diff options
Diffstat (limited to '38218-8.txt')
| -rw-r--r-- | 38218-8.txt | 5668 |
1 files changed, 0 insertions, 5668 deletions
diff --git a/38218-8.txt b/38218-8.txt deleted file mode 100644 index 0135442..0000000 --- a/38218-8.txt +++ /dev/null @@ -1,5668 +0,0 @@ - La fine dell'amore - - -This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost -no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it -under the terms of the Project Gutenberg License included with this -eBook or online at http://www.gutenberg.org/license. - -Title: La fine dell'amore - -Author: Roberto Bracco - -Release Date: December 04, 2011 [EBook #38218] - -Language: Italian - -Character set encoding: ISO-8859-1 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA FINE DELL'AMORE *** - - - - -Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni, and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net. - -This file was produced from images generously made available by The -Internet Archive. - - ROBERTO BRACCO - - TEATRO - - VOLUME TERZO - - DON PIETRO CARUSO -- *LA FINE DELL'AMORE* -- - FIORI D'ARANCIO -- TRAGEDIE DELL'ANIMA. - - 3ª EDIZIONE. - - - - REMO SANDRON -- Editore - Libraio della Real Casa - MILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA - -Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States - of America. - - ---- - - PROPRIETÀ LETTERARIA - - _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per - tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di - Norvegia._ - - È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni - senza il consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico - 17 Settembre 1882)_. - - Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United - States of America. - - Off. Tip. Sandron -- 148 -- I -- 290514. - - ---- - - - - - LA FINE DELL'AMORE - - _Satira in quattro atti_ - -Rappresentata per la prima volta al _Sannazzaro_ di Napoli dalla -Compagnia _Leigheb-Reiter_ nel _maggio del 1896_. - - ---- - - - - - INDICE - - - ATTO PRIMO - ATTO SECONDO - ATTO TERZO - ATTO QUARTO - - PERSONAGGI: - - _Marchesa Anna Di Fontanarosa_, 22 _anni_ - _Marchese Arturo Di Fontanarosa_, 35 _anni_ - _Il Dottor Fulvio Salvetti_, 39 _anni_ - _Giuliano D'Alma_, 30 _anni_ - _Il Conte Sandro Dionigi_, 24 _anni_ - _Renato Albenga_, 35 _anni_ - _Gustavo Rivoli_, 40 _anni_ - _Antonio_, vecchio servo - _Filippo_, giardiniere - - Epoca: verso il 1890. - -_La scena rappresenta il salotto del villino abitato della marchesa di -Fontanarosa, in una campagna non frequentata da villeggianti. Nella sua -grande eleganza, questo salotto ha qualche cosa di campestre e di -capriccioso._ - -_Nessun divano, ma seggiole e poltrone di tutte le dimensioni. -Sgabelletti civettuoli, quadri, statuine, mobili varii, tavolini con su -ninnoli, fiori, giornali. La camera è di forma ottagonale, e però lo -spettatore ne vede, naturalmente, cinque pareti. Una porta alla parete -destra, una alla parete sinistra, una porta a due battenti alla parete -centrale, in fondo, con tendine da potersi distendere su tutto il vano. -La porta maggiore, che dà adito alla sala d'ingresso, si apre in una -delle pareti collaterali a quella del centro. Nell'altra parete -collaterale si apre un finestrone ampio, dal quale si scorgono i rami -degli alberi del giardino contiguo e le tinte tenui e vaporose del -cielo._ - - N. B. -- _Tre poltrone, tra le altre, in prima linea devono - formare una specie di gradazione: la seconda poltrona deve - essere più bassa e più comoda della prima; la terza più bassa e - più comoda della seconda: esse serviranno a_ _Rivoli_, _nella - prima scena del 1º atto. È anche necessario che l'uscio della - camera di_ _Anna_ _si apra in fuori, sul palcoscenico (e ciò - servirà ad_ _Anna_ _per le scene culminanti del 2º e del 4º - atto) e che le portiere siano dentro, cioè nelle quinte._ - - - - - ATTO PRIMO - - - - SCENA I. - - - _Il dottor_ SALVETTI, _il conte_ DIONIGI, GIULIANO D'ALMA, RENATO - ALBENGA, GUSTAVO RIVOLI, _poi_ ANTONIO. - - -_(Tutti sono seduti, con aria di persone di casa. Giuliano D'Alma ha un -libro in mano, e legge estasiato. Renato Albenga ha in mano un taccuino -ed un lapis con cui scrive. Il più appartato è Gustavo Rivoli.)_ - - _Salvetti_ - -_(ad Albenga)_ Non perde tempo il nostro drammaturgo!... - - _Albenga_ - -Eh! - - _Salvetti_ - -Scrivete sempre? - - _Albenga_ - -Butto giù degli appunti. Noialtri artisti psicologici siamo gli -apparecchi sismografici dell'umanità. - - _Salvetti_ - -Scusate se è poco! - - _Dionigi_ - -_(Si alza, si avvicina a uno specchio e comincia a tormentare la sua -cravatta.)_ - - _Albenga_ - -Noi osserviamo tutto. Valutiamo tutto. In ogni più piccolo movimento, -l'uomo ha per noi una rivelazione. - - _Salvetti_ - -Attento! Attento! - - _Albenga_ - -Che è? - - _Salvetti_ - -Occhio al conte Dionigi! Egli è dinanzi a uno specchio. Chi sa quante -cose può rivelare!... - - _Albenga_ - -_(disdegnosamente, continua a scrivere.)_ - - _Dionigi_ - -_(sincero)_ Io rivelo che questa cravatta non va con questo colletto. - - _Salvetti_ - -Che disgrazia! - - _Dionigi_ - -Sì, sì, mi sento infelice! Ed è una cravatta di Boivais! - - _D'Alma_ - -_(entusiasticamente, sempre con gli occhi sul libro)_ Oh, bella! Molto -bella! - - _Dionigi_ - -_(mirandosi)_ Bellissima, ma ci vorrebbe un altro colletto! _(Torna a -sedere.)_ - - _D'Alma_ - -_(a Dionigi)_ Ma che colletto?!... Parlavo di questa pagina, che è -stupenda. Sentite voi, dottor Salvetti. - - _Salvetti_ - -Son tutto orecchi. - - _D'Alma_ - -_(legge ritmicamente)_ «La caducità della materia implica l'imperfezione -dell'amore carnale. Ciò che è costituito da una combinazione chimica e -che è destinato a dissolversi non può essere la sede dell'amore. _(Con -enfasi)_ Due esistenze che si _amano male_ sono due linee convergenti, -ma quando la donna... - - _Antonio_ - -_(venendo dalla porta a sinistra)_ Si sta vestendo... e viene subito. -_(Attraversa la stanza ed esce dalla porta comune.)_ - - _D'Alma_ - -_(leggendo)_... e l'uomo _si amano bene_, le loro esistenze sono due -linee parallele, le quali non s'incontrano che all'infinito. Ed ecco -l'amore spirituale ed eterno, ecco la perfezione!». - - _Albenga_ - -Ho già messo io qualcosa di simile in bocca al protagonista del mio -dramma psicologico _«la Vittoria»_. - - _Dionigi_ - -_(un po' distratto)_ Io, una volta, avevo un _yacht_ che si chiamava -così. Filava sedici nodi all'ora con vento fresco.[1] - - [1] _«Con vento fresco»_, in gergo nautico, significa: con vento - vivace. - - _Albenga_ - -_(alzando le spalle)_ Oh! _(Scrive di nuovo.)_ - - _Salvetti_ - -_(a Dionigi)_ Voi invece, con la marchesa, filate anche senza vento... - - _D'Alma_ - -Dunque, dottore, non vi va questa specie d'amore? - - _Salvetti_ - -Grazie, no. Non ne prendo. Ma lo consiglio spesso agli altri: «soluzione -di amore spirituale». È una delle mie ricette. - - _Rivoli_ - -_(pigramente)_ Per quali malattie? - - _Salvetti_ - -Per la vostra, ad esempio. - - _Rivoli_ - -Ma io sto benone. _(Si alza con lentezza da una poltrona e si sdraia in -un'altra più bassa e più comoda: la sua schiena è alquanto curva e le -sue gambe sono visibilmente fiacche nelle giunture.)_ - - _Salvetti_ - -Si vede! - - _Rivoli_ - -Che si vede? - - _Salvetti_ - -Una schiena e due gambe che sembrano di pasta frolla. - - _Rivoli_ - -Dovreste vederle alla prova! - - _Salvetti_ - -Non ci tengo. - - _Rivoli_ - -Per invidia? - - _Salvetti_ - -Forse. - - _Rivoli_ - -Difatti, la marchesa vi ha già qualificato: «astemio». - - _Salvetti_ - -Meglio. - - _Dionigi_ - -Non vi fidate, Rivoli. Il dottore è come un buon cavallo da corsa -montato dal più astuto dei fantini. Lungo la pista, ha l'abitudine di -lasciarsi distanziare, ma _«tiene la corda»_, come diciamo noi, e -all'ultimo giro, in vista del palo d'arrivo, guadagna terreno. Voi lo -quotate dieci contro uno; ma io, se faccio da _book-maker_, nella -peggiore previsione, lo do alla pari. - - _Salvetti_ - -Risparmiatevi questa pena, perchè io non corro. - - _Dionigi_ - -_Play or pay_, dottore! - - _Salvetti_ - -Questo non so che significa, ma non importa! Il certo è, giovanotto mio, -che sulle piste femminili, il palo d'arrivo muta di posto a seconda -delle condizioni fisiologiche d'una donna. Non si tratta di correre; si -tratta di aspettare. Nella vita di lei c'è sempre un quarto d'ora in cui -non si ha che a stendere la mano per afferrarla... come un frutto -maturo. - - _Dionigi_ - -Oh, oh, dottore! Poco elegante tutto questo, poco di buon gusto! Poco -_comme il faut_! - - _Salvetti_ - -Ma molto vero. - - _D'Alma_ - -Io sostengo che è assurdo! - - _Albenga_ - -_(con importanza)_ Nè assolutamente vero, nè assolutamente assurdo. Sono -fenomeni che io ho approfonditi. Il quarto d'ora della vulnerabilità -arriva ma esso è determinato da una influenza, da un fluido, da una -forza fascinatrice... - - _Rivoli_ - -_(si alza lentamente e si sdraia meglio in un'altra poltrona anche più -bassa e più soffice, stendendo le gambe sopra uno sgabello e -respirando:)_ Ah! - - _Albenga_ - -_(continua)_ E questa forza, signori miei, può essere la bellezza, può -essere la bontà, può essere l'astuzia, può essere... non spetterebbe a -me il dirlo... ma può essere, ed è, spesse volte, l'arte... - - _Rivoli_ - -Dio buono! Meno teorie e più fatti! - - _Salvetti_ - -E dire che sono i fatti quelli che vi hanno liquidato! - - _Rivoli_ - -Uhm! Non ancora. - - - - SCENA II. - - - ANNA, SALVETTI, DIONIGI, D'ALMA, ALBENGA, RIVOLI. - - - _Anna_ - -_(sporgendo la testa dalla porta a sinistra e nascondendo il capo dietro -la portiera, chiama:)_ Conte Dionigi! - - _Dionigi_ - -_(alzandosi subito)_ Marchesa? _(Tutti s'alzano e s'inchinano.)_ - - _Anna_ - -Per un vestito d'amazzone, in campagna, che colore mi consigliereste? - - _Dionigi_ - -_(cercando di vedere)_ Se potessi indovinare... - - _Anna_ - -Ah, no! Dovete essere... indipendente. - - _Dionigi_ - -Ebbene, il grigio. - - _Anna_ - -E voialtri? - - _Albenga_ - -Io direi il _bleu_. C'è una mia protagonista che si veste così. - - _D'Alma_ - -Il color Valkiria, marchesa! - - _Anna_ - -Non c'è! E voi, dottor Salvetti? - - _Salvetti_ - -Le donne a cavallo mi sono odiose in tutti i colori. - - _Anna_ - -Orso! - - _Salvetti_ - -_(paziente)_ Orso. - - _Anna_ - -Uno!... Due!... E tre!... _(Viene fuori d'un salto e si ferma.) -- -(Risatina.)_ Eccomi qua! _(Indossa un vestito d'amazzone grigio. Porta -in mano guanti, frusta e cappellino.)_ Conte, non siete voi che avete -indovinato il mio colore, sono io che ho indovinato il vostro. - - _Dionigi_ - -Molto inglese! _(Analizzando seriamente il vestito di lei)_ Molto -_chic_! molto _chic_! - - _Anna_ - -A voi! _(Stendendo il braccio)_ Si procede al baciamano. - -_(Tutti si dispongono in fila come dinanzi allo sportello d'un -bigliettinaio, aspettando il loro turno._ - -_La Marchesa resterà ferma col braccio teso, ed essi le si accosteranno -l'uno dopo l'altro, ordinatamente.)_ - - _Dionigi_ - -_(le prende la mano e gliela bacia con estrema eleganza.)_ - - _Albenga_ - -_(gliela bacia guardando lei con occhi pieni di pensieri importanti.)_ - - _D'Alma_ - -_(le solleva le dita con le dita e timidamente indugia accostandovi la -bocca.)_ - - _Anna_ - -Coraggio, signor Giuliano, coraggio! - - _D'Alma_ - -Non ne ho mai quando so di profanare quello che tocco. _(Le sfiora le -dita con le labbra.)_ - - _Rivoli_ - -_(che era già dietro a Giuliano D'Alma, aspettando il suo turno)_ Io ne -ho sempre quando so di toccare quello che profano. _(Le bacia la mano -avidamente e vorrebbe continuare.)_ - - _Anna_ - -_(ritirando il braccio)_ Ho sentito, ho sentito! - - _Salvetti_ - -_(con subitanea risoluzione)_ Per conto mio, rinunzio. - - _Anna_ - -_(con lieve moto di dispetto)_ Lo so che siete astemio! - - _Rivoli_ - -_(a Salvetti)_ Non ve l'ho detto, io? - - _Dionigi_ - -Sicchè, il programma di oggi, marchesa, è indicato dalla vostra -_toilette_?... - - _Anna_ - -Come? Non s'era già stabilito d'andare a cavallo sino al laghetto e di -fare colazione alla _Capannella d'oro_? - - _Dionigi_ - -No, marchesa... - - _Anna_ - -Oh, che testa! che testa che ho io! Ma è spaventevole! _(Ride)_ Ah ah -ah! Intendo. L'avrò sognato... Da che sono in campagna non faccio che -sognare! - - _D'Alma_ - -_(con dolcezza poetica)_ Come me. - - _Rivoli_ - -_(con un rimpianto di cupidigia lasciva)_ Come me. - - _Anna_ - -E sapete, per esempio, l'altra notte che sognai? Sognai... d'averlo -finalmente trovato. - - _Rivoli_ - -Chi?! - - _Anna_ - -Non so bene chi, ma era _lui_! Era lui, era proprio lui, era proprio -quello che viceversa cerco da due anni _(declamando per celia)_ e che -forse non troverò giammai. _(Risatina.)_ - - _Albenga_ - -_(con aria di competenza)_ Marchesa, dalle mie osservazioni mi risulta -che le mogli, che hanno il vostro temperamento, sono avide di libertà, -ma non possono vivere che di tirannia. Esse fuggono il marito, sì, come -faceste voi, ma cercano un altro tiranno. - - _Anna_ - -_(seria)_ Aimè! Mio marito non è stato neppure un tiranno. - - _Dionigi_ - -E poi non sarebbe mica di buon gusto. Voi, marchesa, _ça va sans dire_, -avete il diritto di cercare uno schiavo... - - _Rivoli_ - -Un amante, che diamine! - - _Salvetti_ - -Un «reagente»! - - _D'Alma_ - -Un'anima... parallela! - - _Anna_ - -_(con umorismo)_ L'anima parallela non mi dispiacerebbe. Ma tutte queste -distinzioni sono di ordine secondario. Io cerco, purtroppo, quel che è -più raro e più irreperibile, al giorno d'oggi, sulla faccia del mondo. -Io cerco... un uomo!! - - _Tutti_ - -Eh?!! - - _Rivoli_ - -_(non si regge più sulle gambe si ritrae indietro e siede sul bracciuolo -di una poltrona.)_ - - _Anna_ - -A voi pare una cosa facile?... V'ingannate. Per gli uomini, si sa, tutti -gli uomini sono uomini. Ma per noi donne, è diverso! _(Risatina)_ Ognuna -di noi non ammette che un uomo solo: quello che sa conquistarla. Orbene, -amici miei, non potete disconoscere che, ai tempi nostri, la galanteria -è divenuta molto diffusa, ma punto tentatrice. Ricordate, eh?, tutta -quella numerosa schiera di giovanotti che in città ingombravano il mio -salotto? Io vi domando: quale poteva essere per me un vero -conquistatore? Dieci di essi mi facevano la corte per vendicarsi dei -fiaschi ottenuti con le mie nemiche; altri dieci me la facevano per -farla... alle mie amiche, ed era un po' come quel grazioso giuoco, -quello che voi, conte, conoscete così bene... - - _Dionigi_ - -_(stupidamente)_ Il _bézigue_? - - _Anna_ - -Ma no!... Un giuoco di bigliardo... - - _Dionigi_ - -Ah! La _carambole_... - - _Anna_ - -Benissimo!... la carambola: urtarne _due_ per non fermarsi, -possibilmente, a nessuna... E quelli, poi, che mi facevano la corte per -non farla che a me, avevano un'aria così indolente, così pigra, così -stanca -- peggio di Rivoli, veh!... - - _Rivoli_ - -_(si dirizza d'un subito in piedi, a guisa d'una molla.)_ - - _Anna_ - -_(continuando)_... che non avrei osato di sceglierne uno senza sentire -il dovere di dirgli: «Scusi l'incomodo». _(Ride)_ Ah ah ah! Almeno, qui, -in questo eremitaggio, non ci sono che io. Marchesa di Fontanarosa a -tutto pasto! Voi potete giocare a... carambola sul mio bigliardo; ma nel -mio salotto non più; ed io _(scherzosa)_ posso contare sulle vostre -intenzioni, perchè..., mettiamo le cose a posto,... se siete riuniti in -questo recondito angolo del mondo, significa che mi ci avete seguìta! - - _Tutti, meno Salvetti_ - --- Naturale!... - --- Senza dubbio!... - --- È vero!... - --- È evidente! - - _Salvetti_ - -Domando scusa, marchesa: io non vi ci ho seguita: io vi ci ho -incontrata. - - _Anna_ - -Ma ci rimanete. - - _Salvetti_ - -Ci rimango... - - _Anna_ - -E non ci rimanete forse per me?... - - _Salvetti_ - -In qualità di medico. - - _Anna_ - -Ma io non sono malata. - - _Salvetti_ - -La vita di una donna senza marito è sempre una malattia!... - - _Anna_ - -Che voi non sapete curare... - - _Salvetti_ - -Mi ci provo. - - _Anna_ - -_(pungente)_ Ma non ci riuscite! - - _Dionigi_ - -_(mettendo la mano sul petto all'uso schermistico.)_ «Toccato», dottore! - - _Salvetti_ - -_(condiscendente)_ «Toccato». - - _Anna_ - -_(con solennità gioconda, salendo sopra uno sgabbelletto)_ Si mette ai -voti il programma della gita a cavallo! - - _Dionigi_ - -Accettato all'unanimità! - - _Albenga, D'Alma, Rivoli_ - -_(insieme)_ All'unanimità! - - _Salvetti_ - -Meno uno! - - _Anna_ - -Peggio per quell'uno. - - _Salvetti_ - -_(a Rivoli, guardandogli le gambe)_ Come!! Ci andate anche voi a -cavallo? - - _Rivoli_ - -E perchè non dovrei andarci? - - _Salvetti_ - -Avete un bel fegato! - - _Anna_ - -Conte, mi cedete il vostro _Black boy_? - - _Dionigi_ - -Mi permetterei piuttosto di offrirvi la mia cavallina. _Black boy_ è -troppo duro di bocca e devo lavorarmelo io. Se mi date licenza, vado io -stesso a insellare _Lady Florence_. - - _Anna_ - -E gli altri? - - _Dionigi_ - -Noleggeremo i bucefali del Santoro. - - _Albenga_ - -Ma sin là c'è una tappa di un chilometro. - - _Anna_ - -Ci andrete voi, Rivoli. - - _Rivoli_ - -... Con piacere. - - _Anna_ - -E presto, eh? - - _Rivoli_ - -Volo, marchesa. _(Si allontana, sforzandosi, invano, di affrettare il -passo, ed esce.)