1135] Capitol., in Marco Aurelio.
+
+[1136] Dio, lib. 71.
+
+[1137] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[1138] Dio, in excerpt. Valesian.
+
+[1139] Capitol., in Lucio Vero.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXV. Indizione III.
+
+ SOTERO papa 4.
+ MARCO AURELIO imperad. 5.
+ LUCIO VERO imperad. 5.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO ARRIO PUDENTE e MARCO GAVIO ORFITO.
+
+
+Più strepitosi ancora furono i fatti de' Romani in quest'anno nella
+guerra contra de' Parti[1140]. _Avidio Cassio_, che comandava la
+grande armata romana in faccia ai Parti, gittò un ponte sull'Eufrate,
+come già fece Trajano, e, ad onta loro, passò coll'esercito nella
+Mesopotamia, inseguì i fuggitivi, e mise quelle contrade sotto
+l'ubbidienza de' romani Augusti. Fra le sue conquiste massimamente
+famosa divenne quella di Seleucia, città popolatissima e ricca sul
+Tigri, tale che, se non abbiam difficultà a credere ad Eutropio[1141]
+e a Paolo Orosio[1142], era abitata da quattrocento e più mila
+persone. Si rendè amichevolmente quel popolo a Cassio, senza voler
+aspettare la forza, ma l'iniquo generale che voleva pur rallegrare
+l'armata col sacco di sì doviziosa città, trovò de' pretesti ed
+inventò delle querele, tanto che si effettuò lo scellerato suo disegno
+colla rovina di quel popolo, e coll'incendio dell'intera città, in
+cui, anche a' tempi di Ammiano Marcellino[1143], si miravano le
+vestigia di così crudele azione. Nulladimeno attesta Capitolino[1144],
+che _Asinio Quadrato_, scrittore di questa guerra, discolpa _Cassio_,
+e rigetta sopra i Seleuciani, come primi a romper la fede, l'origine
+della loro sciagura. In dubbii tali la presunzione corre contra chi ha
+l'armi in mano, e facendo quel mestiere per arricchire, ed anche per
+altri fini obbrobriosi, facilmente dimentica tutte le leggi
+dell'umanità, per ottenere l'intento. Qui non si fermò la vittoria di
+Cassio. Passato il fiume Tigri, entrò ancora in Ctesifonte, capitale
+del regno de' Parti, e in Babilonia, città famosa di quei tempi.
+Rimasero spianati tutti i palazzi che _Vologeso_ avea in Ctesifonte,
+acciocchè anch'egli imparasse, al pari di suo padre, a rispettare la
+maestà del romano imperio. Scrive Luciano[1145], autore di questi
+tempi, una gran battaglia succeduta a Zaugma presso l'Eufrate fra i
+Romani e i Parti, colla totale disfatta degli ultimi; e poi per
+deridere gli storici adulatori, aggiugne che vi morirono trecento
+settantamila Parti, e de' Romani solamente tre furono i morti, e nove
+i feriti. Secondo il medesimo Luciano, anche Edessa fu assediata dai
+Romani. Per tal vittoria i due fratelli Augusti presero il titolo
+d'_imperadori per la terza volta_, siccome ancora il cognome di
+Partici. Fu di parere il padre Pagi[1146] che si terminasse in
+quest'anno essa guerra partica, e che Lucio Vero Augusto si
+restituisse a Roma, fondato sopra la credenza, che nell'anno 161
+avesse principio quella guerra: il che non è certo. Alcuni pensano che
+all'anno seguente s'abbia da riferire tanto il fine d'essa guerra,
+quanto il ritorno di Lucio Vero, e questa giudico io più probabil
+opinione.
+
+NOTE:
+
+[1140] Dio, lib. 71.
+
+[1141] Eutrop., in Breviar.
+
+[1142] Orosius, in Histor.
+
+[1143] Ammianus Marcellinus, Histor., lib. 23.
+
+[1144] Capitolin., in Lucio Vero.
+
+[1145] Lucian., de Conscribenda Hist.
+
+[1146] Pagius, in Critic. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXVI. Indizione IV.
+
+ SOTERO papa 5.
+ MARCO AURELIO imperad. 6.
+ LUCIO VERO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO SERVILIO PUDENTE e LUCIO FUFIDIO POLLIONE.
+
+
+Dissi parere a me più probabile, che durasse ancora per molti mesi di
+questo anno la guerra dei Romani coi Parti. Ci assicurano le
+medaglie[1147], che nell'anno presente Marco Aurelio e Lucio Vero
+furono proclamati _per la quarta volta Imperadori_. Adunque l'armi
+loro riportarono qualche vittoria, e questa non potè essere se non
+contro ai Parti, perchè quella de' Marcomanni fu più tardi. Oltre di
+che in esse monete si truova espressa la _Vittoria Partica_. Giusto
+motivo dunque ci è di credere, che _Avidio Cassio_ generale de' Romani
+continuasse le conquiste e i saccheggi contra de' Parti nell'anno
+presente, e fosse allora appunto, ch'egli arrivò sino alla Media, onde
+poi ai titoli d'_Armeniaco_ e _Partico_ aggiunse Lucio Vero[1148]
+quello di _Medico_, del quale nondimeno non si ha vestigio nelle
+medaglie. Dovette Cassio internarsi cotanto in que' paesi, che corse
+voce aver egli infin passato il fiume Indo, benchè si possa ciò
+credere finto da Luciano[1149], per mettere in ridicolo gli storici
+che scrivevano allora cose spropositate per esaltare i loro eroi.
+Abbiamo poi da Dione[1150], che Cassio, nel tornare indietro, perdè
+gran copia de' suoi soldati, parte per mancanza di viveri, e parte per
+malattie; e che con quei che gli restarono, si ridusse in Soria, la
+qual vasta provincia a lui fu poscia data in governo. Come finisse
+l'impresa suddetta, non ne parla la storia. Verisimilmente si venne
+fra i Romani e Vologeso a qualche trattato di pace; ed apparenza c'è,
+che della Mesopotamia, o almeno di una parte di essa rimanessero
+padroni i Romani. _Lucio Vero Augusto_, che tuttavia dimorava in
+Antiochia, si gonfiò forte per così prosperosi successi. Avea spedito
+l'imperador Marco Aurelio in quelle parti[1151] _Annio Libone_ suo
+cugino germano, con titolo di legato, o sia di luogotenente, cioè con
+molta autorità. Questi non istette molto ad ammalarsi e a morire in
+fretta. Perchè egli con insolenza avea cominciato ad esercitar la sua
+carica, e mostrava poca stima di _Lucio Vero_, con dire nelle cose
+dubbiose, che ne scriverebbe a Marco Aurelio; vi fu chi credette per
+ordine d'esso Vero Augusto abbreviata a lui la vita col veleno. Ma o
+nol credette, o fece finta di non crederlo Marco Aurelio; anzi venuto
+il fratello a Roma, e volendo dar per moglie ad Agaclito suo liberto
+la vedova d'esso Libone, Marco Aurelio, benchè se l'avesse a male,
+pure intervenne al convito di quelle nozze. Sbrigato dunque dalla
+guerra de' Parti, dopo cinque anni, come dice Capitolino[1152], Lucio
+Vero se ne tornò, prima che terminasse quest'anno, a Roma; menando
+seco, non già dei re vinti, ma un gregge di commedianti, buffoni,
+giocolieri, ballerini, sonatori ed altra simil sorta di gentaglia, di
+cui specialmente si dilettavano i popoli dell'Egitto e della Soria,
+troppo dediti ai divertimenti; di modo che pareva, ch'egli fosse
+ritornato non da una vera guerra, ma da un serraglio di persone da
+lusso e sollazzo. Questi erano i trofei di un tale Augusto, tutto il
+rovescio del savissimo imperador suo fratello, dimorante in Roma, e
+solamente intento al pubblico bene.
+
+NOTE:
+
+[1147] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[1148] Capitolin., in Lucio Vero.
+
+[1149] Lucian., de Conscribenda Histor.
+
+[1150] Dio, Lib. 71.
+
+[1151] Capitolinus, in Lucio Vero.
+
+[1152] Capitolinus, in Lucio Vero.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXVII. Indizione V.
+
+ SOTERO papa 6.
+ MARCO AURELIO imperad. 7.
+ LUCIO VERO imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO ELIO AURELIO VERO AUGUSTO per la terza volta e QUADRATO.
+
+
+Secondo i conti del padre Pagi[1153], _Marco Aurelio_ e _Lucio Vero_
+Augusti fecero nell'anno precedente la lor solenne entrata in Roma da
+trionfanti per la guerra compiuta contro i Parti e gli Armeni. Secondo
+quei di Mezzabarba[1154], che sembrano meglio fondati, il trionfo loro
+succedette nell'anno presente; per la qual suntuosa funzione _Lucio
+Vero_ prese anche il consolato. Abbiamo memoria di ciò in una medaglia
+di Marco Aurelio colla di lui _Podestà Tribunizia XXI_ corrente in
+questo anno, dove si mirano i due imperadori, in cocchio tirato da
+quattro cavalli, e preceduto dalla pompa trionfale. Per sua modestia
+non voleva il buon Marco Aurelio[1155] partecipare di questo trionfo,
+dicendolo dovuto al suo Lucio Vero, le cui grandi fatiche per domar
+que' barbari, già le abbiamo vedute. Ma Lucio Vero fece istanza al
+senato, che anche il fratello Augusto trionfasse con lui; e inoltre,
+che i di lui figliuoli _Commodo_ e Vero fossero creati Cesari; il che
+fu eseguito. Vidersi poscia essi suoi figli, tanto maschi che femmine,
+andare in carrozza con loro nel trionfo. In tal occasione decretò ad
+amendue il senato la corona civica, e il titolo di _Padri della
+Patria_, ricusato finora da Marco Aurelio, per esser lontano il
+fratello. Nelle medaglie non s'incontra questo loro glorioso titolo.
+Si truova bensì nelle iscrizioni legittime, fatte in quest'anno e ne'
+seguenti, in onore dell'altro imperadore: il che può anche servire ad
+indicar l'anno preciso del trionfo, da me creduto il presente, e per
+conoscere ancora se sieno o scorrette o adulterine quelle iscrizioni
+che prima di questi tempi attribuissero loro un sì fatto titolo. In
+occasione del suddetto trionfo eziandio fu decretato che fossero fatti
+pubblici giuochi, a' quali assisterono tutti e due gli Augusti in
+abito trionfale. Parlano finalmente le medaglie[1156] del _quarto
+Congiario_ dato al popolo romano da essi Augusti nell'anno presente,
+probabilmente per solennizzare con maggior contento d'esso popolo la
+pubblica allegrezza. Trovaronsi dunque in Roma i due Augusti in
+quest'anno, e si vide come un prodigio, la bella concordia de' loro
+animi, tuttochè fossero sì diversi i loro costumi. Quanto a Marco
+Aurelio, principe per natural saviezza, per inclinazione alle azioni
+lodevoli, e specialmente per l'aiuto della filosofia pieno di belle
+massime, egli era tutto rivolto a procurare il ben della repubblica,
+non meno di quel che sia un saggio padre di famiglia in ben regolare
+la propria casa[1157]. Ammiravasi in lui l'indefessa applicazione ad
+amministrar la giustizia, obbligo primario dei regnanti. Voleva
+ascoltar tutto con pazienza, interrogava egli le parti, esaminava le
+ragioni, lasciando agli avvocati il convenevol tempo per dedurle: di
+maniera che talvolta intorno ad un solo affare impiegava più giorni,
+laonde coloro poi che erano condannati, si persuadevano che giuste
+fossero le di lui sentenze. Nè in ciò procedeva egli mai senza il
+consiglio e l'assistenza di valenti giurisconsulti, fra i quali
+principalmente si contò _Scevola_, lodatissimo anche oggidì nella
+scuola de' Legisti. La sua bontà il portava sempre alla clemenza e
+alla dolcezza, sminuendo per lo più nelle cause criminali il rigor
+delle pene, se non quando si trattava di atroci delitti, nei quali
+compariva inesorabile. Teneva gli occhi sopra i giudici, affinchè non
+si abusassero o per negligenza o per malizia, della loro autorità. Ad
+un pretore, che non avea ben esaminato un processo, comandò di
+rileggerlo da capo a piedi. Ad un altro, che peggio operava, non levò
+già il posto per sua bontà, ma gli sospese la giurisdizione,
+delegandola al di lui compagno. Lo studio suo maggiore consisteva in
+distornar dolcemente gli uomini dal male, ed invitarli al bene,
+ricompensando i buoni colla liberalità e con vari premii, e cercando
+di guadagnare il cuore de' cattivi con perdonar loro i falli, che si
+potessero scusare: il che servì a rendere buoni molti, e a far
+divenire migliori i già buoni.
+
+Nelle liti suo costume fu di non favorire quasi mai il fisco.
+Piuttosto che far delle leggi nuove, procurava di rimettere in piedi
+le vecchie. E ben molte ne rinnovò intorno al ristringere il soverchio
+numero delle ferie; in assegnar tutori e curatori; in ben regolare
+l'annona, e levarne gli abusi; in tener selciate le vie di Roma e
+delle provincie, e nette dai malviventi; e in punire chi nelle gabelle
+avesse esatto più delle tasse; in moderar le spese degli spettacoli e
+delle commedie; in gastigare i calunniatori, e in simili altri utili.
+Proibì sopra tutto l'accusar chicchessia, che avesse sparlato della
+maestà imperiale, sofferendo egli senza punto alterarsi le dicerie de'
+maligni, fin le insolenze dette in faccia a lui stesso. Un certo
+Veterano, malamente screditato presso il pubblico, gli faceva premura
+per ottenere un posto. Rispose il savio imperadore, che studiasse
+prima di riacquistare il buon nome. Al che colui replicò: _Quasi che
+io non abbia veduto molti nel posto di Pretore, che meco hanno
+combattuto nell'anfiteatro._ Pazientemente sopportò il buon Augusto
+l'insolente risposta. Il rispetto suo verso il senato incredibile fu.
+V'interveniva sempre, essendo in Roma, non impedito, ancorchè nulla
+avesse da riferire. E quando pure, essendo a villeggiar nella
+Campania, gli occorreva di dover proporre qualche cosa, in vece di
+scrivere, veniva egli in persona a parlarne. Non aggiugneva a
+quell'insigne ordine, se non chi egli ben sapeva meritarlo per le sue
+virtù, con promuovere dipoi alle cariche lucrose i senatori poveri, ma
+dabbene, per aitarli. Che se talun dei senatori veniva accusato di
+delitti capitali, ne facea prima prendere segrete informazioni, per
+non iscreditare alcuno senza un sicuro fondamento. Interveniva anche
+ai pubblici Comizi, standovi finchè arrivasse la notte; nè mai si
+partiva dalla Curia, se prima il console non licenziava l'assemblea.
+Tal era il vivere dell'ottimo imperadore. Qual fosse quello di Lucio
+Vero Augusto, mi riserbo di accennarlo fra poco. Ma non si vuol qui
+lasciar di dire che questo giovinetto imperadore tornando dalla
+Soria[1158], un brutto regalo fece alla patria, con condur seco la
+peste. Era essa insorta, chi dicea nell'Etiopia, chi nell'Egitto e chi
+nel paese dei Parti. Attaccatasi poi alle milizie romane, ed entrata
+nella corte di Lucio Vero, dappertutto, dov'egli passava, lasciava la
+micidial infezione secondo il suo costume, di modo che cominciò a
+sentirsi terribilmente anche in Roma. Si andò poi a poco a poco
+dilatando per l'Italia, e per la Gallia sino al Reno, facendo
+incredibile strage per tutti i paesi, durando anche più anni. Paolo
+Orosio[1159] scrive, che rimasero prive di agricoltori le campagne,
+spopolate le città e castella, e crebbero i boschi e le spine in varie
+contrade, perchè prive di abitatori. Così feroce si provò essa in
+Roma[1160], che i cadaveri de' poveri si mandavano fuori in carrette a
+seppellire, e mancarono di vita molti illustri personaggi, ai più
+degni de' quali Marco Aurelio fece innalzar delle statue.
+
+NOTE:
+
+[1153] Pagius, Crit. Baron.
+
+[1154] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+[1155] Capitolin., in Marco Aurelio.
+
+[1156] Mediob., in Numism. Imperat.
+
+[1157] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+[1158] Capitolin., in Lucio Vero. Lucian., de Conscrib. Histor.
+Ammianus, lib. 23.
+
+[1159] Orosius, Histor. lib. 8.
+
+[1160] Capitol., in Marco Aurelio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXVIII. Indizione VI.
+
+ SOTERO papa 7.
+ MARCO AURELIO imperad. 8.
+ LUCIO VERO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+APRONIANO e LUCIO VETTIO PAOLO.
+
+
+Tutti gli antichi fasti ci danno consoli sotto quest'anno _Aproniano_
+e _Paolo_. Par ben difficile che tutti si sieno ingannati. Una sola
+iscrizione riferita dal Panvinio[1161] e dal Grutero, ci dà consoli
+_Lucio Vettio Paolo_ e _Tito Giunio Montano_. Ma verisimilmente un
+_Aproniano_ sarà stato console ordinario con _Paolo_, ed a lui, o per
+morte o per sostituzione, sarà succeduto _Montano_, parendo poco
+probabile che _Montano_ fosse lo stesso che _Aproniano_. Già inclinato
+al lusso e a tutti gli sfoghi della sensualità Lucio Vero
+Augusto[1162], maggiormente dacchè si fu allontanato dagli occhi del
+fratello imperadore, si era abbandonato, siccome di sopra accennammo,
+ad ogni sorta di piaceri, anche più abbominevoli, deludendo
+l'intenzion del fratello stesso che l'aveva inviato là, per isperanza
+che le fatiche militari il guarirebbono: speranza vana, come si
+conobbe dagli effetti. Ritornato che fu l'Augusto giovane a Roma,
+andava egli bensì alquanto ritenuto, per nascondere i suoi vizii al
+saggio imperadore Marco Aurelio, ma in secreto faceva alla peggio.
+Volle una cucina a parte nel suo appartamento; e, dopo essere stato
+alla parca cena di Marco Aurelio, passava colà a soddisfare la sua
+ghiottoneria, con farsi servire a tavola da persone infami, e con
+volere dei combattimenti di gladiatori a quelle private cene, le quali
+andavano sì a lungo, che talvolta egli abborracchiato si addormentava
+sopra i cuscini o letti, sui quali si adagiavano gli antichi stando
+alla mensa, e conveniva portarlo di peso alla sua stanza. In uso era
+allora di non far tavola, dove fossero più di sette persone; e diverse
+tavole verisimilmente si mettevano nelle grandi occasioni, perchè
+passavano per proverbio: _Sette fanno un convito, nove fanno una
+lite._ Lucio Vero fu il primo a voler dodici convitati alla medesima
+mensa, e con una profusione spropositata di regali; perchè ai paggi,
+agli scalchi ed ai commensali si donavano piatti, bicchieri d'oro,
+d'argento e gioiellati, vari animali, vasi d'oro con unguenti, e
+carrozze con mule guernite di ricchi finimenti. Costava cadauno di
+questi conviti una tal somma, che nè pure mi arrischio a nominarla:
+tanto è grande nel testo di Capitolino. Il resto poi della notte si
+soleva per lo più spendere in giuoco, vizio, oltre a tanti altri,
+imparato in Soria. Fecesi anche fabbricare una suntuosa villa nella
+via Clodia, dove se la passava in gozzoviglie co' suoi liberti, e con
+quegli amici che godeano beni in quelle parti. Marco Aurelio sapea
+tutti questi disordini, e quantunque se ne rammaricasse non poco, pure
+fingeva ignorarli, per non romperla col fratello; anzi invitato da lui
+alla suddetta villa, non ebbe difficultà di andarvi, per insegnargli
+coll'esempio suo, come si dovea far la villeggiatura. E vi si fermò
+cinque giorni, attendendo anche allora alla spedizion delle cause,
+mentre Lucio Vero si perdeva ne' conviti, o era affaccendato per
+prepararli. Dicono di più, che questo sregolato imperadore passò ad
+imitare i vergognosi costumi di Caligola, di Nerone e di Vitellio,
+coll'andar di notte travestito e incappucciato per le bettole e nei
+bordelli, cenando con dei mascalzoni, attaccando delle risse, dalle
+quali tornò talvolta colla faccia maltrattata da pugni, e rompendo i
+bicchieri delle taverne col gittar in aria delle grosse monete di
+rame. Sopra tutto era egli spasimato dietro alle corse de' cavalli nel
+Circo, mostrandosi a spada tratta parziale in que' giuochi della
+fazione Prasina, che portava la divisa verde; di maniera che anche
+mentr'egli col fratello Augusto assisteva a quegli spettacoli, più
+volte gli furono dette delle villanie dall'emula fazione Veneta,
+vestita d'azzurro. Innamorato specialmente di un suo cavallo,
+appellato Volucre, o sia Uccello, fece fare la statua di esso d'oro, e
+seco la portava. Invece d'orzo voleva che gli si desse uva passa con
+pinocchi; e per cagion di esso s'introdusse il dimandare per premio
+de' vincitori nel corso un cavallo d'oro. Morto questo cavallo, gli
+fece alzare un sepolcro nel Vaticano. E tali erano i costumi e le
+capricciose azioni di _Lucio Vero Augusto_.
+
+Fin quando si facea la guerra de' Parti, se ne preparò un'altra al
+settentrione contra de' Romani[1163]. Avevano cominciato i Marcomanni,
+creduti oggidì abitatori della Boemia, ad infestare il paese romano;
+ma i generali che custodivano quelle parti, per non esporre l'imperio
+a questa pericolosa guerra, nel tempo che si facea l'altra più
+importante coi Parti, andarono sempre temporeggiando e pazientando,
+finchè venisse un tempo più opportuno da fiaccar loro le corna.
+Terminata con felicità l'impresa dell'Oriente, maggiormente crebbe
+l'insolenza di essi Marcomanni; anzi si venne a scorgere che quasi
+tutte le nazioni barbare abitanti di là dal Rene e dal Danubio,
+cominciando dall'Oceano, fin quasi al mar Nero, erano in armi ai danni
+dei Romani, sia che fosse qualche lega fra loro, o pure che l'una
+imparasse dall'esempio dell'altra a disprezzar le forze della
+repubblica romana. Fra que' popoli, tutti gente bellicosa e fiera, e
+che parea congiurata alla rovina de' Romani, oltre ai Marcomanni
+principali fra essi, si contavano i Narisci, gli Ermonduri, i Quadi, i
+Suevi, i Sarmati, i Vandali, i Vittovali, i Rossolani, i Basterni, i
+Costobochi, gli Alani, i Jazigi ed altri, de' quali non si sa il nome.
+Se dice il vero Dione, i Germani Transrenani vennero fino in Italia, e
+recarono de' gravissimi danni: il che par difficile a credere. Fra i
+cadaveri di costoro uccisi, furono ritrovate molte femmine guernite di
+tutte armi. Così gli altri barbari saccheggiarono varie provincie,
+presero città, e sembra che s'impadronissero di tutta la Pannonia, o
+almeno di una parte di essa. Per attestato di Pausania[1164], i
+Costobochi fecero delle scorrerie fino in Grecia. Portate così funeste
+nuove a Roma, riempirono tutta la città di spavento; e tanto più,
+perchè la peste avea fatto e facea tuttavia un fier macello anche
+delle milizie romane. Marco Aurelio[1165], che con tutto il suo bel
+genio alla virtù, e con tutti i suoi studi, non giunse mai a conoscere
+la falsità della sua religione pagana, nè la verità della cristiana,
+di cui piuttosto fu persecutore, ricorse allora per aiuto agl'idoli,
+facendo venir da tutte le parti de' sacerdoti, anche di religioni
+straniere, moltiplicando i sagrifizii e le preghiere in così gran
+bisogno alle sorde sue deità. Fece ancora quanti preparamenti potè,
+per ammassar genti, e per reclutare le quasi disfatte legioni. Restò
+per un tempo ritardata la sua spedizione dalla peste tuttavia
+mietitrice delle vite umane; ma finalmente in quest'anno egli si mosse
+da Roma in persona con quelle forze che potè adunare. Insinuò egli
+segretamente al senato, essere necessaria l'andata di amendue gli
+Augusti, trattandosi di una guerra sì strepitosa e di tanta
+estensione; e questo fu decretato. Non si fidava il saggio imperador
+Marco Aurelio di mandar solo a cotale impresa il fratello Lucio Vero,
+perchè ne avea già sperimentata la codardia[1166]; e nè pur voleva
+lasciarlo solo in Roma, affinchè egli in tanta libertà maggiormente
+non s'immergesse negli eccessi, e crescesse il suo disonore. Si misero
+dunque in viaggio i due imperadori (ma Lucio Vero con interna
+ripugnanza e dispiacere) e pervennero sino ad Aquileja. Truovasi nelle
+medaglie[1167] di questo anno, che i due Augusti presero _per la
+quinta volta_ il titolo d'_Imperadori_. Non apparendo che vittoria
+alcuna, di cui questo titolo è indizio, si fosse per anche riportata
+contra de' Marcomanni, improbabile non è, che sia con ciò significata
+quella che _Avidio Cassio_ ebbe coi Bucoli, o sia coi pastori egiziani
+che si erano ribellati. Da Vulcazio Gallicano[1168] abbiamo che Cassio
+si portò anch'egli alla guerra marcomannica; e però dovrebbe essere
+succeduta prima la ribellion d'essi pastori e la loro disfatta. Dacchè
+si sollevarono[1169] i suddetti Bucoli, gente barbara e selvaggia,
+molti ne furono presi; ma gli altri vestiti con abiti donneschi, e
+fingendosi le mogli de' prigionieri, invitarono un centurione romano a
+prendere l'oro preparato pel riscatto de' prigionieri. In vece
+dell'oro, trovò egli le spade nemiche, che gli tolsero la vita.
+Cresciuto l'ardire in quella gente, e tirata nel suo partito la
+maggior parte degli Egiziani, con avere per capo un Isidoro,
+valorosissima persona, rimasero vittima del loro furore molte
+soldatesche romane; saccheggi senza fine furono fatti; e poco vi mancò
+che non s'impadronissero della stessa Alessandria, capitale allora
+dell'Egitto. E sarebbe forse avvenuto, se non vi fosse accorso colle
+sue genti _Avidio Cassio_ governatore della Soria. Non si attentò egli
+di venire a giornata campale con quella sterminata copia di gente
+fiera e disperata; ma gli riuscì bene di seminar fra loro la
+discordia: il che bastò per opprimere i pertinaci, e per ridurre gli
+altri alla sommessione. Quando ciò veramente succedesse in questi
+tempi, potrebbe ciò aver dato motivo agli Augusti di prender di nuovo
+il titolo d'_Imperadori_. Ma siccome le azioni e gli avvenimenti
+dell'imperio di Marco Aurelio sono a noi pervenuti senza distinzioni
+di tempo, così malagevol cosa è il poter fissarne gli anni precisi, e
+resta indeciso chi meglio in questa oscurità l'indovini.
+
+NOTE:
+
+[1161] Panvin., Fast. Consul.
+
+[1162] Capitol., in Lucio Vero.
+
+[1163] Capitolinus, in Marco Aurelio. Dio, lib. 71.
+
+[1164] Pausanias, lib. 10.
+
+[1165] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+[1166] Capitolinus, in Lucio Vero.
+
+[1167] Mediobarb., in Numism. Imper.
+
+[1168] Vulcatius, in Avidio Cassio.
+
+[1169] Dio, lib. 71.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXIX. Indizione VII.
+
+ SOTERO papa 8.
+ MARCO AURELIO imperad. 9.
+ LUCIO VERO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO SOSIO PRISCO SENECIONE e PUBLIO CELIO APOLLINARE.
+
+
+Al primo console, cioè a _Prisco_, ho aggiunto il cognome di
+_Senecione_, che si legge in una iscrizione[1170], da me altrove
+riferita, trovandosi nell'altre memorie il solo di _Prisco_, che dovea
+essere il più usato. La venuta dei due Augusti ad Aquileja con un
+copiosissimo esercito, seguita nell'anno precedente, per testimonianza
+di Capitolino[1171], produsse buoni effetti; imperciocchè la maggior
+parte dei rei e popoli barbari del Settentrione non solamente
+cessarono dalle ostilità, ma uccisero ancora gli autori delle
+sedizioni, mostrando di voler concordia coi Romani. E i Quadi rimasti
+senza re protestavano di non voler confermare il già eletto, se non
+precedeva l'approvazion degl'imperadori. Andavano anche arrivando
+ambasciatori dei più di que' popoli ai luogotenenti generali di essi
+Augusti, che chiedevano pace. Tal positura d'affari colla giunta della
+peste che già s'era inoltrata fino Aquileja, ed avea consumata parte
+dell'armata, e colla morte ancora di _Furio Vittorino_, prefetto del
+pretorio, animava Lucio Vero a fare istanza al fratello Augusto per
+tornarsene a Roma a godervi le solite sue delizie e i consueti
+passatempi. Ma Marco Aurelio era di contrario parere, insistendo
+sempre in dire, che l'essersi ritirati i Barbari, e il mostrar tanta
+voglia di pace, poteano essere loro finzioni e ripieghi presi al
+vedere un sì grande apparato d'armi dalla parte de' Romani; e che
+bisognava andar innanzi, e chiarir meglio, se i nemici operavano
+daddovero, o fingevano. Ch'essi due Augusti passassero il verno in
+Aquileja, lo pruova il padre Pagi[1172] con alcuni passi di Galeno. Fu
+dunque forzato contro sua voglia Lucio Vero a seguitare il fratello
+Augusto nella Pannonia e nell'Illirico, dove diedero buon sesto alla
+quiete di quelle contrade, liberandole, o pure avendole trovate libere
+dalle nazioni barbare. Le medaglie[1173] ci fan vedere preso da essi
+Augusti in quest'anno _per la sesta volta_ il titolo d'_Imperadori_,
+senza che apparisca dove le lor milizie avessero guadagnata qualche
+battaglia. Eusebio[1174] circa questi tempi scrive, che i Romani
+combatterono contra de' Germani, Marcomanni, Quadi, Sarmati e Daci. E
+nelle medaglie[1175] battute nell'anno presente si trova menzione
+d'una _Vittoria Germanica_, e della _Germania soggiogata_, ed in oltre
+dato a Marco Aurelio il titolo di _Germanico_: tutte pruove, che si
+dovette menar le mani, e che qualche vittoria toccò all'armi romane.
+Capitolino[1176] ignorò molte particolarità di questa guerra, e più di
+lui certamente son da apprezzar le medaglie. Ma che in quest'anno
+Marco Aurelio conseguisse il nome di _Germanico_, si può dubitarne non
+poco.
+
+Adunque dappoichè si vide rimessa la tranquillità nella Pannonia e
+nell'Illirico, se ne tornarono i due Augusti da Aquileja. Lucio
+Vero[1177], a cui parea un'ora mille anni per rivedere le delizie di
+Roma, tanto fece, tanto disse, che impetrò licenza dal fratello di
+soddisfar al suo volere verso il fine dell'anno, sebben le parole di
+Galeno, riferite dal padre Pagi, sembrano indicare che amendue
+d'accordo s'inviassero alla volta di Roma. Fuor di dubbio è, che
+viaggiando essi unitamente in carrozza fra Concordia ed Altino, Lucio
+Vero[1178] fu improvvisamente colpito da un accidente di apoplessia,
+per cui perdè la favella. Cavatogli sangue, e portato ad Altino, da lì
+a tre giorni compiè il corso di sua vita. Le dicerie cagionate da
+questa improvvisa morte furono infinite, secondo la consuetudine degli
+oziosi, de' maligni e degli ignoranti, che tutti vogliono far da
+politici. Vi fu dunque non poca gente, che il credè portato all'altra
+vita per veleno che dicea fatto a lui dare da _Faustina Augusta_
+suocera sua, chi da _Lucilla_ sua moglie per gelosia di _Fabia_,
+sorella di lui, ch'era entrata seco in troppa confidenza, o per altri
+infami intrighi donneschi, o perchè egli con essa sua sorella avesse
+tramato contro la vita di Marco Aurelio; e che Agaclito suo favorito
+liberto fosse stato adoperato per levar lui di vita. Altri poi
+inventarono una favola, cioè che Marco Aurelio con un coltello
+dall'una parte avvelenato avendo tagliato un pezzo di carne, ne desse
+a lui la mortifera, e prendesse l'altra per sè: ovvero che per mezzo
+di Posidipo suo medico il facesse salassar fuor di tempo. Ma così
+stabilita era la riputazione e il concetto dell'integrità di Marco
+Aurelio, che niuna onesta persona vi fu, che non conoscesse la falsità
+di sì fatte immaginazioni. L'aveva egli sempre amato, avea tenuti
+segreti il più che poteva i di lui difetti, benchè gli dispiacessero
+al sommo. Comunque passassero quegli affari, abbastanza si raccoglie
+da Capitolino[1179] che Marco Aurelio venne in quest'anno a Roma,
+pregò il senato a voler accordare al defunto Lucio Vero gli onori
+divini, il cui corpo fu posto nel sepolcro di Adriano. Gli assegnò
+ancora de' Flamini, ed altri sacri ministri, come si costumava con gli
+Augusti, empiamente deificati. Le zie e le sorelle di esso Lucio Vero
+furono provvedute di assegni convenevoli al loro stato. Trattò bene, e
+regalò tutti i di lui liberti, benchè la maggior parte fossero gente
+cattiva che si era abusata della debolezza del padrone in addietro; ma
+dopo qualche tempo con apparenza di onorarli, ne liberò la corte,
+ritenendo solamente _Eletto_, quel medesimo, che a suo tempo vedremo
+uccisore di Commodo Augusto, figliuolo del medesimo imperadore. Andò
+poscia Marco Aurelio in senato per ringraziare i padri degli onori
+compartiti al defunto fratello, e destramente lasciò capire che tutti
+i felici successi della guerra partica non erano provenuti dai suoi
+consigli e provvedimenti, e che da lì innanzi passerebbono meglio gli
+affari.
+
+NOTE:
+
+[1170] Thesaurus Novus Inscription., pag. 336, num. 5.
+
+[1171] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+[1172] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[1173] Mediobarbus, in Numism. Imper.
+
+[1174] Eusebius, in Chron.
+
+[1175] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[1176] Capitol., in Marco Aurelio et Lucio Vero.
+
+[1177] Capit., in Marco Aurelio et Lucio Vero.
+
+[1178] Eutrop., in Breviar. Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[1179] Capit., in Marco Aurelio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXX. Indizione VIII.
+
+ SOTERO papa 9.
+ MARCO AURELIO imperad. 10.
+
+_Consoli_
+
+MARCO CORNELIO CETEGO e CAJO ERUCIO CLARO.
+
+
+Non s'ingannò l'Augusto Marco Aurelio in dubitare che i barbari
+settentrionali con finto animo avessero trattato di pace nell'anno
+precedente. In fatti nel presente, ripigliate l'armi, ricominciarono i
+Marcomanni con gli altri popoli di sopra nominati, e con altri
+mentovati da Capitolino[1180], le ostilità contro le provincie romane,
+forse animati dal sapere quanta strage avesse fatta la pestilenza
+nelle legioni romane. Il peggio era, che la medesima peste era tornata
+ad infierire in Roma; e però mancavano i soldati, ed anche l'altro
+nerbo principale di chi vuole far guerra, cioè il danaro; nè in sì
+calamitosi tempi sofferiva il cuore al buon imperadore di smugnere con
+imposture nuove i popoli afflitti. Che fece egli dunque? Ricorse a dei
+ripieghi riserbati alle gravi angustie della repubblica. Non erano mai
+ammessi alla milizia i servi, o vogliam dire schiavi; e di questi il
+numero a que' tempi era incredibile nel romano imperio. Per valersene
+alla guerra, fece conceder loro la libertà, e ne formò alcune legioni,
+con dare ad essi il nome di _Volontari_. Altrettanto si era praticato
+nelle necessità della guerra Punica a' tempi della repubblica. Volle
+ancora, che i gladiatori, benchè persone infami, seco venissero alla
+guerra, e che in vece di scannarsi fra loro, impiegassero la lor
+destrezza in favor della patria con uso migliore. Prese inoltre al suo
+soldo i banditi della Dalmazia, della Dardania e molte compagnie di
+Germani, acciocchè servissero contro gli stessi Germani. In tal guisa
+mise insieme una poderosissima armata. Ma non reggendo il suo erario a
+sì gravi spese, nè volendo egli, siccome dissi, aggravar i popoli, si
+ridusse a vendere al pubblico incanto nella piazza di Trajano gli
+ornamenti del palazzo imperiale e i vasi preziosi e fin le vesti della
+moglie e le gemme trovate negli scrigni di Adriano. Durò due mesi
+questo incanto, e tanto oro se ne ricavò, che bastò al bisogno della
+guerra. Finita poi essa, mandò fuori un editto, invitando i compratori
+di que' preziosi arredi a restituirli pel medesimo prezzo. E chi non
+volle renderli, non ebbe per questo vessazione alcuna. Siccome
+osservammo di sopra all'anno 151, probabilmente Zonara s'è ingannato
+con attribuir questo fatto ad Antonino Pio, che non ebbe come Marco
+Aurelio necessità sì premurose di far danaro. Erasi ritirato il buon
+imperadore, non so se per godere della villeggiatura, o pure per
+guardarsi dalla peste, a Palestrina. Quivi la morte gli rapì il suo
+terzogenito, appellato _Vero_, per un tumore natogli sotto un
+orecchio, inutilmente tagliato. Era egli in età di sette anni, ed avea
+già conseguito il titolo di _Cesare_. Non più che cinque giorni volle
+il padre che durasse il suo lutto; consolò i medici che infelicemente
+l'aveano curato; e tornò fresco al maneggio degli affari pubblici,
+essendosi sempre osservata in questo imperador filosofo la medesima
+uguaglianza d'animo e di volto, tanto nella buona che nella avversa
+fortuna. Non permise egli che s'interrompessero per la morte del
+figliuolo i giuochi capitolini di Giove, che s'incontrarono in sì
+funesta occasione: solamente ordinò che si alzassero statue al defunto
+fanciullo, e l'immagine sua d'oro fosse portata ne' giuochi circensi.
+Era egli in procinto di muoversi per andare alla guerra, quando pensò
+di rimaritar la figliuola _Lucilla_, rimasta vedova del morto Lucio
+Vero Augusto. Scelse dunque per marito di lei _Claudio Pompejano_, di
+origine Antiocheno, e figliuolo d'un cavalier romano, considerata
+sopra tutto la di lui onoratezza e saviezza. Ma tra perchè egli non
+era della prima nobiltà, e si trovava molto inoltrato nell'età, tanto
+essa _Lucilla_, che portava il titolo di Augusta, ed era figliuola di
+un Augusto, quanto _Faustina_ imperadrice sua madre, non sapevano
+dirigere un sì fatto parentado.
+
+NOTE:
+
+[1180] Capitol., in Marco Aurelio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXI. Indizione IX.
+
+ ELEUTERIO papa 1.
+ MARCO AURELIO imperad. 11.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO SEPTIMIO SEVERO per la seconda volta e LUCIO AUFIDIO ERENNIANO.
+
+
+Sino a questi tempi tenne _Sotero_ il pontificato romano, e nel
+presente anno sostenne col martirio la verità della Religion
+Cristiana. Contuttochè Marco Aurelio imperadore tanti lumi avesse
+dalla filosofia, pure, siccome già dissi, non giunse mai a discernere
+la vanità de' suoi idoli e la falsità della credenza dei Pagani. Anzi,
+come zelante dell'onore de' suoi dii, permise che si perseguitassero i
+Cristiani, di maniera che Eusebio[1181] ed altri antichi scrittori
+mettono sotto di lui la quarta persecuzione del Cristianesimo, per cui
+nella Gallia e nell'Asia moltissimi eroi della Fede di Cristo
+riceverono la corona del martirio. Celebri sopra gli altri furono i
+santi martiri _Policarpio_ e _Giustino_. Anche in Roma toccò questo
+glorioso fine a santo _Sotero_ papa. Non accadeva disgrazia al romano
+imperio, in cui i falsi sacerdoti del gentilesimo non inveissero
+contra de' Cristiani, attribuendo l'ira dei loro sognati dii allo
+sprezzo che ne mostravano gli adoratori di un solo Dio. La fierissima
+peste accaduta in questi tempi dovette maggiormente inasprir la loro
+rabbia contro i seguaci di Cristo. A Sotero succedette nella cattedra
+romana _Eleuterio_. E tuttochè i santi _Melitone_ vescovo di Sardi ed
+_Apollinare_ vescovo di Jerapoli circa questi tempi esibissero le
+apologie del Cristianesimo a Marco Aurelio Augusto, nè egli aprì mai
+gli occhi, nè si rallentò il rigore contro ai Cristiani. Era già
+marciato in persona esso imperadore verso la Pannonia inondata dai
+popoli barbari. Siccome questa fu una delle più pericolose e memorande
+guerre che si avessero i Romani, così sarebbe da desiderare che la
+storia ce ne avesse conservate le memorie. Ma noi non ne abbiamo che
+un solo scuro abbozzo, e senza distinzione di tempi. Probabil è, che
+solamente nell'anno presente Marco Aurelio desse principio alle
+militari sue imprese; ma cosa egli operasse nol sappiamo. Le
+medaglie[1182] non parlano di alcuna sua vittoria, e ci mostrano
+solamente un ponte, sul quale egli passa con alquanti soldati. Abbiamo
+bensì, che in Roma si celebrarono i decennali del di lui imperio, cioè
+che si fecero feste, sagrifizii e giuochi pel decennio compiuto del
+suo savio governo, con far dei pubblici voti, acciocchè salvo egli
+giungesse al secondo decennio. Fioriva in questi tempi in Roma il
+celebre medico _Galeno_ o sia _Gallieno_, come vien chiamato da altri,
+nativo di Pergamo in Asia[1183]. Di colà Marco Aurelio l'avea fatto
+venire ad Aquileja, nell'anno 169, e poi condottolo a Roma. Sommamente
+desiderando di averlo a' suoi fianchi in questa spedizione, gliene
+scrisse. Ma avendolo istantemente pregato Galeno di lasciarlo a Roma,
+perchè non gli dovea piacere la vita militare, accompagnata da
+parecchi incomodi e pericoli, se ne contentò il buono imperadore, ma
+con obbligarlo ad assistere alla sanità di _Commodo Cesare_ suo
+figliuolo, il qual fu veramente malato durante la lontananza del
+padre. Noi sappiamo che fra gli uffiziali, i quali si distinsero nella
+suddetta spedizione contra de' Marcomanni e degli altri Barbari, si
+contarono _Claudio Pompejano_, genero dell'imperadore, ed _Avidio
+Cassio_, che poi si ribellò, ed _Elvio Pertinace_ che fu col tempo
+imperadore. Avea quest'ultimo calcati vari posti militari, e si
+trovava di quartiere nella Dacia; ma per alcune relazioni de' suoi
+malevoli Marco Aurelio il levò di là. Pompejano, che ne conosceva il
+valore e il merito, il volle per suo ajutante, ed egli salì con tal
+congiuntura in sì fatta riputazione, che meritò di essere creato
+senatore. Anzi chiaritosi l'imperadore che i sospetti della di lui
+onoratezza erano proceduti da mere calunnie, maggiormente dipoi l'amò,
+e il promosse ai primi onori. Attesta Dione[1184], che in qualche
+battaglia i Marcomanni furono superiori ai Romani, e che in una d'esse
+perdè la vita _Marco Vindice_ prefetto del pretorio, a cui l'Augusto
+Marco Aurelio fece alzare tre statue in Roma. Un altro de' suoi
+prefetti del pretorio fu _Rufo Basseo_, poveramente nato, e che nè
+pure avea studiato lettere. La sua fortuna, il suo valore, la sua
+bontà compensarono i difetti della nascita, e l'alzarono in fine a
+grado così sublime.
+
+NOTE:
+
+[1181] Eusebius, in Chron. et in Histor. Eccl.
+
+[1182] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[1183] Galenus, de Prognosticis.
+
+[1184] Dio, lib. 71.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXII. Indizione X.
+
+ ELEUTERIO papa 2.
+ MARCO AURELIO imperad. 12.
+
+_Consoli_
+
+MASSIMO e ORFITO.
+
+
+Quai prenomi e nomi avessero questi due consoli, non si è potuto
+accertatamente scoprire fin qui. Nell'anno presente, per quanto sembra
+risultar dalle medaglie[1185], la vittoria accompagnò il valore
+dell'armi romane nella guerra coi Marcomanni. In esse comparisce la
+_Vittoria Germanica_, la _Germania soggiogata_, e truovasi anche il
+titolo di _Germanico_ dato a Marco Aurelio. Quel solo che non si sa
+intendere, punto non si vede moltiplicato il titolo d'_imperadore_ ad
+esso Augusto, come pur solea praticarsi dopo qualche insigne vittoria.
+Può anche mettersi in dubbio, s'egli per anche ricevesse il cognome di
+_Germanico_. Ma se non sappiamo il quando, abbiamo almen sicure
+notizie da Capitolino[1186] e da Dione[1187], ch'egli ridusse i
+Marcomanni al Danubio, e che nel voler essi passare quel gran fiume,
+diede loro una solenne rotta, e liberò la Pannonia dal giogo de'
+Marcomanni, Sarmati e Vandali. Parte del bottino fatto in quella
+fortunata azione, siccome composto di roba tolta ai sudditi della
+Pannonia, volle che fosse restituita ai poveri paesani. Del resto
+pesatamente procedeva il savio imperadore in sì pericolose
+congiunture, senza voler azzardare le battaglie a capriccio e sapeva
+temporeggiare per cogliere i vantaggi. Che se negli affari civili
+nulla mai determinava senza averli conferiti prima co' suoi
+consiglieri, molto più ciò praticava in quei della guerra, dove la
+prudenza ed accortezza ottien più d'ordinario che la forza. Nè
+s'intestava del suo parere; solendo dire: _Più conveniente è ch'io
+segua il consiglio di tanti e sì saggi amici, che tanti e sì saggi
+amici seguitino il parere di me solo._ Per altro era egli costante
+nelle fatiche, sebben molti il biasimavano, perchè un filosofo par suo
+volesse menar la vita fra l'armi e fra i pericoli della guerra: vita
+che non si accordava punto colle massime degli altri filosofi: pure
+egli con lettere o colla viva voce facea conoscere giusto e lodevole
+il suo operare, trattandosi del bene della repubblica, per cui si dee
+sofferire e sagrificar tutto. Nè per quante lettere gli scrivessero da
+Roma gli amici, affinchè lasciato il comando ai generali, venisse al
+riposo, mai non si volle muovere, finchè non ebbe dato fine a questa
+guerra, che riuscì più lunga di quel che su le prime si credeva.
+
+NOTE:
+
+[1185] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[1186] Capitol., in Marco Aurelio.
+
+[1187] Dio, lib. 71.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXIII. Indizione XI.
+
+ ELEUTERIO papa 5.
+ MARCO AURELIO imperad. 13.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO SEVERO per la seconda volta e TIBERIO CLAUDIO POMPEJANO.
+
+
+Il secondo console, cioè POMPEJANO, non è già il genero di Marco
+Aurelio, siccome colla sua consueta accuratezza osservò
+l'incomparabile Noris[1188]. Non gli ho io dato il prenome di _Tito_,
+come fan gli altri, perchè in un'iscrizione dal Doni e da me
+riferita[1189], il veggo chiamato TIBERIO, con prenome più usitato
+dalla famiglia Claudia. Le medaglie[1190] ancora di quest'anno parlano
+della _Vittoria Germanica_ e della _Germania soggiogata_, e nominato
+_Germanico Augusto_ l'imperator Marco Aurelio; ma senza ch'egli porti
+altro titolo che d'_Imperadore per la sesta volta_, com'egli era
+chiamato negli anni addietro. Non è improbabile, che in questo verno
+succedesse la vittoria che, per attestato di Dione[1191], riportarono
+i Romani, combattendo coi popoli Jazigi sul Danubio agghiacciato, con
+far di molte prodezze. Fors'anche potrebbe appartenere all'anno
+presente ciò che narra Vulcazio Gallicano nella vita di Avidio
+Cassio[1192]. Voleva costui essere rigidissimo custode della
+disciplina militare, e si pregiava di essere chiamato un altro Marco.
+Di tal sua severità, che più convenevolmente si dovea chiamare
+crudeltà, molti esempli si raccontavano. Fra gli altri uno è il
+seguente. Comandava egli un corpo dell'armata cesarea alle rive del
+Danubio. Avendo un dì alcuni de' suoi capitani adocchiato di là dal
+fiume una brigata di tremila Sarmati, che non faceano buona guardia,
+senza che nè Cassio nè i tribuni lo sapessero, con poca gente
+passarono improvvisamente il fiume, diedero loro addosso e li
+disfecero, con far anche un riguardevol bottino. Ritornati al campo
+que' centurioni, tutti lieti andarono a presentarsi a Cassio, sperando
+un bel premio per l'impresa felicemente riuscita. Il premio fu, che
+egli fece immantinente giustiziar tutti, e col gastigo degli schiavi
+(rigore senza esempio), cioè colla croce, dicendo che si sarebbe
+potuto dare che i Barbari avessero finta quella negligenza per tirare
+alla trappola i Romani, e che non s'avea a mettere così a repentaglio
+la riputazion del romano imperio. E perciocchè a cagion di questa sì
+rigorosa giustizia l'esercito suo si mosse a sedizione, saltò Cassio
+fuor della tenda in soli calzoni, gridando: _Ammazzate me, se avete
+tanto ardire, ed aggiugnete questo delitto all'altro della disciplina
+da voi trasgredita._ Questo suo non temere fu cagione che i soldati
+temessero daddovero, e si quetassero. Ma divolgata una sì fatta
+azione, mise tal terrore ne' Barbari, che spedirono a Marco Aurelio,
+lontano allora da quelle contrade, supplicandolo di dar loro la pace
+per cento anni avvenire. Al rovescio di Cassio era esso imperadore
+tutto amorevolezza e bontà verso de' soldati, e ben li trattava; ma
+non volea già che dessero la legge a lui[1193]. Dopo una sanguinosa
+battaglia, riuscita felice all'armi romane, gli dimandarono i soldati
+paga doppia o altro donativo. Nulla volle dar loro con dire, _che il
+di più del solito che avesse dato, bisognava cavarlo dal sangue de'
+loro parenti, e ch'egli ne avrebbe renduto conto a Dio_. Nè cessava
+l'infaticabil Augusto, sbrigato ch'era dalle faccende militari, di
+ascoltare e decidere le cause e liti occorrenti. Si trovava egli nella
+città di Sirmio, sua ordinaria residenza durante questa guerra; benchè
+Paolo Orosio[1194] scriva ch'egli per tre anni si fermò a Carnunto,
+città vicina a Vienna d'oggidì, quando arrivò _Erode Attico_[1195]
+celebre oratore di questi tempi, e stato già console, per cagion di
+una lite assai calda ch'egli avea con la sua patria Atene. Vi giunse
+anche il deputato degli Ateniesi, per nome _Demostrato_, che fu ben
+accolto da Marco Aurelio, principe naturalmente inclinato a favorir le
+comunità più che i privati. Prese ancora la protezione della città
+_Faustina Augusta_, la quale, secondo l'uso di altre imperadrici,
+accompagnava il marito Augusto alla guerra; e fino una lor figliuola
+di tre soli anni, facendo carezze al padre Augusto, gittandosi a' suoi
+piedi, e balbettando gli raccomandava la causa degli Ateniesi. Di
+tutto informato Erode Attico, allorchè si dovette trattar la causa
+davanti all'imperadore, lasciatosi trasportar dall'ira fuori di
+strada, a visiera calata declamò contro al medesimo imperadore, con
+giungere fino a rimproverargli, che si lasciasse governar da una donna
+e da una fanciulla di tre anni. E perchè _Ruffo Basseo_ capitan delle
+guardie gli disse, _che questa maniera di parlare gli potrebbe costar
+la vita_, Erode gli rispose, _che un uomo della sua età_ (era assai
+vecchio) _nulla avea da temere_; e voltategli le spalle se ne andò
+via. Marco Aurelio senza mai scomporsi, senza fare un gesto indicante
+noia o sdegno, partito che fu Erode, tranquillamente disse
+all'avvocato degli Ateniesi, che dicesse le loro ragioni. Era
+Demostrato uomo eloquentissimo, seppe ben vivamente rappresentarle.
+Ascoltò Marco Aurelio, ed allorchè intese le maniere, colle quali
+Erode e i suoi liberti opprimevano il popolo di Atene, non potè
+trattener le lagrime, perchè grande stima professava ad Erode Attico,
+uomo insigne, e stato suo maestro, ma ben più amava i suoi popoli.
+Tuttavia non volle pronunziare sentenza alcuna contro di Erode.
+Solamente decretò alcuni leggeri gastighi contro ai di lui insolenti
+liberti, e provvide all'indennità degli Ateniesi. Erode da lì a
+qualche tempo, per tentare se Marco Aurelio, venuto in Asia, era in
+collera con lui, gli scrisse, come lagnandosi di non ricevere più sue
+lettere, quando di tante dianzi era favorito; e il buon imperadore gli
+diede un'ampia risposta, piena di amichevoli espressioni, con far
+anche scusa dell'essere stato obbligato a condannar persone
+appartenenti a lui. Certamente (dice qui il Tillemont[1196]) ci saran
+ben de' Cristiani, ai quali nel dì del giudizio farà vergogna questo
+dolce operare di un imperadore, ed imperadore pagano.
+
+NOTE:
+
+[1188] Noris, Epist. Consulari.
+
+[1189] Thesaurus Novus Inscription., pag. 338.
+
+[1190] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[1191] Dio, lib. 71.
+
+[1192] Vulcat., in Avidio Cassio.
+
+[1193] Dio, lib. 71.
+
+[1194] Orosius, in Histor.
+
+[1195] Philostr., in Herode Attico.
+
+[1196] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXIV. Indizione XII.
+
+ ELEUTERIO papa 4.
+ MARCO AURELIO imperad. 14.
+
+_Consoli_
+
+GALLO e FLACCO.
+
+
+Nulla di più sappiamo di questi consoli. Ho io prodotta una nobile
+iscrizione[1197] col C. CALPVRNIO FLACCO, L. TREBIO GERMANO COS.,
+congetturando che questa si potesse riferire all'anno presente, e che
+quel _Germanico_ forse sostituito a _Gallo_ nelle calende di luglio, o
+pure ne' mesi seguenti. Se sia o non sia ragionevole tal conghiettura,
+ne giudicheranno i lettori. Al vedere nelle medaglie[1198] di
+quest'anno, che l'imperador Marco Aurelio prese _per la settima volta
+il titolo d'Imperadore_, senza timor di errare, veniamo a conoscere
+ch'egli riportò qualche vittoria contra de' Barbari. Secondo tutte le
+apparenze, questa fu la descritta da Dione[1199]. Erasi inoltrata
+l'armata romana nel paese de' Quadi, e vi era in persona lo stesso
+imperadore. In un sito svantaggioso fu essa ristretta da innumerabil
+copia di Barbari che presero tutti i passi, senza che i Romani
+potessero a lor talento dar la battaglia. Eccessivo era il caldo della
+stagione, nè acqua si trovava in quella parte. Andavano differendo i
+Barbari il combattimento sperando di cogliere i nemici snervati ed
+avviliti per la sete. In fatti, ad un estremo pericolo era ridotta
+l'armata romana, se un improvviso accidente non avesse provveduto al
+bisogno. Imperciocchè ecco in un subito annuvolarsi il cielo, e cadere
+una dirotta pioggia. Ogni soldato allora tutto lieto stese i suoi elmi
+e scudi per raccoglier l'acqua cadente, abbeverando sè stesso e i
+cavalli, e tutti si riconfortarono. All'incontro i Barbari, veggendo
+fallita la loro speranza di vincerli colla sete, e credendoli tuttavia
+indeboliti pel patimento preceduto, attaccarono la zuffa. Forse anche
+prima l'aveano attaccata, immaginando troppo spossati i Romani e i lor
+cavalli, onde non potessero resistere. Generosamente combatterono i
+Romani rinvigoriti dall'acqua cadente; ma quel che portò loro la
+vittoria, fu una scappata di fulmini addosso all'esercito barbarico, e
+un fuoco aereo che cadeva solamente addosso ai medesimi Barbari,
+confessato miracoloso dallo stesso Dione gentile. In somma rimasero
+interamente sconfitti i Barbari, liberati i Romani, ed ognuno confessò
+essere stata prodigiosa così gran vittoria. Era solito Marco Aurelio
+ad aspettare dal senato il decreto di moltiplicare il titolo
+d'_imperadore_, segnale di qualche nuova vittoria. A cagion della
+suddetta, che riuscì cotanto luminosa, fu egli proclamato _Imperatore
+per la settima volta_ dal vincitore esercito. Ne scrisse poi egli al
+senato in occasione di notificargli il felicissimo e mirabil successo
+delle sue armi: e il senato non solamente approvò il fatto, ma
+dichiarò anche Faustina Augusta sua moglie _madre degli eserciti_.
+
+Ora, conoscendo anche i Pagani per miracoloso il descritto
+avvenimento, chi fra essi ne attribuì la cagione a un incantesimo di
+Arnufi mago egiziano, chi ad un altro mago caldeo appellato Giuliano,
+chi alle preghiere del medesimo Marco Aurelio, come si può vedere
+presso Dione[1200], Capitolino[1201] ed altri antichi scrittori[1202].
+E nella colonna Antonina effigiato tuttavia si scorge un Giove che
+manda pioggia e fulmini nello stesso tempo dal cielo: con che
+s'avvisarono i Pagani di attribuire tal grazia al loro Giove. Ma è ben
+più da credere agli antichissimi scrittori, i quali attestano che i
+Cristiani, militanti allora in gran numero nell'oste di Marco,
+Aurelio, veggendo il comune periglio, ritiratisi in disparte, colle
+ginocchia a terra implorarono l'aiuto del vero Dio, ed impetrarono
+quel miracolo. Che poi vi fosse una legione tutta di Cristiani,
+ch'essa fosse appellata di Melitene, e venisse poi soprannominata la
+Fulminatrice, questo è dubbioso, e l'ultimo, secondo le osservazioni
+degli eruditi, non sussiste punto. Un buon fondamento bensì abbiamo di
+credere ottenuta quella vittoria per intercession de' Cristiani,
+asserendolo, per testimonianza di Eusebio[1203], santo Apollinare
+vescovo di Jerapoli, vivente allora, e Tertulliano[1204] vicino a
+questi tempi, san Girolamo, san Gregorio di Nissa ed altri antichi.
+Anzi il suddetto Tertulliano scrive aver lo stesso Marco Aurelio in
+una lettera al senato romano attribuito questo prodigio alle preghiere
+de' Cristiani, quantunque ne parlasse con qualche dubbio, per non
+comparir troppo credulo ad una religione cotanto odiata dagl'idolatri
+Gentili. Parlasi poi nelle medaglie[1205] di qualche vittoria
+riportata da Marco Aurelio sopra i Sarmati. A quanto si è detto di
+sopra de' costumi di questo imperadore, si vuol ora aggiungere ch'egli
+ebbe in uso di tenere delle spie dappertutto, non già[1206] per far
+danno altrui, ma solamente per saper ciò che si dicea di lui. Niun
+caso poi facea delle sciocche o maligne dicerie e detrazioni che udiva
+della sua persona. Ma se trovava ben fondata la lor censura, serviva
+ciò a lui per emendarsi; chè questo era l'unica mira sua. Trovandosi
+egli appunto a questa guerra, fu informato dei lamenti che facea il
+popolo romano, per aver condotto via sì gran brigata di gladiatori,
+de' sanguinosi combattimenti de' quali viveano spasimati i Romani; e
+per avere ordinato che le commedie, o vogliam dire le buffonerie de'
+pantomimi, si facessero in ora più tarda, per non impedire i negozii
+de' mercatanti. Imperciocchè pareva ai Romani, che l'imperadore, con
+privarli de' consueti divertimenti e sollazzi, li volesse far tutti
+diventare filosofi. Ora egli mandò ordine, che si facessero gli usati
+spettacoli, deputando a ciò i nobili, che aveano miglior borsa, e più
+degli altri poteano rallegrare il popolazzo.
+
+NOTE:
+
+[1197] Thesaurus Novus Inscription., pag. 338.
+
+[1198] Mediobarb., in Numism. Imperat.
+
+[1199] Dio, lib. 71.
+
+[1200] Dio, lib. 70.
+
+[1201] Capitol., in Marco Aurelio.
+
+[1202] Themistius, in Oration. ad Imp. Theodosium. Claudianus, in
+Sexto Consulatu Honorii.
+
+[1203] Euseb., Histor. Ecclesiast., lib. 5, cap. 5.
+
+[1204] Tertullianus, Apologet., c. 5.
+
+[1205] Mediobarb., in Numism. Imp.
+
+[1206] Capitol., in Marco Aurelio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXV. Indizione XIII.
+
+ ELEUTERIO papa 5.
+ MARCO AURELIO imperad. 15.
+
+_Consoli_
+
+CALPURNIO PISONE e MARCO SALVIO GIULIANO.
+
+
+Siccome altrove[1207] ho io accennato, sarebbe da vedere, se questo
+_Giuliano_ console potesse essere il medesimo che _Marco Didio
+Giuliano Severo_, il quale a suo tempo ci comparirà assunto al trono
+imperiale: giacchè Erodiano attesta ottenuto da lui il consolato prima
+dell'imperio, e si sa da Sparziano[1208] aver egli avuto per collega
+in questa dignità _Pertinace_, il quale divenne anch'egli imperadore,
+e forse potrebbe essere stato sostituito a _Pisone_ nell'anno
+presente. Di Pertinace scrive Capitolino[1209], che egli liberò la
+Retia e il Norico dai nemici, ed in ricompensa fu disegnato console da
+Marco Aurelio, senza che se ne sappia l'anno preciso. Ma, per
+attestato di Dione[1210], molti ne mormorarono, perchè egli era
+bassamente nato. Nulla più resisteva alle armi vittoriose di Marco
+Aurelio, a cui era riuscito di ridurre in somme angustie i Marcomanni
+e i Quadi. Avea egli anche messi di presidio ne' lor paesi ventimila
+armati in siti ben fortificati; e tuttochè quei popoli ricalcitrassero
+per qualche tempo ancora, pure forzati furono a sottomettersi,
+coll'impetrare un accordo, in cui si obbligarono di non abitare per
+certo tratto in vicinanza del Danubio. I Jazigi, già sconfitti dai
+Romani, finchè poterono, tennero forte, ed imprigionarono _Bonadaspe_
+re loro, perchè avea inviato dei deputati a Marco Aurelio per trattare
+di pace. Ma, incalzati sempre più dalla armata de' Romani, si
+ridussero anche essi ad umiliarsi. Nulla poterono impetrare la prima
+volta, perchè di loro non si fidava l'imperadore; ma in fine venuto
+_Zantico_ lor nuovo re coi principali della nazione a' piedi di Marco
+Aurelio, ottenne con alcune condizioni la pace. Una d'esse condizioni
+era la restituzion de' prigionieri, che ascese a centomila persone,
+oltre ai fuggiti, morti o venduti. Diedero in oltre a Marco Aurelio
+ottomila uomini a cavallo di lor nazione, cinquemila de' quali furono
+spediti nella Bretagna: segni tutti di una gran possanza di que'
+popoli. Anch'essi furono obbligati ad abitar lungi dal Danubio più
+ancora de' Marcomanni. Non fecero di meno i Narisci, i Buri, ed altre
+di quelle barbare nazioni. Tutte implorarono la pace dal temuto
+Augusto[1211]: e chi si sottomise, chi entrò in lega, chi provvide di
+soldatesche. A molti di costoro diede egli delle terre nella Dacia, e
+nella Pannonia, nella Mesia, nella Germania, e gran quantità di
+Marcomanni rimandò ad abitare in Italia. Ma perchè alcuni di costoro
+posti a Ravenna[1212] tentarono d'impadronirsi di quella città, a
+tutti costoro diede poi sussistenza di là dall'Alpi. Tale per certo
+era la bontà e la equità di questo imperadore, che trattava i nemici
+stessi, prigioni o sottomessi, come amici. Merita anche d'essere
+osservato nelle iscrizioni raccolte dal Grutero e da me, che molti
+soldati portavano il nome di _Marco Aurelio_. Potrebbe credersi che
+fossero liberti suoi; ma più probabilmente furono persone di nazioni
+straniere, che venute al suo soldo meritarono in premio il nome dello
+stesso imperadore.
+
+Con questa felicità avea l'Augusto Marco Aurelio domate quelle barbare
+genti, e conseguito per questo il titolo di _Germanico_ e
+_Sarmatico_[1213]. Era anche dietro a dare un nuovo sistema ai
+conquistati paesi, meditando di far della Marcomannia e della Sarmazia
+due provincie romane, governate da pretori o proconsoli romani, quando
+gli convenne interrompere questi disegni per una noiosa novità occorsa
+nell'anno presente. _Avidio Cassio_, di cui s'è parlato di sopra, dopo
+essere intervenuto alla guerra marcomannica[1214], d'ordine di Marco
+Aurelio se ne tornò al governo della Siria o sia della Soria, e quivi
+formò una fiera ribellione. Era egli originario di quel paese: il che
+diede poi motivo allo stesso Augusto di ordinare che da lì innanzi
+niuno potesse avere il governo di quelle provincie, ove fosse nato, o
+dalle quali traessero origine i suoi maggiori. Vulcazio Gallicano, che
+ne scrisse la vita (se pure autor di essa non fu Sparziano), il vuole
+far credere discendente da Cassio, uno degli uccisori di Giulio
+Cesare. Ma non è sì facilmente da prestargli fede, nè lo stesso Cassio
+in una sua lettera riconosce tale la sua nobiltà. Il medesimo
+scrittore cel rappresenta per rigoroso esattor della disciplina
+militare, anzi portato alla crudeltà: del che di sopra addussi un
+esempio. Egli, per ogni menomo trascorso de' suoi soldati, li facea
+crocifiggere, bruciar vivi, affogare, e a molti de' disertori fece
+tagliar le mani e le gambe: il che non s'accorda coll'aver _Lucio
+Vero_ scritto che Cassio era amato assai dai soldati. Certo è bensì,
+che egli sempre un dì della settimana facea far loro l'esercizio, e
+che ogni delizia nel mangiare e nel vestire bandì dai loro quartieri.
+Gran tempo era, che costui dava a conoscere il suo genio di
+signoreggiare; altro non facendo che dir male di Marco Aurelio,
+chiamandolo una vecchierella filosofessa, e di Lucio Vero,
+appellandolo sciocco lussurioso. Derideva le loro azioni, non istimava
+le loro lettere. Udivasi in ogni occasione compiangere lo stato
+presente della romana repubblica, dove più non si mirava l'antica
+disciplina, dove il principe lasciava andar tutto alla peggio, non
+gastigava i cattivi, e permetteva che si ingrassassero a dismisura i
+capitani delle guardie e tutti i governatori delle provincie.
+Aggiugneva, che se toccasse a lui, saprebbe ben tagliar teste e
+premiare i buoni, con altre simili bravate: dalle quali fu mosso Lucio
+Vero Augusto, fin quando andò in Soria ad avvisarne Marco Aurelio,
+acciocchè si guardasse da uomo sì pericoloso, e provvedesse alla
+sicurezza propria e de' suoi figliuoli. Marco Aurelio gli rispose, che
+non trovava nella di lui lettera la grandezza d'animo conveniente ad
+un imperadore; essere tale il governo suo, che non avea da paventar
+rivoluzioni; e che quando altramente dovesse essere, il destino non si
+potea schivare; nè potersi condannare un uomo che non era accusato da
+alcuno; e però che Cassio dicesse quel che volesse, perchè essendo
+uomo di gran valore, buon capitano e severo, egli era utile alla
+repubblica, nè gli si dovea recar nocumento. Terminava poi la sua
+risposta con queste belle parole: _Quanto al procurare la salvezza de'
+miei figliuoli, avrò più caro di vederli perir tutti, quando Cassio
+meriti d'esser amato più che essi, e quando importi più alla
+repubblica la vita di Cassio che la loro._
+
+Ma eccoti che nell'aprile di questo anno il medesimo _Cassio_ si
+ribellò, assunse il titolo d'_Imperadore_, e creò prefetto del
+pretorio colui che gli mise addosso il manto imperiale. Dicono ch'egli
+con lettere finte facesse credere morto Marco Aurelio, e per consolare
+i soldati, gli desse nome di Divo. Altri giunsero a scrivere, che
+_Faustina Augusta_[1215] era d'accordo con lui, perchè, vedendo il
+marito malsano, avrebbe poi sposato esso Cassio: frottola, a mio
+credere, inventata dagli oziosi, e smentita dalle lettere della
+medesima Faustina: che son riferite dallo storico Vulcazio
+Gallicano[1216]. Imperocchè essa, udita la ribellion di Cassio,
+secondo l'esempio di Faustina seniore sua madre riferito di sopra,
+accese il marito a punir costui e i complici, rappresentandogli che se
+in tal caso non lasciava in disparte la sua troppa clemenza, e non
+dava un esempio di giustizia, altri si sarebbono animati a tentar lo
+stesso, e che non era in sicuro la vita de' lor figliuoli. Intanto
+Cassio, seguitato dalle sue legioni, ebbe tutta la Soria alla sua
+ubbidienza. Specialmente gli Antiocheni, che assai l'amavano, si
+dichiararono per lui. Altrettanto fece la Cilicia; e per tradimento di
+_Flavio Calvisio_ governatore, anche l'Egitto. Tertulliano[1217]
+osservò, che niuno de' Cristiani si mischiò in questa ribellione,
+perchè la legge di Cristo vuol che si onorino anche i principi
+cattivi, non che i buoni. Avvisato di questa inaspettata turbolenza in
+Germania l'Augusto Marco Aurelio da _Publio Marzio_ governatore della
+Cappadocia, ne dissimulò, per qualche tempo, il suo affanno. Quel che
+più gli dispiaceva, era di dover venire ad una guerra civile.
+Divolgatosi poi l'affare, fece una savia aringa alle legioni che
+l'aveano sì ben servito nella guerra de' Marcomanni; e ne scrisse
+ancora al senato, parlando sempre non di vendetta, ma di clemenza.
+Ordinò a _Commodo_ suo figliuolo[1218] di venirlo a trovare ai confini
+della Germania, per dargli la toga virile, essendo in uso di darla ai
+figliuoli degli Augusti da che erano entrati nell'anno quindicesimo
+della loro età[1219]. Ciò fu fatto, e per tal festa diede un congiario
+al popolo romano, se pur non falla Capitolino. Trovandosi in una
+medaglia menzionata la _settima liberalità_ di Marco Aurelio, crede il
+Mezzabarba[1220], essere ciò un donativo da lui fatto all'esercito
+germanico nell'occasione suddetta. Ma forse più tardi succedette quel
+dono. Dichiarato fu ancora _Commodo principe della gioventù_. Intanto
+Marco Aurelio, lasciate ben guernite le frontiere della Germania,
+diede la marcia alle sue milizie verso la Soria, e tenne poi loro
+dietro da lì a qualche tempo: sicchè si preparava oramai un'aspra
+guerra fra lui e il ribellato Cassio. In Roma stessa abbondava lo
+spavento per timore che Cassio meditasse di venire in Italia, mentre
+n'era lontano l'imperadore; benchè per questo non si ritenesse il
+senato dal dichiarar _Cassio_ pubblico nemico, e di confiscare i di
+lui beni all'erario della repubblica, giacchè Marco Aurelio nulla
+volle per sè dei beni di costui.
+
+Ma di corta durata fu questo incendio. Erano appena passati tre mesi e
+sei giorni da che Cassio avea assunto l'imperio[1221], quando essendo
+egli in viaggio, un centurione per nome Antonio, fedele a Marco
+Aurelio, incontratolo per istrada, gli diede di un fendente al collo.
+Non fu mortale la ferita, e si sarebbe salvato Cassio colla fuga presa
+dal cavallo, se sopraggiunto un decurione non l'avesse finito.
+Spiccatagli la testa dal busto, questi due uffiziali presero le poste
+per potarla all'imperadore. Altra particolarità più precisa di questo
+fatto noi non abbiamo dagli storici, se non che pare seguito qualche
+combattimento fra i soldati di Cassio e quei di _Marzio Vero_,
+governatore della Cappadocia, inviato da Cesare nella Soria[1222]. Fu
+anche ucciso il prefetto del pretorio, creato da lui, siccome ancora
+_Metiano_ governatore di Alessandria, che avea abbracciato il di lui
+partito. Capitolino[1223] il chiama figliuolo di Cassio. Succederono
+cotali uccisioni senza alcun ordine o saputa di Marco Aurelio, il
+quale troppa premura avea che non si spandesse il sangue di verun
+senatore, desiderando di salvar la vita a Cassio stesso, e solamente
+di potere rinfacciargli la sua infedeltà e ingratitudine. In fatti
+s'afflisse all'udirlo ucciso per aver perduta l'occasione di esercitar
+la misericordia. Furono trovate nello scrigno di _Pudente_ molte
+lettere scritte a Cassio da' suoi parziali. _Marzio Vero_, dichiarato
+poi governatore della Soria, tutte le bruciò, con dire che credeva
+d'incontrar così il genio di Marco Aurelio; e quando pur fosse
+succeduto il contrario, amava piuttosto di perir solo che di lasciar
+perir tanti altri[1224]. Ma più costante fama fu, che portate quelle
+lettere a Marco Aurelio, senza volerle dissuggellare, le gettò nel
+fuoco per non conoscere alcuno de' suoi insidiatori, o per non essere,
+suo malgrado, forzato ad odiarli. Lo stesso fece allorchè gli fu
+portato il processo formato contra di Cassio, nè volle vedere la di
+lui testa, avendo comandato di seppellirla, prima che arrivasse chi
+gliela portava. Nè qui si fermò la di lui clemenza. Si guardò egli
+dall'imprigionare, o far morire alcuno de' senatori denunziati di aver
+tenuta mano a cotesta ribellione[1225]. E perciocchè il senato seguitò
+dipoi le ricerche e i processi contra di tutti i complici, e molti ne
+condannò, Marco Aurelio, non coll'ipocrisia di Tiberio, ma colla sua
+sincera umanità, scrisse dalla Asia, dove il vedremo andare, ad esso
+senato, pregandolo e scongiurandolo di usar piuttosto l'indulgenza che
+il rigor contra de' delinquenti, e di non condannar a morte
+chicchessia, e massimamente chi fosse dell'ordine senatorio o
+equestre: _perchè egli desiderava questa gloria al suo regno, che in
+occasion di ribellione niuno, fuori del calore del tumulto perdesse la
+vita._ Aggiungeva, _che avrebbe anzi voluto, se fosse stato possibile,
+richiamar dal sepolcro gli estinti_[1226]; e chiudeva in fine tal
+preghiera con dire, _che se altrimenti avessero fatto per conto di
+alcun senatore o cavaliere, si aspettassero di vedere ancor lui in
+breve morire._ In effetto, a riserva di pochissimi centurioni
+decapitati, gli altri colpevoli furono solamente gastigati
+coll'esilio. _Flavio Calvisio_ governator dell'Egitto, benchè
+partigiano dichiarato della ribellione, fu relegato in un'isola, nè
+solo ebbe salva la vita, ma anche i beni.
+
+Perdonò Marco Aurelio alla moglie, ai figliuoli, al genero di Cassio,
+ancorchè sapesse che aveano sparlato di lui. Il solo _Eliodoro_ fu
+relegato in un'isola. Agli altri figliuoli di Cassio volle che fosse
+conservata la metà de' beni paterni e materni, con facoltà di andare
+dovunque loro piacesse (probabilmente lungi da Roma e fuori d'Italia),
+colla giunta ancora di molti regali, e con divieto di ingiuriarli o
+rimproverarli per cagion della loro disgrazia. Così poterono essi con
+sicurezza e comodo vivere da lì innanzi non come figliuoli d'un
+tiranno, ma come senatori romani, finchè il bestial _Commodo_, figlio
+di Marco Aurelio, sotto pretesto d'una congiura, li condannò col tempo
+ad esser bruciati vivi. Nè andò molto, che Marco Aurelio fece anche
+richiamar dall'esilio parecchi banditi per questa turbolenza. In
+somma, ad altro non servì la ribellione di Cassio, che a far
+maggiormente risaltare la grandezza d'animo e l'incomparabile bontà di
+Marco Aurelio. Molti nulladimeno vi furono che disapprovarono cotanta
+indulgenza, perchè era un dar ansa di far del male ad altri, nè era
+sicura la vita di lui nè di suo figliuolo. Ed uno fra gli altri vi fu
+che disse allo stesso Augusto: _Ma come sarebbe andata, se Cassio
+avesse vinto?_ Al che egli rispose: _Io non ho sì poco timor
+degl'iddii, nè vivo in maniera che Cassio avesse da vincere_[1227].
+Meritava bene un principe tale di conoscere il vero Dio, giacchè egli
+avea tanta fiducia nei falsi. E qui si metteva egli a dire, _che niun
+de' principi precedente uccisi v'era, che non sel fosse meritato. Così
+Caligola, Nerone, Ottone e Vitellio. Galba anch'esso era perito per la
+sua avarizia._ Nel testo di Vulcazio Gallicano v'ha, che egli disse lo
+stesso di Pertinace: errore massiccio che non può venir dallo storico,
+ma da qualche saputello, che vi fece quella giunta, perchè _Pertinace_
+venne dipoi. Aggiugneva, _che non Augusto, non Trajano, Adriano ed
+Antonio Pio suo padre erano stati sopraffatti dai ribelli o dai
+congiurati, perchè non si lasciarono mai sopraffare dai vizii._ A
+picciole giornate finalmente marciò l'Augusto Marco Aurelio, con
+pensiero d'andar in Soria. Per viaggio intese la morte di Cassio, e
+per viaggio scrisse al senato quanto s'è detto di sopra[1228]. Da una
+lettera ch'egli inviò a _Faustina_, sua moglie, e dalla risposta di
+lei, si può raccogliere ch'egli fece la via d'Italia, e venne ad
+Albano e a Capoa, senza apparire che entrasse in Roma. Gli stava
+probabilmente a cuore di non interrompere l'incominciato cammino; e in
+fatti con essa sua moglie e col figliuolo _Commodo Cesare_ lo
+continuò, imbarcatosi, come credono alcuni, nella flotta del Miseno.
+Vogliono il cardinal Noris e il padre Pagi[1229], che nell'agosto di
+quest'anno, mentre Marco Aurelio tuttavia era in Campania, per le
+istanze del senato conferisse ad esso suo figlio la potestà
+tribunizia. Scrittori di tanta autorità si possono seguitare a chiusi
+occhi. Nulladimeno potrebbe restar qualche sospetto, che più tardi
+succedesse questo fatto. Certo è che dopo avere il senato ricevuta la
+lettera d'esso Augusto, sì piena di clemenza verso i partigiani della
+ribellione cassiana[1230], proruppe in allegre acclamazioni verso di
+lui, chiedendo, fra l'altre cose, che assicurasse l'imperio al
+figliuolo, e che gli concedesse la tribunizia podestà. Quando e dove
+fosse scritta quella lettera, non si sa. Da essa impariamo che già
+alcuni erano stati relegati nell'isole, altri banditi, e seguite altre
+condanne; e i processi esigevano del tempo e notizie ed esami dalla
+Soria. Però sembra scritta la lettera, dappoichè l'imperadore era
+giunto in Levante. E tanto più, perchè Dione[1231] assai chiaramente
+mostra averla egli scritta, dappoichè l'Augusta _Faustina_ era morta;
+e questa senza fallo, siccome dirò, mancò di vita mentr'egli era in
+Asia. Ecco dunque sufficiente motivo di sospettare che non sia tanto
+sicura l'opinion de' suddetti critici, e potersi dubitare che
+_Commodo_ ottenesse quella insigne prerogativa alquanto più tardi.
+
+NOTE:
+
+[1207] Thesaurus Novus Inscript., pag. 338.
+
+[1208] Spartianus, in Juliano.
+
+[1209] Capitol., in Pertinace.
+
+[1210] Dio, lib. 71.
+
+[1211] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+[1212] Dio, lib. 71.
+
+[1213] Mediobarbus, in Numismat. Imperator.
+
+[1214] Vulcat., in Avidio Cassio. Dio, lib. 71.
+
+[1215] Dio, lib. 71.
+
+[1216] Vulcat., in Avidio Cassio.
+
+[1217] Tertullianus, ad Scap., cap. 2; et Apologet., cap. 35.
+
+[1218] Lampridius, in Commodo.
+
+[1219] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+[1220] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[1221] Dio, lib. 71.
+
+[1222] Vulcatius, in Avidio Cassio.
+
+[1223] Capitol., in Marco Aurelio.
+
+[1224] Dio, in Excerptis Valer. Ammianus, Histor., lib. 21.
+
+[1225] Vulcatius, in Avidio Cassio.
+
+[1226] Dio, lib. 71.
+
+[1227] Vulcat., in Avidio Cass.
+
+[1228] Vulcat., in Avidio Cassio.
+
+[1229] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1230] Vulcat., in Avidio Cassio.
+
+[1231] Dio, lib. 71.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXVI. Indizione XIV.
+
+ ELEUTERIO papa 6.
+ MARCO AURELIO imperadore 16.
+
+_Consoli_
+
+TITO VITRASIO POLLIONE per la seconda volta e MARCO FLAVIO APRO per la
+seconda.
+
+
+Già dissi passato in Oriente l'Augusto Marco Aurelio nell'anno
+precedente per dar sesto agli affari sconvolti della Soria e
+dell'Egitto a cagion della ribellione di Cassio. Era egli giunto ad un
+borgo chiamato Halala nella Cappadocia, a piè del monte Tauro[1232],
+borgo poscia da lui popolato con una colonia, e fatto divenire una
+città, cui diede il nome di Faustinopoli. Quivi presa da mortal
+malattia sua moglie _Annia Faustina_ Augusta minore, finì i suoi
+giorni, e fu attribuita la sua morte alla gotta, male, a cui era
+soggetta. Dione[1233], intestato ch'essa avesse parte nella
+sollevazion di Cassio, dubitò ch'ella medesima si lasciasse morire per
+paura d'essere scoperta complice di quella ribellione: sospetto, come
+già vedemmo, insussistente e privo affatto di verisimiglianza. Il
+Tillemont[1234] la fa defunta nell'anno precedente. Il Petavio[1235],
+il Mezzabarba[1236] ed altri nell'anno presente. Non è facile il
+decidere tal quistione. Solamente abbiamo da Filostrato[1237] nella
+vita di Erode Attico, che Marco Aurelio rispondendo benignamente alla
+lettera scrittagli da esso Erode, di cui parlammo all'anno 173,
+esprimeva il suo dolore per la recente morte di _Faustina Augusta_,
+dicendo ch'egli si trovava a quartier d'inverno colle soldatesche che
+l'accompagnavano: il che può convenire al precedente dicembre, e molto
+più ai primi mesi dell'anno corrente. Si vuol ora avvertire, che
+questa imperadrice lasciò di sè un nome obbrobrioso per la sua
+lascivia: vizio troppo usuale in chi adorava delle deità infami pel
+medesimo eccesso. Per attestato di Capitolino[1238], fama era che
+_Commodo_ suo figliuolo fosse nato di adulterio, perchè trovandosi
+ella a Gaeta, scialacquò la sua pudicizia colla feccia dei barcaiuoli
+e gladiatori. Sapevasi ancora essere stati de' suoi drudi Tertullo,
+Utilio, Orfito e Moderato; e perchè Marco Aurelio promosse costoro
+alle cariche, ed alcuni fino al consolato, ne fu anche proverbiato
+dalla gente e messo in canzone ne' teatri. Corse inoltre voce, ch'essa
+perdutamente si innamorasse d'un gladiatore; essendo per questo folle
+amore lungamente inferma, confessò il suo fallo all'Augusto consorte.
+Consigliatosi egli coi Caldei, ebbe per risposta, che ucciso quel
+gladiatore, facesse lavar la moglie nel di lui sangue. Il che fatto,
+essa guarì e concepì poco dappoi Commodo, principe che vedremo
+impastato di tutti i vizii della canaglia, e abbandonato all'infamia
+degli spettacoli gladiatorii. Non ignorava già Marco Aurelio, se non
+tutti, almeno gran parte dei trascorsi della moglie impudica: pure non
+seppe mai indursi a prendere alcuna risoluzione gagliarda su questo. E
+a chi gli disse un dì, che se non volea ucciderla, almeno la
+ripudiasse, rispose: _Ma così facendo, converrà anche renderle la
+dote;_ e volea dir l'imperio da lui conseguito per cagion d'essa. Nè
+egli lasciò mai per le sue follie d'amarla e di andar d'accordo con
+lei. Morta che fu questa donna, certo indegna d'aver avuto per padre
+un Antonino Pio, per marito un Marco Aurelio, ne fece il senato una
+ridicola deità per le istanze del marito Augusto, il quale la pianse,
+e le alzò un tempio, al cui servigio pose anche delle fanciulle
+appellate Faustiniane. Giuliano Apostata[1239] gli diede la burla per
+questo. _Fabia_, sorella di Lucio Vero, a lui giovine destinata in
+moglie, si studiò allora per giugnere al di lui talamo. Ma Marco
+Aurelio, per non dare una matrigna ai figliuoli, se la passò da lì
+innanzi con una concubina, giacchè ciò s'accordava colle leggi romane.
+
+Abbiamo dalle medaglie[1240], che in quest'anno esso imperadore prese
+per _la ottava volta_ il titolo d'_Imperadore_: il che ci fa intendere
+riportata dai Romani qualche nuova vittoria, e questa in Germania,
+come traluce dalle stesse monete. Nella lettera, o pure nell'orazione
+mandata da esso imperadore al senato, e riferita da Vulcazio
+Gallicano[1241], dove tanto raccomanda la piacevolezza verso i
+congiurati con Cassio, credo io che si parli di questa vittoria, per
+cui s'era rallegrato il senato con lui. Il che è da osservare, perchè
+prima di quella lettera _Commodo Cesare_ non era per anche giunto ad
+ottenere la podestà tribunizia. In essa lettera ancora si parla del
+consolato dato a _Claudio Pompejano_ suo genero, il cui nome non
+comparendo ne' fasti, ci fa conoscere non esser egli stato console
+ordinario. Ora Marco Aurelio in quest'anno visitò la Soria, la
+Palestina e l'Egitto, lasciando dappertutto segni luminosi della sua
+clemenza coll'aver perdonato a tutte le città che aveano aderito a
+Cassio, e prese l'armi in favore di lui. Ma non volle veder quella di
+Cirro, perchè patria di Cassio, essendo ben più probabile che
+Capitolino[1242] scrivesse _Cirro_, città della Soria, che _Cipri_.
+Molto men volle passare in Antiochia, città che con isfacciata
+alterigia avea sostenuto la ribellion cassiana. Anzi verso questa sola
+diede a divedere il suo sdegno con privar que' cittadini del diritto
+di adunarsi, di ascoltar pubbliche orazioni, di fare spettacoli (cosa
+lor tanto cara), e con levar loro simili altri privilegii, spettanti
+alle città che si governavano colle proprie leggi. Ma non durò molto
+la collera del buon imperadore. Fra pochi mesi restituì loro tutto, e,
+nel tornar dall'Egitto consolò quel popolo con visitare la loro città.
+Mentre andava in Egitto, abbiamo da Ammiano Marcellino[1243], che fu
+sì attediato in passando per la Palestina dai ricorsi e dai rissosi
+cicalecci dei fetenti Giudei, che in fine esclamò: _O Marcomanni, o
+Quadi, o Sarmati, ho pur una volta trovata gente più inquieta e noiosa
+di voi!_ Ancorchè gli abitanti di Alessandria avessero incensato
+Cassio con grandi elogi[1244], pure non si fece pregare per dar loro
+il perdono. Quivi anche lasciò una sua figliuola, mentre andò alla
+visita d'altre città dell'Egitto, per le quali tutte comparve sempre
+vestito alla moda di quel paese, o pur con abito da filosofo. Durante
+questo suo pellegrinaggio vennero i re dell'Oriente e gli ambasciatori
+del re dei Parti ad inchinarlo, e a rinnovare i trattati di pace. In
+somma lasciò questo Augusto per tutta l'Asia e per l'Egitto un gran
+nome della sua saviezza e moderazione; nè persona vi fu che non
+concepisse un grande amore e stima per lui. Venuto alle Smirne, imparò
+ivi a conoscere il sofista[1245] _Aristide_, di cui restano le
+orazioni. Arrivò ad Atene, e quivi, per provare la sua innocenza,
+volle essere ammesso ai misteri di Cerere, e solo entrò in quel
+sacrario. Accrebbe i privilegii a così illustre città, e specialmente
+beneficò quelle scuole con assegnar buone pensioni a tutti i maestri
+delle sette filosofiche, cioè Stoici, Platonici, Peripatetici ed
+Epicurei. Poscia imbarcatosi, spiegò le vele alla volta di Italia, e
+soffrì nel viaggio una gravissima tempesta di mare. Sbarcato che fu a
+Brindisi, prese tosto la toga, cioè l'abito di pace, e con questa
+ancora volle che marciassero tutte le milizie che lo scortavano. Entrò
+dipoi in Roma colla solennità del trionfo a lui decretato per le
+vittorie riportate in Germania[1246]. Nel dì 27 di novembre, impetrata
+dal senato la dispensa dell'età per Commodo suo figliuolo, il disegnò
+console per l'anno prossimo venturo. Ad amendue ancora nel dì 28 di
+ottobre era stato conferito il titolo d'_Imperadori_ per la vittoria,
+di cui parlammo di sopra; e se si ha da credere a Capitolino[1247], in
+questa occasione fu che Marco Aurelio conferì al figliuolo la podestà
+tribunizia. Ma siccome già accennai, in vigore delle medaglie che
+abbiamo, il Noris e il Pagi pretendono conceduta a Commodo questa
+podestà nell'anno precedente. Lascerò io qui combattere gli eruditi,
+con dir solamente che non intendo io qui una regola del padre
+Pagi[1248]. Egli vuole che gl'imperadori disegnassero prima consoli
+poi Cesari ed Augusti i lor figliuoli; e pure certo è, che Commodo
+prima del consolato portò il titolo di Cesare. Lampridio[1249] scrive,
+che Commodo trionfò col padre _X Kalendas Amazionias_ nell'anno
+corrente; e il padre Pagi spiega celebrato questo trionfo _X Kalendas
+januarias_, seguendo l'opinion del Salmasio, che credette appellato
+_Amazonio_ il gennaio; opinione non certa, scrivendo chiaramente
+Capitolino, che il mese di _dicembre_ fu dal capriccioso Commodo
+appellato _Amazonio_; e però quel trionfo, secondo lui, cadde nel dì
+23 novembre dell'anno presente. Pretende esso padre Pagi dato in
+quest'anno il titolo d'_Augusto_ al medesimo _Commodo_: punto
+anch'esso imbrogliato dalle medaglie. Non me ne prenderò io altro
+pensiero; e solamente dirò, che sarebbe da desiderare che tutte le
+medaglie fossero legittime, e tutte ben attentamente lette ed
+accuratamente copiate. Perchè appunto son qui imbrogliati i conti, non
+oserò io di dar principio all'epoca dell'imperio del sopraddetto
+Commodo. Diede Marco Aurelio in occasion di tali feste un congiario al
+popolo. In che consistesse questo donativo si ha da Dione[1250]. Nella
+pubblica concione avendo egli detto, che era stato in pellegrinaggio
+_otto anni_, il popolo gridò colle mani alzate _otto_, volendo dire,
+che aspettava da lui il regalo di otto monete d'oro per persona.
+Sorrise l'imperadore; e contuttochè non fosse mai giunto alcuno dei
+suoi predecessori a donar tanto, pure tutta quella somma fece sborsare
+al popolo. Per attestato di Capitolino[1251], diede anche degli
+spettacoli maravigliosi: cosa dopo il danaro la maggiormente grata ai
+Romani.
+
+NOTE:
+
+[1232] Antoninus, in Itinerario. Cellarius, in Geograph.
+
+[1233] Dio, lib. 71.
+
+[1234] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[1235] Petavius, de Doctrin. Temp.
+
+[1236] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[1237] Philostr., in Sophist., lib. 27.
+
+[1238] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+[1239] Julianus, de Caesarib.
+
+[1240] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[1241] Vulcat., in Avidio Cassio.
+
+[1242] Capitol., in Marco Aurelio.
+
+[1243] Ammianus, lib. 23, cap. 5.
+
+[1244] Capitol., in Marco Aurel.
+
+[1245] Philost., in Sophistis., c. 34.
+
+[1246] Lampridius, in Commodo.
+
+[1247] Capitolin., in Marco Aurelio.
+
+[1248] Pagius, Crit. Baron. ad hunc annum.
+
+[1249] Lampridius, in Commodo.
+
+[1250] Dio, lib. 71.
+
+[1251] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXVII. Indizione XV.
+
+ ELEUTERIO papa 7.
+ MARCO AURELIO imperad. 17.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO AURELIO COMMODO CESARE o pure AUGUSTO e QUINTILIO.
+
+
+In una iscrizione del Gudio s'incontrano questi consoli disegnati: M.
+AVRELIO ANTONINO COMMODO AVGVSTO ET QVINTILIO COS. Ma mi sia lecito il
+ripetere, che l'appoggiarsi ai marmi gudiani, non è cosa sicura nei
+punti controversi. Non v'ha dubbio, Commodo portò il prenome di
+_Lucio_, e in onore del padre assunse quello di _Marco_. Vivente il
+padre, il troviam quasi sempre nominato _Lucio_; anzi credono
+uomini[1252] dottissimi, ch'egli solamente dopo la morte di esso suo
+padre prendesse l'altro: laddove nel marmo del Gudio comparisce
+_Marco_ in quest'anno. Quivi parimente vien chiamato _Quintilio_ il
+secondo console, il cui cognome in tutti i fasti è _Quintillo_.
+Vedemmo di sopra all'anno 159 console _Marco Plautio Quintillo_.
+Questi forse fu suo figliuolo, e portò i medesimi nomi. S'aggiunge
+l'aver alquanto del pellegrino nell'iscrizione gudiana quel GENIS DEF.
+ET HERCVLI CVSTODI DELVBR. CAPIT. Abbiamo dunque il primo consolato di
+_Commodo_ figliuolo di Marco Aurelio, al quale nell'anno presente
+(altri credono nel seguente) il padre diede[1253] per moglie
+_Crispina_ figliuola di _Bruttio Presente_, personaggio stato già
+console. Le nozze furono celebrate alla maniera de' privati: e, ciò
+non ostante, egli volle rallegrare il popolo con un nuovo congiario.
+Di ciò v'ha qualche vestigio in una medaglia[1254], dove è segnata la
+_Liberalità VIII_ d'esso Augusto, ma può dubitarsi se sia ben copiata.
+Nel tempo ch'esso imperadore si fermò in Roma, levò via vari abusi
+civili. Moderò le spese che si faceano nei giuochi dei gladiatori.
+Osserva Dione[1255] una particolarità, sempre più comprovante quanto
+egli fosse alieno dallo spargimento del sangue. Era impazzito il
+popolo romano dietro ai gladiatori; quanto più sanguinosi erano i lor
+combattimenti, tanto maggior piacere ne provavano i Romani. Marco
+Aurelio ordinò che adoperassero nelle lor battaglie spade senza punta
+e senza taglio, acciocchè si facessero onore colla destrezza, ma non
+già coll'ammazzarsi. Fece ancora dei regolamenti per correggere il
+soverchio lusso e la troppa libertà delle matrone e dei giovani
+nobili. Stese[1256] eziandio la sua liberalità a tutte le provincie,
+con rimettere ad ognuno i debiti che avevano coll'erario, non men suo
+che della repubblica, e in mezzo alla piazza maggiore di Roma bruciò
+le carte delle loro obbligazioni.
+
+Pareva intanto, che per la pace riportata a Roma da Marco Aurelio,
+tutti si promettessero una durevol serenità, quando si scompigliarono
+di nuovo gli affari della Germania, se pur questi si erano mai
+acconciati daddovero. Sappiamo da Dione[1257], che i Quadi, dappoichè
+l'imperadore fu passato in Oriente, si burlarono degli accordi fatti
+con lui. Deposero essi il re, verisimilmente dato loro dal medesimo
+Augusto, ed alzarono al trono _Ariogeso_. Al vedere Marco Aurelio
+sprezzata così l'imperiale autorità, e violati i patti, contra il suo
+solito andò sì fattamente in collera che mise fuori una taglia,
+promettendo mille scudi d'oro a chi gli desse vivo in mano _Ariogeso_,
+e cinquecento a chi gliene portasse la testa. Vero è nondimeno che
+essendogli poi riuscito di averlo prigione, altro male non gli fece,
+che di mandarlo in esilio ad Alessandria. Qualche altra turbolenza
+maggiore dovette accadere al Danubio, e tale ch'egli spedì (a mio
+credere nell'anno presente) a que' romori i due _Quintilii_, uomini
+amendue di molto volere e di non minore sperienza nella guerra. Ma
+perchè nulla profittavano essi, anzi doveano camminar poco bene gli
+affari di essa guerra, nell'anno seguente credette l'infaticabile
+Augusto necessaria la sua persona a quell'impresa, ed egli stesso vi
+andò, siccome vedremo. Crede il padre Pagi[1258] rotta solamente nel
+seguente anno la pace e ricominciata la guerra; ma ben più verisimile
+è che ciò avvenisse nell'anno presente, perchè Dione riconosce che i
+due Quintilii aveano prima comandata in quelle parti l'armata, nè
+riusciva loro di mettere al dovere que' Barbari: il che non si potè
+fare in poco tempo. Secondo Dione, questa seconda guerra non fu contro
+i Germani, ma bensì contro gli Sciti. Capitolino all'incontro
+asserisce[1259], che Marco Aurelio di nuovo guerreggiò coi Marcomanni,
+Hermunduri, Sarmati e Quadi.
+
+NOTE:
+
+[1252] Noris, Epistol. Consular. Pagius, in Critic. Baron. Bimard.,
+Epistol., pag. 122. Tom. 1. Thesaur. Novus. Inscript. Mur.
+
+[1253] Capitolinus, in Marco Aurel.
+
+[1254] Mediobarb., in Numism. Imperat.
+
+[1255] Dio, lib. 71.
+
+[1256] Euseb., in Chron.
+
+[1257] Dio, in Excerpt. Vales.
+
+[1258] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1259] Capitol., in Marco Aurel.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXVIII. Indizione I.
+
+ ELEUTERIO papa 8.
+ MARCO AURELIO imperad. 18.
+
+_Consoli_
+
+ORFITO e RUFO.
+
+
+Il Panvinio[1260] per conghiettura diede i nomi a questi due consoli,
+de' quali ho io posto il solo cognome, ch'è assicurato dal consenso
+de' fasti e da Lampridio. Il cardinal Noris[1261] li rifiutò, e con
+ragione. Credette egli poi, conghietturando, che il secondo fosse
+_Gavio Orfito_, e il primo _Giuliano Rufo_, a cagion di una iscrizione
+in cui i consoli di quest'anno sono _Orfito_ e _Giuliano_. Ma chi ci
+assicura che Giuliano non sia stato console sostituito a _Rufo_?
+Perciò non ho io osato di scrivere di più. Lampridio[1262], citando
+gli atti pubblici, attesta che _Commodo_ imperadore nel dì 3 del mese
+_Commodio_, essendo consoli _Orfito_ e _Rufo_, cioè nell'anno
+presente, andò di nuovo alla guerra. Pretende il Salmasio che questo
+fosse il mese di agosto, ma non è ben certo. Potè anche essere luglio.
+Abbiamo poi da Dione[1263] che _gl'imperadori_ per necessità
+marciarono in Germania. Sicchè a quest'anno si dee riferir l'andata
+dell'Augusto Marco Aurelio col figliuolo, tuttochè Capitolino[1264]
+scriva ch'egli per tre anni guerreggiò di nuovo in quelle parti. Era
+ben poca la sanità, meschina di molto la complessione di questo
+principe: tuttavia sì gli stava a cuore il pubblico bene e il dovere
+dell'uffizio suo, che niun privato riguardo il potè ritenere. Ito egli
+in senato, propose l'andata sua, e dimandò ai padri aiuto dall'erario
+pubblico, senza volerlo prendere di sua autorità, come usarono altri
+imperadori; _perchè_ (siccome egli disse in parlando ai medesimi)
+_quel danaro e tutti gli altri beni sono del senato e popolo romano,
+in maniera tale, che nulla noi possediamo del proprio, ed è vostra fin
+quella casa dove abitiamo._ Ciò detto, presa l'asta insanguinata, a
+lui recata dal tempio di Marte, in segno di dichiarar la guerra, la
+scagliò verso il settentrione. Portossi ancora al Campidoglio, dove
+protestò con giuramento che da che egli regnava, niun senatore era
+stato ucciso d'ordine suo, o con sua contezza, e ch'egli avrebbe anche
+perdonato ai ribelli, se non fossero stati uccisi prima ch'egli lo
+sapesse. Noi troviamo nelle medaglie[1265] di quest'anno a lui dato
+per _la nona volta_ il titolo d'_Imperatore_, e _per la terza_ a
+Commodo Augusto suo figliuolo, per qualche vittoria al certo
+guadagnata dai Romani, e forse da che i due imperadori furono giunti
+al campo. Ma la storia non ci somministra lume per poterne dire di
+più. Il console _Orfito_ diede il nome in questo anno al
+Senatusconsulto[1266], per cui i figliuoli dell'uno e dell'altro
+sesso, benchè passati per adozione in altre famiglie, furono ammessi
+alla successione delle loro madri morte ab intestato. Ciò non si
+praticava, o era proibito in addietro; e le adozioni, oggidì si rare,
+ben frequenti erano presso gli antichi Romani.
+
+NOTE:
+
+[1260] Panvin., in Fast. Consular.
+
+[1261] Noris, Epistola Consulari.
+
+[1262] Lampridius, in Commodo.
+
+[1263] Dio, lib. 71.
+
+[1264] Capitolin., in Marco Aurel.
+
+[1265] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+[1266] Institut., lib. III, cap. 4.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXIX. Indizione II.
+
+ ELEUTERIO papa 9.
+ MARCO AURELIO imperad. 19.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO AURELIO COMMODO AUGUSTO per la seconda volta e PUBLIO MARZIO
+VERO.
+
+
+Due iscrizioni sono presso il Grutero[1267], spettanti all'anno
+presente. Nell'una il secondo console è chiamato _Tito Annio Vero per
+la seconda volta_; nell'altra _Aurelio Vero per la seconda volta_.
+Perciò il cardinal Noris[1268], il Pagi[1269], il Relando[1270] ed
+altri gli han dato il nome di _Tito Annio Aurelio Vero_. Ma da che il
+sig. Bimard[1271], barone della Bastia, ed uno dell'Accademia reale di
+Parigi, ha prodotto un marmo esistente in Aosta, che si legge nel
+primo tomo delle mie iscrizioni, e posto IMP. COMMODO II. P. MARTIO
+VERO II. COS., credo io che si abbia a preferir questo nome, ricavato
+da un'iscrizione d'indubitata legittimità, alle due del Grutero che
+son dubbiose e non concordi tra loro. Anzi apocrife le giudica esso
+Bimard, perchè la famiglia Annia solamente si unì coll'Aurelia in
+quella degli Antonini; nè alcuno vi era allora che portasse tal nome.
+All'incontro _Publio Marzio Vero_ celebre fu in questi tempi, come si
+ha da Capitolino[1272] e da Dione[1273]; e noi l'abbiamo veduto di
+sopra il primo mobile di Marco Aurelio Augusto nella ribellione di
+Cassio. Bolliva intanto la guerra barbarica al Danubio, avvalorata
+dalla presenza dei due imperadori Marco Aurelio e Commodo. La
+resistenza dei Barbari era grande[1274], quando Marco Aurelio ordinò a
+_Paterno_ di andare ad assalirli con tutto il nerbo delle milizie
+romane. Di _Tarrutenio Paterno_, prefetto del pretorio sotto Commodo,
+parlano Lampridio[1275] e Dione. Durò l'atroce battaglia, per
+attestato d'esso Dione, un'intera giornata, e finì colla totale
+sconfitta delle nazioni nemiche. Per questa insigne vittoria fu
+proclamato Marco Aurelio _Imperadore per la decima volta_, e Commodo
+_per la quarta_[1276]. Trovasi questa lor denominazione nelle medaglie
+coniate nell'anno presente, nel quale, secondo la testimonianza
+d'Eusebio[1277], la città di Smirna restò smantellata da un furioso
+tremuoto. Dione sembra mettere questa disavventura all'anno
+precedente. Ne parla ancora Aristide[1278] in una delle sue orazioni,
+con farci intendere la mirabil carità usata verso quell'illustre città
+da tutte l'altre della Grecia e dell'Asia, perchè ognuna fece a gara
+per dare ricetto a quei che erano rimasti in vita. Certamente i
+Cristiani molto dilatati in quelle contrade, siccome allevati nella
+scuola della carità, saranno stati i primi e i più abbondanti in recar
+loro soccorso, ed avran servito di esempio anche ai Gentili. Ne
+scrisse il suddetto Aristide[1279] ai due Augusti una compassionevol
+lettera, che tuttavia esiste, pregandoli di risarcire l'infelice
+città, siccome aveano fatto per tante altre di Italia in somiglianti
+sciagure. Non potè ritener le lagrime il buon imperador Marco Aurelio
+in leggendo la catastrofe di così rinomata città[1280]; e senza
+aspettare che arrivassero i di lei deputati a pregarlo d'aiuto, con
+viscere paterne ne scrisse al popolo rimasto in Smirna una lettera
+consolatoria; mandò gran somma di danaro, acciocchè rifabbricassero le
+case; gli esentò per dieci anni dai tributi; raccomandò con sue
+lettere al senato romano di dar loro altri soccorsi, onde potesse
+risorgere l'abbattuta città.
+
+NOTE:
+
+[1267] Gruterus, Thesaur. Inscript., p. 65, n. 9, et 77, n. 3.
+
+[1268] Noris, Epist. Consul.
+
+[1269] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[1270] Reland., in Fastis.
+
+[1271] Bimard, Epist., pag. 120. Tom. 1 Thesaur. Nov. Inscript.
+
+[1272] Capitolin., in Marco Aurelio.
+
+[1273] Dio, lib. 71.
+
+[1274] Idem, ibidem.
+
+[1275] Lampridius, in Commodo.
+
+[1276] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[1277] Euseb., in Chron.
+
+[1278] Aristid., Or. 21.
+
+[1279] Aristid., Or. 20.
+
+[1280] Philost., in Sophist., cap. 35.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXX. Indizione III.
+
+ ELEUTERIO papa 10.
+ COMMODO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+CAJO BRUTTIO PRESENTE per la seconda volta, e SESTO QUINTILIO
+CONDIANO.
+
+
+Fondato il cardinal Noris[1281] sopra un'iscrizione gruteriana[1282],
+ch'egli nondimeno riconosce per difettosa, diede al primo console il
+nome di _Lucio Fulvio Bruttio Presente per la seconda volta_, nel che
+fu seguitato dal Pagi[1283], dal Relando[1284] e da altri. Ma chiunque
+esaminerà meglio quel marmo, non avrà difficoltà a chiamarlo
+un'impostura, e però appoggiati que' nomi ad un fondamento che non
+regge. Ho io prodotta un'iscrizione[1285], dove _Cajo Bruttio
+Presente_ vien detto _console per la seconda volta_. Era questi padre
+di _Crispina_ moglie di _Commodo_ Augusto. Se non vogliamo ammettere
+ch'egli fosse per la prima volta console nell'anno 153, sarà almeno
+stato in alcuno de' susseguenti anni console straordinario ed
+ordinario nel presente. Certamente motivo bastevole abbiamo di così
+credere, finchè si disotterri altra memoria che tolga ogni dubbio.
+Avea già l'Augusto Marco Aurelio ridotta a buon termine la guerra coi
+Barbari. Erodiano[1286], che qui dà principio alla sua storia, scrive
+che già alcuni di que' popoli s'erano a lui sottomessi, altri aveano
+fatta lega con lui, ed altri fuggiti non comparivano più per paura
+delle di lui vittoriose schiere. Ma non piacque a Dio di lasciargli
+tanto di tempo per dar compimento all'impresa. Cadde egli
+infermo[1287] nel marzo dell'anno presente, essendoglisi attaccata la
+peste o sia l'epidemia, che già s'era introdotta nell'armata[1288].
+Nel sesto giorno della sua malattia chiamò al suo letto gli amici, e
+fece loro un discorso intorno alla vanità delle cose umane, facendo
+assai conoscere di disprezzar la vicina morte. Piangevano essi, ed
+egli, loro rivolto, disse: _Perchè piagnete me, invece di piagnere la
+peste che va desolando l'armata?_ Erodiano gli mette in bocca una
+bella orazione, con cui raccomandò a tutti _Commodo_, benchè
+Capitolino scriva che non ne parlò, ma che solamente interrogato a chi
+egli raccomandasse il figliuolo, rispose: _A voi e agli dii immortali,
+se pur se ne mostrerà degno._ L'aveva egli sul principio del male
+chiamato a sè, pregandolo di non partirsi se prima non era terminata
+la guerra: al che rispose Commodo che più gli premeva la propria
+sanità, e desiderar perciò di andarsene. Ma più del male e più
+dell'imminente morte, si affliggeva l'ottimo imperadore al vedere che
+lasciava dopo di sè un figlio troppo diverso da' suoi costumi. Ne avea
+già osservata la perversa inclinazione, e gli correa per mente
+l'immagine di Nerone, di Domiziano e d'altri principi giovinastri
+scapestrati, che erano stati la rovina della lor patria. Ma rimedio
+più non appariva. Egli era già imperadore Augusto, nè si poteva
+disfare il fatto. Giuliano Apostata nella sua Satira[1289] scrisse che
+Marco Aurelio dovea lasciar l'impero a _Claudio Pompejano_ suo genero,
+personaggio di gran saviezza, più tosto che ad un figlio di natural sì
+maligno. Ma l'affetto paterno, lusingandosi sempre che nel crescere
+dell'età crescerebbe il senno del giovane Commodo, prevalse all'amor
+della repubblica, che in lui certamente era sommo. Fu anche
+sollecitato a ciò dal senato romano istesso, siccome attesta Vulcazio
+Gallicano[1290]. Puossi ancor credere che Marco Aurelio, sperando vita
+più lunga, si figurasse d'aver tempo da ridirizzar quella pianta, che
+già minacciava frutti cattivi. Turbato poi da questo rammarico
+l'infermo Augusto, nè sapendo come quetarlo, desiderò che
+sollecitamente venisse la sua morte, e stette anche senza voler
+prendere cibo. Nel settimo dì copertosi il capo, come se volesse
+dormire[1291], spirò nella notte del dì 17 di marzo, secondo
+Tertulliano[1292], in Sirmio, o pure, secondo Aurelio Vittore[1293],
+in Vienna d'Austria, mentre era nell'anno cinquantanovesimo dell'età
+sua. Dione scrive d'aver avuto riscontri accertati, esser egli stato
+tolto dal mondo, non già dalla malattia, ma dai medici che Commodo
+avea guadagnati per sì esecrabile azione. Forse l'odio universale, in
+cui, siccome vedremo, incorse Commodo, diede origine e fomento a
+questa voce.
+
+L'afflizione dell'armata fu incredibile per la perdita di questo
+principe, perchè quantunque egli fosse assai ritenuto a regalare i
+soldati, e lontano da quelle esorbitanti liberalità che altri
+imperadori aveano usato per tenersi ben affette le milizie; e tuttochè
+egli volesse una rigida disciplina ed impiegati in continui esercizii
+i soldati, pure teneramente era amato da tutti: frutto della sua gran
+bontà e giustizia. Non fu minore l'affanno[1294] che ne provò Roma e
+le provincie, gridando tutti che era morto il lor fortissimo capitano
+e un principe che non avea pari. Portate a Roma le sue ceneri, furono
+collocate verisimilmente nel mausoleo di Adriano, e fatta la di lui
+deificazione secondo l'empio rito di allora. Venne poi riguardato qual
+sacrilego, chi da lì innanzi non tenne la di lui immagine in
+casa[1295], e restò sempre anche appresso i posteri in tal onore la di
+lui memoria, come di principe ottimo, che fino il satirico Giuliano
+Apostata[1296] il collocò in cielo sopra Augusto, sopra Trajano e
+sopra gli altri rinomati regnanti. Non mancarono certamente dei
+difetti in Marco Aurelio: e chi mai ne va senza? La stessa sua bontà,
+e l'abborrimento ad ogni severità di gastigo non potò far di meno che
+non cagionasse qualche disordine con abusarsene i cattivi. E il non
+aver frenate le dissolutezze della moglie; l'aver eletto per suo
+collega _Lucio Vero_, che nol meritava; ma sopra tutto l'aver voluto o
+permesso che fosse successor suo nell'imperio chi n'era sì indegno,
+recò non poca taccia al suo nome. Contuttociò tali e tante furono le
+virtù sue, che tutti gli antichi scrittori s'accordano in iscusare
+que' pochi difetti che in lui si osservarono. Imperocchè, oltre al
+molto che ne ho già detto di sopra, il solo esempio del grave, onesto
+e virtuoso suo vivere, servì, a riformar non poco i costumi sregolati
+de' Romani. Suo uso fu anche di mettere negli uffizii chi egli credeva
+più dabbene e più utile al pubblico; e perchè niuno ordinariamente si
+trovava che fosse perfetto, diceva[1297]: _Essere impossibile a noi il
+fare gli uomini, come noi li vorremmo; e che però conveniva valersi di
+loro, come sono, cercando solamente i men difettosi fra gli altri._
+Gli diede veramente la natura un corpo debole, o pure il provvide
+bensì di assai vigore, perchè in gioventù era robusto, facea gli
+esercizii militari, uccideva alla caccia i cignali; ma poi creduto fu
+che l'applicazione agli studi l'indebolisse e gli cagionasse molti
+incomodi di salute. Contuttociò al pari de' più vigorosi tollerava le
+fatiche; e già si è veduto quanti viaggi egli facesse, e quanto tempo
+restasse esposto agl'incomodi della guerra. La beneficenza gli stette
+sopra tutto a cuore; a questa sognata deità eresse anche un tempio in
+Roma. Da alcuni si desiderò in lui la magnificenza, e si sarebbe
+voluto più liberale; ma con censura indebita, perchè egli non ammassò
+mai pecunia per sè; ed era bensì buon economo del danaro, ma per
+valersene solamente in bene del pubblico, senza mai accrescere gli
+aggravi ai popoli, con isminuirli alle occorrenze e con soccorrere
+sempre ne' bisogni le persone di merito. Non la finirebbe mai chi
+volesse riandar le belle massime ch'ebbe questo principe per regolare
+non men sè stesso che gli altri. Ne lasciò egli anche una perenne
+memoria in dodici libri, che abbiam tuttavia, _delle cose sue_,
+commentati da Merico Casaubono e da Tommaso Gatachero. Sono memorie
+delle meditazioni sue, concernenti il meglio della filosofia stoica,
+scritte in greco, come gli venivano in mente, con istile semplice, ma
+purissimo, ed altamente commendato dagl'intendenti. Per questi libri,
+ma più per la vita e per le azioni sue, egli si meritò il titolo di
+_filosofo_, ed è specialmente conosciuto sotto nome di _Marco Aurelio
+Antonino il Filosofo_. La vita, che si legge di lui, composta da
+Antonio da Guevara, vescovo spagnuolo di Mondognetto, è un'impostura,
+che nondimeno può esser utile a chi ne voglia far la lettura.
+Fiorirono poi[1298] sotto questo letterato principe molte persone
+dottissime, fra le quali io solamente rammenterò _Luciano
+Samosatense_, il cui faceto, erudito e vivacissimo stile si ammira nei
+suoi libri, ma che più sarebbe degno di stima, s'egli non facesse
+un'aperta professione d'empietà. _Lucio Apulejo_, scrittore della
+medesima tempra, si crede che fiorisse in questi tempi; ed è certo che
+_Galeno_, o sia _Gallieno_, medico rinomatissimo, gran tempo visse
+nella corte di Marco Aurelio. Così _Pausania_, _Aristide_, _Polieno_,
+_Artemidoro_, _Aulo Gellio_, e forse _Sesto Empirico_, fiorirono in
+questi tempi, e di loro ci restano libri, per tacere di tanti altri,
+de' quali l'opere si son perdute. Restò dunque dopo la morte di _Marco
+Aurelio_ al governo dell'imperio romano _Lucio Aurelio Antonino
+Commodo_, molto prima dichiarato imperadore augusto, di cui parlerò
+all'anno seguente. Ed io comincio ora a contare gli anni del suo
+imperio, non avendo osato di farlo finora, perchè non parmi per anche
+ben certo il principio del suo imperio augustale. Trovasi egli,
+siccome già accennai, da qui innanzi nominato per lo più _Marco
+Aurelio Commodo_, avendo egli assunto il prenome del padre, ma senza
+avere ereditata alcuna delle di lui virtù che nel mostrassero degno
+suo figlio.
+
+NOTE:
+
+[1281] Noris, Epist. Consul.
+
+[1282] Gruterus, Thes. Inscript., p. 1095, n. 1.
+
+[1283] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1284] Reland., in Fastis.
+
+[1285] Thesaurus Novus Inscription., p. 339, n. 5.
+
+[1286] Herodianus, Histor., lib. 1.
+
+[1287] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+[1288] Dio, lib. 71.
+
+[1289] Julianus, de Caesarib.
+
+[1290] Vulcat., in Commodo.
+
+[1291] Dio, lib. 71.
+
+[1292] Tertullianus, in Apologetico, cap. 25.
+
+[1293] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[1294] Herodianus, Histor., lib. 1.
+
+[1295] Capitolinus, in Marco Aurelio.
+
+[1296] Julianus, de Caesarib.
+
+[1297] Dio, in Excerptis Vales.
+
+[1298] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXXI. Indizione IV.
+
+ ELEUTERIO papa 11.
+ COMMODO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO ANTONINO COMMODO AUGUSTO per la terza volta, e LUCIO
+ANTISTIO BURRO.
+
+
+_Antistio Burro_ console in quest'anno era cognato di Commodo Augusto,
+perchè marito di una di lui sorella. Imperciocchè Marco Aurelio avea
+procreato da Faustina, oltre a Commodo, due o tre altri maschi, che
+mancarono in tenera età, e varie femmine, cioè _Lucilla_ maritata a
+_Lucio Vero_, poscia a _Claudio Pompejano_, e _Fadilla_ e _Vibia
+Aurelia_ e _Domizia Faustina_, e forse alcun'altra. Una di esse fu
+data in moglie al suddetto _Burro_, ed un'altra a _Petronio
+Mamertino_, personaggi tutti scelti dal padre per generi in riguardo
+della loro sperimentata saviezza. Assunse nell'anno precedente Commodo
+Augusto il governo della romana repubblica. Era egli nato[1299] nel dì
+31 d'agosto dell'anno 161, giorno natalizio anche del bestiale e
+crudel Cajo Caligola, sul cui modello tagliato fu parimente
+quest'altro. Non avea mancato il di lui buon padre di procurargli
+tutti i possibili mezzi, affinchè fosse ben educato ne' costumi ed
+istradato nelle buone arti e nelle lettere. Suo maestro fu nella
+lingua ed erudizione greca _Onesicrato_; nella latina _Antistio
+Capella_, e nell'eloquenza _Attejo Santo_ o _Santio_. Non ne ricavò
+egli profitto alcuno: tanto potè l'indole cattiva; imperciocchè egli
+nulla ebbe dell'ottimo suo padre, e solamente in lui passarono le
+magagne della madre infame, con essersi fin creduto, siccome già
+accennai, averlo essa conceputo da un gladiatore, nel cui amore era
+perduta. In fatti di buon'ora comparve inclinato alla crudeltà, alla
+libidine, e dedito solamente a discorsi osceni, a saltare, a fare il
+buffone e il gladiatore, con altri costumi propri della vil canaglia.
+Non avea che dodici anni, quando in villeggiare a Centocelle, oggidì
+Cività Vecchia, perchè non trovò assai calda l'acqua del bagno, ordinò
+che il deputato del bagno fosse gittato in una fornace; e bisognò che
+il suo aio _Pitolao_ fingesse di ubbidirlo non far bruciare una pelle
+di castrone. Non poteva egli sofferir le persone dotate di probità,
+che il padre gli avea messo appresso; solamente gli davano nel genio i
+cattivi; e perchè il padre glieli levò d'attorno, si ammalò di rabbia.
+Il troppo indulgente genitore non tenne saldo; laonde egli cominciò di
+buon'ora a far bettola in sua camera, e praticar giuochi d'azzardo, ad
+ammettere donne di vita cattiva, ad essere sboccato di lingua. Con
+questo bell'apparato di vizii, coperti nondimeno fin qui, e non
+passati alla vista del popolo, si trovò egli solo sul trono. Tuttavia
+si può credere che non tanti allora fossero i suoi difetti, o
+certamente che fossero coperti, e non passati agli occhi del popolo,
+perchè Erodiano[1300], più vicino di lunga mano a questi tempi, non ci
+fa un sì brutto ritratto della gioventù di Commodo.
+
+Era egli, siccome dissi, in Ungheria coll'armata. Dopo i funerali del
+padre, per consiglio de' parenti ed amici fece una bella allocuzione
+all'esercito, e gli dispensò un abbondante donativo. Ma perciocchè
+presso lui gran potere avea chi era più cattivo e sapea più adulare,
+costoro non tardarono ad esagerar le delizie di Roma, e a dir quanto
+male sapeano del brutto soggiorno del Danubio, tanto che l'indussero a
+determinare di abbandonar l'armata e di venirsene in Italia. Preso il
+pretesto di temere che alcuno in Roma si facesse dichiarare
+imperadore, pubblicò il suo disegno. Tante ragioni nondimeno gli
+addusse _Pompejano_ suo cognato, che il fermò per qualche tempo in
+quelle parti, per terminare con qualche onore la guerra. Secondochè
+s'ha da Erodiano, riuscì ai suoi generali di domar qualcheduno di quei
+popoli barbari. Condusse Commodo gli altri alla pace, con regalarli
+ben bene impiegando l'erario ch'egli avea trovato ben provveduto. Se
+si vuol credere ad Eutropio[1301], felicemente egli combattè contro ai
+Germani; ma non apparendo dalle medaglie ch'egli prendesse nuovo
+titolo d'_Imperadore_ nell'anno precedente, o niuno o di poco rilievo
+dovettero essere le sue vittorie. Certo è bensì, che egli con
+condizioni anche svantaggiose, e a forza di danaro, comperò la pace,
+perchè troppo gli stava a cuore di cangiare quell'aspro cielo nel
+delizioso di Roma. Venn'egli finalmente accolto per tutte le città
+dove passò con solenne allegria; e il senato e, per così dire, tutta
+Roma con corone di alloro gli fece un festoso incontro. I più
+considerandolo figliuolo di sì buon padre, veggendolo sì bel giovane,
+con occhi vivi, con bionda zazzera, tale che parea sparsa sul suo capo
+una pioggia d'oro, si figuravano maraviglie di lui; e però tra le
+infinite acclamazioni, accompagnato da gran profusione di fiori e di
+corone, entrò Commodo in Roma. Fu al senato, e recitò un'orazione che
+contenea solamente delle inezie. Dione[1302], il quale comincia qui a
+raccontar cose da lui stesso vedute, scrive ch'egli fece gran pompa
+dell'aver dato soccorso al padre Augusto, che era caduto in una fossa
+fangosa. Se il mese _romano_ fu, come pensa il Salmasio, novembre,
+l'arrivo a Roma di Commodo seguì nel dì 22 di ottobre[1303]; ma è cosa
+dubbiosa. Fece egli un ragionamento anche ai soldati di Roma, con
+lodare la lor fedeltà. E che desse loro il consueto regalo e al popolo
+un congiario, pare che si ricavi dalle medaglie. Procedente egli
+console per la terza volta nell'anno presente; ed in questo ancora,
+per attestato d'Eusebio[1304], egli trionfò dei Germani, ma con dare
+una bella mostra dell'animo suo corrotto: perchè nello stesso cocchio
+trionfale dietro a sè condusse un infame suo liberto, appellato
+Antero, e l'andò baciando più volte pubblicamente, volgendo la faccia
+indietro. Lo stesso praticò nell'orchestra a vista d'ognuno. Vivente
+anche il padre, avea Commodo senza alcun merito conseguito il bel
+titolo di _Padre della Patria_. In quest'anno l'adulazione gli conferì
+ancor quello di _Pio_, che s'incontra nelle medaglie[1305], ma non già
+quello di _Felice_, come va credendo il Tillemont[1306].
+
+NOTE:
+
+[1299] Vulcat., in Commodo.
+
+[1300] Herodianus, Histor., lib. 1.
+
+[1301] Eutrop., in Breviar.
+
+[1302] Dio, lib. 72.
+
+[1303] Lampridius, in Commodo.
+
+[1304] Euseb., in Chronic. Edition. Pont.
+
+[1305] Mediobarb., in Numism. Imperator.
+
+[1306] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXXII. Indizione V.
+
+ ELEUTERIO papa 12.
+ COMMODO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+POMPONIO MAMERTINO e RUFO.
+
+
+Non ho io osato di chiamare altrimenti questi due consoli, perchè non
+veggo sicurezza negli altri nomi. Certo è che il primo fu cognato di
+Commodo Augusto, perchè avea per moglie una di lui sorella. Il
+Panvinio[1307], seguitato da molti altri, chiamò il secondo console
+_Trebellio Rufo_. Perchè il Relando[1308] pubblicò un'iscrizione
+gudiana, posta nelle calende di marzo, C. PETRONIO MAMERTINO ET
+CORNELIO RUFO COS., tanto esso Relando che il Bianchini[1309] e lo
+Stampa[1310], stabilirono con tali nomi i consoli dell'anno presente.
+Ma sarebbe prima da vedere se si possa riposar sulla fede de' marmi
+riferiti dal Gudio. Il Fabretti[1311] porta un mattone, dove egli
+lesse VETTIO RUFO ET POMP. MATER. COS. Probabilmente ivi si dee
+leggere POMP. MAMER., cioè Pomponio Mamertino: il che se fosse,
+l'altro console sarebbe stato _Vettio Rufo_, e non già _Trabellio_, o
+_Cornelio Rufo_. _Velio Rufo_ vien posto fra i consoli da
+Lampridio[1312]. Probabilmente egli scrisse _Vettio Rufo_. Crede poi
+il suddetto Panvinio, che nelle calende di luglio fossero sostituiti
+nel consolato _Emilio Junto_ o _Junzio_, ed _Atilio Severo_. Abbiam di
+certo, che amendue furono consoli, ma non apparisce già che in
+quest'anno. Anzi essendo essi stati esiliati, in tempo che Commodo si
+abbandonò alla crudeltà, si dee credere che il lor consolato accadesse
+molto più tardi. In questi primi tempi, secondo ciò che s'è anche
+veduto di Tiberio, di Caligola, di Nerone e di Domiziano, anche
+l'Augusto Commodo fece un buon governo. Onorava egli i consiglieri ed
+amici del padre[1313], nulla risolveva senza il loro parere.
+L'autorità di questi savi personaggi teneva in qualche freno le
+sregolate passioni di questo giovinastro. E probabilmente è da
+riferire all'anno presente ciò che racconta Dione[1314], cioè che
+_Manilio_, il qual era stalo segretario delle lettere latine di
+_Avidio Cassio_, della cui ribellione parlammo di sopra, e molta
+possanza avea avuto sotto di lui, finalmente fu scoperto e condotto a
+Roma. Prometteva egli di rivelar molti segreti; ma Commodo, per
+consiglio, come possiam credere, de' saggi suoi ministri, non
+solamente non volle ascoltarlo, ma fece anche bruciar tutte le di lui
+lettere o carte, senza curarsi di leggerne pur una. Questa bella
+azione diede speranza al senato e al popolo, ch'egli non volesse
+essere da meno del padre. E perciocchè Commodo compariva in pubblico
+con gran magnificenza, e faceva spiccare dappertutto la sua
+leggiadria, l'ignorante popolo dicea _oh bello_! e si rallegrava
+d'avere un principe sì grazioso. Ma non così la sentivano quei che il
+praticavano, ed aveano miglior conoscenza delle di lui perverse
+inclinazioni, che di giorno in giorno s'andavano meglio spiegando.
+Truovasi egli in qualche medaglia[1315] dell'anno presente proclamato
+_Imperadore per la quinta volta_. Dione[1316] parla della guerra fatta
+contra de' Barbari di là della Dacia. E Lampridio[1317] scrive che
+quei popoli rimasero sconfitti dai legati, cioè dai luogotenenti
+generali dell'imperadore. Questi furono _Albino_ e _Negro_, de' quali
+si parlerà a' tempi di Severo imperadore. Ciò probabilmente succedette
+nell'anno presente, e per qualche loro vittoria si accrebbero i titoli
+a Commodo senza sua fatica.
+
+NOTE:
+
+[1307] Panvin., in Fast. Consular.
+
+[1308] Reland., Fast. Cons.
+
+[1309] Blanchin., ad Anast. Bibliot.
+
+[1310] Stamp., Fast. Cons. Sigon.
+
+[1311] Fabrettus, Inscript., pag. 511.
+
+[1312] Lampr., in Commodo.
+
+[1313] Herodianus, Histor., lib. 1.
+
+[1314] Dio, in Excerptis Valesianis.
+
+[1315] Mediobarbus, in Numism. Imperator.
+
+[1316] Dio, lib. 72.
+
+[1317] Lampridius, in Commodo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXXIII. Indizione VI.
+
+ ELEUTERIO papa 13.
+ COMMODO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO ANTONINO COMMODO AUGUSTO per la quarta volta, e CAJO
+AUFIDIO VITTORINO per la seconda.
+
+
+Perchè abbiamo una nobile iscrizione, già pubblicata da monsignor
+della Torre, che si legge anche nella mia raccolta[1318], luogo non
+resta a disputare dei nomi di questi consoli. E di qui ancora può
+risultare qual fede si possa avere alle iscrizioni del Gudio. Una di
+esse, riferita anche dal Relando[1319], si dice posta IDIBVS OCTOBRIS
+M. AVRELIO COMMODO IIII. ET M. AVRELIO VICTORINO COS. Ecco qual
+capitale si possa far di quelle merci. Da un marmo, di cui non si può
+trovare un più autentico, siamo assicurati che quel console si
+chiamava _Cajo Aufidio_, ed esso nell'emporio gudiano ci comparisce
+_Marco Aurelio_. Ora questo _Cajo Aufidio Vittorino_[1320] fu uno de'
+più insigni senatori ed oratori del suo tempo, carissimo già a Marco
+Aurelio Augusto, di modo che giunse ad essere non solamente prefetto
+di Roma, ma console due volte. Di lui racconta Dione[1321], che
+essendo governatore della Germania molti anni prima, certificato che
+il suo legato, o sia luogotenente, prendeva de' regali, l'ammonì in
+segreto di desistere da quell'abuso. Veggendo di non far frutto, un dì
+assiso sul tribunale alla vista di ognuno, si fece citar dall'araldo a
+giurare di non aver mai preso regali, e di non essere per prenderne,
+finchè vivesse. Appresso fu esibito il giuramento medesimo al legato,
+il quale convinto dalla coscienza e dal timore di chi potea deporre
+contra di lui, ricusò il giurare. Vittorino immantinente il licenziò.
+Essendo anche proconsole in Africa, trovò un altro legato, che
+zoppicava dello stesso piede. Ed egli, senza far altre cerimonie, il
+fece imbarcare, e rimandollo a Roma. Da che, siccome vedremo, Commodo
+cominciò ne' tempi seguenti a mietere le vite de' più accreditati
+senatori, più volte fu detto che anch'egli era in lista. Mosso da
+questa voce Vittorino, francamente andò a trovar _Perenne_, prefetto
+allora del pretorio, e gli disse d'aver inteso che si volea farlo
+morire, ed aggiunse: _Se è così, che state a fare? Ora è il tempo._ Fu
+lasciato in vita, e morto poi di morte naturale, ebbe l'onore di una
+statua. Quanto a _Perenne_ poco fa nominato, costui[1322] per la sua
+perizia della disciplina militare, fu alzato da Commodo al grado di
+prefetto del pretorio, o sia di capitano delle guardie, quale ancora
+_Tarrutino_ o sia _Tarrutenio Paterno_[1323]. Costui fu la rovina del
+padrone, perchè andò tanto innanzi nella confidenza e grazia di lui
+che diventò poi l'arbitro del governo. La sete di accumular tesori si
+potè dire in lui inesausta. Quasi che un nulla fossero i già
+guadagnati, tutto era egli sempre ansante a procacciarne de' nuovi. E
+gli se ne presentò ben presto l'occasione, siccome vedremo. Intanto
+convien avvertire i lettori, che gli avvenimenti in questi tempi non
+si possono compartire per gli loro precisi anni, perchè le storie che
+restano raccontano bensì i fatti, ma senza indicarne la cronologia.
+Però solamente a tentone si andran riferendo le cose sotto gli anni
+seguenti. Nel presente le medaglie[1324] ci avvisano che Commodo
+Augusto fu proclamato _per la sesta volta Imperadore_, ma senza
+apparire per qual vittoria. Il Tillemont[1325] la crede riportata
+nella guerra che si accese nella Bretagna; ma questa vittoria, per
+quel che dirò, sembra più tosto appartenere all'anno seguente.
+Verisimile è più tosto, che in quest'anno ancora i generali cesarei in
+Germania, come conghietturò il Mezzabarba, dessero qualche rotta ai
+Barbari di quelle contrade. Parlano le stesse monete di un viaggio di
+Commodo, di cui niun vestigio s'ha nella storia; siccome ancora di una
+sua _munificenza_: indizio di qualche congiario dato al popolo. Ma
+delle stesse monete si incontrano degl'imbrogli, o perchè non sincere,
+o perchè non assai attentamente copiate.
+
+NOTE:
+
+[1318] Thesaur. Novus Inscript., pag. 340, n. 2.
+
+[1319] Reland., in Fastis.
+
+[1320] Capitol., in Marco Aurelio.
+
+[1321] Dio, in Excerpt. Valesianis.
+
+[1322] Herodianus, Histor., lib. 1.
+
+[1323] Lampridius, in Commodo.
+
+[1324] Mediobarb., in Numism. Imper.
+
+[1325] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXXIV. Indizione VII.
+
+ ELEUTERIO papa 14.
+ COMMODO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO COSSONIO EGGIO MARULLO e GNEO PAPIRIO ELIANO.
+
+
+Al primo console _Marullo_ ho io aggiunto il nome di _Cossonio_,
+ricavato da un'iscrizione, esistente nel Museo Capitolino, data alla
+luce da monsignor Torre, e prodotta anche nella mia raccolta[1326]. In
+una iscrizione del Gudio, rapportata dal Relando[1327], il primo
+console si vede chiamato _Marco Marullo_, quando è certissimo che il
+suo prenome fu _Lucio_. Il secondo comparisce ivi col nome di _Giunio
+Eliano_; e pure nell'altre iscrizioni troviamo costantemente _Gneo
+Papirio Eliano_: tutte pruove che i fasti e l'erudizione antica
+debbono aspettar dal Gudio, in vece di un sicuro rinforzo, della
+confusione. Era, dissi, insorta una fiera guerra nella Bretagna[1328],
+guerra la più lunga che si avesse Commodo ai suoi dì. Aveano i Barbari
+passato il muro, posto da Antonino Pio ai confini, e tagliato a pezzi
+il general romano con tutte le milizie che erano ivi di guardia.
+Portata questa funesta nuova a Roma, il vile Commodo tutto impaurito
+spedì tosto colà _Ulpio Marcello_, uomo di grand'animo, e di raro
+valore; chè di tali persone non era già perduto il seminario in Roma.
+Questi, per attestato di Dione, uomo modesto e severo, ma di una
+severità che si accostava all'asprezza, fece più volte conoscere la
+sua bravura ne' combattimenti, nè mai si lasciò invischiare dall'amor
+de' regali e della pecunia. Era vigilantissimo, e per maggiormente
+comparir tale, e tener anche vigilanti gli uffiziali di guerra, solea
+qualche sera scrivere dodici biglietti, con ordine ai suoi servi di
+portarli in varie ore della notte a diversi d'essi ufficiali,
+acciocchè credessero ch'egli allora vegliasse. Non si distingueva egli
+nel mangiare e vestire dai semplici soldati; anzi, per mangiar meno,
+si facea venire con bizzarria quasi incredibile fin da Roma il pane,
+come ognun può credere, ben secco e duro. Questo bravo uomo adunque
+gravissimi danni recò a que' Barbari, e dovette dar loro una gran
+rotta, per cui si osserva nelle medaglie[1329] che Commodo Augusto
+conseguì in questo anno non solamente _per la settima volta_ il titolo
+d'_Imperadore_, ma anche quello di _Britannico_[1330]. Era egli già
+stato appellato _Pio_, adulatoriamente senza fallo, perchè egli nulla
+mai fece, per cui meritasse così bell'elogio. Nell'anno presente si
+aggiunse a' suoi titoli quello di _Felice_. L'esempio suo servì poi ai
+susseguenti Augusti per più secoli, acciocchè cadaun d'essi fosse
+chiamato _Pio Felice_.
+
+Se non succedette nell'anno precedente, si dovrà almeno attribuire al
+presente la prima congiura tramata contra di Commodo. Abbiamo da
+Erodiano[1331] ch'egli per _pochi anni_ stette in dovere, e però
+probabil cosa è che in questo si sovvertisse il di lui ingegno, e che
+cominciasse il suo precipizio. Merita ben più di Lampridio d'essere
+qui ascoltato Erodiano, siccome storico che visse in que' tempi e
+soggiornò in Roma. Quel mal arnese adunque di _Perenne_ prefetto del
+pretorio, per dominar solo, avea già staccati dal fianco del giovane
+Augusto i migliori suoi consiglieri, con far subentrare in lor luogo
+una frotta di persone vili, e maneggiava già solo tutti gli affari:
+dal che può essere che prendesse origine l'odiosità dei buoni contra
+di Commodo. Comunque sia, la prima pietra dei disordini fu posta da
+_Lucilla_ figliuola di Marco Aurelio, e sorella dello stesso Commodo.
+Per essere stata moglie di _Lucio Vero_ imperadore, il padre, tuttochè
+la rimaritasse con _Claudio Pompejano_, pure le lasciò il titolo e gli
+onori di Augusta; ed essa nel teatro soleva assidersi in una sedia
+imperatoria, ed uscendo fuor di casa, le era portato innanzi il fuoco,
+come si faceva agli Augusti. Sposata che fu _Crispina_ da Commodo, si
+vide obbligata _Lucilla_ a cederle il primo luogo; ma gliel cedette
+con immensa rabbia, credendo fatto a sè stessa un gran torto per la
+sua anzianità in quell'onore, e da lì innanzi ne cercò sempre la
+vendetta. Non si arrischiò mai a parlarne con _Pompejano_ suo marito,
+perchè sapeva quant'egli amasse Commodo. Passava fra lei e _Quadrato_,
+giovane nobilissimo e ricchissimo, appellato mastro di camera di
+Commodo da Dione[1332], una stretta ed anche peccaminosa amicizia. Le
+tante querele di Lucilla trassero questo giovane a formar una
+cospirazione contro la vita di Commodo, in cui entrarono alcuni
+senatori ancora. Scelto fu per eseguir l'impresa un giovane di grande
+ardire per nome _Quinziano_. Lampridio il chiama _Claudio Pompejano_:
+sbaglio probabilmente suo o de' copisti, benchè anco lo stesso scriva
+Zonara[1333], anzi dice che fu lo stesso marito di Lucilla: errore
+massiccio. Ora Quinziano ito a postarsi in luogo stretto e scuro
+dell'entrata dell'anfiteatro, stette aspettando che arrivasse Commodo;
+ed allorchè il vide, sfoderato un pugnale, che tenea sotto nascosto,
+mattescamente gliel fece vedere con dire: _Questo te lo manda il
+senato_, e gli si avventò addosso. Se crediamo ad Ammiano[1334], gli
+diede qualche ferita. Erodiano e Lampridio nol dicono. Certo è che
+lasciò tempo a Commodo di difendersi o di scappare. Preso dunque dalle
+guardie lo sconsigliato Quinziano, e messo ai tormenti da _Perenne_,
+rivelò i complici. Fu perciò relegata _Lucilla_ nell'isola di Capri, e
+quivi da lì a qualche tempo uccisa. Tolta fu la vita a _Quinziano_, a
+_Quadrato_, ad _Eletto_, mastro anch'esso di camera di Commodo[1335];
+e per attestato di Lampridio[1336], fecero il medesimo fine _Norbana_,
+_Norbano_ e, _Parelio_ colla madre sua. Il peggio fu, che il pugnale e
+l'assalto di Quinziano, e più le parole da lui proferite, restarono
+talmente impresse nella mente di Commodo, che sempre gli parea d'aver
+davanti agli occhi quello spettacolo, e da lì innanzi cominciò ad
+odiar tutti i senatori, come se veramente tutti avessero cospirato
+contra di lui, ed ordinato a Quinziano di fargli quel brutto
+complimento. Seppe ben prevalersi di questa congiuntura Perenne, per
+empiere di paura l'incauto principe, ed accrescere i suoi odii contra
+de' più ricchi e potenti, con lavorar poi di calunnie a fine di
+processarli, e di arricchir sè stesso coi loro beni.
+
+NOTE:
+
+[1326] Thesaurus Novus Inscription., pag. 342.
+
+[1327] Reland., in Fastis.
+
+[1328] Dio, lib. 72.
+
+[1329] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[1330] Lampridius, in Commodo.
+
+[1331] Herodianus, Histor., lib. 1.
+
+[1332] Dio, l. 72.
+
+[1333] Zonaras, in Annalib.
+
+[1334] Ammianus, lib. 29.
+
+[1335] Dio, lib. 72.
+
+[1336] Lampridius, in Commodo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXXV. Indizione VIII.
+
+ ELEUTERIO papa 15.
+ COMMODO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+MARCO CORNELIO NEGRINO CURIAZIO MATERNO e MARCO ATTILIO BRADUA.
+
+
+Il Relando[1337] non mette se non i cognomi di _Materno_ e _Bradua_.
+Al Panvinio[1338], seguitato dal padre Pagi[1339], parve il primo
+_Triario Materno_, solamente perchè sotto Pertinace si trovava un
+senatore di tal nome: pruova troppo fievole. Gli ho io dato que' nomi,
+mosso da un'iscrizione da me pubblicata nella mia raccolta[1340]. Il
+nome dell'altro console _Bradua_ si raccoglie da un'iscrizione dello
+Smirne, che pur ivi si legge. Trovandosene un'altra posta MATERNO ET
+ATTICO COS., potrebbe essere che questo Attico fosso stato sostituito
+a _Bradua_. Sino all'anno presente arrivò la vita di _santo Eleuterio_
+romano pontefice, secondo la cronica di Damaso[1341]. Nel martirologio
+egli porta il titolo di _Martire_; ma non è certo ch'egli desse il
+capo per la confessione della religion di Cristo. Saggiamente osservò
+il cardinal Baronio[1342], che ne' primi secoli il nome di _Martire_
+fu conferito a coloro eziandio che sofferirono vessazioni o tormenti
+per la fede di Cristo, benchè non morissero ne' tormenti. San Cipriano
+non ce ne lascia dubitare. Al che si dee avere riguardo anche per
+altri primi romani pontefici, tutti ornati di sì glorioso titolo,
+senza che resti più precisa memoria della lor morte nel martirio. Per
+questa cagione alcuni d'essi da _santo Ireneo_, celebre vescovo di
+Lione, che fiorì in questi tempi, sono considerati solamente come
+_Confessori_. A santo _Eleuterio_ fu sostituito _Vittore_ nella
+cattedra di san Pietro, i cui anni cominceremo a contare nell'anno
+seguente, seguendo la cronologia del padre Pagi e del Bianchini. A me
+sia lecito di riferire a quest'anno altri sconcerti della corte di
+Commodo e della nobiltà romana. Gran riputazione e potenza godeva in
+quella corte Antero, infame suo liberto[1343]. Era costui stato alzato
+al grado di mastro di camera da Commodo, a cui nello stesso tempo
+serviva per ministro nelle disonestà. L'odio universale contra di
+questo cattivo strumento cresceva ogni dì più, e andava poi a
+terminare contra dello stesso Commodo, il quale spasimava per lui.
+Sofferì un pezzo _Tarrutino_ o sia _Tarrutenio Paterno_, prefetto del
+pretorio, costui; ma finalmente un dì rotta la pazienza, fattolo con
+galanteria uscir di palazzo col pretesto d'un sagrificio, nel tornare
+che egli faceva a casa, il fece assassinare ed uccidere da alquanti
+sgherri. Diede nelle smanie Commodo per questo, e ne fu più cruccioso
+di quel che fosse stato nel pericolo della vita ch'egli avea corso per
+l'assalto di Quinziano. Avuto sufficiente sentore che _Paterno_ era
+stato autore del colpo, col consiglio di _Tigidio_, e fors'anche di
+_Perenne_, il quale prese questa congiuntura per tagliar le gambe al
+compagno, il creò senatore, levandolo in tal guisa dal pretorio, sotto
+specie di promuoverlo a grado più cospicuo. Ma non andò molto che fece
+accusare Paterno di una congiura, apponendogli d'aver promessa sua
+figliuola a _Salvio Giuliano_, nipote di _Giuliano_ celebre
+giurisconsulto, per farne poscia un imperadore[1344]. Se avessero
+avuto questo disegno Paterno e Giuliano, nulla mancava loro per
+eseguirlo, comandando il primo alle guardie e l'altro a qualche
+migliaio di soldati. Perciò amendue perderono la vita, e con esso loro
+_Vitruvio Secondo_, segretario delle lettere dell'imperadore, perchè
+era confidentissimo di Paterno. Nella stessa disgrazia rimasero
+involti _Velio_ o sia _Vettio Rufo_ ed _Egnazio Capitone_, stati
+consoli amendue. _Emilio Junto_ ed _Atilio Severo_, consoli sostituiti
+(se pure in quest'anno succedette la morte di Antero), furono mandati
+in esilio. Anche _Quintilio Massimo_ e _Quintilio Condiano_, già stato
+console, due de' più riguardevoli personaggi che si avesse il senato,
+amatissimi per la lor singolare saviezza da Marco Aurelio, e adoperati
+nei primi posti militari e civili, furono in tal occasione tolti dal
+mondo, e finì la lor casa. Narra Dione che fu condannato anche _Sesto
+Quintilio_ figliuolo di Massimo. Precorsa a lui questa nuova, mentre
+era in Soria, fece finta di cader da cavallo, e d'essere morto, e da'
+suoi famigliari invece fu portato alla sepoltura un montone. Andò egli
+dipoi, mutando sempre abito, vagabondo per vari paesi, nè più si seppe
+nuova di lui, e ciò fu la rovina di molti, perchè essendo ricercato
+dappertutto, le teste di non pochi innocenti furono portate a Roma,
+pretese quella di Sesto, e rimasero altri spogliati di beni col
+pretesto che gli avessero dato ricovero. Mancato poi di vita Commodo,
+comparve persona a Roma che sosteneva d'essere Sesto, e rispondeva a
+proposito a tutti gli esami. Pertinace scoprì la furberia, facendogli
+delle interrogazioni in greco, lingua ch'egli sapeva essere già ben
+intesa da Sesto; e qui s'imbrogliò l'impostore, perchè non capiva le
+interrogazioni. V'era presente Dione. _Didio Giuliano_, che fu poi
+imperadore, corse anch'egli pericolo della vita, per l'accusa datagli
+d'aver tenuta mano alla congiura con Salvio Giuliano. Commodo il fece
+assolvere, e condannar l'accusatore[1345]. Dopo la caduta di Paterno,
+restò prefetto del pretorio il solo _Perenne_[1346], con divenir
+padrone totale della corte. Seppe egli persuadere a Commodo, giovane
+timidissimo, che non si fidasse d'alcuno, e se ne stesse in ritiro,
+attendendo ai piaceri mentre egli assumerebbe in sè le cure spinose
+del governo. Così fu fatto. Commodo rade volte da lì innanzi si lasciò
+vedere in pubblico, e chiuso come in un turchesco serraglio, s'immerse
+affatto nel baratro della lussuria con trecento concubine, scelte
+parte dalla nobiltà, parte dai postriboli, e con altra non minor turba
+anche più infame. I conviti e i bagni erano una continua scuola di
+intemperanza e di disonestà; faceva egli ancora de' combattimenti in
+abito da gladiatore, co' suoi camerieri, e talvolta ancora con ispada
+nuda, uccidendo alcun d'essi armati solamente di spade colla punta
+impiombata. E intanto Perenne aggirava tutti gli affari, uccidendo
+quei che voleva, altri assaissimi spogliando dei loro beni non solo in
+Roma, ma anche per le provincie, conculcando tutte leggi, ed
+ammassando senza ritegno alcuno tesori immensi. In questo misero stato
+si trovava allora l'augusta città per la balordaggine e sfrenatezza
+del suo regnante.
+
+NOTE:
+
+[1337] Reland., in Fastis.
+
+[1338] Panvin., in Fast.
+
+[1339] Pagius, Critic. Baron.
+
+[1340] Thesaurus Novus Inscript., p. 343.
+
+[1341] Anast., Bibliot.
+
+[1342] Baronius, Annal. Eccles. ad annum 194.
+
+[1343] Lampridius, in Commodo.
+
+[1344] Dio, lib. 72.
+
+[1345] Spartianus, in Juliano.
+
+[1346] Lampridius, in Commodo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXXVI. Indizione IX.
+
+ VITTORE papa 1.
+ COMMODO imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO COMMODO AUGUSTO per la quinta volta, e MANIO ACILIO
+GABRIONE per la seconda.
+
+
+Era già pervenuta al sommo la potenza di _Perenne_ prefetto del
+pretorio, e l'abuso ch'egli ne faceva. Le tante ricchezze da lui
+accumulate pareva che tendessero a guadagnarsi l'amore dei pretoriani,
+qualora egli volesse tentar qualche tradimento contro la vita di
+Commodo[1347]. Allo stesso fine sembrava che cospirassero le macchine
+de' suoi giovani figliuoli, i quali portati da lui al governo
+dell'Illirico, altro non faceano che ammassar gente. Può essere che in
+mente sua non bollissero così alti disegni; certo è nondimeno, che
+l'odio universale dava questa interpretazione a tutte le azioni di lui
+e de' suoi figli. Di qua venne la rovina sua, narrata diversamente
+nelle particolarità da Erodiano e da Dione[1348]. Abbiamo dal primo,
+che celebrandosi in quest'anno i sontuosissimi giuochi capitolini, i
+quali si solevano fare ad ogni quattro anni con immenso concorso di
+popolo, ed assistendovi Commodo nella sedia imperatoria, prima che
+gl'istrioni cominciassero le loro fatiche, comparve in iscena uno
+vestito da filosofo con tasca al fianco, bastone in mano. Costui,
+fatto silenzio colla mano, ad alta voce gridò verso Commodo,
+dicendogli, quello non essere tempo da divertirsi in giuochi, perchè
+_Perenne_ era in procinto di levargli la vita; per questo aver egli
+adunate tante ricchezze; per questo i di lui figliuoli tante
+soldatesche; e che se non vi provvedeva prontamente, egli era spedito.
+Sperava fosse costui di veder subito una commozion del popolo contra
+di Perenne, e poscia un bel premio dall'imperadore. Ma Commodo restò
+solamente sbalordito, nè disse parola; il popolo, benchè gli prestasse
+fede, nè pur esso fece movimento alcuno; e intanto Perenne, fatto
+prendere il finto filosofo, ordinò che fosse bruciato vivo. Tuttavia
+questo accidente diede campo a chi era presso all'imperadore, e volea
+male a Perenne per la sua intollerabile alterigia, di far credere
+forse più di quel ch'era, a Commodo. Gli mostrarono in oltre alcune
+monete battute coll'immagine del figliuolo di esso Perenne, benchè si
+credesse ciò fatto senza notizia del padre, e forse per manifattura
+de' suoi emuli. In somma andò tanto innanzi la mena, che Commodo una
+notte mandò alcuni a levar la testa a Perenne, e immediatamente spedì
+gente a far venire in Italia dall'Illirico il di lui figlio maggiore,
+prima che gli arrivasse l'avviso della morte del padre. Chiamato egli
+con dolci lettere dall'imperadore, benchè mal volentieri, venne, ed
+appena toccò l'Italia, che gli fu reciso il capo. Dione[1349] e
+Lampridio[1350], il cui testo è qui imbrogliato, ben diversamente
+scrivono, essere nata una sedizione nell'armata britannica, comandata
+da _Ulpio Marcello_, perchè Perenne, levati via gli uffiziali
+dell'ordine senatorio, ne avea mandati là degli altri dell'ordine
+equestre. Ammutinatisi quei soldati, stavano sul duro, nè volendosi
+quetare, giunsero a scegliere dal corpo loro mille e cinquecento
+armati, e gl'inviarono a Roma a dir le loro ragioni. Commodo, allorchè
+intese l'arrivo di essi, siccome era un coniglio, andò loro incontro
+per saper la cagione di questa novità. Gli risposero di essere venuti
+apposta per liberarlo dalle insidie di Perenne, ch'era dietro a far
+imperadore un suo figliuolo. Commodo, quantunque non gli mancasse
+tanta forza di pretoriani da assorbir questi pochi soldati, non gli
+sprezzò; anzi prestò loro fede per istigazione principalmente di
+_Cleandro_ suo mastro di camera, che odiava forte Perenne, come remora
+all'adempimento di tutte le sue voglie. Però, tolta a Perenne la
+carica di prefetto del pretorio, la diede ad altri e permise che i
+soldati britannici tagliassero a pezzi Perenne, e non lui solo, ma
+anche la moglie, la sorella e i due figliuoli di lui. Chi sia più
+veritiero degli storici suddetti, non è in nostra mano il deciderlo.
+Strano è che Dione, lungi dall'accordarsi con Erodiano e con Lampridio
+nell'imputare a Perenne gli eccessi e disegni sopra narrati, ne faccia
+un ritratto vantaggioso, con rappresentarlo continente, modesto, non
+sitibondo di gloria e di danaro, buon custode della persona
+dell'imperadore, in una parola indegno di quella morte: se non che il
+confessa reo della caduta di _Paterno_ suo collega, procurata per
+restar solo nel comando delle guardie principesche. Ci fan le
+medaglie[1351] vedere in quest'anno Commodo Augusto non solamente
+console per la quinta volta, ma anche proclamato _Imperadore per
+l'ottava volta_. Pensano alcuni[1352] ciò fatto per una vittoria
+riportata da _Clodio Albino_ contra i popoli della Frisia di là del
+Reno, mentovata da Capitolino[1353]. Il Mezzabarba anch'egli si
+credette di ricavar da esse medaglie un viaggio di Commodo, fatto in
+quest'anno contra de' Mori, ovvero nella Pannonia, e una allocuzione
+all'esercito colla vittoria pel ritorno e col congiario sesto dato al
+popolo. Ma nulla di questo si ha dalle antiche storie, e però conviene
+andar cauto a crederlo. Abbiam solamente da Lampridio[1354], ch'egli
+fece mostra una volta di voler andare alla guerra in Africa a fin di
+esigere le spese del viaggio. Esatte che l'ebbe, tutte se le consumò
+in tanti banchetti e giuochi d'azzardo.
+
+NOTE:
+
+[1347] Herodianus, Histor., lib. 1.
+
+[1348] Dio, lib. 72.
+
+[1349] Dio, lib. 72.
+
+[1350] Lampridius, in Commodo.
+
+[1351] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[1352] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[1353] Capitolin., in Clodio Albino.
+
+[1354] Lampridius, in Commodo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXXVII. Indizione X.
+
+ VITTORE papa 2.
+ COMMODO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+CRISPINO ed ELIANO.
+
+
+Abbiamo di certo i soli cognomi di questi consoli. Incerti sono i lor
+nomi. Il Panvinio[1355] li credette _Tullio Crispino_ e _Papirio
+Eliano_, ma con troppo fievoli conghietture. Da che estinta rimase la
+possanza e vita di Perenne, saltò su un altro dominante nella corte
+imperiale, peggiore ancora dell'altro; e questi fu _Cleandro_[1356].
+Costui, per attestato di Dione, era nato servo, cioè, come ora
+diciamo, schiavo; e fra i servi venduto, fu condotto a Roma, dove
+s'applicò al mestier di facchino. Tanto seppe fare costui introdotto
+in corte, tanto seppe piacere alla testa sventata di Commodo, perchè
+questi da fanciullo seco praticò, che a poco a poco salendo, arrivò ad
+essere suo mastro di camera, con isposare Damostrazia, una delle
+meretrici di esso imperadore. Prima di lui sosteneva questa carica
+_Saoterio_ da Nicomedia con grande autorità, e quegli fu che ai suoi
+compatriotti ottenne di poter celebrare i giuochi de' gladiatori, e di
+alzar un tempio a chi sopra gli altri n'era indegno, cioè al medesimo
+Commodo. Cleandro buttò giù questo Saoterio, e il fece ammazzare,
+entrando dopo sì bel fatto nel posto di lui. Il Salmasio[1357]
+sospettò che questo Saoterio fosse il medesimo che _Antero_, da noi
+veduto di sopra mastro di camera di Commodo, ed ucciso. Ma lo stesso
+Lampridio lo attesta assassinato per ordine dei prefetti del pretorio,
+e non già di Cleandro. Ora, dopo la morte di Perenne, la padronanza
+della corte si mirò unita in esso Cleandro. Ancorchè Commodo cassasse
+molte cose fatte come senza ordine suo da Perenne[1358], non passarono
+trenta giorni, che lasciò far di peggio a Cleandro; laonde tuttodì si
+vedeano mutazioni in Corte. _Negro_, succeduto a Perenne nel posto di
+prefetto del pretorio, nol tenne che sole sei ore; _Marzio Quarto_
+cinque giorni solamente. E così a proporzione altri, che furono di
+mano in mano o imprigionati o uccisi per ordine di Cleandro. L'ultimo
+di questi tolti dal mondo fu _Ebuziano_; ed allora fu che Cleandro si
+fece crear prefetto del pretorio con due altri scelti da sè, portando
+nondimeno egli solo la spada nuda davanti all'imperadore. Questa fu la
+prima volta che si videro tre prefetti del pretorio nello stesso
+tempo[1359]. Essendo alla testa di essi pretoriani Cleandro, non vi fu
+scelleraggine che da loro e dalle altre soldatesche romane non si
+commettesse. Uccidevano, bruciavano, ingiuriavano chiunque loro
+piaceva, e riparo non vi era. Commodo non aveva orecchi, unicamente
+intento alle sue infami dissolutezze, a far correre cavalli, a guidar
+egli stesso le carrette, ai combattimenti di gladiatori, e a cacce di
+fiere, per lo più nel suo ritiro, talvolta ancora in pubblico.
+
+Aveva egli dopo la morte di Perenne inviato in Bretagna _Elvio
+Pertinace_[1360], siccome persona di gran credito e rigido osservatore
+della disciplina militare, acciocchè riducesse al dovere quei soldati
+tuttavia ammutinati e sediziosi. Perenne l'avea dianzi cacciato di
+Roma dopo vari illustri suoi impieghi, ed egli si era ridotto alla
+villa di Marte sullo Apennino nella Liguria, dov'era nato, e dove si
+fermò per tre anni. Commodo, per risarcire il di lui onore, e valersi
+in congiuntura di tanto bisogno di un uomo di tanta vaglia,
+richiamatolo, il mandò colà per calmare que' torbidi con titolo di
+legato. Andò, e trovò quelle milizie sì mal animate contro di Commodo,
+che se un solo avesse alzato il dito, ed egli avesse acconsentito alle
+loro istanze, l'avrebbono proclamato imperadore. Il tentarono in fatti
+su questo, ma il trovarono uomo d'onore. Tenne egli per qualche tempo
+in freno quelle milizie; ma un dì sollevatasi una legione, si venne
+alle mani, e poco mancò ch'egli non restasse ucciso. Certamente fu
+creduto morto, perchè con più ferite restò mischiato fra i cadaveri
+degli uccisi; del che fece egli a suo tempo, cioè divenuto imperadore,
+aspra vendetta. Dovrebbe appartenere all'anno presente un fatto
+raccontato da Erodiano[1361], ed avvenuto non molto tempo dopo la
+morte di Perenne. Un certo _Materno_ soldato, uomo di mirabil ardire,
+essendo disertato, si unì con altri disertori, e formò un corpo di
+gente accresciuto di mano in mano da chiunque avea voglia di far del
+male, sino ad alcune migliaia. Con costoro cominciò egli a scorrere
+per la Gallia e per la Spagna, dando il sacco non solamente alla
+campagna, ma anche alle città, con poi abbruciarle, e mettendo in
+libertà tutti i prigioni che si univano tosto con lui. Commodo scrisse
+lettere di fuoco a quelle provincie; spedì colà _Pescennio
+Negro_[1362], uomo di coraggio, il quale con _Settimio Severo_, allora
+governatore di Lione, messo insieme un esercito, disperse quella
+canaglia. Ma qui non si fermò Materno. Per varie strade, egli e le sue
+genti, chi per una parte e chi per altra, calarono in Italia. Era
+saltato in capo ad esso Materno di fare un gran colpo, cioè, giacchè
+non potea competere colle forze di Commodo in aperta campagna, pensò
+di ammazzarlo insidiosamente in Roma stessa. Gran festa si solea dai
+Romani far nella primavera in onor di Cibele, chiamata madre degli
+dii, dove tanto l'imperadore, quanto i particolari esponevano le più
+preziose lor masserizie, ed era permesso ad ognuno di andar travestito
+e mascherato. Il disegno di Materno era di frammischiarsi con vari dei
+suoi fra le guardie di Commodo vestito alla stessa maniera, e di
+svenarlo. Ma tradito prima del tempo da qualche suo compagno, fu preso
+e giustiziato con gli altri. Pare che tal fatto succedesse nella
+primavera di quest'anno; ma il padre Pagi[1363] lo differisce sino
+all'anno 190, del che nondimeno egli non reca pruova sufficiente.
+Commodo, ammaestrato da questo pericolo, tanto meno da lì innanzi
+comparve in pubblico, e la maggior parte del tempo soggiornò nelle
+ville fuori di città, senza prendersi alcun pensiero di amministrar
+giustizia, nè far l'altre azioni pubbliche convenienti ad un
+imperadore o necessarie al governo. In sua vece tutto faceva l'iniquo
+Cleandro.
+
+NOTE:
+
+[1355] Panvin., in Fast. Consular.
+
+[1356] Dio, lib. 72.
+
+[1357] Salmasius, in Notis ad Lampridium.
+
+[1358] Lampridius, in Commodo.
+
+[1359] Dio, lib. 72.
+
+[1360] Capitolin., in Pertinac.
+
+[1361] Herodian., Histor., lib. 1.
+
+[1362] Spartianus, in Pescennio Nigro.
+
+[1363] Pagius, in Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXXVIII. Indizione XI.
+
+ VITTORE papa 3.
+ COMMODO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+CAJO ALLIO FUSCIANO per la seconda volta, e DUILLIO SILANO per la
+seconda.
+
+
+Di male in peggio andavano gli affari di Roma per la disattenzione e
+pazza condotta di Commodo[1364], ma più per la crudeltà ed avarizia
+del suddetto Cleandro, già arbitro della corte. Costui vendeva tutte
+le grazie e tutte le dignità tanto militari che civili. Per andare al
+governo delle provincie, bisognava comperar le cariche. Per denaro le
+persone di condizion libertina ottenevano la nobiltà, giungevano anche
+a divenir senatori. I banditi, purchè spendessero, tornavano alla
+patria, ed erano promossi agli onori; nè si portava rispetto alle
+sentenze date dal senato e dai giudici. L'oro le faceva abolire.
+Perchè _Antistio Burro_, uno de' primi senatori, coll'autorità e
+confidenza che gli dava l'essere marito di una sorella di Commodo,
+volle avvertire il cognato Augusto di tanti disordini, si tirò addosso
+l'ira di Cleandro. Nè andò molto che costui contra di un uomo sì degno
+fece saltar fuori un processo, quasi che egli aspirasse all'imperio.
+Ciò bastò per togliere la vita a lui e a molti altri che impresero la
+di lui difesa. Avvenne tal iniquità prima ancora che Cleandro
+occupasse il posto di prefetto del pretorio: al che egli probabilmente
+pervenne circa questi tempi. Tante avanie, concussioni ed uccisioni
+faceva costui a fine di ammassar tesori, non solamente in suo pro, ma
+anche per regalar le bagasce dell'imperador suo padrone, e molto più
+lui stesso[1365], perciocchè egli col tanto scialacquare in ispese o
+inutili od obbrobriose, si trovava sempre smunto o coll'erario voto.
+Ma nè pur bastando al di lui bisogno i tanti rinforzi che gli
+somministrava la malvagità di Cleandro, si ricorse al ripiego di
+minacciar dei processi anche alle matrone romane, con inventati e
+finti delitti, atterrendole in maniera, che conveniva venire a
+composizioni, e a riscattarsi con buona somma di danari. Inventò
+Commodo inoltre di mettere una tassa di due scudi d'oro a cadaun
+senatore, loro mogli e figliuoli, da pagarsegli ogni anno nel giorno
+suo natalizio, e di cinque denari ad ogni decurione della città. Pure
+tutto questo era una goccia al mare, perchè malamente si consumava
+tanto oro in cacce, in combattimenti di gladiatori e in altri
+divertimenti peggiori. Abbiamo da Lampridio[1366], che sotto questi
+consoli furono fatti dei voti pubblici per la salute e prosperità di
+Commodo; e nelle monete[1367] si parla della _pubblica Felicità_,
+quando altro non si provava che miserie ed affanni. Ma non mai si
+esercita tanto l'adulazione, che sotto i principi cattivi, ai quali si
+fa plauso per timore di peggio. Scrive ancora Eusebio[1368], che in
+quest'anno cadde un fulmine nel Campidoglio, per cui rimase bruciata
+la biblioteca colle case vicine. Non può già stare il dirsi da lui,
+che le Terme di Commodo fossero fabbricate nell'anno IV del suo
+imperio, avendo noi, non meno da Lampridio[1369] che da
+Erodiano[1370], essere quella stata una fabbrica fatta da Cleandro, il
+quale molto più tardi salì in alto. Queste terme e un ginnasio, ossia
+una scuola di atleti e di scherma, opere anch'esse di lui, furono
+bensì dedicate sotto nome di Commodo; ma Cleandro avea caro che si
+sapesse esserne egli stato l'autore per guadagnarsi l'amor del popolo
+a tenore d'alcuni suoi grandiosi disegni, de' quali parleremo fra
+poco.
+
+NOTE:
+
+[1364] Lampr., in Commodo.
+
+[1365] Dio, in Excerptis Vales.
+
+[1366] Lampr., in Commod.
+
+[1367] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[1368] Eusebius, in Chron.
+
+[1369] Lamprid., in Commodo.
+
+[1370] Herodianus, Histor., lib. 1.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CLXXXIX. Indizione XII.
+
+ VITTORE papa 4.
+ COMMODO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+SILANO e SILANO
+
+
+Siamo assicurati dai fasti antichi, essere stati in quest'anno consoli
+ordinari _due Silani_. Che il primo si chiamasse _Giunio Silano_, lo
+conghiettura il Panvinio[1371], ma non è certo. Vogliono che l'altro
+si chiamasse _Servilio Silano_, e con più ragione, sapendosi da
+Lampridio[1372], che Commodo tolse di poi la vita ad un consolare di
+questo nome. Una iscrizione riferita dal Fabretti[1373] si vede posta
+C. ATILIO, Q. SERVILIO COS., ma non si può arrivar a sapere se
+appartenga all'anno presente. In questo sì giudicò il padre Pagi[1374]
+che accadesse quanto narrano Dione[1375] e Lampridio[1376], cioè che
+si contarono venticinque consoli in un anno solo. Il Panvinio credette
+questa deforme scena nell'anno 185, senza badare che Cleandro, salito
+molto più tardi in auge, ne fu l'autore, e per cogliere verisimilmente
+un grosso regalo da tanti soggetti vogliosi di quell'onore. Quando ciò
+sia avvenuto nell'anno presente, certo sarà che nel medesimo giunse al
+consolato anche _Settimio Severo_, il qual fu poi imperadore,
+scrivendo Sparziano[1377] ch'egli sostenne il primo consolato con
+_Apulejo Rufino_, disegnato da Commodo a quella dignità insieme con
+molti altri. Strano poi sembra che il medesimo Sparziano[1378] dica
+nato _Geta_, figliuolo di Settimio Severo, mentre erano consoli
+_Severo e Vitellio_, quando avea dato _Rufino_ per collega a _Severo_.
+Seguitava intanto Cleandro[1379] a far delle estorsioni, e a vendere
+gli onori, impoverendo la sciocca gente che correva a comperare da lui
+il fumo. Uno di questi fu _Giulio Solone_, uomo ignobile, che per la
+vanità di salire al grado di senatore, consumò quasi tutte le sue
+facoltà, di modo che fu detto argutamente, _che Solone, a guisa de'
+condannati, era stato spogliato de' suoi beni, e relegato nel senato_.
+Ma quando men se l'aspettava, arrivò ancora Cleandro al fine dovuto ai
+pari suoi. Il precipizio suo vien differito dal padre Pagi all'anno
+seguente; dal Tillemont vien riferito[1380] al presente. In tale
+incertezza credo io meglio di parlarne qui. Entrò in questi
+tempi[1381] una fierissima peste in Italia[1382], e per le poche
+precauzioni che si costumavano allora, si diffuse ben tosto per tutte
+le città, e passò anche oltramonti. Questo di raro avea essa, che non
+men gli uomini che le bestie perivano. In casi tali, quanto più vaste
+e popolate son le città, tanto maggiormente infierisce il malore nella
+folta misera plebe. Così fu in Roma. Dione, testimonio di veduta,
+asserisce che per lo più ogni dì vi morivano duemila persone.
+Rinnovossi inoltre allora l'uso di certi aghi attossicati, co' quali
+fu data la morte a non pochi. Commodo, per consiglio de' medici, si
+ritirò a Laurento, luogo fresco alla marina, e pieno di lauri, creduti
+allora per l'odor loro un possente scudo contro la peste. A questo
+gravissimo male s'aggiunse la carestia, facile disgrazia, massimamente
+alle grandi città, dove immenso è il popolo, e dove allorchè
+infierisce la peste, molti si guardano dall'accostarvisi per timor
+della vita. Dicono che _Dionisio Papirio_, presidente dell'annona,
+accrebbe maggiormente la penuria dei viveri, colla mira che il popolo
+già irritato contra di Cleandro, per le tante ruberie, ne attribuisse
+a lui la colpa, e si alzasse a rumore contra di lui, siccome in fatti
+avvenne. Sapevasi ch'egli avea comperata gran quantità di grano, nè lo
+lasciava uscire de' suoi granai. In mezzo a sì calamitosi tempi
+mirabile è la facilità, con cui può sorgere e prender piede una voce
+ed opinione anche più spallata. Fu dunque detto che Cleandro tendesse
+ad occupar il trono imperiale. Le ricchezze da lui adunate, e il grano
+ammassato avea da servire a guadagnar in suo favore i pretoriani e
+l'altre milizie romane. Di più non occorse, perchè si facesse una
+sollevazione. Non vanno ben d'accordo Dione ed Erodiano in raccontar
+le circostanze del fatto. Molto meno Lampridio[1383], che attribuisce
+la odiosità del popolo contro Cleandro all'aver costui fatto morire
+_Arrio Antonino_, personaggio di gran credito, a forza di calunnie,
+perchè, essendo egli proconsole dell'Asia, avea condannato un certo
+Attalo, probabilmente creatura del medesimo Cleandro. Confessano poi,
+tanto Erodiano quanto Dione, che Commodo in tempo di questa
+sollevazione si trovava nella villa di Quintilio poco lungi da Roma,
+dove attendeva a' suoi infami piaceri. Aggiugne Dione, che si fecero
+in quel tempo le corse de' cavalli nel circo: il che mi fa sospettare
+che fosse già terminata in Roma la peste, e solamente allora si
+provasse il flagello della carestia.
+
+Comunque sia, parte del popolo spronato dalla fame, e mosso dalle
+grida di moltissimi fanciulli attruppati, condotti da una fanciulla
+d'alta statura, e di terribile aspetto, creduta dalla buona gente una
+dea, si mosse in furia, e andò al palazzo di villa, dove dimorava
+coll'imperadore _Cleandro_. Quindi, dopo aver gridato: _Viva il nostro
+Augusto!_ dimandarono di aver in mano il traditore Cleandro,
+caricandolo intanto d'infinite villanie. Nulla ne intese Commodo,
+immerso nei suoi divertimenti. Cleandro allora ordinò che il corpo di
+cavalleria di guardia dissipasse quella gentaglia, e fu puntualmente
+ubbidito. Misero que' cavalieri in fuga il popolo disarmato, ne
+uccisero o ferirono molti, inseguendoli fin dentro le porte di Roma.
+Mossesi allora a rumore tutto il popolo, e correndo ai balconi e su
+per gli tetti, cominciò a tempestar con sassi e tegole i cavalieri;
+unissi ancora col popolo parte de' soldati a piedi della città: e
+tutti con armi e grida cominciarono una fiera battaglia colla peggio
+de' cavalieri, parte scavalcati o feriti, o morti, e gl'inseguirono
+sino al palazzo suburbano dell'imperadore. Niuno si attentava a far
+motto di ciò a Commodo. Marzia, già concubina di Quadrato, che non era
+già stata uccisa, come si legge in Sifilino, quella fu che ne avvisò
+l'imperadore. Erodiano, all'incontro, scrive essere stata _Fadilla_
+sorella del medesimo Augusto, che, atterrita dal rumore, corse
+scapigliata a' piedi del fratello, e l'avvertì del pericolo, in cui
+egli con tutti i suoi si trovava, se non sagrificava allo sdegno del
+popolo quel suo scelleratissimo ministro. Altri, che ivi si trovavano,
+calcarono la mano, accrescendogli la paura talmente, ch'egli in fine,
+fatto chiamar Cleandro, ordinò che gli fosse tagliato il capo, e
+consegnato sopra un'asta al popolo. Spettacolo di gran letizia fu la
+testa di costui a chi l'odiava, e strascinò poscia il di lui cadavero
+per la città. Due piccoli figliuoli suoi vi perderono anch'essi la
+vita; nè finì questa turbolenza, che anche molti familiari o favoriti
+di esso Cleandro vennero uccisi: con che restò quieto il tumulto.
+Lampridio aggiugne che Apolausto ed altri liberti di corte in tal
+congiuntura rimasero anch'essi vittima del furore popolare; e Commodo,
+per testimonianza di Dione, fece poi morire il sopra mentovato
+presidente dell'annona _Papirio_, dando probabilmente a lui tutta la
+colpa del nato sconcerto. In luogo di Cleandro creati furono prefetti
+del pretorio _Giuliano e Regillo_, e la presidenza dell'annona fu
+conferita ad _Elvio Pertinace_, il quale doveva essere poco prima
+tornato dalla Bretagna, con fama d'aver anch'egli di là incitato
+Commodo contro di _Antistio Burro_ e di _Arrio Antonino_, imputando
+loro che aspirassero all'imperio. Commodo non si attentava più,
+siccome timidissimo, di rientrare in Roma. Tanto cuore gli fecero i
+suoi confidenti[1384], che comparve colà, e fu accolto con grandi
+acclamazioni del popolo: del che si consolò non poco. Eusebio[1385]
+sotto il presente anno scrive che Commodo fece levar la testa al
+colosso fabbricato da Nerone, per mettervi la sua. Vedremo ben altri
+più ridicoli eccessi della di lui vanità.
+
+NOTE:
+
+[1371] Panvin., in Fastis.
+
+[1372] Lampridius, in Commodo.
+
+[1373] Fabrettus, Inscript., pag. 635.
+
+[1374] Pagius, Critic. Baron. ad hunc annum.
+
+[1375] Dio, lib. 72.
+
+[1376] Lampr., in Commodo.
+
+[1377] Spartianus, in Septimio Sev.
+
+[1378] Spart., in Geta.
+
+[1379] Dio, lib. 72.
+
+[1380] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[1381] Dio, lib. 72.
+
+[1382] Herodianus, lib. 1.
+
+[1383] Lampr., in Commodo.
+
+[1384] Herodianus, Histor., l. 1.
+
+[1385] Euseb., in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXC. Indizione XIII.
+
+ VITTORE papa 5.
+ COMMODO imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO COMMODO AUGUSTO per la sesta volta, e MARCO PETRONIO
+SETTIMIANO.
+
+
+Fu ben calmata la sedizione popolare descritta di sopra, e
+ritornossene Commodo Augusto alla sua residenza in Roma[1386], ma non
+si quietò già l'animo suo; anzi il fresco esempio fece in lui crescere
+le diffidenze e i sospetti. Personaggio non v'era di qualche abilità e
+credito che non fosse mirato di mal occhio da Commodo, e di cui egli
+non desiderasse la morte; e, quel ch'è peggio, non la procurasse o col
+veleno o col ferro. Ogni sinistra relazione o calunnia sufficiente era
+perchè egli levasse dal mondo i nobili, e massimamente i più amati dal
+popolo e i più potenti. Ognuno gli facea ombra, perchè non ignorava
+già quanto fosse l'odio del pubblico contra di lui. Credesi
+dunque[1387] che in questi tempi egli privasse di vita _Petronio
+Mamertino_ suo cognato, cioè marito di una sua sorella, ed _Antonino_
+di lui figlio, ed _Annia Faustina_ cugina di suo padre, che stava in
+Grecia. La sua crudeltà principalmente prendeva di mira chi era stato
+console. Tali furono _Duillio_ e _Servilio Silani_, _Allio Fosco_,
+_Celio Felice_, _Lucejo Torquato_, _Larzio Euripiano_, _Valerio
+Bassiano_ e _Patulejo Magno_ co' suoi figliuoli, _Sulpizio Crasso_
+proconsole dell'Asia, _Claudio Lucano_, _Giulio Procolo_ colla sua
+prole, ed altri infiniti, come dice Lampridio, a' quali tutti o in una
+maniera o in un'altra procurò la morte. Fece anche bruciar vivi tutti
+i figliuoli e nipoti del già ribello _Avidio Cassio_[1388], nulla
+servendo loro il perdono ottenuto dal di lui buon padre Marco Aurelio;
+e ciò con imputar loro che macchinassero delle novità. Probabil cosa è
+che non tutte in quest'anno succedessero tali stragi, e che alcune
+appartengano all'anno seguente. _Giuliano_ e _Regillo_, già creati
+prefetti del pretorio, poco la durarono con questa bestia, ed amendue
+furono ammazzati. E pur Giuliano godea sì forte della grazia di
+Commodo, che pubblicamente era da lui abbracciato, baciato, e chiamato
+suo padre. _Quinto Emilio Leto_ ottenne allora il grado di prefetto
+del pretorio. Accadde ancora verso questi tempi[1389] la morte di
+_Giulio Alessandro_, personaggio di maraviglioso ardire, uno de'
+nobili cittadini di Emesa nella Soria, che stando a cavallo avea colla
+lancia passato da parte a parte un lione. Se crediamo a Lampridio,
+s'era egli ribellato. Altro non dice Dione, se non che all'udire
+l'arrivo di un centurione, spedito con una truppa di soldati per
+ammazzarlo, di notte andò a trovarli, e tutti li tagliò a pezzi. Lo
+stesso brutto giuoco fece appresso ad alcuni suoi concittadini, coi
+quali manteneva nimicizia; e poi montato a cavallo con un ragazzo
+ch'egli amava, se ne fuggì. Si sarebbe egli ridotto in salvo, ma non
+potendo più reggere il ragazzo alla corsa, nè volendolo egli
+abbandonare, fu raggiunto dai corridori, che il venivano seguitando.
+Diede egli allora la morte al ragazzo e a sè stesso, e così terminò la
+sua tragedia.
+
+Tali erano in questi tempi le barbariche azioni di Commodo. E merita
+ben d'essere osservato che sotto questo crudel regnante la religion
+cristiana non patì per conto suo persecuzione veruna; e chi morì
+martire a que' tempi, non già da lui, ma dai governatori delle
+provincie, nemici del nome cristiano, riportarono una gloriosa morte.
+E però, lui regnante, crebbe e sempre più si dilatò il numero de'
+Cristiani. Questa indulgenza di Commodo vien attribuita da
+Sifilino[1390] a Marzia, donna di bassa nascita, ch'era stata
+concubina di Quadrato. Dopo la morte di Quadrato entrò essa talmente
+in grazia di Commodo, il quale avea relegato a Capri, e poi fatta
+morire _Crispina_ sua moglie, che, a riserva del nome di
+Augusta[1391], conseguì gli onori delle imperadrici. Poteva ella molto
+nel cuor di Commodo; e però si pretende che amando essa molto, benchè
+non cristiana, i cristiani, procurasse loro un buon trattamento ed
+altri benefizii. Vuole il padre Pagi[1392] che la peste e la fame, di
+cui parlammo all'anno precedente, infierissero in questo; e non men
+Dione che le medaglie sembrano dar peso a così fatta opinione. Ma,
+secondo Erodiano, sembra più verosimile che fossero preceduti questi
+flagelli. Parlasi ancora nelle monete[1393] della _Liberalità Settima_
+di Commodo, cioè di qualche congiario dato al popolo per tenerselo
+amico. E Dione, fra l'altre cose, lasciò scritto che Commodo più volte
+donò al popolo cinque scudi d'oro e quindici denari per testa.
+
+NOTE:
+
+[1386] Herodianus, Histor., lib. 1.
+
+[1387] Lampridius, in Commodo.
+
+[1388] Vulcat., in Avidio Cassio.
+
+[1389] Dio, lib. 72.
+
+[1390] Xiphilinus, in Commodo.
+
+[1391] Dio, lib. 72.
+
+[1392] Pagius, Critic. Baron. ad hunc annum.
+
+[1393] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXCI. Indizione XIV.
+
+ VITTORE papa 6.
+ COMMODO imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+CASSIO APRONIANO e BRADUA.
+
+
+Se il primo console _Aproniano_ portò veramente il nome di _Cassio_,
+egli fu padre di Dione Cassio, storico celebratissimo; ma ciò non è
+senza qualche dubbio. Alle disgrazie che andava provando Roma pel
+governo tirannico di Commodo e per gli altri mali di sopra accennati,
+si aggiunse nel presente anno quello di un fiero incendio[1394].
+Attaccatosi il fuoco al tempio della Pace, fabbricato da Vespasiano,
+interamente lo consumò colle botteghe ricchissime delle specierie
+contigue: tempio il più magnifico che si fosse allora in Roma.
+Imperciocchè quivi erano conservate le più preziose spoglie del tempio
+di Gerusalemme; quivi si faceano le assemblee dei letterati; e pare
+che vi si conservassero anche i loro scritti, giacchè Galeno[1395] il
+medico si duole che un gran numero de' suoi vi perisse in tal
+congiuntura. Ma, quel che è più, colà si portavano in deposito i
+danari e le cose più preziose de' Romani, come in luogo il più sicuro
+d'ogni altro. Perciò, essendo succeduto di notte quel gravissimo
+incendio, moltissimi, venuto il giorno, si trovarono poveri di ricchi
+che erano la sera innanzi. Nè ivi si fermarono le fiamme, perchè
+passarono ad altri assaissimi nobili edifizii romani, e fra gli altri
+il tempio di Vesta col palazzo rimase anch'esso consunto. Durò molti
+giorni il fuoco, dilatandosi qua e là, senza potersi fermare con arte
+umana, finchè un'improvvisa dirotta pioggia gli troncò i passi.
+Eusebio[1396] dice che gran parte della città di Roma restò preda
+delle fiamme. Salvarono le Vestali il palladio, cioè la statua di
+Pallade, la quale fama era che fosse stata portata da Troja. Dione
+anch'egli attesta che il fuoco arrivò al palazzo, e vi bruciò la
+maggior parte delle scritture spettanti al principato. Questa
+gravissima sciagura moltiplicò l'odio di ognuno contra di Commodo,
+credendo tale incendio un'ira palese del cielo per le di lui iniquità:
+e giacchè era ito in rovina il tempio della Pace, giudicarono tutti
+questa una predizion di guerra vicina per tutto il romano imperio.
+Intanto la vanità di Commodo cominciava a degenerare in pazzia. Perchè
+niuno l'uguagliava nella destrezza in uccidere le fiere, e molte e
+grandi pruove di ciò aveva egli dato in Lanuvio, gli saltò in testa di
+farsi appellare l'_Ercole Romano_[1397], gloriandosi di essere
+figliuolo non più dell'ottimo imperadore Marco Aurelio, ma di Giove.
+In abito d'Ercole volle che gli fossero alzate le statue. Una pelle di
+lione e una clava gli erano portate innanzi, allorchè faceva viaggio;
+e queste ne' teatri, intervenendovi egli o non intervenendovi, si
+mettevano sopra la sedia d'oro imperatoria. Veggonsi ancora molte
+medaglie[1398] dell'anno presente e susseguente, dov'è nominato
+_Ercole Romano_, _Ercole Commodiano_. Oltre a ciò comandò che da lì
+innanzi Roma si chiamasse _Commodiana_, e il senato istesso dovette
+assumere il cognome di _Commodiano_. Per comandamento suo ancora
+furono mutati i nomi a tutti i mesi, e si adattarono ad essi quei che
+esprimevano titoli e nomi del medesimo folle Augusto. Dione[1399] gli
+annovera con quest'ordine: _Amazonio_, _Invitto_, _Felice_, _Pio_,
+_Lucio_, _Elio_, _Aurelio_, _Commodo_, _Augusto_, _Ercole_, _Romano_ e
+_Superante_. Se crediamo a Lampridio[1400], il mese di agosto si
+appellò _Commodo_: settembre _Ercole_: ottobre _Invitto_: novembre
+_Superante_ o _Superatorio_: e dicembre _Amazonio_. Questi due ultimi
+specialmente se gli teneva egli ben cari; quasichè egli in ogni cosa
+superasse il resto degli uomini; tanto gli frullava il capo. Qui il
+Casaubono e il Salmasio insorgono con allontanarsi dalla sentenza di
+Lampridio, e pretendendo che ad altri mesi si applicassero que' nomi.
