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- Don Pietro Caruso
-
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost
-no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it
-under the terms of the Project Gutenberg License included with this
-eBook or online at http://www.gutenberg.org/license.
-
-Title: Don Pietro Caruso
-
-Author: Roberto Bracco
-
-Release Date: December 04, 2011 [EBook #38217]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: ISO-8859-1
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DON PIETRO CARUSO ***
-
-
-
-
-Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni, and the Online Distributed
-Proofreading Team at http://www.pgdp.net.
-
-This file was produced from images generously made available by The
-Internet Archive.
-
- ROBERTO BRACCO
-
- TEATRO
-
- VOLUME TERZO
-
- *DON PIETRO CARUSO* -- LA FINE DELL'AMORE --
- FIORI D'ARANCIO -- TRAGEDIE DELL'ANIMA.
-
- 3ª EDIZIONE.
-
-
-
- REMO SANDRON -- Editore
- Libraio della Real Casa
- MILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA
-
-Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States
- of America.
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-
- PROPRIETÀ LETTERARIA
-
- _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per
- tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di
- Norvegia._
-
- È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni
- senza il consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico
- 17 Settembre 1882)_.
-
- Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United
- States of America.
-
- Off. Tip. Sandron -- 148 -- I -- 290514.
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-
- DON PIETRO CARUSO
-
- _Dramma in un atto_
-
-Questo dramma fu rappresentato la prima volta al Teatro _Sannazzaro_ di
-Napoli, da _Ermete Novelli_, nel _novembre_ del 1895.
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- PERSONAGGI:
-
- _Don Pietro Caruso_
- _Margherita_, _sua figlia_
- _Il Conte Fabrizio Fabrizi_
- Voci interne.
-
- La scena è a Napoli. -- Epoca attuale.
-
-
-
-
- ATTO UNICO.
-
-
-_Una stanzetta poveramente ammobigliata. In fondo, nel centro, una porta
-grande, e, a qualche distanza, una finestra. A destra, una specie di
-basso focolare rusticano con la gran cappa affumicata, il quale serve
-anche da caminetto. A sinistra, una porticina. Quasi davanti al
-focolare, una scrivania con su carte in disordine e l'occorrente per
-scrivere. Una credenza, una tavola rotonda, poche seggiole sciancate, un
-bacile sopra un treppiede di ferro, una brocca di acqua, un asciugamani.
-Fra la porta d'ingresso e la finestra, un umile lettuccio con su un
-materasso avvoltolato. Sulla credenza, la statuina colorata d'un santo
-con innanzi una lampada a olio._
-
-_(È giorno, ma durante l'azione l'aria andrà lievemente oscurandosi.)_
-
-
-
- SCENA I.
-
-
- MARGHERITA E FABRIZIO.
-
-
- _Fabrizio_
-
-_(è seduto, con le braccia incrociate, con la faccia buia.)_
-
- _Margherita_
-
-_(è alla finestra, e parla a voce alta con una vicina.)_ Grazie, signora
-Punzo! _(Poi, rivolgendosi pianissimo a Fabrizio)_ Scusa. È la signora
-Punzo qui accanto che mi ha avvertita di tirar su le lenzuola, ch'erano
-a prendere aria. _(Da una funicella esteriore, ritira due lenzuola e le
-piega, seguitando a parlare con la vicina.)_ Se non mi aveste chiamata
-voi, io non me ne sarei nemmeno accorta del cattivo tempo.
-
- _Fabrizio_
-
- _(tentenna il capo.)_
-
-_(Lampeggia un poco e si ode qualche tuono.)_
-
- _Margherita_
-
-_(alla vicina)_ Ci siamo, eh!
-
- _(Pausa.)_
-
- _La voce della vicina_
-
-Il babbo è in casa?
-
- _Margherita_
-
-Nossignora, sono sola... come sempre.
-
- _La voce della vicina_
-
-Stanotte, ho sognato un bue a tre corna e un morto con la gobba. Volevo
-consultare Don Pietro, che di queste cose se ne intende.
-
- _Margherita_
-
-Eh! Quando tornerà.... _(Chiudendo la finestra)_ Permettete. _(A
-Fabrizio, riponendo le lenzuola piegate sul materasso)_ Sono per il
-letto del babbo. Mi dispiaceva che si bagnassero. _(Un silenzio. -- Ella
-guarda Fabrizio, gli si accosta alle spalle e gli circonda il collo con
-le braccia, baciandogli i capelli.)_ Dunque, è uno scherzo....[1]
-
- [1] Nota per gli interpreti: -- Fin qui, la scena deve procedere
- lentamente, con mollezza tutta napoletana.
-
- _Fabrizio_
-
-_(liberandosi dalle braccia di lei)_ Non è uno scherzo, Margherita. Con
-te, non ho mai scherzato. Prima di risolvermi, ho molto riflettuto. Ed
-ho sofferto. Ora, sono irremovibile.
-
- _Margherita_
-
-Ma io che male ti ho fatto?
-
- _Fabrizio_
-
-Nessuno.
-
- _Margherita_
-
-Ti sono di peso?
-
- _Fabrizio_
-
-No.
-
- _Margherita_
-
-Ti guasto la vita? Ti distraggo? T'importuno?
-
- _Fabrizio_
-
-No, no! E questo ti prova appunto che io agisco esclusivamente a
-vantaggio tuo. Continuando, che ci rimetterei, io?
-
- _Margherita_
-
-Non lo so; ma il certo è che per tenerti legato a me, io non avrei
-dovuto....
-
- _Fabrizio_
-
-_(interrompendola)_ T'inganni!
-
- _Margherita_
-
-No, non avrei dovuto fare... quello che ho fatto. Credi ch'io sia tanto
-stupida da non capirlo?
-
- _Fabrizio_
-
-Tu non capisci niente.
-
- _Margherita_
-
-Il capriccio t'è passato.
-
- _Fabrizio_
-
-Eccoci al solito _capriccio_!
-
- _Margherita_
-
-Capriccio! Capriccio! Se fosse stato amore....
-
- _Fabrizio_
-
-Va' là che non s'è ancora saputo se l'amore sia un capriccio che dura
-troppo, o se il capriccio sia un amore che dura troppo poco.... Non
-capisci niente, ti dico. Io sento per te, oggi, ciò che sentivo un mese
-fa.
-
- _Margherita_
-
-Si vede!
-
- _Fabrizio_
-
-Non si vedrà, pazienza! Ma è così. E perchè dovrebb'essere altrimenti?
-Tu sei diventata anche più bellina, più graziosa, più docile. E, anzi, è
-la tua stessa docilità quel che maggiormente mi fa paura. Sì, il venire
-qui, di nascosto, come ho fatto finora, a guisa di un mariuolo o di uno
-sciocco, per una persona della mia posizione sociale non è bello; e il
-rischio di trovarmi tra i piedi un uomo della risma di tuo padre non è
-mica divertente: ma, via, non di questo mi preoccupo... perchè non sono
-un egoista. Io mi preoccupo di te, Margherita, di te. Tu ti sei lasciata
-andare senza prevedere le conseguenze. Cerchiamo di prevederle almeno
-ora. C'è tanti guai da evitare. Evitiamoli. Se stringessimo di più i
-nostri vincoli, non ne saresti tu, poverina, l'unica vera vittima?
-_(Pausa.)_ Tutto quello che è accaduto tra noi non lo metteremo in
-piazza nè tu nè io. E, facendo il sacrifizio di separarci -- ed è per me
-un gran sacrifizio, Margherita -- ce la saremo cavata il meglio
-possibile.
-
- _Margherita_
-
-Si direbbe che non mi conosci, Fabrizio! Tu credi, senza dubbio, di
-parlare con un'altra donna, con un'altra Margherita. Dici che io sarei
-l'unica vittima? Ma di chi? Ma di che cosa? Io non sarò vittima di
-nessuno e di nulla se tu non mi abbandoni; e una tua parola, una tua
-parola affettuosa, un tuo bacio, una mezz'ora della tua presenza
-potranno farmi sopportare allegramente tutti i guai che tu temi, tutte
-le conseguenze che prevedi.
-
- _Fabrizio_
-
-È inutile: non mi convinci.