_ - - _Anna_ - -Abbiate pazienza, Albenga: andateci voi pure, perchè Rivoli non mi -sembra molto disposto a volare. - - _Albenga_ - -Vi servo, marchesa. _(Esce.)_ - - _Dionigi_ - -Io corro alla scuderia. - - _Anna_ - -Grazie. - - _Dionigi_ - -Prego... _(Esce.)_ - - _Salvetti_ - -_(accomiatandosi)_ Ed io, giacchè ho da restar solo, vado a fare un po' -di onesta colazione. - - _Anna_ - -Superfluo il dirvi, dottore, che durante la mia assenza voi siete -padrone della mia casa come di solito. Qui, troverete seggiole a sdraio, -libri, giornali illustrati: tutte cose di cui difetta il vostro -alberghino, esageratamente campestre. - - _Salvetti_ - -Troppo buona, marchesa. Profitterò. _(Via.)_ - - - - SCENA III. - - - ANNA _e_ D'ALMA. - - - _D'Alma_ - -_(è lontanissimo da lei, in un canto della stanza, nel suo atteggiamento -di sognatore.)_ - - _Anna_ - -_(siede.) (Un silenzio.)_ E voi? - - _D'Alma_ - -Io... deploro! - - _Anna_ - -_(schiettamente curiosa)_ Che deplorate? - - _D'Alma_ - -Quello che qui accade. - - _Anna_ - -È strano! A me pare che non accada proprio niente. - - _D'Alma_ - -_(serafico)_ Non siete voi, Anna, la farfalla intorno a cui scherzano -dei bambini più o meno insidiosi? - - _Anna_ - -_(un po' imitandolo)_ E non siete voi, Giuliano, uno dei bambini più o -meno insidiosi che scherzano intorno a questa farfalla? - - _D'Alma_ - -Oh, no!... Io la guardo! Io l'ammiro!... Ma la mia mano non oserebbe mai -di ghermire quelle ali agitate vertiginosamente da una così gentile -inconscienza. - - _Anna_ - -Mai?! - - _D'Alma_ - -Mai! _(Siede.)_ - - _Anna_ - -_(risatina)_ Converrete che c'è del metodo in tutto questo. - - _D'Alma_ - -Attribuireste voi a me, come agli altri, un volgare calcolo... -maschile?! - - _Anna_ - -Volgare, non so; ma, via, maschile... credo di sì. - - _D'Alma_ - -_(con accento drammatico)_ Quale inganno è il vostro!! - - _Anna_ - -_(di scatto)_ Cosa?! - - _D'Alma_ - -Anch'io, è vero, sono vissuto nella corruzione. Anch'io sono stato -vittima dell'abbrutimento che col pretesto degli istinti... coinvolge -l'umanità!... Ma quando ho conosciuto voi, creatura eletta, minacciata -dalla corrente malefica, io ho avuta nausea di me stesso. La mente mia -ha concepito la salvezza di un affetto inestinguibile; e ha visto, -luminosa, la possibilità di eliminare l'errore, di sollevarsi dal fango -e di correggere perfino i così detti istinti... - - _Anna_ - -_(spalancando tanto d'occhi)_ Ah?! - - _D'Alma_ - -E d'allora in poi, Anna, il miraggio della mia vita si è elevato; e, -vagheggiando le estasi purissime delle anime che s'incontrano -all'infinito, io non ho desiderato che il godimento di un amore -perfetto, casto, immateriale!... - - _Anna_ - -_(lo guarda, sorpresa, attonita. Indi, dissimulando nell'ammirazione uno -strano dubbio)_ E... ditemi: sono certamente io... la _sola donna_ che -vi abbia ispirato un amore... di questa specie? - - _D'Alma_ - -La sola!!! - - _Anna_ - -_(con orgoglio entusiastico foderato d'ironia)_ È una grande -sodisfazione! _(Pausa. Poi, con burlesca volubilità, alzandosi)_ E se -per caso fossi stata vostra moglie? - - _D'Alma_ - -_(imbarazzatissimo)_ Non mi sono mai permesso di rivolgermi una simile -domanda. - - _Anna_ - -Ah, già! Dimenticavo che, dati i vostri ideali, non ci sono più mogli... -e, soprattutto, poi, non ci sono più mariti. _(Sospirando)_ Io, invece, -sono molto maritata! _(Risatina)_ Perchè le mogli separate dai loro -mariti possono sentirsi più maritate delle altre? - - _D'Alma_ - -_(confuso)_ Marchesa... come volete che lo sappia io!? - - _Anna_ - -Avete ragione! Nondimeno, il perchè è così semplice! Un marito, anche se -intrinsecamente abbominevole, stando lontano, vale sempre più di quanto -varrebbe se stesse vicino. Sono due anni che mio marito.... è separato -da me. Da questo punto di vista, io comincio a sentirmi maritatissima! - - _D'Alma_ - -_(dopo una reticenza)_ Lo amate? - - _Anna_ - -_(contraffacendolo)_ Lo amavo! _(Un silenzio. Poi, ride un po')_ Ah ah! -_(Mutando di nuovo e sedendo)_ Vi compiacereste di darmi dei -chiarimenti? - - _D'Alma_ - -Su che? - - _Anna_ - -Sulla... «correzione degli istinti»? - - _D'Alma_ - -Volentieri. _(Pausa)_ Avete voi letto Tolstoi della prima maniera? - - _Anna_ - -Io ho letto... per esempio, _Nanà_, di Zola... - - _D'Alma_ - -Ma non è precisamente lo stesso! - - _Anna_ - -Be', che dice il vostro Tolstoi della prima maniera? - - _D'Alma_ - -Ecco... _(Fruga nelle saccocce e ne cava parecchi libri.)_ - - _Anna_ - -Lo avete sempre in tasca? - - _D'Alma_ - -Sempre! È uno dei miei compagni prediletti. _(Sceglie uno dei libri, lo -apre e lo dà ad Anna, mostrandole una pagina)_ Leggete qui. -_(Soavemente)_ È modernissimo! - - _Anna_ - -_(dopo aver letto un po')_ Uh! Guarda guarda guarda!... Voi, per amarmi -così sublimemente, non mangiate che erba?! - - _D'Alma_ - -Non vi fermate a certi particolari, vi prego. - - _Anna_ - -E con questa igiene voi siete sicuro... delle estasi purissime?! - - _D'Alma_ - -_(sorridendo con tristezza)_ Comprendo! A voi sembra che la facilità con -cui io mi lascio andare a queste conversazioni intime _(con disgusto)_ -sia, per lo meno, un avanzo del materialismo comune. Ebbene, io vi -mostrerò che so e posso trionfarne. _(Con energia)_ Da solo a sola con -voi, Anna, io non mi troverò... mai più! - - _Anna_ - -_(con latente stupefazione)_ Me lo promettete?... - - _D'Alma_ - -_(con gravità)_ Ve lo prometto! - - _Anna_ - -_(con lieve trasparenza comica)_ Siete immenso!... - - _D'Alma_ - -Grazie! - - _Anna_ - -Non c'è di che. - - _(Un silenzio.)_ - - _D'Alma_ - -Ed ora, _(alzandosi)_ se non m'inganno, ci siamo detto tutto! - - _Anna_ - -E sfido io! Che altro ci potremmo dire?! - - _D'Alma_ - -Arrivederci... - - _Anna_ - -Arrivederci... - - _D'Alma_ - -Ma... _(fa un gesto complicatissimo e solenne ricordante la risoluzione -presa.)_ - - _Anna_ - -_(imitando caricatamente il gesto di lui)_ Oh,... siamo intesi!... - - _D'Alma_ - -_(assorto, si allontana. Presso la porta, si trova a faccia a faccia con -Salvetti: ne ha un soprassalto di fastidio, ed esce fuggendo.)_ - - - - SCENA IV. - - - ANNA, SALVETTI. - - - _Salvetti_ - -Sono di troppo? - - _Anna_ - -Ma che «di troppo»! Non vedete che se ne va? - - _Salvetti_ - -_(restando sulla soglia)_ Io ritengo di essere di troppo appunto quando -non c'è nessun altro. - - _Anna_ - -Quando non c'è nessun altro dovreste piuttosto ritenere di non essere... -sufficiente. Avanti, avanti! _(Mettendosi con cura il cappellino)_ Io -aspetto ansiosamente questi cavalli e questi cavalieri. Ben presto vi -lascerò. Non abbiate soggezione di me. Sdraiatevi in una seggiola a -bracciuoli, leggete i vostri giornali, fate il vostro chilo -comodamente... - - _Salvetti_ - -Per obbedirvi.... _(Siede in una poltrona presso il tavolino e sceglie -qualche giornale.)_ - - _Anna_ - -Del resto, la vostra colazione, è durata pochino. _(Dopo aver messo il -cappellino incomincerà ad infilare i guanti.)_ - - _Salvetti_ - -Come il vostro colloquio con Giuliano. - - _Anna_ - -Preciso. - - _Salvetti_ - -_(con gli occhi sul giornale)_ Una bistecca e un po' di frutta: ecco la -mia colazione. - - _Anna_ - -Un po' di frutta, senza la bistecca: ecco il mio colloquio. Mi do -anch'io all'erba!... - - _Salvetti_ - -Lo avete... bocciato? - - _Anna_ - -Chi? - - _Salvetti_ - -Giuliano. - - _Anna_ - -Non l'ho neppure esaminato. - - _Salvetti_ - -Sicchè, è soppresso. - - _Anna_ - -Perchè sopprimerlo? È un gentile giovane. - - _Salvetti_ - -Certo. - - _Anna_ - -Alquanto... vaporoso. _(Fa lo stesso gesto complicato che ha fatto -dianzi.)_ - - _Salvetti_ - -Spiritualista e vegetariano. - - _Anna_ - -_(sincera)_ Quel che c'è di più moderno, sapete. - - _Salvetti_ - -E chi lo nega? Molto moderno, e quindi niente affatto... esigente. - - _Anna_ - -Ah, questo sì! - - _Salvetti_ - -Compiango lui e compiango anche voi. - - _Anna_ - -Credete che per una donna sia così penoso l'essere saggia? - - _Salvetti_ - -Credo solamente che sia meno penoso il non esserlo. - - _Anna_ - -_(dopo una pausa)_ Dottore... - - _Salvetti_ - -_(leggendo)_ Marchesa? - - _Anna_ - -Disturbo? - - _Salvetti_ - -Anzi. - - _Anna_ - -_(avvicinandosi con amichevole dimestichezza)_ In confidenza,... secondo -voi, chi è che potrebbe farmi oltrepassare i confini della saggezza? - - _Salvetti_ - -_(subito)_ Chiunque. - - _Anna_ - -_(offesa)_ Come?! - - _Salvetti_ - -Lasciatemi finire. Chiunque... sapesse _chiedere_... nel momento -propizio. - - _Anna_ - -_(allontanandosi stizzita)_ Eccoci alle solite insolenze! - - _Salvetti_ - -_«Pulsate, et aperietur vobis»_ scrisse uno che se ne intendeva. - - _Anna_ - -Non capisco di latino! - - _Salvetti_ - -Sono io qui apposta per tradurvelo. «Picchiate e vi sarà aperto». La -condizione del «momento propizio» non c'è nel testo; ma... oh Dio!... si -legge tra le linee. _(Alzandosi)_ E io vi dimostrerò che... - - _Anna_ - -_(interrompendolo esasperata)_ Basta! Basta! Basta! Non mi irritate di -più. Coi vostri quarant'anni suonati, dovreste giudicarmi meno -superficialmente. Le condizioni speciali della mia vita non possono -escludere, è vero, la probabilità, vicina o lontana, d'una dedizione; ma -da questo a quello che dite voi, ci corre! ci corre! - - _Salvetti_ - -Io dico lo stesso in sostanza, perchè tutte le donne, quando stanno per -cadere, credono in buonissima fede di trovarsi nelle _condizioni -speciali_ che non solo giustificano ma esigono la caduta. E penso io -forse che esse abbiano torto? Oibò! Io non faccio che applicare a voi -una legge naturale, comune a tutta la femminilità militante: -- «non -sono veramente sagge che le donne a cui non si chiede niente». - - _Anna_ - -_(scattando)_ Badate, però, che possono essere sagge, malgrado loro, -anche quelle a cui si chiede troppo! - - _Salvetti_ - -Io vi auguro che s'indovini sempre la misura giusta della richiesta. - - _Anna_ - -Ed io auguro a voi che s'indovini sempre la misura giusta del rifiuto! -_(Presa dalla rabbia)_ Siete un impertinente!... Siete disgustevole!... -Siete insopportabile! Siete mostruoso! _(Batte a terra i piedi d'una -seggiola, e poi vi siede. -- Una lagrimuccia spunta nei suoi occhi.)_ - - _Salvetti_ - -_(sorridendo sotto i baffi)_ Calmatevi, via, ve ne prego, calmatevi...: -tanto più che _(guardando alla finestra)_ sta per arrivare il conte... -in un magnifico costume di occasione. - - _Anna_ - -Io ho bisogno di graffiare qualcuno! - - _Salvetti_ - -Profittate di me, marchesa, perchè, col conte, non c'è da cavarsi di -questi capricci. Quello lì è troppo ben fatto: si guarda e non si tocca! - - - - SCENA V. - - - DIONIGI, ANNA, _e_ SALVETTI. - - - _Dionigi_ - -_(in un pretto costume di sportsman, entrando elegante e brioso)_ -Marchesa, le cavalcature sono pronte. - - _Anna_ - -_(bisbetica)_ Finalmente! Di chi vi siete occupato, sinora? Della vostra -_toilette_? Credevo che non veniste più. Non mi direte, spero, che il -fare aspettare una signora sia _«molto chic!»_ - - _Dionigi_ - -_(confuso)_ Marchesa... - - _Anna_ - -Il vostro braccio, subito! - - _Anna_ - -_(senza badare a Dionigi e senza metterglisi al braccio, si rivolge al -dottore, seccamente:)_ È deciso dunque che non ci venite? - - _Salvetti_ - -Ne sono dolente, ma è proprio deciso. - - _Anna_ - -È permesso di saperne almeno la ragione? - - _Salvetti_ - -È una ragione... pedestre: non so andare a cavallo. - - _Anna_ - -Imparerete. - - _Salvetti_ - -Troppo tardi! - - _Anna_ - -Cascherete. - - _Salvetti_ - -Ah!... Troppo presto! - - _Anna_ - -_(a Dionigi)_ Conte, il vostro braccio... - - _Dionigi_ - -Sono qui a offrirvelo, marchesa... - - _Anna_ - -_(mettendoglisi a braccetto con violenza e quasi trascinandolo via)_ -Diventate scortese anche voi! - - _Dionigi_ - -Io?! - - _Anna_ - -Mi dareste una smentita?! - - _Dionigi_ - -No! - - _Anna_ - -Una smentita a me? A me?! - - _Dionigi_ - -Ho detto di no, ho detto di no. - - _(Escono.)_ - - - - SCENA VI. - - - SALVETTI _solo, poi_ ANNA, DIONIGI, ALBENGA, D'ALMA, RIVOLI. - - - _Salvetti_ - -_(segue con lo sguardo, sempre un po' sorridendo, Anna e Dionigi. Siede -di nuovo presso il tavolino, borbottando:)_ Alla vedetta, dottore, alla -vedetta!.. _(Riflette un poco. Riprende il giornale.)_ - -_(Giunge di lontano un brusio. Sono le voci confuse di Rivoli, Albenga, -D'Alma, Dionigi. Poi si distinguono alcune parole loro e i lamenti di -Anna.)_ - - _(Di dentro:)_ - - _Dionigi_ - -Incredibile! Incredibile! - - _D'Alma_ - -Ma non così, vi prego, non così! - - _Rivoli_ - -Andiamo adagio, santi numi! - - _Albenga_ - -Voi, Rivoli, non potete!... Lasciatela tutta a noi... - - _Anna_ - -_(dolorosamente)_ Ahi ahi ahi ahi ahi! - - _Salvetti_ - -_(tra sè)_ Ma che cos'è? Questi sono lamenti della marchesa! _(Corre -verso la porta comune e si ferma spaventato)_ Oh, diavolo! - -_(Entrano Rivoli, Albenga, Dionigi, D'Alma, trasportando Annna, che ha -gli occhi socchiusi e agita un po' le braccia stringendo in una mano la -frusta.)_ - - _Salvetti_ - -Qui, qui, su questa poltrona.... - - _Rivoli_ - -_(che sostiene il maggior peso)_ Io non ne posso più! - - _Dionigi_ - -Assolutamente incredibile! - -_(Adagiano Anna sopra una poltrona. -- Agitazione generale.)_ - - _Rivoli_ - -_(mettendosi una mano sulla schiena e lasciandosi cadere su una sedia)_ -Sono morto! - - _D'Alma_ - -Un po' d'acqua!... Ella sviene! - - _Albenga_ - -Meglio un po' d'aceto!... - - _Dionigi_ - -_(cavando di tasca una boccettina)_ Questa è una bottiglia di _smelling -salts_. Eccellente! - - _Anna_ - -_(lamentandosi)_ No... non voglio nulla... non voglio nulla... Ahi ahi -ahi ahi ahi! - - _Salvetti_ - -_(con urgenza)_ Ma si può sapere sì o no che è accaduto? - - _Albenga_ - -Pare che _Lady Florence_ le abbia tirato un calcio degno di un mulo. - - _Salvetti_ - -È orribile! - - _Dionigi_ - -Ed è stranissimo!... - - _Anna_ - -_(tenendo sollevato un piedino)_ Ahi ahi ahi ahi! - - _Salvetti_ - -Marchesa... marchesa... Dove siete stata colpita? - - _Anna_ - -_(lamentosamente)_ Giù... giù... - - _Salvetti_ - -Al piede, eh?... Dite, marchesa: al piede? - - _Anna_ - -_(con un fil di voce)_ No... non precisamente al piede... - - _Salvetti_ - -_(sconcertatissimo)_ Non precisamente al piede?! - - _Gli altri_ - -_(sconcertatissimi)_ Non precisamente al piede?!! - - _Salvetti_ - -E come si fa?! - - _Anna_ - -Ahi ahi ahi ahi! Che spasimo! - - _Salvetti_ - -Del resto, ella soffre, e io debbo compiere il mio dovere! - - _D'Alma_ - -Mi meraviglio di voi! - - _Dionigi_ - -Non sarebbe di buon gusto, dottore! - - _Albenga_ - -Sarebbe una mancanza di riguardo! - - _Salvetti_ - -Ma voi siete matti! I medici non hanno occhi! - - _Rivoli_ - -Questo è vero! - - _Anna_ - -Dottore, pregateli voi di allontanarsi... - - _Salvetti_ - -Avete udito? A ogni minuto che passa il suo stato si aggrava!... Via! -Via tutti! Ve lo chiedo in grazia! Ve lo comando! - - _Gli altri_ - -_(mormorando, si allontanano mal volentieri e vanno nella stanza -attigua, in fondo.)_ - - - - SCENA VII. - - - SALVETTI, ANNA. - - - _Salvetti_ - -_(vivamente preoccupato, chiude la porta e torna ad Anna, premuroso.)_ - - _Anna_ - -_(a un tratto, salta in piedi graziosamente.)_ - - _Salvetti_ - -_(trasecolato)_ Eh?! - - _Anna_ - -Sss.... Silenzio. - - _(Parleranno tutt'e due a voce molto bassa.)_ - - _Salvetti_ - -E lo spasimo? - - _Anna_ - -Niente spasimo! Ho voluto mandare a monte la gita senza far capire che -non ne avevo più voglia. - - _Salvetti_ - -E il calcio di _Lady Florence_? - - _Anna_ - -L'ho inventato io nel momento in cui nessuno mi guardava. - - _Salvetti_ - -Eppure, questa gita l'avevate proposta voi. Vi ci sareste divertita! - - _Anna_ - -Mi annoiavo di divertirmi, ecco. E tutto per colpa vostra. Solamente voi -avete l'abilità di mettere i miei nervi in agitazione. - - _Salvetti_ - -_(dissimulando la compiacenza)_ Me ne dispiace molto, e se potessi -rimediare... - - _Anna_ - -Parlate piano, e aiutatemi, almeno, ad accreditare la menzogna. - - _Salvetti_ - -Va bene, ma io sospetto che quei curiosi stiano a spiare dietro -l'uscio.... - - _Anna_ - -Andate un po' a guardare dal buco della serratura... - - _Salvetti_ - -_(sulla punta dei piedi, va in fondo, esclamando a voce alta:)_ Oh, -povera marchesa! Povera marchesa! _(E guarda dal buco della serratura.)_ - - _Anna_ - -_(frattanto, si lamenta)_ Ahi ahi ahi ahi! - - _Salvetti_ - -Il nemico è lontano. Ma per maggiore precauzione... _(Tira le tendine -sull'uscio.)