+Poco a noi importa la frenesia del pazzo Augusto, volendo che si
+formasse un decreto[1401], per cui da lì innanzi tutto il tempo
+ch'egli regnasse, si appellasse il _Secolo d'oro_, e di questo si
+facesse menzione in tutte le lettere del senato. Certo è che a sì
+fatti ordini strignevano le labbra, inarcavano le ciglia i senatori;
+ma conveniva chinare la testa. Altre pazzie mischiate colle crudeltà e
+varie disonestà di questo principe si possono raccogliere da
+Lampridio, che ne fa un lungo catalogo. Ma non si può tacere che
+debbono parerci falsità la maggior parte degli elogi a lui dati nelle
+monete. Sopra tutto in esse è chiamato _Pio_, ed anche _Autore_ e
+_Ristoratore della Pietà_. Quando con questo nome si voglia
+significare il culto della falsa religione gentile, abbiamo in fatti
+da esso Lampridio[1402] che col capo raso nella festa d'Iside egli
+portò la statua di Anubi, ma ridicolosamente, perchè con quella
+medesima andava gravemente percotendo le teste dei sacerdoti vicini; e
+voleva che que' sacri ministri d'Iside si battessero maledettamente il
+petto colle pigne che portavano in mano. Non la perdonò poi la sua
+sfrenata libidine nè pure ai templi: eccesso detestabile anche presso
+i Gentili. Nei sagrifizii ancora di Mitra uccise un uomo. Ecco qual
+fosse la religione di questo forsennato Augusto.
+
+NOTE:
+
+[1394] Herodianus, lib. 1, et Dio, lib. 72.
+
+[1395] Galenus, de libris suis.
+
+[1396] Euseb., in Chronic.
+
+[1397] Lamprid., in Commodo. Dio, lib. 72. Herodianus Histor., lib. 1.
+
+[1398] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[1399] Dio, lib. 72.
+
+[1400] Lampridius, in Commodo.
+
+[1401] Dio, lib. 72.
+
+[1402] Lampridius, in Commodo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXCII. Indizione XV.
+
+ VITTORE papa 7.
+ COMMODO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO COMMODO AUGUSTO per la settima volta e PUBLIO ELVIO
+PERTINACE per la seconda.
+
+
+Guastandosi ogni dì più il cervello a Commodo imperadore, andavano
+crescendo le sue perverse azioni e, per conseguente ancora, l'odio del
+popolo, e specialmente de' buoni contra di lui. A capriccio egli
+faceva uccidere le persone. Alcuni tolse dal mondo, perchè
+incontratosi in loro, osservò ch'erano vestiti di abito
+straniero[1403]; altri perchè parevano più belli di lui. Saputo che
+certuno avea letta la vita di Caligola, scritta da Svetonio, il diede
+in preda alle fiere, perchè egli era nato lo stesso dì che Caligola.
+Tralascio altre simili sue crudeltà, narrate da Lampridio. Nè minori
+di numero erano le sue inezie, che si tiravano dietro le risate di
+ognuno. Guai nondimeno, se si accorgeva di chi il burlasse e
+deridesse, perchè tosto il faceva consegnare alle bestie feroci. E pur
+egli non si guardava dal comparire ridicolo in faccia di tutti,
+lasciandosi vedere in pubblico vestito ora da donna, ora da Ercole
+colla clava, ora da Mercurio col caduceo in mano. Ma il colmo delle
+sue pazzie quel fu d'intestarsi di essere il più bravo ed esperto
+gladiatore e cacciatore che fosse sopra l'universa terra[1404]. E
+veramente confessano tutti gli storici, maravigliosa essere stata la
+destrezza sua nell'uccidere le fiere o lanciando l'asta contra di
+esse, o scagliando frecce e dardi. Con tal giustezza scaricava i colpi
+che feriva quasi sempre dove avea presa la mira. Questo fu il solo de'
+pregi ch'egli ebbe: che per altro differenza non si scorgeva tra lui e
+un vero coniglio. S'era egli avvezzato a queste cacce in Lanuvio, e
+ne' suoi palazzi di villa, dove dicono che ammazzò in varii tempi
+migliaja di esse fiere. Per conto dei gladiatori infinite pruove avea
+fatto in quell'infame mestiere, combattendo con essi armato di spada e
+scudo, nudo o pur vestito, facendo anche tutti i giuochi de' reziarii
+e dei secutori, ch'erano specie di gladiatori. Di sua mano uccise egli
+talvolta i competitori, senza che alcun di essi ardisse di torcere a
+lui un capello. Ordinariamente dopo aver quella canaglia sostenuto
+alquanto gli assalti e riportata talora qualche ferita, se gli dava
+per vinto, chiedendogli la vita in dono, ed acclamandolo pel più forte
+imperadore che Roma avesse mai prodotto. S'invanì tanto per tante sue
+lodi e per la stupenda sua bravura il folle Commodo, che, per
+attestato di Mario Massimo, le cui storie si sono perdute, ma
+esistevano a' tempi di Lampridio, ordinò che negli atti pubblici si
+registrassero queste sue ridicole vittorie, come già si facea delle
+campali riportate dagli eserciti romani; e queste ascendevano a
+migliaja e migliaja. Arrivò egli sì oltre (cotanto si era ubbriacato
+di questa vergognosa gloria), che più non curando il nome di Ercole,
+s'invogliò di quello di primo fra i gladiatori, con prendere anche il
+nome di un Paolo già defunto, e stato mirabile a' suoi dì nell'arte
+obbrobriosa de' gladiatori.
+
+Ma troppa lieve parve in fine quella gloria a Commodo, perchè
+ristretta nei suoi privati palagi e nelle scuole gladiatorie. Gli
+venne in capriccio di farsi anche ammirare da tutto il popolo romano;
+e però fece precorrer voce, che nei giuochi saturnali, soliti a
+celebrarsi nel dicembre[1405], egli solo volea uccidere tutte le
+fiere, e combattere coi più bravi dell'arena. All'avviso di questa
+gran novità, incredibile fu il concorso, non solo del popolo romano,
+ma anche da varie parti d'Italia. Quattordici dì durarono questi
+spettacoli. Innumerabili e di varie specie furono le fiere e le
+bestie, fatte venir dall'India, dall'Africa e da altre contrade, che
+comparvero nell'anfiteatro, e molte di esse conosciute dianzi
+solamente in pittura. Si aspettava poi la gente di mirare il valoroso
+Augusto affrontar nell'arena lioni, pantere, tigri, orsi e somiglianti
+feroci animali. Ma il per altro pazzo Commodo ebbe tanto senno di far
+guerra a tali fiere da un corridore alquanto alto, che girava intorno
+alla platea dell'anfiteatro. Vero è nondimeno, ch'egli di là con tanta
+maestria e forza scagliava aste e dardi che feriva e trapassava gli
+animali, cogliendo nella fronte e nel cuor de' medesimi senza fallare.
+Cento lioni in questa guisa per mano di lui rimasero estinti sul
+campo. Il popolo tutto andava gridando _Bravo_ e _Viva_; per lo che si
+ringalluzziva sempre più il balordo Augusto. E qualora egli si sentiva
+stanco, Marzia, sua cara concubina, era pronta a porgergli una tazza
+di buon vino rinfrescato; e il popolo, e i senatori stessi, uno de'
+quali era lo stesso Dione storico, come si fa nei conviti, gli
+auguravano salute e vita. Un altro dì lo spettacolo fu di lepri,
+cervi, daini, tori e di altre bestie da corno. Commodo, calato nella
+piazza dell'anfiteatro, ne fece una grande strage. In altri giorni
+uccise una tigre, un cavallo marino, un elefante ed altre bestie. E
+fin qui se gli potea pur perdonare. Ma da che spiegò di voler anche
+combattere da gladiatore, non si potè contenere Marzia dal buttarsegli
+ai piedi, e dal supplicarlo colle lagrime agli occhi di non
+isvergognare la dignità di un imperadore con quell'infame mestiere. Se
+la levò egli d'attorno con dirle delle villanie. Chiamati poi _Quinto
+Emilio Leto_ prefetto del pretorio, ed _Eletto_ mastro di camera,
+ordinò loro di preparar tutto il bisognevole. Anch'essi con forti
+ragioni lo scongiurarono di non andarvi; ma indarno sempre. Ad altro
+non servì la loro resistenza, se non a suscitargli un odio grave
+contra di loro, quasi che gl'invidiassero la gloria che era per
+acquistarsi. Erodiano non iscrive che Commodo andasse al
+combattimento; ma Dione, che v'era presente, ci assicura che vi
+comparve più volte, e combattè in quella indecente figura; e che i
+gladiatori fecero battaglia fra loro colla morte di molti di essi, ed
+anche di parecchi spettatori, che per la gran folla non poteano
+tirarsi indietro. I senatori, siccome era stato loro imposto erano
+forzati a gridare: _Viva il Signore: Viva il vincitor di tutti: Viva
+l'Amazonio._ Per altro molti della plebe non si azzardarono
+d'intervenire a quegli spettacoli, parte per l'orrore di mirar un
+Augusto sì delirante ed avvilito, e parte per una voce corsa, che
+Commodo volea regalarli di colpi di frecce, come Ercole avea fatto
+alle Stinfalidi; e tanto più perchè ne' giorni addietro esso Augusto
+raunati tutti i poveri mancanti di piedi, e fattili vestir da giganti,
+colla clava gli avea tutti morti, per rassomigliarsi ad Ercole anche
+in questo. Puossi egli immaginare un più bestiale ed impazzito
+principe? Confessa Dione, che nè pur egli co' suoi colleghi senatori
+andò esente da paura; imperciocchè Commodo, dopo aver tagliata la
+testa ad un passero (se pur tale fu), con essa in mano, e colla spada
+nell'altra andò alla volta dei senatori con torvo aspetto, ma senza
+aprir bocca, volendo forse far intendere che potea far loro
+altrettanto. A tutta prima molti di que' senatori non sapeano contener
+la risa, ed erano perduti se Commodo se ne accorgea. Dione, col
+mettersi a masticar delle foglie di lauro, insegnò agli altri di
+moderarsi, e poco poi stettero ad avvedersi del corso pericolo. L'aver
+Commodo in appresso comandato che i senatori venissero all'anfiteatro
+nell'abito che solamente si usava nello scorruccio del principe, e
+l'essere stata nell'ultimo dì dei giuochi portata la di lui celata
+alla porta, per dove uscivano i morti, diede a pensare a tutti, che
+fosse imminente il fine della di lui vita; e così fu. Altri augurii,
+a' quali badavano forte i superstiziosi Romani, racconta
+Lampridio[1406], ch'io tralascio come cose vane.
+
+Non van d'accordo[1407] Erodiano e Dione[1408] in assegnare i motivi e
+le circostanze della morte di _Commodo_. Scrive il primo, che irritato
+il pazzo Augusto contro Marzia, Leto ed Eletto, perchè gli aveano
+contrastata la sconvenevol comparsa nel campo de' gladiatori, scrisse
+in un biglietto l'ordine della lor morte, colla giunta di parecchi
+altri, e pose la carta sul letto. Entrato un nano suo carissimo in
+camera, avendo preso quello scritto, uscì fuori, ed incontratosi in
+Marzia, questa gliel tolse di mano, imaginandosi che fosse cosa
+d'importanza. Vi trovò quel che non voleva. Avvisatine Leto ed Eletto,
+concertarono tutti e tre di esentarsi da quel temporale con prevenire
+la mala volontà dell'iniquo principe. Nulla dice Dione di questa
+particolarità, ed intanto il lettore si ricorderà, aver quello storico
+narrato un simil fatto nella morte di Domiziano. Certamente uno di
+questi due racconti ha da essere falso; ed il presente ha qualche più
+di verisimiglianza. Dione e Lampridio scrivono che Leto ed Eletto, per
+timore della propria vita, sì perchè aveano davanti più specchi della
+somma facilità con cui Commodo la toglieva ai capitani delle sue
+guardie e a' suoi mastri di camera, e sì ancora perchè conoscevano di
+averlo disgustato colla ripugnanza alle sue bestialità, unitisi a
+Marzia, tentarono prima la via del veleno, con darglielo in una tazza
+di vino ch'egli soleva prendere dopo il bagno. Occupato da lì a poco
+da gravezza di capo e da sonnolenza, Commodo entrò in letto. Era
+l'ultimo dì dell'anno. Venuta la notte, si svegliò, e fosse la sua
+robusta complessione, o pure il molto mangiar e bere dianzi da lui
+fatto, che l'aiutasse, cominciò a vomitare, e per secesso ancora ad
+alleggerirsi dell'interno nemico. Allora i congiurati, apprendendo più
+che mai il rischio loro, introdussero Narciso robustissimo atleta,
+comperato con promessa di gran regalo, che serrategli le canne del
+fiato, il soffocò. Sparsero poi voce, ch'egli fosse morto per
+accidente apopletico. In questa maniera terminò _Commodo_ la vita sua
+sì malamente menata, in età non più che di trentadue anni, senza
+lasciar dopo di sè figliuoli. Fu poi detto, ch'egli avea comandato di
+bruciar Roma, e che ne sarebbe seguito l'effetto, se Leto non lo
+avesse trattenuto. Sparsero inoltre voce aver egli avuto in animo di
+uccidere _Erucio Claro_ e _Socio Falcone_, consoli disegnati, che
+doveano far l'entrata nel giorno seguente, e di proceder egli console
+con prendere per collega uno dei gladiatori. Dione par che lo creda;
+ma morto chi è odiato da tutti, nè più può far paura, a mille ciarle
+si scioglie la lingua. In quest'anno probabilmente avvenne ciò che
+narra Capitolino[1409]. Comandava _Clodio Albino_ alle armi romane
+nella Bretagna. Fu portata colà una falsa nuova che Commodo era morto;
+Commodo, dissi, quale il tanta fede avea in lui, che gli avea dianzi
+mandato il titolo di Cesare, cioè un segno di volerlo per successore.
+Albino non l'accettò; venuta poi quella falsa voce, egli parlò
+all'esercito britannico, esortando tutti a ritornare la repubblica
+romana nell'antico suo stato, e ad abolir la monarchia, con toccar i
+disordini venuti per cagion degl'imperadori, senza risparmiare lo
+stesso Commodo. Di questa sua disposizione ed aringa avvertito
+Commodo, ch'era ancor vivo, mandò _Giulio Severo_ al comando
+dell'armata britannica, e richiamò Albino; ma per la morte d'esso
+Commodo non dovette aver esecuzione quell'ordine. Gran credito con ciò
+Albino si guadagnò presso il senato. Nè si dee tacere, che quando poi
+da Roma furono spediti pubblici messaggeri alle provincie per dar
+avviso che più non viveva Commodo, quasi tutti furono messi in
+prigione dai governatori, per paura che questa fosse una nuova falsa a
+fine di tentar la lor fede, quantunque tutti sospirassero che fosse
+vera, siccome dipoi si trovò.
+
+NOTE:
+
+[1403] Lampr., in Commodo.
+
+[1404] Herodianus, Histor., lib. 1. Dio, lib. 72.
+
+[1405] Herodianus, Histor., lib. 1. Dio, lib. 72.
+
+[1406] Lampridius, in Commodo.
+
+[1407] Herodianus, Histor., lib. 3.
+
+[1408] Dio, lib. 72.
+
+[1409] Capitolin., in Clodio Albino.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXCIII. Indizione I.
+
+ VITTORE papa 8.
+ ELVIO PERTINACE imperad. 1.
+ DIDIO GIULIANO imperad. 1.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 1.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO SOSIO FALCONE e CAJO GIULIO ERUCIO CLARO.
+
+
+Nella notte precedente al dì primo di gennaio, siccome dissi, accadde
+la morte di Commodo. Prima nondimeno che si divulgasse il fatto, Leto
+ed Eletto[1410] furono a trovar _Publio Elvio Pertinace_, che tuttavia
+era console[1411]. Egli dormiva, e sentendo che veniva a lui il
+prefetto del pretorio, s'immaginò quella essere l'ultima sua ora,
+perchè se lo aspettava, dicendosi che gli era stata predetta in
+quest'anno. Intrepidamente accolse i due ministri, e rimase ben
+sorpreso all'intendere che in vece della morte gli esibivano l'impero.
+La credette a tutta prima una furberia; ma giurando essi, che Commodo
+non era più vivo, se ne volle chiarire, con inviar uno de' suoi più
+confidenti a mirar coi suoi occhi il cadavere dall'estinto principe.
+Allora egli cedette alle lor persuasioni, e con essi andò al quartiere
+dei pretoriani. Era molto inoltrata la notte, e fuorchè le sentinelle,
+tutti riposavano. Leto, esposta la morte di Commodo, presentò loro
+Pertinace, che dal canto suo promise il consueto regalo; e però tutti,
+almeno in apparenza, consentirono; ma restarono amareggiati, perchè
+egli, nell'arringa che fece loro, si lasciò scappar di bocca, che
+v'erano molti abusi, i quali sperava di levar via collo aiuto di essi.
+Sospettarono coloro, che volesse spogliarli di quanto avea loro
+prodigamente donato il morto imperadore. Oltre di che, avvezzi colla
+briglia sul collo sotto un principe giovinastro cattivo, che lor
+permetteva di far quanto cadeva loro in capriccio, non potevano mirar
+di buon occhio Pertinace, cioè un vecchio[1412], di costumi tanto
+diversi dal precedente Augusto. Imperocchè è da sapere che _Elvio
+Pertinace_, nato da povero padre nella villa di Marte del territorio
+d'Alba Pompea, città oggidì del Monferrato, insegnò grammatica da
+giovane; ma perchè gli fruttava poco il mestiere, si rivolse alla
+milizia, e salendo di grado in grado con riputazione, sostenne de'
+riguardevoli impieghi nella Mesia e nella Dacia. Per calunnie perdè la
+grazia di Marco Aurelio Augusto, ma per opera di Claudio Pompejano,
+genero d'esso imperadore, scoperta la falsità delle accuse, fu
+Pertinace promosso all'ordine senatorio, ed anche al consolato. Ebbe
+poscia il governo di varie provincie, e massimamente di Soria, dove
+attese ad empiere la borsa. Sotto Commodo, abbassato dal prepotente
+Perenne, si ritirò alla sua patria, dove comperò di molti stabili.
+Dopo la morte di Perenne, siccome accennai di sopra, fu spedito da
+Commodo in Bretagna, e di là passò al governo dell'Africa. Finalmente
+tornato a Roma, vi esercitò, dopo _Fusciano_, uomo severo, la carica
+di prefetto della città, con tale umanità e piacevolezza, che piacque
+maggiormente a Commodo, e meritò di procedere di nuovo console con
+esso lui[1413]. Passava Pertinace in questi tempi l'età di anni
+sessantasei, perchè nato nell'anno 126 della nostra Era; ma era in
+concetto d'uomo di onore, di molta saviezza ed amorevolezza, e
+sperimentato nelle cose della guerra. Per attestato di Erodiano[1414],
+la sua gravità ed anche la povertà il salvarono sotto Commodo, perchè
+fra gli altri pregi si contava ancor questo, d'esser egli il più
+povero dei senatori, ancorchè avesse esercitato molti riguardevoli
+uffizii. Ma, secondo Capitolino[1415], si diceva aver egli sempre
+atteso a raccogliere molto e spendere poco. Un uomo di tal probità, ma
+insieme poco inclinato alla liberalità, non potea piacere ai soldati,
+troppo male avvezzati sotto Commodo.
+
+Durava tuttavia la notte, quando si fece sparger voce per la città,
+che _Commodo_ era morto, ed eletto imperador _Pertinace_. Saltò fuori
+tutto il popolo con incredibil festa ed incessanti grida, caricando di
+maladizioni e villanie il defunto Augusto, cantando i suoi vituperii,
+e dandogli i nomi di tiranno, di gladiatore, di ernioso, perchè egli
+patì di una ernia, ch'era visibile agli occhi del pubblico. Anche i
+senatori, balzati dal letto, corsero, non sapendo dove stare per la
+gioia, alla curia: e quivi si presentò loro Pertinace, ma senza
+insegna alcuna d'imperadore e coll'animo assai agitato, perchè sapendo
+la bassa sua condizione in confronto di tanti altri senatori delle
+prime e nobili casate di Roma, sembrava a lui un'indecenza, ed anche
+un passo pericoloso, il prendere un posto più ragionevolmente dovuto
+ad altri. Però assiso in senato nella solita sua sedia, disse che egli
+veramente era stato riconosciuto imperadore dai soldati, ma che
+vecchio inabile ed immeritevole, rinunziava a quell'onore, e che
+eleggessero chi loro piacesse, essendovi tanti nobili degni più di lui
+del trono. Secondo Erodiano, prese anche pel braccio _Aulo Glabrione_,
+creduto il più nobile de' Romani, e l'esortò a voler egli assumere la
+dignità imperiale. Capitolino aggiunge, che fece lo stesso con
+_Claudio Pompejano_, genero già di Marco Aurelio, e cognato di
+Commodo; ma che anch'egli si scusò. E qui dee aver luogo ciò che
+racconta Dione[1416], cioè che _Pompejano_, siccome persona di gran
+prudenza, osservato ch'ebbe qual mala bestia fosse Commodo suo
+cognato, di buon'ora si ritirò in villa, nè si lasciava se non rade
+volte vedere in città, adducendo per iscusa varie sue indisposizioni,
+e specialmente la vista sua troppo indebolita. Nè volle già egli
+venire agli ultimi spettacoli di Commodo, per non essere spettator del
+disonore della maestà imperatoria, essendosi solamente contentato che
+v'intervenissero i suoi figliuoli. Creato poi Pertinace imperadore,
+gli tornò la vista, svanirono i suoi malori; e Pertinace a lui e a
+Glabrione fece sempre un distinto onore, nè risoluzione imprendeva
+senza il loro consiglio. Lo stesso Pompejano poi, da che fu morto
+Pertinace, e si videro imbrogliati forte gli affari, tornò ad
+ammalarsi, a vedervi poco, e a battere la ritirata. Da ciò si
+raccoglie essere adulterato il testo di Dione presso Zonara[1417] e
+Sifilino, là dove è detto, che Claudio Pompejano, genero di Marco
+Aurelio fu quegli che presentò a Commodo il pugnale per ammazzarlo.
+Ora i senatori, veduta la umiltà e l'onorato procedere di Pertinace,
+quasi tutti di buon cuore il confermarono imperadore, e convenne anche
+fargli forza perchè accettasse l'imperio[1418], se non che _Falcone_,
+il quale dovea la mattina seguente entrar console, gli si mostrò ora,
+e peggio poi nel progresso, assai contrario, con dirgli di non sapere
+come avesse da riuscire il di lui governo, da che il mirava sì
+favorevole a Marzia e a Leto, stati ministri delle iniquità di
+Commodo. Al che rispose quietamente Pertinace: _Voi siete console
+giovane, nè sapete che cosa sia la necessità di ubbidire. Costoro
+hanno ubbidito fin qui loro malgrado a Commodo. Subito che han potuto,
+han dato a conoscere la lor buona volontà._
+
+Quindi proruppe il senato in acclamazioni festose verso il novello
+regnante, in detestazioni di Commodo, che si leggono a parola per
+parola presso Lampridio[1419], prese dalla storia perduta di Mario
+Massimo. Soprattutto dimandavano i senatori, che si facesse al
+cadavero di Commodo il trattamento conveniente a chi era stato nemico
+degli dii, boia del senato, parricida, nemico della patria, cioè che
+fosse strascinato coll'uncino per la città, e gittato nel Tevere,
+siccome si usava co' malfattori più esecrandi. Ma quel corpo, di
+permissione di Pertinace, era già stato segretamente seppellito in
+qualche sepolcro, e di là fra qualche tempo Pertinace lo fece
+trasportare nel mausoleo d'Adriano, perchè non gli piaceva d'irritare
+i pretoriani, troppo innamorati dell'estinto regnante. Fatta fu anche
+istanza dal senato, che si rompessero tutte le statue di Commodo, e si
+abolissero tutte le sue memorie. Non perdè tempo il popolo ad
+eseguirne il decreto. A Pertinace furono nello stesso tempo accordati
+tutti i titoli consueti degl'imperadori. Scrive Capitolino[1420], che
+a _Flavia Taziana_ di lui moglie fu dato il titolo di _Augusta_; ma sì
+egli, che Dione senatore, presente allora a tutti quegli affari,
+aggiungono averle bensì il senato decretato questo onore, siccome
+ancora al di lui figliuolo il titolo di _Cesare_; ma che Pertinace
+ricusò l'uno e l'altro, perchè non mirava per anche abbastanza
+assodato il suo imperio, conosceva l'umor petulante della moglie, nè
+gli pareva che il figliuolo di età anche tenera fosse capace di tanto
+onore. Diede egli principio al suo governo con ottime idee e
+rettissima volontà. Dovea pagarsi il regalo promesso ai pretoriani e
+agli altri soldati di Roma, e nell'erario non si trovò più di
+venticinquemila scudi. Mise perciò[1421] in vendita le statue, l'armi
+gioiellate, i cavalli, le carrozze, gli schiavi, le concubine, e tutte
+le altre vane suppellettili di Commodo, tanto che ne ricavò danaro da
+pagare in parte il regalo pattuito coi soldati, e da fare un donativo
+al popolo di cento danari per testa. _Emilio Leto_ nello stesso tempo
+spogliò d'ordine suo tanti buffoni, che Commodo avea smisuratamente
+arricchiti coi beni dei senatori uccisi. Trattava il buon Pertinace,
+uomo senza fasto, cortesemente con tutti, ed affabile era massimamente
+coi senatori, ciascun de' quali potea liberamente dire il suo parere;
+e dicea anche egli il suo, ma con tranquillità e rispetto a quello
+degli altri. Or questi or quelli voleva alla sua tavola, tavola
+propria di un principe, ma frugale. Per questa frugalità v'erano de'
+ricchi e magnifici che il mettevano in burla; ma da tutta la gente
+savia ne veniva egli ben commendato. Applicossi a riformar le spese
+superflue, a levare gli abusi introdotti, a pagare i debiti del
+pubblico. Ai pretoriani e alle altre milizie non fu più permesso di
+rubare nè il far insolenze ed ingiurie a chicchessia. Cessarono le
+spie e gli accusatori, furono cassate le ingiuste condanne; restituiti
+i beni indebitamente confiscati; richiamati i banditi; e si potè dar
+sepoltura convenevole a chi in addietro non la potè conseguire. Abolì
+per le provincie vari dazi imposti dai cattivi principi alle rive de'
+fiumi, ai ponti, alle strade. Promosse l'agricoltura per tutta
+l'Italia, donando le terre abbandonate ed incolte, acciocchè si
+coltivassero. In somma, sotto sì moderato e buon principe[1422]
+cominciava a rifiorir Roma, ed ogni saggia persona benediceva il tempo
+presente; ma questo tempo, che pareva così sereno, stette ben poco a
+rannuvolarsi.
+
+Malcontenti già erano, siccome dissi, del nuovo governo i
+soldati[1423]; e molto più se ne disgustarono, da che si videro
+imbrigliati e ritenuti dal far que' mali che solevano. Aveano insino
+ne' primi giorni tentato di esaltare al trono _Triario Materno
+Lascivio_ senatore; ma egli scappò lor dalle mani, e andato a trovar
+Pertinace, si ritirò poi fuori di Roma. Mirarono ancor i pretoriani di
+mal occhio l'abbattimento delle statue di Commodo, e ne fremevano.
+Intanto aspettava Pertinace il giorno natalizio di Roma, per mutar la
+famiglia di corte, che dianzi serviva a Commodo, non l'avendo egli
+licenziata finora. Da tutti costoro ancora era egli odiato a morte, e
+specialmente dai liberti, a' quali avea già tagliate le unghie sul
+vivo. Il saper poi quanto egli fosse guardingo nelle spese, e in
+concetto d'avaro, e che per ristorare l'erario fallito esigeva imposte
+messe da Commodo, contro le promesse fatte; e la voce corsa, che per
+far danaro si cominciassero a vendere le grazie e la giustizia; e che
+quei d'Alba Pompea corsi, credendo di toccare il cielo col dito sotto
+un Augusto lor compatriotto, s'erano trovati delusi: tutto ciò cagion
+fu che dalla maggior parte del popolazzo egli fosse poco amato, e che
+nella commedia sotto nome d'altre persone si sparlasse di lui, con
+dire fra le altre cose, ch'egli aveva bei detti, ma pochi fatti. Ai
+soldati e alla plebe non solevano piacere se non quegl'imperadori che
+largamente spendevano e più largamente donavano. Così la discorre
+Capitolino[1424], il quale cento anni dipoi scrisse alla rifusa la di
+lui vita, nè dovea aver qui buone memorie. Imperocchè Dione[1425] ed
+Erodiano[1426], meglio informati di questi affari, ci lasciarono un
+diverso, cioè un bellissimo ritratto di Pertinace, dicendone amendue
+un gran bene, ed assicurandoci tale essere stata la clemenza, la
+saviezza, la modestia, l'illibatezza sua, tanta la sua premura pel
+pubblico bene, a cui principalmente tendevano le mire sue, che già
+Roma si potea dire tornata in un tranquillissimo e felicissimo stato.
+Lo stesso Capitolino attesta di poi anch'egli, che il popolo andò
+nelle smanie, udita la di lui morte, perchè tutti speravano di veder
+sotto di lui tornare ad un bel mezzogiorno l'imperio romano: segno
+dunque che l'amavano molto, e che non ha sussistenza quanto egli ha
+detto di sopra. Solamente confessa Dione, ch'egli fallò nello aver
+voluto con troppa fretta correggere tutti i disordini, parte de' quali
+era inveterati; e molto più nell'aver dato ai soldati men regalo di
+quel che avessero ricevuto da Marco Aurelio e da Commodo; perchè
+sebben egli nel senato protestò di averlo fatto, la verità nondimeno
+era che que' due Augusti aveano loro donati venti sesterzii per testa,
+laddove Pertinace non ne diede che dodici. Ma la rovina di questo
+recente imperadore si dee principalmente attribuire ad _Emilio Leto_
+prefetto del pretorio, che o per qualche riprensione a lui fatta da
+Pertinace[1427], o perchè non potea conseguir quella padronanza che
+avea dianzi immaginato, si pentì d'averlo promosso all'imperio, e
+congiurò coi pretoriani contra di lui. Scoprissi intanto che _Sosio
+Falcone_ console personaggio di gran credito per la sua nobiltà ed
+opulenza, trattava con essi pretoriani per occupare il trono cesareo,
+e ne fu portata l'accusa colle pruove al senato. Pretesero nondimeno
+alcuni ch'egli fosse innocente di questo fatto. Trovandosi allora
+Pertinace al mare, per provvedere all'abbondanza della annona, corse
+subito a Roma, e nel senato avendo inteso che già s'era in procinto di
+condannar Falcone[1428]: _Non sia mai vero, gridò, che sotto il mio
+principato alcuno senatore anche per giusta cagione abbia da perdere
+la vita._ Ma Emilio Leto[1429], benchè niun ordine ne avesse da
+Pertinace, e solamente per renderlo odioso, prese di qua il pretesto
+di far ammazzare alcuni soldati quasi complici di Falcone, con
+ispargere anche il terrore sopra gli altri, quasi che tutti avessero
+da perire. Attizzati perciò dugento de' più arditi pretoriani, colle
+spade sguainate a dirittura di mezzodì andarono al palazzo, e, senza
+che alcun si opponesse, furiosamente salirono le scale. Capitolino
+scrive ch'essi erano di guardia, e che parte degli stessi servitori di
+corte, che odiava Pertinace in suo cuore, li vide volentieri venire, e
+spalancò le porte. Essendo volata la moglie ad avvisar l'Augusto
+marito di questa novità, egli ordinò a Leto di correre a frenar la
+sedizione; ma Leto, uscito per altra via, se n'andò, lasciando agli
+ammutinati di eseguir quello che pensavano. Nulla dice Dione di
+questo; ma bensì, che avrebbe potuto Pertinace salvarsi, se avesse
+voluto, perchè v'era una squadra di cavalleria con altre guardie, e
+molta gente di corte, bastante a tagliar a pezzi coloro; ed almeno
+poteva nascondersi, e far serrare le porte. Signor no: gli cadde in
+pensiero d'affacciarsi egli stesso, figurandosi d'atterrirli col suo
+venerabil aspetto, e di placarli a forza di buone parole. In fatti
+loro parlò con tal gravità ed amore, che molti già deposte l'armi,
+colla testa bassa si ritirarono; quando un d'essi più temerario degli
+altri, Liegese di patria, per nome Tausio, se gli avventò col ferro
+dicendo: _Questo tel mandano i soldati_, e il ferì nel petto; gli
+altri il finirono. _Eletto_, mastro di camera, che gli stava al
+fianco, dopo aver ucciso due di quegli scellerati, e feriti
+molt'altri, con gran fedeltà lasciò anch'egli la vita fra le loro
+spade. Accadde questa tragedia nel dì 28 di marzo, essendo appena
+corsi ottantasette giorni da che Pertinace reggeva l'imperio. Il capo
+dell'infelice Augusto, posto sopra una picca, fu portato al quartiere
+dai soldati, i quali tosto armarono i lor posti, cioè il castello
+pretorio, per paura del popolo.
+
+Sparsa infatti in Roma così funesta nuova, non potea il popolo darsi
+pace per la perdita di sì buon principe, che tante cose in sì poco
+tempo avea fatto in servigio del pubblico, e più si conosceva che
+avrebbe fatto, se più lungamente fosse vivuto. Ognun fremeva, tutti
+piangevano, e smaniando uscirono per le piazze, per le strade,
+cercando gli assassini, gridando vendetta. Ma i senatori veggendo in
+tanta confusion la città, chi si ritirò alle sue case, e chi anche in
+villa per timore di peggio. Se crediamo ad Erodiano[1430], due dì
+passarono in questo ondeggiamento e turbolenza, senza che il popolo
+potesse vendicar la morte dell'infelice principe, e senza che i
+pretoriani movessero piede dalla loro fortezza. Dopo di che costoro,
+osservato che nulla si facea dal senato e dal popolo, misero in
+vendita il romano imperio. Merita nondimeno più fede Dione[1431], da
+cui impariamo, che essendo stato mandato da Pertinace per placare i
+pretoriani Flavio o sia _Flacco Sulpiciano_, suocero suo, già da lui
+creato prefetto di Roma e personaggio assai degno di quell'impiego:
+questi appena intese la morte del genero Augusto, che si diede a far
+brighe per divenire successore di lui nel trono. Ma _Didio Severo
+Giuliano_, che intese messa all'incanto l'imperial dignità, corse
+anch'egli al mercato, e stando alle mura del quartiere de' pretoriani,
+cominciò ad esibir danari più dell'altro[1432]. Era _Giuliano_, di
+nobil casa nativo di Milano. Dione[1433] chiama quella città patria di
+lui, e vi fu relegato da Commodo per sospetto che fosse complice della
+pretesa congiura di _Salvio Giuliano_. Discendeva, per via di padre o
+pur di madre, dal celebre giurisconsulto Giuliano. Nato nell'anno 133
+di Cristo, avea passati i suoi anni in vari impieghi civili e militari
+con riputazione, governate provincie, ottenuto il consolato in
+compagnia di Pertinace. Parlano indifferentemente dei di lui costumi
+gli scrittori[1434], facendolo gli uni un avaro, altri un crapulone.
+Dione, ch'era forte in collera contra di lui, giugne fino a dire, che
+fu dedito alla magia. Convengono poi tutti in dire, ch'egli era
+sommamente denaroso, e che con tal fiducia si fece innanzi per
+comperar l'imperio da chi volea venderlo. Entro il quartiere de'
+pretoriani si trovava anche _Sulpiciano_, siccome dissi, a questo
+traffico. Andavano innanzi indietro sensali per vedere chi più
+offeriva; ed era già a buon segno Sulpiciano, coll'aver promesso
+ventimila nummi per testa, che da alcuno son figurati quattrocento
+scudi romani, o filippi, ed a me paiono somma eccessiva. Ma restò
+superiore Giuliano con prometterne venticinquemila, dicendo anche di
+averli in cassa e con far conoscere ai pretoriani, che facevano un mal
+contratto accordandosi coll'altro, il quale, siccome suocero di
+Pertinace, avrebbe saputo ben vendicarlo. _Viva dunque l'imperador
+Giuliano_, gridarono allora i pretoriani, tanto più inclinati a
+costui, perchè prese il nome di _Commodo_, e si mostrò amico della di
+lui memoria. Dopo aver promesso, secondo le loro istanze, di non
+nuocere a Sulpiciano, creò prefetti del pretorio _Flavio Geniale_ e
+_Tullio Crispino_.
+
+Verso la sera s'inviò Giuliano alla volta del senato[1435], scortato
+più del solito da una copiosa masnada di pretoriani, tutti in armi,
+come se andassero a battaglia per timore del popolo. Allora i
+senatori, ancorchè in lor cuore detestassero questo mercatante della
+dignità imperiale, e fra gli altri Dione sapesse di non essere molto
+in grazia di lui, perchè caro già a Pertinace, e perchè in trattar
+varie cause avea aringato forte contra del medesimo Giuliano; pure
+ognun di essi, accomodandosi al tempo, andò frettolosamente alla
+curia. Comparso colà Giuliano, parlò senza giudizio, chiamando sè
+stesso degnissimo dell'imperio, dicendo di essere venuto solo,
+acciocchè il confermassero imperadore, quando seco avea tante schiere
+d'armi, e molti di essi soldati nello stesso senato, che poteano dar
+polso a tali preghiere. Mostrò ancora di conoscere ch'essi l'odiavano.
+Ciò non ostante fu confermato e passò al palazzo. Prima di cena fece
+dar sepoltura al corpo di Pertinace. Non avea detto una parola di lui
+nel senato, e non ne disse mai più per non dispiacere ai pretoriani.
+Vuole Sparziano ch'egli cenasse con della malinconia. Dione,
+all'incontro, ch'egli si mostrò allegro, giocò ai dadi, e fece entrare
+in sua camera Pilade ballerino con altri buffoni. Furono la mattina
+seguente senatori e cavalieri ad inchinarlo e a rallegrarsi, ed egli
+con somma cortesia accolse ognuno. Una mascherata era quella, perchè
+gli uni da burla si congratulavano, ed egli fingeva di credere ciò che
+sapea non essere vero[1436]. Si portò egli dipoi al senato, ed
+allorchè era per fare un sagrifizio, il popolo cominciò con alte voci
+a gridare ch'egli era un parricida, un usurpatore dell'imperio.
+_Giuliano_, senza alterarsi, mostrò loro la borsa come promettendo
+loro un donativo, o pur colle dita accennò quante migliaia volea donar
+loro. Ed essi più che mai incolleriti gridavano: _Non ne vogliamo; no,
+che non ne vogliamo_, e gli gittarono de' sassi. Perdè allora la
+pazienza Giuliano, ed ordinò ai soldati di guardia di ammazzare i più
+vicini. Il che fatto, il popolo più che mai andò caricando di villanie
+lui, ma più i soldati. Indi corse a pigliar l'armi, e si ridusse nel
+circo, dove si fermò tutta la notte senza prender cibo, e nè pure un
+sorso d'acqua, facendo intanto istanza, che si chiamasse a Roma
+_Pescennio Negro_, governator di Soria, colle sue legioni. Nel dì
+seguente deposte l'armi, se ne tornarono alle lor case, e cessò la
+tempesta. Ora se il senato, se il popolo romano non sapea sofferire un
+imperadore, per via sì ignominiosa portato al trono, aveano ben
+ragione. Questo funestissimo esempio insegnò a tanti altri indegni e
+tiranni di occupar da lì innanzi l'augusto soglio di Roma; aprì la
+porta ad infinite guerre civili, che andremo raccontando, e fu infine
+la rovina dell'imperio romano, col prevalere i Barbari, e soperchiare
+il corpo, che a poco a poco si andò disciogliendo, della romana
+repubblica. Nè si vergognò Giuliano di prendere tutti i titoli più
+onorevoli degli altri imperadori; fece anche dar quello di Augusta a
+_Mallia Scantilla_ sua moglie e a _Didia Clara_ sua figliuola,
+maritata con _Cornelio Repentino_, a cui conferì la prefettura di
+Roma. Per attestato di Erodiano[1437] con tutto il votare de' suoi
+scrigni, e col ricorrere allo smunto erario imperiale, non trovò tanto
+da pagare tutto il promesso regalo ai pretoriani, i quali perciò
+rimasero disgustati di lui: laddove Sparziano[1438] slargando la
+bocca, scrive che avea promesso a cadauno venticinquemila nummi, e ne
+pagò trentamila. Non si sa ch'egli fosse crudele; le finezze e carezze
+che facea a tutti erano incredibili; ma specialmente le praticava coi
+senatori, che vi trovavano dell'affettazione. I conviti suoi furono
+frequenti; le tavole superbamente imbandite; ma il cuore de' grandi e
+del popolo era sempre lo stesso.
+
+Tre principali eserciti si contavano allora nel romano imperio
+comandati da tre insigni generali. Quello dell'Illirico e della
+Pannonia ubbidiva a _Lucio Settimio Severo_: quello della Bretagna a
+_Decimo Clodio Albino_: e quello della Soria, il governo della qual
+provincia era in que' tempi il più riguardevole di tutti, a _Cajo
+Pescennio Negro_. Perchè a Pescennio arrivò ben tosto l'avviso di
+essere chiamato in aiuto del popolo romano, altro non occorse, perchè
+egli si facesse proclamar _Imperadore_ dal suo esercito, e dal
+numerosissimo popolo della città di Antiochia. Ma _Settimio Severo_,
+verisimilmente mosso con segrete lettere da qualche senatore, che lui
+considerava miglior testa, che gli altri due, oltre all'esser egli più
+vicino, e all'aver più forze al suo comando, nè pur egli tardò ad
+assumere il titolo d'_Imperatore Augusto_ in Carnunto città della
+Pannonia. Per non aver poi da contendere con due avversarii nel
+medesimo tempo, prese il partito di guadagnar _Albino_, dichiarandolo
+_Cesare_, con una specie di adozione: trappola, che a lui ben servì,
+perchè Albino ricevute le lettere di Severo, le quali non si poteano
+scrivere più tenere da un padre ad un figliuolo, non pensò più a far
+novità e movimento alcuno. Secondo alcuni autori sembra che tale
+risoluzion di Severo verso Albino succedesse più tardi. Dione[1439]
+attesta, che si videro in questi tempi tre stelle intorno al sole,
+cospicuo a tutti, ed egli stesso chiaramente le osservò, o ne fu
+formato un cattivo presagio agli affari di _Giuliano_. Intanto tutte
+le città dell'Illirico sino a Bisanzio (cioè sino ad una città che
+avea riconosciuto Pescennio Negro) e le Gallie, e la Germania romana,
+si dichiararono per Settimio Severo; laonde egli senza perdere tempo
+si mosse coll'armata sua, per venire a dirittura a Roma, da dove prima
+di prendere la porpora imperiale, aveva egli destramente ritirati i
+suoi figliuoli. All'avviso di tante novità a non pochi batteva forte
+il cuore in Roma, ma i più brillavano per l'allegrezza, nondimeno
+celata, per desiderio e speranza di veder a terra l'odiato Giuliano.
+Fu di parere il Relando[1440], che nelle calende di marzo agli
+ordinari consoli fossero sostituiti _Flavio Claudio Sulpiciano_ e
+_Fabio Cilone Septimiano_. Pare che ciò dovesse succedere più tardi,
+citando egli un'iscrizione del Fabretti[1441], posta nel dì 19 di
+marzo di quest'anno FALCONE ET CLARO COS. Anzi si vede un altro marmo
+presso il Grutero[1442], dove a dì 5 di settembre sono mentovati gli
+stessi consoli. Ma non è ben certo, perchè molti non ne faceano caso
+dei consoli sostituiti. Per conto di _Cilone_ una altra iscrizione
+pubblicata dal Doni, e riferita anche da me[1443], c'insegna essere
+stato il suo nome _Lucio Fabio Cilone Septimiano_. Ma nè pur apparisce
+che questi due fossero sostituiti; ed è malamente citato, in pruova di
+ciò, Erodiano. Abbiamo bensì da Dione[1444], che _Silio Messala_,
+verisimilmente sustituito a _Falcone_, dappoichè cadde di posto per
+l'accusa narrata di sopra, era console sul principio di giugno.
+D'altri consoli sostituiti in quest'anno parla il Relando, senza che
+se ne veggano le pruove.
+
+Non si credeva Giuliano di aver a contendere se non con _Pescennio
+Negro_, quando gli arrivò la nuova, che anche _Settimio Severo_, avea
+alzata bandiera contra di lui. Allora si vide perduto. Precauzioni da
+ridere furono quelle ch'ei prese con fare che il senato dichiarasse
+nemici pubblici _Severo_ e _Negro_ con terribil bando ai soldati che
+loro ubbidissero; ma Severo assai informato era del cuore de'
+senatori. Spedì il senato anche dei deputati all'uno e all'altro, per
+esortarli ad ubbidire; ma Severo guadagnò gli spediti a lui, e
+gl'indusse a parlare in suo favore all'armata. Aquilio Centurione, ed
+altri mandati da Giuliano, per assassinar i due nuovi imperadori,
+trovarono di aver che fare con gente più accorta di loro. Mise esso
+Giuliano in armi i suoi pretoriani, fece fare un trincieramento fuori
+di Roma con fosse; e mise delle buone porte e dei cancelli al palazzo
+imperiale. Dione presente a tutto confessa che non potea trattener le
+risa al mirare i pretoriani, avvezzi alle delizie, intrigati a
+ripigliare il mestier della guerra; meno ancora le soldatesche ne
+sapeano, che Giuliano avea fatto venire dall'armata navale di Miseno;
+e per gli elefanti, co' quali si sperava di atterrire i cavalli de'
+nemici, non si trovava chi li sapesse condurre. Roma sembrava oramai
+una città assediata, non vedendosi andar innanzi indietro altro che
+armi, cavalli ed attrezzi di guerra. Giuliano in questi tempi fece
+uccidere _Emilio Leto_, prefetto del pretorio, e Marzia, autori della
+morte di Commodo, sapendo che Severo era creatura di Leto, e temendo
+perciò di vedergli uniti contra di sè. Ma Severo, senza mettersi
+pensiero de' vani preparamenti di Giuliano, veniva a gran giornate
+verso l'Italia. A lui si davano tutte le città. Senza opposizione
+entrò in Ravenna, e s'impadronì della flotta solita a stare in quel
+porto. _Tullio Crispino_ creato nuovamente prefetto del pretorio, e
+mandato da Giuliano per occupar quella flotta, se ne tornò indietro
+con poco gusto. Allora Giuliano non sapendo dove volgersi, ordinò che
+le vestali, i sacerdoti e il senato andassero incontro a Severo per
+fermarlo; e perchè trovò in ciò della contraddizione, avea disegnato
+di spingere i soldati nel senato, per isforzare i senatori ad
+ubbidire; e non ubbidendo, di fargli tagliare a pezzi. Tanto gli fu
+detto, che desistè da sì maligno pensiero, e mandò poi ordine al
+senato di dichiarar _Severo_ collega dell'imperio, pensando con ciò di
+comperarsi la di lui grazia. Il decreto fu fatto ed inviato a Severo,
+il quale per consiglio de' suoi lo rifiutò, perchè le sue forze e la
+conoscenza di quel che bolliva in Roma, gli prometteano molto più.
+Aveva egli fatto sapere ai pretoriani, che se stessero quieti, e gli
+dessero in mano gli uccisori di Pertinace, non farebbe lor male; e ne
+scrisse a _Veturio Macrino_, con dargli speranza di crearlo prefetto
+del pretorio. S'egli poi mantenesse la parola, nol so dire; certo è
+bensì, che promosse a tal carica _Flavio Giovenale_. Continuato poscia
+il viaggio, le milizie dell'Umbria, che doveano guardare i passi
+dell'Apennino, si unirono con esso lui, ed intanto i pretoriani
+abbandonarono Giuliano. Allora costui restò in isola, e in braccio
+alla disperazione[1445]. Indarno avea tentato di rinunziar l'imperio a
+_Claudio Pompejano_, personaggio di gran senno, che si scusò colla sua
+vecchiaia; indarno fece scannar molti fanciulli, credendo per magia di
+conoscere il suo destino. Il senato adunque, subito che fu assicurato
+da _Silio Messala_ console, che non vi era più da temere de'
+pretoriani, proferì la sentenza di morte contra di Giuliano, usurpator
+dell'imperio; dichiarò imperadore _Severo_, con far una deputazione di
+cento senatori che andassero ad incontrarlo, e decretò gli onori
+divini a _Pertinace_. Probabilmente ciò fu sul fine di maggio, o in un
+dei primi due giorni di giugno. Furono inviati alcuni a tagliar la
+testa a Giuliano, che restò ben servito, nè altro seppe dire, se non:
+_Che male ho io fatto? a chi ho io tolta la vita?_ tardi conoscendo di
+aver impiegati i suoi tesori per comperarsi un fine sì miserabile.
+Permise poi Severo, che il di lui corpo trovasse riposo nella
+sepoltura de' suoi antenati.
+
+Ora Severo, uomo sommamente guardingo e diffidente, massimamente dopo
+avere scoperto le già mandate persone per assassinarlo, era dalla
+Pannonia marciato fin qui in mezzo ad una guardia di secento soldati
+scelti, i quali mai non si cavarono la corazza, ed accompagnato
+dall'armata sua, come se fosse in paese nemico. A Narni se gli
+presentarono i cento senatori deputati che prima della udienza furono
+ben ricercati se aveano armi sotto[1446]. Li ricevè Severo con della
+maestà, e nel dì seguente, dopo averli regalati, diede loro licenza di
+ritornarsene a Roma, con facoltà nondimeno di restar chi volesse con
+lui. Vicino a Roma mandò ordine ai pretoriani di venire ad incontrarlo
+senz'armi, e in abito di pace e di festa. Aveva egli fatto giustiziare
+gli uccisori di Pertinace. Venuti che furono, fattili attorniare dalle
+sue genti armate, all'improvviso ordinò che fossero presi tutti, e
+dopo aver loro fatto un aspro rimprovero per le iniquità commesse in
+addietro, volle che fossero spogliati dei lor pugnali, o spade che
+fossero, delle vesti, e fin della camicia; e che sotto pena capitale
+stessero cento miglia lungi da Roma, con riconoscere da lui per grazia
+grande, se donava loro la vita. Svergognati e colla testa bassa se ne
+andarono costoro, ben pentiti di essere capitati colà disarmati.
+Furono loro tolti anche i cavalli; e Dione[1447] racconta che un di
+questi cavalli scappò per tener dietro al suo padrone nitrendo.
+Accortosi il soldato di questo, tanto era turbato l'animo suo, che
+rivoltosi uccise il cavallo, e poi sè stesso. Nè tardò Severo a mandar
+guernigione nella fortezza dei pretoriani, e ad impossessarsi di tutte
+le lor armi ed arnesi. Fece dipoi l'entrata sua in Roma, se crediamo a
+Sparziano, armato di tutte armi. Dione che ne sapea più di lui,
+siccome presente a tutto, scrive ch'egli venne a cavallo sino alla
+porta, e quivi smontato si vestì da città, e a piedi vi entrò. Era
+tutta la città in festa, e i cittadini coronati di lauro e di fiori,
+ornate le strade di preziosi addobbi, lumi e profumi dappertutto; e
+tutti i senatori magnificamente coi loro roboni il corteggiavano col
+popolo affollato, che assordava il cielo con viva e con alte
+acclamazioni, gareggiando ognuno per mirar questo novello padrone. Con
+tal pompa andò Severo al Campidoglio, dove nel tempio di Giove fece i
+sacrifizii; e dopo aver visitato altri templi, passò a riposar nello
+imperial palazzo. Il resto delle azioni sue spettanti a quest'anno mi
+sia lecito di riserbarlo al seguente.
+
+NOTE:
+
+[1410] Dio, lib. 73.
+
+[1411] Herodianus, Histor., lib. 2.
+
+[1412] Capitol., in Pertinace.
+
+[1413] Herodianus, Histor., lib. 2.
+
+[1414] Ibidem.
+
+[1415] Capitol., in Pertinace.
+
+[1416] Dio, in Excerpt. Valesianis.
+
+[1417] Zonaras, in Annal.
+
+[1418] Capitol., in Pertinac.
+
+[1419] Lampr., in Commod.
+
+[1420] Capitolin., in Pertinac.
+
+[1421] Dio, lib. 73.
+
+[1422] Herodianus, Histor., lib. 2.
+
+[1423] Capitol., in Pertinace.
+
+[1424] Capitol., in Pertinace.
+
+[1425] Dio, lib. 73.
+
+[1426] Herod., Histor., lib. 2.
+
+[1427] Capitolinus, in Pertinace.
+
+[1428] Dio, lib. 73.
+
+[1429] Zonaras, in Annalib.
+
+[1430] Herod., Histor., lib. 2.
+
+[1431] Dio, lib. 73.
+
+[1432] Spartianus, in Jul.
+
+[1433] Dio, lib. 73.
+
+[1434] Herodianus, lib. 2.
+
+[1435] Dio, lib. 73.
+
+[1436] Spartianus, Dio, Herodian.
+
+[1437] Herodian., Hist., lib. 2.
+
+[1438] Spartian., in Jul.
+
+[1439] Dio, lib. 73.
+
+[1440] Reland., Fast. Consul.
+
+[1441] Fabret., Inscript., p. 688.
+
+[1442] Gruterus, Thesaur. Inscr., p. 475, n. 4.
+
+[1443] Thesaurus Novus Inscription., pag. 345.
+
+[1444] Dio, lib. 73.
+
+[1445] Dio, lib. 73. Spartianus, in Jul. Herodian., lib. 2.
+
+[1446] Spartianus, in Sev. Herodian., lib. 3.
+
+[1447] Dio, lib. 72.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXCIV. Indizione II.
+
+ VITTORE papa 9.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 2.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO SETTIMIO SEVERO AUGUSTO per la seconda volta, e DECIMO CLODIO
+SETTIMIO ALBINO CESARE per la seconda.
+
+
+Si sa che _Severo Augusto_ era stato ornato di un consolato
+straordinario, con avere avuto per suo collega _Apulejo Rufino_; ma
+non se ne sa l'anno. Molto meno ci è noto quando _Albino_ fosse
+console la prima volta. Ci assicurano le medaglie[1448] che anch'egli
+procedette in quest'anno console per la seconda volta. Severo, che con
+questi onori voleva addormentarlo, fece anche battere monete ad onor
+suo; sicchè ognun lo avrebbe creduto il Beniamino di Severo. Il nome
+di _Settimio_ a lui dato nelle stesse medaglie ci fa intendere che
+Severo lo avea adottato per figliuolo; se con retto cuore poi, non
+istaremo molto ad avvedercene. In una iscrizione riferita dal Cupero e
+dal Relando[1449], _Albino_ console è chiamato _Lucio Postumiano_. Ma
+venendo quel marmo dal magazzino fallace del Gudio, non se ne può far
+capitale; quando pur non volessimo che ad _Albino Cesare_, appellato
+nelle medaglie _Decimo Clodio_, fosse sostituito un altro Albino: il
+che non è credibile. Venga ora meco il lettore a conoscere chi fosse
+_Lucio_ _Settimio Severo_ nuovo Augusto[1450]. Era egli per nascita
+Africano, perchè venuto alla luce in Leptis, città della provincia
+Tripolitana, nell'anno 146 della nostra Era, a dì undici d'aprile.
+Senatoria fu la sua famiglia. Due suoi zii paterni erano stati
+consoli. Suo padre portò il nome di _Marco Settimio Gela_. Esso
+Settimio Severo giovinetto studiò lettere latine e greche in
+Africa[1451]; gran profitto fece nell'eloquenza e nella filosofia de'
+costumi; e venuto dipoi in età di diciotto anni a Roma fu condiscepolo
+di _Papiniano_[1452], studiando la giurisprudenza sotto _Scevola_,
+insigne legista di questi tempi. Nondimeno Dione[1453], che
+intimamente il conosceva, trovò in lui un buon genio, ma non molta
+abilità per l'eloquenza e per le scienze. Diedesi anche a far
+l'avvocato, ma con poca fortuna. Aveva egli portato seco a Roma il
+fuoco africano[1454]; e però la sua gioventù fu piena di furore, ed
+anche di delitti, ed accusato una volta d'adulterio, la scappò netta
+per grazia di _Salvio Giuliano_, di cui poscia procurò la rovina.
+Sotto Marco Aurelio entrò negli impieghi civili, poscia nei governi; e
+trovandosi in Africa legato del proconsole, si racconta che,
+camminando egli a piedi un giorno colle insegne avanti della sua
+dignità, un uomo plebeo della sua patria Leptis, vedutolo in così
+nobil carica ed accompagnamento, per allegrezza corse buonamente ad
+abbracciarlo, dicendogli: _O paesano caro._ Severo gli fece dare una
+man di bastonate per esempio agli altri, affinchè più rispettassero i
+magistrati romani. Scrivono ancora ch'egli consultò uno strologo
+africano, il quale, veduta ch'ebbe la di lui genitura, gliela restituì
+dicendo: _Dammi la tua, e non quella degli altri._ Giurò Severo, che
+era la sua; ed allora gli fu predetto quanto poscia avvenne. Di sì
+fatte predizioni e di augurii presi da' sogni e da varii accidenti,
+nel che non poco deliravano una volta i Gentili, parlano molto gli
+storici antichi. Io, siccome vanità o fole, non le reputo degne di
+menzione. Passò poi Severo per impieghi militari al governo della
+Gallia Lionese. Fu console, proconsole della Pannonia, della Sicilia,
+e finalmente dell'Illirico, dove stando, le rivoluzioni di Roma
+aprirono a lui strada per salire sul trono.
+
+Cominciarono di buonora i Romani a provare che duro maestro fosse
+questo padrone[1455]. Da che egli fu entrato in Roma, i soldati suoi
+co' cavalli presero alloggio, e fecero stalla ne' templi, ne' portici,
+e dovunque loro piacque; e a buon mercato comperavano quel che loro
+occorreva, perchè non volevano pagare un soldo. Un gran dire e paura
+per questo era nella città. S'aggiunse che ito nel giorno seguente
+Severo in senato, quei soldati cominciarono con alte grida a
+pretendere un'esorbitante somma di regalo da esso senato, cioè quella
+stessa che fu pagata all'esercito, allorchè s'introdusse in Roma
+Ottavio Augusto: quasi che fosse costato loro assai di pena il far
+entrare in Roma il loro imperadore. Durò fatica lo stesso Severo a
+quetar quel tumulto, con far loro pagare, o promettere una somma
+minore, cioè dugento cinquanta dracme per testa. Era poi inveterato
+costume[1456], che le guardie degli Augusti si prendessero dalla
+Italia, Spagna, Macedonia e Norico, siccome persone di bell'aspetto e
+trattabili ne' costumi. Gran mormorazione insorse, perchè Severo a
+formar quelle compagnie badò solamente alla fortezza, scegliendo
+perciò gente tutta di orrido aspetto, di linguaggio che facea paura,
+di costumi salvatici e bestiali. Accrebbe anche il numero d'esse
+compagnie con grave spesa del pubblico. Ma questo fu rose e viole in
+paragon di quello che vedremo nell'andare innanzi. Sapeva Severo
+quanto fosse caro ai Romani Pertinace, quanto lodata la forma del suo
+governo; e però da uomo accorto, per lusingar il popolo, unì ai suoi
+nomi quello ancora di _Pertinace_[1457]. Allorchè fu nel senato parlò
+con assai cortesia e bontà, promettendo di gran cose, e sopra tutto di
+voler prendere per suo modello Marco Aurelio e Pertinace. Nè solamente
+promise e giurò di non far mai morire alcun senatore[1458], ma ordinò
+ancora, che si formasse un decreto che _quello imperadore, il quale
+altramente operasse, e chiunque a ciò gli prestasse mano, eglino coi
+lor figliuoli fossero tenuti per nemici della repubblica_. Si poteva
+egli desiderar di più? Ma se ne dimenticò ben presto Severo. _Giulio
+Solone_, che avea steso quel decreto, fu il primo a provarne
+l'inosservanza, e dopo lui tanti altri, siccome vedremo. Contuttociò
+al basso popolo le prime azioni di Severo fecero concepire molta stima
+ed affetto per lui; ma quei che conoscevano qual volpe si nascondesse
+sotto quella pelle d'agnello, andavano l'un all'altro dicendo
+all'orecchio: _E sarà poi così?_ In fatti fu Severo fornito di
+mirabili doti per governar bene un imperio, ma insieme di terribili
+difetti per far un gran male; fra i quali due specialmente toccherò
+qui, cioè non solamente la severità corrispondente al suo cognome, ma
+la crudeltà e la poca fede ch'egli non osservava giammai, se non
+quando gli tornava il conto.
+
+Per guadagnarsi maggiormente l'affetto popolare, diede Severo un
+congiario, e volle far il funerale e l'Apoteosi di _Pertinace_. Questa
+magnifica funzione vien descritta da Dione[1459] con tutte le sue
+circostanze. L'orazion funebre in lode di lui la recitò il medesimo
+Severo. I lamenti e i pianti per la rinnovata memoria di sì buon
+principe furono infiniti: che non gli elogi fatti in vita dei
+regnanti, ma l'amore e il desiderio dei popoli dopo la lor morte son
+la vera pruova del merito d'essi. Con questa pompa i Romani pretesero
+di formare un dio di Pertinace; pure non ne stette egli certamente
+meglio nel mondo di là. Parimente a Severo furono accordati o
+confermati tutti i titoli e l'autorità consueta degli altri
+imperadori; e probabilmente non si tardò a conferire il titolo di
+Augusta a _Giulia_ sua moglie, di nazione soriana, da lui sposata
+prima dell'anno di Cristo 175, la quale gli avea partorito _Bassiano_,
+che fu poi _Caracalla_ imperatore, e _Geta_, de' quali si parlerà a
+suo tempo. Maritò anche Severo due sue figlie, l'una a _Probo_,
+l'altra ad _Aezio_, i quali egli arricchì dipoi e promosse al
+consolato, non si sa in qual anno. La prefettura di Roma fu da lui
+appoggiata a _Domizio Destro_. Diede ancora buon sesto all'annona,
+sbrigò molte cause, e quelle principalmente di alcuni governatori
+accusati di avanie ed ingiustizie, gastigando rigorosamente che si
+provò delinquente. Non si fermò egli in Roma se non un mese, ed in
+quel tempo usò una mirabil diligenza e fretta nel prepararsi per far
+guerra a _Pescennio Negro_, che avea preso il titolo d'_Imperadore_ in
+Soria, comandando già a tutte le provincie dell'Asia ed anche a
+Bisanzio. Avea Severo avuta l'attenzione, prima di arrivare a Roma, di
+spedire _Fulvio Plauziano_ a far prigioni i figliuoli di Negro[1460];
+ed egli poi giunto a Roma fece ritenere gli altri di qualunque
+magistrato ed uffiziale che fosse in Soria, comandando nondimeno che
+fossero tutti ben trattati. In Roma non si udì mai Severo dir parola
+di esso Negro. Solamente studiò egli indefessamente di far leva di
+gente da tutte le provincie, di adunare una possente flotta da ogni
+parte d'Italia, e di ordinare alle soldatesche lasciate nell'Illirico
+di marciare verso il Levante. Non si può assai dire, che spirito vivo
+e vigoroso fosse quel di Severo; quanta la di lui attività, l'ardire e
+la prontezza nel concepir le imprese, non meno che nell'eseguirle;
+quanta la penetrazion della sua mente, per cui prevedeva acutamente
+l'avvenire, e trovar ripieghi e spedienti, senza guardare a spesa ne'
+bisogni, senza curarsi punto di quel che si dicesse di lui, purchè
+riuscisse ne' suoi disegni. Però quando men se l'aspettava la gente,
+mise in marcia il raunato esercito, e verisimilmente nel luglio
+dell'anno precedente, partendo egli in persona da Roma, per non
+lasciar tempo a Pescennio Negro di maggiormente assodarsi in Asia.
+Provvide nello stesso tempo alla sicurezza dell'Africa. Una malattia
+dipoi sopraggiuntagli in cammino, la lunghezza del viaggio necessario
+per condurre sì lontano una poderosa armata per terra, perchè non
+potea tanta gente per mare passar a dirittura in Soria, e il tempo
+occorrente per unir tante forze da varie parti, pare che non gli
+lasciassero tempo da far progressi nell'anno suddetto, se non che
+alcune medaglie (dubbiose nondimeno) cel rappresentano _Imperadore per
+la seconda volta_[1461], benchè non apparisca quando tale foss'egli
+proclamato per la prima.
+
+_Cajo Pescennio Negro_, soprannominato _Giusto_ nelle monete, contra
+di cui Severo faceva questi preparamenti[1462], e che fu creduto
+nativo da Aquino, di famiglia equestre, da giovane si svergognò colla
+sfrenata sua libidine; ma impiegato nella milizia, da tutti sempre fu
+riconosciuto e lodato per uomo di raro coraggio, e sopra gli altri
+geloso della disciplina militare, senza mai sofferire che i suoi
+soldati facessero estorsione alcuna ne' paesi per dove passavano o
+dove si fermavano. Arrivò sotto Commodo ad essere console, ed inoltre,
+per intercessione di quel Narciso atleta, che strangolò poi lo stesso
+Commodo, cioè d'uno che in quella sfacciata corte avea, come
+tant'altra canaglia, gran polso, ottenne il governo della Soria, dove
+si affezionò que' popoli con permettere loro quanti spettacoli
+voleano, dietro a' quali era quella gente perduta, e dove, in fine,
+benchè vecchio, vestì la porpora imperiale. Tuttochè egli sapesse di
+essere desiderato dal popolo romano, e probabilmente anche da una
+parte de' senatori, pure niuna fretta giammai si fece per venir alla
+volta di Roma. Le delizie e i divertimenti di Antiochia l'aveano
+troppo incantato[1463]. Quivi si pavoneggiava egli dell'alta sua
+dignità, si riputava un novello Alessandro, e intanto nulla facea,
+persuadendosi forse che senza fatica sua cederebbe Giuliano Augusto,
+ed allora con tutta pace egli se ne anderebbe a sedere sul trono
+cesareo in Roma stessa. Restò egli dipoi sommamente sorpreso
+all'intendere ad un punto stesso ucciso Giuliano, e Severo pervenuto a
+Roma, e concorsi in lui i voti del senato e popolo romano. Allora si
+svegliò dal sonno, allora diede ad ammassar gente, ad implorar
+soccorsi dai re vicini, e guernir di milizie i passi massimamente del
+monte Tauro. In persona andò egli a Bisanzio, per ben munire di gente
+e di fortificazioni quella città, troppo importante, attesa la sua
+situazione, e più perchè solamente pel suo stretto si soleva passare
+dalle armate romane in Asia[1464]. Andò anche a Perinto, dove seguì un
+combattimento svantaggioso per la parte di Severo, e da cui prese
+motivo il senato romano di dichiarare _Pescennio Negro_ nemico della
+repubblica. Se sussiste ciò che narra Sparziano, dopo quella vittoria
+vennero in poter di Negro la Tracia, la Macedonia e la Grecia; ed egli
+allora andò ad offerir a Severo, che il prenderebbe per collega
+nell'imperio: al che altra risposta non diede Severo se non una
+risata. Ma non è facilmente da credere che Pescennio stendesse tanto
+l'ali, perchè Severo non gliene lasciò il tempo. Arrivò in quest'anno
+l'Augusto Severo sotto Bisanzio col grosso dell'armata sua, e ne
+imprese l'assedio[1465]; ma conosciuto essere troppo duro quell'osso,
+dopo aver lasciata ivi gente bastante a tenerla assediata o bloccata,
+passò col rimanente dell'esercito suo lo stretto, valendosi della
+flotta seco condotta. Appena arrivò a Cizico città della Misia[1466],
+che gli fu a fronte _Emiliano_, stato governator della Soria prima di
+Negro, e, presentemente proconsole dell'Asia, che, sposato il partito
+di esso Negro, era divenuto suo generale. Godeva questi il credito di
+essere una delle migliori teste di allora; ma perchè n'era persuaso
+anch'esso, ed, oltre a ciò, passava parentela fra lui e Pescennio
+Negro, l'insolenza e superbia sua dava negli occhi a tutti. Ma gli
+calò ben presto il fumo. Andò in rotta l'esercito suo, ed egli da lì a
+non molto fatto prigione, per ordine de' generali di Severo perdè la
+vita[1467]. Questa vittoria portò all'ubbidienza di Severo Nicomedia
+con altre città della Bitinia; ma Nicea ed altre tennero forte per
+Negro, il quale arrivato di poi con un gran nerbo di armati e raccolti
+gli sbanditi, fra essa Nicea e la città di Cio venne ad un secondo
+fatto d'armi[1468], che fu assai sanguinoso e dubbioso, con
+dichiararsi in fine la vittoria in favor di _Candido_ generale di
+Severo. Dopo di che fece il vincitore Augusto esibire a Negro un
+onorato e sicuro esilio, se volea deporre l'armi; ma prevalendo i
+consigli di _Severo Aureliano_, che avea promesso le sue figliuole ai
+figli di Negro, quasi rigettò ogni offerta[1469]. Ridottosi poi
+Pescennio Negro al monte Tauro, afforzò tutti quei passi; e perchè gli
+venne nuova che Laodicea e Tiro, per odio ed invidia che portavano ad
+Antiochia, aveano alzate le bandiere di Severo, spedì contra di esse
+città alquante brigate di Mori, che dopo un fiero sacco fecero del
+resto con incendiarle. Severo dipoi le rimise in piedi. Allorchè
+giunse al Tauro fra la Cappadocia e la Cilicia l'armata di
+Severo[1470] trovò chiusi talmente que' passi, che impossibil era
+l'inoltrarsi. Fermatisi ivi i soldati tutti per qualche giorno, aveano
+già smarrito il coraggio, si trovavano anche disperati, quando ecco
+all'improvviso una dirottissima pioggia con neve (segno che si
+avvicinava il fine dell'anno) la quale, formati dei torrenti, schiantò
+e distrusse tutte le sbarre e fortificazioni fatte in que' passaggi
+dall'oste nemica, la quale a tal vista prese la fuga, e lasciò
+all'armi di Severo comodità di valicar quelle montagne, e di calar
+nella Cilicia. Fu creduto, secondo il costume, questo avvenimento un
+chiaro segno del cielo favorevole a Severo. Perchè vo io
+conghietturando che il fine di questa guerra appartenga all'anno
+seguente, altro per ora non soggiugnerò, se non che Severo Augusto si
+truova nelle medaglie[1471] battute nel presente, _Imperadore per la
+terza volta_, e ciò a cagion delle vittorie riportate da' suoi
+generali, come abbiam veduto di sopra.
+
+NOTE:
+
+[1448] Mediobarbus, in Numism. Imper.
+
+[1449] Reland., in Fastis Consul.
+
+[1450] Spartianus, in Sever.
+
+[1451] Eutrop., in Breviar.
+
+[1452] Spartianus, in Caracalla.
+
+[1453] Dio, in Excerptis Vales.
+
+[1454] Spartianus, in Caracalla.
+
+[1455] Spartianus, in Severo.
+
+[1456] Dio, lib. 74.
+
+[1457] Herodianus, lib. 2.
+
+[1458] Dio, lib. 74.
+
+[1459] Ibidem.
+
+[1460] Spartianus, in Severo. Herodianus, lib. 2.
+
+[1461] Mediobarb., in Numism. Imperat.
+
+[1462] Spartianus, in Pescennio Negro.
+
+[1463] Dio, in Excerptis Vales.
+
+[1464] Spart., in Severo et Pescennio.
+
+[1465] Herodianus, lib. 3.
+
+[1466] Dio, in Excerptis Valesianis.
+
+[1467] Spartianus, in Pescennio.
+
+[1468] Dio, lib. 74.
+
+[1469] Spartianus, in Pescennio.
+
+[1470] Herodianus, lib. 3.
+
+[1471] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXCV. Indizione III.
+
+ VITTORE papa 10.
+ SETTIMIO SEVERO Imperad. 3.
+
+_Consoli_
+
+SCAPOLA TERTULLO e TINEJO CLEMENTE.
+
+
+Questo _Scapola_ console vien creduto quel medesimo che fu poi
+proconsole dell'Africa, fiero persecutor de' Cristiani, a cui
+Tertulliano scrisse il suo Apologetico. Sufficiente motivo di credere
+ci è, che al presente anno sia da riferire il fin della guerra di
+Severo contra di Pescennio Negro, perchè il miriamo nelle
+medaglie[1472] dichiarato _Imperadore per la quarta e quinta volta_.
+Avea Negro avuto tempo di mettere in piedi una ben numerosa armata,
+essendovi concorsa in gran copia la gioventù antiochena, armata
+nondimeno di poca sperienza ne' fatti della guerra. Si venne egli a
+postare alle porte della Cilicia vicino al mare, e alla città d'Isso,
+oggidì Lajazzo, ad un passo strettissimo, dove Dario ne' secoli avanti
+rimase sconfitto da Alessandro. Attaccossi[1473] aspra battaglia un
+giorno fra i suoi e l'esercito di Severo, comandato da _Valeriano_ ed
+_Anullino_ suoi generali, di cui si vede la descrizione in
+Dione[1474]. Lungo ed ostinato riuscì il conflitto, ed erano già per
+restar vincitori quei di Negro nel vantaggio del sito, quando,
+turbatosi il cielo con tuoni e folgori, cadde un'impetuosa pioggia,
+che dando in faccia ad essi, non incomodava quei di Severo, perchè
+ricevuta alle spalle. Fu interpretato ancor questo avvenimento per una
+dichiarazione del volere del cielo, con accrescere il coraggio
+all'esercito di Severo, e scorare il nemico. In somma fu rotto il
+campo di Pescennio Negro con tale strage che vi restarono estinti
+ventimila de' suoi. Salvossi Negro ad Antiochia; ma poco stettero ad
+arrivar colà anche i vittoriosi Severiani; nè fidandosi egli di star
+ivi rinserrato, prese la fuga, disegnando di portarsi all'Eufrate. Ma
+essendosi renduta immediatamente Antiochia, fu con tal sollecitudine
+inseguito da' corridori nemici, che restò preso. Tagliatogli il capo,
+fu portato a Severo; ma, secondo Sparziano[1475], fece egli quanta
+difesa potè, e ferito venne condotto a Severo, davanti al quale spirò.
+La vendetta che fece dipoi Severo de' partigiani di Pescennio
+Negro[1476], gli acquistò il titolo di crudele, perchè non levò già la
+vita ad alcuno de' senatori che aveano seguitato l'emulo suo, per
+attestato di Dione autor più sicuro che Sparziano[1477], il quale ne
+vuole uno ucciso, ma la maggior parte d'essi spogliò de' lor beni, e
+li relegò nell'isole. Fra questi si distinse pel suo coraggio _Cassio
+Clemente_[1478], perchè condotto in faccia allo stesso Severo,
+francamente gli disse, _che s'era unito con Negro, non per far contro
+a Severo, di cui non sapeva i disegni, ma bensì contro a Giuliano
+usurpator dell'imperio; e se non avea peccato chi avea preso il
+partito di Severo, per ottenere il medesimo fine, nè pur egli si dovea
+credere reo. Che se Severo avrebbe tenuto per traditore chi si fosse
+partito da lui per seguitar Negro, militava in favor suo la medesima
+ragione._ Non dispiacque a Severo questa libertà di parlare, e gli
+lasciò la metà de' suoi beni. Per altro fece Severo privar di vita
+molti degli uffiziali di Pescennio Negro. Costoro, se pur vero ciò è
+che narra Erodiano[1479], per suggestione dello stesso Severo che
+teneva in suo potere i loro figliuoli, aveano tradito Pescennio; pure,
+ciò non ostante, Severo, dopo la vittoria, fece morir non meno essi
+che i loro figliuoli.
+
+Stesesi l'inumanità di Severo alle città che aveano aderito a Negro.
+Quattro volte più volle del danaro, che anche per forza aveano ad esso
+Negro contribuito. Ma principalmente sfogò egli il suo sdegno contro
+ad Antiochia, privandola d'ogni suo diritto e privilegio, e
+sottomettendola a Laodicea, città che lo avea ben servito in questa
+occasione, ed emula già dell'altra; la qual prese allora il cognome di
+Settimia e di Severiana. Nulladimeno poco tempo passò, che alle
+preghiere di _Caracalla_[1480] suo primogenito restituì ad essa
+Antiochia il primiero onore. Molti, che niuna parte aveano avuto
+nell'affare di Pescennio Negro, nè l'aveano mai veduto, nè fatto alcun
+passo per lui, si trovarono involti in questa persecuzione, perchè
+Severo abbisognava di danaro, e ne volea per ogni verso: il che odioso
+il rendè in tutto l'Oriente. Ma egli facea e lasciava dire. Vero è che
+buona parte di cotali contribuzioni impiegò in ristorar le altre
+città, che per tener la sua parte aveano patito gravissime sciagure. E
+il bello fu che anche _Albino Cesare_[1481] inviò colà soccorsi di
+danaro, senza fallo per mostrare di secondar le idee di Severo, ma
+insieme colla mira di guadagnarsi l'affetto di quei popoli per li suoi
+fini. Accadde ancora che assaissimi, per sottrarsi alla fierezza di
+Severo, fuggirono nel paese dei Parti[1482]; e quantunque da lì a
+qualche tempo Severo pubblicasse il perdono per tutti, non pochi
+restarono fra i Parti, insegnando loro di fabbricar armi e di
+combattere alla maniera romana con danno poi del romano imperio. Rade
+volte la clemenza nocque ai regnanti; spessissimo la crudeltà: vizio
+tanto più sconvenevole a Severo in tal congiuntura, perchè scusabil
+era la risoluzion presa da quei popoli. Quanto alla moglie e ai
+figliuoli di Pescennio Negro, dopo la di lui morte furono mandati da
+Severo in esilio[1483]; ma da che insorse la guerra con Albino, per
+timore che questi non facessero delle novità, Severo gli spedì tutti
+al paese dei più. Noi miriamo nelle medaglie[1484] appellato Severo in
+questo anno _Imperadore per la quinta volta_, a cagione, come si può
+credere, della sconfitta di esso Negro.
+
+NOTE:
+
+[1472] Ibid.
+
+[1473] Herodian., lib. 3.
+
+[1474] Dio, lib. 74.
+
+[1475] Spartianus, in Pescennio.
+
+[1476] Dio, in Excerpt. Valesianis.
+
+[1477] Spartianus, in Severo.
+
+[1478] Dio, lib. 74.
+
+[1479] Herod., lib. 3.
+
+[1480] Spart., in Caracal.
+
+[1481] Capitol., in Clodio Albino.
+
+[1482] Herod., lib. 3.
+
+[1483] Spartianus, in Severo et in Nigro.
+
+[1484] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXCVI. Indizione IV.
+
+ VITTORE papa 11.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 4.
+
+_Consoli_
+
+CAJO DOMIZIO DESTRO per la seconda volta, e LUCIO VALERIO MESSALA
+TRASIA PRISCO.
+
+
+Porta il Relando[1485] sotto quest'anno delle leggi date _Fusco II et
+Dextro Cos_. Ma quelle appartengono all'anno 225. Una iscrizione bensì
+ho prodotto io[1486], posta DEXTRO II ET FVSCO COS., la quale si dee,
+a mio credere, riferire al presente anno, in cui al console ordinario
+_Prisco_ dovette essere prima delle calende di giugno sostituito
+_Fosco_; e questi poi probabilmente nel suddetto anno 225 arrivò al
+secondo consolato. Correva già il terzo anno che la città di Bizanzio
+era assediata dalle milizie di Severo Augusto. Colà dopo la rovina di
+Pescennio Negro si era rifuggita gran copia dei di lui uffiziali e
+soldati che maggiormente accesero gli animi di quegli abitanti alla
+difesa. Dione[1487] assai ampiamente descrive le fortificazioni di
+quella città munita di buone mura, perchè di marmo, guernita di alte
+torri, di bastioni e di ogni sorta di macchine da guerra, mirabili
+essendo fra l'altre le fabbricate da Prisco da Nicea, ingegnosissimo
+architetto. Circa cinquecento barchette aveano gli assediati, colle
+quali infestavano continuamente la gran flotta spedita colà da Severo.
+A nulla servì per atterrire ed esortare alla resa quei cittadini e
+soldati l'aver Severo inviata colà la testa di Pescennio Negro. Essi
+ostinati più che mai resisterono con far delle maraviglie che pareran
+di valore, ma che son piuttosto da dire di pazzia. Imperciocchè, in
+vece di procurare il perdono e qualche tollerabil capitolazione,
+quando niuna speranza restava lor di soccorso, amarono piuttosto di
+ridursi agli estremi, che di cedere. Ciò che non potè ottenere la
+forza operò la fame. Giunsero quegli abitanti, dappoichè ebbero
+consumati tutti i viveri, anche più schifosi, a mangiarsi l'un
+l'altro. Nè restando più altro scampo, gran parte d'essi volle tentar
+la fuga colle loro barchette. Aspettato dunque un gagliardo vento,
+s'imbarcarono; ma le navi romane furono loro addosso, fracassarono i
+loro piccioli legni, di modo che il dì seguente nel porto di Bisanzio
+altro non si vide che cadaveri e pezzi di barche rotte. Allora le
+grida e i pianti di chiunque restato era nella città, furono oggetti
+di gran compassione, nè si tardò più a rendere la città. Entrativi i
+Severiani tagliarono a pezzi tutti i soldati che vi trovarono, e
+chiunque avea esercitato gli uffizii pubblici. Furono poi d'ordine di
+Severo smantellate tutte le mura e fortificazioni di quella
+riguardevol città, le terme, i teatri ed ogni altro più bello
+edifizio[1488]. Di peggio non avrebbono potuto fare i Barbari.
+Dione[1489], che dianzi avea veduta in tanta forza ed onore quella
+città, al mirarla poi ridotta a sì miserabile stato, non seppe già
+tacciar d'ingiustizia un tanto rigor di Severo, dappoichè con tanta
+ostinazione quel popolo volle cozzar col suo sovrano; ma non gli seppe
+già perdonare, che lo sdegno suo avesse privato l'imperio romano di un
+sì forte antemurale contro i tentativi de' Barbari. Confiscò Severo i
+beni di tutti gli abitanti; non solamente li privò di ogni privilegio,
+ma anche del titolo di città la lor patria, sottomettendo Bisanzio a
+guisa d'un borgo alla città di Perinto, che insolentemente dipoi
+esercitò la sua autorità sopra i Bizantini. Al valente ingegnere
+Prisco fu salvata la vita, e Severo di lui poscia utilmente si servì
+da lì innanzi nelle guerre.
+
+Allorchè accadde la resa di Bisanzio, si trovava Severo nella
+Mesopotamia, voglioso di acquistarsi gloria in guerreggiare coi Parti
+e con altre di quelle nazioni. Per la grande allegrezza esclamò:
+_Abbiamo in fine preso Bisanzio._ Aveano i popoli dell'Osroene, e
+dell'Adiabene, gli Arabi e i Parti o prestato aiuto nella passata
+guerra a Pescennio Negro, o pure tentato di profittar della discordia
+di lui con Severo, saccheggiando il paese romano, e prendendo ancora
+alquante castella[1490]. Severo, a cui premeva di far rispettare in
+quelle parti il nome romano, mosse guerra a que' popoli. Ma
+ritrovandosi di là dall'Eufrate in stagione bollente, in campagne
+prive d'acqua, e come soffocate dal gran polverio che facea la marcia
+dell'esercito, fu vicino a veder perire tutti i suoi. Trovata
+finalmente acqua, tornò ad ognuno il cuore in corpo. Sappiamo inoltre
+che Severo spedì _Laterano_, _Candido_ e _Leto_ a mettere a sacco e a
+fuoco le nemiche nazioni; nel che fu ben egli ubbidito, con aver
+eglino anche prese alcune città. Per tali successi non poco s'invanì
+Severo; ma dovette restar alquanto mortificata la di lui vanità,
+perchè nel mentre che si cercava con gran premura un certo Claudio,
+che faceva continue scorrerie e ruberie per la Giudea e per la Soria,
+costui con una mano de' suoi, come se fosse stato un tribuno delle
+armate romane, venne a trovar Severo nel campo, l'inchinò e gli baciò
+la mano, e poi se n'andò senza che mai riuscisse a Severo di averlo
+nelle mani. Da queste prodezze e da tali poco a noi note vittorie di
+Severo, si trova a lui dato nelle medaglie il titolo d'_Imperadore per
+la sesta, settima ed ottava volta_[1491]. Oltre a ciò il senato romano
+gli accordò i titoli di _Adiabenico_, _Partico_ ed _Arabico_: il qual
+ultimo ci guida a credere ch'egli facesse guerra anche contra degli
+Arabi. Decretogli ancora un trionfo; ma, secondo Sparziano[1492],
+Severo ricusò il trionfo, per non parere di voler gloria da una guerra
+e vittoria civile. Nè pur volle accettare il titolo di _Partico_, per
+non irritar maggiormente quella possente nazione. Nientedimeno in
+alcune medaglie di quest'anno il troviamo ornato di tutti e tre i
+suddetti titoli. Lo stesso si può osservare in varie iscrizioni. Andò
+poscia Severo a Nisibi, e dopo aver onorata quella città di molti
+privilegi, ne diede il governo a un cavaliere romano. Osserva
+Dione[1493] che Severo si facea bello di aver accresciuto notabilmente
+in quelle parti il romano imperio, e provvedutolo di un forte baluardo
+colla città di Nisibi; la verità nondimeno era che Nisibi non costava
+se non ispese e guerre per cagion de' Medi e Parti che non la
+lasciavano mai in pace: il che in vece d'utile, portava seco un gran
+danno e dispendio. Ma nel mentre che Severo attendeva a guerreggiar in
+Oriente, se gli preparò un più pericoloso cimento in Occidente per la
+guerra a lui mossa nella Bretagna da _Clodio Albino Cesare_, di cui
+parlerò all'anno seguente. Per ora basterà di sapere che questo
+incendio minacciava anche la Gallia; e però all'Augusto Severo fu
+d'uopo di abbandonar la Soria, e di ricondurre in Europa per terra la
+grande armata divisa in più corpi, dopo averla ben rallegrata con un
+magnifico donativo. Racconta Erodiano[1494] ch'egli marciava con
+diligenza senza riposo, non distinguendo i dì delle feste da quei da
+lavoro. Non l'aggravava fatica alcuna, nè caldo, nè freddo, passando
+sovente per montagne piene di nevi, e colla neve che fioccava,
+camminando col capo scoperto, per animar i soldati alla fatica e alla
+pazienza; ed essi in effetto non per paura, nè per forza, ma per una
+bella gara al vedere l'esempio del principe, marciavano allegri. Era
+in somma nato Severo per fare il generale di armata. Allorchè egli
+pervenne[1495] a Viminacio nella Mesia Superiore sulla ripa del
+Danubio, quivi dichiarò _Cesare_ il suo figliuolo primogenito
+_Bassiano_, a cui mutò il nome, con farlo chiamar da lì innanzi _Marco
+Aurelio Antonino_. Questi è da noi ora più conosciuto pel soprannome
+di _Caracalla_, che gli fu dato dagli storici dopo morte, a cagion
+d'un abito di nuova invenzione ch'egli portò.
+
+NOTE:
+
+[1485] Reland., in Fastis Consular.
+
+[1486] Thesaurus Novus Inscription., p. 346, n. 2.
+
+[1487] Dio, lib. 74.
+
+[1488] Herodianus, lib. 3.
+
+[1489] Dio, lib. 74.
+
+[1490] Ibidem.
+
+[1491] Mediobarb., in Numism. Imp.
+
+[1492] Spartianus, in Severo.
+
+[1493] Dio, lib. 74.
+
+[1494] Herodianus, lib. 3.
+
+[1495] Spartianus, in Severo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXCVII. Indizione V.
+
+ ZEFIRINO papa 1.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 5.
+
+_Consoli_
+
+APPIO CLAUDIO LATERANO e RUFINO.
+
+
+La cagione per cui si sconcertò la buona armonia fra _Severo Augusto_
+e _Decimo Clodio Albino Cesare_, secondo il costume l'uno la rifondeva
+sull'altro. A Severo veniva riferito[1496] che Albino nella Bretagna
+si abusava dell'autorità a lui data, facendola più da imperadore che
+da Cesare. Anzi Dione aggiugne aver egli scritte lettere a Severo, con
+pretensione d'essere dichiarato _Augusto_. Dicevasi inoltre che alcuni
+de' principali del senato segretamente scriveano ad Albino,
+esortandolo a venirsene a Roma, mentre Severo soggiornava in Levante,
+con sicurezza d'essere ben accolto. Nè si potea negare che tutta la
+nobiltà romana inclinasse più ad Albino, per esser egli nato da
+nobilissima famiglia in Africa: almeno così pretendeva egli, benchè
+Severo ciò tenesse per falso. Era anche creduto d'indole mansueta ed
+amabile, contuttochè Capitolino[1497] diversamente ne parli. Certo è
+altresì che a Severo mancava il pregio della nobiltà, e l'opere sue
+spiravano solamente crudeltà. Dall'altro canto poi in cuor di Albino
+stavano non poche spine, perchè gli amici suoi gli andavano picchiando
+in capo che non si fidasse di Severo, uomo di niuna fede, pieno di
+frodi e d'insidie, il quale avendo due figliuoli, non si potea mai
+presumere che intendesse di esaltare e preferir Albino in pregiudizio
+d'essi. La diffidenza conceputa da Albino passò dipoi in certezza;
+imperciocchè Severo alterato contro di lui, sulle prime pensò di
+sbrigarsene con ricorrere ad inganni, e fingere ottima volontà verso
+di lui in iscrivendo al senato e a lui, per poterlo assassinare. Spedì
+in Bretagna corrieri fidati con ordine di parlargli in segreto, e di
+ammazzarlo, se potevano; o pure di levarlo di vita col veleno. Albino,
+che stava all'erta, e prima di dar udienza facea ben indagare se le
+persone portavano armi addosso, accortosi di questa mena[1498], fece
+pigliar quei corrieri, e ricavata co' tormenti la verità, ordinò che
+fossero impiccati. Ed ecco manifestamente in rotta _Albino_ e
+_Severo_. Allora, per consiglio de' suoi, Albino prese il titolo e le
+insegne d'_Imperadore_, e raunata gran copia di soldatesche, passò nel
+presente anno nella Gallia, dove si studiò di tirar nel suo partito
+quante città mai potè. S'ebbero ben a pentirne quelle che il
+seguitarono. Severo, che già era in marcia coll'esercito suo venendo
+dalla Soria, premise ordini pressanti, affinchè si fornissero di
+armati i passi dell'Alpi, per sospetto che Albino tentasse di penetrar
+in Italia. Racconta Dione[1499], che saltata fuori questa nuova guerra
+civile, gran bisbiglio e mormorazione ne fu in Roma. Amavano Albino,
+loro dispiacevano le conseguenze funeste della guerra per le tante
+spese e per lo spargimento del sangue de' cittadini; e però in pieno
+teatro se ne lamentarono. Venne intanto ordine al senato di pubblicar
+il bando contra di Albino, e tosto fu eseguito.
+
+Anche nell'anno precedente si può credere che seguisse qualche
+conflitto nella Gallia fra le genti di Albino e quegli uffiziali che
+tuttavia conservavano la fedeltà a Severo, scrivendo Capitolino che i
+capitani d'esso Severo ebbero delle busse. Ed abbiam qui un'avventura
+curiosa narrata da Dione[1500]. Un certo _Numeriano_, che insegnava
+grammatica ai fanciulli in Roma, essendogli salito al capo un pensier
+bizzarro, se n'andò nella Gallia, e facendosi credere alla gente un
+senatore spedito da Severo per mettere insieme un corpo d'armata,
+raccolse a tutta prima alcune poche truppe, colle quali diede la mala
+pasqua ad alquanta cavalleria d'Albino, e fece dipoi altri bei fatti
+in favor di Severo. Ne andò l'avviso ad esso Severo, che credendolo
+veramente senatore, gli scrisse lodandolo, e comandando che
+accrescesse il suo esercito. L'ubbidì Numeriano, nè solamente fece
+varie prodezze contra di Albino, ma inviò anche a Severo un milione e
+mezzo di danaro adunato in quelle contrade. Finita poi la guerra, si
+presentò a Severo, nè gli tacque cosa alcuna. Avrebbe potuto ottener
+molta roba ed onorevoli posti, ma altro non accettò che una lieve
+pension da Severo, bastante a farlo vivere in villa con tutta quiete.
+Stavasi anche _Albino_ come in pace nella Gallia, godendo di quelle
+delizie, quando gli giunse la disgustosa nuova che Severo
+coll'esercito suo era già dietro a passar l'Alpi per entrar nella
+Gallia. Allora venne a postarsi a Lione con tutta l'oste sua.
+Succederono varie scaramucce[1501], e in un fatto d'armi riuscì alle
+genti di Albino di sconfiggere _Lupo_ generai di Severo con istrage di
+molti soldati. Era impaziente Severo, e voleva una giornata campale,
+decisoria della gran lite, fidandosi molto nelle sue agguerrite
+milizie, avvezze già alle vittorie, che ascendevano a cinquantamila
+combattenti. Un egual numero si pretende che ne avesse anche Albino,
+gente di non minor valore e sperienza nel suo mestiere. Però
+attaccatasi la feroce e sanguinosa battaglia in vicinanza di poche
+miglia a Lione[1502] nel dì 19 di febbraio, amendue le parti
+combatterono con incredibil bravura ed ostinazione. Stette lungamente
+in bilancio la fortuna dell'armi, quando l'ala sinistra di Albino
+piegò, e fu interamente rovesciata sino alle sue tende, intorno allo
+spoglio delle quali si perderono i vincitori. Per lo contrario l'ala
+destra diede una terribile percossa alle genti di Severo. Secondo lo
+stratagemma usato non poco allora, aveano quei di Albino fabbricate
+delle fosse coperte di terra, dietro alle quali stavano saettando
+mostrando paura. Inoltratisi i Severiani precipitarono dentro, laonde
+di essi e dei cavalli fu fatto un gran macello. Retrocedendo gli altri
+spaventati, misero in confusione ogni schiera. Allora accorse Severo
+coi pretoriani; ma fu così ben ricevuto da quei di Albino, che
+uccisogli sotto il cavallo, corse pericolo di restar morto o prigione.
+Erano già in rotta tutti i suoi, quando egli, stracciatasi la
+sopravveste e collo stocco nudo in mano, si mise innanzi a' suoi
+fuggitivi. La sua voce e presenza bastò a farli voltar faccia, e a
+ripulsare i nemici. Non s'era mosso finora _Leto_ col suo corpo di
+riserva, e fu detto dipoi per isperanza che amendue gl'imperadori
+perissero, e che susseguentemente l'una e l'altra fazione desse a lui
+lo scettro imperiale, oppure che egli differisse tanto, per unirsi con
+chi fosse vincitore. Questa ciarla vien da Erodiano[1503], il quale
+aggiugne, da ciò essere proceduto che Severo, invece di ricompensar
+Leto, come gli altri generali, gli levasse nell'anno seguente la vita.
+Ora Leto, veggendo superiore Severo, con sì duro assalto piombò
+anch'egli addosso alle squadre di Albino, che finì di sconfiggerle. Ma
+immenso fu il numero de' morti e feriti non men dall'una che
+dall'altra parte; e se vogliam credere ad un'usata maniera di dire
+degli storici, il sangue scorreva a ruscelli nei fiumi, di maniera che
+se i vinti piansero, nè pure risero i vincitori. Il padre Pagi[1504]
+riferisce all'anno seguente tutta questa tragedia; ma è ben più
+verisimile ch'essa appartenga all'anno presente.
+
+La città di Lione, dopo la vittoria di Severo, divenne il teatro della
+crudeltà. Fin colà inseguì Severo i fuggitivi[1505], ed entrate le sue
+genti in quella città, la misero a sacco, e poi la bruciarono. Erasi
+ritirato _Albino_ in una casa sulle rive del Rodano. Allorchè prese la
+risoluzion di fuggire, non fu più tempo, perchè erano occupati i
+passi; però diede fine alla sua tragedia con uccidersi di propria
+mano[1506]. Altri il dissero ucciso da' soldati, o pure da un servo, e
+condotto mezzo morto davanti a Severo, il quale ne mandò il capo a
+Roma, con lettere al senato, dolendosi forte in esse, perchè tanti de'
+senatori avessero portato amore a costui, e desiderato di vederlo
+vincitore: il che atterrì non poco quell'augusto corpo. Sfogò poscia
+Severo la rabbia sua contro il cadavero dell'estinto Albino[1507];
+perdonò bensì a tutta prima alla moglie e a due figliuoli di lui; ma
+da lì a poco li fece svenare e gittare nel Rodano. Aveva egli avuta
+l'attenzione di far occupar tutta la segreteria d'Albino, per
+conoscere i di lui corrispondenti. Quanti ne trovò fece di poi morire.
+Tutta la famiglia d'Albino, e i suoi nobili amici della Gallia e della
+Spagna, perderono la vita, sì uomini che donne. Altrettanto avvenne
+appresso in Italia, perchè non si perdonò a persona scoperta parziale
+dell'estinto Albino. Era implacabil Severo contro a tutti; e perchè
+uno de' nobili infelici, che suo malgrado si trovò involto nel partito
+contrario, gli dimandò[1508], _cosa desidererebbe egli, se la fortuna
+gli fosse stata contraria, e si trovasse ora ne' panni di lui_:
+crudelmente gli rispose: _Soffrirei con pazienza quello che tu hai ora
+da sofferire_[1509], e il fece ammazzare. Tutti i beni di coloro che
+Severo condannò a morte, furono confiscati ed applicati all'erario
+privato d'esso imperadore, a cui riuscì facile di premiare ed
+arricchire tutti i suoi soldati e i lor figliuoli, perchè si trattò
+d'incredibil confisco. Non tornò poi così tosto la quiete nella
+Gallia, essendovi restati dei partigiani d'Albino, che fecero testa,
+finchè poterono, con prevaler infine la maggior forza di Severo, il
+quale in questi tempi divise in due provincie la Bretagna, non la
+volendo più sotto il governo d'un solo. Poscia mossosi dalla Gallia a
+gran giornate, siccome suo costume era, sen venne a Roma, menando seco
+tutta l'armata per maggiormente atterrire i Romani, che tutti già
+tremavano, conoscendo che mal uomo fosse questo, e specialmente per le
+terribili lettere mandate innanzi. Entrò nella gran città, accolto con
+incessanti _Viva_ dal popolo tutto laureato e in gala, e dal senato in
+corpo: acclamazioni nondimeno uscite dalla bocca, ma non dal cuore.
+
+Furono lieti questi primi giorni, perchè egli diede un suntuoso regalo
+al popolo[1510], ed allargò la sua liberalità sopra i soldati, donando
+loro più di quello che mai avesse fatto alcuno de' suoi predecessori,
+con accrescere loro la porzione del grano, e conceder anche ad essi di
+poter portare anelli d'oro, e il tener mogli o pur donne in casa: cose
+non permesse dianzi dalla militar disciplina, e che servirono poi al
+loro lusso, e a snervar il vigore della milizia romana. Ma Severo,
+purchè si facesse amar dai soldati, null'altro curava, esigendo
+solamente d'esser temuto dagli altri. Andò poscia al senato, e
+confessa Dione[1511] che un gran ribrezzo corse per l'ossa sue e di
+tutt'i suoi colleghi, allorchè lo udirono entrar nelle lodi di
+_Commodo Augusto_, di cui avea già cominciato ad intitolarsi
+fratello[1512], inveendo contro al senato perchè avea caricato esso
+Commodo d'ignominia, e dicendo che la maggior parte d'essi senatori
+menavano una vita più scandalosa di lui, e al pari di lui facevano da
+gladiatori. Passò ad esaltare Silla, Mario e i primi anni del governo
+d'Augusto, ne' quali di gran faccende ebbero le mannaie e le scuri,
+pretendendo che questa fosse la maniera più sicura di quetare
+l'imperio, di estinguere le fazioni, di prevenir le ribellioni, e non
+già quella troppo dolce e pietosa di Pompeo e di Giulio Cesare, che fu
+la loro rovina[1513]. Massime detestabili e contrarie alla vera
+politica; imperciocchè la crudeltà e l'eccessivo rigore fanno divenir
+segreti nemici anche gli amici; laddove la clemenza, adoperata a
+tempo, muta i nemici in amici, ed util pruova ne aveano sempre fatto i
+principi e buoni e saggi. Andarono a terminar questi tuoni in fulmini,
+perchè messe fuori le lettere scritte da vari senatori ad Albino,
+contò per grave delitto ogni menoma espression d'amicizia verso di
+lui. Perdonò, è vero, a trentacinque d'essi senatori per farsi credere
+clemente, e li trattò sempre da lì innanzi come amici; ma ne condannò
+senza processo a morte ventinove altri, fra' quali _Sulpiciano_
+suocero di Pertinace Augusto. Sparziano[1514] ne nomina fin
+quarantadue della principal nobiltà di Roma, la maggior parte stati
+consoli, o pretori, o in altre riguardevoli cariche. Erodiano dice di
+più[1515], cioè ch'egli levò dal mondo i più nobili e ricchi delle
+provincie, sotto pretesto che fossero fautori d'Albino, ma
+effettivamente per sete dei lor beni, perchè egli era non mai sazio di
+raunar tesori. Tra i fatti morire, uno fu _Erucio Claro_[1516], già
+stato console. Gli prometteva Severo la vita, purchè volesse rivelare
+ed accusare chi aveva tenuto la parte d'Albino; ma egli protestò che
+morrebbe più tosto mille volte, che di far sì brutto mestiere, e si
+lasciò in fatti uccidere. Non così operò _Giuliano_, che s'indusse a
+far quanto volle Severo, e si salvò. Caro nondimeno gli costò questa
+vile ubbidienza, perchè Severo il fece ben ben tormentare, acciocchè
+più giuridiche comparissero le di lui deposizioni. Osserva il
+Tillemont[1517] che Tertulliano[1518] vivente in Africa in questi
+tempi animava i martiri cristiani a sofferir i tormenti e la morte
+coll'esempio di tanti nobili romani che Severo avea sagrificati al suo
+furore, nè merito alcuno acquistavano colla lor pazienza. Imperciocchè
+sotto Severo infierì di nuovo la persecuzion de' Pagani contro chi
+professava la fede di Cristo. Ed appunto si crede che in quest'anno
+san _Vittore_ papa celebre terminasse col martirio, e che a lui
+succedesse _Zefirino_.
+
+Ad una specie di frenesia attribuì Sparziano[1519] l'avere l'Augusto
+Severo preso ad onorar la memoria di _Commodo Imperatore_, con
+dichiararsi, come accennai, suo fratello: del che si truova memoria in
+qualche iscrizione. Volle egli inoltre che il senato suo malgrado
+decretasse gli onori divini a sì screditato Augusto: il che sempre più
+fa scorgere la pazzia di una religion tale, che dovea tener per dio un
+principe lordo di tutti i vizii. E fin qui era vivuto in pace quel
+Narciso atleta che strangolò Commodo. Severo, divenuto protettore e
+panegirista di Commodo, fece in quest'anno gittare costui nel
+serraglio dei lioni. Per essersi egli dichiarato fratello d'esso
+Commodo e figliuolo di Marco Aurelio[1520], _Pollenio Sebennio_, uomo
+avvezzo a proferir dei motti arguti, ebbe tanto animo di dire a
+Severo, _che si rallegrava con lui, perchè avesse trovato il padre_,
+quasi che il vero suo padre per la bassezza de' suoi natali non si
+sapesse. Pure il sì accorto Severo non si avvide della burla.
+Venne[1521] appunto a trovarlo, non so dove, una sua sorella, maritata
+già poveramente in Leptis città dell'Africa, con un suo figliuolo;
+Severo la regalò da par suo, e creò anche senatore suo figlio; ma,
+vergognandosi ch'ella nè men sapesse parlar latino, la rimandò a casa.
+In breve tempo quel figliuolo terminò i suoi giorni. Secondo i conti
+di Sparziano, accrebbe Severo in quest'anno gli onori a Bassiano suo
+primogenito, appellato già Marco Aurelio Antonino, e da noi chiamato
+_Caracalla_, disegnandolo suo successore, e facendogli dare dal senato
+gli ornamenti imperiali. Erodiano[1522] vuole che il dichiarasse anche
+collega nell'imperio; intorno a che hanno disputato gli eruditi, e i
+più convengono doversi riferire all'anno seguente cotesti onori, non
+essendo già probabile, come vorrebbe il padre Pagi[1523], che Severo
+concedesse in quest'anno la tribunizia podestà a Caracalla, e che solo
+nel seguente gli fosse confermata dal senato. Gran tempo era che il
+senato faceva tutto quanto comandavano i dominanti Augusti, e bastava
+che aprissero la bocca per essere tosto ubbiditi. Sembra poi, secondo
+il suddetto Erodiano, che in quest'anno l'Augusto Severo, dopo essersi
+fermato per qualche tempo in Roma, marciasse di nuovo coll'armata in
+Oriente: del che mi riserbo di parlare nell'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[1496] Herodianus, lib. 3.
+
+[1497] Capitolinus, in Albino.
+
+[1498] Capitolinus, in Albino.
+
+[1499] Dio, lib. 75.
+
+[1500] Ibidem.
+
+[1501] Dio, lib. 75.
+
+[1502] Capitolinus, in Severo.
+
+[1503] Herodianus, lib. 3.
+
+[1504] Pagius, in Critic. Baron., ad annum 198.
+
+[1505] Dio, lib. 71.
+
+[1506] Capitolinus, in Albino.
+
+[1507] Spartianus, in Severo.
+
+[1508] Aurelius Victor., in Breviario.
+
+[1509] Spartianus, in Severo.
+
+[1510] Herodianus, lib. 3.
+
+[1511] Dio, lib. 75. Herodianus, lib. 3.
+
+[1512] Spartianus, in Severo.
+
+[1513] Aurelius Victor, in Breviario.
+
+[1514] Spartianus, in Severo.
+
+[1515] Herodianus, lib. 3.
+
+[1516] Dio, in Excerptis Vales.
+
+[1517] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[1518] Tertull., ad Martyres.
+
+[1519] Spartian., in Sev.
+
+[1520] Dio, lib. 71.
+
+[1521] Spartianus, in Severo.
+
+[1522] Herod., lib. 3.
+
+[1523] Pagius, in Critic. Baron., ad hunc annum.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXCVIII. Indizione VI.
+
+ ZEFIRINO papa 2.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 6.
+ CARACALLA imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+SATURNINO e GALLO.
+
+
+Perchè non paiono ben sicuri i prenomi di _Tiberio_ e di _Cajo_, dati
+da taluno a questi due consoli, io non ho posto se non i loro cognomi.
+Certamente non era molto in uso di notare i consoli col prenome e
+cognome, lasciando andare i lor nomi. O sia che l'Augusto Severo
+nell'anno precedente, o pure nel presente s'inviasse in Levante, certo
+è che egli si mosse per fare una nuova guerra in quelle parti. Sì
+Erodiano[1524] che Sparziano[1525] pretendono che niuna necessità vi
+fosse in questa guerra, ed averla Severo intrapresa unicamente per la
+sua capricciosa voglia di volere un trionfo, giacchè i Romani non
+solevano trionfare per le vittorie ottenute nelle guerre civili. Ma
+qui si truova la storia in gravi imbrogli, non tanto per determinare i
+tempi di tali imprese, che sono scuri e controversi fra gli scrittori
+moderni, quanto per esporre le imprese medesime, essendo troppo
+discordi fra loro Dione, Erodiano e Sparziano, cioè le uniche nostre
+scorte per gli affari di questi tempi. Dall'ultimo di questi scrittori
+abbiamo che Severo da Brindisi traghettò l'esercito in Grecia, e per
+terra continuando la marcia, arrivò in Soria. E qui Dione[1526] vien
+dicendo che, trovandosi occupato Severo nella guerra contro d'Albino,
+i Parti aveano agevolmente occupata la Mesopotamia, ed anche messo
+l'assedio alla città di Nisibi. Leto, che verisimilmente dopo la rotta
+data ad Albino, era stato spedito da Severo in quelle contrade, quegli
+fu che difese Nisibi. Però ecco contraddizione fra questo fatto e il
+dirsi da Erodiano e Sparziano che Severo, senza bisogno alcuno e per
+sola sete di gloria, entrò in questo nuovo cimento. E pur ciò è poco
+rispetto a quello che aggiugnerò. Scrive lo stesso Erodiano che il
+pretesto preso da Severo per tal guerra fu di vendicarsi del re
+d'Atra, che s'era dichiarato in favor di Pescennio Negro nella
+precedente guerra. Si partì egli dunque con pensiero di malmettere
+l'Armenia; ma prevenuto da quel re con regali, ostaggi e preghiere,
+comparve poi come amico in quel paese. Anche il re dell'Osroene
+_Abgaro_ gli diede per pegno della sua fede i suoi figliuoli, e
+somministrò una gran copia di arcieri all'esercito romano. Poscia
+Severo, passato il paese degli Albeni, entrò nell'Arabia Felice (cosa
+dura da credere), e dopo aver espugnate molte città e castella, e dato
+il guasto a quelle contrade, si portò all'assedio di Atra, città
+fortissima, sì per le sue mura, come per essere situata sopra una
+montagna e guernita di bravi arcieri. Fecero una terribil difesa gli
+Atreni, bruciarono le macchine degli assedianti; perì quivi gran
+quantità di Romani per le spade e saette de' nimici, ma più per le
+malattie che entrarono nel loro campo. Però fu forzato l'imperadore a
+levar l'assedio con rabbia e confusione incredibile, perchè, essendo
+avvezzo alle vittorie, ora gli parve d'essere vinto, perchè non avea
+vinto. Dipoi voltò l'armi contra dei Parti. Così Erodiano[1527].
+Dione, all'incontro, scrive[1528], che i Parti, senza aspettar
+l'arrivo di Severo, se n'erano tornati alle case loro: e che Severo
+giunse a Nisibi, dove trovò che un grossissimo cignale avea buttato
+giù da cavallo ed ucciso un cavaliere. Trenta soldati appresso tanto
+fecero che uccisero quella bestia, e la presentarono a Severo, il
+quale non tardò a portar la guerra addosso ai Parti, chiamando
+_Vologeso_ quel re che da Erodiano vien appellato _Artabano_.
+Succedette dipoi, secondo Dione, l'assedio infelice d'Atra. Ma perchè
+il medesimo storico mette due assedii di quella città, situata non so
+dire se nella Mesopotamia non lungi da Nisibi, o pur nell'Arabia, come
+vuole lo stesso Dione, pare che il primo si possa riferire all'anno
+presente; e tanto più perchè quell'autore lo mette intrapreso
+dappoichè Severo fu entrato in essa Mesopotamia. Noi abbiam le storie
+di Dione troppo accorciate e sconvolte da Sifilino.
+
+Staccatosi da Atra l'Augusto Severo, se pur sussiste l'assedio
+suddetto nell'anno presente, mosse l'armi contra de' Parti. Vuole
+Erodiano[1529], che imbarcatesi le di lui soldatesche, fossero per
+accidente trasportate dall'empito dell'acque nel paese d'essi Parti,
+mentre quel re se ne stava con tutta pace senza aspettare ostilità
+alcuna dai Romani; laddove Dione[1530] attesta che i Parti aveano poco
+prima fatto guerra nella Mesopotamia, e che Severo fece gran
+preparamento di barche leggere da mettere nell'Eufrate per assalire i
+medesimi Parti. Allorchè fu in ordine l'armamento navale, marciò
+l'armata romana, ed entrò in Seleucia e in Babilonia, abbandonate dai
+nemici, e poco appresso sorprese, o pur colla forza acquistò
+Ctesifonte, reggia in que' tempi de' Parti. Secondo Sparziano[1531],
+ciò accade sul fin dell'autunno. Ne fuggì il re Vologeso, o sia
+Artabano, con pochi cavalli; furono presi i di lui tesori; permesso il
+sacco della città ai soldati, i quali, dopo un gran macello di
+persone, vi fecero centomila prigioni. Ma non si fermò molto
+l'imperadore in quella città per mancanza di viveri, e tornossene
+coll'armata piena di bottino indietro. Se non falla Sparziano[1532],
+fu in questa occasione che gli allegri soldati proclamarono collega
+nell'imperio, cioè _Imperadore Augusto_, _Marco Aurelio Antonino
+Caracalla_, primogenito d'esso imperador Severo, e _Cesare Geta_ suo
+secondogenito. Ora dai più si crede che solamente nel presente anno
+Caracalla conseguisse questo onore, e, per conseguente, il differire
+la presa di Ctesifonte all'anno di Cristo 200, come han fatto il
+Petavio, il Mezzabarba e il Bianchini, non sembra appoggiato ad assai
+forti fondamenti. Ho io rapportata[1533] un'iscrizione dedicata XIII.
+KAL. OCTOBR. SATVRNINO ET GALLO COS., cioè in quest'anno in cui
+Caracalla si vede appellato _Imperadore Augusto_, e dotato
+dell'_autorità tribunizia e proconsolare_. V'ha qualche medaglia[1534]
+che ci rappresenta Severo sotto quest'anno _Imperadore per la decima
+volta_; il che è segno (quando ciò sussista) della vittoria riportata
+contra de' Parti. Con magnifiche parole diede Severo[1535] un distinto
+ragguaglio di queste sue vittorie al senato e popolo romano, e ne
+mandò anche la descrizione dipinta in varie tavolette che furono
+esposte in Roma. Nè fu minore la diligenza del senato in accordargli
+tutt'i più onorevoli titoli delle nazioni ch'egli diceva d'aver
+soggiogate; e l'adulazione inventò allora quello di _Partico Massimo_,
+che si comincia a trovar nelle iscrizioni e medaglie. A lui fu
+decretato il trionfo. Se crediamo al suddetto Sparziano[1536], senza
+saputa, non che consenso di Severo, seguì la proclamazione di
+_Caracalla Augusto_; e perchè il padre o seppe o s'immaginò ciò fatto
+perchè egli pativa delle doglie articolari, o pur delle gotte ne'
+piedi, nè potea ben soddisfare ai bisogni della guerra, salito sul
+trono, e fatti venir tutti gli uffiziali dell'armata, volea gastigar
+chiunque era stato autore di quella novità. Ognun d'essi si gittò
+ginocchioni, chiedendo perdono. Terminò questa scena solamente in dir
+egli: _Avete da conoscere in fine, essere la testa che comanda, e non
+i piedi._ Al Salmasio questa parve una frottola di Sparziano. Il
+Tillemont[1537] cerca di renderla verisimile con dire che Caracalla
+dovette far questo maneggio per escludere Geta suo fratello: il che
+dispiacque a Severo. O pure che ciò potè accadere nell'ultima guerra
+da lui fatta nella Bretagna, siccome vedremo. Son plausibili le di lui
+riflessioni; ma come sarà poi vero che _Caracalla_ acquistasse
+nell'anno presente il titolo d'_Augusto_?
+
+NOTE:
+
+[1524] Herodian., Histor., lib. 3.
+
+[1525] Spartianus, in Severo.
+
+[1526] Dio, lib. 75.
+
+[1527] Herodianus, lib. 3.
+
+[1528] Dio, lib. 75.
+
+[1529] Herodianus, lib. 3.
+
+[1530] Dio, lib. 75.
+
+[1531] Spartianus, in Severo.
+
+[1532] Spartianus, ibidem.
+
+[1533] Thes. Novus Inscript., Clas. XV, p. 1035, num. 6.
+
+[1534] Mediobarbus, in Numismat. imperat.
+
+[1535] Herodianus, lib. 4.
+
+[1536] Spartianus, in Severo.
+
+[1537] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CXCIX. Indizione VII.
+
+ ZEFIRINO papa 3.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 7.
+ CARACALLA imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO CORNELIO ANULINO per la seconda volta, e MARCO AUFIDIO
+FRONTONE.
+
+
+Di due assedii della città di Atra, siccome accennai, fatti
+dall'Augusto Severo, noi siamo accertati dallo storico Dione[1538]. Il
+primo, per attestato di Erodiano[1539], dovrebbe appartenere all'anno
+precedente, assedio calamitoso ed insieme frustraneo all'armata
+romana. Funesto riuscì sopra tutto il medesimo a due de' primi e più
+valorosi uffiziali. L'uno fu _Giulio Crispo_, tribuno de' soldati
+pretoriani. Questi, perchè si trovava stanco per le fatiche militari,
+e in collera al vedere che l'imperadore, per l'ostinata sua ambizione
+e vanità, consumava tante truppe intorno a quell'inespugnabil
+fortezza, cominciò a cantar quei versi di Virgilio nel libro undecimo
+dell'Eneide, dove Drance si duole _che Turno fa perir senza ragione
+tanti de' suoi soldati_. Riferito ciò a Severo, non vi volle altro,
+perchè egli il facesse tosto ammazzare, con dar poi quel posto ad un
+semplice soldato appellato Valerio, stato accusatore dello stesso
+Crispo. L'altro fu _Leto_, quel medesimo che già vedemmo principal
+autore della vittoria riportata da Severo contra di Albino; L'amavano
+forte i soldati, e perchè un dì non voleano combattere, se non erano
+guidati da lui, tal gelosia prese Severo per cagione di tanta
+parzialità mostrata da quella gente al suo generale, che a lui fece
+torre la vita. Dione ci rappresenta questo personaggio per uomo di
+rara prudenza negli affari civili, e di non minor prodezza nei
+militari, con attribuire l'indegna sua morte, non già all'aver egli
+meditato de' tradimenti nella battaglia di Lione, come asserisce
+Erodiano e il suo seguace Sparziano, ma solamente all'abbominevole
+invidia ed inumanità di Severo. Ne ebbe poi tal rossore lo stesso
+Severo[1540], che si diede a volere far credere che Leto contra sua
+volontà era stato ucciso dai soldati. Tornò dunque[1541] nell'anno
+presente esso imperadore all'assedio di Atra, dopo aver fatta gran
+provvisione di viveri e di macchine, perchè nulla a lui parea di aver
+fatto, se non superava quella forte rocca. Ma Iddio avea destinato
+questa medesima città per umiliare l'orgoglio di Severo. Vi perdè egli
+intorno anche questa volta un numero grande di milizie, e i nemici con
+bitume acceso fecero un falò di tutte le di lui macchine di legno, a
+riserva delle fabbricate da Prisco, ingegnere famoso di Nicea.
+Contuttociò essendo caduta una parte del muro esteriore, allorchè
+l'esercito a tal vista incoraggito dimandava di andare all'assalto,
+Severo nol volle, e fece sonar la ritirata. Ne fu data la colpa alla
+somma sua avarizia, perchè voce correa che in quella città si
+chiudessero immensi tesori, e massimamente in un tempio del Sole, che
+quivi era in gran venerazione; e Severo si figurava, che esponendo gli
+Atreni bandiera bianca, si avrebbe egli ingoiate tutte quelle
+ricchezze. Ma gli Atreni niun segno fecero di volersi dare; anzi la
+notte rifabbricarono, il meglio che poterono, la caduta muraglia.
+Venuto il dì seguente, Severo, trovate fallite le sue idee e fumando
+di collera, comandò all'esercito di dar l'assalto, ma niuno de'
+soldati europei il volle ubbidire, amareggiati troppo dalla vittoria
+loro tolta di mano nel dì innanzi dalla insaziabilità di Severo. Per
+forza v'andarono i Soriani; ma gran sangue costò loro l'ubbidienza, e
+la città tenne forte. Tanta fu allora l'agitazion di Severo al vedere
+l'ammutinamento nei soldati, che essendo venuto uno de' suoi capitani
+a domandargli solamente cinquecento cinquanta soldati, co' quali si
+prometteva di entrar nella città, non potè contenersi dal dire a
+sentita d'ognuno: _Ma onde prenderemo noi tanta gente?_ Sicchè, dopo
+venti giorni d'infelice assedio egli più che prima malcontento di sè
+stesso lasciò Atra in pace. Potrebbe essere che questo assedio
+appartenesse ad uno dei seguenti anni: a buon conto qui ne ho fatta
+menzione. Che fossero o pur fossero stati dei rumori di guerra anche
+in Palestina verso questi tempi, si può dedurre da Eusebio[1542], il
+quale all'anno quinto di Severo mette il cominciamento di una guerra
+nella Giudea e nella Samaria. E che guerra appunto facessero quivi i
+Romani, possiam raccoglierlo da Sparziano[1543], il quale scrive avere
+il senato romano accordato a Caracalla Augusto di lui figliuolo il
+_Trionfo Giudaico_, a contemplazione ancora delle felici imprese della
+Soria. Qual altra azione facesse in Oriente l'Augusto Severo, nol
+saprei dire, restando esse in troppa caligine involte, e senza poter
+noi accertare i tempi, ne' quali accaddero. Ma essendovi qualche
+medaglia[1544], in cui esso Severo comparisce nell'anno presente
+acclamato _Imperadore per l'undecima volta_, questo ci reca indizio di
+qualche vittoria riportata in esso anno. Nella Cronica di Eusebio è
+scritto che Severo in questi tempi talmente domò anche gli Arabi
+_interiori_, che formò una provincia romana del loro paese.
+
+NOTE:
+
+[1538] Dio, lib. 75.
+
+[1539] Herodianus, lib. 3.
+
+[1540] Spartianus, in Severo.
+
+[1541] Dio, lib. 75.
+
+[1542] Euseb., in Chron.
+
+[1543] Spartianus, in Sev.
+
+[1544] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CC. Indizione VIII.
+
+ ZEFIRINO papa 4.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 8.
+ CARACALLA imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+TIBERIO CLAUDIO SEVERO e CAJO AUFIDIO VITTORINO.
+
+
+Una bella iscrizione si vede in Roma, scoperta negli anni addietro, e
+da me rapportata nella mia Raccolta[1545]. Fu essa dedicata nel primo
+dì di aprile, SEVERO ET VICTORINO COS., cioè nell'anno presente, da
+una compagnia di soldati ritornata dalla spedizione contro i Parti,
+_per la salute, per l'andare e ritornare, e per la vittoria
+degl'imperadori Severo_, il qual si chiama dotato della _podestà
+tribunizia VIII_, ed _imperadore per l'undecima volta_, e di _Marco
+Aurelio Antonino_ cioè Caracalla, al quale si attribuisce la _Podestà
+Tribunizia III_. Dal che apparisce che prima delle calende dell'anno
+198, Caracalla avea conseguita la podestà tribunizia. Fu di parere il
+Petavio, seguitato dal Mezzabarba[1546] e dal Bianchini, che in
+quest'anno si facesse la guerra partica, e succedesse ora solamente la
+presa di Seleucia, Babilonia e Ctesifonte. E veramente rapporta esso
+Mezzabarba monete, dove si legge VICTORIA PARTHICA MAXIMA, da lui
+credute spettanti a questo anno. Ma, oltre all'osservarsi che alcune
+di esse possono appartenere anche agli anni precedenti, perchè
+accompagnate dal numero della podestà tribunizia, conviene avvertire
+che non nelle sole monete dell'anno, in cui succedeano le vittorie
+degli imperadori, si truova menzione delle medesime vittorie, ma in
+alcune ancora degli anni susseguenti, e però non si può far capitale
+di sì fatta nozione. All'incontro a dimostrare che prima di quest'anno
+succedessero le imprese suddette contra de' Parti, bastar dovrebbe
+l'osservare
+
+
+che Severo anche nel precedente anno era _Imperadore per l'undecima
+volta_, e nel presente non più che tale comparisce nelle monete:
+laonde non è da credere che a quest'anno sia da riferir la guerra e la
+vittoria riportata contra dei Parti. Ma e che operò Severo in Oriente
+in questi tempi? Noi non troviamo che oscurità. A me dunque sia lecito
+di riferir qui ciò che forse non disconviene al presente anno. Una
+delle applicazioni di Severo[1547], allorchè andava girando per le
+città d'Oriente, era d'indagare chiunque fosse stato amico o parziale
+di Pescennio Negro, tanto tempo prima ucciso, sempre con la mira
+d'occupar le loro sostanze: perchè in ciò non si dava mai posa la di
+lui avarizia. Dico ciò, seguitando Sparziano[1548], che per altro
+Dione[1549] storico più fidato attesta, non aver Severo fatto
+ammazzare alcuno per avidità della roba loro. Certo è che in questi
+tempi molte persone, accusate della parzialità suddetta, furono da lui
+private di vita, _graspugliando egli dopo la vendemmia_, come dice
+Tertulliano[1550]. _Plauziano_, prefetto del pretorio, della cui
+malvagità parleremo fra poco, o era l'autore di tutte queste iniquità,
+o almeno andava maggiormente attizzando alla crudeltà Severo; e
+verisimilmente le stesse ricerche non si ometteano in Roma e nelle
+provincie europee[1551]. Raccontasi, che mentre si facea cotal
+persecuzione ai partigiani di Negro e di Albino, per la quale diceva
+Severo ai suoi figliuoli _di liberarli dai nemici_; il giovine
+Caracalla ne mostrava piacere ed aggiugneva, _doversi anche far morire
+i figli di costoro_. Allora Geta, minor suo fratello, dimandò se
+costoro aveano de' parenti. _Molti_, rispose Severo. E Geta: _Molti
+ancora avremo che ci odieranno._ Poi voltatosi a Caracalla, gli disse:
+_Se voi non perdonate a chi che sia, potrete benanco ammazzar vostro
+fratello_; il che fu una predizione di quel che poscia avvenne. Notò
+il padre queste savie parole del fanciullo, e gli piacquero; ma
+profittar non seppe per la prepotenza del suddetto _Plauziano_ e di
+_Giuvenale_ prefetti del pretorio, intenti troppo a far buona borsa
+colle altrui calamità. Perderono ancora molti la vita, accusati di
+aver interrogato gl'indovini caldei intorno alla salute
+degl'imperadori. A quest'anno scrive Eusebio[1552], che furono
+fabbricate in Antiochia e in Roma le Terme di Severo Augusto e il
+Settizonio. Sparziano[1553] non parla se non delle Terme romane e del
+Settizonio, fabbrica di gran magnificenza, intorno al sito e
+all'impiego della quale disputano tuttavia gli eruditi, credendolo
+alcuni un mausoleo, ed altri un edifizio ad uso civile.
+
+NOTE:
+
+[1545] Thesaurus Novus Inscript., pag. 347.
+
+[1546] Mediobarbus, in Numismat. Imperator.
+
+[1547] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[1548] Spartianus, in Sever.
+
+[1549] Dio, in Excerpt. Valesianis.
+
+[1550] Tertullianus, in Apologet., cap. 35.
+
+[1551] Spart., in Sev. et in Geta.
+
+[1552] Euseb., in Chronic.
+
+[1553] Spartianus, in Sever.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCI. Indizione IX.
+
+ ZEFIRINO papa 5.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 9.
+ CARACALLA imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO ANNIO FABIANO e MARCO NONIO ARRIO MUCIANO.
+
+
+Che così s'abbia a scrivere il nome del secondo console, apparisce da
+una iscrizione della mia Raccolta[1554]. Nè pur sappiamo qual cose si
+andasse facendo in Levante l'Augusto Severo nell'anno presente. Dalle
+medaglie[1555] risulta, che egli circa questi tempi cominciò ad usare
+il titolo di _Pio_, che frequente poi si osserva da lì innanzi. Stava
+pur male ad un imperador sì crudele e spietato un sì bel titolo.
+Quello di _Pertinace_, perchè egli era proverbiato a cagion d'esso,
+andò a poco a poco in disuso. Abbiamo inoltre da Sparziano[1556], che
+soggiornando esso Severo in Antiochia, diede la toga virile a
+_Caracalla Augusto_ suo figliuolo. S'è vero, come pretende il padre
+Pagi, che Caracalla[1557] fosse nato nell'anno 188, nel dì 6 d'aprile,
+egli anticipò d'un anno questa funzione, non solendo i Romani prendere
+essa toga se non compiuto l'anno quattordicesimo della loro età.
+Disegnò ancora sè stesso console per l'anno prossimo venturo,
+prendendo per collega in esso consolato il medesimo Caracalla. So io
+molto bene che Sparziano riferisce all'anno seguente l'andata di
+Severo Augusto in Egitto: nel che è seguito da insigni scrittori. Ma
+non essendo Sparziano in tanti altri punti uno scrittore sì esatto,
+come ognun confessa, io chieggo licenza di riferir questo viaggio
+all'anno presente, perchè vo credendo che gl'imperadori nel seguente
+anno ritornassero a Roma più presto di quel che credono alcuni.
+Abbiamo dunque da Dione[1558], che terminato infelicemente l'assedio
+di Atra, lo Augusto Severo andò in Palestina. Quivi perdonò ai Giudei
+ch'erano stati parziali di Pescennio Negro[1559], e fece molti
+regolamenti pel governo di quel paese; ma con proibire sotto rigorose
+pene che alcuno potesse abbracciare la religione giudaica, e stese
+questo divieto anche alla cristiana. Eusebio[1560] nell'anno seguente
+mette la quinta persecuzion de' Cristiani. Il resto nondimeno, come fu
+pubblicato da Gioseffo Scaligero, non è sicuro; imperciocchè nella
+Cronica Alessandrina[1561] sotto questi consoli, e non già sotto i
+seguenti, vien riferita la suddetta persecuzione, per cui moltissimi
+fedeli riceverono la corona del martirio. Per altro può essere che la
+medesima cominciasse in quest'anno, e crescesse di poi nel seguente.
+Quindi passò Severo in Egitto, dove, dopo aver visitato il sepolcro di
+Pompeo, si portò ad Alessandria. Abbiamo da Suida[1562], che,
+nell'entrare in quella città, egli osservò un'iscrizione con queste
+parole in greco, che qui rapporto in latino: DOMINI NIGRI EST HAEC
+CIVITAS. Se ne turbò egli forte, ma gli spiritosi Alessandrini
+risposero tosto, _contener essa iscrizione verità, perchè quella città
+era del signore di Pescennio Negro_; e Severo se ne contentò. Lo creda
+chi vuole. Poco verisimile è quella iscrizione, e troppo stiracchiata
+l'interpretazione. Trattò Severo gli Alessandrini assai bene. Nei
+tempi addietro il solo governatore cesareo amministrava quivi la
+giustizia. Concedette loro[1563] che avessero da lì innanzi il loro
+senato, e che giudicassero delle cause, a mio credere, civili. Fece
+anche altre mutazioni in lor favore. Poscia imbarcatosi sul Nilo,
+volle visitar tutte le città ed i luoghi più celebri di quella
+fortunata provincia, e massimamente Menfi, le Piramidi, il Labirinto e
+la statua di Mennone. Soleva poi ricordarsi con piacere di questo suo
+pellegrinaggio, per aver veduto tante belle memorie, tanti diversi
+animali, e il culto di quelle deità, massimamente ne' templi
+memorabili di Serapide. Nulla vi fu di cose sacre o profane[1564], e
+specialmente delle più recondite, delle quali non volesse essere ben
+informato: ma portò via da essi templi quanti libri potè mai trovare,
+contenenti dei segreti. Fece chiudere il sepolcro di Alessandro, in
+maniera che niuno da lì innanzi potesse mirare il di lui corpo, nè
+leggere le iscrizioni ivi contenute. Sul supposto intanto che tal suo
+viaggio si facesse nell'anno presente, egli di là partito verso il
+principio del verno, arrivò ad Antiochia, e quivi passò la seguente
+fredda stagione. Che poi in questo anno Caracalla, come vuole il padre
+Pagi[1565], celebrasse il suo trionfo giudaico, allora c'indurremo a
+crederlo che ci sarà dimostrato che gli Augusti trionfassero fuori di
+Roma. A Roma certamente non tornarono in quest'anno gl'imperadori.
+
+NOTE:
+
+[1554] Thesaurus Novus Inscript., p. 348, n. 5.
+
+[1555] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+[1556] Spartianus, in Sever.
+
+[1557] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[1558] Dio, lib. 75.
+
+[1559] Spartianus, in Severo.
+
+[1560] Eusebius, in Chron.
+
+[1561] Chronic. Paschal., Tom. II, Hist. Byz.
+
+[1562] In Excerpt. Suidae, Tom. I, Hist. Byz.
+
+[1563] Spartianus, in Severo.
+
+[1564] Dio, lib. 75.
+
+[1565] Pagius, in Critic. Baron., ad hunc annum.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCII. Indizione X.
+
+ ZEFIRINO papa 6.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 10.
+ CARACALLA imperad. 5.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO SETTIMIO SEVERO AUGUSTO per la terza volta, e MARCO AURELIO
+ANTONINO CARACALLA AUGUSTO.
+
+
+Perchè sul principio di quest'anno soggiornavano tuttavia in Antiochia
+i due Augusti, quivi perciò diedero principio al loro consolato. Di là
+poi, secondo Sparziano[1566], andò Severo in Egitto; ma, a tenore
+della mia supposizione, egli non aspettò la primavera a mettersi in
+viaggio per tornare dopo tanto tempo in Europa e a Roma. Certo è
+ch'egli fece questo viaggio per terra nella Bitinia, arrivò a Nicea, e
+passò il mare allo stretto del Bosforo Tracio. Perciò potrebbe essere
+che succedesse allora ciò che racconta Suida[1567], cioè che arrivato
+a Bisanzio, gli vennero incontro quei cittadini con corone di ulivo in
+capo gridando: _Viva_, e dimandando loro vita e grazia. Li sottopose
+ben egli di nuovo a Perinto, ma perdonò loro, ed ordinò che quivi si
+fabbricasse l'anfiteatro coi portici per le cacce, e un circo
+magnifico con dei bagni nel tempio di Giove appellato Seusippo.
+Rifabbricò ancora il pretorio. Tutte queste fabbriche furono bensì
+cominciate sotto Severo, ma Caracalla suo figliuolo quegli fu poi che
+le perfezionò. Passando per la Tracia, si può credere che allora
+_Massimino_, il qual fu poi imperadore, fosse conosciuto per la prima
+volta da Severo Augusto[1568]; perchè celebrandosi il dì natalizio di
+Geta suo figliuolo nel dì 27 di maggio, Massimino allora pastore fece
+di gran pruove nei giuochi, allora celebrati dall'armata per ordine
+dell'imperadore. Abbiamo da Erodiano[1569] che Severo, in transitando
+per la Mesia e per la Pannonia, diede la mostra a quegli eserciti; e
+di là poi continuando il viaggio, pervenne in Italia, e finalmente in
+Roma. Entrò nell'augusta città, secondo Sparziano[1570], colla sola
+ovazione, cioè con una solennità minore del trionfo; ma Erodiano ci fa
+abbastanza intendere, ch'egli col figliuolo Caracalla veramente
+trionfò fra gl'incessanti viva e plausi del popolo; fece anche delle
+magnifiche feste, dei sagrifizii e spettacoli suntuosissimi, e diede
+ad esso popolo un ricchissimo congiario.
+
+Prima nondimeno di spiegar meglio in che consistessero quelle
+grandiose feste, convien avvertire che il Mezzabarba[1571] in questo
+medesimo anno mette insieme l'andata di Severo Augusto da Antiochia in
+Egitto, il suo ritorno in Italia, il trionfo e le nozze di Caracalla:
+il che non può mai stare, considerato il tempo che si dovette spendere
+in tante ricerche fatte da Severo in Egitto, e la sterminata lunghezza
+de' viaggi fatti tutti per terra, e coll'accompagnamento di un'armata.
+Però il Pagi[1572] e il Tillemont[1573] differirono all'anno seguente
+l'arrivo a Roma di Severo e il suo trionfo, con riferir al presente il
+suo viaggio e la sua dimora in Egitto. Crede anche esso padre Pagi di
+ricavar ciò da più di una medaglia, dove si legge ADVENT. AVGVSTOR.,
+correndo la _Podestà Tribunizia X_ di Severo, che terminava nel dì 13
+d'aprile dell'anno seguente. A me all'incontro più verisimile sembra
+che nel precedente anno Severo fosse in Egitto, e nel presente
+arrivasse a Roma. Quelle stesse medaglie convengono più al presente
+che al susseguente anno, come ancora conghietturò il Mezzabarba,
+giacchè la tribunizia podestà decima di Severo ebbe, per confession
+del Pagi, principio nel dì 13 di aprile di quest'anno. Quel che è più,
+riconosce il Pagi preso il consolato dagli Augusti in quest'anno,
+perchè Severo era entrato nel decennio del suo imperio, e Caracalla
+nel quinquennio, volendo poi, contra le stesse sue regole, ch'essi
+Augusti differissero le feste e i voti decennali e quinquennali nel
+seguente anno. Se avessero voluto differir tali feste, doveano anche
+riserbare il consolato al seguente anno. Però è da credere più tosto
+che tali solennità si facessero in questo, essendo essi consoli.
+Inoltre Dione[1574] scrive che Severo, allorchè fu entrato nel decimo
+anno del suo imperio, diede al popolo quel superbo congiario, e questo
+senza dubbio gliel diede in Roma. Ma avendo noi veduto che nell'aprile
+di quest'anno cominciava l'anno suo decimo, in esso ancora dovettero
+succedere le feste suddette. Il Tillemont pensa che Severo arrivasse a
+Roma verso il fine di maggio dell'anno seguente. Ma se lo ADVENT.
+AUGUSTOR., segnato nelle medaglie significa l'arrivo succeduto,
+correndo la podestà tribunizia _decima_, non può sussistere tale
+opinione, perchè, secondo i conti del padre Pagi, allora Severo godeva
+dell'_undecima_. Ora noi abbiamo da Dione, che in questi tempi si vide
+nel pubblico anfiteatro un crudel combattimento di donne; ed avendo
+esse dipoi caricato di villanie le nobili matrone romane, uscì un
+proclama, che da lì innanzi non fosse permesso alle donne il far da
+gladiatori. Aggiugne esso storico, che pel ritorno di Severo, pel suo
+decennio e per le sue vittorie si fecero varii spettacoli in Roma,
+cioè di combattimenti e cacce di fiere. Sessanta cignali di Plauziano
+in un dì si azzuffarono insieme, e furono uccise altre bestie, fra le
+quali un elefante e una crocota, non mai più veduta in Roma. Fattasi
+una macchina nell'anfiteatro a guisa di nave, questa si sciolse, e ne
+uscirono orsi, lionesse, pantere, struzzoli, asini selvatici e
+bissonti. Per sette dì durarono le feste, e in cadaun giorno cento
+fiere uccise diedero sollazzo al popolo. Il congiario dato da Severo
+al popolo, e il donativo ai soldati, fu di dieci monete d'oro per
+cadauno a misura degli anni del suo principato: del che si compiaceva
+egli, perchè niuno dei suoi predecessori era giunto a sì eminente
+liberalità. A queste feste accrebbe decoro l'aver anche l'_Augusto
+Caracalla_ presa in moglie _Fulvia Plautilla_, figliuola di
+_Plauziano_, favorito di Severo, di cui parlerò nell'anno seguente.
+Diede egli tanto in dote ad essa sua figliuola, che, per attestato di
+Dione, sarebbe stato sufficiente a maritar cinquanta regine. E si
+videro passar per la piazza le portate degli arredi ed ornamenti, che
+empierono tutti di maraviglia. Un convito di magnificenza incredibile
+fu dato nel palazzo, dove non si potè immaginar vivanda, o romana o
+barbarica, che vi si desiderasse[1575]. Per tali nozze Severo disegnò
+console per l'anno venturo _Plauziano_. Adunque le medesime si
+celebrarono nell'anno presente, e non già nel seguente. Una cometa e
+un terribil incendio del monte Vesuvio, che si videro in questi tempi,
+siccome poco usati effetti della natura, somministrarono occasione di
+predir novità e malanni, a chi ridicolosamente vuol pescare ne' libri
+dello avvenire. In quest'anno ancora i due Augusti ristorarono
+l'insigne fabbrica del Pantheon, come si raccoglie dalla iscrizione
+riferita dal Panvinio[1576], dal Grutero e da altri[1577].
+
+NOTE:
+
+[1566] Spartianus, in Severo.
+
+[1567] Excerpt. Suidae, Tom. I, Histor. Byz.
+
+[1568] Capitol., in Maximino.
+
+[1569] Herodian., lib. 3.
+
+[1570] Spartianus, in Severo.
+
+[1571] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[1572] Pagius, Critic. Baronii ad annum seq.
+
+[1573] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[1574] Dio, lib. 75.
+
+[1575] Dio, lib. 75.
+
+[1576] Panvin., Fast. Consular.
+
+[1577] Vignolius, Dissert. II.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCIII. Indizione XI.
+
+ ZEFIRINO papa 7.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 11.
+ CARACALLA imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO FULVIO PLAUZIANO per la seconda volta e PUBLIO SETTIMIO GETA.
+
+
+_Geta_, secondo fra questi consoli, vien comunemente creduto, non già
+il figliuolo, ma il fratello dell'imperador Severo. Quanto a
+_Plauziano_, egli era suocero di Caracalla Augusto, e il primo mobile
+della corte cesarea. Hassi dunque a sapere che costui, riputato da
+alcuni parente del medesimo imperadore, ma certamente nativo della
+stessa città di Leptis in Africa[1578], cioè della patria dello stesso
+Augusto, benchè uscito dalla feccia del popolo, talmente s'andò
+insinuando nella grazia di Severo, ch'egli non mirava con altri occhi
+che con quei di Plauziano. Si dà un certo ascendente di persone nel
+mondo, per cui arrivano anche persone vili e di niun merito a farla da
+signori sopra le teste de' migliori, e dei più grandi ed intendenti.
+N'era Severo così innamorato, che non sapea vivere senza di lui, e
+considerava di morir prima egli che Plauziano. Il creò prefetto del
+pretorio, e senza di lui nulla faceva; pareva anzi che Plauziano fosse
+l'imperadore (tanto era la di lui potenza), e che Severo la facesse da
+prefetto del pretorio. Non v'era segreto dell'imperadore che Plauziano
+nol sapesse; e, per lo contrario, niun arrivava a sapere i segreti di
+Plauziano. Nei viaggi fatti in Oriente da Severo, anch'egli si trovò
+sempre ai fianchi dell'imperadore; a lui toccava di ordinario il
+miglior alloggio, a lui i cibi più squisiti, di modo che, essendo
+Severo in Nicea di Bitinia, se volle un pesce mugile (cefalo creduto
+da alcuni), mandò a dimandarlo a Plauziano. E nella città di Tiane in
+Cappadocia essendosi infermato esso Plauziano, fu a visitarlo Severo,
+ma senza che le guardie dello stesso Plauziano permettessero d'entrare
+a quei del suo seguito. Della sua ribalderia non si può dire
+abbastanza. Era giunto costui ad un'immensa ricchezza per li tanti
+beni confiscati, a lui donati da Severo; e pure non sapendo mai
+saziarsi l'insaziabil sua avarizia, ad altro non attendeva che a far
+sempre nuovi bottini. Per istigazione principalmente di lui furono
+fatti morir da Severo tanti benestanti, nè v'era provincia o città,
+dov'egli fosse capitato, che non restasse spogliata del meglio da
+costui, senza perdonarla nè pure ai templi, contandosi fra le altre
+sue ruberie, che egli portò via i cavalli del Sole dall'isole del mar
+Rosso. Credevasi, in una parola, che egli possedesse più roba che lo
+stesso imperadore e i suoi figliuoli. Dello orgoglio suo non
+occorrerebbe dire. Quando usciva per città, andavano innanzi i suoi
+col bastone alla mano a far ritirare ognun dalla strada, ordinando che
+tutti tenessero gli occhi bassi, nè il riguardassero, come si fa alle
+sultane in Levante. Perciò egli era più temuto che lo stesso
+imperadore; e i soldati e i senatori non giuravano che per la di lui
+fortuna. Pubbliche preghiere si faceano per la di lui conservazione; e
+più statue a lui furono alzate in tutte le provincie, che allo stesso
+Severo, e fino in Roma, ed anche coll'autorità del senato. Severo o
+non sapeva tutto, o sofferiva tutto; tanto era il predominio che
+costui aveva preso sopra di lui.
+
+Già abbiam detto che Severo fece sposar _Plautilla_, figliuola d'esso
+Plauziano, a Caracalla Augusto suo figlio; e per maggiormente onorar
+questo suo favorito, il creò console nell'anno presente, con far due
+novità. L'una fu, che avendolo dianzi dichiarato console onorario, con
+solamente conferire a lui gli ornamenti consolari, quantunque non
+fosse stato veramente console, pur volle che venisse chiamato _console
+per la seconda volta_. L'altro fu, che il grado di prefetto del
+pretorio non si concedeva allora, se non a' cavalieri, cioè a quei
+dell'ordine equestre: il consolato solamente a chi era senatore. Volle
+Severo che Plauziano nello stesso tempo procedesse console, e
+ritenesse anche il posto di prefetto del pretorio. Due erano allora i
+prefetti di esso pretorio[1579], cioè l'uno esso _Plauziano_ e l'altro
+_Emilio Saturnino_. Plauziano, a cui non piaceva d'aver compagni in
+quella importante carica, fece ammazzar l'altro. Cotanto si teneva
+egli sicuro del suo potere e padrone dell'imperadore, che niun
+rispetto mostrava per _Giulia Augusta_; anzi la maltrattava, e ne
+diceva male tuttodì allo stesso imperadore, con aver anche tormentate
+delle nobili donne, per ricavar loro qualche trascorso della medesima;
+di maniera che Giulia, abbandonati tutti i divertimenti, cominciò
+allora a studiar la filosofia morale, e a conversar solamente con
+persone dotte. Ci vien anche dipinto costui da Dione per uomo di
+sfrenata libidine, col non voler nello stesso tempo che sua moglie
+conversasse con alcuno, e nè pur fosse visitata dall'imperadore o
+dall'imperadrice. Aggiugnevasi a sì fatti vizi anche una intemperanza
+somma, perchè empieva così forte il sacco, che non potendo digerir
+tanta copia di cibo e di vino, ricorreva per lo più al recipe di
+rigettarlo. Per tali eccessi nondimeno, ma più per la paura di
+Caracalla suo genero, questo sì potente personaggio, questo gran
+favorito si vedeva sempre pallido e tremante. Motivo di gravi dicerie
+contra di lui fu ancora l'aver egli contra le leggi romane fatto
+castrare cento buoni cittadini romani, parte fanciulli e giovinetti,
+parte ancora ammogliati, acciocchè servissero da eunuchi a Plautilla
+sua figliuola, maritata, come dicemmo, all'Augusto Caracalla. Tale era
+in questi tempi Plauziano prefetto del pretorio e console. Il
+Panvinio[1580] e il Relando[1581] crederono che costui nell'anno
+presente fosse ucciso, perchè si trova una legge data sotto il solo
+_Geta_ console. Ma non può stare, da che sappiamo ch'esso Geta morì
+prima di Plauziano. Certo è bensì che in quest'anno fu dedicato in
+Roma il superbo arco trionfale di Severo, tuttavia esistente, ma
+corroso dal tempo. Nella iscrizione[1582] ivi posta, Severo ha
+l'_undecima_, e Caracalla la _sesta tribunizia podestà_.
+
+NOTE:
+
+[1578] Dio, lib. 75. Herodianus, lib. 3.
+
+[1579] Dio, in Excerpt. Vales.
+
+[1580] Panvin., in Fast. Cons.
+
+[1581] Reland., Fast. Cons.
+
+[1582] Panvinius, Gruterus, Bellorius et alii.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCIV. Indizione XII.
+
+ ZEFIRINO papa 8.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 12.
+ CARACALLA imperad. 7.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO FABIO SETTIMIO CILONE per la seconda volta e FLAVIO LIBONE.
+
+
+Gran figura fece sotto Severo e sotto Caracalla questo _Libone_
+console. Egli fu prefetto di Roma, ed ebbe molti altri impieghi, come
+c'insegna un'iscrizione a lui posta e riferita dal Panvinio[1583] e
+dal Grutero. Ancorchè poi non apparisca chiaro, se a questo o al
+seguente anno appartenga la morte di _Plauziano_ favorito di Severo,
+mi fo lecito io di rammentarla qui. Un anno prima che succedesse la di
+lui caduta, Severo finalmente avea cominciato a mirar di mal occhio
+tante statue poste a costui in Roma stessa; e perciò ne fece fondere
+alcune che doveano essere di bronzo. Un gran dire ne fu; volò questa
+voce per le provincie[1584], ingrandita, secondo il solito, per
+istrada: _Plauziano non è più in grazia, Plauziano è morto._ Di qui
+avvenne che molti atterrarono le di lui statue, e male per loro,
+perchè Severo volea ben abbassare alquanto l'albagia di Plauziano, ma
+non dargli il tracollo; e perciò que' tali processati, perderono la
+vita. Ed uno d'essi fu _Racio Costante_, governatore allora della
+Sardegna, ch'era corso troppo presto a creder vera quella voce.
+Trattossi la di lui causa in Roma alla presenza di Severo e di molti
+senatori, uno de' quali era _Dione_. E fu allora che si sentì dire
+l'avvocato che arringava contra d'esso Costante, qualmente _sarebbe
+più tosto caduto il cielo, che l'imperador Severo facesse alcun male a
+Plauziano_; e Severo stesso confermò con altre parole quanto avea
+detto quell'oratore. Parea dunque sopra un'immobil base assicurata la
+fortuna di costui. Ma venne all'ultimo della vita, probabilmente in
+questo anno, _Settimio Geta_, fratello dell'imperadore, uomo che
+odiava forte Plauziano; ed avendogli fatta una visita l'Augusto
+fratello, trovandosi Geta in istato di non temer da lì innanzi di
+quell'empio ministro, ne disse quanto male potè a Severo, scoprendogli
+quel che ne diceva il pubblico, e qual disonore a lui venisse dal
+tener sì caro un sì cattivo arnese. Aprì allora Severo alquanto gli
+occhi, e, dopo aver fatto mettere nella piazza la statua del defunto
+fratello, cominciò a non far più tanto onore a Plauziano, anzi si
+diede a sminuire la di lui potenza. Non avvezzo a questi bocconi di
+corte Plauziano, ne attribuiva la cagione ai mali uffizii di
+_Caracalla_ Augusto suo genero. Imperocchè avendo Caracalla, contro
+suo genio e solamente per ubbidire al padre[1585], sposata la
+figliuola di Plauziano, non mai andò d'accordo con lei; e tanto più
+perchè la trovò femmina insolentissima: laonde, oltre al non aver con
+lei comunione alcuna di letto e di abitazione, odiava a morte non men
+lei, che il padre di lei, con essergli anche più di una volta scappato
+di bocca, _che arrivando a comandare, saprebbe bene schiantar dal
+mondo radici così cattive_. Tutto riferiva Plautilla al padre; e però
+l'altero ed irritato Plauziano aspramente trattava il genero, gli
+facea delle riprensioni assai disgustose, e gli tenea continuamente
+delle spie attorno per indagare i di lui andamenti, affine di
+screditarlo appresso l'Augusto di lui genitore.
+
+Perdè infine la pazienza Caracalla, e cominciò a studiar la maniera di
+rovinar Plauziano[1586]; e la maniera fu di fingere che costui avesse
+ordita una congiura contro la vita di Severo Augusto e dello stesso
+Caracalla. Erodiano[1587], seguitato in ciò da Ammiano[1588],
+pretendono che la congiura fosse vera, e il primo ne racconta varie
+circostanze; ma Dione, che meglio di loro seppe esaminar questo fatto,
+la tenne per un'invenzion di Caracalla e di chi l'assisteva coi
+consigli. Il concerto dunque fu che Saturnino, uno dei centurioni del
+pretorio, con due altri uffiziali suoi eguali, guadagnato da Evodo,
+balio di Caracalla, finiti che fossero certi spettacoli fatti nel
+palazzo, dimandasse udienza all'imperador Severo, e gli rivelasse la
+trama, e dicesse venuto l'ordine a dieci centurioni di fare il fatto:
+in pruova di che mise fuori gli ordini in iscritto dati, per quanto
+dicevano, da Plauziano medesimo ad essi uffiziali. Prestò qualche fede
+Severo a tale accusa, perchè i Romani d'allora erano sommamente
+superstiziosi, con trovar dappertutto dei presagi dell'avvenire; e
+Severo appunto nella notte precedente avea veduto in sogno Albino
+vivente che tendeva insidie alla di lui vita. O sia che egli facesse
+tosto chiamare a corte Plauziano, oppure che questi non chiamato vi
+andasse, scrive Dione che vicino al palazzo caddero le mule della
+carrozza, in cui egli veniva; ed entrante egli per la prima porta, non
+permisero le guardie che alcun altro del seguito suo entrasse: cosa
+che l'intimorì e riempiè di molti sospetti. Contuttociò perchè non
+potea più tornare indietro, animosamente si presentò a Severo, il
+quale assai placidamente gli domandò come gli fosse saltato in testa
+di voler ammazzare i suoi principi; e si preparava ad ascoltar le sue
+ragioni e discolpe. Mentre Plauziano comincia a mostrarsi maravigliato
+di un tal ragionamento e a negare, eccoti avvantarsegli _Caracalla_
+addosso, torgli la spada dal fianco e dargli un gran pugno. Era dietro
+lo stesso Caracalla a volerlo uccidere di sua mano; ma Severo diede
+ordine ad uno de' famigli di corte che gli togliesse la vita. Così fu
+fatto, ed alcuni de' cortigiani, strappatigli alcuni peli della barba,
+corsero a mostrargli a _Giulia Augusta_, che si abbattè ad essere
+allora con _Plautilla_ sua nuora. Ne sentì ella gran piacere, gran
+dolore all'incontro la misera nuora. Gittato fu in istrada il corpo di
+Plauziano, ma permise dipoi Severo che gli fosse data sepoltura. Nel
+seguente giorno raunato il senato, Severo senza entrare in alcun reato
+di Plauziano, ne espose la morte, e parlò della deplorabil condizione
+del genere umano, che si lascia sovvertire dalla felicità, accusando
+nello stesso tempo sè stesso, per aver troppo amato e favorito chi nol
+meritava. Quindi ritiratosi fece entrare gli accusatori di Plauziano a
+render ragione dei lor detti al senato. Corsero molti da lì innanzi
+pericolo della vita, per essere stati adulatori dell'estinto ministro,
+ed alcuni ancora perirono per questo. Fra gli altri _Cocrano_, che più
+degli altri affettava di comparir confidente di Plauziano, benchè in
+fatti tale non fosse, convinto d'avergli, colla ridicola
+interpretazione d'un sogno, predetto l'imperio, fu mandato in esilio.
+Ma ritornato dopo sette anni, ottenne il grado senatorio, ed arrivò
+anche ad esser console. Furono allora premiati _Saturnino_ ed _Evodo_,
+autori della morte di Plauziano; ma col tempo Caracalla non li lasciò
+vivere; nè Severo permise che il senato lodasse Evodo, dicendo _che
+non conveniva far insuperbire i liberti della corte_. Suo costume
+veramente fu di tenerli bassi. _Plautilla Augusta_ e _Plauto_, o
+_Plauzio_, figli di esso Plauziano, relegati nell'isola di Lipari,
+quivi per qualche anno mangiarono il pan del dolore, privi anche delle
+cose necessarie, e sempre colla morte davanti agli occhi. Erodiano
+scrive ch'erano ben trattati. Caracalla poi quando arrivò alla
+signoria, li liberò appunto da quei guai con fargli uccidere. E tale
+fu il fine di Plauziano, che sel comperò a danari contanti colla sua
+incredibil avarizia, non meno che colla crudeltà e coll'alterigia.
+Abbiamo da Censorino[1589] e da Zosimo[1590], che furono in quest'anno
+celebrati con gran suntuosità i giuochi secolari in Roma e di ciò è
+fatta anche menzione nelle medaglie[1591]. La descrizion d'essi si può
+vedere nella Storia di Zosimo.
+
+NOTE:
+
+[1583] Panvin., in Fast. Cons.
+
+[1584] Dio, lib. 75.
+
+[1585] Herodianus, lib. 3.
+
+[1586] Dio, lib. 75.
+
+[1587] Herodianus, lib. 3.
+
+[1588] Ammianus Marcellinus, lib. 29.
+
+[1589] Censorinus, de Die Natali, cap. 17.
+
+[1590] Zosimus, Histor., lib. 2.
+
+[1591] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCV. Indizione XIII.
+
+ ZEFIRINO papa 9.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 13.
+ CARACALLA imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO ANTONINO CARACALLA AUGUSTO per la seconda volta, e
+PUBLIO SETTIMIO GETA CESARE.
+
+
+Sbrigato Severo del pessimo suo ministro Plauziano, regolò ne' tempi
+susseguenti con bell'ordine la vita sua, giacchè si godeva gran quiete
+in Roma, e da niuna guerra in questi tempi era molestato l'imperio
+romano[1592]. Andava egli spesso a villeggiar nella Campania; ma o
+fosse quivi, o pure in Roma, soleva levarsi di buon mattino, e tosto
+ascoltava i processi delle cause, poi faceva una buona passeggiata a
+piedi, ascoltando e dicendo intanto quello che riguardava l'utilità
+del pubblico. Andava appresso al senato e al consiglio, per udire i
+contraddittorii, e decidere le cause, concedendo il tempo prescritto
+agli avvocati per dedurre le ragioni delle parti litiganti, e
+lasciando una piena libertà ai senatori di esporre il lor sentimento.
+Venuto il mezzodì, montava a cavallo, per far di nuovo quello
+esercizio di corpo, e dipoi andava al bagno. Pranzava solo o pur co'
+suoi figliuoli, e con lentezza, ma senza invitarvi senatori, come in
+addietro costumarono di far vari imperadori. Vi intervenivano essi
+solamente in certe feste solenni dell'anno, ed allora ne' di lui
+conviti non si desiderava punto la magnificenza. Dopo il pranzo
+dormiva, e non poco. Svegliato, passeggiava, dilettandosi in quel
+mentre di studiar lettere, o sia l'erudizion latina e greca. Tornava
+al bagno verso la sera, e poi cenava coi suoi domestici. Le
+applicazioni sue pel buon governo di Roma si stendevano anche nelle
+provincie, sapendo egli scegliere le persone più abili a ben reggere i
+popoli[1593]; e più volentieri dava quei governi a chi vi era stato
+dianzi luogotenente, e s'era acquistato credito, siccome persone più
+pratiche di quei paesi; nè permetteva che si vendessero le cariche.
+Per l'amministrazione della giustizia si serviva egli di eccellenti
+giurisconsulti. Uno di essi fu _Papiniano_, celebre anche oggidì pel
+suo profondo saper nelle leggi, che giunse ad essere prefetto del
+pretorio. Questi prese per suoi assessori o consiglieri _Paolo_ ed
+_Ulpiano_, personaggi anch'essi rinomatissimi nella scienza legale.
+Però molte leggi utili di esso Severo si leggono nei testi di
+Giustiniano. Una ve n'ha, in cui permette ai Giudei di poter essere
+promossi agli uffizii ed onori[1594]. Sotto questo nome si pensò il
+cardinal Baronio, dopo l'Alciato, che fossero compresi anche i
+Cristiani: il che, quantunque cosa dubbiosa, non è però inverisimile.
+Ben certo è che quella legge non venne da Marco Aurelio e Lucio Vero,
+come fu creduto, ma bensì da _Severo_ ed _Antonino_, cioè Caracalla,
+Augusti. Odiava Severo sopra tutto i ladri ed assassini, e li
+perseguitava dappertutto. La libertà della lascivia era giunta
+all'eccesso in Roma. Severo non solamente ci vien descritto per uomo
+continente, ma che abborriva in altrui gli adulterii. Però abbiamo
+leggi da lui pubblicate contro questo vizio. E Dione[1595] confessa di
+aver trovato nei registri criminali d'allora, che furono accusate di
+adulterio tremila persone; ma perchè non si proseguivano poi i
+processi, si ridussero a nulla le provvisioni fatte per questo
+dall'imperadore. E, a ben conoscere quanto fossero in ciò depravati i
+costumi de' Romani gentili, servirà una risposta data dalla moglie di
+un nobile della Bretagna, probabilmente allorchè Severo Augusto,
+siccome diremo, fu in quelle parti. _Giulia Augusta_ l'andava
+motteggiando pel libertinaggio che praticavano allora le femmine
+britanne con gli uomini: _Almeno_, disse quella gentildonna, _se noi
+trapassiamo i limiti dell'onestà, lo facciamo con persone nobili; ma
+voi altre romane segretamente vi valete della canaglia per soddisfare
+alle vostre voglie._ Starei a vedere che persona ci fosse a' tempi
+nostri, la qual credesse con così magra scusa difendere l'intemperanza
+sua. Forse non fu la stessa _Giulia_ imperatrice esente da sì fatto
+discredito. Anzi, se crediamo a Sparziano[1596], anch'ella si rendè
+famosa per l'impudicizia: vizio troppo facile a chi non conosce o non
+teme il vero Dio, amatore della sola virtù, e punitore de' vizii, o
+pure troppo lascia la libertà del conversare all'uno e all'altro
+sesso. Ma perchè Dione ed Erodiano non riconoscono in lei questo
+vizio, e vedremo che Sparziano altre favole raccontò di questa
+imperatrice, possiam credere, rapportar egli qui piuttosto le dicerie
+del volgo che la verità della storia.
+
+NOTE:
+
+[1592] Dio, lib. 76. Herodianus, lib. 3.
+
+[1593] Aurelius Victor, in Epitome. Spartianus, in Severo.
+
+[1594] Lib. 3, ff. de Decur.
+
+[1595] Dio, lib. 76.
+
+[1596] Spartianus, in Severo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCVI. Indizione XIV.
+
+ ZEFIRINO papa 10.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 14.
+ CARACALLA imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO FULVIO RUSTICO EMILIANO e MARCO NUMMIO PRIMO SENECIONE ALBINO.
+
+
+Tali nomi ho io dato a questi consoli, fondato sulle iscrizioni che si
+leggono nella mia raccolta[1597]. Quei del secondo console ci fanno
+abbastanza intendere che non dovea punto passar parentela fra lui e
+_Clodio Albino_, da noi veduto imperadore, ma di poco tempo. Ora da
+che tolto fu dal mondo Plauziano, cioè il superbo favorito di Severo
+Augusto, _Caracalla_ e _Geta_ figliuoli di esso imperadore, come se
+allora fossero rimasti liberi dal timore di quell'aguzzino, lasciarono
+la briglia ai loro giovanili appetiti. Tanto Dione[1598] che
+Erodiano[1599] confessano che amendue si diedero in preda alla
+libidine, con isvergognar le case de' nobili, e senza guardarsi da ciò
+ch'è più infame in quel vizio. Se loro mancava danaro, non mancavano
+già delle inique vie per raccoglierne. I lor principali impieghi e
+divertimenti consistevano in assistere a tutt'i combattimenti e a
+tutte le corse dei cavalli, ed anch'essi in carrette gareggiavano
+insieme a chi correa più forte. E sì male un dì terminò la lor
+carriera, che Caracalla, caduto dal carro, si ruppe una gamba. Ma
+questa gara da gran tempo dava a conoscere qual grave antipatia ed
+invidia bollisse fra loro, perchè passava sempre in discordia. Ancora
+quando erano in minore età, o vedessero i combattimenti delle
+coturnici o dei galli, o pur le battagliuole de' fanciulli, o si
+trovassero ai pubblici giuochi, si scoprivano sempre differenti di
+genio; e quel che piaceva all'uno, dispiaceva all'altro.
+S'introdussero anche fra loro degli adulatori e mali arnesi che, in
+vece di metter acqua al fuoco, lo fomentavano, aggiugnendovi anche
+dell'olio. Quanto più crescevano in età, tanto più sbrigliati
+correvano dietro ai piaceri ed alle iniquità, e la loro vicendevole
+avversione prendeva sempre più piede. Non avea già lasciato l'Augusto
+Severo lor padre di provvederli di eccellenti governatori e maestri, e
+scorgendoli poi sì discordi fra loro, or colle dolci, or colle brusche
+si studiava di correggere questa lor malnata passione, mostrando loro
+i beni della concordia, e il felice stato, in cui era per lasciarli, e
+in cui si manterrebbono, se sapessero andar ben uniti. Tolse anche di
+vita alcuni che seminavano zizzanie fra loro. Ma indarno era tutto.
+_Geta_, siccome di umor più mansueto ed umile, dal suo canto ubbidiva;
+ma _Caracalla_, divenuto dopo la morte del suocero più orgoglioso e
+fiero che mai, ascoltava le parole del padre, ma fremendo in suo
+cuore, e poi seguitava ad operar come prima. Accadde probabilmente in
+questi tempi ciò che narra Dione[1600] della crudeltà di Severo, non
+soddisfatta peranche. Il perchè non si sa, ma egli fece morir varie
+persone, e fra l'altre _Quintillo Plauziano_, senator nobilissimo:
+morte che fu creduta ingiustissima. Altri senatori[1601] da lui tolti
+dal mondo erano stati convinti di reità; ma questi in età assai
+decrepita, standosene da gran tempo ritirato in villa, pensando non
+già a far delle novità, ma bensì alla morte vicina, per soli sospetti
+e per mere calunnie fu condannato a morte. Recatagli la funesta nuova,
+si fece portare gli arredi che avea molti anni prima preparati pel suo
+funerale, e trovatili guasti dalle tignuole, disse: _Ho anche tardato
+troppo a morire._ E fatto venir del fuoco, sopra di esso sparse
+l'incenso in segno di sagrifizio a' suoi falsi dii, pregandoli che
+avvenisse a Severo quel tanto che Severiano in simil congiuntura
+augurò ad Adriano. Era in questi tempi proconsole dell'Asia
+_Aproniano_. Contro ancora di lui fu proferita la sentenza di morte,
+perchè avendo la sua nudrice sognato ch'egli dovea regnare un giorno,
+si pretendeva che Aproniano avesse intorno a ciò consultato i maghi.
+Ed ecco un amaro frutto della sciocchezza di que' tempi, che
+prestavano tanta fede ai sogni, agli augurii e alle arti vane piene
+d'imposture. Nel leggersi in senato il processo, si trovò avere un
+testimonio deposto, che mentre si facea quella consultazione da
+Aproniano, un senator calvo, veduto così di passaggio da esso
+testimonio, v'era presente. Corse allora un ghiaccio per le vene di
+chiunque in senato era, o cominciava a divenir calvo; Dione confessa
+che egli e tanti altri, che avevano buona capigliatura, restarono sì
+turbati, che non seppero ritenersi dal tastar colla mano se avevano
+tuttora i lor capelli in capo. Il sospetto cadde principalmente sopra
+_Bebio Marcellino_, il qual fece istanza che fosse introdotto il
+testimonio, acciocchè costui, se gli dava l'animo, riconoscesse il
+senatore calvo. Entrato costui, andò girando un pezzo con gli occhi
+senza parlare. Verisimilmente gli fece un cenno _Pollenio Sebennio_
+senatore, uomo di lingua mordace, da me rammentato di sopra, perchè
+Dione a lui attribuisce la disgrazia dell'infelice Marcellino, il
+quale fu mostrato a dito dal testimonio suddetto e condotto
+immediatamente al patibolo. Quando fu in piazza, diede l'ultimo addio
+a quattro suoi figliuoli con un discorso patetico, conchiudendo, che
+_solamente gli dispiaceva di lasciarli in vita in tempi così cattivi_.
+Gli fu mozzato il capo, prima ancora che Severo Augusto sapesse la di
+lui condanna; tanto era allora avvilito il senato, e tanta era la
+paura che si avea dello sdegno di Severo. Gran disgrazia di dover
+vivere sotto principi tali! e pur se ne trovarono tanti altri di lunga
+mano più fieri e crudeli di questo!
+
+NOTE:
+
+[1597] Thesaurus Novus Inscription., p. 352.
+
+[1598] Dio, lib. 76.
+
+[1599] Herodianus, lib. 3.
+
+[1600] Dio, lib. 76.
+
+[1601] Dio, in Excerpt. Valesianis.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCVII. Indizione XV.
+
+ ZEFIRINO papa 11.
+ SETTIMIO SEVERO imper. 15.
+ CARACALLA imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+APRO e MASSIMO.
+
+
+Altro non sappiamo dei nomi di questi consoli fin ora. Al presente
+anno sembra che si possa riferire un avvenimento raccontato da
+Dione[1602]. Era divenuto un certo Bulla, cognominato Felice, capo dei
+ladri e banditi nelle parti di quel che ora è regno di Napoli. Secento
+uomini teneva egli al suo servigio, parte dei quali erano schiavi
+dell'imperadore fuggiti; ed infestava tutte quelle contrade. Non gli
+mancavano spie in Roma stessa ed altrove, che l'andavano avvisando di
+chiunque si metteva in viaggio, e con qual compagnia, con quali robe.
+Della gente che prendeva, molti lasciava andare, contentandosi di
+qualche parte delle lor sostanze; gli artefici li riteneva alcun tempo
+per farli lavorare, e li rimandava poi regalati. Per due anni continuò
+costui il suo detestabil mestiere, e tanta era la sua accortezza, che
+quantunque perseguitato da molti e con pressanti ordini da Severo
+Augusto cercato dappertutto, pure quasi sugli occhi di lui e di tanti
+suoi soldati commetteva quelle ruberie; niuno il vedeva, benchè
+l'avessero davanti; niuno il prendeva, benchè potessero averlo in
+mano: tutto per industria sua, perchè giocava di grosso con regali.
+Presi furono due de' suoi masnadieri, e si stava per condannarli ad
+essere il pascolo delle fiere. Bulla, fingendosi governatore del
+paese, fu a trovare il carceriere, e mostrando di aver bisogno di
+quegli uomini, li liberò e condusse via. Quindi in persona andò a
+trovare il centurione posto alla guardia di quei contorni, e si esibì
+di dargli in mano quell'infame di Bulla, se voleva seguitarlo. Il
+seguitò con alcuni de' suoi il centurione; ma allorchè fu in una valle
+attorniata da dirupi, Bulla, dopo averlo preso, gli fece radere il
+capo a guisa degli schiavi, e il lasciò andare, dicendogli che facesse
+sapere ai suoi padroni nudrir meglio i loro schiavi, affinchè non
+fossero obbligati a fare gli assassini da strada. All'udir queste
+insolenze Severo Augusto andava nelle smanie, dolendosi, che mentre i
+suoi nella Bretagna riportavano vittorie e tenevano in freno popoli
+intieri, egli non fosse da tanto da potersi liberar da un ladrone che,
+in faccia sua commettendo tante iniquità, si rideva di lui. Finalmente
+spedì in traccia di costui un tribuno con un corpo di fanteria e
+cavalleria, minacciando forte quest'uffiziale, se non gliel conduceva
+morto e vivo. Andò il tribuno, e per mezzo di una donna, con cui Bulla
+avea commercio, il colse in una grotta, e menollo vivo a Roma.
+Interrogato Bulla dal celebre giurisconsulto Papiniano, prefetto
+allora del pretorio, perchè si fosse dato al mestier del rubare: _E
+tu_, rispose, _perchè fai il mestier di prefetto?_ volendo dire, che
+anche quell'uffizio era per rubare. Fu egli condannato alle bestie, e
+si dissipò tutta la ciurma de' suoi seguaci. Dione[1603] ci ha detto
+che in questi tempi Severo ebbe qualche vittoria nella Bretagna.
+Trovasi in fatti circa questi tempi ch'egli è chiamato in qualche
+medaglia[1604] _Imperadore per la dodicesima volta_. Il padre
+Pagi[1605], pieno sempre delle sue idee di quinquennali, decennali,
+ec., sospettò ch'egli prendesse questo nome per cagion de' suoi
+quindecennali; ma con opinione da non abbracciare, certo essendo, che
+solamente per cagion di qualche vera o finta vittoria gli Augusti
+replicavano il titolo d'_Imperadore_. Abbiamo assai lume da Dione per
+credere che avendo i generali di Severo riportato qualche considerabil
+vantaggio nella Bretagna, dove si era risvegliata la guerra, gli
+accrescesse il suo titolario. Anche suo figliuolo Caracalla Augusto si
+comincia a vedere _Imperadore per la seconda volta_.
+
+NOTE:
+
+[1602] Dio, lib. 76.
+
+[1603] Dio, lib. 76.
+
+[1604] Mediobarbus, in Numism. Imperat.
+
+[1605] Pagius, in Critic. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCVIII. Indizione I.
+
+ ZEFIRINO papa 12.
+ SETTIMIO SEVERO imper. 16.
+ CARACALLA imperadore 11.
+ SETTIMIO GETA imperad. 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO ANTONINO CARACALLA AUGUSTO per la terza volta e PUBLIO
+SETTIMIO GETA CESARE per la seconda.
+
+
+Allorchè _Geta_ entrò console nell'anno presente, egli non era
+fregiato di altro titolo che di quello di _Cesare_. Che a lui in
+quest'anno fosse conferita dal padre Augusto la _podestà tribunizia_,
+sufficientemente si raccoglie delle medaglie[1606]. Che anche
+ricevesse il titolo e l'autorità d'_Imperadore Augusto_, l'ho io bene
+scritto nel titolo dall'anno presente, per conformarmi al Pagi e ad
+altri che tengono tale opinione, ma con crederla nondimeno non esente
+da dubbi, perchè qui compariscono imbrogli nelle medaglie. E il volere
+il Pagi[1607] dedur ciò dai decennali di Caracalla Augusto celebrati
+in quest'anno, sembrerà un lavorare sopra fondamenti non riconosciuti
+finora stabili. Potrebbe nondimeno essere ch'egli fosse nell'anno
+presente promosso a così eccelsa dignità; e certamente noi il troviamo
+Augusto nel seguente. Erasi, come accennai, riaccesa la guerra nella
+Bretagna, dove nondimeno niuna pace almen durevole era stata negli
+anni addietro[1608]. Vennero lettere a Severo Augusto da quel cesareo
+governatore, che i Britanni non sudditi faceano grande massa di armati
+e scorrerie e saccheggi pel paese romano, e ch'egli abbisognava di
+rinforzi e soccorsi, e parergli anche necessaria la presenza dello
+stesso regnante. Già toccava l'imperador Severo gli anni della
+vecchiaia, stava anche male ne' piedi o per la podagra, o per doglie
+d'altra fatta. Contuttociò, a guisa di un baldanzoso e fresco
+giovinetto, accolse con piacere questo invito, e determinò di portarsi
+a quel ballo. Troppo di forza in lui avea l'appetito della gloria.
+Avea trionfato de' popoli dell'Oriente, sospirava di poter anche
+trionfare di quei dell'Occidente, e di procacciarsi il titolo di
+_Britannico_. Oltre a ciò gli premeva forte di levare i figliuoli dal
+lusso pericoloso di Roma, e dai soverchi divertimenti, per avvezzarli
+alla frugalità e temperanza usata nelle armate, siccome di non lasciar
+più lungamente marcir nell'ozio le milizie, le quali, al pari dei
+cavalli, se non son tenute in esercizio, diventano rozze. Però in
+quest'anno egli imprese il viaggio coi figliuoli, colla moglie
+_Giulia_ e coll'esercito a quella volta. Per lo più si fece condurre
+in lettiga, e volle far posate, perchè la sollecitudine nelle marcie
+fu un suo ordinario costume, corrispondente al natural focoso, che in
+tutte le azioni sue dava a conoscere. Dione[1609], secondo il suo
+stile, anzi secondo l'uso universale degli storici di allora, vien
+dicendo ch'egli andò, benchè con sicurezza di non dover tornare; e qui
+sfodera una mano di augurii, e la di lui genitura che prediceva quanto
+dipoi avvenne. Possiamo ben credere ch'egli, prima che terminasse il
+corrente anno, passato felicemente il mare, arrivasse nella Bretagna,
+dove cominciò a far dei preparamenti grandiosi, per far pentire quei
+Barbari della loro insolenza.
+
+NOTE:
+
+[1606] Mediobarbus, in Numism. Imp.
+
+[1607] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1608] Herodianus, lib. 3.
+
+[1609] Dio, lib. 76.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCIX. Indizione II.
+
+ ZEFIRINO papa 13.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 17.
+ CARACALLA imperadore 12.
+ SETTIMIO GETA imperad. 2.
+
+_Consoli_
+
+POMPEJANO ed AVITO.
+
+
+Il Relando[1610] e il padre Stampa[1611] chiamano questi consoli
+_Civica Pompejano_ e _Lolliano Avito_, fondati sopra una iscrizione
+rapportata dal Gudio. Ma io, che non so fidarmi delle merci gudiane,
+meglio ho riputato di mettere solamente i loro indubitati cognomi. Nè
+serve il dire che Capitolino[1612] fa menzione di _Lolliano Avito
+consolare_, in parlando di Pertinace. Quell'_Avito_, se di lui si
+parlasse qui, il mireremmo appellato console _per la seconda volta_.
+Arrivato[1613] che fu Severo Augusto nell'Isola Britannica, la sua
+presenza e le poderose forze ch'egli avea condotto seco, misero lo
+spavento in cuor di que' Barbari; e però non tardarono a spedirgli
+degli ambasciatori, per giustificarsi e per chiedergli pace. Ma
+Severo, che tanto s'era scomodato per andargli a trovare affin di
+conseguire la gloria d'essere intitolato _Britannico_, non volea già
+pace, ed unicamente cercava la guerra; perciò li rimandò colle mani
+vuote, ed attese a mettersi in ordine con tutti gli attrezzi militari,
+con ponti ed altri ordigni, per sottomettere il loro paese[1614].
+Possedevano allora i Romani più della metà della Bretagna presa nella
+sua lunghezza, che vuoi dire, tutta la parte meridionale, cioè il più
+e il meglio di quella che oggidì appelliamo Inghilterra e Scozia,
+giugnendo il dominio loro almen sino allo stretto di Edemburgo. Dione
+ed Erodiano ci lasciarono una descrizione de' popoli che restavano
+tuttavia esenti dal giogo romano, i principali de' quali erano i Meati
+e i Calidonii, gente di costumi barbari, feroce e bellicosa, nudi
+dalla cintura in su, col corpo dipinto, andando alla guerra armati
+solamente d'una corta lancia, d'uno scudo e di spada da punta. Le loro
+abitazioni erano sotto le tende fra aspre montagne e fra paludi,
+perchè niuna città o borgo si trovava fra essi. Lasciò Severo il minor
+suo figlino lo Geta per governatore del paese romano, con formargli un
+consiglio di alcune savie persone; ed egli col figliuolo maggiore
+Caracalla marciò alla guerra. Delle imprese sue dirò quel poco che
+sappiamo all'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[1610] Reland., in Consul.
+
+[1611] Stampa, Fast. Consul.
+
+[1612] Capitolin., in Pertinace.
+
+[1613] Herodian., lib. 5.
+
+[1614] Dio, lib. 76.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCX. Indizione III.
+
+ ZEFIRINO papa 14.
+ SETTIMIO SEVERO imperad. 18.
+ CARACALLA imperad. 13.
+ SETTIMIO GETA imperad. 3.
+
+_Consoli_
+
+MANIO ACILIO FAUSTINO e TRIARIO RUFINO.
+
+
+Intorno alla guerra fatta dall'Augusto Severo nella Bretagna, altro
+non abbiamo da Erodiano[1615], se non che seguirono varie scaramucce
+con quei Barbari, sfavorevoli per lo più ai Romani, perchè quella
+gente non si univa giammai per venire ad una regolata battaglia, e
+lavorava solamente d'insidie, ritirandosi ben tosto in salvo ne' folti
+boschi e nelle frequenti paludi. Lo stesso viene attestato da
+Dione[1616], scrivendo che Severo non diede in quelle parti battaglia
+alcuna, nè vide mai schierati nemici, per far fatto d'armi: laonde non
+si sa vedere, come il padre Pagi[1617] parli di molte vittorie da lui
+riportate in questa spedizione. La maniera tenuta da quei Barbari
+consisteva in esporre buoi o pecore, per tirare i soldati romani alla
+preda, ed opprimerli all'improvviso; e guai se alcuno di essi Romani
+si dilungava punto dal corpo dell'armata o restava indietro: era tosto
+dai nemici ucciso o preso. Tra per questa guerra, e per le acque
+malsane di quelle contrade, e le tante fatiche, ci assicura esso Dione
+che vi perirono circa cinquantamila soldati romani. Nulladimeno
+l'indefesso Severo volea andare innanzi. Le selve, che si opponevano,
+le faceva tagliare; per le paludi apriva passaggi con terra portata; e
+gittando ponti sui fiumi, li valicava, facendosi portar sempre in
+lettiga a cagion della debolezza del corpo. Così arrivò sino al fine
+della parte settentrionale di quella grand'isola, con osservar ivi la
+diversità di quel clima dal nostro. Ma quivi le campagne erano
+incolte[1618]; niuna fortezza, niuna città si trovava per via; sicchè
+gli convenne tornar indietro alla fine con poco piacere. Pur queste
+sue bravure cagion furono che i Britanni barbari tornarono a dimandar
+pace, e l'ottennero con cedere una certa parte del paese ai Romani.
+Allora fu che Severo[1619] tirò un nuovo muro, o pur rifece il vecchio
+al confine del dominio romano, disputando tuttavia gli eruditi
+Inglesi, per assegnare il sito d'esso muro e d'essi confini. Nulla di
+ciò dice Dione, e neppur Erodiano. Per questi felici avvenimenti tanto
+lo imperador Severo, quanto i suoi due figliuoli presero il titolo di
+_Britannici_, ma senza ch'eglino fossero di nuovo _imperadori_, perchè
+in fatti alcuna vittoria in battaglia campale non riportarono.
+
+Ma queste felicità esteriori di Severo Augusto erano di soverchio
+amareggiate da vari suoi interni disgusti ed affanni. Mirava egli nel
+maggior de' suoi figli, cioè in _Caracalla_, che sempre più i vizii
+gli toglievano la mano; imperciocchè anche in mezzo alle fatiche della
+guerra egli si dava in preda alla libidine, e cresceva ogni dì più la
+sua insolenza e petulanza. Quel che più l'affliggeva, si era potersi
+oramai prevedere che il bisbetico umore di questo suo maggior
+figliuolo avrebbe tolta la vita al minore, subito che avesse potuto. E
+tanto più se ne persuase, da che s'avvide che Caracalla nudriva dei
+neri pensieri contra la persona dello stesso suo padre, e se n'erano
+anche veduti due brutti cenni. Un dì uscì Caracalla dalla tenda del
+padre, gridando che _Castore_ l'avea ingiuriato. Era Castore il
+migliore dei liberti di corte, mastro di camera del medesimo imperador
+Severo, che in lui depositava tutti i suoi segreti. Stavano appostati
+alcuni soldati al di fuori, che cominciarono anch'essi ad alzar la
+voce contra di Castore, e a chiamar altri. Forse aveano qualche mal
+animo, quando Severo, creduto da essi obbligato al letto, uscì fuori,
+e fattili prendere, fece morire i più sediziosi. Ma questo fu un nulla
+rispetto a ciò che avvenne nell'andar Caracalla col padre a trattar
+coi nemici caledonii, già disposti a cedere e capitolare. Benchè
+malconcio ne' piedi, marciava a cavallo Severo; e già si trovava quasi
+in faccia ai nemici, quando Caracalla, che cavalcava a lato del padre,
+fermò il cavallo, e sguainò la spada, per quanto fu creduto, con
+disegno di cacciarla nelle reni al padre. Chi veniva dietro alzò
+allora un grido, da cui atterrito Caracalla rimise tosto la spada nel
+fodero: e Severo, che si voltò indietro a quel grido, ebbe tempo di
+vedergliela in mano, ma allora non disse nè pure una parola. Fatto
+ch'ebbe l'accordo coi Barbari, se ne tornò al campo, e chiamato
+Caracalla nel suo padiglione, alla presenza di Papiniano prefetto del
+pretorio, e del suddetto Castore, fece portar una spada nuda; e poi
+cominciò a sgridare il figliuolo dell'orrido misfatto ch'egli avea
+tentato, e in faccia de' nemici; aggiugnendo in fine, che se tale era
+l'animo suo, se ne cavasse allora la voglia, giacchè egli era vecchio
+ed infermo, e vivuto abbastanza. Che se non ardiva di ammazzarlo di
+sua mano, lo ordinasse, siccome imperadore, a Papiniano prefetto, che
+l'ubbidirebbe. Dovette Caracalla palliare, come potè, l'iniquo
+attentato, e se la passò senza che il padre gli torcesse un capello. E
+pur, soggiugne lo storico Dione, Severo più volte fu udito dir male di
+Marco Aurelio, perchè non avea tolto dal mondo quella mala bestia di
+Commodo; ed egli stesso talvolta si lasciò scappar di bocca, che
+farebbe a Caracalla ciò che non volle far Marco Aurelio a Commodo. Ma
+queste minacce gli uscivano dai denti, allorchè era in collera; e
+passata questa, si trovava ch'egli volea più bene ai suoi figliuoli
+che a tutta la repubblica romana. Con tuttociò neppur Severo amò i
+suoi figliuoli come dovea, perchè assassinò il men cattivo figliuolo,
+lasciandolo alla discrezion dello altro cattivissimo, tuttochè si
+credesse ch'egli prevedesse di certo la di lui rovina.
+
+NOTE:
+
+[1615] Herodian., lib. 3.
+
+[1616] Dio, lib. 76.
+
+[1617] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1618] Dio, lib. 76.
+
+[1619] Spartianus, in Severo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXI. Indizione IV.
+
+ ZEFIRINO papa 15.
+ CARACALLA imperad. 14 e 1.
+ SETTIMIO GETA imperad. 4.
+
+_Consoli_
+
+GENZIANO e BASSO.
+
+
+Abbiamo veramente una iscrizione presso il Panvinio[1620], riferita
+anche dal Grutero[1621], che ci fa vedere _Quinto Epidio Rufo Lolliano
+Genziano, augure, console, proconsole della provincia di Lione_, e
+_conte_ (cioè consigliere ed assessore) _degl'imperatori Severo ed
+Antonino Caracalla_. Perciò il Relando[1622] diede tutti questi nomi a
+_Genziano_ console di questo anno. Io non mi sono attentato a
+seguirlo. Imperocchè Capitolino[1623] ci fa vedere sotto Pertinace
+_Lolliano Genziano consolare_, a cui verisimilmente appartiene il
+marmo gruteriano; nè questi può essere il console dell'anno presente,
+perchè sarebbe stato appellato _console per la seconda volta_. Perciò
+più sicuro partito reputo io il non proporre se non i loro indubitati
+cognomi. Di corta durata fu l'accordo stabilito coi Britanni barbari.