-
- _Margherita_
-
-Io ti risparmierò qualunque imbarazzo, qualunque noia, qualunque
-fastidio....
-
- _Fabrizio_
-
-Ed io invece ho il dovere di risparmiarti la pubblicità del fallo...
-e,... chi sa,... molte sofferenze morali... e... materiali... di cui tu
-non hai neppure una vaga idea.
-
- _Margherita_
-
-Ma giacchè io sono pronta a tutto, perchè te ne preoccupi tu?
-
- _Fabrizio_
-
-Perchè non voglio avere altri scrupoli di coscienza!
-
- _Margherita_
-
-E se non vuoi avere altri scrupoli di coscienza, non devi lasciarmi
-morire di crepacuore!
-
- _La voce del portinaio_
-
-_(viene di giù, dal cortile, fioca e cadenzatamente stentorea)_
-Signorina Margherita... signorina Margherita!...
-
- _Fabrizio_
-
-Auff! Che c'è ancora?
-
- _Margherita_
-
-È il portinaio che mi chiama. _(Rassegnata, riapre la finestra e si ode
-il rumore della pioggia. Ella si mette un fazzoletto sulla testa e si
-affaccia.)_
-
- _La voce del portinaio_
-
-Il signor Chianese, può salire?
-
- _Margherita_
-
-Non lo sapete che sono chiusa in casa?
-
- _Fabrizio_
-
-Bada che mi ha visto entrare.
-
- _Margherita_
-
-_(a Fabrizio)_ Che novità! Lo so; ma le mance perchè le piglia?
-
- _La voce del portinaio_
-
-Credevo che Don Pietro fosse rincasato.
-
- _Margherita_
-
-No, non è rincasato.
-
- _La voce del portinaio_
-
-Il signor Chianese vuole quella lettera che Don Pietro gli aveva
-promessa. A me non ha dato niente. L'avrà dimenticata sulla scrivania.
-
- _Margherita_
-
-Vedrò. _(Cerca sulla scrivania inutilmente. Torna alla finestra.)_ Sulla
-scrivania non c'è nessuna lettera.
-
- _La voce del signor Chianese_
-
-_(un po' balbuziente)_ Allora, dite a Don Pietro, da parte mia, che è un
-furfante e un mancatore di parola.
-
- _Margherita_
-
-Di queste imbasciate non gliene faccio, al babbo. _(Chiude in fretta la
-finestra.)_
-
- _(Un silenzio.)_
-
- _Fabrizio_
-
-Io me ne vado, Margherita. Tuo padre poco può tardare e una sorpresa
-proprio all'ultimo sarebbe un bel grattacapo per tutti e due. Questa è
-la chiave _(cavando una chiave da una saccoccia e mettendola sulla
-tavola)_ che è stata, disgraziatamente, la nostra complice; e io te la
-consegno, vedi, per non avere più la tentazione di venire a trovarti in
-segreto. Buttala via, o nascondila. Io ti auguro... che nessun altro
-debba servirsene.
-
- _Margherita_
-
-Fabrizio!...
-
- _Fabrizio_
-
-Eh, mia cara, soltanto chi è bestialmente fatuo può credere di essere il
-solo a meritare una donna! _(Pausa.)_ Io tornerò più tardi per
-aggiustare certe faccende con Don Pietro. Il suo lavoro elettorale mi è
-stato disastroso, ma io non me ne lamenterò, e c'intenderemo
-egualmente.... _(Indi, prendendo il cappello)_ Sicchè... addio
-Margherita....
-
- _Margherita_
-
-Fabrizio, riprenditi quella chiave.
-
- _Fabrizio_
-
-Margherita, non tentarmi....
-
- _Margherita_
-
-Riprendila... riprendila... Non togliermi ogni speranza.
-
- _Fabrizio_
-
-No... no... Bisogna troncare!
-
- _Margherita_
-
-_(afferrandogli le braccia e trattenendolo)_ Senti, Fabrizio..... ti
-voglio dire un'altra parola... Senti.....
-
- _Fabrizio_
-
-È tardi.... Lasciami.... Ne riparleremo....
-
- _Margherita_
-
-Ma quando, ma come ne potremo riparlare?
-
- _Fabrizio_
-
-Ne riparleremo... ne riparleremo.... _(Si svincola ed esce richiudendo
-la porta.)_
-
- _Margherita_
-
-_(piange silenziosamente. Poi, balbetta singhiozzando_:) Sì, sì, «ne
-riparleremo».... Parole!... Parole!... _(Piange ancora, prende la chiave
-e la intasca. Indi, versa dell'acqua nel bacile, si lava gli occhi e se
-li asciuga. Apre la credenza, ne trae una tovaglia e dei piatti e
-comincia ad apparecchiare la tavola.)_
-
-
-
- SCENA II.
-
-
- MARGHERITA, PIETRO.
-
-
- _Pietro_
-
-_(è su per le scale, cantando rocamente l'aria del «Trovatore» e
-intercalandovi molte pause:)_
-
- Sconto col sangue mio....
-
- _Margherita_
-
-_(tra sè)_ Il babbo....
-
- _Pietro_
-
-_(la cui voce va avvicinandosi)_
-
- L'amor che pósi in te!
- Non ti scordar di me!
- Non ti scordar di me!
-
- _La voce della vicina_
-
-_(chiamando:)_ Ohè, Don Pietro! Don Pietro!... Siete voi?
-
- _Pietro_
-
-Pare. In che posso servirvi, signora Punzo?
-
- _La voce della vicina_
-
-Favorirmi sempre. Volevo pregarvi: stanotte, in sogno, un morto con la
-gobba e un bue a tre corna. Che mi dite? Che numeri devo giocare?
-
- _Pietro_
-
-È chiaro: il morto con la gobba 47 e 57, il bue 77, e metteteci il 3...
-per le corna.
-
- _La voce della vicina_
-
-Grazie!
-
- _Pietro_
-
-Niente, per ora. Ma raccomandatevi ai santi protettori del lotto
-pubblico...: devono essere parecchi: e ci rivedremo a vincita fatta!
-_(Ricomincia a cantare, ripigliando il motivo press'a poco dove l'ha
-interrotto_:)
-
- Non ti scordar di me!
- E.. le.. o.. noo... ra!
- E... le... o... nora...
-
-_(Si sente un poco il rumore della chiave nella serratura. La porta si
-apre subito. Egli entra.)_
-
- Eleonora, addio!
-
-_(Richiude la porta col lucchetto, e si avanza a passi gravi,
-solennemente comico. Il lungo soprabito col frusto bavero alzato e
-l'unto cappello a tuba grondano acqua. Ugualmente inzuppati sono i
-calzoni dagli orli rossi e le scarpe scalcagnate.)_
-
- _Margherita_
-
-In quale stato!
-
- _Pietro_
-
-In quale stato?
-
- _Margherita_
-
-Sei fradicio, babbo!
-
- _Pietro_
-
-Lo credo, io! Non senti che pioggia?!... Brrrr....
-
- _Margherita_
-
-E il tuo ombrello? E il tuo pastrano?
-
- _Pietro_
-
-Prima di tutto, ragioniamo. _(Il verbo «ragionare» gli corre spesso alla
-bocca, pronunziato lievissimamente come se gli scivolasse dalle
-labbra.)_ Appena ho messo la chiave nel buco della serratura, la porta
-si è aperta. _(Quasi serio, mostrando la chiave che ha in mano)_ Come va
-questa faccenda?
-
- _Margherita_
-
-_(con simulazione)_ Come vuoi che vada? Quando sei uscito, avrai
-dimenticato di chiudere bene. Sei così distratto!
-
- _Pietro_
-
-Anche questo può darsi. Brrr.... L'umido mi penetra nelle ossa....
-
- _Margherita_
-
-Mio Dio!
-
- _Pietro_
-
-Ci hai delle legna per fare un po' di fuoco?
-
- _Margherita_
-
-Non so.... _(Esce a sinistra.)_
-
- _Pietro_
-
-_(agitando il cappello affinchè l'acqua possa colare -- riflette:)_
-Anche questo può darsi. La distrazione è il solo connotato che distingua
-l'uomo dalla bestia!
-
- _Margherita_
-
-_(di dentro)_ Per fortuna, ce n'è delle legna.