_ - - _Anna_ - -No, no: che fate? - - _Salvetti_ - -I buchi... sono i traditori della scienza! _(Ritornando a lei)_ Ora -potete essere sicura che il segreto professionale non escirà da questa -camera. - - _Anna_ - -Di quanto tempo avreste bisogno per compiere il vostro dovere, se -veramente io avessi ricevuto il calcio? - - _Salvetti_ - -Di due o tre ore. - - _Anna_ - -Che esagerazione! - - _Salvetti_ - -Facciamo... un'ora e mezzo. - - _Anna_ - -Ma che dite! Voglio sbrigarmi, io. - - _Salvetti_ - -Non posso mostrare di essere così frettoloso nell'esercizio delle mie -funzioni. - - _Anna_ - -Dieci minuti, e non più! Per un dottore di vaglia come voi, dovrebbero -bastare. - - _Salvetti_ - -_(rassegnato, con intenzione significativa)_ E basteranno! - - _Anna_ - -_(disinvolta, senza sottintesi e senza preoccupazioni)_ Come -impiegheremo noi questi dieci minuti? - - _Salvetti_ - -_(si guarda attorno per un moto istintivo, e poi le si avvicina, -tormentandosi i baffi nervosamente)_ Come li impiegheremo?... Non -sarebbe il caso di cominciare... il tentativo di quella famosa cura, di -cui voi, sinora, non mi avete creduto capace? - - _Anna_ - -_(sorpresa, costernata e severa, indietreggiando un po')_ Che cosa vi -salta in mente, dottore? - - _Salvetti_ - -_(con voce stranamente commossa)_ Marchesa, perchè turbarvi così?... Di -che temete? _(Le si accosta di più, guardandola tutta)_ Di che temete? - - _Anna_ - -Io non temo di nulla... Ma desidero di chiamare i vostri amici... - - _Salvetti_ - -Voi non lo farete... Sarebbe un'imprudenza grave. Sarebbe la denunzia -della vostra finzione; e questa finzione sarebbe poi per me una -_réclame_, che non è certamente ciò che vi sta più a cuore. - - _Anna_ - -_(presa dal panico)_ Sì, ma il vostro contegno... la vostra voce... i -vostri sguardi... le vostre parole... Insomma, dottore, o la smettete... -o io li chiamo! - - _Salvetti_ - -È una minaccia legittima, lo so. Ma se io da questa minaccia mi -lasciassi disarmare, _(accalorandosi)_ voi, mia bella ammalata, di qui a -poco mi dareste forse del collegiale, e a chi si è dato del collegiale -non c'è più niente da dare... nè di peggio, nè di meglio!... - - _Anna_ - -_(quasi tremante)_ Dottore, non fate lo sciocco, e non insistete... - - _Salvetti_ - -Io insisto, marchesa, perchè questa è la crisi. È la crisi! I dieci -minuti volano... _(Accalorandosi maggiormente)_ Voi siete incantevole... -Voi siete irresistibile... E io, per non avere scrupoli di coscienza -_(si slancia come per afferrarla)_, voglio giuocare tutto per tutto! - - _Anna_ - -_(furibonda, colpendolo con la frusta)_ E avete tutto perduto anche -prima di giuocare! - - _Salvetti_ - -Ahi! _(Si tocca il braccio colpito.)_ - - _Anna_ - -_(chiamando vivissimamente)_ Rivoli, Albenga, Dionigi, Giuliano! Venite, -venite subito!... Venite tutti! - - _Salvetti_ - -_(tra sè, mordendosi le dita)_ Mi sono sbagliato! - - - - SCENA VIII. - - - ANNA, SALVETTI, RIVOLI, ALBENGA, DIONIGI, D'ALMA. - - -_(Essi in fretta irrompono e restano lì, trepidanti allibiti.)_ - - _D'Alma_ - -Anna.... - - _Albenga_ - -Marchesa. - - _Dionigi_ - -Marchesa.... - - _Rivoli_ - -Un altro guaio!?... - - _Anna_ - -_(appena essi compariscono, nasconde nella comicità la propria -concitazione)_ Cos'è?! Che avete con quelle facce così bianche?... - - _Rivoli_ - -Eh!... Abbiamo sentito chiamarci in un certo modo.... Capirete.... Ci -siamo allarmati.... - - _Anna_ - -Allarmati? _(Ride)_ Ah ah ah!... Questa è carina! E di che? Perchè? -Tenevo a farvi partecipare alla mia lieta meraviglia, alla mia gioia, al -mio entusiasmo.... Non mi vedete? _(Mostrandosi ben diritta in piedi)_ -Cinque minuti fa soffrivo -- ... soffrivo abbastanza, credetemi -- e, -adesso, vi garantisco che sono... _completamente guarita_. Oh, l'energia -del nostro dottore è stata come l'acqua sul fuoco! Miracolosa!! - - _Salvetti_ - -_(rodendosi dentro e ostentando modestia)_ No, non mi elogiate troppo, -marchesa... In fondo poi non si trattava... non si trattava che di -una... piccolezza; e sono io... sono io che debbo alla... docilità -vostra la fortuna di potere annunziare che tutto... mi è riuscito -estremamente facile. - - _Anna_ - -_(agli altri)_ Come è modesto! - - _Rivoli_ - -_(piano ad Albenga)_ Che diamine sarà accaduto qui dentro?! - - _Anna_ - -E, intanto, amici miei, se me lo permettete, io mi ritiro un poco nelle -mie stanze. Ma s'intende che voi non vi moverete di qui. Più tardi, vi -offrirò da colazione... Tutta erba!... So io quello che dico! Anche a -voi, dottore... Ah no, scusate, mi pare che voi... avete già preso -qualche cosa.... - - _Salvetti_ - -Sì, veramente... io ho preso qualche cosa... _(Si tocca il braccio.)_ - - _Anna_ - -Comunque sia, non vi sottrarrete, spero, alle congratulazioni e ai -festeggiamenti che vi spettano. Vorrei essere espansiva io pure, ma non -trovo le parole... Gli è che sono un po' stanca d'emozioni.... -Considerate: non capitano ogni giorno il calcio d'un cavallo... e il -prodigio di un dottore. Per ora, festeggiatelo voi, amici miei, -festeggiatelo bene. Egli se lo merita!... _(Una pausa.)_ _(Si avvia -verso le sue stanze.)_ - - _Rivoli_ - -_(vedendola camminare)_ Difatti... c'è da portarlo in trionfo! Io stento -a credere ai miei occhi... Voi non zoppicate nemmeno, marchesa! - - _Albenga_ - -Ma bravo, bravo, dottore!... Un vero prodigio! - - _Dionigi_ - -Decisamente, siete molto forte! - - _Anna_ - -Fortissimo! - - _Salvetti_ - -_(sorride verde.)_ - - _Anna_ - -_(passando davanti a D'Alma, che sta a contemplarla poco discosto dalla -porta, e imitando con grazia burlesca la solita intonazione serafica di -lui, lo interroga:)_ E voi, Giuliano, non vi congratulate col dottore? - - _D'Alma_ - -_(malinconicamente sospirando)_ Penso con dolore, Anna, che non avrei -saputo fare... quello che ha fatto lui! - - _Anna_ - -Lo credo, io! _(Pausa. Indi, salutando tutti e indugiando in una -profonda riverenza esagerata)_ A fra poco, signori. - - _D'Alma, Dionigi, Albenga, Rivoli, Salvetti_ - -_(si trovano in fila, a eguale distanza fra loro, e s'inchinano -simultaneamente, dicendo insieme:)_ - -Marchesa! - - _Rivoli_ - -_(nell'inchinarsi, ha una puntura alla schiena e vi porta su la mano, -facendo una smorfia di dolore.)_ - - _Tableau!_ - - - _Sipario._ - - - _Disposizione dei personaggi:_ - - ANNA D'ALMA DIONIGI RIVOLI ALBENGA SALVETTI - - - - - ATTO SECONDO - - -_Lo stesso salotto. -- È sera. -- Lumi accesi._ - - - - SCENA I. - - - ANTONIO, ALBENGA, RIVOLI, SALVETTI, DIONIGI. - - -_(Tutti e cinque in smocking.) (Sopra una consolletta sono cinque -cappelli di forme diverse.)_ - - _Albenga_ - -_(è nel mezzo del salotto col suo scartafaccio in mano, guardando in -alto come un ispirato e gesticolando. Poi, con solennità, ad Antonio, -che comparisce dalla porta comune:)_ Recate una bottiglia d'acqua e... -un bicchiere con un po' di zucchero. - - _Antonio_ - -_(Esce.)_ - - _Albenga_ - -_(ancora riflette e gesticola.)_ - - _Rivoli_ - -_(entrando dalla porta centrale con una stecca da bigliardo in mano, -immediatamente si lascia cadere sulla prima seggiola che trova. Indi, ad -Albenga:)_ È una pantomima? - - _Albenga_ - -Studiavo... il valore della voce in certe frasi. - - _Rivoli_ - -Gesticolando come un muto!? - - _Albenga_ - -Caro mio, la voce... io la penso. In ogni vibrazione vocale c'è un lembo -dell'anima!... - - _Salvetti_ - -_(di dentro)_ Giacchè la marchesa è fuori, Albenga, venite a giocare -anche voi. - - _Albenga_ - -_(con alterigia)_ Non ho mai giocato al bigliardo, dottore. - - _Salvetti_ - -_(di dentro)_ C'è qui il conte che fa da maestro a tutti. - - _Albenga_ - -E sia! _(Arrotola lo scartafaccio, lo infila in una tasca, e, uscendo -dal fondo, ripete a Rivoli:)_ C'è un lembo dell'anima!... È chiaro? - - _Rivoli_ - -È chiarissimo. - - _Dionigi_ - -_(di dentro)_ E Rivoli dove s'è cacciato? Dov'è, dov'è questo Rivoli? - - _Salvetti_ - -_(entrando, anche lui con una stecca in mano, e vedendo Rivoli)_ Eccolo -lì!... Non c'è da illudersi: lo stare in piedi non è più affar vostro! - - _Rivoli_ - -Vengo, vengo. _(Si alza mal volentieri, e, parlando col dottore a voce -bassa, esce dal fondo con lui)_ Dottore, scherzo a parte, volevo dirvi: -ci credete voi alla cura dell'impiccagione per rinvigorire la spina -dorsale?[2] - - [2] Per rinforzare la spina dorsale si fa la cura della sospensione con - la macchina Charcot. - - _Salvetti_ - -L'impiccagione? _(Col gesto analogo)_ Ma sicuro che ci credo!... - - - - SCENA II. - - - ANTONIO _e_ ARTURO. - - - _Antonio_ - -_(vibrante di giubilo, entra dalla porta comune portando un vassoio con -la bottiglia di acqua e col bicchiere e si lascia passare dinanzi il -marchese Arturo di Fontanarosa_.) Per di qua, per di qua, eccellenza. - - _Arturo_ - -(si avanza guardando con curiosità.) - - _Antonio_ - -_(posa il vassoio su un tavolino che è quasi nel centro del salotto.)_ -Mi pare veramente un miracolo! _(Tutto commosso)_ E che vostra -eccellenza sia mille volte benedetta se è venuta a far la pace con la -mia padrona! - - _Arturo_ - -Facciamole intanto una sorpresa, Antonio. Non dirle che sono arrivato... - - _Antonio_ - -Anche volendo, non glielo potrei dire, perchè non è in casa. È uscita -verso sera. - - _Arturo_ - -_(consultando il suo orologio)_ E non torna ancora? - - _Antonio_ - -Oh! non c'è paura di nulla. Qui le vogliono bene anche le pietre della -via. Tutti questi contadini dicono che è la loro reginella. - - _Arturo_ - -E tu, vecchio, che fai? - - _Antonio_ - -Io, dal giorno in cui la padrona volle allontanarsi da vostra eccellenza -e partì per Napoli -- che brutto giorno! -- sono stato sempre agli -ordini suoi, e qui, in campagna, faccio un po' di tutto, eccellenza: da -maggiordomo, da cuoco, da cameriera se occorre... perchè, ecco..., donne -attorno, la padrona non ne ha volute... Ci sono, è vero, la moglie e la -figliuola di Filippo il giardiniere che, all'occasione, si prestano -- e -come si prestano! -- ; ma da che furono viste in giardino, l'una dopo -l'altra,... a parlare troppo lungamente con un signore che ha la schiena -un po' curva e le gambe poi... che Dio gliele guardi!..., anche quelle -due donne lì, per ordine della padrona, ci bazzicano di rado in casa.... - - _Arturo_ - -Son cose che non mi riguardano. - - _Antonio_ - -Come comanda vostra eccellenza.... - - _Arturo_ - -Ma qui c'è gente: vedo dei cappelli. - - _Antonio_ - -Cappelli di uomini, eccellenza. Sono... i cappelli... degli amici... -della signora marchesa. - - _Arturo_ - -E dov'è che stanno? - - _Antonio_ - -Sono di là, e giocano al bigliardo. - - _Arturo_ - -Quando la marchesa è assente!? - - _Antonio_ - -Sicuro. Il cancello del giardino e la porta d'ingresso non si chiudono -che di notte; ed essi entrano a tutte le ore, vanno, vengono, siedono, -si alzano, fumano, leggono,.... fanno tutto, insomma. - - _Arturo_ - -Ah, sì? - - _Antonio_ - -Però, eccellenza, spiegamoci...: _(timidamente)_ la padrona è sempre un -modello di... - - _Arturo_ - -_(severissimo)_ Non vi ho chiesto delle informazioni, di cui non ho -bisogno. _(Pausa.)_ _(Guarda di nuovo i cappelli, e, prendendoli uno -alla volta, li conta)_ Uno... due... tre... quattro... cinque! - - _Antonio_ - -Eccellenza, sì. - - _Arturo_ - -Non c'è male! - - _(Di dentro, risa di tutti.)_ - - _La voce di Dionigi_ - -Più a destra, più a destra, e colpo sotto! - - _La voce di Salvetti_ - -Bazzica, signori, bazzica! - - _(Si ride ancora.)_ - - _La voce di Dionigi_ - -Molto chic, dottore! - - _Voci degli altri, insieme_ - --- Ma bene, benissimo! - --- Un'altra, adesso... - --- Un'altra.... - - _(Le risate si rinnovano.)_ - - _Arturo_ - -_(ad Antonio)_ Ma questa non è una casa, questo è un _club_! - - _Antonio_ - -Si divertono. - - _Arturo_ - -Me ne accorgo. - - _Antonio_ - -Devo annunziar loro che è arrivata l'eccellenza vostra? - - _Arturo_ - -Ma è gente che conosco? - - _Antonio_ - -No, eccellenza... - - _Arturo_ - -E allora lascia stare. Sarebbe un bell'imbarazzo per tutti. Aspetterò -tranquillamente che la marchesa ritorni. - - _Antonio_ - -Ha comandi da darmi, vostra eccellenza? - - _Arturo_ - -_(con circospezione e con importanza)_ Senti. Mi giungeranno qui lettere -e telegrammi.... Tu mi capisci, eh? La marchesa non deve veder nulla, -non deve saper nulla.... - - _Antonio_ - -_(tentennando il capo)_ Sempre lo stesso!... - - _Arturo_ - -_(con sincera pretensione)_ Non c'è che fare, vecchio mio! Finchè nel -mondo ci sarò io, le donne non faranno voto di castità. Va, va. - - _Antonio_ - -_(esce, borbottando.)_ - - - - SCENA III. - - - ARTURO, RIVOLI, DIONIGI, SALVETTI, ALBENGA, D'ALMA. - - - _Arturo_ - -_(sedendo a suo agio)_ Aspettiamo. - - _Rivoli_ - -_(sporge il capo di tra le tendine, e, scorgendo Arturo, che non ha mai -visto, spontaneamente esclama:)_ Ohè, ohè! - - _Arturo_ - -_(si volta.)_ - - _(La testa di Rivoli sparisce.)_ - -_(Dopo qualche istante, a una a una, compariscono le teste di Salvetti, -di Dionigi, di D'Alma, di Rivoli, di Albenga: quella di Rivoli nel -mezzo, e le altre quattro distribuite simmetricamente a destra e a -sinistra di ciascuna tendina, due sopra e due sotto.)_ - - _Rivoli_ - -_(più col fiato che con la voce)_ E chi è quello lì? - - _Dionigi, Salvetti, Albenga, D'Alma_ - - _(uno dopo l'altro, pianissimo)_ - --- Chi è? - --- Chi è? - --- Chi è? - --- Chi è? - - _Arturo_ - -_(si volta.)_ - - _(Le teste spariscono.)_ - - _Arturo_ - -(tra sè) Ah ah! Il _club_ è in agitazione. (Finge di nulla e col -bastoncino tortura il pavimento.) - - _Albenga_ - -_(entra con ostentata disinvoltura per osservare chi sia e che cosa -faccia colui. Gli passa dinanzi, salutando appena)_ Signore.... - - _Arturo_ - -_(rispondendo al saluto)_ Signore.... - - _Albenga_ - -_(siede, cava di tasca il suo taccuino, e si mette a scrivere.)_ - - _Rivoli_ - -_(entra, e fa lo stesso giretto)_ Signore... - - _Arturo_ - -Signore... _(Seguendolo un po' con lo sguardo)_ Ah, quello del giardino! - - _Rivoli_ - -_(si abbandona sopra una poltroncina, appoggiando i piedi a una sedia, e -quindi accende un sigaro.)_ - - _Arturo_ - -_(guardandolo meravigliato, come per una rappresaglia, appoggia i suoi -piedi sopra uno sgabelletto.)_ - - _Salvetti, Dionigi e D'Alma_ - -_(entrando, si scandalizzano dell'atteggiamento confidenziale di Arturo. -Gli girano intorno, parlano tra loro a voce bassa, assumono un'aria -altezzosa, l'osservano con la coda dell'occhio e lo salutano -impercettibilmente col capo, dicendo, tutti e tre, a fior di labbro:)_ -Signore... - - _Arturo_ - -_(ricambiando il saluto senza neanche accennare ad alzarsi)_... -Signori... - - _Salvetti_ - -Stia, stia comodo... - - _Dionigi_ - -Non si disturbi. - - _D'Alma_ - -_(siede molto comodamente, cava di tasca un libro e legge.)_ - - _Salvetti_ - -_(si sdraia e accende un sigaro.)_ - - _Dionigi_ - -_(siede a cavalcioni d'una seggiola, e accende una grossa sigaretta -preziosa.)_ - -_(Ora, sono tutti seduti, in ordine sparso, in modo che Arturo si trova -circondato da loro, a debita distanza.)_ - - _Salvetti_ - -_(a voce alta, tenendo d'occhio Arturo)_ A quanto pare, la nostra -marchesa ci tradisce? - - _Arturo_ - -_(ha un lieve moto interrogativo.)_ - - _D'Alma_ - -_(sospirando)_ Ella adora il chiaro di luna! - - _Albenga_ - -Aveva espresso il desiderio di sentire il mio quarto atto; e quindi noi -avremmo il dovere di andarla a cercare. - - _Dionigi_ - -Ma no! Ma no! È molto di buon gusto che una signora faccia tutta sola -queste piccole escursioni. E poi, ella non ha voluto neppure che io le -facessi da guida! - - _Rivoli_ - -_(con voce sottile e stanca)_ La mia opinione schietta è... che noi non -dobbiamo muoverci di qui. - - _Salvetti_ - -Per altro, è assai tardi, e io comincio a preoccuparmi seriamente. -Facciamo così: vado io a rintracciarla... - - _Dionigi_ - -_(vivamente)_ Ebbene, no! O tutti, o nessuno! - - _D'Alma, Albenga, Salvetti, Dionigi_ - -_(si alzano agitandosi e accalorandosi, sempre intorno ad Arturo.)_ - - _D'Alma_ - -Allora, tutti. - - _Albenga_ - -Tutti, tutti. - - _Rivoli_ - -Nessuno! nessuno! nessuno! - - _Salvetti_ - -Oh, perdinci! Ognuno si regoli come vuole! Io ci vado! - - _Albenga_ - -Abbiamo stabilito di essere solidali, caro dottore! - - _Dionigi_ - -«L'unione fa la forza!» - - _Salvetti_ - -Io me ne infischio dell'unione! - - _Rivoli_ - -_(con pochissima voce)_ Io me ne infischio della forza! - - _Albenga_ - -_(riscaldandosi anche di più)_ Ma questo non significa ragionare! - - _Salvetti_ - -Ragionate voi, se vi piace; per conto mio, non ragiono mai e agisco -sempre! - - _Arturo_ - -_(tra sè)_ Sono impareggiabili! - - _Voci interne di contadini e contadine_ - --- Viva la reginella! - --- Viva la reginella nostra! - - _D'Alma_ - -Eccola qui! - - _Salvetti_ - -Sì, sì, è lei! - - _Albenga_ - -Finalmente.... - - _Dionigi_ - -Le fanno festa, come al solito... - - _Rivoli_ - -Finirete di bisticciarvi, eh? - - _Voci interne di contadini e contadine_ - --- Santa notte, santa notte! - --- Buon riposo! - - - - SCENA IV. - - - ANNA, ARTURO, D'ALMA, SALVETTI, ALBENGA, DIONIGI, RIVOLI. - - - _Anna_ - -_(indossa un capriccioso costume campestre: gonna breve e calzatura da -alpinista. È carica di edera, di felci, di fiorellini. Porta in mano un -bastone, sul braccio uno scialle. Entra brillantemente.)