+Tornarono essi alle primiere insolenze; Severo tanto bollente di
+collera, fatte raunar le sue schiere, inumanamente comandò loro
+l'esterminio di que' popoli, senza perdonar neppure alle lor donne e
+fanciulli. Trovavasi già da qualche tempo esso Augusto indisposto di
+corpo, più pel crepacuore di mirare i presenti disordini di Caracalla
+e di presagirne dei più gravi, che per gli soliti suoi malori. Andò
+sempre più declinando la di lui sanità, in guisa che restò confinato
+in letto[1624]. Allora sì che il malvagio _Caracalla_ più che mai si
+diede a guadagnare gli animi de' soldati, per escludere, se potea, il
+fratello _Geta_ dal succedere nel comando. Studiossi ancora di
+accelerar la morte del padre, col corrompere quei medici che trovò
+privi di onore: e corse fama ancora, ch'egli aiutasse il male a
+sbrigarlo da questa vita. Si disse inoltre che Severo sugli estremi
+del vivere chiamati i figliuoli, gli esortò a camminar di concordia, e
+ad arricchire e tener ben contenti i soldati, senza poi far conto
+degli altri tutti[1625]. Diede egli fine ai suoi giorni nel dì 4 di
+febbraio dell'anno presente nella città di Jorch, in età di
+sessantacinque e quasi sei mesi. Al di lui corpo furono fatte solenni
+esequie da tutta la milizia, e le ceneri riposte in un'urna di porfido
+o pur d'oro. Se è vero ch'egli prima di morire, fattasi portar
+quell'urna, tastandola con le mani, dicesse: _In te capirà un uomo, a
+capir cui non era bastante tutto il mondo_, fu questo un vanto
+sconvenevole a chi era sull'orlo della vita senza essere per anche
+giunto a conoscere sè stesso. Fu poi portata quell'urna a Roma, e con
+grande onore posta nel mausoleo di Adriano, ed egli dalla stolta
+Gentiltà deificato. Ed ecco terminate le grandezze di _Settimio Severo
+imperadore_, che di bassa fortuna giunse al governo di un vastissimo
+impero, di mirabil penetrazion di mente, principe lodato anche
+all'eccesso pel suo raro valore, e per tante sue vittorie, implacabile
+verso chi cadeva dalla sua grazia, grato e liberale verso gli amici,
+amator delle lettere, avido del danaro che raccoglieva per tutte le
+vie, per ispenderlo poi non già per sè, poichè egli si contentava di
+poco, ma pel pubblico. Avea egli rifatte tutte le più insigni
+fabbriche di Roma[1626], con rimettervi il nome dei primi fondatori.
+Dione[1627] diversamente scrive ch'egli vi mise il suo. Altre
+fabbriche suntuose fece di pianta, e liberale fu verso il popolo, ma
+più verso i soldati; e pure con tante spese lasciò un gran tesoro in
+cassa ai figliuoli, tanto frumento ne' pubblici granai, che potea
+bastar per sette anni a mantener i soldati, e chi del popolo ricevea
+_gratis_ il grano, e tanto olio nei magazzini della repubblica, che
+per cinque anni potea soddisfare al bisogno, non dirò solamente di
+Roma, ma di tutta l'Italia. La sua rapacità nondimeno, e più la sua
+crudeltà guastarono ogni suo merito e pregio. E pure vennero tempi sì
+cattivi, che fu desiderato il suo governo, e si disse, come d'Augusto,
+che egli o non dovea mai nascere, o non mai morire. Sotto di lui
+fiorirono le lettere, e visse il maggiore dei _Filostrati_; e si crede
+che vivesse anche _Diogene Laerzio_, autore della bella opera delle
+Vite de' filosofi, oltre alcuni altri, de' quali abbiamo perduto i
+libri.
+
+Morto dunque Severo Augusto, _Marco Aurelio Antonino_ suo maggior
+figliuolo, soprannominato dipoi _Caracalla_, che si trovava
+all'armata, in tempo che i Britanni barbari aveano ricominciata la
+guerra[1628], marciò contra di loro, non già per disertarli, ma per
+mettere tal terrore in essi, che abbracciassero la pace, altra voglia
+non allignando in suo cuore, che quella di tornare il più presto
+possibile alle delizie di Roma. Stabilì dunque una pace, non quale si
+conveniva ad un romano imperadore, ma quale la prescrissero que'
+Barbari, con restituir loro il paese ceduto, ed abbandonare i luoghi
+fortificati dal padre. I suoi iniqui maneggi, perchè i soldati
+riconoscessero lui solo per imperadore ad esclusione di _Publio
+Settimio Geta_, suo minor fratello, dichiarato, siccome vedemmo,
+anch'esso _Imperadore Augusto_, non sortirono l'effetto ch'egli
+desiderava. Giurarono i soldati fedeltà all'uno e all'altro; e tanto
+si adoperò _Giulia Augusta_ lor madre, e tanto dissero i comuni amici,
+che i due fratelli si unirono insieme, in apparenza nondimeno;
+perciocchè Caracalla, il qual pure godea se non tutta l'autorità del
+comando, certamente la maggior parte, da gran tempo covava in cuore il
+maligno pensiero di voler sedere solo sul trono cesareo. Ma finchè
+Geta si trovò in mezzo all'esercito, che l'amava forte, non osò mai di
+levargli la vita. Abbiamo bensì da Dione[1629], ch'egli tolse a
+_Papiniano_ la carica di prefetto del pretorio, alzandolo forse al
+grado senatorio, e fece ammazzare _Evodo_ che era stato suo balio, ed
+avea prestato a lui grande aiuto per levar di vita Plauziano. Del pari
+tolse di vita _Castore_, che già vedemmo mastro di camera di suo
+padre. Mandò poscia ordini, perchè fosse uccisa _Plautilla_ sua
+moglie, e _Plauto_ o _Plauzio_ di lei fratello, relegati nell'isola di
+Lipari. Erodiano aggiugne che fece anche morir que' medici che non
+l'aveano voluto ubbidire per sollecitar la morte del padre; e molti
+altri ch'erano stati de' più cari ed onorati appresso il medesimo suo
+genitore. Con tali scene di crudeltà diede principio Caracalla al suo
+governo, e passato dipoi il mare colla madre, col fratello e
+coll'armata, accompagnato dai voti degli adulatori, sen venne a Roma,
+dove fu ricevuto con gran festa e solennità[1630], e rendè gli ultimi
+doveri alla memoria del padre. Vedesi descritto da Dione il
+solennissimo funerale e l'empia deificazion di Severo fatta allora. Io
+mi dispenso dall'entrarvi. Può il lettore informarsene ancora, se
+vuole, da Onofrio Panvinio[1631].
+
+NOTE:
+
+[1620] Panvin., in Fast. Consul.
+
+[1621] Gruterus, Thes. Inscr., pag. 304, n. 6.
+
+[1622] Reland., Fast. Cons.
+
+[1623] Capitolin., in Pertinace.
+
+[1624] Dio, lib. 76. Herodian., lib. 3.
+
+[1625] Aurelius Victor, in Epitome. Eutropius, in Breviario.
+
+[1626] Spartianus, in Sev.
+
+[1627] Dio, in Excerptis Vales.
+
+[1628] Herodian., lib. 3.
+
+[1629] Dio, lib. 76.
+
+[1630] Herodianus, lib. 4.
+
+[1631] Panvin., in Fast. Consul.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXII. Indizione V.
+
+ ZEFIRINO papa 16.
+ CARACALLA imperad. 15 e 2.
+
+_Consoli_
+
+CAIO GIULIO ASPRO per la seconda volta e CAJO GIULIO ASPRO.
+
+
+Erano fratelli questi due consoli, e, per attestato di Dione[1632],
+figliuoli di _Giuliano Aspro_, personaggio pel suo sapere e per la
+grandezza d'animo assai rinomato, e tanto amato da Caracalla, che
+tanto egli che i suoi figliuoli furono esaltati da lui a' primi onori.
+Ma poca sussistenza ebbe il favore di questo bestiale Augusto.
+_Giuliano_ da qui a non molto fu vituperosamente cacciato fuori di
+Roma ed obbligato a tornarsene alla sua patria. Un'iscrizione
+pubblicata dal Fabretti[1633] ci fa vedere che sì l'un come l'altro
+portava il nome di _Cajo Giulio Aspro_: cosa nondimeno assai rara, e
+Dio sa se vera, non veggendosi distinto per alcun segno, come si
+usava, l'uno dallo altro. Nel viaggio a Roma dei due fratelli Augusti,
+_Caracalla_ e _Geta_, diede negli occhi ad ognuno la comune lor
+diffidenza e discordia, perchè non alloggiavano mai nè mangiavano
+insieme; temendo cadaun d'essi di veleno. Più visibile riuscì poi in
+Roma il lor contraggenio, anzi l'odio vicendevole che l'un covava
+contro dell'altro, quantunque Geta, giovane di miglior cuore,
+solamente per necessità stesse in guardia, perchè assai persuaso del
+cuor fellone di suo fratello[1634]. Questa fiera diffidenza cagion fu
+ch'essi fecero due parti del palazzo cesareo, per istar ben separati
+l'uno dall'altro, con far chiudere le porte frapposte fra i loro
+appartamenti, e tenendo solamente aperte quelle delle sale, dove
+amendue davano pubblica udienza. Nè già ad alcun d'essi mancava veruna
+delle comodità, perchè il palazzo imperiale era più vasto, se Erodiano
+dice il vero, del resto di Roma stessa: il che un gran dire a me
+sembra, e nol so digerire. Andò tanto innanzi questa contrarietà e
+mutola guerra fraterna, che ognun d'essi s'ingegnava di tirar più
+gente nel suo partito; nel che Geta avea più destrezza e fortuna,
+perchè generalmente più amato che l'altro, a cagion d'essere giovane
+placido, cortese verso tutti, in una parola assai diverso dal barbaro
+suo fratello. Cadauno intanto volle la sua guardia separata,
+lasciandosi vedere di rado insieme, e questo nelle sole pubbliche
+funzioni. Fu dunque proposto da qualche amico e consigliere, per
+prevenir maggiori disordini, che si dividesse fra loro l'imperio.
+Erano come d'accordo i due fratelli su questo. Contentavasi Geta di
+aver in sua parte l'Asia, la Soria e l'Egitto, lasciando tutto il
+resto nell'Europa e nell'Africa al fratello, con pensiero di mettere
+la sua residenza o in Antiochia o in Alessandria, città che allora
+poteano gareggiare in grandezza con Roma. I senatori di nazione
+europea resterebbono in Roma; gli altri potrebbono seguitar Geta. Nel
+consiglio degli amici del padre, e alla presenza di _Giulia Augusta_
+lor madre, spiegarono i due Augusti questa loro risoluzione. Con
+ribrezzo e con gli occhi fitti nel suolo ciascuno gli ascoltò, nè
+alcuno osava di aprir bocca, quando saltò su Giulia, e pateticamente
+loro parlò dicendo, _che potrebbono ben partire gli Stati, ma come poi
+partirebbono fra loro la madre?_ e qui con singhiozzi e con lagrime li
+pregò di piuttosto uccidere lei, che di lasciarla sopravvivere a
+questo sì lagrimevole spettacolo. Correndo poi ad abbracciarli
+teneramente amendue, gli scongiurò di vivere uniti in pace. Questo
+bastò perchè anche gli altri disapprovassero un tal fatto, troppo
+orrore sentendo ciascuno all'udire che s'avesse a dividere, e per
+conseguente da indebolir cotanto il romano imperio. Però nulla se ne
+fece.
+
+Ma le dissensioni, le gare e i sospetti andarono sempre più crescendo,
+ed ognun d'essi fratelli pensava alla maniera di opprimere
+l'altro[1635]. Venne in mente a Caracalla di sbrigarsi di Geta nelle
+feste Saturnali dell'anno presente, perchè in esse una gran licenza si
+concedeva agli schiavi; ma perchè ebbe paura che troppo pubblico fosse
+il misfatto, se ne astenne. Tutte le strade ch'egli andò meditando,
+parendogli sempre pericolose, perchè Geta stava molto bene in guardia,
+ed era ben voluto, massimamente dai soldati, dai quali, siccome anche
+da buon numero di gladiatori, veniva custodito, prese in fine il
+partito di valersi dell'inganno, che che gliene potesse avvenire. Fece
+dunque credere a Giulia sua madre di volersi riconciliar da dovero col
+fratello, e che si abboccherebbe con lui nella di lei camera segreta.
+Chiamato Geta dalla madre, buonamente corse colà. Quando fu dentro,
+secondo Erodiano[1636], lo stesso Caracalla di sua man lo scannò.
+Dione[1637], che scrive i fatti de' suoi giorni, confessa che
+Caracalla dipoi consacrò a Serapide la spada con cui avea ucciso il
+fratello; ma con aggiugnere che sbucarono fuori alcuni centurioni, già
+messi da Caracalla in agguato, che gli si avventarono anch'essi coi
+ferri nudi addosso. Altro non potè fare l'infelice giovane, che
+correre ad abbracciare strettamente l'atterrita Giulia, gridando:
+_Mamma, mamma, aiutatemi, che mi ammazzano._ L'ammazzarono in fatti
+nel seno dell'ingannata madre, che restò tutta coperta del sangue del
+misero figlio, e ne riportò anch'essa una ferita nella mano, per
+averla stesa affin di trattener que' colpi. Questo fu il miserabil
+fine di _Geta Augusto_, nell'età sua di ventidue anni e nove mesi,
+probabilmente negli ultimi giorni di febbraio, o pur ne' primi di
+marzo, essendo egli nato nell'anno 189 della nostr'Era. Erodiano non
+men che Sparziano[1638] cel descrivono per giovane non esente già da
+difetti, ma pure alieno dalla crudeltà, amabile, e che teneva a mente
+tutti i buoni documenti del padre. L'indegno Caracalla, dopo così
+enorme misfatto, corse qua e là pel palazzo, facendo lo
+spaventato[1639], e gridando di essere scampato dal più gran pericolo
+del mondo, e fingendo di non tenersi sicuro ivi, a gran passi (ed era
+la sera) marciò verso il quartiere de' pretoriani. I soldati, che
+erano di guardia del palazzo, non sapendo come fosse l'affare, gli
+tennero dietro anch'essi, passando per mezzo alla città con ispargere
+un gravissimo terrore fra il popolo, che non intendeva il soggetto di
+tanto rumore. Allorchè arrivò Caracalla alla fortezza de' pretoriani,
+andò diritto al luogo, dove stavano le insegne e gl'idoletti loro,
+fatto a guisa di cappella; e quivi prostrato a terra, fece vista di
+ringraziar il cielo che gli avesse salvata la vita. Corsero colà tutti
+i soldati, ansiosi di sapere che novità era quella; ed egli sempre
+parlando con parole ambigue di pericoli, d'insidie a lui tese, a poco
+a poco finalmente arrivò a far loro intendere che non aveano più se
+non un padrone. Poscia, per amicarseli, promise loro un regalo di
+duemila e cinquecento dracme per testa, e la metà di più del grano
+solito darsi loro: di maniera che in un sol dì egli dissipò tutti i
+tesori ammassati in diciotto anni colla crudeltà e rapacità da suo
+padre. Permise anche ai soldati di andare a spogliar vari templi delle
+cose preziose. Tanta prodigalità di Caracalla, ancorchè si venisse da
+lì a poco a scoprire il fratricidio, quetò gli animi di coloro, che
+non solamente proclamarono lui _Imperadore_, ma dichiararono nemico
+pubblico l'estinto Geta.
+
+Fermossi tutta la notte Caracalla nel campo dei pretoriani[1640], e la
+mattina seguente accompagnato da tutto l'esercito in armi più del
+solito, portando egli stesso la corazza sotto le vesti, si portò al
+senato, facendovi anche entrare parecchi soldati con volere che
+sedessero. Parlò delle insidie in varie guise a lui tese dal nemico
+fratello, da cui anche ultimamente poco era mancato che non fosse
+stato ucciso a tradimento; ma che egli, in difendendo sè stesso, aveva
+ammazzato l'altro. Se crediamo ad Erodiano[1641], parlò anche con
+asprezza e volto fiero contro gli amici di Geta. Dione[1642] nol dice,
+e nè pure Sparziano. Amendue bensì attestano, che all'uscir della
+curia rivolto a senatori: _Ascoltate_, disse, _una cosa che rallegrerà
+tutto il mondo. Io fo grazia a tutti i banditi e relegati nelle
+isole._ Con che egli venne a riempiere Roma di scellerati e
+malviventi, per poi popolar quelle medesime isole di persone
+innocenti. Tornossene Caracalla dal senato al palazzo, accompagnato di
+qua e di là da _Papiniano_ e da _Fabio Cilone_, che gli davano di
+braccio, e sembravano due suoi cari fratelli, ma per far in breve
+un'altra ben diversa figura. Comandò poi che al cadavero dell'ucciso
+Geta fosse fatto un solenne funerale[1643], e che gli fosse data
+sepoltura nel sepolcro dei Settimii nella via Appia. Di là fu poi esso
+trasportato nel mausoleo di Adriano. Che egli allora fosse deificato,
+lo scrive taluno, ma non se ne trovano sufficienti prove. Tutto ciò
+fece Caracalla per isminuir, se poteva, l'universale odiosità che egli
+s'era tirata addosso con sì nero misfatto. Non istarò io qui a
+raccontare i presagii della morte violenta di Geta, che Sparziano,
+fecondo di tali osservazioni, poco per lo più degne di fede, lasciò
+scritti. Dirò bensì che Dio anche in vita punì Caracalla, perchè egli
+ebbe sempre davanti agli occhi l'orrido aspetto del fratello
+svenato[1644], e dormendo se gli presentavano sempre, degli oggetti
+spaventevoli, e pareagli di vedere or esso suo fratello, ed ora il
+padre, che colla spada sguainata gli venivano alla vita. Scrive Dione,
+che, per trovar rimedio a questo interno flagello, ricorse fino alla
+magia, e che gli comparvero l'ombre di molti, fra le quali solamente
+quella di Commodo gli disse: _Va, che t'aspetta il patibolo._ Ne creda
+il lettor quel che vuole. Certo è bensì che questi tetri fantasmi gli
+guastarono a poco a poco la fantasia, talmente che il vedremo furioso.
+Ed egli non mancò di visitar i templi de' suoi dii, dovunque egli
+andava, e di mandarvi dei doni per quetar pure tante interne
+agitazioni; ma tutto fu indarno. Il bello era[1645] che non udiva mai
+ricordarsi il nome di Geta, non ne mirava mai il ritratto, o le statue
+di lui, che non gli venissero le lagrime agli occhi. Ma o egli fingeva
+questo dolore, o pur egli ad ogni soffio di vento mutava affetti e
+voleri. Io mi riserbo di parlare all'anno seguente dell'incredibil sua
+crudeltà contro la memoria del fratello, benchè più propriamente
+appartengano al presente anno tutte quelle sue barbare azioni. E qui
+dirò unicamente ch'egli fece rompere tutte le statue di lui, ed anche
+fondere la moneta, dove era il suo nome.
+
+NOTE:
+
+[1632] Dio, in Excerpt. Valesianis.
+
+[1633] Fabretti, Inscript., pag. 494.
+
+[1634] Herodianus, lib. 4.
+
+[1635] Dio, lib. 77.
+
+[1636] Herodian., lib. 4.
+
+[1637] Dio, lib. 78.
+
+[1638] Spart., in Geta.
+
+[1639] Herod., lib. 4. Dio, lib. 78.
+
+[1640] Spartianus, in Caracalla.
+
+[1641] Herodian., lib. 4.
+
+[1642] Dio, lib. 77.
+
+[1643] Spartianus, in Geta.
+
+[1644] Dio, in Excerpt. Valesianis.
+
+[1645] Spartianus, in Geta.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXIII. Indizione VI.
+
+ ZEFIRINO papa 17.
+ CARACALLA imperad. 16 e 3.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO ANTONINO CARACALLA AUGUSTO per la quarta volta e DECIMO
+CELIO BALBINO per la seconda.
+
+
+Per alcune ragioni da me altrove[1646] accennate, sufficiente motivo
+abbiamo di dubitare se il secondo console fosse _Balbino_ o pure
+_Albino_. Che _Marco Antonino Gordiano_, il qual fu poi imperadore,
+venisse nel presente anno sostituito console a Balbino, pare che si
+ricavi da Capitolino[1647]. Ma un'iscrizione scorretta del
+Grutero[1648] ci fa veder Balbino tuttavia console nel dì 3 di
+novembre; e però resta dubbiosa la cosa. Che _Elvio Pertinace_,
+figliuolo del fu Pertinace Augusto, fosse anch'egli promosso in
+quest'anno al consolato, come stimarono il Panvinio[1649] e il
+Relando[1650], molto più dubbioso, per non dir falso, a me comparisce.
+Debbo io qui ora accennare le immense crudeltà esercitate dall'inumano
+Caracalla nel precedente anno, e parte ancora in questo; ma quasi mi
+cade di mano la penna per l'orrore: tanto fu il sangue innocente
+sparso da quel mostro Augusto. Vanno concordi gli antichi
+storici[1651] in asserire ch'egli sfogò la bestiale sua rabbia contro
+chiunque era stato o domestico o amico o in qualsivoglia maniera
+parziale allo ucciso fratello. Quanti nella numerosa corte di esso
+Geta, o liberti, o schiavi, o cortigiani d'altra specie, si trovarono,
+tutti furono messi a fil di spada; nè si perdonò a donne e fanciulli.
+Fino gli atleti, gl'istrioni, i gladiatori e qualunque altra persona
+che avesse servito al divertimento degli occhi o degli orecchi di
+Geta, e fin que' soldati che stettero alla sua guardia, perderono la
+vita. Questo macello si andava facendo di notte, e, venuto il dì, si
+portavano i lor cadaveri fuori della città. Dione conta venti mila
+persone sacrificate in questa maniera dal furore tirannico di
+Caracalla. Sparziano aggiugne che furono innumerabili. Bastava che
+s'indicasse un qualche filo di attaccamento avuto con Geta, vero o
+falso che fosse, perchè si desse la sentenza di morte. Nè i suoi
+fulmini si fermarono senza percuotere anche l'alte torri. Era in que'
+tempi riputato l'arca del sapere legale il celebre _Papiniano_, stato
+già prefetto del pretorio, verso il quale poco fa vedemmo usate tante
+finezze da Caracalla. Non altro reato di lui si trovava che il
+glorioso di aver fatto il possibile per rimettere la concordia fra i
+due fratelli Augusti. V'ha nondimeno chi scrive[1652], esser egli
+caduto in disgrazia di Caracalla, perchè, chiestagli un'orazione da
+recitare in senato per sua discolpa, egli generosamente rispondesse
+_che non era tanto facile lo scusare un fratricidio, come il
+commetterlo; ed essere un secondo delitto l'accusare un innocente,
+dopo avergli tolta la vita_. Sparziano[1653] crede ciò un sogno de'
+politici. Fuori bensì di dubbio è che Papiniano fu ammazzato per
+ordine di Caracalla, il qual poi riprese l'uccisore, perchè,
+nell'ucciderlo, si fosse servito della scure in vece della spada,
+strumento di morte riservato per la gente nobile. Un figliuolo di esso
+Papiniano, che era allora questore, e tre giorni prima avea fatto
+grande spesa in alcuni magnifici spettacoli, fu anch'egli tolto dal
+mondo. Abbiam veduto ancora _Lucio Fabio Cilone_, stato due volte
+console e prefetto di Roma, in auge di gran credito e fortuna.
+Caracalla il chiamava suo padre, perchè lo avea avuto per suo aio in
+gioventù; era anche creduto il suo braccio diritto; ma niun si potea
+fidare del capo stravolto di un tale imperadore[1654]. Perchè
+anch'egli avea persuasa l'union de' fratelli, Caracalla mandò un
+tribuno con alcuni soldati per tagliargli il capo. Costoro nol
+trovarono tosto; e si perderono a svaligiar le argenterie, i danari e
+gli altri preziosi mobili delle sue stanze. Coltolo poi al bagno, così
+com'era in camicia e in pianelle, il menarono per mezzo la città con
+disegno di ucciderlo nel palazzo, maltrattandolo intanto con pugni sul
+viso per la strada. La plebe e i soldati della città, al vedere in sì
+compassionevole stato un personaggio di tanta stima, alzarono un gran
+rumore e fecero sedizione. Avvisatone Caracalla, per quietare il
+tumulto, avendo paura di peggio, gli venne incontro, e, cavatasi la
+sopravveste militare, la pose indosso al quasi nudo Cilone, gridando:
+_Lasciate stare mio padre; non vogliate toccare il mio aio._ Fece poi
+morire quel tribuno co' soldati ch'erano iti per ucciderlo, fingendoli
+rei, per avere insidiato alla vita di un sì degno personaggio, ma con
+essersi comunemente creduto che li gastigasse per non averlo ucciso.
+Di altri nobili e senatori uccisi parlano Dione, Erodiano e Sparziano,
+facendone un fascio; ma verisimilmente non tulle quelle stragi
+appartengono ai due suoi primi anni. E qui non si dee tacer quella di
+_Quinto Sereno Sammonico_, uno de' più insigni letterati uomini di
+questi tempi, compositore di moltissimi libri, che son quasi tutti
+periti[1655], e che possedeva una biblioteca di sessantadue mila
+volumi, donati poi da suo figliuolo al secondo dei Giordani Augusti.
+Forse perchè Geta si dilettava forte della lettura dei di lui libri,
+Caracalla la prese con lui. Si trovava l'infelice Sammonico a cena
+quando gli arrivarono i sicarii che gli spiccarono la testa dal busto.
+
+NOTE:
+
+[1646] Thesaur. Novus Inscript., pag. 356.
+
+[1647] Capitol., in Giordano.
+
+[1648] Gruterus, Thesaur. Inscript., p. 44, n. 2.
+
+[1649] Panvin., in Fastis Cons.
+
+[1650] Reland., in Fastis Consular.
+
+[1651] Dio, lib. 77. Herodianus, lib. 4. Spartianus, in Caracalla.
+
+[1652] Zosimus., Histor., lib. 1.
+
+[1653] Spartianus, in Caracalla.
+
+[1654] Spartianus, in Caracalla. Dio, lib. 77.
+
+[1655] Spartianus, in Caracalla. Capitolinus, in Giordano.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXIV. Indizione VII.
+
+ ZEFIRINO papa 18.
+ CARACALLA imperad. 17 e 4.
+
+_Consoli_
+
+MESSALLA e SABINO.
+
+
+Non è certo, come vuole il Relando[1656], che _Messalla_ portasse il
+nome di _Silio_; nè questi potè essere quel _Silia Messalla_ che Dione
+mette console nell'anno 193 sotto Giuliano, perchè sarebbe appellato
+console _per la seconda volta_. Tornando ora a Caracalla, volle egli,
+non so ben dire se in questo o nel precedente anno, rallegrare il
+popolo romano con degli spettacoli[1657], cioè con cacce di fiere,
+combattimenti di gladiatori e corse di cavalli. Ma quivi ancora ebbe
+luogo la sua crudeltà, mostrando il suo piacere nel vedere i
+gladiatori scannarsi l'un l'altro. Si sa[1658] che, quando egli era
+fanciullo, pareva così inclinato alla clemenza, che non si poteva
+immaginare di più; perchè, vedendo uomini esposti alle fiere, si
+metteva a piangere, e voltava il viso altrove. E un dì, perchè uno de'
+fanciulli che giocavano seco fu aspramente battuto, per essersi
+scoperto attaccato alla religion giudaica (probabilmente vuoi dire
+Sparziano la cristiana), egli non guardò mai più di buon occhio il
+padre di esso fanciullo, o pur colui che l'avea sferzato. Ma, fatto
+grande, cangiò ben costumi e natura, e sua delizia divenne lo
+spargimento e la vista del sangue. Fra gli altri gladiatori che in
+que' giuochi perirono, uno fu Batone, forzato da lui a combattere
+nello stesso dì con tre altri di fila. Restò egli ucciso dall'ultimo,
+ma ebbe la consolazione che il pazzo imperadore gli fece una magnifica
+sepoltura. Un altro di essi gladiatori, appellato Alessandro, gli fu
+sì caro, che a lui innalzò molte statue in Roma ed altrove. Nelle
+corse poi dei cavalli, perchè alcuni del popolo dissero qualche burla
+contro ad uno de' carrettieri da lui favoriti, ordinò a tutti i
+soldati di ammazzar chiunque avea parlato. Non conoscendosi i rei di
+questo gran delitto, restarono molti innocenti uccisi, e gli altri con
+denari riscattarono la lor vita. Ma perciocchè Roma era divenuta per
+lui un teatro di nere immaginazioni, se ne partì Caracalla, non già
+nel precedente, ma nel presente anno, perchè si ha una sua legge[1659]
+data in Roma nel dì 5 di febbraio. Prese il pretesto di visitar le
+provincie, e di levar dall'ozio le milizie[1660]. Andò nella Gallia,
+ed appena arrivato colà, fece morir il proconsole della provincia
+narbonese, sconvolse tutti quei popoli, guastò i privilegii delle
+città, e si comperò l'odio di ognuno. Ammalatosi quivi, guarì, e
+trattò poi crudelmente que' medici che l'aveano curato. Di là passò
+nella Germania. Che prodezze egli facesse in quelle parti, non è ben
+noto. Scrive Sparziano ch'egli verso la Rezia ammazzò molti Barbari, e
+soggiogò i Germani. Certo è[1661] che una specie di guerra fu da lui
+fatta contra dei Catti e degli Alemanni o Alamanni, il nome de' quali
+si comincia ad udire in questi tempi. Se crediamo ad Erodiano[1662],
+fece Caracalla una bellissima figura fra i suoi soldati, perchè andava
+vestito da fantaccino, era de' primi ad alzar terreno, a far ponte,
+marciava a piedi coll'armi, mangiava poveramente al pari di essi, con
+altre simili scene di bravura. Dione[1663] confessa anch'egli che la
+funzion di soldato seppe farla, fingendo nondimeno più di quel che
+era; ma non già quella di generale; e ch'egli in quella spedizione si
+fece assai ridere dietro dai popoli della Germania. Venivano i lor
+deputati fin dall'Elba per dimandar pace, ma nello stesso tempo
+dimandavano danaro; e Caracalla, dopo aver fatta qualche rodomontata,
+li pagava bene, ed accordava loro delle pensioni, comperando a questo
+prezzo la loro amicizia. Anzi si cominciò ad affratellar cotanto con
+loro, che si vestiva alla lor moda, portava parrucca bionda, per
+assomigliar i loro capelli, e venne fino ad arrolar nelle sue schiere,
+ed anche nelle sue guardie, moltissimi di loro, con fidarsi da lì
+innanzi più di essi che dei soldati romani. Trattava anche in segreto
+alle volte con quei deputati, non essendovi presenti che
+gl'interpreti, a' quali fece poi levar la vita, affinchè non
+rivelassero le sue conferenze. In somma, o per diritto o per rovescio,
+tanto egli fece, che prese il titolo di _Germanico_, il quale comincia
+a vedersi nelle monete[1664] di questi tempi. Truovasi anche appellato
+_Imperadore per la terza volta_, che non dà un sicuro indizio di
+vittoria, trattandosi di questo general da commedia.
+
+NOTE:
+
+[1656] Reland., Fast. Cons.
+
+[1657] Herod., lib. 4. Dio, lib. 77.
+
+[1658] Spartianus, in Caracalla.
+
+[1659] L. Si hi quos servos., C. de libera causa.
+
+[1660] Spartianus, in Caracalla.
+
+[1661] Dio, in Excerptis Valesianis.
+
+[1662] Erodian., lib. 4.
+
+[1663] Dio, lib. 77, et in Excerp. Valesianis.
+
+[1664] Mediobarbus, in Numismat. Imperator.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXV. Indizione VIII.
+
+ ZEFIRINO papa 19.
+ CARACALLA imperad. 18 e 5.
+
+_Consoli_
+
+LETO per la seconda volta e CEREALE.
+
+
+Un'iscrizione, probabilmente spettante a questo _Leto_ console, e da
+me riferita nella mia Raccolta[1665], se fosse a noi pervenuta ben
+intera, forse ci scoprirebbe ch'egli fu della famiglia _Catia_. Altri
+nomi loro dati dagl'illustratori de' Fasti, per essere dubbiosi, io li
+tralascio. Sparziano scrive[1666] che un _Leto_, il quale era stato il
+primo a consigliar Caracalla di uccidere Geta, fu anche il primo
+forzato a morir col veleno, a lui inviato dallo stesso Caracalla; e
+però non dovrebbe essere questo che fu ora console. Dalla Germania,
+secondo il medesimo Sparziano, passò Caracalla nella Dacia, oggidì
+Transilvania, e vi si fermò qualche tempo; con far ivi qualche
+scaramuccia coi Geti, appellati poi più comunemente Goti, e pare che
+ne riportasse vittoria. _Elvio Pertinace_, figlio del fu Pertinace
+Augusto, prese di qua motivo nell'anno seguente di dire un motto
+pungente; perchè, nominandosi i titoli dati a Caracalla di
+_Germanico_, _Partico_, _Arabico_ ed _Alemannico_; _aggiugnetevi_,
+diss'egli, _anche quello di Getico Massimo_, come a lui dovuto per
+aver debellato i Geti, tacitamente nondimeno alludendo alla morte da
+lui data a Geta suo fratello. Forse non è vero ch'egli facesse guerra
+coi Geti, ma è ben da credere vero quel motto. Sappiamo che questo
+_Pertinace_ fu fatto morire da Caracalla, e non già per questa puntura
+a lui riferita. Spanciano scrive che gli tolse la vita perchè era
+figliuolo di un imperadore. Ma come mai aspettò egli tanto? Forse fu
+in que' medesimi tempi che egli mandò all'altro mondo _Claudio
+Pompeiano_, nato da _Lucilla_, figliuola di Marco Aurelio Augusto, e
+da _Pompeiano_, cioè da un padre stato due volte console, e bravo
+generale di armate[1667]. Incamminossi poi Caracalla per la Mesia
+nella Tracia. La vicinanza della Macedonia produsse un mirabil
+effetto, perchè fece diventar questo Augusto un novello Alessandro. Se
+gli mancò il capo e il valore di quel gran conquistatore, non gli
+mancò già l'esterno di lui portamento. Si vestì egli alla macedonica,
+e poi scrisse al senato che gli era entrata in corpo l'anima di
+Alessandro, e per questo volea essere chiamato _Alessandro Orientale_.
+Da tali azioni che conseguenza sia per tirare il lettore, io non
+istarò a cercarlo. Inoltre della più scelta gioventù della Macedonia
+formò una brigata di fanteria, a cui diede il nome di falange
+macedonica, di sedici mila persone, tutte armate nella guisa che
+anticamente furono le truppe di Alessandro. Volle inoltre che si
+alzassero statue per tutte le città in onor di esso Alessandro, e
+massimamente nel Campidoglio e in ogni tempio di Roma. Moveva il riso
+il vedere in varii luoghi immagini dipinte che con un sol corpo in due
+differenti viste rappresentavano la faccia di Alessandro il Macedone e
+di Caracalla.
+
+Volendo poi passare il Bosforo di Tracia per entrar nell'Asia[1668],
+fu in pericolo di fare naufragio, essendosi rotta l'antenna della sua
+nave; ma si salvò nello schifo. Racconta Dione[1669], che essendo
+giunto a Nicomedia, dove passò il verno di quest'anno, la sua vita era
+questa. Facea sapere ai senatori che l'accompagnavano (uno de' quali
+era lo stesso Dione) che alla levata del sole fossero pronti, perchè
+volea tener ragione e trattar degli affari spettanti al pubblico bene;
+e li facea aspettar fino a mezzodì, e talvolta fino a sera, senza mai
+lasciarsi vedere. Ed egli intanto si dava bel tempo col carrozzare,
+ammazzar bestie, addestrarsi ai combattimenti de' gladiatori, e col
+bere ed ubbriacarsi. Alla presenza degli stessi senatori mandava
+piatti di vivande e bicchieri di vino ai soldati ch'erano di guardia.
+Finalmente si lasciava pur vedere per isbrigar qualche causa, per lo
+più mezzo ubbriaco ed appena udite poche parole, voleva che si
+decidesse. Teneva in sua corte un eunuco spagnuolo, deforme al maggior
+segno non men di corpo che di costumi, creduto uno stregone, e
+fabbricator di veleni, che facea da padrone sopra il senato.
+Dappertutto manteneva spie che gli riferivano quel di vero o di falso
+che lor piaceva, senza parteciparlo al suo consiglio; volendo egli
+gastigar le persone senza saputa de' ministri: il che cagionava una
+somma confusion di cose, ed era seminario di molte ingiustizie. In
+tutti poi questi suoi viaggi pareva che avesse tolto di mira i
+senatori, per ridurli in camicia, volendo che a loro spese (cioè, per
+quanto io credo, della repubblica) fabbricassero per istrada alloggi e
+case di molto costo, la maggior parte delle quali a nulla servirono, e
+nè pur erano da lui vedute. E dovunque egli s'immaginava di dover
+dimorare nel verno, esigeva che gli si edificassero anfiteatri e
+circhi; e questi appresso si distruggevano. Che s'egli impoveriva il
+senato e maltrattava i senatori, era poi tutto cortesia verso i
+soldati, e consisteva la sua gran premura in regalarli con prodigalità
+incredibile. Nelle monete[1670] di quest'anno si vede esaltata la di
+lui _liberalità VII_, _VIII_ e _IX_, senza fallo usata verso le
+milizie. Largamente poi spendeva in bestie fiere o mansuete, e in
+cavalli[1671], per far la caccia di quelle, o per correre alla
+disperata con gli altri in cocchio. Volta vi fu ch'egli uccise di sua
+mano cento cignali. E facendo le sue carriere, diceva d'imitare il
+sole, gloriandosi forte di non esser da meno di lui. Costrigneva
+poscia i suoi cortigiani e gli altri ricchi a rappresentar degli
+spettacoli con gravissima loro spesa, e vigliaccamente ancora
+dimandava ad essi del danaro quando n'era senza. Tale fu la sua
+maniera di vivere finchè regnò; e per questo suo scialacquare non si
+può dire quante gabelle nuove egli mettesse, quante estorsioni
+facesse; di maniera che egli in quei pochi anni diede il guasto a
+tutto l'imperio romano, e desolò le provincie. E diceva spesso di non
+abbisognar di cosa alcuna, fuorchè di danaro, da impiegarsi poi, non
+già in gratificar chi lo meritava, ma solamente per arricchir soldati
+e regalar adulatori. A _Giunio Paolino_ donò egli un dì dieci mila
+scudi d'oro, perchè gli disse, che _quando anche fingeva d'essere in
+collera, sapea farlo sì bene, che si credea veramente incollerito_.
+_Giulia Augusta_ sua madre, che gli tenne sempre compagnia in questi
+viaggi, non si guardò dal riprenderlo, perchè gittasse tanti tesori in
+seno ai soldati, con essersi ridotto a non aver più un soldo di tanti
+danari giustamente o ingiustamente esatti; ed egli: _Non dubitate, o
+madre_ (rispose mostrandole la spada), _finchè questa durerà, non
+mancheranno danari_. Tanto poi si mostrò spasimato per la memoria di
+Alessandro il Grande questo nuovo Alessandro, che, essendosi
+compiaciuto un dì in vedere un tribuno di soldati saltar molto snello
+a cavallo, gli dimandò di che paese fosse: _Macedone_, rispose egli. E
+il vostro nome? _Antigono_. E quello del padre? _Filippo_. Allora
+disse Caracalla: _Ho tutto quel ch'io voleva_; e il fece salire a più
+alto posto, e da lì a poco il creò senatore e pretore. Fu proposta
+davanti a lui la causa d'un certo Alessandro, non già Macedone, reo di
+molti misfatti. Perchè l'accusatore di tanto in tanto andava dicendo:
+_Alessandro omicida; Alessandro odiato dagli dii_. Caracalla, quasi
+che si parlasse di lui, saltò su gridando: _Se non la dismetti di
+trattar così il nome di Alessandro, ti farò andar per le poste
+all'altro mondo_. Conduceva anche seco molti elefanti, perchè ancor
+questo conveniva ad un vero imitator d'Alessandro e di Bacco. Ed ecco
+in quali mani era caduto in questi tempi il misero imperio romano.
+Furono nell'anno presente, se dice il vero Eusebio[1672], terminate in
+Roma le terme antoniane, fabbricate d'ordine d'esso Caracalla.
+Sparziano[1673] fa un bell'elogio di quell'edifizio, mirabile non meno
+per la magnificenza che per la bellezza dell'architettura. Resta
+ancora accertato, che laddove in addietro si contava per grazia grande
+il conseguire la cittadinanza di Roma, questo imperadore con suo
+decreto la diede a tutte le città del romano imperio: intorno a che
+molto hanno parlato i letterati illustratori delle cose romane.
+
+NOTE:
+
+[1665] Thesaurus Novus Inscription., pag. 353, num. 4.
+
+[1666] Spartianus, in Caracalla.
+
+[1667] Herodianus, lib. 4.
+
+[1668] Spartianus, in Caracalla.
+
+[1669] Dio, lib. 77.
+
+[1670] Mediobarb., in Numismat. Imper.
+
+[1671] Dio, lib. 77.
+
+[1672] Eusebius, in Chron.
+
+[1673] Spartianus, in Severo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXVI. Indizione IX.
+
+ ZEFIRINO papa 20.
+ CARACALLA imperad. 19 e 6.
+
+_Consoli_
+
+CATIO SABINO per la seconda volta e CORNELIO ANULINO.
+
+
+Certi sono i cognomi de' consoli di quest'anno, cioè _Sabino_ ed
+_Anulino_. Per conto dei nomi, un'iscrizione riferita dal
+Panvinio[1674] e dal Grutero[1675], si dice posta Q. AQVILLIO SABINO
+II. SEX. AVRELIO ANVLLINO COS. Ma essa dee essere falsa; o, se è
+legittima, appartiene a qualche altro anno. Perciocchè un'altra presso
+il medesimo Grutero[1676] fu alzata CATTO SABINO II. ET CO. ANVLLINO
+COS., ed una parimente presso il Fabretti[1677], C. ATIO SABINO II. ET
+CORNELIO ANVLINO COS. In vece di C. ATIO, credo io che s'abbia a
+leggere CATIO SABINO II., perchè, se questo primo console fosse ornato
+del prenome, anche il prenome dell'altro apparirebbe. Dopo avere[1678]
+l'Augusto Caracalla passato il verno in Nicomedia, dove celebrò il suo
+giorno natalizio nel dì 4 di aprile, ripigliò il suo viaggio[1679]; ed
+arrivato alla città di Pergamo, celebre fra i Gentili pel tempio di
+Esculapio, dove si facea credere alla buona gente che quel falso dio
+in sogno rivelasse il rimedio dei mali del corpo: quivi Caracalla si
+raccomandò, e di cuore, a quella ridicola divinità, che pur non avea
+orecchi. Egli era malsano, e pativa varii mali, parte evidenti, parte
+occulti: effetti dell'intemperanza sua nella gola e nella libidine,
+per cui anche era divenuto inabile alla generazione[1680]. Sognò
+quanto volle; ma niun sollievo trovò a' suoi malori. Visitò la città
+d'Ilio, e benchè i Romani si tenessero per discendenti dai Troiani,
+pure più onor fece, al sepolcro di Achille. Non si trovava chi facesse
+la figura di Patroclo. O di morte naturale o di veleno morì allora
+Festo, il più caro de' suoi liberti; e quella vana testa di Caracalla
+gli fece far le esequie con tutte quelle cerimonie che sono descritte
+da Omero per Patroclo del suo poema. Di là passò ad Antiochia, dove
+per qualche tempo attese alle delizie, e dichiarò guerra al re de'
+Parti. Ne prese motivo, perchè Tiridate ed Antioco, due de' suoi
+uffiziali, erano disertati e passati al servigio di quel re, il quale,
+non ostante che da Caracalla ne fossero fatte più istanze, non li
+volle mai rendere. Trovavasi allora quel re in dispari, perchè in
+guerra con un suo fratello, e Caracalla si gloriava di aver seminato
+fra loro la discordia; però, per non tirarsi addosso anche la potenza
+romana, fu costretto a restitur que' due uffiziali. Caracalla allora
+si quietò, al vedersi così rispettato e temuto; e fatto poi sapere ad
+_Abgaro_ re di Edessa, o sia dell'Osroene, con amichevoli lettere, che
+desiderava di vederlo, questi sen venne; ma, credendo di trovare in
+Caracalla un imperador romano, vi trovò un traditore[1681]. Abgaro fu
+messo in prigione, e Caracalla s'impadronì di quella provincia, dove
+in fatti lo stesso Abgaro per la sua crudeltà era forte odiato da
+quella nobiltà. Confessano tutti gli storici che la simulazione e il
+mancar di fede non fu l'ultimo dei vizii di Caracalla. Anche nella
+guerra fatta in Germania avea lavorato di frodi, gloriandosi poi di
+aver colle sue arti messa rottura fra i Vandali e Marcomanni, ed
+attrappolato _Gaiovomaro_ re de' Quadi, con torgli anche la vita.
+Inoltre, avendo finto di voler arrolar nelle sue guardie moltissimi
+giovani di nazion germanica, gli avea poi fatti tagliare a pezzi.
+
+
+In questi tempi ancora bolliva la discordia tra il re dell'Armenia e i
+suoi figliuoli. Caracalla colla sua consueta infedeltà chiamò cadaun
+d'essi alla corte, facendo loro credere di volerli accordare insieme.
+L'accordo fu, che tutti li ritenne prigioni, figurandosi di poter fare
+il medesimo giuoco dell'Armenia che avea fatto dell'Osroene; ma
+s'ingannò. Que' popoli presero l'armi per difendersi, senza volersi
+punto fidare di un principe che s'era troppo screditato colla sua
+perfidia. Avea Caracalla alzato al grado di prefetto del pretorio
+_Teocrito_, uomo vilmente nato, già ballerino nei teatri, e divenuto a
+lui caro, perchè stato suo maestro nel ballo, e che per ammassar roba
+commise varie crudeltà[1682], e facea anche sotto mano il mercatante.
+Presso Sifilino è detto essere stato tanta la di lui autorità nella
+corte, che la facea da superiore ai due prefetti del pretorio. Questo
+degnissimo generale fu da lui inviato con un corpo d'armata per
+sottomettere l'Armenia; ma da quei popoli rimase intieramente
+disfatto. Scrisse in questi tempi Caracalla al senato, con dire di
+saper bene ch'esso non sarebbe contento delle di lui imprese; ma che,
+tenendo egli una buona armata al servigio suo, avea in fastidio
+chiunque sparlasse di lui. Quindi volle passar in Egitto, con
+ispargere voce d'essere spinto da divozione verso Serapide, e da
+desiderio di veder la fiorita città di Alessandria, fabbricata dal suo
+caro Alessandro Magno[1683]. Arrivata questa nuova in quella città,
+gli Alessandrini, gente vana, non cupando in sè stessi per
+l'allegrezza, si diedero a far mirabili preparamenti di addobbi, di
+musiche, di profumi per accogliere con gran solennità il regnante. Ma
+Caracalla, secondo il suo costume, doppio di cuore, si portava colà
+non per rallegrar que' cittadini, ma per disertarli. Il natural di
+quel popolo era inclinato forte alla maldicenza, ed avea sempre in
+bocca motti frizzanti, specialmente contro ai potenti. In fatti, senza
+nè pur risparmiare l'imperador stesso, misero in canzone la morte da
+lui data al fratello, attribuendogli anche un disonesto commercio
+colla madre, e deridendo la piccola di lui statura, non ostante la
+quale egli si credeva un altro Alessandro e un nuovo Achille. I
+principi saggi, che non prendono mosche, non fan più caso di simili
+ciarle, di quel che si faccia delle ingiurie de' pappagalli e delle
+gazze. Ma all'iracondo e bestial Caracalla esse trapassavano il cuore,
+e però ne volea far gran vendetta. Giunto ad Alessandria, visitato con
+divozione il tempio di Serapide, vi fece molti sagrifizii; andò al
+sepolcro di Alessandro, e vi lasciò de' preziosi ornamenti. Gridavano
+gli Alessandrini: _Viva il buon Imperadore;_ e lo sdegno sanguinario
+di Caracalla stava allora per piombar sulle loro teste. Erodiano
+scrive che, fatta raunar la gioventù di Alessandria fuori della città,
+che ascendeva a migliaia, fingendo di voler formare un falange ancora
+di Alessandrini, dopo averli fatti attorniare dal suo esercito, tutti
+ordinò che fossero messi a fil di spada. Orridissima fu quella strage.
+Dione[1684] scrive che il macello seguì nella città di notte e di
+giorno, ed essere stato sì grande il numero degli uccisi, che
+impossibile fu il raccoglierlo[1685]. Vi perì gran copia ancora di
+forestieri venuti per veder quelle feste; il sacco fu dato ai fondachi
+a alle case, nè andarono esenti dalla rapacità militare que' templi. E
+questi furono i nemici che il detestabil Augusto andò a cercare in
+Oriente per gastigarli. Divise poi la città in due parti, la privò di
+tutti i privilegii, e lasciovvi presidio, con divieto ai cittadini di
+far adunanze in avvenire. Perseguitò ancora i seguaci di Aristotile,
+con dire che quel filosofo era stato cagion della morte di Alessandro,
+e levò loro le scuole che godevano in quella città. Da uno di quegli
+oracoli Caracalla fu chiamato una fiera; ma chi v'ha che non l'abbia a
+chiamar tale, e vedute crudeltà sì enormi? Anch'egli nondimeno si
+gloriava di questo, benchè molti poi facesse uccidere, perchè
+divulgavano l'oracolo suddetto.
+
+Tornossene questa fiera Augusta ad Antiochia, con animo di far una
+delle sue frodi anche ad _Artabano_ re dei Parti. Se crediamo ad
+Erodiano[1686], gli dimandò per moglie una di lui figliuola,
+proponendo nello stesso tempo di far una specie di unione delle due
+monarchie, sufficiente ad assoggettar tutto il mondo allora
+conosciuto. Non ne volea sentir parlare a tutta prima Artabano, ma
+poscia, accettato il partito, lasciò campo a Caracalla d'inoltrarsi
+nel suo regno, come s'egli andasse a prendere la sposa, e a visitar il
+re suocero. Venne da una certa città ad incontrarlo Artabano con
+immensa quantità di gente tutta inghirlandata e senz'armi. Allora
+Caracalla comandò a' suoi di menar le mani contra de' Parti, che,
+trovandosi privi di cavalli e d'armi, ed imbrogliati dalle vesti
+lunghe, nè poteano punto difendersi, nè speditamente fuggire. Gran
+carnificina vi fu fatta; il re ebbe tempo di scappare; restò il paese
+in preda ai Romani, i quali, stanchi del tanto uccidere e rubare, se
+ne tornarono finalmente nella Mesopotamia colla gloria di essere
+insigni traditori. Dione[1687], all'incontro, lasciò scritto (ed è ben
+più verisimile il suo racconto) che avendo Artabano promesso la
+figliuola a Caracalla, e poi negatala, perchè s'avvide avere un sì
+perfido Augusto dei perniciosi disegni sopra il suo regno, e che non
+era uomo da fidarsi di lui; allora Caracalla ostilmente entrò nella
+Media, saccheggiò e smantellò varie città, e fra l'altre Arbela, e
+distrusse i sepolcri dei re parti. Si servì ancora di lioni,
+mandandoli a quelle genti[1688]. Dione nondimeno scrive che fu un solo
+lione, che, calato all'improvviso dal monte, fece del male ai Parti.
+Ora, quantunque niuna battaglia seguisse, perchè i Parti scapparono
+alle montagne, e di là dal fiume Tigri, pure il vano imperadore
+scrisse al senato magnifiche lettere di queste sue vittorie, colle
+quali avea conquistato tutto l'Oriente, e volle il titolo di
+_Partico_. Si sapeva a Roma quel ch'era, ma convenne far vista di
+credere illustri e memorande quelle imprese. Nelle monete[1689]
+dell'anno seguente si trova menzionata la _vittoria partica_, ma non
+si vide già che egli prendesse il titolo di _Imperadore per la quarta
+volta_, benchè al Tillemont[1690] sia sembrato di vederlo. Venne[1691]
+poscia Caracalla coll'armata a prendere la stanza di verno nella città
+di Edessa, assai contento delle sue strepitose prodezze.
+
+NOTE:
+
+[1674] Panvin., in Fast. Consular.
+
+[1675] Gruterus, Thesaurus Inscript., p. 183, n. 4.
+
+[1676] Idem, pag. 261.
+
+[1677] Fabrettus, Inscript., pag. 682.
+
+[1678] Dio, lib. 77.
+
+[1679] Herodianus, lib. 4.
+
+[1680] Dio, in Excerptis Valesianis.
+
+[1681] Dio, in Excerpt. Valesianis.
+
+[1682] Dio, lib. 77.
+
+[1683] Herodianus, lib. 4.
+
+[1684] Dio, lib. 77.
+
+[1685] Spartianus, in Severo.
+
+[1686] Herodianus, lib. 4.
+
+[1687] Dio, lib. 78.
+
+[1688] Spartianus, in Severo.
+
+[1689] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[1690] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[1691] Spartianus, in Severo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXVII. Indizione X.
+
+ CALLISTO papa 1.
+ MACRINO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+CAIO BRUTTIO PRESENTE e TITO MESSIO EXTRICATO per la seconda volta.
+
+
+Ricevette in quest'anno la corona del martirio san _Zefirino_ papa, e
+fu in suo luogo posto nella cattedra di san Pietro _Callisto_. Svernò,
+come già accennai, l'Augusto Caracalla in Edessa[1692], dove tanto
+egli che i soldati suoi viveano nelle delizie senza disciplina alcuna
+nelle case de' cittadini, e prendendo come proprie tutte le loro
+sostanze; quando, secondo i regolamenti de' tempi addietro, i soldati
+anche in tempo di verno abitavano sotto le pelli, cioè sotto le tende
+fatte di pelli. Lo stesso imperadore avea mutata la forma delle vesti
+militari, avendo presa dai Galli la foggia di un abito talare,
+appellato _Caracalla_, con cappuccio, di cui andava egli
+vestito[1693], e voleva che andassero vestiti anche i soldati. Di là
+venne il soprannome a lui dato di _Caracalla_. Si avvidero allora i
+Parti che non erano poi lioni i Romani; anzi, in sapere che la vita
+molle del quartiere di verno e le fatiche dell'anno precedente aveano
+snervata la milizia romana, facean dei gran preparamenti per
+vendicarsi. Ma nè pur Caracalla si teneva le mani alla cintola,
+ammassando anche egli gente, e quanto occorreva per tornare in
+campagna contra di loro; quando Iddio volle mettere fine alle iniquità
+di questo indegno imperadore o piuttosto esecrabil tiranno. Esercitava
+in questi tempi l'uffizio di prefetto del pretorio, o sia capitan
+delle guardie, _Marco Opellio Macrino_, nativo d'Africa, i cui natali
+furono vilissimi. Era in età di circa cinquantatrè anni.
+Capitolino[1694], nella Vita di lui, ne parla assai male. Dione,
+all'incontro, scrive[1695] aver egli con alcune buone qualità
+compensati i difetti della sua bassa nascita, essendo stato
+competentemente dotto nello studio legale, uomo moderato, avvezzo a
+giudicare con molta equità, e che si facea amare. Avvenne che un
+indovino in Africa chiaramente disse ch'esso Macrino e _Diaduminiano_
+suo figlio, in età allora di circa nove anni, aveano da essere
+imperadori[1696]. Costui, mandato a Roma, confessò questo medesimo a
+_Flavio Materniano_, comandante delle milizie lasciate in Roma, il
+qual tosto ne spedì l'avviso a Caracalla Augusto. Ma, per attestato di
+Dione, non andò la lettera direttamente a lui, perchè ordine v'era di
+portar le lettere provenienti da Roma a _Giulia Augusta_, la quale,
+dimorando in Antiochia con grande autorità, avea l'incumbenza di
+accudire a tutti gli affari, per non isturbare il figliuolo occupato
+nella guerra coi Parti. Intanto avendo _Ulpiano Giuliano_, allora
+censore, inviato frettolosamente a Macrino un altr'uomo coll'avviso di
+quanto bolliva in Roma contra di lui, Macrino venne prima di Caracalla
+a risapere il pericolo a cui egli era esposto, perchè in simili casi
+vi andava la vita. Si aggiunse che un certo Serapione Egiziano pochi
+dì prima avea predetto a Caracalla che poco restava a lui di vita, e
+che gli succederebbe _Macrino_. Fu ben pagata la di lui predizione,
+con essere dato in cibo ai lioni. Imperciocchè Caracalla conduceva
+sempre seco una man di lioni, e specialmente ne amava uno assai
+dimestico, appellato Acinace (noi diremmo scimitarra), e il teneva a
+guisa d'un cane alla tavola, al letto od alla porta, con baciarlo
+sovente pubblicamente. Per tali accidenti determinò Macrino di
+prevenir la morte propria con procurar quella di Caracalla.
+Erodiano[1697] aggiunge che Caracalla anche talvolta aspramente
+motteggiava Macrino, trattandolo da uomo da nulla nel mestier
+dell'armi, con giungere ancora a minacciargli la morte. Secondochè
+s'ha dal medesimo storico, arrivato il plico delle lettere spedite da
+Materniano, Caracalla, che in cocchio era dietro a far correre i suoi
+cavalli, lo diede a Macrino, come era suo costume alle volte, con
+ordine di riferirgli dipoi le cose importanti, e di eseguir intanto
+quelle che esigessero risoluzione. Trovò[1698] per questo fortunato
+accidente Macrino il brutto avviso che di sua persona era dato a
+Caracalla. Osservi qui il lettore che mali effetti producesse una
+volta la troppa credenza agl'impostori indovini. Caracalla avea gli
+oroscopi e le geniture di tutti i nobili romani, credendo di conoscere
+chi l'amava o l'odiava, e chi gli potesse tendere insidie. Si folle
+credenza o produsse o almeno accelerò la di lui rovina.
+
+
+Macrino adunque, senza perdere tempo, giacchè credeva perduto sè
+stesso, qualora Materniano avesse con altre lettere replicato
+l'avviso, segretamente trattò con un tribuno delle guardie, appellato
+Giulio Marziale, della maniera di levar dal mondo l'iniquo Caracalla.
+Oltre all'essere Marziale uno de' maggiori suoi amici, nudriva ancora
+un odio gravissimo contra di esso Augusto, perchè avea fatto morir,
+qualche tempo prima, indubitamente un di lui fratello. Promise egli di
+fare il colpo alla prima buona congiuntura. Infatti, nel dì 8 di
+aprile, essendo montato a cavallo Caracalla con poche guardie[1699],
+per andare alla città di Carre a fare il sacrifizio alla dea Luna,
+appellata da quel popolo il dio Luno, essendo smontato per una
+necessità del corpo, e ritiratesi per riverenza le guardie; Marziale,
+che stava attento ad ogni momento per isvenarlo, se gli accostò con
+qualche pretesto, quando egli ebbe soddisfatto al bisogno, ovvero per
+aiutargli a risalire a cavallo, perchè non erano in uso allora le
+staffe. Quel che è certo, con un pugnale gli diede una ferita nella
+gola, e morto lo distese per terra. Perchè l'altre guardie non si
+avvidero così tosto del colpo fatto, avrebbe potuto salvarsi Marziale,
+se avesse lasciato indietro il pugnale. Ma riconosciuto da uno de'
+Tedeschi, o pure Sciti, che scortavano Caracalla, gli scagliarono
+dietro delle freccie e l'uccisero. Divulgata la morte dell'imperadore,
+corse colà tutto l'esercito, e più degli altri Macrino si mostrò
+dolente d'una sciagura, per cui internamente facea gran festa il suo
+cuore. Ma a chi era morto nulla giovavano i lamenti altrui. Così
+_Marco Aurelio Antonino_, non meritevole d'essere da noi rammentato se
+non col soprannome di _Caracalla_, terminò i suoi giorni in età di
+ventinove anni, dopo aver regnato solo sei anni, due mesi ed alcuni
+giorni. Egli[1700] era anche soprannominato _Tarante_, dal nome di un
+gladiatore, il più sparuto e scellerato uomo che vivesse sopra la
+terra. E morì odiato da tutti, ma non già dai soldati, ancorchè non
+pochi sofferissero mal volentieri che egli nelle sue guardie
+anteponesse i Germani e gli Sciti ai Romani. Macrino, fatto dipoi
+bruciare il di lui corpo, e riposte le ceneri in un'urna, le mandò ad
+Antiochia a Giulia sua madre. Dopo qualche tempo le fece egli stesso
+portare a Roma a seppellire nel mausoleo d'Adriano. Allorchè arrivò a
+Roma la nuova della morte di Caracalla, non si attentava la gente a
+mostrare di crederla vera, finchè, venuti più corrieri ed accertato il
+fatto, ognuno lasciò la briglia all'allegrezza, ma specialmente il
+senato e la nobiltà, a' quali parve di ritornar in vita[1701], perchè
+in addietro lor sempre parea di aver la spada pendente sul capo.
+Caricarono i senatori il nome e la memoria di lui dei più obbrobriosi
+titoli, ma per paura de' soldati non ardirono di chiamarlo nemico
+pubblico. Anzi, creato che fu imperadore _Macrino_, vennero sue
+lettere, colle quali pregava il senato di decretare gli onori divini
+ad esso _Caracalla_, e bisognò ubbidire. E si vide allora, come
+osserva fin lo stesso Sparziano di professione pagano[1702], questa
+orrida deformità, che un uccisore del padre e del fratello, un boia
+del senato e del popolo di Roma e d'Alessandria, l'orrore in somma del
+genere umano, presso il quale dopo morte si trovò una incredibile
+copia di varii veleni, per valersene a soddisfare le sue voglie
+crudeli: questo mostro, diss'io, conseguì il titolo di dio, e per
+ordine di un Macrino, che l'avea fatto uccidere, con aver da li
+innanzi tempio, sacerdoti e cultori. Saran pure stati contenti ed
+allegri di sì nobil compagnia gli dii della Gentilità! avran pure
+ottenuto delle belle grazie da questo nuovo dio i Pagani! Io tralascio
+i presagii della di lui morte riferiti da Dione[1703], gran cacciatore
+di somiglianti augurii, ai quali per lo più si facea mente dopo il
+fatto.
+
+Quanto a _Giulia Augusta_, madre di esso Caracalla, si vuol ora
+avvertire che essa era nata in Soria, e probabilmente ella fu che
+condusse colà il figliuolo, forse per non partirne mai più. Grande era
+stata sotto Severo Augusto suo marito la di lei autorità, maggiore fu
+sotto il figlio Caracalla, di modo che comunemente veniva appellata
+_Julia Domna_, cioè _Giulia signora e padrona_. L'adulazione inoltre
+inventò per lei i titoli di _madre degli Augusti, della patria, del
+senato, delle armate_. Sparziano[1704] le dà taccia di donna infame
+per gli adulterii, ed aggiunge anche un fatto più nero, cioè che il
+figliuolo, dopo la morte di Severo, la prese per moglie nella seguente
+maniera. Essendo ella bellissima femmina, si lasciò un dì vedere a
+Caracalla quasi affatto ignuda. Miratala in quell'atto Caracalla,
+disse: _Io vorrei se fosse lecito...!_ Ed ella rispose: _Purchè vi
+piaccia, è lecito. Non siete voi imperadore? A voi tocca di dar le
+leggi, e non di riceverle._ Ed egli allora la sposò. Così orrido è il
+fatto, che lo stesso Sparziano tenne Giulia per matrigna, e non già
+per madre di Caracalla; e, da lui addottrinati, scrissero lo stesso
+anche Aurelio Vittore[1705], Eutropio[1706], Eusebio[1707] ed altri;
+ma queste son tutte fandonie e calunnie. Dione, che fu famigliare di
+essa Giulia Augusta, ed Erodiano, che fiorì almeno in vicinanza di
+questi tempi, concordemente asseriscono che essa Giulia fu vera madre
+di Caracalla e di Geta[1708], e ce la descrivono per donna savia ed
+applicata alla filosofia. Nè all'età di lei, che si dovea accostare ai
+cinquant'anni, conviene l'eccesso narrato da Sparziano. Oltre di che,
+se Caracalla l'avesse presa per moglie, non avrebbe trattato col re
+dei Parti di prender una di lui figliuola. Dalle dicerie degli
+Alessandrini venne questa calunniosa voce. Già vedemmo che la
+maldicenza la trattava da Giocasta. Contra chi è odiato nulla è più
+facile che l'inventare delitti oltre al vero. Non può già negarsi che
+Giulia non fosse donna di rara avvedutezza e disinvoltura. Ancorchè il
+barbaro Caracalla le avesse ammazzato in grembo il figliuolo
+Geta[1709], pure seppe ella contener le sue lagrime, per non accusare
+ed irritare il bestial fratricida; anzi contraffaceva in pubblico a
+dispetto del suo dolore il volto sereno ed allegro, perchè era notata
+ogni sua parola ed ogni menomo gesto. Non si accorda ciò col dirsi da
+Sparziano[1710], che avendo ella sparse alcune lagrime in compagnia di
+alcune dame, poco mancò che Caracalla non facesse morir lei e tutte
+quelle sue confidenti. Ci assicura Dione ch'ella da lì innanzi fu
+sommamente rispettata dal figliuolo Augusto, e che a lei diede
+l'incumbenza di rispondere alle lettere e di fare i rescritti ai
+memoriali, con dover solo riferire a lui le cose più importanti.
+Stavasene in Antiochia allorchè arrivò la nuova certa che il figliuolo
+Caracalla era stato tolto dal mondo[1711]. Sopraffatta dal dolore, più
+pugni si diede sul petto, che irritarono forte un cancro che già
+l'affliggeva. Scaricando ancora la sua bile contra di Macrino, altro
+non desiderava che di morire; non già che ella amasse il perduto
+figliuolo, ma perchè colla morte di lui era spirata la somma di lei
+autorità. Tuttavia, perchè Macrino le scrisse con assai civiltà,
+lasciandole tutti i suoi uffiziali e fin le guardie, anche ella lasciò
+andare il pensiero di non più vivere. Informato poi Macrino del suo
+sparlare, e ch'ella facea dei segreti maneggi per rendersi padrona
+dell'imperio, le mandò ordine di levarsi da Antiochia. Tra per questo,
+e per la nuova a lei pervenuta degli strapazzi fatti in Roma alla
+memoria e al nome di Caracalla, si lasciò essa dipoi morire col non
+volere cibarsi; benchè Erodiano[1712] scrive, essere incerto se
+spontanea o forzata fu la di lei morte.
+
+Due giorni stette vacante l'imperio, perchè l'armata cesarea di Soria
+non sapea a chi conferirlo; e pur conveniva affrettarsi, perchè con
+poderoso sforzo di armati era già in campagna _Artabano re de' Parti_,
+voglioso di vendicar le ingiurie e i danni a lui recati da
+Caracalla[1713]. Macrino esternamente parea non ricercare quella
+sublime dignità, per non dar sospetto all'armata di aver tenuta mano
+alla morte di Caracalla, ma segretamente faceva i suoi maneggi coi
+primi uffiziali, affinchè in lui cadesse la elezione. Per suggestione
+appunto di essi, nel dì 11 d'aprile, e non già per inclinazione che ne
+avessero, i pretoriani proclamarono _Macrino imperadore_: al che
+consentì il restante dell'esercito. Aveano prima tentato di alzare al
+trono _Advento_, prefetto anch'esso del pretorio; ma egli non avea
+voluto accettare, con allegar la troppo avanzata età. Anche Macrino
+fece alquanto lo schifoso, pure in fine mostrò di cedere alla lor
+premura[1714]. Diede un regalo ai soldati, e molto più ne promise. Per
+farsi anche credito presso i medesimi, assunse il nome di _Severo_; e
+però nelle monete[1715] si trova chiamato _Marco Opellio Severo
+Macrino_: per lo che fu deriso, niuna attinenza avendo egli con Severo
+già Augusto. Vuol Capitolino che fosse da lui preso anche il nome
+d'_Antonino_; ma di ciò niun vestigio apparendo nelle monete e nelle
+iscrizioni, si crede un fallo di quello storico. Il nome bensì di
+_Antonino_, troppo caro all'esercito, diede egli a _Diadumeniano_ suo
+figliuolo, con dichiararlo _Cesare e principe della gioventù_.
+Comparisce egli nelle monete[1716] col nome di _Marco Opellio Antonino
+Diadumeniano_. Ha creduto il padre Pagi[1717] che dal padre sul
+principio del suo imperio gli fosse conferita la podestà tribunizia, e
+che amendue prendessero il consolato dell'anno presente, sostituiti ai
+due consoli ordinarii. Ma questa opinione è appoggiata solamente a
+qualche medaglia[1718], che sarà adulterata o falsa. Tale specialmente
+è, a mio credere, una, in cui Diadumeniano è chiamato all'anno
+seguente _console per la seconda volta_, ornato della _tribunizia
+podestà per la seconda, imperadore, pontefice massimo e padre della
+patria_. Dio sa se Diadumeniano fu nè pure imperadore Augusto.
+Erodiano[1719], Dione[1720], Capitolino[1721] e Lampridio[1722] o ne
+dubitano, o chiaramente il riconoscono non più che _Cesare_. Il che
+risulta ancora da una iscrizione esistente nel museo cesareo, e da
+altre nell'appendice da me[1723] pubblicate, dove nell'anno seguente
+_Diadumeniano_ tuttavia vien detto _Cesare_ e _principe della
+gioventù_, e non già imperadore, nè console, e tanto meno console per
+la seconda volta. Ivi ancora s'incontra Macrino _console_, ma senza
+segno alcuno di aver egli altra volta tenuta la dignità consolare.
+Impostori di medaglie, non men che d'iscrizioni antiche, non sono
+mancati negli ultimi secoli.
+
+Scrisse poi Macrino lettere di molta sommessione al senato, il quale
+non fece difficoltà di accettarlo, qualunque egli fosse: tanto era il
+piacere di vedersi liberato dal carnefice Caracalla. Perciò il
+proclamarono patrizio romano[1724], che nè pur tale era egli in
+addietro; e gli conferirono la podestà tribunizia e l'autorità
+proconsolare con tutti gli altri onori. Trovavasi imbrogliato Macrino,
+perchè dall'un canto, per non dispiacere ai soldati, dovea mostrare di
+amar la memoria di Caracalla: e, ciò facendo, disgustava il senato ed
+innumerabili altri. Tuttavia cassò alcune leggi ingiuste di Caracalla,
+levò via le esorbitanti pensioni da lui accordate[1725], relegò ancora
+in un'isola _Lucio Priscilliano_, famoso per gli combattimenti da lui
+bravamente fatti con assaissime fiere, ma più per le sue calunnie, che
+aveano cagionata la morte di moltissimi cavalieri e senatori, allorchè
+era favorito di Caracalla[1726]. Anche tre senatori, spie d'esso
+Caracalla, ebbero il medesimo gastigo, con altri non pochi di minore
+sfera. Intanto il re dei Parti _Artabano_, messo insieme un
+formidabile esercito di fanti e cavalli, entrò nella Mesopotamia, e
+veniva a bandiere spiegate per vendicarsi de' torti a lui fatti dal
+perfido Caracalla. Macrino, uomo di poco cuore, spedì ambasciatori per
+placarlo e per trattar di pace. Ma Artabano mise ad alto prezzo questa
+pace, con pretendere il rifacimento delle terre e città rovinate da'
+Romani, ed eccessive somme di danaro in compenso de' sepolcri guasti e
+di tanti altri danni recati al suo paese. Appena ebbe data questa
+risposta, che comparve con tutte le sue forze in faccia ai Romani
+nelle vicinanze di Nisibi[1727]. Due sanguinosissime battaglie si
+fecero, dove perì innumerabil gente, e sempre con isvantaggio de'
+Romani. Allora il tremante Macrino più che mai rinforzò le preghiere
+per la pace, ed Artabano ebbe anch'egli i suoi motivi di concorrere in
+essa, ma con venderla ben cara. Scrive Dione, aver Macrino spesi
+cinque milioni di ducatoni per far cessare questa guerra, con aver
+anche restituiti i prigionieri e quel bottino che si potè. Se merita
+in ciò fede Capitolino[1728], Macrino ebbe da combattere ancora coi
+popoli dell'Armenia e dell'Arabia Felice, ed in ciò mostrò valore, e
+fu fortunato. Abbiamo solamente da Dione ch'egli stabilì la pace con
+quel re _Tiridate_. Sembra poco verisimile l'altro punto dell'Arabia
+Felice. Andarono queste nuove a Roma, e tuttochè sia da credere che il
+senato avesse delle informazioni fedeli de' sinistri successi, pure
+serrò gli occhi, e alle lettere di Macrino, che parlavano di vittoria,
+e promettevano ottimo governo, rispose con pienezza di civiltà e di
+congratulazioni, accordandogli il titolo di _Partico_ e il trionfo,
+ch'egli nondimeno ricusò, per non sentire i rimproveri della sua
+coscienza. Avvicinandosi poi il verno, egli sen venne ad Antiochia, e
+compartì l'armata per la Soria.
+
+NOTE:
+
+[1692] Anastasius Bibliothecar.
+
+[1693] Spartianus. Dio. Aurelius Victor.
+
+[1694] Capitol., in Macrino.
+
+[1695] Dio, lib. 78.
+
+[1696] Herodianus, lib. 2.
+
+[1697] Herodianus, lib. 2.
+
+[1698] Dio, in Excerptis Vales.
+
+[1699] Dio, lib. 78. Herod., lib. 4. Spartianus, in Severo.
+
+[1700] Dio, lib. 78.
+
+[1701] Capitolinus, in Macrino.
+
+[1702] Spartianus, in Caracalla.
+
+[1703] Dio, lib. 68.
+
+[1704] Spartianus, in Severo.
+
+[1705] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[1706] Eutrop., in Breviar.
+
+[1707] Eusebius, in Chron.
+
+[1708] Dio, lib. 78. Herodianus, lib. 4.
+
+[1709] Dio, lib. 78.
+
+[1710] Spartianus, in Geta.
+
+[1711] Dio, lib. 78.
+
+[1712] Herodianus, lib. 4.
+
+[1713] Dio, lib. 78.
+
+[1714] Capitolin., in Macrino.
+
+[1715] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[1716] Mediobarb., in Numismat. Imper.
+
+[1717] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[1718] Mediobarbus, in Numismat. Imperator.
+
+[1719] Herodianus, Histor., lib. 4.
+
+[1720] Dio, lib. 78.
+
+[1721] Capitol., in Macrino.
+
+[1722] Lampridius, in Diadumeniano.
+
+[1723] Thesaur. Novus Inscript., pag. 469, n. 1.
+
+[1724] Capitolinus, in Macrino.
+
+[1725] Dio, lib. 78.
+
+[1726] Herodianus, lib. 4.
+
+[1727] Dio, lib. 78.
+
+[1728] Capitol., in Macrino.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXVIII. Indizione XI.
+
+ CALLISTO papa 2.
+ MACRINO imperadore 2.
+ ELAGABALO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO OPELLIO SEVERO MACRINO AUGUSTO ed OCLATINO ADVENTO.
+
+
+Questo _Advento_ console quel medesimo è che in compagnia di Macrino
+era dianzi prefetto del pretorio, ed avea ricusato l'imperio. Macrino
+il compensò con quest'onore, benchè fosse anch'egli di bassissima
+sfera. Non si può ben chiarire il di lui prenome e nome. Il
+Relando[1729], con produrre una iscrizione assai logora del Fabretti,
+il nomina _Q. M. Coclatino Advento per la seconda volta_. Non è da
+credere ch'egli usasse due prenomi, o che il suo nome fosse disegnato
+con un solo M. Molto meno sussiste ch'egli fosse stato console
+un'altra volta[1730]. Dai frammenti di Dione abbiamo che fu ripreso
+Macrino per aver creato senatore, collega nel consolato e prefetto di
+Roma _Advento_, uomo già soldato gregario, poscia corriere e, poco fa,
+procuratore. In vigore di due iscrizioni, da me[1731] altrove
+pubblicate, è sembrato a me più verisimile il suo nome _Oclatino_ che
+_Coclatino_. Almen dubbioso, se non falso, parimente sembra che
+Macrino fosse chiamato _console per la seconda volta_, come giudicò il
+Relando. Ci sono medaglie[1732] che il nominano solamente _console_ in
+quest'anno; però è da vedere se legittime sieno l'altre che ci
+rappresentano il secondo suo consolato. Passò Macrino Augusto il verno
+in Antiochia, ma senza prender ben le sue misure per assodar la sua
+fortuna sul trono. Era desiderato, era sollecitato a venirsene a Roma,
+dove, non ostante i difetti della sua nascita, si era conceputa non
+lieve stima ed amore per lui, sapendo ch'era uomo di genio moderato ed
+inclinato alla giustizia e a far del bene. Fallò egli non poco[1733]
+col perdersi tanto nelle delizie di Antiochia[1734]. Ad errore ancora
+gli fu attribuito l'aver lasciato troppo tempo unita l'armata senza
+dividerla, e senza mandare i differenti corpi alle loro provincie,
+giacchè più non si parlava di guerra. Oltre a ciò, in vece di studiar
+la maniera di farsi amare, affettava una aria di gravità e di altura
+non convenevole a chi era salito tant'alto dal basso; nè si mostrava
+assai cortese verso i soldati. Capitolino[1735], che unì tutto quel
+che seppe per iscreditare la di lui memoria, cel rappresenta crudele
+anche nello stesso far la giustizia, e troppo rigoroso nell'esigere la
+militar disciplina. Diedesi inoltre a far degli eccessi di gola, e
+divertirsi nei teatri, e dar poche udienze. Può essere che tale
+storico alterasse la verità in più d'un capo. Oltre di che,
+Lampridio[1736] scrive che _Elagabalo_ fece dire dagli storici
+d'allora quanto male mai seppe di esso _Macrino_. Tuttavia, per
+attestato di Dione[1737], noi sappiamo che esso Macrino conferiva i
+magistrati a persone inabili ed indegne, e che le sue parole, al pari
+dei fatti, non mostravano ch'egli avesse mai testa e spalle per
+sostener con decoro e con utile del pubblico una sì gran dignità. Ma
+quello che finalmente diede il tracollo alla di lui fortuna, fu che, a
+riserva de' pretoriani, il resto dell'armata, la quale mal volentieri
+aveva accettato dalle mani di essi pretoriani questo nuovo Augusto,
+sempre più si andò alienando da lui; perchè osservava in Macrino uno
+spietato rigore nel voler rimettere l'antica disciplina nelle truppe,
+costringendoli ad alloggiar sotto le tende anche nel verno, e sì
+perchè non cadevano più le frequenti rugiade di regali, usate verso di
+loro dal prodigo Caracalla; ed aveva anche preso piede il sospetto
+ch'egli avesse tolto dal mondo quell'Augusto loro sì caro. Con questo
+cuor guasto andavano fra loro sparlando di Macrino, e trapelava dalle
+parole della maggior parte d'essi una inclinazione a ribellarsi.
+Solamente mancava chi alzasse il dito e si facesse capo; ma questo
+tale non tardò a presentarsi.
+
+Ebbe _Giulia Domna Augusta_, madre di Caracalla, Soriana, siccome già
+vedemmo, di nazione, una sorella in quelle parti, appellata _Giulia
+Mesa_, da cui erano nate due figliuole, l'una _Giulia Soemia_, e
+l'altra _Giulia Mammea_[1738]. Fu maritata la prima di esse con _Vario
+Marcello_, la seconda con _Genesio Marziano_, amendue ricchi signori
+in Soria, e già mancati di vita. Giulia Mesa, che tuttavia era in
+buona età, stando in addietro alla corte in compagnia di Giulia
+Augusta sua sorella, vi aveva ammassata gran copia di ricchezza; e
+siccome donna accorta e spiritosa, gran provvisione avea fatta di
+disinvoltura e sperienza negli affari del mondo. Lasciolla Macrino in
+pace, nè tolse un soldo dei tesori da lei accumulati: laonde ella,
+dappoichè fu morta la sorella Augusta, si ritirò nella città di Emesa,
+patria sua, colle due sue figliuole vedove, e con due nepoti,
+figliuoli delle medesime. Quello di Giulia Soemia si appellava _Vario
+Avito Bassiano_ (Dione, non so perchè, lo chiama _Lupo_: fors'era un
+soprannome), che noi vedremo fra poco imperadore col soprannome di
+_Elagabalo_. L'altro, nato da Giulia Mammea, portava il nome di
+_Alessiano_, il quale, giunto anch'esso all'imperio, sarà da noi
+conosciuto col nome di _Severo Alessandro_. Bassiano, giunto all'età
+di quattordici anni[1739], era bellissimo giovinetto, e sacerdote del
+tempio del dio Elagabalo, cioè del Sole, benchè altri dicano di Giove
+o di Serapide, adorato in quella città, non già in qualche immagine o
+statua, ma in una pietra che avea la figura di cono o sia di un pane
+di zucchero, pietra caduta dal cielo per felicità di quel popolo. I
+soldati acquartierati fuori di Emesa, coll'andare a quel tempio, e
+veder in esso e fuori di esso in superbe vesti e con corona gioiellata
+in capo il vaghissimo sacerdote Bassiano, se n'erano mezzo innamorati.
+Crebbe poi a dismisura questo amore, da che l'accorta Giulia Mesa fece
+spargere voce[1740] che questo bel giovine era figliuolo di _Caracalla
+Augusto_, mercè del commercio da lui avuto con _Giulia Soemia_
+figliuola di lei, allorchè dimoravano tutte in corte. Vera o falsa che
+fosse questa voce, commosse non poco i soldati tra per lo amore che
+tuttavia nudrivano verso Caracalla, e per l'odio che portavano a
+Macrino. Si aggiunse la fama delle grandi ricchezze di Giulia Mesa, la
+quale ne facea loro una generosa offerta, se volevano promuovere al
+trono il giovine Bassiano. Fatto il concerto, ed uscita ella una notte
+di Emesa, condusse il nipote al campo de' soldati, che immediatamente
+lo acclamarono _Imperadore_, e vestirono di porpora nel dì 16 di
+maggio, dandogli il nome di _Marco Aurelio Antonino_, soprannominato
+dipoi _Elagabalo_ per cagione del suddetto suo sacerdozio. Da
+Capitolino e da altri è chiamato _Heliogabalo_; sono d'accordo ora gli
+eruditi in appellarlo _Elagabalo_. Dione[1741], all'incontro, lasciò
+scritto, essere stata l'esaltazione di questo mentito figlio di
+Caracalla opera e maneggio solamente di _Eutichiano_, soprannominato
+_Comazonte_ a cagion del suo umore allegro e buffone, già figliuolo di
+uno schiavo, e poi liberto degl'imperadori, uomo screditato al maggior
+segno per varii vizii. Costui (seguita a dire Dione) arditamente
+trattò l'affare senza che lo sapessero nè la madre, nè l'avola di
+Elagabalo; ma sembra ben più verosimile il racconto di Erodiano, che
+mette incitati i soldati alle sedizione specialmente per la speranza
+de' tesori loro esibiti da Giulia Mesa.
+
+Portata a Macrino questa nuova, mostrò egli nel di fuori di non farne
+conto, anzi di ridersene, considerato per uno scioccherello e ragazzo
+Elagabalo, ed atteso particolarmente il nerbo de' suoi pretoriani e
+delle altre milizie che il fiancheggiavano. Scrisse nondimeno questa
+novità al senato, e con lettera appellata puerile da Dione. S'egli
+fosse stato uomo di testa e provveduto di coraggio, nulla più facile
+era che di affogar quella ribellione, marciando tosto con tutte le sue
+forze contro quel corpo di armata ribelle, troppo inferiore alla sua,
+e col promettere ai soldati il bottino delle ricchezze di Giulia Mesa.
+Gli parve sufficiente rimedio al male lo spedir colà _Ulpio Giuliano_
+perfetto del pretorio con parte delle milizie[1742]. Appena arrivato
+colà questo uffiziale, ruppe alcune porte della città, dove si erano
+ritirati e fortificati i ribelli; ma non vi volle entrar per forza,
+sperando di veder di momento in momento esposta bandiera bianca.
+Questa bandiera non comparve, e durante la notte si fortificarono così
+bene i soldati di dentro, che quando Giuliano, venuta la mattina, fece
+dare l'assalto alle mura, trovò una insuperabile resistenza negli
+assediati. Inoltre, si lasciò vedere quel bel fantoccio di Elagabalo
+magnificamente abbigliato sui merli delle mura e delle torri, gridando
+i suoi soldati: _Ecco il figliuolo di Antonino_, cioè di _Caracalla_,
+e mostrando nel medesimo tempo i sacchi dell'oro e dell'argento loro
+dati da Giulia Mesa. Quella bella vista, passando in cuore di chi
+tanto bene avea ricevuto da Caracalla, servì d'incanto ai soldati di
+Macrino, che, ammutinati anch'essi, trucidarono i più dei loro
+uffiziali, e si unirono con quei di Elagabalo. _Giuliano_ fuggì, ma
+raggiunto perdè la vita; e fu così ardito un soldato, che, posta la di
+lui testa entro un sacchetto sigillato col sigillo del medesimo
+Giuliano, la portò a Macrino, fingendo che fosse il capo di Elagabalo;
+e mentre quella si sviluppava, destramente se ne fuggì. Erasi
+inoltrato Macrino Augusto sino ad Apamea, aspettando l'esito della
+spedizion di Giuliano. Uditolo sinistro, credono alcuni[1743] ch'egli
+creasse allora Augusto il figliuolo _Diadumeniano_. Altro non dice
+Dione[1744], se non che _il disegnò Imperadore_, e promise un grosso
+regalo ai soldati. Però le monete che ci rappresentano Diadumeniano
+_Augusto_ prima di quel tempo e le lettere citate da Capitolino, o son
+false o non vanno esenti da sospetto. Anzi non pare che vi restasse
+tempo di battere nè pur monete in onore di questo nuovo Augusto, oltre
+al dirsi da Dione ch'egli fu _disegnato_ solamente, per aspettarne
+probabilmente il consenso dal senato. Erodiano il riconosce fregiato
+unicamente col titolo di _Cesare_.
+
+Non si fidò Macrino di fermarsi dopo la disgrazia di Giuliano in
+Apamea, e si mise in viaggio per ritornarsene ad Antiochia. Ma
+l'esercito di Elagabalo, ch'era per tanti desertori cresciuto a segno
+di poter fare paura a Macrino, uscì in campagna, e con isforzate
+marcie il raggiunse in un luogo distante circa trenta miglia da
+Antiochia[1745]. Bisognò venire ad un fatto d'armi correndo il dì 7 di
+giugno. I pretoriani, siccome bei pezzi di uomini e gente scelta,
+erano superiori di forze; ma i nemici con più furore combattevano,
+perchè, perdendo, si aspettavano la pena della lor ribellione.
+Contuttociò, prevalendo i primi, cominciarono a piegare e a prendere
+la fuga gli altri; se non che, scesa dal cocchio _Giulia Mesa_ colla
+figlia _Soemia_, con lagrime e preghiere tanto fece, che li rispinse
+nella mischia. Lo stesso _Elagabalo_, il più vile uomo del mondo,
+comparve in questa occasione un Marte, perchè a cavallo e col brando
+in mano maggiormente animò i suoi alla pugna. Nulladimeno si sarebbe
+anche dichiarata la vittoria per Macrino, s'egli non fosse stato
+figliuolo della paura. Allorchè vide dubbioso il combattimento, per
+timore di essere preso, se restava rotto il suo campo, abbandonò i
+suoi per salvarsi ad Antiochia. Tennero saldo, ciò non ostante, i
+pretoriani, finchè Elagabalo, informato della fuga di Macrino, lo fece
+loro sapere, con promettere nello stesso tempo di conservare ad essi
+il grado loro, e di regalargli se si dichiaravano per lui, siccome
+seguì. Ciò saputosi da Macrino, travestito prese le poste alla volta
+di Bisanzio, dove se potea giugnere, facea poi conto di passare a
+Roma, e di rimettere in piedi la cadente sua fortuna. Si mise a passar
+lo stretto, ed era già presso a Bisanzio, quando un vento furioso il
+rigettò a Calcedonia, dove stette nascoso alcun poco, finchè giunti i
+corridori spediti da Elagabalo coll'avviso della vittoria, fu scoperto
+e messo in una carretta per condurlo vivo al vincitore; ma gittatosi
+dal carro, e rottasi una spalla ad Archelaide, città della Cappadocia,
+gli fu mozzato il capo e portato ad Elagabalo, che lo fece porre sopra
+una lancia, e girar per tutto il campo alla vista di ognuno. Terminò
+_Macrino_ i suoi giorni in età di cinquantaquattro anni, dopo aver
+regnato quasi quattordici mesi. Mentre _Diadumeniano_ suo figliuolo
+era in viaggio, sperando di salvarsi nel paese de' Parti, raccomandato
+dal padre ad Artabano, fu preso anch'egli[1746], ed ucciso in età di
+circa dieci anni, con che restò solo padrone del romano imperio _Marco
+Aurelio Antonino_, soprannominato _Elagabalo_, in cui andiamo a vedere
+il più vergognoso ed abbominevol uomo che sedesse mai sul trono de'
+Cesari. Dopo l'union degli eserciti proclamato di nuovo _Imperadore_,
+entrò come trionfante in Antiochia. Pretendevano i soldati il sacco di
+quella innocente città: la salvò Elagabalo, con promettere loro
+cinquecento dramme per testa; somma che la dovettero pagare per loro
+men male i cittadini.
+
+Dai frammenti di Dione, pubblicati dal Valesio[1747], abbiamo che esso
+Elagabalo, ovvero chi faceva per lui, scrisse al senato, mandando la
+lettera a _Pollione console_. S'intitolava egli _imperadore Cesare
+Augusto, figliuolo di Antonino_ (cioè di Caracalla), _nipote di
+Severo, Pio, Felice, dotato della podestà tribunizia e proconsolare_;
+cosa contraria all'ordine e all'uso, perchè gli altri principi aveano
+aspettata questa autorità dal senato, almen per un atto di
+convenienza. Si può argomentare da ciò quanto abbiam detto di
+Diadumeniano creduto Augusto, perchè non vi fu tempo da poter ricevere
+questo titolo dal senato. In essa lettera Elagabalo sparlava forte di
+Macrino, prometteva gran cose di sè stesso, protestando di prendere
+per suo modello Augusto e Marco Aurelio. Tutte spampanate di lui o di
+chi dettò a lui quella lettera. Staremo poco ad avvedercene. E se ne
+accorsero allora i senatori, perchè egli a parte scrisse al console
+_Pollione_, che se alcuno facesse opposizione o resistenza, egli si
+servisse della forza e dei soldati ch'erano in Roma. Già erano
+afflitti essi senatori per aver perduto Macrino, principe che non
+doveva essere quel tanto sciagurato che Capitolino ci vuole far
+credere; e molto più per dover essere governati da uno sbarbatello
+Soriano, non conosciuto da alcuno, o almen da pochi: il quale senza
+verun legittimo titolo, e per una vergognosa finzione di bastardismo,
+si era intruso nel trono cesareo. Tuttavia bisognò chinare il capo,
+insegnare alla lor lingua le acclamazioni e gli elogi ad Elagabalo, e
+fino all'odiato Caracalla, vantato suo padre, e dichiarar nemico
+pubblico Macrino. Trovasi qualche iscrizione spettante a quest'anno in
+cui si veggono consoli _Antonino_ ed _Advento_. Una specialmente ne
+produce il Fabretti[1748]: il che fa intendere, e lo conferma anche
+Dione, che _Elagabalo_, chiamato _Marco Aurelio Antonino_, di sua
+autorità si fece console in quest'anno, e ciò senza licenza del
+senato, con far anche radere dagli atti pubblici il nome di Macrino, e
+mettervi il suo, quasichè egli fin dalle calende di gennaio fosse
+stato console con Advento. Ma noi poco fa abbiam veduto console in
+quest'anno anche _Pollione_. Forse nelle calende di maggio era egli
+stato sostituito a Macrino in quella insigne dignità. Ardevano intanto
+di voglia Mesa e Giulia Soemia, madre del nuovo Augusto, di rivedere
+Roma, dove erano state in delizie ne' tempi addietro, e però
+affrettarono verso quella parte Elagabalo[1749]. Giunto egli
+coll'armata a Nicomedia, per la stagion troppo avanzata, quivi si
+fermò, per proseguire il viaggio nella prossima ventura primavera.
+
+NOTE:
+
+[1729] Reland., Fast. Cons.
+
+[1730] Noris, Epist. Cons.
+
+[1731] Thesaurus Novus Inscript., pag. 354.
+
+[1732] Mediobarb., in Numism. Imperator.
+
+[1733] Herodianus, lib. 5.
+
+[1734] Dio, lib. 78.
+
+[1735] Capitolin., in Macrino.
+
+[1736] Lampridius, in Elagabalo.
+
+[1737] Dio, lib. 78.
+
+[1738] Herod., lib. 4. Dio, Lib. 78. Capitol., in Macrino.
+
+[1739] Herodianus, lib. 4.
+
+[1740] Capitol., in Macrino.
+
+[1741] Dio, lib. 78.
+
+[1742] Herod., lib. 5. Dio, lib. 78.
+
+[1743] Goltzius. Mediobarb. Tillemont. Pagius.
+
+[1744] Dio, lib. 78.
+
+[1745] Herodianus, lib. 5. Dio, lib. 78.
+
+[1746] Lamprid., in Diadumeniano. Herod., lib. 5. Dio, lib. 78.
+
+[1747] Dio, in Excerptis Valesianis.
+
+[1748] Fabrettus, Inscript., pag. 637.
+
+[1749] Herodianus, lib. 6.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXIX. Indizione XII.
+
+ CALLISTO papa 3.
+ ELAGABALO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO ANTONINO, soprannominato ELAGABALO, per la seconda volta
+e SACERDOTE per la seconda.
+
+
+Una iscrizione da me[1750] riferita porge qualche barlume per credere
+che il secondo console fosse appellato _Tiberio Claudio Sacerdote_.
+Ora mentre tuttavia dimorava in Oriente l'Augusto Elagabalo,
+Dione[1751] accenna alcuni torbidi, che dovettero essere di poca
+conseguenza, cagionati da chi, avendo veduto salire all'imperio un
+Macrino ed un Elagabalo, benchè sprovveduto di nobiltà, si diede a
+tentar delle novità negli eserciti. Furono costoro ben tosto oppressi.
+Nè tardò il nuovo Augusto a dar segni della sua crudeltà, con uccidere
+di man propria il suo aio, pel cui senno e valore avea conseguita la
+vittoria di Macrino ed ottenuto l'imperio: solamente perchè lo
+esortava a lasciar le ragazzate. Fece anche uccidere _Giuliano
+Nestore_, già prefetto del pretorio sotto Macrino, _Fabio Agrippino_
+governatore della Soria, _Reano_ governator dell'Arabia, _Claudio
+Attalo_ presidente di Cipri, e _Decio Trajano_ governator della
+Pannonia, non per altro delitto, che per essersi eglino sottomessi con
+prontezza all'usurpato imperio suo[1752]. Durante il verno, ch'egli
+passò in Nicomedia, cominciò di buon'ora a farsi conoscere quel mostro
+non solo di crudeltà, come ho già detto, ma anche di libidine, di
+capriccio e di leggerezza di senno, che poi da tutto il mondo fu
+conosciuto e detestato. La prima sua pazzia, principio di molte altre,
+fu l'esser egli perduto dietro al suo dio Elagabalo, di cui era stato
+e pretendeva di voler essere tuttavia sacerdote. Ne cominciò in essa
+Nicomedia a promuovere il culto con varie feste, portando veste
+sacerdotale tessuta di porpora e d'oro, e maniglie e gioielli, e
+corona a guisa di mitra o tiara fregiata d'oro e di gemme. Questo
+abito all'orientale, pieno di lusso, era il suo favorito; gli facea
+nausea il vestire alla romana o alla greca, chiamando i lor abiti
+troppo vili, perchè fatti di lana; laddove egli li voleva di seta:
+cosa assai rara e preziosa in que' tempi. Lasciavasi anche vedere fra
+i sonatori di timpani e di pive, e faceva il ballerino nei sacrifizii
+a quel ridicolo dio. Giulia Mesa sua nonna, a cui dispiacevano forte
+queste sue puerilità, non mancò di riprenderlo, col mettergli davanti
+il discredito in cui incorrerebbe con sì straniere vesti comparendo a
+Roma. Più che mai si ostinò a volerla a suo modo, perch'egli non
+badava se non a chi gli stava intorno per adularlo. Affine poi di
+provare quanto egli si potesse promettere dalla sommession de' Romani
+ad ogni suo volere, fattosi dipingere in quel l'abito sfarzoso e
+forestiere di sacerdote insieme col dio da lui adorato, mandò a Roma
+quel ritratto, comandando che si appendesse nella sala del senato, e
+che ad ogni assemblea de' padri s'incensasse, con ordine ancora a
+tutti i ministri sacri di Roma che nei loro sacrifizii prima degli
+altri dii nominassero il suo dio Elagabalo. Fu ubbidito, e questo
+servì a far conoscere in Roma il di lui esterior portamento, prima che
+vi arrivasse; ed, arrivato che fu, a non maravigliarsene.
+
+Comparve dunque il folle giovinastro in quella gran città, e l'unica
+cosa che fece meritevol di lode[1753], fu l'attener la promessa da lui
+fatta di non punir chicchessia che avesse operato o parlato contra di
+lui finchè Macrino visse. Diede al popolo il congiario solito a darsi
+dai novelli regnanti; ed è da credere che allora, se non prima,
+impetrasse dal senato il titolo di _Augusta_ a _Giulia Mesa_ avola
+sua, ed a _Giulia Soemia_ sua madre, che a noi vien dipinta da
+Lampridio[1754] per donna avvezza a mettersi sotto i piedi l'onestà e
+l'onore. Volle appunto Elagabalo, nella sua prima comparsa in senato,
+che i senatori pregassero la medesima sua madre di sedere presso i
+consoli, e di dire il suo parere a guisa degli altri senatori: novità
+non più veduta ne' tempi addietro, e che non si praticò se non sotto
+questo capriccioso giovane Augusto. Costituì anche un senato di donne
+nel monte Quirinale, capo di cui era la stessa Soemia, acciocchè quivi
+si trattassero e decidessero gl'importantissimi affari della
+repubblica femminina. Quivi poi furono fatti dal senato consulti
+ridicoli intorno alle precedenze e mode donnesche; e fu deciso qual
+foggia di vesti s'avesse a portare; quale delle dame precedere, quale
+baciar l'altra, ed a chi competesse carrozza colle mule, a chi coi
+buoi. Ad alcune era conceduto l'andare a cavallo, ad altre solamente
+il cavalcare asinelli, e ad altre il farsi portare in seggetta. Fra
+queste seggette ancora fu decretato chi la potesse avere intarsiata di
+avorio, e chi di argento, e chi coperta di pelle; e si determinò a chi
+fosse lecito il portar oro e gemme nelle scarpette. Quanto allo stesso
+Elagabalo[1755], i suoi gran pensieri cominciarono ad impiegarsi tutti
+per introdurre ed ampliare il culto del suo dio in Roma. Fece venir da
+Emesa quel pezzo di pietra a guisa di cono, in cui si facea credere ai
+popoli insensati che si adorava il dio Sole; e fabbricò per questo un
+suntuosissimo tempio. Noi il troviamo nelle medaglie[1756] intitolato
+_sacerdote dote del dio Sole Elagabalo_. Si era egli messo in capo di
+ridurre tutta la religione, cioè tutte le superstizioni dei Gentili
+Romani, al culto di questo solo favorito suo nume. Pretendeva in
+oltre, come lasciò scritto Lampridio pagano, di tirare ad onorar
+questo dio anche la religion de' Giudei e de' Samaritani, e infin la
+_divozion de' Cristiani_: dal che certo erano ben lontani i nemici
+dell'idolatria, e massimamente gli adoratori di Gesù Cristo. Pensava
+ancora di trasportare in quel tempio, e forse anche trasportò, tutto
+quello che di più sacro e raro si trovava negli altri tempi, come il
+fuoco di Vesta, la statua di Cibele, lo scudo di Marte, il Palladio, e
+simili altre superstiziose memorie della divozion de' Gentili. Se
+queste novità e violenze dispiacessero ai Romani, amanti degli antichi
+falsi loro dii e delle inveterate loro superstizioni, facilmente
+ognuno sel può figurare. E un gran dire dovea essere in Roma, al
+mirare tolta la mano al suo Giove altitonante da questa forestiera
+divinità. Abbiamo ancora da Erodiano che Elagabalo intorno a quel suo
+tempio fece ergere molti altari, ne' quali ogni dì sagrificava una
+gran copia di buoi e di pecore, e si spandevano infiniti fiaschi di
+vino del migliore e più vecchio che fosse in Roma, vedendosi scorrere
+a ruscelli quel vino e quel sangue per terra. Bisognava che di tanto
+in tanto i senatori e cavalieri assistessero a quei sagrifizii, e vi
+facessero anche le funzioni più vili, con tener sulla testa i piatti
+d'oro e d'argento dorato, ne' quali si mettevano le viscere delle
+vittime, e coll'andar vestiti alla forma dei sacerdoti orientali.
+Intanto l'imperadore conduceva i cori intorno agli altari fra lo
+strepito d'innumerabili musicali strumenti, e colle donne di Fenicia
+che ballavano battendo cembali e timpani. Ed ecco ove era giunta la
+maestà di un imperadore e di un senato romano.
+
+NOTE:
+
+[1750] Thesaurus Novus Inscription., pag. 355.
+
+[1751] Dio, lib. 79.
+
+[1752] Herodian., lib. 5.
+
+[1753] Dio, in Excerpt. Valesianis.
+
+[1754] Lampridius, in Elagabalo.
+
+[1755] Dio, lib. 79. Herodianus, lib. 5. Lamprid., in Elag.
+
+[1756] Goltzius, Numism. Mediobarb., in Numism. Imper.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXX. Indizione XIII.
+
+ CALLISTO papa 4.
+ ELAGABALO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO ANTONINO ELAGABALO per la terza volta ed EUTICHIANO
+COMAZONTE.
+
+
+Questo _Eutichiano_, soprannominato _Comazonte_, quel medesimo è che,
+secondo Dione, cooperò più degli altri alla esaltazione di Elagabalo.
+Per ricompensa fu creato prefetto del pretorio e poi console, benchè
+di razza abbietta, per essere di condizion servile e libertina.
+Pretendono alcuni ch'egli in quest'anno si abbia ad appellar _console
+per la seconda volta_; ma non ne abbiamo sicuri fondamenti. Scrive
+bensì Dione[1757], aver egli ottenuto tre volte il consolato: il che
+si può credere seguito ne' due seguenti anni per sostituzione. Altresì
+fuor di dubbio è ch'egli esercitò tre volte la carica di prefetto di
+Roma. Niun'altra applicazione si prendeva il folle Elagabalo dei
+pubblici affari di Roma e delle provincie, se non per vendere le
+cariche e i magistrati a persone talvolta vili ed infami. Quel tempo
+che gli restava dopo le sue grandi occupazioni in promuovere il culto
+del suo caro nume, tutto lo impiegava in isfogar la sua libidine, che
+forse non ebbe pari nel mondo. Il regno suo non giunse a quattro anni,
+e pure più e più mogli prese[1758]. La prima fu _Giulia Cornelia
+Paola_, delle più illustri famiglie di Roma, sposata con gran
+solennità e con regali al popolo e ai soldati, ma ripudiata ben presto
+ed anche spogliata del titolo di Augusta e degli altri onori di chi
+era stata moglie di un imperadore. Sposò egli dipoi _Giulia Aquilia
+Severa_, vergine Vestale, con iscandalo e mormorazion grande dei
+Romani, dicendo egli di aver ciò fatto, affinchè da lui pontefice e da
+una sacerdotessa di Vesta nascessero dei figliuoli divini. Se ne stufò
+dopo ben poco tempo, perchè rivolse gli occhi ad _Annia Faustina_,
+bellissima donna, nipote di Marco Aurelio Augusto, e moglie allora di
+_Pomponio Basso_. Per averla in libertà, fece sotto altro pretesto
+morire il di lei marito, e sposolla. Discacciò ancor questa, e ne
+prese poi delle altre, delle quali non sappiamo il nome con tornare in
+fine ad _Aquilia Severa_. Ma questo fu il meno delle bestiali sue
+stravaganze. Abbandonossi egli ad ogni eccesso ed infamia di
+impudicizia. Nè a me convien di entrare in sì fatta cloaca, nè onesto
+cristiano lettore potrebbe aver piacere d'intendere tutto ciò che in
+questo genere lasciarono scritto gli storici Dione e Lampridio, ma non
+senza orrore di lor medesimi. Basta dire che la malizia unita colla
+pazzia arrivò a tali sozzure, che non cadrebbono ora in mente di
+persone anche le più pratiche dell'infame regno della disonestà.
+Arrivò egli in fine a sposar pubblicamente l'un dopo l'altro due
+vilissimi giovani, con far mille pazzie, cioè Jerocle carrozziere ed
+Aurelio Zotico, figliuolo di un cuoco; e però egli vestiva da donna, e
+voleva essere appellato la signora Regina. Di più non occorre per
+ravvisare che pezzo di forsennato e d'infame fosse Elagabalo Augusto.
+E pure con questi effemminati costumi si vedeva unita anche la
+crudeltà[1759]. Solamente perchè con qualche cenno mostrarono di non
+approvare le di lui bestiali operazioni, egli fece levar la vita a
+_Peto Valeriano_ e a _Silio Messalla_. Lo stesso fine ebbero altri
+ancora dei suoi più amici e confidenti, perchè osarono di esortarlo a
+vivere con più onestà e moderazione. In onore ancora del suo dio fece
+scannar molti garzoni nobili[1760], scelti da tutta l'Italia, nella
+guisa che si faceva delle bestie, per osservar le viscere loro.
+
+NOTE:
+
+[1757] Dio, lib. 79.
+
+[1758] Herodian., lib. 5. Dio, lib. 79.
+
+[1759] Dio, lib. 79.
+
+[1760] Lampridius, in Elagabalo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXI. Indizione XIV.
+
+ CALLISTO papa 5.
+ ELAGABALO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+GRATO SABINIANO e CLAUDIO SELEUCO.
+
+
+Più che mai andò continuando le sue sordidezze e follie l'Augusto
+Elagabalo[1761], nelle quali consumò gran copia d'oro trovato
+nell'erario principesco, e nè pur bastavano al lusso e alla lussuria
+sua le rendite del pubblico. Ne' borghi di Roma[1762] avea fatto
+fabbricare un altro tempio di gran magnificenza. Venuto il settembre,
+conduceva colà a spasso il suo dio, cioè quella pietra, di cui abbiam
+parlato, posta sopra di un carro tutto ornato di oro e di pietre
+preziose, e tirato da candidissimi cavalli. Andava innanzi il folle
+Augusto, tenendo le briglie in mano, colla testa volta all'idolo, e
+camminando sempre all'indietro. Era composta la processione di tutto
+il popolo, che portava le statue degli dii di Roma, ed ogni cosa più
+rara de' templi, con fiaccole accese in mano e corone in capo; e
+veniva fiancheggiato dalla cavalleria e fanteria di Roma. Finita poi
+la solenne funzione, saliva l'imperadore nelle altissime torri del
+tempio, e di là gittava alla plebe vasi d'oro e d'argento, e vesti e
+panni di varie sorte: il che finiva colla morte di parecchi affogati
+nella calca, o trapassati dalle lance dei soldati. Passò poi la sua
+sfrenatezza più oltre, perchè, non volendo essere da meno di Nerone e
+degli altri abbominevoli suoi predecessori, la notte travestito e con
+un cappellino in capo girava per le osterie e pei bordelli, facendo
+delle insolenze. Aprì anche un postribolo nello stesso palazzo.
+Sovente facea il carrozziere alla presenza di tutti i cortigiani e di
+molti senatori: de' senatori, dico, ch'egli nulla stimava, solendo
+chiamarli _schiavi togati_. Più spesso facea il ballerino, non
+solamente nell'orchestra, ma ne' sagrifizii ed in altre pubbliche
+funzioni. Di questo passo camminava lo scapestrato Augusto, perduta
+affatto ogni riverenza al suo grado, e divenuto, per le sue infami
+lascivie, l'obbrobrio del mondo: quando gli saltò in capo di dar
+moglie al suo dio Elagabalo. Scelse a questo effetto[1763] la statua
+della dea Urania, o sia Celeste, venerata in Cartagine, oggetto di
+gran divozione ad ogni città dell'Africa. Era essa dea creduta la
+Luna; e però il pazzo imperadore diceva, ch'essendo quel suo dio il
+Sole, non potea darsi matrimonio più proprio e convenevol di questo.
+Quant'oro e cose preziose si trovarono in quel tempio di Cartagine,
+tutto volle portato a Roma, acciocchè servisse di dote al suo dio.
+Giunta poi quella statua, ordinò che in Roma e per tutta l'Italia si
+facessero feste ed allegrezze, affin di onorar le nozze di questi
+numi. Non era egli un imperador da legare?
+
+Qui racconta Dione[1764] uno strano avvenimento, appartenente a questi
+tempi, di cui potè egli essere ben informato, trovandosi allora in
+Bitinia. Sulle rive del Danubio comparve un personaggio, creduto da
+esso Dione un dio, cioè un demonio, che diceva di essere Alessandro il
+Grande, quale veramente pareva all'aspetto ed all'abbigliamento. Seco
+menava quattrocento persone, portanti in mano dei tirsi, e addosso
+pelli, come si solea dipignere Bacco, ed imitanti quel dio e le
+baccanti colle lor danze e follie. Passò per la Mesia e per la Tracia,
+senza far male ad alcuno; nè i pubblici ministri nè i soldati gli si
+opposero mai; anzi tutte le città, per dove andò, gli preparavano
+l'alloggio, e somministravano quanto gli bisognava. Arrivato a
+Bisanzio, passò lo stretto, e venuto a Calcedonia, dopo aver quivi
+creato un sacerdote, disparve, senza apparire che ne fosse divenuto.
+Ma un altro Alessandro, non già immaginario come questo, si vide in
+questi medesimi tempi in Roma[1765]. _Giulia Mammea_, figliuola
+anch'essa di Giulia Mesa, siccome di sopra accennammo, avea un
+figliuolo appellato _Alessiano_, cugino, per conseguente, dell'Augusto
+Elagabalo, ma giovinetto di ottimi costumi ed affatto diversi da quel
+mostro regnante. Già dicemmo che donna accorta fosse _Giulia Mesa_.
+Costei, osservando le tante pazzie ed infamie del nipote Augusto, per
+le quali cominciò anch'ella ad odiarlo, ben considerò ch'egli non
+potea durare sul trono, e che presto o tardi farebbe il fine degli
+altri troppo screditati imperadori, e ch'ella con esso rimarrebbe
+spogliata dell'autorità, con pericolo anche di peggio. Prese dunque ad
+esaltar l'altro nipote _Alessiano_; e per ben condurre il disegno,
+destramente insinuò ad Elagabalo, che giacchè egli era occupato nella
+divozione verso il suo gran dio, ben sarebbe lo scegliere persona che
+per lui accudisse ai pubblici affari; e questo doversi prendere dalla
+casa propria, e non altronde, proponendogli infine il cugino
+Alessiano. Piacque ad Elagabalo questa proposizione, e però entrato un
+dì in senato coll'avola _Mesa_ e con la madre _Soemia_, dichiarò che
+adottava per suo figliuolo Alessiano, dandogli il titolo di _Cesare_
+ed il nome di _Alessandro_, spacciando che ciò faceva per ordine del
+suo dio Elagabalo. Disegnollo ancora console per l'anno prossimo
+venturo. Risero i Romani al vedere ch'egli in età di circa diciassette
+anni voleva intitolarsi il padre del cugino, che già era in età di
+tredici o quattordici anni. Dione gli dà anche più età che allo stesso
+Elagabalo. Tuttavia tanto i senatori che i soldati di buon cuore
+accettarono il novello Cesare, già consapevoli del di lui buon
+naturale. E l'astuta Mesa, per renderlo vieppiù caro a' soldati,
+divulgò dappertutto, che anche questo suo nipote era figliuolo di
+Antonino Caracalla: finzione, la quale poi prese un sì fatto piede,
+che laddove si tenea Elagabalo per un falso figliuolo di esso
+Caracalla, Alessandro comunemente veniva creduto nato da lui.
+
+NOTE:
+
+[1761] Dio, in Excerptis Vales.
+
+[1762] Herod., lib. 5.
+
+[1763] Herod., lib. 5.
+
+[1764] Dio, lib. 75.
+
+[1765] Herod., lib. 5. Dio, lib. 79.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXII. Indizione XV.
+
+ URBANO papa 1.
+ ALESSANDRO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO ANTONINO detto ELAGABALO per la quarta volta e MARCO
+AURELIO ALESSANDRO SEVERO.
+
+
+Terminò in quest'anno il pontificato e la vita _san Callisto_ papa,
+con riportare la gloriosa corona del martirio, ed ebbe per successore
+nella cattedra pontificia _Urbano_. Da che _Elagabalo_ ebbe alzato
+alla dignità cesarea il cugino _Alessandro_[1766], per qualche tempo
+continuò a favorirlo ed amarlo. Ma cominciò a poco a poco a
+raffreddarsi questo amore, e giunse egli ancora a mirarlo di mal
+occhio e a pentirsi dell'adozione fatta. E ciò per due motivi. L'uno,
+perchè voleva addestrarlo ai suoi infami costumi, e pretendeva che
+seco si unisse a ballare, e a far da sacerdote con quelle sue
+barbariche fogge di vestiti. Alessandro, di natural grave, e di mente
+ormai capace di ben discernere il ridicolo e l'indecente nelle azioni
+del cugino Augusto, non si sentiva voglia d'imitarlo. Oltre a ciò,
+_Mammea_, donna savia, sua madre, il distornava da somiglianti
+eccessi[1767]. Lo aveva essa allevato con gran cura fin da' primi
+anni, provvedendolo di ottimi maestri sì per le lettere che per gli
+esercizii cavallereschi e militari, senza lasciar passare un giorno in
+cui nol facesse studiare. Per maestro della lingua greca avea avuto
+_Nebone_, per la rettorica _Serapione_, per la filosofia _Stilione_.
+Ebbe poi in Roma per maestro della lingua latina _Scaurino_, uomo
+rinomatissimo nella sua professione, per la rettorica _Giulio
+Frontino_, _Bebio Macrino_ e _Giulio Graniano_. Servirono ancora ad
+ammaestrarlo nell'erudizione _Valerio Cordo_, _Lucio Veturio_ ed
+_Aurelio Filippo_, che scrisse poscia la di lui vita. L'altro motivo,
+per cui si svegliò o crebbe il mal animo e lo sdegno di Elagabalo
+contro il cugino Alessandro, fu il cominciar ad avvedersi che i
+soldati più genio ed amore mostravano al figlio adottato che al padre.
+Era in fatti succeduto che le tante pazzie e l'infame vita di questo
+sfrenato Augusto aveano generata nausea fino negli stessi soldati,
+gente per altro di buono stomaco. E, all'incontro, mirando essi la
+saviezza e moderazione del giovinetto _Alessandro_, quanto sprezzavano
+e già odiavano il folle Augusto, altrettanto di stima ed amore aveano
+conceputo pel sì ben costumato Cesare. Pertanto la nata gelosia in
+cuor di Elagabalo il portò a tentar varie vie di levarlo dal mondo col
+veleno, col ferro o in altre guise. A questa indegna azione sollecitò
+chiunque gli stava appresso con promesse di grandi ricompense[1768].
+Tutti osservarono una fedeltà onorata verso di Alessandro, e tutti i
+tentativi del barbaro imperadore ad altro non servirono che a rendere
+più cauta per la conservazion del figliuolo _Giulia Mammea_ sua madre,
+la quale lo istruì di non prendere alcun cibo o bevanda che venisse
+dalla parte di Elagabalo, e facevagli preparar la mensa solamente da
+persone di sperimentata onoratezza. Fece Elagabalo levargli d'appresso
+tutti i maestri, esiliandone alcuni, ed altri uccidendoli; e pur
+questo a nulla servì. Potevano le spade dei suoi soldati appagar la
+crudel voglia di Elagabalo; ma, oltre al professar essi dell'amore per
+Alessandro, e all'avergli verisimilmente giurata anche fede in
+riconoscerlo per figliuolo dell'imperadore, Alessandro segretamente li
+regalava; e però niun d'essi volea macchiarsi le mani nel di lui
+sangue innocente. _Giulia Mesa_ anch'ella andava scoprendo tutti i
+disegni e le trame del cattivo nipote, e destramente preservava il
+buono, con non lasciarlo uscire in pubblico[1769]. Accortosi
+finalmente Elagabalo della inutilità di queste occulte macchine,
+determinò di venire a guerra aperta. Mandò pertanto ordine al senato
+di togliere ad Alessandro il titolo e la dignità di _Cesare_, e di
+cassare la di lui adozione. Allorchè in senato fu letta questa
+polizza[1770], niuno de' padri seppe trovar parola da dire. Se
+ubbidissero, nol so; ben so che tutti amavano Alessandro, e
+detestavano in lor cuore la violenza dell'indegno regnante. Certo niun
+male avvenne ad Alessandro dalla parte de' soldati. Spedì loro
+Elagabalo lo stesso ordine, per cui cominciarono a fremere non meno i
+pretoriani che le altre milizie[1771]; e perchè videro arrivar gente
+che cominciò a cancellar le iscrizioni poste alle statue d'esso
+Alessandro, già erano vicini a prorompere in una sedizione. Vi fu
+anche una man d'essi soldati che corse al palazzo, con apparenza di
+voler uccidere Elagabalo[1772]. Avvisatone il coniglio imperadore, si
+nascose in un cantone dietro ad una tappezzeria, ed inviò
+_Antiochiano_ prefetto del pretorio a pacificarli. Poscia, perchè
+durava la commozione nel quartier de' pretoriani, colà si portò
+Elagabalo in persona, per quetare il rumore, insieme col suddetto
+prefetto. Non si vollero mai arrendere i soldati, finchè Elagabalo non
+diede parola di cacciare dal palazzo e gastigar colla morte Jerocle,
+Gordo ed altri scellerati suoi cortigiani, che lui di stolto aveano
+fatto diventare stoltissimo. Arrivò[1773] a tanta viltà Elagabalo, che
+piangendo dimandò loro in grazia Jerocle, cioè colui che portava il
+nome infame di suo marito, dicendo che più tosto uccidessero lui
+stesso che quel suo caro ministro. L'accordo in fine fu conchiuso, con
+patto che Elagabalo mutasse vita, e fosse assicurata la vita di
+Alessandro, nè alcuno degli amici di Elagabalo andasse a visitarlo,
+per timore che non gli nuocessero o nol conducessero ad imitare gli
+sregolati costumi del corrotto Augusto. Secondo Lampridio[1774],
+succederono queste cose nell'anno precedente.
+
+Era restato pien di veleno per tali avvenimenti l'indegno Elagabalo, e
+però, venuto il primo dì di questo anno, in cui doveva egli col cugino
+Alessandro procedere console, non si volle muovere di camera, se non
+che l'avola e la madre tanto dissero, con fargli temer imminente una
+sollevazion delle milizie, che solamente a mezzodì con esso Alessandro
+andò a prendere il possesso della dignità consolare. Ma non volle
+passar al Campidoglio a compiere la funzione, e convenne che il
+prefetto di Roma la compiesse, come se non vi fossero consoli. Non
+sapea digerire Elagabalo il veder così limitata l'autorità sua
+imperiale, e molto meno che al dispetto suo e sugli occhi suoi vivesse
+l'odiato Alessandro. Però andava cercando nuove maniere di levarlo di
+vita; ed ora solamente fu, secondo Erodiano[1775], che tentò di torgli
+il titolo e la dignità di _Cesare_. Fece partir di Roma all'improvviso
+tutti i senatori[1776], acciocchè non osassero opporsi ai suoi malvagi
+disegni. E perchè _Sabino_, senator gravissimo, era restato in città,
+diede ordine ad un centurione che andasse ad ammazzarlo. Per buona
+fortuna costui pativa di sordità, e credendo che l'ordine fosse per
+l'esilio, non ne fece di più. Per comandamento poi di esso Elagabalo,
+era ridotto Alessandro a starsene chiuso in casa, nè ammetteva
+udienze. Da lì a poco tempo, volendo il folle ed insieme furbo
+imperadore scandagliare qual disposizione si potesse aspettar dai
+soldati, qualora facesse ammazzar Alessandro, fece correr voce ch'esso
+_Cesare_ era vicino per malattia a mancar di vita. Grande fu il
+bisbiglio, maggiore dipoi la commozion delle milizie, gridando
+moltissimi di essi che volevano vedere Alessandro Cesare. Perciò si
+chiusero ne' lor quartieri, nè più volevano far le guardie al palazzo
+cesareo. Imminente era una terribil sollevazione, se Elagabalo, preso
+seco in carrozza Alessandro, non fosse ito al loro campo. Apertegli le
+porte, il condussero al loro tempio, unendosi intanto molti strepitosi
+viva per _Alessandro_, pochi per _Elagabalo_. L'ultima pazzia di
+questo imperadore fu che, essendosi egli trattenuto in quel tempio la
+notte, nella mattina seguente, che fu il dì 7 (altri vogliono nel dì 9
+di marzo, altri più tardi, ma Lampridio chiaramente sta colla prima
+opinione), fece istanza che fossero ammazzati alcuni di coloro che
+aveano gridato: _Viva Alessandro_. Così irritati da questo pazzo
+ordine rimasero i soldati, che a furia si sollevarono contra di lui.
+Fuggì Elagabalo, e si nascose in una cloaca, luogo degno di lui; ma,
+avendolo trovato, lo uccisero, e seco _Soemia_ sua madre, ch'era in
+sua compagnia, e molti dei suoi iniqui ministri. Fra questi si
+contarono i due prefetti del pretorio ed _Aurelio Eubulo_ da Emesa,
+presidente della sua camera, scorticator della gente, che dalla plebe,
+sollevata anch'essa, e dai soldati tagliato fu a pezzi. Nella stessa
+rovina restò involto _Fulvio_ prefetto di Roma, e l'infame Jerocle. Di
+tanti suoi obbrobriosi cortigiani, potenti presso di lui, non si salvò
+che uno. Furono trascinati per la città i cadaveri dell'ucciso Augusto
+e di sua madre; poi quello di esso Elagabalo gittato fu nel Tevere.
+Fece il senato radere dalle iscrizioni a lui poste il nome di
+Antonino, cotanto da lui disonorato, ed egli da lì innanzi non con
+altro nome fu menzionato che di _falso Antonino_, di _Sardanapalo_ e
+di _Tiberino_, o pur di _Vario Elagabalo_. Così, dopo aver questo
+scapestrato giovine regnato tre anni, nove mesi e qualche giorno,
+colla più vituperosa vita che mai si udisse, ricevette una più
+vituperosa morte, pena convenevole ai suoi molti delitti. E in questa
+maniera restò libera da un famoso mostro Roma e l'imperio.
+Lampridio[1777] vien poi descrivendo le strane invenzioni della
+golosità di Elagabalo, nelle quali impiegava egli grosse somme d'oro,
+perchè superò le cene di Apicio e di Vitellio. Le altre pazzie della
+sua lussuria si mette egli ancora ad annoverare che non meritano luogo
+nella presente storia; e però passo a ragionare del novello imperador
+de' Romani, cioè di _Alessandro_, che immediatamente dopo la morte di
+_Elagabalo_ fu riconosciuto imperadore, per parlarne nondimeno
+solamente all'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[1766] Dio, lib. 79. Herod., lib. 5.
+
+[1767] Lamprid., in Alexandro.
+
+[1768] Herodianus, lib. 5.
+
+[1769] Dio, lib. 79.
+
+[1770] Lamprid., in Elagabalo.
+
+[1771] Herod., lib. 5. Dio, lib. 79.
+
+[1772] Lampridius, in Elagabalo.
+
+[1773] Dio, lib. 79.
+
+[1774] Lamprid., in Elagabalo.
+
+[1775] Herod., lib. 5.
+
+[1776] Lamprid., in Elagabalo.
+
+[1777] Lampridius, in Elagabalo.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXIII. Indizione I.
+
+ URBANO papa 2.
+ ALESSANDRO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO MARIO MASSIMO per la seconda volta e LUCIO ROSCIO ELIANO.
+
+
+Dappoichè tolta dal mondo fu la peste dell'impuro Elagabalo nell'anno
+precedente, _Marco Aurelio Severo Alessandro_, che si trovava nel
+quartiere dei pretoriani, con alte voci fu da essi proclamato
+_Imperadore Augusto_[1778], e condotto fra i viva del popolo al
+palazzo cesareo. Di là passò egli al senato, dove con allegrissimi
+concordi voti fu confermato a lui l'imperio, e conferita la podestà
+tribunizia e proconsolare col nome di _padre della patria_. Tutto ciò
+fatto ad un tempo stesso, parte perchè il titolo di _Cesare_ già a lui
+dato gli avea acquistato il diritto a questi onori, e parte perchè la
+conosciuta sua morigeratezza gli avea preventivamente conciliato
+l'amore d'ognuno. L'essere egli stato perseguitato da Elagabalo avea
+servito a renderlo più caro tanto ai soldati che ai senatori, tutti
+oramai troppo stomacati della sozza e pazza vita di quell'Augusto
+animale. Leggonsi in Lampridio le nobili acclamazioni fatte dal senato
+ad Alessandro, unite alle detestazioni dell'infame suo predecessore.
+Volevano quei padri ch'egli assumesse il nome di _Antonino_ assai
+conveniente al suo buon naturale; ma egli con bella grazia si mostrò
+non ancor degno di portare un sì venerabil nome. Molto più ricusò il
+titolo di _Grande_, esibitogli dal senato, per unirlo a quel di
+_Alessandro_, con dire di meritarlo molto meno, perchè nulla di grande
+avea operato fin qui: la qual moderazione di animo gli acquistò più
+credito che se lo avesse accettato. Il nome di _Marco Aurelio_ non si
+sa bene se lo assumesse perchè fu adottato da Elagabalo che usava quel
+nome, o pure perchè fu creduto figliuolo di Caracalla, appellato
+anch'esso _Marco Aurelio_. Quanto al nome di _Severo_, verisimilmente
+lo prese egli per essere (falso o vero che fosse) nipote di Severo
+Augusto, e non già, come vuole il suddetto Lampridio, pel suo vigore e
+costanza nell'esigere la militar disciplina dai soldati. Di questa sua
+fermezza e rigore egli diede i segni, non già sui principii del suo
+governo, ma nel progresso del tempo; e noi abbiam le monete[1779]
+anche nell'anno precedente, nelle quali è chiamato _Marco Aurelio
+Alessandro Imperadore_. Che età avesse egli allorchè fu assunto al
+trono, non si può decidere. Erodiano[1780] gli dà circa tredici anni.
+Dione[1781], siccome già accennai, il fa maggiore di età di Elagabalo:
+il che se si accorda, egli avrebbe avuto più dieciotto anni. Quel che
+sappiam di certo, era egli molto giovinetto, e perciò tanto più dee
+comparire mirabil cosa ch'egli sì lodevolmente cominciasse, e più
+gloriosamente proseguisse il governo del romano imperio. Certo l'età
+sua e la poca sperienza del mondo non erano sul principio bastevoli a
+sostener con onore un tal peso; e il senato avea già fatto un decreto
+che niuna donna potesse da lì innanzi sedere in senato. Perciò la
+vecchia sua avola _Giulia Mesa_, e la madre sua _Giulia Mammea_,
+desiderose della vera gloria del nipote e figliuolo, o scelsero esse,
+o pur vollero[1782] che il senato eleggesse sedici senatori, i più
+riguardevoli per l'età, per la saviezza e dottrina, e per probità dei
+costumi, che si trovassero in Roma, i quali servissero di assessori e
+consiglieri al giovinetto principe. Così fu fatto[1783]. Fra gli altri
+scelti si contano _Ulpiano_, _Celso_, _Modestino_, _Paolo_, _Pomponio_
+e _Venuleio_, insigni giurisconsulti; _Fabio Sabino_, Catone dei suoi
+tempi; _Gordiano_, che fu poi imperadore, _Catilio Severo_, _Elio
+Sereniano_, _Quintilio Marcello_ ed altri, tutti personaggi di
+sperimentata integrità. Nè il savio giovine Augusto da lì innanzi
+solea dire o far cosa alcuna in pubblico senza la loro approvazione:
+maniera di governo quanto lontana dalla tirannica precedente, tanto
+più cara al senato, al popolo ed ai soldati. Dal consiglio di uomini
+tanto onorati e saggi fu creduto che procedesse la gloria del suo
+principe, e la felicità da lui procurata ai suoi popoli. La prima
+plausibil azione sua fu di restituire ai templi le statue e robe
+preziose tolte loro dal capriccioso predecessore, e di bandire da Roma
+il dio Elagabalo, o sia quella ridicola pietra, con rimandarla al suo
+paese di Emesa. Quindi nettò la corte da un prodigioso numero di
+persone inutili o ridicole, o la maggior parte infami, che aveano in
+addietro servito all'oscena ed abbominevol vita di Elagabalo. Tutti i
+di lui nani, buffoni, musici, commedianti, eunuchi ed altri di peggior
+condizione, si videro esposti alle fischiate del popolo, o donati agli
+amici, o venduti come schiavi o banditi. Si stese il medesimo espurgo
+al senato e a tutte le cariche e ministeri civili conferiti dal
+malvagio Elagabalo ad uomini vili, inabili ed anche infami. Tutti
+costoro tornarono alla lor primiera bassa fortuna, e furono a quella
+dignità e a quegli uffizii promosse persone dabbene, intendenti delle
+leggi e gelose del proprio onore. Si vide rifiorire anche la milizia,
+con darsi gl'impieghi più onorevoli a chi avea dato maggiori pruove
+del suo valore e della sua prudenza nelle passate congiunture. In
+questa maniera non andò molto che si vide risorgere ad un tranquillo e
+felicissimo stato Roma e l'imperio romano, tanto sconvolto e
+svergognato in addietro dal ribaldo e stolto Elagabalo.
+
+NOTE:
+
+[1778] Idem, in Alexandro.
+
+[1779] Mediobarbus, in Numismat. Imper. I.
+
+[1780] Herodian., lib. 5.
+
+[1781] Dio, lib. 79.
+
+[1782] Herodianus, lib. 6.
+
+[1783] Lamprid., in Alexandro.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXIV. Indizione II.
+
+ URBANO papa 3.
+ ALESSANDRO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+GIULIANO per la seconda volta e CRISPINO.
+
+
+Forse non è ben certo che _Giuliano_ fosse console _per la seconda
+volta_, essendovi leggi, fasti ed un marmo[1784] che non vi mettono
+questa giunta. Camminava con felicità il governo di Roma tra per
+l'inclinazione al bene e alle opere virtuose che seco portava il
+giovane imperador Alessandro, e per la saviezza e vigilanza de' suoi
+ministri e consiglieri, principalmente di _Domizio Ulpiano_,
+celebratissimo giurisconsulto, creato poscia da lui prefetto del
+pretorio. Non lasciavano _Giulia Mesa_ sua avola e _Giulia Mammea_ sua
+madre, amendue decorate del titolo di _Auguste_[1785], di vegliare
+alla buona condotta e preservazion dai vizii di esso lor nipote e
+figliuolo, studiandosi sopra tutto di tener lontani gli adulatori,
+gran peste delle corti, e chiunque potea guastar il cuore del ben
+educato principe. E pur con tutta la loro attenzione s'introdussero
+presso di lui alcune persone di questa mala razza, le quali colle lor
+persuasioni e cabale cotanto gli screditarono, come un giogo
+intollerabile, la dipendenza sua da quei consiglieri, che lo indussero
+a non più ascoltarli. Ma durò poco questo suo sviamento, perchè,
+conosciuta la lor malizia, li cacciò, e feceli anche gastigar dal
+senato secondo il merito loro, con attaccarsi più di prima a coloro
+che poteano farlo regnare con giustizia ed onore. Ancorchè fosse di
+buon'ora ispirato ad Alessandro l'abborrimento alla disonestà, e
+servissero a lui di un vivo specchio della deformità di questo vizio
+gli eccessi di suo cugino Elagabalo; e tuttochè egli in fatti avesse
+sempre in orrore i delitti contra della castità, talmente che la
+storia non fa giammai menzione ch'egli trasgredisse le leggi
+prescritte in ciò dagli stessi Gentili: pure avrebbe potuto il bollore
+della gioventù tirarlo fuor di cammino. Per questo gli fu data in
+moglie una dama della primaria nobiltà di Roma, a cui prese affetto, e
+rendeva ogni conveniente onore, con favorire assaissimo nel medesimo
+tempo il suocero suo. Erodiano[1786] non ne lasciò a noi il nome, nè
+sappiamo il tempo in cui egli si ammogliò per la prima volta, e nè pur
+le seguenti. Ma che? _Mammea_ sua madre, che dopo la morte di _Giulia
+Mesa_, mancata di vecchiaia, voleva essere l'arbitra del figliuolo,
+non soffrì lungo tempo che la nuora si fosse impossessata cotanto del
+cuore del figliuolo, e godesse al pari di lui il titolo di _Augusta_;
+e però cominciò a maltrattarla sì fattamente, e seco il di lei padre,
+che questi, benchè amato non poco da Alessandro, si ritirò un dì nel
+quartier dei soldati dicendo di render grazie all'imperadore dei
+benefizii a lui compartiti, ma senza voler più comparire alla corte; e
+qui sfogò la sua collera contro di Mammea, divolgando tutte le
+ingiurie a lui fatte e alla figliuola. Tal fu di poi la prepotenza di
+Mammea, che fece ammazzar lui, e relegare in Africa la infelice nuora.
+Se questo è vero, non è da credere che _Mammea_ fosse cristiana, come
+han pensato alcuni[1787], perchè ella veramente ebbe del latte
+cristiano, ed ascoltò Origene, come attesta Eusebio[1788]. Ma potrebbe
+essere che Erodiano non sapesse tutte le particolarità ed i motivi di
+quel fallo. Lampridio[1789] certamente scrive, coll'autorità di
+Desippo istorico, che Marziano suocero di Alessandro gli tese delle
+insidie per ammazzarlo; ma che, scoperto il fatto, costui fu ucciso, e
+scacciata la moglie Augusta. Aggiunge altrove il medesimo Lampridio
+che un Ovinio Camillo, senatore di antica famiglia, tramò una
+ribellione, e se n'ebbero le pruove. Il buon imperadore, in vece di
+punirlo, il fece chiamar a palazzo, lodò il suo zelo pel pubblico
+bene, e poi nel senato il dichiarò partecipe dell'imperio, cioè gli
+diede il nome di _Cesare_ e gli ornamenti imperiali. Avea detto prima
+lo storico stesso che al suddetto _Marziano_ suocero fu dato il titolo
+di _Cesare_. Quel Camillo dipoi nella spedizione di Alessandro contro
+i Barbari rinunziò, e gli fu permesso di ritirarsi in villa, dove
+lungo tempo visse; ma in fine fu fatto uccidere dall'imperadore,
+perchè era uomo militare ed amato assai dai soldati. Truovasi del buio
+in questi fatti; ma vi è tanto barlume che basta a far dubitare che
+giusto motivo non mancasse a Mammea di atterrare il suocero del
+figliuolo, e la nuora ancora, caso che anch'essa fosse stata partecipe
+della fellonia del padre. Oltre di che, lo stesso Lampridio scrive che
+un tal avvenimento vien da alcuni riferito ai tempi di Traiano. Che
+Alessandro sposasse _Memmia_, figliuola di _Sulpizio_ stato console,
+lo abbiamo dal suddetto Lampridio. Forse questa fu la seconda sua
+moglie. Trovasi anche nelle medaglie[1790] una _Sallustia Barbia
+Orbiana Augusta_, ed hanno inclinato alcuni letterati[1791] a crederla
+moglie del medesimo Alessandro imperadore. Ma trovandosi in quelle
+medaglie CONCORDIA AVGVSTORVM, parole significanti l'esistenza allora
+di più di un Augusto, a me non sembra verisimile la loro opinione.
+
+et cap. 21.
+
+NOTE:
+
+[1784] Thesaurus Novus Inscription., pag. 355, num. 3.
+
+[1785] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1786] Herod., lib. 5.
+
+[1787] Orosius. Cedrenus. Vincentius Lirinensis. Casaubonus et alii.
+
+[1788] Eusebius, Histor. Eccles., lib. 6. cap. 16,
+
+[1789] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1790] Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[1791] Spanhemius, de Praestantia et Usu Numismatum.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXV. Indizione III.
+
+ URBANO papa 4.
+ ALESSANDRO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+FOSCO per la seconda volta e DESTRO.
+
+
+Sempre più andavano riconoscendo i Romani la felicità propria
+nell'essere loro toccato un sì buono imperadore, qual fu Severo
+Alessandro. Ed era tale principalmente, perchè si erano ben radicati
+nel cuore di lui i principii della religione: virtù, di cui se sono
+scarsi, e peggio se mancanti i rettori dei popoli, troppo facile è,
+per non dir certo, che la lor vita abbonderà d'iniquità e di azioni
+malfatte. Falsa, non v'ha dubbio, era quella religione che non
+conosceva il vero Dio, e adorava insensati dii e creature o demonii.
+Tuttavia non può negarsi che questo principe, quantunque nato ed
+allevato nella idolatria, non avesse in sè dei lodevoli principii,
+perchè amava, temeva ed onorava, per quanto poteva, la divinità, e
+tutto ciò che si credeva allora che avesse qualche cosa di Dio[1792].
+Appena era egli levato, che nel tempio del palazzo andava a rendere il
+culto ai suoi dii con dei sacrifizii. Quivi teneva le statue di essi e
+delle anime credute sante dai ciechi Gentili, come Orfeo, Alessandro
+il Grande, Apollonio Tianeo. Quel che più merita la nostra attenzione,
+si è che vi conservava anche la statua di _Gesù Cristo_, e colle altre
+l'adorava. Può ben credersi che Mammea Augusta sua madre, la quale
+avea imparato a conoscere in Soria la santità della religion
+cristiana, ma senza mai abbandonare la falsità dell'etnica, ne avesse
+inspirato del rispetto ed amore anche al figliuolo. Per questo
+venerava egli _Cristo_, ed anche _Abramo_. Anzi, siccome attesta
+Lampridio scrittore pagano, egli meditava di alzare un tempio al
+medesimo Cristo, e di farlo ricevere per Dio; ma gli si opposero i
+zelanti del Paganesimo, con dire di aver consultato intorno a ciò gli
+oracoli, e riportato per risposta, che, se ciò si facesse, tutti
+abbraccerebbono il Cristianesimo, e converrebbe chiudere ogni altro
+tempio. Mai più non disse il demonio, padre della bugia, una verità
+più luminosa di questa. Avea ancora Alessandro sovente in bocca quella
+insigne massima, imparata più probabilmente dai Cristiani che dai
+Giudei: _Non fare agli altri quello che non vorresti fatto a te
+stesso_. E questa fece anche scrivere nel palazzo cesareo e in varie
+fabbriche a lettere maiuscole. Avendo anche i Cristiani occupato un
+luogo pubblico, per farvi una chiesa, e pretendendolo gli osti di lor
+ragione, con suo rescritto dichiarò l'imperadore: _Essere meglio che
+Dio ivi in qualunque maniera si adorasse, che se ne servissero gli
+osti_: segno che già in Roma si fabbricavano e si tolleravano templi
+al vero Dio. Di qui poi venne, ch'egli lasciò in pace i Cristiani, e
+sotto di lui crebbe molto di fedeli la Chiesa. Quei che morirono
+martiri in questi tempi furono vittime de' malvagi governatori delle
+provincie, che senza saputa e permissione del principe[1793] non
+lasciavano di trovar pretesti per uccidere gli odiati Cristiani.
+
+Sempre ancora professò l'Augusto Alessandro a sua madre _Mammea_ un
+rispetto singolare, anzi tale che passò all'eccesso. Se crediamo ed
+Erodiano[1794], questo solo difetto gli si potè opporre, cioè che
+troppo amava la madre, sino ad ubbidirla, suo malgrado, in cose che
+non trovava ben fatte. Perciò potente era ella nel governo, e fu al
+pari di _Giulia_ di Severo intitolata _madre delle armate, del senato
+e della patria_. Certo non mancò essa giammai di dar dei buoni
+avvertimenti al figliuolo; fu nulladimeno tacciata di avidità della
+roba altrui: il che andava ella scusando presso il figliuolo, con
+dirgli che accumulava quell'oro per di lui servigio, affinchè avesse
+di che regalare i soldati. Ma accumulandone talvolta per vie illecite,
+ed empiendone i proprii scrigni, se ne lagnava poi Alessandro, senza
+potervi nondimeno rimediare: tanta era la riverenza che professava a
+chi gli avea data la vita. Onesti poi erano i divertimenti suoi. Amava
+la musica, si dilettava della geometria, dipingeva assai bene, sonava
+varii strumenti, cantava, ancora con bella voce e con garbo, ma
+solamente in camera sua e nella privata conversazion degli amici.
+Talvolta a cavallo, talora a piè facea delle buone passeggiate; gli
+piaceva anche la caccia e la pesca. Una delle cure di sua madre fu
+sempre quella di tenerlo occupato e lontano dall'ozio. Nè
+pregiudicavano punto i divertimenti suoi al pubblico governo[1795].
+Gli erano portati gli affari smaltiti prima dai saggi suoi
+consiglieri, ed era facile lo sbrigarli. Ma quando occorrevano cose di
+molta importanza e premura, vi assisteva, levandosi anche prima del
+sole, e stava nel consiglio le ore intere senza mai annoiarsi o
+stancarsi. Impiegava anche talvolta il tempo che gli restava dopo gli
+affari in leggere libri, essendogli spezialmente piaciuti in greco
+quel di _Platone_ della Repubblica, e in latino quei di _Cicerone_
+degli Uffizii, o sia dei Doveri e della Repubblica. Dilettavasi ancora
+di leggere degli oratori e dei poeti, e massimamente le poesie di
+_Orazio_ e di _Sereno Sammonico_, da lui conosciuto ed amato. Ma sopra
+le altre letture era a lui cara quella della vita di Alessandro il
+Macedone, per istudiarsi d'imitarlo dove potea, condannando nondimeno
+in lui l'ubbriachezza e la crudeltà verso gli amici. Dopo la lettura
+esercitava il corpo in tirar di spada, in lotte discrete, in giuochi
+ch'esigevano del moto: tutte maniere proprie per conservar la sanità.
+Andava anche, secondo l'uso d'allora, al bagno, dopo il quale faceva
+un po' di colezione, differendo talvolta il prender cibo dipoi sino
+alla cena. Nulladimeno l'ordinario suo stile era di pranzare; e ne'
+pranzi suoi non compariva nè sordidezza nè lusso, ma bensì un
+bell'ordine, cibi semplici, piatti ben puliti, e quel che occorreva
+per satollare e non per aggravare lo stomaco. Solamente nei dì di
+festa si accresceva alla tavola un papero, e nelle maggiori solennità,
+tutto il grande sfarzo era la giunta di uno o due fagiani o di due
+polli. Oro non volle mai nella sua mensa, e tutto il suo vasellamento
+d'argento consisteva in ducento libbre. Occorrendone di più nelle
+occasioni, se ne facea prestar dagli amici. Se solo si cibava, teneva
+un libro a tavola, e leggeva, se pur non facea leggere. Ma più spesso
+voleva seco a pranzo degli uomini dotti, e particolarmente _Ulpiano_,
+dicendo _che più gli faceano pro i ragionamenti loro eruditi, che le
+vivande_. Allorchè dovea far de' pubblici banchetti, anche da questi
+volea bandito lo sfoggio, portandosi solamente i piatti consueti, ma
+aumentati a proporzione dei convitati. Per altro non gli piacea quella
+gran turba, perchè dicea _di parergli di mangiar nel teatro o nel
+circo_. Costumarono alcuni Augusti, ed era anche in uso presso i
+grandi, di aver commedianti o buffoni intorno alle lor tavole per
+divertirsi. L'innocente suo trastullo era di veder combattimenti di
+pernici e di altri piccioli animaletti. Una sola, per altro innocente,
+particolarità di lui parve strana, cioè ch'egli sommamente si dilettò
+di aver nel suo palazzo varie uccelliere di fagiani, paoni, galline,
+anitre e pernici, e spezialmente di colombi, dicendosi che ne nudrisse
+fin venti mila. Dopo le applicazioni si ricreava in veder questi
+volatili; ed affinchè non gli fosse attribuito a scialacquamento,
+tenea dei servi, che colle nova, coi polli e coi piccioni cavavano
+tanto da far le spese a tanto uccellame. Ma qui non è finito il
+ritratto di questo buon imperadore. Il resto lo riserbo all'anno
+seguente, giacchè il pacifico felice stato dell'imperio romano in que'
+tempi non somministra avvenimento alcuno alla storia.
+
+NOTE:
+
+[1792] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1793] Eusebius, Histor. Eccles., lib. 6, cap. 28.
+
+[1794] Herodian., lib 6.
+
+[1795] Lampridius, in Alexandro.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXVI. Indizione IV.
+
+ URBANO papa 5.
+ ALESSANDRO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO SEVERO ALESSANDRO AUGUSTO per la seconda volta e LUCIO
+AUFIDIO MARCELLO anch'egli per la seconda.
+
+
+Il Relando[1796], il Bianchini[1797] e il padre Stampa[1798] chiamano
+il secondo console _Caio Marcella Quintiliano per la seconda volta_,
+fidandosi di una iscrizione pubblicata dal Gudio. Dispiacemi sempre di
+dovere ripetere che le merci gudiane son dubbiose, nè possono prestar
+sicuro fondamento alla erudizione. Una iscrizione stampata dal
+marchese Maffei[1799], e da me riferita nella mia Raccolta[1800],
+benchè corrosa, vo io credendo che ci abbia conservato il vero nome di
+esso console. Tutti i fasti e varie leggi ci danno _Marcello_ console
+in quest'anno. S'egli avesse portato il cognome di _Quintiliano_, non
+_Marcello_, ma _Quintiliano_ lo avrebbono appellato gli antichi.
+Miriamo ora l'Augusto Alessandro nella vita civile. Mirabil cosa fu il
+vedere com'egli odiasse il fasto, e quasi dimentico del sublime suo
+grado, amasse di uguagliarsi a' suoi cittadini. Spesso andava ai
+pubblici bagni a lavarsi dove concorreva anche il resto del popolo; e
+nel suo palazzo si facea servire unicamente dai suoi servi. A chiunque
+dimandava udienza, e a chi de' nobili di buona fama veniva per
+salutarlo, era sempre la porta aperta; nè voleva egli che
+s'inginocchiassero davanti a lui, come dianzi esigeva il vanissimo
+Elagabalo, ma che gli facessero quello stesso saluto che si usava co'
+senatori, chiamandolo col proprio nome, e senza nè pur chinare il
+capo. Il fare altrimenti veniva da lui interpretato per adulazione, e
+metteva in burla chi faceva troppi complimenti o eccedeva in ossequio.
+Talvolta ancora licenziò in collera taluno di questi falsi adoratori.
+Per la stessa ragione non potea soffrire, e teneva per una pazzia,
+coll'esempio di Pescennio Negro, l'ascoltar poeti ed oratori che
+facessero il di lui panegirico. Volentieri bensì porgea le orecchie a
+coloro che contavano i fatti degli uomini illustri[1801], e sopra
+tutti di Alessandro il Macedone, de' buoni imperadori e de' famosi
+Romani. Vietò il dare a lui il titolo di _Signore_, ed ordinò che si
+scrivesse alla sua persona come si faceva ai particolari, colla giunta
+del solo nome d'_Imperadore_, cioè, come già si stilava ne' tempi di
+Cicerone. Fece pubblicare che non entrasse a salutarlo chi sapeva di
+non essere innocente. Specialmente ciò era detto per gli ministri e
+nobili ladri. La maniera di trattar co' suoi amici era di molta
+familiarità e franchezza, pregandoli sempre di sedere presso di sè: il
+che indispensabilmente praticava coi senatori. Quanta fosse le sua
+moderazione, principalmente si riconosceva nelle udienze, perchè si
+mostrava cortese ed affabile verso di ognuno. Niuno partiva da lui
+malcontento, nè passava mai giorno senza che egli facesse qualche atto
+di bontà. Ed ammalandosi chi era amato da lui, ancorchè di basso
+ordine, amorevolmente andava a visitarlo. Perchè poi _Mammea_ la madre
+e _Memmia_ sua moglie gli dicevano che quella tanta cortesia esponeva
+allo sprezzo la sublime sua dignità: _Può essere_, rispondeva, _ma
+certo la rende più sicura e di maggior durata_. Alcuni de' suoi più
+cari obbligava a venire a pranzo con lui; e di chi non veniva,
+dimandava conto con bella grazia. Tanto alla tavola che alle udienze
+si trovava sempre di buon umore, e non mai in collera; e diceva le sue
+burle, ma senza punture. Esigeva che gli amici gli dicessero
+liberamente il lor sentimento; e dicendolo, gli ascoltava con
+attenzione, correggendo poscia proprii i difetti. Colla stessa libertà
+diceva anch'egli dov'essi mancavano; e ciò non mai con fasto ed
+asprezza.
+
+Il suo vestire era semplice e modesto, senza oro e senza perle,
+imitando in ciò la moderazion di Severo, ed abborrendo la vanità di
+Elagabalo, che voleva guernite di perle infino le scarpe. Soleano
+essere gli abiti suoi di color bianco, e non di seta, che costava
+allora assaissimo. Dicea _che le gemme convenivano solo alle donne; e
+che le stesse donne, senza eccettuarne l'imperadrice, doveano essere
+contente di poche_. Avendo un ambasciador d'Oriente donate due perle
+di mirabil grossezza e bellezza all'Augusta sua moglie, cercò di
+venderle; e perchè non si trovò compratore, ne formò due orecchini
+alla statua di Venere, con dire _che l'imperadrice darebbe troppo
+cattivo esempio portando addosso cose di tanto prezzo_. Con questo
+esempio arrivò egli a correggere il lusso degli uomini, siccome anche
+l'Augusta consorte quello delle donne. Fece inoltre Alessandro
+ristorar molte fabbriche di Traiano, ma con rimettere dappertutto il
+nome di esso primo autore. Quanto affetto poi egli sempre ebbe ai
+buoni, altrettanto odio, o, per dir meglio, abborrimento, portava ai
+cattivi. Un certo _Settimio_, che scrisse la vita di questo
+impareggiabile Augusto, attestava che egli specialmente si sentiva
+tutto commovere, e s'infiammava in volto, incontrandosi in giudici che
+fossero in concetto di ladri. Accadde che un _Settimio Arabino_,
+senatore famoso per sì fatto vizio, e liberato sotto Elagabalo,
+comparve un dì con gli altri a salutarlo. _O dii immortali!_ gridò
+allora Alessandro, _Arabino non solamente vive, ma vien anche in
+senato! Spera forse costui da me un buon trattamento? Mi dee ben egli
+tenere per un pazzo e scimunito_. Non vi era parente o amico ch'egli
+potesse tollerare, se si lasciavano trasportare ad azioni disonorate,
+e massimamente se per interesse vendevano la giustizia, riguardando
+egli costoro come i più perniciosi nimici del pubblico. Però li faceva
+processare e punire: o se pur s'induceva a far loro la grazia, la
+godevano con patto che si ritirassero; _perchè_, siccome egli diceva,
+_a lui più cara era la repubblica che qualsivoglia privata persona_.
+Così ad un suo segretario, perchè portò al consiglio il sommario falso
+di un processo, egli fece tagliare i nervi delle dita, acciocchè più
+non potesse scrivere, e relegollo in un'isola. Venne in mente ad un
+nobile, altre volte processato per le sue mani poco nette, di farsi
+raccomandar caldamente da alcuni re o principi stranieri che erano
+alla corte, per ottenere una carica militare. Tali furono le loro
+istanze, che l'Augusto Alessandro non seppe negar la grazia. Ma da lì
+innanzi tenne così ben gli occhi addosso a costui, che fra poco si
+scoprì una sua ruberia. Fece egli esaminar lo affare in presenza di
+que' medesimi principi, tuttavia dimoranti in Roma, e il reo fu
+convinto e confesso. Dimandò allora a que' principi che gastigo si
+desse nel loro paese a sì fatte persone: _La croce_, risposero essi;
+ed in effetto, per sentenza de' suoi medesimi protettori, fu colui
+condannato alla croce, senza che alcuno si potesse lagnare del rigor
+di Alessandro. E non è già che questo buon imperadore non fosse
+inclinato alla clemenza. Certamente niun senatore a' tempi suoi,
+benchè delinquente, perdè la vita; ed egli incaricava i giudici di
+procedere il più di rado che si potesse contra dei rei alla pena della
+morte e al confisco dei beni. Ma, premendogli il pubblico bene, voleva
+che la giustizia avesse il luogo nei casi bisognosi di esempio. E
+perchè Erodiano[1802] scrive che il suo imperio fu senza sangue,
+Lampridio[1803] ragionevolmente lo interpreta de' soli senatori; e
+tanto più attestando il medesimo Erodiano, che a niuno sotto di lui fu
+levata la vita, senza essere stato prima conosciuto giuridicamente dai
+tribunali il suo delitto, ed emanata la condanna.
+
+NOTE:
+
+[1796] Reland., in Fastis Consul.
+
+[1797] Blanchin., ad Anastas. Biblioth.
+
+[1798] Stampa, in Fastis.
+
+[1799] Maffejus, Antiquit. Gall.
+
+[1800] Thesaurus Novus Inscript., pag. 356, n. 2.
+
+[1801] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1802] Herodian., lib. 6.
+
+[1803] Lampridius, in Alexandro.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXVII. Indizione V.
+
+ URBANO papa 6.
+ ALESSANDRO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+ALBINO e MASSIMO.
+
+
+Di gravi dispute sono state fra gli eruditi intorno al prenome e nome
+di questi consoli. Inclinò il cardinal Noris[1804] a credere il primo
+_Marco_ o _Numerio Nummio Albino_, ma con conghiettura priva di forza.
+Il Relando[1805] e il padre Stampa[1806], recata in mezzo una
+iscrizione del Gudio, appellarono questi consoli _Lucio Albino_ e
+_Massimo Emilio Emiliano_. Ma possiamo noi fidarci dei marmi gudiani?
+Impropria cosa è che in quella iscrizione abbia il prenome _Albino_, e
+non lo abbia l'altro console. Più improprio è che il secondo console
+sia chiamato _Massimo Emilio Emiliano_. Non è nome di famiglia
+_Massimo_. E se l'ultimo suo cognome fosse stato _Emiliano_, le leggi
+e i fasti lo avrebbono notato con esso, e non già con quello di
+_Massimo_. Tre leggi, che hanno _Albino ed Emiliano_, non son da
+contrapporre a tante altre, che portano _Albino et Maximo_. Si
+potrebbe solamente sospettare che quell'_Emiliano_ fosse sustituito a
+_Massimo_. Sempre nei decreti del senato si riteneva uno stile, nè si
+mutava, se non si cambiava console. Continuiamo ora a vedere come si
+regolasse verso del pubblico il buon imperadore Alessandro. Merita ben
+più la vita sua che quella del Macedone di esser letta dai principi,
+per imparar ciò che talvolta non sanno[1807]. Procurava egli a tutto
+suo potere la felicità de' popoli, non solo coll'astenersi
+dall'imporre nuovi aggravii, ma con istudiarsi di sminuire i già
+imposti. In fatti ridusse ad un terzo quel che si pagava sotto
+Elagabalo per le gabelle, di maniera che dieci in vece di trenta si
+cominciò a pagare. Pensava anche di fare di più, ma non glielo
+permisero le necessità del pubblico. Non si sa ch'egli istituisse
+altro dazio che sopra i banchieri, orefici, pellicciai e quei delle
+altre arti. Questo nondimeno dovea essere leggiera cosa, perchè
+Lampridio lo chiama _vectigal pulcherrimum_. E questo non per farlo
+colar nella sua borsa, ma perchè il ricavato servisse al mantenimento
+delle terme, cioè dei pubblici bagni, che erano allora in gran credito
+ed uso; il che vuoi dire che tal dazio tornava in comodo solamente del
+pubblico stesso. Volle si aggiugnesse olio ad esse terme, acciocchè
+anche di notte se ne potesse valere il popolo: il che dianzi non si
+faceva; e fu poi abolito da _Tacito imperadore_, perchè se ne abusava
+la gente cattiva. Levò anche affatto interamente qualche dazio, solito
+a pagarsi in Roma. Nè già favoriva egli il fisco in pregiudizio del
+popolo e della giustizia; anzi odiava tutti i ministri del fisco e
+delle dogane, e li chiamava un _male necessario_. Uso suo fu di
+cambiarli spesso, sperando forse che i nuovi sulle prime opererebbono
+con più discretezza e meno ingiustizia. In beneficio de' poveri sminuì
+le usure; e se i senatori prestavano per cavarne frutto, ne' primi
+anni del suo governo, voleva che loro non si pagasse usura, ma
+solamente un regalo, ad arbitrio di chi prendeva in prestanza il
+danaro. Poscia ridusse al sei per cento le usure di essi senatori, e
+senza altro regalo; laddove gli altri per lo più esigevano il dodici.
+Dava egli stesso danari a prestanza a' poveri, e senza volerne frutto;
+anzi si contentava che coi frutti ch'essi ricavavano degli stabili
+comperati col di lui danaro, gli fosse restituito il capitale. Teneva
+egli esatto registro di tutto. E se gli veniva a notizia che talun de'
+suoi conoscenti in bisogno di pecunia gli avesse o nulla o poco
+chiesto in prestito, il faceva chiamare per dimandargli conto di sì
+poca speranza e confidenza in lui.
+
+Del resto non era egli di coloro che non credono l'economia e il
+risparmio una virtù da principe. Anche in essi è virtù, se ciò non
+fanno per risparmiare ai suoi popoli gli aggravii, e per impiegare in
+benefizio e sollievo del pubblico stesso il loro risparmio. Regolavasi
+appunto così l'Augusto Alessandro, il quale era assai persuaso che il
+principe dee far da economo del danaro che si cava dai sudori de'
+sudditi, e non già da padrone per impiegarlo ne' suoi capricci e
+divertimenti. Perciò egli risecò tutte le spese e i salariati inutili
+della corte, ritenendo solamente la servitù necessaria con decenti e
+non isfoggiate paghe. Solea dire _che la gloria e grandezza di un
+imperio consiste non già nella magnificenza, ma nelle buone forze_,
+cioè, a mio credere, nell'aver ricchi sudditi e valorose milizie.
+Quanto ai soldati ne parleremo più a basso. Per conto de' sudditi,
+favorì Alessandro non poco la mercatura, concedendo esenzioni a tutti
+i trafficanti. Attese all'accrescimento e all'abbondanza dell'annona,
+mandata in malora dall'impuro Elagabalo, e la rimise in piedi colla
+sua borsa. Il donativo dell'olio, che Severo Augusto ogni anno faceva
+al popolo, e che il suddetto Elagabalo avea molto assottigliato, fu da
+lui rimesso nel primiero suo essere. Era anche il popolo romano a
+parte una volta del governo e delle rendite della repubblica.
+Dappoichè si alzarono gl'imperadori, siccome di sopra accennammo, gran
+tempo durò il dare alla plebe di tanto in tanto qualche congiario, ed
+ogni anno tante misure di grano per testa, e vi si aggiunse anche il
+dono dell'olio e della carne. All'incontro condonò Alessandro alle
+provincie e ai mercatanti quella contribuzione che aveva a titolo di
+regalo, ma era forzata, solita a pagarsi all'entrare del nuovo
+principe, chiamata l'Oro Coronario. Per altro non lasciò
+Lampridio[1808] di osservare che questo principe non ometteva
+diligenza alcuna per ammassar pecunia, e per custodirla ancora; ma non
+ne cercò mai egli per le vie illecite, nè con aggravio indebito
+d'altrui. Mai non diede per danari le giudicature, solendo dire: _Chi
+compera bisogna che venda. Io mai non soffrirò questi mercatanti di
+cariche, e se li promettessi, non potrei poi ragionevolmente
+gastigarli. Mi vergognerei di punire un uomo che ha comperato, s'egli
+poi vende._ Ma non donava oro nè argento a commedianti, carrozzieri e
+ad altri che davano divertimento al pubblico, ancorchè si dilettasse
+non poco degli spettacoli. Diceva _che costoro andavano trattati come
+i famigli_, cioè con paghe tenui. E tuttochè egli avesse un gran
+rispetto per la sua falsa religione, pure non offeriva ai templi
+pagani più di quattro o cinque libbre d'argento, e mai nulla d'oro,
+con ripetere un verso di Persio, indicante, _che gli dii non aveano
+bisogno d'oro_, nè servir esso per fare star bene gli dii, ma sì bene
+i loro ministri. Dissi con Lampridio che questo Augusto sapea ben
+custodire il danaro. Ciò non vuoi dire ch'egli, a guisa degli avari,
+il covasse. Solamente significa ch'egli non sel lasciava uscir delle
+mani per ispese di vanità, di gola o di lussuria. Che per altro egli
+largamente spendeva, e tutto in opere lodevoli, cioè in fabbriche ed
+altre imprese di utile, o di ornamento alla città di Roma, o per far
+guadagnare gli operai e il basso popolo.
+
+Istituì scuole di rettorica, grammatica, medicina, aruspicina,
+matematica, architettura e di macchine, con salarii fissi ai maestri,
+e vitto ai discepoli figliuoli di poveri, purchè liberi. Stese anche
+la sua liberalità agli oratori nelle provincia. A molte città
+deformate dai tremuoti rilasciò parte del danaro delle gabelle,
+acciocchè rimettessero in piedi gli edifizii pubblici e privati. A chi
+trovava de' tesori li lasciava godere. Solamente s'erano di molto
+valore, ne faceva dar qualche parte ai suoi uffiziali. Fece fabbricar
+dei pubblici granai per cadaun rione di Roma, acciocchè chi n'era
+senza potesse quivi rinserrare i suoi grani. Diede compimento alle
+terme magnifiche, cioè ai bagni di Caracalla, e ne fabbricò ancora
+delle suntuose, che portarono il suo nome. Aggiunse inoltre varii
+altri bagni a que' rioni di Roma che n'erano privi. Altri edifizii
+fece in quella città e a Baia, con risarcire i ponti fabbricati da
+Traiano, e con ristorar anche molte antiche memorie di Roma, e adornar
+quella città di assaissimi colossi, o sia di statue sopra l'usata
+misura, specialmente per li più rinomati imperadori, colle loro
+iscrizioni e con colonne di bronzo, dove erano descritte le loro
+imprese. Fabbricò eziandio molte case bellissime, e le donò a quegli
+amici suoi ch'erano in concetto di maggior probità. Non invidiava, non
+uccellava le ricchezze altrui, come usarono i cattivi principi;
+all'incontro stendeva la mano in aiuto de' poveri; e massimamente le
+rugiade della sua beneficenza si spandevano sopra i nobili caduti in
+povertà non per loro colpa, e in povertà non finta, con donare ad essi
+delle terre, de' servi, degli animali e degli utensili contadineschi;
+diede anche tre congiarii al popolo, e fece tre donativi alle milizie.
+Il danaro che ricavava dal dazio delle meretrici, dei ruffiani e di
+altre peggiori pesti, siccome pecunia infame, non volle che passasse
+nell'erario suo o pure del pubblico, ma che s'impiegasse nel
+mantenimento del teatro, del circo e dell'anfiteatro. Sua intenzione
+era parimente di proibire un detestabil vizio, che dalla sporca
+Gentilità si permetteva al pari di quel delle pubbliche donne; ma vi
+trovò tali difficoltà, che gli convenne desistere, e Dio riserbava
+alla santa Religione di Cristo una tal vittoria. Contuttociò fece
+confiscar i beni alle donne infami[1809], delle quali trovò un
+infinito numero in Roma pagana piena di lordure, e mandò in esilio
+tutta la gran ciurma de' nefandi garzoni, parte de' quali nel viaggio,
+naufragando, perì.
+
+NOTE:
+
+[1804] Reland., Fast. Cons.
+
+[1805] Idem, ibid.
+
+[1806] Stampa, in Fastis.
+
+[1807] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1808] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1809] Lampridius, in Alexandro.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXVIII. Indizione VI.
+
+ URBANO papa 7.
+ ALESSANDRO imperad. 7.
+
+_Consoli_
+
+MODESTO e PROBO.
+
+
+Le conghietture del cardinal Noris[1810], seguitate da' susseguenti
+scrittori, sono che questi consoli portassero i nomi di _Tiberio
+Manlio Modesto_ e _Servio_ (non _Sergio_) _Calpurnio Probo_, perchè
+una iscrizione del Grutero[1811] rammemora il consolato di _Marco
+Acilio Faustino_, e _Triario Rufino_, spettante all'anno di Cristo
+210, poi quello di _Tiberio Manilio_ ... e _Servio Calpurnio_ ... poi
+quello di _Alessandro Augusto_, appartenente all'anno 229, e poi
+quello di _Lucio Virio Agricola_ e _Sesto Catto Clementino_ nell'anno
+230. Ma non resta a tal conghiettura quieta la mente nostra per la
+tanta distanza de' consoli dell'anno 210 all'anno presente 228,
+potendo nel tempo di mezzo, ed in altro anno che nel corrente, essere
+stati consoli que' due _Tiberio Manilio_ e _Servio Calpurnio_, per le
+rivoluzioni succedute allora. Però più sicuro partito ho creduto di
+mettere solamente i lor cognomi, de' quali niuno può dubitare.
+Difficil cosa è, per non dire di più, il mettere ai lor siti gli
+avvenimenti di questi tempi, perciocchè o ci mancano le storie, o son
+confusi o dubbiosi i lor testi. Sia a me dunque lecito di riferirne
+qui alcuni di molta importanza, che certamente dovettero accadere
+prima dell'anno seguente 229, quando sia fuor di dubbio che Dione
+istorico[1812] terminasse la storia sua in esso anno 229. Quantunque
+regnasse un sì buon imperadore, pure avvenne che per una cagione assai
+lieve insorse una rissa fra il popolo di Roma e i pretoriani, voglio
+dire i soldati delle guardie. Crebbe tanto questo fuoco, che prese le
+armi, per tre dì si combattè aspramente fra loro colla mortalità di
+assaissime persone dall'un canto e dall'altro. Per la sua gran copia
+era in istato il popolo di opprimere i soldati; ma avendo costoro
+cominciato ad attaccar il fuoco alle case, esso popolo, per timore che
+tutta la città andasse in fiamme, fu forzato di trattar di accordo, e
+così ebbe fine quella guerra civile. Non si sa se prima o dopo di
+questo accidente succedesse l'altro della morte di _Domizio Ulpiano_,
+insigne giureconsulto di questi tempi e celebre nella storia delle
+leggi. Egli, siccome il più dotto e saggio dei senatori di allora, era
+come capo del consiglio cesareo[1813], e più di lui che di altri si
+serviva l'Augusto Alessandro nel governo degli stati, facendo egli la
+funzione di segretario de' memoriali e delle lettere. Arrivò anche ad
+essere prefetto del pretorio[1814], dopo aver fatto ammazzare
+(probabilmente con processo e condanna giudiciaria) _Flaviano_ e
+_Cresio_ prefetti, per succedere loro in quella carica. Certamente
+dagli antichi storici vien molto esaltato il sapere, la prudenza e lo
+zelo di Ulpiano; e sappiamo che egli corresse non pochi abusi
+introdotti da Elagabalo; ma forse colla sua gran dottrina egli sapeva
+accoppiar l'ambizione ed altri vizii, credendosi ancora ch'egli
+odiasse di molto i Cristiani. O sia dunque che la morte data ai
+suddetti due prefetti irritasse forse gli animi de' pretoriani, o pure
+che il loro sdegno provenisse dall'aver egli voluto riformare la
+scaduta lor disciplina, e trattarli con asprezza: certo è che essi
+pretoriani si sollevarono un giorno contra di lui, e dimandarono la
+sua morte ad Alessandro Augusto, che lungi dall'acconsentire alla loro
+dimanda, colla stessa sua porpora coprì e difese più di una volta
+Ulpiano. Ma questo nulla giovò. Una notte lo assalirono, ed egli
+scappò al palazzo, implorando la protezion dell'imperadore e
+dell'augusta Mammea sua madre: il che non ritenne gl'infuriati soldati
+dallo scannare sugli occhi dello stesso Augusto il misero Ulpiano. Ci
+viene bensì dicendo Lampridio che Alessandro si fece rispettar dalle
+sue milizie; e pure noi non sentiamo ch'egli facesse altro
+risentimento per così grave insulto fatto alla sua dignità, che di
+gastigare _Epagato_ stato la principal cagione della morte di
+Ulpiano[1815]. Convenne ancora camminar in ciò con gran riguardo, cioè
+mandarlo prima per prefetto in Egitto, e poi in Candia, dove fu
+condannato e spogliato della vita: non essendosi attentata la corte di
+punirlo in Roma per timore di una nuova sedizione. Non si sa bene il
+netto e i motivi di quel torbido; e Zosimo[1816] scrive che ne
+parlavano differentemente gli scrittori di questi tempi.
+
+Abbiamo nondimeno da questo medesimo storico, che i pretoriani, per
+timor della pena, proclamarono imperadore un _Antonino_, il quale
+destramente si ritirò, non volendo servir di giuoco alla lor pazza
+ribellione, nè più si lasciò vedere. Parla lo stesso Zosimo anche di
+un Urano schiavo, il quale proclamato Augusto, fu ben tosto preso e
+condotto ad Alessandro colla porpora che gli aveano messa indosso. Di
+un _Urano_ appunto, che usurpò l'imperio in Edessa nella Osroena, e fu
+abbattuto da Alessandro, favella Giorgio Sincello[1817]; siccome
+ancora Vittore, di un _Taurino_ (lo stesso forse che Urano) il quale
+acclamato dai soldati imperadore[1818], per orrore di ciò si precipitò
+nell'Eufrate. Oscuri fatti son questi. Tuttavia che varie ribellioni
+si facessero, tutte nondimeno di poca durata, e tutte verisimilmente
+per colpa de' soli pretoriani e degli altri soldati che sotto
+Caracalla ed Elagabalo si erano troppo male avvezzati, e per poco
+insolentivano, ne siamo assicurati da Dione[1819]. Aggiunge egli
+stesso, ch'essendo insorta la guerra in Mesopotamia, per le conquiste
+fatte da _Artaserse_ re dei Persiani contra de' Parti (del che parlerò
+andando innanzi), molti dell'armata romana, ch'era in quelle parti,
+desertando passavano ai Persiani, e più furono gli altri che non
+voleano combattere, e giunsero ad ammazzare _Flavio Eracleone_ lor
+generale: tanto grande era divenuta la effeminatezza, sbrigliatezza ed
+impunità. Trovasi ancora nelle monete di questo anno[1820] fatta
+menzione di una vittoria, senza che se ne sappia il perchè, e senza
+che Alessandro prendesse il titolo d'_imperadore_. Intanto non
+lasciava esso Augusto le applicazioni al governo de' popoli con
+prudenza superiore alla sua età[1821]. Si ridusse nondimeno a non
+ammettere alcuno a ragionamenti di familiarità e confidenza, se non
+v'era presente il prefetto del pretorio ed altri de' suoi ministri. E
+ciò avvenne perchè un _Vetronio Turino_, con cui egli trattava assai
+alla domestica, parlava di lui, come se fosse suo favorito, vantandosi
+di ottener tutto quanto voleva da lui. Passò più oltre, perchè
+cominciò a far bottega di questo suo mentito favore, e per le grazie
+fatte dall'imperadore esigeva de' buoni regali dai corrivi, facendole
+credere impetrate da sè, contuttochè nè pure ne avesse detta una
+parola. Informato di ciò Alessandro, e che costui vendendo il fumo,
+screditava lo stesso Augusto, quasi che fosse un ragazzo e uno
+scioccherello che si lasciasse da lui menare pel naso: volle prima
+chiarirsi della verità del fatto, mandando sotto mano persona a
+raccomandarsi a Turino, per impetrar una grazia di molta importanza.
+Promise Turino di assistere; e dopo avergliela fatta saper buona col
+mostrare la difficoltà, e di aver parlato più volte, finalmente
+dappoichè fu spedita la grazia, in presenza di testimonii, si spacciò
+mezzano di essa, e volle un grosso pagamento, ancorchè nè pure una
+sillaba avesse detto di ciò all'imperadore. Allora Alessandro il fece
+accusare, e convinto, fu attaccato ad un palo con paglia umida e legne
+verdi intorno, che il soffocarono col fumo, gridando intanto il
+banditore: _Col fumo è punito chi vendeva il fumo._ Ciò avvenne prima
+che fosse ucciso Ulpiano. Veggonsi molti savii decreti di questo
+principe nel corpo delle leggi romane. Costituì egli dei corpi di
+cadauna arte, con dar loro dei difensori. Proibì l'andare gli uomini e
+le donne al medesimo bagno. Aveva anche formato il disegno che ogni
+ordine di cittadini avesse l'abito suo particolare, acciocchè si
+distinguesse dagli altri, e specialmente si riconoscessero gli
+schiavi. Ulpiano il distornò da questa risoluzione, perchè ne
+sarebbero insorte molte dispute fra le persone, e gli schiavi si
+sarebbono avveduti di essere in troppo maggior numero che la gente
+libera. Lamentandosi il popolo che la carne di bue e porco era troppo
+cara, in vece di calarne il prezzo, ordinò che non si ammazzassero
+vitelli, vacche, porchette e troie gravide: e in meno di due anni la
+carne suddetta venne a costare un solo quarto di quello che si vendeva
+in addietro.
+
+NOTE:
+
+[1810] Noris, Epist. Consul.
+
+[1811] Gruterus, Thesaur. Inscript., p. 300, n. 1.
+
+[1812] Dio, lib. 80.
+
+[1813] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1814] Dio, lib. 80.
+
+[1815] Dio, lib. 80.
+
+[1816] Zosimus, Histor., lib. 1.
+
+[1817] Syncellus, Histor.
+
+[1818] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[1819] Dio, lib. 80.
+
+[1820] Mediobarb., in Numismat. Imper.
+
+[1821] Lampridius, in Alexandro.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXIX. Indizione VII.
+
+ URBANO papa 8.
+ ALESSANDRO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO SEVERO ALESSANDRO per la terza volta, DIONE CASSIO per
+la seconda.
+
+
+Lo stesso _Dione_, che terminò in questi tempi la sua storia, confessa
+che _Alessandro Augusto_ lui volle per collega nel suo consolato,
+essendo egli stato console sostituito in alcuno degli anni precedenti.
+Però sembra scorretta una legge riferita dal Relando[1822], siccome
+ancora una iscrizione pubblicata dal Panvinio[1823] e dal
+Grutero[1824], ed un'altra dal Doni, dove in vece di _Dione_ si legge
+_Dionysio_, quando a Dione non fosse stato sostituito un console
+appellato _Dionisio_, il che non par da credere. Ne' Fasti ancora del
+Cuspiniano si legge _Dyonisio_. Racconta il medesimo Dione[1825]
+d'avere avuto negli anni addietro il governo dell'Africa da Alessandro
+Augusto, e poi quello della Dalmazia, e successivamente quello
+dell'Alta Pannonia, dove con vigore cercò di rimettere sul piede
+dell'antica disciplina quelle milizie. Venuto poscia a Roma nell'anno
+precedente, gl'insolenti pretoriani, siccome aveano fatto ad Ulpiano,
+accusarono anche lui, perchè paventavano ch'egli volesse rimettere fra
+loro stessi la militar disciplina. Alessandro, che ben conosceva il
+merito di Dione, in vece di fargli del male, per dar gusto a quegli
+scellerati, il disegnò console per l'anno presente in sua compagnia.
+Ma perciocchè dubitò che i pretoriani, al vederlo in quella dignità,
+facessero maggior tumulto e lo uccidessero, credette meglio che Dione
+stesse per qualche tempo fuori di Roma in quelle vicinanze. Portossi
+poi Alessandro nella Campania, e colà fu a trovarlo Dione, e stette
+qualche giorno con lui alla vista dei soldati, che non dissero una
+parola. Ed egli allora ottenne licenza di potersi ritirare a Nicea di
+Bitinia patria sua, per quivi passare quel che gli restava di vita,
+trovandosi già vecchio e mal sano, e probabilmente colla paura in
+corpo di non finir male, come era succeduto ad Ulpiano. Che a lui nel
+consolato succedesse _Marco Antonio Gordiano_ in questo medesimo anno
+si ricava da Capitolino[1826], colà, dove scrive essere stato il più
+vecchio de' _Gordiani_ console in compagnia di _Alessandro Augusto_, e
+ch'egli dipoi fu mandato proconsole al governo dell'Africa, con tal
+piacere di esso Augusto, che con sua lettera ringraziò molto il senato
+di sì fatta elezione, stante l'essere _Gordiano_ uomo nobile,
+magnanimo, eloquente, giusto, continente e dabbene. Se ne ricordi il
+lettore, perchè a suo tempo vedremo il medesimo Gordiano portare il
+titolo di Augusto.
+
+Fu appunto una delle belle doti dell'imperadore Alessandro quella di
+scegliere, e di volere che si scegliessero per le cariche e pel
+governo delle provincie coloro, ne' quali concorreva più abilità a
+governar altri e maggior probità[1827]. Nulla si dava al favore, nulla
+alle raccomandazioni, molto meno al danaro. Gli eunuchi, i quali erano
+stati in addietro potentissimi in corte, e venivano chiamati da lui
+una _terza specie del genere umano_, tutti furono rimossi dal di lui
+servigio, ed appena si contentò egli, che di alcuni pochi si servisse
+la imperadrice, ed in uffizii bassi, e con abito de notante la
+bassezza del loro stato, togliendo con ciò tanti disordini cagionati
+per lo passato dalla soverchia autorità che godeano o faceano credere
+di godere. Alessandro col parer del senato eleggeva i consoli, i
+prefetti del pretorio ed altri magistrati, lasciando la elezion degli
+altri al senato medesimo. Diceva egli, _meglio essere per lo più il
+dare gli uffizii a chi non li ricerca, che a chi tante premure usa per
+ottenerli_. Niun senatore nuovo creava egli, se persone di credito
+prima non rendevano buona testimonianza del merito suo, e non veniva
+approvato da' senatori suoi consiglieri. E guai se trovava che lo
+avessero in ciò ingannato: colui era cacciato dal senato, e i suoi
+fautori gastigati. Una rarissima ed ammirabil maniera ebbe ancora
+nella elezion de' presidenti delle provincie e di altri magistrati
+meno importanti. Prima di conferir que' posti, faceva esporre in
+pubblico i nomi de' proposti per essi, esortando ognuno a scoprire se
+costoro avessero commesso qualche delitto, purchè ne potessero dar le
+pruove; poichè nello stesso tempo proibiva sotto pena della vita
+l'accusare senza poter provare l'accusa. Lampridio[1828], storico
+pagano, attesta aver egli appreso questo rito dai _Cristiani_
+ch'esaminavano diligentemente prima chi si avea da ammettere al
+sacerdozio. E solea dire Alessandro, _parergli strano come non si
+usasse la diligenza medesima, allorchè si voleva eleggere chi dovea
+avere in mano i beni di fortuna e le vite dei popoli, quando ciò si
+praticava dai suddetti Cristiani per la elezione de' sacerdoti_.
+Avrebbe egli desiderato che ogni governator delle provincie avesse
+saputo esercitare il suo uffizio senza bisogno di assessore, tuttavia
+soffrì sempre l'uso di tali assessori; e diede anche loro buoni
+salarii. Provvedeva egli in oltre le persone, nel mandarle ai governi,
+di danaro, servi, mule, cavalli e di altre robe necessarie, dandole
+poi a' medesimi, se con lode esercitavano i loro impieghi. Se male,
+voleva che rendessero quattro volte più di quello che avea loro
+somministrato. In somma, la vita di questo Augusto, tanto più
+mirabile, quanto ch'egli era assai giovane, sarebbe un bellissimo
+modello per qualunque principe che amasse la vera gloria, ed imparar
+volesse il meglio degli esempi altrui, con leggere le vite di que'
+principi buoni ed uomini illustri, dei quali forse niuna età e nazione
+è stata priva.
+
+NOTE:
+
+[1822] Reland., in Fast. Cons.
+
+[1823] Panvin., in Fast. Consular.
+
+[1824] Gruterus, Thesaurus Inscript., pag. 1079, num. 11.
+
+[1825] Dio, lib. 80.
+
+[1826] Capitolinus, in Gordian.
+
+[1827] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1828] Lampridius, in Alexandro.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXX. Indizione VIII.
+
+ PONZIANO papa 1.
+ ALESSANDRO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO VIRIO AGRICOLA e SESTO CATIO CLEMENTINO.
+
+
+Il secondo console in qualche testo è chiamato _Clemente_[1829], e in
+una iscrizione riferita del Cupero, _Clemenziano_. Se questa è
+legittima, può essa prevalere agli antichi codici. Credesi che in
+questi tempi santo _Urbano_ papa gloriosamente compiesse i suoi giorni
+con ricevere la corona del martirio. Ebbe per successore _Ponziano_.
+Tempo è ora di parlare di una strepitosa rivoluzion di cose accaduta
+in Oriente. La Persia, conquistata alcuni secoli prima da Alessandro
+il Grande, durò per qualche tempo sotto il dominio dei re della Siria,
+ossia della Soria, successori del Macedone. _Arsace_, famoso re de'
+Parti, loro la tolse circa ducento cinquant'anni prima dell'era
+cristiana, e continuò ivi a signoreggiare la schiatta degli Arsacidi
+sino ad _Artabano_ re di quelle contrade, e regnante a' tempi
+dell'Augusto Alessandro[1830]. Contra di Artabano si ribellò un uomo
+di basso affare, ma di gran coraggio, chiamalo _Artaserse_,
+discendente dagli antichi Persiani; il quale messa in armi la nazione
+sua, e collegato con altri popoli vicini, tre volte diede battaglia ad
+Artabano, ed altrettante ancora lo sconfisse, ed in fine gli levò la
+vita. Abbattuto dunque il regno de' Parti, ritornò la corona in capo
+ed _Artaserse_ Persiano, e si rinnovò la potenza di quella nazione, la
+quale troveremo, andando innanzi, terribile ai Romani, poi soggiogata
+dagli Arabi, e di tal possanza anche oggidì dopo incredibili peripezie
+che fa paura al potentissimo Sultano de' Turchi, e più che paura ha
+fatto, pochi anni sono, al Mogol, grande imperadore delle Indie
+orientali. Mise[1831] il vittorioso _Artaserse_ l'assedio alla
+fortezza di Atra; ma perdutavi indarno molta gente, passò nella Media,
+e ne conquistò la maggior parte. Rivolse poi le sue forze contro
+l'Armenia, dove quel popolo assistito dai Medi e dai figliuoli di
+Artabano, colà rifugiati, il costrinse con suo poco gusto a battere la
+ritirata. Pretende il padre Pagi[1832] che nell'anno di Cristo 226,
+Artaserse sulle rovine del regno de' Parti piantasse il trono de'
+Persiani, citando in pruova di ciò lo storico Agatia; e che nel
+seguente anno, o pure nel 228, egli incominciasse la guerra contra dei
+Romani. Non è Agatia uno scrittore sicuro per tempi sì lontani da lui.
+Abbiamo di certo da Dione[1833] che nell'anno 229 grande apprensione
+recava Artaserse ai Romani, con minacciare di assalir la Mesopotamia e
+la stessa Soria, pretendendo di voler ricuperar tutto quanto
+appartenne una volta ai re di Persia[1834], l'imperio de' quali
+arrivava sino al Mediterraneo e all'Egeo. Vuole il suddetto Pagi che
+nell'anno precedente l'Augusto Alessandro, per frenare questo
+minaccioso torrente, si portasse coll'esercito ad Antiochia. Monsignor
+Bianchini[1835] differisce la di lui andata al presente anno, il
+Tillemont[1836] sino all'anno 232. A me sembra più probabile che in
+quest'anno Alessandro si mettesse in viaggio, giacchè abbiamo una
+moneta[1837], spettante all'anno IX della di lui podestà tribunizia,
+dove si legge PROFECTIO AVGVSTI.
+
+Scrive Erodiano[1838], che arrivato Alessandro all'anno tredicesimo
+del suo imperio (numero senza fallo scorretto), si svegliò la guerra
+coi Persiani, ed avere esso Augusto sulle prime creduto bene di
+scrivere lettere ad _Artaserse_, per esortarlo a desistere dalle
+novità, e a contentarsi del suo, perchè non gli andrebbe così ben
+fatta, volendo combattere coi Romani, come gli era accaduto con altri
+popoli, ricordandogli le imprese di Augusto, Lucio Vero e Settimio
+Severo in quelle parti. Si rise l'orgoglioso Artaserse di queste
+lettere, e la risposta che diede, fu coll'entrare armato nella
+Mesopotamia, e dar principio ad assedii e saccheggi nel paese romano.