-
- _Pietro_
-
-_(continuando tra sè:)_ Difatti, la capra, la volpe, il cavallo, l'asino
-sono mai distratti? Nossignore! _(Dopo avere asciugato il cappello con
-un fazzoletto, mette l'uno e l'altro sul cornicione della cappa.)_
-
- _Margherita_
-
-_(entra con le legna e si adopera ad accendere il fuoco.)_
-
- _Pietro_
-
-_(togliendosi il soprabito)_ Brava la mia Margherita!
-
- _Margherita_
-
-Sono ancora i resti della panchetta fracassata.
-
- _Pietro_
-
-E allora, siano benedette le spalle sulle quali la fracassai! _(Distende
-il soprabito sulla spalliera di una seggiola accanto al fuoco.)_
-
- _Margherita_
-
-_(ginocchioni, intenta alla bisogna)_ Ma del pastrano e dell'ombrello,
-babbo, che ne hai fatto?
-
- _Pietro_
-
-Sei un gran tipo, tu! Quando sono uscito, pioveva, forse? No. E dunque
-che bisogno ne avevo?
-
- _Margherita_
-
-Per altro, hai portato via ombrello e pastrano.
-
- _Pietro_
-
-Naturale! _(Prende dall'attaccapanni una lunga giacca vecchia, tutta
-sudiciume e tutta rappezzature.)_ E li ho utilizzati. _(Infilando la
-giacca)_ Questa invece non c'è più da utilizzarla. Se andassi ad
-offrirla al Monte di Pietà mi riderebbero in faccia, e ne avrebbero il
-diritto.
-
- _Margherita_
-
-_(alzandosi)_ Come! Hai pegnorato?...
-
- _Pietro_
-
-_(con fierezza)_ Ombrello e pastrano. Beninteso! O bella! Per chi mi
-pigli? Pegnoratissimi!... La giornata si annunziava così scarsa....
-
- _Margherita_
-
-_(mite)_ Eppure, avevi promesso di comperare da pranzo.
-
- _Pietro_
-
-Precisamente perchè io sono un uomo di risorse! Che diamine!
-
- _Margherita_
-
-_(con dolce rimprovero)_ Babbo! Babbo! _(Riprende ad apparecchiare la
-tavola.)_
-
- _Pietro_
-
-_(cavando dalle saccocce del panciotto una pipa e dei mozziconi)_ Ma...
-non ti dar pena, Margherita, perchè... grazie a Dio _(tritola i
-mozziconi)_.... Sì, dico, grazie a Dio, il pranzo non c'è. Questo è
-innegabile! Però, qualche volta, il pranzo viene giù dal cielo come
-l'acqua. Non sempre, veh!... Ho detto: «qualche volta». Chi sa!...
-Aspettiamo.
-
- _Margherita_
-
-_(siede presso la tavola, appoggiandovi un gomito e posando sulla mano
-il capo.)_
-
- _Pietro_
-
-_(carica la pipa, l'accende con un piccolo tizzo preso dal focolare, e,
-fumando, siede tra il fuoco e la scrivania.)_ Oh! Benone! Così.
-_(Canticchia_:) «Sconto col sangue mio.... L'amor che pósi in te....»
-_(Un breve silenzio.)_ Riconosco che ho sbagliato.... Non lo nego.... Ma
-il mio piano aveva i suoi pregi. Perchè, vedi, dopo l'operazione
-bancaria del pegnoramento, io ho... ragionato: «piuttosto che aspettare
-l'ora del pranzo con queste poche lire in mano, mettiamole a profitto e
-facciamole moltiplicare». Il capitale ozioso, mia cara, è una
-immoralità. Questa è la mia convinzione, e, tanto, non la cambio!
-Senonchè, mi sono ricordato che ero in pieno venerdì, e, prima di andare
-avanti, ho voluto prendere le debite precauzioni contro la jettatura
-della mala giornata. Ho stralciato una quota esigua dal capitale e mi
-sono provvisto di... _(mettendo fuori un gran cornetto_ rosso) non so se
-mi spiego! Corallo vero non è, badiamo, chè, già, la qualità poco
-importa. Un corno deve essere un corno! Su questo mondo, la forma è
-tutto! E con l'amico in saccoccia, sono andato a... tu lo capisci, eh?
-Sono andato....
-
- _Margherita_
-
-A giocare, babbo, a giocare....
-
- _Pietro_
-
-Giocare! Giocare!... Che significa giocare? Diciamo: a negoziare.
-Orbene, ho negoziato....
-
- _Margherita_
-
-E hai perduto.
-
- _Pietro_
-
-Ma sai perchè?... Perchè non avevo più quattrini. Il corno, poverino,
-non ce n'ha mica colpa! Niente affatto! Se avessi continuato, se avessi
-potuto continuare, perbacco, _(animandosi, si alza)_ stai pur
-tranquilla, Margherita, che le cose sarebbero andate altrimenti!
-_(Fremendo di voluttà e di rabbia)_ Oggi mi sentivo la fortuna in pugno;
-me la sentivo qui, qui, _(mostra le mani)_ e, credimi, Margherita,
-credimi, avrei avuto il coraggio di arrischiare non le vergognose cinque
-lire, maledetta la miseria!, ma migliaia di sterline belle e sonanti, e,
-come della luce del sole, per Satanasso!, sarei stato sicuro di saperle
-centuplicare. _(Pausa.)_ Sarà per un'altra volta. Per oggi,
-contentiamoci di riscaldarci. Lui _(al soprabito)_ ci dà il buon
-esempio. _(Mutandone la posizione sulla seggiola affinchè si rasciughi
-da tutte le parti)_ Guarda, Margherita: sempre lo stesso, lui, da tanti
-anni! Perde il pelo, questo sì, ma non il vizio, per la semplice ragione
-che lui vizi non ne ha. _(Sospirando, risiede.)_ Camperà più di me, è
-vero: ma non lo invidio per questo. Margherita, in fondo alla credenza
-troverai mezza bottiglia di Cognac. Abbi pazienza, portamela qui....
-
- _Margherita_
-
-_(rassegnata, prende nella credenza la bottiglia e un bicchierino e
-glieli pone dinanzi, sulla scrivania.)_
-
- _Pietro_
-
-Ne vuoi?
-
- _Margherita_
-
-No, babbo. _(Si allontana.)_
-
- _Pietro_
-
-_(riempie il bicchierino, beve di un fiato e tossisce strascicatamente
-come per grattarsi la gola.)_ Di': sei in collera con papà tuo?
-
- _Margherita_
-
-Mai.
-
- _Pietro_
-
-Vieni qua. _(Margherita gli si accosta. -- Egli la carezza.)_ Non
-credere che io non ci pensi a te. Calcolavo sul conte Fabrizi. Mi sono
-affacchinato per lui, in queste elezioni. È restato a terra.... Che ci
-posso fare? Ma il compenso verrà... verrà. È un galantuomo il conte, ed
-è per questo che non voglio importunarlo.... Intanto, ci ho in
-prospettiva una buona dozzina di affari coi fiocchi: il tentativo con la
-vedova Verrusio, la vendita Stefanelli -- e lì c'è da infinocchiare
-mezzo mondo!; -- la causa Marotta; -- e il signor Francesco Marotta se
-vuole la mia testimonianza sa come deve regolarsi. -- Che altro? Ah!
-l'affare Perrotti.... Quello poi è sicuro... La copia del suo progetto è
-nelle mie mani, e.... _(Pentendosi di aver detto troppo)_ Milioni non ne
-verranno, no; ma, via, certamente, ci sarà, per esempio..., ci sarà da
-comperare _(tirando a sè Margherita)_ quella magnifica stoffa a
-strisce... che il De Simone spampana nella sua vetrina.... Santi numi,
-che stoffa! Ecco una stoffa che mi piace. E non è tutto! Compreremo
-anche un cappello grande... con uno di quei nastri... con una di quelle
-piume... con uno di quei ciuffoni di fiori..., non so, ma ha da essere
-un cappello così straordinario da farti sembrare meglio di una
-principessa.... E andremo a spasso, andremo; e la gente, per la strada,
-dovrà guardarci a bocca aperta, e di buona o di mala voglia dovrà
-esclamare: Ohè, com'è elegante la figliuola di Don Pietro Caruso!