_ Sono qui, -amici miei, sono qui.... _(Vedendo Arturo, ha un gran sussulto di -meraviglia)_ Voi!!! - - _Arturo_ - -_(che era per slanciarsi istintivamente verso di lei, si ferma -interdetto)_ Io. - - _Gli altri_ - -_(notano l'imbarazzo di tutt'e due.)_ - - _Anna_ - -_(con subitanea dissimulazione e con eccessiva gaiezza)_ Ah! ora mi -spiego il contegno sibillino di Antonio... - - _Arturo_ - -Difatti, ho parlato con lui, e... - - _Anna_ - -_(animandosi maggiormente per impedirgli di aprir bocca)_ Come sono -contenta, come sono contenta di vedervi!... Già, voi altri non vi -conoscete... - - _Arturo_ - -Ci conosciamo da qualche minuto, ma di vista... - - _Anna_ - -Soltanto di vista? Allora, faccio la presentazione ufficiale. -_(Presentando Arturo)_ Il più intimo amico di mio marito... - - _Arturo_ - -_(interrompendola vivamente)_ Cioè, cioè, rettifico... - - _Anna_ - -_(interrompendolo a sua volta)_ Niente da rettificare! Questo non vi -nuoce punto, non vi pregiudica... A lui, certo, non avrei permesso di -oltrepassare la soglia della mia casa, e non glielo permetterei mai; ma -a voi... è tutt'altro! Voi, siate il benvenuto nella nostra piccola -colonia... _(Ride)_ Ah ah ah! Avete avuto paura di essere respinto? Via, -rassicuratevi, e lasciate che io compia la presentazione. _(In tono -solenne)_ Il più intimo amico, dunque, di mio marito: il duca... di -Rocca... bruna. - - _Arturo_ - -Ma... - - _Anna_ - -E a voi, duca, ho l'onore di presentare i più _intimi_ amici miei: -Fulvio Salvetti, un medico... prodigioso, Renato Albenga, un -commediografo che voi già dovete conoscere di fama... - - _Arturo_ - -_(benchè il nome gli giunga affatto nuovo)_ Non conosco altro! - - _Anna_ - -_(continuando)_.... Giuliano D'Alma, giovane... spiritualista, il conte -Sandro Dionigi, giovane... molto _chic_, il signor Gustavo Rivoli, un -martire... del bel sesso; e così, a occhio e croce, mi pare che non ce -ne siano più. - - _Arturo_ - -_(rodendosi dentro, e cercando di serbare, nondimeno, un contegno di -superiorità paziente)_ Signori, ben fortunato di conoscerli, ma, vedano, -la marchesa... - - _Anna_ - -_(impedendogli tuttora di parlare)_ La marchesa si fa un pregio di -rendersi interprete dei sentimenti dei suoi amici. Anch'essi, anch'essi -sono fortunatissimi... Siamo tutti fortunatissimi!... Qui, qui la mano, -signor... duca... _(Stringe rabbiosamente.)_ Io gliela stringo per me e -per loro, chè, se dovessero fare i convenevoli uno per uno, si andrebbe -troppo per le lunghe. _(Ride)_ Ah ah ah! - - _Rivoli_ - -_(piano a Salvetti)_ Quei due hanno un urgente bisogno di pigliarsi pei -capelli! - - _Anna_ - -_(con brio pazzesco)_ E come va, come va che siete capitato quassù? -Raccontatemi.... raccontatemi.... Fatemi la diagnosi -- si dice -_diagnosi_, dottore? -- sì, fatemi la diagnosi della vostra grave... -risoluzione. E voialtri..., presto, liberatemi di questo po' po' di -vegetali. Da che sono diventata erbivora come il signor Giuliano, ne -raccolgo avidamente. Una vera frenesia!... Giuliano, Sandro... -movetevi... prendete... adornate la stanza come di consueto... - - _Dionigi_ - -Eccomi, marchesa. - - _D'Alma_ - -_(dolcissimo)_ Mi parrà di guastare la _Primavera_ del Botticelli! - - _(D'Alma e Dionigi eseguono.)_ - - _Anna_ - -_(continuando vivacissimamente)_ Guastate! Guastate!... E voi dottore, -voi Gustavo, voi Renato, liberatemi del cappello, del bastone, dello -scialle... _(In capriccioso tono bambinesco)_ Dio mio, siate svelti, -siate galanti, non mi fate fare una cattiva figura dinanzi a un -forestiero... - - _Albenga_ - -_(le piglia di mano lo scialle e il bastone e si allontana, osservando -acutamente.)_ - - _Rivoli_ - -Pel cappello, faccio io... - - _Salvetti_ - -Faccio io... - -_(Si accingono tutti e due a toglierle il cappellino che è fermato ai -capelli con molti spilloni.)_ - -_(Arturo è presso Anna, e aspetta, ansioso, il momento opportuno per -dirle qualche parola.)_ - -_(Dionigi e D'Alma distribuiscono i vegetali nei vasi, tra i ninnoli, -intorno ai quadri.)_ - - _Albenga_ - -_(piano, a Dionigi e a D'Alma)_ Quell'uomo deve essere stato il suo -amante... A me non sfugge nulla! - - _Anna_ - -_(quasi trattenendo le mani maldestre di Salvetti e di Rivoli)_ Ohi! -Ohi! Poveri miei capelli! - - _Salvetti_ - -Eh!... Si lavora... - - _Rivoli_ - -_(al profumo di lei, sente disciogliersi le ginocchia.)_ - - _Anna_ - -Attento, Rivoli! Voi mi cadete addosso. Su! Su! - - _Rivoli_ _e_ _Salvetti_ - -_(insieme)_ È fatta! _(A quattro mani, portano via il cappello e restano -a confabulare con gli altri.)_ - - _Arturo_ - -_(piano e vibrato ad Anna)_ Ma perchè questa sciocca fanciullaggine? - - _Anna_ - -_(ugualmente piano e vibrato)_ E voi, perchè questa audacia? - - _Salvetti_ - -_(pianissimo a qualcuno degli altri)_ Parlano tra loro assai -concitatamente... - - _Arturo_ - -_(ad Anna, sommessamente e con forza)_ Io griderò a tutti che son vostro -marito! - - _Anna_ - -_(fredda)_ Gridatelo pure, ma sarete grottesco.... _(Ripigliando a voce -alta il tono brioso)_ Sicchè, voi, duca, non volete raccontarmi niente. -Siete tutto confuso! tutto intontito! Io non vi riconosco più. Vi trovo -trasformato, e anche un po' invecchiato! Anzi, invecchiato, soprattutto. -E, d'altronde, se così non fosse, perchè dovreste voi preferire questo -cantuccio selvatico a tutti i centri della civiltà estiva? Sono forse -spariti Aix-les-bains e Ostenda? Sono sprofondati Viareggio e -Vallombrosa? Sono stati aboliti i _cafés-concerts_ e i circhi equestri? -Insomma, che cosa vi accade? da quale parte del mondo venite? di quale -paradiso siete voi stanco? quali delizie avete abbandonate? quante -donne? quante mime? quante odalische? quanti harem?.. Ma parlate, -parlate....! Perchè non parlate? - - _Arturo_ - -Se parlate sempre voi, marchesa! Avete il punto interrogativo a -ripetizione... come una mitragliatrice. Quando avrete esaurita la -carica, tenterò di parlare io. - - _Anna_ - -Nel vocabolario degli uomini è scritto: «_Parlare_» vedi «_mentire_». - - _Arturo_ - -Allora, per dire tutta la verità, marchesa mia, tacerò. - - _Rivoli_ - -_(a D'Alma, quasi all'orecchio)_ Mio buon signor Giuliano, è il momento -d'andar via. - - _Anna_ - -Ma intanto sedete, duca. Amici miei, aiutatemi a far gli onori di casa. -Una sedia al duca, presto! presto! - - _D'Alma, Rivoli, Albenga, Salvetti, Dionigi_ - -_(prendono ciascuno una sedia e si affrettano ad avvicinarla ad -Arturo.)_ - - _Arturo_ - -Oh, grazie!... In ogni caso, _una_ mi basterebbe; ma non serve.... - - _Anna_ - -Sono pieni di brio questi signori! - - _Arturo_ - -È evidente. Peccato però che questa sera io non possa goderne più oltre. -Ho fatto un lungo viaggio, ecco; e, del resto, mi pare di aver già -troppo disturbato la... piccola colonia, e non voglio abusarne. Finchè -io non cessi di essere un... intruso, sarà meglio che io non sia neppure -un importuno. _(Rivolgendosi ai cinque)_ Non è vero? - -_(Nessuno dice nulla. -- Tutti hanno l'aria di non rispondere, in segno -di ostilità, guardando altrove, atteggiandosi a distratti. Qualcuno -finge di togliersi con le dita un po' di polvere.)_ - - _Arturo_ - -Prego, prego: non protestino così energicamente! La loro cortesia e -quella della marchesa non m'impediranno di credere che quando si vive -felici in due... o in sei, colui che giunge terzo... o settimo, non può, -là per là, riescire eccessivamente gradito. Ma non c'è da -impensierirsene, veh! _(Gentilissimo e altero, con un sorrisetto -leggermente canzonatorio)_ Il tempo è buon diplomatico, e vedranno, -vedranno che, a poco a poco, ci accomoderemo! Marchesa... fatelo -intendere voi ai vostri amici che ci accomoderemo. Non sarà del tutto -inutile che essi comincino ad abituarsi a un tal pensiero, perchè..., -tanto, non c'è che fare: io ci sono... e ci resto. - - _Anna_ - -_(con lieve e involontario impeto)_ Ah, questo poi!.. - - _Arturo_ - -_(interrompendola con umiltà ostentata)_ Io sono venuto a mettermi ai -vostri piedi, marchesa; e non è colpa mia... se ci si sta così bene! -_(Salutando)_ Signori..... _(Esce.)_ - - - - SCENA V. - - - ANNA, D'ALMA, SALVETTI, ALBENGA, DIONIGI, RIVOLI. - - -_(Anna resta irritata e concentrata in sè stessa, ruminando sulla -sfacciataggine di Arturo. Salvetti, Dionigi, Rivoli e Albenga si -scambiano occhiate eloquenti e sono d'accordo nella decisione di dover -lasciare in pace la marchesa. Prendono i loro cappelli e si dispongono a -salutarla.)_ - - _Anna_ - -_(di scatto)_ Albenga! - - _Albenga_ - -Ai vostri ordini.... - - _Anna_ - -Non mi dovevate leggere il settimo atto della vostra commedia? - - _Albenga_ - -Semplicemente il quarto, marchesa. - - _Anna_ - -_(recisamente)_ Leggete! - - _Albenga_ - -_(guardando gli altri con un sorrisetto di orgoglio e di trionfo)_ Per -farvi cosa grata.... _(Depone il cappello, cava di tasca lo -scartafaccio, lo apre, prende posto presso il tavolino su cui sono la -bottiglia e il bicchiere.)_ - - _Anna_ - -_(siede, voltando la schiena ad Albenga e pensando in modo visibile a -tutt'altro.)_ - - _Salvetti_ - -_(le si accosta di dietro e, serio e prudente, si accomiata)_ -Marchesa.... - - _Anna_ - -E non volete sentire? - - _Salvetti_ - -Vi dirò.... Io credo che stasera sia arrivato un medico meno... -_prodigioso_ di me, ma più pratico. Per esperimentare me in -un'indimenticabile giornata di nevrosi, vi fu necessario che... un -cavallo vi tirasse un calcio. Per esperimentare lui, sembra vi sia -necessario... che un autore vi legga una commedia. In attesa del -risultato, però, io, provvisoriamente, rassegno le mie dimissioni. - - _Anna_ - -_(alzando le spalle sgarbatamente)_ Albenga, leggete. - - _Salvetti_ - -_(s'inchina ed esce.)_ - - _Dionigi, D'Alma, Rivoli_ - -_(in piedi, imbarazzati, confabulano tra loro.)_ - - _Albenga_ - -_(legge, scandendo le parole come se ognuna di esse fosse una gemma -dovuta alla più alta ispirazione:)_ «Il palcoscenico rappresenta un -parco incantevole. Nella gran luce meridiana, i fiori appena sbocciati -effondono una fragranza sensuale, quasi palpabile. -- Si ode il ronzio -di una vespa. -- Poi, un lungo, un lunghissimo silenzio.» - - _Rivoli_ - -_(timidamente)_ Perdonate, marchesa, noi vorremmo profittare di questo -silenzio... per salutarvi. - - _Anna_ - -_(vedendo i tre in atteggiamento di commiato)_ Ah? Ve ne andate anche -voi? - - _D'Alma_ - -La vostra anima, Anna, stasera è altrove... - - _Anna_ - -_(in fretta)_ Be', andate a raggiungerla, e tanti saluti da parte mia! -Buona sera, buona sera a tutti! - - _Dionigi, D'Alma, Rivoli_ - -_(s'inchinano insieme, ed escono.)_ - - _Anna_ - -_(sta tuttora con la schiena rivolta ad Albenga ed è sempre più -distratta.)_ - - _Albenga_ - -_(dopo una breve aspettazione)_ Ci siete, marchesa? - - _Anna_ - -Io ci sono... _(Guardandosi intorno come se solo ora si accorgesse della -partenza di tutti gli altri)_ ... e il bello è che non ci sono che io. - - _Albenga_ - -_(con competenza)_ Le riunioni intellettuali, più sono ristrette, meglio -riescono. - - _Anna_ - -Questa non potrebbe essere più ristretta di così! Vi ascolto. - - _Albenga_ - -_(legge:)_ «Scena prima. Cammilla e Tulio.[3] Essi lentissimamente si -avanzano e seggono presso... una fontana. Cammilla: -- sollevando un -poco il capo -- Era dolce, ieri sera, la vostra voce grigia! -- Tulio: --- tendendo verso lei il braccio destro -- Perchè, voi, Cammilla, voi -eravate... in me!» - - [3] Il raddoppiare la _m_ semplice e il raddolcire le doppie _l_, - pronunziandole come una _l_ sola, sono una leziosaggine fonica - messa in moda da certi esteti da strapazzo. - - _Anna_ - -_(seguendo il corso delle proprie idee)_ In fondo, è una delle solite -malignità! - - _Albenga_ - -Cosa!? - - _Anna_ - -Quella che ha detto il dottore. «È arrivato un medico più pratico»!... -Con quale diritto egli lo asserisce? _(Alzandosi rabbiosa)_ Con quale -diritto?... Leggete. _(E passeggia bruscamente, senza ascoltare.)_ - - _Albenga_ - -Leggo, marchesa. _(Legge:)_ «Cammilla: Era dolce, iersera...» Ah, no!... -Questo l'ho letto. _(Cercando:)_ «Tulio... Tulio... tendendo il -braccio»... eccetera... Ah, ecco! _(Legge:)_ «Cammilla: -- Sì, io ero in -voi, io ero in voi, e adesso tutto mi è chiaro. -- Con slancio: -- Nulla -di strano, o Tulio...» - - _Anna_ - -E lo dico anch'io! Nulla di strano! Che c'entra la nevrosi? Arriva un -amico di mio marito all'impensata. Ciò mi secca, m'irrita, mi turba!... -Ma che significa tutto questo? Che significa? Che può significare? Nulla -di strano! Leggete leggete... Leggete, sì o no? - - _Albenga_ - -_(si alza paziente)_ Marchesa, stasera, ve lo confesso, non sono in -vena... - - _Anna_ - -Ora comprendo perchè v'interrompete sempre! Potevate dirmelo prima! - - _Albenga_ - -Se vi fa piacere, leggerete voi stessa! _(Un breve silenzio)_ Me ne -posso andare? - - _Anna_ - -Oh, altro! - - _Albenga_ - -_(versa l'acqua, ne beve solennemente, e saluta con dignità, lasciando -lo scartafaccio sul tavolino)_ Marchesa... - - _Anna_ - -_(senza badargli, lo saluta con la mano)_ Arrivederci, arrivederci. - - _Albenga_ - -Buona notte!! _(Esce.)_ - - - - SCENA VI. - - - ANNA, ANTONIO, ARTURO. - - - _Anna_ - -_(tocca il bottone del campanello. Suono interno.)_ - - _(Antonio comparisce.)_ - - _Anna_ - -Antonio! - - _Antonio_ - -Eccellenza? - - _Anna_ - -Presto, chiudete il cancello del giardino e la porta d'ingresso, e -andate a letto. - - _Antonio_ - -_(indugia.)_ - - _Anna_ - -Avete inteso? Che aspettate? - - _Antonio_ - -Se vostra eccellenza permette.... - - _Anna_ - -Vi ordino di chiudere! - - _Arturo_ - -_(entrando)_ Obbedite alla vostra padrona, Antonio. - - _Anna_ - -_(mordendosi le labbra)_ Ah, no! Adesso, non voglio. - - _Arturo_ - -_(ad Antonio)_ Chiudete bene, togliete le chiavi per maggior prudenza, e -serbatele voi. - - _Antonio_ - -È la mia abitudine. - - _Anna_ - -_(ad Antonio)_ Ve lo proibisco! - - _Antonio_ - -Vostra eccellenza non mi ha comandato appunto di chiudere? - - _Anna_ - -_(irritatissima)_ Meno parole, Antonio! - - _Antonio_ - -_(si allontana, guardando Arturo con la coda dell'occhio.)_ - - _Arturo_ - -_(come per un accordo preso, gli fa cenno di chiudere.)_ - - _Antonio_ - -_(esce.)_ - - - - SCENA VII. - - - ANNA, ARTURO. - - - _Anna_ - -Entrare a quest'ora nella casa d'una signora, così, senza neppure farsi -annunziare, è sconveniente. - - _Arturo_ - -_(tranquillo, e, a un tempo, altero, galante e scherzoso)_ Perfettamente -giusto. _(Siede.)_ Senonchè, voi non tenete conto di una circostanza -piuttosto importante. - - _Anna_ - -Cioè? - - _Arturo_ - -Cioè... che io... sono vostro marito. - - _Anna_ - -Per un marito poi..., giacchè ci tenete tanto a esserlo,... l'entrare a -quest'ora, all'improvviso, nella casa della moglie, è un'imprudenza! - - _Arturo_ - -Giustissimo anche questo. Ma trascurate un'altra circostanza non meno -importante. Ed è... che la moglie... siete _voi_. - - _Anna_ - -Fidate così ciecamente nell'onestà mia? - - _Arturo_ - -Io fido, soprattutto,... nel tuo amore. - - _Anna_ - -Codesta è megalomania, mio caro! - - _Arturo_ - -Che paroloni! Chi te li insegna? Quel dottore?... Ma non è il caso. Si è -amati, perchè si è amati, e non già perchè se ne sia degni. Tu mi ami, -tu mi adori: ecco tutto. Dimostrami il contrario, se puoi. - - _Anna_ - -Io te l'ho dimostrato da un pezzo il contrario! - - _Arturo_ - -E io non me ne sono mai accorto. - - _Anna_ - -Hai dimenticato che non appena mi seppi tradita mi allontanai dal -domicilio coniugale? - - _Arturo_ - -Ma s'intende! Per amore. - - _Anna_ - -Hai dimenticato che lasciai anche la città che tu abitavi? - - _Arturo_ - -Per amore. - - _Anna_ - -E alla tua lettera, alla tua lettera umile in cui mi scrivevi che -saresti venuto a cercarmi e a supplicarmi, non risposi forse seccamente -che ti avrei scacciato? - - _Arturo_ - -Per amore, bambina mia, per amore. - - _Anna_ - -Ah, va benone! Con questi criteri fai presto a convincerti che io mi -strugga per te. Ma il fatto è che tu mi hai trovata qui, sola, in una -campagna disabitata, qui, felice, allegra, indipendente, in mezzo a un -circolo di uomini d'ogni genere, ciascuno dei quali mi ci ha seguita col -solo scopo di farmi la corte! - - _Arturo_ - -Sono in cinque! - - _Anna_ - -Io potrei averne scelto uno. - - _Arturo_ - -Sarebbero andati via gli altri quattro. - - _Anna_ - -Potrei averlo scelto oggi, potrei averlo scelto un quarto d'ora prima -del tuo arrivo.... - - _Arturo_ - -Ma che! Il mio arrivo ti ha così commossa! - - _Anna_ - -Non mi ha commossa: mi ha turbata! - - _Arturo_ - -Ti avverto, bambina mia, che ti affatichi inutilmente a suscitare in me -dei sospetti. - - _Anna_ - -_(seccata ch'egli non voglia sospettare e decisa d'indurlo furbescamente -al dubbio, dopo una pausa, si alza, e gli si fa dappresso, -interrogandolo più con gli occhi che con la parola:)_ Dunque... voi non -credete verosimile... che io abbia... un amante? - - _Arturo_ - -Non lo credo verosimile. - - _Anna_ - -_(con una intima rabbietta)_ E non credete possibile che, mentre voi -state a parlarmi con una così stucchevole alterigia, io nasconda lì, lì, -nelle mie camere, un uomo che io ami o che mi piaccia? - - _Arturo_ - -Non lo crederei neppure se lo vedessi. - - _Anna_ - -_(ferocemente minacciosa)_ Arturo!... Arturo!.. - - _Arturo_ - -Evvia, non c'è ragione di fremere come una piccola belva in gabbia... - - _Anna_ - -Pensate che se quello che vi sto dicendo fosse vero, nessun marito -sarebbe stato mai più comico di voi. - - _Arturo_ - -Dio buono, se fosse vero, tu non me lo diresti. - - _Anna_ - -_(con una subitanea ispirazione)_ E se io vi avessi detta la verità con -la speranza di farvela parere una menzogna? - - _Arturo_ - -_(si sente colpito, ma dissimula.)