+Venute queste nuove a Roma, benchè Alessandro fosse allevato nella
+pace, pure, per parere ancora de' suoi consiglieri, fu creduta
+necessaria la di lui presenza alle frontiere della Soria. Gran leva
+dunque di gente si fece per l'Italia e per tutte le altre provincie; e
+formato un poderosissimo esercito coll'unione de' pretoriani ed altri
+soldati di Roma, si congedò Alessandro dal senato, ed imprese il
+viaggio alla volta di Levante. Attesta il medesimo Erodiano che niuno
+vi fu dei senatori e de' cittadini romani che potesse ritener le
+lagrime al vedere allontanarsi da loro un principe sì buono, sì amato
+ed adorato da tutti. Fece il viaggio per terra coll'armata, e data
+nell'Illirico la revista a quelle legioni seco le prese. Passato
+poscia lo stretto della Tracia, continuò il suo viaggio sino ad
+Antiochia, capitale della Soria, dove attese a far i preparativi
+necessarii per così pericolosa guerra. Racconta Lampridio[1839] la
+bella maniera tenuta da lui nella marcia dell'esercito suo. Prima di
+muoversi di Roma, fece attaccare ne' pubblici luoghi in iscritto la
+disposizione del viaggio, indicando il giorno della partenza, e di
+mano in mano assegnando i luoghi, dove l'armata dovea far alto nelle
+notti, o prendere il riposo di un giorno. Mandati innanzi tali avvisi,
+si trovava dappertutto preparata la tappa, cioè la provvisione de'
+viveri; nè vi fu verso ch'egli volesse mai mutare alcuna delle posate
+prescritte, per paura che i suoi uffiziali non facessero traffico
+delle marcie, per guadagnar danaro. Non altro cibo prendeva egli che
+l'usato dagli altri soldati, pranzando e cenando colla tenda aperta,
+affinchè ognuno il potesse vedere. Gran cura si prendeva egli perchè
+nulla mancasse di vettovaglia, di armi, di abiti, di selle e di altri
+arnesi alle soldatesche; ed in tutto esigeva la pulizia, di maniera
+che si concepiva, in mirar quelle truppe sì ben guarnite, un'alta idea
+del nome romano. Più di ogni altra cosa poi gli stava a cuore la
+disciplina militare, e che niun danno fosse inferito agli abitanti e
+alle campagne per dove passava l'armata. Visitava egli in persona le
+tende, nè permetteva che nella marcia alcuno, anche degli uffiziali
+non che de' soldati, uscisse di cammino. Se taluno trasgrediva
+l'ordine, le bastonate o altre convenevoli pene erano in pronto. E ai
+principali dell'esercito, che avessero mancato in questo, e
+danneggiato il paese, faceva una severa correzione, con intonar loro
+la massima imparata da' Cristiani, cioè con dire: _Avreste voi caro
+che gli altri facessero alle terre vostre quel che voi fate alle
+loro?_ Perchè un soldato maltrattò una povera vecchia, il cassò e il
+diede per ischiavo ad essa donna, acciocchè col mestiere di falegname,
+ch'egli esercitava, la mantenesse. Ed avendo fatta doglianza di ciò
+gli altri soldati, fece lor conoscere la giustizia di questo gastigo,
+che servì a tenere gli altri in freno. Per così bei regolamenti, e col
+tenere sì forte in briglia le milizie, dappertutto dove queste
+passavano, si dicea, _che non già de' soldati, ma dei senatori erano
+in viaggio_; ed ognuno, in vece di fuggirli, gli amava, vedendo tanta
+modestia e sì bell'ordine in gente non avvezza se non a far del male,
+con benedire Alessandro, come se fosse stato un dio.
+
+Veramente Zosimo[1840] scrive che i soldati erano malcontenti di
+Alessandro per questo rigore di disciplina; e vedremo in fine che fu
+così. E pure Lampridio, scrittore più antico, e che avea bene studiato
+le precedenti storie, attesta ch'egli era amato da essi, come lor
+fratello e lor padre. Aggiugne questo medesimo storico[1841], che
+arrivato il giovine imperadore ad Antiochia, e trovato che alcuni
+soldati di una legione si perdevano nelle delizie, e andavano ai bagni
+colle donne, li fece tosto mettere in prigione. Cominciò per questo
+tutta la legione a far tumulto e doglianze. Allora Alessandro salito
+sul tribunale, si fece condurre davanti quei prigioni alla presenza di
+tutti gli altri ch'erano in armi, e parlò con vigore intorno alla
+necessità di mantener la disciplina, e che il supplicio di coloro
+dovea insegnare agli altri. Grande schiamazzo allora insorse; ed egli
+più franco che mai ricordò loro, dover essi alzar le grida contra dei
+Persiani, e non contra il proprio imperadore, che cava il sangue dai
+popoli per vestire, nudrire ed arricchir le milizie. Li minacciò
+ancora, se non dimettevano, di cassarli tutti, e che forse non si
+contenterebbe di questo, rimproverando loro, che dimenticavano di
+essere cittadini romani. Più forte cominciarono essi allora a gridare
+ed a muovere l'armi, come minacciandolo. Ma egli, _non istate_,
+soggiunse, _a bravare. L'armi vostre han da essere contro i nemici di
+Roma. Nè vi avvisaste di farmi paura. Quand'anche uccideste un par
+mio, alla repubblica non mancherà un nuovo Augusto per governar lei e
+punire voi altri._ E perciocchè non si quetavano, con gran voce gridò:
+_Cittadini romani, deponete l'armi e andatevene con Dio._ Allora (e
+par cosa da non credere) tutti, posate l'armi, le casacche militari e
+le insegne, si ritirarono. Gli altri soldati e il popolo raccolsero
+quelle armi e bandiere, e portarono tutto al palazzo. Di là poi ad un
+mese, pregato, rendè loro l'armi, con far nondimeno morire i lor
+tribuni, per negligenza de' quali erano caduti in tanta effeminatezza
+quei soldati. Questa legione dipoi si segnalò sopra le altre nella
+guerra contro i Persiani. Formò Alessandro di sei legioni una falange
+di trenta mila combattenti: il che ci fa intendere che allora ogni
+legione era composta di cinque mila armati. Altre guardie ancora avea
+con gli scudi intarsiati d'oro e d'argento. A tutti dopo la guerra di
+Persia fu data maggior paga che agli altri soldati.
+
+NOTE:
+
+[1829] Thesaurus Novus Inscription., pag. 357, num. 2.
+
+[1830] Dio. Herod. Lamprid. Agathias et alii.
+
+[1831] Dio, in Excerpt. Valesianis.
+
+[1832] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1833] Dio, in Excerptis Valesianis.
+
+[1834] Herod., lib. 6.
+
+[1835] Blanchinius, ad Anastas. Bibliothecar.
+
+[1836] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[1837] Mediobarbus, in Numismat. Imperator.
+
+[1838] Herodianus, lib. 6.
+
+[1839] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1840] Zosimus, lib. 1.
+
+[1841] Lampridius, in Alexandro.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXXI. Indizione IX.
+
+ PONZIANO papa 2.
+ ALESSANDRO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+POMPEIANO e PELIGNIANO.
+
+
+Non mi son io attentato a chiamare il primo di questi consoli _Civica
+Pompeiano_, perchè quel _Civica_ viene da una sola iscrizione del
+Gudio, le cui merci sono a me sospette. Nell'anno 209 era stato
+console _Civica Pompeiano_. Un altro ne troveremo all'anno 241. Ma
+certo non è che ancor questo Pompeiano fosse appellato _Civica_. Il
+secondo console vien chiamato da Cassiodoro, dal Panvinio e da altri
+_Feliciano_; ma più è sicuro il cognome di _Peligniano_. L'Augusto
+Alessandro, prima di mettersi in campagna, volle tentar di
+nuovo se colle buone si potea frenar l'alterigia del Persiano
+_Artaserse_[1842], e gli spedì nuovi ambasciatori lusingandosi che la
+presenza sua, sostenuta da sì poderoso esercito, avesse da inspirare
+al Barbaro pensieri più ragionevoli. Se ne tornarono essi senza
+risoluzione alcuna. All'incontro, inviò Artaserse ad Alessandro
+quattrocento dei suoi, tutti di alta statura, con vesti fregiate d'oro
+ed archi sfarzosi, credendo con tal comparsa di atterrire i Romani.
+Consistè la loro ambasciata in comandare orgogliosamente all'imperador
+dei Romani di uscire quanto prima di tutta la Soria e di ogni altra
+provincia di là dal mare, perchè tutto quel paese apparteneva ai
+Persiani, come antica dipendenza della loro corona. Da così insolente
+comando irritato Alessandro, col parere del suo consiglio, ordinò che
+tutti quegli ambasciadori, spogliati de' loro arnesi, fossero relegati
+nella Frigia, con dar loro campagne da coltivare. Nè volle fargli
+uccidere, perchè una iniquità sarebbe stata il punir colla morte gente
+non presa in battaglia, e che eseguiva gli ordini del suo re; quasi
+che non fosse anche una iniquità e un violare il diritto delle genti
+quel privarli di libertà, e il non lasciarli ritornare al loro
+signore. Si venne dunque all'armi. Se crediamo ad Erodiano[1843], tre
+corpi fece Alessandro delle sue genti, come gli fu suggerito da' suoi
+generali, e da chi meglio sapeva il mestier della guerra, perchè egli
+nulla mai faceva di sua testa nelle spedizioni militari[1844]; ma
+voleva prima udire il sentimento de' più vecchi e sperimentati
+nell'arte della milizia. Uno ne spinse nella Media per via
+dell'Armenia; un altro nel paese de' Parti, e riserbò per sè il terzo,
+per condurlo egli stesso. Ma o perchè Alessandro fosse di sua natura e
+per l'educazione alquanto timido, o perchè l'Augusta _Mammea_ sua
+madre nol volesse vedere esposto ai pericoli, o perchè succederono
+diserzioni e tumulti in Soria, egli non s'inoltrò punto contro i
+nemici; e cagion fu che il secondo corpo fu disfatto dai Persiani, con
+vittoria nondimeno che costò loro ben caro; e che il primo, dopo aver
+ben resistito alle forze de' Persiani, nel ritornare in Armenia, per
+gli disagi perisse. Aggiugne lo stesso Erodiano che il corpo di
+riserva di Alessandro per le malattie calò di molto, e fu a rischio di
+lasciarvi la vita il suddetto imperadore per una grave infermità che
+il sorprese. Ma perchè la grande armata de' Persiani notabilmente
+anch'essa si sminuì, cessò dipoi la guerra; e per tre o quattro anni
+stettero que' Barbari in pace. Così Erodiano. Non così Lampridio, il
+quale, più che al racconto di quello storico, prestando fede a ciò che
+tanti altri aveano scritto de' fatti di questo imperadore, da lui ben
+esaminati, gli attribuisce una insigne vittoria riportata contra dei
+Persiani. E maggiormente lo pruova, coll'aver veduto gli atti del
+senato e la relazione dell'avvenimento glorioso fatta dal medesimo
+Alessandro al senato, dopo il suo ritorno a Roma nel dì 25 di
+settembre. Non si può sì facilmente credere che le parole di
+Alessandro fossero soli vanti e menzogne, sì perchè non fu egli di
+carattere millantatore, sì perchè poco sarebbe occorso per ismentirle.
+Disse dunque Alessandro di avere sconfitto i Persiani, nell'armata dei
+quali bella e terribil mostra faceano settecento elefanti colle lor
+torri guernite di arcieri. Trecento di questi essere stati presi,
+ducento morti, e diciotto venivano condotti a Roma. Vi erano mille
+carri falcati. Cento venti mila cavalli si contavano parimente
+nell'esercito nemico; dieci mila di essi rimasero sul campo; gli altri
+si salvarono colla fuga. Molti erano stati i Persiani presi, e poscia
+venduti per ischiavi. Si erano ricuperate le città perdute della
+Mesopotamia; Artaserse, colla perdita delle bandiere, avea presa la
+fuga. I soldati romani se ne ritornavano ben ricchi, nè sentivano più
+le fatiche della guerra dopo sì felice vittoria. A questa relazione
+tennero dietro le acclamazioni del senato. Aggiugne Lampridio che in
+quella calda azione Alessandro correva per le file della sua armata,
+animando i soldati, lodando chi meglio combatteva, combattendo
+anch'egli, e trovandosi esposto alle freccie nemiche. Dopo sì
+segnalata vittoria se ne tornò Alessandro ad Antiochia, per passare,
+come io vo credendo, il verno colla sua armata. E che in quest'anno
+esso Augusto fiaccasse le corna al superbo Artaserse, e non già nel
+precedente, come volle il padre Pagi, e non nel seguente, come pensò
+il Tillemont, bastantemente si raccoglie dalle monete[1845] rapportate
+dal Mezzabarba, correndo la di lui tribunizia podestà X, cioè
+nell'anno presente, perchè ivi si vede menzionata VICTORIA AVGVSTI.
+Solamente non si sa intendere come Alessandro non prendesse il titolo
+d'_Imperadore_ per questa vittoria. Forse lo impedì la sua modestia.
+Dal senato ancora fu acclamato _Persico Massimo_: e pure questo suo
+titolo non s'incontra nelle medaglie. Ha poi un bel dire Erodiano che
+i Persiani da sè stessi desisterono dalla guerra; perchè se così
+felicemente, com'egli vuole, fossero proceduti i loro affari, e le
+armate romane fossero rimaste disfatte, inverisimil cosa è come i
+medesimi non avessero proseguita la vittoria, ed occupata ai Romani la
+Mesopotamia.
+
+NOTE:
+
+[1842] Herodianus, lib. 6.
+
+[1843] Herodian., lib. 6.
+
+[1844] Lamprid., in Alexandro.
+
+[1845] Mediobarb., in Numism. Imperat.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXXII. Indizione X.
+
+ PONZIANO papa 3.
+ ALESSANDRO imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+LUPO e MASSIMO.
+
+
+Abbiamo anche da Erodiano[1846] che l'imperadore Alessandro si fermò
+molto tempo in Antiochia: il che ci serve di fondamento per credere
+che vi passasse il verno insieme coll'esercito distribuito in quei
+quartieri. Lungo tempo si esigeva a ricondurre per terra le legioni
+destinate per l'Europa; però sembra verisimile che succedesse
+in quest'anno il suo arrivo a Roma nel tempo assegnato da
+Lampridio[1847], cioè nel dì 25 di settembre, in cui egli comparve in
+senato a rendere conto della sua spedizione. Fece la sua entrata da
+trionfante, corteggiato da tutto il senato e dall'ordine equestre, fra
+i plausi e l'indicibil allegrezza di tutto il popolo. Non entrò sul
+cocchio, come si costumava ne' trionfi, ma bensì a piedi, venendogli
+dietro il carro trionfale tirato da quattro elefanti. A piedi ancora
+andò al palazzo, e tanta era la folla, che appena in quattr'ore potè
+compiere il viaggio, tutti gridando intanto: _Se salvo è Alessandro,
+salva è Roma._ Nel dì seguente si fecero le corse dei cavalli e i
+giuochi scenici, dopo de' quali toccò un congiario al popolo. Allora
+fu che si cominciarono a vedere presso i Romani degli schiavi
+persiani; ma, non sofferendo allora la superbia dei re di Persia che
+alcuno de' suoi sudditi restasse in ischiavitù, fu pregato Alessandro
+di rimetterli in libertà col pagamento del riscatto, ed egli non mancò
+di far loro questa grazia con rendere ai padroni il danaro pagato in
+comperarli, o pure col metterlo nell'erario, se non erano venduti.
+Questi servi adunque e gli elefanti condotti sempre più ci vengono ad
+assicurare che l'Augusto Alessandro non vinto, ma vincitore, ritornò
+dalla guerra di Persia. Seguita a dire Lampridio che anche nella
+Mauritana Tingitana felicemente procederono gli affari della guerra
+per la buona condotta di _Furio Celso_. Similmente nell'Illirico
+_Vario Macrino_, parente d'esso Alessandro, riportò de' vantaggi
+contro i nemici del popolo romano; e nell'Armenia _Giunio Palmato_
+diede anch'egli qualche buona lezione ai Persiani. Da tutti quei
+luoghi probabilmente in questi tempi giunsero a Roma le laureate
+lettere di avviso di que' prosperosi avvenimenti, le quali, lette in
+senato e al popolo, rallegrarono ognuno, ed esaltarono sempre più il
+nome e la gloria dell'Augusto Alessandro.
+
+NOTE:
+
+[1846] Herodianus, lib. 5.
+
+[1847] Lampridius, in Alexandro.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXXIII. Indizione XI.
+
+ PONZIANO papa 4.
+ ALESSANDRO imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+MASSIMO e PATERNO.
+
+
+Un'iscrizione, che si legge nella mia Raccolta[1848], in vece di
+_Paterno_, ha _Paterio_. Così ancora egli è chiamato in alcune leggi
+raccolte dal Relando[1849]. Però, quantunque io abbia ritenuto
+_Paterno_, gran dubbio mi resta che il suo vero cognome fosse
+_Paterio_. In quattro leggi ancora _Massimo_ vien detto console _per
+la seconda volta_; ma ciò meglio starà nell'anno seguente.
+Instituì[1850] in questi tempi l'Augusto Alessandro in onore di
+_Mammea_ imperatrice sua madre un collegio di fanciulli e un altro di
+fanciulle, con chiamarli Mammeani e Mammeane, siccome Antonino Pio
+avea dato il nome di Faustiniane alle fanciulle instituite in onore di
+Faustina sua moglie. Parimente attese a premiare chiunque s'era
+segnalato nel governo civile e militare della repubblica. Ai senatori
+più meritevoli accordò gli ornamenti consolari, con aggiugnere dei
+sacerdozii e dei poderi a quei ch'erano poveri o vecchi. Agli amici
+donò i prigionieri di varie nazioni, ritenendo solamente i nobili fra
+essi, che furono arrolati nella milizia. Le terre prese ai nemici donò
+egli ai capitani e soldati posti alla guardia de' confini, con
+permettere che passassero ancora in dominio de' loro eredi, purchè
+anch'essi facessero il mestier dei soldati; non volendo che quei beni
+restassero in proprietà di persona alcuna privata, con dire _che quei
+tali con più attenzione militerebbono, ove si trattasse di difendere
+le cose concedute loro con questo patto_. Ed ecco, se non il
+principio, almeno un segno assai chiaro di quei che poscia furono
+chiamati benefizii, cioè stabili dati a godere ai soldati con obbligo
+di militare in favor del donante, con riservarsene i principi il
+diretto dominio. Passò, dico, questo nome anche nella Chiesa,
+dispensatrice di sì fatti beni a chi si consacra alla milizia
+ecclesiastica. Oltre alle terre, donò ai medesimi soldati degli
+animali e dei servi, acciocchè potessero coltivarle, e non le
+lasciassero abbandonate all'invasion de' nemici; il che riputava egli
+gran vergogna della repubblica. Mentre si godeva tanta felicità in
+Roma, ecco nuove spiacevoli dalle contrade germaniche[1851], cioè
+avere i Germani passato il Reno, mettere in conquasso la Gallia in
+quelle parti con potenti armate, saccheggiar borghi e campagne, e far
+paura alle stesse città. Se crediamo ad Erodiano[1852], fin quando
+Alessandro dimorava in Antiochia, cominciò questa brutta danza, e
+portatine colà gli avvisi, colla giunta di aver essi Germani passato
+non solo il Reno, ma anche il Danubio, ed essere in grave rischio le
+confinanti provincie dell'Illirico e l'Italia stessa. Per questo si
+affrettò egli di lasciar la Soria, e di volgere i passi e l'armi colà
+dove il chiamava il bisogno. Se vero fosse il racconto di Erodiano,
+converrebbe dire che Alessandro si fermasse un anno di più in
+Antiochia; o pure ch'egli, un anno dopo quel che abbiam supposto,
+imprendesse la guerra coi Persiani. Ma non è sì facilmente da
+acquetarsi in ciò a quello storico greco, da che gli viene a fronte
+Lampridio, certo inferiore a lui di tempo, ma più di lui informato
+degli affari di Roma. Secondo Erodiano, l'Augusto Alessandro marciò a
+dirittura dalla Soria in Germania, nè più ritornò a Roma; laddove
+Lampridio, citando gli atti del senato, ci assicura esser egli
+dall'Oriente rivenuto a Roma, ed aver ottenuto il trionfo, e che quivi
+si godeva una mirabil quiete, quando sopraggiunse la novità dei
+Germani. Se questa giugnesse nell'anno presente, o pure nel
+susseguente, non so dirlo. Caso che nel presente, attese Alessandro a
+far dei preparamenti per andar in persona a dimandar conto ai Germani
+dei danni inferiti alle contrade romane.
+
+NOTE:
+
+[1848] Thesaurus Novus Inscription., pag. 358, num. 3.
+
+[1849] Reland., in Fast. Cons.
+
+[1850] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1851] Lamprid., in Alexandro. Zosim., Hist., l. 1.
+
+[1852] Herodianus, lib. 6.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXXIV. Indizione XII.
+
+ PONZIANO papa 5.
+ ALESSANDRO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+MASSIMO per la seconda volta e CAIO CELIO URBANO.
+
+
+Già ardeva la guerra tanto ai confini della Gallia quanto a quei della
+Pannonia, con terrore non lieve dell'Italia stessa. Però in quest'anno
+l'Augusto Alessandro, messo insieme un potente esercito, s'inviò alla
+volta della Gallia, dove maggiore era il pericolo[1853]. Conduceva
+egli seco un gran corpo di Mori e di arcieri presi dalla provincia
+della Osroena, o pure disertori parti, guadagnati con buono stipendio.
+Di costoro pensava egli di valersi con vantaggio in questa nuova
+guerra, perchè tal sorta di gente saettava più lontano che i Germani,
+e coglieva più facilmente nel bersaglio de' loro corpi. Si partì
+Alessandro da Roma, quantunque il senato e i migliori, mal volentieri
+vedendolo disposto alla partenza, si studiassero di ritenerlo[1854]:
+tanto era l'amore che gli portavano, tanta la premura che non si
+esponesse a pericolo alcuno e ai dubbiosi successi della guerra. Ma
+egli avea fisso il chiodo di andare, perchè non potea sofferire che,
+dopo aver vinto i Persiani, venissero ad insultare l'imperio romano i
+Germani, gente che altri imperadori da meno di sè aveano saputo
+mettere in dovere. Seco andò _Mammea_ sua madre; e, se crediamo a
+Lampridio, tutti i senatori l'accompagnarono per centocinquanta
+miglia. Nel fare a gran giornate il suo viaggio, incontratosi con una
+donna della razza de' Druidi sacerdoti della Gallia, questa gli disse:
+_Va pure, ma non isperar vittoria; e fidati poco de' tuoi soldati_.
+Egli non l'ascoltò, o pure non se ne mise pensiero, perchè sprezzava
+la morte. E Lampridio aggiugne, che avendogli predetto un celebre
+astrologo ch'egli dovea morire per mano d'un Barbaro, se ne rallegrò,
+credendo di aver da morire in qualche battaglia, e di far quel fine
+glorioso ch'era toccato ad altri generali famosi. Arrivato alle rive
+del Reno[1855], quivi si fermò a disporre tutto l'occorrente per
+portare la guerra addosso a' Germani; ed intanto fece fabbricar un
+ponte su quel fiume, acciocchè vi potesse transitar tutta la armata.
+Vuole Erodiano, scrittore che solamente ci descrive Alessandro per un
+imperador timoroso e privo di coraggio, ch'egli tentasse prima, se
+potea, colle buone intavolar pace coi Germani; e loro a questo fine
+inviò suoi ambasciatori, con esibire gran copia di danaro, assai
+consapevole della forza che ha l'oro fra quei popoli. Forse che se
+avesse tenuta questa via non gli sarebbe mancata la pace. Ma Lampridio
+nulla parla di ciò, e nè meno di varii combattimenti accennati dal
+suddetto Erodiano, nei quali scrive che bene spesso i Germani
+comparvero non men forti dei Romani. Certo è che non abbiam vestigio
+di alcuna bella militare impresa da lui fatta in essa guerra, ancorchè
+il numeroso e prode esercito suo promettesse di molto in sì fatta
+spedizione.
+
+NOTE:
+
+[1853] Herodianus, lib. 6.
+
+[1854] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1855] Herodianus, lib. 6.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXXV. Indizione XIII.
+
+ ANTERO papa 1.
+ MASSIMINO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+SEVERO e QUINZIANO.
+
+
+Altro non abbiam di certo di questi consoli che il loro cognome, e il
+secondo vien anche chiamato _Quintiliano_. Ho io prodotta
+un'iscrizione[1856], dove ci comparisce _Gneo Pinario Severo console_,
+ma senza poter dire se appartenga all'anno presente. Il Panvinio[1857]
+avea citata un'iscrizione posta per la salute di _Lucio Ragonio
+Urinazio Larcio Quinziano console_, credendo che ivi si parlasse del
+secondo console. Un'altra[1858], a lui pure spettante, ho dato io, ma
+con farmi a credere che questo _Quinziano_ molto prima dell'anno
+presente fosse sostituito nel consolato. In un altro marmo[1859],
+rapportato anche nella mia Raccolta, s'incontra _Tito Cesernio
+Macedone Quinziano console_; ma senza che resti alcun lume se
+appartenga all'anno presente. Una grande scossa ebbe in quest'anno il
+romano imperio per la morte del buon _imperadore Alessandro_, tolto di
+vita dagli empii ed iniqui suoi soldati. Non se ne sa bene il luogo e
+la maniera. Lampridio[1860] ne fu anch'egli allo scuro, mentre scrive
+che l'Augusto giovane, trovandosi nella gran Bretagna, da noi chiamata
+Inghilterra, fu ucciso, e che altri scrissero essere ciò avvenuto
+nella Gallia in un villaggio appellato Sicila, nel distretto di
+Magonza, come vuole Eusebio[1861], oppure in quel di Treveri. Espone
+bensì Erodiano[1862] con varie particolarità questo avvenimento, ma le
+circostanze da lui narrate non hanno assai del verisimile. Secondo
+lui, _Massimino_, uffiziale, che avea la cura di insegnar l'arte
+militare ai soldati di nuova leva, per la maggior parte presi dalla
+Pannonia, era amato non poco da esse milizie. Sparlavano costoro di
+Alessandro, come di un principe troppo timoroso, che non lasciava fare
+alcuna bella impresa contra dei nemici, e stava tuttavia sotto l'ali
+della madre, donna, secondo essi, intenta solamente ad ammassar
+danaro, e che colla sua parsimonia rendeva odioso a tutti il
+figliuolo; essere perciò da eleggersi per imperadore un uomo forte e
+pratico della guerra, e che meglio premiasse i soldati. Lamentavansi
+eglino in fatti anche di Alessandro, perchè non profondeva sopra di
+loro i tesori, siccome aveano praticato Caracalla ed Elagabalo,
+scialacquatori delle pubbliche sostanze, per guadagnarsi l'affetto
+delle milizie; e per questo sclamavano contro di Mammea, attribuendo
+ad avarizia di lei ciò che si negava alla loro insaziabile avidità.
+Posti dunque gli occhi sopra _Massimino_, all'improvviso il vestirono
+di porpora, e l'acclamarono _Imperadore_. Fosse egli o non fosse
+consapevole del loro disegno, almen finse di resistere; ma, minacciato
+colle spade, accettò come forzato l'augustal dignità. Promesso dipoi
+un grosso donativo, e di raddoppiar loro la provianda, concertò subito
+la maniera di opprimere Alessandro. Avvisato questi di sì pericolosa
+novità, tremando, piangendo, e simile ad un furioso, uscì dalla tenda,
+e raccomandossi a' suoi soldati, con promettere quanto volessero,
+purchè il difendessero. Con grandi acclamazioni promisero essi di
+farlo. Passata la notte, eccoti l'avviso che vengono i soldati di
+Massimino; e di nuovo Alessandro, uscito in pubblico, implorò l'aiuto
+de' suoi, i quali replicarono le promesse; ma, all'arrivo delle truppe
+di Massimino, lasciatisi sovvertire da lui, il riconobbero anch'essi
+per Imperadore. Ciò fatto, diede Massimino ordine ai tribuni e
+centurioni di levar la vita ad Alessandro, a Mammea sua madre e a
+chiunque si volesse opporre. Fu il barbaro comandamento immediatamente
+eseguito, e, a riserva di chi era fuggito, tutti rimasero vittima
+delle loro spade. Così Erodiano.
+
+Ma non è probabile che _Massimino_ fosse proclamato Imperadore, perchè
+si sa ch'egli studiò in tutte le forme di comparir innocente della
+morte di Alessandro; nè che Alessandro sapesse l'esaltazion di
+Massimino, nè che dopo tal notizia passasse anche una notte, prima di
+essere ucciso, perchè o egli sarebbe fuggito, o, avendo tante persone
+che l'amavano, non è da credere che tutti lo avessero abbandonato. Ha
+ben più apparenza di verità ciò che scrivono Lampridio[1863] e
+Capitolino[1864]: cioè che molti de' soldati, massimamente della
+Gallia, erano disgustati di Alessandro, perchè egli, avendoli trovati
+male avvezzati sotto Elagabalo, voleva rimetterli con vigore
+nell'antica disciplina. E che, segretamente intesisi con Massimino,
+molti di essi, inviati alla tenda di Alessandro nel dopo pranzo
+allorchè vi era poca gente ed egli dormiva, il trucidassero colla
+madre. Comunque ciò accadesse, fuor di dubbio è che il buono, ma
+infelice imperadore, per mano di que' sicarii, e con intelligenza e
+per comando di Massimino, uomo ingratissimo ai tanti benefizii che
+avea da lui ricevuto, terminò i suoi giorni. Si è disputato da varii
+letterati, cioè dal padre Pagi, dal Tillemont, dall'abbate Vignoli, da
+monsignor della Torre e dal padre Valsecchi abbate benedettino,
+intorno alla di lui età, intorno alla durazion del suo imperio e al
+giorno della sua morte. Credesi con più probabilità ch'egli fosse
+ucciso non nel marzo, ma nella state dell'anno presente, in età di
+ventisei anni e di alquanti mesi, e non già di 29 anni, mesi 3 e
+giorni 7, come ha il testo, che si tiene per iscorretto, di Lampridio;
+e dopo tredici anni ed alquanti giorni o pur mesi d'imperio. A me non
+convien di entrare in sì fatte dispute, bastando al lettore
+d'intendere ciò che più importa al filo della storia. Intanto le
+ammirabili cose da noi udite di questo novello Alessandro, tanto più
+degne di stupore e di lode, quanto che operate da un sì giovinetto
+Augusto, in cui lo stesso Erodiano, che pur gli è poco favorevole,
+altro non seppe trovar di difetto, se non la troppa dipendenza da sua
+madre, ci han già fatto detestare l'esecrabil azione di Massimino, o
+pure di que' barbari soldati che gli tolsero la vita contra tutte le
+leggi umane e divine, e ci danno a conoscere qual grave perdita fecero
+in lui il senato e popolo romano, e tutte le provincie del romano
+imperio. Un fulmine, che scoppiasse contra di ognuno, parve l'avviso
+della sua morte. Se ne mostrò dolente, in apparenza, fin lo stesso
+Massimino, e volle che nella Gallia gli fosse alzato un magnifico
+monumento[1865]. Più riguardevole fu l'altro che il senato gli fece
+fabbricare in Roma, dove furono portate le sue ceneri, e dove non
+mancarono nè a lui nè a Mammea sua madre gli onori divini,
+coll'assegno di alcuni sacerdoti: e gran tempo durò in Roma la festa
+nel dì natalizio di lui e di sua madre. Gli stessi soldati, e fin
+quelli ch'egli avea cassati in Soria, tagliarono poscia a pezzi quegli
+assassini che si erano bagnate le mani nel di lui sangue: segno che
+non lo aveano abbandonato, come vuole Erodiano, ma che improvvisa
+dovette essere l'uccisione di lui. Fu da molti scritta la vita di
+questo insigne Augusto; e Lampridio cita quella di _Settimio_,
+_Acolio_ ed _Encolpo_, che oggidì perdute, servirono a lui da scorta
+per tramandarci le notizie che abbiamo di esso imperadore.
+Verisimilmente, se non si fossero perduti tanti libri della storia
+nobilissima di _Dione Cassio_, sebben presso Sifilino egli poco parla
+delle azioni di Alessandro, noi avremmo qualche altro lume del suo
+governo: governo incomparabile, perchè, oltre all'esser egli stato di
+gran mente e di ottima intenzione, volle sempre nel suo consiglio i
+più saggi, i più giusti e disinteressati senatori e giureconsulti che
+allora si trovassero. Ma a questo adorabil regnante, degno di
+lunghissima vita, succedette _Massimino_ di carattere tutto contrario,
+dedito solamente alla crudeltà, e, fuorchè dai soldati, universalmente
+odiato ed abborrito qual manigoldo del migliore di tutti i principi.
+Da che costui, tolto di mezzo il buon Alessandro, fu proclamato
+_Imperadore_, partecipò al senato l'elezione sua. Bisognò approvarla,
+perchè non si potea di meno, avendo egli dalla sua le forze maggiori
+del romano imperio. Non sappiamo se da sè o pure se per decreto del
+senato egli prendesse la _podestà tribunizia_ e il titolo di _padre
+della patria_, che non fu mai sì indegnamente impiegato che questa
+fiata. E se immenso fu il dolore de' Romani e degli altri popoli,
+perchè privati di un ottimo Augusto, questo molto più crebbe, perchè
+un uomo pessimo a lui succedeva, il quale dal secolo d'oro fece in
+breve passare ad un secolo di ferro l'imperio romano. Ma l'ambizione,
+che cotanto lo acciecò, siccome vedremo, ebbe dopo tre anni il
+meritato supplizio. Chi fosse _Massimino_, e quale nella privata
+fortuna, mi riserbo io di esporlo all'anno seguente. Nel presente
+trovandosi san _Ponziano_ papa in esilio[1866] per la fede di Gesù
+Cristo, gloriosamente compiè il suo pontificato, ed in vece sua fu
+eletto _Antero_, e posto nella sedia di san Pietro.
+
+NOTE:
+
+[1856] Thesaur. Novus Inscript., pag. 358, n. 2.
+
+[1857] Panvin., in Fast. Consul.
+
+[1858] Thesaur. Novus Inscript., pag. 359, n. 1.
+
+[1859] Idem, ibid., p. 358, n. 4.
+
+[1860] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1861] Eusebius, in Chron.
+
+[1862] Herodianus, lib. 6.
+
+[1863] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1864] Capitolin., in Maximino.
+
+[1865] Lampridius, in Alexandro.
+
+[1866] Blanchinius, ad Anastas. Bibliothec.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXXVI. Indizione XIV.
+
+ FABIANO papa 1.
+ MASSIMINO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+CAIO GIULIO MASSIMINO AUGUSTO ed AFRICANO.
+
+
+Il nome di _Giulio_, dato dai compilatori de' Fasti ad _Africano_,
+dipende da una conghiettura del Panvinio[1867], senza che se ne vegga
+pruova alcuna; e però non mi son io attentato e darglielo, siccome
+cosa dubbiosa. In vece di _Massimino_, noi troviamo _Massimo_[1868] in
+varii Fasti: il che potrebbe far dubitare se _Massimino_ prendesse il
+consolato. Ma essendo stati soliti i novelli Augusti nel primo nuovo
+anno a prenderlo, ed essendovi altri lumi, ragionevolmente possiam
+credere che _Massimino_ procedesse console nell'anno presente. Poco
+più di un mese tenne santo _Antero_ papa il pontificato romano, e
+diede fine alla sua vita col martirio[1869]. Succedette a lui
+nell'apostolica sede _Fabiano_. Andiamo ora a vedere chi fosse colui
+che nell'enorme delitto della morte data al buon Alessandro Augusto,
+si aprì la strada al trono cesareo. _Caio Giulio Vero Massimino_ (che
+così egli si fece chiamare) era di nazione barbara[1870], perchè
+figlio di Micea o Micca, uomo goto, e di Ababa o Abala, donna alana.
+Nacque in un villaggio ai confini della Tracia, e però veniva
+considerato come Trace d'origine. Dicono che fosse terribile
+d'aspetto; che la sua statura eccedesse otto piedi; che la sua forza
+fosse prodigiosa; che in un sol pasto mangiasse quaranta ed anche
+sessanta libbre di carne: il che se sia da credere, lascerò giudicare
+agli altri. Essendo egli in sua gioventù pastore di professione, lo
+sceglievano gli altri per loro capo a fine d'opporsi ai ladri.
+Conosciuto costui da Severo Augusto, allorchè era nella Tracia, per
+uomo di straordinaria robustezza, fu arrolato nella cavalleria, poscia
+nelle guardie del corpo, e promosso dipoi a varie cariche militari,
+spezialmente sotto Caracalla, nelle quali si acquistò molto credito,
+perchè infaticabile, perchè non mangiava addosso ai soldati; anzi,
+ricompensandoli, e gran cura prendendo di loro, si facea amare da
+tutti. Per odio che portava a Macrino, siccome distruttore della casa
+di Severo, si ritirò al suo paese, e con difficoltà tornò alla milizia
+sotto l'impuro Elagabalo, creato tribuno, ma senza comparire per tre
+anni a salutarlo, nè a baciargli la mano. Morto Elagabalo, venne a
+Roma, accolto con grande allegrezza da Alessandro Augusto, da lui
+lodato al senato, e creato tribuno della legione quarta, composta di
+giovani di nuova leva, acciocchè loro insegnasse la milizia. Chi per
+la sua forza il chiamava Ercole, chi Milone Crotoniate, Achille, ec.
+In questo concetto era Massimino, quando, senza nè pur essere
+senatore, usurpò il trono de' Cesari, in età d'anni settantadue, se si
+ha da credere alla Cronica Alessandrina[1871] e a Zonara[1872]. Aveva
+egli un figliuolo giovinetto, per nome _Caio Giulio Vero Massimino_,
+come s'ha dalle medaglie[1873]. _Massimino_, ancor egli è chiamato da
+alcuni storici, giovane di rara bellezza, di alta statura, e più
+pulito del padre rozzo e barbaro, ma creduto più superbo di lui stesso
+benchè Capitolino[1874], che ciò scrive, dica altrove ch'egli era di
+un natural buono, e che Alessandro Augusto gli avrebbe data in moglie
+_Teoclia_ sua sorella, se non fosse stato ritenuto dai barbari costumi
+del di lui padre Massimino. Scrive il suddetto Capitolino che gli fu
+da esso suo padre conferito il titolo d'_Imperadore_. Nelle iscrizioni
+e medaglie che restano di lui, il troviamo ornato solamente del titolo
+di _Cesare e di principe della gioventù_. Però è da dire che quello
+storico s'inganna, o pur, come vuole il Pagi[1875], imperadori erano
+anche chiamati allora i Cesari.
+
+Creato imperadore Massimino, siccome non gli era ignoto d'essere
+mirato di mal occhio da chi considerava nella viltà dei di lui natali
+troppo avvilita l'imperial dignità, e teneva per vittima delle di lui
+ambiziose voglie l'ucciso Augusto, si rivolse ad assodar, se potea,
+col terrore il suo trono, giacchè coll'amore non sapea sperarlo[1876].
+Tosto dunque sotto varii pretesti congedò gli amici e consiglieri
+d'Alessandro, eletti già dal senato, col rimandar parte d'essi a Roma,
+e con privare gli altri delle loro cariche. Era la sua mira di far
+alto e basso senza dipendere da alcuno, per poter più liberamente
+esercitare la sua tirannia. Tutta la servitù e i cortigiani del
+passato governo mandò con Dio; moltissimi ancora ne fece uccidere, non
+d'altro colpevoli che di mostrarsi afflitti per la morte del buon
+padrone. Tiene Eusebio[1877] che, in odio appunto di Alessandro, nella
+cui corte si trovavano assaissimi Cristiani, egli movesse una fiera
+persecuzione contro la Chiesa, per cui crebbe in terra e in cielo il
+numero de' santi martiri. Tremavano già i Romani per le frequenti
+nuove[1878] che andavano arrivando della di lui crudeltà, mentre chi
+faceva crocifiggere, chi dar in preda alle fiere, chi chiuder vivo
+nelle bestie uccise, chi lasciar la vita sotto le bastonate. Altro
+nome già non gli si dava, che di Ciclope, di Busiride, di Falari, ec.
+Cacciossi perciò, coll'andar innanzi tal timore nel senato e popolo
+romano, che o pubblicamente o privatamente ognun facea dei voti
+affinchè Massimino mai non vedesse Roma. Fosse la verità, o pure una
+finzione[1879], si scoprì una trama ordita contro di lui da _Magno_,
+uomo consolare e di gran nobiltà. Dicono ch'egli, avendo prima
+guadagnati molti uffiziali e le guardie del ponte di barche fatte sul
+Reno, allorchè Massimino era passato di là, avesse disegnato di far
+rompere lo stesso ponte, acciocchè Massimino restasse fra le branche
+de' Germani, e nello stesso tempo pensasse di far proclamare sè stesso
+Imperadore. Tutti coloro che furono sospetti di tal cospirazione
+perderono la vita senz'altro esame o processo, di modo che non si potè
+mai venire in chiaro se fosse vera o falsa, e molti la crederono
+un'invenzione di Massimino per liberarsi da chi non gli era in grazia.
+Si fa conto che quattro mila persone rimasero per tal cagione private
+di vita. Dopo questa tragedia, il corpo dei soldati osroeni ch'era
+all'armata, siccome gente persuasa che il tanto amato da loro
+Alessandro Augusto fosse perito per ordine del crudel Massimino, si
+rivoltarono contra di lui; e trovato per accidente _Tito
+Quartino_[1880], già stato console ed amico di Alessandro, ma
+congedato dal campo, con tutto il suo gridare e resistere, chiamatolo
+_Imperadore_, il vestirono di porpora. Ma da lì a poco questi fu
+assassinato da _Macedonio_ suo amico, che era stato promotor della
+sedizione, o per rabbia d'essere stato posposto a lui, o per isperanza
+di qualche gran ricompensa da Massimino, a chi ne portò il capo. La
+ricompensa fu che Massimino allora il ringraziò, ma poco dipoi il fece
+ammazzare, come autor della ribellione e traditor dell'amico. Non
+s'accorda con questi scrittori Trebellio Pollione[1881], mentre scrive
+che questo _Tito_ era tribuno de' Mori, e che imperò sei mesi,
+contraddicendo a sè stesso per aver detto prima ch'egli fra pochi
+giorni fu ucciso. Secondo questo autore, era sua moglie _Calpurnia_
+della nobil famiglia de' _Gensorini_, cioè de' _Pisoni_, sacerdotessa,
+che per l'insigne sua castità fu adorata dai Romani. Gran tempo stette
+la di lei statua in luogo ben improprio, perchè nel tempio di Venere.
+
+All'anno presente mi sia permesso di riferire la guerra fatta da
+Massimino ai Germani, quantunque si possa dubitare che appartenga al
+precedente. Un poderosissimo esercito avea condotto seco Alessandro
+Augusto in quella spedizione, perchè, oltre a molte legioni di soldati
+occidentali, s'era studiato, siccome ho detto, di avere gran copia di
+Osroeni, Armeni, Parti e Mori; e credevasi che il maggior nerbo
+dell'armata consistesse in costoro, per far quella guerra, perchè
+erano tutti gente sperta nel saettare: mestier poco praticato dai
+Germani. Massimino a tanti combattenti ne aggiunse degli altri, e in
+persona attese ad esercitarli tutti e disciplinarli. Ardeva egli di
+voglia di far delle grandi prodezze, acciocchè venisse ad intendere il
+mondo l'importante vantaggio di avere un imperador bellicoso, e
+dimenticasse, s'era possibile, il suo timido predecessore. Quindi,
+passato il Reno, diede addosso ai Barbari. Niun d'essi sulle prime osò
+di venirgli a fronte; tutti si ritirarono nei boschi e nelle paludi,
+con fare dipoi, il meglio che poteano, la guerra con insidie. Diversi
+combattimenti seguirono in quelle selve e paludi. Tanta era la
+temerità di Massimino, che, al pari d'ogni soldato, entrava anch'egli
+nelle mischie, e menava le mani. Ma corse una volta pericolo della
+vita; perchè, inviluppato col cavallo nel fango di una palude, fu
+attorniato da' nemici; e se non erano i suoi, che accorsero in aiuto,
+si vedeva il fine della sua tirannia. Scrisse egli poscia al
+senato[1882] d'essere entrato nel paese germanico, d'averne corso ben
+quattrocento miglia, con uccidere molti de' nemici, farne assai più
+prigioni, con incendiare i loro villaggi, tutti fabbricati di legno, e
+col condur via un immenso bottino di bestiami e d'altre robe, che
+tutte lasciò ai soldati. Erodiano[1883] aggiugne aver egli dato il
+guasto ai raccolti di quelle contrade: il che fa intendere aver egli
+guerreggiato nel giugno e luglio. Mandò anche Massimino a Roma dipinte
+in alcune tavole le battaglie dai lui fatte in quelle parti, acciocchè
+anche gl'ignoranti leggessero quivi i trofei del suo valore. Par tali
+vittorie fu non meno a lui che al figlio Cesare dato il titolo di
+_Germanico_; e questo si legge nelle monete battute[1884] correndo la
+tribunizia podestà seconda di lui, cioè nell'anno presente, col motto
+di VICTORIA GERMANICA. Giacchè non si trovavano più nemici da
+combattere, e si accostava il verno[1885], coll'armata passò nella
+Pannonia, e prese il suo alloggio nella città di Sirmio, capitale di
+quelle contrade, meditando maggiori imprese nell'anno vegnente contra
+dei Sarmati. Minacciava egli di voler sottomettere al romano imperio
+tutte le nazioni germaniche; e fatto verisimilmente l'avrebbe: tanta
+era la sua bravura e l'indefesso operare nel mestier dell'armi, s'egli
+nello stesso tempo non avesse fatta ai sudditi suoi una guerra anche
+più cruda che ai Barbari stessi: del che parleremo all'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[1867] Panvin., in Fast. Consul.
+
+[1868] Reland., Fast. Consul.
+
+[1869] Blanchinius, ad Anastas.
+
+[1870] Capitolin., in Maximino seniore.
+
+[1871] Chronicon Alexandrinum.
+
+[1872] Zonaras, in Annalibus.
+
+[1873] Mediob., in Numism. Imperator.
+
+[1874] Capitolinus, in Maxim. juniore.
+
+[1875] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1876] Capitolin., in Maxim. seniore. Herodianus, lib. 7.
+
+[1877] Euseb., Histor. Eccles., lib. 6, cap. 28.
+
+[1878] Capitol., in Maximino seniore.
+
+[1879] Herodianus, lib. 6.
+
+[1880] Capitolin., in Maximin. seniore. Herod., lib. 6.
+
+[1881] Trebellius Pollio, in Tito.
+
+[1882] Capitolinus, in Maxim. seniore.
+
+[1883] Herodianus, lib. 7.
+
+[1884] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[1885] Herodianus, lib. 7.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXXVII. Indizione XV.
+
+ FABIANO papa 2.
+ MASSIMINO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+PERPETUO e CORNELIANO.
+
+
+In due iscrizioni riferite dal Panvinio[1886] si truova un _Lucio
+Ovinio Rustico Corneliano console disegnato_, e un _Publio Tizio
+perpetuo consolare della Toscana e dell'Umbria_. Perciò i più han
+creduto che tali fossero i prenomi e nomi di questi consoli. Perchè
+non è esente da dubbii sì fatta partita, ho creduto meglio di star col
+Relando[1887], che solamente accenna i loro cognomi. Quali imprese in
+quest'anno facesse Massimino, dopo avere svernato nella Pannonia,
+resta a noi molto scuro. Truovansi nondimeno iscrizioni[1888] a lui
+poste nel susseguente anno dalle provincie che continuarono ad
+ubbidirlo, nelle quali è chiamato _Dacico Massimo_, _Sarmatico
+Massimo_ ed _Imperadore_ fin _sette volte_: tutti indizii di battaglie
+date e di vittorie riportate contra de' Sarmati e Daci.
+Capitolino[1889] attesta anch'egli che Massimino ebbe moltissime
+guerre, dalle quali ritornò sempre vincitore e con gran copia di
+prigionieri e di bottino. Nulladimeno ha ciera di una rodomontata
+l'aver egli scritto al senato. _Tante essere state le guerre da lui
+fatte in poco tempo, quante mai altri ne facesse in vita sua: tanta la
+preda, che avea superata la speranza di ognuno; tanti i prigionieri,
+che non bastava il paese romano a contenerli tutti_. Dissi che intanto
+egli peggio trattava i sudditi suoi. Abbisognava di danaro per
+sostenere quel diluvio di armati; e per cavarne da tutti i lati, si
+concedeva ad ognuno licenza d'accusare[1890]. Stavano sempre aperti
+gli orecchi di Massimino alle spie e a qualunque giusta o calunniosa
+relazione, bastando che comparisse l'accusa, perchè ne succedesse
+tosto la carcerazion delle persone, senza distinzione alcuna di grado
+o di età. Laonde notte e dì si vedevano da ogni parte anche più
+lontana del romano imperio condotti sopra carrette in Pannonia uomini
+incatenati di qualsivoglia dignità civile o militare, cominciando da
+coloro che erano stati consoli[1891]; e tutti poi o innocenti o rei
+venivano condannati alla morte o all'esilio, col confisco de' loro
+beni e colla rovina delle lor famiglie. Gran disavventura, o almen
+gran pericolo e batticuore era allora l'essere ricco, coll'esempio di
+tanti e tanti, i quali, di ricchissimi ch'erano, erano ridotti a
+limosinar il pane. Nè qui terminò l'insaziabil crudeltà e avidità del
+tiranno. Mise anche le mani sopra tutte le rendite proprie della
+città, destinate per mantenimento della pubblica annona, per aiuto
+della povera plebe, per le feste e per li giuochi allora usati. Passò
+inoltre a spogliare i templi di tutte le statue, e d'ogni altro
+ornamento d'oro, d'argento o di rame: che tutto, portato alle zecche,
+si convertiva in moneta. Per tanti spogli e violenze veggendosi i
+popoli sì conculcati e tanagliati dal proprio principe, non si può
+dire come fossero malcontenti ed amareggiati; ma le lor doglianze
+consistevano in sole parole, in maledizioni, in implorar l'aiuto de'
+sordi numi offesi, a riserva d'alcuni, che, non potendo soffrire
+gl'insulti fatti ai lor templi, nel difenderli, si lasciarono
+piuttosto scannar presso gli altari. Ne mormoravano forte fin gli
+stessi soldati, perchè tutto dì veniva rimproverato loro dai parenti
+ed amici che per colpa d'essi tante iniquità erano commesse da
+Massimino. Sotto quest'anno la corrente dei moderni storici mette la
+sollevazion dell'Africa contro dell'indegno Massimino, e l'assunzione
+al trono augustale dei due Gordiani, e la lor caduta, con altri
+accidenti; ma con restare involti in molte tenebre i fatti d'allora.
+Quanto a me, credo tutto ciò avvenuto solamente nell'anno seguente,
+siccome dirò: e che Massimino passasse il presente in far guerra ai
+Daci e Sarmati, e svernasse dipoi quietamente nella Pannonia.
+
+NOTE:
+
+[1886] Panvin., in Fast. Consular.
+
+[1887] Reland., in Fast. Cons.
+
+[1888] Gruterus, Inscript., pag. 151 et 158. Sponius, pag. 186. Thes.
+Novus Inscript., p. 250, n. 5.
+
+[1889] Capitolin., in Maxim. seniore.
+
+[1890] Herod., lib. 7.
+
+[1891] Capitol., in Maxim. seniore.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXXVIII. Indizione I.
+
+ FABIANO papa 3.
+ MASSIMINO imperadore 4.
+ due GORDIANI, imperadori 1.
+ PUPIENO e BALBINO imp. 1.
+ GORDIANO III imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+PIO e PONZIANO.
+
+
+Gran lite è qui fra gl'illustratori[1892] de' Fasti in assegnare i
+prenomi e nomi di questi consoli. Il primo vien chiamato non Pio, ma
+Ulpio in alcune leggi e da Censorino; altri gli danno il nome di Annio
+Pio, ed altri di Marco Ulpio Crinito. Il secondo vien creduto Procolo
+Ponziano, ovvero Ponziano Procolo, perchè in alcuni fasti, in vece di
+Ponziano, si trova Procolo. Il nodo è tuttavia qual era prima. Ho io
+prodotto altrove due inscrizioni[1893] che parlano di due consoli
+Procoli coi loro prenomi e nomi, senza poter attestare se al presente
+anno alcuna di esse appartenga. Penso bensì che solamente in questo
+accadessero le novità dell'Africa[1894]. Le continue condanne ed
+estorsioni che facea nelle provincie africane il procuratore del fisco
+per ben somministrar della pecunia a Massimino (che questa era la via
+di guadagnarsi merito presso di lui) cagion furono che alcuni nobili
+giovani, capo de' quali fu un Maurizio nella città di Tisdoro, raunata
+una gran frotta di loro servi e concittadini coll'armi sotto, andarono
+a trovar costui, per pagare una condanna. Il pagamento fu, che lo
+ammazzarono. Fecero bensì i soldati della guardia molta resistenza, ma
+furono messi in fuga. Fatto il colpo, allora meglio che prima
+conobbero il proprio pericolo, e però pensarono ad un colpo maggiore.
+Sapendo in quanto odio de' popoli fosse Massimino, mossero assai gente
+a sedizione, e poi si portarono a trovare _Marco Antonio Gordiano_
+proconsole di quella contrada, e, per quanta opposizione e ripugnanza
+egli mostrasse, lo acclamarono _Imperadore Augusto_, e il vestirono di
+porpora, minacciandogli la morte se non accettava. Era _Gordiano_ un
+venerabil vecchio di ottant'anni, ornato di tutte le più luminose
+virtù. _Mezio Marullo_ suo padre tirava l'origine dai Gracchi; _Ulpia
+Gordiana_ sua madre da Traiano imperadore. Pareva ereditario in casa
+di lui il consolato, avendolo avuto il padre, l'avolo e il bisavolo,
+oltre ad altri dalla parte di sua moglie. Stato era anch'egli console
+due volte, l'una con _Caracalla_ imperadore nell'anno di Cristo 215, e
+nell'anno 229 con _Alessandro_ imperadore. Pochi si contavano che gli
+andassero avanti in abbondanza di comodi e di facoltà. Da giovinetto
+si applicò a far dei poemi, e specialmente mise in versi e in prosa le
+azioni degl'imperadori Antonini, de' quali era innamorato. La pretura
+e le altre pubbliche cariche da lui furono sostenute con tal
+magnificenza di giuochi e di altri pubblici solazzi, che si tirò
+dietro in Roma e per le provincie l'amore e il plauso di tutti i
+popoli. Ma specialmente divenuto proconsole dell'Africa, a tal segno
+si diede a conoscere la di lui giustizia, moderazione e prudenza, che
+quei popoli il riguardavano come lor padre, nè mai cotanto amore
+aveano portato ad alcuno dei suoi antecessori. Gli davano il nome di
+Catone, di Scipione e di altri insigni Romani.
+
+Ora il buon vecchio, ancorchè, contra sua voglia, e per non poter di
+meno, avesse accettate le imperiali insegne, pure, considerando che
+sbrigata era la sua vita sotto il crudel Massimino, a cui non parrebbe
+mai innocente un tal fatto, altro ripiego non seppe trovare che quello
+di cercare di assodarsi il meglio che poteva sul trono, giacchè troppo
+pericolo era il discenderne. Dichiarato dunque Augusto _Marco Antonio
+Gordiano_ suo figliuolo, che da alcuni vien creduto chiamato _Marco
+Antonino_, s'inviò a Cartagine, dove fu solennemente riconosciuto
+Imperadore. Fra le ragioni che muovono me a credere succeduta in
+quest'anno la di lui assunzione al trono, a me par decisiva quella di
+Erodiano[1895], che asserisce accaduta tal novità _terminato l'anno
+terzo dell'imperio di Massimino_; il che solamente accadde nel
+presente anno. Fu ben di parere il padre Pagi[1896] che tal frase si
+abbia da intendere _mentre correva il terzo anno di Massimino_; ma
+conveniva recar esempli chiari comprovanti il suo assunto: il che egli
+non ha fatto. Secondo la comune significazione, Erodiano parla di un
+_terzo anno finito_, e non già cominciato o corrente. Furono dagli
+Africani abbattute le statue di Massimino, ed alzate quelle de' due
+Gordiani Augusti, i quali furono e son tuttavia chiamati Africani.
+Spedirono essi immediatamente a Roma un'ambasciata. Non so se fra gli
+ambasciatori si trovasse _Valeriano_, uno de' primarii senatori, che
+fu poi imperadore, o pure s'egli fu quello che accolse in Roma quegli
+ambasciatori. Esponevano essi quanto era succeduto, e pregavano il
+senato di confermar la loro elezione[1897]. Nel tempio de' Castori
+raunato il senato nel dì 27 _di maggio_, furono lette le lettere dei
+Gordiani da _Giunio Sillano console_, sostituito insieme con
+_Gallicano_ nel presente anno, e non già nel precedente, ai due
+consoli ordinarii. Con sonore acclamazioni riconosciuti furono
+Imperadori essi due _Gordiani_, e dichiarato nemico pubblico
+_Massimino_ col figliuolo. Prima nondimeno di divolgar le lettere, e
+di tener la suddetta assemblea, finto fu che venissero spediti da
+Massimino alcuni sgherri a _Vitaliano_ prefetto del pretorio, uomo
+crudelissimo, con lettere ed ordine di dirgli a bocca in segreto cose
+d'importanza. Ammessi costoro nel di lui gabinetto, mentre egli
+osservava i sigilli delle lettere, lo ammazzarono, con far poi credere
+ai soldati, ciò essere stato comandamento di Massimino, solito a far
+di questi servigi a' suoi ministri. Renduto poi pubblico il decreto
+del senato, e sparsa voce fra il popolo che Massimino era stato
+ucciso, che i Gordiani promettano un gran congiario alla plebe e un
+suntuoso donativo ai soldati, si levò esso popolo a rumore, abbattè le
+statue e le immagini di Massimino, e scaricò il suo furore addosso a
+varii suoi uffiziali ed amici, e specialmente infierì contro le spie e
+gli accusatori che si baldanzosamente esercitavano in addietro
+l'infame lor mestiere. Molli innocenti ancora vi perirono; e perchè
+_Sabino_, prefetto di Roma, volle mettervi freno, restò anch'egli
+ucciso. Diede poscia il senato incumbenza a venti senatori, già stati
+consoli, di andar a difendere i confini dell'Italia contro gli sforzi
+che potesse far Massimino. Scrissero a tutte le provincie, anche fuori
+d'Italia, esortando ognuno di prender l'armi in favor de' Gordiani e
+contra di Massimino. I più ubbidirono; altri per paura se ne
+guardarono, ed uccisero o mandarono a Massimino i messi del senato.
+
+Appena la novità dell'Africa accadde, che per corrieri espressi ne fu
+portato il doloroso avviso a Massimino[1898]. Sopraggiunse poi l'altra
+di quanto era accaduto in Roma. Allora uscì così fattamente in ismanie
+quel fiero Augusto, con dar del capo nelle pareti, gittarsi in terra,
+stracciarsi le vesti, imbrandire la spada, come se volesse uccidere il
+senato: che non più uomo, ma un forsennato, una bestia parea. Se non
+usciva di là suo figliuolo, fu creduto che gli avrebbe cavato gli
+occhi, tanto era infuriato anche contra di lui, perchè sul principio
+del suo governo volle mandarlo a Roma, ed egli, per l'amore che
+portava al padre, non si seppe mai staccare da lui. _Se foss'ito_,
+dicea Massimino, _non sarebbe avvenuto quel che ora intendiamo_.
+Affogata poi col vino la conceputa rabbia, nel dì seguente arringò i
+soldati[1899], vomitando quante ingiurie mai seppe contra dei Gordiani
+e del senato romano; ed ordinò la marcia dell'esercito verso l'Italia
+con tal fretta, che appena diede un sol dì di tempo per prepararsi al
+viaggio. Oltre alla poderosa armata dei Romani, seco ancora menò
+assaissime schiere di Tedeschi presi al suo servigio, e mandò innanzi
+le coorti della Pannonia. Marciaron tutti, quando arrivarono
+dall'Africa nuove di gran consolazione per Massimino. Era suo
+procuratore nella Numidia _Capelliano_ dell'ordine senatorio. Gli
+venne ordine fuor di tempo dal vecchio Gordiano di dimettere la
+carica. Irritato costui pensò tosto a vendicarsene. Aveva egli sotto
+il suo comando un corpo di brave soldatesche, assai pratiche del loro
+mestiere, perchè affinate nella guerra continuamente fatta coi Barbari
+di quelle contrade. Con questa gente, accresciuta da un possente
+rinforzo di Numidi, tutti spertissimi arcieri, s'inviò alla volta di
+Cartagine. Grande fu lo spavento non men de' Gordiani che di quel
+popolo, perchè non aveano truppe regolate da opporre. Tuttavia diede
+all'armi quella gran città, uscirono a folla i cittadini, per assalire
+i nemici, avendo alla lor testa Gordiano minore Augusto. Si venne ad
+un'aspra battaglia, in cui, quantunque i Cartaginesi fossero di lunga
+mano superiori di numero ai nemici, pure, per la poca loro perizia nei
+combattimenti, furono sconfitti con grave loro strage. Vi perì lo
+stesso Gordiano secondo in età di quarantasei anni, e fra la
+moltitudine dei cadaveri il suo non si potè poi rinvenire. Ciò inteso
+dal vecchio Gordiano suo padre, per disperazione, e per non cadere in
+man de' nemici, secondo Capitolino[1900], si strangolò, dando fino
+anch'egli alla vita e all'imperio. Vuole Erodiano[1901] che egli
+morisse prima del figliuolo; ma più probabile sembra su questo punto
+il racconto di Capitolino. Entrato in Cartagine Capelliano, con gran
+macello di gente, spogliò i templi, e fece un mondo di mali anche in
+altre città. All'avviso di così inaspettata mutazion di cose,
+Massimino, ch'era in viaggio, si rincorò forte. Chiunque poi ben
+prenderà il filo di tali avvenimenti, conoscerà essere guasto il testo
+di Capitolino, dove scrive che questi due Gordiani tennero l'imperio
+_un anno e sei mesi_. Se Massimino, appena udita la loro esaltazione,
+si mise in viaggio per venire in Italia, e prima di giugnere ad
+Aquileia ne intese la lor caduta, come può mai stare che sì lungamente
+regnassero i Gordiani? Però saggiamente il Panvinio[1902] ed altri han
+tenuto che il loro imperio non durasse più d'un mese e sei dì, ed
+altri han creduto due mesi e qualche giorno.
+
+Allorchè si seppe in Roma l'infelice morte dei due Gordiani,
+incredibil fu la agitazione degli animi e lo spavento di ognuno al
+vedersi tolti coloro, nei quali era riposta la comune speranza, e al
+prevedere gl'immensi mali che si poteano aspettare da Massimino,
+principe di sua natura sì sanguinario, e tanto più perchè irritato
+dalla ribellione di Roma. Era fatto il primo passo, convenne fare il
+secondo, per difendersi fino all'ultimo[1903]. Raunato dunque il
+senato nel tempio di Giove Capitolino a porte chiuse, oppure in quello
+della Concordia, elesse due nuovi imperadori, cioè _Marco Clodio
+Pupieno Massimo_ e _Decimo Celio Balbino_, senatori di gran credito ed
+abilità. Il primo, cioè _Massimo_, chiamato _Pupieno_ da altri, perchè
+avea tutti e due questi cognomi, era di bassa nascita; ma il merito
+acquistato da lui col valore e colla prudenza nel mestiere della
+guerra lo avea fatto salire di grado in grado fino a quel di generale,
+esercitando il quale nell'Illirico e nella Germania, quanto si era
+renduto formidabile ai Sarmati e Germani, altrettanto s'era fatto amar
+dai soldati. Alzato al posto di senatore, fu pretore, console, poi
+proconsole nella Bitinia, nella Grecia e nella Gallia Narbonese, e
+finalmente era stato prefetto di Roma; personaggio savio, attivo e
+severo non poco, anzi creduto di genio aspro, e rigoroso esattore del
+giusto. _Balbino_, all'incontro, discendeva da famiglia antica e
+nobilissima: era stato due volte console; avea governato con lode
+varie provincie; amato da ognuno pel suo natural buono, per la sua
+affabilità e pel buon uso delle morte sue ricchezze[1904]. Erano
+allora consoli sostituiti _Claudio Giuliano_ e _Celso Eliano_, il
+consolato de' quali, secondo me, appartiene all'anno presente, e non
+già al precedente, come altri ha creduto. Un altro errore è corso
+nella vita di questi due imperadori, descritta da Capitolino[1905].
+Sul principio di essa si legge che la loro elezione seguì _septimo
+kalendas junii_, cioè nel dì 26 di maggio, mentre si facevano i
+_giuochi apollinari_. Noi abbiam veduto di sopra dirsi da lui che i
+Gordiani furono confermati Augusti dal senato romano _nel dì 27 di
+maggio_ di questo anno; ed essendo succeduta nel medesimo anno la
+morte de' Gordiani, e l'innalzamento di Pupieno Massimo e di Celio
+Balbino, perchè la nuova ne fu portata a Massimino durante il suo
+viaggio, e prima ch'egli entrasse in Italia, per conseguente è fallato
+il testo di Capitolino. Oltre a ciò, ha osservato il padre Pagi[1906]
+che i _giuochi apollinari_ si celebravano _septimo idus julii_; e però
+si dee credere che Capitolino asserisse eletti questi due novelli
+Augusti _nel dì 9 di luglio_, non già dell'anno antecedente, come si
+figurò esso padre Pagi, ma bensì del presente. Proposta dipoi al
+popolo la loro elezione, grande apprensione ebbe la plebe del genio
+severo di _Pupieno Massimo_, e però coll'armi e con le grida si
+opposero. Trovato fu il ripiego di quetarli con crear Cesare _Marco
+Antonio Gordiano_, che alcuni dicono nipote del vecchio Gordiano, e
+figliuolo del secondo, ed altri nato da una figliuola del primo
+Gordiano. Erodiano è di questo ultimo parere. L'età di questo _terzo
+Gordiano_, il quale si trovava allora in Roma, e fu accolto con
+giulive acclamazioni, restò dubbiosa anche presso gli antichi. La più
+verisimile opinione è ch'egli fosse in età di circa dodici anni.
+
+Non si perdè tempo in Roma ad unire quante milizie si potè per marciar
+contra di Massimino[1907]; e _Pupieno Massimo_ Augusto, siccome
+persona di sperimentata buona condotta nel comando dell'armi, fu
+prescelto per capo della armata. Ma, prima di muoversi, convenne
+soddisfare alla superstizion de' Romani, presso i quali non solevano
+andare alla guerra gl'imperadori, se prima non aveano dato al popolo
+un combattimento di gladiatori, acciocchè i soldati si avvezzassero al
+sangue, o si ottenesse il favore della dea Nemesi. Questo fu fatto,
+siccome ancora altri giuochi nei teatri e nel circo. Dopo di che
+Pupieno Massimo s'inviò contra di Massimino, e si fermò a Ravenna, per
+far quivi maggior massa di gente e preparamenti per resistere al
+ciclope[1908]: così egli nominava Massimino[1909]. Mandò ancora il
+senato per tutte le provincie e città che aveano alzata bandiera
+contra del tiranno, personaggi consolari, ed altri già stati pretori,
+questori, edili, ec., con ordine di fortificar le città capaci di
+difesa, provvederle d'armi e vettovaglie, e d'introdurvi tutto il
+grano delle campagne, acciocchè mancasse la sussistenza allo arrivo di
+Massimino. Allorchè pervenne ad esso Massimino la nuova dei novelli
+due imperadori, conobbe chiaro che l'odio del popolo romano era
+irreconciliabile contra di lui, e però doversi riporre tutte le sue
+speranze nella forza. Sollecitata dunque più che mai la marcia del suo
+esercito, che tuttavia era fuori della Italia, giunse ad Emona città
+dell'Istria, e la trovò abbandonata da quegli abitanti. Il non aver
+essi lasciata ivi vettovaglia alcuna diede da mormorare ai di lui
+soldati, i quali, dopo tante marcie sforzate e patimenti del viaggio,
+si erano lusingati di trovar le tavole imbandite, anzi le delizie ai
+confini dell'Italia. Il peggio fu, che, continuato il viaggio, ebbero
+avviso, qualmente Aquileia, città allora assai vasta, ricca e
+popolata, ed una delle più riguardevoli del romano imperio, avea
+chiuse le porte, e s'era accinta alla difesa. Prima d'imprendere
+l'assedio di quella città, mandò Massimino uffiziali a parlare a quel
+popolo, per esortarlo alla pace: al qual fine furono adoperate
+promesse e parole le più belle del mondo. Ma dentro v'erano _Menofilo_
+e _Crespino_, uomini consolari, che meglio seppero parlare e ritenere
+il vacillante popolo dall'aprir le porte al nemico, con avere
+spezialmente finto che Apollo Beleno, singolarmente ivi onorato,
+avesse, per mezzo degli aruspici, predetto che Massimino resterebbe
+vinto. Fu di avviso il padre Pagi che questo assedio si facesse in
+tempo di verno: e il cardinal Noris cita Erodiano[1910] là dove scrive
+che il fiume Isonzo era grosso per le nevi delle montagne, le quali
+dopo un lungo verno si disfacevano, deducendo da ciò che l'assedio si
+facesse nel principio del mese di marzo. Ma le nevi delle alte
+montagne più tardi si disfanno, e tanto più dovettero tardare dopo un
+lungo verno, e però nè pure al giugno e luglio non disconviene
+l'essere tuttavia ricchi d'acque i fiumi. Passò Massimino coll'armata
+quel fiume,, volendosi di botti vuote, o pur di quei vasi, ne' quali
+si portano l'uve alla città; e poi strinse d'assedio Aquileia.
+
+Mentre queste cose succedeano, un lagrimevole accidente occorse in
+Roma diffusamente narrato da Erodiano[1911]. Due soldati pretoriani di
+que' pochi che restavano in Roma, mossi da curiosità d'intendere ciò
+che si trattava nel senato, entrarono dentro, e s'inoltrarono sino
+all'altare della Vittoria. _Giuliano_, che poco fa era stato console
+(non so se diverso dai due sostituiti soprannominati, o pure l'un
+d'essi), e _Mecenate_, uno de' senatori, piantati nel petto di que'
+due soldati i lor pugnali, li stesero morti a terra. Fuggirono gli
+altri pretoriani al quartiere, e quivi rinserrati aspettavano il tempo
+di vendicarsi. Uscito Giuliano, commosse il popolo e i gladiatori
+all'armi contra de' pretoriani: laonde tutti in folla corsero al
+castello pretorio, credendosi di poterlo superare, e di ingoiare i
+pretoriani. Ma furono ben ricevuti dalle lor freccie e picche, in
+maniera tale, che, vegnendo la sera, se ne tornarono confusamente
+entro la città, riportando solamente delle ferite da quel conflitto.
+Allora, spalancate le porte del pretorio, ne uscirono i soldati, e
+diedero addosso a quella disordinata moltitudine, con farne grande
+strage, e massimamente de' gladiatori. Irritato sempre più il popolo
+romano per questa grave percossa, cercò aiuto, e continuò pei più
+giorni a far guerra al pretorio, non sapendo sofferire che un mucchio
+di soldati tanto inferiori di numero facesse sì lunga resistenza.
+Tolsero anche gli acquidotti al pretorio, ma allora que' soldati,
+mossi dalla disperazione, tornarono fuori, e colle spade alle reni
+inseguirono il popolo fin dentro la città, con ucciderne molti.
+Trovandosi ivi con isvantaggio, perchè dalle finestre e dai tetti
+fioccavano i sassi e le tegole, s'avvisarono di mettere il fuoco a
+varie case. Per disavventura s'andò sì fattamente dilatando
+l'incendio, che non poca parte della città ne rimase disfatta: ed
+unitasi coi soldati tutta la feccia de' cattivi, diede un fiero
+saccheggio alle case de' benestanti. Non v'era giorno che _Balbino
+Augusto_, rimasto al governo di Roma, non mandasse fuori qualche
+editto, per quetare, se mai era possibile, sì gran turbolenza, e
+pacificare il popolo coi pretoriani; ma nè gli uni nè gli altri
+l'ubbidivano. E benchè in persona molte volte si sforzasse di fermar
+quel furore, nulla ottenne, anzi gli fu gittato un sasso; ed altri
+scrisse che gli arrivò una bastonata addosso[1912]. L'unico mezzo per
+ismorzar quell'izza fu di condurre in pubblico il giovinetto _Gordiano
+Cesare_, alla cui visita tanto il popolo che i soldati (perchè era
+amato da ognuno) si placarono, e formarono una specie di concordia, o,
+per dir meglio, di tregua, perchè vera pace non fu.
+
+Avea ben Massimino cominciato l'assedio di Aquileia, perchè gli pareva
+troppo disonore il continuar il viaggio verso Roma, lasciando indietro
+disubbidiente la prima città d'Italia ch'egli incontrava, e città di
+tanto riguardo[1913]. Ma ebbe ben tosto ad arrabbiare al vedere la
+valorosa difesa dei cittadini sì uomini che donne e fanciulli, i quali
+con bitumi accesi accoglievano chiunque veniva all'assalto, bruciavano
+le macchine nemiche, e magagnavano continuamente con sassi e fuoco i
+più arditi del campo nemico. Però quanto più cresceva il coraggio agli
+assediati, sino a farsi dalle mura le più grande beffe di Massimino,
+tanto più calava l'animo agli assedianti. Poteano ben quanto voleano i
+due Massimini montati a cavallo girar per le schiere, animando
+ciascuno alla bravura e agli assalti: tutto era indarno. Allora
+l'iniquo Massimino, giacchè non potea infierir contro gli Aquileiesi,
+sfogò il suo sdegno contra di alcuni dei proprii capitani, imputando
+loro di mantener intelligenza co' nemici, e di non far molto, perchè
+nulla intendeano di fare; e li fece morire. Questa ingiustizia alienò
+da lui l'animo di moltissimi soldati. Si aggiunse che mancava la
+vettovaglia al campo per gli uomini e cavalli, dappoichè Pupieno
+Massimo avea fatto ridurre nelle città forti tutti i viveri, e
+vietatone per mare e pe' fiumi il trasporto. Bestemmiava per questi
+patimenti la sua armata, ed erano anche tutti mesti e scorati per le
+nuove, probabilmente da Pupieno Massimo fatte spargere, che tutto il
+popolo romano era in armi, tutte le provincie romane, e fino i Barbari
+congiurati contra di Massimino. Pertanto una brigata di soldati,
+solita ad aver quartiere vicino a Roma nel monte Albano, e che
+militava allora nel campo di Massimino, ricordevole delle mogli e de'
+figliuoli lasciati nella stessa Roma, determinò di finir la tragedia.
+Verso il mezzodì tutti attruppati andarono al padiglione di Massimino,
+ed essendo di accordo colle guardie, levarono dalle bandiere le
+immagini di lui. Usciti Massimino e il figliuolo per placarli,
+rimasero tagliati a pezzi, correndo il quarto anno del loro imperio.
+Lo stesso trattamento fu fatto al prefetto, e a qualunque altro de'
+confidenti de' Massimini. Furono i lor cadaveri lasciati ai cani; le
+sole teste inviate per alcuni corridori a Roma. Dispiacque forte la
+morte di questi due tiranni ai soldati della Tracia; ma il fatto era
+fatto. Trattò allora l'esercito di entrare amichevolmente in Aquileia;
+ma quel popolo non amando ospiti tali, solamente dalle mura gli andava
+somministrando de' viveri, e seguitò a tener chiuse le porte. Intanto
+i corridori destinati a portar le teste dei tiranni a Roma, passarono
+in barca le paludi formate dall'Adige, dal Po e da altri fiumi da
+Altino sino a Ravenna, e chiamate Sette Mari, e con altro nome la
+Padusa. Trovato in Ravenna _Pupieno Massimo Augusto_, che ivi
+attendeva ad ingrossarsi di gente, recarono a lui e a tutti i
+Ravegnani un immenso giubilo colla inaspettata felicissima nuova di
+essere liberato il romano imperio dai due formidabili tiranni. Allora
+Pupieno Massimo volò ad Aquileia, ricevuto da quella città con
+indicibil plauso. Concorsero a lui ambascerie dalle città vicine,
+tutte per congratularsi, e l'armata stessa di Massimino in abito di
+pace e con corone di alloro in capo, mostrò di accomodarsi alla
+presente fortuna, prorompendo in liete acclamazioni, ma internamente
+covando del veleno, per vedersi assoggettata ad un imperadore eletto
+dal senato, e non da loro. Fece Pupieno Massimo una bella aringa a
+costoro con promessa di un grosso regalo; e diviso quell'esercito,
+mandò ogni legione alla sua provincia, e pochi dì fermatosi in
+Aquileia con varie schiere, colla guardia de' Germani, ne' quali più
+confidava, si rimise in viaggio, e tornossene a Roma.
+
+Fu così sollecito per le poste il viaggio di coloro che portavano le
+teste dei due Massimini, che da Aquileia in quattro dì giunsero a
+Roma[1914]. Perchè era giorno di giuochi, si trovavano allora al
+teatro _Balbino Augusto_, il giovine _Gordiano Cesare_, e il popolo;
+ed appena comparvero que' messi, che il popolo gridò: _Massimino è
+ucciso_. Verificatosi il fatto, ebbero tutti ad impazzir per la gioia.
+Tosto si raunò il senato, furono fatte le acclamazioni agl'Imperadori;
+determinato che _Pupieno Massimo_ e _Balbino_ Augusti fossero consoli
+nel resto dell'anno, e che in luogo di Massimino fosse sostituito
+_Gordiano Cesare_. Riconosce lo stesso padre Pagi[1915], voler dire
+queste parole che Massimino avea prima della ribellione disegnato sè
+stesso console per l'anno venturo 239, e che, venuta la nuova di sua
+morte, il senato disegnò console per esso anno Gordiano terzo. Adunque
+egli dovea riconoscere ancora che non era per anche nata la ribellione
+dei due Gordiani Africani nel principio dell'anno presente, in cui si
+soleano disegnare i consoli per l'anno prossimo; nè doversi riferire
+al precedente anno la esaltazione e morte di essi due Gordiani, e la
+creazione di Pupieno Massimo e di Balbino. Tutte queste scene nel solo
+presente anno avvennero; e chi inoltre ben rifletterà ai frettolosi
+passi di Massimino, troverà confermata la medesima verità. Arrivato
+vicino a Roma Pupieno Massimo, ebbe l'incontro di Balbino, di Gordiano
+terzo, e del senato e popolo romano, e gran festa fu fatta; ma in
+faccia ai soldati altro non si leggeva che malinconia; e per altro
+verso cominciò ad apparire nebbia di dissensione fra gli stessi
+regnanti. Cioè, quantunque i due Augusti attendessero con somma
+moderazione e zelo al buon governo sì civile che militare, pure fra
+loro si scorgeva della gelosia e poco buona armonia. _Balbino_
+sprezzava _Pupieno Massimo_, perchè bassamente nato; e _Massimo_ non
+istimava l'altro, perchè non era suo pari nel valore dell'armi. Di
+questa discordia avvedutisi gl'infelloniti soldati, specialmente i
+pretoriani, conobbero che non era tanto difficile l'atterrar due
+imperadori da loro mal voluti, perchè alzati senza di loro al trono, e
+perchè sempre erano in sospetto di essere degradati, come avvenne a'
+tempi di Severo Augusto[1916]. Ora, allorchè si celebrarono i giuochi
+scenici, o pure, come vuole Erodiano[1917], i capitolini, furiosamente
+vennero i pretoriani al palazzo. Pupieno Massimo, che fu il primo ad
+accorgersi di questo nuvolo minaccioso, mandò, e dipoi andò anche in
+persona a Balbino, perchè si facessero venire in aiuto loro i soldati
+germani. Qui saltò di nuovo in campo la gelosia. Balbino, per sospetto
+che l'altro li chiamasse per farsi solo imperatore, non acconsentì, e
+vennero a parole fra loro: quando ecco, forzate le porte e le guardie,
+arrivar loro addosso i pretoriani, spogliarli, e menarli fuori, con
+istrappar loro la barba, batterli e caricarli d'ingiurie. Volevano
+condurli al loro quartiere, per quivi finirli; ma inteso che i Germani
+prendevano l'armi per soccorrerli, in mezzo alla strada gli svenarono
+amendue (non ne sappiamo nè il giorno nè il mese), e preso seco il
+giovanetto _Gordiano terzo_ acclamato _Imperadore_ da essi, andarono a
+rinserrarsi nella fortezza pretoria. E tal fu l'infelice fine di
+questi due Augusti, degni certamente per le belle doti loro di miglior
+fortuna, colla morte dei quali Erodiano termina la storia sua. Rimasto
+_Gordiano III Cesare_, dopo tante tragiche scene, solo ed amato non
+men dal popolo che dai soldati, tuttochè, secondo Erodiano[1918], egli
+non avesse che tredici anni di età, fu riconosciuto da tutti
+_Imperadore romano_.
+
+NOTE:
+
+[1892] Pagius. Relandus. Stampa et alii.
+
+[1893] Thesaurus Novus Inscription., pag. 360.
+
+[1894] Herodianus, lib. 7. Capitol., in Maximino seniore et in
+Gordian.
+
+[1895] Herodianus, lib. 7.
+
+[1896] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1897] Capitolin., in Maximino seniore. Herodian., lib. 7.
+
+[1898] Capitolinus, in Maximino seniore.
+
+[1899] Herod., lib. 5.
+
+[1900] Capitol., in Gordiano seniore.
+
+[1901] Herod., lib. 7.
+
+[1902] Panvin., Fast. Cons.
+
+[1903] Herodian., lib. 7. Capitol., in Maxim. et Balbin.
+
+[1904] Capitol., in Maxim. et Balbin.
+
+[1905] Capitol., in Maximin. seniore.
+
+[1906] Pagius, Crit. Baron., ad annum 236.
+
+[1907] Capitol., in Maximo et Balbin.
+
+[1908] Idem, ibid.
+
+[1909] Herodian., lib. 5.
+
+[1910] Herodianus, lib. 8.
+
+[1911] Herodianus, lib. 8.
+
+[1912] Capitol., in Maximo et Balbino.
+
+[1913] Herodianus, lib. 7. Capitol., in Maximino seniore.
+
+[1914] Capitol., in Maximino seniore.
+
+[1915] Pagius, Crit. Baron., ad annum 239.
+
+[1916] Capitol., in Maximo et Balbino.
+
+[1917] Herodianus, lib. 8.
+
+[1918] Herodianus, lib. 8.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXXXIX. Indizione II.
+
+ FABIANO papa 4.
+ GORDIANO III imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ANTONIO GORDIANO AUGUSTO e MANIO ACILIO AVIOLA.
+
+
+In una iscrizione riferita dal Doni e da me[1919] apparisce che tal fu
+il prenome e nome del secondo console, cioè di _Aviola_. Già dicemmo
+che _Gordiano III_ era stato nell'anno precedente disegnato console.
+Portava egli lo stesso nome dell'avolo e del padre Augusto, cioè
+_Marco Antonio Gordiano_; perchè nato da una figliuola di _Gordiano
+I_, fu verisimilmente adottato da lui, o pure da _Gordiano II_ suo zio
+materno, benchè Desippo e un altro antico storico il facciano
+figliuolo di _Gordiano II_. Il che se fosse, sarebbe stato solamente
+figlio naturale; perchè, per attestato di Capitolino[1920], il secondo
+dei Gordiani non ebbe mai moglie legittima, e se la passava con
+ventidue concubine. Il vedere che sua madre, tuttavia vivente dopo
+l'esaltazion del figliuolo, non vien nominata da alcuno Augusta,
+potrebbe servire per farla credere di bassa sfera, e non sorella, ma
+concubina di Gordiano II. Questo principe vi fu alcun degli
+antichi[1921] che il pretese nominato _Antonino_; opinione che pare
+confermata da qualche marmo; ma il più sicuro suo nome è quello di
+_Antonio_. Era questo giovinetto principe bello di aspetto, di umore
+allegro, affabile con tutti, amabilissimo; avea studiato lettere;
+tante in somma erano le sue belle doti, che faceano a gara il senato,
+il popolo ed i soldati ad amarlo, dandogli il titolo di lor figliuolo,
+e chiamandolo la lor delizia. Altro non gli mancava, per ben governar
+l'imperio, che l'età e la sperienza degli affari; poichè per la buona
+volontà non la cedeva ad alcuno. Creato dunque che egli fu _Augusto_,
+cessarono tutti i tumulti e le brighe di Roma, si pacificarono i
+soldati col popolo, e cominciò ognuno a goder del riposo e dei
+solazzi, studiandosi di dimenticare i tanti affanni patiti dopo la
+morte del buon imperadore Alessandro. Racconta il suddetto
+Capitolino[1922], che, tolto di vita il crudo Massimino, i Parti, cioè
+i Persiani, minacciavano guerra in Oriente; e che i Carpi e gli Sciti
+l'aveano già mossa contro le due Mesie, provincie dell'imperio romano,
+con farvi gran danno. Perciò nel precedente anno era già stabilito che
+_Pupieno Massimo_ andrebbe in Levante per opporsi ai tentativi de'
+Persiani, e che _Balbino_ con altra armata passerebbe il Danubio, per
+far fronte ai Barbari, con lasciare il giovane _Gordiano_ al governo
+di Roma. Ma Iddio altramente dispose, e convien pensare che non fosse
+grande nè il pericolo, nè il bisogno, perchè in questo anno si godè
+buona pace in Roma, nè si sa che l'imperio romano patisse scossa o
+molestia alcuna in quelle contrade. Che questo novello Augusto
+_Gordiano_, per maggiormente procacciarsi l'amore del popolo e delle
+milizie, usasse loro un gran regalo, come si praticava dai nuovi
+principi, si ricava dalle monete[1923] d'allora, nelle quali è
+mentovata la prima _liberalità_ di questo Augusto.
+
+NOTE:
+
+[1919] Thes. Inscript., p. 361, n. 1.
+
+[1920] Capitol., in Gordiano III.
+
+[1921] Lampridius, in Elagabalo.
+
+[1922] Capitolin., in Maxim. et Balbino.
+
+[1923] Mediobarb., in Numism. Imperator.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXL. Indizione III.
+
+ FABIANO papa 5.
+ GORDIANO III imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+SABINO per la seconda volta e VENUSTO.
+
+
+Questo _Sabino_ console verisimilmente è quello che, dopo la morte dei
+due Gordiani, propose in senato di eleggere imperadori Pupieno Massimo
+e Balbino, ed appresso fu creato prefetto di Roma. Quando ciò si
+ammettesse, dicendo Capitolino[1924] ch'egli era della famiglia degli
+Ulpii, la stessa che quella di Traiano, converrebbe chiamarlo _Ulpio
+Vettio Sabino_. Godevasi in Roma una invidiabil tranquillità, quando
+vennero nuove dall'Africa[1925] che s'era fatta ivi un'unione di
+malcontenti e ribelli contra dell'Augusto Gordiano, e capo di essi era
+un certo _Sabiniano_. Colà inviò Gordiano un rinforzo di gente, con
+cui il governatore della Mauritania, dianzi assediato dai congiurati,
+talmente ristrinse coloro, che gli obbligò a venire a Cartagine, a
+dargli legato il lor condottiero Sabiniano e a chieder perdono: il che
+loro conceduto, si quietò tutto il rumore. Ma il testo di Capitolino
+alquanto confuso non ci lascia ben discernere come passasse quella
+faccenda, nè s'accorda con Zosimo[1926], quale pretende che il popolo
+di Cartagine avesse proclamato Imperadore lo stesso _Sabiniano_, senza
+che altro si sappia di lui. Da una legge di Gordiano si ricava che in
+questi tempi era prefetto del pretorio un _Domizio_.
+
+NOTE:
+
+[1924] Capitolin., in Maximo et Balbino.
+
+[1925] Capitol., in Gordiano III.
+
+[1926] Zosimus, Hist., lib. 1.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXLI. Indizione IV.
+
+ FABIANO papa 6.
+ GORDIANO III imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+MARCO ANTONIO GORDIANO AUGUSTO per la seconda volta e CIVICA
+POMPEIANO.
+
+
+Se non mi ritenesse una iscrizione greca rapportata dal Reinesio[1927]
+e presa da quelle del Ligorio, in cui si legge console con Gordiano
+Augusto _Pompeiano Civica_, io non gli darei il nome di _Civica_, nè
+mi fiderei di un'altra del Gudio, dove questo console è appellato
+_Civica Pompeiano_. Posto nondimeno ch'egli usasse questi due cognomi,
+almen certo sarà che fu personaggio diverso da Pompeiano veduto da noi
+console nell'anno 231, perchè qui non vien chiamato console per la
+seconda volta. Guasto sarà il testo di Capitolino[1928], dove ha il
+nome di _Popiniano_, avendo noi troppe testimonianze di leggi e di
+marmi che _Pompeiano_ fu il suo cognome. Abbiam già veduto di sopra
+come _Artaserse_ avea ristabilito la monarchia de' Persiani. Dopo la
+guerra a lui fatta da Alessandro Augusto stettero per qualche tempo
+quieti quei popoli; ma, defunto Artaserse, divenne _Sapore_ suo
+figliuolo successore non men dei regni che dell'ambizione del padre.
+La Mesopotamia posseduta dai Romani, siccome sottoposta una volta al
+dominio persiano, tosto fu l'oggetto delle superbe sue mire.
+Eutichio[1929] il loda per la sua giustizia; Agatia[1930] cel descrive
+tutto il rovescio, uomo crudele, sanguinario, implacabile e di maniere
+affatto tiranniche. Entrò costui con formidabil esercito sui principii
+del suo governo nella Mesopotamia; prese Carre ed altre città
+circonvicine, e mise l'assedio a quella di Nisibi. Fabbricato quivi un
+castello alto presso le mura di quella città, continuamente infestava
+quegli abitanti, i quali erano già vicini a rendersi, quando gli
+convenne per urgente bisogno ritornar coll'armata nelle sue contrade.
+S'accordò co' cittadini di Nisibi, che se promettessero di lasciare in
+piedi quel castello fino al suo ritorno, egli se ne andrebbe. Ma non
+sì tosto fu partito, che i Nisibini con fossa e muro nuovo chiusero
+quel castello nella città. Tornato poi Sapore, e rinnovato l'assedio
+con impadronirsi di Nisibi, fiera strage fece di parte di quel popolo,
+e il resto condusse in ischiavitù con immenso bottino. I progressi di
+questo ferocissimo re fecero paura fino all'Italia. Applicossi perciò
+con tutto vigore il senato romano ad ammassar gente e danaro per
+reprimere il borioso nemico, e fu determinato che il giovine
+_imperador Gordiano_ in persona andrebbe a comandar l'armata, o, per
+dir meglio, ad apprendere il mestier della guerra[1931]. Intanto si
+pensò ad accasarlo, ancorchè, secondo i conti di Erodiano, non fosse
+giunto per anche all'età di diciotto anni. La madre sua, da noi poco
+conosciuta, probabilmente fu quella che gli trovò la moglie, cioè
+_Furia Tranquillina Sabina_, così appellata nelle medaglie[1932] e in
+alcune iscrizioni[1933], ma _Sabina_ in altre. Era essa figliuola di
+_Misiteo_, uomo di competente nobiltà, ed allora solamente noto pel
+suo sapere, per la sua eloquenza e prudenza, e non per impiego alcuno.
+Altro non sappiamo di essa Tranquillina, se non che portò il titolo di
+_Augusta_, senza apparire che da lei nascesse prole alcuna. Fu bensì
+celebre _Misiteo_ suo padre, perchè divenuto suocero dell'imperadore e
+creato prefetto del pretorio. Nè tardò egli a valersi della sua
+autorità per dar sesto alla corte e mettere sul buon cammino lo
+Augusto suo genero. Fin qui era stato il giovine Gordiano sotto il
+governo della madre, che, poco avvertita, il lasciava aggirare a lor
+talento dagli eunuchi della corte. Costoro lo allevarono in
+divertimenti fanciulleschi e in bagattelle, e insieme d'accordo
+vendevano la giustizia e i posti. Proponeva Mauro, uno di essi,
+qualche risoluzione in lode o in biasimo di taluno. Sopra ciò chiedeva
+Gordiano il loro parere a Gaudiano, Reverendo e Montano; ed approvando
+questi la proposizion dell'altro, tutto si faceva. Per consiglio di
+essi avea creato _Felice_ prefetto del pretorio, e data la quarta
+legione a _Sarapammone_, uomini indegni di sì fatte cariche. L'erario
+del principe caduto nelle griffe di queste arpie si trovava affatto
+senza sangue. Venne a tempo il saggio Misiteo per liberar da peste sì
+abbominevole l'Augusto suo genero. Abbiamo da Capitolino[1934] una
+lettera da lui scritta ad esso Gordiano, in cui si rallegra di aver
+medicate quelle piaghe, e di aver Gordiano allontanati da sè tali
+ministri, congiurati contro l'onore di lui e contro il pubblico bene.
+E Gordiano in altra lettera riconosce d'avere operato in addietro cose
+che non erano da fare, dicendo, fra le altre cose, di _conoscere
+oramai quanto sia infelice il principe posto in mano di gente, la
+quale gli taccia il vero, e lo inganni col falso_. Però da lì innanzi
+Gordiano volea saper tutto; e siccome principe di buon intendimento e
+di miglior volontà, non lasciò indietro disordine alcuno conosciuto, a
+cui non rimediasse, valendosi in tutto de' consigli del savio suo
+suocero, a cui dava il titolo di padre. Per tale, e per tutore della
+repubblica voleva che fosse riconosciuto anche dal senato: e
+pubblicamente protestava che quel di bene che si faceva, tutto si
+doveva attribuire a quel ministro d'onore ch'era toccato a lui per
+suocero. In questa maniera non parve più governo di un giovane il suo;
+e andò sempre crescendo l'amore del pubblico verso di esso Augusto. Un
+gran tremuoto in questi tempi si fece udire, per cui traballarono
+varie città, e si aprirono voragini con inghiottire gli abitatori.
+
+NOTE:
+
+[1927] Reinesius, Inscript., pag. 633.
+
+[1928] Capitolinus, in Gordiano III.
+
+[1929] Eutichius, Annal. Eccles.
+
+[1930] Agathias, Histor., lib. 4.
+
+[1931] Capitolin., in Gordiano III.
+
+[1932] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[1933] Thesaurus Novus Inscription., pag. 251.
+
+[1934] Capitol., in Gordiano III.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXLII. Indizione V.
+
+ FABIANO papa 7.
+ GORDIANO III imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+CAIO VETTIO ATTICO e CAIO ASINIO PRETESTATO.
+
+
+_Caio Aufidio Attico_ si truova nominato il primo console in una
+iscrizione del Grutero[1935]. Più ne restano dove è nominato _Vettio_,
+e non _Aufidio_, e così pure si legge in un marmo riferito nella mia
+Raccolta[1936]. Però è scorretta quella iscrizione, o pur egli portò
+amendue quei nomi. Gran tempo era che non si praticava in Roma la
+cerimonia di aprire e chiudere le porte del tempio di Giano, allorchè
+si dava principio o fine alle guerre[1937]. Gordiano, già risoluto di
+passare in Levante per opporre le forze romane a quelle de' Persiani,
+le fece spalancare sul principio di quest'anno in segno di guerra.
+Venuta poi la primavera, provveduto di una fiorita armata e di assai
+danaro, imprese il viaggio per terra alla volta di Bisanzio, per di là
+traghettare in Asia. Passato per la Mesia, trovò nella Tracia molti
+nemici del romano imperio, verisimilmente Sarmati, Alani o altra simil
+gente barbara: tutti, o gli sterminò, o li fece ritirar colla fuga ai
+loro paesi. Seco era _Misiteo_ suo suocero, prefetto del pretorio, e
+suo braccio diritto. La provvidenza e l'indefessa vigilanza di questo
+uffizial comandante si facea ammirar da tutti. Non v'era alcuna città
+considerabile ne' confini dell'imperio romano che non fosse provveduta
+di tanto grano, aceto, lardo, orzo e paglia da poter mantenere per un
+anno l'imperadore col suo esercito, se pure s'han così da interpretar
+le parole di Capitolino: il che a me par difficile a credersi. Altre
+aveano provvisione per due mesi, ed altre meno, a proporzione delle
+lor forze. Essendo prefetto del pretorio, spessissimo visitava l'armi
+dei suoi soldati; non permetteva che i vecchi militassero, nè si
+arrolassero fanciulli. Ovunque si accampava l'armata, volea che il
+campo fosse cinto di fosse, e di notte facea sovente la ronda. Questo
+suo zelo pel pubblico bene riportava in premio l'amore di tutti, ed
+era così amato e rispettato dagli uffiziali subalterni, che niun di
+essi osava di mancare al suo dovere. Dopo l'acquisto della
+Mesopotamia, _Sapore_ re di Persia più altiero che mai era entrato
+colle sue armi nella Soria, e forse gli sarebbe riuscito agevole di
+conquistarla interamente, se non fosse giunto l'Augusto Gordiano a
+reprimere un sì potente avversario. Secondo le parole di Capitolino,
+sembra che Antiochia fosse caduta in potere del re barbaro; e ne fa
+dubitare anche una lettera scritta dal medesimo Gordiano al senato; ma
+potrebbe essere che quella gran città solamente fosse assediata dai
+Persiani, e ridotta agli estremi. Certo è almeno, che arrivato colà
+Gordiano, la liberò dalle lor mani. Seguirono varii combattimenti: in
+tutti cantarono la vittoria i Romani. Tal terrore misero questi
+fortunati successi in cuor di Sapore e de' Persiani, che il più
+frettolosamente che poterono si ritirarono di là dall'Eufrate. Ed
+esser può che succedesse allora quanto racconta Pietro Patrizio[1938]
+ne' frammenti delle ambascerie, cioè, che, avendo Sapore passato
+l'Eufrate, si abbracciavano l'un l'altro i di lui soldati: tanta era
+la lor gioia di avere scappato il gran pericolo, in cui si trovavano,
+credendo ad ogni momento d'avere alle spalle le spade romane. Dovette
+egli passare quel fiume verso Edessa posta di là; e però mandò messi
+alla guarnigion romana di quella città, offerendo loro un grosso
+regalo della sua moneta, se il volevano lasciar passare, fingendo
+d'andare al suo paese, non per paura, ma per solennizzarvi una festa,
+non sapendo probabilmente quei soldati che Gordiano avesse data ai
+Persiani la mala ventura, o pure per la gola del regalo, il lasciarono
+passare senza molestia alcuna. Il resto delle imprese di Gordiano io
+riferirò all'anno seguente, perchè non ci consta se nel presente o nel
+susseguente egli ripigliasse la fortezza di Carre, e vittorioso
+arrivasse fino alla città di Nisibi, città della Mesopotamia, la quale
+ritornò anch'essa sotto l'aquile romane. Basterà per ora di dire con
+Capitolino[1939], tale essere stata la paura del re persiano, che,
+senza farsi pregare, abbandonò tutte le città tolte ai Romani, con
+ritirarne i suoi presidii, consegnandole ai cittadini, senza usar
+saccheggi o far loro altro danno.
+
+NOTE:
+
+[1935] Gruterus, Inscript., pag. 309, n. 7.
+
+[1936] Thesaurus Novus Inscription., pag. 361, num. 3.
+
+[1937] Capitolinus, in Gordiano III.
+
+[1938] Petrus Patricius, Legation. Tom. I Hist. Byzant.
+
+[1939] Capitolinus, in Gordiano III.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXLIII. Indizione VI.
+
+ FABIANO papa 8.
+ GORDIANO III imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+ARRIANO e PAPO.
+
+
+O nell'anno precedente o in questo l'Augusto Gordiano finì di
+rimettere sotto il comando suo e della repubblica romana le città
+perdute della Soria e Mesopotamia[1940]. Ed allorchè fu a Nisibi,
+scrisse al senato, ragguagliandolo de' suoi prosperosi avvenimenti, e
+che sperava di far una visita al re Sapore nella stessa di lui
+capitale, cioè in Ctesifonte; che perciò fosse lor cura di far dei
+sacrifizii e delle processioni, di raccomandar lui agli dii, e di
+ringraziar Misiteo prefetto e padre suo, perchè dalla buona e saggia
+condotta di lui egli riconosceva tutta la felicità di quella impresa.
+Perciò dal senato fu decretato il trionfo a _Gordiano_, e ch'egli
+entrasse in Roma con cocchio tirato dagli elefanti, e potesse entrarvi
+anche _Misiteo_ in carrozza trionfale tirata da cavalli, a cui fu
+inoltre fatto incidere in marmo l'elogio suo. Ma eccoti ammalarsi
+Misiteo per una dissenteria, e venir men la sua vita. Fu creduto dai
+più che _Filippo_, il qual fu dipoi imperadore, ed avea gran paura
+della severità di Misiteo, gli affrettasse la morte, coll'aver
+guadagnati i medici che lo assistevano, e fattogli dare una medicina
+contraria al di lui bisogno. Lasciò Misiteo erede di tutto il suo la
+repubblica romana, e se ne morì, e con lui venne anche a morir la
+fortuna del genero Augusto, perchè rimase senza guida ed appoggio. In
+luogo suo fu creato prefetto del pretorio il suddetto _Marco Giulio
+Filippo_, il quale poco tardò ad aprirsi la strada al trono imperiale
+colla più detestabil ingratitudine, siccome vedremo all'anno seguente.
+In questi tempi fiorì _Plotino_, insigne filosofo platonico, di cui
+restano molte opere, e la sua vita compilata da _Porfirio_[1941], cioè
+da un altro celebre filosofo, seguace anch'esso di Platone. Si mise
+Plotino nell'esercito di Gordiano, allorchè fu per entrar nelle terre
+di Persia, condotto dal desiderio di conferire i sentimenti suoi coi
+filosofi persiani, ed era allora in età di trentanove anni.
+
+NOTE:
+
+[1940] Idem, ibid.
+
+[1941] Porphyrius, in vita Plotini.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXLIV. Indizione VII.
+
+ FABIANO papa 9.
+ FILIPPO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+PELLEGRINO ed EMILIANO.
+
+
+Trovandosi all'anno 249 _Marco Emiliano_ console _per la seconda
+volta_, verisimil cosa è ch'egli stesso procedesse console per la
+prima nell'anno presente. Alla smoderata ambizion di _Marco Giulio
+Filippo_ parve poco la dignità di prefetto del pretorio. I suoi voti
+tendevano all'imperio, e l'arte, con cui egli vi arrivò, fu la
+seguente[1942]. Mentre si trovava il romano esercito fra Nisibi e
+Carre, in procinto di entrar nelle terre de' Persiani, segretamente
+fece andare innanzi le navi che portavano i viveri destinati
+all'armata, affinchè, mancando la sussistenza, nascesse qualche
+sedizione contra del principe, siccome in fatti avvenne. Si trovavano
+i soldati in luoghi privi d'ogni sussidio per la bocca; molti di essi
+erano anche stati guadagnati ed istruiti da Filippo; e però cominciò a
+trapelare, e poscia a prendere sempre più piede, la mormorazione
+contra Gordiano, con dire che stava male l'imperio e l'esercito in
+mano di un giovinetto inesperto, e doversi provvedere di un imperadore
+che avesse testa e braccio. Passarono i sediziosi fino a chiedere che
+Filippo fosse posto sul trono. Per quanta resistenza facessero gli
+amici di Gordiano, convenne cedere al ripiego proposto dagli altri,
+cioè che _Filippo_ anch'egli fosse dichiarato _Augusto_, e regnasse
+come tutore di Gordiano. Così fu fatto. Resta qui molto scura la
+storia. Fuor che Capitolino, niun altro scrittore fa menzione di
+questa associazion dell'imperio. Si truovano le leggi date[1943] sul
+principio di quest'anno da Gordiano solo: una di Filippo solo data nel
+dì 14 marzo si vede. E pur ne comparisce un'altra del medesimo
+Gordiano solo nel dì 25 di aprile, la cui data dal Doduello[1944] è
+creduta guasta. Pretende il padre Pagi[1945] ciò succeduto perchè non
+andavano insieme d'accordo Gordiano e Filippo, e cadaun comandava e
+faceva leggi da sè: il che par difficile a credere, perchè tutti e due
+si truovavano nel medesimo esercito, e bisognava che l'infelice
+Gordiano stesse di sotto. Capitolino poi si contraddice, scrivendo che
+Filippo, dopo di aver tolto di vita Gordiano, notificò al senato con
+sue lettere la di lui morte, come succeduta per malattia, ed insieme
+la elezion di sè fatta dai soldati; e che il senato, da queste lettere
+ingannato, il riconobbe per Imperadore. Se prima egli fu dato collega
+a Gordiano nella dignità imperiale, come non iscrisse allora al senato
+per ottenerne l'approvazione? Si può perciò dubitare del racconto di
+Capitolino, ed anche di altre particolarità ch'egli aggiugne. Cioè che
+non potendo Gordiano sofferire di esser trattato con tanta alterigia
+dal nuovo suo collega Filippo, uomo vilmente nato dalla pessima gente
+degli Arabi[1946], e salito colle sue furberie tanto alto, quando esso
+Gordiano era di nobilissima schiatta romana, nipote d'imperadori, ed
+imperadore prima di lui: montò un dì sul tribunale, assisto da _Mezio
+Gordiano_ suo parente, creato prefetto del pretorio, e fece un'aringa
+ai soldati, sperando d'indurli a deporlo, con rappresentare loro la
+stomachevole ingratitudine di costui. Furono gettate al vento le di
+lui parole, perchè prevaleva la fazion di Filippo. Fece istanza che
+fosse eguale fra loro l'autorità, ma ne pur questo ottenne. Si ridusse
+a chieder di usar solamente il titolo di Cesare: poi di esser prefetto
+del pretorio; ed in fine di calcare almeno il posto di uno de'
+generali, purchè fosse salva la sua vita. Pareva che Filippo si
+mostrasse inclinato a quest'ultimo partito; ma, riflettendo che un dì
+o l'altro potrebbe risorgere l'amore portato dal senato e popolo
+romano, anzi da tutto l'imperio, a questo giovane principe, e che i
+soldati, ora adirati contro di lui per la fame, non istarebbono sempre
+del medesimo umore; fece venire alla presenza sua il misero giovane,
+spogliarlo ed ucciderlo. Certamente non si accorda questo racconto di
+Capitolino coll'amore ch'egli dice portato da tutti e dai soldati
+medesimi a Gordiano. E se Filippo era già imperadore, perchè non
+provvide tosto alla fame dell'armata? Più perciò verisimile sembra che
+Filippo fosse non imperadore, ma bensì tutore di Gordiano in luogo di
+Misiteo, e ch'egli di poi barbaramente all'improvviso il privasse di
+vita. Giuliano Apostata presso Ammiano Marcellino[1947] in una sua
+aringa scrive, che avendo Gordiano data presso Resena, città
+dell'Osroena, una rotta al re persiano, se ne tornava vittorioso,
+quando fu oppresso da _Filippo prefetto_ del pretorio. Non dice da
+Filippo già creato imperadore. Anche Zosimo[1948] lasciò scritto, che
+trovandosi Gordiano fra Nisibi e Carre, Filippo fraudolentemente
+lasciò affamare l'esercito, con disegno di abbattere Gordiano,
+quasichè per colpa di lui avvenisse quel disordine, e di salir egli
+poscia sul trono: il che gli venne fatto, con restare scannato
+l'infelice Gordiano. Sembra più verisimile il racconto di questi
+ultimi scrittori. Pare che la di lui morte accadesse verso il
+principio di marzo, correndo il sesto anno del suo imperio. Una o due
+medaglie[1949] parlano della di lui _tribunizia podestà VII_, il che,
+secondo i conti del Pagi[1950], basta a far credere che egli toccasse
+l'anno settimo dell'imperio. Ma queste possono essere state battute
+prima che si sapesse la di lui morte in Europa; però il punto non è
+chiaro, siccome ancora resta dubbiosa la di lui età, che alcuni fanno
+di diecinove anni, ed altri fino di ventitrè. Fu poi onorevolmente
+seppellito nel luogo della sua morte il di lui corpo. Eusebio[1951]
+scrive che questo fu portato a Roma. Accordogli il senato gli onori
+divini. Lo stesso Filippo, per farsi credere innocente del sangue di
+lui, l'onorava sempre col titolo di divo. Coloro che l'uccisero, tutti
+poi, per attestato di Capitolino, perirono di mala morte, e vedremo a
+suo tempo che non andò esente dai gastighi di Dio l'infedele ed
+ingrato Filippo. Fiorirono sotto Gordiano, _Censorino_, che scrisse
+del _Giorno Natalizio_, ed _Erodiano_ storico, della cui storia mi
+sono servito in addietro, oltre ad altri scrittori, de' quali son
+perite le memorie. Di Filippo, che succedette nel romano imperio, mi
+riserbo di parlare all'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[1942] Capitolin., in Gordiano III. Zosimus, Hist., lib. 1, cap. 18.
+
+[1943] Reland., Fast. Cons.
+
+[1944] Dodwellus, in Annalibus Cyprian.
+
+[1945] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1946] Capitolin., in Gordiano III. Aurelius Victor, in Epitome.
+Zosimus, Hist., lib. 1, cap. 18.
+
+[1947] Ammianus, lib. 23, cap. 54.
+
+[1948] Zosimus, lib. 1, cap. 19.
+
+[1949] Occo et Mediobarbus, Numism. Imper.
+
+[1950] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[1951] Eusebius, in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXLV. Indizione VIII.
+
+ FABIANO papa 10.
+ FILIPPO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+MARCO GIULIO FILIPPO AUGUSTO e TIZIANO.
+
+
+Il secondo console, cioè _Tiziano_, verisimilmente quegli è che vien
+chiamato in una iscrizion del Fabretti[1952] _Caio Messio Aquillio
+Fabio Tiziano_. Il Relando[1953] e il padre Stampa[1954], fidandosi di
+una iscrizione del Gudio, gli danno il nome di _Giunio Didiano_, o sia
+_Tiziano_. Per me non oserei fabbricare coi materiali a noi lasciati
+dal Gudio. Trovasi ancora in un'iscrizione del Grutero[1955] _Fabio
+Tiziano Console_. A cagion di tale incertezza ho io posto il solo
+cognome. Da che nell'anno precedente, dopo l'assassinio fatto a
+Gordiano (e non prima, come sembra più probabile), _Marco Giulio
+Filippo_ fu proclamato Imperadore Augusto dall'armata romana,
+significò egli con sue lettere al senato di Roma l'assunzione sua al
+trono, con fingere morto di malattia Gordiano[1956]. Il senato, già
+avvezzo a cedere alla forza ed usurpazione de' soldati, chinò il capo,
+ed accettollo. Era sua moglie _Marcia Otacilia Severa_, così nominata
+nelle medaglie[1957], a cui fu dato il titolo d'_Augusta_. Aveva egli
+anche un figliuolo che, secondo Aurelio Vittore[1958], era chiamato
+_Caio Giulio Saturnino_, ma nelle iscrizioni e nelle medaglie
+comparisce col solo nome paterno di _Caio Giulio Filippo_, dichiarato
+immantinente _Cesare_ dal padre. Eusebio Cesariense[1959], seguitato
+poi da san Girolamo, da san Giovanni Grisostomo, da Paolo Orosio e da
+altri, scrisse essere fama che amendue i _Filippi_, padre e figliuolo,
+fossero cristiani, e i primi Augusti che professassero la fede di Gesù
+Cristo. In pruova di che narra che, venuto l'imperadore Filippo ad
+Antiochia per la festa di Pasqua, volendo egli intervenire la notte
+avanti alle sacre funzioni della Chiesa colla moglie Otacilia, san
+Babila vescovo di quella città, consapevole dell'eccesso commesso
+contra del suo legittimo principe, animosamente li rispinse,
+protestando che non entrerebbono in chiesa, se non faceano la
+confession de' lor falli e non prendeano luogo fra i pubblici
+penitenti: il che da loro fu con somma umiltà eseguito. Ma l'autorità
+per altro grande d'Eusebio e degli autori sopraccitati non ha ottenuto
+dai critici degli ultimi tempi che se gli creda in questo. Pare che
+fin Zonara[1960] ne dubitasse a' suoi dì. Il tradimento fatto da
+Filippo a Gordiano non convien mai ad un cristiano. Per ciò
+giudiziosamente il cardinal Baronio[1961] coll'autorità di Origene
+osservò ch'egli almeno ne' principii del suo imperio non potè
+professar la religion di Cristo. Oltre di che, Lattanzio,
+contemporaneo di Eusebio, Sulpicio Severo, Teodoreto ed altri hanno
+riconosciuto che Costantino il Grande fu il primo che abbracciasse la
+fede cristiana. Quel sì, che ragionevolmente si può credere, e
+l'afferma anche san Dionisio vescovo d'Alessandria, furono i due
+Filippi molto favorevoli ai cristiani, e crebbe di molto sotto di loro
+la Chiesa di Dio. E chi sa che la Augusta Otacilia non fosse quella
+che nudrisse nel marito sì buon cuore verso la santa religion de'
+cristiani? È perita la vita dei due Filippi, che verisimilmente fu
+scritta da alcuno degli scrittori della Storia Augusta; laonde poco
+abbiamo di lui per meglio conoscere il sistema delle sue operazioni.
+Ora noi sappiamo da Zosimo[1962] che Filippo fece pace con Sapore re
+della Persia; ed è privo di verisimile ciò che narra Giovanni
+Zonara[1963], cioè ch'egli comperò questa pace con cedere al re
+persiano la Mesopotamia e l'Armenia, ma che, mormorando non poco i
+Romani di questo, egli poi difese e conservò quelle provincie. Sapore,
+già vinto da Gordiano, vedea minacciata fin la sua capitale, nè è
+credibile che in un trattato riportasse cotali vantaggi. Che questa
+pace esigesse qualche tempo per conchiuderla, si può giustamente
+immaginare; e però sembra conchiusa in questo, e non già
+nell'antecedente anno. Quando poi fosse da credere il fatto attribuito
+a san Babila vescovo d'Antiochia, ed accaduto nel tempo della Pasqua,
+la quale nell'antecedente anno cadde nel dì 14 d'aprile, si avrebbe
+assai argomento di credere che Filippo dalle vicinanze di Ctesifonte
+non potesse arrivare a quel tempo in Antiochia, e sarebbe da riferire
+all'anno presente il suo arrivo ad essa città. Ma quel fatto, per le
+cose dette, ha ciera di favola. Che poi Filippo, mossosi dalla Soria,
+arrivasse nell'anno precedente a Roma, se lo persuase il padre
+Pagi[1964], ma senza pruove sicure. Le monete rapportate dal
+Mezzabarba[1965] sembrano piuttosto indicare ch'egli vi giugnesse
+nell'anno presente, sotto il quale appunto altro non so io riferire,
+se non la suddetta pace, e l'aver Filippo fatto il viaggio assai lungo
+dalla Soria a Roma.
+
+NOTE:
+
+[1952] Fabrettus, Inscript., pag. 119.
+
+[1953] Reland., in Fast. Consul.
+
+[1954] Stampa, Fast. Consul.
+
+[1955] Gruterus, Inscript., pag. 407, n. 8.
+
+[1956] Capitolin., in Gordian. III.
+
+[1957] Vaillant et Mediobarb., in Numismat.
+
+[1958] Aurelius Victor, in Brev.
+
+[1959] Euseb., Histor. Eccles., lib. 6, cap. 36.
+
+[1960] Zonaras, in Annalibus.
+
+[1961] Baron., in Annal. Eccles.
+
+[1962] Zosimus, lib. 1, cap. 19.
+
+[1963] Zonaras, in Annalibus.
+
+[1964] Pagius, Crit. Baron.
+
+[1965] Mediobarbus, in Numism. Imperator.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXLVI. Indizione IX.
+
+ FABIANO papa 11.
+ FILIPPO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+PRESENTE ed ALBINO.
+
+
+Da che fu giunto Filippo a Roma, ben sapendo, altro non meritar le
+azioni sue che l'odio universale[1966], si studiò in tutte le forme di
+guadagnar l'affezione delle milizie e del senato. Nelle monete[1967]
+dell'anno precedente si parla della sua _liberalità_, e Zosimo attesta
+ch'egli con gran profusione d'oro rallegrò l'avidità de' soldati. Al
+senato romano parlò con somma benignità, promettendo gran cose; e
+certo quel poco che resta di notizie a lui spettanti, ci rappresenta
+ben questo principe ambizioso ed anche superbo, ma non già crudele.
+Parlava egli sempre di Gordiano con onore, nè alcun oltraggio mai fece
+alle di lui statue e memorie. Solamente abbiamo da Capitolino[1968]
+che la magnifica casa di _Gneo Pompeo_, posseduta dai _Gordiani_, fu
+occupata sotto Filippo dal fisco imperiale. Tuttavia, non fidandosi
+de' Romani, i principali impieghi conferiva egli ai proprii parenti.
+Per questo diede il comando dell'armi in Soria a _Prisco_ suo
+fratello, e quello della Mesia e Macedonia a _Severino_ padre di sua
+moglie, persone poco atte a farsi ubbidire e rispettare: il che influì
+col tempo alla di lui rovina. Credettero il Mezzabarba[1969] e il
+Bianchini[1970] che Filippo in quest'anno rompesse la pace co'
+Persiani, e non deponesse l'armi, se non dappoichè la Mesopotamia e
+l'Armenia furono restituite al romano imperio. Ma, siccome vedemmo,
+questa partita è presa di peso da Zonara, storico di poca esattezza.
+Era la potenza de' Persiani tale da non lasciarsi far paura da grosse
+armate, non che dalle poche milizie che furono lasciate allora di
+guarnigione nella Soria. Però questa guerra seconda col re di Persia
+siam dispensati dal crederla vera. Quel sì, che sopra buon fondamento
+si truova appoggiato, ma che io non so dire se appartenga all'anno
+presente o pure al seguente, si è il movimento de' Carpi, popoli
+barbari forse dalla Sarmazia[1971]. Costoro, fatta un'irruzione da'
+luoghi vicini al Danubio, portavano la desolazione in quelle parti.
+Filippo, per farsi credito co' Romani, in persona passò colà con un
+buon esercito, e venuto con quei Barbari alle mani, gli sconfisse.
+Ritiraronsi molti d'essi in un castello, a cui fu posto l'assedio. Ma
+raccolte di nuovo le lor forze, tentarono un altro combattimento, che
+non fu per loro più felice del primo, per l'empito de' Mori militanti
+nell'armata romana. Però fecero istanza di pace e lega: al che avendo,
+senza farsi molto pregare, acconsentito Filippo, restituita la quiete
+a quelle provincie, se ne ritornò tosto a Roma. Alcune medaglie,
+portate dal Mezzabarba[1972] sotto il presente anno, parlano di una
+_allocuzione_ fatta da Filippo all'esercito, e di una sua _vittoria_,
+che ragionevolmente si può riferire alla suddetta impresa. Ma io non
+me ne assicuro, perchè in un'iscrizione del Fabretti[1973], spettante
+all'anno seguente, Filippo Augusto è chiamato _proconsole_: titolo
+dato agl'imperadori allorchè erano in qualche spedizion militare.
+
+NOTE:
+
+[1966] Zosimus, lib. 1, cap. 19.
+
+[1967] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[1968] Capitolinus, in Gordiano seniore.
+
+[1969] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[1970] Blanchinius, ad Anastas.
+
+[1971] Zosimus, lib. 1, cap. 20.
+
+[1972] Mediob., Numism. Imper.
+
+[1973] Fabrettus, Inscript., pag. 687.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXLVII. Indizione X.
+
+ FABIANO papa 12.
+ FILIPPO imperadore 4.
+ FILIPPO juniore imperad. 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO GIULIO FILIPPO AUGUSTO per la seconda volta e MARCO GIULIO
+FILIPPO CESARE.
+
+
+Il giovane _Filippo_, figliuolo di Filippo Augusto, che procedette
+console col padre in quest'anno, non era che _Cesare_ nelle calende di
+gennaio. Fu di parere il padre Pagi[1974] ch'egli dipoi in questo
+medesimo anno fosse dichiarato collega dell'imperio da esso suo padre,
+cioè _Imperadore Augusto_. Molta oscurità s'incontra nella storia di
+questi tempi, e crescono ancora per cagione di marmi finti e di
+medaglie false, o non assai attentamente lette. Se noi prestassimo
+fede ad una iscrizione del Gudio, rapportata anche dal Relando[1975],
+il giovane Filippo nè pure nell'anno seguente era fregiato del titolo
+d'imperadore, usando il solo di Cesare, leggendosi ivi: IMP. CAES.
+PHILIPPO III. ET IVLIO PHILIPPO CAESARE II. COS. Ma cento volte
+ripeterò che le merci del Gudio non ci possono servire per iscorta
+sicura all'erudizione. Lo Spon[1976], il Bellorio e il Fabretti[1977]
+ci han fatto vedere un decreto emanato in favore de' soldati
+dell'armata navale del Miseno, in cui Filippo il padre vien detto IMP.
+CAESAR M. IVLIVS PHILIPPVS PIVS FELIX AVG. PONT. MAX. TRIB. POT. IIII.
+CONSVL. III. DESIG. P. P. PROCONSVL; e il figliuolo IMP. CAESAR M.
+IVLIVS PHILIPPUS PIVS FELIX AVG. PONT. MAX. TRIB. POT. IIII. COS.
+DESIGNAT. P. P. Più sotto si legge IMP. M. IVLIO PHILIPPO COS. DES.
+III. ET IMP. M. IVLIO PHILIPPO COS. II. DES. COS. Sarebbe da
+desiderare che avessimo più iscrizioni dei due Filippi, per
+confrontarle insieme ed assicurarci che niun inganno s'incontri nelle
+memorie antiche o credute antiche. Da questo monumento, fatto mentre
+correa la _quarta tribunizia podestà_ di Filippo seniore, cioè
+nell'anno presente, deducono alcuni che il giovane Filippo, subito che
+fu creato _Cesare_, ottenne dal padre la _podestà tribunizia_
+nell'anno 244, e ch'egli nel presente fu promosso al sommo grado
+d'Imperadore Augusto. Ma il padre Harduino avrebbe trovato da dir
+contra di tal decreto, perchè, secondo lui, non si comunicava ad
+altri, ed era ritenuto per sè dall'imperador seniore il grado di
+_pontefice massimo_, che pur qui si mira goduto anche da _Filippo
+juniore_. Potrebbe parimente comparir della confusione nell'appellar
+esso _Filippo_ COS. II. DES. COS., benchè sia certo ch'egli fu console
+per la prima volta in quest'anno, e disegnato console per la seconda
+nel seguente. Certamente può credersi non assai esattamente copiato
+quel decreto, e tanto più perchè con esso convien confrontarne un
+altro simile, che si legge nella mia Raccolta[1978], ed appartiene
+all'anno seguente. Quivi anche il _giovane Filippo_ si trova appellato
+_Augusto_, ciò servendo a farci riconoscere per falsa l'iscrizione del
+Gudio. Similmente _Filippo juniore_ porta il titolo di _pontefice
+massimo_ al pari del padre; e però cade a terra la regola proposta dal
+padre Harduino. Quivi inoltre si dà al medesimo Filippo juniore la
+_seconda tribunizia podestà_, e, per conseguente, l'ottenne egli
+nell'anno presente, allorchè fu promosso alla dignità imperatoria, e
+non già allorchè venne creato _Cesare_, come voleva il padre Pagi. Con
+tal notizia s'accordano ancora varie monete rapportate dal Goltzio, e
+indarno credute false da esso, perchè discordi dalla sua opinione. Un
+riguardevol punto di storia è l'essersi sotto i _Filippi Augusti_
+celebrato l'anno millesimo della creduta fondazion di Roma, ma senza
+che apparisca chiaro se a questo anno o pure al seguente si debba
+riferire la gran festa, di cui fanno menzione gli storici antichi. Io
+ne parlerò al seguente anno. Abbiamo da Aurelio Vittore[1979] che
+Filippo fece fare di là dal Tevere un lago, perchè quel paese
+penuriava troppo d'acqua. Ciò verisimilmente succedette in questi
+tempi.
+
+NOTE:
+
+[1974] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[1975] Reland., Fast. Consul.
+
+[1976] Spon, Miscellan. Erudit., pag. 244.
+
+[1977] Fabrettus, Inscription., pag. 687.
+
+[1978] Thesaurus Novus Inscript., pag. 362, n. 1.
+
+[1979] Aurel. Victor, in Breviar.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXLVIII. Indizione XI.
+
+ FABIANO papa 13.
+ FILIPPO imperadore 5.
+ FILIPPO juniore imperad. 2.
+
+_Consoli_
+
+MARCO GIULIO FILIPPO seniore AUGUSTO per la terza volta e MARCO GIULIO
+FILIPPO juniore AUGUSTO per la seconda.
+
+
+Due son l'epoche della fondazion di Roma; l'una di Marco Varrone,
+secondo la quale nell'anno precedente correva l'anno millesimo d'essa
+fondazione; l'altra dei Fasti capitolini, e secondo questa cominciava
+a correre nel presente anno esso millesimo. Il giorno natalizio di
+Roma comunemente si credeva il dì 21 aprile. Fuor di dubbio è che
+questo millesimo s'incontrò sotto l'imperio dei due Filippi Augusti, e
+fu con somma magnificenza di giuochi e solazzi solennizzato. Stimarono
+il cardinal Noris[1980] e il padre Pagi[1981] cominciato questo
+millesimo nell'aprile del precedente anno; il Petavio[1982], il
+Mezzabarba[1983], il Tillemont[1984], il Bianchini[1985] e il
+Relando[1986] riferirono esso millesimo all'anno presente. Si credono
+alcuni di poter conciliare insieme queste due opinioni con dire, ma
+senza pruova, che essendo durata la solennità dal dì 21 aprile
+dell'anno precedente sino al dì 21 d'esso mese del presente anno, si
+verifica che in amendue i suddetti anni si celebrò l'anno millesimo
+della fondazione di Roma. Contuttociò, se noi miriam le monete[1987]
+rapportate dai varii scrittori, ci sembrerà accostarsi più al vero
+l'opinione di chi mette il principio d'esso millesimo nell'anno
+presente, perciocchè i _giuochi secolari_ e il _secolo millenario_ son
+qui enunziati colla tribunizia podestà V di Filippo seniore,
+cominciata nel marzo di quest'anno, e mentr'egli esercitava il _terzo
+consolato_, che parimente significa l'anno presente. Niuna memoria di
+ciò si trova nelle monete battute, correndo la quarta tribunizia
+podestà di Filippo. E però quando non si pruovi che tutte le feste
+allora fatte si ridussero ai soli ultimi giorni dell'anno millesimo, a
+noi resta giusto motivo di credere cominciato esso anno nell'aprile
+del presente. Abbiamo da Zosimo[1988] la descrizione de' giuochi
+secolari, e da Capitolino[1989] la notizia degli animali forestieri
+che comparvero nei combattimenti fatti allora nell'anfiteatro e nel
+circo: cioè elefanti XXXII, alci X, tigri X, leoni mansueti LX, un
+cavallo marino, un rinoceronte, X lioni bianchi, X cammelopardali, X
+asini selvatici, XL cavalli fieri, ed innumerabili altri diversi
+animali. Servì questa gran folla di fiere ai divertimenti del popolo
+romano, oltre ai giuochi circensi, ed oltre a mille paia di gladiatori
+mantenuti dal fisco. Eusebio[1990] anch'egli racconta che in questa
+solennità furono uccise innumerabili bestie nel circo magno, e che nel
+campo Marzio per tre dì e tre notti si fecero i giuochi teatrali.
+Aggiugne dipoi che in esso anno millesimo bruciò in Roma il teatro di
+Pompeo, e l'edifizio chiamato Cento Colonne, sontuoso portico di
+quella incomparabil città. In Roma pagana, anzi dovunque dominava la
+falsa religion degli dii viziosi[1991], si lasciava da molti secoli il
+passaporto a quell'infame vizio per cui Sodoma e Gomorra perirono.
+V'erano abbominevoli scuole di questo, e il fisco ne ricavava un
+tributo. Avea tentato, siccome già osservammo, anche il buon
+imperadore Alessandro di rimediare a questa infamia. Non meno di lui
+fece conoscere l'Augusto Filippo il suo buon genio, perchè con editto
+pubblico vietò questa nefanda lussuria. E contuttochè Aurelio Vittore
+confessi l'obbrobriosa corruzion de' Romani gentili, con aggiugnere
+che la proibizione, in vece di estinguere tal pestilenza, maggiormente
+l'attizzò, dovuta nondimeno è la sua lode a questo imperadore, siccome
+quegli che dal canto suo non lasciò di perseguitare il vizio, ancorchè
+gli mancassero poi le forze e il tempo per isradicarlo.
+
+NOTE:
+
+[1980] Noris, Epist. Consul.
+
+[1981] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[1982] Petavius, de Doctrin. Temp.
+
+[1983] Mediobarb., in Numismat. Imper.
+
+[1984] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[1985] Blanchinius, ad Anastas. Bibliothec.
+
+[1986] Reland., in Fast. Consular.
+
+[1987] Mediob., in Numismat. Imperator.
+
+[1988] Zosimus, Histor., lib. 2, cap. 5.
+
+[1989] Capitolinus, in Gordiano III.
+
+[1990] Euseb., in Chronic.
+
+[1991] Aurelius Victor, in Breviar.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXLIX. Indizione XII.
+
+ FABIANO papa 14.
+ FILIPPO imperadore 6.
+ FILIPPO juniore imperad. 3.
+ DECIO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO EMILIANO per la seconda volta e GIUNIO AQUILINO.
+
+
+Cominciarono a sconcertarsi, se non nell'anno antecedente, certo nel
+presente, gli affari di Filippo imperadore, non già per colpa di lui,
+perchè era buon uomo, nè facea male ad alcuno, e però fu creduto da
+alcuni che fosse cristiano; ma per le gravi imposte, motivo sempre di
+doglianze ai popoli, e perchè i governatori ed uffiziali da lui posti
+nelle provincie, o non sapeano governare, o troppo voleano governare;
+perlochè erano odiati dai soldati e dai popoli. Essendo governatore
+della Soria _Prisco_ fratello di _Filippo Augusto_, e rendutosi egli
+oramai insoffribile, si fece in quelle parti una sedizione[1992], e fu
+proclamato Imperadore un certo _Papiano_, di cui perì tosto la
+memoria, perchè fu ucciso. Fa menzione Aurelio Vittore[1993] sotto
+l'imperio di Decio successor di Filippo di un _Jotapiano_ che aspirò
+all'imperio in quelle parti, per essere, diceva egli, parente di
+Alessandro. Verisimilmente costui è il medesimo che presso Zosimo
+porta il nome di _Papiano_, e come un fungo fece la comparsa
+d'imperadore sotto Filippo. Ne' medesimi tempi nella Mesia e Pannonia,
+governate allora da _Severiano_ suocero di Filippo, succedette
+un'altra sedizione, per cui alquanti di quei popoli e soldati
+acclamarono Imperadore un certo _Marino_ centurione, o qualche cosa di
+più in quelle armate, che si crede chiamato in alcune medaglie (se di
+sicura antichità, non so) _Publio Carvilio Marino_[1994]. Portate
+queste nuove a Roma, alterossi forte l'Augusto Filippo, sì pel timore
+che l'incendio crescesse, e sì perchè amava la quiete per sè stesso, e
+la lasciava godere agli altri. Andossene al senato per pregarlo di
+aiuto in sì gravi congiunture, e disse ancora, se dispiaceva il suo
+governo, di esser pronto a deporre l'augusto suo ministero. Parevano
+legate le lingue di cadaun senatore, ma in fine _Decio_, un di essi,
+per nobiltà di sangue e per molte belle doti personaggio assai
+riguardevole, si alzò e disse che non v'era motivo di tremare per
+quelle novità, perchè fatte da persone mancanti di nobiltà, di seguito
+e di mezzi per sostenersi; e che perciò avesse un po' di pazienza,
+perchè non tarderebbono a svanire quei fantasmi d'imperadori. Così fu:
+anche a _Marino_ s'intese fra poco tolta la vita. Ma non cessando in
+Filippo la paura di altri simili sconcerti, perchè sapea quanto mal
+animo nudrissero i soldati verso dei loro uffiziali, gli cadde in
+mente di spedir nella Mesia e Pannonia per governatore un uomo di
+vaglia, e mise gli occhi addosso al suddetto _Decio_. Questi si scusò
+per quanto potè; ma cotanto Filippo il pregò, e quasi lo sforzò, che,
+benchè contra sua voglia, accettò quell'impiego, ed andò[1995].
+All'arrivo suo rimasero ben confuse e turbate quelle milizie,
+giudicando non per altro essere stato mandato _Decio_ colà che per
+dare un esemplar gastigo a chi avea avuta mano nella ribellione.
+Furono a consiglio, e tanto per esentarsi dal di lui rigore, quanto
+per precautarsi all'avvenire, determinarono di crear _Imperadore_ il
+medesimo _Decio_, in cui riconoscevano tutte le doti convenevoli per
+sì eccelsa dignità. Se senza saputa di lui, Dio lo sa. Presentatisi
+dunque all'improvviso a Decio, con alte voci lo acclamarono
+Imperadore, e gli misero addosso la porpora. Non mancò egli di fare
+ogni possibil resistenza a questa novità, parlando, per quanto si
+crede, di cuore, a fine di scuotere quella nobilissima sì, ma
+pericolosa soma; nulladimeno per le minaccie de' soldati, che misero
+mano alle spade, gli convenne quetarsi.
+
+Per attestato di Zonara[1996], scrisse _Decio_ delle lettere segrete a
+_Filippo_, adducendo in sua scusa la violenza a lui fatta, ed
+assicurandolo che verrebbe a Roma, e deporrebbe la porpora. Ma Filippo
+Augusto punto non si fidò di queste parole, credute da lui trappole,
+perchè persuaso che Decio avesse tramata d'accordo la ribellione ed
+esaltazione sua[1997]. Raunata perciò una poderosa armata, ancorchè la
+sua età e la poca sanità potessero dissuadergli l'andare, pure,
+lasciato il figliuolo Augusto al governo di Roma, s'inviò in persona
+contra di Decio, il quale colle sue soldatesche s'era già messo in
+viaggio alla volta dell'Italia. Restarono in Roma tanti pretoriani che
+bastassero alla difesa del figlio[1998], Incontraronsi le due nemiche
+armate nelle campagne di Verona; superiore era di numero e di forze
+quella di Filippo; ciò non ostante, il valore e la buona condotta di
+Decio fecero piegar la vittoria in suo favore. Zosimo e Zonara
+scrivono che nel calore di quella battaglia restò ucciso _Filippo_;
+Eutropio, Aurelio Vittore ed Eusebio[1999] il fanno trucidato in
+Verona, mettendo forse la città per denotare il territorio. Fu inviata
+la di lui testa a Roma, dove i soldati non tardarono ad uccider anche
+il giovinetto _Filippo Augusto_, il quale, per testimonianza di
+Aurelio Vittore, si trovava allora in età di dodici anni, di naturale
+sì severo e malinconico, che dopo i primi suoi cinque anni per
+qualunque spettacolo o facezia non fu mai veduto ridere; e perchè ne'
+giuochi secolari avea osservato il padre imperadore sbardellatamente
+ridere, con volto corruccioso il guatò. Spropositato racconto è quello
+della Cronica Alessandrina[2000], dove si narra che il giovine
+Filippo, rappresentato vivente anche sotto Gallo e Volusiano, con
+felicità fece molte guerre, finchè combattendo contra ai Gepidi cade
+da cavallo, e si ruppe una costa: laonde portato a Roma, quivi terminò
+i i suoi dì in età di quarantacinque anni. Ma io ho osservato
+altrove[2001] che abbiam quella cronica di mano di Andrea Darmario
+greco impostore. Forse in vece di _Filippo_, si dee scrivere _Decio
+juniore_, benchè nè pur ciò si accordi colla vera storia. Si accorda
+bensì colla verità quanto è ivi scritto intorno all'avere Filippo
+seniore istituite alcune compagnie di giovani scelti per le guardie
+del corpo. Nella iscrizione da me pubblicata[2002], di cui feci
+menzione di sopra, si vede che erano dieci _coorti_ appellate
+_filippiane_. L'anno, in cui restò abbreviata la vita a questi due
+imperadori, è senza fallo il presente: il mese e il giorno sono
+incerti. Si può stare all'opinione del padre Pagi[2003] che mette la
+lor morte circa il mese di luglio, giacchè abbiamo una legge di
+_Filippo_, data nel dì 19 di giugno sotto questi consoli, e un'altra
+di Decio suo successore, data nel dì 19 di ottobre parimente nel
+presente anno. Parlerò di esso _Decio_ nell'anno seguente. Nè si dee
+tacere che, regnando i due Filippi Augusti[2004], si suscitò in
+Alessandria, probabilmente nell'anno precedente, una persecuzione
+contra de' cristiani, mossa non già per ordine o editto alcuno di essi
+imperadori, ma per la malignità di que' cittadini pagani, facili ai
+tumulti, e che miravano sempre di mal occhio i seguaci di Gesù Cristo.
+Ne fa menzione _san Dionisio_, vescovo celebre di quella gran città,
+che fioriva in questi tempi, siccome ancora fiorì _Origene_, scrittore
+di gran nome, ma non egualmente glorioso nella Chiesa di Dio. In
+quest'anno ancora, ovvero nel precedente, fu creato vescovo di
+Cartagine l'insigne martire e scrittore sacro _san Cipriano_.
+
+NOTE:
+
+[1992] Zosimus, lib. 1, cap. 20.
+
+[1993] Aurelius Victor, in Breviar.
+
+[1994] Goltzius et Mediobarb., in Numism. Imp.
+
+[1995] Zosimus, lib. 1, cap. 21.
+
+[1996] Zonaras, in Annalib.
+
+[1997] Aurelius Victor, in Breviario.
+
+[1998] Eutrop., in Epitome Histor. Roman.
+
+[1999] Eusebius, in Chronic.
+
+[2000] Chronicon Paschale, tom. II Histor. Byzantin.
+
+[2001] Antiquit. Italicar.
+
+[2002] Thesaur. Novus Inscript., pag. 362.
+
+[2003] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[2004] Euseb., Hist. Eccles., lib. 6, cap. 41.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCL. Indizione XIII.
+
+ CORNELIO papa 1.
+ DECIO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+CAIO MESSIO QUINTO TRAIANO DECIO AUGUSTO per la seconda volta e
+MASSIMO GRATO.
+
+Essendo perite le vite dei due _Filippi_, dei _Decii_, e di _Gallo_ e
+di _Volusiano_, già scritte da Trebellio Pollione, la storia di questi
+tempi resta troppo smunta ed involta in molte tenebre, di maniera che
+si stenta a distinguere le persone e i fatti d'allora. _Decio_, che
+dopo la caduta dei due Filippi restò solo imperadore, si trova ne'
+marmi e nelle monete appellato _Caio Messio Quinto Traiano Decio_.
+Zosimo[2005], storico pagano e nemico dichiarato de' cristiani, cel
+rappresenta personaggio di molta nobiltà ed ornato di tutte le virtù.
+Tale principalmente dovette sembrare a lui, perchè trovò in questo
+Augusto un fiero persecutore della religion di Cristo. Era egli nato
+nel borgo di Bubalia o Budalia del territorio di Sirmio nella Pannonia
+inferiore, il qual luogo ci difficulta di credere tanta nobiltà,
+quanta gliene dà Zosimo. Secondo Aurelio Vittore[2006], potea egli
+allora essere in età di circa quarantasette anni. Anche
+Eutropio[2007], pagano al pari di Zosimo, cel descrive per uomo ornato
+di tutte le virtù, mansueto, placido, che vivea senza fasto, che
+nell'armi era bravissimo. Quali onorevoli impieghi avesse egli prima
+esercitati, nol dice la storia. Certo è ch'egli era dell'ordine
+senatorio. Benchè poi non si sappia con evidenza, pure si tien
+comunemente che moglie di Decio fosse _Erennia Etruscilla Augusta_, di
+cui resta memoria nelle medaglie[2008]; e il nome di un figliuolo di
+_Decio_ serve a confermarlo; imperciocchè il primogenito suo portava
+il nome di _Quinto Erennio Etrusco Messio Decio_, e questi fu dal
+padre Augusto nell'anno precedente fregiato col titolo di _Cesare_. Un
+altro suo figliuolo, per nome _Caio Valente Hostiliano Messio Quinto
+Decio_, conseguì anch'esso il nome e la dignità cesarea. Che Decio
+avesse due altri figliuoli appellati _Etrusco_ e _Traiano_, l'hanno
+creduto alcuni, ma senza pruove valevoli a riportarne il comune
+assenso. Ora _Decio imperadore_, secondo lo stile de' nuovi
+imperadori, prese il consolato nelle prime calende di gennaio
+dell'imperio suo. Perchè egli si truova in alcune antiche memorie
+chiamato CONSUL II, perciò si crede che in alcuno dei precedenti anni
+egli fosse stato console sostituito. Se alcuna riguardevol impresa, se
+verun utile regolamento facesse questo novello Augusto ne' primi tempi
+del suo governo, non v'ha storia, non v'ha iscrizione od altra memoria
+che ce l'insegni. Quel solo detestabil fatto spettante all'anno
+presente, di cui s'hanno parecchi insigni contemporanei testimoni
+nella storia ecclesiastica, fu la fiera persecuzione da lui mossa
+contro del Cristianesimo, per la quale stranamente restò sconvolta la
+Chiesa di Dio, ed innumerabili Cristiani lasciarono gloriosamente la
+vita nei tormenti e sotto le scuri.
+
+Correvano già trentotto anni dopo la morte di Severo imperadore, che i
+Cristiani universalmente godevano pace, ancorchè non mancassero de'
+mali ministri e governatori, che or qua or là infierissero contra di
+chi professava la legge di Cristo. Alcuni degli stessi imperadori
+erano stati favorevoli a questa santa religione, con essersi per ciò
+diffusa e mirabilmente moltiplicata per la terra la semente
+evangelica, e il numero de' fedeli divenuta innumerabile; quando
+l'imperador Decio, quel descritto sì _placido_ da Aurelio Vittore,
+prese a perseguitar apertamente chiunque nemico si scopriva degl'idoli
+ed adorava il vero Creatore e Salvatore del mondo, con editti crudeli
+che furono sparsi per tutto l'imperio romano e più barbaramente
+eseguiti dove maggior copia di fedeli si trovava. Altro io non dirò di
+questo gran flagello della Chiesa di Dio, per cui nelle antiche storie
+e memorie dei Cristiani _Decio_ si acquistò il nome d'uno de' più
+cattivi principi di Roma. Son da vedere intorno a ciò l'opere di san
+Cipriano allora vivente, Eusebio Cesariense, Lattanzio, Orosio, gli
+Annali del Baronio, gli Atti de' Bollandisti e le Memorie del
+Tillemont. Quel solo che a me conviene di ricordar qui, si è essere
+stato uno de' primi a far pruova della crudeltà di Decio _san Fabiano_
+papa, il quale nell'anno presente, con ricevere la corona del
+martirio, passò a miglior vita. Suo successore nella sedia di san
+Pietro, ma dopo molte difficultà, fu _Cornelio_, uno dei più insigni
+pontefici della Chiesa di Dio. Intanto _Decio_ sen venne a Roma, dove
+altro non si sa ch'egli facesse, se non un bagno, di cui parla
+Eutropio[2009]. Ma s'egli mosse guerra al popolo cristiano, Dio
+permise che nè pur egli godesse, pel poco tempo che visse e regnò,
+pace nell'imperio. Sotto di lui cominciò a rinvigorirsi la potenza dei
+barbari, e a rendersi familiari nel romano imperio la sedizione e
+rivoluzion degli stati. Giordano storico[2010], corrottamente
+appellato Giornande, benchè scrittore a cui non mancavano favole, pure
+si può credere che ci abbia conservata qualche verità in un racconto
+spettante a questi tempi. Scrive egli adunque che _Cniva_ re dei Goti,
+avendo diviso l'armata sua in due corpi, spinse il minore contro la
+Mesia romana; ed egli coll'altro consistente in settantamila
+combattenti, andò per assediare Eustesio, chiamato Novi, città della
+Mesia alle rive del Danubio. Ne fu respinto da _Gallo_ comandante
+dell'armi romane. Passò a Nicopoli, città fabbricata da Traiano presso
+quel fiume; e sopravvenendo _Decio imperadore_, anche di là fu
+costretto a ritirarsi. Forse nell'anno precedente, trovandosi Decio
+Augusto in quelle parti, succedette questa irruzion de' Goti: o pure,
+se fu nel presente, parrebbe che Giordano col nome di Decio imperadore
+significar volesse _Decio Cesare_ di lui figliuolo, il quale
+verisimilmente fu lasciato o mandato dal padre per opporsi ai
+tentativi di que' barbari. Passò Cniva il monte Emo, con disegno di
+assediar Filippopoli, città della Tracia, che alcuni credono
+fabbricata da Filippo imperadore, ma che più anticamente portò questo
+nome. Per soccorrere questa città, anche Decio passò l'Emo, e venne a
+postarsi a Berea. Cniva all'improvviso gli piombò addosso, e gli diede
+tale spelazzata, che Decio fuggendo si ricoverò in Italia, restando al
+comando di quell'armi _Gallo_, il quale si studiò di riparar le
+perdite fatte dai Romani. In alcune medaglie, rapportate dal
+Mezzabarba[2011] sotto questo anno, si truova DACIA CAPTA, DACIA
+FELIX; ma senza che si sappia qual guerra sia questa, e nè pure se al
+presente anno o al precedente appartengano queste medaglie.
+
+NOTE:
+
+[2005] Zosimus, lib. 1, cap. 21.
+
+[2006] Aurelius Victor, in Breviario.
+
+[2007] Eutrop., in Epitome.
+
+[2008] Mediobarb., in Numismat. Imper.
+
+[2009] Eutrop., Epitome Hist. Rom.
+
+[2010] Jordan., De Rebus Geticis, cap. 19.
+
+[2011] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLI. Indizione XIV.
+
+ CORNELIO papa 2.
+ DECIO imperadore 3.
+ TREBONIANO GALLO imper. 1.
+ HOSTILIANO DECIO imper. 1.
+
+_Consoli_
+
+CAIO MESSIO QUINTO TRAIANO DECIO AUGUSTO per la terza volta e QUINTO
+HERENNIO ETRUSCO DECIO CESARE.
+
+
+Non so ben dire se nel precedente o nel presente anno i Goti, senza
+dubbio quegli stessi che da Zosimo[2012] son chiamati Sciti, o
+vogliamo dire Tartari, assediassero la città di Filippopoli nella
+Tracia. Quel che è certo, per testimonianza non men di esso Zosimo che
+di Giordano[2013], s'impadronirono quei barbari dopo lungo assedio di
+quella città; e, se scrive il vero Ammiano[2014], vi passarono a fil
+di spada centomila persone. Zosimo e Giordano non parlano se non di
+una gran copia di prigioni fatta nell'acquisto d'essa città. O sia che
+_Lucio Prisco_ (forse fratello del già Filippo imperadore) fosse
+governatore di Filippopoli, o pure ch'egli fosse presidente della
+Macedonia, nella qual provincia si stesero i rapaci vincitori Goti:
+noi abbiamo da Giordano e da Aurelio Vittore[2015] che costui, unitosi
+con essi Goti, prese il titolo d'_imperadore_, volgendo l'armi contra
+dei _Decii_. E sembra che san Cipriano[2016] avesse conoscenza di lui.
+Ma costui, dichiarato pubblico nemico dal senato romano, stette poco
+ad essere ucciso. Noi qui certamente ci troviamo in folte nebbie di
+storia, essendovi altri che credono preso questo titolo da _Prisco_
+solamente dopo la morte dei medesimi _Decii_, e restando una gran
+confusione nell'assegnare i successori e i tiranni insorti dopo di
+loro. Intanto non si mette in dubbio il funesto fine dei _Decii_,
+benchè le circostanze del medesimo sieno varie e discordi presso gli
+antichi scrittori. I fortunati progressi adunque dei Goti, e
+l'innalzamento, se pure è vero, di _Prisco_, fecero che Decio seniore
+giudicò necessaria la sua presenza nella Mesia e Macedonia per liberar
+dai Barbari quelle provincie. Se in quelle parti non era già il
+figliuolo _Erennio Etrusco Decio_, seco andò nel presente; e
+trovandosi qualche medaglia[2017], in cui esso si vede appellato
+_Augusto_, credesi che in tal congiuntura egli fosse dichiarato
+_imperadore_ e collega nell'imperio dal padre. Marciarono i due
+Augusti Decii contra dei Goti con esercito poderoso, e, secondo
+Zonara[2018], gl'incalzarono sì valorosamente, che li fecero ritirar
+nel loro paese. Alcuni vogliono[2019] che Decio gl'inseguisse di là
+dal Danubio; ma più verisimile sembra che di qua da esso fiume egli
+venisse con loro alle mani. In quel conflitto il _giovane Decio_, per
+quanto s'ha da Giordano[2020], trafitto dalle frecce gotiche, perì: il
+che disanimò lo esercito romano[2021]. Ma il _vecchio Decio_ fece loro
+coraggio, con dire che la perdita di un solo soldato nulla era alla
+potenza romana: dopo di che alla disperata si spinse contra de'
+Barbari, cercando o morte o vendetta. Trovò appunto la morte,
+circondato ed oppresso da' nemici.
+
+Ma Zosimo[2022] ci vorrebbe far credere che Gallo, generale de'
+medesimi Decii, per ingordigia dell'imperio, segretamente se
+l'intendesse coi Goti, e per mezzo loro arrivasse ad atterrar questi
+due regnanti. Per consiglio d'esso Gallo, dice esso Zosimo, si misero
+essi Goti in battaglia dietro una palude; ed allorchè Decio ebbe poste
+in fuga e sconfitte le due prime loro schiere, volendo dar addosso
+alla terza, s'inoltrò col figliuolo nella palude, dove amendue
+impantanati ed esposti alle frecce de' Barbari, insieme col loro
+seguito perirono. Secondo Vittore Zonara, nè pur furono trovati, non
+che seppelliti, i loro cadaveri; e ciò espressamente vien confermato
+da Lattanzio[2023] nel suo trattato delle morti de' persecutori della
+religione di Cristo. Certamente tutti gli antichi[2024] cristiani
+riconobbero per un colpo della mano di Dio la presta ed ignominiosa
+morte di _Decio_, nemico dichiarato dei seguaci di Gesù Cristo:
+gastigo toccato anche prima e di poi a qualunque principe romano che
+apertamente volle muover guerra ad una religione santa, che Dio volea
+al loro dispetto piantata e dilatata sulla terra. Il luogo della morte
+dei due Decii resta tuttavia dubbioso, o, per meglio dire, ignoto.
+Costantino il Grande in una sua orazione presso Eusebio sembra tenerlo
+morto nel paese dei Goti, e di là dal Danubio; altri di qua; alcuni
+nella Mesia, ed altri nella Tracia. Danno il nome di Abirto o Abritto
+a quel sito; e Giordano attesta che tuttavia restava un luogo,
+chiamato Altare di Decio, dov'egli sagrificò prima di far quella
+giornata. Ma niuno ora sa additare in qual provincia e territorio
+fosse tal luogo. Si disputa ancora intorno al tempo, in cui perirono i
+due Decii. V'ha[2025] chi crede ciò succeduto circa il mese di
+giugno[2026], ed altri negli ultimi due mesi dell'anno presente.
+Abbiamo da Trebellio Pollione[2027], che essendo consoli i due _Decii_
+(adunque nell'anno corrente), vennero al senato romano lettere ed
+ordini di Decio, di eleggere un censore, uffizio da gran tempo dimesso
+in Roma. Il pretore, giacchè amendue i consoli, cioè i due Augusti
+Decii, erano assenti, nel dì 27 di ottobre propose l'affare, e di
+comune consentimento fu eletto censore per la sua rara probità
+_Valeriano_, il qual poi divenne imperadore. Trovavasi questi
+coll'imperadore all'armata nella Tracia e nella Mesia, come io credo,
+e non già in Roma, come pensò il padre Pagi. Informato Decio del
+senatusconsulto, fece chiamar Valeriano, ed in piena assemblea il
+dichiarò censore, con ispiegare la di lui autorità che era amplissima.
+Cioè poteva egli determinare chi dovea aver luogo in senato; ridurre
+all'antico stato l'ordine equestre; modificare o confermare i tributi
+e i dazii; far nuove leggi; riformar le milizie, e giudicar tutte le
+cause de' palatini, de' giudici e dei prefetti, a riserva dei consoli
+ordinarii, del prefetto di Roma e del re delle cose sacre, e della
+primaria vergine vestale, se pur essa conservava illesa la pudicizia.
+Ma _Valeriano_, alzatosi in piedi, pregò l'Augusto Decio di averlo per
+iscusato, se non poteva accettar questo carico, perchè questo
+apparteneva a chi godeva il grado d'imperadore, ed erano venuti tempi,
+nei quali niuna persona privata potea promettersi tal forza da farsi
+ubbidire, e così andò in nulla il disegno. Ma se nel dì 27 di ottobre
+_Decio_ tuttavia regnava, e se noi vedremo _Gallo_ suo successore
+Augusto nelle calende seguenti di gennaio, vegniamo insieme a scorgere
+che nel novembre o dicembre di quest'anno dovettero i due Decii
+perdere la vita e lo imperio. Quel che succedesse dopo la lor morte,
+sarà accennato all'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[2012] Zosimus, lib. 1, cap. 23.
+
+[2013] Jordan., de Rebus Geticis, cap. 18.
+
+[2014] Ammianus Marcellinus, Hist., lib. 31.
+
+[2015] Aurelius Victor, in Epitome. Zonaras, in Annalibus.
+
+[2016] Cyprian., Epistola 52.
+
+[2017] Mediob., Numism. Imper.
+
+[2018] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2019] Aurelius Victor. Eutropius.
+
+[2020] Jordan., de Rebus Geticis, cap. 18.
+
+[2021] Eutrop., in Epitome.
+
+[2022] Zosimus, lib. 1, cap. 23.
+
+[2023] Lactantius, de Mortibus Persecutor.
+
+[2024] Cyprianus, Epist. ad Demetr. Eusebius, Orat. Constantin., cap.
+24. Hieronym., Commentar. in Zachar., cap. 14.
+
+[2025] Blanchinius, ad Anastas.
+
+[2026] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[2027] Trebellius Pollio, in Valerian.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLII. Indizione XV.
+
+ CORNELIO papa 3.
+ LUCIO papa 1.
+ TREBONIANO GALLO imp. 2.
+ HOSTILIANO DECIO imp. 2.
+ VOLUSIANO GALLO imp. 1.
+
+_Consoli_
+
+CAIO TREBONIANO GALLO AUGUSTO per la seconda volta e CAIO VIBIO
+VOLUSIANO CESARE.
+
+
+Divulgata la morte dei due Decii, le armate della Mesia e della Tracia
+poco stettero a proclamar Imperadore _Caio Treboniano Gallo_ lor
+generale, a cui forse indebitamente fu attribuito da Zosimo[2028] il
+tradimento fatto ai due Decii. Aurelio Vittore[2029] scrive, essere
+stato il traditore un Bruto. Di che paese fosse il suddetto Treboniano
+Gallo, nol sappiamo, se non che, al dir di Vittore, sembra nato
+nell'isola delle Gerbe sulle coste dell'Africa. Perchè egli avendo
+preso, secondo lo stile degli altri nuovi Augusti, il consolato in
+quest'anno[2030], si trova in un'iscrizione e in alcuni fasti _console
+per la seconda volta_, da ciò, si argomenta esser egli stato console
+sustituito in alcuno degli anni addietro. Il grado di generale
+dell'armi, che dicemmo sostenuto da lui, gli facilitò quello di
+imperadore. Aveva egli un figliuolo, appellato _Caio Vibio Gallo
+Volusiano_, cui diede immediatamente il titolo di _Cesare_. Ma
+affinchè non nascesse o già nato si smorzasse il sospetto ch'egli
+avesse tenuta mano all'obbrobriosa morte dei Decii, si mostrò
+amantissimo della lor memoria, parlandone sempre con lode e riverenza;
+volle ancora o pure acconsentì che amendue fossero, secondo la stolta
+persuasione del gentilesimo, deificati. Vi restava un altro figliuolo
+di Decio seniore, cioè _Caio Valente Hostiliano Messio Quinto Decio_,
+già dichiarato _Cesare_ dal padre. Gallo, non tanto per farsi sempre
+più credere ben affetto alla memoria di esso Decio, quanto per timore
+che questo di lui figliuolo, spalleggiato dai soldati, potesse
+prorompere in qualche sedizione, spontaneamente il dichiarò _Augusto_
+e collega suo nell'imperio, aspettando più proprio tempo per liberarsi
+da lui. Disegnò ancora sè stesso console col figliuolo _Volusiano_ per
+l'anno presente. Di tutto questo, accaduto nell'anno addietro, spedì
+egli l'avviso a Roma, e il senato niuna difficoltà mostrò ad
+approvarlo.
+
+Noi troviamo circa questi tempi varii altri imperadori o tiranni,
+senza poterne ben chiaramente distinguere l'innalzamento e i luoghi,
+dove fecero la loro breve comparsa e caddero. Di un _Giulio Valente_,
+che usurpò la porpora imperiale, parla Aurelio Vittore, con dir appena
+partito da Roma Decio, che costui occupò il trono, e fu in breve
+punita la sua temerità colla morte. Ma Trebellio Pollione[2031], che
+merita qui maggior fede, asserisce che costui per pochi giorni fece la
+figura d'imperadore, non in Roma o in Italia, ma nell'Illirico, e
+quivi fu ucciso. E forse il movimento suo accadde dappoichè i due
+Decii avevano cessato di vivere. Vedesi tuttavia una medaglia[2032],
+felicemente, se pur è vero, disotterrata, in cui vien fatta menzione
+di _Marco Aufidio Perpenna Liciniano imperadore Augusto_, confuso da
+Vittore ora con _Valente_ ed ora con _Hostiliano_. Il padre Pagi[2033]
+è di parere che costui, vivente Decio, formasse la sua cospirazione,
+e, preso il nome d'Augusto nelle Gallie, quivi da esso Decio restasse
+soffocato, scrivendo Eutropio[2034] ch'esso Decio, prima di portar
+l'armi contra dei Goti, estinse una guerra civile insorta nelle
+Gallie. È plausibile la di lui conghiettura, ma non esente da dubbii.
+Torniamo ora a _Treboniano Gallo_, riconosciuto imperadore anche dal
+senato romano. Le prime sue occupazioni furono quelle di stabilir pace
+coi Goti, comperandola nondimeno con vergognose condizioni[2035];
+perchè non solamente permise loro di tornarsene alle loro contrade di
+là dal Danubio con tutto il bottino fatto sulle terre romane, e senza
+prendersi cura di riscattare, o far rilasciare gran copia di Romani,
+anche nobili, fatti prigioni nella presa di Filippopoli; ma eziandio
+si obbligò di pagar da lì innanzi un certo tributo annuale a quei
+Barbari, affinchè non inquietassero lo imperio romano. Non fu però
+Gallo il primo ad avvilir la maestà romana con simili patti. L'esempio
+gliene avea dato Domiziano, e probabilmente altri debili Augusti
+aveano fatto lo stesso. Dopo di che, come s'egli avesse con tali
+prodezze meritato il trionfo, se ne venne probabilmente nella
+primavera di quest'anno a Roma, tutto spirante gloria ed assai
+contento di sè stesso. Forse perchè i sacerdoti pagani o il senato
+zelante della conservazione de' suoi falsi dii, fecero nuove istanze
+anche a Gallo, certo è che la persecuzion de' cristiani, alquanto
+rallentata, e fors'anche cessata negli ultimi mesi dell'anno
+precedente e nei primi del corrente, si rinnovellò; e per tutte le
+provincie si attese ad infierire contro i cristiani che ricusavano di
+sagrificare agli abborriti numi della gentilità. Son qui da vedere le
+nobilissime lettere e gli opuscoli di san Cipriano[2036] e di san
+_Cornelio_ papa, il qual ultimo, per cagione di tal persecuzione, fu
+mandato in esilio, e poi coronato col martirio. Al governo della
+Chiesa romana fu sustituito _Lucio_ papa, il quale dovette anche egli
+da lì a qualche tempo sofferire l'esilio. Ma Iddio non cessò di
+flagellar con nuovi gastighi questi principi nemici del popolo suo
+eletto, cominciando con una delle più terribili e lunghe pestilenze
+che mai passeggiassero sulla terra. Si andò essa stendendo a poco a
+poco per tutte le provincie del romano imperio[2037], facendo
+dappertutto una fiera strage. Se crediamo ad Augusto Vittore[2038],
+_Hostiliano Augusto_, già figliuolo di _Decio imperadore_, colto da
+questa infezione, terminò i suoi giorni. Ma Zosimo[2039] pretende che
+_Gallo imperadore_, sospettando che questo collega, da chi amava la
+memoria del di lui padre Decio, fosse un dì portato troppo innanzi con
+pericolo della propria dignità, il facesse a tradimento levare dal
+mondo, fingendo verisimilmente che fosse morto di peste. Dopo la cui
+morte egli dichiarò Augusto il suo figliuolo _Gallo Volusiano_, il
+quale nelle iscrizioni[2040] è chiamato _Caio Vibio Affinio Gallo
+Veldumiano Volusiano_.
+
+NOTE:
+
+[2028] Zosimus, lib. 1, cap. 23.
+
+[2029] Aurelius Victor, in Breviar.
+
+[2030] Reland., in Fast. Consul.
+
+[2031] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 19.
+
+[2032] Mediobarbus, in Numism. Imperator.
+
+[2033] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[2034] Eutrop., in Epitome.
+
+[2035] Zosimus, lib. 1, cap. 24.
+
+[2036] SS. Cyprian. et Cornel., in Epistolis.
+
+[2037] Eutrop. Eusebius. Sanctus Cyprianus, et alii.
+
+[2038] Aurelius Victor, in Brev.
+
+[2039] Zosimus, lib. 1, cap. 25.
+
+[2040] Thesaurus Novus Inscript., pag. 253.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLIII. Indizione I.
+
+ LUCIO papa 2.
+ TREBONIANO GALLO imp. 3.
+ GALLO VOLUSIANO imp. 1.
+ VALERIANO imperadore 1.
+ GALLIENO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+CAIO VIBIO VOLUSIANO GALLO AUGUSTO per la seconda volta, e MASSIMO.
+
+
+Il secondo console vien chiamato da alcuni _Marco Valerio Massimo_.
+Perchè non ne ho veduto finora le prove, io m' attengo a chi solamente
+l'appella _Massimo_[2041]. Sembra che il Governo di _Gallo Augusto_
+fosse assai dolce, e ch'egli, usando maniere popolari e placide, si
+studiasse di farsi amare da ognuno, fuorchè da' cristiani. Ma
+l'essersi tanto egli che il figliuolo dati al lusso e alle
+delizie[2042], li faceva disprezzar dalla gente; e la loro negligenza
+e poca applicazione al governo incoraggi di molto i Barbari, per
+assalire e malmenare le provincia del romano imperio. Finalmente l'ira
+di Dio stava addosso ad un principe che mossa avea anch'esso guerra ai
+cristiani, i quali pure erano i migliori de' sudditi suoi. Durando
+dunque l'orrido flagello della peste, s'aggiunse ai mali la irruzion
+degli Sciti, cioè de' Goti, Carpi, Borani, o sieno Burgondi, e d'
+altre nazioni tartare, nella Mesia, Tracia, Macedonia e Grecia sino al
+mare Adriatico. Inesplicabili furono i saccheggi da lor fatti, le
+città non fortificate, ed alcune ancora delle forti si videro
+soccombere al loro furore; ed intanto Gallo in Roma si dava bel tempo.
+Comandava in questi tempi l'armi romane nella Pannonia _Marco Giulio
+Emiliano_. Aurelio Vittore[2043] gli dà il nome di _Emilio Emiliano_.
+Questi, secondo che racconta Zosimo, animati i suoi soldati, diede
+addosso agli a Sciti, e gli riuscì di sconfiggerli e d'incalzarli fin
+dentro ai loro paesi. Questa vittoria cagion fu che l'esercito suo il
+proclamò _imperadore_. Giordano[2044] solamente scrive che _Emiliano_,
+considerati i gravissimi danni recati allora dai Barbari alle terre
+romane, e la trascuratezza di Gallo e di Volusiano Augusti, fece
+conoscere alle sue milizie la necessità di aver un imperadore di petto
+da opporre all'insolenza de' Goti: dal che venne (per suggestione
+certo di lui) che quell'armata si accordò a crearlo imperadore.
+Ch'egli ripulsasse, o avesse già ripulsati i Barbari, o pure ch'egli
+facesse qualche tregua con loro, si potrebbe argomentar dal sapere che
+egli s'incamminò a gran giornate verso l'Italia, senza far caso
+d'essi. Ma forse ciò avvenne perchè, secondo Zosimo[2045], que'
+Barbari, rivolte le loro scorrerie verso l'Asia, arrivarono ad Efeso,
+e desertarono poi tutta la Cappadocia. Allora fu che si svegliò
+_Gallo_, e raunate quelle forze che potè nell'angustia del tempo,
+marciò contra di _Emiliano_, non solamente entrato nell'Italia, ma
+anche giunto nell'Umbria. Furono a fronte le due armate a Terni,
+secondo l'asserzione di Vittore[2046] e di Eutropio[2047], o pure al
+foro di Flaminio, città da gran tempo distrutta, e posta allora ai
+confini di Foligno, come si ha da Eusebio[2048]. Ma le soldatesche di
+Gallo, snervate dalle delizie di Roma, non poteano competere con
+quelle di Emiliano, il quale ebbe anche l'avvertenza di subornarle con
+far correre secretamente fra loro la promessa di un gran regalo. Il
+perchè i due imperadori _Treboniano Gallo_ e _Volusiano Gallo_ furono
+dai lor proprii soldati privati di vita.
+
+Credesi che _Gallo_ fosse allora in età di quarantasette anni, e gran
+disputa è intorno alla durata del suo imperio. Fu di avviso il
+Tillemont[2049] che verso il mese di Maggio Gallo fosse ucciso.
+Ambedue si videro poi nell'anno seguente aggregati al numero degli dii
+da _Valeriano Augusto_, ch'era loro amico fedele, ma non aveva già
+l'autorità di fare dei veri dii. Rimasto vincitore _Emiliano_, e
+rinforzato anche dall'armata di _Gallo_, che si unì alla sua, altro
+non gli restava per essere assodato sul trono imperiale che
+l'approvazion del senato. Questa la ottenne senza difficoltà, perchè
+niuno osava di negarla; ed egli[2050] promise di scacciare i Barbari
+dalla Mesia, e di far guerra ai Persiani, che mettevano a sacco la
+Mesopotamia. Si sa[2051] che _Emiliano_ era Moro di nazione, e nato di
+bassa famiglia; ma il suo valore gli avea spianata la strada ai posti
+più sublimi. Se si dee credere ad una moneta di lui rapportata
+dall'Angelloni[2052], egli fu due volte _console_. Potrebbe essere che
+in uno degli anni addietro fosse stato console sostituito, e che dopo
+la morte di Volusiano Augusto, console nell'anno presente, avesse
+preso il consolato. Ma nulla di ciò apparendo in tante altre medaglie
+che restano di esso _Emiliano_[2053], si può dubitar della legittimità
+di questa. Ebbero poco effetto le promesse del novello imperadore,
+perchè poco stette a scoppiar contra di lui un fulmine, che si andava
+fabbricando nella Rezia e nel Norico. In quelle provincie _Publio
+Licinio Valeriano_ era dietro a far gran massa di gente da tutte le
+parti con disegno di venire in soccorso di _Gallo_ e di _Volusiano_:
+quand'ecco giugnergli l'avviso di essere questi stati uccisi, e che
+regnava il nemico loro _Emiliano_. O sia che Valeriano sdegnasse di
+sottomettersi all'usurpator dell'imperio, o che i soldati suoi ne
+concepissero anch'essi dell'abborrimento, andò a terminar la faccenda
+nell'essere _Valeriano_ acclamato _Imperadore_[2054] dal medesimo
+esercito suo, benchè Zosimo[2055] sembri avere creduto che solamente
+dopo la morte di Emiliano, egli per consentimento di tutti, fosse
+alzato al trono. Allora dunque che egli si trovò ben in forze calò in
+Italia, e prese il cammino alla volta di Roma. Già correva il terzo
+mese che _Emiliano_ signoreggiava, ma in maniera tale, che se
+Zonara[2056] dice il vero, fino gli stessi soldati suoi il riputavano
+indegno di regnare. Perciò uscito anch'egli in campagna per andare ad
+affrontarsi con Valeriano, allorchè fu nelle vicinanze di Spoleti
+(verisimilmente verso il mese di agosto) fu quivi da' suoi proprii
+soldati svenato. La morte sua confermò _Valeriano_ senza spargimento
+di sangue nel pieno possesso della dignità imperiale. Che _Valeriano_,
+riconosciuto da tutti _imperadore_, desse dipoi in quest'anno il
+titolo di _Augusto_ a _Publio Licinio Gallieno_ suo figliuol
+primogenito, e il creasse collega nell'imperio, lo scorgeremo dagli
+atti dell'anno seguente. Credesi che _Origene_, celebre ma combattuto
+scrittore della Chiesa di Dio, terminasse[2057] anch'egli i suoi
+giorni nell'anno presente.
+
+NOTE:
+
+[2041] Aurelius Victor, Syncellus et alii.
+
+[2042] Zosimus, lib. 1, cap. 16.
+
+[2043] Aurel. Victor, in Epitome.
+
+[2044] Jordan., de Rebus Geticis, cap. 19. Eutropius, in Breviar.
+Aurelius Victor, ibid.
+
+[2045] Zosimus, lib. 1, cap. 16.
+
+[2046] Aurelius Victor, in Epit.
+
+[2047] Eutrop., in Brev.
+
+[2048] Euseb., in Chronic. Syncellus, Chronogr.
+
+[2049] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2050] Zonaras, in Annalib.
+
+[2051] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2052] Angellonius, Hist. August.
+
+[2053] Mediobarb., in Numismat. Imper.
+
+[2054] Aurelius Victor, et alii.
+
+[2055] Zosimus, l. 1, cap. 28.
+
+[2056] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2057] Pagius, in Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLIV. Indizione II.
+
+ STEFANO papa 1.
+ VALERIANO imperadore 2.
+ GALLIENO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO LICINIO VALERIANO AUGUSTO per la seconda volta e PUBLIO LICINIO
+GALLIENO AUGUSTO.
+
+Secondo la Cronica di Damaso, o sia secondo Anastasio
+bibliotecario[2058], il romano pontefice _san Lucio_, richiamato
+dall'esilio, regnando Valeriano Augusto, coll'esser decapitato per la
+fede di Gesù Cristo, compiè gloriosamente il corso della sua vita. E
+che ciò succedesse in quest'anno alli 3 di marzo, fu opinione di
+monsignor Bianchini[2059], laddove il padre Pagi[2060] riferì la di
+lui morte all'anno precedente. Quel che è certo, nella cattedra di san
+Pietro succedette Stefano; ma è ben difficile il provar
+concludentemente che in tale e tal giorno succedesse l'elezion di
+questo e di altri antichi romani pontefici. Del resto il fare
+martirizzato _san Lucio_ sotto di Valeriano nell'anno presente non si
+accorda con quanto abbiamo da Eusebio Cesariense[2061], cioè avere san
+Dionisio, vescovo in questo tempo di Alessandria, scritto ad
+Ermammone, che _Valeriano_ si mostrò sì mansueto e benigno verso de'
+cristiani ne' principii, o sia ne' primi anni del suo governo, che
+niuno de' precedenti Augusti, anche di quei che furono creduti
+cristiani (cioè dei Filippi), avea mai praticata tanta cortesia e
+benevolenza verso i seguaci di Gesù Cristo, come egli fece. La sua
+stessa corte era piena di cristiani, e pareva una chiesa di Dio. Come
+dunque pretendere ch'egli levasse la vita a san Lucio papa in questi
+principii del suo regno? E questa fu la ragione, per cui il cardinal
+Baronio differì la di lui morte sino ai tempi della persecuzione,
+succeduta solamente nel quinto anno del di lui imperio. Sarebbe
+pertanto da vedere se _san Lucio_, riconosciuto martire anche vivente
+da Eusebio, tale fosse stato, perchè sostenne l'esilio ed altri
+strapazzi per la fede di Cristo, senza poi lasciare il capo sotto la
+spada dei persecutori. Quanto ho poi ricordato della benignità di
+_Valeriano_ verso de' cristiani, ci fa per tempo conoscere la bellezza
+e dirittura dell'animo suo, e la probità dei suoi costumi. Abbiamo
+anche veduto di sopra, come egli era stato scelto dal senato romano
+censore[2062], per essere in concetto del più savio ed onorato
+senatore che allora si trovasse in Roma. Contava egli fra i suoi pregi
+la nobiltà del sangue, ma più una vita fin qui menata con gran
+prudenza e modestia. Giovanni Malala[2063] cel descrive per uomo di
+statura corta, gracile, canuto, col naso alquanto schiacciato, con
+barba folta, pupille nere, occhi grandi, timido e di molta parsimonia.
+Pare certamente ch'egli avesse più di sessanta anni allorchè fu
+acclamato imperadore. Due mogli, per attestato di Trebellio Pollione,
+ebbe egli, amendue a noi ignote. La prima gli partorì _Gallieno_ suo
+collega e successore; l'altra _Valeriano juniore_. Era passato
+Valeriano Augusto lor padre per tutti i gradi della dignità sino al
+consolato, in cui si conosce sostituito in alcuno de' precedenti anni,
+giacchè avendolo preso in quest'anno, come soleano fare tutti i
+novelli Augusti, vien registrato ne' Fasti _console per la seconda
+volta_. Da che Valeriano fu con gran plauso riconosciuto da tutti
+imperadore, il senato dichiarò _Cesare_ il di lui primogenito[2064],
+cioè _Publio Licinio Gallieno_. Ciò fu nell'anno precedente, dopo di
+che essendo di molto inoltrata la state, cioè, per quanto si può
+conghietturare, passata la metà di agosto, o sul principio di
+settembre, il Tevere gonfio oltre misura inondò la città di Roma: il
+che fu preso per un presagio di disgrazie. Ma non molto dovette stare
+l'imperador Valeriano a dar anche il titolo di _Augusto_ al figliuolo
+Gallieno, ancorchè Zosimo ciò riferisca più tardi; perchè in tante
+monete[2065] che restano di lui, egli si truova chiamato solamente
+_imperadore Augusto_ e non mai _Cesare_. Passarono dunque a Roma i due
+novelli Augusti, accolti con istraordinaria gioia dal senato e popolo
+romano, perchè Valeriano era riputato il più meritevole di tutti di
+quella eccelsa dignità[2066]: e se si fosse data al mondo tutta la
+facoltà di eleggere un buon imperadore, sarebbe ognuno concorso ad
+eleggere questo. Era pertanto grande la speranza e l'aspettazione di
+tutti, che Valeriano avesse da rimettere in fiore l'impero romano.
+Come ciò si verificasse, lo andremo a poco a poco vedendo. Entrarono
+consoli nelle calende di gennaio i due Augusti; ma ciò che operassero
+nell'anno presente a nostra notizia non è fin qui pervenuto.
+
+NOTE:
+
+[2058] Anastasius Bibliothecarius.
+
+[2059] Blanchin., ad Anast.
+
+[2060] Pagius, Crit. Baron., ad annum 253.
+
+[2061] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 10.
+
+[2062] Trebellius Pollio, in Vita Valeriani.
+
+[2063] Joannes Malala, in Chronogr.
+
+[2064] Eutrop., in Breviar. Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2065] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2066] Trebellius Pollio, in Vita Valeriani.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLV. Indizione III.
+
+ STEFANO papa 2.
+ VALERIANO imperadore 3.
+ GALLIENO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO LICINIO VALERIANO AUGUSTO per la terza volta e PUBLIO GALLIENO
+AUGUSTO per la seconda.
+
+
+Certo è che in _Valeriano Augusto_ concorrevano moltissime di quelle
+belle doti e qualità che possono rendere gloriosi i regnanti, come la
+prudenza, l'affabilità, la gravità, e la lontananza dalla superbia e
+dal fasto. Il desiderio suo di accertar nelle buone risoluzioni, di
+rimediare ai disordini e di giovare al pubblico, per quanto era in sua
+mano, gli rendea cari tutti gli avvisi di chiunque suggeriva
+avvertimenti e regole di buon governo. Resta tuttavia una sua
+lettera[2067] scritta a _Balista_, forse prefetto del pretorio, che
+gli aveva insinuato delle buone massime intorno al non permettere
+uffiziali inutili e soldati nelle guardie, che non fossero uomini
+sperimentati nel mestier della guerra. Raro giudizio ancora traspirava
+dalle elezioni ch'egli faceva degli uffiziali della milizia; e tutti
+coloro, che noi andremo vedendo ribellarsi a _Gallieno_ suo figliuolo,
+e furono in concetto di personaggi dotati di molto valore e merito,
+erano creature di lui. Così _Aureliano_ e _Probo_, che riuscirono
+dipoi insigni imperadori, da lui riconobbero il principio dell'alta
+loro fortuna. Secondo il catalogo del Bucherio[2068], _Lolliano_ fu da
+lui creato prefetto di Roma nell'anno precedente; _Valerio Massimo_
+nel presente. Contuttociò mancava di molto a Valeriano per divenire un
+eccellente imperadore. Egli non avea petto, nè quella forza di mente e
+di coraggio che serve ai principi grandi, per operare intrepidamente
+gran cose ne' proprii regni, e per mettere il cervello a partito ai
+nemici de' suoi regni[2069]. La prudenza sua scompagnata da questo
+vigore il rendeva diffidente e troppo guardingo, per timor sempre di
+non errare. L'inoltrata sua età contribuiva non poco ad indebolir
+ancora l'animo suo. Contuttociò s'applicò egli bravamente agli affari;
+ed in vero sotto di lui egregiamente procedeva il governo civile dei
+popoli. Ma si cominciarono a scatenar disastri da ogni parte. Durava
+tuttavia la peste; le nazioni germaniche verso il Reno facevano
+frequenti scorrerie nella Gallia; le scitiche, passato il Danubio,
+andavano desolando la Tracia, Mesia e Macedonia; e i Persiani dal
+canto loro non cessavano d'infestar la Mesopotamia e la Soria. Mancano
+a noi storie che mettano per ordine e riferiscano ai lor anni proprii
+que' fatti. Troviamo anche nelle medaglie di quest'anno[2070]
+mentovata una _vittoria degli Augusti_, ma senza che apparisca in qual
+paese e contra chi fosse riportata. In una lettera[2071] scritta da
+Valeriano Augusto a _Ceionio Albino_ prefetto di Roma nell'anno
+seguente, e in alcuni altri dipoi, egli chiama _Aureliano_, che fu
+dipoi imperadore, _liberatore dell'Illirico_ e _ristoratore delle
+Gallie_. Potrebbe essere che questi nell'anno presente desse qualche
+buona percossa ai Goti che malmenavano l'Illirico, ovvero ai Germani
+che sconciamente infestavano le galliche contrade. Abbiamo ancora nel
+Codice[2072] un rescritto fatto in quest'anno dagli imperadori
+_Valeriano_ e _Gallieno_, e da _Valeriano nobilissimo Cesare_. Chi sia
+questo Valeriano Cesare, s'è disputato fra gli eruditi, e resta
+tuttavia indecisa la lite. I più l'hanno creduto _Publio Licinio
+Valeriano_, secondogenito di Valeriano Augusto; ma il padre Pagi[2073]
+pretende ch'egli fosse _Publio Licinio Cornelio Salonino Valeriano_,
+figliuolo di Gallieno Augusto, e nipote di Valeriano seniore Augusto,
+il quale si sa di certo che ebbe il titolo di _Cesare_ e di _principe
+della gioventù_. Certamente a' tempi ancora di Trebellio
+Pollione[2074] punto controverso era, se Valeriano secondogenito di
+Valeriano seniore avesse avuto il titolo di _Cesare_ ed anche
+d'_Augusto_; nè le medaglie decidono questo punto. Esse bensì, e in
+molta copia, ci assicurano che _Salonino Valeriano_ figliuolo di
+Gallieno fu ornato del titolo cesareo. Ma una nobile iscrizione, da me
+pubblicata[2075], spettante all'anno 259 può qui togliere ogni dubbio,
+veggendosi ivi registrati _Valeriano e Gallieno Augusti_, ed insieme
+con loro _Publio Cornelio Salonino Valeriano Nobilissimo Cesare_. Se
+Valeriano fratello di Gallieno fosse stato Cesare allora, di lui
+ancora si sarebbe fatta menzione. Tale era bensì _Salonino_. E però le
+medaglie[2076] che parlano di _Valeriano Cesare_, e sono attribuite al
+figlio secondogenito di Valeriano Augusto, abbiam giusto motivo di
+credere che appartengano a _Salonino Valeriano Cesare_ figlio di
+Gallieno. Di qui finalmente apprendiamo che la dignità di chi era
+solamente _Cesare_, e non _imperadore Augusto_, portava seco molta
+autorità, da che il nome loro si comincia a veder negli editti.
+
+NOTE:
+
+[2067] Trebel. Pollio, in Triginta Tyrannis, c. 17.
+
+[2068] Cuspinianus Bucherii.
+
+[2069] Zosimus, lib. 1, cap. 36. Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2070] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[2071] Vopiscus, in Aurel.
+
+[2072] Leg. 11 de Fideicommisso, tit. 4, C. de Transaction.
+
+[2073] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[2074] Trebellius Pollio, in duobus Gallienis.
+
+[2075] Trebellius, Novus Inscript., pag. 360, n. 5.
+
+[2076] Mediobarbus, ibidem.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLVI. Indizione IV.
+
+ STEFANO papa 3.
+ VALERIANO imperadore 4.
+ GALLIENO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+MASSIMO e GLARRIONE.
+
+
+V' ha chi dà il nome di _Valerio_ al primo di questi consoli, cioè a
+_Massimo_, senza che se ne veggano buone prove. Il medesimo ancora
+vien detto _console per la seconda volta_, quasichè egli lo stesso
+fosse ch'era stato promosso al consolato nell'anno 253, o pure ch'egli
+fosse quel _Massimo_ che nel precedente anno esercitò la carica di
+prefetto di Roma. Perchè qui si lavora solamente di conghietture, amo
+io meglio di mettere il solo suo certo cognome, che di proporlo con
+nomi dubbiosi. Già dissi non essere agevol cosa lo sbrogliare i tempi
+e le avventure di questi imperadori per penuria di memorie. Però,
+camminando a tentone, l'Occone e il Mezzabarba[2077] rapportano
+all'anno presente alcune medaglie, dove si parla di una _vittoria
+germanica_; e pure in niuna di esse troviamo la tribunizia podestà
+terza o quarta di Valeriano, che ci assicuri dell'anno presente.
+Tuttavia, essendovene una di Gallieno Augusto, in cui si legge la di
+lui _tribunizia podestà quarta_, e la stessa _vittoria germanica_,
+bastante fondamento ci resta di credere vittoriose in quest'anno
+l'armi romane contra dei Germani. E probabilmente il giovane _Gallieno
+Augusto_ quegli fu ch'ebbe l'onore di tal vittoria. Nel rovescio di
+una medaglia di _Valeriano_ suo padre, attribuita dal Mezzabarba
+all'anno presente, si legge: GALLIENVS CVM EXERCITV SVO, in un'altra
+ad esso Gallieno è dato in questi medesimi tempi il titolo di
+_Germanico_. Aurelio Vittore[2078] ed Eutropio[2079] scrivono che
+Gallieno ne' primi anni del suo imperio fece alcune imprese con valore
+e fortuna nelle Gallie, da dove scacciò i Germani. Abbiamo parimente
+da Zosimo[2080], che vedendo Valeriano desolato l'Oriente dai Barbari,
+determinò di correre a quelle parti con un esercito, lasciando al
+figliuolo Gallieno la cura di opporsi agli altri Barbari che
+maltrattavano le provincie romane dell'Europa. Però Gallieno, siccome
+quegli che conosceva maggiore il bisogno contra dei Germani, popoli
+fieri, i quali calpestavano tutto dì gli abitatori delle Gallie, passò
+in persona al Reno, dando ad altri capitani ordine di opporsi ai
+Borani, Carpi, Goti e Burgundi, che recavano continui travagli alla
+Tracia e alla Mesia. Postatosi Gallieno alle ripe del Reno, talvolta
+impediva ai nemici il passaggio, e, se pur passavano, dava loro
+addosso. Ma non avea egli tali forze da poter fare lungo e vigoroso
+contrasto a que' nuvoli di gente che da varie parti della Germania,
+allettati dalla gola del bottino, calavano alla distruzion delle
+Gallie. Perciò ricorse al ripiego di far lega con uno di quei principi
+della Germania, lavorando, come si può credere, di regali, di contanti
+e di promesse per l'avvenire; ed essi da lì innanzi quei furono che
+impedirono agli altri Germani il passare il Reno; e se pur passavano,
+tosto moveano loro guerra. Ed è da notare[2081] che in questi tempi si
+comincia ad udire il nome de' Franchi, popolo della Germania
+anch'esso, che unito con altri infestava le terre de' Romani.
+
+NOTE:
+
+[2077] Occo et Mediob., Numism. Imperator.
+
+[2078] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2079] Eutrop., in Breviar.
+
+[2080] Zosimus, lib. 1, cap. 30.
+
+[2081] Vopiscus, in Aurelian.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLVII. Indizione V.
+
+ STEFANO papa 4.
+ SISTO papa 1.
+ VALERIANO imperadore 5.
+ GALLIENO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO LICINIO VALERIANO AUGUSTO per la quarta volta e PUBLIO LICINIO
+GALLIENO AUGUSTO per la terza.
+
+
+Fin qui potè lodarsi della mansuetudine e clemenza di Valeriano
+Augusto il popolo cristiano, avendolo egli favorito, non che lasciato
+vivere in pace; ma in quest'anno si cangiò sì fattamente il cuor
+d'esso imperadore, che divenne persecutor mortifero e fiero degli
+adoratori di Gesù Cristo[2082]. _Macriano_, che dal fango s'era alzato
+ai primi onori della corte, e godeva spezial confidenza e possesso nel
+cuor di Valeriano, quegli fu che, per attestato di _san Dionisio_,
+vescovo allora d'Alessandria, sovvertì il regnante, facendogli credere
+che fra le tante disavventure, ond'era allora oppresso l'imperio
+romano, conveniva valersi della magia e della invocazione de' demonii:
+al che essendo troppo contraria la religion de' cristiani, bisognava
+sterminarla. Nè probabilmente dimenticò di attribuire ad essa religion
+la folla delle pubbliche disgrazie: che così erano soliti di fare i
+pagani[2083]. Vedremo poscia costui aspirar all'imperio, e ricevere da
+Dio per mano degli uomini il gastigo delle sue iniquità. Ebbe dunque
+principio in quest'anno la persecuzion di Valeriano, che andò poi
+crescendo, e solamente cessò allorchè la mano di Dio si fece sentire
+anche sopra questo crudel nemico del suo nome, con restar egli prigion
+de' Persiani. Intorno a ciò è da vedere la storia ecclesiastica[2084];
+nè altro ora dirò io, se non che _santo Stefano_ romano pontefice
+nell'anno presente gloriosamente sostenne la morte, confessando la
+fede di Gesù Cristo, ed ebbe per successore _Sisto_ nel pontificato.