-_(Pausa. -- Con malinconia)_ Già, tu non ci vuoi mai venire a spasso con
-me. Si direbbe... che te ne vergogni.
-
- _Margherita_
-
-Che idee!
-
- _Pietro_
-
-Sì, sì: te ne vergogni. Io sono uno sciamannato.... Vesto tanto male! Mi
-sono sempre vestito male! E perciò quand'ero studente e declamavo sui
-marciapiedi, mi chiamavano il _filosofo_. Ora mi chiamano il
-_galoppino_. Le attribuzioni sono diverse, ma il vestiario è lo stesso.
-E poi... e poi... le mie conoscenze non ti garbano. Quelli che mi
-salutano per la via non ti vanno a genio. D'altronde, se conoscessi
-delle brave persone, starei fresco. Le brave persone sono così inutili!
-Ma tu non dovresti dartene troppo pensiero. Sei una ragazza onesta tu? E
-che te ne importa degli altri? Pensa ai casi tuoi. Una ragazza che non
-va a spasso non trova marito.
-
- _Margherita_
-
-_(lievemente infastidita, gli volge le spalle.)_
-
- _Pietro_
-
-E tu devi trovarlo! _(Pausa.)_ Ah, Margherita! Io sono molto logoro, lo
-vedi, molto logoro! E tu avrai bisogno di un compagno, di un sostegno.
-Altrimenti, quando io me ne vado, _(con la mano accenna alla morte)_
-come farai, figlia mia adorata, come farai?
-
- _Margherita_
-
-_(asciugandosi una lacrima)_ Finiscila, babbo!
-
- _Pietro_
-
-È da molto tempo che dovevo ragionare con te di queste cose. Come
-farai?... Tu non puoi lavorare.... Non sai lavorare....
-
- _Margherita_
-
-Imparerò....
-
- _Pietro_
-
-_(con uno scatto energico)_ Io non lo voglio!
-
- _Margherita_
-
-Te l'ho chiesto in grazia tante volte.... Permettimi di imparare.
-
- _Pietro_
-
-_(con violenza)_ Mai! mai! mai! _(Poi, animandosi sempre più)_ Imparare!
-Come si fa ad imparare? Ah, lo so! Si sta tutta la giornata fuori della
-propria casa, in un laboratorio qualunque, dove si parla... di tutto,
-dove le ragazze si guastano tra loro, dove una sola di esse cattiva o
-corrotta basta a corrompere tutte le altre, e dove l'esempio di quelle
-che fanno il comodo loro e che se la godono è una tentazione perenne, a
-cui non è facile sottrarsi.... _(Con gli occhi spauriti)_ Si esce di lì,
-stanche, eccitate; si trovano sul canto della via i fratelli, gli
-innamorati delle compagne... e tutti i birbanti pronti a profittare
-delle prime irrequietezze d'un piccolo essere sensibile ed inesperto....
-E la tentazione diventa più acuta, più insidiosa, più incalzante, più
-prepotente... ed ecco che da una parte s'impara a lavorare e dall'altra
-s'impara a transigere e ad avere nuove aspirazioni, a desiderare, a
-fantasticare... a perdersi!... Povere fanciulle!... Il cammino libero,
-quello del lavoro, quello dell'indipendenza, non vi sarà consentito, no,
-finchè noi uomini nasceremo con l'istinto d'inoculare nella donna tutto
-il veleno che può renderla più idonea al nostro egoismo. Ricòrdatelo,
-Margherita! Gli uomini sono vili, sono vili, sono vili!... Se io ti
-permetto d'andar fuori per provvedere alla tua esistenza, essi, che sono
-lì in agguato, non avranno pietà di te... non ne avranno di me. No,
-Margherita! _(Abbracciandola, quasi difendendola cupidamente)_ No,
-Margherita mia.... No! No! Papà tuo ti vuole come sei.... Il tuo onore,
-il tuo onore è il suo riposo, è la sua luce, è la sua aria, è il suo
-alimento, è l'unico filo, l'unico che ancora lo leghi alla vita!
-_(Tossisce. -- Pausa.)_ E tu, per dare una consolazione a tuo padre,
-devi maritarti. Ragioniamo. L'andare attorno, alla ricerca d'un marito,
-non ci garba? Be'! Tanto meglio! Aspetteremo che il marito venga da noi.
-Le richieste non mancano. Non te ne sei accorta che Biagio mi sta alle
-calcagna?
-
- _Margherita_
-
-Ah! L'antiquario....
-
- _Pietro_
-
-_(rifacendo la voce un po' nasale di Biagio)_ «Don Pietro, parlate con
-Margheritina.... Don Pietro, ditele che io ho una grande tenerezza per
-lei....»
-
- _Margherita_
-
-Sì, sì....
-
- _Pietro_
-
-Bello non è, e neppure giovanissimo.... Ma ha una buona clientela, è un
-negoziante intemerato, vende per roba antica tutto ciò che gli pare e
-piace.... Insomma, è un uomo per bene che ha parecchie dita di cervello
-e, all'occorrenza, ha anche tanto di cuore. Ieri, poveretto, voleva per
-forza prestarmi cinque lire....
-
- _Margherita_
-
-_(con un repentino moto d'orrore)_ E tu le prendesti?!
-
- _Pietro_
-
-_(calorosamente, in uno slancio irruente di protesta orgogliosa)_ No che
-non le presi, perdinci! Da lui, no, mai!... Appunto perchè so che ti
-vuol bene! _(Un silenzio.)_ Dunque, Margherita?...
-
-_(Si picchia alla porta comune con le nocche delle dita)_.
-
- _Pietro_
-
-Chi è?
-
-
-
- SCENA III.
-
-
- PIETRO, MARGHERITA, FABRIZIO.
-
-
- _Fabrizio_
-
-_(di fuori)_ Son io, don Pietro.
-
- _Pietro_
-
-_(con giubilo)_ Non è la voce del signor conte?
-
- _Margherita_
-
-_(turbandosi)_ Mi pare di sì.
-
- _Pietro_
-
-Apri, apri.
-
- _Margherita_
-
-_(alza il lucchetto e si ritrae.)_
-
- _Fabrizio_
-
-_(facendo capolino)_ È permesso?
-
- _Pietro_
-
-_(andandogli incontro, cerimonioso)_ Avanti, avanti, signor conte....
-Siete in casa vostra, lo sapete.
-
- _Fabrizio_
-
-_(avanzandosi)_ Vi saluto, Don Pietro. _(Con un cenno del capo)_
-Signorina....
-
- _Pietro_
-
-È la pioggia che vi mena da queste parti?
-
- _Fabrizio_
-
-Avete ragione, sono manchevole....
-
- _Pietro_
-
-Non dico per questo. _(Gli toglie di mano il cappello.)_ Margherita, una
-sedia....
-
- _Fabrizio_
-
-No, no... Me ne vado subito.... Ho da recarmi a Roma, e forse più
-lontano,... e ho stabilito di partire stasera, col treno delle sei e
-quaranta....
-
- _Margherita_
-
-_(ne ha una scossa.)_
-
- _Pietro_
-
-Ah? Di partenza?
-
- _Fabrizio_
-
-Sì, e giacchè debbo sbrigare ancora qualche faccenda a casa....
-
- _Pietro_
-
-C'è tempo, c'è tempo.... Ma, del resto, eccomi a voi. Quali comandi,
-signor conte?
-
- _Fabrizio_
-
-Nessuna preghiera, don Pietro. Prima di partire, desidero di saldare
-quel conticino.
-
- _Pietro_
-
-_(giubilante e affaccendato)_ Caro signor conte, voi siete un
-portento... voi siete un prodigio.... Margherita, una sedia, t'ho
-detto.... Che cosa fai lì, come una statua?
-
- _Fabrizio_
-
-Non ce n'è bisogno, don Pietro....
-
- _Margherita_
-
-_(tremante e con lo sguardo rivolto altrove per non lasciarsi scorgere,
-gli avvicina una seggiola.)_
-
- _Fabrizio_
-
-Grazie, signorina.
-
- _Pietro_
-
-_(portando la seggiola presso la scrivania)_ Qui, qui! _(Quasi
-costringendolo a sedere)_ Accomodatevi, ve ne prego.