_ - - _(Pausa.)_ - - _Anna_ - -_(intende, e, soddisfatta, lo guarda di sottecchi.)_ - - _Arturo_ - -_(rasserenandosi di nuovo, sinceramente sorride.)_ Bah! _(Le si accosta, -e le solleva il mento con le dita, come farebbe con una fanciulletta.)_ -Non si può essere nel medesimo tempo Desdemona.... e Jago. - - _Anna_ - -_(deliberata a conseguire, comunque, l'intento di tormentarlo, comincia -a mostrare d'essere rassicurata dalla fiducia di lui come se davvero -ella dovesse nascondere qualche cosa a qualcuno.)_ - - _Arturo_ - -_(abboccando un po' l'amo, senza confessarlo a se stesso)_ Per essere -Jago, bambina bella, si ha da avere, per lo meno,... la testa a posto. -Non hai pensato che io ho avuto agio di vedere uscire dalla tua casa, -uno per uno, i tuoi adoratori? - - _Anna_ - -_(continuando il giuoco)_ Tutti e cinque... naturalmente... - - _Arturo_ - -Ma sì... tutti e cinque... - - _Anna_ - -E li avrete anche visti giungere... tutti e cinque... sino alla porta -dell'albergo... - - _Arturo_ - -_(scosso)_ Proprio sino alla porta dell'albergo, no... Non potevo -mettermi alle loro calcagna. Ma che monta? - - _Anna_ - -Oh, certo!... Che monta...? Una volta che siete sicuro ch'essi sono -usciti di qui,... non avete bisogno di sapere null'altro. Questo è un -particolare esauriente. _(Pausa.)_ Ebbene, se è così,.. buona notte! - - _Arturo_ - -_(lievissimamente preoccupato)_ «Buona notte»!? - - _Anna_ - -È tardi. È ora di andarvene. - - _Arturo_ - -Andarmene, io! Lo dici per ischerzo. Antonio, che ci è devoto,... era -d'accordo con me, e ha chiuso, indubbiamente, porta e cancello. Non -vorrai constringermi a svegliare quel brav'uomo,... a umiliarmi dinanzi -a un domestico... D'altronde, perchè non concedere a me, per una notte, -l'ospitalità che, in campagna, avresti il dovere di offrire a ogni più -estraneo forestiero? - - _Anna_ - -_(sempre lasciando scorgere di stare sui carboni ardenti e ostentando la -difficoltà di sembrare disinvolta)_ Sì... ma... come fare?... Di là -_(indica a destra)_ non c'è che una stanzaccia senza mobili... che non -si può abitare... Volete vederla?... Completamente vuota! E di qua -_(indica a sinistra)_ c'è il mio quartierino, così angusto... che..., -per decidermi ad accogliervi un forestiero, non so davvero quali... -connotati lillipuziani dovrebbe avere costui. _(Con artificiosa -perplessità e relativa disinvoltura, chiude l'uscio della sua camera.)_ -In conclusione, sono dolente, ma non posso! - - _Arturo_ - -_(osserva e diventa più preoccupato)_ Eppure, io scommetto che se -facciamo insieme una breve perlustrazione nel quartierino angusto, -troveremo come risolvere questo problema. - - _Anna_ - -_(simulando, con vigile furberia, uno scatto involontario)_ Ma io non vi -permetterò di perlustrare! - - _Arturo_ - -Non esageriamo, non esageriamo... _(Inquieto)_ Bambina mia, tu me lo -dovrai permettere.... _(Cercando di fingersi ancora calmo e galante)_ In -qualità di... defunto marito, non è eccessivo ch'io abbia il -desiderio... postumo... di cacciare uno sguardo nei segreti della mia -vedovella. - - _Anna_ - -_(con tono incalzante e con atteggiamento serissimo, sempre più felice -ch'egli càpiti nel tranello)_ Arturo! Non vi ostinate in questo -desiderio... - - _Arturo_ - -_(perdendo la pazienza)_ Anna! Non vi ostinate a prolungare una burletta -che sta per divenire fastidiosa per voi e per me... - - _Anna_ - -_(mostrandosi assai agitata)_ Difatti, sta per divenire fastidiosa... E -io vi supplico di troncare... - - _Arturo_ - -Sì, tronchiamo! _(Andando risolutamente verso la porta)_ Io debbo -entrare in quella stanza.... - - _Anna_ - -_(nascondendo l'intima gioia nella tragicità apparente e mettendoglisi -dinanzi per impedirgli di entrare)_ Voi non ci entrerete! - - _Arturo_ - -_(acceso d'ira)_ Ah, basta, vivaddio! _(Le afferra un braccio.)_ - - _Anna_ - -No! Non voglio! Non voglio!... - - _Arturo_ - -Ma sono io che lo voglio!... - - _Anna_ - -No, Arturo! Per pietà, no, no!... - - _Arturo_ - -E vi giuro, Anna, vi giuro _(scostandola con violenza)_ che ci entrerò! - - _Anna_ - -_(getta un grido.)_ - - _Arturo_ - -_(si precipita nella camera.)_ - - _Anna_ - -_(battendo le mani bambinescamente, raggiante di esultanza)_ Gliel'ho -fatta! Gliel'ho fatta! Gliel'ho fatta! _(E resta a spiare, ansiosa.)_ - - _(Un silenzio.)_ - - _Arturo_ - -_(rientrando, si ferma, annichilito.)_ - - _Anna_ - -_(nel vederlo, scoppia in una risata sonora)_ Ah ah ah! Ah ah ah!... - - _Arturo_ - -_(non sa egli stesso se è più arrabbiato del tiro birbone o più -compiaciuto della innocenza di lei)_ Non c'è che dire... Ci sono -cascato! - - _Anna_ - -_(ridendo più forte)_ Ah ah ah!... Ah ah ah! - - _Arturo_ - -Un capogiro... Un'istantanea allucinazione, e mi sono lasciato -prendere... Mi darei degli schiaffi!... - - _Anna_ - -_(ridendo a crepapelle)_ Ah ah ah!... E siete voi che un momento fa non -credevate possibile ch'io nascondessi un amante? Ah ah ah! Ah ah ah! -Siete voi che dicevate che neppure vedendolo ci avreste creduto?... Ah -ah ah!... Che ridere! che ridere!.. Tutto sommato,... un marito può -anche essere una cosa molto divertente! _(Si abbandona come stanca su -una sedia.)_ - - _(Un silenzio.)_ - - _Arturo_ - -Se ti pare di aver riso abbastanza, vorrei proporti di parlare un poco -sul serio. - - _Anna_ - -Esattamente quello che io volevo proporre a voi. - - _Arturo_ - -Io ho avuto dei torti... - - _Anna_ - -Nientemeno che una confessione?! - - _Arturo_ - -Questo l'ho sempre confessato. Ma se fui... piuttosto colpevole, ho poi, -in compenso, tollerato tutte le bizzarrie della tua emancipazione senza -misura e senza freni, e ho scontati i miei torti mettendomi a viaggiare -il mondo, solo e derelitto! - - _Anna_ - -_(interrompendolo)_ Come se il mondo non fosse pieno di donne! - - _Arturo_ - -Sarà pieno di donne, ma io non ne ho trovata neppure una! - - _Anna_ - -Guarda che combinazione! Io invece non riesco a trovare un uomo! - - _Arturo_ - -Allora, mi sono detto... - - _Anna_ - -_(interrompendolo)_ «Meglio quella che niente». - - _Arturo_ - -Ma nossignora! Mi son detto: _(con gentilezza affettuosa)_ «meglio... -ricominciare da capo». _(Insinuante)_ Anna, conveniamone: dal punto di -vista sociale, io sono stato punito... Altre punizioni non ne merito... -Ciò che possiamo fare di più logico è di ricominciare da capo, -veramente. Vedi:... la notte... il silenzio della campagna... e questa -dolce aria balsamica... sono le circostanze più propizie che si possano -desiderare. _(Pausa.)_ Vuoi?... - - _Anna_ - -Eh!... Lo so.... La notte... il silenzio della campagna... il balsamo -dell'aria... due anni di separazione!... Bella forza! È facile di -vincere una donna così. È facile!... Se anche io fossi una fortezza, -potrei... come si dice?... potrei capitolare... per mancanza di viveri. -E io, che non poso a casta Susanna, non raccapriccerei mica a questo -pensiero. Oh, no! Ma riflettete: è un matrimonio quello che contate di -riorganizzare o è un _faux ménage_? Un matrimonio, nevvero?... E dunque, -Arturo, ve ne prego, siate saggio. Se proprio intendete di ricostruire -l'edifizio matrimoniale, aspettate... che io venga a voi. E se il nuovo -edificio ha da essere... di carta, fate che la responsabilità pesi tutta -intera su me, affinchè voi, in ogni caso, possiate dirmi: «Sei tu che -l'hai voluto!» Mi comprendete? - - _Arturo_ - -In parola d'onore, no. Tu dovresti scrivere dei libri. Nessuno ti -capirebbe, e così diventeresti celebre. Ma, per accontentarti, -_(sospira)_... aspetterò! - - _Anna_ - -_(festosissima)_ Intanto... io non pretendo che voi andiate a umiliarvi -dinanzi a un vecchio servo. La notte è breve; voi resterete in questo -salotto; e il marchese di Fontanarosa è così perfetto cavaliere che sarà -lieto di rispettare i limiti dell'ospitalità che gli concedo. - - _Arturo_ - -In questo salotto?!... Solo... come un cane?! - - _Anna_ - -Tra le braccia... di una poltrona! - - _Arturo_ - -Ci vuol altro, ci vuole! - - _Anna_ - -_(ripigliando il suo tono birichino e affaccendandosi gaiamente)_ Anzi, -anzi... voglio preparare io stessa il vostro letto... Lasciate fare a -me... _(Al tavolino su cui sono lo scartafaccio di Albenga e una -lampada, avvicina una delle poltrone più comode.)_ - - _Arturo_ - -Ma no, non ti dar pena, non ti dar pena... - - _Anna_ - -Lasciate fare a me... _(Congiunge alla poltrona una sediolina -tappezzata, formando una_ dormeuse.) Così!... Così!... Benissimo... -_(Spegne i lumi, eccetto quello che è sul tavolino, e piglia un paralume -a ombrello)_ Preferite la mezza luce o l'oscurità completa? - - _Arturo_ - -Eh,... tanto... è lo stesso! Nella mia situazione!... - - _Anna_ - -Facciamo la mezza luce? - - _Arturo_ - -_(condiscendente)_ Facciamola pure. - - _Anna_ - -_(pone il paralume sulla lampada, e indica la poltrona)_ E ora, qua! - - _Arturo_ - -Oh Dio, mi ci collocherò quando sarai andata a dormire... - - _Anna_ - -_(capricciosamente)_ No no no no! Devo mettervi a posto con le mie mani. -Altrimenti non ho la coscienza tranquilla. _(Lo prende per le braccia, -lo trascina sino alla poltrona e lo fa sedere.)_ Distendetevi. - - _Arturo_ - -Santa pazienza! _(Distende le gambe sul sediolino)_ Mi sono disteso. - - _Anna_ - -Bravo!... Starete divinamente! E siccome la notte, in queste boscaglie, -è sempre un po' freschina, ecco il mio scialle. _(Lo odora un po' -graziosamente e lo fa odorare ad Arturo.)_ Esso è abbastanza gentile e -profumato. _(Gli copre i piedi e le gambe con lo scialle)_ A meraviglia! -E adesso che i diritti e i doveri dell'ospitalità sono salvi, marchese -mio, buon riposo.... _(S'allontana.)_ - - _Arturo_ - -_(sospirando)_ Altrettanto! _(Quando Anna sta per uscire, fa un -movimento come per alzarsi.)_ - - _Anna_ - -_(severa)_ Eh?! - - _Arturo_ - -Non mi muovo! - - _Anna_ - -_(sulla soglia, voltandosi a lui)_ Alla cuccia! - - _Arturo_ - -Se l'ho detto, io!... Come un cane! - - _Anna_ - -_(esce e chiude a chiave la porta.)_ - - _Arturo_ - -Auff! _(Pausa.)_ _(Guardando un po' la porta di Anna)_ È un incidente -molto doloroso questo!... Imprevedibile!... Quando poi si dice: il -focolare domestico!... _(Distrattamente, piglia di sopra il tavolino lo -scartafaccio)_ Che è?... Ah! dev'essere uno dei capolavori di -quell'illustre autore _(Pensa:)_ «Albenga!...» Mai sentito nominare! -_(Legge:)_ «Il palcoscenico rappresenta un parco incantevole. Nella gran -luce meridiana, i fiori... appena sbocciati... effondono una fragranza -sensuale, quasi palpabile.» _(Sbadiglia)_ Interessante! _(Guardando un -po', un altra volta, la porta di Anna)_ Se osassi.... _(Riflette)_ -No...!... _(Legge:)_... «Si ode il ronzio di una vespa!!! Poi un lungo, -un lunghissimo silenzio. Scena prima: Camilla e Tullio.» _(Sbadiglia. -- -Legge:)_ «Essi entrano lentissimamente e seggono presso una fontana. -Camilla: sollevando un poco il capo....» _(Gli occhi gli si chiudono -- -Li riapre continuando a leggiucchiare:)_ Era dolce iersera la vostra -voce... la vostra voce... grigia... grigia... gri.... gri... _(È vinto -dal sonno.)_ - -_(Di nuovo il rumore delle chiave nella serratura.)_ - - _Anna_ - -_(in un accappatoio bianco, con i capelli un poco scinti, sporge la -testolina dall'uscio semi-aperto e chiama sommessamente:)_ Arturo! -Arturo!... _(Pausa. -- Tra sè:)_ Possibile?!... _(Si avanza sulla punta -dei piedi sino a lui. Di dietro la poltrona, dall'alto, lo guarda. -Spalanca gli occhi dallo stupore.)_ Dorme!!... _(Pausa.)_ Dopo due -anni!... _(Coi pugni stretti sta quasi per picchiargli la testa, ma si -trattiene. Con una fisonomia di sdegno e di disprezzo, piano piano, si -avvia per uscire a sinistra. Dinanzi alla porta, si volta, -sogguardandolo ancora)_.... Ed ecco i mariti! _(Esce.)_ - - - _Sipario._ - - - - - ATTO TERZO - - -_La medesima stanza, inondata festosamente dalla luce del sole._ - - - - SCENA I. - - - ANTONIO, FILIPPO, ARTURO. - - - _Arturo_ - -_(dorme, disteso sulla poltrona. Il lume è tuttora acceso.)_ - - _Antonio_ - -_(con passo lieve, si accosta al tavolino, prende il lume e lo spegne. -Indi, senza far rumore, comincia a rassettare.)_ - - _Filippo_ - -_(entrando)_ O don Antonio, ho da farvi una domanda.... - - _Antonio_ - -_(molto sommessamente)_ Abbassa la voce, Filippo. Non vedi che c'è -qualcuno che dorme? - - _Filippo_ - -_(curiosando)_ Una faccia nuova! - - _Antonio_ - -_(misteriosamente)_ È il mio padrone: il marito della signora marchesa. - -_(Restano presso la porta comune, parlottando col fiato.)_ - - _Filippo_ - -E quando è arrivato? - - _Antonio_ - -Iersera; ma acqua in bocca! - - _Filippo_ - -Perchè? - - _Antonio_ - -Credo che, per ora, non se ne debba dir niente. - - _Filippo_ - -Sono una tomba! Ma che è? Non poteva andare a dormire _(indicando -furbescamente l'uscio delle stanze di Anna)_ un po' meglio di così? - - _Antonio_ - -Ignorante! Per chi lo pigli? - - _Filippo_ - -O bella! È o non è suo marito? - - _Antonio_ - -Si, ma... fra i nobili... non c'è più quest'uso. - - _Filippo_ - -Ah!... Ognuno per conto suo? - - _Antonio_ - -Si capisce!... Sbrigati con la domanda. - - _Filippo_ - -Volevo dirvi.... Laggiù, all'albergo, si parla di partenza. - - _Antonio_ - -Be'? - - _Filippo_ - -Quel signore ammalato.... - - _Antonio_ - -Il signor Rivoli? - - _Filippo_ - -Appunto. Che roba è? - - _Antonio_ - -Come sarebbe a dire? - - _Filippo_ - -Sono due mesi che mia moglie e la mia figliuola gli lavano la -biancheria, glie la stirano, lo servono... proprio di tutto, e sinora, -neanche un soldo! - - _Antonio_ - -Fatti pagare, Filippo, perchè quello lì, o che parta o che resti, muore -da un momento all'altro!!! - - _Filippo_ - -Per San Crisostomo! _(Esce correndo.)_ - - _Antonio_ - -_(ridendo tra sè)_ Poverino! _(Continua a rassettare, sulla punta dei -piedi.)_ - - - - SCENA II. - - - ANTONIO, ANNA, ARTURO. - - - _Anna_ - -_(in elegante_ toilette _di mattina, entra dalla sinistra e, vedendo -Arturo, esclama.)_ Dio mio! Dorme ancora!!! - - _Antonio_ - -_(inchinandosi)_ Eccellenza! - - _Anna_ - -Portate una tazza di caffè al signore. - - _Antonio_ - -Era pronta, eccellenza. _(Via.)_ - - _Anna_ - -_(va dinanzi a uno specchio aggiustandosi i capelli.)_ - - _Antonio_ - -_(ritorna recando il vassoio con la tazza di caffè, e chiama con -mitezza:)_ Eccellenza! Eccellenza! - - _Anna_ - -Più forte, Antonio, più forte! - - _Antonio_ - -_(alzando la voce)_ Eccellenza! - - _Arturo_ - -_(con un soprassalto)_ Eh!... Che accade? - - _Anna_ - -_(assiste alla scenetta restando indietro, in modo che Arturo non la -veda.)_ - - _Antonio_ - -Il caffè, eccellenza. _(Gli mette la tazza davanti.)_ - - _Arturo_ - -_(tutto assonnato)_ Perchè il caffè? Ah già.... Ma no!... Ho forse -dormito, io? - - _Anna_ - -_(avanzandosi)_ Hai dormito dieci ore! Per un marito che veniva a -sedurre sua moglie, hai fatta una brillantissima figura! - - _Antonio_ - -_(esce.)_ - - _Arturo_ - -Si dice che chi dorme non pecca. Io... non ho peccato. - - _Anna_ - -_(sospirando)_ E nemmeno io! - - _Arturo_ - - _(sorseggia il suo caffè.)_ - - _(Un silenzio.)