+Furono anche in pericolo, e perciò si ritirarono, due insigni campioni
+della Chiesa di Dio, cioè i santi _Dionisio_ vescovo d'Alessandria, e
+_Cipriano_ vescovo di Cartagine, per tacere degli altri. Si
+moltiplicavano intanto le guerre, e da ogni parte si trovava
+angustiato dai Barbari nemici il romano imperio. Era già qualche tempo
+che _Sapore_ re de' Persiani non lasciava passar anno che non
+iscorresse coll'esercito suo a danni della Mesopotamia e della Soria.
+Maggiori ancora furono i rumori e danni che si sentirono dalla parte
+della Tracia e della Mesia, perchè i Goti con altre nazioni abitanti
+di là dal Danubio vi faceano delle frequenti incursioni. Zosimo[2085]
+arriva a dire che i Borani, i Goti, i Carpi, i Burgundi non lasciarono
+parte dell'Illirico, dove non facessero delle scorrerie e saccheggi,
+che giunsero fino in Italia, senza trovarvi chi loro facesse
+resistenza. Comandava allora l'armi romane nella Tracia[2086] _Marco
+Ulpio Crinito_, uomo di gran vaglia, creduto della casa di Traiano
+imperadore, e già stato console nell'anno 258. Quali imprese egli
+facesse per reprimere la petulanza di que' Barbari, nol sappiamo. Tale
+nondimeno era il di lui credito, che fu creduto inclinar Valeriano a
+dargli il titolo di _Cesare_: cosa nondimeno poco verisimile per le
+conseguenze che ne poteano avvenire in danno dei proprii figliuoli e
+nipoti. _Giunio Donato_ fu prefetto di Roma in quest'anno.
+
+NOTE:
+
+[2082] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 10.
+
+[2083] Baron., in Annalib. Pagius, Critic. Baron. Tillemont, Mémoires
+des Empereurs.
+
+[2084] Anastasius. Baronius. Pagius. Tillemont. Blanchinius et alii.
+
+[2085] Zosimus, lib. 1, cap. 31.
+
+[2086] Vopiscus, in Aurelian.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLVIII. Indizione VI.
+
+ SISTO papa 2.
+ VALERIANO imperadore 6.
+ GALLIENO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+MEMMIO TOSCO e BASSO.
+
+
+Sempre più s'inaspriva la persecuzione mossa da Valeriano Augusto
+contra dei seguaci di Gesù Cristo; e però in quest'anno fu nobilitata
+la Chiesa dal martirio di _san Sisto_ sommo pontefice, e del suo
+glorioso diacono _san Lorenzo_. Vide anche l'Africa morir nella
+confessione della vera fede l'immortal vescovo di Cartagine _san
+Cipriano_, oltre a tanti altri martiri che si possono leggere nella
+storia ecclesiastica. Accadde che _Ulpio Crinito_, governatore della
+Tracia e di tutto l'Illirico[2087], si ammalò in tempo appunto che le
+continue vessazioni date dai Goti e dalle altre barbare nazioni a
+quelle contrade maggiormente esigevano l'assistenza d'un bravo
+generale. Valeriano imperadore, verisimilmente ne' primi mesi di
+quest'anno, spedì colà per vicario o luogotenente di lui _Lucio
+Domizio Aureliano_, che fu col tempo imperadore. Ci ha conservata
+Vopisco la lettera scrittagli dal medesimo Augusto piena di stima del
+valore e della saviezza d'esso Aureliano; col registro delle truppe
+che doveano militare sotto di lui, fra le quali si può credere che si
+contassero alcune compagnie di gente germanica, perchè i lor capitani
+si veggono chiamati _Hartomondo_, _Haldegaste_, _Hidemondo_ e
+_Cariovisco_. I Francesi moderni si figurano che questi fossero della
+nazion franca, conquistatrice dipoi delle Gallie, quasichè nomi tali
+non convenissero anche ad altre nazioni germaniche. In essa lettera
+Valeriano promette il consolato ad _Aureliano_ e ad _Ulpio Crinito_
+pel dì 22 maggio dell'anno seguente. E perchè di grandi spese doveano
+fare i nuovi consoli, prendendo quell'insigne dignità, con fare i
+giuochi circensi, e dar dei magnifici conviti ai senatori e cavalieri
+romani; e la povertà di _Aureliano_ disegnato console non era atta a
+sì grosse spese, Valeriano ordinò che l'erario pubblico gli
+somministrasse tutto il danaro e gli utensili occorrenti, affinchè
+egli non comparisse da meno degli altri. Andò Aureliano al comando
+dell'armi in quelle parti, e con tal sollecitudine e bravura diede la
+caccia ai Barbari, e con varii combattimenti gli atterrì, che chi non
+restò vittima delle spade romane, si ritirò di là dal Danubio,
+restando con ciò libera la Tracia e l'Illirico da quella mala gente. A
+sì liete nuove dovette ben esultare il cuore di Valeriano e del senato
+e popolo romano; ma probabilmente a turbar questa gioia giunsero altri
+corrieri dall'Oriente coll'avviso di funestissimi guai. _Sapore_ re
+della Persia, se crediamo ad Eusebio[2088], in quest'anno venne più
+furiosamente di prima a saccheggiar la Soria. Potrebbe nondimeno
+essere che al precedente anno appartenessero le disavventure di quelle
+contrade. Trebellio Pollione[2089] ci dà fondamento di credere ch'egli
+occupasse e spogliasse anche la nobilissima città d'Antiochia. E in
+fatti Giovanni Malala[2090], storico antiocheno, scrive che un certo
+Mariade, uno dei magistrati d'Antiochia, cacciato per le ruberie
+ch'egli faceva al pubblico, andò a trovare il re di Persia, e si esibì
+di fargli prendere a man salva la patria sua. Non lasciò il re cader
+in terra una sì bella offerta, e messo in ordine l'esercito, per la
+via di Calcide s'inviò colà. Per testimonianza di Ammiano[2091], e di
+Egesippo[2092], se ne stava un dì il popolo d'Antiochia, siccome gente
+perduta dietro ai solazzi, con gran festa ed attenzione mirando un
+istrione e sua moglie, che colle lor buffonerie cavava il riso da
+tutti: quando essa dopo una girata d'occhi disse ad alta voce:
+_Marito, o io sogno, o vengono i Persiani_. Rivolse ognuno gli occhi
+alla montagna, e videro in fatti calar l'esercito persiano. Tutti
+allora a gambe, e a studiarsi di salvar quello che poteano. Entrati
+nella città, che niuna difesa fece, i Persiani, dopo la strage di
+molti cittadini, misero a sacco tutta quella ricca città, poscia ad
+essa e a' circonvicini luoghi dato il fuoco, se ne andarono carichi di
+bottino. Volle il re Sapore, prima di partirsi, far godere il premio
+dovuto al traditore Mariade, con ordinare che fosse bruciato vivo,
+come si ha da Ammiano, o decapitato, come scrive il Malala.
+
+Trebellio Pollione[2093] racconta che un Ciriade ricco e nobile,
+avendo svaligiato il padre, si ritirò in Persia, e mosse il re Sapore
+e Odenato re della Fenicia contra de' Romani; e che avendo Sapore
+presa Antiochia e Cesarea, costui si fece proclamar Cesare, e prese
+dipoi anche il nome d'Augusto, ed empiè di terrore tutto l'Oriente. Ma
+non andò molto che fu ucciso a tradimento dai suoi stessi soldati, in
+tempo appunto che Valeriano Augusto era in viaggio per far guerra ai
+Persiani. Troppo verisimil sembra che questo _Ciriade_ lo stesso sia
+che _Mariade_ mentovato da Giovanni Malala, e che o l'uno o l'altro di
+quegli storici abbia alterate le circostanze del fatto. Fulvio
+Orsino[2094] e il Mezzabarba[2095] portano una medaglia di questo
+_Ciriade_. Quanto a me, allorchè miro una o due medaglie di simili
+effimeri tiranni, sempre tremo per paura che qualche impostore abbia
+burlato chi si affanna per formar raccolta di medaglie. Zonara[2096]
+fa accaduta la disgrazia d'Antiochia dopo la prigionia di Valeriano
+imperadore; ma, come abbiam veduto, Trebellio Pollione ce la
+rappresenta succeduta prima ch'egli arrivasse in Oriente; e così pare
+da credere, perchè appunto Valeriano si mise nell'anno presente in
+campagna per tagliar il corso ai progressi de' Persiani nella Soria.
+Ammiano, che riferisce cotal fatto a Gallieno, non discorda punto,
+perchè Gallieno fu imperadore col padre. Di queste sciagure adunque
+accadute in Oriente informato Valeriano Augusto, non penò a giudicar
+necessaria la sua presenza in quelle parti; e perciò, raunato un gran
+corpo d'armata, mosse da Roma per andar a passare, secondo l'uso
+d'allora, il mare a Bisanzio. Ch'egli si trovasse in quella città
+nell'anno presente, si ha con sicurezza da Vopisco[2097], nel
+rapportare ch'egli fa un atto pubblico quivi fatto. Cioè, essendo
+assiso nelle terme di Bisanzio l'_imperador Valeriano_ alla presenza
+dell'esercito e degli uffiziali del palazzo, sedendo alla destra sua
+_Memmio Fosco_ (vuole dire _Tosco_) console ordinario di quest'anno,
+_Bebio Macro_ prefetto del pretorio e _Quinto Ancario_ presidente
+dell'Oriente; ed essendo assisi dalla sinistra _Avulnio_, ossia
+_Amulio_ oppure _Anolino_, _Saturnino_ duce posto ai confini della
+Scizia, _Maurenzio_ destinato governator dell'Egitto, ed altri dei
+primarii uffiziali, l'imperadore a nome della repubblica ringraziò
+_Aureliano_, perchè avesse liberate dai Goti le provincie romane di
+quelle parti, e il regalò di quattro corone murali, di cinque vallari
+e di due navali, di due civiche, di dieci aste pure, di quattro
+bandiere di due colori, di quattro tonache ducali rosse, di due
+mantelli proconsolari, di una pretesta, di una tonaca palmata, di una
+toga dipinta, ec. Il disegnò ancora console sostituito per l'anno
+seguente, con promessa di scrivere al senato che gli desse il bastone
+e i fasci consolari. Per tanta benignità anche Aureliano rendè umili
+grazie al generoso Augusto; dopo di che levatosi in piedi _Ulpio
+Crinito_ duce dell'Illirico e della Tracia, destinato console in
+compagnia d'esso Aureliano per l'anno seguente, venne dicendo che,
+trovandosi egli senza successione, adottava per suo figliuolo il
+suddetto _Aureliano_, siccome persona meritevole d'ogni onore per la
+sua prudenza e valore, con fare istanza che l'atto suo fosse approvato
+e corroborato dall'imperadore presente: siccome fu fatto. Se ne
+ricordino i lettori, perchè vedranno a suo tempo esso _Aureliano_
+alzato alla dignità imperiale. Da Bisanzio passò poi l'Augusto
+Valeriano ad Antiochia, ma senza che apparisca s'egli vi arrivasse nel
+presente anno, o pur nel seguente. Intanto i Persiani, dopo il gran
+flagello recato ad Antiochia[2098], passarono nella Cilicia e
+Cappadocia, dando il sacco e tutto quel paese. Aggiunge Giovanni
+Malala[2099] che le loro scorrerie si stesero per tutto l'Oriente sino
+alla città di Emesa, non vi lasciando paese che non devastassero e
+bruciassero. Altri malanni ebbe l'imperio romano ancora dalla parte
+del Ponto Eusino, o sia del mar Nero, dei quali parleremo all'anno
+seguente. Sotto i consoli di quest'anno riferisce Trebellio
+Pollione[2100] la ribellione di _Decimo Lelio Ingenuo_, generale
+dell'armi della Mesia e Pannonia, che fu acclamato _imperadore_ da
+quell'esercito, e poscia abbattuto da Gallieno. Tuttavia è difficile
+il credere accaduta nell'anno presente cotal sollevazione, perchè
+Valeriano imperadore passò in vicinanza di quelle parti, nè in tempo
+tale costui avrebbe avuto tanto ardire; e pare che Gallieno, regnando
+il padre, non si fosse per anche abbandonato ai piaceri, come vien
+supposto da chi racconta questo fatto.
+
+NOTE:
+
+[2087] Idem, ibid.
+
+[2088] Euseb., in Chronic.
+
+[2089] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 1.
+
+[2090] Joannes Malala, in Chronogr.
+
+[2091] Ammianus, lib. 23, cap. 5.
+
+[2092] Hegesippus, lib. 3, cap. 5.
+
+[2093] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 1.
+
+[2094] Ursinus, in Numism. Imp.
+
+[2095] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2096] Zonaras, in Annalib.
+
+[2097] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2098] Euseb., in Chronic.
+
+[2099] Joannes Malala, Chronogr.
+
+[2100] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 8.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLIX. Indizione VII.
+
+ DIONISIO papa 1.
+ VALERIANO imperadore 7.
+ GALLIENO imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+EMILIANO e BASSO.
+
+
+Zosimo[2101], dopo avere scritto che i Borani, Goti, Carpi e Burgundi,
+popoli tutti da lui chiamati Sciti, portarono il terrore e la
+desolazione per ogni parte d'Italia e dell'Illirico, aggiugne che
+rivolsero i loro disegni e passi anche verso l'Asia. Probabilmente ciò
+avvenne dappoichè il valor d'_Aureliano_ gli ebbe fatti sloggiare
+dalle provincie europee. Mancavano legni a costoro per passar forse
+dalla Taurica Chersoneso, o sia dalla Crimea, nelle terre dell'Asia,
+ma ne furono provveduti dagli abitanti di quei paesi, o per timore o
+per danari. Arrivarono alla città di Pitiunte, posta alla ripa del mar
+Nero, e si provarono d'impadronirsene. Ma _Successiano_, che comandava
+in quelle parti l'armi romane, li ricevè così bravamente, che li fece
+ritirare in fretta, non senza mortalità di molti d'essi. Avvenne che
+Valeriano già pervenuto ad Antiochia, conoscendo il valore di
+Successiano, il volle presso di sè, e chiamatolo, il creò prefetto del
+pretorio in luogo di _Bebio Macro_, o pure unitamente con lui, con
+ordinargli di ristorar le rovine della città d'Antiochia. Così Zosimo,
+da cui veggiamo attestata l'occupazione d'essa città fatta dai
+Persiani, non già dopo la prigionia dell'imperador Valeriano, ma
+innanzi. Dovette la partenza di questo prode capitano animare gli
+Sciti, cioè i Tartari suddetti, ad altre imprese; e però passarono in
+Colco, e senza poter prendere il ricco tempio di Diana in Fasi,
+tirarono diritto a Pitiunte, e se ne impadronirono. Di là
+s'inoltrarono a Trabisonda, città grande e piena di popolo, provveduta
+di buon presidio di soldati, e vi misero l'assedio. Sì trascurati
+furono non meno i cittadini, che la guarnigione, che lasciarono
+entrarvi una notte i Barbari. Gran bottino vi fu fatto, gran copia di
+prigioni; diroccati i templi e le case; tutta la città e i luoghi
+circonvicini rimasero un teatro di miserie e rovine. Secondo
+Zosimo[2102], aveano costoro consumata quasi tutta la state prima di
+occupar Trabisonda; ed occupata che l'ebbero, fecero delle scorrerie
+per tutto il paese all'intorno, e finalmente carichi d'immensa preda
+se ne tornarono sulle navi al loro paese, come si può credere,
+accostandosi al verno. _Valeriano Augusto_, per quanto vedremo,
+seguitando Zosimo, era tuttavia in Soria, e vel troveremo anche
+nell'anno appresso: e per conseguente non si può abbracciar l'opinione
+del padre Pagi[2103] e d'altri, che mettono sotto quest'anno la
+cattività del medesimo imperadore; ma convien riferirla all'anno
+seguente. _Cornelio Secolare_ fu in quest'anno prefetto di Roma. Ed
+ivi dopo molti mesi di sede vacante, a cagion della persecuzione, che
+tuttavia durava, fu eletto sommo pontefice _Dionisio_. Non v'ha
+memoria se in quest'anno _Ulpio Crinito_ ed _Aureliano_ prendessero il
+consolato loro promesso nell'antecedente da Valeriano Augusto. Ma
+all'anno 271 troveremo esso Aureliano _console per la seconda volta_;
+e quando ciò sia certo, puossi inferirne che nell'anno presente
+egli procedesse console sostituito in luogo di _Gallieno_ e
+_Valeriano_[2104], che doveano procedere nel consolato. Hanno
+disputato gli eruditi per indovinar chi fossero questo _Gallieno_ e
+questo Valeriano, destinati anch'essi consoli nell'anno presente.
+Veggasi il Pagi[2105]. Resta tuttavia dubbiosa una tale quistione.
+
+NOTE:
+
+[2101] Zosimus, lib. 1, cap. 31.
+
+[2102] Zosimus, lib. 1, cap. 33.
+
+[2103] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[2104] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2105] Pagius, in Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLX. Indizione VIII.
+
+ DIONISIO papa 2.
+ VALERIANO imperadore 8.
+ GALLIENO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO CORNELIO SECOLARE per la seconda volta e GIUNIO DONATO per la
+seconda.
+
+
+Il prenome e nome di questi due consoli, non ben sicuri in addietro,
+vengono oggidì chiaramente confermati da una nobile iscrizione,
+esistente nel museo del Campidoglio, che si legge nella mia
+Raccolta[2106]. Le ricchezze portate al loro paese dagli Sciti, cioè
+dai Tartari, saccheggiatori di Trabisonda sul mar Nero, fecero
+invogliar altri circonvicini Barbari a concorrere a così lucroso
+mestiere[2107]. Si diedero tosto a preparar navi, obbligando gli
+schiavi cristiani a fabbricarne; poi senz'aspettare il fine del verno,
+e senza volersi valer di quei legni, per la Mesia inferiore passando,
+ebbero maniera di valicar lo stretto di Bisanzio, e di giugnere a
+Calcedone, città che andò tutta a sacco. Di là si trasferirono a
+Nicomedia di Bitinia, città vasta e piena di popolo, abbondante in
+ricchezze e in ogni copia di beni. Ancorchè ne fossero fuggiti i
+cittadini portando quel meglio che poterono con loro, sì grande
+nondimeno fu la preda ivi fatta, che ne stupivano i Barbari stessi. Le
+città di Nicea, di Cio, di Apamea e di Prusa incorsero nella medesima
+infelicità; e perchè coloro non poterono mettere il piede in quella di
+Cizico, se ne tornarono indietro, e diedero alle fiamme Nicomedia e
+Nicea. Dimorava tuttavia l'Augusto Valeriano in Antiochia, quando gli
+vennero sì funeste nuove dalla Bitinia. Credevasi che egli spedirebbe
+colà alcuno de' generali con un corpo di gente; ma perchè era signore
+assai diffidente, altro non fece che inviar _Felice_ alla difesa di
+Bisanzio. Ed egli poi se ne andò colla sua armata nella Cappadocia.
+Trovò guastata da' Persiani anche quella provincia: dai Persiani,
+dico, i quali aveano ancora fatta rivoltare l'Armenia, e creato ivi un
+re da loro dipendente, stando più che mai orgogliosi in campagna
+contra de' Romani. Ma giunto era il tempo che Dio voleva umiliare ed
+insieme punire Valeriano, crudel persecutore de' servi suoi, e reo di
+tante morti date a sì gran copia d'illustri campioni della fede di
+Cristo. Quando egli pur pensava di andare a mettersi a fronte de'
+Persiani, ecco la peste entrar nel di lui esercito, e farne un
+orribile scempio. Ciò non ostante, più storici[2108] scrivono che fece
+guerra ai Persiani nella Mesopotamia; e che in una battaglia per
+tradimento di un suo generale, come scrive Trebellio Pollione[2109],
+egli fu vinto. Questo generale vien creduto _Macriano_; e san Dionisio
+vescovo d'Alessandria presso Eusebio[2110] scrive che costui, dopo
+avere istigato Valeriano a perseguitar i cristiani, e dopo avere
+ottenuto il supremo comando dell'armata, come s'ha da una
+lettera[2111] scritta da Valeriano al senato, tradì lui stesso in
+fine. Noi vedremo che costui aspirava all'imperio, e senza la rovina
+di Valeriano non poteva salire sul trono. Zonara[2112] pretende che
+Valeriano in questo infelice combattimento restasse preso. Ma
+Zosimo[2113], senza far menzione alcuna di battaglia, e solamente
+notando che rimase disfatto lo esercito romano dalla peste, seguita a
+dire che Valeriano, uomo non avvezzo alle peripezie della guerra,
+cadde in disperazione, nè altro scampo seppe immaginare, che quello di
+guadagnar col danaro il temuto re _Sapore_, cioè di comperar la pace
+dai Persiani. Spedì per questo ambasciatori con grande offerta d'oro;
+ma Sapore li rimandò indietro senza nulla accettare, solamente
+rispondendo, che se Valeriano volesse venire ad abboccarsi con lui, si
+tratterebbono meglio i loro affari. Qui mancò la prudenza a Valeriano;
+perchè, fidatosi della parola del re barbaro, andò con poco seguito a
+trovarlo, e fu immediatamente ritenuto prigione. Altri[2114] furono di
+parere, che trovandosi Valeriano in Edessa, ed essendo affamato
+l'esercito, i soldati si sollevarono minacciando la vita di lui; e
+ch'egli se ne fuggì nel campo persiano, dove restò imprigionato.
+Questo racconto ha ben ciera di favola.
+
+Certo è intanto che _Valeriano imperadore de' Romani_ cadde nelle mani
+di Sapore, superbissimo re de' Persiani, e secondo tutte le apparenze,
+per frode o di _Macriano_ suo generale, o pur dei Persiani stessi,
+come ha Zosimo, e sembra anche insinuare Pietro Patrizio[2115] ne'
+frammenti delle ambascerie. Sappiamo altresì, per attestato di varii
+antichi scrittori[2116], che dall'alta dignità imperiale egli si vide
+ridotto alla condizione di un vilissimo schiavo sotto la tirannia del
+re nemico, che il menava dappertutto come un trofeo delle sue
+vittorie, vestito della porpora per sua maggior confusione, e carico
+nello stesso tempo di catene. Allorchè il tiranno volea salire a
+cavallo, obbligava lo schiavo Augusto a chinarsi colle mani in terra,
+e a servirgli di scabello, con aggiugner anche un insolente riso,
+dicendo _che questo era un vero trionfare, e non già il dipingere
+nelle muraglie e nelle tavole i re vinti, come faceano i Romani_. In
+somma nulla lasciò egli indietro per avvilire, per quanto potea, la
+maestà del nome romano, nè vi fu obbrobrio ed ignominia che non si
+facesse patire a questo infelice regnante, la cui caduta e il
+vergognoso stato sembrò poscia a chi visse lungi da que' tempi degno
+non poco di compassione. Ma san Dionisio, vescovo allora d
+Alessandria, Lattanzio, Costantino il Grande, Paolo Orosio ed altri
+hanno riconosciuta nell'ingiusta crudeltà del re Sapore la condotta
+giustissima della provvidenza di Dio contra d'un principe che s'era
+messo in pensiero di estinguere la santa religion dei cristiani, e
+sopra tanti innocenti servi del vero Dio avea sfogato il suo furore.
+Quel che dovette oltre a tante miserie ed ignominie maggiormente
+lacerare il cuore di Valeriano, si può credere che fosse il vedere che
+aveva un figliuolo imperadore, un nipote Cesare, e tanti grandi uomini
+da lui sollevati ai primi posti ed onori; e pure niuno di essi alzò
+mai un dito per liberarlo colla forza, o per riscattarlo coll'oro da
+quella vergognosa schiavitù. Anzi dovette ben giugnergli
+all'orecchio[2117] che l'infame suo figliuolo _Gallieno_, non
+solamente niun pensiero si prendeva di lui, mai non ispedì a Sapore
+per trattare della di lui liberazione; ma lasciava anche traspirare il
+contento suo per quella disavventura, che l'avea liberato da un padre
+riguardato da lui come troppo rigoroso. A chi con dispiacere gli
+parlava di questa funestissima scena, mostrava egli di consolarsi con
+dir di sapere _che suo padre era uomo mortale, ed essere ben grande la
+di lui sciagura, ma che finalmente v'era incorso colla gloria di esser
+uom coraggioso._ Ed ecco come l'ambizione sregolata avea estinto nel
+cuor di Gallieno tutti i doveri della gratitudine filiale, ed ogni
+riguardo all'onore dell'imperio romano, troppo svergognato nella
+persona di Valeriano dal re altero di Persia. Maggiormente poi dovea
+risaltare l'abbominevol sua non curanza delle sventure del padre,
+all'osservare come tanto il popolo romano che le milizie deploravano
+concordemente la miserabil sorte d'un Augusto divenuto schiavo. Fino i
+popoli battriani, iberi, albani e taurosciti, quantunque non fossero
+sudditi del romano imperio, si condolsero tanto di questo sinistro
+caso, che non vollero ricevere le lettere, colle quali Sapore lor
+notificava la sua vittoria, e scrissero ai generali romani, esibendosi
+pronti a prestar loro aiuto per liberare dalla schiavitù
+Valeriano[2118]. Rapporta anche Trebellio Pollione le lettere scritte
+(se pur non sono finte) al re _Sapore_ da _Balero_ re dei Cadusi, da
+_Artabasde_ re dell'Armenia, e da un certo _Belseto_, che io credo
+nome guasto, nelle quali parlano in favore di Valeriano, ed esaltano
+il poter de' Romani. Ma chi più era tenuto a sbracciarsi pel
+prigioniero Augusto, cioè _Gallieno_ suo figliuolo, quegli era che men
+degli altri pensava a liberarlo o riscattarlo. E però Valeriano,
+spogliato dell'imperio, in un abisso di miserie, continuò a vivere
+alcuni anni ancora nella schiavitù, da cui finalmente la morte il
+liberò. L'autore della Cronica Alessandrina scrive[2119] che i
+Persiani l'uccisero nell'anno di Cristo 269, ma più verisimil sembra
+che morisse di morte naturale. E morto che fu, per ordine di Sapore,
+venne scorticato[2120]. Concia la sua pelle, per maggior vergogna del
+nome romano, fu posta in un tempio, e si mostrava a tutti gli
+ambasciatori vegnenti da Roma, per ricordar loro di non fidarsi molto
+della loro potenza. Il dirsi da Agatia[2121] che Valeriano fu
+scorticato vivo, si può relegar tra le favole. Ho io pur rapportata a
+quest'anno la cattività di questo imperatore, con seguitar l'opinione
+del Panvinio, del Petavio, del Pearson, del Tillemont e d'altri,
+perchè questa convien più col filo delle azioni di lui a noi
+conservate da Trebellio Pollione e da Zosimo. Il padre Pagi[2122], che
+mette la di lui caduta nell'anno precedente, niuna valevole pruova
+adduce da poter battere l'altra opinione, che il fa prigioniere
+nell'anno presente, come scorgerà chiunque sappia farne l'esame.
+
+NOTE:
+
+[2106] Thesaurus Novus Inscript., pag. 364, n. 1.
+
+[2107] Zosimus, lib. 1, cap. 34.
+
+[2108] Aurelius Victor. Eutropius. Zonaras. Agathias et alii.
+
+[2109] Trebellius Pollio, in Valerian.
+
+[2110] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 33.
+
+[2111] Trebellius Pollio, Trigint. Tyrann., cap. 11.
+
+[2112] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2113] Zosimus, lib. 1, cap. 35.
+
+[2114] Zonaras, in Annal. Syncellus, in Hist.
+
+[2115] Petrus Patricius, de Legationibus, t. I Histor. Byzantin.
+
+[2116] Trebellius Pollio, in Valerian. Lactantius, de Mortibus
+Persecut. Eusebius, in Oration. Constantin. Orosius, lib. 7, et alii.
+
+[2117] Trebellius Pollio, in Gallieno.
+
+[2118] Idem, in Valeriano.
+
+[2119] Chronicon Alexandrin., tom. II Histor. Byzantin.
+
+[2120] Petrus Patricius, de Legationibus. Lactant., de Mortib.
+Persecut.
+
+[2121] Agathias, lib. 4 Histor.
+
+[2122] Pagius, in Crit. Baron., ad annum 259.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXI. Indizione IX.
+
+ DIONISIO papa 3.
+ GALLIENO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO LICINIO AUGUSTO per la quarta volta e LUCIO PETRONIO TAURO
+VOLUSIANO.
+
+
+Dopo le disavventure del padre, che non fu più contato per imperadore,
+restò solo al governo del romano imperio il di lui figliuolo Publio
+Licinio Gallieno. In alcune iscrizioni da me rapportate[2123] egli è
+ancora chiamato _Publio Licinio Egnazio Gallieno._ Il Reinesio[2124],
+avendo trovato questo _Egnazio_, si avvisò ch'egli fosse un fratello
+del medesimo Gallieno Augusto, e l'opinione sua si trova seguitata dal
+Tillemont[2125]. Ma egli altri non fu che lo stesso imperadore
+_Gallieno_. Da _Cornelia Salonina Augusta_ ebbe Gallieno due
+figliuoli, cioè _Publio Licinio Cornelio Salonino Valeriano_, a cui
+abbiam già veduto che non si tardò a concedere il titolo di Cesare.
+Trovansi molte medaglie[2126] col nome suo. L'altro fu _Quinto Giulio
+Salonino Gallieno_, che in alcune rare medaglie s'incontra onorato
+anche esso col titolo di _Cesare_. Vopisco[2127] nella Vita di
+Aureliano riferisce una lettera scritta ad _Antonino Gallo console_,
+senza che noi sappiamo in qual anno cada il consolato di costui. Dice
+d'essere stato ripreso da esso console in una lettera familiare, per
+aver mandato ad educare _Gallieno suo figliuolo_ presso di _Postumo_,
+piuttosto che presso di _Aureliano_. S'è disputato chi sia questo
+_Gallieno_ mandato nella Gallia, ed appoggiato alla direzione di
+_Postumo_, governatore di que' paesi. Il Tillemont[2128] parve
+sospettare in un luogo, benchè poscia sia di diverso parere in un
+altro, che questi fosse lo stesso primogenito suo, cioè _Gallieno_ ora
+imperadore; ma questo Gallieno è detto _puer_ da Valeriano, età che
+non conviene all'Augusto Gallieno, che in que' tempi avea già de'
+figliuoli. Parve al conte Mezzabarba[2129] che fosse mandato colà
+_Quinto Giulio Salonino Gallieno_, da noi già detto secondogenito
+dell'imperador Gallieno, quando Valeriano il chiama suo _figliuolo_, e
+non già nipote. Finalmente stimò il padre Pagi[2130] che questi fosse
+_Licinio Salonino Valeriano_ primogenito di Gallieno. Trebellio
+Pollione[2131] il chiama _Salonino Gallieno_. Lascerò io che altri
+decida cotal controversia, per cui non si possono recare se non
+conghietture, e passerò innanzi.
+
+Non mancavano all'_imperador Gallieno_ delle buone doti. Per conto
+delle ingegno, molti si lasciava addietro. Avea studiata l'eloquenza e
+la poesia; faceva anche dei versi tollerabili; mostrava genio alla
+filosofia platonica, e tale stima ebbe di _Plotino_, eccellente
+maestro di quella scuola, vivente allora, che gli era venuto il
+capriccio[2132] di rifabbricare una città nella Campania, per ivi
+fondare una repubblica di platonici; ma ne fu distornato da' suoi
+cortigiani. Pareva avere del coraggio e della prontezza[2133]; ma
+solamente ciò si verificava quando era in collera, o si sentiva
+irritato dallo sprezzo altrui. La sua magnificenza e liberalità, se
+vogliam credere a Zonara[2134], era qual si conveniva ad un
+imperadore, amando egli di far del bene a tutti, e di non rifiutar
+grazie a chiunque ne chiedeva. Aggiugne ch'egli inclinava alla
+clemenza, non avendo fatto morire chi contra di lui s'era rivoltato.
+Anche Ammiano Marcellino sembra concorde con lui su questo punto.
+Tuttavia un ritratto ben diverso di lui fece Trebellio Pollione, e la
+sua crudeltà starà poco a darci negli occhi. Del pari vedremo che andò
+col progresso del tempo svanendo quella parte di buono che in lui si
+trovava, con lasciarsi egli prender la mano dall'eccessivo amor dei
+divertimenti e dei piaceri illeciti, e col divenir neghittoso e
+sprezzato: cose tutte che si tirarono dietro de' gravissimi sconcerti,
+e furono quasi la rovina della repubblica romana. Non si dee già
+tacere che questo principe debolissimo, riconosciuta per ingiustissima
+la fiera persecuzione mossa dal padre contra de' cristiani[2135],
+restituì sul principio del suo governo la pace alla Chiesa, vietando
+il recar ulteriori molestie ai professori della legge di Cristo. Ma
+non cessò per questo l'ira di Dio, che volea puniti i Romani gentili,
+per aver attizzata la crudeltà di Valeriano contra dei suoi servi; e
+però si affollò ogni sorta di disgrazie sopra l'imperio romano,
+regnante Gallieno. La peste più che mai vigorosa seguitò a mietere le
+vite degli uomini; i tremuoti rovesciarono le città; da ogni parte i
+Barbari continuarono a spogliare e lacerare le contrade romane. Il
+maggiore de' guai nondimeno fu, che nel cuore del romano imperio
+insorsero di mano in mano varii usurpatori e tiranni, l'insolenza de'
+quali non si potè reprimere senza lo spargimento d'infinito sangue.
+
+Per la prigionia di Valeriano restarono in una somma confusione gli
+affari dell'Oriente[2136]; e corsa questa voce per tutto l'imperio e
+fra i Barbari, si spalancarono le porte alle sedizioni, alle rapine e
+ad ogni più funesta novità, quasi che fosse rimasta vedova abbandonata
+la repubblica romana, e si riputasse uomo da nulla il di lui figliuolo
+Gallieno Augusto. Trovavasi questi allora all'armata del Reno, per
+opporsi ai tentativi de' sempre inquieti Germani. Racconta Zosimo che
+gli Sciti, cioè i Tartari, abitanti di là dal Danubio, unite insieme
+varie loro nazioni, divisero in due corpi l'immensa lor moltitudine.
+Coll'uno entrarono furiosi nell'Illirico, saccheggiando e devastando
+le città e campagne; e coll'altro vennero fino in Italia, ardendo di
+voglia di dare il sacco alla stessa città di Roma, ne' cui tesori
+speravano di saziare la loro avidità. In fatti giunsero fino in quelle
+vicinanze. Il senato allora, per rimediare a sì gran pericolo, raunò
+quanti soldati potè, diede l'armi ai più gagliardi della plebe, in
+maniera tale, che mise in piedi un esercito più copioso che quello de'
+Barbari: il che bastò per far retrocedere quegli assassini. Se ne
+tornarono essi al paese loro, ma con lasciar la desolazione dovunque
+passarono. Incredibili mali altresì recarono gli altri all'Illirico,
+dove nello stesso tempo si provò il loro flagello e quel della peste.
+Forse la peste medesima fu quella che cacciò di là quelle barbariche
+locuste. Io non so dire se possa essere succeduto in questi tempi ciò
+che vien narrato da Zonara[2137]: cioè che riuscì a Gallieno con soli
+dieci mila soldati suoi di sconfiggere presso a Milano trecentomila
+Barbari: bravura di cui non intendo io di essere mallevadore.
+Veramente Zosimo attesta ch'egli dalla Gallia calò in Italia per
+iscacciarne gli Sciti; ma Zonara scrive, essere stati Alamanni que'
+Barbari, a' quali diede la rotta. Gli antichi scrittori facilmente
+confondono i nomi delle nazioni barbariche. Eusebio[2138] ed
+Orosio[2139] in fatti scrivono che circa questi tempi gli Alamanni,
+dopo aver saccheggiate le Gallie, vennero a dare il malanno
+all'Italia. Anche i Sarmati, se pur non sono parte anch'essi degli
+Sciti mentovati da Zosimo, portarono l'armi loro contro l'Illirico
+nell'anno presente. Avea in quelle parti il comando dell'armi romane
+_Regilliano_[2140], uomo di gran valore. Da una lettera a lui scritta
+da _Claudio_, che fu poi imperadore, si raccoglie aver egli data una
+gran rotta ai Sarmati presso Scupi, città della Mesia superiore,
+oggidì Uscubi nella Servia. Abbiamo da Trebellio[2141], che essendo
+consoli _Fosco_ (cioè _Tosco_) e _Basso_ nell'anno 258, e sapendo le
+legioni della Mesia quanto fosse immerso Gallieno nelle crapole e
+nella lussuria, e che v'era bisogno d'un coraggioso generale contra
+de' Sarmati già incamminati alla lor volta, proclamarono Imperadore
+_Ingenuo_ governator della Pannonia. Ma o il testo di Trebellio si dee
+credere guasto, o pur egli s'ingannò in riferire la ribellione
+d'_Ingenuo_ prima delle sventure di Valeriano Augusto; e dobbiamo
+attenerci qui ad Aurelio Vittore[2142], il quale chiaramente scrive
+avere la cattività di Valeriano data ansa all'ambizion d'_Ingenuo_ per
+ribellarsi. Lo stesso vien confermato da Zonara[2143]; e però all'anno
+presente dee appartenere quel fatto. Ne fu portata la nuova a
+_Gallieno_ Augusto, che a gran giornate passò colà con un esercito,
+dov'erano molti Mori. _Aureolo_ capitano della sua cavalleria diede
+una rotta ad _Ingenuo_, per la quale disperato si uccise. Può
+nondimeno dubitarsi se in persona vi andasse Gallieno. Abbiamo[2144]
+una sua lettera scritta a _Celere Veriano_ suo generale in quelle
+parti, dove con furore inudito gli ordina di procedere contra
+d'_Ingenuo_ e de' suoi seguaci senza misericordia alcuna, con uccidere
+e tagliare a pezzi chiunque de' soldati o di que' popoli avea avuta
+mano in quella sollevazione; e che quanto più farebbe di vendetta,
+tanto più gusto a lui darebbe. V'ha chi dice che _Ingenuo_, presa la
+città di Mursa, o di Sirmio, dove egli risedeva, col pugnale si
+levasse la vita, per non venire in man del crudo Gallieno. Che o
+nell'anno precedente o pur nel presente si rivoltassero _Postumo_
+nella Gallia, _Macriano_ in Oriente, _Valente_ nell'Acaia,
+_Regilliano_ nella Mesia, _Aureolo_ nell'Illirico, è stato parere di
+varii moderni storici. Mancano a noi lumi per distinguere bene i fili
+e tempi della storia, per quel che riguarda i tiranni allora insorti
+nel romano imperio; nè ho io voglia di presentar ai lettori le dispute
+dei letterati intorno a questi punti. Però chieggo licenza di parlar
+di essi tiranni negli anni seguenti, perchè non o facile l'assegnar i
+veri tempi de' fatti d'allora.
+
+NOTE:
+
+[2123] Thes. Novus Inscript., pag. 254.
+
+[2124] Reinesius, Inscription.
+
+[2125] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2126] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2127] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2128] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2129] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[2130] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[2131] Trebellius Pollio, in Salonino.
+
+[2132] Porphyrius, in Vita Plotini.
+
+[2133] Trebellius Pollio, in duobus Gallienis.
+
+[2134] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2135] Euseb., Hist. Eccles., lib. 7, c. 13. Baronius, Annal. Eccles.
+ad hunc ann. Pagius, Crit. Baron. ad hunc ann.
+
+[2136] Zosimus, lib. 1, cap. 37.
+
+[2137] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2138] Euseb., in Chronic.
+
+[2139] Orosius, lib. 7, cap. 22.
+
+[2140] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 9.
+
+[2141] Idem, cap. 8.
+
+[2142] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2143] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2144] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrann., c. 8.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXII. Indizione X.
+
+ DIONISIO papa 4.
+ GALLIENO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO LICINIO GALLIENO AUGUSTO per la quinta volta e FAUSTINO.
+
+
+Un di coloro che, alzata bandiera contra di Gallieno Augusto, si
+fecero proclamar Imperadori, fu _Marco Fulvio Macriano_[2145], da noi
+più volte nominato di sopra, personaggio nato bassamente, ma che,
+salendo per varii gradi militari, acquistò il credito di essere il più
+valoroso e prudente generale che si avesse allora l'imperio romano.
+Arrivò costui sì avanti, che _Valeriano_ Augusto, siccome già
+accennai, non avea persona più confidente di lui, e da lui appunto fu
+mosso a perseguitare i cristiani[2146]. Perchè avea imparata la magia
+dai maghi egiziani, ha sospettato taluno ch'egli fosse di quella
+stessa nazione. A lui diede Valeriano il comando dell'armata, allorchè
+infelicemente prese a far guerra a' Persiani, e per opinione di alcuni
+tradito fu da lui. Tradì egli ancora il di lui figliuolo _Gallieno_.
+Imperocchè dopo la prigionia di Valeriano, giacchè nulla era stimato
+Gallieno, i soldati della Soria cominciarono, secondochè scrive
+Trebellio Pollione[2147], a trattar di voler un principe atto a
+sostenere l'imperio. Furono a consiglio su questo _Macriano_ e _Servio
+Anicio Balista_, ch'era stato prefetto del pretorio sotto Valeriano,
+ed esercitava allora la carica anch'egli di generale. Fu d'avviso
+Balista che niun fosse più atto di Macriano al comando dell'armi e al
+governo dell'imperio romano. Se ne scusò Macriano con dire di esser
+vecchio e zoppo; ma perchè avea due suoi figliuoli giovani, già
+tribuni, e di singolar bravura, cioè _Quinto Fulvio Macriano_ e _Gneo
+Fulvio Quieto_, fu conchiuso che il braccio di questi due figliuoli
+supplirebbe all'età del padre; e però _Macriano_ venne acclamato
+_Imperadore Augusto_, ed egli appresso promosse alla medesima dignità
+i due suoi figli. Di tutti e tre resta memoria nelle antiche
+medaglie[2148]. Trebellio Pollione[2149] vuole che Macriano usurpasse
+l'imperio, essendo consoli _Gallieno_ e _Volusiano_, cioè nell'anno
+precedente 261. Al padre Pagi[2150] parve questo un errore o dello
+storico o del testo, perchè, secondo lui, nell'anno 259 accade la
+disgrazia di Valeriano, nè tanto potè restar l'armata di Soria senza
+capo. Ma siccome abbiam detto che non regge l'opinione del Pagi
+intorno all'anno della cattività di Valeriano, così nè pur sussiste il
+negar qui fede a Trebellio. Già si è detto che Valeriano cadde in man
+dei Persiani nell'anno 260. Che poi non succedesse sì tosto
+l'usurpazione da Macriano fatta dell'imperio, si può ricavar da
+Zonara[2151]. Scrive questo autore che dopo la sventura di Valeriano i
+Persiani senza paura d'alcuno portarono l'armi vincitrici per la
+Soria, per la Cilicia e Cappadocia: il che vien confermato da Eusebio
+Cesariense[2152]. Presero la nobilissima città d'Antiochia capitale
+della Soria; poi Tarso insigne città della Cilicia. Quindi misero
+l'assedio a Cesarea di Cappadocia, la qual si crede che contenesse
+allora quattrocento mila anime. Gran difesa fu fatta da que'
+cittadini, essendo lor capitano _Demostene_, uomo di gran cuore, e
+forse l'avrebbono scappata, se un certo medico fatto prigione, per non
+poter reggere ai tormenti, non avesse rivelato ai nemici un sito, per
+cui entrati una notte, fecero una strage immensa di quei cittadini.
+_Demostene_ lor capitano, essendovi ordine di prenderlo vivo, salito a
+cavallo, ed imbrandito lo stocco, si cacciò per mezzo ai Persiani, ed
+atterratine non pochi, ebbe la fortuna di salvarsi. Gran quantità di
+prigioni fu fatta da' Barbari nella presa di quella città, e tutti
+appena provveduti di tanto cibo che bastasse a tenerli in vita, e
+senza poter bere acqua se non una volta al giorno, come si fa colle
+bestie. Finalmente i Romani fuggiti elessero per lor capitano un
+_Callisto_ (il Tillemont[2153] sospetta che Zonara voglia dire
+_Balista_), il quale, trovando sbandati i Persiani, diede loro assai
+busse in varii incontri, e prese anche le concubine del re Sapore con
+delle grandi ricchezze. Per queste percosse si affrettò Sapore a
+ricondursi ne' suoi paesi, seco menando l'infelice Valeriano. Ora
+cotali imprese richieggono del tempo, nè si vede che Macriano se ne
+impacciasse punto; e però fondatamente si può credere ch'esso Macriano
+solamente nell'anno 261, siccome attesta Zonara, fosse acclamato
+Imperadore. Credesi che egli regnasse in Egitto; ma, se ciò è vero,
+non dovette ivi piantare la sua signoria senza spargimento di sangue,
+facendo menzione _san Dionisio_ vescovo alessandrino presso
+Eusebio[2154] d'un'atroce guerra civile che circa questi tempi
+afflisse la città d'Alessandria, susseguita poi da una terribil peste.
+Che il dominio di Macriano si stendesse quasi per tutta l'Asia,
+abbiamo motivo di crederlo senza difficoltà; ed ivi egli comandò per
+più d'un anno.
+
+Pensava probabilmente _Macriano_ di incamminarsi alla volta di Roma, e
+di passare lo stretto di Bisanzio colla sua armata[2155]; ma perchè
+ben prevedeva che _Publio Valerio Valente_, creato proconsole
+dell'Acaia da Gallieno, uomo d'alto affare e suo particolar nimico,
+gli avrebbe fatta opposizion nel passaggio, mandò un personaggio di
+gran credito, cioè _Lucio Calpurnio Pisone Frugi_[2156], per
+ammazzarlo. Se ne accorse _Valente_, e non sapendo come meglio
+sottrarsi ai pericoli, si fece proclamar Augusto[2157], e regnò
+qualche tempo nell'Acaia e Macedonia. Non andò più innanzi _Pisone_,
+ma ritiratosi nella Tessaglia, giacchè vedea tanti che usurpavano
+l'imperio, ne volle anch'egli la sua parte, con prendere il titolo
+d'_Imperadore_ e di _Tessalico_ in quella contrada. Ma spedita una man
+di soldati da Valente, levò di vita _Pisone_, e _Valente_ stesso fu
+anch'egli da lì a poco ucciso da' suoi soldati. V'ha delle
+inverisimiglianze in questi racconti; ma più ancora inverisimile a me
+sembra il dirsi da Trebellio Pollione[2158], che saputosi in Roma la
+morte di questi due personaggi nel dì 25 di giugno, il senato decretò
+gli onori divini a _Pisone_, con dire che non si potea trovar uomo
+migliore e più costante di lui. Come mai questo, se è vero ch'egli
+usurpasse l'imperio contra di _Gallieno_ padrone di Roma? Nello stesso
+decreto disse il console di confidare che _Gallieno_, _Valeriano_ e
+_Salonino_ sieno _nostri imperadori_: intorno alle quali parole han
+disputato più letterati, per determinare chi fossero _Valeriano_ e
+_Salonino_, e se tutti godessero allora il titolo d'imperadori: il che
+è difficile da stabilire per varii motivi. Ora _Macriano_, messa
+insieme un'armata di quarantacinque mila combattenti, e lasciato
+_Quieto_ Augusto suo secondo figliuolo, assistito da _Balista_, al
+governo della Soria, marciò verso l'Europa, e passò il mare a
+Bisanzio. Ma fosse nell'Illirico, o pure nelle estremità della Tracia,
+gli venne a fronte _Marco Acilio Aureolo_ con altro più poderoso
+esercito, per dargli battaglia, e segui ancora qualche menar di
+spade[2159]. Trattandosi di altri Romani, non voleva Aureolo lasciar
+la briglia a' suoi, sperando che quei di Macriano verrebbono dalla sua
+parte, perchè avea fatta la chiamata, e forse guadagnato alcuno dei
+contrarii uffiziali. Ma quei non si movevano. Per avventura venne ad
+imbrogliarsi e a chinar la bandiera uno degli alfieri di Macriano; non
+vi volle di più perchè gli altri alfieri, credendo ciò fatto non per
+azzardo, ma per ordine de' capitani, abbassarono anch'essi le insegne,
+e andarono in numero di trenta mila ad unirsi con _Aureolo_[2160],
+acclamando l'imperador Gallieno. Accortosi dipoi Macriano che anche
+gli altri restati con lui titubavano, li pregò di non voler dare sè
+stesso e il figlio _Quinto Fulvio Macriano_ in mano di Aureolo. Il
+compiacquero essi con ammazzar lui e il figliuolo; e, ciò fatto,
+passarono anch'essi all'armata di Aureolo. Trebellio Pollione dà la
+gloria di questo fatto a _Domiziano_, valoroso capitano d'esso
+Aureolo, facendosi credere che Aureolo non v'intervenisse in persona.
+Da san Dionisio Alessandrino[2161] si ricava che la caduta di
+_Macriano_, per cui restò l'imperadore Gallieno libero da un nemico
+che gli facea gran ribrezzo, accadde nell'_anno nono_ dell'imperio
+d'esso Gallieno, e però nel presente. Si vuol qui aggiungere che restò
+tuttavia padrone di quasi tutte le provincie orientali _Gneo Fulvio
+Quieto_, dichiarato, come già dissi, Augusto da Macriano suo padre.
+Stavagli a' fianchi _Balista_, personaggio di gran senno e di
+sperimentato valore. Ma giunta la nuova che il di lui padre e fratello
+erano stati vinti e tolti dal mondo, cominciarono le città
+dell'Oriente l'una dopo l'altra a ritirarsi dall'ubbidienza di Quieto.
+Zonara[2162] pretende che _Odenato_ da Palmira, di cui parleremo fra
+poco, quegli fosse che, assediato Quieto nella città di Emesa,
+l'uccidesse. Trebellio Pollione[2163] sembra piuttosto attribuire la
+di lui morte ai soldati che Aureolo avea spedito per prenderlo vivo.
+Quanto a _Balista_, o egli se ne fuggì, o per mezzo di qualche accordo
+ebbe la facoltà di ritirarsi. Anch'egli, scrivono che prendesse dipoi
+il titolo d'_Imperadore Augusto_ in qualche parte dell'Oriente, e si
+mantenesse sino all'anno 264. In fatti v'ha qualche medaglia[2164] che
+cel rappresenta Augusto. Ma io torno a desiderare che le medaglie di
+tanti tiranni vivuti in questi tempi sieno tutte legittime e vere,
+perchè non son mancati di coloro che, per farsi ben pagare dai
+dilettanti di sì fatte anticaglie, han saputo formar di pianta monete
+simili alle antiche col mutar le loro iscrizioni. Trebellio Pollione
+confessa ingenuamente di non sapere se _Balista_ prendesse sì o no la
+porpora; ed esservi scrittori che asseriscono essersi egli ritirato ad
+una vita privata. Quel che è certo, egli fu dipoi ucciso, chi dice per
+ordine di _Odenato_, e chi dai soldati di _Aureolo_, con riferire la
+di lui morte all'anno 264: circostanze tutte dubbiose, e che non si
+possono chiarire. Noi sappiamo ancora che dopo la morte d'_Ingenuo_
+tiranno _Quinto Nonio Regilliano_ nell'Illirico[2165] si sollevò e
+prese il titolo d'_Imperadore Augusto_. Costui, siccome di sopra
+accennai, fece di molte prodezze contra dei Sarmati, e ricuperò
+l'Illirico, che per la dappocaggine di Gallieno era quasi tutto
+perduto. Ciò dovette avvenire prima di usurpar l'imperio; ma in qual
+tempo egli l'usurpasse, nol possiamo determinare; e noi vedremo fra
+poco che anche _Aureolo_ prese il titolo d'Augusto nel medesimo
+Illirico. Per quel che scrive Trebellio, fu un accidente che costui
+fosse promosso all'imperial dignità dai soldati, i quali, scherzando
+sul nome di _Regilliano_, trovarono che Dio gli avea dato questo nome,
+acciocchè divenisse re, e per questo l'acclamarono Augusto. Ma quei
+medesimi soldati poi per timore della crudeltà di Gallieno, già
+provata nella ribellion d'Ingenuo, e per le premure di quei popoli che
+non voleano quel peso addosso, diedero ad esso Regilliano la morte.
+
+NOTE:
+
+[2145] Mediobarbus, in Numism. Imperat. Trebell. Pollio, in Trigint.
+Tyrann., cap. 8.
+
+[2146] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 10.
+
+[2147] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 11.
+
+[2148] Goltzius et Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[2149] Trebellius Pollio, in Gallieno.
+
+[2150] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[2151] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2152] Eusebius, in Chronic.
+
+[2153] Tillemont, Mémoires de Empereurs.
+
+[2154] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 22.
+
+[2155] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 18.
+
+[2156] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2157] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2158] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 20.
+
+[2159] Zonaras, in Annalib.
+
+[2160] Trebellius Pollio, in Trigint. Tyrannis, cap. 11.
+
+[2161] Euseb., Hist. Eccles., lib. 7, cap. 23.
+
+[2162] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2163] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 17.
+
+[2164] Mediobarb., in Numismat. Imper.
+
+[2165] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 9.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXIII. Indizione XI.
+
+ DIONISIO papa 5.
+ GALLIENO imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+ALBINO per la seconda volta e MASSIMO DESTRO.
+
+
+Credesi che il primo console fosse nominato _Marco_ o _Manio Nummio
+Albino_, perchè v'ha un'iscrizione romana, dove egli è chiamato
+_consul ordinarius iterum_. Che così fosse, può darsi. Ma nell'antico
+catalogo[2166] de' prefetti di Roma noi troviamo che _Nummio Albino_
+era stato _prefetto di Roma_ nell'anno 261, e seguitò ad esercitar
+quella carica nell'anno seguente ed anche nel presente; e non sapendo
+noi che fosse per anche introdotto di dare ad un solo quelle due
+dignità nel medesimo anno, perciò può restar sospetto che fossero due
+persone diverse; se non che andando innanzi, cominceremo a trovare
+chi, essendo prefetto di Roma, esercitò nello stesso tempo il
+consolato. Circa questi tempi i Germani penetrarono colle loro
+scorrerie fino in Ispagna. Aurelio Vittore[2167] ed Eutropio[2168]
+scrivono che i Franchi, popoli allora della Germania, quei furono che,
+entrati nelle Gallie, vi fecero immensi saccheggi, e di là passarono
+nella Spagna Tarragonese, dove presero per forza e saccheggiarono la
+capitale di quel paese, cioè Tarragona; e trovata copia di navi,
+andarono insino a visitar l'Africa. Paolo Orosio[2169] attesta anche
+egli la desolazione lasciata da costoro nella Spagna, con aggiungere
+che ne restavano anche a' suoi tempi le funeste memorie, e che durò
+per dodici anni la persecuzione da loro recata a quelle contrade. Fu
+di parere il Valesio[2170] che costoro non per le Gallie, ma per
+l'Oceano passassero in Ispagna, come poi fecero i Normanni nel secolo
+nono; ed Eumene[2171] porge buon fondamento a questa opinione, che
+sembra più verisimile, che non è il creduto loro passaggio per le
+Gallie. A queste calamità son da aggiugnere l'altre narrate tutte in
+un fiato[2172] da Aurelio Vittore, da Eutropio e da Orosio, ancorchè
+non se ne sappia il tempo preciso. Cioè, che la Dacia, di cui quella
+che oggi è Transilvania, era anticamente una parte, e tutto quanto il
+paese conquistato una volta da Traiano venne in potere dei Barbari.
+Secondo Eutropio, i Quadi e i Sarmati devastarono la Pannonia.
+Eusebio[2173] scrive che l'occuparono. Orribili ancora furono i danni
+recati dagli Sciti, cioè dai Goti, alle provincie dell'Europa e
+dell'Asia, colle quali confinavano. Trebellio Pollione[2174] racconta
+che costoro s'impossessarono della Tracia, devastarono la Macedonia, e
+vennero ad assediare Tessalonica, oggidì Salonichi. Fu loro data
+battaglia nell'Acaia da _Macriano_ general de' Romani, diverso da
+colui che abbiam veduto di sopra, e il cui vero nome probabilmente era
+_Marziano_, di cui parleremo più abbasso. Sconfitti se n'andarono i
+Barbari. L'altro esercito di essi Goti, passato nell'Asia, pervenne
+sino ad Efeso, dove, dato in prima il sacco al celebre e ricchissimo
+tempio di Diana, poscia lo consegnarono alle fiamme. Lo storico
+Giordano[2175] non lasciò indietro questa partita, con dire che i Goti
+condotti da Respa, Veduco, Turo e Varo loro capitani, vi
+saccheggiarono varie città, incendiarono il tempio di Diana Efesina, e
+nella Bitinia spogliarono e diroccarono la bella città di Calcedonia.
+Carichi di bottino nel ritornare a casa devastarono Troia ed Ilio:
+lasciarono i segni della loro fierezza nella Tracia, e presero la
+città d'Anchialo, posta alle radici del monte Emo, dove si fermarono
+molti dì per que' bagni caldi che quivi si trovavano. Dopo di che se
+ne tornarono ai lor paesi. Ma non si contentarono di questo que'
+Barbari. Un sì gustoso mestiere li fece altre volte ritornare ai danni
+delle provincie romane. Crede il padre Pagi[2176] che l'irruzione
+suddetta de' Goti appartenga all'anno precedente, perchè si figura
+celebrati allora i decennali di Gallieno. Ma chi riferisce a
+quest'anno esse feste, vi unisce ancora i pianti dell'Asia per cagion
+dei suddetti Barbari.
+
+In qual anno _Postumo_ governator delle Gallie si rivoltasse contra di
+Gallieno Augusto, e prendesse il titolo di _imperadore_, è tuttavia in
+disputa, nè io son qui per entrare in sì fatte liti di critica che il
+lettore non aspetta da me. Certo è che almen qualche tempo prima
+dell'anno presente egli usurpò l'imperio in quelle parti. Per quanto
+credono gli eruditi di ricavar dalle medaglie[2177], era il suo nome
+_Marco Cassio Latieno Postumo_, benchè Trebellio Pollione[2178] il
+chiami _Postumio_. In una iscrizione[2179] da me data alla luce, non
+_Latieno_, ma _Latino_ si vede appellato. Questi era bassamente nato,
+ma giunto ad essere uno de' più eccellenti capitani che si avesse Roma
+allora, uomo di singolar prudenza e gravità, che con tutta la sua
+severità intendeva l'arte di farsi amare dai popoli e dai soldati.
+_Valeriano Augusto_, che sapea ben discernere i meriti delle persone,
+gli avea dato il governo delle Gallie, acciocchè il suo valore
+servisse a rintuzzar l'orgoglio de' Franchi e d'altre nazioni
+germaniche transrenane, già usate a molestar le provincie romane. Tal
+credito s'era egli acquistato, ch'esso Valeriane gl'inviò suo nipote
+_Salonino_, non so se il primo o se il secondo figliuolo di
+_Gallieno_, acciocchè l'istruisse nelle arti convenienti ad un
+principe e ad un guerriero. Ma se Postumo era dotato di tanti bei
+pregi, non si trovava già in lui l'importantissimo della fedeltà. Il
+sapersi nelle Gallie la vita lussuriosa e scandalosa che menava
+_Gallieno_ in Roma cagionò in que' popoli un tal disprezzo di questo
+principe, aiutato probabilmente anche dalle scerete insinuazioni
+d'esso Postumo, che pensarono a provvedersi d'un imperadore, in cui
+concorresse il valore e il senno, per difendersi dai nemici Germani.
+Avea Postumo, per relazione di Zonara[2180], sconfitto un corpo di
+que' Barbari passati di qua dal Reno, e distribuito ai soldati il
+bottino fatto[2181] Silvano capitan delle guardie del giovinetto
+_Salonino Cesare_ l'obbligò ad inviar quella preda al principe: il che
+sì forte amareggiò i soldati, mal soddisfatti per altro, poichè lor
+non piaceva di star sotto il comando di un fanciullo, cioè di esso
+_Salonino_, che, alzato rumore, proclamarono _imperadore Postumo_. Il
+che fatto, marciarono tutti a Colonia, dove dimorava esso _Salonino_,
+gridando di voler nelle mani il principe e _Silvano_, ed assediarono
+quella città. Bisognò darli, e Postumo li fece morire amendue,
+aggiugnendo quest'altra taccia alla violata fede contra del suo
+sovrano. Non vi fu popolo alcun delle Gallie che nol riconoscesse
+volentieri per imperadore; e pare che anche le Spagne e l'Inghilterra
+si sottomettessero al di lui imperio; e tolta la fellonia, era egli
+ben degno di reggere popoli[2182]. Nello spazio di sette anni che
+Postumo regnò, anche nelle Gallie regnò la felicità: tanta era la sua
+moderazione e giustizia, tanto il suo valore, per cui ridusse i
+Germani a contenersi nei loro limiti, e fabbricò anche alcune castella
+nel loro paese. Egli si trova nelle medaglie[2183] (se pur tutte son
+vere) appellato console per la quarta volta. Avea un figliuolo nomato
+_Caio Giunio Cassio Postumo_, a cui diede il titolo di _Cesare_, e poi
+quello di _Augusto_. Fu Postumo il più potente e terribil avversario
+che si avesse Gallieno, non tanto per la sua buona testa, quanto per
+l'amore che gli portavano i popoli delle Gallie, e per lo grande
+squarcio ch'egli avea fatto dell'imperio romano.
+
+Ora _Gallieno Augusto_ (io non so dire in qual anno) con buon esercito
+marciò in persona contra di Postumo. _Teodoto_ era il generale della
+sua armata. Posero l'assedio ad una città, dove s'era rinchiuso
+Postumo; ma nel fare Gallieno la ronda intorno a quella città, fu
+ferito da una saetta, e dovette cessare per questo l'assedio. Se poi
+Trebellio Pollione[2184] tien qualche ordine ne' suoi racconti, circa
+questi tempi, o pur nell'anno precedente, il medesimo Gallieno,
+conducendo seco due bravi capitani, cioè _Aureolo_ e _Claudio_ (il
+qual fu poscia imperadore), tornò di nuovo a far guerra a Postumo. Fu
+allora che Postumo dichiarò imperadore Augusto e collega suo _Marco
+Aurelio Piavvonio Vittorino_, uomo di grande abilità nel mestier della
+guerra, benchè perduto dietro le femmine, per poter più facilmente
+opporsi agli sforzi di Gallieno. Seguirono varii combattimenti o
+scaramuccie, e in una battaglia restò anche sconfino Postumo; ma senza
+apparire che per questo sinistro colpo peggiorassero gli affari di
+lui, e ne profittasse quei di Gallieno. Parimente intorno a questi
+tempi un'orribil disavventura accadde in Bisanzio. Per quanto sembra
+dire Trebellio, dovea essere venuto alle mani il popolo di quella
+città colla guarnigione; e prevalendo la forza de' soldati, restò
+tagliata a pezzi quella cittadinanza, in maniera che tutte le vecchie
+famiglie vi perirono, a riserva di coloro che o per la mercatura o per
+la milizia n'erano lontani. Gallieno adunque, sbrigato che fu dalla
+guerra di Postumo, passò alla volta di Bisanzio, dove non ispirava di
+entrare se non colla forza. Ma, avendo capitolato quel presidio,
+v'entrò; e poi, senza osservar la parola e il giuramento, fece
+uccidere tutti quanti que' soldati che vi si trovarono. Di là poi
+frettolosamente, e glorioso per quel macello, come se ne avesse
+riportata qualche gran vittoria, sen venne a Roma, dove celebrò con
+grande e disusata pompa il decennio compiuto del suo imperio. Secondo
+il padre Pagi[2185], questa solennità si fece nel precedente anno;
+secondo altri, nel presente, perchè in questo terminava esso decennio,
+e si faceano i voti pubblici per la conservazione dell'imperadore per
+un altro decennio. Le medaglie[2186] ne parlano, ma senza chiarirne il
+tempo. Racconta lo stesso Trebellio[2187] che _Gallieno_ corteggiato
+da tutto il senato e dall'ordine equestre, e dalle milizie vestite di
+bianco, preceduto dal popolo e fin da' suoi servi e dalle donne che
+portavano torcie e lampade accese, processionalmente si portò al
+Campidoglio. Cento buoi colle corna dorate e con gualdrappe di seta
+(cosa preziosa in que' tempi) e ducento bianche agnelle, andavano
+innanzi per servire ai sagrifizii. V'intervennero ancora dieci
+elefanti che si trovavano allora in Roma; e mille e ducento gladiatori
+superbamente vestiti. V'erano carrette che menavano ogni sorta di
+buffoni, ed altre, nelle quali si rappresentavano le forze dei
+ciclopi. Per tutte in somma le strade altro non si vedeva che giuochi,
+e le acclamazioni dappertutto andavano al cielo. Comparivano in fine
+centinaia di persone, fintamente vestite, chi alla gotica, chi alla
+sarmatica, ed altre con abiti da Franchi e da Persiani. Con questa
+vana pompa, o sia con questa mascherata, si credeva l'inetto principe
+d'imporre al popolo romano, il quale in mezzo agli applausi si burlava
+di lui, mostrandosi favorevole, chi a _Postumo_, chi a _Regilliano_,
+il qual non dovea per anche essere ucciso; ed altri ad _Emiliano_ e a
+_Saturnino_, che già si dicevano anch'essi rivoltati. I più nondimeno
+compiangevano la prigionia di Valeriano, a cui nulla pensava l'ingrato
+figliuolo. Accadde, che conducendosi fra la turba dei finti Persiani
+anche il re di Persia, come prigioniere (cosa che moveva il riso a
+tutti), alcuni buffoni si cacciarono fra que' Persiani, guatando
+attentamente ognun d'essi in viso. Interrogati che cercassero con
+tanta premura, risposero: _Cerchiamo il padre del principe_. Gallieno,
+che mai non si risentiva all'udir parlare dell'infelice suo padre, e
+solamente mutava discorso con dire agli astanti: _Cosa di buono avremo
+al pranzo? che solazzi abbiam da godere oggi? vi sarà egli spasso
+domani al teatro, al circo?_ avvertito della facezia di que' buffoni,
+allora prese fuoco; e fattili imprigionare, li condannò ad essere
+bruciati vivi: sentenza e spettacolo che amareggiò sommamente il
+popolo, e talmente se ne dolsero i soldati, che ne fecero a suo tempo
+aspra vendetta.
+
+NOTE:
+
+[2166] Apud Bucherium et Eccardum.
+
+[2167] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2168] Eutrop., in Breviar.
+
+[2169] Paulus Orosius, Histor., lib. 7.
+
+[2170] Valesius, Rer. Franc., lib. 11.
+
+[2171] Eumenes, in Panegyrico Constantin.
+
+[2172] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar. Orosius,
+Histor., lib. 7.
+
+[2173] Euseb., in Chronic.
+
+[2174] Trebellius Pollio, in Gallieno.
+
+[2175] Jordanus, de Rebus Geticis, cap. 20.
+
+[2176] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[2177] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2178] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, et in Gallieno.
+
+[2179] Thesaurus Novus Inscript., pag. 360, n. 5.
+
+[2180] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2181] Zosimus, lib. 1, cap. 38.
+
+[2182] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 2 et 4.
+
+[2183] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[2184] Trebellius Pollio, in Gallieno.
+
+[2185] Pagius, in Crit. Baron. ad annum 262.
+
+[2186] Mediob., in Numismat. Imperator.
+
+[2187] Trebellius Pollio, in Gallieno.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXIV. Indizione XII.
+
+ DIONISIO papa 6.
+ GALLIENO imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO LICINIO GALLIENO AUGUSTO per la sesta volta e SATURNINO.
+
+
+Ho io prodotta un'iscrizione[2188] posta a _Lucio Albino Saturnino
+console_, ma senza poter determinare se ivi si parli di _Saturnino_
+console di quest'anno. S'è fatta poco fa menzione di _Saturnino_,
+personaggio anch'esso usurpator dell'imperio in questi calamitosi
+tempi di Roma. Quel poco che ne sappiamo, l'abbiamo dal solo Trebellio
+Pollione[2189], il quale non seppe nè pur egli dirci altro, se non che
+era uomo di prudenza singolare, di vita amabile, e che avea riportato
+più vittorie contra dei Barbari; ma senza poter assegnare nè il tempo,
+nè il paese, dove l'armata posta sotto il suo comando gli diede la
+porpora imperiale. Probabilmente egli comandava ai confini della
+Scizia. Ma perchè parve, nell'andar innanzi, troppo severo, que'
+medesimi che gli aveano dato l'imperio, quello, insieme colla vita,
+gli tolsero. Maraviglia è come quello storico ed altri sì vicini a
+questi tempi sì poco sapessero di quegli avvenimenti. Per quello che
+riguarda _Emiliano_, mentovato anch'esso poco fa da Trebellio
+Pollione, non è per anche stabilita la serie de' suoi nomi, perchè le
+poche medaglie che s'hanno di lui, lasciano dubbio d'impostura. Vien
+creduto non diverso da quell'_Emiliano_ che, per attestalo di Dionisio
+Alessandrino[2190], perseguitò malamente i cristiani in Egitto. Era
+egli generale dell'armi romane in quelle stesse provincie[2191],
+quando, insorta una briga per avere un soldato battuto un servo, a cui
+era scappato detto, _essere migliori le scarpe sue che quelle dei
+soldati_, la plebe alessandrina, solita per ogni bagattella a muoversi
+e a far sedizione, s'attruppò, e con armi e sassi andò infuriata a
+trovar _Emiliano_, regolandolo ancora d'alcune sassate. Dicono ch'egli
+non trovasse altro scampo che quello di farsi dichiarar _imperadore_,
+per poter comandare a bacchetta e farsi più rispettare. Per quel tempo
+ch'egli regnò tenne con vigore l'imperio e visitò la Tebaide e tutto
+l'Egitto, mettendo buon ordine dappertutto. Ma spedito colà da
+Gallieno un esercito sotto il comando di _Teodoto_, Emiliano, nel
+punto che si preparava a far una spedizione contro agl'Indiani, fu
+preso e strangolato in prigione. Voleva poi Gallieno crear _Teodoto
+proconsole_ dell'Egitto, acciocchè godesse più autorità e balìa; ma ne
+fu ritenuto dai sacerdoti, perchè v'era una predizione, che allora
+l'Egitto tornerebbe in libertà, quando v'entrassero i fasci consolari
+che si davano ai proconsoli, e la pretesta dei Romani. Trebellio
+Pollione cita per testimonio di ciò Cicerone e Procolo grammatico. Il
+tempo, in cui Emiliano usurpò la porpora e perdè la vita, indarno si
+va ora cercando. Lo stesso Pollione nel precedente anno parlò di
+_Aureolo_, come di persona già ribellata contra di Gallieno Augusto.
+Per questa ragione metto io sulla scena costui nell'anno presente,
+benchè trovi qui imbrogliati non poco i conti di quello storico[2192].
+Sembra che egli proponga la di lui ribellione avvenuta non molto dopo
+la cattività di _Valeriano imperadore_; e perciocchè dipoi si vede
+ch'egli combattè in favor di Gallieno contra di Macriano, ed anzi poco
+fa in compagnia del medesimo Gallieno, lo abbiam veduto far guerra a
+Postumo; non si può già facilmente credere che così presto egli si
+rivoltasse. Pollione l'acconcia con dire che Gallieno fece pace con
+Aureolo, e di lui si servì poscia contra di Postumo. Altri sono stati
+di avviso che il prendesse per collega nell'imperio per abbattere col
+braccio di lui gli altri tiranni: tutte cose improbabili presso chi sa
+le gelosie e le diffidenze dei dominanti. Zosimo[2193] riferisce la
+rivolta d'esso _Aureolo_ all'anno 267, ed in ciò è seguito da
+Zonara[2194]. Questa pare la più verisimil opinione. Nelle
+medaglie[2195] che restano d'esso tiranno si vede ch'egli era
+appellato _Manio_ (e non già _Marco_) _Acilio Aureolo_. Il governo
+dell'Illirico fu a lui conferito da Gallieno; ma egli, guadagnati gli
+animi dei soldati, si fece acclamar _Imperadore_. Se dice il vero il
+sopraccitato Trebellio Pollione[2196], nell'anno precedente _Odenato_
+re de' Palmireni ottenne l'imperio di tutto l'Oriente. Riserbo io le
+notizie di questo insigne personaggio all'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[2188] Thesaur. Novus Inscript., pag. 365.
+
+[2189] Trebell. Pollio, in Trigint. Tyrann., c. 22.
+
+[2190] Euseb., Histor. Eccles., lib. 7, cap. 11.
+
+[2191] Trebell. Pollio, in Triginta Tyrann., c. 21.
+
+[2192] Trebellius Pollio, in Trigint. Tyrann., et in Gall.
+
+[2193] Zosimus, lib. 1, cap. 40.
+
+[2194] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2195] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2196] Trebellius Pollio, in Gallieno.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXV. Indizione XIII.
+
+ DIONISIO papa 7.
+ GALLIENO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO LICINIO VALERIANO per la seconda volta e LUCIO CESONIO LUCILIO
+MACRO RUFINIANO.
+
+
+Il primo console, cioè _Valeriano_, comunemente vien creduto il
+fratello di _Gallieno Augusto_, con opinione ch'egli nell'anno 259
+fosse stato console sostituito. Tempo è ormai di parlare di _Odenato_,
+il cui nome si rendè ben celebre per le imprese da lui fatte in
+servigio dell'imperio romano in Oriente. Egli[2197] era nato in
+Palmira, città nobile della Fenicia, non lungi dall'Eufrate, delle cui
+rovine ed antichità han rapportato molte notizie in questi ultimi
+tempi i viaggiatori inglesi. Ch'egli fosse solamente cittadino e
+decurione in quella città, lo scrive Eusebio[2198]. Ciò vien anche
+confermato da Zosimo[2199], il quale nondimeno aggiunge aver egli
+avuto delle milizie proprie: il che sembra indicare ch'egli fosse uno
+dei principi dei Saraceni abitanti verso l'Eufrate e collegati dei
+Romani, siccome ancora fu di parere Procopio[2200]. Fece Dio nascere
+in questi tempi un uomo tale per umiliar l'orgoglio di _Sapore_ re
+della Persia, che dopo la gran vergogna inferita ai Romani, col fare
+suo schiavo il loro _imperador Valeriano_, pareva in istato di
+assorbir tutte le provincie romane dell'Oriente. Avea _Odenato_[2201]
+in sua gioventù fatto il noviziato della guerra nella caccia delle
+fiere, prendendo lioni, pardi, orsi ed altri animali selvatici, ed
+indurando il corpo ai venti e alle pioggie. Veduto ch'egli ebbe
+divenuto formidabile a tutto l'Oriente il re Sapore per le vittorie
+guadagnate sopra i Romani, abbiamo da Pietro Patrizio[2202], che per
+comperarsi la buona grazia di quel regnante, gli inviò molti cammelli
+carichi di preziosi regali, con lettera di tutta sommessione e
+rispetto. All'alterigia di Sapore (male ordinario dei gran tiranni
+dell'Oriente) parve un'insolenza l'atto di Odenato, che, essendo
+persona privata, avesse osato di scrivergli senza presentarsi egli in
+persona al soglio suo. Il perchè stracciò quella lettera, fece gittar
+nel fiume que' presenti, e disse ai messi ch'egli saprebbe ben
+insegnar le creanze al loro signore, e come un par suo dovea trattare
+con chi era suo padrone, e che sterminerebbe lui colla sua famiglia e
+patria. Contuttociò, s'egli bramava un gastigo men rigoroso, venisse a
+prostrarsi ai suoi piedi colle mani legate. Fu allora che Odenato, non
+sapendo digerir tanta boria, nè tollerar le mal meritate minaccie del
+barbaro regnante, si gittò affatto nel partito de' Romani.
+Zonara[2203] scrive, esser egli stato quello che nella Mesopotamia
+assediò in Emesa _Quieto_ figliuolo di _Macriano_ tiranno, ed il fece
+uccidere. Da lui parimente[2204] tolta fu la vita a _Batista_,
+usurpatore anche esso dell'imperio in Oriente. Appresso mosse una
+fiera guerra al re di Persia; ricuperò Nisibi e Carre e tutta la
+Mesopotamia. S'era egli dato il vanto di voler anche cavar dalle mani
+de' Persiani il prigionier Valeriano; e perciocchè mostrava in tutto
+dipendenza da Gallieno Augusto, ed ubbidienza agli ordini che venivano
+da lui, fu creato governatore e generale dell'Oriente da esso
+imperadore. Avvennero questi fatti negli anni addietro.
+
+Che Odenato anche prima di questo anno entrato nelle terre de'
+Persiani, grande strage facesse di loro, ed arrivasse fino a
+Ctesifonte, capitale allora di quella monarchia, si può raccogliere da
+Zosimo[2205] e da Trebellio Pollione[2206]. Ma verso questi tempi egli
+di nuovo, più potente e risoluto che mai, tornò addosso ai Persiani, e
+mise l'assedio a Ctesifonte. Molti combattimenti e saccheggi di tutto
+quel paese, e macello incredibile della nemica genie fu ivi fatto. Ma
+perchè tutti i satrapi della Persia si unirono per la comune difesa,
+non potè far crollare ai suoi voleri quella metropoli. Portate intanto
+a Gallieno le nuove, qualmente _Odenato_, dopo aver liberata dai
+Persiani la Mesopotamia, era giunto sotto Ctesifonte, avea messo in
+fuga il re Sapore, presi molti di questi satrapi, e fatta strage di
+que' Barbari: per consiglio di _Valeriano_ suo fratello e di _Lucilio_
+suo parente, che abbiam veduto consoli ordinarii nell'anno presente, a
+motivo di maggiormente attaccare _Odenato_ agl'interessi del romano
+imperio, gli diede il titolo di _Augusto_, dichiarandolo suo collega,
+ed ordinando che si battessero monete in onore di lui, delle quali
+alcune ancora ne restano[2207]. A molti dovette parere strana una tal
+risoluzione, perchè restava giustificatamente in mano ad Odenato,
+principe straniero, tutto lo Oriente; e pure, se dice il vero
+Trebellio Pollione, il senato e tutto il popolo romano sommamente
+lodarono questo fatto, probabilmente sperando che andasse a terra
+l'inetto Gallieno, e che questo valoroso Fenicio avesse poi da
+rimettere in buon sesto il troppo sfasciato imperio romano. E ciò
+basti per ora di Odenato. Benchè non si sappia il tempo preciso in cui
+anche _Trebelliano_ non volle esser da meno di tanti altri usurpatori
+dell'imperio[2208], pure ne parleremo qui. Solamente noi sappiamo che
+costui, nominato _Caio Annio Trebelliano_ in qualche medaglia[2209]
+(se pur son legittime le medaglie di lui), trovando nella Isauria quel
+popolo malcontento di Gallieno, e bramoso di un condottiere, prese il
+titolo d'_imperadore_, e nella rocca d'Isauria si fabbricò un palazzo.
+Fra que' luoghi stretti del monte Tauro si mantenne egli per qualche
+tempo; ma speditogli contro da Gallieno _Causisoleo_ Egiziano,
+fratello di quel _Teodoto_ che avea preso Emiliano tiranno
+dell'Egitto, ebbe maniera di tirarlo a campagna aperta, di dargli
+battaglia, di sconfiggerlo e di levargli la vita. Ma quei popoli per
+paura di gastighi continuarono nella lor ribellione e libertà, nè si
+poterono per gran tempo, e forse mai più, rimettere all'ubbidienza
+della repubblica romana. Nè pure all'Africa mancarono i suoi
+disastri[2210]. Quivi per cura di _Vibio Passieno_ proconsole, e di
+_Fabio Pomponiano_ general dell'armi ai confini nella Libia, fu creato
+imperadore un _Tito Cornelio Celso_ semplice tribuno, e vestito colla
+porpora imperiale da una _Galliena_ cugina del medesimo Gallieno
+Augusto. Ma non passarono sette dì che costui fu ucciso, il suo corpo
+dato ai cani, ed impiccata l'effigie sua per opera del popolo di
+Sicca, il quale s'era mantenuto fedele a Gallieno. Abbiamo
+un'iscrizione[2211] comprovante ch'esso Gallieno fece in quest'anno
+rifabbricar le mura di Verona; perlochè quella città prese il titolo
+di Galleniana. Il lavoro fu cominciato a dì 5 d'aprile, e terminato
+nel dì 4 di dicembre. Dovea servire quella città d'antemurale
+agl'insulti de' Germani. A' tempi del gran Pompeo era essa divenuta
+colonia de' Romani[2212]; ma, scaduta per le guerre, trovò
+miracolosamente un ristoratore in questo sì disattento e scioperato
+Augusto.
+
+NOTE:
+
+[2197] Agathias, lib. 4 Histor.
+
+[2198] Euseb., in Chronic.
+
+[2199] Zosimus, lib. 1, cap. 38.
+
+[2200] Procopius, de Bello Pers., lib. 11.
+
+[2201] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., c. 14.
+
+[2202] Petrus Patricius, de Legationibus, t. I Histor. Byzantin.
+
+[2203] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2204] Trebellius Pollio, in Gallienis.
+
+[2205] Zosimus, lib. 1, cap. 29.
+
+[2206] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 14.
+
+[2207] Goltzius, et Mediob., in Numism. Imperat.
+
+[2208] Trebellius Pollio, in Gallieno, et in Trig. Tyrann., cap. 14.
+
+[2209] Goltzius, et Mediob., Numism. Imper.
+
+[2210] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis.
+
+[2211] Panv., in Fast. Cons. Maffeius, Veron. Illustr.
+
+[2212] Incertus, in Panegyrico Constant., cap. 8.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXVI. Indizione XIV.
+
+ DIONISIO papa 8.
+ GALLIENO imperadore 14.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO LICINIO GALLIENO AUGUSTO per la settima volta e SABINILLO.
+
+
+Per gli nuovi tiranni che ogni dì saltavano fuori, conquassato era
+l'imperio romano; ma poco parea che se ne affliggesse la testa
+leggiera di Gallieno imperadore[2213]. Quando gli giugneva la nuova
+che l'Egitto era perduto: _E che?_ diceva egli, _non potremo noi
+vivere senza il lino d'Egitto?_ Veniva un altro a dirgli le orribili
+scorrerie fatte dagli Sciti nell'Asia, e i tremuoti che aveano in
+quelle parti diroccate le città, rispondeva: _Non potremo noi far
+senza le loro spume di nitro per lavarci?_ Udita la perdita delle
+Gallie, se ne rise, dicendo: _Sto a vedere che la repubblica sia
+sbrigata, se non verran più le tele di Arras_. Così questo imperadore
+con aria da filosofo, ma con vera dappocaggine e stoltizia di
+principe. E intanto le applicazioni sue più serie erano dietro alla
+cucina e alle tavole per mangiar bene e ber meglio, e a soddisfar le
+sfrenate voglie della libidine sua, e a far comparse di lusso
+disusato, senza prendersi pensiero del pubblico governo, e senza
+mettersi affanno di tante ribellioni e disastri che fioccavano da
+tutte le bande sul romano imperio. Abbiamo da Aurelio Vittore[2214]
+ch'egli, oltre alla moglie _Salonina Augusta_, teneva varie concubine,
+fra le quali la principale fu _Pipa_, figliuola del re de' Marcomanni,
+per ottenere la quale cedette ad esso re una parte della Pannonia
+superiore. E questa sua trascuraggine appunto era quella che animava
+or questo or quello ad alzar bandiera contra di lui, e ad usurpare il
+nome d'imperadore. Trovò egli nondimeno un ingegnoso spediente per
+mettere freno all'esaltazione di nuovi Augusti[2215], e fu quello di
+proibir da lì innanzi che i senatori avessero impieghi nella milizia,
+e si trovassero nelle armate, perchè diffidava di chiunque era in
+credito, e poteva aspirare all'imperio, o muover altri a liberarsi da
+lui. Uso fu degli Augusti di condur sempre seco ne' viaggi e nelle
+guerre un numero scelto di senatori, che formavano il loro consiglio,
+e mantenevano ne' popoli e nelle soldatesche il rispetto dovuto al
+senato, e comandavano bene spesso le armate. Tutto il contrario fece
+Gallieno. E di qui poi venne, che avvezzatisi i senatori a godersi in
+pace i loro posti e beni, e a risparmiar le fatiche, i pericoli e le
+sedizioni della milizia, più non cercarono di far cessare quella legge
+di Gallieno: perlochè sempre più venne calando la loro stima ed
+autorità, e crebbe l'insolenza di chi comandava e maneggiava l'armi.
+
+Intorno a questi tempi pare che succedesse nelle Gallie il fine di
+_Postumo_, stato per più anni tiranno, o sia imperadore in quelle
+parti, dove ancora avea preso il quarto consolato. Scrivono[2216]
+ch'egli mantenne sempre que' popoli in istato felice, mercè del suo
+senno e valore, ed era anche universalmente amato e rispettato.
+Tuttavia si sollevò contra di lui _Lucio Eliano_, che prese il titolo
+d'_Imperadore_ in Magonza. Eutropio[2217] scrive, che avendo Postumo
+presa quella città, per non aver voluto abbandonarne il sacco ai
+soldati, costoro l'uccisero insieme col giovane Postumo suo figliuolo.
+Ho io con Aurelio Vittore appellato _Eliano_ l'emulo che si rivoltò
+contro di lui; ma questi infallibilmente non è se non quel personaggio
+che da Trebellio Pollione[2218] vien chiamato _Lolliano_, e tale
+ancora si trova il suo nome presso d'Eutropio. Postumo, secondo il
+suddetto Pollione, per maneggi segreti d'esso Lolliano, perdè la vita;
+ed è certo che questi sopravvisse a Postumo. Dicono ch'egli fu
+accettato per _Imperadore_ da una parte delle Gallie; e che fece di
+gran bene alle città di quelle contrade, e che rifabbricò varii luoghi
+di là del Reno. Ma che? _Vittorino_, figliuolo di Vittoria, già preso
+per collega dell'imperio da Postumo, gli fece guerra; e peggiore
+gliela fecero i soldati, perchè annoiati dalle troppe fatiche, alle
+quali continuamente gli obbligava, gli tolsero la vita. Trovansi
+medaglie[2219], dove egli è chiamato _Lucio Eliano_ ed _Aulo Pomponio
+Eliano_; altre se ne rapportano col nome di _Spurio Servilio
+Lolliano_. O l'une o l'altre sono mere imposture, quando ancora non
+sieno tutte. Sicchè _Marco Aurelio Vittorino_ restò solo possessor
+delle Gallie. Ma costui[2220] con tutte le belle doti d'uomo grave,
+clemente, economo, ed esattor della disciplina militare, portava
+nell'ossa un vizio che denigrava tutte le sue virtù, cioè una sfrenata
+libidine, per cui niun rispetto portava ai talami de' suoi soldati. Ne
+riportò anche il castigo[2221]. Trovandosi egli in Colonia, un
+cancelliere dell'esercito, irritato contra di lui per violenza usata a
+sua moglie, essendosi congiurato con altri, lo uccise. Il fanciullo
+_Vittorino_ di lui figliuolo fu allora chiamato _Cesare_ da Vittoria o
+sia Vittorina, avola sua paterna; ma nella stessa maniera che il
+padre, fu anch'egli ammazzato dai medesimi soldati. Così Trebellio
+Pollione, il quale, se son vere le medaglie riferite dal Goltzio e dal
+Mezzabarba[2222], mal informato si scuopre di quegli affari. In esse
+medaglie veggiamo appellato questo fanciullo _Caio Piavio Vittorino_,
+e non già col suo titolo di _Cesare_, ma bensì _d'Imperadore Augusto_.
+Se fosse vero il racconto di Pollione, non vi restò tempo da battere
+monete in onore di questo piccolo Augusto. Il punto sta che siamo ben
+sicuri d'essere quelle monete fattura indubitata dell'antichità.
+Certamente è lecito il dubitarne. Dopo i due Vittorini, l'imperio
+delle Gallie fu da quelle milizie conferito ad un _Mario_, già stato
+fabbro ferraio. Eutropio[2223] mette l'esaltazione di costui fra
+_Lolliano_ e _Vittorino_; Trebellio Pollione[2224] dopo _Vittorino_.
+Era costui salito in alto ne' posti militari per l'estrema sua forza,
+di cui alcune prove rapporta Pollione. Ma un soldato, già di lui
+garzone nella bottega del suo mestiero, vedendosi sprezzato da lui o
+prima o dopo l'usurpato imperio, due o tre giorni dopo la di lui
+promozione, col ferro lo stese morto a terra, dicendo nel medesimo
+tempo: _Questa è la spada che tu di tua mano fabbricasti_. Allora
+Vittoria madre del vecchio Vittorino, che volea pur conservar
+l'acquistata sua autorità nelle Gallie, a forza di denaro indusse i
+soldati a proclamar Imperadore, forse nell'anno seguente, _Tetrico_
+suo parente, senatore romano, e governatore nell'Aquitania, provincia
+delle Gallie. Questi nelle medaglie[2225] si trova nominato _Publio
+Piveso_, o, secondo un'iscrizione, _Pesuvio Tetrico_, con apparenza
+che alcuna di esse memorie patisca eccezione. Dicono ch'egli era anche
+stato console, e che portatagli questa lieta nuova a Bordeos, quivi
+prese la porpora. Suo figliuolo _Caio Pacuvio Piveso Tetrico_,
+ancorchè allora fanciullo, fu creato _Cesare_ dalla suddetta Vittoria,
+la quale appresso (non si sa in qual anno) terminò i suoi giorni,
+aiutata, per quanto ne corse la voce, dal medesimo Tetrico, al quale
+piaceva di comandare e non d'essere comandato da lei. Continuò dipoi
+Tetrico la sua signoria non solamente nelle Gallie, ma anche nelle
+Spagne, fino ai tempi di Aureliano Augusto, siccome allora diremo. Fu
+di parere il Pagi[2226] che Postumo regnasse nelle Gallie sino
+all'anno secondo di Claudio imperadore. Non mancano ragioni ad altri
+per crederlo ucciso sotto Gallieno. La lite non è per anche decisa; nè
+certo si può ben chiarire il tempo di tante rivoluzioni succedute in
+quelle contrade.
+
+NOTE:
+
+[2213] Trebellius Pollio, in Gallieno.
+
+[2214] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2215] Idem, ibidem.
+
+[2216] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., cap. 2.
+
+[2217] Eutrop., in Breviar.
+
+[2218] Trebellius Pollio, in Trig. Tyran., cap. 4.
+
+[2219] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2220] Trebellius Pollio, in Trig. Tyran., cap. 5.
+
+[2221] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2222] Goltzius et Mediob., in Numism. Imperat.
+
+[2223] Eutrop., in Breviar.
+
+[2224] Trebellius Pollio, in Triginta Tyrannis, cap. 7.
+
+[2225] Goltzius, in Numism. Imperat.
+
+[2226] Pagius, in Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXVII. Indizione XV.
+
+ DIONISIO papa 9.
+ GALLIENO imperadore 15.
+
+_Consoli_
+
+PATERNO e ARCESILAO.
+
+
+Fin qui il valoroso _Odenato_ da Palmira, dichiarato _Augusto_ in
+Oriente, mostrava bensì unione con Gallieno imperadore, ma
+verisimilmente si facea conoscere per solo padrone delle provincie
+romane dell'Asia. Seguitava egli a far vigorosamente guerra ai
+Persiani, quando fu ucciso. Si disputa tuttavia intorno al tempo, al
+luogo e all'uccisore. Chi crede succeduta la di lui morte nell'anno
+precedente, chi nel presente. Certo è che circa questi tempi i Goti, o
+sieno gli Sciti, fecero un'irruzione nell'Asia[2227], e giunsero fino
+ad Eraclea, saccheggiando tutto il paese. Secondo Sincello[2228],
+_Odenato_ prese la risoluzione di portar l'armi contra di costoro, e
+giunto ad Eraclea, vi fu ferito e morto. Zosimo[2229], all'incontro,
+scrive ch'egli soggiornava in Emesa, dove, celebrando un non so qual
+giorno natalizio, a tradimento restò privato di vita. V'ha chi il fa
+ucciso[2230] da un altro _Odenato_ suo nipote, chi da _Meonio_ suo
+cugino; e sospettò anche taluno che _Zenobia_ sua moglie tenesse mano
+al misfatto per gelosia di veder anteposto a' proprii figliuoli
+_Erode_, nato da una prima moglie ad esso Odenato, e da lui creato
+_Augusto_. Certo è che questo Erode, nominato anche _Erodiano_ in
+qualche medaglia, della cui legittimità non so se possiam dubitare,
+perdè anch'egli la vita col padre. Era giovane portato al lusso, alla
+magnificenza, ai piaceri, e il padre gli lasciava far tutto. E questo
+infelice fine ebbe _Odenato_, principe de' più gloriosi del Levante,
+perchè gran flagello de' Persiani, e perchè conservò all'imperio
+romano le pericolanti provincie dell'Asia. Arrivò Trebellio
+Pollione[2231] a dire che Dio veramente si mostrò irato contra del
+popolo romano, perchè toltogli _Valeriano Augusto_, non gli conservò
+_Odenato_. Egli intanto il mette fra' tiranni, ma con ingiuria al
+vero, e contraddicendo a sè stesso[2232]. Quanto a _Meonio_, che lo
+stesso Pollione ci rappresenta come d'accordo con Zenobia per togliere
+la vita a Odenato, dicono che fu con consenso di lei proclamato
+_imperadore_; ma non andò molto che i soldati, nauseati per la di lui
+sporca lussuria, gli levarono insieme coll'imperio la vita. Lasciò
+Odenato dopo di sè tre figliuoli, cioè _Hereniano_, _Timolao_ ed
+_Uhaballato_, che presero il titolo di _Augusti_, e si trovano
+mentovati nelle medaglie[2233]. Ma perciocchè erano in età non ancora
+capace di governo, _Settimia Zenobia_ lor madre Augusta prese essa le
+redini a nome de' figliuoli, siccome donna virile, e fece dipoi varie
+gloriose imprese, del che parleremo andando innanzi.
+
+Dissi che gli Sciti, o vogliam dire i Goti, aveano portata la
+desolazione in varie provincie dell'Asia, e massimamente della
+Cappadocia[2234]. Ora si vuol aggiugnere che costoro, udito che loro
+si appressava colle armi _Odenato Augusto_, non vollero già
+aspettarlo, e si affrettarono per tornarsene ai loro paesi collo
+immenso bottino fatto. Nondimeno sul mar Nero ne perirono non pochi,
+perchè assaliti dalle truppe e navi romane. Ma non passò gran tempo,
+ch'entrati per le bocche del Danubio nelle terre dello imperio, vi
+fecero un mondo di mali. Sulle rive del mar Nero fu data loro una
+rotta dalla guarnigione romana di Bisanzio, ma senza che cessassero
+per questo dal bottinare in quelle parti. Nè da lor soli vennero
+cotanti affanni. Anche gli Eruli passati dalla palude Meotide nel mar
+Nero con cinquecento vele sotto il comando di Naulobat loro capitano,
+per mare vennero fino a Bisanzio e a Crisopoli. In una battaglia loro
+data restò superiore l'esercito romano; e però tumultuosamente si
+ritirarono[2235]. Ma ecco tornar di nuovo i Goti, che son chiamati
+Sciti da altri, i quali andati alla ricca città di Cizico, la
+spogliarono. Indi si portarono alle isole di Lenno e di Suero
+nell'Arcipelago, ed arrivati sino all'insigne città di Atene, la
+bruciarono, con far lo stesso barbaro trattamento a Corinto, Sparta,
+Argo, e a quasi tutta l'Acaia, senza trovar persona che osasse di loro
+opporsi. Tuttavia, messisi gli Ateniesi in una imboscata, con aver per
+loro capitano _Desippo_ istorico, ne fecero un gran macello. (Si vedrà
+qui sotto all'anno 269 un'altra presa di Atene, e forse solamente a
+que' tempi è da riferire la disgrazia di quella città.) E pure non
+finì la faccenda, che scorrendo per l'Epiro, per la Acarnania e per la
+Beozia, recarono anche a quelle parti de' gran malanni. Zonara[2236]
+sembra riferir questo flagello ai tempi di Claudio successore di
+Gallieno. Mentre sì fiero temporale spremeva da ogni banda le grida
+dei popoli afflitti, non potè di meno che non si svegliasse
+l'_imperador Gallieno_, e non si movesse da Roma per accorrere al
+soccorso delle malconce provincie. Arrivato ch'egli fu nell'Illirico,
+non pochi di que' Barbari caddero sotto le spade romane; laonde gli
+altri presero la fuga pel monte Gessace. Marziano ed Eracliano suoi
+capitani con altre prodezze liberarono in fine da quei Barbari le
+provincie dell'imperio. Ebbe parte in tali imprese anche _Claudio_,
+che fu dipoi imperadore; e i due primi generali divisando fra loro
+come si potesse sollevar la repubblica dall'inetto e crudel governo di
+Gallieno, misero per tempo gli occhi sopra di esso Claudio per
+adornarlo della porpora imperiale. Diedero probabilmente la spinta a
+questi lor disegni l'essere, a mio credere, succeduto in questi tempi
+ciò che narra Trebellio Pollione[2237] con dire, che quando si credeva
+che Gallieno fosse ito coll'esercito per cacciare i Barbari, egli si
+fermò ad Atene per la vanità di prendere la cittadinanza di
+quell'illustre città, di esercitar ivi la carica di arconte, cioè del
+magistrato supremo, di essere arrolato fra i giudici dell'Areopago, e
+di assistere a tutti i loro sagrifizii, con vitupero della dignità
+imperiale. Poco fa ho detto, potersi dubitare che non accadesse verso
+questi tempi la presa e l'incendio di Atene. Viene maggiormente
+confermato questo dubbio dall'andata colà di Gallieno. Questa ridicola
+gloria, questa trascuratezza de' pubblici affari nel bisogno, in cui
+si trovavano allora le provincie romane, fece perdere ai soldati la
+pazienza e il rispetto verso di un principe sì disattento e vile, e
+trattar fra loro di eleggere un degno imperador di Roma. Lo seppe
+Gallieno, cercò di placarli, e non potendo, ne fece uccidere qualche
+migliaio: risoluzione che indusse anche i generali a desiderar e
+procurare la di lui rovina, come vedremo all'anno seguente.
+
+NOTE:
+
+[2227] Trebellius Pollio, in Gallien.
+
+[2228] Syncellus, in Hist.
+
+[2229] Zosimus, lib. 1, cap. 39.
+
+[2230] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2231] Trebellius Pollio, in Trigint. Tyrann., cap. 14.
+
+[2232] Idem, ibidem, cap. 16.
+
+[2233] Goltzius et Mediobarb, in Numism. Imperatorum.
+
+[2234] Trebellius Pollio, in Gallieno.
+
+[2235] Trebellius Pollio, Syncellus, Zonaras.
+
+[2236] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2237] Trebellius Pollio, in Gallien.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXVIII. Indizione I.
+
+ DIONISIO papa 10.
+ CLAUDIO II imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+PATERNO per la seconda volta e MARINIANO.
+
+Non si crede che questo _Paterno_ console fosse quello stesso che
+nell'anno precedente esercitò il consolato ordinario, perchè non
+solevano le persone private goder quella insigne dignità due anni di
+fila, come talor facevano gli Augusti. _Petronio Volusiano_ bensì,
+stato prefetto di Roma nell'anno precedente, continuò in quella carica
+anche nel presente. Abbiam parlato di sopra di _Manio Acilio Aureolo_,
+generale della cavalleria romana nell'Illirico, uomo di gran valore
+nell'armi. Ribellossi anch'egli, al pari di tanti altri, contro al
+disprezzato Gallieno; e chi si attiene a Trebellio Pollione[2238],
+mette la di lui rivolta sino nell'anno 201. Ma di gran lunga maggior
+apparenza di verità ha il racconto di Zosimo[2239], seguitato da
+Zonara[2240], che riferisce all'anno precedente l'aver egli preso il
+titolo d'_imperadore_. Allorchè Gallieno si trovava nella Mesia, o pur
+nella Grecia, per timore che _Postumo_ imperadore, o sia tiranno nelle
+Gallie, o pur chi era succeduto a lui, non profittasse della di lui
+lontananza, ordinò ad _Aureolo_ di venir colle sue milizie a Milano, e
+di far abortire i disegni di chi governava le Gallie. Venne _Aureolo_,
+e meglio chiarito del discredito in cui era Gallieno, e che le Gallie
+per la morte di Postumo e per le mutazioni seguite, invece di dar
+gelosia all'Italia, pareano esposte ad essere vinte, credette essere
+questo il tempo di salire sul trono. Ne pervennero gli avvisi a
+Gallieno, che, conosciuta la gravità del pericolo, a gran giornate se
+ne tornò in Italia, e a dirittura marciò contra di Aureolo[2241].
+Avendolo sconfitto e ferito in un fatto d'armi, l'obbligò a ritirarsi
+a Milano, città che appresso fu da lui assediata[2242]. Accadde in
+occasion di quella battaglia, che l'imperadrice _Cornelia Salonina_
+corse pericolo di essere presa da' nemici; perchè avendo essi
+osservato come poca guardia si faceva nel campo di Gallieno,
+arrivarono fino al padiglione di lui, dove dimorava essa imperadrice.
+Trovavasi ivi per avventura un soldato, il qual era dietro a cucire
+una sua veste. Costui, al comparir dei nemici, dato di piglio allo
+scudo e allo stocco, con tal ferocia due ne percosse, che gli altri
+giudicarono meglio di retrocedere. Intanto venne a rinforzar
+l'esercito di Gallieno Marziano generale, ch'egli avea lasciato nella
+Mesia, o nella Tracia contra de' Goti. _Eracliano_ prefetto del
+pretorio vi giunse anch'egli con della cavalleria. Zonara il chiama
+non Eracliano, ma Aureliano, il quale fu poi imperadore.
+
+Ora questi generali, invece di condurre a fine l'assedio di Milano,
+piuttosto andavano concertando di levar dal mondo il malvoluto
+Gallieno[2243]. Ne diede _Marziano_ l'incumbenza a _Cecrope_, o
+_Cecropio_, capitano de' Dalmatini, uomo coraggioso, che arditamente
+prese l'impegno, con lusingarsi di poter egli essere assunto
+all'imperio. Ma qui, secondo il solito, discordano fra loro gli
+scrittori. Aurelio Vittore[2244] scrive che _Aureolo_, vedendosi a mal
+partito, ebbe maniera di contraffare una lettera o carta, come scritta
+da Gallieno, in cui erano notati i principali uffiziali della armata,
+che egli intendeva di voler far morire quasi suoi traditori. Questa
+carta, trovata dagl'interessati, gli spronò a rimediare al proprio
+pericolo colla morte di Gallieno. _Marziano_ ed Eracliano furono i
+principali de' congiurati; _ma_ non nega Trebellio Pollione[2245] che
+anche _Claudio_ non tenesse mano a questo trattato. Sembra nondimeno
+più verisimile il dirsi da Zonara[2246], che avendo molto prima quegli
+uffiziali tramata la congiura contro di Gallieno, ed essendo
+traspirata questa mina, eglino si affrettarono ad eseguirla; e la
+maniera fu la seguente. Una notte mentre Gallieno cenava, o pure se
+n'era ito a dormire, Eracliano e Cecrope comparvero affannati a dirgli
+che Aureolo con tutte le sue forze faceva una sortita. Gallieno
+spaventato si fa tosto armare, e, montato a cavallo, esce dalla tenda,
+movendo all'armi le soldatesche. In quella confusione ed oscurità
+Cecrope se gli appressò e l'uccise. Altri vogliono, che un dardo
+scagliato non si sa da chi gli levasse la vita; ed altri ch'egli fosse
+morto in letto. Non merita certo fede il dirsi da Aurelio
+Vittore[2247], che Gallieno ferito inviasse prima di morire le insegne
+imperiali a _Claudio_, soggiornante allora in Pavia. Comunque sia,
+questo miserabil fine ebbe la vita di _Gallieno_; e posciachè la nuova
+d'essere stato dipoi eletto imperadore _Claudio_[2248], si seppe in
+Roma nel dì 24 di marzo, da ciò con sicurezza raccogliamo che la morte
+di esso dovette succedere alquanti giorni prima. Parimente sappiamo
+che _Valeriano_ di lui fratello, il quale da alcuni fu creduto, ma con
+poco fondamento, ornato del titolo di _Cesare_, ed anche di _Augusto_,
+e il giovine _Gallieno_, di lui figliuolo, già dichiarato _Cesare_,
+restarono involti in questo naufragio ed ammazzati nelle vicinanze di
+Milano. V'ha chi li tiene privati di vita in Roma. In somma noi
+troviamo strapazzata di molto in questi tempi la storia italiana,
+senza sapere a chi attenerci senza pericolo di errare. Aurelio
+Vittore[2249] aggiugne che portata la nuova dell'ucciso Gallieno a
+Roma, il popolo si sfogò con infinite imprecazioni contra di lui; e il
+senato scaricò l'odio suo contra de' suoi ministri e parenti,
+_facendoli_ precipitar giù per le scale gemonie. Claudio succeduto
+nello imperio, ordinò dipoi che non si recasse molestia agli altri che
+aveano schivato il primo furore della burrasca. E per far conoscere o
+dar ad intendere ch'egli non s'era mischiato nella morte di Gallieno,
+mandò il di lui corpo, per quanto si crede, a Roma, e comandò che un
+sì screditato Augusto fosse messo nel numero degli dii: il che si
+deduce da qualche rara medaglia, dove gli è dato il titolo di divo. Ma
+siamo noi ben certi, che antiche sieno e legittime tutte le medaglie
+che si chiamano rare e rarissime? Noi certo non leggiamo che _Claudio_
+punisse alcuno per la morte data ad esso Gallieno.
+
+Dopo la tragedia di questo imperadore, i soldati che l'aveano odiato
+vivo, mostrarono di compiagnerlo estinto, e ne facevano elogi, con
+apparenza di formar una sedizione non già per vendicarlo, ma con
+disegno di dare un gran sacco in tal congiuntura a chi non se
+l'aspettava[2250]. Per frenare la loro insolenza, Marziano e gli altri
+generali si appigliarono al solito lenitivo della moneta. Però loro
+promisero venti pezzi d'oro per testa, e non tardarono a sborsarli,
+perchè Gallieno avea lasciato un ricco tesoro. Questa rugiada smorzò
+tutto il loro fuoco, e concorsero anch'essi a dichiarar _Gallieno_ un
+tiranno, e ad accettar _Claudio_ per imperadore. Quanto a questo
+principe, noi il troviamo nominato nelle medaglie[2251] _Marco Aurelio
+Claudio_, e non già _Flavio_, come l'intitola Trebellio Pollione; ed
+oggidì vien comunemente da noi conosciuto e mentovato col nome di
+_Claudio II_, e più sovente di _Claudio il Gotico_. Il suddetto
+Trebellio[2252], che si sforzò di esaltarlo dappertutto, perchè
+scriveva a _Costantino Augusto_, la cui avola _Claudia_ era stata
+figlia di _Crispo_ fratello di esso _Claudio_, tuttavia non seppe
+trovare che la nobiltà del sangue fosse un pregio di Claudio. Era egli
+nato nell'Illirico, cioè nella Dalmazia o nella Dardania, provincie
+d'esso Illirico, nell'anno di Cristo 214, o nel 215, nel dì 10 di
+marzo. Le sue belle doti, le sue molte virtù per la scala dei gradi
+militari il portarono in fine all'imperio. S'egli avesse moglie non si
+sa: certo non ebbe figliuoli. Due erano i suoi fratelli, cioè
+_Quintillo_ che succedette a lui nell'imperio, e _Crispo_, dal quale
+poco fa dissi discendente per via di una sua figliuola Costantino il
+Grande. _Costantina_ ebbe anche nome una di lui sorella. Sotto lo
+imperador Decio cominciò egli la carriera dei suoi onori; e creato
+tribuno ebbe la guardia del passo delle Termopile, e sotto Valeriano
+il comando della quinta legione nella Soria, con salario da generale;
+poscia il generalato dell'armi in tutto l'Illirico. Trebellio Pollione
+rapporta una lettera di Gallieno, in cui mostra molto affanno
+dell'esser egli in cattivo concetto di _Claudio_, e la premura di
+placarlo; al qual fine spedì ancora molti regali. La verità si è, che
+tutti gli scrittori[2253], e fin Zosimo, benchè nemico di Costantino
+Augusto, confessano che in questo personaggio concorrevano il valore,
+la prudenza, l'amore del pubblico bene, la moderazione, l'abborrimento
+al lusso ed altre nobili qualità, che senza dubbio il rendevano
+degnissimo dell'imperio, ed egli fu dipoi registrato da ognuno fra i
+principi buoni e gloriosi della repubblica romana.
+
+Ora dappoichè tolto fu di vita Gallieno, o sia, come vuol
+Trebellio[2254], che _Marziano_ ed _Eracliano_ prefetto del pretorio,
+avessero già fatto il concetto di alzar _Claudio_ al trono imperiale,
+o pure che, tenuto il consiglio da tutta l'uffizialità, di consenso
+comune ognun concorresse nell'elezione di questo sì degno suggetto,
+certo è ch'egli fu creato _imperadore_ con approvazione e gioia
+universale, e massimamente dell'esercito, perchè tutti riconoscevano
+in lui abilità da poter rimettere in buono stato l'imperio romano,
+lasciato in preda ad amici e nemici dalla negligenza di Gallieno.
+Allorchè s'intese in Roma l'assunzione di questo principe, che non
+mancò di parteciparla tosto con le lettere al senato, le acclamazioni
+furono immense, strepitosa la allegrezza del popolo. Gli atti d'esso
+senato ci scuoprono i comuni desiderii e le comuni speranze che il
+novello Augusto liberasse l'Italia da _Aureolo_; la Gallia e la Spagna
+da _Vittoria_, già madre di Vittorino, e da _Tetrico_ dichiarato quivi
+imperadore (il che qualora sussistesse, converrebbe differire sino
+all'anno seguente la rovina di Vittoria e di Tetrico), e l'Oriente da
+_Zenobia_ regina de' Palmireni e vedova di Odenato, la quale non volea
+più dipendere dai romani Augusti, e faceva da padrona nelle provincie
+orientali dell'imperio. La prima applicazione dell'Augusto Claudio
+quella fu di abbattere il tuttavia resistente _Aureolo_ con
+dichiararlo tiranno e nemico pubblico. Mandò ben esso Aureolo messi a
+Claudio, pregandolo di pace, ed esibendosi di far lega o patti con
+lui; ma Claudio con gravità rispose, _che queste erano proposizioni da
+fare ad un Gallieno_ (simile ad Aureolo nei costumi e timido) _e non
+già ad un par suo_. Secondo Trebellio Pollione[2255], Aureolo in una
+battaglia datagli da Claudio ad un luogo che fu denominato il ponte di
+Aureolo, oggidì Pontirolo, rimase sconfino ed ucciso. Zosimo[2256]
+all'incontro narra ch'egli si arrendè, ma che i soldati, già irritati
+contra di lui, gli levarono la vita. Non conobbe Trebellio una
+vittoria riportata in quest'anno da Claudio Augusto contra degli
+Alamanni; ma ne parla bene Aurelio Vittore[2257]. Costoro
+probabilmente chiamati in soccorso suo dal vivente Aureolo, erano
+calati fin presso al lago di Garda nel Veronese. Claudio tal rotta
+diede loro, che appena la metà di sì sterminata moltitudine si salvò
+con la fuga. Trovansi medaglie[2258], nelle quali è appellato
+_Germanico_, prima che _Gotico_, non perchè i Goti fossero popoli
+della Germania come ha creduto taluno, ma bensì per la vittoria da lui
+riportata degli Alamanni. Passò dipoi il novello Augusto a Roma[2259],
+dove ristabilì la disciplina e il buon governo, ch'egli trovò in uno
+stato deplorabile per la debolezza di Gallieno. Formò delle buone
+leggi, condannò vigorosamente i magistrati che vendevano ai più
+offerenti la giustizia, e frenò col terrore i cattivi. Uso era stato,
+anzi abuso, per attestato di Zonara[2260], che alcuni dei precedenti
+imperadori donavano anche i beni altrui; e sotto Gallieno spezialmente
+ciò s'era praticato: e lo stesso Claudio possedeva uno stabile a lui
+donato dal medesimo Augusto, appartenente ad una povera donna. Ricorse
+questa a Claudio, con dire nel memoriale, che un uffiziale della
+milizia ingiustamente possedeva un suo campo. Claudio accortosi che a
+lui andava la stoccata, in vece di averselo a male, rispose: _Essere
+ben di dovere, che Claudio imperadore_ (obbligato a far giustizia a
+tutti) _restituisse ciò che Claudio uffiziale avea preso_, senza badar
+molto alle leggi del giusto. Sul fine di quest'anno si crede che dopo
+insigni fatiche per la Chiesa di Dio, terminasse i suoi giorni
+_Dionisio_ romano pontefice.
+
+NOTE:
+
+[2238] Trebellius Pollio, in Gallien.
+
+[2239] Zosimus, lib. 1.
+
+[2240] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2241] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2242] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2243] Trebellius Pollio, in Gallien.
+
+[2244] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2245] Trebellius Pollio, in Claud.
+
+[2246] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2247] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2248] Trebellius Pollio, in Claudio.
+
+[2249] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2250] Trebellius Pollio, in Gallieno.
+
+[2251] Goltzius et Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2252] Trebellius Pollio, in Claudio.
+
+[2253] Goltzius, et Mediob., in Numism. Imperat. Victor, Eutropius,
+Zosimus.
+
+[2254] Trebellius Pollio, in Claudio.
+
+[2255] Trebellius Pollio, in Trigint. Tyrann., cap. 10.
+
+[2256] Zosimus, lib. 1.
+
+[2257] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2258] Mediobarbus, in Numismat. Imper.
+
+[2259] Eumenes, in Panegyrico Costantini. Trebel. Pollio, in Claudio.
+
+[2260] Zonaras, in Annalibus.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXIX. Indizione II.
+
+ FELICE papa 1.
+ CLAUDIO II imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO CLAUDIO AUGUSTO e PATERNO.
+
+
+V'ha una o due iscrizioni, nelle quali _Claudio_ è chiamato _Console
+per la seconda volta_. Non mi son io arrischiato ad intitolarlo tale,
+perchè più sono i monumenti, ne' quali egli si vede puramente
+appellalo console. Questo _Paterno_, se a lui si applica un'iscrizione
+da me pubblicata[2261], dovette essere chiamato _Nonio Paterno_. Era
+in quest'anno prefetto di Roma[2262] _Flavio Antiochiano_. Giacchè
+andava ben la faccenda sotto un imperadore sì screditato, come era
+Gallieno, aveano preso gusto alle ruberie e ai saccheggi delle
+provincie romane i Goti negli anni addietro; in questo invitarono al
+medesimo giuoco altre nazioni barbare, cioè Ostrogoti, Gepidi,
+Virtinghi, Eruli, Peusini, Trutungi ed altri di quei settentrionali
+feroci popoli. Nell'anno presente adunque si videro comparir di nuovo
+costoro, compresi da molti antichi sotto il nome di Goti o Gotti, a
+desolar l'imperio romano. Può dubitarsi di un errore nel testo di
+Zosimo[2263], allorchè scrive che formarono una flotta di seimila
+navi. Quando anche non fossero che barche, il numero par troppo
+grande. Trebellio Pollione[2264] non riferisce se non due mille navi
+di que' Barbari. E di più non ne conta Ammiano Marcellino[2265] là
+dove fa menzione di questi fatti. Ma sì Zosimo che Pollione fanno
+ascendere il numero di coloro a trecento venti mila persone
+combattenti, senza contare i servi e le donne. La prima scarica del
+loro furore fu contro la città di Tomi, vicina alle bocche del
+Danubio, da dove passarono a Marcianopoli, città della Mesia. Da
+ammendue respinti dopo varii combattimenti si rimisero nei loro legni,
+e dal mar Nero entrarono nello stretto di Bisanzio, dove la corrente
+rapida delle acque, che urtava quelle navi le une contra delle altre,
+ne fece perir non poche insieme colla gente. E non mancarono quei di
+Bisanzio di far loro quanta guerra poterono. Dopo avere[2266]
+inutilmente tentata la città di Cizico, vennero nell'Arcipelago, e
+posero l'assedio a Salonichi, o sia Tessalonica, e a Cassandria.
+Aveano macchine proprie per prendere città, e già pareano vicini ad
+impadronirsi di ammendue, quando venne lor nuova, che Claudio Augusto
+s'appressava colle sue forze. Certo è che _Claudio_ dimorante in Roma,
+allorchè intese questo gran diluvio di Barbari, prese la risoluzione
+di andar in persona ad incontrarli; e tuttochè si disputasse da alcuni
+se fosse meglio il far guerra a Tetrico, occupator della Gallia e
+della Spagna, cioè delle migliori forze dello imperio, che ai Goti e
+agli altri Tartari rispose: _La guerra di Tetrico è mia propria, ma
+quella de' Goti riguarda il pubblico_: e però volle anteporre il
+pubblico al privato bisogno. Zonara[2267] in vece di _Tetrico_ mette
+_Postumo_, che era già, secondo i nostri conti, morto. Or mentre egli
+attendeva a fare un possente armamento per quella impresa, spedì
+innanzi _Quintillo_ suo fratello e con esso lui _Aureliano_, al quale,
+per la maggior sperienza negli affari della guerra, diede il principal
+comando delle milizie nella Tracia e nell'Illirico.
+
+L'arrivo di questi due generali con un poderoso corpo di gente quel fu
+che persuase ai Goti di abbandonar l'assedio di Salonichi, e di
+gittarsi alla Pelagonia e Peonia, dove la cavalleria dei Dalmatini si
+segnalò con tagliare a pezzi tremila di coloro. Di là passarono i
+Barbari nell'alta Mesia, dove comparve ancora l'Augusto _Claudio_
+colla sua armata[2268]; si venne ad una giornata campale, che fu un
+pezzo dubbiosa. Piegarono in fine i Romani, e fuggirono o fecero vista
+di fuggire; ma ritornati all'improvviso per vie disastrose addosso ai
+Barbari, ne stesero morti sul campo cinquantamila, riportando una
+nobilissima vittoria d'essi. Quei che si salvarono colla fuga
+voltarono verso la Macedonia, ma assaliti dipoi in un sito dalla
+cavalleria romana ed oppressi dalla fame, buona parte lasciarono ivi
+le lor ossa; e il resto veggendosi tagliata la strada, si ridussero al
+monte Emo, dove fra mille stenti cercarono di passare il verno. Ancor
+questi li vedremo sterminati nell'anno seguente. Se è vero ciò che
+racconta Zonara[2269], convien che una parte della lor flotta e gente,
+staccata dal grosso dell'armata, andasse a dare il guasto alla
+Tessalia ed Acaia. Vi fecero gran danno, ma solamente alle campagne,
+perchè le città erano ben munite e in guardia, e seppero ben
+difendersi. Tuttavia riuscì ai Barbari di prendere quella di Atene,
+dove raunati tutti i libri di quelle famose scuole erano per farne un
+falò, se un d'essi, più accorto degli altri, non gli avesse
+trattenuti, dicendo che perdendosi gli Ateniesi intorno a quelle
+bagattelle, non avrebbono badato al mestier della guerra, e più facile
+era il vincer essi che altri popoli. Questa disavventura di Atene
+verisimilmente non altra è che la raccontata di sopra all'anno 267.
+Aggiungono gli storici, che i Barbari suddetti tornando a navigare
+giunsero alle isole di Creta e di Rodi, e fino in Cipri, ma senza far
+impresa alcuna considerabile; anzi, assaliti dalla peste, rimase
+estinto un buon numero di loro. Altre novità ebbe in questi tempi
+l'Oriente. _Zenobia_ regina dei Palmireni, dominante nella Siria,
+scosso ogni rispetto ed ogni suggezione al romano imperio,
+rivolse i pensieri ad aggrandire il suo dominio colla conquista
+dell'Egitto[2270], mantenendo ivi a questo fine corrispondenza con
+_Timagene_, nobile di quel paese. Spedì colà _Zabda_ suo generale con
+una armata di settantamila persone tra Palmireni e Soriani, il quale,
+data battaglia a cinquantamila Egiziani venutigli all'incontro, gli
+sbaragliò: vittoria che si tirò dietro l'ubbidienza di tutto quel
+ricco paese. Zabda, lasciato in Alessandria un presidio di cinque mila
+armati, se ne tornò in Soria. Trovavasi in quelle parti _Probo_ o sia
+_Probato_ con una flotta per dar la caccia ai corsari. Questi, udite
+le mutazioni dell'Egitto, verso là indirizzò le prore, ed ammassate
+quelle soldatesche che potè, sì dell'Egitto che della Libia, scacciò
+la guarnigion Palmirena da Alessandria, e fece tornar lo Egitto sotto
+il comando de' Romani. Ma non rallentò Zenobia gli sforzi suoi[2271].
+Rispedì colà con nuovo esercito Zabda e Timagene, che furono sì
+bravamente ricevuti e combattuti da Probo e dai popoli di Egitto, che
+ne andarono sconfitti; ed era terminata la scena, se Probo non avesse
+occupato un sito presso Babilonia di Egitto, per tagliare il passo a
+duemila Palmireni. Ma Timagene ch'era con loro, siccome più pratico
+del paese, essendosi impadronito della montagna, con tal forza piombò
+sopra gli Egiziani, che li mise in rotta. Probo par questo di sua mano
+si diede la morte, e l'Egitto tornò in potere di Zenobia[2272].
+Claudio Augusto, perchè impegnato nella guerra dei Goti, non poteva
+attendere a questi affari, siccome nè pure alle Gallie occupate da
+_Tetrico_[2273], il quale in questi tempi tenne per sette mesi
+assediata la città di Autun che non voleva ubbidirlo, e colla forza in
+fine la sottomise. Al defunto papa _Dionisio_ succedette sul principio
+di quest'anno _Felice_ nella sedia di san Pietro[2274].
+
+NOTE:
+
+[2261] Thesaurus Novus Inscript., pag. 366, n. 1.
+
+[2262] Bucherius, de Cycl.
+
+[2263] Zosimus, lib. 1, cap. 42.
+
+[2264] Trebellius Pollio, in Claudio.
+
+[2265] Ammianus Marcellinus, Hist., lib. 31, c. 5.
+
+[2266] Zosimus, lib. 1, cap. 42. Trebellius Pollio, in Claudio.
+Ammianus Marcellinus, Zonaras, in Annalibus.
+
+[2267] Zonaras, in Annalib.
+
+[2268] Trebellius Pollio, in Claudio.
+
+[2269] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2270] Zosimus, lib. 1, cap. 44.
+
+[2271] Trebellius Pollio, in Claudio.
+
+[2272] Joannes Malala, in Chronogr.
+
+[2273] Eumenes, in Panegyr. Constant.
+
+[2274] Blanchinius, ad Anastasium.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXX. Indizione III.
+
+ FELICE papa 2.
+ CLAUDIO II imperadore 3.
+ QUINTILLO imperadore 1.
+ AURELIANO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+ANTIOCO per la seconda volta e ORFITO.
+
+
+Il dirsi da me _Antioco_ console _per la seconda volta_, è fondato
+sopra un'iscrizione da me data alla luce[2275], e sopra i Fasti di
+Teone e di Eraclio, chiamati fiorentini, ne' quali i consoli di
+quest'anno son chiamati _Antioco per la seconda volta_ ed
+_Orfito_[2276]. Fu nell'anno presente prefetto di Roma _Flavio
+Antiochiano_: il che bastò al Mezzabarba[2277] e al padre Pagi[2278],
+per dar questo nome al console suddetto. Ma non ho io osato per questo
+di mutar il nome a noi somministrato dai Fasti. Il resto de'
+Goti[2279] che avea passato il verno fra molti patimenti nel monte
+Emo, e per la peste andava sempre più calando, venuta la primavera
+tentò di aprirsi un cammino per tornarsene al suo paese; ma essendo
+bloccati que' Barbari da varii corpi dell'armata romana, bisognò farsi
+largo colle spade. Alla fanteria romana toccò l'urto loro, urto così
+gagliardo, che le fece voltar le spalle, e ne restarono sul campo
+duemila. Peggio anche andava, se non sopraggiungeva la cavalleria
+spedita da _Claudio Augusto_, che mise fine alla strage de' suoi.
+Furono poi cotanto incalzati i Goti dall'esercito romano, e ridotti
+anche a mal partito dalla peste, che, deposte l'armi, dimandarono di
+rendersi. Molti di essi furono arrolati nelle legioni; ad altri fu
+dato del terreno da coltivare; alcuni pochi restarono in armi sin dopo
+la morte di Claudio, di maniera che di tanta gente pochissimi furono
+coloro che potessero riveder le proprie contrade. Rapporta Trebellio
+Pollione[2280] una lettera di Claudio Augusto, scritta a _Brocco_
+comandante delle armi nell'Illirico, in cui dice di aver annichilati
+trecento ventimila Goti, affondate duemila navi di essi, che i fiumi e
+i lidi erano coperti di scudi, spade e picciole lance; grande il
+numero de' carriaggi e delle donne prese. Per così memorabil vittoria
+a Claudio imperadore fu conferito il titolo di _Gotico_ o sia
+_Gottico_[2281], che comparisce in varie monete di lui[2282]. Dal
+medesimo Pollione[2283] abbiamo aver Claudio così ristretti gl'Isauri,
+da noi veduti ribellati sotto Gallieno, che già pensava d'averli colla
+corda al collo ai suoi piedi, e di metterli poi nella Cilicia, per
+togliere loro la comodità di nuove ribellioni col vantaggio dell'aspre
+lor montagne. Ma coloro continuarono nella rivolta, non si sa se per
+ostinazione di essi, ovvero per la morte sopraggiunta a Claudio. Nè
+pur sappiamo se a quest'anno o se all'antecedente appartenga la
+ribellione ed esaltazione di _Censorino_ al trono imperiale. Costui,
+se crediamo a Trebellio Pollione[2284] il quale è solo a parlarne, due
+volte era stato console, due volte prefetto del pretorio, tre prefetto
+di Roma ed anche proconsole, consolare, legato pretorio, ec. Vecchio
+era e zoppo per una ferita a lui toccata nella guerra di Valeriano
+contra de' Persiani. Prese egli la porpora imperiale; non apparisce in
+qual anno; è ignoto in qual luogo, se non che quello storico nota
+esser egli stato ucciso dai soldati medesimi che lo aveano fatto
+imperadore, dopo sette giorni d'imperio, alla guisa appunto de'
+funghi, e che fu seppellito presso Bologna con un epitaffio, in cui si
+riferivano tutti i suoi onori, conchiudendo che egli era stato felice
+in tutto fuorchè nell'essere imperadore. Però tener si può, a mio
+credere, per battuta alla macchia una moneta riferita dal
+Mezzabarba[2285], dove egli è chiamato _Appio Claudio Censorino_, e
+coll'anno terzo dell'imperio. I parenti di costui duravano ai tempi di
+Costantino il Grande, e per odio verso Roma andarono ad abitar[2286]
+nella Tracia e nella Bitinia. Purchè s'abbia a prestar fede a Giovanni
+Malala[2287], che fra non poche verità a noi conservate ha mischiato
+molte favole, in questi tempi la regina _Zenobia_ occupò l'Arabia,
+stata fin qui ubbidiente ai Romani, con uccidere il loro governatore
+_Trasso_ (forse _Crasso_, perchè questo non par cognome romano),
+mentre l'imperador Claudio dimorava in Sirmio, città della Pannonia.
+
+Quivi appunto si trovava questo Augusto, quando egli terminò colla
+vita il suo corto, ma glorioso imperio[2288]. I Goti, da lui sì
+felicemente vinti, fecero le lor vendette, coll'attaccar la peste
+all'armata romana; e un malore sì micidiale passò alla persona del
+medesimo[2289] Claudio imperadore, e il rapì dal mondo. S'è disputato
+intorno al mese in cui egli morì[2290]. Dal Tillemont[2291] vien
+creduto morto nell'aprile di questo anno, e più verisimile a me sembra
+la di lui opinione. Il Noris e il Pagi, perchè si trova una
+legge[2292] col nome di Claudio, data nel dì 26 di ottobre dell'anno
+presente, la qual potrebbe esser fallata, come sono tant'altre, han
+tenuto ch'egli circa il fine di quel mese cessasse di vivere. Certo è
+almeno presso gli eruditi che in quest'anno succedette la morte sua,
+compianta da tutti, e massimamente dal senato romano[2293], il quale
+gli decretò uno scudo, o sia un busto, e una statua d'oro, che furono
+messi per suo onore nella curia del Campidoglio, e, secondo la folle
+superstizion de' pagani, se ne fece un dio. In quest'anno ancora diede
+fine al suo vivere _Plotino_[2294], famoso filosofo platonico, le cui
+opere son giunte fino a' dì nostri. Chiaramente scrive Trebellio
+Pollione[2295], che dopo la morte di Claudio fu creato imperadore
+_Marco Aurelio Claudio Quintillo_ (che così il troviamo appellato
+nelle medaglie[2296]), fratello del medesimo defunto Claudio,
+dimorante in Aquileia, e non già vivente Claudio, come ha creduto
+taluno. Questo _Quintillo_, che Eutropio[2297] dice approvato dal
+senato, era ben conosciuto per uomo dabbene e molto affabile, ma,
+secondo Zonara[2298], peccava di semplicità, nè avea spalle per sì
+gran fardello; e però non si sa ch'egli facesse azione od impresa
+alcuna degna d'osservazione. Per sua disavventura avvenne che
+_Aureliano_, il più accreditato uffiziale che si trovasse nell'armata
+acquartierata in Sirmio, fu proclamato quasi nello stesso tempo
+_Imperadore_ con universal consentimento di que' soldati[2299].
+Portata questa nuova in Italia, grande strepito fece, considerando
+ognuno le qualità eminenti di questo eletto, superiori senza paragone
+a quelle di Quintillo, e la forza dell'armata che accompagnava
+l'elezione stessa. Da questa novità procedette la morte del medesimo
+Quintillo nella suddetta città d'Aquileia. Vi ha[2300] chi il dice
+rapito da una malattia. Trebellio Pollione[2301] con altri[2302]
+apertamente cel rappresenta ucciso da' soldati, e Zosimo[2303] tiene,
+che conoscendosi evidente la di lui caduta, i suoi stessi parenti il
+consigliarono a cedere con darsi la morte; al qual partito si appigliò
+con farsi tagliar le vene. Diciassette soli giorni di imperio a lui
+son dati dal suddetto Pollione, da Eutropio, Eusebio[2304] e
+Zonara[2305]; venti da Vopisco[2306]. Zosimo scrive ch'egli regnò
+pochi mesi; e tante medaglie[2307] restanti di lui pare che persuadano
+non essere stato sì breve il suo regno. Intanto è fuor di dubbio che
+_Aureliano_ restò solo sul trono, ed approvato con gran plauso dal
+senato romano. Noi il vedremo uno de' più gloriosi ed insieme aspri
+imperadori; e di uomo tale avea ben bisogno allora la romana
+repubblica, lacerata da' suoi stessi figliuoli, e più ancora malmenata
+dalle potenze straniere. Nè tardò già Aureliano a mettere in esercizio
+il suo valore con belle imprese, le quali se fossero succedute tutte
+nell'anno presente, come pensò il Tillemont[2308], non al fine di
+ottobre, ma all'aprile di quest'anno, si dovrebbe riferire la morte di
+Claudio, e l'assunzione all'imperio dello stesso Aureliano. Ma il
+padre Pagi[2309] ne attribuisce una parte all'anno seguente; e
+veramente ci troviam qui sprovveduti di lumi per assegnare il preciso
+tempo di que' fatti: fatti nondimeno certi, de' quali mi riserbo ad
+esporre unitamente la serie nell'anno che viene.
+
+NOTE:
+
+[2275] Thesaurus Novus Inscript., pag. 366.
+
+[2276] Cuspinianus, Bucherius.
+
+[2277] Mediobarb., in Numismat. Imper.
+
+[2278] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[2279] Trebellius Pollio, in Claudio. Zosimus, lib. 1, cap. 45.
+
+[2280] Trebellius Pollio, in Claudio.
+
+[2281] Julianus, Oratione I.
+
+[2282] Goltzius et Mediobarb., in Numism. Imp.
+
+[2283] Trebellius Pollio, in Trigint. Tyrann., cap. 25.
+
+[2284] Trebellius Pollio, in Censorino et Tito.
+
+[2285] Mediob., in Numismat. Imperator.
+
+[2286] Trebellius Pollio, in Censorino et Tito.
+
+[2287] Joannes Malala, Chronogr.
+
+[2288] Euseb., in Chron. Joannes Malala, Chronogr. Zonaras, in
+Annalibus.
+
+[2289] Trebellius Pollio, in Claudio.
+
+[2290] Petavius et Noris. Pagius et alii.
+
+[2291] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2292] L. 2, tit. 23, C. de divers. rescript.
+
+[2293] Eutrop. Aurel. Vict. Trebellius Pollio. Zosimus.
+
+[2294] Porphyrius, in Vita Plotini.
+
+[2295] Trebellius Pollio, in Claud.
+
+[2296] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2297] Eutrop., in Breviar.
+
+[2298] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2299] Zosimus, lib. 1, cap. 47. Zonaras, in Annalibus.
+
+[2300] Joannes Malala, Chronogr.
+
+[2301] Trebellius Pollio, in Gallieno.
+
+[2302] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar.
+
+[2303] Zosimus, lib. 1, cap. 47.
+
+[2304] Eusebius, in Chronic.
+
+[2305] Zonaras, in Annalib.
+
+[2306] Vopiscus, in Aurel.
+
+[2307] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2308] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2309] Pagius, in Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXI. Indizione IV.
+
+ FELICE papa 5.
+ AURELIANO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO DOMIZIO AURELIANO AUGUSTO e BASSO per la seconda volta.
+
+
+Il padre Pagi, il Relando ed altri ci danno _Aureliano_ imperadore
+_console per la seconda volta_, ma con fondamenti poco stabili, a mio
+credere. Si suppone che Aureliano nell'anno 259 fosse console
+sostituito; e di questo niuna certezza apparisce. Sono citate due
+iscrizioni; l'una ligoriana, pubblicata dal Reinesio[2310], e l'altra
+data alla luce dal Relando[2311], e presa dal Gudio; cioè due
+monumenti che patiscono varie eccezioni, e vengono da fonti che non
+possono servire a darci limpida e sicura la verità. All'incontro tutti
+i Fasti consolari antichi ci presentano sotto l'anno corrente
+_Aureliano console_, ma senza la nota del consolato secondo.
+Altrettanto troviamo nelle iscrizioni di questo o de' seguenti anni,
+tutte conformi in mettere questo pel primo consolato di Aureliano. Una
+anch'io ne ho prodotta[2312] non diversa dalle altre. _Pomponio Basso_
+fu creduto dal Panvinio[2313] il secondo console, perchè sotto Claudio
+si truova un riguardevol senatore di questo nome: conghiettura troppo
+debole. Dai susseguenti illustratori de' Fasti vien egli chiamato
+_Numerio_ o pur _Marco Ceionio Virio Basso_; ma con aver succiato nomi
+tali dalle due suddette non affatto sicure iscrizioni. Per altro si
+truova un _Ceionio Basso_[2314], a cui Aureliano scrisse una lettera,
+ma senza segno ch'egli fosse stato console. Il perchè a maggior
+precauzione non l'ho io appellato se non col solo cognome di _Basso_.
+L'imperador novello Aureliano nelle monete[2315] parlanti di lui vien
+chiamato _Lucio Domizio Aureliano_. Si può dubitare che sia un fallo
+in alcune l'esser chiamato _Claudio Domizio Aureliano_, e che in vece
+d'IMP. CL. DOM., ec., s'abbia a leggere IMP. C. L. DOM., cioè _Cesare
+Lucio_, ec., come nell'altre. Il cardinal Noris e il padre Pagi
+credettero che la vera sua famiglia fosse la _Valeria_, perchè,
+scrivendogli una lettera Claudio imperadore, il chiama _Valerio
+Aureliano_, e nell'iscrizione ligoriana, che dissi pubblicata dal
+Reinesio, egli porta il medesimo nome. Ma se fosse guasto il testo di
+Vopisco[2316]? Poichè quanto a quella iscrizione, torno a dire ch'essa
+non è atta a decidere le controversie. Tanto nelle medaglie che nelle
+antiche iscrizioni, altro nome, siccome dissi, non vien dato a questo
+imperadore, che quello di _Lucio Domizio Aureliano_, e a questo
+conviene attenersi. E se altri[2317] il chiama Flavio Claudio Valerio,
+non v'è obbligazione di seguitarlo. Non ebbe difficoltà Vopisco di
+confessare che _Aureliano_ sortì nascita bassa ed oscura nella città
+di Sirmio, ovvero nella Dacia Ripense. Ma si fece egli largo colla sua
+prudenza e valore nella milizia, e di grado in grado salendo, sempre
+più guadagnò di plauso e di credito. Bello era il suo aspetto, alta la
+statura, non ordinaria la robustezza. Nel bere, mangiare e in altri
+piaceri del corpo, in lui si osservava una gran moderazione[2318]. La
+sua severità e il rigore nella militar disciplina, quasi andava
+all'eccesso. Denunziato a lui un soldato che avea commesso adulterio
+colla moglie del suo albergatore, ordinò che si piegassero due forte
+rami d'un albero, all'un de' quali fosse legato l'un piede del
+delinquente, e l'altro all'altro, e che poi si lasciassero andare i
+rami. Lo spettacolo di quel misero spaccato in due parti gran terrore
+infuse negli altri. Ebbe principio la fortuna sua sotto Valeriano
+Augusto; Gallieno ne mostrò altissima stima; e più di lui Claudio. In
+varie cariche militari riportò vittorie contra de' Franchi, de'
+Sarmati, de' Goti. Teneva mirabilmente in briglia le sue soldatesche,
+e, ciò non ostante, sapea farsi amare dalle medesime. Merita d'essere
+qui rammentata una lettera di lui, scritta ad un suo luogotenente, ove
+dice: _Se vuoi essere tribuno, anzi, se t'è caro di vivere, tieni in
+dovere le mani de' soldati. Niun d'essi rapisca i polli altrui, niuno
+tocchi le altrui pecore. Sia proibito il rubar le uve, il far danno ai
+seminati, e l'esigere dalla gente olio, sale e legna, dovendo ognuno
+contentarsi della provvisione del principe. Si hanno i soldati a
+rallegrar del bottino fatto sopra i nemici, e non già delle lagrime
+de' sudditi romani. Cadauno abbia l'armi sue ben terse, le spade ben
+aguzze ed affilate, e le scarpe ben cucite. Alle vesti fruste
+succedono le nuove. Mettano la paga nella tasca, e non già
+nell'osteria. Ognun porti la sua collana, il suo anello, il suo
+bracciale, e nol venda o giuochi. Si governi e freghi il cavallo, ed
+il giumento per le bagaglie; e così ancora il mulo comune della
+compagnia; e non si venda la biada lor destinata. L'uno all'altro
+presti aiuto, come se fosse un servo. Non han da pagare il medico. Non
+gettino il danaro in consultar indovini. Vivano costantemente negli
+alloggi, e se attaccheran lite, loro non manchi un regalo di buone
+bastonate._ Bene sarebbe che alcun generale od uffiziale de' nostri
+tempi studiasse questa sì lodevol lezione, saputa dai gentili, e
+talvolta ignorata dai cristiani. Moglie di Aureliano imperadore fu
+_Ulpia Severina_, la quale non si sa che procreasse altro che una
+figliuola, i cui discendenti viveano a' tempi di Vopisco.
+
+Ora da che fu creato imperadore _Aureliano_, se dice il vero
+Zosimo[2319], egli sen venne a Roma, e, dopo aver quivi bene
+assicurata la sua autorità, di colà mosse, e per la via d'Aquileia
+passò nella Pannonia, che era gravemente infestata dagli Sciti, o sia
+dai Goti. Mandò innanzi ordine che si ritirassero nelle città e ne'
+luoghi i viveri e i foraggi, affinchè la fame fosse la prima a far
+guerra ai nemici. Comparvero, ciò non ostante, di qua dal Danubio i
+Barbari, e bisognò venire ad un fatto d'armi. Senza sapersi chi
+restasse vincitore, la sera separò le armate, e fatta notte, i nemici
+si ritirarono di là dal fiume. La seguente mattina ecco i loro
+ambasciatori ad Aureliano per trattar di pace. Se la concludessero,
+nol dice Zosimo: e sembra che no, perchè partito Aureliano, e lasciato
+un buon corpo di gente in quelle parti, furono alcune migliaia di que'
+Barbari tagliate a pezzi. Il motivo per cui si mise in viaggio
+Aureliano, fu la minaccia de' popoli, che Vopisco[2320] chiama
+Marcomanni, e Desippo[2321] storico Giutunghi, di calare in Italia; se
+pur de' medesimi fatti e popoli parlano i suddetti due scrittori.
+Secondo Desippo, Aureliano, portatosi al Danubio contro ai Giutunghi
+Sciti, diede loro una sanguinosa rotta; e, passato anche il Danubio,
+fu loro addosso, e ne fece un buon macello, talmente che i restanti
+mandarono deputati ad Aureliano per chieder pace. Fece Aureliano
+metter in armi e in ordinanza il suo esercito, e per dare a quei
+Barbari una idea della grandezza romana, vestito di porpora andò a
+sedere in un alto trono in mezzo del campo, con tutti gli uffiziali a
+cavallo, divisi in più schiere intorno a lui, e colle bandiere ed
+insegne, portanti l'aquile d'oro e le immagini del principe poste in
+fila dietro al suo trono. Parlarono que' deputati con gran fermezza,
+chiedendo la pace, ma non da vinti; rammentando allo imperadore
+ch'erano giornaliere le fortune e sfortune nelle guerre; ed esaltando
+la loro bravura, giunsero a dire d'aver quaranta mila cavalieri della
+sola nazion de' Giutunghi, ed anche maggior numero di fanti, e d'esser
+nondimeno disposti alla pace, purchè loro si dessero i regali
+consueti, e quell'oro ed argento che si praticava prima d'aver rotta
+la pace. Aureliano con gravità loro rispose, che dopo aver eglino col
+muover guerra mancato ai trattati, non conveniva loro il dimandar
+grazie e presenti; e toccare a lui, e non a loro, il dar le condizioni
+della pace; che pensassero a quanto era avvenuto ai trecento mila
+Sciti, o Goti, che ultimamente aveano osato molestar le contrade
+dell'Europa e dell'Asia; e che i Romani non sarebbono mai soddisfatti,
+se non passavano il Danubio, per punirli nel loro paese. Con questa
+disgustosa risposta furono rimandati quegli ambasciatori. Per
+attestato del medesimo Desippo[2322], autore poco lontano da questi
+tempi, anche i Vandali mossero guerra al romano imperio, gente anche
+essi della Tartaria; ma una gran rotta loro data dall'esercito fece
+ben tosto smontare il loro orgoglio, ed inviar ambasciatori ad
+Aureliano per far pace e lega. Volle Aureliano udire intorno a ciò il
+parere dell'armata; e la risposta generale fu, che avendo que' Barbari
+esibite condizioni onorevoli, ben era il finir quella guerra. Così fu
+fatto. Diedero i Vandali gli ostaggi all'imperadore, e due mila
+cavalli ausiliarii all'armata romana; gli altri se ne tornarono alle
+loro case con quiete. E perchè cinquecento d'essi vennero dipoi a
+bottinar nelle terre romane, il re loro, per mantenere i patti, li
+fece tutti mettere a fil di spada.
+
+Mentre si trovava Aureliano impegnato contra d'essi Vandali, ecco
+giugnergli nuova che una nuova armata di Giutunghi era in moto verso
+l'Italia. Mandò egli innanzi la maggior parte dell'esercito suo, e
+poscia col resto frettolosamente anch'egli marciò per impedire la lor
+calata; ma non fu a tempo. Costoro più presti di lui penetrarono in
+Italia, e recarono infiniti mali al distretto di Milano. Vopisco[2323]
+li chiama Svevi, Sarmati, Marcomanni, e si può temere che sieno
+confuse le azioni, e replicate le già dette di sopra. Comunque sia,
+per le cose che succederono, convien dire che non fossero lievi le
+forze e il numero di costoro. E si sa che, avendo voluto Aureliano con
+tutto il suo sforzo assalire que' Barbari verso Piacenza, costoro si
+appiattarono nei boschi, e poi verso la sera si scagliarono addosso ai
+Romani con tal furia, che li misero in rotta e ne fecero sì copiosa
+strage, che si temè perduto l'imperio. In oltre si sa che questi loro
+pregressi tal terrore e costernazione svegliarono in Roma, che ne
+seguirono varie sedizioni, le quali, aggiunte agli altri guai, diedero
+molta apprensione e sdegno ad Aureliano. Scrisse egli allora al
+senato, riprendendolo perchè tanti riguardi, timori e dubbii avesse a
+consultar i libri sibillini in occasione di tanta calamità e bisogno,
+_quasi che_ (son parole della sua lettera) _essi fossero in una chiesa
+di cristiani, e non già nel tempio di tutti gli dii_. Il decreto di
+visitare i libri d'esse Sibille fu steso nel dì 11 di gennaio, cioè,
+secondo il padre Pagi[2324], nel gennaio dell'anno presente. Ma non
+può mai stare che Aureliano, come pensa il medesimo Pagi, fosse creato
+imperadore in Sirmio sul principio di novembre dell'anno prossimo
+passato, e che egli venisse a Roma, tornasse in Pannonia, riportasse
+vittorie in più luoghi al Danubio, e dopo aver seguitato gli Alamanni,
+o vogliam dire i Marcomanni e Giutunghi, mandasse gli ordini suddetti
+a Roma: il tutto in due soli mesi. Chi sa come gl'imperadori non
+marciavano per le poste, ma con gran corte, guardie e milizie, conosce
+tosto che di più mesi abbisognarono tante imprese. Però convien dire
+che Aureliano, siccome immaginò il Tillemont[2325], fu creato
+imperadore nello aprile dell'anno precedente, in cui fece più guerre;
+o pure che la calata in Italia dei Barbari appartiene all'anno
+presente, per la qual poi nel dì 11 di gennaio dell'anno susseguente
+vennero consultati in Roma i libri creduti delle Sibille, nei quali si
+trovò che conveniva far molti sacrifizii crudeli, processioni ed altre
+cerimonie praticate dalla superstizion de' pagani. A noi basterà,
+giacchè non possiamo accertare i tempi di questi sì strepitosi
+avvenimenti, che si rapporti il poco che sappiamo della continuazione
+e del fine di tal guerra, tutto di seguito. Abbiamo da Aurelio
+Vittore[2326] (perchè Vopisco qui ci abbandona) che Aureliano in tre
+battaglie fu vincitore dei Barbari. L'una fu a Piacenza, che dee
+essere diversa dalla raccontata da Vopisco: altrimenti l'un d'essi ha
+fallato. La seconda fu data in vicinanza di Fano e del fiume Metauro,
+segno che la giornata di Piacenza era stata favorevole ai Barbari, per
+essersi eglino inoltrati cotanto verso Roma. La terza nelle campagne
+di Pavia, che dovette sterminar affatto questi Barbari turbatori della
+pace d'Italia: con che ebbe felice fine questa guerra. Allora
+Aureliano mosse alla volta di Roma i suoi passi, non per portarvi
+l'allegrezza d'un trionfo, ma per farvi sentire la sua severità, anzi
+crudeltà. Imperocchè[2327], pien di furore per le sedizioni che nate
+ivi dicemmo, con voce che fossero state tese insidie[2328] a lui
+stesso e al governo, condannò a morte gli autori di quelle turbolenze.
+Vopisco, tuttochè suo panegirista, confessa che egli troppo aspra e
+rigorosa giustizia fece. E tanto più ne fu biasimato, perchè non
+perdonò nè pure ad alcuni nobili senatori, fra' quali _Epitimio_,
+_Urbano_ e _Domiziano_; ancorchè di poco momento fossero, e
+meritassero perdono alcuni loro reati, e questi anche fondati nella
+accusa di un sol testimonio. Prima era forse amato Aureliano; da lì
+innanzi cominciò ad essere solamente temuto; e la gente dicea, non
+altro essere da desiderare a lui che la morte, e _ch'egli era un buon
+medico, ma che con mal garbo curava i malati_. Anche Giuliano
+Augusto[2329] Apostata l'accusa di una barbarica crudeltà, ed Aurelio
+Vittore[2330] con Eutropio[2331] cel rappresenta come uomo privo di
+umanità e sanguinario, avendo egli levato di vita fino un figliuolo di
+sua sorella. Tal sua barbarie pretende Ammiano[2332] che si stendesse
+sotto varii pretesti, spezialmente sopra i ricchi, affine d'impinguar
+l'erario, restato troppo esausto per le pazzie di Gallieno; e in tal
+opinione concorre anche Vopisco[2333]. Fu in questi tempi che
+Aureliano, considerata l'avidità dei Barbari, già scatenati contra
+dell'imperio romano[2334], col consiglio del senato prese la
+risoluzione di rifabbricar le mura rovinate di Roma, per poterla
+difendere in ogni evento di pericoli e guerre. Idacio[2335] ne fa
+menzione sotto questo anno. Ma Eusebio[2336], Cassiodoro[2337] ed
+altri mettono ciò più tardi. Nella Cronica Alessandrina solamente se
+ne parla all'anno seguente. Con questa occasione certo è che Aureliano
+ampliò il circuito di Roma, scrivendo Vopisco che il giro d'essa città
+arrivò allora a cinquanta miglia; opera sì grande nondimeno, secondo
+Zosimo, fu solamente terminata sotto _Probo Augusto_.
+
+NOTE:
+
+[2310] Reinesius, Inscription., pag. 387.
+
+[2311] Reland., in Fast. Consul.
+
+[2312] Thesaurus Novus Inscript., pag. 367, n. 1.
+
+[2313] Panvin., in Fast. Consul.
+
+[2314] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2315] Mediobarb., in Numismat. Imper.
+
+[2316] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2317] Stampa, ad Fast. Consul.
+
+[2318] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2319] Zosimus, lib. 1, cap. 48.
+
+[2320] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2321] Dexippus, de Legat., tom. I Hist. Byzantin.
+
+[2322] Dexippus, de Legat., tom. I Hist. Byzantin.
+
+[2323] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2324] Pagius, in Critic. Baron.
+
+[2325] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2326] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2327] Vopiscus, in Aurel.
+
+[2328] Zosimus, lib. 1, cap. 49.
+
+[2329] Julianus, de Caesarib.
+
+[2330] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2331] Eutrop., in Breviar.
+
+[2332] Ammianus Marcellinus, lib. 30 Histor.
+
+[2333] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2334] Idem, ibidem.
+
+[2335] Idacius, in Chronic.
+
+[2336] Euseb., in Chronic.
+
+[2337] Cassiodorus, in Chronico.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXII. Indizione V.
+
+ FELICE papa 4.
+ AURELIANO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+QUINTO e VELDUMIANO o sia VELDUMNIANO.
+
+
+Domati i Barbari, e restituita la tranquillità all'Italia, due altre
+importantissime imprese restavano da fare allo Augusto Aureliano.
+_Tetrico_ occupava le Gallie e le Spagne. _Zenobia_ regina dei
+Palmireni quasi tutte o tutte le provincie dell'Oriente occupava, ed
+anche l'Egitto. Per varii motivi antepose Aureliano all'altra la
+spedizion militare contro a Zenobia. Questa principessa, che
+s'intitolava regina dell'Oriente, una delle più rinomate donne
+dell'antichità, si trova chiamata in alcune medaglie[2338], che si
+suppongono vere, _Settimia Zenobia Augusta_, quasichè ella discendesse
+dalla famiglia di Settimio Severo Augusto; quando essa, secondo
+Trebellio Pollione[2339], vantava di discendere dalla casa di
+Cleopatra e dei re Tolomei. Santo Atanasio[2340] pretese ch'ella
+seguitasse la religion de' Giudei, e favorisse per questo l'empio
+Paolo Samosateno; e da Malala[2341] vien detta regina de' Saraceni.
+Scrive il suddetto storico Pollione che in lei si ammirava una
+bellezza incredibile, un spirito divino. Neri e vivacissimi i suoi
+occhi, il colore fosco; non denti, ma perle pareano ornarle la bocca;
+la voce soave e chiara, ma virile. Al bisogno uguagliava i tiranni
+nella severità: superava nel resto la clemenza de' migliori principi.
+Contro il costume delle donne sapeva conservare i tesori, ma non
+lasciava di far risplendere la sua liberalità, ove lo richiedesse il
+dovere. Nel portamento e ne' costumi non cedeva agli uomini, rade
+volte uscendo in carrozza, spesso a cavallo, e più spesso facendo le
+tre o quattro miglia a piedi, siccome persona allevata sempre nelle
+caccie. Da _Odenato_ suo marito, che già dicemmo ucciso, non riceveva
+le leggi, ma a lui le dava. Prese bensì da lui il titolo di _Augusta_,
+dacchè egli fu dichiarato Augusto, e portava l'abito imperiale, a cui
+aggiunse anche il diadema. Non sì tosto s'accorgeva essa d'esser
+gravida, che non volea più commercio col marito. Il suo vivere era
+alla persiana, cioè con singolar magnificenza, e volea essere
+inchinata secondo lo stile praticato coi re persiani. A parlare al
+popolo iva armata di corazza; pranzava sempre coi primi uffiziali
+della sua armata, usando piatti d'oro e gemmati. Poche fanciulle,
+molti eunuchi teneva al suo servigio; e l'impareggiabil sua castità,
+tanto da maritata che da vedova, veniva decantata dappertutto.
+_Aureliano_ stesso in una lettera al senato[2342] ne parla con elogio,
+dicendo ch'essa non parea donna: tanta era la di lei prudenza ne'
+consigli, la fermezza nell'eseguir le prese risoluzioni, e la gravità
+con cui parlava ai soldati, di modo che non meno i popoli dell'Oriente
+e dell'Egitto, a lei divenuti sudditi, che gli Arabi, i Saraceni e gli
+Armeni non osavano di disubbidirla, o di voltarsi contro di lei: tanta
+era la paura che ne aveano. A lei anche in buona parte si attribuivano
+le gloriose azioni del fu Odenato suo marito contro ai Persiani. Nè
+già le mancava il pregio delle lingue e della letteratura. Oltre al
+suo nativo linguaggio fenicio o saracenico, perfettamente possedeva
+l'egiziano, il greco e il latino, ma non s'arrischiava a parlare
+questo ultimo. Ebbe per maestro nel greco il celebre _Longino_
+filosofo, di cui resta un bel trattato del Sublime, e la cui morte
+vedremo fra poco. Fece imparare a' suoi figliuoli il latino sì
+fattamente, che poche volte e con difficoltà parlavano il greco. Sì
+pratica fu della storia dell'Oriente e dell'Egitto, che si crede che
+ne formasse un compendio. Al suo marito Odenato ella avea partorito
+tre figliuoli, cioè _Herenniano_, _Timolao_ e _Vaballato_, a' quali
+dopo la morte del padre ella fece prendere la porpora imperiale e il
+titolo d'_Augusti_; ma perchè erano di età non per anche capace di
+governo, essa in nome loro governava gli Stati. Un altro figliuolo
+ebbe Odenato da una sua prima moglie, chiamato _Erode_ o pure
+_Erodiano_[2343], che si trova nelle medaglie (non so se tutte
+legittime) col titolo di Augusto, a lui dato dal padre, come anche
+afferma Trebellio Pollione[2344]. Per cagione dell'esaltazion di
+questo suo figliastro, fama era che Zenobia avesse fatto morire lui e
+il marito _Odenato_, siccome accennai di sopra. Una tal testa, benchè
+di donna, signoreggiante dallo stretto di Costantinopoli fino a tutto
+l'Egitto, ed assistita da molti dei suoi vicini, potea dar suggezione
+ad ogni altro potentato, ma non già ad Aureliano imperadore, che pel
+suo coraggio e saggio contegno, teneva sempre le vittorie in pugno.
+
+S'inviò dunque Aureliano da Roma con possente esercito verso l'Oriente
+per la strada solita di que' tempi, cioè per terra alla volta di
+Bisanzio, pel cui stretto si passava in Asia. Ma prima di giugnervi,
+egli nettò[2345] l'Illirico, e poi la Tracia da tutti i nemici del
+romano imperio, ch'erano tornati ad infestar quelle provincie. Scrive
+Aurelio Vittore[2346] che a' tempi d'esso Aureliano un certo
+_Settimio_ nella Dalmazia prese il titolo d'_imperadore_, e da lì a
+poco ne pagò la pena, ammazzato da' suoi proprii soldati. Quando ciò
+avvenisse, nol sappiamo. Per attestato bensì di Vopisco, Aureliano,
+perchè _Cannabaude_ re e duca dei Goti dovea aver commesso delle
+insolenze nel paese romano, passato il Danubio, l'andò a ricercar
+nelle terre di lui; e datagli battaglia, lo uccise insieme con cinque
+mila di que' Barbari combattenti. Probabilmente fu in questa
+congiuntura ch'egli prese la carretta di quel re, tirata da quattro
+cervi, su cui poscia entrò a suo tempo trionfante in Roma, siccome
+diremo. Furono trovate nel campo barbarico molte donne estinte vestite
+da soldati, e prese dieci di esse vive. Molte altre nobili donne di
+nazione gotica rimasero prigioniere[2347], che Aureliano mandò dipoi a
+Perinto, acciocchè ivi fossero mantenute alle spese del pubblico, non
+già cadauna in particolare, ma sette insieme, acciocchè costasse meno
+alla repubblica. Sbrigato da questi affari, marciò Aureliano a
+Bisanzio, e passato lo stretto, al solo suo comparire ricuperò
+Calcedone e la Bitinia, che Zenobia avea sottomesso al suo imperio.
+Zosimo[2348] nondimeno asserisce aver la Bitinia scosso il giogo de'
+Palmireni, fin quando udì esaltato al trono Aureliano. Ancira nella
+Galazia sembra aver fatta qualche resistenza: certo è nondimeno che
+Aureliano se ne impadronì. Giunto poscia che egli fu a Tiana, città
+della Cappadocia[2349], vi trovò le porte serrate e preparato quel
+popolo alla difesa. Dicono che Aureliano in collera gridasse: _Non
+lascerò un cane in questa città._ Vopisco, grande ammiratore del morto
+_Apollonio_, filosofo celebre, anzi mago, nativo di quella città, di
+cui tanto egli come altri antichi raccontano varie maraviglie, cioè
+molte favole, e che era tenuto da que' popoli per un dio: Vopisco,
+dico, racconta ch'esso Apollonio comparve in sogno ad Aureliano, e lo
+esortò alla clemenza, se gli premeva di vincere: parole che bastarono
+a disarmare il di lui sdegno. Venne poi a trovarlo al campo
+_Eraclammone_, uno dei più ricchi cittadini di Tiana, sperando di
+farsi gran merito, col tradire la patria, e gl'insegnò un sito per cui
+si poteva entrare nella città. Fu essa, mercè di questo avviso, presa
+con facilità; e quando ognun si aspettava di darle il sacco, e di
+farne man bassa contro gli abitanti, Aureliano ordinò che fosse ucciso
+il solo traditore Eraclammone, con dire _che non si potea sperar
+fedeltà da chi era stato infedele alla sua patria_; ma lasciò godere
+ai di lui figliuoli tutta la eredità paterna, affinchè non si credesse
+che lo avesse fatto morire per cogliere le molte di lui ricchezze.
+Ricordata ad Aureliano la parola detta di non lasciare un cane in
+Tiana: _Oh_, rispose, _ammazzino tutti i cani, che ne son contento_:
+risposta applaudita fin dai medesimi soldati, benchè contraria alla
+lor brama e speranza del sacco.
+
+Se crediamo a Vopisco[2350], Aureliano, continuato il cammino, arrivò
+ad Antiochia, capitale della Soria, e dopo una leggiera zuffa al luogo
+di Dafne, entrò vittorioso in quella gran città; e ricordevole
+dell'avvertimento datogli in sogno da Apollonio Tianeo, usò di sua
+clemenza anche verso di que' cittadini. Passando dipoi ad Emesa, città
+della Mesopotamia, quivi con una fiera battaglia decise le sue liti
+con Zenobia. Ma Zosimo[2351] diversamente scrive. Zenobia con grandi
+forze lo aspettò di piè fermo in Antiochia, e mandò incontro a lui la
+poderosa armata sua sino ad Imma, città molte miglia distante di là.
+Gran copia di arcieri si contava nello esercito di lei, e di questi
+penuriava quel de' Romani. Avea inoltre Zenobia la sua numerosa
+cavalleria armata tutta da capo a' piedi, laddove la romana non era
+composta se non di cavalli leggieri. Aureliano, mastro di guerra,
+osservato lo svantaggio, ordinò alla sua cavalleria di mostrar di
+fuggire, tantochè la nemica in seguitarli si trovasse assai stanca pel
+peso dell'armi, e che poi voltassero faccia, e menassero le mani. Così
+fu fatto, e seguì un'orribile strage dei Palmireni. Eusebio[2352]
+scrive che si segnalò in quella gran battaglia un generale de' Romani,
+appellato _Pompeiano_ e cognominato _il Franco_, la cui famiglia
+durava in Antiochia anche a' suoi dì. Non osavano i fuggitivi di
+portarsi ad Antiochia[2353], per timore di non essere ammessi, o pur
+di essere tagliati a pezzi da' cittadini, se si accorgevano della
+rotta lor data; ma Zabda, o sia Zaba, lor generale, preso un uomo che
+si rassomigliava ad Aureliano, e fatta precorrer voce che conduceva
+prigioniere lo imperadore stesso, trovò aperte le porte, e quietò il
+popolo. La notte seguente poi con Zenobia s'incamminò alla volta di
+Emessa. Entrò il vincitore Aureliano in Antiochia, ricevuto con alte
+acclamazioni da quegli abitanti, e perchè parecchi de' più facoltosi
+si erano ritirati per paura dello sdegno imperiale, Aureliano pubblicò
+tosto un bando di perdono a tutti; e questa sua benignità fece
+ripatriar di buon grado ciascuno. Dopo aver dato buon ordine agli
+affari di Antiochia, ripigliò Aureliano il suo viaggio verso Emesa,
+dove s'era ridotta Zenobia. Trovato presso Dafne un corpo di Palmireni
+che voleano disputargli il passo, ne uccise un gran numero. Apamea,
+Larissa ed Aretusa nel viaggio vennero alla sua ubbidienza[2354].
+Consisteva tuttavia l'armata di Zenobia in settanta mila combattenti
+sotto il comando di Zabda. Si venne dunque ad una altra campale
+giornata, che sulle prime fu o parve svantaggiosa ai Romani, perchè
+parte della lor cavalleria o per forza o consigliatamente piegò. Ma
+mentre la inseguivano i Palmireni, la fanteria romana di fianco gli
+assalì, e ne fece gran macello, non giovando loro l'essere tutti
+armati di ferro, perchè i Romani colle mazze li tempestavano e
+rovesciavano a terra. Piena di cadaveri restò quella campagna. Zenobia
+con gran fretta se ne fuggì, ritirandosi a Palmira; ed Aureliano fu
+ricevuto con plauso giulivo in Emesa, dove rendè grazie al dio
+Elagabalo, creduto autore di quella vittoria; e dopo aver presi e
+vagheggiati con piacere i tesori che Zenobia non avea avuto tempo di
+asportare, marciò con diligenza alla volta di Palmira, città
+fabbricata da Salomone ne' deserti della Soria, o sia della Fenicia,
+ed assai ricca pel commercio che faceva co' Romani e Persiani. Nel
+cammino fu più volte in pericolo, e riportò gravi danni l'armata sua
+dagli assassini soriani. Pur, giunto a Palmira, la strinse d'assedio.
+S'egli in questo o pur nel seguente anno riducesse a fine sì grande
+impresa, per mancanza di lumi non si può ora decidere. Sia lecito a me
+il differirne il racconto al seguente.
+
+NOTE:
+
+[2338] Spanhemius, de Usu et Praestant. Numismat. Patinus, Num.
+Mediob., Numismat. Imp.
+
+[2339] Trebellius Pollio, in Trig. Tyrann., c. 29.
+
+[2340] Athanasius, in Histor.
+
+[2341] Johannes Malala, in Chronogr.
+
+[2342] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., c. 29.
+
+[2343] Goltzius. Tristanus. Mediob., in Numism. Imper.
+
+[2344] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., c. 29.
+
+[2345] Vopiscus, in Aurel.
+
+[2346] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2347] Vopiscus, in Bonoso.
+
+[2348] Zosimus, lib. 1, cap. 50.
+
+[2349] Vopiscus, in Bonoso.
+
+[2350] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2351] Zosimus, lib. 1, cap. 50.
+
+[2352] Eusebius, in Chronic.
+
+[2353] Zosimus, lib. 1, cap. 50.
+
+[2354] Vopiscus, in Aurel. Zosim., lib. 1, cap. 52.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXIII. Indizione VI.
+
+ FELICE papa 5.
+ AURELIANO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+MARCO CLAUDIO TACITO e PLACIDIANO.
+
+
+A _Tacito_ primo console in quest'anno, perchè vien comunemente
+creduto lo stesso che vedremo poi imperadore, gl'illustratori de'
+Fasti danno il nome di _Marco Claudio_. Benchè vi possa restar qualche
+dubbio, pure io mi son lasciato condurre dalla corrente. L'assedio di
+Palmira, siccome dicemmo, fu impreso da Aureliano con gran calore; ma
+non erano men riguardevoli i preparamenti per la difesa[2355]. Stava
+ben provveduta quella città di freccie, pietre, macchine e d'altri
+strumenti da guerra e da lanciar fuoco sopra i nemici, siccome ancora
+di viveri, quando all'incontro uomini e bestie dell'armata romana
+niuna sussistenza trovavano in quella spelata campagna, piena solo di
+sabbia. Oltre a ciò, aspettava Zenobia soccorso da' Persiani, Armeni e
+Saraceni, di maniera che si ridevano gli assediati delle sgherrate
+degli assedianti. Ma Aureliano supplì al bisogno dell'armata per conto
+delle provvisioni, facendone venire al campo da tutte le vicinanze; nè
+lasciava indietro forza e diligenza alcuna per vincere quella sì ben
+guernita città. Maggiormente crebbe l'izza e la picca sua, perchè
+avendo sui principii scritto a Zenobia, comandandole imperiosamente di
+rendersi, con esibirle comodo mantenimento, dove il senato l'avesse
+messa, e con promettere salvo ogni diritto de' Palmireni, Zenobia gli
+diede una insolente risposta, con intitolarsi _regina d'Oriente_,
+anteporre il suo nome a quello dell'imperadore, e mostrar fiducia di
+fargli calar l'orgoglio coi soccorsi ch'ella aspettava[2356]. Vennero
+in fatti gli aiuti a lei promessi da' Persiani; ma Aureliano tagliò
+loro la strada, e gli sbandò. Vennero anche le schiere de' Saraceni e
+degli Armeni; ma egli, parte col terrore, parte coi danari le indusse
+a militar nell'esercito suo. Contuttociò un'ostinata difesa fecero gli
+assediati, con beffar eziandio ed ingiuriar i Romani. Un di coloro,
+vedendo un dì l'imperadore, il caricò di villanie. Allora un arciere
+persiano si esibì di rispondergli, e gli tirò così aggiustatamente uno
+strale, che colpitolo il fece rotolar morto giù dalle mura. Intanto
+veggendo Zenobia che a Palmira s'assottigliava la vettovaglia, stimò
+meglio di ritirarsi sulle terre de' Persiani; ma fuggendo sopra dei
+dromedarii, fu presa per via dai cavalieri che le spedì dietro
+Aureliano, e prigioniera fu a lui condotta. Grande strepito ed istanza
+fecero i soldati perchè egli castigasse colla morte la superbia di
+costei; ma Aureliano non volle la vergogna di aver uccisa una donna, e
+donna tale. La città dipoi ridotta all'agonia, dimandò ed ottenne
+qualche capitolazione. V'entrò Aureliano, e perdonò al popolo, ma non
+già ai principali, creduti consiglieri di Zenobia, a' quali, come a
+seduttori ed autori di tanti mali, levò la vita. Fra questi fu
+compreso[2357] _Longino_, celebre filosofo e sofista, e maestro o
+segretario della medesima, convinto di aver egli dettata l'albagiosa
+ed insolente risposta che Zenobia avea data alla lettera di Aureliano.
+Soffrì Longino con tal fortezza la morte, ch'egli stesso consolava gli
+amici venuti a deplorar la di lui sciagura. Perdonò anche Aureliano,
+per quanto si crede, a _Vaballato_, uno de' figliuoli di Zenobia; e
+truovasi una medaglia[2358], in cui si legge il suo nome col titolo di
+_Augusto_, e nell'altra parte quello di Aureliano Augusto. Quando sia
+vera (del che si può dubitare), sarà stata battuta in uno dei
+precedenti anni, e prima della soprascritta tragedia. Di _Herenniano_
+e _Timolao_, due altri figliuoli di Zenobia, non si sa ben qual fosse
+la sorte loro. Zosimo parla d'un solo figliuolo di Zenobia, condotto
+in prigionia colla madre. Vopisco, all'incontro, scrive che Zenobia
+sopravvisse molto tempo _cum liberis_ nelle vicinanze di Roma. Questo
+si può intendere anche di figlie, che certo essa ne avea; ma Trebellio
+Pollione[2359] c'insegna che Zenobia co' suoi due figliuoli minori
+Herenniano e Timolao fu condotta in trionfo a Roma. Fu poi di parere
+esso Zosimo che Zenobia nell'esser condotta in Europa, o per malattia,
+o per non voler prender cibo, morisse per istrada, vinta dal dolore
+della mutata fortuna; o per non soffrire la vergogna d'essere condotta
+in trionfo. Merita ben qui fede Vopisco, il quale più vicino a questi
+tempi ci assicura ch'ella giunse a Roma, e visse molto dipoi, come
+dirò all'anno seguente. Anche Giovanni Malala[2360] attesta che
+l'infelice principessa comparve nel trionfo romano di Aureliano,
+fallando solamente nell'aggiugnere che le fu dipoi tagliato il capo.
+Zonara[2361] rapporta su questo varie opinioni. Possiamo ben poi
+credere a Zosimo[2362], allorchè racconta avere Aureliano spogliata
+Palmira di tutte le sue ricchezze, senza rispettar nè pure i templi:
+il che fatto, si rimise in cammino, e tornò ad Emesa[2363], dove forse
+il trovarono le ambascerie de' Saraceni, Blemmii, Assomiti, Battriani,
+Seri (creduti i Cinesi), Iberi, Albani, Armeni ed Indiani, che gli
+portarono dei suntuosi regali. Trattò con superbia e fierezza i
+Persiani, gli Armeni e i Saraceni, perchè aveano prestato aiuto a
+Zenobia.
+
+Rimesso dunque in pace l'Oriente Aureliano passò lo stretto di
+Bisanzio per tornarsene a Roma, menando seco Zenobia e i di lei
+figliuoli[2364]. Informato che i popoli carpi aveano fatta
+un'incursione nella Tracia, andò a trovarli e li disfece: e perciò il
+senato romano, che gli avea già accordato i titoli di _Gotico_,
+_Sarmatico_, _Armeniaco_, _Partico ed Adiabenico_, il nominò ancora
+_Carpico_. Se ne rise Aureliano, e scrisse loro che si aspettava ormai
+d'esser anche intitolato _Carpiscolo_, nome significante una sorta di
+scarpe, e da cui poscia è a noi venuto il medesimo nome di _scarpa_.
+Ma eccoti arrivargli avviso che i Palmireni s'erano ribellati, con
+aver tagliato a pezzi _Sandarione_, e secento arcieri lasciati ivi di
+presidio. Con tal sollecitudine tornò egli indietro, che
+all'improvviso arrivò ad Antiochia, e spaventò quel popolo, intento
+allora a' giuochi equestri. Aveano tentato i Palmireni d'indurre
+_Marcellino_, governatore della Mesopotamia e di tutto l'Oriente, a
+prendere il titolo di Augusto. Gli andò egli tenendo a bada, ed
+informando intanto di tutto Aureliano; ma coloro, non vedendo
+risoluzione di lui, dichiararono poi imperadore un certo appellato
+_Achilleo_ da Vopisco, _Antioco_ da Zosimo. Giunse Aureliano a Palmira
+quando men sel pensavano, e presa quella città senza colpo di spada,
+fece mettere a fil di spada tutto quel popolo, uomini, donne,
+fanciulli e vecchi, con furore d'inudita crudeltà, benchè poi, tornato
+in sè stesso, scrivesse a _Ceionio Basso_ di perdonare a quei che
+restavano in vita. Zosimo pretende che egli per isprezzo non facesse
+morire quel ridicolo imperadore creato dai Palmireni. Ordinò egli
+ancora che si ristabilisse come prima il tempio del Sole messo a sacco
+dai soldati, deputando a tal effetto buona somma d'oro e d'argento.
+Del resto fece spianare quella città, le cui rovine, visitate a' tempi
+nostri dagli eruditi inglesi, ritengono ancora molti vestigii
+dell'antica lor maestà. Già dicemmo che Zenobia nelle sue prosperità
+avea usurpato al romano imperio l'Egitto. Ora Aureliano, mentre
+nell'anno addietro faceva a lei la guerra in Oriente, spedì
+_Probo_[2365], il qual fu poi imperadore, con delle soldatesche, per
+ricuperar quella ricca ed importantissima provincia. Nel primo
+combattimento sbaragliò Probo i nemici: nel secondo ebbe la peggio:
+ma, ripigliate le forze, tanto si adoperò, che mise quella nobil
+contrada sotto il comando de' Romani, ed aiutò poi Aureliano a
+ripigliar l'Oriente nel resto della guerra coi Palmireni. Pareva dopo
+ciò che l'Egitto avesse da goder pace, quando un _Marco Firmo_, o
+_Firmio_, nativo di Seleucia[2366], amico di Zenobia non ancor vinta,
+prese il titolo d'Augusto e d'imperadore, come, secondo Vopisco,
+appariva dalle medaglie battute di lui, alcuna delle quali si crede
+che resti tuttavia[2367]. Possedeva costui molte ricchezze, e
+massimamente nell'Egitto, dove, fra l'altre cose, tanta carta,
+chiamata papiro, si fabbricava ne' suoi beni, ch'egli si vantava di
+poter mantenere col solo papiro e colla, adoperata in formar la carta,
+un esercito. Teneva corrispondenza costui coi Blemmii e Saraceni, e
+mandava alle Indie navi a trafficare. Impadronitosi dunque costui di
+Alessandria e dell'Egitto, aiutò, per quanto potè, Zenobia; ma caduta
+essa, cadde anche egli. Aureliano non già in persona, a mio credere,
+andò, ma spedì colà parte della armata, che sconfisse Firmo, e dopo
+varii tormenti lo uccise, con sottomettere in poco tempo quel ricco
+paese, e mandare a Roma gran copia di grani, la spedizion dei quali
+costui avea interrotta. Aureliano[2368], in ragguagliare il popolo
+romano di queste vittorie, scrisse fra le altre cose di saper egli
+ch'esso popolo non andava d'accordo col senato, non era amico
+dell'ordine equestre, ed avea poco buon cuore verso dei pretoriani.
+Sbrigato finalmente da questi affari l'infaticabil Aureliano Augusto,
+indirizzò i suoi passi verso l'Europa con animo e voglia di atterrar
+anche _Tetrico_, che solo restava tra gli usurpatori del romano
+imperio. Come egli arrivato colà ricuperasse in poco tempo quelle
+provincie, alla sfuggita lo raccontano i vecchi storici[2369]. Altro
+non si sa, se non che seguì una battaglia a Scialons sopra la Marna,
+in cui _Tetrico_ stesso tradì lo esercito suo, perchè si diede
+volontariamente ad Aureliano: laonde i suoi soldati riportarono una
+gran percossa da quei di Aureliano. Sono altri di parere che Tetrico
+fosse da' suoi soldati tradito e consegnato ad Aureliano, al quale si
+sottomisero poscia anch'essi. Tuttavia grande apparenza c'è che
+seguisse, o prima o poco dopo dell'arrivo di Aureliano in quelle
+contrade, qualche segreta capitolazione ed accordo fra Aureliano e
+lui, al vedere l'indulgenza, con cui esso Aureliano, principe poco
+avvezzo alla clemenza, trattò il medesimo Tetrico. E la ragione di
+abbandonare i suoi per gittarsi in braccio ad Aureliano, l'abbiamo
+dagli antichi storici. Cioè fu la continua disubbidienza dei soldati
+suoi che ad ogni poco si sollevavano: dal che fu forzato Tetrico ad
+invitare e pregar Aureliano che il liberasse da tanti mali. Venuto
+egli alla divozion di Aureliano, tutte poi del pari le di lui milizie
+il riconobbero per imperadore, e passarono nell'armata romana; con che
+le Gallie, e, per conseguente, la Spagna e Bretagna, si videro
+restituiti sotto la signoria del medesimo Augusto. Può o dee anche
+oggidì essere motivo di stupore il corso di tante imprese e vittorie
+fatte da un solo Augusto, e in poco più di tre anni, con aver egli
+liberato da tanti barbari nemici il romano imperio, atterrati i
+tiranni e riunite al suo corpo tante membra, da esso per più anni
+disgiunte. Eusebio[2370] nella Cronica mette sotto quest'anno il
+trionfo romano di Aureliano; ma si dee credere uno sbaglio, siccome
+vien giudicato ancora il riferirsi da lui nell'anno primo e secondo
+d'esso imperadore la caduta di Tetrico, la quale vien posta da Vopisco
+dopo la guerra palmirena. Non si sa nè anche intendere, come in un
+solo anno potesse Aureliano far tante azioni e viaggi, quanti ne
+abbiam veduto in questo anno, menando seco eserciti, cioè ruote
+pesanti, che non volano, senz'aggiungervi ancora il suo ritorno dalle
+Gallie o Roma. Però coi più degli storici rapporterò io all'anno
+seguente il suddetto trionfo.
+
+NOTE:
+
+[2355] Vopiscus, in Aurel. Zosimus, lib. 1, c. 54.
+
+[2356] Zosimus, lib. 1, cap. 55.
+
+[2357] Vopiscus, in Aurelian. Zosimus, l. 1, c. 56.
+
+[2358] Tristan., et Mediobarb., in Numism. Imp.
+
+[2359] Trebellius Pollio, in Trig. Tyrann., c. 23.
+
+[2360] Joannes Malala, Chronogr.
+
+[2361] Zonaras, in Annalib.
+
+[2362] Zosimus, lib. 1, cap. 56.
+
+[2363] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2364] Zosimus, lib. 1, cap. 60. Vopiscus, ibid.
+
+[2365] Vopiscus, in Probo.
+
+[2366] Vopiscus, in Firmo.
+
+[2367] Goltzius, et Spanhemius, in Numism. Imp.
+
+[2368] Vopiscus, in Firmo.
+
+[2369] Vopiscus, in Aureliano. Trebellius Pollio, in Tetrico. Euseb.,
+in Chron.
+
+[2370] Euseb., in Chronic.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXIV. Indiz. VII.
+
+ FELICE papa 6.
+ AURELIANO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO DOMIZIO AURELIANO AUGUSTO per la seconda volta e CAIO GIULIO
+CAPITOLINO.
+
+
+Dopo aver dato buon sesto agli affari delle Gallie, sen venne a Roma
+l'Augusto Aureliano per celebrare il trionfo suo. Riuscì questo dei
+più grandiosi e memorabili che mai si fossero veduti in quell'augusta
+città. Vopisco[2371] bene dà un poco d'idea, con dire che vi erano tre
+carrozze regali, le quali tiravano a sè gli sguardi di ognuno. La
+prima avea servito ad _Odenato Augusto_, già marito di Zenobia,
+coperta d'argento, oro e pietre preziose. La seconda di somigliante
+ricco lavoro l'avea avuta Aureliano in dono dal figliuolo o nipote del
+morto re _Sapore_, dominante allora in Persia. La terza era stata di
+Zenobia, che con essa sperava di comparir vittoriosa in Roma: ed in
+essa entrò ella appunto, ma vinta e trionfata. Eravi anche la carretta
+del re de' Goti, tirata da quattro cervi, entro la quale Aureliano fu
+condotto al Campidoglio, dove sagrificò a Giove que' medesimi cervi,
+secondo il voto già fatto da lui. Precedevano in quella immensa
+processione venti elefanti, ducento fiere ammansate della Libia e
+Palestina, che Aureliano appresso donò a varii particolari, per non
+aggravar di tale spesa il fisco; e dei cammellopardi e delle alci ed
+altre simili bestie forestiere. Succedevano ottocento paia di
+gladiatori e i prigionieri di diverse nazioni barbare, cioè Blemmii,
+Assomiti, Arabi, Eudemoni, Indiani, Battriani, Iberi, Saraceni,
+Persiani, Goti, Alani, Rossolani, Sarmati, Franchi, Svevi, Vandali e
+Germani, colle mani legate; fra' quali ancora si contarono molti de'
+principali Palmireni sopravanzati alla strage, e parecchi Egiziani a
+cagion della loro ribellione. Ma quello che maggiormente tirò a sè gli
+occhi di tutti, fu la comparsa fra i vinti di _Tetrico_ vestito alla
+maniera dei Galli, col figliuolo _Tetrico_, al quale egli avea
+conferito il titolo di senatore[2372]. Veniva anche _Zenobia_ con
+pompa maggiore, tutta ornata, anzi caricata di gemme, dopo aver fatta
+gran resistenza ad ammettere il peso ed uso di quelle gioie in sì
+disgustosa congiuntura. Con catena d'oro avea legati i piedi e le
+mani, ed una ancora ne avea dal collo pendente, sostenuta da un
+Persiano che le andava avanti. Con questo mirabile apparato, colle
+corone d'oro di tutte le città, colle carrette piene di ricco bottino,
+con tutte le insegne e coll'accompagnamento del senato, esercito e
+popolo, pervenne molte ore dipoi Aureliano al Campidoglio, e tardi al
+palazzo; rattristandosi nondimeno molti al vedere condotti in trionfo
+dei senatori romani, il che non era in uso, e mormorando altri[2373],
+perchè si menasse in trionfo una donna, come s'ella fosse qualche gran
+capitano. Intorno al qual lamento Aureliano dipoi con sua lettera
+cercò di soddisfare il senato e popolo romano, col mettere Zenobia del
+pari co' più illustri rettori di popoli. Furono poscia impiegati i
+seguenti giorni in pubblici sollazzi di giuochi scenici e circensi, in
+combattimenti di gladiatori, caccie di fiere, battaglie in acqua, e in
+assegnamento perpetuo di pane e carne porcina, che ogni dì si
+distribuiva a cadauno del popolo romano.
+
+Abbiamo da Trebellio Pollione[2374] che Aureliano non solamente
+perdonò a Zenobia, ma le assegnò ancora un decente appannaggio pel
+mantenimento di lei e de' suoi figliuoli, e un luogo a Tivoli presso
+al palazzo di Adriano, dove ella soggiornò dipoi a guisa d'una matrona
+romana. Eutropio[2375] scrive che a' suoi giorni restavano ancora dei
+discendenti da essa Zenobia, senza dire se per via di maschi, o pur
+delle sue figliuole. Il dirsi da Zonara[2376] che Aureliano sposò lei,
+o pur una delle sue figlie, s'ha da contare per una favola. Ciera
+bensì di verità ha l'aggiunger egli, che le figlie di essa Zenobia
+furono da lui collocate in matrimonio con dei nobili romani. A quanto
+poco fa ho detto non si ristrinse la liberalità di Aureliano verso il
+popolo, perchè altri regali gli fece in abiti e danari[2377]. E
+perciocchè infinita copia vi era di debitori del fisco, ordinò che
+nella piazza di Traiano si bruciassero tutte le lor cedole. Pubblicò
+ancora un perdon generale per tutti i rei di lesa maestà. S'acquistò
+egli specialmente lode nell'aver non solamente rimessa ogni pena a
+_Tetrico_, già imperadore, o sia tiranno delle Gallie[2378], ma
+dichiaratolo ancora Correttore di tutta l'Italia, cioè della Campania,
+del Sannio, della Lucania, de' Bruzii, della Puglia, Calabria, Etruria
+ed Umbria, del Piceno e Flaminia, e di tutto il paese Annonario,
+colmandolo di onori, e chiamandolo talvolta collega, commilitone ed
+anche imperadore: segni di qualche precedente accordo seguito fra
+loro. Gli diceva, burlando, _ch'era più onore il governare una
+provincia d'Italia, che il regnar nelle Gallie_. Anche al giovane
+_Tetrico_ di lui figlio fu conceduto posto fra i senatori, con godere
+illesi i lor beni patrimoniali[2379]. Fece inoltre Aureliano portare
+alla zecca tutte le monete adulterate e calanti, e ne diede al popolo
+delle buone. Fu in questa occasione che i ministri della zecca[2380],
+accusati di qualche frode nel loro uffizio, spinti da Felicissimo,
+schiavo o liberto dell'imperadore, mossero una sì fiera sedizione in
+Roma, che vi uccisero sette mila soldati di Aureliano: cosa difficile
+a credersi. Ma pagarono anch'essi il fio della lor crudeltà, col
+restar vinti ed esposti al furore, ch'era per lo più eccessivo, in
+Aureliano. Racconta Suida[2381] che questo imperadore fece morir molti
+senatori per informazioni della loro infedeltà, ricavate da Zenobia.
+Era egli un grande adoratore e divoto del Sole[2382]: però in
+quest'anno fece fabbricare in Roma il tempio del Sole con singolar
+magnificenza, arricchendolo di immensi ornamenti d'oro, di perle e di
+altre cose preziose. Pesava il solo oro ivi posto quindici mila
+libbre. Quivi espose le statue del medesimo Sole e di Belo, con altri
+ornamenti asportati da Palmira. Anche il Campidoglio si vide riempiuto
+dei doni a lui fatti da varie nazioni; e tempio alcuno non vi fu in
+Roma che non partecipasse di qualche suo dono. Fortificò ancora
+l'autorità de' pontefici, ed assegnò rendite per la manutenzione de'
+templi e de' ministri. Azioni tutte che fan conoscere l'amore e zelo
+ch'egli nudriva per la sua falsa religione, cioè per l'idolatria: zelo
+che ancora circa questi tempi lo spinse, dopo essere stato finora
+clemente verso i Cristiani, a muovere contro di loro una fiera
+persecuzione[2383]. Ma per poco tempo, perchè Dio non tardò a dargli
+quel fine e gastigo, a cui soggiacquero anche in questo mondo altri
+nemici e persecutori della religione e Chiesa sua santa. Alcune buone
+leggi fece Aureliano, ma altre più meditava di farne, e sopra tutto
+voleva provvedere al soverchio lusso introdotto in Roma[2384], con
+proibire il consumo dell'oro in tanti ricami, indorature ed altri vani
+usi, e con vietar l'uso della seta, perchè venendo questa allora
+solamente dall'India, ogni libbra di essa costava una libbra d'oro.