-
- _Fabrizio_
-
-Sì, ma non perdiamo tempo.
-
- _Pietro_
-
-Eh, che volete! La sorpresa... il piacere.... Voi non potete immaginare
-come arrivate opportuno.... _(Sedendo dall'altro lato della scrivania)_
-La manna nel deserto!... E tu, Margherita, non salti dalla gioia?
-
- _Margherita_
-
-_(tenta di sorridere.)_
-
- _Pietro_
-
-_(a Fabrizio)_ È commossa. Vedete, non ho vergogna di dirvelo: senza di
-voi, oggi, io e lei avremmo passata la giornata così... a bocca
-asciutta.
-
- _Margherita_
-
-_(siede presso la tavola, a lavorare all'uncinetto, sempre perplessa,
-sofferente, con le orecchie tese.)_
-
- _Fabrizio_
-
-Cioè, a bocca asciutta, no, perchè questa è una bottiglia di Cognac.
-
- _Pietro_
-
-Posso offrirvi? _(Ne versa nel bicchierino.)_
-
- _Fabrizio_
-
-Grazie, no.
-
- _Pietro_
-
-Alla vostra salute! _(Beve e tossisce.)_
-
- _Fabrizio_
-
-Non bevete, don Pietro; dobbiamo parlare di affari.
-
- _Pietro_
-
-Per me, oramai, è come l'acqua. Sono all'ordine, io. _(Apre un registro
-sulla scrivania.)_
-
- _Fabrizio_
-
-_(cava di tasca qualche carta. -- Piano:)_ Vorreste pregare la signorina
-di allontanarsi un poco?
-
- _Pietro_
-
-_(forte)_ Oh, non vi preoccupate! Quella lì non ci disturba.
-
- _Margherita_
-
-_(subito)_ No davvero.
-
- _Fabrizio_
-
-Tuttavia....
-
- _Pietro_
-
-Niente, niente. Lasciatela stare.
-
- _Fabrizio_
-
-_(malvolentieri)_ Come volete.
-
- _Pietro_
-
-Il conto completo delle spese fatte nella settimana precedente alle
-elezioni ve lo mandai martedì, e, se non sbaglio, è quello che avete in
-mano.
-
- _Fabrizio_
-
-Perfettamente.
-
- _Pietro_
-
-E dovete convenire che, fra tutti i vostri collaboratori elettorali, don
-Pietro è stato il più economico.
-
- _Fabrizio_
-
-Economico, così così.
-
- _Pietro_
-
-Oh! oh! Mi date un dolore....
-
- _Fabrizio_
-
-Veniamo al _quatenus_, se non vi dispiace.
-
- _Pietro_
-
-Veniamoci.
-
- _Fabrizio_
-
-Secondo la vostra noticina, la somma che vi versai il giorno sette fu
-tutta esaurita.
-
- _Pietro_
-
-I cento voti che vi promisi li avete avuti sì o no?
-
- _Fabrizio_
-
-Va bene, li avrò avuti.
-
- _Pietro_
-
-E la neutralità di quel camorrista di Attanasio Belfiore dovevo o non
-dovevo ottenerla a qualunque prezzo?
-
- _Fabrizio_
-
-Ma va benissimo....
-
- _Pietro_
-
-Le carrozze che servirono a portarvi tutti gli elettori sciancati e
-paralitici, dovevo o non dovevo pagarle?
-
- _Fabrizio_
-
-_(spazientito)_ Ho capito, don Pietro, ho capito....
-
- _Pietro_
-
-E non lo sapete che feci risuscitare otto morti affinchè venissero a
-votare per voi?
-
- _Fabrizio_
-
-O Dio, don Pietro, finiamola!
-
- _Pietro_
-
-Volevo ragionare, volevo.
-
- _Fabrizio_
-
-Ma che ragionare! Abbiamo assodato che quella somma fu esaurita?...
-
- _Pietro_
-
-Sissignore.
-
- _Fabrizio_
-
-E non ne parliamo più. C'è stata qualche altra spesa che per caso
-abbiate dimenticata?
-
- _Pietro_
-
-Siete d'una delicatezza degna del nome che portate. Un momentino.
-_(Legge nel registro, mormorando:)_ «Conte Fabrizio Fabrizii... Conte
-Fabrizio Fabrizii... Conte Fabrizio Fabrizii»... _(A lui)_ Nessun'altra
-spesa, signor conte. _(Altero di questa sua risposta)_ Cheh!... Questo
-significa aver le mani pulite!
-
- _Fabrizio_
-
-_(si stringe nelle spalle)_ Sicchè, ora non mi resta che compensarvi di
-tutto ciò che avete fatto per me. Se il risultato non è stato quello che
-voi più di tutti mi facevate sperare, io non ve ne serbo rancore.
-Anzi... desidero di remunerarvi largamente... molto largamente....
-
- _Pietro_
-
-_(il cui volto s'irradia)_ Signor conte!
-
- _Margherita_
-
-_(ascolta impallidendo.)_
-
- _Fabrizio_
-
-... Anche perchè... mi avete resi tanti altri favori....
-
- _Pietro_
-
-Servigi sempre.
-
- _Fabrizio_
-
-... e il vedervi, proprio ora, ridotto in queste condizioni....
-
- _Pietro_
-
-Agli estremi! agli estremi!
-
- _Fabrizio_
-
-... mi rattrista, mi fa male....
-
- _Pietro_
-
-Troppo buono!
-
- _Fabrizio_
-
-Sì, voglio lasciarvi _(sottolineando le parole, affinchè Margherita
-comprenda)_ una grata memoria di me; e, uscendo da questa casa, voglio
-sapervi lieto, voglio sapervi felice... insieme con la vostra figliuola.
-
- _Pietro_
-
-_(inebriandosi)_ Non senti, Margherita?
-
- _Margherita_
-
-_(cui manca la voce)_ Sì, sento, babbo.
-
- _Pietro_
-
-_(a lui)_ È commossa.
-
- _Fabrizio_
-
-Ma intanto... ho da chiedervi un ultimo piccolo favore.
-
- _Pietro_
-
-Ordinate.
-
- _Fabrizio_
-
-_(pianissimo)_ Voi, di certo, non avrete distrutte alcune lettere mie
-riguardanti qualche affaruccio,... In esse non c'è nulla di grave...
-Nondimeno,... se me le renderete, io, francamente,... starò più
-tranquillo.
-
- _Pietro_
-
-_(abbassando la voce più di lui)_ Mi offendete.
-
- _Fabrizio_
-
-Via, don Pietro, ci conosciamo....
-
- _Pietro_
-
-Io non so che cosa intendiate dire, ma,... per non contrariarvi...
-_(apre un cassetto della scrivania, e cerca)_ obbedirò. _(Dandogli un
-pacchetto di carte)_ Ecco le vostre lettere.
-
- _Fabrizio_
-
-_(dopo averle contate)_ Oh, bravo! Così mi piace! _(Si alza.)_
-
- _Pietro_
-
-_(con premura e smarrimento)_ Come!! Ve ne andate?
-
- _Fabrizio_
-
-_(amaro e fiero)_ Adesso siete voi che offendete me!
-
- _Pietro_
-
-Eh! Potrei rispondere alla mia volta che... ci conosciamo....
-
- _Fabrizio_
-
-Siete un impertinente!
-
- _Pietro_
-
-_(mutando)_ Ma appunto perchè ci conosciamo, io ho piena fiducia nella
-vostra parola.
-
- _Fabrizio_
-
-_(contenendosi)_ Ciò non mi commuove che mediocremente. Sorvoliamo.
-_(Pausa. -- Cavando fuori una busta)_ Questa busta è per voi.
-
- _Margherita_
-
-_(più che mai inquieta, guarda con la coda dell'occhio.)_
-
- _Pietro_
-
-_(avidamente tende le mani.)_
-
- _Fabrizio_
-
-Prima di prenderla, però, voi mi dovete promettere, mi dovete giurare
-che non sciuperete questo danaro per i vostri vizii e per le vostre
-solite stravaganze. _(Con gentilezza e con sincera bontà)_ Vi parlo da
-amico, don Pietro. Ricordatevi che avete una figliuola grande e che
-tutto ciò che sperperate è tolto a lei, verso cui avete dei sacri
-doveri.