_ - - _Anna_ - -Hai finito di sorseggiare? - - _Arturo_ - -Finito. - - _Anna_ - -E adesso, una buona stretta di mano e rimettiti in viaggio. - - _Arturo_ - -Niente affatto, carina mia. Se credi d'essertela cavata con una tazza di -caffè!... - - _Anna_ - -_(interrompendolo con bontà amicale)_ Ascolta, Arturo: tutto sommato, il -tuo sonno è stato provvidenziale. Senza di esso, io avrei forse finito -col commettere... una follia, e ciò mi avrebbe poi disgustata, per la -semplice ragione che io non ti amo più e che tu non mi amasti mai. -Intanto, visto che a questa faccenda dell'amore noi donne non abbiamo -ancora il buon senso di rinunziare, ciò che presto o tardi dovrà -accadere a me tu puoi prevederlo.... - - _Arturo_ - -A te non accadrà nulla, Anna, se nulla ti è accaduto sino ad oggi. - - _Anna_ - -_(incalzante)_ Ma nulla mi è accaduto sino ad oggi perchè gli uomini dei -quali mi sono circondata non hanno saputo amarmi neppur loro. È inutile! -Non se ne trova più uno che sappia amare! - - _Arturo_ - -Ebbene, che speri? che vagheggi? che aspetti? Giacchè siamo tutti -uguali, oggi è per te come ieri, domani sarà come oggi. E tu passerai di -delusione in delusione aspettando la mosca bianca, l'araba fenice, -l'uomo eccezionale, il nuovo apostolo dell'amore!... - - _Anna_ - -_(incalzando ancora più)_ E quando avrò atteso lungamente l'uomo -eccezionale che non c'è, verrà un giorno in cui, non potendo più -rassegnarmi alla rinunzia, mi deciderò a transigere. - - _Arturo_ - -Transigi con me, dunque, bambina mia, e se non avrai conseguita tutta la -felicità che sognavi, avrai in compenso compiuto il tuo dovere di donna -onesta! - - _Anna_ - -Questo è ciò che più accomoderebbe a te.... - - _Arturo_ - -E anche a te, se la transazione è inevitabile.... - - _Anna_ - -_(recisamente)_ Io comprendo che si possa transigere con un amante, ma -con un marito _mai_! - - _Arturo_ - -Hai torto, perchè con un marito, almeno, la cosa resta in famiglia! - - _Anna_ - -Arturo, non impedirmi di volerti salvare. Ti ho già mascherato al -cospetto di quei signori per non subire la imposizione della tua -presenza. Non hai che a profittare del mio espediente così ben riuscito -per andartene in santa pace. Separato da me, checchè avvenga, tu -sarai... abbastanza salvo: se non altro, nessuno potrà ridere alle tue -spalle. Ma vicino a me, che cosa ci staresti a fare? O diventeresti il -solito marito ingannato, o saresti l'eterno candidato all'inganno! - - _Arturo_ - -Spauracchi bambineschi! L'adulterio, cara mia, ha fatto il suo tempo.... -Oramai, le mogli pervertite tradiscono i loro amanti per i loro mariti, -e quelle virtuose, come te, per i loro mariti tradiscono i loro -adoratori. Che cosa starei a fare vicino a te?... Starei a dimostrarti -che un matrimonio non si liquida come si liquiderebbe un bazar: no, no, -perbacco!, e che io _(con serietà energica)_ ho qui una moglie alla -quale non mi piace di rinunziare, e ho un diritto che _voglio_ -esercitare! - - _Anna_ - -Ah!... _Lalà!..._ Se tu avessi... cominciato col parlarmi così, io non -avrei avuto niente a ridire! _(Risatina)_ Un diritto da esercitare? È la -legge, dunque, che invochi? Niente meno che la legge?!... Ma va -benissimo. Siamo d'accordo! Ed io ti esorto a non perdere più un minuto -di tempo e a prendere possesso immediatamente del tuo ufficio. Soltanto, -deploro che per riconquistarmi tu non abbia saputo fare che queste tre -cose: -- _prima_: chiedermi un'avventura, così, su due piedi; _seconda_: -addormentarti saporitamente; _terza_: chiamare in tuo soccorso la legge. -Dei mezzi veramente irresistibili! - - _Arturo_ - -_(siede, e, con la sua aria negligente, accende una sigaretta, voltando -le spalle ad Anna.)_ - - _(Un silenzio.)_ - - _Anna_ - -Resti? - - _Arturo_ - -Lo vedi. - - _Anna_ - -E poi? - - _Arturo_ - -E poi... fumo. - - _Anna_ - -Bisogna convenire che hai ridotto il matrimonio alla più semplice -espressione! _(Esce a sinistra.)_ - - _Arturo_ - -_(tra sè)_ Santa pazienza! - - - - SCENA III. - - - ANTONIO, ARTURO, _indi_ ANNA. - - - _Antonio_ - -Eccellenza. - - _Arturo_ - -Che c'è? - - _Antonio_ - -_(annunzia in un tono stentoreo da usciere tribunalesco:)_ Il conte -Dionigi, il dottore Salvetti, il signor Giuliano D'Alma, il signor -Gustavo Rivoli, il signor Renato Albenga. - - _Arturo_ - -Nessun altro? - - _Antonio_ - -Nessun altro, eccellenza. - - _Arturo_ - -E che vogliono da me? - - _Antonio_ - -Da vostra eccellenza, proprio nulla. - - _Arturo_ - -E allora, annunzia alla marchesa. - - _Anna_ - -_(rientrando, calma e cinica)_ Ho già sentito, ho già sentito!... - - _Arturo_ - -_(ad Anna, sinceramente meravigliato)_ Ma cos'è? A quest'ora si -principia qui? - - _Anna_ - -A qualunque ora. Anzi, stupisco che si facciano annunziare. Hanno -l'ingresso libero. _(Con caricata deferenza)_ Ma se tu vuoi ch'io non li -riceva, non hai che da comandare. Sei ritornato in carica, e una delle -prime attribuzioni di un marito è quella di regolare... l'_entrata_ e -l'_uscita_ degli amici della moglie. - - _Arturo_ - -_(noncurante)_ Ma che escano! Ma che entrino! Ma che facciano quello che -vogliono! Se aspetti che io mi occupi di loro, hai un bell'aspettare! -Antonio, mandate a prendere le valige che ieri sera lasciai all'albergo; -e fatemi ammobigliare poi la stanza, che è stata sinora vuota, -_(indicando la destra)_ il più accuratamente possibile. E mi raccomando, -eh?: che almeno il letto sia buono. - - _Antonio_ - -Ci penso io, eccellenza, ma, in verità, non sono sicuro che la stanza -possa essere pronta per questa notte. Siamo in campagna e.... - - _Arturo_ - -Per questa notte... _(dando una occhiata significativa ad Anna)_ non -sarà indispensabile. - - _Anna_ - -_(tra sè, ironicamente)_ Che piacere! - - _Antonio_ - -Sta bene, eccellenza. E quei signori? - - _Arturo_ - -Per conto mio, passino pure. - - _Anna_ - -_(ad Antonio)_ Avete udito? _(Nel medesimo tono, ma più forte)_ Passino -pure! - - _Antonio_ - -_(anche lui nel medesimo tono, e anco più forte, andando verso la -comune:)_ Passino pure! - - _Arturo_ - -_(sta per uscire a sinistra.)_ - - _Anna_ - -E che? Te ne vai? - - _Arturo_ - -Naturale. _(Via.)_ - - - - SCENA IV. - - - ANNA, ALBENGA, SALVETTI, RIVOLI, D'ALMA, DIONIGI. - - -_(I cinque amici sono in abito da viaggio, chi con una spolverina sul -braccio, chi con una spolverina infilata appena, chi con qualche borsa -in mano o penzolante da una tracolla. Ognuno nel suo tipo. D'Alma porta -una pila di libri. Dionigi è più che mai elegante. Entrano, l'uno dopo -l'altro, in fila, in processione, e, malinconicamente, in silenzio, -serbando un contegno corretto ed esprimendo, con le loro fisonomie, -prudenza, rammarico, rassegnazione, restano allineati come fantocci. -Quello che precede è Rivoli.)_ - - _Anna_ - -_(dopo una lunga pausa)_ Ebbene?... Che c'è? Qualche cosa di singolare? -Qualche cosa di molto grave? - - _Rivoli_ - -_(con sussiego)_ Non vedete che... siamo in procinto di partire? - - _Anna_ - -Tutti? - - _Rivoli_ - -_(decorosamente)_ Tutti! - - _Anna_ - -Una risoluzione così brusca e così collettiva mi dà l'idea d'una -congiura. E, difatti, mi sembrate davvero dei congiurati.... Alla larga! - -_(Essi si guardano tra loro. -- Un silenzio.)_ - - _Anna_ - -Ma parlate, almeno!... Parlate!... Spiegatemi questo enigma in -azione!... Quanto a voi, Rivoli, avete proprio torto di partire! L'aria -di qui vi faceva tanto bene!... _(Sottolineando)_ L'intera famiglia del -giardiniere me lo ha detto! - - _Rivoli_ - -Marchesa, io ignoro quale diceria sia potuta giungere sino al vostro -orecchio. Ma è meglio sorvolare!... Io parto... noi partiamo... per -ragioni... indipendenti dalla nostra salute! - - _Salvetti_ - -Affari urgentissimi, marchesa.... - - _Albenga_ - -Mi si scrive che si organizzano delle conferenze feministe... e sono io -che devo dare l'intonazione. - - _Dionigi_ - -Mi si scrive che si organizza un _meeting_ di corse, e sono io che devo -trenare.... - - _Anna_ - -... i vostri cavalli, beninteso. - - _Dionigi_ - -Non capisco chi altro potrei accingermi a trenare, marchesa.... - - _Anna_ - -E voi, Giuliano?... State per abbandonarmi anche voi?... - - _D'Alma_ - -_(sospirando)_ Aimè, marchesa... la benda mi è caduta dagli occhi.... Io -mi sono accorto.... - - _Anna_ - -_(ansiosa)_ Di che? - - _D'Alma_ - -Di essere un uomo come gli altri! - - _Anna_ - -Pare impossibile! - - _D'Alma_ - -E vi confesso di aver sentito, da ieri sera, che, a dispetto dei miei -principii, io non riesco ad astrarmi dalla miseria della vita reale. - - _Anna_ - -Da ieri sera!?... Ma allora l'enigma è risolto! La causa di questa fuga -generale non può essere che il nuovo arrivato! Ne sareste tutti -gelosi?!... - - _Salvetti_ - -_(vivacissimamente)_ Io, no! - - _Anna_ - -Negate con troppa fretta perchè io me ne convinca. - - _Salvetti_ - -Non è gelosia, marchesa. Se voi foste ... il _dividendo_ di una società -in accomandita, non ci sarebbe da confondersi. Potremmo essere pure in -dieci, e io non me ne lamenterei! - - _Anna_ - -Dottore mio, come vorreste che dieci uomini si dividessero l'amore d'una -sola donna, se dieci donne non bastano a innamorare un uomo solo? - - _Salvetti_ - -Marchesa, non facciamo dell'aritmetica inutile. Mi permettete di mettere -le carte in tavola? - - _Anna_ - -Mettiamole. - - _Salvetti_ - -Qui, oramai, si viveva tranquillamente, pigliando un po' il fresco e un -po',... di tanto in tanto, qualche granchio a secco..., che non -procurava, del resto, troppe emozioni. Finchè ognuno di noi cinque era -convinto del fiasco degli altri quattro.... - - _Anna_ - -Aritmetica anche questa! - - _Salvetti_ - -... nessuno aveva ragione di affliggersi e nemmeno di deporre le armi. -Si sa! Una speranza poteva sempre sorriderci a ogni sorgere di sole. Ma -poichè il sole di oggi ci ha annunziato la vostra... luna di miele, alla -quale non è estremamente piacevole di assistere, non c'è da illudersi. -Il posto unico che era o pareva vuoto è stato occupato per lungo e per -largo... da iersera... a stamattina. Le speranze sono irreparabilmente -svanite; e noi ce ne andiamo, perchè,... qui,... non abbiamo... più -nulla... da fare! - - _Anna_ - -_(a tutti)_ Sicchè, in sostanza, il nuovo arrivato sarebbe il mio -amante? - - _Albenga_ - -_(sorridendo con superiorità)_ Marchesa... non è facile sottrarsi alla -mia vigile osservazione. - - _Anna_ - -Insomma, è o non è il mio amante? - - _Albenga_ - -_(con la sua grande importanza)_ Lo è! - - _Salvetti_ - -_(duro)_ Lo è! - - _Dionigi_ - -_(brioso)_ Lo è! - - _Rivoli_ - -_(sfinito)_ Lo è, lo è, lo è! - - _D'Alma_ - -_(sospirando)_ La materia ha vinto! - - _Anna_ - -Si ha un bel dire, ma, vivendo in mezzo a una eletta schiera di persone -esperte, tra cui stanno, per giunta,... un fisiologo _(accennando a -Solvetti)_ e uno psicologo _(accenna ad Albenga)_, è assolutamente -insperabile di nascondere la verità! _(Pausa)_ E così, l'ora della -separazione è suonata. Chi sa quando c'incontreremo... perchè io resto -ancora qui a pigliare il solito fresco e, forse, qualche granchio a -secco di più. Mi duole che ve ne andiate... Molto mi duole; ma comprendo -i vostri sentimenti, e non oso chiedervi dei sacrifizi.... Addio! - - _Tutti e cinque_ - -_(vanno verso di lei, stendendo il braccio, conte per stringerle la -mano.)_ - - _Anna_ - -Un momento!... _(Con mestizia ostentata)_ Vi chiedo in grazia di non -partire senza avere stretta la mano anche... a _lui_. Non volete? - - _Salvetti_ - -Veramente, io... non ne sentivo il bisogno...; ma se è necessario.... - - _Anna_ - -Sì, è necessario! _(Accostandosi alla porta a sinistra e chiamando)_ -Arturo! Arturo!... Vieni qua... Te ne prego.... - - _Rivoli_ - -_(piano, agli altri)_ Ha una bella faccia tosta questa signora! - - - - SCENA V. - - - ARTURO, ANNA, ALBENGA, SALVETTI, RIVOLI, D'ALMA, DIONIGI. - - - _Arturo_ - -_(entra, inchinandosi appena.)_ - - _Anna_ - -I miei amici stanno per partire.... - - _Arturo_ - -Ah? - - _Anna_ - -... e hanno espresso il vivo desiderio di salutarti.... - - _Arturo_ - -Grazie.... - - _Anna_ - -_(rivolgendosi ai cinque)_ E a voi, signori, chiedendo scusa d'una -mistificazione innocua, il perchè della quale è un piccolo segreto -domestico, io presento, tardi ma in tempo, il marchese di Fontanarosa, -mio marito. - - _I cinque_ - -_(hanno un moto istantaneo di meraviglia e di gioia.)_ - - _Rivoli_ - -Come come come come?!!... - - _Salvetti_ - -Vostro marito! - - _D'Alma_ _e_ _Dionigi_ - -Vostro marito! - - _Anna_ - -Ne vorreste le prove? - - _Albenga_ - -Ma che prove! Ma che prove! Se si vede a colpo d'occhio! - - _I cinque_ - -_(circondano Arturo, stringendogli la mano con effusione.)_ - - _Salvetti_ - -Oh, che bellissima sorpresa!... - - _Rivoli_ - -Una sorpresa deliziosa! - - _Dionigi_ - -Molto di buon gusto, parola d'onore! Molto _chic_! - - _D'Alma_ - -La marchesa non poteva offrirci nulla di più geniale! - - _Albenga_ - -Io sono indicibilmente felice di conoscere di persona un uomo che, -attraverso uno squisito temperamento di moglie entusiasta, il mio -intuito aveva già saputo apprezzare! - - _Arturo_ - -_(commosso)_ Lor signori mi mortificano. In fede mia, non mi aspettavo -un'accoglienza così cordiale, così festosa, perchè,... siamo -schietti,... un marito che arriva dove e come sono arrivato io, è peggio -d'una tegola sul capo! - - _Tutti_ - -_(protestando)_ Ooooh! - - _Salvetti_ - -Un marito come lei non è mai una tegola! - - _Arturo_ - -_(continuando)_ Ma loro hanno dello spirito... e fanno buon viso a -cattivo giuoco.... - - _Albenga_ - -Noi riconosciamo i diritti del primo occupante, marchese. - -_(Si ride.)_ - - _Arturo_ - -Ed io mi auguro che della strana e allegra finzione dovuta... a una -capricciosa testolina, loro non portino un troppo cattivo ricordo, -lasciando questi luoghi.... - - _Rivoli_ - -_(con uno slancio straordinario della sua voce esigua)_ Lasciare questi -luoghi ora che lei si unisce a sua moglie?! - - _(Gli altri continuano con un crescendo.)_ - - _Salvetti_ - -Ma neanche per sogno! Neanche per sogno! - - _Dionigi_ - -Sarebbe una scortesia fatta proprio a lei, marchese.... - - _D'Alma_ - -Una indelicatezza gratuita! - - _Albenga_ - -Un affronto imperdonabile! - - _Salvetti_ - -Io non mi movo di qui! - - _D'Alma_ - -Io ci resto con passione! - - _Rivoli_ - -Io mi c'inchiodo! - - _Anna_ - -_(che sinora ha ascoltato, tormentandosi della grulleria del marito)_ Ma -scusate.... E tutti gli affari urgentissimi?... Le conferenze feministe? -Il _meeting_ di corse?... I cavalli da trenare?... - - _Salvetti_ - -Non erano che pretesti, si capisce, e non ve ne facciamo certo un -mistero... Al cospetto di un amante, noi dovevamo fuggire; _(con la -massima galanteria)_ ma al cospetto d'un marito, noi non dobbiamo che -restare! _(Ad Arturo)_ Non è giusto, marchese? - - _Arturo_ - -_(a denti stretti)_ Non si potrebbe essere più corretti di così. -_(Rianimandosi, con sincerità)_ Questa è davvero una gentilezza -sconfinata,... una gentilezza così finemente cavalleresca... che io non -so come ringraziare,... non so come esprimermi... non so come dimostrar -loro la mia commozione.... - - _Salvetti_ - -Ma che commozione! Ma che dimostrare! Lei non deve _(scandendo le -sillabe)_ di-mo-stra-re niente! Noi inaugureremo ben presto la nuova êra -della colonia: l'età dell'oro! E lei _(ad Arturo)_ non deve fare altro -che pensare alle sue nuove prerogative. Sino a oggi, sua moglie è stata -la nostra regina; spetta a lei, marchese di Fontanarosa, di essere il -nostro re! - - _Arturo_ - -_(con graziosità e buona fede)_ E spetta a loro, che io eleggo a -ministri, di prepararmi degnamente il discorso _(accennando un po' il -proprio capo)_... della corona! - - _(Tutti ridono, eccetto Anna.)_ - - _Arturo_ - -_(continuando)_ E poichè hanno deciso di restare, non stiano più a -disagio. Prego:... si accomodino.... Prego:... non facciano -complimenti.... Seggano! - - _Rivoli_ - -_(sùbito)_ Bravo! Sediamo! _(Sta per sedere sulla poltrona più comoda, -su cui era già pronto ad abbandonarsi.)_ - - _Salvetti_ - -_(tirandolo su immediatamente)_ Su! Su, Rivoli! Non è questo il momento -di sedere!... - - _Arturo_ - -_(cerimoniosissimo)_ Ma perchè no?... Io desidero che la mia presenza -non sia d'impaccio a nessuno; io desidero che tutti riprendano le loro -abitudini, liberamente, senza preoccupazioni. Non voglio diventare il -loro _cauchemar_! E appunto perciò _(con la viva speranza di riescire a -mandarli via)_ se in questo momento lor signori preferiscono, come -credo, di ritirarsi, oh!, si servano, si servano pure. Io non mi -permetterò di trattenerli. Avremo tutto il tempo di stare insieme... -stasera... domani... dopodomani.... - - _Salvetti_ - -No, no, no, no, no! Noi non vogliamo e non dobbiamo essere insensibili a -tante cordialissime premure. Non se ne parli più, marchese, non se ne -parli più. _(Rivolgendosi agli altri, ad alta voce, e indicando Arturo)_ -Una volta che egli lo vuole, facciamo a modo suo! _(Siede.)_ - - _Arturo_ - -_(lo guarda con sorpresa.)_ - - _Rivoli_ - -Quello che già pensavo io: facciamo a modo suo. _(Siede e si sdraia.)_ - - _Arturo_ - -_(lo guarda con sorpresa.)_ - - _D'Alma_ - -_(enfaticamente)_ Ah, non è umanamente possibile dirgli di no! -_(Siede.)_ - - _Arturo_ - -_(lo guarda con sorpresa.)_ - - _Dionigi_ - -È obbligantissimo! _(Siede.)_ - - _Arturo_ - -_(lo guarda con sorpresa.)_ - - _Albenga_ - -Irresistibile! _(Siede.)_ - - _Arturo_ - -_(guardandoli ancora e rodendosi dentro e sforzandosi di fingere un vivo -compiacimento)_ Ecco, ecco.... Così va bene! Così va benissimo! _(Siede -anche lui.)_ - -_(Ora sono tutti seduti, in riga, di faccia al pubblico, e Arturo è alla -testa della riga.)