+Sarebbe da desiderare che anche a' dì nostri nascessero degli
+Aureliani, per rimediare al lusso di certe città d'Italia, e alla
+pazza mutazion delle mode. Per altro godeva Aureliano Augusto che i
+privati abbondassero in vasi d'oro e d'argento. Trovandosi ancora
+molte terre incolte nella Toscana e Liguria, suo disegno fu di mandar
+colà a coltivarle le famiglie dei Barbari prigioni. Ma questi ed altri
+disegni, troncato il filo della sua vita, abortirono tutti.
+Credesi[2385] che in quest'anno _Felice_ papa fosse chiamato da Dio al
+premio delle sue fatiche, e che o per l'imminente o già insorta
+persecuzione non si eleggesse il suo successore se non nell'anno
+seguente.
+
+NOTE:
+
+[2371] Vopiscus, in Aurelian.
+
+[2372] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., c. 29.
+
+[2373] Vopiscus, in Aurel.
+
+[2374] Trebellius Pollio, ibid.
+
+[2375] Eutrop., in Breviar.
+
+[2376] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2377] Vopiscus, in Aurel.
+
+[2378] Trebellius Pollio, in Triginta Tyran., c. 23.
+
+[2379] Zosimus, lib. 1, cap. 61.
+
+[2380] Vopiscus, in Aurelian. Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in
+Breviar.
+
+[2381] Suidas, in Lexico.
+
+[2382] Zosimus, lib. 1, cap. 61. Vopiscus. Eusebius et alii.
+
+[2383] Eusebius, in Histor. et in Chronico. Lactantius, de Mortibus
+Persecutor. Orosius, Syncellus, et alii.
+
+[2384] Vopiscus, in Aureliano.
+
+[2385] Blanchinius, ad Anastasium.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXV. Indizione VIII.
+
+ EUTICHIANO papa 1.
+ TACITO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO DOMIZIO AURELIANO AUGUSTO per la terza volta e TITO NONIO
+MARCELLINO.
+
+
+_Annio_, e non _Avonio_, nè _Anonio_, fu il nome del console. Per
+attestato di Vopisco[2386] fu console sostituito _Aurelio Gordiano_, e
+nel dì 25 di settembre _Velio Cornificio Gordiano_. Sul principio di
+quest'anno opinione è che fosse promosso al pontificato romano
+_Eutichiano_. Nell'anno addietro l'Augusto Aureliano era passato nelle
+Gallie, verisimilmente per cagion di qualche ribellione, accaduta in
+quelle parti, ch'egli senza fatica estinse. La città di Orleans vien
+creduto che fosse rifabbricata da lui e prendesse il di lui nome. E
+perchè i Barbari erano entrati nel paese della Vindelicia, che
+abbracciava allora parte della Baviera, della Svevia e i Grigioni,
+Aureliano accorso a quelle parti, rimase il paese in pace con averne
+cacciati i nemici. Di là andò nell'Illirico, e probabilmente fu allora
+che scorta la difficoltà di poter sostenere la provincia della Dacia,
+oggidì Transilvania, posta di là dal Danubio, attorniata da troppi
+Barbari, prese la risoluzione di abbandonarla[2387]. A questo fine
+ritirò di qua dal fiume tutte le milizie e famiglie romane abitanti in
+quel paese, e lor diede parte della Mesia per abitarvi; paese che si
+nominò dipoi la Nuova Dacia, di cui dicono che Sardica divenisse la
+capitale. Da ciò si vede fallita l'immaginazione e il vanto dei Romani
+gentili, pretendenti che il loro dio Termine non rinculasse giammai,
+cioè non lasciasse mai perdere paese una volta unito al loro imperio.
+Altri simili esempli di questo loro inetto dio riferisce
+sant'Agostino[2388]. Verisimilmente svernò Aureliano in quelle parti,
+o pur nella Tracia nell'anno presente, applicato a mettere insieme un
+possente esercito per portar la guerra addosso a' Persiani. Era egli
+invasato dal desiderio della gloria, e quanto più di grandi imprese
+egli avea fatto fin qui, a nulla serviva che maggiormente accenderlo
+per farne delle altre. Nè gli mancavano ragioni e pretesti contro la
+Persia, che già vedemmo aver prese l'armi in favor di Zenobia. Ma
+Iddio il colse nel punto[2389] che i suoi ordini di ferro e fuoco
+contra dei cristiani erano già dati, e si doveano stendere per tutto
+l'imperio[2390]. Un fulmine caduto in vicinanza di lui e dei suoi
+cortigiani pure non fu bastante a rimuoverlo dalle prese risoluzioni.
+Per altra mano egli perì, siccome ora son per dire.
+
+
+A riserva del popolo romano, che veramente l'amava per i molti
+benefizii già ricevuti o che si speravano[2391], pochi altri gli
+portavano affetto: a colpa della sua severità, anzi crudeltà, di cui
+sovente abbiam recate le pruove. Il senato romano, e fino i suoi
+proprii cortigiani, non amore, ma bensì timore aveano di lui[2392].
+Accadde ch'egli un dì minacciò gravemente _Mnesteo_, uno dei suoi
+segretarii, per qualche fallo. _Erote_ vien chiamato da Zosimo[2393].
+Costui, siccome pratico che Aureliano non minacciava, mai da burla, e
+che se minacciava, non sapeva perdonare, essendosi molto prima
+avvezzato a contraffare il carattere del padrone, formò un biglietto,
+mettendovi col suo i nomi di molti altri, co' quali Aureliano era in
+collera, e di altri ancora che non erano stati minacciati da lui, come
+destinati tutti dal sanguinario Augusto alla morte; ed esagerando poi
+la necessità di salvare sè stessi, con levare dal mondo quello
+spietato carnefice. Abbiam veduto altri Augusti condotti a morte per
+sì fatte liste di cortigiani destinati a perire. Dubitar si potrebbe
+che alcuna di esse fosse a noi venuta dalle sole dicerie dei
+novellisti. Quel ch'è certo, si trovava allora Aureliano in un luogo
+chiamato _Caenophrurium_, cioè Castelnuovo, posto fra Bisanzio ed
+Eraclea. Quivi gli uffiziali animati da Mnesteo contra di lui, preso
+il tempo che Aureliano era con poche guardie, lo stesero morto a terra
+con varie ferite. Vopisco[2394] scrive ch'egli morì per mano di
+Mucapor, uno de' suoi generali. Altre particolarità di questo fatto
+non ha a noi conservato la storia. Essendo giunta a Roma la nuova di
+sua morte nel dì 3 di febbraio per attestato del medesimo storico,
+vegniamo a conoscere che alquanti giorni prima del fine di gennaio
+dell'anno presente dovette succedere la di lui tragedia. Scoprissi
+dipoi la furberia di Mnesteo, e ne fu fatta aspra vendetta, con
+legarlo ad un palo ed esporlo ad essere divorato dalle fiere. Gli
+altri da lui ingannati gran pentimento ebbero d'aver bagnate le mani
+nel sangue del loro principe, e parte vennero allora uccisi dai
+soldati, parte poi dai successori Augusti Tacito e Probo. Funerali
+magnifici furono fatti al defunto imperadore dall'armata, la quale
+anche scrisse al senato e popolo romano coll'avviso del funesto
+successo, e con premura, perchè Aureliano fosse aggregato al catalogo
+degli dii. _Tacito_, che fu poi imperadore, il primo allora dei
+senatori, quegli fu che dopo un bell'elogio alla memoria di Aureliano,
+fu il primo a decretargli tutti gli onori divini. E certamente non si
+può negare ad Aureliano la gloria di uno de' più insigni imperadori
+romani, per aver egli in sì poco tempo rimesso in piedi e liberato dai
+nemici interni ed esterni tutto l'imperio romano, con disposizione di
+far altre mirabili imprese, se non gli fosse stato sul più bello
+troncato il filo della vita. Era egli tuttavia vegeto d'età, e questa
+la sapeva egli conservare colla sobrietà del vivere; e se si ammalava,
+non correva giù a chiamar i medici, ma curava egli stesso i suoi mali
+con una dieta rigorosa. La sua soverchia severità, benchè gli
+partorisse l'odio di molti, pure riuscì di grande utilità alla
+repubblica, perchè levò di mezzo o cacciò in esilio i cervelli
+torbidi, cabalisti e perturbatori della quiete pubblica. Specialmente
+perseguitò egli i delatori, cioè gli accusatori, tanto ben veduti
+sotto altri precedenti governi. Non la perdonava nè pure ai suoi
+medesimi parenti e familiari. E la moderazione sua nel vestire si
+stendeva anche alla moglie e alla figliuola, alle quali, perchè pur
+volevano una veste di seta, rispose, _troppo costare una tela che si
+vendeva a peso d'oro_. Altre sue lodevoli doti rammenta Vopisco. Ma a
+questo egregio principe mancava la clemenza, virtù necessaria, nonchè
+sommamente commendabile ne' saggi principi; e da questo difetto, o,
+per dir meglio, dalla sua crudeltà fu egli finalmente condotto ad un
+fine infelice.
+
+Avrebbe ognuno creduto che, appena morto Aureliano, l'armata sua
+acclamasse Augusto alcuno di quei generali, ma non fu così[2395].
+Forse perchè niun d'essi v'era esente dal reato, o dal sospetto della
+morte di Aureliano, però non si poterono indurre i soldati a creare
+alcun d'essi imperadore. Anzi scrissero al senato, con pregarlo di
+scegliere un imperadore degno di tal posto. Non attentandosi di farlo
+il senato, perchè alle armate non soleano piacere Augusti creati in
+Roma da' senatori, tre volte corsero e ricopersero lettere fra loro,
+rimettendo sempre l'una parte all'altra una tale elezione:
+controversia rara, e che facea stupir chiunque era consapevole della
+prepotenza dei passati eserciti in tali congiunture[2396]. Durante
+questa contesa passarono sei mesi, senza che si eleggesse imperadore;
+e, ciò non ostante, nell'interno si godeva buona calma; e tutti i
+governatori scelti da Aureliano e dal senato continuavano
+tranquillamente ne' loro impieghi, fuorchè _Aurelio Fosco_ proconsole
+dell'Asia, in cui luogo fu spedito _Falconio_. Era in questi tempi
+prefetto di Roma _Postumio Siagrio_, secondo il catalogo pubblicato
+dal Bucherio[2397]; ma Vopisco scrive che nel dì 25 di settembre era
+essa prefettura appoggiata ad _Elio Ceseziano_. Quegli che diede fine
+a questa sonnolenza, e fece che il senato procedesse alla elezion di
+un nuovo imperadore, fu il militar movimento de' Germani[2398], i
+quali passato il Reno, aveano già occupato varie nobili città, e
+temeva anche guerra dai Persiani. _Velio Cornificio Gordiano_, console
+sostituito, rappresentò nel dì 25 di settembre la necessità di crear
+un imperadore. Preparavasi a rispondere _Marco Claudio Tacito_, primo
+fra i consolari, quando a comun voce fu interrotto dal senato, che
+l'acclamò _imperadore_, siccome personaggio, per la rara sua prudenza
+ed integrità, riconosciuto degnissimo di quell'eccelsa degnità. Fece
+egli resistenza per quanto potè, con allegare l'avanzata sua età, e il
+non poter cavalcare e reggere eserciti; anzi, perch'egli avea
+preveduto questo colpo, per due mesi era stato ritirato nella
+Campania. Ma, alzatosi _Mezio Falconio Nicomaco_, tanto disse, tanto
+pregò Tacito, mettendogli davanti il bisogno della repubblica, ch'egli
+cedette; e l'elezione sua fu molto applaudita dal popolo e da'
+pretoriani, a' quali fu promesso il solito regalo. Si vantava _Tacito_
+d'essere discendente o parente di _Cornelio Tacito_ celebre storico,
+ed egli perciò fece mettere in tutte le librerie l'opere di lui; e
+pur, ciò non ostante, perite molte di esse sono oggidì indarno
+desiderate da' letterati. Era stato console, avea molti figliuoli, ma
+giovanetti, ed un fratello uterino, appellato nelle medaglie _Marco
+Annio Floriano_. Non capiva in sè per l'allegrezza il senato al
+vedersi giunto a poter eleggere dopo sì lungo tempo un Augusto, e si
+pregiava di averlo eletto tale, che in breve potè corrispondere
+all'espettazione di ognuno, col rimettere in uso gli antichi diritti e
+l'autorità del senato e del prefetto di Roma. Ne diedero i senatori
+tosto il lieto avviso con lettere a Cartagine, a Treveri, città
+libera, ad Antiochia, Aquileia, Milano, Alessandria, Tessalonica,
+Corinto ed Atene. Ora Tacito, appena accettato l'imperio e rendute
+grazie al senato, ordinò che si mettessero in alcuni templi le statue
+d'argento d'_Aureliano_ ed una d'oro nel Campidoglio. Quest'ultima
+dipoi non fu posta; le altre sì. Proibì tanto al pubblico, quanto ai
+privati il mischiar insieme l'argento e il rame, e l'argento e l'oro.
+Vietò che i servi non potessero chiamarsi all'esame contra de' proprii
+padroni, e neppure trattandosi di delitti di lesa maestà. Determinò
+che si facesse un tempio de' defunti imperadori deificati, volendo
+nondimeno che ivi si collocassero le sole statue dei buoni Augusti,
+per animar alla loro imitazione i successori. Avendo fatta istanza del
+consolato dell'anno susseguente per suo fratello _Floriano_, il
+senato, benchè avvezzo a chinar il capo a tutto quanto bramavano i
+precedenti Augusti, pure negò a lui questa soddisfazione, adducendo
+che già erano disegnati i consoli, ed essere inconveniente il far
+torto ad alcun degli eletti. Dicono che Tacito si rallegrasse
+all'osservare questa libertà nella cura, e che dicesse: _Sa il senato
+di che tempra sia il principe ch'egli ha eletto._ Poscia donò al
+pubblico il privato suo patrimonio, le cui rendite si fanno ascendere
+dal Salmasio ad un valore ch'io non ardisco di esprimere, parendo
+difficile a credersi. Sembra anche inverisimile questo dono per chi
+era vecchio ed avea figliuoli; e il _publicavit_ di Vopisco potrebbe
+ammettere un altro senso. Tutto poscia il contante ch'egli si trovava
+in cassa l'impiegò in pagar le milizie. E tanto per ora basti di
+questo imperadore di pochi giorni.
+
+NOTE:
+
+[2386] Vopiscus, in Valerian. Zonaras, in Annalibus.
+
+[2387] Lactantius, de Mortib. Persecut. Eutropius. Syncellus.
+
+[2388] S. Augustinus, de Civitate Dei, lib. 4, c. 29.
+
+[2389] Lactantius, de Mort. Persec., cap. 7.
+
+[2390] Euseb., in Chronic.
+
+[2391] Vopiscus, in Aureliano.
+
+[2392] Aurelius Victor, in Epitome. Eutropius, in Breviar.
+
+[2393] Zosimus, lib. 1, cap. 62.
+
+[2394] Vopiscus, ibid.
+
+[2395] Vopiscus, in Aureliano.
+
+[2396] Vopiscus, in Tacito. Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2397] Bucherius, in Cycl.
+
+[2398] Vopiscus, in Aureliano.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXVI. Indizione IX.
+
+ EUTICHIANO papa 2.
+ FLORIANO imperadore 1.
+ PROBO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO CLAUDIO TACITO AUGUSTO per la seconda volta ed EMILIANO.
+
+
+Fa menzione Vopisco[2399] di _Elio Scorpiano_, che era console nel 3
+di febbraio dell'anno presente; e perciò si può credere che _Tacito
+Augusto_ tenesse un solo mese il consolato. Fra le altre azioni di lui
+riferite da Vopisco vi fu l'aver egli bandito da Roma i postriboli,
+non già delle pubbliche donne, per quanto io mi figuro, ma bensì di un
+vizio più deforme ed abbominevole: provvisione nondimeno che fu di
+brevissima durata in un popolo avvezzo ad ogni brutalità, perchè
+mancante dei lumi e del freno della vera religione. Proibì ancora il
+tenere aperti i bagni in tempo di notte, per impedire le sedizioni; e
+vietò, tanto agli uomini che alle donne, il portar vesti di seta.
+Volle che si distruggesse la casa propria, e che a sue spese quivi si
+fabbricasse un bagno pel pubblico. Cento colonne di marmo di Numidia,
+alte ventitrè piedi, donò al popolo d'Ostia. Assegnò alla manutenzion
+delle fabbriche del Campidoglio le possessioni ch'egli avea nella
+Mauritania; donò ai templi l'argento che serviva alla sua tavola; e
+manumise cento dei suoi servi dell'uno e dell'altro sesso. Continuò
+poscia a vivere come prima, usando le medesime vesti che gli aveano
+servito da privato. La sua tavola continuò ad essere parchissima: il
+maggiore imbandimento consisteva in cavoli ed erbaggi. Non volea che
+la moglie portasse gemme, e neppure permise al pubblico i ricami d'oro
+nelle vesti. Ebbe anche cura di punire rigorosamente gli uccisori di
+Aureliano, e sopra gli altri a Mucapor fu dato un rigoroso
+gastigo[2400]. S'era fin l'anno dietro udito un gran movimento di
+barbari Sciti dalla Palude Meotide, che pretendeano d'essere stati
+chiamati da Aureliano Augusto in suo aiuto. Costoro si sparsero pel
+Ponto, per la Cappadocia, Galazia e Cilicia, commettendo quelle
+ruberie ed insolenze ch'erano il mestier familiare di gente usata alle
+rapine. Tacito, benchè vecchio, giudicò debito della sua dignità il
+portarsi colà in persona coll'esercito. Seco era _Floriano_ suo
+fratello, dichiarato prefetto del pretorio. Da due parti amendue
+combatterono contra di tali assassini, con obbligar quelli che non
+restarono vittima delle spade romane a ritirarsi ne' lor paesi. Ciò
+fatto, si preparava Tacito per tornare in Europa, quando la morte
+venne a trovarlo[2401], chi dice in Tarso, chi in Tiana e chi nel
+Ponto; e non avendo regnato che sei mesi e giorni, secondo i conti
+d'alcuni, si conghiettura ch'egli finisse di vivere nell'aprile
+dell'anno presente. Restava tuttavia indeciso ai tempi di Vopisco
+s'egli mancasse di vita per malattia naturale, oppure perchè ucciso.
+Convengono gli scrittori greci[2402] che violenta fosse la morte sua.
+Intorno a ciò scrive Zosimo che avendo Tacito mandato per governator
+della Soria _Massimino_ suo parente, costui maltrattò in maniera i
+magistrati della città, che tutti cospirarono contra di lui, e gli
+levarono la vita. Temendo poscia coloro di ricevere da Tacito il
+meritato gastigo, unitisi con quegli uccisori di Aureliano che
+restavano anche vivi, tali insidie tramarono ad esso Augusto Tacito,
+che il levarono dal mondo. Nulla di più sappiamo di lui, e neppur ne
+seppero gli autori della Storia Augusta, se non che[2403] a Terni gli
+fu alzata una memoria sepolcrale con istatua, che poi restò atterrata
+ed infranta da un fulmine. Certo il suo senno e l'amore del pubblico
+bene poteano far sperare da lui delle gloriose imprese; ma il corto
+suo vivere gl'impedì il fare di più. Stento io a credere a
+Vopisco[2404], quando scrive, aver egli comandato che il mese di
+_settembre_ si appellasse _Tacito_, non parendo propria di un sì
+saggio vecchio Augusto una sì pueril vanità.
+
+Dopo la caduta di Tacito, _Marco Annio Floriano_, suo fratello uterino
+e prefetto del pretorio, quasi che l'imperio fosse ereditario, si fece
+proclamare _Imperadore Augusto_ da' suoi soldati, e non tardò a
+spedirne l'avviso al senato romano, il quale non fece difficoltà ad
+accettarlo. Ma ritrovandosi allora _Probo_ generale dell'armi romane
+in Soria, quell'armata, appena udì la morte di Tacito, che a gran voce
+chiamò _imperadore_ esso Probo. Fece egli, almeno apparentemente, non
+poca resistenza, siccome personaggio che non avea, per quanto egli
+dicea, mai desiderato quell'onore[2405], protestando specialmente a
+que' soldati che non troverebbono vantaggio in volerlo innalzare,
+perchè egli era uomo poco indulgente. Tuttavia gli convenne cedere, e
+tanto più perchè dopo un tal atto sarebbe riuscito pericoloso a lui il
+dimorare in istato privato. Perciò ecco insorgere una guerra civile.
+_Floriano_ fu riconosciuto per imperadore a Roma, e per tutte le
+provincie dell'Europa e dell'Africa, ed anche in Asia sino alla
+Cilicia; laddove solamente la Soria, la Fenicia, la Palestina e
+l'Egitto si sottomisero a _Probo_, pochissima parte di mondo in
+paragone dell'altra. Dimorava allora Floriano verso lo stretto di
+Bisanzio, dove avea ristretti gli Sciti rimasti sbanditi nell'Asia,
+quando gli giunse l'avviso d'aver per competitore Probo. Lasciati
+dunque andare i Barbari, si mise in arnese per procedere coll'armi
+contra di lui, e passò nella Cilicia. Probo, all'incontro, perchè si
+sentiva assai inferiore di forze, ad altro non pensò che a prepararsi
+per la difesa, e a tirare in lungo la guerra, quando arrivò il caldo
+della stagione, il quale ardente in quelle parti non solamente si fece
+sentir molestissimo ai soldati di Floriano, la maggior parte europei,
+e piuttosto usati al freddo, ma li fece anche cadere per la maggior
+parte malati. Di ciò informato Probo si accostò coll'esercito suo a
+Tarso, dov'era Floriano; e benchè uscissero in ordine di battaglia i
+soldati di lui, pure non osarono azzardarsi che ad alcune scaramuccie.
+Pertanto, inquieti al veder così indebolita per le malattie la loro
+armata, e non ignorando quanto fosse superiore in abilità e merito
+l'emulo Probo, il quale si può conghietturare che facesse far loro
+delle segrete insinuazioni di molto vantaggio, vennero in risoluzione
+di terminar quella guerra, con abbandonar Floriano ed accettar Probo
+per imperadore[2406]. La più comune opinione degli storici è, che
+_Floriano_ fosse ucciso da' suoi. Aurelio Vittore[2407] nondimeno
+lasciò scritto ch'egli, con tagliarsi le vene da sè stesso, si diede
+la morte, dopo due mesi in circa d'imperio. Sicchè restò solo
+imperadore _Probo_, ed ebbe alla sua ubbidienza tutte le milizie che
+si trovavano in Oriente: dopo di che spedì a Roma delle saporite
+lettere, rappresentando al senato e al popolo romano, ch'egli per
+forza avea ben preso il titolo d'_Augusto_, ma che senza la
+approvazion d'essi, ch'erano i principi del mondo, egli non volea
+ritenerlo: che ben sapeva di poter far tali slargate da che avea in
+mano le forze maggiori dell'imperio, e qual fosse in casi tali l'uso
+del senato. Nel testo di Vopisco è scritto che questa lettera di Probo
+fu letta in senato nel dì 3 di febbraio, e in lui concorsero i voti e
+plausi d'ognuno. Per consenso di tutti i critici, v'ha dell'errore, da
+che il medesimo storico confessa cessata la vita di Floriano nella
+state dell'anno presente, dopo due o tre mesi d'imperio: e però non
+potè Probo nel febbraio di quest'anno aver presa la porpora, nè
+aspettar sino al febbraio dell'anno seguente per procurarsi
+l'approvazion del senato.
+
+NOTE:
+
+[2399] Vopiscus, in Probo.
+
+[2400] Zosimus, lib. 1, cap. 63. Zonaras, in Annal. Vopiscus, in
+Tacito.
+
+[2401] Aurel. Victor, in Epitome. Eusebius, in Chron.
+
+[2402] Zosim. Zonar. Euseb. Joan. Malala.
+
+[2403] Vopiscus., in Flor.
+
+[2404] Idem, in Tacito.
+
+[2405] Vopiscus, in Probo.
+
+[2406] Vopiscus, in Probo. Zosimus. Eusebius. Syncellus. Joannes
+Malala.
+
+[2407] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXVII. Indizione X.
+
+ EUTICHIANO papa 3.
+ PROBO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO e MARCO AURELIO PAOLINO.
+
+
+Nelle medaglie[2408] il novello imperadore porta il nome di _Marco
+Aurelio Probo_. Egli era[2409] nativo di Sirmio nella Pannonia, di
+famiglia mediocre e mal provveduta di beni. Diedesi in sua gioventù
+alla milizia, e sotto Valeriano Augusto per li suoi buoni portamenti
+arrivò ad essere tribuno. Lodavasi forte in lui la bella presenza, il
+coraggio e la probità de' costumi corrispondente al suo cognome. Non
+poche segnalate imprese fece egli in guerra contra varie nazioni
+barbare e contro i ribelli dello imperio, di modo che fu carissimo a
+Gallieno imperadore, il quale, scrivendo a lui, il chiamava suo padre.
+Tanto lo stimò Aureliano Augusto, che parve inclinato a volerlo per
+suo successore; e Claudio e Tacito il riguardavano sempre come il
+miglior nobile della repubblica romana. Vopisco rapporta varie
+prodezze di lui ed alcune lettere dei suddetti Augusti in pruova del
+gran concetto che aveano di questo personaggio quando era in privata
+fortuna. Nel mestier poi della guerra niun forse il pareggiava, nè a
+lui mancava il bel segreto di farsi amar dai soldati, non già con
+lasciar loro la briglia sul collo, ma con far conoscere ad ognuno
+quanto gli amasse. Li visitava sovente; nulla voleva che loro
+mancasse, nè che lor fosse fatta ingiustizia alcuna; anzi colla sua
+saviezza spesso placava il crudel Aureliano, se il trovava adirato
+contra di loro. Qualor si faceva qualche bottino, a riserva dell'armi,
+tutto voleva che si dividesse fra i medesimi soldati. Per altro li
+teneva egli continuamente in esercizio e in lavorieri, affinchè
+s'indurassero nelle fatiche, imitando in ciò l'africano Annibale. E
+però in molte città fece da essi fabbricar ponti, templi, portici ed
+altri edifizii, e seccar nell'Egitto delle paludi, per potervi
+seminare, aprendo canali che scaricassero l'acque, e facilitando in
+altre maniere il traffico pel fiume Nilo. Creato poscia imperadore in
+età, e riconosciuto per tale da tutti i popoli del romano imperio, in
+così belle azioni s'impiegò, che Vopisco si lasciò scappar dalla
+penna, a mio credere, una sfoggiata iperbole, con dire ch'egli fu da
+preferire ad Aureliano, Traiano, Adriano, agli Antonini, ad Alessandro
+e Claudio Augusti, perchè ebbe tutte le loro virtù, ma non già i loro
+difetti. Così Vopisco[2410], il qual poi si trova aver saputo sì poco
+delle gesta di questo imperadore. Scrive Zosimo[2411] che una delle
+prime sue applicazioni fu quella di punire gli uccisori di Aureliano e
+di Tacito. Nè arrischiandosi a tal giustizia con pubblicità, li fece
+invitar tutti ad un convito, dove furono tagliati a pezzi dalle sue
+guardie, fuorchè uno che si salvò, e preso dipoi fu abbruciato vivo.
+Ma Vopisco[2412] non s'accorda con lui, confessando bensì che Probo
+vendicò la morte di quegli imperadori, ma con più moderazione e
+discretezza che non aveano prima fatto i soldati e Tacito Augusto.
+Perdonò ancora a coloro che aveano sostenuto _Floriano_ contra di lui,
+perchè seguaci non di usurpatore o tiranno, ma di un fratello del
+principe. Nel mentre che si trovavano imbrogliati gli affari pubblici
+per la morte di Tacito e per la disputa dell'imperio tra Floriano e
+Probo, i popoli della Germania, passato il Reno[2413], occuparono non
+poche città delle Gallie in que' contorni. Vopisco[2414] ci vorrebbe
+far credere che tutte quelle provincie dopo la caduta di Postumo
+restassero sconvolte: e che, tolto di vita Aureliano, venissero in
+poter d'essi Germani. Pertanto l'Augusto Probo, lasciato per ora il
+pensiero di passare a Roma, sen venne a Sirmio sul principio di
+maggio, e di là poi marciò alla volta del Reno. Trovò i Barbari sparsi
+per le città galliche, e diede loro addosso in varii combattimenti,
+con farne una strage incredibile. In una lettera da lui scritta al
+senato romano si pregia d'aver uccisi quattrocento mila di que'
+Barbari, e di averne presi sedici mila, ch'erano poi arrolati nelle
+truppe romane, e da lui sparsi in varii luoghi e in diverse legioni.
+Temer si può che sia scorretto qui il testo di Vopisco, o che la morte
+di tanti armati sia un vanto, difficile a credere. Ricuperò Probo e
+liberò dal giogo barbarico sessanta o settanta città nobili delle
+Gallie.
+
+Racconta qui Zosimo[2415] una cosa strana, cioè che, provandosi gran
+carestia di viveri nell'armata sua, oscuratosi il cielo
+all'improvviso, cadde una dirotta pioggia, e seco una tal quantità di
+grano, che se ne trovavano dei mucchi nella campagna. Stupefatti i
+soldati, non ardivano di valersi di questo soccorso; ma incalzati
+dalla fame, fecero macinar quel grano, e il trovarono molto a
+proposito per saziarsi. Non avrei fatta io menzione di questo
+racconto, che, al pari degli altri lettori, credo anch'io favoloso, e
+tanto più perchè Vopisco non ne dice parola, e Zonara[2416] ne parla
+dubitativamente; ma non ho voluto ometterlo, perchè anche nell'anno
+1740 vennero nuove che in una villa dell'Austria era piovuto del
+grano, e ne ebbi io stesso sotto gli occhi, ma senza essersi potuto
+chiarire se il vento lo avesse colà trasportato da altro luogo, o in
+qual altra maniera ciò seguisse: dovendo per altro essere certo che
+grano tale (se pur ne fu vera la pioggia) non era nato in cielo, nè
+venuto da quel paese, dove non si ara nè semina. Aggiugne il suddetto
+Zosimo che intervenne lo stesso Probo Augusto ad una gran battaglia
+data ai Logioni, popoli della Germania, que' medesimi probabilmente
+che son chiamati Ligi da Cornelio Tacito. La vittoria fu dal canto de'
+Romani; Sennone, principe di quella gente, col figliuolo restò
+prigioniere; ma Probo li rimise poscia in libertà mercè di un trattato
+di pace, per cui furono restituiti tutti i prigioni e le prede da lor
+fatte. Seguì ancora un fiero combattimento tra i generali di Probo e i
+popoli Franchi, mentre l'imperadore in persona facea guerra, e venne
+alle mani coi Borgognoni e Vandali sulle rive del Reno, popoli che non
+si sa intendere come dalla Tartaria o da altro paese settentrionale
+fossero pervenuti fin colà. Non avea Probo forze tali da poter
+combattere del pari con quelle sterminate masnade di Barbari; però da
+saggio cercò solamente di dividerli. Tanto dunque gli attizzarono i
+Romani con dir loro delle villanie, e mostrando poi di fuggire, se
+alcun d'essi passava di qua dal Reno, che gran parte del loro campo
+passò il fiume. Non tardarono allora i Romani ad assalirli e disfarli;
+e quei che restarono intatti di là, non ottennero pace se non con
+obbligarsi di restituir tutto il bottino e i prigioni. Perchè non
+eseguirono con fedeltà il trattato, Probo andò ad assalirli ne' loro
+trincieramenti, una parte ne uccise, un'altra ne fece prigioniera con
+_Igillo_ lor principe; e questi, mandati nella gran Bretagna a popolar
+quel paese, servirono dipoi con fedeltà al romano imperio. Anche
+Vopisco attesta che Probo, avendo valicato il Reno, portò la guerra in
+casa de' Barbari, e li fece ritirare sino ai fiumi Necro ed Alba, con
+torre loro non minor bottino di quel che essi aveano fatto nel paese
+romano. Continuò ancora molto tempo quella guerra, senza che passasse
+giorno in cui non gli fossero portate molte teste di que' Barbari, per
+cadauna delle quali egli pagava una moneta d'oro. Un tal guasto
+obbligò nove di que' principi a venire a' suoi piedi e a dimandar
+pace. Questa fu loro accordata, purchè dessero ostaggi, ed insieme una
+contribuzion di vacche, pecore e grano. Veggonsi medaglie[2417] di
+Probo colla _vittoria germanica_, le quali son da riferire all'anno
+presente, od anche al susseguente, parendo che tante imprese non si
+potessero compiere in pochi mesi. Cominciò in quest'anno[2418] ad
+infettare il mondo l'eresia di Manete, che stese poi di molto le
+radici, e durò di poi per moltissimi secoli, con penetrar anche
+nell'Italia dopo l'anno millesimo della era volgare.
+
+NOTE:
+
+[2408] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2409] Vopiscus, in Probo. Victor, in Epitome.
+
+[2410] Vopiscus, in Floriano.
+
+[2411] Zosimus, lib. 1, cap. 65.
+
+[2412] Vopiscus, in Probo.
+
+[2413] Zosimus, lib. 1, c. 67.
+
+[2414] Vopiscus, in Probo.
+
+[2415] Zosimus, lib. 1, c. 67.
+
+[2416] Zonaras, in Annalib.
+
+[2417] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[2418] Eusebius, in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXVIII. Indiz. XI.
+
+ EUTICHIANO papa 4.
+ PROBO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO per la seconda volta e LUPO.
+
+
+_Furio_ o _Virio Lupo_ fu prefetto di Roma[2419] nell'anno presente e
+ne' due susseguenti. Si figurò il Panvinio ch'egli procedesse ancora
+console in questo anno: il che può essere vero, quando si supponga già
+introdotto l'uso d'unir insieme queste due dignità. Dopo aver
+restituita la quiete alle Gallie, passò lo _Augusto Probo_ nella
+Rezia[2420], e lasciò quel paese in somma pace, e libero per allora
+dal sospetto di ricevere molestia da' nemici del romano imperio.
+Arrivato nell'Illirico, compianse quelle contrade infestate e messe a
+sacco dai Sarmati e da altre nazioni barbare. Il terrore, che seco
+portavano l'armi di lui, fu bastante a dissipar tutta la nemica gente,
+e a ripigliar il possesso di ogni luogo da lor preso, quasi senza
+sfoderare le spade. Continuato il cammino, trovò anche la Tracia
+gemente per la irruzion de' Goti in quelle parti. Duolsi Vopisco che
+la storia di questo insigne imperadore fosse come perita a' suoi
+tempi; e pur egli fiorì poco più di un mezzo secolo dappoi. Altro
+dunque non ci seppe egli dire delle imprese di Probo nella Tracia, se
+non che tal paura concepirono di lui i Goti, che parte si sottomise ai
+di lui voleri, e parte stabilì con dei trattati una buona amicizia coi
+Romani. Gran tempo era che i popoli dell'Isauria stavano ribelli al
+romano imperio, senza aver potuto i precedenti Augusti ridurli al
+dovere, perchè le asprissime lor montagne tante rocche erano di lor
+difesa, e quivi si manteneano a forza di ruberie continue. Probo,
+aspirando alla gloria di domar quegli assassini, marciò a quella
+volta, e nel viaggio colse e fece morire _Palfurio_, potentissimo capo
+di que' ladroni: e con tal arte dipoi maneggiò la guerra, che liberò
+tutta l'Isauria, e rimise in quelle parti l'autorità e le leggi della
+romana repubblica. Non vi fu luogo, per iscosceso che fosse, in cui
+non tendessero d'entrare o per amore o per forza i di lui soldati:
+benchè egli dipoi dicesse essere tale quel paese, che ben più facile
+era l'impedirne l'entrata ai ladroni che il cavarneli, se vi fossero
+entrati. Donò ai veterani molti di quei luoghi a titolo di benefizio
+(noi diciamo ora feudo), con obbligo ai loro figliuoli di militare
+dopo i diciotto anni, acciocchè non imparassero prima il mestier del
+rubare che quel della guerra. Ma per quanto egli facesse, non andò
+molto che quel popolo tornò alla ribellione, ed il paese seguitò ad
+essere un nido di ladri. Parla anche Zosimo[2421] dei fatti
+dell'Isauria, scrivendo che un certo Lidio di quella nazione, gran
+capo di masnadieri, e forse non diverso da quel Palfurio che vien
+mentovato da Vopisco, con un corpo di gente avea fin qui malmenata la
+Licia e la Panfilia. All'approssimarsi dell'armata romana andò a
+rinserrarsi co' suoi in Cremma, fortezza inespugnabile della Licia per
+la sua situazione in montagna e per le fosse profonde. Quivi
+assediato, fece rasar molti edifizii per seminarvi, ma conoscendo ciò
+non bastante al bisogno, si scaricò delle persone inutili, mandandole
+fuori; e perchè furono queste fatte rientrar dai Romani, il crudel
+uomo le fece precipitar giù da que' dirupi. Trovò anche maniera di
+cavare una strada sotterranea, per cui i suoi uscivano a bottinare.
+Per via d'una donna fu scoperto l'affare. Allora Lidio si sbrigò col
+ferro di quei ch'erano superflui alla difesa. Non finiva sì presto
+quel blocco, se un valente suo maneggiator di macchine, che solea
+colpir colle freccie dovunque mirava, battuto ingiustamente da lui,
+non fosse fuggito al campo de' Romani, da dove con una saetta
+mortalmente ferì Lidio in tempo ch'egli si affacciava ad una finestra
+per guatare gli andamenti dei nemici. Questo colpo diede fine
+all'assedio, essendosi renduti quei difensori. Probabilmente son da
+riferire all'anno presente tutte le suddette prodezze dell'Augusto
+probo. Truovasi qualche sua medaglia[2422], dove è menzionata la
+_vittoria gotica_, attribuita con ragione all'anno corrente, e con
+indizio che qualche battaglia con fortunato esito fosse stata data ai
+Goti, ancorchè Vopisco nulla parli di combattimenti con quella
+nazione.
+
+NOTE:
+
+[2419] Bucherius, in Cycl.
+
+[2420] Vopiscus, in Probo.
+
+[2421] Zosimus, lib. 1, c. 69.
+
+[2422] Mediobarb., in Numism. Imperator.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXIX. Indiz. XII.
+
+ EUTICHIANO papa 5.
+ PROBO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO per la terza volta e NONIO MARCELLO per la
+seconda.
+
+
+Questo secondo consolato di _Nonio Marcello_ è appoggiato ad una
+iscrizione romana da me data alla luce[2423]. Coronato di vittorie
+passava l'Augusto Probo di un paese in un altro. Dalla Soria dunque
+mosse egli contro ai popoli Blemmii, confinanti all'Egitto. Costoro, o
+per forza, o perchè chiamati da qualche congiurato, s'erano
+impadroniti di Copto e di Tolemaide, città egiziane, che presto
+cederono alle forze dell'armata romana, con istrage dei
+difensori[2424]. Ed essendo mandati molti di costoro a Roma
+prigionieri, per la sparutezza e novità del volto e del portamento
+loro, furono oggetto di stupore a chiunque li mirava. La sconfitta di
+que' popoli, giudicati in que' tempi il terrore de' lor vicini, diede
+molto da paventare al re di Persia, creduto _Narseo_ o _Narsete_.
+Probo Augusto in fatti meditava di fargli guerra, quando
+sopraggiunsero i di lui ambasciatori, dimandando pace con assai
+umiltà. Probo con sostenutezza gli accolse, non volle ricevere i
+regali a lui inviati, con dire che si maravigliava come il re loro
+inviasse così poca cosa ad un principe, il quale, qualor gli piacesse,
+diverrebbe padrone di tutto il di lui paese. Con tale risposta li
+rimandò spaventati e confusi. Cresciuta perciò la paura ne' Persiani,
+di nuovo spedirono legati con esibizioni tali, che Probo soddisfatto
+conchiuse pace con loro. Fu di parere il padre Petavio che
+appartenesse più tosto a _Probo_ ciò che Sinesio[2425] attribuisce a
+_Carino Augusto_, con iscrivere che, avendo il re persiano fatta
+qualche ingiuria ai Romani, l'imperadore marciò per l'Armenia colla
+sua armata contra di lui. Giunto sulla cima della montagna, onde si
+scopriva la pianura della Persia, con quella vista rallegrò i suoi
+soldati, dicendo essere quello il paese, dove avrebbono sguazzato
+nella abbondanza, e che pazientassero per ora il difetto di molte
+cose. Quindi, postosi a tavola sopra l'erba, fece portare il suo
+pranzo, consistente in una sola scudella di piselli, e in qualche
+pezzo di porco salato; ed eccoti l'avviso di essere arrivati gli
+ambasciatori persiani. Senza muoversi, senza mutarsi d'abito, mentre
+era vestito di una casacca di porpora, ma di lana, e con un cappello
+in testa, perchè calvo affatto, diede loro udienza; e disse che se il
+re loro non provvedeva, vedrebbe in breve tutte le di lui campagne sì
+nude d'alberi e grani, come la sua testa era di capelli, e, così
+dicendo, si levò il cappello. Esibì a que' legati la sua tavola, se
+aveano bisogno di mangiare; se no, che se ne andassero. La relazione
+da costoro fatta al re di un imperadore e di un'armata sì poco curante
+delle delizie e del lusso, talmente accrebbe il terror dei Persiani,
+che il re stesso in persona fu a visitar l'imperadore, e ad
+accordargli tutto ciò ch'egli desiderava. Noi non sappiamo che
+_Carino_ facesse guerra a' Persiani; abbiamo bensì da Vopisco[2426], e
+lo vedremo fra poco, avere l'imperador _Caro_ portate felicemente
+l'armi contra di loro; e però potersi a lui più tosto che a Carino
+riferir questo fatto. Contuttociò convien esso meglio a Probo, a cui
+bastò di far paura ai Persiani, senza adoperar l'armi per farsi
+rispettare.
+
+NOTE:
+
+[2423] Thesaurus Novus Inscription., pag. 267.
+
+[2424] Vopiscus, in Probo.
+
+[2425] Synesius, de Regno.
+
+[2426] Vopiscus, in Caro.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXX. Indiz. XIII.
+
+ EUTICHIANO papa 6.
+ PROBO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+MESSALA e GRATO.
+
+
+Un marmo rapportato dal Malvasia[2427] ci fa vedere un _Lucio Pomponio
+Grato_ due volte console. Non è improbabile che ivi si parli del
+console dell'anno presente. Lasciato ch'ebbe lo Augusto Probo in una
+invidiabil pace l'Oriente, se ne ritornò in Europa. Fermatosi nella
+Tracia, ricorsero a lui i Bastarni, popolo barbaro abitante verso le
+bocche del Danubio, forse perchè cacciati dai lor nemici, o pure per
+migliorar di paese, chiedendogli abitazione nelle terre romane, e
+promettendo fedeltà[2428]. A cento mila di costoro assegnò Probo
+campagne da coltivar nella Tracia, e costoro da lì innanzi furono
+assai fedeli al romano imperio. Non così fu de' Gepidi, Grotunghi, o
+sieno Trutunghi, e Vandali, molte migliaia de' quali ottennero
+anch'essi di fissar il piede nelle provincie romane, acciocchè le
+popolassero. Imperciocchè costoro, appena videro occupato Probo in
+guerreggiar contro ai tiranni (de' quali fra poco parlerò), che si
+rivoltarono, e, parte per terra, parte per mare, gravissimi danni
+recarono a più contrade romane. Fu perciò obbligato dipoi l'imperadore
+Probo a volgere l'armi contra di que' masnadieri, con opprimerli sì
+fattamente, che pochi ne ritornarono vivi all'antico loro paese.
+Abbiamo nondimeno da Zosimo che una parte de' Franchi, la quale si era
+stabilita nel paese romano, fatta una sollevazione e raunata gran
+copia di navi, infestò la Grecia; passata dipoi in Sicilia, vi prese
+la città di Siracusa con grande strage di que' cittadini; ed infine
+respinta dall'Africa, ebbe la fortuna, uscendo probabilmente dallo
+stretto di Gibilterra, di ritornarsene sana e salva nella Germania.
+Ancorchè manchino lumi per accertare il tempo in cui seguì e terminò
+la ribellion di _Saturnino_, parlandone Eusebio[2429] sotto
+quest'anno, e non dissentendo Vopisco[2430], a me non disdirà il farne
+qui parola. Vedemmo già un _Saturnino_ tiranno sotto Gallieno; per
+consenso di tutti gli antichi storici[2431], un altro di tal nome si
+sollevò a' tempi di Probo. Trovansi medaglie[2432], nelle quali l'un
+di essi è chiamato _Sesto Giulio Saturnino_, e l'altro _Publio
+Sempronio Saturnino_, amendue col titolo di _Augusti_, senza potersi
+ben chiarire qual d'essi appartenga al regno di Probo. Secondo il
+Tillemont[2433], _Sesto Giulio_ par quegli che in questi tempi si
+rivoltò. Zosimo il fa nato nella Mauritania; Vopisco cel dà oriondo
+dalle Gallie, cioè da un paese inquietissimo e facile a crear dei
+nuovi principi e a scuotere il giogo. Però Aureliano[2434], avendolo
+fatto comandante dell'armi nelle frontiere dell'Oriente, specialmente
+ordinò che costui non entrasse mai nell'Egitto, ben conoscendo il
+carattere de' Galli, e l'inquietudine e vanità degli Egiziani, avidi
+sempre di cose nuove. Si era segnalato Saturnino in varii posti
+militari e in diverse occasioni di guerra, di modo che egli si vantava
+di aver estinte le turbolenze delle Gallie, liberata l'Africa dalle
+mani de' Mori, e data la pace alle Spagne. In somma era creduto il più
+bravo generale che si avesse a' suoi di Aureliano. Probo Augusto lo
+amava anche egli forte, e fidavasi assaissimo di lui. Avea inoltre
+costui cominciato a fabbricare una nuova città in Antiochia, o pure
+un'Antiochia nuova[2435], in non so qual paese. Ma essendo egli andato
+in Egitto contro il divieto, il popolo troppo volubile d'Alessandria
+lo acclamò improvvisamente _Augusto_. Saturnino, per operar da uomo di
+onore, fuggì di colà, e si ritirò nella Palestina; ma quivi tanto gli
+dovettero picchiar in capo gli amici suoi, rappresentandogli il
+pericolo di vivere privato dopo un tal fatto, che si lasciò indurre a
+prender la porpora e il titolo d'_Augusto_. Per altro, si dice[2436]
+che egli mal volentieri si riducesse a questo; e fra le acclamazioni
+del popolo gli cadevano le lagrime dagli occhi, considerando
+gl'imminenti pericoli; e a chi gli facea coraggio, tenne un bel
+discorso intorno alla miseria de' regnanti, e riconobbe che questo
+passo il menava alla morte. Pretende Zonara[2437], tale essere stato
+l'amore e la fiducia che a questo generale professava Probo, che fece
+punir come calunniatore il primo che portò la nuova della di lui
+ribellione. Gli scrisse anche più lettere per assicurarlo della sua
+grazia; ma prevalendo le insinuazioni di chi sosteneva non doversi
+egli fidar di sì belle parole, non si seppe arrendere. Pertanto colà
+inviò l'Augusto Probo un corpo di milizia, a cui molte altre si
+unirono, abbandonando Saturnino, il quale, assediato in un forte
+castello, restò in fine preso, e gli fu reciso il capo contro la
+volontà di Probo: con che tornò la calma nell'Oriente e nell'Egitto.
+
+A questi medesimi tempi mi sia lecito di riferir anche la ribellione
+di _Procolo_ e di _Bonoso_, esposta da Vopisco[2438], ed appena
+accennata da Aurelio Vittore[2439] e da Eutropio[2440]. Era _Tito Elio
+Procolo_[2441] nativo di Albenga nella Riviera di Genova, avvezzo dai
+suoi maggiori al mestier de' ladroni, in cui era divenuto sì ricco,
+che al tempo della sua rivolta potè mettere in armi due mila de' suoi
+proprii servi. Datosi alla milizia, giunse ad essere tribuno di varie
+legioni, e bei fatti d'arme si contavano di lui, non men che brutti
+della sua abbominevole lussuria. Trovavasi egli in Colonia, e dicono
+che, giuocando agli scacchi, per burla un soldato o buffone il chiamò
+_Augusto_, e portata una veste di lana di color di porpora, gliela
+mise addosso; e che per tal atto sul timore di gastigo egli tentò
+l'esercito, e trovatolo condiscendente, assunse daddovero il nome di
+_Augusto_. Credesi che a questo salto più d'ogni altro lo animasse la
+moglie sua, donna d'animo virile, e che poi fu nominata Sansone. Anche
+i Lionesi, disgustati di Aureliano per i mali trattamenti ricevuti da
+lui, confortarono costui a prendere la porpora. Per attestato di
+Vopisco[2442], la Gallia Narbonese, le Spagne e la Bretagna a lui si
+sottomisero, ed avendo in que' tempi gli Alemanni fatta una incursione
+nelle Gallie, Procolo li disfece in più volte. Ma rimase anch'egli
+disfatto dall'armata che contra di lui inviò Probo, dalla quale
+perseguitato sino ai confini, si raccomandò all'aiuto dei Franchi, ma
+questi il tradirono, ed egli perdè la vita. Non diverso fine ebbe un
+altro ribello, cioè _Bonoso_[2443], che osò di farsi dichiarar
+_Imperadore_. Costui era nato in Ispagna, ma originario dalla
+Bretagna, e la madre sua procedeva dalla Gallia. Oltre al credito di
+essere un bravo uffiziale, godeva ancor l'altro di essere un
+solennissimo bevitore. Quando più ne tracannava, più fresco sempre
+appariva, in guisa che Aureliano imperadore ebbe più volte a dire:
+_Costui non è nato per vivere, ma per bere_. Se ne serviva
+quell'Augusto per cavare i segreti degli ambasciadori de' Barbari,
+restando essi ubbriachi, ed egli no. Ma perciocchè, comandando egli
+l'armi romane al Reno, per poca guardia de' suoi riuscì ai Germani di
+bruciar la flotta romana esistente in quel fiume, per timore d'esserne
+gastigato, si fece proclamar _Imperadore_[2444]. Pare che ciò
+succedesse nel tempo che Procolo si era anch'egli ribellato, e che
+unitamente si sostenessero contro le forze di Probo. Attesta Vopisco
+che occorsero varii combattimenti per atterrar questo tiranno, il
+quale in fine terminò la sua vita sopra una forca, con dire allora la
+gente: _Mirate là pendente non un uomo, ma un gran fiasco_. Zosimo
+poi[2445] e Zonara[2446] fanno menzione della ribellione di un
+governatore della Bretagna, senza nominarlo. Del che avvertito Probo,
+ne fece querela a _Mauro Vittorino_, perchè sulla raccomandazione di
+lui gli avesse dato quel governo. Vittorino per questo andò a trovare
+in Bretagna l'amico, ed ebbe maniera di farlo trucidare. Qualche
+sedizion di gladiatori fu anche in Roma, e con esso loro si unirono
+molti della plebe romana, laonde fu d'uopo che Probo mandasse
+dell'armi a Roma per soggiogarli. Il che pienamente gli riuscì.
+
+NOTE:
+
+[2427] Malvasia, Marm. Felsin., pag. 353.
+
+[2428] Vopiscus, in Probo. Zosimus, l. 1, c. 71.
+
+[2429] Eusebius, in Chron.
+
+[2430] Vopiscus, in Probo.
+
+[2431] Zosimus, Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Brev.
+
+[2432] Goltzius et Mediob., in Numismat. Imper.
+
+[2433] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2434] Vopiscus, in Saturn.
+
+[2435] Euseb., in Chron.
+
+[2436] Vopiscus, in Saturn.
+
+[2437] Zonaras, in Annalib.
+
+[2438] Vopiscus, in Probo.
+
+[2439] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2440] Eutrop., in Breviar.
+
+[2441] Goltzius et Mediob., in Numismat. Imperat.
+
+[2442] Vopiscus, in Probo.
+
+[2443] Idem, in Bonoso.
+
+[2444] Vopiscus, in Probo.
+
+[2445] Zosimus, lib. 1, cap. 66.
+
+[2446] Zonaras, in Annalibus.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXXI. Indizione XIV.
+
+ EUTICHIANO papa 7.
+ PROBO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO per la quarta volta e TIBERIANO.
+
+
+Prefetto di Roma fu _Ovinio Paterno_[2447] in quest'anno. Resta
+tuttavia in disputa il tempo, in cui Probo Augusto entrasse trionfante
+in Roma. Ma certo sembra più proprio questo che gli altri, giacchè
+dopo tante vittorie contro le nazioni barbare, e dopo aver restituita
+la pace a tutto l'imperio romano, potè egli finalmente venir a
+cogliere gli allori e i plausi nella dominante città[2448]. In questo
+suo trionfo precedevano varie schiere di nazioni barbariche da lui
+vinte. Diedesi poi una caccia magnifica di fiere nel circo, del quale
+era stata formata una selva, con trasportarvi gli alberi interi colle
+loro radici. Vi si videro mille struzzoli ed altrettanti cervi,
+cignali, caprioli, ibici ed altri animali che mangiano erba; e se ne
+lasciò la preda al popolo. Nel dì seguente si fecero comparire
+nell'anfiteatro cento lioni colle lor giubbe o crini, che coi ruggiti
+formavano una specie di tuono. Furono tutti uccisi, ma con ispettacolo
+che diede poco divertimento o piacere al popolo. Lo stesso avvenne di
+ducento leopardi, di cento lionesse e di trecento orsi. Si fecero
+ancora combattimenti di gladiatori, condotti in numero di trecento
+paia; e Probo diede un ricco congiario al popolo. Aveva egli fin sul
+principio del suo governo rimesse in piedi le appellazioni dai
+processi e da altri primarii magistrati al senato, come era ne' vecchi
+tempi, e conceduto al medesimo senato di mandare i proconsoli, e di
+dar loro i legati, o vogliam dire i luogotenenti, e il gius pretorio
+ai governatori nelle provincie; volendo ancora che le leggi da esso
+Augusto fatte venissero confermate con decreto del medesimo senato.
+Tanta autorità restituita a quell'insigne corpo, per cui pareva ai
+senatori d'essere tornati ai tempi di Augusto, procacciò a Probo un
+gran plauso e lode. In questi tempi poi di pace, affinchè i soldati
+non si guastassero nell'ozio, gl'impiegò in varie faccende,
+specialmente in piantar vigne nelle colline delle Gallie, della
+Pannonia e della Mesia, permettendo ad ognuno[2449], e massimamente ai
+popoli delle Spagne, di aver delle vigne: licenza che dopo Domiziano
+non era conceduta a tutti. Giuliano Apostata[2450] scrive che Probo
+nel breve corso del suo imperio rifabbricò ed ornò ben settanta varie
+città. E da Giovanni Malala[2451] abbiamo ch'esso Augusto adornò in
+Antiochia il Museo e il Ninfeo con de' musaici; siccome ancora ordinò
+che l'erario pubblico di quella città contribuisse de' salarii
+annuali, affinchè gratuitamente la gioventù di Antiochia fosse
+istruita nelle lettere.
+
+NOTE:
+
+[2447] Bucherius, de Cycl.
+
+[2448] Vopiscus, in Probo.
+
+[2449] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviario. Vopiscus,
+in Probo.
+
+[2450] Julianus, de Caesaribus.
+
+[2451] Joannes Malala, in Chronogr.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXXII. Indizione XV.
+
+ EUTICHIANO papa 8.
+ PROBO imperadore 7.
+ CARO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO PROBO AUGUSTO per la quinta volta e VITTORINO.
+
+
+Ebbe Roma in quest'anno per suo prefetto _Pomponio Vittorino_, o sia
+_Vittoriano_[2452], il quale vien creduto da alcuni lo stesso che
+_Vittorino_ console. Quai nuovi disgusti avessero i Persiani recato
+all'imperio romano, è a noi ignoto. Solamente sappiamo che Probo
+imperadore era in procinto di far loro guerra. A questo fine marciò
+egli coll'armata a Sirmio nella Pannonia, o sia nell'Illirico, con
+disegno di passar in Oriente; ma eccoti que' medesimi soldati che lui
+aveano renduto vincitore di tanti nemici, levargli la vita con
+improvvisa sedizione[2453]. I motivi de' loro disgusti erano il
+vedersi sempre d'una in altra fatica da lui impiegati senza mai goder
+posa nè quartieri, dicendo egli _che il soldato non dovea mangiare il
+pane a tradimento_; siccome ancora l'essergli scappato un giorno _che
+sperava di ridurre in tale stato di quiete la repubblica, che non vi
+fosse bisogno di soldati_; detto inverisimile in bocca di un sì saggio
+imperadore. Ma quel che più irritò molti d'essi militari, fu, che
+desiderando egli di accrescere e rendere più fecondo il territorio di
+Sirmio sua patria, ordinò a molte migliaia di soldati di cavar una
+fossa, per seccare una vasta palude in quelle parti. Per questo
+inferociti coloro, un dì se gli scagliarono addosso[2454]; ed ancorchè
+egli fuggisse nella torre ferrata, pur questa non fu sufficiente a
+sottrarlo al loro furore e a salvargli la vita. Credesi che succedesse
+la morte sua nell'agosto di quest'anno, correndo l'anno settimo del
+suo imperio, e che egli non avesse più che cinquanta anni d'età[2455],
+principe degno di lunghissima vita, perchè in valore non la cedeva ad
+alcuno de' suoi predecessori, e nella clemenza moltissimi ne superò;
+e, trovata la romana repubblica in cattivo stato, la rimise
+nell'antica sua potenza di onore, più sempre pensando al pubblico che
+al privato suo bene. Non si sa ch'egli avesse o lasciasse figliuoli;
+si tiene che avesse moglie, ma senza che se ne possa assegnare con
+sicurezza il nome. Perciò non intendiam bene ciò che significhi
+Vopisco[2456] con dire che i di lui posteri si ritirarono da Roma, e
+andarono ad abitare nel territorio di Verona verso i laghi di Garda e
+di Como. Fu eretto dipoi dai soldati un magnifico sepolcro a Probo con
+iscrizione denotante lui veramente principe dabbene, e vincitor delle
+nazioni barbare e dei tiranni. Giunta a Roma la nuova della di lui
+morte, inconsolabile si fece conoscere il dolore del senato e popolo
+romano, non tanto per avere perduto un ottimo principe, quanto per
+paura che a questa perdita tenessero dietro dei gravissimi guai,
+siccome in fatti avvenne. Niuno vi fu degli onori anche sacrileghi,
+che Roma pagana sapesse decretare alla memoria dei loro Augusti, di
+cui restasse privo il defunto Probo, essendo egli stato deificato,
+innalzati templi al suo nome, e stabiliti ogni anno da farsi i giuochi
+circensi in onore di lui.
+
+Prefetto del pretorio di Probo era _Marco Aurelio Caro_, e non pochi
+furono coloro che sospettarono aver egli tenuta mano all'uccision del
+suo principe. Vopisco[2457] da simil taccia il difende, allegando
+l'integrità de' costumi di esso Caro, e l'aver egli fatta dipoi severa
+giustizia di chi avea tolta la vita a quell'insigne imperadore. Ma non
+seppe Vopisco assegnare qual fosse la vera patria di Caro, facendolo
+alcuni nato in Roma, altri nell'Illirico ed altri in Milano. I due
+Vittori[2458], Eutropio[2459] ed Eusebio[2460] cel rappresentano nato
+in Narbona nella Gallia. Egli nondimeno pretendeva che i suoi maggiori
+fossero di patria Romani. Per varii gradi militari era egli salito
+all'eminente di prefetto del pretorio, e fu sommamente amato e
+stimato, non men da Probo che dall'armata tutta, ancorchè, secondo
+Giuliano Apostata[2461], egli fosse di genio melanconico e severo. Di
+due suoi figliuoli il primogenito fu _Marco Aurelio Carino_, la cui
+infame vita, troppo diversa da quella del padre, la vedremo fra poco.
+L'altro si crede appellato _Marco Aurelio Numeriano_, di costumi
+saggio e di maniere molto amabile. In due iscrizioni da me date alla
+luce[2462] egli porta il nome di _Marco Numerio Numeriano_; e però è
+da vedere se sieno legittime certe medaglie[2463] spettanti a lui, o
+se il difetto fosse in tali iscrizioni. Ora, tolto di vita Probo,
+concorsero i voti dei più dell'imperiale armata nella persona di esso
+_Caro_, e il proclamarono _Augusto_, giudicandolo più d'ogni altro
+meritevole di quell'eccelsa dignità, e volendo con ciò rimettere in
+piedi l'uso negli eserciti di creare gl'imperadori, senza riceverli
+dalle mani del senato. Portata questa nuova a Roma, tanto il senato
+che il popolo se ne rattristarono forte, non perchè non sapessero
+ch'egli era un buon uomo, benchè troppo inferiore a Probo[2464], ma
+perchè ognun temeva _Carino_, di lui figliuolo, troppo screditato per
+li suoi vizii. Nè tardò già Caro a dichiarar Cesari amendue i suoi
+figliuoli, cioè _Carino_ e _Numeriano_. Poscia perchè il minore troppo
+giovane non parea proprio per governar popoli, inviò il maggiore, cioè
+_Carino_, nelle Gallie[2465], dandogli facoltà di comandar a quelle
+provincie, ed insieme all'Italia, all'Illirico, alle Spagne, alla
+Bretagna, come se fosse Augusto; giacchè esso Caro imperadore avea già
+presa la risoluzione di passar in Oriente contra dei Persiani. Ma si
+mostrò sempre scontentissimo di non avervi potuto inviar _Numeriano_,
+perchè ben conosceva le ribalderie di Carino; anzi fu creduto che, se
+vivea un poco di più, avrebbe levato ad esso Carino il titolo di
+Cesare, per non lasciare un pessimo successore a sè stesso e
+all'imperio. Mandandolo nondimeno nelle Gallie, gli mise a' fianchi
+de' consiglieri onorati e saggi, rimedio di poca utilità, qualora nei
+principi si unisca debolezza di testa ed inclinazione cattiva.
+
+NOTE:
+
+[2452] Bucher., in Cycl.
+
+[2453] Vopiscus, in Probo. Julianus, de Caesaribus.
+
+[2454] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviario. Eusebius,
+in Chronico.
+
+[2455] Johannes Malala, in Chronogr.
+
+[2456] Vopiscus, in Probo.
+
+[2457] Idem, in Caro.
+
+[2458] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2459] Eutrop., in Breviario.
+
+[2460] Euseb., in Chronic.
+
+[2461] Julianus, de Caesaribus.
+
+[2462] Thesaurus Novus Inscription., pag. 256, num. 7, et 461, num. 5.
+
+[2463] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2464] Vopiscus, in Probo.
+
+[2465] Vopiscus, in Carino.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXXIII. Indizione I.
+
+ EUTICHIANO papa 9.
+ CAIO papa 1.
+ CARO imperadore 2.
+ CARINO imperatore 1.
+ NUMERIANO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO CARO AUGUSTO e MARCO AURELIO CARINO CESARE.
+
+
+Ne' Fasti pubblicati dal Noris e presso Anastasio bibliotecario, _Caro
+Augusto_ è detto _console per la seconda volta_. Perchè gli altri
+Fasti e varie leggi non accennano questo suo secondo consolato, nè pur
+io ho ardito di metterlo per cosa certa. Il Panvinio[2466] nondimeno
+reca un'iscrizione, in cui Caro è chiamato CONSVL II. Aggiugne che nel
+luglio furono sustituiti con _Numeriano Cesare_ e _Matroniano_,
+adducendo l'autorità di Vopisco. Presso di questo storico non ne trovo
+io vestigio. Nella Cronica Alessandrina[2467] sotto quest'anno, oltre
+Caro e Carino, sono chiamati consoli _Diocleziano_ e _Basso_. Di
+questi due consoli sustituiti pare che s'incontri memoria in un marmo
+da me pubblicato[2468]. Noi vedremo in fatti fra poco _Diocleziano
+console per la seconda volta_: segno di un precedente consolato. Fu in
+quest'anno prefetto di Roma _Titurio Robusto_ o _Roburro_. Alcune
+leggi ci fan vedere _Carino_ e _Numeriano_ decorati col titolo
+d'Imperadori Augusti: il che vien confermato da Zonara[2469]; ma è
+incerto il mese in cui dal padre fossero presi per colleghi
+dell'imperio. La mente di Probo, terrore de' Barbari, avea fatto calar
+l'orgoglio ai Sarmati. Ma da che costoro il seppero estinto, si
+prepararono di nuovo per invadere l'Illirico e la Tracia, con
+isperanza ancora di maggiori progressi. Mossi dalle lor contrade,
+trovarono lo Augusto Caro coll'armi in mano, il quale lasciò loro un
+buon ricordo del valore romano[2470], con ucciderne sedici mila, e
+farne venti mila prigionieri. Di più non vi volle a rimettere la pace
+nell'Illirico. Forse avrebbe fatto di più Caro, se i movimenti de'
+Persiani non l'avessero chiamato in Oriente a quell'impresa che già
+era disegnata da Probo, e desiderata dall'esercito suo, per isperanza
+di fare maggior bottino quivi che nei paesi dei Barbari
+settentrionali. Non si sa che egli, prima d'imprendere il viaggio di
+Levante, venisse a Roma. Ne dà qualche indizio Vopisco[2471], con dire
+che _Diocleziano_, udendo lodar i giuochi teatrali e circensi, dati da
+Caro in Roma, rispose _che Caro s'era ben fatto ridere dietro
+nell'imperio suo_. Ma anche in lontananza di esso Caro si poterono far
+quegli spettacoli. Quel ch'è certo, si portò Caro col suo esercito
+nella Mesopotamia, ed essendosene ritirati i Persiani, senza
+difficoltà la ricuperò tutta. Di là entrato nel territorio persiano,
+arrivò sino a Ctesifonte, capitale allora della Persia. Eutropio[2472]
+e Zonara[2473] scrivono ch'egli la prese insieme con Seleucia; per la
+quale impresa gli fu dato il titolo di _Partico_. Vero è che da'
+Persiani gli fu voltato addosso un canale del fiume Tigri; tuttavia
+egli pieno di gloria si ritirò in luogo sicuro coll'esercito suo:
+sicuro, dissi, dai nemici persiani, ma non già dai domestici, essendo
+anche negli antichi tempi stato disputato di qual genere di morte
+terminasse i suoi giorni[2474]. Ma comune opinione si è ch'egli in
+vicinanza del fiume Tigri cadesse infermo, e sopraggiunto un temporale
+sì nero, che dei suoi cortigiani uno non vedeva l'altro, scoppiò un
+fulmine, da cui morisse soffocato, e che nello stesso tempo si
+attaccasse il fuoco alla sua tenda. Altri dissero che i di lui
+camerieri, disperati al mirarlo morto, appiccarono il fuoco alla tenda
+medesima, ma ch'egli era mancato di vita per la malattia in quel
+brutto frangente. Tal fu la relazion di sua morte inviata al prefetto
+di Roma. Se in ciò intervenisse malizia alcuna umana, non v'ha che Dio
+che lo sappia. Fu egli deificato[2475], secondo il sacrilego stile de'
+Romani gentili. Fra le molte favole che s'incontrano nella Cronografia
+di Giovanni Malala[2476], vi sono ancor queste, cioè che Caro diede il
+nome di Caria ad una delle provincie di Oriente, siccome ancora il
+nome alla città di Caras nella Mesopotamia; e ch'egli tornato a Roma,
+nel far poi guerra contro gli Unni, restò ucciso, essendo consoli
+_Massimo_ e _Gennaro_, cioè nell'anno 288. Verso il fine dell'anno
+vien creduto che seguisse la morte di Caro, e per cagion di essa
+restarono imperadori _Carino_ e _Numeriano_ suoi figliuoli. Fuor di
+dubbio è che Numeriano si trovava con esso lui alla guerra contro ai
+Persiani; e sembra che Carino tuttavia soggiornasse alle Gallie.
+L'anno fu questo in cui _Eutichiano_ sommo pontefice diede fine al suo
+vivere, ed ebbe per successore _Caio_ papa.
+
+NOTE:
+
+[2466] Panvin., in Fastis Consul.
+
+[2467] Chron. Paschale, seu Alexandr.
+
+[2468] Thesaurus Novus Inscripit., pag. 368, n. 1.
+
+[2469] Zonaras, in Annalib.
+
+[2470] Vopiscus, in Caro.
+
+[2471] Vopiscus, in Carino.
+
+[2472] Eutrop., in Breviar.
+
+[2473] Zonaras, in Annalib.
+
+[2474] Vopiscus. Aurel. Victor. Eutropius. Eusebius. Zonaras.
+
+[2475] Mediobarbus, in Numism. Imperator.
+
+[2476] Johannes Malala, in Chronograph.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXXIV. Indizione II.
+
+ CAIO papa 2.
+ CARINO imperadore 2.
+ NUMERIANO imperadore 2.
+ DIOCLEZIANO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO CARINO AUGUSTO per la seconda volta e MARCO AURELIO
+NUMERIANO AUGUSTO.
+
+
+Il Panvinio[2477] e il Relando[2478], che mettono anche _Numeriano_
+Augusto console _per la seconda volta_, lavorano sul supposto ch'egli
+fosse sostituito console nell'anno precedente; il che dissi non aver
+fondamento. Certamente tutti i Fasti e le leggi ed altre antiche
+memorie parlano bensì del secondo consolato di Carino, ma ciò non
+dicono di Numeriano. Così nelle medaglie[2479] il troviamo appellato
+solamente CONSVL, e non già _consul II_. Puossi perciò riputar falso
+quel marmo che vien citato dal Panvinio col _consul II_. Si trova
+prefetto di Roma in questo e nel seguente anno _Caio Ceionio Varo_.
+Riconosciuti furono per imperadori in Roma e in tutte le provincie i
+due fratelli _Carino_ e _Numeriano_, ed abbiam leggi pubblicate in
+quest'anno col nome di amendue. Resta tuttavia incerto s'essi
+venissero a Roma. Si crederebbe di sì, all'udir Vopisco[2480], il
+quale racconta di aver veduti dipinti i giuochi romani celebrati da
+loro con rarità di musiche e divertimenti teatrali, e questi nella
+città di Roma: tuttavia le apparenze sono che dalle Gallie non venisse
+sì tosto in Italia Carino, e che a Numeriano[2481] non restasse tempo
+di ritornarci. Imperciocchè mentre esso _Numeriano_ era in viaggio
+alla volta dell'Italia, e, secondo Sincello[2482], si trovava in
+Eraclea della Tracia, tolta gli fu la vita. Aveva egli presa in moglie
+una figlia di _Arrio Apro_ prefetto del pretorio, cioè di un
+personaggio che moriva di voglia di esser imperadore; e coll'autorità
+del suo grado e colla confidenza di suocero, sperava facile l'ottenere
+il suo intento, sagrificando il giovinetto Numeriano alla sua
+ambizione. Costui lo aveva spinto ad inoltrarsi nel paese de'
+Persiani, lusingandosi di farlo perire in quella impresa per man de'
+nemici. Non ebbe effetto la mina. Avvenne[2483] che _Numeriano_ fu
+sorpreso da mal d'occhi, per cui non si lasciava vedere, e viaggiava
+chiuso in una lettiga, ritornando coll'armata dalla Persia. Si servì
+di questa occasione Apro per uccidere il genero Augusto, conducendo
+poi il di lui corpo per più giorni in quella lettiga, come se fosse
+vivo, per fare intanto de' maneggi affin di salire sul trono. Non è sì
+facile il capire come alla uffizialità si potesse per tanto tempo
+nascondere un imperadore, morto, non nel suo palagio, ma in una
+marcia. Finalmente il fetore del cadavere scoprì il fatto, ed
+accorgendosi ognuno che non si poteva imputare se non a frode del
+capitano delle guardie, cioè ad Apro, lo aver tenuta così occulta la
+morte del principe, fu egli preso e condotto avanti alle insegne e
+schiere messe in ordinanza. Si tenne un'assemblea di tutta l'armata,
+ed, alzato un tribunale, si cominciò a trattar di eleggere un altro
+che fosse buon principe, ed insieme giustissimo vendicatore della
+morte di Numeriano. Concorsero i voti dei più nella persona di
+_Diocleziano_, capitano allora della guardia a cavallo de' domestici,
+di cui parleremo all'anno seguente. Dall'anno presente appunto prese
+principio l'era di Diocleziano, appellata anche de' Martiri, e celebre
+nella storia della Chiesa. Salito dunque _Diocleziano_ sul palco, e
+proclamato Augusto, mentre i soldati faceano istanza di sapere chi
+fosse stato l'uccisore del principe, giurò egli prima di non aver
+avuta parte nella morte di lui; poi, messa mano allo stocco, lo piantò
+nel petto ad Apro, con dire: _Costui è quegli che ha tolto di vita
+Numeriano_. Gloriavasi egli dipoi[2484] di avere ucciso un Apro, cioè
+un cignale. Il dire Giovanni Malala[2485] che Numeriano dopo la morte
+del padre riportò delle vittorie contro i Persiani, può aver qualche
+sembianza di verità; ma non già il soggiugnere che egli, assediato
+nella città di Caras dai Persiani, fu preso da essi, ucciso e
+scorticato, con tenere dipoi la di lui pelle come un trofeo di gloria
+per loro, di vergogna per gli Romani. Son qui attribuite a Numeriano
+le disgrazie di Valeriano Augusto. Zonara[2486] rapporta bensì questa
+tradizione, ma aggiugne l'altra più fondata ch'egli fu ucciso da Apro.
+Nella Cronica poi di Alessandria[2487] è corso doppio errore, perchè
+_Carino_, e non già _Numeriano_, vien detto da' Persiani. Trovandosi
+una legge di Diocleziano Augusto, data nel dì 15 di ottobre di
+quest'anno[2488], se ne deduce che nel settembre accadesse la morte di
+Numeriano e l'innalzamento di Diocleziano, con restar tuttavia vivo e
+in forze l'imperadore _Carino_. Ed ecco due competitori Augusti, e,
+per conseguente, guerra civile fra i Romani. Il peggio fu che anche un
+terzo concorse a questo mercato, cioè _Giuliano Valente_[2489], il
+quale essendo Correttore della Venezia, appena udì la morte di Caro
+Augusto, che prese la porpora e il titolo d'_Imperadore_. Sicchè tre
+emuli si videro disputare il dominio del romano imperio. In Roma fu
+compianta la morte di Numeriano, giovane universalmente amato per le
+sue buone qualità, fra le quali si contava ancora l'eloquenza[2490],
+dicendosi che egli componesse delle declamazioni; e fosse anche sì
+eccellente nella poesia, che superasse tutti i poeti del suo tempo.
+Una medaglia (se pure è legittima) vi ha[2491], in cui si trova la di
+lui deificazione; e che Roma continuasse dopo la di lui morte a
+riconoscere per imperadore suo fratello _Carino Augusto_, senza far
+caso di _Diocleziano_ e di _Giuliano Valente_, pare che non se ne
+abbia a dubitare.
+
+NOTE:
+
+[2477] Panvin., in Fastis Consul.
+
+[2478] Reland., in Fastis.
+
+[2479] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[2480] Vopiscus, in Carino.
+
+[2481] Vopiscus, in Numeriano.
+
+[2482] Syncell., Histor.
+
+[2483] Victor, de Caesaribus.
+
+[2484] Victor, de Caesaribus.
+
+[2485] Johannes Malala, Chronogr.
+
+[2486] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2487] Chron. Alexandrin.
+
+[2488] L. ut nemo invit., Ibi. 3 Cod.
+
+[2489] Victor, de Caesaribus.
+
+[2490] Vopiscus, in Numeriano.
+
+[2491] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXXV. Indiz. III.
+
+ CAIO papa 3.
+ CARINO imperadore 3.
+ DIOCLEZIANO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO CARINO AUGUSTO per la terza volta ed ARISTOBOLO; CAIO
+AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la seconda volta in Oriente.
+
+
+Ancorchè le leggi spettanti a questo anno, e riferite dal
+Relando[2492], ed anche i Fasti antichi solamente ci esibiscano
+consoli ordinarii nell'anno presente _Diocleziano Augusto per la
+seconda volta_ ed _Aristobolo_, si ha nondimeno, a mio credere, da
+tenere che _Carino Augusto per la terza volta_ nelle calende di
+gennaio procedesse console insieme con _Aristobolo_. Siccome osservò
+il cardinal Noris[2493] coll'autorità di Vittore, _Aristobolo_ era
+prefetto del pretorio di Carino, e fu ai di lui servigi sino alla di
+lui morte, succeduta, siccome diremo, in quest'anno. Come dunque può
+stare che Aristobolo procedesse console con Diocleziano nemico di
+Carino sul principio dell'anno presente? Però la legge[2494] che si
+dice data nelle calende di questo anno, _Diocletiano II Augusto, et
+Aristobulo Coss._, o è fallata nel mese, o pure Diocleziano, rimasto
+solo nell'imperio, fece mutar la data, come ora sta. Sembra dunque
+credibile ciò che Idacio[2495] scrisse ne' Fasti: cioè che _Carino_ in
+Occidente con _Aristobolo_, e _Diocleziano_ in Oriente con altro
+collega prendessero il consolato. Essendo poi riuscito a Diocleziano,
+il più furbo uomo del mondo, di sedurre secretamente Aristobolo ed
+altri del partito di Carino ad essere traditori del loro principe, dal
+che venne la caduta di esso Carino Diocleziano dipoi, per premiar
+Aristobolo, il lasciò continuar seco nel consolato, con volere che da'
+precedenti atti si cancellasse il nome di Carino, e si leggesse in
+essi il solo suo e di Aristobolo. Alla rovina poi di Carino sommamente
+contribuì il discredito ch'egli s'era guadagnato colla enormità de'
+suoi vizii e col suo vivere troppo sregolato. Il ritratto a noi fatto
+da Vopisco[2496] cel rappresenta per uomo dato solo ai piaceri, ed
+anche più illeciti, perduto nel lusso, e con testa insieme leggiera.
+Nove mogli l'una dopo l'altra aveva preso, ed anche aveva ripudiate,
+rimandandole gravide per lo più. Abborrì e cacciò in esilio i suoi
+ottimi amici, per prenderne de' pessimi. I posti principali erano da
+lui conferiti a gente infame. Uccise il suo prefetto del pretorio, e
+in suo luogo mise _Matroniano_, antico mezzano delle sue libidini.
+Diede anche il consolato ad un suo notaio della medesima scuola, ed
+empiè il palazzo di buffoni, meretrici, cantori e ruffiani. Per non
+durar la fatica di sottoscrivere le lettere e i decreti, si serviva
+della mano di un complice dei suoi impuri eccessi. Aggiungasi che di
+varii atti della sua crudeltà parla Eutropio[2497]; al qual vizio si
+aggiunse ancora l'alterigia, leggendosi questa nelle superbe lettere
+che scriveva al senato e nel poco rispetto che portava ai consoli,
+anche prima di essere imperadore. Ne' suoi conviti, ne' suoi bagni si
+notava una pazza prodigalità. In somma tali erano le di lui perverse
+inclinazioni e scapestrata vita, che l'imperador Caro ebbe più d'una
+volta a dire: _Costui non è mio figlio_; e fu creduto che esso suo
+padre meditasse di levarlo dal mondo per non lasciar dopo di sè
+successore sì indegno. Soggiornava probabilmente tuttavia nelle Gallie
+Carino, quando gli giunsero gli avvisi della morte di _Numeriano_ suo
+fratello, e che _Diocleziano_ in Oriente, _Giuliano Valente_
+nell'Illirico erano stati proclamati Augusti. Laonde[2498], raunate
+quante forze potè, si mosse per abbattere, se poteva, cotali
+competitori. Girata l'Italia, e venuto nell'Illirico, diede battaglia
+ad esso Valente, ed ebbe la fortuna di vincerlo e di levargli la vita.
+Continuato poscia il viaggio, arrivò nella Mesia, dove gli fu a fronte
+_Diocleziano_ coll'esercito suo. Seguirono fra loro varii
+combattimenti; ma finalmente tra Viminacio e Murgo si venne ad una
+giornata capitale, in cui riuscì a Carino di rovesciar l'armata nemica
+e d'inseguirla. Erano molti de' suoi, per attestato di Aurelio
+Vittore[2499], disgustati di un sì sfrenato Augusto, perchè non erano
+salve dalla di lui libidine le mogli loro; e pensando che, s'egli
+restava vincitore e solo padron dello imperio, maggiormente
+imperverserebbe, e verisimilmente ancora mossi dalle offerte segrete
+di Diocleziano, nell'inseguir ch'egli faceva i fuggitivi, lo stesero
+morto con più ferite a terra. Così in poco più di due anni mancò
+l'imperador _Caro_ colla sua prole; e _Diocleziano_ Augusto rimasto
+assodato sul trono imperiale, da uomo accorto, perdonò a tutti, e
+massimamente ad _Aristobolo_ console, uomo insigne, a cui conservò
+tutti i suoi onori. Prese anche al suo servigio quasi tutte le milizie
+che aveano servito a _Carino_: azione, a cui fece ognuno gran plauso,
+al veder terminata una guerra civile senza esilii, senza morti e
+confische di beni, siccome cosa rara e quasi senza esempio sotto Roma
+pagana. Che Diocleziano vincitore venisse dipoi in questo anno a farsi
+conoscere a Roma, e a ricevere le sommessioni del senato e del popolo,
+sembra non inverisimile; e Zonara[2500] lo scrive. Nulladimeno le
+memorie antiche osservate dal cardinal Noris[2501] ci portano a
+credere ch'egli andasse a passar il verno nella Pannonia, con
+apparenza che meditasse una spedizione contra de' Persiani, perchè con
+essi non era seguita pace alcuna.
+
+NOTE:
+
+[2492] Reland., Fast. Consul.
+
+[2493] Noris, Dissertat. de Num. Imper. Dioclet.
+
+[2494] L. 2, C. si quis aliquem.
+
+[2495] Idacius, in Fastis.
+
+[2496] Vopiscus, in Carino.
+
+[2497] Eutrop., in Breviar.
+
+[2498] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2499] Idem, ibidem.
+
+[2500] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2501] Noris, de Dioclet. Num.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXXVI. Indizione IV.
+
+ CAIO papa 4.
+ DIOCLEZIANO imperadore 3.
+ MASSIMIANO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO GIUNIO MASSIMO per la seconda volta e VETTIO AQUILINO.
+
+
+_Diocleziano_, che abbiam veduto sì prosperosamente portato al soglio
+imperiale, e sbrigato dagli emuli suoi, era oriondo[2502] da Dioclea,
+città della Dalmazia; portò anche il nome di _Diocle_, che cangiò
+poscia in quello di _Diocleziano_. L'uno dei Vittori[2503] e Zonara il
+fanno di famiglia bassissima; ed opinione anche fu che fosse liberato,
+o pur figliuolo di un liberto di _Anulino_ senatore. I più nondimeno
+credeano che suo padre fosse stato uno scrivano o notaio. Non si sa
+perchè egli assumesse il nome di _Caio Valerio Diocleziano_, come per
+l'ordinario era chiamato. Truovasi col nome ancora di _Caio Aurelio
+Valerio Diocleziano_, per mostrarsi forse successore ed erede di Marco
+Aurelio Caro, e di Numeriano suo figlio. Per la via dell'armi andò
+salendo sino ad essere comandante delle milizie della Mesia; e sotto
+Numeriano fu capitano della guardia a cavallo. Fama era che gli fosse
+stato predetto dalla moglie di un druido, a Tungres nelle Gallie,
+ch'egli sarebbe imperadore[2504]. Imperocchè, facendo i conti con
+quella donna istessa, questa disse ch'egli era troppo avaro.
+Diocleziano burlando le rispose _che sarebbe poi liberale quando fosse
+divenuto imperadore_. Replicò la donna _che non burlasse, perchè tale
+sarebbe, allorchè avesse ucciso un apro_, cioè un cignale. Non cadde
+in terra questa parola. Da lì innanzi Diocleziano si dilettò molto
+della caccia e di uccidere dei cignali, ma senza veder mai effettuata
+la predizione. Allora poi ch'ebbe ucciso il prefetto del pretorio
+Apro, gridò: _Ora sì che ho ucciso il fatal cignale_; racconto che ha
+del curioso, purchè questa cosa nata non fosse e inventata da qualche
+bell'ingegno dopo del fatto. Il credito di Diocleziano[2505] l'aveva
+portato al posto di console surrogato nell'anno 283, siccome accennai
+di sopra. Non si può negare: in lui s'univano delle invidiabili
+qualità, e soprattutto mirabile fu in lui l'accortezza e vivacità
+della mente. In questa non avea pari; col suo mezzo penetrava
+facilmente nel cuore altrui per iscoprirne le intenzioni e non
+lasciarsi ingannare; e mercè d'essa ne' bisogni e pericoli sapea tosto
+ritrovar ripieghi e scappatoie, con prevedere a tutto, con simulare e
+dissimulare dovunque occorreva. L'umor suo era veramente impetuoso e
+violento, ma s'era anche avvezzato a ritenerlo e a comandare a sè
+stesso; e quando ancora prorompeva in crudeltà, avea l'arte di
+coprirla, o di rigettarne l'odiosità sopra i consiglieri e ministri.
+Ancorchè fosse inclinatissimo al risparmio e alla avarizia, sino a
+commettere ogni sorta d'ingiustizia per danari, pure si mostrava
+appassionato del fasto, massimamente nella pompa de' suoi abiti, sì
+ricchi d'oro e di gemme, che superò la vanità de' più vani suoi
+antecessori. Ma questo fu il più picciolo sfogo della sua superbia.
+Giunse egli col tempo, ad imitazion di Caligola e di Domiziano, a
+farsi chiamar Signore, ed adorare qual Dio: pazzia che Vittore scusa
+con dire ch'egli non lasciò per questo di comparir padre dei suoi
+popoli. Noi vedremo le di lui militari imprese; e pure Lattanzio ci
+assicura ch'egli naturalmente era timido e tremava ne' pericoli. Ma in
+fine, la lunghezza del suo imperio, benchè agitata da assaissime
+tempeste, è un bastante argomento di credere che Diocleziano fosse
+uomo di gran testa, e capacissimo di reggere un vasto imperio, con
+saper tenere in freno i soldati e i grandi, veduti da noi autori in
+addietro di tante mutazioni e tragedie.
+
+Aveva ben egli moglie, cioè _Prisca_, ma non aveva figliuoli maschi da
+essa. Però, volendo provvedersi di un aiuto, per sostenere il gran
+peso di quell'ampia monarchia, uno ne scelse, e questi fu
+_Massimiano_, appellato _Marco Aurelio Valerio Massimiano_ nelle
+monete[2506] ed iscrizioni: nomi ch'egli prese dallo stesso suo
+benefattor Diocleziano, come se fosse stato adottato da lui.
+Convennero anche fra loro che Diocleziano prendesse il titolo di
+_Giovio_, e Massimiano quello d'_Erculio_, quasi che fosse rinato
+Giove, per cui tante belle azioni Ercole fece, come s'ha dalle favole.
+E ornati di questi due vani e ridicoli titoli si trovano amendue nelle
+antiche storie. Credesi che Diocleziano fosse nato circa l'anno 255, e
+Massimiano circa l'anno 250. La patria d'esso Massimiano fu una villa
+del distretto di Sirmio nella Pannonia, dove egli col tempo fece
+fabbricare un suntuoso palazzo. I suoi genitori si guadagnavano il
+pane con lavorare a giornata per altri. Ma il mestier della guerra
+quel fu che da sì bassa condizione alzò a varii gradi e finalmente
+alla più sublime grandezza Massimiano[2507]. Era egli sempre stato
+amico intrinseco di Diocleziano, e partecipe di tutti i suoi segreti.
+Parecchi attestati della sua bravura parimente avea dato in varie
+guerre al Danubio, all'Eufrate, al Reno, all'Oceano[2508] sotto
+Aureliano e Probo Augusti; e però Diocleziano, sentendo sè stesso di
+natural timido e bisognoso di chi avesse petto per lui alle occasioni,
+elesse l'amico Massimiano per suo braccio diritto, e poi per compagno
+nel trono, tuttochè non apparisca che fra loro passasse parentela
+alcuna. Cioè primieramente nel precedente anno il creò Cesare, e
+cominciò ad appoggiargli i rischi e le più importanti imprese
+dell'imperio. Da che fu partito dalle Gallie Carino, ovvero dappoichè
+s'intese la di lui morte, s'erano sollevati in esse Gallie due capi di
+masnadieri, cioè _Lucio Eliano_ e _Gneo Salvio Amando_: che così si
+veggono appellati, e col titolo d'_Augusti_ in due medaglie[2509], se
+pur esse son vere, giacchè Eliano dal Tillemont[2510] è appellato
+_Aulo Pomponio_, e può dubitarsi che il desiderio degli amatori dei
+musei di aver continuata la serie di tutti gli imperadori, abbia mosso
+gl'impostori ad appagarli. Costoro adunque alla testa di numerose
+schiere di contadini e ladri, chiamati Bagaudi, si diedero a scorrere
+e saccheggiar le Gallie, con forzare talvolta anche le stesse città.
+Diocleziano contra di tal gente non tardò a spedir Massimiano[2511]
+con assai forze, e questi dopo alcuni combattimenti dissipò quella
+canaglia, e rimise in pace le Gallie. S'è disputato fra i
+letterati[2512] se questa impresa di Massimiano Erculio appartenga
+all'anno precedente, oppure al presente o seguente. Probabilmente i
+lettori non amerebbono ch'io entrassi in sì fatto litigio, e
+massimamente perchè non è sì facile il deciderlo. Quel sì in che
+convengono essi eruditi, si è che Diocleziano essendo in Nicomedia, e
+sempre più riconoscendo quanto egli si poteva promettere di questo suo
+bravo e vecchio amico, cioè di Massimiano, nell'anno corrente il
+dichiarò anche Augusto e collega nell'imperio nel dì primo di aprile,
+per quanto si ricava da Idacio nei Fasti[2513]. Fu stupenda cosa in
+que' tempi il vedere come questi due Augusti, senza legame di sangue,
+e d'umore l'un dall'altro diverso, pure andassero da lì innanzi sì
+uniti, o governassero a guisa di due buoni fratelli. Conservava
+Massimiano quel rustico che egli aveva portato dalla nascita, non meno
+nel volto che ne' costumi[2514]. Il suo naturale era aspro e violento,
+privo di civiltà e di umanità; si osservava anche dell'imprudenza nei
+suoi disegni. Diocleziano, all'incontro, siccome furbo al maggior
+segno, affettava l'affabilità e la dolcezza[2515], con lamentarsi
+anche talvolta della durezza di Massimiano. Ma sapeva valersi della di
+lui ferocia e selvatichezza all'esecuzion de' suoi voleri; e qualor si
+trattava di qualche risoluzion severa ed odiosa, a lui ne dava
+l'incumbenza e l'onore, sicuro che l'altro, senza farsi pregare,
+l'avrebbe ubbidito. Il perchè chi mirava le sole apparenze, diceva che
+Diocleziano era nato per fare un secolo d'oro, e Massimiano un secolo
+di ferro. Abbiamo inoltre da Lattanzio[2516] che Massimiano non si
+assomigliava già all'altro nell'avarizia, amando di comparir liberale;
+ma qualora abbisognava di danaro, sapeva anche addossar dei delitti di
+false cospirazioni ai più ricchi senatori, e fargli uccidere per
+occupare i loro beni. Parla in oltre Lattanzio dell'insaziabil
+lussuria di Massimiano, e della violenza che egli usava dappertutto
+alle figliuole de' benestanti. Un passo di Mamertino[2517] sembra
+indicare che appena dopo la sconfitta de' Bagaudi facessero
+un'irruzion nelle Gallie i Borgognoni, Alamanni, Caiboni ed Eruli,
+popoli della Germania. Furono anch'essi ben ricevuti da Massimiano che
+si trovava in quelle parti; pochi d'essi si contarono che non
+restassero vittima delle spade romane, niuno quasi essendone restato
+che potesse portar la nuova della rotta alle proprie contrade. Vedesi
+una iscrizione fatta prima del dì 17 di settembre dell'anno
+presente[2518], in cui Diocleziano porta i titoli di _Germanico_ e
+_Britannico_, credendosi questi derivati dalla vittoria suddetta, e da
+qualche altra riportata dai suoi generali nella Bretagna.
+
+NOTE:
+
+[2502] Eutrop., in Brev. Lactant., de Mort. Persec.
+
+[2503] Aurel. Victor, in Epit. Zonaras, in Annal.
+
+[2504] Vopiscus, in Numeriano.
+
+[2505] Aurelius Victor, in Epitome. Lactantius, de Mort. Persecut.
+Eutrop., in Breviar.
+
+[2506] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2507] Aurelius Victor. Lactantius. Eutropius.
+
+[2508] Mamertinus, in Panegyrico.
+
+[2509] Goltzius et Mediobarbus, in Numismat. Imperat.
+
+[2510] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2511] In Panegyr. Max. et Const. Aurel. Victor. Eutropius.
+
+[2512] Noris. Pagius. Tillemont et alii.
+
+[2513] Idacius, in Fastis.
+
+[2514] Aurelius Victor, ibidem. Eutrop., in Breviar. Lactantius, de
+Mortib. Persecutor.
+
+[2515] Vopiscus, in Aureliano.
+
+[2516] Lactantius, de Mortib. Persecutor., cap. 8.
+
+[2517] Mamertinus, in Panegyr. Maximiani.
+
+[2518] Pagius, in Critic. Baron. ad hunc annum.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXXVII. Indizione V.
+
+ CAIO papa 5.
+ DIOCLEZIANO imperadore 4.
+ MASSIMIANO imperadore 2.
+
+_Consoli_
+
+CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO per la terza volta e MARCO AURELIO
+VALERIO MASSIMIANO.
+
+
+Prefetto di Roma[2519] fu in questo anno _Giunio Massimo_, da noi
+veduto console. Un medaglione illustrato dall'incomparabile cardinal
+Noris[2520], e battuto in quest'anno, ci rappresenta Diocleziano e
+Massimiano Augusti, condotti in una carretta trionfale: segno che essi
+celebrarono qualche trionfo, oppure che questo fu loro decretato dal
+senato. Ciò vien creduto fatto o per le vittorie riportate nel
+precedente anno da Massimiano contra le nazioni germaniche accennate
+di sopra, oppure per qualche altra guadagnata contra de' Persiani,
+siccome dirò, ovvero contra de' Franchi e Sassoni[2521], i quali per
+mare faceano delle scorrerie nell'Oceano contro le Gallie. Certamente
+Mamertino[2522], per lodar Massimiano, scrive (probabilmente con
+iperbole e adulazione oratoria) che erano seguiti innumerabili
+combattimenti nelle Gallie contra de' Germani, con aggiugnere che
+costoro dipoi giunsero nel dì primo di quest'anno fin sotto le mura di
+Treveri. Massimiano, che quivi era a quartier di verno, e solennizzava
+l'ingresso del suo consolato, prese l'armi, si scagliò contra di loro,
+e li mise in rotta. Venuta poi la primavera, valicò il Reno, portando
+la guerra in casa de' medesimi Barbari, devastando quel paese con loro
+gran danno. Il movimento poco fa accennato dei Franchi e Sassoni per
+mare contra le Gallie ebbe principio nell'anno precedente. Massimiano
+non perdè tempo ad allestire anch'egli una flotta di navi per opporla
+a quelle barbare nazioni, e ne diede il comando a _Carausio_, uomo
+bassamente bensì nato fra i popoli Menapii[2523] nella Fiandra, oppur
+nel Brabante, ma di gran credito, specialmente nel condurre navi e far
+battaglie marittime. Che costui desse delle percosse a que' corsari,
+pare che si ricavi dal panegirico di Mamertino. Ma a poco a poco si
+venne scorgendo che Carausio prendea gusto a continuar la guerra in
+vece di estinguerla, lasciando che i Franchi e i Sassoni venissero a
+spogliar le contrade romane, per poscia tor loro il bottino, senza
+pensare a restituirlo a chi si dovea. Ordinò perciò Massimiano colla
+consueta fierezza che gli fosse tolta la vita. Trapelò quest'ordine,
+ed avvisatone Carausio, provvide a sè stesso col condur tutta la
+flotta a lui raccomandata nella Bretagna, dove tratte nel suo partito
+le milizie romane di guarnigione in quella grand'isola, si fece
+acclamare Augusto. Il Noris crede ciò fatto nell'anno presente, ed è
+seco Eusebio[2524]. Il Pagi[2525] nel precedente. Diedesi poscia
+Carausio a far preparamenti per sostenersi in quel grado, fabbricando
+nuovi legni, facendo leve di gente e tirando al suo servigio una gran
+copia di Barbari, a' quali insegnò l'arte di combattere in mare.
+Perchè nel medaglione prodotto dal Noris si vede tirato il carro
+trionfale da quattro elefanti, potrebbe ciò piuttosto indicar vittorie
+riportate da Diocleziano in Levante contra de' Persiani. Certo è
+ch'egli marciò a quella volta, non volendo soffrire che Narseo, o
+Narse, re di Persia (altri dicono Vararane II) avesse[2526] dopo la
+morte di Caro Augusto occupata la Mesopotamia, e se la ritenesse.
+Sembra in oltre che l'armi persiane fossero penetrate nella Soria, e
+ne minacciassero la stessa capitale Antiochia. Chiaramente scrisse
+Mamertino che i Persiani, o pel terrore o per la forza dell'armi
+romane, si ritirarono dalla Mesopotamia, e si vide obbligata quella
+nazione ad aver per confine il fiume Tigri. E verisimilmente fu in
+quella occasione che il re loro inviò dei ricchi presenti a
+Diocleziano, con parere eziandio che seguisse pace fra loro.
+Certamente la storia non ci esibisce per molti anni dissensione alcuna
+fra i Romani e i Persiani; e però sembra che Diocleziano ottenesse
+l'intento suo, non solo di ricuperar le provincie e città perdute in
+Oriente, ma di lasciar quivi anche la quiete. Convien nondimeno
+confessare che troppo difficil cosa è il riferire a' suoi proprii anni
+le imprese di questi due imperadori, perchè d'esse fanno bensì
+menzione i panegiristi d'allora, ma senza ordine di tempi. Perciò
+può essere che appartenga all'anno seguente, come pensò il
+Tillemont[2527], la guerra fatta da Massimiano ai Germani di là dal
+Reno, con dare ampiamente il guasto al loro paese; e che medesimamente
+si debba differire ad esso anno la rinnovata amicizia dei Persiani con
+Diocleziano, e la spedizion dei regali fatta da quel re, e mentovata
+da Mamertino[2528]. Ma in fine, quel che importa, si è di saper gli
+avvenimenti d'allora, ancorchè non si possa con sicurezza assegnarne
+il tempo.
+
+NOTE:
+
+[2519] Bucherius, de Cycl.
+
+[2520] Noris, de Num. Dioclet.
+
+[2521] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar.
+
+[2522] Mamertinus, in Panegyr. Maximiani.
+
+[2523] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar.
+
+[2524] Eusebius, in Chron.
+
+[2525] Pagius, Crit. Baron.
+
+[2526] Mamertinus, in Panegyr. Maximiani, c. 7.
+
+[2527] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2528] Mamertinus, in Paneg. Maximian., cap. 10.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXXVIII. Indiz. VI.
+
+ CAIO papa 6.
+ DIOCLEZIANO imperadore 5.
+ MASSIMIANO imperatore 3.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la seconda volta e
+POMPONIO JANUARIO.
+
+
+Fu, secondo il catalogo pubblicato dal Cuspiniano e Bucherio, in
+questo anno prefetto di Roma _Pomponio Januario_; però il
+Panvinio[2529] ed altri han creduto ch'egli nello stesso tempo
+esercitasse l'impiego del consolato. E parendo veramente che in questi
+tempi non ripugnasse l'esser insieme console e prefetto di Roma,
+perciò ho osato anche io di dar a questo console il nome di
+_Pomponio_. Stimò eziandio il suddetto Panvinio che non _Massimiano_
+Augusto, ma un _Massimo_ procedesse console in quest'anno, affidato ad
+un passo di Ammiano[2530], e di uno o due scrittori; ma il cardinal
+Noris colla comune dei Fasti ha assicurato qui il consolato a
+Massimiano. Se noi sapessimo l'anno preciso, in cui Mamertino recitò
+il suo primo panegirico nel natale di Roma, cioè nel dì 21 d'aprile,
+in lode di esso Massimiano imperadore, alla cronologia d'allora si
+porgerebbe qualche sussidio. Il Noris lo riferisce all'anno seguente,
+il Pagi al presente, altri più tardi. A me basterà di dire
+raccogliersi da quel panegirico che Massimiano[2531], nel medesimo
+tempo che dava delle lezioni del suo valore ai popoli nemici della
+Germania, mettendo a ferro e fuoco le lor campagne, faceva un
+formidabil preparamento di navi ne' fiumi grossi delle Gallie, con
+disegno di liberar la Bretagna dall'usurpatore Carausio. Accadde che
+in questo o pure nel precedente anno per una mirabil serenità si
+mostrò favorevole il cielo alla fabbrica di essa flotta, e il verno
+stesso parve una primavera. Non si sa ben distinguere nel testo di
+esso Mamertino se a Massimiano o pure a Diocleziano sia da riferire la
+venuta con un buon esercito nella Rezia, e l'aver quivi riportata
+qualche vittoria contra i Germani, con istendere da quella parte i
+confini del romano imperio. Certo è che Diocleziano circa questi tempi
+ritornò carico d'allori dalla spedizion militare contra de' Persiani
+in Europa, per trattare con Massimiano dei pubblici affari. Fa
+parimente menzione Mamertino[2532] di Genobon, o sia Genobaud, re di
+qualche nazion germanica (il Valesio[2533] ed altri il credono re de'
+Franchi), il quale con tutta la sua gente venne ad inchinar
+Massimiano, ad implorar la pace, e a promettere buona amicizia e lega.
+
+NOTE:
+
+[2529] Panvin., in Fastis Consul.
+
+[2530] Ammianus, lib. 23.
+
+[2531] Mamertinus, in Panegyr., cap. 7 et 12.
+
+[2532] Idem, ibid., cap. 10.
+
+[2533] Valesius, Hist. Franc.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCLXXXIX. Indiz. VII.
+
+ CAIO papa 7.
+ DIOCLEZIANO imperadore 6.
+ MASSIMIANO imperadore 4.
+
+_Consoli_
+
+BASSO per la seconda volta e QUINZIANO.
+
+
+Seguitò ad essere prefetto di Roma _Pomponio Januario_. Prima che
+Mamertino recitasse il suo panegirico, racconta egli che i due
+imperadori vennero, Diocleziano dall'Oriente, e Massimiano dal
+Ponente, per abboccarsi insieme e trattar dei ripieghi per i bisogni
+dell'imperio. _Carausio_, impadronito della Bretagna, sempre più
+cresceva in forze; i Barbari scatenati da ogni parte, non ostante le
+rotte lor date, minacciavano tutto dì le provincie romane.
+Mamertino[2534] parla di questo abboccamento, che sembra diverso da un
+altro, di cui ragioneremo più innanzi. Videsi allora e si ammirò la
+stupenda unione e concordia di questi due principi, uno de' quali,
+cioè Diocleziano, fece pompa dei regali a lui mandati dal re persiano,
+e l'altro delle spoglie riportate dal paese germanico. Quando si
+ammetta che in questo, e non già nel precedente, anno Mamertino
+recitasse in Treveri il suo panegirico a Massimiano, che si trovava in
+quella città, capo allora delle Gallie, e frontiera contro i Germani,
+si può credere che qualche tempo prima avendo esso Augusto Massimiano
+compiuta la fabbrica di una flotta, per procedere contro Carausio
+usurpator della Bretagna[2535], la spignesse dai fiumi nel mare. Erano
+state basse fin allora l'acque per la lunga serenità, durata anche nel
+verno; ma vennero a tempo pioggie, le quali, coll'ingrossar i fiumi,
+facilitarono il trasporto di que' legni all'Oceano. Di bei successi,
+di felici vittorie prometteva perciò quel panegerista a Massimiano. Ma
+diversi dall'aspettazione riuscirono poscia gli avvenimenti. Dovette
+darsi qualche battaglia navale, in cui la peggio, per la testimonianza
+di Eutropio[2536], toccò a Massimiano, non essendo le genti sue sì
+sperte nei combattimenti marittimi, come quelle di Carausio, uomo
+avvezzo più di Massimiano a combattere in quell'elemento. Questa non
+aspettata disgrazia quella fu che indusse Massimiano[2537] ad ascoltar
+proposizioni di pace. E infatti riuscì a Carausio di ottenerla, con
+ritener la signoria della Bretagna, inorpellandola col titolo di
+Difensore di quelle provincie per la repubblica romana. Se è vera una
+medaglia, rapportata dal cardinal Noris[2538], leggendosi ivi PAX
+AVGGG., si conosce che anche Carausio conservò il titolo di _Augusto_,
+di consenso degli altri due imperadori. Per conto di Diocleziano,
+potrebbe essere che in quest'anno egli facesse guerra ai Sarmati,
+Jutunghi e Quadi, e ne riportasse quelle vittorie che si veggono
+mentovate dai panegiristi d'allora[2539], per le quali in qualche
+iscrizione Diocleziano è intitolato _Sarmatico_. Trovasi anche nelle
+medaglie[2540] di questo Augusto VICTORIA SARMATICA. Sarà
+probabilmente un'iperbole adulatoria quella di Eumene[2541], dove dice
+che la nazion de' Sarmati fu per queste guerre sì estenuata ed
+abbattuta, che appena ne restò il nome per pruova della sua rovina.
+Noi troveremo anche da qui innanzi assai vigorosa quella gente, e
+nemica possente dell'imperio romano. Parlano ancora i panegiristi del
+ristabilimento della Dacia, provincia di là dal Danubio[2542],
+abbandonata già da Aureliano, ma senza poter noi meglio conoscere in
+che consistesse questo accrescimento o vantaggio dell'armi romane.
+
+NOTE:
+
+[2534] Mamert., in Panegyr., cap. 9.
+
+[2535] Idem, ibidem, cap. 11.
+
+[2536] Eutrop., in Breviario.
+
+[2537] Eumen., Panegyric. Const., cap. 11.
+
+[2538] Noris, Dissert. de Num. Dioclet.
+
+[2539] Mamert. et Eumenes, in Panegyr.
+
+[2540] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2541] Eumenes, Panegyr. Const., cap. 11.
+
+[2542] Idem, ibid.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXC. Indizione VIII.
+
+ CAIO papa 8.
+ DIOCLEZIANO imperadore 7.
+ MASSIMIANO imperadore 5.
+
+_Consoli_
+
+CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la quarta volta, e MARCO
+AURELIO MASSIMIANO AUGUSTO per la terza.
+
+
+Fu in quest'anno prefetto di Roma _Turranio Graziano_. Erano tuttavia
+in continuo moto i due Augusti Diocleziano e Massimiano, così esigendo
+le turbolenze di que' tempi. Le leggi citate dal Relando e dal
+Tillemont[2543] ci fan vedere Diocleziano nell'anno presente, ora a
+Sirmio nella Pannonia, ora a Bisanzio nella Tracia; ed una ancora si
+trova data in Emesa, città della Mesopotamia, ancorchè difficil sia
+l'accordar insieme viaggi cotanto disparati, fatti in poco tempo. Ma
+quando sussista, come si fece a credere il padre Pagi[2544], che il
+panegirico di Eumene (creduto Mamertino da altri) fosse recitato nel
+presente anno, certamente di là apprendiamo[2545] che Diocleziano
+dalla _Soria_ era venuto nella _Pannonia_, da dove poi il vedremo
+calare in Italia. Fa menzione il medesimo panegirista de' Saraceni
+vinti e fatti schiavi dallo stesso Diocleziano; ma ignoto ci è se
+fosse in questa o pure nella precedente andata di esso Augusto in
+Oriente. Non è già improbabile che circa questi tempi cominciassero
+altre nuove rivoluzioni nell'imperio romano, delle quali ci hanno
+conservata memoria Aurelio Vittore[2546] ed Eutropio[2547]. Già la
+Bretagna restava come smembrata da Roma per la occupazione fattane da
+Carausio, benchè fosse succeduto quell'apparente accordo, di cui s'è
+parlato di sopra. Sollevossi anche nell'Africa un _Giuliano_, il
+quale, se dobbiam credere al Goltzio[2548], in cui mano fortunatamente
+caddero le medaglie di quasi tutti i tiranni (voglia Dio che tutte
+legittime), portava il nome di _Quinto Trebonio Giuliano_, ed assunse
+il titolo d'_Imperadore Augusto_. Nella stessa Africa ancora erano in
+armi, non so se barbari o pure ribelli, i popoli quinquegenziani, dei
+quali non troviamo altrove memoria, col restar solamente sospetto che
+tal nome prendessero cinque popoli confederati insieme. E non andava
+l'Egitto esente da somiglianti turbolenze. Quivi _Lucio Epidio
+Achilleo_ (così è nominato nelle medaglie) aveva preso il titolo di
+_Augusto_; e sembra che stendesse il dominio, se non in tutta, almeno
+in buona parte di quella provincia. Da esse medaglie apparisce ch'egli
+tenne per cinque anni quel dominio; ma non sappiamo quando questi
+avessero il principio. Aggiungasi che i Persiani, i quali presso
+alcuni scrittori si veggono tuttavia appellati Parti, non mai quieti,
+qualor se la vedeano bella, pizzicavano le contrade romane
+dell'Oriente; impegni tutti di gran considerazione per i due regnanti
+imperadori.
+
+NOTE:
+
+[2543] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2544] Pagius, Critic. Baron.
+
+[2545] Eumen., seu Mamert., Panegyr. Maximian., cap. 4.
+
+[2546] Aurelius Victor, Epitome.
+
+[2547] Eutrop., in Breviar.
+
+[2548] Goltzius et Mediob., in Numismat. Imper.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXCI. Indizione IX.
+
+ CAIO papa 9.
+ DIOCLEZIANO imperadore 8.
+ MASSIMIANO imperad. 6.
+
+_Consoli_
+
+CAIO GIUNIO TIBERIANO per la seconda volta e DIONE.
+
+
+Che _Tiberiano_ fosse promosso in quest'anno al secondo consolato, si
+raccoglie da un'iscrizione da me[2549] data alla luce. E lo confermano
+i Fasti Fiorentini e il Catalogo de' prefetti di Roma pubblicati dal
+Bucherio. E perciocchè nell'anno 281 vedemmo console _Caio Giunto
+Tiberiano_, fondata conghiettura abbiamo per credere che fosse il
+medesimo che procedesse console ancora in quest'anno. Vero è che il
+suddetto Catalogo ci dà prefetto di Roma nell'anno presente _Giunio
+Tiberiano_: ma già abbiam detto essere probabile che fosse introdotto
+l'uso di unir insieme talvolta la dignità di console e di prefetto.
+Che il secondo console _Dione_ fosse figliuolo, o piuttosto nipote di
+Cassio celebre storico, s'è giudicato con assai verisimiglianza, e
+perciò a lui pure han dato fondatamente alcuni il nome di _Cassio
+Dione_. L'autore[2550] del Genetliaco di Massimiano (sia egli Eumene,
+o pur Mamertino) racconta l'abboccamento seguito in Milano fra i due
+Augusti. Concorrono forti motivi per crederlo succeduto in
+quest'anno[2551], e certo seguì ne' primi mesi dell'anno. Correva
+allora un verno rigorosissimo[2552] con ghiaccio e nevi dappertutto, e
+sì aspro freddo che, per così dire, gelava il fiato delle persone.
+Contuttociò Diocleziano dalla Soria sen venne per la Pannonia in
+Italia. Massimiano dalle Gallie per le vie di Monaco passò anch'egli
+in queste parti con tal sollecitudine, viaggiando amendue con poco
+seguito di notte e di giorno, che quasi pervennero prima de' corrieri
+da loro spediti innanzi. L'abboccamento di essi si fece, come dissi,
+in Milano con plauso inusitato di quel popolo, per lo inaspettato loro
+arrivo e presenza, non meno che per la mirabil loro concordia. Il
+senato romano spedì in questa congiuntura i più illustri senatori a
+quella città, per complimentare i due Augusti, giacchè si seppe che
+non erano per passar a Roma. Non si può fallare pensando che l'oggetto
+di un tale abboccamento fosse di consultare insieme de' mezzi per
+sostenere l'imperio in mezzo a tante turbolenze, e domare i ribelli; e
+che allora divisassero di venire alla risoluzione, di cui parleremo
+all'anno seguente. Abbiamo poi dal suddetto panegirico[2553]
+(recitato, per quanto sembra, nell'anno presente in Treveri alla
+presenza di Massimiano) che in questi tempi nel cuor dell'imperio si
+godeva gran tranquillità, e che copiosissimi erano stati i raccolti.
+All'incontro, i Barbari tutti si trovavano involti in fiere guerre
+insieme. Cioè in Africa erano fra loro in rotta i Mori; nella Sarmazia
+i Goti combattevano contra dei Borgognoni, i quali, avendo la peggio,
+s'erano raccomandati agli Alemanni per soccorso, con dirsi (cosa che
+pare strana) aver poi essi Borgognoni occupato il paese degli amici.
+Similmente i Tervigi, altra spezie di Goti, uniti coi Taifali, aspra
+guerra aveano mosso ai Vandali e Gepidi. Lo stesso maligno influsso
+provavano i Persiani[2554], perchè Osmida s'era sollevato contra del
+fratello re di Persia, avendo dalla sua i popoli Sacchi, Russi e
+Gelli. Finalmente i Blemmii confinanti all'Egitto erano in guerra coi
+popoli dell'Etiopia. Certamente le discordie presenti dei Barbari
+tornavano in vantaggio del romano imperio; tuttavia non mancavano ad
+esso imperio i suoi guai, e ne abbiam già fatta menzione. Lo stesso
+andarsi sempre più agguerrendo que' Barbari ridondò in danno de'
+Romani col tempo, siccome andremo vedendo. Potrebbe essere che in
+questi tempi succedesse ciò che racconta Eumene, o sia Mamertino, con
+dire che Massimiano Erculio popolò il paese incolto di Cambray e di
+Treveri con gente del paese de' Franchi, la quale si era sottoposta ai
+Romani. Anche Eusebio[2555] nota sotto quest'anno, che essendosi
+ribellate a' Romani Busiri e Copto, città dell'Egitto, furono prese e
+spianate, non si sa da qual generale degli Augusti. Secondo questo
+istorico, sembra che non fosse per anche succeduta la ribellione
+d'Achilleo, se pur l'eccidio delle due suddette città non si dee
+prendere per indizio della medesima ribellione.
+
+NOTE:
+
+[2549] Thesaurus Novus Inscript., p. 268, n. 1.
+
+[2550] Genethliac. Maximian., cap. 4.
+
+[2551] Pagius, Crit. Baron.
+
+[2552] Genethliac. Maximian., cap. 9.
+
+[2553] Panegyr. Maximian., cap. 16.
+
+[2554] Agathias. Eutychius. Sincellus.
+
+[2555] Euseb., in Chronic.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXCII. Indizione X.
+
+ CAIO papa 10.
+ DIOCLEZIANO imperadore 9.
+ MASSIMIANO imperatore 7.
+
+_Consoli_
+
+ANNIBALIANO ed ASCLEPIODOTO.
+
+
+Noi vedremo prefetto di Roma nell'anno 297 _Afranio Annibaliano_.
+Verisimilmente lo stesso fu che procedette console nell'anno presente.
+_Claudio Marcello_ nel Catalogo del Bucherio[2556] si truova prefetto
+di Roma al dì 3 di agosto di quest'anno. In esso appunto succedette
+una riguardevol novità nel romano imperio. Tra perchè da più parti era
+esso o minacciato dai Barbari, o lacerato dai ribelli, nè i due
+Augusti potevano accudire a tutto[2557]; e perchè Diocleziano, uomo di
+naturale pauroso, non amava molto di esporsi ai pericoli, prese egli
+col collega Massimiano la risoluzion di scegliere due valorosi
+generali d'armata, il braccio de' quali alleviasse loro le fatiche. E
+per maggiormente tenerli uniti e subordinati al loro comando,
+giudicarono meglio di dare ad essi il nome di _Cesari_, equivalente a
+quel d'oggidì il re de' Romani. Quanto all'anno di tale elezione,
+discordano forte Cassiodoro, Idacio, Eusebio e la Cronica
+Alessandrina. Le ragioni addotte dal Pagi[2558] bastanti sono a
+persuaderci che ciò succedesse nell'anno presente, allorchè i due
+Augusti si trovavano in Nicomedia nel dì primo di marzo[2559]. Furono
+gli eletti _Costanzo Cloro_ e _Galerio Massimo_, tutti e due adottati
+per figliuoli da essi imperadori, ed insieme obbligati a ripudiar le
+loro mogli, siccome era succeduto a Tiberio imperadore, affinchè
+sposassero le figliuole de' medesimi Augusti. Costanzo prese per
+moglie _Teodora_ figliastra di Massimiano, e Galerio _Valeria_ figlia
+di Diocleziano. Ai novelli Cesari fu conceduta la tribunizia podestà,
+con cui andava congiunta una notabil autorità. Nè qui si fermò la lor
+fortuna. Per tutto il tempo addietro, avvegnachè vi fossero più
+imperadori e cesari, sempre l'imperio romano era stato unito. Fecesi
+ora una specie di divisione, che diede da mormorar non poco a tutti
+gl'intendenti ed amatori della maestà romana, prevedendo che in tal
+forma verrebbe ad indebolirsi l'imperio, e a cadere col tempo in
+rovina: quando, all'incontro, i due Augusti si figuravano che
+attendendo cadaun d'essi imperadori e cesari alla difesa della propria
+porzione, e con prontezza ad aiutare gli altri che abbisognassero di
+soccorso, più saldezza ne acquisterebbe l'imperio. Nè certo questo era
+smembramento dell'imperio stesso, ma un comparto amichevole fra quei
+quattro principi; imperciocchè durava la concordia del governo fra
+loro; le leggi fatte dagli Augusti seguitavano a correre per tutte le
+provincie; e l'uno di questi principi, secondo le occorrenze, passava
+nelle provincie dell'altro.
+
+Secondo le antiche notizie[2560], a _Costanzo Cesare_ furono assegnate
+le provincie tutte di là dall'Alpi, cioè le Gallie, le Spagne, la gran
+Bretagna e la Mauritania Tingitana, siccome provincia dipendente dalla
+Spagna. A _Massimiano Erculio Augusto_ fu data l'Italia e il resto
+dell'Africa colle isole spettanti alle medesime. A _Galerio Cesare_ la
+Tracia e l'Illirico colla Macedonia, Pannonia e Grecia. _Diocleziano
+Augusto_ ritenne per sè la Soria e tutte l'altre provincie d'Oriente,
+cominciando dallo stretto di Bisanzio, e riserbossi anche l'Egitto,
+ricuperato dalle mani di Achilleo. Ne già si tardò a sentir le cattive
+conseguenze di questa moltiplicazion di principi e divisione di Stati.
+Buon testimonio è Lattanzio[2561], con dire, che volendo cadaun di
+que' regnanti tener corte non inferiore a quella degli altri, ed
+esercito che non la cedesse a que' dei colleghi, si accrebbero a
+dismisura le imposte e gabelle per soddisfare alle spese, e con tali
+aggravii, che in moltissimi luoghi erano lasciate incolte le campagne,
+giacchè, pagati i pubblici pesi, non restava da vivere ai coltivatori
+e padroni delle medesime. Ed allora fu, per attestato di Aurelio
+Vittore[2562], che l'Italia, non ad altro obbligata fin qui che a
+provvedere viveri alla corte e alle milizie di suo seguito, cominciò,
+al pari delle provincie oltramontane, a pagar tributo, lieve bensì sul
+principio, ma che andò poscia a poco a poco crescendo sino
+all'eccesso, e produsse in fine la total sua rovina. Quanto ai
+suddetti due Cesari, derivavano amendue dall'Illirico, onde erano
+anche usciti Diocleziano e Massimiano. _Costanzo_, soprannominato
+_Cloro_ dagli storici[2563], forse pel color pallido del volto, o
+verde del vestito, ebbe per padre Eutropio, il quale dicono che fosse
+uno dei meglio stanti del suo paese, e che per moglie avesse Claudia
+figliuola di Crispo, cioè di un fratello di Claudio il Gotico
+imperadore. Certamente gli antichi storici il fanno discendente dalla
+casa di quell'Augusto per via di donne; e forse per questo ne' suoi
+posteri si trova rinnovata la famiglia Claudia. Che nondimeno la
+nobiltà e le facoltà di sua casa non fossero molte, si può dedurre
+dall'aver egli studiato poco le lettere, e cominciata la sua fortuna
+dal più basso della milizia, e dal sopportar le fatiche proprie da'
+soldati gregarii nelle armate di Aureliano e di Probo. Aurelio
+Vittore[2564] sembra quasi indicare che egli fosse nato poveramente in
+villa, dicendo che tanto egli come Galerio aveano poca civiltà, ma
+che, avvezzi alle miserie della campagna e della milizia, riuscirono
+poi utili alla repubblica. L'anonimo del Valesio[2565] scrive che
+Costanzo fu il primo soldato nelle guardie del corpo dell'imperadore,
+poscia pel suo valore tribuno, o sia colonnello di una legione, e
+giunse ad esser governator della Dalmazia, con essersi segnalato in
+varie occasioni di guerra. In tal credito certamente egli salì, che fu
+giudicato degno di esser creato Cesare in quest'anno dai due Augusti.
+Nelle iscrizioni e medaglie si vede egli chiamato _Flavio Valerio
+Costanzo_. Perchè Valerio, s'intende, essendo egli stato adottato
+dall'uno degl'imperadori, amendue portanti il nome d'essa famiglia.
+Perchè _Flavio_, non si sa, credendosi un'adulazione quella di
+Trebellio Pollione, che il fa discendere da Flavio Vespasiano. Delle
+ottime qualità di questo principe parleremo altrove; principe, la cui
+maggior gloria fu l'essere stato padre di Costantino il Grande, a lui
+nato circa l'anno di Cristo 274, mentre egli militava nell'Elvezia.
+
+Per quel che riguarda _Galerio_, l'altro dei nuovi Cesari, anch'egli
+era nato bassamente in villa presso Serdica, o sia Sardica, capitale
+della nuova Dacia[2566]. Romula sua madre, nemica de' cristiani in
+quel paese, perchè non voleano intervenire ai suoi empi sacrifizii e
+conviti, gli inspirò fin da picciolo un odio grande contro la
+religione di Cristo. Che i suoi genitori fossero contadini, lo dicono
+i vecchi storici, e si argomenta dal soprannome di _Armentario_, che
+gli vien dato dagli antichi scrittori. Anche egli col mestiere
+dell'armi si acquistò tal fama, che dai due Augusti fu creduto
+meritevole di essere promosso alla dignità di Cesare. Noi il vediam
+nominato nelle medaglie _Caio Galerio Valerio Massimiano_. Se dice il
+vero Eutropio[2567], meritavano lode i di lui costumi; ma
+Lattanzio[2568], all'incontro, ci assicura che nel portamento e nelle
+azioni di costui compariva quell'aria di selvatichezza ch'egli portò
+dalla nascita, ma ch'egli vi aggiunse anche col tempo un'insopportabil
+fierezza e crudeltà, per cui scompariva quel poco di buono che in lui
+si trovava[2569]. Sprezzava egli le lettere e chi le coltivava, non
+amando se non le persone militari, le quali ancora, benchè ignoranti,
+erano da lui promosse ai magistrati civili con discapito grande della
+giustizia. L'ambizione sua vedremo che portò Diocleziano a deporre il
+baston del comando; così l'avidità del danaro, per cui impose
+esorbitanti aggravii, trasse i popoli ad una miserabil rovina. A lui
+specialmente vien attribuita la crudel persecuzione mossa contro ai
+cristiani, che accenneremo a suo tempo. Quel che fu mirabile[2570],
+per varii anni si osservò una rara unione fra questi quattro principi,
+gareggiando tutti nel promuovere gl'interessi della repubblica.
+Diocleziano veniva considerato quel padre di tutti, e i suoi ordini e
+voleri fedelmente erano eseguiti dagli altri; ed arte non mancava allo
+stesso Diocleziano per tener contenti i subordinati colleghi, con
+dissimular i loro trascorsi, e soprattutto procurando di dar nella
+lesta ai seminatori di zizzanie e di false relazioni, perchè certo dal
+suo canto egli non ometteva diligenza alcuna per conservar la buona
+intelligenza ed armonia con chi si mostrava dipendente da lui. Dicemmo
+già che un _Giuliano_ avea usurpato l'imperio nell'Africa. Credesi che
+in quest'anno Massimiano Erculio passasse in quelle parti, come poste
+sotto il comando suo nel comparto dell'imperio, ed obbligasse quel
+tiranno a trapassarsi il petto col ferro e a gittarsi nel fuoco.
+Abbiamo da Eumene, o sia Eumenio[2571], che Costanzo, dappoichè fu
+dichiarato Cesare, con tal fretta passò nelle Gallie a lui destinate
+per comandarvi, che non v'era per anche giunto l'avviso di avervi egli
+a venire, anzi nè pure la notizia della sublime dignità a lui
+conferita. La nuova a lui portata che le genti di Carausio tiranno
+della Bretagna, venute con molte vele per mare, aveano occupato
+Gesoriaco (oggidì Bologna di Picardia) fu a Costanzo un acuto sprone
+per volar colà ed imprenderne l'assedio. Affinchè non potesse
+approdarvi soccorso alcuno per mare, nè fuggir di là quella man di
+corsari, fece egli con alte travi, conficcate intorno al porto,
+piantare una forte palizzata. Fu obbligata quella guarnigione alla
+resa, e Costanzo l'arrolò fra le sue truppe. Il che fatto, quasichè
+fin allora il mare avesse rispettata la palizzata suddetta, a forza d'
+onde la smantellò. Diedesi poi Costanzo a far preparamenti di navi per
+liberar la Bretagna dalle mani di esso Carausio, il quale godea bensì
+la pace in quell'isola, ma non lasciava di star ben armato e in
+guardia per difendersi, qualora si vedesse assalito. A quest'anno, o
+pure al seguente, scrive Eusebio[2572] che i popoli Carpi e Basterni
+furono condotti ad abitar nelle provincie romane: segno che nel loro
+paese con vittoriosi passi erano entrati i Romani, se pur coloro non
+furono dalla forza di altri Barbari cacciati dal loro paese. La nazion
+loro vien creduta germanica, ma abitante alla Vistola, in quella che
+oggi si chiama Polonia. Probabilmente questa guerra appartiene
+all'anno 294, siccome diremo.
+
+NOTE:
+
+[2556] Bucher, in Cyclo.
+
+[2557] Lactantius, de Mortibus Persecutor., cap. 7.
+
+[2558] Pagius, Crit.
+
+[2559] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 7. Eutropius. Aurel.
+Vict. Eusebius.
+
+[2560] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2561] Lactantius, de Mortib. Persecutor., cap. 7.
+
+[2562] Aurelius Victor, Epitome.
+
+[2563] Pollio, in Claudio.
+
+[2564] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2565] Anonymus Vales. post Ammian.
+
+[2566] Lactantius, de Mort. Persec., cap. 9. Aurel. Victor, in
+Epitome. Eutrop., in Breviar.
+
+[2567] Eutrop., in Breviario.
+
+[2568] Lactant., de Mort. Persec., cap. 9.
+
+[2569] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2570] Vopiscus, in Caro. Julian., Oratione I. Aurel. Vict., ibid.
+
+[2571] Eumen., in Panegyr. Constant.
+
+[2572] Eusebius, in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXCIII. Indizione XI.
+
+ CAIO papa 11.
+ DIOCLEZIANO imperadore 10.
+ MASSIMIANO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la quinta volta e MARCO
+AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO par la quarta.
+
+
+_Settimio Acindino_ fu in quest'anno prefetto di Roma, e continuò in
+tal dignità anche nell'anno seguente. Si aspettava _Carausio_,
+occupator della Bretagna, la guerra dalla parte della Gallia, senza
+avvedersi che una più perniciosa, perchè occulta, gli si preparava in
+casa[2573]. _Alletto_, o sia _Alesto_, ministro di sua maggior
+confidenza, fosse per timore che piombasse il gastigo sopra i delitti
+da lui commessi, o pure per sola vaghezza di comandare, l'assassinò
+con torgli la vita: dopo di che prese col titolo d'_Augusto_ il
+dominio di quelle provincie, ed ebbe forza e maniera per tenerlo lo
+spazio di alcuni anni. Questo accidente, per cui forse rimasero
+sconcertate alcune segrete misure di Costanzo Cesare, cagion fu
+ch'egli per ora non impiegasse l'armi sue verso la Bretagna, ma che le
+volgesse contro de' Cauchi, o Camavi, e dei Frisoni, che possedevano
+il paese bagnato dalla Schelda, cioè quel che ora vien chiamato i
+Paesi Bassi. Ancorchè in quei tempi un tal paese fosse pien di boschi
+e paludi, ossia di acque stagnanti, cioè di siti difficili a farvi
+guerra, tanta nondimeno fu l'industria e la ostinazion di Costanzo,
+che ridusse tutte quelle barbariche popolazioni a rendersi. Il che
+fatto, trasportò quella gente colle mogli e figliuoli nelle Gallie,
+dando loro terreno da coltivare, senza lasciar armi ad essi, acciocchè
+si avvezzassero ad ubbidire, senza più pensare a ribellarsi. Ciò che
+in questi tempi operassero i due Augusti e Galerio Cesare, resta
+ignoto. Dalle leggi che abbiamo, date nell'anno presente ed accennate
+dal Relando[2574], si vede Diocleziano soggiornante nell'Illirico, o
+nella Tracia, provincie governate da esso Galerio, ma senza apparire
+quali imprese militari si facessero in quelle parti. Se vogliam
+credere ad Eusebio[2575], cominciò Diocleziano in questi tempi a farsi
+adorare qual dio, cioè, per quanto io m'avviso, con obbligar le
+persone ad inginocchiarsi davanti a lui, come si usava coi boriosi re
+di Persia, da' quali forse avea appreso questo costume, laddove
+bastava in addietro salutare i precedenti Augusti con inchinar la
+fronte, come si faceva anche coi giudici. S'egli pretendesse di più,
+nol saprei dire. Proruppe ancora in isfoggi di vanità, col mettersi a
+portar gemme nelle vesti, e fino nelle scarpe: dal che s'erano
+guardati quei precedenti imperadori che furono in concetto di moderati
+e savii.
+
+NOTE:
+
+[2573] Aurelius Victor. Eutropius. Eumenes.
+
+[2574] Reland., Fast. Consul.
+
+[2575] Eusebius, in Chron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXCIV. Indizione XII.
+
+ CAIO papa 12.
+ DIOCLEZIANO imperadore 11.
+ MASSIMIANO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANZO CESARE e CAIO GALERIO VALERIO MASSIMIANO
+CESARE.
+
+
+Che in quest'anno ancora i due Cesari Costanzo e Galerio facessero
+delle prodezze contra de' Barbari, si può dedurre da Giuliano
+Apostata[2576] e dal panegirista di Costantino Augusto, cioè da
+Eumenio[2577]. Oltre all'aver essi cacciato dalle terre romane i
+Barbari, che da gran tempo vi si erano annidati, e le coltivavano come
+sue proprie, quel panegirista parla di diverse altre nazioni
+germaniche, nel paese delle quali entrò il valoroso Costanzo,
+seguitandolo la vittoria dappertutto. Parte egli sterminò que' popoli,
+trovandoli resistenti; e parte umiliati trasse ad abitar nelle
+provincie romane, per accrescerne la popolazione e coltura. Continuava
+in questi tempi Diocleziano Augusto a dimorar nell'Illirico insieme
+con Galerio Cesare, come si ricava da alcune leggi, e verisimilmente
+attendevano nelle parti della Pannonia e Mesia a tenere in freno i
+Barbari, sempre ansanti di bottinar nel paese romano. Idacio[2578]
+scrive che furono in quest'anno fabbricate delle fortezze nel paese
+de' Sarmati di là dal Danubio in faccia delle città di Acinco e
+Bononia. E a questi tempi verisimilmente appartiene ciò che lasciò
+scritto Eutropio[2579], con dire che Diocleziano e Valerio Massimiano
+varie guerre fecero unitamente, o separatamente, e che soggiogarono i
+Carpi e Bastarni, de' quali parlò Eusebio all'anno 292, coll'aver
+inoltre dato delle rotte ai Sarmati. Gran copia ancora di costoro
+fatta prigioniera fu poscia da essi principi trasportata nelle
+provincie romane, e concedute loro terre incolte per sostentamento
+delle lor famiglie, e con vantaggio del pubblico. Presso il
+Mezzabarba[2580] si veggono medaglie di Diocleziano colla _Vittoria
+Sarmatica_, le quali si può credere che sieno da riferire all'anno
+presente.
+
+NOTE:
+
+[2576] Julian., Oratione I.
+
+[2577] Eumenes, Panegyr. 7 Costant., cap. 6.
+
+[2578] Idacius, in Fastis.
+
+[2579] Eutrop., in Breviar.
+
+[2580] Mediobarbus, in Numism. Imperator.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXCV. Indizione XIII.
+
+ CAIO papa 13.
+ DIOCLEZIANO imperadore 12.
+ MASSIMIANO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+TOSCO ed ANULLINO.
+
+
+Che _Mummio Tosco_ fosse appellato il primo console, _Annio Cornelio
+Anullino_ il secondo, lo conghietturò il Panvinio[2581], perchè
+troveremo, andando innanzi, questi due personaggi prefetti di Roma.
+Lodevole è bensì, ma non sicura, una tal conghiettura, e perciò del
+loro solo cognome io mi contento. La prefettura di Roma fu in
+quest'anno appoggiata ad _Aristobolo_. Per attestato d'Idacio[2582], i
+popoli Carpi, che abbiam detto sottomessi nell'anno precedente,
+acciocchè non alzassero più le corna, furono obbligati a mutar cielo,
+con venire ad abitar nella Pannonia. Abbiamo delle leggi date in
+quest'anno, in cui Diocleziano Augusto seguitò a soggiornar nella
+Pannonia e Mesia. Probabilmente tra per le vittorie riportate contra
+de' Sarmati in quelle parti, e pel buon ordine ch'egli diede,
+restarono que' paesi in pace: laonde potè esso Augusto far
+preparamenti per ricuperare l'Egitto, siccome dirò all'anno seguente.
+Si può parimente credere che in questi tempi Galerio Massimiano, per
+adular Diocleziano suocero suo, e Valeria di lui figlia, moglie
+sua[2583], desse il nome di Valeria ad una parte della Pannonia, ossia
+della moderna Ungheria, dopo aver quivi tagliate vastissime selve per
+ridurre quel territorio a coltura. Circa questi tempi ancora sembra
+che succedesse ciò che narrano Eumenio[2584] e l'autore del panegirico
+di Massimiano e Costantino[2585]: cioè l'aver Massimiano Erculio
+Augusto domati i popoli ferocissimi della Mauritania, con aver poscia
+trasportata gran copia di essi in altri paesi.
+
+NOTE:
+
+[2581] Panvin., in Fastis Consul.
+
+[2582] Idacius, in Fastis.
+
+[2583] Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 15. Aurelius Victor, in
+Epitome. Ammianus, lib. 19.
+
+[2584] Eumen., Oration. de Schol. restaur.
+
+[2585] Incertus, in Panegyr. Maximian., cap. 8.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXCVI. Indizione XIV.
+
+ MARCELLINO papa 1.
+ DIOCLEZIANO imperadore 13.
+ MASSIMIANO imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la sesta volta e FLAVIO
+VALERIO COSTANZO CESARE per la seconda.
+
+
+La carica di prefetto di Roma, secondo l'antico Catalogo del
+Cuspiniano e Bucherio, fu esercitata da _Cassio Dione_ in quest'anno,
+nel quale mancò di vita _Caio_ romano pontefice[2586]. A lui
+succedette nella sedia di San Pietro _Marcellino_. Fecondo di vittorie
+fu l'anno presente ai principi romani, se pur si può accertare nella
+cronologia di quei fatti, fatti per altro certissimi. Costanzo Cesare,
+ardendo sempre di voglia di riacquistar la Bretagna, con torla dalle
+mani dell'usurpatore _Alletto_[2587], teneva già in ordine buon
+esercito e poderose flotte per far vela verso colà. Ma sospettando che
+i Franchi ed altri popoli della Germania, allorchè vedessero lui
+impegnato nella guerra oltre mare, secondo il lor uso, tentassero
+d'inquietar le Gallie, raccomandossi a Massimiano Augusto, padrigno di
+sua moglie, pregandolo di venir alla difesa di que' confini. Venne in
+fatti, per attestato d'Eumenio, Massimiano al Reno, e bastante fu la
+sua presenza a tenere in briglia i popoli nemici. Intanto con ardore
+incredibile si mossero le flotte di Costanzo verso la Bretagna. Su
+quella ch'era a Gesoriaco, cioè a Bologna di Picardia, s'imbarcò egli;
+ed ancorchè il mare fosse gonfio, e poco favorevole il vento, pure
+animosamente sciolse dal lido. Pervenuto questo avviso all'altra
+flotta preparata alla sboccatura della Senna, accrebbe il coraggio a
+quei soldati e marinari in maniera, che al dispetto del tempo
+contrario si mossero anch'essi. Era comandante d'essa _Asclepiodoto_
+prefetto del pretorio. Riuscì a questa col benefizio d'una densa
+nebbia di andar a dirittura con prospero cammino nella Bretagna, senza
+essere scoperta da Alletto, che colla sua s'era postato in
+osservazione all'isola Vetta, oggidì di Wight. Appena ebbe
+Asclepiodoto afferrato il lido, e sbarcate le truppe e le munizioni
+tutte, che fece dar fuoco alle navi, acciocchè i suoi, veggendosi
+tolta la speranza d'ogni scampo, sapessero che nelle lor sole braccia
+era riposta la salute, ed anche per impedir che que' legni non
+cadessero in poter de' nemici. Atterrito Alletto parte dalla notizia
+che Costanzo veniva contra di lui con una flotta, e che l'altra, già
+pervenuta in terra ferma, minacciava tutte le sue città, lasciata
+andare l'armata sua navale, co' suoi se ne ritornò anch'egli indietro,
+e si mise in campagna contra di Asclepiodoto. Senza aspettare di aver
+unite tutte le sue forze, e senza nè pur mettere in ordine di
+battaglia quelle che seco avea, coi soli Barbari di suo seguito assalì
+egli dipoi i Romani. Rimase sconfitto, ed anch'egli lasciò nel
+combattimento la vita, con essersi poi appena potuto discernere il
+cadavero suo, per aver egli deposto l'abito imperiale, che avrebbe
+potuto farlo conoscere nella zuffa o nella fuga. Ma forse molto più
+tardi accadde la caduta di costui. Intanto la flotta, dove era
+Costanzo Cesare, più per accidente che per sicura condotta, a cagion
+delle folte nebbie, imboccò il Tamigi, e per esso si spinse fino alla
+città di Londra. L'arrivo suo fu la salute di quel popolo;
+imperciocchè essendosi ridotti colà i Franchi ed altri Barbari che si
+erano salvati dalla rotta di Alletto, mentre concertavano fra loro di
+dare il sacco alla città, e poi di fuggirsene, eccoli giugnere loro
+addosso Costanzo colle sue milizie, e tagliarli lutti a pezzi, con
+salvar le vite e i beni di que' cittadini. Così in poco tempo tutto
+quel paese della Bretagna, che ubbidiva già all'aquile romane, tornò
+alla division di Costanzo, con estremo giubilo di quei popoli, per
+vedersi liberi dai tiranni e dai Barbari ausiliarii, e più perchè
+trovarono in Costanzo non un nemico, nè un vendicativo, ma un principe
+pien di clemenza. Perdonò egli a tutti, ed anche ai complici della
+ribellione[2588], e fece restituire ai particolari tutto quanto era
+stato loro tolto o dai tiranni passati, o dalle sue medesime milizie.
+Così fu restituita le quiete e l'allegrezza alle contrade romane della
+Bretagna; e i popoli, non per anche soggiogati in essa, un sommo
+rispetto cominciarono ad osservare verso i Romani. Le Gallie anche
+esse restarono libere dalle molte vessazioni patite in addietro per
+cagione di que' corsari.
+
+A questo medesimo anno, se non falla la Cronica d'Eusebio[2589], si
+dee riferir la spedizione di Diocleziano Augusto contra di _Achilleo_
+usurpatore dell'Egitto[2590]. Tenne egli assediata per otto mesi
+Alessandria, e, secondo Giovanni Malala[2591], le tolse l'uso
+dell'acqua, con rompere gli acquidotti. Finalmente entratovi,
+dimentico affatto della clemenza, non solamente tolse di vita il
+tiranno ed altri suoi complici, ma permise a' suoi soldati il sacco di
+quella insigne città, e poi, datole il fuoco, ne fece diroccar le
+mura. Innumerabili furono coloro che rimasero spogliati delle lor
+facoltà e cacciati in esilio. Una favola sarà il raccontar esso
+Malala, che avendo Diocleziano ordinato che non si cessasse di
+uccidere gli Alessandrini, finchè il sangue loro non arrivasse ai
+ginocchi del suo cavallo, per accidente nell'entrar egli nella città,
+inciampando il suo cavallo in un uomo ucciso, si tinse di sangue il
+ginocchio. Diocleziano allora comandò che desistessero dalla strage,
+per essersi adempiuto il suo giuramento: perlochè quel popolo alzò
+dipoi una statua di bronzo al di lui cavallo. Il solo Eumenio da
+panegirista adulatore esalta la clemenza di Diocleziano, con cui avea
+data la pace all'Egitto; imperciocchè lo stesso Eutropio[2592], oltre
+ad altri scrittori[2593], ci assicura ch'egli con somma crudeltà
+trattò que' popoli. Galerio Massimiano presso Eusebio[2594] si truova
+intitolato _Egiziano_ e _Tebaico_: indizio ch'egli, siccome il bravo
+Diocleziano, faticò in quella impresa. Nella Istoria Miscella[2595] è
+scritto che Costantino figlio di Costanzo accompagnò Diocleziano colà,
+e militando diede più segni del suo valore. Se poi crediamo a
+Suida[2596], in questa occasione fece Diocleziano cercare e bruciare
+quanti libri potè ritrovare che trattassero d'alchimia, cioè di
+cangiare i metalli, convenendoli in oro ed argento. Credono alcuni
+che, prestando egli fede a que' decantati segreti, volesse levare a
+que' popoli i mezzi da ribellarsi. Più probabile è, che, tenendoli per
+cose vane, siccome sono in fatti, egli cercasse di guarir quella gente
+da cotal malattia. Quando quei libri avessero contenuto il segreto di
+far oro ed argento, non era sì corto di giudizio Diocleziano che gli
+avesse dati alle fiamme: avrebbe saputo ritenerli per valersene in suo
+pro. Oltre a questo, egli visitò tutto il paese; ed abbiamo da
+Procopio[2597], che avendo trovato un gran tratto di paese nell'alto
+Egitto confinante coll'Etiopia, o sia colla Nubia, il cui mantenimento
+portava più spesa che profitto a cagion delle scorrerie che vi faceano
+continuamente i Nubiani, per via di una convenzione lo rilasciò ai
+medesimi, con obbligarli a tenere in freno i Blemmii ed altri popoli
+dell'Arabia, acciocchè non molestassero l'Egitto. Aggiugne
+Olimpiodoro[2598] che Diocleziano, invitato dai Blemmii, andò a
+divertirsi nel loro paese, e che loro accordò un'annua pensione per
+averli amici: il che a nulla servì col tempo, essendo troppo avvezzi
+coloro al mestier del rubare, che tuttavia a' dì nostri continua in
+quel paese, altri non essendo stati i Blemmii, se non una nazione
+d'Arabi masnadieri. Osserva ancora Procopio che in que' paesi erano
+miniere di smeraldi; il che veggo confermato dai moderni viaggiatori,
+i quali nondimeno asseriscono non sapersi più il sito di quelle, per
+vendetta fatta da un principe d'Arabi, perseguitato indebitamente
+dall'avarizia turchesca.
+
+NOTE:
+
+[2586] Anastas. Bibliothecar.
+
+[2587] Eumenes, in Constant. Eutropius. Aurelius Victor.
+
+[2588] Eumenes., Panegyr. Constant., cap. 6.
+
+[2589] Eusebius, in Chron.
+
+[2590] Aurelius Victor, in Epitome. Eutrop., in Breviar.
+
+[2591] Johannes Malala, in Chronograph.
+
+[2592] Eutrop., in Breviar.
+
+[2593] Euseb., in Chron. Orosius et alii.
+
+[2594] Euseb., Hist. Eccl. lib. 8, cap. 17.
+
+[2595] Histor. Miscella in Dioclet.
+
+[2596] Suidas, in Excerpt.
+
+[2597] Procop., de Reb. Pers., lib. 1, cap. 19.
+
+[2598] Olympiodorus, Eclog. in Histor. Byzant.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXCVII. Indizione XV.
+
+ MARCELLINO papa 2.
+ DIOCLEZIANO imperadore 14.
+ MASSIMIANO imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la quinta volta e CAIO
+GALERIO MASSIMIANO CESARE per la seconda.
+
+
+_Afranio Annibaliano_ tenne in questo anno la prefettura di Roma. Se
+fosse vero che nell'anno presente Eumenio recitata avesse la sua
+orazione delle scuole di Autun, come ha creduto il padre Pagi con
+altri[2599], sarebbe da dire che in quest'anno fosse già cominciata la
+guerra fatta da Galerio Massimiano contro ai Persiani. Ma non è ciò
+esente da dubbii, potendo essere che nel corrente anno, o pur nel
+seguente, come pensa il Tillemont[2600], quell'orazione venisse
+recitata, non contenendo essa indizio certo dell'anno, oltre all'aver
+anche alcuni dubitato se Eumenio ne sia l'autore. Sia dunque a me
+permesso rammentar qui la guerra persiana di Galerio, giacchè
+Eutropio[2601], Eusebio[2602], Idacio[2603] e la Cronica
+Alessandrina[2604] la riferiscono dopo la liberazion dell'Egitto:
+confessando io nondimeno che Aurelio Vittore[2605] e Giovanni
+Malala[2606] sembrano rapportarla al tempo avanti. Zonara[2607] ne
+parla come se fossero tutte e due nello stesso tempo succedute.
+Regnava allora nella Persia non so se Narseo, o sia Narse, o Narsete,
+o pur Vararane, principe ambizioso, che s'era messo in testa di non la
+cedere a Sapore, avolo suo, nella gloria di conquistatore. Avea egli
+già tolto ai Romani l'Armenia, e con formidabil armata minacciava il
+resto dell'Oriente. Diocleziano, per attestato di Lattanzio[2608], non
+si sentendo voglia di far pruova del suo valore contra di coloro, per
+non incorrere nella sciagura di Valeriano Augusto, diede, secondo il
+solito, l'incumbenza d'essa guerra al suo gran campione, cioè a
+Galerio Massimiano Cesare, con andarsene egli a riposare in Antiochia
+col pretesto di attender ivi alla spedizione di gente e di viveri
+all'armata di Galerio a misura de' bisogni. Era Galerio uomo
+arditissimo, ed Orosio[2609] parla di due combattimenti contro i
+Persiani, ma senza dirne l'esito. Convengono poi tutti gli
+storici[2610] che in un d'essi, o pure nel terzo, egli totalmente
+rimase sconfitto dai nemici, non già per sua dappocaggine, ma per sua
+temerità, avendo voluto con poche schiere de' suoi assalir le
+moltissime dei Persiani. Da una o due parole di Eusebio[2611], e da
+altre di Eutropio[2612] e di Rufo Festo[2613], ricaviamo che lo stesso
+Galerio venne in persona ad informar Diocleziano de' suoi sinistri
+avvenimenti; ma fu sì sgarbatamente, e con tale alterigia e sprezzo
+ricevuto da Diocleziano, che fu costretto a tenergli dietro per più di
+un miglio di viaggio a piedi vicino alla carrozza con tutto il suo
+abito di porpora indosso. Potrebbe essere che nel precedente anno
+tutto questo avvenisse. Ma per tal disavventura ed ignominia in vece
+di perdere il coraggio, Galerio maggiormente si sentì animato alla
+vendetta. Raunato dunque un possente esercito[2614], massimamente di
+veterani e di Goti nell'Illirico e nella Mesia, con esso passò
+nell'Armenia, per azzuffarsi di nuovo col re persiano. Diocleziano
+anch'egli con molte forze si avvicinò ai confini della Persia nella
+Mesopotamia, per fiancheggiar Galerio, ma lungi dai pericoli. Mirabile
+fu questa volta la circospezione e sagacità di Galerio, dopo aver
+imparato dianzi alle sue spese. In persona con due soli compagni andò
+egli prima a spiare l'armata nemica, e seppe sì ben disporre le
+insidie e cogliere il tempo, che, assalito all'improvviso il campo
+nemico, superiore bensì di forze, ma impedito da gran bagaglio,
+interamente lo disfece con orrido macello della gente persiana. Scrive
+Zonara[2615] che il re loro se ne fuggì portando seco per buona
+ricordanza del fatto una ferita. Ma restò prigioniera la di lui
+moglie, o pure, come altri vogliono, le di lui mogli, sorelle e
+figliuoli dell'uno e l'altro sesso, con assaissime altre persone della
+prima nobiltà della Persia. Lo spoglio del campo nemico fu d'immense
+ricchezze, e ne arricchirono tutti i soldati. Ebbe cura Galerio, per
+attestato di Pietro Patrizio[2616], che fossero trattale con tutta
+proprietà e modestia le principesse prigioniere: atto sommamente
+ammirato dai Persiani, i quali furono forzati a confessare che i
+Romani andavano loro innanzi, non meno nel valore dell'armi che nella
+pulizia de' costumi. Avrà pena il lettore a credere ad Ammiano
+Marcellino[2617], allorchè racconta, che avendo un soldato trovato in
+quell'occasione un sacco di cuoio, se pur non fu uno scudo, dove era
+gran quantità di perle, gittò via le perle, contento del solo scudo o
+sacco: tanto erano allora le armate romane lontane del lusso, e
+ignoranti nelle cose di vanità. Certo un grande ignorante dovea essere
+costui!
+
+Giovanni Malala[2618] lasciò scritto che Arsane regina di Persia,
+rimasta prigioniera, fu condotta ad Antiochia, ed ivi nel delizioso
+luogo di Dafne per alcuni anni con tutto onore mantenuta da
+Diocleziano, finchè, fatta la pace, fu restituita al marito. Aggiunge
+ch'esso Augusto per la vittoria suddetta provar fece a tutte le
+province la sua liberalità. Ma non sussiste che per alcuni anni
+durasse la prigionia della regina persiana. Imperciocchè Narse, dopo
+essere fuggito sino alle parti estreme del suo reame, rivenne in sè
+stesso, e spedì a Galerio uno de' suoi più confidenti[2619], per nome
+Afarban, affinchè umilmente il pregasse di pace, con dargli un foglio
+in bianco per quelle condizioni che più piacessero ad esso Galerio. Nè
+altro chiedeva quel re, fuorchè la restituzion delle sue donne e de'
+suoi figliuoli, perchè nel resto sperava buon trattamento dalla
+generosità romana, la quale non vorrebbe troppo eclissata la monarchia
+persiana, cioè uno dei due occhi, o pur dei due soli che si avesse
+allora la terra. L'ambasciata andò; e Galerio in collera rispose che
+non toccava ai Persiani il domandare ad altrui della moderazion nella
+vittoria dopo gl'indegni trattamenti da lor fatti a Valeriano Augusto,
+e che egli restava più tosto offeso delle lor preghiere. Nientedimeno
+voleva ben ricordarsi del costume de' Romani, avvezzi a vincere i
+superbi e resistenti, e a trattar bene chi si sottometteva. Con questo
+licenziò l'ambasciatore, dicendogli che il di lui padrone sperasse di
+riveder presto persone a lui tanto care. Venne Galerio a Nisibi nella
+Mesopotamia, dove si trovava Diocleziano, per conferir seco le
+proposizioni del re nemico. Con grande onore fu allora ricevuto, e si
+trattò fra loro se si avea da dar mano alla pace. Pretendeva Galerio
+che si seguitasse la vittoria[2620], in guisa che si facesse della
+Persia una provincia soggetta all'imperio romano. Ma Diocleziano, che
+la volea finire, e più dell'altro scorgeva quanto fosse malagevole il
+tenere in ubbidienza quel vasto regno, si ridusse a più discrete
+pretensioni. Fu dunque spedito a Narse il segretario Sicorio Probo, il
+quale, trovato il re nella Media vicino al fiume Asprudis, fu molto
+onorevolmente accolto; ma non ebbe sì tosto udienza, perchè Narse
+volle dar tempo a' suoi fuggiti dalla battaglia di comparir colà.
+L'udienza fu fata alla presenza del solo Afarban e di due altri; e
+Probo dimandò che il re cedesse ai Romani cinque provincie poste di
+qua dal fiume Tigri verso la di lui sorgente, ciò l'Intelene, la
+Sofene, l'Arzacene, la Carduene e la Zabdicene. Pretese inoltre che il
+Tigri fosse il divisorio delle monarchie, Nisibi il luogo di commercio
+fra le due nazioni; che l'Armenia sottoposta ai Romani arrivasse fino
+al castello di Zinta sui confini della Media; e che il re d'Iberia
+ricevesse la corona dall'imperatore. A riserva dell'articolo Nisibi,
+Narse accordò tutto, e rinunziò ad ogni sua pretensione sopra la
+Mesopotamia: con che seguì la pace, e furono restituiti i prigioni.
+Gloria ed utilità non poca provenne dalla suddetta vittoria
+all'imperio romano; perchè, a testimonianza di Rufo Festo[2621], durò
+la stabilita pace sino ai suoi giorni, cioè per quaranta anni,
+avendola rotta i Persiani solamente verso il fine del governo di
+Costantino, per riaver le provincie cedute, siccome in fatti le
+riebbero. Galerio per questa sì fortunata campagna si gonfiò a
+dismisura; e, siccome avvertì Lattanzio[2622], prese i titoli fastosi
+di _Persico, Armeniaco, Medico_ e _Adiabenico_, quasichè egli avesse
+soggiogate tutte quelle nazioni. Quel che è più ridicolo, da lì
+innanzi egli affettò il titolo di _figliuolo di Marte_, laonde
+Diocleziano cominciò a temer forte di lui. Si sa che nel presentare a
+Galerio le lettere di esso Diocleziano col titolo consueto di
+_Cesare_, più volte egli esclamò dicendo: _E fin a quando io dovrò
+ricevere questo solo titolo?_ Potrebbe essere che nel presente anno
+ancora Massimiano Augusto e Costanzo Cloro Cesare riportassero altre
+vittorie dal canto loro contra dei Barbari; ma giacchè il tempo
+preciso delle loro imprese non si può fissare, parlerò dei loro fatti
+negli anni seguenti.
+
+NOTE:
+
+[2599] Pagius, Critic. Baron. De la Baune et alii.
+
+[2600] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2601] Eutrop., in Breviario.
+
+[2602] Eusebius, in Chronic.
+
+[2603] Idacius, in Fastis.
+
+[2604] Chronic. Alexandrinam.
+
+[2605] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2606] Johannes Malala, in Chronograph.
+
+[2607] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2608] Lactantius, de Mortibus Persecutor., cap. 9.
+
+[2609] Orosius, Histor., lib. 7, cap. 25.
+
+[2610] Aurelius Victor, in Epitome. Julianus, Oratione I. Ammianus
+Marcellin. et alii.
+
+[2611] Euseb., in Chronic.
+
+[2612] Eutrop., in Breviar.
+
+[2613] Rufus Festus, in Breviar.
+
+[2614] Jordan., de Reb. Getic., cap. 21. Lactantius, de Mortibus
+Persecut., cap. 9. Rufus Festus, in Breviar. Eutropius et alii.
+
+[2615] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2616] Petrus Patritius, de Legat. Tom. I Histor. Byzant.
+
+[2617] Ammianus Marcellinus, lib. 22.
+
+[2618] Joannes Malala, in Chronogr.
+
+[2619] Petrus Patricius, de Legat. Tom. I Hist. Byzant.
+
+[2620] Aurelius Victor, Epitome.
+
+[2621] Rufus Festus, in Breviario. Libanius, in Basilic.
+
+[2622] Lactantius, de Mortib. Persec.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXCVIII. Indizione I.
+
+ MARCELLINO papa 3.
+ DIOCLEZIANO imperadore 15.
+ MASSIMIANO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+ANICIO FAUSTO e VIRIO GALLO.
+
+
+Così ho io descritto i nomi di questi consoli, appoggiato a due
+iscrizioni che si leggono nella mia Raccolta[2623], senza dare a
+_Fausto_ il secondo consolato, come alcuno ha tenuto; e con chiamare
+il secondo console _Virio_, e non _Severo_, come fa la Cronica
+Alessandrina. _Artorio Massimo_, per attestato degli antichi
+cataloghi, fu prefetto di Roma in questo anno. Potrebbe essere che
+all'anno presente appartenesse la guerra fatta da Costanzo Cesare
+contra degli Alamanni. Eusebio[2624] la riferisce circa questi tempi.
+Eutropio[2625] e Zonara[2626] ne parlano prima della guerra di Persia.
+Erano in armi gli Alamanni, e con poderoso esercito venuti alla volta
+di Langres nelle Gallie, sorpresero in maniera Costanzo, che fu
+forzato a ritirarsi precipitosamente colle sue genti. Pervenuto a
+quella città, vi trovò chiuse le porte, per timore che v'entrassero i
+nemici. Se volle salvarsi, gli convenne farsi tirar su per le mura con
+delle corde. Ma raccolte in meno di cinque ore tutte le sue milizie,
+coraggiosamente uscì addosso ai nemici, li sbaragliò, e ne fece restar
+freddi sul campo sessantamila, come ha il testo latino di Eusebio,
+Eutropio, Orosio[2627] e Zonara. Ma chi è pratico delle guerre, e sa
+che d'ordinario troppo da' parziali s'ingrandiscono le vittorie, avrà
+ben ragionevolmente dubbio, che invece di sessantamila s'abbia a
+leggere sei mila, come appunto sta nel testo greco di Eusebio e di
+Teofane[2628]. In questa battaglia restò ferito Costanzo. Eutropio
+dopo sì gloriosa vittoria seguita a dire che Massimiano Augusto
+nell'Africa terminò la guerra contro ai Quinquegenziani con averli
+domati, e costretti a chieder pace, ch'egli loro non negò.
+
+NOTE:
+
+[2623] Thesaurus Novus Inscript., pag 370.
+
+[2624] Euseb., in Chron.
+
+[2625] Eutrop., in Breviar.
+
+[2626] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2627] Orosius, lib. 7, cap. 25.
+
+[2628] Teophanes, in Chronico.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCXCIX. Indizione II.
+
+ MARCELLINO papa 4.
+ DIOCLEZIANO imperadore 16.
+ MASSIMIANO imperadore 14.
+
+_Consoli_
+
+CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la settima volta e MARCO
+AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la sesta.
+
+
+Fu in quest'anno esercitata la prefettura di Roma da _Anicio Fausto_.
+Da che Diocleziano Augusto ebbe scelto per sè il governo dell'Oriente,
+per l'affetto da lui preso a quel soggiorno, si diede ad abbellir di
+nuove fabbriche l'insigne città di Antiochia, cioè la Roma di quelle
+contrade; ma specialmente v'attese da che ebbe ricuperato l'Egitto, e
+terminata felicemente la guerra co' Persiani, per essere succeduta
+un'invidiabil pace. Giovanni Malala[2629], siccome di patria
+Antiocheno, merita ben qualche fede, allorchè descrive le sontuose
+opere di lui in ornamento d'Antiochia, e per sicurezza delle frontiere
+romane. Scrive egli dunque che in quella città fabbricò un vasto
+palazzo, di cui già avea Gallieno gittati i fondamenti, siccome ancora
+un bagno pubblico vicino al circo, a cui diede il nome di terme
+diocleziane. Furono ancora, d'ordine suo, fabbricati i pubblici
+granai, per riporvi i grani, con regolar le misure del frumento e
+delle altre cose venali, affinchè i mercatanti non venissero
+danneggiati dai soldati. Inoltre fabbricò nel luogo di Dafne lo
+stadio, acciocchè ivi dopo i giuochi olimpici si coronassero i
+vincitori. Quivi ancora eresse i templi di Giove Olimpico, di Apolline
+e di Nemesi, incrostandoli di marmi pellegrini. Parimente fabbricò
+sotterra un tempio ad Ecate, al quale si scendeva per trecento
+sessantacinque gradini; e in Dafne un palazzo, dove potessero
+alloggiar gl'imperadori andando colà, quando in addietro stavano sotto
+le tende. Quivi pure, siccome ancora in Edessa e in Damasco, dispose
+botteghe, per lavorarvi ogni sorta d'armi ad uso della guerra, e per
+impedir le frequenti scorrerie degli Arabi. Oltre a ciò, in Antiochia
+da' fondamenti eresse una zecca, e fra alcuni altri bagni uno, a cui
+diede il nome di senatorio. Nè questo bastò al suo magnifico genio. Si
+applicò ancora ad alzar castella e fortezze ai confini, mettendo
+guarnigioni di soldati dappertutto; e valenti capitani per custodir
+quelle frontiere. Abbiamo confermata da Ammiano[2630] questa diligenza
+di Diocleziano, siccome ancora da Procopio[2631], i quali scrivono
+aver egli specialmente fortificato di mura e di torri il castello di
+Cercusio, o sia Circesio, nella Mesopotamia. L'autore[2632] inoltre
+della orazione pel ristoramento delle scuole in Autun, parla di varie
+città già deserte, e divenute covili di fiere, le quali dalla
+diligenza degli Augusti e Cesari di questi tempi erano state rimesse
+io buono stato e popolate. Fa egli eziandio menzione delle fortezze
+alzate al Reno, al Danubio, all'Eufrate per guardia del paese romano.
+Se vogliamo stare alla testimonianza di Idacio[2633], ebbe Massimiano
+Augusto guerra in quest'anno coi Marcomanni, popoli della Germania, e
+fracassò le loro squadre: della qual vittoria fecero anche menzione
+Eutropio[2634] ed Aurelio Vittore[2635].
+
+NOTE:
+
+[2629] Joannes Malala, in Chronogr.
+
+[2630] Ammianus, lib. 23, cap. 11.
+
+[2631] Procop., de Ædicti., lib. 1, cap. 6.
+
+[2632] Eumen., Orat. de Schol. restaurand.
+
+[2633] Idacius, in Fastis.
+
+[2634] Eutrop., in Breviar.
+
+[2635] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCC. Indizione III.
+
+ MARCELLINO papa 5.
+ DIOCLEZIANO imperadore 17.
+ MASSIMIANO imperatore 15.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANZO CESARE per la terza volta e CAIO VALERIO
+GALERIO MASSIMIANO CESARE per la terza.
+
+
+L'essere nominato _Costanzo_ Cesare ne' Fasti prima di _Galerio_,
+avvalora l'opinion di coloro che gli attribuiscono la preminenza,
+allorchè egli fu eletto Cesare. _Appio Pompeo Faustino_, secondo gli
+antichi Cataloghi[2636], esercitò in quest'anno la prefettura di Roma.
+Alcune leggi, che si possono riferire all'anno presente, ci fan vedere
+Diocleziano dimorante in questi tempi nelle città della Tracia e
+dell'Illirico, e massimamente a Sirmio. Il dirsi poi da Eutropio[2637]
+che dopo la guerra persiana furono vinti i Sarmati, e domati i popoli
+Carpi e Bastarni, se veramente riguardasse l'anno presente, ci farebbe
+intendere perchè Diocleziano si trattenesse in quelle parti della
+giurisdizion di Galerio, cioè per secondare le di lui militari imprese
+contra di que' Barbari. Ma per conto de' Carpi e Bastarni, la Cronica
+d'Eusebio[2638] ce li rappresenta molto prima soggiogati, e
+trasportati ad abitar nelle provincie romane. Parla il medesimo
+Eusebio delle terme diocleziane che si cominciarono a fabbricare
+(secondochè crede il padre Pagi)[2639] circa questi tempi in Roma, e
+furono poi compiute da Costantino; fabbrica di maravigliosa mole, di
+cui son da vedere gli scrittori che hanno illustrato Roma antica.
+Similmente Massimiano Erculio Augusto si applicò ad edificar le terme
+massimiane in Cartagine. Frequentissimo in questi secoli era
+dappertutto l'uso dei bagni, che pure troviamo da sì lungo tempo
+dismesso per quasi tutta l'Europa.
+
+NOTE:
+
+[2636] Panvin., in Fastis Consul.
+
+[2637] Eutrop., in Breviario.
+
+[2638] Eusebius, in Chron.
+
+[2639] Pagius, Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCI. Indizione IV.
+
+ MARCELLINO papa 6.
+ DIOCLEZIANO imperadore 18.
+ MASSIMIANO imperadore 16.
+
+_Consoli_
+
+TIZIANO per la seconda volta e NEPOZIANO.
+
+
+Si parla in un'iscrizione pubblicata dal Fabretti[2640] di un _Tito
+Flavio Postumio Tiziano console_. Egli da me è creduto quegli stesso
+che in quest'anno procedette console, perciocchè noi vedremo all'anno
+505 _Postumio Tiziano_ prefetto di Roma. Per l'anno presente quella
+prefettura fu data ad _Elio Dionisio_. Eusebio[2641] riferisce un
+orribil tremuoto che in questi tempi si fece sentire in Sidone e Tiro,
+colla rovina di moltissimi edifizii, ed oppressione di popolo
+innumerabile. Quali imprese in questi tempi facesse Costanzo Cloro
+Cesare nelle Gallie, non sappiam dirlo, nè a qual anno appartenga il
+raccontarsi da Eumenio[2642], nel panegirico a Costantino Augusto, che
+Costanzo suo padre nei campi di Vindone, creduto oggidì un luogo nel
+cantone di Berna, fece una grande strage di nemici. Oltre a ciò,
+essendo passata una sterminata moltitudine di nazioni germaniche col
+benefizio del ghiaccio nella grande isola formata dal Reno, cioè nella
+Batavia, allo improvviso scioltosi il ghiaccio, restò ivi di maniera
+ristretta, che fu obbligata a rendersi prigioniera a Costanzo. Non è
+improbabile che verso questi tempi un tal fatto accadesse.
+
+NOTE:
+
+[2640] Fabrettus, Inscript., pag. 208.
+
+[2641] Euseb., in Chron.
+
+[2642] Eumenes, Panegyric. Const.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCII. Indizione V.
+
+ MARCELLINO papa 7.
+ DIOCLEZIANO imperadore 19.
+ MASSIMIANO imperadore 17.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANZO CESARE per la quarta volta e CAIO VALERIO
+MASSIMIANO CESARE per la quarta.
+
+
+_Nummio Tosco_ esercitò in quest'anno la carica di prefetto di Roma.
+Gran carestia si patì in Oriente, ed arrivò ad una esorbitanza il
+prezzo de' grani[2643]. Nel ripiego che prese in tal congiuntura
+Diocleziano, si desiderò la prudenza; imperciocchè ordinò che ad un
+prezzo mediocre si vendesse il grano: dal che venne che i mercanti non
+ne vendevano più, nè faceano venirne da lontani paesi: sicchè crebbe
+di lunga mano la penuria e la fame, e succederono sedizioni ed
+ammazzamenti, con essere in fine costretto l'imperadore a levar quella
+tassa, e a lasciare che il mondo per questo conto si governasse da sè
+stesso. Può essere che tale carestia si stendesse anche allo Egitto,
+paese per altro scelto a pascere gli altri coll'abbondanza sua.
+Certamente abbiamo dalla Cronica di Alessandria[2644] e da
+Procopio[2645] che Diocleziano assegnò alcuni milioni di misure di
+grano, da darsi annualmente in dono ai poveri di quel paese, con
+distribuirlo per famiglie: liberalità che durò sino ai tempi di
+Giustiniano Augusto, e sotto di lui cessò. Abbiamo da Aurelio
+Vittore[2646] che furono dai due Augusti pubblicate delle giustissime
+leggi per la quiete pubblica e buono stato delle città, e sopra tutto
+fu abolito l'uffizio dei frumentarii, cioè di spie, ossia
+d'inspettori, che si mandavano nelle provincie per indagare se v'erano
+movimenti, abusi e doglianze. Sembra che sul principio un tal impiego
+fosse onorevole, e ne ridondasse buon utile al pubblico, perchè,
+informati gli Augusti dei disordini occorrenti, vi rimediavano. Ma nel
+progresso del tempo, giusta il costume delle umane cose, il buon
+istituto degenerò in una vera peste; perchè costoro, con inventar
+mille false accuse, assassinavano chiunque lor non piaceva, o non si
+comperava la loro amicizia; e facendo paura anche ai più lontani,
+mettevano in contribuzione tutti i paesi. Inoltre buoni regolamenti
+furono fatti per mantenere l'abbondanza de' viveri in Roma, e perchè
+puntualmente fossero pagate le milizie e promosse le persone
+meritevoli, e gastigati i malfattori. Finalmente si continuò a cingere
+di belle e forti mura la città di Roma, e ad abbellir l'altre città
+con delle nuove e magnifiche fabbriche: il che particolarmente fu
+fatto in Cartagine, Nicomedia e Milano. Fra gli altri suntuosi
+edificii Massimiano Erculio Augusto in questa ultima città fece
+fabbricar le terme, o vogliam dire i bagni, che presero la
+denominazione da lui. Ne fa menzione Ausonio[2647] nella descrizion
+delle primarie città. Non si può negare, v'erano motivi per poter
+appellar felice allora lo stato dell'imperio romano; ma, siccome
+aggiugne lo stesso Aurelio Vittore, neppure allora mancavano pubblici
+guai e sconcerti. La nefanda libidine di Massimiano Erculio Augusto
+cagionava non pochi lamenti, non perdonando egli neppure agli ostaggi;
+e Diocleziano, per non isconciar la quiete e gl'interessi suoi
+proprii, nè rompere la concordia con esso Massimiano e con Galerio
+Cesare, chiudeva gli occhi, lasciando far loro quanto volevano
+d'ingiustizie e prepotenze. Peggio ancora operò nell'anno seguente,
+come fra poco vedremo.
+
+NOTE:
+
+[2643] Idacius, in Fastis. Lactantius, de Mort. Persecut., cap. 7.
+
+[2644] Chron. Alexandrin.
+
+[2645] Procop., in Histor. arc.
+
+[2646] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2647] Ausonius, de Urbibus.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCIII. Indizione VI.
+
+ MARCELLINO papa 8.
+ DIOCLEZIANO imperadore 20.
+ MASSIMIANO imperadore 18.
+
+_Consoli_
+
+CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per l'ottava volta e MARCO
+AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la settima.
+
+
+L'uffizio di prefetto di Roma fu appoggiato a _Giunio Tiberiano_[2648]
+in questo anno; anno non so s'io dica di funesta, oppur di gloriosa
+memoria alla religione cristiana. Funesto, perchè in esso fu mossa la
+più orrida persecuzione che mai patisse in addietro la fede di Cristo;
+glorioso, perchè questa fede si mirò sostenuta da innumerabili
+campioni sprezzatori dei tormenti e della morte, e che col loro
+martirio accrebbero i cittadini al cielo[2649]. Per testimonianza di
+Lattanzio[2650], fin l'anno di Cristo 298, perchè nel sagrificare agli
+idoli niun segno si vedeva nelle viscere delle vittime per predir
+l'avvenire, come si figurarono i troppo crudeli pagani, gli aruspici
+attribuirono questo sconcerto al sospetto o alla certezza che fosse
+presente qualche cristiano. Allora Diocleziano in collera ordinò che
+non solamente tutte le persone di corte, fra le quali non poche
+professavano la religione cristiana, ma anche i soldati per le
+provincie sagrificassero agl'idoli, sotto pena d'essere flagellati e
+cassati. Alcuni pochi per questo ordine sostennero anche la morte, ma
+per allora gran rumore non si fece. Avvenne che Diocleziano Augusto e
+Galerio Cesare suo genero unitamente passarono il verno di quest'anno
+nella Bitinia, nella città di Nicomedia. In quei tempi, come confessa
+Eusebio, per la lunga pace s'era bensì in mirabil forma dilatata la
+religion di Cristo, coll'erezion d'infiniti templi nelle stesse città
+per tutte le provincie romane; ed innumerabil popolo era già divenuto
+quello degli adoratori della croce per l'Oriente e per l'Occidente. Ma
+il loglio era anche col grano; già fra gli stessi cristiani s'udivano
+eresie, si mirava l'invidia, la frode, la simulazione e l'ipocrisia
+cresciuta fra loro. E fino i vescovi mal d'accordo insieme disputavano
+di precedenze, l'un mormorando dell'altro, con giugnere poi le lor
+gregge ad ingiurie e sedizioni, e a dimenticare i doveri e i bei
+documenti di sì santa religione. Giacchè niun pensava a placar Dio,
+volle Dio farli ravvedere, volle con leggier braccio gastigar le loro
+negligenze, lasciando che i pagani sfogassero l'antico lor odio contra
+del suo popolo eletto[2651]. Galerio Cesare quegli fu che accese il
+fuoco. Costui da sua madre, donna di villa, asprissima nemica de'
+cristiani, imparò ad abborrirli, e ne avea ben dati in addietro dei
+fieri segni; ma in quest'anno decretò di sterminarli affatto.
+Trovandosi egli dunque in Nicomedia col suocero Diocleziano, quando
+ognuno credeva che amendue per tutto il verno trattassero in secreti
+colloqui dei più importanti affari di stato, si venne a sapere che la
+sola rovina de' cristiani si maneggiava ne' lor gabinetti. Galerio,
+dissi, era l'ardente promotore di quest'empia impresa. Diocleziano
+fece quanta difesa potè, dicendo che pericolosa cosa era l'inquietar
+tutto il mondo romano; e che a nulla avrebbe servito, perchè i
+cristiani erano usati a sofferir la morte per tener salda la lor
+religione; e che, per conseguente, sarebbe bastato il solamente
+vietarla ai cortigiani e soldati. Fece istanza Galerio che si udisse
+il parer d'alcuni uffiziali della corte e dalla milizia. Costoro
+aderirono tutti a Galerio. Volle parimente Diocleziano udir sopra ciò
+gli oracoli dei suoi dii e dei sacerdoti gentili. Senza che io lo
+dica, ognuno concepisce qual dovette essere la loro risposta. Fu
+dunque stabilito di dar all'armi contra dei professori della fede di
+Cristo; e Galerio pretendeva che eglino si avessero da bruciar vivi;
+ma Diocleziano per allora solamente accordò che senza sangue si
+procedesse contra di loro.
+
+Diedesi principio a questa lagrimevol tragedia, per attestato di
+Lattanzio, nel dì 25 di febbraio dell'anno presente, in cui il
+prefetto del pretorio con una man di soldati si portò alla chiesa di
+Nicomedia, posta sopra una eminenza in faccia al palazzo imperiale.
+Rotte le porte, si cercò invano la figura del Dio adorato dai
+cristiani. Vi si trovavano bensì le sacre scritture, che furono tosto
+bruciate, e dato il saccheggio a tutti gli arredi e vasi sacri.
+Stavano intanto i due principi alla finestra, da cui si mirava la
+chiesa, disputando fra loro, perchè Galerio insisteva che se le desse
+il fuoco, ma con prevalere la volontà di Diocleziano, che quel tempio
+si demolisse, per non esporre al manifesto pericolo d'incendio le case
+contigue. Restò in poche ore pienamente eseguito il decreto, e nel dì
+seguente si vide pubblicato un editto[2652], con cui si ordinava
+l'abbattere sino ai fondamenti tutte le chiese dei cristiani, il dar
+alle fiamme tutti i lor sacri libri, con dichiarar infame ogni persona
+nobile, e schiavo ciascun della plebe che non rinunziasse alla
+religion di Cristo. Tale sul principio fu l'imperial editto, a cui
+poscia fu aggiunto che si dovessero cercar tutti i vescovi, ed
+obbligarli a sagrificare ai falsi dii. Finalmente si arrivò a
+praticare i tormenti e le scuri; onde poi venne tanta copia di martiri
+che illustrarono la fede di Gesù Cristo, e servirono col loro sangue a
+maggiormente assodarla e a renderla trionfante nel mondo. Poco dopo la
+pubblicazion di questo editto si attaccò il fuoco due volte al palazzo
+di Nicomedia[2653], dove abitavano Diocleziano e Galerio, e bruciò
+buona parte. Costantino, che fu poscia Augusto, e si trovava allora in
+quella città, in una sua orazione[2654] ne attribuisce la cagione ad
+un fulmine e fuoco del cielo. Lattanzio tenne, all'incontro, per certo
+che autor di quell'incendio fosse lo stesso Galerio Cesare, par
+incolparne poscia i cristiani, e maggiormente irritar Diocleziano
+contra di loro, siccome avvenne. Non aspetti da me il lettore altro
+racconto di questa famosa terribil persecuzione del popolo cristiano,
+dovendosi prendere la serie della medesima da Eusebio[2655], dal
+cardinal Baronio[2656], dal Tillemont[2657], dagli Atti dei santi del
+Bollando[2658], in una parola dalla Storia ecclesiastica.
+
+Circa questi tempi, per quanto si raccoglie da Eusebio[2659],
+tentarono alcuni di farsi imperadori nella Melitene, provincia
+dell'Armenia, e nella Soria. Di tali movimenti altro non sappiamo se
+non ciò che il Valerio osservò presso Libanio sofista[2660]: cioè che
+un certo Eugenio capitano di cinquecento soldati in Seleucia fu
+forzato dai medesimi a prendere la porpora, perchè non poteano più
+reggere alle fatiche loro imposte di nettare il porto di quella città.
+S'avvisò egli di occupare Antiochia, ed ebbe anche la fortuna di
+entrarvi con quel pugno di gente; ma sollevatosi contra di lui il
+popolo d'essa città, non passò la notte che tutti quei masnadieri
+furono morti o presi. La bella ricompensa che per questo atto di
+fedeltà ebbero gli Antiocheni da Diocleziano, fu che i principali
+uffiziali delle città d'Antiochia e Seleucia furono condannati a morte
+senza forma di processo e senza concedere loro le difese. Questo atto
+di detestabil crudeltà rendè sì odioso per tutta la Soria il nome di
+Diocleziano, che anche novanta anni dappoi, cioè ai tempi di Libanio,
+il cui avolo paterno fra gli altri perdè allora la vita, con orrore si
+pronunziava il suo nome. Abbiamo poi da Lattanzio[2661] che
+Diocleziano si portò a Roma in quest'anno per celebrarvi i vicennali,
+che cadevano nel dì 20 di novembre. Hanno disputato intorno a questo
+passo il padre Pagi[2662], il Tillemont[2663] ed altri, cercando quai
+vicennali si debbano qui intendere, e come cadessero questi in quel
+giorno. Non entrerò io in sì fatti litigii, e solamente dirò che
+oggidì son d'accordo i letterati in credere celebrato in quest'anno, e
+non già nel precedente, come porta il testo della Cronica di
+Eusebio[2664], il trionfo romano d'esso Diocleziano, al quale, per
+attestato d'un antico panegirista[2665], intervenne anche Massimiano
+Augusto, siccome partecipe delle vittorie fin qui riportate contro ai
+nemici del romano imperio. Con ciò che abbiam detto di sopra all'anno
+297 della pace seguita col re di Persia, secondo la riguardevol
+autorità di Pietro Patrizio[2666], pare che s'accordi ciò che
+lasciarono scritto il suddetto Eusebio ed Eutropio[2667]: cioè che
+davanti al cocchio trionfale furono condotte le mogli, le sorelle o i
+figliuoli di Narse re di Persia, i quali già dicemmo restituiti molto
+prima. Si può verisimilmente credere che solamente in figura, ma non
+già in verità, comparissero in quel trionfo le principesse e i
+principi suddetti. Parla ancora Eutropio di sontuosi conviti dati in
+questa occasione da Diocleziano, ma non già di solenni giuochi,
+siccome costumarono i precedenti Augusti; perchè egli, studiando il
+più che potea, il risparmio, si rideva di Caro e d'altri suoi
+predecessori, che, secondo lui, scialacquavano il danaro nella vanità
+di quegli spettacoli[2668]. Uscirono perciò contra di lui varie
+pasquinate in Roma; e non potendo egli sofferire cotanta libertà ed
+insolenza, giudicò meglio di ritirarsi da Roma, e di andarsene a
+Ravenna verso il fine dell'anno, senza voler aspettare il primo dì
+dell'anno seguente, in cui egli dovea entrar console per la nona
+volta. Ma essendo la stagione assai scomoda a cagion del freddo e
+delle pioggie, egli contrasse nel viaggio delle febbri, leggiere sì,
+ma nondimeno costanti, che l'obbligarono sempre ad andare in lettiga.
+I cristiani, allora vessati in ogni parte, cominciarono a conoscere la
+mano di Dio contra di questo lor persecutore. Dissi in ogni parte; ma
+se n'ha da eccettuare il paese governato da Costanzo Cesare, cioè la
+Gallia; imperciocchè, per attestato di Lattanzio[2669], essendo quel
+principe amorevolissimo verso i cristiani, ed estimatore delle lor
+virtù, volle bensì, per non comparir discorde da Diocleziano capo
+dell'imperio, che fossero atterrate le lor chiese, ma che niun danno o
+molestia venisse inferita alle persone. Anzi, se dice vero
+Eusebio[2670], furono anche salve le chiese nel paese di sua
+giurisdizione; o se pur ne furono distrutte alcune, ciò provenne dal
+furor dei pagani, ma non da comandamento alcuno di Costanzo. Come poi
+si dica che non mancassero anche alla Gallia i suoi martiri, bollendo
+la persecuzione suddetta, è da vedere il padre Pagi all'anno presente.
+Abbiamo poi dal sopra citato Lattanzio[2671] che nel tempo dei
+vicennali una nazion di Barbari, cacciata dai Goti, si rifugiò sotto
+l'ali di Massimiano Augusto, la qual poi presa nelle guardie da
+Galerio, e indi da Massimino, in vece di servire ai Romani, li
+signoreggiò e calpestò col tempo.
+
+NOTE:
+
+[2648] Bucherius, de Cyclo.
+
+[2649] Euseb., Hist. Eccl., lib. 8, c. 1, et in Chron.
+
+[2650] Lactantius, de Mortib. Persecutor., cap. 9 et 10.
+
+[2651] Lactantius, de Mort. Persecutor., cap. 9 et 10.
+
+[2652] Euseb., Histor. Eccles., lib. 8, cap. 2.
+
+[2653] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 14.
+
+[2654] Constantinus, in Oration. apud Eusebium.
+
+[2655] Euseb., Histor. Eccles., lib. 8.
+
+[2656] Baronius, in Annalib.
+
+[2657] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2658] Acta Sanctorum Bolland.
+
+[2659] Eusebius, lib. eod., cap. 6.
+
+[2660] Liban., Oration. 14 et 15.
+
+[2661] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 17.
+
+[2662] Pagius, Critic. Baron. ad annum 298.
+
+[2663] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2664] Eusebius, in Chronic.
+
+[2665] Incertus, in Paneg. Max. et Const., cap. 8.
+
+[2666] Petrus Patricius, de Legation., tom. I Hist. Byzant.
+
+[2667] Eutrop., in Breviario.
+
+[2668] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 17.
+
+[2669] Idem, cap. 15.
+
+[2670] Euseb., Hist. Eccl., lib. 7. cap. 13.
+
+[2671] Lactantius, cap. 38.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCIV. Indizione VII.
+
+ MARCELLINO papa 9.
+ DIOCLEZIANO imperadore 21.
+ MASSIMIANO imperadore 19.
+
+_Consoli_
+
+CAIO AURELIO VALERIO DIOCLEZIANO AUGUSTO per la nona volta e MARCO
+AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la ottava.
+
+
+Prefetto di Roma noi troviamo nell'anno presente _Araclio Ruffino_.
+Appena ebbe principio la persecuzion decretata da Diocleziano e
+Massimiano Augusti, e da Galerio Cesare contro i seguaci della
+religion cristiana, che nello stesso tempo l'ira di Dio cominciò a
+farsi sentire sopra questi persecutori, che crudelmente spargevano il
+sangue de' giusti; di modo che svanì ogni lor pace e grandezza; e
+l'imperio romano, già ridotto ad un florido stato, tornò ad essere un
+caos di rivoluzioni e calamità. Già dicemmo che il capo de'
+persecutori predetti, cioè Diocleziano, caduto infermo nell'anno
+precedente, era venuto a Ravenna. Quivi stando, procedette console per
+la nona volta nelle calende di gennaio, e per isperanza di ricuperar
+la salute, vi si fermò tutta la state. Ma veggendo che il male, in
+vece di prendere buona piega, sembrava che peggiorasse, determinò di
+passare all'aria più salutevole della Tracia; e tanto più perchè gli
+premeva di dedicare il circo che egli avea fatto fabbricare a
+Nicomedia. Facevansi intanto dappertutto preghiere ai sordi dii del
+paganesimo per la conservazion della sua vita. Per la Venezia, per
+l'Illirico e per le rive del Danubio, arrivò egli finalmente a
+Nicomedia, dove da tal languidezza fu oppresso, che nel dì 13 di
+dicembre corse voce di sua morte: il che riempiè tutta la corte di
+lagrime e di sospetti, e per la città si giunse fino a dire che era
+stata data sepoltura al suo corpo. Ma egli viveva, con tale
+indebolimento nondimeno di cervello, che di tanto in tanto delirava; e
+quantunque non mancassero persone, le quali l'attestavano vivo, pure
+non pochi sospettavano che si tenesse occulta la sua morte per dar
+tempo a Galerio Cesare di venire, e d'impedire che i soldati non
+facessero delle novità. Ma noi nulla sappiamo delle azioni di Galerio
+in quest'anno. Quanto a Massimiano Erculio Augusto, si ricava da un
+antico panegirico[2672] ch'egli, essendo console per l'ottava volta,
+soggiornò non poco in Roma. Secondo la Cronica di Damaso[2673],
+_Marcellino_, romano pontefice, terminò in quest'anno il corso di sua
+vita, alcuni han creduto col martirio, ma senza addurne valevoli
+pruove. Anche negli antichi secoli sparsero voce i Donatisti ch'egli
+nella persecuzione si lasciasse vincere dalla paura, e sacrificasse
+agl'idoli: laonde fu poi formata una leggenda, in cui si rappresentava
+la di lui caduta, e poi la penitenza, con altre favole, alle quali
+l'erudizione degli ultimi secoli ha tagliato affatto le gambe, certo
+ora essendo che questo pontefice fu esente da quel reato. La fierezza
+poi della persecuzione cagion fu che la sedia di San Pietro stesse
+vacante per tre anni, non arrischiandosi alcuno ad empierla, perchè il
+furor de' pagani spezialmente si scaricava sopra i pastori della
+Chiesa di Dio.