-
- _Pietro_
-
-_(umilmente)_ Nella vostra voce c'è qualche cosa di buono e di
-affettuoso a cui non sono abituato. Ve ne ringrazio, signor conte... E
-io vi giuro sul mio ono... _(s'interrompe, mortificato; indi, si
-corregge)_ vi giuro... sull'onore di Margherita....
-
-_(Come per un fluido magnetico, s'incontrano gli sguardi, furtivi, di
-Margherita e di Fabrizio_.)
-
- _Pietro_
-
-_(continuando)_... che questo danaro, dal quale sottrarrò appena quel
-poco che è necessario alle esigenze momentanee, sarà conservato,
-scrupolosamente... per lei.
-
- _Margherita_
-
-_(si leva, frenandosi e parlando senza fiato)_ No, babbo.... Io... non
-potrò mai permettere che....
-
- _Pietro_
-
-_(con giocondità)_ Silenzio, tu! Quello che potrai permettere lo saprai
-più tardi.
-
- _Fabrizio_
-
-A voi, don Pietro. _(Gli consegna la busta.)_
-
- _Pietro_
-
-_(col cuore palpitante apre la busta e subito il suo volto si anima e i
-suoi occhi brillano di stupore e di ebbrezza.)_ Signor conte!... Che
-cos'è questo?!... Ma io sogno!... Io non merito tanto! _(Mostrando con
-la mano in alto, in preda ad una gioia pazza, i biglietti di banca)_
-Margherita! Margherita!
-
- _Margherita_
-
-_(si sorregge alla tavola.)_
-
- _Pietro_
-
-_(spaventato)_ Margherita!... Figlia mia!... Tu sei pallida....
-
- _Margherita_
-
-_(ritrovando la forza nella sovraeccitazione)_ Babbo, tu non devi
-accettare quel danaro!
-
- _Pietro_
-
-Non devo accettarlo? O scherzi, o impazzisci!
-
- _Fabrizio_
-
-Non le date retta, don Pietro!
-
- _Margherita_
-
-_(gridando)_ Non devi, non devi accettarlo!
-
- _Pietro_
-
-_(dilatando le pupille)_ Non devo accettarlo? _(Invaso dal dubbio
-atroce)_ Ma perchè?... Ma perchè?... _(Un silenzio.)_ Margherita? Parla,
-parla: perchè non devo accettare il suo danaro?...
-
- _Margherita_
-
-Non lo hai ancora compreso?! Ebbene, te lo dico io....
-
- _Pietro_
-
-Parla!
-
- _Margherita_
-
-_(prorompendo)_ Perchè esso è il prezzo della mia colpa....
-
- _Pietro_
-
-_(disperatamente, gettando via il danaro)_ No!
-
- _Fabrizio_
-
-Tacete, Margherita!
-
- _Margherita_
-
-Perchè esso è il prezzo del mio peccato....
-
- _Pietro_
-
-No! No!
-
- _Margherita_
-
-_(con lacerante veemenza)_ È il prezzo del mio povero amore, del mio
-amore sciocco e insensato, ed è ciò che egli paga, intendi?, è ciò che
-paga a me e a te per avere il diritto di licenziarmi come si licenzia la
-serva di cui non si ha più bisogno!
-
- _Pietro_
-
-_(alla figlia, sentendosi strozzare dal dolore e dall'ira)_ Esci....
-Esci di casa mia.... Esci.... Vattene... Mi fai ribrezzo!....
-
- _Margherita_
-
-Babbo!
-
- _Pietro_
-
-Mi fai ribrezzo!... Vorrei essere cieco per non vederti, vorrei essere
-sordo per non udire la tua voce. _(Terribile)_ Esci!
-
- _Fabrizio_
-
-Vi prego, don Pietro....
-
- _Pietro_
-
-Non parlo con voi, signor conte. _(A Margherita)_ Esci! _(Restano tutti
-e tre qualche momento in silenzio, come paralizzati.)_
-
- _Margherita_
-
-_(lenta e dimessa, singhiozzando, si avvia per uscire.)_
-
- _Pietro_
-
-_(con un impeto subitaneo)_ No, aspetta! _(Supplichevole)_ Aspetta!
-_(Pausa.)_ Te ne andavi davvero, eh?... Dove andavi?... _(Sottovoce)_ Le
-strade sono piene di pericoli... e, tra poco... _(avendone un brivido)_
-sarà notte.... _(Poi, rivolgendosi risoluto a Fabrizio)_ Signor conte,
-voi non mi lascerete così la mia figliuola.
-
- _Fabrizio_
-
-_(cortese)_ Don Pietro, innanzi a lei non possiamo parlare liberamente.
-
- _Pietro_
-
-È giusto. _(A Margherita)_ A te: hai inteso?
-
- _Margherita_
-
-Sì.
-
- _Pietro_
-
-_(la prende per un braccio, e, con lieve violenza, la conduce verso la
-porta a sinistra, parlandole all'orecchio concitatamente:)_ Mi hai
-confessato tutto?
-
- _Margherita_
-
-_(sempre singhiozzando)_ Tutto.
-
- _Pietro_
-
-Non hai altro da dirmi?
-
- _Margherita_
-
-Niente altro.
-
- _Pietro_
-
-Non hai conosciuto che lui?
-
- _Margherita_
-
-Lui! Lui!... Il solo! _(Via.)_
-
-
-
- SCENA IV.
-
-
- PIETRO E FABRIZIO.
-
-
- _Pietro_
-
-_(chiude l'uscio, raccoglie i biglietti e li porge a Fabrizio in atto
-quasi di preghiera.)_ Riprendete, signor conte....
-
- _Fabrizio_
-
-_(pazientemente, scrollando il capo, intasca i biglietti.)_
-
- _Pietro_
-
-Ora, potrete rispondere. Voi non me la lascerete così la mia figliuola.
-
- _Fabrizio_
-
-Don Pietro, io non vi capisco.
-
- _Pietro_
-
-_(tutto tremante nella voce)_ È tanto semplice, è tanto naturale, è
-tanto chiaro....
-
- _Fabrizio_
-
-Gli è che siete troppo eccitato. Parleremo con più calma un'altra volta.
-
- _Pietro_
-
-Ma qui non si tratta d'un qualche affare che riguardi voi e me. Qui si
-tratta di lei, della mia creatura,... infame sì, ma sventurata.... E noi
-non abbiamo il diritto di prolungarle questi momenti d'angoscia....
-Parleremo adesso, signor conte.
-
- _Fabrizio_
-
-_(rassegnato, siede.)_ E parliamo.
-
- _Pietro_
-
-Voi, da quel galantuomo che siete, non negate, non potete negare che la
-mia creatura, quando ha conosciuto voi, era una ragazza onorata.
-
- _Fabrizio_
-
-Non lo nego.
-
- _Pietro_
-
-Non potete negare che la sua confessione... quella che le è uscita di
-bocca un momento fa... è stata veritiera.
-
- _Fabrizio_
-
-Non nego neanche questo.
-
- _Pietro_
-
-E dunque, ragioniamo: la responsabilità di chi è?
-
- _Fabrizio_
-
-Di tutti e due, perchè Margherita non è più una bambina e io non sono nè
-un seduttore, nè un ingannatore.... Ci siamo amati, ci siamo piaciuti,
-siamo stati deboli, imprudenti.... Non dovrei parlare così, ma voi mi ci
-costringete. Ognuno di noi due ha la sua parte di responsabilità.
-
- _Pietro_
-
-Ah, già! _(Animandosi dolorosamente)_ Responsabile il maschio,
-responsabile la femmina! La natura umana è uguale per tutti, come la
-legge. Senonchè, questa eguaglianza finisce dove finisce il peccato e
-dove comincia la pena. La responsabilità è comune, sissignore, ma la
-femmina sconta la sua debolezza con la vergogna di tutta la vita, e il
-maschio la sconta con alcune migliaia di lire o, qualche volta,
-solamente con un'alzata di spalle. Ecco l'uguaglianza della natura
-umana! _(Pausa.)_ Signor conte, io sono e sono stato sempre una persona
-orribile, perchè, nascendo, ereditai, insieme con un po' di triste
-ingegnaccio, tutti i germi che man mano si sviluppano per ammiserire un
-uomo. Pure, un giorno, dopo un momento di brutalità, quando mi trovai
-dinanzi una povera donnetta che non aveva commessa altra colpa che
-quella a cui io l'avevo trascinata, sentii il desiderio e la necessità
-di farne mia moglie. _(Con tenera soavità)_ Mi visse due anni, e furono
-i più lieti della mia esistenza.... Non sentite lo stesso desiderio, la
-stessa necessità, voi, che siete una persona sana e virtuosa?