_ - - _Anna_ - -_(li osserva tra il malinconico e il comico.) (Un silenzio.) (Indi, -prende una sedia nell'angolo più lontano della stanza, la trascina con -lentezza e la colloca molto vicina a quella del marito, allungando così -la riga. Siede a sua volta, si piega, tranquillamente, verso di lui, e -gli domanda sottovoce:)_ Be'? Che ne dici? - - _Arturo_ - -_(si piega tranquillamente verso di lei, e, sottovoce, le risponde:)_ -Che sciocchi! - - _Anna_ - -Insuperabilmente! - - _Arturo_ - -_(sempre a bassa voce, approvando:)_ Tutti e cinque. - - _Anna_ - -_(nel medesimo tono, confidenzialissima:)_ Tutti e sei. - - _Arturo_ - -_(ha come un lieve soprassalto e si rimette diritto.)_ - - - _Sipario._ - - - - - ATTO QUARTO - - -_La medesima stanza. -- È sera. -- Buio._ - - - - SCENA I. - - - ANNA e DIONIGI. - - -_(Dopo qualche istante di silenzio e di vuoto, Anna vien fuori dalla sua -camera.)_ - - _Anna_ - -_(ha in mano un lume, che pone sopra un tavolino. Guarda, inquieta, alla -finestra. S'accosta alla porta comune, e chiama:)_ Antonio!... -Antonio!... _(Poi, tra sè)_ No. Nessuno!... Ritarda molto!... _(Si -avvicina al tavolino, pensa e mormora con rabbia, risolutamente: )_ E -sia!... Egli continua a tradirmi; io comincio a vendicarmi. - - _Dionigi_ - -_(entra dalla porta comune, e, leggero leggero, senza farsi vedere nè -sentire, le si annunzia dandole un bacio sulla spalla.)_ - - _Anna_ - -_(voltandosi)_ Oh! Che paura! - - _Dionigi_ - -_(stringendole con effusione ambo le mani)_ Adorabile! Adorata! - - _Anna_ - -Sì, sì, adorabile e adorata, ma siete venuto troppo presto. - - _Dionigi_ - -Sono le undici e venti minuti. Ho visto un po' di luce qui.... Non era -il segnale stabilito? - - _Anna_ - -Ah? Questo era il segnale stabilito? O Dio, me n'ero dimenticata! Che -volete! È la primissima volta.... Se non mi ci abituo! E poi, già, con -la mia testa, non riuscirò mai a ricordarmi di certe minuzie... Intanto, -Antonio, il servo, non è ancora di ritorno. Non so.... Io ho un po' di -emozione... - - _Dionigi_ - -Fatevi coraggio.... Giù, al piazzale, ho veduto io stesso che vostro -marito è montato in carrozza con le due valigette.... - - _Anna_ - -E non con Antonio? - - _Dionigi_ - -Sì, anche col servo. - - _Anna_ - -L'ho mandato io ad accompagnare Arturo sino alla stazione... per -assicurarmi della partenza: capite? - - _Dionigi_ - -Capisco. - - _Anna_ - -Non si sa mai! E se Antonio non viene a dirmi d'averlo lasciato lì, in -treno, ben dentro un vagone, io non posso chetarmi. Una pusillanimità -insopportabile, non è vero? - - _Dionigi_ - -Io ci trovo, invece, un _cachet_ particolare, che agli occhi miei vi -rende più preziosa! - - _Anna_ - -Senonchè, badate, in me non producono fastidio che i sotterfugi puerili, -i pericoli piccini e lontani.... Essi mi umiliano, e mi fanno diventare -paurosa... Mentre, poi, nell'imminenza d'un pericolo imponente, _(con -molta animazione)_ io sarei grande, sarei un'eroina! - - _Dionigi_ - -_(ha un volontario moto di preoccupazione.)_ - - _Anna_ - -... E ciò vi seccherebbe infinitamente! - - _Dionigi_ - -Io non l'ho detto! - - _Anna_ - -Perchè non sarebbe stato molto _chic_ il dirlo.... - - _Dionigi_ - -Ma io.... - - _Anna_ - -_(interrompendolo)_ Non vi sforzate a protestare. Non c'è scopo! Vi -preferisco come siete: cioè poco adatto ai solenni avvenimenti; -grazioso, galante, superficiale, di quella gaia superficialità tutta -giovanile e tutta sincera che è tanto diversa dalla mia... dietro cui si -nasconde, aimè, un disastro.... - - _Dionigi_ - -_(spaventato)_ Quale disastro?! - - _Anna_ - -Non ci badate. Io vi preferisco proprio come siete, più abituato ai -passatempi che all'amore, più esperto di cavalli che di donne, e più -innamorato di voi stesso che di me. - - _Dionigi_ - -Mi giudicate male!.... - - _Anna_ - -Non dovreste lamentarvene se, appunto giudicandovi male, io mi sono -decisa... a tutto. Non mi rivolgo forse a voi con la speranza che una -doccia della vostra frivolezza mi dia la salute? _(Prendendoselo a -braccetto confidenzialmente)_ Anzi, sentite, buon Sandro: quando... -qualche nuvoletta mi passerà sulla fronte -- ammesso che ve ne -accorgiate -- il che non credo --, non ve ne impensierite e andate -avanti, sempre avanti!... - - _Dionigi_ - -Sempre avanti! - - _Anna_ - -Intenderete che non può non rattristarmi il fenomeno di questo mio -marito, che si ostina ad essere mio marito e che è poi capace di -lasciarmi in balìa di cinque uomini per recarsi a ripescare una... delle -sue migliori amiche! - - _Dionigi_ - -È poco elegante da parte sua! - - _Anna_ - -Vedendolo partire, ho avuto l'impeto _(con violenza)_ di gittargli sul -viso il biglietto con cui voi, in vista della partenza, mi proponevate -l'appuntamento di stasera.... - - _Dionigi_ - -_(allarmandosi)_ Oh!!! - - _Anna_ - -Ma ho pensato che ciò non sarebbe stato.... - - _Dionigi_ - -... di buon gusto.... - - _Anna_ - -_(dissimulando subito l'amarezza in un falso sorriso)_ Ecco... Ed è -perciò che mi son trattenuta. È innegabile che io non avevo il diritto -di cacciarvi in una tragedia! - - _Dionigi_ - -Certamente no! _(Correggendosi)_ Per un uomo come me -- ne siete -persuasa -- la maggiore noia cagionata da una imprudenza non è nè il -ricevere nè il dare un colpo di spada; ma è, senza dubbio, il -compromettere una donna, una dama come voi. Vi amo, Anna, credetemi. Vi -amo, oramai, _(con ardore)_ e sono e voglio essere tutto dedito a voi: -umile, devoto, pronto a sacrificarvi le mie abitudini, i miei -passatempi.... - - _Anna_ - -_(intonandosi a lui, ironicamente)_... i vostri cavalli.... - - _Dionigi_ - -_(continuando, in buona fede, con espansione)_ Sì, anche i miei cavalli; -ma, per carità, che mai uno scandalo, mai una tragedia venga ad -offuscare il vostro nome o a far dubitare della mia delicatezza di -gentiluomo! - - _Anna_ - -Vi confesso, mio caro Sandro, che questa vostra scrupolosità di persona -estremamente corretta non era nel programma da me... _sognato_: ma -giacchè, se non mi sbaglio, mi piacete lo stesso,... vada pure per la -correttezza! E,... «_puisque ce n'est qu'un rêve_» -- come dice _la -Belle Hélène --,allons!_» - - _Dionigi_ - -Molto _chic_! - - _Anna_ - -_(tendendo gli orecchi)_ Una carrozza s'è fermata qui vicino. È Antonio -che ritorna.... Respiro. Sarà meglio che il brav'uomo non vi trovi con -me, a quest'ora.... - - _Dionigi_ - -Dove volete che mi nasconda? - - _Anna_ - -_(guardandolo con grazia e furberia e indicando le sue stanze)_ Lì! - - _Dionigi_ - -Ah! _(Baciandole le mani)_ Grazie! Grazie!... - - _Anna_ - -_(mettendogliene una sulla bocca)_ No, non mi ringraziate.... Non -sarebbe di buon gusto.... - - _Dionigi_ - -Ah, sì, è vero! _(Esce a sinistra.)_ - - _Anna_ - -_(chiamando)_ Antonio! Antonio! - - - - SCENA II. - - - ANNA _ed_ ARTURO. - - - _Arturo_ - -_(entrando con brio)_ Ma che Antonio! Sono io. - - _Anna_ - -_(colpita)_ Come! Tu! - - _Arturo_ - -Antonio è rimasto di là. L'ho mandato a dormire. - - _Anna_ - -Non sei partito?! - - _Arturo_ - -_(con schietta spensieratezza)_ Evidentemente, non sono partito. Mi fai -certi occhiacci di maraviglia.... - - _Anna_ - -_(imbarazzatissima, ma padroneggiandosi)_ È una cosa abbastanza strana. -Ti sei data tanta pena per prendere il treno di mezzanotte.... - - _Arturo_ - -Naturalissimo! Mi premeva di partire. - - _Anna_ - -E poi? - - _Arturo_ - -E poi non mi premeva più. Quasi presso la stazione ho incontrato il -fattorino del telegrafo, il quale s'avviava comodamente a portarmi -quassù un dispaccio. Per fortuna, mi ha visto e mi ha riconosciuto. E -quando ho letto il telegramma,... che era un contrordine... del mio -notaio,... sono tornato indietro. Nè più, nè meno. - - _Anna_ - -E... dov'è questo telegramma? - - _Arturo_ - -_(sorride)_ Ah ah!... Dubiti come di solito? _(Mostrando il dispaccio da -lontano)_ Eccolo qua. - - _Anna_ - -È permesso di leggerlo? - - _Arturo_ - -Perfettamente permesso. _(Quasi glielo porge.)_ Ma non è indispensabile -che tu lo legga. _(Se lo caccia in tasca.)_ - - _Anna_ - -Non lo leggerò. - - _Arturo_ - -Di': che avevi pensato? _(In caricatura)_ Ch'io fossi ricorso -all'espediente della falsa partenza per piombarti addosso all'improvviso -e per sorprenderti nell'ora... «dei delitti e degli amori»? - - _Anna_ - -Oh, questo no! Giuro che no. So bene che le cose di questo genere... non -ti _somigliano_. Soltanto, sono convinta che quel telegramma... non è -del notaio. - - _Arturo_ - -Gelosa! - - _Anna_ - -Chi? - - _Arturo_ - -Tu. - - _Anna_ - -Questo ci mancherebbe, adesso! - - _Arturo_ - -Nondimeno, _(le si avvicina, e le carezza il mento)_ tu sei un pochino -in collera con me. - - _Anna_ - -In collera, io, con te?! Non sarebbe di buon gusto.... Cioè, no.... -Volevo dire: non sarebbe... giusto. - - _Arturo_ - -_(mettendosela a braccetto)_ Vuoi.... provarmelo di non essere in -collera? - - _Anna_ - -Con entusiasmo; ma... in che modo? - - _Arturo_ - -Me lo domandi?... - - _Anna_ - -Ah!... ho bell'e capito: _io_... invece del... _notaio_. - - _Arturo_ - -Che c'entra il notaio?! - - _Anna_ - -Sì sì... la persona del telegramma, insomma. - - _Arturo_ - -Ma che dici! _(Affettuosissimo, conducendola pian piano verso la porta a -sinistra)_ Se anche sospetti che quel telegramma sia... di una donna, tu -non devi parlare così, perchè non devi ammettere che ti si possa -confondere con nessun'altra donna al mondo! - - _Anna_ - -_(dissimula l'intima acredine e simula la medesima cordialità di lui.)_ -Sei troppo buono! - - _Arturo_ - -_(desiderosamente, concretando)_ Dunque?... - - _Anna_ - -_(con trepidazione profonda e preparando il suo piano)_ Sia fatta la -volontà tua! _(Fermandosi di botto presso la porta)_ Però.... - - _Arturo_ - -Però? - - _Anna_ - -Io non avevo pensato neanche vagamente che tu avessi organizzata una -falsa partenza per sorprendermi in flagranza di... tradimento. Ma... -questa tua repentina recrudescenza coniugale mi fa pensare adesso ciò -che non avevo pensato prima. - - _Arturo_ - -Perchè? - - _Anna_ - -Perchè... tu hai una voglia matta di entrare in quella camera. - - _Arturo_ - -Sì, non lo nego; ma... per una ragione... molto più allegra. - - _Anna_ - -È inutile, è inutile: più parli e più sento nella tua voce l'ansia e il -tormento di chi, invaso da un dubbio atroce, è avido di vedere, di -cercare, di frugare... - - _Arturo_ - -Ma tu vaneggi! Io non sono stato mai tanto tranquillo come questa sera. - - _Anna_ - -Ebbene... _(si stacca da lui, e, con energia, chiude l'uscio, come ha -fatto al secondo atto, mettendo in evidenza un'emozione da commediante -che nasconde quella vera)_... se desideri ch'io mi persuada d'essermi -ingannata, non entrare in quella camera! - - _Arturo_ - -_(dopo un istante di riflessione, battendosi la fronte e schiamazzando -con giocondità trionfale)_ Ah, perbacco, ci sono! Stai ricominciando la -burletta famosa di quella sera![4] - - [4] Da questo punto sino alla fine della scena, l'attore dovrà essere - di una vivacità sconfinata e il dialogo dovrà essere serrato e - scoppiettante. - - _Anna_ - -No.... - - _Arturo_ - -Ti dico di sì! Tu mi monti la macchina.... Mi metti dinanzi la -trappola.... Ma questa volta, per quanto è vero che io sono qui, non mi -ci pigli! - - _Anna_ - -Ne sei sicuro?! - - _Arturo_ - -Fatica sprecata!... - - _Anna_ - -Eppure, rifletti un po': che manovra carina sarebbe il fingere una -burletta come te la feci quella sera, per nascondere veramente qualcuno! - - _Arturo_ - -Tu sei una gran furba.... - - _Anna_ - -Lo so. - - _Arturo_ - -E dopo questa minaccia, nessun marito resisterebbe alla tentazione di -far capolino lì dentro.... - - _Anna_ - -_(sussultando)_ Lo vedi?! - - _Arturo_ - -Ma io..., per non farti divertire a mie spese, non voglio nemmeno -guardarlo quell'uscio! In trappola, mia cara, non ci capito più!... E, -rinunziando a ciò che stasera molto mi sorrideva,... rimando la -continuazione a un'altra volta. - - _Anna_ - -_(rassicurandosi e fingendosi piccata)_ Nulla di urgente, eh? - - _Arturo_ - -_(ride)_ Ah ah ah! L'hai voluto tu! Tienti il tuo seduttore... o il tuo -sedotto.... Io mi rassegno alla mia cameretta da scapolo.... -_(Andandosene, ride sempre più forte)_ Ah ah ah.... - - _Anna_ - -_(con un sincero scatto nervoso)_ Via, non ridere troppo! - - _Arturo_ - -Non mi ci pigli! Non mi ci pigli! Vado a dormire... coi miei -pensieri.... È la minore punizione ch'io ti possa infliggere. Ah! ah! -ah!... Volevi farmi il _bis_ della canzonatura, volevi? Ma me n'è -bastata una! _(Sulla soglia)_ Io ti saluto,... traditrice! - - _Anna_ - -Va' là.... chè dormirai sulle spine.... - - _Arturo_ - -E tu non certo sulle rose! Ah ah ah! _(Ridendo e ridendo, esce a destra, -e chiude l'uscio.)_ - - _Anna_ - -_(in un misto di alterigia, di pietà e di disprezzo, resta a guardare -l'uscio chiuso.)_ - - - - SCENA III. - - - DIONIGI, ANNA, ARTURO. - - - _Dionigi_ - -_(entra cauto e frettoloso, in preda all'orgasmo, e, accostandosi ad -Anna, pianissimamente le dice:)_ Povera Anna!... Povera Anna mia!... Voi -avete camminato sull'orlo d'un precipizio.... - - _Anna_ - -_(piano come lui)_ Ma per far piacere a voi, non ci sono caduta.... - - _Arturo_ - -_(di dentro, contemporaneamente, canticchia la nota romanza del_ -Rigoletto_:)_ - - «La donna è mobile, - Qual piuma al vento...» - - _Dionigi_ - -Io temo, per altro, ch'egli lo abbia qualche sospetto.... - - _Arturo_ - - «Muta d'accento - e di pensiero....» - - _Anna_ - -Io sono sicura del contrario.... - - _Dionigi_ - -_(in gran fretta)_ Ma è bene profittare di questa tregua.... Il mio -dovere, Anna, è di salvare voi a ogni costo. Cercherò di aprire il -cancello,... di scavalcare un muro,... di sottrarmi,... di sparire, -insomma, in un modo qualunque.... - - _Anna_ - -_(esterrefatta)_ Ah sì?! - - _Dionigi_ - -A domani, dunque, Anna. A domani. - - _Anna_ - -No, Sandro!... _(Pausa)_.... _(Quasi solenne)_ A mai più! - - _Dionigi_ - -Perchè!?... - - _Anna_ - -Non lo so.... Ma prima che mi salviate, caro Sandro, voglio dimostrarvi -che egli non sospetta di niente. Aspettate lì, un momento solo.... _(Lo -spinge un po' verso il fondo. Poi si avvicina alla camera di Arturo e -chiama:)_ Arturo! Arturo! - - _Dionigi_ - -_(allarmato, agitatissimo)_ Che fate? - - _Arturo_ - -_(continuando il motivo:)_ - - «La llarà lallà là - La llarà lallà... là» - - _Anna_ - -Arturo, non rispondi? - - _Arturo_ - -_(di dentro, in tono scherzoso)_ Che vuoi, traditrice? Che vuoi? - - _Anna_ - -Bada che ho avuto già il tempo di farlo fuggire.... - - _Arturo_ - -Male! Se è fuggito, è un pessimo amante!... - - _Anna_ - -E lo sai tu chi era? - - _Arturo_ - -No, angelo mio, no.... - - _Anna_ - -Era... il conte Dionigi.... - - _Arturo_ - -_(di dentro, ridendo ancora)_ Ah ah ah! Il più imbecille! - - _Dionigi_ - -_(vivamente offeso)_ Oh! - - _Arturo_ - -Non mi ci pigli! Non mi ci pigli! - - _Anna_ - -_(a Dionigi, molto dappresso, a bassa voce, sottolineando argutamente)_ -Avete udito... tutto? - - _Dionigi_ - -_(livido, fremendo d'ira, minaccioso, feroce)_ Ma io potrei!... - - _Anna_ - -_(fredda, imponendogli silenzio)_ Sss! Senza tragedie!... Non sarebbe di -buon gusto! - - _Dionigi_ - -_(frenando la rabbia)_ Addio, Anna! _(Verso la porta a destra rivolge un -gesto di fiera minaccia ed esce rapido dalla comune.)_ - - _Anna_ - -_(in una espressione di profondo disgusto, lo segue con lo sguardo; -quindi, prende il lume e, scrollando il capo, si avvia a sinistra per -ritornare nelle sue stanze. Fermandosi un istante, riflette:)_ E dicono -che sia così difficile il serbarsi oneste!...[5] - - [5] Nota per l'attrice. L'ultima frase l'attrice dovrà dirla al - pubblico, come nelle commedie antiche. - - - SIPARIO. - - _(Fine della commedia.)_ - - - - - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA FINE DELL'AMORE *** - - - - - A Word from Project Gutenberg - - -We will update this book if we find any errors. - -This book can be found under: http://www.gutenberg.org/ebooks/38218 - -Creating the works from public domain print editions means that no one -owns a United States copyright in these works, so the Foundation (and -you!) can copy and distribute it in the United States without permission -and without paying copyright royalties. Special rules, set forth in the -General Terms of Use part of this license, apply to copying and -distributing Project Gutenberg(tm) electronic works to protect the -Project Gutenberg(tm) concept and trademark. Project Gutenberg is a -registered trademark, and may not be used if you charge for the eBooks, -unless you receive specific permission. If you do not charge anything -for copies of this eBook, complying with the rules is very easy. You may -use this eBook for nearly any purpose such as creation of derivative -works, reports, performances and research. They may be modified and -printed and given away - you may do practically _anything_ with public -domain eBooks. Redistribution is subject to the trademark license, -especially commercial redistribution. - - - - The Full Project Gutenberg License - - -_Please read this before you distribute or use this work._ - -To protect the Project Gutenberg(tm) mission of promoting the free -distribution of electronic works, by using or distributing this work (or -any other work associated in any way with the phrase "Project -Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project -Gutenberg(tm) License available with this file or online at -http://www.gutenberg.org/license. - - - Section 1. General Terms of Use & Redistributing Project Gutenberg(tm) - electronic works - - -*1.A.