+
+NOTE:
+
+[2672] Incertus, in Panegyr. Maximian. et Constant., cap. 8.
+
+[2673] Anastas. Bibliothec.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCV. Indizione VIII.
+
+ SEDE PONTIFICIA vacante.
+ COSTANZO imperadore 1.
+ GALERIO MASSIMIANO imper. 1.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANZO CESARE per la quinta volta e CAIO GALERIO
+VALERIO MASSIMIANO CESARE per la quinta.
+
+
+Restò appoggiata nell'anno presente la prefettura di Roma a _Postumio
+Tiziano_. Seguitava intanto Diocleziano Augusto il soggiorno suo in
+Nicomedia, sempre infermo; se non che nel dì primo di marzo fece forza
+a sè stesso[2674], ed uscì il meglio che potè fuori del palazzo per
+farsi vedere al popolo, ma sì contraffatto pel male, che appena si
+riconosceva quel desso, e in certi tempi ancora si osservava in lui
+qualche alienazione di mente. Da lì a poco sopraggiunse Galieno Cesare
+a visitarlo, non già per seco rallegrarsi della ricuperata salute, ma
+per esortarlo, anzi forzarlo a rinunziare all'imperio. Già aveva egli
+tenuto un simile ragionamento a Massimiano Erculio imperadore,
+adoperando parole di gran polso, cioè minacciandolo di una guerra
+civile, se non deponeva in sue mani il governo. Ora egli sulle prime
+si studiò con buone maniere di tirare il suocero Diocleziano a' suoi
+voleri, rappresentandogli l'età avanzata, l'infermità e l'inabilità a
+più governar popoli, e mettendogli innanzi agli occhi l'esempio di
+Nerva Augusto. Al che rispondeva Diocleziano, essere cosa indecente
+che chi era stato sul trono, si avesse a ridurre ad una vita umile e
+privata; e ciò anche pericoloso, per aver egli disgustato assaissime
+persone. Nè valere l'esempio di Nerva, perchè egli sino alla morte
+ritenne il suo grado. Che se pur Galerio bramava di alzarsi, tanto a
+lui quanto a Costanzo Cloro si conferirebbe il titolo d'Augusto. Ma
+Galerio, dopo aver replicato che, in far quattro imperadori, si
+sconcerterebbe la forma del governo introdotto dal medesimo
+Diocleziano, preso un tuono alto di voce, aggiunse, che s'egli non
+voleva cedere, sarebbe sua cura di provvedervi, perchè certo non
+voleva più far sì bassa figura, stanco della dura vita di quindici
+anni menata nell'Illirico sempre in armi contra de' Barbari, quando
+altri godevano le delizie in paesi migliori e tranquilli. Diocleziano
+infermo, e che già avea ricevuto lettere di Massimiano coll'avviso di
+somiglianti minaccie a lui fatte da Galerio, e colla notizia che
+costui andava a questo fine sempre più ingrossando l'esercito proprio;
+allora colle lagrime agli occhi si diede per vinto, e restarono
+d'accordo tanto egli che Massimiano di deporre l'imperio. Si passò
+dunque a trattare dell'elezion di due Cesari. Proponeva Diocleziano
+che tal dignità si conferisse a Costantino figlio di Costanzo, e a
+_Massenzio_ figlio di Massimiano. Amendue li rigettò l'orgoglioso
+Galerio, con dire che Massenzio era troppo pien di vizii, benchè
+genero suo; Costantino troppo pien di virtù ed amato dalle milizie; e
+che niun d'essi presterebbe a lui l'ubbidienza dovuta; laddove egli
+voleva persone che facessero a modo suo. _Ma e chi si farà?_ disse
+allora Diocleziano. Rispose Galerio che promoverebbe _Severo_ e
+_Daia_, ossia _Daza_, figliuolo d'una sua sorella, ed appellato poco
+innanzi _Massimino_, amendue nativi dell'Illirico. Al nome di _Severo_
+replicò Diocleziano: _Quel ballerino? quell'ubbriacone, che fa di
+notte giorno, e di giorno notte?--Quello appunto, seguitò a dir
+Galerio, perchè egli sa onoratamente governar le milizie._ Bisognò che
+Diocleziano abbassasse la testa, e si accomodasse ai voleri
+dell'altero suo genero. Altro dunque non restò a Diocleziano che di
+concertare per via di lettere con Massimiano la maniera e il giorno di
+rinunziare l'imperio, e di dar la porpora ai due stabiliti Cesari,
+benchè l'insolenza di Galerio, prima anche di parlare a Diocleziano,
+era giunta ad inviar Severo ad esso Massimiano, con fargli istanza
+della porpora cesarea.
+
+Venne il dì primo di maggio, cioè il giorno concertato per far la
+rinunzia suddetta[2675]. Comparve _Diocleziano_ in un luogo Ire miglia
+lungi da Nicomedia, dove già lo stesso Galerio molti anni prima era
+stato creato Cesare. Quivi alzato si mirava un trono, quivi era
+disposta in ordinanza la corte ed armata tutta. Costantino anch'egli,
+siccome tribuno di prima riga, v'intervenne, e gli occhi di tutti
+stavano rivolti verso di lui, sperando, anzi tenendo per fermo che
+sarebbe egli l'eletto per la cesarea dignità: quand'ecco Diocleziano,
+dopo aver colle lagrime agli occhi confessata h sua inabilità e il
+bisogno di riposo, e dichiarati i due nuovi Augusti _Costanzo Cloro_ e
+_Galerio Massimino_, pronunzia Cesari _Severo_ e _Massimino_.
+Stupefatti i soldati, cominciarono a guardarsi l'un l'altro, con
+chiedere se forse si fosse mutato il nome a Costantino. In questo
+mentre Galerio fece venire innanzi _Daia_, chiamato _Massimino_: e
+Diocleziano, cavatasi di dosso la porpora, con essa ne vestì il
+novello Cesare: cioè chi cavato negli anni addietro dal pecoraio e
+dalle selve, prima fu semplice soldato, poi soldato nelle guardie,
+indi tribuno, e finalmente Cesare; non più pastore di pecore, ma di
+soldati, ed assunto a governare, cioè a calpestar l'Oriente, benchè
+nulla s'intendesse nè di milizie nè di governo di popoli.
+_Diocleziano_, ripigliato il suo nome di _Diocle_, fu mandato in
+carrozza a riposare in Dalmazia patria sua; e si fermò a Salona. Nè
+sussiste il dirsi da Malala[2676] ch'egli fece la rinuncia in
+Antiochia, e prese l'abito de' sacerdoti di Giove in quella città.
+Galerio Augusto e Massimino Cesare presero le redini, e cominciarono
+nuove tele per salire anche più alto. Trovavasi allora _Massimiano
+Erculio_ Augusto in Milano, città, dove solea soggiornar volentieri.
+Già accennai che quivi egli avea fabbricate suntuose terme. Si può
+credere che vi edificasse, come lasciò scritto Galvano dalla
+Fiamma[2677], il palazzo imperiale, e un tempio ad Ercole, creduto
+oggidì la basilica di San Lorenzo. In essa città[2678] nel medesimo dì
+primo di maggio, secondo il concerto, anche lo stesso Massimiano
+imperadore depose la porpora; dichiarò _Costanzo Cloro Augusto_ e
+_Severo Cesare_: il che fatto, per attestato di Eutropio[2679] e di
+Zosimo[2680], la cui Storia, mancante negli anni addietro, torna qui a
+risorgere, si ritirò nei luoghi più deliziosi della Lucania, parte
+oggidì della Calabria, non già per riposare, siccome vedremo, ma per
+aspettar venti più favorevoli alla sua non ancor domata ambizione. Il
+racconto fin qui fatto, e quanto succedette dipoi, ci fa conoscere che
+questi non per grandezza d'animo, come Aurelio Vittore, Eutropio ed
+altri gentili dissero, ma per forza lor fatta deposero lo scettro.
+Sicchè noi miriamo passato l'imperio romano in due novelli Augusti,
+cioè in _Costanzo Cloro_ e in _Galerio_, appellato _Massimiano il
+giovine_, a distinzione del vecchio deposto; e in due nuovi Cesari,
+cioè in _Severo_ e _Massimino_. Le porzioni loro assegnate furono le
+seguenti. A _Costanzo_ toccò la Gallia, l'Italia e l'Africa, e per
+conseguente anche la Spagna e Bretagna. A _Galerio_ tutta l'Asia
+romana, l'Egitto, la Tracia e l'Illirico. Ma, per attestato di
+Eutropio[2681] e di Aurelio Vittore[2682], Costanzo, contento del
+titolo e dell'autorità augustale, e delle provincie a lui già
+commesse, lasciò a Severo Cesare la cura dell'Italia, e probabilmente
+ancora dell'Africa, che nel comparto precedente andava unita con essa
+Italia, dovendo nondimeno esso Severo[2683], a tenore del regolamento
+già fatto, dipendere dai cenni di esso Costanzo. Per segno di questo,
+come consta dalle medaglie[2684], prese egli il nome di _Flavio
+Valerio Severo_. Nella stessa guisa _Massimiano Cesare_ dovea prestare
+ubbidienza a Galerio Augusto suo zio materno.
+
+Già abbiamo detto come costui fosse vilmente nato. Aggiungasi ora
+ch'egli era una sentina di vizii[2685]. Spezialmente predominava in
+lui l'amore del vino, per cui sovente usciva di cervello; e perchè in
+quello stato ordinava cose pregiudiziali anche a sè stesso, ebbe poi
+tanto giudizio da ordinare che da lì innanzi nulla si eseguisse di
+quello ch'egli comandava dopo il pranzo o dopo la cena, se non nel
+giorno seguente. A questo vizio tenne dietro un'esecrabil lascivia, ed
+una non inferior crudeltà, ch'egli massimamente sfogò contra de'
+cristiani, de' quali fu fiero nemico ed asprissimo persecutore. Di che
+peso fosse costui, troppo lo provarono i popoli da lui governati,
+perchè da lui caricati d'insoffribili imposte, in guisa che sotto di
+lui restarono impoverite e spogliate le provincie, tutto rubando egli,
+per darlo ai suoi cortigiani e soldati. Vero è che Vittore gli dà la
+lode d'uomo quieto ed amator de' letterati; ma, secondo Eusebio, non
+si sa ch'altri egli amasse, se non i maghi ed incantatori, i quali
+erano i suoi più favoriti. Siccome apparisce dalle medaglie[2686],
+questo barbaro Daia o Daza si vede appellato _Caio Galerio Valerio
+Massimino_. A cosini, secondo Eusebio[2687], non lasciò Galerio tutto
+l'Oriente in governo, ma solamente la Soria e l'Egitto. Siccome dissi,
+Costantino, deluso dalle sue speranze[2688], tuttavia dimorava a
+Nicomedia nell'annata del fu imperador Diocleziano, presso il quale
+s'era fin qui trattenuto, come ostaggio della fedeltà di Costanzo già
+Cesare, ed ora Augusto. Ed appunto in questi tempi esso suo padre con
+varie lettere andava facendo istanza a Galerio che gli si rimandasse
+il figliuolo per desiderio di rivederlo, massimamente da che si
+sentiva malconcio di sanità. Galerio avea delle altre mire per non
+lasciarlo andare. Imperciocchè, considerando il natural di Costanzo,
+assai dolce e pacifico, per cui lo sprezzava, e molto più la
+disposizione in lui di corta vita, a cagion degl'incomodi di sua
+salute, colla giunta ancora di poter egli disporre dei due Cesari a
+talento suo, siccome sue creature: già si teneva egli in pugno il
+dominio di tutto l'imperio romano per la morte di Costanze; e quando
+occorresse, colla superiorità delle sue forze. Perciò, avendo in mano
+Costantino, non si sentiva voglia di licenziarlo, anzi nulla più
+desiderava che di torsi dagli occhi questo ostacolo al suo maggiore
+innalzamento, con levargli la vita. Ma non osava di farlo apertamente,
+perchè non gli era ignoto quanto affetto portasse l'esercito a questo
+giovane principe, dotato di mirabili qualità. Ricorse pertanto alle
+insidie e frodi. Prassagora, storico[2689], il quale si crede che
+vivesse sotto lo stesso Costantino, o pur sotto i di lui figliuoli,
+lasciò scritto che Galerio obbligò un giorno Costantino a combattere
+con un furioso lione, ed egli in fatti l'uccise. Così, per relazion di
+Zonara[2690], l'inviò un dì ad assalir con poca gente un capitano de'
+Sarmati, che s'era inoltrato con molte soldatesche[2691]. Costantino
+v'andò, e, presolo per li capelli, lo strascinò ai piedi di Galerio.
+Probabilmente nella stessa guerra coi Sarmati, che sembra succeduta in
+quest'anno, fu da esso Galerio inviato Costantino alla testa d'alcune
+milizie contra di que' Barbari per mezzo ad una palude, con isperanza
+che egli restasse quivi o affogato, ovvero oppresso dai nemici. Tutto
+il contrario avvenne. Egli fece strage dei Sarmati, e tornò colla
+vittoria a Galerio, che si fece bello del valore altrui. Così Dio in
+mezzo a tanti pericoli ed insidie preservò questo principe, per farne
+poscia un mirabile spettacolo della sua provvidenza in favore della
+santa sua religione. Certo non sussiste, come vuole Aurelio
+Vittore[2692], che Costantino fosse tenuto in Roma per ostaggio da
+Galerio, il quale si sa che non venne più a Roma. Di queste insidie a
+lui tese abbiamo anche la testimonianza d'Eusebio[2693].
+
+NOTE:
+
+[2674] Lactantius, de Mort. Persecutor., cap. 17.
+
+[2675] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 19.
+
+[2676] Johannes Malala, in Chronogr.
+
+[2677] Gualvaneus de Flamma, Manipul. Flor. tom. XI Rer. Italic.
+
+[2678] Euseb., in Chron. Idacius, in Chronico. Incertus, in Panegyr.
+Maximian.
+
+[2679] Eutrop., in Breviario.
+
+[2680] Zosimus, lib. 2.
+
+[2681] Eutrop., in Breviar.
+
+[2682] Aurelius Victor, de Caesaribus.
+
+[2683] Anonymus Valesianus post Ammian.
+
+[2684] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[2685] Euseb. Lactant. Victor, etc.
+
+[2686] Mediobarbus, in Numism. Imperator.
+
+[2687] Euseb., Histor. Eccles., lib. 9, cap. 1.
+
+[2688] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 24.
+
+[2689] Photius, Bibliothec. Cod. 62.
+
+[2690] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2691] Anonymus Valesianus post Ammian.
+
+[2692] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2693] Euseb., in Vita Constant., lib. 1, cap. 20.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCVI. Indizione IX.
+
+ SEDE PONTIFICIA vacante.
+ GALERIO MASSIMIANO imperadore 2.
+ SEVERO imperadore 1.
+ MARCO AURELIO VALERIO MASSENZIO
+ imperadore 1.
+ MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO
+ imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANZO AUGUSTO per la sesta volta e CAIO GALERIO
+VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la sesta.
+
+
+Prefetto di Roma in quest'anno fu _Annio Anulino_. Non solo erano a
+Costantino assai note le premure che faceva per rivederlo Costanzo
+Augusto suo padre, ma eziandio che la di lui sanità ogni dì più andava
+declinando[2694]. Perciò cotanto anche egli pregò e si raccomandò per
+levarsi da quei pericolosi ceppi, che Galerio, per non venire ad una
+aperta rottura con Costanzo, si contentò in fine che egli se ne
+andasse. Diedegli dunque una sera le dimissorie, con gli opportuni
+ordini alle poste di somministrargli i cavalli, ma con dirgli che
+aspettasse a muoversi la mattina seguente, finchè egli fosse levato di
+letto, perchè avea degli altri ordini da dargli. Fu creduto preso da
+lui questo tempo per ispedire innanzi un corriere ad avvisar Severo
+Cesare, che, nel passare Costantino per l'Italia, sotto qualche
+pretesto il ritenesse. Galerio a questo fine stette in letto quella
+mattina sino a mezzodì. Levatosi allora, disse che si facesse venir
+Costantino. Ma Costantino, appena fu a letto Galerio, nella notte
+innanzi se ne era partito, camminando per le poste con tal fretta,
+come se fuggisse da un gran pericolo, ed aspettasse d'essere
+inseguito. Anzi, dopo aversi presi quanti cavalli gli occorreano alle
+poste[2695], ebbe la precauzione di storpiar di mano in mano gli
+altri, affinchè niuno gli potesse correre dietro. A questo avviso oh
+sì che Galerio per la collera fumò[2696]. Peggio fu allorchè, dopo
+avere ordinato di inseguirlo tosto a briglia sciolta, gli fu detto che
+non restavano più cavalli abili alle poste. Durò fatica a ritener le
+lagrime per la rabbia. In questa maniera felicemente Costantino si
+levò dalle unghie di chi mal volontieri il mirava tra i vivi, e senza
+interrompimento passate l'Alpi, arrivò nelle Gallie, cioè nella
+giurisdizion di suo padre. Aurelio Vittore e Zosimo[2697]
+attribuiscono la fuga di Costantino alla sua ansietà di regnare, e al
+dispetto di veder anteposti nella dignità a sè, figliuolo d'un
+imperadore, due selvatici villani, cioè _Severo_ e _Massimino_. Non è
+improbabile che fosse anche così. Arrivò Costantino all'Augusto suo
+padre, e nol trovò già sugli estremi della vita, come scrivono
+Eusebio[2698] ed Aurelio Vittore, perchè, oltre all'Anonimo Valesiano,
+Eumenio[2699], scrittore più sicuro di tutti, ci assicura, nel
+panegirico di lui recitato pochi anni dipoi, che Costantino giunse a
+Gesoriaco, oggidì Bologna di Picardia, nel tempo appunto che Costanzo
+suo padre era per levar le ancore di una poderosa flotta da lui
+preparata per passare nella Bretagna a guerreggiar coi popoli Pitti e
+Caledonii. Immenso fu il giubilo suo all'inaspettato arrivo del
+figlio, il quale unissi tosto a lui nel passaggio per quella spedizion
+militare.
+
+Abitavano i Pitti e Caledonii in quella parte della gran Bretagna che
+oggidì Scozia si noma, nazione fiera, che si credeva, secondo
+Beda[2700], venuta dalla Scitia colà. L'Usserio[2701] la stimò uscita
+della Scandinavia o de' luoghi circonvicini. Ma gli antichi[2702]
+stendevano talvolta il nome degli Sciti non solo alla presente
+Tartaria, ma anche alla Russia e agli ultimi popoli del Settentrione.
+Fu assistito Costanzo in quella militare impresa da Eroe re degli
+Alamanni, che intervenne in persona. Altro non sappiamo di quella
+guerra, se non che, per attestato dell'Anonimo Valesiano[2703], egli
+riportò vittoria di quei popoli. Ma mentre si trovava esso Costanzo
+nella città di Jorch, la sanità sua, stata assai debole in addietro, e
+molto più infievolita per la vecchiaia, peggiorando il condusse
+all'ultima meta; e però nel dì 25 di luglio[2704] in mezzo ai
+figliuoli passò all'altra vita. Magnifico funerale fu a lui fatto, e
+siccome pagano di credenza, secondo il sacrilego rito dei gentili, fu
+egli anche deificato, ciò apparendo da varie medaglie[2705]. Hanno
+disputato e tuttavia disputano gli eruditi inglesi intorno al luogo
+della sua sepoltura. Era egli nato a Naissum, città della nuova Dacia,
+che oggidì si chiama la Servia, e però nell'Illirico, come si ricava
+da Stefano Bizantino[2706], dall'Anonimo Valesiano, da Costantino
+Porfirogeneta[2707] e da altri scrittori. Se è vero che Claudia sua
+madre, moglie di Eutropio suo padre, fosse figliuola di Crispo
+fratello di Claudio il Gotico imperadore, non si può negare un po' di
+nobiltà alla di lui origine. Certamente gli antichi diedero per
+indubitata questa sua discendenza. La famiglia Claudia e il nome di
+Crispo si truova nei suoi posteri. Per la via dell'armi diede egli
+principio alla sua maggior fortuna, e trovandosi alla guerra nel paese
+dell'Elvezia, oggidì gli Svizzeri, quivi Elena, donna di bassissima
+condizione, gli partorì, nell'anno di Cristo 274, Costantino, che fu
+poi gloriosissimo imperadore. Se Elena fosse moglie o pur semplice
+concubina di Costanzo, non s'è potuto finora decidere. Eusebio[2708]
+nella Cronica (se pur non è ivi san Girolamo che parli), Zosimo[2709],
+nemico aperto di Costantino il Grande, l'autore della Cronica
+Alessandrina[2710], Niceforo ed altri ci rappresentano l'imperador
+Costantino nato fuori delle nozze. All'incontro l'Anonimo Valesiano
+chiaramente ci dà Elena per sua moglie; ed Eutropio[2711], scrittore
+assai vicino a questi tempi, mette Costantino nato _ex obscuriori
+matrimonio_, confessando bensì la viltà della madre, madre nondimeno
+sposata da Costanzo. Lo stesso vien attestato dai due Vittori[2712],
+con dire che Costanzo, allorchè fu creato Cesare, dovette ripudiare
+_la prima moglie_, e questa non potè essere se non Elena, perchè non
+apparisce che egli altra ne avesse. Quel che è più, l'anonimo
+panegirista[2713] di Costantino scrisse di lui: _Quo enim magis
+continentiam patris acquare potuisti, quam quod et ab ipso fine
+pueritiae illico matrimonii legibus tradidisti, ut primo ingressu
+adolescentiae formares animum maritalem_, ec. Ma se un autore
+contemporaneo scrive che Costantino, per non essere da meno di suo
+padre nella continenza, appena uscito dalla puerizia prese moglie;
+certamente in confronto di tale autorità cessa quella di Zosimo e
+d'altri autori molti posteriori, e sembra giusto il credere stata
+Elena moglie legittima di Costanzo, benchè egli poi, secondo l'uso dei
+gentili, la ripudiasse per prendere Teodora figliuola di Massimiano
+Augusto, nell'anno di Cristo 292.
+
+Scrittore non v'ha fra gli antichi, nè solo dei cristiani, ma anche
+de' gentili, il quale non parli con elogio delle qualità di esso
+Costanzo Augusto[2714]. Osservavasi in lui un natural buono, dolce ed
+eguale, e un amore perpetuo della giustizia. Quanto egli si mostrava
+focoso e valoroso nel mestier della guerra, altrettanto poi compariva
+moderato nelle vittorie, e facile a perdonare; nè mai l'ambizione il
+portò a desiderar quello de' colleghi, nè gli appetiti bestiali a
+contravvenire ai doveri della continenza. Con queste ed altre virtù
+s'era egli comperato il cuore de' popoli delle Gallie; ma specialmente
+si celebrava da tutti l'onorata sua premura che i sudditi godessero
+quiete e felicità, amando che si arricchisse non già il fisco, ma essi
+bensì. Viveva egli appunto con grande frugalità per non aggravarli; e
+contento per uso suo di pochi vasi d'argento, allorchè dovea far dei
+solenni conviti, mandava a prendere in prestito l'argenteria degli
+amici. Fra l'altre cose racconta Eusebio[2715] un fatto degno di
+memoria. Cioè, che essendo giunte queste relazioni a Diocleziano,
+spedì egli nella Gallia alcuni suoi uomini con ordine di fare a nome
+suo una parlata forte intorno alla sua disattenzion nel governo,
+stante la sua povertà, e il non aver tesori in cassa per valersene ne'
+bisogni della repubblica. Costanzo, dopo aver mostrato di gradir lo
+zelo del vecchio imperadore, li pregò di fermarsi qualche giorno nel
+suo palazzo. Intanto fece sapere a tutti i più ricchi delle provincie
+di sua giurisdizione d'essere in bisogno di danaro. Tutti allegramente
+corsero a portare ori ed argenti, gareggiando fra loro a chi più ne
+recasse. Allora Costanzo, fatti venire gli uomini di Diocleziano,
+mostrò loro quel ricco tesoro, dicendo che questo lo tenevano in
+deposito persone sue fidate per darlo alle occorrenze. Maravigliati
+coloro se ne andarono, riferendo poi a Diocleziano quanto aveano
+veduto. E Costanzo, richiamati i padroni di que' danari, loro
+puntualmente tutto restituì colla giunta di molti ringraziamenti. Ho
+io udito raccontar questo fatto di un principe d'Italia del secolo
+prossimo passato; ma probabilmente la copia di tal azione non
+sussiste. Non fu men luminosa in Costanzo la pietà[2716]. Ancorchè
+egli non giugnesse mai ad abbracciar la vera religion di Cristo, pur
+si tiene che abborrisse il copioso numero dei suoi falsi dii, e non
+adorasse se non un solo dio sovrano del tutto. Amava inoltre non poco
+i cristiani, li favoriva in ogni congiuntura, moltissimi ne teneva al
+suo servigio in corte. Ed allorchè nell'anno 303 Diocleziano e Galerio
+pubblicarono que' fieri editti contro il nome cristiano, e
+gl'inviarono anche a Costanzo e a Massimiano Erculio per l'esecuzione,
+Massimiano gli eseguì con piacere; ma Costanzo, per non parere di
+opporsi agli altri, lasciò bensì che si abbattessero molte chiese
+nelle Gallie, siccome accennai di sopra, ma non permise che si
+perseguitassero le persone, nè che fosse tolta ad alcuno la libertà
+della religione. Egli è credibile che indulgenza tale provenisse dal
+suo naturale amorevole verso tutti, o pure dalle insinuazioni a lui
+fatte da Elena sua prima consorte, se pur ella era in que' tempi
+cristiana; del che si dubita, ed Eusebio chiaramente lo niega. Può
+nondimeno essere che anch'ella fosse almeno in que' primi tempi assai
+inclinata a religion così santa. Si racconta ancor qui da
+Eusebio[2717] una memorabil azione di Costanzo. Allorchè vennero que'
+fulminanti editti contra dei Cristiani, egli intimò a chiunque de'
+suoi cortigiani, de' giudici e dei provveduti di altri uffizii,
+professanti la legge di Gesù Cristo, che dimettessero i posti, o pur
+lasciassero quella religione. Chi s'appigliò all'uno, chi all'altro
+partito. Allora Costanzo rimproverò ai disertori del Cristianesimo la
+loro infedeltà e viltà, e li cacciò dal suo servigio, con dire, che
+dopo aver tradito il loro Dio, molto più erano capaci di tradir lui; e
+però ritenne al servigio suo i fedeli, confidò loro la sua guardia, e
+li trattò come suoi amici nel tempo stesso che gli altri principi
+infierivano contro alla greggia di Cristo. Dopo Elena sua prima
+moglie, ch'egli fu obbligato a ripudiare nell'anno 292, dalla quale
+ebbe _Costantino il Grande_, sposò _Flavia Massimiana Teodora_, figlia
+di Massimiano Augusto, che gli partorì tre maschi, cioè _Delmacio_,
+_Giulio Costanzo_ ed _Annibaliano_, siccome ancora tre figlie,
+_Costanza_, _Anastasia_ ed _Eutropia_.
+
+Prima di morire, siccome abbiamo da Eusebio Cesariense[2718], da
+Lattanzio[2719], da Giuliano Apostata[2720], da Libanio[2721], e
+massimamente da Eumenio[2722] scrittore contemporaneo, Costanzo
+determinò che il solo Costantino primogenito suo, nato, per quanto si
+crede, nell'anno 274, regnasse, e che gli altri suoi fratelli
+vivessero vita privata. Raccomandollo ancora all'esercito suo, e nol
+raccomandò indarno; imperciocchè nel giorno stesso, in cui mancò di
+vita esso suo padre, tutte le milizie col re degli Alamanni, Eroc, il
+quale ausiliario dei Romani si trovava anch'egli a Jorch nella
+Bretagna, il proclamarono, come s'ha da Eusebio, _Imperadore_ ed
+_Augusto_, e il vestirono di porpora. Dopo di che egli attese ai
+funerali de! padre. Zosimo[2723] e l'Anonimo Valesiano[2724]
+pretendono che da' soldati altro titolo non fosse dato che quello di
+_Cesare_ a Costantino. Truovansi in fatti medaglie[2725], dove egli è
+appellato _Cesare_, battute senza dubbio dopo il dì 25 luglio
+dell'anno presente, in cui cominciò il suo regno. Ma facilmente si
+possono conciliar gli autori. Fu veramente proclamato Costantino dai
+soldati _Imperadore Augusto_, asserendolo anche Lattanzio[2726]; ma
+egli camminando con più ritenutezza, nè volendo romperla a visiera
+calata con gli altri principi regnanti, mandò bensì loro l'immagine
+sua laureata, come solevano i principi novelli, ma con espressioni di
+voler buona armonia con loro. Galerio Augusto a tal vista forte si
+alterò, e fu in procinto di far bruciare quell'immagine e chi la
+portò; ma i suoi amici tanto dissero, rappresentandogli che se si
+veniva ad una rottura, i soldati del medesimo Galerio, siccome
+affezionatissimi a Costantino, di cui per pratica sapeano le rare doti
+e virtù, passerebbono tutti al servigio di lui, che Galerio smontò,
+accettò l'immagine, mandò a Costantino la sua, ma con obbligarlo di
+contentarsi del solo titolo di _Cesare_ colla tribunizia podestà. Fu
+sì discreto Costantino, che in ciò si sottomise alla volontà di
+Galerio. Se vide sì di mal occhio esso Galerio l'esaltazione di
+Costantino, non è punto da stupirsene, perchè questa rovesciava tutti
+i disegni da lui fatti. Si era egli figurato, mancando di vita
+Costanzo, di poter dar a _Licinio_, suo gran favorito, il titolo e la
+dignità augustale, tagliando fuori i figli di esso Costanzo, per aver
+solamente delle creature sue e da sè dipendenti nel governo; e col
+tempo di crear anche _Severo_ Augusto, e Cesare _Candidiano_ suo
+bastardo, adottato da Valeria Augusta sua consorte; con disegno
+finalmente, dopo aver regnato quanto a lui piacesse, di rinunziare
+l'imperio, come aveano fatto Diocleziano e Massimiano, per passare gli
+ultimi anni di sua vita quieto in onorato ritiro. E perchè la morte di
+Costanzo arrivò molto prima de' suoi conti, e saltò su Costantino, da
+tali avvenimenti rimasero sconcertate tutte le di lui misure.
+Accomodossi bensì Costantino, siccome dissi, ai voleri di Galerio, col
+prendere il solo titolo di _Cesare_; ma Galerio, per serrare a lui il
+passo alla dignità augustale, giacchè non vi doveano essere se non due
+Augusti, secondo il regolamento fatto da Diocleziano, da lì a non
+molto dichiarò _Severo Imperadore Augusto_, mostrando di farlo, perchè
+questi era maggiore d'età e più anziano nella dignità cesarea che
+Costantino. E fin qui camminarono con quiete gli affari, e da Galerio
+dipendevano tutti gli altri principi.
+
+Ma non tardò la mutazion delle cose, per i costumi ed atti tirannici
+di Galerio stesso. Ne abbiamo la descrizion da Lattanzio[2727].
+Allorchè egli vinse i Persiani, imparò che que' popoli erano schiavi
+dei re loro; e però anche a lui saltò in testa di valersi di quel
+modello per ridurre i Romani alla medesima servitù, ed opprimere la
+lor libertà. Toglieva a suo capriccio i posti e gli onori alle
+persone, e tutto dì sfoggiava in nuove invenzioni di crudeltà, con
+adoperarle prima contro i Cristiani, e stendendole poi ad ogni sorta
+di persone, e a' suoi cortigiani stessi. Le croci, il bruciar vive le
+persone, il farle divorar dalle fiere (al qual uso teneva spezialmente
+dei grossissimi e ferocissimi orsi) erano divenuti spettacoli d'ogni
+giorno, presente lo stesso Galerio, che ne rideva, nè voleva mettersi
+a tavola senza aver prima pasciuti gli occhi coll'orribil morte
+d'alcuno. Le carceri, gli esilii, i metalli, il taglio della testa
+parevano a lui pene troppo lievi. Erano prese ancora e condotte nel
+Serraglio di lui le matrone nobili. Oltre a ciò, la giustizia andò in
+bando, perchè egli o facea morire, o cacciava in esilio gli avvocati e
+legisti, e per giudici erano elette persone militari, che nulla
+sapeano delle leggi, e si mandavano senza assessori nelle provincie.
+Per incorrere nell'odio suo bastava essere letterato o professor
+d'eloquenza. In somma tutto era confusione, e l'iniquità sola regnava.
+A questi malanni s'aggiunse l'immensa avidità e violenza di Galerio
+per far danari. Furono messe intollerabili imposte per tutte le
+provincie dell'imperio; ed esatte con incredibil rigore sopra le teste
+degli uomini e degli animali, sopra le terre, gli alberi e le viti. Nè
+infermi, nè vecchi, nè età alcuna andava da questo torchio esente.
+Perchè i poveri non poteano pagare, col pretesto che fosse finta la
+loro impotenza, una gran quantità di essi ne fece annegare. Ma in fine
+la mano di Dio cominciò ad apparire anche contra di questo nemico, non
+solo del popolo cristiano, ma di tutto il genere umano, siccome era
+avvenuto agli altri due Augusti persecutori del Cristianesimo.
+
+Accadde che Galerio si mise in punto per istendere quelle sue
+gravissime imposte alla medesima città di Roma, senza far caso de'
+privilegii e della esenzion del popolo romano; ed avea già inviate
+persone per informarsi del numero e dei beni di quei cittadini. A
+simili aggravii non era avvezzo il popolo romano, siccome quello che
+fin qui avea ritenuta qualche figura di padrone e non di servo; e però
+insorsero in Roma non pochi lamenti e principii di sedizione, dei
+quali seppe ben profittare _Massenzio_ figliuolo di Massimiano Erculio
+imperadore deposto. Costui si truova nelle antiche monete[2728]
+appellato _Marco Aurelio Valerio Massenzio_. Gli antichi
+panegiristi[2729] cel rappresentano figliuolo supposto al suddetto
+Massimiano da Eutropia sua moglie, per farsi amare da lui. Così ancora
+hanno Aurelio Vittore[2730] e l'Anonimo Valesiano. Ma se questo non è
+certo, almen per indubitato sappiamo che Massenzio fu un vero
+complesso di tutti i vizii, poltrone, eppur superbo al maggior segno,
+crudele senza pari, ed inclinato unicamente alla malvagità. Tuttochè
+Galerio gli avesse data molto tempo prima per moglie una sua
+figliuola, pure per la riconoscenza dei di lui sfrenati ed
+abbominevoli costumi, nol volle mai promuovere alla dignità cesarea.
+Dimorava Massenzio[2731] in una villa del distretto di Roma,
+sfaccendato, quando gli venne all'orecchio la disposizione del popolo
+romano ad una sedizione per timor degli aggravii che lor minacciava
+Galerio. Diedesi egli a far de' maneggi coi pochi soldati pretoriani
+restati in Roma, disgustati appunto di Galerio, perchè gli avea
+ridotti ad un poco numero[2732]. Guadagnò alcuni uffiziali, cioè
+Luciano, Marcello e Marcelliano, con promettere loro mari e monti.
+Disposto tutto, costoro diedero fuoco alla mina, con uccidere Abellio
+vicario del prefetto di Roma, se pur non era egli stesso il prefetto.
+Quindi proclamarono _Augusto Massenzio_, che tuttavia dimorava in
+villa, nel dì 27 di ottobre, come s'ha da Lattanzio, oppur, come
+sostiene il Tillemont[2733], appoggiato ad un antico calendario, nel
+dì 28 del mese stesso. Non si oppose, anzi consentì all'esaltazione di
+questo novello imperadore il popolo romano, perchè gli fece costui
+sperare di molti vantaggi, e specialmente la sua residenza in Roma,
+giacchè la lunga lontananza della corte da quella città riusciva ad
+essa pregiudiziale non poco. Alla nuora dell'esaltazion del figliuolo,
+dalla Lucania si accostò _Massimiano Erculio_ a Roma. V'ha chi
+crede[2734] ch'egli fosse molto prima consapevole di quella trama, e
+pare che anche si opponesse ai disegni del figlio. Ma ben più probabil
+sembra ciò che scrive Eutropio[2735], cioè che siccome egli mal
+volentieri avea deposto lo scettro, e stato continuamente alla
+vedetta, spiando ed aspettando occasion propizia per ripigliarlo, così
+ebbe piacere che il figliuolo cominciasse la danza, perchè in tal
+guisa si preparava a lui il gradino per rimontar sul trono. In fatti
+dalla Lucania passato Massimiano nella Campania, quivi si fermò[2736],
+e, secondo altri, sen venne a dirittura a Roma con apparenza di
+assistere al figliuolo, o piuttosto di arrivar a comandare sopra il
+figliuolo, siccome poi dimostrarono i fatti. Nè molto andò che
+sovrastando sedizioni in Roma contra di Massenzio, personaggio
+screditato per i suoi vizii, e scorgendosi necessaria l'autorità di
+suo padre, amato e rispettato tuttavia dai più dei Romani, pregollo il
+figliuolo di ripigliar la porpora, e gliela mandò nella
+Campania[2737], oppur gliela diede in Roma, dichiarandolo di nuovo
+Imperadore Augusto, e suo collega nell'imperio. Dopo essersi fatto
+pregare l'astuto Massimiano anche dal senato e popolo romano, di buon
+cuore accettò. Sicchè due Augusti si videro allora in Roma, cioè
+_Massimiano_ e _Massenzio_: e due altri nell'Illirico e nell'Oriente,
+cioè _Galerio_ e _Severo_; e _Costantino_ Cesare nelle Gallie, nelle
+Spagne e nella Bretagna. Fu profittevole questa novità ai
+Cristiani[2738], perchè Massenzio ordinò tosto che cessasse nei paesi
+a lui sottoposti la persecuzione.
+
+Quanto a Costantino, una delle prime azioni del governo suo fu di
+restituire anch'egli dal suo canto la libertà ad essi Cristiani di
+professar pubblicamente la loro religione. La buona sua madre Elena
+gliene avea predicata la santità[2739], ispirato l'amore, e con che
+frutto, l'andremo scorgendo. Poscia si applicò a regolar gli affari
+delle provincie di sua dipendenza con tal prudenza e dolcezza, che si
+tirò dietro le lodi e l'amore d'ognuno. Nè molto lasciò in ozio il suo
+valore. Nel tempo che Costanzo suo padre si trovava impegnato nella
+guerra della Bretagna[2740], i Franchi, popoli della Germania, rotta
+la pace, aveano fatta una irruzion nelle Gallie. Contra di loro
+sfoderò il ferro Costantino, già ritornato nelle Gallie; gli
+sconfisse, prese due dei loro re[2741], cioè Ascarico e Regaiso, ossia
+Gaiso, dei quali poi fece una rigorosa, anzi barbarica giustizia, con
+esporli alle fiere, nel tempo dei magnifici spettacoli ch'egli diede
+al pubblico. Non era per anche il di lui feroce genio ammansato dalla
+religion di Cristo. Dopo questa vittoria all'improvviso egli passò il
+Reno, per rendere la pariglia ai nemici dell'imperio, e indurli a
+rispettar maggiormente da lì innanzi la maestà romana. Addosso ai
+Brutteri, popoli della Frisia, si scaricarono le armi sue con istrage
+e prigionia di migliaia d'essi, con incendiar le loro ville, e con
+ispogliarli di tutti i loro bestiami. L'aver egli poi data alle fiere
+la gioventù di quella nazione restata prigioniera, fu probabilmente un
+gastigo dei patti rotti anche da essi, ma non esente da macchia di
+crudeltà. Nè contento di ciò Costantino, affinchè i popoli della
+Germania se l'aspettassero addosso, quando a lui piacesse, prese a
+fabbricar un ponte sul Reno in vicinanza di Colonia: opera di mirabil
+magnificenza, con aver piantate in mezzo a sì vasto fiume le pile, e
+condotta col tempo la fabbrica a perfezione, come chiaramente attesta
+Eumenio, pretendendo in vano il Valesio[2742] che egli non la
+terminasse. Con tali imprese questo prode principe, e col mettere
+buone guarnigioni per le castella sparse sulla riva del Reno, tal
+terrore infuse nelle genti germaniche, che per gran tempo le Gallie
+goderono una mirabil quiete, non attentandosi più di turbarle le
+barbare nazioni.
+
+NOTE:
+
+[2694] Lactantius, de Mortib. Persec., cap. 14.
+
+[2695] Anonymus Valesianus post Ammian.
+
+[2696] Zosimus, lib. 2, cap. 5.
+
+[2697] Aurel. Victor, in Epit. et Zosimus, lib. 2, cap. 5.
+
+[2698] Euseb., Vit. Constant., lib 1, cap. 21.
+
+[2699] Eumen., Panegyr. Constant., cap. 7.
+
+[2700] Beda, Hist. Angl., lib. 1, cap. 1.
+
+[2701] Usser., de Reb. Britann.
+
+[2702] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2703] Anonymus Valesianus.
+
+[2704] Idacius, in Chronico.
+
+[2705] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2706] Stephanus, de Urbibus.
+
+[2707] Constantinus Porphyrogeneta, de Provin.
+
+[2708] Eusebius, in Chron.
+
+[2709] Zosimus, lib 2, cap. 5.
+
+[2710] Chronic. Alexandrinum.
+
+[2711] Eutrop., in Breviar.
+
+[2712] Aurelius Victor, in Epitome, et de Caesarib.
+
+[2713] Incertus, in Panegyr. Const., pag. 3.
+
+[2714] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 8. Incertus, in Panegyr.
+Maximian. Eutrop., in Breviar. Eusebius, in Vita Constantini, lib. 1.
+
+[2715] Eusebius, in Vita Constantini, lib. 1, cap. 14.
+
+[2716] Euseb., lib. 8, cap. 13 Hist. Eccl. et in Vita Constant., lib.
+1, cap. 15. Optatus, lib. 1. Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 15.
+
+[2717] Euseb., in Vita Constant., lib. 1, cap. 16.
+
+[2718] Euseb., in Vita Constantini.
+
+[2719] Lactantius, de Mortibus Persecut.
+
+[2720] Julian., Oratione I.
+
+[2721] Libanius, Oratione III.
+
+[2722] Eumen., Panegyr. Constant., cap. 7.
+
+[2723] Zosimus, lib. 2, cap. 9.
+
+[2724] Anonymus Valesianus, post Ammian.
+
+[2725] Mediobarbus, Numism. Imperator.
+
+[2726] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 25.
+
+[2727] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 21.
+
+[2728] Goltzius et Mediobarbus, Numismat. Imp.
+
+[2729] Incertus, Panegyr. Const.
+
+[2730] Aurelius Victor. Anonymus Valesianus.
+
+[2731] Aurel. Victor. Zosimus, lib. 2, cap. 9.
+
+[2732] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 26.
+
+[2733] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2734] Aurelius Victor, de Caesaribus.
+
+[2735] Eutrop., in Breviario.
+
+[2736] Lactantius, de Mortib. Persecut.
+
+[2737] Incertus, in Panegyr. Maximian. et Constant., cap. 10.
+
+[2738] Euseb., Histor. Eccl., lib. 8, cap. 14.
+
+[2739] Euseb., in Vita Constantini, lib. 1, cap. 25.
+
+[2740] Eumen., Panegyr. Constant.
+
+[2741] Eutrop., in Breviar.
+
+[2742] Valesius, Rer. Franc.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCVII. Indizione X.
+
+ SEDE PONTIFICIA vacante.
+ GALERIO MASSIMIANO imper. 3.
+ MASSENZIO imperadore 2.
+ MASSIMIANO ERCULIO imper. 2.
+ COSTANTINO imperadore 1.
+ LICINIO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+MARCO AURELIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la nona volta e FLAVIO
+VALERIO COSTANTINO CESARE.
+
+
+Col Relando[2743], appoggiato ad alcuni Fasti, ho ben io enunziati i
+consoli suddetti; ma avvertir debbo i lettori che gran confusione
+cominciò ad introdursi nei consolati per questi tempi, a cagion delle
+turbolenze e divisioni insorte nel romano imperio, e dei molti
+regnanti fra loro discordi. Altri consoli furono fatti in Roma da
+Massenzio e da Massimiano, ed altri da Galerio Augusto nell'Oriente. I
+sopra enunziati sembrano i Romani. Gli altri, secondo i Fasti di
+Teone, furono _Severo Augusto_ e _Massimino Cesare_. Forse anche
+_Costantino_ fu promosso da Galerio al consolato, solamente dopo la
+morte di _Severo_. Alcuni, per non fallare, usarono allora di notare
+il _post consulatum_ dei consoli dell'anno precedente. _Giusteo
+Tertullo_ esercitò in questo anno la prefettura di Roma. Da che
+conferita fu da Massenzio l'augustal dignità a Massimiano Erculio suo
+padre, questi per maggiormente imbrogliare le carte, e dar da pensare
+a Galerio, scrisse lettere a _Diocle_, o sia _Diocleziano_, che si
+godeva la quiete in una villa di Salona, dove si era fabbricato un
+sontuoso palazzo e un delizioso orto e giardino, invitandolo ed
+esortandolo a ripigliar la porpora imperiale. Son di parere altri che
+questo succedesse più tardi. Diocleziano, che più senno di lui e meno
+ambizione avea, tosto rigettò la proposizione, con dire al
+messo[2744]: _Oh se vedesse i bei cavoli piantati di mia mano qui in
+Salona, al certo non darebbe il cuore a Massimiano di tentarmi in
+questa maniera._ Che anche Galerio tentasse Diocleziano, lo scrive ben
+Aurelio Vittore, ma non par credibile. Che poi fosse veramente
+disingannato esso Diocleziano della vanità del regno, si può anche
+raccogliere da Vopisco[2745], il quale racconta di avere inteso da suo
+padre, come questo principe attestava, non esserci cosa più difficile
+che il ben regnare; perchè dicea che quattro o cinque persone del
+primo ministero si collegano insieme per ingannare il padrone, e tutto
+ciò che esse vogliono san farlo volere a lui. Imperciocchè, aggiungeva
+egli, non potendo il principe, collo stare nei suoi gabinetti, veder
+le cose co' proprii occhi, crede di operar saviamente stando sulla
+fede di molti che gli attestano la medesima cosa. E intanto nulla egli
+vede, nè sa la verità, e qualunque sia la sua buona intenzione,
+capacità e prudenza, egli è ingannato e venduto, e dà le cariche a chi
+meno le merita, e le toglie a chi sarebbe più atto ad esercitarle.
+
+Allorchè Galerio Massimiano Augusto ebbe intesa la ribellion di
+Massenzio genero suo, parve che non se ne mettesse gran
+pensiero[2746], ben sapendo che egli era un solennissimo poltrone, ed
+immerso nei vizii, per i quali in vece dell'amore si guadagnerebbe
+l'odio di tutti. Però senza curarsi di venir egli in persona ad
+abbattere questo idolo (il che se avesse fatto, sarebbono forse
+passati gli affari a seconda dei suoi desiderii), diede questa
+incombenza a _Severo Augusto_ sua creatura, a cui particolarmente
+apparteneva il governo dell'Italia. Venne Severo in Italia nell'anno
+presente con una buona armata, ma composta la maggior parte di
+milizie, che due anni prima aveano servito a Massimiano Erculio, ed
+ansavano di tornare alle delizie di Roma. Però appena si presentò
+Severo alle mura di Roma, che Massenzio facilmente subornò con segrete
+offerte quell'armata, la quale, alzate le bandiere, e passata nel suo
+partito, rivolse l'armi contra di Severo. Altro scampo adunque non
+restò a costui che di prendere la fuga, ed incontratosi in Massimiano,
+che probabilmente conduceva rinforzi di gente a Roma, il più che potè
+fare fu di ritirarsi a Ravenna. Quivi fu bensì assediato da
+Massimiano, ma essendo quella città forte ed abbondante di viveri,
+apparenza non v'era di superarla[2747]. Superolla la frode, se è vero
+quanto narra Zosimo[2748], perchè non si accordano in tutto con lui
+Eusebio ed Eutropio: cioè Massimiano con varie lusinghe, promesse e
+giuramenti il trasse a deporre la porpora e a venir seco a Roma.
+Giunto che fu Severo al luogo appellato le Tre Taberne, sbucò un
+agguato di armati ivi dallo spergiuro Massimiano preparati, che col
+laccio gli tolsero la vita, o pure, come ha l'Anonimo Valesiano[2749],
+tenuto ivi in prigione, allorchè Galerio calò in Italia, fu fatto
+strangolare. Gli altri scrittori il dicono ucciso in Ravenna, e che
+per grazia gli fu permesso di morir dolcemente colle vene tagliate; e
+Lattanzio[2750] lasciò scritto, che egli, veggendo disperato il caso,
+volontariamente s'era renduto a Massimiano. Pare che tal tragedia
+succedesse nel febbraio di questo anno. Rimase di Severo un figlio per
+nome _Severiano_, che Licinio fece poi morire nell'anno di Cristo 313
+per estinguere in lui ogni pretensione al dominio.
+
+Sbrigato da questo nemico, Massimiano Erculio ben conosceva che gli
+restava più da fare con Galerio Augusto, uomo temuto pel suo valore,
+ma più per la copia e possanza delle sue armi; giacchè ognun prevedeva
+ch'egli non lascerebbe invendicata la morte di Severo. Pertanto andò
+in persona a trovare il vecchio Diocleziano che si godeva un delizioso
+riposo nella sua villa di Salona, per muoverlo a riassumere la porpora
+imperiale. Gittò i passi, perchè Diocleziano vedeva il mare in
+burrasca, ed egli se ne voleva stare sicuro sul lido, di là mirando le
+altrui tempeste. Rivolse dunque Massimiano le speranze e i passi suoi
+a Costantino Cesare, che nelle Gallie, dopo le vittorie riportate
+contro ai Franchi, con gran credito di valore e di forze si godeva la
+pace[2751]. Per tirarlo nel suo partito, gli disse quanto male potè di
+Massenzio suo figliuolo, probabilmente esibendo di deporlo; il
+dichiarò ancora _Imperadore Augusto_, e gli diede in moglie _Flavia
+Massimiana Fausta_ sua figliuola, chiamata così nelle medaglie[2752],
+giacchè si suppone che fosse già mancata di vita _Minervina_ sua prima
+moglie, o pur concubina e madre di Crispo suo primogenito, che fu poi
+Cesare. Perciò di qui cominceremo a contare gli anni dell'imperio di
+Costantino. Intanto calò in Italia con poderoso esercito Galerio
+Augusto, e venne a Roma, con trovare che si era ingannato in credere
+sufficiente quell'armata ad assediarla, perchè, non avendola mai
+veduta, non ne sapeva la vasta circonferenza. Arrivato a Terni, spedì
+Licinio e Probo a Massenzio suo genero, per indurlo a venire a
+trovarlo, e trattare d'accordo. Se ne rise Massenzio: dal che
+maggiormente irritato Galerio minacciava l'eccidio al genero, al
+senato e a tutto il popolo romano[2753]. Ma seppe anche questa volta
+Massenzio sedurre una parte della di lui armata, perchè conoscendo
+costoro quanto fosse vergognosa azione che soldati romani volgessero
+l'armi contra di Roma lor madre, non durarono fatica ad abbandonar
+Galerio, per darsi a Massenzio. Avrebbe fatto altrettanto il resto
+dell'armata di Galerio, s'egli, gittatosi ai lor piedi, non avesse con
+preghiere e promesse frastornata la lor sollevazione. Sicchè fu
+costretto a levar l'assedio; e colui che si credeva di far paura a
+tutti, ebbe per grazia il potersene andare in salvo, pieno non so se
+più di rabbia o di vergogna. Nel tornarsene addietro, parte per
+impedire ai nemici il tenergli dietro, e parte perchè così avea
+promesso ai soldati restati con lui, loro permise di dare il sacco a
+tutto il paese per dove passò: nella quale occasione commisero tutte
+quante le enormità che si sogliono praticare nel saccheggio delle
+nemiche prese città. Ebbe in questa maniera Galerio il comodo di
+tornarsene nella Pannonia, ma con lasciare in Italia il nome non
+d'Imperadore, ma di assassino de' Romani.
+
+Mentre tali cose succedeano in Italia, Massimiano Erculio, che
+dimorava nelle Gallie, avea ben conseguito che il genero Costantino
+Augusto non si unisse con Galerio, ma non potè già ottenere ch'egli
+prendesse l'armi contra del medesimo Galerio, ancorchè venissero le
+nuove ch'esso al maggior segno spelato e scornato se ne scappava
+dall'Italia. Indispettito il suo cuore per questo, se ne ritornò a
+Roma, e quivi col figlio Massenzio seguitò a signoreggiare[2754]. Ma
+l'ambizioso ed inquieto vecchio non sapea sofferire che si desse la
+preminenza al figliuolo, benchè da lui avesse ricevuta la porpora, nè
+che i soldati mostrassero maggior obbedienza ad esso suo figlio che a
+lui. Perciò pien di veleno cominciò sotto mano a procurar d'alienare
+gli animi delle soldatesche da Massenzio; ma vedendo che non gli
+riusciva il tentativo, un dì, fatte raunar le milizie e il popolo,
+alla presenza del figliuolo, esagerò forte i mali e i disordini
+correnti dello Stato, e poi si rivolse con fiera invettiva contra
+Massenzio, attribuendo alla di lui poca testa e cattiva condotta la
+serie di tutti que' malanni. Non avea lo indiavolato vecchio finito di
+dire, quando preso colle mani il manto purpureo del figliuolo, glielo
+strappò di dosso, e lo stracciò. Si contenne Massenzio in quel
+frangente, ed altro non fece se non che si rifugiò fra i soldati, i
+quali caricarono di villanie Massimiano, e si sollevarono contra di
+lui. Sembrerà a taluno una semplicità il dirsi da Zonara[2755], che
+Massimiano volle dipoi far credere ai soldati che quella era stata una
+burla, per provare se amavano veramente suo figlio: il che nulla gli
+valse, perchè tanto strepito fecero le milizie, ch'egli fu forzato a
+fuggirsi di Roma. Se ne andò nelle Gallie a dolersi col genero
+Costantino d'essere stato cacciato dal figlio[2756]; ma Costantino, a
+cui non doveano mancare più sicuri avvisi del fatto, niun impegno
+volle assumere dell'inquieto suocero, di maniera ch'egli, dopo essere
+dimorato qualche tempo, ma senza vantaggio de' suoi interessi, nelle
+Gallie, prese lo spediente di andar a trovare il maggior nemico che si
+avesse il figliuolo, cioè lo stesso Galerio Augusto. Fu creduto, per
+vedere se potesse aprirsi la strada a qualche tradimento per levargli
+la vita, ed occupar, se gli veniva fatto il suo luogo[2757]. Trovavasi
+allora Galerio nella Pannonia a Carnonto, dove avea fatto venir
+Diocleziano da Salona, per dar più credito alla elezione di un nuovo
+Augusto ch'egli meditava, per supplire la mancanza dell'ucciso Severo.
+Andarono falliti tutti gl'intrighi, tutte le speranze di Massimiano,
+per aver trovato quelle milizie fedeli a Galerio, e tentata invano la
+costanza di Diocleziano per fargli riassumere la porpora imperiale.
+Sicchè altro non gli restò che di assistere con lui e di dar vigore,
+per non potere di meno, alla promozione che Galerio fece di _Licinio_,
+dichiarandolo _Augusto_, avendogli forse ne' precedenti mesi conferito
+il titolo di _Cesare_, come ha preteso taluno, e sembra confermato da
+Aurelio Vittore. Seguì tal funzione, secondo Idacio[2758], nel dì 11
+di novembre, non già dell'anno seguente, come ha esso Idacio, ma del
+presente, come si raccoglie dalla Cronica Alessandrina.
+
+_Licinio_ che, creato Augusto, si trova appellato nelle medaglie[2759]
+e nelle iscrizioni[2760] _Caio Flavio Galerio Liciniano Licinio_, era
+nativo[2761] anch'egli dell'Illirico, perchè venuto alla luce nella
+Dacia nuova, oggidì la Servia, di vile e rustica famiglia[2762],
+ancorchè egli dipoi cresciuto in fortuna si vantasse di trar l'origine
+sua dall'imperadore Filippo. Passato dall'aratro alla milizia, niuna
+conoscenza avea delle lettere, anzi se ne protestava nemico
+dichiarato[2763], chiamandole un veleno e peste dello stato, e
+massimamente odiando gli avvocati e procuratori, ch'egli credeva atti
+solo ad imbrogliare ed eternar le liti del foro. L'amicizia fra lui e
+Galerio Augusto avea avuto principio fin quando si diedero entrambi al
+mestiere delle armi; ed ora poi cresciuta a tal segno la loro
+intrinsichezza, massimamente dipoi che di grandi prodezze avea fatto
+Licinio nella guerra co' Persiani, che Galerio nulla quasi facea senza
+il di lui consiglio. Pertanto prima d'ora avea egli risoluto di
+crearlo Augusto, subito che fosse mancato di vita l'imperador
+Costanzo. Ma essendo stato prevenuto da Costantino, Galerio eseguì ora
+il suo disegno con dargli la porpora imperiale, disegnando poi di
+mandarlo a far guerra a Massenzio tiranno di Roma e dell'Italia.
+Scrive Eusebio[2764] che sul principio del principato di Costantino i
+Britanni posti all'Occidente dell'Oceano, si sottomisero al di lui
+dominio. Non so io dire, se ciò sia un fatto diverso da quanto si è
+narrato al precedente anno della guerra di Costanzo suo padre coi
+Pitti e Caledonii.
+
+NOTE:
+
+[2743] Reland., in Fast.
+
+[2744] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2745] Vopiscus, in Vita Aureliani.
+
+[2746] Eutrop. Aurel. Vict. Lactantius.
+
+[2747] Idacius, in Chronico.
+
+[2748] Zosimus, lib. 2, cap. 10.
+
+[2749] Anonymus Valesianus.
+
+[2750] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 26.
+
+[2751] Incertus, in Panegyr. Maximian. et Const.
+
+[2752] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[2753] Anonym. Valesianus. Lactantius. Zosimus. Aurel. Vict.
+
+[2754] Lactantius, de Mortibus Persecut., cap. 28. Eutrop., in Brev.
+
+[2755] Zonaras, in Annalibus.
+
+[2756] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 26.
+
+[2757] Eusebius, in Chron.
+
+[2758] Idacius, in Fastis.
+
+[2759] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2760] Gruterus in Inscription. Thesaur. Novus Veter. Inscript.
+
+[2761] Eutrop., in Breviar. Anonymus Valesianus.
+
+[2762] Capitolin., in Gordian.
+
+[2763] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2764] Euseb., in Vita Constantini, lib. 4. cap. 50.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCVIII. Indizione XI.
+
+ MARCELLO papa 1.
+ GALERIO imperadore 4.
+ MASSENZIO imperadore 3.
+ COSTANTINO imperadore 2.
+ LICINIO imperadore 2.
+ MASSIMINO imperadore 1.
+
+_Consoli_
+
+_Marco Aurelio Valerio Massimiano Augusto_ per la decima volta e CAIO
+GALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la settima.
+
+
+Durando tuttavia la discordia tra tanti imperadori, continuò ancora la
+confusione ne' consolati. Pare che i suddetti consoli fossero
+pubblicati da Galerio Augusto, che era d'accordo con Massimiano, ma
+non già col di lui figliuolo e genero suo Massenzio, benchè
+probabilmente si trattasse di qualche accordo. Di qua venne che in
+Roma non furono accettati i consoli suddetti pei tre primi mesi. E non
+essendo seguito aggiustamento alcuno, abbiamo dall'autore del Catalogo
+dei prefetti di Roma[2765], che _Massenzio_ si fece dichiarar console
+nell'anno presente insieme con _Romolo_ suo figliuolo, il quale è
+nomato nelle medaglie[2766] _Marco Aurelio Romolo_. Truovasi anche in
+alcuni Fasti sotto quest'anno _Diocleziano console per la decima
+volta_; ma è da credere uno sbaglio de' copisti, perchè Diocleziano
+non si volle più ingerire ne' pubblici affari. La prefettura di Roma
+fu in quest'anno appoggiata a _Stazio Raffino_[2767]. Dopo essere
+stata lungo tempo vacante la cattedra di San Pietro, in quest'anno fu
+creato papa _Marcello_. Contuttochè il padre Pagi[2768] pretenda che
+nell'anno precedente _Massimino Cesare_ prendesse di sua autorità il
+titolo d'_Augusto_, tuttavia sembra più probabile che ciò succedesse
+nell'anno presente. Stava esso Massimiano alla guardia e al governo
+dell'Oriente. Allorchè egli intese che _Licinio_ era stato promosso,
+nel di 11 di novembre, alla dignità imperiale, cominciò forte a
+strepitare, pretendendo fatto a sè stesso un gravissimo torto, perchè,
+essendo egli stato dichiarato Cesare molto prima di Licinio,
+l'anzianità sua esigeva ch'egli fosse anteposto all'altro negli
+onori[2769]. Pervenuti a notizia di Galerio questi suoi lamenti, per
+attestato di Lattanzio, inviò _più legati_ a Massimino per quetarlo,
+pregandolo istantemente di ubbidire, di accettar le risoluzioni da lui
+prese, e di cedere a chi era maggiore di lui in età: che tale dovea
+essere Licinio. Ostinossi Massimino nella sua pretensione, e perciò
+Galerio si rodeva le dita per aver alzato costui dal fango, e creatolo
+Cesare con isperanza d'averlo ubbidiente ad ogni suo cenno, quando ora
+il trovava sì restio e impaziente degli ordini. Andò poi a terminare
+la faccenda in avere il superbo Massimino, ad onta di Galerio, deposto
+il titolo di _Cesare_ e preso quel di _Augusto_, con far poi sapere a
+Galerio, essere stato l'esercito suo che l'avea proclamato
+_imperadore_, senza ch'egli avesse potuto resistere. Queste ambasciate
+e questo dibattimento, che per la lontananza delle persone richiedeva
+del tempo, debbono a noi parere bastevoli fondamenti per credere
+seguita, non già nell'anno precedente, ma bensì nel presente,
+l'esaltazione di Massimino. Sicchè noi ora abbiamo nell'imperio romano
+cinque diversi Augusti, _Galerio Massimiano_, _Massenzio_,
+_Costantino_, _Licinio_, e _Massimino_. Lattanzio vi aggiugne anche
+_Diocleziano_; ma niuno scrive ch'egli mai ripigliasse la porpora. Da
+tanti principi ognun può immaginare qual confusione dovesse esser
+quella de' pubblici affari. Sembra nondimeno che, a riserva di
+Massenzio, gli altri andassero in qualche maniera d'accordo insieme.
+Quanto a _Massimino_, già appellato _Daza_, come dicemmo, uscito da
+parenti rustici e vili nell'Illirico, egli si era tirato innanzi colla
+profession delle armi, e tuttochè si dica ch'egli fosse uomo
+quieto[2770], pure abbiamo da Lattanzio[2771] e da Eusebio[2772],
+ch'egli fu un grande assassino de' popoli a lui sottoposti, con
+ispogliarli per arricchire i soldati, e del pari superstizioso e fiero
+persecutor de' Cristiani, come risulta dalla storia ecclesiastica.
+
+Chiarito in questi tempi _Massimiano Erculio_, che poco a lui
+profittavano le cabale sue ne' paesi di Galerio Augusto, se ne promise
+miglior effetto presso di Costantino imperadore, genero suo e
+figliuolo di un suo genero. Andossene dunque[2773] a trovarlo nelle
+Gallie, fu ricevuto da lui con tutti gli onori, alloggiato nel
+palazzo, e sì nobilmente provveduto di tutto[2774], come s'egli fosse
+padrone in quelle parti, volendo Costantino che ognun l'ossequiasse ed
+ubbidisse quasi più di lui stesso. Allora l'astuto vecchio, trovandosi
+in mezzo a tanti comodi, per far ben credere al genero di non covar
+più pensiero alcuno di regno, e di voler terminare in pace al pari di
+Diocleziano i suoi giorni, depose la porpora, e si ridusse ad una vita
+privata, in cui non mancava a lui delizia veruna. Tutto questo per più
+facilmente ingannare l'Augusto genero. Avvenne che i Franchi fecero in
+questi tempi qualche movimento d'armi contro le terre romane. Marciò a
+quella volta Costantino con poca gente e alla sordina, così
+consigliato da Massimiano, per sorprendere i nemici; ma altro in testa
+avea il tuttavia ambizioso suo suocero. Sperava costui che Costantino
+restasse involto in qualche grave pericolo, e di poter egli intanto
+impadronirsi dell'armi e milizie lasciate addietro. In fatti, da che
+si fu separato da lui, s'inviò verso Arles, dov'era il grosso delle
+soldatesche, consumando nel cammino tutti i viveri, affinchè
+mancassero a Costantino, caso ch'egli si rivolgesse a quelle parti.
+Giunto ad Arles, di nuovo assunse l'abito imperiale, s'impossessò del
+palazzo e de' tesori, dei quali tosto si servì per adescare e tirar
+dalla sua quelle soldatesche; scrisse del pari all'altre più lontane,
+invitandole con grandiose promesse, e screditando presso tutti un
+genero, da cui tante finezze avea ricevuto Costantino, che non molto
+si fidava di questo inquieto vecchio, e gli avea lasciato appresso
+delle spie, immantinente fu avvertito de' primi moti del suo
+tradimento, e però a gran giornate dal Reno sen venne ad Arles, prima
+che Massimiano avesse preso buon piede; riguadagnò tutte le ribellate
+milizie, e seguitò il suocero, che andò a ritirarsi a Marsiglia. Dato
+l'assalto a quella città, si trovò che le scale erano troppo corte pel
+bisogno, e convenne far sonare la ritirata. Lasciatosi veder
+Massimiano sulle mura, Costantino avvicinatosegli, con tutta la
+dolcezza possibile gli rimproverò una perfidia così indegna di un par
+suo. Altro per risposta non riportò che delle ingiurie. Ma i cittadini
+in quel tempo, aperta una porta della città, vi lasciarono entrar la
+gente di Costantino, la quale, preso Massimiano, il condusse davanti
+al genero Augusto. Atto d'incredibil moderazione convien ben dire che
+fosse quel di Costantino, perchè a riserva de' rimproveri fatti al
+perfido suocero, e all'avergli tolta di dosso la porpora imperiale,
+niun altro male gli fece, nè il cacciò dalle Gallie; anzi sembra che
+seguitasse a ritenerlo in sua corte, vinto probabilmente dalle
+preghiere di Fausta sua moglie. Qui nondimeno non finirono le scene di
+quest'uomo perfidioso, siccome vedremo. Liberato dal suddetto pericolo
+l'Augusto Costantino, perocchè tuttavia pagano[2775], fece dei ricchi
+donativi al superbo tempio d'Apollo creduto quello di Autun, dove
+opinione era che si scoprisse la gente spergiura in quelle acque
+calde.
+
+Si può fondatamente riferire all'anno presente una sollevazione
+insorta nell'Africa, di cui parlano Zosimo[2776] ed Aurelio
+Vittore[2777]. Probabilmente ubbidiva l'Africa a Galerio Augusto dopo
+la morte di Severo. Massenzio, imperadore di Roma e dell'Italia, ben
+sapendo che quelle provincie erano dinanzi assegnate all'Augusto
+dominante in Roma, cercò di stendere colà il suo dominio, e vi mandò
+le sue immagini scortate da una man di soldati. Furono queste
+rigettale da que' popoli. Ma perchè le truppe del paese non poterono o
+non vollero fare resistenza, Cartagine col resto della contrada venne
+alla di lui ubbidienza. Cadde in pensiero a Massenzio di portarsi
+personalmente in Africa per processare e spogliare chiunque avea
+sprezzate l'immagini sue; ed avrebbe eseguito il disegno, se gli
+aruspici, con allegar segni infausti nelle vittime, non l'avessero
+trattenuto. Pertanto non fidandosi di _Alessandro_ nativo della
+Frigia, che esercitava l'uffizio del prefetto del pretorio, o pur di
+suo vicario in Cartagine, gli scrisse che voleva per ostaggio un di
+lui figliuolo. Sapeva Alessandro che iniquo e sregolato principe fosse
+Massenzio, e però si andò scusando per non inviarlo. Scoperto poi che
+era venuta gente d'ordine d'esso Massenzio per assassinarlo, ancorchè
+persona di poco spirito e di molta età e pigrizia, intavolò una
+ribellione, e si fece proclamar _Augusto_ da quelle milizie. Cosi ai
+cinque sopraccitati imperadori si aggiunse quest'altro, sempre più
+crescendo con ciò lo smembramento del romano imperio. Crede il
+Tristano[2778] che un _Nigriniano_, appellato _Divo_ in qualche rara
+medaglia, fosse figliuolo del suddetto Alessandro; ma si può
+dubitarne. Per tre anni si sostenne esso Alessandro nella signoria
+dell'Africa, come apparisce dalle di lui medaglie[2779].
+
+NOTE:
+
+[2765] Bucher., de Cyclo.
+
+[2766] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2767] Cospinianus. Bucherius.
+
+[2768] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[2769] Lactantius, de Mortib. Persec., cap. 32.
+
+[2770] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2771] Lactantius, de Mortib. Persecut. cap. 32.
+
+[2772] Euseb., Histor. Eccles., lib. 8, cap. 14.
+
+[2773] Lactant., ibid., cap. 29.
+
+[2774] Eumen., Panegyr. Constant., cap. 14 e seg.
+
+[2775] Eumen., Panegyr. Const., cap. 21.
+
+[2776] Zosimus, lib. 2, cap. 12.
+
+[2777] Aurel. Victor, in Epitome.
+
+[2778] Tristan., Medail., lib. 3.
+
+[2779] Mediobarbus, Numism. Imperator.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCIX. Indizione XII.
+
+ MARCELLO papa 2.
+ GALERIO imperadore 5.
+ MASSENZIO imperadore 4.
+ COSTANTINO imperadore 3.
+ LICINIO imperadore 3.
+ MASSIMINO imperadore 3.
+
+_Consoli_
+
+MASSENZIO AUGUSTO per la seconda volta, e ROMOLO CESARE per la
+seconda.
+
+
+I consoli da me proposti sono quei che Massenzio tiranno elesse in
+Roma, e venivano riconosciuti per l'Italia. Ma per le altre provincie
+del romano imperio, stante la discordia fra gli Augusti, non si sa che
+fossero eletti consoli; o se furono eletti, ne è ignoto il nome, dal
+che venne che la gente, per denotar l'anno presente, si valeva della
+formola _post consulatum Maximiani X et Galerii VII_. Contuttociò vi
+ha chi pretende che _Licinio Augusto_ prendesse il consolato anche
+egli. Abbiam veduto _Romolo_ Cesare, figliuolo di Massenzio,
+esercitare il secondo consolato nell'anno presente; ma forse in questo
+medesimo egli mancò di vita, credendo alcuni che nelle acque del
+Tevere egli si affogasse, ma senza notizia del come; anzi con dubbio
+tuttavia se tale veramente fosse la morte di lui, perchè il passo di
+un panegirista[2780] di Costantino non lascia scorgere se ivi si parli
+di Massenzio stesso o pure del figlio. Anzi perchè vedremo veramente
+annegato Massenzio in quel fiume, di lui e non del figliuolo pare che
+s'abbia da intendere quel passo. La prefettura di Roma fu in
+quest'anno appoggiata ad _Aurelio Ermogene_. Il tempo, in cui
+Massimiano Erculio pose fine alle cabale sue colla morte, resta
+tuttavia incerto. Idacio[2781] ne parla all'anno seguente.
+Eusebio[2782] all'anno terzo di Massenzio suo figlio. E perciocchè
+esso anno terzo si stendeva alla maggior parte del presente, sembra a
+me assai verisimile che in questo succedesse il fine della sua
+tragedia, di cui buon testimonio è Lattanzio[2783] scrittore di questi
+tempi, oltre all'Anonimo Valesiano[2784], Zosimo[2785] ed
+Eutropio[2786]. Noi lasciammo questo maligno personaggio nelle Gallie,
+dove, deposta la porpora, non ostante la sua sperimentata perfidia,
+ricevea un trattamento onorevolissimo da Costantino suo genero. Ma
+avvezzo al comando, nè sapendo accomodarsi alla vita privata, che non
+fece il mal uomo? Ora con preghiere ed ora con lusinghe andò
+tempestando la figliuola Fausta, per indurla a tradire l'Augusto
+marito, con promettergliene un altro più degno, e a lasciar aperta una
+notte la camera del letto maritale. Finse ella d'acconsentire, e
+rivelò tutto a Costantino; ed egli per chiarirsene mise nel suo letto
+per quella notte un vile eunuco. Massimiano sulla mezza notte armato
+comparve colà, e trovate poche guardie, ed anche lontane, con dir loro
+d'aver fatto un sogno che egli voleva rivelare al suo caro figliuolo
+imperadore, passò nella stanza e trucidò il misero eunuco. Ciò fatto,
+uscì fuori confessando il fatto, ed anche gloriandosene; ma eccoti
+sopravvenir Costantino con una man d'armati, il quale, fatto portare
+il cadavero dell'ucciso alla presenza d'ognuno, fece una scarica
+d'improperii sopra l'iniquissimo vecchio, senzachè egli sapesse
+proferir parola in sua discolpa: tanto si trovò sbalordito e confuso.
+Gli fu data licenza d'eleggersi la maniera della morte, e questo fu il
+laccio, con cui diede fine alla scellerata sua vita. Fallò Zosimo con
+dire che questo ignominioso fine gli arrivò in Tarso, quando è certo
+che fu in Provenza, cioè ad Arles, dove soleva dimorar colla sua corte
+Costantino, o pure a Marsiglia, dove l'autore della Cronaca
+Novaliciense[2787] circa l'anno 1054 pretende che fosse disotterrato
+il corpo di Massimiano, il quale si trovò imbalsamato ed esistente in
+cassa di piombo entro un'altra di candido marmo. Questo poi per ordine
+di Rambaldo arcivescovo d'Arles fu gittato in alto mare. E tale fu il
+fine obbrobrioso di quel superbo ed ambizioso principe, stato in
+addietro sì fiero persecutore della religione di Cristo, e d'uno
+ancora di questi ultimi imperadori nemici del nome cristiano, che Dio
+punì con una morte la più vergognosa ed infame. Dall'aver Costantino
+data onorevole sepoltura al suocero (come anche attesta santo
+Ambrosio[2788], con dire che il fece mettere in una cassa non di marmo
+bianco, ma di porfido), dedusse il padre Pagi[2789] che esso Augusto
+si attribuiva ad onore d'essere _nipote di Massimiano_, adducendo per
+questo un'inscrizione a lui posta, dove si trova intitolato così. Ma
+se Costantino il Grande non appetisse, anzi abborrisse questa lode, si
+può argomentare[2790] dal saper noi ch'egli fece atterrare tutte le
+statue ed immagini appartenenti a Massimiano, e cancellar quante
+iscrizioni e memorie potè di lui; e per conseguente è più tosto da
+riferire quel marmo a Costantino juniore, figliuolo del Grande e di
+Fausta figlia di esso Massimiano.
+
+NOTE:
+
+[2780] Incertus, in Panegyr. Constantini, cap. 18.
+
+[2781] Idacius, in Fastis.
+
+[2782] Eusebius, in Chron.
+
+[2783] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 30.
+
+[2784] Anonymus Valesianus.
+
+[2785] Zosimus, lib. 2, cap. 11.
+
+[2786] Eutrop., in Breviar.
+
+[2787] Chron. Novaliciense, Rer. Italicar., Part. II, tom. 2.
+
+[2788] Ambrosius, Epistol. 53.
+
+[2789] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[2790] Euseb., Histor. Eccles., lib. 8, cap. 13. Lactantius, de Mort.
+Persec., cap. 42.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCX. Indizione XIII.
+
+ EUSEBIO papa 1.
+ MELCHIADE papa 1.
+ GALERIO MASSIMIANO imperadore 6.
+ MASSENZIO imperadore 5.
+ COSTANTINO imperadore 4.
+ LICINIO imperadore 4.
+ MASSIMINO imperadore 4.
+
+_Console_
+
+_Massenzio_ imperatore solo.
+
+
+Ne' fasti d'Idacio e nell'Anonimo del Bucherio, o sia del Cuspiniano,
+è nominato il solo _Massenzio_ console in Roma. Fuori d'Italia si
+contava _l'anno II dopo il consolato di Massimiano Erculio X e di
+Galerio Massimiano VII_. Ne' Fasti di Teone enunziati si veggono sotto
+questo anno _Andronico_ e _Probo_. Possiam sospettare che fossero
+sostituiti a Massenzio. _Rufo Volusiano_ si trova nel presente anno
+prefetto di Roma. In questi tempi la giustizia di Dio, che già aveva
+abbattuto l'iniquo Massimiano Erculio, si fece sentire anche all'altro
+imperadore Galerio Massimiano, soggiornante[2791] in Sardica nella
+Dacia novella, cioè a colui che abbiam di sopra veduto principal
+promotore della persecuzion dei Cristiani. Era egli innamorato del suo
+paese nativo, ed abbiamo da Aurelio Vittore[2792], ch'egli con far
+tagliare delle sterminate selve nella Pannonia, e mettere quelle terre
+a coltura, e con fare scolar l'acque del lago Pelsone nel Danubio,
+avea renduto un gran tratto di paese utilissimo alla repubblica.
+Ardeva egli di odio contra di Massenzio tiranno di Roma, nè ad altro
+pensava che a procedergli contro, ammassando a questo fine a tutto
+potere genti e denari. Col pretesto adunque d'aver egli a solennizzare
+i vicennali del suo regno cesareo, al che diceva che occorreano
+immense spese, dopo aver già rovinate le provincie a lui suddite a
+furia d'imposte, inorpellate col nome di prestanze, finì di smugnerle
+e di assassinarle con altre gravezze, alla riscossion delle quali
+deputò i suoi soldati, che meritavano piuttosto il nome di carnefici
+che di esattori: tanta era la lor crudeltà. Lattanzio ci fa qui un
+lagrimevol ritratto di quelle inumane esazioni, per le quali
+violentemente si toglievano alla gente tutti i frutti delle lor terre,
+senza lasciarle di che vivere. Ma chi è terribile sopra i re della
+terra, fece finalmente intendere a costui che v'era uno sopra di
+lui[2793], percuotendolo con piaga nelle parti segrete e vergognose,
+piaga orribile ed incurabile, per i cui dolori insoffribili cominciò
+egli a patire e a prorompere in grida ed urli spaventosi. Ciò
+probabilmente avvenne in Sardica, città della nuova Dacia. Si
+affaticavano i medici per curar questo fiero nemico, che già aveva
+cancrenate le carni, con tagliare e bruciare; e pareva che omai la
+piaga si cicatrizzasse, quando essa più che mai inferocì, menando tal
+fetore, che non solamente per tutto il palazzo, ma anche per tutta la
+città si diffuse, come iperbolicamente lasciò scritto Lattanzio. E,
+marcendo le carni, cominciò ad uscirne gran copia di vermi. In sì
+orrido stato sotto il flagello di Dio si trovava l'iniquo principe,
+del cui fine parleremo all'anno seguente. Sembra che al presente
+s'abbia da riferire quanto abbiamo da Nazario[2794] nel Panegirico di
+Costantino Augusto. Avevano formata una lega contra di lui i Brutteri,
+Camavi, Cherusci, Vangioni, Alamanni e Tubanti, popoli tutti della
+Germania; ed unita una formidabile armata si misero in campagna. Lento
+non fu Costantino a presentarsi colla sua incontro ad essi, ed
+ottenuto passaporto per gli suoi deputati a trattar con quelle barbare
+nazioni, travestito come un d'essi, passò nel campo nemico,
+accompagnato da due soli de' suoi, per ispiare le lor forze e disegni;
+il che felicemente seguì. All'aver prima saputo che Costantino era in
+persona all'armata, già aveano pensato coloro di separarsi, e di non
+voler battaglia; ma assicurati poi da Costantino non conosciuto, che
+l'imperadore era lontano dalle sue milizie, arrischiarono in fine il
+combattimento, in cui sbaragliati ad altro non pensarono che a menar
+ben le gambe. Dopo questa insigne vittoria, accennata in poche parole
+anche da Eusebio[2795], passò Costantino nella Gran Bretagna, chiamato
+colà dalle turbolenze mosse da alcuni di que' popoli, non si sa se
+ribelli o pur nemici. La soggiogò in poco tempo, forse con poca
+fatica, e senza venire a battaglia, perchè i di lui panegiristi non ne
+fanno parola. _San Marcello_ papa, cacciato in esilio da Massenzio
+tiranno di Roma, terminò sul principio di quest'anno la sua vita,
+onorato col titolo di martire, ed ebbe per successore _Eusebio_ nella
+sedia di san Pietro[2796], il quale dopo soli quattro mesi e mezzo di
+pontificato fu chiamato da Dio a miglior vita. A lui succedette nella
+cattedra pontificale _Melchiade_ papa.
+
+NOTE:
+
+[2791] Lactantius, de Mortibus Persecut., cap. 31. Anonym. Valesianus.
+
+[2792] Aurelius Victor, de Caesaribus.
+
+[2793] Eusebius, Histor. Eccl., lib. 8, cap. 16. Lactantius, de Mort.
+Persec., cap. 33.
+
+[2794] Nazar., in Panegyr., cap. 18.
+
+[2795] Euseb., in Vita Constantini, lib. 1, cap. 25.
+
+[2796] Pagius, Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXI. Indizione XIV.
+
+ MELCHIADE papa 2.
+ MASSENZIO imperadore 6.
+ COSTANTINO imperadore 5.
+ LICINIO imperadore 5.
+ MASSIMINO imperadore 5.
+
+_Console_
+
+CAIO GALERIO VALERIO MASSIMIANO AUGUSTO per la ottava volta.
+
+
+Per la discordia di tanti imperadori più che mai continuò la
+confusione nei consolati. Dal canto suo _Galerio_ Augusto, benchè
+confinato in letto per l'orribil sua malattia, procedette solo
+_Console per l'ottava volta_, come s'ha dal Catalogo del
+Bucherio[2797] e da Idacio[2798]. Suo collega è appellato _Licinio_
+Augusto da Cassiodoro[2799], chi li mette amendue consoli sotto
+quest'anno. I Fasti di Teone e Lattanzio[2800] fanno consoli _Galerio_
+e _Massimino_, amendue imperadori; il che può indicare che fosse
+tornata fra loro qualche armonia. In fatti ho io recato nell'Appendice
+al tomo IV delle mie Iscrizioni un marmo della Carintia, dove vien
+detto edificato un tempio _Maximiano VIII et Maximino iterum Augg.
+Coss._, e pare che si possa riferire all'anno presente. Quanto a Roma,
+siamo accertati dal suddetto Catalogo dei prefetti di Roma, pubblicato
+dal Cuspiniano e dal Bucherio, che si stette quivi sino al settembre
+senza consoli; ed allora solamente furono pronunziati consoli _Rufino_
+ed _Eusebio_, o pure, come la Cronica di Damaso[2801], _Volusiano_ e
+_Rufino_. Anche Idacio[2802] mette questi due ultimi consoli; e certo
+per le conghietture da me altrove[2803] addotte, in quest'anno si può
+credere assunto in Roma al consolato _Caio Ceionio Rufino Volusiano_.
+Forse il suo collega fu _Eusebio_, potendosi temere il cognome di
+_Rufio_ mutato in _Rufino_. Che se pure diverso da lui fu _Rufino_,
+non è improbabile che _Aradio Rufino_, il quale troveremo prefetto di
+Roma nell'anno seguente, procedesse console nel presente. A Giunto
+Flaviano essa prefettura di Roma fu conferita sul fine di ottobre di
+quest'anno. Intanto fra orribili tormenti, divorato da' vermi,
+continuava[2804] a marcire Galerio Massimiano Augusto[2805]. Per
+quanti ricorsi egli avesse fatto ai suoi falsi dii, cioè ad Apollo ed
+Esculapio, niun sollievo provava, anzi sempre più si sentiva
+peggiorare. Allora fu che s'avvide, ovvero ch'altri gli fece venir in
+mente, che l'onnipotente vero Dio il flagellava per gastigo della
+fiera persecuzione da lui specialmente accesa e crudelmente esercitata
+contra de' suoi servi cristiani. Il perchè s'avvisò di dar loro la
+pace, e sopra ciò pubblicò un editto, a noi conservato da Lattanzio e
+da Eusebio, in cui troviamo una filza di titoli corrispondenti alla di
+lui vanità. Quivi egli ordinò di non molestar da lì innanzi i seguaci
+di Gesù Cristo, affinchè essi potessero pregar Dio per la di lui
+salute. Ma niun segno ivi si legge di pentimento; e vi si leggono anzi
+delle bestemmie contro la credenza de' Cristiani. Ad esso editto
+concorsero ancora Costantino e Licinio Augusti, i quali andavano
+d'accordo con esso Galerio; e sembra che anche Massimino vi
+acconsentisse, per quanto accenna Lattanzio. Abbiamo poi dal medesimo
+autore che nel dì 30 d'aprile questo editto fu pubblicato in
+Nicomedia, dove furono aperte le prigioni, e che colà nel mese
+seguente arrivò la nuova che _Galerio imperadore_ avea dato fine
+all'odiata sua vita. Mancò egli in fatti nel mese di aprile,
+terminando la sua superbia e crudeltà con evidente gastigo della mano
+di Dio.
+
+Trovossi presente alla di lui morte Licinio imperadore, a cui egli
+raccomandò sua moglie _Valeria_, figliuola di Diocleziano, e
+_Candidiano_ suo figlio bastardo. Trovansi medaglie[2806] che ci
+assicurano aver egli ricevuto dall'empietà pagana gli onori divini nel
+paese, per quanto si può credere, che fu dipendente dalla di lui
+autorità. Per la morte di lui restò _Licinio_ Augusto padrone di
+quelle medesime contrade, cioè di tutto l'Illirico, che abbracciava
+l'Ungheria ed altre provincie, e della Grecia, Macedonia e Tracia, ed
+anche della Bitinia, posta di là dallo stretto di Bisanzio. Ma non sì
+tosto ebbe intesa la di lui morte _Massimino_, imperador delle
+provincie d'Oriente, che dato di piglio all'armi volò nella Bitinia, e
+se ne impadronì[2807]. Accorse bensì Licinio a Bisanzio per opporsi,
+ma non fu a tempo; e perchè non si sentiva gran voglia di venir per
+ora con lui alle mani, diede orecchio ad un abboccamento[2808], in cui
+rimasero insieme d'accordo, restando padrone Massimino d'essa Bitinia:
+con che lo stretto di Bisanzio venne ad essere il confine de' loro
+imperii. Seguita poi a dire Lattanzio che Massimino tornò come prima a
+perseguitar i Cristiani, mostrando di farlo come pregato dalle città.
+Tuttavia per far risplendere la sua clemenza ordinò che ai servi del
+vero Dio non si levasse la vita, ma permettendo che loro si cavassero
+gli occhi, si tagliassero le mani o piedi, o il naso e l'orecchie.
+Valeria vedova di Galerio Augusto, ancorchè raccomandata a Licinio, si
+ritirò da lui, e passò sulle terre di Massimino con Candidiano,
+figliuolo del defunto marito, e da lei ancora adottato. Altro non dice
+Lattanzio[2809], se non che le facea paura la libidine di Licinio, e
+ch'ella si giudicò più sicura sotto la protezion di Massimino, perchè
+uomo ammogliato. Ma que' villani imperadori tutti erano bestie anche
+per questo conto. Massimino, da che fu entrata ne' suoi stati la
+suddetta Valeria Augusta con Prisca sua madre, e moglie di Diocleziano
+già imperadore, cominciò a pulsarla, affinchè rinunziasse a lui tutte
+le sue pretensioni sopra la succession del padre e del marito Augusti.
+Valeria, forse per tener salvi i diritti dell'adottato Candidiano e i
+propri, non ne volle far altro. Veramente sul principio si trovò essa
+ben trattata da lui; ma da lì a poco tempo restò essa non poco
+ammirata e confusa, perchè Massimino le fece proporre di prenderla per
+moglie; al qual fine si esibiva di ripudiar quella ch'egli avea. La
+risposta di Valeria fu da donna saggia e di petto costante: che si
+maravigliava di una tal proposizione, come empia, pendente lo
+scorruccio del defunto consorte, e parere a lei strano ch'egli volesse
+abbandonar una moglie senza alcun demerito suo; e che questo procedere
+apriva a lei gli occhi per temer tutto da lui; in somma non essere
+permesso ad una persona del suo grado di pensare ad un secondo marito,
+come cosa scandalosa e senza esempio. Udita ch'ebbe Massimino questa
+generosa risposta, cangiossi tutta la libidine sua in odio e furore.
+Cacciò Valeria e tutti i suoi in esilio, senza assegnar loro un luogo
+fisso, e con farla vergognosamente condurre qua e là. Occupò tutti i
+di lei beni, le levò i suoi ufficiali, fece tormentare i suoi eunuchi,
+e mosse guerra alle nobili dame della di lei corte, alcune delle quali
+condannò alla morte con false accuse di adulterio, quando egli sapeva
+che erano più caste di quel ch'egli stesso voleva: iniquità che
+accrebbe a dismisura l'odio di ognuno verso questo manigoldo tiranno.
+Come terminasse la tragedia d'essa Valeria non tarderemo ad udirlo.
+Mosse anche guerra Massimino, per attestato di Eusebio, ai popoli
+dell'Armenia, perchè, siccome cristiani, non voleano far sacrifizii ai
+falsi dii; ma con poco suo utile. La fame e la peste anch'esse fecero
+guerra alle di lui armate.
+
+Mentre tali cose succedevano in Oriente, Costantino Augusto si
+applicava a stabilire una buona pace nelle Gallie, per essere in
+istato di rispondere in buona forma alle minacce[2810] che andava
+facendo Massenzio tiranno di Roma contro di lui, servendosi del
+pretesto della morte di Massimiano Erculio suo padre, benchè in suo
+cuore non ne avesse disgusto. Visitò Costantino[2811] in quest'anno la
+città di Autun, e trovandola desolata, rimise a quel popolo i debiti
+di cinque anni addietro contratti col fisco, e parte delle imposte per
+gli anni avvenire: il che fu di mirabil sollievo a quella città, la
+quale da lì innanzi prese il titolo di Flavia dalla famiglia
+dell'Augusto benefattore. Fu in questa congiuntura che l'oratore
+Eumene, o Eumenio, recitò in lode di lui un panegirico che resta con
+altri tuttavia. Pensava in fatti Massenzio di far guerra a Costantino,
+e già avea disegnato di passar pei Grigioni nelle Gallie, con formar
+de' mirabili castelli in aria, cioè figurandosi di poter atterrar
+Costantino con facilità, e poi d'impadronirsi della Dalmazia e
+dell'Illirico, con abbattere l'Augusto Licinio, dominante in quelle
+parti. Ma prima d'intraprendere questa guerra, giudicò meglio di
+ricuperar l'Africa[2812]. Quivi tuttavia sussisteva l'usurpatore
+_Alessandro_ che avea preso il titolo d'_Augusto_. Colà fu inviato
+assai nerbo di gente Rufio Volusiano prefetto del pretorio, che
+probabilmente dopo tale impresa fu assunto al consolato. Menò egli
+seco Zena, uomo che egregiamente intendeva il mestier della guerra, ed
+era in credito d'uomo pien di mansuetudine. Poca fatica durò questo
+capitano a sbrigarsi di quel tiranno, con aver messo in fuga i di lui
+soldati. Restò egli preso e strangolato. Bella occasion fu questa pel
+crudele Massenzio di spogliar del suo meglio l'Africa tutta. Non vi fu
+persona, nobile o ricca, che a torto o a diritto non fosse processata
+e condannata come aderente all'estinto Alessandro, con perdere perciò
+vita e roba. Oltre a ciò, ordinò l'empio Massenzio che fosse dato il
+sacco e il fuoco a Cartagine, città allora delle più belle e
+riguardevoli del mondo, non che dell'Africa. In una parola, per tante
+crudeltà rimasero affatto impoverite e rovinate tutte le africane
+provincie; e pure delle lacrime di que' popoli si fece trionfo e falò
+in Roma, città nondimeno con ugual furore maltrattata dallo stesso
+Massenzio, siccome fra poco dirò.
+
+NOTE:
+
+[2797] Bucherius, de Cycl.
+
+[2798] Idacius, in Fastis.
+
+[2799] Cassiodorus, in Fastis.
+
+[2800] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 35.
+
+[2801] Chronic. Damasi, apud Anastasium. Bibliothecar.
+
+[2802] Idacius, ibid.
+
+[2803] Thesaurus Novus Inscript., pag. 172.
+
+[2804] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 33.
+
+[2805] Euseb., Histor. Eccles., l. 8, cap. 17.
+
+[2806] Mediobarbus, in Numismat. Imp.
+
+[2807] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 36.
+
+[2808] Euseb., Histor. Eccles., lib. 9, cap. 6 et 10.
+
+[2809] Lactant., ibid., cap. 39.
+
+[2810] Zosimus, lib. 2, cap. 14. Lactant., de Mort. Persec., cap. 43.
+
+[2811] Eumen., Panegyr. Constant.
+
+[2812] Zosimus, lib. 2, cap. 14. Aurelius Victor, de Caesaribus.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXII. Indizione XV.
+
+ MELCHIADE papa 3.
+ MASSENZIO imperadore 7.
+ COSTANTINO imperadore 6.
+ LICINIO imperadore 6.
+ MASSIMINO imperadore 6.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la seconda volta e PUBLIO
+LICINIANO LICINIO AUGUSTO per la seconda.
+
+
+Tali furono i consoli per le Gallie e per altri paesi, dove regnava
+_Costantino_, e nell'Illirico, dove dominava _Licinio_. Andavano
+d'accordo insieme questi due imperadori. Ma in Roma, per attestato
+d'Idacio[2813] e del Catalogo Bucheriano[2814], fu _console_ il solo
+_Massenzio per la quarta volta_. In Oriente credono alcuni che
+procedessero _consoli Massimino Augusto e Picenzio_. Fu in quest'anno
+prefetto di Roma Aradio Rufino. Fra tanti imperadori cavati
+dall'aratro e dalla zappa, che in questi tempi governarono, o, per dir
+meglio, divisero e lacerarono l'imperio romano, niuno, a mio credere,
+fu più pernicioso e pestilente di Massenzio e di Massimino; l'uno
+signoreggiante in Roma, nell'Italia e nell'Africa; e l'altro
+nell'Oriente. Ne ho per testimonio Aurelio Vittore[2815] e lo stesso
+Zosimo[2816], nemico di Costantino, oltre agli storici cristiani che,
+parlano a lungo delle loro scelleraggini. Sopra gli altri
+Lattanzio[2817] descrive la lascivia incredibile di Massimino e le
+violenze da lui usate. L'autore incerto[2818] del panegirico di
+Costantino ed Eusebio[2819] ci fan sapere gli enormi vizii di
+Massenzio, tali che possono far orrore a chiunque legge; sì sfrenata
+era la sua libidine, barbarica la sua crudeltà, non solo nella Africa,
+come abbiam detto, ma nell'Italia ancora e in Roma stessa. Niuna
+matrona era ivi sicura dalle unghie di questo avoltoio. La moglie
+dello stesso prefetto di Roma, cristiana di religione, per sottrarsi
+alla di lui bestiale violenza, si cacciò un pugnale nel petto e morì:
+azione gloriosa bensì secondo la morale de' pagani, ma non già secondo
+quella de' Cristiani. Le estorsioni poi fatte da Massenzio per adunar
+tesori con disegno di valersene a far guerra a Costantino, e per tener
+contente ed allegre le sue milizie, furono innumerabili, perchè
+continue. Tutto dì saltavano fuori calunnie contra dei benestanti e
+de' medesimi senatori; ed oltre ai lor beni vi andava anche la vita,
+di maniera che il senato restò spogliato dei suoi più illustri
+soggetti. Potevano poi i soldati a man salva commettere quante
+iniquità volevano contra l'onore, la vita e i beni degl'innocenti,
+perchè la giustizia per conto loro avea affatto perduta la voce e le
+mani. Lo stesso, che in Roma, si praticava per tutta l'Italia dai suoi
+perversi ministri. Giunse Massenzio per questa via in meno di sei anni
+a spogliar Roma e le provincie italiane di tulle le ricchezze adunate
+dai popoli in più di dieci secoli addietro[2820]. Fu fatto anche in
+Roma un giorno un gran macello di cittadini romani per leggerissima
+cagione. Forse fu quella, di cui Zosimo[2821] fa menzione, dicendo che
+attaccatosi il fuoco in Roma al tempio della Fortuna, perchè uno de'
+soldati metteva in burla quella falsa deità, i Romani accorsi a folla
+per ismorzar l'incendio, se gli avventarono addosso e l'uccisero. Di
+più non vi volle perchè gli altri soldati ammutinati facessero una
+fiera strage di que' cittadini, e se non accorreva Massenzio, la città
+affatto periva. Anche Nazario[2822], anche Prudenzio[2823] ci
+lasciarono un vivo ritratto del compassionevole stato di Roma sotto di
+questo tiranno, impudico, crudele, assassino delle sostanze altrui, e
+dato alla magia per la folle speranza di scoprir l'avvenire: nel che
+quanto egli s'ingannasse fra poco apparirà.
+
+Intanto l'Augusto Costantino con segrete lettere veniva sollecitato
+dai Romani a calare in Italia, per liberarli dall'insoffribil tiranno;
+ma quello che finalmente diede la spinta alle di lui armi, fu l'udire
+che Massenzio era risoluto di muovere a lui stesso guerra, con
+lasciarsene anche intendere dappertutto, e mirabil preparamento faceva
+a tal fine, fingendo di voler vendicare la morte di Massimiano suo
+padre. Un gran dappoco[2824], un figlio della paura era per altro
+Massenzio; dato unicamente ai piaceri, non usciva quasi mai di
+palazzo: il più gran viaggio che faceva, ma di raro, consisteva in
+passare agli orti di Sallustio. La fidanza nondimeno di riuscire nelle
+grandi imprese, la riponeva egli nel numero e nella forza delle sue
+scapestrate milizie, in alcuni suoi valorosi uffiziali, e nei tesori
+ammassati con impoverire tutti i suoi sudditi. Oltre al grosso corpo
+dei suoi pretoriani, gente creduta la più valorosa dell'altre, oltre
+all'armata che già servì sotto suo padre, aveva egli fatta copiosa
+leva di soldati non meno in Italia che nell'Africa. Il panegirista
+anonimo di Costantino gli dà un esercito di cento mila combattenti.
+Aggiugne che quello di Costantino ascendeva solo alla quarta parte,
+cioè a venticinque mila, espressamente dicendo che era minore di quel
+di Alessandro il Grande, consistente in quaranta mila. Zosimo[2825],
+all'incontro, benchè lontano da questi tempi e fatti, pure con più
+verisimiglianza racconta che Massenzio avea in armi, oltre alle
+vecchie sue squadre, ottanta mila Italiani, e quaranta mila tra
+Siciliani ed Africani, di modo che nella sua armata si contavano cento
+settanta mila pedoni, e diciotto mila cavalli. Dall'altra parte
+Costantino aveva messo in piedi un esercito di gente, parte gallica e
+parte germanica, sino al numero di novanta mila fanti ed otto mila
+cavalli. Abbiamo da Nazario[2826] che Costantino tentò prima le vie
+dolci per risparmiare la guerra, con ispedir ambasciatori a Massenzio
+e far proposizioni di pace. Più che mai ostinato nei suoi disegni si
+trovò il tiranno: e non passò molto[2827] ch'egli diede principio alla
+danza con abbattere in Roma le statue ed immagini di Costantino, più
+che mai protestando di voler la vendetta del padre. Ora Costantino,
+veggendo che a costui piaceva il giuoco continuò più che mai a
+mettersi in arnese. Ma per assicurarsi di non aver che un nemico da
+affrontare, trattò prima una lega con Licinio imperadore
+dell'Illirico, e gli riuscì di stabilirla con promettergli in moglie
+_Flavia Valeria Costanza_ sua sorella[2828]. Informato di questo
+accordo Massimino imperador dell'Oriente, che prima era in trattato di
+lega con esso Licinio, ingelosito della contratta loro forte amistà,
+quasi che mirassero alla di lui rovina, tosto si rivolse al tiranno di
+Roma, cioè Massenzio, con offerirsi di stringersi in lega con lui.
+Massenzio a braccia aperte accettò le esibizioni, parendogli mandato
+dal cielo un sì fatto aiuto in occasione di tanta importanza. Pure noi
+non sappiamo che Licinio porgesse in questa guerra soccorso alcuno a
+Costantino, nè che Massimino si sbracciasse punto per sostenere
+Massenzio.
+
+Non volle già il saggio Costantino lasciarsi prevenir da Massenzio, ma
+animosamente determinò di prevenir lui, e di allontanar dal suo
+dominio la guerra, con portarla nel paese nemico. Probabilmente
+adunque sulla primavera dell'anno presente mosse egli dal Reno
+l'armata sua[2829], con inviarne un'altra per mare, e tal diligenza
+fece che all'improvviso comparve all'Alpi, e le passò senza trovar
+resistenza. Trovò bensì la città di Susa ben fortificata, ben
+rinforzata di guarnigione, che si oppose ai suoi passi, nè volle
+cedere alla chiamata. Costantino, senza mettersi ad assediarla,
+comandò immantinente che si attaccasse il fuoco alle porte, e si desse
+la scalata alle mura. V'entrò vittoriosa la di lui gente; e pure il
+buon imperadore ne impedì il sacco, e perdonò a quegli abitanti e
+soldati[2830]. S'inoltrò poi l'esercito suo alla volta di Torino; ma
+prima di giugnervi, ecco possenti schiere di nemici a cavallo, tutte
+armate di ferro, attraversargli il cammino. Fatto far largo ai suoi,
+Costantino le prese in mezzo, e poi diede loro addosso. I più
+restarono ivi atterrati a colpi di mazze, gli altri inseguiti sino a
+Torino, trovarono le porte che non si vollero aprir dagli abitanti per
+loro, a piè delle quali perciò rimasero estinti. Di volere del popolo
+entrò in quella città Costantino, ricevuto con giubilo da tutti.
+Questo primo prosperoso successo dell'armi sue mosse le circonvicine
+città a spedirgli dei deputati, con esibirgli la lor sommessione e
+provvisione di viveri, di maniera che, senza più sfoderar la spada,
+egli arrivò a Milano, dove entrò fra i viva di tutto quel popolo. Il
+buon trattamento ch'egli faceva a chiunque volontariamente si rendeva,
+invitava gli altri ad accettarlo allegramente per signore. Dopo aver
+dato per qualche giorno riposo all'esercito suo in quella nobil città,
+passò Costantino a Brescia, dove trovò un buon corpo di cavalleria che
+parea disposto a far fronte; ma sbaragliato con pochi colpi, prese
+tosto la fuga, con salvarsi a Verona, dove si erano unite le
+soldatesche di Massenzio, sparse prima in varii siti per difendere
+quella forte città[2831]. Avea quivi il comando dell'armi Ruricio
+Pompeiano prefetto del pretorio, uomo di molta sperienza ne' fatti
+della guerra, che, senza volersi esporre all'azzardo di una battaglia,
+si dispose a sostenere l'assedio, con restare a sua disposizione il di
+là dall'Adige. Fu dato principio all'assedio, ma riconoscendosi la
+vanità d'esso se non si stringeva la città anche dalla parte
+settentrionale, riuscì poi alle milizie di Costantino di valicar quel
+fiume nella parte superiore in sito poco custodito da' nemici; e però
+d'ogni intorno restò assediata Verona. Più d'una sortita fece
+Pompeiano, ma con lasciar sempre sul campo la maggior parte dei suoi:
+il perchè prese egli la risoluzione di uscirne segretamente dalla
+città per portarsi a raunar gente, e tornar poi a soccorrerla. Ritornò
+in fatti con molte forze[2832]. Ma Costantino, lasciata la maggior
+parte dell'esercito all'assedio, col resto, benchè inferiore di numero
+ai nemici, andò coraggiosamente ad assalirlo. Si attaccò la zuffa
+verso la sera, e durò parte della notte, colla totale sconfitta e
+strage grande de' Massenziani, e colla morte dello stesso lor generale
+Pompeiano. Grandi prodezze fece in questo combattimento Costantino,
+coll'entrare nel più forte e pericoloso della mischia, e menar le mani
+al pari d'ogni semplice soldato, di maniera che dopo la vittoria i
+suoi uffiziali colle lagrime agli occhi lo scongiurarono di non
+azzardar più a questa maniera una vita di tanta importanza[2833]. Pare
+che continuasse anche qualche tempo l'assedio, e che la città fosse
+presa o per dedizione o per assalto, e poi saccheggiata, ma i
+panegiristi d'allora, usati, secondo il loro mestiere, a farci veder
+solamente il bello del loro eroe, non ci lasciano scorgere come
+terminasse quella tragedia, se non che l'Anonimo scrive, che Pompeiano
+cagion fu della rovina di Verona, e che miserabil fu la calamità di
+quel popolo. A tutti nondimeno fu salva la vita, ed anche agli stessi
+soldati nemici. Ma perchè non v'erano tante catene da poter legare sì
+gran copia di prigioni, Costantino ordinò che delle spade loro si
+facessero tante catene per custodirli nelle carceri.
+
+Tocca Nazario[2834] di passaggio le città d'Aquileia e di Modena, con
+far comprendere che anch'esse fecero della resistenza, e convenne usar
+della forza contra di esse. Ma in fine anche quei popoli si renderono
+e con piacere, perchè sottoposti a Costantino si promettevano migliore
+stato, e in fatti si trovarono da lì innanzi in buone mani. Niuna
+altra opposizione provò l'Augusto principe nella continuazion del suo
+viaggio, finchè arrivò alle vicinanze di Roma, primario scopo delle
+sue armi, per desiderio di far sua la capital dell'imperio, e di
+liberar quel popolo dal giogo intollerabile del violento tiranno
+Massenzio. Costui non s'era attentato in addietro, e molto meno si
+attentava ora a mettere il piede fuori di Roma[2835], perchè da' suoi
+astrologhi o maghi era stato predetto, che qualora ne uscisse, sarebbe
+perito. L'armata sua di gran lunga era superiore all'altra; in Roma
+aveva egli raunata un'immensa copia di viveri; ed inoltre colle
+immense somme d'oro, da lui messe insieme colle inudite sue avanie, si
+lusingava di poter sovvertire tutte le milizie di Costantino, siccome
+gli era venuto fatto con quelle di Severo e di Galerio. Il perchè
+sembrava più tosto godere che rattristarsi della venuta di Costantino,
+stante il tenersi egli come in pugno di spogliarlo di gente, di
+riputazione e di vita. Ma differenti erano gli alti disegni di Dio,
+che intendeva di liberar oramai Roma dal tiranno, e la sua Chiesa
+dalla persecuzion de' pagani, i quali intorno a tre secoli sparso
+aveano tanto sangue di persone innocenti. Era già l'Augusto Costantino
+assai inclinato verso de' Cristiani, ancorchè nato ed allevato nella
+superstizion dei Gentili, con aver forse ereditato questo buon genio
+da Costanzo suo padre, da noi veduto sì favorevole ai cristiani, o pur
+da Elena sua madre. Trovandosi egli ora in questo gran cimento; cioè a
+fronte di un potentissimo nemico, e sul bivio o di perdere o di
+guadagnar tutto, allora fu che, conoscendo il bisogno di essere
+assistito da Dio, seriamente pensò a qual Dio dovesse egli ricorrere
+per aiuto. La follia e falsità de' finora creduti suoi dii in varie
+occasioni l'avea egli osservata, e però sull'esempio di suo padre non
+soleva più adorare se non il Dio supremo, padrone e regolatore
+dell'universo. Eusebio[2836] gravissimo storico ci assicura d'aver
+intesa la verità di questo fatto dalla bocca del medesimo Costantino,
+allorchè da lì ad alcuni anni familiarmente cominciò a trattare con
+lui. Cioè si raccomandò egli vivamente a Dio creatore del tutto,
+quando nel marciar egli coll'esercito suo un giorno, sul bel mezzo dì
+mirò in cielo sopra il sole una croce di luce, ed appresso le seguenti
+parole: _Con questa va a vincere._ Di tal miracoloso fenomeno
+spettatori furono anche i soldati della sua comitiva. Restò egli
+perplesso del suo significato, quando nella seguente notte
+apparendogli in sogno Cristo, gli disse, che, di quella bandiera
+valendosi, egli vincerebbe. Nulla di più occorse perchè Costantino,
+fatti chiamare de' sacerdoti cristiani, ed esposto loro quanto avea
+veduto, imparasse a conoscere la venerazion dovuta alla Croce
+santificata da Gesù Cristo, e dal culto de' falsi dii passasse alla
+pura e santa religion dei Cristiani: fatto de' più mirabili e
+strepitosi che somministri la storia, perchè mutò affatto in poco di
+tempo anche la faccia del romano imperio.
+
+Fece adunque Costantino mettere nelle sue insegne il monogramma di
+Cristo Signor nostro, e con questa animosamente procedette contro del
+tiranno. In qual tempo precisamente, cioè se nel principio di questa
+guerra o pur nelle vicinanze di Roma, accadesse un tal fatto, l'han
+ricercato gli eruditi. Chiaramente Lattanzio[2837] scrive che
+Costantino prima di venir a battaglia con Massenzio, avvertito da Dio
+in sogno, fece mettere il nome di Cristo negli scudi de' soldati, e
+che in virtù d'esso vinse. E benchè possa parere strano a taluno, che
+i panegiristi di allora e gli storici pagani, come Eutropio, Sesto
+Vittore e Zosimo non abbiano fatto menzione alcuna di un avvenimento
+di tanta conseguenza; pure non è da maravigliarsene, perchè nè pur
+essi parlano della religion cristiana abbracciata da Costantino; o se
+ne parlano, solamente è per isparlarne, e non già per riconoscerne i
+pregi e i miracoli. A buon conto fuor di dubbio è che Costantino,
+abbandonati gl'idoli, abbracciò la credenza dei cristiani, e fu il
+primo degl'imperadori che venerasse la Croce; avvenimento per sè
+stesso miracoloso, ed effetto della mano di Dio. Lattanzio poi ed
+Eusebio furono scrittori nobili, contemporanei e familiari di quel
+grande Augusto, nè loro si può negar fede senza temerità. Le
+precauzioni che prese in questa congiuntura Massenzio, furono di
+portare l'armata sua, più numerosa di lunga mano che quella di
+Costantino, fuori di Roma, alla difesa del Tevere e di Ponte Molle; e
+di fabbricar su quel fiume un ponte di barche, congegnato in maniera,
+che levando via alcuni ramponi[2838], da' quali era legato nel mezzo,
+esso si scioglieva, non tanto per assicurarsi della propria ritirata
+occorrendo, quanto per annegare i nemici se si mettevano a passarlo.
+Arrivato che fu Costantino a Ponte Molle, quivi si accampò
+coll'esercito suo, ma senza scorgere come potere passar oltre; colla
+opposizione di un fiume allora assai ricco d'acque, e difeso da tante
+squadre nemiche. Ma permise Iddio che il tiranno dovette essere sì
+caldamente spronato dagli uffiziali suoi, a' quali per la superiorità
+delle forze parea certa la vittoria, che s'indusse a far egli passare
+l'armata sua di là dal fiume pel nuovo ponte di navi, con animo di
+venir a battaglia campale col nemico; ed intanto prese posto fra
+Costantino e il Tevere ad un luogo appellato i Sassi Rossi, lungi da
+Roma, se disse il vero Aurelio Vittore[2839], nove miglia. Non poteva
+Massenzio far cosa più grata di questa a Costantino, il quale non
+altro temeva, se non che il tiranno stesse chiuso in Roma, ed
+aspettasse piuttosto un assedio; il che sarebbe stato la rovina o di
+Roma, o degli assedianti, perchè quella gran città era a maraviglia
+fornita di munizioni da bocca e da guerra, e di un'armata maggior
+della sua[2840]. Due giorni prima il tiranno spaventato da un sogno,
+s'era levato dal palazzo, e colla moglie e col figliuolo (non sappiamo
+se Romolo o pure un altro) era passato ad abitare in una casa
+particolare: dal che i superstiziosi Romani presagirono tosto che
+fosse imminente la sua caduta.
+
+Era venuto il dì in cui Massenzio dovea celebrare il giorno suo
+natalizio, o pure l'ultimo dell'anno sesto del suo imperio con feste e
+giuochi; cioè il dì 27 d'ottobre, per quanto si ricava da
+Lattanzio[2841], ovvero il dì 28 d'esso mese, come si raccoglie da un
+Calendario antichissimo pubblicato dal Bucherio[2842]. Non mancò
+Massenzio di dare al popolo giuochi circensi; ma perchè il medesimo
+popolo gridò che Costantino non si potea vincere, tutto in collera si
+levò di là, e spediti alcuni senatori a consultare i libri
+sibillini[2843], mentre egli attendeva a far de' sacrifizii, gli fu
+riferito essersi trovato che in quel giorno avea da perire il nemico
+de' Romani. Questo bastò per incoraggirlo, perchè l'interpretò contra
+di Costantino, senza pensare ch'egli stesso potesse essere quel desso;
+e però tutto in armi passò all'esercito suo, il qual già era alle mani
+coll'avversario. Così Lattanzio. Ma i panegiristi di Costantino[2844]
+sembrano dire ch'egli in persona schierò la propria armata ed attaccò
+la zuffa[2845]. Fu questa delle più terribili e sanguinose, e parve
+che Dio permettesse che il tiranno ristrignesse la sterminata
+moltitudine de' suoi fra il Tevere e l'esercito nemico, acciocchè
+restando sconfitta, ne perisse la maggior parte o trafitta dalle
+spade, o sommersa nel fiume. In fatti Costantino, dopo aver messe in
+miglior ordinanza di battaglia le sue milizie, tutto fiducia nel Dio
+de' cristiani, fece dar alle trombe, e innanzi agli altri si scagliò
+contro ai nemici. I primi a piegare furono i soldati romani ed
+italiani, perchè ansiosi d'essere liberati dall'insoffribil tiranno.
+Tennero forte gli altri, e moltissimo sangue si sparse; ma in fine
+rotta la cavalleria di Massenzio, tutto il suo campo voltò le spalle,
+ma con aver dietro le spade nemiche, ed avanti un largo fiume. Però la
+strage degli uccisi fu grande, maggior la copia di coloro che finirono
+la lor vita nelle acque. Anche Massenzio, spronato il cavallo, cercò
+di salvarsi pel suo ponte di barche, ma il trovò sì carico per la
+folla dei fuggitivi, ch'esso ponte si sciolse, e si affondò, ed egli
+in compagnia d'altra non poca gente precipitò nell'acque, ed ivi restò
+sommerso[2846]. Giunta questa nuova in Roma, niuno per qualche tempo
+osò di mostrarne allegrezza, perchè non mancava chi l'asseriva
+falsissima; ma ritrovato nel giorno appresso il cadavero dell'estinto
+tiranno, e spiccatane dal busto le testa, portata che fu questa sopra
+un'asta nella città, allora tutto il popolo proruppe[2847] in
+trasporti incessanti di gioia, senza potersi esprimere quanta fosse la
+consolazion sua al trovarsi libero da un tiranno, delle cui iniquità
+parlarono cotanto non meno i cristiani che gli etnici scrittori. Ma
+crebbe il giubilo, quando videro entrar in Roma nel giorno susseguente
+al fatto d'armi il vittorioso Costantino in foggia di trionfo, ma
+insieme in abito di pace e d'amore, perchè senza condur prigioni, e
+con fare buon volto a tutti, e solamente con aria di clemenza si
+lasciò vedere a quel gran popolo.
+
+Zosimo scrive ch'egli fece levar di vita un picciolo numero di persone
+troppo in addietro attaccate al tiranno; ed oltre a ciò Nazario sembra
+dire che Costantino sradicò dal mondo la di lui schiatta colla morte
+probabilmente del figliuolo di Massenzio, che non sappiamo se fosse
+Romolo o pure un altro. La clemenza sua si stese dipoi sopra il
+restante delle persone[2848], ricevendo in sua grazia chiunque era
+stato apertamente contra di lui, e conservando loro il possesso dei
+beni ed impieghi, e fino ad alcuni, dei quali il popolo dimandava la
+morte. Accettò inoltre al suo servigio que' soldati di Massenzio
+ch'erano salvati nella rotta, con levar loro l'armi; benchè dipoi loro
+le restituì, mandandoli solamente divisi alle guarnigioni dei suoi
+stati sul Reno e sul Danubio. Ma ciò che più d'ogni altra sua
+risoluzione diede nel genio al popolo romano, e gli guadagnò le
+benedizioni di ognuno, fu ch'egli abolì affatto la milizia pretoriana.
+Questo considerabil corpo di gente militare e scelta, istituito anche
+prima da Augusto, e conservato dai susseguenti imperadori per difesa
+delle lor persone, dell'imperial palazzo e della città di Roma,
+l'abbiamo tante volte vedute prorompere in deplorabili insolenza per
+rovina della medesima città, e divenuto con tante sedizioni l'arbitrio
+dello imperio, perchè avvezzo ad usurparsi l'autorità di creare o di
+svenar gl'imperadori. Incredibili specialmente erano stati i disordini
+da lor commessi sotto Massenzio, principe che per tenerseli bene
+affezionati, permetteva lor tutto, e sovente dicea che stessero pure
+allegri e spendessero largamente, perchè nulla lascerebbe mancare a
+soldati di tanto merito. Costantino ritenne chi volle servire al soldo
+suo con essere semplice soldato; e, licenziati gli altri, distrusse il
+castello pretoriano, specie di fortezza destinata lor per quartiere.
+Noi non sappiamo che altra guarnigione da lì innanzi stesse in Roma,
+fuorchè i vigili destinati a battere di notte la pattuglia, e forse
+qualche discreta guardia del palazzo dei regnanti. Ma non fu per
+questo abolita l'insigne carica di prefetto del pretorio, la quale
+continuò ad essere una delle prime nella corte imperiale. Anzi, perchè
+la division fatta da Diocleziano del romano imperio in quattro parti
+avea introdotto quattro diversi prefetti del pretorio, volendo cadaun
+de' principi il suo prefetto, cioè il suo capitano delle guardie; così
+ne seguitò il loro istituto, con trovar noi da qui innanzi i prefetti
+del pretorio dell'Italia, delle Gallie, dell'Illirico e dell'Oriente.
+Comparve poi nel senato il novello signore[2849], e con graziosa
+orazione piena di clemenza parlò che voleva salva l'antica loro
+autorità. Gli accusatori, de' quali sotto i principi cattivi abbondò
+sempre la razza in Roma, e per cui non meno i rei che gl'innocenti
+perdevano roba ed anche vita, fu vietato l'ascoltarli da lì innanzi,
+ed intimato contra di essi l'ultimo supplicio. Erano poi innumerabili
+coloro che Massenzio ingiustamente avea o cacciati in esilio, o
+imprigionati, o condannati a diverse pene, o spogliati delle loro
+sostanze[2850]. A tutti fu fatta grazia, ad ognuno restituiti i lor
+beni. In somma parve che Roma rinascesse in breve tempo, perchè nel
+termine di soli due mesi la benignità di Costantino riparò tutti i
+mali che nello spazio di sei anni avea fatto la crudeltà di Massenzio.
+Per questa vittoria dipoi divenne egli padron di tutta l'Italia, e fu
+meravigliosa la commozione delle persone accorse allora dalle varie
+provincie a Roma, per mirar coi loro occhi l'invitto liberatore che
+rotte avea le lor catene. Fu anche inviata in Africa la testa del
+tiranno accolta ivi con istrepitose ingiurie; e però senza fatica,
+anzi con gran festa, i popoli ancora di quelle provincie riconobbero
+per lor signore chi gli avea finalmente tratti da lagrimevole
+schiavitù.
+
+NOTE:
+
+[2813] Idacius, in Fastis.
+
+[2814] Bucher., de Cyclo.
+
+[2815] Aurelius Victor, de Caesaribus.
+
+[2816] Zosimus, lib. 2, cap. 14.
+
+[2817] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 37 et sequent.
+
+[2818] Incertus, in Panegyr. Const., cap. 4.
+
+[2819] Euseb., in Vita Constant., lib. 1, cap. 33.
+
+[2820] Aurelius Victor, de Caesaribus. Euseb., in Vita Constantini,
+lib. 1, cap. 35.
+
+[2821] Zosimus, lib. 2, cap. 13.
+
+[2822] Nazar., in Panegyr. Constant.
+
+[2823] Prudentius, in Sammach., lib. 1.
+
+[2824] Aurelius Victor, de Caesaribus. Incertus, Panegyrico
+Constantin.
+
+[2825] Zosimus, lib. 2, cap. 15.
+
+[2826] Nazar., in Panegyr. Constant., cap. 9.
+
+[2827] Nazar., ibid., cap. 10.
+
+[2828] Lactant., de Mort. Persecut., cap. 43.
+
+[2829] Incertus, in Panegyr. Costantini, cap. 5.
+
+[2830] Nazar., in Panegyr. Constan., cap. 22.
+
+[2831] Incertus, in Panegyr. Costant., cap. 8.
+
+[2832] Nazar., in Panegyr. Const., cap. 26.
+
+[2833] Incertus, in Panegyr., cap. 11.
+
+[2834] Nazar., in Panegyr. Const., cap. 27.
+
+[2835] Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 44.
+
+[2836] Euseb., in Vita Constan., lib. 1, cap. 27 et seq.
+
+[2837] Lactantius, de Mort. Persecut. cap. 43.
+
+[2838] Eusebius, in Vita Constantini, lib. 1, c. 38.
+
+[2839] Aurelius Victor, de Caesaribus.
+
+[2840] Incertus, in Panegyr. Costantini, cap. 16.
+
+[2841] Lactantius, de Mortib. Persec., cap. 44.
+
+[2842] Bucherius, de Cycl.
+
+[2843] Zosimus, lib. 2, cap. 16.
+
+[2844] Incertus, in Panegyr. Const., cap. 16. Nazar., in Panegyr.,
+cap. 28.
+
+[2845] Zosimus, lib. 2, cap. 16.
+
+[2846] Euseb., in Vit. Const., lib. 1, cap. 38.
+
+[2847] Eutrop., in Breviar. Aurelius Victor, de Caesarib. Zosimus,
+lib. 1, cap. 16.
+
+[2848] Incertus, in Paneg. Const., cap. 21. Libanius, Oratione 21.
+
+[2849] Incertus, in Panegyr. Const., cap. 18.
+
+[2850] Nazar., in Paneg. Constant., cap. 32 et seq.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXIII. Indizione I.
+
+ MELCHIADE papa 4.
+ COSTANTINO imperatore 7.
+ LICINIO imperadore 7.
+ MASSIMINO imperadore 7.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la terza volta, PUBLIO VALERIO
+LICINIANO LICINIO AUGUSTO per la terza.
+
+
+Fu in quest'anno prefetto di Roma _Rufio Volusiano_. Ho ben io,
+secondo l'uso di altri scrittori, notato negli anni addietro,
+cominciando dal principio dell'Era nostra, le _Indizioni_, cioè un
+corso di quindici anni, terminando il quale si torna a contare la
+prima indizione. Ma tempo è ormai d'avvertire che non furono punto in
+uso le indizioni ne' secoli passati, e che, per consentimento degli
+eruditi, ne fu istitutore Costantino il Grande[2851]. Il motivo di tal
+istituzione resta oscuro tuttavia. Opinione fu de' legisti, ch'essa
+indizione fosse così chiamata da un determinato pagamento di tributi,
+e il cardinal Baronio[2852] aggiunse, fatto questo regolamento pel
+tempo destinato ai soldati di militare, dopo il quale s'imponeva un
+tributo per pagarli. Conghietture son queste assai lodevoli, ma che
+nulla di certo a noi somministrano. Quel che è fuor di dubbio,
+servirono da lì innanzi, e tuttavia servono le indizioni per regolare
+il tempo. Tiensi inoltre che la prima indizione cominciasse a correre
+nel settembre dell'anno precedente, e non già per la vittoria di
+Costantino contra di Massenzio, come immaginò il Panvinio, perchè
+questa accadde sul fine d'ottobre. Ma perchè appunto nel settembre
+antecedente non era Costantino per anche padrone di Roma, han creduto
+alcuni che si desse principio ad essa indizione nel settembre
+dell'anno corrente: il che alle pruove non sussiste. Potè anche prima
+della vittoria Costantino introdurre l'uso di tali indizioni, essendo
+per altro fuor di dubbio che le nuove indizioni cominciavano il corso
+loro nel dì primo di settembre, o pure nel dì 24 d'esso mese; e questo
+uso per assaissimi secoli durò in Occidente, con essere poi prevaluto
+quel della curia romana, la quale da qualche secolo in qua conta dal
+dì primo di gennaio la novella indizione. Egli è ben credibile che
+l'Augusto Costantino continuasse a dimorare in Roma almen sino alle
+calende di gennaio di quest'anno, per solennizzar ivi il terzo suo
+consolato. Quivi pubblicata fu una legge[2853] in sollievo de' poveri,
+che dai collettori delle pubbliche imposte erano più del dovere
+caricati per favorire i ricchi. Passò egli dipoi a Milano, ed era in
+quella città nel 10 di marzo, come apparisce da un'altra sua
+legge[2854]. Chiamato colà Licinio imperadore dall'Illirico, vi venne
+per isposare _Costanza_ sorella dell'Augusto Costantino, a lui
+promessa nell'anno precedente, e quivi in fatti si solennizzarono
+quelle nozze, e si formò un nuovo decreto per la pace delle chiese e
+persone cristiane.
+
+Fin quando era in Roma Costantino, avviso gli pervenne che i Franchi,
+gente avvezza a violar per poco i patti e i trattati, faceano de'
+preparamenti per passar ai danni delle Gallie. E perciò, sbrigato
+dagli affari dell'Italia, volò alle sponde del Reno[2855], e trovò non
+ancora passati i Barbari. Fece egli finta di ritirarsi, mostrandosi
+non accorto dei loro andamenti, ma lasciò in un'imboscata un grosso
+corpo di gente. Allora fu che i Barbari, credendo lui ben lontano, si
+arrischiarono a valicare il Reno in gran copia. Ma caduti
+nell'agguato, pagarono ben caro il fio della loro perfidia. Nè questa
+bastò. Eccoti giugnere di nuovo Costantino, il quale, radunata una
+buona flotta di navi, ed imbarcata la sua gente, passò animosamente il
+Reno, e portò lo sdegno e la vendetta addosso a quelle barbare e
+disleali nazioni. L'Anonimo Panegirista gonfiando le pive secondo
+l'uso de' suoi pari, giugne a dire, aver Costantino dato sì gran
+guasto al loro paese, e fatta cotanta strage di loro, che si credeva
+non doversi più nominar la nazione dei Franchi, avvezza in que' tempi
+a solamente nudrirsi di cacciagione. Ci farà ben vedere la storia che
+sparata oratoria fosse la sua. Sembra che in questo anno appunto il
+panegirista suddetto, creduto Nazario da alcuni, recitasse in Treveri
+quel panegirico in lode di Costantino, con dire, fra l'altre cose, che
+il senato romano ad esso Augusto avea dedicata una statua, come ad un
+dio liberatore, e che l'Italia gli avea anche essa dedicato uno scudo
+e una corona d'oro. Ed è anche da osservare che quell'oratore, per
+altro pagano, sul fine ricorre non al suo Giove, non ad Apollo o ad
+altra delle false divinità, ma all'invisibile Creatore dell'universo
+Iddio, pregandolo di conservar vita così preziosa come quella di
+Costantino. Dovea costui sapere qual già fosse la credenza di questo
+glorioso imperadore, già divenuto adoratore del solo vero Iddio.
+
+L'anno fu questo, per attestato di Lattanzio, e non già l'anno 316,
+come han creduto Zosimo, l'autore della Cronica Alessandrina e Idacio,
+in cui il vecchio _Diocleziano_, già imperadore, diede fine al suo
+vivere nella villa del territorio di Salona, città della Dalmazia
+sull'Adriatico, dove dicemmo ch'egli s'era ritirato a vivere dopo
+l'abdicazion dell'imperio. Quivi si crede che sorgesse la moderna
+città di Spalatro. Non si può negare che di belle qualità
+concorressero in Diocleziano. Due autori pagani, cioè Libanio[2856] e
+Giuliano l'Apostata[2857], il lodano come persona ammirabile in molte
+cose, benchè non in tutte, riconoscendo fra l'altre, ch'egli avea
+faticato di molto in utilità del pubblico. Veggonsi tuttavia molte
+leggi fatte da lui, ed inserite nel Codice di Giustiniano, che spirano
+prudenza e giustizia. Gran cura ebbe egli sempre di promuovere i
+buoni[2858] e di punire i cattivi, di mantenere l'abbondanza dei
+viveri, e di rimettere in buono stato i paesi spopolati per le guerre.
+Sotto di lui andarono a vuoto tutti gli sforzi delle barbare nazioni:
+tanta era l'applicazione di lui, tanti i suoi viaggi e le sue fatiche
+per reprimere col braccio del suo bravo, cioè di Massimiano Erculio, i
+nemici del romano imperio. Sapeva anche farsi amare, e soprattutto poi
+fu con ragione ammirata la di lui saviezza, perchè, quantunque per
+forza deponesse l'imperio, pure disingannato delle spinose grandezze
+del principato, non seppe mai più indursi a ripigliarlo, risoluto di
+finire i suoi giorni in vita privata. Ma non andò esente da
+biasimo[2859] l'aver egli, secondo la sua politica, moltiplicati i
+principi, e divise le provincie dell'imperio, siccome abbiamo veduto;
+perciocchè, oltre all'essere costato carissimo ai popoli il dover
+mantenere due _Augusti_ e due _Cesari_, nello stesso tempo dominanti
+nel paese loro assegnato, e con corte non inferiore alle altre, di qui
+poi venne uno smembramento della monarchia romana, e le guerre fin qui
+accennate, ed altre che vedremo fra poco. Moltiplicò eziandio gli
+uffiziali e gli esattori in cadauna provincia, che servirono a
+conculcare ed impoverire i popoli. E perciocchè egli sommamente si
+dilettò di alzar suntuose fabbriche tanto in Roma che in altri paesi,
+e particolarmente a Nicomedia, con disegno di renderla uguale a Roma,
+e fatta una fabbrica, se non gli piaceva, la faceva atterrare per
+alzarne una nuova: di qua vennero infinite angarie alle città, per
+somministrar artefici, per condurre materiali, e per pagar taglioni;
+di modo che per ornare le città egli rovinava le provincie.
+Dell'avarizia di Diocleziano abbiam parlato altrove. Ammassava tesori,
+ma non per ispenderli, fuorchè una parte nelle fabbriche suddette;
+poichè per altro se occorrevano bisogni del pubblico, soddisfaceva
+coll'imporre nuove gravezze. E qualora egli osservava qualche campagna
+ben coltivata, o casa ben ornata, non mancavano calunnie contro ai
+padroni, per carpir loro non solamente gli stabili, ma anche la vita,
+perchè egli senza sangue non sapea rapire l'altrui. Cosi Lattanzio. Ed
+anche Eusebio attesta aver egli colle nuove imposte così scorticati i
+popoli, che più tollerabile riusciva loro il morire che il vivere.
+
+Motivo ancora alla pubblica censura diede il fasto di Diocleziano per
+lo suo sfoggiare in abiti troppo pomposi, siccome accennammo di sopra;
+e il peggio fu che introdusse il farsi adorare, cioè l'inginocchiarsi
+davanti a lui: cosa allora praticata solamente coi falsi dii, e non
+gli dispiaceva di ricevere il titolo di Dio, e che si scrivesse alla
+sua divinità. Questi conti avea da fare un così ambizioso ed avaro
+principe col vero Dio, ad onta ancora del quale aggiunse in fine agli
+altri suoi reati quello della fiera persecuzione che egli, come capo
+dell'imperio, mosse contra degl'innocenti seguaci di Cristo. Noi già
+il vedemmo, appena cominciata questa persecuzione, colpito da Dio con
+una lunga e terribile malattia, e poi balzato dal trono. Certamente
+per alcuni anni nel suo ritiro fu onorato da que' principi che
+regnarono dopo di lui, perchè tutti da lui riconoscevano la lor
+fortuna, ed era da essi sovente consultato negli affari scabrosi. Ma
+il fine ancora di Diocleziano non andò diverso da quello degli altri
+persecutori della Chiesa di Dio. Fioccarono le disgrazie e i
+crepacuori sopra di lui nell'ultimo di sua vita. Vide abbattute da
+Costantino le statue ed iscrizioni sue; vide Valerla sua figliuola,
+già moglie di Galerio Massimiano, e Prisca sua moglie, rifugiate
+nell'anno 311 nelle terre di Massimino imperador d'Oriente,
+maltrattate da lui, spogliate dei lor beni, e poi relegate ne' deserti
+della Soria. Mandò ben egli più volte de' suoi uffiziali[2860] a
+pregare quel crudele Augusto di restituirgli due sì care persone,
+ricordandogli le tante sue obbligazioni; ma nulla potè ottenere:
+negativa, per cui crebbe tanto in lui il dolore e il dispetto, che,
+veggendosi sprezzato ed oltraggiato da tutti, cadde in una tormentosa
+malattia. A farlo maggiormente disperare dovette altresì contribuire,
+se è vero, ciò che narra Aurelio Vittore[2861], cioè che avendolo
+Costantino e Licinio pregato d'intervenire in Milano alle nozze poco
+fa accennate, egli se ne scusò con allegare la sua grave età: del che
+mal soddisfatti quei principi, gli scrissero una lettera minaccievole,
+trattandolo come da lor nemico. Per questo disgustoso complimento,
+venuto dietro alle altre suddette disavventure, egli si ridusse a non
+voler nè mangiare nè dormire, sospirando, gemendo, piagnendo, e
+rivoltandosi ora nel letto, or sulla terra, tanto che disperato chiuse
+gli occhi per sempre circa il mese di giugno dell'anno presente. Fu
+egli poi deificato secondo l'empietà d'allora, per attestato di
+Eutropio[2862]. Nelle medaglie[2863] nol veggo col titolo di Divo, ma
+bensì in un editto di Massimino e in altre memorie si truova a lui
+compartito questo sacrilego onore. Fiorirono a' suoi tempi Sparziano,
+Lampridio, Capitolino, Vulcazio Gallicano e Trebellio Pollione,
+scrittori della Storia Augusta tante volte di sopra mentovati, senza
+de' quali resterebbe per due secoli troppo involta nelle tenebre la
+storia romana. Fiorì ancora Porfirio, filosofo celebre del paganesimo,
+e nemico giurato della religione cristiana: intorno ai quali si
+possono vedere il Vossio, il Tillemont, il Cave ed altri autori.
+
+Più visibilmente ancora si fece in quest'anno sentir la mano di Dio
+sopra un altro persecutore della religione cristiana, forse il più
+crudele degli altri, cioè sopra _Massimino_ Augusto, signoreggiante
+nelle provincie d'Oriente. Già vedemmo che anch'egli concorse nello
+editto pubblicato da Galerio Massimiano imperadore, di concerto con
+gli altri Augusti, per dar la pace ai Cristiani; ma se ne dimenticò
+egli ben tosto, e seguitò con più cautela, ma pur seguitò ad infierir
+contra di loro. Abbiamo da Eusebio[2864], che, tolto di vita
+Massenzio, unitamente Costantino e Licinio Augusti diedero fuori
+nell'anno precedente un proclama in favor de' cristiani; ed inviatolo
+a Massimino, non solo il pregarono di conformarsi alla loro
+intenzione, ma in certa guisa gliel comandarono. Per paura mostrò egli
+della prontezza a farlo; e, pubblicato un editto, l'inviò a Sabino e
+agli altri uffiziali del suo imperio. Ma nè pure per questo cessò il
+suo mal talento, perchè di nascosto faceva annegar quei cristiani che
+gli capitavano alle mani; nè permetteva loro di raunarsi, nè di
+fabbricar le chiese loro occorrenti. Giacchè i suddetti due Augusti in
+Milano confermarono il già fatto editto per la pace de' cristiani,
+alcuni han creduto che comunicassero di nuovo ancor questo a
+Massimino, ma senza apparirne pruova alcuna. Anzi abbiamo che lo
+stesso Massimino cominciò la guerra a Licinio nel tempo stesso che
+questi venne a trovar Costantino in Milano. S'era avuto non poco a
+male quel superbo[2865] che il senato romano avesse decretata la
+precedenza di Costantino agli altri due Augusti, nè sapeva digerire la
+vittoria da lui riportata contro Massenzio. S'aggiunse che egli avea
+bensì tenuta nascosta la sua lega con Massenzio, ma di questa venne ad
+accertarsi Costantino colle lettere trovate dopo la morte del tiranno
+nella di lui segreteria. Il perchè immaginando egli un mal animo in
+Costantino verso di sè, vieppiù gli crebbe la rabbia al vedere ito
+Licinio a Milano per abboccarsi con esso Costantino e per contrarre
+parentela con lui, perchè tutto a lui pareva concertato per la propria
+sua rovina. Determinò dunque di prevenir egli i veri o creduti suoi
+avversarii; e preso il tempo medesimo in cui Licinio Augusto si
+trovava lungi da suoi Stati per la sua venuta a Milano, mosse
+l'esercito suo, e a gran giornate dalla Soria si trasferì nella
+Bitinia. Durava tuttavia il verno; il rigor della stagione, le nevi,
+le pioggie, le strade rotte gli fecero perdere gran parte de' suoi
+cavalli e delle bestie da soma. Ciò non ostante, senza prendere posa,
+traghettato lo stretto, passò nella Tracia, e si presentò sotto
+Bisanzio, dove coi regali e colle promesse tentò indarno di sedurre
+quella guarnigione, e gli convenne adoperar la forza. Perchè erano
+pochi i difensori, non più che undici giorni sostennero l'assedio e
+gli assalti, e poi si renderono. Arrivato Massimino ad Eraclea, ivi
+ancora fu obbligato a spendere alquanti giorni per ridurre alla sua
+ubbidienza quella città. Un ritardo tale al corso delle sue armi servì
+ai corrieri per portare volando in Italia l'avviso della invasione, e
+a Licinio per tornarsene con diligenza a' suoi Stati. Quivi in fretta
+raunate quelle truppe che potè, s'innoltrò sino ad Andrinopoli non già
+col pensiero di venire ad alcun fatto d'armi, ma solamente per fermare
+le ulteriori conquiste di Massimino, perch'egli non avea più di trenta
+mila combattenti, laddove il nemico ne conduceva settanta mila. Il
+racconto è tutto di Lattanzio.
+
+Seguita egli poi a dire che giunsero a vista l'una dell'altra le due
+armate tra Andrinopoli ed Eraclea[2866]. Era il penultimo dì d'aprile,
+e Licinio, veggendo di non poter fare di meno, pensava di dar
+battaglia nel giorno primo di maggio, perchè, essendo quel dì in cui
+Massimino compieva l'anno ottavo dell'esaltazione sua alla dignità
+cesarea, sperava di vincerla, come era succeduto a Costantino contra
+Massenzio in un simile giorno. Massimino, all'incontro, determinò di
+venire alle mani nell'ultimo di aprile, per poter poi dopo la segnata
+vittoria festeggiare nel dì appresso il suo natalizio. E la vittoria
+se la teneva ben egli in pugno, dopo aver fatto voto a' suoi insensati
+Numi, che guadagnandola, avrebbe interamente esterminati i cristiani.
+Ora Licinio, che non potea più ritirarsi, nella notte in sogno fu
+consigliato di ricorrere per aiuto all'onnipotente vero Dio d'essi
+cristiani con una preghiera ch'egli poi, venuto il giorno, fece
+scrivere in assaissimi biglietti, e distribuire fra l'esercito suo. La
+rapporta intera lo stesso Lattanzio[2867]. La mattina dunque del dì
+ultimo d'aprile ben per tempo mise Massimino in ordinanza di battaglia
+le sue milizie: il che riferito nel campo di Licinio, anche egli fu
+forzato a schierar le sue. Era quella campagna sterile e fatta apposta
+per sì brutta danza: le due armate stavano già a vista l'una
+dell'altra, e chi ansioso e chi timoroso di venire al cimento: quando
+i soldati di Licinio, cavatisi di testa gli elmi, e colle mani alzate
+verso il cielo, a dettatura de' loro uffiziali, intonarono per tre
+volte coll'imperadore la preghiera suddetta al formidabil Dio degli
+eserciti, supplicandolo della forte sua assistenza in quel bisogno,
+con tal mormorio, che anche si udì dalla nemica armata. Ciò fatto,
+rimessi in testa gli elmi, imbracciano gli scudi, e pieni di coraggio
+stanno con impazienza aspettando il segno della battaglia. Seguì un
+abboccamento fra i due imperadori, ma senza che Massimino volesse
+piegarsi a condizione alcuna di pace, perchè lusingato dalla speranza
+di veder desertare tutto l'esercito di Licinio alla sua parte, per
+esser egli in concetto di principe assai liberale verso le persone
+militari. Anzi sognava con tanto accrescimento di forze di poter poi
+procedere contra di Costantino, e di abbattere dopo l'uno anche
+l'altro. Ed eccoti dar fiato alle trombe, accozzarsi amendue le
+armate[2868]. Parve che quei di Massimino non sapessero mettere mano
+alle spade, nè scegliere i lor dardi. Di qua e di là correa Massimino
+per animarli alla pugna, pregando, promettendo ricompense, ma senza
+essere ascoltato. Per lo contrario quei di Licinio come lioni menavano
+le mani, facendo, benchè tanto inferiori di numero, orribil macello
+dei nemici, i quali sembravano venuti non per combattere, ma per farsi
+scannare. Già era seguita una fiera strage di loro, quando Massimino,
+accortosi che la faccenda passasse diversamente dal suo supposto,
+cadutogli il cuor per terra, gittò via la porpora; e presa una veste
+da servo, e datosi alla fuga, andò a passare il mare allo stretto di
+Bisanzio. Intanto l'una metà del suo esercito restò vittima delle
+spade, l'altra o si rendè o si salvò colla fuga[2869]. Le stesse sue
+guardie si diedero al vincitore Licinio.
+
+Tal diligenza fece Massimino in fuggire, che nel termine di una notte
+e di un dì, cioè nella sera del giorno primo di maggio pervenne
+(certamente coll'aiuto delle poste) a Nicomedia in Bitinia, lontana
+dal luogo della battaglia suddetta cento sessanta miglia. Quivi nè pur
+credendosi sicuro, prese seco in fretta i figli, la moglie e pochi de'
+suoi cortigiani, e ritirossi nella Cappadocia, dove, dopo aver messo
+insieme, come potè, un corpo di soldatesche, in fine ripigliò la
+porpora; e tutto furore fece uccidere molti de' suoi sacerdoti e
+profeti, accusandoli come autori delle sue disgrazie coi loro falsi
+oracoli. Ma Licinio, senza perdere tempo, con una parte del vittorioso
+esercito suo, ricuperata che ebbe assai facilmente la Tracia, passò il
+mare, e s'impadronì della Bitinia. Trovavasi egli nella città di
+Nicomedia nel dì 13 di giugno[2870], quando, riconoscendo dal Dio dei
+cristiani l'avvenimento felice delle sue armi, a nome ancora
+dell'Augusto Costantino, pubblicò un editto, con cui annullò tutti gli
+altri emanati contra di essi cristiani, e loro concedette la libertà
+della religione e la fabbrica della chiese. Inseguì poscia Licinio con
+vigore il fuggitivo Massimino, il quale, troppo tardi conosciuto il
+gastigo di Dio per l'ingiustizia e barbarie sua contro chi professava
+la legge di Cristo[2871], pubblicò anch'egli un editto in lor favore:
+con che cessò la fiera carnificina che dianzi si faceva degl'innocenti
+sudditi suoi. Fortificò poscia Massimino i passi del monte Tauro per
+impedire i progressi al nemico Licinio[2872]; andò anche in Egitto per
+far nuove leve di gente; ma ritornato alla città di Tarso, e udito che
+Licinio superava gli argini e i trinceramenti del monte suddetto, e
+che per mare e per terra gli veniva addosso una fiera tempesta, allora
+s'avvide di non poter resistere alle forze dell'avversario, nè alla
+giustizia di Dio irritata contro di lui. Adunque disperato ebbe
+ricorso al veleno[2873]; ma perchè lo prese dopo aver mangiato e
+bevuto a crepa pancia, non potè il veleno levarlo di vita, e solamente
+gli cagionò una terribil malattia, per cui s'empiè tutto di piaghe,
+sentendosi anche bruciar le viscere, e consumare fra insoffribili
+dolori. Arrivò il suo corpo a diseccarsi, non restandogli altro che la
+pelle e l'ossa, in guisa che perdè affatto la sua forma antica, nè più
+si conosceva per quel che fu[2874]. Gli uscivano ancora gli occhi di
+testa; effetti tutti non men del potente veleno, che dell'ira di Dio,
+come attestano Eusebio e san Girolamo[2875]; di modo che quel suo
+corpo tutto marcito meritava più tosto d'essere appellato un fetente
+sepolcro, in cui si trovava imprigionata un'anima cattiva. Così fra
+gli urli, e con dar della testa ne' muri, e confessando finalmente il
+grave suo delitto, per aver perseguitato Gesù Cristo nella persona de'
+suoi servi, ma senza abbandonar per questo la superstizion pagana,
+finì Massimino la detestabil sua vita. Lasciò de' figli maschi, alcuno
+dei quali aveva egli associato all'imperio, e una figliuola di sette
+anni, promessa già in moglie a Candidiano figlio bastardo di Galerio
+Massimiano. Ma Licinio levò poi dal mondo tutta la di lui stirpe,
+secondo i giusti giudizii di Dio, che furono visibili sopra tutti
+questi tiranni persecutori della santa sua religione.
+
+Per la morte di Massimino, il vincitor Licinio niuna fatica durò più
+ad impossessarsi di tutto l'Oriente[2876]. Pervenuto egli ad
+Antiochia, quivi lasciò le redini alla sua fierezza non solamente,
+come dissi, contro la prole di Massimino e contra della di lui moglie,
+che fu gittata ne' gorghi del fiume Oronte; ma anche contro la maggior
+parte de' suoi favoriti e ministri, fra' quali spezialmente si
+contarono Calciano e Peucecio o Picenzio, che aveano sparso tanto
+sangue del popolo cristiano. Levò del pari la vita ad un Teotecno,
+facendogli prima confessar le sue imposture, per le quali avea fatto
+di gran male ad essi cristiani. Mentre dimorava Licinio nella suddetta
+città d'Antiochia, venne a presentarsegli Candidiano, che già dicemmo
+figliuolo di Galerio imperadore, e perseguitato da Massimino. Fu sulle
+prime ben accolto, ben trattato, di maniera che Valeria figlia del fu
+Diocleziano, che l'avea adottato per figliuolo, partendosi dal luogo
+dell'esilio suo, venne travestita alla corte per vedere l'esito di
+questo giovane. Ma quando men se l'aspettava la gente, tolta fu da
+Licinio a Candidiano la vita, ed insieme con lui perdè la sua
+Severiano, figlio di quel Severo Augusto che vedemmo ucciso nell'anno
+307. Fu preteso che l'un d'essi, o pure amendue avessero disegnato,
+dopo la morte di Massimino, di prendere la porpora. Uscì ancora
+sentenza di morte contro la suddetta Valeria, la quale, udito sì
+disgustoso tenore, prese la fuga, e per quindici mesi andò errando
+sconosciuta in varii paesi, finchè scoperta in Tessalonica,
+ossia in Salonichi, e presa con Prisca sua madre, già moglie di
+Diocleziano[2877], furono tutte e due condannate nell'anno 315 a
+perdere la testa, compiante da ognuno, e massimamente Valeria, per
+essersi tirati addosso que' disastri col voler conservare la castità
+in mezzo agli assalti dell'iniquo Massimino. Ma Iddio, sdegnato contro
+la stirpe di quegli Augusti che tanta guerra aveano fatto ai suoi
+servi, non essi solamente, ma anche tutta la lor famiglia volle
+sradicata dal mondo. Fu in oltre l'estinto Massimino dichiarato
+tiranno e pubblico nemico dei due Augusti Costantino e Licinio,
+spezzate le sue statue, cancellate le iscrizioni, ed abbattuta ogni
+memoria alzata in onore di lui e de' suoi figliuoli. Nè si dee tacere
+che, non so se prima o dopo la rotta data nel penultimo dì d'aprile da
+Licinio a Massimino, un _Valerio Valente_ si fece proclamar _Augusto_
+in Oriente[2878]. Massimino il prese; ma non avendo egli voluto allora
+ucciderlo, Licinio di poi, divenuto padrone dell'Oriente, gli diede il
+meritato gastigo con torgli la vita. Il padre Pagi[2879] ne parla a
+lungo sotto quest'anno; ma contuttociò resta non poca oscurità intorno
+ai fatti di costui.
+
+NOTE:
+
+[2851] Panvin., in Fast. Consul. Petav., de Doctrina Tempor. Pagius,
+in Critic. Baron.
+
+[2852] Baron., in Annalib. Eccles.
+
+[2853] Cod. Theodos. L. 13, tit. 10, lib. 1.
+
+[2854] Gothofredus, in Chron. Cod. Theodos.
+
+[2855] Incertus, Panegyr. Const., cap. 22. Zosimus, lib. 2, cap. 17.
+
+[2856] Liban., Oratione 14.
+
+[2857] Julian., Oratione I.
+
+[2858] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2859] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 7.
+
+[2860] Lactantius, de Mortib. Persec., cap. 41.
+
+[2861] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2862] Eutrop., in Breviar.
+
+[2863] Mediob., Numism. Imper.
+
+[2864] Eusebius, Histor. Eccl., lib. 9, cap. 9.
+
+[2865] Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 44.
+
+[2866] Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 46.
+
+[2867] Lactant., de Mort. Persecut., cap. 47.
+
+[2868] Eusebius, Histor. Eccl., l. 1, cap. 10.
+
+[2869] Lactant., de Mortib. Persecut., cap. 48.
+
+[2870] Idem, ibidem.
+
+[2871] Eusebius, Histor. Eccl., lib. 1, cap. 10.
+
+[2872] Zosimus, lib. 2, cap. 17.
+
+[2873] Euseb., lib. 9, cap. 10. Lactant., de Mortib. Persecut., cap.
+49.
+
+[2874] Chrysostomus, Orat. in Gent.
+
+[2875] Hieronymus, in Zachariam, cap. 14.
+
+[2876] Aurelius Victor, de Cesaribus. Zosimus, lib. 2, cap. 18.
+Euseb., lib. 9, cap. 11.
+
+[2877] Lactantius, de Mort. Persec., cap. 51.
+
+[2878] Lactantius, de Mortib. Persecut., cap. 50. Aurelius Victor, in
+Epitome.
+
+[2879] Pagius, Critic. Baron. ad hunc annum.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXIV. Indizione II.
+
+ SILVESTRO papa 1.
+ COSTANTINO imperadore 8.
+ LICINIO imperadore 8.
+
+_Consoli_
+
+CAIO CEIONIO RUFIO VOLUSIANO per la seconda volta ed ANNIANO.
+
+
+Truovasi prefetto di Roma in questo anno _Rufio Volusiano_. Ciò non
+ostante, vien creduto ch'egli esercitasse nel medesimo tempo il
+consolato, giacchè la prefettura era stata a lui appoggiata nel
+settembre dell'anno precedente. Sul principio di questo terminò i suoi
+giorni MELCHIADE papa[2880], e succedette a lui nella sedia di san
+Pietro SILVESTRO, che noi vedremo uno de' più gloriosi pontefici della
+Chiesa di Dio, e felice anche in terra, perchè vivuto a' tempi del
+primo degl'imperadori cristiani, cioè di Costantino. Certamente non
+tardò questo insigne Augusto a farsi conoscere dopo la rotta di
+Massenzio quale egli era, cioè attaccato alla religione de' cristiani,
+e per questo si stima ch'egli, trionfalmente entrato in Roma, non
+passasse al Campidoglio, ricusando di portarsi a venerar il Giove
+sordo de' Romani[2881]. Fece in oltre alzare una statua in Roma a sè
+stesso, che teneva la croce in mano, per segno che da quella egli
+riconosceva la riportata vittoria. La prudenza sua non gli permise per
+allora di far altra maggior risoluzione, perchè egli desiderava che i
+popoli spontaneamente, e non già per forza, si arrendessero al lume
+del Vangelo, oltre al temer di sedizioni, ove egli avesse tentato di
+levar la libertà della religione in un subito ad immensa gente che
+tuttavia professava il paganesimo. Truovasi in alcune iscrizioni, fra
+gli altri titoli d'autorità e d'onore conferiti a Costantino, quello
+di _pontefice massimo_; ma, siccome osservò il padre Pagi[2882], non
+fu cotal titolo da lui preso, ma solamente a lui dato dai pagani,
+secondo l'antico lor uso. Per altro pubblicamente egli si studiava di
+far conoscere ai Romani il Dio, a cui si doveano gl'incensi[2883]; un
+gran rispetto professava ai vescovi ed altri ministri dell'Altissimo;
+ne teneva alcuni ancora in sua corte, li voleva alla sua mensa, e
+compagni anche nei viaggi, credendo che la loro presenza tirasse sopra
+di lui i favori e le benedizioni del cielo. Era già insorto
+nell'Africa lo scisma de' Donatisti con una deplorabil division di
+quelle chiese. L'Augusto Costantino, benchè novizzo nella religion di
+Cristo, in vece di scandalezzarsi di una tal discordia troppo
+contraria agli insegnamenti del Vangelo, si accese più tosto di zelo
+per curare e sanar quella piaga[2884]. Intimò dunque un concilio di
+vescovi ad Arles, acciocchè ivi si discutessero le accuse de'
+Donatisti contra di Ceciliano vescovo; e in una lettera loro scritta
+espresse i sentimenti della sua vera pietà, con rilevare la benignità
+di Dio verso de' peccatori, dicendo: _Ho operato anch'io molte cose
+contrarie alla giustizia, senza figurarmi allora che le vedesse la
+suprema Potenza, ai cui occhi non sono nascose le fibre più occulte
+del mio cuore. Per questo io meritava d'essere trattato in una maniera
+conveniente alla mia cecità, e di essere punito con ogni sorta di
+malanni. Ma così non ha fatto l'onnipotente ed eterno Dio che tien la
+sua residenza ne' cieli. Egli per lo contrario mi ha compartito dei
+beni, de' quali io non era degno, nè si possono annoverar tutti i
+favori, coi quali la bontà celeste ha, per così dire, oppresso questo
+suo servo._
+
+Dacchè ebbe Licinio Augusto atterrato il nemico Massimino, siccome
+dissi, tutte le provincie dell'Oriente coll'Egitto vennero in suo
+potere, e si unirono coll'Illirico, formando egli così una vasta
+possanza. L'Italia, l'Africa e tutte le restanti provincie d'Occidente
+rendevano ubbidienza all'Augusto Costantino di lui cognato. Ma, per
+attestato di Aurelio Vittore[2885], troppo diversi di genio erano
+questi due principi. Costantino, istruito già delle massime del
+Vangelo, inclinava alla clemenza; se non avea già abolito, tardò poco
+ad abolire l'antico uso del patibolo della croce, perchè santificata
+dal divino Salvator nostro, siccome ancor l'altro di rompere le gambe
+ai rei. Ai suoi stessi nemici lasciava egli ancora godere gli onori e
+i beni, non che la vita; laddove Licinio, uomo selvatico e dato al
+risparmio, facilmente infieriva contra delle persone; ed abbiam veduto
+di sopra un notabile esempio della sua crudeltà; sapendosi inoltre
+ch'egli non si guardò dal tormentare a guisa di vili servi non pochi
+innocenti e nobili filosofi di que' tempi. Poco per questo durò fra
+tali regnanti la buona armonia, anzi si allumò guerra fra loro
+nell'anno presente. Truovavasi l'imperador Costantino ne' primi mesi
+di questo anno in Treveri, dove pubblicò varii ordini e leggi[2886]
+concernenti il pubblico governo, ed una principalmente, in cui rimediò
+al disordine accaduto sotto il tiranno Massenzio; cioè all'aver molti
+perduto la lor libertà per la prepotenza e violenza de' grandi che
+tuttavia li riteneva per ischiavi. Coll'intimazione di gravi pene
+comandò egli che fosse escluso dalle dignità chiunque avea poco buon
+nome e carestia d'onoratezza. Il motivo della disunione e guerra nata
+in quest'anno fra Costantino e Licinio resta dubbioso. Zosimo[2887]
+scrittor pagano ne rigetta tutta la colpa sopra il solo Costantino,
+che non sapeva mantenere i patti, e cominciò a pretendere qualche
+paese come di sua giurisdizione. Eutropio[2888], anch'egli scrittore
+pagano, ne attribuisce l'origine all'ambizione di Costantino, malattia
+troppo familiare ai regnanti del secolo, e che mai non suol dire
+basta, se non quando il timore la frena. Ma Libanio sofista pretende
+che Licinio per lo stesso male fosse il primo a rompere la concordia;
+ed il perchè ce l'ha conservato l'Anonimo Valesiano[2889]. Scrive
+questo autore, aver Costantino maritata _Anastasia_ sua sorella a
+Bassiano, con disegno di dichiararlo Cesare, e di dargli il governo
+dell'Italia. Per camminar dunque d'accordo col cognato Licinio, spedì
+a lui un personaggio nomato Costanzo, richiedendolo del suo assenso.
+Venne in questo mentre Costantino a scoprire che Licinio segretamente
+per mezzo di Senecione, fratello di Bassiano, e suo confidente, era
+dietro ad indurre lo stesso Bassiano a prendere l'armi contra del
+medesimo Costantino. Di questa trama fu convinto Bassiano, e gli costò
+la vita. Fece Costantino istanza per aver nelle mani il manipolatore
+di tal trama, cioè Senecione; e Licinio gliel negò. Per questa
+negativa, e perchè Licinio fece abbattere le immagini e statue di
+Costantino in Emona, città, non so se dell'Istria o della Pannonia, si
+venne a guerra aperta. Costantino marciò in persona con una armata di
+soli venti mila tra cavalli e pedoni alla volta della Pannonia, per
+farsi giustizia, coll'armi, e s'incontrò nelle campagne di Cibala con
+Licinio, il cui esercito ascendeva a trentacinque mila uomini, parte
+cavalleria e parte fanteria. Qui furono alle mani i due principi, e ne
+rimase sconfitto Licinio. Zosimo[2890] descrive l'ordine di quella
+battaglia, che durò dalla mattina sino alla sera con gran mortalità di
+gente; ma in fine l'ala destra, dove era lo stesso Costantino, ruppe
+la nemica; e le legioni di Licinio, dopo aver combattuto a piè fermo
+tutto quel giorno, poichè videro il lor principe a cavallo in fuga,
+anch'esse sull'imbrunir della notte, preso sol tanto di cibo che
+bastasse per allora, ed abbandonato il resto de' viveri, de' carriaggi
+e del bagaglio, frettolosamente si ritirarono alla volta di Sirmio,
+dove prima di loro era pervenuto Licinio[2891]. Nel dì 8 di ottobre
+succedette questo sanguinoso fatto d'armi; ed essendo il racconto di
+Zosimo così circostanziato, merita ben più fede che quel di
+Eutropio[2892], il quale sembra dire che Licinio prima di questo tempo
+ebbe una percossa da Costantino, e che poi, sorpreso all'improvviso
+sotto Cibala, di nuovo fu disfatto. L'Anonimo Valesiano fa giugnere la
+sua perdita sino a venti mila persone: il che par troppo.
+
+Poco si fermò Licinio in Sirmio, città da due bande cinta dal Savo
+fiume, colà dove esso si scarica nel Danubio[2893]; ma presi seco le
+moglie e i figliuoli, e rotto il ponte, marciò con diligenza verso la
+novella Dacia, finchè arrivò nella Tracia. Per viaggio[2894] egli creò
+Cesare Valente, uffiziale assai valoroso della sua armata, di cui
+leggerissima informazione ci resta nella storia. Indarno gli spedì
+dietro Costantino cinque mila de' suoi per coglierlo nella fuga.
+Impadronissi dipoi Costantino di Cibala e di Sirmio; ed allorchè fu
+arrivato a Filippi, città della Macedonia, o piuttosto a Filippopoli
+della Tracia, comparvero da Andrinopoli ambasciatori di Licinio per
+dimandar pace; ma nulla ottennero, perchè Costantino esigeva la
+deposizion di Valente creato Cesare al suo dispetto, e Licinio non
+acconsentì. Intanto con somma diligenza mise Licinio insieme un'altra
+assai numerosa armata colle genti a lui spedite dall'Oriente; e fu di
+nuovo in campagna. Ma nol lasciò punto dormire l'infaticabil
+Costantino, che gli giunse addosso nella pianura di Mardia. Seguì
+un'altra giornata campale con perdita vicendevole di gente, secondo
+Zosimo, e con restare indecisa la sorte, avendo la notte messo fine al
+menar delle mani; ma dall'Anonimo del Valesio abbiamo che terminò la
+zuffa con qualche svantaggio di Licinio, il quale, col favor della
+notte tiratosi in disparte, lasciò nel dì seguente passar oltre
+Costantino, con ridursi egli e i suoi a Berea. Pietro Patrizio[2895]
+lasciò scritto che Costantino perdè in tal congiuntura parte del suo
+bagaglio, sorpreso in un'imboscata da quei di Licinio. Tornò dunque
+esso Licinio a spedire a Costantino proposizioni di pace, e
+l'ambasciatore fu Mestriano, uno de' suoi consiglieri, il quale trovò
+delle durezze più che mai. Contuttociò, considerando l'Augusto
+Costantino quanto egli si fosse allontanato da' proprii Stati, e molto
+più come sieno incerti gli avvenimenti delle guerre, finalmente si
+lasciò piegare ad ascoltar l'inviato. Mostrossi egli irritato forte
+contra di Licinio, perchè senza suo consentimento, anzi ad onta sua,
+avesse creato un nuovo Cesare, cioè _Valente_, e volesse anche
+sostenere piuttosto quel suo famiglio[2896] (che così il nominava
+egli) che un Augusto suo cognato. Però, se si aveva a trattar di pace,
+esigeva per preliminare la deposizion di Valente. Cedette in fine
+Licinio a questa pretensione, e fu dipoi conchiusa la pace. Se non è
+fallato il testo di Aurelio Vittore[2897], Licinio levò appresso non
+solamente la porpora, ma anche la vita ad esso Valente. Per questa
+pace vennero in potere di Costantino l'Illirico, la Dardania, la
+Macedonia, la Grecia e la Mesia superiore. Restarono sotto il dominio
+di Licinio la Soria colle altre provincie orientali, l'Egitto, la
+Tracia e la Mesia inferiore[2898], appellata da alcuni la picciola
+Scitia, perchè abitata ne' vecchi tempi dalle nazioni scitiche. Così
+venne a crescere di molto la signoria di Costantino colle penne
+tagliate al cognato. Nel Codice Teodosiano[2899] abbiamo una legge
+pubblicata da Costantino nelle Gallie nel dì 29 di ottobre di
+quest'anno; ma, siccome osservò il Gotofredo, sarà scorretto quel
+luogo, o pure il mese, non essendo probabile che Costantino tornasse
+sì tosto colà dopo la guerra fatta a Licinio.
+
+NOTE:
+
+[2880] Chron. Damasi, seu Anast. Biblioth.
+
+[2881] Euseb., Hist. Eccles., lib. 9.
+
+[2882] Pagius, Crit. Baron. ad annum 312.
+
+[2883] Euseb., in Vita Constant., lib. 1, cap 42.
+
+[2884] Labb., Concil. Collect. Baron., in Annal. Pagius, in Crit. Bar.
+
+[2885] Aurelius Victor, de Caesaribus.
+
+[2886] Gothofred., Chron. Cod. Theodos.
+
+[2887] Zosimus, lib. 2, cap. 18.
+
+[2888] Eutrop., in Breviar.
+
+[2889] Anonymus Valesianus post Ammianum.
+
+[2890] Zosimus, lib. 2, cap. 18.
+
+[2891] Idacius, in Fastis. Euseb., in Chron.
+
+[2892] Eutrop., in Breviar.
+
+[2893] Zosimus, lib. 2, cap. 18.
+
+[2894] Anonymus Valesianus.
+
+[2895] Petrus Patricius, de Legat., Tom. I Hist. Byzantin.
+
+[2896] Anonymus Valesianus. Zosimus.
+
+[2897] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2898] Jordan., de Reb. Getic.
+
+[2899] Cod. Theodos., l. 1, de Privileg. eorum, etc.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXV. Indizione III.
+
+ SILVESTRO papa 2.
+ COSTANTINO imperadore 9.
+ LICINIO imperadore 9.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la quarta volta e PUBLIO VALERIO
+LICINIANO LICINIO AUGUSTO per la quarta.
+
+
+Per attestare al pubblico la ristabilita loro unione, presero amendue
+gli Augusti il consolato in quest'anno. Truovasi _Rufio Volusiano_
+tuttavia prefetto di Roma nel dì 25 di febbraio, ciò apparendo da un
+decreto[2900] a lui indirizzato da Costantino. Secondo il Catalogo de'
+prefetti, dato alla luce dal Cuspiniano e dal Bucherio, in quella
+dignità succedette _Vettio Rufino_ nel dì 20 d'agosto. Per la maggior
+parte dell'anno presente si trattenne l'imperador Costantino nella
+Pannonia, Dacia, Mesia superiore e Macedonia, per dar buon sesto a
+que' paesi di nuova conquista, siccome attestano le leggi raccolte dal
+Gotofredo[2901] e dal Relando[2902]. Ora si truova egli in
+Tessalonica, ora in Sirmio e in Cibala, ed ora in Naisso e in altre
+città tutte di quelle contrade. In una d'esse leggi inviata ad
+Eumelio, che si vede poi nell'anno seguente vicario dell'Africa, egli
+abolisce l'uso di marcar in fronte con ferro rovente i rei condannati
+a combattere da gladiatori negli anfiteatri, o pure alle miniere, per
+non disonorare, siccome egli dice, il volto umano, in cui traluce
+qualche vestigio della bellezza celeste. Fors'anche ebbe egli riguardo
+in ciò alla fronte, dove si faceva da' cristiani la sacra unzione e il
+segno della croce, usato anche allora, per testimonianza di Lattanzio
+e di Eusebio. Truovasi egli parimente nella città di Naisso, dove era
+nato, che fu poi da lui abbellita con varie fabbriche, e quivi
+pubblicò una legge ben degna della sua pietà, con ordine specialmente
+di farla osservare in Italia, e di tenerla esposta in tavole di
+bronzo. Un crudele abuso da gran tempo correva, che i padri e le madri
+per la loro povertà non potendo alimentare i lor figliuoli, o gli
+uccidevano, o li vendevano, o pure gli abbandonavano, esponendoli
+nelle strade; con che divenivano schiavi di chiunque gli
+accoglieva[2903]. Ordinò dunque il piissimo imperadore, che portando
+un padre agli uffiziali del pubblico i suoi figliuoli, con provare la
+impotenza sua di nutrirli, dovesse il tesoro del pubblico, o pure
+l'erario del principe, somministrare gli alimenti a quelle povere
+creature. Nell'anno poi 322 fece una somigliante legge per l'Africa;
+incaricando i proconsoli e gli altri pubblici ministri di vegliare per
+questo, e di prevenir la necessità de' poveri, prendendo dai granai
+del pubblico di che soddisfare alla lor deplorabile indigenza,
+acciocchè non si vedesse più quell'indegnità di lasciar morire alcuno
+di fame. Poscia col tempo ordinò che i fanciulli esposti dai lor padri
+nelle necessità, e fatti schiavi, si potessero riscattare, dando un
+ragionevol prezzo, o pure il cambio d'un altro schiavo. Con altra
+legge[2904] data in Sirmio noi troviamo che egli vietò sotto pena
+della vita, nel pignorare i debitori, massimamente del fisco, il levar
+loro i servi ed animali che servono a coltivar la campagna,
+anteponendo con ciò il bene del pubblico al privato, come richiede il
+dovere de' buoni e saggi principi. Abbiamo inoltre una legge[2905]
+data da Costantino nel dì 18 di luglio, mentr'egli era in Aquileia, ed
+indirizzata ai consoli, pretori e tribuni della plebe di Roma, la qual
+poi solamente nel dì 5 di settembre fu recitata nel senato da Vettio
+Rufino prefetto della città. Tal notizia ci mena ad intendere che esso
+Augusto, dopo aver ordinati gli affari suoi nella Pannonia, Macedonia,
+Mesia e Grecia, calò in questi tempi in Italia. In fatti si trovano
+due susseguenti leggi[2906] da lui date in Roma sul fine d'agosto e
+principio di settembre. Altre leggi poi cel fanno vedere nel medesimo
+settembre, ottobre e ne' due seguenti mesi ritornato nella Pannonia;
+ma certamente in alcuna di esse leggi è fallata la data, perchè
+Costantino non sapeva volare. Dicesi pubblicata in Murgillo nel dì 18
+di ottobre quella[2907], con cui Costantino proibisce ai Giudei
+d'inquietare, siccome faceano, coloro, i quali abbandonavano la lor
+religione per abbracciar la cristiana; minacciando anche il fuoco a
+chi in avvenire ardisse di molestarli; siccome ancora diverse pene a
+chi passasse alla religione giudaica. Se poi crediamo qui al cardinal
+Baronio, nell'anno presente tenuto fu un concilio di settantacinque
+vescovi in Roma da papa Silvestro; ma essendo a noi venuta
+cotal notizia dai soli atti di san Silvestro, che oggidì son
+riconosciuti[2908] da ogni erudito per apocrifi, cade ancora a terra
+quel concilio, perchè fondato sopra imposture, e contenente cose
+troppo inverisimili.
+
+NOTE:
+
+[2900] Cod. Theodos., lib. 2, quor. appellat.
+
+[2901] Gothofred., in Chron. Cod. Theodos.
+
+[2902] Reland., in Fast.
+
+[2903] Cod. Theodos., l. 1, de aliment.
+
+[2904] Ibidem, l. 1, de pignoribus.
+
+[2905] Ibidem, l. 1, de matern. bon.
+
+[2906] Gothofred., Chron. Cod. Theodos.
+
+[2907] Ibidem, l. 1, de Judaeis.
+
+[2908] Pagius, Crit. Baron. Natalis Alexander et alii.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXVI. Indizione IV.
+
+ SILVESTRO papa 3.
+ COSTANTINO imperadore 10.
+ LICINIO imperadore 10.
+
+_Consoli_
+
+SABINO e RUFINO.
+
+
+Seguitò ad essere prefetto di Roma _Vettio Rufino_, forse non diverso
+dal console suddetto, sino al dì 4 d'agosto, in cui quella dignità fu
+conferita ad _Ovinio Gallicano_. Le leggi del codice Teodosiano,
+benchè alcune abbiano la data fallata, pure ci fan vedere Costantino
+Augusto nella Gallia ne' mesi di maggio e d'agosto, essendo egli
+passato colà da Roma. La prima d'esse leggi[2909], data in Roma
+stessa, servì a non pochi di una mirabil quiete; perchè vien quivi
+decretato che chiunque si trovasse da gran tempo in pacifico possesso
+di beni una volta spettanti al demanio del principe, ed acquistati o
+per donazione o per altra via legittima, ne resterebbe per sempre
+padrone. Nell'Africa si osservava un abuso, cioè che per debiti con
+particolari, o col fisco, le donne onorate erano per forza tirate
+fuori delle loro case. Costantino, sotto pena di rigorosi supplicii, e
+della vita stessa, proibì tal vessazione. E perciocchè egli di giorno
+in giorno facea maggiormente comparire la sua venerazione alla
+religion cristiana, per condurre soavemente e senza forza all'amor
+d'essa i suoi sudditi, nell'anno presente con una legge
+indirizzata[2910] a Protogene vescovo, probabilmente di Serdica,
+permise ad ognuno di dar la libertà ai suoi schiavi nella chiesa alla
+presenza del popolo cristiano, de' vescovi e de' preti. Queste
+manomissioni si faceano in addietro davanti ai magistrati civili con
+molte formalità o varie difficoltà: laddove da lì innanzi costò poca
+fatica il farlo, e bastava per indennità de' liberti cristiani un
+attestato de' sacri ministri della chiesa. Fu poi confermata questa
+legge da Costantino e dai suoi successori con altri editti. Non
+ostante la dichiarazione del concilio d'Arles, e la precedente di un
+romano, tenuto sotto Melchiade papa, ne' quali fu assoluto Ceciliano
+vescovo di Cartagine, e condannati come iniqui accusatori i Donatisti,
+imperversavano tuttavia quegli scismatici; e riuscì loro d'impetrar da
+Costantino un nuovo giudizio. Partitosi dalle Gallie, dove mai più non
+ritornò, e venuto a Milano l'Augusto regnante[2911], quivi al
+concistoro suo nel mese d'ottobre si presentarono Ceciliano e le parti
+contrarie. Volle lo stesso imperadore con carità e pazienza ascoltar
+tutti ed esaminar tutto; e di nuovo la sentenza riuscì favorevole a
+Ceciliano, con restar nondimeno più che mai ostinati gli avversarii
+suoi, e continuar poscia lo scisma per più di un secolo nelle chiese
+dell'Africa. Se dicono il vero le leggi, da Milano passò Costantino
+nella Pannonia e Dacia nuova, veggendosi una legge da lui data nel dì
+4 di dicembre in Sardica, indirizzata ad Ottaviano conte di Spagna, in
+cui ordina che i potenti, rei d'avere usurpato le donne, i servi o i
+beni altrui, o pur colpevoli d'altro delitto, saranno giudicati
+secondo le leggi ordinarie dai governatori de' luoghi, senza
+permettere l'appellazione al prefetto di Roma, e senza bisogno di
+scriverne all'imperadore. Dovea essere necessaria questa severità per
+frenare gli abusi di coloro che, per la lontananza della corte e pel
+vantaggio dell'appellazione, si facevano lecito tutto ciò che loro
+piaceva. Nè si dee tacere che stando esso imperadore in Arles della
+Gallia nel mese d'agosto, Fausta sua moglie a lui partorì un figliolo
+nel dì 7 di quel mese. Aurelio Vittore[2912] il chiama _Costantino
+juniore_; Zosimo[2913], secondo l'edizion del Silburgio, gli dà il
+nome di _Costanzo_. Il Tillemont[2914] ha esaminata tal controversia,
+ed inclina a crederlo _Costantino juniore_; nè altro, a mio credere,
+si dee tenere. Nella edizione di Zosimo fatta da Arrigo Stefano si
+legge _Costantino_; ed Eusebio[2915] e l'Anonimo Valesiano[2916]
+decidono questa lite con dire che _Costantino juniore_ fu creato
+Cesare, siccome vedremo nell'anno seguente; e Zosimo confessa che
+questo Cesare era nato qualche tempo prima in Arles. Fu egli poscia
+imperadore.
+
+NOTE:
+
+[2909] Cod. Theodos., l. 10, de longi temporis praescript.
+
+[2910] Cod. Justinian., l. 3, de bis qui in Eccles. manumit.
+
+[2911] Baron. Pagius. Fleury et alii.
+
+[2912] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2913] Zosimus, lib. 2, cap. 20.
+
+[2914] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2915] Eusebius, in Vita Constantini, lib. 1, c. 40.
+
+[2916] Anonym. Valesianus post Amm.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXVII. Indizione V.
+
+ SILVESTRO papa 4.
+ COSTANTINO imperadore 11.
+ LICINIO imperadore 11.
+
+_Consoli_
+
+OVINIO GALLICANO e BASSO.
+
+
+Probabilmente il secondo console si nominò _Settimio Basso_, il quale,
+secondo il Catalogo del Cuspiniano e Bucherio, nel dì 15 di maggio
+cominciò ad esercitar la carica di prefetto di Roma. Quanto a
+Gallicano, il Valesio pretende[2917] ch'egli fosse _Vulcazio
+Gallicano_ lo storico, perchè _Ovinio Gallicano_ era prefetto di Roma.
+Ma in questi tempi noi troviamo sovente unita al consolato essa
+prefettura. L'Anonimo Valesiano e Zosimo ci fan sapere, che mentre
+Costantino Augusto era in Serdica, o sia Sardica, città della nuova
+Dacia, correndo l'anno decimo del suo imperio, trattò con Licinio
+imperadore d'Oriente per creare concordemente _Cesari_ i loro
+figliuoli. A Costantino Minervina sua prima moglie avea partorito
+_Crispo_ forse prima dell'anno 300. A questo principe, allorchè fu
+giunto all'età capace di lettere, diede il padre per maestro[2918] il
+celebre Lattanzio Firmiano, acciocchè gl'insegnasse la lingua latina,
+l'eloquenza, ed insieme la vera pietà coi documenti della religione
+cristiana. Ne profittò il giovinetto; e noi presto il vedremo
+cominciarsi a segnalare nel mestier della guerra, e dar grande
+espettazion di sè stesso; ma sì belle speranze svanirono poi, siccome
+diremo, coll'infausta sua morte. Era parimente nato a Costantino
+Augusto da Fausta, di presente sua moglie, _Costantino juniore_
+nell'anno precedente. Pertanto amendue furono decorati nel presente
+della dignità cesarea. Abbiamo da Libanio[2919] che usò Costantino di
+formar la corte a cadaun de' suoi figliuoli, e di dar loro il comando
+d'un'armata, ma con tenerli nondimeno sempre al suo lato, affinchè la
+verde loro età non li facesse sdrucciolare. Crispo nelle
+iscrizioni[2920] e medaglie[2921] si truova chiamato _Flavio Valerio
+Giulio Crispo_; e il giovane Costantino _Flavio Claudio Costantino
+juniore_. Anche l'imperador Licinio avea un figliuolo che portava il
+nome paterno di _Valerio Liciniano Licinio_[2922], e si pretende
+ch'egli fosse entrato solamente nel mese ventesimo di sua età: il che
+se è vero, venghiamo a conoscere che un altro figliuolo di Licinio,
+già atto alle armi, e da noi veduto alla battaglia di Cibala, dovea
+essere premorto al padre. Ora anche a questo _Licinio_ fanciullo fu
+conferita, d'accordo dei padri Augusti, la dignità cesarea. Dimorò in
+tutto questo anno, o nella maggior parte almeno, l'imperadore
+Costantino nella Dacia novella, nella Pannonia e in altri luoghi
+dell'Illirico, come consta dalle sue leggi[2923] e dagli autori
+suddetti; di modo che si può credere fallo in due d'esse che si dicono
+date in Roma nel marzo e nel luglio, se pure appartengono all'anno
+presente. In quelle parti si trovava ancora la moglie di Costantino,
+Fausta Augusta, che diede alla luce nel dì 13 d'agosto un figliuolo, a
+cui fu posto il nome di _Costanzo_. Fu anch'egli a suo tempo
+imperadore, e riuscì il più rinomato de' suoi figli, non so se più per
+li suoi vizii[2924], ovvero per le sue virtù.
+
+NOTE:
+
+[2917] Valesius, in Notis ad Ammian.
+
+[2918] Eusebius, in Chron.
+
+[2919] Libanius, Oratione 3.
+
+[2920] Gruterus, Thesaur Inscription.
+
+[2921] Mediob., Numism. Imperat.
+
+[2922] Zosimus, lib. 2, cap. 20.
+
+[2923] Gothofredus, in Chronic. Cod. Theodos.
+
+[2924] Julian., Oratione I. Anonymus Valesianus.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXVIII. Indizione VI.
+
+ SILVESTRO papa 5.
+ COSTANTINO imperadore 12.
+ LICINIO imperadore 12.
+
+_Consoli_
+
+PUBLIO VALERIO LICINIO AUGUSTO per la quinta volta, e FLAVIO GIULIO
+CRISPO CESARE.
+
+
+Continuò ad esercitare anche per quest'anno la carica di prefetto di
+Roma _Settimio Basso_[2925]; ma perchè egli fu obbligato a portarsi
+alla corte di Costantino, probabilmente soggiornante anche allor
+nell'Illirico, _Giulio Cassio_ dal dì 13 di luglio fino al dì 13
+d'agosto sostenne le sue veci in quell'uffizio, finchè, ritornato esso
+Basso, ne ripigliò l'esercizio. Nulla di rilevante intorno a
+Costantino ci somministra in quest'anno la storia, se non che troviamo
+tuttavia esso Augusto nell'Illirico, e particolarmente in
+Sirmio[2926], dove son date due sue leggi. Intanto, siccome abbiamo da
+Eusebio[2927], sotto questo piissimo Augusto godevano i cristiani una
+tranquillissima pace e libertà, crescendo ogni dì più il lor numero,
+ed alzandosi per tutto il romano imperio chiese e suntuosi templi al
+vero Iddio. Somministrava il buon principe, come consta dai suoi
+rescritti, ai vescovi dell'erario proprio l'occorrente danaro per le
+fabbriche e per altre spese pertinenti al culto divino; esentava
+inoltre i sacri ministri della Chiesa di Dio dalle gravezze imposte ai
+secolari. E quantunque Licinio Augusto in Oriente professasse come
+prima il culto degl'idoli, pure, più per paura di Costantino che per
+proprio genio, non inquietava punto i fedeli, i quali ne' paesi di sua
+giurisdizione abbondavano anche più che in altri luoghi. Tuttavia
+Sozomeno è di parere[2928] che Licinio in qualche tempo si mostrasse
+seguace o almen fautore della religion di Cristo; e può questo dedursi
+anche da un passo d'Eusebio[2929], siccome osservò il padre
+Pagi[2930]. Ma fuor di dubbio è, per attestato de' medesimi due
+antichi storici, ch'egli o non mai ben rinunziò alla superstizion de'
+Gentili, o pure, dappoichè nella battaglia di Cibala restò sconfitto
+da Costantino, la ripigliò come prima, ed in quella credenza terminò
+poi i suoi giorni.
+
+NOTE:
+
+[2925] Cuspinianus. Bucherius. Panvin.
+
+[2926] Gothofredus, in Chronic. Cod. Theodos.
+
+[2927] Euseb., in Vita Constant., l. 4, cap. 1 et seq.
+
+[2928] Sozomenus, lib. 1, cap. 7.
+
+[2929] Euseb., in Vita Constant., lib. 1, cap. 14.
+
+[2930] Pagius, Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXIX. Indizione VII.
+
+ SILVESTRO papa 6.
+ COSTANTINO imperadore 13.
+ LICINIO imperadore 13.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la quinta volta e VALERIO
+LICINIANO LICINIO CESARE.
+
+
+Continuò _Settimio Basso_ nella prefettura di Roma sino alle calende
+di settembre, nel qual giorno succedette a lui in quella carica
+_Valerio Massimo Basilio_, il quale seguitò anche per li tre
+susseguenti anni, siccome dignità che non avea tempo fisso, e
+dipendeva dal solo volere del principe. Nel Catalogo del Cuspiniano,
+chiamato anche del Bucherio, egli si truova nei susseguenti anni
+appellato solamente _Valerio Massimo_; e varii rescritti di Costantino
+compariscono indirizzati a _Massimo prefetto di Roma_: che per quel
+solo cognome era egli più comunemente conosciuto. Il soggiorno
+dell'Augusto Costantino era tuttavia nell'Illirico, che abbracciava
+allora anche la Pannonia e la Dacia nuova: ciò apparendo da varie sue
+leggi. I motivi di fermarsi in quelle contrade, prive delle delizie
+dell'Italia e della Gallia, possiam credere che fossero l'amore verso
+un paese stato patria sua, ma più il vegliare agli andamenti dei
+Sarmati e di altre nazioni barbariche, sempre ansanti di bottinar
+nelle provincie romane. Forse anche era insorta guerra con loro.
+Sembra più verisimile ch'egli attendesse a fortificar quelle città,
+per essere all'ordine, giacchè correva sospetto che Licinio Augusto
+suo cognato macchinasse un dì guerra contro di lui. Ma quivi stando,
+non lasciava di promuovere il buon governo di Roma e dell'Italia,
+specialmente accudendo a levarne i disordini e gli abusi introdotti
+sotto i principi cattivi, e per istabilir dappertutto la umanità e la
+pace. Molte savie leggi da lui pubblicate in quest'anno si trovano
+raccolte dal Gotofredo[2931] e dal Relando[2932]. Da due di
+esse[2933], date nel dì 1 di febbraio e 15 di maggio, raccogliamo
+ch'egli cominciò a metter freno alle imposture degli aruspici ed altri
+indovini della gentilità, acciocchè con vane speranze non ingannassero
+chi loro prestava fede; comandando che non potessero entrare in casa
+alcuna particolare per esercitarvi il lor mestiere, ma che loro
+unicamente fosse permesso il farlo nei templi e luoghi pubblici.
+Zosimo[2934], fiero nemico di Costantino, pretende ch'egli solamente
+dopo la morte di Crispo e di Fausta prendesse avversione a quella
+razza di furbi, de' quali si fosse ben servito in addietro, con
+avergli predetto essi più fiate l'avvenire. Resta la di lui asserzione
+smentita dalle suddette sue leggi, scorgendosi che il saggio Augusto
+avea già scoperta la vanità di quell'arte, e la contava fra le
+superstizioni. Troppo lungi mi condurrebbe il ragionamento, se volessi
+qui rammentar tutte le sagge ordinazioni da lui fatte sopra altri
+soggetti in benefizio del pubblico, e riguardanti i servi, gli
+accusatori, le pasquinate, il mantenimento delle strade, varii
+artefici, gli sponsali, e così discorrendo. Truovansi ancora alcune
+leggi da lui date in Aquileia nel giugno e luglio di quest'anno; segno
+ch'egli venne sino alle porte d'Italia, se pur non sono fallate, come
+dirò, quelle date. Ma che andasse anche a Roma, qualche legge sembra
+indicarlo; contuttociò si può tener per fermo che sieno scorrette
+quelle date. Parlai poco fa di guerra coi Sarmati, ed in fatti crede
+il padre Pagi[2935] che in quest'anno essa avesse principio, e
+continuasse nei tre seguenti; ma senza aver noi notizia sicura del
+tempo, anzi potendosi credere ciò non vero, per quel che osserveremo
+andando innanzi.