-
- _Fabrizio_
-
-Ma come c'entra tutto questo? Io non comprendo come voi, che, in fondo,
-siete un uomo assai intelligente, mi possiate chiedere sul serio ch'io
-sposi vostra figlia. Il suo caso mi sta a cuore più che non crediate. Le
-ho voluto bene veramente e ancora gliene voglio, ancora mi piace.... Mi
-separavo da lei per evitarle... guai peggiori. Prontissimo a qualunque
-accomodamento, ma sposarla?!... sposarla?!
-
- _Pietro_
-
-Sposarla, s'intende!
-
- _Fabrizio_
-
-Via, non scherziamo. Io non sono un uomo superiore, e non aspiro ad
-esserlo. Se la società in cui viviamo è fatta male, volete che la
-rifaccia proprio io?
-
- _Pietro_
-
-Sposare una ragazza che vi si è data anima e corpo significa rifare la
-società?
-
- _Fabrizio_
-
-Significa sfidarla, il che è più pericoloso.
-
- _Pietro_
-
-La sfidereste se non foste sicuro dell'onestà di lei.
-
- _Fabrizio_
-
-Ma non devo esserne sicuro io; ne devono essere sicuri gli altri.
-
- _Pietro_
-
-Il vostro nome è una garanzia.
-
- _Fabrizio_
-
-Il mio nome esige precisamente ch'io dia conto agli altri della
-rispettabilità di mia moglie.
-
- _Pietro_
-
-E allora a che serve un nome come il vostro se esso non è la marca di
-fabbrica che può garantire la rispettabilità della donna a cui lo date?
-
- _Fabrizio_
-
-Don Pietro, voi mi obbligherete a dirvi delle cose molto crudeli....
-
- _Pietro_
-
-Ma dite, dite....
-
- _Fabrizio_
-
-Voi dimenticate o fingete di dimenticare la circostanza più importante.
-
- _Pietro_
-
-La circostanza più importante è che quella ragazza è rovinata.
-
- _Fabrizio_
-
-La circostanza più importante, la circostanza che esclude le speranze,
-le discussioni e i cavilli, don Pietro, è che essa è....
-
- _Pietro_
-
-_(intuendo)_ Zitto, per carità!
-
- _Fabrizio_
-
-_(vibratamente)_... è che essa è _vostra figlia_!
-
- _Pietro_
-
-_(colpito e annichilito, non può pronunziare una sillaba.)_
-
- _Fabrizio_
-
-_(alzandosi)_ Tutto sommato, è bene che voi abbiate udito il suono di
-queste parole. Ma io vi domando: se anche amassi Margherita sino alla
-follia, in che modo potrei distruggere tutto ciò che le sta d'intorno,
-in che modo potrei annullare il vostro passato, il vostro presente,
-tutta la vostra vita, tutto il discredito -- per non dir di peggio --
-della casa in cui ella è nata ed è vissuta? Sì, vi scalmanate in favore
-delle donne.... Ne sposaste una probabilmente perchè essa non aveva per
-padre un uomo come voi e perchè voi non avevate niente da perdere e
-niente da sacrificarle. Ma per vostra figlia, che avete saputo fare?
-
- _Pietro_
-
-_(oscillando da capo a piedi come preso dalla paura)_ No, no, non
-continuate, non continuate....
-
- _Fabrizio_
-
-Fra questi medesimi muri, che mi accoglievano di nascosto, io avevo
-visto le cose più strane e più equivoche. Venivo qui quando volevo.
-Trovavo una fanciulla sola, sempre sola, disfatta dalla noia e dalla
-malinconia, inutilmente desiderosa di una vita attiva e proficua,
-abbandonata a sè stessa....
-
- _Pietro_
-
-_(quasi vedesse il triste quadro con le sue pupille dilatate e fisse)_ È
-vero!
-
- _Fabrizio_
-
-... senza una risorsa, senza un sollievo....
-
- _Pietro_
-
-È vero!
-
- _Fabrizio_
-
-... disposta a preferire qualunque lotta, qualunque rischio e financo la
-perdizione all'ozio lugubre del suo carcere. Nessuna traccia
-dell'autorità e dell'affetto paterno ci frenava, ci tratteneva, ci
-correggeva; nessun ostacolo si opponeva a me, nessuno a lei.... E mentre
-la solitudine contribuiva ad aumentare gli scoraggiamenti e le insidie
-nell'animo della vostra figliuola, che facevate voi, don Pietro?... Dove
-eravate?... Dove eravate?
-
- _Pietro_
-
-_(sfinito, esausto, parlando a stento)_ Basta, basta, per pietà.... Non
-ho più la forza di ascoltarvi.... Avete ragione.... L'avaro losco, che
-nasconde il suo tesoro in un pozzo senza fondo, non lo ritrova e non ha
-il diritto di ritrovarlo.... Avete perfettamente ragione.... Ma non mi
-tormentate più.... Mi aspettano ancora tante torture.... Concedetemi una
-tregua... e concludiamo il nostro colloquio.
-
- _Fabrizio_
-
-_(con affabilità contenuta)_ La conclusione è che Margherita potrà
-sempre contare sul mio affetto. Credevo di giovarle rompendo ogni legame
-e facendole indirettamente... una mia doverosa offerta. Ma io come io
-non desidero che di continuare ad essere per lei... quello che sono
-stato sinora, assumendo l'impegno... di provvedere alla sua vita, senza
-restrizioni.
-
- _Pietro_
-
-_(come ebetito)_ Questa è la vostra proposta?
-
- _Fabrizio_
-
-Questa.
-
- _Pietro_
-
-Siamo intesi. _(Un silenzio.)_ _(Un'idea tremenda gli occupa d'un subito
-il cervello.)_
-
- _Fabrizio_
-
-A rivederci, Don Pietro
-
- _Pietro_
-
-Riceverete a casa la risposta di mia figlia, fra pochi minuti.
-
- _Fabrizio_
-
-Come vi accomoda. _(Fa per andare.)_
-
- _Pietro_
-
-Non volete neppure stringermi la mano?
-
- _Fabrizio_
-
-_(torna, porgendogli la destra)_ Ma sì.
-
- _Pietro_
-
-_(gliela stringe e gliela trattiene)_ E non lo dimenticate questo
-saluto.
-
- _Fabrizio_
-
-Perchè?
-
- _Pietro_
-
-Perchè... se Margherita vi dirà di sì.... Don Pietro andrà a fare il
-galoppino... nell'altro mondo.
-
- _Fabrizio_
-
-Non dite scioccherie!
-
- _Pietro_
-
-A voi sembra assurdo che un uomo della mia qualità non abbia il coraggio
-di assistere alla... _discesa_ della sua figliuola?... _(Lugubre)_ E
-intanto è così, signor conte, è proprio così.
-
- _Fabrizio_
-
-Vedrete, vedrete. Accomoderemo le cose in maniera che....
-
- _Pietro_
-
-... che tutti saranno soddisfatti?
-
- _Fabrizio_
-
-Precisamente.
-
- _Pietro_
-
-E io non ne dubito.
-
- _(Un breve silenzio.)_
-
- _Fabrizio_
-
-Di nuovo, a rivederci, don Pietro....
-
- _Pietro_
-
-Sì, sì, a rivederci.
-
- _Fabrizio_
-
- _(esce.)_
-
-
-
- SCENA ULTIMA
-
-
- PIETRO E MARGHERITA.
-
-
- _Pietro_
-
-_(si stringe le braccia, incrociate sul petto, come per una sensazione
-di morte. Vede la bottiglia di Cognac. L'afferra, e beve. Tossisce. Si
-alza a guisa di uno stordito. Si accosta alla porta della camera dov'è
-Margherita, e mette l'occhio al buco della serratura. Poi, guardingo,
-tremando, apre un cassetto della scrivania, ne cava una rivoltella.