* By reading or using any part of this Project Gutenberg(tm) -electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to -and accept all the terms of this license and intellectual property -(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all the -terms of this agreement, you must cease using and return or destroy all -copies of Project Gutenberg(tm) electronic works in your possession. If -you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project -Gutenberg(tm) electronic work and you do not agree to be bound by the -terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or -entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. - -*1.B.* "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be -used on or associated in any way with an electronic work by people who -agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few things -that you can do with most Project Gutenberg(tm) electronic works even -without complying with the full terms of this agreement. See paragraph -1.C below. There are a lot of things you can do with Project -Gutenberg(tm) electronic works if you follow the terms of this agreement -and help preserve free future access to Project Gutenberg(tm) electronic -works. See paragraph 1.E below. - -*1.C.* The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the -Foundation" or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of -Project Gutenberg(tm) electronic works. Nearly all the individual works -in the collection are in the public domain in the United States. If an -individual work is in the public domain in the United States and you are -located in the United States, we do not claim a right to prevent you -from copying, distributing, performing, displaying or creating -derivative works based on the work as long as all references to Project -Gutenberg are removed. Of course, we hope that you will support the -Project Gutenberg(tm) mission of promoting free access to electronic -works by freely sharing Project Gutenberg(tm) works in compliance with -the terms of this agreement for keeping the Project Gutenberg(tm) name -associated with the work. You can easily comply with the terms of this -agreement by keeping this work in the same format with its attached full -Project Gutenberg(tm) License when you share it without charge with -others. - -*1.D.* The copyright laws of the place where you are located also govern -what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in -a constant state of change. If you are outside the United States, check -the laws of your country in addition to the terms of this agreement -before downloading, copying, displaying, performing, distributing or -creating derivative works based on this work or any other Project -Gutenberg(tm) work. The Foundation makes no representations concerning -the copyright status of any work in any country outside the United -States. - -*1.E.* Unless you have removed all references to Project Gutenberg: - -*1.E.1.* The following sentence, with active links to, or other -immediate access to, the full Project Gutenberg(tm) License must appear -prominently whenever any copy of a Project Gutenberg(tm) work (any work -on which the phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the -phrase "Project Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, -performed, viewed, copied or distributed: - - This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with - almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away - or re-use it under the terms of the Project Gutenberg License - included with this eBook or online at http://www.gutenberg.org - -*1.E.2.* If an individual Project Gutenberg(tm) electronic work is -derived from the public domain (does not contain a notice indicating -that it is posted with permission of the copyright holder), the work can -be copied and distributed to anyone in the United States without paying -any fees or charges. If you are redistributing or providing access to a -work with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on -the work, you must comply either with the requirements of paragraphs -1.E.1 through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the -Project Gutenberg(tm) trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or -1.E.9. - -*1.E.3.* If an individual Project Gutenberg(tm) electronic work is -posted with the permission of the copyright holder, your use and -distribution must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and -any additional terms imposed by the copyright holder. Additional terms -will be linked to the Project Gutenberg(tm) License for all works posted -with the permission of the copyright holder found at the beginning of -this work. - -*1.E.4.* Do not unlink or detach or remove the full Project -Gutenberg(tm) License terms from this work, or any files containing a -part of this work or any other work associated with Project -Gutenberg(tm). - -*1.E.5.* Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this -electronic work, or any part of this electronic work, without -prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with -active links or immediate access to the full terms of the Project -Gutenberg(tm) License. - -*1.E.6.* You may convert to and distribute this work in any binary, -compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any -word processing or hypertext form. However, if you provide access to or -distribute copies of a Project Gutenberg(tm) work in a format other than -"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version -posted on the official Project Gutenberg(tm) web site -(http://www.gutenberg.org), you must, at no additional cost, fee or -expense to the user, provide a copy, a means of exporting a copy, or a -means of obtaining a copy upon request, of the work in its original -"Plain Vanilla ASCII" or other form. Any alternate format must include -the full Project Gutenberg(tm) License as specified in paragraph 1.E.1. - -*1.E.7.* Do not charge a fee for access to, viewing, displaying, -performing, copying or distributing any Project Gutenberg(tm) works -unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9. - -*1.E.8.* You may charge a reasonable fee for copies of or providing -access to or distributing Project Gutenberg(tm) electronic works -provided that - - - You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from - the use of Project Gutenberg(tm) works calculated using the method - you already use to calculate your applicable taxes. The fee is owed - to the owner of the Project Gutenberg(tm) trademark, but he has - agreed to donate royalties under this paragraph to the Project - Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments must be paid - within 60 days following each date on which you prepare (or are - legally required to prepare) your periodic tax returns. Royalty - payments should be clearly marked as such and sent to the Project - Gutenberg Literary Archive Foundation at the address specified in - Section 4, "Information about donations to the Project Gutenberg - Literary Archive Foundation." - - - You provide a full refund of any money paid by a user who notifies - you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he - does not agree to the terms of the full Project Gutenberg(tm) - License. You must require such a user to return or destroy all - copies of the works possessed in a physical medium and discontinue - all use of and all access to other copies of Project Gutenberg(tm) - works. - - - You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of - any money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the - electronic work is discovered and reported to you within 90 days of - receipt of the work. - - - You comply with all other terms of this agreement for free - distribution of Project Gutenberg(tm) works. - - -*1.E.9.* If you wish to charge a fee or distribute a Project -Gutenberg(tm) electronic work or group of works on different terms than -are set forth in this agreement, you must obtain permission in writing -from both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael -Hart, the owner of the Project Gutenberg(tm) trademark. Contact the -Foundation as set forth in Section 3. below. - -*1.F.* - -*1.F.1.* Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable -effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread -public domain works in creating the Project Gutenberg(tm) collection. -Despite these efforts, Project Gutenberg(tm) electronic works, and the -medium on which they may be stored, may contain "Defects," such as, but -not limited to, incomplete, inaccurate or corrupt data, transcription -errors, a copyright or other intellectual property infringement, a -defective or damaged disk or other medium, a computer virus, or computer -codes that damage or cannot be read by your equipment. - -*1.F.2.* LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right -of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project -Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project -Gutenberg(tm) trademark, and any other party distributing a Project -Gutenberg(tm) electronic work under this agreement, disclaim all -liability to you for damages, costs and expenses, including legal fees. -YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT LIABILITY, -BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE PROVIDED IN -PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE TRADEMARK OWNER, AND -ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE LIABLE TO YOU FOR -ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR INCIDENTAL DAMAGES -EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH DAMAGE. - -*1.F.3.* LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a -defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can -receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a -written explanation to the person you received the work from. If you -received the work on a physical medium, you must return the medium with -your written explanation. The person or entity that provided you with -the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a -refund. If you received the work electronically, the person or entity -providing it to you may choose to give you a second opportunity to -receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy -is also defective, you may demand a refund in writing without further -opportunities to fix the problem. - -*1.F.4.* Except for the limited right of replacement or refund set forth -in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS,' WITH NO OTHER -WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO -WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE. - -*1.F.5.* Some states do not allow disclaimers of certain implied -warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages. -If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the -law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be -interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by -the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any -provision of this agreement shall not void the remaining provisions. - -*1.F.6.* INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the -trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone -providing copies of Project Gutenberg(tm) electronic works in accordance -with this agreement, and any volunteers associated with the production, -promotion and distribution of Project Gutenberg(tm) electronic works, -harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees, -that arise directly or indirectly from any of the following which you do -or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg(tm) -work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any -Project Gutenberg(tm) work, and (c) any Defect you cause. - - - Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg(tm) - - -Project Gutenberg(tm) is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of computers -including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists -because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from -people in all walks of life. - -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg(tm)'s -goals and ensuring that the Project Gutenberg(tm) collection will remain -freely available for generations to come. In 2001, the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation was created to provide a secure and -permanent future for Project Gutenberg(tm) and future generations. To -learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and -how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 and the -Foundation web page at http://www.pglaf.org . - - - Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive - Foundation - - -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the state -of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal Revenue -Service. The Foundation's EIN or federal tax identification number is -64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at -http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf . Contributions to the -Project Gutenberg Literary Archive Foundation are tax deductible to the -full extent permitted by U.S. federal laws and your state's laws. - -The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. -S. Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered -throughout numerous locations. Its business office is located at 809 -North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email -business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact -information can be found at the Foundation's web site and official page -at http://www.pglaf.org - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - - -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary - Archive Foundation - - -Project Gutenberg(tm) depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. Compliance requirements are not uniform and it takes a -considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up -with these requirements. We do not solicit donations in locations where -we have not received written confirmation of compliance. To SEND -DONATIONS or determine the status of compliance for any particular state -visit http://www.gutenberg.org/fundraising/donate - -While we cannot and do not solicit contributions from states where we -have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition -against accepting unsolicited donations from donors in such states who -approach us with offers to donate. - -International donations are gratefully accepted, but we cannot make any -statements concerning tax treatment of donations received from outside -the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. - -Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation -methods and addresses. Donations are accepted in a number of other ways -including checks, online payments and credit card donations. To donate, -please visit: http://www.gutenberg.org/fundraising/donate - - - Section 5. General Information About Project Gutenberg(tm) electronic - works. - - -Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg(tm) -concept of a library of electronic works that could be freely shared -with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project -Gutenberg(tm) eBooks with only a loose network of volunteer support. - -Project Gutenberg(tm) eBooks are often created from several printed -editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. unless -a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily keep eBooks -in compliance with any particular paper edition. - -Each eBook is in a subdirectory of the same number as the eBook's eBook -number, often in several formats including plain vanilla ASCII, -compressed (zipped), HTML and others. - -Corrected _editions_ of our eBooks replace the old file and take over -the old filename and etext number. The replaced older file is renamed. -_Versions_ based on separate sources are treated as new eBooks receiving -new filenames and etext numbers. - -Most people start at our Web site which has the main PG search facility: - - http://www.gutenberg.org - -This Web site includes information about Project Gutenberg(tm), -including how to make donations to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to -subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. |