+
+NOTE:
+
+[2931] Gothofredus, Chron. Cod. Theodosian.
+
+[2932] Reland., Fast. Consul.
+
+[2933] L. 1 et 2 de maleficiis.
+
+[2934] Zosimus, l. 2, cap. 29.
+
+[2935] Pagius, Crit. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXX. Indizione VIII.
+
+ SILVESTRO papa 7.
+ COSTANTINO imperadore 14.
+ LICINIO imperadore 14.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la sesta volta e FLAVIO VALERIO
+COSTANTINO juniore CESARE.
+
+
+Seguitò _Valerio Massimo_ ad essere prefetto di Roma, e seguitò
+l'Augusto Costantino a dimorar nella Dacia, Pannonia e Mesia, e
+solamente nell'aprile venne ad Aquileia: del che ci porgono
+testimonianza le leggi[2936] da lui pubblicate in que' luoghi, a
+riserva di quella _Aquileja_, il cui nome vien da me creduto fallato.
+In vigor d'esse egli raffrenò il rigore dei ricchi, che facilmente
+s'impadronivano dei beni de' poveri lor debitori, volendo che fossero
+rilasciati quei beni, qualora il debito venisse pagato in contanti.
+Altrove da noi fu fatta menzione della legge Papia[2937], e dei
+regolamenti di Augusto contra chi non prendeva moglie, essendovi pene
+per questi tali, siccome all'incontro privilegii per chi s'ammogliava:
+e tutto ciò a fine di procrear figliuoli, dei quali scarseggiava la
+repubblica, correndo bisogni di gente per le guerre. Ma perciocchè
+questa legge era contraria alla verginità e continenza, virtù lodate
+dal Vangelo, Costantino, intento a favorir la religion cristiana, levò
+via le pene intimate contro chiunque era maritato[2938], lasciando
+solamente i privilegii accordati dalla legge Papia a chi avea de'
+figliuoli. Per altro santo Ambrosio sostiene[2939] che i paesi, dove
+erano più vergini, come Alessandria, l'Africa e l'Oriente, erano più
+popolati degli altri. Osservasi ancora che nell'anno presente fece
+Costantino risplendere l'animo suo misericordioso nell'ordinare che i
+debitori del fisco non sieno posti nelle prigioni segrete, riserbate
+ai soli rei di delitti, nè sieno flagellati, nè sottoposti ad altri
+supplizii inventati dall'insolenza e crudeltà de' giudici; ma che
+sieno detenuti in prigioni alla larga, dove ognun possa vederli. La
+dissolutezza poi de' costumi e lo sprezzo dell'onestà era una
+conseguenza della falsa religione dei gentili. Ne abbiam più volte
+toccata qualche cosa. Costantino prese a correggere alcuno di quegli
+eccessi. Al ratto delle vergini, divenuto oramai male familiare in
+Roma, provvide egli con assai rigorose pene, stendendole anche alle
+stesse fanciulle, che volle prive dell'eredità paterna e materna,
+ancorchè sembrassero rapite per forza, parendo a lui difficile che non
+fossero almen colpevoli d'aver avuta poca cura e precauzione nella
+custodia di un tesoro che lor dovea essere così caro. Provvide in
+parte ancora alla libidine delle donne che abbandonavano il loro onore
+agli schiavi[2940], con intimar la pena della morte ad esse, e
+l'essere bruciati vivi ad essi schiavi, con escludere i lor figliuoli
+da ogni successione e dignità. E fin qui il paganesimo avea senza
+alcun divieto permesso alle persone maritate il tener delle concubine.
+Lo proibì Costantino[2941], come abuso troppo contrario alle leggi e
+all'onestà del matrimonio. Fu egli nondimeno il primo che accordasse
+ai figli naturali qualche luogo nella eredità del padre. Ebbe
+parimente cura il buon imperadore de' prigioni accusati di qualche
+delitto, ordinando che i processi criminali colla maggior diligenza si
+terminassero; e che gli accusati fossero detenuti in luoghi comodi ed
+ariosi, soprattutto durante il giorno. Mise anche la pena di morte ai
+guardiani ed altri ministri delle carceri che maltrattassero i
+prigionieri o per cavarne del danaro o perchè ne avessero ricevuto dai
+lor nemici, minacciando l'indignazione sua ai magistrati che non li
+punissero. Con tutta ragion poi si crede che a quest'anno appartenga
+la vittoria riportata da Crispo Cesare contra de' popoli transrenani,
+di cui parla Nazario[2942] all'anno seguente. Altra particolarità non
+ne sappiamo, se non che questo giovinetto principe fu alle mani con
+loro, li vinse e supplichevoli gli ammise alla pace. Qualche
+medaglia[2943] cel rappresenta vincitor degli _Alamanni_. Abbiamo
+ancora da Eusebio[2944] che circa questi tempi Licinio imperador
+d'Oriente cominciò a scoprire il suo mal animo contra de' cristiani,
+perchè li cacciò tutti dalla sua corte.
+
+NOTE:
+
+[2936] Gothofred., Chron. Cod. Theodos.
+
+[2937] L. unica de Commissor. Cod. Theodos.
+
+[2938] L. unica de infirmand. poen. caelib.
+
+[2939] Ambrosius, de Virginit., lib. 3.
+
+[2940] L. unica, de mulier., quae serv.
+
+[2941] Ibid., de concubin. Cod. Justinian.
+
+[2942] Nazar., in Panegyr. Constant.
+
+[2943] Mediobarb., Numism. Imp.
+
+[2944] Euseb., in Chronic.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXI. Indizione IX.
+
+ SILVESTRO papa 8.
+ COSTANTINO imperadore 15.
+ LICINIO imperadore 15.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO GIULIO CRISPO CESARE per seconda volta e FLAVIO VALERIO
+COSTANTINO juniore CESARE per la seconda.
+
+
+_Valerio Massimo_ continuò tuttavia nella prefettura di Roma, e
+Costantino Augusto seguitò a dimorar nell'Illirico, come si ha dalle
+sue leggi[2945] date in Sirmio, Viminacio e Serdica. Una sola si
+osserva data in Aquileia. Ma il far saltare sì sovente Costantino
+dalla Pannonia e Dacia ad Aquileia, più di una volta ha somministrato
+motivo a me di sospettare che la data di quelle possa appartenere non
+ad Aquileia città d'Italia, ma bensì _ad Aquas_, o pure _Aquis_, luogo
+della Mesia superiore, dove probabilmente l'imperadore andava a
+bagnarsi. Trovasi appunto nell'anno 325 una legge[2946] data in quel
+luogo. L'anno fu questo, in cui Nazario, chiamato insigne oratore da
+Eusebio[2947], e lodato anche da Ausonio, recitò un panegirico, che
+tuttavia abbiamo, in lode di Costantino imperadore, in occasione dei
+voti quinquennali fatti nel dì primo di marzo per la salute di Crispo
+e di Costantino juniore Cesari, i quali entravano nell'anno quinto
+della dignità cesarea. Verisimilmente fu esso recitato in Roma, mentre
+essi Cesari e l'Augusto lor padre erano ben lontani di là,
+argomentandosi dal vedere sul fine un desiderio dell'oratore, che Roma
+possa oramai godere la consolazion di mirare il suo principe e i suoi
+figliuoli. Raccoglie Nazario[2948] in poche parole nella perorazione i
+benefizii già fatti da Costantino al popolo romano e al resto
+dell'imperio, con dire che i Barbari al Reno erano stati respinti
+dalle Gallie, e nei loro stessi paesi aveano provato il filo delle
+spade romane. Che la nazion de' Persiani, la più potente che fosse
+allora dopo la romana, facea premura per istar amica di Costantino; nè
+si trovava nazion sì feroce e barbara, che non temesse od amasse un
+imperadore di tanto senno e valore. Che per tutte le città
+dell'imperio si teneva buona giustizia, si godeva un'invidiabil pace
+ed abbondanza di viveri. Che le città mirabilmente venivano ornate di
+nuove fabbriche, ed alcune di esse pareano interamente rinnovate. Che
+molte leggi pubblicate da Costantino tendevano tutte a riformare i
+costumi e a reprimere i vizii. Che le sofisticherie, le calunnie, le
+cabale non aveano più luogo nel foro, volendo egli che con semplicità
+si amministrasse la giustizia. Che le oneste donne erano in sicuro, ed
+onorato il matrimonio, col non soffrire gli adulterii e i concubinati.
+Finalmente che ognuno si godeva in pace il suo, senza paura di
+soperchierie dalla parte dei prepotenti, o concussioni da quella del
+fisco. Altrettanto s'ha da Optaziano[2949] nel panegirico di
+Costantino, con aggiugner egli che questo buon principe, per quanto
+poteva, addolciva il rigor delle leggi; e quantunque anche le sue
+fossero ben rigorose, pure egli con gran facilità accordava il perdono
+ai colpevoli. Abbiamo poi dal suddetto Nazario[2950] che il giovinetto
+Crispo Cesare, dopo essersi acquistato non poco credito nella guerra
+contra degli Alamanni, venne nel furore d'un rigoroso verno, cioè ne'
+primi mesi dell'anno corrente, a ritrovar il padre Augusto, tuttavia
+soggiornante nell'Illirico.
+
+In quelle parti appunto noi osserviamo pubblicate da lui molte
+leggi[2951], e massimamente in Sirmio. In una di esse[2952], data in
+Serdica nel dì 27 di febbraio, egli temperò l'usato rigore delle
+confiscazioni per delitti, ordinando che restasse esente dalle griffe
+del fisco tutto quel che i delinquenti prima de' lor misfatti avessero
+donato alle mogli, ai figliuoli e ad altre persone, non essendo di
+dovere che chi non avea avuta parte ne' delitti, l'avesse nella pena.
+Comandò inoltre che i ministri del fisco nella memoria de' beni
+confiscati notassero sempre se il reo avea dei figliuoli; ed avendone,
+se loro avea fatta qualche donazione, con disegno, come si può
+credere, di far loro qualche grazia a proporzione del loro bisogno.
+V'ha un'altra legge sua[2953], in cui concede licenza di consultare
+gli aruspici, o sia gl'indovini della superstizione pagana: il che
+fece dubitare il cardinale Baronio[2954] e il Gotofredo[2955] che
+Costantino in questi tempi retrocedesse dalla religione cristiana per
+aderire alla falsa de' gentili. Ma siccome lo stesso Gotofredo,
+Giovanni Morino, il padre Pagi e il Relando hanno osservato, altro non
+fece quel grande Augusto, che permettere all'importunità dei Romani il
+continuare nel loro abuso di prestar fede a quelle imposture, perchè
+troppo si lagnavano di non poter prevedere i mali avvenire per
+guardarsene, come stoltamente si figuravano di raccogliere dalle
+viscere delle bestie sagrificate. E che in effetto più che mai stesse
+Costantino forte nell'amore e nella profession della fede di Cristo,
+si tocca con mano in riflettere ad alcune leggi da lui date in questo
+medesimo anno in favore della stessa santa religione. Nel dì 7 di
+marzo ordinò[2956] che nel giorno di domenica cessassero tutti gli
+atti della giustizia, i mestieri e le occupazioni ordinarie della
+città, a riserva di quelle dell'agricoltura, in cui v'ha de' giorni
+che il lavorare è di grande importanza. Con altra sua legge, la quale
+fu pubblicata in Cagliari nel dì 3 di luglio, si vide[2957] proibito
+in esso dì di domenica ai giusdicenti di far processi ed altri atti
+giudiciali, riserbando solamente il poter dare in esso giorno nelle
+chiese la libertà agli schiavi e il farne rogito, trattandosi in ciò
+di un atto di carità cristiana. Anche Eusebio[2958] fa menzione di
+questa legge, dicendo aver desiderato il piissimo imperadore che
+ognuno impiegasse quel santo giorno in orazioni al vero Dio, come egli
+faceva con tutta la sua casa. Concedeva anche vacanza ai soldati
+cristiani in tutto quel dì, acciocchè andassero alle chiese ad
+offerire a Dio le lor preghiere. Inoltre con legge[2959] indirizzata
+al popolo romano, e pubblicata nel dì 3 di luglio, decretò lecito ad
+ognuno di lasciar nei testamenti quei beni che volessero alla Chiesa
+cattolica, e che queste ultime volontà sortissero il loro effetto. Or
+veggasi se Costantino si fosse punto alienato dalla già abbracciata
+religione di Gesù Cristo. Truovasi poi una legge[2960], la cui data è
+del dì 22 di giugno in Aquileia (se pur non fu, come dissi, _Aquis_
+nella Mesia), nella quale egli ordina di punir severamente chiunque
+impiega magia contro la vita e pudicizia altrui, lasciando poi la
+libertà di valersi di rimedii superstiziosi per guarir le malattie, o
+per conservare i beni della terra, o per altri usi che non recavano
+nocumento a chicchessia. Anche per questa licenza potrebbe taluno fare
+un reato al buon Costantino, quasichè egli non sapesse riprovate dalla
+legge santa de' cristiani quelle benchè non nocive superstizioni. Ma
+nè pur Costantino approvava quell'abuso; solamente lo permetteva ai
+pagani, come pur lasciava lor fare i sagrificii ai loro falsi dii. Non
+si può dire quanto fossero in voga presso i gentili gli amuleti e i
+rimedii superstiziosi, inventati dagl'impostori per la guarigione dei
+mali, per iscoprir l'avvenire, e per altri loro bisogni. Il saggio
+principe, che non volea ne' principii irritar troppo, e muovere a
+sedizioni l'immensa moltitudine dei pagani, con opprimere le loro
+benchè sciocche usanze, permetteva loro quelle stoltezze, giacchè di
+là non proveniva verun danno al pubblico, benchè sia da credere
+ch'egli se ne ridesse, e le detestasse ancora in suo cuore.
+
+NOTE:
+
+[2945] Gothofred., Chronic. Cod. Theodos.
+
+[2946] L. 1, de erogat. milit. Cod. Theodosian.
+
+[2947] Euseb., in Chronico.
+
+[2948] Nazar., in Panegyr. Constantin., cap. 38.
+
+[2949] Optatianus, Panegyr. Constantin., apud Velserum.
+
+[2950] Nazar., Panegyr., cap. 36.
+
+[2951] Gothofr., in Chron. Cod. Theodos.
+
+[2952] L. 1, de bonis proscript., Cod. Theod.
+
+[2953] L. 1, de Paganis, Cod. Theodos.
+
+[2954] Baron., in Annal. Eccles.
+
+[2955] Gothofred., de Statu Christian.
+
+[2956] L. Omnes Judices. De feriis, Cod. Theod.
+
+[2957] L. 1, de feriis, Cod. Theodos.
+
+[2958] Euseb., in Vita Constantin., lib. 4, cap. 18.
+
+[2959] L. Habeat unusquisq. De Episc.
+
+[2960] L. 3, de maleficiis, Cod. Theod.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXII. Indizione X.
+
+ SILVESTRO papa 9.
+ COSTANTINO imperadore 16.
+ LICINIO imperadore 16.
+
+_Consoli_
+
+PETRONIO PROBIANO ed ANICIO GIULIANO.
+
+
+De' suddetti consoli si trova un bell'elogio fra gli epigrammi di
+Simmaco: la prefettura di Roma per questo anno ancora fu amministrata
+da _Valerio Massimo_. Quanto all'imperador Costantino, noi il troviam
+tuttavia di soggiorno nell'Illirico, ciò apparendo dalle sue
+leggi[2961] date in Sirmio e Sabaria. E nell'anno presente appunto
+possiam credere che succedesse la guerra viva da lui fatta coi
+Sarmati, di cui parla Zosimo[2962]. Il padre Pagi la fa cominciata fin
+dall'anno 319. Il Mezzabarba[2963] la mette all'anno precedente, e
+potrebbe essere cominciata allora. Il non fare Nazario, nel panegirico
+recitato l'anno avanti, menzione alcuna di tal guerra, assai motivo ci
+porge di tenerla insorta dopo il dì primo di marzo di esso anno, e
+probabilmente terminata nel presente, come han creduto il
+Gotofredo[2964] e il Tillemont[2965]. Che fosse di molta importanza
+e di non lieve pericolo, si può raccogliere da Optaziano
+panegirista[2966], il quale asserisce che i Sarmati uniti ai Carpi e
+Geti, appellati poi Goti, furono più volte sconfitti da Costantino a
+Campona, a Margo e a Bononia città sul Danubio. Erano que' Barbari,
+per relazion di Zosimo, venuti all'assedio di una città di qua dal
+Danubio col loro re Rausimodo, figurandosi di poterla espugnare con
+facilità, perchè era bensì la parte inferiore delle mura di pietra
+viva, ma la superiore di legno. A questa attaccarono essi il fuoco, e
+diedero poi l'assalto. Dentro v'era una buona guarnigione, che con
+dardi e sassi seppe far gagliarda difesa, tanto che loro sopraggiunse
+alle spalle Costantino, che moltissimi ne uccise, e più ne fece
+prigioni. Il resto si salvò colla fuga di là dal Danubio coll'aiuto
+delle barche tenute da essi in pronto. Rinforzatosi dipoi Rausimodo
+con altra gente, meditava di tornar addosso ai Romani, quando l'ardito
+Costantino, valicato il Danubio, all'improvviso arrivò loro addosso
+vicino ad una collina piena di boschi, e ne fece grande strage,
+restandovi fra gli altri ucciso lo stesso re Rausimodo. Assaissimi
+furono i prigionieri, e il resto di que' Barbari, deposte l'armi,
+dimandò quartiere; sicchè con gran moltitudine di prigioni il
+vittorioso Augusto se ne tornò di qua dal Danubio, e distribuì per
+varie città quella barbara gente, dando loro, secondo il costume, dei
+terreni dal coltivare[2967]. Restano varie medaglie[2968] che
+attestano la suddetta vittoria, spettanti più verisimilmente all'anno
+presente che al precedente. Trovasi ancora fatta menzione da lì
+innanzi nel Codice Teodosiano de' giuochi sarmatici, i quali possiam
+conghietturare istituiti in memoria di questa gloriosa Vittoria. Si
+facevano essi sul fine di novembre e principio di dicembre, come s'ha
+da un calendario dell'Hervagio. Mandò in quest'anno l'Augusto
+Costantino a Roma Crispo Cesare suo figliuolo con Elena avola sua, e
+in riguardo loro volle rallegrar il popolo romano, con far grazia a
+tutti i rei di varii delitti, a riserva del veleno, omicidio ed
+adulterio. Così intende quella legge[2969] il Gotofredo: legge
+nondimeno oscura, perchè vi sta solamente scritto: _propter Crispi,
+adque Helenae partum_: il che diede molto da pensare al cardinal
+Baronio[2970]. Conghietturò il Tillemont[2971] con altri, che qui si
+parlasse del parto di un'Elena moglie di Crispo; ma di questo
+maritaggio niun vestigio abbiano nella storia. Però esso Gotofredo in
+vece di _partum_ legge _paratum_, o _apparatum_, con interpretare
+l'andata di Crispo e d'Elena sua nonna all'augusta città. In questo
+anno ancora, siccome nel seguente, pubblicò Costantino leggi
+favorevoli a chi degli schiavi pretendeva di essere stato messo in
+libertà, qualor questa gli fosse messa in dubbio.
+
+NOTE:
+
+[2961] Gothofred., Chronolog. Cod. Theodos.
+
+[2962] Zosimus, lib. 2, cap. 21.
+
+[2963] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2964] Gothofredus, Chronolog. Cod. Theod.
+
+[2965] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[2966] Optatianus, Panegyr. Constant., cap. 32.
+
+[2967] Du Cange, Hist. Byz.
+
+[2968] Mediob., in Numismat. Imperator.
+
+[2969] Lib. 1, de indulgen. crim., Cod. Theod.
+
+[2970] Baron., in Annal.
+
+[2971] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXIII. Indizione XI.
+
+ SILVESTRO papa 10.
+ COSTANTINO imperadore 17.
+ LICINIO imperadore 17.
+
+_Consoli_
+
+ACILIO SEVERO e VETTIO RUFINO.
+
+
+Un'iscrizione dal Doni e da me[2972] data alla luce, fu posta a _Caio
+Vettio Cossinio Rufino_, prefetto di Roma e proconsole dell'Acaia, che
+sembra veramente spettante al secondo console di quest'anno, avendo in
+fatti _Vettio Rufino_ esercitata la prefettura urbana nell'anno 315, e
+non trovandosene altro di questo nome ornato di quella dignità. Per
+più anni avea _Valerio Massimo_ tenuta la medesima carica; ma nel
+presente a lui fu sostituito in essa _Lucerio_ ossia _Lucrio Verino_
+nel dì 13 di settembre, come si ha ancora dall'antico Catalogo del
+Cuspiniano[2973]. Una legge di Costantino Augusto, data nel gennaio o
+febbraio di quest'anno, cel fa vedere in Tessalonica ossia Salonichi,
+città della Macedonia. Il motivo, per cui egli si fosse portato colà,
+l'abbiamo da Zosimo[2974], cioè per fabbricar quivi un porto,
+essendone dianzi priva quella città. Abbiamo poi una sua legge[2975]
+data in Sirmio nel dì 25 di maggio. Gli fu riferita una vessazione
+recata dai Pagani ai Cristiani, con volere che ancor questi
+intervenissero ai sagrifizii delle loro lustrazioni: azione
+incompatibile colla purità della religione di Cristo. Perciò ordinò
+esso Augusto, che chiunque del basso popolo facesse loro violenza in
+materia di religione, fosse sonoramente bastonato, e gli altri di
+condizione più alta fossero condannati a pene pecuniarie. Fu poi
+questo un anno memorando per le imprese bellicose dell'imperadore
+suddetto. Avvenne che i Goti[2976] nell'anno presente (se pur non fu
+nel precedente) avendo osservata poca guardia nella Tracia e nella
+Mesia Inferiore, provincia spettanti a Licinio Augusto, fecero colà
+una grande incursione, saccheggiando e menando in ischiavitù una gran
+moltitudine di gente. Fossero costoro passati anche nelle terre
+dipendenti da Costantino, o pur temendo egli che vi passassero, nè
+veggendo egli provvisione al bisogno dalla parte di Licinio, mosse
+l'armi sue contra di que' Barbari da Tessalonica; e con tal empito
+giunse loro addosso, ch'ebbero per grazia il poter impetrar da lui la
+pace colla restituzion dei prigioni. Due leggi[2977] da lui date sul
+fine di aprile, dove parla delle scorrerie de' Barbari e de' saccheggi
+familiari a quelle nazioni, con imporre fra le altre cose gravissime
+pene a chiunque tenesse mano alle loro violenze e bottini, han fatto
+credere che ne' primi mesi dell'anno corrente succedesse questa
+barbarica irruzione. Ma perciocchè Costantino o andasse ad assalir
+costoro nelle giurisdizion di Licinio, o pur vi entrasse per necessità
+d'inseguirli, Licinio, in vece di ringraziarlo pel benefizio fatto a'
+sudditi suoi, con liberarli dall'oppression dei Goti, ne fece un'amara
+querela, come se Costantino avesse violati i patti, ed esercitata una
+prepotenza nel paese non suo. Fece quanto potè Costantino per
+giustificar l'azione sua, e mostrar indiscreti que' lamenti. A nulla
+giovarono le lettere e deputazioni. Licinio non ammettendo scuse, più
+che mai parlava alto col cognato Augusto, di maniera che Costantino,
+perduta la pazienza, alzò anch'egli la testa, e non facendo frutto le
+minaccie, venne in fine a guerra aperta con esso Licinio.
+
+Era già assai tempo che si conoscevano raffreddati gli animi di questi
+due Augusti e cognati. Licinio, se crediamo all'apostata
+Giuliano[2978], era odiato da Dio e dagli uomini per l'abbondanza ed
+enormità de' suoi vizii. Imperocchè, per attestato d'Eusebio[2979] e
+di Aurelio Vittore[2980], la brutalità sua nella libidine si tirava
+dietro la detestazione d'ognuno, perchè non era sicura l'onestà di
+persona alcuna o vergine o maritata, dalle di lui violenze; nè
+bastando a lui di svergognar dal suo canto le famiglie più nobili,
+permetteva anche ai suoi cortigiani di saziar, come volevano, le lor
+voglie impure senza rispetto alcuno alle case più riguardevoli. Di
+tutto ciò è da credere che fosse ben mal contento l'Augusto
+Costantino, da che a lui avea conceduta Costanza sua sorella in
+moglie. Superiore nulladimeno alla di lui sfrenata libidine era
+l'avarizia, febbre sua oltre modo cocente. Da questa provenne
+un'infinità di mali, perchè per adunar danari s'inventavano ogni dì
+nuovi pretesti; e gran disavventura si riputava allora l'essere
+facoltoso, perchè non mancavano mai accusatori e delitti da gastigare,
+cioè da spogliare gl'innocenti de' loro beni. Non mancavano già
+aggravii reali e personali ai popoli; ma Licinio sapea far ben
+crescere questa gravosa mercatanzia, coll'inventar nuovi estimi, e far
+trovare più campi dove non erano, e far risuscitare chi da gran tempo
+più non si contava tra i vivi. Seppe anche trovar la sua avarizia
+delle insolite gravezze per cavar dai testamenti e dai maritaggi
+grosse somme di danaro. E pure con tutto il suo succiar continuamente
+il sangue de' suoi popoli, ed ammassar tesori, il bello era che tutto
+dì egli si lagnava di essere poverissimo e miserabile, come in fatti
+son tutti gli avari, i quali non godono quel che hanno, e muoiono sol
+di voglia di quel che non hanno. Osservavasi oltre a ciò in lui
+un'esecrabile crudeltà, col non volere che alcuno assistesse ai
+prigioni, sotto pena d'essere cacciato nelle medesime carceri, e
+proibendo l'aver compassione d'essi, e il somministrar da mangiare a
+chi si moriva di fame, facendo con ciò diventare un delitto le opere
+della misericordia. Se un principe tale fosse amato da' sudditi suoi,
+non occorre ch'io lo ricordi ai lettori. Tutto il rovescio era
+l'Augusto Costantino, di modo che Eusebio[2981], scrittore che fioriva
+in questi tempi, ebbe a dire che l'imperio romano, diviso allora fra
+questi due principi, parea simile al dì e alla notte. La parte di
+Costantino, cioè l'Occidente, compariva un bel giorno sereno; ma
+l'Oriente, dominato da Licinio, si poteva affatto assomigliare alla
+notte.
+
+Ma ciò che maggiormente a Costantino riuscì dispiacevole, e da non
+sofferire nell'indegno suo cognato Licinio, fu la persecuzione da lui
+mossa contra dei Cristiani, il numero de' quali nelle provincie
+dell'Asia e dell'Egitto di gran lunga a proporzione superava quei
+dell'Occidente. Già dicemmo ch'egli cacciò di sua corte chiunque
+professava la religione cristiana. Ordinò poscia che i vescovi non
+potessero celebrar concilio alcuno; che il popolo cristiano non
+potesse raccogliersi nelle chiese per fare le sue divozioni, ma che
+loro fosse lecito solamente a cielo aperto: perchè si figurava che le
+loro orazioni avessero per iscopo la salute e felicità di Costantino,
+e non già la sua, e che tramassero sempre delle congiure contra di
+lui. Fece inoltre cassare chiunque de' soldati non sagrificava
+agl'idoli; cacciò in esilio i nobili professanti la legge di Cristo; e
+passò in fine a minacciar la morte a chiunque abbracciasse questa
+santa religione[2982]. Ma perciocchè la paura che egli aveva di
+Costantino il riteneva dal muovere una pubblica persecuzione contra
+de' Cristiani, prese a farla il più cautamente o segretamente che
+poteva, con insidie e calunnie, le quali costarono la vita a molti
+innocenti vescovi, e l'atterramento di non poche chiese in Amasia ed
+in altre città, senza volersi riflettere all'infausto fine di tanti
+suoi predecessori, persecutori della Chiesa di Dio. Tutto questo non
+poteva se non dispiacere al piissimo Costantino, perchè contrario agli
+editti concordemente pubblicati in favor della religione cristiana, ed
+insieme ai patti della pace stipulata dopo la battaglia di Cibala; e
+tanto più che ciò parea fatto per far dispetto ad esso Augusto,
+professore e protettore di questa religione. Perciò a questi dissapori
+aggiunto l'altro che di sopra accennai della guerra coi Goti, si venne
+all'armi, ed ognun degli Augusti gran preparamento fece per terra e
+per mare. Zosimo[2983] minutamente descrive la flotta allestita da
+Licinio consistente in trecentocinquanta galee raccolte dall'Egitto,
+Fenicia, Cipro, Bitinia ed altri luoghi, e in quasi centocinquanta
+mila fanti, e quindici mila cavalli cavati dalla Frigia e Cappadocia.
+Costantino, all'incontro, unì dugento grossi legni, due mila altri da
+carico, cento venti mila pedoni, con circa dieci mila cavalli. Che nel
+di lui esercito si contassero moltissimi Goti ausiliarii, lo abbiamo
+da Giordano[2984]. Venne Licinio a postarsi ad Andrinopoli con tutte
+le sue forze. Costantino anch'egli marciò da Tessalonica a quella
+volta colle sue, menando seco non già de' maghi, indovini ed altri
+ciurmatori, come facea Licinio, ma dei santi vescovi e ministri della
+Chiesa, perchè delle orazioni loro più che mai avea allora bisogno, e
+in queste più che nelle armi metteva la sua fidanza. Per lo contrario
+strideva Licinio a tutto pasto della divozione di Costantino e de'
+suoi cherici; e perchè a lui i suoi falsi aruspici e sacerdoti
+promettevano senza fallo vittorie, tutto altero e coraggioso si
+dispose alla pugna. Ma prima fece di molti sagrifizii in un sacro
+bosco ai suoi idoli, e tenne un ragionamento ai suoi cortigiani,
+proponendo che si vedrebbe ora chi avesse più forza, o tanti antichi
+suoi dii, o pure il nuovo e vergognoso Dio di Costantino.
+
+Stettero qualche dì le due armate a vista, ma separate dal fiume Ebro
+nella Tracia. Costantino, impaziente di venir alle mani, finse di
+voler gittare un ponte ad un passo stretto con preparar gran copia di
+materiali[2985]; ma un dì condotta seco parte dell'esercito suo,
+passando per mezzo ad una folta selva, andò a trovar un guado dianzi
+adocchiato in quel fiume. Passò egli arditamente con soli dodici
+cavalieri, ed immantinente si scagliò contro i primi delle guardie
+nemiche ivi esistenti, che sbalordite per l'impensato assalto, parte
+restarono trucidate, parte diedero alle gambe. Ebbe con ciò comodo la
+di lui armata di passar tutta di là dal fiume; e in quello stesso
+giorno, come sembra indicare lo storico Zosimo, o pure in altro dì,
+egli è fuor di dubbio che si venne dipoi ad una giornata campale.
+Secondo il calendario del Bucherio[2986], nel dì 3 di luglio accadde
+quel memorabil e sanguinoso conflitto, in cui il segnale dato ai
+soldati dalla parte di Costantino fu _Dio Salvator nostro_[2987], e
+coll'aiuto d'esso il pio Augusto riportò in fine una segnalata
+vittoria. Ci assicura Eusebio d'aver inteso dalla bocca del medesimo
+imperadore, che cinquanta delle sue guardie, tutti cristiani, furono
+scelti per portare l'insegna della Croce santa per mezzo l'esercito
+suo, e che dovunque compariva questa sacra bandiera, restavano
+sbaragliati i nemici. Trentaquattro mila persone rimasero estinte sul
+campo, la maggior parte di quei di Licinio, e molti con arrendersi
+salvarono le vite. Lo stesso Costantino che si cacciò anche egli nella
+mischia, ne riportò una lieve ferita. Verso la sera furono presi gli
+alloggiamenti nemici, e nel dì seguente essendosi trovati più branchi
+di soldati fuggiti di Licinio qua e là sparsi, parte volontariamente
+venne all'ubbidienza di Costantino, e parte ostinata fu messa a filo
+di spada. Raccomandatosi alle gambe d'un poderoso destriero fuggì
+Licinio a Bisanzio: e quivi si afforzò per sostenere un assedio[2988],
+confidato spezialmente nella flotta sua, comandata da Abanto, ossia da
+Amando, uffiziale di molta sperienza e valore. Ma lento non fu il
+vittorioso Costantino ad inseguire co' suoi il fuggitivo nemico, e ad
+imprendere l'assedio di Bisanzio. Conoscendo poi l'impossibilità di
+riuscir nell'impresa, finchè l'armata navale di Licinio mantenesse la
+comunicazion dell'Asia con quella città; ordinò a Crispo Cesare suo
+figliuolo di far vela colla sua flotta, per venire a nuova battaglia
+in mare. Trovaronsi a fronte le due armate navali nello stretto di
+Gallipoli; quella di Licinio era composta di dugento navi; e i
+capitani di Costantino ne scelsero solamente ottanta delle meglio
+corredate e più forti. Derideva Abanto, generale di Licinio, il poco
+numero dei legni nemici, e si credeva d'ingoiarli col tanto superiore
+de' suoi; ma alle pruove si trovò ingannato. Con ordine procedevano
+quei di Costantino alla pugna; senza ordine gli altri; e la
+moltitudine di tante navi non servì loro se non d'imbroglio, perchè
+urtandosi nel sito stretto l'una con l'altra, cagion fu che molte
+d'esse coi soldati e marinari perissero. La notte separò la zuffa.
+Fatto poi giorno, pensava Abanto di venire al secondo combattimento,
+quando levatosi un vento furioso spinse la di lui flotta con tal
+empito ne' sassi e lidi dell'Asia, che perirono cento e trenta delle
+sue navi e circa cinque mila de' suoi soldati, combattendo in questa
+maniera Dio contra di chi era nemico del suo nome[2989]. Se ne fuggì
+Abanto, e lasciò aperto il varco alla flotta di Costantino, se voleva
+inoltrarsi e passare anch'essa ad assediar Bisanzio per mare.
+
+Ma Licinio, ravvisato il pericolo, colle migliori sue milizie e coi
+tesori si ritirò, e andò a piantarsi in Calcedonia dell'Asia, con
+isperanza di rimettere in piedi una nuova armata, e di trovare in
+altri incontri più propizia la sorte. Aveva egli stando in Bisanzio,
+secondo l'Anonimo del Valesio, dichiarato Cesare[2990] _Martiniano_
+sopraintendente a tutti gli uffiziali della sua corte, per valersi di
+questo campione a riparar le sue perdite. Zosimo[2991] e l'altro
+Vittore[2992] scrivono che tal determinazione fu da lui presa,
+dappoichè si fu ritirato a Calcedonia. Abbiamo medaglie[2993], dove il
+troviamo appellato _Marco Martiniano_, e decorato, non solamente del
+titolo di _Cesare_, ma anche d'_Augusto_: il che discordando dagli
+antichi storici ci può far giustamente dubitar d'impostura in quelle
+medaglie; giacchè (convien pure ripeterlo) non sono mancati ne' due
+ultimi secoli fabbricatori d'iscrizioni e medaglie, rivolti a far
+mercato della curiosità degli eruditi. Fu spedito Marciniano a
+Lampsaco per impedire il passaggio della flotta di Costantino; ma
+l'assennato e prode Augusto, in vece di valersi delle navi grosse da
+carico, si servì di alcune centinaia di barchette, ed empiutele di
+soldatesche, felicemente le fece passar lo Stretto, e andò a sbarcar
+nella Bitinia circa trenta miglia lungi da Calcedonia, dove
+soggiornava Licinio. Benchè Costantino desse tanto tempo al cognato da
+ravvedersi e da chiedere pace, egli non si era saputo fin qui
+umiliare; perchè tante volte ingannato dai suoi falsi dii e sacerdoti,
+pure cercava dei nuovi dii che gli recassero aiuto: laddove Costantino
+non di altro si fidava che della protezione del vero Dio, e a lui
+continuamente ricorreva con preghiere. Contuttociò si raccoglie da
+Eusebio[2994] che qualche trattato e concordia seguì fra loro; ma non
+sincera dalla parte di Licinio, il quale cercò in questa maniera di
+addormentar Costantino, per unire intanto una poderosa armata. Non
+furono occulti i di lui disegni, e si venne a scoprire ch'egli da
+tutte le nazioni barbare cercava soccorsi, ed in fatti ottenne un
+grosso rinforzo dai Goti: il perchè Costantino determinò di schiacciar
+la testa, se poteva, a questo serpente, con venire ad una nuova
+battaglia, se pur non fu lo stesso Licinio il primo a volerla, siccome
+risulta da Eusebio. Abbiamo da Zosimo[2995], che nell'armata di
+Licinio si contavano cento trenta mila combattenti, avendo egli
+richiamato Martiniano da Lampsaco colle milizie inviate colà. Con
+quanta gente procedesse a quel fatto d'armi Costantino, nol sappiamo.
+Si venne alle mani. Licinio facea portar fra le schiere le statue de'
+suoi falsi dii per incoraggiare i suoi. Le insegne di Costantino colla
+croce quelle erano che promettevano sicura vittoria a lui: e così fu.
+S'affrontarono le armate a Crisopoli[2996] in poca distanza da
+Calcedonia nel dì 18 di settembre; andò in rotta ben presto quella di
+Licinio; e tale strage ne fu fatta, che Zosimo[2997] giunse ad aprir
+ben la bocca con dire, esservi periti cento mila de' suoi. Ma più
+sicuro sarà l'attenersi all'Anonimo di Valesio, che mette solamente
+venticinque mila stesi morti sul campo. Questa insigne vittoria si
+tirò dietro la presa di Bisanzio, e poi di Calcedonia.
+
+Ritirossi _Licinio_ con que' pochi che potè raunare a Nicomedia; ma
+incalzato dall'armi vittoriose di Costantino, senza dimora assediato
+in quella città, altro scampo non ebbe che d'inviar supplichevole
+Costanza sua moglie al fratello Costantino. Andò essa, ed ottenne
+salva la vita al consorte. Venne poscia il medesimo Licinio nel campo
+a' piedi di Costantino, in cui mano rimise la porpora imperiale;
+riconobbe lui per suo signore ed imperadore, ed umilmente dimandò
+perdono delle cose passate. Costantino il tenne seco a tavola, poscia
+il mandò come in luogo di rilegazione a Tessalonica, essendosi, per
+quanto scrive Zosimo, obbligato con giuramento alla sorella di
+conservargli la vita. Per conto di _Martiniano Cesare_, Aurelio
+Vittore[2998] e Zosimo[2999] scrivono che per ordine di Costantino
+dalle guardie fu immediatamente tagliato a pezzi. L'Anonimo Valesiano
+vuol che per allora gli fosse lasciata la vita, ma questa dopo qualche
+tempo tolta gli fu nella Cappadocia. Così il giovane _Licinio_, nipote
+di Costantino, perchè figliuolo di Costanza sua sorella, e di pochi
+anni di età, se crediamo a Teofane[3000], restò spogliato della
+porpora e del titolo di Cesare; ma dopo tre anni, siccome vedremo,
+anch'egli fu ucciso. Alcune medaglie presso il Du-Cange[3001] ed
+altri, cel rappresentano _Cesare_ anche dipoi; ma della legittimità
+d'esse noi non siamo bastevolmente sicuri; e certo poco verisimile si
+scorge che a lui fosse lasciato un titolo di tanto decoro. Che a molti
+ancora de' ministri ed uffiziali di Licinio, principali in addietro
+persecutori dei cristiani, fosse reciso il capo, non dimenticò di
+dirlo Eusebio[3002]. Per tali vittorie in pochissimo tempo tutte le
+provincie romane dell'Oriente coll'Egitto vennero all'ubbidienza di
+Costantino: con che l'antico romano imperio, dopo tante divisioni e
+vicende, si vide totalmente riunito sotto la signoria di un solo
+Augusto. E tutto ciò nell'anno presente 323, giacchè non pare
+sussistente l'opinione del Pagi[3003], che vuol cominciata in questo e
+terminata nell'anno seguente la guerra suddetta. Che i popoli
+dell'Oriente, liberati dal pesante giogo di Licinio, si rallegrassero
+di tal mutazione, e che anche i pagani romani giubilassero al mirar
+saldate tante piaghe del loro imperio, si può facilmente immaginare.
+Ma non è già l'esprimere la allegrezza degl'innumerabili cristiani,
+sparsi per tutte le terre d'esso imperio, in vedere vittoriosa la
+Croce di tanti suoi nemici, e divenuto padrone di sì vasta monarchia
+un adoratore della medesima. Nè già tardò Costantino a liberar dalle
+carceri, a richiamar dall'esilio e dai metalli, e a rimettere in
+possesso dei lor beni, tanti d'essi cristiani che aveane provata la
+persecuzion di Licinio. Ed a coloro che, per esser seguaci di Cristo,
+era stato tolto il cingolo militare, fu permesso il rientrar, se
+volevano, nell'onore della milizia.
+
+Intorno a questi tempi venne a mettersi sotto la protezione
+dell'Augusto Costantino, _Ormisda_ figlio primogenito di Ormisda II,
+re della Persia. Zosimo[3004] è quello che ci ha conservati gli
+avvenimenti di questo principe. Perchè nel giorno natalizio del re suo
+padre i grandi non gli fecero quell'onore che era dovuto ad un
+principe ereditario, il giovane si lasciò scappar di bocca, che se
+arrivava alla corona, voleva far loro provare le sorte di Marsia. Non
+intesero quei magnati allora che volesse ciò dire; ma informati dipoi
+da un Persiano stato nella Frigia, significar ciò che sarebbono
+scorticati vivi, se la legarono al dito. Venuto dunque a morte il re
+suo padre, quando Ormisda si pensava di succedergli, scoppiò la
+congiura de' grandi, che lui preso confinarono in un castello, con
+crear poscia re _Sapore_, suo fratello minore. Questi, se vogliam
+credere ad Agatia[3005], non era per anche nato; ma perchè la regina
+si trovava incinta, e i magi predicevano che nascerebbe un maschio, i
+Persiani misero la tiara, ossia la corona sul ventre della madre, che
+in fatti partorì un fanciullo. Ma dopo qualche tempo l'industriosa
+moglie d'Ormisda trovò la maniera di liberarlo, inviandogli, per mezzo
+di un fidato eunuco, un grosso pesce, nel cui ventre stava nascosa una
+lima, e facendogli sapere di mangiarne, allorchè niun fosse presente,
+e di valersi del ventre di quel pesce. Nello stesso tempo inviò gran
+copia di vivande e di vini ai guardiani delle carceri, i quali
+abborracchiati ben bene, ne rimasero tutti ubbriachi. Allora il
+prigioniero Ormisda, aperto il pesce e trovata la lima, segò i ceppi,
+e per mezzo de' balordi custodi uscì fuori, e si rifugiò nella
+Armenia. Quivi fu ben ricevuto da quel re suo amico, e con una scorta
+inviato a Costantino, che l'accolse con onore, e trattollo sempre da
+par suo colla moglie, a lui, secondo Zonara[3006], rimandata dai
+Persiani. Ma Costantino niun altro impegno volle mai prendere in
+favore di lui. Attesta Ammiano[3007] che in molta considerazione fu
+esso Ormisda anche sotto Costanzo Augusto per la sua saviezza.
+Allorchè esso Costanzo, nell'anno di Cristo 356, fu a Roma, in
+osservare la mirabil piazza di Traiano, e la suntuosa statua a cavallo
+del medesimo Augusto, disse ad Ormisda, di voler fare per sè una
+somigliante cavallo. Gli rispose Ormisda: _Signore, fate prima una
+stalla uguale a questa, se potete, acciocchè vi stia bene il cavallo
+che pensate di fare_. Interrogato ancora del suo sentimento intorno
+alle grandiosità e alle mirabili cose di Roma rispose: _Solamente
+essergli piaciuto_ (vi ha chi crede che dicesse _dispiaciuto_) _d'aver
+imparato che anche in Roma gli uomini morivano_. Benchè ci sieno delle
+dispute fra gli eruditi[3008] intorno al tempo, in cui Costanzo,
+secondo figliuolo di Costantino Augusto e di Fausta, fu creato
+_Cesare_ dal padre: pure sembra opinione più ricevuta il credere che
+in quest'anno nel dì 3 di novembre fosse a lui conferita quella
+dignità[3009]. Era egli in età di sei o sette anni, perchè nato
+nell'agosto dell'anno 317.
+
+NOTE:
+
+[2972] Thes. Novus Inscript., pag. 373.
+
+[2973] Cuspinianus, Panvinius, Bucherius.
+
+[2974] Zosimus, lib. 2, cap. 22.
+
+[2975] L. 1, de Episcop., Cod. Theodos.
+
+[2976] Anonymus Valesian.
+
+[2977] Lib. 1, de re militar., et lib. 1, de comment., Cod. Theodos.
+
+[2978] Julian., de Caesarib.
+
+[2979] Euseb., Histor. Eccles., lib. 9, cap. 8; et Vita Const., lib.
+1, cap. 55.
+
+[2980] Aurel. Victor, in Epitome.
+
+[2981] Euseb., in Vita Const., lib. 1, cap. 49.
+
+[2982] Euseb., in Vita Const., lib. 2, cap. 3 et seq.
+
+[2983] Zosimus, lib. 2, cap. 22.
+
+[2984] Jordan., de Reb. Getic.
+
+[2985] Zosimus, lib. 2, cap. 22.
+
+[2986] Bucher., de Cyclo.
+
+[2987] Euseb., in Vita Constan., lib. 2, cap. 6.
+
+[2988] Anonym. Valesianus. Zosim., lib. 2, cap. 23.
+
+[2989] Euseb., Hist. Eccles., lib. 10, cap. 9.
+
+[2990] Anonymus Valesianus. Aurel. Victor, in Epitome.
+
+[2991] Zosimus, lib. 2, cap. 25.
+
+[2992] Victor, de Caesarib.
+
+[2993] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[2994] Euseb., in Vita Costantini, lib. 2, cap. 15.
+
+[2995] Zosimus, lib. 2, cap. 26.
+
+[2996] Anonym. Valesianus.
+
+[2997] Zosimus, lib. 2, cap. 26.
+
+[2998] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[2999] Zosimus, lib 2, cap. 28.
+
+[3000] Theophan., Chronographia.
+
+[3001] Du-Cange, Hist. Byz.
+
+[3002] Euseb., in Vita Constant., lib. 2, cap. 18.
+
+[3003] Pagius, in Crit. Baron.
+
+[3004] Zosimus, lib. 2, cap. 27.
+
+[3005] Agathias, Histor.
+
+[3006] Zonaras, in Annalibus.
+
+[3007] Ammianus, lib. 16, cap. 10.
+
+[3008] Gothofredus, Valesius, Pagius, Tillemont et alii.
+
+[3009] Idacius, in Fastis. Chron. Alexandrinum. Pagius, Critic. Baron.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXIV. Indizione XII.
+
+ SILVESTRO papa 11.
+ COSTANTINO imperadore 18.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO GIULIO CRISPO CESARE per la terza volta, e FLAVIO VALERIO
+COSTANTINO CESARE per la terza.
+
+
+Prefetto di Roma nel Catalogo del Cuspiniano, ossia del Bucherio,
+continuò ad essere nell'anno presente _Lucerio_ ossia _Lucerio Valerio
+Verino_. Secondo l'asserzione d'Idacio[3010], che mette in un anno la
+totale sconfitta di Licinio, e nel seguente la di lui morte, dovrebbe
+Licinio, coerentemente a quanto s'è detto di sopra, essere giunto nel
+presente al fine de' suoi giorni. Il Pagi[3011], che pretese atterrato
+Licinio solamente nell'anno corrente, differisce la di lui morte al
+seguente. Eusebio[3012], dopo aver detto che Costanzo fu creato
+_Cesare_ (il che anche da esso padre Pagi vien riferito all'anno 323),
+seguita a narrar la morte d'esso Licinio. Quello intanto che non cade
+in controversia, si è che mentre Licinio inviato a soggiornare in
+Tessalonica, dove si può credere che godesse libertà e buon
+trattamento, quivi per ordine di Costantino fu strangolato. Non
+solamente Zosimo[3013] ed Eutropio[3014] autori pagani, ma anche
+Eusebio nella sua Cronica (se pur non è san Girolamo traduttore della
+medesima) chiaramente dicono che Costantino, in torgli la vita, mancò
+alla promessa e al giuramento da lui fatto a Costanza, sua sorella e
+di lui moglie, di lasciarlo in vita. E Zosimo, autore per altro di
+umore alterato contro le azioni di questo invitto principe, aggiunge
+che non era in lui cosa insolita il violar la parola e i giuramenti.
+Eusebio[3015], nella vita di esso Costantino, altro non dice, se non
+che Licinio dal consiglio di guerra fu giudicato degno di non più
+vivere. E l'Anonimo Valesiano[3016] pare che scriva, avere i soldati
+in un tumulto dimandata la di lui morte, e che vi acconsentisse
+Costantino per tema ch'egli, imitando Massimiano Erculio, un qualche
+dì ripigliasse la porpora. Quel solo che può sembrar più verisimile,
+si è il dirsi da Socrate[3017], che egli tolto fu dal mondo perchè
+sollecitava i Barbari in suo favore. Qualche movimento d'essi in
+questi tempi probabilmente fece sospettare che avesse origine dai
+segreti impulsi di Licinio, e però piombò sopra di lui la sentenza di
+morte, arrivando anch'egli, per giusto giudizio di Dio, al fine di
+tanti altri persecutori della santa ed innocente religione di Cristo.
+Furono perciò cassati i decreti ed altri atti di Licinio, fatti
+durante la di lui tirannia. Poche sono le leggi di Costantino sotto
+l'anno presente, e queste cel fanno vedere in Sirmio e Tessalonica. Nè
+apparenza alcuna ci è ch'egli venisse a Roma, come s'avvisò il
+cardinal Baronio[3018], il quale racconta succeduto in quella gran
+città il battesimo d'esso Augusto, la sontuosa donazione che si
+pretende da lui fatta alla Chiesa romana, la lepra del medesimo, con
+altri assai strepitosi avvenimenti. Niuno v'ha oggi dei letterati che
+non conosca essere tai fatti invenzioni favolose de' secoli
+posteriori, nè io mi fermerò punto ad esporne la falsità, perchè
+superfluo sarebbe il dirne di più. Quel sì che può appartenere
+all'anno presente, si è la premura del piissimo Costantino per
+soffocare la già insorta eresia d'Ario contraria alla divinità del
+nostro Signor Gesù Cristo. Gran tumulto per questa bolliva in Egitto e
+nei paesi circonvicini; ed Alessandro vescovo santo di Alessandria
+avea già scomunicato l'ostinato eresiarca. Maraviglia è che Costantino
+solamente catecumeno allora nella fede di Cristo, dopo aver vedute le
+dissensioni de' cristiani nell'Africa per la petulanza de' Donatisti
+senza poterle acquetare, trovando nato anche un più fiero scisma per
+cagion d'Ario, non si scandalizzasse e formasse cattiva opinion de'
+cristiani. Ma il saggio Augusto, ben riflettendo questi non essere
+mali o difetti della religione in sè santissima, ma bensì dei mortali
+troppo esposti al furor delle passioni; e sentendosi ben radicato
+nell'amore d'essa religione, concepì anzi uno zelo grande per ismorzar
+quell'incendio. Perciò da Nicomedia spedì un suo fedel deputato ad
+Alessandria, che si crede essere stato Osio, insigne vescovo di
+Cordova, per mettere la pace fra Alessandro ed Ario. Bellissima è la
+lettera da lui scritta in questa occasione, rapportata da Eusebio
+Cesariense, se non che egli si mostra in essa poco conoscente della
+controversia de' cattolici con Ario, perchè probabilmente mal
+informato da Eusebio vescovo di Nicomedia, gran protettore del
+medesimo Ario, e sommo imbroglione, il quale si era, non ostante i
+suoi demeriti, introdotto forte nella corte dell'imperadore. Venuta
+dipoi una sincera informazione del fatto, scrisse egli un'altra
+lettera piena di zelo contra dell'eresiarca. Ma indarno la scrisse.
+Chiaritosi dipoi che non v'era mezzo per mettere in dovere
+l'orgoglioso Ario, perchè assistito e fomentato da varii vescovi suoi
+partigiani, non potè lo zelantissimo principe ritener le lagrime, e
+ricorse poi al ripiego di far celebrar per questa causa nell'anno
+seguente il famoso concilio di Nicea, di cui parleremo. Credono il
+Baronio[3019] e il Tillemont[3020] che in questi tempi avvenisse ciò
+che racconta s. Giovanni Grisostomo detto da san Flaviano a Teodosio
+Augusto. Cioè che avendo i furiosi Ariani in Egitto scoperto l'Augusto
+Costantino contrario all'empia loro opinione, sfogarono la loro rabbia
+contra delle di lui statue, sfregiandole con una pioggia di sassate.
+Saputo che l'ebbe, non se ne alterò punto il magnanimo imperadore; e
+perchè i suoi cortigiani pur lo instigavano a farne vendetta, si mise
+la mano al volto, e tastatoselo, sorridendo poi disse che non si
+sentiva ferita alcuna: il che fece ammutolire gli adulatori
+consiglieri.
+
+Benchè poi, per quanto ho detto, poche leggi si riconoscano date
+nell'anno presente da Costantino, pure Eusebio[3021] si stende a
+raccontar varie nobilissime di lui azioni e costituzioni fatte,
+dappoichè colla caduta di Licinio egli ebbe uniti gli imperii
+d'Occidente e d'Oriente, tutte in favore del pubblico e della
+professata da lui religione di Cristo. Molte furono le provvisioni da
+lui fatte per rimettere la felicità nelle conquistate provincie
+dell'Oriente e dell'Egitto, diffondendo spezialmente le rugiade della
+sua munificenza sopra que' popoli cotanto in addietro estenuati dalle
+estorsioni di Licinio: di modo che a tutti parve di rinascere da morte
+a vita, e sembrava loro un miracolo tanta mutazione di cose. Ma
+quello, a che maggiormente si applicò il piissimo imperadore, fu di
+favorire i cristiani, e di dilatare la loro religione, scorgendo
+provenuto dalla santità e verità di essa il conseguimento di tante sue
+vittorie, e l'abbassamento di qualsivoglia persecutore della medesima.
+Leggesi presso Eusebio l'ampio editto da lui pubblicato per i
+cristiani in addietro oppressi, e per la ristituzion delle chiese e
+dei loro beni. Poscia, per promuovere la cristiana religione, diede
+fuori altre leggi di gran forza contro dei professori del
+paganesimo[3022], con esortar ognuno, ma senza forzare alcuno, ad
+abbracciar il culto del vero Dio. Cominciò ad inviar nelle provincie
+governatori per lo più cristiani, o se pur gentili, loro era vietato
+di sacrificare e di far alcun'altra azione d'idolatria, affinchè le
+persone tuttavia dedite agl'idoli si disavvezzassero dal prestar loro
+onore e fede. Ordinò che si ristabilissero le chiese già abbattute,
+che se ne fabbricassero dell'altre e più magnifiche, sperando di
+vedere un dì tutti i suoi sudditi adoratori di Gesù Cristo, e volle
+che l'erario suo soccombesse a tutte le occorrenti spese. Abbiamo
+inoltre un editto composto da lui stesso in latino, e tradotto in
+greco da Eusebio, in cui, deplorando la cecità dei suoi predecessori
+nell'adorare i falsi dii, esorta in forma patetica tutti i sudditi
+suoi a riconoscere e venerare Iddio creatore del mondo, notando che
+già in qualche paese erano stati aboliti gl'idoli, ed interamente
+cessato il sacrilego lor culto: del che sommo piacere egli sentiva.
+Proibì ancora le imposture degli aruspici e di altri indovini della
+setta gentile, meritando ben più fede Eusebio storico contemporaneo,
+che Zosimo[3023] gentile, vivuto quasi un secolo dopo, il quale
+spaccia Costantino come tuttavia attaccato a quegl'ingannatori, e come
+seguace delle superstizioni pagane. Che questo zelantissimo imperadore
+giugnesse anche a far serrare i templi e spezzare gl'idoli in molti
+paesi, l'abbiamo dal suddetto Eusebio[3024]; ma di questo tornerà
+occasion di parlare; perciocchè non nel solo anno presente, ma in
+altri susseguenti andò sempre più crescendo lo zelo di questo insigne
+Augusto per isbarbicare la gramigna de' pagani: cosa nondimeno da lui
+eseguita con destrezza, affinchè non nascessero sedizioni, e chiunque
+voleva ridursi alla vera religione, spontaneamente e non per forza lo
+facesse.
+
+NOTE:
+
+[3010] Idacius, in Fastis.
+
+[3011] Pagius, Crit. Baron., ad hunc annum et seq.
+
+[3012] Eusebius, in Chron.
+
+[3013] Zosimus, lib. 2, cap. 28.
+
+[3014] Eutropius, in Breviar.
+
+[3015] Eusebius, in Vita Const., lib. 2, cap. 48.
+
+[3016] Anonym. Valesianus.
+
+[3017] Socrat., Hist. Eccl., lib. 1, cap. 4.
+
+[3018] Baron., Annal. Eccl.
+
+[3019] Baron., Annal. Eccl.
+
+[3020] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[3021] Euseb., Vit. Constant., lib. 2, c. 19. Idem, Hist. Eccles.,
+lib. 9, cap. 9.
+
+[3022] Euseb., Vit. Constant., lib. 2, cap. 44.
+
+[3023] Zosimus, lib. 2, cap. 29.
+
+[3024] Euseb., Vit. Const., lib. 2, c. 48.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXV. Indizione XIII.
+
+ SILVESTRO papa 12.
+ COSTANTINO imperadore 19.
+
+_Consoli_
+
+PAOLINO e GIULIANO.
+
+
+Intorno ai nomi di questi due consoli molta disputa è stata fra gli
+eruditi[3025], ma senza che si possa conchiudere cosa alcuna; e però
+non ho io voluto esporre se non l'ultimo loro sicuro cognome, per cui
+erano comunemente conosciuti. Non è inverisimile che amendue fossero
+della famiglia _Anicia_. Dal dì 4 di gennaio probabilmente sino al dì
+3 di novembre dell'anno seguente la prefettura di Roma fu esercitata
+da _Acilio Severo_[3026]. Famosissimo riuscì dipoi l'anno presente per
+la celebrazione del sacro concilio di Nicea, primo dei concilii
+generali, dove intervennero trecento e dieciotto vescovi, da' quali
+concordemente fulminati furono gli anatemi contra dell'ostinato Ario e
+della sua pestilente eresia. Non si può dire abbastanza quanto
+sfavillasse l'ardore dell'ottimo Augusto Costantino per la purità
+della dottrina della Chiesa di Dio e per l'unione della medesima. Egli
+fu che promosse quella non mai veduta in addietro memorabil assemblea
+di prelati, secondato in ciò anche dalle premure del santo pontefice
+Silvestro. Assistè egli medesimo a quell'augusta raunanza, ed ebbe
+parte a tutto ciò che vi si fece, ma con far sempre ammirare la sua
+umiltà, e un gran rispetto ai vescovi, riconosciuti da lui per giudici
+di tali controversie. Di più non ne dico io, perchè intorno a questo è
+da consultare la storia ecclesiastica. Terminato poi il concilio,
+ancorchè Eusebio vescovo di Nicomedia, e Teognide vescovo di Nicea
+godessero dianzi non poco della grazia sua, pure perchè non si
+acquetavano alle decisioni sacrosante del medesimo concilio, e
+continuavano a sostenere l'empietà di Ario, li mandò in esilio. Per
+tanti capi sarà sempre in benedizione nella cristianità la memoria di
+Costantino il Grande; ma egli spezialmente per cagione di questo
+importantissimo concilio si meritò una particolar venerazione presso
+tutti i cattolici. Basta leggere le Storie di Eusebio e di Socrate e
+gli Atti del concilio suddetto per conoscere qual fosse in tal
+occasione il fervore di questo gran principe nel culto e nell'amore
+della santa religione di Cristo. E però torno a dire, essere una
+marcia bugia quella di Zosimo[3027] scrittore pagano, il quale circa
+cento anni dipoi fiorì, allorchè scrisse che Costantino, anche dopo la
+caduta di Licinio, continuò a seguitar il culto de' gentili, e a
+valersi degli aruspici ed indovini del paganesimo, con abbracciar il
+Cristianesimo solamente dopo la morte del figlio e della moglie. Da
+troppe prove si vede smentito un tal racconto, nè occorre fermarsi a
+confutarlo. Gli spettacoli de' gladiatori fin qui erano stati le
+delizie del popolo romano, anzi di tutti i popoli del romano imperio,
+benchè dappertutto non si facessero, perchè costavano troppo. Al
+mirare quegl'infami combattenti, che l'un l'altro ferivano, o
+scannavano solamente per vile interesse, giubilavano gli spettatori,
+applaudendo alla destrezza ed agilità degli uni, senza punto
+compassionare il sangue e la morte degli altri. Ora Costantino,
+illuminato dai documenti della legge di Cristo, ravvisata la deformità
+e barbarie di que' giuochi, pieno di giusto zelo, con suo
+editto[3028], mentre dimorava in Berito, nel dì primo di ottobre, li
+vietò da lì innanzi sotto rigorose pene. Pretese il Gotofredo che
+quella legge fosse solamente locale, nè si stendesse per tutto il
+romano imperio; e non per altro, se non perchè sotto i successori di
+Costantino s'incontrano nè più nè meno gli spettacoli de'
+gladiatori[3029]. Credo io di avere abbastanza dimostrato,
+massimamente coll'autorità di Eusebio, che veramente fu universale
+quel divieto di Costantino, ancorchè i di lui figliuoli non sapessero
+poi sostenerlo: tanto erano impazziti i pagani dietro a que' barbarici
+e sanguinarii giuochi. All'anno presente ancora appartiene un'altra
+legge[3030] di Costantino, data nel dì 17 di aprile intorno alle
+usure. Erano queste a dismisura cresciute, perchè, secondo le leggi
+romane, non era proibito il cavar frutto dai prestiti, e perciò
+abbondavano allora i prestatori. Secondo l'opinione del Gotofredo,
+Costantino ridusse, per conto dei danari prestati, il frutto al dodici
+per cento, cioè a pagare l'uno per cento ogni mese; e, per quel che
+riguarda i naturali prestati, come sarebbe il grano, permise che il
+frutto d'ogni anno uguagliasse il capitale. Le leggi del Vangelo
+corressero dipoi sì fatte usure, e ne moderarono l'esorbitanza con
+lodevoli provvisioni. Possono vedersi nel codice Teodosiano altre
+leggi del medesimo Augusto, tutte correttrici degli abusi d'allora, o
+pure testimoni della di lui munificenza verso le chiese e verso le
+vergini sacre e le povere vedove, alle quali assegnò un'annua
+prestazione di grano. Nobilissimo del pari fu un suo editto, per cui
+si mostrò pronto ad ascoltare e ricevere le querele ed accuse
+d'ognuno, purchè assistite da buone pruove, contra di tutti gli
+uffiziali di corte, governatori delle provincie ed altri pubblici
+ministri che si abusassero del loro ufficio, promettendo di punir le
+loro ingiustizie e frodi, e di premiar chiunque gli scoprisse questi
+traditori della giustizia e nemici del pubblico e privato bene.
+
+NOTE:
+
+[3025] Panvinius. Du-Cange. Pagius. Relandus. Tillemont.
+
+[3026] Cuspinianus. Panvinius. Bucherius.
+
+[3027] Zosimus, lib. 2, c. 29.
+
+[3028] L. 1, de Gladiator., Cod. Theodos.
+
+[3029] Thesaur. Novus Inscript., Tom. III, in fine.
+
+[3030] L. 1, de Usuris, Cod. Theodos.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXVI. Indizione XIV.
+
+ SILVESTRO papa 13.
+ COSTANTINO imperadore 20.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per la settima volta e FLAVIO GIULIO
+COSTANZO CESARE.
+
+
+Entrò nella prefettura di Roma _Anicio Giuliano_ nel dì 13 di
+novembre[3031] in luogo di Acilio Severo, e in quella carica continuò
+egli per i due seguenti anni. Un grande sfregio patì nell'anno
+presente la riputazione di Costantino per quelle passioni ed inganni,
+da' quali non va esente quasi mai alcuno de' potentati perchè uomini
+anch'essi come gli altri, ed uomini che hanno men freno degli altri.
+Prima nondimeno di palesar questo suo trascorso, convien dire che il
+vittorioso imperadore determinò in questo anno di passare, dopo tanto
+tempo di lontananza, a Roma, secondo tutte le apparenze, per celebrar
+ivi i vicennali del suo augustale imperio con più solennità. Di
+febbraio noi il troviamo[3032] in Eraclea di Tracia, nel marzo in
+Sirmio di Pannonia, e nell'aprile in Aquileia. Ci comparisce nel
+principio di luglio in Milano, e nel dì 8 di luglio in Roma, dove
+abbiamo da Idacio[3033] ch'egli celebrò l'anno ventesimo del suo
+imperio augustale, siccome nell'anno precedente egli avea solennizzato
+in Nicomedia il ventesimo del cesareo. Per quel che riferisce
+Zosimo[3034], il popolo romano con una sinfonia di maledizioni e
+d'ingiurie lo accolse, non per altro, se non perchè sempre più si
+accertarono ch'egli aveva dato un calcio al culto dei loro idoli. In
+fatti solito era in quelle grandi solennità che gl'imperadori col
+senato, esercito e popolo si portassero al Campidoglio, per far ivi
+de' sacrifizii a Giove Capitolino; ma nulla di ciò volle far
+Costantino; e perchè si scaldarono alcuni per l'osservanza di quel
+sacrilego rito, non seppe ritenersi il pio imperadore dal prorompere
+in parole di abborrimento e sprezzo della superstizione pagana: il che
+gli tirò addosso l'odio del senato e popolo romano, costante per la
+maggior parte nell'idolatria. Anzi, se crediamo al medesimo Zosimo,
+l'esser egli restato mal soddisfatto di loro fece cader in mente il
+pensiero di formare una nuova Roma, e veramente la formò dipoi,
+siccome vedremo. Si vuol nondimeno ascoltare Libanio sofista[3035],
+cioè un oratore di questo secolo, ben più di Zosimo vicino a
+Costantino, allorchè asserisce aver questo imperadore trattato i
+Romani con assai dolcezza, tuttochè le loro pasquinate e parole
+pungenti paressero degne di un trattamento diverso. Accadde un dì che,
+avendo egli stesso udita una salva d'insolentissime grida di quel
+popolo in dispregio suo, dimandò ai suoi due fratelli (cioè
+probabilmente a Delmazio ed Annibaliano, o pur Costanzo) che gli
+stavano appresso, cosa in tal congiuntura fosse da fare. L'un di essi
+fu di parere che s'inviassero i soldati a tagliare a pezzi que'
+temerarii. L'altro rispose che così avrebbono fatto i principi
+cattivi, ma che i buoni doveano dissimulare e sofferir le vane dicerie
+e scappate della plebe senza giudizio. Se ne rise in fatti Costantino:
+cosa che, a parer di Libanio, gli acquistò l'affezion de' Romani.
+Anche Aurelio Vittore[3036] lasciò scritto che il dolore mostrato dal
+popolo romano, allorchè questo glorioso principe venne a morte, assai
+diede a conoscere ch'egli era molto amato da essi Romani. Dopo essersi
+fermato in Roma Costantino per qualche tempo, sembra, secondo le
+leggi[3037] che restano, aver egli di nuovo ripigliato il cammino alla
+volta della Pannonia, giacchè una sua legge di settembre è data in
+Spoleti, un'altra di ottobre in Milano, e una di dicembre in Sirmio.
+
+Veniamo ora al passo più degli altri scabroso della vita di
+Costantino. Abbiam più volte fatta menzione di _Crispo_ suo
+primogenito, partorito a lui da Minervina sua prima moglie, già creato
+_Cesare_, giovane di grande espettazione, e che avea anche dato saggi
+del suo valore nella guerra coi Franchi e con Licinio. Questo infelice
+principe nell'anno presente[3038], per ordine dello stesso Augusto suo
+padre, tolto fu di vita, chi dice col veleno, e chi colla spada.
+Zosimo[3039] pretende succeduto così funesto avvenimento in Roma nel
+tempo che vi si trattenne Costantino; ma Ammiano Marcellino[3040],
+scrittore più vicino a questi tempi, assegna la città di Pola
+nell'Istria per luogo di tal tragedia. Perchè Costantino, principe sì
+saggio e clemente, e nello stesso tempo sì crudo padre, giugnesse a
+tanta severità, nol seppero dire di certo neppure gli antichi
+scrittori, e solamente a noi tramandarono i loro sospetti. Zosimo
+immaginò incolpato il misero giovane di tenere un'amicizia illecita
+con Fausta Augusta sua matrigna; o, per dir meglio, che Fausta facesse
+calunniosamente credere al marito d'essere stata tentata da questo suo
+figliastro[3041]. Altri si figurarono che la medesima Augusta
+inventasse delle cabale per persuadere a Costantino che il figlio
+macchinasse contro la vita e lo stato del padre[3042]. Certamente i
+più convengono in dire che per le accuse della matrigna Crispo
+innocente perdè la vita. E ben probabile è che quell'ambiziosa donna,
+la qual già avea tre suoi proprii figliuoli, mirasse di mal occhio il
+figliastro Crispo anteposto per cagion dell'età ai suoi fratelli, per
+timore ancora che a lui solo potesse un dì pervenire l'imperio, e però
+si studiasse di screditarlo presso del padre, e le riuscisse di
+precipitarlo. Ell'era figliuola di un gran cabalista, cioè di
+Massimiano Erculio. Probabilmente profittò anch'essa di quell'indegna
+scuola. Comunque sia, la morte di questo amabil nipote fu un coltello
+al cuore di Elena madre dell'Augusto Costantino, nè potea essa darsene
+pace. Andò ella dipoi tanto pescando, che dovette in fine far costare
+al medesimo imperadore non men l'innocenza di Crispo, che la malvagità
+e la calunnia di Fausta sua matrigna; e vuole Filostorgio[3043] che si
+scoprisse allora, come l'iniqua donna avea tradito il talamo nuziale
+con prostituirsi a delle vili persone. Un sicuro segnale che
+Costantino la credesse rea, fu l'aver egli medesimamente ordinato che
+a lei si fosse tolta la vita: il che si crede eseguito con farla
+serrare in un bagno d'acqua bollente[3044]. Se un esecrando commercio
+fosse stato fatto credere a Costantino fra la matrigna e Crispo,
+contra di amendue nello stesso tempo sarebbe caduta la pena. Perciò
+l'essersi differita la morte di Fausta rende assai verisimile che,
+scoperte le sue trame ed iniquità, essa arrivasse al meritato gastigo.
+Eutropio[3045] aggiugne che non si fermò qui l'ira di Costantino,
+perchè egli appresso fece uccidere molti de' proprii amici, o
+sospetti, o complici dei delitti verisimilmente di Fausta.
+
+Ora questo lagrimevole avvenimento, di cui Eusebio non si attentò di
+far parola, perchè tasto troppo delicato, non volendo egli dispiacere
+ai figliuoli allora regnanti di Fausta, certo è che diede da mormorar
+non poco a' grandi e piccoli, ed offuscò non poco la gloria di
+Costantino, con esser giunto taluno[3046] ad assomigliare il governo e
+secolo di lui a quel di Nerone; e senza trovarsi chi abbia saputo
+scusare o giustificare la credulità soverchia, o il rigore estremo da
+lui mostrato in tal occasione. Perciò Eutropio non ebbe difficoltà di
+dire che Costantino ne' suoi primi anni meritò d'essere uguagliato ai
+più insigni principi di Roma, ma che nel progresso egli potè
+contentarsi d'essere annoverato fra i mediocri. Non sussiste poi ciò
+che Zosimo[3047], dopo aver narrata questa tragedia, aggiugne con
+dire, che rimordendo la coscienza ad esso Augusto per tali trascorsi,
+e cercando la via di rimettersi in grazia di Dio, ricorse ai pagani,
+che gli dissero di non aver maniera di purgare i parricidii (il che
+Sozomeno[3048] mostra essere falso), ebbe allora ricorso ad un
+Egiziano venuto di Spagna, cristiano di religione, che già s'era
+introdotto in corte (vuol probabilmente dire Osio, vescovo di
+Cordova), il quale l'assicurò che dal battesimo de' cristiani restava
+cancellata qualsivoglia reità: e però Costantino da lì innanzi aderì
+alla religione di Cristo. Più chiaro del sole è che molto prima di
+questi tempi Costantino s'era rivolto al Dio vero, con abbandonar
+gl'idoli. Che poi per tali fatti Dio permettesse che sopra Costantino
+si affollassero da lì innanzi varie sciagure, e che ne' figli suoi
+terminasse la sua discendenza, del che sembra essere persuaso il
+Tillemont[3049]: tuttavia meglio è non voler entrare ne' gabinetti di
+Dio, perchè le cifre de' suoi, sempre per altro giusti, giudizii
+venerar si debbono anche senza intenderle, e massimamente per non
+saper noi i veri reati di Costantino. Abbiamo poi da Eusebio[3050] e
+da Eutropio[3051] che nell'anno stesso, in cui a Crispo tolta fu la
+vita, anche il giovane _Licinio_, figliuolo del già Licinio Augusto,
+fu, d'ordine di Costantino, ucciso, nulla avendo servito a lui
+l'essere nato da Costanza sorella dell'imperadore medesimo. Qual
+motivo influisse a farlo privar di vita, e s'egli tuttavia conservasse
+il titolo di Cesare, a noi resta ignoto. Può ben temersi che anche per
+tale azione s'aguzzassero contra di Costantino le lingue di chi fra i
+pagani mirava lui di mal occhio. L'anno fu questo, in cui esso Augusto
+con sua legge[3052] ordinò che i cherici ed altri ecclesiastici si
+cavassero dalla classe de' poveri, e non se ne ordinasse se non quel
+numero ch'era necessario alle chiese, acciocchè l'esenzione da lui
+conceduta ai sacri ministri del Vangelo non riuscisse dannosa al
+pubblico, cioè al corpo secolare. Con altra legge ancora[3053]
+dichiarò che i privilegii da lui accordati alle persone ecclesiastiche
+s'intendessero in favore de' soli cattolici, e che ne restassero
+esclusi gli eretici e sismatici. Credesi finalmente[3054] che in
+quest'anno fosse composto il poema in versi di Publilio Optaziano
+Porfirio, che giunto sino a' dì nostri fu dato alla luce dal Velsero,
+contenente le lodi di Costantino, ma formato con degli acrostici, e
+con altre di quelle ingegnose, o, per dir meglio, laboriose
+bagattelle, che erano anche nel secolo precedente al nostro il grande
+sforzo degl'ingegni minori. Contuttociò anche tali rimasugli
+dell'antichità son da tenere in pregio, sì per le cose che contengono,
+come per farci intendere ancora il genio di que' secoli, nei quali per
+altro fiorirono tanti uomini grandi nelle lettere e nella santità.
+Augurando Optaziano in esso poema i vicennali felici a Costantino, e
+non men felici i decennali ai di lui figliuoli; perciò si crede
+composto quel poema prima della morte di Crispo.
+
+NOTE:
+
+[3031] Bucher., de Cyclo.
+
+[3032] Gothofr., Chron. Codic. Theodos.
+
+[3033] Idacius, in Fastis. Euseb., in Chron.
+
+[3034] Zosimus, lib. 2, cap. 29.
+
+[3035] Liban., Oration. 14 et 15.
+
+[3036] Aurelius Victor, de Caesarib.
+
+[3037] Gothofredus, Chronolog. Cod. Theod.
+
+[3038] Idacius, in Fastis.
+
+[3039] Zosimus, lib. 2, cap. 29.
+
+[3040] Ammianus, lib. 14, cap. 11.
+
+[3041] Zonaras, in Annalibus.
+
+[3042] Aurel. Victor, in Epitome.
+
+[3043] Philostorgius, in Histor.
+
+[3044] Zosimus. Victor. Sidonius et alii.
+
+[3045] Eutropius, in Breviar.
+
+[3046] Sidonius Apollinaris, lib. 5, Epist. 8.
+
+[3047] Zosimus, lib. 2, cap. 29.
+
+[3048] Sozomenus, Histor., lib. 1, cap. 5.
+
+[3049] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[3050] Eusebius, in Chron.
+
+[3051] Eutrop., in Breviar.
+
+[3052] L. 6, de Episc., Cod. Theodos.
+
+[3053] L. 1, de Haereticis, Cod. Theodos.
+
+[3054] Pagius. Tillemont.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXVII. Indizione XV.
+
+ SILVESTRO papa 14.
+ COSTANTINO imperadore 21.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANTINO e MASSIMO.
+
+
+Nell'assegnare il nome del primo console ho io seguitato il padre
+Pagi[3055] e il Relando[3056]; ma debbo ora dire che non abbiam
+sicurezza d'esso, nè sappiam chi egli fosse: tanto son diverse le date
+delle leggi di quest'anno e le asserzioni dei Fasti. Presso alcuni in
+vece di _Costantino_ si legge _Costanzo_. Presso altri il puro suo
+nome è scritto senza il titolo di _Cesare_, e in altri sì. Alcuni il
+fanno console _per la prima volta_, altri _per la seconda_, ed altri
+per la _quinta_. Fu creduto questo Costantino dal Panvinio[3057] un
+parente di Costantino Augusto. Può essere che un dì salti fuori
+qualche iscrizione che tolga ogni dubbio. Una[3058] ne ho io recato,
+dove altra menzione non è fatta che di _Flavio Cesare_ e di _Massimo_.
+Per conto di questo ultimo conghietturò il suddetto Panvinio ch'egli
+non fosse diverso da _Valerio Massimo Basilio_, già da noi veduto
+prefetto di Roma; ma nei Fasti si soleva notare il solo ultimo
+cognome. Nella stessa prefettura seguitò ancora in questo anno _Anicio
+Giuliano_. Truovavasi lo Augusto Costantino, per quanto apparisce
+dalle date di varie sue leggi[3059], nell'anno presente in Tessalonica
+ed Eraclea, cioè in città della Macedonia e Tracia. San Girolamo, che
+dopo aver tradotta in latino la Cronica di Eusebio Cesariense[3060],
+la continuò poi fino ai suoi giorni, fa verso a questi tempi menzione
+di _Arnobio_ oratore africano. Era egli di credenza pagano, ed
+insegnava agli scolari rettorica. Convertito alla religione di Cristo,
+impugnò di poi la penna contro le superstizioni e follie del
+gentilesimo con que' libri che tuttavia abbiamo gravi d'erudizion
+pagana, e bisognosi di commento. Non è improbabile che circa questi
+tempi _Elena_, madre dell'Augusto Costantino, donna santa e colma di
+zelo per l'abbracciata religione di Cristo, andasse a Gerusalemme,
+dove scoprì il sepolcro del divino nostro Salvatore, e la vera croce,
+su cui egli morì. Portatone l'avviso a Costantino, ordinò che si
+fabbricasse ivi un insigne tempio col titolo della Resurrezione. Altre
+chiese a petizione della piissima Augusta egli piantò nel monte
+Oliveto, in Betlemme ed altri luoghi, per onorar le memorie della
+nascita e passion del Signore. Ma intorno a ciò è da consultare la
+storia ecclesiastica, depurata nondimeno da alcuni racconti poco
+sussistenti. L'anno preciso, in cui sant'Elena fu chiamata da Dio a
+miglior vita, resta tuttavia ignoto o controverso. Potrebbe essere che
+ciò succedesse nell'anno seguente. Eusebio[3061], dopo aver narrato le
+suntuose chiese alzate da Costantino in quei santi luoghi, descrive
+ancora le gloriose azioni di pietà, di munificenza e d'umiltà della
+santa imperadrice, e quanto amore a lei professasse, quanto onore le
+concedesse il figlio Augusto. Non solamente volle che foss'ella
+riconosciuta per imperadrice, e che si battessero medaglie d'oro in
+suo onore, ma le conferì ancora una piena balìa per valersi del tesoro
+imperiale in opere di pietà. Appresso aggiugne, che essendo ella
+mancata di vita in età di circa ottant'anni, Costantino fece portare
+il suo corpo nella città regale, cioè a Roma, come comunemente vien
+creduto, e deporlo in un magnifico sepolcro. Altri visibili segni
+diede Costantino dell'amor suo verso la madre. Imperciocchè sotto
+quest'anno nota san Girolamo[3062], ch'egli varie fabbriche alzò in
+onore di san Luciano martire, seppellito nel borgo di Drepano nella
+Bitinia, con farne una città, a cui diede il nome della madre, forse
+tuttavia vivente, chiamandola Elenopoli. Ne parla ancora la Cronica
+Alessandrina[3063]. Filostorgio[3064] attribuisce alla stessa Elena la
+fabbrica di quella città e l'insigne tempio edificato in onore del
+suddetto martire. Abbiamo anche da Sozomeno[3065] che una città di
+Palestina prese il nome di Elenopoli da questa santa imperadrice.
+Veggonsi iscrizioni, trovansi medaglie che confermano il gran credito
+ch'ella meritamente godè, tanto in vita che dopo morte, per le sue
+luminose virtù.
+
+NOTE:
+
+[3055] Pagius, Crit. Baron., ad hunc annum.
+
+[3056] Reland., Fast. Consul.
+
+[3057] Panvin., Fast. Consul.
+
+[3058] Thes. Novus Inscript., pag. 354.
+
+[3059] Gothofred., Chronolog. Cod. Theodos.
+
+[3060] Hieronymus, in Chronico.
+
+[3061] Euseb., in Vita Const., lib. 2, cap. 23 et seq.
+
+[3062] Hieron., in Chronico.
+
+[3063] Chron. Alexandrinum.
+
+[3064] Philostorgius, Hist., lib. 2, cap. 13.
+
+[3065] Sozomenus, lib. 2, cap. 2.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXVIII. Indizione I.
+
+ SILVESTRO papa 15.
+ COSTANTINO imperadore 22.
+
+_Consoli_
+
+JANUARIO e GIUSTO.
+
+
+S'incontra il primo console appellato anche _Januarino_. Seguitò
+nell'anno presente ad esercitar la prefettura di Roma _Anicio
+Giuliano_. Le poche leggi[3066] che abbiamo appartenenti a quest'anno
+ci fan vedere Costantino in Nicomedia, capitale della Bitinia, e poi
+in Oiscos, o Escos, luogo della Dacia, o piuttosto della Mesia
+inferiore, oggidì Bulgaria. Qui la Cronica Alessandrina ci fa sapere
+che Costantino passò più volte di là dal Danubio, e che sopra quel
+fiume fece fabbricar un ponte di pietra. Anche l'uno e l'altro
+Vittore[3067] attestano la fabbrica di questo ponte, nè si sa vedere
+perchè il Tillemont[3068] la chiami affatto inverisimile. Noi sappiamo
+che Costantino, più di quel che si possa credere, fu avidissimo della
+lode e della gloria. Ben probabile è ch'egli non volesse essere da
+meno di Traiano, da cui fu fabbricato un simil ponte su quel fiume
+regale. Abbiamo anche medaglie[3069], dove si mira quel ponte col
+motto SALVS REIPVBLICAE DANVBIVS. Questi movimenti di Costantino hanno
+poi fatto pensare a qualche erudito[3070] che in quest'anno egli
+avesse guerra coi Goti e Taifali, popoli abitanti di là dal Danubio in
+faccia alla Mesia. E però il Mezzabarba[3071] rapporta monete battute,
+a suo credere, nel presente anno col motto VICTORIA GOTHICA. Ma forse
+tali medaglie son da riferire nell'anno 322. Per altro ve n'ha di
+quelle, dove egli comparisce circa questi tempi _imperadore per la
+vigesima seconda volta_, e queste dovrebbono assicurarci di qualche
+vittoria da lui riportata verisimilmente contra de' Barbari
+transdanubiani. In questi tempi appunto gli autori della storia
+ecclesiastica[3072] muovono gravi querele contro la memoria di
+Costantino, perchè egli richiamò dall'esilio l'eresiarca Ario, e poi
+Eusebio, Mari e Teognide, vescovi protettori del medesimo: dal che
+vennero poi non poche turbolenze alla Chiesa di Dio, e cominciò la
+persecuzione contra di sant'Atanasio. Certo è da stupire come un sì
+saggio Augusto, dianzi veneratore dei decreti del celebre concilio
+niceno, e che avea banditi i vescovi suddetti, perchè disubbidienti al
+medesimo concilio, poscia retrocedesse, e tanto si lasciasse
+avviluppar da Eusebio, vescovo di Nicomedia, che da lì innanzi il
+tenne per uno de' suoi più intimi consiglieri, e in riguardo suo molti
+falli commise in favore dell'arianismo. A simili salti è suggetto
+chiunque de' principi non sa sceglier buoni ministri.
+
+NOTE:
+
+[3066] Gothofred., Chronolog. Cod. Theodos.
+
+[3067] Victor, in Epitome. Idem, de Caesarib.
+
+[3068] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[3069] Mediobarb., in Numismat. Imperat.
+
+[3070] Gothofredus et Tillemont.
+
+[3071] Mediob., in Numismat. Imperator.
+
+[3072] Socrat. Sozomen. Philostorg. Pagius. Baronius et alii.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXIX. Indizione II.
+
+ SILVESTRO papa 16.
+ COSTANTINO imperatore 23.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO VALERIO COSTANTINO AUGUSTO per l'ottava volta e FLAVIO VALERIO
+COSTANTINO CESARE per la quarta.
+
+
+Ad Anicio Giuliano nella prefettura di Roma succedette nel dì 7 di
+settembre _Publio Optaziano_[3073], che taluno ha creduto quel
+medesimo Optaziano poeta da noi veduto di sopra autore del panegirico
+di Costantino. Ma quel poeta si nomò _Publilio_, e forse non è da
+credere che uomo di grande affare e degno di sì riguardevol carica
+egli fosse, da che si perdeva in quelle pedanterie d'acrostici. Oltre
+di che, san Girolamo[3074] scrive ch'egli in quest'anno fu richiamato
+dall'esilio. Poscia nella suddetta prefettura entrò, nel dì 8 di
+ottobre, _Petronio Probiano_. Dimorò Costantino in questi tempi,
+siccome risulta dalle date delle sue leggi[3075], nella Pannonia,
+Dacia e Tracia, ora in Sirmio, ora in Naisso, Sardica ed Eraclea. Era
+egli in questi tempi tutto applicato alla fabbrica della nuova città
+di Costantinopoli, della cui dedicazione parleremo all'anno seguente.
+Nota san Girolamo, nella sua Cronica, che in quest'anno solamente fece
+Costantino morir Fausta sua moglie; ma dee ben prevalere l'opinione di
+tanti altri che tal tragedia riferiscono all'anno stesso in cui tolta
+fu la vita a Crispo Cesare. Aggiugne il medesimo che parimente in
+questi tempi fece grande strepito in Africa Donato vescovo di
+Cartagine, con avvalorare lo scisma di quelle chiese, e che da lui
+venne il nome de' Donatisti più tosto che da un altro precedente
+Donato. Similmente scrive che nella città di Antiochia si cominciò a
+fabbricare la suntuosa basilica de' cristiani, chiamata Aurea, per
+ordine senza fallo di Costantino. Giovanni Malala[3076] probabilmente
+indica il medesimo tempio, con dire che esso Augusto edificò in quella
+città la gran chiesa, cioè la cattedrale, opera veramente magnifica,
+con aver demolito il bagno del re Filippo, già maltrattato dalle
+ingiurie del tempo, e divenuto inutile. Presso a quella chiesa ancora
+fabbricò lo spedale dei pellegrini; e del tempio di Mercurio formò la
+basilica appellata di Rufino.
+
+NOTE:
+
+[3073] Cuspinianus. Panvinius. Bucherius.
+
+[3074] Hieronymus, in Chron.
+
+[3075] Gothofred., in Chron. Cod. Theodos.
+
+[3076] Joannes Malala, in Chronogr.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXX. Indizione III.
+
+ SILVESTRO papa 17.
+ COSTANTINO imperadore 24.
+
+_Consoli_
+
+GALLICANO e SIMMACO.
+
+
+In alcuni Fasti[3077] in vece di _Gallicano_ si trova un _Costanzo per
+la terza volta_, piuttosto che _per la settima_, console con
+_Simmaco_. Però taluno ha creduto ch'egli fosse sostituito a
+Gallicano. Io il lascio nelle sue tenebre. Continuò anche per l'anno
+presente _Petronio Probiano_ ad esercitar la prefettura di Roma. S'è
+disputato non poco fra gli eruditi[3078] intorno all'anno, in cui
+Costantino Augusto cominciò la fabbrica della nuova città di
+Costantinopoli, e poi ne fece la dedicazione. Lasciando io il primo
+punto che poco importa, dico convenire oggidì i più in credere che in
+quest'anno egli dedicasse quella città, mutando il nome di Bisanzio in
+quello di Costantinopoli. Era egli negli anni addietro, siccome
+sommamente vago di gloria, invogliato di fabbricare una città, per
+imporle il suo nome, ed eternar con ciò maggiormente la sua memoria
+nei secoli avvenire. Pensava ancora di stabilir ivi la sua residenza,
+facendo di quella città una nuova Roma, che gareggiasse in grandezza
+ed ornamenti colla vecchia. Pretende Zosimo[3079] che egli a ciò
+s'inducesse, perchè mal soddisfatto del popolo romano, da cui era
+stato caricato di maledizioni l'ultima volta che egli fu a Roma, a
+cagion della religione mutata. Non è questo improbabile, dacchè
+sappiamo che dalla nuova città egli escluse ogni reliquia di
+paganesimo: il che non gli sarebbe con egual facilità e quiete
+riuscito nell'antica Roma. Fosse questo il motivo, o pure il desiderio
+della gloria, e di divertire i suoi pensieri in tempo di pace, che
+gl'ispirasse tal disegno, certissimo è aver egli a tutta prima scelto
+un sito sulla costa dell'Asia in vicinanza della già distrutta città
+di Troia, per fabbricarvi la novella sua città, e che v'impiegò assai
+tempo ed operarii ad alzarne le mura e le porte. Ma nell'andar egli
+soggiornando in quelle vicinanze, meglio di quel che avesse fatto in
+addietro, adocchiò, e ravvisò la mirabil situazione dell'antica città
+di Bisanzio, e quivi determinò di far la sua reggia; e lasciato andare
+l'incominciato lavoro, tutto si diede ad accrescere e rinnovare
+quest'altro luogo. Chiunque anche oggidì osserva Costantinopoli,
+confessa non potersi trovare un sito più bello, più delizioso e più
+comodo di quello sulla terra, perchè posta quella città sotto moderato
+clima sul fin dell'Europa in un promontorio, e in faccia alla vicina
+Asia, col mare che le bacia le mura, con porto capacissimo di navi,
+con fertili campagne, e frapposta a due mari, ciascun dei quali può
+facilmente mantenere in essa l'abbondanza. Quivi dunque tutto si diede
+l'Augusto Costantino a fabbricare, con aprire gli scrigni ed impiegar
+largamente i suoi tesori in quell'impresa, con ritenere il meglio del
+vecchio Bisanzio, ed accrescere a meraviglia il circuito delle sue
+mura.
+
+Gli autori greci[3080], siccome si può vedere nella descrizion di
+Costantinopoli cristiana, che abbiamo dall'erudita penna del Du-Cange,
+contano maraviglie, avvenimenti soprannaturali, ed anche favolosi,
+della fondazione di questa città. Non convenendo all'assunto mio
+l'entrare in sì fatto argomento, a me basterà di dire che le nuove
+mura abbracciarono un gran sito, entro il quale egli fece edificare un
+superbo imperial palagio, con altri assaissimi per i suoi cortigiani
+ed uffiziali, belle strade e case, piazze non inferiori in bellezza a
+quelle di Roma, circhi, statue, fontane, terme, portici suntuosi
+sostenuti da più file di colonne di marmo: in una parola, si studiò
+egli di formare una città che in fabbriche ed ornamenti potesse
+competere con quella di Roma che era la maraviglia delle città. E per
+maggiormente abbellirla, non si mise scrupolo di spogliar l'altre
+città, per asportar colà le cose più rare, senza neppur eccettuare
+quella di Roma. Chi leggesse la storia sola di Zosimo[3081],
+crederebbe che Costantino in questa nuova città avesse eretti templi
+ai falsi dii, ed onorate le statue loro. Ma Eusebio[3082], che scrive
+le cose de' suoi dì, ed altri antichi scrittori[3083] ci assicurano
+che egli unicamente vi fabbricò delle magnifiche chiese, fra le quali
+mirabil poscia fu quella de' Santi Apostoli, oltre a varii oratorii in
+memoria de' martiri, e che in quella città non soffrì alcun tempio de'
+gentili, nè che le statue de' loro dii si onorassero ne' templi.
+Quelle che v'erano, o che furono portate altronde colà, servivano
+solamente per ornamento della città, e non per ricevere culto dai
+pagani. Però di là fu estirpata l'idolatria, ed in essa pubblicamente
+non si adorava se non il vero Dio e la croce santa; e questa
+gioiellata facea bella comparsa nella sala maggiore dell'imperial
+palazzo. Quel solo che troviam ripreso da Zosimo[3084] e da
+Temistio[3085] in Costantino, fu la soverchia fretta sua, per aver
+presto il piacere di veder terminate tante fabbriche, perchè,
+trovandole malfatte, le disfaceva, ed altre non poche d'esse ebbero in
+effetto corta sussistenza, e convenne ai susseguenti Augusti di
+risarcirle e far di nuovo. A fine poi di popolare quest'ampia città,
+ed accrescerne l'abitato, tirava ad essa i popoli delle altre città e
+provincie, allettandoli con privilegii ed esenzioni, e con donar loro
+terre da coltivare, ovver danari. E a molti senatori ancora, venuti da
+Roma a stanziare colà, donò palazzi e ville. Assegnò anche rendite
+annuali che servissero ad aumentare le case e a sempre più abbellir la
+città di nuovi edifizii. Altre poi erano destinate per dare
+annualmente al povero popolo pane o pur grano, carne ed olio[3086].
+
+In questa maniera non passò gran tempo che Costantino vide piena di
+abitatori la sua città, con avere, siccome scrisse anche san
+Girolamo[3087], spogliate quasi tutte le altre per ingrandire ed ornar
+questa sua favorita figlia. Affinchè poi vi abbondassero i viveri,
+concedette varii privilegii ai mercatanti di grano dell'Oriente e
+dell'Egitto, che tutti da lì innanzi correvano a smaltire in sì
+popolata città le lor vettovaglie, città che per l'addietro tante ne
+produceva, che ne facea parte all'altre. I Greci moderni, spezialmente
+Codino[3088], spacciarono dipoi una man di fole intorno a questa
+fondazione, e massimamente una curiosa particolarità, che, quantunque
+favolosa, merita di essere comunicata ai lettori. Cioè che Costantino,
+allorchè era dietro alla fabbrica d'essa città, chiamò a sè i
+principali nobili romani, e li mandò alla guerra contro i Persiani. In
+quel mentre, secondo le misure venute da Roma, ordinò che si
+fabbricassero palazzi e case affatto simili a quelle che essi godevano
+in Roma; e dopo averle mobigliate di tutto punto, segretamente fece
+venir colà le loro mogli e i figliuoli con tutte le famiglie, e le
+collocò in quelle abitazioni. Dopo sedici mesi tornarono que' nobili
+dalla guerra, accolti con un solenne convito dall'imperadore, il quale
+fece poi condurre cadauno all'abitazion loro assegnata, e tutti
+all'improvviso si trovarono fra gli abbracciamenti dei lor cari. Torno
+a dire, che è spezioso il racconto; ma che chiunque l'esamina, ne
+scorge tosto la finzione; e tanto più che guerra non fu allora coi
+Persiani, nè gli antichi fan parola di questo fatto, e lo avrebbono
+ben saputo e dovuto dire, se fosse avvenuto. Ora varii autori[3089]
+s'accordano in iscrivere che l'Augusto Costantino nel dì 11 di maggio
+dell'anno presente fece con gran solennità di giuochi e profusion di
+doni la dedicazione di questa nuova città, abolendo l'antico nome di
+Bisanzio, ed ordinando ch'essa da lì innanzi fosse chiamata _città di
+Costantino_, o sia _Costantinopoli_. Fra le sue leggi[3090] comincia
+appunto a trovarsene una data sul fin di novembre in quella città col
+suddetto nome. Non è già che in quest'anno fosse ridotta a perfezione
+così insigne città, ricavandosi da Giuliano Apostata[3091] e da
+Filostorgio[3092] che si continuarono i lavori anche qualche anno
+dipoi. Ma perchè dovevano essere terminate le mura, le porte e i
+principali edifizii, perciò l'imperadore impaziente non potè aspettare
+di più per darle il nome e farne la dedicazione in quel giorno, che
+annualmente fu poi celebrato anche ne' secoli susseguenti dalla
+nazione greca. Per maggiormente poi esaltare la sua città, Costantino
+le diede ancora il titolo di _seconda Roma_, o pure di _Roma
+novella_[3093]; volle che godesse tutti i diritti e le esenzioni che
+godeva la vecchia, stabilì ivi un senato, ma del secondo ordine, e
+varii magistrati, che esercitavano la loro autorità sopra tutto
+l'imperio dell'Oriente, e sopra l'Illirico orientale; in una parola,
+se vogliam credere a Sozomeno, andò così crescendo Costantinopoli, che
+in meno di cento anni giunse a superar Roma stessa non men per le
+ricchezze che per la copia degli abitanti. Zosimo[3094] scriveva,
+circa cento anni dappoi, che facea stupore la sterminata folla di
+gente e di giumenti che si mirava in quelle strade e piazze; ma che,
+essendo strette esse strade, scomodo e pericoloso era il passarvi.
+Giunge anche a dire che niun'altra città potea allora paragonarsi in
+felicità e grandezza a Costantinopoli, senza eccettuar Roma vecchia,
+la qual certo cominciò a declinar da qui innanzi non poco per questa
+emula nuova.
+
+NOTE:
+
+[3077] Cassiodorus, Prosper, in Fastis.
+
+[3078] Baron. Gothofred. Petavius. Pagius.
+
+[3079] Zosimus, lib. 2, cap 30.
+
+[3080] Euseb. Sozomen. Philostorg. Codinus, et alii.
+
+[3081] Zosimus, l. 2, cap. 31.
+
+[3082] Euseb., in Vita Costantini, lib. 3, cap. 48.
+
+[3083] Socrates, l. 1 Histor., cap. 16 et alii.
+
+[3084] Zosimus, lib. 2, cap. 32.
+
+[3085] Themistius, Orat. 3.
+
+[3086] Sozom. Socrates. Zosimus. Cod. Theodos. et alii.
+
+[3087] Hieron., in Chronico.
+
+[3088] Codinus, Origin. Constantin.
+
+[3089] Idacius, in Fastis. Chronic. Alexandrinum. Hieron., in Chron.
+Zonaras, in Annalib. et alii.
+
+[3090] L. 2, de Judaeis, Cod. Theod.
+
+[3091] Julian., Oratione I.
+
+[3092] Philostorgius, Histor., lib. 2, cap. 9.
+
+[3093] Sozomenus, Histor., lib. 2, cap. 3. Socrates, Hist., lib. 1,
+cap. 1.
+
+[3094] Zosimus, lib. 2, cap. 35.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXXI. Indizione IV.
+
+ SILVESTRO papa 18.
+ COSTANTINO imperadore 25.
+
+_Consoli_
+
+ANNIO BASSO ed ABLAVIO.
+
+
+Nel dì 12 d'aprile entrò nella prefettura di Roma _Anicio Paolino_. Le
+leggi[3095] pubblicate in quest'anno dall'Augusto Costantino cel fanno
+vedere tuttavia residente in Costantinopoli, applicato ivi al
+compimento di varie fabbriche. Allora fu ch'egli con un prolisso
+editto, il quale nel Codice di Giustiniano si trova diviso in sei
+diverse leggi, e indrizzato a tutte le provincie del romano imperio,
+si studiò di provvedere alle concussioni ed avanie dei giudici, notai,
+portieri ed altri uffiziali della giustizia, ed anche alla prepotenza
+de' privati. Vuol dunque ivi che chiunque si sentirà aggravato
+dall'avarizia, rapacità e ingiustizia de' suddetti, liberamente porti
+le sue doglianze ai governatori; e, non provvedendo essi, ricorra ai
+conti delle provincie, o ai prefetti del pretorio, affinchè essi ne
+diano conto alla maestà sua, ed egli possa punire questi abusi e
+delitti secondo il merito. Nè solamente impiegava in questi tempi
+Costantino i suoi tesori per l'accrescimento della sua diletta città
+di Costantinopoli; stendeva anche la sua munificenza ad altre città,
+con fabbricar ivi dei riguardevoli templi in onore di Dio, de' quali
+parla Eusebio[3096]. Faceva inoltre sfavillare il suo zelo in favore
+della Chiesa cattolica, con aver pubblicato un editto contra de' varii
+eretici che allora l'infestavano, ma non già contra degli Ariani,
+perchè introdottosi forte in grazia di lui uno scaltro protettore
+d'essi, cioè quel volpone di Eusebio, vescovo di Nicomedia, di cui si
+parlò di sopra, andò egli non solamente inorpellando al buon Augusto i
+sacrileghi dogmi dell'eresiarca Ario, ma mise anche sottosopra le due
+insigni chiese di Antiochia e di Alessandria: del che potrà il lettore
+chiarirsi consultando la storia ecclesiastica. Racconta eziandio il
+medesimo Eusebio[3097] che Costantino fece sentire la beneficenza sua
+a tutto l'imperio, con levare un quarto dei tributi che annualmente
+pagavano i terreni: indulgenza che gli tirò addosso la benedizione dei
+popoli. E perciocchè non mancavano persone, le quali si lamentavano di
+essere state oltre il dovere aggravate negli estimi delle loro terre
+sotto i principi precedenti, spedì estimatori dappertutto, acciocchè
+riducessero al giusto quello che fosse difettoso. Parla anche Eusebio
+della non mai stanca liberalità di questo grazioso regnante verso le
+provincie e verso chiunque a lui ricorreva; di maniera che egli
+giunse, per soddisfare a tanti che chiedevano onori, ad inventar nuove
+cariche e nuovi uffizii, colla distribuzion de' quali si studiava di
+rimandar contenta ogni meritevol persona. Zosimo[3098], che per
+cagione del suo paganismo non seppe se non mirar d'occhio bieco tutte
+le azioni di Costantino, gli fa un reato di questo, e particolarmente
+perchè di due prefetti del pretorio egli ne formasse quattro. Il primo
+d'essi era prefetto del pretorio dell'_Italia_, da cui dipendeva
+l'Italia tutta colla Sicilia, Sardegna e Corsica, e l'Africa dalle
+Sirti sino a Cirene, e la Rezia, e qualche parte dell'antico Illirico,
+come l'Istria e Dalmazia, e verisimilmente anche il Norico. Era il
+secondo quello dell'_Oriente_, a cui Costantino, per onorar la sua
+cara Costantinopoli, diede una buona porzione, unendo sotto di lui
+l'Egitto colla Libia Tripolitana, e tutte le provincie dell'Asia, e la
+Tracia, e la Mesia inferiore con Cipri ed altre moltissime isole. Il
+terzo fu quel dell'_Illirico_, al quale erano sottoposte le provincie
+della Mesia superiore, la Pannonia, la Macedonia, la nuova Dacia, la
+Grecia ed altri adiacenti paesi, compresi anticamente sotto esso nome
+d'Illirico. Fu il quarto quello delle _Gallie_, che comandava a tutta
+la Francia moderna sino al Reno, e a tutta la Spagna, con cui andava
+congiunta la Mauritania Tangitana, e alle provincie romane della
+Bretagna. Zosimo pretende che l'istituzione di tali magistrati
+riuscisse pregiudiziale all'imperio. Ma doveva far mente quello
+storico che Diocleziano il primo fu in certa maniera ad istituire
+quattro prefetti del pretorio, allorchè in quattro parti divise il
+romano imperio. Quel che più importava, quand'anche se ne faccia
+autore Costantino, con ottima intenzione o per maggior comodo de'
+popoli egli creò que' magistrati. Veggasi il Gotofredo[3099] ed altri
+che han trattato dell'uffizio, dell'autorità e delle incumbenze de'
+prefetti del pretorio. Che se uffiziali di tanta dignità, o i lor
+subalterni col tempo si abusarono del loro impiego, alla lor
+negligenza o malizia si dovea attribuire il reato, e non già alla
+dignità, saviamente e con buon fine istituita, che, al pari di tante
+altre, potè cadere in mani cattive.
+
+NOTE:
+
+[3095] Gothofred., Chronolog. Cod. Theodos.
+
+[3096] Euseb., in Vita Const., lib. 3, cap. 50 et 63.
+
+[3097] Idem, ibidem, lib. 4, cap. 2.
+
+[3098] Zosimus, lib. 2, cap. 32 et seq.
+
+[3099] Gothofred., tom. VI Cod. Theodosian. Pancirolus, Notitia
+Utriusque Imperii. Bulenger., de Imp. Roman., lib. 3.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXXII. Indizione V.
+
+ SILVESTRO papa 19.
+ COSTANTINO imperadore 26.
+
+_Consoli_
+
+PACAZIANO ed ILARIANO.
+
+
+Trovasi _Anicio Paolino_ continuare in quest'anno ancora nella
+prefettura di Roma. Se vogliam riposar sull'asserzione di quella mala
+lingua di Zosimo[3100], da che Costantino si perdè tutto dietro alla
+fabbrica di Costantinopoli, non si curò più di far guerra, ed attese
+solamente a darsi bel tempo. Cinquecento Taifali, nazione scitica,
+fecero con soli cinquecento cavalli un'irruzione nel paese romano
+(probabilmente in quest'anno), e non solamente niuna schiera loro
+oppose Costantino, ma anche, dopo aver perduta la maggior parte
+dell'esercito suo, allorchè vide comparire sino ai trincieramenti del
+suo campo i nemici che davano il sacco alla campagna, si mise fuggendo
+con gran fretta in salvo. Ho tradotto le stesse parole di Zosimo,
+acciocchè il lettore comprenda la contraddizione di questo
+appassionato storico. Se Costantino perdè tanti de' suoi armati, il
+che suppone qualche battaglia, come non oppose egli gente a que'
+Barbari? Ma nè questi svantaggi della cesarea armata, nè la fuga
+dell'invitto imperadore son cose da credere a Zosimo, venendo egli
+smentito da Eusebio scrittore contemporaneo[3101], e da s.
+Girolamo[3102], e da Socrate[3103], e da Sozomeno[3104]. Sotto
+quest'anno san Girolamo scrive che i Romani vinsero i Goti; perciocchè
+con questo nome usarono molti di comprendere molte delle nazioni
+scitiche, Tartari da noi chiamate oggidì, si può conghietturare
+ch'egli significasse i Taifali di Zosimo. Eusebio anch'esso ci
+assicura che Costantino soggiogò le dianzi indomite nazioni degli
+Sciti e dei Sarmati. E Socrate attesta bensì che i Goti fecero delle
+incursioni nel territorio romano, ma soggiugne che Costantino li
+vinse. Abbiamo anche dall'Anonimo Valesiano[3105] che i Sarmati,
+pressati dalla guerra che lor facevano i Goti, implorato l'aiuto di
+Costantino, l'impetrarono; e che per la buona condotta di _Costantino
+Cesare_ circa cento mila di que' Barbari perirono di fame e di freddo.
+Pare perciò che Costantino, primogenito dell'Augusto Costantino,
+quegli fosse che un titolo di generale a nome del padre guerreggiasse
+coi Goti: il che si può anche inferire da Giuliano Apostata[3106]. A
+ciò si dee unire lo scriversi da Idacio[3107] che i Goti furono
+sconfitti dai Romani nel paese de' Sarmati, correndo il dì 22 d'aprile
+dell'anno presente. Secondo l'Anonimo Valesiano[3108], Ararico o sia
+Aorico, re dei Goti, per tale riconosciuto anche da Giordano[3109]
+istorico, fu poscia obbligato a chiedere pace, per sicurezza della
+quale diede alcuni ostaggi, e fra essi un suo figliuolo. Anche Aurelio
+Vittore[3110] ed Eutropio[3111] riconobbero vinti da Costantino
+Augusto i Goti; di maniera che le dicerie di Zosimo si scuoprono
+effetti unicamente del suo mal cuore verso di un imperadore sì
+glorioso e degno. Abbiamo inoltre nelle medaglie[3112] autenticati
+questi fatti colla memoria della VICTORIA GOTHICA. E qui Eusebio[3113]
+osserva un riguardevol pregio dell'Augusto Costantino. Erano stati
+soliti non pochi de' precedenti imperadori di pagare alle nazioni
+barbare confinanti un annuo regalo, che in sostanza era un tributo, ed
+indizio che i Romani si professavano come sudditi e servi de' Barbari.
+Non volle l'invitto Costantino sofferir questo vergognoso aggravio; e
+perchè ricusò di pagare, ebbe guerra con que' popoli. Confidato nella
+protezione di quel divino Signore, colla cui croce egli procedeva
+nelle guerre, domò tutti coloro che osarono di fargli resistenza; nè
+più pagò loro tributo: il che vien confermato da Socrate[3114]. Gli
+altri Barbari poi che non presero l'armi ammansò egli in tal maniera
+con prudenti ambascerie, che li ridusse da una vita senza legge e
+simile alle fiere ad una civile ed umana forma di vivere, imparando in
+fine gli Sciti ad ubbidir ai Romani. Così Eusebio vescovo di Cesarea,
+egregio testimonio di tali affari, perchè vivente e scrivente allora
+le sue Storie. Ma esso Eusebio, nel descrivere le azioni di
+Costantino, perchè si prefisse di compilar quelle solamente che
+riguardavano la di lui pietà, non si curò delle altre che concernevano
+la di lui gloria civile e militare; e però non sappiamo distintamente
+in che consistessero le sue guerre e vittorie contra dei Goti e
+d'altri Barbari. Se fossero pervenute sino a' dì nostri le storie di
+_Prassagora Ateniese_, conosciute da Fozio[3115], e quelle di _Bemarco
+Cesariense_, mentovate da Suida[3116], siccome ancora le Vite
+degl'imperadori composte da _Eunapio_, autori che trattarono de' fatti
+di Costantino, altre particolarità noi sapremmo ora della di lui vita.
+Tanto nondimeno a noi resta da potere smentire la licenza di Zosimo
+ostinato pagano. Nè si dee tacere aver asserito Socrate[3117] e
+Sozomeno[3118] che le vittorie di Costantino, riportate nelle guerre
+coi Goti, fecero visibilmente conoscere la protezione di Dio sopra
+questo principe, in guisa tale che moltissimi d'essi Goti, convinti
+anche per tale osservazione della verità della religion cristiana
+(passata settanta anni prima nelle lor contrade coll'occasion degli
+schiavi cristiani), la abbracciarono e professarono, benchè infettata
+dagli errori d'Ario. Abbiamo ancora dal sopraccitato storico
+Giordano[3119] che Alarico, re allora d'essi Goti, provvide all'armate
+di Costantino quaranta mila de' suoi soldati, i quali sotto nome di
+collegati cominciarono a militare al di lui servigio. Se costoro
+vollero i danari de' Romani, convenne che da lì innanzi se li
+guadagnassero col servire negli eserciti cesarei.
+
+NOTE:
+
+[3100] Zosimus, lib. 2, cap. 31.
+
+[3101] Euseb., in Vit. Const., lib. 4, cap. 5.
+
+[3102] Hieronymus, in Chronico.
+
+[3103] Socrates, Histor., lib. 1, cap. 18.
+
+[3104] Sozomenus, Histor., lib. 2, cap. 8.
+
+[3105] Anonym. Valesianus.
+
+[3106] Julian., Oration. I.
+
+[3107] Idacius, in Fastis.
+
+[3108] Anonym. Vales.
+
+[3109] Jordan., de Reb. Get., cap. 21.
+
+[3110] Aurelius Victor, de Caesarib.
+
+[3111] Eutrop., in Breviar.
+
+[3112] Mediob., in Numismat. Imperator.
+
+[3113] Euseb., in Vit. Const., lib. 4, cap. 5.
+
+[3114] Socrates, Hist., lib. 1, cap. 18.
+
+[3115] Photius, in Biblioth., Cod. 62.
+
+[3116] Suidas, in Lexico.
+
+[3117] Socrat., lib. 1, cap. 8.
+
+[3118] Sozomenus, lib. 1, cap. 18.
+
+[3119] Jordan., de Reb. Getic., cap. 21.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXXIII. Indizione VI.
+
+ SILVESTRO papa 20.
+ COSTANTINO imperadore 27.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO DELMAZIO e ZENOFILO.
+
+
+Quelle leggi e que' fasti, ne' quali in vece di _Delmazio_ si legge
+_Dalmazio_, s'hanno da credere alterati dai copisti ignoranti ed
+avvezzi a chiamar _Dalmazia_ quella che negli antichi secoli era
+appellata _Delmazia_, siccome apparisce da varie iscrizioni militari
+nella mia Raccolta[3120]. Nelle medaglie[3121] poi troviamo conservato
+il di lui vero nome _Delmazio_. Alcuni han creduto questo Delmazio
+fratello di Costantino, ma di altra madre. Oggidì opinion più ricevuta
+è ch'egli fosse figlio di un fratello di Costantino, nè andrà molto
+che il vedremo decorato col titolo di _Cesare_. Nel dì 7 d'aprile fu
+conferita la carica di prefetto di Roma a _Publio Optaziano_[3122]
+creduto dal Tillemont[3123] quel medesimo Publio Optaziano Porfirio
+che compose in acrostici il panegirico di Costantino. Ma poco durò il
+suo impiego, perchè nel dì 10 di maggio gli succedette _Ceionio
+Giuliano Camenio_. Fra i tre figliuoli dell'Augusto Costantino,
+l'ultimo era _Costante_, nato circa l'anno 320. Al pari degli altri
+due fratelli fu anch'egli nel dì 25 di dicembre dell'anno presente
+creato _Cesare_[3124]. Nelle altre medaglie e nelle iscrizioni si
+trova chiamato _Flavio Giulio Costante_. Abbiamo da san Girolamo che
+terribilmente infierì nella Soria e Cicilia la carestia colla
+mortalità d'innumerabili persone. Di questa orrida fame, che afflisse
+tutto l'Oriente, parla anche Teofane[3125], dicendo che un moggio di
+grano costava allora un'incredibile prezzo; e che in Antiochia e Cipri
+le ville altro non faceano che saccheggi sulle vicine, e buon per chi
+avea superiorità di forze. Racconta ancora Eunapio che in non so qual
+anno si patì penuria di grano in Costantinopoli, perchè i venti
+contrarii impedivano ai legni mercantili l'abbordare a quel porto.
+Trovavasi allora in gran credito alla corte di Costantino _Sopatro_,
+filosofo platonico, ito colà per frenare l'impetuosità di Costantino
+in distruggere il paganesimo. Ma, venuto un dì in cui mancò il pane
+alla piazza, infuriata la plebe con alte grida cominciò ad esclamare
+contra di Sopatro, con dire ch'egli era un mago, ed incantava i venti,
+affinchè non arrivassero i vascelli del grano. Zosimo[3126] pretende
+che questa fosse una cabala di _Ablavio_ prefetto del pretorio, al
+quale non piaceva tanta familiarità di quel barbone coll'imperador
+Costantino. Nientedimeno si può credere che di gran conseguenza non
+fosse il favore goduto da costui; imperciocchè Costantino permise che
+l'infuriata plebe il mettesse a pezzi, forse, come vuole Suida, per
+far conoscere l'abborrimento suo al paganesimo. Si può anche riferire
+a questi tempi ciò che lasciò scritto Eusebio[3127], cioè tanto essere
+salito in riputazione l'Augusto Costantino, che da tutte le parti
+della terra erano a lui spedite ambascerie. Ed egli stesso attesta
+d'aver più volte osservato alle porte del palazzo imperiale le varie
+generazioni di Barbari, fra' quali specialmente i Blemmii, gli
+Indiani, gli Etiopi, tutti venuti per inchinare un così glorioso e
+temuto monarca. Il vestir loro, la capigliatura, le barbe, tutte erano
+diverse. Terribile il loro aspetto, e la statura quasi gigantesca.
+Rosso il colore d'alcuni, candidissimo quello d'altri. Portavano tutti
+costoro dei regali a Costantino, chi corone d'oro, chi diademi
+gioiellati, cavalli, armi ed altre specie di donativi, per entrare in
+lega con lui, e stabilir seco buona amicizia. Più era poi quello che
+il generoso principe loro donava, rimandandoli perciò più ricchi di
+prima, e contenti a casa. Oltre a ciò, i più nobili fra que' Barbari
+soleva egli affezionarsegli, decorandoli con titoli ed ammettendoli
+alle dignità romane: dal che veniva che la maggior parte d'essi, non
+curando più ritornarsene alla patria, si fermava ai servigi del
+medesimo Augusto. E tale era la politica di Costantino, il cui cuore
+non si trovava inquietato dalla dannosa insaziabilità de'
+conquistatori, ma bensì nobilmente bramava di far godere un'invidiabil
+pace e tranquillità a tutti i sudditi del suo vasto imperio: lode non
+intesa dal maledico Zosimo[3128], che quasi gli fa un reato, perchè
+desistè dalle guerre. E di questa sua premura di far godere la pace ai
+suoi popoli un bel segno diede, allorchè Sapore re della Persia (se
+crediamo a Libanio[3129]), in occasione di inviargli una solenne
+ambasciata, gli dimandò una gran quantità di ferro, di cui niuna
+miniera si trovava in Persia, col pretesto di valersene per far guerra
+ai lontani. Tuttochè Costantino conoscesse che questo ferro potea un
+dì servire contro i Romani, pure, per non romperla con quel re, che
+parea disposto a far guerra, ne permise l'estrazione, assicurandosi
+coll'aiuto di Dio di vincere anche i Persiani armati, se l'occasion
+veniva. Della stessa ambasciata fa menzione Eusebio[3130], siccome
+ancora della suntuosità de' regali passati fra loro, e della pace di
+nuovo assodata fra i due imperii. Aggiugne che un motivo particolare
+ebbe il piissimo Costantino di mantener buona armonia con quel re,
+perchè la religione di Cristo avea stese le radici fino in Persia; ed
+egli, siccome protettor d'essa, non volea che i cristiani di quelle
+contrade restassero esposti alla vendicativa barbarie del re persiano.
+Anzi abbracciò egli questa congiuntura per iscrivere a quel regnante
+una lettera, a noi conservata da Eusebio e da Teodoreto[3131], in cui,
+dopo aver esaltata la religion de' cristiani, come sola ragionevole e
+protetta da Dio, raccomanda a quel re i fedeli abitanti nel di lui
+regno. Il Gotofredo[3132] e il padre Pagi[3133] mettono sotto
+quest'anno lo studio di Costantino, affinchè si distruggessero i
+templi e gl'idoli più famosi del gentilesimo, come si ricava da san
+Girolamo[3134] e da altri antichi scrittori.
+
+NOTE:
+
+[3120] Thesaur. Novus Inscr., Class. XI.
+
+[3121] Goltzius. Tristanus. Spanhemius et alii.
+
+[3122] Cuspinianus. Panvinius. Bucher.
+
+[3123] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[3124] Idacius, in Fastis. Hieron., in Chronico.
+
+[3125] Theophanes, Chronogr.
+
+[3126] Zosimus, lib. 2, cap. 40.
+
+[3127] Euseb., in Vita Constantin., lib. 4, c. 7.
+
+[3128] Zosimus, lib. 2, cap. 32.
+
+[3129] Liban., Oration. 3.
+
+[3130] Euseb., in Vita Const., lib. 4, cap. 8.
+
+[3131] Theodoretus, Hist., lib. 1, cap. 24.
+
+[3132] Gothofred., Chron. Cod. Theodos.
+
+[3133] Pagius, Crit. Baron., ad hunc annum.
+
+[3134] Hieron., in Chronico.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXXIV. Indizione VII.
+
+ SILVESTRO papa 21.
+ COSTANTINO imperadore 28.
+
+_Consoli_
+
+LUCIO RANIO ACONZIO OPTATO e ANICIO PAOLINO juniore.
+
+
+_Optato_ e _Paolino_ sono i cognomi indubitati di questi due consoli.
+I loro nomi son presi da iscrizioni riferite dal Panvinio e Grutero,
+le quali non è ugualmente certo che appartengano a questi personaggi.
+Dal Catalogo del Cuspiniano e Bucherio[3135] abbiamo che nel dì 27
+d'aprile del presente anno la prefettura di Roma fu raccomandata ad
+_Anicio Paolino_: sicchè, se regge il suddetto supposto, egli fu nello
+stesso tempo ornato delle due più illustri dignità di Roma.
+Un'iscrizione del Panvinio[3136] parla di tutte e due queste dignità,
+e il Tillemont[3137] l'adduce per pruova che Paolino le esercitò nel
+medesimo tempo. Ma nelle iscrizioni si solevano annoverar tutte le
+dignità e gl'impieghi onorevoli dei personaggi, loro addossati in
+varii tempi; e però non è bastante quel marmo a togliere ogni dubbio
+che Paolino in quest'anno fosse console e prefetto di Roma. Le leggi
+del Codice Teodosiano[3138] ci fan vedere Costantino Augusto,
+nell'anno presente, ora in Costantinopoli, ora in Singidone della
+Mesia, ed ora in Naisso della Dacia. Diede egli nella prima d'esse
+città una legge[3139] nel dì 26 di giugno in favor de' pupilli, delle
+vedove, e d'altre miserabili persone, concedendo loro il privilegio di
+non poter essere tratte fuori del loro foro e paese, quando abbiano
+liti, per farle litigare nel tribunale supremo del principe; e di
+poter esse all'incontro citare i loro avversarii a quel tribunale. Con
+varie altre leggi promosse il medesimo Augusto l'ornamento della città
+di Costantinopoli, col concedere dei privilegii agli architetti, e
+l'abbondanza de' viveri con proporne degli altri ai mercatanti. Noi
+vedemmo di sopra all'anno 332 che trovandosi i Sarmati in pericolo di
+soccombere alla potenza de' Goti, ottennero aiuto da Costantino, dalle
+cui armi entrate nella Sarmazia furono que' Barbari sonoramente
+battuti e sconfitti. Due parole abbiamo dall'Anonimo Valesiano[3140],
+le quali sembrano significare, che per aver egli dipoi trovati i
+medesimi Sarmati di fede dubbiosa ed ingrati a' suoi benefizii, anche
+contra di loro ebbe guerra, e li vinse. Socrate[3141] chiaramente
+attesta le vittorie da lui riportate, non solo de' Goti, ma anche de'
+Sarmati, senza che ne sappiamo di più, nè in qual anno ciò succedesse.
+Truovansi perciò medaglie[3142] d'esso Augusto, dove egli è appellato
+VICTOR OMNIVM GENTIVM; e in altre si legge: DEBELLATORI GENTIVM
+BARBARARVM. Ora si vuol narrare uno stravagante fatto che appartiene
+all'anno presente, per attestato d'Idacio[3143], Eusebio[3144] ed
+altri[3145]. Ossia che i popoli suddetti della Sarmazia (oggidì
+Polonia) avessero guerra solamente nell'anno 332 coi Goti, poi
+debellati dalle armi di Costantino; o pure, come par più probabile,
+che si riaccendesse un'altra volta quel fuoco; certo è che, sentendosi
+eglino debili di forze contra di sì potenti avversarii, misero l'armi
+in mano ai loro servi, cioè ai loro schiavi, e data coll'aiuto d'essi
+una rotta ai nemici, rimasero liberi da quella vessazione e pericolo.
+Ma che? Uno di gran lunga peggiore se ne suscitò in casa loro. Uso fu
+de' Greci, Romani e Barbari stessi di non ammettere alla milizia se
+non persone libere, e di non dar l'armi giammai agli schiavi, per
+timore che costoro dipoi non insolentissero e scuotessero il giogo; e
+tanto più perchè il numero degli schiavi ordinariamente era sterminato
+negli antichi tempi presso d'ogni nazione. Se i Romani in qualche
+gravissimo bisogno di gente si vollero valer degli schiavi, lor
+diedero prima la libertà. Non dovettero i signori sarmati usar tutta
+la convenevol precauzione in tal congiuntura. Insuperbiti i loro
+servi, e conosciuta la propria forza, rivolsero in fatti da lì a non
+molto l'armi contra de' proprii padroni; e questi, non potendo
+resistere, furono astretti a prendere la fuga, ed a lasciar tutto in
+potere di chi dianzi loro ubbidiva. San Girolamo[3146] ed
+Ammiano[3147] danno il nome di Limiganti a quei servi, e a' lor
+padroni quello di Arcaraganti. Ebbero questi ultimi ricorso allo
+Augusto Costantino, il quale benignamente gli accolse ne' suoi Stati.
+Per attestato dell'Anonimo Valesiano[3148], erano più di trecento mila
+persone tra grandi e piccioli dell'uno e dell'altro sesso. Costantino
+arrolò nella milizia i più robusti: il rimanente fu da lui compartito
+per varii paesi, cioè per la Tracia, Scitia (cioè la Tartaria minore),
+Macedonia ed Italia, con dar loro terreni da coltivare. Altri di que'
+Sarmati liberi, per testimonianza d'Ammiano, si ricoverarono nel paese
+dei Victobali; e solamente nell'anno 358 furono rimessi dai Romani in
+possesso del loro paese.
+
+NOTE:
+
+[3135] Cuspinianus. Panvinius. Bucherius.
+
+[3136] Panvinius, in Fast.
+
+[3137] Tillemont, Mémoires des Emp.
+
+[3138] Gothofred., Chron. Cod. Theod.
+
+[3139] L. 2, de Offic. Judic. omn.
+
+[3140] Anonymus Valesianus.
+
+[3141] Socrat., lib. 1, cap. 18.
+
+[3142] Mediobarb., Numism. Imper.
+
+[3143] Idacius, in Fastis.
+
+[3144] Euseb., in Vit. Const., lib. 4, cap. 6.
+
+[3145] Hieron., in Chron.
+
+[3146] Hieron., in Chronico.
+
+[3147] Ammian., Histor., lib. 17 et 19.
+
+[3148] Anonymus Valesianus.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXXV. Indizione VIII.
+
+ SILVESTRO papa 22.
+ COSTANTINO imperadore 29.
+
+_Consoli_
+
+GIULIO COSTANZO e CEIONIO RUFIO ALBINO.
+
+
+Fratello di Costantino Augusto, ma da altra madre nato, cioè da
+Teodora figliastra di Massimiano Erculio, fu questo _Giulio Costanzo_
+console. Oltre allo onore del consolato, ebbe egli anche la eminente
+dignità di patrizio, il titolo di nobilissimo, e la facoltà di portar
+la veste rossa orlata d'oro[3149]. La cognizion di questo personaggio
+importa molto alla storia, perchè noi troveremo _Gallo Cesare_ a lui
+nato dalla prima moglie, e _Giuliano_, a lui procreato da Basilina sua
+seconda moglie, Giuliano, dissi, che arrivò poi ad essere imperadore,
+ma d'infame memoria per la sua apostasia. Il secondo console, cioè
+_Ceionio Rufio Albino_, era figliuolo di Rufio Volusiano, stato due
+volte console, come apparisce da un'antica iscrizione[3150]. Dal
+Catalogo[3151] del Cuspiniano e del Bucherio si ricava che a lui
+stesso nel dì 30 di dicembre dell'anno presente fu conferita la
+prefettura di Roma, nella quale egli continuò per tutto l'anno
+seguente. Entrava l'Augusto Costantino nel dì 25 di luglio del
+presente anno nell'anno trentesimo del suo regno, o imperio _cesareo_.
+Il padre Pagi[3152] pretende che questi fossero i tricennali
+dell'imperio _augustale_ di Costantino, e che da lui nell'anno
+precedente fossero stati celebrati quei del cesareo. Ma, secondo i
+miei conti, avendo egli veramente preso il titolo di Augusto nell'anno
+di Cristo 307, non poteva aver principio nell'anno presente il
+trentesimo dell'augustale imperio. Nè può stare che egli nel
+precedente anno celebrasse i tricennali del regno cesareo, perchè
+nell'anno 305 non fu, per quanto abbiam detto, dichiarato Cesare, ma
+solamente nel 306. Comunque sia con grande magnificenza[3153] e con
+una non minor divozione e pietà solennizzò Costantino questa festa,
+giacchè, fuorchè a Cesare Augusto, a niun altro degli imperadori era
+riuscito di giugnere così avanti nel godimento del regno. Perciò umili
+azioni di grazie rendè all'Altissimo[3154]; ed in questo medesimo anno
+fece la dedicazione dell'insigne chiesa della Resurrezione ch'egli
+avea fatto fabbricare in Gerusalemme. Ma che? La stessa pietà di sì
+glorioso Augusto incorse in questi medesimi tempi in una gravissima
+macchia, di cui parla diffusamente la storia ecclesiastica, e che a me
+basta di accennare in poche parole. Più che mai si trovava sconvolta
+la Chiesa di Dio per l'eresia d'Ario, e per la prepotenza de' suoi
+partigiani e protettori. Costantino, per mettere fine a tanti torbidi,
+ordinò nel presente anno che si tenessero[3155] due concilii, l'uno in
+Tiro, e l'altro in Gerusalemme. La intenzione sua si può credere che
+fosse buona; ma non badò egli d'aver presso di sè lo scaltro Eusebio
+vescovo di Nicomedia, ed altri o segreti o palesi campioni d'Ario, che
+s'abusavano della di lui confidenza ed autorità in favore di
+quell'eresiarca, e in pregiudizio della dottrina della Chiesa
+cattolica e del santo concilio di Nicea. Avvenne dunque che nel
+concilio di Tiro, Atanasio, insigne e santo vescovo d'Alessandria,
+scudo de' cattolici, fu deposto, e in quello di Gerusalemme Ario ed i
+suoi seguaci furono ammessi alla comunion della Chiesa cattolica;
+tutti passi che offuscarono non poco la gloria di Costantino sulla
+terra, e che abbisognarono della misericordia di Dio per lui
+nell'altra vita. Portatosi a dimandargli giustizia sant'Atanasio, in
+vece di ottenerla, fu relegato nelle Gallie. Altra novità nell'anno
+presente, novità pregiudiziale alla sua politica, fece l'Augusto
+Costantino; perchè, non contento di aver dichiarati _Cesari_ i suoi
+tre figliuoli, cioè _Costantino_, _Costanzo_ e _Costante_[3156]: nel
+settembre di quest'anno conferì il medesimo titolo di _Cesare_ e di
+principe della gioventù a _Flavio Giulio Delmazio_ suo nipote, perchè
+figliuolo di Delmazio suo fratello. Un altro nipote, nato dal medesimo
+suo fratello, avea Costantino, per nome _Flavio Claudio Annibaliano_.
+Il creò re del Ponto, della Cappadocia e dell'Armenia minore. Per
+attestato ancora dell'Anonimo Valesiano[3157], gli diede in moglie
+_Costantina_ o sia _Costanziana_ sua figlia, decorata del titolo
+d'Augusta. Disavvedutamente con questi atti di munificenza, lodevoli
+per altro in sè stessi, trattandosi di esaltare parenti suoi sì
+stretti, non badò il saggio Augusto che egli seminava le discordie fra
+i proprii figliuoli e i lor cugini. Non andrà molto che ce ne
+accorgeremo. Benchè sia incerto il tempo, in cui ad un certo
+_Calocero_, uomo vilissimo, saltò in capo la follia di farsi
+imperadore, pure non è fuor di proposito il darne qui un barlume di
+conoscenza (che di più egli non meritava), giacchè san Girolamo[3158]
+e Teofane[3159] ne parlano all'anno 29 di Costantino. Costui pare che
+occupasse l'isola di Cipri; ma un fuoco di paglia fu questo: dall'armi
+imperiali egli restò in breve oppresso, e condannato ai supplizii
+degli schiavi ed assassini. Recitò Eusebio vescovo di Cesarea nel
+settembre di quest'anno in Costantinopoli quel panegirico[3160] che di
+lui abbiamo in onore di Costantino Augusto. E nell'ultimo dì parimente
+dell'anno presente passò a miglior vita san _Silvestro papa_[3161],
+pontefice gloriosissimo, perchè a' suoi tempi, ed anche, siccome
+possiam conghietturare, per cura sua, si vide trionfar la croce di
+Cristo nel cuore di Costantino, ed alzar bandiera la religion
+cristiana sopra l'antica superstizione di Roma pagana; di Roma, dico,
+dove tanti insigni templi sotto di lui si cominciarono a dedicare al
+vero Dio, siccome può vedersi nella storia ecclesiastica.
+
+NOTE:
+
+[3149] Zosimus, lib. 2, cap. 39.
+
+[3150] Panvin., in Fast. Gruterus, in Thesaur. Inscript. Reland., in
+Fast.
+
+[3151] Cuspin. Bucher., de Cyclo.
+
+[3152] Pagius, Crit. Baron.
+
+[3153] Idacius, in Fastis. Chronic. Alexandr.
+
+[3154] Euseb., in Vita Constantin., lib. 4, cap. 40.
+
+[3155] Baron., Annal. Eccl. Collectio Concilior. Labbe, Fleury, et
+alii.
+
+[3156] Idacius, in Fastis. Chronicon Alexandr. Hieron., in Chron.
+
+[3157] Anonymus Vales.
+
+[3158] Hieronymus, in Chronico.
+
+[3159] Theophan., Chronographia.
+
+[3160] Euseb., in Vita Constant., lib. 4
+
+[3161] Anastas. Bibliothec.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXXVI. Indizione IX.
+
+ MARCO papa 1.
+ COSTANTINO imperadore 30.
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO POPILIO NEPOZIANO e FACONDO.
+
+
+Benchè i fasti e le leggi non ci porgano se non il cognome del primo
+console, cioè _Nepoziano_, pure difficilmente si fallerà in credere
+ch'egli fosse quel _Flavio Popilio Nepoziano_, a cui fu madre
+_Eutropia_ sorella di Costantino Augusto. Noi torneremo a vedere
+questo personaggio, all'anno 350, proclamato imperadore, ma imperadore
+di poca durata. Seguitò ancora in quest'anno _Rufio Albino_ ad
+esercitare la prefettura di Roma. In luogo del defunto s. Silvestro fu
+creato romano pontefice[3162] _Marco_ nel gennaio dell'anno presente.
+Cosa alquanto pellegrina può parere a talun il vederlo appellato
+solamente _Marco_, perchè questo era un solo prenome; e non già un
+nome o cognome de' Romani. Ma s. Marco evangelista avea fatto divenir
+nome questo prenome, per tacere altri esempli. Non durò più di otto
+mesi e venti giorni la vita di esso pontefice, registrato dipoi nel
+catalogo de' santi. Fu di parere il cardinal Baronio[3163] che
+_Giulio_ a lui succedesse nella cattedra di san Pietro sul fine
+d'ottobre; ma il padre Pagi[3164], fondato nella Cronica di Damaso,
+differisce la di lui esaltazione sino al febbraio del susseguente
+anno, senza apparire il perchè in questi pacifici tempi restasse
+vacante per tanto tempo la sedia di san Pietro. Appartengono a
+quest'anno le prime nozze di _Costanzo Cesare_, secondo figliuolo
+dell'imperadore[3165], celebrate con gran pompa dalla corte: nella
+qual congiuntura l'Augusto suo padre distribuì ai popoli e alle città
+moltissimi doni. Il Du-Cange[3166] inclinò a credere che questa prima
+moglie di Costanzo (perchè n'ebbe più d'una) fosse figliuola di Giulio
+Costanzo, cioè d'un fratello di esso Costantino Augusto e di Galla; ma
+resta tuttavia scuro questo punto. Una solenne ambasciata dall'India
+circa questi medesimi tempi venne a trovar Costantino, portandogli in
+dono delle gemme preziose, e delle stravaganti bestie di que' paesi
+sconosciute presso i Romani. Aggiugne Eusebio, che i re e i popoli
+dell'India in certa maniera si suggettarono alla signoria di
+Costantino, con riconoscerlo per loro imperadore e re, alzando in
+onore di lui statue ed immagini. Si potrebbe dubitare se Eusebio in
+questo sito la facesse più da oratore o poeta, che da storico. Volle
+dopo le nozze di Costanzo, e conseguentemente nel presente anno, e non
+già nel precedente, come fu d'avviso il Tillemont[3167], l'Augusto
+Costantino provvedere alla succession de' figliuoli, forse perchè
+qualche incomodo della sanità gli faceva già presentire non lontano il
+fin de' suoi giorni; nè i saggi aspettano a regolar le loro faccende
+allorchè la morte picchia alla porta. Divise dunque l'imperio fra i
+suoi tre figliuoli e due nipoti nella seguente maniera. Al primogenito
+suo _Costantino_, già ammogliato, ma senza sapersi con chi, lasciò
+tutto il paese che è di là dalle Alpi, ed era stato della giurisdizion
+di suo padre, cioè tutte le Gallie coll'Alpi Cozie, le Spagne colla
+Mauritania Tingitana e la Bretagna, porzione che oggidì forma tre
+potenti e fioriti regni. A questo principe, abitante allora in
+Treveri, fece ricorso l'esiliato sant'Atanasio, e ne fu ben ricevuto.
+A _Costanzo_ secondogenito assegnò il padre tutto l'Oriente
+coll'Egitto, a riserva della porzione che già dissi data ad
+_Annibaliano_ suo nipote. Pretese l'Apostata Giuliano[3168] che per
+favore particolare Costantino concedesse le provincie d'Oriente a
+Costanzo, perchè più degli altri l'amava a cagion della sua
+sommessione e compiacenza. A _Costante_ terzogenito fu assegnata[3169]
+l'Italia, l'Africa e l'Illirico: vasta porzione anche essa, perchè si
+stendeva per tutta la Pannonia, per le Mesie, Dacia, Grecia,
+Macedonia, ed altri paesi già attinenti all'Illirico, e verisimilmente
+abbracciava anche il Norico e le Rezie. Il Valesio e il Tillemont,
+correggendo un passo di Aurelio Vittore, con leggere _Delmatio_ in
+vece di _Delmatiam_, pretendono che Costantino lasciasse la Tracia, la
+Macedonia e l'Acaia, cioè la Grecia, a _Delmazio_ suo nipote. Ma non è
+da credere che Costantino della sua diletta città di Costantinopoli
+volesse privare i suoi figliuoli, e darla al nipote con dote tanto
+inferiore di paese annesso. O non s'ha dunque da emendare il passo di
+Vittore che attribuisce a _Costante_ l'Illirico, la Italia, la Tracia,
+la Macedonia e la Grecia; o, quando pur si voglia fallato il suo
+testo, si dee stare con Zonara[3170], il quale chiaramente scrive che
+a _Costante_ toccò, oltre all'Oriente, anche la Tracia colla città del
+padre, cioè con Costantinopoli. E a farci credere che così fosse,
+concorre quanto poco fa dicemmo della parzialità a lui mostrata dal
+padre Augusto. Quanto a _Delmazio_, altra parte, a mio credere, non fu
+assegnata che la _Ripa Gotica_, come ha l'Anonimo Valesiano[3171],
+cioè verisimilmente la Dacia nuova, o pur la Mesia inferiore. Di qual
+parte divenisse o restasse signore _Annibaliano_ con titolo di re, già
+s'è detto all'anno precedente. Ed ecco il romano imperio trinciato in
+tante parti, e con tal divisione infievolito in maniera da prepararsi
+alla rovina; ma Diocleziano avea già somministrato a Costantino questo
+modello, e Costantino dovette anch'egli figurarsi meglio assicurata la
+sussistenza di questi regni con provvederli di principi, de' quali
+cadauno dal suo canto gareggerebbe per difendere dai Barbari la sua
+porzione, senza prevedere o sospettar egli che l'ambizione e gelosia
+potesse poi con tutta facilità attizzar la discordia fra tanti
+principi, ed anche fra gli stessi fratelli.
+
+NOTE:
+
+[3162] Anastas., in Bibl. sive Chron. Damasi.
+
+[3163] Baron., in Annal.
+
+[3164] Pagius, Crit. Baron.
+
+[3165] Euseb., in Vita Constant., lib. 4, cap. 49.
+
+[3166] Du-Cange, Hist. Byz.
+
+[3167] Tillemont, Mémoires des Empereurs.
+
+[3168] Julian., Orat. III.
+
+[3169] Anonym. Valesianus. Zonaras, in Ann. Aurelius Victor, in
+Epitome.
+
+[3170] Zonaras, in Annal.
+
+[3171] Anonym. Vales.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXXVII. Indizione X.
+
+ GIULIO papa 1.
+
+ COSTANTINO juniore }
+ COSTANZO e } imp. 1.
+ COSTANTE }
+
+_Consoli_
+
+FELICIANO e TIBERIO FABIO TIZIANO.
+
+
+Certo è il cognome del secondo console, cioè di _Tiziano_, non
+egualmente è sembrato tale il suo nome e prenome a cagion dei dubbii
+mossi al consolato dell'anno 391, siccome vedremo. Nel dì 10 di marzo
+a Rufio Albino succedette nella dignità di prefetto di Roma _Valerio
+Procolo_. La saviezza con cui Costantino reggeva i suoi popoli, la
+sterminata sua potenza, e il credito con tante vittorie acquistato,
+aveano per più anni tenuto in dovere i Barbari e fatta godere a tutte
+le parti del romano imperio un'invidiabil pace: quando eccoli dare
+all'armi i Persiani, e muover guerra al romano imperio. Un racconto di
+Cedreno[3172], a cui il Valesio[3173] prestò fede, fa originata questa
+rottura de' Persiani coi Romani dopo una pace per circa quaranta anni
+durata fra loro, da un certo _Metrodoro_, filosofo persiano, il quale,
+adunata gran copia di pietre preziose nell'India, parte da lui rubate
+e parte a lui consegnate da un re indiano da portare in suo nome
+all'Augusto Costantino, venne veramente a trovar l'imperadore, a cui
+diede le gioie, ma senza far parola del re donatore, con aggiugnere
+ancora di avergliene consegnata quel re un'altra gran quantità, ma
+che, in passando per la Persia, erano state occupate da quel re Sapore
+II. Perchè Costantino ne fece delle istanze ad esso re con assai
+altura, e non ne ricevè risposta, si allumò la guerra fra loro. Altre
+particolarità aggiunte da esso Cedreno a una tal relazione da niuno
+degli antichi conosciute, han ciera di favole, delle quali per altro è
+fecondo quello scrittore troppo lontano dai tempi di Costantino.
+Tuttavia Ammiano[3174] ha qualche cosa di questo Metrodoro, con dire
+che Costanzo, e non già Costantino, badando alle bugie di Metrodoro,
+fu istigato a far guerra ai Persiani. Intanto a noi gioverà
+l'attenerci ad autori più classici, cioè ad Eusebio[3175],
+Libanio[3176] ed Aurelio Vittore[3177]. Vanno essi d'accordo in dire
+che il re di Persia, Sapore, da gran tempo faceva de' preparamenti per
+muovere guerra al romano imperio. Allorchè ebbe disposto tutto, inviò
+ambasciatori a Costantino, ridomandando gli Stati che una volta
+appartenevano alla corona persiana. La risposta di Costantino fu che
+verrebbe egli in persona ad informarlo de' suoi sentimenti; ed in
+fatti allestite armi e milizie, chiamate in gran copia da tutte le
+parti del suo imperio, con vigore si preparò per questa importante
+spedizione. Un così potente armamento d'un imperadore avvezzo alle
+vittorie fece calar ben tosto gli orgogliosi spiriti del re persiano,
+le cui armate aveano già dato principio alle scorrerie nella
+Mesopotamia, di modo che spedì nuovi ambasciatori a Costantino per
+trattar di pace. Eusebio[3178] qui più degli altri merita fede, e ci
+assicura che l'ottennero; laddove Rufo Festo[3179] e l'Anonimo
+Valesiano[3180], Libanio e Giuliano l'Apostata pretendono che
+Costantino continuasse i preparamenti militari per la guerra; e noi
+vedremo che Costanzo suo figliuolo fu da lì a non molto alle mani col
+re di Persia. Tuttavia Ammiano è di parere che Costanzo, e non già i
+Persiani, quegli fu che volle rompere, sedotto, siccome già
+accennammo, dal suddetto Metrodoro.
+
+Avea l'Augusto Costantino goduta in addietro una prosperosa sanità,
+accompagnata con gran vigore di corpo e d'animo[3181], ed era già
+pervenuto al principio dell'anno sessantesimo terzo di sua età. Ma
+convien credere che anche nel precedente anno qualche interna
+debolezza o malore più vivamente che mai il facesse accorto
+dell'inevitabile nostra mortalità. Però, siccome dicemmo, assettò
+gl'interessi domestici; più che mai si applicò alle opere di pietà;
+fece fabbricare il sepolcro suo presso il magnifico tempio degli
+Apostoli, eretto e dedicato da lui in Costantinopoli, e spesso
+trattava dell'immortalità dell'anima, insegnata dalla religion di
+Cristo e dalla migliore filosofia. Ora, dopo aver egli con gran
+divozione celebrato il giorno santo della Pasqua, cominciò a sentir
+de' più gravi sconcerti nella sanità, e si portò ai bagni, ma senza
+provarne profitto. Venuto che fu ad Elenopoli, si aggravò il suo male;
+ed allora, conoscendo approssimarsi ormai il fine dei suoi
+giorni[3182], con tutta umiltà confessò i suoi peccati in quella
+chiesa, e fece istanza ai vescovi dimoranti nella sua corte di
+ricevere il sacro battesimo, differito da lui fin qui, secondo l'uso
+od abuso d'alcuni in que' tempi, per cancellare e purgare prima di
+morire in un punto solo tutti i peccati della vita passata
+coll'efficacia di quel sacramento. Questa funzione fu celebrata poco
+appresso, essendo egli passato da una sua villa presso di
+Nicomedia[3183]; e chi il battezzò, fu Eusebio vescovo di quella
+città, uomo per altro screditato per la sua aderenza agli errori
+d'Ario. Non v'ha oggidì persona alquanto applicata all'erudizione che
+non conosca essere stato conferito il battesimo a questo celebre
+imperadore, e primo fra gl'imperadori cristiani, non già in Roma per
+mano di san Silvestro papa nell'anno 324, come ne' secoli
+dell'ignoranza le leggende favolose fecero credere, ma bensì nell'anno
+presente in Nicomedia sul fine della di lui vita. Se altro testimonio
+che Eusebio Cesariense non avessimo di questo fatto, potrebbesi forse
+dubitare della di lui fede, perchè vescovo almen sospetto di aver
+favorito il partito dell'eresiarca Ario, contuttochè non sia mai
+probabile che scrittore sì riguardevole volesse e potesse spacciare un
+fatto, che così agevolmente si sarebbe potuto con sua vergogna
+smentire, qualora fosse pubblicamente seguito in Roma tanti anni prima
+il battesimo d'esso Augusto. Ma il punto sta, che con Eusebio, in
+raccontar questo fatto, s'accordano il santo vescovo[3184] Ambrosio,
+san Girolamo e tanti vescovi del concilio di Rimini nell'anno di
+Cristo 359; e Socrate, Sozomeno, Teodoreto, Evagrio e la Cronica
+Alessandrina. Non ne cito i passi, potendo il lettore informarsi
+meglio di questo da chi _ex professo_ ha ventilata cotal quistione.
+Posto poi il battesimo così tardi ricevuto da Costantino, per cui egli
+cominciò veramente a chiamarsi cristiano, e ad essere partecipe dei
+divini misteri[3185]; s'è cercato se Costantino fosse almeno in
+addietro nel numero de' catecumeni, nè si son trovati bastanti lumi
+per decidere questo punto. Quel che è certo, da gran tempo
+l'impareggiabil Augusto, con aver abiurato l'empio culto degli idoli,
+era cristiano in suo cuore, e adorava Gesù Cristo, e promoveva a tutto
+suo potere gl'interessi della sua santa religione, benchè non si
+sottomettesse per anche al giogo soave del Vangelo, e all'obbrobrio
+della Croce; e si sa che egli superava col suo zelo e colla sua
+divozione anche molti veterani nella scuola del Crocifisso. Dopo il
+battesimo, che il piissimo Augusto ricevè con gran compunzione ed
+ilarità insieme d'animo al veder quelle sacre cerimonie, vesti l'abito
+bianco, e diedesi a far varii regolamenti, l'uno dei quali fu il
+richiamar dall'esilio sant'Atanasio[3186], e, secondo tutte le
+apparenze, anche gli altri vescovi banditi. Confermò ancora nel
+testamento la division fatta degli Stati ne' suoi figliuoli, con
+chiamare a sè, come più vicino, Costanzo, il quale non giunse a tempo
+di vederlo vivo.
+
+Nella sacra festa adunque della Pentecoste, caduta in quest'anno nel
+dì 22 di maggio, fu chiamato, come si può credere, alla gloria de'
+beati questo insigne imperadore, in età di sessantatrè anni e tre
+mesi, per quanto si deduce con varie conghietture dagli antichi
+scrittori[3187], correndo l'anno trentunesimo, dacchè egli fu creato
+Cesare. Nè sussiste che egli nell'ultimo della vita inclinasse agli
+errori d'Ario, come si lasciò scappar dalla penna san Girolamo[3188],
+avendo assai fatto conoscere alcuni letterati ch'egli morì nella
+credenza e comunione della Chiesa cattolica: al che certamente nulla
+pregiudicò l'avergli Eusebio di Nicomedia somministrato il battesimo,
+la cui virtù non dipende dal ministro. Fu il corpo del defunto
+Augusto[3189] con lugubre pompa portalo a Costantinopoli, accompagnato
+da tutta l'armata di quelle parti; ed esposto nella gran sala del
+palazzo, parata a lutto, e illuminata da assaissimi doppieri su
+candellieri d'oro, quivi restò, finchè arrivato dalla Soria Costanzo
+di lui figliuolo, solennemente lo condusse al sepolcro, ch'egli stesso
+s'era preparato, e che fu posto alla porta del tempio de' santi
+Apostoli in Costantinopoli. Incredibile ed universale fu il
+dolore[3190] dei popoli per la perdita di questo incomparabile
+imperadore; e spezialmente il senato e popolo romano[3191] se ne
+afflisse, riflettendo che egli coll'armi, colle leggi e colla clemenza
+avea, per così dire, fatta rinascere Roma, e procacciata con tanta
+cura in addietro una mirabil tranquillità di pace al suo imperio.
+Perciò furono in essa Roma sospesi tutti gli spettacoli ed altri
+divertimenti; si serrarono i bagni, e con alte grida il popolo fece
+istanza che il di lui corpo venisse trasportato colà, con provar
+poscia estremo dolore, allorchè intese data ad esso sepoltura in
+Costantinopoli. I pagani stessi[3192], secondo il sacrilego loro
+stile, ne fecero un dio, come eziandio si raccoglie da varie
+medaglie[3193], onore certamente detestato da quella grande anima che
+adorò il solo vero Dio in vita, e dopo morte possiam credere che
+passasse a godere i premii riserbati ai buoni in un regno più stabile
+e migliore. Il titolo di _Grande_, che noi comunemente diamo a
+Costantino, parve poco ai popoli, anche vivente lui; e però gli
+diedero quel di _Massimo_, che s'incontra nelle suddette medaglie e
+nelle iscrizioni. Ed, in vero, per quanto ebbe a confessare lo stesso
+Eutropio[3194], benchè scrittore pagano, innumerabili pregi di corpo e
+d'animo, e una rara fortuna concorsero a formare di lui uno dei
+maggiori eroi dell'antichità. Videsi ritornato dal valore delle sue
+armi sotto un solo capo il romano imperio; cessarono pel suo saggio e
+clemente governo i gravissimi mali e disordini internamente patiti
+sotto i precedenti cattivi Augusti; e calato l'orgoglio alle nazioni
+barbare, niuna d'esse inferiva più molestia alcuna alle provincie
+romane, per timore di questo invitto Augusto. Ma la principal gloria
+di Costantino fu, e sempre sarà presso di noi cristiani, l'esser egli
+stato il primo ad abbandonare il culto degli idoli con abbracciare la
+vera religione di Cristo; e non solo di aver profittato per sè stesso
+di questa luce, ma d'essersi studiato a tutto potere di dilatarla pel
+vasto suo imperio, senza nondimeno forzare le coscienze altrui: studio
+che, secondato da' suoi successori, giunse in fine ad atterrar affatto
+il paganesimo, e a far solamente regnare la Croce per tutte le
+provincie romane. Quanto egli operasse, affinchè ciascuno aprisse gli
+occhi al lume del Vangelo, quante chiese egli fabbricasse, quanti
+templi famosi della idolatria distruggesse, e tanti altri saggi della
+sua umiltà e pietà, all'istituto mio non convien di riferire,
+rimettendo io il lettore, desideroso di chiarirsene, alla Vita di lui
+scritta da Eusebio, e alla storia ecclesiastica. Ma non posso tacere
+che, per attestato del medesimo storico[3195], lo zelo di Costantino
+giunse a proibire l'esterno culto degl'idoli, e a far chiudere le
+porte de' loro templi, e a vietare i sagrifizii, l'aruspicina e varie
+altre superstizioni del gentilesimo. Che s'egli non potè sradicar
+tutto, il potente crollo nondimeno che gli diede, servì ai successori
+suoi Augusti di campo per compiere quella grande impresa. Per questo
+la memoria di Costantino si rendè venerabile per tutta la Chiesa, e
+tanto innanzi andò presso i Greci la stima di questo imperadore, che
+ne fecero un santo, e ne celebrano tuttavia la festa. Anzi nello
+Occidente stesso non sono mancate chiese che han fatto altrettanto, e
+scrittori che han compilata la Vita di _san Costantino_ il Grande.
+
+Ma qui si vuol avvertire i lettori, che quantunque riguardevoli sieno
+stati i meriti di questo glorioso imperadore; tuttavia, se noi
+prendiamo nella sua vera significazione il titolo di _santo_,
+indicante il complesso d'ogni virtù cristiana, e l'essere affatto
+privo di vizii e di sostanziali difetti: ben lontano fu Costantino dal
+conseguir sì decoroso titolo, che la sola pia adulazione de' secoli
+barbari a lui contribuì. Imperciocchè, a guisa di tanti altri principi
+che grandi sono appellati, non mancarono in lui varii difetti, che
+ebbero bisogno di misericordia presso Dio, e di scusa presso i
+mortali. Non son già qui sì facilmente da credere tanti biasimi a lui
+dati da Giuliano Apostata, e massimamente da Zosimo, il qual ultimo
+fece quanto sforzo potè per isminuire o denigrar la fama di
+Costantino. Scrittori tali, perchè ostinati nel paganesimo, maraviglia
+non è se sparlassero d'un imperadore che, quanto potè, diroccò il
+regno della lor superstizione. Ora tanto Giuliano[3196] che Aurelio
+Vittore[3197] ed Eutropio[3198] ci rappresentano Costantino, non solo
+avidissimo della gloria (passione per altro che in sè merita scusa,
+per non dire anche lode, qualora è di stimolo alle sole belle opere),
+ma ancora pieno d'ambizione, avendo egli cercato sempre d'ingrandirsi,
+senza mettersi pensiero se per vie giuste od ingiuste. Ma chi vuol
+male, tutte le altrui opere interpreta in sinistro. Gli attribuiscono
+ancora[3199] un eccesso di lusso nell'ornamento del suo corpo, per
+aver portato, ed anche continuamente, il diadema; dal che si
+guardarono i suoi predecessori: accusa nondimeno di poco momento,
+perchè ai monarchi non è disdetto il sostenere la propria maestà colla
+magnificenza esteriore, purchè non giungano, come facea Diocleziano, a
+farsi trattare da iddii. Che poi Costantino negli ultimi suoi anni si
+desse ad una vita voluttuosa, amando i piaceri e gli spettacoli, lo
+scrissero bensì Giuliano[3200] e Zosimo[3201]; ma lo stesso Aurelio
+Vittore[3202] e Libanio[3203], amendue gentili, difendono qui la di
+lui memoria, con dire ch'egli continuamente leggeva, scriveva,
+meditavo, ascoltava le ambascerie e le querele delle provincie; e
+molto più parla esso Libanio delle continue di lui occupazioni per
+promuovere il pubblico bene; nè alcuno certamente mai fu che potesse
+imputargli l'aver trasgredite le leggi della continenza, nè commessi
+eccessi di gola. Se vero poi fosse che Costantino, come vuol
+Zosimo[3204], e si ricava anche da Aurelio Vittore, dall'una parte
+scorticava i popoli colle imposte e coi tributi, e dall'altra
+scialacquava i tesori in fabbriche e in arricchir persone inutili ed
+immeritevoli, di maniera che, secondo esso Vittore, governò ben egli
+come buon principe ne' primi dieci anni, ma ne' dieci seguenti
+comparve un ladrone, e ne' dieci ultimi si trovò come uno spelato
+pupillo: se vero, dissi, ciò fosse, avrebbe senza dubbio pregiudicato
+non poco alla di lui riputazione. Ma Evagrio[3205] difende qui la fama
+di Costantino; e di sopra vedemmo, coll'autorità d'Eusebio, che questo
+regnante levò via un quarto degli aggravii sopra le terre; oltre di
+che, le sue leggi il danno a conoscere per nemico, e certo non
+tollerante delle avanie sopra i sudditi. Quel forse che con più
+ragione fu ripreso in questo gran principe, fu la sua troppa bontà,
+amorevolezza e clemenza; male procedente da buon principio, ma che non
+lascia d'essere male in chi è posto da Dio a governar popoli, se tale
+eccesso va a finire in danno del pubblico. Confessa lo stesso
+Eusebio[3206] che Costantino fu proverbiato, perchè niuno temendo, a
+cagione della soverchia di lui clemenza, di soggiacere all'ultimo
+supplizio, e poco o nulla affaticandosi i governatori delle provincie
+per frenare i delinquenti, ne pativa la pubblica quiete, e frequenti
+erano i lamenti de' sudditi. Aggiugne che due gravi disordini si
+provarono in quei tempi, cioè la prepotenza ed insaziabil cupidigia
+dei ministri di corte, che travagliavano tutti i mortali, e la
+furberia di molte inique persone che, fingendosi convertite alla
+religion cristiana, s'introducevano nella confidenza dell'imperadore,
+con abusarsene poi in pregiudizio del pubblico e della religione
+stessa, facendo credere quel che volevano all'incauto Augusto. Che
+anche appresso dei buoni principi si veggano cattivi, scellerati
+ministri, non è cosa forestiera; ma non sono esentati i principi
+stessi dal rendere conto a Dio e al pubblico di valersi di sì fatte
+braccia, senza prendersi pensiero delle lor malvage azioni. E
+Costantino ben li conosceva[3207], e gridava, ma non provvedeva. E per
+conto degl'impostori che colla maschera del Cristianesimo ingannavano
+il troppo buono imperadore, sappiamo ch'egli, badando ad Eusebio di
+Nicomedia, e verisimilmente anche allo stesso Eusebio di Cesarea, fece
+de' passi falsi contra del sacrosanto concilio di Nicea, e in danno
+della dottrina e religione cattolica. Contuttociò si vuol ripetere che
+ad un principe tale, per tanti versi tutto dato alla pietà cristiana,
+e pieno di retta intenzione, possiam fondatamente credere che il
+misericordioso Dio avrà fatto godere un'abbondante misura della sua
+clemenza nel mondo di là; e che s'egli, al pari di un altro suo
+eguale, cioè di Carlo Magno, non meritò già d'essere venerato qual
+indubitato santo sugli altari, non l'abbia almeno Iddio escluso da un
+invidiabil riposo nel regno suo. Finalmente non vo' tralasciar di dire
+che sotto Costantino il Grande fiorirono non poco le lettere e i
+letterati, sì fra i cristiani che fra i pagani, perch'egli, per
+attestato di Aurelio Vittore[3208], cura particolare ebbe che si
+coltivassero l'arti e le scienze, e costituì ancora salarii ai maestri
+delle medesime. Si sa ch'egli stesso componeva orazioni e discorsi, e
+scriveva lettere con eloquenza, e ne restano tuttavia le pruove. Gli
+autori della Storia Augusta, tante volte menzionati di sopra,
+fiorirono quasi tutti sotto di lui, e alcuni d'essi ancora d'ordine
+suo scrissero le Vite de' precedenti imperadori, come _Sparziano_,
+_Lampridio_ e _Capitolino_. Di sopra ancora parlammo di _Eumene_, di
+_Nazario_ e d'_Optaziano_ panegiristi, _Jamblico_ filosofo platonico,
+_Commodiano_ (se pur non è più antico) e _Giuvenco_ poeti cristiani,
+_Arnobio_, _Giulio Firmico_, _Eusebio Cesariense_, e probabilmente
+_Gregorio_ ed _Ermogeniano_, autori di due codici, una volta celebri,
+delle leggi romane, con altri che io tralascio, e intorno a' quali è
+da vedere la storia ecclesiastica e letteraria. Quel poi che dopo la
+morte di Costantino succedette, ancorchè appartenente al presente
+anno, sia a me lecito di trasferirlo al seguente, perchè assai si è
+parlato di questo.
+
+NOTE:
+
+[3172] Cedren., in Histor.
+
+[3173] Valesius, in Annot. ad Ammian., lib. 25, cap. 4.
+
+[3174] Ammianus, lib. 25, cap. 4.
+
+[3175] Euseb., in Vita Constantini, lib. 4, cap. 56.
+
+[3176] Liban., Orat. III.
+
+[3177] Aurelius Victor, de Caesarib.
+
+[3178] Euseb., in Vita Constantini, cap. 57.
+
+[3179] Rufus Festus, in Breviar.
+
+[3180] Anonym. Valesianus. Libanius. Julianus.
+
+[3181] Euseb., in Vita Constantini, lib. 4, cap. 53.
+
+[3182] Euseb., ibid., cap. 61.
+
+[3183] Hieron., in Chron.
+
+[3184] Ambrosius. Hieronym. Socrates. Sozomenus. Theodoret. Evagrius.
+Chron. Alexandrinum.
+
+[3185] Valesius, Adnot. ad Euseb. Tillemont, Mémoires des Emper.
+
+[3186] Athan., Apolog. II.
+
+[3187] Euseb., in Vit. Const. Socrates, in Histor. Eccl. Idacius, in
+Fastis. Cron. Alexandr.
+
+[3188] Hieron., in Chronico.
+
+[3189] Theodoretus, Histor., lib. 1, cap. 34.
+
+[3190] Euseb., in Vita Constant., lib. 4, cap. 69.
+
+[3191] Aurel. Vict., de Caesarib.
+
+[3192] Eutrop., in Brev.
+
+[3193] Mediobarb., Numismat. Imper.
+
+[3194] Eutrop., in Brev.
+
+[3195] Euseb., in Vit. Const., lib. 4, cap. 23 et 25.
+
+[3196] Julian., Oratione VII.
+
+[3197] Aurel. Victor, in Epitome.
+
+[3198] Eutropius, in Breviar.
+
+[3199] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[3200] Julian., de Caesarib.
+
+[3201] Zosimus, lib. 2, cap. 32.
+
+[3202] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+[3203] Liban., Or. III.
+
+[3204] Zosimus, lib. 2, cap. 38
+
+[3205] Evagr., lib. 3, cap. 40.
+
+[3206] Euseb., in Vita Constantini, lib. 4, cap. 51 et 54.
+
+[3207] Euseb., in Vita Constant., lib. 4, cap. 55.
+
+[3208] Aurelius Victor, in Epitome.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXXVIII. Indiz. XI.
+
+ GIULIO papa 2.
+
+ COSTANTINO juniore }
+ COSTANZO e } imp. 2.
+ COSTANTE }
+
+_Consoli_
+
+ORSO e POLEMIO.
+
+
+_Mecilio Ilariano_ esercitò in questo anno la prefettura di Roma. Da
+che giunto a Costantinopoli _Costanzo_ Cesare ebbe data solenne
+sepoltura al cadavero del defunto padre, nell'anno addietro si applicò
+a dar sesto agli affari del pubblico. Intanto giunsero gli altri due
+suoi fratelli[3209], cioè _Costantino_ juniore e _Costante_. Niun
+d'essi finora avea portato se non il nome di _Cesare_. Le milizie,
+verisimilmente bene istruite da essi, fecero istanza che tutti e tre
+prendessero quello di _Augusto_, e questo di consenso delle altre
+armate, alle quali fu significata la morte di Costantino, e
+l'intenzione di crear imperadori tutti e tre i suoi figliuoli. Perchè
+si volle anche far l'onore al senato romano di aspettare il di lui
+assenso, che non mancò, tanto si andò innanzi, che solamente nel dì 9
+di settembre[3210] dell'anno prossimo passato furono essi pienamente
+proclamati Imperadori ed Augusti; e ne presero il titolo. Avea,
+siccome già dicemmo, l'Augusto Costantino creato Cesare _Delmazio_ suo
+nipote, con assegnargli ancora alcuni Stati; e dichiarato re del
+Ponto, della Cappadocia ed Armenia _Annibaliano_ di lui fratello. Non
+seppero sofferire i tre ambiziosi fratelli Augusti che, fuor d'essi,
+alcuno avesse parte nella signoria del romano imperio; e però furono a
+consiglio per escluderli. La maniera di ottener l'intento fu
+barbarica, e fa orrore, perchè si conchiuse di levar loro la vita. Ma
+prima di eseguire così crudele risoluzione, cominciarono essi ad
+esercitare la sovrana autorità, con levare il posto di prefetto del
+pretorio ad _Ablavio_[3211], benchè lasciato da Costantino per
+consigliere di Costanzo. Era stato costui onnipotente sotto il
+medesimo Costantino; ed uno di coloro che Eusebio Cesariense volle
+indicare, accennando que' ministri che, abusandosi della bontà d'esso
+Costantino, s'erano renduti odiosi a tutti per le loro violenze e per
+l'ingordigia della roba. Ritirossi Ablavio ad un suo palazzo di villa
+nella Bitinia, credendosi assoluto colla sola perdita del grado; tua
+abbiamo da Eunapio[3212] che Costanzo sotto mano spedì alcuni
+uffiziali con lettere dell'armata che lo invitava a tornarsene per suo
+gran vantaggio. Gli furono presentate quelle lettere con tutta
+sommessione dagli uffiziali, come s'egli fosse stato un imperadore; ed
+egli infatti si persuase che l'intenzione de' soldati fosse di crearlo
+Augusto. Ma dove è la porpora? domandò egli con volto e voce fiera.
+Risposero gli uffiziali di non aver eglino se non le lettere; ma che
+altri stavano alla porta per eseguire il resto. Ordinò Ablavio che
+entrassero; ma, in vece della porpora, gli presentarono le punte delle
+spade, e il tagliarono a pezzi. Fu insinuato forse nei medesimi tempi,
+se non prima, all'armata di far tumulto, con protestare ad alte grida
+di non volere se non i tre figliuoli del defunto Augusto per signori
+ed imperadori. E perciocchè erano venuti alla corte i suddetti
+_Delmazio Cesare_ ed _Annibaliano re_ e _Giulio Costanzo_, quelli
+cugini, e questi zio paterno d'essi tre Augusti, in quel bollore fu
+loro dai soldati tolta la vita[3213]. Un altro fratello del defunto
+Augusto (forse _Annibaliano_) e cinque altri del medesimo sangue,
+tutti innocenti, incorsero nella stessa sciagura, per attestato di
+Giuliano Apostata[3214]. Anzi poco mancò che lo stesso _Giuliano_ e
+_Gallo_ suo fratello, figliuoli amendue del suddetto _Giulio
+Costanzo_, e per conseguente cugini anche essi dei tre Augusti, non
+fossero involti in questa rovina. Gallo restò illeso, perchè la
+infelice sua sanità il rappresentava, senza fargli maggior fretta,
+assai vicino alla tomba. L'età poi di soli sette anni quella fu che
+salvò la vita a Giuliano. Potrebbe essere che a questi principi
+scappasse detta qualche parola, che a loro, più che a' figliuoli di
+Costantino, fosse dovuto l'imperio per le ragioni della lor nascita; e
+che di qua procedesse il loro esterminio.
+
+Ed ecco con che turchesca crudeltà diede l'Augusto _Costanzo_
+incominciamento al suo governo, giacchè niuno degli antichi scrittori
+attribuisce questa sanguinaria esecuzione a _Costantino juniore_ o a
+_Costante_ di lui fratelli, ma bensì a lui solo[3215]. Ed ancorchè
+egli palliasse l'iniquità sua, rifondendola sull'ammutinamento de'
+soldati, fu ognuno nondimeno persuaso che egli n'era stato
+segretamente il motore. Dopo la strage di questi principi, tutti del
+sangue imperiale, entrò anche la discordia fra i tre fratelli Augusti,
+o sia perchè cadaun d'essi pretendesse d'aver la sua parte negli Stati
+decaduti per la morte di Delmazio e di Annibaliano, o pure perchè la
+division de' regni fatta dal padre non piacesse a talun d'essi, o
+restasse esposta, per cagion de' confini, a varie controversie. È
+ignoto se allora, o pure dipoi, a motivo dell'Africa, insorgesse fiera
+lite fra Costantino e Costante, la quale poi andò a terminare in una
+brutta tragedia, forse perchè Costante pretendesse la Mauritania
+Tingitana, che soleva andar unita colla Spagna, o perchè Costantino
+credesse a sè dovuta qualche altra parte dell'Africa stessa. Unironsi,
+a cagion di tali dissensioni, i tre fratelli a Sirmio nella Pannonia,
+come attesta Giuliano l'Apostata[3216], e quivi Costanzo la fece da
+arbitrio, con tal saviezza nondimeno e moderazione, che non lasciò ai
+fratelli motivo di dolersi di lui; anzi nella partizion degli Stati
+più diede ad essi di quel che ritenne per sè, affinchè si mantenesse
+la buona unione e concordia fra tutti. Si disputa tuttavia fra gli
+eruditi se questo abboccamento ed accordo de' fratelli Augusti
+seguitasse nell'anno precedente o pure nel presente. Resta parimente
+controverso qual cambiamento si facesse nell'assegnamento degli Stati.
+Nulla io dirò del tempo, a noi bastando la certezza del fatto. Ma per
+conto della divisione, niuna apparenza di verità ha il dirsi
+dall'autore della Cronica Alessandrina[3217] che a Costantino, il
+maggiore dei fratelli, toccasse Costantinopoli colla Tracia, e ch'egli
+regnasse quivi un anno, quando, siccome dicemmo, le signorie di lui
+erano la Gallia, le Spagne e la Bretagna, paesi troppo disuniti e
+lontani dalla Tracia. Si può ben credere che la Cappadocia e
+l'Armenia, provincia allora assai sconvolta, venisse in poter di
+Costanzo; e che egli cedesse a Costantino il Ponto (il che vien
+asserito da Zosimo)[3218], e forse la Mesia inferiore; e che
+vicendevolmente Costante promettesse o rilasciasse a Costantino
+qualche parte dell'Africa, o pur altri paesi adiacenti all'Italia. Non
+si possono ben chiarire queste partite; quel che intanto è certo,
+l'ambizione, cioè quella fame che rode il cuore di quasi tutti i
+regnanti, nè mai si sazia, sconvolse di buon'ora i fratelli Augusti,
+e, non ostante il predetto accordo, poco stette a produr delle
+funestissime scene. Mentre poi fra loro bollivano queste dissensioni,
+_Sapore_ re di Persia, animato dalla morte di Costantino il Grande, e
+credendo venuto il tempo di mietere, entrò con potente armata nella
+Mesopotamia[3219], e mise l'assedio alla città di Nisibi. Più di due
+mesi vi tenne il campo, ma inutilmente, perchè quella guernigione co'
+cittadini fece sì gagliarda difesa, che il superbo re dovette battere
+la ritirata, probabilmente perchè Costanzo avea ammassata gran gente
+per darle soccorso. Ma è disputato se all'anno presente appartenga
+questo assedio: che per altro la guerra coi Persiani continuò dipoi
+per anni parecchi, e Nisibi altre volle si vide assediata con
+avvenimenti de' quali non si può assegnare il tempo preciso, e che
+solamente, andando innanzi, saran brevemente accennati. Belle son due
+leggi d'essi Augusti, spettanti a questo anno contro ai ribelli
+infamatorii[3220] e alle lettere orbe, ed accuse secrete, con ordinare
+che, in vigor di questi atti clandestini, non fatti secondo le regole
+della giustizia, niuno de' giudici potesse procedere contra degli
+accusati; e che si dessero alle fiamme quegl'iniqui libelli.
+
+NOTE:
+
+[3209] Euseb., in Vit. Const., lib. 4, cap. 68.
+
+[3210] Idacius, in Fastis.
+
+[3211] Gregorius Nazianzenus, Orat. 3.
+
+[3212] Eunap., de Vit. Sophistar., cap. 4.
+
+[3213] Zosimus, lib. 2, c. 40. Eutrop., in Breviar.
+
+[3214] Julian., Epist. ad Athen.
+
+[3215] Julian., Epist. ad Athen. Hieron., in Chron. Zosimus, lib. 2,
+cap. 40.
+
+[3216] Julian., Orat. I et III.
+
+[3217] Chron. Alexandr.
+
+[3218] Zosimus, lib. 2, cap. 39.
+
+[3219] Theophanes, Chronogr. Chron. Alexandr. Hieron., in Chron.
+
+[3220] L. 4, de petition., et l. 5, de famos. libell., Cod. Theodos.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXXXIX. Indiz. XII.
+
+ GIULIO papa 3.
+
+ COSTANTINO juniore }
+ COSTANZO e } imp. 3.
+ COSTANTE }
+
+_Consoli_
+
+FLAVIO GIULIO COSTANZO AUGUSTO per la seconda volta e FLAVIO GIULIO
+COSTANTE AUGUSTO.
+
+
+Prefetto di Roma fu in quest'anno dal dì 14 di luglio sino al dì 25
+d'ottobre _Lucio Turcio Secondo Aproniano Asterio_, ed ebbe per
+successore pel resto dell'anno in quella dignità _Tiberio Fabio
+Tiziano_, creduto lo stesso che nell'anno 337 era stato console. Non
+mancano leggi e fasti che non _Costanzo_, ma _Costantino_ chiamano il
+primo console, e va d'accordo con essi un'iscrizione[3221] da me data
+alla luce. Contuttociò non si può abbandonar la comune opinione che
+mette _Costanzo_ Augusto console, altrimenti si imbroglierebbe la
+serie dei consolati susseguentemente da lui presi. Che se Costantino
+juniore avesse presa in questo anno tal dignità, dovea dirsi _console
+per la quinta volta_. Nulla di particolare ci somministra a quest'anno
+la storia. Abbiam solamente alcune leggi[3222] che ci fan vedere, dove
+in varii giorni si trovassero gli Augusti, ma non senza confusione,
+per li testi guasti. Allora se uno d'essi imperadori pubblicava una
+legge, non il solo suo nome, ma quello ancora degli altri due fratelli
+Augusti vi si metteva in fronte, acciocchè paresse che il romano
+imperio, tuttochè diviso fra i tre regnanti, seguitasse nondimeno ad
+essere un corpo ed una cosa stessa. Tre d'esse leggi, date in
+Laodicea, in Eliopoli e in Antiochia, indicar possono che Costanzo
+Augusto dovea essere passato colà per accudire alla guerra dei
+Persiani, i quali si può dire che ogni anno venivano a dar mala
+ventura alla Mesopotamia, provincia de' Romani. In esse leggi Costanzo
+si studiò di liberare i pubblici giudizii dalle sofisticherie e
+formalità superflue che eternavano i processi e le liti. Proibì egli
+ancora, sotto pena della vita, i matrimonii fra zio e nipote; e ai
+Giudei il poter comperare schiavi d'altre nazioni, e molto più il
+circonciderli, specialmente liberando gli schiavi cristiani dalle lor
+mani.
+
+NOTE:
+
+[3221] Thes. Novus Inscript., pag. 377.
+
+[3222] Gothofred. Chronolog. Cod. Theodos.
+
+
+
+
+ Anno di CRISTO CCCXL. Indizione XIII.
+
+ GIULIO papa 4.
+
+ COSTANZO e }
+ COSTANTE } imperadori 4.
+
+_Consoli_
+
+ACINDINO e LUCIO ARADIO VALERIO PROCOLO.
+
+
+Non si dee sottrarre alla conoscenza dei lettori un'avventura di
+questo _Acindino console_, narrata da santo Agostino[3223] come
+succeduta circa l'anno 343. Essendo egli prefetto dell'Oriente in
+Antiochia, fece imprigionar certuno che andava debitore al fisco di
+una libbra d'oro; e, simile a tant'altri che negli uffizii pubblici
+fanno a sè lecito tutto quel che loro cade in capriccio, con suo
+giuramento minacciò che se dentro al tal giorno colui non
+soddisfaceva, la sua vita la pagherebbe. A costui era impossibile il
+trovar quella somma. Per buona ventura aveva una moglie di rara
+bellezza, ma sprovveduta anch'essa di contante; quando un certo ricco,
+che le faceva la caccia, preso il buon vento, le esibì quel danaro, se
+ella voleva per una notte acconsentir alle sue voglie. Comunicò la
+donna tal esibizione al marito, che approvò il disonesto contratto.
+Ma, appagata che ebbe l'impuro la sua passione, giuocò di mano, e
+quando l'incauta donna si credè di avere in pugno l'oro promesso, non
+vi trovò che della terra. Qui si diede alle smanie e grida, e ricorsa
+ella ad Acindino prefetto, sinceramente gli espose il fatto. Allora
+egli riconobbe il suo fallo per le indebite minaccie fatte a quel
+misero. Obbligò l'adultero a pagar la somma dovuta al fisco, e alla
+donna assegnò quel campo, onde fu presa quella terra, con cui rimase
+beffata. Continuò nella carica di prefetto di Roma _Tiberio Fabio
+Tiziano_[3224]; ma perchè egli dovette nel maggio portarsi alla corte
+di Costante Augusto, dimorante allora nell'Illirico, _Giunio Tertullo_
+sostenne le di lui veci finchè egli fu ritornato. Non erano sopite le
+pretensioni di _Costantino juniore_ contra di _Costante_, e mala
+intelligenza passava fra questi due fratelli Augusti, esigendo esso
+Costantino alcuni paesi dal fratello o nella Africa, o nei confini
+d'Italia, quasichè il dominio delle Gallie, Spagne e Bretagna fosse
+picciola porzione per appagare le di lui ambiziose voglie. Forse
+perchè parole sole, e non fatti, riportava da Costante, pensò di farsi
+ragione coll'armi, giacchè vi era chi soffiava nel fuoco, e
+massimamente un certo Anfiloco tribuno, gran seminatore di zizzanie
+fra i due fratelli, al quale, col tempo, la giustizia di Dio non mancò
+di dare il condegno gastigo. Mossosi dunque Costantino dalle Gallie
+coll'esercito suo, entrò in Italia, e giunse fino ad Aquileia. Copriva
+egli il movimento di queste armi col pretesto di voler marciare in
+Oriente, per prestare aiuto al fratello Costanzo, che ne abbisognava,
+per la guerra a lui mossa dai Persiani. Zonara[3225], che assai
+fondatamente tratta di queste funesta lite, scrive che Costante
+Augusto si trovava allora nella Dacia; ed in effetto abbiamo due
+leggi[3226] date da lui nel febbraio dell'anno presente in Naisso,
+città di quella provincia. Sì fatta visita non se l'aspettava egli; ma
+appena gli giunse l'avviso dell'entrata di Costantino in Italia, che,
+per fermare i suoi passi, gli spedì incontro i suoi generali con
+quelle milizie che raccorre potè nella scarsezza del tempo. Trovarono
+questi pervenuto ad Aquileia Costantino[3227], e ch'egli attendeva più
+a saccheggiar il paese e ad ubbriacarsi, che a stare in guardia;
+perciò disposero un'imboscata nelle vicinanze di quella città presso
+il fiume Alsa, e col resto della loro gente lo impegnarono ad una
+battaglia. Tale fu questa, che le di lui schiere alla fronte e alla
+coda urtate, rimasero tagliate a pezzi, ed egli rovesciato a terra dal
+cavallo impennatosegli; e poi, trafitto da più spade, lasciò ivi la
+vita. Il suo cadavero, gittato nel vicino fiume, fu poi riscosso ed
+inviato a Costantinopoli, dove ottenne onorevole sepoltura. È giunta
+sino ai dì nostri una funebre orazione[3228], greca, composta da
+anonimo oratore, in lode di questo sconsigliato principe, da cui
+apparisce sparsa voce ch'egli dopo la battaglia morisse di peste in
+Aquileia. Faceva in fatti la pestilenza grande strage non meno nelle
+Gallie che nell'Italia in questi tempi. Ma i più convengono in dirlo
+privato di vita nel combattimento suddetto. E questo fine ebbe la di
+lui imprudente ambizione, e l'invidia portata al fratello Costante.
+
+Zosimo[3229], che in tutto si studiò di spargere il fiele nelle azioni
+degl'imperadori cristiani, lasciò scritto che _Costante_ per tre anni
+dissimulò il mal animo suo contra di _Costantino_, e che, mentre
+questi era amichevolmente entrato in una provincia (senza dire qual
+fosse), Costante, fingendo d'inviar soccorsi d'armati a Costanzo in
+Oriente, col braccio d'essi fece assassinarlo. Anche l'autore anonimo
+dell'orazione suddetta sembra autenticar questo racconto, con dire
+ucciso Costantino juniore da sicarii inviati da Costante suo fratello;
+ma egli attesta ancora la battaglia seguita fra loro, ed aggiunge la
+voce ch'egli fosse morto di peste. Ci può anche essere dubbio se
+quell'orazione fosse fatta in quel tempo, potendo essere una
+declamazione di qualche sofista lontano da questo fatto. Sembra
+inoltre che Filostorgio[3230], scrittore ariano, se pure non è fallato
+il suo testo, concorra nel sentimento di Zosimo. Ma noi abbiamo san
+Girolamo[3231], Socrate[3232], Sozomeno[3233], i due Vittori[3234],
+Eutropio[3235] e Zonara[3236] che asseriscono aver Costantino mossa la
+guerra al fratello, ed incontrata perciò la morte. E a buon conto non
+si può negare ch'egli non fosse calato in Italia armato, ch'è quanto
+dire entrato coll'armi in casa di Costante. Della verità fu e sarà
+giudice Iddio. Intanto la morte di questo principe fece slargar molto
+le ali ad esso Costante, perchè egli entrò in possesso di tutti i di
+lui Stati, di maniera che si videro unite sotto il suo comando
+l'Italia colle adiacenti isole, l'Illirico colla Grecia, Macedonia ed
+altre settentrionali provincie, e quelle dell'Africa sino allo stretto
+di Gibilterra, e le Gallie, le Spagne e la Bretagna: ch'è quanto dire
+tutto l'Occidente, a riserva di Costantinopoli colla Tracia. Avrebbe
+potuto Costanzo Augusto suo fratello pretendere la sua porzione di
+questa eredità; ma, se crediamo a Giuliano[3237], volontariamente
+rinunziò ad ogni sua pretensione, sapendo, dice egli, che la grandezza
+d'un principe non consiste in signoreggiar molto paese (perchè quanto
+più esso è, tanto maggiore è la pension delle cure ed inquietudini),
+ma bensì nel governare quello che si ha, con altre, che possiam
+chiamare sparate oratorie, credendo nello stesso tempo che non
+mancasse ambizione a Costanzo per desiderar di crescere in potenza, se
+avesse potuto. Ma egli avea allora sulle spalle i Persiani, e talmente
+s'era ingrandito il fratello Costante colla giunta di tanti Stati, che
+troppo pericoloso sarebbe riuscito il muovergli guerra, e il voler
+colla forza ciò che non potea conseguir per amore. Nel mese di marzo
+verisimilmente accadde la morte di _Costantino_, perchè dopo d'essa le
+leggi del Codice Teodosiano[3238] ci fan vedere _Costante Augusto_
+venuto dalla Dacia ad Aquileia, e nel mese di giugno in Milano, dove
+pubblicò un severo editto contra di coloro che demolivano i sepolcri,
+o per isperanza di trovarvi dei tesori, o per asportarne i marmi e gli
+altri ornamenti. Specialmente per tutto quel secolo fu in voga la
+frenesia ed avarizia di tali assassini delle antiche memorie, come
+consta da altre leggi e da molti versi del Nazianzeno[3239], da me
+dati alla luce. Quanto all'Augusto Costanzo, egli era in Bessa di
+Tracia nell'agosto, e nel settembre ad Antiochia, ma senza restar
+contezza alcuna di altre azioni che a lui appartengano.
+
+NOTE:
+
+[3223] August., de Serm. Dom., lib. 1, cap. 50.
+
+[3224] Cuspinianus. Panvinius. Bucherius.
+
+[3225] Zonaras, in Annalibus.
+
+[3226] L. 29, de Decurion., et l. 5, de petition., Cod. Theodos.
+
+[3227] Aurel. Victor, in Epitome.
+
+[3228] Monod., in Const.
+
+[3229] Zosimus, lib. 2, cap. 41.
+
+[3230] Philostorgius, Hist., lib. 3, cap. 1.
+
+[3231] Hieron., in Chron.
+
+[3232] Socrates, Histor. Eccles., lib. 2, cap. 5.
+
+[3233] Sozomen., in Histor. Eccl.
+
+[3234] Victor, in Epitome. Victor, de Caes.
+
+[3235] Eutrop., in Brev.
+
+[3236] Zonar., in Annal.
+
+[3237] Julian., Orat. III.
+
+[3238] Gothofred., in Chron. Cod. Theod.
+
+[3239] Anecdota Graeca.
+
+
+FINE DEL PRIMO VOLUME.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così
+come le numerose grafie alternative (imperatore/imperadore,
+cadavere/cadavero, radunare/raunare, domestico/dimestico,
+giungere/giugnere, nascoste/nascose, Svetonius/Suetonius,
+sessantatrè/sessantatre, arringare/aringare e simili), correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici.
+
+Nella prima nota relativa all'anno LVII manca nell'originale il numero
+di capitolo.
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Annali d'Italia, vol. 1, by
+Lodovico Antonio Muratori
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK ANNALI D'ITALIA, VOL. 1 ***
+
+***** This file should be named 39704-8.txt or 39704-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/9/7/0/39704/
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://gutenberg.org/license).
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+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
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+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
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+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
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+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
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+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
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+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
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+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
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+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
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+Gutenberg-tm License.
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+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
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+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
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+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
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+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
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+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
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+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
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+1.F.
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+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
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+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
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+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
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+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
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+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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