-Nasconde l'arma nella giacca. Ciò fatto, con accento per quanto gli è
-possibile fermo, chiama:)_ Margherita! Margherita!... Margherita!
-
- _Margherita_
-
-_(comparisce cogli occhi rossi, ansiosa, timida.)_
-
- _Pietro_
-
-_(cercando di dissimulare il colmo dell'orgasmo e parlando con
-solennità, cui mal s'addicono la voce tremula e la pronunzia alquanto
-debole)_ Margherita, ho ragionato a lungo col conte Fabrizii, e ci siamo
-detto... tutto ciò che potevano dirsi due uomini nelle nostre
-condizioni. Il risultato del colloquio è il seguente: Egli non può
-sposarti, e non ti sposerà. Su questo, niente da osservare.... La figlia
-di Don Pietro Caruso non si sposa. _(Pausa.)_ Ma c'è, in compenso, una
-sua proposta... di altro genere. Il conte Fabrizii, per mezzo di tuo
-padre, ti propone di essere la sua... la sua amica, come sei stata sino
-ad oggi; e ti offre, senza restrizioni, il suo appoggio. Vedi che son
-riescito a dire con disinvoltura e con garbo quello... che,
-probabilmente, nessun padre avrà mai detto a una figlia! _(Pausa.)_ Ora,
-Margherita, sei tu che devi decidere. Su, dunque! Animo!... Animo!...
-Che decidi?
-
- _Margherita_
-
-_(vorrebbe, ma non osa guardarlo, nè rispondere. È pallidissima.)_
-
- _(Un silenzio.)_
-
- _Pietro_
-
-_(fissandola acutamente e penosamente)_ Rispondi, Margherita....
-Rispondi. _(Pausa.)_ _(Quasi con energia)_ Che decidi?
-
- _Margherita_
-
-_(abbassa il capo.)_
-
- _Pietro_
-
-_(trepidante, le si avvicina, e, tuttora fissandola, le solleva
-delicatamente il capo, costringendola a sentirsi in faccia lo sguardo di
-lui.)_
-
- _Margherita_
-
-Babbo....
-
- _Pietro_
-
-Avanti!
-
- _Margherita_
-
-_(a un tempo umile e risoluta)_ Io l'amo!
-
- _Pietro_
-
-_(ne ha una tremenda stretta al cuore; ma si padroneggia.)_ E sta bene.
-Non è necessario di aggiungere altro. Egli aspetta la tua risposta. Te
-la dètto io. Scrivi.
-
- _Margherita_
-
-_(sospesa, timorosa, non si muove.)_
-
- _Pietro_
-
-_(con cupa violenza)_ Ti ordino di scrivere!
-
- _Margherita_
-
-_(automaticamente, siede presso la scrivania, e si dispone a scrivere.)_
-
- _Pietro_
-
-_(ridiventando mite)_ Poche parole, ma compendiose. Scrivi, scrivi.
-_(Dettando:)_ «Accetto la vostra proposta»... _(Pausa. -- Con un intimo
-avanzo di speranza)_ Hai scritto?
-
- _Margherita_
-
-Sì.
-
- _Pietro_
-
-_(sente la condanna che è in quel SÌ, e continua a dettare:)_
-«L'accetto... _imperciocchè_ vi amo e fido ciecamente in voi»... Se sei
-abituata a dargli del tu, correggi! _(Dètta:)_ «Vi prego di venire
-appena avrete ricevuta questa lettera... _imperciocchè_... urge la
-vostra presenza».... _(Ancora un lampo di speranza)_ Hai scritto?
-
- _Margherita_
-
-Sì.
-
- _Pietro_
-
-_(sente ribadire la condanna; le forze gli mancano, si piega un istante
-sul tavolino; ma di nuovo si padroneggia e si solleva.)_ Benissimo.
-Firma, chiudi e mettici l'indirizzo.
-
- _Margherita_
-
-_(esegue.)_
-
- _Pietro_
-
-_(girando intorno lo sguardo smarrito)_ Il mio cappello?...
-
- _Margherita_
-
-Babbo, non uscire, adesso!
-
- _Pietro_
-
-_(prende la lettera di su la scrivania)_ Il palazzo Fabrizii è qui
-vicino. Porto la tua risposta al signor conte....
-
- _Margherita_
-
-Ma no, non c'è bisogno.... Non è indispensabile! _(Con uno slancio
-affettuoso)_ Non voglio! Non voglio!
-
- _Pietro_
-
-_(ha un raggio di illusione negli occhi)_ Non vuoi?... Che cosa non
-vuoi?
-
- _Margherita_
-
-Non voglio che ci vada tu stesso.... Sarebbe brutto, babbo, sarebbe
-sconveniente!...
-
- _Pietro_
-
-Ah! _(Pausa. -- Ricascando nella sua profonda tristezza)_ Questo è che
-non vuoi!... Eppure, è la prima volta che ti sono, in certo modo, un
-poco utile... Finora, non ti ho fatto che del male, Margherita. Assai te
-ne ho fatto!... Ti prometto di non fartene mai più!... Oh, non pensare
-che la testa mi giri! So quello che dico.... Poc'anzi..., questo è
-vero..., poc'anzi ho ancora bevuto.... Ma, credimi, ho le idee chiare,
-precise, fisse, ben inchiodate nel cervello, come non le ho mai
-avute.... _(Le si avvicina, profondamente commosso, con dolcezza, quasi
-con devozione)_ Senti, Margherita. Tu... ti perdi... sì, ti perdi perchè
-sei mia figlia....
-
- _Margherita_
-
-Babbo!...
-
- _Pietro_
-
-Ed io... ti chiedo perdono d'essere tuo padre!
-
- _Margherita_
-
-Babbo, non parlarmi così....
-
- _Pietro_
-
-_(stringendosela forte tra le braccia e scoppiando in un pianto
-dirotto)_ Dimmi, dimmi che mi perdoni....
-
- _Margherita_
-
-_(anche lei piangendo)_ Io non ho nulla da perdonarti!
-
- _Pietro_
-
-La tua incoscienza è la mia peggiore condanna! Dimmi che mi perdoni,
-Margherita, dimmi che mi perdoni... te ne supplico....
-
- _Margherita_
-
-E sia.... E sia. Ti perdòno.... Sì, ti perdòno... ti perdòno....
-
- _Pietro_
-
-_(coprendola di baci e di lagrime)_ Grazie... Grazie.... _(Frena il
-pianto, e, fingendo di calmarsi, a poco a poco si distacca da lei)_
-Ecco... lo vedi... ora sono tranquillo. _(Sorride. Si drizza quasi
-impettito. Piglia il cappello e se lo calca in testa.)_
-
- _Margherita_
-
-Con questa giacca esci, babbo?
-
- _Pietro_
-
-Ah?... _(Stranamente imbarazzato)_ Con questa giacca? No. _(Se la toglie
-e cerca un pretesto per sottrarsi all'attenzione di Margherita.)_ Guarda
-un po', Margherita, se piove ancora.
-
-_(Mentre ella va alla finestra e l'apre e la richiude, Don Pietro, con
-circospezione e sveltezza, cava la rivoltella dalla tasca della giacca e
-la ficca in una tasca del soprabito.)_
-
- _Margherita_
-
-No, babbo, non piove più.
-
- _Pietro_
-
-Be'!
-
- _Margherita_
-
-_(lo aiuta a indossare il soprabito.)_
-
- _Pietro_
-
-_(ne ha un brivido come se ella gli mettesse addosso la Morte.)_
-
- _Margherita_
-
-_(resta immobile, quasi attonita, seguendo lui con lo sguardo
-interrogativo.)_
-
- _Pietro_
-
-_(dopo di aver indugiato qualche istante, abbottonandosi)_ Addio, eh?...
-_(Ed esce, cantando con un estremo sforzo di volontà:)_
-
- Sconto col sangue mio
- L'amor che pósi in te....
- Non ti scordar di... me...
-
-_(La voce, lontana, si spezza come in un singulto.)_
-
-
- SIPARIO.
-
- _(Fine del dramma.)_
-
-
-
-
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DON PIETRO CARUSO ***
-
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